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MABILIA
MOBILI
MOBILIA
MOBILIO |
Mabilia ha un ceppo nel vicentino ed uno nel napoletano, Mobili
ha un ceppo nel maceratese ed uno nel romano, Mobilia ha un
ceppo tra beneventano ed avellinese ed uno in Sicilia tra
messinese e catanese, Mobilio ha un ceppo nel napoletano, uno
nel potentino ed uno nel valentiano, dovrebbero derivare dal
nome medioevale Mabilia
o Mobilia,
Mobilio,
di cui abbiamo un esempio nel 1188 negli
Annales Ceccanenses:
"1188. ind. 5. Hoc anno Clemens III. sedit annis 3, mensibus 3,
diebus 27. Domnus Iordanus abbas Fossae novae 4. Idus Martii
ordinatus est diaconus cardinalis; 4. Nonas Aprilis consecratus
est presbyter cardinalis tituli pastoris Sanctae Pudentianae.
Mense Iunii missus est in legatione Alamanniae. 8. Idus
Novembris Mobilia filia Landulfi de Ceccano data est in uxorem
comiti Iacobo de Tricarico. 5. Idus Novembris combusta est
Tecclena a populo Ferentino.". |
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MACADDINO |
Macaddino è specifico di Mazara del vallo nel trapanese,
dovrebbe derivare da un soprannome attribuito al capostipite,
probabilmente generato dal termine arabo
muqaddam
o muqaddì
(capitano, comandante di un
peschereccio). |
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MACALUSI
MACALUSO
MACALUSSO
MACCALUSO |
Macalusi, Macalusso e Maccaluso sono praticamente unici e
dovrebbe trattarsi di vari errori di trascrizione del molto
comune Macaluso che è tipicamente siciliano, con massima
concentrazione nel palermitano, nel nisseno e nell'agrigentino,
deriva da un soprannome dialettale legato al vocabolo siciliano
macaluscio
(cotone ripulito e mondato)
di derivazione araba, dal termine arabo
mahlus (liberato),
con questo termine si indicava un liberto cioè uno schiavo cui
era stata concessa la libertà. |
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MACARI
MACARIO
MACCARI
MACCARIO |
Oltre al piccolo ceppo nel forlivese, Macari presenta un nucleo
nel frusinate tra Castelnuovo Parano e Casalattico, Macario
sembrerebbe tipico del cuneese, Maccari è diffuso in tutto il
centronord con un ceppo anche a Cetraro (CS), Maccario ha un
grosso nucleo piemontese con un ceppo importante tra Ventimiglia
e Soldano (IM), potrebbe derivare da vari toponimi come Macherio
(MI) chiamata in antico Maccario, o altre località presenti un
pò ovunque dedicate a San Macario.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Macari ha un ceppo maggiore nel frusinate, Macario è diffuso
soprattutto nel nord ovest del paese, fra Piemonte, Liguria e
Lombardia, ma si riscontra con bassa frequenza anche nel sud,
Maccari è presente un po' in tutto il nord e centro nord,
Maccario è prevalentemente piemontese e ligure, tutti questi
cognomi derivano dal nome Macario o Maccario,
l'italianizzazione, cioè, del nome greco
Makarios,
che ha significato di felice,
beato. Si tratta, dunque, della
cognominizzazione dei nomi personali dei capostipiti. |
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MACAUDA |
Macauda è tipicamente siciliano del ragusano e siracusano, in
particolare di Modica nel ragusano e di Vittoria e di Rosolini
nel siracusano, dovrebbe derivare dal nome della località di
Contrada Makauda di Sciacca nell'agrigentino, probabile luogo
d'origine dei capostipiti, toponimo che parrebbe essere di
origini grecaniche e che dovrebbe significare
poco sereno
o infelice. |
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MACCABEI
MACCABELLI
MACCABEO |
Maccabei è tipico di Assisi e Foligno nel perugino, Maccabeo è
praticamente unico, Maccabelli è lombardo, della zona che
comprende il sudmilanese ed il cremonese, dovrebbero derivare,
direttamente o tramite variazioni ipocoristiche, dal nome di
origine ebraica Maccabeo
che deriva dal termine ebraico
maqqabath (martello)
fu il soprannome della tribù ebraica degli Asmodei, Giuda
Maccabeo è un eroe biblico della riconquista del Tempio da parte
degli ebrei. |
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MACCABIANI |
Maccabiani è specifico del bresciano, di Montichiari, Prevalle e
Calcinato, dovrebbe derivare dal nome
Maccabiano
(Vittorioso), a sua volta originatosi da un aggettivo
israelitico indicante l'appartenenza ai Maccabei, il termine
ebraico maccabi sta per coraggio, successo e vittoria. |
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MACCAFERRI
MACCAFERRO |
Maccaferri è specificatamente emiliano dell'area che comprende
il modenese ed il bolognese, di Bologna e Castelfranco Emilia
(MO) in particolare, Maccaferro, decisamente raro, ha un ceppo a
Viareggio (LU) ed uno nel Piceno tra San Benedetto Del Tronto
(AP) e Grottammare.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Maccaferri, presente un po' in tutto il nord e centro nord del
paese, ha un vasto epicentro fra il bolognese, il modenese e il
ferrarese, Maccaferro, molto più raro del precedente, ha un
ceppo maggiore nell'ascolano e uno minore nel lucchese, entrambi
questi cognomi derivano dal nome medievale
Maccaferro,
nato all'interno della cultura guerriero-cavalleresca come
augurio di un futuro da abile combattente: l'origine di questo
nome, infatti, va ricercata nell'espressione
ammaccare il ferro
(probabilmente per mediazione del francese
Mâchefer),
che, in ambito guerriero, va intesa come colpire o trapassare
l'armatura o lo scudo dell'avversario (vedi anche
Tagliaferro).
Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta
delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti,
anche se, in alcuni casi, non è esclusa una derivazione da
soprannomi (ad esempio, da epiteti di guerra) o da nomi di
mestiere (come quello del fabbro, che in effetti ha dato origine
a parecchi cognomi, diffusi anche al di fuori del nostro paese). |
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MACCAGNI |
Copre
l'areale che comprende il cremonese, il piacentino, il milanese
ed il lodigiano, potrebbe derivare dal toponimo Maccagno (VA). |
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MACCAGNO |
Tipicamente piemontese, più propriamente del cuneese,
probabilmente deriva dal nomen romano Maccarius o Macharius. |
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MACCANTI |
Maccanti ha un ceppo nel ferrarese a Ferrara, Ostellato,
Lagosanto e Migliaro, ed un ceppo nel pisano a Pontedera, Santa
Maria a Monte e Castelfranco di Sotto, potrebbe derivare da un
soprannome originato dal termine arcaico
maccare (accumulare,
ammonticchiare), forse ad
indicare una particolare predisposizione all'avarizia da parte
dei capostipiti, nel 1500 a Firenze troviamo un Noferi Maccanti
in qualità di cancelliere dell'Arte dei vaiai e cuoiai di
Firenze. |
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MACCALLI |
Maccalli è tipicamente lombardo, del cremasco in particolare, di
Crema, Madignano ed Izano, del vicino bergamasco e di Milano,
potrebbe derivare dal cognomen latino
Maccalus,
ma è pure possibile che possa anche derivare da un nome di
località individuabile probabilmente dalla presenza di un
fossato, il termine tardo latino
macallus
significa appunto fossato. |
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MACCARINELLI |
Assolutamente bresciano, dovrebbe derivare da un soprannome
legato al vocabolo dialetta arcaico maccarà (piagnucolare). |
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MACCARONE
MACCARONI
MACCARRONE |
Maccarone è distribuito a macchia di leopardo un pò in
tutt'Italia, Maccaroni ha un ceppo marchigiano a Recanati nel
maceratese, a Loreto nell'anconetano ed a Urbino e Sant'Angelo
in Lizzola nell'urbinate, Maccarrone è tipicamente siciliano, di
Catania, Adrano, Acireale, Giarre, Aci Castello, Aci
Sant'Antonio, Zafferana Etnea, Aci Catena, Mascalucia, Pedara e
Santa Venerina nel catanese, di Furci Siculo, Messina e Santa
Teresa di Riva nel messinese, e di Troina, Regalbuto e Centuripe
nell'ennese, dovrebbero derivare da soprannomi connessi con il
vocabolo maccarone
(tipo di pasta)
e potrebbe identificare il mestiere di pastaio svolto dal
capostipite.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Per Minervini 285 Maccarone è la cognominizzazione del
soprannome Mackaróne,
documentato nel 1041 a Cava dei Tirreni (SA) col significato di
'stupido'. |
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MACCHETTA |
Macchetta è specifico di Miradolo Terme nel pavese, potrebbe
derivare da un ipocoristico del nomen latino
Maccus
(vedi MACCHI), non si può escludere, anche se improbabile, una
derivazione dal toponimo Maccastorna (MI) o da un ipocoristico
dell'apocope del nome medioevale
Maccaferro. |
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MACCHI
MACCHINI
MACCO
MACCONE
MACCONI |
Macchi sembra specifico del varesotto e novarese, con un ceppo
nel pisano ed uno, forse secondario nel bolognese, Macco è
estremamente raro e sembra più antico del precedente, parrebbe
del novarese, Macchini ha vari piccoli ceppi, nel padovano, nel
pistoiese, nel forlivese, riminese e pesarese, nel perugino ed
ascolano e nel romano, Maccone, assolutamente rarissimo, è del
torinese, Macconi ha un ceppo nel bergamasco, uno a Genova ed
uno, il più consistente in Toscana a Poppi nell'aretino ed a
Firenze, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite
ipocoristici o accrescitivi, dal nomen latino
Maccus,
nel teatro di Plauto era la
maschera del ghiottone stolto,
e lo stesso Plauto aveva come nomi Titus Maccus Plautus,
un'altra ipotesi li farebbe derivare dal celtico
makos (bosco),
in alcuni casi possono discendere dall'aferesi di nomi
medioevali come Burlamacco,
nome citato ad esempio dal Boccaccio nel suo Decamerone. |
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MACCHIA |
Dovrebbe
essere originario del sud, tra Puglia, Basilicata e Campania,
deriva da soprannomi legati a toponimi come: Macchia (FG) -
(SA), Borgo Macchia (MT), ed altri simili. |
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MACCHIAGODENA |
Specifico della provincia di Campobasso, di Montelongo, Santa
Croce di Magliano e Termoli, dovrebbe derivare dal toponimo
Macchiagodena nell'iserniese.
suggerimento di Andrea
Ferreri |
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MACCHIAROLA
MACCHIAROLI
MACCHIAROLO |
Macchiarola è dell'area tra campobassano e foggiano, a
Campobasso, Pietramontecorvino, San Severo, Lucera, Foggia e
Torremaggiore nel foggiano, Macchiaroli ha un piccolissimo ceppo
a Gubbio e Spello nel perugino, uno a Roma, uno molto piccolo a
Colletorto nel campobassano ed uno in Campania, a Napoli,
Teggiano e Bellosguardo nel salernitano ed a Castelpagano nel
beneventano, Macchiarolo, molto raro, ha qualche presenza a San
Giuliano di Puglia nel campobassano ed a Colle Sannita nel
beneventano, dovrebbero derivare da forme etniche stanti ad
indicare la provenienza dei capostipiti da paesi come Macchia
d'Isernia in Molise, o altri chiamati Macchia presenti ad
esempio nel reatino, nell'iserniese, nel perugino, nel
beneventano, nel foggiano, nel salernitano, ecc.. |
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MACCHIAVELLI
MACCHIAVELLO
MACHIAVELLI |
Macchiavelli è tipico del Bologrese ed alto fiorentino,
Macchiavello, abbastanza raro, e tipico del genovese,
Machiavelli, assolutamente rarissimo dovrebbe essere fiorentino,
dovrebbero tutti derivare dal soprannome Malclavellus,
trasformatosi prima in nome e poi in cognome, allusivo
probabilmente nei confronti dell'organo sessuale del
capostipite, nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale
all'anno 1041, in un atto, troviamo un primo esempio di questa
cognominizzazione: "...Ego Henricus Malclavelli notarius domini
Ottonis imperatoris auctenticum suprascripti exempli vidi et
legi et sicut in ipso continebatur ita et in isto sine fraude
transcriptum reperi,..." e più tardi nel 1185 sotto un'altra
forma: "...Factum est hoc anno dominice incarnationis .MCLXXXV.,
indicione tercia. Interfuerunt Marchisius Garovia et Blancus de
Malclavello, testes rogati. Ego Albertus de Capriano interfui et
rogatus scripsi duo brevia uno tenore....". Famosissimo
personaggio è stato Nicolaus Machiavellus florentinus
(1469-1527).
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Secondo un'interessante ipotesi proposta dal Bongioanni,
l'origine del cognome Machiavelli e delle sue varianti andrebbe
ricercata nel nome medievale
Macchiavello, nato come
variante popolare del nome
Malchiodo, che consiste, a sua
volta, in una delle tante italianizzazioni del personale ebraico
Melki'or,
col significato di
il mio re
(Dio) è
luce; fra le altre
italianizzazioni di questo nome, infatti, si possono citare
Melchiorre, Melchionne, Marchionne, Marchiorre, Marchioro, etc.
Ora, per capire meglio il passaggio dall'originale
Melki'or
all'adattamento italiano in
Macchiavello, bisogna
innanzitutto considerare la variante in
Malchiodo:
Malchiodo, infatti, nasce per effetto del fenomeno del rotacismo
dal nome Marchioro,
in cui la R
del suffisso -oro
si trasforma in D
(cfr. Arcudi/Arcuri) e la
R del
prefisso Mar-
si trasforma in L
(o più semplicemente viene mantenuta la
L
dell'originale Melki'or);
va detto poi che esistono anche i cognomi Marchiodi e Melchiodi,
che sembrano confermare quest'ipotesi. Detto questo, quindi, la
variante in Macchiavello si spiega come una corruzione o una
forma più tipicamente popolare di Malchiodo: se si considera,
infatti, che il termine
chiavello è una variante
arcaica di chiodo
(entrambi derivano dal latino
clavus),
si capisce allora come da
Malchiodo si arrivi a
Macchiavello
(contrazione di Malchiavello).
In conclusione, dunque, il cognome Machiavelli e le sue varianti
dovrebbero derivare dai nomi personali dei capostipiti. |
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MACCHIERALDO
MACHIERALDO |
Macchieraldo è specifico di Cavaglià nel biellese, Machieraldo è
esclusivo sempre di Cavaglià, dovrebbero derivare
dall'italianizzazione del nome medioevale germanico
Magwald,
composto dai termini magan
(forza)
e waldan
(governare),
con il significato di colui che
governa con la forza, nome
probabilmente portato dal capostipite. |
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MACCHITELLA
MACCHITELLI
MACCHITELLO |
Macchitella è tipicamente pugliese, di Ostuni, San Vito dei
Normanni e Mesagne nel brindisino e di Taranto, Macchitelli e
Macchitello, quasi unici, sono quasi sicuramente dovuti ad
errori di trascrizione del precedente, che dovrebbe derivare da
una forma aferetica del nomen latino
Macchius
una variante di Maccius,
ricordiamo con questo nome il famosissimo scrittore e
commediografo latino Titus Macchius Plautus, ma potrebbe anche
derivare come forma etnica dai molti toponimi contenenti la
radice Macchia, o anche da toponimi come Macchitella nel
potentino. |
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MACCI
MACCINI
MACCIO
MACCIO' |
Macci ha un ceppo laziale e piccoli nuclei nel l'urbinate e tra
Piceno e teramano, Maccini ha un ceppo nel veronese ed uno nel
parmense, Maccio ha un piccolo ceppo nel genovese ed uno tra le
province di Latina e di Caserta, Macciò, tipicamente ligure,
delle province di Genova e Savona, ha un piccolo ceppo
secondario a Cagliari, deivano dal nome medioevale
Maccius,
tipica contrazione dell'aferesi del nome Tommaso, in una
charta testamenti
dell'anno 748 se ne ha un esempio: "...qui supra Centolus
archidiaconus et Maccio diaconus, commune consilio parique
consensu tractantes, pro nostrarum animarum remedito offerimus
ecclesie Sancte Marie prenominatas res...". |
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MACCIOCCO
MACCIOCCU
MACIOCCO
MACIOCCU |
Macciocco , assolutamente rarissimo, è del nord della Sardegna,
Maccioccu , estremamente raro, è del sassarese, Maciocco è anche
lui tipicamente sardo di Olbia, Tempio Pausania e Badesi in
Gallura, Macioccu, quasi unico, è anch'esso della Gallura,
dovrebbero derivare da soprannomi originati dal vocabolo
campidanese macciòccu
(grassottelo, cicciottello),
probabilmente a sottolineare una lieve adiposità dei
capostipiti. |
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MACCIONE |
Sembrerebbe di origini abruzzesi, dovrebbe discendere dal nome
medioevale italiano Maccio, ma è pure possibile una derivazione
dal termine medioevale macciones
(muratori)
di cui abbiamo un esempio in questo scritto del 1300 in Travale
(GR): "...pane e vino per li maccioni a Travale. de illa quae
est da casa magii dicit quod non recepit inde servitium audivit
dicere quod perdonatum fuit...". |
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MACCIONI |
Ha
un nucleo importante nella Sardegna centromeridionale, sono
presenti ceppi primari anche nella fascia che comprende Toscana
e Marche, questi dovrebbero avere la stessa origine del cognome
Maccione (vedi), il nucleo sardo invece può avere diverse
origini, potrebbe derivare dal vocabolo sardo campidanese
maccioni
(tipo di pesce) o anche dal vocabolo sardo gallurese
maccioni
(macchia, cespuglio),
o anche dal gallurese macciòni
(volpe).
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
su macc(i)òni,
in campidanese è il ghiozzo,
e probabilmente deriva dal toscano antico
mazzòne
(oltre che mugello), che designa però il muggine. In Sicilia il
ghiozzo è mazzuni, in Puglia mazzòne.
Mat(t)zone
in sardo del logudoro è la volpe
che si dice marjane/i
nel centro sud. Non ritrovandolo nelle carte antiche pensiamo ad
un cognome moderno, probabilmente venuto dalla penisola, (i nomi
dei pesci (tutti) non hanno origini sarde) derivato da mazzòne,
col significato di ghiozzo e trasformatosi in maccioni per
trascrizione anagrafica. Attualmente è presente in 93/377 Comuni
sardi. Nel territorio nazionale è presente in 325 Comuni. Nella
penisola la maggiore diffusione si ha nel centro nord. |
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MACCIOTTI
MACIOTTA |
Macciotti, quasi unico, è del piacentino, Maciotta,
assolutamente rarissimo, dovrebbe essere originario dell'area
che comprende il teatino, il Molise, il beneventano e
l'avellinese, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Macciotta
o Macciotto,
di cui abbiamo un esempio nella seconda metà del 1300 con
Macciotta, un figlio di Manfredi Alagona un feudatario siciliano
di Fiumefreddo e Palazzolo, che si ribellò a Re Martino e venne
da questi privato dei diritti feudali, nello stesso periodo
troviamo Maciotto Montaperto feudatario di una zona vicina a
Troina nell'ennese, questi nomi possono essere forme
ipocoristiche del nomen latino
Maccius, ricordiamo Titus
Maccius Plautus, il famosissimo commediografo latino, come
possono derivare da alterazioni ipocoristiche peggiorative
dell'aferesi del nome Giacomo. |
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MACCIS
MACIS |
Entrambi tipicamente sardi, Maccis è assolutamente rarissimo,
Macis è invece ben distribuito in tutta l'isola, dovrebbero
derivare dall'aferesi del toponimo Simaxis (OR), non si può
escludere una connessione con il vocabolo sardo
maccia (macchia,
cespuglio folto) e si
riferirebbe allora o ad episodi o comunque a riferimenti
relativi alla località d'origine del capostipite, potrebbe anche
derivare da una forma aferetica del nome del villaggio Simaxis,
dove il Si sarebbe potuto cadere anche in quanto considerato
come articolo. |
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MACEDONE
MACEDONI
MACEDONIO |
Tutti molto rari, soprattutto Macedone e Macedoni, mentre
Macedonio, un poco meno raro, ha un ceppo a Roma ed uno a
Cinquefrondi, Melicucco e Giffone nel reggino, dovrebbero
derivare o dall'etnico della Macedonia, forse la regione
d'origine dei capostipiti, o dal nome latino
Macedonius,
originato dal greco Μακεδονικά. |
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MACELLARI
MACELLARO |
Macellari
ha un ceppo tra pavese e piacentino, a Voghera nel pavese ed a
Corte Brugnatella nel piacentino, uno nel maceratese, a
Civitanova Marche e Potenza Picena, uno a Perugia ed uno a Roma,
Macellaro è specifico dell'area che comprende il salernitano ed
il potentino, Salerno, Battipaglia ed Eboli nel salernitano e
Vietri di Potenza nel potentino, dovrebbero derivare dal
mestiere dei capostipiti, che probabilmente facevano di
professione i macellai, mestiere che veniva chiamato carnefices
in epoca romana e per quasi tutto il periodo medioevale, per
diventare poi macellari ed in seguito trasformarsi
definitivamente in macellai. |
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MACELLONI |
Macelloni è decisamente toscano, di Peccioli, Pontedera,
Capannoli e Ponsacco nel pisano e di Livorno e Rosignano
Marittimo nel livornese, potrebbe derivare da una forma
sincopata, con caduta della -r-
di un accrescitivo del nome
Marcello. |
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MACERA
|
Macera ha un ceppo tra genovese e spezzino, uno nel livornese,
ma il nucleo si trova nella zona che comprende il romano, il
latinense il frusinate, l'aquilano, il teramano, il pescarese,
l'iserniese, il casertano ed il napoletano, potrebbe derivare da
nomi di luoghi detti macèra
termine che indicava la presenza di maceratoi, cioè di luoghi
dove veniva posta a macerare la canapa, ma potrebbe anche
derivare da luoghi distrutti dalla guerra e ridotti in macerie o
dalla presenza in loco di muri fatti di sassi e privi di calce
chiamati anticamente macèra. |
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MACERATA |
Macerata,
molto raro, è un cognome tipicamente ebraico, specifico del
Piceno, di Sant`Elpidio a Mare soprattutto e di Porto
Sant`Elpidio, dovrebbe derivare dal nome della città di
Macerata, probabile luogo dove si stabilì inizialmente la
famigliaprobabilmente di origine spagnola sefardita. |
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MACERATESE
MACERATESI
MACERATINI |
Maceratese, quasi unico, probabilmente è dovuto ad errate
trascrizioni di Maceratesi, che ha un ceppo marchigiano
nell'anconetano e nel maceratese, ed uno a Roma e nel romano,
Maceratini, estremamente raro, è specifico del maceratese,
dovrebbero tutti derivare da forme etniche della città di
Macerata, probabile luogo d'origine dei capostipiti.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Macerata è cognome abruzzese ma diffuso anche nel Nord. Etnico
dal toponimo. Macerata, altro termine di "macereto",
viene da 'macerare'
del latino e italiano, che ha vari significati: "ammasso
di macerie" o "luogo
scosceso pieno di detriti di rocce",
ovvero, più probabilmente nei toponimi "località
dove si macera, si ammolla la canapa, i1 lino"
ecc. per consentire la formazione della fibra tessile dalla
pianta. |
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MACHEDA |
Tipicamente calabrese del reggino, di Montebello Ionico in
particolare e di Cardeto, Motta San Giovanni e Bagaladi.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
D'origine spagnola (più probabilmente ebreo-sefardita), il
cognome Macheda nasce da un'italianizzazione del toponimo
Maqueda,
comune spagnolo della provincia di Toledo, nella comunità
autonoma di Castiglia-La Mancia. Per curiosità, comunque, va
notato che a Palermo esiste anche una strada che porta il nome
di via Maqueda, così chiamata in onore di Bernardino di
Cardines, viceré di Sicilia e duca di Maqueda (fu proprio il
viceré di Sicilia a decidere la realizzazione di questa via,
messa in opera nel 1600): alla luce di questo, allora, non è
esclusa una connessione con la nobiltà spagnola, anche se, a
dire il vero, l'ipotesi di un'origine ebreo-sefardita sembra
essere la più probabile - nell'area siculo-calabrese, in
effetti, si riscontrano diversi cognomi d'origine ebraica,
spesso sefarditi per l'appunto.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Macheda è cognome calabrese che ricalca il cognome spagnolo
Maqueda,
il quale deriva da un nome arabo significante 'fermo',
'stabile'. |
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MACHELLI
MACHELLO |
Machelli
è estremamente raro e dovrebbe essere della fascia che comprende
Toscana, Umbria e Marche, Machello, ancora più raro, sembrerebbe
del genovese, potrebbero derivare dall'aferesi di nomi come
Telemacus, Symmachus o Nicomacus. |
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MACHI
MACHI' |
Entrambi
originari del palermitano, probabilmente la forma originaria è
quella accentata. |
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MACII
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Specifico della zona di Follonica, Massa Marittima e Scorlino
(GR) nelle vicinanze di Piombino, dovrebbe derivare dal nome
medioevale Macius,
un esempio di questa cognominizzazione lo troviamo nel
Codice Diplomatico della Lombardia
Medioevale in una cessionis et
positionis in locum del 1191: "...Petrus de Cremia et Dominicus
Macius et Ambroxius de Dubino et Brocardus filius Iohannis
Ferrarii et Otta de Montanea..." e nel 1400 a Bologna si trova
una tal Francisca q. Guidolotti de Macii. |
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MACINI
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Macini, molto molto raro, ha un piccolo ceppo a Cesena e Rimini
ed uno a Novafeltria nel pesarese, potrebbe derivare da un
soprannome originato dal termine tardo latino medioevale
macinus
(mulino),
probabilmente ad indicare che il capostipite fosse proprietario
di un mulino o vi lavorasse. |
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MACOCCO |
Macocco, molto raro, sembrerebbe piemontese, di Cuorgnè e di
Torino nel torinese in particolare, dovrebbe derivare da un
soprannome dialettale basato sul termine piemontese arcaico
macöco
o macöcio
(imbroglio, accomodamento
fraudolento, usato in particolare con riferimento al gioco). |
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MACONE
MACONI |
Macone,
molto raro, è tipico di Gaeta (LT), Maconi è invece specifico
del milanese, potrebbero derivare dall'accrescitivo del nome
medioevale Maco di cui abbiamo un esempio in uno scritto
medioevale: "...adjiciens in eo asservari brachium S. Alexii ex
insula Lemno a Maco Minotto anno Domini MCCLXXXXVII Venetias
translatum....", è pure possibile che derivino dalla
modificazioni dell'aferesi di nomi come Telemaco. Tracce di
queste cognominizzazioni le troviamo a Siena nella seconda metà
del 1100 con il console Abramo Maconi. |
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MACOR
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Macor è specifico del Friuli, tipico di Trieste, di Cormons nel
goriziano e, soprattutto, di Rivignano, Pontebba, Udine,
Codroipo, Aquileia e Cervignano del Friuli nell'udinese,
dovrebbe derivare da una forma aferetica tronca slava del nome
Ermacora,
originato dal greco Hermagoras,
dell'uso di questa forma abbiamo un esempio in uno scritto del
1463 a San Pietro degli Slavi, l'antico nome di San Pietro al
Natisone: "...I debitori della chiesa di S. Pietro: Michele, ora
decano, deve lire 6, per le quali dia un conzo e mezzo di vino
per soldi 60 e così gli restano 60 soldi. Ianilo Claudo deve
alla chiesa, defalcato il vino, soldi 40. Juri di Vernasso,
cameraro della confraternita del Corpo di Cristo, riferì che
Marino di Brischis, da tre anni e Macor da due, si rifiutano di
dare relazione della loro amministrazione. Gli si ordina di
farlo per iscritto.". |
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MACORIC
MACORICH
MACORIG |
Macoric e Macorich sono praticamente unici, Macorig, comunque
rarissimo, è specifico dell'udinese, di Torreano, Cividale del
Friuli, Prepotto, Premariacco ed Udine, dovrebbero essere forme
patronimiche tipicamente slave in
-ic o
-ig,
derivate dal nome sempre slavo
Macor (vedi MACOR). |
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MACRI
MACRI'
MAGRI' |
Macri, tipicamente calabrese, ha anche un piccolo ceppo nel
napoletano ed uno ancora più piccolo nel tarentino, Macrì è di
origini calabresi, Magrì ha un ceppo catanese ed uno pugliese,
potrebbero derivare dal cognomen latino
Macrus.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
D'origine grika o, talvolta, greco-albanese, i cognomi Macrì,
Magrì, etc nascono da un adattamento dell'aggettivo
makrìs,
che, in greco moderno, ha il significato di
lungo, alto
(vedi Long). In alcuni casi, tuttavia, è
anche possibile che il cognome Macri (nella forma non accentata)
sia una variante del cognome Magri, soprattutto per quanto
riguarda i ceppi non-meridionali (vedi Magri). In conclusione,
dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei soprannomi o dei
nomi personali dei capostipiti. |
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MACRINI
MACRINO |
Macrini ha un nucleo romano, uno abruzzese, tra Teramo, Penne,
pescarese e chietino, uno campano tra Caggiano (SA) e
Battipaglia ed uno a Castrovillari (CS), Macrino, molto più raro
ha ceppi nel bresciano a Roma e nel cosentino, potrebbero
derivare dalla Gens Macrinia
o dal nomen romano Macrinus
di cui abbiamo un illustre esempio in
Macrinus Severus
Imperatore romano dal 217 al 218 : "Antonini Diadumeni pueri,
quem cum patre Opilio Macrino imperatorem dixit exercitus occiso
Bassiano factione Macriniana, nihil habet vita memorabile, nisi
quod Antoninus est dictus et quod ei stupenda omina sunt facta
imperii non diutini, ut evenit....". |
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MACRIPO
MACRIPO'
MAGRIPO
MAGRIPO' |
Macripo, assolutamente rarissimo è proprio dell'area barese,
tarentina, Magripo e Magripò sono sempre pugliesi, ma ormai
quasi scomparsi, Macripò è del tarentino, in particolare di San
Marzano di San Giuseppe, Fragagnano e Taranto.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
D'origine arbëreshë (più probabilmente greco-albanese), i
cognomi Macripò, Magripò, etc nascono dall'italianizzazione del
cognome greco Makripodis,
che, composto dai termini makròs
(grande, largo)
e podi
(piede),
può essere tradotto come piede
grosso, piede largo: va notato,
infatti, che le trascrizioni antiche riportano il cognome
Macripò nella forma Macripodi, ma oggi, a dire il vero, questo
cognome sembra non esistere più in Italia. In conclusione,
dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei soprannomi o dei
nomi personali dei capostipiti. |
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MACROBIO |
Macrobio, quasi unico, sembrerebbe del nord Italia, dovrebbe
derivare dal cognomen latino
Macrobius, di cui abbiamo un
illustre esempio in Ambrosius Theodosius Macrobius, grammatico e
filosofo del IV secolo dopo Cristo. |
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MADAFFARI
MADAFFARO
MADAFFERI
MADOFFARI |
Madaffari, molto molto raro, è tipico dell'area reggino,
messinese, Madafferi è estremamente raro ed è specifico del
reggino, Madaffaro e Madoffari sembrerebbero unici, dovrebbero
tutti derivare da variazioni del nome saraceno
Mudaffar.
(vedi Modafferi) |
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MADAGHIELE |
Madaghiele è specifico di Latiano nel brindisino, dovrebbe
derivare dall'italianizzazione del nome ebraico
Magdaleleel
o Mahaleleel. |
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MADALOSSO
MADALOZZO
MADDALOSSO
MADDALOZZO |
Madalosso è assolutamente rarissimo e sembrerebbe del padovano,
Madalozzo è unico, Maddalosso è tipico del padovano, di Padova
e Piazzola sul Brenta, Maddalozzo è specifico di Arsiè nel
bellunese, potrebbero derivare da etnici dialettali di toponimi
come Maddalene (VI), ma l'ipotesi più probabile è che la forma
originaria sia Maddalozzo e che il luogo di origine sia Arsiè
(BL) e che derivi da un ipocoristico del nome medioevale
Maddalo
forma maschile del nome Maddalena (etnico di Maddalo in
Palestina). |
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MADARO
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Originario della penisola salentina |
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MADAU
MADDAU
MEDAS
MEDAU |
Madau è molto diffuso in tutta la Sardegna, Maddau, abbastanza
raro, sembrerebbe di Stintino (SS), Medas è sicuramente sardo,
con un ceppo a Cagliari e nel cagliaritano a Guasila e Quartu
Sant'Elena, ad Iglesias ed uno a Sassari ed a Nulvi nel
sassarese, Medau sembra tipico del cagliaritano di Pula in
particolare, è molto raro, dovrebbero tutti derivare da un
soprannome originato dal vocabolo sardo
madàu e
medau
(ovile, ricovero per le pecore e
le capre) probabilmente legato
al mestiere di pastore svolto dal capostipite o potrebbe anche
derivare dal fatto di essere questi proprietario di un gran
numero di bestie, di essere molto ricco.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
MADAU: stazzo, ovile,
generalmente per le pecore o le capre. Dal latino
metatus,
nel significato di tracciato,
delimitato e quindi
recinto.
Nella lingua sarda parlata, sia in logudorese che in campidanese
è più in uso il termine medau,
che invece è più raro come cognome rispetto a
madau.
Ambedue, tra l'altro, sono toponimi frequentissimi, in tutto il
territorio della Sardegna. È presente nelle carte antiche: tra
i firmatari della Pace di Eleonora, *LPDE del 1388 lo troviamo
nella variante Matau: Matau Comita, jurato ville Sancto
Lussurgio; Matau Leonardo, ville Sancto Lussurgio; Matau Petro -
ville de Billuchara (* distrutto. Contrate Montis Acuti - Salto
di Pattàda); Matau Petro, ville Sarule. Nel Condaghe di Santa
Maria di Bonarcado, *CSMB, XI°, XII° sec., figurano 9 Madau, tra
i quali ricordiamo: Madau Gosantine, mandatore de rennu (7,
213), teste in una donazione di terre a Santa Maria( il
mandatore de rennu era il funzionario incaricato delle
ambasciate, dei messaggi e delle citazioni regie; il mandatore
de ecclesia era il rappresentante giudiziale di una chiesa);
Madau Gunnari(27) armentariu dessa domo de piscopio(
amministratore della casa del vescovo), teste in una donazione a
Santa Maria di Bonarcado, da parte del fratello Gosantine, su
citato. Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, *CSNT, XI°, XII°
sec., abbiamo ancora un Matau: Petru, servo in Arcennor(
villaggio scomparso, i cui resti si trovano in agro di
Semestene). Nella storia contemporanea ricordiamo Madau Diaz,
Gaetano(Sorso 1908 - Cagliari 1975), autore di varie opere
storiche, tra le quali citiamo: Gli Statuti del Libero Comune di
Sassari; e La Storia della Sardegna dal 1720 al 1849.
Attualmente il cognome Madau è presente in 142 Comuni italiani,
di cui 67 in Sardegna: Sassari 122, Cagliari 76, Oristano 45,
Ozieri 39, Bolotona 34, Paulilatino 31, etc.
MEDAU: per l'etimologia ed il significato vedi Madau. Nella
Sardegna meridionale, nel Sulcis - Iglesiente, a fianco al
termine medàu si è formato il vocabolo boddèu (termine in
disuso: probabilmente dal latino còlligo = raccogliere, riunire,
mettere insieme) nel significato più antico di un gruppo di
persone ed infine di gruppo di case, villaggio, paese, sorto
attorno ad una cappella o altro edificio di culto. Qui da noi,
in Medio Campidano, erano detti is furriadroxus = le capanne dei
pastori costruite vicino agli ovili (medaus). Furriadròxu deriva
dal verbo furriai/furriare (girare, capovolgere), ma nel
significato di rientrare a casa, alla capanna, al focolare.
Ancora oggi, la raccomandazione che una madre rivolge al bambino
o al ragazzo che esce di casa: "Fùrria prestu, lah"! ("Torna a
casa presto"!). La casa è il luogo dove c'è il fuoco, sa
forrèdda(il caminetto), che deriva da forno = fornus in
latino(non abbiamo altri suggerimenti). Attualmente il cognome
Medau è presente in 24 Comuni d'Italia, di cui 6 in Sardegna
(meridionale, a parte Dorgàli): Pula 29, Cagliari 19,
Fluminimaggiore 14, San Sperate 3, Dorgàli 3, Carbonia 3. |
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MADDALENA
MADDALENO |
Maddalena è presente a macchia di leopardo un pò in tutta la
penisola ed in Sicilia, Maddaleno, molto molto raro, ha un ceppo
nel pratese, ma è presente anche in Campania, Piemonte e
Sicilia, derivano dal nome omonimo di origine ebraica e proprio
della tradizione cristiana a sua volta derivato dall'etnico di
Magdala (dall'aramaico magdala
(torre))
una piccola cittadina ebraica sulla sponda occidentale del Lago
di Tiberiade. |
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MADDALI
MADDALO |
Maddalo ha un ceppo romano, uno nel salernitano a Pontecagnano
Faiano, Salerno, Bellizzi e Capaccio, ed uno nel Salento a Campi
Salentina e Lecce nel leccese, Maddali, quasi unico, è
probabilmente dovuto ad un'errata trascrizione del precedente,
che dovrebbe derivare dall'italianizzazione del nome ebraico
Magdala,
che significa torre,
grandezza,
potenza. |
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MADDALONI |
Tipico dell'area che comprende le province di Napoli, Caserta e
Benevento, dovrebbe derivare dal toponimo Maddaloni (CE) il cui
nome ha origini dal vocabolo arabo
magdhal (rocca,
fortificazione). |
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MADDE
MADDE'
MADDEI
MADDEO
MADDI
MADDI'
MADDII
MADDIO
MADE
MADE'
MADEI
MADEO
MADIO |
Madde, quasi unico, è del pavese, Maddè è presente solo in
provincia di Milano, Lodi e Pavia, Maddeo è tipico del milanese
e del cremonese, di Crema in particolare, Maddei è praticamente
unico, Maddi e Maddì. assolutamente rarissimi sembrerebbero
della zona tra palermitano ed agrigentino, Maddii è tipico
toscano di Montevarchi nell'aretino e di Firenze, Maddio ha un
piccolo ceppo a Castellamonte ed Orbassano nel torinese, un
ceppo a Campi Bisenzio nel fiorentino ed uno a Gangi nel
palermitano, Made è rarissimo ed è presente solo in provincia di
Milano e Pavia, Madè è concentrato nelle province di Milano Lodi
e Cremona, Madei, molto molto raro, è specifico di Brescia,
Madeo è specifico del cosentino, molto diffuso a Rossano,
Longobucco, Corigliano Calabro e Crosia, ma ben presente anche a
Caloveto, Cropalati, Crucoli e Cosenza, Madio è specifico
dell'area che comprende il barese, Noicattaro in particolare,
Triggiano ed il Materano con Matera e Bernalda, per questi
cognomi si ritiene probabile un'origine unica con errori di
trascrizione, che abbiano condotto a forme diverse. Dovrebbero
tutti derivare da modificazioni dialettali aferetiche del nome
Amadeo
o Amadio,
esiste anche un'ipotesi che propone che qualche volta possa
trattarsi di forme aferetiche dialettali originate da
ipocoristici del nome Tommaso. |
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MADDONNA
MADDONNI
MADONNA
MADONNI |
Maddonna, quasi scomparso, è un cognome dell'area abruzzese,
Maddonni, molto raro, ha sparute presenze nel romano,
nell'iserniese ed in Puglia, Madonna, molto più diffuso, è molto
diffuso in Abruzzo, Molise, e nord della Campania, Madonni,
quasi unico, sembrerebbe toscano, possono derivare da cognomi di
fantasia beneaugurali attribuiti a neonati abbandonati affidati
alla benevolenza della Madonna, come è pure possibile che si
tratti di matronimici di capostipiti di nome
Madonna.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Madonna è cognome frequentissimo in Campania e nel Lazio ma
diffuso in tutta Italia. Viene da "m(i)a
donna". E' un cognome di ordine
religioso. In Campania forse dal toponimo Madonna dell'Arco. |
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MADEDDU |
Madeddu è tipicamente sardo diffuso particolarmente nella
Sardegna occidentale ed in quella meridionale, a Cagliari,
Villaputzu, Teulada, Quartu Sant'Elena nel cagliaritano, a
Iglesias e Carbonia, a Oristano, Bosa e Narbolia
nell'oristanese, a Sassari e Porto Torres, ed a Villanovafranca
nel Medio Campidano, dovrebbe derivare da una forma ipocoristica
sarda del termine madau
(ovile),
forse ad identificare nei capostipiti dei piccoli pastori. |
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MADER
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Mader è tipico dell'Alto Adige, di Bolzano e Campo di Trens,
dovrebbe derivare da un soprannome dialettale basato
sull'espressione germanica wie
die Made in Speck sitzen, che
significa: stare come un verme
nello speck, ovvero vivere a
sbafo, molto meno probabile una derivazione dal termine
medioevale germanico maadaari
(falciatore, mietitore). |
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MADERNA |
Tipico
della provincia di Milano, deriva probabilmente dal toponimo
Maderno nel bresciano o Cesano Maderno nel milanese. |
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MADIA
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Tipico
calabrese, della zona di Catanzaro e Crotone, sembra avere anche
un ceppo nel milanese, dovrebbe derivare da una modificazione
dell'aferesi del nome Amadeus, dell'uso di questo nome si ha un
esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale, in un
atto del 1154 si legge: "...ipso Guitardo consentiente eidem
Iohanni filio suo et predictis Iordane et Madie de civitate
Mediolani coniugi et nurui sue, et ipso Iohanne consentiente
eidem Todessche coniugi sue et subter contrafirmante ...", ma
anche a Pentone (CZ) si riscontra l'uso di questo nome, si
tramanda che Si narra che intorno al 1200 la Madonna apparve ad
una contadinella di nome Maria Madia, è pure possibile che
questi cognomi derivino dall'aferesi del toponimo Almadia di cui
si hanno tracce ad esempio negli Annales Pisani: "...Anno Domini
1088. Fecerunt Pisani et Ianuenses stolum in Africa, et ceperunt
duas munitissimas civitates, Almadiam et Sibiliam, in die Sancti
Sixti.....". |
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MADINI
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Sicuramente lombardo, dovrebbe essere originario del mantovano,
ma potrebbe pure avere un nucleo nel pavese, un'ipotesi sulla
derivazione, potrebbe essere da modificazioni del nome celtico
Madduin, Maddin, ma più probabilmente dall'aferesi di altri
nomi, non identificabili. |
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MADONIA |
Madonia è
tipicamente siciliano, del palermitano soprattutto, il cognome
dovrebbe derivare dal nome dalla regione montuosa delle Madonie
o meglio dal suo nome antico come leggiamo in questo scritto del
1500: "...che li dicti Signuri tuturi si contentano et ni
habbiano di restituire li cinco fegi seu territorij et comuni et
la universitati predicta nominati li Fraxini, la Cassanisa, li
Comuni, Milocca et lo Bosco de la Montagna di Madonia,...". |
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MADRASSI |
Specifico di Venzone (UD) Madrassi e di difficile
interpretazione, improponibile un collegamento con le scuole
islamiche come qualcuno vorrebbe e di difficile accettazione
anche l'ipotesi di una strana contrazione della frase
di madre grassa
che secondo altri sarebbe all'origine del cognome, possiamo solo
ipotizzare una connessione con il vocabolo ladino
mandra (riparo
per le mucche) e starebbe ad
intendere l'attività di malgari svolta dalla famiglia.
integrazioni fornite da
Luciano Comelli
Due le possibili interpretazioni:
- La Madrasse
in friulano è il grembo materno, o per dirlo più correttamente:
l'utero (è una parola riferita specialmente agli animali più che
agli umani). Difficile fare accostamenti, ma la somiglianza tra
sostantivo e cognome è lampante:
- il Madrac
in friulano è il serpente (generico), da cui peraltro il verbo
madracâ
che significa proprio strisciare
La somiglianza è minore ma è piu verosimile perchè potrebbe
riferirsi ad una caratteristica comportamentale o fisica. |
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MADRISAN |
Madrisan,
assolutamente rarissimo, sicuramente friulano dell'udinese,
dovrebbe derivare da forme etniche dialettali riferite ai paesi
di Madrisio di Fagagna o di Madrisio di Varmo, entrambi
nell'udinese, probabili luoghi d'origine del capostipite. |
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MAENZA
MAIENZA |
Maenza ha vari ceppi in Sicilia, soprattutto a Palermo e
Camporeale (PA), ad Alcara Li Fusi (ME) e ad Agira e Valguarnera
Caropepe (EN), ha un nucleo a Bisceglie (BA) ed una presenza
significativa a Sezze (LT), Maienza, molto raro, sembra
specifico del casertano, di San Nicola la Strada in particolare,
dovrebbero tutti derivare da soprannomi originati dal vocabolo
latino maiensis
(relativo al mese di maggio),
nel caso del ceppo di Sezze, potrebbero derivare dal toponimo
Maenza (LT), un'ipotesi possibile potrebbe essere quella di
derivare da antichi nomi di località come
castra maiensa
(campi di maggio o accampamenti
primaverili). |
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MAESANI
MAISANI |
Maesani è
tipicamente lombardo dell'area comasca, Maisani è quasi unico,
potrebbero derivare da Maisa il nome di una località ora in
Svizzera presso Silvaplana, ad indicarne probabilmente la
provenienza del capostipite. |
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MAESANO
MAGISANO
MAISANO |
Maesano è
specifico della zona di Roghudi (RC) e Reggio Calabria, Magisano
è tipico di Chiaravalle Centrale (CZ), Maisano è molto diffuso
nella zona dello stretto, reggino e messinese, con ceppi anche
nel nisseno e nel palermitano, derivano tutti da modificazioni
del toponimo Magisano (CZ). |
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MAESTRA
MAESTRI
MAESTRINI
MAESTRINO
MAESTRO
MAESTRONE
MAESTRONI |
Maestra, estremamente raro, parrebbe specifico di San Daniele
del Friuli, Maestri è un cognome decisamente settentrionale,
dovrebbe avere origini lombardo emiliane, Maestrini è molto
diffuso in Lombardia, in particolare nel bresciano e mantovano,
e nell'area che comprende il bolognese, tutta la Toscana, il
pesarese ed il perugino, Maestrino, estremamente raro,
sembrerebbe del napoletano, Maestro è piemontese, di Torino e
Viola (CN), in particolare, Maestrone è specifico di Gambolò nel
pavese, Maestroni, decisamente lombardo, è specifico del
milanese, cremonese e bergamasco in particolare, dovrebbero
derivare, direttamente o tramite ipocoristici od accrescitivi,
dal mestiere di maestro, mastro artigiano o
maister
in dialetto, stante ad indicare il mestiere appunto di mastro
artigiano. |
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MAESTRELLI
MAESTRELLO |
Maestrelli sembra avere oltre al ceppo fiorentino, anche uno
lombardo, tra Brescia e Mantova, Maestrello molto più raro è
tipico molisano, dovrebbero derivare da soprannomi legati alla
posizione di magister
(mastro artigiano).
integrazioni fornite da
Andrea Maestrelli
Nella zona dove sono nato e vivo, la provincia di Empoli,
moltissime famiglie hanno questo cognome e quasi tutte avevano
tra gli avi dei muratori. Un amico ha fatto fare una ricerca e
pare sia risultato che tutti i Maestrelli della zona siano di
origine germanica, maestranze specializzate ,richiamate a Milano
dalla fabbrica del Duomo di Milano. Terminatane la edificazione,
ormai italianizzati, anzichè tornare in Germania si sarebbero
trasferiti nell'empolese, dove le case costavano molto meno e
dove continuarono ad occuparsi di edilizia. |
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MAESTRIPIERI
MASTRIPIERI
MASTROPIERO |
Maestripieri è tipico di Pistoia, Mastripieri, quasi unico, è
probabilmente dovuto ad un esrrata trascrizione del precedente,
così come Mastropiero che sembrerebbe proprio unico, questi
cognomi dovrebbero derivare da capostipiti di nome
Piero e
artigiani di professione, l'artigiano veniva chiamato un tempo
magister artis. |
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MAFEZZOLI
MAFFEZZOLI
MAFFIOLETTI
MAFFIOLI |
Mafezzoli, estremamente raro, è dell'area tra bresciano e
veronese, Maffezzoli è tipicamente lombardo, del mantovano, di
Sabbioneta, Mantova, Curtatone e Virgilio, e dell'area di Garda
nel veronese, Maffioletti è un cognome tipicamente lombardo del
bergamasco in particolare e di Dalmine, Bergamo, Stezzano,
Treviolo, Azzano San Paolo, Zanica, Lallio, Osio Sopra, Arzago
d'Adda, Grassobbio e Verdellino, Maffioli è tipico lombardo, con
un nucleo originario tra varesotto e Val d'Ossola, derivano,
direttamente o attraverso ulteriori ipocoristici, dal nome
medioevale Maffiolo,
forma ipocoristica di Maffeo,
Matteo,
abbastanza diffuso, di cui abbiamo un esempio d'uso su di
un'iscrizione del 1435 a Cassinetta di Lugagnano nel milanese:
"MCCCCXXXV Die sabati sexto agusti hanc eccelexiam fecit fieri
spectabilis et egregiu vir dominus Maffiolus Birago ducalis
curie generalis magister. Ad honorem Dei et beatissime virginis
ac genitricis Marie et domini santi Antonij", ricordiamo
Maffiolo Rusca di Como nel 1300 o Maffiolo de Tassis del
Cornello di Zogno nel 1400, tracce di questa cognominizzazione
le troviamo a Domo Valtravaglia (VA) nel 1500 con la famiglia
Maffioli di Sarigo.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Mafezzoli è un cognome molto concentrato nelle zone del Milanese
e del Mantovano. È una variante alterata di
MATTEI,
diffuso nelle regioni del centro-nord, il cui significato è
legato al nome di origine ebraica
Matteo (Mattitya,
da mattat
= dono,
e Ya,
abbreviazione di Yahweh,
cioè "dono di Dio"),
diffuso in ambito latino per merito della figura
dell'evangelista cristiano. Le versioni greche del nome,
Maththàios
e Maththìas
(con la pronuncia aspirata della t-), nelle zone dell'Italia
maggiormente esposte all'influenza bizantina, hanno dato luogo a
tutte le versioni in Maff-,
dalle quali è derivato anche Maffezzoli. |
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MAFEZZONI
MAFFEZZONI |
Mafezzoni, abbastanza raro, è lombardo, soprattutto dell'area
bresciana, Maffezzoni è tipicamente lombardo, di Cremona e del
cremonese a Robecco d'Oglio, San Bassano e Calvatone, di Brescia
e del bresciano a Passirano, e Verolavecchia, di Milano e di
Cesano Maderno nel milanese, potrebbero derivare da un
soprannome dialettale originato dal termine dialettale arcaico
maffèe
(brutto),
probabilmente attribuito ad un capostipite in maniera scherzosa
con il significato di grosso e brutto, ma è molto più probabile
che derivino invece da una forma accrescitiva del nome
medioevale italiano Maffeo. |
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MAFFE'
MAFFEIS
MAFFEO |
Maffè è tipico di Cerano e Trecate nel novarese, Maffeis è
tipico del bergamasco e bresciano, Maffeo ha ceppi in Piemonte,
nel romano ed in Campania, derivano da modificazioni del nome
medioevale Maffeo,
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nel bergamasco a
Ponteranica agli inizi del 1400 con il notaio Bassiano de
Maffeis e dal 1588 al 1590 è
Vicarius Vallis Brembane Superioris
Laurentius de Maffeis, nel 1400 a Tortona c'è un Franciscus de
Maffeis notarius. |
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MAFFEI
|
Cognome
panitaliano, presenta più ceppi originari sia al nord che al
centro sud, deriva dal nome medioevale italiano Maffeo. La
famiglia Maffei è molto antica e annovera tra i suoi illustri
antenati due cardinali: romani Bernardino Maffei (1514-1553) e
Marc'Antonio Maffei (?-1583), ed un segretario della Repubblica
di Genova, il bergamasco Giovanni Pietro Maffei (1536-1602). |
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MAFFI
MAFFINI
MAFFUCCI
MAFFUCCIO |
Maffi è tipicamente lombardo e del piacentino, Maffini
sembrerebbe specifico del piacentino e del vicino parmense,
Maffucci ha un nucleo nell'avellinese e nelle aree vicine del
foggiano, del napoletano e del salernitano, ha un ceppo nel
romano ed uno nel pistoiese, Maffuccio, molto raro, è del
romano, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite
ipocoristici, dal nome Maffo
a sua volta derivato dal nome medioevale
Maffia (
vedi Maffia) tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a
Grosio (SO) nella seconda metà del 1400 con il Notaio Michele
del Maffo ivi operante all'epoca. |
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MAFFIA
MAFFII
MAFFIO |
Maffia è meridionale, della zona che comprende Campania, Puglia
e cosentino, Mafii rarissimo parrebbe pratese, Maffio potrebbe
essere lombardo.
intehtazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Maffia, presente dal nord al sud del paese, è più tipicamente
meridionale, con ceppi maggiori nel salernitano, nel napoletano,
nel foggiano e nel cosentino, ma un ceppo importante si trova
anche nel comasco, Maffii, molto più raro del precedente, è
diffuso prevalentemente nel pratese, Maffio, rarissimo, si
riscontra quasi esclusivamente nel milanese, tutti questi
cognomi derivano dal nome medievale
Maffia o
Maffio,
nato come variante del più comune
Mattia o
Matteo: l'origine di questo nome, infatti, va ricercata
nell'ebraico Mattityah,
col significato di dono di Dio,
e, siccome il nome venne dapprima adattato nel greco
Mathaios
o Mathias
(come avviene di consueto coi nomi biblici portati in Europa),
le varianti Maffia e Maffio si spiegano allora come dei diversi
adattamenti del suono -th-
dell'originale greco. Per quanto riguarda i cognomi in
questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi
personali dei capostipiti. |
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MAFFRI |
Cognome
più che raro, è praticamente presente solo a Melegnano, potrebbe
trattarsi di un errore di trascrizione del più diffuso Maffei. |
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MAFRICA
MAFRICI
MAURICI
MAVRICI |
Mafrica
ha un ceppo ad Aosta ed uno nel reggino a Bova Marina
soprattutto, Mafrici è specifico della zona di Condofuri (RC) e
Reggio Calabria, Maurici ha ceppi sparsi in Sicilia ed in
Calabria nel reggino, Mavrici, molto molto raro, sembrerebbe di
Rizziconi (RC), derivano tutti da modificazioni del nome
Mauritius. (vedi MAURIZI) (vedi anche MAURIC) |
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MAGADDINO |
Originario del trapanese, dovrebbe derivare da un toponimo
omonimo del canton Ticino e dovrebbe risalire alla calata dei
Lanzichenecchi ai primi del 1500, quando uno di questi,
probabilmente originario di Magaddino (Canton Ticino), dopo il
sacco di Roma, proseguì il suo viaggio fino in Sicilia, dove
pose radici. |
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MAGAGNA
MAGAGNI |
Magagna è tipicamente veneto di Verona e Soave (VR) e nel
padovano di Conselve, San Pietro Viminario e Albignasego, con un
ceppo anche in Piemonte ad Alessandria, Castelletto Cervo e
Cossato nel biellese, uno a Bologna e Ferrara, ed uno a Latina
conseguenza della migrazione in epoca fascista avente lo scopo
di bonificare le paludi pontine, Magagni è tipico di Bologna e
del bolognese, dovrebbero derivare dal termine dialettale
magagn
(difetto, guasto, mutilazione)
forse a caratterizzare un difetto fisico del capostipite. |
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MAGAGNIN
MAGAGNINI
MAGAGNINO |
Magagnin è tipico di Cison di Valmarino (TV), Magagnini ha un
ceppo nel pisano a Calci, Pisa e Cascina, uno marchigiano ad
Ancona e Pergola (PU) ed uno a Roma e Canale Monterano (RM),
Magagnino è specifico del leccese, di Matino, Alezio e
Giuggianello, dovrebbero derivare da una modificazione del
termine medioevale magnanus (fabbro), troviamo tracce di questa
cognominizzazione nel 1506 a Viterbo, dove, in un atto, figura
un certo Domenico Magagnini, incaricato assieme ad altri due di
costruire la parte muraria del Coro della chiesa della Madonna
della Cerqua.
integrazioni fornite da
Homero Magagnin Brazil
SI ritiene che questa famiglia sia originaria di Jesi (AN) dove si trovano
notizie fin dal XVI° secolo, nel 1502 un certo Giovanni
Francesco Magagnini era Consigliere del Comune di Jesi. Questa
famiglia si imparentò con le principali famiglie nobili della
città e delle Marche. Personaggi notevoli della famiglia sono
stati: Agnese, morta diciannovenne nel 1672 in odore di
santità,. Pietro Paolo deceduto nel 1695 combattendo per la
República Veneta, Giovanni Bartolomeo e Cario Felice, morti nel
1684 al servizio del Re Giovanni. Gaspare, i loro discendenti
furono inseriti fra le famiglie patrizie della città di Perugia,
nel 1772, Saverino fu Canonico della Cattedrale di Jesi, nel
1855, Luigi vestì l'abito di Cavaliere Militare di Santo Stefano
di Toscana ed ottenne poi il titolo di Commendatore, Cariolono,
figlio di Luigi, fu Canonico della Cattedrale di Jesi, Rambaldo
(1805 - 1891), divenne Vescovo di Jesi.
per approfondimenti
http://www.magagnin.cjb.net |
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MAGALDI |
Magaldi, non comune, potrebbe essere originario della zona tra
il foggiano, la Basilicata e la Campania, dovrebbe derivare dal
nome medioevale di origini germaniche
Magaldus,
una latinizzazione del nome
Maginwald composto dai termini
magin
(forza)
e wald
(governo),
con il significato di chi
governa con la forza, ma
potrebbe in molti casi pure derivare dal toponimo San Magaldo
località del comune di Stigliano nel materano. Tracce di questa
cognominizzazione le troviamo però a Firenze agli inizi del
1300, un tale Miglinus Iacopi Magaldi viene annoverato tra i
Priori di Firenze per il periodo che va dal 15 dicembre 1305
fino al 14 febbraio 1306, dal dal 15 febbraio al 14 aprile del
1312 e dal 15 dicembre 1325 al 14 febbraio 1326, mentre dal 15
giugno al 14 agosto 1316 troviamo un tale Gherardus de Magaldis
sempre tra i Priori di Firenze.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Magaldi: Minervini e Rohlfs concordano sulla origine di questo
nome: dall' italiano antico 'magalda'
= 'meretrice'.
(???) |
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MAGALETTA
MAGALETTI
MAGALETTO
MAGALOTTI |
Magaletta, molto raro, potrebbe essere originario di Foggia e
del foggiano, Magaletti è tipico di Bari, Magaletto è quasi
unico, Magalotti ha un ceppo nel cesenate, a Cesena,
Roncofreddo, Mercato Saraceno, Savignano sul Rubicone e Forlì, a
Rimini ed a Santarcangelo di Romagna nel riminese, un ceppo a
Roma e Rignano Flaminio nel romano ed a Latera e San Lorenzo
Nuovo nel viterbese, con un ceppo anche a Marsicovetere nel
potentino, potrebbero derivare da forme ipocoristiche del nome
medioevale provenzale Magalh,
o Magale,
abbastanza diffuso in Italia in epoca rinascimentale, o anche
del nome equivalente medioevale italiano
Magalia.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Magaletta è una variante di Magaletti di origine soprannominale,
che potrebbe avere alla base l'ebraico 'magal'
= falce
o il sostantivo maschile 'magale'
= capanna, abituro,
dal latino'magalia'.
Minervini 289. |
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MAGALINI
MAGALINO |
Magalini è specifico dell'area veronese, mantovana, di Volta
Mantovana, Monzambano e Roverbella nel mantovano e soprattutto
di Villafranca di Verona, Verona, Mozzecane e Nogarole Rocca nel
veronese, Magalino è quasi unico, dovrebbe trattarsi di forme
ipocoristiche del nome provenzale
Magale,
abbastanza diffuso in Italia in epoca rinascimentale,
personaggio di rilievo è stato il matematico e fisico degli
inizi del 1600 Johannes Magalinus, autore nel 1650 del
Novum Memoriale Mathematicum. |
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MAGALLI |
Rarissimo, non è possibile identificare un'area d'origine,
potrebbe essere una derivazione dal nome medioevale provenzale e
italiano Magale, Magalia, come potrebbe trattarsi di un errore
di trascrizione di Magaldi (vedi MAGALDI). |
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MAGANUCO |
Tipico del nisseno.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Cognome tipicamente siciliano, della provincia di Caltanissetta,
deriva dal toponimo Maganuco (RG). |
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MAGANZA
MAGANZI
MAGONZA
MAGONZI |
Maganza ha un ceppo tra milanese e pavese, uno molto piccolo nel
genovese, uno ormai quasi scomparso nel vicentino ed uno nel
messinese a Sciacca, Magonza, assolutamente rarissimo, parrebbe
dell'avellinese, Maganzi e Magonzi, quasi unici, sembrerebbero
toscani, dovrebbero derivare dall'antico nome della città di
Mainz in Germania, chiamata anticamente Magonza o Maganza,
ricordiamo Gano di Maganza o di Magonza, che è un personaggio
negativo del ciclo carolingio della
Chanson de geste,
che ricorda la battaglia di Roncisvalle combattuta e persa dai
Franchi di Carlo Magno contro gli Arabi, nel tentativo di
cacciarli dalla Spagna, personaggio citato anche da Dante nel
canto trentaduesimo dell'Inferno tra i traditori della patria,
ricordiamo tra il 1500 ed il 1600 i Maganza di Este, una
famiglia di pittori manieristi vicentini. |
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MAGARELLI |
Magarelli è tipicamente pugliese, di Molfetta nel barese, con
presenze anche a Bari e Bisceglie, dovrebbe derivare da un
soprannome originato dal termine tardo latino
magarellus,
una forma del più antico
makarellus, latinizzazione del
termine normanno mackereel
(sgombro),
forse ad indicare nei capostipiti dei pescatori. |
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MAGATON |
Magaton, assolutamente rarissimo, ha un ceppo tra milanese e
varesotto ed uno nel trevisano, potrebbe derivare da un
soprannome originato dal vocabolo dialettale
magon o
magat
con il significato di mago,
stregone, guaritore, non
improbabile è una connessione e dialettizzazione del termine
medioevale germanico magatīn*
(infante, fanciulla),
è pure possibile, anche se molto improbabile, che derivi
dall'occitano magat
(nascosto).
integrazioni fornite da
Aldo Piglia
il ceppo lombardo potrebbe essere collegato al vocabolo
dialettale magatton
(Cletto Arrighi Dizionario Milanese-Italiano, Milano 1896)
magattòn,
corrisponde a sornione,
collotorto.
In giesa però ghe và minga domà i magatton:
In chiesa non ci vanno soltanto
i bacchettoni. Anche Carlo
Porta usa questo termine dialettale con la stessa accezione.
Forse magatton era l'accrescitivo di una supposta base *magat,
da cui potrebbe derivare
magatell (
burattino, ma anche bambino vivace). |
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MAGAZU
MAGAZU'
MAGAZZU' |
Magazu, praticamente unico, è dovuto ad un errore di
trascrizione di Magazù, che è specifico di Rometta e Messina,
nel messinese, e che sembrerebbe una forma forse alterata di
Magazzù, che è specifico di Messina, dove è molto diffuso, con
un piccolo ceppo a Rometta ed a Palermo, l'origine di questi
cognomi è abbastanza dubbia, si possono formulare due ipotesi,
che comunque transitano dalla Francia, facendo quindi ipotizzare
un'origine normanna, dall'uso francese proverrebbe la
caratteristica accentazione sull'ultima vocale, la prima ipotesi
propone una derivazione dal nome medioevale
Magatius,
di cui abbiamo un esempio con Magatius Raban, celebre teologo
germanico dell'ottavo secolo, la seconda ipotesi propone una
derivazione dal nome arabo
Mazouz (il
prediletto) con l'inserimento
della sillaba epentetica ga. |
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MAGENES
MAGENIS |
Magenes e Magenis, circoscritti all'areale lombardo del
milanese, il secondo è decisamente più raro del primo che ha un
ceppo nel milanese a Milano, Melzo, San Giuliano Milanese e San
Zenone al Lambro, con presenze anche nel lodigiano e nel pavese,
dovrebbero derivare da soprannomi basati su di un termine
riferito ai lavori o a cose che avvengono nel mese di maggio,
forse ad indicare nei capostipiti dei braccianti agricoli.
integrazioni fornite da
Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
numerose famiglie Magenes esistono già nel Lodigiano all'inizio
del 1700. |
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MAGENTA |
Cognome
molto raro, tipico del milanese occidentale e del pavese
settentrionale, deriva dal toponimo omonimo, originariamente era
una nobile famiglia decurionale, di cui si hanno tracce nel
1400, il loro cognome era all'epoca Pedegredis de Mazenta,
trasformatosi poi in Mazenta e quindi in Magenta, assidui della
corte degli Sforza ed inseriti fra il patriziato milanese,
annoverarono nei loro ranghi molti medici, giudici e prelati. |
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MAGGETTI
MAGGETTO
MAGGI
MAGGINI
MAGGINO
MAGGIO
MAJO |
Maggetti ha un ceppo nell'Italia settentrionale, occidentale uno
nel Piceno e teramano ed uno a Roma, Maggetto è decisamente
veneto, di Piove di Sacco nel padovano e di Camponogara nel
veneziano, Maggi è diffuso in tutta la penisola, dovrebbe avere
più ceppi, di cui uno sicuramente lombardo, uno pugliese e molti
altri in giro per la penisola, Maggini ha un ceppo nel basso
bresciano, uno nella Toscana settentrionale ed orientale, ed uno
nel viterbese e romano, Maggino, assolutamente rarissimo,
parrebbe meridionale, Maggio è soprattutto del meridione
d'Italia, Majo, estremamente raro, sembrerebbe avere un ceppo
siciliano ed uno abruzzese, dovrebbero tutti derivare,
direttamente o tramite varie forme ipocoristiche, dal nome
medioevale Maggio,
in alcuni casi può derivare dal toponimo Maggio nel comasco o da
Viamaggio o Viciomaggio nell'aretino. Personaggio da ricordare
fu il letterato, drammaturgo e poeta dialettale milanese Carlo
Maria Maggi (1630-1699), ed il suo capolavoro
I consigli di Meneghino,
il cui protagonista diventò simbolo del popolo milanese, dando
avvio alla tradizione che diede origine alla maschera di
Meneghino.
integrazioni fornite da
Aldo Piglia, Milano
un'altra possibile ipotesi si basa sull'uso, presso alcune
comunità religiose, di assegnare questo cognome ai trovatelli
nati durante il mese di Maggio, similmente a quanto avvenuto per
i cognomi Aprili, Giugni, ecc. |
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MAGGIALETTI |
Maggialetti è tipico del barese, di Ruvo di Puglia in
particolare e di Terlizzi, potrebbe derivare da un'alterazione
del nome normanno Maghenyld,
ma, molto più probabilmente, si tratta invece
dell'italianizzazione del nome ebraico
Mahalath.Maggialetti
è tipico del barese, di Ruvo di Puglia in particolare e di
Terlizzi, potrebbe derivare da un'alterazione del nome normanno
Maghenyld,
ma, molto più probabilmente, si tratta invece
dell'italianizzazione del nome ebraico
Mahalath.
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MAGGIOLA
MAGGIOLI
MAGGIOLO
MAJOLA
MAJOLI
MAJOLO |
Maggiola è praticamente unico, Maggioli è specifico dell'area
che comprende il ravennate, il forlivese, il riminese ed il
pesarese, con un ceppo anche a Roma, Maggiolo ha un grosso ceppo
nel genovese ed uno quasi altrettanto consistente nell'area
veneta che comprende il veronese, il vicentino, il trevisano, il
veneziano, il rovigoto e soprattutto il padovano, Majola è quasi
unico, sembrerebbe toscano, Majoli ha un ceppo ligure, uno nel
veronese, uno nel romano ed uno nel salernitano, Majolo,
estremamente raro, ha un ceppo veneto ed uno napoletano,
dovrebbero tutti derivare dal nome medioevale
Majolus o
Magiolus,
di cui abbiamo un esempio d'uso in un atto di compravendita del
1213 nel senese: "...Item vendimus vobis nostras partes pro
indiviso alterius platee posite ibi propre medietatem scilicet
ex ea ego Ubertus et quartam partem ex ea ego Ugolinus nam alia
quarta est dicti Teghiarii, quam plateam olim Raboanus tenuit a
nobis, cui ex una parte est alia platea superius dicta, desuper
est carbonaria penne dicti castelli et ex alia parte est via et
ex alia tenet Magiolus villanus mei Uberti....".
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MAGGION
MAGGIONE
MAGGIONI |
Maggion, molto raro, è specifico dell'area di Montebelluna (TV),
Maggione, ancora più raro è tipico del milanese come Maggioni
che è assolutamente lombardo e più propriamente dell'area tra
Milano e Bergamo, potrebbero derivare da soprannomi legati
all'arcaico vocabolo dialettale lombardo
magg (reti
per uccellagione), ma è pure
possibile che derivi da ipocoristici del nome medioevale
Maggio
attribuito a volte ai figli nati in quel mese. |
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MAGGIORA |
Tipico
dell'area tra le province di Torino ed Asti, potrebbe derivare
dal toponimo Maggiora (NO). |
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MAGGIORE
MAGGIORI |
Maggiore
è distribuito a macchia di leopardo in Italia, si individua un
forte ceppo nelle Puglie, soprattutto nel Salento ed uno in
Sicilia, in particolare nel palermitano, Maggiori ha un ceppo
lombardo, soprattutto nel bresciano, un ceppo nell'anconetano ed
uno romano, potrebbero derivare da toponimi come Montemaggiore
(PA) o Torremaggiore (FG) o altri, ma potrebbe anche aver preso
dal nome medioevale italiano Maggiore. |
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MAGHERNINO |
Maghernino, quasi unico, sembrerebbe di origini pugliesi,
potrebbe derivare dal nome della località araba
Sidi Ali el Magherni
in Tunisia, ma molto più probabilmente si tratta di una forma
ipocoristica del nome normanno
Maghern. |
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MAGHINI |
Ha
forse tre ceppi, uno nel milanese, uno nel bresciano ed uno tra
la provincia di Rovigo e di Ferrara.
integrazioni fornite da
Dario Maghini
Da ricerche effettuate presso il Comune di Bagnolo di Po (RO),
mio paese di nascita, risulta che i Maghini arrivarono e si
stabilirono a Bagnolo di Po (RO) nel 1820 provenienti da una
località (non indicata) dell'Appennino Tosco-Emiliano. |
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MAGI
MAGINI
MAGINO |
Magi è specifico della zona che comprende l'aretino, il pesarese
e l'urbinate, ma è ben presente anche nel resto della Toscana e
nell'alto Lazio, Magini è molto diffuso in Toscana, nel
fiorentino, aretino, senese e grossetano, nell'urbinate,
anconetano e perugino e nel romano, Magino è praticamente unico,
dovrebbero derivare, direttamente o attraverso modificazioni
ipocoristiche, dal cognomen latino
Magius di
cui abbiamo un esempio in Ab Urbe Condita di Tito Livio: "...Ea
ne fierent neu legatio mitteretur ad Poenum, summa ope Decius
Magius, vir cui ad summam auctoritatem nihil praeter sanam
ciuium mentem defuit, restiterat....", l'uso medioevale di
questo nome lo troviamo nel
Codice Diplomatico della Lombardia medievale
a Brescia sotto l'anno 1149: "...Ibi fuere Magius, filius
Obizonis de Pontecarali, Ferracutus, Albertus Corigia, Albertus
Parolarius et reliqui plures testes rogati....", è pure
possibile una derivazione dalla troncatura del nome
Maginfredus. |
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MAGISTRANI |
Magistrani, quasi unico, sembrerebbe lombardo del milanese,
dovrebbe derivare dal nome tardoi latino
Magistranus,
ricordiamo Sanctus Magistranus, un martire egizio. |
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MAGISTRELLI
MAGISTRELLO |
Magistrelli, tipico del milanese ha un ceppo forse non
secondario in Emilia e nell'anconetano, Magistrello, molto molto
raro, sembra specifico del torinese, dovrebbero derivare dal
nome Magistrellus legato al mestiere di magister (mastro
artigiano), di cui abbiamo un esempio in un atto del Capitolo di
Parma del 1170 dove tra l'altro leggiamo: "...In nomine sancte
et individue Trinitatis, anno ab incarnatione domini nostri Iesu
Christi millesimo centesimo septuagesimo, decimo die intrante
mense febraurii, indictione tercia. ... ...Magistrellus VII
denarios pro porcata et tercium vini et quartum panis..", tracce
di questa cognominizzazione le troviamo a San Martino in Rio
(RE) già nel 1500, con il lascito di un Magistrelli, venne
aperto il locale Monte di Pietà nel 1607. |
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MAGISTRI
MAGISTRIS
MAGISTRO |
Magistri ha un ceppo lombardo, uno romano ed uno pugliese,
Magistris, molto raro, è tipico del verbanese, Magistro ha un
ceppo nel messinese ed uno nel barese, dovrebbero derivare dal
mestiere di magister
(mastro artigiano). |
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MAGLIA
MAGLIO |
Maglia ha ceppi nel cremonese, tra comasco e lecchese, nel
foggiano, nel napoletano ed un nucleo principale nel catanese,
Maglio, di probabile origine campana, ha forse un nucleo nel
Salento ed uno in Liguria dove potrebbe derivare da toponimi
come Magliolo (SV), in linea di massima dovrebbero derivare dal
nome della gens latina Manlia. |
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MAGLIANI
MAGLIANO |
Magliani sembra originario dell'appennino reggiano, esistono
anche un ceppo abruzzese che dovrebbe derivare dal toponimo
Magliano dei Marsi (AQ), uno marchigiano, che dovrebbe derivare
dal toponimo Magliano di Tenna (AP), ed uno dell'appennino
toscano, probabilmente originario di Magliano (LU), Magliano ha
un nucleo nel cuneese, espanso nel torinese e savonese, che
dovrebbe derivare dal toponimo Magliano Alfieri o Magliano Alpi
(CN), ed uno nel salernitano, che dovrebbe derivare dal toponimo
Magliano Vetere. Un ipotesi alternativa dell'origine di questi
cognomi è che potrebbero derivare dall'appartenenza alla gens
latina Manlia,
o anche da un soprannome legato al vocabolo latino
malleus (maglio)
e starebbe ad indicare il mestiere di fabbro. Tracce di questo
cognome si trovano già nel 1371 in un atto rogato dal notaio
Carlo Benedetto de Malleano. |
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MAGLIE
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Maglie è
specifico della penisola salentina, di Tricase, Montesano
Salentino, Taurisano, Minervino Di Lecce e Supersano nel
leccese, di Taranto, Manduria e San Marzano Di San Giuseppe nel
tarantino, e di Brindisi, dovrebbe derivare dal toponimo Maglie
(LE). |
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MAGLIOCCA
MAGLIOCCHETTI
MAGLIOCCHETTO
MAGLIOCCHI
MAGLIOCCHINI
MAGLIOCCHINO
MAGLIOCCO |
Magliocca dovrebbe essere originario del casertano, mentre
Magliocchi è tipico di Cosenza e del cosentino, Magliocchini,
estremamente raro, parrebbe dell'area lucana, Magliocchino,
praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad un errore di
trascrizione del precedente, Magliocco sembra avere due ceppi,
nel cosentino e nel siracusano, Magliocchetti è tipico dell'area
che comprende il romano ed il frusinate, Magliocchetto,
praticamente unico, è dovuto ad un errore di trascrizione del
precedente, in linea di massima dovrebbero derivare dal nome
della gens latina Manlia,
ma molto più probabilmente derivano dal nome medioevale
Magliocus
di cui abbiamo un esempio in una Cartula venditionis dell'anno
1174 a Pavia: ".. Insuper Berta, uxor suprascripti Iohannis, et
Columba, uxor suprascripti Iacobi, viventes lege Longobardorum,
per cunsensum ipsorum virorum suorum, una cum noticia
propinquorum parentum suorum, hii sunt Bogla de Miscla et
Ubertus, germanorum suprascripte Berte, et Albertus Budellus,
pater suprascripte Columbe, et Magliocus, barbanus eius, in
quorum presencia et testium certam fecerunt professione nullam
se pati violencia a quopiam homine nec ab ipsis viris et
Mundoaldis suis nisi illarum bona et spontanea voluntate..".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Magliocco è cognome calabrese che viene dal termine lucano 'magliocca'
= mazza.
Rohlfs 157. |
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MAGLIULO |
Tipico
del napoletano e casertano, potrebbe derivare dall'antico nome
spagnolo Maglius, o da toponimi ormai scomparsi con radici
simili a Magli (CS). |
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MAGNABOSCO |
Specifico
dell'area che comprende le province di Verona e Vicenza,
dovrebbe derivare da un nome di località Val Magnaboschi (VI). |
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MAGNACAVALLO
MAGNOCAVALLI
MAGNOCAVALLO
MANGIACAVALLI
MANGIACAVALLO
MANGIOCAVALLI
MANGIOCAVALLO |
Magnacavallo, molto molto raro, sembra specifico di Rovellasca
nel comasco, Magnocavalli è quasi unico, Magnocavallo ha piccoli
ceppi nel foggiano e nel bresciano, Mangiacavalli sembrerebbe
tipico di Lomazzo nel comasco e di Milano, Mangiacavallo, è
specifico di Monreale nel palermitano, Mangiocavalli è
praticamente unico, Mangiocavallo è assolutamente rarissimo e
sembrerebbe dell'area abruzzese, molisana, derivano tutti da
soprannomi originati probabilmente da caratteristiche
comportamentali del capostipite o da particolari episodi della
vita dello stesso. I Magnocavallo, conti di Varengo e castellani
di Pontestura (AL) ebbero alterne fortune. |
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MAGNAGHI |
Magnaghi
è originario del milanese e varesotto, dovrebbe derivare dal
nome di paesi come Magnago nel milanese o Cassano Magnago nel
varesotto. |
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MAGNAGO |
Magnago è specifico del trentino, di Levico Terme, Trento, Cles
e Civezzano, potrebbe derivare da un nome di località, oggi
scomparsa, derivato forse dal termine latino
Magnus ager
(grande campo),
ma molto più probabilmente deriva dal nome di una proprietà
terriera di un certo Manius,
nome latino di persona, cui sia stato aggiunto il suffisso di
origine celtica -acus
(terreni di). |
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MAGNAN
MAGNANI
MAGNANINI |
Magnan è tipico dell'area che comprende il padovano, il
trevisano e veneziano, il pordenonese, dove la massima
concentrazione è a Meduno, e l'udinese, Magnani è molto diffuso
in tutto il nord Italia, in Lombardia in particolare, Magnanini
ha un ceppo emiliano, in particolare nel reggiano e modenese e
nel ferrarese, con un ceppo anche nel veneziano, dovrebbero
derivare, direttamente o attraverso una forma ipocoristica, dal
vocabolo dialettale magnan
(calderaio, chi fa e aggiusta le
pentole), ma in altri casi
potrebbe derivare toponimi come Magnano (BI), Magnano in Riviera
(UD) ecc. |
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MAGNANIMI
MAGNANIMO |
Magnanimi
è tipicamente laziale, di Alatri e Frosinone nel frusinate e di
Roma ed Anzio nel romano, Magnanimo ha un ceppo a Forio
sull'isola d'Ischia nel napoletano ed un piccolo ceppo a
Lagonegro nel potentino, dovrebbero derivare da nomi augurali
medievali, con i quali i genitori augurassero ai propri figli di
essere di animo buono e che la sorte li favorisse. |
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MAGNANO |
Magnano ha un ceppo principale nel siracusano ed uno nel
torinese, presenta anche un ceppo forse non secondario nel
genovese, potrebbe derivare dal vocabolo latino
manianus
(lavoratore manuale, manovale),
ma è pure possibile una derivazione dal nomen latino
Manius,
Manianus
starebbe per della gente di
Manio:, non trascuriamo,
soprattutto per i ceppi settentrionali una derivazione simile a
quella di Magnani (vedi).
integrazione di Andrea
Ferreri
Diffuso in Sicilia a Siracusa e provincia (Sortino, Lentini,
Melilli) e in Piemonte tra la provincia di Cuneo (Barge) e
quella di Torino (Cavour, Pinerolo). Entrambi i ceppi sono
originari. Il nucleo piemontese potrebbe essere originario di
Cavour (Torino). A Catania troviamo la forma cognominale Magnano
di San Lio. Essa pare essere di nobile origine. San Lio è una
frazione di Palazzolo Acreide (Siracusa). Il cognome deriva dal
nome di mestiere magnano,
fabbro, calderaio.
Non credo si possa però escludere un'eventuale origine
toponomastica, soprattutto per il ceppo siracusano. |
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MAGNAPANE |
Magnapane
è un cognome assolutamente rarissimo, probabilmente dell'Italia
meridionale, dovrebbe derivare da un soprannome riferito al
capostipite. |
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MAGNARAPA
MAGNARAPE
MANGIARAPE |
Magnarapa, assolutamente rarissimo, è specifico di Casalbordino
nel teatino, Magnarape è ormai praticamente scomparso,
Mangiarape è praticamente unico ed è molisano, dovrebbero tutti
derivare da un soprannome indicante uno stato di povertà del
capostipite, le rape assieme a cipolle, agli, porri, scalogno,
cavolo, lattuga, spinaci, zucca ed altri ortaggi costituivano la
dieta classica delle famiglie contadine e meno abbienti, tanto
che magnarape o mangiarape venivano chiamati con disprezzo i
contadini (vedi 'La secchia
rapita' di A.Tassoni), con
questo termine Teofilo Folengo nell'Orlandino
indica i lombardi: "..Pur saper dè' ch'io son di Lombardia / e
ch'in mangiar le rape ho del restio.. ..e questo voglio ch'a
color sia detto / che chiaman: "lombarduzzo mangia rape"...", ma
è molto difficile che sia questa l'origine di questi cognomi. |
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MAGNASCHI
MAGNASCO |
Magnaschi, molto raro sembrerebbe di Piacenza e del piacentino,
Magnasco ha un nucleo palermitano ed uno primario genovese,
dovrebbero derivare dal toponimo Magnasco (GE). Personaggi di
rilievo con questo cognome sono stati i pittori genovesi Stefano
Magnasco (1635-1680) ed Alessandro Magnasco (1667-1749). |
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MAGNAVITA |
Assolutamente rarissimo, probabilmente originario del cosentino. |
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MAGNELLI |
Magnelli
ha un nucleo nel fiorentino, un ceppo nel piacentino, uno nel
Lazio ed uno nel cosentino, dovrebbe derivare da una
modificazione del cognomen latino Magnus. (vedi Magni) Troviamo
tracce di questa cognominizzazione ad Eianina (CS) almeno dal
1700, nel Catasto Onciario del 1752 è citato un Saverio
Magnelli. |
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MAGNI
MAGNINI
MAGNO |
Magni è molto presente in tutto il centronord, Magnini ha ceppi
in Lombardia, Toscana, Marche ed Umbria, Magno è abbastanza
diffuso in tutto il sud, hanno diverse origini, che si
riconducono alla derivazione, anche tramite forme ipocoristiche,
dal cognomen latino Magnus,
o direttamente, o attraverso toponimi correlati con questo nome,
in altri casi discende da soprannomi collegati con il vocabolo
magno
(grande). |
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MAGNIFICO |
Pugliese
di origine, ci sono tracce di questo cognome già dal 1476, in
una lettera d'affari viene citato Messer Andrea Magnifico, il
cognome dovrebbe derivare dall'aggettivo magnifico, stante ad
indicare l'eccellenza del capostipite. |
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MAGNISI
MANGHISI |
Magnisi è
specifico di Bari, Manghisi è specifico di Castellana Grotte nel
barese, con presenze anche a Monopoli, Conversano e Putignano,
sempre nel barese, Manghisio, che è probabilmente il frutto di
un'errata trascrizione del precedente, sembrerebbe unico,
dovrebbero derivare da una forma dialettale riferita al nome
dell'antica città ionica di Magnesia, il cui nome in greco
antico era Μαγνησία Maghnisìa, una città della Tessaglia
da cui probabilmente erano giunti i capostipiti, forse in fuga
all'epoca dell'invasione turca nel XVI° secolo. |
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MAGNOLFI
MAINOLFI
MAINOLFO
MANGIOLFI |
Magnolfi è tipico di Prato, Firenze e del fiorentino, di
Calenzano e Sesto Fiorentino in particolare, Mainolfi, oltre al
ceppo a Roma e Mentana nel romano, ha un ceppo a Rotondi e
Cervinara nell'avellinese, ed è presente con poche presenze in
tutta la Campania, Mainolfo è unico ed è dovuto molto
probabilmente ad un errore di trascrizione del precedente,
Mangiolfi, quasi unico, è probabilmente dovuto ad errori di
trascrizione del cognome Magnolfi, dovrebbero tutti derivare dal
nome longobardo Magnulfus,
Manulfus
o Maginulfus
a sua volta derivato dai termini alto germanici
Magin (forza,
potenza) e
wulf (lupo)
con il significato di Lupo forte e potente, il ceppo campano
potrebbe anche derivare dal toponimo Mainolfo (SA). |
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MAGNONI |
Si
individua un forte gruppo originario nell'area che comprende le
province di Milano e Varese, un altro ceppo nel modenese ed uno
possibile nelle Marche, diverse sono le origini, dalla
derivazione da uno dei molti toponimi riconducibili a "..magno",
come Magno (BS), San Magno (LT) e molti altri, alla derivazione
dal cognomen latino Magnus, per il ceppo lombardo non si può
escludere la derivazione da un soprannome legato al vocabolo
dialettale magnon (che mangia molto). |
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MAGON
MAGONE
MAGONI |
Magon ha un ceppo lombardo ed uno veneto tra padovano e
rovigoto, Magone, assolutamente rarissimo, parrebbe piemontese,
Magoni ha un ceppo nel bergamasco a Selvino soprattutto, ma con
significative presenze anche a Nembro, Zogno, Seriate e Ranica,
ed ha anche un ceppo nel bolognese a San Giovanni in Persiceto,
potrebbero derivare dal nome di origine germanica
Magone di
cui abbiamo un esempio in una Carta venditionis et investiture
dell'anno 1152 a Magenta (MI): "...Constat nos Ciceronem filium
quondam Iohanni qui fuit dictus Panello de loco Magenta et
Adelaxia iugalis et filia quondam item Iohanni qui fuit dictus
Magoni de loco Axiglane, qui profesi sumus nos iugales ambo lege
viventes Longobardorum...", o anche da nomi di località come
quella citata ad esempio in questa Carta Offertionis del 1124 a
Brescia : "...Ecclesie Sancti Iohannis site foris civitatis
Brixie nos Vitalis, filius quondam Bruni, de loco Solto set nunc
habitator loco Magone Vico, et Antilda, relicta quondam
Benedicti, de eodem loco...". Ricordiamo che Magone era anche
nome fenicio, il fratello del generale cartaginese Annibale
Barca si chiamava appunto Magone. |
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MAGOSSI
MAGOSSO |
Magossi, molto molto raro, è di Ferrara, Magosso è tipico del
basso veronese e del rovigoto, di Minerbe nel veronese e di
Lendinara, Rovigo, Badia Polesine e Taglio di Po nel rovigoto,
dovrebbe derivare da un soprannome dialettale rovigoto arcaico
basato sul termine magosso
(goffo,
detto anche di persona piccola e malfatta). |
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MAGOTTI |
Magotti ha un ceppo nel mantovano a Suzzara, Mantova e
Pegognaga, ed uno nel trentino a Trento e Lavis, dovrebbe
derivare da un soprannome originato dal termine dialettale
mantovano arcaico magott
(male tipo otite, infiammazione
agli occhi o unghia incarnita),
potrebbe essere stato attribuito ad un capostipite
particolarmente noioso. |
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MAGRI
MAGRIN
MAGRINI
MAGRINO
MAGRO |
Magri è tipico di Lombardia ed Emilia, Magrin è del vicentino,
Magrini è molto diffuso nella fascia dell'Italia centrale che
comprende Toscana, Marche, Umbria e Lazio, Magrino, molto raro,
ha un piccolo ceppo a Vietri Di Potenza (PZ) ed uno
nell'udinese, Magro è molto diffuso in Veneto, nel padovano in
particolare, ha ceppi anche in Sicilia ed uno in Calabria,
derivano dal nome medioevale
Magrus derivato da soprannomi
originati da caratteristiche della corporatura del capostipite,
di quest'uso abbiamo un esempio in una
Cartula libelli
nel Codice
Diplomatico della Lombardia Medioevale
a Quinzano San Pietro (VA) nel 1178: "...ad Castellum Seprium
quod fictum emit Petrus clericus et dicitur Magrus ab
suprascripto preposito...". Tracce di questa cognominizzazione
le troviamo in Valtellina nel 1700 con un certo Battista Magro
fu Stefano, decano e rappresentante della comunità di Villa e
Stazzona. |
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MAGURNO |
Magurno è specifico del cosentino, di Diamante, Maierà,
Buonvicino e Santa Maria del Cedro, ma è comunque ben presente
in tutta la provincia, dovrebbe derivare dal cognomen latino
Magunnus,
con l'aggiunta medioevale di una erre epentetica, ricordiamo
Marcus Atronius Magunnus una delle guardie personali di Cesare
inviate in schiavitù a Roma a seguito di insubordinazione,
dell'uso di questo nome abbiamo un esempionella
Vita Sancti Kepii:
".. Inde uenit ad locum, qui dicitur Cunab, eoque aliquandiu
commoratus est. Quodam uero die precepit Caffo cuidam discipulo
suo, ut ignem afferret. At ille preceptori suo parens, ad domum
cuiuslibet fabri, nomine Magurnus, progreditur. A quo unde
uenisset interrogatus, respondit, `A magistro meo Kebio.' At
ille quid uellet sciscitans, `Ignem' inquid `habere uellem.' Cui
Magurnus, `Focum tibi non dabo, nisi in sinu tuo gestaberis'.
Responditque Caffo, `Depone ignem in sinu meo.' ..".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Magurno è un cognome derivato dal toponimo Magorno (pianure di
-) vicino a Lagonegro (PZ). |
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MAI
MAIETTI
MAIETTO
MAIO
MAJ
MAJO |
Mai
è decisamente lombardo di Milano, ma anche di San Giacomo delle
Segnate nel mantovano, di Varese, di Lodi e del bresciano, con
un ceppo anche in Emilia a Modena e nel modenese ed uno a Roma,
Maietti ha un ceppo nel sudmilanese e lodigiano a Sant'Angelo
Lodigiano, uno a Ferrara ed Argenta nel ferrarese, uno a
Terracina nel latinense, probabile esito dell'emigrazione in
occasione della bonifica Pontina, ed uno a Napoli, Maietto,
quasi unico, è del viterbese, Maj è tipicamente lombardo, di
Schilpario nel bergamasco e di Vimercate e Milano nel milanese,
Maio è diffuso nel centrosud, Majo, molto raro, ha ceppi nel
chietino e nel palermitano, questi cognomi dovrebbero derivare,
direttamente o attraverso ipocoristici, dal nome medioevale
Majo
(Maggio)
attribuito a bambini nati in quel mese, di quest'uso abbiamo un
esempio in Irpinia in uno scritto del 1015: "...tradidit michi
ad tenendum et laborandum Maio, filio Domnelli, una pecia de
terra cum arbusto bitatum, quod abuit in locum Solofre...". |
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MAIA
MAIETTA
MEIETTA |
Maia ha piccoli ceppi nell'area ligure, piemontese, lombarda, un
piccolissimo ceppo a Ferrara, ha presenze nel napoletano ed un
piccolo ceppo nel palermitano a Prizzi e Palermo, Maietta è
tipicamente campano, di Marcianise, Capodrise, San Nicola la
Strada e Caserta nel casertano, di Napoli, Pomigliano d`Arco,
Casalnuovo di Napoli, Roccarainola, Nola. Acerra e Cicciano nel
napoletano, di Avella, Avellino e Rotondi nell'avellinese, e di
Paolisi e Montesarchio nel beneventano, Meietta è praticamente
unico e dovrebbe essere dovuto ad un errore di trascrizione del
precedente, questi cognomi potrebbero derivare, direttamente o
tramite ipocoristici, dal nome
Maia, il nome di un'antica dea
romana della fecondità e del risveglio naturale in primavera. |
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MAIALE
MAIALI |
Maiale ha un piccolo ceppo nel teatino a Palmoli e San Salvo,
uno in Campania nel beneventano a Sant'Angelo a Cupolo,
Pietrelcina e Benevento, nel casertano a Curti e Trentola
Ducenta ed a Castel San Lorenzo nel salernitano, presenta
inoltre un ceppo nella punta occidentale della Sicilia, a
Marsala e Mazara del Vallo nel trapanese, Maiali ha un ceppo nel
Lazio a Rieti e Torricella in Sabina nel reatino ed a Roma,
questi cognomi potrebbero derivare da soprannomi originati dal
fatto che i capostipiti fossero dediti all'allevamento dei
maiali, peraltro molto redditizio anche anticamente, ricordiamo
che il termine maialis
aveva avuto origine dal nome della dea latina
Maia,
quindi non aveva assolutamente un significato negativo, un'altra
possibilità è che possano aver avuto origine dal nome
Maialis (di
maggio, maggengo), attribuito a
figli nati appunto nel mese di maggio, dell'uso di questo
termine abbiamo un esempio in questo testo medioevale: ".. Intra
hunc ordinem diurnum commendata privata exercitia pietatis:
adoratio, rosarium, stationes viae crucis, mense Maio devotio
Maialis ..". |
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MAIANI
MAIANO
MAJANI
MAJANO |
Maiani ha ceppi tra Bologa e Molinella (BO), a Genova, ad Arezzo
e tra Firenze e Borgo San Lorenzo (FI), ad Ancona ed a Roma,
Maiano ha un ceppo a San Remo (IM) ed uno a Cepagatti (PE),
Majani e Majano sono assolutamente rarissimi, dovrebbero tutti
derivare dalla Gens Maiania
o dal nomen romano Maianus
di cui abbiamo un esempio in un'antica lapide: "I(ovi) O(ptimo)
M(aximo) / Pistillus / et Quintus / et Maianus / Bellici
f(ilius) / v(otum) s(olverunt) l(ibentes) l(aeti) m(erito)". |
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MAIDA
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Diffuso
in Calabria e Sicilia, dovrebbe derivare dal vocabolo arabo
maidah (tavolo), esiste anche un'ipotesi che lo farebbe derivare
dal toponimo Maida (CZ). |
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MAIELLA
MAIELLI |
Maiella
molto raro dovrebbe essere di origine abruzzese e derivare dal
nome di località omonima, Maielli, molto molto raro, è del
foggiano. |
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MAIELLO |
Maiello è tipico del napoletano di Afragola, Napoli,
Sant`Anastasia, Somma Vesuviana e Casoria e di San Nicola la
Strada e Caserta nel casertano, con ceppi a Roma e nel latinense
a Formia e Terracina, ed in Calabria a Curinga (CZ), dovrebbe
derivare dall'ipocoristico del nome medioevale
Majo (Maggio)
attribuito a bambini nati in quel mese (vedi MAIO). |
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MAIELLARO
MAJELLARO |
Molto raro il primo, mentre il secondo è assolutamente rarissimo
e potrebbe trattarsi o di una forma originale dello stesso
cognome, o di una diversa trascrizione, sembrerebbero specifici
della Puglia, dovrebbero derivare da un soprannome legato alla
catena montuosa abruzzese della Maiella.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Oltre che dall'oronimo Maiella, Maiellaro potrebbe avere alla
base il sostantivo del dialetto calabrese 'majillaru'
= costruttore di madie,
oppure il toponimo Majello che si trova nella contrada di
Zagarise (CZ). Minervini 292. |
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MAIER
MAJER
MEIER
MEIR
MEJER
MEJR |
Maier è tipico della provincia di Bolzano e di quella di
Trieste, Majer è specifico di Venezia e Trieste, Meier,
assolutamente rarissimo, è del nord Italia, Meir e Mejer sono
quasi unici, Meyr è veneto, dovrebbero derivare dal cognome
tedesco Mayer
a sua volta derivato dal latino
maior (maggiore,
fattore, supervisore), ma in
alcuni casi potrebbero essere di origine ebraica (vedi MAYER), a
testimonianza di ciò troviamo nella prima metà del 1400 ad Asolo
un certo Abraam quondam Maier titolare del locale banco di
pegni. |
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MAIERON |
Sembrerebbe tipico del paese di Paluzza (UD), dovrebbe derivare
da un soprannome proveniente dal vocabolo latino
maior (più
grande), originato o
dall'importanza del personaggio, ad esempio un sindaco o
comunque un responsabile di più persone, o dall'imponenza dello
stesso, potrebbe anche trattarsi dell'italianizzazione del
cognome ebraico Meir. |
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MAIESE
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Maiese è specifico di Vallo della Lucania e di Novi Velia nel
salernitano,dovrebbe indicare un'origine francese delle
famiglie, Maiese
era il nome arcaico della regione del Maine in Francia, vicina
all'Angiò, dell'uso di questo termine abbiamo un esempio in un
libro di storia che a proposito degli avvenimenti dell'anno 1154
tra l'altro scrive: "...Era egli già Conte di Angiò, ed avea
menato in moglie Eleonora di Aquitania, ripudiata da Luigi il
Giovane, Re di Francia. Quindi al suo Reame d' Inghilterra e di
Normandìa egli aggiunse l' Angiò, la Turenna , il Maiese, il
Poitù , la Santongia , la Guienna e la Guascogna; provincie che
la sua moglie aveagli recato in dote. Indi egli fece la
conquista dell'Irlanda, la quale fu incorporata all'Inghilterra
; non
però sotto il titolo di Regno, che ottenne alcuni secoli dopo.
Non eravi allora in Europa Sovrano più potente di Arrigo; ...".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Maiese è cognome lucano presente a Sala Consilina. Secondo G.
Rohlfs viene dall'aggettivo 'maggese'
(n.d.r. che indica ciò che avviene nel
mese di maggio, o anche le operazioni agricole atte al recupero
di un terreno impoverito). |
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MAIFREDI |
Maifredi è tipicamente lombardo del bresciano in particolare, di
Brescia, Palazzolo Sull`Oglio, Chiari, Ghedi, Cazzago San
Martino, Visano e Coccaglio, deriva dal nome medioevale
Maifredus
di cui abbiamo un esempio nel
Codice Diplomatico Bresciano a
San Pietro in Oliveto nell'anno 1175: "Anno Domini MCLXXV,
indictione VIII, die martis nono intrante mense decembris.
Presentia horum hominum quorum nomina subter leguntur, per
lignum quod in sua manu tenebat dominus Petrus, prepositus
ecclesie Sancti Petri in Oliveto, per parabolam presbiteri
Iohannis et Girardi et aliorum fratrum, ut dicebat, investivit
Maifredum de Carpentero de Pontecaralo, nominative de uno
sedimine, iuris predicte ecclesie, et quod iacet in loco
Pontecarali, non longne a castro de eo loco; coeret ei: a mane
Girardus de Manerva, a meridie et a sera via, a monte
Bertolottus. Eo vero modo fecit hanc investituram ut ipse
Maifredus et sui heredes aut cui dederint, perpetualiter habeant
et teneant predictum sediminum...", tracce di questa
cognominizzazione le troviamo tra bergamasco e bresciano nella
seconda metà del 1200 con il notaio di Curno Albertino Maifredi
, e più avanti nella prima metà del 1400 con il notaio Giovanni
Maifredi fu Pietro Catelan di Nembro. |
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MAIMONE
MAIMONI |
Maimone sembrerebbe tipicamente siciliano, del messinese e delle
vicine aree del palermitano e del catanese, con un ceppo anche
nel basso potentino e nel napoletano, Maimoni, quasi unico, è
probabilmente dovuto ad errori di trascrizione del precedente.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale
Maimone,
l'italianizzazione cioè del personale arabo
Maimon o
Maimun,
col significato letterale di
fortunato (vedi Fortuna e
Fortunata): per la precisione, comunque, va notato che
Maimon
è anche un nome ebraico (sia sefardita che askenazita) e
talvolta, allora, vi è la possibilità di una discendenza ebrea
piuttosto che araba (a dire il vero, la distribuzione geografica
dei cognomi Maimone e Maimoni rende più probabile un'origine
araba). Ad ogni modo, un esempio famoso del nome Maimon viene
proprio dalla comunità ebraica, con la figura del rabbino Moshe
ben Maimon (nato a Cordoba, Spagna, nel 1135 e morto a Fostat,
Egitto, nel 1204), che, ancora oggi, è ritenuto uno dei più
grandi filosofi e pensatori della cultura ebraica (nel Medioevo,
Moshe ben Maimon fu uno dei pochi filosofi ebrei ad influire
sulla cultura non-ebraica). Per quanto riguarda i cognomi in
questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi
personali dei capostipiti. |
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MAINA
MAINELLA
MAINELLI
MAINELLO |
Maina ha un ceppo importante nel torinese, uno secondario nel
milanese ed uno probabilmente primario nella zona tra Caserta e
Napoli, Mainella è caratteristico di Frosolone ed Isernia
nell'iserniese e di Bojano nel campobassano, Mainelli ha un
piccolissimo ceppo in Piemonte, nel novarese ad Oleggio e nel
biellese, e qualche presenza tra Molise e Campania, Mainello,
praticamente unico, è dell'iserniese, dovrebbero tutti derivare,
direttamente o tramite forme ipocoristiche, dal nome medioevale
di origini francone, forma apocopaica del nome germanico
Mainhard,
Maina,
di cui abbiamo un esempio nel 1200 in Linguadoca: "...Cui
hereticaiioni interfuerunt ipse testis et Maina, filia ipsius
infirme, que est uxor ipsius Guillelmi Peitavi ..." e nel 1500
nel milanese: "...Li Heredi di Ambrogio di Sappi cioe Maina di
Sappi ubligata a uno annuale di messe sej e stara duj formento
per anni diecj come nel testamento sotto li i8 di Aprile i547
rogato per Francesco Isacho di tabiago...", tracce di questa
cognominizzazione le troviamo nei pressi di Maranello (MO) nel
X° secolo quando i Maina erano feudatari del luogo. |
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MAINARDI |
Diffuso nel centro nord, deriva dal nome medioevale italo
germanico Mainardo.
integrazioni fornite da
Giancarlo Mainardi
Diffuso con media frequenza al nord e sporadicamente nel centro,
ha alla base il nome di origine germanica e di tradizione
francone Mainardo, documentato nella stessa area dal X° secolo
come Maginardus o Maghinardus e Mainardus,. formato da "magin"
forza,potere (il passaggio da magin a main è tanto longobardo
quanto francone) e "hardu", duro, forte,valoroso, con il
significato originario,quindi, di duro,temibile per la sua
forza. L'Abate Benedettino Jean de Mabillon , Abate di Reims ed
erudito ci tramanda al riguardo le seguenti note relative
all'esistenza del cognome Mainardi già nel V° secolo: ....di un
Conte Mainardo del secol quinto, forse Mainardo/Tomo 7, ivi 419
degli Atti dei SS. Benedettini. E ancora: Maginardi e Mainard
del secol quinto e und'essi Vescovo di Mans, pag. 282, 629, Tomo
7 degli stessi atti.
(Fonti: Emidio de Felice e Atti dei SS.Benedettini di Jean de
Mabillon) |
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MAINAS
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Molto raro è tipico cagliaritano, dovrebbe derivare da un
soprannome originato dal vocabolo dialettale sardo
maìna (sortilegio,
magia), tracce di questo
cognome le abbiamo fin dal 1500 con il pittore cagliaritano
Antioco Mainas.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
MAINAS: màina
o màî
è aggettivo sardo, di etimologia sconosciuta, riferito a un tipo
di terra particolarmente
argillosa: terra màina o maî.
Ben diverso è il significato di
maìna o
maìnas =
stregoneria, fattucchieria,
sortilegio. Ammainài =
ammaliare, incantare con sortilegi, ma anche con carezze,
amorevolezze. La voce “maìna” è un misto di “magia e medicina” >
matzìna e maxìna (vedi il cognome Mascìa). “Esti un homini de
maìnas malas”! (per definire un uomo di cui non c’è da fidarsi,
per le sue “diavolerie”). È un cognome raro e diffuso per lo più
nella parte meridionale della Sardegna. Ma è presente nelle
carte antiche della lingua e della storia della Sardegna. Tra i
firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, troviamo:
Mainas (de) Basilo, ville Gonnos de Tramacia; Mainas(de)
Nicolao, ville Gonnos de Tramacia, * Gonnos de
Tramacia…Gonnostramatza. Partis de Montibus - ** Et ego De
Montisi Laurencius de Villa de Gonnos de Tramacia, sindicus
etc. etc. Curatorie Partis de Montibus seu a Guantino Marmeda
(officiali majori Curatorie…congregatis in villa de Gonnos de
Tramacia, ante domum habitacionis Guantini Marmeda…in posse
Penna Ambrosii. XI die januarii 1388. Attualmente il cognome è
presente in 35 Comuni italiani, di cui 15 in Sardegna: Quartu
79, Quartucciu 36, Iglesias 24, Selargius 21, etc, |
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MAINERI
MAINERO
MAINIERI
MAINIERO |
Maineri,
molto raro, ha un ceppo in Liguria tra Savona e La Spezia, a
Toirano (SV) in particolare, Mainero, anch'esso raro, ha un
ceppo nel genovese ed uno nel torinese, dove potrebbe derivare
dal toponimo Maineri di Buriasco (TO), Mainieri, decisamente
raro, è tipico dell'alto cosentino, zona di Castrovillari e
Morano Calabro, Mainiero, ancora più raro, dovrebbe essere
specifico dell'Irpinia, di Ariano Irpino, derivano tutti dal
nome medioevale germanico di tradizione franca Mainerius, di cui
abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia
medievale, dove, in una sentenza scritta in Milano l'8 novembre
1174, si legge: "...Die veneris, octavo die mensis novembris, in
consulatu Mediolani. Sententiam protulit Arnaldus iudex qui
dicitur Mainerius consul Mediolani,..", un principio di questa
cognominizzazione lo troviamo nel 1300 a Milano: "...Mainanus
sive Mainerius Petrus, natione Italus, Alumnus Provinciae
Lombardiae, Filius Coenobii ad S. Marcum Mediolani,...", sempre
nel Nicolò Dè Maineri, secolo un Nicolò Dè Maineri, è
ammiraglio di una flotta di 15 navi genovesi. nella guerra
contro i veneziani, un Pietro Maineri fu vescovo di Piacenza dal
1388 al 1404. |
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MAINETTI
MAINETTO |
Mainetti è tipicamente lombardo, con un ceppo principale nella
zona delle province di Lecco e Sondrio, particolarmente a Lecco,
Mandello Del Lario e Lierna nel lecchese e Colorina, Mese,
Chiavenna e Samolaco nel sondriese, a Brescia e Milano, presenta
anche un ceppo tra Imola (BO), Faenza (RA) e Forlì, Mainetto,
assolutamente rarissimo, è presente nel genovese e nel
grossetano, dovrebbero derivare dal nome franco
Mainet,
nome che adottò il giovane Carlo, il futuro Carlomagno, nel suo
esilio a Toledo, come viene descritto nella
Chanson de Saisnes
del XII° secolo, nome che si latinizzò in
Mainettus, Manettus
o Mainetus,
di cui abbiamo un esempio nel 1273 con Maineto vescovo di
Fiesole: "In Christi nomine amen. M°CC°LXXIII°, inditione prima,
.. Taddeus prior de Poppiena, licet indignus executor
venerabilis patris domini Maineti Dei gratia episcopi phesulani,
universis atque singulis clericis et laicis per episcopatum
phesulanum...". ed in una fidejussione del 1418 a Firenze: "Pro
Potestaria Ripefratte pro resto bonorum tertii anni fideiussit
Manettus Andree suprascriptus suo nomine proprio et etiam pro et
vice et nomine dicti Iacobi Montis cum quo ipse stat et ut dixit
de suo con...". |
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MAINI
MAININI
MAININO
MAINO
MAINOLDI |
Maini è specifico emiliano, Mainini, decisamente lombardo del
milanese e del comasco, ha un ceppo anche nel reggiano, Mainino,
assolutamente rarissimo, sembrerebbe del varesotto, Maino sembra
avere più ceppi, nel barese, nel trentino e vicentino, nel
milanese e comasco, Mainoldi, assolutamente rarissimo, dovrebbe
essere lombardo, dovrebbero tutti derivare, direttamente o
tramite forme tronche e, in alcuni casi ipocoristiche, dal nome
longobardo Mainold.
Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Milano con il
famoso giurista e membro del Senato di Milano Iason Maynus
(1435-1519), nel bergamasco nel 1500 con il patrocinatore legale
Orlando Mainoldi citato in varie sentenze, sempre nel 1500 nel
vicentino con il notaio Pietro Maino. |
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MAIOCCA
MAIOCCHI
MAIOCCO
MAJOCCHI
MAJOCCO |
Maiocca è praticamente unico, Maiocchi è specifico dell'areale
individuato dalle province di Milano, Pavia e Lodi, Majocchi,
decisamente meno comune, è una forma arcaica del precedente,
Maiocco, abbastanza raro, ha un ceppo nel Piemonte, torinese,
astigiano e cuneese, ed in Liguria, savonese e genovese, uno nel
teatino ed uno nel foggiano, Majocco, estremamente raro, è del
torinese, l'origine di questi cognomi può essere dal vocabolo
dialettale arcaico milanese
maiocch , che parrebbe derivato
dal celtico magos
(campo arato),
termine che sta ad indicare un
buon pasto, nome normalmente
attribuito a terreni con
abbondante e ricco foraggio,
probabile caratteristica del luogo d'origine delle famiglie,
ancora oggi, nel milanese esistono cascine chiamate Maiocca,
Majocchina e simili. |
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MAIOLA
MAJOLA |
Maiola ha un ceppo laziale concentrato a Priverno (LT) ed uno
campano a Pignataro Maggiore (CE), Majola, assolutamente
rarissimo, parrebbe dello spezzino, potrebbero derivare da nomi
di località, ma è pure possibile che siano stati originati da un
soprannome generato dal termine arcaico
maiola o
majola
(talea di vite
e
per estensione
ceppo nuovo, nuovo virgulto). |
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MAIOLATI |
Maiolati,
molto raro, ha qualche presenza nel maceratese, ed un piccolo
ceppo a San Felice Circeo nel latinense, la sua origine dovrebbe
essere dal nome del paese marchigiano di Maiolati, oggi Maiolati
Spontini, nei pressi di Jesi nell'anconetano, il cui nome
dovrebbe derivare da un Fundus de Magnolati e risalire al 1200. |
|
MAIOLI
MAIOLINI
MAIOLINO
MAJOLI
MAJOLINI
MAJOLINO |
Maioli è presente in Lombardia, Emilia e Romagna, Marche e
Toscana, il ceppo più importante è romagnolo e marchigiano che
dovrebbe derivare dal toponimo Maiola nel bolognese o Maiolo nel
pesarese, Maiolini ha un ceppo ad Ome nel bresciano, uno
nell'anconetano a Cupramontana, Ancona e Jesi, uno ad Orvieto
nel ternano, uno a Tagliacozzo nell'aquilano, uno a Roma ed uno
a Napoli, Maiolino ha un ceppo nell'imperiese ad Imperia e San
Remo, uno a Vetralla nel viterbese ed a Roma, uno a Napoli ed a
Salerno, ma il nucleo principale è in Sicilia, a Siracusa, a
Catania e nel messinese a Milazzo, Messina e San Filippo del
Mela, Majoli ha un ceppo veronese, uno romano ed uno ad Eboli
nel salernitano, Majolini, quasi unico, sembrerebbe dell'Italia
centrale, Majolino, è specifico di Messina e Palermo, dovrebbero
derivare, con molta probabilità, dal fatto di essere nati i
capostipiti nel mese di maggio. (vedi anche MAIOLA)
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Maioli è cognome d'origine patronimica muove dal nome proprio
Maiolus,
dal personale longobardo Magio
(da *magin
- «forza, potenza»).
II personale Maiolus
figura in una carta modenese del 1176. Modesta la sua diffusione
nel Modenese. F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996.
Così Violi, a mio parere, invece, ha alla base il toponimo
Maiolo (PU) che deriva dal latino 'maius'
= maggio,
che presso i Romani era dedicato a
Maja, la
dea della vegetazione. Possibile anche l'incrocio di questa voce
col lat. maior/maius
= maggiore. |
|
MAIOLO
MAIUOLO
MAJOLO |
Maiolo e
Maiuolo sono di origini calabresi del catanzarese in
particolare, Majolo, molto raro, ha un ceppo tra padovano e
vicentino, forse secondario, ed uno napoletano, potrebbero
derivare da nomi di località. (vedi anche MAIOLA) |
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MAIONE
|
Tipicamente campano, deriva dal toponimo Maione (CS). |
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MAIORANA
MAJORANA |
Entrambi
tipici siciliani anche se Majorana è molto più raro, dovrebbero
derivare da un soprannome originato dal fatto che la pianta di
maggiorana in Sicilia viene considerata come portafortuna.
Questa cognominizzazione si trova ad Erice (TP) già nel 1200 con
il notaio Giovanni Maiorana. |
|
MAIORANO
MAJORANO |
Maiorano è molto diffuso in Campania, Molise, Puglia ed un pò
anche in Calabria, Majorano, assolutamente rarissimo,
sembrerebbe napoletano, dovrebbe derivare da soprannomi
originati dal vocabolo dialettale
majorano
(tipo di origano). |
|
MAIORCA |
Maiorca sembrerebbe tipicamente siciliano di Messina, Catania,
Siracusa e Palermo, con ceppi anche in Sardegna, dovrebbe
derivare dal nome della città spagnola di Maiorca o, in
Sardegna, dal nome del toponimo Maiorca di Budoni nel nuorese.
Si potrebbe trattare di famiglie ebree discendenti dagli ebrei
di Maiorca accusati di proselitismo cui vennero confiscati
tutti i beni nel 1315 e che ripararono in Sicilia.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
MAIORCA: è un cognome poco diffuso in Sardegna, nonostante la
vicinanza dell’isola spagnola omonima e la dominazione,
spagnola, della Sardegna per quasi mezzo millennio. Nella costa
orientale dell’isola, tra il territorio di Pattàda (prov. Nuoro)
e quello di Budoni (prov. Olbia Tempio), ma in agro di
quest’ultimo, si trova una località, registrata nei documenti
medioevali (V.S. G. P. Et. Di Giovanni Spano), di nome Maiorca
(oggi è una frazione di 150 anime del Comune di Budoni). Il nome
è probabilmente derivato dall’isola spagnola di fronte. Il
cognome Maiorca potrebbe quindi trarre origine da tale luogo, se
non direttamente da Maiorca, isola di Spagna. Nella variante
Maiorica, l’abbiamo trovato nelle carte medioevali. Nel Condaghe
di San Pietro di Silki, CSPS, XI, XIII secolo, ai capitoli 95,
108 e 111 troviamo citato Gosantine de Maiorica, come testimone
in liti per la partizione della servitù (kertu de servis) – al
95 e 108, col priore prebiteru Ithoccor de Fraville, e al 111
con Kipriane Murtinu. Nel testo di Giovanni Francesco Fara “In
sardiniae Chorographiam”, al capitolo “de situ insulae
Sardiniae” troviamo citate Maiorica e Minorica, ma si tratta
delle Baleari. Nel De Rebus Sardois”, dello stesso autore
Maiorica è citata altre due volte, ma si tratta sempre
dell’isola maggiore delle Baleari. Quindi la voce Maiorca la
troviamo solo nel Vocabolario Sardo Geografico, Patronimico ed
Etimologico del canonico Giovanni Spano, come località:
“Majorca. Salto nel territorio di Posada”…che abbiamo innanzi
detto essere oggi una frazione di Budoni. Attualmente il cognome
Maiorca è presente in 92 Comuni d’Italia, di cui 15 in Sardegna:
Riola Sardo 8, Palau 8, Sassari 6, etc. Nell’Italia è la
provincia di Siracusa che ospita il numero maggiore di persone
con tale cognome. |
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MAIORE
MAIORI
MAJORE
MAJORI |
Maiore ha un ceppo nel sassarese, ad Ittiri e Sassari, uno a
Catanzaro ed uno nel siracusano, a Siracusa e Noto, Maiori è
specifico di Lucera nel foggiano, Majore, quasi unico, è del
sassarese, Majori, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del
settentrione d'Italia, dovrebbero derivare tutti dal termine
medioevale maiore,
derivato a sua volta dal latino
maior (maggiore),
con il significato di
maggiorente del paese, quello
che oggi chiameremmo sindaco,
indicando probabilmente che possa trattarsi di famiglie, i cui
capostipiti possano aver rivestito la massima carica pubblica
cittadina, o facessero comunque parte dei maggiorenti del paese. |
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MAISTO
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Tipico
campano, della zona che comprende il casertano ed il napoletano,
deriva da un soprannome dialettale con il significato di mastro
(artigiano, muratore o simili). |
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MAISTRI |
Maistri è tipico dell'area trentino, veronese, in particolare di
Aldeno e Trento nel trentino e di Verona e Negrar nel veronese,
dovrebbe derivare da una forma arcaica
maistro
del termine latino magister
(maestro, ma anche mastro
artigiano), probabilmente
riferendosi al mestiere del capostipite, dell'uso di questo
termine abbiamo un esempio in un'epistola del 1182: "...Vellemus
tibi libentius vitam , ac prosperitatem bonae memoriae Maistri
Hugonis quondam Fratris tui Diaconi Cardinalis S. Angeli
nunciare; sed ad solatium doloris, quem de morte ipsius , sicut
Nos ipsi habuimus ...". Troviamo un principio di questa
cognominizzazione in un atto di vendita dell'anno 1189 a San
Sepolcro di Ternate nel varesotto: "Anno dominice incarnacionis
milleximo centeximo octuageximo nono, tercio kalendas februarii,
indicione .VIIa. Vendicionem ad proprium sub dupla defensione
fecit Zanonus, filius quondam Ottonis Maistri, de loco Sancti
Sepulchi, qui lege Longobardorum professus est vivere, in donum
Guilielmum, oficialis eclesie Sancti Sepulchi sita iusta locum
Trinate, a parte ipsius eclesie, pro pretio de solidis decem et
dimidium denariorum novorum Mediolanensium, quos professus est
ipse Zanonus se accepisse ab ipso ser dono Guilielmo, nominative
pro petia una bussci ...". |
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MAITINI
MAITINO |
Maitini, molto raro, sembrerebbe umbro del perugino, di Assisi e
di Perugia, con qualche sparuta presenza nel bergamasco,
Maitino, ha rare presenze in Umbria, Lazio ed Abruzzo, ma
presenta un piccolo ceppo in Molise nell'iserniese, a Miranda e
ad Isernia, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Maitinus,
una forma alterata arcaica del nome
Martinus,
nome portato ad esempio da un antenato di Papa Roncalli,
Maitinus Roncalli dictus Maitinus de
Valle Imania fondatore della
località bergamasca di Camaitino. |
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MAITRE
MEITRE |
Maitre, estremamente raro, è piemontese, Meitre, quasi unico, è
decisamente piemontese anch'esso, dovrebbero essere antichi
cognomi medioevali derivati dall'italianizzazione, anche
dialettale, del termine latino
magister, il che
sottintenderebbe che il capostipite facesse l'artigiano, cioè il
magister artis. |
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MAIU
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Maiu, quasi unico, è del Medio Campidano.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
MAIU: mãiu,
è il mese di maggio
(vedi
nel Web – Giuseppe concas – almanacco di Sardegna – mese di
maggio); si scrive anche
mãyu.
Il cognome potrebbe essere riferito a persona (il capostipite in
questo caso) nata nel mese di maggio. Si tratta di un cognome
molto raro, presente in pochissimi Comuni della Sardegna, con la
maggior concentrazione (si fa per dire) nel Medio Campidano:
Villacidro, San Gavino, Serramanna, etc. Tracce del cognome
compaiono nelle carte medioevali della lingua e della storia
della Sardegna. Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, CSMB,
XI, XIII, secolo; al capitolo 28 troviamo Maiu Terico, citato
come teste in una partizione di servi. – Ego Arrigu, priore de
Sancta Maria de Bonarcadu, et Samaridanu, servitore de Sanctu
Georgii de Calcaria, fagemus recordatione de serbos et ankillas
c’aviat Sanctu Georgii de Calcaria cun Sanctu Gregorii de
Bauladu. (inizia il lungo elenco della partizione, suddiviso in
lettre a), b), e c)…al termine della lettera a), i testes: donnu
Trogodori Corsu, curadore de Bonarcadu (amministratore della
chiesa), Torbini de Piras, maiore de Scolca (era il comandante
dei contingenti di guardia ai confini dello stato), Goantine de
Banju, clerigu(prete), Petru Marki, clerigu de Solarussa, Petru
d’Ardaule, clerigu, et…Terico Maiu…etc. |
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MAIULLARI
MAIULLARO |
Maiullari
è tipicamente pugliese, della provincia di Bari, di Altamura e
Santeramo in Colle in particolare, ma anche di Bari e Trani,
Maiullaro, quasi unico, è probabilmente una forma alterata del
precedente, che dovrebbe derivare da un etnico o da un nome di
mestiere (vedi MAIELLARO), tracce di questa cognominizzazione la
troviamo a Bitonto fin dal 1500, come leggiamo in un atto del
1578: "..Pro eadem magnifica universitate civitatis Botonti
contra Joannem Donatum Maiullarum ... officium magistri
baiulactionis eiusdem magnifice universitatis pro presenti
anno..", troviamo una registrazione dell'ascrizione dei
Maiullari al ceto dei nobili cittadini ad opera del general
consiglio dell'Università di Bitonto datato 31 ottobre 1748. |
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MALABARBA |
Specifico
del milanese e lodigiano, deriverebbe da un soprannome legato o
a caratteristiche fisiche o a caratteristiche comportamentali
del capostipite. |
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MALACARNE
MALACARNI |
Malacarne
ha ceppi nel trentino a Riva del Garda, Bleggio Inferiore e nel
bellunese a Lamon, nel pisano a Ponsacco e Pontedera, a Ferrara
ed in Lombardia a Lodi, Milano e nel mantovano a Dosolo e
Viadana, Malacarni, frutto probabile di un errore di
trascrizione, è toscano, dovrebbero derivare da soprannomi forse
originati da caratteristiche comportamentali del capostipite,
tracce di questa cognominizzazione nel trentino si trovano
almeno dalla prima metà del 1400 e così pure a Spoleto in un
testo del 1414 si legge: "...Li caporali de Re eranu Sforza da
cotogniola, Paulu Ursinu, lu Conte da Carrara, Malatesta da
Cesena, messer Malacarne et Tartaglia...:", a Riva del Garda in
un registro comunale relativo all'anno 1619 si legge:
"...Laurentius filius domini Ioseph Orlandi alias de
Malacarnis...". |
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MALACCARI |
Malaccari è specifico di Civitanova Marche nel maceratese,
secondo un'ipotesi potrebbe derivare da una forma obliqua del
nome Malachia,
mentre secondo altri deriverebbe da un soprannome riferibile a
chi provenisse da Malaga. |
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MALACCHI
MALACCO |
Sia
Malacchi che Malacco sono assolutamente rarissimi, il primo
potrebbe essere emiliano romagnolo, il secondo veneto,
potrebbero derivare da modificazioni del nome di origini
ebraiche Malachia,
ma è anche possibile, anche se poco probabile, che derivino da
una forma contratta del termine
malacitanus (abitante
della città di Malaga). |
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MALACRI |
Malacri, assolutamente rarissimo, specifico di Guspini nel Medio
Campidano, potrebbe derivare dall'apocope di un'alterazione del
termine greco melachrinòs
(scuro di capelli o di
carnagione). |
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MALACRIDA |
Tipico
del nord milanese, di probabili origini comasche, dovrebbe
derivare da un soprannome. Nel 1350 il promontorio di Bellagio
era proprietà di un certo Gabriele Malacrida, nel 1300 feudatari
di Musso (CO) sono i Malacrida che cederanno poi il feudo ai
primi del 1500 a Gian Giacomo Trivulzio, in questo feudo nel
1522 si insediò con la forza il Medeghino, fratello di Pio IV il
famoso Papa melegnanese, pittore rinomato del comasco della fine
del 1400 fu Tomaso Malacrida. |
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MALACRINO
MALACRINO'
MALAGRINO
MALAGRINO' |
Malacrinò, abbastanza raro, è specifico del reggino, di
Montebello Ionico e Melito di Porto Salvo, Malacrino, molto
molto raro, sembrerebbe anch'esso del reggino, Malagrinò è ben
diffuso nel cosentino, in particolare a Corigliano Calabro, con
ceppi anche a Castrovillari e Cassano allo Ionio, ed uno a
Taranto, Malagrino, molto molto raro, sembrerebbe anch'esso del
cosentino.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
D'origine grika o greco-albanese, i cognomi Malacrinò,
Malagrinò, etc nascono da un adattamento del termine greco
melachrinòs,
che, in lingua neogreca, ha il significato di
bruno, dai capelli o dalla carnagione
scura (vedi Brun): va notato,
infatti, che Melachrinos è anche un cognome greco e, nel caso
arvanita, Malagrinò e le sue varianti derivano direttamente da
questo cognome - soprattutto nelle provincie di Cosenza e
Taranto, territori ricchi di cognomi arbëreshë (sia albanesi che
greco-albanesi). In conclusione, dunque, si tratta delle
cognominizzazioni dei soprannomi o dei nomi personali dei
capostipiti. |
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MALAFRONTE
MALAFRONTI |
Malafronte è specifico di Scafati nel salernitano e del
napoletano, di Gragnano, Castellammare di Stabia, Pompei, Santa
Maria la Carità, Sant`Antonio Abate, Torre Annunziata, Lettere,
Torre del Greco e Casola di Napoli, Malafronti sembrerebbe unico
ed è dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, che
potrebbe derivare da un soprannome forse originato da una ferita
ottenuta in fronte da parte del capostipite, tracce di questa
cognominizzazione le troviamo ad Afragola nella prima metà del
1100 con un certo chierico di nome Giovanni Malafronte: "In
nomine Domini Dei Salbatoris nostri Ihesu Christi, regnante
domino nostro Rocerio Siciliae et Italiae magnifico rege anno
vigesimo, et eius dominationis istius civitatis Neapolis anno
undecimo, die vigesima mensis Iunii, indictione tertiadecima,
eiusdem civitatis Neapoli. Certum est me Iohannes clericum
Malafronte Sancte Neapolitane Ecclesie, filio quidam Iuliani,
qui nominatur Inbuctia Carpinu, et quedam Sancte Licta memorate
Sancte Neapolitane Ecclesie, iugalium personarum, a presenti
die, promptissima voluntate commutabi et tradidi vobis, cunctas
congregationes sacerdotum et clericorum salutifere catholice
ecclesie Sancte Restitute...". |
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MALAGGI |
Malaggi, assolutamente rarissimo, sembrerebbe specifico del
cremonese, di Isola Dovarese in particolare, potrebbe derivare
da una forma etnica dialettale riferita al paese cremonese di
Malagnino, forse il paese d'origine del capostipite, una seconda
ipotesi propone invece una derivazione da una forma contratta
del termine dialettale lombardo arcaico
malanaggi
(accidenti, maledizioni). |
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MALAGO'
MALAGODI |
Malagò è tipico dell'area che comprende il lembo orientale del
mantovano e del veronese ed il ferrarese, Malagodi, molto raro,
è tipico dell'estremità occidentale del ferrarese, l'origine
etimologica di questi cognomi dovrebbe essere da un soprannome
originato dal termine malgaudio
(dispiacere),
una seconda ipotesi, più probabile, lo vuole come un alterato di
Malagoli,
a sua volta una forma dialettale medioevale di un ipocoristico
del nome Malachia.,
che diventa prima Malachiolo, poi Malacolo, Malagoli quindi
Malagò e Malagodi. |
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MALAGOLA
MALAGOLI
MALAGOLO |
Malagola è specifico della zona di confine tra mantovano e
modenese, Malagoli è tipico emiliano, della zona che comprende
il reggiano, il modenese e il bolognese, Malagolo è praticamente
unico, questi cognomi dovrebbero derivare da soprannomi legati
ad episodi della vita del capostipite, ma secondo un'ipotesi più
accreditata derivano da una forma ipocoristica dialettale del
nome Malachia
(vedi MALAGO'). Personaggio notevole fu l'architetto Cristoforo
Malagola, che operò molto a Modena nella seconda metà del 1500,
un Carlo Malagola (1855-1910), paleologo divenne Sovrintendente
all'Archivio dell'Emilia a Bologna, Amilcare Malagola nel 1876
divenne il Vescovo di Ascoli Piceno.
integrazioni fornite da
Sandro Malagola
La famiglia Malagola trae la sua origine dalla città di Modena
ove nel 1173 un Pietro Malagola, secondo il Muratori, assisteva
ad un parlamento della lega lombarda. Un suo discendente Zanetto
il Magnifico ottenne la nobiltà presso Caterina de' Medici in
Francia intorno al 1500. Questa famiglia diede parecchi uomini
che si distinsero nelle armi, nelle lettere, nel sacerdozio e
nelle scienze. Il motto di questa famiglia è
nobilitas sola atque unica virtus.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Malagoli è cognome d'origine soprannominale, dal lat.
mala «cattiva»
e gula
«gola»,
per indicare un «mangione;
ghiottone». Larga la sua
diffusione nel Modenese; raro invece Malagola. F. Violi, Cognomi
a Modena e nel Modenese, 1996. |
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MALAGUTI
MALAGUZZI |
Malaguti è specifico dell'area tra Modena, Bologna e Ferrara,
Malaguzzi, assolutamente rarissimo, è dell'area lombardo,
emiliana, potrebbero derivare dal nome rinascimentale
Maelgut
(riportato nella Chanson de Roland).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
II cognome Malaguti, attestato soprattutto nella bassa pianura
modenese e ferrarese, risale a un personale medievale *Malacutus
di chiara origine soprannominale e di trasparente significato.
Da un *Malacut(u)lus
è derivato il cognome Malaguzzi, d'area prevalentemente
reggiana. F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996. |
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MALAMBRI |
Malambri
è originario del messinese, di Taormina e Messina in
particolare, l'origine etimologica è oscura, potrebbe derivare
sia dal greco, da un soprannome con il probabile significato di
molto dolce, sia dallo spagnolo. |
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MALAMISURA |
Malamisura è un cognome rarissimo, sicuramente meridionale,
probabilmente pugliese, troviamo tracce di questo cognome nel
Catasto Onciario dell'anno 1753 di Orsara (FG) con un certo
Tomaso Malamisura, il cognome dovrebbe derivare da un soprannome
originato da un comportamento disdicevole del capostipite. Tra
la prima e la seconda metà del 1800 sempre nel foggiano operava
il brigante Antonio Malamisura di Monteleone di Foggia, fucilato
a ventun anni nel 1863 dalle truppe italiane chiamate a
estirpare dalla Capitanata il fenomeno del brigantaggio. |
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MALAN
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Malan è decisamente piemontese, del torinese, di Luserna San
Giovanni in particolare, ma ben attestato anche nelle vicine
Torre Pellice ed Angrogna, il cognome potrebbe essere di origini
occitane e derivare dal termine provenzale
malan (disturbo,
malessere), ma molto
probabilmente dovrebbe derivare dal nome di località come Malan
nel cuneese od altre simili. |
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MALANCA
MALANCHI
MALANCHINI |
Malanca ha un ceppo lombardo soprattutto nel bresciano a
Pontevico, uno a Parma e nel parmense ed uno ad Altopascio nel
lucchese, Malanchi, assolutamente rarissimo, è tipico del
fiorentino, Malanchini è tipicamente lombardo, del bergamasco,
di Urgnano, Spirano, Lurano e Stezzano, potrebbero derivare,
direttamente o tramite ipocoristici, da modificazioni dialettali
del nome Malachia,
o più probabilmente da nomi di località come Cà Malanca o Piana
di Malanca nell'Appennino toscoemiliano o Malanca nel lucchese. |
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MALANDRA
MALANDRI
MALANDRO
MELANDRI
MELANDRO
MIANDRI
MIANDRO
MILANDRI |
Malandra è specifico del teatino, di Casalincontrada, Chieti e
Bucchianico, Malandri ha un ceppo nel parmense ed uno nel
cesenate, Malandro parrebbe unico, dell'area fiorentino, senese,
Melandri è diffusissimo nel ravennate, a Ravenna, Faenza, Lugo,
Bagnacavallo, Russi, Alfonsine, Cervia, Fusignano, Conselice e
Cotignola, con un ceppo importante anche a Forlì ed a Bologna ed
Imola nel bolognese, Melandro, praticamente unico, è
probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del
precedente, Miandri, praticamente unico, dovrebbe essere dovuto
ad un errore di trascrizione del cognome Miandro, che, molto
raro, ha un ceppo a Fermo nel Piceno ed uno a Civitanova Marche
nel maceratese, Milandri è molto diffuso a Forlì, Cesena e
Ravenna e nelle rispettive province, potrebbero indicare una
provenienza dalla zona del monte Melandro nel forlivese, come
potrebbero pure derivare dal
melandro (nome di un tipo di
quercia), forse particolarmente presente nella zona di
provenienza delle famiglie. |
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MALANDRINI |
Malandrini è tipicamente toscano, Melandrini, praticamente
unico, potrebbe essere del teatino, si potrebbe trattare forme
ipocoristiche del cognome Malandri o Melandri (vedi MALANDRA),
non si può comunque escludere una derivazione da un soprannome
originato dal modo di comportarsi del capostipite. |
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MALANDRINO |
Malandrino è tipico del salernitano, con un piccolo ceppo nel
tarentino, Melandrino, quasi unico, potrebbe essere siciliano,
dovrebbero derivare da soprannomi originati dal fatto che il
capostipite proveniva dalla zona del monte o del fiume Melandro
che scorre tra le province di Potenza e di Salerno. |
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MALANGA |
Malanga è specifico della zona che comprende l'avellinese, il
salernitano, il potentino ed il barese, in particolare Caposele
nell'avellinese, Salerno, Bella nel potentino e Bari, dovrebbe
derivare da un soprannome basato sul nome di una pianta , la
malanga,
originaria del sud America, il cui tubero è di uso alimentare,
purchè cotto, essendo assimilabile a quello della patata, in
quanto crudo presenta effetti irritanti sulle mucose della gola
e per gli occhi. |
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MALANTUONO |
Malantuono, quasi unico, sembrerebbe dell'area campano,
molisana, dovrebbe derivare da un soprannome originato da un
capostipite di nome Antonio, che evidentemente non godesse di
una buona fama. |
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MALAPELLE |
Malapelle, molto molto raro, ha un piccolo ceppo nel veronese ed
uno nel napoletano, dovrebbe derivare da un soprannome
attribuito forse al capostipite grazie ad un suo comportamento
disonesto, ma è pure possibile una derivazione da nomi di
località, a Napoli ad esempio fina dal 1400 esisteva un contado
chiamato Malapelle, troviamo tracce di questa cognominizzazione
in un atto del 1528 dove compare fra i testi un certo: "...Ser
Alessio Crivelli fu Ser Malapelle abitante a Brescia...". |
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MALAPONTE
MALAPONTI |
Malaponte è specifico del catanese, di Catania, Caltagirone e
Bronte, Malaponti invece, sempre siciliano, ha un ceppo a Cesarò
nel messinese, a Catania ed a Troina ed Aidone nell'ennese,
dovrebbero derivare dal nome della contrada Malaponte di Cesarò
nel messinese, ma non si può escludere che possano anche
derivare da soprannomi originati dal termine grecanico
μάλαπόντος (grande mare),
forse perchè i capostipiti provenivano addirittura dall'oceano. |
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MALASCORTA |
Malascorta è quasi unico, dovrebbe derivare dal nome medioevale
Malascorta
o Malescorte,
nome nel quale il genitore descriveva lo stato di indigenza cui
sarebbe andato incontro il figlio,
malascorta
significa infatti non dotato di
mezzi adeguati di sussistenza,
proprio come doveva essere lo stato del capostipite, si potrebbe
anche trattare di un cognome di fantasia attribuito ad un
trovatello, indicando addirittura nel cognome stesso il suo
stato di povertà, tracce di questa cognominizzazione le troviamo
in uno scritto del 1201 a Corneto nel cesenate, dove troviamo
citato in rappresentanza del comune di Corneto un certo Pietro
Malascorte, ed dove compare anche il figlio Crescenzio in
qualità di testimone dell'atto. |
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MALASOMA |
Malasoma è tipico di Pisa, Livorno e Viareggio nel lucchese, si
dovrebbe trattare di cognomi attribuiti a dei trovatelli, i
cognomi dovrebbero indicare che il bambino era il frutto, la
soma
(peso),
di un'azione mala
(riprovevole). |
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MALASOMMA |
Malasomma ha un ceppo a Napoli, Caivano e Pollena Trocchia nel
napoletano ed uno a Bari, si dovrebbe trattare di cognomi
attribuiti a dei trovatelli, i cognomi dovrebbero derivare dal
termine greco soma
(corpo),
forse ad indicare uno stato di salute cagionevole del
trovatello. |
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MALASPINA |
Concentrato nell'areale che comprende le province di Milano,
Pavia, Alessandria, Piacenza e Genova, presenta forse anche un
piccolo ceppo nelle Marche ed uno nel reggino. Corrado
Malaspina, Marchese di Mulazzo, sposo di Costanza, figlia di Re
Manfredi, morì nel 1250 e ci mostra quanto importante fosse la
famiglia Malaspina fin da quei tempi. |
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MALATERRA |
Molto
raro sembrerebbe tipico del sudmilanese e pavese, dovrebbe
essere di origine normanna, esistono tracce di questo cognome
fin dal XI° secolo con Goffredo Malaterra, monaco benedettino
segretario e apologeta del Conte Rè Ruggero conquistatore
normanno. |
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MALATESTA |
Diffuso a macchia di leopardo in tutt'Italia, deriva dal nome
medioevale italiano Malatesta
. Verso la fine del 1200, già molto avanti negli anni, Malatesta
I° fu Signore di Rimini, dando inizio ad una dinastia, secondo
una teoria accreditata questa famiglia deriverebbe da un certo
Rodolfo, vissuto nel secolo X°, che venne chiamato Malatesta per
la sua caparbietà e per il coraggio dimostrato nel tenere testa
sia alla fazione filopapale sia a quella imperiale.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
II cognome Malatesta, reso celebre a Modena dal pittore Adeodato
Malatesta (1806-1891), è d'origine soprannominale ed indica «testa
bizzarra». Fonte: F. Violi,
Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996. |
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MALAVASI
MALAVASIO |
Malavasi è specifico dell'area tra Mantova e Modena, ma è molto
diffuso anche nel reggiano, nel bolognese, nel ferrarese, nel
veronese e nel rovigoto, Malavasio è praticamente unico, tracce
antichissime di queste cognominizzazioni le troviamo a Treviso
in un atto di donazione alla chiesa del 1368, effettuato da
Federico de' Malavasi di Breda di Piave (TV), dovrebbero
derivare dal nome medioevale
Malavaxius o
Malavasius
che troviamo nel libro Rimini
nel secolo XIII, dove citato
tra gli anziani del comune di Faenza (RA) è indicato un certo
Malavaxius Maginardi.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Malavasi è cognome abbastanza diffuso nell'intero dominio
modenese, è d'origine soprannominale: da
vasum o
vasus
«recipiente»,
quindi «cattivo recipiente»,
naturalmente in senso metaforico. Similmente il cognome Malvasi.
