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ZACÀ
ZACCÀ |
Zacà è specifico del leccese, di Nardò e di Gallipoli, Zaccà,
quasi unico, sembrerebbe del napoletano, dovrebbero derivare da
forme alterate dialettali originate dal nome arabo
Saqqah
derivato dal termine che identifica chi fa il mestiere di
trasportatore d'acqua. |
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ZACARIA
ZAGARIA |
Zacaria è tipico del casertano, di Trentola-Ducenta e Parete,
Zagaria ha un ceppo nel casertano a Casapesenna ed uno
probabilmente non secondario a Salerno, uno a Salandra e
Ferrandina nel materano, ma il nucleo principale è pugliese,
concentrato ad Andria, Barletta e Canosa Di Puglia nel barese
con un ceppo secondario a Cerignola (FG), potrebbero derivare da
modificazioni del nome ebraico
Zacharia.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Zagaria è cognome pugliese dalla forma base Zagari che deriva
dal siciliano 'zagara'
< arabo 'zahr'
= fiore dell'arancio
e di altri agrumi profumatissimi. Minervini 520. |
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ZACCAGNI
ZACCAGNINI
ZACCAGNINO
ZACCAGNO |
Zaccagni
molto molto raro ha un ceppo nel torinese ed uno lombardo,
Zaccagnini, oltre al ceppo toscano ha anche un forte nucleo
nella fascia centrale tra Abruzzo e Lazio, Zaccagnino è tipico
del potentino, Zaccagno estremamente raro sembra dell'aquilano,
dovrebbero derivare da soprannomi originati o dal termine
dialettale zaccagner (attaccabrighe) o da zaccagnino
(buffoncello), un esempio di quest'uso si ha in Lombardia nel
1400 con il bandito da strada Giovanni Pietro da Carcano detto
Zaccagnino. |
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ZACCARA |
Specifico della zona di Lauria (PZ).
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Raro, probabilmente originario del potentino, potrebbe derivare
dal napoletano zaccara,
nel senso di bambina, ragazza, ma è anche possibile che si
tratti di una variante del nome Zaccaria. |
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ZACCARELLA
ZACCARELLI
ZACCARELLO
ZACCARI
ZACCARIA
ZACCARIN
ZACCARINI
ZACCARINO
ZACCARO |
Zaccarella, molto molto raro, ha un piccolo ceppo a San Giovanni
Lupatoto e Verona nel veronese ed a Montaquila nell'iserniese,
Zaccarelli è molto diffuso in Emilia e Romagna, soprattutto a
Forlì e Meldola nel forlivese ed a Carpi, Modena e Mirandola nel
modenese e Ro Saliceto, Correggio e Reggio Emilia nel reggiano
ed a Bologna e Ravenna, con un ceppo anche a Roma e nel
latinense a Roccasecca dei Volsci e Latina, Zaccarello è
tipicamente siciliano, di Siracusa e di Nicosia nell'ennese,
Zaccari sembra tipico del frusinate con un ceppo anche nel
beneventano, Zaccaria è panitaliano, Zaccarin è specifico
dell'area che comprende le province di Treviso e di Pordenone,
Zaccarini, tipicamente emiliano, è soprattutto del ravennate,
Zaccarino, assolutamente rarissimo, parrebbe del beneventano,
Zaccaro è diffuso nel cosentino, in Basilicata ed in Puglia,
dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, da
Zaccaro
forma arcaica per Zaccaria o direttamente dal nome Zaccaria,
secondo altri potrebbe derivare dal termine dialettale
zaccaro
(piccolino, bambino).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Zaccaria, Zaccherini in Emilia-Romagna sono documentate le
seguenti forme: Zaccaria, al 96° posto in Russi, Zaccherini, al
62° in Imola. Si tratta della cognominizzazione dell'antico
nome biblico Zaccaria
(Zacharia
o Zacharias
in latino), dall'ebraico
Zekharyâh. E' un nome composto
da una prima parte, 'zachar'
(ricordarsi)
e da una seconda che comprende il nome del Dio di Israele (Yahvé)
in forma abbreviata -yah.
Il suo significato potrebbe quindi essere "Iddio
si è ricordato", assegnato a un
figlio desiderato e voluto. Paraboschi p. 192. |
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ZACCARDELLI
ZACCARDI
ZACCARDINI
ZACCARDINO
ZACCARDO |
Zaccardelli è specifico di Isola del Liri nel frusinate e del
vicino romano ed aquilano, Zaccardi ha un ceppo nel parmense ed
è diffuso nella fascia che comprende Lazio, Abruzzo e Molise,
Zaccardini è specifico di Maglianmo Romano e Roma nel romano,
Zaccardino, che sembrerebbe unico, è laziale, Zaccardo ha un
piccolo ceppo nel modenese, uno a Roma ed uno a Muro Lucano nel
potentino, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite
varie forme ipocoristiche, dal nome e soprannome medioevale
Zachardus,
una germanizzazione arcaica del nome ebraico
Zacharyah,
troviamo un Antonucius dictus Zachardus nell'elenco degli
scolari dell'Università di Perugia dell'anno 1513 , troviamo
tracce di cognominizzazioni Zachardi e Zachardus nella
Numerazione dei Fuochi della Valle del
Sangro del 1447 nel teatino, in
Abruzzo. |
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ZACCARIELLI
ZACCARIELLO |
Zaccarielli è quasi unico ed è quasi sicuramente dovuto ad un
errore di trascrizione, Zaccariello è tipico del casertano, di
Frignano, Aversa, Casal di Principe, San Marcellino e Macerata
Campania, dovrebbero derivare da una forma vezzeggiativa
dialettale del termine dialettale
zaccaro (piccolino,
bambino), sarebbe l'equivalente
di bambiniello. |
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ZACCHEDDU |
Tipico della Sardegna centromeridionale, Zaccheddu dovrebbe
derivare dall'ipocoristico in lingua sarda dell'aferesi tronca
del nome Iacopo.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
ZACCHEDDU: tsaccàre, tzaccài,
(ma anche tzaccarrài)
= fendere, spaccare, scoppiare,
crepitare, battere, etc. "Tzaccarràu
siast =
che tu possa squarciarti.
"Ki ti tzaccarrint is barras"!
= Che ti si possano squarciare
le ganasce"! "Su
tzaccàrru de su tronu"! =
Il rombo del tuono.
Tzaccarrai is dentis po su frius = battere i denti per il
freddo. Etc. etc. Tzàcca e poni è un gioco di gruppo,
tradizionale. Derivano tutti dalla radice onomatopeica "zacch"
o meglio "tzakk".
Su tzakkéddu è precisamente il mal di testa (come se la testa
stesse per scoppiare). Si tratta di un cognome poco diffuso. Non
l'abbiamo trovato nei documenti antichi da noi consultati.
Attualmente è presente in 67 Comuni italiani, di cui 34 in
Sardegna: Cagliari 29, Villacidro 24, Laconi 21, etc. |
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ZACCHEI
ZACCHEO
ZACHEO |
Zacchei ha un ceppo toscano, a Sinalunga, Asciano, Siena,
Torrita di Siena e Rapolano Terme nel senese ed a Cortona,
Foiano della Chiana ed Arezzo nell'aretino, con un ceppo a
Notaresco nel teramano ed uno a Roma e Civitavecchia nel romano,
Zaccheo ha un ceppo veneziano, uno nel latinense ed uno nel
barese e tarentino, Zacheo è tipico del Salento, dovrebbero
derivare da forme aferetiche dialettali del nome
Isacco.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Zacchei è cognome lucano presente a Grassano, Potenza, ZACCHÈO a
Pisticci; cfr. Zacchèo cal., Zachèo nel Salento: cogn. pugliese
di tradizione biblica = lat.
Zacchaeus (De Felice 268), in
papiri greci (sec. VIII)
Zachaios (DCS). |
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ZACCHERONI |
Cognome tipicamente forlivese, dovrebbe derivare da un
soprannome.
integrazioni fornite da
Stefano Bettazzi
Tipicamente romagnolo, con un ceppo maggiore nel forlivese,
questo cognome deriva dal termine
zaccherone,
col significato di persona trasandata, sciatta o, in senso
figurato, di individuo dalla vita disordinata: l'origine del
vocabolo va ricercata nel termine
zacchera
(dall'antico alto tedesco zahhar,
col significato di goccia, lacrima), col quale si indica lo
schizzo di fango che macchia le scarpe o i vestiti. Si tratta,
dunque, della cognominizzazione di un soprannome attribuito al
capostipite.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Zaccheroni è cognome forlivese derivato da
Zaccaria
(cfr.). |
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ZACCHETTI
ZACCHETTO
ZACCHI
ZACCHIN
ZACCHINI
ZACCHINO
ZACCONE
ZACCONI |
Zacchetti è tipico delle province di Milano, Lodi e Pavia,
Zacchetto è unico ed è un probabile errore di trascrizione,
Zacchi sembra avere tre ceppi, nel bresciano nel bolognese e tra
Firenze ed Arezzo, Zacchin, che sembrerebbe del vicentino, è
unico, Zacchini è dell'area che comprende il fiorentino e
l'aretino, il bolognese, la Romagna ed il pesarese, Zacchino ha
un piccolo ceppo nel latinense, uno molto consistente a Nardò
nel leccese ed uno a Palermo, Zaccone ha un nucleo principale in
Calabria, ma esistono ceppi, forse secondari nel materano, nel
napoletano e tra genovese e astigiano, Zacconi, molto raro,
dovrebbe essere tipico del maceratese, con un probabile ceppo
secondario nel milanese. Tutti questi cognomi derivano da
modificazioni o dell'aferesi del nome
Isacco o,
più frequentemente, da variazioni dell'apocope del nome
Jacopo
(Jaco, Giaco, Zaco,
ecc.), nel primo caso, sono probabili ascendenze ebraiche. Nel
1500 troviamo a Rubiera (RE) un notaio Francesco Zacchetti, così
è riportato in un'iscrizione: "HOC CRISTI TABERNACOLO ORNATUM
EST M.D.XVII 5 IND. D. FRANCESCO CAVALLERINI MUTINA CAPELLANO
PROCUR. VIR. BOCa. IO. P.NI CREMON. FAB.CE HER. EXACT. Et GAS.
MILANA. FRAN. ZACHE(etti)". |
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ZACCOLO |
Zaccolo
ha un piccolo ceppo a Latisana nell'udinese ed uno a Cagliari,
il ceppo friulano potrebbe derivare da una forma ipocoristica
aferetica dialettale derivata dal nome Isacco, il ceppo sardo,
se dovesse essere autoctono, potrebbe derivare da un soprannome
dialettale con il significato di stizzoso, forse una
caratteristica comportamentale del capostipite. |
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ZADRA
ZADRO |
Zadra sembrerebbe tipico della zona ce comprende Trento, Cles e
Tres, Zadro, decisamente più raro, ha un nucleo tra le province
di Pordenone e di Venezia, zona di San Vito Al Tagliamento e
Cordovado (PN) e di Portogruaro (VE) , dovrebbe derivare da un
soprannome dialettale derivato dal vocabolo dialettale
zadro
(teatro)
derivato a sua volta dal vocabolo latino
Theatrum,
originato il soprannome probabilmente
dall'abitare la famiglia nelle prossimità di una località dove
si tenevano rappresentazioni teatrali. Tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo a Treviso nel 1368 con il Notaio
della Cancelleria Inferiore della Repubblica Serenissima
Girolamo Zadra, e a Pozzolo (VI) nel 1500 con un certo Giorgio
De Zadra citato in un atto del 1542. |
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ZAFARANA
ZAFFARANA
ZAFFERANA |
Zafarana è siciliano, del nisseno, di Mazzarino, Niscemi, Gela,
Caltanissetta, di Siracusa e di Palermo, Zaffarana è tipico del
catanese, di Catania, Militello In Val di Catania e
Caltagirone, Zafferana pure, anche assolutamente rarissimo, e se
si tratta probabilmente di un errore di trascrizione del
precedente, dovrebbe derivare dalla forma dialettale del
toponimo Zafferana Etnea (CT).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Zaffarana è forma geminata del cognome Zafarana dal siciliano 'zafarana'
= zafferano,
dall'arabo "za'farān".
Possibile anche una derivazione dal toponimo Zafferana Etnea che
però è di fondazione piuttosto recente. Caracausi II 1726. |
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ZAFFARANI
ZAFFARANO
ZAFFERANI
ZAFFERANO |
Zaffarani è tipicamente romano, Zaffarano è tipico del Gargano,
di Vico del Gargano e Vieste nel foggiano, Zafferani, molto
raro, è riminese, Zafferano ha qualche presenza nel materano ed
un piccolo ceppo a Cosenza, questi cognomi dovrebbero derivare
dal fatto che i capostipiti coltivassero zafferano o che questo
fosse oggetto dei loro commerci, spezia il cui nome deriva
dall'arabo azzafaran,
a sua volta derivato dal persiano
sahafaran,
che nasce dal termine asfar
(giallo). |
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ZAFFARESE |
Quasi
unico è specifico del materano. |
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ZAFFARONE
ZAFFARONI |
Zaffarone, quasi unico, è della Lombardia settentrionale,
Zaffaroni, decisamente lombardo, ha un ceppo nel comasco a
Turate, a Limido Comasco, ad Appiano Gentile, a Mozzate, e
Guanzate, nel varesotto a Gerenzano, Saronno, Cislago, Uboldo,
Castellanza, Busto Arsizio, Caronno Pertusella, Origgio, Cassano
Magnago e Cairate ed a Milano, Rescaldina, Legnano e Cerro
Maggiore nel milanese, dovrebbero derivare da soprannomi
originati dall'italianizzazione del termine dialettale lombardo
arcaico zaffranon
(zafferano bastardo
o grogo, chartamus tinctorius). |
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ZAFFIRI
ZAFIRI |
Zaffiri è tipicamente abruzzese, del pescarese e dell'aquilano,
Zafiri sembra essere unico ed è probabilmente il frutto di un
errore di trascrizione del precedente, dovrebbero derivare dal
nome e cognome albanese Shafir
o Saphir,
non si può escludere una derivazione dal termine arabo
shafi
(mediatore)
intendendo essere questo il mestiere del capostipite. |
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ZAGAGLI
ZAGAGLIA |
Zagagli, quasi unico, è probabilmente dovuto ad un errore di
trascrizione di Zagaglia, che è specifico dell'anconetano, di
Osimo in particolare e di Castelfidardo, Falconara Marittima e
Filottrano, di San Severino Marche nel maceratese e di Roma,
dovrebbero derivare da soprannomi originati dal termine
zagaglia
(sorta di lancia di origine
africana), termine già in uso
in epoca medioevale, probabilmente riferito ad armati di
fanteria. |
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ZAGGIA
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Molto
raro è specifico del padovano, |
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ZAGHI
ZAGHINI
ZAGO
ZAGOTTO |
Zaghi è specifico del ferrarese e rovigoto, Zaghini è tipico di
Rimini, Zago è tipico del Veneto, con un ceppo anche nel
ragusano a Comiso in particolare ed a Vittoria e Ragusa, sia
Zaghi che Zago sembrerebbero avere un ceppo secondario in
Piemonte ed uno nel milanese , Zagotto, molto molto raro, è
tipico del veronese orientale, dovrebbero derivare dall'aferesi
di toponimi quali: Massanzago nel padovano, Lorenzago nel
bellunese, Cazzago nel veneziano, Vanzago nel milanese, Sozzago
nel novarese, ecc. Tracce importanti di queste
cognominizzazioni le troviamo nella seconda metà del 1400 con il
pittore di origini bergamasche Antonio Zago operante in tutto il
territorio veneto.
integrazioni fornite da
Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
Una possibile derivazione potrebbe derivare dal fatto che Zago
in dialetto veneto è il nome con il quale viene chiamato un
Chierico, cioè uno che sta per diventare prete e a volte zaghi
sono anche detti i chierichetti. |
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ZAGLI
ZAGLIO
ZALLIO |
Zagli è tipico del fiorentino, di Firenze, Borgo San Lorenzo,
Scandicci, Bagno a Ripoli, Vicchio, Firenzuola e Fiesole, Zaglio
invece è decisamente lombardo dell'area bresciano mantovana, in
particolare di Lonato, Desenzano Del Garda e Brescia e di
Castiglione Delle Stiviere (MN), Zallio, molto molto raro, ha un
ceppo nel genovese che dovrebbe essere originario
dell'alessandrino, la derivazione potrebbe essere da
un'italianizzazione del nome della
Gens Sallia,
ma appare troppo lontana la zona d'influenza della stessa per
quanto riguarda il ceppo lombardo e piemontese, più probabile
per questi una derivazione dal nome personale medioevale latino
Sallius
di cui abbiamo un esempio nel
Codice Diplomatico della Lombardia Medioevale
in una Carta convenientie, finis
et divisionis dell'anno 1184 a
Ozzero nel milanese: "Ego Sallius filius quondam Petribelli de
Morocaballo, de burgo Roxate, notarius ac domini Friderici
imperatoris missus, autenticum huius exenpli vidi et legi, ita
ut | in eo continetur legitur in isto, preter litteras plus
minusve...". |
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ZAGORDA
ZAGORDI
ZAGORDO |
Sia
Zagorda, che Zagordi e Zagordo sono assolutamente rarissimi,
quasi scomparsi, potrebbero essere di origine calabrese,
potrebbero derivare dal nome greco
Zagreus,
si hanno tracce nel 1800 di una presenza di famiglie Zagordo a
San Marco Argentano (CS) e a Catanzaro.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Zagordo è cognome calabrese dal termine dialettale 'zaguordu'
= uomo zotico.
Rohlfs 279. |
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ZAIA
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Zaia ha un ceppo nel trevisano, pordenonese ed udinese, uno nel
rovigoto con un ceppo, probabilmente secondario di origini
venete, nel torinese ed un ceppo nell'isola di Lipari nel
messinese, che potrebbe anch'esso essere di origini istriane e
risalire al periodo fascista, al 1940 epoca della deportazione a
Lipari di friulani, sloveni e croati contrari al regime di
allora.
integrazioni fornite da
Daniele Zaia
Abbastanza comune in Friuli e nel Trevigiano, pare essere la
forma assunta in Italia dal cognome
Zajc,
molto comune nei confinanti paesi di lingue slave. La parola
vuol dire lepre.
Un secondo centro di irradiazione del cognome è la Sicilia ma,
con etimologie differenti, avendo il termine siciliano origine
araba. |
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ZAINO
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Molto raro dovrebbe essere originario della fascia che comprende
Abruzzi, Lazio e alta Campania.
integrazioni fornite da
Rossella Santoro
L'intera famiglia è unica nel paese di Martina Franca provincia
di Taranto. Il nonno di mia madre era orfano, trovatello di
guerra e il cognome Zaino gli venne attribuito dal funzionario
dell'orfanotrofio |
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ZALIANI |
Assolutamente rarissimo, è tipico del pavese, potrebbe derivare
dall'aferesi del toponimo Pizzale (PV). |
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ZALLOCCHI
ZALLOCCO |
Zallocchi, quasi unico, è probabilmente dovuto ad errori di
trascrizione di Zallocco, che è tipico dell'area che comprende
le province di Macerata ed Ascoli Piceno, di Potenza Picena,
Civitanova Marche e Morrovalle nel maceratese e Montegranaro e
Sant'Elpidio A Mare nel Piceno, dovrebbero derivare dal nome
medioevale Zalochus
di cui abbiamo un esempio nella prima metà del 1500 con un certo
Zalocco inviato della Serenissima presso Solimano il Magnifico
come si evince dalle
Sarracenicae Historiae Caelii Augustini Curionis:
"...Zalochus ad Solymanum missus...". |
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ZALTRON |
Tipico del vicentino, della zona di Schio e Marano Vicentino.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
è un cognome vicentino che deriva dalla voce dialettale veneta
zaltron
che significa cialtrone.
Cfr. D. Olivieri, I cognomi della Venezia Euganea, 1924, p. 233 |
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ZALUNARDO |
Zalunardo, abbastanza raro, è tipicamente veneto, del trevisano
e del veneziano, di Venezia e Noale nel veneziano e di Paderno
del Grappa, Ormelle e Castelcucco nel trevisano, dovrebbe
derivare dal nome del capostipite, che probabilmente aveva un
nome composto dal nome Gianni,
alterato prima in Zanni
e quindi per apocope divenuto Za,
unito al nome Leonardo
modificato dal dialetto in
Lunardo. |
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ZAMA
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Zama ha un ceppo molto consistente a Faenza nel ravennate, con
buone presenze anche a Ravenna, Lugo, Russi, Bagnacavallo e
Cotignola sempre nel ravennate e ad Imola nel bolognese, un
ceppo a Roma ed uno a Palermo, dovrebbe derivare dal nome tardo
latino Zama,
ricordiamo San Zama, Vescovo di Bologna, il cui culto si diffuse
parecchio nell'areale bolognese e ravennate, venne martirizzato
nel III° secolo sotto Diocleziano. |
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ZAMANA
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Assolutamente rarissimo, dovrebbe essere del rovigoto, forse di
origine turca. |
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ZAMARA
ZAMARO |
Zamara,
assolutamente raro, sembra lombardo, Zamaro, molto raro, è
tipico dell'udinese, dovrebbero derivare da una contrazione
dialettale del nome Gianmaria o Gianmario, troviamo tracce di
queste cognominizzazioni nel 1400 a Sarezzo (BS) con
l'intagliatore, scultore ed ebanista Clemente Zamara. |
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ZAMARCHI
ZAMARCO
ZAMMARCHI
ZAMMARCO |
Zamarchi è del veneziano e Zamarco della zona tra padovano e
rovigoto, Zammarchi ha vari ceppi, uno nel bresciano, a
Castrezzato, Brescia e Lograto, uno nel parmense a Parma e
Mochio delle Corti, uno in Romagna a Cesena e San Mauro Pascoli
nel cesenate, nel riminese a Sant'Arcangelo di Romagna, Rimini e
Bellaria Igea Marina nel riminese, ed uno a Ravenna, in Toscana
ha un ceppo nel grossetano a Manciano e Semproniano, Zammarco
sembrerebbe unico, dovrebbero tutti derivare da una forma
dialettale del nome Gian Marco,
probabilmente portato dai capostipiti. |
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ZAMARIAN |
Zamarian è tipico della zona che comprende il veneziano ed il
Friuli, in particolare San Michele al Tagliamento e Portogruaro
nel veneziano, Morsano al Tagliamento nel pordenonese e
soprattutto Latisana e Precenicco nell'udinese, dovrebbe
derivare dal cognomen latino
Zamarianus, di probabili
origini orientali, di cui abbiamo un esempio d'uso in epoca
imperiale romana: ".. Quod dictum graviter Imperatorem pupugit
ob culpam in altero dimittendo et in altero invitando admissam,
et in Claudium graviter commotus est Abuna, et Imperatorem in
eumdem irritavit et unde sumptum initium eiusdem in eum
rebellionis et internecionis. Si maiorem dilectionem nemo habet,
Christi Domini testimonio, quam ut animam suam ponat quis pro
amicis suis, quae maior umquam extitit dilectio quam illa qua
dominus Zamarianus tembenensis ex patrum amore fortunas,
praefecturam, cognatos et filios suumque caput in extremum
periculum, vel potius perniciem proiecit? ..". |
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ZAMATI
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Praticamente unico, potrebbe essere di origine siciliana o
calabrese e derivare da un soprannome legato al vocabolo arabo
Zamat (mucca) e starebbe ad indicare il mestiere del mandriano. |
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ZAMBALDI
ZAMBALDO |
Zambaldi è un tipico cognome trentino, di Trento in particolare
e di Cavedine, Terlago e tutto il Trentino, Zambaldo, un poco
meno diffuso, è specifico invece del veronese, si dovrebbe
trattare di cognomi derivati dal nome
Giambaldo
o Gianbaldo
composto da Giovanni
che per aferesi e modificazione dialettale si trasforma in
Zanni
e da Baldo. |
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ZAMBAGLIONE |
Zambaglione, praticamente unico, è del potentino, potrebbe
trattarsi di un cognome di fantasia, basato su l termine
dialettale arcaico zambaglione
(zabaglione o zabaione,
una bevanda a base di uova e liquore data per rinvigorire), cui
forse il funzionario borbonico dell'istituto di accoglienza
attribuiva la causa della nascita del capostipite, con molta
probabilità un fanciullo abbandonato. |
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ZAMBARBIERI |
Specifico
della zona che comprende alto piacentino, pavese, lodigiano e
sudmilanese, potrebbe derivare dall'unione dell'aferesi del nome
Gianni, con il cognome Barbieri, per identificare a quale
schiatta dei Barbieri appartenesse il capostipite. |
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ZAMBELLI
ZAMBON
ZAMBONI
ZAMBONIN
ZAMBONINI |
Zambelli è specifico della Lombardia centro orientale, del
veronese e dell'Emilia, dal reggiano al bolognese, Zambon è
decisamente veneto, con un ceppo anche nel latinense dovuto
all'emigrazione forzata dei veneti per bonificare le paludi
Pontine durante il ventennio fascista, Zamboni è specifico
dell'areale che comprende bergamasco, bresciano, trentino e
veronese, mantovano, reggiano, bolognese e ferrarese, Zambonin è
decisamente veneto, del padovano in particolare, Zambonini è del
reggiano, con presenze anche in Lombardia ed in Veneto,
dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite ipocoristici,
da modificazioni, più o meno dialettali, del nome
Gianni
con l'aggiunta di aggettivi come
bello e
buono
(Gianni bello, Gianni buono). |
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ZAMBERLAN
ZAMBERLI
ZAMBERLIN
ZAMBERLINI |
Zamberlan ha un piccolo ceppo secondario nel mantovano, ma la
zona d'origine è il Veneto, dove è molto diffuso soprattutto nel
vicentino, a Vicenza, Sovizzo, Costabissara, Castelgomberto,
Isola Vicentina e Bolzano Vicentino, nel trevisano a Treviso,
Roncade e Villorba, a Verona e ad Iesolo nel veneziano,
Zamberli, praticamente unico, è probabilmente il frutto di
un'errata registrazione di Zamberlin, che, come Zamberlini,
sembrerebbe essere unico, e parrebbe triestino, dovrebbero
derivare, attraverso alterazioni, dal nome medioevale
Zamberla,
citato ad esempio in un atto del quattro dicembre 1219 a
Bergamo, con il quale un certo Zamberla della Pusterla riceve in
locazione perpetua una vigna di proprietà del Monastero
bergamasco di Astino, ma è pure possibile una derivazione da un
soprannome originato dal termine veneto arcaico
zamberlo
(lunga e larga veste di panno
pesante), forse a
caratterizzare il capostipite come un uomo freddoloso.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Zamberlan è cognome veneto che significa 'ciambellano'
Olivieri, 211. |
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ZAMBITO
ZAMMIT
ZAMMITI
ZAMMITO
ZAMPITO |
Zambito è specifico siciliano della zona di Favara, Agrigento,
Montallegro e Siculiana, Zampito è un errore di trascrizione del
precedente, Zammit, ha sparute presenze nel romano ed in
Sicilia, Zammiti è praticamente unico, Zammito è ben presente in
Sicilia ad Aragona nell'agrigentino ed a Palermo, Valledolmo,
Termini Imerese e Carini nel palermitano, potrebbero essere di
origine maltese e derivare da un soprannome per
compagno del cuore,
ma non si può escludere una derivazione dal nome ebraico
Zaham.