F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996. |
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MALAVOLTA
MALAVOLTI
MALVOLTI |
Malavolta ha un ceppo nel Piceno ed uno nel modenese e
bolognese, Malavolti è specifico dell'area che comprende il
modenese, il bolognese, il ravennate e il fiorentino, Malvolti
ha un ceppo nel reggiano nella zona di Castelnovo Ne' Monti (RE)
ed uno nell'areale di Fucecchio (FI), derivano dal nome
medioevale Malavolta,
di cui si hanno tracce ad esempio nel 1100 in un atto del 1
maggio 1147 scritto in Siena, dove si legge: "...In nomine
sancte et individue trinitas, anno dominice incarnationis
millesimo centesimo quadragesimo septimo, die kalendarum
maii,indictione decima... ... Malavolta quondam Philippi
presentes affuerunt testes...". Traccia di questo cognome si
trova sempre a Siena nel 1193 quando uno dei consoli era un
certo Filippo di Malavolta. Sembrerebbe originario della
provincia di Siena, anche se la zona d'influenza si espande alle
province di Firenze, Modena, Bologna e Ravenna, Si hanno
tracce di questa nobile famiglia guelfa a Bologna dove nel 1210
nasce Catalano Malavolti, che, dopo vari incarichi prestigiosi,
fu a capo di quella fanteria bolognese che nella battaglia di
Fossalta del 1249 vinse e catturò re Enzo, figlio di Federico
II°, nel 1266 fu chiamato a Firenze con la qualifica di
Podestà, dal Conte Guido Novello. Nel 1280, troviamo a Lucca
come Capitano del popolo Nicolao d'Uguccione de' Malavolti da
Siena. Agli inizi del 1300 a Siena troviamo il Vescovo Donasdeo
Malavolti. Nel 1500 sempre a Siena troviamo gli storici Orlando
e Giovanni Ubaldino Malavolti. Dino Compagni nella "Cronica
delle cose occorrenti ne' tempi suoi" nell'anno 1301,
cita:"...Aveano i Guelfi bianchi inbasciadori in Corte di Roma,
e i Sanesi, in loro compagnia, ma non erano interi. Era tra loro
alcuno nocivo uomo: fra' quali fu messer Ubaldino Malavolti
giudice, sanese pieno di gavillazioni, il quale ristette per
cammino per raddomandare certe giuridizioni d'uno castello il
quale teneano i Fiorentini, dicendo che a lui appartenea; e
tanto imped? a' compagni il cammino, che non giunsono a
tempo..."
integrazioni di Andrea
Malavolti
Nel medioevo toscano, Malavolta era un cognome malaugurante (che
sia la volta cattiva), a cui si
contrapponeva Bonavolta (che sia
la volta buona). Un'altra
variante è Malvolti, che deriverebbe dal toscano Magaldi.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
II cognome Malavolta deriva dal nome proprio medievale
Malavolta,
di origine soprannominale, con
volta nel senso di «evento,
vicenda». Poco diffusa la
variante Malavolti. Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel
Modenese, 1996. |
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MALCHIODI |
Tipico dell'oltrepò piacentino, si hanno tracce di questo
cognome già dal 1500 "...Da questi passò ai nipoti che nel 1633
lo vendettero al nobile Bartolomeo Malchiodi con il consenso dei
Cornazzano che si riservarono il diritto di redimerlo...",
dovrebbe derivare da un soprannome, forse riferentesi all'organo
sessuale del capostipite, ma potrebbe anche derivare da una
contrazione del nome latino
Marcius Clodius.
integrazioni fornite da
Ivan Malchiodi
Penso che l'origine del cognome Malchiodi sia simile a quella
del cognome Macchiavelli (vedi MACCHIAVELLI). Secondo
un'interessante ipotesi proposta dal Bongioanni, l'origine del
cognome Machiavelli e delle sue varianti andrebbe ricercata nel
nome medievale Macchiavello,
nato come variante popolare del nome
Malchiodo,
che consiste, a sua volta, in una delle tante italianizzazioni
del personale ebraico Melki'or,
col significato di il mio re
(Dio) è luce; fra le altre
italianizzazioni di questo nome, infatti, si possono citare
Melchiorre, Melchionne,
Marchionne, Marchiorre, Marchioro,
etc. Ora, per capire meglio il passaggio dall'originale
Melki'or
all'adattamento italiano in Macchiavello, bisogna innanzitutto
considerare la variante in Malchiodo: Malchiodo, infatti, nasce
per effetto del fenomeno del rotacismo dal nome
Marchioro,
in cui la R del suffisso -oro si trasforma in D (cfr.
Arcudi/Arcuri) e la R del prefisso Mar- si trasforma in L (o più
semplicemente viene mantenuta la L dell'originale Melki'or); va
detto poi che esistono anche i cognomi Marchiodi e Melchiodi,
che sembrano confermare quest'ipotesi. Detto questo, quindi, la
variante in Macchiavello si spiega come una corruzione o una
forma più tipicamente popolare di Malchiodo: se si considera,
infatti, che il termine
chiavello è una variante
arcaica di chiodo
(entrambi derivano dal latino
clavus), si capisce allora come
da Malchiodo si arrivi a Macchiavello (contrazione di
Malchiavello) |
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MALDARI |
Molto
raro probabilmente di origini pugliesi. |
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MALDERA |
Maldera è un cognome tipicamente pugliese, di Corato nel barese
in particolare, con buone presenze anche ad Andria, Bari e
Molfetta sempre nel barese, ed a Lucera e Foggia nel foggiano,
dovrebbe derivare dalla forma plurale
maldera
del termine medioevale malderum,
un unità di misura medioevale di capacità per aridi, come ad
esempio le granaglie, equivalente alla quarta parte di un
modius
(moggio),
con valori differenti da paese a paese, ma comunque con un
valore prossimo ai due litri, dell'uso di questo termine abbiamo
un esempio in questo scritto dell'anno 1100: "..In hiis singulis
sex placitis det ei abbas ad servicium unum malderum panis et
frissingum, qui valeat XXX. nummos et V. pollos et sex caseos,
et XX. ova, et unam situlam vini, et duas cervisie et VI,
maldera avene...", potrebbe stare ad indicare che i capostipiti
fossero dei benestanti, forse commercianti in granaglie. |
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MALDI
MALDINI
MALDINO |
Maldi è abbastanza raro, potrebbe avere un ceppo in provincia di
Rovigo ed uno in Lombardia, Maldini ha un nucleo nella zona che
comprende le province di Bologna, Ravenna e Forlì ed un ceppo
triestino, Maldino, assolutamente rarissimo, sembrerebbe
dell'alessandrino, potrebbe trattarsi di derivazioni
dall'aferesi del nome franco italico medioevale
Grimaldi
o simili, ma è pure possibile una derivazione da nomi di
località, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo in
quest'atto di nascita del 1787: "Anno Dni. millesimo
septingentesimo Octuagesimo septimo die decima octava Aplis: Ego
Rector Carolus Ant.o Puteus de Veltio baptizavi solemniter
infantem hodie natum ex Iacobo Vitale Filio Petri et M.a
Francisca Falca q.m Bernardi de Parotia S. Petri Plebis Porlatia
legitimis jugalibus huius Parotia Beni, cui impositum fuit
nomen: Petrus Antonius. P.P. fuere Ioannes Maldinus q.m Caroli
Ioseph et M.a Cattà Conca q.m Ioannis Bapta de Beno idonei.". |
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MALDIFASSI |
Tipico
del milanese, potrebbe trattarsi di un cognome composto dai
cognomi Maldi e Fassi. |
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MALERBA |
Diffuso
in tutt'Italia a macchie di leopardo, sicuro un ceppo pugliese,
ma sono presenti senza dubbio altri nuclei, deriva da soprannomi
legati alle caratteristiche del capostipite, malerba (cattivo
soggetto). |
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MALESANI |
Specifico del veronese, dovrebbe derivare da un soprannome
originato dal vocabolo medioevale
malesanus
(malsano) potrebbe essere stato ad indicare abitanti di aree
paludose, così tra l'altro Francesco Petrarca: "...Sic dulcia
care Limina cum peteret iuuenis malesanus amice...". |
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MALESARDI
MALISARDI
MALUSARDI
MALUSSARDI |
Malesardi è specifico di Volano in Trentino, Malisardi,
decisamente emiliano è di Budrio e Ferrara nel ferrarese e di
Molinella e Bologna nel bolognese, Malusardi è tipico del
sudmilanese e del lodigiano, di Milano, e di Lodi,
Casalpusterlengo, Bertonico e Cavenago d'Adda nel lodigiano,
Malussardi, praticamente unico, è probabilmente dovuto ad
un'errata trascrizione del precedente, esistono due ipotesi, la
prima è che derivino dal nome medioevale germanico
Malshart,
composto dalle radici malan
(picchiare, pestare)
e hard
(duro),
con il significato di colui che
picchia duramente, la seconda
ipotesi è che siano invece derivati dal nome del paese francese
di Malissard
nella prefettura de la Drôme nella Francia meridionale,
orientale, forse il luogo di provenienza dei capostipiti.
Troviamo tracce di queste cognominizzazioni nel borgo di San
Vigilio di Concesio (BS) in uno scritto del 1324, dove si parla
tra l'altro di una Contrada Molendini Malexardi, cioè indicata
come proprietà del mugnaio Malesardi.
A seguito di un suggerimento da parte del Signor Paolo Bianchi,
inseriamo un'ulteriore possibile interpretazione circa l'origine
etimologica di questi cognomi. Nella prima metà del 1200 la
lotta di molti Comuni contro l'Imperatore Federico II° si svolse
anche contro quei cittadini che non si fossero schierati
apertamente contro l'imperatore, venne così istituito il reato
di malesardia,
corrispondente appunto alla mancata condivisione delle scelte
anti imperiali effettuate dai comuni, reato che comportava come
pena la confisca dei beni ed il bando dai territori del Comune
stesso; questi cognomi potrebbero quindi derivare dal fatto di
essere stati condannati i capostipiti in base a quel reato.
Nelle Memorie istoriche della città e chiesa di Bergamo
leggiamodella sorte di alcuni di questi esiliati: "..i Milanesi,
e i Bergamaschi si portarono coi loro carrocci a Palazzulo dove
fecero alto per alcuni giorni, ed ebbero nelle lor mani
Palazzolo nel mese di Dicembre con quattrocento Cremonesi che lo
presiedevano, e circa il fine di Gennajo i Bresciani si diedero
al Comun di Milano, e accettarono i suoi Malesardi fermando con
essi stabile alleanza , ed eleggendo in loro Podestà Francesco
della Torre. ..". |
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MALFA
|
Specifico
della Sicilia orientale, ha un ceppo importante nel messinese,
uno a Caltagirone (CT) ed uno a Noto (SR), deriva dal toponimo
Malfa (ME). |
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MALFATTI
MALFATTO |
Malfatti
ha un ceppo nel Trentino e Veneto occidentale, ed uno nel
lucchese, Malfatto ha un piccolo ceppo nel rovigoto ed uno
importante nell'alessandrino e genovese con ramificazioni
nell'astigiano e basso torinese, dovrebbero derivare dal nome
medioevale Malfatus, nome originato dal soprannome Malefactus
(brutto, fatto male), di cui abbiamo un esempio a Riva (TN nel
1500 con il magistrato Malfato Salvadori, tracce di questa
cognominizzazione le troviamo in Cadore nel 1508 con il capitano
d'armi della Repubblica Veneta Bortolo Malfato da Padova alla
difesa di Cortina d'Ampezzo contro le truppe imperiali. |
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MALFER
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Malfer ha un ceppo a Dro, Arco, Trento, Aldeno, Riva del Garda e
Cavedine in trentino, ed a Garda nel veronese, di origini
cimbriche, dovrebbe derivare dal nome medioevale di origini
germaniche Malferus,
di cui troviamo un esempio d'uso nel 1221 in un atto: "A.
Mccxxi, tempore Honorii pp. et Federici imp., ind. vini, febr.,
in villa Camposonaldi a Qaulisi. Riale et lacobus Closercoli prò
se et liberis et heredibus dant, vendunt, concedunt atque
tradunt Beneincasa monache et Roselo et Ubertelo conversis,
recipientibus prò mon. Isole, eorumque fratribus et
successoribus in perpetuum quicquid Benedictolus Malferus habuit
et tenuit in Monte et sibi pertinuit vel alibi territorio Galeat
plebis S. Petri, excepto duas petias terre, unam quam habet
...", troviamo tracce di questa cognominizzazione ad Arco ed a
Dro fin dal 1500: "1514 Dominus Ioannes notarius filius quondam
ser Sesini de Malferis
de Dro comitatus Archi, civis et habitator Tridenti. Anno 1518
Ioannes filius quondam providi viri ser Sisini
de Malferis
de Dro civis et habitator Tridenti publicus imperiali
auctoritate notarius. ...". |
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MALFETANI
MALFITANI
MALFITANO |
Malfetano, quasi unico è campano, così come Malfitani,m che è
anch'esso quasi unico, Malfitano sembra essere invece
tipicamente siciliano, derivano tutti dalla forma aferetica,
anche dialettale, dell'etnico di Amalfi, tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo nel 1088 negli
Annales Pisani:
"...Et refulsit inter istos Pantaleo Malfitanus, cuius fortis et
astuti est confusa maledicti...", nella seconda metà del 1400
nell'avellinese opera il notaio Cesare Malfitano. |
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MALGARI
MALGAROTTI
MALGAROTTO |
Malgari è estremamente raro, Malgarotti, molto molto raro, è
tipico dell'alto bresciano, di Sonico e Pisogne, Malgarotto,
estremamente raro, sembrerebbe veneziano, dovrebbero derivare,
direttamente o tramite una forma ipocoristica dal termine
malgaro,
cioè un mandriano usufruitore
delle malghe (ricoveri di
pascoli montani), lavoro probabilmente svolto dai capostipiti. |
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MALGARIN
MALGARINI |
Malgarin, assolutamente rarissimo è del vicentino, Malgarini è
tipico del milanese con un piccolo ceppo anche nel mantovano,
potrebbero derivare da un soprannome originato dall'attività di
mandriano svolta dal capostipite, cioè di un usufruitore delle
malghe (ricoveri di pascoli montani), ma è pure possibile una
derivazione dal nome rinascimentale
Malgarino
di cui abbiamo un esempio nell'Orlando
innamorato di Matteo Maria
Boiardo (1441-1494): "...Questo è il re Stordilano, e Malgarino
- E Baricondo è seco e Sinagone, - E Maradasso più gli era
vicino: - La schiera guida al campo Falcirone....". |
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MALGERI
MALGHERINI |
Malgeri, molto raro, sembra tipico del sud della Calabria,
Malgherini è assolutamente rarissimo, potrebbe essere pugliese,
dovrebbe derivare dal nome medioevale di origine germanica
Malgerius,
di cui abbiamo un esempio nel XII° secolo in Puglia, con il
normanno Malgerius d'Altavilla: "...primus Robertus dictus a
nativitate Guiscardus, postea totius apuliae princeps et
Calabriae dux, vir magni consilii, largitatis et audaciae,
secundus Malgerius, ...".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Malgeri è cognome calabrese che corrisponde al cognome francese
Mauger
(anticamente Malgier)
derivato da *malgarius
= 'cascinaio',
'padrone di una malga'. |
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MALGIOGLIO
MALGIOLIO |
Malgioglio è originario del catanese, Malgiolio, presente solo a
Melegnano, come cognome composto (Malgiolio Palella) dovrebbe
derivare da un errore di trascrizione del precedente.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Malgioglio è cCognome catanese, forma derivata dal cognome base
Malogioglio
che significa 'cattivo loglio'.
Cfr. la voce calabrese 'giògghiu'
= loglio.
Rohlfs 119. |
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MALGRATI |
Specifico
del nordmilanese, deriva dal toponimo Malgrate (CO). |
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MALICA
MALLICA |
Malica è specifico della zona di Santu Lussurgiu (OR) e
Bonacardo, Mallica è tipico di Gonnosfanadiga (CA), dovrebbero
derivare da modificazioni del vocabolo sardo
mala (cattiva)
e starebbe ad indicare caratteristiche comportamentali non
proprio edificanti della capostipite, non molto probabile
l'ipotesi che questi cognomi siano da collegare con il nome
arabo Malech. |
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MALIN
MALINA
MALINI
MALINO |
Malin, tipico del rovigoto, ha un ceppo anche a Milano, Malina è
praticamente unico, Malini ha un ceppo a Magenta nel milanese,
uno piccolo a Roverbella nel mantovano ed a Bologna e Zola
Predosa nel bolognese, ed uno a Veroba e nel veronese, Malino ha
un ceppo piemontese, nel torinese e nell'astigiano ed uno nel
messinese, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Malinus, Malina,
derivato dalla latinizzazione della contrazione, per elisione
della -d-,
del nome germanico Madalin,
a sua volta derivato dal termine germanico
madal (consesso,
consiglio). |
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MALINCONI
MALINCONICO
MALINCONIO |
Malinconi è tipicamente toscano, di Prato, di Quarrata nel
pistoiese e di Campi Bisenzio nel fiorentino, Malinconico ha un
ceppo a Roma, uno nel napoletano a Napoli, Palma Campania, Torre
del Greco, San Giuseppe Vesuviano e Striano ed a Sala Consilina,
Scafati e Nocera Inferiore nel salernitano, ed uno nel leccese,
a Lecce ed a Tricase, Malinconio, quasi unico, sembrerebbe del
napoletano, di difficile interpretazione, potrebbero forse
derivare da soprannomi basati sul carattere dei capostipiti, o
anche da alterazioni del nome medioevale francese
Malhegol,
o del nome gotico Malonric. |
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MALINTOPPI |
Assolutamente raro potrebbe essere di origini picene, potrebbe
derivare da un soprannome. |
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MALINVERNI
MALINVERNO |
Malinverni è specifico del Piemonte orientale e della Lombardia
occidentale, del vercellese e novarese e del milanese e pavese,
Malinverno è specifico della Lombardia occidentale, del comasco
in particolare, dovrebbero derivare da soprannomi originati
forse da caratteristiche del luogo di provenienza dei
capostipiti, o da un nome attribuito ad un figlio nato durante
un inverno particolarmente rigido, troviamo tracce molto antiche
di queste cognominizzazioni in una
Carta convenientie, finis et divisionis
dell'anno 1184 ad Ozzero nel
milanese: "Anno dominice incarnationis milleximo centeximo
octuageximo quarto, undecimo kalendas iunii, indictione secunda.
In presentia eorum qui infra leguntur, stetit et convenit inter
donum Iacobum, abbatem monasterii de Morimondo, et ex altera
parte inter Monachum et Malagaidam qui dicuntur Porcelli, de
Mediolano, ipse donus abbas per se et similiter pro preposito de
burgo Roxate, et ipsi Monachus et Malagaida per se et similiter
pro heredibus quondam Malinverni qui dicebatur item Porcellus,
qui in eorum tutella sunt, eo tenore quod de tota decima
territorii loci Ozani,...". |
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MALISANI |
Tipico
dell'udinese, dovrebbe derivare dal toponimo Malisana di
Torviscosa (UD). |
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MALIZIA |
Diffuso a macchia di leopardo nel centrosud, dovrebbe derivare
dal nome medioevale Malitia di cui abbiamo un esempio in una
lapide del 1500: "...HUIUS ECCLESIAE S. MARIAE DE LA MATINA -
SUB. REV. PATRE ED DOM. MALITIA DE GESUALDO - EPISCOPO
RAPOLLIANO ED CANOSIA...".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
proviene da un antico soprannome
malicia
che significava persona cattiva.
Rohlfs, 119. |
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MALLARDI
MALLARDO |
Mallardi ha un piccolissimo ceppo tyrietino ed uno fiorentino,
con il nucleo principale in Puglia a Bari e nel barese a
Sammichele di Bari, Casamassima, Triggiano, Acquaviva delle
Fonti e Cassano delle Murge, un ceppo a Cerignola nel foggiano
ed uno a Taranto e Laterza nel tarantino, Mallardo ha un grosso
ceppo a Giugliano in Campania nel napoletano, con presenze anche
a Villaricca, Quarto, Marano di Napoli, Napoli, Qualiano e
Mugnano di Napoli, sempre nel napoletano e ad Avellino, e con un
ceppo anche in Puglia a Foggia ed a Corato nel barese, questi
cognomi dovrebbero derivare dal nome medioevale germanico
Malhard,
forma contratta del nome
Magilhard, composto da
magin
(forza)
ed hard
(duro),
con il significato di fortissimo
o durissimo,
nome probabilmente portato da capostipiti giunti in Italia al
seguito degli svevi. |
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MALLARINI
MALLARINO |
Mallarini è tipico del savonese, di Carcare in particolare e di
Pallare, Mallarino è specifico dell'area che comprende il
savonese e l'alessandrino, potrebbero derivare da un
ipocoristico del nome francogermanico
Maillard,
ma potrebbero anche derivare da un diminutivo della forma
dialettale del termine medioevale provenzale
mallier (postiglione,
ufficiale di posta),
sicuramente non derivano dal toponimo Mallarini del savonese,
perchè la frazione a proprio preso il nome dal cognome della
famiglia e non viceversa. |
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MALLI
MALLIA
MALLIO
MALLO |
Malli sembrerebbe specifico di Milano, Mallia è molto diffuso
nella Sicilia meridionale, donde sembrerebbe originario, di
Pachino, Siracusa, Avola, Francofonte e Noto nel siracusano, di
Modica, Ragusa e Vittoria nel ragusano, di Agrigento, di Palermo
e di Riesi e Mazzarino nel nisseno, Mallio è quasi unico, Mallo
ha un piccolo ceppo a Palermo, uno a Comiso e Ragusa nel
ragusano, ma il ceppo principale è ad Augusta nel siracusano,
dovrebbero derivare o dal nomen latino
Mallus,
Mallia
, di cui abbiamo un esempio in questo testo latino: "..Cum
Minerva manum move. Dii facientes adiuvant. Manum admoventi
fortuna imploranda est. Manus pretium: dat operi. Mh/te
melissas, mh/te meli: neque apes, neque mel. iccirco quia apum
aculeum fugit. Ni molas, non comedes. Qui vitat molam, vitat
farinam. Optimum obsonium labor senectuti. Qui arat olivetum,
rogat fructum Columel Artem quaevis alit terra. Suet. Ex umbra
in solem educere: rem elaboratam. Hic porticus miseriae. Aurum e
stercore colligendum. Muli Mariani. Mallus enim milites ad
sarcinas e furca ferendas assuefecerat...", potrebbero anche
derivare direttamente dalla gens
Mallia. |
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MALLOCI |
Malloci è tipicamente sardo ha un ceppo a Lunamatrona nel Medio
Campidano, uno piccolo a Cagliari ed uno ancora più piccolo ad
Albagiara ed Oristano nell'oristanese, dovrebbe derivare da un
soprannome dialettale sardo meridionale, con il significato di
tori,
forse attribuito ad un capostipite che ne fosse un allevatore. |
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MALNATI |
Malnati
ha un ceppo a Varese, Malnate, Bisuschio, Arcisate e Vedano
Olona nel varesotto, uno secondario a Milano, dovrebbe derivare
dal toponimo Malnate nel varesotto, probabile luogo d'origine
del capostipite. |
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MALONE
MALONI |
Malone, quasi unico, sembrerebbe del teramano con qualche
presenza nel torinese, dove potrebbe derivare dal nome del
locale torrente Malone, Maloni ha un ceppo tra spezzino e
carrarese, a Santo Stefano di Magra e La Spezia nello spezzino e
ad Aulla nel carrarese, ed uno tra ascolano e teramano, in
particolare a Sant`Egidio alla Vibrata nel teramano, dovrebbero
derivare dal soprannome e nome medioevale
Malonus. |
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MALONNI |
Malonni,
molto molto raro, è tipicamente lombardo, dell'area bergamasco,
bresciana, dovrebbe derivare dal nome del paese di Malonno nel
bresciano. |
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MALOPERA |
Malopera è quasi unico, probabilmente origina da un soprannome,
dovrebbe essere di lontane origini piemontesi, sembrerebbe di
Cuneo, anche se le più recenti radici ottocentesche si trovano a
Tarsia nel cosentino, probabile risultato del trasferimento
interno di qualche esponente, tracce di questa cognominizzazione
si trovano ad Asti fin dal 1278, quando un tale Guglielmo
Malopera fu tra i firmatari della pace tra Asti e Cuneo (fonte
Dizionario Biografico degli Italiani). |
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MALORNI
MALORNO |
Malorni ha un piccolo ceppo romano ed uno, molto più consistente
a Larino nel campobassano, Malorno è quasi unico, dovrebbero
derivare dal nome germanico medioevale
Mahlhorn
(il corno del mugnaio),
bisogna tener presente che
malhorn è anche il nome di una
particolare tecnica di pittura utilizzata dai vasai con
l'utilizzo di strumenti simili a penne d'oca. |
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MALOSSI
MALOSSINI |
Malossi
ha un ceppo nel grossetano ed uno nel bolognese, Malossini è
tipico del basso trentino, derivano dal soprannome e nomignolo
medioevale Malosso ricordiamo il pittore cinquecentesco
piacentino Giovan Battista Trotti detto il Malosso. |
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MALPEDE
MALPEDI
MALPIEDE
MALPIEDI |
Malpede è
tipico dell'area campana, in particolare del salernitano, con
presenze anche nel barese, Malpedi è quasi unico, forse del
potentino, Malpiede è quasi unico, Malpiedi sembrerebbe del
basso marchigiano, potrebbero aver avuto origine da un
soprannome, cosa più probabile per il ceppo marchigiano, ma la
cosa più probabile è che si tratti invece di cognomi attribuiti
anticamente a dei trovatelli, secondo l'uso invalso presso i
funzionari borbonici di attribuire un cognome che in qualche
misura si potesse riferire a caratteristiche fisiche o
comportamentali del bambino. (vedi anche BOMPEDE) |
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MALPELI
MALPELO |
Malpeli è tipico di Parma, del parmense e del reggiano, con un
ceppo anche a Genova, Malpelo è quasi unico, dovrebbero derivare
dal nome medioevale Malpelus,
del quale abbiamo un esempio nel "Qualiter Homines de Abbatia de
Fraxinorio in omni anno jurant sequi Consules Mutinae. Anno
1173", probabilmente nato da un soprannome originato dalla
credenza che i capelli rossi portassero sfortuna e fossero fonte
di disgrazia. |
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MALPESI
MALPESO |
Malpesi, quasi unico, sembrerebbe piemontese, Malpeso,
altrettanto raro, parrebbe del napoletano, si dovrebbe trattare
di cognomi attribuiti a dei trovatelli, i cognomi dovrebbero
indicare che il fanciullo era il frutto, il peso, di un'azione
mala
(riprovevole). |
|
MALPETTI |
Malpetti è specifico dell'area tra bresciano e mantovano, di
Montichiari nel bresciano e di Volta Mantovana e Medole nel
mantovano, dovrebbe derivare dall'italianizzazione del nome
medioevale germanico Malpert. |
|
MALTA
MALTESE
MALTESI |
Malta,
abbastanza raro, sembra avere un ceppo calabrese ed uno
siciliano, Maltese più diffuso è tipicamente siciliano, Maltesi,
assolutamente rarissimo, potrebbe essere un errore di
trascrizione del precedente, derivano tutti dal toponimo Malta e
dall'etnico corrispondente. |
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MALTAGLIATI |
Maltagliati ha un ceppo nel milanese ed uno toscano originario
tra pistoiese e fiorentino, dovrebbero derivare da soprannomi
originati da una cattiva reputazione della famiglia. |
|
MALTEMPO |
Maltempo,
tipicamente campano, sembrerebbe specifico di Polla, Petina e
Montecorvino Rovella nel salernitano e di Marcianise nel
casertano, dovrebbe trattarsi di un cognome attribuito da
funzionari degli orfanotrofi borbonici a dei trovatelli, forse
indicando che il futuro di questi fanciulli sarebbe stato
particolarmente difficile. |
|
MALTINTI |
Maltinti è tipico della Toscana settentrionale, di Empoli e
Fucecchio nel fiorentino, di Livorno e Rosignano Marittimo nel
livornese, di Pistoia e Prato e di San Miniato e Cascina nel
pisano, l'origine etimologica di questo cognome dovrebbe essere
da un soprannome medioevale
Maletinctus, di cui è arduo
identificare il motivo, tracce molto antiche di questa
cognominizzazione le troviamo nel 1100 con un Gérardus
Maletinctus, che ormai anziano entra in convento e viene accolto
a Saint-André di Gap tra i frati cluniacensi. |
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MALUDROTTU |
Maludrottu, decisamente sardo, è caratteristico di Olbia,
dovrebbe derivare da un soprannome con il significato di male in
arnese, sciatto. |
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MALUTA
MALUTTA |
Maluta ha presenze in Veneto, a Venezia in particolare ed un
ceppo nel pordenonese a Brugnera, Sacile, Prata di Pordenone e
Fontanafredda, Malutta è tipico dell'area friulano, giuliana,
con presenze nel pordenonese ed a Trieste, potrebbero derivare
dall'italianizzazione del nome saraceno
Malut, ma
è anche possibile, se non più probabile, una derivazione da
un'alterazione dialettale friulana o giuliana del nome
medioevale Malosso. |
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MALVAGNA |
Estremamente raro, sembrerebbe tipico della Sicilia orientale,
deriva dal toponimo Malvagna (ME). |
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MALVASI
MALVASIO |
Malvasi ha un piccolo ceppo nel torinese ed a Novi Ligure tra
alessandrino e genovese, ed un ceppo a Pisticci e Montalbano
Jonico nel materano, con presenze significative anche a
Bernalda, Stigliano, Policoro e Scanzano Jonico, ed a Corigliano
Calabro e Bisignano nel vicino cosentino, Malvasio ha un ceppo a
Ronco Scrivia nel genovese ed uno a Pavone Canavese nel
torinese, potrebbero derivare dall'antico toponimo Malavasio nel
torinese citato fin dall'anno 998: "locus et fundus qui dicitur
Malavasio Mezano" o di un altro luogo, del quale si legge in un
atto del 1054: "sortes duas que iacent in Malavasio Superiore
ultra fluvium Padi", è anche possibile una derivazione dal nome
medioevale Malvasius,
troviamo tracce di questo cognome ad esempio con Monsignor
Antonio Malvasio (1738-1822) sacerdote, nativo di Cesa nel
casertano, parroco ad Aversa, latinista, autore di importanti
opere di Diritto canonico.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Malvasi è cognome lucano presente a Matera, Policoro, Potenza e
spesso altrove, anche calabrese, siciliano, napoletano e nel
Salento: 'malvagio'
(francese mauvais),
latino 'malifatius'.
Rohlfs 119. |
|
MALVENTANO
MARAVENTANO
MARVENTANO |
Malventano, assolutamente rarissimo, è siciliano, sembrerebbe di
Caltagirone nel catanese, Maraventano è tipicamente siciliano
anch'esso, con un ceppo a Lampedusa e Linosa e ad Agrigento
nell'agrigentino ed uno a Palermo, Marventano, assolutamente
rarissimo, è tipico del siracusano, dovrebbe trattarsi di forme
etniche dialettali riferite all'antico paese di Malaventri
situato nell'ennese nel territorio del paese di Centuripe. |
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MALVESTIO
MALVESTITI
MALVESTITO |
Malvestio
è tipico della zona tra veneziano e padovano, Malvestiti ha un
ceppo a Magnago nel milanese, nel bergamasco a Mapello, Bergamo,
Osio Sotto e Calusco d'Adda e nel varesotto a Busto Arsizio, ed
uno a Foligno e Città di Castello nel perugino, Malvestito,
assolutamente rarissimo, è lombardo, dovrebbe trattarsi di
cognomi attribuiti in orfanotrofi da funzionari che così
intendessero caratterizzare lo stato d'arrivo dei poveri
fanciulli abbandonati con poveri abiti, più difficilmente è
ipotizzabile che possano derivare da soprannomi originati dal
modo di porsi dei capostipiti, per classificare ad esempio chi
usasse vestire in modo disadatto al suo stato sociale. Tracce di
queste cognominizzazioni le troviamo a Venezia nella seconda
metà del 1700 con il capo mastro artigiano Iseppo Malvestio la
cui bottega e magazzino si trovano al Ponte del Gaffero, nel
1571, nello stato delle anime della parrocchia "de Imbersago"
nel lecchese troviamo un tale Joan Maria Malvestito con la muier
Susana e i fioli Rinaldo Jeronimo e Jacobo. |
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MALVEZZI
MALVEZZO |
Malvezzi ha un ceppo nell'alessandrino ed un nucleo principale
tra veronese, mantovano e modenese, Malvezzo è praticamente
unico, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Malvetius,
di cui abbiamo un esempio nel
Codice Diplomatico Bresciano in
una Breve iussionis ad terram
designandam del 1197 redatta in
Brescia: "...dant fictum modium olei aut soliti sunt dare unum
domino abbati suprascripto aut eius monasterio Sancti Petri in
Monte, quorum nomina sunt hec: Ottebonus de Formacha,
Gontardinus, Martinus de Armengarda, Arlottus de Galliciano,
Iohannes Pellatus de Zuvino, Buarnus de Pulzano iuravit pro se
et fratribus suis atque pro nepotibus eius, Bellebonus de
Galliciano, Iohannes Malvetius, Zamforgninus filius Ottonis
Mignoli...". Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo in
una lettera del 1509 scritta da Niccolò Machiavelli ad Alamanno
Salviati: "...Non scrivono li 'mbasciadori vostri delle cose di
dentro alcuno particulare, salvo che e' traggono al campo
continuamente et gli fanno assai danno, et che messer Luzio
Malvezi andò per danari a Venezia con buona scorta e ritornò in
Padova salvo sanza molto impedimento...". |
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MALVICINI
MALVICINO |
Malvicini è tipico della zona che comprende piacentino
alessandrino e pavese, malvicino ha un ceppo a Torino, Cuneo e
Castelnuovo Bormida, dovrebbero derivare dal toponimo Malvicino
(AL), Malvicinus
era anche un nome/soprannome medioevale, come possiamo leggere
in questo scritto pisano del 1227: "... anno Domini MCCXXVII,
indictione XV, idus octubris.Visa quidem predicta promissione et
visis et intellectis omnibus a predictis consulibus ... ...per
notulam Bertrandi de Sclannola notarii, anno predicto Domini,
die quarto novembris. Iuraverunt etiam hoc idem electi iam
consules Malvicinus Petrus Gascus, W (illelmus) Squirpus,
Gaiolus, Raimundus Audricus, et sic omnia fieri voluerunt. ...",
troviamo i Conti Malvicini Signori di Bagnacavallo (RA) nella
seconda metà del 1100. |
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MALVITANI |
Presente
solo a Melegnano nella forma composta Malvitani Negri, sembra
essere di origini calabresi, dovrebbe derivare dal toponimo
Malvito (CS) o dalla località Malvitani di Marano Marchesato nel
cosentino. |
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MALZONE
MALZONI |
Malzone è specifico del salernitano, di Montecorice,
Castellabate, Salerno ed Agropoli, Malzoni, quasi unico, è
sempre campano dell'area avellinese, salernitana, potrebbero
derivare dall'italianizzazione del nome germanico
Malzahn,
secondo un'altra ipotesi potrebbe derivare da un'alterazione
dialettale aferetica del nome
Tommaso. |
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MAMBERTI |
Mamberti è di origine corsa, presente nel cagliaritano e nel
genovese, dovrebbe derivare dal cognome francese
Mambert,
a sua volta derivato dal nome germanico
Manberht
composto dai termini man
(uomo)
e berht
(luminoso, brillante). |
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MAMBRETTI |
Tipico
del nordmilanese, potrebbe derivare da un toponimo come
Mombretto di Mediglia, o come lo scomparso Montebretus di cui
abbiamo una menzione nell'archivio dei notai roganti ,dove
nell'anno 1445 è citato a Milano un Lancilotto de Montebreto. |
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MAMELI
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Mameli è tipico del centro sud della Sardegna, con un ceppo
secondario anche nel genovese, deriva dal nome gentilizio latino
Mamelius. Personaggio famoso è ovviamente Goffredo Mameli (1827
- 1849), l'autore dell'inno nazionale italiano.
integrazioni fornite da
Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
In realtà Mameli era sì genovese, ma era figlio di un sardo e di
una genovese.
Secondo il dizionario dei cognomi sardi di Lorenzo Manconi
questo cognome compare nel Campidano già nel 1300 ed è uno tra i
cognomi sardi più antichi.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
MAMELI: che significa Mameli? Da dove deriva? Se andiamo
indietro nelle storia di Roma, nell’albo consolare, alla data
del 488 ab Urbe Condita (265 a.C.) c’è il nome di Lucius
Mamilius Vitulus consul. Che relazioni ci siano tra la “gens
Mamilia” della Roma
Repubblicana ed il cognome Mameli non ci è dato di sapere, ma
rimane sinora l’unico punto di riferimento. Come poi il cognome
Mameli abbia avuto discreta diffusione nella Sardegna
meridionale, è ancora un enigma. Sta di fatto che la voce
“mameli” in lingua sarda non trova altre spiegazioni. Il cognome
è comunque documentato in Sardegna sin dai primi secoli del II
millennio. Il più famoso dei Mameli della storia medioevale
della Sardegna, fu senz’altro Filippo Mameli di Aristanni, il
primo sardo “doctore de decretu et de lege” (giurista) che si
conosca. La sua lapide, con relativa iscrizione funeraria, si
trova nella Cattedrale di Oristano, ove si legge appunto: -
IOBIA DIES VIII MAIU MCCCXLIX MORIVIT MESSER PHILIPHO MAMELI
DOTORE DE DECRETU ET DE LEGE ET CANONICU D’ARBAREE ET IAGHET
CUGHE(qui) S. OSSA SUA – Filippo Mameli fu il primo estensore
della famosa CARTA DE LOGU di Arborea, redatta per ordine di
Mariano IV signore del Giudicato di Arborea, padre della
giudicessa Eleonora; che la fece pubblicare, distribuendo le
copie in tutto il giudicato, villa per villa (villaggio per
villaggio) e mandandola poi in vigore, dall’anno 1384. Secondo
don Giovanni Maria Mameli De’ Mannelli, consigliere di Stato,
cavaliere, patrizio di Cagliari, giudice del consolato in
Cagliari, traduttore e commentatore della Carta de Logu, la cui
stampa fu fatta a Roma nell’anno MDCCCV, presso le stamperie di
Antonio Fulgoni (siamo in possesso di una copia anastatica), il
canonico Filippo Mameli morì non l’8 maggio 1349, bensì l’8
maggio 1348, di peste nera (la famosa peste citata dal Boccaccio
nel Decamerone – La Peste Nera entrò in Sardegna nell’Autunno
del 1347 e già ai primi mesi del 1348, il numero delle vittime
del micidiale “virus” era altissimo. Gli effetti del letale
contagio perdurarono per più di un secolo: ne furono vittime
oltre al già citato Filippo Mameli, lo stesso Mariano IV,
signore d’Arborea, nel 1375, e la figlia Eleonora, nel 1403). Il
cognome Mameli è presente nelle carte medioevali della lingua e
della storia della Sardegna. Tra i firmatari della Pace di
Eleonora, LPDE del 1388, abbiamo: Mamele Michele, ville Ribechu,
* Ribechu…attuale Rebecu. Curatorie de Costa de Valls; Mameli
Antiocho, jurato ville Donugagia, * Donugagia…odierno Donigala.
Campitani Majoris; Mameli Cilippo, jurato ville Sancto Haeru, *
Sancto Haeru...odierno San Vero (Contrate Partis de Milis);
Mameli Comita, jurato ville Busache, * Busache…odierno Busachi.
Contrate Partis Varicati; Mameli Gantino, Burgi Castri M.
Regalis, ** Burgi Castri Montis Regalis - Castello di Monreale
(Sardara); Mameli Gonnario, ville Aricu, * Aricu…odierno Aritzo.
Mandrolisay o Barbagia di Belvì; Mameli Joanne, jurato ville
Donugagia(vedi su); Mameli Joanne, jurato ville Loddu, *
Loddu…distrutto. Contrate Partis Varicati – Barigadu; Mameli
Juliano, majore(amministratore di giustizia, sindaco) ville
Loddu; Mameli Leonardo, ville Truschedo, * Truschedo…odierno
Villanova Truschedu. Contrate Partis Varicati – Barigadu; Mameli
Petrus, ville Sasseri, *** Sasseri…Sassari. Et nos Pugioni
Anthonius et De Lacon Salatinus, cives Sasseri, sindici, actores
et procuratores…Marringoni Arsòcus potestas ac capitanus
civitatis Sasseri. Omnes cives congregatis in civitate Sasseri,
apud ecclesiam Sancte Caterine…presentibus Corda Jacobo,
Magnispesa Francisco, De Mascara Francisco. In die XIII mensis
Januarii MCCCLXXXVIII – 1388. Nel Condaghe di Santa Maria di
Bonarcado, CSMB, XI, XIII secolo, troviamo citate ben 10 persone
col cognome Mameli: al capitolo 22 (partizione di servi): Ego
Gregorius priore de Bonarcadu, partivi (ho diviso) cun iudice de
Gallulu (Gallura). coiuvedi (ho unito in matrimonio) Goantine
Mameli serbu de Sancta Maria cun Maria de Lee, ancilla de iudice
de Gallul; fegerun II fiios: Zipari et Justa. Clesia levait a
Zipari et iudice a Justa. Testes…Ai capitoli 103, 190, 202, 204
è citato Mameli Iorgi, binariu de iudike (il binariu era
l’amministratore delle vigne e delle cantine del Giudice),
generalmente come teste. Non abbiamo trovato il cognome Mameli
nei Condaghi Logudoresi, cioè dell’alta Sardegna! Anche
attualmente la sua area di maggiore diffusione è la Sardegna
meridionale. Nella storia ricordiamo, fra i tanti, Mameli
Mariano, personaggio del regno giudicale di Arborea,
padre(naturale) del più famoso Filippo, su menzionato. Visse a
cavallo del XIII secolo. Fu canonico della Cattedrale di Santa
Maria di Oristano(prima del figlio naturale Filippo). Fu
incaricato dal Giudice di Arborea Mariano II in qualità di
“custode” della pergamena contenente il trattato di tregua tra
lo stato di Arborea e quello di Sassari, allora unito alla
repubblica di Genova. Ricordiamo inoltre, Mameli Raimondo,
battezzato in Cagliari l’11 luglio 1763. Si unì in matrimonio
nel 1795 con Barbara Paradiso, che sin dal gennaio 1813, sarà
l’assistente della piccola principessa Maria Cristina di Savoia,
ultima figlia di Vittorio Emanuele I e di Maria Teresa
d’Asburgo – Este, che la diede alla luce in Cagliari a metà
novembre del 1812. Raimondo Mameli e Teresa Paradiso si
dovettero poi trasferire a Genova al seguito della famiglia
reale. Da Raimondo e Teresa nacquero 7 figli, il secondo dei
quali Giorgio, fu, a sua volta, di padre di Goffredo Mameli,
l’autore dell’Inno Nazionale Italiano, “Fratelli d’Italia”. Un
meno famoso dei Mameli di Sardegna menzionati, è senz’altro
Antonino Mameli di Gonnosfanadiga, ma egli va ripetendo, a tutti
quelli con cui si intrattiene, di appartenere alla più famosa
famiglia cagliaritana di Goffredo; e intanto va sempre
fischiettando o canticchiando il nostro Inno Nazionale! ( vedi
nel Web – Giuseppe Concas – racconti e leggende del Campidano e
Dintorni – is contus de Antoninu Mameli -). Attualmente il
cognome Mameli è presente in 354 Comuni d’Italia, di cui 138 in
Sardegna: Cagliari 357, Assemini 252, Selargius 171, Quartu 123,
Monserrato 105. Nella penisola è Roma con 96 ad avere il numero
più alto; seguono Milano con 57, Torino con 30, Genova con 27. |
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MAMERTINO |
Assolutamente rarissimo, sembrerebbe specifico di Lamezia Terme
(CZ).
integrazioni fornite da
Fabio Paolucci
Mamertino è un cognome molto raro, presente oggi solo nel comune
di Lamezia Terme in provincia di Catanzaro. Tale cognome affonda
le sue radici in un periodo molto antico della nostra storia:
erano anticamente i Mamertini un gruppo di mercenari per lo più
campani che traevano nome dal dio osco
Mamers
(Marte). Assoldati da Agatocle di Siracusa, alla sua morte (289
a.C.) s'impadronirono di Messina trucidandone barbaramente gli
abitanti greci ma, sconfitti da Gerone II°, chiamarono in aiuto
i cartaginesi. Stanchi della guarnigione cartaginese, fecero
appello ai romani, provocando l'inizio della prima guerra punica
(264 a.C.). Mamertino divenne quindi un nome etnico in epoca
romana, per poi sopravvivere ed essere cognominizzato in epoca
altomedievale. Una prova archeologica dell'uso di questo nome
nell'antichità è costituita da un'epigrafe commemorativa in
calcare conservata nel Museo Lapidario Marsicano di Avezzano
(AQ) (trovata in territorio albense nell'area di un sepolcreto
di età costantiniana, ma con ogni probabilità non pertinente al
contesto di ritrovamento), in cui si legge: "CL(AUDIO) MAMERTI -
NO ET FL(AVIO) NEVITTA - CONS(ULIBUS) IANUAS - FECERUNT
AG(ILEIUS) - MODESTUS ET - AEMILIUS LEO - P(ECUNIA) P(UBLICA)"
(p.p. può essere anche interpretato come "p(rae)p(ositi)" in
riferimento ai due artigiani Agileio Modesto e Emilio Leone "preposti,
incaricati" alla costruzione)
Cioè "essendo consoli Claudio
Mamertino e Flavio Nevitta, Agileio Modesto e Emilio Leone
fecero le porte con denaro pubblico".
L'epigrafe può essere datata ad annum al 362 d.C., anno in cui
furono in carica i due consoli Cl. Mamertino e Fl. Nevitta.
Tale iscrizione è di fondamentale importanza per comprendere il
processo di conservazione del nomen
Mamertino
come etnico in epoca romana, e la successiva evidente
cognominizzazione avvenuta in epoca medievale. E' da escludere
una derivazione dei toponimi Galati Mamertino (ME) e Oppido
Mamertina (RC) dal cognome, ma non viceversa del cognome dai
toponimi. Il nome Galati deriva dall'arabo
Qual'at,
che vuol dire "rocca", in riferimento alla rupe su cui sorge il
paese. Oppido deriva dal vocabolo latino
oppidum,
con il significato di luogo
fortificato, piazzaforte. Gli
appositivi "Mamertino" e "Mamertina", invece, si ricollegano in
entrambi i casi a quella storica popolazione dei "Mamertini" che
si professava discendente del dio Marte. Escluderei, però,
anche l'ipotesi di origine in riferimento ai toponimi: il ceppo
Mamertino è presente soltanto nel Catanzarese a Lamezia Terme,
per cui potrebbe trattarsi anche di un ceppo del tutto
svincolato dai toponimi, il cui cognome si è formato dalla
cognominizzazione di un soprannome o di un nome di persona; lo
studio sui cognomi fa intuire che le soluzioni sono sempre
molteplici e disparate, se non si ha la certezza della presenza
di una valida testimonianza documentaria che ne provi una sicura
origine etimologica e storica. |
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MAMINI
MAMINO
MAMMINI
MAMMINO |
Mamini è tipicamente romagnolo, di Faenza e Lugo nel ravennate e
di Ferrara, Mamino è invece piemontese, dell'area che comprende
il basso torinese, il cuneese e l'astigiano, Mammini è specifico
del lucchese e del pisano e potrebbe derivare dall'antico nome
Maminius
del paese pistoiese di Momigno, Mammino è decisamente siciliano
del catanese, dovrebbero tutti derivare dal cognomen latino
Mamminius,
ricordiamo con questo nome lo scrittore latino Titus Quinctius
Mamminius. |
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MAMMALUCCO |
Mammalucco, quasi unico, è del marchigiano, dovrebbe derivare
dal termine medioevale
mammalucco, a sua volta
originato dall'arabo mamluck
(schiavo),
ricordiamo che con il termine di
mammalucchi
o mamelucchi
veniva chiamata una milizia a cavallo egiziana composta da
schiavi stranieri di provenienza caucasica, secondo un'altra
ipotesi potrebbe derivare dal greco
mamalucos
(fanciullone,
di uno attaccato alle sottane della mamma), non dimentichiamo
che con il termine italiano
mammalucco si intende uno
sciocco imbambolato. |
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MAMMATO |
Specifico di Maiori (SA).
integrazioni fornite da
Da Fabio Paolucci (Salerno)
è tipico della splendida Costiera Amalfitana, in particolare di
Maiori (Sa). Il cognome dovrebbe derivare da un soprannome
attribuito al capostipite:
mammatus che in latino
significa a forma di mammella
e mammeata
vuol dire dal bel seno.
Con ogni probabilità il soprannome con riferimento alle mammelle
fu attribuito al capostipite perchè particolarmente corpulento,
oppure alla capostipite per la sua fecondità o per le sue
grazie. |
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MAMMOLA
MAMMOLI
MAMMOLO
MAMOLA
MAMOLI
MAMOLO |
Mammola ha un ceppo a Roma, nel napoletano e nel reggino a
Polistena e Rosarno, Mammoli è della fascia centrale, con
particolare concentrazione in Toscana a Prato, a Cortona
nell'aretino ed a Campi Bisenzio e Firenze nel fiorentino,
nell'anconetano ad Ancona, Osimo, Santa Maria Nuova, Offagna ed
Aguigliano, in Umbria a Todi, Bastia, Spoleto, Assisi e Perugia
nel perugino ed a Terni, ed a Roma e Rieti, Mammolo,
estremamente raro, sembrerebbe avere un piccolissimo ceppo nel
viterbese ed uno ancora più piccolo nel leccese, Mamola,
assolutamente rarissimo, sembrerebbe del palermitano, Mamoli è
tipicamente lombardo, dell'area che comprende il pavese, il
lodigiano, il milanese ed il bergamasco, Mamolo sembra avere un
piccolissimo ceppo nel varesotto ed ha un piccolo ceppo a
Trasaghis nell'udinese ed uno a Trieste, dovrebbero tutti
derivare dal nomen latino
Mammolus o
Mamolus,
uno dei nomi personali della
Gens Mammea o
Mamilia,
ricordiamo San Mamolo.
integrazioni fornite da
Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
potrebbe essere una variante del cognome Momoli, cognome
lombardo e veneto che dovrebbe derivare dal vezzeggiativo
Momolo, nome familiare per Gerolamo o Geronimo.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Mamolo è cognome friulano che risale a
San Mamante,
chiamato, oltre che Mamolo,
anche Mama
e Mames.
Fu eremita e martire a Cesarea di Cappadocia, nel III secolo.
Viene celebrato dal calendario romano il 17 agosto. Etimologia:
dal latino 'mamans'
= bambolone. |
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MAMMOLITI
MAMMOLITO |
Mammoliti è tipico del reggino, di San Giorgio Morgeto, San
Luca, Oppido Mamertina, Cittanova e Locri, Mammolito,
estremamente raro, è del cosentino, dovrebbe trattarsi di forme
etniche grecaniche riferite al paese di Mammola nel reggino, il
cui nome dovrebbe derivare dal termine latino
mammula (mammella)
a caratterizzare la forma di una collina. |
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MAMMONA
MAMMONE
MAMONA
MAMONE |
Mammona e Mamona sono quasi unici, Mammone ha un grosso ceppo
laziale a Sora nel frusinate ed a Roma, ed uno in Calabria a
Caulonia, Roccella Ionica e Oppido Mamertina nel reggino, a
Cardinale e Valle Fiorita nel catanzarese, a Montalto Uffugo ed
a Rose nel cosentino ed a Crotone, Mamone ha un ceppo a Roma,
uno in Calabria nel reggino a Cittanova, Anoia, Galatro e
Rosarno ed ad Arena e Dinami nel valentianoed uno a Catanzaro ed
Amato nel catanzarese, in Sicilia ha un grosso ceppo a Palermo
ed uno a Messina.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale
Mamone
(con una variante in Mammone),
l'italianizzazione cioè del personale
Mamon o
Maimon,
che nell'onomastica araba ed ebraica significa letteralmente
fortunato
(per una spiegazione più approfondita, vedi Maimone). Per quanto
riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle
cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti. |
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MAMMUCARI
MAMMUCCARI |
Mammucari sembrerebbe specifico di Velletri, Mammuccari,
decisamente più raro, è anch'esso di Velletri, potrebbe derivare
da una deformazione dialettale del cognomen latino
Mamercus,
ricordiamo ad esempio, citato da Tito Livio Lucius Quinctius
Mamercus Aemilius Magistrato eponimo di Roma nell'anno 438 a.C.
o dal nome latino Mamertius
di cui è proseguito l'uso con il Santo cattolico Mamertius
arcivescovo di Vienna nel V° secolo. |
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MANA
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Mana è
tipico del Piemonte occidentale, è specifico di Fossano,
Savigliano, Cavallermaggiore, Genola e Saluzzo, dovrebbe
derivare dal nome del paese di Mana, una frazione di
Cavallermaggiore nel cuneese, probabile luogo d'origine delle
famiglie. |
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MANAI
MANNAI |
Manai è tipico della fascia occidentale della Sardegna, di
Sassari e Mara nel sassarese, di Oristano e Paulilatino
nell'oristanese, di Perdaxius nell'iglesiente e di Cagliari e
Quartu Sant'Elena nel cagliaritano, Mannai è tipico sardo con
ceppi a San Nicolo` D`Arcidano nell'oristanese, a Cagliari ed a
Portoscuso e Carbonia nel carboniense, dovrebbero derivare da un
soprannome originato dal vocabolo sardo
mannai (nonno
o nonna).
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
MANAI; MANNAI; MANNONI: son tre cognomi sardi, che hanno per lo
più in comune significato ed etimo. Hanno come base il latino
magnus,
nel significato di anziano,
grande in età, quindi
nonno
(vedi il cognome Mannu). Traccia della loro presenza si
riscontra negli antichi documenti medioevali della lingua e
della storia della Sardegna. Tra i firmatari della Pace di
Eleonora, LPDE del 1388,troviamo: Mannonu Joanne,
jurato(collaboratore del majore) ville Silli, * Silli…odierno
Isili. Contrate Marmille. Mannai Anthonio, ville Sorradili, *
Sorradili…odierno Sorradile. Contrate Partis Varicati –
Barigadu. Attualmente il cognome Manai è presente in 104 Comuni
italiani, di cui 47 in Sardegna: Sassari 74, Oristano 59, etc.
Mannai presente in 55 Comuni d’Italia, di cui 29 in Sardegna:
Cagliari 56, Terralba 53, S. N. Arcidano 36, etc. Mannoni è
presente in 129 Comuni italiani, di cui 80 in Sardegna: Sassari
80, S Teresa 69, Cagliari 27, etc. Nella penisola Roma annovera
il ceppo più consistente. |
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MANAIGO |
Manaigo è specifico di Cortina d'Ampezzo, con un piccolo ceppo
anche ad Auronzo di Cadore sempre nel bellunese, dovrebbe
derivare dal nome della frazione Manaigo di Cortina lungo il
corso del torrente Boite.
integrazioni fornite da
Eric Manaigo
Penso che il nome non derivi dela frazione Manaigo a Cortina,
questa frazione possiede questo nome poiche èra (ed è ancora)
composta di case e terreni da sempre proprietà della famiglia
Manaigo, è la famiglia che ha dato il nome alla frazione, non
il contrario. Secondo il Dott. Richebuono (I
nomi degli antichi ampezzani)
L'etimo del nome è incerta. La legenda della famiglia è che il
primo Manaigo sia arrivato in Ampezzo come capitano o
mercenario in epoca feudale. A Pianoro nel bolognese esiste un
Colle di Maianigo ed un bosco di Maianigo, proprio con questa
scrittura il cognome appare per la prima volta a Cortina nel
1357 (secondo gli studi del Dott. Richebuono). |
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MANALDI
MANUALDI
MENALDI
MENALDO |
Manaldi e Manualdi sono praticamente unici, Menaldi,
assolutamente rarissimo, ha un ceppo tra Lazio, Molise e
Campania, Menaldo ha un ceppo tra padovano e vicentino ed uno
nel torinese, dovrebbero derivare dal nome longobardo
Menaldus
a sua volta derivato da Manaldus
o Manualdus. |
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MANARA
|
Manara, specifico della fascia centro occidentale dell'Italia
settentrionale, ha un nucleo nel bolognese ed uno nel veronese,
ma è ipotizzabile anche qualche ceppo in Lombardia, che potrebbe
derivare dal toponimo Cava Manara nel pavese, l'origine dovrebbe
essere da. un'alterazione del nome medioevale Mainardo.
integrazioni fornite da
Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
Manara difficilmente, a mio avviso può derivare da Cava Manara
(PV) poiché il secondo nome è stato aggiunto solo nel 1863 in
ricordo di Luciano Manara, che da quelle parti combattè.
Manara, tipico della Lombardia e del Veneto (Verona) deriva da
mannaia. Nei dialetti lombardi e piemontesi e sopravvissuta fino
agli anni '50 la parola manarin, piccola scure. |
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MANCA
|
Decisamente sardo, potrebbe avere un ceppo anche nel Salento,
dovrebbe derivare da soprannomi dialettali legati alla
caratteristica del capostipite di essere mancino.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
Manca: sa manu 'e manca
(la mano sinistra).
Dal latino manca.
Mancòni, mankìnu (manchìnu) e mànkinu (mànchinu), mancòsu stanno
per mancino.
Manca è un cognome presente in tutta Italia, in 944 Comuni, con
maggiore diffusione in Sardegna. Non dimentichiamo che non è un
cognome solo sardo, perché lo ritroviamo, sin dai tempi antichi
anche in Puglia. In Sardegna è presente in 267 Comuni su 377.
Nelle carte antiche della Sardegna, tra i firmatari della Pace
di Eleonora del 1388 figurano 8 Manca e 22 Mancha, dei quali
ricordiamo: Manca Nicolao, jurato (guardia giurata,
collaboratore del majore) ville Seneghe e Manca Toisco, majore
(sindaco) ville Seneghe; Mancha Juliano, majore ville Pau
(Partis de Montibus), Mancha Matheo, ville Sellùri(Seddòri,
Sanluri), Mancha Nicolao, ville Sellùri, Mancha Perinus
(Pierino), ville Sasseri, Mancha Peritono (Pierantonio), ville
Gonnos de Codina. Nel *CSMB (Condaghe di S. M. de Bonarcado)
sono ricordati 10 Manca e un Manka, tra cui: Manca Comita prete
di Basilay(?) (198), Manca Gunnari, prete di Bidoni (30); nel
*CSNT (Condaghe di S. N. di Trullas), sono citati 3 Manca (in
una vendita di terra): Gosantine Manca ed i figli Iusta e
Comita; nel Condaghe di S. Pietro di Silki, è citata Manca
Jorgia, moglie di Tusu Gosantine, in una donazione di servi,
*CSPS(28°). |
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MANCANIELLO |
Mancaniello è tpico dell'area che comprende il foggiano,
l'avellinese ed il potentino, potrebbe derivare dal nome
composto dai nomi medioevali
Mancus o
Mancio
aggiunto ad Aniello,
probabilmente portato dal capostipite. |
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MANCARDI
MANCARDO |
Mancardi, molto raro, è tipico dell'area ligure, piemontese,
Mancardo, ancora più raro, è piemontese, del cuneese in
particolare, circa l'origine di questi cognomi si possono
formulare diverse ipotesi, la prima consiste in una derivazione
dal francese Manchard,
che sembrerebbe indicare che il capostipite fosse mancino, la
seconda propone una derivazione dal termine italiano medioevale
manco
(storpio),
la terza suggerisce una derivazione dal nome germanico
Mannhard
con il significato di uomo duro. |
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MANCARELLA |
Mancarella ha un ceppo nel Salento, a Monteroni di Lecce, Lecce,
San Pietro in Lama, Martano, Surbo, Castrignano del Capo,
Miggiano e Lequile nel leccese, a Taranto e Sava nel tarantino
ed a Brindisi, San Vito dei Normanni ed Erchie nel brindisino,
ed un ceppo in Sicilia nel siracusano, a Siracusa e Solarino,
dovrebbe derivare da un soprannome attribuito ai capostipiti,
che probabilmente erano mancini. |
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MANCAZZO |
Mancazzo è un cognome specifico di Bitonto nel barese, di
origine etimologica oscura, si potrebbe ipotizzare una
derivazione da un soprannome originato dal termine greco
μανικός manikos (folle,
insensato, pazzo). |
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MANCHIA |
Manchia è
un tipico cognome sardo, della parte settentrionale dell'isla,
di Ozieri, Sassari, Porto Torres e Chiaramonti nel sassarese e
di Olbia, San Teodoro ed Oschiri in Gallura, dovrebbe derivare
da un soprannome basato su di un termine dialettale sardo per
mancina o sinistra, probabilmente ad indicare che i capostipiti
avessero la caratteristica di essere mancini. |
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MANCIARACINA
MANGIARACINA |
Manciaracina, molto raro, è del trapanese, Mangiaragina è tipico
della Sicilia occidentale, del trapanese, palermitano ed
agrigentino, dovrebbero derivare da un soprannome originato dal
nome dialettale della salpa
un pesce il cui nome dialettale è appunto
mangiaracina.
integrazioni fornite da
Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
derivano da un soprannome dialettale che ha il significato di
"mangia l'uva". |
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MANCIN
MANCINA
MANCINELLI
MANCINI
MANCINO |
Mancin è tipico del nord, con un grosso ceppo tra rovigoto e
Veneziano e suoi derivati tra romano e latinense, è molto
diffuso nel Piemonte settentrionale, nella Lombardia occidentale
ed in Emilia, Mancina è tipicamente calabrese di San Giovanni in
Fiore nel cosentino in particolare e di Cosenza, Mancinelli è
molto diffuso nella fascia centromeridionale che comprende il
riminese, le Marche, l'Umbria, il Lazio, l'Abruzzo, il
campobassano, il beneventano ed il napoletano, con un ceppo
anche nel potentino, Mancini, diffusissimo in tutta l'Italia
peninsulare, con massima concentrazione nella fascia centrale,
Campania e Puglia, Mancino è diffusissimo a Roma e in tutto il
sud ed in Sicilia, in particolare nel palermitano, dovrebbero
derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dal cognomen
latino Mancinus,
Tito Livio in Ab Urbe Condita
nelle sue Periochae
cita il console Hostilius
Mancinus: "...C. Hostilio
Mancino cos. sacrificante pulli ex cauea euolauerunt;
conscendenti deinde in nauem,ut in Hispaniam proficisceretur,
accidit uox: "Mane, Mancine". Quae auspicia tristia fuisse
euentu probatum est. Victus enim a Numantinis et castris exutus,
cum spes nulla seruandi exercitus esset, pacem cum his fecit
ignominiosam, quam ratam esse senatus uetuit. XXXX milia
Romanorum ab IIII milibus Numantinorum uicta erant. ...", ma è
anche possibile una derivazione da un soprannome motivato dalla
caratteristica del o della capostipite di essere mancini, ma non
si può escludere anche una possibile derivazione da uno dei
tanti toponimi Mancini o Mancino presenti qua e là per l'Italia.
integrazioni fornite da
Federico La Longa Mancini
I Mancini, conti, nobili dei marchesi di Fusignano, nobili
romani, affondano le radici millenarie nel suolo italico e
vantano discendenza dalla "Gens Hostilia" della quale un ramo
assunse il cognome Mancinus e di cui L. Hostilius Mancinus fu
Console nel 608 "ab urbe condita". A Roma i Mancini vennero
chiamati anche Lucij, nome allusivo ai pesci alzati nello
stemma. Il primo rappresentante certo della famiglia fu Lucio
che visse nel 990. La famiglia dette otto Conservatori all'Urbe,
ufficiali reggenti lo Stato con grande autorità, un vescovo di
Venafro, Antonio, un vescovo di Sora, Matteo, ed un cardinale,
Francesco Maria. Nei secoli si suddivise in vari rami: il ramo
di Sicilia ebbe per capostipite Giacomo che venne in Sicilia nel
1256 per fuggire alle persecuzioni di Vitelleschi tiranno di
Roma, e da lui discesero i baroni di Tardello, Tumminii e
Ogliastro.
Il ramo di Napoli ebbe per capostipite Domenico Nicola che fu fu
creato Marchese di Fusignano il 6 giugno 1535 dal Principe
Francesco d'Este, figlio del Duca di Ferrara Alfonso I. Questo
ramo fu ricevuto negli Ordini di Alcàntara e Costantiniano, fu
reintegrato nel patriziato romano nel 1745, ed ebbe come più
illustre rappresentante il conte Pasquale Stanislao (1817-1888),
insigne giurista, scrittore e tre volte Ministro del Regno
d'Italia (istruzione, giustizia ed esteri).
Il ramo di Nevers nacque dal matrimonio nel 1634 tra il barone
Michele Lorenzo e la nobile siciliana Girolama Mazzarino,
sorella del potente cardinale Giulio; i membri di questo ramo
furono duchi di Nevers e Donzy, principi di Vergagne e del Sacro
Romano Impero, grandi di Spagna di prima classe e pari di
Francia: importante fu la figura di Luigi GiulioO (1716-1798),
duca di Nivernais, generale, diplomatico e scrittore.
Il conte Antonio fu l'iniziatore nel 1800 del ramo di San
Vittore, sottoramo del ramo di Napoli, che ebbe come più fulgido
rappresentante AntonioO (1915-1990), eroe della II guerra
mondiale e Croce al Merito di Guerra.
La famiglia è iscritta nell'Albo d'oro delle famiglie nobili e
notabili europee dalla XII edizione ed è rappresentata oggi dal
conte Adriano Fulvio Mario e dal figlio Frderico Adriano Mario.
Arma : d'azzurro a due pesci d'argento in palo |
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MANCO
MANCON
MANCONE
MANCONI |
Manco ha
un nucleo nel napoletano ed uno nel Salento, Mancon, rarissimo,
è sicuramente veneto, con un ceppo forse non secondario nel
varesotto, Mancone ha ceppi nel frusinate, nel napoletano, ed in
Puglia, Manconi è tipicamente sardo, derivano da soprannomi
originati dalla caratteristica del capostipite di essere
mancino. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nella
seconda metà del 1200 ad Afragola, dove in un atto giudiziario
vengono citati Jacobus Manconus e Petrucius Manconus. |
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MANCOSU
MANCUSI
MANCUSO
MANCUSU |
Mancosu è specifico del cagliaritano, Mancusi è tipico della
zona che comprende il napoletano, il salernitano ed il
potentino, la zona d'origine dovrebbe essere in Basilicata tra
Potenza ed Avigliano, Mancuso è molto diffuso in Sicilia,
Calabria, Basilicata e Campania ed ha un piccolo ceppo nel
cagliaritano, dove troviamo anche la forma Mancusu, derivano da
un soprannome originato dal vocabolo dialettale
mancuso e
mancosu
(mancino). Tracce di questa
cognominizzazione le troviamo nel 1600 a Carolei (CS): "Die 16
men[sis] 9[m]bris 11 Ind[itioni]s 1612 in Casali S[anct]i Cosmi
& Constitutis... ...Et Cornelio Mancuso Casalis Caruli
[Carolei] pertine[n]tias Civitatis Cos[enz]æ ...". |
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MANDA
MANDI
MANDO |
Sia
Manda, che Mandi e Mando sono assolutamente rarissimi, quasi
scomparsi, potrebbero derivare dall'aferesi del cognomen latino
Amandus o del nome franco germanico Armand. |
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MANDALA'
MANDALARI |
Mandalà è
specifico della Sicilia, di Palermo e di Piana Degli Albanesi
nel palermitano, potrebbe avere origini albanesi, Mandalari è
specifico del reggino di Condofuri in particolare dovrebbero
derivare da un soprannome derivato dal mestiere di produttore di
catenacci o serrature. |
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MANDALITI |
Mandaliti, molto raro, è tipico di Capistrano (VV) e di Paola
nel cosentino, potrebbe derivare dal termine neogreco
mandas (convento,
monastero) ed individuare la
famiglia come abitante nei pressi di un monastero, o alle
dipendenze dello stesso. |
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MANDANICI |
Mandanici
è tipicamente siciliano del messinese di Barcellona Pozzo di
Gotto, Castroreale e Terme Vigliatore, deriva dal toponimo
Mandanici nel messinese. |
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MANDATI
MANDATO |
Mandati, quasi unico, sembrerebbe essere il frutto di errate
trascrizioni di Mandato, che è tipicamente meridionale, con un
piccoloceppo nel campobassano a Gildone, uno in Campania a
Napoli ed a Giugliano in Campania nel napoletano, a Caserta,
Maddaloni e Capua nel casertano ed a Paduli, Benevento e Morcone
nel beneventano, ed un ceppo nel cosentino a Grisolia, Santa
Maria del Cedro e Roggiano Gravina, potrebbe trattarsi di un
alterato ipocoristico del nome medioevale germanico
Mando, a
sua volta derivato dal termine medioevale germanico
mand (gioia,
felicità). |
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MANDARADONI |
Mandaradoni è specifico di Briatico, Rombiolo e Zambrone nel
vibonese, dovrebbe derivare dal nome del paese di Mandaradoni
frazione di Briatico, o da quello di Mandaradoni di Limbadi,
vicino a Rombiolo, essendo stati questi nomi dei paesi definiti
nel XVIII° secolo, anche il cognome non può che risalire ad
epoche successive. |
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MANDELLI |
Sembra
essere originario del comasco, l'area di massima concentrazione
comprende le province di Bergamo, Milano e Como, dovrebbe essere
derivato dal toponimo Mandello del Lario (LC). |
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MANDIS
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Mandis è
tipicamente sardo, ha la sua massima concentrazione nel
Campidano a Villanovaforru (VS), ma ha presenze significative
anche a Cagliari e nel cagliaritano, ed a Mogoro (OR), potrebbe
derivare dall'aferesi del cognomen latino Amandus o del nome di
origine germanica Armandus. |
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MANDOLA |
Mandola è tipicamente campano, con un ceppo nel salernitano, a
Sarno ed a Sapri, potrebbe derivare da un soprannome originato
dal termine mandòla
(strumento a corde)
o anche dal termine amandola
(mandorla). |
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MANDOLFI
MANDOLFO |
Mandolfi, assolutamente rarissimo, ha un piccolo ceppo tra
trentino e vicentino ed uno tra casertano e napoletano, Mandolfo
ha un ceppo siciliano, in particolare a Carlentini e Noto nel
siracusano, a Catania ed a Modica nel ragusano, ed uno pugliese
a Nardò nel leccese, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Mandolfus
di cui abbiamo un esempio d'uso nel
Iacobi Avgusti Thvani historiarum sui
temporis: ".. Ioannes Vrsinus
Marnam vsque vicum progressus hosteis superioris diei labore
fessos ac vix se lecto ad strepitum molienteis oppressit, et
multos ex iis cecidit. in reditu cum Bricomotium et Mandolfum,
Ioannis Buchij legatum, obuios habuisset, eos fudit Mandolfo
ipso occiso; quod in caussa fuit, vt ab ea parte fossa
duceretur, ne deinceps erumpentibus praesidiariis inde exitus
pateret, cuiusque seruandae cura Blacono a Colinio commissa est
..", questo nome dovrebbe a sua volta derivare dalla
modificazione della contrazione del nome longobardo
Maginulfus
(vedi MAGNOLFI). |
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MANDOSI
MANDOSIO
MANDOSSI |
Mandosi, abbastanza raro, è specifico della zona che comprende
il ternano, il viterbese, il romano ed il reatino, con massima
concentrazione ad Orte nel viterbese ed a Collevecchio nel
reatino, Mandosio è quasi unico, Mandossi è praticamente unico,
dovrebbe derivare dal nome medioevale Mandosius, a sua volta
derivato dal nome germanico medioevale Manda, Mando nato dal
termine medioevale germanico a.a.t. mandag (felice),
troviamo tracce di queste cognominizzazioni a Roma nel 1500 con
lo scrittore di Diritto Canonico Quintilianus Mandosius e più
tardi con il medico pontificio Prospero Mandosius: "Theatron in
quo maximorum christiani orbis pontificum archiatros Prosper
Mandosius nobilis Romanus Ordinis Sancti Stephani eques
spectandos exhibet". |
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MANDOTTI |
Tipico
della provincia di Cremona, potrebbe derivare dall'aferesi del
nome italo germanico Armando o del nome Amand in uso presso i
Franchi. |
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MANDOZZI
MANDOZZO |
Mandozzi è tipico dell'area marchigiana tra maceratese ed
ascolano, in particolare è ben diffuso nel Piceno a Castel di
Lama, Colli del Tronto, Porto Sant'Elpidio, San Benedetto del
Tronto, Sant'Elpidio a Mare, Monteprandone e Spinetoli, con un
piccolo ceppo nel maceratese a San Ginesio, Mandozzo, che
sembrerebbe unico, è probabilmente dovuto ad un'errata
trascrizione del precedente, che potrebbe derivare dal nome e
cognome medioevale Mandosius,
(vedi anche MANDOSI), ma non si può escludere la possibilità che
in qualche caso origini da una forma ipocoristica dell'aferesi
di un alterazione del nome
Giacomo, forse portato dai
capostipiti. |
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MANDRA
MANDRA' |
Mandra è assolutamente rarissimo e dovrebbe essere dovuto ad
errori di trascrizione di Mandrà che è tipicamente siciliano,
soprattutto del catanese, di Palagonia, Catania e Mineo,
dovrebbe derivare da un soprannome originato da una forma
dialettale tronca neogreca per indicare l'artigiano fabbricante
di serrature e chiavistelli.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Mandrà è cognome siciliano che dovrebbe rifarsi al toponimo
Mandarà
in zona di Modica. Mandaràs
è inoltre un cognome greco. Il significato dovrebbe essere
quello di 'mandriano'.
Rohlfs 120. |
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MANDRACCHIA |
Mandracchia è tipicamente siciliano, con un ceppo
nell'agrigentino ad Agrigento, Scaicca e Menfi ed uno a Palermo,
dovrebbe derivare da un soprannome arcaico basato sul termine
mandracchia
(ricettacolo,
nell'uso comune ebbe il senso di
puttanella),
a sua volta derivato dalla voce medioevale latina
mandracula,
con il medesimo significato corrente. |
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MANDRELLI
MANDRILE
MANDRILLI |
Mandrelli è molto raro, sembra originario della zona che
comprende il riminese, il pesarese ed il perugino, Mandrile è
specifico del cuneese, di Cuneo, Centallo, Cervasca e Fossano,
Mandrilli assolutamente rarissimo, sembrerebbe del basso
Piemonte. Nel casentino, nel 1300 troviamo il Capitan d'armi
Dominicus Mandrilli. Potrebbero derivare dal soprannome francese
Mandrillon
attribuito a persone malvestite e dall'aspetto molto disagiato,
ma è pure possibile una derivazione dal termine franco occitano
mandrille
(straccio, cencio). |
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MANDRINI
MANDRINO |
Mandrini
è originario della zona tra Pavia ed Alessandria, Mandrino,
abbastanza raro, parrebbe di origine piemontese, potrebbero
derivare dal toponimo Mandrogne (AL). Tracce di questa
cognominizzazione le troviamo nel Codice Diplomatico della
Lombardia medievale, sotto l'anno 1169, dove leggiamo :
".Interfuerunt testes ... et Sirus Mandrinus ... Ego Otto
notarius sacri pallacii interfui et hoc breve scripsi". |
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MANDRIOLI |
Mandrioli
è tipicamente emiliano, di Bologna e del bolognese in
particolare, di Minerbio, San Lazzaro di Savena, Granarolo
dell'Emilia e Budrio, e di Ferrara e Cento nel ferrarese,
dovrebbe derivare dal nome della località da cui i capostipiti
partirono per giungere a Bologna, cioè i Mandrioli, un passo
appenninico tra la Romagna e la Toscana. |
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MANDRIOTA |
Mandriota, molto raro, è tipico di Monopoli nel barese, dovrebbe
trattarsi di una forma etnica grecanica, potrebbe essere di
origini croate ed indicare la provenienza del capostipite
dall'isola croata di Mandre. |
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MANDRO
MANDRONI |
Mandro
rarissimo sembra veneziano, Mandroni, ancora più raro sembra
toscano, potrebbero derivare da un nome di località come Mandro
frazione di Lodrino (BS), o Col Mandro sulle Dolomiti o anche
Mandro Vecchio nel fiorentino. Nel Codice Diplomatico della
Lombardia Medioevale sotto l'anno 1183 viene citata la località
di Mandrogno: ".a meridie de Armannis, a sero comuna de
Mandrogno.". |
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MANDURINO |
Mandurino
è decisamente salentino, del tarentino, brindisino e leccese, di
Manduria e Taranto nel tarentino, di San Pancrazio Salentino e
Torre Santa Susanna nel brindisino e di Lecce, dovrebbe derivare
da un soprannome attribuito a capostipiti che provenissero dal
paese di Manduria nel tarentino. |
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MANEA
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Manea è specifico del vicentino, di Marano Vicentino, Schio,
Malo, Vicenza e San Vito di Leguzzano, potrebbe essere di
origine rumena, potrebbe derivare da un soprannome originato dal
vocabolo latino maneat (come contrazione del modi di dire hic
maneat optime, un modo rassicurante di dire che si sta bene), ma
non è molto probabile un insediamento di daci in un'area
cimbrica, si ritiene invece più probabile che possa essere di
origini cimbriche, potrebbe derivare da un soprannome legato al
vocabolo cimbro maln
(macinare),
dal mestiere di mugnaio esercitato dal capostipite. |
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MANEGA
MANEGHI |
Manega, molto raro, è tipico del veronese, di Zimella e Verona
in particolare, Maneghi, quasi unico, sembrerebbe del vicentino,
dovrebbero derivare da soprannomi basati sui termini dialettali
veneti arcaici manega,
manego
(manica, manico,
ma in senso lato branco,
gruppo di persone), probabilmente ad indicare l'appartenenza dei
capostipiti ad un particolare gruppo. |
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MANELLI
MANELLO
MANNELLI
MANNELLO |
Manelli sembrerebbe avere tre ceppi, uno tra Milano e Pavia, uno
nel modenese ed uno in Puglia, Manello, estremamente raro, è
tipico dell'astigiano, di Buttigliera D'Asti in particolare,
Mannelli è tipicamente toscano, della fascia settentrionale ed
occidentale della regione, Mannello ha un ceppo romano, uno
molto piccolo nel beneventano ed uno nel catanzarese, tutti
questi cognomi dovrebbero derivare da forme ipocoristiche del
nome longobardo Manno
(uomo),
o di modificazioni aferetiche di nomi medioevali come
Harimannus,
o simili. |
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MANENTI |
Distribuito a macchia di leopardo, si identifica un ceppo certo
tra Brescia Bergamo e Milano, uno nel pesarese ed uno nel
ragusano, dovrebbe derivare dal nome medioevale Manente, ma può
in alcuni casi essere riferito allo stato di servo della gleba o
colono legato alla terra e quindi manente (dal latino maneo =
rimanere) non avendo egli la libertà di andarsene. |
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MANERA
MANERI
MANERO |
Manera ha
più ceppi, in Piemonte, Lombardia e nel trevigiano, nel
casertano e nel messinese a Castell'Umberto (ME), Maneri
assolutamente raro, ha un ceppo nel milanese, a Roma e nel
palermitano, Manero, estremamente raro è del torinese, derivano
da modificazioni del nome medioevale germanico di tradizione
franca Mainerius. (vedi Maineri) Traccia di questa
cognominizzazione la troviamo ad esempio nel testamento di
Bonvesin della Riva del 1304 redatto e controfirmato da Luchus
Manera Notarium. |
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MANES
|
Ha
un ceppo molisano tra Portocannone, Montecilfone e Termoli (CB),
con una ramificazione a San Paolo Di Civitate (FG), ed uno
calabrese a Paola (CS), dovrebbe essere di origini albanesi,
assolutamente improponibile una connessione con il nome etrusco
Manes;
i Manes sarebbero giunti in Italia dall'Albania nella seconda
metà del 1400 al seguito del principe albanese Giorgio
Castriosta detto Scanderbeg despota d'Albania. |
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MANETTA
MANETTI
MANETTO |
Manetta ha un ceppo a L'Aquila, uno a Pignataro Interamna e
Cassino nel frusinate ed a Roma, Riano, Mentana e Monterotondo
nel romano ed a Sermoneta nel latinense, ha un ceppo a Napoli,
uno a Crotone ed in Sicilia a San Giovanni Gemini
nell'agrigentino ed a Palermo, Manetti è molto diffuso nella
fascia che comprende la Romagna, tutta la Toscana, il viterbese
ed il romano, Manetto, abbastanza raro, ha un ceppo nel
vicentino con derivazioni nel latinense ed uno nella Sicilia
orientale, a Caronia e Messina nel messinese ed a Catania,
dovrebbe trattarsi di forme ipocoristiche del nome di origine
germanica Mano,
a sua volta derivato dal termine
man (uomo).
(vedi anche MAINETTI). |
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MANFRE' |
Manfrè ha un ceppo a Oderzo nel trevigiano ed a Bassano del
Grappa nel vicentino ed uno in Sicilia, a Palermo, a Gibellina
ed Alcamo nel trapanese, a gela nel nisseno ed a Lipari e
Messina nel messinese, dovrebbe derivare da una forma dialettale
tronca del nome Manfredi,
probabilmente portato dai capostipiti. |
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MANFREDA
MANFREDELLA
MANFREDELLI
MANFREDI
MANFREDINI
MANFREDO
MANFRIDA
MANFRIDI |
Manfreda ha un ceppo nel potentino a Rionero in Vulture e
Picerno, uno nel Salento a Monteroni di Lecce, Lecce, Arnesano e
Alliste nel leccese ed a Brindisi, ed uno in Calabria a
Mesoraca, Petilia Policastro e Cutro nel crotonese ed a Simeri
Crichi nel catanzarese, Manfredella, praticamente unico,
dovrebbe essere dovuto ad un'errata trascrizione del cognome
Manfredelli, che è tipicamente lucano, di Lauria in particolare,
con piccoli ceppi anche a Nemoli e Rivello, tutti nel potentino,
Manfrida, assolutamente rarissimo, parrebbe tipico del reggino e
della Sicilia sudorientale, Manfredi è molto diffuso è
panitaliano, Manfridi rarissimo sembrerebbe di origine pugliese,
Manfredini è tipicamente emiliano, ma con ceppi anche nella
Lombardia orientale, Manfredo ha un piccolo ceppo nel vercellese
ed uno nell'udinese, derivano tutti, direttamente o tramite
varie forme ipocoristiche, dal nome germanico
Manifred
diventato da noi nel medioevo
Manifredus poi
Manfredo
e Manfredi.
In un atto del Codice diplomatico lombardo del 1100 leggiamo:
"...Interfuerunt ibi vocati testes Guilielmus de Muro de Henduno
et Ubertus et Manifredus ser Arnulfi de Busti et Azo domini
Imblavadi et Rainerius et Azinus domini Ioannis de Daverio.".
Il più famoso personaggio storico con questo nome è stato
Manfredi figlio di Federico II di Svevia e di Bianca Lancia,
nato nel 1232 e morto il 12 febbraio 1266. |
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MANFREDONE
MANFREDONI
MANFREDONIA
MANFREDONIO |
Manfredone e Manfredoni, assolutamente rarissimi, forse sono
forme ipocoristiche del nome medioevale
Manfredi,
ma potrebbe anche essere un errore di trascrizione di
Manfredonia, che è tipicamente campano di Napoli, Castellammare
di Stabia (NA) e di Sarno (SA), Manfredonio, anch'esso campano,
dovrebbe essere dovuto ad errori di trascrizione di Manfredonia,
dovrebbero quindi derivare dal toponimo Manfredonia (FG)
probabile località d'origine delle famiglie. |
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MANFRIN
MANFRINI
MANFRINO |
Manfrin è veneto, Manfrini sembra avere tre ceppi, uno nel basso
trentino, uno nel ferrarese ed uno nell'anconetano, Manfrino ha
un piccolo ceppo nel torinese a Druento ed a Torino e nel
savonese, dovrebbero derivare dal nome medioevale,
Manfrinus
di cui abbiamo un esempio in quest'atto dell'anno 1494 a Milano:
"..Georginus filius quondam Symonini sindicus per instrumentum,
qui ellegit pro suo communi dominum Gabardum pro Biandrono
Antonium Luchinum consul sindicus ut dixit per instrumentum, qui
pro ipso communi ellegit dominum Gabardum pro Bregano Manfrinus
filius quondam Togni ..", in rari casi potrebbe derivare da
modificazioni dialettali del nome medioevale di origine
germanica Manfredi. |
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MANFRINATI
MANFRINATO |
Manfrinati, molto raro, ha un piccolo ceppo piemontese ad
Alessandria, Nichelino e Moncalieri nel torinese ed a Vigliano
Biellese nel biellese, ed un ceppo nel padovano a Casale di
Scodosia, Manfrinato ha un ceppo a Vercelli ed a Torino, ed uno,
più consistente nel rovigoto ad Adria e Rovigo ed a Cavarzere
nel veneziano, potrebbe trattarsi di forme patronimiche, dove il
suffisso -ati
o -ato,
stiano per il figlio di,
riferito a capostipiti, i cui padri si fossero chiamati con il
nome medioevale Manfrinus
(vedi MANFRIN), ma in qualche caso potrebbero derivare dalla
voce dialettale veneta arcaica
manfrinato, stante ad indicare
chi provenisse dalla regione piemontese del Monferrato. |
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MANFRO
MANFRON
MANFRONE
MANFRONI |
Manfro, molto raro, è tipico del nord Italia, con presenza nel
Piemonte nordorientale, in Lombardia e nel veronese, Manfron è
vicentino, Manfrone, assolutamente rarissimo, ha qualche
presenzain Liguria, nell'alessandrino e nel massese, e nel
Veneto, Manfroni dovrebbe avere più ceppi, uno tra Rimini e
Pesaro, uno tra La Spezia Massa e Lucca e potrebbero essercene
altri nelle Marche ed in Umbria, dovrebbero tutti derivare dal
nome medioevale Manfronius
di origini germaniche, come latinizzazioni del nome medioevale
tedesco Manfron,
che deriva a sua volta dall'unione dei termini medioevali a.a.t
man
(uomo)
e fron
(divino, del Signore),
con un senso equivalente a quello del nome
Domenico. |
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MANGANARO |
Manganaro è molto diffuso soprattutto in Sicilia, nel nisseno,
catanese, siracusano ed in particolare nel messinese e nel
vicino reggino, ha un ceppo anche nel romano, nel casertano e
napoletano e nel leccese, dovrebbe derivare dal mestiere di
addetto al manganello
o, in dialetto siciliano arcaico,
manganeddu
(attrezzo
a forma di ruota sulla cui
circonferenza si avvolgeva il filato di seta, in quantità
diverse a secondo dell'uso cui era destinato), o
filatore seta,
l'uso di questa cognominizzazione lo troviamo a Palermo fin
dalla prima decade del 1300, un certo Filippo Manganaro il 28
marzo del 1310 viene nominato all'ufficio di Maestro segreto e
Maestro procuratore di tutta la Sicilia e compare come Giudice
della Magna Regia Curia di Palermo dal 1313 al 1319.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Manganaro è cognome siciliano e calabrese. Riproduce il cognome
greco Manganáris
e il siciliano 'manganaru'
= chi cava la seta dai bozzoli
col 'mànganu',
uno strumento apposito. Rohlfs 120. |
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MANGANELLA
MANGANELLI
MANGANELLO |
Manganella, rarissimo, ha un ceppo romano, uno tra napoletano e
salernitano ed uno nell'agrigentino, Manganelli è molto diffuso
nel bolognese ed in tutta la Toscana, lo spezzino ed il
perugino, nel viterbese e nel romano, nel napoletano, avellinese
e salernitano e nel barese, Manganello, ha un ceppo tra padovano
e veneziano, uno nella zona che comprende l'Umbria, il viterbese
ed il romano, ed uno nell'agrigentino, dovrebbero derivare da
soprannomi originati dal termine
manganella
o manganello,
che assume diversi significati, uno è quello di un
attrezzo bellico usato per scagliare
proiettili, un secondo
significato è quello di una specie di
panca a ribalta,
un terzo è quello di aspo
o attrezzo per filare,
un quarto è quello di piccolo
mangano (macchina
tessile per la compressione del tessuto),
in ogni caso farebbe riferimento ai mestieri dei capostipiti,
che potrebbero essere stati dei soldati, sorta di frombolieri,
dei falegnami, dei filatori o dei tessitori. |
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MANGANI
MANGANO |
Mangani ha un nucleo toscano, soprattutto a Firenze, Montelupo
Fiorentino e Scandicci, un ceppo nell'urbinate, uno a Lamezia
Terme (CZ) ed uno nel catanese ad Adrano e Paternò, Mangano è
specifico dell'Italia meridionale, ha un grosso nucleo in
Sicilia, dove dovrebbe derivare dal toponimo Mangano (CT), ed un
ceppo nelle Puglie, nei ceppi non siciliani o calabresi
l'origine è più probabilmente derivata da soprannomi originati
dal vocabolo mangano
(macchina tessile per la
compressione del tessuto) e si
riferisce al mestiere del capostipite. |
|
MANGANIELLO |
Manganiello è molto diffuso in tutta la Campania, con massima
concentrazione nel napoletano ed avellinese, dovrebbe derivare
da un soprannome originato dal termine dialettale campano
manganiello
(affare girevole utilizzato per
filare la seta), probabilmente
ad indicare che appunto quella era la professione del
capostipite. |
|
MANGARIELLO |
Mangariello, ormai quasi scomparso in Italia, sembrerebbe essere
stato tipico di Napoli, dovrebbe derivare da una errata
trascrizione del cognome Manganiello (vedi MANGANIELLO),
originato da un soprannome dialettale derivato dal termine
mangano
(vedi MANGANI), ma è molto probabile che derivi dal mestiere di
setaiolo svolto dal capostipite, mestiere per il quale veniva
adoperato il manganiello,
voce dialettale napoletana che descrive un un affare girevole
utilizzato per filare la seta. |
|
MANGIA
|
Specifico
del Salento, sembra avere anche due ceppi in Campania, può
derivare dal nome medioevale Mangia, di cui si ha traccia ad
esempio a Firenze, dove, in un atto del 1281, compare un certo
Mangia di Donato dei Minutoli, può anche essere originato da un
soprannome scherzoso. |
|
MANGIACAPRA
MANGIACAPRE |
Mangiacapra è un tipico cognome del casertano, di Cesa,
Lusciano, Succivo, Aversa e Sant`Arpino, con presenze molto
significative anche a Napoli, Mangiacapre sembrerebbe specifico
di Cesa nel casertano, questi cognomi dovrebbero derivare da
soprannomi dove il termine mangia avrebbe il significato di
ruba, probabilmente in senso dispregiativo, una specie di
Fumagalli o Rubagalline. |
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MANGIAFICO |
Mangiafico è specifico del siracusano, di Siracusa, Floridia,
Solarino, e Canicattini Bagni, dovrebbe derivare da un
soprannome scherzoso attribuito probabilmente ai capostipiti,
cui sembra si attrubuisse la caratteristica di mangiare i fichi,
probabilmente i fichi d'India, caratteristici per la presenza di
piccole spine urticanti. |
|
MANGIAGALLI |
Mangiagalli è assolutamente milanese, dovrebbe derivare da un
soprannome dove il termine mangia avrebbe il significato di
ruba, probabilmente in senso dispregiativo, una specie di
Fumagalli o Rubagalline. |
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MANGIALARDI
MANGIALARDO |
Mangialardi ha un piccolo ceppo a Senigallia nell'anconetano,
uno altrettanto piccolo a Quarrata nel pistoiese, ed uno
importante a Modugno nel barese ed a Bari, Bitritto, Palo del
Colle e Bitetto, sempre nel barese, Mangialardo ha un piccolo
ceppo nell'anconetano, ad Osimo, Falconara Marittima ed Ancona,
uno a Roma ed uno a Bari e Trani nel barese ed a Copertino nel
leccese, dovrebbero derivare da un soprannome originato
dall'abitudine dei capostipiti di mangiare lardo, caratteristica
che li poneva tra la gente di una certa agiatezza, o li
classificava come mangioni. |
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MANGIALASCHE |
Mangialasche è specifico di Perugia, dovrebbe derivare da un
soprannome originato dal vocabolo
lasca (pesce
d'acqua dolce poco pregiato),
forse per indicare che il capostipite fosse un tipo che si
accontentava di poco o anche che facesse di mestiere il
pescatore, probabilmente sul lago Trasimeno. |
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MANGIALAVORI |
Mangialavori è specifico del vibonese, di Vibo Valentia,
Rombiolo, Ricadi e Filandari, dovrebbe derivare da un soprannome
forse attribuito ad un capostipite che avesse cambiato molti
mestieri. |
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MANGIAMELA
MANGIAMELE
MANGIAMELI |
Entrambi
tipici della Basilicata, Mangiamela, assolutamente rarissimo, è
dovuto probabilmente ad un errore di trascrizione di Mangiamele,
Mangiameli è siciliano, dovrebbero tutti derivare da un
soprannome legato al concetto di nutrirsi di miele o di allevare
le api. |
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MANGIAPANE
MANGIAPANI |
Mangiapane è tipicamente siciliano, della parte occidentale
dell'isola in particolare, di Cammarata e San Giovanni Gemini
nell'agrigentino, di Palermo, Cinisi e Misilmeri nel
palermitano, di Custonaci, Trapani e Valderice nel trapanese,
con un piccolo ceppo tra Marche, Toscana ed Umbria, Mangiapani,
praticamente unico, è probabilmente dovuto ad un errore di
trascrizione del precedente, dovrebbero derivare da un
soprannome scherzoso, originato dalla contrazione della frase
mangiapane ad ufo
che starebbe ad indicare uno
scansafatiche, troviamo tracce
di questa cognominizzazione a San Severino Marche agli inizi del
1300 con un certo Philippus Mangiapane de Sancto Severino, a
Castelvetrano nel trapanese, nella seconda metà del 1500 un
certo Nicolò Mangiapane è uno dei rettori della locale
confraternita dei calzolai, agli inizi del 1600, sempre a
Castelvetrano fa il notaio un Vito Mangiapane. |
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MANGIAPIA |
Mangiapia è tipicamente napoletano, potrebbe derivare
dall'italianizzazione del termine greco
manglavion
(guardia di palazzo armata di
spada e scudiscio) (vedi anche
MANGLAVITE). |
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MANGIARDI |
Mangiardi è tipicamente calabrese del vibonese, di Brognaturo e
Serra San Bruno in particolare, dovrebbe derivare da alterazioni
aferetiche dialettali del nome
Ermengarda o
Ermengardo. |
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MANGIAROTTI |
Specifico
del pavese e aree milanesi confinanti, dovrebbe derivare da un
soprannome. |
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MANGIATERRA |
Specifico
dell'area di Loreto (AN) e Recanati (MC), deriva da un
soprannome. |
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MANGIAVACCA
MANGIAVACCHI |
Mangiavacca, abbastanza raro, è tipico dell'area parmense
piacentina, Mangiavacchi, decisamente toscano, è soprattutto del
senese, di Montepulciano, Torrita Di Siena, Chianciano Terme,
Pienza e Sarteano, dovrebbero derivare da soprannomi attribuiti
ai capostipiti, molto probabilmente con questo termine si
attribuiva loro il fatto di essere dei ruba (significato spesso
attribuito al vocabolo mangia nei soprannomi) vacche, ma anche
semplicemente dei ladri in senso lato, perchè le vacche erano in
epoca medioevale sinonimo di ricchezza. |
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MANGIAVILLANI
MANGIAVILLANO |
Mangiavillani, assolutamente estremamente raro, è dovuto
probabilmente ad errori di trascrizione di Mangiavillano, che è
tipicamente siciliano dell'area che comprende l'agrigentino, con
Palma di Montechiaro, ed il nisseno, con Caltanissetta e Gela,
dovrebbe derivare da un soprannome che si riferisca al
capostipite come ad uno astuto che sfruttasse la dabbenaggine
dei bifolchi. |
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MANGINI
MANGINO |
Mangini ha un ceppo nel genovese, uno tra livornese, pisano e
fiorentino ed uno in Puglia nel foggiano e nel barese, Mangino è
tipico del meridione peninsulare, in particolare dell'area che
comprende il salernitano, il potentino, il foggiano ed il
barese, dovrebbero derivare da un'alterazione dialettale arcaica
del cognomen latino Mancinus,
troviamo tracce di queste cognominizzazioni nel registro degli
scolari dell'ateneo perugino dell'anno 1512, dove viene citato
un certo Ugolinus Manginus Citramontani Innominati. |
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MANGIONE
MANGIONI |
Mangione
ha un forte nucleo in Sicilia ed uno probabile nelle Puglie,
Mangioni, molto raro, ha un ceppo nel lecchese ad Abbadia
Lariana e Mandello del Lario ed uno a Città di Castello nel
perugino, dovrebbero derivare da un soprannome originato dal
particolare appetito dei capostipiti. |
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MANGIULLI
MANGIULLO |
Entrambi
tipicamente pugliesi, Mangiulli è più specifico di Manduria nel
tarentino con ceppi anche ad Andria nel barese e Salice
Salentino nel leccese, Mangiullo è più specifico di Gagliano del
Capo nel leccese e di Torre Santa Susanna nel brindisino,
dovrebbero derivare da soprannomi ipocoristici tendenti a
caratterizzare il comportamento crapulone dei capostipiti o un
loro particolare modo di mangiare. |
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MANGLAVITE
MANGLAVITI
MANGRAVITA
MANGRAVITI |
Manglavite è molto molto raro, Manglaviti, solo un poco meno
raro, è specifico di San Luca, Condofuri e Bovalino nel reggino,
Mangravita è quasi unico, Mangraviti, il più diffuso, e
specifico di Messina.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel termine
manglavite
(manglaviti o mangraviti
in dialetto), che, nell'antico Impero bizantino, indicava una
guardia di palazzo armata di
spada e scudiscio (manglavion
in greco, dall'arabo mijlab).
La carica di manglavite, a dire il vero, rimanda più
notoriamente alla storia della Guardia Variaga, un corpo di
soldati variaghi (vedi
Dedicato ai Variaghi),
che, a partire dal gennaio 989, servì come guardia del corpo
dell'imperatore bizantino: storicamente, per la precisione, va
ricordato che la Guardia Variaga prestò servizio anche in
Italia, soprattutto nel sud del paese (XI secolo d.C.),
combattendo fra l'altro contro i normanni, i longobardi e gli
arabi. Ora, ai tempi delle lotte in Italia, il leader della
Guardia Variaga era il norvegese Harald Hardråde (il futuro re
di Norvegia, noto col nome di Harald Sigurdsson III), che, di
ritorno da una campagna in Sicilia, venne insignito proprio del
titolo di manglavite. |
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MANGO
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Abbastanza raro sembrerebbe avere un ceppo in Lucania e in
Campania, potrebbe derivare dal nome di toponimi di cui si ha
traccia già nel XI° secolo, come ad esempio, San Mango Cilento
(SA), San Mango d'Aquino (CZ), San Mango Sul Calore (AV). Nel
palermitano esiste un nucleo secondario Mango di Casalgerardo
(PA), famiglia originaria dalla Castiglia (Spagna) da dove si
trasferì nel napoletano e, in un secondo tempo, nel secolo XIV,
a Palermo, dove venne elevata al rango nobiliare di:"Marchesi di
Casalgerardo", con annesso Feudo con lo stesso titolo e rango.
Personaggi notevoli
di questa casata furono: Giacomo, Cavaliere (1584), Antonio,
Barone di Castelluzzo (1766), Antonio, Marchese di Casalgerardo
(PA 1780), Barone di Castelluzzo(1766) in quanto discendente da
Antonio, Cavaliere (1584 )in quanto discendente da Giacomo,
Nobile (1802) in quanto discendente da Antonio.
informazioni fornite da
Enzo Lauricella
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Mango è cognome meridionale che viene dal cognome greco
Mangos. |
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MANGOSIO |
Assolutamente rarissimo, sembrerebbe esserci un unico ceppo
nell'astigiano, che potrebbe derivare dal toponimo Mango (CN),
ma l'origine potrebbe anche essere nell'Italia meridionale, e
deriverebbe allora da toponimi come Mancuso (CZ). |
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MANGRASSO
MANIGRASSI
MANIGRASSO |
Mangrasso, praticamente unico, è del tarentino, Manigrassi,
molto raro, ha un piccolo ceppo a Brindisi, Manigrasso è
specifico del tarentino, di Grottaglie, Statte, Taranto,
Monteiasi, Carosino, Crispiano e Montemesola, con un ceppo anche
nel brindisino a Brindisi e Francavilla Fontana, questi cognomi
dovrebbero derivare dall'italianizzazione del cognome francese
Mangras. |
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MANIAGO |
Tipico
del basso Friuli, provincia di Pordenone in particolare di
Arzene nel pordenonese, deriva dal toponimo Maniago sempre nel
pordenonese. |
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MANIAS
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Manias ha un ceppo tra veneziano e pordenonese, a Portogruaro
nel veneziano e ad Azzano Decimo e Fiume Veneto nel pordenonese,
ed uno in Sardegna, ad Ales e Curcuris nell'oristanese, a
Cagliari ed a Guspini nel Medio Campidano, il ceppo friulano
potrebbe derivare da una forma dialettale originata dall'aferesi
del nome Roman.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
MANIAS: la voce “manìas”
potrebbe derivare dall’italiano
mania; per definire le note
caratteriali di una persona. Generalmente è intesa come
vizio, passione, abitudine.
Potrebbe altresì derivare da
maìnas (vedi il cognome
Mainas); come potrebbe derivare da
mànigas
(vedi il cognome Mànigas), nonostante questa ultima sia una
sdrucciola. Non sappiamo altro. Non l’abbiamo trovato come
cognome negli antichi documenti medioevali e neppure come
semplice vocabolo. È un cognome raro, diffuso per lo più nella
parte meridionale dell’isola (in 23 Comuni)e soprattutto ad
Ales, a Cagliari ed a Guspini, etc. |
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MANICHEDDA
MANINCHEDDA |
Manichedda, quasi unico, è probabilmente una diversa scrittura
di Manichedda che è tipico del sassarese, di Sassari, Alghero e
Sorso.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
MANICHEDDA; MANINCHEDDA:
manichèdda o
manighèdda
= piccolo manico,
o anche maniglietta.
Nel linguaggio fonetico,
màîghèdda. (vedi Maniga). Nelle
carte antiche, tra i firmatari della Pace di Eleonora, *LPDE del
1388, troviamo: Maniceda Gantino, jurato (guardia giurata,
collaboratore del majore) ville Mahara (* Mahara - Barbaraquesa
.Arbarei - Villamar. Contrate Marmille). Nel Condaghe di San
Nicola di Trullas, *CSNT, XI°, XIII° sec., troviamo: Manikella
(290), serva, figlia di Petru d'Orane, in uno scambio di servi,
tra la chiesa di San Nicola e Petru de Serra Boe: tramutai cum
Petru de Serra Boe homines: isse me deitimi pede in Mariane
Lasso, et pede in Manikella, fiia de Petru d'Orane, servu de
Sanctu Nichola; et ego deili latus in Maria Virrake, fiia de
Iorgi Virrake."scambiai con Petru de Serra Boe servi: egli mi
diede un quarto(del servizio) di Mariane Lasso e un quarto di
Manikella, figlia di Petru d'Orane, servo di San Nicola; io gli
diedi la metà di Maria Virrake, figlia di Iorgi Virrake."
Manikella è senza dubbio il nome (non il cognome) della ragazza.
Attualmente il cognome Manichedda è presente in un solo Comune
(della Sardegna), a Sorso, provincia di Sassari, con un solo
nucleo familiare. Maninchedda è presente in 20 Comuni italiani,
di cui 11 della Sardegna(nord): Sassari 42, Alghero 36, Sorso
20, Valledoria 8, Macomer 9. (vedi anche MANUNTA). |
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MANIELI
MANIELLI |
Manieli e Manielli, praticamente unici, sono sardi della zona
sudoccidentale dell'isola.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
MANIELI; MANIELLI: sul significato e l’etimo di Manieli, abbiamo
scarse notizie. Ma potrebbe essere benissimo l’esito del nome
gentilizio romano “Manilius”.
Nella storia di Roma troviamo un certo Caius Manilius, tribunus
plebis, nel 66 a.C. E nel I secolo d. Cristo, ai tempi di
Tiberio imperatore, fiorisce Marco Manilio (Marcus Manilius),
autore di 5 libri di Astrologia, “Astronomica”. Leggendo l’opera
di Manilio si intuisce subito l’ispirazione lucreziana del “De
Rerum Natura”. “Astronomica” di Manilio ebbe buon gradimento
nella Roma del I secolo, anche per la passione in questo senso
dello stesso imperatore Tiberio. Potrebbe pure trattarsi di un
patronimico, da Emanuele >(in lingua sarda) Manuèli o anche
Manièli o Manièbi. Altro non sappiamo. Il cognome è attualmente
molto raro e limitato a pochissime famiglie, la più numerosa
della quali è quella di San Gavino Monreale. Da un documento di
fine ‘700, dell’archivio storico di San Gavino, “Registri del
Sale” risulta che un certo Salvatore Manieli di San Gavino, era
preposto al controllo del traffico del sale nelle saline di
Sanluri Stato. Abbiamo una famiglia Manielli anche a Carbonia,
con la doppia “l”, ma crediamo con fermezza che l’originale sia
con una sola “l”. Infatti nelle carte antiche della storia e
della lingua della Sardegna, lo ritroviamo sempre senza doppia.
Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, abbiamo:
Maneli Guantino, ville Açàra, * Açàra …odierno Atzàra.
Mandrolisay e Barbagia di Belvì. Manieli Benedicto, jurato ville
Siris, * Siris…odierno Siris. Partis de Montibus; Manieli
Furato, jurato ville Orteddi, * Orteddi…Oroteddi…odierna
Orotelli. Curatorie Dore; Manieli Petro, ville Bitiri, *
Bitiri...villaggio distrutto: del Meylogu. Contrate de Ardar et
Meylogu; Manieri Petro, ville Culleri, ** CULLERI…(attuale
Cuglieri) CASTRI MONTIS DE VERRO…in posse Salari Arsocho,
notarii publici et etc. die X januario 1388. nisi bestiaris
pastores…congregatis in villa de Guilciochor …in posse Salari
Arsoci, habitatoris Bose …notarii publici et etc. die X januari
1388. Il cognome, in quest’ultima variante “Manieri” (se però
trattasi di variante di Manieli), apre nuove supposizioni
sull’etimo ed il significato del cognome. Infatti Manieri
potrebbe derivare dall’italiano “maniere” o “maniero” nei suoi
vari significati. Per concludere, riteniamo come ipotesi più
valida la derivazione dal nome
Emanuele. Ci ha comunque
comunicato un dato importante, tratto da un documento dell’
archivio storico del Comune (dai cosiddetti Registri del Sale):
dove risulta che un suo antenato, Salvatore Manieli, era guardia
giurata nelle saline di Sanluri Stato, alla fine del ‘700. |
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MANIELLO
MANNIELLO |
Maniello, molto molto raro, sembrerebbe pugliese, di Fasano nel
brindisino e di Monopoli nel barese, Manniello è tipico di
Oppido Lucano e Genzano di Lucania nel potentino, dovrerre
trattarsi di forme ipocoristiche dialettali derivate dal nomen
latino Manlius
il personale della Gens Manlia,
o anche da Mannus,
forma aferetica latinizzata di molti nomi germanici terminanti
per -man-.,
come ad esempio Harimann (Ermanno), Fareman, Norman ed altri
simili, non dimentichiamo poi che molti nomi turchi terminano
con la stessa radice -man, uno per tutti Suleiman (Solimano). |
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MANIERI
MANIERO |
Manieri è
presente a macchia di leopardo un pò in tutt'Italia, in Puglia,
potentino, Lazio e Marche, Piemonte e Lombardia, Maniero è
tipico della zona che comprende padovano e veneziano, derivano
dal nome medioevale germanico di tradizione franca Mainerius
(vedi Maineri). Tracce di questa cognominizzazione si trovano
ad esempio in atti processuali del 1485 a Bormio (SO): "...Coram
spectabili viro domino Galeazzo de Manieris . potestate Communis
Burmii et offitialibus predicti Communis productus et
interrogatus Nicolaus de Albertis ..:". |
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MANIFORTI
MANOFORTE |
Maniforti, assolutamente rarissimo, è specifico del parmense,
Manoforte, quasi unico, sembrerebbe originario della Sicilia,
dovrebbero derivare da un nome augurale medioevale, con il quale
i genitori augurassero al figlio di avere delle mani forti, cioè
di essere in grado di svolgere ottimi lavori artigianali, nei
quali la forza fosse particolarmente richiesta. |
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MANIGA
MANIGAS |
Entrambi tipicamente sardi e molto rari, Maniga è specifico di
Sassari, Manigas invece è dell'area meridionale, di Collinas nel
Medio Campidano, di Cagliari e di Giba nell'iglesiente.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
MANIGA; MANIGAS: manica
o manico,
dal latino manica,
derivato a sua volta da manus.
Is/sas mànigas de sa camìsa, de
sa giacca =
le maniche della camicia, della giacca.
Sa màniga de sa màrra, sa màniga
de su serròni =
il manico della zappa, il manico del
segaccio. Ma si dice anche
is/sas mànigas de trigu
= un mucchio di
(circa 5)
covoni di grano; cioè quanti
covoni (mannùgos/us)
si possono tenere con un braccio. Li ritroviamo nelle carte
antiche della lingua sarda. Tra i firmatari della Pace di
Eleonora, *LPDE del 1388, troviamo: Manigas Gonario, majore
(amministratore, sindaco) ville Anella (l'attuale Anela.
Curatorie de Anella). Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado,
*CSMB, XI°, XIII° sec. troviamo: Manicas Comida (172). Il cui
figliastro, Bellomo (sic) è coinvolto in una lite (kertu) per
una spartizione di servi. Manigas Orzocco (118), teste in una
donazione di servi: posit iudice Petrus homines ad sancta Maria
de Bonarcadu: ad Elene Tolu et assu fiiu et a Furadu Mameli et
ad Paganellu cun su fiiu .(donò il giudice Pietro (d'Arborea)
uomini (servi) a santa Maria di Bonarcado: Elene Tolu ed il
figlio e Furadu Mameli e Paganellu(Mameli) con il figlio. E'
presente anche nel Condaghe di San Nicola di Trullas, *CSNT,
XI°, XIII° sec,: Manicas Bitorine(159), servo in Borgonani
(villaggio abbandonato, non ancora identificato; secondo alcuni
sito nelle vicinanze di Consedin - Cossoine - nella Curadoria di
Caputabas) "positinke donna (nobildonna) Iorgia de Kitana a
sanctu Nichola, pro anima sua, a Bitorine Manicas (servo)." =
diede donna Iorgia de Kitana, per (salvare) la sua anima, (a)
Bitorine (Vittorino) Manicas. Manicas Dorgotori (278), de
Favules(villaggio scomparso della Curadoria di Caputabas);
coinvolto in una donazione di terre, alla chiesa di San Nicola,
di donna Preciosa d'Athen. Nel *CSNT sono citati altri 4
Manicas: Gosantine (152), servo di S.N.; Ianne (151), servo;
Petru(300) servo di S. N.; Presnaki ( 18), servo e Bictoria
(152) serva. Attualmente MANIGA è presente in 10 Comuni
d'Italia, di cui 5 in Sardegna: Sassari 48, Alghero 8,
Quartucciu 6, Ninnai 3, Cagliari 3. MANIGAS è presente in 15
Comuni italiani, di cui 8 in Sardegna: Collinas 16, Cagliari 11,
Giba 8, Sanluri 3, etc. |
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MANILI
MANILIO
MANLI
MANLIO |
Manili è tipico dell'area umbro, aquilano, laziale, del romano
soprattutto, ma anche del reatino, Manilio è praticamente unico,
così come Manli, Manlio, è quasi scomparso, questi cognomi
sembrerebbero tutti derivare dal nome della
Gens Manlia
o dal nome personale latino
Manlius, da essa originato,
anche attraverso un'alterazione successiva
Manilius,
di cui abbiamo un esempio in epoca imperiale con il poeta e
scrittore latino Marcus Manilius,
autore fra l'altro del poema in cinque libri
Astronomica. |
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MANIN
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Molto raro sembra essere ormai solo padovano, dovrebbe derivare
dalla gens Manlia ed avere origini molto antiche in Toscana.
Casato reso famoso dall'ultimo Doge di Venezia Ludovico Manin
che il 12 maggio 1797 decretò la fine della Serenissima
Repubblica Veneta dopo oltre undici secoli di storia.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Manin è cognome veneto che secondo Olivieri, Cognomi Veneti 163,
viene dal nome germanico Manno,
Mannanis (gen.), Förstemann
1090. |
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MANINI
MANINO |
Manini è molto diffuso dalla Lombardia ed Emilia fino alla
provincia di Firenze, Manino è piemontese, di Saluzzo nel
cuneese e di Torino, dovrebbero derivare da una forma
ipocoristica del nome medioevale
Mannus
(vedi anche MANNINA), di cui si hanno tracce a Firenze in un
atto del 1300: "...Nobiles viri et potentes silicet Mannus et
ser Citta, filií condam domini. Corradi domini. Hermanni de
Monaldensibus, ..." e a Varese in un atto risalente al 1176
conservato presso l'archivio della chiesa di San Vittore:
"...coheret ei a mane via, a meridie Ugonis Morliani et Anrici
Crescencii, a sero item suprascripti Ugonis, a monte Manni
Ferrarii, que terra pars reddit fictum suprascripte eclesie et
...". |
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MANIS
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Manis ha un ceppo nel sud della Sardegna e ad Oristano ed uno
nel Salento in particolare a Nociglia (LE), il ceppo sardo
dovrebbe derivare da soprannomi originati dal vocabolo sardo
manis
(mani),
il ceppo pugliese potrebbe invece essere dovuto a modificazioni
del cognome Manes (vedi MANES).
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
MANIS; MANUS: manus
significa le mani
e deriva dal latino manus,
in tutti i suoi significati.. Per
manis
rimane qualche dubbio: potrebbe essere la corruzione di
manus,
oppure potrebbe derivare dal latino
manis – e
(aggettivo) che significa buono,
sinonimo del latino bonus! Abbiamo trovato traccia del cognome,
nelle due varianti, nelle antiche carte della lingua e della
storia della Sardegna. Tra i firmatari della Pace di Eleonora,
LPDE del 1388, troviamo Manus Anthonio, castellano Contrate de
Ardar et Meylogu [ il castellano, sin dal periodo della
dominazione romana, era l’ufficiale incaricato della custodia
del Castello, da lui presieduto: si occupava dei rifornimenti
delle truppe all’interno, delle fortificazioni e della
manutenzione di tutti gli strumenti di difesa – il Castello di
Ardar o Ardara fu la reggia dei sovrani del Regno di Torres,
dopo l’abbandono di Turris Libisonis. Oggi rimangono pochi
ruderi, ma doveva essere imponente e molto bello: dai resti si
intravede la sua antica pianta pentagonale); Manus Barisono,
jurato ville Poupo, * Poupo… o Pupus? Distrutto. Partis de
Montibus; Manus Joannes – de Aristanni ; Manus Julianus – de
Aristanni, *** Aristanni: elenco dei nomi dei firmatari della
PETIZIONE. Omnes cives mercatores et habitatores dicte
civitatis…nisi pastores bestiaminum et quorum dificulter
demorari non poterant…congregati. Porta la data : die XIIII
mensis Januarii M°. CCC°. LXXXVIII° et etc. Nel condaghe di
Santa Maria di Bonarcado, CSMB, XI, Xiii, secolo troviamo Manis
Petru, al capitolo 28 (si tratta di una partizione di servi):
Ego Arriglu, priore de Sancta Maria de Bonarcadu, et Samaridanu,
servidore de Sanctu Georgii de Calcaria, fagemus recordatione de
serbos et ankillas c’aviat Sancu Georgii de Calcari cun Sanctu
Gregorii de Bauladu…segue…tra i testes figura anche Petru Manis.
Attualmente il cognome Manis è presente in 81 Comuni italiani,
di cui 36 in Sardegna : Oristano 38, Domusnovas 30, Cagliari 29,
Gergei 29, Guspini 25, etc. Nella penisola il cognome Manis( di
cui non conosciamo nè significato, nè estimo) è diffuso
soprattutto nel Salento. Il cognome Manus è presente in 16
Comuni d’Italia, di cui 12 in Sardegna: Romana 21, Sassari 14,
Nuoro 8, Pimentel 6, etc. |
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MANISCALCO |
Tipico
della Sicilia occidentale, dovrebbe derivare dal nome di
mestiere maniscalco (chi ferra i cavalli) o dalla responsabilità
di scuderie padronali. |
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MANITTO |
Manitto è un cognome genovese, abbastanza raro, forse derivato
da un ipocoristico di nomi di origine germanica come
Maino, a
sua volta derivato dal termine
magin (forza)
o dal diminutivo franco Mainet,
utilizzato nelle chansons per definire il giovane Carlomagno. |
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MANNA
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Manna è diffuso in tutto il centrosud, particolarmente nel
napoletano, (vedi La Magna) dovrebbe derivare da soprannome
originato da una modificazione dialettale del vocabolo latino
magna
(la grande). |
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MANNARI
MANNARINI
MANNARINO
MANNARO |
Mannari abbastanza raro è decisamente toscano, sembrerebbe
tipico della provincia di Livorno, Mannarini è pugliese, del
barese, del tarentino e del leccese, Mannarino, molto più
diffuso, ha un ceppo a Roma ed uno in Calabria, soprattutto nel
cosentino, nel crotonese e nel catanzarese, Mannaro estremamente
più raro sembrerebbe meridionale forse originario della Sicilia,
di quest'ultima cognominizzazione si hanno tracce nel 1600 a
Caltagirone (CT) con 1633 con padre Vittorino Mannaro, lettore
di filosofia del Collegio calatino (area di Caltagirone), del
cognome Mannari si hanno tracce molto antiche, troviamo ad
esempio verso la fine del 1200 Vecchio de' Mannari da Cremona in
qualità di Capitano del Popolo di Lucca. Entrambi questi cognomi
potrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dal
nome germanico di origine longobarda
Mannarius
di cui si hanno tracce almeno dal 1000, ma non si può escludere
anche una derivazione dal termine tardo latino
mannarius
(mestolo di rame).
integrazioni fornite da
Lorenzo Mannari
il cognome Mannari localizzato per lo più in Toscana deriverebbe
da Arimanno
arimannia (ari mann) termine
longobardo, rovesciato (Mann ari). |
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MANNESCHI |
Manneschi è tipicamente toscano, particolarmente dell'aretino,
di Arezzo, Capolona e Castel Focognano, si dovrebbe trattare di
una forma di appartenenza in
-eschi basata sul nome
Mannus
(vedi MANNI), probabilmente ad indicare l'appartenenza dei
capostipiti a rami cadetti di una famiglia
Manni. |
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MANNI
MANNO |
Manni è diffuso in tutto il centro nord, con un ceppo principale
anche nel Salento, Manno ha ceppi nel Salento, nel napoletano,
in Calabria ed in Sicilia, potrebbero derivare da una
modificazione dialettale del vocabolo latino
magnus,
ma è pure possibile che derivino dall'aferesi di nomi di origine
longobarda come Harimanno
o il suo derivato Ermanno o etnici come Alemanno. Tracce di
questa cognominizzazione le troviamo ad esempio nel
Codice Diplomatico della Lombardia
Medioevale sotto l'anno 1088 a
Sovere: "...Alberico Manno, Andreas, Dominico itemque Manno,
Alberico vicini et consorti de loco Ceredo nominative de duabus
pecias de terra campiva et prativa...", o anche a San Miniato
(PI) nel 1400 dove esercita il Notaio criminale: Alamanno Manni
da Buiano.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Manni è il personale medievale
Mannus, movente dal nome
proprio longobardo Manno
«uomo»,
che è pure alla base del nome locale Manno in prov. di Reggio
Emilia. Non va esclusa anche una possibile derivazione da una
forma aferetica del nome
(Her)mannus, ital. Ermanno.
Forme derivate sono Mannelli e Mannini. Il nome proprio Manno
compare in una carta modenese del 984, Mannus del 1027. Fonte:
F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996. |
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MANNINA
MANNINI
MANNINO |
Mannina dovrebbe essere del palermitano, Mannini è toscano, del
fiorentino in particolare, Mannino è tipicamente siciliano,
dovrebbero derivare da Manninus
diminutivo del nome medioevale italiano di origine germanica
Manno,
di cui abbiamo un esempio a Firenze nel 1400, nei registri della
fabbrica del Duomo del 1417 si legge: "...deliberaverunt quod
Manninus Iacobi et Bonaiutus Simonis,...", è pure una
derivazione da diminutivi dell'aferesi di nomi come Alemanno. |
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MANNOIA
MANNOLA |
Mannoia è specifico del palermitano, di Misilmeri e Palermo,
Mannola, quasi unico, sembrerebbe comunque meridionale,
dovrebbero derivare da una forma dialettale contratta di un
ipocoristico del nome medioevale
Magna o
Manna,
che diventano prima Mannola
e poi per contrazione dialettale
Mannoia, |
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MANNONI
MANNU |
Mannoni sembra avere oltre al ceppo sardo settentrionale anche
uno in Liguria e nel Lazio, Mannu è decisamente sardo,
dovrebbero derivare dalla modificazione dialettale del nome
latino Magnus
(grande).
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
MANNO; MANNU: hanno in comune significato ed etimologia. Nella
lingua parlata generalmente
manno è logudorese,
mannu
campidanese. Significano grande
e derivano dal latino magnus.
Hanno pure il significato di
vecchio, anziano.
Donnu mannu
è il nonno,
altrimenti detto mannoi,
mannoni, mannai (vedi il
cognome Mannai). Qui da noi in Campidano è su yàyu o s’ayàyu =
bisnonno o anche nonno (vedi
nel Web – Giuseppe concas – is contus de ayayu -).
Per definire le qualità intellettuali di una persona si usa
generalmente l’aggettivo “grandu” (dall’italiano grande) al
posto di mannu. Piccolo grande uomo in sardo diventa “tziu mannu
e pittìu”. Per i sardi il continente è sa Terra Manna. I
continentali sono detti “terramannèsus”. Nella Carta de Logu
(XIV secolo) il Continente è detto Terra Firma (cap. 66) e i
continentali, terramingièsus (capp. 53, 74, 94, etc.). Il
cognome, nelle due varianti, è presente negli antichi documenti
medioevali della lingua e della storia della Sardegna. Tra i
firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, troviamo:
Mannu Anthonio, ville Gorare, * Gorare...Odierna Borore.
Marghine de Gociano; Mannu Comita, ville Sasseri; Mannu
Guantinus, ville Sasseri; Mannu Joannes, ville Sasseri; Mannu
Nicolaus, ville Sasseri; Mannu Petrus, ville Sasseri, ***
Sasseri…Sassari. Et nos Pugioni Anthonius et De Lacon Salatinus,
cives Sasseri, sindici, actores et procuratores…Marringoni
Arsòcus potestas ac capitanus civitatis Sasseri. Omnes cives
congregatis in civitate Sasseri, apud ecclesiam Sancte
Caterine…presentibus Corda Jacobo, Magnispesa Francisco, De
Mascara Francisco. In die XIII mensis Januarii MCCCLXXXVIII –
1388; Mannu Petro, ville Forru, * Forru…Villanova Forru; Bidda
Noa de Forru; oggi Collinas. Partis de Montibus. Nel Condaghe di
San Michele di Salvennor, al capitolo 28, è citato Mannu,
presbitero: Yo Clerigo, o Presbitero Mannu que pongo en este
libro compras que hize governando yo la yglesia de San Miguel en
tempo de Donno Dorgotori de Uxan, y de Doña Maria de Tori su
muger, que fue hija de don Mariani de Tori hijo del Juez
Barusone( si tratta senza dubbio di Barisone I re di Torres –
Arborea, che lasciò appunto il trono di Arborea al figlio
secondogenito Mariano I de Thori, per tornare a Torres – siamo
intorno al 1065). Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, CSNT,
XI, XIII secolo, troviamo, al capitolo 239, Mannu(o Manno)
Florisone, teste insieme al figlio Ianne, in una vendita:
comporaili a Gosantine de Thori, filiu de Niscoli, a Traversa,
muiere ki fuit de Iacone; e deivili (gli ho dato in cambio), .I.
caballu arçu ( sinonimo di variu = screziato)ambulante et
curiace (addestrato al passo e alla corsa), caput a caput(con
l’accordo delle parti). Testes…. – Al capitolo 74 dello stesso
Condaghe, abbiamo Petru Mannu teste in una compera di servi:
Comporailis ad Yçoccor de Muru et a Petru, su frate, pede (un
terzo del servizio giornaliero)et .II. dies(due giorni al
mese)in Iusta Cerella et pede et .II. dies in Susanna Cerella sa
sorre. Etc. etc. Testes: Comita Cotane et Petru Mannu. Nella
storia della Sardegna son diversi i personaggi con tale cognome,
che hanno contribuito a fare grande il nome della propria terra.
Tra i quali ricordiamo (in ordine cronologico): Mannu
Cristoforo, vescovo della diocesi di Castra (oggi scomparsa) dal
1478, al 1482. Manno Francesco vescovo (ultimo) della diocesi di
Ampurias (poi Tempio Ampurias) dal 1493 al 1505. Mannu Francesco
Ignazio di Ozieri, dottore giurisprudenza, sospetto seguace di
Giommaria Angioy, nella rivolta contro i piemontesi nel 1794;
tuttavia nel 1795 fu nominato giudice aggiunto nella sala civile
della Reale Udienza. Continuò poi ad esercitare l’avvocatura. Ma
è ricordato soprattutto come autore dell’Inno Sardo “ Il
patriota sardo contro i feudatari” – su patriotu sardu a sos
feudatarios …procura de moderare, barone sa tirannia.. Ma il più
celebre di tutti i Manno è Giuseppe, letterato e storico: nato
ad Alghero nel 1876, figlio di Antonio, maggiore dell’esercito e
comandante del Porto, e di Caterina Diaz. Frequentò gli studi
medi nel Collegio dei nobili di Cagliari. Si laureò poi in
diritto canonico e civile. Dopo un breve rientro ad Alghero si
stabilì definitivamente a Cagliari e fu in un primo tempo,
avvocato dei poveri. In seguito a diversi incarichi di rilievo
fu segretario privato del duca del Genovese; fu poi compagno di
viaggio nella penisola italiana del vicerè Carlo Felice. Nel
1818 fu insignito del titolo di giudice della Reale Udienza. In
seguito ricoprì incarichi politici e amministrativi sotto la
corona di Carlo Alberto. Ma è la sua attività di scrittore e di
storico che più ci interessa, anche se come storico, nel
descrivere la storia sarda, fu senza dubbio un filo piemontese,
e pertanto la sua opera riscontra il giudizio non favorevole di
molti commentatori sardi). Tra le tante sue opere citiamo le più
importanti: “Storia di Sardegna” in 4 volumi; e la “Storia
Moderna della Sardegna”, dal 1773 al 1799. Quasi tutti i centri
della Sardegna hanno a lui dedicato il nome di una Strada, di
una Piazza o di una Scuola. Gode di certa fama anche il figlio
di Giuseppe Manno, Antonio. Nativo di Alghero, seguì prima la
carriera militare, ma poi dedicò la maggior parte del suo tempo
alla ricerca storica. Riuscì a metter insieme una “Biblioteca di
Storia Italiana Recente, dal 1811 al 1871”. Fu socio della
Reale Accademia delle Scienze di Torino e Membro della Regia
Deputazione di Storia Patria per la Sardegna dal 1874. Per conto
di questa pubblicò la “Bibliografia storica degli Stati della
Monarchia di Savoia”. Tante altre opere sono sue. Continuò
infatti a curare la sua “passione”, con certosina applicazione
sino alla morte, avvenuta nel 1918 a Torino, a più di 80 anni.
Il cognome Manno è presente in tutta Italia, in 459 Comuni, di
cui 10 in Sardegna: Cagliari 19, Carbonia 8, Quartu 6, etc.
Mannu è presente in 167 Comuni, di cui 84 in Sardegna: Sassari
154, Cagliari 59, Sennori 43, Bitti, 42, etc. |
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MANNORI |
Tipicamente toscano, dell'area tra fiorentino e pistoiese,
dovrebbe derivare dall'aferesi del toponimo Osmannoro (FI). |
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MANNOZZI |
Mannozzi ha un ceppo toscano, a San Giovanni Valdarno e Pian di
Sco nell'aretino, a Firenze e Montelupo Fiorentino nel
fiorentino, a Viareggio nel lucchese ed a San Gimignano nel
senese, uno nel Piceno ed uno romano, si dovrebbe trattare di un
forma ipocoristica derivata dal nome medioevale
Mannus,
una modificazione dialettale del vocabolo latino
magnus (grande). |
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MANNUCCHI
MANNUCCI |
Estremamente raro Mannucchi potrebbe essere di origini
toscoumbre, Mannucci è tipicamente toscano, con un ceppo forse
non secondario a Roma, dovrebbero derivare da diminutivi del
nome medioevale italiano di origine germanica Manno, come pure
da vezzeggiativi dell'aferesi di nomi come Alemanno. |
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MANODORO |
Manodoro,
abbastanza raro, sembrerebbe specifico di Bari, dovrebbe
derivare da un nome augurale medioevale, con il quale i genitori
augurassero al figlio di avere delle mani d'oro, cioè di essere
in grado di svolgere ottimi lavori artigianali. |
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MANONI
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Sembra avere più ceppi, nelle Marche, nel Lazio, a Venezia, in
Valtellina e nel milanese, dovrebbe derivare da modificazioni
dell'aferesi di nomi longobardi come Harimanno, è pure possibile
che derivino da modificazioni dell'aggettivo magno
integrazioni fornite da
Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
nel Tiranese (So), si trovano già nel 1600 e da lì alcuni sono
emigrati verso l'Australia. |
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MANSI
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Sembra
avere due ceppi in Puglia tra barese e foggiano ed in Campania
tra napoletano e salernitano, un nucleo molto antico sarebbe
stato a Lucca, la famiglia lucchese dovrebbe essere originaria
della Sassonia da dove sarebbe giunta nel XI° secolo.
Il cognome dovrebbe derivare dal termine tardo latino mansus
(dal verbo latino maneo rimango) così era chiamato un podere
occupato da una sola famiglia, quella del massanus (da cui
deriva anche il termine massaia) con l'obbligo di prestazione
gratuita di giornate lavorative nella 'pars dominica' cioè nella
proprietà del Signore. Esempio di questa cognominizzazione si
ha a Napoli con lo scrittore "Joannes Baptista Mansus"
contemporaneo del Tasso. |
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MANSO
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Manso, estremamente raro, sembra tipico molisano, dovrebbe
derivare da un soprannome legato al vocabolo latino
mansus (podere),
del cui uso abbiamo un esempio a Pavia in un atto 1138: "..dedit
ipse Ariprandus eidem Belfante ad fictum censum reddendum
libellario nomine, usque ad annos viginti noven expletos, hoc
est medietatem de manso uno cun casis et omnibus rebus ad ipsam
medietatem pertinentibus, cun omni honore et districto ...", o
anche, e più probabilmente, dal nome medioevale longobardo
Manso,
di cui abbiamo un esempio in questo scritto salernitano di epoca
longobarda: "..Deinde Sergius, filius prefecti Marini, sedit
annos 3; temporibus Mauri prefecti Bonus et Iohannes comites;
post ipsos Pantaleo et Pantaleo comites; deinde Leo et Iohannes
comites. Sequitur Manso et Pantaleo comites; post ipsos Sergio
et Iohanne comitibus. Deinde Marinus et Cunarius necnon et
Iohannes comitibus; et post Urso et Sergio et Manso
comitibus;..", si ricordi verso la fine del 900 il duca
longobardo di Amalfi Manso II°; esempio di questa
cognominizzazione si ha nel 1300, come si può leggere in uno
scritto: "...dominis Johanne Petri, archipresbytero, Bernardo de
Manso, sacrista, ...". |
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MANSUELLI |
Rarissimo
si può ipotizzare un'origine ligure, dovrebbe derivare dal nome
medioevale italiano Mansuelus o da un soprannome legato al
vocabolo mansuelus (casalingo). |
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MANSUETO |
Dovrebbe
essere originario della zona tra Bari, Taranto e Brindisi,
deriva dal cognomen latino Mansuetus o dal suo equivalente
medioevale Mansueto. |
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MANSUTTI |
Mansutti è tipico dell'udinese, di Tricesimo, Tavagnacco, Udine,
Reana del Rojale, Pavia di Udine e Majano, si dovrebbe trattare
di una forma patronimica originata da capostipiti il cui padre
si fosse chiamato Manso
(vedi MANSO). |
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MANTA
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Manta ha un ceppo a Napoli, uno a Potenza, uno molto consistente
nel leccese ad Aradeo, Collepasso, Galatone, Nardò, Alezio,
Gallipoli e San NIcola, ed uno in Sicilia a Milena nel nisseno
ed a Racalmuto nell'agrigentino, potrebbe derivare da un
soprannome grecanico originato dal termine greco antico μαντεία
manteia (oracolo,
divinazione, predizione), forse
ad indicare nel capostipite una specie di indovino. |
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MANTECA
MANTEGAZZA
MANTICA |
Manteca è assolutamente rarissimo, assolutamente lombardi
Mantegazza e Mantica, originari della zona tra Varese, Como e
Milano, dovrebbero derivare da un soprannome legato al vocabolo
dialettale mantega
o mantica
(unguento),
di quest'uso si ha un esempio nel
Codice Diplomatico della Lombardia
Medioevale in un atto scritto
nel 1145 a Caponago (MI): "...Signum + manuum Iohannis qui
dicitur Bordigatius, Alberti qui dicitur Mantega,...", esistono
tracce molto antiche del cognome Mantegazza, lo scultore
Cristoforo Mantegazza (Pavia 1430? - 1482) e suo fratello
Antonio anch'egli scultore di fama.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Mantegazza è uno dei pochi cognomi superstiti del Medioevo. Il
cognome sbrigativamente potrebbe farsi derivare dal toponimo del
piccolo centro presso Vanzago, in provincia di Milano. Ma Lurati
ritiene che il toponimo derivi invece dal cognome, testimoniato
almeno a partire dal 1546, e derivato con tutta probabilità
dalla voce dialettale "mantega"
che sta per mantice:
dunque ci troviamo di fronte a un nome di famiglia che si è
formato su un mestiere, quello di chi costruisce mantici per
fabbri. Altra interpretazione: deriva dal latino 'mantica',
nome con cui si designava la
bisaccia dei viandanti che
veniva appesa alle spalle, con una parte che cadeva davanti e
l'altra dietro. È un cognome squisitamente milanese e Mantegazza
è il peggiorativo di 'mantica',
in dialetto. Si può supporre che all'origine vi fosse un
soprannome, divenuto con i secoli cognome vero e proprio. |
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MANTEGA |
Tipico cagliaritano, dovrebbe derivare dal vocabolo catalano
mantega
(burro, grasso). |
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MANTEGNA |
Mantegna ha ceppi a Milano e Roma, ha un ceppo a Campobasso, uno
a Briatico nel vibonese ed uno, probabilmente il principale, in
Sicilia a Palermo e Gangi nel palermitano, ad Enna e
Calascibetta nell'ennese, a Ravanusa nell'agrigentino ed a
Catania, dovrebbe derivare dal nome tardo medioevale
Mantegna,
originato dalla formula cristiana "Dio te mantegna nel suo
Cuore", rivolta evidentemente al proprio figlio che veniva così
raccomandato alla benevolenza di Dio, secondo altri il nome
sarebbe di origini venete ed originerebbe dalla formula di
saluto medioevale: "Dio mantegna san Marco e i omeni daben".