Esiste un'ipotesi che li farebbe derivare dal termine yiddish
Zamit, che indica una regione della Lituania, ma la cosa appare
assolutamente improbabile. |
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ZAMBOTTI
ZAMBOTTO |
Zambotti
è tipico del Trentino, della zona di Fiavè in particolare,
Zambotto invece è più propriamente veneto, dell'area che
comprende le province di Verona, Vicenza e Padova, dovrebbero
derivare da soprannomi dialettali originati dal vocabolo zampa. |
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ZAMBRA
ZAMBRINO |
Zambra è tipico del comasco, di Nesso e Como, con un piccolo
ceppo anche a Canal San Bovo in trentino, potrebbe derivare da
un soprannome basato sul termine dialettale arcaico comasco
zambra
(zimarra,
una specie di soprabito molto elaborato e decorato o lunga
vestaglia, con maniche molto larghe, usata dalle persone di
riguardo), forse ad indicare che il capostipite fosse abituato
ad indossarla spesso. |
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ZAMBRI
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Zambri, molto molto raro, ha un piccolo ceppo a Città di
Castello nel perugino ed uno a Venosa nel potentino, potrebbe
derivare dal nome ebraico medioevale
Zambri,
ricordiamo con questo nome uno dei dodici maestri rabbini
convocati a Costantinopoli da Sant'Elena, la madre
dell'imperatore Costantino, per discutere sulla conversione al
cristianesimo del figlio Costantino e che vennero sopraffatti
dalla logica di San Silvestro che, secondo la leggenda, arrivò a
dimostrare la collusione del rabbino con il demonio. |
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ZAMBRINI
ZAMBRINO |
Zambrini sembra essere specifico dell'area di Imola nel
bolognese e del ravennate, Zambrino, molto, molto più raro,
dovrebbe essere del potentino, potrebbero derivare dal nome
Zambrino
citato anche da Vincenzo Monti nella sua tragedia
Galeotto Manfredi Principe di Faenza
dove appunto Zambrino è uno dei personaggi. |
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ZAMBROTTA
ZAMBROTTI
ZAMPROTTA |
Zambrotta è assolutamente rarissimo, Zamprotta è sempre molto
raro, dovrebbero essere originari di Caserta, Zambrotti è quasi
unico, potrebbero derivare da un soprannome legato al vocabolo
di origine araba zahamt
(mucca).
integrazioni e stemma
forniti da Prof. Italo Zamprotta
Il cognome originale di queste famiglie era
Zianfrocta.
Famiglia dimorante a Gaeta nella prima metà del XV° secolo. La
notizia è ricavata da Ristampe
Capuane,opera catalogata nella
Biblioteca del Museo Campano di Capua. La cronistoria è firmata
nel 1925 dall'Avv.Luigi Rotondi. Da questa famiglia Zianfrocta
derivano le attuali famiglie Zamprotta, Zambrotta, Gianfrotta,
Gianfrocca, Cianfrocca.
Il personaggio più antico finora ritrovato è Guglielmo
Zambrotta, citato in un documento del 6 febbraio 1338 della
Certosa di Padula,
in cui l'Abate Nicola del Monastero di S.Maria di Cadossa e
Signore del casale di Casalnuovo, convoca gli uomini di quella
università e li interroga su alcune consuetudini e comportamenti
(cfr.C.Carlone, I regesti dei documenti della certosa di Padula
[1070-1400]), p.121, 1996. Il cognome Zambrotta è attestato a
Lagonegro, con la variante
Zambrotti, quest'ultima
emigrata nel XIX° secolo a S.Pietro al Tanagro (cfr.G. Rohlfs,
Dizionario storico dei cognomi in Lucania, pp.205-6, Longo,
Ravenna, 1985). Il Can.Giuseppe Zambrotti di Casalnuovo
(richiamato nel Catasto onciario del 1753) nel 1747 pubblicò a
Napoli un volumetto di Poesie toscane e latine dedicato al Re
Carlo di Borbone, in occasione della nascita dell'Infante
Filippo (cfr.Biblioteca Nazionale Centrale, Roma). Nel Catasto
onciario di Caserta e Casali del 1749, invece, risultano
residenti a S.Barbara di Caserta il mastro falegname e
proprietario terriero Giuseppe Zambrotta (1707) e la sorella
Elisabetta (1704), coniugata col nobile napoletano Prisco
Dell'Aquila, con le rispettive famiglie, e una Maddalena
Zamprota (1702), coniugata con Angelo Cervone e residente a
S.Maria Capua Vetere (Catasto onciario della Provincia di Terra
di Lavoro-Distretto di Capua-S.Maria Capua Vetere (1754). |
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ZAMBUTO
ZAMMUTO |
Rarissimo, Zambuto è tipico della Sicilia sudoccidentale, di
Agrigento in particolare, di Ribera e Favara nell'agrigentino e
di Acate nel ragusano, Zammuto, rarissimo, dovrebbe essere
originario anch'esso dell'agrigentino, dovrebbero derivare da un
soprannome basato su alterazioni dialettali del vocabolo arabo
zahamt
(mucca) e starebbe ad indicare il mestiere del mandriano.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Zammuto è cognome siciliano variante di Zambuto che deriva
dall'arabo 'samūd'
o 'samūt'
= taciturno, silenzioso.
Caracausi II 1729. |
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ZAMENGHI
ZAMENGO |
Zamenghi, quasi unico, è probabilmente dovuto ad un'alterazione
di Zamengo, che è diffusissimo nel veneziano, a Salzano,
Venezia, Mirano, Santa Maria di Sala, Spinea, Martellago,
Cavallino Tre Porti e Noale, e che dovrebbe derivare da una
forma alterata del nome latino
Zama (vedi ZAMIN), ma è anche
possibile una derivazione da un soprannome basato sul termine
dialettale veneziano arcaico
zamengo per
zanco (mancino). |
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ZAMIN
ZAMINO |
Zamin, molto molto raro, è tipico del trevisano, di Castello di
Godego in particolare, Zamino, altrettanto raro, è specifico di
Taranto, potrebbero derivare da una forma ipocoristica del nome
latino Zama,
ricordiamo con questo nome il primo Vescovo della città di
Bologna San Zama, potrebbe però anche riferirsi ad una forma
etnica riferita alla città cartaginese di
Zama,
famosa perchè la battaglia, che vi si combattè nel 202 a. C.,
pose termine alla seconda guerra punica, e che oggi si tende a
collocare dove attualmente sorge il paese di Djama a sud di
Tunisi. |
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ZAMMICHELE
ZAMMICHELI |
Sia
Zammichele che Zammicheli sono quasi unici, sembrerebbero
veneti, derivano da forme dialettali del nome composto Giovanni
Michele, la corruzione dell'aferesi del nome Giovanni da Zanni a
Zam
si unisce al nome Michele. |
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ZAMPA
ZAMPELLA
ZAMPOLLA |
Zampa ha
tre ceppi, nell'udinese, nel pesarese e anconetano e in
provincia di Roma, Zampella è specifico del napoletano e
casertano, Zampolla, assolutamente rarissimo potrebbe essere
veneto, dovrebbero derivare da soprannomi originati da
caratteristiche dei piedi o delle gambe, forse per le dimensioni
minute. |
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ZAMPAGLIONE
ZAMPAGLIONI |
Zampaglione è tipico del reggino, di Montebello Ionico e Melito
di Porto Salvo, Zampaglioni, probabilmente originato da un
errore di trascrizione del precedente, è tipico di Tivoli e
Roma, secondo alcuni deriverebbe dal cognome francese
Zampignon,
nella Nuova Cronica
di Giovanni Villani viene riportato il nome Zampaglione a Siena
nell'anno 1333: "...l'anno MCCCXXXIII, e essendovi per podestà
Teghia di meser Bindo de' Bondelmonti e per capitano Zampaglione
de' Tornaquinci, la setta de' cittadini ch'amavano i Sanesi, e
per loro trattato, cominciarono il romore e battaglia nella
città, e abarrarsi ne la terra...". il nome potrebbe derivare
dall'ipocoristico di un termine arcaico che significava mancino
ad indicare questa caratteristica fisica del capostipite.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Zampaglione è un cognome calabrese che viene dal termine
dialettale di quella regione 'zampagliune'
= zanzara.
Fonte: G. Rohlfs, Diz. dei cogn. in Calabria, p. 280.
integrazioni fornite da
Alessandro Zampaglione
Famiglia originaria di Calitri, i cui componenti si trasferirono
poi a Roma e Napoli. II titolo di Nobiltà, trasmissibile ai
discendenti legittimi e naturali, fu confermato alla famiglia
Zampaglione con decreto del Capo del Governo del 15 ago. 1929.
Della famiglia si conosce l'albero genealogico diretto ed
ininterrotto fin dal 1473. Di essa esistono testimonianze
storiche anche nei secoli precedenti. In particolare, se ne
parla a due riprese nei Diurnali del Duca di Monteleone. Uno
Zampaglione sarebbe stato attivo a Napoli, nel seggio di Porta
Capuana, una prima volta nel 1384 come seguace di Re Carlo III
di Durazzo e una seconda nel 1394 come convenuto a Gaeta di
Ladislao. Secondo qualche storico, la famiglia Zampaglione
sarebbe stata collegata a quelle dei Gesualda e dei Loffredi,
oggi estinte, dalle quali avrebbe ereditato alcuni diritti
feudali. Arma: partito: al 1° di rosso alla banda cucita
d'azzurro accompagnata sopra da una branca di leone uscente
dalla partizione, tenente un giglio; sotto da un giglio, il
tutto d'oro; al 2° d'azzurro alla fascia di rosso, cucita,
accompagnata sopra da tre stelle poste in fascia, e sotto da un
quarto di sole del rnedesimo raggiante, uscente dall'angolo
destro superiore del quarto. (notizie
tratte dall''Annuario della Nobiltà Italiana) |
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ZAMPARDI
ZAMPARDO |
Zampardi, molto raro, ha un ceppo a Palermo ed uno piccolissimo
a Genova, Zampardo sembrerebbe specifico di Genova, dovrebbero
derivare dal nome composto dall'unione dei nomi medioevali
Johannes
e Pardus
(vedi PARDI), attraverso la forma dialettale contratta Zanni
unita a Pardo, si tratterebbe perciò della cognominizzazione del
nome del capostipite. |
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ZAMPARESE |
Zamparese
è praticamente unico. |
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ZAMPARI
ZAMPARO |
Entrambi decisamente friulani, Zampari è assolutamente
rarissimo, Zamparo ha un ceppo nell'udinese ad Udine, Manzano,
Larisana, Muzzana del Turgnano, Bagnaria Arsa e Codroipo, con un
ceppo anche a Sesto al Reghena nel pordenonese, dovrebbero
derivare da soprannomi dialettali originati dal termine friulano
zampe
(mano sinistra),
probabilmente ad indicare che i capostipiti fossero mancini. |
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ZAMPARUTTI
ZAMPARUTTO |
Zamparutti è tipicamente friulano, della zona di Manzano, Udina,
Premariacco e Cividale del Friuli nell'udinese e di Pinzano al
Tagliamento nel pordenonese, Zamparutto, praticamente unico,
sembrerebbe dovuto ad un errore di trascrizione del precedente,
che dovrebbe essere una forma patronimica tipicamente friulana,
dove il suffisso -utti
sta per il figlio di,
riferito ad un capostipite il cui padre si chiamasse di
soprannome Zamparo
(vedi ZAMPARI). |
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ZAMPATI
ZAMPATTI |
Zampati è rarissimo ed è tipico bresciano, Zampatti è specifico
dell'alto bresciano con un ceppo probabilmente originario in
Valtellina, di questo ceppo si hanno tracce ad esempio a Lovero
(SO) nel 1600 quando troviamo Romerio Zampatti fu Bernardo e più
tardi Giovanni Zampatti fu Tomeo in qualità di Decani della
Comunità di Lovero, questa famiglia ha occupato per molto tempo
una posizione di riguardo tra i maggiorenti del paese.
integrazioni fornite da
Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
Il cognome Zampatti è diffuso in modo limitato nelle province di
Brescia e Sondrio ed è presente molto più sporadicamente in
quelle di Como, Milano e Varese. Fuori dalla Lombardia qualche
famiglia Zampatti si trova solo a Genova e provincia. Gli
Zampatti hanno le loro origini a Lovero, nell'Alta Valtellina e
a Vezza d'Oglio in Valcamonica, due paesi che si trovano sulla
vecchia strada del Passo del Mortirolo che univa la Valcamonica
e la Valtellina. Nonostante la vicinanza difficile dire però se
tra il ramo valtellinese degli Zampatti e quello della
Valcamonica esista una parentela recente. Gli Zampatti
valtellinesi si sono successivamente propagati a Sondrio e in
altri paesi della provincia fino al lago di Como; invece quelli
Camuni si sono "allargati" verso la bassa Valcamonica in
direzione del lago d'Iseo giù fino a Brescia. In Valtellina il
cognome appare sul finire del Cinquecento come Ciampattis, e,
verso la metà del Settecento, si contano a Lovero già 18
famiglie Zampatti. Nel secolo successivo i nati con questo
cognome saranno 141 (tra il 1878 e il 1909). L'origine del
cognome è probabilmente da ricercarsi in un soprannome.
integrazioni fornite da
Davide Zampatti
Relativamente agli Zampatti Camuni il cognome appare sin dalla
fine del XVI° secolo con Giovanni Zampatti presso Vione, comune
confinante con Vezza d'Oglio, all' inizio del XIX° secolo
Vincenzo Zampatti (Nato nel 1802) da Vione fonda il ramo di
Pezzo e di Pontedilegno, nel 1869 nasce (un altro) Vincenzo
Zampatti che darà origine al ramo degli Zampatti Francesi.
integrazioni fornite da
Cleto Zampatti - Cantone dei Grigioni Svizzera
Zampatti si trova anche in Svizzera, è un cognome oriundo della
Valle di Poschiavo, a seguito della separazione della Valtellina
dal Cantone dei Grigioni agli inizi del 1800 ad opera di
Napoleone. |
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ZAMPEDRI |
Zampedri
sembra specifico di Pergine Valsugana (TN), con un ceppo
probabilmente secondario nel bresciano, deriva da una
modificazione dialettale del cognome Gian Pietro. |
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ZAMPERETTI |
Abbastanza raro è tipico del vicentino, deriva da una
modificazione del nome Giampiero, casato nobile, dal 1000 al
1200 circa detenne la signoria feudale su Cornedo Vicentino
(VI). |
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ZAMPIERI |
Molto
diffuso in tutto il Veneto sembrerebbe avere un ceppo anche nel
milanese, deriva dal nome Giampiero. Nel 1600 è rinomato a
Bologna il maestro d'arte pittorica Domenico Zampieri. |
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ZAMPOGNA
ZAMPOGNARO
ZAMPOGNI |
Zampogna
ha rare presenze in Veneto, in Campania e nel reggino, Zampogni,
assolutamente rarissimo, è umbro, Zampognaro ha qualche presenza
in Abruzzo ed in Campania, questi cognomi dovrebbero derivare da
soprannomi originati dal fatto che i capostipiti fossero dei
suonatori di zampogna, probabilmente dei pastori. |
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ZAMPOL
ZAMPOLI
ZAMPOLO |
Zampol,
molto molto raro, è specifico del Cadore, Zampoli, anch'esso
molto raro, sembrerebbe originario del Polesine, ma potrebbe
essere anche toscano, Zampolo, quasi unico, è dovuto quasi
sicuramente ad un errore di trascrizione del precedente che
dovrebbe derivare dalla fusione dei nomi Zanni (gianni) e Polo
(Paolo), tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel 1701
nel registro dei matrimoni di Pegognaga (MN) firmato da: "...
ego Joannes Paulus Zampolus, Rector huius Ecclesie Parochialis
S. Jacobi Apostoli Polesini...". |
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ZAMPOLIN
ZAMPOLINI |
Zampolin, quasi unico, parrebbe originario dell'area friulana,
Zampolini ha un piccolo ceppo tra spezzino e massese, uno nel
pesarese, uno, il più consistente è nel perugino a Foligno,
Montefalco, Spoleto, Perugia e Magione, ha un ceppo anche nel
romano a Roma e Civitavecchia, dovrebbero derivare dal nome
medioevale Zampolinus
, forma arcaica ipocoristica del nome
Giampaolo,
di cui abbiamo un esempio d'uso in in atto del 1358 a Murano nel
veneziano, riferito ad un certo
Zampolinus udinese: "...
quondam Candidi da Ca adestat Prate fideiussor
Zampolino
utinensi pro marchis quingentis et quinquaginti (solidorum
veterum in denariis novis de viginti duobus pro quolibet
compatats solummodo viginti veronesium) illi debitis a Jacobo
Purgani de Layback Lappo, de Serris et Lippo de Goricia.
Zampolinus insolutus actione acta in bona Vunai singulatim
enumerata cedit Bertoldo de Mansano, a quo per incantum ..."
(vedi anche ZAMPOL). |
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ZAMPROGNO |
Zamprogno è specifico del trevisano, di Montebelluna in
particolare, dovrebbe derivare dal nome di località Casa
Zamprogno, nelle vicinanze di Montebelluna, probabile luogo
d'origine del capostipite, l'origine di quel toponimo è
abbastanza oscura, dovrebbe essere da un termine dialettale
arcaico, che potrebbe riferirsi ad una malattia dei buoi, o
anche da un'alterazione del nome
Sempronio. |
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ZAMPRONI |
Oltremodo
raro è tipico del sudmilanese, potrebbe derivare da una
modificazione dialettale del nomen latino Sempronius. |
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ZAMUNER |
Tipico
del trevisano. |
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ZAN
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Molto
raro è tipico veneto, dovrebbe derivare da una forma dialettale
per Giovanni. (vedi Zani) |
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ZANABONI
ZANIBONI |
Zanaboni è della zona tra pavese lodigiano e milanese, Zaniboni
è molto diffuso in tutta l'area lombardo, emiliana, dovrebbero
derivare da capostipiti di nome
Gianni, forma contratta del
nome Giovanni,
che venissero riconosciuti come
Gianni il buono, o che
portassero il come composto dal nome
Gianni (Zani)
e dal nome Bono. |
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ZANACCA |
Zanacca è tipico di Parma, potrebbe derivare da un soprannome
basato sul termine dialettale parmense
zana (scrofa,
femmina del porco fertile), che
potrebbe riferirsi ad un capostipite allevatore di maiali per
indicarne il mestiere, come potrebbe trattarsi di un epiteto. |
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ZANARDELLI
ZANARDI
ZANARDINI
ZANARDO
ZANARELLI |
Zanardelli è tipico bresciano, Zanardi è diffuso nell'area che
comprende la Lombardia, il Veneto occidentale,il genovese e
l'Emilia, Zanardini è tipicamente lombardo di Pisogne, Brescia,
Borgosatollo, Darfo Boario Terme, Villa Carcina, Pian Camuno e
Concesio nel bresciano e di Costa Volpino nel bergamasco,
Zanardo è specifico del Veneto e del trevigiano in particolare,
Zanarelli, assolutamente rarissimo, sembrerebbe dell'area
lombardo, emiliana, dovrebbero derivare, direttamente o
attraverso ipocoristici, da variazioni dialettali dell'aferesi
del nome Giovannardo,
e da suoi ipocoristici, di queste cognominizzazioni abbiamo
tracce ad esempio a Livigno in un atto del 1484: ".Zannes
vocatus Cramerus et Jacobus, fratres et filii quondam
Christofori Zanardi olim Boneti de Draza, omnes tres de Livigno
et simul promiserunt et securitatem fecerunt ". |
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ZANATTA |
Specifico
trevisano, dovrebbe derivare da una variazione del nome Gianni. |
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ZANCA
ZANCARELLA
ZANCARELLI
ZANCARELLO
ZANCHI
ZANCHIN
ZANCO |
Zanca è tipico del veronese e zone limitrofe del bresciano e del
mantovano, con un ceppo anche nel pesarese, Zancarella, è
praticamente unico, Zancarelli, quasi unico, è del ternano,
Zancarello, assolutamente rarissimo, è specifico di Venezia,
Zanchi molto diffuso in Lombardia e nella provincia di Venezia
ha un nucleo originario anche nell'areto, senese e perugino,
Zanchin, decisamente veneto, è particolarmente diffuso nel
padovano, Zanco è specifico del veneziano e del trevigiano,
derivano tutti, direttamente o tramite ipocoristici, da
soprannomi originati da termini dialettali per
sciancato, zoppo, con le gambe storte
o dal vocabolo zanche,
un tipo di calzatura tardo
medioevale o anche dal termine
dialettale lombardo zanchi
(trampoli).
Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Pisa nel luglio
1228 dove nel testo del giuramento di mantenere l'alleanza fatta
con Siena, Pistoia e Poggibonsi, compare fra i firmatari un
certo Buonagionta Zanchi, nella seconda metà del 1500 a Vittorio
Veneto (BL) opera lo scultore Andrea Zancho, ad Alzano Lombardo
(BG) in un atto del 1701 si legge: "Processo A. Alzano. In
materia dell'aqua della seriola che scorre in Alzano, ed delle
legne invasate in detta seriola. Per la magnifica città di
Bergamo contro li signori eredi del quondam signor cavaglier
Pietro Zanchi d'Alzano.". Nel Baldus di Teofilo Folengo, opera
della prima metà del 1500 tra l'altro leggiamo: "...An nescis
quod Bertus erat Pannada fradellus Mignotti Zanchi, de quo me
medda Catina protulit, atque tuam simul ac insemma sorellam,
unde mihi nezza est et ego tibi barba cusino?...". |
|
ZANCAI
|
Zancai è
specifico di Cordenons nel pordenonese, dovrebbe derivare da un
soprannome dialettale con il significato di mancino, forse ad
indicare che il capostipite avesse questa caratteristica. |
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ZANCAN
|
Zancan è tipicamente veneto, dell'area vicentino, padovana in
particolare, di Vicenza, Dueville, Nanto e Longare nel
vicentino, di Padova e di Venezia, dovrebbe derivare da una
forma dialettale del cognome
Giancane, composto dalla forma
contratta Gianni
del nome Giovanni
fusa con il nome Cane,
molto diffuso in Veneto nell'epoca medioevale.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Zancan è cognome veneto che significa 'mancino'.
Olivieri 234 |
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ZANCANARI
ZANCANARO |
Zancanari, praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad
un'errata trascrizione di Zancanaro, che è decisamente veneto,
di Venezia e Martellago nel veneziano, di Arsiè e Feltre nel
bellunese, di Verona e San Pietro in Cariano nel veronese, di
Padova e Vigonza nel padovano, di Paderno del Grappa, Villorba e
Preganziol nel trevisano e di Rovigo, e che dovrebbe derivare o
dal termine veneto zanca
(parti di ferro utilizzate di
rinforzo a porte e finestre),
forse ad identificare nei capostipiti degli artigiani del ferro,
o anche dal termine sempre veneto
zanco (mancino),
o da zanche
(trampoli),
in quest'ultimo caso potrebbe voler dire che i capostipiti
fossero soliti utilizzare dei trampoli, magari in occasione
dell'acqua alta.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Zancanaro è cognome veneto che significa 'mancino'.