Personaggio notevolissimo è stato il pittore veneto Andrea
Mantegna (1431-1506) di Isola di Carturo nel padovano. |
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MANTELLASSI |
Mantellassi è decisamente toscano, con maggior concentrazione
nel pistoiese e nel livornese, dovrebbe derivare da un
soprannome forse originato dal mestiere di fabbricante e
venditore di mantelli, o magari dall'abitudine del capostipite
di portare sempre un grosso mantello. |
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MANTELLI
MANTELLO |
Mantelli
ha un nucleo importante in Piemonte, nell'alessandrino in
particolare, ed uno nel basso bresciano, con ceppi anche nel
fiorentino e nel nisseno, Mantello, molto più raro, ha un ceppo
nella Sicilia meridionale ed in Calabria, possono derivare da
toponimi medioevali come Villa Mantelus in Savoia, ma più
facilmente derivano dal nome medioevale Mantellus di cui abbiamo
un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale
sotto l'anno 1156 a Sartirana (PV) dove fra i testimoni di un
atto di compravendita vengono citati: "...Vualterius
Peliciarius, Rufinus Mantellus, Ascerius Balbus, Marescotus
Cannaferria, Rufinus Christianus Papie testes. ...". |
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MANTI
MANTO |
Manti è tipico dell'estrema punta della Calabria, di Condofuri,
Montebello Ionico, San Lorenzo, Melito di Porto Salvo e
Brancaleone nel reggino, Manto ha piccoli ceppi nel napoletano
ed avellinese, nel barese, nel reggino ed un ceppo più
consistente nel palermitano, a Palermo e Gangi, dovrebbero
derivare da un soprannome originato dal vocabolo greco μάντις,
μάντεως mantis, manteos (mago,
indovino, profeta). |
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MANTINEO |
Tipico
del messinese, dovrebbe derivare dal toponimo greco Mantinea
città dell'antica Grecia, in Arcadia. |
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MANTOAN
MANTOANI
MANTOVAN
MANTOVANI
MANTOVANO
MANTUANI
MANTUANO |
Mantoan ha tre ceppi, uno piemontese, soprattutto nel
torinese,uno lombardo in particolare nella Lombardia occidentale
ed uno veneto nell'area che comprende le province di Vicenza,
Padova, Venezia e Rovigo, Mantoani, abbastanza raro, è specifico
del basso udinese, Mantovan ha un ceppo lombardo tra milanese,
pavese e varesotto ed uno veneto tra rovigoto, padovano e
veneziano, Mantovani è molto diffuso nell'Italia centro
settentrionale, Mantovano, molto raro, ha un ceppo campano tra
napoletano e salernitano ed uno pugliese tra foggiano e barese,
Mantuani è praticamente unico e dovrebbe trattarsi di un errore
di trascrizione di Mantuano, che ha un ceppo a Roma ed a
Priverno nel latinense, un ceppo nel foggiano a Mattinata,
Lucera, Pietramontecorvino, Manfredonia e Monte Sant'Angelo, ed
a Bari, ed uno nel cosentino a Paola, Fuscaldo, San Lucido e
Bisignano, dovrebbero tutti derivare da
mantovanus
o mantuanus,
l'etnico medioevale del toponimo Mantova o da sue versioni
dialettali. |
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MANUEDDU |
Originario della Sardegna settentrionale, potrebbe derivare da
una forma dialettale del nome Emanuele, o da un soprannome
legato al vocabolo sardo mannu (magnus = grande). |
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MANUEL
MANUELA
MANUELE
MANUELI
MANUELLA
MANUELLI
MANUELLO |
Manuel, estremamente raro, sembrerebbe del centronord, Manuela,
assolutamente rarissimo, ha presenze sporadiche qua e là per
l'Italia, Manuele ha un ceppo molisano ad Acquaviva Collecroce,
Civitacampomarano e Termoli nel campobassano, ed uno siciliano,
a Scordia e Catania nel catanese, ad Agira, Leonforte e Nicosia
nell'ennese ed a Ferla e Floridia nel siracusano, Manueli,
sempre molto molto raro, ha presenze tra pavese ed alessandrino,
qualcuna in Emilia e qualcuna in Sicilia, Manuella sembrerebbe
siciliano di Piazza Armerina nell'ennese, di Siracusa e del
catanese, Manuelli ha vari ceppi, nel novarese, nel genovese,
nel milanese e cremonese, a Trieste, nel pesarese, nell'area
toscana che comprende il fiorentino, il pisano, il livornese ed
il grossetano e nel romano, Manuello ha piccolissimi ceppi nel
Piemonte sudoccidentale e un ceppo a Caltagirone nel catanese,
tutti questi cognomi dovrebbero derivare da forme aferetiche
derivate dal nome Emanuele,
Emanuela,
a loro volta originatisi dal nome biblico
Emmanuel
(Dio è con noi). |
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MANUNTA
MANUNZA |
Manunta è molto diffuso nel nord della Sardegna a Sassari, Porto
Torres, Alghero e Sorso nel sassarese, con un ceppo anche a
Olbia ed a Cagliari, Manunza è invece tipico del sud dell'isola,
a Cagliari, Sestu, Selargius, Quartu Sant'Elena e Monserrato nel
cagliaritano, ma anche a Oristano e Calasetta nell'iglesiente.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
MANUNTA; MANUNZA: il primo ha maggior diffusione nel centro nord
dell'Isola, il secondo nel centro sud, soprattutto a Cagliari e
dintorni. Il significato di manunta o manunza o manuntza è di
piccola mano, altrimenti detta manighèdda o manichèdda, cognome
anche se rarissimo. Qui in Campidano per indicare uno con una
mano deforme o più piccola dell'altra o con un braccio e una
mano deformi, usiamo il termine manùnca, che è indicato come
nome nelle carte antiche, oggi solo come soprannome. Su manuncàu
è invece chi è senza una mano. Negli antichi documenti, tra i
firmatari della Pace di Eleonora, *LPDE del 1388, troviamo:
Manuça Anthonius, ville Sasseri; Manuça Gonnario, jurato ville
Giavi(*odierno Giave. Contrate Caputabas; Manuca Joanne - ville
Terrenove et fundi montis(Olbia); Manunca Comita, jurato ville
Zaramonte (* odierno Chiaramonte. Contrate de Anglona -
Chiaramente); Manunca Gantino, ville Nulvi (* odierno Nulvi.
Contrate de Anglona- Chiaramonte); Manunca Guantino, jurato
ville Illorai (* villaggio attuale. Curatorie de Anella);
Manunca Joanne, ville Capula (* villaggio distrutto « castello »
del Meylogu. Contrate de Ardar et Meylogu); Manunca Vilano - de
Bosa. Sempre tra i firmatari della Pace di Eleonora è presente
il cognome Manichedda, pur nella variante Manicedda: Maniceda
Gantino, jurato ville Mahara(Villamar). Nel Condaghe di San
Pietro di Silki, *CSPS, XI°, XIII° sec. lo troviamo nella
variante Manutha: Manutha Comita (85); postura de servos a San
Pietro(donazione di servi).ne nasce una lite (kertidu)per il
fatto che Comita Manutha se ne appropria rubandoli (i
servi).largaitimi in sos homines Comita Manutha et
llevaitimilos.a sa corona de iudike Gosantine in Curcaso = nel
tribunale del giudice Gosantine in Curcaso (detto anche Curcas;
abitato scomparso, ubicato in agro di Sassari, abbandonato verso
la metà del XIV° sec.; Manutha Gantine, testimonius conporu
apatissa Massimilla (9), teste in una vendita da parte della
badessa Massimilla. Et appus custa binkidura ki li feki,
bennerun issos ad mimi et benderunimi omnia cantu vi avian in su
saltu de Biosevin.(e dopo questa vittoria vennero loro stessi da
me e mi vendettero tutto quanto avevano nel salto di Biosevin -
abitato scomparso, ubicato in agro di Uri, oggi Comune della
provincia di Sassari, con 3050 abitanti); Manutha Ithoccor,
kertu de servis (107): Ego presbiteru Ithoccor de Fravile, tenni
corona de donnu Mariane de Maroniu, cun Ithoccor Manutha ca
"Comita Catroske lu vendisti a donnu Petru donnikellu, ki fuit
intregu de scu. Petru"? Et isse kertaimi ca "Si vendi, cosa mea
vendi e de frates meos". (Io prete Ithoccor de Fravile ho fatto
causa nel tribunale di donnu Mariane de Maroniu, a Ithoccor
Manutha: "Hai venduto Comita Catroske a donnu Petru donnikellu
(della famiglia del giudice), che apparteneva interamente a San
Pietro"? E mi rispose arrogantemente: "Se ho venduto, ho venduto
cosa mia e dei miei fratelli"! Nel Condaghe di San Nicola di
Trullas, *CSNT, XI°, XIII° sec., lo troviamo sempre nella
variante Manuça o Manutha: Goantine Manutha, prete di Semeston
(290), teste in una permuta: Tramutai cun Petru de Serra Boe
homines : isse me deitimi pede in Mariane Lasso et pede in
Manikella, fiia de Petru d'Orane, servu de S. Nichela; et ego
deili latus in Maria Virrake, fiia de Iorgi Virrake.( ho
scambiato dei servi con Petru de Serra Boe, uomini: egli mi ha
dato un quarto di Mariane Lasso e un quarto di Manichella,
figlia di Pietro d'Orani; ed io gli ho dato la metà di Maria
Virrake, figlia di Iorgi Virrake. Attualmente il cognome Manunta
è presente in 133 Comuni d'Italia, di cui 59 in Sardegna, con
maggiore frequenza nel centro nord: Sassari 203, P. Torres 123,
Alghero 100, Sorso 68, Olbia 56, Cagliari 30, etc. Manunza è
diffuso in 92 Comuni italiani, di cui 38 in Sardegna: Cagliari
173, Sestu 170, Oristano 66, Selargius 52, Calasetta 40, Quartu
S. E. 38, etc. Il cognome Manichedda è presente solo in un
Comune Sardo: Sorso con un solo nucleo familiare. |
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MANUS
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Manus, molto raro, è tipicamente sardo, del sassarese, di Romana
e Sassari, con un piccolissimo ceppo anche a Macomer nel
nuorese, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal
termine sardo mannus,
a sua volta derivato dal latino
magnus (grande),
meno probabile una derivazione da un soprannome originato
dall'espressione sarda prontu de
manus (manesco). |
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MANUSARDI |
Manusardi, molto raro, è tipicamente milanese, cognome di una
famiglia milanese di banchieri originaria di Caravaggio nel
bergamasco, con un piccolo ceppo anche in Valtellina, l'origine
etimologica è oscura. |
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MANZAN
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Originario della provincia di Treviso, dovrebbe derivare da un
soprannome legato al mestiere di custode di mucche. |
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MANZANELLI |
Manzanelli è un cognome ormai scomparso in Italia, se ne
ritrovano tracce in Sicilia e sembrerebbe anche nelle Marche,
potrebbe essere di origini spagnole e derivare dal nome di
Manzanares, una città spagnola, che sorge lungo il corso del
fiume Manzanarre a poco meno di una cinquantina di chilometri
da Madrid, anche se non si può escludere che l'eventuale ceppo
marchigiano possa derivare dal nome del Rio Manzanello un corso
d'acqua del bacino emiliano del Reno. |
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MANZANO |
Molto
molto raro, tipico dell'udinese, deriva dal toponimo Manzano
(UD). |
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MANZARA |
Manzara è specifico del reatino, di Antrodoco e Rieti, con un
ceppo secondario anche a Roma, dovrebbe derivare da
un'alterazione del termine latino
mansus (podere),
ma più probabilmente deriva dal termine
manzo,
intendendo così un allevamento di mucche e buoi, cui la famiglia
originariamente si era probabilmente dedicata. |
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MANZATO
MANZATTO |
Manzato, squisitamente veneto, è proprio dell'areale che
comprende le province di Treviso e Venezia, Manzatto è tipico di
Ceggia nel veneziano, dovrebbero entrambi derivare da un
soprannome dialettale veneto legato al mestiere di custode di
mucche.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Manzato è cognome veneto che secondo Olivieri, Cognomi Veneti
163, viene dal nome germanico
Manzo. |
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MANZELLI
MANZELLO
MANZETTI
MANZETTO
MANZI
MANZILLI
MANZILLO
MANZIN
MANZINI
MANZINO
MANZO
MANZON
MANZONI
MANZOTTI
MANZOTTO
MANZULLI
MANZULLO |
Manzelli ha un piccolo ceppo nel veronese e nel veneziano, ha un
ceppo tra ravennate e forlivese, ed uno tra beneventano e
foggiano, Manzello sembrerebbe unico, Manzetti ha un piccolo
ceppo a Jesi e Fabriano nell'anconetano ed a Montegranaro nel
Piceno, ma il ceppo più importante è nel romano, a Roma, Castel
Gandolfo ed Albano Laziale, Manzetto, estremamente raro, ha
qualche presenza piemontese nel torinese orientale ed un
piccolissimo ceppo nel rovigoto, Manzi è diffuso in tutta
l'Italia peninsulare, Manzin è presente a macchia di leopardo
nell'Italia settentrionale, nel torinese, nel novarese e
milanese, in Veneto nel vicentino, rovigoto, padovano e
veneziano, nel goriziano e soprattutto nel triestino, Manzilli,
estremamente raro, è del napoletano, Manzillo ha un ceppo a
Mondragone nel casertano ed a Napoli e Torre Annunziata nel
napoletano, con un piccolo ceppo anche a Galatina nel leccese,
Manzini è diffusissimo in tutta la Lombardia, nel veronese e
veneziano, nell'udinese e goriziano, in Emilia, soprattutto nel
modenese e bolognese e nel fiorentino, Manzino, molto molto
raro, sembrerebbe del piemonte orientale e del savonese, Manzo è
specifico del meridione e della provincia di Palermo, Manzon
sembrerebbe friulano della provincia di Pordenone in
particolare, Manzoni è assolutamente lombardo, Manzotti ha un
ceppo lombardo tra milanese e bergamasco, uno nel reggiano, uno
nell'anconetano e maceratese ed uno nel viterbese e romano,
Manzotto è quasi unico, forse marchigiano, Manzulli è pugliese,
di Cerignola e Torremaggiore nel foggiano, di Bari e di Taranto,
Manzullo, molto raro, ha un piccolo ceppo a Maschito nel
potentino e qualche presenza in Sicilia. La derivazione di
questi cognomi, sia direttamente, sia tramite forme
ipocoristiche, anche dialettali, o accrescitive, è dubbia,
potendo sia derivare da un soprannome legato all'allevamento o
alla cura o a qualche altro collegamento con i
manzi (vitelloni),
oppure dal nome medioevale Manso
(Mansueto)
o dal provenzale Mans,
Manz.
Un'altra ipotesi li fa derivare dal vocabolo latino medioevale
mansum
(rimasto)
con riferimento allo stato di lavoratore
asservito alla terra. |
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MAPELLI |
Specifico dell'area compresa tra Bergamo, Lecco e Milano, deriva
dal toponimo Mapello nel bergamasco.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Mapelli proviene dalla località bergamasca di
Mapello.
L'Olivieri presuppone che il nome del toponimo derivi dalla voce
milanese 'mappa'
che indicava il cavolfiore
e che trovava analogia nel cantonticinese 'mapp'
cioè pannocchia di granoturco,
assimilabili alla posizione geografica del luogo. |
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MARA
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Mara ha un ceppo a Busto Arsizio ed Olgiate Olona nel varesotto,
ai confini con il milanese, ed aVanzaghello nel milanese, un
ceppo a Roma ed uno in Sardegna nel sassarese, a Sassari, Porto
Torres, Nulvi ed Ozieri, con presenze a Olbia, Cagliari, nel
Medio Campidano e nell'oristanese, i ceppi continentali
potrebbero essere dei matronimici e derivare da capostipiti
chiamate appunto Mara,
ma, molto più probabilmente derivano dal nome del paese di Mara
nel varesotto, a pochi chilometri ad oriente di Gemonio, il
ceppo sardo dovrebbe originarsi dal nome del paese di Mara nel
sassarese, posto tra Bosa, Macomer ed Ittiri, probabile luogo
d'origine dei capostipiti. |
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MARABELLI
MARABELLO |
Marabelli è tipico della zona tra Milano e Pavia, Marabello è
specifico di Messina, potrebbero derivare dal nome medioevale di
origine germanica Marabel.,
ma potrebbe anche, il ceppo lombardo, derivare da un soprannome
legato al vocabolo dialettale milanese
maravej (marabej
= meraviglia)
derivato dal latino mirabilis
(meraviglioso). |
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MARABINI |
Marabini ha un ceppo tra bolognese e ravennate ed uno nel
maceratese, potrebbe derivare dal toponimo Cerrè Marabino nel
reggiano.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Marabini è cognome di provenienza veneta e d'origine
soprannominale; dal veneto
marubio «stizzoso»,
in forma diminutiva. Molto raro nel Modenese. Fonte: F. Violi,
Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996. |
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MARABOLI |
Specifico
del lodigiano, dovrebbe derivare da un soprannome legato al
vocabolo latino mirabilis (meraviglioso), tramite deformazioni
dialettali. |
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MARADEI
MARADEO |
Maradei
ha un piccolo ceppo nel potentino, al confine con il cosentino,
dove ha un ceppo soprattutto a Mormanno, Morano Calabro,
Castrovillari, Cassano allo Ionio, Oriolo, Altomonte e Cosenza,
Maradeo, quasi unico, sembrerebbe campano, dovrebbero derivare
da un nome medioevale che augurasse ai propri figli di
professare l'amore in Dio. |
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MARAFON |
Abbastanza raro è specifico del padovano, dovrebbe derivare da
un soprannome dialettale originato da un vocabolo che starebbe
ad indicare una specie di intreccio di giunchi. |
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MARAGIOGLIO
MARGIOGLIO |
Maragioglio è specifico del trapanese, di Mazara del Vallo e di
Salemi, Margioglio, praticamente unico, dovrebbe essere dovuto
ad un'alterazione del precedente, che dovrebbe derivare da un
soprannome con il significato di cattivo loglio, probabilmente
ad indicare una caratteristica dei prati vicino all'abitazione
del capostipite, o una sua caratteristica. |
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MARAGLIANO |
Abbastanza raro parrebbe avere due nuclei, uno originario nel
genovese e uno secondario nell'agrigentino, potrebbe derivare
da un toponimo come Borgo Maragliano (AT) o Tracce di questo
cognome si trovano in Liguria già dal 1400, in uno scritto
dell'inizio del 1400 si legge che fu grande benefattore
dell'Abbazia di S. Siro di Genova il sensale Pasquale Maragliano
con una cospicua somma versata nel Banco di S. Giorgio;nel 1600,
nel genovese troviamo un capitano di ventura, divenuto famoso,
Battino Maragliano; in un atto della metà del 1600 si legge:
"...Bartolomeo Maragliano di Antonio Maria e Andrea Testino di
Giacomo massari della chiesa di Calvari desiderano far fare una
cappella in marmo secondo disegno del maestro "marmararo"
Giuseppe Gaggini di Francesco..."; verso la fine del 1600 opera
a Genova lo scultore Antonio Maria Maragliano (1664 - 1739). |
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MARAGLINI
MARAGLINO |
Maraglini è praticamente unico e sembrerebbe dovuto ad un'errata
trascrizione di Maraglino, che è decisamente pugliese, della
provincia di Taranto e di Massafra in particolare, ma ben
presente anche a Taranto ed a Noci nel barese, dovrebbero
derivare da una forma ipocoristica dialettale originata dal
termine maraglio
(ammiraglio, comandante),
usata probabilmente in modo scherzoso. |
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MARAGLIO |
Estremamente raro, specifico del bresciano, deriva dal toponimo
Peschiera Maraglio (BS). |
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MARAGNANI
MARAGNANO
MAREGNANI |
Maragnani
è rarissimo, sembra tipico di Vigevano (PV), Maragnano e
Maregnani, estremamente più rari, dovrebbero essere della stessa
zona, dovrebbero derivare da un toponimo Maregnano o Mariniano
che potrebbe anche essere l'attuale Melegnano. |
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MARAGNI
MARAGNO |
Maragni ha un piccolo ceppo nel mantovano, Maragno ha un ceppo
veneto, in particolare nel padovano e rovigoto, un ceppo
ferrarese, uno tra romano e latinense, probabilmente anch'esso
di origini venete, ed uno tra materano e tarantino, dovrebbero
derivare dal nome medioevale
Maranius, di cui abbiamo un
esempio in questo scritto relativo all'anno 369: "...Eam vero
dominus Maranius scriptam putat circa medium hunc annum, cujus
rei praeter rationes a docto et solerti viro productas, non
levia apparent indicia, tum ex ipsis ad Damasum, tum ex aliis ad
Meletium litteris. ..."ricordiamo con questo nome lo scrittore
secentesco Maranius Anianus. |
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MARALDI
MARALDINO
MARALDO |
Maraldi è un cognome tipicamente romagnolo, del cesenate e del
ravennate, con massima diffusione a Cesena, ma con presenze
significative anche a Ravenna, Forl' e Cesenatico (FC),
Maraldino sembrerebbe unico, Maraldo, molto più raro,
sembrerebbe tipico del pordenonese, di Cavasso Nuovo in
particolare, dovrebbero derivare, direttamente o tramite
ipocoristici, dal nome medioevale di origine longobarda
Maraldus
di cui abbiamo un esempio nel X° secolo in una atto di
compravendita: "...Memoratorium factum a nos Maraldus et
Alcoini, qui est filius quondam Falconi, eo quod ante subscripti
testes per bona combenientia tradidit nobis at tenendum et
laborandum Iohannes filius quondam Iohanni, qui fuit portarum,
una pecia de terra cum aliquanti castaneis,...". |
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MARAN
MARANA
MARANESI
MARANI
MARANINI
MARANO |
Maran è tipico del Veneto, padovano e vicentino in particolare,
e dell'udinese, Marana è tipico del vicentino e del veronese e
dovrebbe derivare dal toponimo Marano Vicentino (VI), Maranesi
ha ceppi nel milane e comasco, nel bresciano, nel bolognese e
nel maceratese, Marani è diffuso in provincia di Milano e di
Mantova, nel veronese, in Emilia e nelle Marche e dovrebbe avere
un ceppo anche in provincia di Roma, Maranini è specifico
dell'Emilia, di Ferrara e Portomaggiore nel ferrarese e di Imola
e Bologna nel bolognese, Marano è un cognome panitaliano, anche
se maggiormente concentrato nel centrosud, dovrebbero tutti
derivare, direttamente o attraverso etnici o ipocoristici, da
toponimi contenenti la voce ..marano, peraltro molto diffusi,
quali: Marano (TN), (VR), (VE), (PR), (BO), (PE), (AQ), (NA),
(BN) e così tanti altri, Maranello (MO), Marano dei Marsi (AQ),
Marano di Napoli (NA), Marano Equo (RM), Marano Marchesato (CS),
ecc. o dal loro etnico, ma è pure possibile una derivazione dal
nome medioevale Maranus
di cui abbiamo un esempio in una
carta commutacionis
del 1222 dove leggiamo: "..Dominus Maranus de Roche de
Urino...". Tracce di questa cognominizzazione le troviamo ad
Asigliano Veneto (VI) fin dal 1400, quando tra le famiglie
nobili è elencato anche il casato dei Marana.
integrazioni fornite da
Stefano Maran
esiste anche un ceppo svizzero del cognome Maran che deriva dal
nome di una montagna. nel cantone dei Grigioni, in Svizzera
esiste l'altopiano Maran ed una via la maranerstrasse nello
stesso cantone e ci sono famiglie con questo cognome.
integrazioni fornite da
Paolo Maran
Tracce del cognome Maran si hanno sin dal secolo XII° a San
Gottardo di Zovencedo (VI). Maran furono i primi abitanti del
piccolo borgo, provenienti presumibilmente dall'attuale Svizzera
o addirittura dalla Baviera (San Gottardo fu infatti arcivescovo
di Ildesk in Baviera dove morì nel 1038).Ancora oggi Maran è uno
dei cognomi più comuni nella zona.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Maranesi è l'etnico del nome locale
Marano,
diffuso a larga parte d'Italia. Nel Modenese abbiamo Marano sul
Panaro. Più rappresentato a Modena è il cognome Marani,
direttamente dal toponimo, assai meno Marano, d'estrazione
meridionale, e Maràn di derivazione veneta. F. Violi, Cognomi a
Modena e nel Modenese, 1996. In Sicilia, secondo G. Rohlfs 122,
il cognome Marano verrebbe dall'antico termine 'marano'
= 'schiavo fatto libero'. |
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MARANCA
MARANGA |
Maranca ha un ceppo abruzzese probabilmente originario del
teatino, di Ortona, Lanciano e di San Valentino in Abruzzo
Citeriore nel pescarese, ed un ceppo a La Spezia, ma quasi
sicuramente si tratta di un effetto della migrazione
dall'Abruzzo, Maranga, assolutamente rarissimo, è tipico del
perugino, qualcuno ipotizza un'origine spagnola che sembrerebbe
invece esclusa, potrebbero derivare da nomi di località come
quella citata da Ammiano Marcellino nel
Res Gestae a Fine Corneli Taciti:
"...hoc etiam loco relicto cum ad tractum Maranga appellatum
omnis venisset exercitus, prope lucis confinia inmensa Persarum
apparuit multitudo cum Merene equestris magistro militiae
filiisque regis duobus et optimatibus plurimis. ...", ricordiamo
che soprattutto presso i veterani delle legioni romane era in
uso aggiungere un cognomen derivato dai nomi delle località dove
avevano combattuto con onore. |
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MARANCI
MARANCIO
MARANCIONI
MARANGI
MARANGIO
MARANGIONE |
Maranci, molto molto raro, parrebbe di Siracusa e del
siracusano, Marancio e Marancioni, quasi unici sono dovuti ad
errori di trascrizione, Marangi è un cognome tipicamente
pugliese, del barese, Locorotondo, Alberobello e Bari,
brindisino, San Pietro Vernotico, Brindisi, Cisternino, Fasano,
Mesagne e Francavilla Fontana e tarantino soprattutto, Martina
Franca, Taranto, Crispiano, Massafra, Statte, Pulsano,
Grottaglie, Leporano e Lizzano, e nel leccese Lecce, Campi
Salentina, Calimera e Nardò, Marangio è tipico del brindisino e
del leccese, con un ceppo anche nel napoletano ed uno nel
ragusano in Sicilia, Marangione, decisamente pugliese, ha un
ceppo a Taranto ed uno a Campi Salentina nel leccese, l'origine
di questi cognomi potrebbe essere in alcuni casi da nomi di
località come Marangi (BR), o anche da modificazioni dialettali
del termine marango
termine marinaresco attribuito, dal 1600 circa, a quanti
svolgevano lavoro subacqueo nelle navi del tempo, oggi li
chiameremmo sommozzatori, secondo alcuni potrebbe derivare da
modificazioni del nome composto Maria Agnus, non si può infine
escludere del tutto un collegamento con una distorsione del
termine marrano
(saraceno convertito).
integrazioni fornite da
Gianfranco Nassisi
nel dialetto di Taranto li
marangi sono le arance, e
tipici della zona sono gli agrumeti. Perchè non pensare che i
primi Marangi fossero coltivatori di arance? |
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MARANDO |
Marando è specifico del reggino, di Ardore, Marina di Gioiosa
Ionica, Locri, Grotteria, Platì, Bovalino, San Luca e Gioiosa
Ionica, dovrebbe essere di origini greche e derivare dal cognome
greco Marandos,
secondo altri è invece l'italianizzazione del cognome francese
Marandon,
di probabili origini toponomastiche.. |
|
MARANDOLA |
Tipico
della zona di confine tra il Lazio meridionale e la provincia di
Caserta, dovrebbe derivare dal nome del paese di Marandola nel
latinense. |
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MARANGELO
MARANGIOLO
MARIANGELI |
Marangelo, molto molto raro, ha presenze a Roma e nel
salernitano, Marangiolo è tipico del tarantino, di Pulsano,
Torricella e Taranto, Mariangeli, molto molto raro, è della
fascia che comprende Marche, Umbria, viterbese, reatino e
romano, dovrebbero derivare, anche attraverso modificazioni
dialettali o forme arcaiche dal nome
Mariangelo,
composto dai nomi Angelo con il prefisso Maria o Mario. |
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MARANGON
MARANGONI |
Sembrerebbero avere due nuclei uno nel nordest ed uno in
Piemonte e Lombardia, derivano dal vocabolo dialettale marangon
(falegname). Tracce di questa cognominizzazione l'abbiamo ad
esempio nel 1534 quando il famoso architetto padovano Andrea
Palladio prende in sposa a Vicenza Allegradonna figlia di
Marcantonio Marangon, o anche a Vittorio Veneto dove, in un atto
del 1586 si legge: "...etperfarla dorar a' ni° batista marangon
etfar depenzer à Silvestro depentor etfarla menar dalli Zanchi
in chiesa con un car de sabia in tutto Lire 21 e soldi 18...". |
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MARANIELLO |
Maraniello è caratteristico di Napoli, con presenze
significative anche a Marano di Napoli e Capodrise, dovrebbe
derivare dal nome composto dal nome
Maranus
(vedi MARAN) e da Aniellus
(Agnello sottinteso di Dio)
, secondo un'altra ipotesi deriverebbe invece dal termine
marano
o marrano
(schiavo liberto)
il cui nome fosse Aniello,
che potrebbe sia derivare dall'espressione
Agnello di Dio,
sia essere una forma dialettale campana per
Angelo.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Cognome napoletano di derivazione locale, cioè da uno dei tanti
Marano italiani legati alla toponomastica fondiaria romana, in
questo caso probabilmente Marano di Napoli. Etimologicamente
tutti i toponimi e i relativi frequentissimi cognomi ad essi
collegabili derivano dal nome latino
Marius,
tranne che in Sicilia dove, secondo G. Rohlfs 122, il cognome
Marano verrebbe dall'antico termine 'marano' = schiavo fatto
libero. |
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MARANTA
MARANTI |
Maranta, molto raro, è tipico del bergamasco con un piccolo
ceppo forse non secondario nel napoletano, Maranti è quasi
unico, dovrebbero derivare dal nome, soprannome medioevale
Maranta
o Marantus,
di cui abbiamo un esempio nel
Codice Diplomatico della Lombardia medioevale
per l'uso del soprannome nell'anno 1106 a Teglio (SO): "Anno ab
incarnacione domini nostri Iesu Christi milleximo centesimo
sesto, mense decembris, indicione quintadecima. Ego in Dei
nomine Crescentio qui dicor Maranta, filius quondam Alboni, de
loco Bruse..." e nel 1173 a Brescia per l'uso del nome: "...et
per ipsum Mazoccum Obertinum nepotem ipsius, et Marantam et
Daniottum, fratrem suum, et Wizardum filium quondam Iohannis
Berardi...", tracce di questa cognominizzazione le troviamo fin
dal 1500 in Basilicata con Bartolomeo Maranta illustre Dottore
in medicina e farmacista di Venosa (PZ) nato nel 1500, a
Stazzona (CO), nella prima metà del 1600, un tal Giovanni
Maranta detto Biancott fu Agostino è Decano del paese.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Maranta è cognome diffuso in Lombardia e nel Napoletano. Secondo
O. Lurati 316, potrebbe essere una deformazione di 'millanta'
= mille,
attraverso la forma intermedia *Miranta.
Il nome della pianta viene da Bartolomeo Maranta, medico e
botanico del XVI° secolo. |
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MARANTO |
Maranto è specifico di Cefalù, potrebbe derivare da
un'alterazione dialettale del termine medioevale di origine
spagnola marano
o marrano,
che significa porco, rinnegato
e veniva attribuito agli schiavi saraceni liberati dalla
schiavitù, a supporto di questa tesi ci sarebbe questo testo
ottocentesco belga sulla storia del commercio e della marineria,
riferito ai primi anni del 1400: "...La ville de Louvain, animée
par la présence d'une nombreuse population ouvrière, possédait
alors, selon le témoignage de tous les auteurs, plus de quatre
mille métiers a tisser le drap. D'immenses fortunes s'y étaient
accumulées, ainsi qu'on peut en juger par le fait suivant,
relatif à l'un de ses citoyens. Un marchand, Gauthier van
Heremade, ayant été forcé de se rendre en Angleterre pour y
conclure certaine opération commerciale, fut attaqué en mer par
un pirate, nommé Marantus, et fait prisonnier. Sa rançon, taxée
à 4,000 écus d'or, valeur considérable pour l'époque, fut
acquittée sans difficulté. ...", ma molto più probabilmente
deriva invece da una forma contratta italianizzata del nome
medioevale Marantus
(vedi MARANTA), anche se non si può scartare l'ipotesi che
derivi da un nome di località, come si potrebbe evincere da un
atto del 4 aprile 1336, quindi due secoli prima dell'arrivo
degli spagnoli in Sicilia, il che porterebbe ad escludere la
prima ipotesi, dove leggiamo che, durante il regno di Federico
II e Pietro II, il Monastero di Santa Maria di Licodia, di S.
Leone e San Marco di Paternò, viene preferito nella vendita di
una bottega posta in Paternò quartiere del Borgo o di Santa
Maria Maddalena, che già era stata data in enfiteusi a Pietro de
Lancesa, che l'aveva venduta ad un certo Giovanni de Maranto
senza il consenso del Monastero; ciò per prezzo di onze due e
tarì 15 in oro. L'atto viene scritto dal Notaro Filippo de
Geremia in Paternò. |
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MARANZA
MARANZI
MARANZINA
MARANZINI
MARANZINO
MARRANZINI
MARRANZINO |
Maranza, estremamente raro, è tipicamente lombardo del basso
bresciano, Maranzi sembra essere unico, Maranzina, quasi unico,
è triestino, Maranzini, praticamente unico, dovrebbe essere
dovuto ad un errore di trascrizione di Marranzini, che, pur
rarissimo, ha un ceppo romano ed uno a Santa Lucia di Serino
nell'avellinese, Maranzino, estremamente raro, è specifico
dell'area che comprende il foggiano, l'avellinese, il
salernitano ed il potentino, Marranzino, assolutamente
rarissimo, sembrerebbe originario dell'avellinese, questi
cognomi dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite forme
ipocoristiche, dal nome medioevale latino
Marantius,
ricordiamo con questo nome lo studioso di fisica del 1300 Petrus
Marantius Salernitanus, o anche dal nome ebraico
Maranatha,
in qualche caso si può anche ipotizzare una derivazione da
soprannomi dialettali originati da termini come
maranza (arancia). |
|
MARANZANA |
Ha un
nucleo piemontese concentrato nell'alessandrino ed uno
nell'udinese, inparticolare nella zona di Reana Del Rojale,
dovrebbero derivare da toponimi come Maranzana (AT) o Maranzanis
(UD). |
|
MARANZANO |
Molto
raro, è tipico del palermitano, dovrebbe derivare da un
soprannome legato al vocabolo dialettale siciliano marranzano
(scacciapensieri). |
|
MARAPODI
MARRAPODI |
Marapodi,
quasi unico, tipico di Roma, è dovuto ad un'errata trascrizione
di Marrapodi, che è specifico del reggino, di Roccella Ionica,
Stilo, San Luca e Bovalino, dovrebbe derivare da un soprannome
greco con il significato di piedi neri, probabilmente attribuito
al capostipite per il suo lavoro nelle antiche miniere di carbon
fossile, come ad esempio quella di Agnana, sempre nel reggino. |
|
MARASCA
MARASCO |
Marasca , molto raro, ha un ceppo nell'anconetano, uno a Roma ed
uno a Napoli, Marasco è tipico del sud dove potrebbe avere tre
ceppi, uno o due nelle Puglie, uno in Calabria ed uno in
Campania, potrebbero derivare dal termine
marasca (amarasca,
ciliegia selvatica), forse
riferito a caratteristiche della località o anche a luoghi con
questo nome.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Secondo G. Rohlfs 122, il cognome Marasco verrebbe dal termine
salentino 'marascu'
= tasso barbasso. |
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MARASCHI |
Specifico del milanese, lodigiano e pavese, di Milano,
Melegnano, San Giuliano Milanese e Corsico nel milanese, di
Lodi, Montanaso Lombardo e Cervignano d'Adda nel lodigiano e di
Vigevano e Pavia nel pavese, potrebbe derivare da un soprannome
legato al vocabolo dialettale
marasch (mazzuola)
ed essere riferito quindi ad un mestiere, come ad esempio quello
del muratore o dello scalpellino, forse svolto dai capostipiti. |
|
MARASCI
MARASCIA
MARASCIO |
Marasci, estremamente raro, è specifico di Botricello nel
catanzarese, Marascia è specifico della Sicilia occidentale, di
Mazara del Vallo, Trapani e Castelvetrano e di Palermo, con un
piccolo ceppo anche nel teatino, Marascio è tipico della
provincia di Catanzaro, di Montepaone, Soverato e Catanzaro,
dovrebbero derivare da italianizzazioni del nome arabo e turco
Marashi,
usato anche presso le popolazioni islamiche della vecchia
Jugoslavia ed in Albania. |
|
MARASSI |
Sembra avere 3 ceppi, uno nel mantovano ed uno tra goriziano e
Trieste, potrebbe derivare da un soprannome originato dal
vocabolo medioevale marassus (ribaldo) o dal nome marasso (un
tipo di vipera).
notizie ulteriori
fornite dal barone Ugo Antonio Bella
Famiglia originaria della Slovenia (Marusic), passata in Italia
e precisamente a Genova e Vicenza, occupando cariche
importantissime ed
ottenendo concessioni di titoli e feudi..
Blasone: partito: nel primo troncato: a) d'oro, all'aquila al
volo abbassata di nero, coronata dal medesimo; b) d'oro,
all'albero di verde nodrito sopra la campagna al naturale; nel
2° di rosso, a tre spade manicate d'oro, 2 e 1 con il manico in
giù.
Blasone : diviso di verde e d'argento. Corona di Marchese. |
|
MARAVOLO |
Maravolo
è specifico di Napoli, di origini etimologiche oscure. |
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MARAZIO |
Marazio, ormai quasi scomparso, sembrerebbe aver avuto
un'origine meridionale, dove l'origine potrebbe risalire al
personale latino Maratius,
anche se tracce più recenti si trovano in Piemonte, dove
l'origine potrebbe essere dal toponimo Pietra Marazzi
nell'alessandrino, il cui nome è a sua volta probabilmente
derivato dal nome del popolo dei Marici, i fondatori di Pavia.
(vedi anche MARAZZA) |
|
MARAZZA
MARAZZI
MARAZZINA
MARAZZINI
MARAZZO
MARRAZZO |
Marazza, molto raro, ha un ceppo nel milanese ed uno nel Lazio,
Marazzi è tipico della Lombardia occidentale e dell'Emilia da
Piacenza a Modena, Marazzina è specifico della zona tra Milano e
Lodi, Marazzini è specifico della zona nord della provincia di
Milano, Marazzo, estremamente raro, sembrerebbe ligure, Marrazzo
ha ceppi tra napoletano e salernitano, in Calabria tra cosentino
, crotonese e catanzarese e nel brindisino, potrebbe trattarsi
di variazioni di nomi medioevali come
Maro o di
forme aferetiche di nomi germanici come
Guntmar o
Gumaro
o Ivimaro,
o Franchi come Hincmar,
in alcuni casi alcuni di questi cognomi possono derivare da
toponimi come Pietra Marazzi (AL).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Marrazzo è cognome meridionale che viene dalla voce calabrese 'marrazzu'
= coltellaccio di macellaio.
Rohlfs 166. |
|
MARAZZITA
MARAZZITI
MARAZZITO
MARAZZITTA
MARAZZOTTA |
Marazzita è tipicamente calabrese, di Roccabernarda nel
crotonese e di Galatro nel reggino, Marazziti è quasi unico,
Marazzito sembrerebbe proprio unico, Marazzitta, quasi unico,
sembrerebbe siciliano, come Marazzotta, che è specifico del
nisseno, di Riesi, Gela e Butera, potrebbero derivare da un
soprannome originato dal fatto che i capostipiti utilizzassero
il marrazzu,
termine spagnolo arcaico che indicava una particolare
ascia per fare legna,
lo stesso termine, nel dialetto calabrese ed anche siciliano
indicava invece il coltellaccio
da macellaio, indicando così
che gli stessi facessero il mestiere di taglialegna o di
macellaio. |
|
MARCACCI
MARCACCINI
MARCACCIO |
Marcacci ha vari ceppi nell'area che comprende il bolognese, il
fiorentino il pisano ed il livornese, il perugino, il teramano,
il viterbese ed il romano, Marcaccia, praticamente unico, lo
troviamo solo in Molise, Marcaccini ha vari ceppi, uno a Genova,
uno nel riminese a Rimini, Riccione, San Giovanni in Marignano e
San Clemente e nel pesarese a Sassofeltrio, Mercatino Conca e
Fano, uno a Livorno ed a Firenze e Prato ed uno a Roma,
Marcaccio ha un ceppo nel Piceno, uno tra romano e reatino ed
uno nel casertano, dovrebbero derivare, direttamente o tramite
un ipocoristico, da una forma peggiorativa familiare del nome
Marcius
o Marcus,
probabilmente portato dai capostipiti, in qualche caso
potrebbero derivare da nomi di località come Marcaccino nel
massese. |
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MARCANGELI
MARCANGELO |
Marcangeli è tipico della provincia di Roma, di Roma stessa e di
Guidonia Montecelio, Marcangelo, molto molto raro, sembra più
caratteristico di Villa Latina nel frusinate, dovrebbero
derivare dal nome composto Marco e Angelo, tracce di queste
cognominizzazioni nel frusinate si trovano ben radicate almeno
dalla seconda metà del 1700. |
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MARCANI
MARCANIO |
Marcani sembra essere unico e parrebbe dovuto ad errori di
trascrizione del cognome Marcanio che sembra essere specifico di
Celano nell'aquilense con un ceppo anche a Roma, dovrebbero
derivare dal nomen latino
Marcanius o
Marcianus
di cui abbiamo un esempio nel vecchio senatore
Flavius Marcanius
che da oscuro tribuno militare di origine illirica, divenne
addirittura imperatore romano d'Oriente a Bisanzio, succedendo a
Teodosio I I°, per l'unico merito di averne sposato la sorella
Pulcheria. |
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MARCANTE
MARCANTELLI
MARCANTI |
Marcante è tipico di Schio,Thiene, Vicenza, Malo, Torrebelvicino
e San Vito di Leguzzano nel vicentino e di Albignasego e Padova
nel padovano, Marcantelli, assolutamente rarissimo, è del
pistoiese, Marcanti, estremamente raro, parrebbe di Verona e del
veronese, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite
ipocoristici, da un soprannome dialettale originato
dall'attività di mercante praticata dal capostipite, dell'uso in
Veneto di questa variante dialettale del termine mercante
abbiamo un esempio ne Il
Bugiardo del veneziano Carlo
Goldoni, così parla Pantalone nella scena Va del terzo atto:
"...L'omo civil no se destingue dalla nascita, ma dalle azion.
El credito del mercante consiste in dir sempre la verità. La
fede xe el nostro mazor capital. Se no gh'avè fede, se no gh'avè
reputazion, sarè sempre un omo sospetto, un cattivo marcante,
indegno de sta piazza, indegno della mia casa, indegno de vantar
l'onorato cognome dei Bisognosi...". |
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MARCANTONI
MARCANTONIO |
Marcantoni ha un ceppo nel basso trentino a Cavedine ed a
Trento, uno nelle Marche nel pesarese e nell'anconetano, uno in
Toscana ad Arezzo ed uno a Roma, Marcantonio è tipico del
centrosud, del Lazio, Abruzzo, Campania, Molise, Puglia,
Campania, Basilicata e Sicilia, derivano dal nome medioevale
Marcantonius,
la fusione dei nomi Marcus
ed Antonius,
di cui abbiamo un illustre esempio con il poeta latino
Marcantonius Flaminius nato a Vittorio Veneto nel 1498 e che
morì poi a Roma nel 1550, l'unione di questi due nomi è stata
resa celebre dal Marco Antonio triumviro, dopo la morte di
Cesare, con Ottaviano e Lepido, innamoratosi di Cleopatra
avrebbe buttato la sua romanità alle ortiche. |
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MARCANTUONI
MARCANTUONO |
Marcantuoni, assolutamente rarissimo sembrerebbe romano, ma è
probabilmente derivato da Marcantuono che è specifico del
salernitano, di Campagna ed Eboli, deriva da una forma
dialettale campana del nome Marcantonio. (vedi MARCANTONI) |
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MARCARINI |
Potrebbe
essere di origini cremonesi o mantovane, ma è diffuso nella zona
che comprende le province di Brescia. Bergamo, Cremona e Milano,
dovrebbe derivare dal toponimo Marcaria (MN). |
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MARCASSA |
Marcassa è tipicamente veneto, di Venezia e Musile di Piave nel
veneziano e di Mogliano Veneto e Breda di Piave nel trevisano,
con il termine marcassa,
in dialetto trevigiano arcaico, si intendeva uno
strumento metallico,
che veniva usato, una volta arroventato, per marchiare i pellami
ed altro, si può pertanto ritenere che i capostipiti svolgessero
questo tipo di compito. |
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MARCAT
MARCATI
MARCATO |
Marcat, molto molto raro, è della zona che comprende il
trevigiano ed il pordenonese, Marcati ha un ceppo nel bergamasco
a Capriate San Gervasio ed uno in Veneto, a Pojana Maggiore nel
vicentino ed a Pressana e Roveredo di Guà nel veronese, Marcato
è un tipico cognome veneto del padovano e del veneziano, di
Padova, Camposampiero, Campodarsego, Vigonza, Trebaseleghe,
Cadoneghe, Saonara, Vigodarzere, Borgoricco, Rubano, Correzzola
ed Albignasego nel padovano, e di Mira, Venezia, Mirano, Scorzè,
Stra, Noale e Santa Maria di Sala nel veneziano, , potrebbero
derivare da un'italianizzazione del termine germanico
markabert (possidente
terriero), originato dal
termine medioevale germanico
marka o
marha (terra),
meno probabile una derivazione dal termine latino
marcatus. |
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MARCECA |
Marceca è
tipicamente siciliano, di Palermo e Monreale nel palermitano e
di Marsala, Trapani, Mazara del Vallo, Erice e Paceco nel
trapanese, di origine etimologica oscura. |
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MARCEDDU |
Marceddu
è molto diffuso in tutta la Sardegna, deriva da una forma in
lingua sarda del nome Marcello, come probabilmente si chiamava
il capostipite. |
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MARCELLI
MARCELLINI
MARCELLINO
MARCELLO |
Marcelli è diffuso in tutta la fascia centrale, Marcellini è
specifico della fascia centrale che comprende anconetano,
perugino, ternano, orvietano e provincia romana, Marcellino ha
ceppi in Sicilia ed in Calabria, nel sassarese e nel torinese,
Marcello è presente a macchia di leopardo in tutto il sud, ha un
nucleo importante nel casertano, in Calabria, nel barese, in
Abruzzo, nel Lazio e sembra averne uno anche nel sud della
Sardegna, dovrebbero derivare dalla Gens latina
Marcella cognomen della Gens
Claudia.
Si hanno tracce di questo cognome fin dal medioevo. Personaggio
famoso di questa famiglia fu il compositore veneziano Benedetto
Marcello (1686-1739). |
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MARCELLIANI
MARCELLIANO
MARCIGLIANO |
Marcigliano è specifico del salernitano, di Caggiano,
Postiglione e Polla, sia Marcelliani che Marcelliano invece sono
praticamente unici, dovrebbero derivare direttamente o tramite
alterazioni dialettali dal nome latino
Marcellianus
di cui abbiamo un esempio in quest'antica lapide romana: "Diis
Manibus Valeriae Sinergidi - quae vixit annus XIX, menses
septem, dies XX - Titus Valerius Marcellianus coniugi
sanctissimae". |
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MARCHE
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Marche è un cognome tipicamente sardo, di Nule e Sassari nel
sassarese, con un piccolo ceppo anche nel nuorese a Siniscola e
Osidda, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine
sardo marche
(cicatrice, segno sul viso),
probabilmente ad indicare che il capostipite fosse sfregiato. |
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MARCHEGGIANI
MARCHEGGIANO
MARCHEGIANI
MARCHEGIANO
MARCHESANI
MARCHESANO
MARCHIGGIANI
MARCHIGGIANO
MARCHIGIANI
MARCHIGIANO
MARCHISANI
MARCHISANO
MARCOSANO |
Marcheggiani e Marchegiani, molto più diffuso sono tipici
dell'Italia centrale, Marchegiano, decisamente più raro e
specifico dell'ortonese, e Marchesani sono tipici del chietino,
mentre Marcheggiano, rarissimo, sembrerebbe del foggiano,
Marchigiani e Marchigiano estremamente rari sono delle Marche,
Marchesano e Marchisano sono della fascia costiera della
Campania, Marchiggiani, Marchisani e Marchiggiano sono quasi
unici e derivano probabilmente da errori di trascrizione,
Marcosano è specifico di Matera e di Gravina in Puglia (BA), .
Tutti questi cognomi dovrebbero derivare dall'etnico
marchigiano
(nativo delle Marche).
notizie ulteriori
fornite da Antonio Iarlori
Marchesano - Marchegiano - Marchegiani
Presenti nel Chietino e dovrebbero derivare dal toponimo Marche,
il cognome starebbe ad indicare i provenienti dalle Marche e
precisamente da Macerata. Il gruppo familiare di cognome
patronimico Flamminio emigrò a Frisa (CH) verso la metà del 1600
un nucleo andò a vivere nel comune di San Vito Chietino (CH)
assumendo il cognome de Frisa fino alla fine del 1700 per
riassumere successivamente il cognome Marchegiano o quello
originario di Flamminio. Un nucleo familiare discendente da un
certa Vita de Frisa è ancora adesso soprannominata in dialetto
Maciarata (Macerata). Altri nuclei di Marchesani(o) sono
presenti nel comune di Lanciano(CH) e limitrofi. Notizie desunte
dall'Archivio Parrocchiale di San Vito Chietino (CH) anni
1587/1900. |
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MARCHESCHI |
Marcheschi è specifico di Capannori nel lucchese, con ceppi a
Lucca, San Giuliano Terme nel pisano, Livorno e Prato, potrebbe
stare ad indicare un'origine veneziana originandosi dal termine
marchesco
(di San Marco, suddito della
Repubblica Veneta), termine di
cui abbiamo un esempio d'uso in questo testo del 1500 su Niccolò
Macchiavelli: ".. Tutto dì occorre che uno di loro preso si
lascia ammazzare per non negare il nome veneziano. E pure
iersera ne fu uno innanzi a questo vescovo, che disse che era
Marchesco (di San Marco), e Marchesco voleva morire, e non
voleva vivere altrimenti, in modo che il vescovo lo fece
appiccare; né promesse di camparlo né d'altro bene lo poterono
trarre di questa opinione; dimodochè, considerato tutto, è
impossibile che questi Re tenghino questi paesi con questi
paesani vivi ..", ma non si puyò escludere che possa anche
trattarsi di una tipica forma arcaica toscana, con suffisso in
-eschi,
indicante l'appartenenza dei capostipiti ad un ramo cadetto dei
Marchi. |
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MARCHESE
MARCHESELLI
MARCHESELLO
MARCHESETTI
MARCHESI
MARCHESIN
MARCHESINI
MARCHESINO
MARCHESONI
MARCHESOTTI
MARCHISOTTI |
Marchese è panitaliano, ma con un fortissimo nucleo in Sicilia,
Marcheselli ha un ceppo milanese, uno nell'area mantovana e
parmense, uno tra modenese e bolognese, uno nel pesarese ed uno
tra fiorentino ed aretino, Marchesello, quasi unico, sembrerebbe
veneto, Marchesetti è specifico del cremonese, di Crema e
Moscazzano e di Cologno Monzese nel milanese, Marchesi è tipico
dell'area lombardo emiliana, Marchesin è tipicamente veneto, del
trevisano, veneziano, pordenonese, padovano e rovigoto,
Marchesini è tipico dell'Italia settentrionale, con ceppi anche
nelle Marche e nel Lazio, Marchesino è rarissimo e sembrerebbe
dovuto ad un errore di trascrizione di Marchesini, Marchesoni è
trentino, Marchesotti è specifico dell'alessandrino,
Marchisotti, sicuramente piemontese, è tipico della fascia
verticale che dal verbanese, attraverso il novarese e
l'alessandrino arriva al genovese. Tutti questi cognomi
dovrebbero derivare, direttamente o tramite varie forme
ipocoristiche, più o meno dialettali, o dal nome medioevale
Marchese
di cui abbiamo un esempio in un
Libellum dell'anno 1147 a
Milano: "Anno ab incarnatione domini nostri Iesu Christi
millesimo centesimo quadragesimo septimo, mese iulii, indictione
decima. Placuit atque convenit inter Marchesem et Azettum,
infantuli, germanos et filios quondam item Azobelli, qui dictus
fuit Bullio, de civitate Mediolani, ipsi qui supra Azetti
infantuli consentiente suprascripto Marchese, fratre et tutore
suo, seu et per datam licentiam et publicam auctoritatem
Amizoni...", o da soprannomi originati dall'aver, il
capostipite, un qualche rapporto con una famiglia nobiliare, in
qualità di servitori o mezzadri; potrebbe anche in qualche caso
essere riferito al portamento o a caratteristiche di somiglianza
o atteggiamenti da marchese.
integrazioni fornite da
Tibère Gheno - France
Marchesin è un cognome veneto, in certi casi è possibile che
questo cognome derivi da Marchese, ma non credo che sia il caso
più comune, come si può constatare con i Marchesin di San
Nazario, provincia di Vicenza. Nel Veneto non c'era tanti
Marchesi, invece Marco era un nome dei più correnti con San
Marco come patrono di Venezia. Questa famiglia nasce con Marco
figlio di Antonio Belenzon, di San Nazario, sposato circa nel
1442, con Viridi fu Pessati, di Solagna. Due figli nasceranno :
Bartolomeo e Giovanni che saranno conosciuti come Marchesin.
Solo la discendenza di Giovanni rimarrà con il cognome
Marchesin, invece quella di Bortolo diverrà Mocellin. Giovanni
Marchesin e suo fratello Bortolo muoiono, con altri valligiani,
nei primi giorni del giugno 1509 a Torre di Solagna, quando la
popolazione del Canale di Brenta opporrà una strenua resistenza
contro i tedeschi della Lega di Cambrai. In questo caso vediamo
quindi che Marchesin è un diminutivo di Marco, "piccolo Marco".
In diversi atti notarili del 1400 Marco è quasi sempre chiamato
Marchesinus/Marchesini o Marchesin e qualche volte Marcus o
Marco.
Bibliografia :
Archivio di Stato di
Vicenza e Bassano del Grappa, Fondo Notarile di Bassano,
archivi parrocchiali
del Canale di Brenta, etc.
Don Franco Signori,
Storia di Pove e dei Povesi, 1985, pag. 57, note 3 & 4. |
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MARCHESIELLO |
Marchesiello ha un ceppo a Marcianise nel casertano ed uno che
sembrerebbe secondario a Foggia, dovrebbe derivare da un
ipocoristico dialettale del nome medioevale
Marchese
(vedi Marchese). |
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MARCHET
MARCHETTA
MARCHETTI
MARCHETTINI
MARCHETTO
MARCHI
MARCHINI
MARCO
MARCON
MARCONCINI
MARCONE
MARCONI
MARCOTTI |
Marchet è tipico di Feltre nel bellunese, Marchetta è presente a
macchia di leopardo al sud con un piccolo ceppo a Roma e nel
piacentino, Marchetti è diffusissimo al centro nord, con un
possibile ceppo anche nelle Puglie, Marchettini ha un piccolo
ceppo a Piacenza ed a San Secondo Parmense, uno a Prato e
Firenze, uno a Narni e Terni nel ternano, ed uno a Magliano
Sabina nel reatino ed a Roma, Marchetto, anch'esso molto
diffuso, è più propriamente veneto, delle province di Vicenza,
Padova, Treviso e Friuli, Marchi è molto diffuso in tutto il
settentrione, Marchini è della zona lombardo emiliana, Marco,
presente a macchia di leopardo in tutt'Italia, ha un ceppo nel
torinese ed uno nel goriziano, Marcon è tipicamente veneto,
Marconcini ha un ceppo nel veronese e nel vicino mantovano e
vicentino ed un ceppo toscano, soprattutto nel pisano e nel
fiorentino, con buone presenze anche nel livornese, e
nell'aretino, Marcone è tipico del centrosud continentale e
della Liguria, Marconi è di tutto il centro nord, Marcotti è
tipicamente emiliano, di Piacenza, Parma e, nel piacentino di
Cortemaggiore, Monticelli d`Ongina e Cadeo. Tutti questi cognomi
derivano, direttamente o tramite ipocoristici, anche compositi,
dal praenomen latino Marcus
o dai suoi derivati medioevali come ad esempio
Marchettus
di cui abbiamo un esempio con il compositore e teorico della
musica Marchettus Paduanus (1270-1335). Tracce di questa
cognominizzazione le troviamo ad esempio a Milano negli atti del
1630 relativi al PROCESSUS
CRIMINALIS CONTRA DON JOANNEM GÆTANUM DE PADILLA et ceteros
impinctos de aspersione facta Mediolani Unguenti pestiferi:
"... Respondit, hò visto praticar con lui un Gio. Battista
Marchetto, et uno Spagnuolo piccolo vestito di baretino,
giovine, quale veniva à cercarlo dove lavorava, particolarmente
venne una volta al Carobio, et un'altra a S. Simone, che cosa
poi li dicesse non lo sò, perche lo tirava in parte, e li
parlava....". |
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MARCHIANA
MARCHIANI
MARCHIANO |
Marchiana è quasi unico, forse romano, Marchiani ha un ceppo a
Parma, uno nel ravennate a Ravenna e Faenza, uno nell'anconetano
a Loreto ed Osimo, uno nel fiorentino a Firenze, Lastra a Signa,
Campi Bisenzio e Scandicci ed uno a Roma, Marchiano ha un ceppo
nel savonese, ad Andora ed Alassio, ed uno nel palermitano a
Carini e Palermo, dovrebbero derivare dal cognomen latino
Marchianus,
di cui abbiamo un esempio d'uso in un antico testo: "...Utique
non er e eo, quia bonus temporo sui odio, et coaetaneus suo
invidentia commendo posteritas. nemo noster, qui nosco, asser
quoniam non er contradico, aut quam moto non contingo, aut
stadium pertranseo, aut quia terra moto, quoniam omnis secundum
Heraclitus moto contingo; cujus, sicut ajo Marchianus: ex cujus
omnis primordialis compono foro contendo. et hic quidem accipio
era opinio veterasco, is ipse quam vetus: et noster longo
probabilis et fidelia, is quam noster era, reprobator. ...". |
|
MARCHICA |
Tipicamente siciliano Marchica ha un ceppo nell'agrigentino ad
Agrigento, Porto Empedocle, Favara, Raffadali e Joppolo
Giancaxio, ed uno nel palermitano a Termini Imerese e Palermo,
dovrebbe derivare dal nome slavo
Marcika o
Marcsika,
un equivalente del nome latino Marcella. |
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MARCHIO' |
Marchiò è presente a macchia di leopardo con piccoli ceppi
sporadici nell'Italia settentrionale, dovrebbe trattarsi di una
forma apocopaica dialettale di nomi come
Marchionus
o dei suoi derivati Marchione
o Marchionne,
dell'uso di questa forma nominale abbiamo un esempio a Venezia
nel 1462 quando in un atto viene citato un certo Marchiò
Grimani, a Firenze in un testo del 1565 si cita un certo Marchiò
Sessa veneziano. |
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MARCHIONE
MARCHIONI
MARCHIONIBUS
MARCHIONNA
MARCHIONNE
MARCHIONNI
MARCHIONNO
MARCOIONNI |
Marchione ha un ceppo a Pescina (AQ) e nel chietino tra San
Buono, San Salvo e Vasto, a Roma ed a Sora (FR), uno nel
casertano tra Sparanise, Francolise e Santa Maria Capua Vetere,
e Aquara (SA), ed uno a Palermo, Marchioni ha ceppi in Veneto a
Vittorio Veneto (TV) e Vodo Cadore (BL), uno a Brescia, in
Emilia a Bologna, Monghidoro, Castel di Casio e Porretta Terme,
uno a Roma e nel rietino ed a Napoli, Marchionibus è
assolutamente rarissimo, Marchionna ha un ceppo abruzzese a
Castel di Sangro (AQ), ma il nucleo principale è in Puglia e
nella vicina Basilicata, a Ginosa (TA), (Capurso e Cellamare nel
barese, ed a Brindisi, Marchionne ha un ceppo abruzzese nel
pescarese a Pescara, Civitella Casanova, Montesilvano e
Spoltore, ma il nucleo principale è nel Lazio a Sezze (LT), Roma
e Latina ed a Napoli, Marchionni è diffusissimo in tutta la
fascia centrale che comprende la Toscana, le Marche, l'Umbria,
l'Abruzzo ed il Lazio, Marchionno, molto raro, è invece
specifico del chietino di Colledimezzo e Paglieta, Marcoionni,
assolutamente rarissimo, ha un piccolissimo ceppo toscano ed uno
nel maceratese, derivano dal nome medioevale
Marchionus
o Marchione,
forma derivata dal nome composto
Marcus Johannes
(Marco Giovanni),
trasformato poco dopo in
Marchionne di cui abbiamo un
esempio a Milano in una Carta
Vendicionis del 1135: "Anno
dominice incarnationis milleximo centesimo trigesimo quinto,
mense octubris, indictione quartadecima. Constat nos Marchionem
qui dicor de Subtus Porticu, de civitate Mediolani, et Fitiam,
iugales, qui professi sumus lege vivere Longobardorum, mihi que
supra Fitie ipso Marchione...". |
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MARCHIORI
MARCHIORO
MARCHIORRI |
Marchiori è molto diffuso nel Trentino e in tutto il Veneto,
Marchioro, decisamente veneto, è specifico dell'area che
comprende vicentino e padovano, Marchiorri, molto molto raro, ha
un ceppo nel ternano ed uno forse non secondario nel modenese,
derivano dal nome medioevale
Marchioro di cui abbiamo un
esempio a Vicenza con "Marchioro Coldipello quondam Francesco
nodaro pubblico d'autorità veneta", nome a sua volta derivato
dal nome tardo latino Melchior
(vedi Melchior), tracce di queste cognominizzazioni le troviamo
ad Este (PD) fin dal 1600. |
|
MARCHISI
MARCHISIO |
Marchisi, assolutamente rarissimo, parrebbe del nord, Marchisio
sembrerebbe specifico del Piemonte, dovrebbero derivare dal nome
medioevale Marchisius
di cui abbiamo un esempio nel
Codice Diplomatico della Lombardia Medioevale
in una Carta iudicati
del 1186 a Meda (MI): "Anno dominice
incarnacionis milleximo centeximo octuageximo sexto, indicione
quarta. Ego in Dei nomine Marchisius qui dicor Cotta de loco
Lazate, qui professus sum lege vivere Longobardorum, presens
presentibus dixi...".
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Marchisi, rarissimo, si riscontra prevalentemente nel milanese,
Marchisio, molto più comune del precedente, ha un vasto
epicentro in Piemonte, con ceppi maggiori nel torinese e nel
cuneese e ceppi minori nell'astigiano e nell'alessandrino,
entrambi questi cognomi derivano da una variante arcaica o
dialettale del nome medievale
Marchese, nato in segno d'onore
e di prestigio sulla base dell'omonima carica politica (così
come i nomi medievali Principe, Imperatore, Senatore, etc.);
sebbene improbabile, tuttavia, in alcuni casi non si può
escludere una derivazione diretta dal titolo di marchese, ad
indicare o la carica detenuta dal capostipite o, più
probabilmente, un qualche tipo di rapporto che univa
quest'ultimo a un marchese. Ad ogni modo, dunque, si tratta
delle cognominizzazioni o dei nomi personali dei capostipiti o
di soprannomi loro attribuiti. |
|
MARCI
MARCIA
MARCIAS
MARCIS |
Marcia e Marcis sono abbastanza rari e specifici del
cagliaritano, Marci oltre che nel cagliaritano è presente anche
nel nuorese, Marcias ha un ceppo a Terralba, Uras e Mogoro
nell'oristanese ed a Cagliari, potrebbero derivare da soprannomi
basati sul termine marcia
(mantice),
forse ad indicare che i capostipiti lavorassero presso un
fabbro, ma potrebbero anche essere di origine spagnola, essendo
improbabile una derivazione dalla gens latina
Marcia o
Marzia. |
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MARCIANESI |
Abbastanza raro potrebbe essere originario dell'anconetano e
deriverebbe dal toponimo Montemarciano (AN). |
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MARCIANO
MARCIANO' |
Marciano
è specifico della provincia di Napoli, Marcianò parrebbe avere
due ceppi in Sicilia, uno nel messinese ed uno nel palermitano,
il primo deriva dal toponimo Marciano (CE) o Marcianofreddo
(CE), il secondo potrebbe derivare dalla gens latina Marcia che
in Sicilia aveva delle proprietà. |
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MARCIGAGLIA |
Estremamente raro, forse veronese.
ipotesi fornite da Enrico
Marcigaglia
Potrebbe derivare da un nome latino Marcius della Gens Gallia,
forse il nome di un legionario. |
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MARCOALDI
MARCOVALDI |
Marcoaldi ha un piccolissimo ceppo nel Piceno, ma il ceppo
principale è laziale, del romano, di Roma, Montelibretti ed
Allumiere, e del viterbese, di Canino, Viterbo e Tuscania,
Marcovaldi è tipicamente romano, dovrebbero derivare dal nome
medioevale Marcovaldo,
a sua volta derivato dal nome medioevale germanico
Markwald
composto dai termini mark
(territorio confine)
e walt
(potenza, forza),
con il significato di potente
difensore dei propri territori. |
|
MARCOLEONI |
Marcoleoni è decisamente veneziano, molto molto raro, dovrebbe
derivare dal nome Marcoleone composto dal nome Marco, il
protettore di Venezia e da Leone che ne rappresenta il simbolo,
del cui uso abbiamo un esempio nel 1500: "...Puer Ioachimus
septennis literarum elementa in patria didicit, sub Alexandro
Marcoleone, ludi apud Studtgardianos moderatore. Mox anno
aetatis decimo tertio Dolam Burgundia a parentibus missus est,
cum duobus Dapiferis de Walpurg...", troviamo traccia di questa
cognominizzazione anche a Pula in Istria nella seconda metà del
1700 con il canonico e vicecurato della locale cattefrale Don
Leone Maria Marcoleoni. |
|
MARCOLFI
MARCOLFO |
Marcolfi
e Marcolfo sono entrambi assolutamente rarissimi, sembrerebbero
del centronord Italia, dovrebbero derivare dal nome medioevale
di origine germanica marculfus di cui abbiamo un esempio in San
Marcolfo del 500, riportiamo un frammento del testo sulla sua
vita: "...Incolebatur autem eadem insula paucissimis colonis ;
in qua etiam religiosissimus vir, Helibertus nomine, nimiae
rigore abstinentiae sese macerans, morabatur; cujus tugurium vir
Domini Marculfus cum beato Romardo intrans diu cum eo, asperam
cordis contritionem exercendo, vitae speculativae
inhaeserunt....". |
|
MARCOLIN |
Marcolin è tipicamente veneto, molto diffuso nel vicentino,
padovano, trevisano e veneziano e nel pordenonese, ma comunque
ben presente nelle altre province venete e nell'udinese,
potrebbe trattarsi di una forma ipocoristica veneta del nome
Marco, ma, molto più probabilmente, si tratta di un soprannome
derivato dal vocabolo veneziano arcaico
marcolin,
con il quale si chiamava il
soldo veneto nel periodo
immediatamente precedente e di poco successivo alla caduta della
Serenissima Repubblica Veneta, forse ad indicare scherzosamente
nel capostipite una persona poco abbiente o di poca importanza. |
|
MARCOLLI
MARCOLLO |
Marcolli è tipico del varesotto, di Mornago, Varese, Solbiate
Arno ed Azzate, Marcollo è un cognome del Canton Ticino,
dovrebbe trattarsi di una forma ipocoristica del nome
Marco,
probabilmente portato dal capostipite. |
|
MARCOLONGO |
Sembrerebbe avere due ceppi, uno principale nel padovano e
vicentino ed uno nel pescarese, dovrebbe derivare da un
soprannome Marco detto il lungo potrebbe essere diventato
MarcoLongo.
notizie ulteriori
fornite da Leopoldo Marcolongo
Il cognome Marcolongo deriva da Foza (Vicenza). La stirpe di
Marcolongo deve la sua origine non a un nome, ma ad un
soprannome. Lo troviamo la prima volta, ad un Gianese (Giovanni)
soprannominato Longo, il figlio di costui, Marco, verrà
chiamato, appunto, Marco Longo e i suoi discendenti, figli e
nipoti di Marcolongo. Nel 1481 Marco Longo è a Valstagna in
casa del capostipite dei Signori, un certo mastro Guglielmo
sartor, detto il Signor, per mettersi d'accordo col figlio
Giovanni e i fratelli Scalco e Giacomo per un carico di
cinquanta piane di ventiquattro piedi di lunghezza ciascuna per
17 lire e 9 soldi, da consegnare come al solito alla posta o
luogo consueto alla consegna del legname (A.S.Vi., Atto Not.
Battista Ferrazzo, 6 aprile 1481). Nella convicinia del 1591,
Marcolongo si fa trovare sulla Piazza di Foza, davanti alla casa
dei Ceschi, insieme allo zio paterno Bonato, fratello pare di
Gianese e figlio di un altro Marco... (A.S.Vi., Atto Not.
Battista Ferrazzi, 15 giugno 1591). |
|
MARCONATO |
Specifico
delle province di Padova e Treviso, deriva dal praenomen latino
Marcus tramite modificazioni dialettali. |
|
MARCONETTI |
Molto
raro, probabilmente di origini abruzzesi, potrebbe esserci anche
un ceppo originario nel lodigiano, non è da escludere un'origine
medioevale o rinascimentale francese dal nome Marconnet, ma
potrebbe anche più semplicemente derivare dal nome Marco tramite
modificazioni. |
|
MARCORA
MARCORELLI
MARCORELLO
MARCORI |
Marcora è un cognome tipico del milanese e del varesotto, di
Busto Arsizio in particolare, Marcorelli ha un piccolo ceppo nel
centro Italia ed uno nel Salento, Marcorello è quasi unico,
Marcori è decisamente toscano di Santa Croce Sull'Arno nel
pisano e di Firenze, Empoli e Scandicci nel fiorentino,
Marcorio, quasi unico, è del Salento, dovrebbero derivare,
direttamente o tramite ipocoristici, dal nome medioevale
Marcorius,
Marchora,
un'alterazione del nome romano
Mercurius.di quest'uso abbiamo
un esempio in quest'atto del 1262: ".. et Iohanne fratribus
tarenos Amalfie sex super duabus domibus eorum inferius finibus
declaratis, a domina Marchora tarenos Amalfie tres super
infrascripta domo sua subscriptis finibus declarata ..".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Marcora è cognome piemontese e lombardo, probabile riflesso del
nome greco Hermagoras.
Toponimo: Marcòra (La -), fossa e fiume, Pertengo di Vercelli. |
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MARCOTULLI
MARCOTULLIO |
Marcotulli è specifico del Lazio, di Roma in particolare, ma
anche di Tivoli, Valmontone, Frascati nel romano e di Fara in
Sabina nel reatino, e del Piceno, di Fermo e Porto Sant'Elpidio,
Marcotullio, meno diffuso, è specifico di Roma, di Anagni nel
frusinate de L'Aquila e del pescarese, di Penne, Pescara,
Montesilvano e Civitaquana, questi cognomi dovrebbero derivare
dal praenomen e nomen latino
Marcius Tullius, probabilmente
portato dai capostipiti, ricordiamo il più famoso: Marco Tullio
Cicerone. |
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MARCOVECCHIO |
Marcovecchio sembrerebbe molisano, dell'iserniese, con un ceppo
anche nel foggiano, dovrebbe derivare da un soprannome originato
dal nome del capostipite Marco e probabilmente da essere il
vecchio o rispetto ad altri omonimi o in senso assoluto. |
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MARCUCCI
MARCUCCIO |
Marcucci
è diffuso in tutta la fascia centrale e nel Salento, Marcuccio,
molto raro, ha un ceppo nel casertano ed uno nel Salento,
derivano da variazioni del Praenomen latino Marcus, dell'uso
medioevale di questo nome troviamo tracce in uno scritto pisano
del 1293, dove leggiamo: "...lo dicto Conte Galasso condannò, e
fece impiccare per la gola, in tra i quali fue Marcuccio
Saramento. Messere lo Conte Guido da Monte Feltro Podestà di
Pisa..."; tracce di questa cognominizzazione le troviamoa
Follonica nel grossetano nel 1500: "...Ghigiotti Athanasius,
quem Aloysius Torelli Marcucci nominat, natione Italus, Patria
Fullonicensis, Alumnus Congregationis Ilicetanae,...". |
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MARCUSSI
MARCUTTI
MARCUZ
MARCUZZI
MARCUZZO |
Marcussi e Marcutti sono quasi unici, Marcuz è tipico di
Pordenone e della sua provincia, Marcuzzi è decisamente
friulano, molto diffuso soprattutto ad Udine, Ragogna, Forgaria
nel Friuli, San Daniele del Friuli, Pozzuolo del Friuli,
Mortegliano e Tolmezzo, ma presente in misura significativa
anche nel pordenonese a Fiume Veneto e Spilimbergo, Marcuzzo è
specifico del trevisano, del pordenonese e dell'udinese, tutti
questi cognomi dovrebbero derivare da forme patronimiche
friulane in -uss-,
-utti
e -uzz-
del nome Marco
si riferiscono quindi alle famiglie dei figli di un Marco. (vedi
anche CUZZI) |
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MARDEGAN |
Specifico del trevisano, dovrebbe derivare da un soprannome
dialettale.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Mardegan è cognome veneto che Olivieri 202 interpreta come
Marco-degàn.
Degàn,
Degàni, è anch'esso cognome veneto che significa in genere 'decano'
ma per i degani veneziani: 'ministeriali o riparii, o gastaldi'. |
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MARELLI |
Assolutamente lombardo, potrebbe discendere dall'aferesi di nomi
medioevali di origine germanica come Valdemaro o Condulmaro, è
estremamente improbabile che derivi dal cognomen latino Maro
portato ad esempio da Publius Vergilius Maro. |
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MAREMONTI |
Molto
raro, potrebbe essere di origini pugliesi |
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MARENCO
MARENGHI
MARENGO |
Marenco è molto diffuso in tutto il Piemonte centromeridionale
ed in Liguria, Marenghi è specifico della zona tra Parma e
Piacenza, Marengo molto diffuso in Piemonte e Liguria, è
specifico del torinese e cuneese, possono derivare dal nome
medioevale Marencus,
di cui si hanno tracce in atti fin dal 1100. da toponimi come
Marengo presenti sia nel mantovano che nell'alessandrino, ma è
anche possibile che derivino dal termine Marici, popolazione
antichissima insediatasi nei territori delle attuali province di
Cuneo e Torino, Marengo starebbe ad indicare della stirpe dei
Marici. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nel
Codice Diplomatico della Lombardia Medioevale nel 1184 in un
atto d'investirura scritto in Sartirana (PV): "...Suprascriptus
donnus abbas, consensu fratris Enrici de Marenco , hanc
investituram fecit et hoc breve fieri rogavit. ..." e nel 1256 a
Bologna, dove l'alessandrino Manfredo Marengo è Podestà. |
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MARENDA |
Marenda ha un piccolo ceppo nel cuneese a Cortemilia e Cherasco,
uno nel varesotto a Cassano Magnago e Gallarate, uno nel
bresciano a Leno, Brescia e Manerbio ed uno a Dueville nel
vicentino, potrebbe derivare dal nome medioevale
Marenda,
di cui abbiamo un esempio d'uso nella
Chronica monasterii Casinensis
dell'anno 1024: "...Seguenti etiam anno Benedictus quidam cum
uxore sua Marenda de Castello Monte Metulo fecit oblationem suam
in hoc monasterio de ecclesia Sancti Iohannis que sita est in
finibus eiusdem castri iusta fluvium Trinium...", o anche da un
soprannome basato sul termine dialettale sia piemontese che
lombardoveneto marenda
(merenda),
probabilmente a sottolineare l'abitudine dei capostipiti di fare
abitudinariamente un pasto intermedio nel pomeriggio, di
quest'uso abbiamo un esempio in un processo per stregoneria del
1630: "...Credo fossimo in Verva, et vi erano tutte le sudette.
Ancora ho cognosciuto Mighina, moglie di Antonio Cottolo, tutte
le volte. Et si chiamavamo hora l'una, hora l'altra. Ancora ho
cognosciuto Domeniga, detta la Marenda, due volte in Madroffa,
da puoco tempo in qua, et sarrà circa quattro anni che la ho
cognosciuta. Ancora ho cognosciuto Polonia del Folonaro, quasi
tutte le volte. Ancora ho cognosciuto le sorelle di Abondio del
Sartor, cioè Christina, Domeniga et Maria. ..." ed in un testo
relativo sempre all'anno 1630 e sempre a Bormio in Valtellina:
"...Il giorno seguente il consiglio deliberò la cattura, «per li
sospetti che si hanno per la morte di messer Antonio Cottolo di
Semogoµ, di Tonio di Balserino de Maiol, autore del delitto e di
Appollonio, detto il Marenda, complice ..". |
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MARENDOLI |
Cognome
ormai quasi estinto, di origini valtellinesi ed etimologia
incerta, si hanno tracce nel 1600 a Mazzo di Valtellina (SO) di
un certo Matteo Marendolo in qualità di Decano del paese. |
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MARENZI
MARENZIO
MARENZO |
Marenzi è tipicamente lombardo, di Castelli Calepio e Calcinate
nel bergamasco, di Milano, Cremona, Brescia e di Voghera nel
pavese, con un piccolo ceppo anche a Padova, Marenzio e Marenzo
sono praticamente unici, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Marentius,
di cui abbiamo un esempio in un epigramma medioevale: "..Nec te
Reinerus, nec te Marentius artem Aptius hanc doceant: sint licet
ambo boni...", tracce di queste cognominizzazioni le troviamo
nel bergamasco almeno dal 1500, leggiamo nei
Diari Bergamaschi:
"Die predicta [5 octobris 1512] iussi sunt a d.no Provisore
Bergomi adire Venetias de mandato Dominii Veneti spct.les d.ni
Michael Maldura, Girardus della Sale, Clemens de Vertua,
doctores, Amelius de Soltia, Obertinus de Vegiis, Johannes
Jacobus de Mutio, d.nus Oliverius Augustus doctor, d.nus
Leonardus Marentius, Jacobus Marentius, Baldessar del Follo,
...", nel 1561 troviamo a Lovere il podestà Ventura Marentius,
nel 1583 alla stessa carica nel 1583 sale Hieronimus Marentius
quondam Annibalis, sostituito l'anno successivo da un Camillus
Marentius. |
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MARENZONI |
Marenzoni è specifico di Parma e del parmense, dovrebbe derivare
da una forma accrescitiva del nome medioevale
Marentius
(vedi MARENZI), tracce di questa cognominizzazione le troviamo
ad Incudine nel bresciano verso la fine del 1200 con il
notaro Albertino Marenzoni,
citato in alcuni atti locali. |
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MARES
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Mares è
un cognome tipicamente veneto dell'area del basso bellunese, di
Belluno, Ponte nelle Alpi, Sedico e Cesiomaggiore, con un ceppo
anche a Maser nel trevisano, dovrebbe derivare dal nome del
paese di Mares Pises di Ponte nelle Alpi o da Mareson di Zoldo
Alto, entrambi nel bellunese. |
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MARESCA |
Maresca,
presente anche in provincia di Sassari, Taranto ed in Sicilia,
ha un nucleo principale a Roma ed in Campania a Napoli, Piano di
Sorrento, Vico Equense, Sant`Agnello, Meta, Castellammare di
Stabia, Sorrento, Torre Annunziata, Massa Lubrense e Salerno,
potrebbe derivare da nomi di località caratterizzati dalla
presenza di piante di particolari tipi di ciliegio che producono
appunto le maresche o marasche, ma è pure possibile siano
originati da soprannomi derivati da caratteristiche
comportamentali del capostipite, dal carattere acidulo ed amaro
come una maresca. Tracce di queste cognominizzazioni le
troviamo a Solopaca nel beneventano nel 1600 con il notaio
Vincenzo Maresca, nella seconda metà del 1700 a Napoli con il
falegname e scultore ligneo Carlo Marasca, a Castellammare nella
prima metà del 1800 troviamo il notaio Filippo Maresca. Il
casato dei Maresca annovera duchi e marchesi, il Duca di
Serracapriola, Antonio Maresca Donnorso, ambasciatore in Russia
del Re di Napoli Ferdinando IV° nel 1779 noto anche per la sua
frequentazione del Conte Cagliostro. |
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MARESCALCHI
MARESCALCO
MARISCALCO |
Marescalchi è specifico dell'Emilia e Romagna, in particolare di
Bologna Crevalcore e San Giovanni in Persiceto nel bolognese, di
Castelnovo ne' Monti nel reggiano, di Ravenna e di Cento e
Ferrara nel ferrarese, Marescalco, molto più raro, ha un ceppo a
Isola di Capo Rizzuto e Santa Severina nel crotonese ed uno a
Noto ed Avola nel siracusano, Mariscalco ha un ceppo a Palermo,
dovrebbero derivare dal termine medioevale
mareschalchus o
marescalcus
originato al vocabolo antico alto tedesco
marahscal
composto dai vocaboli marah
(cavallo)
e skal
(dovere o servire,
ma anche colui che cura,
ministro),
con il significato inizialmente di
Custode dei cavalli,
stalliere
o Maestro di scuderia
e che poi divenne una carica
importante nell'esercito,
comandante delle guardie di palazzo o comunali, che in seguito
prese il nome di maresciallo,
un esempio dell'uso di questo termine come massima carica
militare lo troviamo in questo scritto del 1326: "MCCCXXVI
dominus Azo Vicecomes filius domini Galeaz Vicecomitis domini
Mediolani et cetera cum exercitu MCC Theutonicorum vel circa
recessit de civitate Mediolani et transivit per districtum
Papie, Bobii et Placentie, volens ire ad castrum Burgi Sancti
Donini, et transivit iuxta castrum Florinzole, ubi tunc erat
dominus Guglielmus de Biron tunc marescalcus generalis gentium
Ecclesie cum tribus milibus armigeris, qui de Placentia pridie
exierant causa dimicandi cum dicto domino Azone;...", da questo
scritto del 1259 si evince che a questo termine corrispose anche
una carica feudale: "Chunradus Secundus Dei gratia Jerusalem et
Syciliae Rex, Dux Suevie. Omnibus ad quos presens 5 pagina
pervenit, gratiam suam et bonam voluntatem. Presentibus
profitemur, quod nos ex innata nobis clementia dilecto Fideli
nostro Inclito Comiti Ulrico de Wirtemberg officium et omne jus
Mareschalci, quod ad nostrum Ducatum per totam Sueviam
dinoscitur pertinere, Advocatiam in Ulma, et judicium in
Pyersse, quae nobis a Comite Harthmanno de Dilingen, qui viam
adiit carnis universe, vacare ceperunt, contulimus liberaliter
et benigne. ..". |
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MARETTI
MARETTO |
Maretti,
molto raro, è del ravennate, Maretto è tipico del padovano,
potrebbe derivare dal diminutivo dell'aferesi di nomi germanici
come Adhemarus, Baldemarus o Dimarus, o celtici come Cimarus,
Guinhumarus o Potomarus, o del cognomen latino Ivimarus. Tracce
di questo nome le troviamo nel 1500 a Venezia con il monaro
(mugnaio) Maretto Segatto. |
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MARFELLA
MARFELLI |
Marfella è specifico di Napoli, con ceppi anche a Pozzuoli,
Quarto e Mugnano di Napoli, Marfelli, quasi unico, è
probabilmente dovuto ad errori di trascrizione del precedente,
si potrebbe trattare del frutto di un errore di trascrizione del
cognome Marsella
, dovuto alla grafia arcaica della s, molto simile ad una f,
potrebbe però, anche se meno probabile, derivare da una
modificazione dialettale del cognome francese
Marfain.
(vedi anche MARSELLA) |
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MARFISA |
Marfisa, estremamente raro, parrebbe del napoletano anche se
sembra esistano tracce non recenti in Sicilia, dovrebbe derivare
dal nome femminile italiano
Marfisa risalente all'epica
cavalleresca, nell'Orlando furioso Marfisa è una Guerriera mora
sorella gemella di Ruggero, come possiamo leggere appunto nel
romanzo cavalleresco citato: "...Or quivi ritrovandosi Marfisa,
che d'uscire alla giostra avea gran voglia, ed era armata,
perché in altra guisa è raro, o notte o dì, che tu la coglia;
sentendo che Ruggier s'arma, s'avisa che di quella vittoria ella
si spoglia se lascia che Ruggiero esca fuor prima: pensa ire
inanzi, e averne il pregio stima...", si tratterebbe quindi di
una forma matronimica. |
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MARFOGLI
MARFOGLIA |
Marfogli, praticamente unico, dovrebbe essere una forma alterata
del cognome Marfoglia, che è caratteristico di Pesaro, con un
piccolo ceppo anche a Roma, dovrebbe derivare dal nome
medioevale Marfoglius,
Marfoglia,
di cui abbiamo un esempio a Perugia nella seconda metà del
secolo undicesimo, con il Marchese di Monte S. Maria Franciscus
Luce Marfogli Guidutii. |
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MARGARI |
Margari è tipico del Salento, di Nardò, Racale, Galatina,
Taviano, Casarano, Soleto e Melissano, dovrebbe derivare dal
nome medioevale Margarius
di cui abbiamo un esempio nel
Vita De Leonis X di Paolo
Giovio: "...Processerant Cardonius et Prosper Columna vastabundi
usque in proximum Venetiis litus, nusquam prodeunte in aciem
Veneto duce, ita ut a Margario aggere pilae tormentis maioribus
emissae, ad ipsam usque urbem pervenirent...". |
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MARGARITA
MARGARITI
MARGARITO
MARGARITONI
MARGHERITA
MARGHERITI
MARGHERITO
MARGHERITTI |
Margarita ha un ceppo a Travesio nel pordenonese, uno nel
reatino a Cittareale ed a Roma, uno in Campania a Napoli,
Cardito, Frattamaggiore e Grumo Nevano nel napoletano, uno nel
salernitano a Cava de' Tirreni e Salerno, e nel casertano ad
Aversa, Succivo, Sant'Arpino e Casaluce, ed un piccolo ceppo
anche a Taranto, Margherita ha un piccolo ceppo a San Giorgio a
Nogaro nel basso udinese, uno altrettanto piccolo ad Aprilia nel
latinense, uno tra napoletano e salernitano ed uno nel tarentino
a Taranto, San Marzano di San Giuseppe, San Giorgio Ionico e
Grottaglie, Margariti, molto molto raro, ha un ceppo nel reggino
ed uno molto piccolo tra cremonese e bresciano, che
probabilmente non è che una variante del più diffuso
Margheritti, che è specifico del cremasco a Crema e di Treviolo
nel bergamasco, Margarito ha un piccolo ceppo nel salernitano ed
uno decisamente più consistente nel leccese a Nardò, Racale,
Ruffano, Salice Salentino, Montesano Salentino, Castrignano del
Capo e Casarano, ed a Brindisi, Margaritoni, quasi unico,
sembrerebbe del perugino, Margheriti ha qualche presenza nel
cremasco, un ceppo a Chiusi nel senese, uno a Terni, uno a Roma
ed uno nel brindisino, in particolare ad Erchie, Margherito è
specifico del Salento, di Racale nel leccese e di Brindisi,
dovrebbero derivare, direttamente o tramite accrescitivi o
alterazioni dialettali, dal cognomen latino
Margaritus,
Margarita
o, soprattutto per i ceppi meridionali, dal nome greco
Megareites
(originario di Megara,
città dell'Attica nell'antica Grecia), ricordiamo con questo
nome l'ammiraglio che guidò la flotta lombarda verso la fina del
dodicesimo secolo e che per questo venne chiamato "Rex maris aut
Novus Neptunus".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Margherito è derivato del nome, personale e di fiore,
Margherita.
Nome che i primi Cristiani trassero dal latino 'margarita(m)',
antico grecismo (margarítes)
di origine orientale col valore di "perla". |
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MARGHERON |
Margheron è tipicamente napoletano, di origini francesi dovrebbe
derivare dal nome francese
Margueron, un diminutivo del
nome Marguerite
(Margherita
o Margherito)
usato nella zona settentrionale della Francia. |
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MARGIOTTA
MARGIOTTE
MARGIOTTI
MARGIOTTO |
Margiotta è molto diffuso nel centronord, a Roma ed a Cervaro
nel frusinate, a Pratola Peligna e Sulmona nell'aquilano, a
Napoli e ad Agropoli nel salernitano, a Potenza, Baragiano, Muro
Lucano ed Avigliano nel potentino, a Lecce, Galatina, San
Cesario di Lecce, Vernole, Lequile, Galatone, Trepuzzi,
Monteroni di Lecce, Nardò e Ruffano nel leccese, a Bari, Canosa
di Puglia, Bitonto e Castellana Grotte nel barese, a Martina
Franca e Taranto nel tarantino ed a Foggia, a Dinami nel
vibonese ed a Catanzaro, ed in Sicilia nel trapanese a Mazara
del Vallo, Castelvetrano, Mazara e Campobello di Mazara, a
Sciacca nell'agrigentino, a Palermo e Biscquino nel palermitano
ed a Mazzarino nel nisseno, Margiotte è ormai scomparso in
Italia, Margiotti è tipico del romano, di Valmontone e Roma e di
Pofi nel frusinate, Margiotto è quasi unico, dovrebbero derivare
da termini arcaici basati sull'alterazione ipocoristica di
provenienza relativa al vocabolo latino medioevale
maricius
(zona acquitrinosa di acqua
prevalentemente salmastra, palude),
ad indicare probabilmente che i capostipiti fossero arrivati da
zone paludose o da litorali marini caratteristici per le acque
basse. |
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MARGON
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Margon, molto molto raro, è tipico di Novaledo (TN), dovrebbe
derivare dal toponimo Margoni (frazione di Novaledo), molto meno
probabile un collegamento con Margone (TN) (frazione di
Vezzano).
ipotesi fornite da Daniel
Margon
il cognome potrebbe trarre origine dal termine latino
margo, marginis,
che significa semplicemente
margine,
limite,
un'altra possibile derivazione, quella che secondo me va
privilegiata, è che lpossa originarsi da un termine del tedesco
antico che designava un particolare tipo di pietra, dalla
consistenza molto dura. |
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MARGONI |
Margoni è
tipicamente trentino di Trento e Vezzano sempre in trentino,
dovrebbe derivare dal nome della frazione Margone di Vezzano,
che dovrebbe essere la località d'origine dei capostipiti. |
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MARGOZZI |
Margozzi sembrerebbe specifico di Guidonia Montecelio nel
romano, potrebbe derivare dall'italianizzazione del nome
medioevale Marguzius,
di cui abbiamo un esempio d'uso in un atto del 1200 nel
bresciano: "In Cristi nomine. Die mercurii ultimo exeunte
agusto. Presentia horum hominum quorum inferius continentur
nomina. Acerbinus de Cascuino, Razus eiusdem loci, Iohannes
Novoie, Maioccus, Bellesanus de Cascuino, Lafrancus eiusdem
loci, Albertus Marguzii.. Marguzius de Cascuino, Desideratus de
Ceredo, Bonacursus illius loci, Martinus de Sovernico, Albertus
Favacius, Mazarinus de Sovernico, Martinellus de Porlis,
Zambonus eiusdem loci, Avostus de Porlis, Lafrancus Fasus,
Iohannes Botarellus, Galapinus de Porlis, Zambonus Lungus..
..isti omines suprascripti de universitate Vallii, pro ipsa
universitate Vallii et nomine ipsius universitatis, ordinaverunt
et constituerunt istos sindicos sive actores seu procuratores,
scilicet Iohannem Presbiteri et Baiamundum de Porlis, contra don
Albertum, abatem monasterii Sancti Petri in Monte, et contra
quemlibet gerentem, nomine ipsius monasterii, specialiter de
facto wadie quem ipse petit ipsi universitati pro .XXVII.
denariis quos ipsa universitas solita est ei reddere anuatim, et
generaliter de omni eo quod ipse abas vellet vel posset dicere
contra ipsam universitatem, vel ipsa universitas contra don
Albertum, abatem predicti monasterii, vel contra quemlibet
gerentem, nomine ipsius monasterii, ita quod predicti sindici
habeant plenariam vim et potestatem tam in agendo quam in
excipiendo sive causando et in defendendo contra predictum don
Albertum, abatem ipsius monasterii, vel aliquem alium gerentem,
nomine ipsius monasterii, et generaliter ad omnia alia in
predicto placito sive placitis que ad invicem inter se facerent
necesaria facienda, et taliter quod unius de supradictis
sindicis resencia supleat vicem alterius absentis, sicut ipsa
universitas vel homines de Valio habent vel habere possent.
Actum est hoc in platea de Valio. Anni Domini .MCC., inditione
tercia. Interfuere Albertus Blondini et Albertus Favacii et
Martinus Girardi, omnes de Bernago, rogati testes. Ego Bonapax
Gavardi notarius rogatus hoc breve scripsi.". |
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MARGOZZINI
MERGOZZI |
Margozzini, quasi unico, sembrerebbe dell'area del varesotto e
del verbanese, Mergozzi, praticamente unico, è del verbanese,
dovrebbero derivare, sia direttamente che tramite una forma
etnica, dal nome del paese verbanese di Mergozzo. |
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MARGUTTI |
Distribuito a macchia di leopardo, ha sicuramente più ceppi,
forse uno nel milanese, uno nel ferrarese ed altri in Italia, il
nucleo originario è forse dell'Italia centrale. Il cognome
dovrebbe derivare da un soprannome legato al vocabolo dialettale
margutto
(sempliciotto, sciocco)
in uso nelle Marche, Umbria e Lazio fin dal 1400. Un Margutto
scultore ligneo è presente con una sua opera del 1600 nella
pinacoteca di Fermo.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Per Olivieri 144 Margutti deriva dal francese
Margot. |
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MARI
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Mari è molto diffuso in tutto il centronord, ma con piccoli
ceppi anche in Campania, Puglia, Calabria e Sicilia, l'ipotesi
di derivazione più probabile è dall'aferesi di nomi come
Valdemaro,
Ademaro
o simili, secondo alcuni i ceppi del sud potrebbero derivare
dall'aferesi di soprannomi originate da caratteristiche del
comportamento. |
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MARIAN
MARIANELLI
MARIANI
MARIANINI
MARIANO |
Marian è specifico dell'area che comprende il trevisano ed il
veneziano, Marianelli è del pisano con un ceppo nella provincia
di Roma, diffusissimo in tutto il centro nord ed in Puglia
Mariani, Marianini, molto raro, ha ceppi nel bresciano,
nell'alessandrino e nel fiorentino, Mariano invece è più
specifico del sud, penisola salentina in particolare, derivano,
direttamente o tramite ipocoristici o modificazioni dialettali,
dal nome medioevale Marianus
di cui abbiamo un esempio negli
Annales Pisani dell'anno 1104:
"...Hujus nostrae donationis in primis testis est Deus, deinde
Gonnari donnicellus, et Petrus, et Marianus donnicelli, et
Torchitore similiter , et Arzocoor de Carcaso Curatore de
Ciutta, et Cumita de Gonnale, et Zerchis de Rovo et Orzocor de
Rovo, et Constantine de Rovo. ...". Tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo ad esempio a Barbarano Vicentino
nel 1711 in un verbale di accadimento accidentale: "...Maria
figlia di Agostin Marian, portatasi a Pozzolo per provvedersi di
saldame, gli cadè una somma del medesimo sopra la vita dal quale
restò soffocata...". |
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MARIANESCHI |
Marianeschi è tipico di Marsciano nel perugino e di Terni,
dovrebbe derivare dal fatto di essere stato il capostipite un
discendente, probabilmente appartenente ad un ramo cadetto, dei
Mariani, il suffisso -eschi
sta infatti ad indicarne l'appartenenza, troviamo tracce di
questa cognominizzazione nel 1500 in un atto di vendita di un
terreno a ulivi da parte di un certo Tranquillo Marianeschi che
lo vende al cardinale Bartolomeo Cenci il 14 gennaio 1579. |
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MARICA
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Marica è tipica di Cagliari e Monserrato nel cagliaritano, di
Sant'Anna Arresi nell'iglesiente e di Gesturi nel Medio
Campidano, con un ceppo anche a Roma.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
MARICA: cognome raro, il cui significato ed etimo permangono
nell'incertezza. Esiste la voce campidanese
màriga,
che significa recipiente di
ceramica per liquidi, che, solo
a Mogoro, è chiamata màniga,
forse perché è caratterizzato dal manico (ansa) il cui etimo
deriva dal latino manicum
o manica
derivato a sua volta da manus.
Sa màriga
generalmente presenta due anse o manici. La voce si usa inoltre
come unità di misura enologica e corrisponde, per i viticoltori
del Campidano, a 50 litri: una
màriga de binu =
50 litri di vino.
Màniga,
oltre che manico, ha pure il significato di
mucchio di covoni
(mannugos
o mannugus),
di grano ad esempio: 5 per l'esattezza, cioè quanti se ne
possono stringere con un solo braccio. In latino poi troviamo
Marìca,
ma si tratta del nome di una ninfa dei boschi:
lucus Marīcae,
nei pressi di Minturno. Che ha ben poco a che vedere col nostro
cognome! Non abbiamo altri suggerimenti! Troviamo il cognome
nelle carte antiche della lingua sarda. Tra i firmatari della
Pace di Eleonora, *LPDE del 1388, è presente, Marica (de)
Nicolao, ville Mogoro. Proprio a Mogoro, dove oggi sa màriga è
chiamata sa màniga? Attualmente il cognome Marica è presente in
49 Comuni d'Italia, di cui 22 in Sardegna: Cagliari 35,
Santannarresi 12, Gesturi 11, Monserrato 9, Sassari 9,
Capoterra 9, Alghero 8, etc. |
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MARICONDA |
Mariconda
è tipico di Serino e dintorni nell'avellinese, con ceppi anche
nel napoletano e salernitano, dovrebbe derivare dai toponimi
Mariconda di Pompei nel napoletano o Mariconda di Scafati nel
salernitano, il nome Mariconda, come nome di località, è diffuso
in tutt'Italia, dal nord al sud. Tracce di questa
cognominizzazione le troviamo in un atto del 1392 a Salerno, ad
opera di un certo notaio Andrea Mariconda, nel 1470 nasce a
Napoli il celebre giureconsulto Diomede Mariconda. |
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MARICONTI |
Specifico
dell'area che comprende le province di Milano, Lodi e Cremona,
potrebbe derivare dal toponimo Ca' de' Mari (CR). |
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MARIGLIANO |
Marigliano è tipico del napoletano con ceppi anche nel
salernitano, nel romano, nel cosentino e nel leccese, dovrebbero
tutti derivare dal toponimo Marigliano nel napoletano. |
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MARIGNANI
MARIGNANO |
Marignani
ha un ceppo tra senese ed aretino ed uno tra maceratese ed
ascolano, quest'ultimo potrebbe derivare dal nome della località
Marignano di Toffia nel reatino, Marignano, quasi unico,
parrebbe toscano e dovrebbe derivare, assieme al primo, dal nome
della località di Colle Marignano nella Val d'Arno. |
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MARIN
MARINELLO |
Specifici del Veneto, Marin e Marinello, il primo in tutta
l'area vicentino, padovana, trevisano, veneziana, il secondo in
particolare nel padovano, derivano dal cognomen latino
Marinus
(Marinellus) o dal successivo nome medioevale
Marino (Marinello). |
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MARINA
MARINACCI
MARINACCIO
MARINI
MARINIS
MARINO
MARINONI
MARINUCCI |
Marina è molto raro, non si evidenziano ceppi principali, si può
solo presumere un'origine nel ragusano e forse nel genovese,
Marinacci dovrebbe avere più di un ceppo, quello originario
dovrebbe essere del perugino, ma sembrano esserci anche ceppi
secondari nel Lazio e nel foggiano, Marinaccio è specifico del
foggiano, Marini è diffuso in tutto il centro nord ed in
Sardegna, Marinis è quasi unico Marino è molto diffuso in
tutt'Italia con grossa prevalenza al centro sud, Marinoni è
assolutamente lombardo, Marinucci sembra essere specifico degli
Abruzzi, con presenze significative anche nelle Marche, in
Umbria, Lazio e nella provincia di Campobasso, derivano tutti
dal cognomen latino Marinus
o dal successivo nome medioevale
Marino. I
Marinoni vengono citati in un'iscrizione del 1216, collocata a
Lurago Marinone (CO), nell'antica parrocchia di San Giorgio, che
riporta essere un tal Giulio Marinoni uomo nobilissimo. Li
troviamo nel 1373 a Desenzano, tra i notabili del paese, in
alcuni casi potrebbe esserci una connessione con il vocabolo
marina (litorale) e starebbe ad intendere che la località di
dimora del capostipite era prossima ad un litorale. Fra le carte
del Codice Diplomatico della Lombardia si trovano tracce del
cognome Marinoni, già nel 1175, in un atto notarile leggiamo che
un certo Gibuino, preposito della chiesa e canonica di San
Giorgio al Palazzo, in presenza di cinque chierici e canonici
della stessa, con l'assenso di Ariprando Guigerius, suo avvocato
in questo negozio, e di Giorgio Corbus e Spada de Marinonis,
estimatori, dà a livello perpetuo sine ullo fìcto a Martino de
Casate, di Milano, tre appezzamenti di campo in Salvanesco,
nelle località Clausura, ad Vigiusam, in Gazolo, rispettivamente
di tredici pertiche e otto tavole e mezzo, una pertica e
ventidue tavole, una pertica e diciassette tavole e mezzo, al
prezzo di tredici lire e quindici soldi di denari buoni milanesi
terzoli, somma che la chiesa impiega per acquistare da Gaido
Faxolo la terra de la Turre, ma che il preposito consegna a
Roberto Brema, il quale vanta un credito dal detto Gaido. Il
proposito dà poi guadia di difendere questo contratto e pone
come fideiussore il predetto Spada.
stemma forni0e da Juan
Carlos Marino-Montero |
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MARINARI
MARINARO |
Marinari
è presente a macchia di leopardo nel centrosud, con un nucleo
importante nel livornese e pisano, Marinaro è diffuso in tutto
il sud e nel genovese, derivano dal mestiere di marinaio, tracce
di questa cognominizzazione le troviamo nel cosentino in uno
scritto del 1600: "...Ego Ioanne Alfonsus de Pizzutis Xagius ad
contractui Iudex interfui, et afirmo ut supra. Io Gio:Iacovo
Marinaro affermo,...". |
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MARINATTO |
Marinatto è tipico di Udine, si dovrebbe trattare di una forma
patronimica dialettale arcaica in
-atto,
suffisso che sta per il figlio
di, riferito a capostipiti, i
cui padri si fossero chiamati
Marino. |
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MARINCOLA
MARINCOLO
MARINGOLA
MARINGOLO |
Marincola ha un ceppo a Roma ed uno a Cirò Marina nel crotonese
ed a Rossano nel cosentino, Marincolo è tipico del cosentino, di
Rossano e Paludi, Maringola, molto molto raro, ha un
piccolissimo ceppo a Napoli e presenze nel cosentino, Maringolo,
ancora più raro, ha anch'esso qualche presenza nel napoletano e
nel cosentino, dovrebbe trattarsi di forme ipocoristiche
originate sul nome medioevale
Marencus o
Marengus
(vedi MARENCO), troviamo tracce di queste cognominizzazioni nel
1500 con il sacerdote Gian Paolo Marincola, nativo di Taverna
nel catanzarese, che diventerà poi vescovo di Teano nel
casertano. |
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MARINELLI |
Molto
diffuso in tutt'Italia, deriva dal nome medioevale Marinellus,
di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia
medievale all'anno 1116 a Gudo: "...quintus campus dicitur in
valle de Marinello, est ei: a mane Sancti Petri...", ma è pure
possibile una derivazione da toponimi come Marinella (SP) o
Marinella di Selinunte (TP) o simili. Troviamo trecce di questa
cognominizzazione nell'elenco degli studenti dell'Università di
Perugia nell'anno 1572 dove troviamo un certo Fabius Marinellus. |
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MARINIC
MARINICH
MARINIG
MARINIGH |
Marinic e Marinich sono friulani e quasi unici, Marinig è
specifico dell'udinese, di Prepotto, Bagnaria Arsa, Cividale del
Friuli e San Pietro al Natisone, Marinigh è tipico di Cividale
del Friuli, questi cognomi dovrebbero derivare da fome
patronimiche o matronimiche slave, dove il suffisso
-ic,
-ig,
-igh
stanno per il figlio di,
riferito a capostipiti il cui padre si fosse chiamato
Marin o
la cui madre si fosse chiamato
Marina. (vedi MARIN). |
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MARINIELLO |
Mariniello è tipicamente campano, di Napoli, Caivano, Acerra,
Poggiomarino, Marano di Napoli, Giugliano di Campania e di
Cardito nel napoletano, di Aversa, Lusciano, Parete, Cesa e
cancello ed Arnone nel casertano, di Nocera Inferiore e Castel
San Giorgio nel salernitano, con un ceppo anche nel potentino a
San Fele ed Atella, dovrebbe derivare da una forma dialettale
del nome Marinello,
ipocoristico del nome Marino
(vedi MARIN). |
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MARINOSCI |
Marinosci è tipico dell'area salentina, di Francavilla Fontana
soprattutto, di Mesagne e di Brindisi nel brindisino, di Alliste
nel leccese e di Taranto e Martina Franca nel tarentino,
dovrebbe derivare da una forma di appartenenza dialettale
riferita al nome Marino,
probabilmente il capostipite apparteneva ad un ramo cadetto di
una famiglia Marino. |
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MARIO
MARION
MARIONE
MARIONI |
Mario ha un piccolo ceppo nel bresciano, uno nel padovano e nel
bellunese, ed uno tra romano, latinense, casertano e napoletano,
con una piccola presenza nel barese, Marion ha un ceppo veneto
nel trevigiano soprattutto e nel veneziano, ed un ceppo a
Trieste, Marione, assolutamente rarissimo, è dell'Italia
settentrionale, probabilmente del Veneto e dell'area ligure,
piemontese, Marioni ha un ceppo tra pavese e milanese, uno
nell'udinese, ed alcuni piccoli ceppi nello spezzino, nel
perugino ed in Toscana, tutti questi cognomi dovrebbero derivare
direttamente o tramite una forma accrescitiva dal nome latino
Marius,
ricordiamo il famosissimo personaggio storico latino, il Mario
della guerra civile contro Silla: "..Hoc deerat unum populi
Romani malis, ut iam ipse intra se parricidale bellum domi
stringeret, et in urbe media ac foro quasi harena cives cum
civibus suis gladiatorio more concurrerent. Aequiore animo
utcumque ferrem, si plebei duces aut, si nobiles, mali saltem
ducatum sceleri praebuissent. Tum vero-pro facinus-qui viri! qui
imperatores! decora et ornamenta saeculi sui, Marius et Sulla,
pessimo facinori suam etiam dignitatem praebuerunt. ..". |
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MARIOLI
MARIOLO |
Marioli ha un ceppo lombardo ad Esine nel bresciano e presenze
significative a Talamona nel sondriese, a Lungavilla nel pavese
ed a Milano, ed un ceppo nel perugino a Città di Castello, Tuoro
sul Trasimeno e Perugia, Mariolo, più raro, ha solo un ceppo a
Palermo, ma molto importante, questi cognomi potrebbero derivare
da una forma ipocoristica
Marìolus o
Mariollus,
del nome latino Marius,
uso di cui abbiamo traccia ad esempio nel comasco, dove in un
atto del 1538, tra l'altro, leggiamo: ".. Menichus filius condam
Ixepi Menici de Nusio, Mariolus filius condam Zanis de
Cavaliono, Stephanus Menici de Romano, Iohannes Augustini de
Tura, ..", ma non si può anche pensare che in rarissimi casi
possa invece derivare da un soprannome originato dal termine
mariuolo
(birbante, ma anche ladro),
cosa comunque altamente improbabile. Tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo ad esempio già nella seconda metà
del 1300 a Bormio (SO) con il notaio Fioramonte Mariollus. |
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MARIOTTI
MARIOTTINI
MARIOTTINO
MARIOTTO |
Mariotti è diffuso in tutto il centro nord, Mariottini è
specifico della zona che comprende tutta la Toscana, l'Umbria,
il viterbese ed il romano, Mariottino, quasi unico, potrebbe
essere dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, o ad
una forma meridionale dello stesso, Mariotto è specificatamente
veneto, derivano, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome
medioevale Mariotus
o Mariottus
modificazioni del nomen e cognomen latino
Marius,
ne abbiamo un esempio in uno scritto del 1400 con:
"...Franciscus de Benzonibus e Mariotus de Pistorio ..." o a
pesaro in questa lapide del 1532: "Mariottus De Sajano armis
moribus et fama integerrimus amicus pacis et pauperum omnia sua
bona huic Ecclesiae reliquit et suis sumptibus hoc nobile
coenobium a fundamentis erigendum curavit aetatis suae anno LXX
obit MDXXXII". |
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MARITAN
MARITANI
MARITANO |
Maritan è tipicamente veneto, di Padova soprattutto e del
padovano, di Casalserugo, Albignasego, Ponte San Nicolò,
Selvazzano Dentro ed Arzergrande, del veneziano, di San Donà di
Piave e Chioggia e del trevisano, di Vedelago e Paese, Maritani,
molto molto raro, è di Vicenza, Maritano è piemontese, del
torinese, di Giaveno, Torino, Avigliana, Sant'Ambrogio di
Torino, Chiusa San Michele, Cumiana, Valgioie, Collegno e
Rivalta di Torino, dovrebbero tutti derivare dal nome medioevale
Maritanus,
una forma aferetica di
samaritanus, di cui abbiamo un
esempio nel V° secolo con lo scrittore latino Maritanus Capella,
ed il secolo successivo con Maritanus de Sancto Alosio di
Tortona, nome usato in ricordo del buon samaritano evangelico,
in qualche caso potrebbero anche derivare da nomi di località
come Maritani di Cumiana o Rocca Maritano, tutti nel torinese. |
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MARITATA
MARITATI
MARITATO |
Maritata, quasi unico, è del napoletano, Maritati è tipico della
punta del Salento, di Nardò, Lecce, Alezio, Copertino ed Ugento
nel leccese, Maritato ha un ceppo a Roma e Frosinone, uno nel
napoletano a Brusciano, Napoli e Marigliano, uno nel cosentino,
a Cetraro, San Marco Argentano, Cassano allo Ionio e Malvito, ed
uno a Catania, potrebbero derivare da soprannomi originati dal
termine dialettale centromeridionale
maritate
(mescolate con qualcosa di più
nobile o saporito), forse ad
indicare nei capostipiti persone che sposandosi si fossero
elevate di rango, inserendosi in una classe sociale più elevata. |
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MARIUSSI
MARIUTTI
MARIUTTO
MARIUZZI
MARIUZZO |
Mariussi,
quasi unico è della zona della provincia di Venezia al confine
con il Friuli, Mariutti è tipico di Venezia e del Friuli,
Mariutto, più raro, è delle province di Venezia e Pordenone,
Mariuzzi, molto molto raro, è tipicamente friulano, Mariuzzo,
decisamente del veneziano, con presenze significative anche nel
trevigiano e nel Friuli, si tratta di forme patronimiche
dialettali venete e friulane del nome Mario, stanno ad indicare
le famiglie dei figli di un Mario. |
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MARIZ
MARIZZA |
Specifico
altoaltesino, di Laives (BZ) in particolare, Mariz, decisamente
goriziano Marizza, dovrebbero derivare da Mazitza località e
fiume balcanico, e risalire all'epoca della calata dei bulgari
al seguito del re longobardo Alboino, giunti in Italia
attraverso la via Postumia. |
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MARLETTA |
Sembra specifico siciliano, probabilmente originario del
catanese, potrebbe derivare da una forma ipocoristica del nome
Marlius
di cui abbiamo tracce a Napoli nel 1700 con lo scrittore Marlius
Pisanus.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Marletta, diffuso a Catania, Messina, Siracusa ma anche in
Calabria e a Napoli, viene dal toponimo
Marletta
in zona di Catania. Rohlfs 123. |
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MARLIA
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Molto
molto raro è tipico di Lucca e dintorni, dovrebbe derivare dal
toponimo Marlia di Capannori (LU), meno probabile una
derivazione dall'apocope del nome medioevale Marlianus. |
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MARMIROLI |
Marmiroli
è specifico della zona che comprende il Mantovano, il parmense,
il reggiano, il modenese ed il bolognese, in particolare:
Suzzara e Pegognaga nel mantovano, Reggio Emilia, Scandiano,
Casalgrande, Albinea, Montecchio Emilia, Campagnola Emilia e
Correggio nel reggiano, Carpi nel modenese e Bologna, dovrebbe
derivare dal nome del paese mantovano di Marmirolo o anche in
molti casi dal nome di Marmirolo. una frazione di Reggio Emilia. |
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MARMUGI |
Marmugi è
tipicamente toscano, di Empoli, Vinci e Firenze nel fiorentino e
di Livorno, potrebbe trattarsi di una forma etnica dialettale
stante ad indicare che i capostipiti provenissero da Forte dei
Marmi nel lucchese. |
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MARNINI |
Abbastanza raro è tipico del milanese e alto lodigiano, dovrebbe
derivare da un soprannome originato dal vocabolo dialettale
marnin o marnon (cassettone dove si riponeva una volta la
farina), legato probabilmente al mestiere del capostipite. |
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MAROCCO
MARROCCO |
Marocco ha un nucleo principale nel torinese, uno in Friuli ed
uno molto importante nelle province di Roma, Frosinone e Latina,
Marrocco ha un nucleo laziale nelle province di Roma, Frosinone
e Latina, con ceppi nel Salento ed in Sicilia, dovrebbero tutti
derivare dal nome medioevale Maroch (Marocco) molto diffuso, ma
è pure possibile in molti casi una derivazione dal nome di
alcune località chiamate Marrocco, come tante presenti un pò in
tutt'Italia, dal settentrione all'estremo meridione ed alla
Sicilia, tracce di questa cognominizzazione le troviamo ad
esempio a Formia nel 1300, il 15 novembre 1354 "Gio. di
Gregorio, abbate del m(o)n(aste)ro et caetera col consenso di
Ruggieri, vescovo di Gaeta, (concede) a Pietro Marrocco, figlio
del quondam Pietro de Gismondo de
Marocco Castellonese,
di una possessione con orticello, casa, palmento e navello,
posto a S. Maria della Noce.". |
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MARODER |
Maroder è un cognome tipico di Pordenone, l'origine etimologica
di questo cognome è dubbia, potrebbe derivare da un soprannome
originato dal vocabolo medioevale germanico
maro (stanco,
madido di sudore), attraverso
il termine tedesco marode
(sfinito, spossato),
ma non si può escludere una connessione con il termine tedesco
marodieren
(saccheggiare, depredare),
da cui il vocabolo maroder
potrebbe assumere il significato di
brigante. |
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MAROLA
MAROLLA |
Marola ha un piccolo ceppo tra veronese, vicentino e padovano,
ed uno nell'aquilano, Marolla ha un piccolo ceppo veneto a
Chiuppano nel vicentino, uno a Roma e Latina, ma il nucleo più
consistente si trova nell'area che comprende il campobassano, il
foggiano ed il barese, in particolare a Termoli nel
campobassano, a San Severo nel foggiano ed a Giovinazzo ed
Andria nel barese, potrebbe derivare da un'alterazione del nome
medioevale germanico Maroldus,
Marolda, ma abbiamo traccia
anche della presenza in epoca tardo latina del cognomen
Marollus, come possiamo riscontrare in questo brano di un poema
epico medioevale sulla conquista delle Gallie da parte dei
Romani: "..Congrediamur, ait; primae sociata juventae haec fuit
in nostris Turonum collusio campis. Neve putes vilem, qui cum
decernere ferro expetis: ortus ego serie Marollus avorum
nobilium, bellisque fuit mea cognita virtus. Ipse etiam tibi sum
Marivaltus. Regius insit alter eques, factis ego Belga superbus
avitis haud fuerim, proprias malo mibi quaerere lauros. ..", una
terza possibilità, soprattutto per il ceppo meridionale, è che
possa trattarsi dell'italianizzazione del cognome spagnolo
Marola
di cui abbiamo un esempio d'uso a Berga in Catalogna in un atto
del 1421: "Notum sit cunctis quod ego Petrus Marola, carnifex
ville Berge, ex certa sciencia confiteor et recognosco vobis
Johannis de Pecanins, parrochie ecclesie Sancte Marie de Olost
vicensem diocesis, XXVIIII solidos monete barchinonense de terno
racione bestiarii, scilicet pro resta precii unius bovis et
capre, quos a vobis emi, habui ed recepi. Et ideo renuciando
excepcioni dicte peccunie non numerate et ex certa sciencia
predicta vobis non debite et dictorum bovis et capre non
habitorum et non receptorum et doli malo, promitto et convenio
predictos vigintinovem solidos solvere vobis...". |
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MAROLDA
MAROLDI
MAROLDO |
Marolda è tipico del potentino, di Venosa, Muro Lucano, Lavello
e Potenza, con piccoli ceppi anche a Pozzuoli nel napoletano ed
a Battipaglia nel salernitano, Maroldi e Maroldo, quasi unici,
sembrerebbero settentrionali, dovrebbero derivare dal nome
medioevale germanico Maroldus,
Marolda,
di cui abbiamo un esempio d'uso in Puglia nel 1100 dove troviamo
un Maroldus come vescovo di Ostuni (BR) dal 1182 al 1185 e nel
barese in uno scritto del 1278: "..quod tertio post mandatum
nostrum apud Melfiam, presentaturi si coram predicto iudice
Francisco, debeant se conferre...; quibus per eundem iudicem
Franciscum de mercede laboris eorum de pecunia curie...
provideri volumus, prout aliis scappatoribus... nomina vero...
sunt hec: videlicet de Caurato Maroldus scappator, Bernaba,
Matheus filius eius et Marcus frater eius; de Terlicio Fi l i g
r i s i u s , Laurentius et Bartholomeus de Arricarro ..". |
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MARONESE |
Maronese
è specifico dell'area trevisana, pordenonese e veneziana, di
Mansuè, Fontanelle ed Oderzo nel trevisano, di Annone Veneto e
Portogruaro nel veneziano e di Pravisdomini nel pordenonese,
dovrebbe stare ad indicare la provenienza dal paese di Maron,
frazione di Brugnera nel pordenonese, da parte dei capostipiti. |
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MARONGIU |
Molto diffuso in tutta la Sardegna, dovrebbe derivare dal nomen
latino Maronius, di cui abbiamo un esempio in questa iscrizione
di epoca imperiale: "anno secundo Neronis imp marci calendis
pasus est martirium in hoc loco illipulitano / electus ad hunc
efectum sanctus Hiscius apostoli Iacobi discipulus cum suis
discipulis / Turilo Panuncio Maronio Centulio permedium ignem
in quo vivi ambusti fuerunt eternam / vitam petentibus
transivere ut lapides in calcem conversi fuerint quorum pulvus
in huius / sacri montis cavernis iacent qui ut racio postulat in
eorum memoriam veneretur" è pure possibile una derivazione da un
antico toponimo. Tracce illustri di questa cognominizzazione le
troviamo nel 1478 anno della sconfitta a Macomer del Marchese
Antaldo Alagon e del Visconte di Sanluri da parte del sassarese
Angelo Marongiu, capitano dell'esercito aragonese.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
Marongiu deriva da marra
(zappa).
Su marongiu
è l'atto dello zappare,
sa marradura, la zappatura. È un cognome largamente presente
nelle carte antiche, nelle quali compare come Marongio, Marongiu
o Maroniu, quasi sempre preceduto da "de" ad indicare la
provenienza. Tra i firmatari della Pace Di Eleonora *LPDE del
1388, vi sono 5 Marongio (de) e 15 Marongiu (de), dei quali
ricordiamo: Marongio (de) Leonardo, jurato ville Putu Majore e
Marongio(de) Guillermus, de Aristanni ; con Marongiu: Marongiu
(de) Mirai, majore (sindaco) ville Barumini, Marongiu (de)
Guantino, majore ville de Sorefa (Gorofài - Contrate Montis
Acuti) e Marongiu (de) Juliano, majore ville Pereuas (Perfugas -
Contrate de Anglona). Nel Condaghe di S. Nicola di Trullas,
*CSNT, sono citati 6 Maroniu, tra i quali ricordiamo, Dericor de
Maroniu, in cuia corona vinkit (nella cui Corona - Tribunale -
vinse). Nel Condaghe di S. M. Di Bonarcado, *CSMB, è menzionato
Maroniu Gunnari, arciprete di Santa Giusta (30). Nel Condaghe di
S. Pietro di Silki sono nominati 4 Maroniu, tra i quali
riportiamo: donnu (titolo nobiliare che si dava ai membri della
famiglia reale) Mariane de Maroniu, curatore de corona, kertu de
servis ( - 100° -curatore del tribunale, giudice o funzionario
regio in una lite per la spartizione della servitù). Nella
storia contemporanea ricordiamo Marongiu Giovanni, di Cabras
(1929 - 1993), docente universitario di Diritto Amministrativo e
ministro della Repubblica per il Mezzogiorno nell'ultimo governo
Andreotti 1990 - 1991. Attualmente, il cognome Marongiu è
presente in Sardegna in 188 Comuni su 377. |
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MARONI
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Dovrebbe avere tre ceppi, il più importante nel milanese,
Brianza e comasco, uno nel forlivese ed uno nel Piceno, potrebbe
derivare da un soprannome originato dal vocabolo dialettale
maron
(grossa castagna, ma anche
errore, castroneria).
integrazioni fornite da
Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
Non si può escludere anche un'origine toponomastica del cognome
che deriverebbe dal nome del paese bresciano Marone che is trova
sulla riva sinistra del lago di Iseo. I Maroni bresciani sono
presenti sia nella parte pianeggiante della provincia di Brescia
che in Valcamonica a Temù e a Ponte Di Legno. Una diramazione
dei Maroni bresciani potrebbero essere i Maroni valtellinesi
presenti soprattutto a Sernio (SO), mentre il ceppo trentino
dovrebbe essere originario. Tra i Maroni emigranti negli USA,
piuttosto numerosi, spiccano quelli provenienti dal Trentino.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Maroni deriva con ogni probabilità dal nome longobardo
Audimar,
in italiano Adimaro
> Adimarone
> Marone. |
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MAROSCIA |
Maroscia, assolutamente rarissimo, è dell'area che comprende
Abruzzo e Molise, di probabile origine slava dovrebbe trattarsi
di un'italianizzazione del cognome slavo
Marusa. |
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MAROSI
MAROSO |
Marosi,
molto raro, potrebbe essere originario del ravennate, Maroso
sembra tipico del vicentino zona di Bassano del Grappa e
Marostica, quest'ultimo potrebbe derivare dal toponimo
Marostica. |
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MAROSTICA |
Tipico
veneto, del vicentino in particolare, deriva dal toponimo
Marostica (VI). un principio di questa cognominizzazione lo
troviamo in un Placito dell'anno 998 edito dal messo
dell'imperatore Ottone in quel di Bassano: "...Otberto qui et
Opizo dicitur, Ettergo de Barbarano, Ambrosio et Erzo qui de
Aquisgrana dicitur de Marostica, Odelberto, Sicideno, Amelrico
et Artvich et Ioanne Venetico...". |
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MAROTTA |
Diffuso in tutto il sud ha un nucleo importante in Campania ed
uno in Sicilia, improbabile la derivazione dal toponimo Marotta
(PS), ma potrebbe derivare dal nome di alcune località, come
Marotta nel comune di Giano Vetusto, vicino a Capua.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Per Minervini, 304, oltre alla derivazione toponimica, per il
cognome Marotta sono possibili altre ipotesi: 1. dal sostantivo
femminile 'marotta'
derivato dal veneto 'marota'
= vivaio, recipiente per le
anguille 2. dal calabrese 'marrotta'
= cesta rotonda da frutti
3. dal dialetto napoletano 'maròtta'
= uccello, pica
4. vezzeggiativo del vocabolo dialettale napoletano 'maro'
= infelice, misero.
Per Rohlfs 123 potrebbe invece essere una italianizzazione del
cognome francese Marotte. |
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MAROVELLI
MAROVELLO |
Marovelli, rarissimo non è possibile individuarne un'area certa
di origine, sono papabili il milanese è l'alta Toscana,
Marovello, altrettanto raro, potrebbe essere ligure, piemontese,
ma anche laziale, potrebbero derivare dal nome rinascimentale
Marovello,
di cui si hanno tracce nella seconda metà del 1200 a San
Gimignano nel senese dove troviamo un notaio Guido di Marovello
anch'esso notaio. |
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MARQUEZ |
Tipico
del napoletano, dovrebbe essere di origini spagnole. |
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MARRA
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Marra è molto diffuso in tutto il sud peninsulare, dovrebbe
derivare da nomi di località individuabili dalla presenza di una
marra
(mucchio di pietre, monticello
di detriti), questa
cognominizzazione risale almeno alla seconda metà del 1200 come
possiamo vedere in quest'atto del 1296: "...Nicolao de Marra,
filio quondam Risonis de Marra de Barolo, et Adeliciae de
Tricarico dominae castri Serini asserenti tenere duas tertias
partes casalis S. Agathes in territorio dicti castri, ex
donatione facta a dicta matre sua cum consensu Iohannis de Marra
militis primogeniti fratris sui, interveniente Regio assensu,
assecuratio vassallorum...". |
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MARRAFFA
MARRAFFINI
MARRAFFINO |
Marraffa ha un grosso nucleo pugliese nella zona delle province
di Taranto e Brindisi, uno nel salernitano, uno nel cosentino e
nel reggino ed in Sicilia soprattutto nel salernitano,
Marraffini, molto raro, è del teatino, Marraffino ha un ceppo
tra napoletano, casertano e la provincia di Campobasso, un ceppo
nel potentino ed uno nel catanese, dovrebbero derivare
direttamente o tramite ipocoristici da soprannomi originati dal
vocabolo arabo mu'arraf
(liberto, che è stato
ammaestrato o liberato dalla schiavitù).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Marraffa è cognome pugliese che risulta dalla giustapposizione
di Maria
e Raffaele
e deriva dalla loro sincope. Minervini 300. Per Rohlfs 166,
invece, Marraffa deriva dall'arabo 'mu'arraf'
= ammaestrato. |
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MARRANI
MARRANO |
Marrani è specifico dell'area che comprende il fiorentino,
l'aretino ed il perugino, con un ceppo anche nel romano, Marrano
è presente nel sud Italia con alcuni ceppi, a Piedimonte San
Germano ed Aquino nel frusinate, a San Martino in Pensilis e
Termoli in provincia di Campobasso, a Napoli ed Avellino in
Campania, a Giovinazzo nel barese ed a Margherita di Savoia nel
foggiano, ed in Sicilia ad Agira e Nissoria nell'ennese,
dovrebbero derivare dal vocabolo arcaico
marrano,
a sua volta derivato dal termine spagnolo
marrano (bandito,
scomunicato), voce di chiara
origine araba dal termine mahram
o mahram
(cosa proibita),
titolo che veniva attribuito in epoca tardo medioevale e
rinascimentale agli ebrei ed agli islamici che da poco tempo si
fossero convertiti al cristianesimo, si può quindi ipotizzare
che si tratti di famiglie di origine ebrea o araba convertite al
cristianesimo. |
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MARRAPESE |
Marrapese è specifico del casertano ed in particolare di Calvi
Risorta, dovrebbe derivare da un soprannome che stesse ad
indicare che il capostipite provenisse dall'antica città di
Marruvium,
l'attuale San Benedetto dei Marsi nell'aquilano. |
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MARRAS
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Specifico sardo, potrebbe derivare da nomi di località, in
Sardegna esistono varie unità geografiche che portano questo
nome, ad esempio Punta di Marras (monte in prov. di SS) e Scala
'e Marras (monte in prov. di OR), ma è pure possibile un
collegamento con un soprannome originato dal vocabolo sardo
marra
(zappa)
o anche dall'ipocoristico di nomi come Margherita.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
significa zappe,
da zappa,
marra
e deriva dal latino marra.
È un cognome diffuso in tutta la Sardegna sin dai tempi antichi.
Sono 37 i Marras firmatari della Pace di Eleonora del
1388,*LPDE, tra i quali citiamo: Marras Joanne, majore (sindaco)
ville Birore; Marras Nicolao, ville Selluri (Sanluri - Seddori);
Marras Petro, ville Ecclesiarum (Iglesias); Marras Petro, jurato
ville Laconi. Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, *CSNT,
sono citati 3 Marras, Comine, Gavini, Zacaria, testimoni in un
comporu (compera), 267, 271. Nel *CSMB, sono presenti 11 Marras.
Attualmente i Marras in Sardegna sono presenti in 225 Comuni e
distribuiti nel territorio dell'isola in maniera abbastanza
omogenea. Nella storia è rimasto famoso Marras Giovanni,
vescovo della diocesi di Usellus - Ales, oggi Ales -Terralba,
dal 1234 al 1237, testimone, per la sua diocesi (1° maggio del
1237) di un importante atto tra la Santa Sede, il Regno di
Arborea e la chiesa sarda. |
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MARRETTA |
Marretta sembrerebbe tipicamente siciliano di Palermo e Prizzi
del palermitano, di Ribera e Santo Stefano Quisquina
nell'agrigentino e di Messina, dovrebbe derivare da un
soprannome originato da un diminutivo del termine arcaico
marra
(zappa),
forse ad identificare nei capostipiti dei lavoratori agricoli. |
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MARRETTI
MARRI |
Marretti, molto raro, è tipico di Firenze e del fiorentino,
Marri è tipico della zona che comprende Emilia, Toscana, Umbria,
Abruzzo ed alto Lazio, potrebbe derivare dall'antico popolo dei
Marri,
che diedero il nome a Marruvium città di quel popolo che i
latini poi chiamarono i Marsi:
"...Marruuium ueteris celebratum nomine Marri urbibus est illis
caput, interiorque per udos...". |
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MARRO
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Un
ceppo nel cuneese ed uno nell'avellinese, deriva dal nome
medioevale Marro
(Marronis)
di cui abbiamo un esempio in una pergamena scritta in San Pietro
di Gessate (MI) nel 1171: "...a meridie de heredibus Lafranci
Topi, a sero de heredibus Girardi, a monte Marronis Pavile,...". |
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MARROCCU
MARROCU |
Sono entrambi presenti in tutta la Sardegna, ma sono tipicamente
del cagliaritano, esistono due ipotesi, una sostiene che
derivino da un antico toponimo presso Iglesias, l'altra li
collega ad un soprannome originato dal vocabolo sardo
marròcula
(trottola),
esiste inoltre una teoria che li fa derivare dal vocabolo
dialettale marroccu
che nel Campidano si riferisce ad arance a succo rosso. |
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MARRONE
MARRONI |
Marrone è diffuso in tutto il centrosud, Lazio, Abruzzo, Molise,
Campania, Puglia, cosentino e Sicilia occidentale, Marroni è
tipico della fascia centrale che comprende Toscana ed Umbria con
il Lazio come nucleo centrale, possono derivare dal nome
medioevale Marronus
di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia
medievale, in un atto del 1155 scritto in Milano: "...Signa + +
+ manuum Iordani qui dicitur de Sancto Raphaele et Corbatini et
Mussi Congellerii et Marroni testium....".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Marrone è cognome lucano presente a Matera, a Scanzano, a Tursi;
cfr. Marron cognome in Francia: antico provenzale
marron =
'montone'.
Fonte: G. Rohlfs, Cognomi lucani. |
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MARROSU |
Tipico sardo, ha un ceppo ad Orgosolo (NU) ed uno ad Alghero
(SS), potrebbe derivare da un soprannome originato dal termine
sardo arcaico marrutzu
(furbo). |
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MARRUSO |
Marruso, estremamente raro, è specifico del salernitano, di
Castel San Lorenzo, Bellosguardo e Battipaglia in particolare,
con sparute presenze anche nel casertano e napoletano, potrebbe
derivare da un soprannome originato dal termine medioevale
francese marre
(ariete),
forse attribuito ad un capostipite particolarmente focoso e
vigoroso. |
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MARSALA |
Specifico siciliano, deriva dal nome della città di Marsala nel
trapanese, nome che a sua volta deriva dall'arabo
marsa Allah,
cioè porto di Allah o porto del Signore Iddio. |
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MARSANO |
Marsano
sembra avere due ceppi distinti, a Genova ed a Matino nel
leccese, dovrebbe derivare da modificazioni del nome Marcianus
dalla gens Marcia. |
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MARSCIANI |
Marsciani
è estremamente raro, dovrebbe essere di origine umbra e derivare
dal toponimo Marsciano (PG), in epoca medioevale quanti fossero
originari di quel paese venivano identificati con la forma "de
castro Marsciani " Marsciani o De' Marsciani erano chiamati i
Conti proprietari della rocca di Marsciano. |
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MARSEGLIA |
Tipico
pugliese è distribuito in tutta la regione, con un ceppo
principale ad Ostuni (BR) ed a Foggia, presenta anche un ceppo
secondario a Prato, potrebbe derivare da un soprannome originato
o dalla provenienza dalla città di Marsiglia (difficile) o
dall'attività di produttore di sapone. |
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MARSELLA |
Marsella ha un ceppo nel Lazio, a Roma in particolare, ma anche
a Roccasecca, Pico, Villa Santa Lucia, Cassino, Aquino e
Casalvieri nel frusinate, ed a Fondi nel latinense, uno a
Napoli, Rocca d'Evandro nel casertano e Vallo della Lucania nel
salernitano, ed uno nel Salento, a Maglie Calimera, Scorrano e
Martano nel leccese, a Maruggio, Taranto e Crispiano nel
tarentino e ad Oria e Brindisi nel brindisino, potrebbe derivare
da un'italianizzazione del nome della citta francese di
Marseille
(Marsiglia),
o anche da una forma matronimica francesizzata del nome
Marcella. |
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MARSETTI
MARSI |
Marsetti sembra avere un ceppo vicentino ed uno tra sondriese e
bergamasco, con un possibile ceppo primario nel triestino, Marsi
è molto raro, potrebbe essere di origini giuliane, derivano dal
cognomen latino Marsus
portato ad esempio dallo scrittore Domitius Marsus del I° secolo
avanti Cristo, cognomen che deriverebbe da Marsus figlio della
maga Circe. Tracce di questa cognominizzazione si trovano a
Fontanella (BG) fin dal 1500 con il notaio Muzio Marsus.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Il cognome Marsi è derivato dal nome di un'antica popolazione
prelatina che viveva nella zona del Fucino e diede origine, coi
Sanniti, alle genti abruzzesi. A Trieste è la italianizzazione
di Marsich,
adattamento grafico italiano del cognome sloveno
Marsič
che è patronimico e matronimico sloveno con suffisso
-ič di
uno dei due ipocoristici dell'agionimo
Maria,
ossia 'Marse'
o 'Marsa'.
M. Bonifacio, Cognomi triestini, p. 167. |
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MARSEU
|
Marseu, molto raro, è tipicamente friulano di Cividale del
Friuli e Pulfero nell'udinese, dovrebbe derivare dal nome
dialettale Marseu
(Marcello),
probabilmente portato dal capostipite, ma esiste anche l'ipotesi
che ne propone la derivazione da un'alterazione dialettale
dell'ipocoristico matronimico slavo
Marse dal
nome Maria. |
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MARSICO |
Marsico sembra essere originario della zona appenninica
dell'Italia meridionale che comprende il salernitano, la
Basilicata, il barese, il cosentino e il catanzarese, dovrebbe
derivare dal toponimo Marsico nel potentino, ma è pure possibile
che derivi dal cognomen latino
Marsicus, con il significato di
marsicano, tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel
cosentino nel 1600, nel libro delle entrate del monastero dello
Spirito Santo di Grimaldi (CS), sotto l'anno 1664 si legge:
"...Cl.o Poleone Marsico di Maione per la possessione, che fu di
Andrea Iacino loco le Chianette annui carlini tre...".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Marsico è un cognome diffusissimo in tutto il Sud peninsulare,
viene, come l'omonimo toponimo in provincia di Potenza, dal nome
di un'antica popolazione dell'alto Abruzzo, i Marsi, nella forma
etnica. |
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MARSIGLI
MARSIGLIA
MARSIGLIETTI
MARSIGLIO |
Marsigli, abbastanza raro è bolognese, Marsiglia è presente a
macchia di leopardo soprattutto al sud, Marsiglietti è tipico
della zona tra aretino e perugino, di Città di Castello nel
perugino in particolare, e di Sansepolcro nell'aretino,
Marsiglio, molto molto raro, sembrerebbe veneto, dovrebbero
derivare, direttamente o tramite una forma ipocoristica, o dal
nome medioevale Marsiglius
di cui abbiamo un illustre esempio nella prima metà del 1300 con
Marsiglius de Padua (1270-1343), Defensor Pacis, scrittore e
teologo, una variazione del nome
Marsilius.
(vedi Marsili) |
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MARSIGLIONE
MARSIGLIONI |
Marsiglione, assolutamente rarissimo, sembrerebbe di Leonforte
(EN), Marsiglioni. ancora più raro, parrebbe di Montefiascone
(VT), dovrebbero derivare dal nome medioevale italiano
Marsilione di cui abbiamo un esempio nel 1234 con Marsilione di
Corrado iscritto nella nobiltà di Gubbio, nel Morgante scritto
nella seconda metà del 1400 dal Pulci cap. 25 si legge:
"...Rimasi soli Marsilione e Gano, il re si volse con allegra
fronte e disse: - Imbasciator, - presa la mano - tu sai il
proverbio: la mattina il monte vicitare alle volte è grato e
sano;...". |
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MARSILIANO
MARZILIANO |
Sono
entrambi rari, Marsiliano dovrebbe essere un errore di
trascrizione del più diffuso Marziliano, sono originari del
barese e derivano dal nomen tardo latino Marsilius e dal suo
derivato medioevale Marzilianus. |
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MARSILI
MARSILIA
MARSILIO
MARSILLI |
Marsili è tipico del centro Italia, Marsilia, molto raro,
sembrerebbe campano, Marsilio, molto più raro, ha un ceppo in
Molise a Lupara (CB) ed uno nel napoletano, Marsilli ha un
nucleo a Rovereto (TN) ed uno tra udinese e triestino,
dovrebbero tutti derivare dal nome latino
Marsilius
riportato ad esempio dal Muratori nel 1335: "...Et Marsilius de
Carraria Dominabus Paduanis multa jocalia condonavit, et
joculatoribus multas vestes: quibus deficientibus, aurumn et
argentum pro supplemento largitus est....", ricordiamo lo
scrittore fiorentino cinquecentesco Marsilius Ficinus:
"...Marsilius Ficinus Eberardo inclito comiti Virtembergensi et
Montis Peligardi seniori salutem plurimam dicit...". |
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MARSON
|
Sembra
originario del trevigiano, dovrebbe derivare dal cognomen latino
Marsus. |
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MARTANI |
Abbastanza raro, potrebbe essere originario dell'area compresa
tra Brescia, Cremona e Mantova. |
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MARTANO |
Martano
ha un piccolo ceppo a Roma e Napoli, ma il nucleo principale è
nel leccese, a Lecce, Nardò, Vernole, Castri di Lecce,
Melendugno, Calimera, Martignano, Ortelle e Surbo, dovrebbe
derivare dal nome del paese di Martano nel leccese. |
|
MARTELLENGHI |
estremamente raro, forse di origine cremonese, potrebbe derivare
dal nome medioevale Martel, in uso presso i Franchi., è da
prendere in considerazione anche una derivazione dal toponimo
Martellengo (VR). |
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MARTEL
MARTELL
MARTELLA
MARTELLACCI
MARTELLACCIO
MARTELLI
MARTELLINI
MARTELLO |
Martel, estremamente raro, è tipico di Pordenone, Martell è
quasi unico, Martella è diffuso nella fascia dell'Italia
centrale, in Molise e Puglia e nel messinese, Martellacci ha un
ceppo toscano, a Cecina nel livornese, a Riparbella nel pisano
ed a Follonica nel grossetano, ed uno laziale a Roma, nel
frusinate ad Alatri e Veroli e nel latinense a Sermoneta e
Cisterna di Latina, Martellaccio è quasi unico, Martelli è
diffuso in tutto il centro nord, mentre Martellini è specifico
del centro, Martello è panitaliano, diffuso soprattutto in
Veneto ed in Sicilia, dovrebbero derivare, direttamente o
attraverso forme ipocoristiche o dispregiative, dal nome
medioevale Martel,
in uso presso i Franchi, ricordiamo famosissimo con questo nome
Carlo Martello (685-741) capostipite della dinastia dei
Carolingi e nonno di Carlo Magno. I Martellini di Firenze,
originari dal Casentino arrivarono a Firenze verso il trecento,
furono banchieri e per questo figurano fra gli iscritti
dell'Arte del Cambio, il loro stemma raffigura una cerva
d'argento in campo rosso; si ricorda Maestro Bernardo Martellini
che fu creato Vescovo di Cesena da Eugenio IV° nell'anno 1443. |
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MARTEMUCCI
MARTIMUCCI |
Martemucci è tipico dell'area che comprende il materano, il
barese ed il tarentino, di Matera, Gravina in Puglia nel barese
e soprattutto Taranto, Laterza e Castellaneta nel tarentino,
Martimucci è specifico di Altamura nel barese, dovrebbero
derivare da una forma ipocoristica alterata del nome medioevale
Martimeus
o del nome normanno Martimor,
una forma del più comune
Mortimer. |
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MARTIGNON
MARTIGNONE
MARTIGNONI |
Martignon
è tipico delle province di Venezia, Padova e Treviso,
Martignone, molto molto raro, sembrerebbe del genovese,
Martignoni ha un nucleo principale nel milanese e comasco, un
ceppo nel mantovano ed uno nel bolognese che potrebbe derivare
dal toponimo Martignone, località di San Giovanni in Persiceto
(BO), tutti sono derivazioni dialettali del nome Martinus, di
quest'uso si ha un esempio nel 1400 nel milanese con un certo
Martignone del Roncaccio citato in un atto, tracce di questa
cognominizzazione le troviamo nel comasco agli inizi del 1600
con un certo Camillo Martignone. |
|
MARTILLOTTI
MARTILLOTTO |
Entrambi calabresi del cosentino, Martillotti, il meno raro, è
tipico di Corigliano Calabro, Martillotto invece di Lago, si
dovrebbe trattare di forme ipocoristiche dialettali del nome
medioevale franco Martel,
ma è altrettanto probabile una derivazione dal nome e cognome
francese Martelot,
forma ipocoristica del nome
Marteau, non si può poi
escludere che possa derivare dall'equivalente nome normanno
Marthelot. |
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MARTIN
MARTINA
MARTINI
MARTINIS
MARTINO |
Martin è
tipico del Veneto e Friuli, Martina ha un nucleo nel Salento che
potrebbe derivare dal toponimo Martina Franca (TA), uno in
Friuli ed uno in Piemonte, Martini è molto diffuso in tutto il
centro nord, Martinis è friulano, mentre è presente soprattutto
al sud Martino, dovrebbero tutti derivare dal cognomen latino
Martinus. |
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MARTINANGELI
MARTINANGELO |
Martinangeli è tipicamente marchigiano, della zona che comprende
le province di Ancona e Macerata, con un ceppo anche a Roma,
Martinangelo, assolutamente rarissimo, è specifico del
salernitano, dovrebbero derivare dal nome composto Martino e
Angelo. |
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MARTINAZZI
MARTINAZZO
MARTINAZZOLI |
Martinazzi è tipicamente lombardo di Brescia, Rovato, Malegno e
Chiari nel bresciano e di Bagnolo Cremasco nel cremonese, con un
ceppo anche a Caorle nel veneziano, Martinazzo ha un ceppo nel
trevisano, a Montebelluna, Crocetta del Montello e Maser, uno a
Torre del Greco nel napoletano ed uno, molto molto piccolo, nel
foggiano, Martinazzoli è specifico di Paspardo nel bresciano con
ceppi anche a Nave e Capo di Ponte sempre nel bresciano,
dovrebbero derivare da una forma ipocoristica accrescitiva,
semplice o da un suo ipocoristico, del nome
Martino,
troviamo tracce di queste cognominizzazioni nella seconda metà
del 1400 a Parma con il cartaro Antonio Martinazzi detto delle
Spade, agli inizi del 1600 con il Notaio Nicola Martinazzo fu
Andrea che opera a Chiuro nel sondriese. |
|
MARTINELLA
MARTINELLI
MARTINELLO |
Martinella ha un piccolo ceppo nel verbanese, a Verbania, Ghiffa
e Cambiasca, ed uno a Coseano nell'udinese, Martinelli è diffuso
in tutta l'Italia peninsulare, fatta eccezione per la Calabria,
Martinello ha un grosso nucleo veneto, presenze secondarie nel
romano e nel latinense, dovuto all'emigrazione veneta in
occasione della bonifica Pontina ed un ceppo in Sicilia, a Palma
di Montechiaro nell'agrigentino ed a Caltavuturo nel
palermitano, dovrebbero derivare dauna forma ipocoristica del
cognomen latino Martinus.
integrazioni di Andrea
Malavolti
A Livorno esiste anche una variante ebraica, Beer Martinelli. |
|
MARTINENGHI |
Specifico
della zona tra Milano, Lodi e Crema, cognome di origini
medioevali dovrebbe derivare dal cognomen latino Martinus, o
derivare dal toponimo Martinengo (BG). |
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MARTINES
MARTINEZ |
Martines è molto diffuso in Sicilia, in particolare a Palermo, a
Canicattì nell'agrigentino, a Gela nel nisseno, a Messina, a
Mirabella Imbaccari nel catanese, a Lentini nel siracusano e ad
Erice e Trapani nel trapanese, con un ceppo anche nel Salento,
in particolare a Galatina nel leccese, Martinez sembra avere più
nuclei, nel sassarese, sulle coste siciliane, nel napoletano e
nel Lazio, di origini spagnole entrambi, si tratta di forme
patronimiche tipicamente spagnole con terminazione in
-es o
-ez
che equivalgono a figlio di,
rifertito al cognomen latino
Martinus, o direttamente allo
spagnolo Martin. Troviamo tracce della casata Martinez a Napoli
nel 1601, in uno scritto sulle torture subite da Tommaso
Campanella si legge:"...giudici delegati nonché di me notaio.