Olivieri 234 |
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ZANCHE'
ZANCHETTI
ZANCHINI |
Zanchè, molto raro, è tipico del Piceno, ed è probabilmente una
forma contratta di Zanchetti che, molto raro, è del pesarese con
un ceppo autonomo nel bresciano, Zanchini è tipico del
forlivese, dovrebbero derivare da un soprannome legato al
vocabolo dialettale zanch
(trampoli)
con probabile riferimento ad una caratteristica fisica, le gambe
secche e magre. Nel 1200 troviamo gli Zanchini signori del
castello di Castiglionchio (FI). Tracce di queste
cognominizzazioni nel bresciano le troviamo a Berzo Inferiore
(BS) dove il nome del maestro di grammatica e notaio Antoniolo
Zanchetti compare nel 1504 nella cappella dedicata a San Rocco
eretta nella vecchia chiesa parrocchiale di San Lorenzo. |
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ZANCHET
ZANCHETTA
ZANCHETTO |
Zanchet, quasi scomparso è del veneziano, Zanchetta è tipico del
Veneto e del basso Friuli, Zanchetto, estremamente raro è
anch'esso veneziano, derivano da soprannomi dialettali originati
da difetti fisici (vedi Zanca), tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo nel veronese agli inizi del 1500
quando in un atto del 1530 a Tarmassia (VR) troviamo un certo
Paolo Zanchetta.
integrazioni fornite da
Roberto Zambon
A mio avviso i cognomi Zanco e Zanchet e simili dell'area veneta
dovrebbero derivare dal vocabolo dialettale
thanco
(con la pronuncia interdentale tipo l'articolo the inglese) che
significa mancino. Ancora oggi si usa dire la
man thanca
per indicare la mano sinistra. |
|
ZANCLA
|
Zancla, assolutamente rarissimo, dovrebbe essere siciliano, e
dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine grecanico
zanclàs
(falciatore, mietitore),
probabilmente ad indicare nel capostipite un contadino
coltivatore di grano. |
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ZANDA
|
Tipico della Sardegna centromeridionale, dovrebbe derivare da un
soprannome originato dal vocabolo sardo
zanda (rosolaccio
o papavero dei campi).
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
ZANDA: atzànda, tzanda, tanda,
zanda =
papaver ybridum
= papavero.
Vedi il cognome Tanda. L'etimo del vocabolo è probabilmente di
origine prelatina: del gruppo afro-sardo-iberico. Comunemente in
sardo il papavero lo si chiama bababoi o babaule o pabaule o
altro, dal latino papaver. Da Dioscoride (scrittore, scienziato
nonchè erborista del 1° sec.d. C. )ci viene riferito ... il
papavero, che i Romani (Rwmaioi )chiamano papàbie (papabie) e
che gli egiziani, chiamano nantì (nanti). Da nantì, di risonanza
africana, si potrebbe risalire(ma proprio in salita)a zanda! Non
l'abbiamo riscontrato, come cognome, nelle carte antiche, il che
ci fa pensare ad un nome nato in tempi moderni (così anche per
Tanda). Attualmente è diffuso in 169 Comuni italiani, di cui 65
in Sardegna, con maggiori presenze nel centro sud dell'isola:
Sestu 152, Cagliari 111, Desulo 110, Monastir 104, Iglesias 55,
Assemini 42, Arbus 41, etc. |
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ZANDOMENEGHI
ZANDOMENEGO |
Zandomeneghi, abbastanza raro, ha un ceppo nel veronese, uno a
Mel nel bellunese ed uno a Preganziol nel trevigiano,
Zandomenego, più raro, è tipico di Longarone (BL) e di Belluno,
derivano da modificazioni dialettali del nome Giandomenico. |
|
ZANDONELLA |
Specifico
del Cadore soprattutto della zona di Comelico Superiore (BL),
dovrebbe derivare da un tal Gianni figlio di Donella, in
dialetto Zanni di Donella quindi Zandonella, tracce di questo
cognome le troviamo in un atto del 1700: "...a me nodaro haver
hoggi d'ordine del spettabile signor Gio Zandonella dell'Aquila
di Dosoledo...".. |
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ZANDONINI |
Rarissimo, sembra essere bresciano, dovrebbe derivare da una
vaziazione del nome Giandomenico. |
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ZANDRINI
ZANDRINO |
Zandrini, molto raro, è tipico di Perugia e di Umbertide nel
perugino, Zandrino è caratteristico dell'astigiano, di Isola
d'Asti ed Asti, dovrebbero derivare da forme ipocoristiche
aferetiche dialettali del nome
Alessandro, abbiamo tracce di
queste cognominizzazioni fin dal 1600, in uno scritto del 1690
leggiamo: "Libro figurato di tutte le possessioni del territorio
dell'insigne terra di Nove misurate da me Giovanni Benedetto
Zandrino di Gamalerio agrimensor publico della città
d'Alessandria e deputato a far la nova general misura di detto
territorio dalli m.o magnifici sig.ri Cristofaro Corti,
Bartholomeo Buzzo, Giuseppe Corti et Gerolamo Bocardo authorità
habenti di tanto fare dalla m.o magnifica Communità della
predetta terra qual misura l'ho principiata nel dì 29 del mese
di maggio nell'anno doppo la venuta di Giesù Christo 1690 et
successivamente l'ho seguitata sin che precedendo le publiche
crite et avisi particolari ai confinanti le quali possessioni in
quella qualità che mi sono state dissegnate l'ho figurate et
trovate...". |
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ZANE
ZANETELLO
ZANETTO
ZANIOL
ZANIOLI
ZANIOLO |
Zane, oltre al ceppo principale nel veneziano, ed alle presenze
nel trevisano, padovano e veronese, possiede un ceppo importante
anche nel bresciano, Zanetello, abbastanza raro, è tipico del
vicentino, Zanetto è invece specifico dell'area padovano,
veneziana, con un piccolo ceppo anche nel bellunese, Zaniol è
specifico della zona del trevisano che comprende Crocetta del
Montello, Breda di Piave e Maserada sul Piave, e venezia,
Zanioli, molto molto raro, è tipico di Venezia, Zaniolo è
tipicamente veneto anch'esso, di Tombolo, Galliera Veneta,
Cittadella, e Cervarese Santa Croce nel padovano, e di Vicenza,
derivano direttamente, dal nome dialettale veneto
Zane, una
forma contratta per Gianni,
o da suoi ipocoristici semplici o composti. |
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ZANELETTI
ZANELOTTI |
Estremamente rari, sono tipici del sudmilanese e lodigiano,
derivano da variazioni del nome Johanni (Gianni, Giani, Zani). |
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ZANELLA
ZANELLI
ZANELLO
ZANNELLA
ZANNELLI |
Zanella è comune in tutto il nord, nella fascia orientale della
Lombardia, Tre Venezie ed Emilia orientale e Romagna, Zanelli è
comune in Lombardia ed Emilia e Romagna, Zanello oltre al ceppo
nell'udinese, ne ha uno nel torinese ed uno nello spezzino,
Zannella è tipico della provincia di Latina, di Fondi, Terracina
e Campodimele, del napoletano di Marano di Napoli e Quarto e del
foggiano, di Foggia e Accadia, Zannelli ha un ceppo toscano nel
fiorentino ad Empoli, Montespertoli e Castelfiorentino, un ceppo
a Roma ed uno a Napoli, derivano tutti da
Zane, o
Zanne
una variazione dell'aferesi del nome Gianni. Traccia di questo
cognome la troviamo alla fine del 1500 a Cornale (BG) con il
console Zanello de Zanelli, e a Salò (BS) dove in una denuncia
scritta dello stato di famiglia di un liutaio alla Repubblica
Veneta si può leggere: "...Some una de formento, quarte trei
fava, vino bono zerle sette, olio pesi doi. Item ho un credito
col Signor Conte Ernestor Martinengo da Zanello de L. 52 per
causa de tanti instrumenti da sonar,...". |
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ZANELLATI
ZANELLATO |
Zanellati ha un ceppo in Alto Adige, uno tra ferrarese e
rovigoto ed uno probabilmente secondario tra milanese e pavese,
Zanellato è tipicamente veneto, del rovigoto e padovano in
particolare, con ceppi anche nel ferrarese, dovrebbero derivare
dal fatto di essere i capostipiti dei figli di uno Zanella, il
suffisso in -ato,
forma patronimica tipicamente veneta, sta per figlio della parte
precedente il suffisso, cioè di uno Zanella o Zanello. |
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ZANETTE
ZANETTI |
Zanette è
raro ed è specifico del trevigiano, Zanetti è diffuso in tutto
il nord Italia, dovrebbero derivare da una variazione del nome
Gianni, |
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ZANFI
ZANFINI
ZANFINO |
Zanfi
rarissimo è modenese, Zanfini ha un ceppo nel forlivese ed uno
nel cosentino, Zanfino ha un ceppo bolognese ed uno nel
cosentino, dovrebbero derivare, direttamente o tramite
ipocoristici, da una forma contratta dialettale del nome
Gianfiore o Gianfilippo. Traccia di questa cognominizzazione la
troviamo a Bergamo dove in un atto del 1363 viene citato un
certo Leonardo de Zanfinus e nel XV° secolo a Solofra
nell'avellinese. |
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ZANFRON
ZANFRONI |
Zanfron, quasi unico è del bellunese, Zanfroni, quasi unico, è
lombardo, potrebbero derivare da un soprannome basato sul
termine arcaico zanfrone
o patacca, un'antica moneta d'argento, diffusa nel territorio
del Regno di Napoli, in quello pontificio e nel bolognese, del
valore di cinque carlini, bisogna però considerare che con il
termine zanfron,
nel lombardoveneto, veniva indicato anticamente un ragazzo
gagliardo e pieno d'iniziative. |
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ZANGA
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Zanga è tipico del bergamasco, di Albino, Bergamo,
Scanzorosciate, Torre Boldone, Nembro, Albano Sant'Alessandro,
Bolgare, Pradalunga e Ranica, con un ceppo campano a San
Giuseppe Vesuviano e Napoli nel napoletano, dovrebbe derivare da
un soprannome dialettale con il senso di
sciancato,
forse a caratterizzare un difetto fisico dei capostipiti. |
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ZANGANI |
Assolutamente raro, potrebbe essere originario della zona che
comprende le province di La Spezia e Massa, probabilmente deriva
dal termine tardo medioevale zanga (sorta di contenitore
cilindrico) dal quale deriva il più moderno zangola (recipiente
agitare il latte e produrre il burro). |
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ZANGARA
ZANGARI
ZANGARO |
Zangara è tipico siciliano, del palermitano in particolare,
Zangari è decisamente calabrese, del reggino e del catanzarese,
Zangaro, sempre calabrese, è specifico del cosentino, di Rossano
e Corigliano Calabro in particolare.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Cognome prevalentemente siciliano, con ceppo maggiore nel
palermitano, deriva dal vocabolo greco
tsankaris, col significato di
calzolaio. Si tratta, quindi, della cognominizzazione del
mestiere del capostipite.
integrazioni fornite da
Dr. Marco Rosselli
Zangari è un'antica famiglia patrizia romagnola, iscritta
nell'Elenco della Nobiltà Italiana del 1922 e tuttora
rappresentata. L'origine etimologica di questa famiglia Zangari,
come per tutte le forme che nei dialetti romagnoli e, più
generalmente, dell'Italia settentrionale antepongono
Zan,
ovvero Giovanni, risulta dalla cognominizzazione del nome con il
predicato dei discendenti del Conte Giovanni III° di Garay,
detto Zanìn (detto anche il piccolo, signore della fortezza di
Gatteo di Romagna, pronipote dei viceré e conquistadores
spagnoli Juan e Francisco di Garay) entrato a far parte della
milizia di Malatesta da Verrucchio nel 1247 e stabilitosi in
Romagna. |
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ZANGARDI |
Zangardi, molto molto raro, sembrerebbe tipico del foggiano, di
Poggio Imperiale in particolare, dovrebbe derivare dal termine
greco tsankaris
(calzolaio),
probabile mestiere del capostipite. |
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ZANGELMI |
Zangelmi, molto molto raro, è tipico dell'area dove confluiscono
le province di Cremona, Mantova e Reggio Emilia, si dovrebbe
trattare di un cognome derivato dal nome del capostipite che
probabilmente si chiamava
Giananselmo, nome composto da
Giovanni
che si è ridotto, per aferesi e modificazione dialettale, a
Zan
e da Anselmo
che si è ridotto per aferesi a
Selmo e quindi grazie al
dialetto a Gelmo. |
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ZANGERLE
ZENGERLE
ZINGERLE |
Sono tutti cognomi altoaltesini tipici della provincia di
Bolzano, Zangerle ha un piccolo ceppo a Lasa, Zengerle è ormai
praticamente unico, Zingerle, il più diffuso, è ben presente a
Rasun Anterselva, Rio di Pusteria, San Martino in Badia,
Brunico, Bressanone e in tutta la provincia.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Zingerle è un cognome ancora abbastanza frequente in Südtirol
(Alto Adige). Meno diffuse le sue varianti Zengerle, Zangerle.
Quanto all'origine del cognome, lo studioso Karl Finsterwalder,
autore del repertorio onomastico "Tiroler
Namenskunde", pagg. 542, 543,
lo fa derivare dal vocabolo romanzo
cingaro =
zingaro,
l'equivalente del tedesco
zigeuner (zingaro),
per il colore dei capelli e l'incarnato scuro dei componenti
originari della famiglia Zingerle/Zengerle, che intorno al 1600
aveva ramificazioni in tutto il Tirolo, Südtirol e Vorarlberg. |
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ZANGHI
ZANGO |
Zanghi sembrerebbe siciliano di Messina e di Rodì Milici nel
messinese e di Palermo, Zango, praticamente unico, è calabrese,
dovrebbero derivare da un soprannome grecanico basato sul
termine grecanico tsangòs
(bisbetico),
ma è anche possibile che si tratti di una forma contratta del
cognome Zangari
o Zangaro
(vedi ZANGARA) e che si riferisca al mestiere dei capostipiti. |
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ZANGIACOMI |
Zangiacomi, molto raro, decisamente veneto, ha un ceppo a
Cortina D'Ampezzo nel bellunese ed uno a Verona, dovrebbe
derivare dal nome composto Giovanni Giacomo, attraverso una
contrazione aferetica dialettale del nome Giovanni che diventa
Zanni, unito al nome Giacomo. |
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ZANGIROLAMI
ZANGIROLAMO |
Zangirolami ha un ceppo nell'area che comprende l'astigiano,
l'alessandrino, il pavese ed il milanese ed un ceppo veneto tra
rovigoto padovano e veneziano, Zangirolamo, che sembra unico, è
probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del
precedente, che dovrebbe derivare dal nome composto da
Zan
forma aferetica dialettale di
Giovanni aggiunto al nome
Girolamo
o Gerolamo. |
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ZANGONI |
Zangoni è un cognome tipico del padovano, soprattutto di Campo
San Martino.
integrazioni fornite da
Fernando Zangoni
Cognome diffuso nel padovano, in Trentino ed in Argentina, si
tratta di un cognome attribuito al capostipite Lauro Zangoni
nell'Istituto dei Trovatelli di Padova. |
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ZANGRANDE
ZANGRANDI
ZANGRANDO |
Zangrande
è assolutamente rarissimo, sicuramente veneto, Zangrandi ha un
ceppo a Piacenza e dintorni ed uno a Verona, Zangrando è tipico
del Veneto orientale e del Friuli, derivano da soprannomi
originati dall'essere il capostipite di nome Giovanni (Zanni)
una persona di grosse dimensioni starebbe per quelli del grande
Giovanni. |
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ZANGRILLI |
Zangrilli è tipico del romano e del frusinate, dovrebbe derivare
dal nome composto medioevale
Johannes Grillus (vedi anche
GRILLETTI) attraverso un'aferesi e modificazione dialettale del
primo. |
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ZANI
ZANIN
ZANINI
ZANINO
ZANINELLI
ZANINELLO
ZANNI
ZANNINI
ZANNINO
ZANNON
ZANNONE
ZANNONI
ZANNOTTI
ZANO
ZANOLA
ZANOLI
ZANOLO
ZANON
ZANONCELLI
ZANONCINI
ZANONI
ZANOTTI
ZANOTTO |
Zani è tipico della Lombardia ed Emilia, Zaninelli è tipico del
bresciano, veronese e cremasco, Zaninello è tipicamente veneto
di hioggia (VE) e Rosolina (RO), con un ceppo anche nell'udinese
a Torviscosa, Cervignano del Friuli ed Aquileia, Zanin è
specifico delle Tre Venezie, Zanini è comune in tutto il nord,
Zanino, rarissimo è piemontese, Zanni è molto diffuso in tutto
il nord, nelle province di Roma e Caserta ed in Puglia, Zannini
ha ceppi in Veneto, Lombardia, Emilia, Marche, Lazio e tra
casertano e napoletano, Zannino ha un ceppo nel reggino, ed uno
nel casertano, Zannon, quasi unico, dovrebbe essere veneto,
Zannone, molto raro, sembrerebbe originario della zona tra
casertano e napoletano, di Teano e Carinola nel casertano in
particolare, Zannoni è molto diffuso in Veneto, nel vicentino e
trevisano in particolare, in tutta l'Emilia e Romagna, con
massima concentrazione nel reggiano e nel ravennate, ceppi anche
nel genovese e spezzino, nel viterbese e nel romano, Zannotti ha
un ceppo a Livorno, uno nell'anconetano a Cupramontana, San
Paolo di Jesi, Jesi, Castelbellino e Maiolati Spontini, uno a
Roma ed uno nel foggiano a Torremaggiore, Zano, molto raro, è
del casertano, Zanola ha un ceppo a Brescia e nel bresciano, a
Serle, Botticino, Flero, Rezzato, Poncarale, Leno, Paderno
Franciacorta, Montichiari e Bagnolo Mella, ed uno nel verbanese
a Domodossola e Crodo ed a Borgosesia nel vercellese, Zanoli ha
un ceppo nel novarese e verbanese, uno lombardo, soprattutto
concentrato nel bergamasco, sondriese e bresciano, e nel
veronese, ed uno emiliano, nel modenese e bolognese, e
romagnolo, nel forlivese e ravennate, Zanolo è decisamente
pimontese, soprattutto del torinese, Zanon è diffusissimo nelle
tre Venezie, Zanoncelli è rarissimo e specifico del sudmilanese,
Zanoncini è rarissimo e sembrerebbe della zona di confine tra
Lombardia e Veneto, Zanoni è specifico della Lombardia, Emilia e
Veneto e Trentino occidentale, Zanotti potrebbe avere almeno tre
ceppi, in Lombardia, nel trentino e veronese e nel reggiano,
modenese, bolognese e Romagna, Zanotto è diffusissimo in tutto
il Veneto, con un ceppo anche nell'alessandrino, derivano tutti
da variazioni dialettali e da modificazioni ipocoristiche o
accrescitive di forme aferetiche del nome
Johannes, Johanni
(Gianni, Giani, Zani, Zanni).
Solo a titolo di esempio, per dimostrare la presenza fin dal
1300 del nome Zani e derivati, citiamo: in un registro notarile
della provincia di Sondrio, all'anno 1379 troviamo:
un'nvestitura fatta dai fratelli iGiovanni e Laudino fu Andrea
di Tresivio a favore di Menega, detta Menegozza, fu Zani
Tondelli di Tresivio, moglie di detto Giovanni, della somma di
lire 129 e soldi 5 imperiali quale dote e antefatto o donativo
per le nozze. Notaio Francescolo fu Zanni Venosta. ...", verso
la fine del 1300 troviamo operante a Sondrio il notaio Zanino fu
Negro Bugnoni di Grosio.
notizie ulteriori
fornite da Daniele Todeschini
Zani (Zannis da Astoribus, Zanni, Zagni, Zanini, Zanoni,
Zanetti) è una famiglia originaria di Dossena BG e precisamente
del casato degli Astori. |
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ZANICHELLI |
Zanichelli è tipico di parmense, reggiano e modenese, ma è
specifico di Parma e Reggio Emilia, dovrebbe derivare dal nome
medioevale Zanichellus,
forma ipocoristica di Zani,
contrazione dialettale del nome Giovanni, di quest'uso abbiamo
un esempio a Monza nel 1246 in quest'atto: "...Ubertinus filius
quondam Obizonis de Puteo, Zanichellus et Senus et Zarus et
Marchixius et Barberius et Guifredus filii Januarii Belincasa,
in loco Bevera Iohannes et Albertus qui dicuntur Gazari,...",
tracce di questa cognominizzazione le troviamo ad esempio in una
lettera inviata dal celebre filosofo tedesco Leibnitz a nel
1714: "Viro celeberrimo Johanni Hieronymo Zanichello -
Godefridus Guilielmus Leibnitius S. P. D.- Egregio me nunere
ornasti missa de Ferro ejusque Nive dissertatione multam
eruditionem physicam spirante. Eoque magis me Tibi obstrictum
fateor, quod in hominem vix nomine notum hoc beneficium
collocasti....".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Zanichelli deriva dal nome proprio medievale
Joannichellus,
uno dei tanti derivati di
Johannes, è mosso il nostro
cognome, discretamente diffuso nel Modenese. Ricordo qui che la
celebre famiglia dei librai ed editori Zanichelli di Bologna è
d'origine modenese e gestiva, nell'Ottocento, la libreria che fu
poi Bassi e Nipoti ed ora Panini, sotto il Portico del Collegio
San Carlo, in Via Emilia. F. Violi, Cognomi a Modena e nel
Modenese, 1996. |
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ZANIER
ZANIERI
ZANNIER |
Sia
Zanier che Zannier sono specifici di tutto il Friuli, Zanieri è
tipicamente toscano, di Prato, Firenze e del fiorentino in
particolare, si dovrebbe trattare di formule cumulative in
-ieri,
dove il suffisso sta ad indicare
quelli di,
riferito alla forma aferetica dialettale
Zani o
Zanni,
derivata dal nome Giovanni,
probabilmente portato dal padre dei capostipiti, secondo
un'altra teoria questi cognomi deriverebbero invece da
modificazioni dialettali del nome
Gennaro,
attribuito a bambini nati nel mese di gennaio, e probabilmente
portato dal capostipite secondo questa ipotesi. |
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ZANIGNI |
Estremamente raro parrebbe avere un ceppo tra mantovano e
bresciano ed uno nel forlivese e riminese, dovrebbe derivare dal
nome Zani (Giovanni).
integrazioni fornite da
Renata Cherubini
Cognome tipico dell'Emilia Romagna in particolare di San Mauro
Pascoli dove si trova la maggior parte degli Zanigni.Tutti gli
Zanigni sono parenti e si conoscono tutti perchè questo cognome
deriva probabilmente dal cognome Zani ed è diventato Zanigni al
massimo un secolo,un secolo e mezzo fa a causa di una strana
malattia di un componente di questa famiglia. |
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ZANINETTI
ZANINOTTI |
Zaninetti
è tipico della zona che comprende le province di Biella,
Verbania e Novara, dovrebbe essere originario della zona di
Borgomanero e Fontaneto D'Agogna (NO), Zaninotti, molto molto
raro, è tipico dell'udinese, derivano da forme ipocoristiche di
modificazioni dialettali del nome Giovanni (Zani). |
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ZANIRATO |
Zanirato è specifico di Rovigo ed Adria nel rovigoto, si
dovrebbe trattare di una forma patronimica in lingua veneta, con
terminazione in -ato
per figlio di,
relativa ad una forma dialettale aferetica di un ipocoristico
del nome Giovanni.
Tracce di una famiglia di mastri falegnami Zanirato a Rovigo e
nel rovigoto le troviamo fin dalla seconda metà del 1700. |
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ZANOBI
ZANOBINI
ZANOBIO
ZENOBI
ZENOBINI
ZENOBIO |
Zanobi ha
un nucleo a Roma e Viterbo, un piccolo ceppo toscano ed uno
emiliano, Zanobini è sicuramente toscano, Zanobio è quasi unico,
Zenobi ha un ceppo marchigiano, uno romano ed uno nel teramano,
Zenobini è pugliese, di Galatone (LE), Zenobio, molto molto
raro, ha un piccolo ceppo laziale, uno pugliese ed uno
siciliano, tutti questi cognomi derivano direttamente o tramite
ipocoristici dal nome latino di origine greca Zanobius o
Zenobius di cui abbiamo un esempio in questo tersto del 1433 su
San Zenobio: "...Item deliberaverunt quod provisor Opere vendere
teneatur domino Ghuiglielmo Tanaglia pro loco ubi Sanctus
Zenobius resuscitavit unum mortuum coram sua domo pro pretiis
consuetis...". |
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ZANTEDESCHI |
Tipico
veronese, dovrebbe derivare da Gianni dei Tedeschi, traccia di
questo cognome la troviamo a Verona alla fine del 1700 con
Francesco Zantedeschi che insegnò Fisica e Filosofia
all'Università di Venezia. |
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ZANUCCHI
ZANUCCOLI |
Zanucchi è quasi unico, forse lombardo, Zanuccoli è specifico
della zona di Cesena e Cesenatico nella provincia di Forlì e
Cesena, dovrebbero derivare da modificazioni ipocoristiche
dialettali del nome Giovanni,
prima contratto in Gianni,
poi alterato dal dialetto in
Zani e quindi nelle forme
vezzeggiative riportate. |
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ZANUS
ZANUSSI
ZANUSSO |
Zanus,
estremamente raro, è tipico del trevisano e del veneziano,
Zanussi è specifico del trevisano e del Friuli, Zanusso è
diffuso nel trevisano e nel veneziano, derivano da modificazioni
dialettali del nome Giovanni, Zanni o Zani in dialetto veneto
unito al diminutivo dialettale in us equivarrebbe perciò a
Giovannino. |
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ZANUT
ZANUTTI
ZANUTTO |
Zanut,
estremamente raro, è della provincia di Pordenone e Treviso,
Zanutti è abbastanza raro ed è specifico dell'udinese, Zanutto,
decisamente più comune, è diffuso nell'udinese e nel veneziano,
derivano da modificazioni dialettali del nome Giovanni, Zuàn in
dialetto friulano unito al diminutivo dialettale in ut
equivarrebbe perciò a Giovannino. |
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ZANZA
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Zanza è decisamente sardo, di Bosa nell'oristanese e di Bonorva
nel sassarese, dovrebbe derivare da un soprannome in lingua
sarda con il significato di culla a dondolo.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
ZANZA: atzànda, tzanda, zanda
(vedi il cognome Zanda o anche Tanda),
zanza, athanda, thanda, tanda
= rosolaccio o papavero dei
campi; in Campidano babbabòi o
pabaule o papaule, etc. dall'italiano papavero, dal greco
παπάβιε (papabie).
Atzanda, athanda, tanda
etc, potrebbe derivare, secondo il Wagner, dalla radice afro
iberica ναντί (nantì)
= papavero.
Attualmente il cognome è presente in 32 Comuni italiani, di cui
11 in Sardegna: Bosa 26, Bonorva 20, Ploaghe 6, etc.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Secondo D. Olivieri (I cognomi della Venezia Euganea, 234) Zanza
viene dal veneto 'zanza'
= ciancia.
In Sardegna può essere variante barbaricina del cognome
Tanda,
Zanda
e pertanto significare anch'esso "rosolaccio,
papavero dei campi", oppure
variante del cognome Sancia
e corrispondere al personale spagnolo femminile
Sancha o
catalano Sança.
Fonte: M. Pittau, Diz. cogn. Sardegna, 3, 320. |
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ZANZI
ZANZO
ZANZOTTI
ZANZOTTO |
Zanzi ha un ceppo nel nordmilanese e varesotto ed uno nell'area
che comprende il ferrarese ed il ravennate soprattutto, con
ramificazioni anche nel bolognese, Zanzo è specifico del
veneziano, di Martellago e Salzano, Zanzotti, rarissimo, è
tipico di Denno nel trentino, Zanzotto, ancora più raro è del
veneziano, si dovrebbe trattare di forme dialettali di aferesi
del nome Giovanni
e di suoi ipocoristici.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Zanzi e Zanzotti sono cognomi veneti dal ven.
Zànze = 'Angela'.
Olivieri 130. |
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ZANZOTTERA |
Zanzottera è tipicamente lombardo, del milanese, di Busto
Garolfo, Legnano, Inveruno, Milano, Santo Stefano Ticino,
Arconate, Villa Cortese, Canegrate e Magenta, dovrebbe derivare
da un soprannome basato su di un termine dialettale legnanese
arcaico per zanzara. |
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ZAPATA
ZAPPATA
ZAPPATO |
Zapata, quasi unico, sembrerebbe dell'area emiliana, Zappata ha
un ceppo a Comacchio nel ferrarese e presenze nel ravennate e
nel bolognese, Zappato, quasi unico, sembrerebbe siciliano,
dovrebbero derivare da soprannomi, anche dialettali, basati sul
termine zappata
(colpo di zappa),
forse a ricordare il mestiere del capostipite o un episodio
particolare della vita dei capostipiti, ricordiamo che esiste il
modo di dire zappata sui piedi,
per dire che l'azione fatta ha prodotto nocumento a chi l'ha
fatta. |
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ZAPPA
ZAPPACOSTA
ZAPPELLA
ZAPPELLI
ZAPPULLA
ZAPPULLO |
Zappa ha
un grosso nucleo in Lombardia, ma dovrebbero esistere ceppi tra
Molise ed Abruzzi, nel napoletano, nel palermitano e nel
genovese, Zappacosta è tipico del pescarese e chietino, Zappella
è tipico del bergamasco, di Cividate Al Piano, Casazza, Calcio,
Romano Di Lombardia, Villa Di Serio e Gorlago, con un piccolo
ceppo anche a Napoli dovuto forse ad errori di trascrizione,
Zappelli, molto raro, dovrebbe essere originario del lucchese e
pisano, Zappulla è originario del siracusano, Zappullo, molto
raro, sembrerebbe del salernitano, di Castel San Giorgio e di
Mercato San Severino in particolare, dovrebbero derivare tutti
da un soprannome legato al mestiere del contadino, mentre per le
varianti siciliane, potrebbe esserci una derivazione dal
toponimo Zappa (ME). |
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ZAPPALA'
ZAPPALE |
Zappalà è tipico della Sicilia orientale, del catanese in
particolare, Zappale è praticamente unico, potrebbero derivare
dal cognome greco simile
Tsapalàs.
integrazioni fornite da
Fabio Paolucci
Cognome quasi estinto, Zappale è oggi registrato solo nella
città di Salerno, ed è riconducibile ad un unico ceppo
familiare, essendo il cognome di due anziani e stimati fratelli,
validissimi insegnanti di matematica, probabilmente originari
del piccolo centro di Cologna, situato alle porte del capoluogo
campano. Per ciò che concerne l'origine del cognome, è
ipotizzabile la derivazione per errore di trascrizione
anagrafica dal cognome Zappalà, ben più diffuso e di chiara
provenienza siciliana (Catania e provincia), in alcuni casi
registrato anche nella forma priva di accento Zappala. La forma
cognominale Zappalà, di probabile derivazione greca o neogreca
(dal cognome Tsapalàs)
o addirittura araba (dal nome
izz-bi-Allàh, con il
significato di potenza di Allàh,
di Dio), si sarebbe quindi
innestata nei secoli scorsi nel Salernitano nella attuale e
unica forma Zappale. Un ipotesi divergente indurrebbe a
considerare il ceppo salernitano Zappale come autonomo rispetto
ai vari ceppi siciliani Zappalà e Zappala dai quali si era
precedentemente ipotizzata l'origine: in tal caso, il cognome
potrebbe derivare dalla cognominizzazione del vocabolo
zappa,
inteso come strumento agricolo, o dal termine dialettale
zappale,
designante una sorta di ferro rettangolare sporgente dal muro,
posto in passato nelle case rurali in prossimità di portoni e
adoperato come appendiabiti o scarponi infangati per chi era di
ritorno dal duro lavoro dei campi. Dal punto di vista
documentale, la più antica attestazione della presenza dei
Zappale in Campania è riconducibile alla seconda metà del
Seicento e si riferisce alla figura del parroco don Andrea
Zappale, Segretario del Vescovo di Nicastro (dal 7 luglio 1682)
Mons. Nicola Cirillo. |
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ZAPPALAGLIO |
Zapparoli
è tipico del mantovano e del vicino modenese e ferrarese,
dovrebbe derivare da un soprannome originato dal mestiere di
contadino svolto dal capostipite. |
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ZAPPALORTI
ZAPPALORTO |
Zappalorti è decisamente toscano dell'aretino e di Marciano
della Chiana in particolare, Zappalorto oltre al ceppo toscano a
Prato, Sovicille e Sinalunga nel senese e Foiano della Chiana
nell'aretino, ha un piccolo ceppo veneto, soprattutto a
Povegliano nel trevigiano, ed uno abruzzese a Chieti, dovrebbero
entrambi derivare da soprannomi, probabilmente dispregiativi,
che abbinano al concetto di saper solo zappare, attribuito al
capostipite, quello riduttivo delle piccole dimensioni di un
orto. |
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ZAPPAROLI |
Zappalaglio, molto molto raro, è un cognome tipico della bassa
bergamasca, di Pumenengo in particolare, dovrebbe derivare da un
soprannome originato dall'attività di contadino probabilmente
svolta dal capostipite. |
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ZAPPATERRA |
Zappaterra è tipicamente emiliano, dell'area ferrarese, di
Ferrara, Copparo, Portomaggiore, Bondeno, Migliarino, Berra e
Codigoro e di Bologna, dovrebbe derivare da un soprannome
originato dall'attività di contadino probabilmente svolta dal
capostipite, ma è pure possibile che sia stato utilizzato il
termine zappaterra
in modo dispregiativo ad identificare una persona incolta se non
analfabeta, lo stesso Pirandello utilizza il termine in questa
accezione.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Zappaterra è un cognome d'origine soprannominale ed indica «lavoratore
dei campi», come Zappalorto. Lo
riscontriamo nel Carpigiano. F. Violi, Cognomi a Modena e nel
Modenese, 1996. |
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ZAPPATORE
ZAPPATORI |
Zappatore
è tipicamente pugliese, del foggiano, del tarentino e
soprattutto del leccese, Zappatori, quasi unico, sembrerebbeuna
forma alterata del precedente riscontrabile nel centro Italia,
questo cognome dovrebbe derivare da soprannomi attribuiti a
capostipiti che di mestiere facessero gli zappa terra, fossero
cioè dediti ai lavori agricoli più umili. |
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ZAPPAVIGNA |
Ha un
ceppo nel reggino, uno nel parmense e forse uno piemontese,
deriva da soprannomi legati all'attività di coltivatore di
vigneti. |
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ZAPPIA
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Tipico
calabrese del reggino in particolare, con un ceppo importante
anche a Genova, potrebbe derivare da un toponimo greco. Tracce
di questo cognome le troviamo a Bovalino (RC) già nel 1600 con
un certo Gioanni Zappia agricoltore e, nello stesso secolo a
Tropea (VV) con un certo Gaspare Zappia possidente. |
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ZAPPETTI
ZAPPETTINI
ZAPPETTINO
ZAPPETTO |
Zappetti,
molto molto raro, ha qualche presenza sparsa nel settentrione ed
una nel teatino, Zappettini ha un ceppo ligure, a Chiavari,
Sestri Levante, Lavagna e Ne nel genovese ed a Varese Ligure
nello spezzino, ed un ceppo a Montichiari e Calvisano nel
bresciano, Zappettino e Zappetto sono praticamente unici,
potrebbero essere liguri, dovrebbero derivare, direttamente o
tramite ipocoristici, da soprannomi legati a mestieri agricoli
esercitati probabilmente dai capostipiti, adusi evidentemente
all'uso di piccole zappe nel loro lavoro. |
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ZAPPONE
ZAPPONI |
Zappone
ha un nucleo molisano a Cercemaggiore e Campobasso nel
campobassano, un piccolo ceppo a L'Aquila, uno a Roma e
Terracina nel latinense ed uno in Calabria a Palmi e Taurianova
nel reggino, Zapponi ha un ceppo lombardo a Pontevico (BS),
Cremona e Felonica nel mantovano, ha un piccolo ceppo a Carrara
ed uno a Roma e Tivoli, dovrebbero derivare da forme
ipocoristiche accrescitive derivate da Zappa, probabilmente ad
indicare l'attività contadina del capostipite. |
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ZARA
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Ha
vari ceppi in Sardegna sia nel settentrione che nel meridione
dell'isola, che potrebbero derivare dal toponimo Atzara (NU),
nel veneziano, nel goriziano e a Trieste dove potrebbe derivare
dal toponimo dalmatico omonimo, nel ternano, nel Molise e nel
casertano, in alcuni casi potrebbero essere dei matronimici e
derivare dall'aferesi di nomi come Lazzara o Cesara, in altri
casi l'origine e da ricercarsi in nomi di località.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
ZARA: viene dall'arabo az-zarh
e significa dado,
da cui deriva appunto azzardo,
gioco d'azzardo. In spagnolo
abbiamo asar
e in francese hasard.
Si tratta di un cognome diffuso in tutta Italia, in 464 Comuni.
Il ceppo più consistente lo troviamo a Caserta, con 261
presenze; Roma 96, Venezia 92, Milano 60, Torino 57, Genova 31.
In Sardegna è presente in 72/377 Comuni: Sassari 170, Guasila
90, Cagliari 89, Ittiri 75, Samassi 67, Iglesias 58. |
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ZARABOLDI |
Zaraboldi è un cognome estremamente raro, circoscritto al
genovese, dovrebbe derivare da una forma dialettale del nome
germanico Haribald,
probabilmente portato dal capostipite. |
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ZARAMELLA |
Tipico di Padova e dintorni, potrebbe derivare dall'etnico di
Zara, modificato in forma dialettale o anche da soprannomi
legati al vocabolo caramella ad indicare la dolcezza di
carattere del capostipite, poco probabile il collegamento con il
termine ciaramella tipico di altre zone del centro Italia e del
sud in particolare (vedi
Ceramelli ). Di questo nome si
hanno tracce ad esempio nel Baldus di Teofilo Folengo
(1491-1544): "...His bagatellandi tantum gallantiter artem,
incipit, ut nunquam melius Zaramella giocavit ante ducam
Borsum...". |
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ZARANTINO |
Zarantino, assolutamente rarissimo, sembrerebbe originario del
palermitano, zona di Bagheria, ma non è da escludere un'origine
dalla provincia di Catanzaro, da Pentone, una possibile ipotesi
è che si tratti di una forma aferetica dell'etnico di Mazara
(TP). |
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ZARANTONELLO |
Tipico
del vicentino, deriva dal nome composto Giannantonio o Zuan
Antonio. L'esistenza dell'uso di questo nome composto in epoca
antica è dimostrata tra l'altro da questo lasciapassare del
1512, presente nell'archivio di Stato di Bergamo: "...Sia
lassati andar li infrascritti, come homini liberi et licentiati
da noi et altra volta fatti presoni per andar a Caravazo. In
quorum fidem, etc. Bergomi, die 9 februarii 1512. Zuan Antonio
de Caravazo, Jacomo Nava, Ambrosio Console. Iohannes Antonius
Cancellarius." |
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ZARATIN
ZARATINI
ZARATINO
ZARATTIN
ZARATTINI |
Zaratin, decisamente veneto, ha un ceppo a Paese nel trevisano
ed a San Donà di Piave nel veneziano, Zarattin, molto molto
raro, è tipico di Venezia, Zaratini e Zaratino sono quasi unici,
Zarattini ha un ceppo nel veronese a verona e San Bonifacio ed
uno nel ferrarese a Comacchio ed Ostellato, con piccole presenze
anche nel trevisano e padovano, tutti questi cognomi dovrebbero
derivare dall'etnico della città di Zara nell'attuale Croazia,
antico territorio della Repubblica Serenissima di Venezia, con
il termine di zaratin
o zarattin
infatti venivano chiamati i veneziani provenienti da quella
città. |
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ZARBO
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Tipico dell'agrigentino di Palma di Montechiaro e Licata,
potrebbe derivare da nomi di località, Zarbo è stata una baronia
nel 1500, con il nome Zarbo troviamo località nell'agrigentino,
nel trapanese e nel palermitano, con il termine
zarbo o
zàbbu si
identificavano i serbatoi per la raccolta delle olive prima
della molitura, quindi è pure possibile una derivazione da quel
termine ad indicare l'attività o caratteristiche del luogo
d'abitazione del capostipite. |
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ZARDI
ZARDO |
Zardi ha un ceppo nell'area che comprende il mantovano, il
cremonese, il piacentino ed il parmense e in quella che
comprende il ferrarese, il ravennate ed il bolognese, Zardo,
tipicamente veneto, è diffuso nel vicentino, trevisano, padovano
e veneziano, questi cognomi dovrebbero derivare da una forma
aferetica del nome medioevale di origine germanica
Guizzardo
(vedi GUIZZARDI). |
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ZARI
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Zari è
tipico del fiorentino, dovrebbe derivare dall'aferesi di un
cognome come Lazzari o dall'aferesi di modificazioni dialettale
del nome Cesare. |
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ZARLENGA
ZARLENGO
ZARLINGA
ZARLINGO
ZERLENGA
ZERLENGO |
Zarlenga
ha un ceppo romano, ma il nucleo originario dovrebbe essere
molisano, probabilmente la zona di Pietrabbondante
nell'iserniese, Zarlinga, quasi unico, è probabilmente dovuto ad
un errore di trascrizione, Zarlengo, molto molto raro, anch'esso
di origine molisana, è del napoletano, Zarlingo, praticamente
unico è una variante del precedente, così come Zerlenga,
anch'esso del napoletano, e l'unico Zerlengo, tutti questi
cognomi dovrebbero essere di origini albanesi, anche se non si
può escludere una discendenza longobarda più antica. |
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ZARO
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Ha
un ceppo nel varesotto, uno nel trevisano ed uno nel goriziano,
potrebbero derivare dall'aferesi di toponimi come San Lazzaro,
molto presenti in tutt'Italia, ma è abbastanza probabile anche
una derivazione dal nome medioevale
Zarus di
cui abbiamo un esempio a Monza nel 1246 in quest'atto:
"...Ubertinus filius quondam Obizonis de Puteo, Zanichellus et
Senus et Zarus et Marchixius et Barberius et Guifredus filii
Januarii Belincasa, in loco Bevera Iohannes et Albertus qui
dicuntur Gazari,...", tracce di questa cognominizzazione le
troviamo agli inizi del 1700 in quest'atto conservato a Vicenza:
"...Per il reverendissimo signor canonico don Giovanni Checcozzi
contro li Francesco Zaro pupilo di Giovanni Maria Colombara
erede...". |
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ZARRILLI
ZARRILLO |
Zarrilli è tipico di Calitri (AV), Zarrillo è tipico del
casertano, di Marcianise in particolare, ma presente comunque in
modo significativo anche a Capodrise e Capua, dovrebbero
derivare da soprannomi originati dal vocabolo dialettale campano
zarro
(incespico, inciampo, piccolo
ostacolo), tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo nel casertano fin dal 1500. |
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ZARZANA |
Molto molto raro sembra specifico della Sicilia occidentale, di
Partanna (TP) in particolare, potrebbe derivare da una
modificazione dialettale del toponimo Mazara del Vallo nel
trapanese.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Zarzana è cognome siciliano variante di
Sarzana.
dal comune omonimo in provincia di La Spezia che deriva dal
gentilizio latino Sergius
con suffisso prediale -ana.
Caracausi II 1457. |
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ZATTA
ZATTI
ZATTIN
ZATTINI
ZATTINO |
Zatta è tipico della fascia che dal padovano, via trevisano, va
al bellunese, Zatti ha un ceppo nel bresciano, uno nel padovano
e veneziano ed uno nel pordenonese ed udinese, Zattin è
specifico del padovano, Zattini è romagnolo del ravennate e
soprattutto del forlivese, Zattino è praticamente unico,
dovrebbero derivare, direttamente o tramite forme ipocoristiche
anche dialettali, dal vocabolo dialettale veneziano
satta o
zatta
(zampa,
chele),
potrebbero perciò avere quindi un origine simile a quella del
cognome Zampa. |
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ZAOLI
ZAULI |
Zaoli, quasi unico, sembrerebbe romagnolo, Zauli è tipico del
ravennate, di Faenza, Ravenna, Solarolo, Lugo, Russi,
Brisighella e Cotignola, di Forlì e di Bologna ed Imola nel
bolognese, dovrebbero derivare da un soprannome basato sul
termine medioevale latino
zabulus (diavolo),
a sua volta derivato dal bizantino ???????, del quale abbiamo un
esempio d'uso riferito al XII° secolo: "..Nam cum, exhausto
corpore atque defecto, perceptionem cibi biduano ieiunio
distulisset, accedenti ei ad refectionem die postero, [Plerique
cum Dionysio legunt: Veniens diabolus. Sed noster etiam
Manuscript. Plantinianae lectioni favet, et est satis familiare
Patribus diabolum Zabuli vocabulo designare. ...Sic ille,
significans Zabulum dictum pro diabolo, ". |
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ZAVAGLI
ZAVAGLIA
ZAVAGLINI
ZAVAGLIO |
Zavagli è tipico dell'area che comprende il bolognese, il
forlivese, il fiorentino e l'aretino dove a Bibbiena raggiunge
la massima diffusione, Zavaglia ha un ceppo nel milanese, uno
tra forlivese e riminese, uno a Roma ed uno in Calabria,
soprattutto nel reggino, Zavaglini, assolutamente rarissimo,
occupa lo stesso areale, di Zavagli, Zavaglio è tipicamente
lombardo del cremonese e del bresciano, dovrebbero derivare da
soprannomi originati dal termine dialettale
zavaj (inciampo),
probabilmente causati dalla balbuzie dei capostipiti, al sud più
probabilmente derivano dal termine grecanico
zabai
pronunciata zavaj
(arma da guerra),
forse ad indicare nei capostipiti degli uomini d'arme. |
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ZAVANONE |
Zavanone,
molto molto raro, è tipico dell'alessandrino e del vicino
genovese, dovrebbe derivare da un soprannome originato da una
deformazione dialettale dell'accrescitivo del nome Giovanni. |
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ZAVARELLA
ZAVARELLI |
Zavarella è specifico di Pratola Peligna (AQ), Zavarelli,
etremamente raro, parrebbe di Alba Adriatica nel teramano.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Zavarella, piuttosto raro, è tipico dell'aquilano, Zavarelli,
rarissimo, sembra anch'esso abruzzese ed è presente sia
nell'aquilano che nel teramano, entrambi questi cognomi derivano
da una variante del termine
ciavarello o
ciavarella,
voce arcaica o dialettale col significato di
capretto/a:
l'origine di questo vocabolo va ricercata nell'antico francese
chevrel/elle
(italianizzato appunto in
ciavarello/a, ma non solo), con
uguale significato. Il cognome, dunque, deriva o dal mestiere
svolto dal capostipite
(probabilmente un pastore o un capraio) oppure da una sua
caratteristica fisica o comportamentale (talvolta, infatti, il
termine ciavarello/a poteva essere utilizzato anche come
soprannome per un ragazzo o una ragazza, come a voler indicare
una similitudine fra la giovinezza degli esseri umani e la
tenera età dei capretti). |
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ZAVATTA
ZAVATTI
ZAVATTIN
ZAVATTINI
ZAVATTO
ZAVATTONI |
Zavatta sembra specifico del riminese, Zavatti ha un ceppo
lombardo nel cremonese e mantovano, uno emiliano nel modenese,
bolognese e ferrarese, ed uno romagnolo nel forlivese e
riminese, Zavattini sembra avere un ceppo nel mantovano ed uno
nel riminese, Zavatto è specifico di Cetraro nel cosentino,
tutti questi cognomi derivano, direttamente o tramite
ipocoristici o accrescitivi, da variazioni dialettali del
vocabolo ciabatta
o ciabattino
e possono stare ad indicare il mestiere del calzolaio svolto
probabilmente dai capostipiti. Tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo nel diario tenuto dal curato
Zavattoni di Verano Brianza nel milanese, che notava nel
registro dei battesimi: " lo anno 1627 non maturò mai il miglio
ne mancho il panico verso la montagna et ben puocho et cativo
alla pianura, et non vi fu neancho castagne, et la causa fu che
piovette quasi sempre dalli nove di Agosto sino alli sette di
Decembre che fu la festa di santo Ambrosio...", o anche in un
resoconto del 1678 conservato nell'archivio parrocchiale di
Calitri nell'avellinese, conservato nella locale chiesa di San
Canio: "...Lonardo Antonio Margotta fu ucciso in piazza ad hore
18 per essere scommunicato fu strascinato, e sepellito dentro un
casalino vicino la Gabella, l'uccisori furono Giuseppe Zavatta e
don Sebastiano Giliberti suo cognato per causa che detto Lonardo
Antonio andava cercando uccidere detto don Sebastiano..". |
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ZAVATTARI
ZAVATTARO
ZAVATTERI
ZAVATTERO
ZAVATTIERI
ZAVATTIERO
ZAVETTIERI |
Zavattari, assolutamente rarissimo sembrerebbe della zona tra
varesotto e novarese, Zavattaro, tipicamente piemontese
sembrerebbe dell'alessandrino, Zavatteri, molto raro,
sembrerebbe veronese, Zavattero parrebbe tipico del Piemonte
occidentale, Zavattieri, assolutamente rarissimo, ha presenze
nel reggino ed in Sicilia, in particolare nell'area catanese,
siracusana, Zavattiero è tipicamente veneto del padovano, di
Teolo, Vo, Rovolon e Padova, con un piccolo ceppo anche nel
vicentino ad Albettone, Zavettieri è specifico del reggino, di
Melito Porto Salvo, Bova Marina e Roghudi, dovrebbero tutti
derivare da soprannomi genearati dal mestiere di
ciabattari
o calzolari,
produttori di ciabatte, svolto probabilmente dai capostipiti. |
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ZAVERI
ZAVERINI
ZAVERIO |
Zaveri è quasi unico, sembrerebbe lombardo piemontese, Zaverini,
quasi unico anch'esso è del milanese, Zaverio, molto raro, è del
pavese soprattutto, di Vigevano in particolare, questi cognomi
derivano, direttamente o attraverso una forma ipocoristica da
un'alterazione dialettale del nome mediovale latino
Saverius,
o anche del nome germanico
Savericus. |
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ZAZA
ZAZÀ |
Zaza è tipico di Molfetta, Corato, Bari, Bitonto, Terlizzi,
Trani e Barletta nel barese e delle vicine Bernalda nel materano
e Genzano di Lucania nel potentino, Zazà è quasi unico,
dovrebbero derivare da soprannomi famigliari attribuiti al
capostipite.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Zaza è un cognome pugliese, forma ipocoristica del personale
Susanna.