Alonso Martinez , carceriere delle prigioni del Castel
Nuovo...", ma già mezzo secolo prima a Napoli erano famosi come
produttori di arazzi Martinez e Dionisio, nel 1650 troviamo ad
Alghero, con l'incarico di visitatore regio di sanità un tal don
Martinez Rubio, ad Avellino verso la fine del 1700 troviamo il
Vescovo Mons. Giacchino Martinez (1760-1782).
Stemma Martinez di
Montemuros inviato da Maria Luisa Alasia Nienstedt |
|
MARTINIC
MARTINIG
MARTINIGH |
Martinic e Martinigh sono friulani e quasi unici, Martinig è
specifico dell'udinese, di Cividale del Friuli e Savogna, questi
cognomi dovrebbero derivare da fome patronimiche slave, dove il
suffisso -ic,
-ig,
-igh
stanno per il figlio di,
riferito a capostipiti il cui padre si fosse chiamato
Martin,
nome diffusosi in Friuli probabilmente per devozione verso San
Martino di Tours originario della Pannonia, attuale Ungheria. |
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MARTININI |
Martinini è tipico di Rimini, dovrebbe derivare da una forma
ipocoristica del nome Martino
(vedi MARTIN), probabilmente portato dal capostipite. |
|
MARTINISI |
Martinisi è specifico di San Felice a Cancello nel casertano,
con presenze nel casertano e nel napoletano, dovrebbe derivare
da un'italianizzazione del cognome spagnolo
Martinez
(vedi MARTINES). |
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MARTINOTTI |
Specifico dell'alessandrino e pavese, forse con un ceppo in
provincia di Torino, dovrebbe derivare da una forma ipocoristica
del nome Martino,
derivato a sua volta dal cognomen latino
Martinus,
probabilmente portato dal capostipite. |
|
MARTINUZZI
MARTINUZZO |
Tipici
della provincia di Pordenone, Martinuzzi sembra avere anche un
ceppo nel fiorentino, dovrebbero derivare dal cognomen latino
Martinus. Nel 1400 troviamo i Martinuzzi fra i patrizi veneti. |
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MARTIRADONNA |
Tipico di Bari e del barese.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Questo cognome trae origine dal nome cristiano-medievale
Martiradonna,
variante femminile del nome
Martire, col significato
letterale di testimone e, in senso lato, testimone della fede,
colui o colei, cioè, che accetta di sacrificare anche la propria
vita per testimoniare ciò in cui crede (vedi anche Martire). Si
tratta, dunque, della cognominizzazione del nome personale della
capostipite.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Martiradonna è cognome pugliese composto dal cognome
Martire +
donna.
Quanto alla contestualizzazione, P. Minervini 307 scrive che
Martiradonna potrebbe essere stato dato a una bambina che causò
la morte della puerpera per la travagliata nascita oppure a una
bambina con particolari imperfezioni fisiche oppure ancora per
designare una 'Donna di Casa Martire'. |
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MARTIRANO
MARTORANA
MARTORANO
MARTURANA
MARTURANO |
Martirano, rarissimo, sembrerebbe lucano, Martorana è molto
diffuso in Sicilia, Martorano ha ceppi nel napoletano, nel
potentino e nel reggino, Marturana, molto molto raro, è tipico
dell'agrigentino, Marturano ha un ceppo nella Calabria
meridionale e nel tarentino, possono derivare da nomi di
località individuati ad esempio dal fiume Martorano nel
beneventano o dal Colle Martorano presso Bagnara Calabra o da
Castello Martorano di Nicastro (CZ) o anche Martorana in
Sicilia, di cui abbiamo traccia nel cognome di due personaggi
citati in una bolla dell'estate del 1300 tali Giobbe e Roberto
de Martorana. |
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MARTIRE
MARTIRI
MARTIRO |
Martire è molto diffuso nel cosentino ed in Puglia nel barese e
nel foggiano, ha un ceppo anche a Napoli ed a Roma, Martiri ha
un nucleo a Gubbio (PG) ed a Roma, con presenze anche in
Lombardia e nelle Marche, Martiro è unico, deriva dal nome
medioevale Martire,
di cui abbiamo un esempio a Milano in una Perizia della Camera
Cesarea del Ducato di Milano del settembre 1546: "In Nomine
Domini Anno a Nativitate eiusdem Millessimo Quingentessimo
Quadragesimo sexto Indictione prima die sabbati proxime mensis
septembris. Cum sit quod omnia et quaecumque bona et iura, qua
fuerunt Domini Petri Martiri Delphinoni fuerint et sint Cesareae
Camerae confiscata et nomine ipsius aprehensa...", in alcuni
casi si può trattare di cognomi attribuiti a trovatelli, fatto
registrato con maggior frequenza nel napoletano e nelle aree
sottoposte al dominio borbonico.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Martire è più tipicamente meridionale, con ceppi maggiori nel
cosentino, nel napoletano, nel barese e nel foggiano e ceppi
minori sparsi un po' in tutta Italia, Martiri, molto più raro
del precedente, è presente quasi esclusivamente fra il nord e il
centro nord del paese, prevalentemente nel perugino,
nell'anconetano e nel romano, Martiro, unico, dovrebbe essere un
errore di trascrizione di Martire, tutti questi cognomi derivano
dal nome cristiano-medievale
Martire, col significato
letterale di testimone
e, in senso
lato, testimone della fede,
colui cioè che accetta di sacrificare anche la propria vita per
testimoniare ciò in cui crede; in casi minori, tuttavia, non si
può escludere che alcuni di questi cognomi derivino da un antico
soprannome scherzoso, col significato di campagnolo,
provinciale. In conclusione, allora, si tratta delle
cognominizzazioni o dei nomi personali dei capostipiti o di
soprannomi loro attribuiti. |
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MARTIS
|
Martis ha un nucleo sardo a Terralba nell'oristanese, a
Cagliari, Quartu Sant'Elena, Sarroch ed Ussana nel cagliaritano,
a Villamar, Sanluri, Guspini e Gonnosfanadiga nel Medio
Campidano ed a Sant'Antioco nell'iglesiente ed un ceppo a
Vernole nel leccese, dovrebbe derivare da nomi di località
dedicate all'antico dio romano Marte.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
MARTIS: per significato, etimologia e riferimenti storici, vedi
il cognome De Martis. Attualmente il cognome Martis (solo in
tempi recenti ha perduto il "de"), è presente in 97 Comuni
italiani, di cui 46/377, in Sardegna: Terralba 101, Cagliari 65,
Quartu 29, Villamar 26, Sanluri 23, Gonnosfanadiga 21, etc. |
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MARTO
MARTON
MARTONE
MARTONI |
Marto è quasi unico, Marton è specifico del trevisano e
veneziano, Martone è specifico dell'area che comprende il
romano, il latinense, l'aquilano, il frusinate, il Molise, il
foggiano, il potentino e tutta la Campania, dove è maggiormente
diffuso, Martoni ha un ceppo nel ravennate, uno tra ternano,
viterbese e romano ed uno nel Piceno, dovrebbero derivare dal
nome longobardo Marto,
Martonis,
in qualche caso potrebbero anche derivare da nomi di località
come il paese di Martone nel reggino. |
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MARTOCCHIA
MARTOCCI
MARTOCCIA
MARTOCCIO |
Martocchia, estremamente raro, è tipico del pescarese, di Popoli
e Pescara, Martoccia è specifico dell'area che comprende la
Basilicata ed il barese, in particolare Laurenzana, Potenza e
Castelmezzano nel potentino e Ferrandina, Pomarico e Matera nel
materano e Minervino Murge e Bari nel barese, Martocci è quasi
unico, mentre Martoccio praticamente lo è, dovrebbero tutti
derivare daalterazioni del nome medioevale
Martucius,
Martucia
(vedi MARTUCCI). |
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MARTORA
MARTORO |
Entrambi assolutamente rarissimi, Martora ha qualche rara
presenza in Campania, in Puglia ed in Calabria, Martoro ha un
piccolo ceppo in Puglia, a Gravina in Puglia nel barese, e
qualche sparuta presenza in Sicilia, potrebbero derivare da
alterazioni dialettali del cognomen latino
Martorius, Martoria. |
|
MARTORI
MARTORINI |
Martori,
rarissimo, sembrerebbe lombardo, Martorini, specifico milanese,
dovrebbero derivare da un soprannome dialettale legato al
vocabolo martor (sempliciotto). |
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MARTORELLI
MARTORELLO |
Martorelli è tipico della fascia centraledella penisola e della
zona costiera della Campania, fino al cosentino, Martorello,
molto raro, ha un ceppo nel cosentino ed uno nell'Italia
centrale, deriva dal nome medioevale Marturellus. Tracce di
questa cognominizzazione si trovano in Umbria nel libro su
Spoleto di Severio Minervio del 1500, dove si legge:
"...Vetustas Popularium Familias et claras quamplures esse
neminem fugit; sed quas velut antesignanas invenimus hae
sunt.......Berardetti, Gentiletti, Marturelli, Francii,...", e,
a proposito dell'alta nobiltà del casato si legge: "...Petrus
Philippus Marturellus, utriusque I. D. non vulgaris, forum egit,
et a Pio Pontifice Maximo, et a Calisto tertio, comes et miles,
cum potestate milites et comites creandi, factus est....". |
|
MARTUCCI
MARTUCCIO |
Martucci è del centrosud, Lazio, Campania, Molise, Puglia e
Calabria, Martuccio sembra specifico di Colle Sannita (BN),
dovrebbero derivare dal nome medioevale
Martucius,
di cui abbiamo un esempio in un atto del 1280 contenuto nei
Registri della Cancelleria Angioina di Napoli: "...Item petia de
terra una in loco ubi dicitur Ad Nucellam, quam tenet Martucius
de Cesa que est iuxta terram mag. Iohannis Barberii....". |
|
MARTULANO |
Martulano, assolutamente rarissimo, sembrerebbe avere un
piccolissimo ceppo nel bolognese ed uno altrettanto piccolo nel
materano, potrebbero derivare dal cognomen latino
Martulanus,
o anche dal soprannome medioevale omonimo, originato dal termine
tardo latino martulus
(martello),
forse ad indicare uno scalpellino, o comunque un artigiano il
cui arnese principale fosse il martello. |
|
MARUBBI
MARUBBIO
MARUBINI |
Marubbi sembra originario del genovese, Marubini è quasi unico,
Marubbio, assolutamente rarissimo, è del genovese, potrebbero
derivare, direttamente o tramite forme etniche o ipocoristiche,
dal toponimo Marubbi nell'appennino piacentino, ma potrebbero,
soprattutto l'ultimo, anche derivare dal termine marinaro
marrubio
(forte oscillazione mareale). |
|
MARUCA |
Tipico
della zona di Lamezia Terme (CZ) e dintorni è abbastanza raro,
dovrebbe derivare dal nome greco Marakis, ma è pure possibile,
data la zona, una derivazione da un soprannome originato dal
vocabolo castigliano maruca (tipo di pesce), secondo altri
potrebbe derivare dalla gente sannitica Marruca tipica
dell'Abruzzo, ma è molto poco probabile. Tracce della nobile
famiglia Maruca le troviamo nel 1500 ad Aiello Calabro (CS), nel
1584 Giovan Paolo Maruca è sindaco dei nobili di Aiello. |
|
MARUCCHI
MARUCCO |
Marucchi rarissimo ha un ceppo tra Milano e Pavia ed uno a Roma,
Marucco, altrettanto raro, parrebbe torinese, tracce di questa
cognominizzazione le troviamo nel 1600 in Val Sesia: "...Joannes
Peronus filius Johannes Bapte et Simeon Maruchus filii
Bernardini ambo de Mazoria ambo scalpellini,...".
integrazioni fornite da
Sergio Marucchi
Marucho-Marucco-Marucchi è citato a Biella dal 1223. Il ramo
biellese - che ricevette anche lo stemma araldico - è estinto;
rimane una via Marucchi. La maggior parte dei Marucchi attuali
(compresi quelli presenti a Roma e dintorni e negli Stati Uniti)
deriva dal ramo insediato nella frazione Rongio Superiore di
Masserano (BI), dove è documentato a partire dal 1400. Altri
Marucco/Marucchi sono o erano presenti a Saluzzo (CN), Poirino
(TO), Mede Lomellina e Pavia (PV). Dal ramo di Rongio discende
anche il noto archeologo romano Orazio Marucchi. |
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MARUCCI
MARUCCIA
MARUCCIO |
Marucci ha un ceppo fiorentino, nel perugino, nelle Marche
meridionali, nel teramano ed aquilano, nel viterbese e nel
romano, con presenze comunque significative anche nel resto del
Lazio, nell'iserniese, nel beneventano e nel foggiano, Maruccia
è tipico del Salento, Maruccio ha un ceppo nel leccese a Maglie,
Scorrano, Matino e Lecce ed uno nel vibonese, a Maierato e Vibo
Valentia, dovrebbero derivare dal nome latino
Marucius
e dal suo derivato medioevale
Maruccius, di cui abbiamo un
esempio a Firenze nel 1300: "...florenos aureos bonos et
legales, quos idem Maruccius habuit et habet in guardia a fratre
Riccardo predicto, prout ipsi fr. Riccardus et Maruccius
dixerunt...". |
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MARUELLI
MARUELLO |
Maruelli, decisamente lombardo, è un cognome caratteristico del
bresciano, di Gavardo, San Felice del Benaco, Muscoline e
Puegnago sul Garda, Maruello è praticamente unico, dovrebbero
derivare da una contrazione del nome medioevale
Marovellus
(vedi MAROVELLI), probabilmente portato dal capostipite,
dell'uso di questa forma abbiamo un esempio nella
Storia diplomatica della Lega Lombarda
del Vignati che cita: ".. Nel dicembre del 1172 Opizzone
Malaspina e suo figlio Maruello con forte esercito, nel quale
erano anche milizie Piacentine, e militavano co' suoi Enrico
Guercio ed i Marchesi di Gavi, di Bosco e di Ponzano, invasero
di furia il Genovesato. ..". |
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MARUGGI
MARUGGIO |
Maruggi ha un piccolo ceppo a Rapolla nel potentino ed uno a
Taranto, Maruggio, quasi unico, sembrerebbe pugliese, dovrebbero
derivare da forme dialettali derivate dal nome latino
Marucius,
ricordiamo con questo nome un legionario di Cesare che sui
terreni attribuitigli da Cesare come indennità di pensionamento
creò, vicino a Marsiglia, una Villa Maruciana, l'attuale
Maraussan. |
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MARULLI
MARULLO |
Marulli sembra specifico pugliese, con un possibile ceppo nel
chietino ed uno nel palermitano, sembrerebbero esserci più ceppi
anche del cognome Marullo, in Sicilia, nel catanzarese, nel
Salento e nel napoletano, derivano dal cognomen latino
Marullus
di cui si ha ad esempio traccia all'epoca della morte di Cesare,
come si può leggere in questo scritto che la descrive:
"...Abrogaverunt autem hi: Lucius Iunius Brutus consul Tarquinio
Collatino Tiberius Gracchus Marcio Octavio Cneus Octavius L.
Cinnae Caio Cinna Caio Marullo Tullius ... Bruto et Cassio
pugnam adversus Caesarem et Antonium molientibus in castris
Cassii examen apium consedit. Locus aruspicum iussu interclusus
interius ducto vallo. Vulturum et aliarum alitum quibus strages
cadaverum pabulo est ingens vis exercitum advolavit....", o
successivamente in età augustea nella "SENECA, NOVATO, MELAE
FILIIS SALVTEM",: "...Marullus praeceptor noster licenter verbo
usus est satis sensum exprimente, cum diceret uxorem
intellexisse mariti mendacium: et ipsa adversus temerarios
mariti iocos relusit...." Tracce di questa cognominizzazione
si trova nel 1500 a Messina, come si legge in questa lettera del
1564 indirizzata all' "Illustrissimo Ac Reverendissimo Domino D.
Marco Antonio Amulio S.R.E. sub titulo Sancti Marcelli Cardinali
amplissimo. Franciscus Maurolycus Abbas Messanensis. S.P.D. ":
"...ac labore meo caeteris prodessim. Hortatus est saepe D.
Franciscus Marullus, canonicus, atque protonotarius apostolicus
primi ordinis et concivis noster....". |
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MARUZZI |
Maruzzi ha un ceppo in Val d'Ossola a Vogogna ed uno a San
Giovanni Rotondo nel foggiano, dovrebbe derivare da
un'italianizzazione del cognome germanico
Marutz. |
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MARUZZO |
Raro è
tipico del vicentino, dovrebbe derivare da un nome di località
del vicentino, famoso è un Marchese d'Istria, Ermanno di Maruzzo
(1210-1225). (vedi anche MARUZZI) |
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MARVALDI |
Specifico
di Imperia è molto raro, dovrebbe derivare dal nome longobardo
Marcovaldo, ricordiamo il gran Siniscalco Marcovaldo di
Annweiler Duca di Romagna e della Marca di Ancona, si hanno
tracce di questa cognominizzazione ad Imperia fin dalla seconda
metà del 1600. |
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MARVEGGIO |
Specifico
di Sondrio, dovrebbe derivare dal nome di una località,
Marveggia di Spriana in Valmalenco. |
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MARZADRI
MARZADRO
MARZARI
MARZARO |
Marzadri, assolutamente rarissimo, è della zona tra trentino e
bresciano, Marzadro, tipicamente trentino, è specifico di
Nogaredo, Rovereto ed Isera, Marzari, molto diffuso in trentino
e di lì in tutto il Veneto centroccidentale, con presenze
significative anche nel bolognese e ravennate, Marzaro,
decisamente veneto, del fvicemtino, padovano e veneziano,
dovrebbero derivare dal termine dialettale trentino e veneto
marzadr
o marzar
(merciao),
cioè venditore ambulante di articoli di merceria come aghi,
spilli, filati, nastri e bottoni, attività probabilmente svolta
dai capostipiti. |
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MARZADURI |
Marzaduri
è un cognome tipico di Bologna e del bolognese, dovrebbe
derivare da nomi di località individuate dalla vicinanza con il
Rio Marzaduro (o Marzadore nella forma italiana), in prossimità
delle zone di Samoggia e Lavino sempre nel bolognese |
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MARZAGAGLIA |
Marzagaglia, ormai quasi scomparso, dovrebbe derivare dal
toponimo Marzagaglia di Gioia del Colle nel barese. |
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MARZANI |
Specifico
dell'area delimitata da Piacenza, Milano e Pavia, dovrebbe
derivare dal toponimo Marzano (PV). |
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MARZANO |
Diffuso
in tutto il sud peninsulare con un nucleo anche nel totinese,
dovrebbe derivare da modificazioni dialettali del nome Marcianus
ricordiamo Marcianus l'imperatore d'Oriente dal 450 al 457 d.C.
Nobile famiglia angioina, troviamo nel 1313 Tommaso Marzano
conte di Squillace (CZ). |
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MARZAROTTO |
Specifico
dell'area delimitata da Piacenza, Milano e Pavia, dovrebbe
derivare dal toponimo Marzano (PV). |
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MARZEDDU |
Marzeddu, tipicamente sardo, abbastanza raro, è diffuso in modo
abbastanza omogeneo in tutta l'isola, dovrebbe derivare da un
soprannome, che potrebbe essere stato motivato dall'essere stato
il capostipite un produttore del tipico formaggio sardo chiamato
marzu
(marcio),
a causa della presenza di larve della mosca carnaria. |
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MARZI
MARZIA
MARZIO |
Marzi è diffuso a macchia di leopardo nel centro nord, Marzia
sembrerebbe specifico del tarentino, di Massafra, Statte,
Taranto e Crispiano, Marzio ha un nucleo importante ad Ostuni
nel brindisino ed un ceppo a Napoli, dovrebbero derivare dalla
Gens Marcia
o dal nomen gentilizio latino
Martius,
Martia, o
anche dal nome medioevale da esso derivato
Marzio,
Marzia.
San Marzio morto nel 530d.C., si festeggia il 13 aprile, posò le
basi della famosa Abbazia di Clermont.. Una prima traccia di
queste cognominizzazioni la troviamo in un
Breve de Sententia
dell'anno 1147 a Milano: "..et de hoc ipsi de Cerveniano
dederunt testes qui consulibus non fuerint visi idonei.
Episcopus vero, tam possessionem suam esse adfirmans quam
dominium, protulit plures testes, inter quos fuerunt Bonushomo
de Casolate et Iohannes Moronis de Galganiano et Grigorius de
Polliano et Petrus Martius et Arnulfus de Galganiano et
Frogerius de Villa Pompeniana, qui testificaverunt sic: iam
dicti Bonushomo et Iohannes dixerunt quod viderunt Lanzonem de
Corneliano, ministrum episcopi de Laude, tenere et guardare
boscum hunc dicitur ..". |
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MARZIALI |
Sembra
avere due ceppi uno in provincia di Roma ed uno nel Piceno,
deriva dal cognomen latino Martialis. |
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MARZIN
MARZINI
MARZINO |
Marzin è specifico dell'area tra veneziano e pordenonese, di
Sesto al Reghena e Cordovado nel pordenonese in particolare,
Marzini sembrerebbe toscano, di Livorno, Prato e nel senese, di
Colle di Val d'Elsa, Siena e Sovicille, Marzino estremamente
raro, è meridionale, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Marzinus, a volte attribuito a figli nati durante il mese di
marzo, in qualche caso potrebbero anche essere nati da una forma
ipocoristica del nome Marzio. |
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MARZIANI
MARZIANO |
Marziani ha un ceppo nell'anconetano ad Ancona, Osimo e
Montemarciano, uno abruzzese nel teramano a Roseto degli
Abruzzi, Notaresco e Morro d'Oro ed a L`Aquila, ed uno a Roma ed
a Sora nel frusinate, Marziano è tipicamente siciliano, del
catanese e del siracusano in particolare, dovrebbero derivare
dal praenomen e cognomen latino
Martianus, ricordiamo lo
scrittore latino del quarto secolo
Martianus Minneus Felix Capella. |
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MARZIN
MARZINI
MARZINO |
Marzin è specifico dell'area tra veneziano e pordenonese, di
Sesto al Reghena e Cordovado nel pordenonese in particolare,
Marzini sembrerebbe toscano, di Livorno, Prato e nel senese, di
Colle di Val d'Elsa, Siena e Sovicille, Marzino estremamente
raro, è meridionale, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Marzinus, a volte attribuito a figli nati durante il mese di
marzo, in qualche caso potrebbero anche essere nati da una forma
ipocoristica del nome Marzio. |
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MARZINOTTI
MARZINOTTO |
Marzinotti, unico, è del pordenonese, dovrebbe trattarsi del
frutto di un errore di trascrizione del cognome Marzinotto che è
tipico del veneziano, di Cinto Caomaggiore, Portogruaro e
Pramaggiore, con ceppi anche nel pordenonese a Cordovado e
Pordenone, dovrebbe trattarsi di una forma diminutiva del nome
Marzino,
probabilmente con funzione patronimica, cioè dove il suffisso
-otto
stia per il figlio di,
riferito a capostipiti il cui padre si fosse appunto chiamato
Marzino
(vedi MARZIN). |
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MARZO
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Tipico della penisola salentina, potrebbe derivare dal nome
medioevale Marzus
attribuito a volte ai bambini nati nel mese di marzo, nome
ritenuto di buon auspicio in quanto dedicato al dio Marte, il
più forte degli dei, un esempio di questo nome lo troviamo
nell'elenco dei cittadini pisani che nel 1228 giurarono ri
rispettare il patto di alleanza con Siena, nel Gruppo di De
Sancto Andrea extra Portam "In nomine domini amen. Hec sunt
nomina hominum civitatis Pisane, qui iuraverunt secundum modum
et tenorem infrascriptum ... Marzus de Grancio...". |
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MARZOCCA
MARZOCCHETTI
MARZOCCHI
MARZOCCHINI
MARZOCCO
MARZOCHINI
MARZUCCHI
MARZUCCO |
Marzocca è tipico del barese, Marzocchetti, molto raro, sembra
specifico della zona di San Salvo nel chietino, Marzocchi sembra
essere specifico della zona che comprende il bolognese ed il
ferrarese, con possibili ceppi forse non secondari nel
grossetano e nel napoletano e foggiano, dove è pure presente il
più raro Marzocco, Marzocchini ha un ceppo nel modenese, uno nel
fiorentino ed uno ad Osimo nell'anconetano, Marzochini,
praticamente unico, è probabilmente dovuto ad un errore di
trascrizione del precedente, Marzucchi molto raro è specifico
del senese, Marzucco ancora più raro è foggiano, dovrebbero
tutti derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome
medioevale Marzucchus,
di cui si hanno tracce ad esempio a Pisa, dove era
particolarmente diffuso, nel XII° secolo, negli
Annales Pisani,
anno 1172 si legge: "...Alia vice, in mense Octubris, miserunt
legatos Gerardum Bulgarelli Consulem, et Marzuccum, Henricum
Frederici, et Opithonem iudicem imperatori Frederico...".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Marzocco potrebbe derivare dal sostantivo 'marzocco'
= 'insegna del leone,
scolpito o dipinto, di Firenze; il marzocco di marmo sulla
ringhiera di Palazzo Vecchio era coronato nelle feste della
città.
integrazioni fornite da
Luca Porru
In Sardegna il cognome Marzucco è originario di Villanova
d'Albenga nel savonese,da dove, nella seconda metà del XVII°
secolo, i fratelli Bernardino, Marco e Giuseppe Marzucco,
mercanti, giungono a Cagliari per il commercio di spezie e
droghe mercantili. La discendenza nell'isola è accertata da
Giuseppe, morto nel 1717, da cui si originarono i diversi rami
della famiglia, che si distinsero nell'amministrazione feudale,
nell'avvocatura e nel commercio. |
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MARZOLANI |
Marzolani, quasi unico, sembrerebbe avere un piccolissimo ceppo
in Abruzzo, dovrebbe derivare dal nome della località Marzolano
nel perugino. |
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MARZOLA
MARZOLI
MARZOLLA
MARZOLLI
MARZOLLO
MARZOLO
MARZULLA
MARZULLI
MARZULLO |
Marzola ha un grosso ceppo nell'area che comprende il bolognese,
il ferrarese ed il rovigoto soprattutto, il padovano ed il
veneziano, con un ceppo anche a Roma ed in Abruzzo, Marzoli è
molto diffuso in Lombardia, nel modenese, nel fiorentino, nelle
Marche, nel Lazio e nel pescarese, Marzolla ha un ceppo veneto
nel rovigoto ed uno secondario di questo nel latinense, presenta
inoltre un ceppo nel barese, Marzolli è quasi unico mentre
Marzollo, assolutamente rarissimo, è del veneziano, Marzolo ha
un ceppo tra varesotto e novarese, nel veronese, a L'Aquila e
nel chietino, Marzulla, quasi unico, sembrerebbe siciliano,
Marzulli è decisamente pugliese, del barese in particolare,
Marzullo è molto diffuso nel Lazio, in Campania, nel barese, nel
cosentino ed in Sicilia, derivano da modificazioni più o meno
dialettali del vezzeggiativo del nome medioevale
Marzo o
Marzia,
derivato dal nomen latino
Martius,
Martia,
ricordiamo Ancus Martius
il quarto Re di Roma, possono anche derivare dal fatto di essere
nato il capostipite o la capostipite nel mese di marzo. |
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MARZOLINI
MARZOLINO |
Marzolini ha qualche presenza in Friuli, un piccolo ceppo nel
piacentino, ad Alseno e Piacenza, ed a Parma, ed un ceppo più
consistente a Roma, Marzolino, estremamente raro, sembrerebbe
panitaliano, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Marzulinus o Marzolino,
attribuito anticamente a bambini nati nel mese di marzo, del cui
uso abbiamo un esempio a Tarvisio nell'udinese in un resoconto
del 1456: "...Dans ipse testis ipsi Vgrino plenariam fidam et
saluoconductum quod tute uenire posset. Qui Vgrinus cum venisset
Jadram ad terminum sibi statutum apliquit domum cuiusdam
Marzulini in suburbio Jadre, et paulo post uenit in ciuitatem ad
ipsum testem dicens sibi "ecce ego ueni in termino" et eo tunc
ibi ceperunt loqui et raciocinar de dicta lite....". |
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MARZORATI |
Tipico del nordmilanese e comasco, dovrebbe derivare dal nome di
mestiere di merciaio. Tracce di questa cognominizzazione si
trova a Como nel 1500 con un certo Giovanni Paolo Marzorati
citato a proposito di un miracolo del Beato Giovanni Pellegrino
che avrebbe liberato dal demonio sua moglie.
integrazioni fornite da
Avv. Mario Marzorati
Nel più remoto certificato di battesimo in mie mani (1721)
relativo a Pietro Marzorati, figlio di Francesco, questi figlio
di Bartolomeo Marzorati de Marzorato tratto dal registro
parrocchiale (San Siro, Lomazzo) del 1721, il nominato viene
indicato essere attinente del loco "de
Marzorato", località oggi non
più esistente sotto tale denominazione. Penso che Marzorati sia
la cognominizzazione di tale luogo d'origine. Con diploma in
data 15 settembre 1715, l'imperatore Carlo VI° accordò a Gio
Batta Marzorati per sè e discendenti, il titolo di Marchese con
l'obbligo di comperarsi un feudo onde appoggiare il titolo; per
non avere feudo il Marzorati pagò (per determinazione del Regio
Fisco del 18 luglio 1720) un'oblazione di Lire 700. Pagata
l'oblazione, venne iscritto nell'elenco dei Titolati di Milano,
senza più obbligo di comperare il feudo. Una curiosità: l'ultima
statua posta sul Duomo di Milano è quella del martire Samuele
Marzorati, missionario francescano, lapidato nel 1716 in
Etiopia, ora santificato |
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MARZORINI |
Marzorini è un cognome della Svizzera italiana, dovrebbe essere
originario della zona di Brione vicino a Locarno, dovrebbe
derivare dal termine marzorin,
un soprannome dialettale per
marzolino, attribuito al
capostipite per il fatto che questi fosse nato nel mese di
marzo. |
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MARZOTTA
MARZOTTI
MARZOTTO |
Marzotta, assolutamente rarissimo, sembrerebbe meridionale,
Marzotti, molto raro, ha un piccolo ceppo nell'aretino ed uno
nel romano, Marzotto, il più diffuso, è veneto, del vicentino,
di Arzignano, Montecchio Maggiore, Vicenza e Grancona, di
Pianiga nel veneziano e di Ponte San Nicolò, Polverara,
Vigodarzere e Padova nel padovano, questi cognomi potrebbero
derivare dal fatto di essere nati durante il mese di marzo, una
seconda ipotesi propone una derivazione da un soprannome
originato dall'antico termine dialettale veneto
marzoto (zotico,
villano). |
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MARZUOLI
MARZUOLO |
Marzuoli
presenta un ceppo nella zona tra Castelfiorentino (FI) e
Certaldo (FI) uno nell'area di Montepulciano (SI) ed uno a
Citta' Sant'angelo (PE), Marzuolo assolutamente rarissimo
potrebbe essere di Sulmona, potrebbero derivare da nomi di
località come ad esempio Mulino del Marzuolo in Val d'Orcia o
altre simili, ma più probabilmente hanno origine da soprannomi
legati al tartufo bianchetto detto appunto marzuolo o a
coltivazioni di grano marzuolo. |
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MASACCI
MASACCIO
MASSACCI
MASSACCIO
MASUCCI
MASUCCIO |
Masacci è tipico di Ravenna e Cesena, Masaccio e Massaccio sono
praticamente unici, Massacci ha un ceppo a Jesi (AN), a Roma,
Grottaferrata e Rocca di Papa ed uno a Cagliari, Masucci è molto
diffuso nell'area che comprende il casertano, napoletano,
avellinese, foggiano e salernitano, con ceppi anche in Calabria
e nel palermitano, Masuccio, meno comune, è anch'esso campano,
soprattutto di Ariano Irpino nell'avellinese e di Olevano sul
Tusciano nel salernitano, dovrebbero derivare da ipocoristici o
dispregiativi dell'aferesi del nome
Tommaso,
ma in molti casi è pure possibile una derivazione da nomi di
località come Massaccio (nome medioevale di Cupramontana (AN) o
località identificabili dalla presenza di ruderi così chiamati
ad esempio nell'urbinate. |
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MASALA
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Di
origine decisamente sarda.è molto antico e dovrebbe derivare da
un nome di località ora scomparso nelle vicinanze di Cossoìne
(SS). |
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MASCAGNI
MASCAGNO |
Mascagni è specifico dell'area che comprende Bologna ed il
bolognese e la Toscana, in particolare Livorno, Pisa, Poggibonsi
nel senese, Firenze ed il fiorentino, Mascagno, praticamente
unico, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione del
precedente, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Mascanius
di cui abbiamo tracce a Bologna fin dal nono secolo, tracce di
queste cognominizzazioni le troviamo nel 1600 a Firenze con
Padre Arsenio Mascagni (1579 - 1637): "Arsenius Mascanius
ordinis Servorum domo fiorentinus, pictor celebris, cuius unico
penicillo novae huius basilicae fornix et prima altaria sunt
illustrata...".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Mascagni muove dall'antico italiano
mascagno
«scaltro, astuto»,
donde mascagnia
«stregoneria, malia»,
usato in funzione soprannominale. Fonte: F. Violi, Cognomi a
Modena e nel Modenese, 1996. Cfr. anche Olivieri 228. |
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MASCALCHI |
Mascalchi è tipicamente toscano dell'area fiorentino, aretina,
di Castel Focognano, Arezzo e Poppi nell'aretino e di Firenze e
Sesto Fiorentino nel fiorentino, dovrebbe derivare dal termine
medioevale mascalcus,
forma contratta di marescalcus
(servo o artigiano specializzato
nella ferratura e cura dei cavalli),
probabile attività svolta dal capostipite, bisogna però notare
che Mascalco
era usato anche come nome in epoca medioevale, di quest'uso
abbiamo ad esempio traccia tra i testimoni di un.Breve
refutationis del 1141 a Pavia:
"...Interfuerunt testes Bertholameus de Sancto Petro et Iohannes
de Salosmera et Homobone Mascalco et Ardicio Gastaldus et
Martinus Padella. Ego Vuifredus notarius sacri palacii interfui
et hoc breve scripsi. Suprascripto die, presentia eorumdem
testium, per lignum de manu obligavit suprascriptus Albericus, a
parte eiusdem abbati et monasterii, de suis rebus, tali modo ut
si intentio apparuerit eidem abbati et monasterii de prenominata
res et decima, ut superius in hoc breve legitur ..". |
|
MASCALI |
Originario della provincia di Catania, deriva dal toponimo
omonimo: Mascali (CT). |
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MASCALZI
MASCALZONI |
Mascalzi è quasi unico, Mascalzoni è specifico di Verona e del
veronese, dovrebbero derivare dal termine medioevale
mascalcia
(arte di attendere ai cavalli e
di ferrarli) e dal vocabolo da
esso derivato mascalcione
(chi ferra i cavalli,
ma anche soldato di fanteria
male in arnese), dell'uso di
questo termine abbiamo un esempio nel libro di Massimo D'Azeglio
Ettore Fieramosca o la disfida
di Barletta: "...Soprastato
così un poco, venne a passare un battello pieno d'ortaglie, e
conobbe quello che lo conduceva per l'ortolano di S. Orsola:
allora fu quasi certo di trovarsi nel fondo della torre che ne
difendeva l'entrata. Appena sceso dal luogo della sua scoperta,
s'aprì la prigione e ne fu tratto da due robusti mascalzoni che
lo fecero salire nella camera del capitano. ..", o anche nel
libro Lettere familiari
di Giuseppe Baretti leggiamo: "...Il pover' uomo si scordò
nondimeno di dare della forza a quel suo governo, poichè
cinquanta o sessanta mila mascalzoni di Tartari , che un solo
reggimento di fanti prussiani si sarebbe sorbiti come un uovo,
disfecero nel passato secolo quel governo con quanta facilità si
disfa un cencio che si voglia ridurre a filaccia ...". |
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MASCARANI |
Mascarani, quasi unico, potrebbe essere originato dal nome
sttribuito anticamente agli abitanti di Presicce. |
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MASCARINI
MASCARONI
MASCHERONI |
Mascarini
è abbastanza raro, decisamente lombardo, probabilmente
originario della zona tra Lecco e Bergamo, Mascaroni rarissimo è
presente solo in provincia di Milano, probabilmente si tratta di
un errore di trascrizione risalente all'inizio del 1700,
Mascheroni è concentrato nella Lombardia occidentale. Questi
cognomi derivano da identificatori famigliari medioevali, si
hanno tracce di notai quali Antonio de Mascheronibus fu Bono, di
Olmo nel 1070, Filippo Mascarus di Bonomo nel 734 e Pasino de
Mascaris nel 735. Personaggio famoso è il matematico del 1700
Lorenzo Mascheroni, Dante Alighieri, nel canto 32° dell'Inferno
cita un Sassuolo Mascheroni:
D’un corpo uscirò e tutta la Caina // potrai cercare, e non
troverai ombra // degna più d’esser fitta in gelatina; // non
quelli a cui fu rotto il petto e l’ombra // con esso un colpo
per la man d’Artù // non Focaccia; non questi che m’ingombra //
col capo sì, ch’i’ non veggio oltre più // e fu nomato Sassol
Mascheroni // se tosco se’, ben sai omai chi fu. |
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MASCETTA
MASCETTI
MASCI
MASCINI
MASCINO
MASCIO
MASCIOCCHI
MASCIOLI
MASCIONE
MASCIONI
MASCIULLI
MASCIULLO |
Mascetta, abbastanza raro, ha un piccolo ceppo abruzzese a
Palena nel teatino e qualche presenza tra romano e frusinate,
Mascetti ha un grosso ceppo a Como, Olgiate Comasco e Parè nel
comasco, ed a Milano, ha un piccolo ceppo abruzzese ed uno molto
importante a Roma e Frosinone, Masci è tipico della fascia che
comprende Umbria, Abruzzo e Lazio, Mascini, estremamente raro,
ha un ceppo nel pesarese nella zona di Macerata Feltria (PU),
Mascino ancora più raro, sembrerebbe anch'esso marchigiano,
Mascio è tipico del Molise, zona di Venafro (IS), Masciocchi ha
un ceppo nel varesotto, uno nell'aquilano ed uno nel romano,
Mascioli ha un ceppo nell'urbinate, uno nel perugino, uno molto
importante a Roma e provincia, ed uno in Abruzzo, nell'aquilano,
pescarese e teatino, Mascione, molto molto raro, è della zona
che comprende il Lazio, l'Abruzzo, il Molise ed il foggiano,
Mascioni ha un ceppo nel varesotto, uno tra maceratese e
perugino ed uno romano, Masciulli è specifico della fascia che
comprende il pescarese, il teatino, la provincia di Campobasso e
la Puglia, con massima concentrazione nel teatino a Villamagna e
Chieti, Masciullo è specifico del Salento, in particolare di
Galatina nel leccese e di Grottaglie nel tarentino, dovrebbero
derivare tutti, direttamente o tramite ipocoristici e
accrescitivi, da soprannomi dialettali originati dal vocabolo
latino magister
e starebbero ad indicare il mestiere di artigiano, tracce di
queste cognominizzazioni le troviamo a Perugia agli inizi del
1500, in uno scritto del 1514 si legge: "...Frater Iohannes
Baptista Vincentii Masci de Perusio...".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Dal cognome Mastro, derivato dal nomignolo “mastro”
= bravissimo artigiano
che conosce tutti i segreti del suo mestiere. Tuttavia in
Calabria, secondo G. Rohlfs 167, il cognome Masci sarebbe
italianizzazione del cognome albanese
Mashi. |
|
MASCHERPA |
Originario della zona compresa tra Pavia, Lodi e Milano, deriva
da un soprannome legato al vocabolo milanese mascherpa (ricotta
povera, ultimo residuo nella produzione della ricotta), forse ad
identificare il mestiere del capostipite. |
|
MASCHI
MASCHIETTI
MASCHIETTO
MASCHIO
MASCHIONE |
Si
individuano due ceppi di Maschi, uno nel piacentino e nel
milanese ed uno nel veronese, Maschietti, molto molto raro,
sembrerebbe specifico di Tivoli nel romano, Maschietto è invece
decisamente veneto del veneziano e del trevisano, con un ceppo
secondario nel Lazio, frutto dell'emigrazione forzata per la
bonifica delle paludi Pontine, Maschio ha un grosso nucleo
veneto uno probabilmente secondario in Piemonte , un ceppo nel
napoletano ed uno in Puglia, Maschione, assolutamente rarissimo,
è di Castellammare di Stabia, dovrebbero tutti derivare,
direttamente o tramite ipocoristici o accrescitivi, dal nome
medioevale Maschio. |
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MASCIA
|
Mascia ha un grosso nucleo nel cagliaritano, in provincia di
Roma, in Campania, Molise ed in Puglia, il nucleo sardo dovrebbe
derivare dal termine sardo arcaico
maxia (magia,
sortilegio), i ceppi
meridionali dovrebbero derivare da modificazioni del vocabolo
latino magister
e starebbero ad indicare il mestiere di artigiano svolto dal
capostipite (vedi MASCI), secondo altri deriverebbe invece dal
vocabolo di origine spagnola
masia (masseria,
fattoria) (vedi MASIA).
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
MASCIA; MASIA; MAXIA: sa maxîa
(î nasale) = medicina,
è la variante fonetica della forma letteraria
maxìna (mascìna
e masìna
sono varianti parlate). L’originale è maxìna, e vista la
presenza della “x” con valore fricativo – palatale – sonoro,
appartiene senza altro al Campidanese. Solo negli antichi
documenti Campidanesi e Arborensi appare la “x” con tale valore.
Qui diciamo comunemente “mexìna” ed è più vicino all’italiano
medicina. Il vocabolo, nelle sue tre varianti territoriali
maxîa, mascîa
e masîa
oltre che il significato di
medicina prende anche quello di
magia, sortilegio,
che qui in Campidano chiamiamo per lo più
matzìna,
dal catalano matzìna
= intruglio velenoso.
Il cognome potrebbe essere riferito al “mestiere” del
capostipite: medico, farmacista,
ma anche mago
o stregone.
È presente, nelle sue varianti, nelle carte antiche medioevali
della lingua e della storia della Sardegna. Tra i firmatari
della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, troviamo: Magia Guantino,
majore(amministratore di giustizia, sindaco) ville Capriles, *
Capriles…villaggio distrutto - Contrate Campitani Simagis; Magia
Sisinnio, jurato(guardia giurata, collaboratore del majore)
ville Figu, * Figu…odierno Figu - Partis de Montibus; Magias
(de) Barisono, ville Sancto Lussurgio, * Sancto
Lussurgio…odierno Santulussurgiu. Contrate Castri Montis de
Verro; Masia (de) Joanne, majore(amministratore di giustizia,
sindaco) ville Turala, * Turalba…odierno Torralba(Meylogu).
Contrate de Ardar et Meylogu; Masia (de) Pinciali, jurato ville
Lequeses, * Lequeses...Lachesos...villaggio distrutto della
Diocesi di Sorres( Meylogu). Contrate Ardar et Meylogu; Masia
Anthonio, ville Macumerii, ** MACUMERII et Curatorie de Marghine
de Gociano…Macomer etc. In posse Chelis Simonis, notarii
publici...die XII Januarii 1388 ; Masia(de) Angelo, jurato ville
Putu Majore, * Putu – Majore…odierno Pozzomaggiore - Contrate
Caputabas. Non sappiamo perché, ma la voce maxìna o masìna è di
raro uso nelle carte antiche. Nella Carta de Logu troviamo meygu
= medico; cura = cura, ma non maxìna o mexìna. Nella storia
contemporanea ricordiamo Maxia Antonio (Roma 1904 – Cagliari
1962): politico. Dopo gli studi in Giurisprudenza, ad inizio di
carriera praticò l’attività forense. Sin da giovane ebbe un
forte legame con l’Azione Cattolica e si legò da vicino al nuovo
Partito Popolare Italiano fondato da don Sturzo. All’insediarsi
del Fascismo in Italia divenne un antifascista convinto e
pertanto non ebbe vita facile durante il Ventennio. Nel 1943,
all’arrivo degli Alleati fu addetto stampa per l’Alto
Commissariato per la Sardegna. Entrò poi a far parte del partito
della Democrazia Cristiana (DC) e nel 1948 fu eletto deputato al
Parlamento della Repubblica Italiana. Sino alla morte ricoprì
incarichi parlamentari di rilievo. Attualmente il cognome Mascia
è presente in 571 Comuni italiani, di cui 135 in Sardegna:
Cagliari 523, Quartu 191, Maracalagonis 123, Selargius 119, etc.
Nella penisola Roma ne conta 174. Masia è presente in 274 Comuni
italiani, di cui 91 in Sardegna: Sassari 658, Alghero 116, Ossi
94, P. Torres 83, Tissi 66, Cagliari 65, etc. Nella penisola è
Roma ad avere il numero più alto con 134. Maxia è presente in 98
Comuni italiani, di cui 58 in Sardegna: Cagliari 181, Selargius
52, Quartu 44, San Basilio 43, etc. |
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MASCIADRI |
Masciadri
è tipico del comasco, della zona di Canzo e Caslino D'erba (CO)
in particolare, deriva da una forma dialettale arcaica per
merciaio o mercante. |
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MASCIANTONIO |
Masciantonio è tipico del teatino, di Civitella Messer Raimondo,
di Casoli e Liscia, e di Casacalenda (CB).
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L’origine di questo cognome va ricercata nel nome antico e
medievale Antonio, in cui la premessa del termine
mascio
(forma dialettale di mastro)
indica il fatto che il capostipite era un certo artigiano di
nome Antonio (vedi Mastrantonio e Mastantuono). |
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MASCIARELLI
MASCIARI
MASCIARO |
Masciarelli ha un nucleo romano ed uno nel chietino, Masciari è
tipico di Catanzaro, Masciaro è quasi unico,
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Originario del catanzarese, Masciari, così come Masciaro,
Masciara e Masciarelli, deriva dai termini dialettali
masciara
o masciaro
(dal latino megaera,
l’italiano megera), col significato di strega, maga o, se un
uomo, stregone, mago: era questa, dunque, la funzione svolta
dalla capostipite o dal capostipite all’interno della propria
comunità, in tempi in cui, va ricordato, la magia e le credenze
popolari erano molto diffuse, soprattutto in ambienti contadini.
In altri casi questi cognomi potrebbe essere nati da soprannomi
attribuiti in base a caratteristiche fisiche o comportamentali
simili a quelle di un masciaro o di una masciara. |
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MASCIAVE
MASCIAVE' |
Masciave,
quasi unico, dovrebbe essere dovuto ad errori di trascrizione
del cognome Masciavè, che ha un piccolo ceppo nel biellese ed
uno a Torino, probabile frutto dell'emigrazione interna
meridionale, ed un ceppo molto più consistente a Corato nel
barese, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale con il
significato di strega o stregone, potremmo ipotizzare che il
capostipite avesse questo tipo di reputazione. |
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MASCIOPINTO |
Masciopinto è specifico del barese, di Triggiano in particolare,
di Bari e di Capurso, dovrebbe derivare da un soprannome
originato dall'attività di
magister (mastro
artigiano) e dal fatto di
essere probabilmente scuro di carnagione quindi
pinctus,
ma è pure possibile che il pinto derivi dal termine
pinctor
indicante il mestiere di pittore o imbianchino svolto dal
capostipite. |
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MASCIOTTI |
Masciotti ha un ceppo umbro a Foligno, Cannara, Spello, Spoleto
ed Assisi nel perugino ed a Roma, che potrebbe derivare da una
forma ipocoristica aferetica del nome
Tommaso,
o anche, e puù probabilmente da una forma soprannominale
dialettale ipocoristica del termine
mastro,
normalmente usato per indicare un artigiano. |
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MASCOLI
MASCOLINI
MASCOLINO
MASCOLO |
Mascoli ha un grosso ceppo a Corato nel barese, uno piccolo a
Napoli, Roma e tra mantovano e bresciano, Mascolini, molto raro
ha un ceppo nel perugino ed uno a Roma, Mascolino ha un ceppo
nel ragusano ed uno piccolo tra napoletano e beneventano,
Mascolo è il più diffuso tra tutti questi cognomi, è tipico
della Campania e della Puglia, con un grosso ceppo anche a Roma.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L’origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale
Mascolo,
che, nel contesto dell’onomastica arcaica, assume il significato
di virile, mascolino
(vedi Maschio); in alternativa, tuttavia, è anche possibile che
Mascolo nasca dall’aferesi di alcuni antichi nomi composti,
come, ad esempio, il nome medievale
Dolcemascolo
(vedi Dolcemaschio). In conclusione, dunque, si tratta delle
cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti, anche se,
in alcuni casi, non è esclusa una derivazione da soprannomi ad
essi attribuiti. |
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MASE
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Mase,
molto raro, è specifico di Massa Lubrense nel napoletano,
potrebbe derivare da una forma aferetica dialettale del nome
Tommaso, di questa modo di contrarre il nome abbiamo un esempio
a Firenze nella seconda metà del 1300: "..scilicet pictantia in
festo Corporis Christi, anniversarium predicti testatoris et
anniversarium domine Mase predicte. Item voluit ordinavit et
reliquit quod fratres, quorum octo ad minus essent
sacerdotes..". |
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MASE'
|
Masè ha un ceppo originario trentino a Strembo con presenze
significative a Giustino, Trento e Pinzolo, uno a Trieste
derivato da quello trentino ed uno a Iesi, Cupramontana e
Maiolati Spontini nell'anconetano, si dovrebbe trattare di una
forma tronca dell'aferesi del nome
Tommaseo. |
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MASELLA
MASELLI
MASELLO
MASI
MASO
MASSELLA
MASSELLI
MASSELLO |
Masella è molto diffuso nel Lazio, in Campania ed in Puglia, con
un ceppo anche a Cagliari, Maselli è diffuso a macchia di
leopardo, si individuano almeno tre ceppi, in Puglia, nel Lazio
ed in Emilia, Masello ha un ceppo romano ed uno a Fuscaldo nel
cosentino, Masi è presente in tutt'Italia, Maso è decisamente
veneto, Massella è specifico del veronese, Masselli sembrerebbe
avere un ceppo fiorentino ed uno nel foggiano, Massello, molto
molto raro, è tipico di Villar Perosa e Pinerolo nel torinese.
Tutti questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o tramite
ipocoristici dall'aferesi di varianti del nome
Tommaso.
Maso potrebbe anche discendere da un toponimo come Maso Veneto o
dal vocabolo veneto maso
(casa colonica di montagna).
integrazioni di Andrea
Malavolti
Tutti questi cognomi (Masi, Masselli ecc.) derivano, attraverso
il culto di San Tommaso, dalla parola ebraico-aramaica
tomà,
che significa gemello.
integrazioni fornite da
Andrea Manni
Il cognome Masi al sud, in particolare in Calabria, Sicilia e
Puglia, potrebbe anche derivare dall'italianizzazione di un
cognome arbëreshë appartenuto ai membri di un antico clan, i
Mas Mat,
arrivati nel sud Italia con la emigrazione dei fratelli Giovanni
e Basilio Reres nella seconda metà del XV secolo. In alcuni
casi, sempre al sud, potrebbe aver generato anche il cognome
Masci che è diffuso anche nel centro-nord Italia ma di probabile
origine autoctona. Anche in questo caso, va osservato come molti
dei cognomi diffusi nel sud Italia a cui viene attribuita
un'origine albanese (origine alloctona) fossero in realtà già
presenti in Italia e di origine autoctona. |
|
MASERATI |
Specifico
del lodigiano e alto piacentino, dovrebbe derivare dal vocabolo
dialettale masèe (massaio, fattore), ma potrebbe pure discendere
da un soprannome sempre originato dal dialetto e cioè dal
vocabolo maseràa (fradicio) o masera (sorta di fossa dove si
metteva a macerare il lino e la canapa per poterli poi usare in
filatura). |
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MASET
MASETTI
MASETTO |
Maset,
molto raro, è trevigiano, Masetti è tipico della fascia che
comprende bolognese, modenese e fiorentino, con ceppi nello
spezzino e massese e nel pesarese, Masetto è più raro ed è
specifico dell'area che comprende le province di Vicenza,
Padova, Treviso e Venezia, dovrebbero derivare da modificazioni
dell'aferesi del nome Tommaso, di cui abbiamo un esempio nel
Decamerone di Boccaccio con Masetto da Lamporecchio (novella III
1) e anche con il pittore ducentesco senese Azzo di Masetto. Un
ceppo nobile della famiglia Masetti si trova già dal 1600 nella
zona tra cuneese e torinese con i conti Masetti di Babano
(Cavour). |
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MASIA
MAXIA |
Masia è tipicamente sardo, molto diffuso in particolare nel nord
dell'isola, in particolare a Sassari ed Alghero, ma anche,
sempre nel sassarese, ad Ossi, Porto Torres, Tissi, Ittiri,
Sorso e Pozzomaggiore, in Gallura ad Olbia ed Oschiri, ed a
Cagliari, Nuoro ed Oristano, Maxia è invece tipico di Cagliari e
del cagliaritano, di Selargius, Quartu Sant'Elena, San Basilio e
Quartucciu, con un ceppo anche ad Aritzo nel nuorese, dovrebbero
entrambi derivare dal vocabolo sardo di origine spagnola
maxia
e masia
(masseria, fattoria),
forse ad identificare i capostipiti come quelli della fattoria. |
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MASIELLI
MASIELLO
MASILLI
MASILLO |
Masielli
assolutamente rarissimo, forse barese, è dovuto probabilmente ad
errori di trascrizione di Masiello che è tipico del sud, ha un
nucleo nel barese, uno in provincia di Latina ed uno nel
napoletano e casertano, Masilli, molto molto raro, parrebbe del
frusinate, Masillo, altrettanto raro è del salernitano e
potentino, derivano tutti da modificazioni dialettali
dell'aferesi del nome Tommaso. Tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo a San Cataldo (PZ) in uno scritto
della seconda metà del 1600 si legge: "... Io frà Felippo sud.o
confermo ut supra manu propria Io Alesandro Masillo fui p.te a
q.to di sopra Io Benedetto Torto di Frosinone abitante in Morolo
fui p.te a q.to di sopra, manu propria...". |
|
MASIER
MASIERO |
Masier è tipico trevigiano, Masiero è diffuso in tutto il
Veneto, con un ceppo, probabilmente secondario, anche in
Piemonte ed in Lombardia, dovrebbero derivare dal vocabolo
dialettale veneto masier,
cioè 'mezzadro,
si hanno tracce certe già dall'inizio del 1700.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Secondo Olivieri 205 Masiero deriverebbe dal latino 'mansarius',
cioè colui che si occupava di una 'mansio'
(n.d.r mansio, in'età imperiale
romana, era una stazione di sosta gestita dal governo centrale e
messa a disposizione di chi viaggiasse per conto dello Stato,
erano situate normalmente ad una trentina di chilometri l'una
dall'altra.). |
|
MASILE
MASILI |
Masile, quasi unico, sembrerebbe del cagliaritano, Masili è
tipicamente sardo, di Villanova Tulo, Sinnai e Cagliari nel
cagliaritano e di Carbonia, dovrebbero derivare dal vocabolo
sardo masia
(masseria, fattoria),
probabilmente ad indicare che i capostipiti erano dei fattori. |
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MASIN
MASINA
MASINI
MASINO |
Masin è tipicamente veneto, di Montegrotto Terme, Galzignano
Terme, Padova, Monselice, Battaglia Terme, Teolo, Vigonza, Due
Carrare e Torreglia nel padovano, di Rovigo e di Legnago e Villa
Bartolomea nel veronese, Masina è specifico del bolognese e
ferrarese, Masini è tipico dell'Italia centrosettentrionale,
dell'Emilia e Toscana in particolare, Masino ha un nucleo nel
torinese, che potrebbe derivare dal toponimo Masino nel
torinese, e più ceppi al sud, nel napoletano, nel potentino
nella zona di Marsicovetere e Paterno, nel barese e nella zona
di Melissa nel crotonese in Calabria, derivano dal nome
medioevale Masinus,
una forma aferetica del nome
Thomasus, di quest'uso abbiamo
un esempio nel milanese nel 1200, in un atto del 1246 conservato
presso la Biblioteca Ambrosiana leggiamo: "Qui requiri debent et
requisiti hi sunt: in primis Martinus de Rosa et ...
...Beltramus et Masinus de Sozanore, Iacobus filius
Bonomii,...". |
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MASITTO |
Masitto è un cognome estremamente raro, che parrebbe siciliano
d'origine, in particolare della zona di Capri Leone e Naso nel
messinese, dovrebbe derivare da un ipocoristico dialettale di
una forma aferetica del nome
Tommaso. |
MASNARI
MASNARO |
L'origine dei cognomi
Masnari, Masnaro e simili potrebbe trarre origine dal Monte
Masnaro del ticinese in Svizzera, probabilmente diffuso anche in
Italia in
seguito alle antiche emigrazioni dalla Svizzera verso i paesi
del Nord Italia per causa di povertà. Un altra possibile origine
di questi cognomi potrebbe derivare
dal vocabolo dialettale lombardo "masnà" che significa
"macinare". |
|
MASOERO
MASUERO |
Masoero è tipicamente piemontese, di Torino, Collegno e Chivasso
nel torinese, di Asti e San Damiano d'Asti nell'astigiano e di
Alba e Cuneo nel cuneese, con piccoli ceppi secondari anche in
Liguria, Masuero, decisamente meno comune, è tipico di Vercelli.
integrazioni fornite da
Daniele Zaia
Masoero è cognome piemontese originato dalla voce dialettale "masué",
mezzadro. |
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MASOLA
MASOLI
MASOLINI
MASOLINO
MASOLO |
Masola,
molto raro, sembra del padovano, Masoli sempre rarissimo
sembrerebbe più emiliano e romagnolo, Masolini meno raro
parrebbe avere un ceppo in Valtellina, uno nell'udinese dove
troviamo anche Masolino ed uno tra Bologna e Firenze, Masolo
dovrebbe essere del vicentino, dovrebbero tutti derivare
dall'aferesi di diminutivi del nome Tommaso. Tracce di questa
cognominizzazione le troviamo nel 1300 nel ferrarese, in un atto
del 1370 stilato a Ferrara si può leggere: "...stando et
habitando in domo dicti Maxolini omnibus ipsius Maxolini
expensis, videlicet cibi et potus,de pensione domi nichil
solvendo...", nel 1600 troviamo a Ferrara il notaio Francesco
Masoli. |
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MASON
|
Tipico
veneto, della zona che comprende le province di Padova, Venezia
e Treviso, deriva da una variante dialettale dell'aferesi del
nome Tommaso. |
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MASONE
MASONI |
Masone ha un ceppo a Roma ed a Pomezia nel romano ed a Minturno
nel latinense, ed uno in Campania nel beneventano, a
Pietrelcina, Benevento e Pesco Sannita, ed a Napoli, Masoni ha
un ceppo nel reggiano e nel modenese, in Toscana, nel livornese,
pisano e fiorentino, nel forlivese, nel tarentino ed in Gallura,
dovrebbero derivare da forma aferetiche di accrescitivi del nome
Tommaso.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
MASONE; MASONI: son cognomi molto rari in Sardegna. In lingua
sarda la voce mašòne/i
significa branco
o anche recinto di bestiame
minuto (pecore, capre, proci –
vedi anche il cognome Masu), dal latino
mansio,
deverbale di manere.
La voce è presente nelle carte medioevali. Nel condaghe di Santa
Maria di Bonarcado, XI, XIII secolo, al capitolo 65: (Ego priore
Ugo de Sancta Maria de Bonarcato etc. etc. cap. 63 ): furedemi
Mariane Catellu sa masone et vincillu et leveindelli .I. terra a
costa dessa clesia. Testes: Petru Loke, maiore de scolca
(comandante della guarnigione di guardia ai confini dello
stato), cun tota scolca sua. Sempre nel CSMB, al cap. 1h, c’è la
voce masoniu, nel significato di recinto, raccolta,
raggruppamento do bestiame: e benit a masoniu de Serra de
Tramazza…Negli Statuti Sassaresi( III, 45)… il termine
“masonata” si adopera per indicare le guardie del comune “sa
masonata” dessa potestate (N. d. R. : si tratta proprio
dell’antica compagnia barracellare). Attualmente il cognome
Masone è presente in 72 Comuni italiani, di cui solo 2 in
Sardegna: Allai e Riola Sardo. Il cognome Masoni è presente
in203 Comuni d’Italia, di cui solo 7 in Sardegna: Tempio 41,
Sassari 9, Olbia 3, etc. |
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MASOTINA |
Di
probabili origini baresi, è decisamente raro. |
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MASOTTA
MASOTTI
MASOTTO |
Masotta,
molto raro, ha un ceppo nel beneventano ed uno nel catanese,
Masotti è diffusissimo in Emilia, Toscana, Friuli, veronese,
romano e barese, Masotto è di origini veronesi, dovrebbero
derivare dall'aferesi di forme ipocoristiche di una variante
derivata dal nome Tommaso. |
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MASPER
MASPERI
MASPERO
MASPERONE
MASPERONI
MASPES |
Masper è tipico del bergamasco, Masperi, sempre lombardo, è più
tipico del milanese, ma ha anche un piccolo ceppo nel ferrarese,
Maspero è specifico dell'area milanese, lecchese, così come
Maspes, Masperone, quasi unico è piemontese mentre Masperoni,
altrettanto raro parrebbe sempre lombardo, dovrebbero tutti
derivare, direttamente o tramite accrescitivi, da soprannomi
originati dal termine latino
maspilus o
mespilum
(nespolo comune),
modificato sia dal classico rotacismo che sostituisce la
r alla
l,
come è comune nei dialetti del nord, sia da interventi
dialettali di troncatura e di plurale in
-es come
in Maspes, probabilmente il soprannome era legato alla grande
diffusione di piante di Nepolo in epoca medioevale, come dice
nel De Magnalibus Urbis
Mediolani il milanese Bonvesin
della Riva nel 1288: "..Mespila quidem quamplurima in mense
novembrys apparent aleatoribus exutis invisa. (In
Novembre compare una grande quantità di nespole)..",
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a nel bresciano
agli inizi del 1500, e a Como, nella seconda metà del 1600, con
Antonio Maspero, arciprete della chiesa di San Giorgio a Como.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Masperi: la base è il nome augurale e di devozione cristiano
Speranza,
maschile e femminile, formato da ‘speranza’,
specialmente come virtù teologale, speranza cioè di salvezza e
di beatitudine dell’anima.
Maspero è pure un termine
dialettale settentrionale antico che indica un
lavoratore della campagna.
Altra ipotesi: MASPERO, MASPERI, NESPOLI, NESPOLA, MASPOLI,
derivano tutti dal nome dell’albero 'nespolo'
che in latino è ‘mespilus’.
Secondo altri (Lurati) MASPOLI è un cognome lombardo e
piemontese dalla voce medievale ‘malsperone’
= cattivo sperone, cattivo
cavaliere’. |
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MASSA
|
Diffuso in tutt'Italia, sembra avere un forte nucleo in Liguria
e Sardegna meridionale, in Campania ed in Piemonte, ma
potrebbero esserci ceppi anche in Emilia. Potrebbe derivare da
vari toponimi contenenti il vocabolo Massa, come Massa (BN) -
(MS) - (PT), Massa della Lucania (SA), Massa di Somma (NA) ecc.
integrazioni di
Alessandro Benfatto
Il cognome Massa è presente anche nel Salento:i Massa sono
infatti baroni di Galugnano (LE).
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
MASSA: è un cognome presente in tutta Italia. In Sardegna la
voce massa assume significato talvolta simile alla voce
italiana, talaltra si discosta. Tanto in campidanese, quanto in
logudorese massa significa massa, mucchio, quantità di materia
omogenea. In latino massa
ha il significato di pasta,
dal greco μάζα, = pasta,
derivato dal verbo μάσσω =
impasto. Nel tardo latino
massa
assume inoltre il significato di
moltitudine.
In italiano poi prende diversi significati, oltre a moltitudine:
massa, in geologia; massa nei circuiti elettrici; massa inteso
anche come pasta, da cui deriva massaia; in fisica, massa di un
corpo; massa in architettura; massa nel linguaggio economico;
nell’alto medio evo, massa era l’insieme di numerosi
possedimenti terrieri; etc. Qui in Campidano la voce massa, “sa
massa” è sinonimo di “su màllu”, il maglio e “sa massètta” è un
piccolo maglio. Come detto innanzi “massa” era chiamato
l’accorpamento di più fondi. Si divideva in due parti, una era
la massa domestica, dotata di tutte le colture, la seconda era
chiamata a secondo della sua natura: saltu, pratu, silva. Il
cognome Massa in Sardegna: Guglielmo I, re di Càlari, figlio di
Oberto Obertenghi (marchese di Massa e Parodi), e di Giorgia De
Lacon – Gunale di Càrali, fu marchese di Massa e Parodi per
parte di padre e re di Càlari per parte di madre, nel 1187, in
seguito alla morte, senza eredi, del re Torchitorio III de Lacon
– Serra. Per breve tempo Guglielmo I de Lacon – Gunale – Massa,
fu anche re di Arborea. La dinastia de Lacon – Serra – Massa
ebbe il giudicato di Calari sino al 1258, con Guglielmo III
ultimo re del Regno Giudicale di Calari. Nell’opera di Giovanni
Francesco Fara “In Sardiniae Chorographiam” al capitolo
“Occidentalis lateris descriptio et censura litoralis”
(descrizione della costa occidentale della Sardegna),
relativamente alla zona di Alghero, Capo o Punta Giglio e Porto
Conte, sono citate le “Cale di Massa” – ubi sunt stationes
Massae – come località. Nei documenti medioevali, tra i
firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, sono citate
diverse persone col cognome “de Massa”, in cui il “de” sta
probabilmente ad indicare la provenienza da un luogo, ma non
sappiamo se si tratta di località della Sardegna, o della
penisola, come ad esempio “Massa” della Toscana: Massa (de)
Barçòlo, jurato(collaboratore del majore, guardia giurata)
Ville Olbane. * Ville Olbane…odierno Villa Urbana. Contrate
Campitani Simagis; Massa (de) Guantino, majore(amministratore di
giustizia, sindaco) ville Solli, * Solli…odierno Silli. Contrate
Partis Milis; Massa (de) Joanne, ville Pauli, * Pauli ...odierno
Paulilatino. Contrate Partis de Guilcier; Massa (de) Leorio,
jurato ville de Paingionis, *
Paingionis…Pavigionis…Pabillonis. Contrate Montis Regalis;
Massa (de) Umbrosio, ville Ecclesiarum, *** Villa
Ecclesiarum…odierno Iglesias. Et ego De Nelli Pelipaparius
Ludovicus, civis et habitator terre et Ville
Ecclesiarum…sindicus, procurator universitatis Ville
Ecclesiarum…seu a Formenyino Joanne, capitano, camerlengo Ville
Ecclesiarum di Sigerro. Omnibus habitatoribus dicte terre Ville
Ecclesiarum, congregatis in Curia Magna…in posse Virde Andree,
quondam Virde Joannis de Civitate Sasseri…nona die januarii
1388; Massa (de) Vanuto, ville Gonnos de Codina, * Gonnos de
Codina…Gonnoscodina. Partis de Montibus; Massa (de) Vincencio,
ville Pauli; Massa(de) Matheus – de Aristanni, *** Aristanni:
elenco dei nomi dei firmatari della PETIZIONE. Omnes cives
mercatores et habitatores dicte civitatis…nisi pastores
bestiaminum et quorum dificulter demorari non
poterant…congregati. Porta la data : die XIIII mensis Januarii
M°. CCC°. LXXXVIII° et etc. Sempre nella storia medioevale
ricordiamo Giuliano « de » Massa, capitano dell’esercito di
Mariano IV, signore del giudicato di Arborea, nel primo periodo
della guerra contro il Regno di Sardegna, aggregato alla Corona
d’Aragona. Giuliano di Massa, con un drappello di soli venti
cavalieri, nel 1353, riuscì a giungere sino al villaggio, oggi
scomparso(si trovava nelle vicinanze dell’attuale centro di
Elmas – El Mas – Su Masu – vedi il cognome Masu), di Mogoro, nei
pressi dello stagno di Santa Gilla, nei possedimenti di
Francesco Corràl e di Guglielmo Terrades, ai quali requisì un
gregge di ben 600 pecore. Attualmente il cognome Massa si trova
in 1120 Comuni italiani, di cui 96 in Sardegna: Sant’Antioco
146, Cagliari 138, Quartu 111, Guspini 97, Selargius 64, etc. |
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MASSACRI |
Rarissimo, presente solo nel sudmilanese. |
|
MASSAFRA |
Tipico
del centrosud della Puglia deriva dal toponimo Massafra (TA). |
|
MASSAFERRO
MAZZAFERRI
MAZZAFERRO |
Massaferro è un cognome molto raro specifico della riviera di
ponente in Liguria, Mazzaferri ha un ceppo nell'anconetano a
Senigallia, uno nel teramano a Crognaleto ed uno a Roma,
Mazzaferro invece ha un ceppo genovese, uno tra maceratese e
Piceno nelle Marche ed uno nel reggino in Calabria, tutti questi
cognomi potrebbero derivare direttamente o tramite modificazioni
dialettali da nomi di località come Mazzaferro di Urbino, o
anche da soprannomi indicanti il mestiere di fabbro o di
soldato, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad
esempio nell'elenco degli scolari dell'Ateneo Perugino nel 1567
con Alexander Mazzaferrus, e anche in un atto del 1739 a Perti
nel savonese dove viene citato, come gestore di una
massione
(tenuta agricola),
il capitano Pietro Vincenzo Massaferro. |
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MASSAGLI
MASSAGLIA
MASSALI |
Massagli ha un ceppo a Lucca e Capannori nel lucchese ed a
Pescia nel pistoiese, ed un ceppo in Puglia a Brindisi e Bari,
Massaglia ha un piccolo ceppo a Viareggio, Camaiore e Massarosa
nel lucchese, ma in nucleo più consistente è in Piemonte
nell'astigiano, ad Aramengo, Passerano Marmorito ed Asti, e nel
torinese a Torino e Chieri, Massali, praticamente unico, è del
cosentino, sembra che possano derivare da alterazioni
dell'antico nome latino,
Massalla, o
Massalia,
della città di Marsiglia,
Massalla o
Messalla
e Massalius
sono stati anche dei cognomen latini resi famosi sia da Tacito
che da Tibullo, ad esempio Marcus Valerius Massalla Corvinus fu
il mecenate del poeta latino Tibullo, Massalius si chiamava
anche uno dei sette martiri di Corfù del primo secolo. |
|
MASSAGNI |
Assolutamente rarissimo, sembrerebbe fiorentino, potrebbe
derivare dal termine medioevale massanus (di Massa), ma è pure
possibili che derivi dallo stato di fattore (massano). |
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MASSAGRANDE |
Tipico del veronese, in particolare di Villafranca di Verona,
dovrebbe derivare da un soprannome dialettale originato dal
termine veneto massa grande
(troppo grande, enorme)
forse ad identificare una persona, il capostipite, veramente
esageratamente massiccia. |
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MASSAINI |
Massaini ha un ceppo nel comasco, a Corrido e Porlezza, ed uno
toscano, a Firenze, Arezzo e Radicofani nel senese, dovrebbe
derivare dal nome medioevale
Massainus di cui abbiamo un
esempio d'uso a Firenze nel 1418, dove in un atto, relativo al
pagamento di lavori eseguiti, possiamo leggere: "...Operarii
suprascripti insimul ut et ubi supra congregati, absentibus
tamen dictis Donato et Nerone eorum collegis, causa, modo et
forma suprascriptis stantiaverunt etc. quod Filippus camerarius
suprascriptus causa, modo et forma suprascriptis det etc. Papio
Buionis magistro quos recipere debet ab Opere pro novem operibus
et duobus tertiis quibus laboravit in domo Operis ubi stat ser
Massainus cappellanus ad rationem soldorum 18 denariorum 6 f.p.
pro die, et Piero Cofaccie manovali pro operibus 9 1/1 laboravit
cum dicto Papio in dicta domo...". |
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MASSANI |
Massani, molto raro, ha un ceppo nelle Marche a Sant'Angelo in
Vado nel pesarese e nell'anconetano a Jesi e Castelbellino in
particolare, ed un ceppo a Roma, dovrebbe derivare da un
soprannome originato dal termine medioevale
massano (fattore,
colui che conduce una masseria). |
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MASSANTE
MASSANTI |
Sia
Massante che Massanti sono assolutamente rarissimi sembrerebbero
dell'area lucchese, di Montemaggiore di Camaiore e di Montuolo
in particolare, con un ceppo anche nelle Marche tra Fano e Ostra
Vetere nell'anconitano, ed uno forse a Roma, dovrebbero derivare
da soprannomi legati al vocabolo dialettale
massa (mazza),
probabilmente originati da mestieri come il maniscalco, il
falegname o il fabbro, svolti dal capostipite. |
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MASSARA |
Ha
un ceppo importante nella Lombardia nordoccidentale ed uno nel
sud della Calabria, il ceppo lombardo deriva dal termine massaro
(fattore) mentre quello calabrese potrebbe derivare dal toponimo
Mazara (TP). Tracce di questa cognominizzazione le troviamo in
Valtellina fin dal medioevo ed a Vibo Valentia nel 1700 è
presente un notaio Gianfilippo Massara.
integrazioni fornite da
Ilenia Massara
Antica e nobile famiglia di lontana derivazione
spagnola,pervenuta in Italia al seguito degli aragonesi,
insediata in Lombardia,successivamente alcuni rami molto
importanti si trasferiscono in Calabria e a Roma. Conosciuta fin
dal 1355 per il tramite di un cavaliere Manfredi Massara ai
servigi della regina Eleonora moglie del re Federico III
D\'Aragona,il quale sposa nel 1360 una nobildonna lombarda Luisa
Garlaschi di Oleggio (NO), che gli darà tre figli: Giovanni,
Giorgio e Roberto. Il primogenito Giovanni, animo inquieto e
desideroso di conoscenze, lascia la famiglia e si trasferisce in
Calabria dove sposerà Margherita Condofuri, con lei darà origine
agli attuali rami presenti in Calabria. Il secondogenito
Giorgio vive per diverso tempo presso uno zio materno a Roma, lì
conoscerà Luisa Colonna che sposerà e vivrà con due figli e
molte ricchezze. Il terzogenito Roberto,essendo il più piccolo
resta in famiglia,alla morte del padre,eredita tutti i beni e i
titoli e vivrà per sempre nella terra di origine. Stemma:scudo
rosso con un braccio d'azzurro impugnante una maza armata di
punte d'oro.Corona di Barone. |
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MASSARDI
MASSARDO |
Massardi è tipico del bresciano, di Nuvolento in particolare, ma
anche di Brescia, Montichiari, Bedizzole e Prevalle, Massardo è
tipico di Genova, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Massardus
di cui abbiamo un esempio in un atto del 1354 dove viene citato
un Massardus de Lernez tracce antiche di queste
cognominizzazioni le troviamo in atti della fine del 1300:
"...Guillelmo Massardi alias Maganha et Johanne Reynaudi
habitatore ripparie Valentie, cum pluribus aliis
fidedignis;...", secondo altri deriverebbe invece dall'aferesi
di ipocoristici arcaichi del nome Tommaso, Tomassardo quindi
Massardo. |
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MASSARELLA
MASSARELLI
MASSARELLO
MASSARI
MASSARO
MASSAROTTI
MASSAROTTO
MASSER
MASSERA
MASSERI
MASSERO |
Massarella ha un ceppo a Fondi (LT) ed uno a Campobasso,
Massarelli ha un nucleo nel ternano, uno in provincia di Roma,
di Bari e di Napoli, Massarello è quasi unico, Massari e Massaro
sono presenti a macchia di leopardo in tutt'Italia, si
individuano ceppi nel ragusano, nelle Puglie, nel napoletano,
nel palermitano, nel centro Italia, in Piemonte, Lombardia ed
Emilia e nel Veneto, Massarotti, molto molto raro, è del pavese,
Massarotto è tipico del trevisano e del padovano, Masser, quasi
unico, è sicuramente veneto, Massera ha ceppi el verbanese, nel
milanese, nel parmense, nel Friuli, nelle Marche e nel Lazio,
Masseri, assolutamente rarissimo, sembrerebbe fiorentino,
Massero, altrettanto raro, parrebbe piemontese, dovrebbero tutti
derivare direttamente o tramite ipocoristici dal mestiere di
massaro
o massero
(fattore, conduttore agricolo).
Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio a
Firenze in un testamento del 1614 un certo Bernardino di
Bartolomeo Masseri lascia ogni suo avere ad un convento di
Grosseto ed in Friuli in un atto di matrimonio del 1747 si
legge: "...Antonius filius Josephi Massera de Masseris sposa
Golles Agnese di Stermizza...". |
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MASSARENTE
MASSARENTI |
Massarente, molto molto raro, è tipico rovigoto, Massarenti è
specifico della zona di Mesola e Codigoro nel ferrarese,
derivano dal termine massarus
(fattore, mezzadro). |
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MASSARIOL |
Assolutamente rarissimo sembrerebbe del trevigiano, dovrebbe
derivare da un soprannome originato dal termine dialettale
massariòl
che si riferisce ad una credenza locale ed identifica un
piccolissimo folletto dedito a scherzi fatti alle spese dei
contadini. |
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MASSARON
MASSARONE
MASSARONI
MASSERONI
MASSIRONE
MASSIRONI
MESSIRONI |
Massaron, quasi unico, sembrerebbe lombardo, con presenze anche
in Veneto, Massarone ha un piccolo ceppo nel cuneese ed uno nel
frusinate, Massaroni è tipico del Lazio, di Roma, e di Villa
Santo Stefano, Monte San Giovanni Campano e Strangolagalli nel
frusinate, Masseroni, Massirone, Massironi e Messironi, sono
dell'areale milanese, più verso Cremona il primo e verso le
prealpi il terzo, il secondo ed il quarto, quasi unici, sono
probabilmente solamente dovuti ad errori di trascrizione di
Massironi, dovrebbero tutti derivare da accrescitivi del termine
massaro
o massero
(fattore, mezzadro, chi gestisce
una fattoria dividendo con il padrone dei terreni il raccolto
metà per uno). |
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MASSASOGNI |
Assolutamente raro è presente solo in provincia di MIlano e di
Lodi, di origine etimologica oscura, potrebbe derivare da un
soprannome originato dal termine dialettale lombardo arcaico
massa
(vomere,
lama dell'aratro), forse ad indicare un contadino. |
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MASSASCUSA |
Massascusa, assolutamente molto raro, è specifico di Albanella e
Capaccio nel salernitano, dovrebbe derivare dal nome del paese
di Massascusa, situato all'interno del Parco Nazionale del
Cilento, probabile luogo d'origine dei capostipiti. |
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MASSAZZA |
Specifico
della zina tra Piemonte e Lombardia, dovrebbe derivare dal
toponimo Massazza (BL), ma può discendere anche dall'origine del
nome di quel comune, che lo vuole legato al concetto di massaria
(ammasso di beni agricoli). |
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MASSE'
|
Molto
raro sembrerebbe di origini milanesi, dovrebbe derivare dal
vocabolo dialettale massè (massaio, fattore). |
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MASSENTI |
Massenti è tipicamente sardo, di Sardara nel Medio Campidano, di
Cagliari e di Oristano, dovrebbe derivare dal nome latino
Maxentius
(Massenzio)
(vedi MAXENTI) |
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MASSENZI
MASSENZIO |
Massenzi è tipico di Roma, con un piccolo ceppo anche ad
Antrodoco nel reatino, Massenzi o è invece specifico del
foggiano, di Lucera e Motta Montecorvino, dovrebbero derivare
dal nome Massenzio,
nome a sua volta derivato dal nome latino
Maxentius
(Massenzio).
(vedi MAXENTI) |
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MASSI
MASSO |
Massi ti della fascia centrale che comprende il forlivese, il
riminese, la Toscana, tutte le Marche, il teramano, l'Umbria, in
particolare il ternano ed il Lazio, Masso, molto raro, ha un
ceppo nel reggino a Laureana di Borrello, potrebbero derivare da
forme dialettali derivate dal nome nome medioevale di origine
germanica Matzo
o Mazzo
(vedi MAZZI). |
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MASSIDDA |
Massidda è tipico di Cagliari, di Monserrato e di Serri (CA), ma
ha ceppi primari significativi anche a Scano Di Montiferro
nell'oristanese, dovrebbe derivare da soprannomi originati dal
vocabolo sardo massídda
(mascella, ganascia),
tracce di questa cognominizzazione le troviamo nell'archivio
della parrocchia di Scano Montiferro (OR) fin dalla fine del
1600, in una registrazione dell'anno 1709 si trova citata la
sepoltura nella chiesa di San Nicola di una certa Francesca
Massidda.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
MASSIDDA: massidda
o massìlla
nelle parlate del centro nord è la
mascella, ganascia, guancia;
dal latino maxilla.
In Campidano usiamo generalmente il termine barra, con gli
stessi significati di massidda. Barra viene dal catalano “barra”
e non ha riscontro in latino, bensì in greco (vedi il cognome
Barra). Il cognome potrebbe designare una persona (il
capostipite) per le sue caratteristiche fisiche, ad esempio
dalle mascelle solide, robuste o più probabilmente per il suo
carattere forte, come il corrispondente Campidanese homini de
bàrra, barròsu: home de barra, barroso, in catalano. Il cognome
Massidda è presente nelle carte medioevali della lingua e della
storia della Sardegna. Tra i firmatari della Pace di Eleonora,
LPDE del !388, troviamo: Massidda Maniele, jurato(collaboratore
del sindaco, guardia giurata) ville Orani, * Orani...odierna
Orani. Curatorie Dore. Nel Condaghe di San Pietro di Silki,
CSPS, XI, XIII secolo, al capitolo 96 troviamo un certo Massilla
Gosantine: (si tratta di un acquisto – compòru)Ego apatissa
Theodora comporailis assos homines de Tigesi, et a liveros et a
servos, su saltu de Puthuruiu. Ave termen d’agitu de
Seuni…Aterminande pupillos de su saltu…(segue l’elenco) dei
nomi, tra cui Gosantine Massilla. Nella storia ricordiamo
Massidda Antonio Martino, di Santulussurgiu. Visse in epoca
sabauda del Regno di Sardegna. Apparteneva ad una nobile
famiglia di quel centro. Ospitò a casa sua il rivoluzionario
Giommaria Angioy e aderì alla sua causa. Fallito il tentativo
dell’Angioy, continuò con alcuni suoi compagni,
clandestinamente, la lotta antifeudale. Fu considerato uno dei
capi della rivolta e messo al bando. Ottenne il perdono previsto
dal “pregone” del 9 giugno 1796. dovette però recarsi ad
Oristano e fu messo sotto sorveglianza 24 ore su 24. Fu poi uno
dei capi della rivolta di Santulussurgiu del 1800, ed in seguito
al fallimento riparò in Corsica. In seguito fu graziato, insieme
ad altri 17 latitanti. Attualmente il cognome Massidda è
presente in 124 Comuni Italiani, di cui 54 in Sardegna: Cagliari
186, Monserrato 163, Sassari 68, Sant’Antioco 45, Quartu 44.
etc. |
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MASSIGNAN
MASSIGNANI |
Sia
Massignan che Massignani sono specifici del vicentino, anche se
un'ipotesi di derivazione potrebbe essere dal toponimo
Massignano (AP), sembra prevalere l'ipotesi di un collegamento
con il cognomen romano Massimianus (ricordiamo l'imperatore
Massimiano, (240, 310 d.C. padre di Massenzio e suocero di
Costantino il grande).
integrazioni fornite da
Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
il cognome da un toponimo, Massignani una località nei pressi di
Valdagno (VI). Me lo ha segnalato il Sig. Marco Girardi
impiegato della Biblioteca di Verona. Il nome della località
appare già nella seconda metà del Cinquecento come Contrà de
Massignan. Il cognome è stato studiato da Giovanni Rapelli in un
libro pubblicato abbastanza di recente: I COGNOMI DI VERONA E
DEL VERONESE / VAGO DI LAVAGNO 1995. |
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MASSIMI
MASSIMO |
Massimi è tipico della fascia centrale che comprende il Lazio,
l'Abruzzo ed in parte l'Umbria, con un ceppo anche a Monte
Argentario nel grossetano, Massimo è presente a macchia di
leopardo nel meridione con un ceppo abbastanza significativo nel
latinense, napoletano e soprattutto nel casertano, derivano dal
nome della Gens Maximia
o dal nomen latino Maximus
portato ad esempio dal famosissimo
Quintus Fabius Maximus Verrucosus
(275 a.C - 203 a. C.), che ottenne cinque consolati, detto il
Cunctator
(temporizzatore)
per la sua strategia militare contro Annibale. |
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MASSIMIANI
MASSIMIANO |
Massimiani è specifico dell'area che comprende il romano, il
latinense, il frusinate, il reatino, l'aquilano ed il teramano,
Massimiano, con qualche sparuta presenza nel romano ed in
Abruzzo, ha un piccolissimo ceppo a Paduli nel beneventano,
dovrebbero derivare dal cognomen latino
Maximianus,
ch era anche uno dei nomi dei liberti o degli affiliati della
Gens Maximia,
ma potrebbero anche avere origine toponomastica derivando da un
possibile ager maximianus
( proprietà terriera
della Gens Maximia). |
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MASSIMILIANI
MASSIMILIANO |
Massimiliani è tipico della zona centrale che comprende le
province di Roma, Terni e Rieti, Massimiliano, molto molto raro,
parrebbe dell'area campano pugliese, dovrebbero derivare dal
nome medioevale Maximilianus,
ricordiamo il famoso imperatore Massimiliano I° d'Asburgo figlio
di Federico III°. |
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MASSIMINI
MASSIMINO |
Massimini
potrebbe essere originario della provincia di Chieti, con un
possibile ceppo secondario nel lodigiano, Massimino ha 3 ceppi
distinti, nel catanese, a Napoli e Anacapri e nel cuneese,
dovrebbero derivare dal nomen latino Maximius o dal nome
bizantino Maximinus. Ricordiamo l'imperatore romano Maximinus il
trace (235-238), primo ad assurgere da semplice soldato a sommo
imperatore dei romani. |
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MASSOLA
MASSOLI
MASSOLO |
Massola, decisamente raro, sembra del torinese ed alto
alessandrino, Massoli ha un ceppo ad Esine nel bresciano ed uno
nella zona che comprende il perugino, con Marsciano e Perugia,
il ternano, con Stroncone e Terni, il reatino ed il romano,
Massolo è specifico di Alessandria e del cuneese, derivano dal
nome longobardo Matzolo,
forma ipocoristica del nome
Matzo, attraverso la
latinizzazione in Massolus,
Massola,
nome che troviamo ad esempio a Perugia nel 1380 in un atto di
infeudazione di un certo Vannunzio di Massolo come Signore di
Pornello (TR). |
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MASSON
MASSONE
MASSONI |
Masson, assolutamente rarissimo, ha presenze in Veneto ed in
Toscana, Massone è tipico dell'area che comprende
l'alessandrino, il pavese, il genovese ed il savonese, con
massima concentrazione a Genova, Recco, Uscio, Camogli e Rapallo
nel genovese ed a Calizzano nel savonese, a Castelletto d'Orba,
Novi Ligure, Tortona e Cassano Spinola nell'alessandrino, ed a
Voghera nel pavese, Massoni ha un ceppo a Stradella e Voghera
nel pavese, ed a Milano e Binasco nel milanese, uno a Capannori
nel lucchese ed a Montepulciano nel senese, uno a Roma ed uno a
Cagliari, per questi cognomi esistono varie ipotesi, la prima è
che derivino da alterazioni dialettali di forme accrescitive
aferetiche del nome Tommaso,
la seconda propone una derivazione da alterazioni dell'aferesi
di un accrescitivo del nome medioevale
Dalmazzo,
una seconda ipotesi proporrebbe la derivazione dal termine
francese maçon
(muratore),
e starebbe ad indicare il mestiere dei capostipiti. |
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MASTACCHI |
Mastacchi, molto molto raro, sembrerebbe del bolognese, di
Monzuno e di Bologna, dovrebbe derivare da un soprannome
originato dal termine arcaico
mastacco (pingue,
grasso), a sua volta derivato
dal germanico mastein
(ingrassare),
soprannome probabilmente originato dalla corporatura ben
disposta del capostipite. |
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MASTACCHIA
MASTACCHIO |
Mastacchia e Mastacchio, ormai praticamente scomparsi in Italia,
sembrerebbero essere stati originari della Sicilia, dovrebbero
derivare dai cognomi greci
Mastaka e
Mastakos,
a loro volta derivati dal termine greco arcaico
mastax (bocca),
con un significato probabilmente di persone grasse. |
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MASTANDREA
MASTRANDREA |
Mastandrea è tipico dell'area che comprende la Campania, il
Molise, la Basilicata e la Puglia in particolare Giovinazzo,
Ruvo Di Puglia e Bitonto nel barese, Mastrandrea è presente a
macchia di leopardo al sud, ha un ceppo importante nel barese,
derivano dal termine mastro
(normalmente riferito ad un artigiano) seguito dal nome Andrea,
si riferiscono quindi a famiglie il cui capostipite, di nome
Andrea, faceva appunto l'artigiano. |
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MASTANTUONI
MASTANTUONO
MASTRANTUONI
MASTRANTUONO |
Mastantuoni è molto raro e sembra specifico del napoletano ed
avellinese, Mastantuono è della zona di Formia (LT), del
napoletano e della zona di Guardia Sanframondi (BN),
Mastrantuoni, estremamente raro, è della zona fra Molise e
Campania, Mastrantuono, un poco meno raro ha un ceppo tra romano
e latinense ed uno tra napoletano, salernitano e potentino,
derivano tutti dal termine mastro (normalmente riferito ad un
artigiano) seguito dal nome Antonio, probabile nome del
capostipite. (vedi Mastrantoni) |
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MASTELLA
MASTELLI
MASTELLO |
Mastella ha un ceppo tra veronese, vicentino e padovano ed uno
campano, Mastelli, assolutamente rarissimo, è veneto, Mastello,
quasi unico, è dell'area napoletano, beneventana, dovrebbero
derivare da un soprannome originato dall'antico termine
masto
(per mastro artigiano)
soprattutto utilizzato in meridione, mentre nel Veneto potrebbe
derivare dall'attività di lavandaia svolta dalla capostipite. e
deriverebbe dal termine mastella
o mastello
(recipiente per lavare i panni),
normalmente munito di occhielli superiori dove far passare una
stanga per facilitarne il trasporto in due, il termine deriva
dal tedesco mast
(stanga). |
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MASTINI
MASTINO
MASTINU |
Mastini ha un ceppo veronese, uno nel reggiano, uno nel
forlivese e pesarese ed uno nel romano e viterbese, Mastino è
tipicamente sardo, di Sassari ed Ossi nel sassarese, di
Villacidro ed Arbus nel Medio Campidano, di Iglesias e Carbonia
e di Olbia, Mastinu, sempre sardo, è più tipico dell'oristanese,
di Milis, Bosa, Seneghe e Tresnuraghes, e del nuorese, di
Silanus, Macomer e Bolotana, con un ceppo anche a Cagliari,
dovrebbero derivare dal nome medioevale italiano
Mastinus,
di cui abbiamo un esempio d'uso a Verona nel 13338: "... Item
dominus Lepus, constabularius gentium et banderie domini Karoli,
fecit quendam suum nepotem ante portam Verone per manum domini
Andreasii de Rubeis militari cingulo decorari. Nulli enim
equites de civitate exire ausi fuerunt. Sed dicitur quod dominus
Mastinus montem intra muros civitatis Verone ascendens et
circuens, ...". |
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MASTIO
MASTIU |
Mastio è
tipicamente sardo del nuorese, di Galtelli, Nuoro, Gavoi, Sarule
ed Irgoli, Mastiu è unico, potrebbero derivare da un soprannome
dialettale sardo con il significato di mastice, colla molto
resistente. |
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MASTRANGELI
MASTRANGELO
MISTRANGELI |
Mastrangeli è tipico laziale, delle province di Roma e Frosinone
soprattutto, Mastrangelo è molto diffuso nella fascia che
comprende Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata e Puglia,
Mistrangeli, assolutamente rarissimo, è tipico del milanese,
dovrebbe trattarsi di una modificazione del primo, dovrebbero
derivare dal termine magistro
(normalmente riferito ad un artigiano) seguito dal nome Angelo,
la famiglia de Magistro Angelo
diventa quindi Mastrangeli o Mastrangelo. |
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MASTRANTONI
MASTRANTONIO |
Mastrantoni è specifico del Lazio, province di Roma, Latina e
soprattutto Frosinone, Mastrantonio è tipico della provincia di
Roma e dell'Aquila, di entrambi esistono ceppi in Sicilia,
derivano dal termine mastro (normalmente riferito ad un
artigiano) seguito dal nome Antonio. Tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo nell'agrigentino nel 1400 con il
Barone Aloisio Mastrantonio (†1505) signore di Iaci e di Sambuca
(AG). |
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MASTRAPASQUA
MASTROPASQUA |
Tipici
pugliesi entrambi del barese in particolare, derivano dalla
contrazione del nome Pasquale è starebbero ad indicare la
famiglia di artigiani di nome Pasquale, tracce di questa
cognominizzazione le troviamo ad esempio a Molfetta nel 1600 con
un Mastropasqua mastro muratore, ricordiamo l'architetto
Giovanni Mastropasqua del 1700 artefice della Chiesa di
Sant'Agostino di Giovinazzo (BA). |
|
MASTRECCHIA |
Mastrecchia è tipico del romano, di Roma, Cerreto Laziale e
Tivoli, potrebbe derivare dal fatto che il capostipite, un
artigiano (mastro) venisse soprannominato Vecchia o la Vecchia,
l'unione dei due termini, per contrazione, potrebbe aver dato
origine a Mastrecchia. |
|
MASTRI
MASTRO |
Mastri
molto raro, sembra avere un ceppo nel milanese ed uno
nell'anconetano, Mastro è tipico del brindisino, dovrebbero
derivare da un soprannome originato dall'essere probabilmente il
capostipite un maestro artigiano. |
|
MASTRIA |
Mastria ha un ceppo nel leccese, in particolare a Tricase, ma
con ottime presenze anche ad Andrano, Corsano, Neviano, Ugento,
Galatina, Collepasso, Surbo e Galatone, ed uno a Catanzaro e nel
catanzarese, l'origine di questo cognome potrebbe essere dal
termine italiano arcaico mastria
(opera o lavoro artigianale),
forse ad indicare la famiglia come a capo di una bottega
artigianale. |
|
MASTROBONI
MASTROBONO
MASTROBUONI
MASTROBUONO |
Mastroboni, unico, sembrerebbe toscano, Mastrobono, praticamente
unico, parrebbe pugliese, Mastrobuoni è decisamente campano,
abbastanza raro, ha un piccolo ceppo a Cerreto Sannita nel
beneventano, a Napoli ed a Caserta, Mastrobuono ha un ceppo a
Roma, uno a Napoli ed uno, molto piccolo, a Taranto, questi
cognomi dobrebbero derivare da capostipiti di professione
artigiani, o Magistri artium,
che portassero il nome medioevale
Bono o
Buono
(vedi
BONA). |
|
MASTROCECCO
MASTROCICCO |
Mastrocecco, quasi unico, parrebbe del teatino, Mastrocicco ha
un ceppo a Roma e nel frusinate ed uno a San Nicandro Garganico
nel foggiano, questi cognomi dovrebbero derivare dal fatto che i
capostipiti, di nome Francesco,
chiamati, per aferesi, con l'ipocoristico dialettale Cecco o
Cicco, facessero di mestiere gli artigiani, cosa che ha dato
luogo al prefisso Mastro, dal latino
magister
(mastro o maestro artigiano). |
|
MASTROCINQUE |
Mastrocinque è tipico dell'area che comprende il napoletano, il
casertano ed il beneventano, con un ceppo anche nel tarantino e
leccese, dovrebbe derivare dal fatto che il capostipite, di
professione artigiano, il prefisso
Mastro- è
la contrazione del magister
artis latino (artigiano),
cui si è aggiunto il suffisso soprannominale
-cinque,
forse legato ad un fatto accaduto, o anche a caratteristiche del
luogo di abitazione o di provenienza del capostipite, che ad
esempio poteva essere l'artigiano delle cinque porte, o dei
cinque archi, o che arrivava dai cinque colli, o qualcosa del
genere. |
|
MASTROCOLA |
Mastrocola ha un piccolo ceppo nel maceratese, ma il grosso si
distribuisce fra pescarese, chietino, campobassano e
beneventano, la massima concentrazione si ha a Guardiagrele e
Orsogna nel Teatino ed a Casalduni e Circello nel beneventano,
deriva dal termine mastro (normalmente riferito ad un artigiano)
seguito dall'aferesi del nome Nicola. |
|
MASTRODASCIA
MASTRODASCIO |
Mastrodascia, praticamente unico, è del teramano, così come il
meno raro Mastrodascio che ha un piccolissimo ceppo a Fano
Adriano nel teramano ed un ceppo a Roma, dovrebbero derivare da
un soprannome originato dal mestiere del capostipite,
probabilmente un mastro d'ascia
o costruttore di barche
esperto nel manovrare l'ascia per la sgrossatura della struttura
in legno delle barche. |
|
MASTRODDI
MASTRODDO |
Mastroddi è tipico di Tagliacozzo nell'aquilano e di Roma,
Tivoli e Nettuno nel romano, Mastroddo sembra ormai scomparso,
dovrebbero derivare dall'unione del termine medioevale mastro,
che indica un mestiere artigiano svolto dal capostipite, il cui
nome probabilmente era Otto
(vedi ODDI), tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a
Tagliacozzo fin dal 1500, in un resoconto storico del 1516 si
cita un certo Domenico di Mastroddo abitante di Tagliacozzo che,
assieme ad altri, prese la salma del Beato Tommaso da Celano e
la trasportò nella chiesa di S. Francesco di Tagliacozzo. |
|
MASTRODOMENICO |
Mastrodomenico sembrerebbe tipicamente pugliese, del foggiano,
barese e soprattutto tarentino dove a Laterza ha la sua massima
concentrazione, deriva dal termine
mastro
(normalmente riferito ad un artigiano) seguito dal nome
Domenico. |
|
MASTRODONATA
MASTRODONATI
MASTRODONATO |
Mastrodonata e Mastrodonati dovrebbero essere forme alterate da
errori di trascrizione del cognome Mastrodonato che è
tipicamente pugliese, soprattutto del barese ed in particolare
di Bisceglie, con ceppi interessanti anche ad Andria, Corato,
Gravina di Puglia, Bitonto, Trani e Bari, con un ceppo anche a
trinitapoli e San Severo nel foggiano.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L’origine di questi cognomi va ricercata nell’unione fra il
termine mastro
(nel senso di mastro artigiano)
e il nome medievale Donato,
ad indicare che il capostipite era un artigiano di nome Donato
(vedi Donadel). |
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MASTROFINI |
Mastrofini è tipico di Monte Compatri nel romano e di Roma,
dovrebbe derivare da capostipiti artigiani di nome
Finus o
Serafino
(vedi FIMELLI). Tracce illustri di questa cognominizzazione le
troviamo in Marco Mastrofini (1763-1845.), originario di Monte
Compatri, libero pensatore e teologo, autore tra l'altro del
Metaphysica sublimior de Deo
trino et uno. |
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MASTROFORTI |
Mastroforti, assolutamente rarissimo, sembrerebbe specifico di
Perugia, dovrebbe derivare da capostipiti artigiani recanti il
nome medioevale Forte
(vedi FORTE). |
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MASTROGIACOMI
MASTROGIACOMO |
Mastrogiacomi, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del
pesarese, Mastrogiacomo ha un grosso nucleo tra le province di
Roma e Frosinone, un ceppo in Campania, tra napoletano ed
avellinese, ed uno in Puglia, nel barese in modo particolare,
dovrebbero derivare dal nome di un artigiano di nome Giacomo e
starebbe ad indicare appunto la famiglia di Mastro Giacomo. |
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MASTROGIROLAMO |
Mastrogirolamo sembrerebbe specifico di Velletri, dovrebbe
derivare dall'unione del termine mastro (maestro artigiano) con
il nome Girolamo che dovrebbe quindi essere il nome del
capostipite che faceva l'artigiano. |
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MASTROGIUSEPPE |
Mastrogiuseppe ha un ceppo nell'aquilano a Sulmona e Pratola
Peligna ed a Chieti ed uno nel campobassano, a Lupara, Larino e
Termoli, dovrebbe derivare dal fatto che il capostipite, di nome
Giuseppe, svolgesse l'attività di mastro artigiano. |
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MASTROIACO |
Mastroiaco è specifico di Rieti, dovrebbe derivare da un
capostipite di professione artigiano, o
magister artis,
fatto che ha dato origine al prefisso
Mastro-,
e di nome Iacopo,
che per apocope è diventato Iaco. |
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MASTROIANNE
MASTROIANNI |
Mastroianne è unico ed è sicuramente un errore di trascrizione
di Mastroianni che è invece molto diffuso in tutta la fascia da
Roma a Catanzaro, con grosse concentrazioni nelle province di
Roma, Frosinone, Caserta e Napoli e poi nel potentino, cosentino
e catanzarese, dovrebbe derivare dal nome di un artigiano o
magister
di nome Iohannes
(Giovanni)
e starebbe ad indicare appunto la famiglia di Mastro Ianni forma
dialettale per Giovanni, di quest'uso abbiamo un esempio a Parma
nel 1531 dove tra i laureati dell'anno troviamo
Magister Iohannes de Biliardis in artibus
et medicina, a Palermo nei
consigli populares del giugno 1450 leggiamo: "...Magister
Iohannes di Ayculino est in voto ki di omni cosa si remecti ali
capituli mandati per lu populu alu signuri Re.Antonius di lu
Paraturi est in voto ki si spacha per omni modu li actractu ki e
a lu presenti a li mura et ki omni unu chi converra
particulariter..:". |
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MASTROLEO |
Mastroleo è tipicamente pugliese, con un ceppo a Castellana
Grotte nel barese ed uno nel leccese a Racale, Andrano e
Alliste, esiste anche un ceppo napoletano che risale almeno alla
seconda metà del 1600, il cognome dovrebbe derivare da un
soprannome originato dalla fusione del termine
mastro
(artigiano) e del nome Leo,
sia come nome a se stante sia come possibile troncamento di nomi
come Leone o Leonardo, tracce di questa cognominizzazione le
troviamo nel leccese nel 1600 con Don Francesco Antonio
Mastroleo (1624-1709) che fu arciprete di Alliste. Personaggio
di rilievo è stato il pittore Giuseppe Mastroleo napoletano, che
ha operato tra la fine del 1600 e la prima metà del 1700. |
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MASTROLEMBO |
Mastrolembo è decisamente siciliano, di Palermo, con un ceppo
anche a Piraino e Roccella Valdemone nel messinese ed a Catania,
dovrebbe derivare da un soprannome grecanico attribuito
probabilmente ad un capostipite che di mestiere facesse il
costruttore di imbarcazioni, derivando lo stesso dall'unione
dei termini mastro,
nome con il quale si identificava chi vivesse di un lavoro
artigiano, aggiunto al termine greco antico λέμβος lembos
(barca, battello). |
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MASTROLEONARDO
MASTROLONARDO |
Mastroleonardo, quasi unico, è probabilmente dovuto ad un'errata
trascrizione del cognome Mastrolonardo, che ha un ceppo a
camerota nel salernitano ed uno nel barese a triggiano, Bari,
Capurso e Noicattaro, dovrebbe derivare dall'unione del termine
mastro,
inteso come maestro artigiano, con il nome
Lonardo,
forma arcaica contratta del nome Leonardo, che dovrebbe essere
il nome del capostipite che faceva di mestiere l'artigiano. |
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MASTROMARINI
MASTROMARINO |
Mastromarini, assolutamente rarissimo, è tipico di Cisternino
(BR), Mastromarino sembra essere specifico della Puglia, delle
province di Bari e Taranto con un ceppo anche in Irpinia,
potrebbero derivare dal nome di un artigiano, appunto Mastro
Marino.
integrazioni fornite da
Mastromarini
il cognome Mastromarino è di origine marchigiana, di Fabriano in
particolare.
integrazioni fornite da
Mario Mastromarino
si trova un Mastromarino alla corte dei Medici a Firenze nel
XVI° secolo. |
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MASTROMATTEO |
Mastromatteo è tipicamente pugliese, del foggiano e del barese,
in particolare di Peschici, Vico Del Gargano, Lucera, Vieste,
San Severo, Foggia nel foggiano e Barletta, Palo Del Colle e
Bari nel barese, dovrebbe derivare da un capostipite di mestiere
artigiano e di nome Matteo. |
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MASTROMAURO |
Mastromauro è tipicamente pugliese, del barese in particolare di
Corato e Trani, ha un nucleo anche a Foggia, dovrebbe derivare
dalla fusione del termine mastro (maestro artigiano) con il nome
Mauro. |
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MASTROMENICO
MASTROMINICO |
Mastromenico sembrerebbe unico, Mastrominico, sempre comunque
rarissimo, è tipicamente campano, del casertano ed in
particolare di San Cipriano d`Aversa, Villa Literno e
Grazzanise, dovrebbero derivare dal mestiere di artigiano svolto
da un capostipite di nome Domenico, per aferesi Menico alterato
quindi in Minico. |
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MASTROMONACO |
Tipicamente molisano Mastromonaco è specifico della provincia di
Campobasso, di Morrone del Sannio in particolare, dovrebbe
derivare da un capostipite, che probabilmente era un monaco
ortodosso. |
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MASTRONARDI
MASTRONARDO |
Mastronardi ha un nucleo nella zona che comprende le province di
Roma, Frosinone, Isernia e Campobasso con un ceppo non
secondario anche nel barese, Mastronardo è specifico della
provincia di Messina, nella zona dello stretto, dovrebbero
derivare dalla fusione del termine mastro (maestro artigiano)
con il nome Nardo, aferesi di nomi come Bernardo o Leonardo. |
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MASTRONE |
Mastrone ha un ceppo originario a San Severo nel foggiano, una
presenza significativa a Pescina nell'aquilano ed un ceppo ad
Artena in provincia di Roma, dovrebbe derivare dal fatto che il
capostipite, di grossa corporatura, facesse il mastro artigiano
o il musico, l'uso, con questo particolare significato, del
termine mastrone
lo troviamo in questo scritto degli inizi del 1700 nell'Italia
centromeridionale: "..Chi ha puosto ‘n museca sta commeddeja è
‘no pòvere sòrece ‘nfus’a ll’uoglio, ‘no scuro prencepejante, e
‘no scolariello de chillo gra’ mastrone ch’ha fatto la primma e
farrà la terza; ed è uno ‘nzomma c’ha la varva piccerella, e
perzò, essenno scarzo ancora de fonnamiento, mmèreta d’essere
compatuto ..", troviamo tracce di questa cognominizzazione a
Roma nel 1300 con il notaio Corradutius Mastronis che opera a
cavallo della metà del secolo. |
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MASTRONI |
Mastroni
sembrerebbe sardo, specifico di Oliena nel nuorese, dovrebbe
trattarsi di una forma accrescitiva del termine mastro
(maestro), probabilmente ad in dicare che il capostipite fosse
un maestro di grossa corporatura. |
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MASTRONZO |
Cognome tipico di Napoli e Casoria.
integrazioni fornite da
Fabio Paolucci
è un altro cognome davvero singolare, originario di Casoria nel
Napoletano e diffuso anche nel Capoluogo di Regione campano.
Proprio un libro di recente pubblicazione (Eco Editore) riporta
il titolo "Piacere, Felice Mastronzo. Nomi strani, curiosi,
incredibili ma veri!". Per quel che concerne la genesi, non
siamo di fronte alla cognominizzazione di un soprannome
canzonatorio come si potrebbe pensare, ma siamo probabilmente di
fronte ad uno dei tanti cognomi originati dalla fusione
dell'epiteto mastro,
che designava gli artigiani e i muratori, con un nome di
persona, in questo caso "onzo", derivato da "Alfonso" o, con
minore probabilità, dalla forma contratta di "Oronzo". |
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MASTROPAOLO |
Un nucleo
a Campobasso, uno nel foggiano, uno a Napoli ed uno nel
palermitano, deriva dal nome Paolo e starebbe ad indicare la
famiglia di un artigiano di nome Paolo. |
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MASTROPIETRI
MASTROPIETRO |
Mastropietri, assolutamente rarissimo, è laziale, Mastropietro,
molto diffuso, è tipico della fascia centromeridionale, Lazio,
Abruzzo, Molise, Campania e Puglia, derivano dal nome Pietro e
starebbe ad indicare la famiglia di un artigiano di nome
Pietro. Tracce importanti le troviamo a Venezia con il doge
Aurius Mastropetrus, Orio Mastropietro Doge dal 1178 al 1192. |
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MASTRORAZIO |
Estremamente raro è tipicamente abruzzese, della zona tra
pescarese e chietino, dovrebbe derivare dal fatto che il
capostipite era un artigiano di nome Orazio. |
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MASTRORILLI |
Mastrorilli è specifico del barese, di Terlizzi, Ruvo di Puglia
e Bari, dovrebbe derivare dal fatto che il padre del
capostipite, di professione artigiano, e per questo motivo
chiamato mastro, faceva di nome Giorgio, nell'accezione arcaica
di Iorio, che attraverso una forma ipocoristica divenne Iurillo
e quindi per aferesi rillo, il plurale in i, in questo caso, è
inteso come patronimico, i Mastrorilli sarebbero perciò i
discendenti di un figlio di un Mastro Iorio. |
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MASTROTA |
Molto
raro è specifico dell'alto cosentino, dovrebbe derivare da un
soprannome legato al vocabolo mastro seguito da una contrazione
del nome; ad esempio un Mastro Gaetano diventerebbe prima Mastro
Tano e quindi Mastrota. |
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MASTROTOTARO |
Originario dell'entroterra barese, potrebbe derivare dal
toponimo San Totaro (località nel comune di Martano, famosa per
un antichissimo menhir), ma più probabilmente deriva da Totaro
diminutivo del nome Teodoro (nome di origine greca da
theòs
(dio) e dóron
(dono), e starebbe ad indicare la famiglia di un artigiano di
nome appunto Teodoro. |
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MASTROVITO |
Mastrovito ha il nucleo principale in Puglia a Martina Franca
nel tarantino, ed è ben presente anche a Taranto e Manduria
sempre nel tarantino ed a Gioia del Colle nel barese ed Ostuni
nel brindisino, ha un ceppo anche a Paduli nel beneventano ed
uno a Roma, dovrebbe derivare da capostipiti di professione
artigiani e di nome Vito. |
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MASTURSI
MASTURZI
MASTURZO |
Mastursi, rarissimo, è di Napoli, Masturzi, quasi unico, è
probabilmente dovuto ad errori di trascrizione di Masturzo, che,
molto raro, è specifico di Napoli, Vico Equense e Piano di
Sorrento nel napoletano e di Salerno, questi cognomi dovrebbero
derivare da una forma contratta ed alterata del soprannome
Mastro Urso,
probabilmente perchè il capostipite di nome
Ursus
faceva di mestiere l'artigiano. Tracce di queste
cognominizzazioni a Napoli le troviamo in quest'attoi del 1572:
"Conventio pro magnifico Sebastiano Masturzo. Die XXj mensis
Junij XV.e Jndictionis Neapoli 1572. Constitutus jn nostri
presentia magnificus Michael Curia de Neapoli: agens pro se
sicut ad conventionem devenit cum nobili Sebastiano Masturzo de
Neapoli presente et sponte promisit facere quamdam conam eidem
Sebastiano de alteza de palmi dece jn circa de legno de chiuppo
ben stagionato et quella pintarla de colori fini ad oglio con la
figura de la Madonna con lo figliolo jn braccia assettata sopra
nubole et a mano dextra la figura di santo Ambrosio et àmano
sinistra la figura di santo Jacomo et tutte altre figure et
lavori nicessarij et li campi de payse et jndorarela con tutte
le cornice jntorno ben fatta àlaude et juditio di experti jn
tali, quale cona ha da servire per la cappella sua sita dentro
la Ecclesia di Monte Calvario àmano dextra quando entra la porta
jncavata alo muro di forma tonda et questo darela posta àdetta
cappella complita di ogni cosa nicessaria per tutto lo mese de
ottobre primo venturo 1572 per prezo de d.ti vintj de carlini de
argento de li quali detto magnifico Michele ne recepe da detto
nobile Sebastiano d.ti cinque contanti, et li restanti d.ti
quindeci detto nobile Sebastiano promette pagarceli al detto
magnifico Michele jn questo modo videlicet: d.ti dece quando si
vole ponere lo oro, et li restanti posta sera detta cona detta
cappella jn pace cum patto che detta cona non habia àspacharsi
per colpa et difetto di detto magnifico Michele et spachandosi
sia tenuta àrefarcela a sue spese quia sic.". |
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MASU
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Parrebbe originario dell'estremità settentrionale della
Sardegna, potrebbe derivare dall'aferesi della versione
dialettale del nome Tommaso.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
MASU: masu in logudorese settentrionale, corrisponde alla voce
mascu
= maschio.
Il termine mascu ricorre nel Condaghe di San Pietro di Silki
(XI, XIII secolo) al capitolo 408; al capitolo 110 del Condaghe
di Santa Maria di Bonarcado(XI, XIII secolo) troviamo la parola
masclos, intesa come montoni, etc. Se andiamo invece a vedere
l’antico nome sardo del centro abitato di Elmas (sino a poco
tempo fa era frazione di Cagliari), sede dell’aeroporto civile
più importante della Sardegna, troviamo “Su Masu”. Andiamo a
consultare poi il “Vocabolario Sardo Geografico Patronimico ed
Etimologico” del canonico Giovanni Spano, troviamo “Masu”,
villaggio, l’attuale Elmas. Lo Spano suggerisce due ipotesi sul
nome: 1) dal fenicio “mahas”
= lavoro, rifugio, dimora;
2) da “mansum
o mansio”
= stazione,
( anche delle mandrie): la prima stazione che occorreva sulla
via romana, da Caralis a Sulcis. In italiano manso prende due
significati: mansueto, docile, dal latino mediev. mansus;
stazione, sosta, dal lat. mansum, da manere. Abbiamo quindi due
ipotesi per ma(n)su: stazione (come detto Elmas > el mas
(spagnolo) > su masu (sardo) = prima stazione sulla strada
romana che da Cagliari portava a Sulcis (ancora oggi, sulla SS
130, da Cagliari ad Iglesias, Elmas è il primo centro abitato
che si incontra). Oppure masu < mansus < mansuetus < docile <
bestiame “domestico”, contro quello “brado”. In ultimo, masu
potrebbe essere la forma aferetica di Tomasu. Ricordiamo inoltre
la voce sarda “masone/i” (vedi il cognome Masone/i)= branco di
bestiame minuto (porci, pecore, capre), ma nel campidanese anche
recinto per il bestiame. Nel centro abitato Gonnosfanadiga(VS),
ove oggi è la strada di circonvallazione, Viale Kenedy, sino
agli anni 70 del secolo scorso era “sa ‘ia de Masonjus (masones
> mansiones)= la strada (di campagna), vicina la centro abitato,
dove i pastori del paese avevano i recinti per le loro greggi);
in senso lato anche “ via, sentiero di passaggio” delle greggi –
( Vedi nel Web Giuseppe Concas – racconti e leggende del
Campidano – su intérru de Mragherèdda). Attualmente il cognome
Masu è presente in 53 Comuni italiani, di cui 27 in Sardegna:
Tempio 94, Alghero 56, Luogosanto 35 Sassari 23, Cagliari 21,
etc. |
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MASUINO |
Assolutamente rarissimo sembrerebbe specifico di Manzano (UD),
potrebbe derivare da modificazioni dell'aferesi del nome
Tommaso. |
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MASULLI
MASULLO |
Masulli è
assolutamente rarissimo, Masullo è tipico della Campania,
derivano da una modificazione dialettale dell'aferesi del nome
Tommaso: "... Masullus et Fuccillus filii ejusdem, de
Montorio...". |
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MASUT
MASUTTI
MASUTTO |
Masut è
tipico del trevisano, Masutti oltre che nel trevisano è ben
diffuso anche nel Friuli, nella provincia di Pordenone
soprattutto, Masutto, molto molto raro, è più proprio
dell'udinese, dovrebbero derivare da forme dialettali di aferesi
di patronimici in -ut dal nome Tommaso ed indicherebbero quindi
famiglie di figli di un Tommaso. |
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MATALUNI |
Mataluni, assolutamente estremamente raro, è decisamente
campano, tipico di Montesarchio nel beneventano, deriva
dall'antico nome del vicino toponimo casertano Maddaloni, il cui
nome era anticamente appunto
Mataluni, prendendo il nome da
Matalo
capo dei Galli Boj, che con i suoi guerrieri si era stabilito in
quell'area in qualità di alleato di Annibale contro i Romani. |
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MATAN
MATANA
MATANI
MATANO |
Matan, praticamente unico, sembrerebbe toscano, Matana,
assolutamente rarissimo, è della zona tra spezzino e lucchese,
di Seravezza e Pietrasanta nel lucchese in particolare, Matani
ha vari ceppi, uno a Pistoia e Prato ed uno nel teramano a
Teramo, Roseto degli Abruzzi, Penna Sant'Andrea, Silvi,
Cermignano ed Atri, Matano ha un ceppo a Roma ed a Minturno nel
latinense, un ceppo molto consistente nel casertano a Sessa
Aurunca, con buone presenze anche a Falciano del Massico,
Francolise, Cellole e Carinola e con presenza anche a Napoli e
Salerno ed in Sicilia a Palermo, dovrebbero essere cognomi di
origini ebraiche e derivare dal nome israelita
Matan (dono),
ma in qualche caso sono illiriche, soprattutto i Matano
meridionali. |
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MATARAZZI
MATARAZZO
MATERAZZI
MATERAZZO |
Matarazzi è specifico di Gualdo Tadino (PG) , Matarazzo è molto
diffuso in Campania, ma presenta un ceppo anche nel sud della
Sicilia, Materazzi ha un ceppo tra aretino e perugino, uno
laziale ed uno nel salernitano, Materazzo ha ceppi tra ternano e
viterbese, a Roma, in Campania ed a Lamezia Terme (CZ),
potrebbero derivare in alcuni casi da toponimi come Matarazzo
(NA), ma molti probabilmente possono derivare da un soprannome.
integrazioni fornte da
Stefano Ferrazzi
Cognome diffuso in tutta l'area che comprende Toscana, Umbria,
Marche, Lazio, Abruzzo e Campania, con ceppi maggiori
nell'aretino, nel perugino, nel romano e nel salernitano, deriva
dal termine materazzo
(materasso), ad indicare il mestiere di materassaio o produttore
di materassi. Si tratta, dunque, della cognominizzazione di un
nome di mestiere attribuito al capostipite. |
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MATARESE
MATARESI
MATARISE
MATARRESE
MATARRESI
MATERESI |
Matarese ha un ceppo a Napoli e nel napoletano, uno a
Torremaggiore (FG) ed uno a Catanzaro, Mataresi sembre specifico
di Livorno, così come Matarresi, dovuto ad un errore di
trascrizione, Matarise è specifico di Mesoraca nel crotonese,
Matarrese ha un nucleo tra Noci e Canosa Di Puglia (BA),
Materese è quasi unico.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Matarese ha ceppi principali nel napoletano, nel foggiano e nel
catanzarese, ma è presente anche nel nord e centro nord del
paese, Mataresi, molto raro, è specifico del livornese,
Matarrese è più tipicamente pugliese, con ceppi maggiori nel
barese, nel tarantino e, in misura minore, nel brindisino,
Matarresi, unico, si riscontra soltanto a Latina, per Materese,
rarissimo, è invece molto difficile indicare un'esatta
provenienza, tutti questi cognomi derivano dal termine
matarrese
o matarese,
variante arcaica o dialettale dell'etnico
materano,
nativo o proveniente da Matera. Si tratta, dunque, delle
cognominizzazioni di soprannomi etnici attribuiti ai
capostipiti.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Matarrese, frequente nel Barese, potrebbe avere alla base i
toponimi Contrada Matarrese nel territorio di Canosa (BA) o
Matarisi (contrada di Briatico (CZ) oppure il verbo 'matàr'
(<mât),
= albero della nave,
o il termine latino 'matara'
= giavellotto.
P. Minervini, Dizionario dei cognomi pugliesi, p. 313. Secondo
G. Rohlfs è invece valida l'ipotesi di 'oriundo
di Matera'. |
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MATAROLLO
MATTAROLLO |
Matarollo è quasi unico, dovrebbe essere una forma alterata di
Mattarollo, che è specifico di Paese nel trevisano e di Treviso,
con un piccolo ceppo anche a Breganze, e che dovrebbe derivare
da un termine dialettale arcaico
matarolo
(giovialone, sempliciotto). |
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MATASCI |
Matasci è un cognome ticinese della Svizzera italiana, dovrebbe
derivare da un soprannome dialettale lombardo arcaico basato sul
termine matàsc
(mattacchione),
probabilmente ad indicare che il capostipite fosse un tipo
scherzoso e solito agli scherzi. |
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MATASSI
MATASSONI |
Matassi è
rarissimo e sembrerebbe fiorentino, Matassoni è molto raro ha un
nucleo nel forlivese, uno tra Firenze ed Arezzo ed uno nella
zona di Riva del Garda, potrebbe derivare da un soprannome
legato al vocabolo dialettale antico matàss (sorta di polenta). |
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MATE'
|
Matè,
abbastanza raro, è specifico dell'ascolano, di Fermo e di Porto
San Giorgio, potrebbe stare ad indicare la provenienza del
capostipite dalla città maceratese di Matelica. |
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MATEL
MATTEL |
Matel è quasi unico, Mattel lo è quasi, dovrebbero derivare dal
nome slavo Matel
o Mattel,
forme ipocoristiche del nome biblico
Matthaeus
(Matteo),
secondo un'altra ipotesi potrebbero derivare dal termine
dialettale veneziano arcaico
matèl (ragazzo,
giovanotto). |
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MATELIC
MATELICH
MATTELIC
MATTELICH
MATTELIG
MATTELIGH |
Matelic è quasi unico, Matelich, molto molto raro, è specifico
di Trieste, Mattelic è praticamente unico, Mattelich lo è quasi,
Mattelig, assolutamente rarissimo, è dell'udinese, Matteligh,
quasi unico, è anch'esso dell'udinese, dovrebbero tutti derivare
da forme patronimiche slave, dove i suffissi
-ic,
-ich,
-ig,
-igh,
stanno per il figlio di,
riferiti a capostipiti il cui padre si fosse chiamato con il
nome Matel
o Mattel
(vedi MATEL), forme ipocoristiche slave del nome biblico
Matthaeus
(Matteo). |
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MATELLI |
Molto
raro è tipico della zona tra Massa e Lucca, dovrebbe derivare da
modificazioni del nomen latino Metellus di quest'uso abbiamo un
esempio già nel XII° secolo nel repertorio dei notai operanti in
Brescia dove è presente un tal Matellus Notarius. |
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MATERA |
Matera, specifico del sud Italia, di Puglia e Basilicata in
particolare, sembrerebbe essere di origini albanesi, e derivare
da un soprannome, in albanese
mat-erë , che deriva dal verbo
mat
(misurare)
e da erë
(vento),
con il significato di colui che
misura il vento, non si può
però escludere che, in qualche caso possa anche derivare
direttamente dal nome della città di Matera, molto improbabile
però un'origine ebraica. Ricordiamo con questo cognome Leon
Filippo Matera Vescovo di Martirano nel catanzarese, che fu
consigliere dell'imperatrice Costanza d'Altavilla (1154 -1198),
e divenne poi Giustiziere di Calabria a Cosenza.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Matera dal toponimo omonimo il cui nome potrebbe derivare dal
latino 'materias / matera'
= legname da lavoro, da
costruzione, oppure, secondo
l'ipotesi di C. Battisti, da ricondurre alla base oronimica *mat
= altura.
P. Minervini 313. |
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MATHA
MATHA' |
Cognome tipico della provincia di Bolzano Mathà è
particolarmente presente a Merano, Andriano e Appiano sulla
Strada del Vino, Matha, quasi unico, è una forma dovuta
probabilmente ad errori di trascrizione, si dovrebbe trattare di
una modificazione dialettale del cognome tedesco
Matthaus
o Matthäus
a sua volta derivato dal nome latino di origine ebraica
Mattheus. |
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MATICHECCHIA |
Matichecchia è un cognome tipicamente pugliese, con una grossa
concentrazione a Monteiasi nel tarantino, ben presente anche a
Taranto e Mintemesola, sempre nel tarantino ed a Bari, potrebbe
trattarsi di una forma italianizzata del cognome di origini
ungheresi, ma presente in anticamente Albania,
Maticek o
del suo equivalente slavo
Mateicik. |
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MATIZ
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Molto
molto raro è tipico della zona di Paluzza (UD), dovrebbe
derivare dal nome tardo latino Matthias. |
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MATONE
MATONI
MATTONE
MATTONI |
Matone, molto molto raro, parrebbe di origini abruzzesi, con un
possibile ceppo tra foggiano e potentino, Matoni, quasi unico è
del centro Italia, Mattone ha un ceppo piemontese nel cuneese e
nel torinese ed uno nel romano ed a Ceccano nel frusinate,
Mattoni ha un picco ceppo nel fiorentino, uno a Foligno e
Bettona nel perugino ed uno a Roma, Guidonia Montecelio e
Ciciliano nel romano ed a Castro dei Volsci nel frusinate,
dovrebbero tutti derivare, direttamente o attraverso alterazioni
dialettali, dal cognomen latino
Mato, Matonis, si ricordi il
console Marco Pomponio Matone che nel 231a.C. combattè contro i
Sardi. Esempio di queste cognominizzazioni si hanno nel Codice
Diplomatico della Lombardia medievale dove, in un atto redatto a
Milano il 23 aprile 1175, si legge tra l'altro: "...Interfuerunt
Iohannes iudex qui dicitur Bastardus, Laurentius de Concorezo,
Guilielmus Matonus et Cignamaccus. ", tracce si trovano in
Campania nel 1600, un fatto di cronaca del 1668 a Raviscanina
nel casertano cita come vittima di un accoltellamento una certa
Marta Matone. |
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MATORDES |
Matordes, molto molto raro, è tipico del Trentino, di
Castello-Molina di Fiemme (TN) in particolare, non ci sono
elementi per l'individuazione di un'origine etimologica
attendibile, si possono solo fare delle ipotesi per assonanza,
la prima è una derivazione dal nome latino della Madonna (mater
deus) che attraverso una
modificazione dialettale potrebbe essersi trasformato in Mator
Des e potrebbe così riferirsi ad un capostipite al servizio di
una comunità religiosa, la seconda farebbe supporre una
derivazione da una modificazione del nome medioevale germanico
Amoltrud. |
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MATRANCA
MATRANGA
MATRANGO |
Matranca e Matrango sono praticamente unici, Matranga ha un
nucleo a palermo e nel palermitano a Piana Degli Albanesi e
Monreale ed un ceppo nel cosentino a San Demetrio Corone.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata in diverse
italianizzazioni del cognome albanese
Matrënga,
appartenente alla folta schiera dei cognomi arbëreshë
(albanesi-italiani) presenti nel sud Italia: non a caso,
infatti, il cognome Matranga ha il suo epicentro a Piana degli
Albanesi, anche se è diffuso un po' in tutto il palermitano. Dal
punto di vista storico, comunque, va ricordato che proprio a
Piana degli Albanesi operò il chierico ortodosso Luca Matranga
(1567-1619, anche conosciuto come Lekë Matrënga), che viene
ricordato soprattutto per la sua opera
Embsuame e krështerë,
una traduzione dall'italiano all'albanese della Dottrina
Cristiana del gesuita Ladesma (l'opera, pubblicata nel 1592,
diede ufficialmente inizio alla letteratura arbëreshë). |
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MATRAXIA |
Matraxia
molto raro è specifico della zona di Cammarata (AG), San Cataldo
(CL) e Caltanissetta, dovrebbe essere di origine greca. |
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MATRICARDI |
Matricardi ha un ceppo nelle Marche ad Ascoli Piceno e provincia
in particolare, uno, forse principale, nel chietino a
Francavilla al Mare, ed uno a Roma e Civitavecchia, potrebbe
derivare da una forma arcaica dell'etnico di Matrice (CB) e
starebbe ad indicare l'origine geografica del capostipite
appunto da quel paese, ma è pure possibile una derivazione da un
soprannome originato dal termine
matricaria
(camomilla)
e starebbe allora ad indicare un'attività di tipo paramedico o
erboristico svolta dalla capostipite. |
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MATTA
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Matta è tipicamente sardo, molto diffuso nel centrosud
dell'isola, sembrerebbe essere originario del Cagliaritano, dove
ha un grosso ceppo a Cagliari, Quartu Sant'Elena, Villasor,
Capoterra, Assemini, Selargius, Mandas, Sestu, Siliqua, Gergei e
Sinnai, nell'oristanese a Cabras, Oristano e Santu Lussurgiu,
nel carboniense a Carbonia, Sant'Antioco, Iglesias, Domusnovas e
San Giovanni Suergiu, e nel Medio Campidano a Sanluri,
Pabillonis e Guspini, con un ceppo anche a Sassari, dovrebbe
derivare da un soprannome originato dal termine sardo logudorese
matta
(interiora, ventre, pancia)
o dal termine sardo meridionale
matta (pianta,
albero). |
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MATTI
MATTO |
Matti sembrerebbe lombardo, mentre Matto potrebbe essere del
vercellese. Questi cognomi dovrebbero probabilmente derivare dal
nome germanico Matto,
o anche da un soprannome matto
come quello usato in questo scritto del 1520: "..Item examinatus
super super secundo capitulo dixit se vidisse Iacobum alias el
Matto coluisse quedam petia terrarum infra dictos confines et de
terraticho respondisse magone videlicet durans bellum pisanum
per annos 10 vel plus. ..".
integrazioni fornite da
Daniele Zaia
un nucleo di famiglie con questo cognome esiste fra i comuni di
Moncucco Torinese e Moriondo Torinese. L'etimologia non pare
avere nulla da spartire con l'identica voce presente in
Sardegna, ma a detta degli abitanti, deriverebbe dalla voce
piemontese "mat",
nel senso che in piemontese ha un'estensione semantica
differente dall'italiano, più vicina al termine "mattacchione". |
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MATTALIA |
Tipico
del Piemonte occidentale, del cuneese in particolare, potrebbe
essere di origini ebraiche, potrebbe derivare da toponimi come
la Borgata Mattalia di Elva (CN) o di Celle Macra (CN), ma è
pure possibile una contaminazione occitana di un diminutivo del
nome Mattheus. |
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MATTANA |
Specifico sardo del cagliaritano in particolare, dovrebbe
derivare da un soprannome originato dal vocabolo sardo
mattana
(pazzia, fastidio, molestia,
preoccupazione). |
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MATTARINI |
Mattarini, assolutamente rarissimo, sembrerebbe dell'area che
comprende il milanese ed il pavese, potrebbe nascere dalla
cognominizzazione del termine lombardo dialettale arcaico
mattarin
(fuco,
maschio dell'ape,
ma anche ragazzino), forse a
caratterizzare l'aspetto particolarmente giovanile del
capostipite. |
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MATTAROCCI |
Mattarocci è specifico del frusinate, di Pastena e Pico e di
Roma, potrebbe derivare da un soprannome dialettale, che
potrebbe nascere dal vocabolo arcaico
matta (stuoia),
indicando forse nei capostipiti degli artigiani produttori di
stuoie. |
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MATTAROZZI |
Sembrerebbe avere due ceppi, uno nel cremonese ed uno in
provincia di Bologna, potrebbe derivare da un soprannome
originato dal mestiere svolto dal capostipite, forse
distillatori di acquavite. |
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MATTAVELLI |
Tipico del milanese, di origini etimologiche oscure.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Mattavelli è cognome derivato dalla devozione per l'evangelista
Matteo che nel Medioevo ha originato il diminutivo
Matteello
da cui il cognome Mattavelli, che si ritrova nella Brianza
orientale, a Bernareggio, Cornate, Colnago, Trezzo, Gorgonzola,
Vimercate, Agrate, Busnago e Bussero. |
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MATTEA
|
Mattea
sembra avere un nucleo principale nel torinese e dovrebbe essere
originario di Mazzè (TO), dovrebbe derivare dall'apocope del
nome Mattheaca, così si chiamava la dea celtica che avrebbe dato
origine a quel toponimo; esisterebbe anche un ceppo nell'alto
bellunese, ovviamente con un'altra origine, dovrebbe infatti
derivare dalla forma femminile del nome Matteo, tracce di questa
cognominizzazione nel bellunese le troviamo fin dal 1200 a
Comelico Inferiore (BL). |
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MATTE'
MATTEI
MATTEIS
MATTEO |
Mattè, forma contratta dialettale, è tipico di Volano nel
trentino, Mattei è molto diffuso in tutto il centro nord,
Matteis ha ceppi a Formia (LT) ed a Roma, in Campania a
Castelvetere sul Calore (AV) ed a Napoli, e presenta un ceppo
forse non secondario nel torinese a Moriondo Torinese e ad
Arignano, Matteo è tipico del sud con punte nel Salento e nel
Molise, derivano dal nome latino
Mattheus,
esempio di questa cognominizzazione lo troviamo in un atto
datato 1418 redatto a Firenze, dove si può leggere: "...habens
ad infrascripta speciale mandatum ut de eius mandato publice
constat manu ser Mattei quondam Niccolai Vannis de Castilione
Florentino ...", nel Lazio, a Lanuvio (RM) nel 1600 troviamo
l'architetto Tomasso Mattei. |
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MATTEOLI
MATTIELLO
MATTIOLA
MATTIOLI
MATTIOLO |
Matteoli, tipicamente toscano, soprattutto diffuso nel pisano,
ha un ceppo anche nel romano e nel latinense, Mattiello ha un
ceppo nel Veneto, in particolare nel vicentino, ma è comunque
ben presente anche nel veronese, padovano, veneziano e
trevisano, presenta inoltre un ceppo tra casertano e napoletano,
Mattiola, molto raro, è tipico trevisano, Mattioli è presente in
modo massiccio in tutto il centro nord, Mattiolo ha un ceppo nel
padovano ed uno nel palermitano, dovrebbero derivare,
direttamente o tramite forme ipocoristiche, in alcuni casi
dialettali, dal nome rinascimentale
Matteolo
o Mattiolo,
ipocoristico del nome Matteo o Mattia, (a Trento ci sono atti
relativi ad un certo ...Mattiolus 1500 - 1577) e
Mattiola
nome di cui si hanno tracce già dal 1200 con un'abbadessa ed una
suora con questo nome (Mattiola era la forma femminile
ipocoristica del nome Mattia, quella che sarebbe poi diventata
Matelda e quindi Matilda). In un atto del 1453, redatto in
Sondrio si legge che un tal Lorenzo del Busta fu Giacomo, di
Dasile, stipula un contratto di dote con Mattiola de Garotis di
Fedele, di Piuro, per la somma di lire 75 imperiali. |
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MATTEOTTI |
Matteotti, non molto raro, è tipico del trentino, di Dro, Riva
del Garda, Arco e Trento, dovrebbe derivare dal nome medioevale
Matheotus,
usato particolarmente proprio in trentino, potrebbe anche
trattarsi di una forma patronimica derivata dal nome
Matteo,
possibile nome del padre del capostipite. |
|
MATTERA |
Molto
raro sembra essere originario del napoletano, potrebbe derivare
da una modificazione del toponimo Matera, è pure possibile che
derivi dal nome normanno Mattier, ma l'ipotesi più probabile e
che all'origine vi sia un soprannome legato al vocabolo
dialettale mattera (madia, credenza). |
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MATTEUCCI
MATTEUZZI
MATTIUCCI |
Matteucci è tipico della fascia che comprende Emilia, Toscana,
Marche, Umbria, Abruzzo e Lazio, con un ceppo anche nel barese,
Matteuzzi è specifico di Bologna e dell'area bolognese e di
Firenze, San Casciano in Val di Pesa, Scandicci, Greve in
Chianti, Tavarnelle Val di Pesa, e Lastra a Signa nel
fiorentino, Mattiucci sembra essere originario della provincia
di Teramo, dovrebbero derivare da forme ipocoristiche del nome
Matteo
o da sue modificazioni. |
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MATTIA
|
Mattia è un cognome molto diffuso nel centrosud, nel Lazio,
Campania, Basilicata e Puglia in particolare, con un ceppo anche
in Sicilia nell'ennese, deriva dal nome
Mattia
portato probabilmente dal capostipite, il nome Mattia è una
diretta derivazione dall'ebraico
Matithyah
che significa dono del Signore. |
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MATTIACCI
MATTIACCIA
MATTIACCIO
MATTIACE
MATTIAZZI
MATTIAZZO |
Mattiacci ha ceppi nella fascia che comprende le Marche, in
particolare nel maceratese Pollenza, Macerata, Tolentino, San
Severino Marche e Loro Piceno, a Cagli nell'urbinate, l'Umbria
nel perugino a Perugia, Gubbio e Città di Castello e Roma, un
ceppo a Napoli ed uno a Torre Santa Susanna nel brindisino e San
Nicandro Garganico nel foggiano, Mattiaccia, estremamente raro,
parrebbe dell'area campano, lucana, Mattiaccio, assolutamente
molto raro, è specifico del campobassano, di Montenero di
Bisaccia e Tavenna, Mattiace, anch'esso molto molto raro, è
della zona tra barese e potentino, Mattiazzi è tipico delle tre
Venezie, in particolare del veronese, trevisano, veneziano ed
udinese, Mattiazzo è tipicamente veneto, di Valdobbiadene,
Ponzano Veneto, Quinto di Treviso e Treviso nel trevisano, di
Venezia e di Ospedaletto Euganeo nel padovano, tutti questi
cognomi dovrebbero derivare da alterazioni ipocoristiche del
nome Mattia.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Sull'origine di questi cognomi confluiscono per lo meno due
ipotesi, che, per quanto diverse, non si escludono
necessariamente a vicenda. Cominciando con la prima ipotesi,
innanzitutto, è molto probabile una derivazione dal nome
Mattia,
che, con l'aggiunta del suffisso
-accio,
assume un valore accrescitivo o peggiorativo (vedi Mattia). In
diversi casi, però, va notato che Mattiaccio e le sue varianti
sono dei cognomi slavo-italiani, trattandosi di diverse
italianizzazioni del cognome slavo
Matijaca,
tratto a sua volta dal nome slavo
Matija (l'italiano
Mattia): quest'ipotesi, per la
precisione, dovrebbe valere per lo più nel sud e centro-sud
Italia, dove frequenti sono i cognomi d'origine slava - a dire
il vero, anche i ceppi umbro-marchigiani potrebbero avere le
stesse origini, sebbene una semplice etimologia italiana resti
comunque molto probabile. Per quanto riguarda i cognomi in
questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi
personali dei capostipiti. |
|
MATTION
MATTIONI |
Mattion, assolutamente rarissimo, ha un piccolo ceppo nel
milanese ed uno ancora più piccolo nel trevigiano, Mattioni ha
un ceppo tra varesotto e milanese, uno nell'udinese, uno tra
anconetano, maceratese, perugino, ternano, viterbese e romano,
dovrebbe trattarsi di forme accrescitive dialettali riferite a
capostipiti che si fossero chiamati
Mattia,
l'italianizzazione del nome ebraico
Mattithiah. |
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MATTIROLI
MATTIROLO |
Mattiroli è tipico del comasco, di Albiolo in particolare,
Mattirolo è assolutamente rarissimo, con solo qualche sparuta
presenza nel norovest, potrebbe derivare da un soprannome
dialettale comasco arcaico che identifichi il
mattarol
o Sturnus collaris,
un uccello boschivo della zona, o a volte la Passera selvatica,
secondo un'altra ipotei potrebbe invece derivare da un
soprannome basato sul termine dialettale arcaico
matürol (sempliciotto,
buono a nulla), una pronuncia
molto chiusa della -ü- diviene simile ad una -i-. |
|
MATTIUSSI |
Mattiussi
è tipico dell'udinese, di Udine, Basiliano e Coseano
soprattutto, deriva da una forma patronimica dialettale friulana
derivata dal nome Matteo e sta per i piccoli di Matteo. |
|
MATTIUZ
MATTIUZZO |
Mattiuz, molto raro, è tipico dell'area trevisana e pordenonese,
Mattiuzzo sembrerebbe specifico della provincia di Venezia e
Treviso, ma dovrebbe avere anche un ceppo nel basso Lazio,
probabile esito della migrazione veneta a seguito della bonifica
Pontina, dovrebbero derivare, anche attraverso una troncatura
dialettale, da una modificazione ipocoristica del nome
Matteo. |
|
MATTONAI |
Molto
raro, sembra specifico della zona tra Pontedera (PI) e Palaia
(PI), dovrebbe derivare dal mestiere di mattonaio o produttore
di mattoni, probabilmente si tratta di una cognominizzazione
abbastanza recente XIX° secolo. |
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MATTU
|
Mattu è decisamente sardo, del nuorese, di Ovodda, Fonni, Nuoro
ed Olzai, di Sassari, Uri e Porto Torres nel sassarese, di
Cagliari e di Oristano, dovrebbe derivare da un soprannome
originato dal termine sardo
mattu,
matzu (mazzo). |
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MATURI
MATURO |
Maturi ha un ceppo a Pinzolo in trentino, uno a Roma ed uno ad
Amorosi nel beneventano ed a Napoli, Maturo dovrebbe essere del
casertano, la derivazione è abbastanza dubbia, potendo essere
correlato al nome, in uso presso i Galli cristiani,
Maturus
che risale al II° secolo d.C. (Maturus è uno dei primi martiri
di Lione).
integrazioni forniti da
Tommaso Tartaglione
Il ceppo originario del ramo campano del cognome Maturo è in
Amorosi (BN), con ramificazioni in Alvignano e Caiazzo. Il
cognome ,nel corso della prima metà dell'Ottocento, ha subito la
variazione da Maturo in Maturi.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Il cognome Maturi ha una diffusione abbastanza singolare, avendo
una presenza limitatissima al di fuori di quattro aree di alta
concentrazione ben delimitate: la provincia di Milano, la
provincia di Roma, la Campania settentrionale (province di
Napoli, Benevento e Caserta) ed il Trentino, dove è originario
della Val Rendena. È accertata, almeno per il ceppo trentino, la
derivazione dall'aggettivo - e soprannome -
maturo "in
età avanzata; stagionato; anziano". |
|
MAUCERI
MAUGERI |
Discretamente raro Mauceri, ben presente in Sicilia Maugeri,
soprattutto a Catania e nel catanese, Acireale, Misterbianco,
Aci Catena, Aci Sant`Antonio, Gravina di Catania, Scordia,
Giarre, Belpasso e San Giovanni La Punta in particolare, con
ceppi anche a Niscemi (CL) ed a Messina, sono entrambi originari
della Sicilia sudorientale, dovrebbero derivare dal nome
medioevale Maugerius
di cui abbiamo un illustre esempio nella seconda metà del 1000:
"...Mathildem Balduini comitis Flandriae filiam eo minus rite
contractum esset, quia genere propinqui erant, Rothomagensis
archiepiscopus nomine Maugerius illis ob eam rem sacris
interdixisset et hanc censuram Gulielmus aegre ferens..