Fonte: P. Minervini, Diz. cogn. pugliesi, 523. |
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ZAZZA
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Zazza è specifico dell'area che comprende l'aquilano ed il
romano, Carsoli nell'aquilano in particolare e nel romano Roma
soprattutto e San Vito Romano, potrebbe derivare da un
soprannome originato dal termine longobardo
zazza (capigliatura
folta), probabilmente a
sottolineare questa caratteristica nel |
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ZAZZARA
ZAZZARINI
ZAZZARINO
ZAZZARO
ZAZZARONI
ZAZZERI
ZAZZERO
ZAZZERONI |
Zazzara è
abruzzese, Zazzarini dovrebbe essere marchigiano, soprattutto
dell'anconetano, di Sirolo, Ancona e Numana in particolare,
Zazzarino è caratteristico di Sant'Angelo di Alife ed Alife nel
casertano, Zazzaro, abbastanza raro ha un ceppo nel napoletano
ed uno nel cosentino, Zazzaroni è tipico di Castel San Pietro
Terme (BO), con un piccolo ceppo a Pesaro e Urbino, Zazzeri è
tipicamente toscano della zona tra fiorentino e senese, con un
ceppo anche nel livornese, Zazzero, molto molto raro, è
napoletano, Zazzeroni è specifico di Urbino, dovrebbero derivare
da soprannomi originati da folte capigliature dei capostipiti. |
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ZEBA
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Zeba, molto raro, è tipico del veronese, potrebbe derivare da
una contrazione dialettale del termine cimbro
zaneibe (ginepro),
ma molto più probabilmente derivano dal nome ebraico
Zebah che
significa vittima sacrificale, nome che ha dato origine al meno
raro Zebedia:
"...Chanaan, ab Arabico Carcara, deducit, quod terram significat
in qua tuto, ac pacate vivitur. Proinde Iudic pro eo, quod in
Ebraeo est Zeba, et Salmana erat in Carcor, Hieronymus habet
requiescebant...". |
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ZECCA
ZECCHI
ZECCHIN
ZECCHINI
ZECCHINO
ZECCOLI |
Zecca dovrebbe essere originario del Salento, Zecchi è specifico
della fascia che dal ferrarese, attraversa il bolognese ed
arriva nel fiorentino, Zecchin e decisamente veneto, Zecchini è
tipico della zona che comprende Emilia e Romagna, basso Veneto e
Lombardia, Zecchino ha un ceppo molto piccolo a Firenze, uno a
Roma, uno ad Ariano Irpino nell'avellinese e ad Arzano e Napoli
nel napoletano ed uno in Puglia a Francavilla Fontana nel
brindisino, a Massafra nel tarantino, a Bari e ad Apricena nel
foggiano, Zeccoli, assolutamente rarissimo, dovrebbe essere
bolognese, la derivazione più probabile per tutti questi cognomi
è, direttamente o tramite ipocoristici, da una variazione
dell'aferesi del nome Francesco
, dapprima ridotta a Cesco, poi per contrazione a Cecco quindi
per modificazioe dialettale a
Zecco, non si può comunque
escludere che possa trattarsi direttamente di nomi originati dal
termine zecchino
(sia oro di zecca
che tipo di moneta),
nome usato da genitori che attribuissero al proprio figlio un
valore immenso, proprio come oro zecchino.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Zecca è cognome salentino. Forse da 'zecca'
= sorta di insetto. |
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ZEDDA
ZEDDE |
Zedda è tipico del cagliaritano, Zedde è specifico del nuorese,
di Sorgono, Ottana, Austis, Ortueri ed Ollolai, con un ceppo
anche a Cagliari e Sassari, dovrebbero derivare dal vocabolo
sardo zedda
(cantina,
ma anche branco di animali),
forse ad indicare il mestiere di cantiniere o di oste, o quello
di pastore o allevatore di maiali, in qualche caso potrebbe
derivare dal toponimo Zeddiani (OR).
integrazioni fornite da
Luciano Zedda
il significato del cognome zedda deriva dal vocabolo sardo
antico cedda che significa mandria gregge o branco anche lo
stesso paese di Zeddiani deriva dalla stessa radice e significa
mandriani.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
ZEDDA: kèdda, cèdda, zèdda
= branco, gruppo, gregge,
mandria, riferito ad animali o
persone. Una cèdda o kèdda de
porcus o porcos =
un branco di maiali.
Una cèdda o kèdda de brebeis o
berbeghes =
un gregge di pecore.
Dal latino cella:
cella columbarum è la colombaia, cella anserum è il pollaio. In
greco kella
(kèlla) = cella, ma anche conclave, che in senso lato significa
riunione, gruppo. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, *LPDE
del 1388 troviamo: Cedda Baritono, ville de Sardara; Cedde
Nicolao, jurato ville de Sardara; Cella Petro, ville
Ecclesiarum(Iglesias - villa di chiesa); Celle Sthefano,
majore(sindaco, amministratore) ville Guilciochor (* villaggio
distrutto, conosciuto col nome di Borticoco: diocesi di Ottana .
Curatorie de Anella). Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado,
*CSMB XI°, XII° sec., abbiamo: Celle Gavine(167), mandatore di
Bonarcadu ( il mandatore de rennu era un funzionario regio; il
mandatore de ecclesia era rappresentante giudiziale di una
chiesa): teste in una partizione di servi. Sono inoltre citati
Celle Goantine e i figli Petru e Vera (166), servi: .coiuvarun
1 serbu de sancta Maria, Goantine Celle cum Speciosa Marqui,
ankilla de Comida Pirella(si sposarono Goantine Celle, servo di
Santa Maria, con Speciosa Marqui, serva di Comida Pirella) segue
la spartizione dei figli nati dal matrimonio: Vera va
interamente alla chiesa e Petru metà (latus - del servizio)alla
chiesa e metà a Comida Pirella. |
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ZEFFERI
ZEFFIRI |
Zefferi, abbastanza raro, è tipicamente romano, Zeffiri,
assolutamente rarissimo, è dell'Italia centrale, dovrebbe
derivare dal nome medioevale
Zefferus derivato dal greco
zephuros
(venticello
leggero o
lieve brezza,
dal nome del dio greco del vento proveniente da occidente),
citiamo, anche se la riteniamo altamente improbabile, una
possibile derivazione dal termine arabo
shafir (mediatore). |
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ZEGGIO
ZEGIO |
Zeggio è specifico del rovigoto in particolare di Badia Polesine
e Lendinara, Zegio è praticamente unico, dovrebbero derivare da
un soprannome in lingua veneta, usato anche come nome, originato
dal termine zegio
(giglio
o anche giaggiuolo),
diventato zeggio
a seguito di una forma di italianizzazione.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Zeggio è cognome veneto. Cfr. Ziggiotti. |
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ZEINI
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Quasi
unico, si può solo in via ipotetica presumere che sia originario
del lombardoveneto. |
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ZELCA
|
Unico a
Melegnano, ??? di origine rumena???. |
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ZELI
ZELO |
Zeli è tipico dell'area sudmilanese e cremonese e delle vicine
aree del parmense, del bresciano e del mantovano, Zelo
sembrerebbe unico, dovrebbero derivare da nomi di località come
Zelo Foramagno nel milanese o Zelo buon Persico nel lodigiano,
ma è pure possibile una derivazione da modificazioni dialettali
dell'aferesi del termine latino
agellum stante ad indicare un
piccolo campo,
identificando così le caratteristiche della zona di origine del
capostipite. |
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ZELIOLI
ZILIOLI |
Zelioli è tipico del cremonese, di Cremona, Vescovato e Cingia
De` Botti e del reggiano, di Reggio Emilia e Scandiano, si
tratta probabilmente di una forma dialettale di Zilioli, molto
più diffuso in tutta la Lombardia ed a Parma, che dovrebbe
derivare dal nome medioevale italiano
Ziliolus
di cui abbiamo un esempio a Pavia in una sentenza del 1470:
"...In Nomine Domini Amen. Nos Ziliolus de Oldovinis iuris
utriusque Doctor, Franceschinus de Castro Sancti Petri et Paulus
de Castiliono Magistri Ducalium Intratarum Extraordinariarum et
Cameræ possessionum...". Tracce di queste cognominizzazioni le
troviamo ad esmpio a Scalve (BG) dove un Antonio de Zilioli è
Podestà dal 1482 al 1483, agli inizi del 1500 è notaio a
Brescia: "...modi, condition, utilità, preminentie et
jurisdiction che haveva et godeva Iacono di Zilioli nodaro...". |
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ZEMA
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Tipico di Reggio Calabria, di origini bizantine, deriva dal
termine greco zema
(brodo). |
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ZEN
ZENA
ZENE
ZENI
ZENO |
Zen
è tipico veneto, probabilmente dell'area che comprende il
vicentino, padovano e trevigiano, Zena ha un ceppo nel modenese
a Finale Emilia ed uno a Viterbo ed a Civitavecchia nel romano,
Zene è assolutamente rarissimo, Zeni è specifico della zona che
comprende il Trentino, il bresciano ed il veronese, Zeno è
tipico del napoletano, dovrebbero derivare, direttamente o
attraverso una forma dialettale, dal nome medioevale
Zeno,
Zena,
portato ad esempio da un imperatore di Bisanzio del V° secolo:
"...Ergo postquam factus est imperator Zeno a filio suo Leone,
qui natus fuerat de filia Leone Ariagne nomine, regnat cum filio
suo anno uno...", tracce di questa cognominizzazione le abbiamo
a Venezia con il doge Renierus Zen che ricoprì la carica dal
1253 al 1268, a San Daniele del Friuli nel 1400 dove in uno
scritto leggiamo: "... oratio in funere Caroli Zeni; Maximum et
amplissimum munus..." e a Venezia nel 1500 con Pietro Zen
oratore e poi vicebailo alla Porta Ottomana che fu inviato dal
Maggior Consiglio a Costantinopoli nel 1523 come ambasciatore
della Repubblica veneta presso Solimano: "...con molti de li
prinzipali de la Schuola et assai popullo nel qual zorno eziam
personalità li fo el Magnifico Messer Piero Zen Capo de
Excellentissimo Consegio de X ad instantia de qual e de suo
ordine fo...". |
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ZENDRI
|
Zendri è
tipico di Rovereto, Ala, Vallarsa e Molina di Ledro, dovrebbe
derivare dal nome di Zendri, una frazione del comune di Vallarsa
sempre in trentino. |
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ZENDRINI |
Abbastanza raro è specifico del veronese e del bresciano,
potrebbe trattarsi di una modificazione dialettale dell'aferesi
del nome Alessandro, questa cognominizzazione la si trova fin
dal 1500 a Valle di Saviore (BS); personaggio importante è stato
nel 1700 il matematico e fisico della Repubblica Veneta
Bernardino Zendrini nato a Saviore (BS). |
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ZENDRON
ZENDRONI |
Zendron è caratteristico del trentino, di Valda, Trento e
Lisignano, con un piccolo ceppo anche a Ronco all'Adige nel
veronese ed a Mira nel veneziano, Zendroni è quasi unico,
dovrebbero derivare da una forma aferetica dialettale di una
forma accrescitiva tronca del nome
Alessandro,
in qualche caso potrebbe trattarsi di una forma etnica
dialettale riferita al paese di Zendri, una frazione di Vallarsa
in trentino. |
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ZENER
ZENERI
ZENERIN |
Zener, assolutamente rarissimo, è tipico veneziano, Zeneri è
estremamente raro, sembrerebbe dell'area lodigiano milanese,
Zenerin è quasi unico, potrebbero derivare da un soprannome
dialettale originato dall'essere il capostipite nato in gennaio
o arrivato in zona comunque in gennaio, è pure plausibile una
derivazione dal nome Gennaro attraverso la sua forma veneta
Zenèr. |
|
ZENGA
|
Zenga ha un piccolo ceppo nell'area che comprende il basso
frusinate, il casertano ed il napoletano, con un ceppo ancora
più piccolo nel foggiano, potrebbe derivare da un soprannome
originato dal termine dialettale campano
senga o
zenga
(fessura, spaccatura, crepa),
forse ad indicare che il capostipite riusciva a passare
dappertutto. |
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ZENNARO |
Specifico
del Veneto, deriva da una variazione del nome Gennaro. |
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ZENON
ZENONE
ZENONI |
Zenon, quasi unico, dovrebbe essere veneto, Zenone ha un ceppo a
Mezzomerico nel novarese ed a Borgosesia e Varallo nel
vercellese, ha presenze nel pescarese, un ceppo a Bari ed uno a
Napoli, Zenoni ha un ceppo nel novarese a Bolzano Novarese, uno
in Lombardia nel bergamasco, a Leffe, Seriate, Bergamo,
Valgoglio, Albino, Albano Sant'Alessandro e Nembro, a Malonno
nel bresciano ed a Milano, ed uno a Terni, l'origine di questi
cognomi dovrebbe essere diversa dal nord al sud, i ceppi
settentrionali dovrebbero derivare da forme aferetiche di un
accrescitivo del nome dialettale
Zorzo (Giorgio),
da Zorzenone
per aferesi Zenone,
i ceppi meridionali dovrebbero invece derivare dal nome greco
Ζήνων Zenon (Zenone),
ricordiamo celeberrimo il filosofo greco del V° secolo avanti
Cristo Zenone di Elea. |
|
ZENTILIN
ZENTILINI
ZINTILINI |
Zentilin è tipicamente friulano, di Marano Lagunare e Carlino
nell'udinese e di Grado nel goriziano, Zentilini ha un ceppo tra
bresciano e mantovano, a Cavriana e Volta Mantovana nel
bresciano ed a Muscoline e Brescia nel bresciano, ed un ceppo a
Venezia, Zintilini, molto raro, è specifico di Capo di Ponte nel
bresciano, si dovrebbe trattare di forme ipocoristiche
dialettali, del nome medioevale
Gentile, trasformato in
Zentile
per una trasformazione dialettale della
G- in
Z-, ricordiamo con questo nome
l'illustre pittore Gentile da Fabriano (1370 - 1427). |
|
ZENUCCHI
ZENUCCHINI |
Zenucchi è specifico del bergamasco, di Peia e Leffe, Zenucchini
lo è di Brescia e del bresciano, dovrebbero derivare da
modificazioni ipocoristiche, semplici o composte, del nome
Zeno,
o da un alterazione dialettale di
Zanucchi
(vedi ZANUCCHI). |
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ZEOLI
|
Specifico
delle province di Campobasso e Benevento, potrebbe derivare dal
toponimo Zeoli di Morcone (BN. |
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ZEPPA
ZEPPI
ZEPPILLI
ZEPPILLO
ZEPPO
ZEPPONI |
Zeppa ha
un ceppo campano a Teano (CE) ed a Montefalcone di Val Fortore
(BN) ed uno laziale tra Casalvieri e Ferentino nel frusinate,
Zeppi ha un piccolo ceppo nell'urbinate e nel senese,
soprattutto a Sinalunga (SI), Zeppo, assolutamente rarissimo, è
del napoletano, Zepponi è tipico di Marche e Lazio, soprattutto
di Fabriano (AN) e Rieti, Zeppilli, estremamente raro, oltre al
ceppo romano è tipico della zona tra Piceno e teramano, mentre
Zeppillo, ancora più raro e forse dovuto ad errori di
trascrizione del precedente, è comunque della zona tra Marche ed
Abruzzo, possono tutti derivare da modificazioni dialettali
dell'aferesi del nome Giuseppe. |
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ZERBELLONI |
Zerbelloni è quasi unico, potrebbe derivare da toponimi come
Zerbolo' (PV). |
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ZERBETTI
ZERBETTO
ZERBI
ZERBINI
ZERBINO |
Zerbetti, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del pavese,
Zerbetto è tipico del padovano, di Monselice in particolare, ma
anche di Padova, Este e Tribano, Zerbi parrebbe di origini
pavesi, con un possibile ceppo nel reggino, Zerbini si sviluppa
lungo l'arco che dal milanese, via bergamasca, bresciano,
mantovano e modenese, arriva al bolognese ed al ferrarese,
Zerbino parrebbe dell'area che comprende l'alessandrino ed il
genovese, dovrebbero derivare da toponimi come Zerba nel
piacentino o Zerbo nel pavese, ma in qualche caso potrebbero
derivare, direttamente o tramite varie forme ipocoristiche, da
soprannomi legati al vocabolo dialettale
zerbo per
acerbo.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Zerbini e Zerbino sono presenti anche in Sicilia (Catania) e in
Calabria (R. Calabria) e vengono dal greco
zerbós =
mancino.Cfr.
G. Rohlfs: Dizionario storico
dei cognomi nella Sicilia orientale,
Centro di studi filologici e linguistici siciliani, Palermo,
1984, p.198 |
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ZERBINATI
ZERBINATO |
Zerbinati
è tipico dell'area veneta, in particolare del rovigoto e del
vicino ferrarese, Zerbinato, più raro, è sempre del rovigoto in
prossimità dell'area veronese, di Lendinara (RO) in particolar
modo, si dovrebbe trattare di forme patronimiche venete in -ato
riferendosi quindi alle famiglie di figli di uno Zerbi o uno
Zerbino. (vedi ZERBI) |
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ZERBO
ZERBONE
ZERBONI |
Zerbo è presente nell'alessandrino a Novi Ligure e dintorni, a
Venezia e Thiene ed in Sicilia dove si trova il nucleo
principale a Palermo ed a Catania e Bronte (CT), Zerbone è
specifico di Imperia e Albenga (SV), Zerboni sembrerebbe del
comasco di Como e Veleso, e di Milano, le origini dei ceppi
settentrionali potrebbero essere simili a quelle di Zerbi (vedi
ZERBI), mentre per quelli meridionali è molto probabile una
derivazione da soprannomi originati dal vocabolo greco
zerbós
(mancino) |
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ZERBO
ZERBONE
ZERBONI |
Zerbo è presente nell'alessandrino a Novi Ligure e dintorni, a
Venezia e Thiene ed in Sicilia dove si trova il nucleo
principale a Palermo ed a Catania e Bronte (CT), Zerbone è
specifico di Imperia e Albenga (SV), Zerboni sembrerebbe del
comasco di Como e Veleso, e di Milano, le origini dei ceppi
settentrionali potrebbero essere simili a quelle di Zerbi (vedi
ZERBI), mentre per quelli meridionali è molto probabile una
derivazione da soprannomi originati dal vocabolo greco
zerbós
(mancino) |
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ZERMAN
|
Zerman è
specifico del veronese, di San Giovanni Lupatoto in particolare,
con una presenza significativa anche a Mortegliano nell'udinese. |
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ZERO
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Zero ha presenze nel romano, nel reatino ed in Campania, con un
ceppo a Terlizzi nel barese, dovrebbe derivare da un soprannome
basato sul termine grecanico
xeròs (smagrito,
scarno, secco), probabilmente
ad indicare così una caratteristica fisica dei capostipiti. |
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ZETTI
|
Rarissimo, potrebbe avere più ceppi, nel sudmilanese e
lodigiano, nel modenese, nel fiorentino e nel perugino, potrebbe
derivare dall'aferesi di diminutivi di nomi medioevali come
Renzo, Lanzo, Innocenzo, Avanzo. |
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ZEZZA
|
Zezza ha un ceppo romano, uno napoletano ed a Benevento ed uno
pugliese a Ruffano, Uggiano la Chiesa e Cursi nel leccese, a
Brindisi ed a Corato e Bari nel barese, dovrebbe derivare da una
forma ipocoristica aferetica dialettale campano, pugliese del
nome Lucrezia,
forse il nome della capostipite.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Zezza è diffuso nell'Italia meridionale, è molto frequente in
Puglia. È la cognominizzazione del soprannome Zézza o Zizza, che
può avere diverse origini. Dall'ant. it. 'zézza'
"ultima"
con riferimento all'ultima nata, oppure dal sic. 'zizzu'
(f. zizza)
(<arabo 'azìz'
"splendente, bellissimo"
ed anche "celibe")
"giovane di un'eleganza
ostentata"; oppure dal greco e
dal nap. 'zizza'
"poppa, seno, mammella".
È documentato in Puglia a Barletta (BA) nel 1540: "Sebastianus
Zizus"; a Foggia nel 1682: "Giovanna Zézzi" e a Cerignola (FG)
nel 1768. Minervini 524. |
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ZIACHI
ZIACO |
Ziachi,
pressocchè unico, è dovuto ad un errore di trascrizione di Ziaco
tipico del viterbese di Vignanello e Monte Romano e di Roma,
dovrebbero derivare da modificazioni dialettali di troncature
del nome Giacomo o Giacobo (Giacobbe). |
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ZIAN
ZIANI |
Entrambi
friulani, Ziani in particolare è di Gorizia, potrebbero derivare
da una forma aferetica del toponimo San Canzian nel goriziano,
molto meno probabile un collegamento con il toponimo trentino di
Ziano, tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel 1200
in Veneto con "...refert Petrus Zianus Dux Venerorum anno Chr.
1214. media urbe ex purpureis stragulis, velut muris,
pellibusque pretiosis, ceu rectis excitavit, in cuius
defensionem ingenuas Virgines...". |
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ZIANTONI |
Ziantoni
sembrerebbe specifico del romano, di Vicovaro e Marino in
particolare, potrebbe derivare dal fatto che il capostipite, di
nome Antonio, venisse chiamato in segno di rispetto Zio e quindi
per contrazione Ziantoni. |
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ZIBORDI |
Estremamente raro, sembra tipico della zona tra mantovano,
modenese e ferrarese, dovrebbe derivare dal nome medioevale
germanico Gisward. |
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ZICCHITTELLA
ZICCHITTO
ZICCHITTU
ZICHITTELLA
ZICHITTU |
Zicchittella, quasi unico, è siciliano, Zichittella, decisamente
più diffuso, è tipicamente siciliano ed è specifico del
trapanese, di Marsala e Petrosino, con presenze anche a
Palermo, Zicchitto e Zichittu sembrerebbero unici, Zicchittu è
assolutamente rarissimo, l'origine di questi cognomi potrebbe
essere sveva e derivare da una forma ipocoristica italianizzata
del termine germanico zicke
(capra),
ma usato anche al diminutivo per dire
scherzetto,
una seconda ipotesi propone una derivazione da forme
ipocoristiche dell'espressione
zì Checco (zio
Francesco). |
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ZICHI
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Zichi è tipicamente sardo, specifico in particolare di Orani nel
nuorese, di Sassari, Siligo e Torralba nel sassarese e di Riola
Sardo nell'oristanese, dovrebbe derivare da un soprannome
originato dal termine sardo logudorese
zichi
(pettirosso).
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
ZICHI: zichì, zikì, tzichì,
psichi, tsikkì, etc. Sono voci
onomatopeiche per indicare generalmente il
pettirosso
o altri uccellini di piccole dimensioni. Su tzikki in alcune
parti della Sardegna (Bono, Mores, Padria è anche il pane di
fior di farina; a Corbello e Buschi è proprio il fior di farina
di prima qualità. Ma come detto prima zichì è principalmente il
pettirosso, che prende tanti nomi oltre zichì: tsiddì,
prìntzi,brabarrùbia, traddèra, etc. Il cognome può essere
derivato da un soprannome: ad esempio qui da noi
(Gonnosfanadiga) una certa persona è soprannominata su Printzi
(pettirosso), per le sue caratteristiche fisiche: magro, con le
gambe esili e lunghe etc. E' un cognome raro presente nel centro
nord dell'isola. Attualmente lo troviamo in 35 Comuni italiani
di cui 13 in Sardegna: Orani 37, Sassari 20, Siligo 16, Riola
Sardo 14, etc. |
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ZICHICHI |
Zichichi è tipicamente siciliano del trapanese, di Trapani,
Erice, Custonaci, Marsala e Valderice, con un ceppo anche a
Palermo, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine
arabo zaqqaaq
(otri)
probabilmente riferito a capostipiti che li producessero o ne
facessero commercio. |
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ZICOLA
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Assolutamente rarissimo, sembrerebbe tipico della zona di
confine tra Puglia, salernitano e Basilicata, dovrebbe derivare
da una variazione dell'aferesi del nome Nicola e starebbe ad
indicare quelli dello zio Nicola. |
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ZIDDA
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Zidda è tipico di Nuoro e di Orune nel nuorese, e di Alghero e
Sassari nel sassarese.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
ZIDDA: sa tzìdda
in Logudoro settentrionale (Berchìdda) è
il focolare,
la brace rovente.
In Gallura, sa zidda
è propriamente il battuto del
focolare (Luogosanto). Per
l'etimologia il Wagner M. L. suggerisce
tegola, mattone cotto,
dal longobardo tigol(a).
Non abbiamo altri suggerimenti! Attualmente il cognome è
presente in 43 Comuni Italiani (centro nord), di cui 17/377 in
Sardegna: Nuoro 45, Alghero 29, Orune 22, Sassari 19, etc. |
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ZIERI
ZIERO |
Sia Zieri
che Ziero sono assolutamente rarissimi, sicuramente veneti,
probabilmente del padovano, dovrebbero derivare dal nome del
principato boemo di Zierotin, forse riservato a militari da lì
provenienti che si siano poi fermati in terra veneta. |
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ZIGANTE |
Tipico delle Venezie Zigante è specifico di Trieste, ma è
presente anche nell'udinese e nel trevisano, le ipotesi
possibili circa l'origine del cognome sono che si tratti di un
soprannome originato dall'alta statura del capostipite chiamato
per questo motivo il zigante
(gigante),
un'altra ipotesi contempla invece la possibilità di un
collegamento con il verbo veneto
zigar (urlare,
sbraitare) ad indicare forse un
carattere particolarmente collerico. |
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ZIGGIOTO
ZIGGIOTTI
ZIGGIOTTO
ZIGLIOTTI
ZIGLIOTTO |
Ziggioto, quasi unico, è probabilmente dovuto ad una recente
errata trascrizione anagrafica di uno dei cognomi seguenti,
Ziggiotti è tipico del vicentino, di Arzignano, Sarego e Schio,
Ziggiotto è anch'esso tipico del vicentino, di Montebello
Vicentino, Montecchio Maggiore, Monticello Conte Otto, Vicenza,
Lonigo e Nanto, Zigliotti è praticamente unico, Zigliotto è
specifico del vicentino, di Vicenza, Creazzo, Zugliano ed
Altavilla Vicentina, dovrebbero derivare da ipocoristici, più o
meno dialettali, del nome medioevale
Giglio o
di forme aferetiche di nomi come il gotico
Gunthigis,
o Vitigis,
o il longobardo Hildigis,
o il franco Radigis.
integrazioni fornite da
Paolo Ziggiotto
quando ero piccolo, mio nonno mi raccontava che il cognome
veniva da Sigismondo, italianizzazione del cognome Sigismund.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
ZIGGIOTTI - Cognome veneto che deriva dal personale
Egidio
attraverso Egilio,
(anticamente Zilio
e Cilio),
divenuto poi Zilio, Zilli, Ziliàti, Zéggio, Zeggiàto, Ziliòtto,
Ziggiòtti. D. Olivieri, Cognomi della Venezia Euganea, 135. |
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ZIGLIANI
ZIGLIOLI
ZILIANI |
Zigliani,
molto raro è tipico lombardo, probabilmente di origini
bresciane, Ziglioli è specifico del cremonese e basso bresciano,
Ziliani potrebbe avere un nucleo piacentino ed uno bresciano,
potrebbero derivare da modificazioni dialettali del nome
medioevale Giglio o dell'antico nome spagnolo Zilia. |
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ZIGNONE
ZIGNONI |
Zignoni è praticamente unico e dovrebbe trattarsi di un'errata
trascrizione del cognome Zignone, che ha un ceppo a Trivero e
Pray nel biellese ed uno, ormai quasi scomparso, nel bergamasco,
il ceppo bergamasco, che sembrerebbe essere stato il più antico,
potrebbe derivare dal nome della località Zignone nella bassa
Val Trompia, ma entrambi i ceppi, quello piemontese e quello
lombardo potrebbero essere autonomi e derivare da una forma
accrescitiva aferetica dialettale del nome grecolatino
Eugenio,
tracce di queste cognominizzazioni le
troviamo nel 1400 con il soldato Vistallo Zignone che nel 1495
donò a San Giovanni Bianco nel bergamasco una spina della corona
di Gesù Cristo, da lui ricevuta in premio dalla Repubblica
Veneta come riconoscimento del suo eroico comportamento durante
una battaglia contro Carlo VIII°. |
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ZILI
ZILIO
ZILLI
ZILLINO
ZILLIO
ZILLO |
Zili è quasi scomparso, Zilio è tipicamente veneto, con un ceppo
anche in Friuli, Zilli ha un ceppo importante nel Friuli, uno
nel piacentino, uno in provincia di Teramo ed uno nel Salento,
Zillino, estremamente raro, potrebbe essere calabrese, in
particolare di Rosarno (RC), Zillio, estremamente raro è del
veneziano, Zillo è assolutamente rarissimo, dovrebbero tutti
derivare da una modificazione dialettale del nome medioevale
Gilius
di cui abbiamo un esempio nel
Codice Diplomatico della Lombardia medievale
in un documento scritto a Milano nel 1132: "...a Petro qui
dicitur Coco et Otta iugalium et ab Guiberto filio eius et
Bellavida item iugalibus, unde odie cartam vendicionis fecerunt
de alia medietate ipsius vinee cum area eius in manus et
potestatem Anselmi qui dicitur Gilius, de suprascripta
civitate...", modificazione dimostrata ad esempio da un atto del
1362 scritto a Poschiavo nel Canton Grigioni, dove viene citato
un certo Zillio fu Gabardo Venosta. Tracce di questa
cognominizzazione le troviamo a Chioggia fina dal 1300 con un
certo Giovanni Zilio, nel 1400, a Nogaredo (TN) troviamo gli
Zilli menzionati tra le famiglie possidenti, sempre nel 1400 gli
Zilio sono annoverati tra le famiglie nobili vicentine. |
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ZILLITTO |
Praticamente unico, è presente solo in provincia di Siracusa,
un'ipotesi plausibile sull'origine di questo cognome potrebbe
essere una modificazione dialettale dell'aferesi del toponimo
Pozzillo nel catanese.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Zillitto è cognome siracusano diminutivo di
Zilli che
viene a sua volta dal greco
Tsillis. |
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ZILOCCHI |
Zilocchi
è tipico dell'Emilia, del Piacenza e Parma e di Guastalla e
Luzzara nel reggiano, potrebbe derivare da un soprannome
dialettale per addetto alla filatura della seta. |
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ZIMAGLIA
ZIMAGLINI
ZUMAGLIA
ZUMAGLINI
ZUMAGLINO |
Zimaglia,
molto molto raro, è tipico del cuneese, di Montaldo Roero in
particolare, Zumaglia, praticamente unico, è probabilmente
dovuto ad un'errata trascrizione del precedente, così come
Zimaglini, anch'esso unico, è probabilmente dovuto ad un'errata
trascrizione di Zumaglini, che , estremamente raro, è tipico di
Zumaglia nel biellese, Zumaglino, ancora più raro, è sempre
piemontese, dovrebbero derivare, direttamente o tramite
alterazioni dialettali o varie forme ipocoristiche etniche, dal
nome del paese di Zumaglia nel biellese, probabile luogo
d'origine dei capostipiti. |
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ZIMBALDI
ZIMBALDO |
Zimbaldi è tipicamente lombardo, di Monza e Carate Brianza nel
milanese, con un piccolo ceppo anche nel napoletano, dove esiste
anche la rarissima forma Zimbaldo, si dovrebbe trattare di
alterazioni dialettali derivate dal nome medioevale germanico
Sinibaldus,
di cui abbiamo un illustre esempio in Papa Innocenzo IV°
Sinibaldus Fieschi comites Lavagnae del XII° secolo. |
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ZIMELLI |
Assolutamente rarissimo sembra essere originario della sponda
veronese del lago di Garda, dovrebbe derivare dal yoponimo
Zimella (VR). |
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ZIMMARI
ZIMMARO |
Zimmari ha un ceppo a Veglie nel leccese ed a San Pietro
Vernotico e San Pancrazio Salentino nel brindisino, ed un ceppo
a Matera, Zimmaro ha un piccolissimo ceppo a Roma, uno a Napoli
e presenze nel cosentino, dovrebbero derivare da soprannomi
originati dal termine Zio Mario
o, secondo Peirce Zio Ummaro
(vedi UMMARINO). |
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ZINELLI
ZINETTI |
Zinelli
ha un nucleo nel parmense e vari ceppi nel bresciano, nel
veronese e nel veneziano, Zinetti è tipico lombardo, del
bergamasco in particolare, dovrebbero derivare da modificazioni
ipocoristiche dell'aferesi del diminutivo del nome Luigi,
Luigino - Gino - Ginetto - Zinello o Zinetto, tracce di questa
cognominizzazione le troviamo a Borgo di Terzo (BG) in un atto
del 1638 dove uno degli attori è un certo Giovanni Maria di
Bernardo Zinetti da Mologno. |
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ZINGA
ZINGO
ZINGONE |
Zinga,
molto molto raro, è del cosentino, Zingo è ancora più raro,
Zingone ha un ceppo a Roma, uno nel napoletano ed uno nel
cosentino, dovrebbero derivare, direttamente o tramite
accrescitivi dal toponimo Zinga di Casabona nel crotonese. |
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ZINGALE
ZINGALES
ZINGALI
ZINGALIS |
Tutti
tipicamente siciliani, Zingale è tipico del catanese, di
Catania, Bronte, Adrano, Misterbianco e Paternò, del messinese,
di San Teodoro e Cesarò, e dell'ennese, di Troina e Nicosia,
Zingales è del messsinese in particolare, di Longi, Capri Leone,
Sant'Agata di Militello, Capo d'Orlando, Messina e Mirto, con un
ceppo anche a Palermo, Zingali, molto più raro, è di Randazzo e
Catania nel catanese, Zingalis è quasi unico, potrebbero
derivare dal cognome greco Tsankalos o Tsingoulis, secondo
un'altra ipotesi deriverebbero invece da soprannomi arcaici per
lavoratori dello zinco, forse l'occupazione dei capostipiti. |
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ZINGARELLA
ZINGARELLI
ZINGARELLO
ZINGARIELLO
ZINGARO |
Zingarella è praticamente unico, Zingarelli sembrerebbe
pugliese, con ceppi, probabilmente secondari nel milanese e nel
torinese, Zingarello, molto raro, è specifico del leccese,
Zingariello è tipicamente pugliese, in particolare del foggiano,
di Foggia, Manfredonia, Ascoli Satriano e Sant'Agata di Puglia,
di Gravina di Puglia nel barese e di Pulsano nel tarantino,
Zingaro è tipico del barese con un ceppo probabilmente
secondario nel Molise, derivano tutti, anche attraverso
modificazioni dialettali, dall'etnico
zingaro,
un termine generico usato per indicare un insieme di diverse
etnie nomadi, derivato dal vocabolo greco
atzinganoi,
derivazione avvenuta anche attraverso il medioevale
cingarellus,
troviamo nel 1100 un Albertinus Cingarellus giunto a Genova
dalla Magna Grecia, e a Pisa in uno scritto del 1294 si legge:
"...funnovi morti dentro mouti omini per li Uberti, e autri
Fiorentini, e preso Messere Guido Cingarelli de i Rossi; e gli
autri, che iscamponno, funno messi in pregione..:". |
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ZINI
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Tipico
del nord Italia, potrebbe derivare dall'aferesi di nomi come
Lorenzino, Vincenzino, Domizio, Ignazio, Eustazio, ecc. |
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ZINICOLA |
Zinicola
è specifico del latinense, di Minturno in particolare e di
Spigno Saturnia, e di Roma, dovrebbe derivare dal fatto che il
capostipite fosse una persona di rispetto di nome Nicola. |
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ZINNA
ZINNA' |
Zinna è tipicamente siciliano, di Trapani, Sciacca e Menfi
nell'agrigentino, di Catania e Castel di Judica nel catanese, di
Palermo, di Catenanuova nell'ennese e del nisseno, Zinnà è
invece calabrese, specifico di San Calogero nel vibonese,
potrebbero derivare dal nome arabo
Zihn o
anche dall'ebraico Zina
(luminoso, splendente),
ma molto più probabilmente derivano dal termine dialettale
zinna
(mammella),
termine di provenienza longobarda, dal vocabolo
zinna (prominenza),
l'ipotesi che possano provenire dal termine arabo zinā, che
significa adulterio non sembrano molto probabili. |
|
ZINNI
ZINNO |
Zinni è
tipicamente abruzzese del teatino, di Roccasclegna, Vasto,
Pollutri, Casalbordino, Atessa, Paglieta, Scerni e San Salvo,
con un ceppo anche a Roma ed ad Andria nel barese, Zinno, tipico
del napoletano e salernitano, dovrebbe avere un ceppo, forse
secondario nel messinese, potrebbero derivare dall'aferesi di
ipocoristici di nomi come Lorenzo, Vincenzo (il più probabile),
Domizio, Ignazio, Eustazio, ecc. |
|
ZIOTTI
|
Ziotti ha
un piccolo ceppo a Ferrara ed uno ancora più piccolo ad Alseno
nel piacentino, dovrebbe derivare dal nome medioevale Ziotto, di
cui abbiamo un esempio d'uso in uno scritto del 1323: ".. si die
a spogliare ladronescamente indigeni e passeggeri, e la rocca di
Cesi, che per la Chiesa si custodiva, proditoriamente fece sua,
per denaro, si disse, sborsato ai custodi, Ziotto di maestro
Matteo e Teo di lui figlio, domicelli del rettore Guitto, il
quale pur si disse averne ricevuto parte ..". |
|
ZIPARI
ZIPARO |
Zipari, quasi unico, è del catanzarese, Ziparo è specifico di
Girifalco nel catanzarese, dovrebbe derivare dal nome grecanico
Ziparo,
un'alterazione del termine
tziparos, originato dal nome
mitologico greco Kyparissos
o ?Χυπάρισσος cyparissus (cipresso),
dell'uso anche fuori dalla Calabria di questo nome, abbiamo un
esempio in un atto del 1200 in Sardegna nel Condaghe di Santa
Maria di Bonarcado: "Ego Gregorius, priore de Bonarcadu, partivi
cun iudice de Gallulu. Coiuvedi Goantine Mameli, serbu de sancta
Maria de Bonarcadu, cun Maria de Lee, ancilla de iudice de
Gallul; fegerun ·II· fiios: Zipari et Justa. Clesia levait a
Zipari et iudice levait a Justa. Testes: Nigola de Pane, Comida
Pira, Goantine de Porta armentariu dessu archipiscobu." (Spartii
con il giudice di Gallura. Costantino Mameli, servo di Santa
Maria di Bonarcado, era sposato con Maria de Lee, serva del
giudice di Gallura; fecero due figli: Zipari e Giusta. La chiesa
prese Zipari e il giudice prese Giusta. Testimoni: Nicola de
Pani, Comita Pira, Costantino de Porta amministratore
dell'arcivescovo.). |
|
ZIPPONE
ZIPPONI |
Zippone sembrerebbe specifico di Trinitapoli nel foggiano,
Zipponi ha un ceppo nel bresciano a Brescia, Sarezzo e Chiari,
ed uno a Trieste, dovrebbero derivare da una forma ipocoristica
riferita a capostipiti che venivano chiamati
Zio Pone
(vedi PONE). |
|
ZIRAFI
|
Zirafi è tipicamente siciliano di Licata e di Campobello di
Licata nell'agrigentino, dovrebbe derivare da un soprannome
originato dal mestiere del capostipite, legato al termine
grecanico xyràfes
(barbiere). |
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ZIRATTU |
Zirattu è specifico del sassarese, di Sassari e di Ossi,
dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine arcaico
sardo zirattu
(piccolo orcio
o piccola giara),
forse ad indicare che il capostipite, di bassa statura, fosse
grassottello. |
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ZIRAVELLO |
Quasi
unico. |
|
ZIRONE
ZIRONI |
Zirone ha un piccolo ceppo nel cagliaritano ed uno più
consistente nel siracusano, a Siracusa, Noto ed Avola, Zironi è
tipicamente emiliano, di Bologna, Modena e Ferrara e del
modenese e bolognese, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Zirone,
una forma semidialettale del nome
Girone
(vedi GIRONE), o da nomi di zone cittadine di cui abbiamo un
esempio d'uso in questo scritto dell'anno 1158: "..Unde in
præsenti Dominus Ecelinus fecit fieri unum Zironem in Anoale, et
tres Zirones in Mestre, ubi suprastantibus et custodibus
constitutis, et licentiato exercitu, reversus est ipse
Paduam..", o come la contrada Zirone di Legnago. |
|
ZISCHG
|
Zischg è specifico della provincia di Bolzano, di Ultimo, Lana,
Naturno, Merano e San Pancrazio.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
(forma diminutiva Zischgl)
è un cognome attestato in Alto Adige (Südtirol). Si tratta di un
agionimo perché deriva quasi certamente da S. Francesco (Heilige
Franziskus). C'è però anche
una seconda interpretazione, a mio parere molto meno
attendibile, secondo la quale Zischgl sarebbe un vocabolo per
indicare genericamente un monte. A tal fine i sostenitori di
questa seconda tesi citano una leggenda sulla chiesa
parrocchiale di Welschnofen (Nova Levante) che sarebbe stata
costruita nell'XI secolo. I primi abitanti del paese si
sarebbero stabiliti "Im Loch" e sullo "Zischgl" per lavorarvi da
coloni e lassù avrebbero trasformato in chiesa un antico tempio
pagano che si trovava sul posto. |
|
ZITA
ZITELLA
ZITELLI
ZITELLO
ZITI
ZITO |
Zita ha un ceppo nel rietino ed uno nel barese, Zitella ha un
ceppo abruzzese a Raiano nell'aquilano ed un piccolissimo ceppo
a Roma, Zitelli ha un ceppo nel romano a Roma e Rocca di Papa,
uno nel casertano a Recale, Caserta e San Marco Evangelista, ed
uno a Troina nell'ennese ed a Catania, Zitello, assolutamente
rarissimo, ha una presenza apprezzabile a Catania, Ziti è quasi
unico, Zito è molto diffuso in tutto il meridione d'Italia,
dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite forme
ipocoristiche da soprannomi dialettali originati dal termine
zito, zita
(fidanzato, fidanzata),
in uno scritto datato 1427 leggiamo: "...domino Henrico dicto
Zito, cum ipsorum clientibus et civibus ad castrum ibidem
fugierunt et ibi se usque tercium diem defenderunt ...". |
|
ZIVERI
ZIVIERI |
Ziveri,
abbastanza raro è specifico del parmense e di Parma e
Traversetolo in particolare, Zivieri, molto raro è tipico della
zona tra Reggio Emilia e Bologna, dovrebbero derivare da
Siverus, una modificazione del cognomen latino Severus, di cui
abbiamo un esempio in uno scritto del 97 d. C.: "...item
fund(os) duos Valianos Antonianos Messianos Caturnianos loco
s(upra) s(cripto) adf(inibus) Virio Sivero et Albio Secundo et
C(aio) Cominio et pop(ulo) quos professus..."troviamo una
traccia di questo cognome verso la fine del 1600 con un certo
Giovanni Antonio Ziveri che diventerà Priore dela veneranda
Confraternita del Sufraggio dele Anime del Purgatorio di
Traversetolo (PR). |
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ZIZARI
ZIZZARI
ZIZZARO |
Zizari, praticamente unico, è quasi certamente dovuto ad
un'errata trascrizione di Zizzari, che è tipicamente salentino
di Seclì, Soleto, Galatone, Galatina ed Aradeo nel leccese, di
Taranto, Foggia ed Altamura nel barese, Zizzaro, quasi unico, è
del tarantino, potrebbero derivare da alterazioni dialettali del
nome arabo Aziz,
o da soprannomi originati dal termine arabo
aziz (caro,
amato), o anche da alterazioni
del cognome slavo Zazarje.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Zizzari è cognome salentino dal cognome greco
Tsitsaràs
e Tsítsiris.
G. Rohlfs, Dizionario dei cognomi salentini, 275. |
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ZIZOLFI |
Zizolfi è specifico di Napoli, potrebbe derivare da una forma
alterata arcaica del nome longobardo
Gisulphus,
nome molto famoso in Campania, portato dai Principi di Salerno
nel X° secolo, dal Chronicon
Salernitanum leggiamo: "..qui
et ipso illo in tempore preerat Neapolitanis, atque pari
consensu cum omnibus suis subditis in unum sunt congregati,
quatenus venirent et principatum Salernitanum totis viribus
expugnarent, atque, si valerent, usque meniam civitatis
properarent, putantes, ut minime princeps Gisulphus, qui erat
adolescens, illis obviam irent. Set dum princeps Gisulphus talia
comperisset, statim cum valido exercitu exiit obviam ei; et aut
procul a Salernitana urbe locum ubi Cabeis dicitur, tentoria
fingere iussit ..". |
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ZIZZA
ZIZZI |
Zizza è molto raro, potrebbe avere un nucleo nel brindisino, uno
nel crotonese, uno nel messinese e reggino ed uno nel
palermitano, Zizzi oltre al grosso ceppo salentino, in
particolare a Cisternino e Fasano nel brindisino, ha presenze
significative anche a Martina Franca e Taranto nel tarantino ed
ad Ostuni e Brindisi nel brindisino, ed un ceppo a Terracina nel
latinense, dovrebbero derivare dal nome arabo
Aziz, o
da soprannomi originati dal termine arabo
aziz (caro,
amato).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Zizza e Zizzi sono varianti del cognome base pugliese
Zezza che
può avere diverse origini:
1. antico italiano zézza
= ultima,
con riferimento all'ultima nata.
2. siciliano zizzu/zizza
dall'arabo 'azīz'
= splendente.
3. dal calabrese e napoletano 'zizza'
= mammella. |
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ZOBBI
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Zobbi è
tipico del reggiano, di Villa Minozzo, dovrebbe derivare dal
nome della frazione Case Zobbi di Villa Minozzo, frazione
anticamente chiamata Cadegobbi che si è poi modificata per opera
di mediazioni dialettali. |
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ZOCASTELLO
ZOCCASTELLO |
Sia
Zocastello che Zoccastello sono quasi scomparsi, e sono
specifici dell'udinese, si dovrebbe trattare di forme
ipocoristiche di alterazioni dialettali di una versione maschile
del nome Giocasta
(vedi GIOCASTA). |
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ZOCCA
ZOCCHI
ZOCCO |
Zocca ha
un ceppo tra veronese e vicentino ed uno nel bolognese, Zocchi
ha un nucleo importante nella Lombardia centro occidentale,
ceppi a Trieste, nell'alto bresciano e basso trentino, uno in
Toscana, nelle Marche ed in provincia di Roma, Zocco ha un ceppo
a Venezia, uno nella Sicilia meridionale ed uno nel Salento,
dovrebbero derivare dal nome medioevale Zoccus, nome di cui
abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia
medievale in un Instrumentum Confessionis dell'anno 1176 :
"...Zoccus iuratus testatur idem quod Sumvicus, excepto quod non
vidit illos de Bernatho facere laborem castri...", ma è pure
possibile che in alcuni casi derivino da nomi di località come
Zocco (BS), Zocca (MO), Grisignano di Zocco (VI), Torre di Zocco
(CB), Pian dei Zocchi (VI) e simili, o anche da soprannomi
dialettali legati al vocabolo zocch (ciocco di legna).
Personaggio degno di nota è stato il pittore friulano
cinquecentesco Girolamo Del Zocco. |
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ZOCCARATO |
Zoccarato è tipico dell'area padovano, veneziana, di
Campodarsego, Santa Giustina in Colle, San Giorgio delle
Pertiche, Padova, Limena e Vigodarzere nel padovano e di
Portogruaro, Caorle e Mira nel veneziano, la terminazione in
-ato
induce a pensare che si possa trattare di una forma patronimica
riferendosi quindi a famiglie dei figli di uno
zoccaro,
che potrebbe essere uno che coltivava e vendeva zucche, o che
raccoglieva e vendeva zocchi
(ceppi
o pezzi di legna), ma anche uno
proveniente da un paese come Grisignano di Zocco o come Pian dei
Zocchi nel vicentino. |
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ZOCCARI
ZOCCARO |
Zoccari, molto molto raro, parrebbe dell'anconetano, Zoccaro,
ancora più raro, parrebbe calabrese, per il ceppo marchigiano
potrebbe trattarsi di una forma etnica indicante una provenienza
del capostipite da località come Zocca nel modenese o come
quella omonima nel ferrarese, ma è pure possibile che derivi dal
fatto di essere il capostipite un figlio di uno
Zoccus
nome medioevale italiano (vedi ZOCCA). |
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ZOCCOLA
ZOCCOLI
ZOCCOLO |
Zoccola è tipico del salernitano, Zoccoli, è presente in modo
sporadico in tutto il centrosud, Zoccolo, assolutamente
rarissimo, sembrerebbe avere un piccolissimo ceppo veneto ed uno
forse al sud, potrebbero derivare da un soprannome, o essere
cognomi attribuiti a trovatelli.
integrazioni fornite da
Fabio Paolucci
Nei registri dello Stato Civile conservati presso l'Archivio di
Stato di Salerno, ho avuto modo di constatare più volte che il
cognome Zoccola veniva in passato attribuito ad
infanti projetti,
ossia ai nati da genitori incerti. E' per questo motivo che ho
intuito che molto spesso il cognome Zoccola poteva essere
attribuito ai cosiddetti figli
del peccato, nati da meretrici
o da donne infedeli e subito abbandonati dalle snaturate madri.
Ad avvalorare questa tesi sembrerebbe esserci l'epiteto volgare
e offensivo, ancora oggi adoperato nel Mezzogiorno, "figlio
di z.". In ultima analisi, i
comuni campani in cui il cognome è più diffuso sono San Cipriano
Picentino, Pontecagnano Faiano e Giffoni Sei Casali, collocati
in aree limitrofe alla città di Salerno, Capoluogo della cui
provincia fanno ovviamente parte.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Zoccola è diffuso nel Napoletano e in Piemonte, ha alla base un
soprannome spregiativo formato dalla voce regionale 'zoccola'
= topo di chiavica
e, in usi figurati, donna poco
per bene,
prostituta.