..Honestus vir Maugerius Leparmentier, clericus non conjugatus,
apparitor curiæ archiepiscopalis Rothomagensis, ætatis LVI
annorum vel circiter, alias examinatus et, die XII. maii, super
articulis recollectus et interrogatus...."; personaggio di
rilievo recante questo nome è stato Maugerio conte di
Capitanata, secondo figlio di Tancredi d'Altavilla, che si
distinse nell'undicesimo secolo nel meridione d'Italia al
seguito del fratello Roberto il Guiscardo Signore di Sicilia.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Maugeri è cognome della Sicilia Orientale, corrisponde al
cognome francese Mauger
(Malgier)
= 'cascinaio',
'padrone di una malga'.
Rohlfs 126. |
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MAULE
MAULI
MAULO |
Maule è specifico della zona tra trentino e vicentino, Mauli,
molto più raro, è specifico del veronese, Maulo, assolutamente
rarissimo, sembrerebbe marchigiano, del Piceno in particolare,
dovrebbero derivare dal termine germanico
maul (mulo),
il plurale cimbro del termine è
maule, forse ad indicare nei
capostipiti dei mulattieri o dei trasportatori di merce con
l'utilizzo di muli. |
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MAULLU
MAULU |
Maullu, estremamente raro, decisamente sardo, è specifico del
centrosud dell'isola, Maulu, leggermente più diffuso, è
specifico del nuorese, di Macomer ed Ottana in particolare,
secondo alcuni deriverebbero da un antico vocabolo sardo usato
per indicare luoghi malsani, vocabolo che ha poi dato origine al
termine sardo máùtu
ad indicare un ammalato, uno che
non sta bene, una seconda
ipotesi propone invece una derivazione dal termine sardo moderno
maulu
(miagolio, ma anche rumore
noioso e fastidioso). |
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MAULUCCI
MAURUCCI |
Maulucci è specifico del foggiano, di Accadia e Foggia,
Maurucci, praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad un
errore di trascrizione del precedente, che potrebbe derivare da
una forma ipocoristica del nome
Maulus, una variante del più
comune Maurus
(moro, ma anche saraceno),
meno probabile una derivazione da un vezzeggiativo di un
soprannome originato da un nome di località antico. |
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MAURELLI
MAURELLO
MAURI
MAURINI
MAURINO
MAURO |
Maurelli è discretamente raro, pur essendo presente a macchia di
leopardo, Maurello, molto molto raro, parrebbe del sud, Mauri
sembrerebbe assolutamente milanese, con un ceppo ai confini tra
Romagna e Marche ed uno nel triestino, Maurini sembrerebbe
specifico del ternano, di Terni, Narni e San Venanzo, Maurino è
tipicamente piemontese, di Bagnolo Piemonte e Barge nel cuneese
e di Torino, Pinerolo e Luserna San Giovanni nel torinese, con
presenze in Campania ed a Brindisi, Mauro è presente in
tutt'Italia. Questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o
tramite varie forme ipocoristiche, dal nome bizantino
Maurus o
dal nome germanico Maur
o dal franco Mauri,
anche se non possiamo escludere una derivazione dal nome latino
Maurus
e dal suo diminutivo Maurinus. |
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MAURIC
MAURICH
MAURIG
MAURIGH
MAVRIC |
Mauric, assolutamente rarissimo, sembrerebbe giuliano, Maurich,
comunque molto raro, è specifico di Trieste, Maurig è
tipicamente friulano di San Giovanni al Natisone nell'udinese,
Maurigh è sempre specifico dell'udinese, ma di Pavia di Udine,
Mavric, assolutamente rarissimo, è della valle del Natisone,
questi cognomi dovrebbero derivare da forme patronimiche slave,
dove i suffissi -ic,
-ich,
-ig,
-igh
stanno per il figlio di,
riferito a capostipiti, il cui padre si fosse chiamato
Maver,
il nome slavo per Mauro,
o direttamente Mauro. |
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MAURIELLO
MAURILLO
MURILLO |
Mauriello è specifico della Campania, con un grosso ceppo nel
napoletano, in particolare a Napoli, Villaricca, Giugliano di
Campania, Mugnano di Napoli, Qualiano e Marano di Napoli, ma ben
presente anche a Montesarchio, Sant'Agata de' Goti e Moiano nel
beneventano, di Carinaro nel casertano, di Montefredane,
Avellino, Sant'Andrea di Conza e San Martino Valle Caudina
nell'avellinese, ha un ceppo a Roma e nel latinense a Cisterna
di Latina ed Aprilia, ed uno nel foggiano ad Orta Nova e Foggia,
Maurillo, assolutamente rarissimo, e dell'area laziale, campana,
Muriello è specifico di Napoli, questi cognomi dovrebbero tutti
derivare da una forma ipocoristica dialettale del nome
Mauro,
probabilmente portato dai capostipiti. |
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MAURIZI
MAURIZIO |
Maurizi è tipico del centro Italia, Maurizio ha ceppi separati
in Veneto, nel savonese, in Abruzzo e Molise e nel barese,
derivano dal nome bizantino e tardo latino
Mauricius
o Mauritius,
forme dello stesso nome di cui abbiamo un esempio nel
Placito di Bassano
dell'anno 998: "...Ibique ac eorum veniens presentiam Mauritius
Maurocenus Veneticus habitator in loco qui vocatur Rivoalto et
missus et advocatus domini Petri ducis Veneti et pars sui
ducatus et retulit ipse Mauricius...". |
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MAUROGIOVANNI |
Maurogiovanni, abbastanza raro, è specifico di Bari, dovrebbe
derivare dal fatto che il capostipite si chiamasse con il doppio
nome Mauro e Giovanni. |
|
MAUTONE |
Mautone è tipicamente campano, soprattutto dell'area
salernitana, e del napoletano, dovrebbe derivare da un
soprannome originato dal termine dialettale campano arcaico
mavotone
o mautone
(mattone),
forse ad indicare nel capostipite un muratore. |
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MAXENTI |
Maxenti è tipico del sondriese, di Cosio Valtellino e Morbegno,
dovrebbe derivare dal nome latino
Maxentius
(Massenzio),
nome portato probabilmente dal capostipite, ma anche da un
imperatore romano: "..Maxentius imperator in villa sex milibus
ab urbe discreta, itinere Lavicano, dehinc Licinius Augustus
efficitur, parique modo Alexander apud Carthaginem imperator
sit; similique modo Valens imperator creatur, quorum exitus iste
fuit:. .. Maxentius, dum adversus Constantinum congreditur,
paulo superius a ponte Mulvio in pontem navigiis compositum ab
latere ingredi festinans lapsu equi in profundum demersus est;
voratumque limo pondere thoracis corpus vix repertum..". |
|
MAYER
MEYER |
Mayer, molto più diffuso, ha nuclei nelle province di Bolzano,
Milano, Roma e Napoli, Meyer, più raro, è di Milano e Roma,
dovrebbero essere di origine israelitica aschenazita e derivare
dal nome ebraico Meir
(luminoso, illuminato dal
signore), ma è pure probabile
una derivazione dal cognome germanico Mayer e da sue
deformazioni, cognome, molto diffuso in Germania, che deriva dal
mestiere di fattore probabilmente svolto dal capostipite. |
|
MAZELLA
MAZELLI
MAZZELLA
MAZZELLI
MAZZELLO |
Mazella e Mazzello sembrerebbero unici e sono probabilmente
dovuti ad errori di trascrizione, Mazelli, estremamente raro,
sembrerebbe modenese, Mazzella ha un nucleo tra romano e
latinense, soprattutto a Ponza ed uno tra napoletano e
salernitano, soprattutto ad Ischia, ma presenta ceppi anche tra
livornese e grossetano, in Sardegna e nel genovese, Mazzelli ha
un ceppo tra romano ed aquilano ed un piccolo ceppo nel
bresciano, nel modenese e nel barese, dovrebbero tutti derivare
dall'aferesi di ipocoristici dialettali del nome
Tommaso,
anche se non si può escludere in alcuni casi una derivazione da
soprannomi originati da diminutivi del termine mazza, forse
relativamente alla sua presenza nel blasone familiare o al
mestiere del capostipite. Si trovano tracce del casato Mazzella
almeno dal 1600, in un atto del 1648 Donna Anna Maria
Villano,principessa di Colubrano e di Cesa, vende la proprietà
di Cesa nel casertano a Don Carlo Mazzella Capece, nel 1700 a
Carpi troviamo tracce di queste cognominizzazioni con tal
Flaminio Mazelli incaricato della Confraternita di San Rocco di
Carpi presso il Marchese Frosini di Sassuolo. |
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MAZER
MAZZER |
Mazer , praticamente unico, è dovuto ad un'errata trascizione
del cognome Mazzer, che è specifico del trevisano, di San
Vendemiano in particolare, ma ben presente anche a Conegliano,
Vittorio Veneto e San Fior, potrebbe derivare dal termine veneto
arcaico mazzer,
vocabolo con il quale si definiva chi apriva le processioni,
dettando appunto il tempo ai partecipanti, incarico
probabilmente svolto dal o dai capostipiti.
integrazioni fornite da
Douglas Mazer - Brasile
Cognome originario della Marca Trevigiana nella zona tra il
comune di San Vendemiano e quello di Conegliano, potrebbe
derivare da un soprannome legato ad un mestiere o
all'appartenenza ad un corpo militare, ma è anche probabile il
collegamento con il nome medioevale germanico
Mazzi o
Mazzo.
Nel 1565 troviamo un certo Domenico Mazzer nato nella Marca
Trevigiana. |
|
MAZOTTI
MAZZOTTA
MAZZOTTI
MAZZOTTO |
Mazotti è quasi unico, Mazzotta è molto diffuso al sud, in
Campania, Calabria, Puglia e Sicilia, con ceppi anche nel romano
e latinense, Mazzotti ha un ceppo nell'area bresciana ed uno in
Romagna tra ravennate, forlivese e riminese, Mazzotto,
estremamente raro, parrebbe veneto, dovrebbero derivare da forme
ipocoristiche del nome medioevale di origine germanica
Mazo,
o Mazzo
(vedi MAZZI), di quest'uso abbiamo un esempio in questo
documento del 1203: "Notum sit omnibus .. ..Testes vocati ad
testimonium sunt isti: Berardus, canonicus; ... P. Busca;
Jacobus, frater ejus; Mazotus; Andreas Morons; R. Anfos;
Iterius; Jacobus Radulfus, et multi alii. ..", ma è anche
possibile, se non addirittura più probabile una derivazione dal
nome medioevale Mazotus
di cui abbiamo un esempio in quest'atto del 1203: "..Hoc autem
factum est in domo domine Guitborch, anno ab incarnatione Domini
M CCIII, Innocentio papa in suma sede residente, domino
R[aimundo] Ebrebredunensi archiepiscopo.. ..Testes vocati ad
testimonium sunt isti: Berardus, canonicus; Bon...., miles; Ugo
Romanus; Ugo de Verdu; P. Agni; L. Agni; P. Moreti; Po. de Monte
Lauro; R. Andreas, miles; P. Lumbardi, judex; Agni Brugensis; W.
Chabazoli; Guigo Maeuhz; Ugo Ariez; W. Ugo; Albertus et filius
ejus; P. W. Johannes; P. Montel; W. Rispauz; P. Busca; Jacobus,
frater ejus; Mazotus; Andreas Morons; R. Anfos; Iterius; Jacobus
Radulfus, et multi alii. ...". |
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MAZUCCATO
MAZZOCATO
MAZZOCCATO
MAZZUCCATI
MAZZUCCATO |
Mazzocato è caratteristico del trevigiano, di Montebelluna,
Caerano di San Marco, Vedelago, Crocetta del Montello e Maser,
Mazzoccato, meno comune, è anch'esso del trevigiano, in
particolare di Vedelago, Mazzuccati, quasi unico e Mazuccato,
praticamente unico sono dovuti ad errori di trascrizione di
Mazzuccato che è specifico del veneziano e padovano, dovrebbe
derivare da una forma patronimica dialettale del nome medioevale
Mazzocco
o Mazzucco
(vedi Mazucco), il suffisso -ato
sta per figlio di,
quindi si riferisce alla famiglia del figlio di un certo
Mazzucco, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a
Vicenza fin dagli inizi del 1700 quando opera un tal Giovan
Battista Mazzuccato Nodaro Publico. |
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MAZUCCO
MAZZUCA
MAZZUCCA
MAZZUCCHI
MAZZUCCO |
Mazucco è praticamente unico ed è probabilmente dovuto ad errori
di trascrizione, Mazzuca è tipico di Cosenza e del cosentino,
Mazzucca, più raro, è specifico della zona di Melfi e Rionero In
Vulture (PZ), Mazzucchi ha un ceppo nella zona subalpina
lombarda e nel trentino, uno tra le province di Modena e di
Massa ed uno tra quelle di Roma e Frosinone, Mazzucco ha 3
nuclei, uno lombardo pèiemontese, uno veneto ed uno laziale, con
un ceppo tra le province di Caserta e Benevento, dovrebbero
tutti derivare dal nome medioevale
Mazuchus
o Mazuccus
di cui abbiamo un esempio anche nel
Codice Diplomatico della Lombardia
Medioevale in un atto del 30
novembre 1194 a Lodi dove si può leggere: "...Affuerunt ibi
Petrus et Mazuccus et item Petrus, rogati testes...", può anche
derivare dal nome unno Mundjuk
(il nome del padre di Attila) che i latini traducevano con
Mazuchus
come si legge nel De Republica,
Seu Relectionis Politicae, di
Arnisaeus Henning: "...mortuo Mazucho rege unnorum, relictis
Attila et Bleda filiis...", tracce di queste cognominizzazioni
le troviamo in Piemonte nelle Langhe nella seconda metà del 1400
con il pittore Jannes Mazuchus.
integrazioni fornite da
A. Mazzuca
Diffuso in Calabria e soprattutto nella provincia di Cosenza, è
di origine greca (ancor oggi, in Grecia, esiste il cognome
Matsouka
che significa bastonare). E' ipocoristico come il cognome
Mazza, che però è apocopato di soprannome medioevale di tono
polemico formato con "mazza" deverbale di (am)mazzare, ma che
deriva anche da soprannome di mestieri determinati dalla "mazza"
quale attrezzo od arma da guerra. Dal greco: masson (makros) =
grande e xulon = bastone o mazza (quindi: grande bastone o
grande mazza). Dal latino medioevale: maxuca (derivato da
"mactare" = distruggere).
integrazioni fornite da
Edoardo Mario Mazzuca
questi cognomi, aventi tutti uguale assonanza hanno a stessa
radice etimologica (dal greco: Matsouka = grande mazza).
Nell'antica Grecia deteneva il "matsouka" (una tipica arma) chi
distribuiva giustizia e provvedeva all'esecuzione delle pene;
infatti, Ludovico Antonio Muratori, così riferisce: <<...i
Greci appellavano quest'arma militare mazuca o mazzuca. Truovasi
appresso Herone in Parecbol. matzuca e matzuchion, siccome
ancora presso Leone in Tacticis, presso Niceta ed altri, citati
dal Rigalzio e dal Du-Cange. Però abbiamo nel libro VIII della
Storia d'Orderico Vitale maxucam, e nel lib. IV della Cronica
Casauriense mazucam.>> (cfr. Dissertazioni sopra le antichità
italiane, Società tipografica dei classici italiani, 5 vol.l.,
Milano, 1837, II , dissertazione XXXIII). Mentre i cognomi
MAZZUCCO e MAZZUCCHI sono tipici del Centro/Nord Italia, i
cognomi MAZZUCA e MAZZUCCA sono tipici del meridione: MAZZUCA in
tutto il cosentino e MAZZUCCA in Melfi e Rionero in Vulture.
Più in particolare, MAZZUCA è cognome che appartiene ad antica
casata greco-albanese stabilitasi inizialmente nella provincia
di Cosenza e proveniente da Corone, nel Peloponneso; è una delle
principali famiglie Arbëreshë e discende da uno dei sette
valorosi nobili che accompagnarono Giorgio Castriota Skanderbeg
dall'Epiro nel reame di Napoli nel XV secolo. |
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MAZURCO
MAZZURCO |
Mazurco, quasi unico, è dovuto ad errori di trascrizione di
Mazzurco, che è tipicamente siciliano, di Palermo e Partinico
nel palermitano, di Mascalucia e Motta Sant`Anastasia nel
catanese, di Mistretta e Tortorici nel messinese, di Siracusa e
di Leonforte e Centuripe nell'ennese, dovrebbe derivare dal nome
arabo Marzurq,
o da un soprannome originato dal termine arabo
marzurq
che significa il fortunato
o il benedetto. |
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MAZZA
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Molto
diffuso in tutt'Italia, può derivare da uno dei vari toponimi
contenenti il gruppo ...mazza, come può derivare da un
soprannome o, in molti casi dal nome medioevale di origine
germanica Matzo o Mazzo di cui abbiamo un esempio in questo
dispositivo del 1286: "...Nos Heinricus dei gracia Ratisponensis
episcopus presentibus profitemur, quod ad instanciam dilecte
fidelis nostre Richgardis, relicte quondam fidelis nostri
Chunradi dicti Matzo pie memorie,...". |
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MAZZACANE
MAZZACANI |
Mazzacane
ha un ceppo campano tra Napoli, Torre del Greco (NA) e Cerreto
Sannita (AV) ed un ceppo a Bari, Mazzacani ha un ceppo tra
bresciano e mantovano ed uno tra Casalgrande (RE) e Sassuolo
(MO), derivano da soprannomi scherzosi. |
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MAZZACAVALLO |
Specifico
di Cogollo del Cengio (VI), potrebbe derivare da un soprannome
originato dal mestiere di approvvigionatore d'acqua, il
mazzacavallo era un'attrezzo usato per attingere l'acqua ai
pozzi, era una sorta di pertica posta a bilancere su di un perno
per facilitare il sollevamento dei secchi d'acqua. |
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MAZZACURATI |
Tipico della zona fra Bologna e Ferrara, dovrebbe derivare da un
soprannome scherzoso.
integrazioni fornite da
Angela Bonora
Nel libro delle anime di San Giorgio di Piano, anno 1630, peste,
esisteva la famiglia Mazzacurati o Mazzacuratti, viene riportata
con la maiuscola, contrariamente ad altri cognomi come frabi o
frabbi o montanari. Sembra essere una famiglia nobile. A Bologna
esiste anche una villa con quel nome e nel libro dei decessi
risultano le donne a volte con l'attributo mad.ma (madama?). |
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MAZZADI
MAZZADRI
MAZZADRO |
Mazzadi, rarissimo, è presente solo al nord, non è possibile
identificare un'area originaria, anche se parrebbe emiliano,
Mazzadri, altrettanto raro, sembrerebbe toscano, Mazzadro,
praticamente unico, parrebbe del meridione d'Italia,
probabilmente siciliano, potrebbe trattarsi di errori di
trascrizione del cognome Mezzadri (vedi MEZZADRA).
integrazioni fornite da
Dr. Sergio Angel Mazzadi Hamilton, Ontario, Canada
La zona originaria del cognome Mazzadi è Compiano nel parmense. |
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MAZZAGARDI |
Mazzagardi, assolutamente rarissimo, sembrerebbe emiliano,
potrebbe derivare da soprannomi scherzosi dialettali attribuiti
al capostipite, originati forse da episodi particolari o dalla
spacconeria del capostipite, che forse si raccontava essere in
grado di ammazzare le guardie. |
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MAZZAGLIA |
Mazzaglia è tipico del catanese, di Nicolosi, Biancavilla e
Catania in particolare, ma anche di Adrano, Santa Maria di
Licodia, Belpasso, Paternò,Aci Sant'Antonio e Ragalna, sempre
nel catanese, e di Messina, dovrebbe derivare da un soprannome
originato dal termine tardo latino
mateola (randello,
mazza da combattimento), forse
ad indicare nei capostipiti dei militari di epoca medioevale. |
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MAZZAIA |
Rarissimo
dovrebbe essere specifico del vicentino, potrebbe derivare dal
nome della Val Mazzaia in trentino, probabile luogo d'origine
del capostipite. |
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MAZZALI |
Originario dell'area compresa tra Mantova, Reggio Emilia e
Modena. |
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MAZZAMUTO |
Tipico di Palermo e di Biancavilla (CT) dovrebbe derivare dal
nome arabo Mashmud
o Mashmuth,
"...Ponatur quod velit scribere Massamuto vel filio Saladini,
non salutat eos sed credo quod ita posset scribere illis: "
C(elestinus) episcopus sicut supra et apostolicam benedictionem
", quondam Saladini filiis sarracenorum inclitis regibus
salutationis vobis alloquium non impendimus....", ma potrebbe
pure derivare da un soprannome originato dal vocabolo medioevale
massamuto
(massamutino) di origine araba identificante una moneta d'oro
puro del peso di 3,5 grammi, in questo caso si potrebbe riferire
alle condizioni economiche floride del capostipite. |
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MAZZANTE
MAZZANTI
MAZZANTINI |
Mazzante, molto molto raro, ha un piccolo ceppo in provincia di
Latina ed uno tra Monte San Giusto (MC) e Porto Sant'Elpidio
(AP), Mazzanti è tipico della fascia che comprende la Toscana
settentrionale, l'Emilia orientale e la Romagna e le Marche
centro settentrionali, con un nucleo importante anche nella
provincia di Roma, Mazzantini ha un nucleo nella fascia tra
Firenze, Pisa e Livorno ed un ceppo nell'anconetano, dovrebbero
derivare da soprannomi legati al vocabolo mazza o a mestieri
come il maniscalco, il falegname o il fabbro, tracce di un
principio di queste cognominizzazioni le troviamo in un atto del
1305 dove un certo frà Albertino detto Mazzante, figlio di
Cambio è indicato come rappresentante del convento domenicano di
San Casciano.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Mazzanti è cognome derivato da nome di mestiere, d'area veneta,
ed indica «fra i mattatori del porco, colui che l'uccide».
Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996. |
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MAZZAPICA |
Mazzapica, decisamente siciliano, ha un ceppo a Messina ed uno a
Mazzarino nel nisseno, dovrebbe derivare da un antico nome degli
abitanti di Mazzarino che in epoca romana venivano indicati con
lo stemma della città, allora Makarina appena ricostruita, che
riportava il mazzo e la picca littori. |
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MAZZARA
MAZZARESE
MAZZARESI |
Mazzara è
originario della Sicilia occidentale, Mazzarese, molto raro, è
della stessa zona, Mazzaresi è quasi unico, dovrebbero derivare
dal toponimo Mazzara del Vallo (TP) o dal suo etnico. |
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MAZZARELLA
MAZZARELLI
MAZZARELLO |
Mazzarella è presente a macchia di leopardo in Sicilia e Puglia,
con un grosso nucleo nella provincia romana ed in Campania nel
casertano e nel napoletano soprattutto, Mazzarelli ha ceppi nel
beneventano, nel potentino e nel barese, Mazzarello è specifico
dell'alessandrino e del genovese, dovrebbero derivare da
toponimi come Mazzarella di Lauria (PZ), Mazzarella di
Villamaina (AV), ma è pure possibile in molti casi una
derivazione dall'aferesi del nome medioevale Tomazo, portato ad
esempio dal Podestà di Pisa nell'anno 1251
Messere lo Conte Tomazo della Cierra,
o dal capitano di ventura e condottiero bolognese
Mazarello da Cuzzano
(1295 - 1345) Signore di Monteveglio. |
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MAZZARI
MAZZARO
MAZZARRI
MAZZARRO |
Mazzari ha ceppi nel piacentino, nel padovano e nel ravennate,
Mazzaro ha un nucleo veneto, tra padovano e veneziano, uno
campano, soprattutto nel salernitano ed uno a Foggia, Mazzarri,
abbastanza raro, è specifico dell'Isola d'Elba, Mazzarro è
praticamente unico, dovrebbero tutti derivare, tramite
modificazioni dialettali, da alterazion del termine
massaro (fattore,
conduttore agricolo). |
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MAZZARIELLO |
Tipico
del napoletano, dovrebbe derivare dal nome composto Tommaso
Aniello. |
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MAZZARINO |
Specifico
siciliano, soprattutto del catanese, dovrebbe derivare da un
toponimo come Mazzarino (CL) o Mazzarrone (CT). Personaggio
famoso del 1600 è stato il Cardinale di origini palermitane, ma
nato a Pescina (AQ), Giulio Raimondo Mazzarino uno dei più
illustri personaggi della storia europea moderna, primo ministro
di Luigi XIV° Re di Francia. |
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MAZZATORTA |
Molto raro sembra specifico del nord milanese.
integrazioni fornite da
S. Mazzatorta
Il più antico riferimento è un atto di vendita stipulato nel
1405 ad Abbiategrasso dove Anselmolo Mazzatorta e suo figlio
Antoniolo vendono un investitura livellaria in favore di
Cristoforo da Vedano; (pergamene del Pio Luogo di Santa Corona -
Archivio di Stato di Milano). |
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MAZZEI
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Molto
diffuso in tutt'Italia, deriva quasi sempre dal nome latino
Mattheus, ma in alcuni casi può derivare dall'avere dei
riferimenti con la mazza ferrata, com'è il caso ad esempio dei
Mazzei di Firenze. Troviamo tracce di questa cognominizzazione
già nel 1400 in un atto redatto a Cortona (AR) dove troviamo un
Marianus Matthaei de Perusio, e nel 1500 in una lettera scritta
in Roma si legge: "...Et questa chiesa non è più in essere da
più di 40 anni in qua, ma è in una vigna rincontro quella dell'
Illustr. Cardinal Farnese, et quella del S. Paolo Matthei
gentilhuomo Romano...".". |
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MAZZEO
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Tipico
dell'Italia meridionale, dovrebbe derivare da toponimi come
Mazzeo (ME) o San Mazzeo (CZ). |
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MAZZERANGHI |
Mazzeranghi è specifico di Livorno, un'ipotesi è che il
capostipite provenisse da Masseranga, una frazione di Pertula
nel biellese, o da uno degli altri centri identificabili
anch'essi come Massuum-land,
cioè un casale abitato dal popolo gallico dei Massui, a Firenze
nel 1700 troviamo Gaspero Mazzeranghi, un artigiano esperto
nell'arte di lavorare il ferro. |
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MAZZI
MAZZO
LO MAZZO |
Mazzi è presente nel centro nord, dovrebbe avere più di un
nucleo originario, se ne può ipotizzare uno a cavallo tra
veronese e mantovano, uno nel milanese, uno nel modenese e
probabilmente uno in Toscana, Mazzo ha un ceppo veneto
soprattutto a Verona ed uno salentino a Lecce, Lo Mazzo ha un
ceppo in Campania ad Avellino ed uno a Mottola nel tarentino, la
loro derivazione è abbastanza diversificata, potendo discendere
da un soprannome legato ad un mestiere o all'appartenenza ad un
corpo militare, ma è anche probabile il collegamento con il nome
medioevale di origine germanica
Mazo,
Mazzi o
Mazzo
di cui abbiamo un esempio nell'Ordinamentum,
laudamentum et decretum parium curiae episcopalis
del 1178 a Lodi: "...et Boldo de Salarano et Alliotto Brina et
Mazo Piroldus et Orestande de Vignate et Guillielmus de Sorexina
et Martinus de Palatino et Dottus de Corniliano et Guazino de
Monzano ...", o la derivazione da un toponimo contenente la
radice mazz..,
come Mazzo (MI) o simili. |
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MAZZIERI |
Sicuro un
ceppo originario dell'area compresa tra le province di Ancona e
Macerata, probabile uno nel grossetano ed uno nel parmense e
reggiano, derivazione abbastanza diversificata, potendo
discendere da un soprannome legato ad un mestiere o
all'appartenenza ad un corpo militare, ma è anche probabile il
collegamento con il nome medioevale germanico Mazzi o Mazzo. |
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MAZZILLI
MAZZILLO |
Mazzilli
ha un nucleo nella Puglia centro settentrionale ed in Basilicata
ed un ceppo, probabilmente secondario, nella provincia romana,
Mazzillo, rarissimo, sembra del salernitano, dovrebbe derivare
da una modificazione del nome medioevale Mazzeo, derivato da
Mattheus, forma arcaica di Matteo. (vedi Mazzei) |
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MAZZINI |
Diffuso
nel centro nord, particolarmente rappresentato in Emilia e
Marche settentrionali e nella fascia appenninica della Toscana,
derivazione abbastanza diversificata, potendo discendere da un
soprannome legato ad un mestiere o all'appartenenza ad un corpo
militare, ma è anche probabile il collegamento con il nome
medioevale germanico Mazzi o Mazzo. |
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MAZZITELLI |
Parrebbe
originario della provincia di Vibo Valenza, con un radicamento
non recente nella provincia di MIlano, derivazione abbastanza
diversificata, potendo discendere da un soprannome legato ad un
mestiere o all'appartenenza ad un corpo militare, ma è anche
probabile il collegamento con il nome medioevale germanico Mazzi
o Mazzo. |
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MAZZOBEL |
Mazzobel è specifico di Paese nel trevisano, dovrebbe derivare
dal nome composto dal nome medioevale di origine germanica
Mazzo
e dal nome Bello,
nome probabilmente portato dal capostipite. |
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MAZZOCHIN
MAZZOCCHIN |
Assolutamente rarissimo Mazzochin, un pò meno raro Mazzocchin,
sembrerebbero vicentini, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Mazochus, un esempio di questa cognominizzazione si ha nel
Codice Diplomatico Bresciano dove in una attestationes testium
datata 29 dicembre 1163 si può leggere: "...Lanfrancus Mazocho
iuratus testatur se esse ministrum Sancte Iulie et habere in
vila Lurcine per Sanctam Iuliam duas falces..." e a San Giovanni
d'Albi (CZ) tra la fine del 1200 e gli inizi del 1300 con
Johannes Mazochus. |
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MAZZOCCA
MAZZOCCHI
MAZZOCCO |
Mazzocca ha un ceppo nel trevisano, uno nel pescarese, uno
campano ed uno calabrese, Mazzocchi ha un nucleo tra Bergamo,
Milano, Pavia e Piacenza, un possibile ceppo in Campania,
derivazione abbastanza diversificata, Mazzocco ha un nucleo
importante nel Veneto ed un ceppo nel Sannio, a Cerro Al
Volturno (IS) in particolare, dovrebbero discendere dal nome
medioevale Mazoccus,
riscontrabile ad esempio nel
Codice Diplomatico Bresciano
in un instrumentum confessionis
del 1176: "...Mazoccus iuratus testatur talis usantia est in
curte Valli quod si aliquis homo de curte illa cazat capriolum
quod debet spallam et rofiam domino suo dare in cuius districto
ipse manet, et dicit se semel cazasse unum capriolum cum illis
de Bernatho...", ma possono anche discendere da un soprannome
legato ad un mestiere o all'appartenenza ad un corpo militare, è
bene a questo punto ricordare che la
mazzocha
era un'arma in uso presso i soldati stradiotti della Repubblica
Veneta, è pure probabile il collegamento con il nome medioevale
germanico Mazzi
o Mazzo.
Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Roma tra la
seconda metà del 1400 e gli inizi del 1500 con lo stampatore
Iacopo Mazzocchi.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Mazzocca è cognome lucano presente a Maratea, anche calabrese ed
a Napoli; cfr. abruzzese 'mazzocca'
= randello con capocchia.
Fonte: Rohlfs, Cognomi lucani. |
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MAZZOCCONE
MAZZOCCONI |
Mazzoccone è molto raro ed è tipico del teatino di Ortona in
particolare, Mazzocconi, ancora più raro, è invece marchigiano,
del Piceno, potrebbero derivare da forme accrescitive del nome
medioevale Mazoccus
(vedi MAZZOCCA), è altamente improbabile una connessione con la
località verbanese del Monte Mazzoccone, soprattutto per la
grande distanza dei due areali. |
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MAZZOLA
MAZZOLI
MAZZOLO
MAZZULLO
MAZZUOLO |
Mazzola è un cognome panitaliano, con un nucleo importante in
Sicilia, uno in Campania ed uno in Lombardia, Mazzoli è molto
diffuso in tutta l'Italia centrosettentrionale, Mazzolo, molto
molto raro, è specifico del Friuli, con un probabile ceppo nel
genovese, Mazzullo sembrerebbe specifico dellal Sicilia
orientale, del messinese e del catanese, Mazzuolo, assolutamente
rarissimo, potrebbe essere salernitano. dovrebbero derivare dal
nome di origine longobarda
Matzolo. In un atto del gennaio
dell'anno 773, sotto il regno del longobardo Desiderio, si
legge: "...de alium capite tenentem Grimualdo filio quondam
Matzolo...", nel 1500 a Bianzano (BG) possiamo leggere in un
atto: "..Nobilis dominus Theutaldus filius quondam nobilis viri
domini Alouisi de Suardis habitator predicti comunis de
Bienzanohabet infrascripta bona videlicet: Tres pedes domorum
cum suis cameris prosuousu in CastrodeBienzanocui choeret a mane
nobilis domini Mazzoli de Suardis a serodomini Gualterijde
Suardis ..", tracce di queste cognominizzazioni le troviamo in
Valtellina, dove in un atto si legge il nome di Bernardo de
Mazzolis di Piazza Brembana come affittuario.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Mazzola: in Sicilia questo cognome viene dal termine 'mazzola'
= grosso bastone.
Rohlfs 126. |
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MAZZOLARI |
Originario della zona tra Brescia e Cremona, dovrebbe derivare
dal nome di origine longobarda Matzolo. (vedi Mazzola) |
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MAZZOLDI |
Mazzoldi è specifico dell'area trentino, bresciana, di Marcheno,
Lumezzane, Travagliato, San Felice del Benaco e Brescia nel
bresciano e di Nago Torbole ed Arco nel trentino, dovrebbe
derivare dal nome medioevale
Mazoldus, la latinizzazione del
nome germanico Matzhold. |
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MAZZOLENI |
Tipico
bergamasco dovrebbe derivare dal toponimo Mazzoleni (BG) in
Valle Imagna. Esempio di questa cognominizzazione si trova in
Valle Imagna già nel 1300, da qui si sarebbero poi distribuiti
prima nel bergamasco e poi nel milanese; a Bergamo nel 1700
Fortunato Mazzoleni fu Giovanni Battista è notaio dell'ufficio
dei giudici delle vettovaglie di Bergamo. |
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MAZZOLETTI |
Abbastanza raro, dovrebbe essere specifico dell'area tra Brescia
e Cremona, potrebbe derivare dal nome di origine longobarda
Matzolo, ma è riconducibile anche ad un soprannome legato al
toponimo Mazzoleni (BG) |
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MAZZOLINI
MAZZOLINO |
Mazzolini
sembra avere più ceppi, nell'udinese, nel bresciano e milanese,
nel bolognese e forlivese e nelle Marche, Mazzolino rarissimo
sembrerebbe originario dell'Italia nordoccidentale, dovrebbero
entrambi derivare da diminutivi del nome germanico Mazzi o
Mazzo, ma potrebbero anche derivare da un soprannome originato
dal vocabolo mazza sia nel senso proprio di clava che in quello
di ammazza. Esempio dell'uso di questo nome lo si ha nel 1000 a
Tivoli con un Dux Mazzolinus. Personaggio famoso fu il pittore
ferrarese Ludovico Mazzolino (1480 - 1530.). |
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MAZZON
MAZZONE
MAZZONI |
Mazzon è tipicamente veneto, dell'area che comprende padovano,
trevisano e veneziano in particolare, Mazzone è assolutamente
panitaliano, si individuano parecchi ceppi, nelle Puglie, in
Basilicata, in Calabria, in Sicilia, nella Sardegna nord
orientale e in provincia di Roma, Mazzoni è più specifico del
centronord, possono derivare sia da un soprannome originato dal
vocabolo mazza (legato a capacità guerriere), sia dal vocabolo
ammazza (in senso lato o proprio), possono anche discendere dal
nome medioevale germanico Mazzi o Mazzo e, in alcuni casi da
errori di trascrizione relativi al nome Masone (aferesi di
Tommasone). Tracce di questa cognominizzazione le troviamo
nella seconda metà del 1400 ad Alessandria con il pittore
Giovanni Mazzone e ad Imola: "...Vita functo Antonio Matzoni
eligitur ad Imolensem Cathedram a Paulo II..." (vedi anche
MASSON).
integrazioni di Luciano
Pazzola
il cognome Mazzone in Sardegna è riferito ed è sinonimo di
volpe
(in sardo chiamata appunto
mazzone), potrebbe perciò
trattarsi di un soprannome legato alla furbizia dell'animale. |
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MAZZUIA |
Assolutamente rarissimo, sembrerebbe di origini veneziane,
dovrebbe derivare da modificazioni dialettali del nome Matteo. |
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MAZZUCCHELLI |
Specifico della fascia che comprende il comasco, il milanese, il
bergamasco ed il bresciano. Deriva dal nome medioevale
Mazuchellus
che potrebbe discendere a sua volta da
Mazuchis
indicativo familiare medioevale. Si hanno tracce di questo
cognome già in atti notarili risalenti al 1100, nella biblioteca
comunale di Bergamo si trova un atto del notaio Mazuchellus
Simone fu Aliprando, di borgo Trezzo risalente al 1272. Un
famoso pittore rinascimentale fu: «Mazuchellus Morazonus pictor
suis temporibus excellentissimus omnium».
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Mazzucchelli è cognome d'origine soprannominale, movente da
mazzucca,
voce dialettale settentrionale, designante «mazza»
ma anche «testa grossa»,
cfr. il ven. mazuco
«testa»
e il moden. mazòca
«testa grossa»
e mazucòun
«testone, caparbio»
detto di persona. Nelle carte modenesi è ben attestato, fìn dal
1182, il personale Mazuchellus,
Mazukellus. Il nome proprio
Mazuclus,
donde il cognome Mazzucchi, è presente a Modena dal 1165.
Discreta la diffusione di tutti questi cognomi nell'area
modenese. Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese,
1996. |
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MAZZUFERI
MAZZUFERO
MAZZUFERRI |
Mazzuferi sembrerebbe marchigiano, Mazzuferri e Mazzufero,
assolutamente rarissimi, sono probabilmente solamente diverse
forme del primo, dovrebbero derivare dal soprannome e poi nome
medioevale Mazzuferus
(portatore di mazza ferrata),
nel 1301 troviamo un certo Mazzuferus Rinieri in qualità di
Priore di Firenze. |
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MEA
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Mea ha un
ceppo a Fano (PU), uno a Teggiano (SA), uno a Nardò (LE),
potrebbero derivare dall'aferesi di nomi come Romea, o dalla
contrazione di nomi come Domenica. |
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MEASSI
MEASSO
MEAZZA
MEAZZI
MEAZZO
MEOSSI
MEOZZI |
Meazza è originario della zona che comprende le province di
Milano, Lodi e Pavia, Meassi è quasi unico, ed è dovuto ad una
modifica dialettale di Meazzi, che è più tipico dell'area a
sudest di Milano, del lodigiano e del cremonese, oltreche
ovviamente del milanese, Measso, molto molto raro, è del
pordenonese, Meazzo, molto raro, è del veneziano e dell'udinese,
Meossi è toscano, assolutamente rarissimo, è una forma
dialettale di Meozzi, che, anch'esso tipicamente toscano, ha
ceppi nell'aretino a Sansepolcro, Anghiari ed Arezzo, a Firenze,
Livorno, Viareggio (LU), Pisa e Lamporecchio (PT), derivano da
un'alterazione ipocoristica di
Meo, aferesi di nomi come
Romeo
o Bartolomeo. |
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MECA
|
Meca, assolutamente rarissimo, sembrerebbe originario del
potentino estendendosi fino al tarentino ed al cosentino,
potrebbe essere di origine toponomastica spagnola, ma la cosa
più probabile è che possa trattarsi di un matronimico originato
dalla contrazione aferetica del nome
Domenica
(vedi MECCA). |
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MECCA
MECCHI
MECCO
MICCA
MICCHI
MICCO |
Mecca sembrerebbe specifico del potentino, Avigliano, Filiano e
Potenza stessa, Mecchi ha un nucleo tra Lucca e Camaiore (LU) ,
uno nel veronese ed uno a Roma, Micchi sembrerebbe specifico di
Castelnuovo Di Garfagnana (LU), Micca ha un ceppo a Torino, uno
a Potenza ed uno a Orta Nova (FG), Mecco, assolutamente
rarissimo, sembrerebbe romano, Micco ha un nucleo nell'udinese a
Tarcento ed uno a Benevento ed uno anche a Dragoni (CE),
dovrebbero tutti derivare da modificazioni della forma aferetica
del nome Domenicus
o Dominicus.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Mecca, presente dal nord al sud del paese, ha un epicentro nel
potentino, Mecchi ha un ceppo maggiore nel lucchese e ceppi
minori nel veronese, nel napoletano e a Pesaro (PU), Mecco,
rarissimo, sembra essere originario di Crevacuore (BI), Micca ha
un nucleo principale fra il torinese, il cuneese e l'astigiano e
nuclei secondari nel potentino, nel foggiano, nel leccese, nel
siracusano e nel catanese, Micchi è prevalentemente toscano, con
un ceppo maggiore nel lucchese, Micco è diffuso maggiormente nel
beneventano e nel casertano e, in misura minore, nell'udinese,
ma è presente a bassa frequenza da nord a sud della penisola,
tutti questi cognomi derivano dal nome medievale
Mecco o
Micco,
una delle tante contrazioni, cioè, del nome
Domenico,
col significato di consacrato al Signore (dal latino
dominus);
fra le altre forme contratte di questo personale, si ricordano
ad esempio Mengo
e Mingo,
che hanno dato origine a diversi cognomi diffusi soprattutto
nell'Italia peninsulare. Dal punto di vista storico, personaggio
famoso fu il patriota piemontese Pietro Micca (nato a Sagliano,
Biella, nel 1677 e morto a Torino nel 1706), ricordato per il
suo gesto eroico che, costandogli la vita, salvò Torino
dall'assedio francese durante la Guerra di Successione Spagnola:
ancora oggi, alla distanza di trecento anni, la figura di Micca
gode di una certa fama in Piemonte, tant'è che a Torino, ormai
da parecchi decenni, è stato aperto un museo in suo onore. Per
quanto riguarda i cognomi in questione, comunque, si tratta
delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti. |
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MECCHIA |
Mecchia sembrerebbe tipicamente friulano di Tolmezzo e Preone
nell'udinese, potrebbe derivare da un soprannome originato dal
termine mecchia
(particolare punta per fare fori
di grande diamentro nel legno),
ma la mecchia
era anche una particolare radice il cui succo veniva utilizzato
dai contadini anticamente per condire pietanze povere quali
polente e focacce., non si può inoltre escludere una possibile
derivazione da un'alterazione di una forma aferetica del nome
Domenica. |
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MECCI
MECCIA
MECI |
Mecci è tipico di Subbiaco, Palombara Sabina e Roma, Meccia ha
un ceppo nell'iserniese, soprattutto a Castelverrino ed uno nel
palermitano a Palermo e Ventimiglia di Sicilia, Meci è tipico
del catanese, di Paternò in particolare, dovrebbero derivare
dalla Gens latina Maecia
(pronuncia Mecia) o dal nomen latino
Maecius
ricordiamo Maecius Furius
Baburius Caecilianus ed una
vittima delle ruberie di Verre a Messina
Tiberius Maecius Luci libertus,
secondo alcuni deriverebbero invece da una modificazione della
contrazione dell'aferesi del nome Domenico. |
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MECHELLA |
Mechella, molto raro, parrebbe del viterbese, di San Lorenzo
Nuovo in particolare, si dovrebbe trattare di una forma
ipocoristica familiare dell'aferesi contratta del nome
Domenica,
probabile nome della capostipite. |
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MECHERINI |
Mecherini, estremamente raro, è decisamente toscano e dovrebbe
derivare da una forma ipocoristica, aferetica, contratta del
nome Domenico,
probabilmente portato dal capostipite. |
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MECHI
MECO |
Mechi ha un ceppo nel fiorentino a Firenze ed a Bagno a Ripoli,
Meco ha un piccolo ceppo abruzzese a Sant'Egidio alla Vibrata
nel teramano ed a Castellafiume e Capistrello nell'aquilano, ed
un ceppo, molto consistente, a Roma, la cosa più probabile è che
possa trattarsi di cognomi originati dalla contrazione aferetica
del nome Domenicus
(vedi MECCA). |
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MEDA
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Un ceppo
importante nel milanese ed uno nel padovano, uno probabile
nell'astigiano, il ceppo milanese deriva dal toponimo Meda (MI). |
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MEDDA
MEDDE |
Tipico del cagliaritano e dell'oristanese Medda, meno diffuso,
ma più distribuito nell'isola Medde, potrebbero derivare da una
modificazione del vocabolo latino
mel - melis
(miele), più difficile una derivazione dal termine sardo
meddu
(meglio). |
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MEDEA
MEDEI
MEDEO
MIDEA
MIDEI
MIDEO |
Medea ha un piccolo ceppo nel rovigoto e padovano ed uno, ancora
più piccolo, nel tarentino, le presenze nel latinense dovrebbero
essere originarie del Veneto, Medei è tipico della fascia
centrale, con un ceppo marchigiano nel maceratese, a Treia,
Macerata, Appignano e Tolentino ed uno romano, Medeo, quasi
unico, è meridionale, Midea ha un ceppo a Macchiagodena
nell'iserniese, Midei ha un piccolo ceppo nel maceratese a
Castelraimondo e Sefro ed uno nel romano, a Roma e Mentana,
Mideo ha un piccolo ceppo a Castelpagano nel beneventano, questi
cognomi dovrebbero derivare da forme aferetiche dirette o
alterate dal dialetto, del nome
Amedeo, Amedea, o da una forma
aferetica del cognome romano arcaico
Amidei. |
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MEDEOT
MEDVES
MEDVED |
Medeot, decisamente friulano, è tipico del goriziano, di San
Lorenzo Isontino, Gorizia, Mossa, Mariano del Friuli, Farra
d'Isonzo, Gradisca d`Isonzo, Cormons e di Trieste, Medved,
assolutamente rarissimo è dell'area di Cividale nell'udinese,
così come Medves, tutti dovrebbero derivare dal termine sloveno
medved
(orso)
direttamente o tramite deformazioni dialettale friulana
italianizzanti o di tipo slavo. Tracce di queste
cognominizzazioni si trovano a Mersino (UD) fin dal 1600. |
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MEDETTI |
Molto
raro è tipico del milanese, dovrebbe derivare dal toponimo Meda
(MI). |
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MEDICI
MEDICO |
Medici è diffuso in tutt'Italia, soprattutto in Lombardia ed
Emilia, Medico, decisamente più raro, ha un nucleo tra barese e
brindisino ed uno a San Cataldo (CL), derivano dal mestiere di
medico. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo in un
Instrumentum venditionis
del 1175 a Pavia: "...In urbe Papia. Otto, filius Guidonis
Medici, tutor Lafranchini pupilli, filii quondam Turlacii de
Putheo...", famosissima è stata la famiglia De' Medici di
Firenze il cui membro più illustre è stato Lorenzo il Magnifico
(1449-1492). |
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MEDIOLI |
Abbastanza raro è tipico del parmense, potrebbe derivare da un
soprannome originato dal vocabolo tardo latino mediolus (detto
di qualche cosa che sta nel mezzo).
ipotesi fornita da
Patrick Medioli
Il cognome Medioli, che ha per origine verso 1700 la provincia
di Parma, potrebbe essere derivato dal vocabolo mediolanensis
cioè provenienti dalla città di Milano cognome che si sarebbe
poi modificato in Mediolis. |
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MEDORA
MEDORI
MEDORINI
MEDORO |
Medora, quasi unico, sembrerebbe meridionale, Medori è specifico
della fascia centrale che comprende l'area picena, l'Umbria, il
viterbese ed il romano ed il teramano, Medorini, quasi unico,
sembrerebbe dell'area umbro, marchigiana, Medoro ha un piccolo
ceppo veneziano, ed un ceppo più consistente in Abruzzo, nel
pescarese e soprattutto nel teatino, questi cognomi derivano,
direttamente o tramite ipocoristici, dal nome
Medoro,
nome diffusosi nel rinbascimento, perchè reso famoso
dall'Ariosto con il suo Orlando furioso, dove Medoro è un fante
saraceno di cui si innamora Angelica, la protagonista amata da
Orlando. |
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MEDRI
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Specifico
della zona fra Ravenna, Forlì e Rimini, |
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MEDROS
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Estremamente raro, tipico sardo, dovrebbe derivare da un
soprannome originato forse dal vocabolo
mediòri
(pazzia) o forse dal vocabolo
medru (scarto), avrebbe quindi
un valore dispregiativo. |
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MEGA
MEGHA |
Mega ha un ceppo a Santa Marina nel salernitano ed uno nel
leccese ad Alezio, Sannicola e Scorrano, Megha, molto molto
raro, sempre del leccese, dovrebbe essere dovuto ad un errore di
registrazione anagrafica del precedente, che potrebbe derivare
da forme apocopaiche di nomi greci come
Megareus,
Megadates,
Megathenes
o altri simili. |
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MEGALE
MEGALI
MEGALIZZI |
Tutti molto rari e specifici del reggino, dovrebbero derivare da
un soprannome generato dal vocabolo greco
megalos (grande,
grosso, alto), originato dalle
caratteristiche fisiche imponenti del capostipite. Tracce di
queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio nella seconda
metà del 1600 a Bovalino (RC) con Gioseppe Megali citato come
testimone in un atto. |
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MEGANI
MIGANI
MIGANO |
Migano, quasi unico, sembrerebbe campano, e potrebbe derivare
dal nome del paese di Migano presso Roccamonfina nel casertano,
Megani, quasi unico, è del pesarese, dovrebbe essere dovuto ad
un'alterazione dialettale del cognome Migani, che è specifico
dell'area romagnola, del riminese soprattutto ed in particolare
di Riccione e Rimini, con presenze significative anche a
Bellaria Igea Marina, a Misano Adriatico e Morciano di Romagna,
e che dovrebbe derivare dal nome latino
Miganus,
ricordiamo con questo nome un Santo martire. |
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MEGGIORIN
MEGGIORINI |
Entrambi tipicamente veneti, Meggiorin è specifico dell'area
vicentino, padovana, di Padova, Stanghella e Montagnana nel
padovano e di Caldogno nel vicentino, Meggiorini, più raro, ha
un ceppo nel veronese ed uno nel veneziano, dovrebbero derivare
da morme ipocoristiche dialettali del nome medioevale
Meliore
(vedi MIGLIORA), la cui forma veneta è stata
Megiòr ed
il cui diminutivo italianizzato è stato poi Meggiorin e
Meggiorini. |
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MEGLIO
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Molto
raro, sembrerebbe originario della Campania, potrebbe derivare
da una forma aferetica del nome del paese di Ameglio nel
casertano, forse il luogo d'origine del capostipite. |
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MEGNA
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Megna ha un ceppo nel napoletano, in Calabria ha ceppi nel
crotonese, nel catanzarese, nel vibonese e nel reggino, ed in
Sicilia ha un grosso ceppo a Palermo, dovrebbe essere di origini
francesi ed essere giunto in Italia con gli angioini, dovrebbe
derivare dall'italianizzazione dell'antico termine francese
maignan
(pronuncia megnan), che significa
ramaio e
calderaio ambulante,
probabilmente ad indicare che quello fosse il mestiere dei
capostipiti. |
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MEI
MEINI
MEO
MEONI |
Mei
ha un ceppo nel cagliaritano ed è diffuso nella fascia che
comprende il bolognese, la Toscana settentrionale, le Marche ed
il Lazio, Meini e Meoni sono tipicamente toscani, Meo è diffuso
a macchia di leopardo nel centrosud, dovrebbero tutti derivare,
direttamente o tramite ipocoristici, dalla contrazione
dell'aferesi del nome Bartolomeo,
in alcuni casi potrebbero essere stati originati da nomi come
Romeo. |
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MEINA
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Tipicamente piemontese, molto molto raro, dovrebbe derivare dal
toponimo Meina (NO). |
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MEINARDI
MEINARDO |
Meinardi è tipicamente piemontese del torinese, Meinardo,
praticamente unico, è probabilmente dovuto ad un errore di
trascxrizione del precedente, dovrebbero derivare da
modificazionidel nome medioevale di origine germanica
Menardus
(vedi MENARDI), si potrebbe anche ipotizzare possa trattarsi di
una forma etnica del comune di Meina nel novarese. |
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MELA
MELAS |
Mela è panitaliano, con ceppi nell'imperiese, nel sassarese, nel
bolognese, nel perugino e qua e là in meridione, Melas è
tipicamente sardo del cagliaritano, di Guasila, Cagliari e
Selegas, di Bosa nell'oristanese, di Sanluri nel Medio Campidano
e di Villamassargia nell'iglesiente, questi cognomi dovrebbero
derivare dal cognomen latino
Mela ricordiamo a titolo di
esempio Pomponius Mela
geografo e scrittore latino del I secolo che sembra essere stato
parente di Seneca, famosissima è stata la sua opera
De situ orbis
, il primo testo che si occupasse seriamente di geografia, non
si può però escludere che in alcuni casi derivino da soprannomi
legati al nome del frutto omonimo.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
MELA; MELAS: per il significato, l'etimologia e la presenza dei
cognomi nella storia della Sardegna, vedi De Melas. Nella
storia contemporanea ricordiamo Melas Giuseppe, originario di
Guasila, vescovo della Diocesi di Nuoro dal 1947 al 1970.
Attualmente il cognome Mela è presente in 209 Comuni italiani,
di cui 28 in Sardegna: Sassari 77, Castelsardo 46, Alghero 31,
Ninnai 25, etc. Il cognome Melas è presente in 79 Comuni
italiani, di cui 43 in Sardegna: Guasila 61, Cagliari 29, Bosa
29, Selegas 24, Sanluri 20, etc. |
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MELACARNE
MELCARNE |
Melacarne, molto raro, è tipico del barese, di Minervino Murge e
Bari, Melcarne è specifico dell'estremità della penisola
salentina, di Gagliano Del Capo e di Alessano (LE), si dovrebbe
trattare di forme dialettali del soprannome e poi nome
Malacarne
(vedi MALACARNE), ma è pure possibile che derivino invece da
soprannomi originati dall'essere i capostipiti dei mori. |
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MELAN
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Melan, assolutamente rarissimo, è decisamente veneto, con
piccoli ceppi a Venezia e Marostica nel vicentino, potrebbe
trattarsi di un'alterazione dialettale del nome slavo
Milan,
come potrebbe anche trattarsi di una forma dialettale tronca del
nome medioevale Melanus
(vedi MELANI). |
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MELANESI |
Melanesi,
quasi scomparso, dovrebbe essere originario dell'anconetano e
derivare dall'etnico di Melano, una frazione di Fabriano,
appunto nell'anconetano. |
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MELANI
MELANO |
Melani è molto diffuso in tutta la Toscana, in particolare a
Prato, Pistoia, Agliana e Quarrata nel pistoiese, Firenze,
Livorno e Pisa, nel perugino ed a Roma, Melano invece è
decisamente piemontese, di Torino , Beinasco, Cavour e Collegno
nel torinese e di Saluzzo nel cuneese, dovrebbero entrambi
derivare dal nome medioevale
Melanus, di cui abbiamo un
esempio in Piemonte in un atto del 1305: "...Nomina syndicorum
et ambaxatorum comunium et locorum terre et marchionatus. Pro
terris et comunibus locorum de Ultrabulmidam, Vescontus de
Lacavana de Novis ; pro terris et comunibus locorum de ultra
Tanagrum, Manfredus Dagna, Franciscus Gualfinaria, Phyliponus
Roliatus, Gullielmus Sburlatus, Henricus Moycius, Rofinus Carena
; pro terris et comunibus Montisferrati, de Montecalvo
Franciscus de Laporta, Ardicionus de Prato, de Camino Iohannes
Barocia, Germanus de Lassa, de Pontesturie Iacobus Spelta,
Bocius de Monteregio, Gullielmus de Franco et Gasparonus
Formentus, de Lu Petrus Bocius et Ferrandus de Laval, de
Montebello Facius de Monte, Conradus Cavallus, Facius Andreas et
Henricus de Folcimagna, de Tongo Bos de Ulisengo et Marcabotus
de Soanengo, de Casorcio Petrus Bava et Iacobus Picha, de
Felizano Scolus Paynus et Damianus Morutus, de Vignali
Quarterius Beccarius et Manuel Zofredus, de Roxignano Galiardus
Columbus, Ucellinus Pantanus, Iosep Ferrarius et Melanus
Cavalerius, de Caliano ...". |
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MELARDI |
Molto molto raro sembra essere tipico del catanese,
probabilmente di Bronte, potrebbe derivare dal nome normanno
Melar.
ipotesi fornita da
Ranieri Melardi
Siamo originari di Bronte,in provincia di Catania e abbiamo
parenti emigrati in Piemonte e in Emilia. Parrebbe che sia un
unico ceppo, e da mie ricerche personali ne risulta che potrebbe
derivare dal plurale della voce dialettale siciliana
melarda
che significa germano reale, anatra, a sua volta derivato dal
francese malard. |
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MELATI
MELATO |
Melati, assolutamente rarissimo, parrebbe dell'area tra emilia e
cremonese, Melato è tipicamente veneto, in particolare del
veneziano e soprattutto del padovano, di Padova, Saletto,
Ospedaletto Euganeo e Albignasego nel padovano e di Mira e
Venezia nel veneziano, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Melatus,
con il significato di dolce come
il miele, nome portato ad
esempio, agli inizi del 1200, dal padre del Podestà di Mantova
Giacomo da Milano e nel 1430 a Firenze nei registri della
Fabbrica del Duomo di Firenze si trova un Melato deto Disio
maestro lengniauolo. |
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MELCHIOR
MELCHIORI
MELCHIORRE
MELCHIORRI |
Melchior,
molto raro, è specifico dell'udinese, Melchiori è tipico delle
Tre Venezie, del Trentino e veronese in particolare, Melchiorre
è diffuso in Abruzzo, Molise, Puglia e Campania, Melchiorri ha
un ceppo in Emilia, tra ferrarese, bolognese e modenese, uno
nella fascia che dal Lazio, arriva nelle Marche attraverso
l'Umbria, derivano dal nome tardo latino Melchior di cui abbiamo
tracce ad esempio in epoca molto remota: "...Pomum autem aureum
quod videlicet Melchior, rex Numibye et Abrabum, cum triginta
denariis obtulít, quondam fuít Alexandri Magni, et non fuit
maioris quantitatis quam totaliter manu concludi potuit...:",
uso che continua ad esempio nel 1500: "...contiones habet alias
liberrimas, quarum ne unam quidem Melchior Zobel et Remboldus,
suavissimi conturberniones, negligunt...". Tracce di questa
cognominizzazione la troviamo a Macerata nel 1500 con il
monsignor Girolamo Melchiorri. |
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MELE
MELI
MELÍ
MELLE
MELLI
MELLO
MELLON
MELON |
Mele è diffusissimo in tutto il sud peninsulare ed in Sardegna,
Meli ha ceppi in Sicilia, Sardegna, a Roma, nel fiorentino e nel
parmense, Melì, assolutamente rarissimo, parrebbe siciliano,
Melle, molto raro, sembrerebbe tarentino, Melli sembra avere due
nuclei, uno nel milanese ed uno tra Mantova e Modena, Mello,
abbastanza raro, dovrebbe essere originario del Salento, Mellon,
assolutamente rarissimo, ha un ceppo nel mantovano ed uno nel
padovano, Melon, molto raro, è specifico dell'area veneto,
friulano, giuliana, dovrebbero tutti derivare, direttamente o
attraverso accrescitivi, dal nome medioevale
Mele (Miele),
nome attribuito spesso ad un figlio molto gradito e atteso.
Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Pisa in uno
scritto del 1161: "...Rainerius Gaetani et Ildebrandus Mele et
Gerardus quondam Guffredi missi sunt,..." ed in Sardegna nel
1200, in un atto del 1240 leggiamo: "...Ex hoc publico
instrumento sit omnibus manifestum quod dominus Albithellus
Mele, quondam Gualfredi Mele, publicus judex Castelli Castri
Kallaritani et domini Ugolini de Ripafracta castellani eiusdem
Castri...".
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
MELE; MELI: mele
in logudorese, meli
(mebi
>betacismo), in campidanese è il
miele.
Deriva dal latino mel - mellis;
μέλι meli in greco. Vedi Melis).
Su mele/i
(mebi) dessa matta:
è la resina dell'albero.
Sa bucca 'e meli
è la donnola.
Unu cuaddu melìnu o mebìnu
= un cavallo falbo, col manto
colore del miele.
Amelai/re
(amebai) = addolcire,
in senso figurato o mettere il miele ai dolci, ad esempio alle
"pardulas" (formaggelle). Melis, Mele, Meli, hanno la stessa
origine: Melis è diffuso in tutta la Sardegna, Mele soprattutto
nel centro - nord, Meli, con il numero più alto di presenze
nell'Oristanese. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE
del 1388, figurano: Mele Barçòlo, jurato ville Sia Sancte Lucie
(* Sia Sancte Lucie. Odierno Siamanna. Contrate Campitani
Simagis); Mele Barisono, jurato ville Sedilo; Mele Comita, ville
Fonte (* Fonte.distrutto .della Diocesi di Dolia. Barbagie
Ollolai et Curatorie Austis); Mele Crescente, jurato ville
Capriles ( * Capriles.distrutto. Contrate Campitani Simagis);
Mele Franciscu(piccinnu), ville de Sardara (** SARDARA MONTIS
REGALIS...11 GENNAIO 1388, et ego...Gadulesu Margiano habitator
velle Sardara, sindicus actor et procurator universitatis
Contrate Montis Regalis et villarum et etc. In posse Virde
Andrea, Virde Joanne, de Civitate Sasseri, notarii publici, die
XI Januarii 1388); Mele Franciscu, ville de Sardara; Mele
Gonnario, ville Sammungleo (* Sammungleo.odierno Samugheo.
Mandrolisay o Barbagia di Belvì); Mele Joanne, jurato ville
Fonte; Mele Joanne, ville de Sardara; Mele Juliano, ville
Ecclesiarum. ( ** Villa Ecclesiarum.odierno Iglesias. Et ego De
Nelli Pelipaparius Ludovicus, civis et habitator terre et Ville
Ecclesiarum.sindicus, procuratoruniversitatis Ville
Ecclesiarum.seu a Formenyino Joanne, capitano, camerlengo Ville
Ecclesiarum di Sigerro. Omnibus habitatoribus dicte terre Ville
Ecclesiarum, congregatis in Curia Magna.in posse Virde Andree,
quondam Virde Joannis de Civitate Sasseri.nona die januarii
1388); Mele Laurencio, jurato ville Loddu (* Loddu.distrutto.
Contrate Partis Varicati - Barigadu); Mele Margiano, ville
Laconi (** Laconi.et Contrate Partis Alença et etc. seu Atara
Barçolo, officiali Curatorie de Parte Alença. In posse Penna
Ambrosii et filii Guiducii (Penna) notari...die XII januarii
1388.( nisi pastores bestiarium et etc.); Mele Mariano, majore
ville Leonissa (* Leonissa .distrutto..Lunissa (Atzàra).
Mandrolisay o Barbagia di Belvì); Mele Masedu, ville Selluri (**
Selluri - Sedduri - Seddori: odierno Sanluri. Et ego Capula
Marcus .sindicus, actor et procurator ville Selluri.seu a Petro
De Castay, locuntenente capitanei et Margiano Costa,
locuntenente potestatis terre Selluri et omnibus habitatoribus
dicte terre, congregatis. X die januarii 1388); Mele Nicolao -
de Castri Januensis(Castelsardo); Mele Nicolao, majore ville
Desilo(Desulo); Mele Nuscasio - de Bosa(Bosa); Mele Petro,
jurato ville Aidu (* Aidu. Aido.odierno Aidomaggiore. Contrate
Partis de Guilcier); Mele Petro, ville Laconi; Mele Salvator -
de Aristanni (*** Aristanni: elenco dei nomi dei firmatari della
PETIZIONE. Omnes cives mercatores et habitatores dicte
civitatis.nisi pastores bestiaminum et quorum dificulter
demorari non poterant.congregati. Porta la data : die XIIII
mensis Januarii M°. CCC°. LXXXVIII° et etc.); Mele Sandro,
jurato ville Busche ( * Busache.odierno Busachi. Contrate Partis
Varicati); Mele Simono, ville de Sardara; Mele Sisinnio, jurato
ville Desilo. Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, CSMB,
XI°, XIII° secolo, figurano: Mele N. N sposa a Goantine Taras e
Mele Goantine (187 - scambio): donaitimi Barusone Mellone puru
sa parzone sua et dessos fratres: et ego donailli duos sollos
de denaris. Testes: donnu Nigola, priore de Bonarcado et donnu
Petru Coco preideru de Mili Pikinnu et Goantine Mele et Goantine
Coco et Goantine de Kerki, maiore de cavallos de stalla de
iudice. Nella storia Ricordiamo un certo Mele Albizello,
cittadino pisano, pubblico giudice di Castel di Castro Callari,
e Mele Ildebrando, cittadino pisano, fratello di Albizello
(siamo nella prima metà del XIII° secolo). Attualmente il
cognome Mele è presente in 1122 Comuni italiani, di cui 128 in
Sardegna( facciamo qui notare che Mele, nella penisola deriva
dall'italiano mela - latino malum; e Meli dall'italiano melo,
latino malus): Nuoro 178, Sassari 166, Siniscola 159, Oristano
158, etc. Meli è presente in 610 Comuni italiani, di cui 30 in
Sardegna: Cabras 208, Oristano 71, Santa Giusta 53, etc. |
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MELECCHI
MELECHI |
Melecchi è un tipico cognome del bolognese abbastanza raro,
sembrerebbe di Galliera e della stessa Bologna, Melechi,
leggermente meno raro, parrebbe del Salento, di Salice Salentino
nel leccese, potrebbero derivare dal nome medioevale
Melechius,
derivato dall'ebraico Melech
che ha il significato di Re, le tracce più antiche che si hanno
di queste cognominizzazioni risalgono al 1700. |
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MELEGARI |
Melegari è un cognome tipicamente parmense, dovrebbe derivare
dal mestiere di coltivatore di
melica (saggina
o miglio indico), o di
produttore di scope, tracce di questa cognominizzazione la
troviamo nella prima metà del 1300 a Pisa con un certo Johannes
Melegarius in qualità di Rettore dell'Ospedale pisano dedicato a
San Giovanni Gerosolomitano. |
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MELETTI
MELETTO |
Meletti è un cognome diffuso in Emilia, in particolare nel
modenese, bolognese e ferrarese, e nel pesarese, Meletto, quasi
unico, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione del
precedente, dovrebbe derivare da nomi di località come Meletto
vicino a Montecatini, Meleto di Rimini o altri simili.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
II cognome Meletti, non molto rappresentato nel Modenese, sembra
rifarsi al nome personale
Milittus documentato nel 1182,
seppur non è un Meleto,
nome locale, con lo scambio di suffisso
-etto per
-oto,
come avviene nel cognome Castagnetti, movente da un Castagneto.
Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996. |
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MELFI
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A vari
ceppi nel meridione d'Italia, in Molise, Puglia, Salernitano,
Lucania e ragusano, dovrebbero tutti derivare dal toponimo Melfi
(PZ). |
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MELIADO
MELIADO' |
Meliado è quasi unico, dovrebbe trattarsi di una forma aterata
dell'appena meno raro Meliadò, che è specifico della Calabria,
del reggino in particolare e di Lamezia Terme nel catanzarese, e
che dovrebbe derivare da un'alterazione dialettale del nome
greco Μελιηδής Meliedes (dolce
come il miele). |
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MELIBEI
MELIBEO |
Sia
Melibei che Melibeo sono praticamente unici, dovrebbero derivare
dal nome greco Meliboeus,
personaggio della prima ecloga delle Bucoliche di Virgilio:
"...O Meliboee, deus nobis haec otia fecit. namque erit ille
mihi semper deus, illius aram saepe tener nostris ab ovilibus
imbuet agnus. ille meas errare boves, ut cernis, et ipsum ludere
quae vellem calamo permisit agresti...". |
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MELICA
MELICHI |
Melica ha un piccolo ceppo nel Salento, a Lecce e nel leccese a
Specchia, Gallipoli e Casarano, con presenze comunque sparse in
tutto il paese, Melichi, che sembrerebbe unico, dovrebbe essere
dovuto ad un'errata trascrizione del precedente, che potrebbe
derivare da un soprannome originato dal termine
melica (mais),
forse ad indicare nei capostipiti dei coltivatori di questo
cereale. |
|
MELICONI |
Meliconi è tipicamente emiliano, del bolognese, di Bologna, Zola
Predosa e Monte San Pietro, secondo un'ipotesi potrebbe derivare
da un soprannome accrescitivo originato dal termine
melica (mais),
forse ad indicare nei capostipiti dei coltivatori di questo
cereale, secondo un'altra ipotesi si tratterebbe invece
dell'accrescitivo di una forma distorta del nome
Melchiorre,
che attraverso la forma apocopata
Melchio
diventa poi Melico. |
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MELIDDO |
Meliddo è specifico di Gravina in Puglia nel barese, dovrebbe
derivare da un nome arcaico o soprannome dialettali, con il
significato di mieloso
o dolce come il miele. |
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MELIDEI
MELIDEO |
Entrambi tipici dell'area teatino, pescarese, Melidei è
assolutamente rarissimo, mentre Melideo è ben diffuso a Chieti e
Casalincontrada nel teatino ed a Tocco da Casauria e Manoppello
nel pescarese, dovrebbero derivare dal nome di origine greca
Melidoeus. |
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MELILLI |
Melilli è
tipico siciliano, deriva dal toponimo Melilli (SR), tracce di
questo cognome si trovano ad esempio a Comiso (RG) già nel 1600. |
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MELILLO
MILILLO |
Melillo è assolutamente campano, Milillo è specifico del barese,
potrebbero derivare da un nome tardo latino
Melillus
o Mellilus
(dolce come il miele),
tracce dell'uso di questo nome le troviamo ad Andria nella
seconda metà del 1400: "...Fr. Melillus de Sabanica, Andriensis,
an. 1490, die 24 Sept. obtinuit Episcopatum Andriae in
Apulia..."..
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
è diffuso in Sicilia, Calabria, Lucania, Puglia, ma soprattutto
in Campania. Deriva dal vocabolo napoletano 'melillo'
= piccola mela; cfr. anche Melilli e Milillo. Fonte: G. Rohlfs,
Diz. storico dei cognomi nella Sicilia Orientale, 1984, p. 127 |
|
MELINC
MLINZ |
Entrambi
rarissimi e tipici dell'udinese, derivano dal cognome sloveno
Melinz. |
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MELINI
MELINO |
Melini è
estremamente raro, ha una presenza in Romagna ed una a Roma,
Melino ha un ceppo nel foggiano ad Anzano di Puglia in
particolare ed uno nella Sardegna settentrionale, un ceppo
probabilmente non secondario è presente a Sesto Calende (VA),
derivano dal nome medioevale Melinus di cui abbiamo un esempio
in un testo del 1500: "...Introducuntur duo colloquentes
pastores, alter ovium Melinus, quasi dicas ovinus, nam inter
alia m/hlon Graecis etiam ovem significat. Alter caprarum nempe
Aepolus quem Latini caprarium vocant....". |
|
MELIOLI |
Melioli è specifico di Reggio Emilia con presenze anche ad
Albinea, Quattro Castella e Scandiano nel reggiano ed a Parma e
Mezzani nel parmense, dovrebbe derivare dal nome medioevale
Meliolus,
una forma ipocoristica del nome
Melior (Migliore),
con il significato di Migliorino,
tracce dell'uso di questo nome le troviamo in una Carta
diffinitionis dell'anno 1270 a Polesine Parmense nel parmense:
"... Nomina vicinorum Polixeni Sancti Viti sunt hec: Meliolus de
Marsiliis, Losus de Trepinis, Bathelana de Marsiliis, Iacobinus
de Ymnis. Qui omnes fuerunt concordes ad interogationem Nicolay
de Asinellis notarii, interrogantis nomine dicti episcopii
Cremone, et domini Bonesoli, domini Iacobini, monachorum dicti
monasterii Sancti Laurentii, interrogantium nomine dicti
monasterii, quod confines erant ipsius aque suprascripta strata
Burgi Novi, ...". |
|
MELIS
|
Specifico del sud della Sardegna, dovrebbe derivare da un
vocabolo in lingua sarda che significa miele.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
significa di miele, deriva dal latino
mel, mellis
o dal greco meli.
È tra i cognomi più diffusi in Sardegna. Se consideriamo poi che
prima di Melis troviamo Mele e Meli, i quali hanno la stessa
origine, la sua presenza (come etimologia e significato) aumenta
di numero. Melis è presente nell'isola in 232 Comuni su 377, più
diffuso nel centro sud dell'isola; Mele e Meli invece contano
più presenze nel centro nord. Nelle carte antiche Melis è
cognome raro, mentre è più diffuso Mele e con meno frequenza
Meli. MELE: è presente in Sardegna in 128 Comuni su 377, Sono
23 i Mele firmatari della Pace di Eleonora del 1388, *LPDE e tra
questi citiamo: Mele Mariano, majore (sindaco) ville Leonissa
(villaggio distrutto..Lunissa (Atzàra) Mandrolisay o Barbagia di
Belvì); Mele Nicolao, majore ville Desilo (odierno Desulo.
Mandrolisay o Barbagia di Belvì); Mele Franciscu (piccinnu),
ville de Sardara; Mele Franciscu, ville de Sardara. Nel Condaghe
di S. Maria di Bonarcado *CSMB, sono citati 2 Mele, ma si tratta
di due coniugi: Mele N N sposa a Gosantine Taras (126) e Mele
Gosantine (187). |
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MELISSA
MELISSE
MELISSI
MELISSO |
Melissa
parrebbe avere un ceppo nell'udinese ed uno calabrese, Melisse,
Melissi e Melisso, sono assolutamente rarissimi e dovrebbero
tutti avere origini meridionali, potrebbero derivare da varie
forme neogreche per ape ad indicare forse la professione di
apicultore del capostipite, ma è pure possibile una derivazione
dal toponimo Melissa (KR) o da variazioni del nome di origine
greca Melissa, così si chiamava la ninfa che fece innamorare il
Dio Apollo. |
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MELISSANO |
Melissano
è tipico del leccese, di Cutrofiano, Ruffano e Lecce, dovrebbe
derivare dal nome del paese leccese di Melissano, probabilmente
il luogo d'origine dei capostipiti, toponimo che dovrebbe
derivare dalla ricca produzione di miele della zona. |
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MELISSARI |
Melissari è tipicamente calabrese, di Palmi nel reggino e di
Catanzaro, dovrebbe derivare da un soprannome grecanico
μέλισσαρες melissares originato dal fatto che i
capostipiti facessero forse il mestiere dell'apicultore. |
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MELITA
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Melita è
un cognome tipicamente siciliano, di Messina e del messinese, di
Catania, Mascali, Giarre e di Fiumefreddo di Sicilia e di
Mazzarino nel nisseno, dovrebbe stare ad indicare un'origine
maltese delle famiglie, Melita è infatti il nome latino
dell'isola di Malta. |
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MELITO
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Melito ha un ceppo campano nel napoletano e nell'avellinese in
particolare ad Ariano Irpino, uno nel reggino a Motta San
Giovanni ed uno ad Alcamo nel trapanese, dovrebbe derivare dal
cognomen latino Melitus,
a sua volta derivato dal termine greco
meli (miele),
e che significherebbe dolce come
il miele., di questo nome
abbiamo un esempio nell'Apologia
di Socrate di Platone nella
versione di Ficino: "...Ex his autem Melitus, et Anytus, et
Lycon contra me surrexerunt. Melitus quidem ob poetas mihi
infestus; Anytus vero ob artifices atque reipublicae
gubernatores; Lycon denique gratia rhetorum. Quamobrem,
quemadmodum ab initio dicebam, admirarer equidem, si opinionem
istam...", ma è pure possibile una derivazione dai toponimi
Melito (SA), Melito di Napoli (NA), Melito Irpino (AV) o Melito
Porto Salvo nel reggino. |
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MELLA
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Mella potrebbe avere alcuni ceppi nel Veneto ed uno nel
milanese, dovrebbe derivare da uno dei vari toponimi contenenti
il termine relativo al fiume Mella, come Azzano Mella, Bagnolo
Mella, Tavernole sul Mella tutti nel bresciano.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Mella è un cognome principalmente lombardo ma diffusissimo anche
nel Veneto, non ha niente a che fare con Melli, Meli e le loro
derivazioni. Si tratta, infatti, di un aferetico da
Jacomella
che è da riportare al cognome
Giacomi. |
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MELLACE
MELLACI |
Mellace è
tipicamente calabrese, di Catanzaro, Satriano e Squillace nel
catanzarese, e di Crotono e Isola di Capo Rizzuto nel crotonese,
Mellaci, quasi unico, è una variante del precedente, dovrebbero
derivare dal termine dialettale per produttore di miele,
indicando che probabilmente il capostipite facesse l'apicultore. |
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MELLEA
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Mellea è tipico di Montepaone e Catanzaro nel catanzarese,
dovrebbe derivare dal termine latino
mellea (dolce
come il miele, melodiosa), o,
più probabilmente dal nome medioevale femminile latino
Mellea,
di cui abbiamo un esempio in un epigramma del 1500: "O nimis
semper mea vere amata // Mellea, o nostri pia cura cordis, //
quanta de te perpetuo subit mi // causa timoris! // eminus
quanquam iaculetur altus // aureos in te radios Apollo, //
torquor ne fictus amans in illis // forte lateret....". |
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MELLERA |
Mellera è decisamente lombardo, ben attestato a Cava Manara nel
Pavese, ed a Varenna e Lecco nel lecchese, potrebbe derivare da
un vocabolo dialettale originato dal termine
mèlla (spada
finta), ma più probabilmente
deriva da un nome di località ora scomparsa. |
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MELLINI
MELLINO |
Mellini
sembra avere più ceppi, nel bresciano, nel bolognese, nella
fascia centrale e nel napoletano, Mellino ha nuclei sparsi a
macchia di leopardo in Liguria e Piemonte occidentale, nella
zona di Nule fra sassarese e nuorese, a Roma, nel napoletano e
nell'area dello stretto di Messina, dovrebbero derivare dal nome
Mellino. Tracce di questa cognominizzazioni si hanno nel libro
delle sentenze di San Miniato (PI) all'anno 1559 troviamo il
Notaio criminale Marco Mellini di Benedetto da Vicchio (FI) e
anche nel 1600 a Roma con il Cardinale Gio. Garzia Mellino
Romano. |
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MELLONE
MELLONI |
Mellone è tipicamente meridionale con un ceppo tra napoletano e
salernitano, uno tra tarentino, brindisino e leccese, ed uno nel
catanese a Militello in Val di Catania, Melloni è tipicamente
emiliano, soprattutto del ferrarese e bolognese, con un ceppo
anche nel fiorentino, dovrebbero derivare dal nomen latino
Mellonus
di cui abbiamo un esempio in "Cneus Mellonus Vicanus
frumentarius legionis VIII Augustae piae constantis Commodae",
nome portato ad esempio da
Mellonus il primo arcivescovo
di Rouen in Francia, sulla cui lapide si legge: "... Qui se pro
populis devovet hostiam // Mellonus tacita se nece conficit; //
Mactatus celeri morte Nicasius // Christum sanguine praedicat.",
i ceppi meridionali potrebbero anche derivare dal termine
dialettale meridionale mellone
(melone, il frutto). |
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MELLUCCI
MELLUCCIO
MELUCCI
MELUCCIO |
Entrambi
tipicamente napoletani, Mellucci è assolutamente rarissimo,
mentre Melluccio ha un ceppo anche a Roma, Melucci ha un ceppo
nel riminese, uno tra romano e latinense, uno in Campania,
soprattutto nel casertano ed uno nel tarentino, Meluccio,
estremamente raro, parrebbe del salernitano, potrebbero derivare
da forme ipocoristiche dell'aferesi del nome Carmelo,
probabilmente portato dal capostipite, in alcuni casi si
potrebbe trattare di cognomi attribuiti a neonati abbandonati
presso monasteri carmelitani. |
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MELLUSI
MELLUSO
MELUSO |
Mellusi, molto raro, ha un ceppo ad Ischia, isola del
napoletano, ed uno a Torrecuso nel beneventano, Melluso,
decisamente più diffuso, ha un ceppo a Napoli e nel napoletano,
un piccolo ceppo nel foggiano, uno in Calabria, soprattutto a
Briatico nel valentiano ed a Bagnara Calabra nel reggino, è
presente anche in Sicilia, soprattutto a Palermo, ma anche
nell'agrigentino, nel messinese e nel catanese, Meluso,
praticamente unico, è palermitano, dovrebbero tutti derivare da
soprannomi o nomi derivati dal termine tardo latino
melusus o
mellusus (dolce
come il miele), troviamo tracce
di queste cognominizzazioni molto antiche nel 400 con un
Timotheus Melusus elemento attivo del patriarcato di Gerusalemme
ed ad Aversa fin dal dodicesimo secolo, dove in un atto del 1126
risulta un certo Petrus Mellusus. |
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MELODI
MELODIA |
Melodi, assolutamente rarissimo, dovrebbe essere dovuto ad
errate trascrizioni di Melodia, che ha un piccolo ceppo tra
casertano e napoletano, uno altrettanto piccolo tra barese e
materano, ma il ceppo principale è in Sicilia ad Alcamo nel
trapanese, a Palermo ed a Gela nel nisseno, e che dovrebbe
derivare da nomi o soprannomi originati dal termine greco antico
μελώδώς melodos (in
modo melodioso), forse ad
indicare nei capostipiti dei cantanti o dei musici. |
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MELONCELLI |
Abbastanza raro sembra avere due ceppi, uno nel ferrarese ed uno
nel bergamasco, potrebbe derivare da un soprannome. |
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MELONE
MELONI |
Melone ha un ceppo ad Alghero (SS) ed un grosso nucleo nella
zona che comprende Lazio, Abruzzo e Campania, Meloni, molto
comune, è diffuso in tutta l'Italia centro settentrionale ed in
Sardegna, dovrebbero derivare dal vocabolo melone-i, tracce di
questa cognominizzazione si trovano a Pozzomaggiore (SS) nel
1400 ed a Ghedi (BS) in un atto di donazione con il quale il
nobile Ottaviano Gaifami di Brescia adotta un certo Luigi Meloni
nato nel 1530 e lo nomina suo erede.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
il Melone ed il Meloni di Sardegna derivano dal nome del frutto
melone che deriva dal tardo latino
melonis.
In molte regioni d'Italia lo si chiama popone, dal latino
peponis o dal greco peponos. Si tratta di un cognome diffuso in
tutta la Sardegna, in 245 Comuni su 377. Nelle carte antiche è
presente come Meloni e come Melone. Tra i firmatari della Pace
di Eleonora, *LPDE 1388, vi sono 10 Melone e 9 Meloni, tra i
quali citiamo: Melone Gomita, majore ville Ogiastra (odierno
Ollasta Simaxis. Contrate Campitani Simagis); Melone Petro,
majore ville Bannari (odierno Bannari. Partis de Montibus);
Meloni Petro, majore ville Siris (odierno Siris. Partis de
Montibus); Meloni Michele, jurato ville Abba Santa. Nel Condaghe
di San Pietro di Silki, *CSPS, figurano due Melone e un Meloni:
Melone Furata(moglie di Piras Comita), in una spartizione di
servi (parthizione de servis), *CSPS 15°, Melone Susanna(moglie
di Pithos Jorgi), parthizione de servis, *CSPS 15°, Meloni
Petru, postura(donazione) de servis, *CSPS 59°. Nel Condaghe di
Santa Maria di Bonarcado sono citati 10 Melone, tra i quali il
più in alto grado è Melone Iohanne, priore di Santa Maria di
Bonarcado, *CSMB 123,151, 156, 157, 160. Nel Condaghe di San
Nicola di Trullas, *CSNT, sono riportati 10 Melone, tra i quali
citiamo: Melone Furatu, Armentariu de Sigillu e maiore d'Iscolca
in Iafe(odierna Giave). |
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MELORA
MELORO |
Melora, quasi unico, è campano, dovrebbe trattarsi di una forma
alterata del cognome Meloro, che è tipicamente campano
anch'esso, di Bagnoli Irpino nell'avellinese, di Napoli e di
Olevano sul Tusciano e Salerno nel salernitano, e che dovrebbe
derivare dal nome medioevale
Meloro, nelle Opere spirituali
del padre Pietro Ansalone, della Compagnia di Gesù leggiamo di
San Meloro martire del quinto secolo: "... Ti vaglia anche di
sprone a quest'opera di Misericordia il veder come si è
dichiarata bene spesso co' miracoli ,'Onnipotenza per
autenticarla. Di San Meloro Martire scrive il Bollando, che
avendogli il carnefice mozzato il capo, che gli convenne portar
per lungo tratto di via, gionto in una solitudine, arso di sete
cominciò a dire a se stesso...". |
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MELOTTI |
Due
nuclei, uno tra Brescia e Verona ed uno nel mantovano e
bolognese, dovrebbe derivare da toponimi contenenti il nome del
fiume Mella. |
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MELPI
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Unico, presente solo a Melegnano, potrebbe trattarsi di un
errore di trascrizione del cognome Melli o Melzi. Secondo
l'ipotesi di un nostro lettore potrebbe derivare dal nome
etrusco di Melzo (Melpum). |
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MELPIGNANO |
Melpignano è un cognome tipicamente pugliese, d el brindisino e
di Ostuni in particolare, deriva dal toponimo Melpignano (LE). |
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MELZI
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Assolutamente milanese, dovrebbe derivare dal toponimo Melzo
(MI). |
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MEME'
MEMMI
MEMMO |
Memè sembra avere un ceppo nell'anconetano ed uno tra Roma e
Latina, è molto raro, come Memmi che sembra avere un nucleo nel
Salento ed uno nel grossetano, Memmo è specifico della provincia
di Pescara, con ceppi anche nel Veneto, potrebbero derivare dal
cognomen latino Memmius,
come leggiamo in Cicerone (53 a. C.): "...Eodem die Gabinium ad
populum luculente calefecerat Memmius sic, ut Calidio verbum
facere pro eo non licuerit. ...", o dall'aferesi del nome
Guglielmo, ma anche dal nomen latino Memmo (Memmonis) di cui
abbiamo un esempio in epoca medioevale come leggiamo da una
lapide: "IN HONOREM BEATI MATERNIANI ANNO MCCLXXIIII FUSA
SACERDOTUM..OCCONIS MEMMONIS TEMPORIBUS ULRICI... CONIS".
Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Venezia dove
nasce nel 1509 Giovanni Maria Memmo che dopo vari importanti
incarichi nell'amministrazione della Repubblica Veneta venne
inviato come ambasciatore presso la corte dell'imperatore Carlo
V°, in Toscana nel 1200 con un allievo di Giotto, come scrive il
Vasari: "...Furono anco discepoli di Giotto, Pietro Laureati,
Simon Memmi sanesi...". |
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MEMEO
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Memeo ha un ceppo a Roma, nel romano e nel frusinate, ma il
ceppo principale è ad Andria nel barese, con presenze
significative in tutto il barese ed a San Ferdinando di Puglia
nel foggiano, si dovrebbe trattare di una forma ipocoristica
locale dell'aferesi del nome
Bartolomeo, anche se non si può
escludere una derivazione dal cognomen latino
Memmius
(vedi MEME') |
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MEMMOLA
MEMMOLI
MEMMOLO
MEMOLA
MEMOLI
MEMOLO |
Memmola
sembra brindisino, Memmoli è quasi unico, Memmolo parrebbe
dell'avellinese, Memola, abbastanza raro, dovrebbe essere di
origini baresi, Memoli è tipico del salernitano di Salerno e di
Cava dei Tirreni, con un ceppo anche nel barese, Memolo. quasi
unico, dovrebbe essere dovuto ad un errore di trascrizione del
cognome Memmolo, dovrebbero derivare tutti dal nome Memius,
Memia era una gens latina di origine plebea, con questo nome si
ricorda San Memius vescovo di Chàlons in Francia nel I° secolo. |
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MENABOI
MENABUE |
Menaboi toscano è praticamente unico, Menabue è tipico di Modena
e del modenese, di Vignola, Castelnuovo Rangone, Formigine e San
Cesario sul Panaro, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Menabove
di cui abbiamo un esempio in un
breve investiture dell'anno
1173 a Pavia: "Anno dominice incarnationis millesimo centesimo
septuagesimo tercio, die veneris qui est septimus dies mensis
decenbris, indictione sexta. Per cartam de manu dominus Olricus,
abbas monasterii Sancti Petri Celi Aurei, per consensum Iohannis
de Baila, monachus suprascripti monasterii, a parte ipsius
monasterii investivit Petrum et Menabovem patrem et filium, per
suprascriptum Petrum missum et filium ipsius Menabovis,
nominative omnes res illas iuris suprascripti monasterii quas
ipsi olim tenebant per massaricium ex parte suprascripti
monasterii et que esse videntur in loco et fundo Rovoscalla
...", tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nel
lucchese agli inizi del 1400, in un atto del 1412 dove un certo
facoltoso Antonio Menabuoi di Landuccio di Villa Basilica viene
citato come committente di un lavoro orafo. |
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MENABONI
MENABUONI |
Sia
Menaboni che Menabuoni, assolutamente rarissimi, dovrebbero
essere del centro Italia, dovrebbero derivare da un nome
augurale mediovale italiano.
integrazioni fornite da
Michele Zucaro
Menabuoni è cognome del basso Abruzzo, reso celebre dal nobile
Mena, un D'Aragona che il 3 marzo 1787 si distinse nell'epica
battaglia contro i feudi di Pescara per una risoluzione pacifica
del conflitto e da allora fu soprannominato MENA BONUS. Inoltre
viene ricordato per le nozza con Vittoria D'Aragona, sorella
dell'ultimo discendente del nobile casato spagnolo, Fernando
Ximenes, sposata nell'antica Histonium nel 1777. |
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MENAFRA
MENAFRE
MENAFRO
MINAFRA
MINAFRO |
Menafra ha un ceppo a Napoli ed uno tra Sala Consilina nel
salernitano e Brienza nel potentino, Menafre è quasi unico,
Menafro ha un piccolo ceppo a Napoli e presenze nel foggiano,
Minafra è tipicamente pugliese, con un grosso ceppo nel barese,
in particolare a Ruvo di Puglia e Bari, ma ben presente anche a
Barletta, Terlizzi, Corato ed Altamura, e con un ceppo anche nel
leccese a Galatina e nel foggiano a Lucera ed Orta Nova,
Minafro, quasi unico, ha qualche rara presenza nel foggiano e
nel leccese, abbastanza ardita l'ipotesi che farebbe derivare
questi cognomi da alterazioni dialettali del nome del paese di
Venafro in Molise, una seconda ipotesi li farebbe derivare da
soprannomi basati sul termine latino
aper (cinghiale),
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo agli inizi del
1700 a Brienza con Domenico Antonio, che nel 1718 divenne
Vescovo di Acerno. |
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MENAPACE |
Menapace ha un ceppo trentino a Tassullo, Tuenno, Cles e Trento,
con ceppi anche in provincia di Bolzano a Laives e Bolzano, ha
un ceppo veneto a padova ed uno molto piccolo a Carrara e
Livorno, dovrebbe derivare dal nome medioevale
Menapace
con il significato di colui che porta la pace, probabilmente in
una famiglia che di pace aveva particolarmente bisogno, in
alcuni casi può trattarsi di un cognome attribuito ad un
trovatello, tracce di questa cognominizzazione le troviamo nella
seconda metà del 1600 a Villa di Tirano dove esercita il Notaio
Salvatore Menapace Vicedomini fu Francesco abitante a Villa di
Tirano. |
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MENARBIN |
Menarbin, molto molto raro, è sicuramente veneto, dovrebbe
derivare da un sopranome dialettale beneaugurante basato
sull'alterazione del termine veneto
menarbon
(portafortuna),
o su di una sua forma arcaica. |
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MENARDI
MENARDO |
Menardi ha un grosso ceppo a Cortina d`Ampezzo (BL) e presenze
significative nel cuneese, Menardo ha vari piccoli ceppi in
Lombardia e Piemonte, probabilmente secondari, ed un ceppo
principale nel rovigoto a Lendinara soprattutto, dovrebbero
derivare dal nome medioevale
Menardus di cui abbiamo un
esempio verso la fine del XII° secolo: "Domnus Menardus quondam
abbas de Moris, vir religiosus et piae recordationis, mirabilem
quamdam visionem quasi de alio retulit nobis, quam tamen sibimet
evenisse putamus...". |
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MENCACCI
MENCUCCI |
Mencacci è tipico della fascia litoranea dell'alta Toscana e
della zona ai confini con la provincia di Perugia ed il perugino
stesso, Mencucci ha un ceppo toscano, soprattutto nell'aretino,
uno marchigiano nel pesarese ed anconetano ed uno romano,
derivano, attraverso un ipocoristico od un dispregiativo
familiare, da una forma aferetica contratta di una variazione
del nome Domenico,
che prima per aferesi diventa
Menico, poi si contrae in
Menco,
e quindi Mencaccio o Mencuccio. |
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MENCARINI
MENCARINO |
Mencarini è tipico dell'Italia centrale, ha un ceppo nel
lucchese a Lucca, Capannori, MOntecarlo, Viareggio e Porcari, a
Pescia nel pistoiese ed a Cortona nell'aretino, la cui origine
potrebbe essere dal nome del paese di Mencarini, una frazione
del comune di Montecarlo nel lucchese, esiste un ceppo a
Perugia, uno a Fano nel pesarese ed uno a Roma, Mencarino è
specifico del ternano, di Orvieto in particolare, dovrebbero
derivare da una forma ipocoristica aferetica del nome
Domenico. |
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MENCHELLI
MENICHELLI
MENICHETTI |
Menchelli, molto molto raro, è specifico della zona che
comprende le province di La Spezia, Massa e Lucca, Menichelli è
diffuso nella fascia centrale che comprende Marche, Umbria e
Lazio, per Menichetti si individua un nucleo lungo l'arco che da
Lucca, Livorno e Pisa, Pistoia e Prato arriva in Emilia, ed uno
più consistente in Umbria, viterbese e provincia di Rieti,
derivano tutti da variazioni di ipocoristici della forma
aferetica del nome Domenico. |
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MENCHI
MENCO
MENCONI |
Menchi ha un ceppo nella fascia centrale che comprende la
Toscana, il perugino e le Marche meridionali, ed uno a Roma,
Menco è assolutamente rarissimo, Menconi, decisamente toscano è
tipico di Carrara, potrebbero derivare, direttamente o tramite
un accrescitivo, da modificazioni dialettali contratte
dell'aferesi del nome Domenico. |
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MENDARO |
Mendaro, estremamente raro, è specifico del savonese, dovrebbe
derivare dal nome medioevale
Mendaro, una leggenda finalese
narra la storia cinquecentesca di Mendaro e Belenda due amanti
vittime dei soprusi di Alfonso Del Carretto feudatario di Finale
Ligure, secondo un'altra ipotesi potrebbe derivare dal nome del
paese di Mendaro vicino a San Sebastian nei Paesi Baschi. |
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MENDICINO |
Abbastanza raro, di origini calabresi, dovrebbe derivare dal
toponimo Mendicino nel cosentino.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Mendicino è un cognome calabrese dal toponimo Mendicino (CS), la
cui origine dovrebbe essere la parola 'monte'
attraverso la forma medievale di 'Monticino'. |
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MENDITTI
MENDITTO |
Menditti ha un ceppo a Foggia e presenze nel casertano e
napoletano, Menditto è specifico del casertano, di Aversa,
Casagiove, Carinaro, Trentola Ducenta, Caserta, Teverola, Santa
Maria capua Vetere, Lusciano e Piedimonte Matese, dovrebbero
derivare da ipocoristici di forme aferetiche contratte del nome
Domenico,
secondo un'altra ipotesi sarebbero invece di origini spagnole e
deriverebbero da un'italianizzazione di un aggettivo originato
dal termine basco mendi
(monte,
montagna) e sarebbero
l'equivalente del termine italiano
montanaro. |
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MENDOLA |
Abbastanza raro è originario della Sicilia occidentale, può
derivare dal nome di località Mendola, abbastanza comune in
Sicilia, ad esempio Mendola di Terme Vigliatore (ME). Famoso,
per la sua biblioteca di circa 14.000 volumi e per la sua opera
in campo botanico, fu il barone Antonio Mendola di Favara, che
diede anche vita anche ad un museo ornitologico con annesso
gabinetto d'imbalsamazione e ad un rudimentale osservatorio
meteorologico
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Mendola è cognome siciliano e calabrese che viene dalla voce 'mèndula'
= mandorla.. |
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MENDOLARO |
Rarissimo è tipico del catanese, dovrebbe derivare da un
soprannome dialettale originato dal mestiere di commerciante di
mendole
(mandorle). |
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MENDOZA
MENDOZZA |
Mendoza,
estremamente raro, e Mendozza appena più diffuso parrebbero
avere un ceppo napoletano, ed un ceppo non secondario nel nord
milanese, prendono il nome da un casato nobile di origine
spagnola, delle regioni basche, il cui cognome deriva dal
toponimo omonimo (in lingua basca mendi = montagna ed otz =
freddo). Le prime tracce dei Mendoza le troviamo in Spagna nel
1300 con Pedro González de Mendoza. |
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MENDUNI
MENDUNO |
Menduni è tipicamente pugliese, del foggiano, di Foggia e
Cerignola e di Corato nel barese, dove è molto diffuso, Menduno,
probabilmente un errore di trascrizione, è di Foggia e del
foggiano, potrebbe essere di origini albanesi e derivare da un
soprannome originato da un'italianizzazione del vocabolo
albanese mendje
(mente)
o da mendoj
(pensare). |
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MENE'
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Menè ha un ceppo ad Ortona nel teatino ed uno a Soriano nel
Cimino nel viterbese ed a Roma, dovrebbe derivare da una forma
aferetica contratta del nome
Domenicus, o da forme
apocopaiche di nomi come
Menegaldus. |
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MENEGALDO |
Menegaldo è tipicamente veneto del veneziano e soprattutto del
trevisano, dovrebbe derivare dal nome medioevale
Menegaldus
(una forma per Domenico), di cui abbiamo
tracce nell'undicesimo secolo quando un
Magister Menegaldus
è professore di Retorica. |
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MENECALI
MENEGALE
MENEGALI
MENICALI |
Menecali, quasi unico, lo troviamo oggi solo in Umbria, dove è
invece più diffuso la variante Menicali, cha ha un ceppo a Città
della Pieve nel perugino, uno molto piccolo adIsola del Liri nel
frusinate ed a Roma, Menegale ha un ceppo a Comacchio nel
ferrarese con presenze significative anche in Veneto tra
padovano e veneziano, Menegali, assolutamente rarissimo,
parrebbe del ternano, il ceppo principale di questi cognomi
potrebbe essere di origine gota e derivare da una modificazione
aferetica dialettale del termine
domenicale
(della domenica),
(vedi DOMENICALI). |
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MENEGATTI
MENEGATTO
MENEGAZ
MENEGAZZI
MENEGAZZO |
Menegatti è tipico del ferrarese, con presenze significative
anche nel bolognese e nel Veneto, Menegaz è specifico del
Cadore, Menegazzi, decisamente veneto, ha un ceppo nel veronese
ed uno tra trevisano e veneziano, Menegazzo è molto diffuso in
tutto il Veneto, soprattutto nel padovano e nel veneziano,
Menegatto, molto molto più raro è sempre veneto, derivano tutti
da modificazioni ipocoristiche dialettali dell'aferesi del nome
Domenico,
si trovano tracce di quest'ultima cognominizzazione a Campo San
Martino (PD) fin dal 1540, nella prima metà del 1600 troviamo
Giuseppe Menegatti, pittore ferrarese e nel vicentino il notaro
Crestan Menegatti. |
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MENEGHELLI
MENEGHELLO
MENEGHETTI
MENEGHIN
MENEGHINI
MENEGON
MENEGONI
MENEGOTTI
MENEGOTTO
MENICHINI
MENICHINO
MINICHINI
MINIGHIN
MINIGHINI
MINIGHINO |
Meneghelli è specifico della zona che comprende il mantovano, il
trentino e soprattutto il veronese, Meneghello è più
propriamente veneto, del veronese, vicentino, padovano,
trevisano e veneziano, di Meneghetti, Meneghin e Meneghini si
individuano due nuclei, uno veneto ed uno in provincia di
Milano, Menegon è tipico del Veneto e del Friuli,
particolarmente diffuso nel vicentino e nel trevisano, con
presenze significative anche nel padovano, pordenonese ed
udinese, presenta un ceppo secondario anche tra romano e
latinense, frutto probabilmente dell'emigrazione forzata di
veneti per la bonifica delle paludi Pontine, così come Menegoni
che, molto più raro, è tipicamente trentino, di Caldonazzo e
Trento, con ceppi anche nel latinense ad Aprilia e ad Ardea e
Pomezia nel romano, Menegotti invece è caratteristico di Verona
e provincia, Menegotto è più specifico di Marostica nel
vicentino, Menichini ha più ceppi, uno toscano tra pistoiese,
lucchese, pisano e livornese, uno umbro, laziale che comprende
l'Umbria ed il Lazio, ed uno nel napoletano, Menichino, molto
più raro, ha un ceppo tra napoletano e salernitano ed uno a
Roma, MInichini è specifico di Napoli, Nola, San Paolo Bel Sito
e Portici nel napoletano, Minighin è tipico di Fossalta di
Portogruaro nel veneziano, Minighini, molto molto raro, è invece
del basso udinese vicino all'area di Portogruaro, Minighino è
praticamente unico ed è dovuto probabilmente ad un errore di
trascrizione, derivano tutti da variazioni ipocoristiche o
accrescitive, più o meno dialettali, di
Menego,
Menico
o Minigo,
una forma aferetica dialettale del nome Domenico.
integrazioni fornite da
Ottavio Menegoni
Dai libri "Sul conoide dell'Arione: Aldeno" e "Centenario
Emigrazione Aldenese in Bosnia", si evince che il cognome
MENEGONI ha radici ad Aldeno un paese di circa 2.000 abitanti a
8 Km da Trento già dal 1730 con ANTONIO MENEGONI. Attualmente
nel paese di Aldeno non risultano altre persone con questo
cognome, in quanto gli ultimi a portarlo furono il mio bisnonno
con suo fratello, che emigrarono in Bosnia a Mahovljani vicino
Banja-Luka nel 1883 a seguito di un'alluvione che allagò e
distrusse tutte le terre, in quel periodo il Trentino faceva
parte dell'Impero Austro-Ungarico e l'Imperatore per aiutare i
poveri contadini donò loro delle terre in Bosnia. Nel 1939-1940
Mussolini avendo bisogno di bravi contadini per coltivare il
terreno nell'agro pontino, subito dopo la bonifica, li richiamò
in Italia donando loro dei poderi agricoli tuttora appartenenti
ai discendenti di quei coloni. |
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MENEGOLI
MENEGOLO
MENGOLI
MENGOLINI |
Menegolo
è un cognome rarissimo, probabilmente veronese, mentre Menegoli,
ancora più raro, dovrebbe essere bresciano, Mengoli ha un grosso
ceppo nel bolognese ed uno nel leccese, Mengolini ha un ceppo a
Modigliana nel forlivese ed a Faenza nel ravennate, dovrebbero
derivare da alterazioni dialettali di ipocoristici, più o meno
complessi, dell'aferesi del nome Domenico. |
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MENESCARDI |
Molto
raro è tipico di Sedriano (MI). Personaggio di rilievo è stato
il pittore di scuola tiepolesca Giustino Menescardi (1720 -
1776). |
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MENESELLO |
Menesello
è tipico del padovano, di Monselice, Este e Pernumia, dovrebbe
derivare da una forma ipocoristica semidialettale dell'aferesi
del nome Domenico. |
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MENESTRINA |
Menestrina è tipico di Trento, con un ceppo anche a Bolzano,
dovrebbe essere originario della frazione di Sopramonte di
Trento, potrebbe derivare da un soprannome riferito ad una
particolare minestra, resa forse famosa da una specifica
occasione, troviamo tracce di questa cognominizzazione agli
inizi del 1500 a Trento in un atto: "Anno 1512, indictione 15,
die mercurii tertia mensis martii, in civitate Tridenti, in
Contrata Plateae prope palatium, in domo habitationis mei
Ioannis Antonii de Vigulo notarii infrascripti. Praesentibus
Antonio filio quondam
Bartholomaei de la Menestrina
de Supramonte, Antonio filio quondam Marcheti de Prunchato de
dicto loco de Supramonte, et magistro Ioanne fabro lignario
filio quondam Michaelis sutoris de Dro comitatus Archi
testibus....". |
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MENGA
MENGHI
MENGHINI
MENGO
MENGONI
MENGOZZI |
Menga è decisamente pugliese, del barese e di Monopoli (BA)
soprattutto, con presenze significative anche a Foggia e nel
foggiano ed a Brindisi e nel brindisino, Menghi è tipico della
fascia romagnolo marchigiana, con un ceppo nel sondriese ed uno
in provincia di Roma, Menghini ha un nucleo importante tra
Marche, Umbria e Lazio, con ceppi anche in Trentino, veronese,
mantovano, ferrarese e bolognese, Mengo sembrerebbe avere oltre
al nucleo veneziano, anche un ceppo nel maceratese, Mengoni è
diffuso nella fascia dell'Italia centrale, nel fiorentino,
anconetano, maceratese, Umbria e Lazio, Mengozzi è
specificatamente romagnolo, derivano, direttamente o tramite
ipocoristici, dall'aferesi di una modificazione dialettale del
nome Domenico,
dell'uso di questo nome si ha un esempio nell'elenco dell'estimo
di Vignola (MO) dell'anno 1519, dove si trova scritto:
"Silvestro, Mengo [e] Zorzo, fratelli di Paraviana" o a Venezia
con Menghius Blanchellus (1440-1520) autore del De omni genere
febrium. Et de morbidis particularibus a capite usque ad pedes.
Tracce di questa cognominizzazione si trovano a Viadana (MN) nel
1600 con lo scrittore Girolamo Menghi. |
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MENGACCI |
Molto
raro, è specifico del pesarese, deriva da una forma aferetica di
una variazione del nome Domenico. |
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MENGARDA
MENGARDI
MENGARDO
MINGARDI
MINGARDO
MONGARDI
MONGARDO |
Mengarda rarissimo è tipico di Samone (TN), Mengardi e Mengardo
sono probabilmente dovuti ad errori di trascrizione di Mingardi
che ha un ceppo principale nel bolognese, uno veneto nel
vicentino ed uno nel bresciano e di Mingardo che è tipico del
padovano, Mongardi è specifico dell'area emiliano romagnola che
comprende nel bolognese Imola soprattutto e Bologna, Riolo
Terme, Lugo e Faenza nel ravennate e Argenta nel ferrarese,
Mongardo, pressocchè unico, sembrerebbe marchigiano, dovrebbero
derivare tutti da variazioni dell'aferesi del nome
Domenico,
ma è pure possibile una derivazione dall'aferesi del nome
medioevale di origine germanica
Ermengardo, o dal nome franco
Ermongard,
che è una forma alterata del precedente, ricordiamo alla fine
del 1200 Ermengardo di Sabran, conte di Ariano, tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo agli inizi del 1600 nella Diocesi
di MOntepulciano, dove opera il monaco Augustinus Mongardus. |
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MENICANTI |
Menicanti, assolutamente rarissimo, sembrerebbe di origini
romane, dovrebbe derivare da un soprannome medioevale basato
sull'aggettivo tardo latino
menicans,
menicantis
(barcollante, oscillante,
instabile), probabilmente una
caratteristica del capostipite. |
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MENICATTI |
Estrememente raro potrebbe essere di origini milanesi, con un
probabile ceppo anche in Valdarno, deriva da una variazione
della forma aferetica del nome Domenico. Personaggio degno di
menzione è stato il missionario mons. Giovanni Menicatti vescovo
titolare di Tanis nei primi del '900. |
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MENICOCCI
MENICUCCI |
Menicocci è tipico laziale, Menicucci è della Toscana
occidentale e del Lazio, derivano da modificazioni dell'aferesi
del nome Domenico.
integrazioni fornite da
Andrea Ferreri
Ha alla base l'ipocoristico aferetico Menico del nome Domenico.
Il cognome è diffuso in Toscana a Livorno, nel pisano (Cascina),
lucchese (Capannori, Via Menicucci) e pistoiese (Pescia), nel
Lazio a Roma e nel viterbese (Piansano e Cellere), nella
Repubblica di San Marino, in Umbria a Perugia ed in Abruzzo nel
chietino (Crecchio). |
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MENICONI |
Meniconi
è tipico della zona tra Arezzo, Siena e Perugia, deriva da una
modificazione dell'aferesi del nome Domenico, dell'uso di questo
nome si hanno tracce fin dalla seconda metà del 1200 con un tal
Menicone d'Asciano (SI) Notaro. |
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MENIN
MENINI
MENON
MENONE
MENONI |
Menin è sicuramente veneto, molto diffuso soprattutto nel
padovano e veneziano, ma comunque ben presente nel veronese,
vicentino e trevisano, Menini è presente in tutto il nord
Italia, ha un nucleo importante nell'area che comprende le
province di Verona, Mantova e Brescia, Menon è molto diffuso in
tutto il Veneto ed il Friuli con un ceppo anche nel modenese,
Menone è unico, Menoni è abbastanza diffuso in tutto il nord,
con ceppi nel genovese e spezzino, nel milanese, nel bresciano,
mantovano e veronese, nel parmense e nel modenese e nel
rovigoto, dovrebbero derivare, direttamente o tramite una
troncatura dialettale, da una forma aferetica contratta di
ipocoristici o accrescitivi del nome
Domenico. |
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MENINNI
MENINNO |
Meninni, praticamente unico, dovrebbe essere una forma alterata
di Meninno, che è specifico di Grottaminarda nell'avellinese, e
che dovrebbe essersi originato da una forma ipocoristica
dialettale composita basata sull'aferesi del nome
Domenico. |
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MENNA
MENNELLA
MENNELLI
MENNELLO
MENNI
MENNO |
Menna è molto diffuso nel Lazio, nella zona che comprende il
pescarese, il teatino in particolare ed il campobassano, la
Campania, soprattutto nel napoletano ed avellinese e la Puglia,
Mennella è tipicamente campano dell'area salernitana e
soptattutto napoletana, con presenze anche nel foggiano, nel
romano e nel latinense, Mennelli, abbastanza raro, sembra
specifico di San Severo nel foggiano così come come l'ancora più
raro Mennello, Menni molto raro sembra lombardo, probabilmente
bergamasco o bresciano, potrebbe derivare dall'aferesi del
toponimo Almenno (BG), Menno è quasi scomparso, derivano tutti,
direttamente o tramite ipocoristici, dal nome medioevale
Menna
o Mennus,
di cui abbiamo un esempio in questo scritto che parla di Santo
Menna: ".. Menna dictus est quasi manna a manum quod est bonum,
quia virtutum bonitate indutus fuit, vel sic dictus a manna cibo
soporato et albo, quia imbutus fuit candore virtutum et sapore
divine gratie conditus. ..", non si può escludere che in qualche
caso possano derivare da toponimi contenenti la radice
Menna,
come solo a titolo di esempio Santa Menna nell'aquilano,
Masserie di Menna nell'iserniese o Santomenno nel salernitano.
Tracce di queste cognominizzazioni si trovano a Pavia in un atto
di vendita datato 1171, dove si legge: "...et iacet in via de
Mulino, et est pertice quattuor et tabule tredecim; choeret ei:
ab una parte via de Mulino, ab alia Opizonis Menni, a tercia
Sanctus Petrus ...", nella seconda metà del 1600 troviamo una
Caterina Mennella a Lacco Ameno nel napoletano.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Mennella è cognome pugliese e lucano, viene come diminutivo dal
salentino mènna,
siciliano minna
= 'mammella'. |
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MENNEA
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Mennea è specifico di Barletta nel barese, si potrebbe trattare
di una forma dialettale antica derivata dal nome latino
Mennius,
di cui abbiamo un esempio nelle
Historiae di Tacito:
"...Mennius Ruffinus aelae praefectus, praesidium Hadriae
agitans, vinxit Lucilium Bassum proditorem classis Ravennatis in
speciem...", ma non si può non considerare anche possa derivare
da un'alterazione del nome della Gens
Menenia,
che proprio nel meridione d'Italia consolidò la propria
presenza.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Mennea è cognome pugliese, variante del cognome base
Menna. Si
tratta della cognominizzazione del soprannome
Menna,
che deriva dalla forma dialettale meridionale 'minna'
= mammella. |
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MENNONE
MENNONI |
Mennone,
rarissimo, è tipico del casertano, probabilmente originario di
Gioia Sannitica (CE), Mennoni è quasi scomparso, derivano tutti
dal nome di origine greca Memno (Memnonis), dalla mitologia
greca: "...De Tytone Laumedontis filio, qui genuit
Mennonem....", Mennone, nato a Rodi, fu il generale
dell'esercito persiano che si contrappose ad Alessandro Magno. |
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MENOSSI |
Menossi,
molto raro, sembrerebbe avere un ceppo nell'udinese, soprattutto
a Bagnaria Arsa, Manzano ed Udine ed uno nel mantovano ad Asola,
potrebbe derivare da una modificazione dialettale di una forma
contratta del nome Domenico. |
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MENSI
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Mensi ha un ceppo ad Alessandria e nell'alessandrino ed uno nel
bresciano a Brescia, Villa Carcina, Ospitaletto, Gardone Val
Trompia, Travagliato e Breno, dovrebbe derivare dal nome
medioevale germanico Menso,
Mensonis di cui abbiamo un
esempio nello storico del 1500
Menso Altingius (Menso Alting):
"Dissertatio historica: De Francorum Saliorum et Salicorum
origine atque differentia: illustrium virorum Mensonis
Altingii". |
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MENTA
MINTA |
Di
Menta esistono vari ceppi autonomi, uno piccolo tra cremonese e
mantovano, uno nel genovese, piacentino e parmense, uno nel
romano, frusinate e latinense, uno nel salernitano ed uno nel
siracusano, Minta, praticamente unico, parrebbe piemontese, le
origini possono essere diverse, i ceppi meridionali
probabilmente derivano da variazioni di forme aferetiche del
nome greco Amyntas
(vedi AMENTA), o anche da toponimi come Menta di Ragusa in
Sicilia, mentre i ceppi settentrionali potrebbero derivare dal
nome medioevale maschile Aminta
utilizzato ad esempio dal Tasso nel dramma pastorale «Aminta»,
dove il pastore Aminta, si innamora della ninfa, Silvia, e dopo
varie vicende alla fine la sposa, non si può poi escludere la
possibilità che il cognome derivi da un soprannome originato
dalla presenza di campi di menta nelle vicinanze dell'abitazione
delle famiglie. |
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MENTASTI |
Specifico
di Varese, dove se ne hanno tracce almeno dal 1300, di
etimologia incerta, si può ipotizzare una derivazione da
soprannomi legati alle caratteristiche della località di
provenienza che potrebbe essere ricca di erba menta, o dalla
tipologia del terreno o anche dall'attività del capostipite
produttore ad esempio di formaggio di tipo mentasto cioè
prodotto con erba menta, esiste anche una teoria, poco
condivisibile, secondo la quale il cognome deriverebbe da
modificazione dell'aferesi del termine cementastro cioè di luogo
con terreno duro come il cemento. Personaggi di rilievo sono
stati nella seconda metà del 1700 il varesino Luigi Mentasti ed
il figlio Giovanni produttori di rinomatissimi organi. |
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MENTE
MENTI
MENTINA
MENTINI
MENTINO |
Mente, molto raro, sembrerebbe tipicamente lucano, di Pomarico
nel materano in particolare, Menti è tipico del vicentino, di
Valdagno soprattutto, ma anche di Vicenza, Monteviale, Cornedo
Vicentino e Montebello Vicentino, Mentina è quasi unico, Mentini
è appena meno raro, Mentino, assolutamente rarissimo, è tipico
del napoletano, di Snt'Antimo in particolare, tutti questi
cognomi dovrebbero derivare, direttamente o tramite
ipocoristici, dall'aferesi del nome
Clemente. |
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MENTESANA |
Mentesana, abbastanza raro, è tipicamente siciliano, con un
piccolissimo ceppo a Capo d'Orlando e Mistretta nel messinese ed
a Caltanissetta, dovrebbe derivare da un nome medioevale
attribuito da genitori che augurassero ai propri figli di poter
essere sani di mente. |
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MENTO
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Discretamente raro, dovrebbe essere originario del messinese,
potrebbe derivare dal nome greco Mentor o dall'aferesi del nome
medioevale italiano Chimento. |
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MENTONE
MENTONI |
Mentone, molto molto raro, è tipico di Napoli, Mentoni è
assolutamente rarissimo, dovrebbero derivare da soprannomi
originati da caratteri fisici del capostipite, ma è pure
possibile una derivazione dall'aferesi di alcuni toponimi come
Armento (PZ) o Spartimento (NA) o anche dall'accrescitivo
dell'aferesi del nome Clemente. |
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MENUZZI
MENUZZO |
Menuzzi, praticamente unico, è probabilmente dovuto ad un errore
di trascrizione di Menuzzo, che è un cognome, molto raro,
specifico del trevisano, di Breda di Piave, Ponzano Veneto e
Treviso, che dovrebbe essere originato da una forma ipocoristica
di una contrazione dell'aferesi del nome
Domenico. |
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MENZI
MENZIO
MENZO |
Menzi è quasi unico, Menzio è tipicamente piemontese, del
torinese, di Torino, Chieri, Pino Torinese, Isolabella,
Moncalieri e Caselette, Menzo è siciliano, di Enna e di Niscemi
nel nisseno, tutti questi cognomi dovrebbero derivare da
italianizzazioni del nome germanico medioevale
Menz, o
Meinz,
una forma ipocoristica del nome
Meinhardt, a sua volta una
forma contratta del nome
Maginhard, composto dai termini
magin
(forza)
e di hard
(duro),
difficile ipotizzare un collegamento con il
Mentius,
nome medioevale del fiume Mincio che troviamo citato in un
testo, sulle fonti aurifere antiche, del XI° secolo: "..Sunt
etiam ista flumina: Abdua, Oglus, Mentius, Sarno, Atese, Brenta,
Trebia ...". |
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MEOLA
MEOLI
MEOLO |
Meola ha
un ceppo a Trieste, uno nel genovese, uno nel palermitano ed un
nucleo nell'area che comprende tutta la Campania ed il foggiano,
Meoli ha un ceppo nel pisano, uno nel romano ed uno tra
napoletano e beneventano, Meolo, quasi unico, è probabilmente
dovuto ad errori di trascrizione del precedente, si dovrebbe
trattare di capostipiti all'epoca chiamati con ipocoristici di
forme aferetiche di nomi come Romeo o Bartolomeo o di una forma
contratta del nome Domenico. A Dugenta nel beneventano il
casato dei Meoli figurava con il titolo di baroni. |
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MEOMARTINI
MEOMARTINO |
Meomartini molto molto raro è specifico della Campania,
Meomartino quasi unico sembra specifico di Casalnuovo
Monterotaro (FG).
integrazioni fornite da
dr. Andrea Jelardi (Napoli)
I Meomartini sono una nobile famiglia originaria della Campania
ed insignita di privilegio araldico. Il cognome, appartenente ad
un'unico ceppo familiare, si trova in origine nei comuni di
Colle Sannita e Reindo da dove, secoli fa, alcuni membri della
famiglia si allontanarono stabilendosi in Sicilia e Puglia.
L'origine del cognome è ravvisabile in un Bartolomeo (Meo)
figlio di Martino, da cui appunto Meomartino e poi Meomartini.
Palazzi gentilizi di famiglia si trovano a Colle Sannita (oggi
distrutto), Reino e Benevento.Lo stemma gentilizio diviso in due
campi, raffigura da un lato tre corone e dall'altro un leone che
sorregge mezza ruota.
integrazioni fornite da
Da Fabio Paolucci di Salerno, discendente dai Meomartini
Del nobile Casato dei Meomartini vanno ricordati alcuni
componenti che con il loro ingegno e il loro encomiabile operato
hanno dato nel passato e continuano a dare lustro alla Famiglia:
Don Almerico (1850-1923), ingegnere, architetto, storico,
archeologo e politico; Don Alfonso (1841-1918), storico,
brillante avvocato e scrittore; S. E. Don Pasquale (1859-1934),
colto Generale, sottosegretario al Ministero della Guerra,
Presidente del Tribunale Supremo Militare e Senatore del Regno;
Don Luigi (1888-1955), musicista e politico; Don Alfonso jr.
(1898-1971), Generale; il Dott. Don Ferdinando (1908-2003),
Giornalista e corridore; l'Avv. Don Gennaro (1909-1959),
Presidente della squadra di calcio Benevento, Presidente del
CONI, a cui è intitolato il vecchio stadio di Benevento; l'Avv.
Don Pasquale jr.(1910-1987), Sindaco di Benevento e uomo
politico; il Dott. Don Rodolfo (1912-1981), magistrato ed
esponente di spicco dell'Azione Cattolica; Almerico jr. (1922),
ingegnere e General Manager della SAE, nonché campione di golf;
il Dott. Alberto (1947), attualmente Presidente dell'Italgas,
Membro della Giunta di Confindustria e Membro della Giunta di
Assolombarda, nonché Vicepresidente MIP- Politecnico di Milano;
l'Avv. Roberto (1962), studioso di Cinema e Dirigente di
Cinecittà. |
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MERANI
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Merani è
tipicamente ligure, di Levanto e La Spezia nello spezzino e di
Genova, potrebbe derivare dal nome del paese di Merana
nell'alessandrino. |
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MERANO
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Merano,
molto raro, ha un piccolo ceppo a Genova, che potrebbe derivare
dal nome del paese di Merana nell'alessandrino, ed uno nel
napoletano che potrebbe invece derivare da un'alterazione del
nome del paese Marano di Napoli. |
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MERATI
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Tipico dell'altomilanese dovrebbe derivare dal toponimo Merate
(LC), di un principio di questa cognominizzazione abbiamno un
esempio nel Codice Diplomatico
della Lombardia medioevale in
una Cartula investiture
del 1188 a Milano: "...Ego Guilicionus qui dicor de Merate
notarius sacri palatii tradidi et scripsi".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Merati è un'antica famiglia che troviamo sia a Milano sia in
Brianza. Il cognome deriva da
Merate, l'antica
Melatum,
col significato di luogo di
coltivazione delle mele,
diffusa in tempi remoti nella zona. |
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MERAVIGLIA |
Discretamente raro presenta un ceppo in Lombardia, tra Milano e
Varese e probabilmente uno nel palermitano. |
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MERCADANTE
MERCADANTI |
Mercadante è tipicamente palermitano, con ceppi significativi
anche ad Altamura (BA), a Napoli ed a San Vitaliano (NA),
Mercadanti, decisamente più raro è specifico di Parma e del
parmense, dovrebbero derivare dal termine basso latino
mercatantem
(mercante, frequentatore dei
mercati), originato quindi
dalla professione di mercante svolta dal capostipite. |
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MERCALDI
MERCALDO |
Mercaldi ha un ceppo nel foggiano, a San Severo, Orta Nova e
Foggia, Mercaldo ha un ceppo a Roma, uno a Cervinara
nell'avellinese, a Napoli, a Caserta ed a Montesarchio nel
beneventano, dovrebbero derivare da alterazioni dialettali del
nome medioevale Marcovaldo
(vedi MARCOALDI). |
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MERCALLI |
Mercalli
è tipicamente lombardo, soprattutto concentrato nella zona tra
milanese, varesotto ed alto pavese, dovrebbe derivare dal
toponimo Mercallo (VA), un principio di questa cognominizzazione
lo troviamo nella seconda metà del 1500 in un atto notarile a
Ternate (VA): "...circa dove se dice all'Orio appresso alle
Pianelle, al quale ha conuerenza da una parte il signor Cesaro
Besozzo, da un'altra parte Paolo Soresina et dall'altre due
parti Bernardino ditto de Mercallo et strada...". |
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MERCANDALLI
MERCANDELLI
MERCANTELLI |
Mercandalli, molto molto raro, è specifico del milanese, di
Bovisio Masciago, Inzago, Cassano d'Adda e Milano, Mercandelli è
un cognome tipico della zona di Chiari (BS), Mercantelli,
decisamente più raro è specifico della Toscana, dovrebbero tutti
derivare da modificazioni ipocoristiche del termine
mercante
e riferirsi all'attività della famiglia del capostipite. |
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MERCANTE
MERCANTI
MERCANTINI |
Sono
abbastanza rari e distribuiti a macchia di leopardo nella
penisola, Mercanti è più specificatamente settentrionale,
Mercantini ha un nucleo a Pesaro ed uno a Roma, derivano tutti
da un soprannome connesso con l'attività di mercante praticata
dal capostipite. Personaggio famoso è stato nel XIX° secolo il
poeta e letterato Luigi Mercantini di Ripatransone (AP). |
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MERCATALI |
Mercatali è specifico della zona che comprende il ravennate, il
forlivese ed il fiorentino, in particolare Forlì, Modigliana e
Predappio nel forlivese, Faenza, Ravenna e Bagnacavallo nel
ravennate, e Marradi, Firenze e Borgo San Lorenzo nel
fiorentino, dovrebbe derivare dall'aggettivo arcaico
mercatale
(del mercato),
ad indicare probabilmente che l'attività del capostipite fosse
quella del mercante, cioè di uno che gestisse il banco di un
mercato. |
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MERCIA
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Estremamente raro è tipico della zona di Linguaglossa e
Castiglione di Sicilia nel catanese, dovrebbe derivare dal nomen
latino Mercius,
Mercia,
di cui abbiamo un esempio nei
Commentarii Francisci Baconi:
"...Essexius, equorum et suscepti consilii ex improviso horum
adventu immemor, ex aedibus, quas Gillio Mercio defendendas
committit, iam se proripit cum cohorte CC plus minus
hominum...", ma è pure possibile una derivazione normanna dal
nome di uno dei sette regni anglosassoni la Mercia.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Mercia è cognome siciliano che deriva dall'antico italiano 'mèrcia'
= merce,
o dal siciliano 'mercia'
= seme delle carte da gioco'.
Rohlfs |
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MERCOGLIANO |
Mercogliano è tipicamente campano, particolarmente presente a
Napoli, Nola, Cimitile, Camposano, Pollena Trocchia e Marano di
Napoli nel napoletano, dovrebbe derivare dal nome del paese di
Mercogliano nell'avellinese, probabile paese d'origine dei
capostipiti.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Mercogliano è cognome campano ma presente in tutta Italia. Dal
toponimo omonimo in provincia di Avellino, nel Medioevo
Merculianum
e Castrum Mercuriani;
quindi di origine mitologica, da un tempio del dio Mercurio. |
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MERCORELLA
MERCORELLI
MERCURELLA
MERCURELLI |
Mercorella ha un ceppo a San Giorgio La Molara nel beneventano
ed un ceppo a Pisticci nel materano, Mercorelli è tipico del
maceratese, di Tolentino e Matelica, Mercurella, quasi unico, è
del vicentino, Mercurelli ha un ceppo romano, dovrebbero
derivare da forme ipocoristiche del nome medioevale bizantino
Mercurius,
Mercuria. |
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MERCURI
MERCURIO
MERCURO |
Mercuri ha un nucleo importante nella fascia centrale tra il
Lazio le Marche, attraverso l'Umbria ed un altro in Calabria,
uno probabile più piccolo nel Salento, Mercurio è diffusissimo
in tutto il sud dell'Italia, Mercuro, assolutamente rarissimo,
ha un piccolo ceppo romano ed uno nell'avellinese, dovrebbero
derivare dal nome bizantino
Mercurius, o dal cognomen
latino Mercurialis,
nomi della tradizione pagana romana in quanto dedicati al dio
Mercurio. |
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MEREGALLI |
Tipico
dell'altomilanese potrebbe derivare dal monte Meregallo nel
comasco. |
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MEREGNANI |
Cognome quasi scomparso Meregnani è sicuramente lombardo,
dovrebbe derivare da meregnanin
(melegnanese)
nome dialettale dell'etnico di Melegnano (MI). |
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MERELLA |
Tipicamente sardo di Florinas (SS) Alghero (SS) e di Cagliari,
potrebbe essere di origini liguri alessandrine e derivare dal
toponimo Merella (AL), se così non dovesse essere allora
potrebbe derivare, ma è una pura ipotesi dal termine sardo
mère
(padrona). |
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MERELLI
MERELLO |
Merelli ha un ceppo lombardo nel bergamasco, in particolare a
Vertova, Gazzaniga, Fiorano al Serio, Alqua e Bergamo, uno a
Venezia, uno nell'aretino a Monte San Savino ed Arezzo, uno a
San Ginesio nel maceratese ed uno nel romano a Roma e
Grottaferrata, Merello è tipicamente ligure di Genova in
particolare e di Alassio nel savonese, dovrebbero derivare dal
nomen latino Merellus,
portato ad esempio da Quintus Merellus Macedonius costruttore
dell'arco di Gallieno nel 149 d.C., o anche da soprannomi basati
sul termine latino merellus
(pedina).
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MERENDA
MERENDINI
MERENDINO
MERENNA
MERENNINO |
Merenda è un cognome diffuso in tutto il centrosud, nel romano e
latinense, nel casertano e napoletano, nel potentino, cosentino,
catanzarese e reggino, nel leccese ed in Sicilia, soprattutto
nel messinese, Merenna, estremamente raro, ha un ceppo nel
latinense ed uno nel cosentino, Merendini sembrerebbe unico,
Merendino è decisamente siciliano, soprattutto del palermitano,
catanese e messinese, Merennino, estremamente raro, è del
catanese, tutti questi cognomi derivano, direttamente o tramite
ipocoristici e modificazioni dialettali, dal cognomen latino
Merenda
di cui abbiamo un esempio nei
Factorum dictorumque memorabilium libri
di Valerio Massimo: "...Antoniorum familia duplex, altera
Patricia, Plebeia altera: Patriciae Merenda cognomen fuit :
Plebeiae nullum. Plebeia recentior quidem. sed gestis honoribus
multo illustrior; nam e Patricia duo tantum memorantur, quorum
alter T. Antonius Merenda, qui Decemvir cum Ap. Claudio anno 303
ob affectatam Tyrannidem cum Collegis urbe pulsus est. ...". |
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MEREU
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Mereu è
molto diffuso in tutta la Sardegna, a Cagliari e nel
cagliaritano soprattutto, sembrerebbe essere di origini catalane
e risalire al XV° secolo, un Antonio Mereu ricevette il titolo
ereditario di Cavaliere e di Nobile Sardo con diritto a
fregiarsi del Don nel 1671.
Arma: di rosso all'albero nudrito sulla pianura erbosa
sostenente un'aquila fissante un sole orizzontale nel canton
destro del capo e tenente cogli artigli una lista svolazzante in
fascia d'oro; l'albero sinistrato da un leone, il tutto al
naturale. |
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MERIALDI
MERIALDO |
Merialdi, molto raro, è di Genova e del savonese, come Merialdo,
più diffuso, che sembra specifico del savonese, di Sassello e
Albisola Superiore, con un ceppo anche a Genova, dovrebbe
derivare dal nome medioevale di origine germanica
Merevaldus,
latinizzazione del germanico
Mariwald, composto dai termini
mari
(rinomato, importante)
aggiunto a wald
(governo),
con il significato di famoso per
come comanda. |
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MERIANI
MERIANO |
Meriani, quasi unico, sembrerebbe dell'avellinese, Meriano ha un
ceppo piemontese a Torino, Moncalieri ed Asti, un ceppo a Roma
ed uno a Castelvetere sul Calore nell'avellinese, dovrebbero
derivare dall'antico nome brettone
Merian,
una forma alterata del nome medioevale latino Marianus,
probabilmente Merian è giunto in meridione al seguito degli
angioini. |
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MERICI
MERICO |
Merici è caratteristico del bresciano, di Desenzano del Garda in
particolare, Merico è specifico dell'area salentina, del leccese
e soprattutto di Poggiardo ed Uggiano la Chiesa, con buone
presenza anche ad Otranto, Scorrano, Collepasso, Santa Cesarea
Terme, Galatina, Lecce, Taranto e Bari, questi cognomi
dovrebbero derivare dal nome medioevale
Mericus,
di cui abbiamo un esempio d'uso nei
Commentarii
di Francesco Bacone: "...Denique e iuris prudentia responderunt,
si plures in principem coniurent, et destinata diversa ratione
exequantur, unum tamen idemque omnium crimen iudicatur ex
communi omnium coniurantium malitia. Haec prudentum responsa,
atque Essexii, Nevilii, et Danversii confessiones Cuffi causam
iugularunt. Mericus accusatur quod missis literis fratrem suum
Salisburium, Groinum, et alios expertae audaciae viros ad partes
pellexisset, aedes Essexianas defendendas suscepisset; easdem
contra reginae copias communisset et propugnasset; exoletam
tragoediam de tragica abdicatione regis Richardi II in publicio
theatro coram coniuratis data pecunia agi curasset. ..". |
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MERIGGI
MERIGI
MERIZI
MERIZZI |
Meriggi ha un ceppo nel pavese e sud milanese, uno nel
maceratese ed uno nella provincia di Firenze, Merigi, quasi
unico, sembrerebbe del cuneese, Merizi è praticamente unico e
dovrebbe trattarsi di una forma alterata di Merizzi, che,
estremamente raro, ha un piccolo ceppo nel sondriese, con
presenze anche nel bresciano e veronese, potrebbero derivare
tutti da vaziazioni aferetiche del nome tardo medioevale
Amerigius.
Il pittore detto il Caravaggio (1571-1610) si chiamava in
effetti Michelangiolo Amerigi da Caravaggio (Merigi o Merisi). |
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MERIGHI
MERIGHETTI
MERIGHETTO
MERIGO |
Merighi è
tipico emiliano, con un ceppo anche nel basso trentino,
Merighetti, molto molto raro, e Merigo sono specifici del
bresciano, Merighetto è quasi scomparso, dovrebbero derivare
dall'aferesi del nome Amerigo, ma è pure possibile che derivino
dal termine medioevale Merigus (Decano del paese). |
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MERINA
MERINI
MERINO |
Merina, assolutamente rarissimo, parrebbe del veronese, Merini
ha un ceppo milanese e nel cremonese ed uno a Spoleto nel
perugino, Merino, anch'esso molto molto raro, sembrerebbe
campano, di Camposele nell'avellinese in particolare, dovrebbero
derivare dal nome medioevale latino
Merinus,
Merina,
di cui abbiamo un esempio d'uso in un atto del 1392 a Serina nel
bergamasco: "Confines communis de Serina et de Bracha In Christi
nomine amen. Die vegessimosecundo mensis octubris millessimo
trecentesimo novagassimo secundo, indicione quintadecima in
vicinia de Levrene loci de Serina Vallis Brembane episcopatus
Pergami in contrata de Zuglato ad domum habitationis Guarischini
dicti Rasgete filii quondam Zamboni de Amigonibus de Serina,
presentibus testibus domino pre Antonio de Tirabuschis
presbitero communis de Serina.. ..Antonius dictus Piordelus de
Tirabuschis, Merinus filius quondam Guarischi de Cornalba,
Tautaldus filius quondam Zanetti de Banialla...". |
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MERINGOLO |
Meringolo è specifico del cosentino, di Acri, San Demetrio
Corone, Corigliano Calabro, Bisignano, Santa Sofia d'Epiro e
Montalto Uffugo, di origini etimologiche oscure, difficile il
collegamento con una forma ipocoristica aferetica dialettale del
nome Amerigo. |
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MERIS
MERISI
MERISIO |
Meris, molto raro, è del bergamasco, di Zanica in particolare,
Merisi è tipicamente lombardo del bergamasco, di Romano di
Lombardia, Casirate d'Adda, Fontanella e Treviglio, Merisio è
specifico della provincia di Bergamo e del milanese, potrebbero
derivare, direttamente o tramite forme apocopaiche dialettali,
dall'aferesi di nomi gotici come
Retemeris
o germanici come Fersomeris,
ma, molto più probabilmente, dovrebbero derivare dall'aferesi
del nome medioevale Amerisius.
Ricordiamo con questo cognome il milanese Michelangelo Merisi
(1571 - 1610), il famosissimo pittore Caravaggio.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Meris è un cognome bergamasco che potrebbe essere forma
apocopata di Merisi,
cognome presente nelle stesse zone. Merisi potrebbe risalire al
cognome Merighi
(con alla base l'ipocoristico abbreviato
Merigo
del nome personale Amerigo
dall'antico personale germanico
Haimerich) per lo stesso
fenomeno di francesizzazione che p. es. ha trasformato il
cognome Ludovici (dal germanico Ludwig = Ludovico) in Ludovisi. |
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MERLANI
MERLANO |
Merlani,
molto raro, sembra tipico del viterbese, Merlano, anch'esso
raro, è specifico dell'alessandrino, della zona che comprende
Novi Ligure e Tassarolo, il ceppo laziale dovrebbe prendere il
nome da una località, Casale Merlano che si trova a sud di
Viterbo alle pendici dei Monti Cimini. |
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MERLATI
MERLATTI |
Merlati, estremamente raro, è piemontese, con qualche rara
presenza nel torinese e nel cuneese, Merlatti, leggermente meno
raro, è più proprio del cuneese e della Liguria di ponente,
dovrebbero derivare da un soprannome basato sul termine
dialettale occitano merlat
(merlo),
forse ad indicare che i capostipiti fossero soliti fischiare
come un merlo. |
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MERLETTI
MERLI
MERLO
MERLONE
MERLONI
MERLOTTI
MERLOTTO |
Merletti ha un ceppo tra Piemonte orientale e Lombardia, uno tra
ascolano e teramano ed uno nel romano e frusinate, Merli è
presente in tutto il nord Italia, con un nucleo importante in
Lombardia, Merlo, presente massicciamente in tutto il nord,
presenta un forte nucleo in Piemonte ed in Lombardia, ma sono
presenti anche ceppi in Sicilia, Merlone è decisamente
piemontese, in particolare dell'astigiano, Merloni ha un ceppo
romagnolo, uno tra pesarese ed anconetano ed uno a Roma,
Merlotti, ha un ceppo lombardo, soprattutto nel milanese, ma
anche tra bresciano e mantovano, ed un piccolo ceppo nel
teramano, Merlotto, assolutamente rarissimo, parrebbe del
trevigiano. Questi cognomi potrebbero derivare da toponimi
quali: Castelletto Merli nell'alessandrino, Montemerlo nel
padovano, Merlino nel lodigiano, ma, molto più probabilmente
derivano, direttamente o tramite ipocoristici o accrescitivi,
dal nome medioevale franco Merle
o dal nome e soprannome italiano
Merlo,
derivato a volte dal latino
Merolus. Un principio di questa
cognominizzazione lo troviamo in uno scritto del XII° secolo:
"Domnus Artaldus de Buxol et uxor ejus Jartrudis, filiique eorum
Hugo et Artaldus laudaverunt presbiteratum æcclesiarum Columbers
et Sancti Simphoriani, et acceperunt CL. solidos; testes hujus
rei fuerunt Agano præpositus, Rotbertus Aureævallis, Hugo de
Olsola, domnus Atto de Buxol. Hæc supradicta laudavit et mater
ejus Helisabeth, fratresque ejus Hugo et Bernardus, et accepit
ipse Atto et mater ejus CL. solidos; testes hujus rei Jocerannus
de Copetra, Gaufridus Vilorbana, Agano præpositus, Giraldus
Giverze. Doni Hugonis et Bernardi, fratrum Attonis, fuerunt
testes Boso Aureævallis, Albertus Mals et Bonus, Bladinus de
Mulins. Domnus Agano, Eduensis præsul, audiens hæc acta a domno
Hugone priore, laudavit et corroboravit sua auctoritate hæc
omnia, non solum hæc præsentia, sed etiam quæcumque potuerunt
fratres loci in his æcclesiis conquirere in ante; testes hujus
rei Durannus Merolus et Rotbertus capellanus.". |
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MERLIN
MERLINI
MERLINO |
Merlin è tipico del Veneto e della Lombardia occidentale,
Merlini è presente in tutto il centro nord, Merlino è
panitaliano, con ceppi in Sicilia, nel napoletano, potentino,
foggiano e nel chietino, nonchè nel Lazio, in Friuli, in Liguria
ed in Piemonte, potrebbero derivare da toponimi come Merlino
(LO) o più probabilmente dal nome medioevale italiano
Merlino,
di quest'uso abbiamo un esempio nel
Codice Diplomatico della Lombardia
Medioevale a Lodi nel 1180:
"...Interrogatus cui episcopo fuit data guadia, dixit quod in
tempore Alberici de Merlino quondam episcopi fuit data guadia
Marchesio de Fosadolto, gastoldo eius...". |
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MEROLA
MEROLI
MEROLLA
MEROLLI
MEROLLO |
Merola è un cognome tipicamente campano, dove è molto diffuso,
con un ceppo a Roma ed uno nel Salento, Merolla è anch'esso
tipico della Campania ,di Napoli e del napoletano in
particolare, con un ceppo anche a Bari e nel barese ed a Foggia,
Merollo, praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad un errore
di trascrizione del precedente, Meroli, molto raro, ha un
piccolo ceppo tra bergamasco e bresciano ed uno nel latinense,
Merolli è tipico dell'area abruzzo, laziale, di Goriano Sicoli
nell'aquilense, di Roma e di Ceprano e Cassino nel frusinate,
dovrebbero tutti derivare dal nome medioevale latino
Merolus,
Merola,
che deriva dal termine latino
merula,
merulae (merlo),
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio negli
Annali Pisani nell'anno 1349 in una lettera che riportiamo in
parte: "...Nos Petrus Dei gratia Aragonie, Valentie, Maiorice,
Sardinie et Corsice comesque Barchinone, Rossilionis et
Cerritanie attendentes nos dudum concessionem, seu provisionem
infrascriptam ad humilis supplicacionis instanciam Iohannis de
Hericis decretorum doctoris consiliaris nostri, et Francisci
Merola nunciorum comunis Pisarum, qui ad nostram Magestatem
Regiam fuerant destinati, fecisse in hac forma. Nos Petrus Dei
gracia Rex Aragonie etc. ...". |
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MERONE
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Merone è molto diffuso nel napoletano a Bacoli, Sant'Anastasia e
Pozzuoli, ma è comunque presente in misura significativa a Somma
Vesuviana, Napoli, Monte di Procida e Nola, dovrebbe derivare
dal nome longobardo Mero,
Meronis,
un alterato della radice germanica
mar (celebre,
famoso), quest'assonanza la
ritroviamo nel Mytologiae di Fulgentius del 1500: "..unde et
Lucanus ait: ' Indomitum Meroe cogens spumare Falernum' aqua
enim omnino domari non potest. Maroni etiam Dionysius nutriendus
datur quasi Meroni; Mero enim omnis nutritur vinolentia. Hic
etiam tigribus dicitur insedere, quod omnis vinolentia feritati
semper insistat sive etiam quod vino efferatae mentes
mulceantur; unde et Liaeus dicitur quasi lenitatem
praestans...", nome probabilmente portato dai capostipiti. |
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MERONI
|
Meroni è
tipicamente lombardo, tipico dell'area milanese e comasca,
dovrebbe derivare dal toponimo Merone nel comasco, probabile
luogo d'origine dei capostipiti. |
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MEROPIALI |
Meropiali, ormai quasi scomparso, per il quale non esistono
tracce anche se sembrerebbe del nord Italia, forse
lombardoveneto, potrebbe essere derivato da un'alterazione del
nome medioevale germanico
Merevaldus, ma non si può
ignorare anche la possibilità di una connessione con il cognome
greco Meropouli. |
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MEROSI
MEROSO |
Merosi, molto raro, sembrerebbe avere un piccolissimo ceppo nel
piacentino, ed uno più consistente nel romano, a Roma, Subiaco
ed Olevano Romano, Meroso, quasi unico, è del pavese, dovrebbero
derivare dal nome medioevale
Merosus di cui abbiamo un
esempio d'uso in una Carta
Vendicionis dell'anno 1157 a
Vimercate nel milanese, che così si conclude: "... quod si
defendere non potuerimus aut si contra hanc vendicionis cartam
per quodvis ingenium agere aut causari presumserimus, tunc in
duplum vobis suprascriptam venditam restituamus sicut pro
tempore fuerit aut valuerit sub estimatione in eodem loco. Que
suprascripta Anexia professa fuit ibi se non habere aliquos
denarios in dote. Quia sic inter eos convenit. Actum
suprascripto loco. Signum + + manuum suprascriptorum iugalium
qui anc vendicionis cartam ut supra fieri rogaverunt, et ipse
Maginellus eidem coniugi sue consensit ut supra. Signum + + +
manuum Tedaldi qui dicitur Merosus atque Iohannis qui dicitur
Capitaneus et item Iohannis Naviani testium. Ego Covadus
notarius sacri palatii tradidi et scripsi.", nome che a sua
volta deriva da una latinizzazione del nome germanico medioevale
Meros
o Merolm. |
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MEROTTI
MEROTTO |
Merotti, quasi unico, dovrebbe essere dovuto ad errate
trascrizioni di Merotto, che è tipicamente veneto del trevisano
a Farra di Soligo, Sernaglia della Battaglia, Treviso e Moriago
della Battaglia, e di San Donà di Piave nel veneziano, che
dovrebbe derivare dal nome medioevale
Merotto,
dovrebbe trattarsi di un ipocoristico di una forma alterata
dialettale apocopaica del nome medioevale germanico
Merovaldo,
dell'uso di questa forma nominale abbiamo un esempio nel 1489:
"Io Agnolo di Merotto Nicholani doctore fui presente quando il
decto ser Simone scripse copia et exemplò la decta scripta con
la la decta subscriptione et riscontrala tutta de verbo ad
verbum con gli infrascripti et trovato quanto si riscontrava a
puncto, ...". |
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MERRA
|
Merra è tipicamente pugliese, del barese e di Andria
soprattutto, di Canosa di Puglia, Trani e Corato, e di Cerignola
e San Ferdinando di Puglia nel foggiano, potrebbe essere di
origini francesi e derivare dal termine medioevale brettone
merrand
(governatore, sindaco),
da cui è potrebbe anche essere derivato il francese
maire (sindaco),
la cui etimologia probabilmente origina dal termine latino maior
(maggiore). |
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MERTINI |
Praticamente unico, presente solo a Melegnano ed in un paese
campano, dovrebbe essere dovuto ad un errore di trascrizione del
cognome Martini. |
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MERZAGORA |
Merzagora è decisamente milanese, deriva dal termine medioevale
mercadore
o mercante, traccia di questa cognominizzazione le troviamo nel
1600 a Milano con il Conte Palatino e Senatore Desiderio
Merzagora (+ 3-3-1646). |
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MERZARI
MERZARIO |
Merzari è specifico della zona di San Martino Buon Albergo
(VR), Merzario è tipico di Civenna (CO), derivano dal termine
medioevale merzaro
cioè chi esercitava il mestiere di mercante. Tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo nel vicentino nella seconda metà
del 1400: "MCDXCII indictione decima die lune vigesimo primo
mensis maii, in villa de Rotio Vicentini districtus... ...et
magistro Matheo Merzario quondam magistri Anthoni Merzari de
Suelio...". |
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MESAGLIO
MESSAGLIO |
Mesaglio è specifico dell'udinese, di Udine, Martignacco,
Tavagnacco, Pozzuolo del Friuli e Cividale del Friuli,
Messaglio, praticamente unico, dovrebbe essere il frutto di un
errore di trascrizione del precedente, che dovrebbe derivare da
una forma dialettale arcaica per
messale,
forse ad indicare una posizione di rilievo del capostipite nella
comunità religiosa del suo tempo, tracce di questa
cognominizzazione le troviamo a Ceresetto di Martignacco
nell'udinese fin dal 1400. |
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MESCALCHI
MESCALCHIN |
Mescalchi, quasi unico, sembrerebbe della Lombardia
settentrionale, Mescalchin è tipico di Camponogara nel
veneziano, con buone presenze anche a Mira, Vigonovo, Campagna
Lupia e Dolo, sempre nel veneziano, dovrebbero derivare
direttamente o tramite una forma ipocoristica dialettale dal
termine medioevale latino
scalcus (un
particolare tipo di servo, un capo dei servi),
che indicava la qualifica di responsabile di un settore della
servitù presso una casa patrizia e, per estensione, anche un
pubblico ufficiale superiore. |
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MESCHINI
MESCHINO |
Meschini, abbastanza raro, dovrebbe essere originario della
fascia centrale, Lazio, Umbria e Marche, con un altro probabile
ceppo nel bresciano, Meschino sembrerebbe specifico della zona
di Itri e Gaeta nella provincia di Latina, dovrebbero derivare
da un soprannome legato alla condizione di povertà o indigenza
della famiglia, in tardo latino
meschinus era chiamato lo
schiavo addetto ai lavori più umili. Tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo nella seconda metà del secolo XI°:
"...Ranulfus Meschinus filius Willelmi Meschin omnibus
fidelibus, tam clericis quam laicis, litteras has videntibus vel
audientibus, salutem..", Ricordiamo per analogia il famoso
Guerin Meschino, romanzo epico cavalleresco del 1400. |
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MESIANI
MESIANO
MISIANI
MISIANO |
Mesiani è
assolutamente rarissimo, Mesiano è tipico del valentiano, di
Mileto e Capistrano e del reggino, di Condofuri, Sant'Agata del
Bianco, Bova Marina e Brancaleone, Misiani, molto molto raro, ha
un ceppo nel reggino, che dovrebbe essere derivato da errate
trascrizioni del cognome Misiano, che è tipicamente calabrese,
del crotonese, di Belvedere di Spinello, Cutro e Casabona, con
presenze significative anche nel reggino a Cinquefrondi e Melito
di Porto Salvo, dovrebbe derivare, direttamente o tramite
un'alterazione dialettale, dal nome del paese di Mesiano nel
valentiano, ricordiamo che Mesiano nel 1500 era costituito in
Baronia. La famiglia patrizia dei Mesiani o Mesiano fa parte da
oltre 4 secoli alla nobiltà di Bova e Bovalino (RC), troviamo ad
esempio in un atto del 1658 un certo Carlo Mesiano tra gli
eletti della Terra di Bovalino: "...Noi sottoscritti Sindico et
eletti della Terra di Bovalino facemo piena et indubitata fede
etiam col nostro iuramento a chi ... ...Io Carlo Mesiano
Eletto...". |
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MESINA
|
Mesina è un cognome tipicamente sardo del nuorese, di Orgosolo e
di Urzulei nell'Ogliastra, dovrebbe derivare da un soprannome
originato dal vocabolo sardo logodurese
mesìna (barile,
barilotto per il mosto), forse
a sottolineare una pinguedine del capostipite. |
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MESINI
|
Mesini è
specifico del modenese, di Serramazzoni, Pavullo nel Frignano,
Fiorano Modenese e Modena, dovrebbe derivare da forme aferetiche
dialettali di ipocoristici del nome Tommaso. |
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MESITI
MISITI |
Entrambi specifici del reggino, della zona di Gioiosa Ionica,
Cittanova e Bianco (RC) Mesiti, della zona dei comuni di
Cinquefrondi, Melicucco e Feroleto della Chiesa (RC) Misiti.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Originari del reggino, questi cognomi derivano dal termine greco
mesitis,
che indicava un tempo il mestiere del mediatore o sensale, cioè
colui che, nel campo degli affari, metteva in contatto il
mercante col compratore, mediando appunto il rapporto tra le due
controparti (come, ad esempio, poteva accadere nei mercati di un
tempo). Si tratta, dunque, della cognominizzazione di un nome di
mestiere attribuito al capostipite. |
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MESNAR
MEZNAR |
Mesnar sembra essere ormai scomparso in Italia, Meznar, quasi
unico, è triestino, di origini slovene, dovrebbero derivare da
un soprannome basato sul termine sloveno
meznar,
termine a sua volta originato dal latino
mansionarius
(sacrestano),
indicando che questa fosse probabilmente l'attività del
capostipite. |
|
MESORACA
MESURACA
MISURACA |
Mesoraca è specifico del crotonese, di Cutro in particolare e di
Crotone, Rocca di Neto ed Isola di Capo Rizzuto, Mesuraca è
abbastanza raro ed è tipicamente calabrese, di Crotone e
Catanzaro, Misuraca è diffuso in Calabria, a Rossano ed
Aprigliano nel cosentino, ed a Mesoraca nel crotonese, ed in
Sicilia, a Palermo, Partinico, Giardinello e Cefalù nel
palermitano, a Mazara del Vallo ed Alcamo nel trapanese, a
Mussomeli nel nisseno ed a Canicattì e Sciacca nell'agrigentino,
dovrebbero derivare, anche tramite alterazioni dialettali, dal
nome del paese di Mesoraca nel crotonese, o anche da altre
località siciliane caratterizzate dalla presenza di un ruscello
che le attraversi, dal greco ρέω reo (scorrere)
con il suffisso μέσος mesos (nel
mezzo), cioè
che scorre nel mezzo. |
|
MESSA
MEZZA |
Messa ha un ceppo lombardo nell'area milanese, bergamasca e
bresciana, un ceppo tra napoletano e casertano ed uno nel
barese, Mezza ha un ceppo lombardo soprattutto tra pavese e
lodigiano ed uno tra napoletano e beneventano, dovrebbero
derivare da italianizzazioni del nome femminile longobardo
Metza,
di cui abbiamo un esempio in questo scritto relativo all'anno
1295: "Anno MCCXCV, die Aegidio sacra, Norimbergae Rudolfo in
manum convenisse scribit, Utrum vero in Austria, ut Auctor heic
et vult, exulans obierit illa, dubium est. Nauclerus sane
prodit, marito mortuo una cum filiis Heidelbergam concessisse.
Rudolfo, inquit, mortuo uxor nomine Metza cum filiis ad
Heidelbergam oppidum declinavit. Ludovicus vero filiis, quia
minores erant, tutor in Bavaria factus est....". |
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MESSANA |
Messana è molto diffuso in Sicilia, nel trapanese soprattutto ad
Alcamo, ma anche a Castelvetrano, a Palermo, a Caltanissetta e
Gela nel nisseno, e nell'agrigentino a Ravanusa, Canicattì,
Palma di Montechiaro, Ribera e Racalmuto, deriva da
Messana,
il nome latino della città di Messina, che in epoca imperale era
nota come Messana Nobile Siciliae Caput, probabilmente la città
d'origine dei capostipiti. |
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MESSENA |
Messena, molto molto raro, ha un ceppo nella bassa bresciana, ma
il ceppo originario è siciliano e deriva da una forma arcaica
neogreca Messene
del nome della città di Messina. |
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MESSERE
MESSERI
MESSIERI
MISSERE
MISSERI |
Messere ha un piccolo ceppo a Trieste, un ceppo a Roma ed a
Civitavecchia (RM), uno a Napoli ed a Paduli (BN), uno a Torella
del Sannio (CB), nel barese a Giovinazzo, Bari e Bitonto, a
Foggia e a Cerignola (FG), Messeri è specifico di Firenze e del
fiorentino, Messieri, assolutamente rarissimo, è di Bologna,
Missere è tipico della Puglia, di Torre Santa Susanna e San
Pancrazio Salentino nel brindisino, Misseri parrebbe siciliano,
ha un ceppo a Palermo e Carini (PA), ed uno secondario a
Rosolino e Pachino nel siracusano, dovrebbero derivare dal
termine messere
e da sue modificazioni dialettali, con questo termine si
identificavano in epoca tardo medioevale i personaggi che
occupavano posizioni eminenti come notai, giudici e dottori o
ricchi possidenti. |
|
MESSI
MESSO
MEZZI |
Messi ha un ceppo lombardo a Ponte San Pietro nel bergamasco,
che si è diffuso a Milano e nel resto delle due province, ed un
ceppo marchigiano a Macerata e Recanati, diffuso in tutta la
provincia e ad Ancona, Messo è quasi unico, Mezzi, molto raro,
potrebbe avere più di un ceppo, se ne possono ipotizzare almeno
tre, uno nel Salento, uno nel parmense ed uno nell'alto
bresciano, potrebbero derivare direttamente o tramite variazioni
dialettali dal nome germanico
Metzel e, in alcuni casi
derivare dal nome del popolo gallo dei
Metzis
(quelli che hanno dato il loro nome alla città di Metz in
Francia), forse legionari veterani cui venne attribuita della
terra in occasione del congedo, ma è pure possibile una
derivazione dal fatto che il capostipite facesse di mestiere il
messo
(messaggero). |
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MESSINA |
Presente in modo generalizzato in tutt'Italia, con una grossa
concentrazione in Sicilia, deriva dal toponimo omonimo, rientra
tra i cognomi tipicamente attribuibili a famiglie di religione
ebraica o di origine ebraica.
integrazioni fornite da
Giuseppe Messina
L'origine del cognome Messina risale al 1492, anno in cui nella
Spagna di Isabella di Castiglia e Ferdinando d'Aragona, fu
emesso un decreto che costringeva gli Ebrei ad abbandonare il
regno di Spagna che comprendeva, allora, anche la Sicilia oppure
a convertirsi al cattolicesimo. Molte famiglie ebree siciliane,
per mimetizzarsi
e rendere più difficoltosa la loro individuazione, assunsero
prevalentemente nomi di città commerciali quali Messina e Genova
continuando a praticare la religione ebraica in segreto, si
trattava dei cosiddetti marranos
che una volta scoperti venivano arrestati, torturati, costretti
all'abiura e, in caso di rifiuto, privati dei loro beni e
condannati pesantemente dai tribunali spagnoli con l'esilio. |
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MESSINEO |
Messineo
è specifico del reggino, nella zona dello stretto, e del
palermitano, derivano dalle varie forme usate per indicare
l'etnico di Messina, probabilmente motivato dal fatto che la
famiglia provenisse appunto dall'area messinese. |
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MESSINESE |
Messinese
ha un ceppo siciliano nel ragusano a Vittoria e nell'agrigentino
a Favara e Palma di Montichiaro, ed uno pugliese a Barletta nel
barese ed a Taranto, con un piccolo ceppo anche a San Severo nel
foggiano, si deve prendere in considerazione la derivazione
dall'etnico della città di Messina, ma non si può trascurare la
possibilità di un collegamento con la Messenia greca. |
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MESSINITI |
Messiniti, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del vibonese,
dovrebbe derivare da una forma etnica grecanica stante ad
indicare la provenienza del capostipite dalla città di Messina. |
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MESSORA
MESSORE
MESSORI |
Messora sembrerebbe della zona che comprende le province di
Brescia, Mantova e Modena, probabilmente con origini nel
mantovano, Messore, concentrato nell'area che comprende le
province di Latina e Frosinone, casertano e napoletano, con
probabili origini a Vallemaio (FR), Messori è tipico dell'area
che comprende reggiano e modenese, Modena e Reggio Emilia in
particolare.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Messora, piuttosto raro, è presente quasi esclusivamente nel
nord, fra Lombardia, Emilia Romagna e Liguria, Messore ha un
nucleo principale tra il frusinate, il latinense, il napoletano
e il casertano, Messori, più tipicamente settentrionale, ha un
vasto epicentro fra il modenese e il reggiano, tutti questi
cognomi derivano dall'antico italiano
messore,
col significato di mietitore
(di grano o altri cereali): l'origine del termine, infatti, va
ricercata nel latino messor
(da messus,
participio passato di metere,
cioè mietere),
con uguale significato. In diversi casi, tuttavia, non si può
escludere una derivazione diretta dal nome latino
Messor,
che nell'antichità romana identificava appunto il dio delle
messi. In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni
o dei nomi di mestiere o dei nomi personali dei capostipiti. |
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MESTRE
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Mestre è specifico di Noventa di Piave e San Donà di Piave nel
veneziano, deriva dal nome della città veneziana di Mestre, il
cui nome dovrebbe nascere dal nome latino
Mestrius. |
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METALDI |
Metaldi, assolutamente rarissimo, è specifico della zona che
comprende il comasco ed il verbanese, dovrebbe derivare
dall'italianizzazione del nome medioevale germanico
Mechthild
o del suo alterato Methald,
probabilmente portato dal capostipite. |
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METALLI
METALLO |
Metalli ha un ceppo a Rimini e Riccione nel riminese ed a
Ravenna, ed uno a Roma, Metallo, presente anche a Roma, ha un
ceppo a Calitri nell'avellinese, un ceppo nel cosentino a
Montalto Uffugo, Amantea, Rende e Cosenza, ed un ceppo in
Sicilia a Rosolini nel siracusano ed a Ragusa, l'origine di
questi cognomi potrebbe essere da una forma alterata del nome
medioevale germanico Methald
(vedi METALDI), ma è anche possibile una derivazione da un
soprannome originato dal fatto che i capostipiti estraessero o
lavorassero i metalli, troviamo tracce di queste
cognominizzazioni nel 1500 a Roma: "...Castallus Metallus, civis
romanus, unus de 13 Consiliariis Urbis, volendo sapere le
schiatte della sua commandaria, la qual mo si dice la Regina et
Chechalario, et volendo distinguer le famiglie, et loro
avvenimenti, ciò che essa vidde, et dalli antiqui intese, e
disse ch'in sua commandaria erano 12 schiatte di gentil'huomini
et 272 di popolari...". |
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METELLI |
Si
individuano tre ceppi, uno importante nel bresciano, uno in
Umbria ed uno nel Lazio, dovrebbe derivare dal cognomen latino
Metellus. |
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METIDIERI
MITIDIERI
MITIDIERO
MUTIDIERI |
Metidieri sembra avere un unica presenza nel salernitano,
dovrebbe essere dovuto ad un errore di trascrizione di
Mitidieri, che è tipicamente meridionale, della fascia che
comprende la Lucania, il tarantino ed il cosentino, Lagonegro,
Lauria, Latronico, San Severino Lucano e Maratea nel potentino,
Policoro e Nova Siri nel materano, Taranto e nel cosentino
Cosenza ed Amendolara, Mitidiero, praticamente unico,
sembrerebbe del salernitano, Mutidieri, quasi unico, specifico
del materano, dovrebbe essere una forma alterata del cognome
Mitidieri, potrebbe essere di origini francesi e derivare dal
cognome brettone Mitidiere,
probabilmente originatosi da un'alterazione dialettale arcaica
del termine medioevale francese
mestivier (mietitore). |
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METTIMANO |
Mettimano, molto molto raro, è specifico dell'area teramano,
pescarese, potrebbe derivare da un soprannome originato da una
particolare laboriosità del capostipite, ma non si può escludere
che possa derivare da un nome
Mettimano, attribuito al
proprio figlio come augurio di una vita piena di buoni
risultati, riferito alla frase dell'Apocalisse: ".. Un altro
angelo uscì dal tempio, gridando a gran voce a colui che stava
seduto sulla nube: "Metti mano alla tua falce e mieti; poiché è
giunta l'ora di mietere, perché la mèsse della terra è matura".
..", nome probabilmente portato dal capostipite. |
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MEUCCI
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Meucci è
tipicamente toscano, dovrebbe derivare dall'ipocoristico
dell'aferesi di nomi come Bartolomeo, di quest'uso abbiamo un
esempio in quest'atto senese della seconda metà del 1300:
"...Item ebbe dal Comune predetto, del terreno del comune di
Siena, terra posta nela detta corte e luogo detto Paradixo, ala
quale dal'una parte è de Andrea di Curradino e di sopra di
Meuccio di Ciatto e dal'altra di Francesco di Ciatto; la quale è
due quarti di staio a tavola...". Personaggio di assoluto
rilievo con questo cognome è stato Antonio Meucci (1808-1889)
celebre principalmente per l'invenzione del telefono. |
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MEZZACASA |
Mezzacasa
è tipico del bellunese, di La Valle Agordina, Sospirolo e Santa
Giustina, dovrebbe derivare dal nome del paese di Mezzacasa, una
frazione di Sospirolo nel bellunese, probabile luogo d'origine
dei capostipiti. |
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MEZZADRA
MEZZADRI
MEZZADRO
MEZZADROLI
MEZZARI
MEZZARO
MEZZERA
MEZZERO |
Mezzadra
è tipico di Pavia e del pavese, di Broni, Cava Manara e Voghera,
Mezzadri è tipicamente emiliano, di Piacenza e del piacentino e
di Parma e del parmense in particolare, potrebbe derivare dal
toponimo Mezzadri nel parmense, Mezzadro, quasi unico, è
probabilmente dovuto ad errori di trascrizione, Mezzadroli,
praticamente unico, è emiliano, Mezzari, molto raro, è di Verona
e del veronese, Mezzaro è tipico di Campodoro (PD), Mezzera è
tipico lombardo, del lecchese in particolare di Bellano e
Colico, Mezzero, assolutamente rarissimo, sembrerebbe specifico
di Grazzanise nel casertano, dovrebbero tutti derivare da
soprannomi originati dall'occupazione della famiglia, quella
cioè di curare a mezzadria dei terreni. |
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MEZZALIRA |
Mezzalira
è un cognome decisamente veneto, del padovano, di Grantorto,
Padova e San Martino di Lupari, del Vicentino di Bassano del
Grappa e Bressanvido, e di Venezia, dovrebbe derivare da un
soprannome di difficile interpretazione, potrebbe riferirsi alla
moneta da mezza lira veneta del 1800 ed indicare forse nel
capostipite una discreta disponibilità. |
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MEZZANOTTE |
Mezzanotte è diffuso nella fascia centrale che comprende Marche,
Umbria Lazio ed in Abruzzo il pescarese, presenta ceppi anche
nel modenese ed in trentino, potrebbe derivare da un nome
attribuito ad un figlio venuto al mondo proprio a mezzanotte,
che sarebbe poi diventato capostipite di questi ceppi. |
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MEZZAROMA |
Mezzaroma è tipico di Roma e di Tivoli nel romano, dovrebbe
trattarsi di un'errata trascrizione, o di una forma alterata
dialettalmente del cognome
Mezzasoma (vedi MEZZASOMA). |
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MEZZASALMA |
Tipico della Sicilia meridionale, del ragusano in particolare,
dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine locale
salma,
una misura di superficie del terreno pari a 37.680 mq., e
starebbe ad indicare un contadino padrone di un piccolo pezzo di
terra o un uomo da poco. |
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MEZZASOMA |
Mezzasoma è specifico del perugino, in particolare di Perugia,
ma anche di Magione e Corciano, con un ceppo anche a Roma,
dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine
soma (carico,
unità di misura equivalente alla
capacità di trasporto di un asino),
forse ad indicare nel capostipite uno scaricatore o uno di
corporatura minuta. |
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MEZZATESTA |
Mezzatesta ha un ceppo nel reggino a Santa Cristina
d`Aspromonte, Molochio e Cinquefrondi, ed due ceppi in Sicilia a
Palermo e nel palermitano a Ficarazzi, ed a Catania, dovrebbe
derivare da un soprannome, tracce di questa cognominizzazione le
troviamo a Seminara nel reggino fin dal 1700, dove in un
registro delle intestazioni feudali all'anno 1733 leggiamo: "..
Cannavà seu Pirara Mezzatesta Agazio ..". |
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MEZZETTI
MEZZI
MEZZO |
Mezzetti ha un ceppo a Trieste ed è molto diffuso nell'area che
comprende il modenese, il ferrarese e soprattutto il bolognese,
il fiorentino, con presenze sparse in Toscana, l'Umbria, il
viterbese, il reatino ed il romano, Mezzi, abbastanza raro,
potrebbe avere più di un ceppo, se ne possono ipotizzare almeno
tre, uno nel Salento, uno nel parmense ed uno nell'alto
bresciano, Mezzo ha un ceppo nel torinese ed uno a Mondragone
nel casertano, e nel napoletano, potrebbero derivare,
direttamente o tramite ipocoristici, dal nome medioevale
germanico Metzi
o Metzo,
forme alterate del più comune
Matzo o
Mazo
(vedi MAZZI), in qualche caso potrebbero derivare da nomi di
località. |
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MEZZOGORI |
Specifico
del ferrarese, dovrebbe derivare dal toponimo Mezzogoro nel
ferrarese. |
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MEZZOIUSO |
Mezzoiuso, molto molto raro, è specifico del palermitano, di
Partinico, Ficarazzi e Misilmeri, dovrebbe derivare dal nome del
paese di Mezzoiuso nel palermitano, probabile luogo d'origine
del capostipite, paese che deve il suo nome all'arabo
Manzil Yusuf,
cioè casale di Yusuf
(Giuseppe). |
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MEZZOMO |
Mezzomo sembrerebbe specifico del bellunese, dovrebbe derivare
da un soprannome probabilmente scherzoso riferito alla statura
bassa del capostipite.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
cognome veneto abbastanza raro, derivato dal cognome base
MEZZI
+ uomo.
In origine era probabilmente un soprannome augurale: che il
nuovo nato diventasse un uomo con molte risorse economiche. |
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MEZZOTERO |
Mezzotero, molto raro, decisamente calabrese, sembra specifico
di Coriglkiano Calabro nel cosentino e di Cirò nel crotonese,
dovrebbe essere di origini greche e derivare da un soprannome
grecanico attribuito a chi provenisse da una zona centrale. |
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MI
MY |
Mi,
quasi unico è del leccese, My, decisamente più diffuso, è
specifico del Salento, di Nardò, Leverano, Martano nel leccese,
di Manduria nel tarantino e di Brindisi, esistono due teorie
circa l'origine di questi cognomi, la prima li fa derivare da
una forma normanna apocopaica contratta del nome
Maria, la
seconda li considera di origini slave dal nome
Mych o
Myk,
una forma apocopaica del nome
Michele, ma anche una forma
aferetica contratta del nome
Domenicus. |
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MIALE
MIALI |
Miale ha un ceppo a Napoli, uno a Grottaglie nel tarentino, a
San severo nel foggiano e ad Acquaviva delle Fonti nel barese,
Miali ha un ceppo a Martina Franca nel tarantino ed uno a
Carbonia in Sardegna, dovrebbero derivare dall'italianizzazione
del nome ebraico Michal
o Michael
(Michele),
probabilmente portato dai capostipiti. |
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MIANI
MIANINI
MIANO |
Miani ha
un nucleo veneto friulano, uno emiliano, uno nella provincia
romana ed uno nel barese, Mianini, praticamente unico, è
probabilmente dovuto ad un errore di trasacrizione, Miano ha un
ceppo romano ed un nucleo importante in Campania, dovrebbero
derivare da contrazioni del nome Emiliano o Massimiano, tracce
di queste cognominizzazioni ne abbiamo ad esempio in questo
scritto del 1512: "...Eo die in sero venit d,nus Carolus Mianus
Venetus sine mandato aliquo Venetorum cum Cagnolo, et proclamari
fecit quod iniuria aliqua non fieret in Bergomo...". |
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MIANULLI |
Mianulli è tipico della zona tra tarantino e materano, di
Montescaglioso e Bernalda nel materano e di Palagianello, Ginosa
e Castellaneta nel tarantino, potrebbe derivare
dall'ipocoristico aferetico di nomi come
Massimiano
o Vendemiano,
o anche dall'italianizzazione del nome turco
Manolya. |
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MIATELLO
MIATTA
MIATTI
MIATTO |
Miatello è tipicamente veneto, del padovano, di San Martino di
Lupari, San Giorgio in Bosco, Tombolo e Cittadella e del
trevigiano, di Morgano e Castelfranco Veneto, Miatta e Miatti,
quasi unici, dovrebbero essere forme alterate del cognome
Miatto, che, anch'esso veneto, è di Scorzè e Venezia nel
veneziano, di Padova, e di Treviso, Casier e Preganziol nel
trevisano, questi cognomi dovrebbero derivare da forme
ipocoristiche aferetiche, anche composte, del nome
Bartolomeo. |
|
MICACCI
MICACCIO |
Micacci e
Micaccio sono cognomi che sembrano ormai quasi scomparsi in
Italia, sembrerebbero essere il primo marchigiano ed il secondo
siciliano, dovrebbero derivare da una forma aferetica contratta
di un peggiorativo del nome Domenico o da una contrazione del
nome Michele. |
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MICAELLI |
Micaelli, assolutamente rarissimo, potrebbe essere di lontane
origini ebraiche, sembrerebbe toscano, forse del livornese, ma è
ben presente anche in Corsica, dovrebbe derivare da
un'italianizzazione del nome ebraico
Michael,
altra forma del nome Michaiah
(fatto ad immagine di Dio). |
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MICALE
MICALI |
Micale è
ben diffuso in Sicilia, soprattutto a Catania, Palermo, Capo
d`Orlando e San Pier Niceto (ME), Micali è decisamente
messinese, derivano da modificazioni dialettali del nome
Michele. |
|
MICALETTI
MICALETTO |
Micaletti, molto molto raro, sembrerebbe dell'Abruzzo costiero,
con un ceppo forse anche nel brindisino, Micaletto, anch'esso
molto raro, è specifico della zona che comprende i comuni di
Casarano, Melissano, Taviano e Taurisano nel Salento, derivano
da modificazioni del nome bizantino Michaelius. |
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MICALIZZI |
Tipico
della Sicilia e del reggino, deriva da una modificazione
dialettale del nome bizantino Michaelius. |
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MICARI
|
Micari ha un ceppo a San Roberto nel reggino, emanazione del
ceppo Messinese che ha presenze anche a Milazzo e Falcone sempre
nel messinese e ad Agrigento, potrebbe essere di origini greche
e derivare da una modificazione del cognome greco
Makris
derivato dal toponimo omonimo.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Micari è cognome calabrese che viene dal cognome greco
Mìkaros.
Rohlfs 175. |
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MICCICCHÈ
MICCICHÈ
MICICCHÈ |
Tipico siciliano Miccichè e le sue varianti Miccicchè e
Micicchè, derivano dal toponimo Miccichè feudo di Villalba (CL)
a sua volta derivato dal termine arabo
Miciken (
terra nera),
troviamo tracce di questo cognome nel XII° secolo quando il
nobile casato dei Miccichè governa il feudo di Villalba, a
Scicli (RG) nel 1600 troviamo il nobile Giuseppe Micciché. |
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MICCIULLA
MICCIULLI
MICCIULLO |
Micciulla, sicuramente siciliano, ha due ceppi, uno a Sant'Agata
di Militello nel messinese ed uno nel siracusano a Siracusa,
Melilli e Floridia, Micciulli, estremamente raro, è calabrese,
probabilmente del cosentino, Micciullo, ancora più raro,
sembrerebbe del cosentino, questi cognomi possono derivare da
forme ipocoristiche dialettali del nome Miccio, una forma
contratta aferetica dialettale del nome
Domenico,
secondo altri derivano invece da soprannomi originati dal
termine dialettale siciliano
miccio (stoppino
dei lumi ad olio), una terza
ipotesi licollega ad una forma ipocoristica dialettale del nome
ebraico Mishael,
o del nome turco Mücella,
anche se quest'ultima ipotesi appare veramente improbabile. |
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MICCOLI
MICCOLIS |
Miccoli
dovrebbe essere originario della penisola salentina, Miccolis
sempre pugliese sembra più del barese, derivano da variazioni
dell'aferesi del nome Domenico ( Menico - Micco - ...). |
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MICELA
MICELE
MICELI
MICELLI |
Micela, abbastanza raro, è siciliano di Palermo e Caccamo nel
palermitano, Micele, estremamente raro, sembra essere tipico di
Locorotondo (BA), Miceli è molto diffuso in tutt'Italia. il
ceppo calabrese potrebbe derivare da San Miceli (CS), Micelli ha
due ceppi, uno nel Salento ed uno nella Venezia Giulia, derivano
da una modificazione del nome
Michele. |
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MICERA
MICERI
MICERO |
Micera ha
un ceppo a Napoli e dintorni ed uno nel tarantino nella zona che
comprende Manduria, Grottaglie e Taranto, Miceri e Micero, quasi
unici sono napoletani, tracce di queste cognominizzazioni le
troviamo a Napoli nel 1600 con un tal Francesco Antonio Micera. |
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MICHELACCI
MICHELASSI
MICHELAZZI
MICHELAZZO
MICHIELAZZO |
Michelacci, abbastanza diffuso, sembra essere forlivese,
Michelassi, molto raro, è fiorentino, Michelazzi, molto raro
sembra avere un ceppo triestino, mentre Michelazzo parrebbe
vicentino, Michielazzo, assolutamente estremamente raro, che è
quasi sicuramente un'alterazione dialettale del precedente, è
anch'esso veneto, dovrebbero tutti derivare da una variazione
ipocoristica, apparentemente dispregiativa, del nome Michele. |
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MICHELATTI |
Michelatti, molto molto raro, è specifico del vercellese, di
Santhià e Tronzano Vercellese, potrebbe derivare da un
soprannome dialettale originato dal termine dialettale arcaico
michelatt
(uno che
se la gode, che se la spassa).
integrazioni forniti da
Corrado Michelatti
Si hanno tracce di questo cognome presso l'archivio parrocchiale
di Tronzano Vercellese fin dal 1600. |
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MICHELE
MICHELETTA
MICHELETTI
MICHELETTO
MICHELI
MICHELINI
MICHELINO
MICHELLI
MICHELOTTI
MICHIELI
MICHIELOTTO |
Michele, molto raro, ha un ceppo nell'aquilano, uno nel
beneventano ed uno nel potentino, Micheletta, assolutamente
rarissimo, parrebbe del reggino, di Bova Marina in particolare,
Micheletti è diffuso in tutto il centronord, soprattutto in
Lombardia e Toscana, Micheletto è tipicamente veneto, Micheli è
diffusissimo in tutto il centronord, Michelini è diffuso in
tutto il nord, Toscana, Marche e Lazio, Michelino, molto molto
raro, è tipico napoletano, Michelli ha un ceppo friulano nella
zona di Cavazzo Carnico (UD) vicino a Tolmezzo ed uno nella zona
di Rapino (CH), Michelotti è molto diffuso in tutto il
centronord, Michieli è diffuso in tutta l'area veneto, friulano,
giuliana, Michielotto è decisamente specifico del padovano, di
Padova, Vigonza e Ponte San Nicolò, dovrebbero derivare tutti,
direttamente o tramite modificazioni ipocoristiche e o
dialettali, dal nome Michele,
che trae origine dal nome ebraico
Mi-Kha'El,
composto da mi
(chi, colui che),
kha
(come)
ed El,
dorma apocopata di Elohìm
(Dio),
con il senso di Colui che è come
Dio.
integrazioni fornite da
Stefano Michieletto
i micheletti
erano soldati di ventura spagnoli, li troviamo più volte citati
ne I promessi sposi
nei capitoli 13 e16.
integrazioni fornite da
Cesare Micheletti
il cognome Micheletti è presente anche in Trentino,
particolarmente in val di Non e val d'Adige, con origine certa,
almeno per quanto riguarda la mia famiglia, al 1490. Prima di
quella data non vi sono registri anagrafici e quindi non è stato
possibile stabilire quale sia la provenienza del ceppo, posto
che non sembra essere tra i cognomi autoctoni. E' interessante
notare che il cognome della nostra famiglia è rimasto inalterato
da quando vi è tradizione scritta. |
|
MICHELESSI |
Michelessi, molto raro, è tipico dell'area picena, con un ceppo
anche a Roma, dovrebbe trattarsi di una forma patronimica, dove
il suffisso -essi,
acquisisce il valore del gruppo
dei figli di, riferito ad un
capostipite il cui padre si fosse chiamato
Michele. |
|
MICHELIN |
Tipico del basso Veneto e Friuli, ha anche un ceppo originario
in Piemonte, ovvia la derivazione dialettale dal nome Michele,
anche se in alcuni casi potrebbe derivare da toponimi come San
Michele di Piave (TV) o San Michele al Tagliamento (VE) o anche
San Michele (TS).
integrazioni fornite da
Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
Il cognome Michelin ha due origini diverse una veneto-friulana e
l'altra piemontese. I Michelin del Nord-Est si trovano
soprattutto nelle province di Udine, Treviso, Vicenza e venezia.
Invece i Michelin piemontesi sono della Val Pellice (TO): In
particolare di Torre Pelice, Luserna S. Giovanni, Villar
Pellice. In Val Pellice fino all'Ottocento si parlava francese e
pertanto questo cognome dovrebbe essere pronunciato alla
francese ancora oggi, almeno sul posto. Sarebbe originaria della
provincia di Torino anche la famiglia Michelin proprietaria
dell'omonima industria di pneumatici francese. |
|
MICHELON |
Tipicamente veneto, deriva da una variazione dialettale del nome
Michele. |
|
MICHELUSSI
MICHELUTTI |
Michelussi è unico, Michelutti è invece ben presente
nell'udinese, a Udine, Rive D`Arcano, San Daniele del Friuli,
Premariacco, Pagnacco e Tavagnacco, si tratta di ipocoristici
dialettali con valore patronimico e sta per i figli di Michele. |
|
MICHETTI
MICHETTO
MICHINI
MICHINO
MICO
MICONE
MICONI
MICOTTI |
Michetti è tipico del Piceno, Abruzzo e Lazio centrale,
Michetto, praticamente unico, parrebbe piemontese, così come
Michino, Michini invece è specifico del teramano, di Teramo,
Canzano e Giulianova, Mico, estremamente raro, sembrerebbe
tipico dell'area siculo, calabrese, Micone ha un ceppo a Roma ed
uno molto piccolo a San Massimo nel campobassano, Miconi ha un
ceppo friulano nell'udinese a Reana del Rojale, Cassacco ed
Udine, un ceppo nel maceratese, a San Severino Marche, Tolentino
e Loro Piceno, un ceppo a Terni, un ceppo abruzzese a L'Aquila
ed Ocre nell'aquilano, ed un ceppo a Roma ed a Campagnano di
Roma, Guidonia Montecelio, Fiumicino e Velletri nel romano ed a
Poggio Nativo nel reatino, Micotti, molto molto raro, ha un
piccolo ceppo nel verbanese ed uno nel lucchese, dovrebbero
tutti derivare da contrazioni dell'aferesi del nome
Domenico,
da Domenico,
per contrazione Mico
e quindi gli ipocoristici
Michino e
Michetto
o l'accrescitivo Micone,
ma è pure possibile che in alcuni casi derivino da
un'alterazione per contrazione di ipocoristici del nome
Michele,
o da forme aferetiche del nome medioevale
Amico. |
|
MICHIENZI |
Michienzi è tipico della provincia di Catanzaro, di Curinga in
particolare e di Filadelfia nel vibonese, che sembra essere
stata la zona d'origine del cognome, difficilile individuare una
possibile origine etimologica, anche se si può ipotizzare una
derivazione dal termine albanese
mikeshë (amica),
l'ipotesi che possa derivare dal cognome scozzese Mac Henzie o
dall'irlandese Mc Henzie non può comunque essere scartata. |
|
MICILLO |
Tipico
del napoletano e casertano, deriva da una modificazione
dialettale del nome Michele. |
|
MICLAVEZ |
Assolutamente rarissimo è di origini slovene, deriva dal
patronimico di Nicola, in sloveno Mik1ávz, Miklavec (figlio di
Nicola). |
|
MICOL
|
Micol,
molto molto raro, ha un ceppo triestino ed uno nel torinese, in
particolare a Perosa Argentina e Perrero, il ceppo piemontese
incentrato nell'area valdese di Villasecca deriva da Micol, la
versione provenzale del nome dell'arcangelo Michele,probabile
nome del capostipite, per il ceppo triestino si considera più
probabile una derivazione diretta dal nome ebraico Micòl, si
tratterebbe allora di un matronimico. |
|
MICOSSI |
Micossi,
molto raro, è tipico dell'udinese, potrebbe derivare
dall'accrescitivo dell'aferesi di soprannomi originati o dal
termine amico o dalla contrazione del nome Michele. |
|
MICOZZI |
Micozzi ha un ceppo nella provincia di Roma, a Roma stessa ed a
Subiaco, in Abruzzo, particolarmente a Martinsicuro e nelle
Marche a Macerata e provincia, dovrebbe derivare
dall'ipocoristico della contrazione dell'aferesi del nome
Domenico.
integrazioni fornite da
Francesco Micozzi
Il cognome Micozzi si è diffuso nel Maceratese verso il 1500, ma
l 'origine del cognome risale al 1300 circa, nella città di
Firenze, ma si è diffuso a partire dal 1500 con lo spostamento
della famiglia originaria).Un ramo si è distaccato dal
maceratese sul finire del 1600 ed ha dato origine alle famiglie
Abruzzesi. L'enorme numero delle famiglie Micozzi nel Lazio è
dato da numerosi spostamenti avvenuti in gran parte negli ultimi
decenni, dalle zone maceratesi ed abruzzesi. Infatti,se per i
Micozzi di Macerata è possibile trovare un capostipite comune e
così per quelli abruzzesi (capostipiti che poi si riuniscono
sempre nel maceratese) non è così per quelli del Lazio, perchè
provengono da diverse zone di Marche e Abruzzo ed in diversi
periodi. |
|
MICUCCI
MICUCCIO |
Micucci
sembrerebbe tipico della fascia adriatica di Marche ed Abruzzo,
ma presenta anche ceppi in Basilicata a Moliterno (PZ) e
Ferrandina (MT) ed in Puglia a San Severo (FG) e Sammichele Di
Bari e Casamassima (BA), Micuccio, assolutamente rarissimo è
probabilmente dovuto ad errori di trascrizione del precedente,
dovrebbero derivare dalla contrazione dell'aferesi del nome
Domenico. |
|
MICULAN |
Miculan è tipico di Codroipo nell'udinese, dovrebbe derivare dal
nome dalmata Mikula,
ma potrebbe anche derivare da un soprannome originato dal
termine latino micula
(briciola,
nel senso di minuto, piccolo). |
|
MIDALI
|
Di
origine bergamasca, deriva da una variazione dell'aferesi del
nome Amedeo. |
|
MIDIRI
|
Midiri, abbastanza raro, è tipico di Messina e del messinese, di
Saponara, Rometta e Venetico, dovrebbe derivare dal nome
medioevale normanno Midhir. |
|
MIELE
MIELI |
Miele sembrerebbe tipico dell'area che comprende il Lazio, la
Campania ed il foggiano, ma lo si trova anche nel fiorentino,
nel veneziano ed in Lombardia, Mieli sembra invece specifico di
Roma e della sua provincia, soprattutto di Mentana, questi
cognomi derivano dal nome medioevale
Miele,
attribuito al figlio così desiderato da poter considerare il suo
arrivo dolce come il miele, in alcuni casi si può anche trattare
di forme contratte del nome Michele. |
|
MIES
|
Mies,
molto molto raro, è un cognome veneziano dell'area veneto,
friulana, dovrebbe derivare dal nome del Col de Mies vicino ad
Alleghe nel bellunese, probabile luogo di provenienza del
capostipite. |
|
MIESI
|
Rarissimo, si trova solo in provincia di Lodi e a Melegnano. |
|
MIETTO
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Dovrebbe
essere originario della zona tra Vicenza e Padova, deriva da una
variazione dell'aferesi del nome Bartolomeo o più raramente
Romeo (Bartolomeo - Meo - ...). |
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MIGALE
MIGALI |
Entrambi
tipici calabresi, di Catanzaro e Cutro (KR) in particolare,
Migali ha un ceppo anche nel Salento a Galatone (LE), dovrebbe
derivare da un nome di località legato alla presenza di un
tempio dedicato alla dea Migale : "...Megalensia vocantur quod
ea dea Migale appellatur...". |
|
MIGHETTI
MIGHETTO |
Mighetti, molto raro sembra lombardo, Mighetto sempre molto raro
parrebbe specifico dell'astigiano, di Refrancore (AT) in
particolare, potrebbe derivare dal diminutivo dell'aferesi di
nomi come Remigio.
integrazioni fornite da
Paolo Mighetto
il cognome Mighetto è attestato presso il comune di Refrancore
(provincia di Asti) fin dal 1718. In un documento è citato tale
Antonio Mighetto, giunto in tale anno a Refrancore forse da
Brovello Carpugnino. La famiglia Mighetto è attestata con
continuità a Refrancore e adesso il cognome, oltre che nello
stesso paese, è presente a Torino e in America del Nord. |
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MIGLI
MIGLINI
MIGLINO
MIGLIO |
Migli ha due ceppi, uno nel piacentino ed uno in Toscana tra
Pisa e Livorno, Miglini, assolutamente rarissimo, è del
novarese, Miglino sembrerebbe del salernitano, di Agropoli,
Ogliastro Cilento e Salerno, Miglio ha un ceppo tra le province
di Milano e Verbania ed uno nel torinese, ma si possono stimare
anche ceppi in Calabria e nelle Puglie. Una possibile
derivazione del cognome Miglio in Lombardia, può essere
dall'aferesi del toponimo Guardamiglio, per gli altri casi, si
possono solo ipotizzare derivazioni da nomi di località o da
caratteristiche della zona di provenienza, quali campi di miglio
o simili.
integrazioni fornite da
Maurizio Miglio
la provincia di origine del cognome è quella di Novara, ed in
modo particolare del comune di Bellinzago Novarese, ove sono
tuttora concentrati il maggior numero di Miglio in Italia (fonte
elenchi telefonici consultabili on line). La presenza del
cognome è documentabile almeno dal XV°-XVI° secolo, ed ha dato
anche un illustre figlio, come si può leggere dal testo che ho
estrapolato dal sito del Comune. Il soprannome di famiglia di
Padre Liberio Miglio è tuttora esistente. STEFANO MIGLIO Teologo
- martello degli eretici. Nell'interno della corte all'attuale
n. 11 di Via Don Minzoni (Ruga Nova), in una camera al primo
piano di una casa rustica, il 13 o il 14 febbraio 1647 da
Giovanni Pietro e Maria Gavinelli nacque un bambino, cui fu poi
dato il nome di Stefano. Ed ai Zampaûl, secondo la tradizione,
deve assegnarsi il nostro. Ebbe parecchi fratelli. Vuole la
tradizione che egli fino all'età di vent'anni circa si sia
dedicato all'agricoltura; quando, sentendo in sé la vocazione
alla vita monastica, e trovando nella famiglia opposizioni di
ogni sorta, un bel giorno, legato l'asino ad una pianta del
campo, dove, dopo un bisticcio più crudo del solito, era stato
costretto ad andare a lavorare, se ne fuggì per non si sa dove.
Se ne preoccuparono in casa, quando, fattasi sera, non lo videro
ritornare. Il 10 agosto 1670 in Milano, nel convento dei
Carmelitani Scalzi e nella chiesa da poco dedicata a San Carlo,
Stefano Miglio dava il suo nome alla religione dei riformati di
S. Elia, chiamandosi Liberio di Gesù. Fu subito dopo avviato a
Bologna per gli studi di filosofia e di teologia nel convento
che là pure i Carmelitani tenevano. Quivi pertanto rimase per
otto anni padre Liberio, compiendo il corso con somma lode. |
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MIGLIACCI
MIGLIACCIO |
Migliacci, abbastanza raro, è toscano, con un ceppo a Cortona
(AR) uno a Livorno ed uno a Prato, Migliaccio è diffuso a
macchia di leopardo in tutto il sud, con massima concentrazione
nel napoletano e casertano, dovrebbero derivare da modificazioni
dialettali di un ipocoristico peggiorativo dell'aferesi del nome
Emilio.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Migliaccio è cognome siciliano e in generale del sud, viene dal
calabrese 'migghiazzu'
= sorta di graminacea.
Rohlfs, 129. |
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MIGLIARI |
Specifico
del ferrarese, deriva dal toponimo Migliaro (FE). |
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MIGLIARO |
Sembra
specifico del salernitano, di San Valentino Torio in
particolare, dovrebbe derivare dal nome di una località,
Contrada Migliaro di Salerno. |
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MIGLIAVACCA |
Specifico dell'area tra Milano e Pavia, deriva da una variazione
del soprannome originato dal vocabolo dialettale arcaico
majavaca (chi mangia le vacche). Fu una nobile famiglia milanese
in epoca viscontea e sforzesca, possedeva un feudo nella zona di
Binasco che poi estesero al territorio di Locate Triulz; molti
personaggi importanti, come capitani feudali, podestà e Vicari
Generali furono dei Migliavacca.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Migliavacca, oltre all'ipotesi di 'colui
che mangia carne di vacca', ve
n'è una seconda di O. Lurati : si tratterebbe di un "soprannome
scherzoso" documentato già nel 1220. Si sarebbe formato da
un'alterazione dell'imperativo "muglia"
(trasformato in "miglia"),
voce locale che sta per "mungi". |
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MIGLIETTA
MIGLIETTI
MIGLIETTO
MIGLIOZZI
MIGLIUCCI |
Miglietta è tipico del Salento con un possibile ceppo non
secondario in Piemonte, Miglietti, molto raro, sembra
piemontese, Miglietto, quasi scomparso, dovrebbe essere
piemontese, Migliozzi ha un ceppo nel maceratese a San Severino
Marche, Treia e Tolentino, un ceppo a Roma e Latina ed uno
nell'area casertana a Carinola, Teano, Calvi Risorta, Sessa
Aurunca, Falciano del Massico, Giano Vetusto e Formicola, ed a
Napoli, Migliucci, molto raro, ha un ceppo campano, tra
casertano e napoletano, ed uno salentino, dovrebbero derivare da
varie forme ipocoristiche, diminutive e vezzeggiative
dell'aferesi del nome Emilio. |
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MIGLIOLA
MIGLIOLI
MIGLIOLO |
Migliola, assolutamente rarissimo, ha un piccolissimo ceppo a
Terni, Miglioli ha un ceppo nel cremonese, a Cremona e Corte de'
Frati, un ceppo a Milano ed uno a Brescia, un ceppo nel
modenese, a Modena, Sassuolo e Castelfranco Emilia, con ceppi
anche a Bologna e Ferrara, e qualche presenza nel rovigoto,
Migliolo è quasi unico, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Miliolus, Miliola,
una forma ipocoristica aferetica del nomen latino
Aemilius. |
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MIGLIONICO |
Miglionico è specifico dell'area pugliese lucana, di Potenza in
particolare e di Satriano di Lucania e Pignola nel potentino e
di Matera, di Altamura nel barese e di San Giovanni
Rotondo,Viuco del Gargano e Rodi Garganico nel foggiano,
dovrebbe derivare dal nome del paese di Miglionico nel materano,
l'ipotesi che possa derivare dal termine tardo latino
mulionicos
(mulattiere)
è altamente improbabile. |
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MIGLIOR |
Assolutamente rarissimo, sembra specifico del cagliaritano,
potrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo sardo
migliòri (migliore). |
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MIGLIORA
MIGLIORE
MIGLIORI
MIGLIORINA
MIGLIORINI
MIGLIORINO |
Migliora è molto raro e dovrebbe essere originario
dell'alessandrino al confine con la provincia di Pavia, Migliore
ha un grosso nucleo in Sicilia, uno tra napoletano e casertano,
ed uno tra torinese e cuneese, Migliori ha un nucleo tra
modenese, bolognese e fiorentino, uno tra le province di Roma e
di Latina ed un piccolo ceppo nel Piceno, Migliorina è unico,
Migliorini è diffuso in tutto il centro nord, Migliorino ha un
ceppo nel salernitano, uno nel reggino, uno nel catanese, uno
nel ragusano, in particolare a Scicli ed uno nell'agrigentino,
derivano tutti, direttamente o attraverso modificazioni
ipocoristiche, dal nome medioevale italiano
Meliore
di cui abbiamo un esempio in una
Cartula vinditionis
dell'anno 1086: "...Constat nos Dominico, abitator in loco
Canale, et Meliore iugalibus filia quondam Iohanni, de loco
Canale, michi Meliore consentiente suprascripto Dominico iugale
meo accipisemus...". |
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MIGLIORANZA |
Miglioranza è tipicamente veneto, di Paese, Quinto di Treviso,
Istrana, Mogliano Veneto e Morgano nel trevisano, di Schio,
Marano Vicentino, Santorso e Vicenza nel vicentino e di
Portogruaro nel veneziano, dovrebbe derivare dal nome medioevale
Miglioranza,
nome attribuito a figli cui si auspicava un futuro migliore,
dell'uso di questo nome abbiamo un esempio in un atto del 1276
dove " Bartolomeo da Castelfranco d'ordine di Tisone decano
della chiesa Trevigiana - sede vacante - , Alberto figlio
quondam Zano, Benincasa detto Bataya, Nascimbene figlio quondam
Belegoto, Negro figlio quondam Miglioranza, Bocio figlio quondam
Mano, Wido detto Sarletto, Bonaccorso detto Laurello giurano
dinnanzi ai Consoli di Castelfranco...", ed in una piccola
lapide risalente all'anno 1333, esposta in una chiesetta di
Thiene nel vicentino, dove possiamo leggere: "Haec capella Beati
Vicentii condita fuit per dominos Melioranciam, Ugucionem et
Marchum fratres, natos quondam domini Vicentii de Tienis, cives
vicentinos eiusdem capelle patronos in MCCCXXXIII indicione
prima, die mercurii v madii". |
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MIGNACCO |
Mignacco ha un piccolo ceppo nell'alessandrino, a Novi Ligure in
particolare ed a Genova e nel genovese, con un ceppo anche a
Teano nel casertano, dovrebbe derivare da un soprannome basato
su di una forma ipocoristica arcaica del termine provenzale e
francese medioevale migne
(grazioso, piacevole). |
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MIGNANO |
Mignano ha un ceppo nel latinense a Santi Cosma e Damiano,
Castelforte e Latina, uno a Sessa Aurunca nel casertano ed a
Napoli, Volla e San Giorgio a Cremano nel napoletano, con un
ceppo anche nel palermitano a Borgetto, Carini, Partinico e
Torretta, dovrebbe derivare da toponimi come Mignano Monte Lungo
in provincia di Caserta, o altri simili, ma è pure possibile una
derivazione dal personale latino
Minianus,
un personale della Gens Minueia. |
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MIGNEMI |
Mignemi è tipicamente siciliano, della provincia di Catania, in
particolare di Catania, San Gregorio di Catania, Gravina di
Catania ed Acicatena, dovrebbe derivare da soprannomi originati
da modificazioni dialettali del vocabolo italiano
mignone
(piccolo, carino, bellino), ma è pure possibile accostarlo al
vocabolo greco migho
ed al suo derivato mighnymi
(unisco e mescolo),
si tratterebbe quindi di caratteristiche fisiche o
comportamentali del capostipite. |
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MIGNI
MIGNO |
Migni è specifico del perugino, di Perugia e Bastia, Migno ha un
ceppo a Lugnano in Teverina nel ternano ed a Bastia nel perugino
ed a Roma, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Mignus,
con il senso di minuto,
piccolino, nome di cui abbiamo
un esempio in un verbale di un processo del 1252: "..unde vobis
mandamus, quatinus personam quam vobis presentabit dictus Petrus
de Migno, in possessionem ejusdem ecclesie inducatis, vel
procuratorem ipsius. Datum, anno Domini Mº CCº
quinquagesimo-secundo, die veneris ante Purificationem
Beate-Marie Virginis. ...", potrebbero anche derivare da forme
aferetiche tronche di nomi come
Giminianus o
Flaminianus,
ma potrebbero anche derivare da soprannomi dialettali originati
da una corporatura minuta del capostipite, originati dal termine
arcaico mignone
(piccolo, carino, bellino,
favorito anche in senso equivoco). |
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MIGNOGNA
MIGNOGNI
MIGNONA
MIGNONE
MIGNONI
VIGNOGNA
VIGOGNA |
Mignogna ha un nucleo a Taranto, un piccolo ceppo a Lucera (FG),
un ceppo a Napoli, ma il nucleo principale è in Molise tra
Campobasso e Riccia, Mignogni, assolutamente rarissimo, è dovuto
ad errori di trascrizione del precedente, Mignona è quasi unico,
Mignone ha un ceppo alessandrino diffusosi poi sia nel resto del
Piemonte che in Liguria ed un ceppo campano, Mignoni, molto
molto raro, ha un ceppo nel cremonese ed uno nelle Marche
settentrionali, Vignogna, estremamente raro, è del beneventano,
Vigogna è quasi unico, potrebbero derivare dalla toponomastica,
ricordiamo il fiume Mignone tra viterbese e provincia romana, ma
più probabilmente derivano da soprannomi dialettali originati
dal vocabolo italiano
mignone (piccolo,
carino, bellino, favorito anche in senso equivoco),
una correlazione con l'antica armatura chiamata mignone è
decisamente improbabile. Ricordiamo il patriota Nicola Mignogna
nato a Taranto nel 1808 molto attivo durante i moti del '48.
integrazioni fornite da
Fabio Paolucci
Mignogna è originario del comune di Riccia, paese molisano
confinante con il territorio campano di Colle Sannita, sembra
derivare da un antichissimo soprannome dialettale riccese, sul
quale da tempo sto indagando. Il cognome è attestato fin da
epoche remote: un episodio legato agli abusi del ceto feudale
ricorda nella cronaca il sacrificio di una giovane e bella
fanciulla di Riccia di cognome Mignogna, che appena sposatasi si
volle tenacemente sottrarre allo ius primae noctis del Principe
de Capua. La giovane fu rinchiusa nelle carceri del castello di
Riccia e torturata, fino a preferire la morte anzichè arrendersi
dando il suo corpo all'ostinato e perfido tirannello. A Colle
Sannita, il cognome è registrato nella sua variante locale
Vignogna fin dalla fine del Cinquecento.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Mignogna è tipico del campobassano, con ceppi minori nel
tarantino e nel napoletano, Mignogni, rarissimo, si riscontra
quasi esclusivamente nel Lazio, così come il quasi unico
Mignona, Mignone è diffuso soprattutto in Piemonte, Liguria e
Campania, con ceppi maggiori nell'alessandrino, nel torinese,
nel genovese, nel beneventano e nel napoletano, Mignoni, molto
più raro, è distribuito con bassa frequenza nel centro nord del
paese, Vigogna, infine, è originario del beneventano, tutti
questi cognomi derivano dalle voci arcaiche mignone e mignogna,
aggettivi (rispettivamente alla forma maschile e femminile) che
nell'italiano antico avevano significato di grazioso/a,
carino/a: l'origine di questi termini va ricercata negli
aggettivi francesi mignon e mignonne (italianizzati appunto in
mignone e mignogna), ancora oggi utilizzati in Francia col
medesimo significato. Si tratta, dunque, della cognominizzazione
di soprannomi attribuiti ai capostipiti delle relative famiglie. |
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MIGONE
|
Migone è tipicamente ligure, del genovese, di Genova, Pieve
Ligure e Chiavari, dovrebbe derivare da una forma aferetica
dell'accrescitivo del termine e nome mediovale
Amigo
(amico), si trovano tracce del cognome Migone, come appartenente
ai notabili di Genova, almeno dalla seconda metà del 1500. |
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MIGONI
|
Migoni è tipicamente sardo, con un ceppo nel cagliaritano a
Quartu Sant'Elena, Cagliari e Capoterra, ed un ceppo sassarese a
Pozzomaggiore e Sassari, dovrebbe essere di origine ligure e si
dovrebbe trattare di una forma sarda del cognome genovese
Migone
(vedi MIGONE). |
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MIGOTTO |
Specifico dell'area che comprende le province di Venezia e
Treviso, potrebbe derivare da un soprannome originato
dall'aferesi del toponimo Scomigo nel trevisano.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Migotto è cognome veneto che deriva dal vocabolo italiano 'amico'.
Olivieri, Cognomi Veneti, 194. |
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MIHALICH |
Mihalich, assolutamente rarissimo, presente nel veneziano e nel
triestino, dovrebbe essere di origini slovene e derivare dal
termine slavo per il figlio di
Michele. |
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MILAN
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Tipico
del Veneto e della Venezia Giulia, dovrebbe derivare dal nome
slavo Mila o Milan. |
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MILANESE
MILANESI
MILANI
MILANO |
Milanese è diffuso a macchia di leopardo in tutt'Italia,
Milanesi al centro nord, con massima e massiccia
concentrazione in Lombardia, Milani è molto diffuso in tutta
l'Italia settentrionale, Milano, diffuso in tutt'Italia è
soprattutto presente al sud e nella zona occidentale dell'Italia
settentrionale. Questi cognomi derivano dal toponimo Milano,
spesso sono di origine israelitica. Traccia di questa
cognominizzazione la troviamo nella seconda metà del 1500 con il
vescovo di Bergamo Gianbattista Milani.
lo stemma a sinistra è
stato fornito da Armando Milani di Sao Paulo do Brazil |
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MILAZZO |
Tipicamente siciliano deriva dal toponimo Milazzo (ME), ma è
pure possibile una derivazione da un soprannome legato al
mestiere di mugnaio e che sarebbe originato dal vocabolo greco
mylax
(macina). |
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MILAZZOTTA
MILAZZOTTO |
Milazzotta è praticamente unico ed è siciliano come Milazzotto,
che è ben presente a Catania, ed a Leonforte ed Agira
nell'ennese, si dovrebbe trattare di forme etniche grecaniche
riferite ad abitanti di Milazzo nel messinese, probabile luogo
d'origine dei capostipiti. |
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MILELLA
MILELLI
MILELLO |
Milella è un cognome specifico di Bari, con ceppi anche a
Valenzano, Triggiano, Modugno, Altamura ed Adelfia nel barese ed
a Taranto, Milelli, molto meno comune , è del leccese, di
Parabita, Galatone ed Alliste, Milello, quasi unico, è sempre
pugliese, dovrebbero tutti derivare da forme ipocoristiche del
nome latino di origine greca
Milo, Milonis (vedi MILO).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Milella è cognome calabrese che per Rohlfs viene dal termine
siciliano che significa 'piccola
mela'. |
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MILESI
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Originario della Calabria, deriva dal toponimo Mileto (VV).
Esiste anche un ceppo autonomo lombardo, come si evince da un
atto di procura stilato a Roma, con il quale il reverendo Giovan
Antonio Milesi da mandato a Ludovico del Pozzo, abate di
Bergamo, per la cura di tutti i suoi benefici ecclesiastici.
integrazioni fornite da
Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
i Milesi sono diffusi più al Nord che al Sud. Pochissime
famiglie esistono tuttora in provincia di Cosenza (Terranova di
Sibari).
Per quanto riguarda i Milesi che hanno raggiunto New York tra il
1890 e il 1920 sono in larghissima parte settentrionali: molti
di Tremosine (BS), diversi altri di Roncobello (BG); diversi
Milesi si trovano anche nel Veneto. Tra l'altro,secondo Dante
Olivieri, i Milesi sarebbero in origine veneti. Ma è possibile
che Milesi siano esistiti anche al Sud. Anche Remo Bracchi, il
maggior studioso di cognomi in provincia di Sondrio, ha trattato
di questo cognome, secondo il Bracchi i Milesi si sarebbero
trovati già a Bormio alcuni secoli fa.
In provincia di Sondrio esistono una decina di famiglie Milesi
una delle quali a Tirano, ma i Milesi sono piuttosto numerosi
nella vicina Valcamonica (BS). |
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MILETO
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Ha un
nucleo nel reggino e ceppi secondari anche a Napoli, Roma e
Bari, deriva dal toponimo Mileto (VV). |
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MILIA
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Milia ha una grossa diffusione in Sardegna, in tutta l'isola, ma
con un grosso ceppo a Cagliari e nel cagliaritano. a Sassari e
nel sassarese, nell'iglesiente, nell'oristanese e nel nuorese,
ed ha ceppi anche in Sicilia, a Caltanissetta, Favara
nell'agrigentino, Palermo, Catania, Cerami nell'ennese e nel
messinese, il ceppo sardo dovrebbe derivare da un soprannome
originato dal termine sardo
milia (belato),
forse ad indicare nel capostipite un pastore. |
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MILICI
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Milici è tipicamente siciliano, di Catania e Paternò nel
catanese, di Menfi nell'agrigentino, di Regalbuto nell'ennese,
di Montagnareale e Patti nel messinese, di Palermo e Belmonte
Mezzagno nel palermitano e di Siracusa, dovrebbe derivare dal
toponimo Milici di Rodi Milici nel messinese, potrebbe anche
derivare dal termine greco
milici (macine)
e riferirsi quindi all'attività di mugnaio svolta dal
capostipite. |
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MILIONE
MILIONI |
Milione ha un ceppo nel salernitano a Cava de' Tirreni e
Salerno, uno piccolo a San Severo nel foggiano, uno nel
potentino a Latronico, San Severino Lucano e Castelluccio
Superiore e nel materano a Policoro, ed un ceppo nel cosentino a
Castrovillari e Lungro, Milioni è tipico di Viterbo e di Roma,
si dovrebbe trattare di forme aferetiche accrescitive del nome
latino Aemilius,
o del suo derivato Emilio. |
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MILIOTI
MILIOTO
MILITI
MILITTI |
Sono tutti decisamente siciliani, Milioti è tipico di Milazzo
nel messinese, con ceppi anche a Favara nell'agrigentino,
Milioto è tipico dell'agrigentino, di Favara, Racalmuto,
Alessandria della Rocca, Agrigento, Sant'Angelo Muxaro e Santa
Elisabetta, Militi è specifico di Randazzo nel catanese e di
Galati Mamertina nel messinese, Militti, molto molto raro, è
specifico di Lentini, Carlentini e Melilli nel siracusano,
dovrebbero tutti derivare dalla forma grecanica dell'etnico di
Mili San Pietro che è una frazione collinare della città di
Messina, ad indicare probabilmente la provenienza delle famiglie
da quel paese
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Milioti è cognome siciliano e calabrese che significa 'di
Melia / Milìa' o 'di
Mili Marina'. Cfr. anche il
cognome greco Miliótis.. |
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MILITERNI
MILITERNO
MILTERNO |
Militerni
ha un piccolo ceppo a Roma ed uno a Napoli, Militerno ha
anch'esso un piccolissimo ceppo a Roma ed uno a Petilia
Policastro nel crotonese ed a Roggiano Gravina nel cosentino,
Milterno è praticamente unico, dovrebbero derivare da
un'alterazione dialettale del nome del paese di Moliterno (vedi
MOLITERNI). |
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MILITO
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Milito è presente al sud a macchia di leopardo, ha un ceppo a
Roma ed a Cisterna di Latina (LT), un grosso ceppo nel
salernitano a Cava de' Tirreni, con buone presenze anche a
Salerno ed a Nocera Superiore, ha un ceppo a Montemesola nel
tarantino ed a Brindisi, uno nel cosentino a Rossano, Corigliano
Calabro e Rovito e nel crotonese a Crotone e Strongoli, presenta
inoltre ceppi siciliani ad Alcamo nel trapanese, a Palermo ed a
Sciacca nell'agrigentino, dovrebbe derivare da alterazioni
dialettali del cognomen latino
Melitus, ma potrebbe anche
derivare da un'alterazione tardo latina del vocabolo
miles,
militis
(soldato),
del cui uso abbiamo un esempio in un antico documento
medioevale: "..elisabet et liberis johannis filius petrus
militus pro johannes predictlo ex parte engelberte relictem
petri filius hermanni militis predictem petri predicti de
hereditatis wilhelmi filij stephani...", usato come nome nel
senso di Soldato di Cristo. |
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MILITELLO |
Assolutamente siciliano, deriva da soprannomi legati a toponimi
quali Militello in Val di Catania (CT) o Militello Rosmarino
(ME). |
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MILLA
MILLUL |
Milla
sembrerebbe circoscritto a Milano ed a Lanzo D`Intelvi (CO),
Millul, molto più raro, parrebbe avere le stesse radici lombarde
con presenze anche in Toscana, dovrebbero derivare da variazioni
del cognome ebraico Melloul o Mellul. |
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MILLESIMO |
Millesimo, molto molto raro, è dell'area sudoccidentale del
Piemonte, dovrebbe derivare dal toponimo Millesimo nel savonese. |
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MILLOCCA |
Millocca è specifico di Trapani e di Erice nel trapanese,
potrebbe trattarsi di una forma ipocoristica aferetica originata
dal nome Emilio,
ma potrebbe anche trattarsi di un'alterazione del cognome greco
Milokas,
o del cognome turco Milikas. |
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MILLUZZI |
Milluzzi, quasi unico, è dell'aretino, dovrebbe trattarsi di una
forma aferetica del cognome
Camilluzzi (vedi CAMILLA). |
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MILO
MILON
MILONE
MILONI |
Milo sembra avere due ceppi, uno principale in Campania tra
Napoli e Salerno ed uno nel Salento, con un probabile ceppo
forse estinto in Sicilia, Milon è quasi unico, tipico del sud,
Milone è diffuso in Campania, Sicilia e Puglia, Miloni, molto
raro, sembrerebbe romano, potrebbero derivare dal nome latino di
origine greca Milo - Milonis,
nome di cui si ha un esempio in un atto del maggio 1061 tratto
dal Codice Diplomatico Bresciano , dove si legge tra l'altro:
"...1061 de mense madii. Milo et Dominicus eius filius atque
Berta et Serenga iugales, filia quondam Gisilberti, habitatores
in loco de Lodrono, donaverunt monasterio Sancti Petri in Monte
pro mercede animarum suarum de omnibus eorum bonis que habent in
fundo plebis de Nebulento, loco de Serlis...", ma è pure
possibile che in qualche caso possa derivare da un toponimo
della Magna Grecia richiamante l'isola di Milo resa famosa dalla
Venere, come ad esempio Milo (CT). Tracce di questa
cognominizzazione si trovano nell'Archivio di Stato di Trapani,
dove nel repertorio del 1440 compare un notaio Francesco Milo. |
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MILZANI |
Milzani ha un ceppo nel bresciano, a Gottolengo e Brescia, con
presenze anche nel bolognese, dovrebbe derivare dal nome del
paese di Milzano nel bresciano, mentre le presenze bolognesi,
nel caso che non provengano dal bresciano, potrebbero derivare
dal nome medioevale Miltianus. |
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MIMMO
|
Mimmo è specifico del foggiano, di San Marco in Lamis, San
Nicandro Garganico e Foggia, dovrebbe derivare da una forma
ipocoristica dialettale aferetica e contratta derivata da
un'alterazione del nome Domenico. |
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MIMUN
|
Mimun,
tipicamente romano, è di origine ebraica, ricordiamo Moché ben
Mimun rabbino del XVI° secolo originario del nord Africa, del
Marocco in particolare che scrisse opere teologiche e
cabalistiche. |
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MINA
|
Mina
oltre al ceppo principale tra cuneese e torinese, è presente un
nucleo nel varesotto e nel bellunese, nel reggino si trova un
piccolo ceppo probabilmente come errore di trascrizione di Minà,
che è molto raro e sembra palermitano, dovrebbero entrambi
derivare dall'aferesi di nomi con il suffisso ...mina. Tracce di
questo cognome si trovano a Casamazzagno (BL) nel 1500 con un
certo Dominus Jacobus de Mina. |
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MINÀ |
Minà è tipico di Palermo e del palermitano, di Castelbuono in
particolare.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Minà, cognome calabrese, è l'italianizzazione del cognome greco
Minàs. |
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MINACAPILLI |
Specifico della provincia di Enna in Sicilia, deriva da un
soprannome dialettale.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Minacapilli è cognome siciliano. Per Rohlfs forse 'tira
capelli'. |
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MINACCI
MINELLA
MINELLI
MINELLO
MINI
MINNUCCI
MINO
MINOTTI
MINOTTO
MINUCCI
MINUCCIO
MINUZZO |
Minacci ha un ceppo in Val d'Ossola a Montescheno, Villadossola,
Toceno e Domodossola, ed uno nel grossetano a Civitella Paganico
e Grosseto e nel senese a Monteroni d`Arbia e Sovicille, Minella
è panitaliano, ha un ceppo nel bellunese, uno tra viterbese e
romano, uno nel salernitano ed uno nel barese, Minelli è molto
diffuso in tutto il centronord, Minello è tipico del trevisano e
del veneziano, Mini sembra avere oltre al nucleo principale in
Toscana fra Firenze ed Arezzo, anche un ceppo riminesee
marchigiano ed uno friulano, Minnucci ha un ceppo nel Piceno,
uno nel teatino ed uno tra romano e frusinate, Mino molto più
raro ha un ceppo nel novarese ed uno nel bresciano, Minotti ha
un ceppo lombardo soprattutto nel milanese e nel lecchese, uno
nel ferrarese e nel forlivese, uno laziale, nelle province di
Roma, Frosinone e Latina, ed uno in Molise, Minotto è
tipicamente veneto, del padovano, trevisano e veneziano in
particolare, Minucci, tipicamente toscano, del senese in
particolare, ha anche un ceppo nel romano e frusinate ed uno tra
napoletano, beneventano, avellinese e salernitano, Minuccio,
praticamente unico, sembrerebbe dovuto ad un errore di
trascrizione del precedente, Minuzzo è anch'esso veneto, del
vicentino ed in particolare di Marostica, con presenze
significative anche a Bassano del Grappa, dovrebbero derivare,
direttamente o tramite varie forme ipocoristiche o
dispregiative, dall'aferesi di nomi come
Firmino, Guglielmino, Massimino,
ed altri simili. Traccia di queste cognominizzazioni si trovano
ad esempio nel 1500 a Faenza, dove in un atto viene citato un
certo Manfredo Mini di Castelnuovo. |
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MINANTE |
Minante,
assolutamente rarissimo, è del padovano, potrebbe derivare da un
soprannome. |
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MINARDI
MINARDO
MINAUDO |
Minardi è tipicamente siciliano, di Bagheria (PA) e Palermo,
Minardo è diffuso a macchia di leopardo in tutt'Italia, Minaudo
è anch'esso siciliano, soprattutto del trapanese, di Valderice,
Trapani, Erice, Buseto Palizzolo, San Vito lo Capo e Paceco,
dovrebbero derivare da modificazioni posteriori, anche
dialettali, del nome medioevale
Menardus di cui abbiamo un
esempio in questo scritto dell'anno 1188: "...domno Ulrico, tunc
abbate de Valle-Lucenti, et priore ejus Radulpho, et domno
Menardo, tunc abbate Pontiniaci, et priore ejus Willelmo cum
suis, ut dictum est, firmo assensu in id ipsum
concordantibus...".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Minardi ha alla base il nome di origine germanica e di
tradizione francone Maginhard
(Mainardo)
= "duro, temibile per la sua
forza". |
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MINARI
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Minari è tipico del parmense, di Parma in particolare e di
Collecchio e del reggiano a Brescello, Castelnuovo di Sotto e
Gattatico, e di Curtatone nel vicino mantovano, potrebbe
derivare da un soprannome dialettale arcaico parmense
minàr (cavatore,
minatore), identificando
probabilmente così il mestiere dei capostipiti. |
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MINCI
MINCIARELLI
MINCIO
MINCIONE
MINCIONI |
Minci, quasi unico, è del centro Italia, Minciarelli è
tipicamente umbro, di Perugia, Assisi e Massa Martana nel
perugino e di Terni e Narni nel ternano, Mincio, estremamente
raro, è dell'area umbro, marchigiana, Mincione ha delle presenze
nel teramano, a Roma, nel campobassano ed in Campania, in
particolare nel casertano, a Macerata Campania, San Prisco,
Aversa, Trentola Ducenta, Santa Maria Capua Vetere e Sparanise,
Mincioni ha un piccolo ceppo a Perugia e Deruta nel perugino,
con qualche presenza nel teramano, dovrebbero derivare
direttamente o tramite un ipocoristico dal nome medioevale
Mincio, Mincionis,
di cui abbiamo un esempio d'uso ad Aversa in uno scritto
dell'anno 1097: ".. A parte vero occidentis finitur in terra
aecclesie sanctae dei genitricis et virginis mariae de forignano
pizzulo. et in terra iohannis filii cuiusdam
mincionis.
A parte vero septemtrionis finitur in terra hominum de feciata
qui dicuntur coppa canis. et in terra petri filii cuiusdam
maionis. ..", secondo un'altra ipotesi potrebbero in qualche
caso derivare da soprannomi basati sul vocabolo arcaico francese
mince
(balordo). |
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MINELLONO |
Minellono, assolutamente rarissimo, è tipico del torinese, di
Torino e dell'area viciniore, potrebbe trattarsi di una forma
ipocoristica accrescitiva arcaica derivata dal nome
Mino, che
è a sua volta il prodotto dell'aferesi di un ipocoristico di
Giacomo,
nome probabilmente attribuibile al capostipite, secondo un'altra
ipotesi potrebbe derivare da un soprannome originato dal termine
arcaico minella
per farina,
ad indicare, in questo caso, che il mestiere del capostipite
fosse quello del mugnaio. |
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MINENNA
MINENNI |
Minenna è specifico del barese, di Bitonto in particolare e di
Bari e Giovinazzo, Minenni è praticamente unico, dovrebbero
derivare da una forma ipocoristica dialettale dell'aferesi
contratta del nome Domenica,
troviamo tracce di questa cognominizzazione a Conversano nel
barese in un atto del 1740: "Acta assensus pro Michaele Minenna
contra Conventum Sancti Francisci de Paula...".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Minenna è cognome pugliese, cognominizzazione del termine
dialettale pugliese 'menènne'
= bambina, fanciulletta.
Minervini 325. |
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MINEO
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Mineo è
tipicamente siciliano, del catanese, di Catania, Caltagirone,
Maletto, Randazzo e Paternò, con ceppi importanti anche a
Palermo e Bagheria (PA), a Trapani, Erice, Marsala, Mazara del
Vallo e Favignana nel trapanese, dovrebbe derivare dal toponimo
Mineo (CT). |
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MINERVINI
MINERVINO |
Minervini ha un ceppo nel romano e latinense, un grosso nucleo
nel barese, nel tarentino, nel foggiano e vicino campobassano,
un ceppo tra napoletano e salernitano, uno nel cosentino e
catanzarese, Minervino ha un ceppo nelle Puglie
centrosettentrionali ed uno nel cosentino, dovrebbero derivare o
direttamente dal cognomen latino
Minervinus
citato ad esempio in un'antica lapide: "]ali Ver(a)e / coniugi
bene / merenti qu(a)e / vixit an(n)os XLV / posuit Aurelius
Minervinus " o in alcuni casi dal toponimo Minervino Murge (BA). |
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MINET
MINETTA
MINETTI
MINETTO
MINETTI
MINNETTI
MINNETTO |
Minet, molto molto raro, è tipico del trevisano, Minetta,
assolutamente rarissimo, è del bresciano, Minetti, estremamente
diffuso in Liguria, è ben presente anche in Piemonte, Lombardia
centrooccidentale, Emilia occidentale, foggiano e brindisino,
Minetto è tipico della fascia che comprende le province di
Savona, Genova ed Alessandria con un ceppo probabilmente non
secondario a Fossalta Di Piave (VE), Minnetti ha un piccolo
ceppo nel Piceno a Fermo e Porto Sant`Elpidio, uno a Roma ed uno
a Montalto di Castro nel viterbese, Minnetto sembrerebbe unico,
dovrebbero derivare dal nome medioevale
Minnetto
o Minetto
di cui abbiamo un esempio a Bergamo in un atto di donazione del
1593 con un certo Minetto Pulcino de Marconi come beneficiario,
nome che è derivato da un ipocoristico dell'aferesi di
ipocoristici di nomi come Giacomo.
integrazioni fornite da
Andrea Ferreri - Milano
potrebbero tutti derivare dall'aferesi di nomi come Firmino,
Massimino, etc. (vedi Mini e Mino). In alcuni casi, tuttavia,
tali cognomi possono avere alla base soprannomi legati alla
bassa statura del capostipite.
Minet, abbastanza raro, sembrerebbe veneto e tipico del
trevigiano (Colle Umberto, Conegliano, San Fior, Santa Lucia di
Piave e Vittorio Veneto). è più che probabile un'origine
francese di alcune famiglie che portano tale cognome.
Minetta, molto raro, è un cognome locale di Brescia e
provincia.
Minetti è diffuso lungo la penisola con maggior frequenza
nell'Italia nord-occidentale. In Piemonte è concentrato nelle
province di Alessandria, Torino (Torino, Montanaro, Candiolo,
Canavese), Cuneo (Racconigi, Paesana) e Verbania (Trasquera,
Crevoladossola, Varzo); in Liguria nel genovese (1° cognome in
ordine di frequenza a Rossiglione) e savonese (Millesimo, Cairo
Montenotte); In Emilia Romagna nel basso parmense (Bardi); in
Lombardia nel milanese (Milano), bergamasco (Ponteranica),
pavese (Pavia) e varesino (Porto Valtravaglia); in Toscana nel
senese (Chiusi, Montepulciano). Nell'Italia centro-meridionale
si trovano nuclei a Latina e Roma, in Puglia nel foggiano (San
Severo) e brindisino (Ostuni) ed in Campania, nell'avellinese
(Castelfranci, Prata di Principato Ultra, Santa Paolina) e
napoletano (Napoli). Il ceppo principale è
genovese-alessandrino, con epicentro nei comuni di Rossiglione,
Campoligure-Ge, Ovada-Al e Acqui Terme-Al.
Minetto è diffuso in Piemonte (33%), Liguria (31%),
Veneto (20%) e Friuli Venezia Giulia (6%). In Piemonte è
concentrato in provincia di Torino (Torino, Roletto, Mazzè) ed
Alessandria, ed in misura minore nell'alto cuneese (Bagnolo
Piemonte, Barge) e biellese (Vigliano, Brusnengo). In Liguria
nel genovese e savonese (Varazze, Calizzano, Urbe, Pallare).
Analogamente a Minetti il ceppo principale è
genovese-alessandrino (e savonese), con epicentro nei comuni di
Rossiglione-Ge, Campoligure-Ge, Ovada-Al , Tagliolo
Monferrato-Al. I cognomi liguri e piemontesi Minetto e Minetti
erano infatti interscambiabili: il Minetto indicava il singolo
individuo della famiglia, i Minetti la globalità della famiglia.
Differente è invece la stirpe del cognome veneto e friulano
Minetto. Diffuso nel veneziano (Fossalta di Piave, Jesolo e San
Donà di Piave), nel trevigiano (Preganziol, Fontanelle), a
Pasiano di Pordenone-Pn, Ronchi dei Legionari-Go e Pozzuolo del
Friuli-Ud. Un nucleo anche nel senese, a Poggibonsi (prob. una
variante di Minetti). |
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MINGANTI |
Minganti
è specifico di Imola e Bologna, di origine etimologica oscura. |
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MINGARINI
MINGAZZI
MINGHELLI
MINGHETTI
MINGHI
MINGO
MINGOLINI
MINGOZZI |
Mingarini è specifico di Forlì e di Medicina ed Ozzano
nell'Emilia nel bolognese, Mingazzi, molto molto raro, è
specifico di Ravenna, Minghelli, decisamente emiliano, è diffuso
nella zona che comprende il modenese, il bolognese, il cesenate
ed il ravennate, Minghetti è tipico della zona coperta dalle
province di Bologna e Ravenna, Minghi molto raro è toscano,
Mingo rarissimo è anconetano, Mingolini, molto raro, è tipico
del ravennate, Mingozzi è tipicamente emiliano e romagnolo,
diffuso a Forlì, a Ravenna e Cervia nel ravennate, a Ferrara,
Portomaggiore ed Argenta nel ferrarese ed a Bologna, San
Giovanni in Persiceto e Castel San Pietro Terme nel bolognese,
derivano tutti, direttamente o tramite varie forme
ipocoristiche, o dispregiative, da modificazioni dialettali
dell'aferesi del nome Dominicus
o dallo stato di lavoratore dei campi, tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo a Firenze fin dalla seconda metà
del 1300, come si evince da questo scritto del 1386: "Statuta
ordinamenta correctiones diminutiones additiones et detractiones
statutorum communis Montis Summani provincie Vallis Nebule
discrictus Florentie facta per probos viros Coluccium Bendelli,
Gianum Tinghi, Johannem Dati et Andream Minghi baliam habentes a
dicto commune Montis Summani...". Personaggio illustre è stato
il bolognese Marco Minghetti (1818 - 1886), che dal 1873 al 1876
fu Presidente del Consiglio dei Ministri del Regno d'Italia. |
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MINGIONE |
Mingione ha un ceppo a Roma ed uno a Caserta, Casagiove, Santa
Maria Capua Vetere, San Tammaro, Capua, Recale, San Nicola la
Strada e Curti nel casertano ed a Napoli e Pomigliano d'Arco nel
napoletano, potrebbe derivare da una forma dialettale aferetica
accrescitiva del nome Domenico,
ma è pure possibile una derivazione da un soprannome originato
magari dalla provenienza del capostipite dal paese di Mincioni
nel frusinate. |
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MINIATI |
Miniati è
tipicamente toscano, di Firenze in particolare e di Pontassieve,
Scandicci, Bagno a Ripoli, Borgo San Lorenzo, Sesto Fiorentino,
Vicchio e Reggello nel fiorentino, di Livorno, di Terranuova
Bracciolini e Cortona nell'aretino e di Prato, dovrebbe derivare
dal nome di paesi come Samminiatello nel fiorentino o San
Miniato nell'aretino e nel pisano, probabili luoghi d'origine
dei capostipiti. |
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MINICHELLI
MINICHELLO
MINICHETTI
MINICOCCI
MINICUCCI
MINICUCCIO
MINICUCI |
Minichelli, molto molto raro, ha un ceppo nel torinese ed uno
tra romano e reatino, Minichello, ancora più raro, sembrerebbe
tipico di Leonforte nell'ennese, Minichetti ha un ceppo a
Cittaducale nel reatino, a Roma ed uno a Campobasso, Minicocci,
molto raro, è specifico della zona tra Roma e Rieti, Minicucci
ha un ceppo molisano concentrato soprattutto a Limosano (CB), un
ceppo nel Lazio a Roma ed a Vacone (RI) ed uno nella zona tra
Napoli e Caserta, Minicuccio, quasi unico, parrebbe siciliano,
Minicuci, molto raro, è tipico di Melito di Porto Salvo (RC),
derivano tutti da modificazioni dell'aferesi di ipocoristici del
nome medioevale Dominicus,
di quest'uso abbiamo un esempio nel 1400 con: "Minichellus de
Marana de villa Casorie". Tracce di queste cognominizzazioni le
troviamo tra la fine del 1500 e gli inizi del 1600 con Angelus
Minicuccius rettore dei padri carmelitani del convento di
Canepina nel viterbese, suo paese natale. |
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MINIELLI
MINIELLO |
Minielli,
estremamente raro, sembrerebbe pugliese del barese, Miniello ha
un ceppo molisano nella provincia di Campobasso a Ripalimosani,
Mirabello Sannitico e Rotello, nel casertano a Mondragone ed uno
nel barese a Bari e Bitonto, derivano dall'aferesi di
ipocoristici dialettali di nomi come Massimo, Guglielmo, Fermo. |
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MINIERI
MINIERO |
Minieri è tipicamente campano, del napoletano soprattutto e del
salernitano, con un ceppo anche nel cosentino e catanzarese,
Miniero, molto raro, di origine campana anch'esso, è specifico
della zona tra Caserta e Napoli, secondo un'ipotesi da non
trascurare potrebbe derivare da un'italianizzazione del cognome
francese Minier,
a sua volta originato dal mestiere di minatore svolto dai
capostipiti, ma, molto più probabilmente, derivano invece dal
nome medioevale di origine germanica
Miniero. |
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MINIMA
MINIMI
MINIMO |
Tutti
assolutamente rarissimi, sembrano essere del nord Italia, Minimo
potrebbe avere un ceppo anche in Campania, questi cognomi
potrebbero derivare da una connessione con conventi dei Frati
Minimi Terziari di Francesco di Paola o anche da soprannomi
medioevali relativi a caratteristiche fisiche o allo stato di
ultimogenito, di quest'uso si ha un esempio in quest scritto del
XIV° secolo: "...Illis licet infimus Johannes Alanus Minimus
sese recommendat.quatenus ab invidis ipsum sonis validis laus
horum defendat.?..." ed in questo del XV°: "...Guilielmo
Fitz-Williams Hiberniae proregi revocato, mense Augusto
sufficitur Guilielmus Russellus Francisci comitis Bedfordiae
filius natu Minimus, postquam Henricus Dukus...". |
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MINISCALCHI
MINISCALCO |
Miniscalchi è quasi scomparso, Miniscalco è comunque rarissimo,
difficile individuare una zona di provenienza anche se ci sono
tracce importanti a Verona dove nella seconda metà del 1400
troviamo il Conte Alvise Miniscalchi Nobile della Repubblica
Veneta, dovrebbe derivare dal termine medioevale
maniscalco
(alto dignitario e condottiero di eserciti). |
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MINISSALE
MINISSALI |
Minissale è tipicamente siciliano, di Messina in particolare e
del messinese e di Biancavilla, Bronte, Catania, Misterbianco,
Santa Maria di Licodia e Maletto nel catanese, Minissali,
praticamente unico, è un alterato del precedente, che dovrebbe
derivare da un soprannome grecanico μέλισσαρες melissares
originato dal fatto che i capostipiti facessero forse il
mestiere dell'apicultore. |
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MINISTRI
MINISTRINI
MINISTRO |
Ministri è quasi unico, Ministrini è tipicamente umbro di
Spoleto nel perugino, così come il più raro Ministro che è però
specifico di Terni, questi cognomi dovrebbero derivare
dall'occupazione dei capostipiti, probabilmente dei servi, dal
latino ministrum
(sottoposto, servo di corte). |
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MINNELLA
MINNELLI |
Minnella è tipicamente meridionale, con un ceppo nel leccese,
uno molto piccolo nel reggino e con ceppi in Sicilia nell'area
palermitana, agrigentina e nissena e nel catanese, Minnelli,
molto più raro, ha qualche presenza nel crotonese, un ceppo a
Palermo ed uno molto piccolo a Licata nell'agrigentino,
potrebbero derivare da forme ipocoristiche del nome
Mino, a
sua volta un ipocoristico (vedi MINACCI), ma la cosa più
probabile è che invece derivino da alterazioni dialettali del
termine minellus,
una misura medioevale di
capacità dei solidi, delle
granaglie in particolare, come leggiamo in scritti del 1200:
"..Minellus, Mensura frumentaria, diminutivo a Mina ... Et valet
tres Minellos ordei ad prædictam mensuram..". |
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MINNITI |
Minniti
sembra essere originario della zona tra la provincia di Reggio
Calabria e quella di Messina, dovrebbe derivare dal nome della
frazione Diminniti di Reggio Calabria |
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MINNOZZI
MINOSSO
MINOZZI
MINOZZO |
Minnozzi, decisamente raro, è specifico dell'interno delle
province di Ancona e Macerata, Minosso, praticamente unico, è
friulano, Minozzi, abbastanza raro, sembrerebbe originario del
padovano, con un possibile ceppo in Emilia, tra Modena e
Bologna, quest'ultimo potrebbe derivare dal toponimo: Minozzo
(RE), Minozzo è tipicamente veneto dell'area vicentino,
veronese, di Marostica nel vicentino e di Casaleone e Cerea nel
veronese. Negli altri casi è possibile una derivazione dal nome
Mino
(diminutivo aferetico di nomi come
Guglielmo,
Adelmo
ecc.). |
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MINOIA
MINOJA |
Si
individuano due ceppi, uno nel Barese ed uno tra Milano e Lodi,
per Minoia, mentre Minoja, decisamente raro, è specifico del
milanese e lodigiano. Minoja potrebbe derivare da un soprannome
legato al vocabolo dialettale arcaico minojar (arnese da
gioielliere per produrre lamine di metallo). |
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MINOLA
MINOLI |
Minola è
tipico lombardo, in particolare delle province di Milano, Como,
Lecco e Bergamo, Minoli, più raro, è specifico della Lombardia
occidentale e del verbanese, dovrebbero derivare dal nome
medioevale italiano Minus di cui abbiamo un esempio nella
seconda metà del 1200 a Massa con il notaio Mino di Ildebrandino
di cui leggiamo in un atto del 1299, dove si può leggere: "Anno
Domini millesimo .cclxxxxviiii°., inditctione .xiiia. die
.xiii°. mensis martii... ...Ego Minus quondam Ildibrandini
notarius predictis omnibus interfui in ea omnia rogatus scripsi
et publicavi.". |
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MINOLFI |
Decisamente raro, si individua un ceppo nel bresciano ed uno in
provincia di Enna, il ceppo bresciano dovrebbe derivare dal nome
di località Minolfa situata a sud-ovest di Piancamuno, presso la
sinistra dell'Oglio, l'origine comunque per tutti dobrebbe
essere dal nome longobardo Minulfo. Il duca longobardo Minulfo
fu decapitato dal re Agilulfo, un Menulfo vescovo confessore di
Bourges. Tracce di questo cognome in Sicilia, si hanno fin dal
1560, a Caltagirone, dove troviamo don Nicolò Minolfi quale
parroco della chiesa di San Giorgio. |
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MINOPOLI |
Minopoli è specifico di Napoli, con buone presenze anche a
Pozzuoli, Quarto, Giugliano di Campania, Marano di Napoli,
Acerra e Mugnano di Napoli, dovrebbe derivare dal nome e cognome
greco Minopoulos,
probabilmente portato dal capostipite. |
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MINUNNI
MINUNNO |
Entrambi tipicamente pugliesi, Minunni è specifico del barese,
di Putignano, Conversano e Castellana Grotte, Minunno oltre al
ceppo a Bari, ne ha uno anche a San Ferdinando di Puglia nel
foggiano.
integrazione fornita da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel soprannome o nome
medievale Minunno,
che, in dialetto pugliese, ha il significato di
piccolo, piccolino
(vedi Piccin, Piccirella e Piccola). In conclusione, dunque, si
tratta delle cognominizzazioni dei soprannomi o dei nomi
personali dei capostipiti. |
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MINTI
MINTO |
Minti è quasi unico, Minto è tipico del veneziano, di Mirano,
Mira, Venezia, Santa Maria di Sala, Pianiga e Spinea, con
presenze significative anche nel padovano e nel trevisano,
dovrebbero derivare dal nome dalmata
Mintus. |
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MINUTELLA
MINUTELLI
MINUTELLO
MINUTIELLO
MINUTILLA
MINUTILLI
MINUTILLO |
Minutella ha un piccolo ceppo a Buonalbergo nel beneventano ed
in Sicilia nel palermitano a Castelbuono, Geraci Siculo, Palermo
e Cefalù, Minutelli ha sparute presenze sparse qua e là nel
centronord, Minutello ha un ceppo friulano a Latisana
nell'udinese ed uno salentino a Racale e Tricase nel leccese, ed
a Leporano nel tarentino, Minutiello è specifico di Venosa nel
potentino, Minutilla, molto molto raro, sembrerebbe siciliano,
del palermitano, di San Mauro Castelverde e Palermo, Minutilli
ha un ceppo a Terracina nel latinense ed uno a Trani nel barese,
Minutillo ha ceppi a Formia e Terracina nel latinense ed a Roma,
ha un ceppo nel casertano a Castel Morrone ed a Napoli, uno in
Puglia nel barese a Molfetta, Giovinazzo, Canosa di Puglia, Ruvo
di Puglia, Trani, Bisceglie e Bari, e nel foggiano a Foggia e
Lucera, ed in Sicilia a Lercara Friddi nel palermitano,
dovrebbero derivare, direttamente o tramite un'alterazione
dialettale, dall'ipocoristico medioevale del soprannome e nome
Minutus
(Piccino, piccolino, esile,
gracile). |
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MINUTI
MINUTO
MINUTOLI
MINUTOLO |
Minuti ha un ceppo nel milanese a Milano e Lainate, uno nel
bergamasco a Mozzanica e Seriate ed uno a Cremona, ha ceppi in
Toscana nel pisano a Pontedera e Cascina, nel livornese a
Livorno, Collesalvetti, Piombino e Rosignano Marittimo, ed a
Siena, in Umbria a Perugia e Terni, a Roma, in Puglia a
Mattinata nel foggiano, ed in Sicilia nel messinese a Santa
Lucia del Mela e Messina, Minuto ha un ceppo ligure a Genova e
soprattutto a Savona, uno a Sciara nel palermitano, a Catania, a
Nessina ed a Leonforte nell'ennese, Minutoli è specifico di
Messina, Minutolo ha un ceppo a Lanciano nel teatino, uno a
Roma, uno a Napoli e nel casertano a Capodrise, San Nicola la
Strada e Marcianise, uno a Bagnara Calabra e Gioia Tauro nel
reggino ed uno, il più consistente, a Paternò nel catanese,
dovrebbero derivare da ipocoristici di soprannomi originati
dalla conformazione fisica particolarmente
minuta
(sottile, esile) del capostipite, Minutolo è un casato nobile
napoletano che risale almeno al periodo normanno, nel cosentino
ad Orsomarso troviamo nel 1200 come feudatario Costantino
Minutolo che venne successivamente nominato da Carlo I d'Angiò
Generale dei Balestrieri del re, sempre nel 1200 tra le famiglie
ghibelline di rilievo, vincitrici a Firenze sui guelfi, troviamo
in Oltrarno i Minutoli, nel 1296 è infatti Priore e Gonfaloniere
Lapus Amoniti de Minutolis
(Ultrarni). |
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MINZI
MINZON
MINZONI |
Minzi, assolutamente rarissimo, sembrerebbe emiliano, Minzon,
molto molto raro, è specifico del vicentino, Minzoni è
tipicamente emiliano, di Imola e Bologna nel bolognese e di
Ravenna e Lugo nel ravennate, dovrebbero derivare dal nome
medioevale Minzo,
Minzonis,
del cui uso abbiamo un esempio in un atto del 1108, dove
Martino, abate del monastero di S. Maria e S. Andrea d'Istria,
concede in enfiteusi a Zafo di Minzo Russo ed a sua moglie Anna
quanto aveva Martino Cavalerio in Sambuceta, dietro la pensione
annua di un denaro veneziano, ed in un atto del dodicesimo
secolo leggiamo: "..Minzo Cullateso habet septem tornaturias et
reddit in Natale domini duas spallas et duas fugacias ..",
tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel 1600 a
Conegliano con la famiglia Minzi citata in un contratto
da'affitto, e nel 1700 con il poeta e Canonico Onofrio Minzoni. |
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MIOCARO |
Miocaro, quasi unico, è siciliano, dovrebbe derivare dal nome
medioevale Miocaro
attribuito da genitori che amassero moltissimo il proprio
figlio. |
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MIOLLA
MIOLLI
MIOLLO |
Miolla è tipico dell'area che comprende Bari e Barletta nel
barese, Taranto e Pisticci nel materano, Miolli ha un ceppo a
Torre di Mosto nel veneziano ed uno a Bari, Trani e Valenzano
nel barese, Miollo, assolutamente rarissimo, sembrerebbe veneto,
dovrebbero tutti derivare dal nome medioevale
Miolla,
Miollus,
che dovrebbero essere una forma ipocoristica dell'aferesi del
nome Bartolomeo,
in un atto del 1748 un certo Filippo Miolla viene ascritto alla
nobiltà della città di Bitonto a seguito del general Consiglio
dell'Università di Bitonto. |
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MION
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Specifico
del Veneto, deriva da una variazione dialettale dell'aferesi del
nome Bartolomeo o più raramente Romeo (Bartolomeo - Meo - Mio -
...). |
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MIONE
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Molto
raro, potrebbe avere due ceppi originari, uno nel Gargano ed uno
nel palermitano, potrebbe derivare dall'aferesi del nome
medioevale italiano Ermione, come pure dei nomi greci Anthemion,
Endymion, Hermion, Kharmion ecc.. |
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MIOR
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Molto
raro sembrerebbe originario della provincia di Pordenone, deriva
da un soprannome dialettale legato al vocabolo mior (migliore). |
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MIOSO
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Rarissimo, potrebbe essere di origine veronese, una possibile
derivazione è dal nome celtico Ogmios |
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MIOSOTIS
MYOSOTIS |
Sia
Miosotis che Myosotis, sono assolutamente rarissimi e
panitaliani, dovrebbero derivare dal nome del o della
capostipite, che probabilmente si chiamava
Myosotis,
il nome di un fiore celeste meglio conosciuto come
nontiscordardimè
o anche occhi della Madonna. |
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MIOTTO
|
Specifico
dell'area veneta, deriva da una variazione dell'aferesi del nome
Bartolomeo o più raramente Romeo (Bartolomeo - Meo - ...). |
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MIOZZI
MIOZZO |
Miozzi ha un piccolo ceppo nel ferrarese, uno nel campobassano
ed uno, il principale nel romano, Miozzo, decisamente veneto, è
specifico del padovano, con buone presenze anche nel veneziano e
trevisano, dovrebbe trattarsi di forme ipocoristiche riferite a
capostipiti il cui nome fosse
Bartolomius, una variazione
mediovale del nome Bartolomeus. |
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MIRA
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Molto
raro, sembra essere originario del varesotto, originario di
Cimbro (VA), troviamo questo cognome nel 1434 a Sesto Calende
(VA) poi, nei primi anni del 1500, a Taino (VA). |
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MIRABASSI
MIRABASSO |
Mirabassi
è specifico di Perugia, Mirabasso, assolutamente rarissimo, è
del ternano e del romano, dovrebbero derivare da un soprannome
medioevale Mirabasso, di cui abbiamo un esempio d'uso a Siena in
un atto del 1297: "in domo in qua moratur apud hospitalem Sancte
Marie Bernardino di Alamanno Piccolomini compra da donna Bruna
del fu Accurso moglie di Vanni di Buonamico e dal figlio di lei
di primo letto Niccoluccio del fu Scudo, un pezzo di terra
ortiva con olivi posto alle Serre in loco dicto Le Posticcie
confinante da un lato con i suoi beni, al prezzo di 10 lire di
denari senesi. Testimoni Neri di Benincasa, Martino di Paganello
chiamato Mirabasso". |
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MIRABELLA |
dovrebbe
essere originario della Sicilia, ma si individuano ceppi nel
Lazio e nel napoletano, i vari ceppi derivano da toponimi quali:
Passo di Mirabella o Mirabella Eclano nell'avellinese, o
Mirabella Imbaccari nel catanese, o altri simili. |
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MIRABELLI
MIRABELLO |
Sia
Mirabelli che Mirabello sono tipicamente calbresi, di Rende,
Cosenza, Montalto Uffugo e Colosimi nel cosentino, di Petilia
Policastro e Crotone nel crotonese e di Lamezia Terme e
Catanzaro nel catanzarese il primo e di Scandale nel crotonese
il secondo, che è rarissimo, dovrebbero derivare dal nome
medioevale Mirabellus
di cui abbiamo un esempio a Monopoli (BA) nel 1200 con un certo
notar Mirabellus,
potrebbe anche derivare da toponimi (vedi Mirabella), ma è pure
possibile una derivazione dal nome tardo latino Mirabilius (vedi
Mirabili). Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a
Savona dove Dominicus Nannius
Mirabellus è arciprete della
locale cattedrale dal 1500 al 1520. |
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MIRABILE
MIRABILI
MIRABILIO |
Mirabile
è tipico del sud, con ceppi sia nella Sicilia orientale che
occidentale, nel napoletano ed in Puglia nel tarentino e
brindisino, Mirabili è quasi unico, dovrebbe essere abruzzese,
Mirabilio, molto molto raro, è tipico della zona di Cepagatti
(PE), derivano dal nome tardo latino Mirabilius di cui abbiamo
un esempio in un atto del 1432: "...Ego Mirabilius dono ibidem
de terra modiata II quae affrontat de parte circi in strada de
aquilone in terra suniario et de meridie in terra suniario de
occidente in strada..:".". |
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MIRABILIA |
Mirabilia, assolutamente rarissimo, è della zona tra Lazio ed
Abruzzo, deriva dal nome medioevale Mirabilia di cui abbiamo un
esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale
all'anno 1114: "...Signum manuum Vuifredi filii Ugonis qui
dicitur Fante, Propto qui dicitur Grassello, Iohannis qui
dicitur Mirabilia, Markisi de Banniaria, Iohannis filii Petri de
suprascripta civitate...". |
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MIRACOLA
MIRACOLI
MIRACOLO |
Miracola
ha un ceppo siciliano nel messinese, a Frazzanò, San Marco
d'Alunzio e Capri Leone, Miracoli è un cognome rarissimo,
specifico del sudmilano, non è possibile individuare un'origine,
si può ipotizzare una derivazione dal toponimo Miracoli nel
teatino, ma non esistono tracce di una migrazione nel milanese,
esistono però tracce nel 1200, a Pavia di un "..Rufino Miracula
publico notario millesimo ducentesimo secundo, die martis
quarto kalendas februarii et pro quibus denariis...", che
potrebbe appartenere al ceppo originario, da cui Miracoli
discende, Miracolo sembrerebbe invece tipicamente campano, con
un ceppoa San Marzano sul Sarno ed a Mercato San Severino nel
salernitano e nel napoletano a Cercola ed Angri, con presenze
anche nella Sicilia orientale, dovrebbero tutti derivare da nomi
augurali medioevali che augurassero per i propri figli una vita
miracolata da Dio. |
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MIRAGLI
MIRAGLIA
MIRAGLIO |
Miragli, quasi unico, dovrebbe essere dovuto ad un errore di
trascrizione del cognome Miraglio, che, molto molto raro,
sembrerebbe tipicamente piemontese, del cuneese e torinese,
Miraglia è molto diffuso nel centrosud, ha un nucleo principale
in Sicilia, ma si individuano vari ceppi in tutto il sud, nel
casertano e napoletano, nel barese e tarentino, in Basilicata e
nel cosentio, dovrebbero derivare da un soprannome originato dal
termine arcaico miraglia
o miraglio
(specchio),
che in alcuni casi, soprattutto al nord, è derivato dalla voce
provenzale mirahls
(specchio),
forse ad identificare nei capostipiti degli artigiani dediti
alla lavorazione del vetro ed alla produzione di specchi. |
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MIRANA
MIRANI
MIRANO |
Mirana è praticamente unico, Mirani ha un ceppo piemontese, in
particolare a Massino Visconti nel novarese, ed uno lombardo, a
Rudiano e Chiari nel bresciano, a Pigra nel comasco ed a
Zavattarello nel pavese, Mirano, molto molto raro, ha un ceppo
piemontese a Torino, Cossano Belbo nel cuneese e nell'astigiano,
a Vesime e Cessole, ed uno a Torre del Greco nel napoletano,
dovrebbero derivare sia dal nome medioevale
Miranus
di cui abbiamo un esempio in una Carta Donationis del dicembre
1188 nel milanese: "In nomine Domini. Anno dominice
incarnacionis millesimo centesimo octuagesimo octavo, quinto die
mensis decembris, indicione septima. Donationem fecit presenti
die et hora inter vivos Petratius Buxorus de loco Florano, pro
se et Gilberto fratre suo, cuius mandatum se habere dicebat, in
domnum Miranum de Cumis, monachum et canevarium monasterii
Carevallis siti prope urbem Mediolani, ad partem ipsius
monasterii, nominative de petia una buschi iuris sui quam habere
visi sunt in territorio loci Florani...", ma in qualche caso
potrebbero anche derivare dal fatto di essere il capostipite un
addetto ad un miranum
(osservatorio militare
o torre di guardia). |
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MIRANDA |
Specifico
campano, del napoletano e salernitano in particolare, dovrebbe
derivare dal toponimo Miranda (IS) o da Miranda di Poggiomarino
(NA). |
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MIRANDOLA |
Tipico
del veronese e del bolognese, dovrebbe derivare da uno dei vari
toponimi come Mirandola (MO) o Mirandola località di Verona, il
toponimo Mirandola è abbastanza diffuso nel nord Italia in
quanto stava ad indicare una piccola postazione di vedetta (un
luogo da cui si poteva mirare cioè osservare). |
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MIRANTE
MIRANTI |
Mirante è ben diffuso nell'area che comprende il Lazio
centromeridionale, il casertano ed il napoletano, in Calabria
nel catanzarese e crotonese ed in Sicilia nell'ennese, Miranti è
tipicamente siciliano, del palermitano e di Petralia Soprana e
Polizzi Generosa in particolare, di dovrebbe trattare di forme
aferetiche del termine almirante
o ammirante
(comandante,
capo,
ammiraglio)
(vedi ALMIRANTE). |
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MIRASOLE
MIRASOLI |
Mirasole, molto raro, è siciliano, Mirasoli, ancora più raro,
dovrebbe essere dovuto ad errate trascrizioni anagrafiche del
precedente, dovrebbero derivare da un soprannome basato sul
termine dialettale mirasùli
(girasole,
il fiore). |
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MIRAVALLE |
Miravalle
è tipicamente piemontese, dell'alessandrino, di Casale
Monferrato in particolare, dovrebbe derivare da un nome di
località. Miravalle è in effetti un nome molto comune, presente
sia in Lombardia che in Piemonte, Emilia ed in Trentino. |
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MIRCO
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Mirco è specifico della provincia di Campobasso, di Acquaviva
Collecroce, Termoli e Montenero di Bisaccia.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
D'origine slava, il cognome Mirco nasce da un'italianizzazione
del nome slavo Mirko,
che, per tramite del suffisso
-ko (dal valore diminutivo),
consiste in un'abbreviazione dell'originale
Miroslav
- nome tipico della tradizione slava. In conclusione, dunque, si
tratta della cognominizzazione del nome personale del
capostipite. |
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MIRISOLA |
Mirisola è tipicamente siciliano, di San Cataldo, Caltanissetta
e Riesi nel nisseno, di Enna e di Siracusa, di origini
etimologiche oscure, potrebbe derivare da una forma alterata del
nome visigoto Mirisa,
tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Riesi fin dal
1600. (vedi anche MIRASOLE) |
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MIRIZI
MIRIZZI |
Mirizi, quasi unico, dovrebbe essere dovuto ad un'errata
trascrizione di Mirizzi, che è caratteristico del barese, di
Putignano, Bari, Altamura, Turi, Castellana Grotte e Triggiano,
e del tarentino, di Mottola,Statte e Taranto, e la cui origine
potrebbe essere dal nome e cognome turco
Miriz, o
anche se molto meno probabile dal nome femminile svevo
Myritz. |
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MIRO
MIRON
MIRONE
MIRONI
MIRRI
MIRRO |
Miro ha un ceppo in Irpinia ed uno nel tarantino, Miron, molto
molto raro, sembrerebbe del trevisano, Mirone ha un ceppo
alessandrino, uno genovese, uno napoletano ed a Casalnuovo di
Napoli ed uno principale nel catanese, a Catania, Belpasso,
Acireale, Viagrande, Tremestieri Etneo e San Pietro Clarenza,
Mironi è invece assolutamente rarissimo, Mirri ha un ceppo
emiliano nel bolognese ad Imola, Bologna e Castel San Pietro
Terme e nel ravennate a Ravenna, Lugo, Faenza e Solarolo, un
ceppo toscano a Firenze e nell'aretino ad Arezzo, Montevarchi e
Cortona, ha anche un ceppo a Roma, Mirro, quasi unico, è
pugliese, dovrebbero tutti derivare o direttamente dal nome
medioevale di origine greca
Miro, Mironis di cui abbiamo un
esempio in uno scritto dell'anno 1062: "...necnon vero
Berengario archidiachono et Guilelmo Guifredi, sive aetiam
vivano preposito et Poncio sacriscrinio atque Dalmatio aliisque
quamplurimis clericis, laicis autem Mirone Riculfi et Remundo
Castrivetuli et Bernardo Guifredi ..." o anche nel
Codice Diplomatico della Lombardia
Medioevale in una
Carta libelli
dell'anno 1153 a Gudo (MI): "...Duodecima petia, de prato,
dicitur ad Sabuchum.. ..Amizonis Mironis, perticam unam et
dimidiam...". o dal nome slavo
Miron. |
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MIROBALLI
MIROBALLO |
Miroballi, assolutamente rarissimo sembrerebbe piemontese, forse
del novarese, Miroballo, ancora più raro, è invece dell'area
centromeridionale d'Italia, potrebbero derivare dal nome
spagnolo Mirobal. |
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MIROTTA
MIROTTI
MIROTTO |
Mirotta,
assolutamente rarissimo, potrebbe essere siciliano, Mirotti.
ancora più raro potrebbe essere emiliano, Mirotto è quasi unico,
potrebbero derivare dall'aferesi di nomi di origine germanica
come Edelmiro o Vladimiro. |
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MIRRA
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Cognome squisitamente campano della fascia che da Caserta arriva
a Salerno, deriva dal nome medioevale Mirra. Mirra viene citato,
ad esempio, da Dante nell'Inferno: "...Quell'è l'anima antica /
di Mirra scellerata, che divenne / al padre, fuor del dritto
amore, amica. ...". Tracce di questo cognome si trovano in
Lombardia, nel varesotto, nel 1500 in un atto si legge: "...
"alla cassina di Monsei dove anche tiene cassina il S.r Giulio
Cesare Pozzo habitata da Giulio Mirra di Christoffaro si sono
vedute tre stanze inferiori quali sopra havevano suo astrico con
altri tre superiori...".
integrazioni fornite da
Fabio Paolucci
potrebbe essere l'ipocoristico abbreviato del nome Miranda,
modificato dialettalmente in Mirra. Il cognome può derivare da
un soprannome etnico, appunto legato alla provenienza del
capostipite: il termine latino myrrha deriva dal greco myrra, di
origine semitica. La mirra è una gommaresina trasudante ricavata
dalla corteccia di alcune piante dell'Arabia e dell'Africa,
astringente e antisettica, impiegata in profumeria e farmacia.
Non è escluso che il cognome possa essere stato attribuito in
passato riferendosi alla profonda religiosità del capostipite:
non dimentichiamo che la mirra, insieme all'oro e all'incenso,
fu tra i doni offerti a Gesù Cristo dai Re Magi.
integrazioni fornite da
Paolo Muscetta
Come riportato nel testo Calvi
nella sua storia e nelle sue vicende,
Benevento, ed. G. Ricolo,pag.134 la famiglia Mirra ha origine
dalla Moravia, indi passata nel Napoletano. Bartolomeo fu
giudice della gran Corte della Vicaria. Un Nicola fu Governatore
di Fiosolone, Curzio Cavaliere di Giustizia dell'Ordine
Gerosolimitano nel 1591 fu nominato ambasciatore al Pontefice
per la questione sorta circa le Commende tra il Pontefice ed il
gran Maestro di detto ordine. Pasquale cadetto nei reggimenti
italiani fu ricevuto dall'Ordine di Malta ed insignito della
Croce. In seguito tale famiglia si sparse in Napoli, Capua,
Benevento, Salerno. Dunque la famiglia Mirra ha avuto residenza
in questa Calvi (Benevento) nell'era del dominio del duca Lucio
Caracciolo barone di Montefusco come si apprende sul concio in
chiave della odierna abitazione (palazzo Mirra) che fu costruita
nel 1768. Della famiglia come si può desumere dai documenti
esistenti nella parrocchia di S.Agnese sono comparsi a contrarre
matrimonio due cugini il primo nato nel 1737 Francesco di
Salvatore sposato con la Sig.na Costanza de Nisco; il secondo
nato nello stesso anno 1737, Nicola di Antonio sposato con la
Sig.na Diana Fucci. I genitori dei due giovani erano fratelli
Salvatore e Antonio, figli di Baldassarre Mirra; quest'ultimo fu
il primo Mirra che ebbe residenza a Calvi; fu fedelissimo alla
nobile famiglia dei Caracciolo, in qualità di amministratore
delegato del Barone. Questo nucleo familiare ha mostrato molto
attaccamento alla terra e alla agricoltura ed ha insegnato agli
altri come produrre e progredire nella economia rurale, infine è
stato molto attento alla moralità e fedele alla religione. In
seguito nella famiglia si sono distinti dei preti, dei frati e
degli insegnanti, dopo il riscatto della Baronia che passò in
servitù demaniale ai Borboni si distinsero anche dei sindaci:
Mirra Baldassarre nel 1817 (nome patriarcale), Mirra Mosè nel
1822, Mirra Carlo nel 1849. |
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MIRSI
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Mirsi, praticamente unico, è un cognome attribuito nel 1890, a
Copparo nel ferrarese, ad un fanciullo abbandonato.
informazione ricevuta da
Daniela Campaci |
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MIRTI
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Mirti è caratteristico dell'area di Olevano Romano e di Roma nel
romano, dovrebbe derivare dal nome latino
Myrtus,
il nome della pianta del mirto, dedicata a Venere dai culti
latini e considerata dal cristianesimo simbolo di purezza e
giustizia. |
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MIRTINI |
Assolutamente raro, presente solo in provincia di Milano e Lodi,
dovrebbe trattarsi di un errore di trascrizione di altri
cognomi, come ad esempio Martini, che ha un areale principale
omologo. |
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MIRTO
|
Un ceppo
nel palermitano ed uno nel casertano, potrebbe derivare da
toponimi come Mirto (CS) o Mirto (ME). |
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MISCALI |
Miscali è
tipicamente sardo, della provincia di Oristano, di Ghilarza,
Abbasanta, Ardauli ed Oristano, dovrebbe derivare da un
soprannome dialettale originato da un termine attribuibile ad un
capostipite, forse un erborista, che nella sua professione fosse
solito mescolare più principi attivi. |
|
MISCERA |
Miscera, tipicamente sardo, è specifico della Gallura di Budoni
in particolare, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal
verbo sardo miscià
(amalgamare, mescolare)
forse ad indicare il mestiere della capostipite o riferentesi ad
un particolare episodio. |
|
MISCI
MISCIA
MISCIO |
Misci, assolutamente molto molto raro, ha un piccolo ceppo ad
Ortona nel teatino ed a Roma, Miscia è tipico di Chieti,
Lanciano nel teatino e Pescara, ma ha ceppi anche a Roma e
Sant`Oreste nel romano ed a Napoli, Miscio ha un piccolo ceppo
nel perugino a Castiglione del Lago ed a Chiusi nel senese, ed
uno, molto più consistente, a San Giovanni Rotondo nel foggiano,
potrebbero derivare dalla Gens
Romana Mescinia.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
compare nel Lazio, in Abruzzo, Campania e Puglia settentrionale.
Potrebbe avere alla base, come del resto anche Misci, Misceo
(Puglia), Misciano (rarissimo, 2 comuni in Lombardia), Miscino
(Campania), Meschiatti, Mischiari, Mischiatti, soprannomi
formati dal verbo latino misceo
= mescolare, mischiare, unire,
congiungere, sconvolgere, metter sotto sopra, confondere,
turbare, dati a persone che
avevano questi comportamenti:
che si mescolano,
che si uniscono agli uni o agli altri,
che turbano la quiete.
Oppure dal gentilizio romano
Misius o
Messius
che ha originato il toponimo Misciano (SI). |
|
MISELLI |
Miselli è decisamente emiliano, di Modena, Carpi e Sassuolo nel
modenese e di Reggio Emilia e Casalgrande nel reggiano, dovrebbe
derivare da un soprannome basato sul termine tardo latino
misellus
(meschino),
una forma contratta del termine
miserellus, un diminutivo di
misero. |
|
MISENTA |
Misenta, molto raro, è tipicamente lombardo di Appiano Gentile
nel comasco, dovrebbe derivare dal nome medioevale
Misenta o
Misenti
del comune di Misinto nel milanese, di questo toponimo abbiamo
un esempio in una Carta Libelli
del 1175 a Milano: "..Arnaldi de Misenti et Ambroxii de
Garbaniate et Obizonis Balbi et Ambroxeti Zavatarii,
testium...", troviamo tracce di questa cognominizzazionenel 1000
in Valtellina, dove i de Misenti
occupano alti incarichi
imperiali. |
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MISERICORDIA |
Misericordia è un cognome molto raro, parrebbe tipicamente
lombardo o toscano, anche se è ormai rimasto solo in Lombardia
ed in Calabria nel reggino, potrebbe derivare dal fatto di
essere stato il capostipite un neonato abbandonato alle suore di
un Convento di Santa Maria della Misericordia o di una Compagnia
della Misericordia.
integrazioni fornite da
Luca Misericordia
Io sono umbro di Terni e risulta che la mia famiglia sia umbra
da almeno 5 generazioni (il più lontano avo è della meta del
1700). Sono in contatto anche con i Misericordia di Reggio
Calabria anche se ancora non siamo riusciti a dimostrare un
legame di parentela. Riguardo a Misericordia in Lombardia
risulta solo di recente la loro comparsa, forse dovuta ad
esigenze lavorative. |
|
MISEROCCHI |
Miserocchi è specifico dell'area che comprende il ravennate, il
forlivese ed il riminese, con massima diffusione a Ravenna,
Cesena e Forlì, dovrebbe derivare da un soprannome o nome
originato dal termine ebraico
misroch (oriente,
levante), o da un'alterazione
del nome sempre ebraico
Mishraites, o
Moseroth,
oppure anche dal cognome ebraico
Misrahi,
nella seconda metà del 1500 troviamo traccia di questa
cognominizzazione nelle campagne di Forlimpopoli con un certo
Cristoforo Miserocchi piccolo proprietario terriero. |
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MISITANO |
Misitano è tipico di Bianco (RC) e di Messina (ME), dovrebbe
derivare dal termine arcaico
misitano originato dal vocabolo
greco mesitis,
(mediatore, mezzano) e starebbe ad indicare l'attività del
capostipite, il ceppo siculo potrebbe derivare dal toponimo
Misitano di Casalvecchio Siculo (ME), tracce di questa
cognominizzazione le troviamo a Melito (RC) almeno dalla seconda
metà del 1500, in un atto del 1592 è citato il matrimonio tra
tale Elisabetta Misitano ed un certo Marco Mandalari. |
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MISSAGLIA
MISSIAGLIA |
Missaglia è specifico dell'alto milanese e della zona
nordoccidentale della Lombardia, ma presenta anche un ceppo
probabilmente non secondario nel padovano, Missiaglia,
assolutamente rarissimo, è quasi sicuramente dovuto a errori di
trascrizione, dovrebbe derivare dal toponimo Missaglia (LC),
un'altra ipotesi, sicuramente valida per il ceppo veneto, ne
attribuisce l'origine al termine medioevale
massalia
(masseria) riferendosi così ad abitanti o padroni di un podere,
il casato dei Missaglia detenne feudi nel milanese fin dal 1200
e nel comasco. |
|
MISSIO
MISSION
MISSIONI
MISSON
MISSONI |
Missio ha un piccolo ceppo a San Stino di Livenza nel veneziano,
ma il ceppo principale è nell'udinese ad Udine, San Daniele del
Friuli, Bui, Moruzzo e Tavagnacco, Mission e Missioni sono
praticamente unici, Misson, molto molto raro, è tipico
dell'udinese, così come il più diffuso Missoni, che sembrerebbe
specifico di Moggio Udinese, dovrebbero derivare da forme
dialettale alterate e contratte, basate sul termine
Mi Sior (Mio
Signore) con il quale
anticamente ci si rivolgeva ai notabili come notai o
amministratori della comunità, indicando così che probabilmente
i capostipiti fossero comunque stati personaggi di rilievo
nell'ambito della loro comunità. |
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MISTICA
MISTICO |
Mistica è quasi unico, Mistico, è specifico del napoletano, di
Torre del Greco in particolare, dovrebbe derivare dal termine
medioevale mixticus
(bastardo, meticcio),
probabilmente ad indicare nel capostipite un meticcio. |
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MISTRETTA |
Tipico
della Sicilia, deriva dal toponimo Mistretta nel messinese. |
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MISTRI
MISTRIN
MISTRINI
MISTRO
MISTRON
MISTRONE
MISTRONI |
Mistri ha un ceppo nel bergamasco a Vertova e Colzate, ed uno
nel ferrarese a Ferrara, Tresigallo e Portomaggiore, Mistrin,
quasi unico, è del rovigoto, Mistrini, solo leggermente meno
raro, è del bergamasco, Mistro, decisamente veneto, del
padovano, ècaratteristico soprattutto di Camposampiero, Mistron,
assolutamente rarissimo, è specifico del veneziano, Mistrone,
praticamente unico, è bolognese, Mistroni, tipicamente emiliano,
ha un ceppo a Ferrara, Ostellato ed Argenta nel ferrarese ed a
Bologna, tutti questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente
o tramite forme ipocoristiche od accrescitive, dal termine
veneto arcaico mistro
(maestro artigiano,
ma anche maggiordomo),
a sottolineare probabilmente il mestiere dei capostipiti,
abbiamo un esempio d'uso di questo termine in un atto del 1522
nel Libro provvisionum della
fabbrica di Cremona, dove
possiamo leggere: "..Si pagano L. 150 Imperiali a Mistro
Gian-Antonio de Curticellis prò ejus mercede pingendi de retro
portam Ecclesiae versus plateam majorem, a manu sinistra
ingrediendo, la deposizione di Croce di Nostro Signore. ..". |
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MISURELLI |
Misurelli ha qualche presenza in Campania e nel cosentino, ma il
ceppo principale è in Puglia nel barese a Giovinazzo ed a Canosa
di Puglia, dovrebbe derivare da una forma ipocoristica del
termine medioevale latino
misurus (che
deve essere inviato, messaggero),
probabilmente indicando che al capostipite fosse stato affidato
quel tipo di compito, troviamo tracce di questa
cognominizzazione a Giovinazzo fin dal 1600, quando un certo
Clerico Joanne Misurello Civitatis Juvenacen' viene citato in
una registrazione di una visita vescovile del 1630 |
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MITA
MITE
MITI
MITO
MITOLA
MITOLI
MITOLO |
Mita, il meno raro, ha un ceppo nel bolognese, uno nel romano,
uno molto piccolo a Napoli e nel materano, ma il nucleo
principale è nel Salento nel brindisino e nel leccese, Mite,
quasi unico, sembrerebbe dell'area abruzzese, molisana e
pugliese, Miti ha un piccolo ceppo nel perugino e nel Piceno,
Mito, assolutamente rarissimo, sembrerebbe essere stato di
lontane origini abruzzesi, Mitola è tipicamente pugliese, di
Bari, con un ceppo nel foggiano a Foggia, Ascoli Satriano e
Candela, Mitoli, più raro, è di Molfetta nel barese e di Foggia,
Mitolo ha un piccolo ceppo nel foggiano, ma il nucleo è nel
barese, a Bitonto, Bari, Molfetta e Giovinazzo, con un ceppo
anche a Carbone nel potentino e nel materano, dovrebbero
derivare, direttamente o tramite un'ipocoristico, dal nome
medioevale Mitus,
Mita,
di cui abbiamo un esempio d'uso in questo scritto del 1190:
"..Pelagius archidiaconus atque abbas monasterii Pessegarii
laudat et confirmat. Abbas Gunsalvus et ceteri clerici
confirmant. In tempore illo ex parte episcopi erat vicarius
Martinus Sisnadiz. et ex parte canonicorum Mitus Ruderici et
Martinus Luci. Sed inter cetera domno episcopo alacriter in
fialas obtuli.XXti solidos. ..", o anche dal nome medioevale
italiano Mite,
Mitis,
con il significato di Gentile. |
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MITAROTONDA |
Mitarotonda è specifico di Grumo Appula nel barese, potrebbe
derivare da un soprannome originato dal termine arcaico mita,
una forma contratta del vocabolo greco μίτρα mitra (fascia
che circonda il capo), forse ad
indicare che il capostipite fosse una persona di rilievo del suo
tempo. |
|
MITRALE |
Mitrale, cognome ormai quasi scomparso in Italia, dovrebbe
essere di origine greca e derivare da un soprannome basato sul
termine mitralemitrale
(un tipo di copricapo liturgico), forse ad intendere che il
capostipite potesse essere un religioso ortodosso. |
|
MITRANI
MITRANO |
Mitrani, assolutamente rarissimo, è specifico del barese, di
Monopoli in particolare, Mitrano ha un grosso ceppo a Gaeta nel
latinense, ed a Roma, un ceppo a Succivo e Pietramelara nel
casertano ed a Capaccio e Montecorvino Rovella nel salernitano,
ed un ceppo ad Acquaviva delle Fonti nel barese, potrebbero
derivare da nomi di località individuabili dall'antica presenza
di templi dedicati al dio Mitra, una divinità persiana, il cui
culto prese molto piede in epoca imperiale romana, in alcuni
casi potrevve trattarsi di italianizzazioni del cognome sia
turco che albanese e rumeno
Mitran. |
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MITRI
|
Sembra
avere due ceppi distinti, in Friuli Venezia Giulia e nel Molise,
dovrebbe derivare dall'aferesi del nome greco Demetrius
attraverso la modificazione slava in Dimitri. |
|
MITTA
MITTI
MITTINI
MITTINO |
Mitta è tipicamente lombardo, delle province di Sondrio, di
Torre Santa Maria, Sondrio e Chiavenna, e di Mariano Comense nel
comasco, Mitti, assolutamente rarissimo, è dell'area tra
Lombardia meridionale e Piemonte, Mittini, estremamente raro, è
di Novara, Mittino è caratteristico di Trecate nel novarese e di
Novara, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite
ulteriori ipocoristici, da forme ipocoristiche aferetiche di
nomi come Bartolomea/eo,
Gerolomo/ma
o altri simili, ma bisogna anche considerare che il termine
mitta
in epoca tardo rinascimentale equivaleva a
metà,
come possiamo leggere ad esempio nel libro di Niccolò Tartaglia
Quesiti et inventioni diverse del 1545: "..inchiodar ui
dui trauersi longhi quanto che è la mitta della culatta del
pezzo uel circa (e nanti piu che meno) & lontani luno dal'altro
circa un brazzo, ..", e che questi cognomi potrebbero derivare
anche da un soprannome con questo significato, inoltre
un'ipotesi da non tralasciare è che derivi da un'indicazione di
località, in epoca rinascimentale presso le comunità, che
avessero subito fortemente influenze germaniche, il centro
cittadino veniva chiamato Mitta,
dal tedesco Mitte.
Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo in un'atto del
1720 a Valmadre di Fusine nel sondriese: "..Giovanni Battista
Baracco de Grumello fu Bernardo, sindico della chiesa di S.
Matteo, insieme al vicecurato di detta chiesa Giovanni Mitta,
assegna alla comunità di Fusine il diritto di esigere dai
signori Salici di Soglio, comproprietari della miniera del
ferro, 155 lire imperiali, valore della soprascritta legna, a
causa di debiti per taglie. ..". |
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MIUCCI
MIUCCIO |
Miucci è specifico del foggiano, in particolare di Manfredonia,
Cagnano Varano ed Apricena, alla base del promontorio del
Gargano, Miuccio è specifico del messinese, di Santa Teresa di
Riva, Messina e Savoca, dovrebbero derivare da una forma
ipocoristica dell'aferesi di nomi come
Bartolomeo,
anche se non si può escludere una possibile derivazione da un
ipocoristico di una contrazione del nome
Domenico. |
|
MIULLI
MIULLO |
Miulli, assolutamente rarissimo, parrebbe pugliese,
probabilmente originario del barese, zona di Cellamare,
Triggiano e Casamassima, Miullo, praticamente unico, è
probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del
precedente, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal
termine dialettale arcaico
miullo (parte
del mozzo della ruota dei carri che doveva essere lubrificata
con la sugna) forse ad indicare
che il capostipite faceva di mestiere il carrettiere o si
occupava della manutenzione delle carrozze. |
|
MIZZOTTI |
Mizzotti è tipico del cremasco, di Crema, Soresina, Vaiano
Cremasco ed Izano, dovrebbe derivare dall'italianizzazione del
termine dialettale cremonese arcaico
missolta
(gran quantità, qualcosa di
esageratamente grande),
probabilmente ad indicare che il capostipite fosse un grosso
proprietario terriero od uno cui piacesse esagerare le cose nel
raccontarle. |
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MLEKUZ
|
Assolutamente rarissimo è friulano.
integrazioni fornite da
Luigi Colombo
Da notizie che mi sono state date dal sito " i Cognomi delle
Valli del Natisone" sembra che questo cognome possa derivare da
mleko
che in sloveno significa latte,
"-uc o uz" è un suffisso riferito a una persona esile. |
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MO
|
Tipico piemontese della zona tra torinese, astigiano e cuneese.
integrazioni fornite da
Daniele Zaia
Potrebbe trattarsi di una forma dialettale per Mauro, forse il
nome del capostipite. |
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MOAL
MOALI |
Entrambi
praticamente scomparsi, dovrebbero essere del nord Italia ed
avere avuto origine o da un soprannome brettone stante ad
indicare una persona calva o, più probabilmente da un cognome
francese originato da quel soprannome. |
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MOCA
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Originario della provincia dell'Aquila in Abruzzo, potrebbe
derivare dal nome medioevale italiano Mocca di cui si hanno
tracce in Umbria, nella provincia di Perugia. |
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MOCCALDI
MOCCALDO
MUCCALDI |
Moccaldi è specifico del salernitano, di Eboli in particolare e
di Serre, Campagna e Nocera Inferiore, Moccaldo, quasi unico,
che occupa il medesimo areale, è probabilmente dovuto ad
un'errata trascrizione del precedente, così come l'unico
Muccaldi, l'origine etimologica di questi cognomi potrebbe
essere dal nome alsaziano Mockel,
che potrebbe essere arrivato in Italia al seguito degli
angioini, originato dal termine medioevale germanico
mock (blocco
di pietra, mucchio), una
seconda ipotesi, meno probabile, lo farebbe derivare invece da
un'alterazione del nome medioevale germanico
Magaldus,
una latinizzazione del nome
Maginwald, composto dai termini
magin
(forza)
e wald
(governo),
con il significato di chi
governa con la forza. |
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MOCCELIN
MOCCELLINI
MOCELIN
MOCELLIN
MOCELLINI |
Mocelin è assolutamente rarissimo, sembrerebbe veneto, Mocellin,
decisamente veneto, è tipico in particolare del vicentino, anche
se è ben diffuso anche nel trevisano, padovano e veneziano,
Moccellin sembrerebbe unico, Moccellini, quasi unico, parrebbe
del novarese, Mocellini ha un ceppo nel basso trentino, uno nel
padovano ed ha presenze nel verbanese e nel cuneese, potrebbero
derivare da un ipocoristico di un soprannome originato dal
vocabolo medioevale mocolus
(moccolo,
rimasuglio di candela), forse
derivante dalla bassa statura del capostipite.
integrazioni fornite da
Tibère Gheno - Annecy le Vieux - France
Mocellin , Mocelin, cognome veneto. Famiglia molto numerosa, e
prolifica, è oriunda di San Nazario nel vicentino, la troviamo
anche a Valstagna, Solagna, e Bassano del Grappa. A Genova,
Milano e Torino i numerosi Mocellin discendono da emigrati del
Canale di Brenta nel 1900. I Mocellini sono dei Mocellin
emigrati a Cismon del Grappa e poi a Tezze (TN) nel 1800 il cui
cognome fu italianizzato dalle autorità. I Moccelin ed i
Moccellin, che troviamo in Francia sono il prodotto di un errore
degli Uffici di Stato Civile. Sempre in Francia, fra il 1891 ed
il 1990, sono nati 830 Mocellin (nelle varie grafie del
cognome) e 182 hanno preso la nazionalità francese. Si trovano
citate anche le nascite di 13 Mosselin. Il 'Cercle Généalogique
de la Briè ha trovato due atti di nascita, con paternità, fra il
1551 ed il 1600 che si riferiscono a dei Mocelin. La Famiglia
Mocellin nasce con Marco figlio di Antonio Belenzon, di San
Nazario, sposato verdo il 1442, con Viridi fu Pessati, di
Solagna. Da quest'unione nasceranno Bartolomeo e Giovanni che
saranno conosciuti come Marchesin. Solo la discendenza di
Giovanni rimarrà chiamata Marchesin (vedi Marchesin), invece
quella di Bortolo diventerà Mocellin. Giovanni Marchesin e suo
fratello Bortolo muoiono, con altri valligiani, nei primi giorni
del giugno 1509 a Torre, Solagna, quando la popolazione del
Canale di Brenta opporrà una resistenza accanita contro i
tedeschi della Lega di Cambrai. Bortolo avrà quattro figli da
Jacoba sposata nel 1480 circa: Gio Domenico, Jacobo, Chemin
(deriva dall'aferesi d'un diminutivo del nome Giacomo : Jacobo >
Jachemin > Chemin, utilizzato come nome diverso), e Giovanni.
Questi quattro fratelli sono chiamati Marchesin. I beni paterni
di Bortolo si trovano in contrada Merlo, le case con fienile
sono su un rialzo di terreno di fronte al Merlo e alle sue altre
contrade come alla strada Regia da Bassano a Trento. Nel
testamento di Gio Domenico, datato 22.06.1512, dove vengono
citati i suoi fratell, il cognome Marchesin è scritto nel testo
del testamento ma, in margine per il riassunto, è utilizzato il
cognome Mocellini. Sarà cosi per parecchi atti di questo
periodo, poi rimane solo il cognome Mocellin.
Etimologia : dovrebbe derivare da un toponimo.
Citazione :
Con difficoltà vedrei la
derivazione da mustio, -onis 'moscerino', in dialetto veneto
mussolin. PRATI, 1968, 110. Sarei più propenso a vedervi la
radice *motta 'elevazione del terreno', in una variante *mottia.
In IGM 1967 SOAVE troviamo il toponimo Motto Alto e più basso
Mozzarelli, gruppo di case; in IGM 1967 MALO Muzzolin.
Per il toponimo proporrei
la seguente evoluzione : Mottiulus 'piccolo motto' >
Mottiul-inus > Mozzolinus. La collocazione dell'aerale non
incontra alcuna difficoltà nel supporre prima della sistemazione
insediativa attuale, una piccola elevazione del terreno, un
tempo ben evidente lungo la strada che viene da Vicenza, ora
addolcita dai lavori di sistemazione per la pavimentazione
strasale. S.Pietro Mussolino stesso ha la chiesa più volte
citata su un dolce rialzo compresso entro la confluenza del
torrente Chiampo e di un suo affluente da sinistra, posizione
sovente sottolineata dalla proposizione in che accompagna il
toponimo : "hen Mozolino, in Muzolin, in Mozolino" Luciano
Chilese, Toponomastica di Montecchio Maggiore, Francisci Aldo
Editore, 1988, pag.193 |
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MOCCHI
MOCHI |
Mocchi ha un ceppo lombardo nel milanese e nel pavese in
particolare, un piccolo ceppo piacentino, uno massese ed uno
triestino, Mochi è specifico del centro Italia, si individuano
almeno tre ceppi, uno fiorentino, uno ascolano ed uno laziale,
potrebbero derivare dal nome medioevale italiano
Moccus,
probabilmente originato dal nome del dio cinghiale celtico
Moccus. |
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MOCCI
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Tipico della Sardegna sudoccidentale e della costa occidentale
Mocci è molto diffuso, potrebbe derivare da un soprannome legato
al vocabolo sardo mòcca
(budello usato per fare salsiccia o
del salame) ad indicare forse l'attività di norcino.
integrazioni fornite da
Antonello Mocci
il cognome è di origine spagnola catalana; in origine era Mochi
e sbarcarono ad Alghero, colonia catalana, diffondendosi poi
nella costa occidentale dell'isola. La colonia madre era a Bosa,
e poi una seconda si sviluppò a Quartu S:Elena. |
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MOCCIA
MOCCIO |
Moccia è tipico del sud, area che comprende Campania,
Basilicata, Puglia ed alta Calabria, Moccio, praticamente unico
è napoletano, potrebbero derivare dal termine dialettale
moccio
(alambicco),
indicando forse un'attività di alchimista o erborista svolta dai
capostipiti, nel 1400 troviamo una famiglia Moccia annoverata tr
i nobili napoletani, in un atto del 1467 Ferdinando I d'Aragona
assegna a Leonardo Moccia dei privilegi, i Moccia del cosentino
vennero fatti Duca nel 1698.
integrazioni fornite da
Francesca Moccia
Antica e nobile casata napoletana ascritta ai sedili di Nido,
Montagna e Portanova dove i maschi godevano del titolo di
Patrizi napoletani. Nel corso della loro storia , fin dal 1300,
i Moccia, ricchi e potenti, possedettero numerose Baronie (tra
cui Colle d'Anchise) e furono fatti Conti di Sant'Angelo,
Marchesi di Montemalo e Duchi di Carfizzi. La Famiglia, tra
l'altro, contrasse parentela con Mariano Abignente, uno dei
cavalieri della disfida di Barletta, attraverso il fratello
Giovanni Cola, che sposò Laura Moccia del seggio di Portanova
,oltrechè con illustri Casate tra cui i Pignatelli, i Teodoro e
i Miroballo. Da Napoli i Moccia si diramarono in particolare nel
centro sud d'Italia.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Moccia è cognome lucano presente ad Atella, Melfi, Polla e
altrove, anche cal. nap. e nel Salento: 'donna
mocciosa'. Rohlfs, Cognomi
lucani. |
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MOCCIARO |
Abbastanza raro è specifico del palermitano, troviamo tracce di
una famiglia Mocciari a Gangi (PA) nel 1600. |
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MOCCO
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Mocco è tipico del cagliaritano, di San Vito in particolare e di
Quartu Sant'Elena, potrebbe derivare da un soprannome dialettale
basato sul termine sardo moca
(budello per salsicce),
forse ad identificare nel capostipite un norcino. |
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MOCERINO |
Specifico di Afragola (NA), potrebbe trattarsi di una
modificazione dell'etnico di Nocera.
integrazioni fornite da
Giuseppe Mocerino
Il cognome Mocerino è specifico di Somma Vesuviana. Anche i
Mocerino di Afragola provengono da tale cittadina. |
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MOCETTINI |
Mocettini è un cognome svizzero di Brione, dovrebbe trattarsi di
una forma dialettale alterata del cognome
Mocellini
(vedi MOCCELIN). |
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MOCHEN
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Specifico di Dimaro e Malè nel Trentino.
integrazioni fornite da
Marco Cimarosti
cognome tipico della Val di Sole è di origine tedesca, pare
derivi dal verbo machen (fare) compare a Dimaro (TN) a partire
dal 1500. |
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MOCHIUTTI
MUCHIUTTI |
Mochiutti, quasi scomparso, è del goriziano, Muchiutti, quasi
unico, è tipico dell'area tra udinese e goriziano, dovrebbero
derivare da forme patronimiche tipicamente friulane in
-utti,
riferite ad un capostipite il cui padre si chiamasse
Moc, nome
e cognome slavo di cui abbiamo tracce nel goriziano fin dalla
fine del 1500, non si può escludere però anche la possibilita
che derivino da forme tronche di soprannomi originati dal
termine medioevale moculus
(moccolo),
forse originato dalla bassa statura del capostipite. |
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MODAFFERI |
Specifico del reggino, dovrebbe derivare dal nome saraceno
Mudaffar
portato ad esempio dal Re saraceno Al-Mudaffar, che nel 1000
costituisce la più grande biblioteca araba di Spagna, alcuni re
di Siria del 1400/1500 si chiamavano Al-Mudaffar.
ipotesi fornite da A.
Mazzuca
Giuseppe Pensabene, nelle sue note filologiche sugli antichi
riferimenti religiosi nel territorio reggino, evidenzia che la
provincia di Reggio Calabria fu sempre terra cristiana, rimane
pertanto incomprensibile una derivazione islamica. Modafferi
all'origine era "Morapparo", le radici sono Moro (la fortezza) e
Apparo con il significato di impari, vale a dire senza paragone
come si ricava anche dall'esclamazione <<capperi!>> (senza
pari), Morapparo stava pertanto per "bastione impareggiabile".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
MODÀFFERI è cognome anche catanese e messinese, oltre che
calabrese. Secondo G. Rohlfs, Dizionario storico dei cognomi
nella Sicilia orientale, p. 132, che riprende G.B. Pellegrini
232, esso deriva dall'aggettivo arabo 'muzaffar'
che significa vittorioso. |
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MODENA
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Modena è tipicamente settentrionale, potrebbe in alcuni casi
avere origini israelitiche, deriva dal toponimo omonimo.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Modena deriva evidentemente dal nome della città emiliana, in
latino: Mutina,
il cui nome è stato interpretato dal grande linguista modenese
Giulio Bertoni in questo modo: "Base del nome della nostra città
deve essere un radicale - mot
- prelatino. Si sa che la pianura e la collina emiliana, nei
dintorni di Modena, sono sparse di "motte",
cumuli o elevazioni di terreno.
Sulle "motte" gli uomini fissarono le loro abitazioni e talora a
sommo di questi ammassi di terreno abbiamo le cosiddette
"terremare", che sono reliquie di popoli avvolti nell'ombra
della preistoria" (G. Bertoni - Profilo storico del dialetto di
Modena - Ginevra 1925). |
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MODENESE
MODENESI |
Modenese
sembrerebbe veneto, del veronese in particolare, Modenesi, molto
più raro, è tipico di Piacenza e del piacentino, derivano
chiaramente dall'etnico della città di Modena. |
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MODEO
MODIO |
Modeo è tipicamente pugliese, di Manduria in particolare nel
tarantino e di Francavilla Fontana nel brindisino, Modio,
praticamente unico, è del tarantino, dovrebbero derivare da
forme aferetiche del nome medioevale
Amodeo,
Amodio
(vedi AMADDEO). |
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MODESTI
MODESTINI
MODESTINO
MODESTO |
Modesti è tipico della fascia dell'Italia centrale, con ceppi
anche a Verona e nel veronese, nel barese soprattutto a Corato e
nel bergamasco, Modestini, molto raro, ha un ceppo ad Assisi ed
a Terni ed uno a Roma, , Modestino, anch'esso molto raro, è
campano, Modesto ha ceppi nell'udinese a Majano e ad Udine, uno
nel trevisano a Montebelluna e a Treviso, uno a Penne (PE), uno
a Marcianise (CE), nuclei in Puglia a Bitonto (BA), a
Trinitapoli (FG) ed a Squinzano (LE), dovrebbero tutti derivare
dal nomen tardo latino Modestus
o dal suo ipocoristico, a titolo d'esempio citiamo
Tiberius Claudius Balbillus Modestus
proconsole d'Egitto dall'anno 54 al 59, ricordiamo San Modesto
martire sotto l'Imperatore Diocleziano nell'anno 304. |
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MODI
MODINI
MODINO
MODOLI
MODOLO
MODULI
MODULO |
Modi è specifico di Firenze e del fiorentino, di Borgo San
Lorenzo e Scarperia, Modini, molto raro, potrebbe essere
originario dell'alto novarese, ma è pure possibile la presenza
di un ceppo originario tra Pavia e Milano, Modino sembrerebbe
quasi unico, Modoli, quasi unico, parrebbe umbro, Moduli, è
ormai quasi scomparso, Modolo è specifico dell'area che
comprende le province di Treviso e Pordenone, Modulo, molto
raro, è specifico del padovano, dovrebbero essere tutti derivati
direttamente o tramite ipocoristici dal nomen latino di origini
sabine Modius,
personale della Gens Modia,
ricordiamo ad esempio Modius Fabidius, il fondatore della città
di Cures Sabini in Sabina all'epoca della nascita di Roma,
figlio del dio Quirino (il dio della guerra), ma in alcuni casi
è pure possibile una derivazione da ipocoristici di forme
tronche di nomi come il longobardo
Modolf o
il gotico Modares. |
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MODIANO |
Assolutamente rarissimo potrebbe avere un ceppo laziale e
derivare dal toponimo Poggio Moiano (RI) anticamente così
chiamato: "...podio ubi dicitur Modianum...", ma più
probabilmente deriva da una variazione del cognome Modigliani
(vedi). |
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MODICA
|
Tipico
siciliano, molto diffuso, deriva dal toponimo Modica (RG),
casato nobile di origine normanna che nella persona di
Gualterius ottenne per i servizi resi al re Ruggero il feudo di
Modica il figlio di questi Ansaldus usò da quel momento appunto
il cognome Modica, più tardi, da Arnaldo, figlio di re Tancredi,
ottenne la baronia di Sortino (SR), nei secoli successivi il
casato acquisì altri feudi nel siracusano. |
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MODIGLIANA
MODIGLIANI
MODIGLIANO |
Modigliani, molto raro, è tipico del forlivese, Modigliana e
Modigliano, sono praticamente unici, dovrebbero derivare dal
toponimo Modigliana (FC), dovrebbe essere di origini israelitico
sefardite. Tracce di questa cognominizzazioni le troviamo verso
la fine del 1500 con il pittore forlivese Giovan Francesco
Modigliani. |
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MODIGNANI |
Estremamente raro sembra essere originario del sudmilanese
dovrebbe derivare dal toponimo omonimo in provincia di Lodi.
Tracce di questa cognominizzazione si trovano nel 1156 a
Mutianum (Muzzano (LO) dove il parroco dell'epoca è un certo
Marcello Modignani, nel 1500 i Modignani sono iscritti tra i
casati nobili della città di Milano. |
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MODONI
MODONUTTI
MODONUTTO |
Modoni ha
un nucleo nel varesotto, uno nel Salento nella zona di Maglie e
Palmariggi (LE) in particolare ed uno in Emilia, Modonutti e
Modonutto, rarissimo, sono specifici della zona tra Udine e
Premariacco, dovrebbero tutti derivare dal toponimo Modena,
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Lonate Pozzolo
(VA) nel XV° secolo in un atto dove nel 1499 un Piantanida di
Oleggio vendette a un nobile Modoni di Lonate un terreno con
edifici sulla sponda di Oleggio. |
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MODUGNO |
Tipico
del barese, deriva dal toponimo Modugno (BA). |
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MOGAVERO
MUGAVERO |
Mogavero ha un ceppo a Salerno e nel salernitano, uno in Puglia
a Salice Salentino e nel leccese ed uno in Sicilia nel
palermitano a Isnello, Castelbuono, Palermo, Collesano e Cerda
ed a Ramacca nel catanese, Mugavero è decisamente siciliano,
dell'area che comprende il basso messinese, il catanese,
l'ennese ed il nisseno, dovrebbero derivare dal termine
medioevale di origine spagnola
mugavero (soldato
catalano armato alla leggera sia a cavallo che di fanteria),
termine di origine araba dal termine
mogavir (combattente
bellicoso, depredatore,
corrispondente al moderno
incursore), un ipotesi
alternativa è che potrebbe trattarsi di una modificazione del
nome arabo Mozaffar
(vittorioso),
a Monopoli troviamo tracce di queste cognominizzazioni nel 1616
in un atto di vendita dove la parte cedente è un certo Giovanni
Bernardino Mogavero, a Pontecagnano, nella seconda metà del 1700
esistono diverse famiglie Mogavero. |
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MOGGIA
|
Sembrerebbe di origine ligura, tra Genova e La Spezia, una
possibile derivazione potrebbe essere dal nome greco Mogge, ma è
pure possibile una connessione con toponimi o nomi di località,
comunque la più probabile è la derivazione da un soprannome
legato al vocabolo moggia (antica unità di misura per solidi)
che potrebbe essere connesso al mestiere di commerciante di
granaglie o affini. |
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MOGLIA
|
Copre
l'areale delle province di Pavia, Alessandria, Genova, Parma e
Piacenza, potrebbe derivare da toponimi quali: Moglia (MN) e
Moglio di Alassio (SV). |
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MOGLIANI
MOGLIANO |
Mogliani è tipico delle Marche, di Potenza Picena, Tolentino,
Camerino, Civitanova Marche e Montelupone nel maceratese,
Mogliano, quasi unico, dovrebbe essere dovuto ad errate
trascrizioni del precedente, che dovrebbe essere una forma
etnica, relativa ai capostipiti, riferita al paese di Mogliano
nel maceratese, il cui nome dovrebbe derivare da un termine
prediale latino basato sul cognomen latino
Mollius. |
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MOI
MOJ |
Moi
è tipicamente sardo, del centrosud dell'isola, di Cagliari,
Quartu Sant'Elena e Sinnai in particolare, ma anche di
Selargius, Assemini, Ussana e Seulo, tutti nel cagliaritano, di
Iglesias, Oristano, Sassari, Gadoni nel nuorese e Serrenti nel
medio Campidano, Moj è quasi unico, potrebbero derivare da un
soprannome originato dal termine sardo
mòi (mai). |
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MOIA
MOJA |
Moia è tipico dell'area che comprende il varesotto, comasco e
milanese, con un ceppo anche a Piacenza e Ponte dell`Olio e
Vigolzone nel piacentino, Moja ha un ceppo milanese ed uno nel
varesotto, dovrebbero derivare da nomi di località
caratterizzate dal fatto di essere pieni di risorgive, il
cognome dovrebbe derivare dal termine dialettale
moja (a
mollo, inzuppato d'acqua). |
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MOIANI
MOIANO
MOJANI
MOJANO |
Moiani è tipico di Roma, Fiumicino e Marano Equo con un ceppo
anche a Collevecchio e Forano nel rietio, Moiano, Mojani e
Mojano sono praticamente unici, dovrebbero derivare dal toponimo
Poggio Moiano nel rietino, ma è pure possibile una derivazioni
da nomi di località identificati con il vocabolo dialettale del
centro Italia moiano
(terreno friabile). |
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MOIN
MOINA
MOINE |
Moin, assolutamente rarissimo, è valdostano, Moine, abbastanza
raro, è tipico del cuneese, Moina è praticamente unico,
potrebbero derivare dal cognome francese Le Moine, che dovrebbe
a sua volta discendere dal vocabolo celtico
moina (torbiera)
e dovrebbe indicare appunto il fatto che i capostipiti
abitassero nei pressi di una torbiera. Di questo cognome si
hanno tracce in Francia fin dal 1400, nel 1500 a Parigi troviamo
un Cardinal Le Moine. |
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MOINO
|
Moino è tipico dell'area trevigiano, veneziana, di Treviso,
Casier, Preganziol e Casale sul Sile nel trevigiano e di Venezia
e Marcon nel veneziano, potrebbe derivare da un soprannome
originato dal termine dialettale trevisano
moin (mulino),
forse ad indicare nel capostipite un mugnaio. |
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MOIOLA
MOIOLI
MOJOLA |
Moiola ha un ceppo lombardo concentrato a Cosio Valtellino ed
uno trentino a Rovereto e Mori, Mojola, praticamente unico, è
una forma arcaica del precedente, Moioli è concentrato in
Lombardia, specifico della bergamasca e del milanese, potrebbero
essere derivati dal toponimo Moiola (CN), ma la lontananza
dell'area di massima concentrazione non è favorevole a questa
ipotesi, la cosa più probabile è che derivino da soprannomi
originati dal termine mojola
o mojolo
vaso o brocca da vino.
Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nel bergamasco
nel 1500 con Petrus Moiolus eletto Podestà di Urgnano dal minor
Consiglio dal settembre del 1546 all'aprile del 1547, e nel 1628
un Tonio Moiolo di Semogo (SO) è citato in un processo per
stregoneria. |
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MOIRAGHI |
Moiraghi
è tipico del milanese, dovrebbe derivare dal nome del paese di
Moirago, una frazione di Zibido San Giacomo nel milanese,
probabilmente il luogo d'origine dei capostipiti. |
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MOISE
MOISELLO
MOISO |
Moise, molto raro, è presente in maniera sporadica in tutto il
nord, Moisello, molto raro, è specifico dell'alessandrino e
dell'area ligure, Moiso è tipico del torinese ed astigiano,
dovrebbero derivare, direttamente o tramite una forma
ipocoristica, dal nome mediovale di origini ebraiche
Moise (Mosè)
a sua volta derivato dal mose
(figlio)
egizio. |
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MOLADORI |
Moladori.
assolutamente rarissimo, è della bassa bresciana, dovrebbe
derivare dal mestiere di addetto alla macina di un mulino,
svolta dal capostipite, troviamo tracce di questa
cognominizzazione a Virle (BS) già nel 1700 con lo scultore
Giovanni Maria Moladore. |
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MOLARA
MOLARI
MOLARO |
Molara, assolutamente rarissimo, parrebbe specifico di Gela nel
nisseno, Molari ha un piccolo ceppo lombardo nel bergamasco a
Romano di Lombardia, Cividate al Piano e Cortenuova, uno
importante in Romagna a Cesena, Montiano e Borghi nel forlivese,
a Rimini e Sant'Arcangelo di Romagna nel riminese, ed a Pesaro e
Gradara nel pesarese, Molaro ha un ceppo friulano nell'udinese a
Sedegliano, Lusevera ed Udine, ed uno nel napoletano a Somma
Vesuviana, Ottaviano, Napoli, Marigliano e Pomigliano d'Arco,
questi cognomi potrebbero derivare da toponimi come San Giorgio
la Molara nel beneventano o Molara nel palermitano, ma molto più
probabilmente derivano dal soprannome
molaro
avente alla base il mestiere di addetto alle mole di un mulino,
svolto dai capostipiti, si tratterebbe quindi di forme contratte
per molinaro. |
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MOLASCHI |
Tipico
della provincia di Milano e Cremona, potrebbe derivare da un
soprannome legato al vocabolo milanese arcaico molasch (la parte
molle della zucca). |
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MOLE'
|
Tipico
della zona di Vittoria, Ragusa e Chiaramonte Gulfi (RG),
dovrebbe derivare da modificazioni del termine arabo mawlà (vedi
Mulè). |
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MOLENTINI
MOLENTINO |
Molentini è praticamente unico, Molentino invece, comunque
assolutamente rarissimo, parrebbe di Ostuni nel brindisino e di
Ruffano nel leccese, potrebbero derivare dal nome medioevale
Molentinus,
di cui abbiamo menzione in un atto del 1359, dove viene citato
un certo Molentinus Schala: "...Johannes de Lacchono, Molentinus
Schala, .. ..Isti vero sunt de mediocribus et quilibet eorum
arat ad jocum unum...", più probabilmente derivano dal termine
medioevale molentinus
(chi guida gli asini),
lavoro che potrebbe essere stato svolto dal capostipite. |
|
MOLES
|
Ha
un ceppo a Tolve (PZ) e Potenza e ad Accettura (MT) e Matera e
un nucleo storico ad Edolo (BS), dovrebbero avere origini
diverse, il ceppo meridionale potrebbe derivare dal toponimo
Mola (BA), ma più probabilmente deriva da legami con la famiglia
nobiliare dei duchi di Moles, mentre per quello lombardo,
secondo uno studio genealogico fatto da un frate cappuccino
Moles originario di Edolo dovrebbe discendere da un soldato
spagnolo, che disertando rimase appunto ad Edolo in
Valcamonica. Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a
Solofra (AV) fin dal 1500, in un atto che cita Annibale Mole
Vicerè reggente di Napoli: "...Articuli super quibus examinandi
sunt testes ad instantia Universitatis terra Solofre in causa
quam habet in Regia Camera Summaria et quoram Eccellente Domino
Anibale Moles cun Illustrissima Beatrice Ferrella utili domina
ditta terra super petitione Regii demani preditta terra et alias
ut in actis est. ...", il casato dei Moles nel 1600 è
rappresentato dal Duca Don Diego Moles presidente della Real
Camera di Napoli e Duca di Parete (CE), a Milano nel 1700 don
Francesco Moles Millesimo è Gran Consigliere dello Stato di
Milano.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Moles è cognome lucano presente a Tolve, anche napoletano e nel
Salento; cfr. Moles
in Catalogna. Rohlfs, Cognomi lucani. |
|
MOLESIN
MOLESINI |
Molesin, quasi unico, sembrerebbe del ferrarese, Molesini ha un
ceppo nel veronese, a Castelnuovo del Garda ed a Verona, ed uno
a Ferrara e Portomaggiore nel ferrarese, a Finale Emilia e
Modena nel modenese ed a Boretto nel reggiano, dovrebbero
derivare da un soprannome basato sul termine dialettale arcaico
veneto ed emiliano molesin
(morbido,
detto di chi ostenti modi di fare troppo gentili). |
|
MOLESTI |
Molesti è toscano, di Peccioli, Pontedera e San Giuliano Terme
nel pisano, di Livorno e Cecina nel livornese e di Firenze,
potrebbe derivare da un soprannome originato dal termine latino
molestus
(fastidioso). |
|
MOLETTA
MOLETTI
MOLETTO |
Moletta è tipicamente veneto del vicentino e del veronese, con
un ceppo anche nel bresciano, in Trentino e nel pordenonese,
Moletti, ormai presente solo nel cunese e nel novarese e pavese,
sembrerebbe aver avuto più ceppi, uno piemontese, uno campano ed
uno siciliano, Moletto è specifico del torinese, dovrebbero
derivare da soprannomi derivati dal termine italiano arcaico
moletta
o dialettalmente moletto
per arrotino ambulante,
di queste cognominizzazioni troviamo antiche tracce in trentino
ed in Lombardia. |
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MOLFETTA |
Tipico
pugliese, di Palo Del Colle e Bitonto nel barese, di
Castellaneta (TA) e di Mesagne nel brindisino, deriva dal
toponimo Molfetta nel barese. |
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MOLGORA |
Specifico
delle province di Milano e Lecco soprattutto di Osnago nel
lecchese e di Milano, Vittuone, Busnago e Cornate D`Adda nel
milanese, dovrebbero derivare da toponimi come Burago di Molgora
(MI) e Olgiate Molgora (LC), ma è pure possibile che prendano il
nome dal torrente Molgora per una vicinanza del luogo
d'abitazione della famiglia appunto con quel torrente. |
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MOLIGNANI |
Assolutamente rarissimo è tipico milanese, dovrebbe derivare da
Moles Jani (Colonna votiva dedicata al dio latino Giano) posta
normalmente alle porte della città. |
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MOLIGNANO |
Molto molto raro è specifico di Napoli, dovrebbe derivare da
Moles Jani (colonna dedicata a Giano) un nome di località
abbastanza usato nell'antichità spesso indicante la zona
principale d'accesso di un paese.
integrazioni fornite da
Domenico Bolignano
famiglia patrizia di Sorrento, riconosciuta nobile, nel 1507,
dal Re Cattolico, con la formula dei quattro avi paterni e
materni (R.Archivio di Stato Napoli, Privilegiorum, vol. IX,
1507-1508), nella persona di Francesco figlio di Mariano
Molignano, milite al tempo degli Aragonesi,
contraddistinto col soprannome di Sorrentino. Francesco ebbe in
moglie la nobile Troiana Comes, signora di Corcumello e Poggio
Filippo in Abruzzo, e di Somigliano di Atella in Terra di
Lavoro, ultima di sua famiglia ed ereditaria di detti feudi.
Ammessa, per la sua nobiltà generosa nel 1835, nelle Regie
Guardie del Corpo. Un altro ramo è quello dell'antica ed
illustre famiglia amalfitana che ha dato alla patria due giudici
annali nelle persone di Nardello e Giovanni nel 1418. Carletto
Vescovo di Marsico nel 1440. Ha goduto nobiltà in Amalfi ed in
Napoli al seggio di Porto, ed ha posseduto i feudi di
Chianchetella, Pomigliano d'Arco, S. Pietro, S. Angelo, Valva e
Merardinetto. Un altro ramo da Amalfi si è trapiantato nel 1407
in Sorrento alla cui nobiltà fu ascritto nel seggio di Dominova.
Apparteneva a questo ramo Cesare Molignano, uomo assai erudito,
il quale nel 1585 scrisse un'accurata descrizione dell'origine,
sito e famiglie antiche di Sorrento stampata nel 1707. (Estinto
verso la fine del XVIII sec.). |
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MOLIN
MOLINI
MOLINO |
Molin è veneto, Molini è abbastanza raro e sembrerebbe di
origine umbro marchigiana, Molino parrebbe avere più ceppi
disposti a macchia di leopardo, di questi uno importante è in
Piemonte ed uno nella Sicilia orientale, dovrebbero tutti
derivare dall'identificativo di località molino, cioè dal fatto
che la famiglia risiedesse nelle vicinanze di un mulino.
integrazioni fornite da
Ugo Molini
(http://groups.msn.com/FamigliadelMolinoDaMolinMolinMolini/home)
Il cognome,nelle forme di Dal Molin,Da
Molin,Molin,Molini,Molino,appartiene ad una nota e diffusa
Famiglia Nobile Veneziana (si conoscono i rami antichi del
Molin Rosso e del Molin d'oro) le cui ramificazioni,nel
passato,erano presenti anche in altre parti del Veneto o del
Friuli (Rive del Brenta,Valli di pesca del litorale del Nord,
Padovano, Rodigiano, Trevigiano, Vicentino, Latisana,
Fraforeano, S.Vito al Tagliamento), della Lombardia e in altre
zone d'Italia. A S.Fantino,in Venezia,il palazzo Molin che qui
si scorge e che ha replicatamente scolpito sulla facciata lo
stemma della famiglia a cui apparteneva,di stile
archiacuto,venne fondato da Marco e Girolamo fu Polo Molin nel
1468. Gli scrittori dividono la famiglia Molin,e parte ne fanno
venire da Mantova,e parte da Tolemaide (partecipò in detto
ultimo luogo alle Crociate).La poca diversità dell'arma dimostra
però che,sebbene da diverse regioni venuta,è una medesima
casata.
I Molin si trovarono a Venezia prima
dell'887,ebbero tribuni,e rimasero del Consiglio nel 1297
(maggior serrata). Alcuni dicono che nel 905 fecero edificare a
Venezia la Chiesa di S.Agnese e nel 1138 il Monastero di
S.Daniele. Un Luigi Molin, eletto procuratore di S.Marco nel
1516, essendogli stato ucciso un figlio da Marco Michieli, non
inveì per nulla contro l'uccisore, ma con grandezza d'animo
ordinò a Marco, altro suo figlio, di perdonargli, e procurarne
la libertà. Un Francesco Molin, dopo illustri militari
intraprese, salì al principato nel 1646. Sotto di lui - 99° doge
- si svolse la terribile guerra di Candia, nella quale Filippo
Molin operò prodigi di valore contro i Turchi sulle mura di
Rettimo, e ferito al ginocchio da un dardo avvelenato, seppe (se
almeno si vuol credere ai cronisti) strapparselo fuori coi denti
per iscrivere con esso l'estreme linee di fede al Senato. Altri
uomini distinti per il loro valore contro i Turchi illustrarono
questa famiglia, da cui diverse strade di Venezia presero il
nome.
Secondo i Codici
Nobiliari del Museo Correr di Venezia di Ricciotti Bratti i
Molin facevano parte anche delle famiglie cittadinesche
originarie di Venezia. In particolare il cognome Molin comparve
frequentemente, per citare soltanto alcune zone, oltrechè a
Venezia, a Burano, a Murano, a Padova, a Piove di Sacco, a
Rovigo, a S.Nazario di Vicenza, a Enego di Vicenza, a Treviso, a
Conegliano, a Pieve di Soligo, a Vidor, a Zoldo, a Pieve di
Cadore e in altre zone ancora. Quello di Molini compare, nel
1600, 1700,1800 e nel 1900, in Emilia Romagna, nelle Marche e
in Umbria. Tale cognome, nella forma di Del Molino, Molina, era
presente anche nella Valchiavenna e nel Comasco, come indica
l'atto del 1256 conservato presso la Biblioteca Comunale di
Como: "...Item dedit solidos XXVIII novorum Anrico nato et
Raxxano de Fopa et Ziriolo becc....... et Guifredo filio Otonis
de Molino pro feudo dierum XII suprascripte custodie...". |
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MOLINARI
MOLINARO
MOLINERI
MOLINERO |
Sia
Molinari che Molinaro sono panitaliani, anche se Molinaro è più
concentrato al sud, Molineri è piemontese del cuneese, di Cuneo,
Caraglio, Mondovì e Valgrana, Molinero, sempre piemontese, è
però specifico del torinese, di Pinerolo, Avigliana, Scalenghe,
Frossasco e Torino, dovrebbero tutti derivare, anche attraverso
alterazioni dialettali, da soprannomi basati sul vocabolo tardo
latino molinarius
(addetto al mulino),
probabilmente indicando così quale potesse essere il mestiere
dei capostipiti, dei mugnai o dei lavoranti presso un mugnaio. |
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MOLINENGO |
Molinengo
è tipicamente piemontese, del torinese e cuneese, dovrebbe
derivare dal nome della località di Molinengo nel biellese, a
pochi chilometri ad est di Valle Mosso. |
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MOLINETTI
MOLINETTO |
Assolutamente rarissimo Molinetti, che potrebbe essere di
origine ligure, praticamente unico Molinetto, dovrebbero
derivare da un nome di località, come Molinetti (GE), Molinetti
(BO), località nei pressi di Zola Predosa o Molinetto di Mazzano
(BS), bisogna ricordare che la presenza di un piccolo mulino
dava a molti luoghi la definizione di Molinetto. Antonius
Molinetti fu un illustre medico del 1600, titolare della
cattedra di Anatomia all'Università di Padova. |
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MOLITERNI
MOLITERNO
MOLITIERNO
MOLTERNI |
Moliterni è molto diffuso in Lucania, a Matera ed a Tolve nel
potentino, nel barese a Gravina in Puglia in particolare, Noci
ed Alberobello ed a Taranto, ed a Tortora, Praia a Mare, Aieta e
Canna nel cosentino ed a Crotone, Moliterno, meno diffuso, ha un
ceppo a Napoli, ed a Corleto Monforte nel salernitano, uno a
Tolve nel potentino ed uno a Monopoli e Gravina in Puglia nel
barese, Molitierno è specifico del casertano, di Aversa,
Casaluce, Teverola, Gricignano di Aversa, San Marcellino,
Carinaro e Villa Literno, Molterni è ormai unico, derivano tutti
direttamente o tramite modificazioni di tipo dialettale dal
toponimo Moliterno nel potentino, dovrebbe derivare dal termine
latino mulctrum
(il secchio per la mungitura), da cui sarebbe derivato
mulcternum,
che avrebbe po dato luogo al nome Moliterno, come posto di
mungitura degli ovini e dei caprini, il pecorino di Moliterno
sarebbe un'eredità di questa antica consuetudine. |
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MOLLASCHI |
Rarissimo
è concentrato nel sudmilano, dovrebbe essere una variante del
cognome Molaschi (forse un errore di trascrizione). |
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MOLLICA |
Distribuito a macchia di leopardo in tutto il sud Italia,
potrebbe avere più ceppi, dei quali uno importante si trova tra
la Sicilia orientale e la provincia di Reggio Calabria ed uno
tra l'avellinese il potentino ed il foggiano. La derivazione del
cognome è dubbia, anche se si può ipotizzare che derivi da un
soprannome che discenda dal vocabolo latino molicula (piccola
quantità) inteso o come corporatura minuta o come cosa da poco. |
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MOLLIO
MOLLO |
Mollio, quasi unico, sembrerebbe campano, Mollo è ben diffuso
nel Lazio, Campania e Calabria, in particolare nel cosentino,
troviamo tracce di questa cognominizzazione a Napoli nella prima
metà del 1600 quando opera lo stampatore Roberto Mollo, e a
Cosenza agli inizi del 1700 con un certo Domenico Mollo, si
potrebbe trattare di un'italianizzazione del nome normanno
Mold,
o anche del nome greco Molio
(vedi anche MOLO).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Mollo è cognome calabrese che viene dal dialetto 'mollu'
= molle.
Rohlfs 180. |
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MOLO
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Molo, molto molto raro, ha un piccolo ceppo nell'alessandrino,
uno a Thiene ed Arsiero nel vicentino ed uno a Fano nel
pesarese, potrebbero derivare da toponimi come Molo di Borbera
nell'alessandrino o Molo nel rovigoto, ma è anche possibile una
derivazione dal nome latino di origine greca
Molus, di
cui abbiamo un esempio d'uso nell'Ora
maritima di Rufio Festo Avieno:
"..in qua vitiferae Molus iuga proserit arcis, // Et Pactolus
aquas agit auriger, arva canoris // persultant cygnis, curva
sedet undique ripa // creber olos, laetis adsurgunt gramina
campis,..". |
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MOLON
MOLONE
MOLONI |
Molon è tipicamente veneto, di Arzignano, Vicenza e Montecchio
Maggiore nel vicentino, di Conselve, Padova, Monselice,
Pozzonovo, Pernumia ed Ospedaletto Euganeo nel padovano e di
Verona e San Martino Buon Albergo nel veronese, un piccolo ceppo
in Alto Adige ed uno Latina, probabile frutto dell'emigrazione
veneta in occasione della bonifica Pontina, Molone ha un piccolo
ceppo nel veronese ed uno a Palermo e ad Augusta nel siracusano,
Moloni è praticamente unico e dovrebbe essere dovuto ad
un'errata trascrizione del primo, dovrebbero derivare da forme
accrescitive, anche dialettali, del nome latino di origine greca
Molus
(vedi MOLO), o, più probabilmente dal nome greco
Molone,
di cui abbiamo un esempio nel primo secolo a.C. nel
Caio Giulio Cesare
di Svetonio: ".. Caesar, composita seditione civili, Cornelium
Dolabellam consularem et triumphalem repetundarum postulavit;
absolutoque, Rhodum secedere statuit et ad declinandam invidiam
et ut,per otium ac requiem, Apollonio Moloni, clarissimo tum
dicendi magistro, operam daret. ..". |
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MOLTEDO |
Moltedo
sembrerebbe tipicamente ligure, di Rapallo e Recco nel genovese,
dovrebbe derivare dal nome del paese di Moltedo, una frazione
d'Imperia. |
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MOLTENI |
Specifico
della Lombardia settentrionale, varesotto, comasco, lecchese e
milanese, deriva dal toponimo Molteno (CO). Esiste traccia di
questo cognome dai tempi antichi, nel 1409 troviamo fra i membri
del consiglio generale di Milano un Giorgio Molteno e la sua
famiglia (quella dei Molteni) era già da tempo annoverata tra le
famiglie patrizie. |
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MOLTOCARO |
Moltocaro
sembra essere ormai scomparso in Italia, dovrebbe derivare da un
nome gratulatorio attribuito a figli molto desiderati. |
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MOMBELLI |
Tipicamente lombardo è specifico delle province di Milano,
Cremona e Brescia, deriva da toponimi come: Laveno Mombello
(VA), Mombello (MI) ecc. |
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MOMI
MOMO |
Momi, abbastanza raro, ha un ceppo nel veronese ed uno nel
veneziano, uno nel grossetano ed uno nel perugino, Momo ha un
ceppo piemontese nell'area che comprende il torinese, il
biellese ed il vercellese, con un piccolo ceppo anche nel
trevigiano, dovrebbero derivare da forme aferetiche
ipocoristiche contratte del nome
Gerolamo,
Giacomo
o Cosmo,
nomi probabilmente portati dai capostipiti. |
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MOMIGLIANO |
Momigliano sembrerebbe tipicamente piemontese, di Torino in
particolare, con un ceppo anche a Milano, dovrebbe essere un
cognome di origine ebrea sefardita originario del Cantone di
Montmélian della regione di Chambéry in Savoia, giunto ad Asti
in fuga dalla Francia meridionale, dove a partire dal 1306 e per
tutto il secolo XIV° gli ebrei vennero cacciati e buona parte di
questi trovarono asilo in terra italica. |
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MOMOLI
MOMOLO |
Assolutamente rarissimi sembrerebbero specifici del padovano,
dovrebbero derivare dal nome Momolo, modificazione del nome
Gerolamo, nome citato ad esempio anche dal Goldoni nel titolo
della sua opera Momolo cortesan. Tracce di questa
cognominizzazione le troviamo nel 1600 nel padovano, nel
riportare un fatto di cronaca viene citato un certo Francesco
Antonio Momolo incornato e travolto da un bue. |
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MOMPELLIERI |
Mompellieri, quasi unico, probabilmente specifico della Toscana,
dovrebbe essere di origine francese e derivare dal toponimo
Monpellier in Francia, il capoluogo della Linguadoca. |
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MONACHELLA
MONACHELLI
MONACHELLO |
Monachella è tipicamente siciliano, di Gela nel nisseno, di
Castelvetrano nel catanese e di Vittoria nel ragusano,
Monachelli, quasi unico, sembrerebbe calabrese, Monachello ha un
ceppo a Palma di Montechiaro e Campobello di Licata
nell'agrigentino, a Palermo e Villabate nel palermitano, a
Vittoria nel ragusano e ad Acquaviva Platani nel nisseno,
dovrebbero derivare da forme ipocoristiche del termine monaco,
probabilmente riferito a capostipiti appartenenti al clero
ortodosso. |
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MONACHESI |
Tipico
della provincia di Macerata nelle Marche, dovrebbe derivare dal
toponimo Montemonaco nel Piceno. |
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MONACHINI |
Abbastanza raro, sembrerebbe di origine bolognese. |
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MONACI
|
Ha due
nuclei, uno nel senese e grossetano ed uno nel bergamasco,
deriva da un soprannome legato al fatto di essere
originariamente vicini ad un monastero o alle sue dipendenze.
Verso la metà del 1600 troviamo in Cadore un Bartolomio Monaci
Chirurgo in Forni di Sotto (UD). |
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MONACO
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Assolutamente panitaliano, anche se molto più diffuso al centro
sud, deriva da un soprannome legato al fatto di essere
originariamente vicini ad un monastero o alle sue dipendenze. |
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MONALDESCHI
MONALDI
MONALDO
MONARDI
MONARDO |
Monaldeschi di lontane origini Franche, ormai quasi scomparso,
dovrebbe essere umbro essendo un'antichissima e nobile famiglia
di Orvieto, Monaldi è tipico della fascia centrale che comprende
il riminese, le Marche, il teramano, la Toscana, il perugino ed
il Lazio, con un piccolo ceppo nel Veneto, Monaldo invece ha un
ceppo romano ed uno piccolissimo in Calabria, Monardi ha un
piccolo ceppo nel parmense, uno nel teramano ed uno a Roma,
Monardo ha un ceppo a Soriano Calabro nel valentiano ed uno a
Roma, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Monaldus
e da sue variazioni, di questo nome abbiamo un esempio nell'anno
845 quando Monaldo primo figlio di Mauringo fu nominato primo
conte di Nocera Umbra nel perugino per volere di Lodovico II°
fratello di Lotario Re dei Franchi, nel 1112 Monaldus di Rimini
è vescovo di Fossombrone nell'urbinate, il ceppo calabrese
dovrebbe derivare dal toponimo di Castel Monardo, una località
ora scomparsa nella zona dove ora si trova il comune di
Filadelfia (VV), probabile luogo d'origine del ceppo, tracce di
queste cognominizzazioni le troviamo in Spagna tra la fine del
1400 e la seconda metà del 1500 cin Nicolaus Monardus medico e
scienziato e in Cadore nel 1573 in un atto si parla di un
prestito di un certo Tomaso Monardo da Lorenzago (BL) alla
Comunità Cadorina. |
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MONARI
MONARO |
Monari è tipicamente emiliano, molto diffuso nel modenese, nel
bolognese, con buone presenze anche nel reggiano, nel ferrarese,
nel ravennate, nel forlivese e nel riminese, Monaro è
tipicamente veneziano di Chioggia, questi cognomi dovrebbero
derivare da soprannomi dialettali, attribuiti a capostipiti che
facessero di mestiere i mugnai, soprannomi originati dalla
contrazione del termine latino
molinarius (colui
che lavora in un mulino). |
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MONASSI
MONASSO |
Rarissimi sono tipici friulani, circa la sua derivazione si può
solo ipotizzare, senza alcun supporto documentario, che
discendano da soprannomi dialettali legati al vocabolo monassa
(tipo non proprio raccomandabile).
integrazioni fornite da
Monasso
cognome dell'alto Friuli (Buia), la forma originaria era
Monassi, modificatosi nel tempo in Monasso. |
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MONASTERI
MONASTERO |
Monasteri
è tipicamente siciliano dell'ennese, di Piazza Armerina in
particolare, Monastero ha un ceppo a Sciacca nell'agrigentino,
uno a Palermo, Ciminna, Villafrati e Caccamo nel palermitano, ed
uno a Marsala nel trapanese, ed un ceppo in Puglia nel leccese a
Campi Salentina ed a Casarano, dovrebbero derivare dal fatto che
le famiglie abitavano nei pressi, o erano alle dipendenze, di un
monastero, in alcuni casi potrebbero anche indicare lo stato di
bambini abbandonati affidati alle cure di un monastero. |
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MONAUNI |
Assolutamente rarissimo, Monauni è specifico del Trentino Alto
Adige, con presenze a Giovo in Trentino ed a Bolzano e Laives in
Alto Adige, improbabile una connessione diretta con il nome del
paese di Mönau vicino a Dresda in Germania, molto più probabile
una derivazione dal cognome tedesco Monaun, che da quel paese
potrebbe derivare, si potrebbe anche ipotizzare una derivazione
da un soprannome originato dal termine medioevale germanico
a.a.t. mōnēn
(affrettarsi, spicciarsi).
integrazioni fornite da
Sabine Gruber
il cognome dovrebbe derivare da
Mons Aununia cioé dalla
Val di Non.
Gli aununi
erano i pagani
nell`epoca romana. La provenienza etnica potrebbe essere
retico-ladina. |
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MONCADA |
Tipico
siciliano, di origini spagnole, catalane in particolare, si
ricorda il vescovo di Lérida in Spagna nel 1200 Guillermo de
Moncada, nel 1272 in un trattato spagnolo si legge: "...Sea
manifiesto a todos que como hubiese pleito entre el maestre de
la caballería del Temple en Aragón y Cataluña y el noble barón
don Ramón de Moncada y los freires de la caballería del
Temple...". Tracce di questo nobile casato si trovano nel 1400
con Hugo de Moncada ammiraglio al servizio di Carlo VIII re di
Spagna nominato vicerè di Sicilia e nel 1504 nel catanese in un
atto si legge: "In nomine Domini Jesu Christi. Anno Dominicae
Incarnationis Millesimo quincentesimo quarto , mense februarij
tertiae Inditionis die vero septimo dicti mensis......don
Joannis Thomae de Moncada predecessorum domini don Francisci de
Moncada in presentiarum Comitis, et domini dictorum
Comitatuum... ...Domino Joanni Thomaso de Moncada, conte
d'Adernò di Caltanissetta, d'Agusta, signore di Paternò, maestro
Giustiziere del Regno di Sicilia...". |
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MONCALVO |
Si può
considerare specifico della zona dell'astigiano ed alessandrino,
deriva dal toponimo Moncalvo (AT). |
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MONCECCHI |
Moncecchi è tipico del sondriese, in particolare di Berbenno di
Valtellina e Teglio, dovrebbe derivare da un soprannome
originato dal vocabolo dialettale
moncèch
(monte Francesco), la cui origine risale all'usanza delle donne
dei monti della zona interna di Gravedona e Sorico di portare
una tonaca di panno bigio, stretta ai fianchi con una corda,
veste simile a quella dei frati francescani, costume nato da un
voto a Santa Rosalia fatto più secoli fa per ottenere il ritorno
in patria degli uomini di quella zona, che erano andati a
vendere i loro prodotti in un'area infestata dalla peste. |
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MONCELSI |
Moncelsi
ha un ceppo nella zona tra ternano, a Porano ed Orvieto,
viterbese, a Viterbo, Castiglione in Teverina e Bolsena, ed a
Roma, con un ceppo anche a Nuoro, potrebbe derivare dal nome
della località di provenienza dei capostipiti, come potrebbe
essere stata la contrada Monte Celso nel romano, Monte Celso
antica frazione della città di Siena, o l'area del Monte Celso
nei pressi di Fossombrone nell'urbinate, o altre omonime. |
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MONCI
MONCINI |
Monci,
assolutamente rarissimo, dovrebbe essere toscano, Moncini, molto
raro, sembra specifico del pistoiese, potrebbero derivare da
toponimi come Moncigoli (MS), o Moncioni (AR). Traccia di questa
cognominizzazione la troviamo alla fine del 1400 con il
bolognese Pietro Moncio, autore del primo trattato italiano
sulla scherma dato alle stampe nel 1509. |
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MONCIATTA
MONCIATTI |
Monciatta, molto molto raro, è specifico di San Benedetto Val di
Sambro nel bolognese, Monciatti è tipico di Siena, con un ceppo
anche a Firenze, entrambi i cognomi dovrebbero derivare da un
soprannome originato da un termine dispregiativo dialettale
toscano per montanaro,
nella prima metà del 1400 troviamo a Firenze l'architetto e
scultore in legno Franciscus
Monciattus: "..Di Francesco di
Domenico di Simone detto Monciatto nato nel 1432 e morto nel
1512, ecco le notizie che abbiamo raccolte. Nel 1466 in
compagnia di Giovanni di Domenico da Gajole fa il coro di legno
di San Miniato al Monte, e nel 1472 rifa gli armarj per la
sagrestia della detta chiesa. Nel 1471 lavora il coro di legname
del Duomo di Firenze , nella forma che si vede ritratto nella
medaglia della Congiura de' Pazzi scolpita dal Poliajuolo. Nel
1473 è uno de' maestri del lavoro di legname fatto nella Sala
dell' Udienza nel Palazzo della Signoria di Firenze.Tra il 1495
e il 1496 sovrintese insieme al Cronaca i lavori per la
costruzione della Sala del Consiglio a Palazzo Vecchio. ..". |
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MONDA
MONDI
MONDO
MUNDI
MUNDO |
Monda è specifico di Marigliano nel napoletano, dove ha ceppi
molto meno consistenti anche a Napoli, Pomigliano d'Arco, Nola e
Brusciano, e un piccolo ceppo anche nel tarentino, Mondi è
specifico del perugino, di Foligno, Spoleto, Perugia, Bevagna,
Montefalco e Torgiano, Mondo ha un ceppo tra torinese ed
astigiano e nel genovese, uno nel triestino, uno nel rovigoto,
uno nel napoletano ed uno nel messinese, Mundo ha un ceppo tra
napoletano e casertano, uno nel barese, uno nel cosentino ed uno
nel messinese, Mundi, assolutamente rarissimo, è quasi
sicuramente dovuto ad errori di trascrizione del precedente, si
dovrebbe trattare di forme aferetiche del nome
Raimondus
o Raimundus,
di cui abbiamo un esempio in quest'atto del 1224 avvallato dal
notaio reale: "...Et ego Raimundus Ricordi notarius auctoritate
regia subscribo et signum meum consuetum hic appono". |
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MONDADORI |
Tipico
del mantovano e del milanese, dovrebbe derivare dal mestiere di
mondadore, cioè di chi monda le risaie dalle erbe infestanti o
elimina comunque impurità da vari prodotti. |
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MONDAINI |
Mondaini è tipico di Rimini, con un ceppo anche nella zona di
Falconara Marittima (AN) e di Ancona, deriva dal toponimo
Mondaino a circa 30 km da Rimini.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Mondaini è cognome riminese che deriva dal toponimo Mondaino
(Val Foglia) che per Pellegrini è il gotico 'Mundawins'.
Per altri risale direttamente alla voce lat. medievale 'mundium',
sviluppatasi dal sost. got. 'munts',
comune al long., al franc. e al burg. e approdata in antico alto
tedesco nella forma 'munt'
= protezione.
Imparentato all'origine con questa parole è anche il sost. lat.
'manus'.
Non pare esatta l'interpretazione di Francipane 540 che lo fa
derivare dal cogn. lombardo-veneto Mondadori = colui che monda,
netta, pulisce. |
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MONDAVIO |
Mondavio, orami
presente solo nel romano ad Albano Laziale, dovrebbe essere di
origini marchigiane e derivare dal nome del paese di Mondavio
nel pesarese, nelle vicinanze di Fano, che dovrebbe derivare
dall'espressione latina mons
avium (monte
degli uccelli). |
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MONDELLA
MONDELLI |
Mondella ha vari piccolissimi ceppi, uno nel nordmilanese a
Giussano ed a Chiari nel bresciano, uno a Roma, uno ad Acerra
nel napoletano, uno a Carosino nel tarantino ed uno a Lamezia
Terme nel catanzarese, Mondelli ha un ceppo lombardo nel
comasco, a Cernobbio, Griante, Como, ed a Milano, uno a Roma,
uno nel salernitano a Perdifumo, Casal Velino, Castellabbate e
Monteforte Cilento, ed uno, il più consistente, a Manfredonia
nel foggiano, e nel barese a Sannicandro di Bari, Palo del
Colle, Trani e Bari, questi cognomi possono derivare da toponimi
come Mondelli nell'ossolano, o da unità di misure terriere come
il mondello
lombardo, corrispondente a quattro coppi, era
il terreno che poteva essere arato in un
giorno, o il
mondello
normanno, unità di misura, che corrispondeva a poco più di
quattro chili, usata ad esempio in Puglia, per misurare le olive
e i cereali, ma possono anche derivare da ipocoristici
dell'aferesi di nomi come
Edmondo,
Raimondo
o altri simili. Ricordiamo solo a titolo di curiosità che il
cognome attribuito dal Manzoni alla Lucia dei Promessi Sposi è
stato proprio Mondella. |
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MONDELLO |
Mondello sembrerebbe tipicamente siciliano, molto diffuso in
tutta l'isola, potrebbe derivare dal nome di frazioni
palermitane come Mondello Lido o Mondello Valdesi, ma è molto
probabile che possa anche derivare da forme ipocoristiche
dell'aferesi di nomi come
Raimondo o
Edmondo.
(vedi anche MONDELLA) |
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MONDILLI
MONDILLO |
Mondilli,
praticamente unico, è quasi sicuramente dovuto ad un errore di
trascrizione, Mondillo ha un ceppo tra Perito e Ogliastro
Cilento (SA), uno a Napoli ed un nucleo che sembrerebbe
secondario a Genova, dovrebbe derivare dall'ipocoristico
aferetico dialettale del nome Raimondo o Edmondo di quest'uso
abbiamo un esempio nel 1600 con Mondillo Orsini dei Duchi di
Gravina nato a Napoli nel 1690 che fu Vescovo di Melfi e
Rapolla, Arcivescovo di Capua e Patriarca di Costantinopoli. |
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MONDIN
MONDINI
MONDINO |
Mondin è
proprio della zona che comprende il vicentino, il trevigiano ed
il bellunese, Mondini è tipico lombardo, con presenze
significative anche nel veronese e nel bolognese, Mondino è
tipico del cuneese e basso torinese ma con un ceppo ormai
estinto nel Veneto, derivano da diminutivi dell'aferesi di nomi
come Raimondo o simili, troviamo tracce di questa
cognominizzazione a Bassano con Giuseppe Achille Mondino
Vicedominus Di Ezzelino da Romano nel 1220. |
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MONDOLFI
MONDOLFO |
Estremamente rari dovrebbero essere di origini ebraico sefardite
e derivare dal toponimo Mondolfo (PU), tracce di questa
cognominizzazione le troviamo nel pesarese fin dal 1600; il 21
marzo 1678 a Pesaro tali Gabriel e Isac Mondolfo sono in
relazioni commerciali con Isac Baldoso, anche lui esponente di
una famiglia sefardita di rilievo, in un atto datato 22 maggio
1795 un certo Samuel Vita Mondolfo costituisce un perpetuo ma
redimibile censo, a favore della Compagnia di Maijm Caijm del
ghetto giudaico. |
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MONDON
MONDONE
MONDONI |
Mondon è
quasi unico forse piemontese come Mondone, Mondoni sembra
specifico di Cerveno (BS), dovrebbero derivare dall'aferesi
dell'accrescitivo di nomi come Raimondo, Edmondo o simili. |
|
MONDONICO |
Specifico di Rivolta D`Adda (CR), Pessano Con Bornago, Cernusco
Sul Naviglio e Vimercate (MI), dovrebbe derivare dal toponimo
Mondonico (LC), (VA) o (PV) o anche dal monte Donico in Valganna
(Va) o anche da mons dominicus
o monte del signore. |
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MONEA
MONIA |
Monia, quasi unico, è probabilmente dovuto ad un errore di
trascrizione di Monea, che è tipicamente calabrese, di Laureana
di Borrello nel reggino in particolare, e che potrebbe derivare
da un soprannome originato dal termine medioevale
monea (moneta),
forma contratta in uso tra la seconda metà del 1300 ed il 1600,
forse ad indicare la famiglia come particolarmente abbiente, una
seconda ipotesi, meno probabile, lo fa invece derivare da
un'alterazione del nome femminile
Monia. |
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MONEDA
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Moneda, molto molto raro, è tipicamente lombardo, dovrebbe
derivare da un soprannome originato dal vocabolo lombardo
moneda
(moneta),
attribuito forse a causa di una particolare disponibilità
finanziaria del capostipite, abbiamo tracce di questa
cognominizzazione fin dal 1100, in una
Carta commutationis
del novembre 1148 a Besate nel milanese, che così si conclude:
"...Ego Homodei clericus hanc cartam a me factam subscripsi.
Signum + manus suprascripti Rotefredi, avocatus suprascripte
ecclesie, qui hanc cartam comutationis ut supra fieri laudavit,
et afirmandam manus posuit.
Signum + manuum Gisefredi, filius quondam Ottonis iudex, Uberti
Pavaro, Lafranci Rava, Ogerii Rubeo et Olderici de Moneda
testium. Ego Otto iudex ac missus donni regis hanc cartam
scripsi, post traditam complevi et dedi.", a questa famiglia
appartennero importanti ecclesiastici milanesi. |
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MONEGA
MONEGHETTI
MONEGO |
Moneghetti quasi unico, potrebbe essere del pavese o
sudmilanese, Monego abbastanza raro è veneto, Moniga,
assolutamente rarissimo, sembra essere bresciano, derivano tutti
da soprannomi legati al termine monaco, o per aspetti del
comportamento o per legami con il mondo monastico. |
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MONES
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Molto
raro, parrebbe essere specifico della zona tra Novara e Milano. |
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MONETA
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Non
molto comune, sembra avere due ceppi, uno nel milanese ed uno in
provincia di Roma, un'ipotesi sull'origine del cognome, potrebbe
essere un soprannome legato alla vicinanza con un tempio
dedicato a Giunone Moneta. Tracce molto antiche riportano di un
teologo Moneta, nato a Cremona verso la fine del 1100 e morto a
Bologna nel 1240 dove aveva insegnato filosofia presso la locale
università, fu discepolo di San Domenico. I Moneta-Caglio,
famiglia guelfa, Arimanni Longobardi, furono dei Monetari o
zecchieri di Milano, GALVANO fiamma, storico milanese, narra che
uno dei Monetari partecipo' alla prima crociata e che Oldrado
Moneta, fu Console delle Milizie milanesi alla battaglia di
Legnano.
integrazioni fornite da
Flavio Moneta Cocquio Trevisago (VA)
Di un ramo di questa famiglia si hanno notizie certe a partire
dall'anno 1600 circa nella pieve di Rosate e limitrofi in
provincia di Milano. E' probabile che tale famiglia trovi le
sue origini nobili e notabili nella città di Milano ove
svolgevano l'ambìto esercizio dell'ufficio delle monete infatti
"le vicende dei suddetti corrono parallelamente alla storia del
diritto pubblico dei luoghi in cui essi monetari svolsero le
loro funzioni". La loro presenza nella bassa Milanese, nel
nostro caso Rosate e pievi limitrofe, è quasi sicuramente
imputabile a uno spostamento dovuto ad eventi bellici o a
investiture nobiliari. Tale famiglia annoverava nel territorio
milanese molti suoi esponenti tra le file dei vassalli del
principe, a Milano ricoprendo cariche importanti quali Vassalli
dell'arcivescovo e del conte, ciò in epoca feudale. In archivio
di stato sono presenti molti documenti che avvallano queste
investiture. I Moneta, capitanei proprietari dell'omonima zecca
di Milano. Presero parte alle lotte tra i Torriani ed i Visconti
"vedi Spreti enciclopedia della
nobiltà" parteggiando per i
primi ebbero confische di beni e torri mozzate in segno di
sconfitta senza nulla togliere al loro potere economico e alle
loro nobili origini. In Gorla Maggiore erano presenti altri e
numerosi esponenti Milanesi dei Moneta, vedi Moneta-Caglio. Nel
nostro caso le ricerche sulle origini di questo ramo di Rosate
stanno tuttora proseguendo al fine di avvallare le sopraccitate
affermazioni, e trovare l'anello di congiunzione mancante. Il
ramo dei Moneta di Rosate e quindi di Cocquio Trevisago: ha
inizio con un Carlo Moneta nato nel 1660 a Rosate già di Vernate
indi un Gioanni Giuseppe, un Carlo Girolamo nato nel 1740 sempre
in Rosate, Giò Antonio nato nel 1769, padre di Paolo nato nel
1808, quindi Luigi nato a Rosate 1849, padre di Clemente Ernesto
Emilio, nato a Gudo Visconti nel 1875, quest'ultimo possidente,
aveva in gestione a Morimondo alcuni fondi dell'ospedale
Maggiore di Milano, con casa in Abbiategrasso e a San Pietro
all'Olmo, trasferitosi nel varesotto a Cocquio nel 1920 suo
figlio Luigi fu discreto musicista nell'odierna Svizzera e
commerciante nel Varesotto, con dimora in Cocquio Trevisago,
Indi Sergio Moneta, artigiano e appassionato violinista, ebbe
due figli Flavio e Luigi Donato, dottore in Scienze politiche.
Attualmente i Moneta sono presenti in Cocquio Trevisago e a
Muggiò. |
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MONETTI
MONETTO |
Monetti
ha ceppi nel torinese, nel bolognese, nel veneziano, nel romano
e tra napoletano e salernitano, Monetto è tipico del cuneese, di
Ormea in particolare, si dovrebbe trattare di forme aferetiche
di ipocoristici del nome Simone. |
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MONFERA
MONFERA' |
Monfera,
praticamente unico, è un errore di trascrizione di Monferà, che
è specifico di Grado nel goriziano, dovre potrebbe originare dal
nome del Calle Monferà di Grado, ma l'origine primigenia è dal
nome della regione piemontese del Monferrato, tracce di questa
cognominizzazione le troviamo a Venezia con un tale Gulielmo de
Fontanetto de Monferà che il 12 settembre del 1522 da alle
stampe una sua versione della saga dei Paladini di Carlo Magno. |
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MONFERRATI
MONFERRATO |
Monferrati, quasi unico, sembrerebbe del ferrarese, Monferrato,
assolutamente rarissimo, dovrebbe essere piemontese, dovrebbero
entrambi prendere il nome dalla regione piemontese del
Monferrato, zona prevalentemente collinare a sud del Po verso
l'Appennino ligure, situata prevalentemente nell'astigiano ed
alessandrino, e probabile località d'origine dei capostipiti. |
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MONFORTE
MONFORTI |
Monforte
ha un nucleo nel catanese e vicino messinese, un ceppo tra Roma
e Latina ed uno nel genovese e alessandrino, Monforti,
assolutamente rarissimo, è dovuto probabilmente ad errori di
trascrizione, potrebbero derivare da toponimi contenenti la
radice Monforte come ce ne sono in Campania, nel Lazio, in
Sicilia ed in Piemonte. |
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MONFREDA
MONFREDINI |
Monfreda
parrebbe avere due ceppi, uno nel casertano ed uno nel barese,
Monfredini dovrebbe avere più ceppi, sulla linea Milano,
Cremona, Modena e nel Trentino meridionale. Dovrebbero derivare
dal nome italo germanico medioevale Manfredo o Monfredo. |
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MONGELLI
MONGELLO |
Mongelli è tipico della zona che comprende barese e tarentino,
Mongello, rarissimo, è del barese, dovrebbero derivare dal nome
spagnolo Mongio.
(vedi Mongillo)
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Mongelli è cognome pugliese che dovrebbe derivare dal
vezzeggiativo del francese antico 'monge'
= monaco,
o dal termine dialettale italiano 'monego'.
Minervini 331. |
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MONGHI
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Unico, è
presente solo a Melegnano. |
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MONGILLO |
Specifico
dell'areale compreso tra Caserta e Benevento, dovrebbe derivare
dal cognome spagnolo Mongio di cui troviamo tracce in un libro
di Avicenna del 1550: "Auicennae arabum medicorum principis / ex
Gerardi Gremonensis versione & Andreae Alpagi Belunensis
castigatione ; a Ioanne Costeo & Ioanne Paulo Mongio
annotationibus iampridem... nunc vero ab eodem Costaeo
recognitus & nonis alicubi obseruationibus adauctus... ; uita
ipsius Auicennae ex Sorsano... à Nicolao Massa latine scripta...
; additis nuper etiam librorum Canonis oeconomiis necnon Tabulis
isagogicis in uniuersam medicinam ex arte, humain, idest
Ioannitii Arabis per Fabium Paulinum... ". |
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MONGIOVI' |
Mongiovì è tipicamente siciliano, diffuso soprattutto nel
palermitano ed agrigentino, ma anche nel nisseno, ragusano,
catanese e messinese, dovrebbe derivare dal termine siciliano di
probabile origini turche
munciuvì, che, secondo l'Abate
Michele Pasqualino da Palermo del 1700, sarebbe il nome di
un'essenza oleosa, curativa, molto odorosa, che sembrerebbe
venisse prodotta dall'albero di limone, o dal laurus benzoin o
forse dal croton benzoe. |
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MONGITTU
MONGIU |
Assolutamente rarissimo Mongittu è tipico della Sardegna
sudoccidentale, Mongiu invece di quella settentrionale, di
Pattada (SS) e Sassari, dovrebbero derivare da un soprannome
generato dal termine sardo
mongiu (monaco)
o dal suo ipocoristico, sarebbe quindi come dire
monachello
o monaco,
forse a caratterizzare l'aspetto o il comportamento del
capostipite. |
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MONGIUSTI |
Molto raro è tipico della zona tra Cesena e Savignano sul
Rubicone (FC).
integrazioni fornite da
Luca Mongiusti Santarcangelo di Romagna
il cognome deriva da Monte Giusto situato ad ovest di Cella di
Mercato Saraceno (FC). Concesso nel 1220 da Federico II° alla
Chiesa Sarsinate, CASTRUM MONTIS ZUSTI, nominato in varie
pergamene anche MONTIS JUSTI e addirittura MONGIUSTI, rimase in
suo possesso fino al 1292, quando passò soggetto a Giovanni
Onesti che lo vendette alla Chiesa Ravennate. Nel 1358
apparteneva alla S.Sede, ma dovette tornare alla Chiesa
Sarsinate, che poi ne fece dono ai Tiberti poichè, dall'elenco
delle investiture del 1373 risulta che essa "Innovavit
Franciscum et Tibertum Georgij Tiberti et pro Angelo Fratre de
Castro et Curte Montis Zusti Nobilibus Montis Zusti". Dai
Tiberti il castello passò, nel 1404, agli Ubertini che, tre anni
dopo, lo restituirono definitivamente alla Chiesa Sarsinate. Il
castello era situato presso il casale di MONTE GIUSTO, sul
poggio sovrastante, detto ROCCA, dove restano considerevoli
tratti della cinta muraria, due cisterne, una delle quali
adibita ad ovile, e le fondamenta della rocca; con un sommario
lavoro di scavo se ne potrebbe rilevare la pianta. |
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MONICI
MONICO |
Monici,
molto raro, è tipico del mantovano, Monico presenta due ceppi,
uno nel trevigiano ed uno nel sudmilanese e lodigiano, derivano
da un soprannome legato al vocabolo monaco, distorto
probabilmente dal dialetto, connesso o alla vicinanza ad un
monastero, o al comportamento o al carattere del capostipite. |
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MONIZZA
MONIZZI |
Monizza è tipico del mantovano e del vicino bresciano, con
qualche presenza anche nel catanzarese, Monizzi, quasi unico,
sembrerebbe meridionale, si possono formulare più ipotesi, la
più probabile consiste in una derivazione da una forma
ipocoristica, con influssi germanici o slavi, riferita al nome
Simone,
una seconda ipotesi propone che derivi dall'italianizzazione del
nome, cognome ed antico toponimo pirenaico spagnolo
Monitz. |
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MONNA
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Monna
sembrerebbe specifico di Carovigno nel brindisino, potrebbe
trattarsi di un matronimico e derivare dal nome Madonna, nella
sua forma medioevale contratta Monna, o da un soprannome
attribuito ad una Signora, pensiamo alla monna Lisa leonardesca
che sta appunto per signora Lisa. |
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MONNI
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Tipico
sardo, potrebbe derivare dal nome di un villaggio medioevale
Moni. |
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MONOLI
MONOLO |
Monoli, assolutamente rarissimo, è del basso varesotto, al
confine con il milanese, Monolo è tipico di Arconate nel
milanese, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Monolus
di cui abbiamo un esempio con
Monolus de Merate citato nel
Codice Visconteo, o nella Storia
civile ed ecclesiastica del Comune di Gualdo a Tadino:
"...Nello stesso tempo, i Priori Perugini, tanto per non essere
da meno dei Spoletini, pensavano a ricordare anch'essi, di tanto
in tanto alla nostra città il loro poco blando dominio : Così
nel Settembre del 1322, v'inviano Monolo di Ceccolo, con la
mercede di venti solidos e con l'incarico di portare lettere ai
Frati della Penitenza come si è detto funzionanti quali
Officiali del Comune di Perugia in Gualdo...". |
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MONOPOLI |
Tipico pugliese deriva dal toponimo Monopoli del barese.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Monopoli è cognome molto diffuso in Puglia, derivante dal nome
della città di Monopoli, che in greco significa "la
sola città". Difatti, secondo
una tradizione letteraria, Monopoli fu fondata, sulle rovine
dell'antica Diria, dai Siracusani che la battezzarono Monopoli
perché era l'unica città che essi avevano incontrato lungo la
costa, nel tratto Siponto- Brindisi. |
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MONORCHIO |
Monorchio
è tipico di Reggio di Calabria, con un piccolo ceppo secondario
anche nel messinese, dovrebbe derivare da un soprannome
originato dalla caratteristica fisica del capostipite dotato di
un solo testicolo. |
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MONOSCALCO |
Monoscalco, molto raro, è decisamente laziale, in particolare di
Ferentino nel frusinate, potrebbe derivare da un'alterazione
dialettale del termine medioevale
manescalchus
(servitore addetto ai cavalli o
alla supervisione delle stalle),
ma potrebbe anche significare che il capostipite fosse il
responsabile della servitù presso un nobile o un alto prelato. |
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MONREALE
MORREALE |
Entrambi
siciliani, Monreale è abbastanza raro, con un piccolo ceppo a
Palermo, Trapani e Catania, Morreale, molto più diffuso ha un
ceppo nell'agrigentino, in particolare a Grotte, Favara,
Aragona, Santa Margherita di Belice, Racalmuto e Casteltermini,
uno nel palermitano a Palermo, Bagheria e Termini Imerese, uno
nel nisseno a Mussomeli, Caltanissetta, Campofranco e Gela, ed a
Siracusa, dovrebbero tutti derivare dal toponimo Monreale nel
palermitano indicandolo probabilmente come luogo d'origine delle
famiglie. |
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MONSELESAN |
Monselesan, molto molto raro, ha un piccolo ceppo a Venezia e ad
Este e Padova nel padovano, dovrebbe derivare dalla forma etnica
dialettale monselesan
per abitante o proveniente da Monselice nel padovano, probabile
località d'origine del capostipite. |
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MONSELLATO
MONSERRATO |
Monsellato è tipico dell'estremità meridionale del Salento, di
Presicce, Casarano, Taurisano e Castrignano Del Capo nel
leccese, Monserrato è assolutamente rarissimo, dovrebbero essere
di origine francoispanica, e derivare dal cognome catalano
Montserrat o Monserrat, il monte più famoso della Catalogna,
reso così famoso da tutte le sue abbazie e monasteri. |
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MONSURRÒ |
Monsurrò è specifico di Torre Annunziata, Napoli e San Giorgio a
Cremano nel napoletano, dovrebbe derivare da una forma
dialettale contratta e troncata di
Monsieur
Rocco (Signor Rocco)
ed essere quindi riconducibile ad un capostipite con questo nome
che occupava una posizione di rispetto nella società dei suoi
tempi, , il cognome potrebbe quindi risalire al periodo
angioino. |
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MONTÀ
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Cognome
molto raro di probabile origine nel cuneese, deriva dal toponimo
omonimo Montà (CN). |
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MONTACUTI |
Montacuti, molto molto raro, è specifico di Cesena e del
ravennate e forlivese, dovrebbe derivare dal nome del paese di
Montacuto, una frazione di Ancona. |
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MONTAGANO |
Montagano
è tipico della zona tra campobassano e foggiano, di Bonefro,
Campobasso e Santa Croce di Magliano nel campobassano e di
Celenza Valfortore, San Severo e Foggia nel foggiano, dovrebbe
derivare dal nome del paese di Montagano in provincia di
Campobasso. |
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MONTAGNA
MONTAGNOLI
MONTAGNOLO
MONTANA
MONTANARI
MONTANARO
MONTANI
MONTANINI
MONTANINO
MONTANO
MONTE
MONTI
MONTICELLI
MONTIN |
Montagna è assolutamente panitaliano, Montagnoli ha vari ceppi,
nel varesotto, nell'area che comprende il bresciano, il veronese
ed il mantovano, e nella fascia centrale che comprende
l'anconetano, il perugino, il ternano, il viterbese ed il
romano, Montagnolo, molto raro, ha un piccolo ceppo tra padovano
e rovigoto, uno nel ternano ed uno nel leccese, Montana è
tipicamente siciliano, dell'agrigentino in particolare,
Montanari è settentrionale, con grossa prevalenza in Emilia,
Montanaro è più specificatamente meridionale, con prevalenza
nelle Puglie, Montani sembrerebbe avere due ceppi, uno in
Lombardia ed uno tra Umbria e Lazio, Montanini è emiliano,
Montanino è tipicamente campano, soprattutto del caertano e del
napoletano, Montano è molto diffuso in Campania e Basilicata con
un ceppo anche a Roma ed a Palermo, Monte si trova a macchia di
leopardo in tutt'Italia, ha ceppi nel palermitano, nel Salento e
nel barese, nel Casertano e nel foggiano, Monti è diffuso in
tutt'Italia, con grossa prevalenza in Lombardia, Emilia,
Piemonte e Toscana appenninica, ma presenta anche ceppi nel
Lazio ed in Campania, Monticelli si trova un pò ovunque e non si
individuano ceppi particolari, Montin è decisamente veneto, di
Santa Maria di Sala nel veneziano e del padovano, di Piombino
Dese, Monselice, Pernimia, Lendinara, Tribano ed Este. Tutti
questi cognomi derivano da soprannomi, anche dialettali, legati
o ad una provenienza montanara dei capostipiti, o provengono da
toponimi contenenti la radice
Mont.., come ce ne sono
moltissimi in Italia. |
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MONTAGNANA |
Abbastanza raro, dovrebbe essere originario della zona tra
Padova e Vicenza, deriva dal toponimo Montagnana (PD). |
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MONTAGNANI |
Abbastanza raro, si individuano tre ceppi, uno nel padovano
(probabilmente con origine simile a quella di Montagnana), uno
nell'aretino che dovrebbe derivare dal toponimo Alberoro
Montagnano (AR) ed uno nel modenese che dovrebbe derivare dal
toponimo Montagnana (MO). |
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MONTAGNER |
Tipico
del trevigiano e veneziano, con ceppi anche nel Friuli, deriva
dal vocabolo dialettale veneto montagner (montanaro), sta ad
indicare perciò una provenienza da territori montuosi. |
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MONTALBANI
MONTALBANO |
Montalbani è tipico di Bologna, Montalbano, tipicamente
siciliano, della parte occidentale dell'isola, ha piccoli ceppi
anche in altre parti d'Italia, dovrebbe derivare da toponimi.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Per il cognome Montalbano occorre dire subito che, pur essendo
frequentissimo in Sicilia, è panitaliano. Si tratta sempre di un
derivato del toponimo Montalbano, anch'esso sparso in tutta
l'Italia (FI, FC, BR, MT). Il Montalbano siciliano deriva da
Montalbano Elicona (ME), sede di un antico castello che fu
residenza estiva di Federico II di Aragona. Il significato del
toponimo è chiaro: mons Albani
= monte di Albano,
dove per Albano si intende forse il nome di un santo o l'etnico
della città di Alba. |
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MONTALBETTI |
Montalbetti è tipicamente lombardo, di Varese, di Sumirago,
Gallarate, Cairate, Carnagoi e Gazzada Schianno nel varesotto,
di Milano e di Busto Garolfo nel milanese, dovrebbero derivare
dal nome della località Montalbetto presso Buguggiate nel
varesotto, tracce di questa cognominizzazione le troviamo fin
dalla seconda metà del 1600 nel varesotto. |
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MONTALBO' |
Montalbò
è tipico del barese, di Polignano a Mare in particolare,
potrebbe derivare da una forma dialettale del toponimo
Montalbano di Fasano nell'alto brindisino, possibile luogo
d'origine del capostipite, ma la presenza di un palazzo a
Casalciprano nel campobassese, proprietà della famiglia Montalbò
dal 1800, propone diverse alternative all'origine etimologica di
questo cognome. |
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MONTALDI
MONTALDO |
Montaldi
sembrerebbe specifico dell'aquilano, di Civitella Roveto (AQ) in
particolare, Montaldo parrebbe ligure con ceppi non secondari
anche in Piemonte e nel cagliaritano, dovrebbero derivare dai
vari toponimi omonimi in provincia di Biella, Alessandria, Asti,
Cuneo e Torino. Tracce di queste cognominizzazioni nel 1500 le
troviamo a Genova con "Adamus Montaldus Patritius Genuensis,
Poeta et Orator insignis". |
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MONTALENTI |
Sembra
avere due ceppi, nel torinese e nel milanese e pavese, potrebbe
derivare da toponimi come Montalenghe (TO). |
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MONTALTI
MONTALTO |
Montalti
sembrerebbe specifico del forlivese, e potrebbe derivare dal
toponimo Montalto di Sarsina o similari, Montalto è tipico
siciliano con un ceppo importante nel cosentino, che potrebbe
derivare dal toponimo Montalto Uffugo (CS). In Sicilia la
famiglia Montalto ha antiche radici nobiliari e si fregia del
titolo di Barone. |
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MONTANELLI
MONTANELLO |
Montanelli ha ceppi in Lombardia nel lecchese a Oggiono, Colle
Brianza e Lecco, nel bergamasco a Costa Di Mezzate e nel
bresciano a Darfo Boario Terme, in Toscana a Fucecchio, Cerreto
Guidi e Firenze nel fiorentino, a San Giuliano Terme,
Castelfranco Di Sotto e San Miniato nel pisano ed in Umbria a
Perugia e Corciano (PG), Montanello, quasi unico è del sud,
dovrebbero derivare dal nome medioevale
Montanellus. |
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MONTAPERTI
MONTAPERTO
MONTEAPERTO |
Sia
Montaperti che Monteaperto sono dovuti a modificazioni del
cognome Montaperto che sembrerebbe siciliano di Palermo con un
nucleo nell'agrigentino a Campobello di Licata e Favara e con un
ceppo anche a Nicosia (EN), presenta un ceppo secondario anche a
Napoli, il cognome dovrebbe derivare dal toponimo Montaperto
(AG) paese di origini longobarde, la nobile famiglia normanna
dei Montaperto nel 1095 ottiene il feudo di Raffadali, tre
secoli dopo, in una lettera del Duca di Montblanc del 14 aprile
1393 diretta ai notabili di Agrigento si legge: "Consiliariis et
fideles nostri, la nostra excellencia havi comissu et cumandatu
a nutaru Vitali Filexi nostru familiari et fideli ki vi dija
parlari supra certi fachendi li quali ridundinu a serviciu et a
gratu di la nostra celsitudini imperò dijati cridiri li paroli
di lu dictu nutaru Vitali et darili fidi indubia comu fustivu in
lu conspectu di la nostra serenitati. Date Cathanie sub sigillo
nostro secreto XIIII aprilis prime indicionis. Lo duch.
Dirigitur Aloysio de Monteaperto ceterisque probis hominibus de
Agrigento.", il nobile casato dei Montaperto dalla seconda metà
del 1300 detenne il feudo di Grotte (AG), l'imperatore Carlo V°
concede al barone Gaspare Montaperto nel 1527 la
licenza populandi,
cioè la facoltà di popolare il feudo, nello stesso periodo
Pietro Montaperto fonda la città di Raffadali (AG). |
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MONTARONE |
Montarone
è un cognome quasi scomparso, probabilmente originario di Casale
Monferrato dove ha preso il nome da uno dei quattro antichi
cantoni cittadini: Lago, Vaccaro, Brignano e Montarone, che
risalgono all'epoca medioevale, a partire dagli inizi del 1700
il quartiere Montarone fu prevalentemente abitato da ebrei che
venivano abitualmente individuati non con cognomi veri e propri,
ma attraverso l'indicazione lella località di provenienza. |
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MONTARSI |
Montarsi
è specifico del latinense di Sezze e di Aprilia, dovrebbe
derivare dal nome del Monte Arso alle cui pendici si trova il
paese di Ausonia nel frusinate, probabile luogo d'origine del
capostipite. |
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MONTARSOLO |
Montarsolo è specifico di Genova e di Campomorone nel genovese,
dovrebbe derivare dal nome della località Montarsolo
sull'appennino piacentino, una frazione di Corte Brugnatella,
probabile luogo d'origine del capostipite, il cui nome dovrebbe
derivare dalla caratteristica aridità del terreno, molto adatto
alla coltivazione dell'uva. |
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MONTARULI
MONTARULO |
Montaruli
è tipico di Ruvo di Puglia nel barese, con ramificazioni anche a
Corato, Bari e Castellana Grotte, Montarulo, assolutamente
rarissimo, è anch'esso del barese, in particolare di Spinazzola,
dovrebbero derivare da un soprannome dialettale indicante una
provenienza montanara della famiglia. |
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MONTAUTI |
Montauti
è tipicamente toscano, di Campo nell'Elba, Livorno e Piombino
nel livornese e di Piancastagnaio nel senese, dovrebbe derivare
da nomi di località come Montauto di San Gimignano nel senese,
tracce antiche di questo tipo di cognominizzazione le troviamo
nell'Istoria dell'isola d'Elba: "..Era già scorsa la maggior
parte del mese d' Aprile del 1548, quando Cosimo I. de' Medici,
secondo duca di Firenze, per adempire ad un tempo stesso alle
brame dell' imperatore e proprie spedì da Livorno all'isola
dell' Elba un convojo numeroso di bastimenti da trasporto
carichi di materiali, di vettovaglie e artiglierìe con
ottocento, o come altri vuole con mille soldati e trecento
guastatori, sotto il comando di Otto da Montauto, e Luca Antonio
Cnppano suoi colonnelli, per gettar le fondamenta di una città
forte in quel luogo stesso ove eran sortite e sepolte le terre
di Fabricia e di Ferraja. ..", in un documento di epoca
rinascimentale, si attesta che nel dì 7 d'Ottobre del 1557 il
Duca Cosimo comprò dall'Illustre Signor Pirro da Montauto de'
Barbolani figlio lasciato in età di 7 anni dal conte Pier
Francesco molti terreni e luoghi posti nell'Isola dell'Elba
vicino alla porta Ferraia. |
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MONTEBELLO |
Molto
raro, parrebbe originario della fascia costiera degli Abruzzi,
deriva dal toponimo Montebello di Bertona (PE) o Montebello sul
Sangro (CH). |
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MONTECALVO |
Sembra
essere originario del foggiano, ma con ceppi nell'avellinese,
questo ceppo deriva dal toponimo Montecalvo Irpino (AV), mentre
quello foggiano discende dal nome del Monte Calvo, una delle
cime più alte del Gargano. |
|
MONTECCHI
MONTECCHIA
MONTECCHIO |
Montecchi
ha un ceppo nel reggiano ed uno tra fiorentino ed aretino,
dovrebbero derivare dai toponimi Montecchio Emilia (RE) e
Montecchio (AR), Montecchia, molto molto raro, è tipico del
maceratese e potrebbe derivare dal toponimo Montecchio, località
di Giano (PG), Montecchio, tipico della zona tra padovano e
vicentino, dovrebbe derivare dal toponimo Montecchio Maggiore
(VI). I Montecchi fin dal XII° secolo compaiono tra le famiglie
nobili di Verona e tennero la carica di Podestà fino al 1207,
nominati anche da Shakespeare nel suo Giulietta e Romeo,
troviamo a Siena nel 1400 un Pietro da Montecchio. |
|
MONTECHIARO |
Montechiaro, molto raro, sicuramente campano, ha un ceppo a
Capaccio nel salernitano, dovrebbe derivare dal nome del paese
di Montechiaro una frazione di Vico Equense nel napoletano o da
uno dei molti paesi con lo stesso nome. |
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MONTECOLLE |
Molto
raro è tipico del viterbese, della zona di Bassano Romano,
dovrebbe derivare dal nome della località Montecolle di
Capranica nel viterbese. |
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MONTEDORO |
Montedoro
ha ceppi in Puglia, con massima concentrazione nel foggiano e
nel beneventano, in Sicilia e nel maceratese, dovrebbe derivare
da toponimi come Montedoro di San Marco dei Cavoti nel
beneventano, Montedoro nel nisseno o altri simili. |
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MONTEFAMEGLIO |
Rarissimo
forse di origini piemontesi, potrebbe tradire origine contadine. |
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MONTEFIORE
MONTEFIORI |
Montefiore, molto molto raro, ha un piccolissimo ceppo nel
teramano ed uno nel leccese, Montefiori ha un ceppo tra
genovese, spezzino e massese, uno tra bolognese e ravennate ed
uno ancora più piccolo a Roma, dovrebbero derivare dai vari
toponimi contenenti la radice Montefiore, com la frazione di
Recanati nel maceratese, Montefiore Conca nel riminese,
Montefiore dell'Aso nel Piceno, o Vimaiola Montefiore nel
massese. |
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MONTEFORTE |
Monteforte è un cognome tipicamente campano dell'area ai confini
delle province di Napoli, Caserta, Benevento ed Avellino, con un
ceppo anche nel leccese a Uggiano La Chiesa in particolare ed
in Sicilia, a Catania, Messina e Scicli (RG), dovrebbe derivare
da toponimi come Monteforte Cilento (SA) o Monteforte Irpino
(AV), ma è pure possibile un collegamento con il casato normanno
dei Di Montfort o attraverso rami cadetti o semplicemente per
aver combattuto o lavorato per quel casato. |
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MONTEFUSCO |
Montefusco è tipicamente campano di Napoli e del salernitano, di
Salerno, Mercato San Severino, Fisciano, Castel San Giorgio e
Montoro Inferiore, con un ceppo a Roma e Latina ed uno nel
Salento, dovrebbe derivare dal toponimo Montefusco (AV). |
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MONTELANICO
MONTELLANICO |
Montelanico è praticamente unico, Montellanico, molto raro, è
specifico della zona di Velletri (RM).
integrazioni fornite da
Fabio Fabrizi
deriva dal nome di un piccolo paese, Montelanico della provincia
di Roma. |
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MONTELEONE
MONTELIONE |
Monteleone sembra presentare più ceppi, nella Calabria
meridionale, nel tarantino, nel napoletano e salernitano ed in
Sicilia, Montelione, assolutamente rarissimo è tipico della zona
tra palermitano ed agrigentino, dovrebbero derivare dai molti
toponimi o nomi di località con quel nome, come ad esempio:
Monteleone di Puglia e Monteleone di Calabria (VV) che fu uno
dei due capoluoghi della Calabria nel 1800 celebre anche per il
suo castello. |
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MONTELLA |
Montella
è tipicamente campano, del napoletano e del salernitano in
particolare, dovrebbe derivare dal toponimo Montella
nell'avellinese. |
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MONTELLI
MONTELLO |
Montelli,
oltre ad un piccolo ceppo trentino, ne ha uno nel romano ed uno
nel barese, Montello è specifico dell'udinese, si dovrebbe
trattare di soprannomi originati dalla provenienza da toponimi
come Montello (BL) o (TV), ma è pure possibile che in alcuni
casi derivino da ipocoristici di aggettivi indicanti una
provenienza montanara. |
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MONTELONGO |
Montelongo sembrerebbe un cognome ormai scomparso in Italia,
dovrebbe derivare da un toponimo, probabilmente da Montelongo in
provincia di Campobasso, si hanno tracce di questa
cognominizzazione nel 1200 con il prelato, Suddiacono e Notaio
Gregorio da Montelongo Legato Pontificio Apostolico per la
Lombardia, che fu anche Patriarca di Aquileia dal 1251 al 1268. |
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MONTEMAGGIORE |
Estremamente raro, si può ipotizzare un'origine palermitana e
deriverebbe dal toponimo Montemaggiore Belsito (PA). |
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MONTEMAGNO |
Montemagno è specifico del catanese, di Caltagirone, Catania e
Mineo, con un ceppo anche a Gela nel nisseno, dovrebbe derivare
dal nome antico di una località di Caltagirone. |
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MONTEMARANO |
Tipico
della provincia di Avellino nella zona di Guardia Lombardi e
Sant'Angelo Dei Lombardi (AV) e della vicina Melfi (PZ), deriva
dal toponimo Montemerano (AV). |
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MONTEMERLI
MONTEMERLO |
Montemerli e Montemerlo sono assolutamente rarissimi, sembrano
originari della zona tra alessandrino e pavese, dovrebbero
derivare da un toponimo ora scomparso, cui potrebbe far
riferimento l'odierna Castelletto Merli (AL), o ad un toponimo
simile a quello esistente fin dal 1000 in provincia di Padova ed
in provincia di Firenze, la famiglia patrizia dei Montemerlo,
Signori di Paderna (AL) nel 1100, è stata tra le quaranta
fondatrici nel 1122 del comune signorile di Tortona (AL).
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MONTEMEZZO |
Montemezzo parrebbe originario della zona tra vicentino e
padovano, particolarmente presente oggi a Rovolon (PD), dovrebbe
derivare dal toponimo Montemezzo di Sovizzo nel vicentino. |
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MONTEMITOLI |
Montemitoli, assolutamente rarissimo, è tipicamente molisano,
della zona di Acquaviva Collecroce (CB) e Montemitro, il cognome
deriva dall'antico nome del paese di Montemitro chiamato in
epoca medioevale Mons Metulus
e successivamente Mons Mitulus,
come si evince dalla Chronica
monasterii Casinensis dell'anno
1024: "...Seguenti etiam anno Benedictus quidam cum uxore sua
Marenda de Castello Monte Metulo fecit oblationem suam in hoc
monasterio de ecclesia Sancti Iohannis que sita est in finibus
eiusdem castri iusta fluvium Trinium..." e in uno scritto del
1160: "...Talenasius filius Sagnalis Domini Montis Mituli...". |
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MONTEMURRI
MONTEMURRO |
Montemurri ha un piccolo ceppo a Mottola nel tarentino,
Montemurro è specifico di Matera, con presenze significative in
tutta la Basilicata, ha un ceppo a Massafra (TA) con presenze
anche a Taranto, Castellaneta e Mottola sempre nel tarentino ed
a Bari, Gravina In Puglia ed Altamura nel barese, dovrebbero
derivare dal toponimo Montemurro nel potentino.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Montemurro viene dal toponimo (prov. di Potenza). Presente come
cognome anche in Sicilia (Enna, Barcellona). Il primo elemento è
evidente: latino mons;
il secondo è variante della parola 'morro'
di origine preromana, col significato di
altura, roccia, spuntone.
Frequente nella toponomastica italiana (Morro d'Alba (AN), Morro
d'oro (TE), Morro Reatino (RI), è presente anche nella
linguistica di altre aree mediterranee. |
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MONTENARO
MONTINARI
MONTINARO |
Tutti salentini Montenaro è unico, Montinari è di Lecce,
Leverano e Calimera, Montinaro, molto più diffuso, è tipico del
leccese, di Calimera, Lecce e Melendugno, ma con presenze
significative anche a Castrì di Lecce, Cavallino, Caprarica di
Lecce, Soleto, Lizzanello e Campi Salentina, dovrebbero derivare
da soprannomi legati probabilmente ad origini montanare del
capostipite, di quest'uso abbiamo un esempio a Milano in una
Carta vendicionis
del 1121; "...Carta vendicionis, quam fecit Petrus, de loco
Cazolino, in manu Amiçonis qui dicitur Montinarius de omnibus
rebus et terris, quas habebat in territorio de Vicomaiori,...". |
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MONTENEGRO |
Montenegro è un cognome decisamente pugliese, del barese in
particolare, di Acquaviva delle Fonti, Barletta e Gioia del
Colle, dovrebbe derivare dal fatto che la famiglia fosse
originaria del Montenegro, una nazione sulla sponda slava
dell'adriatico che per molti secoli fu un principato
indipendente, a seguito della conquista ottomana del 1496 molti
cittadini cristiano ortodossi del Montenegro emigrarono verso
la sponda italiana, più liberale verso la loro religione. |
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MONTENERO |
Montenero
ha un ceppo nel ternano, soprattutto ad Orvieto, ed uno a
Foligno nel perugino, uno a Roma ed uno tra barese e foggiano, a
Barletta (BA) e Cerignola (FG), dovrebbero derivare dai vari
toponimi come Montenero di Amelia nel ternano, Montenero di Todi
nel perugino, Montenero di Bisaccia nel campobassano ed altri
simili, il ceppo pugliese potrebbe anche derivare dalla regione
del Montenegro nel lato slavo dell'adriatico. |
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MONTENOVI
MONTENOVO |
Montenovi, assolutamente rarissimo, sembrerebbe dell'area
romagnolo, marchigiana, Montenovo ha un ceppo nell'area che
comprende l'anconetano, il maceratese, il Piceno ed il perugino,
è attualmente maggiormente presente ad Osimo, Camerano ed Ancona
nell'anconetano ed a Cupra Marittima nel Piceno, proprio il
Piceno con Montenovo di Montelupone sembrerebbe uno dei luoghi
d'origine di questi cognomi, assieme ai toponimi Montenovo di
Montelupone nel maceratese e Montenovo di Montiano nel cesenate,
il cognome dovrebbe quindi derivare dai nomi dei paesi di
origine delle famiglie. |
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MONTEPAONE |
Montepaone è tipico di Guardavalle in provincia di Catanzaro,
dovrebbe derivare dal toponimo Montepaone (CZ), un comune della
zona collinare litoranea di Soverato. |
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MONTEPULCIANO |
Montepulciano è un cognome rarissimo, tipicamente pugliese,
sembrerebbe di Andria o Molfetta nel barese, si può ipotizzare,
anche se non molto probabile, una derivazione dal toponimo
Montepulciano nel senese o da Monte Pulciano nell'anconetano,
ma, molto più probabilmente derivano dall'antico toponimo Monte
Pulciano o Monte Pulsano (o Pulzano) nei pressi di Siponto sul
Gargano. |
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MONTEREGGE |
Monteregge, praticamente unico, è del savonese, dovrebbe
derivare dal nome del Monte Regge nel genovese. |
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MONTEROSSO |
Monterosso sembrerebbe di origini siciliane con un ceppo anche
in Calabria e deriverebbe da soprannomi originati da toponimi
come Monterosso Almo nel ragusano, Monterosso Etneo nel catanese
e Monterosso Calabro nel vibonese. |
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MONTEROTONDO |
Monterotondo è assolutamente rarissimo, dovrebbe derivare da
soprannomi originati da toponimi come Monterotondo (RM),
Monterotondo (AL) o altri simili. |
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MONTERUBBIANESI
MONTERUBBIANO |
Monterubbianesi e Monterubbiano sono tipici del Piceno di Fermo
in particolare, derivano o direttamente dal toponimo
Monterubbiano (AP) o dal suo etnico monterubbianese. |
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MONTESANO |
Tipico
della Basilicata e del salernitano, ha probabilmente anche un
ceppo nel napoletano, deriva da un termine dialettale indicante
la provenienza montanara, in alcuni casi può derivare da
toponimi quali Montesano Salentino (LE) o Montesano sulla
Marcellana (SA). Già nel 1400 portavano questo nome alcuni
abitanti del feudo salernitano di Montesano già di proprietà
della famiglia d'Aragonae, quindi dei Sanseverino e dei
Caracciolo; troviamo tracce di questo cognome in Basilicata, a
Venosa (PZ) nella seconda metà del 1700 con l'agrimensore Vito
Montesano, che redige uno stato dei beni della locale
cattedrale. |
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MONTESANTI
MONTESANTO |
Montesanti ha un ceppo a Roma e nel romano ed a Paliano nel
frusinate, ed un ceppo a lamezia Terme nel catanzarese,
Montesanto ha un ceppo a Roma, in Campania a Napoli, Maiori e
Cetara nel salernitano ed ad Ariano Irpino (AV), un ceppo a
Cariati nel cosentino ed in Sicilia a Casteldaccia (PA) ed a
Palermo, dovrebbero derivare da nomi di località, ricordiamo ad
esempio che Montesanto è il vecchio nome di Potenza Picena (MC),
e che in molte città italiani esistono quartieri chiamati Monte
Santo, come ad esempio a Napoli, e località sempre con questo
nome. |
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MONTESARCHIO |
Montesarchio è tipico del napoletano, di Acerra in particolare,
dovrebbe derivare dal toponimo Montesarchio nel beneventano,
l'antica Caudium, quella delle forche caudine. |
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MONTESEL |
Montesel, abbastanza raro, è specifico del trevigiano, di
Susegana, Mareno di Piave e Conegliano in particolare, dovrebbe
derivare dal nome di un antica località della giurisdizione di
Conegliano, la cui suddivisione amministrativa nel XIII° secolo
comprendeva le frazioni di Santo Stefano di Montesella, San
Giorgio di Montesella e San Nicolò di Montesella, probabili
luoghi d'origine dei capostipiti, che da queste presero poi la
denominazione e successivamente il cognome, non si può
escludere, anche se meno probabile, anche una derivazione da un
soprannome dialettale originato dal termine veneto
monteselo
(piccolo monte),
forse ad indicare che la famiglia abitava o proveniva da una
zona collinare. Tracce di questa cognominizzazione nella
Repubblica Serenissima le troviamo con il Notaio Enrico da
Montesella che esercita nel trevigiano nella seconda metà del
1200. |
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MONTESSORI
MONTISSORI |
Entrambi
tipicamente lombardi, Montessori ha un piccolo ceppo a Garlasco
nel pavese ed a Milano e Segrate, Montissori, ha qualche
presenza a Robbio nel pavese ed a Ceriano Laghetto e Bollate nel
milanese, potrebbero derivare da un nome di località. |
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MONTEVECCHI
MONTEVECCHIO |
Montevecchi è tipico del ravennate e del vicino vecchio
forlivese, di Faenza, Ravenna, Rimini, Cesena, Imola e
Brisighella, Montevecchio, molto molto raro, sembrerebbe tipico
di Ancona, dovrebbero derivare da nomi di località come
Montevecchio (PS) nel pesarese ce ne sono almeno due, o
Montevecchio (FC). |
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MONTEVERDE
MONTEVERDI |
Monteverde ha un ceppo tra genovese e spezzino e nel
cagliaritano, uno tra maceratese e Piceno, uno tra avellinese,
potentino e barese ed uno nel palermitano, Monteverdi è
tipicamente lombardo, del bresciano, cremonese e mantovano in
particolar modo, con un ceppo anche nel parmense, dovrebbero
derivare dai vari toponimi Monteverde (AP), (PG), (AV) ecc. |
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MONTEVIDONI |
Montevidoni è tipico dell'area maceratese, picena, dovrebbe
derivare dai toponimi Monte Vidon Combatte e Monte Vidon Corrado
entrambi nel Piceno, probabili luoghi d'origine del capostipite. |
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MONTIBELLER |
Montibeller è specifico di Roncegno in trentino, dovrebbe
derivare dal nome del paese di Montibelleri a circa tre
chilometri da Roncegno, che dovrebbe essere la località
d'origine dei capostipiti. |
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MONTIBELLO |
Rarissimo, non è possibile individuare un ceppo originario, che
dovrebbe essere comunque meridionale, forse campano, dovrebbe
derivare da un toponimo Montebello. |
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MONTICO |
Molto
raro, tipico della provincia di Pordenone, potrebbe derivare dal
nome del fiume Monticano. |
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MONTICONE
MONTICONI |
Monticone
è tipicamente piemontese, di torino e, soprattutto
dell'astigiano, di San Damiano d'Asti, Asti e Ferrere,
Monticoni, quasi unico, anch'esso piemontese, è probabilmente
dovuto ad errate trascrizioni del precedente, dovrebbe derivare
da un soprannome dialettale piemontese riferito ad una
provenienza montanara dei capostipiti. A Tigliole nell'astigiano
troviamo tracce di queste cognominizzazioni agli inizi del 1700
con varie famiglie De Monticonis. |
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MONTI
DI SOPRA |
Monti Di
Sopra è un cognome assolutamente rarissimo tipico del bellunese,
dovrebbe derivare da una forma aferetica del toponimo Tramonti
Di Sopra dell'alto pordenonese. |
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MONTINGELLI |
Montingelli è tipico di Andria nel barese e di Cerignola nel
foggiano, dovrebbe derivare dal nome della località Montingello
di Vieste nel foggiano. |
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MONTINI |
Tipicamente lombardo, potrebbe avere piccoli nuclei in tutta
l'Italia centro settentrionale, come gli altri cognomi con
radice Mont.. è connesso con una provenienza da regioni montane. |
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MONTIS
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Tipico della Sardegna sudoccidentale, deriva dall'aver abitato
la famiglia su o in prossimità di monti o di particolari rocce.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
MONTIS: per il significato, l'etimologia e la presenza negli
antichi documenti della lingua sarda vedi DEMONTIS. Il cognome
Montis attualmente è presente in 113 Comuni d'Italia, di cui 56
in Sardegna: Cagliari 87, San Gavino Monreale 64, Serramanna 62,
Settimo San Pietro 57, Villasor 52, etc. Nella penisola è Roma
ad avere il numero più alto con 40. Negli Usa è presente in 13
Stati: Ohio con 3 nuclei familiari, gli altri con 1. |
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MONTISCI
MONTIXI |
Entrambi decisamente sardi, Montisci è tipico di Cagliari,
Monserrato e Settimo San Pietro nel cagliaritano, di Sardara nel
Medio Campidano, di Mogoro ed Oristano nell'oristanese, di
Orgosolo e Mamoiada nel nuorese e di Iglesias, Montixi ha un
ceppo a Cagliari e Monserrato nel cagliaritano, a Sardara e San
Gavino Monreale nel Medio Campidano, uno ad Oristano ed uno a
Santa Maria Coghinas e Sassari nel sassarese.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
MONTISCI; MONTIXI: si tratta di cognomi scarsamente diffusi e
per lo più nella parte meridionale dell'isola. Il significato è
di piccola montagna,
quindi colle,
che altrimenti viene chiamato
còddu (dal latino
collis)
che non è voce gallurese, come presuppone il Wagner (DES), ma un
termine comune a tutta la Sardegna ed è sinonimo di
montixu o
monticlu
o montiju
nell'alta Sardegna ed invece di
montixèddu nei dialetti
campidanesi. Nei documenti antichi della lingua sarda la voce
monticlu o montiju è presente come toponimo: * CSNT XI°, XIII°
sec. (39, 245, 321)monticlu Calbosu (monte Calboso, nelle
vicinanze di Trullas); monticlu de Subiles (110 - in agro di
Semestene); monticlu d'Ulumos (330), etc. Il termine monticlu è
presente anche nel *CSMB XI°, XIII° sec., nonostante la lingua
di questo Condaghe sia l'Arborense, molto più vicino al
Campidanese che non all'alto Logudorese. Come cognome lo
ritroviamo, nell'uscita Montigha, tra i firmatari della Pace di
Eleonora, *LPDE del 1388: Montigha Massargiu, jurato ville Tuyli
( odierno Tuili. Contrate Marmille). Nel *CSNT troviamo poi il
cognome Montesa: Montesa (de) Gunne (102), nella vendita di una
vigna a sanctu Nichola. Attualmente Montisci è presente in 104
Comuni d'Italia, di cui 48 in Sardegna(sud): Cagliari 78,
Monserrato66, Mogoro 50, Orgosolo 20, Oristano 18, Settimo 17,
Iglesias 16, etc. Montixi è presente in 45 Comuni italiani, di
cui 25 in Sardegna(sud con qualche eccezione): Cagliari 41,
Sardara 24, Monserrato 17, Oristano 15, Sassari 12, etc.
Montisci e Montixi, presenti per lo più nella stessa area, hanno
la stessa origine, vi è solo una differenza di trascrizione
anagrafica. Come ad esempio Lisci - Lixi; Pusceddu - Puxeddu;
Mascia - Maxia e tanti altri. |
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MONTOLI
MONTOLLI |
Montoli
ha un ceppo nel nordmilanese verso il varesotto, a Rho, Milano,
Canegrate, Busto Garolfo e Legnano, ed uno a Verona, Montolli
sembrerebbe specifico di Verona con un piccolo ceppo a Merano in
Alto Adige, l'origine etimologica è molto dubbia, esiste una
possibilità di derivazione dal cognome spagnolo Montolius, ma è
abbastanza improbabile, l'ipotesi più accreditata è che possano
derivare da forme ipocoristiche arcaiche di un soprannome
originati da un'origine montanara dei capostipiti. |
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MONTONE
MONTONI |
Montone è tipicamente meridionale, ha un ceppo campano, a
Napoli, Portici e Casalnuovo di Napoli nel napoletano, a
Castellabate, Agropoli e Salerno nel salernitano, a Montoro
inferiore nell'avellinese ed a Castello del Matese ed Aversa nel
casertano, uno pugliese a Noci ed a Gioia del Colle nel barese,
ed uno nel cosentino a Spezzano Albanese ed a San Lorenzo del
Vallo, Montoni ha un ceppo nel pesarese a Fossombrone e Fano ed
uno a Torrice nel frusinate, potrebbe derivare da nomi
longobardi traducibili con il termine italiano
montone,
come ad esempio Ramm o Rum o molti altri con lo stesso
significato, ma potrebbero anche stare ad indicare nei
capostipiti degli allevatori di ovini, o indicare la loro
provenienza da paesi come Montone nel perugino, Valmontone nel
romano o altri simili. |
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MONTORI
MONTORIO
MONTORO
MONTUORI
MONTUORO |
Montori
ha un ceppo tra ferrarese e bolognese ed uno tra romano,
viterbese e ternano, Montorio ha un ceppo nel basso vicentino e
piccoli ceppi nel milanese, nel foggiano ed in Irpinia, Montoro
ha un ceppo nel salernitano ed uno tra cosentino e catanzarese,
Montuori è molto diffuso nel romano, in Campania ed in Puglia,
Montuoro ha un ceppo romano, uno tra napoletano e salernitano ed
uno tra catanzarese e cosentino, dovrebbero derivare,
direttamente o tramite modificazioni dialettali o arcaismi, da
toponimi come Montorio (BO), (VR), (RI), (RM) ed altri, o come
Montoro (TN), (AV) ed altri, probabili luoghi d'origine del
capostipite. Tracce antichissime di queste cognominizzazioni le
troviamo in un atto del1194 a Solofra: "...Coram me Guerrasio
iudice Montorius et Martinus germani et filii quondam Montorii
qui dictus fuit calcularus coniuncti sunt cum Alexandro qui
dicitur de Alife filio quondam Iohannis et ipsi fratres dixerunt
sibi pertinere per donationem et traditionem egregii domini
nostri Gulielmi Caserte comitis quam ipsis fratribus fecerat
...", troviamo nel rovigoto in un atto del 1576 citato un tale
Paolo di Montorio in qualità di servitore della nobile madonna
Polissena vedova del nobile Galeazzo Traverso. |
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MONTORSELLI |
Montorselli è tipico dell'aquilano e del romano, di Montereale
nell'aquilano e di Guidonia Montecelio e Roma nel romano,
dovrebbe derivare dal nome del Monte Orsello situato tra Abruzzo
e Lazio. |
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MONTORSI |
Montorsi
è tipico di Modena, Maranello, Vignola, Formigine, Sassuolo,
Castelnuovo Rangone e Fiorano Modenese, dovrebbe derivare dal
toponimo Montorso di Pavullo nel Frignano (MO), tracce di questo
cognome nel modenese si trovano almeno dalla seconda metà del
1500. |
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MONTORSOLI
MONTORSOLO |
Montorsoli, che oggi sembrerebbe ormai scomparso in Italia, e
Montorsolo che lo è quasi, dovrebbero derivare da nomi di
località come Montorsoli nel fiorentino o Montorsolo nel
perugino vicino a Todi. |
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MONTOZZI |
Montozzi
ha un piccolissimo ceppo marchigiano ed uno romano, a Roma ed a
Morlupo e Guidonia Montecelio nel romano, dovrebbe essere di
lontane origini toscane e derivare dal nome del paese toscano di
Montozzi, una frazione di Pergine Valdarno nell'aretino, paese
citato ad esempio in quest'atto del 1434: "Item statuerunt
terminum Communi Montuotii debitori Opere in certa quantitate
pecunie ad solvendum dicte Opere de dicta quantitate debita
dicte Opere libras decem per totum mensem octobris proxime
futuri, et de residuo medietatem hinc ad unum annum proxime
futurum, et aliam medietatem hinc ad decem otto menses proxime
futuros, si et in casu quo fideiubeat de solvendo Opere dictis
terminis illud quod dare tenetur dicte Opere Christofanus
Antonii Dacci orator dicti Communis.". |
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MONTRASIO |
Tipico
della zona tra nordmilanese, varesotto e comasco, potrebbe
derivare da una forma antica del toponimo Moltrasio (CO) secondo
alcuni deriva da un soprannome dialettale Muntrass di
significato oscuro. |
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MONTRONE |
Montrone
è tipicamente pugliese, in particolare del barese, di Andria e
Bari, con ramificazioni anche ad Acquaviva delle
Fonti,Conversano, Gravina di Puglia, Trani e Casamassima, sempre
nel barese, a Cerignola nel foggiano ed a Taranto, dovrebbe
derivare dal nome di Montrone, uno dei due comuni che diedero
vita alla città di Adelfia nel barese, probabile luogo d'origine
dei capostipiti. |
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MONTRUCCOLI |
Montruccoli è specifico del reggiano, l'ipotesi che possa
derivare da una forma etnica degli abitanti da Montrucco nel
pavese è poco attendibile e per il momento non siamo in grado di
formulare un'ipotesi alternativa. |
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MONZINI
MONZINO |
Monzini è tipicamente milanese, Monzino è un cognome rarissimo,
tipico dell'area nordmilanese, di probabili origini comasche,
potrebbero derivare dall'etnico della città di Magonza,
maguntinus,
ma più probabilmente derivano dall'etnico
munscinus
della città di Munscia (antico nome di Monza), la famiglia di
liutai Monzino, le cui attività a Milano non hanno avuto
soluzione di continuità dal 1750, servì persino Paganini, un
altro ramo della famiglia si dedicò invece alla grande
distribuzione, Franco Monzino incomincia come dirigente della
Rinascente di Milano ed è lui a fondare il primo magazzino a
prezzo unico UPIM, nel 1931, lasciata la Rinascente, si lancia
personalmente nel mercato fondando, assieme al cognato Nando
Borletti, marito di sua sorella Ginia, la Società Anonima
Magazzini Standard, quella che nel 1937 diventerà la STANDA, la
moglie di Franco, la messinese Matilde Alì D'Andrea - Peirce,
ebbe da Re Umberto II° con Lettere Patenti del 1972 l'estenzione
del titolo di Conte concesso al figlio Guido per la conquista
italiana dell'Everest nel 1973, l'altro figlio Italo Monzino nel
1981 fondò a Milano il centro cardiologico milanese che porta il
suo nome. |
|
MONZANI |
Ha
un nucleo significativo tra milanese e bergamasco ed un ceppo
nel modenese, il ceppo lombardo potrebbe derivare dal toponimo
Monza nel milanese, ma è anche possibile che derivino dal nome
medioevale Montianus,
ricordiamo con questo nome un Vescovo di Trento del quarto
secolo.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Monzani è cognome d'origine toponimica: da Monzano, in prov. di
Treviso. Da un mons Johannis
«monte di Giovanni».
Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996. |
|
MONZON
MONZONE
MONZONI |
Monzon,
quasi unico, è del centro Italia, dovrebbe assieme
all'altrettanto raro Monzone derivare da alterazioni del cognome
Monzoni, che, molto molto raro, è tipico di Castelnuovo Rangone
nel modenese, dovrebbero derivare dal nome di paesi come Monzone
nel modenese, nel reggiano, o nel massese. |
|
MONZÙ
|
Monzù è decisamente siciliano, di Torrenova nel messinese e di
Leonforte nell'ennese, dovrebbe trattarsi di una deformazione
dialettale del termine francese
Monsieur (Signore),
ad indicare sia l'epoca, quella angioina, che la considerazione
di cui probabilmente godeva il capostipite. |
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MOR
|
Mor
è tipicamente lombardo, di Brescia e del bresciano in
particolare, di Montichiari, Gambara, Leno, Manerbio,
Castenedolo, Mairano, Bagnolo Mella e Castiglione delle
Stiviere, si possono formulare diverse ipotesi circa l'origine
del cognome, potrebbe derivare dal nome celta
Mor, a
sua volta derivato dal termine
mori (mare),
o anche da un'alterazione del nome celta
Morc, o
da un'apocope del nome, sempre celta,
Morius,
Moria,
ma è anche possibile che derivi invece, più semplicemente, da un
soprannome dialettale mor
originato dal colore scuro dei capelli del capostipite. |
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MORA
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Molto
diffuso al nord, dovrebbe derivare da nomi di località o
contrade chiamate Mora o della Mora, come ne esistono molte un
po' in tutt'Italia, soprattutto al nord. Personaggio famoso con
questo cognome è stato Gian Giacomo Mora, il barbiere della
peste manzoniana, messo a morte come untore nel 1630. |
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MORABITO
MURABITO |
Specifico della zona dello stretto, tra la provincia di Reggio
Calabria e quella di Messina Morabito, mentre Murabito è più
tipicamente del catanese, entrambi questi cognomi derivano dal
vocabolo arabo murabit
(colui che predica l'Islam nella
via) con il significato di
santone, dall'arabo questo vocabolo si è inserito nel dialetto
siciliano dando origine al termine
murabitu
(morigerato).
ipotesi fornite da A.
Mazzuca
Giuseppe Pensabene, nelle sue note filologiche sugli antichi
riferimenti religiosi nel territorio reggino, evidenzia che la
provincia di Reggio Calabria fu sempre terra cristiana, rimane
pertanto incomprensibile una derivazione islamica del cognome.
Morabito era un titolo onorifico che si dava ai più valorosi e
voleva dire "abito, animo da bastione"le radici sono Moro (la
fortezza) e Abito inteso come comportamento.
tesi fornite da Enzo Papa
Le teorie di don Pensabene sono discutibili: Reggio fu sotto i
Mori nel 951 e dal 1001 al 1021 pertanto è possibile che il
cognome Morabito, sicuramente arabo, si sia formato nel periodo
di permanenza musulmana a Reggio.
integrazioni fornite da
Francesco Morabito
Concorrono alla pan-mediterraneità di questo cognome riferimenti
di segno opposto: gli
Al-Murâbitûn (voce plurale il
cui singolare è Murâbit) chiamati in castigliano Almorávides,
Lamtûna
cioè guerrieri velati, Sanhâdja
(indoeuropei e dunque non semiti come gli arabi), che, guidati
dalla famiglia anche nota con il nome di Benitexufin,
islamizzarono il Maghreb, crearono uno stato impetuoso ma
fragile che si estendeva fra i quattro fiumi del Senegal, del
Niger, del Tago e dell'Ebro, lottarono contro D. Rodrigo Díaz de
Vivar, in letteratura noto come Il mio Cid, e inventarono per
sé, al fine di descrivere la propria leadership temporale,
l'appellativo di Amîr al-Muslimîn. Da costoro prendono il nome i
soggetti più disparati: il
morabetino, piccola moneta
credo inizialmente d'oro, coniata dapprima a Sigilmassa e poi un
po' ovunque, in seguito d'argento, che all'epoca di Alfonso VI°
el Bravo serviva a comprare quattro misure di seta; gli
Almorávides, ricos hombres in Navarra; una temibile setta di
estremisti attiva in Libano; un certo numero di tagliagole
calabresi di cui periodicamente si occupano i giornali; infine,
tutti quei Morabito omonimi e non parenti che fanno del cognome
uno dei più diffusi in Calabria e a Messina, il primo in ordine
di frequenza nella provincia di Reggio e l'8.708° negli Stati
Uniti. |
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MORACA
MORACE
MORACI
MURACA
MURACE
MURACI |
Moraca è tipico del catanzarese, di Lamezia Terme e San Mango
d`Aquino, con un piccolo ceppo anche nel napoletano, Morace,
oltre al ceppo secondario romano, ha un ceppo a Forenza nel
potentino, in Calabria a Crotone e Catanzaro ed in Sicilia a a
Catania ed Aci Catena (CT) ed a Messina, dove è presente come
variante del cognome Moraci che ne è specifico, Muraca è
tipicamente calabrese, della zona che comprende le province di
Cosenza, Catanzaro e Crotone, Murace è specifico di Bivongi e
Monasterace nel reggino, con un ceppo anche a Roma ed Aprilia
(LT), Muraci è quasi unico, dovrebbero tutti derivare dalla voce
dialettale di origine greca
morace o
murace o
dalla sua voce femminile moraca
o muraca
(dai capelli scuri, brunetto o
brunetta).
ipotesi fornite da
Antonio Muraca
Autorevoli studiosi come De Felice hanno catalogato questo
cognome come di origine greca. Prova ne sia il fatto che tuttora
in Grecia é diffuso il cognome
Morakis diffuso, soprattutto a
Creta, che corrisponde a Moraca.Questo cognome in realtà è
quello originale. Muraca è una traslitterazione di Moraca dovuta
ad un errore di trascrizione nei pubblici registri anagrafici. A
Lamezia risulta dagli archivi che tante persone nate Moraca
sono morte registrate come Muraca. Ciò é dovuto all'inflessione
dialettale che modifica il suono o in u. La radice greca a cui
far riferimento non é moraca
trikos ovvero
capelli neri, ma alla voce
rakis rakeos
che significa sia spiaggia
rocciosa che
ulivo silvestre
oppure a rakis inteso come
spalla, dorso o collina (da cui
in medicina è derivato anche rachitico etc.). Se osserviamo un
atlante geografico ci si accorge che Morakis sono dei toponimi
diffusi soprattutto in Croazia e Montenegro che indicano
rispettivamente o le calette racchiuse tra gli scogli, come
nelle isole croate dell'Istria e della Dalmazia dove Morakis
ricorre per indicare le spiagge isolate e racchiuse dalle rocce,
oppure un colle non alto, ovvero una dorsale collinare come
accade in Montenegro, da rakis
rakeos, termine geografico
greco derivano l'origine della città di Ragusa in Sicilia (che
sorge su un colle) o di Ragusa in Croazia (che sorge in una baia
rocciosa). La C si é gutturalizzata in G perchè i latini
tendevano a pronunciare la K o C come G, come accade per il nome
Caius che diviene Gaius. Si ipotizza che anche Siracusa sia un
composto di rakis. Alla luce di queste radici si potrebbe anche
avanzare l'ipotesi che Moraca o Muraca potrebbe significare o
tra gli ulivi, o tra gli scogli rocciosi o semplicemente tra le
dorsali collinari. E' un cognome che potrebbe indicare una
provenienza geografica come tanti altri cognomi italiani. Moraca
risulterebbe la contrazione di
mesosrakis dove il sigma
intervocalico é caduto e l'epsilon con l'omicron si sono
contratte in omega trasformando
mesos in
mo. Anche
in Turchia esistono dei composti di rakis come mudrakis o
modrakis o Morachis mentre diverse località cipriote conservano
la derivazione da composti di rakis. Si può affermare che il
cognome Muraca é tipico dell'area mediterranea orientale. |
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MORACCHI
MORACCHINI |
Sia
Moracchi che Moracchini sono cognomi di origine corsa ormai
quasi scomparsi in Italia, ma, almeno il secondo, ben presente
in Corsica, dovrebbero derivare da forme ipocoristiche del
termine morus
(moro),
del nome latino Maurus,
anche inteso in senso letterale, cioè di persona proveniente
dalla Mauritania, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo
già nella seconda metà del 1600 dove un Moracchini compare tra i
militari corsi al servizio della Serenissima Repubblica di
Venezia. |
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MORALE
MORALES |
Morale è siciliano, del siracusano, di Avola in particolare e di
Siracusa, con piccoli ceppi anche nel catanese, Morales,
tipicamente siciliano anch'esso, ha ceppi nel catanese a Catania
e Caltagirone, a Vittoria nel ragusano, ed a Mezzojuso e
Palermo nel palermitano, è chiaramente di origini spagnole, il
cognome in Spagna deriva da nomi di località come ne esistono
molte in quel paese, località che hanno riferimenti con i Mori,
o deriva dal fatto di essere la
famiglia di origini moresche ,
cioè probabilmente originarie del Marocco o comunque del nord
Africa. |
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MORAMARCO |
Moramarco è specifico di Altamura (BA), con ceppi anche a
Gravina di Puglia, Bari, e Triggiano nel barese ed a
Castellaneta nel tarentino, dovrebbe derivare dal nome composto
Moro
e Marco
portato dal capostipite, ma è anche possibile che si possa
trattare di un soprannome moro
aggiunto al nome Marco,
un equivalente di Marco il moro,
soprannome attribuito o perchè il capostipite sia stato di
carnagione olivastra o perchè originario dell'Africa
settentrionale, rifacendosi al significato del termine
maurus
o morus
come proveniente dal Marocco. |
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MORANDI
MORANDINI
MORANDINO
MORANDO
MORANDOTTI |
Morandi occupa la fascia che dalla Lombardia, tramite l'Emilia,
arriva nell'alta Toscana, Morandini ha un grosso ceppo tra
bresciano, veronese e trentino, un ceppo nell'udinese ed uno nel
fiorentino, Morandino, assolutamente rarissimo, parrebbe
napoletano, Morando sembra essere liguropiemontese, con
possibili ceppi nel Veneto ed uno probabile nel ragusano,
Morandotti è specifico del milanese e del pavese. Questi
cognomi derivano, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome
medioevale italiano Morando,
di cui abbiamo un esempio nella Dissertazione VIIIa delle
Dissertazioni sopra le antichità
italiane di Ludovico Antonio
Muratori, dove tra l'altro si legge: "..In uno strumento
dell'anno 1061 si legge Garardo filius quondam
Morando,
qui fuit filius bo. me. Domni Garardi Comitis de Comitatu
Imolensis..", come cognome è già presente con un Paolo Morando,
pittore, nella seconda metà del 1400. |
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MORANI
MORANO |
Morani ha un ceppo nel milanese, uno nel reggiano, uno nel
pisano ed uno a Roma, Morano, decisamente più diffuso, ha ceppi
in Piemonte, a Genova, nel viterbese e nel romano, nel
napoletano, avellinese, potentino e materano, in Puglia e
soprattutto in Calabria, nel reggino in particolare, dovrebbero
derivare da toponimi come Morano nel modenese, Morano sul Po
nell'alessandrino e Morano Calabro nel cosentino, in qualche
caso si può trattare di un'italianizzazione del nome francese
Morand. |
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MORANTE
MORANTI |
Morante è tipicamente campano di Benevento con ceppi anche a
Napoli ed Avellino, Moranti è tipico del Lazio e del teramano,
dovrebbero derivare dal nome medioevale
Morante
di cui abbiamo un esempio nel X° secolo nel
Gesta Normannorum:
"...Igitur northmanni ripam meldensis. naues diuellerunt.
parisiusque circundantes obsederunt. et praedam illius
prouintiae ad obsidionem uerterunt Morante diu Rollone in
parisius obsidione deficiebat preda longinquis regionibus
rapta...". |
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MORASCA
MORASCHI
MORASCHINI |
Morasca,
molto raro, Moraschi è tipico di Capriolo nel bresciano con un
piccolo ceppo anche nell'alessandrino, Moraschini è tipicamente
lombardo, con ceppi a Capriolo ed Esine nel bresciano, a Bergamo
e Val Bondione nel bergamasco, ad Aprica in Valtellina ed a
Cernusco sul Naviglio nel milanese, potrebbero derivare dal
toponimo Morasco nell'alessandrino in Val Formazza o
nell'ossolano, dal nome della Località Morasca di Pianello Val
Tidone nel piacentino, o da Morasco nel genovese o Morasca di
Castiglione Chiavarese sempre nel genovese, o anche da nomi di
località legati alla presenza di grosse concentrazioni di rovi. |
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MORASSI
MORASSO |
Morassi è caratteristico del Friuli Venezia Giulia, Morasso ha
un ceppo a Genova ed uno, molto più piccolo, a Venezia,
dovrebbero derivare da un soprannome che può avere almeno due
origini, la prima derivata forse dal fatto che il capostipite
fosse scuro di carnagione, la seconda dal termine dialettale
veneto arcaico morasso
(morso,
attrezzo usato con i cavalli e con i buoi per tenerli meglio
sotto controllo). |
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MORASSUTTI
MORASSUTTO |
Morassutti è tipicamente friulano, abbastanza raro, con qualche
presenza in Veneto, è soprattutto del pordenonese, ).di Casarsa
della Delizia e Spilimbergo, Morassutto è tipico della stessa
zona, di Fossalta di Portogruaro nel veneziano soprattutto e di
Azzano Decimo nel pordenonese, dovrebbe trattarsi di forme
patronimiche dove il suffisso
-utti o
-utto
stiano per il figlio di,
riferito a capostipiti il cui padre fosse noto come
Morasso
(vedi MORASSI). |
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MORATTI |
Abbastanza raro, è presente nel nord Italia, con un ceppo
originario nel bresciano ed uno nell'udinese, potrebbe essercene
uno anche in provincia di Reggio Emilia. Dovrebbe derivare dal
nome medioevale italiano Morus
o da Moratus,
come pure da un soprannome legato al colore dei capelli o della
carnagione.
integrazioni fornite da
Giovanni Moratti
Già nel 1646 sono presenti 3 famiglie a Musciano, in comune di
Villa di Tirano (Sondrio), dati rilevati dallo
Status animarum Curae Stationae
del 1646 conservato presso la parrocchia di Stazzona di Villa di
Tirano (SO). I Moratti presenti in Nuova Zelanda sono
discendenti di Domenico Moratti, emigrato nel 1876 da Villa di
Tirano. |
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MORAZZI
MORAZZO |
Morazzi, molto molto raro, ha presenze nel verbanese, nel
milanese ed in Veneto, Morazzo, quasi unico, parrebbe del
savonese, dovrebbero derivare dal nome ldi località celtiche il
cui nome dovrebbe derivare dalla radice celtica
mor,
mora
(pantano, palude). |
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MORAZZONE
MORAZZONI |
Morazzone, quasi unico, dovrebbe essere dovuto ad un'errata
trascrizione del cognome Morazzoni, che è tipico del nord
milanese, di Arluno e Milano e di Gallarate nel varesotto,
dovrebbero derivare dal nome del comune di Morazzone nel
varesotto, che dovrebbe avere origini celtiche ed il cui nome
dovrebbe derivare dalla radice celtica
mor,
mora
(pantano, palude). |
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MORBELLI
MORBELLO |
Morbelli sembrerebbe specifico dell'alessandrino, di Rivalta
Bormida in particolare, con ceppi anche ad Alessandria ed a
Genova, Morbello, più raro, parrebbe di Casale Monferrato
nell'alessandrino, dovrebbero derivare dal nome del paese di
Morbello nel Monferrato alessandrino.
integrazioni fornite da
Ugo Morbelli
La prima menzione del paese di Morbello appare nella Carta di Fondazione
del Monastero di San Quintino di Spigno per opera di Anselmo,
figlio di Aleramo, avvenuta il 4 maggio 991 nel castello di
Visone, residenza di Gaidaldo di Sommariva, Conte d'Acqui. Nel
1039 Morbello, che all'epoca è solamente un borgo, viene dato in
assegno al Vescovo Guido dei Conti d'Acquesana, figlio di Uberto
e nipote di Gaidaldo, unitamente ai castelli di Visone,
Grognardo, Ponzone e molti altri ancora. Nel 1166, a seguito
della distruzione del loro castello da parte del Marchese
Guglielmo il Vecchio di Monferrato, i Signori di Sommariva in
fuga si dividono tra Lodi e la Contea di Acqui. Tra questi
ultimi Guglielmo di Sommariva, discendente da Gaidaldo, il
quale, a risarcimento di quanto perduto ottiene il feudo di
Morbello di cui, ampliato il borgo e costruitovi il castello,
diviene Primo Signore. Il 9 aprile 1184 i figli di Guglielmo,
Ruffino e Raÿnerio di Morbello, Giacomo di Lerma ed i fratelli
Anselmo e Baldizzono anch'essi di Lerma, in rappresentanza del
Consortile di Sommariva composto dai consanguinei Signori di
Morbello, di Pobleto e di Lerma, stipulano un'alleanza
quinquennale con Alessandria e s'impegnano in caso di guerra a
mettere a disposizione di quel Comune il proprio castello di
Morbello, salva la fedeltà per ambo le parti all'Imperatore
Federico ed a suo figlio
Enrico e, per i Signori di Morbello, ai Marchesi del Bosco loro
Consorti. Il 21 febbraio 1189 Ruffino di Morbello, Bonico di
Lerma e Robaldo di Pobleto in rappresentanza del Consortile di
Sommariva rinnovano il trattato di alleanza con Alessandria del
1184. Due anni più tardi, il 27 ottobre 1191 i Consignori di
Rivalta de Guarcini, de Murbello e de la Turre, si alleano con
gli Alessandrini e dichiarano di non volersi sottomettere ai
Marchesi di Monferrato. Numerose sono infatti le Famiglie
feudali che mal sopportano il dominio di detti Marchesi, e tra
queste quella dei Signori di Morbello. Non tarda ad arrivare la
risposta del Marchese Bonifacio di Monferrato (poi Re di
Tessalonica), figlio di Guglielmo il Vecchio, che vede vacillare
il proprio prestigio; nel 1192, egli s'impossessa con l'inganno
di Morbello costringendo il suo Signore Guglielmo, assai amato
nella sua terra, a giurargli fedeltà in cambio della
restituzione del castello. Questo episodio, la cui tragicità non
siamo oggi in grado di valutare, scatena la fantasia di villici,
trovatori e cronisti che ricordano Guglielmo di Morbello come
"nobilis et sapiens". Nel 1209 i Signori di Morbello, in assai
prospera condizione sono alleati del Comune di Alessandria. L'11
aprile del medesimo anno vengono condannati dal Podestà di Alba
a risarcire gli abitanti di Visone per i danni loro arrecati nel
corso della guerra. Il 10 settembre 1223 i Signori di Morbello
donano al Comune di Genova il loro castello di Morbello,
ricevendone al contempo l'investitura del feudo per 55 anni .