De Felice 272. Cfr. anche in Sicilia Zoccolo dal siciliano 'zòcculu'
= ratto, grosso topo.
Rohlfs 198. |
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ZOCCOLAN |
Zoccolan
è tipico della zona tra udinese, pordenonese e veneziano, di
Rivignano (UD), di San Vito al Tagliamento (PN) e soprattutto
di San Michele al Tagliamento e Fossalta di Portogruaro nel
veneziano, l'origine è incerta, potrebbe derivare da soprannomi
originati dal mestiere del capostipite, un artigiano produttore
di zoccoli, così come da abitudini comportamentali dello stesso. |
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ZOCCOLANTE
ZOCCOLANTI |
Assolutamente rarissimi, il primo è forse riconducibile al
modenese, mentre il secondo sembrerebbe originario della zona al
confine tra aretino, perugino e pesarese, dovrebbero derivare da
soprannomi originati dal termine arcaico
zoccolante,
spesso usato anticamente per intendere i frati francescani,
forse per caratterizzare un particolare comportamento del
capostipite. |
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ZOCCOLARI |
Zoccolari, quasi unico, sembrerebbe veneto, friulano, dovrebbe
derivare dal termine arcaico
zoccolaro (chi
produce calzature e zoccoli) in
molte città, come a solo titolo di esempio Avellino esiste una
contrada Zoccolari, ma è anche possibile una derivazione da nomi
di località, come Zoccolari presso Chiampo nel vicentino, forse
il luogo d'origine del capostipite. |
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ZODA
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Zoda è tipico della Sicilia centrale, del nisseno ed in
particolare di Villalba, Resuttano, San Cataldo e Caltanissetta,
potrebbe derivare da modificazioni italianizzate del nome arabo
Zeyd
(abbondanza),
tracce importanti di questa cognominizzazione le troviamo a Vibo
Valentia, nella seconda metà del 1600, con il pittore Francesco
Zoda (1639 ~1719). |
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ZOFFRANIERI |
Zoffranieri è specifico del frusinate, di Monte San Giovanni
Campano in particolare. |
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ZOIA
ZOJA |
Zoia ha un ceppo veneziano ed uno nella Lombardia
centrooccidentale, Zoja sembrerebbe una forma milanese dello
stesso cognome, potrebbero entrambi derivare da una
modificazione dialettale del nome
Gioia o
da un soprannome sempre originato dal vocabolo gioia in forma
dialettale, come abbiamo ad esempio in un atto del 1643 a
Bergamo redatto dal notaio "Pietro Maria Merisius detto Zoia fu
Bernardino", tracce di questo cognome le troviamo in Valtellina
fin dal 1600. |
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ZOICO
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Zoico, molto raro, è specifico del vicentino, potrebbe essere di
origini sloveno, austriache e derivare dal termine sloveno
zujc
(guardia, vigile),
forse ad indicare che il mestiere del capostipite era appunto di
guardiano di qualcosa, o di guardia municipale. |
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ZOLFANELLI |
Assolutamente rarissimo, probabilmente fiorentino. |
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ZOL
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Assolutamente rarissimo, sembrerebbe triestino, dovrebbe
derivare dal toponimo Zolla frazione di Monrupino (TS). |
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ZOLA
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Ha un
nucleo nel bresciano ed uno nel nuorese nella zona di Galtellì e
Oliena, dovrebbe derivare da modificazioni del nome Angiola. |
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ZOLEO
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Zoleo ha un piccolo ceppo a Napoli, uno a Catanzaro e qualche
presenza nel palermitano, dovrebbe derivare da un soprannome
basato sul termine grecanico
tsoliàs (montanaro),
probabilmente ad indicare la provenienza dei capostipiti dalle
montagne. |
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ZOLI
ZOLO |
Zoli ha un ceppo romagnolo, che si estende anche nel bolognese e
nel fiorentino, particolarmente concentrato a Forlì, Ravenna e
Faenza (RA), ed un ceppo nel bresciano a Gardone Val Trompia,
ZOlo sembra specifico di Bolotana (NU), potrebbero derivare da
toponimi come Zola Predosa (BO) il ceppo emiliano, ma molto più
probabilmente derivano invece da una forma aferetica di una
variante dialettale del nome Angelo (Angiolo,
Anzolo, Zolo). |
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ZOLL
ZOLLER |
Zoll è quasi unico, specifico dell'area della provincia di
Bolzano, Zoller è tipico di Brentonico e Rovereto nel trentino,
dovrebbero derivare dal vocabolo tedesco
zoll (dogana)
e starebbero ad indicare o la funzione del doganiere o il fatto
di abitare in prossimità della frontiera, molto probabilmente
quella tra impero austroungarico e regno d'Italia. |
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ZOLLINO |
Zollino è
tipico del leccese, di Muro leccese, Nardò, Maglie, Lizzanello,
Gallipoli, Vernole e Soleto, dovrebbe derivare dal toponimo
leccese di Zollino, probabile luogo d'origine dei capostipiti. |
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ZOMBINI |
Zombini, molto molto raro, è specifico dell'area tra mantovano e
modenese, di Ostiglia, Curtatone e Quistello nel mantovano e di
Soliera nel modenese, dovrebbe derivare dal nome medioevale
Zombinus,
di cui abbiamo un esempio d'uso in un atto del 1429 a Pistoia:
"..Ad petitionem presbiteri Franchi Michaelis de Pistorio in
faciendo tali ordine constituti citetur et requiratur. Presbiter
dominus Zombinus ser Bonifatij de Pistorio, qui iam a sedecim
annis citra quasi continue habitavit et moram traxit in civitate
Florentiae, aliquando in populo Sanati Laurentii et in populo
Sanctae Mariae Novellae, et aliquando in populo Sancti Miniati
inter turres , ubi nunc habitat, quatenus tertia die proxima
futura.. ..". |
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ZONARI
ZONARO |
Zonari è
tipico del ferrarese di Codigoro in particolare, Zonaro è invece
dell'area veronese, di etimologia incerta. |
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ZONCA
ZONCHELLO |
Zonca ha due nuclei distinti uno sardo a Nuraminis (CA) ed a
Turri (MD), ed uno lombardo con nucleo nel bergamasco tra Bonate
Sopra, Calusco D`adda, Suisio e Bergamo, Zonchello, molto molto
raro, sembrerebbe sardo dell'oristanese, naturalmente le origini
sono profondamente diverse, quella sarda potrebbe derivare da
soprannomi legati al vocabolo sardo
tzonca
che vuol dire civetta, allocco,
barbagianni, sembra improbabile
la tesi fornita da alcuni che derivi dal termine
tzodda (ubriacatura,
ciucca), per il ceppo lombardo
individuare l'origine è abbastanza difficile, si possono
formulare alcune ipotesi, una suggerisce derivi da un soprannome
originato dalla voce dialettale bergamasca
zonc (
ceppo d'albero)
e potrebbe essere originato da caratteristiche di particolare
resistenza del capostipite.
ipotesi fornuta da Franco
Pettinato
Per quanto riguarda il nucleo sardo, da non ignorare il
campidanese tzonca,
assiolo (uccello notturno),con sgnificato figurato di tonto. Per
i nuclei settentrionali non trascurerei il verbo italiano
cioncare tracannare, bere con avidità,con il comune cambiamento
della "ci" dolce in "zeta" dei dialetti settentrionali.Potrebbe
essere quindi un soprannome.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
ZONCA: abbiamo due nuclei fondamentali: uno lombardo, diffuso ne
bergamasco (in Lombardia è presente in 139/1545 Comuni) e
l'altro sardo, diffuso nella Sardegna (20/377 Comuni)
meridionale con Nuraminis al primo posto con 82, Tuili 47,
Cagliari 35, Quartu S. E. 12, Elmas 12, etc.
Sa tzònca, sa 'ntzònca, s'intzònca
in campidanese è la civetta
(non siamo d'accordo sul
significato di sbornia= cioncia, dall'italiano cioncare = bere
avidamente). È un cognome diffuso quasi esclusivamente in
Campidano. Da intzònca potrebbe derivare intzunchiai =
lamentarsi, emettere lai, lamenti, come appunto la civetta. |
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ZONCADA |
Molto
raro è tipico del sudmilanese, potrebbe derivare da un nome di
località caratterizzata dalla presenza di ceppi d'albero (vedi
Zonca) |
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ZONCHEDDU |
Zoncheddu è specifico di Cagliari e del cagliaritano e del
nuorese.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
ZONCHEDDU: può derivare da Zonca. Non ne conosciamo
l'etimologia. È presente comunque nelle carte antiche: Nel
Condaghe di San Nicola di Trullas, *CSNT XI°, XII°, sec.
troviamo Thonchellu Gosantine, donnu, piscopu(vescovo) di
Plovache(l'odierna Ploaghe): Ego Iacobu de Trullas. Favellaitimi
su piscopu de Plovache, donnu Gosantine Thonchellu, pro dare ad
Donatu, ki fuit servu de Trullas, ad essere maritu de Maria
Surtalu, chi fuit ancilla sua( Io Iacobu (priore) di Trullas. Mi
ha parlato il vescovo di Ploaghe Gosantine Thonchellu, per dare
a Donatu, servo di Trullas, per essere marito di Maria Surtalu,
che fu serva sua).per poi spartirsi i figli.pro parthirenos su
fetu. Attualmente il cognome è presente in 54 Comuni italiani,
di cui 27 in Sardegna: Cagliari 35, Quartu S.E. 23, Ottana 18,
Borore 17, Nuoro 15, Sestu12, etc. |
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ZONCHI
ZONCO |
Zonco,
molto molto raro, è tipico del biellese, Zonchi, ancora più
raro, sembrerebbe del reggiano, potrebbero derivare da
soprannomi originati da nomi di località come ad esempio la
vallata Zonco nel Monferrato. (vedi anche ZONCA) |
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ZONDA
ZONDI |
Zonda, estremamente raro, sembrerebbe tipico del varesotto, di
Varese e Gallarate, e di Milano, Zondi, quasi unico, parrebbe
toscano, si dovrebbe trattare di una forma aferetica dialettale
derivata dal nome medioevale
Buonaggiunta (vedi GIUNTA). |
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ZONI
|
Zoni ha un ceppo lombardo, nel varesotto, a Gerenzano, Busto
Arsizio e Tradate, nel milanese, a Lainate, Milano e Legnano, e
nel bresciano a Brescia, Montichiari, Calvisano e Ospitaletto,
un ceppo emiliano, nel parmense a Parma, Sissa, Sorbolo e
Colorno, a Bologna, Castel San Pietro e Molinella nel bolognese
e nel piacentino a Piacenza, Cortemaggiore e Fiorenzuola d'Arda,
con un piccolo ceppo anche nel grossetano, l'origine sembrerebbe
emiliana e dovrebbe riferirsi a soprannomi originati da una
forma contratta del termine dialettale
zovini (giovani),
secondo un'altra ipotesi si tratterebbe di una forma dialettale
contratta del nome Giovanni,
che dapprima diventerebbe Zovàni
e poi Zoni,
troviamo tracce di questo cognome già nel 1500 nel reggiano. |
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ZONIN
ZONINI
ZONINO |
Zonin è tipicamente veneto, di Gambellara, Lonigo ed Arzignano
nel vicentino e di San Bonifacio nel veronese, Zonini è
praticamente unico, così come Zonino, l'origine di questi
cognomi sembrerebbe essere da una forma ipocoristica contratta
del termine dialettale veneto
zovin (giovane),
secondo un'altra ipotesi potrebbero invece derivare di una forma
dialettale contratta di un diminutivo del nome
Giovanni,
che dapprima diventerebbe Zovàni
e poi Zoni,
e nella sua forma ipocoristica
Zonin. |
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ZONZA
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Zonza, molto molto raro, è specifico di Cagliari e del
cagliaritano.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
ZONZA: può derivare da
c(i)onc(i)a nel significato di
sbornia
(dall'italiano cioncare = bere avidamente).
Cioncia
in campidanese, tzontza
o tsontsa
in logudorese. Oppure deriva da
concia, conciai =
conciare, acconciare, aggiustare.
Sa concia
è lo stabilimento dove si
conciano le pelli: in italiano
concia o conceria. Tra i firmatari della Pace di Eleonora del
1388 figurano: Concia Cagoci, ville Curchuris(*odierno Curcuris:
Partis de Montibus); Conciatori Leonardo - de Castri Januensis
(Castelsardo). Nella storia medievale abbiamo Zonza Leonardo,
sassarese, vissuto tra il XIV° ed il XV° secolo. Nel 1429 fu
ambasciatore presso Alfonso II d'Aragona, detto il Magnanimo,
per offrirgli armi e denari, in occasione delle guerre d'Italia
e Catalogna; in cambio ottenne molti privilegi, per se e per la
città di Sassari. Ancora a Sassari abbiamo Zonza Francesco
(XVII° - XVIII° secolo); nel 1710 fu nominato barone di
Capoterra: titolo che non avrà più alcun valore, quando il Regno
di Sardegna passò ai Savoia; alla morte del figlio di
Francesco, Saturnino Vincenzo, il ramo si estinse. Attualmente
il cognome è presente in 33 Comuni Italiani, di cui 9 in
Sardegna: Cagliari 30, Sassari 9, Carbonia 8, La Maddalena 7,
Sestu 6, etc. |
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ZONZIN
ZONZINI |
Zonzin è tipicamente veneto, del veronese e del padovanmo, di
Cerea e Legnago nel veronese e di Maserà di Padova e Due Carrare
nel padovano, Zonzini è tipico di Verona e di Casaleone nel
veronese, con qualche presenza anche nell'area riminese,
dovrebbero essere di origine veneta e potrebbero derivare da un
soprannome basato sul termine dialettale veneziano arcaico
zonzin
(giuntino,
piccola aggiunta), ma la cosa
più probabile è che si tratti invece di una forma ipocoristica
aferetica dialettale veneta del nome medioevale
Bonaggiunta,
che prima diventerebbe per aferesi
Giunta,
poi si avrebbe l'ipocoristico
Giuntino che alterato
dialettalmente sarebbe poi diventato
Giontin è
quindi Zonzin. |
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ZOPPA
ZOPPAS
ZOPPI
ZOPPO |
Zoppa,
estremamente raro, sembra essere veneto, potrebbe trattarsi di
un errore di trascrizione di Zoppas, che è decisamente del
trevisano, particolarmente di Susegana, Conegliano, Vittorio
Veneto e Nervesa della Battaglia, Zoppi presenta più ceppi, nel
milanese, lodigiano e cremasco, nel piacentino e parmense. nella
fascia che da Genova arriva fino a Firenze, Zoppo, tipico del
centrosud, di Roma, iserniense, napoletano, salernitano,
foggiano e tarantino, dovrebbero tutti derivare da soprannomi
legati ad un difetto fisico di zoppia. |
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ZOPPARDI
ZOPPARDO
ZUPPARDI
ZUPPARDO |
Zoppardi e Zoppardo sono praticamente unici, Zuppardi ha un
ceppo a Napoli ed a Sarno nel salernitano ed uno molto piccolo a
Pachino nel siracusano, Zuppardo è tipicamente siciliano, di
Gela nel nisseno, di Agrigento, di Avola nel siracusano e di
Catania, con un ceppo anche a Ventimiglia nell'imperiese,
dovrebbe derivare da una forma aferetica del nome ebraico di
origine greca Azopardo
(vedi AZZOPARDI). |
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ZORA
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Tipico palermitano, dovrebbe derivare dal toponimo palestinese
Zora, ma più probabilmente deriva dal nome arabo Zhora.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Zora è cognome siciliano dal neogreco
Zòras.
Caracausi II 1743. |
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ZORAT
ZORATTI
ZORATTO |
Zorat è specifico del Friuli, di Terzo d'Aquileia, Cervignano
del Friuli ed Aquileia nell'udinese e di Pordenone e Cordenons
nel pordenonese e di Ronchi dei legionari nel goriziano, Zoratti
è specifico dell'udinese, di Udine, Fagagna, Codroipo, Mereto di
Tomba e Varmo, Zoratto, anch'esso dell'udinese, di Codroipo,
Sedegliano, Udine e Rivignano, ha anche un piccolissimo ceppo a
Trieste, si dovrebbe trattare di derivazioni da una forma
ipocoristica friulana, derivata dal nome
Giorgio,
come contrazione di Zorzatto.,
ma è anche possibile una derivazione da un ipocoristico
dialettale friulano del nome slavo
Zorah. |
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ZORDA
ZORDAN
ZORDANI |
Zorda è quasi unico ed è quasi sicuramente dovuto ad un errore
di trascrizione di Zordan, che è tipico veneto, con massima
concentrazione nel vicentino, Zordani, quasi unico, è dovuto a
errori di trascrizione, derivano da modificazioni dialettali del
nome Giordano,
tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel 1400 a
Venezia con il Notaio Daniele Zordan che esercitò dal 1484 al
1517. |
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ZORLONI
ZURLONI |
Zorloni è un cognome specifico del milanese, di Giussano, Monza
e Seveso, Zurloni, meno diffuso, è specifico dell'area tra
milanese e comasco, a Verano Brianza e Bellinzago Lombardo nel
milanese in particolare, dovrebbero derivare da un soprannome
originato dal termine dialettale meneghino arcaico
zorlon o
zurlon (pelle
di capra o di giovane vacca
utilizzato anche come capo d'abbigliamento dai pastori e dai
mandriani, forse ad indicare che questo fosse il mestiere dei
capostipiti. |
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ZORN
ZORNI
ZORNIO
ZORNITTA |
Zorn, abbastanza raro, sembra specifico di Trieste, Zorni,
ancora più raro, è triestino, Zornio, sempre molto raro, è del
trevigiano, di Conegliano, San Fior e Santa Lucia di Piave,
Zornitta, quasi unico, è del bellunese, dovrebbero derivare,
direttamente o tramite italianizzazioni o una forma ipocoristica
dialettale, dal nome germanico
Zorn, con il significato di
furioso,
potrebbero anche derivare da soprannomi originati dallo stesso
termine ed attribuiti ad un capostipite particolarmente
collerico. |
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ZORZA
ZORZAN
ZORZATI
ZORZATO
ZORZELLA
ZORZET
ZORZETTI
ZORZETTO
ZORZI
ZORZIN
ZORZOLI
ZORZOLO |
Zorza e Zorzetti sono tipici del bresciano, Zorzan è del
padovano e vicentino, Zorzati, estremamente raro, è veneto,
Zorzato sembrerebbe del padovano, Zorzella è specifico del
veronese, di Verona, Cerea, Vigasio e Zevio, e del vicino
mantovano, Zorzet, estremamente raro, è specifico delle province
di Gorizia e Trieste, Zorzetto è decisamente veneto, Zorzi è
specifico del bresciano e del Veneto, dal Trentino al padovano,
dal veronese al litorale veneziano, Zorzin ha un ceppo nel
vicentino ed uno nel goriziano, Zorzoli è specifico del pavese
di Gambolò e Vigevano, e del milanese, Zorzolo, decisamente più
raro, è tipico del pavese di Mortara e Vigevano, derivano tutti,
direttamente o tramite ipocoristici, da modificazioni dialettali
dell'apocope di nomi come
Giorgio (Zorzo).
Troviamo tracce di queste cognominizzazioni in Istria nel 1300
con Gilberto Zorzi, vescovo di Parenzo, a Venezia nel 1500 con
il notaio Giovan Lorenzo Zorzi, a Belluno nel 1600 con Marin
Zorzi Podestà e Capitano della città.
integrazioni fornite da
Alessandro Benfatto
Un Casato Zorzi deriva dal nome del capostipite, Giorgio duca di
Moravia, gli esponenti della famiglia di costui si trasferirono
nell'anno 411 a Venezia, dove dettero origine al casato degli
Zorzi (Giorgi). Gli Zorzi, furono insieme ad alcune altre
famiglie nobili i fondatori di Venezia. In questa città fecero
costruire innumerevoli chiese, dettero il nome a numerose vie
della città e furono i proprietari della Rocca dei Giorgi. In
questa famiglia si vedono un doge:Marino Zorzi e due cardinali:
Pietro Antonio Giorgi o Zorzi (1745-1803) e Oreste Giorgi o
Zorzi (1856-1924). |
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ZORZENON
ZORZENONE
ZORZENONI |
Tutti
assolutamente rarissimi, Zorzenon è tipico del goriziano,
Zorzenone dell'udinese, Zorzenoni sembra avere un ceppo
triestino ed uno veneziano, derivano da modificazioni dialettali
del nome Giorgione. |
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ZOSO
|
Zoso è tipicamente veneto del vicentino, di Castelgomberto,
Cornedo Vicentino, Vicenza, Valdagno e Sovizzo, dovrebbe
derivare da un soprannome dialettale originato dal fatto che i
capostipiti provenissero da zoso
(sotto),
da una zona bassa, probabilmente da un fondovalle o da una fossa
del terreno. |
|
ZOTTA
ZOTTI
ZOTTIN
ZOTTINI
ZOTTO |
Zotta ha un ceppo nel basso trentino ed uno tra salernitano,
potentino soprattutto, Materano e Barese, Zotti ha un nucleo nel
barese ed uno nel beneventano, ma con piccoli ceppi, forse
secondari, qua e là nel nord Italia, Zottin, assolutamente
rarissimo, è specifico del trevigiano e così pure Zottini,
ancora più raro, Zotto molto molto raro è comunque del Veneto,
dovrebbero derivare dall'aferesi di modificazioni dialettali di
nomi come Giorgio (Zorzoto),
Lorenzo (Lorenzoto)
ecc., ma è molto probabile anche una derivazione dal nome
longobardo Zotto
di cui abbiamo parecchi esempi nel
Codice Diplomatico Longobardo
ad esempio nell'anno 715, nell'archivio Capitolare di Arezzo si
può leggere: "...nam tempore suo quondam Uuilerat et eius filius
Zotto eum a fundamentis restaurauerunt...", ricordiamo inoltre
Zotto Duca di Benevento:
"...Fuit autem primus Langobardorum dux in Benevento nomine
Zotto, qui in ea principatus est per curricula viginti
annorum,,,". Tracce illustri di queste cognominizzazioni le
troviamo in Gianfrancesco Del Zotto detto da Tolmezzo (1450
1515), il più grande pittore friulano del Quattrocento.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Zotta è cognome lucano variante di Zotti presente a Irsina,
anche sporadicamente in Calabria e in zona di Taranto, molto
frequente a Bari: forse da albanese
zot 'signore'.
Rohlfs, Cognomi lucani. |
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ZOU
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Zou
è decisamente sardo, specifico di Narbolia nell'oristanese,
dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo sardo
logudorese zòu
(chiodo, cosa da poco),
che potrebbe essere stato originato dal mestiere del
capostipite, un fabbro produttore di chiodi, o da un soprannome
legato al significato indiretto del termine.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
ZOU: si tratta di un cognome poco diffuso.
Zou in
lingua sarda significa grosso
chiodo di ferro fatto
artigianalmente dal fabbro ferraio e usato soprattutto per
ferrare i cavalli, ma non solo. Tsòu, acciòu, anciòu, anciolu,
si dice altrimenti crava/u, crau, cravilla e può essere anche di
legno. Zou, tsou, ciou significano quindi chiodo e derivano
dall'italiano chiodo, appunto. Mentre le voci crau, cravu,
cravìlla, significa sempre chiodo, ma derivano dal latino clavus
= deverbale da clavo = inchiodo > calvario. Mettere un chiodo in
sardo = cravài un anciòlu. Chiodo in sardo è detto inoltre
puncia o puntza = punta, dal latino puncta. Non abbiamo
ritrovato il cognome Zou negli antichi documenti da noi
consultati. Attualmente è presente in 11 Comuni italiani, di cui
4 in Sardegna: Narbolìa 34, Sassari 6, Milis 3, Mogoro 3. nella
penisola Roma ne conta 5, Milano 4, Torino 3, etc. |
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ZOVENZONI |
Zovenzoni, che sembrerebbe ormai scomparso, dovrebbe essere
derivato da una forma accrescitiva ipocoristica dialettale del
nome Giovine,
dovrebbe aver avuto origini istriane, ricordiamo il poeta
triestino Raffaello Zovenzoni, che insegnò Belle Lettere a
Capodistria nel periodo a cavallo tra il 1400 ed il 1500 e che
compose versi sia in italiano che in latino. |
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ZUAN
ZUANELLA
ZUANELLI
ZUANI |
Zuan è
quasi unico, Zuanella e del trevigiano, Zuanelli, assolutamente
rarissimo, sembrerebbe della zona tra Trentino e bellunese,
Zuani, molto molto raro, è tipico della zona tra Trentino e
veronese, derivano tutti da modificazioni dialettali del nome
Giovanni. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Breda
di Piave (TV) fin dal 1300, come si evince da questo scritto del
1310: "...Die tertio dicti mensis procuratores intraverunt
tenutam et corporalem possessionem domus et ecclesie sancti
Pauli de Brayda, ordinis supradicti et diocesis tervisinae.
Presentibus Bino predicto et Johanne clerico filio Zuani de
Troarefro testibus ut alys omnibus....". |
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ZUANON
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Zuanon è
tipicamente vento, del padovano e di Santa Giustina in Colle in
particolare, deriva da una forma dialettale dell'accrescitivo
del nome Giovanni, da Giovannone in dialetto Zuanòn. |
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ZUARI
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Zuari
sembrerebbe tipico di Ferrara, ma dovrebbe essere di origini
abruzzesi e derivare dal nome di un'antica località citata ad
esempio in un verbale vescovile del 1500 che, parlando
dell'altare di Sant'Andrea della chiesa di Santa Maria in
Paganica nell'aquilano, cita: "...Aitare Sancti Andree, lapideum
et dicitur consecratum.dotatum ab Andrea de Zuaro de quadam
petiola terre...", riferendosi chiaramente ad una vicina
località. |
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ZUARO
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Zuaro è
siciliano, dell'area trapanese di Calatafimi e di Palermo,
potrebbe derivare dal nome di un'antica località ora scomparsa,
il cui nome è forse derivato dal nome della località spagnola di
Zuaro, situata davanti a Cadice. |
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ZUBANI
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Zubani è
specifico del bresciano, di Marcheno, Brescia, Lumezzane,
Marmentino, Gardone Val Trompia, Borgosatollo e Sarezzo,
dovrebbe derivare dal nome di una località medioevale ora
scomparsa Ronco Zubano. |
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ZUCCA
ZUCCATOSTA
ZUCCHETTI
ZUCCHI
ZUCCHINI
ZUCCHINO
ZUCCO
ZUCCON
ZUCCONE
ZUCCONI
ZUCCOTTI
ZUCCOTTO |
Zucca ha un ceppo importantissimo in Sardegna, ma ce n'è uno
anche nel torinese e nel milanese e pavese, Zuccatosta,
assolutamente rarissimo, parrebbe tipico dell'anconetano,
Zucchetti è proprio del triangolo Milano, Bergamo, Cremona,
Zucchi è tipico di Lombardia ed Emilia, Zucchini è molto diffuso
nel centronord, soprattutto in Emilia e nel perugino, Zucchino,
estremamente raro, sembrerebbe dell'alto Piemonte e del
savonese, Zucco potrebbe avere un ceppo nel torinese e cuneese,
uno nell'udinese ed uno nel reggino, Zuccon è tipicamente
veneto, del vicentino, trevigiano e veneziano, Zuccone ha un
ceppo nel novarese e vercellese ed uno nel napoletano, Zucconi è
tipico della fascia che comprende Lombardia meridionale, Emilia,
Toscana, Marche, Umbria e Lazio, Zuccotti è tipico del
sudmilanese e cremasco, Zuccotto, molto raro, è tipico di Isola
della Scala (VR) e Verona, derivano tutti direttamente o tramite
ipocoristici da soprannomi legati al vocabolo
zucca,
inteso quasi sempre come testa
di quest'uso abbiamo un esempio in un atto del 1376 a Gromo
(BG): "...Petercinus dictus. Zuchotus de Coduris de Ripis de
Gandellino ...", è pure possibile, in alcuni casi, una
derivazione da nomi di località quali ad esempio Zuccone nel
bergamasco o simili.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
ZUCCA: tsùcca, tzùcca, zùcca
= zucca.
Dall'italiano. In latino abbiamo le voci
cucutia
(tardo latino) e cucurbita.
In proposito i linguisti fanno confusione. Il vocabolario della
lingua italiana TRECCANI alla voce zucca fa seguire: dal tardo
latino cucutia, vedi cocuzza. Se andiamo a vedere il vocabolario
latino di Ferruccio Calonghi (fra i migliori in Italia),
troviamo la voce cucutia, frutto a noi sconosciuto (sic). Mentre
alla voce cucurbita corrisponde zucca, che noi in Campidano
chiamiamo crocorìga, che è la vera voce sarda per zucca (da
cucurbita). Nella lingua sarda invece
cucutia è
sa cugutzua
= il frutto del cardo selvatico,
che niente ha a che vedere con zucca > crocorìga. Insomma sulla
parola zucca, nei vari vocabolari c'è parecchia confusione! Non
abbiamo trovato il cognome Zucca negli antichi documenti della
lingua e della storia della Sardegna, per lo meno in quelli da
noi consultati. È probabile che il cognome zucca non sia di
origine sarda, bensì lombarda o piemontese, nelle cui regioni è
molto diffuso. Non sappiamo con esattezza quando sia arrivato in
Sardegna, nella cui lingua, come già detto non esiste la voce
zucca, ma crocorìga o corcorìga dal latino cucurbita.
Attualmente il cognome Zucca è presente in 627 Comuni italiani,
di cui 138 in Sardegna: Cagliari 276, Serramanna 118, Oristano
101, Quartu 100, Villaurbana 82, Sinnai 76, etc. nella penisola
è Milano con 300, ad avere il numero più alto; seguono: Roma
151, Torino 123, Trieste 114, etc. Il cognome Zucca è presente
anche in 25 Stati Americani (USA), con maggiore diffusione negli
Stati di New York, California, Florida. |
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ZUCCALA' |
Zuccalà è
tipico meridionale, ha un nucleo tra reggino e Sicilia orientale
ed uno nel Salento, deriva da un soprannome greco originato dal
mestiere di fabbricante di pentole, come personaggio notevole
ricordiamo lo scultore di fine '800 Mariano Zuccalà di Militello
(CT). |
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ZUCCARELLI
ZUCCARELLO |
Zuccarelli ha un ceppo tra alessandrino e genovese ed uno nel
cosentino, Zuccarello sembrerebbe specifico siciliano, con un
ceppo probabilmente non secondario nel trevigiano, derivano da
soprannomi originati dal vocabolo zuccaro (zucchero) ad indicare
probabilmente un carattere particolarmente dolce, Zuccarelli,
nel ceppo alessandrino ligure, potrebbe derivare dal Marchesato
Autonomo di Zuccarello, il cui ceppo è ormai estinto, ricordiamo
Carlo I° Diego, Marchese Zuccarello (1355 - 1410) doge di
Genova. personaggio famoso è stato il pittore di Pitigliano (GR)
Francesco Zuccarelli (1702 - 1778). |
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ZUCCARI
ZUCCARIN
ZUCCARINI
ZUCCARINO
ZUCCARO |
Zuccari è tipico di Roma e della sua provincia come Marcellina,
Cerreto Laziale e Civitavecchia, ma ha un ceppo anche in Umbria
a Perugia, Trani e Spoleto (PG), Zuccarin, molto molto raro,
parrebbe dell'area alessandrino, pavese, Zuccarini ha un ceppo
nel reggiano, unonell'Abruzzo costiero ed uno nel romano,
Zuccarino ha un ceppo nel genovese, uno nel napoletano ed uno
nel foggiano, Zuccaro è tipico del sud, di Lazio, Campania,
Puglia, Basilicata e Sicilia, dovrebbero derivare, direttamente
o tramite ipocoristici, da soprannomi originati dal mestiere del
capostipite e legati al termine dialettale
zuccaro (zucchero)
o al mestiere di coltivatore di zucche. |
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ZUCCATELLI |
Abbastanza raro è tipico ferrarese, deriva da un soprannome
legato al vocabolo zucca. |
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ZUCCATO |
Zuccato è tipico di Veneto e Friuli, delle province di Vicenza,
Treviso e Pordenone in particolare, si dovrebbe trattare di una
forma patronimica veneta in -ato
ad indicare figlio di un tale Zucca (vedi ZUCCA). |
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ZUCCHELLI |
Molto diffuso, ha un ceppo nella fascia dal milanese al
Trentino, uno nel bolognese ed uno nel pisano, dovrebbe derivare
da soprannomi legati al vocabolo zucca.
integrazioni fornite da
Alessandro Zucchelli
Un ceppo degli Zucchelli ha origine nel comune di Ardesio (BG)
per il soprannome derivato dal M. Redondo (1800 m) che ha la
forma somigliante ad una zucca: in dialetto "mont suchél". Il
soprannome, con accento tipicamente lodigiano, deriva
dall'appellativo dato ai pastori che svernavano nella bassa
Lombardia con i loro armenti, e d'estate tornavano ad Ardesio:
il famoso percorso delle "bergamine", bovine note per il latte
ricco e saporito (Ardesio - Clusone - Bergamo - Treviglio -
Pandino - Lodi) sul quale permangono buone percentuali di
cognomi Zucchelli. |
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ZUDDAS
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Zuddas è presente in tutta la Sardegna, nel cagliaritano
principalmente a Cagliari, Monserrato e Dolianova, ma anche a
Tergu (SS) e Setzu (MD), potrebbe derivare da soprannomi
originati dal vocabolo sardo
zùddi (capelli),
forse ad indicare che il capostipite era dotato di una
capigliatura particolarmente fluente, ma è pure possibile
un'origine dal termine tzudda
(setola di maiale o di cinghiale)
ad indicare un carattere selvatico o un aspetto rozzo o
selvaggio del capostipite.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
Zuddas: sa tsùdda, tzùdda,
θùdda, tùdda è la setola del
maiale o del cinghiale. No balit
una tzùdda =
non vale una setola,
cioè niente. L'etimologia della parola lascia ancora qualche
dubbio. Potrebbe derivare dal latino
saetula >
sae-tula > sae-tulla > tulla > tudda. Oppure dal greco θύλλα (zulla)
= φύλλα (fulla)
= fogliame.
Oppure da voce pre- romana, cioè del sostrato antico (afro -
ibero) della lingua sarda. Infine il Wagner suggerisce la voce
ezzut
(poils du pubis et des aisselles) del berbero, nel significato
di peli.
La voce ezzut si ripete nell'aggettivo atzutzuddàu,
(azzuzzuddàu), deverbale da atzutzuddài (con i peli rizzati) nel
significato di spaventato, ma anche di irato. Qui da noi (Medio
Campidano) si dice inoltre: portat sa tzutzùdda = ha l'ira (i
peli irti per irritazione). Non abbiamo trovato il cognome nei
documenti antichi da noi consultati. Attualmente il cognome
Zuddas è presente in 145 Comuni italiani, di cui 67/377 della
Sardegna: Cagliari 192, Monserrato 139, Dolia 55, Sassari 41,
Olbia 37, Guspini 14, etc. nella penisola, Roma ne conta 32,
Milano 9, etc. |
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ZUECH
ZUECK
ZUEGG |
Zuech è specifico del Trentino, di Brez (TN) e di Lana (BZ),
Zueck è assolutamente rarissimo ed è specifico della provincia
di Bolzano, Zuegg, decisamente molto meno raro, è specifico
della provincia di Bolzano e di Lana in particolare, potrebbero
derivare da forme dialettali arcaiche legate al vocabolo tedesco
ziege
(capra),
il dittongo ue
in tedesco si pronuncia come u
con la dieresi, molto chiusa,
vicina come suono alla i. |
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ZUELLI
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Zuelli ha due ceppi, uno nel bresciano a Mairano, Ponte di Legno
e Brescia, ed uno a Parma e nel reggiano a Quattro Castella,
Gualtieri e Cadelbosco di Sopra nel reggiano, dovrebbe derivare
da un soprannome dialettale, originato dal termine lombardo
emiliano arcaico zuèll
(specie di arnese ritorto, fatto
normalmente di ferro, che si usava per evitare che le ruote
fuoriuscissero dagli assali dei carri),
forse ad indicare che i capostipiti facessero di mestiere i
carradori (conducenti di carri). |
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ZUFFADA |
Rarissimo
è tipico del sudmilanese e cremasco, potrebbe derivare da un
soprannome legato al vocabolo dialettale arcaico zuff
(prepotente, attaccabrighe). |
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ZUFFELLATO |
Tipicamente vicentino, dovrebbe essere specifico di Arzignano
(VI). |
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ZUFFETTI
ZUFFI
ZUFFO |
Zuffetti, rarissimo, è tipico del sudmilanese e cremasco, Zuffi
ha un ceppo nel pavese, nel milanese e nel lecchese, uno nel
veneziano e rovigoto ed uno in Emilia, in particolare nel
modenese, bolognese e ferrarese, Zuffo ha un ceppo nel savonese,
uno nel veronese ed uno tra trevisano e veneziano, potrebbero
derivare direttamente o attraverso ipocoristici, da soprannomi
legati al vocabolo dialettale lombardo, veneto, emiliano arcaico
zuff
(prepotente,
attaccabrighe), ma è anche
possibile una derivazione da soprannomi originati dal termine
medioevale zuffus
(ciuffo):
"...Venit Mutinam quidam Franciscus de Castro Montagnæ cum
quodam mirabili animali, quod appellabatur Tassi Barbarinum,...
habebat..... zuffum a latere superiori ad modum barbæ
caprinæ...". Troviamo tracce di queste cognominizzazioni in
Liguria ed in Veneto almeno dalla seconda metà del 1600, come
possiamo intuire dal libro del 1665: "Tractatus de criminalis
processus legitimatione libri tres. Quibus omnia ad materiam
spectantia explanantur. Opus quam plura continens scitu
dignissima à nemine hactenus tractata ... Cum annotationibus ad
Barbarinam Constitutionem, & indicibus copiosis. Auctore Ioanne
Zuffo de Finale Mutinen" |
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ZUIN
ZUINI
ZUINO |
Zuin è tipicamente veneto, è molto diffuso nelle province di
Vicenza e Treviso e, soprattutto, nel padovano e nel veneziano,
Zuini, forse lombardo, e Zuino sono quasi unici, dovrebbero
tutti derivare dall'aferesi del nome medioevale
Anzuinus,
una variante di Ansovinus,
che compare ad esempio tra i Priori in un atto del 1573, dove
tra gli altri si cita un certo Anzuinus Confaloni, ma si
potrebbe anche trattare dell'apocope del cognome
Zuinglius,
la latinizzazione di Zwingli,
ricordiamo il teologo del 1400 Huldrych Zwingli, o potrebbero
essere invece una forma arcaica dialettale per
giovane,
caratterizzando forse la giovane età del capostipite o anche per
differenziarlo rispetto al padre. |
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ZULIAN
ZULIANI
ZULIANO
ZULLIAN
ZULLIANI |
Zulian è assolutamente tipico del Veneto, Zuliani è specifico di
Veneto e Friuli con un ceppo anche in provincia di Latina,
Zuliano, quasi unico è dell'udinese, Zullian, assolutamente
rarissimo, è dovuto ad errori di trascrizione del cognome
Zulian, Zulliani, praticamente unico, è dovuto ad errori di
trascrizione del cognome Zuliani, dovrebbero derivare in alcuni
casi dall'etnico delle alpi Giulie (Alpes Juliae latine), ma
molto più probabilmente derivano dal nome medioevale
Zulianus, forma arcaica per
Giuliano, di cui abbiamo un esempio in un Atto investiturae
scritto nel 1195 a Brescia: "...In ecclesia Sanctorum Martyrum
Cosme et Damiani de civitate Brixie. In presentia Zuliani
Scorezarii, Gaimarini filii quondam Richelboni de Porta, Ottonis
filii Boccavellie atque Iohannis Agnetis de Salodo...". |
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ZULLI
ZULLINO
ZULLO |
Zulli, è specifico del chietino, in particolare di Lanciano e
Guardiagrele, Zullini è tipico del Salento, Zullo è molto
diffuso in Campania, Molise e Puglia, con un ceppo anche nel
messinese, derivano da modificazioni dialettali del nome Giulio.
Personaggio famoso è stato il pittore Gian Pietro Zullo
(1557-1619) di Mesagne (BR), nel 1700 a Melpignano (LE) si trova
il notaro Domenico Zullino.
integrazioni fornite da
Prof. Vito Zullo
Riguardo al mio cognome Zullo, devo precisare (500 copie di
documenti in mio possesso) che l'ho inseguito fino al 1563, anno
in cui mi sono trovato di fronte ad una sorpresa: in un atto
potevo leggere: "...Francescus Bartolomei de Jacullo vel
Zullo...",vale a dire che trattavasi della stessa persona.
Successivamente, altri atti confermavano la nascita di questo
cognome, in ogni modo si formava come diminutivo di
Ja(cullo),per aferesi. Probabile che il notaio dell'epoca
(1563), veneziano, abbia trasformato la c in z. Tutti gli Zullo
del Regno Delle Due Sicilie discendono da Bartolomeo Zullo,
originario di un paesino a sud della provincia di Bari.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Zullo è cognome pugliese ma anche calabrese, napoletano e
siciliano, viene dal cognome greco "Tsulos".
Un Giovanbattista Zullo fu sindaco a Mesagne nel 1578. G.
Rohlfs, Dizionario storico dei cognomi salentini, 1982, p. 276. |
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ZUMBO
ZUMMO |
Tipico
del reggino Zumbo, mentre è siciliano, soprattutto del
palermitano Zummo, dovrebbero entrambi da soprannomi originati
dal vocabolo dialettale calabrese zumbu (grosso bernoccolo o
grosso nodo di un albero), tracce illustri di queste
cognominizzazioni le troviamo nella seconda metà del 1600 con
Gaetano Giulio Zummo gentiluomo Siracusano, scultore anatomico
in cera. |
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ZUMMIA
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Zummia, quasi unico, sembrerebbe siciliano, dovrebbe derivare da
un soprannome legato al mestiere del capostipite, basato sul
termine grecanico psomìas
(panettiere). |
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ZUNCHEDDU |
Cognome specifico di Burcei (CA), dovrebbe derivare da
soprannomi originati dal diminutivo del vocabolo
zuncu (giunco),
forse per caratteristiche caratteriali del capostipite. |
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ZUPPA
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Sembrerebbe originario dell'area che comprende, napoletano,
casertano, beneventano e foggiano, con un ceppo anche nel
padovano ed a Genova.
integrazioni fornite da
Fabio Paolucci
Il cognome Zuppa è rappresentato da più ceppi sparsi sul suolo
nazionale localizzati principalmente in Liguria a Genova, nel
Lazio nella Capitale, in Campania nei comuni di Napoli e San
Marco dei Cavoti in provincia di Benevento, in Puglia nel
foggiano (San Severo, Lucera, Pietramontecorvino). Altri nuclei
sono ravvisabili in Veneto, Lombardia, Toscana e Abruzzo. Dal
punto di vista etimologico Zuppa, dovrebbe derivare da un
soprannome assegnato al capostipite in relazione al pasto che
era solito consumare oppure in riferimento ad un altro episodio
della sua vita quotidiana (zuppo nel senso di inzuppato,
bagnato). Diversa è la ricostruzione etimologica per
l\'origine del cognome del ceppo Zuppa di San Marco dei Cavoti
in provincia di Benevento, legata alla fondazione del paese
risalente alla fine del 1300 ad opera di provenzali gavoti,
abitanti di Gap, città del sudest della Francia: il cognome
Zuppa deriva in questo caso dal termine provenzale
jupon,
con il significato di
sottogonna, sottana, grembiule, mantello, giubba, camicia,
attribuito come soprannome al capostipite francese giunto a San
Marco. Proprio in questa ridente cittadina sannita una famiglia
Zuppa si distingue già da alcuni secoli: nel 1745 negli archivi
parrocchiali di San Marco i Zuppa sono registrati come
possidenti che godevano di una più che agiata posizione sociale.
Le condizioni economiche floridissime si riscontrano nei
registri del Catasto: a quei tempi la famiglia Zuppa abitava in
Porta Grande (attuale centralissima via Roma) ed era
proprietaria di una casa di 10 stanze, vigne, orti, masserie e
capi di bestiame, nonchè 25 ettari di terreno seminato. Per i
numerosi caroselli di grano che si producevano nelle masserie di
proprietà, questo ramo Zuppa assunse il soprannome i Caroselli.
Tra i personaggi più illustri della Casata vanno ricordati:
Domenico Zuppa (San Marco, 9/12/1864 - 16/2/1942), medico
filantropo, Presidente dei medici condotti della provincia di
Benevento e autore di numerosi articoli di medicina e sulla
condizione dei malati meno abbienti; Armando Zuppa (Napoli,
31/1/1897 - San Marco, 17/4/1957), figlio del precedente,
Professore Universitario a Napoli, Radiologo di fama
internazionale, Consigliere della società italiana dei
radiologi, studioso dei Raggi X, che sposò la Signora Tommasina
Tiberio di Sepino, figlia dell\'illustrissimo medico e
scienziato Vincenzo Tiberio, che fu tra i precursori della
penicillina. |
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ZUROLO
ZURLO |
Zurolo è specifico di Castellammare di Stabia nel napoletano,
dovrebbe trattarsi ci una forma arcaica del cognome Zurlo, che
sembrerebbe tipico del meridione peninsulare, ma presenta un
ceppo anche nel padovano, dell'uso di Zurolo anzichè Zurlo
abbiamo un esempio a Solofra in un testamento del 1533: "Item,
ante partem prelego et lasso al dicto magnifico messere Dominico
mio caro nepote lo integro hospitio mio cum taberna et
habitazione quale tengo et possedo cum cortiglio gaifo et altre
raiuni et actiuni qualsivogliano in la piaza puplica de dicta
terra, iuxta li boni de mastro Potente Morena, de Baptista
Caropriso, de Francisco Ronca et del magnifico signore Joanne
Zurolo et altri de la quale taberna et altre soi habitatiuni
sopto et supra astraco dicto messere...", potrebbero essere di
origini greche e derivare da modificazioni del nome greco
Ζωή
(Zoe), tracce di queste cognominizzazioni le troviamo in un
testamento del 1369: "In nomine domini nostri Iesu Christi Anno
a nativitate eiusdem millesimo trecentesimo sexagesimo nono
Regnante autem Serenissima domina nostra domina Johanna dei
gratia Hierusalem et Sicilie Regina ducatus Apulie Principatus
Capue Provincie et forcalquerij ac Pedemontis Comitissa.
Regnorum vero eius anno bicesimo septimo feliciter. Amen. Die
secundo mensis februarii septime Inditionis Neapoli. Nos
Georgius Aycardi de Benevento Reginalis Camere ballictus
Nicolaus Thorij dicti mancini de casale Sancti Laurentii de
Limata publicus ubilibet per totum Regnum Sicilie Reginali
aucthoritate notarius et teste infra scripti biri utique
licterat, ad hoc specialiter bocati et rogati videlicet dominus
Tuccillus Zurulus de Neapoli Miles Reginalis hospitii
Senescallus ...", agli inizi del 1400 troviamo il barone di
Angri Giovanni Zurlo sostenitore di re Luigi III° d'Angiò al
trono di Napoli, nello stesso periodo il casato degli Zurlo
annovera il titolo di Conti di Nocera.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Zurlo è cognome presente in Calabria, Puglia e a Napoli che ha
sicuramente origine dal greco 'zurlòs'
= matto. |
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ZURRI
ZURRO |
Zurri,
estremamente raro, è grossetano, Zurro sembrerebbe tipico del
Gargano, di Sannicandro Garganico (FG) in particolare,
dovrebbero derivare da soprannomi dialettali. |
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ZURRIDA
ZURRU |
Zurrida, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del cagliaritano,
Zurru è tipico del cagliaritano occidentale, dovrebbero derivare
da soprannomi originati dal vocabolo sardo zurru (zampillo,
sorgente).
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
ZURRU: sul significato e l'etimologia permangono alcune
incertezze. Il basco tsu(r)ru
significa getto d'acqua
e simile significato ha lo spagnolo
chorro.
Secondo Massimo Pittau, tzurru,
ciurru, zurru hanno il
significato di rigagnolo,
sorgente, polla d'acqua. Hanno
quindi come base lo spagnolo o il basco. Qui in Campidano usiamo
spesso l'espressione: una
acciurràda de acqua, una
bevuta
(ad esempio, ad una sorgente, da una bottiglia, da un bicchiere
etc.; una acciurràda de binu de
sa croccorìga, de su fiascu =
una bevuta dalla zucca da vino,
dal fiasco. Qualcuno fa
derivare il cognome Zurru dallo spagnolo
Zorro,
inteso come volpe.
Infine citiamo il fenicio "tzur"
(Giovanni Spano), nel significato di
pietra, granito, fortificazione.
Non avendolo riscontrato negli antichi documenti, supponiamo si
tratti di un cognome recente. Oggi è presente in 65 Comuni
italiani di cui 34 in Sardegna: Gonnosfanadiga 88, Pabillonis
44, Carbonia 35, Iglesias 25, Cagliari 24. Nella penisola il
primato appartiene a Milano con 11 presenze; Roma con 5. Gli
anziani di Gonnosfanadiga dicono che il cognome è nato in questo
centro abitato: è probabile, ma sinora non abbiamo testimonianze
per dimostrarlo con certezza. Potrebbe emergere qualcosa
dall'archivio storico del Comune, ma questo non è
provvisoriamente consultabile. Sta di fatto che il cognome è,
qui, profondamente radicato come si desume dai numerosi
soprannomi: Fadiòri, Tabèdda, Pipas, Manunca, Scuau. Infine, i
Zurru di Pabillonis, di Carbonia, di Iglesias, di Arbus, di
Cagliari, etc. confermano di avere origini "gonnesi". Il ceppo
dominante è quello dei "Fadiòri", che significherebbe, a detta
di molti anziani del posto,
faidòri =
colui che si da da fare.
Qualcuno aggiunge: "Cun is
trassas (
con mosse astute)"!
In questo caso andrebbe bene la derivazione da Zorro = volpe!
Per il momento non sappiamo altro. |
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