Con una sentenza emessa il 2 febbraio 1231 da Sardo, Eletto di
Alba e Fra' Guglielmo di Voltaggio si ordina ad Alessandria ed a
Genova di intervenire per sedare le continue liti tra i Marchesi
del Bosco ed i Signori di Morbello. Questi ultimi contestano
infatti ai consorti del Bosco le continue guerre da essi
intraprese cui sono chiamati ad intervenire, causa di perdite di
uomini e di onerosi costi. Il contenzioso si risolve dopo lunghe
udienze a favore dei di Morbello, e la gestione del Marchesato
del Bosco rientra, almeno apparentemente, nella normalità. Nel
1240 però Guglielmo del Bosco, nonostante la cinquantina di
feudi in suo possesso, decide di dotare la figlia Agnese,
promessa sposa del Marchese Federico Malaspina dello Spino Secco
della propria metà di quello di Morbello, dimezzando così le
entrate dei Signori del luogo, costretti d'ora innanzi a
condividere la gestione del Feudo con i Malaspina. Sarà forse
un caso ma il 15 ottobre 1243 Enrico di Morbello figura essere
debitore delle decime verso i Canonici della Chiesa Maggiore di
Acqui, ed anche Baudicio di Morbello è in controversia con gli
stessi Canonici per un terreno sito in Casanova "de cuius quarto
et decima agitur". Il 15 maggio 1267 , a completamento di quello
che potrebbe definirsi un vero e proprio complotto, Enrico del
Bosco, in occasione delle nozze della figlia Guerriera dona al
genero, Marchese Leone di Ponzone, l'altra metà di Morbello. Ai
Signori di Morbello non resta altra soluzione se non quella di
lasciare l'antico Feudo, ormai passato in altre mani, pur
conservandone il titolo. Morbello passa successivamente al
Marchese Gian Giacomo di Monferrato, al Conte Francesco Sforza
(per conto del Duca di Milano), nuovamente a Gian Giacomo di
Monferrato, poi al Duca di Mantova (che ne investe con il titolo
baronale Bartolomeo Beccaro), quindi al Marchese Barnaba
Centurione, al Marchese Gerolamo Spinola Pallavicino ed infine
ai Pallavicino, ultimi feudatari. Oggi dell'antico e prestigioso
castello non rimangono che pochi avanzi, con due torri
solidamente costruite in pietra intagliata, a memoria di un ben
più importante passato. |
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MORBI
MORBIN
MORBINI
MORBINO
MORBO |
Morbi è tipicamente lombardo soprattutto del bergamasco e del
mantovano, Morbin è tipico di Vicenza e di Torri di Quartesolo
nel vicentino, Morbini è tipico della zona di confine tra
bresciano e mantovano, di Castel Goffredo (MN) e di Gottolengo e
Calcinato nel bresciano, Morbino, assolutamente rarissimo,
parrebbe del napoletano, Morbo, quasi unico, è piemontese,
dovrebbero derivare dal soprannome e nome medioevale
Morbo o
Morbino
di cui abbiamo un esempio in un contratto di locazione del 1429
a Priò (TN) dove "... i fratelli domini Erasmo e Guglielmo del
fu Vigilio Thun danno in locazione per a Franceschino del fu
Antonio detto Morbino
da Priò venticinque appezzamenti di terra...", nel 1574 è
diventato cognome: "...Antonio del fu Bartolomeo
Morbin da
Priò cede al dominus Sigismondo del fu Cipriano Thun i propri
diritti su di un censo annuo affrancabile del valore di 1 orna e
10 staia di vino...", nel 1606 il cognome si trasforma in
Morbini: "...Michele del fu Antonio
Morbini
da Priò vende per 30 ragnesi di denari al dominus Francesco
Zamboni da Denno, capitano in Castel Thun, i propri diritti...". |
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MORBIATO |
Morbiato è tipicamente veneto, di Padova, Albignasego, Rubano,
Villafranca Padovana, Grantorto e San Pietro in Gu, e di
Martellago nel veneziano, dovrebbe derivare da un soprannome
originato dal termine dialettale veneto arcaico
morbia (secco,
arido), con il significato
quindi di rinsecchito,
forse motivato dall'aspetto fisico del capostipite, o anche dal
fatto che la famiglia abitasse in una località molto arida o ve
ne provenisse, non si può comunque escludere, anche se è
perlomeno improbabile, che possa derivare da una forma
patronimica in -ato
riferita al nome Morbo
(vedi MORBI). |
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MORBIDELLI
MORBIDELLO |
Morbidelli è tipico dell'area centrale che comprende l'aretino
in Toscana, a Terranuova Bracciolini, Montevarchi, Bucine e
Castelfranco di Sopra, il pesarese e l'anconetano nelle Marche,
a Fano, Pesaro, Mondolfo e Cagli nel pesarese ed a Senigallia,
Ancona e Corinaldo nell'anconetano, Perugia ed il Lazio
settentrionale, a Bassano Romano e Viterbo nel viterbese ed a
Roma, Santa Marinella e Bracciano nel romano, Morbidello,
praticamente unico, è probabilmente dovuto ad un'errata
trascrizione del precedente, che dovrebbe derivare da un
soprannome basato sul mestiere di pasticcere probabilmente
svolto dai capostipiti, i
morbidelli erano un tipico
dolce delle sagre peasane dell'italia centrale, bisogna tener
presente però che il morbidello nell'area tosco, umbro,
marchigiana era anche un tipo di formaggio. |
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MORBIO
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Morbio, tipicamente lombardo, del milanese e del mantovano,
dovrebbe derivare dal toponimo Morbio situato nel mendrisiotto
in Canton Ticino a pochi chilometri sopra Cernobbio, ma non si
puù escludere una derivazione dal nome medioevale
Morbo
(vedi MORBI). |
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MORCHI
MORCHIA
MORCHIO |
Morchia,
quasi scomparso e Morchi, assolutamente rarissimo, dovrebbero
essere dei derivati di Morchio, che, non comune, è tipico del
genovese, una famiglia Morchio si trova a Genova tra le famiglie
nobili del Libro d'oro della nobiltà genovese nel 1561. |
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MORCIANO |
Morciano
è tipicamente salentino, di Tricase nel leccese soprattutto, di
Alessano, Gagliano del Capo, Tiggiano, Castrignano del Capo,
Lecce, Presicce, Ruffano e Specchia, sempre nel leccese, e di
Brindisi, dovrebbe derivare dal nome del paese di Morciano del
Capo nel leccese, probabile luogo d'origine dei capostipiti. |
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MORCONE |
Morcone è
tipico dell'area che comprende le province di Campobasso,
Caserta, Avellino, Benevento e Foggia, dovrebbe derivare dal
nome del paese di Morcone nel beneventano. |
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MORDACCI |
Mordacci è specifico di Parma e di Colorno e Torrile nel
parmense, con un ceppo anche a La Spezia, l'ipotesi che possa
derivare dal nome ebraico
Mordecai non ha trovato alcun
elemento a supporto ed è da ritenersi altamente improbabile,
potrebbe invece derivare da un soprannome abbastanza recente
basato sul termine mordace
(aggressivo nel parlare, dallo
spirito combattivo), o, più
probabilmente, dal mestiere di maniscalco o veterinario svolto
dal capostipite, che nel suo lavoro usasse la
mordacchia
(strumento che si mette alla
bocca degli animali perché non mordano). |
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MORE'
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Morè ha un ceppo lombardo nell'area che comprende il bergamasco,
il bresciano ed il sondriese, con un ceppo anche nel barese, il
ceppo lombardo potrebbe derivare da un soprannome dialettale
originato dal termine bergamasco arcaico
morèe (livido,
come se si fossero subite delle percosse), dorse a sottolineare
una caratteristica della carnagione del capostipite. |
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MOREA
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Morea ha un piccolo ceppo a Trieste, uno nel latinense a
Roccagorga, Sezze e Latina, ed a Roma, uno a Salerno ed uno, il
più consistente in Puglia, nel barese, a Bitonto, Putignano,
Bari, Noci, Palo del Colle e Castellana Grotte, nel tarantino a
Taranto, Massafra e Mottola e nel foggiano ad Orta Nova e
Foggia, dovrebbe stare ad indicare un'origine greca dei
capostipiti, Morea
era il nome veneziano con il quale i Crociati indicavano in
epoca medioevale il Peloponneso. |
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MORELLATO |
Morellati è quasi sicuramente il frutto di un errore di
trascrizione di Morellato che è invece specifico del trevisano,
di Trevignano e Montebelluna in particolare, presenta anche un
ceppo a Latina e provincia, insediatosi a seguito della
migrazione dal Veneto per la bonifica delle Paludi Pontine di
epoca fascista, deriva dal nome medioevale
Morellus
con l'aggiunta del suffisso dialettale veneto
-ato (figlio
di) e starebbe ad indicare la
famiglia del figlio di un Morellus. (vedi MORELLI) |
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MORELLI
MORELLO |
Assolutamente panitaliani, dovrebbero derivare dal nome
medioevale italiano Morellus,
di cui troviamo un esempio nel 1171 negli Annales Pisani:
"...predicto Consule et Turchiarello et Tomasio quondam Uberti
Sigerii et aliis, ceperunt. A. D. MCLXXI, Bulgarinus Anffossi et
Morellus Guido Fornarii et Ugo Laggii cum IIIIor galeis super
Ianuenses in Sardineam navigaverunt...", ma in alcuni casi
possono derivare da toponimi come: Ceppo Morelli (VB), Dodici
Morelli (FE), Poggio Morello (TE), San Morello (CS) o Sasso
Morelli (BO). |
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MOREN
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Moren è un cognome ormai quasi scomparso in Italia, dovrebbe
essere originario del bresciano, probabilmente della zona
dell'Adamello, potrebbe derivare da un soprannome originato dal
termine lombardo morèn
(sponda, parapetto),
ma molto più probabilmente sta ad indicare una provenienza del
capostipite dal paese di Mori in Trentino. (vedi anche MORENA) |
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MORENA
MORENI
MORENO |
Morena è panitaliano, ma soprattutto del reggino, di Campania e
Basilicata e del Piemonte e della Liguria occidentali, Moreni è
tipico del bresciano, alto mantovano e parmense, Moreno ha un
ceppo nella Liguria centroccidentale ed uno nel napoletano,
dovrebbero derivare dal nome medioevale
Morenus,
Morena, ma è pure possibile una
derivazione da nomi di località con quella radice, tracce di
queste cognominizzazioni le troviamo a Lodi nell'anno 1173:
"MCLXXIIII, VII die mensis madii, indicione VII. In presentia
domni Alberici, Laudensis episcopi, et Ottonis Morena, iudicis
et tunc consulis Laude...". |
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MORESCHI
MORESCO
MORISCHI
MORISCO |
Moreschi ha un importante nucleo nel bresciano ed un piccolo
ceppo probabile nel maceratese, Moresco ha un nucleo tra Genova
e Bargagli (GE) ed uno nel vicentino tra Marostica, Breganze,
Sandrig, Molvena e Mason Vicentino, un ceppo nel cuneese tra
Montà e Barge ed uno nel chietino, Morisco sembra essere
originario del barese, Morischi è quasi unico, possono tutti
derivare dal nome medioevale italiano
Morus,
ma, in alcuni casi può invece intendere una discendenza o una
connessione con i Saraceni derivando perciò dai
Moriscos
spagnoli (i mori di Spagna)..
Si trovano tracce di un Girolamo Moreschi, Presidente del
Supremo Consiglio di Piacenza,che con atto del notaio Gabriele
Cattanei del 6 marzo 1610, lasciò suo erede universale l'
Ospedale di Piacenza. |
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MORESE
MORESI
MORRESE
MORRESI
MORRISI |
Morese è specifico di Corato e Andria nel barese e di Foggia,
Moresi ha un ceppo a Roma, Ancona e Firenze, Morrese è
estremamente raro, Morresi sembrerebbe tipico delle Marche, di
Macerata e della provincia soprattutto di Civitanova Marche e
Corridonia, Morrisi è praticamente unico, dovrebbero tutti
derivare dal nome latino
Mauritius attraverso
modificazioni come Morexius
o Morixius,
nel 1249 di cui si ha un esempio nel testamento di un tale
Homobonus Morixius a Cremona, in alcuni casi potrebbe anche
derivare dall'etnico del toponimo Morra Irpino (vedi MORRA),
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nel 1494 quando
Alfonso II° d'Aragona, conferisce il titolo nobiliare a Yohannìs
Baptistae Morese di Montecorvino Pugliano (SA), nel 1572 a
Perugia, dove nell'elenco degli scolari di quell'Università
dell'anno si trova il marchigiano Fulvius Moresius, un atto del
1571 è "Istromento della heredità et inventario delli beni di
Vincenzo de Francischino Moresi di Ancona". |
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MORET
MORETTI
MORETTINI
MORETTINO
MORETTO
MORUCCI
MORUCCIO
MORUZZI
MORUZZO |
Moret è specifico dell'area che comprende il trevisano
soprattutto, il bellunese ed il pordenonese, con discrete
presenze anche in Alto Adige e nell'udinese, Moretti è molto
diffuso in tutta l'Italia peninsulare, Morettini sembra essere
della fascia centrale delle Marche e dell'Umbria, Morettino,
quasi unico, parrebbe meridionale, Moretto è diffusissimo in
tutto il nord Italia, con ceppi anche nel romano e latinense,
dovuto all'esodo forzato per la bonifica delle Paludi pontine,
ed un ceppo nel brindisino, Morucci ha un ceppo tra livornese e
pisano ed uno tra viterbese e romano, Moruccio, quasi unico, è
del centro Italia, Moruzzi ha un ceppo tra cremonese, piacentino
e parmense ed uno nel bolognese, presenta inoltre un ceppo
friulano , in particolare nel pordenonese, Moruzzo, molto molto
raro, è caratteristico di Sarzana nello spezzino, dovrebbero
essere tutti derivati da varie forme ipocoristiche semplici o
doppie del nome medioevale italiano
Morus. A
Erbusco (BS) si trova intorno al 1400 un: "...quondam Comini
dictus Moreto de Herbusco...". |
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MORGANA
MORGANI
MORGANO |
Morgana parrebbe siciliano di Palma di Montechiaro (AG) con
presenze significative anche a Messina e Caltanissetta, Morgani
è tipico del Lazio di Roma e di Canepina (VT) e dell'aquilano di
Pescina e Lecce nei Marsi, Morgano, oltre al piccolo ceppo nel
riminese ha un nucleo siciliano in particolare a Calascibetta
nell'ennese ed a Sant`Agata di Militello nel messinese,
dovrebbero derivare dal nome medioevale
Morgana,
Morganus, derivato dal nome
britannico Morgan
a sua volta derivato dal nome della divinità pagana Morrighan,
di quest'uso abbiamo un esempio nel
Britannia
del 1607: "...a Morgano principe, ut plurimi suspicantur, a
Morgan coenobio, ut alii. Si vero ego a mor, quod Britannis mare
significat, deducerem, nescio sane an veritate illuderem...".
Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio in uno
stato dei beni del Convento siracusano di Santa Rosalia del
1649: "...Item sopra li beni di Vito Morgano di detta terra
scudi due e giulij quattro...". |
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MORGANTE
MORGANTI
MURGANTE
MURGANTI |
Morgante sembra avere un ceppo in Sicilia nell'agrigentino, uno
nel reggino e messinese, uno tra aquilano e provincia di Roma,
uno nel milanese ed uno nell'udinese, Morganti è diffuso
nell'Italia centrale, presenta un ceppo anche nell'area compresa
tra le province di Varese, Como e Milano, Murgante, molto raro,
ha un piccolo ceppo tra potentino, a Montemilone, e Foggia,
Murganti, quasi unico, ha presenze in Emilia ed in Sicilia,
dovrebbero derivare, direttamente o tramite alterazioni
dialettali, dal nome medioevale italiano
Morgante,
reso poi famoso dall'Orlando Furioso. |
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MORGAVI
MORGAVIO |
Morgavi ha un ceppo tra alessandrino e genovese, a Genova in
particolare, ed uno a Palermo, Morgavio, assolutamente
rarissimo, sembrerebbe piemontese, dovrebbero derivare dal nome
medioevale Morgavius,
di cui abbiamo un esempio d'uso in questo testo medioevale
britannico: "...Quam, ut mihi reverendissimus episcopus
Landavensis, qui has mihi describendas curavit, Cambro-Britani
addendo et immutando ita legunt et interpretantur. Quinque
digiti amicorum vel proximorum vos interemerunt. Credunt esse
sepulchrum Morgavi principis a quo regio sit denominata, qui
occisus, ut volunt, anno octingentesimo ante Christum natum, sed
has literarum formulas recentiores esse aevi norunt
antiquarii...."troviamo tracce di queste cognominizzazioni
nell'alessandrino a Voltaggio nella seconda metà del 1700 con un
certo Gio Maria Antonio Morgavi in qualità di amministratore
surrogato del comune. |
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MORGIA
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Morgia è tipicamente laziale, del romano e del frusinate con un
ceppo autoctono anche nel catanese, ceppo che dovrebbe derivare
dal termine arabo morsiya
(roccaforte),
mentre il ceppo laziale dovrebbe derivare da un soprannome
originato dal vocabolo dialettale dell'area del frusinate
morgia
(pietra
molto grande), forse a
caratterizzare un elemento della zona d'origine o d'abitazione
dei capostipiti. |
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MORGIGNO |
Morgigno, molto raro, è specifico del barese, di Bisceglie e
Barletta, dovrebbe trattarsi di una forma etnica dialettale
indicante nel capostipite uno proveniente dalla zona delle
Murge.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Morgigno è cognome raro, ma alquanto diffuso in Puglia, nel
significato di "originario delle
Murge" Il suffisso
-gno
significa nativo
(dal greco genés,
che genera),
mentre Murge deriva dal latino "murex"
= sasso. |
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MORGILLO |
Morgillo è tipico di Arienzo, Santa Maria a Vico e Maddaloni nel
casertano e di Acerra nel napoletano, dovrebbe derivare da nomi
di località individuabili dalla presenza di un ruscello o di una
piccola sorgente d'acqua o morge,
dal celtico morga
(corso d'acqua),
pensiamo ad esempio al monte delle Morge nel Lazio o Morge
D'Oniddio in provincia di Campobasso. |
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MORGIONE
MORGIONI |
Morgione
ha un ceppo a Lanciano nel teatino, con presenze a Sulmona
nell'aquilano ed a Pescara, ha un ceppo a Napoli ed uno nel
crotonese a Cirò Marina e Crotone ed a Catanzaro, Morgioni,
assolutamente rarissimo, è presente nel centrosud in modo
assolutamente sporadico ed isolato, potrebbero derivare da nomi
di località come il Colle Morgia nel teatino, esistono poi
parecchie località nel centrosud che portano questo nome (vedi
MORGIA, ma anche MORGILLO), come ad esempio nel beneventano la
Morgia di Pietrelcina, ma potrebbero anche derivare da
soprannomi originati dal colore scuro della carnagione dei
capostipiti. |
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MORGNONI |
Morgnoni, praticamente unico, è presente solo a Melegnano e nel
cremonese, potrebbe derivare da un soprannome originato dal
termine dialettale morognon,
che ha due significati, uno quello di
scarto di fonderia,
il che ricondurrebbe il soprannome al mestiere di lavorante di
fonderia, forse svolto dal capostipite, un altro quello di
pietra da macina,
che ricondurrebbe al mestiere di mugnaio, o anche e più
probabilmente dal termine
morgnon (sornione,
acqua cheta, chi lavora sotto sotto),
forse a caratterizzare il comportamento del capostipite. |
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MORI
MORIS
MORO |
Mori è specifico dell'Italia centro settentrionale, Moris,
assolutamente rarissimo, sembrerebbe del settore occidentale
dell'Italia settentrionale, Moro è diffuso in tutt'Italia,
dovrebbero tutti derivare dal nome medioevale italiano
Morus
di cui abbiamo un esempio in una
Carta libelli
del 1181 a Milano: "...hoc est pecias duas terre quas ille
scriptane habere vise sunt non longe a fossato Mediolani, prope
portam Tonsam, et quam terram predicti Saccus et Morus hodie
ipsis scriptanis vendiderunt et cartam vendicionis fecerunt
sicut in illa carta continetur in hoc sit libello inintegrum,
ita ut amodo in antea habere et titulo libelli tenere debeant
prefati Saccus et Morus et eorum heredes et cui dederint
supradictam terram, faciendum exinde cum omnibus suis finibus et
accessionibus...". |
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MORIANI
MORIANO |
Moriani ha un ceppo nel fiorentino e nel livornese, uno nel
grossetano, uno nel cesenate, uno in Gallura ed uno a Roma,
Moriano ha un ceppo nell'imperiese, soprattutto ad Imperia e San
Remo ed uno a Montefredane nell'avellinese, dovrebbero derivare
dal nome medioevale Morianus
di cui abbiamo un esempio in quest'atto del XIII° secolo:
"...Noverit igitur vestre dominacionis magnitudo, quod ad eundem
comitem Morianum in lecto egritudinis sue accubantem ad
peticionem ipsius per suum nuncium delatam, misimus unum ex
nobis virum idoneum, coram quo idem comes Morianus suum conderet
testamentum. Qui postmodum ad nos rediens retulit, quod coram
ipso et in presencia duorum Fratrum Predicatorum qui ambo Petrus
et Petrus vocabantur, idem comes Morianus, eger quidem corpore,
sed mentis sue compos, inter cetera sui testamenti disposita seu
ordinata, de possessionibus suis tale testamentum condidisset,
si tamen ipsum sine heredum solacio decedere contigeret, quod
possessiones suas ...". |
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MORICCI
MORICI
MORICO
MORIGGI
MORIGGIA
MORIGGIO
MORIGI
MORIZZI |
Moricci sembrerebbe toscano, di Firenze e Barberino Di Mugello
(FI), Morici è tipico della fascia centrale con un ceppo anche
nella Sicilia occidentale, Morico è più marchigiano con un ceppo
nel lazio ed uno in Abruzzo, Moriggi ha un ceppo bergamasco a
Pagazzano, ma è presente significativamente in tutta la
provincia e nel milanese, ed ha un ceppo a Roma, Moriggia, molto
più raro, è distribuito nella stessa zona, Moriggio è unico,
Morigi è tipicamente romagnolo, delle province di Forlì e
Ravenna, Morizzi è decisamente calabrese, sembrerebbe specifico
di Oppido Mamertina nel reggino, dovrebbero tutti derivare dal
nome medioevale Moricus
di cui abbiamo un esempio nel fabrianese nel 1200 con Frater
Moricus un monaco dell'eremo di Grottafucile: "... Frater
Martinus, Frater Moricus, Frater Christianus, nomine suo e de
Sancta Maria loci Eremi ordinis supradicti de Grotta
fucilis...", tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel
1500 a Perugia dove nell'elenco degli allievi del 1598 della
locale Università troviamo un Franciscus Moricus. (vedi anche
MORICE)
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Morigi deriva, secondo alcuni studiosi, dal patronimico
Maurizio,
altri propendono per l'etimo popolare lombardo 'morigiö'
= "topolino"
(mörgin),
cioè da un soprannome. |
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MORICE
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Morice, ormai quasi scomparso in Italia, sembrerebbe decisamente
siciliano, potrebbe derivare da un soprannome grecanico
originato dal termine greco arcaico μορίή moriè (ulivi
sacri), forse perchè il
capostipite abitava in prossimità di una coltivazione di ulivi,
ma potrebbe anche derivare invece dal termine μωρίή moriè
(follie, stoltezze),
forse con riferimento ad un particolare episodio della sua vita. |
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MORICONE
MORICONI
MORRICONE
MORRICONI |
Morricone
e Moricone e Morriconi, sono molto rari sembrano avere un nucleo
abruzzese e ceppi nella provincia di Roma e nel napoletano,
Moriconi abbastanza diffuso è specifico della fascia del centro
Italia, derivano tutti dal nome medioevale Moricius o Moricus,
traccia di questa cognominizzazione si hanno a Lucca nel 1200
dove in un atto si legge: "...Orlandus quondam Arrigi Moriconis
et Vannes condam Datonis Moriconis...". (vedi Morici) |
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MORIMANDO |
Morimando, molto molto raro, con sparute presenze in Lombardia,
Veneto ed in Basilicata, dovrebbe derivare dal paese di Morimond
in Borgogna, dove si trova un monastero di monaci cistercensi,
che è considerata la Casa Madre dei frati cistercensi di
Morimondo nel milanese. |
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MORIMONDI |
Morimondi, assolutamente rarissimo, è dell'area del sudmilanese,
dovrebbe derivare dal toponimo Morimondo nel sudmilanese. |
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MORINI
MORINO |
Morini è molto diffuso nell'ovest della Lombardia e
nell'alessandrino, in Emilia e Romagna ed in Toscana, Morino è
tipico piemontese, derivano dal nome tardo latino Morinus di cui
abbiamo un esempio nel Codice
Diplomatico della Lombardia medievale
sotto l'anno 1188, : "...a mane Barona, a
meridie suprascripti monasterii, id est Morinus de Montano, a
sero via, a monte item suprascripti monasterii...". Antiche
tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Mornico Losana
(PV) fin dal 1400 dove i Morini sono tra le famiglie più
antiche. |
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MORIONDO |
integrazioni fornite da
Daniele Zaia
Cognome piemontese che dovrebbe derivare dal toponimo
"Moriondo", nome di più località, la più nota delle quali è
Moriondo Torinese in provincia di Torino. |
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MORISI
MORISIO |
Morisi è tipicamente emiliano della zona tra Modena e Bologna
soprattutto e di San Giovanni in Persiceto nel bolognese in
particolare, con un ceppo anche tra la Lombardia nordoccidentale
ed il Piemonte nordorientale, Morisio, assolutamente rarissimo,
sembrerebbe piemontese, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Morisius
di cui abbiamo un esempio in una
Carta finis et refutationis per
transactionem dell'anno 1163 a
Morimondo (MI): "Anno dominice incarnationis millesimo (a)
centesimo sexagesimo tertio, mense aprilis, indictione undecima.
Ugo filius quondam Beleemi, de loco Mortera, finem et
refutationem per transactionem fecit in manus donni Lanterii,
prioris monasterii Sancte Marie de Morimondo, siti in territorio
Fara Vegla, ad partem ipsius monasterii, nominative de homnibus
rebus territoriis, pratis et costis et terris arabilis,
reiacentibus in territorio Sancti Ambrosii de Coronago et in
Fariciola et in eorum territoriis, et dicitur Pratum Morisii et
Costa Morisii, et de omni re infra ipsa territoria ei aliquo
modo pertinent ex sua parte vel genitoris vel patrui sui
Morisii...". |
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MORITTO
MORITTU |
Moritto, quasi unico, dovrebbe essere dovuto ad un'errata
trascrizione del cognome Morittu, che è tipicamente sardo, di
Silanus, Nuoro, Orani e Macomer nel nuorese, di Sassari, Alghero
e Bonorva nel sassarese e di Cagliari, e che dovrebbe derivare
da un soprannome basato sul termine sardo logodurese
morittu (bruno,
dai capelli scuri, dalla carnagione scura), probabilmente
identificando così una caratteristica fisica dei capostipiti. |
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MORLANDI
MORLANDO |
Morlandi ha un piccolo ceppo a Firenze, Morlando ha un grosso
ceppo a Sant'Antimo nel napoletano, dove è abbastanza diffuso
anche a Giugliano di Campania, Napoli, Melito di Napoli e
Casandrino, e nel casertano a Capua ed Aversa, potrebbe derivare
dal nome di origine francese
Morelandus, che troviamo in un
libro di Leibnitz: "...Morelandus in libro de elevandis aquis
promittit tubam cujus ope verba loquentis ab distantiam sex
Leucarum Gallicarum distincte audiri possint...", tracce di
queste cognominizzazioni a Sant'Antimo le troviamo in un atto
del 1600: "...Se il detto Jacovo Turco se ammalasse fra lo
spatio di detti anni cinque, in tal caso per lo spatio di giorni
dieci tantum debbiano correre a danno di esso Scipione Morlando
cioè nello termine di detti anni cinque....", e nel 1700 dei
Morlando vengono citati come confratelli in atti della
Confraternita del Santissimo Sacramento sempre di San'Antimo. |
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MORLEO
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Morleo è specifico del brindisino, di Erchie e Torre Santa
Susanna soprattutto, ma anche di Brindisi, Mesagne e San
Pancrazio Salentino, e di Manduria e San Marzano di San Giuseppe
nel tarentino e di Veglie nel leccese, dovrebbe derivare dal
nome personale latino Morleus
di cui abbiamo un esempio in Britannia: "...Deinde pedes,
aliquot stipatus militibus Westmonasterium versus contendit. Sed
Tribunus Morleus introitu ipsum prohibuit, et parum res a pugna,
tumultuque aberat, sed auctoritate senatus, Uterque arma ponere
iubetur, et Lambertus, inter septem Commissarios ductus,
conquievit...". |
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MORMANDI |
Estremamente raro, potrebbe essere originario dell'alto
cosentino, dovrebbe derivare dal toponimo Mormanno nel
cosentino. |
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MORMILE
MORMILO |
Mormile sembrerebbe tipico del napoletano e casertano, di
Napoli, Frattamaggiore, Cardito, Frattaminore, Grumo Nevano,
Casoria, Caivano, Crispano, e Acerra nel napoletano e di Aversa,
Casapesenna, Orta di Atella, Sant'Arpino e San Cipriano d'Aversa
nel casertano, con un ceppo anche a Roma ed uno a Palermo,
Mormilo, che sembrerebbe unico, è probabilmente dovuto ad un
errore di trascrizione del precedente, dovrebbero derivare da un
soprannome originato da una modificazione dialettale del termine
latino myrmillus
o mormillus
(mirmillone),
un tipo di gladiatore molto possente dotato di un elmo a
protezione totale, di un grosso scudo rettangolare, simile a
quello usato dai legionari romani, e di un gladio o corta spada,
forse a causa del carattere combattivo e dell'aspetto fisico
prestante del capostipite. Si hanno tracce di queste
cognominizzazioni nel 1547 nel libro
Historiae Sui Temporis
di Jacques Auguste: "...optimum iungendae et retinendae vinculum
se Caesar Mormilius praebuit, vir ex nobilitate multitudini
valde acceptus: cuius aemulatione Ioan. Franciscus Caraciolus
elato animo iuuenis, cum a Mormilio plebis gratiam praeoccupatam
videret, se nobilitati ducem obtulit. interea Prorex per
iurisdictionis praefectum in seditiosos inquirere: illi contra
Proregem criminari, et studia populi in ipsum concitare. et ecce
archiepiscopi vicarius alieno maxime tempore edictum
proponit...". |
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MORMONE
MORMONI |
Mormone è
tipico di Napoli, Mormoni, sembra essere unico ed è quasi
sicuramente dovuto ad un errore di trascrizione di un ufficiale
all'anagrafe del nord, è da escludere una derivazione dalla
setta dei Mormoni in quanto questa arrivò a Napoli all'inizio
del 1900, mentre era già operante a Napoli dal 1810 l'anagrafe
borbonica. |
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MOROCCO
MOROCUTTI |
Morocco è praticamente unico, Morocutti è tipico dell'alto
udinese, dovrebbero derivare da un diminutivo dialettale del
nome medioevale Morocho.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Morocutti è un cognome friulano diminutivo di
Morocco
(in friulano Maròch)
che era un nome di persona molto diffuso nel Medioevo anche in
Italia e diventato cognome (Marocchi). E' inoltre il nome di un
santo. Nel "De Scotorum
Fortitudine" pubblicato a
Parigi nel 1631, David Camerarius afferma che San Moroc era
abate dell'antica abbazia di Dunkeld (Scozia). |
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MORONI
MORRONE |
Moroni è
diffuso in tutto il centro nord, Morrone è decisamente
meridionale, distribuito sulla costiera campana, nel cosentino e
nel Salento, questi cognomi derivano da caratteristiche fisiche,
colore dei capelli o della carnagione, ma anche, per Morrone, da
toponimi quali Castel Morrone (CE), Morrone del Sannio (CB) e
Morroni (AV), mentre per Moroni, da toponimi come: Pieve Porto
Morone (PV) e Pratomorone (AT), a conferma della derivazione da
un nome di località citiamo ad esempio, da un atto steso in
Pavia nel 1207:"...et specialiter in podere suo Plebis Portus
Moroni quod ipsum monasterium emerat..." . Francesco Morrone fu
un famoso pittore della seconda metà del 1400. |
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MORONTI |
Moronti è tipico di Rieti e di Guidonia Montecelio (RM),
dovrebbe derivare dal nome medioevale
Moronte
di cui abbiamo un esempio a Pisa in un atto di donazione
dell'anno 1146: "...medietatem integram de duabus petiis de
terris positis in quarto, una quarum est sedium tenet unum caput
in via publica, aliud in terra Manfreduccii filii quondam
Moronti, latus unum tenet in terra filiorum quondam Henrici,
aliud in terra filii quondam Rustici et est ad iustam
seminaturam stariorum unum...", tracce di questa
cognominizzazione le troviamo a Vicopisano (PI) in quest'atto
del 1579: "In Dei nomine amen. Anno Domini nostri Iesu Christi
ab eius salutifera incarnatione MDLXXI, indictione tertia, die
vero vigesima secunda mensis maii, Gregorio XIIII Pontefice
Maximo et serenissimo granduca Francesco Medice Hetruriae magno
Hetruriae duce secundo dominante. Spectabiles viri, d(ominus)
Honorius Sebastiani de Flaminiis, Ioannes Francisci de
Baldovinettis, Francesco Iuliani de Morontis et Augustinus
Iacobi...". |
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MOROSINI
MOROSINO
MOROSINOTTO |
Morosini ha un ceppo nella zona che comprende le province di
Lodi, Milano e Bergamo, potrebbe avere ceppi lungo l'asse che da
Rimini conduce a Roma ed uno a Venezia, Morosino, assolutamente
rarissimo, parrebbe piemontese, Morosinotto è specifico del
padovano, di San Giorgio delle Pertiche, Santa Giustina in Colle
e Villa del Conte, potrebbero derivare da un soprannome derivato
dal termine latino morosus
(minuzioso, che indugia),
ma molto più probabilmente derivano invece da forme
ipocoristiche del nome medioevale
Maurus,
di cui abbiamo un esempio in una Cartula venditionis dell'anno
1117 a Brescia: "..inter nos convenit, pro peciis duabus de
terra iuris nostri quas habere visi sumus in loco et fundo
Cocalio; prima iacet ubi dicitur alla Volta di Lavi: a mane
Sancti Petri, a sera heredes quondam Pagani, a meridie Sancte
Marie, a monte heredes quondam Riboldi; secunda pecia ibi prope
est: a mane Maurus, a meridie Salasco, a monte Benedicti, et
sunt tabule viginti et quinque...", a Venezia le tracce di
queste cognominizzazioni risalgono al 992 quando il monaco
benedettino Giovanni Morosini, tornato da Cussano dove aveva
conosciuta e professata la "Regola" di San Benedetto, fondò il
monastero di San Giorgio sull'isola Memmia nella laguna veneta.
integrazioni fornite da
Stefano Morosini
il cognome Morosini è documentato a Venezia intorno all'anno
800, è scritto in greco come quello della famiglia rivale dei
Kaloprini (vedi Sismondi, Storia delle repubbliche italiane nel
Medioevo). E' probabile che ci si debba rifare al toponimo
Morea,come veniva chiamato il Peloponneso in epoca bizantina. |
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MOROTTI
MOROTTO |
Morotti ha un ceppo nel bergamasco, uno nel modenese e
bolognese, uno nel lucchese ed uno nell'urbinate, Morotto, molto
molto raro, ha un ceppo a Ostiglia nel mantovano, potrebbero
derivare da soprannomi originati dalla carnagione o dai capelli
scuri del capostipite, ma ricordiamo che
Morotto
era anche un nome nel tardo medioevo, ad esempio nel modenese
nel '500 operava Morotto delle Carpinete a capo di una fazione
contraria agli Estensi, potrebbero quindi anche derivare dal
nome proprio del capostipite. |
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MORPURGO |
Morpurgo ha un ceppo triestino, uno milanese ed uno romano, il
cognome è di origini ebraiche.
integrazioni fornite da
Livio Morpurgo
Il cognome Morpurgo nasce a Trieste per scelta dei diretti
discendenti di AAron da Marburg (attuale Matibor in Slovenia) da
cui, appunto Aaron figlio di Seldman era emigrato in Trieste.
Per affari. |
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MORRA
|
Morra ha un ceppo piemontese, molto diffuso nel torinese,
astigiano e cuneese, che dovrebbe derivare dal nome di paesi
come Morra del Villar o Morra San Giovanni nel cuneese, ha un
ceppo nel romano e frusinate, nel casertano, napoletano,
salernitano, avellinese, foggiano e barese, che dovrebbe
derivare dal toponimo Morra Irpino, antico nome di Morra De
Sanctis nell'avellinese, potrebbero ovunque in Italia derivare
dal nome di località definite tramite l'antico vocabolo
germanico mōra
(palude, terreno acquitrinoso),
non si può però escludere la possibilità di una derivazione da
soprannomi attribuiti a capostipiti con la passione del gioco
della morra. |
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MORRETTA |
Morretta ha un ceppo nel salernitano a Montecorvino Rovella,
Bellizzi e Battipaglia ed uno a Caltagirone nel catanese,
l'origine etimologica del cognome si dovrebbe far risalire ad un
nome di località individuato dal termine
morrum (altura)
di origine osca, la forma ipocoristica fa pensare che la
famiglia o almeno il capostipite provenisse da una località
caratterizzata dal fatto di essere su di una piccola altura, si
deve citare, anche se improbabile una possibile derivazione da
un soprannome originato dal termine arcaico
morretta
(sorta di mantello abbottonato
sul davanti). |
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MORSANUTTO |
Morsanutto sembra tipico di Latisana (UD), dovrebbe derivare dal
toponimo Morsano al Tagliamento nell'udinese ed essere un etnico
friulano di quel paese. |
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MORSELLA
MORSELLI
MORSELLINO
MORSELLO
MORSOLIN
MORSOLINI |
Entrambi estremamente rari, Morsolin sembrerebbe avere un ceppo
veneto ed uno emiliano, Morsolini invece parrebbe del cremonese,
Morsella, abbastanza raro, ha un ceppo a Roma, nel pescarese e
nel Molise, Morselli ha un ceppo tra bolognese, modenese e
mantovano, con ramificazioni anche nel veronese e nel ferrarese,
ha un piccolo ceppo nel milanese, che potrebbe derivare dal
toponimo Morsella (PV), nel genovese e nell'imperiese, ha un
ceppo a Roma ed in Sicilia, nel trapanese e nel nisseno, che
dovrebbe essere dovuto ad errate trascrizioni di Morsello, che
sembra invece specifico del trapanese, di Marsala, di Petrosino,
di Partanna e di Mazara del Vallo, Morsellino sembrerebbe
tipicamente siciliano, di Calatafimi nel trapanese, entrambi
estremamente rari, Morsolin sembrerebbe avere un ceppo veneto ed
uno emiliano, Morsolini invece parrebbe del cremonese,
dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite ipocoristici
e, o modificazioni dialettali, dal nome medioevale
Morsellus,
Morsolus,
Morsella,
di cui abbiamo un esempio in un atto del 1138: "...Testes sunt
hujus rei antequam Cluniacum veniret: Archimbaldus, vicecomes,
et uxor ejus, filia predicti vicecomitis, et Bernardus de
Marcha, et Helius Morsellus, et Petrus de Monte Luduno, ...".
Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio a
Bormio (SO) nei locali Quaterni
inquisitionum sotto l'anno
1624: "...Coram dominis Joanne Petro Zenono et Joanne Jacobo
Salvador, regentibus, querelando comparuit Christoforus quondam
Laurentii del Ponti de Semogo, sicuti Dominica uxor Andree
Joannis Morselli de Semogo, altercando cum Maria matre mea et
Dominica sorore mea, dicta Dominica dixit et protulit hec
verba...".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Morselli è il nome personale medievale
Morsellus,
dal lat. morsus
«morso; boccone; pezzetto»,
che, applicato a persona, in funzione soprannominale, ne
indicava la struttura minuscola. In una carta modenese del 1039
troviamo citato un «Restanus qui vocatur Morsello». Ampia è la
diffusione del cognome nel Modenese. Fonte: F. Violi, Cognomi a
Modena e nel Modenese, 1996. |
|
MORSIANI |
Morsiani
è specifico dell'area emiliana, del modenese e del bolognese
soprattutto, potrebbe derivare da toponimo Morsiano nel
reggiano, ma potrebbe anche derivare dal fatto di essere il
capostipite proveniente dalla zona del lago Morsiano in Dacia,
forse un discendente di legionari romani reclutati in
quell'area: "..Sclavinia civitate Nova et lacu, qui appellatur
Mursianus usque ad Danastrum, et in boream Viscla tenus
commorantur..", tracce di questa cognominizzazione le troviamo
nella seconda metà del 1400 con il medico bolognese, scrittore
ed editore di testi anatomici e clinici, Petrus Andreas
Morsianus. |
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MORSINI |
Rarissimo, sembra specifico del milanese e lodigiano, parrebbe
derivare dal nome tardo medioevale Morsino, un Morsino
Boccalini, mercante nel 1400 era un lontano parente dei Medici. |
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MORSON
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Morson è
tipicamente friulano, della provincia di Pordenone, di Fiume
Veneto, Aviano e Zoppola, dovrebbe derivare dal toponimo Morsano
al Tagliamento (UD). |
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MORSTABILINI |
Specifico
della zona bergamasco bresciana. Mons. Luigi Morstabilini fu
Vescovo di Brescia. |
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MORSUT
|
Tipico
della zona di Ruda (UD) e di Terzo d'Aquileia (UD), dovrebbe
derivare da un soprannome dialettale legato ad un toponimo come
Morsano di Strada frazione di Castions di Strada (UD) o più
probabilmente riferito a Morsano al Tagliamento (UD). |
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MORTARI
MORTARO |
Mortari
ha un ceppo nel mantovano, uno a Colleferro (RM) ed uno nel
Salento, Mortaro ha un ceppo nel perugino ed uno nel veronese,
dovrebbero derivare da un soprannome originato da un mestiere
connesso o con la produzione di mortai o con le pratiche
funebri. |
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MORTAROTTI |
Mortarotti è tipicamente piemontese, dell'alessandrino, novarese
e soprattutto torinese, dovrebbe trattarsi di una forma etnica
ipocoristica riferita a capostipiti probabilmente provenienti
dalla città di Mortara nell'alto pavese. |
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MORTATI |
Mortati è tipico del cosentino, di Spezzano Albanese,
Castrovillari, Plataci, Civita e Firmo, di origine albanese,
giunti in Italia per fuggire davanti all'avanzata ottomana tra
il quindicesimo ed il sedicesimo secolo, potrebbe trattarsi di
un'alterazione dovuta all'italianizzazione del nome albanese
Murat. |
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MORTELLA |
Mortella ha un piccolo ceppo a Napoli ed uno in Puglia nel
leccese a Lecce, San Cesario di Lecce e Campi Salentino,
dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine latino
mortella
(mirto),
forse ad indicare nel capostipite un raccoglitore di mirto. |
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MORTELLARO |
Mortellaro è decisamente siciliano, di Santo Stefano Quisquina e
Bivona nell'agrigentino, di Siracusa, Noto, Solarino e
Francofonte nel siracusano, di Palermo e di Niscemi nel nisseno,
dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine latino
mortellarius
(raccoglitore di mirto),
motivato probabilmente dal fatto che quella fosse stata
l'attività dei capostipiti, ricordiamo che nell'antichità il
mirto, consacrato a Venere, era molto usato per aromatizzare e
conservare i cibi ed il vino. |
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MORTIGLIENGO |
Mortigliengo, assolutamente rarissimo, dovrebbe derivare dal
nome del paese medioevale di Mortigliengo, che dal 1619 venne
rinominato dai Savoia Mezzana Mortigliengo, probabile luogo
d'origine dei capostipiti. |
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MORTILLA |
Mortilla è tipicamente siciliano di Noto nel siracusano,
dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine dialettale
mortilla
(mirto),
forse ad indicare nel capostipite un raccoglitore di mirto. |
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MORTILLARO |
Mortillaro è specificatamente siciliano con un ceppo nella zona
occidentale ed uno nella zona meridionale della Sicilia,
dovrebbe derivare dal termine dialettale
mortillaro
(raccoglitore e lavoratore del
mirto ed anche chi lo commerciava).
Mortillaro è un nobile casato che tra la fine del 1600 e gli
inizi del 1700 nel palermitano godeva del titolo di Marchese e
di Barone, ricordiamo a titolo di esempio il Marchese Vincenzo
Mortillaro di Villarena e più tardi il barone del Ciantro
Soprano Carlo Mortillaro. |
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MORTONI |
Assolutamente rarissimo, probabilmente della bassa mantovana,
dovrebbe derivare dal nome di una località Mortone, situata in
una zona di stagnazione del fiume Mincio. Personaggio famoso fu
agli inizi del 1500 il Cardinale Giovanni Mortoni. |
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MOSA
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Mosa sembrerebbe originario di Ravanusa nell'agrigentino,
dovrebbe derivare dal nome arabo
Mosah, a
sua volta derivato dal nome ebraico
Mozah,
dobbiamo però considerare più probabile un'origine albanese, il
nome ed anche cognome Mosah
era ben diffuso anche in Albania. |
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MOSCA
MOSCHELLA
MOSCHELLI
MOSCHELLO
MOSCUZZA |
Mosca è assolutamente panitaliano, Moschella è tipicamente
meridionale, del napoletano, avellinese soprattutto e
salernitano, del vibonese e reggino e del messinese e catanese,
Moschelli e Moschello, quasi unici, dovrebbero essere siciliani
e dipendere da un'errata trascrizione del precedente, Moscuzza è
tipicamente siracusano, dovrebbero tutti derivare, direttamente
o tramite vari tipi di forme ipocoristiche, da soprannomi, ma è
pure possibile una derivazione dal nome medioevale
Mosca,
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo già nel 1172
negli Annales Pisani
dove si legge: "Anno Domini MCLXXII,
indictione v. Pisani tres galeas armaverunt, quarum capitanei et
gomites Gallus Taliapagani et Iacobus quondam Rambotti Cerini,
et Alberigus Pasce Mosca fuerunt; et usque in Sardineam
navigaverunt, et duas naves Ianuensium super caput Albi in alto
pelago viderunt,...". |
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MOSCARDA
MOSCARDI
MOSCARDIN
MOSCARDINI
MOSCARDINO
MOSCARDO |
Moscarda. estremamente raro, sembrerebbe tipico del goriziano e
del triestino, Moscardi ha un ceppo principale in Lombardia,
particolarmente a Breno nel bresciano, con presenze
significative anche a Piancogno, Cividate Camuno, Alfianello,
Bienno e Darfo Boario Terme, ha un ceppo a Firenze, Calenzano,
Sesto Fiorentino e Fiesole, ha un piccolo ceppo tra rovigoto e
padovano, un ceppo a L'Aquila ed uno a Roma, Moscardin,
rarissimo, è tipico di Codevigo e Pontelongo nel padovano,
Moscardini ha ceppi nel pavese, nel modenese, in Toscana, in
particolare nel lucchese a Barga, Coreglia Antelminelli, Lucca,
Castelnuovo Di Garfagnana e Massarosa, ed uno a Roma,
Moscardino, molto molto raro, ha un ceppo a Casalnuovo di Napoli
ed a Napoli, Moscardo ha un ceppo a Verona e Padova ed uno
piemontese ad Alessandria, derivano tutti direttamente o tramite
ipocoristici dal nome medioevale
Moscardus
di cui abbiamo un esempio in una Carta venditionis del 1182 a
Cremona: "...in hac venditione renonciavit, investivit nomine
venditionis Moscardum de Antegnato nominatim de novem petiis
terre sui iuris inter aratoriam et buschivam et cum sedimine uno
que iacet in curte Rovereti ...", in alcuni casi, il ceppo
friulano potrebbe derivare dal nome di una località e di un
corso d'acqua che sfocia nel Timavo chiamata appunto Moscarda,
potrebbe anche derivare da soprannomi generati dal
moscardo
un particolare tipo di falco.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Moscardini: si tratta di un soprannome, dal noto roditore
moscardino,
che per traslato significa «giovanotto
alla moda». È vivo anche nel
Reggiano. Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese,
1996. |
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MOSCAT
MOSCATELLI
MOSCATELLO
MOSCATI
MOSCATO
MUSCATELLI
MUSCATELLO |
Moscat, quasi unico è presente solo nella Sicilia meridionale,
Moscatelli è molto diffuso in tutto il centronord ed in Puglia,
con massima concentrazione in Umbria e nel Lazio, Moscatello ha
un piccolo ceppo umbro, uno a Roma, ed ha ceppi nel leccese, nel
reggino ed in Sicilia nel palermitano e nel catanese e
siracusano, tipicamente originario della provincia romana con un
ceppo anche nel napoletano Moscati, Moscato, molto più diffuso
sulla fascia che comprende Lazio e Campania, ha un ceppo anche
nella Sicilia occidentale, Muscatelli ha un ceppo nel barese a
Mola di Bari, Grumo Appula e Bari, ed un ceppo a Torremaggiore
nel foggiano, Muscatello ha un ceppo a Roma, uno nel leccese,
uno nel reggino ed uno in Sicilia nel siracusano, . Tracce di
queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio nell'elenco
degli iscritti all'Ateneo di Perugia per l'anno 1573 con un
certo Hieronymus Moscatellus.
integrazioni fornite da
Fabio Paolucci
Moscato è un cognome molto diffuso in Sicilia orientale e
meridionale, in Calabria (specialmente nella zona dello
Stretto), in Campania (nel napoletano, nell'avellinese e
maggiormente nel salernitano), ma altri ceppi si possono
individuare nel Lazio, in Toscana, in Romagna, nel Veneto, in
Lombardia ed in Piemonte. Moscato deriva dal nome dato in
passato a numerosi vitigni, anche differenti fra loro, ma con in
comune un particolare aroma. Il termine
muscatus
o moscatus
compare già nel Trecento in un trattato sui vini di Pier
de'Crescenzi. Si può ipotizzare quindi che il cognome sia
derivato dall'attività legata proprio alla produzione del vino
moscato. Varianti di Moscato possono essere Moscati (più raro e
specificamente laziale) e Muscato, prevalentemente meridionale
(calabrese e siciliano). Dal punto di vista araldico non ho
riscontrato ceppi aristocratici con questo cognome. |
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MOSCETTA
MOSCETTI |
Moscetta ha un ceppo a Roma ed uno a Serrone nel frusinate,
Moscetti ha un ceppo nel perugino, a Gubbio e Perugia, uno ad
Orvieto nel ternano ed uno nel viterbese, a Montefiascone e
Tarquinia, con un grosso ceppo anche a Roma, potrebbero derivare
dal nome della località di
Mosceta in Garfagnana: "...sub
beati Petri et Pauli prò nostra protectione subscipimus
specialiter autem Casalia, terras silvas venationes piscarias
cum omnibus Juribus Jurisdictionibus et libertatibus suis quas
infra subscriptos confìnes, videlicet a Bracciolo, per
Gromignum, sicut aqua currit, et ab inde ad Cocciliam, et ab
aqua Coccilie, deinde ad Girlum et deinde ad Cerrum, et deinde
ad Colle lungum, et deinde ad Pradirenam et deinde ad hospitale
Tade, et deinde ad Palam Caram et deinde ad Forsicum et deinde
ad Moscetam, et deinde ad Painam, et deinde ad alpem lucesem per
Giovum et deinde per Pedognam,...". |
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MOSCHEN
MOSCHIN
MOSCHINI
MOSCHINO |
Moschen è
tipico trentino, Moschin è padovano, Moschini è diffuso in tutto
il centro nord, Moschino, rarissimo, potrebbe avere oltre al
ceppo veneziano, anche uno nel pavese ed alessandrino ed uno nel
napoletano, dovrebbero derivare dal nome medioevale Moschinus,
ricordiamo Moschino Della Torre a Milano nel 1300, questo nome è
riportato ad esempio da Teofilo Folengo nel tardo 1400, nel suo
Baldo si legge: "...Doctus ad hanc artem Moschinus, qui maris
olim viderat ad Pietoli zuffum plus mille fiatis...". Tracce di
questa cognominizzazione si trovano ne La vita di Benvenuto
Cellini, dove si legge tra l'altro: "...E' ne faceva uno
Giovanni Fiammingo ne' chiostri di Santa Croce, e uno ne faceva
Vincenzio Danti, perugino, in casa messer Ottaviano de' Medici;
un altro ne cominciò il figliuolo del Moschino a Pisa, ...". |
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MOSCHETTA
MOSCHETTI
MOSCHETTO |
Moschetta ha un ceppo a Legnago (VR), nel veronese e trevigiano
ed a Pordenone, uno nel teatino a Taranta Peligna, uno a Roma,
Ladispoli (RM) ed Ausonia (FR), ma il nucleo più importante è in
Puglia ad Andria, Moschetti ha ceppi tra barese e tarentino, nel
napoletano, a Roma ed a macchia di leopardo nella parte
occidentale del settentrione, Moschetto è specifico del
catanese, derivano da soprannomi originati da un vocabolo
dialettale per moschino
(moscerino), ma è pure possibile un collegamento con toponimi
come Moschetta di Locri (RC). Troviamo tracce di queste
cognominizzazioni ad esempio nella seconda metà del 1500 a
Cerchio (AQ) dove in un atto di matrimonio si legge: "...Adi 18
de febraro 1577 Berardino de Moschetta de Santa Iona piglia per
sua legitima sposa Maria de Campomizo...". |
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MOSCHITTA
MOSCHITTO |
Moschitta, rarissimo, è tipico della Sicilia, del catanese e
dell'agrigentino, Moschitto, anch'egli rarissimo, dovrebbe
essere originario di Augusta nel siracusano, dovrebbero derivare
da soprannomi legati al vocabolo mosca, originati da
caratteristiche fisiche o caratteriali del capostipite, ma in
alcuni casi potrebbero derivare da nomi di località come Monte
Moschitta nel catanese. |
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MOSCO
|
Mosco è specifico del veneziano, di Campolongo Maggiore, Venezia
e Campagna Lupia, con un ceppo romano dovuto probabilmente
all'emigrazione veneta in occasione della bonifica Pontina,
dovrebbe derivare da un soprannome dialettale attribuito al
capostipite, basato sul termine veneziano arcaico
mosco (moscone,
ma anche damerino civettone). |
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MOSCONE
MOSCONI |
Moscone ha un ceppo a Genova, ed uno nella fascia abruzzese,
laziale, Mosconi è molto diffuso in tutto il centronord,
dovrebbero derivare da accrescitivi del nome medioevale
Mosca
(vedi MOSCA), tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad
esempio a Bergamo negli atti tribunalizi dell'anno 1599 quando
Michele Mosconus, acquisitore di beni di Bartolomeo Colleoni,
capitano generale della Serenissima, invia protesta al podestà
di Bergamo per l'usurpazione delle ore d'acqua fatta dal conte
Francesco Martinengo di Malpaga, a Grosio e Decano della città
nel 1689 Giovanni Moscone. |
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MOSE
MOSE' |
Mose è praticamente unico, mentre Mosè, molto molto raro, è di
Sinagra nel messinese, dovrebbero entrambi derivare dal nome
Mosè,
derivato dal latino Moses,
a sua volta derivato dal nome ebraico
Mosheh
(vedi MOSETTI). |
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MOSER
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Specifico del Trentino Alto Adige, potrebbe derivare dal
toponimo Moso in Passiria (BZ), ma è pure possibile una
derivazione dal tedesco moos (muschio) attraverso un soprannome
o direttamente dal cognome austriaco
Moser di
cui abbiamo un esempio nel 1600 con Maria Sidonia Moser von
Muerzgraben di Graz.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Moser è un cognome d'origine tedesca, nel quale l'accento tonico
cadeva inizialmente sulla 'ó'
: (Móser).
È stato documentato che è nella zona di Piné che l'accento è
scivolato sulla seconda sillaba. In italiano, il cognome si
potrebbe tradurre come "Dalla
Palude" poiché il sost. tedesco
Moos,
oltre che 'muschio'
significa anche 'palude'.
La sua origine è probabilmente da collegare al territorio
paludoso che si trovava un tempo a sud di Miola, frazione di
Baselga di Piné. Dalla zona di Pinè, in particolare da Faida e
Miola, il cognome si è diffuso ampiamente in tutto il Trentino. |
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MOSETTI
MOSETTO |
Mosetti ha due ceppi, uno nel goriziano ed a Trieste ed uno ad
Affile in provincia di Roma e a Roma stessa, Mosetto,
assolutamente rarissimo, sembrerebbe piemontese, cognome di
origine ebraica derivante da variazioni del nome
Mosheh.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Mosetti è un cognome triestino, forma italianizzata sorta dopo
il 1918 dell'originario cognome sloveno
Mozetič
patronimico in -ič
tramite la declinazione obliqua
Mozet del nome sloveno
Moze,
derivato come l'italiano Mosè
dall'agionimo latino
Moses/Moyses a sua volta
risalente attraverso il greco
Moses/Moyses al nome ebraico
biblico Mosheh
- il liberatore dalla schiavitù in Egitto e il legislatore del
popolo d'Israele - ove Mosheh
(= Mosè) in realtà è adattamento della voce egizia 'msj'
= figlio.
M. Bonifacio, Cognomi triestini, p. 188. |
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MOSNA
|
Decisamente della Venezia tridentina è specifico della città di
Trento, dovrebbe derivare da un nome di località come Monte
Mosna nelle prossimità di Besenello (TN), ma potrebbe anche
derivare dal vocabolo medioevale
mosa (pantano),
"...Quinta pecia terrae que est mosa et canneto ...".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Il Vocabolario vernacolo-italiano di Giambattista Azzolini
(1777-1853) definisce 'mosna'
(termine del dialetto trentino attualmente caduto in disuso)
come "mucchio di terra, o di
sassi, o catasta." Il cognome
potrebbe essere dunque tradotto in italiano come 'Grava',
o 'Dalla Grava'.
E su questo significato concordano il Cesarini Sforza ("mucchio
di sassi, di macerie") e il Lorenzi ("ciottolame, sassara"). In
particolare, il Lorenzi, che indica Vigolo di Sopramonte come
luogo d'origine del cognome, suppone che esso sia derivato
dall'appellativo 'dalla mosna',
perdendo in seguito il 'dalla' per rimanere nella forma attuale.
Sempre il Lorenzi, ne indica l'analogia col ladino Mousna e il
tedesco Mussner (da Steinmüsn e dal dialettale Müsel, "grava,
mucchio di sassi"). Il cognome è diffuso in tutta la Valle
dell'Adige, con una forte presenza nella città di Trento. |
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MOSSA
|
Mossa è tipicamente sardo, di Cagliari, San Sperate, Nuraminis
ed Ussana nel cagliaritano, di Olbia, San Teodoro, Luras e
Tempio Pausania in Gallura, di Sassari e Perfugas nel sassarese,
di Serramanna nel medio Campidano e di Irgoli e Nuoro nel
nuorese, con un ceppo anche nel barese, a Bari e Sannicandro di
Bari, il ceppo sardo dovrebbe derivare da un soprannome
originato dal termine logodurese
mossa (signore),
indicando probabilmente che i capostipiti fossero delle persone
di rispetto. |
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MOSSENTA |
Mossenta è tipicamente friulano dell'udinese e di Pasian di
Prato in particolare, dove se ne hanno tracce fin dalla seconda
metà del 1600, potrebbe derivare dalla toponomastica arcaica, ma
è pure possibile, se non addirittura più probabile, una
correlazione con mossente,
il nome medioevale di un uccello tipico del Lago di Costanza,
tra Svizzera, Germania ed Austria, leggiamo in
Historiae Naturalis De Avibus:
"...tria sunt genera. Unum quod laminam rostri superiorem habet
plane croceam, dentes utrinque serratos, membranaceos flexiles,
eminentes. Colorem plumarum per totum corpus varium. Helvetiis
Muggrate. Alterum corpore magno, coloris elegantissimi in lacu
Podamico (il lago di Costanza o lago Bodanico, in tedesco
Bodensee) circa Constantiam visitur. Mourente et Mossente a
palustri coeno vocantur. ...", in Friuli sono abbastanza
presenti cognomi derivati da soprannomi originati da nomi di
uccelli.
integrazioni fornite da
R. Moschion
Da mie ricerche archivistiche è stato dimostrato che questo
cognome deriva dalla lingua friulana medioevale: in quel periodo
con il nome di Mon Sénta
=
Montagna Santa si indicavano 3
località friulane (una vicino a Gorizia, un'altra in provincia
di Udine e la terza in provincia di Pordenone), in cui c'erano
antichi luoghi di culto, forse anche precristiani.
Nel corso dei secoli in due delle citate località sono sorti
santuari cristiani, tuttora molto famosi. |
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MOSSI
MOSSINO
MOSSO |
Mossi ha
un ceppo a Bariano (BG) e nel comasco a Blevio, ed un ceppo
separato a Civita Castellana (VT), Mossino è tipicamente
piemontese, di Torino e Verolengo nel torinese e di Asti e
Monale nell'astigiano, Mosso è tipico della zona che comprende
le province di Torino e l'alto cuneese, il ceppo lombardo e
quello piemontese potrebbero derivare dalla Val di Mosso
nell'Ossolano, o dal toponimo Mosso Santa Maria (BI). |
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MOSSINI |
Mossini è tipico dell'area lombarda, di Ardenno nel sondriese,
di Monno e Brescia nel bresciano, di Sustinente e Mantova nel
mantovano e di Milano, ed emiliana a Parma e Sorbolo nel
parmense ed a Guastalla e Brescello nel reggiano, questo cognome
dovrebbe derivare dal nome e soprannome arcaico
Mossinus,
forse un ipocoristico del nome celtico
Motius,
si hanno tracce di quest'uso a Sondrio nella prima metà del 1500
quando vi opera il notaio Giovanni Andrea Mossinus fu Martino,
di nobile famiglia, ed a Chiuro nel sondriese, in un atto del
1641 dove in un atto di compravendita la parte venditrice è
rappresentata da un certo Iseppo de Piazza detto Mossino fu
Giacomo, abitante a Chiuro. |
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MOSTACCHI
MOSTACCI |
Mostacchi, molto raro, di probabili origini della provincia di
Sondrio, Mostacci ha un ceppo abruzzese nell'aquilano tra
Collarmele, Avezzano e Celano ed uno a roma, possono far
riferimento a baffi particolari
mostacci o
mostacchi
(baffoni),
come venivano chiamati nel 1700 dal francese
moustache
o direttamente dal vocabolo basso latino
mustaceus
a sua volta derivato dal greco
mustax,
mustakos
(baffi). |
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MOSTARDA
MOSTARDI
MOSTARDINI |
Mostarda ha un ceppo nel bresciano ed uno nell'area che
comprende Terni, nel rietino Poggio Bustone e Rieti, Roma ed il
romano, Mostardi, molto più raro, ha un ceppo livornese ed uno
romano, Mostardini, abbastanza raro, è della zona che comprende
il fiorentino a Empoli e Firenze e Pescia nel pistoiese,
dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dal
nome medioevale Mostardus
di cui abbiamo un esempio in un tale Mostardo Capitano dello
Stato Pontificio agli inizi del 1400, troviamo tracce di queste
cognominizzazioni fin dal 1200, in un atto del 1253 a Trento si
legge: "...Charta scripta est in favorem dominae Comitissae
uxoris quondam Pellegrini de Mostardo de Tridento...". |
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MOSTI
MOSTO
DA MOSTO |
Mosti è tipicamente toscano, di Massa in particolare, con un
ceppo anche a Carrara e Montignoso e Pontedera nel pisano,
Mosto, estremamente raro, sembra essere tipico del genovese, con
tracce antiche anche nei territori della Repubblica veneta con i
nobili Da Mosto originari di Padova o forse di Oderzo (TV) di
cui sono rimasti solo pochissimi discendenti, dovrebbero
derivare dal nome medioevale
Mosto di cui abbiamo un esempio
in questo scritto del 1510: "Fu posto, per i consieri, la parte
di dar a sier Luca Miani, quondam sier Anzolo, fo preso castelan
a la Scalla, et fo ferito e rimasto strupiato di uno brazo, la
castelanaria di Castel Nuovo di Quer, in vita sua, con ducati 5
di salario al mexe e non piu', et altre regalie etc. Et leto dil
1450, non vol si dagi gli officii di castelaniarie, quando fo
da' il castello di la Saracinescha di Padoa ai Malipieri, quel
di Mestre a un Michiel, quel di Este a un Mosto, amazati a la
guerra dil turcho etc...:". Tracce storiche di questa casata si
hanno già dai primi anni nel XIV° secolo con il famoso capitano
di mare veneziano Cà da Mosto, nella seconda metà del 1400 a
Vicenza troviamo: "Antonius filius Simonis da Musto de Laude
civis et notarius publicus Vincentiæ", nei primi anni del 1500 a
Venezia troviamo un Piero A' Mosto capitano di mare, a Bergamo,
nel 1512 è provveditore di Bergamo Bartolomeo da Mosto e nel
1600, c'è un podestà Alvise da Mosto. |
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MOSTIOLI |
Mostioli è praticamente unico, potrebbe derivare dal nome della
frazione di Mostiola di San Colombano al Lambro tra lodigiano e
milanese, o, meno probabilmente, dell'antico
Castrum Mostioli,
un territorio citato in questo testo del 1200, riferito ai
possedimenti dell'Abbazia di Sant'Ellero in Romagna: "..".In
quibus propriis hic duximus exprimenda vocalibus: locum cum
omnibus pertinentiis suis. castrum Cornaclarium, Planettum,
Pungam, Monte Termini, Vallem Capriam, Montem Hylari, Montem
Boni, Spissera, Montem Vallis, rocam de Aquabelli, Bisernum,
Montem Acutum, massam de Pleda cum omnibus aliis massis de
Galiada, Montem Guidonis, castrum Cluserculus, castrum Flamigne,
Montem Batuli, Vallem de Area, Sugiolum, Montem Rotundum, Vallem
de Oplo, Sanctam Floram, Aquam Bellam, castrum Sancti Benedicti,
Barbarinum et Corniolum, castrum Ruidraculi, roccam., castrum
Rondinarie, castrum Ripratosa, Crucideolum, Sasech, Vallem
Anseris, Melletum, montem Veterem de Galiada, castrum Suasie,
castrum Prataline, castrum Castagneti, Montem Novum, Culinam,
Pratum, Montem Cignam, Castrum Mostioli et medietatem castri
Glodioli, castrum Vallis Maioris, castrum Montis Roworedi,
castrum Montis Favali, castrum Ponticelli, castrum
Civitelle,..". |
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MOTISI
|
Motisi è
specifico del palermitano, di Palermo in particolare, Partinico
e Monreale, con un ceppo anche nel trapanese a Castellammare del
Golfo, Calatafimi Segesta e Castelvetrano, dovrebbe trattarsi di
una forma etnica dialettale riferita a capostipiti provenienti
dall'isola di Malta. |
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MOTIZZI |
Motizzi,
praticamente unico, è probabilmente dovuto ad un errore di
trascrizione. |
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MOTOLA
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Motola è
specifico di Montescaglioso nel materano, dovrebbe derivare da
un nome di località come Motola nel Cilento salernitano o nel
tarentino, o anche dal nome del monte Motola che collega i
paesi dell'Alta Valle del Calore con il Vallo di Diano. |
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MOTOLESE |
Motolese
è tipico del tarantino, di Grottaglie e Taranto, con presenze
anche a Lizzano, Martina Franca e Carosino, potrebbe derivare
dal nome della Contrada Motolese di Martina Franca. |
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MOTTA
MOTTI
MOTTO |
Motta ha un nucleo importante al nord e soprattutto in
Lombardia, ed uno al sud con massima concentrazione in Calabria
e Sicilia, Motti ha ceppi in tutta la Lombardia ed in Emilia, e
nel casertano e napoletano, Motto è tipicamente ligure,
piemontese, del torinese, dell'alessandrino, del genovese e
dello spezzino, con un ceppo anche nel lucchese, dovrebbero
derivare da vari toponimi legati al vocabolo arcaico
motta (monticello
di terra o di detriti), quali:
Motta Baluffi nel cremonese, Motta Deconti nel vercellese, Motta
San Damiano nel pavese, Motta Visconti nel milanese, Motta
Camastra e Motta d'Affermo nel messinese, Motta S. Anastasia nel
catanese, Motta S. Giovanni nel reggino, Motta S. Lucia nel
catanzarese e così moltissimi altri. |
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MOTTALINI |
Mottalini, molto molto raro, tipicamente lombardo, sembrerebbe
tipico del sondriese, dovrebbe stare ad indicare la provenienza
del capostipite dal paese di Motta di Villa di Tirano o da Motta
di Campodolcino, entrambi nel sondriese, verso la fine del 1600
troviamo a Fusine nel sondriese un Domenico Mottalino citato in
un atto. |
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MOTTER
|
Motter è tipico dell'area di Tenna e Pergine Valsugana, dovrebbe
derivare dal vocabolo ladino
motera che significa
grande cumulo
o piccolo colle,
stante forse ad identificare una caratteristica del luogo di
provenienza o di abitazione della famiglia, secondo altri
potrebbe derivare da soprannomi originati dal termine
mæ-dar
del nuovo alto tedesco che significa
madre. |
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MOTTERAN
MOTTERANI |
Motteran,
molto raro, sembra avere, oltre al ceppo principale nel
veronese, anche uno nel novarese e varesotto, Motterani è
estremamente più raro, potrebbero derivare da soprannomi
dialettali originati da nomi di località legati al prefisso
Motta. |
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MOTTES
MOTTESI |
Tipico
trentino di Fai Della Paganella (TN) Mottes, assolutamente
rarissimo Mottesi specifico di Pergine Valsugana (TN),
dovrebbero derivare dal nome tedesco Matthaus, ma secondo altri
deriverebbero dal vocabolo arcaico motta (monticello di terra o
di detriti). |
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MOTTIN
MOTTINI |
Cognomi
abbastanza rari Mottini è tipico lombardo, più propriamente del
nordmilanese, con un ceppo probabilmente originario nel
sondriese, Mottin sembrerebbe avere due ceppi, uno nella
Lombardia nordoccidentale ed uno nel vicentino, dovrebbero
derivare da nomi di località legati al vocabolo arcaico motta
(monticello di terra o di detriti). Troviamo tracce già dalla
fine del 1500 con il prevosto di origine varesina Francesco
Mottini che divenne poi Vescovo, con un Matteo Mottini fu Pietro
della Foppa decano del comune a Fusine (SO) nei primi anni del
1700, erede di Antonio Mottini della Foppa fu Maffeo
quest'ultimo pure decano del comune nel 1600. |
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MOTTOLA |
Cognome tipico campano, con ceppi anche in Puglia, che
potrebbero derivare dal toponimo Mottola (TA), potrebbe derivare
da un soprannome collegato con la caratteristica collinare del
terreno dove era situata la casa della famiglia, una
mottola,
cioè un lieve collina, tracce di questa cognominizzazione le
troviamo ad Afragola fin dal 1148 quando un certo
Petrus Mottola
risulta tra i proprietari terrieri possedendo un appezzamento di
terra: "...in loco Tabula, qui est foris Arcor...", in Irpinia
se ne hanno tracce almeno dal 1600. |
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MOTTON
|
Estremamente raro potrebbe essere di origini veronesi o
vicentine, dovrebbe derivare da Motton, nome di una località del
vicentino. |
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MOTTURA |
Mottura ha un ceppo piemontese nel torinese, a torino,
Villafranca Piemonte e Pinerolo, ed un ceppo nel leccese a
Tuglie, il ceppo piemontese dovrebbe derivare dal nome del paese
di Mottura, una frazione di Villafranca Piemonte nel torinese,
il ceppo leccese potrebbe derivare da un antico nome longobardo
di località originato dal termine medioevale
motta (monticello
di terra o di detriti). |
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MOTZO
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Tipico sardo di Scano Di Montiferro (OR) con presenze comunque
significative anche a Bolotana (NU), dovrebbe derivare da un
soprannome originato dal vocabolo sardo
motzu (mozzo)
legato al mestiere di mozzo o garzone. |
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MOXEDANO |
Moxedano è specifico di Napoli, Mugnano di Napoli e Melito di
Napoli, di origini etimologiche oscure, potrebbe derivare dal
nome ebraico Moshedan. |
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MOZZANICA |
Tipico
della zona di confine tra la provincia di Bergamo e quella di
Lecco, dovrebbe derivare dal toponimo Mozzanica (BG). |
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MOZZI
MOZZINI
MOZZINO
MOZZO |
Mozzi è molto diffuso in Lombardia, nel piacentino e nel
genovese, Mozzini ha un piccolo ceppo nello spezzino, uno a
Mantova e nel mantovano ed uno, il più consistente, nel senese,
a Montepulciano, Torrita di Siena e Sinalunga, Mozzino, molto
molto raro, ha un piccolissimo ceppo nel savonese, Mozzo è
tipicamente veneto, del veronese, del vicentino e del padovano,
sia i ceppi lombardi che quelli veneti dovrebbero derivare,
anche attraverso ipocoristici, dal nome del paese bergamasco di
Mozzo, una seconda ipotesi valida per tutti i ceppi consiste in
una derivazione dal termine provenzale
mos (servo
di stalla ed anche marittimo) o
dal termine sia spagnolo che portoghese
mozo (garzone). |
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MOZZILLI
MOZZILLO |
Mozzilli è unico, Mozzillo sembra tipico della zona che
comprende le province di Caserta e Napoli, di Orta di Atella nel
casertano in particolare e di Casalnuovo di Napoli nel
napoletano, dovrebbe derivare da una forma ipocoristica
dialettale del nomen latino
Mucius. (vedi MUCCILLI) |
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MU
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Mu
è tipico della provincia di Sassari, di Berchidda in
particolare, dovrebbe derivare da un soprannome originato dalla
tmesi del vocabolo sardo mulu
(mulo). |
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MUCCARI |
Muccari è specifico della provincia di Catanzaro, di Catanzaro e
di Vallefiorita in particolare, dovrebbe derivare da un
soprannome legato al mestiere del capostipite, forse un bovaro o
un mandriano.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Muccari è un cognome calabrese che viene dal nome di una
contrada di Condofuri e di S. Luca nel reggino. Rohlfs 183.
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MUCCHIUTTI |
Mucchiutti, assolutamente rarissimo, decisamente friulano,
sembrerebbe della zona dell'udinese a sudest di Cervignano del
Friuli, si dovrebbe trattare di una tipica forma patronimica con
suffisso -utti.
che sta per il figlio di,
riferito ad un capostipite il cui padre si fosse chiamato
Muchius
o Mucchio,
troviamo un esempio dell'uso di questo nome in un testamento del
1345, dove possiamo leggere tra gli altri beneficiari: "..Item
domino Mucchio de Odorisio de Thermis sive eius heredibus uncias
sex.. ..", o anche in una registrazione siciliana del 1394:
"..Item funt recepti eod die p quadam executoria Muchii de
Landolina de tra Nothi carlini duo cessunt dno vicecomiti pdto
carl..". |
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MUCCI
MUCCIO
MUCI
MUCIO |
Mucci ha un ceppo emiliano nel modenese, uno nel goriziano, uno
nel pistoiese, nel centro, particolarmente in Abruzzo e Lazio,
Muccio ha un ceppo nel beneventano, uno nel leccese, ed uno
nella Sicilia meridionale, Muci parrebbe tipico del Salento,
Mucio, molto molto raro, potrebbe essere siciliano, dovrebbero
tutti derivare dal nomen latino
Mucius (vedi Muccilli).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
II cognome Mucci è forma aferetica di
(Ada)mucci
da Adamo
o (Ansel)mucci
da Anselmo.
La sua area di diffusione abbraccia il medio e alto Appennino
modenese. Suo derivato è Muccini. Fonte: F. Violi, Cognomi a
Modena e nel Modenese, 1996. |
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MUCCIACCI
MUCCIACCIA
MUCCIACCIO
MUCIACCIA
MUCIACCA
MUCIACIA |
Mucciaccia, assolutamente rarissimo, è molisano, Mucciaccio è
specifico di Colletorto e Santa Croce di Magliano nel
campobassano, Muciacci, praticamente unico, è probabilmente
dovuto ad un'errata trascrizione di Muciaccia, che è tipico del
barese, di Trani in particolare e di Bari, Muciacia e Muciacca
sono unici e dovrebbero anch'essi essere dovuti ad un'errata
trascrizione, potrebbero derivare da una modificazione del nomen
latino Mucius,
o del cognomen latino Mucianus,
ma si potrebbe anche trattare di una forma dialettale per
boccaccia
forse a caratterizzare il comportamento o l'aspetto del
capostipite, citiamo, anche se veramente improbabile, una
possibile derivazione da alterazioni del nome turco
Mücahit.
integrazioni fornite da
Aldo Piglia
Esiste un'altra possibilità, cioè la derivazione di Muciaccia
dalla parola spagnola muchacho/a
che significa ragazzo/a.
In questo caso si tratterebbe di un matronimico, nato all'epoca
della dominazione spagnola sull'Italia meridionale con il Regno
di Napoli. Un controllo su Internet ha permesso di verificare
l'effettiva esistenza ancora oggi, in Spagna, di cognomi come
Muchacho. Il cognome Muciaccia attualmente è diffuso in quattro
province: 44% Bari, 21% Milano, 9% Roma, 6% Foggia. Il restante
20% è frammentato in ben 27 diverse province italiane. Sono
registrati altri quattro cognomi che molto probabilmente sono
dovuti ad errori di trascrizione anagrafica e che più che
rarissimi sono unici, e cioè Muciacca, Muciacci, Muciaccio e
Muciacia. Allo stesso ceppo appartiene anche il cognome
Muciacito, pure lui unico, che costituisce però una variante
derivata dal diminutivo spagnolo muchachito (= bambino,
ragazzino). |
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MUCCICHINI
MUCCILLI
MUCCILLO
MUCCIN
MUCCINELLI
MUCCINI
MUCCINO
MUCILLI
MUCILLO
MUZZILLO |
Muccichini, molto raro, è specifico del Piceno, di Montegiorgio
in particolare, Muccilli ha un ceppo molisano a Bojano e
Mirabello Sannitico nel campobassano e a Roccamandolfi
nell'iserniese, e un piccolo ceppo a Minervino Murge nel barese,
Muccillo sembrerebbe tipico di Casalbore nell'avellinese, Muccin
è tipicamente friulano, di San Vito al Tagliamento e Casarsa
della Delizia nel pordenonese, Muccinelli è tipico del
ravennate, di Lugo, Faenza e Castel Bolognese, e di Mordano nel
bolognese, Muccini ha un ceppo a Polinago nel modenese, uno nel
cesenate a Cesenatico ed uno nel riminese a Rimini, Riccione,
Misano Adriatico e Cattolica, ha inoltre un ceppo a Camporgiano
nel lucchese ed uno a Roma, Muccino, molto raro, ha un ceppo
molisano a Montagano e Ripalimosani nel campobassano, Mucilli
parrebbe tipico di Castiglione Messer Marino nel teatino,
Mucillo, quasi unico, dovrebbe essere dovuto ad errori di
trascrizione, Muzzillo, estremamente raro, ha un ceppo tra
Napoli e Caserta ed uno nel cosentino, dovrebbero derivare tutti
da vari tipi di forme ipocoristiche, anche composite o
dialettali, del nomen latino
Mucius, ricordiamo il
famosissimo Gaio Mucio Cordo
(Muzio Scevola)
nel 500 a.C.: "...Mucius Scaevola regem per insidias in castris
ipsius aggreditur; sed ubi, frustrato circa purpuratum eius
ictu, tenetur, ardentibus focis iniicit manum...".
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Muccilli presenta ceppi maggiori nel campobassano, nel barese e
nell'isernino, Muccillo è tipicamente molisano, con un nucleo
non secondario nell'avellinese, Mucilli è diffuso per lo più nel
chietino, Mucillo, unico, si riscontra soltanto a Roma, Muzzillo
ha ceppi principali nel napoletano, nel cosentino, nel
salernitano e nel casertano, tutti questi cognomi derivano dal
nome medievale Muccillo
o Muzzillo,
forma ipocoristica vezzeggiativa del personale
Mucio o
Muzio
(il latino Mucius
o Mutius).
Si tratta, dunque, della cognominizzazione dei nomi personali
dei capostipiti. |
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MUCCIOLI
MUCCIOLINI
MUCCIOLO
MUZIOLI |
Muccioli è specifico del forlivese e del riminese, sempre del
forlivese, ma rarissimo, è Mucciolini, Mucciolo è tipico del
salernitano, di Castel San Lorenzo (SA) in particolare, Muzioli
è assolutamente estremamente raro, dovrebbero tutti derivare da
modificazioni di Muziolus
diminutivo del nomen latino
Mutius, ricordiamo il
famosissimo Muzio Scevola, di quest'uso abbiamo un esempio nel
testo di Informatio status
Marchie Anconitane del 1341:
"... Lambertus domini Thebaldi de Montelupone per tirannidem
tenebat terram Montisluponis, quam tenuerat V annis et plus, et
recepit potestariam Fermi a Mercennario et conversationem
habebat cum eo, et receptavit plures de gentibus Mercennarii, et
erat de suis complicibus. Filii Ribaldi et filii Muzioli de
Cornalto tenebant per tirannidem terram Cornalti...", tracce di
queste cognominizzazioni le troviamo nell'elenco degli studenti
dell'Ateneo Perugino nel 1530 con un Hieronymus Muciolus
Citramontani Innominati (un posto non identificato aldilà delle
montagne). |
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MUCEDOLA
MUSCETTOLA |
Mucedola è specifico di San Severo nel foggiano, dovrebbe
trattarsi di una forma alterata del cognome Muscettola, che è
specifico di Manfredonia e di San Nicandro Garganico e Monte
Sant'Angelo sempre nel foggiano, e che dovrebbe derivare da un
soprannome originato dal termine dialettale arcaico
muscettola
(fringuello),
mentre un'altra ipotesi lo vorrebbe derivato da una forma
ulteriormente diminutiva del termine marinaresco
muscello
(treccia di filacci di canapa
usata anticamente per legature provvisorie),
attribuendo così un valore quasi dispregiativo al soprannome,
un'ultima ipotesi lo vorrebbe invece arrivato in Italia al
seguito degli angioini come alterazione del cognome francese
Mouchet. |
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MUDADU
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Mudadu è tipicamente sardo di Sassari e della sua provincia, di
Ossi ed Ittiri in particolare, potrebbe derivare da un
soprannome originato dal verbo sardo sassarese
mudà (mutare,
cambiare), i possibili motivi
del soprannome sono oscuri. |
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MUELLER
MULLER
MÜLLER |
Mueller, abbastanza raro, è del nord, si tratta di una diversa
forma del cognome tedesco Müller, la
ü può
infatti essere scritta in tedesco anche
ue,
Muller o Müller è diffuso in tutto il nord, con ceppi importanti
a Milano, Torino e Genova, derivano dal mestiere di mugnaio
svolto probabilmente dal capostipite, il cognome Müller è il più
diffuso in Germania. |
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MUFATO
MUFFATI
MUFFATO |
Mufato, quasi unico, è specifico del trevisano, Muffati è quasi
unico, Muffato è tipico del veneziano, di Salzano, Noale,
Spinea, Mirano, Venezia, Santa Mari a di Sala e Martellago,
dovrebbero derivare da un soprannome basato sul termine
dialettale veneziano arcaico
muffato (malinconico,
mesto). |
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MUFFO
|
Muffo è tipico del teatino, di Chieti e San Giovanni Teatino,
con presenze anche nel pescarese, dovrebbe derivare dal nome
medioevale Muffo. |
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MUGEO
MUGGEO |
Mugeo, molto raro, è specifico di Canosa di Puglia nel barese,
Muggeo è caratteristico del barese, di Corato in particolare e
di Trani, Bisceglie e Canosa di Puglia, potrebbero derivare da
un soprannome grecaico basato sul termine greco antico μόγις
mogis (faticosamente, di
fatica), forse ad indicare nei
capostipiti dei manovali, ma potrebbe anche trattarsi di forme
etniche riferite a capostipiti provenienti dalla città di Muggia
nel triestino. |
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MUGGIA
|
Tipico
triestino deriva dal noime del paese di Muggia nel triestino. |
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MUGGIOLU |
Molto raro è specifico di Ploaghe (SS), dovrebbe derivare da un
soprannome legato al mestiere di mugnaio originato dal vocabolo
sardo muggiolu
(tramoggia, elemento della macina). |
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MUGHEDDU |
Cognome abbastanza poco comune, tipico della zona di Oristano,
di Samugheo (OR) in particolare, deriva da un soprannome
originato dal vocabolo sardo
mughèddu (muggine
affumicato).
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
Mugheddu: muggine. In toscano antico
mugello.
In latino mugil.
Come già espresso per Maccioni, i cognomi derivanti da nomi di
pesci, hanno origini continentali, pur trattandosi di cognomi
sardi a tutti gli effetti. Attualmente Mugheddu è presente in 33
Comuni italiani, di cui 10 in Sardegna |
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MUGNAI
MUGNAIO |
Mugnai è
tipicamente toscano, Mugnaio, quasi unico, è siciliano,
dovrebbero derivare dal mestiere del capostipite, appunto il
mugnaio. |
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MUIESAN |
Assolutamente rarissimo, sembrerebbe triestino e dovrebbe
derivare dall'etnico di Muggia (TS). |
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MULA
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Mula è
tipico della zona di Dorgali ed Orosei (NU), deriva dal vocabolo
mula (mulo) ed è probabilmente originato o dall'essere il
capostipite un mulattiere o di avere lo stesso un carattere
ostinato. |
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MULARGIA
MULARGIU |
Mulargia
è tipicamente sardo di Siniscola nel nuorese, di Cagliari,
Sant'Andrea Frius e Senorbì nel cagliaritano, di Sassari, di
Oschiri ed Olbia in Gallura e di Tuili nel Medio Campidano,
Mulargiu, molto raro, è tipico di Nuoro e di Mamoiada nel
nuorese, dovrebbero derivare da un soprannome basato su di un
termine dialettale sardo per indicare la feccia del vino, gli
scarti di pigiatura, forse ad indicare nei capostipiti dei
vignaioli. |
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MULAS
|
Assolutamente tipico della Sardegna è molto diffuso, deriva da
un soprannome originato dal vocabolo dialettale sardo mulas
plurale di mulu
(mulo)
probabilmente legato all'essere il capostipile un mulattiere o
un allevatore di muli.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
Sa mula
è la femmina del mulo,
dal latino mula.
Il mulo è famoso perché sopporta le fatiche che altri suoi
simili non reggono. Anche noi sardi per indicare una persona che
lavora tanto ed in qualsiasi circostanza diciamo: "Là
castiàdhu, traballat ke u' mulu"!
("Guardalo, lavora come un mulo"!).
Per indicare una donna di facili
costumi si dice: "Bella
mula jei est"! cioè
è una bella mula,
che talvolta sostituisce ègua
=(puledra)!
Nelle carte antiche lo ritroviamo tra i firmatari della Pace di
Eleonora del 1388 (*LPDE): Mula Joanne, jurato ville Sorrai (*
Sorrai.distrutto. Contrate Partis Varicati - Barigadu); Mula
Nicolao, jurato ville Curie(* Curie de Ploaghe.odierno Plaghe);
Mula Parisono, jurato ville Nurau Albu(* Nurau Albu.distrutto.
Campitani Majoris). Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado
(*CSMB XI°, XII° sec.), sono citati 12 Mula, tra cui ricordiamo:
Mula Furatu, di Pietro, marito a (sic) Iorgia Tidu (100), in una
partizione di servi; Mula Nastasia (82), in una partizione di
servi (Ego Girardo prior de
Bonarcado, facio partione cun Iudice: homines ki hamus in pare
in Augustis: fiios de Petru Mula de Bonàda: Goantine a Clesia et
Orzocco a Iudice; Ianni a Clesia et Nastasia a Iudice.):.Io
Girardo, priore di Bonarcardo, faccio "partizione"(di servi)col
giudice, degli uomini che abbiamo in comune ad Austis (odierno
Austis): i figli di Pietro Mula di Bonàda, Costantino alla
chiesa(di Bonarcado), Orzocco al giudice; Gianni alla chiesa,
Nastasia al giudice.
Attualmente è presente in Sardegna, con maggiore frequenza nella
parte centrale, in 177 su 377 Comuni. In campo nazionale è
presente in 433 Comuni. Nella penisola la diffusione è maggiore
nel centro nord. In USA è presente in 6 Stati: California con 2
nuclei familiari, Colorado, Florida, Virginia, Massachusetts,
Connecticut con 1. |
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MULATTI
MULATTO |
Mulatti,
molto molto raro, è dell'area veneto, friulana, Mulatto, quasi
unico, è del veneziano, potrebbe derivare dal fatto che i
capostipiti fossero di sangue misto, ma è pure possibile che
derivino da un soprannome attribuito a capostipiti
particolarmente ostinati e caparbi come un mulo. |
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MULAZZANI
MULAZZANO |
Mulazzani ha un ceppo nella zona di incrocio tra il milanese, il
bergamasco ed il cremonese, ed un nucleo nel riminese e
pesarese, Mulazzano, assolutamente rarissimo sembrerebbe del
Piemonte occidentale, dovrebbero derivare da toponimi come
Mulazzano nel lodigiano o Mulazzano di Coriano nel riminese, ma
è pure possibile una derivazione diretta dal nome latino
Mulatius,
come collegamento famigliare o di proprietà, quelli di Mulazio,
quelli della proprietà di Mulazio, tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo a Pancalieri nel torinese nel 1600
con il notaio Gio Batta Mulazzani di Murello (CN).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Mulazzani è cognome riminese dal toponimo Mulazzano (Coriano,
RN), che si rifà al personale latino
Munatius
o, secondo Polloni 833, all'aggettivo 'muricianus'
da 'muria'
= salamoia, acqua salina,
o da 'mollicianus'
derivato da 'mollitia'
= mollizia
(it. antico) (n.d.r.
con il significato di delicatezza, ma anche di impudicizia ed
effeminatezza). |
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MULE
MULE' |
Tipici
della Sicilia centrooccidentale, Mule è molto più raro di Mulè,
derivano entrambi dal vocabolo arabo mawlà (guida, maestro,
superiore, meritorio) il mullah degli Sciti, tracce di questa
cognominizzazione le troviamo nel 1200 a Rodi, in uno scritto
del 1229 si legge: "...Harpernus dictus Mule, castellanus castri
et dapifer terrae de Rode...". |
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MULEDDU |
Estremamente raro, tipicamente sardo, deriva da un diminutivo
del vocabolo sardo mulu
(muletto) probabilmente per caratteristiche comportamentali del
capostipite. |
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MULIC
MULLIG |
Sia
Mulic che Mullig, sono assolutamente rarissimi ed entrambi
specifici dell'udinese, dovrebbero derivare dal termine
dialettale friulano mul
(mulo,
ma anche bastardo
per estensione del concetto) con la
-ig o
-ic
finale diminutiva il termine starebbe quindi ad indicare piccolo
mulo o anche piccolo bastardo. |
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MULLANO
MULLANU |
Mullano è
specifico di Capoterra e Ballao nel cagliaritano, Mullanu,
estremamente raro, è tipicamente sardo della zona meridionale
centroccidentale dell'isola, l'origine di questi cognome
potrebbe essere da soprannomi dialettali per mulattiere, anche
se secondo alcuni potrebbe essere invece un soprannome di
lontane origini puniche ed indicare una posizione di rilievo dei
capostipiti. |
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MULLIRI |
Mulliri, tipicamente sardo, è specifico del cagliaritano, di
Cagliari, Mandas, Capoterra e Monserrato, dovrebbe derivare da
un soprannome originato dal termine sardo
mulliri
(mungere), probabilmente ad indicare che i capostipiti
svolgessero quel tipo di mansione. |
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MUNACO' |
Molto
molto raro sembrerebbe specifico di Cinisi (PA), dovrebbe
derivare da modificazioni dialettali del termine greco monachos. |
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MUNAFO' |
Tipicamente messinese, di Barcellona Pozzo Di Gotto (ME) in
particolare, dovrebbe derivare da modificazioni dialettali del
termine greco monachos. |
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MUNARETTI
MUNARETTO
MUNARI
MUNARIN
MUNARINI
MUNER
MUNERO
MUNERATTI
MUNERATTO
MUNEROTTO |
Sia
Munaretti e Muneratti che Munaretto e Muneratto sono tipici
veneti, anche se il primo ed il terzo sono molto più rari del
secondo e del quarto, Munari è molto diffuso in tutto il nord
con un ceppo anche nel Lazio a Roma, Latina ed Aprilia, Munarin
è tipico della zona di Casale sul Sile e Mogliano Veneto nel
trevisano e di Martellago (VE), Munarini ha un ceppo a Reggio
Emilia ed uno nel vicentino a Vicenza e Thiene, Muner,
abbastanza raro, ha un ceppo a Venezia e nel veneziano, a
Montebelluna nel trevisano ed a Tolmezzo nell'udinese, Munero è
praticamente unico ed è probabilmente dovuto ad un errore di
trascrizione del precedente, Munerotto è tipico del veneziano,
di Cavallino Treporti e Iesolo, e del trevisano, di Susegana e
Santa Lucia di Piave, tutti questi cognomi dovrebbero derivare,
direttamente o tramite varie forme ipocoristiche.o modificazioni
dialettali, o dal nome longobardo
Munari di
cui abbiamo un esempio in una
Charta venditionis del
Codice Diplomatico Longobardo
del 19 gennaio 735 conservata nell'archivio di Piacenza:
"...Munari filius quondam Gemmolo uindedit in ipso loco media
iuge, et accepit precio ab Romoald presbitero conparatore auri
medio solido....", o, e molto più probabilmente, da soprannomi
dialettali originati dal termine
munaro o
munero,
per chi svolgeva il mestiere di mugnaio. |
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MUNDOLA
MUNDULA |
Mundola, che parrebbe unico, è probabilmente il frutto di
un'errata trascrizione di Mundula, che è tipicamente sardo, con
un grosso ceppo nella parte settentrionale dell'isola ad Ozieri,
Sassari e Nughedu San Nicolò, a Tempio Pausania in Gallura ed un
ceppo a Cagliari, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale
sardo basato sul termine sardo
mundhulare (spazzare,
fare pulizia). |
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MUNGIANU |
Mungianu, molto molto raro, è tipicamente sardo, con un
piccolissimo ceppo nel cagliaritano a Guamaggiore, dovrebbe
derivare da un soprannome basato sul termine sardo meridionale
mùngia
(faccende di casa, lavori di
fatica) e potrebbe stare ad
indicare che il capostipite fosse stato servitore o uomo di
fatica in una casa padronale. |
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MUNNO
|
Munno ha vari ceppi nel centrosud, nel Lazio a Roma, a Fondi nel
latinense ed a Roccasecca nel frusinate, in Campania soprattutto
nel casertano, ed in particolare a Santa Maria Capua Vetere, ma
anche a Macerata Campania, Gricignano d'Aversa, Marcianise,
Curti e Caserta, sempre nel casertano, in Puglia a Monopoli nel
barese, a Pulsano nel tarantino ed a Vieste e Vico del Gargano
nel foggiano, ed in Calabria nel cosentino ad Albidona, Amantea,
Luzzi e Trebisacce, si dovrebbe trattare di una forma aferetica
dialettale di nomi germanici come
Raimund,
Edmund
o altri simili, in qualche caso potrebbe anche derivare dal nome
latino di origine fenicia Munnus. |
|
MUNTONE
MUNTONI |
Muntone è specifico di Fonni nel nuorese, Muntoni, decisamente
meno raro, ha un ceppo importante a Villacidro e Gonnosfanadiga
nel Medio Campidano, un ceppo a Cagliari, Quartu Sant`Elena e
Villa San Pietro nel cagliaritano ed uno a Terralba
nell'oristanese ed a Carbonia.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
Muntoni deriva dal termine sardo
muntoni (mucchio).
Un mucchio di sassi
si dice unu muntoni de perda.
Nel toscano antico montone
significa un mucchio di letame,
un letamaio.
Unu muntoni de ladamini
o unu muntonaxu.
Ammuntonare/i
vuol dire ammucchiare.
Non l'abbiamo riscontrato nelle carte antiche. Il cognome è
presente in Sardegna in 71 Comuni su 377 Nel territorio
nazionale il cognome è presente in 143 Comuni. Nel Continente,
la maggiore diffusione si registra nel centro nord. In USA è
presente solo in California, con un solo nucleo familiare. |
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MURA
|
Di
origini sarde, largamente diffuso, questo cognome dovrebbe
derivare da un soprannome legato al vocabolo dialettale sardo
mura
(mora di rovo o di gelso). forse ad indicare la presenza di
piante di gelso in prossimità dell'abitazione della famiglia, ma
è pure possibile una connessione con il il termine muro ad
indicare forse la presenza di un muretto di pietra nei pressi
dell'abitazione.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
MURA: significato ed etimologia.
Mora del gelso.
Muragessa, murighessa.
In latino morus:
morus alba = muragessa bianca; morus nigra = muragessa niedda.
La mora del rovo è sa mura de arrù o de orrù, in latino rubus
fruticosus. Nelle carte antiche ne troviamo 7 tra i firmatari
della Pace di Eleonora *LPDE del 1388: Mura (de) Elias, ville
Sasseri; Mura Barisono - ville Terrenove; Mura Gonnario, ville
Desilo(Desulo - Mandrolisay o Barbagia di Belvì); Mura Jacobo,
Mole de Posata; Mura Mariano, ville Leonissa( villaggio
distrutto - Mandrolisay); Mura Mariano, ville Ollolà (Ollolai -
Barbagia di Ollolai); Mura Petro, jurato ville Pauli
(Paulilatino - Contrate Partis de Guilcier). Attualmente il
cognome è presente in Sardegna, con diffusione omogenea, in 256
su 377. Nel territorio nazionale il cognome Mura è presente in
839 Comuni: Roma 468, Genova 171, Torino 137, Milano 129,
Livorno 47, Ravenna 14, etc. In USA è presente in 31 Stati, con
3 nuclei familiari in California, Oregon, Florida, Georgia,
Louisiana, New York, Pennsylvania, New Jersey, 2 Arkansas,
Missouri, Illinois, Michigan, Wisconsin, Massachussetts, 1 negli
altri. |
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MURAGLIA
MURAGLIE |
Muraglia è un cognome tipicamente pugliese, di Gravina In
Puglia ed Andria nel barese, di Taranto e Martina Franca (TA) e
di Foggia, con un piccolo ceppo anche a Palermo ed a Perfugas
nel sassarese, Muraglie è quasi unico, potrebbe derivare da un
toponimo contenente la radice
Muragl-, come ne esistono in
giro per l'Italia, ma, molto più probabilmente, derivano dal
fatto di abitare la famiglia in prossimità di un muraglione o di
mura cittadine. |
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MURANELLA |
Muranella
è un cognome veneto quasi unico. |
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MURANI
MURANO |
Murani, molto raro, ha un ceppo nel Piceno ed uno nel foggiano,
Murano è molto diffuso a Roma e nella zona che comprende il
casertano, il napoletano, il salernitano, il potentino, il
foggiano, il barese, il tarentino ed il cosentino, dovrebbero
derivare dal nome personale latino
Muranus
di cui abbiamo un esempio negli Annales: "...Muranus, eques alae
primae Flaviae, Andiouri filius, civis Sequanus..:", nome molto
diffuso nell'area campano, lucana, secondo Servio fu un Re di
nome Muranus che fondò la città di Avella nell'avellinese. |
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MURARI
MURARO |
Murari è tipico dell'area tra Lombardia e Veneto, del veronese
soprattutto, di Verona, Negrar, Legnago, San Pietro in Cariano,
Bovolone, Sommacampagna, San Giovanni Lupatoto, Villafranca di
Verona e Monteforte d'Alpone, Muraro è decisamente veneto, in
particolare di Brendola, Vicenza e Montecchio Maggiore nel
vicentino e di Verona e Padova, dovrebbero derivare dalla
qualifica di magister murarius
(capomastro o muratore)
atribuita al capostipite. |
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MURASECCHI
MURASECCO |
Entrambi sicuramente umbri del perugino, Murasecchi è quasi
unico, Murasecco ha un ceppo a Spoleto, dovrebbero derivare da
un soprannome basato su caratteristiche dell'abitazione o del
lugo dove questa si trovasse, probabilmente identificabile dalla
presenza di mura a secco,
cioè costruite senza l'uso della calce, come quelle che vennero
costruite dalle truppe di Belisario per proteggere gli abitanti
di Spoleto contro i Goti di Totila nel 547. |
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MURATORE
MURATORI |
Muratore, molto diffuso in Sicilia e nel reggino, parrebbe avere
anche un ceppo importante a Ventimiglia in provincia d'Imperia,
Muratori è originario dell'Emilia e Romagna, derivano da
soprannomi legati al mestiere di muratore, personaggio di
assoluto rilievo è stato Ludovico Antonio Muratori (1672 - 1750)
di Vignola (MO), religioso e studioso, scrisse molte opere tra
le quali la famosa opera storica
Rerum italicarum scriptores
che copre il periodo dall'anno 500 al 1500, scrisse inoltre
Antiquitates italicae medii aevi
sui costumi e gli usi correnti nel medio Evo. |
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MURCIANO |
Murciano
è tipico del Salento, del tarentino e, in particolar modo, del
leccese, di Galatina, Martano, Diso e Copertino, dovrebbe
derivare dall'etnico di Murcia, città ed antico regno spagnoli,
si potrebbe trattare di profughi sefarditi espulsi da quella
città all'epoca della cacciata degli ebrei. |
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MURDACA |
Murdaca, decisamente calabrese, è tipico del reggino, di San
Luca, Antonimina, Locri e Sant'Ilario dello Ionio, dovrebbe
derivare da un soprannome basato sul termine dialettale
calabrese murdacu,
un tipo di cardo. |
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MUREDDA
MUREDDU |
Muredda, tipicamente sardo, è tipico di Illorai nel sassarese,
con un ceppo anche a Sedilo nell'oristanese, Mureddu, specifico
sardo anch'esso, diffuso in tutta l'isola, potrebbero derivare
dall'etnico di toponimi come Muravera nel cagliaritano, ma più
probabilmente derivano da soprannomi originati dal vocabolo
sardo mureddu
(muretto)
stante ad indicare una particolare località, è pure possibile
una derivazione da un diminutivo derivato dal cognome
Mura.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
MUREDDA; MUREDDU: sa muredda, su
mureddu (piccolo muro) è
il gradino,
generalmente di pietra, alto più o meno 60/70 centimetri,
sistemato davanti all'ingresso delle case, come sedile, ma anche
per montare a cavallo. Hanno senz'altro lo stesso etimo di
muro/u
(lat. murus).
Non sono presenti nelle carte antiche della Sardegna, almeno in
quelle da noi consultate, ma tra i firmatari della Pace di
Eleonora, LPDE del 1388, figura un certo, Murellu Gavino, ville
Oniferi (* Oniferi. odierna Oniferi. Curatorie Dore).
Attualmente il cognome Muredda è presente in 18 Comuni italiani,
di cui6 in Sardegna: Illorai 24, Sedilo18, Sassari 15, etc.
Mureddu è presente in 193 Comuni italiani, di cui 95 in
Sardegna: Cagliari 141, Fonni 120, Nuoro 86, Tempio 74, Sassari
71, etc. |
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MURER
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Tipico
del trevigiano e bellunese, dovrebbe derivare da soprannomi
dialettali legati al mestiere di muratore, ma è pure possibile
in alcuni casi una derivazione da nomi di località come Mure di
Meduna (TV) o altre simili, è pure possibile un'origine
germanica, a Verona in una lapide si può leggere: "HIC . IACET .
OLRIGO . MURER . DE . GRONICHER . QUI . OBIIT. MCCCLVIII . DIE .
MARCII ". |
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MURESU
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Tipico
della Sardegna nordoccidentale, della zona di Sassari e Sennori,
dovrebbe derivare dall'etnico di Muros (SS). |
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MURGIA
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Tipico sardo, probabilmente deriva da un soprannome originato
dal vocabolo dialettale murgia
(salamoia).
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
Murgia
o murja
in sardo significa salamoia
(acqua salata) e deriva dal latino
muria.
Quando un cibo è oltremodo salato si dice: tenit sabòri de
murgia (ha sapore di sale o meglio di acqua salata). È un
cognome diffuso in maniera omogenea in tutta la Sardegna e
precisamente in 241 comuni su 377. Il cognome Murgia è presente
in Sardegna sin dai tempi antichi. Sono 39 i "Murgia" firmatari
della Pace di Eleonora, *LPDE 1388, tra i quali ricordiamo:
Murgia (de) Gunnario, majore (sindaco) ville Usedos (odierno
Usellus- Contrate Partis de Montibus); Murgia Mariano, majore
ville Orgosolo (Curatorie Dore); Murgia Molentinu, jurato
(guardia giurata, collaboratore del majore) ville Tramaça
(Odierno Tramazza - Contrate Partis de Milis); Murgia Guantino,
ville Ecclesiarum (Villa di Chiesa - Iglesias); Murgia Guiducio,
ville Ecclesiarum; Murgia Gunnario, ville Ecclesiarum; Murgia
Francisco, jurato ville Ses Plasses (odierno Las Plassas -
Contrate Marmille); Murgia Baldufino - ville de Biti (odierno
Bitti - Contrate Montis Acuti). Nel Condaghe di San Nicola di
Trullas troviamo invece Muria (4), tra i quali citiamo Muria
Petru mandatore (il mandatore de rennu era un funzionario
regio, incaricato delle ambasciate ; il mandatore de ecclesia,
era il rappresentante giudiziale di una chiesa) de Navika, teste
in una vendita di terra, *CSNT 193. Nel Condaghe di S. M. di
Bonarcado *CSMB, sono presenti 8 Muria(talvolta appare Murghia,
talaltra Murgia), tra i quali ricordiamo Muria Goantine, prete
di Senuski (o Sinuski, o Sa Nuski: villaggio scomparso, i cui
resti si trovano non lontano da Cabras; appartenne infatti alla
Curadorìa di Cabras o Campitano Majore; abbandonato verso la
seconda metà del XVII° sec., probabilmente in seguito a ripetute
incursioni barabaresche), teste in una donazione, a Santa Maria,
da parte di donnu Comita de Zepera, pro anima sua (per la grazia
della sua anima), nelle mani del priore donnu Petru Perusino, di
unu cavallu e un ebba e unu iuvu e CL berbekes e X matricas de
porcos( un cavallo, una puledra, un giogo di buoi, 150 pecore e
10 scrofe) e promette di dare( sempre a Santa Maria), alla sua
morte, una parte delle sue sostanze, nella misura di quanto
spetta a ciascuno dei suoi figli. Segue l'elenco, terras,
bingias (terre, vigne...) etc. Etc. |
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MURIGLIO |
Molto
raro, dovrebbe essere originario della zona di Cerignola nel
foggiano, potrebbe derivare o da un soprannome dialettale o dal
nome Franco Germanico Muriel. |
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MURINI
MURINO
MURINU |
Murini, quasi unico, dovrebbe essere dovuto ad errate
trascrizioni di Murino, che ha un ceppo sardo nell'Ogliastra a
Gairo, Tortolì, Cardedu, Bari Sardo ed Osini, ed uno campano nel
salernitano a Salerno, Pellezzano e Baronissi, Murinu,
assolutamente rarissimo, sembrerebbe del nuorese, i ceppi sardi
dovrebbero derivare da soprannomi originati dal termine sardo
murinu
(nero, fosco),
forse a caratterizzare l'aspetto fisico od il carattere dei
capostipiti, mentre il ceppo campano dovrebbe derivare dal
cognomen latino Murinus,
uno degli epiteti di Apollo. |
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MURISASCO |
Murisasco, quasi unico, dovrebbe essere del cuneese, potrebbe
derivare dal nome del paese di Murisasco, una frazione di
Retorbido nel pavese. |
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MURNO
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Assolutamente molto raro, è specifico del potentino,
probabilmente è originario di Moliterno (PZ), dovrebbe derivare
dal cognomen latino Murnus,
di cui abbiamo un esempio in un'antica lapide latina:
"[Au]runculeio animae quo itrius Murnus amico". |
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MURONI
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Muroni è molto diffuso in tutta la Sardegna, soprattutto nella
zona costiera occidentale della parte centrosettentrionale
dell'isola, potrebbe derivare da un soprannome originato dal
termine sardp logodurese murone
(muflone, montone selvatico),
o anche dal termine di origine spagnola
muroni (ammasso
di terra).
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
MURONI: su muroni
è un grosso mucchio di terra:
u' muròni de terra. Per Muroni il Wagner suggerisce lo spagnolo
moròn
= mucchio di terra.
Non è presente nelle carte antiche della Sardegna, almeno in
quelle da noi consultate. Nella storia ricordiamo tre Muroni,
Francesco Maria, Pietro e Salvatore (fratelli) nativi di
Bonorva. Vissero in epoca sabauda del Regno di Sardegna e
parteciparono alle agitazioni antifeudali di Giommaria Angioy,
del 1795, 1796 (Di. Sto. Sa. Di F. C. Casula). Attualmente il
cognome Muroni è presente in 128 Comuni italiani, di cui 58 in
Sardegna: Sassari 175, Macomer 75, Bonorva 46, Oristano 44, etc. |
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MURRI
MURRO |
Murri ha un ceppo a Civitanova Marche nel maceratese ed uno a
Montefiore dell'Aso e Cupra Marittima nel Piceno, ha un piccolo
ceppo a L'aquila e Lucoli nell'aquilano, ed a Pescara, uno a
Roma ed a Cisterna di Latina, uno a Taranto e nel brindisino a
Fasano, Mesagne e Brindisi, Murro è tipico pugliese, della zona
di Conversano (BA) e Ginosa (TA), dovrebbero derivare da antichi
nomi di località o dal nome medioevale
Murro,
Murronis,
di cui abbiamo un esempio nel
Codice Diplomatico della Lombardia medievale
in un documento dell'anno 1188 redatto in Pavia, dove viene
citato un certo Murro di Gambolò, potrebbe anche derivare da
nomi di località come Montemurro nel potentino, tracce di questa
cognominizzazione le troviamo in un atto del 1289 a Miranda
nell'iserniese: "...Actum Reate in domibus , in quibus praefatus
Dominus Camerarius morabatur , praesentibus Domino Raynuccino de
Murro , Domino Henrico de Labro Capellanis , Magistro Paulo de
Reate Clerico Camerae Domini Papae, & Domino Thoma Milite , &
Manfredo Domini Pandulfi de Labro , Petro Cimini de Reate ,
Magistro Benedicto de Sulmona, & Chrißophoro Benedicti de Sen is
, testibus . Item anno, Indictione , Pontificatu, & locis
praedictis , ejusdem mensis Julii die VI. intrante , in
praesentia mei Notarii & testium subscriptorum , Ray naldus
Callararius , Ferranetius ..".
integrazioni fornite da
Enzo Poci
Per quanto riguarda il cognome Murri, Iacobo Murri, proveniente
da Monte Vidon Combatte nel Piceno, si sposa a Mesagne nel 1702.
Nel corso di tre secoli il cognome si è diffuso ampiamente.
Dello stesso ramo vi sono state emigrazioni a Taranto, a
Brindisi, nel leccese, a Torino, a Pisa, a Modena ecc.. Augusto
Murri, medico e professore universitario era originario delle
Marche, come lo stesso Romolo Murri, fondatore della D.C. Nella
mia città, Mesagne, dove il cognome è diffusissimo, anche un
scrittore locale nel 1894 ha scritto che i Murri provenivano da
Montemurro. Mentre io, facendo una genealogia di questa
famiglia, andando a consultare gli atti di battesimo,di
matrimonio e di morte, ho trovato che quel Jacobo Murri
proveniva da Monte Vidon Combatte in prov.di Ascoli Piceno. |
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MURRONI
MURRU |
Murroni è originario del cagliaritano, questo cognome abbastanza
raro deriva da un soprannome che discende dal vocabolo
dialettale sardo murru
(bigio, grigiastro, muso),
stessa origine ha il cognome Murru diffuso in tutta la
Sardegna, uno dei più antichi cognomi dell'isola. |
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MURSIA
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Tipico di Biancavilla (CT), dovrebbe derivare da un soprannome
originato dal vocabolo arabo
mursja (solido
come una roccia, rocca). |
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MURTA
MURTAS |
Murta è quasi unico, Murtas è tipico della Sardegna centro
meridionale, dove è molto diffuso, soprattutto nella zona
sudoccidentale, dovrebbero derivare o da toponimi come Rio
Murtas nel cagliaritano o Murtas località di Villapuztu sempre
nel cagliaritano, oppure da soprannomi originati dal vocabolo
sardo múrta
(mirto)
dovuti o a vicinanze con cespugli di mirto o al fatto di fare
prodotti a base di mirto. Troviamo tracce di questa
cognominizzazione a Scano Montiferro (OR) nel 1700 con il
Vassallo Nicolas Murtas citato in un atto del notaio Giuseppe
Passiu Padery.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
MURTA; MURTAS: per il significato, l'etimologia e la presenza
dei due cognomi nelle carte antiche della lingua e della storia
della Sardegna, vedi De Murtas. Attualmente il cognome Murtas è
presente in 217 Comuni italiani, di cui 97 in Sardegna: Cagliari
262, Oristano 113, Quartu 97, Assemini 72, Arbus 68, etc. Murta
è presente in 7 Comuni italiani, di cui 1 in Sardegna: Carbonia
con 3 (che invece ha 36 Murtas). |
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MURTINU |
Murtinu, molto raro, è specifico di Iglesias, di Villacidro nel
Medio Campidano e di Villaspeciosa nel cagliaritano, dovrebbe
derivare da un soprannome originato dal termine sardo
mùrtinu (sauro)
derivato dal latino murteus
(di colore rossiccio, del colore
del mirto).
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
MURTINU: sia in Logudorese che in Campidanese significa "sauro",
ad indicare generalmente il colore del manto del cavallo.
Homini mùrtinu
significa generalmente, uomo dai
capelli rossicci.
Homini cun sa barba mùrtina
= un uomo con la barba rossiccia.
Deriva dal latino murteus
o myrteus
o anche da murtinus
= di mirto o del colore del
mirto. È frequente come
toponimo, ad indicare un luogo con la vegetazione ricca di
mirto. Come cognome è presente nelle carte antiche della
Sardegna. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388,
figurano: Murtinu Comita, majore (amministratore di giustizia -
sindaco) ville Leunelli ( * Leunelli.odierno Neonelli. Contrate
Partis Varicati - Barigadu); Murtinu Joanne, ville Sune ( *
SUNE.Suni. Contrate Castri Serravallis); Murtinu Leonardo, ville
Montis Leonis ( * Montis Leonis.odierno Monteleone Roccadoria.
Caputabas; Murtinu Michele, jurato ville Baugadi ( *
Baugadi.Bangadi - Bauyadi.villaggio distrutto? (Contrate Partis
Milis); Murtinu Petro, majore ville Donugagia ( *
Donugagia.odierno Donigala. Campitani Majoris); Murtinu Petro,
ville Arcuèri ( * Arcuèri.odierno Ortuèri. Mandrolisay o
Barbagia di Belvì). Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado,
CSMB, XI°, XIII° secolo, abbiamo: Murtinu Cosantine (212),
maiore de scolca( era il comandante della guarnigione di guardia
dei confini), testimone in una donazione - Posit Grega De Sii
una terra a clesia, in capizale de padro, costa a latu de
Gunnari Maluzu, cabizale a terra de Goantine Corda. Testes.
(diede Greca de Sii una terra alla chiesa, confinante con l'aia,
a fianco a Gunnari Maluzu e confinante con la terra di Goantine
Corda. Testimoni.Goantine Murtinu, maiore de scolca de Riora.;
Murtinu Gantine (72) armentariu (l'armentariu era preposto
all'amministrazione del patrimonio fiscale)de Sollie, testimone
in uno scambio di servitù (tramutu): .ego Iohannes, prior de
Bonarcato, facio ista recordatione pro sas mulieres ( qui è
inteso come donne, non come mogli), que tramutavimus cun iudice.
Dedilli.Testes.Goantine Murtinu.;Petru Murtinu, armentariu de
Bonarcato(25), curatore de Parte Milis (32), reggente corona
(tribunale - 178). Nel Condaghe di San Pietro di Silki, CSPS,
XI°, XIII° secolo è più volte citato, Murtinu Kipriane (79, 89,
100, 102, 103, 104, 106, 107), mandatore de scu. Petru (il
mandatore de rennu era incaricato delle ambasciate, dei messaggi
e delle citazioni regie; il mandatore de ecclesia, era il
rappresentante giudiziale di una chiesa). Nel Condaghe di San
Nicola di Trullas, CSNT, XI°, XIII° secolo, figurano: Murtinu
Maria (121), in uno scambio(tramutu) di servi: Ego Iohannes
Prior tramutai homines cun Petru de Athen; deili.(gli diedi.).
Et isse deitimi (mi diede.).Maria Murtinu, intrega (interamente,
per tutto il servizio).Gosantine Murtinu (151), teste in una
lite (kertu) per il possesso della servitù. Petru Murtinu
(116), servo di Maria de Athen, vende la sua casa di Puçu
Passaris (villaggio oggi abbandonato: era sito, probabilmente,
tra Romana e Cheremule): comporaili (ego prior Albertus) a Petru
Murtinu, ki fuit servo de Maria de Athen, sa domo sua de Puçu
Passarsi, cun tota sa corte ki habeat isse conporatu a Mariane
de Iaca (con tutto il cortile che aveva comprato da Mariane
Iaca).Oggi il cognome Murtinu è presente in 40 Comuni italiani,
di cui 17 in Sardegna: Iglesias 22, Villaspeciosa 12, Vollacidro
9, Domusnovas 6, Villasor 6, etc. |
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MURU
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Muru è tipico della Sardegna sudoccidentale e di Cagliari,
dovrebbe derivare da un soprannome originato o da
caratteristiche della località d'origine dei capostipiti o dal
loro mestiere di muratori.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
MURU: per il significato, l'etimologia e la presenza del cognome
negli antichi documenti della storia e della lingua della
Sardegna vedi De Muro. Attualmente è presente in 60 Comuni
italiani, di cui 33 in Sardegna: Guspini 45, Cagliari 29, Logoro
20, San Gavino 20, etc. |
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MUSACCHI
MUSACCO |
Musacchi
è tipico del ferrarese di Argenta e della stessa Ferrara,
Musacco è specifico di Trani e Cerignola nel barese, dovrebbero
derivare dal nome/soprannome medioevale Musaccus di cui abbiamo
un esempio a Pisa nell'atto con il quale i Pisani giurarono di
mantenere l'alleanza fatta con Siena, Pistoia e Poggibonsi, dove
compare un certo Ranerius Musaccus, tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo a Conversano (BA) in un attodel
1709: "Acta pro reverendo canonico don Giacomo Musacco contra
reverendum don Roccum Susca". |
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MUSACCHIA
MUSACCHIO
MUSCIACCHIA
MUSCIACCHIO |
Musacchia sembrerebbe tipicamente siciliano, del palermitano, di
Palermo e Piana degli Albanesi, con presenze significative anche
a Partanna nel trapanese ed a San Giovanni Gemini
nell'agrigentino, Musacchio ha un ceppo nel campobassese a
Portocannone, Termoli, Larino ed Ururi, ed un ceppo nell'area
che comprende la Basilicata il cosentino ed il crotonese,
Musciacchia sembrerebbe unico, Musciacchio ha un ceppo lucano a
Vaglio Basilicata ed a Potenza ed uno pugliese, soprattutto nel
tarentino a Taranto e Lizzano.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
D'origine arbëreshë, questi cognomi nascono da diverse
italianizzazioni del cognome albanese
Muzaka
(con una variante in Muzhaka),
che, nell'albo delle casate nobili d'Albania, annovera una fra
le più potenti e antiche famiglie di questo paese, vale a dire
la famiglia Muzaka
(questo cognome, in realtà, ha conosciuto molteplici
trascrizioni e, fra le sue tante forme, si possono citare
Muzaqi,
Muzhaqi,
Muzaki,
Myzeqe,
etc): nella storia dell'Albania, in effetti, i nobili
Musacchio
(questo è il nome più utilizzato nella trasposizione italiana)
godettero di fama e prestigio a partire dal XIII secolo, da
quando, cioè, Andrea Musacchio fu dapprima Signore di Berat e
poi Maresciallo d'Albania. A proposito dell'origine del cognome,
tuttavia, non si hanno ipotesi certe: secondo Gjon Muzaka (uno
dei personaggi di spicco di questa famiglia), il cognome
deriverebbe da un originale
Molassaqje, termine che, in
albanese, indica il popolo dei
Molossi (un'antica tribù greca,
stanziata nel nord dell'Epiro); nell'Albania centrale, inoltre,
si trova un territorio conosciuto come piana di
Myzeqe o
Myzeqeja,
che, secondo alcuni, prenderebbe il nome dalla famiglia
Musacchio (altre fonti, invece, affermano che i Musacchio devono
il loro cognome a questa piana, indicando quindi un'origine
toponomastica del cognome stesso). Prima di concludere,
tuttavia, va precisata una cosa: è vero che i cognomi Musacchia,
Musacchio, etc sono spesso d'origine nobile (molti di essi, in
effetti, discendono direttamente dai nobili Musacchio), ma va
anche detto che non tutte queste famiglie arbëreshë sono per
forza legate alla nobiltà albanese, qualora cioè il cognome
originale presenti diversi ceppi sparsi per l'Albania (forse, ma
non necessariamente, provenienti dalla piana di Myzeqe). |
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MUSARELLA
MUSARRA |
Musarella è specifico del reggino, di Bagnara Calabra, Villa San
Giovanni, Motta San Giovanni e di Catanzaro, Musarra è
tipicamente siciliano, del messinese, di Messina, San Marco
D'Alunzio, Tortorici, Caronia, Capod'Orlando, Castell'Umberto e
Capri Leone e del catanese, di Maniace, Catania, Bronte e
Palagonia, dovrebbero derivare, direttamente o tramite
ipocoristici, da italianizzazioni del nome turco
Mazhar, o
direttamente dal nome arabo
Musar'àh, ma è pure possibile,
se non addirittura più probabile, una derivazione da un
soprannome dialettale siculo calabrese, con il significato di
castagna secca. |
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MUSARO
MUSARÒ |
Musaro è quasi unico, Musarò è tipico del leccese, dovrebbe
derivare da capostipiti, che portassero il nome turco
Mûsâr, o
il nome arabo o ebraico Musar
o il nome greco
Musaios. |
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MUSATI
MUSAZZI |
Musati, molto raro, sembrerebbe della zona tra bresciano e
bergamasco, con un possibile ceppo marchigiano, Musazzi è
specifico del nordmilanese, dovrebbero derivare da un soprannome
originato da caratteristiche comportamentali descritte con il
vocabolo dialettale musato
(moschino)
o anche da una caratteristica fisica del capostipite, si trovano
tracce di questo cognome, già nel 1300 in Valtellina con un
certo Francesco Musazi proprietario terriero di Bormio. |
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MUSCA
MUSCAS |
Musca,
molto raro, è specifico del Salento, Muscas è tipico del
cagliaritano, zona di Villacidro e Cagliari, con un ceppo anche
nell'oristanese, derivano dal nome medioevale latino Musca. |
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MUSCARA
MUSCARÀ |
Muscara, molto molto raro, parrebbe del leccese, Muscarà è ben
diffuso nella Sicilia centrorientale, nell'ennese, catanese e
messinese, potrebbero derivare da soprannomi originati dal
termine arabo m'sarràh
(gioia, contentezza),
ma più probabilmente derivano da un soprannome originato dal
termine dialettale sia pugliese che siciliano
muscaru (impalcatura
dove si pone la frutta ad essiccare),
forse indicando l'essicazione della frutta, probabilmente dei
fichi, come una delle attività del capostipite, secondo un'altra
ipotesi deriverebbero invece da un soprannome basato sul termine
grecanico muscaràs
(allevatore di vitelli). |
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MUSCETTA
MUSCETTI
MUSCETTO
MUSCETTOLA |
Muscetta. tipicamente meridionale, sembrerebbe tipico dell'area
che comprende il tarentino ed il materano, con un ceppo anche in
Campania, Muscetti ha un ceppo a Sondalo nel sondriese ed uno a
Napoli e Benevento, Muscetto è unico, Muscettola è del foggiano,
di Manfredonia, San Nicandro Garganico e Monte Sant'Angelo,
dovrebbero derivare da italianizzazioni del cognome
Mouchet
arrivato in sud Italia al seguito degli angioini, il casato dei
Muscettola, che prende probabilmente il nome dal termine arcaico
muscettola
(fringuello),
risale almeno al X° secolo, ha avuto origine a Ravello nel
salernitano, esercitò dominio feudale su molte terre di Puglia,
in particolare nel tarentino dove divennero Principi di
Leporano, Duchi di Melito e Spezzano, Conti di Picerno e Signori
e Baroni di Pulsano, non si può peraltro escludere la
possibilità che in alcuni casi derivino da soprannomi originati
da ipocoristici del termine
mosca.
ipotesi fornite da Paolo
Muscetta
Muscetta ha un ceppo nell'avellinese, e nel napoletano oltre che
nel potentino e nel cosentino, Muscetti è diffuso nel
beneventano ed a Sondrio, il cognome dovrebbe essere originato
da una alterazione del cognome Muscettola, appartenuto a una
famiglia romana trasferitasi nel napoletano verso il 1200 ed
ascritta al Patriziato napoletano del Seggio di Montagna,
decorata dei titoli di principe di Leporano, duca di Spezzano e
conte di Piperno. La famiglia Muscettola è iscritta nel libro
nobile della famiglie scalensi (Scala - Amalfi) il legame tra le
due famiglie è sancito da un riferimento riportato nella
PERGAMENE di Casa Sanframondi nel MUSEO ALIFANO, in cui si cita
un certo Joannocto muscetto scalensi destinatario dei beni di
Francesca Sanframondi ciambellana della Regina, fondatrice del
monastero delle Clarisse in Cerreto. Joannocto muscetto di Scala
(quindi Muscettola) dovrebbe essere il capostipite dei Muscetta
dell'avellinese e del beneventano. I luoghi originari di
residenza dei Muscetta, risultano essere la Regione Campania,
con le province di Napoli, Benevento e Avellino.
- Secolo XII Giovanna Muscetta risulta sepolta nella Chiesa di
S.Spirito a Benevento (fonte: A.Zazo, "L'Obituarium S.Spiritus"
della Biblioteca Capitolare di Benevento).
- 1399 Il Casato Muscetta viene citato fra le Famiglie Nobili di
Napoli e di San Giorgio (fonte: G.A.Summonte, "Historia della
Città e Regno di Napoli").
- 1489 Cola Muscetta e Francone Muscetta sono citati fra i Capi
Famiglia di Massa Lubrense (Napoli) (fonte: R.Filangieri,
"Storia di Massa Lubrense").
- Secolo XVI Alcune Famiglie, fra cui quella dei Muscetta, da
più di 500 anni fanno parte delle Famiglie Nobili di Massa
Lubrense (fonte: G.Maldacea, "Storia di Massa Lubrense").
- 1558 Giovanni Domenico Muscetta, la sorella Vannella e la
madre Lucenta figurano nell'elenco degli abitanti di Massa
Lubrense rapiti dai Turchi nell'invasione del giugno 1558; idem
per Antonia Muscetta e la sorella Carmosina; idem per Iacomo
Muscetta e la sorella Fiorella (fonte: R.Filangieri, "Storia di
Massa Lubrense").
- 1821 Don Angelo Maria Muscetta, Sindaco di S.Giorgio La Molara
(Benevento), viene destituito dal Re di Napoli per la sua
partecipazione ai moti rivoluzionari contro i Borboni (fonte:
V.Cannaviello, "Gli Irpini nella rivoluzione del 1820 e nella
reazione").
- 1848 Carlo Muscetta e Pietrantonio Muscetta figurano
nell'elenco dei patrioti (perseguitati politici) insorti a Nova
Siri (Basilicata) nei moti del 1848 contro i Borboni (fonte:
"M.Lacava, "Cronistoria della Rivoluzione in Basilicata del 1860
e delle cospirazioni che la precedettero").
- Secolo XIX La Famiglia Muscetta figura nell'elenco dei
principali proprietari terrieri nel comprensorio di S.Giorgio La
Molara (Benevento) (fonte: A.Meomartini, "I Comuni della
Provincia di Benevento"). |
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MUSCI
MUSCO |
Musci è tipicamente pugliese, dove è molto diffuso soprattutto
nel barese, a Bisceglie, a Santeramo in Colle ed a Corato,
presenta anche un ceppo a Spoleto nel perugino ed a Roma, Musco
è presente in Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia,
l'origine dovrebbe essere napoletana, anche se si hanno tracce
di nobili Musco a Lecce fin dal 1500, e a Barletta nell'elenco
delle famiglie patrizie compaiono i Musco di origini amalfitane,
potrebbero derivare dalla Gens
romana Mucia, è pure
proponibile per entrambi una derivazione da soprannomi originati
dal vocabolo latino muscus
(muschio).
Personaggio di rilievo è stato l'attore comico catanese Angelo
Musco (1872-1937).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Musci è cognome pugliese che potrebbe derivare dal termine
dialettale napoletano e pugliese 'muscio'
= lento, floscio, vizzo,
oppure dal termine salentino 'musciu'
= gatto
e napoletano 'muscia'
= gatta,
'muscillo'
= gattino.
Minervini 339. |
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MUSCIA
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Muscia è tipicamente siciliano, di Niscemi nel nisseno, di
Vittoria nel ragusano, di Siracusa e di Adrano nel catanese,
dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine dialettale
mùscia
(gatta). |
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MUSCIANESE
MUSCIANO |
Muscianese, molto molto raro, è tipico della fascia che
comprende Abruzzo e Lazio, Musciano, anch'esso molto molto raro,
è dell'Italia centrale con una prevalenza nell'anconetano,
potrebbero derivare direttamente o come forma etnica dal nome
del paese di Musciano nel pisano, o da nomi di località riferiti
alla Gens Mucia,
come un ager mucianus
o un campus mucianus,
o anche direttamente dal cognomen
Mucianus. |
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MUSCILLI
MUSCILLO |
Muscilli, praticamente unico è del barese, Muscillo ha un ceppo
nel foggiano, a Foggia, Accadia e Castelluccio dei Sauri ed a
Genzano di Lucania, Potenza e Forenza nel potentino, dovrebbero
derivare da una forma ipocoristica tardo latina del nomen latino
Muscus,
ma è pure possibile che derivino da un soprannome originato dal
termine dialettale campano
muscillo (gattino). |
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MUSELLA
MUSELLI
MUSELLO |
Musello è
assolutamente rarissimo, sono tutti tipici del napoletano e
basso casertano, Muselli ha anche un ceppo importante nel
sudmilanese e alto piacentino, dovrebbero derivare dal nome
tardo latino Musellus, "...Hic adsum, ego Musellus...Simul atque
eum aspexerunt, 'Ecce! Musellus noster adest...". |
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MUSETI
MUSETTI
MUSETTO
MUSSETTI
MUSSETTO |
Museti sembrerebbe unico ed è probabilmente dovuto ad un errore
di trascrizione di Musetti, che ha un ceppo tra lo spezzino, il
massese ed il lucchese, ed uno nel romano, Musetto è quasi
unico, Mussetti, tipicamente lombardo, parrebbe del bergamasco,
Mussetto, molto raro, è del cuneese, dovrebbero tutti derivare
da modificazioni del nome medioevale latino
Musetus,
del quale abbiamo un esempio a Pavia nella seconda metà del 1100
con Musetus domini regis Einrici
notarius. Tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo ad esempio a Sondalo in Valtellina
in un atto del 1640 dove figura come sottoscrittore il
Consigliere della città Isacco fu Francesco Musetti e, nella
prima metà del 1700 figura come Decano di Sondalo un Isacco fu
Gasparino Musetti di Sommacologna. |
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MUSIAN
MUSIANI
MUSIANO |
Musian, quasi unico, dovrebbe essere veneto, Musiani è tipico di
Bologna e del bolognese, Musiano, assolutamente rarissimo,
parrebbe del messinese, potrebbe derivare dal toponimo Musiano
nel bolognese, ma è molto probabile una derivazione da una forma
dialettale del nome latino
Mucianus di cui abbiamo un
esempio in Marcus Nonius Arrius
Mucianus senatore romano del
terzo secolo che fu Console romano nel 201 d.C.. |
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MUSICCO |
Musicco è
tipicamente pugliese, di Trani nel barese, con un piccolo ceppo
anche a Cerignola nel foggiano, potrebbe essere di origini
albanesi e stare ad indicare che i capostipiti provenissero
dalla piana albanese di Myzeqe . |
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MUSICI
MUSICO |
Musici è
praticamente unico, Musico ha un ceppo laziale ad Ausonia nel
frusinate ed a Ladispoli (RM) ed ha un ceppo anche nel reggino,
dovrebbero derivare dal fatto che il capostipite era un musico,
cioè uno che suonava qualche strumento musicale. |
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MUSILLAMI |
Musillami è specifico del trapanese, di Marsala e Valderice,
potrebbe derivare da un'italianizzazione del termine e nome
arabo Muslim
(mussulmano)
o del cognome e nome, sempre arabo,
Mussalam,
ma potrebbe anche derivare dal nome albanese
Muslimi
con il medesimo significato. |
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MUSIN
MUZIN |
Musin è assolutamente rarissimo, Muzin è praticamente unico,
sembrerebbero tipici dell'udinese, dovrebbero derivare da
soprannomi originati dall'aspetto fisico piacevole del
capostipite, derivando da un ipocoristico del termine friulano
muse
(muso
nel senso simpatico di bel
musetto). |
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MUSINO
MUSINU
MUSIU |
Musino è specifico di Sorso nel sassarese, con un piccolo ceppo
anche a Carbonia ed uno a Roma, Musinu, tipicamente sardo, ha un
ceppo ad Oristano, Terralba e Santa Giusta nell'oristanese ed
uno piccolo a Thiesi nel sassarese, Musiu, ha un ceppo nel
cagliaritano, a Settimo San Pietro, Sestu, Cagliari, Selargius,
Uta, Decimomannu e Muravera, uno a Cabras nell'oristanese ed uno
a San Gavino Monreale e Serrenti nel Medio Campidano.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
MUSINO; MUSINU; MUSIO; MUSIU:
musîo e
musîu (î
nasale; varianti fonetiche: quindi la pronuncia è
musino e
musinu).
Ma non sappiamo con certezza che cosa significhi musino/u, né da
dove derivi. Non significa muso o suo derivato, perché muso in
sardo è murru o bruncu; però in alcune parti del Campidano per
definire una persona “musona”, sempre imbronciata, si usa il
termine “musino/u” (dall’italiano o dal lat. musus),al posto del
sardo “brùncu”. I pescatori di Cabras chiamano il “muggine
saltatore”, bidùmbula o birumbula, che in altre parti dell’isola
chiamano musinu,
dall’italiano musino,
dal latino muxinus,
dal greco μυξίνος. Altrimenti detto qui da noi lissa,
mughèdduliza saliens, mugil.
Mussiù è il nome che ancora
oggi in certe parti del Logudoro, si da ai gendarmi, ai
carabinieri, dal piemontese
monsiù (francese
monsieur)!
Non sappiamo altro! Il cognome Musiu è presente negli antichi
documenti medioevali della lingua e della storia della Sardegna:
Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, troviamo:
Musiu Baldovinu, jurato ville Leunelli, * Leunelli…odierno
Neonelli. Contrate Partis Varicati – Barigadu; Musiu Petru,
ville Ecclesiarum, *** Villa Ecclesiarum…odierno Iglesias. Et
ego De Nelli Pelipaparius Ludovicus, civis et habitator terre et
Ville Ecclesiarum…sindicus, procurator universitatis Ville
Ecclesiarum…seu a Formenyino Joanne, capitano, camerlengo Ville
Ecclesiarum di Sigerro. Omnibus habitatoribus dicte terre Ville
Ecclesiarum, congregatis in Curia Magna…in posse Virde Andree,
quondam Virde Joannis de Civitate Sasseri…nona die januarii
1388. Attualmente il cognome Musino, è presente in 27 Comuni
italiani, di cui 13 in Sardegna: Sorso 38, Carbonia 11, Monastir
6, etc. Musinu è presente in 21 Comuni d’Italia, di cui 16 in
Sardegna: Oristano 20, Thiesi 13, Terralba 10, etc. Musio è
presente in 168 Comuni italiani, di cui 31 in Sardegna: Serrenti
116, Cagliari 46, Samatzai 26, Sassari 23, etc. Il cognome Musio
è particolarmente diffuso nel Salento. Musiu è presente in 69
Comuni italiani, di cui 50 in Sardegna: Settimo 40, Sestu 36,
Cagliari 29, Cabras 27. |
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MUSIO
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Musio ha un ceppo salentino, in particolare a Tricase nel
leccese ed a Specchia, Ugento, Supersano, e Matino, sempre nel
leccese, a Taranto e Carosino nel tarentino ed a Brindisi, ed
uno in Sardegna a Serrenti nel Medio Campidano ed a Cagliari,
Samatzai e Quartu Sant'Elena nel cagliaritano, a Sassari e ad
Orosei nel nuorese, questi ceppi dovrebbero tutti derivare
dall'italianizzazione del nomen latino
Musius,
un alterato di Mucius,
il nome gentilizio degli appartenenti alla
Gens Mucia,
una delle più antiche gentes latine cui appartenne anche il
famosissimo Marco Muzio Scevola. (vedi anche MUSINO) |
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MUSITANI
MUSITANO |
Musitani è praticamente unico e dovrebbe trattarsi di un errore
di trascrizione del cognome Musitano che è specifico della
Calabria, del reggino, di Bovalino, Platì ed Ardore, potrebbe
derivare da un soprannome originato dal termine latino
mussitare
(parlare a bassa voce),
ma, molto più probabilmente deriva da nomi di località
identificabili come agro
mussidiano, cioè proprietà
della Gens Mussidia,
che in epoca augustea ebbe autorità consolare e proconsolare
nell'area calabro, sicula, da Mussidiano a Musitano il passo è
breve. Tracce illustri di queste cognominizzazioni le troviamo
nela prima metà del 1600 con il prete erudito ed illustre medico
di Castrovillari (CS) Carlo Musitano (1635 - 1714) che a Napoli
scrisse molte opere di medicina la più conosciuta delle quali è
il De morbis mulierum. |
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MUSMANNO
MUSUMARRA |
Musmanno è tipico del cosentino, di Castrovillari in
particolare, l'origine è dubbia, potrebbe derivare da una forma
contratta per mussulmano,
ma non si può escludere che possa invece derivare da un nome di
località tipo mons mannus
forma medioevale per
magnus (grande
monte). |
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MUSMARRA
MUSUMARRA |
Musmarra, molto molto raro, è tipico di Acireale (CT),
Musumarra, meno raro, è specifico del catanese, dovrebbero
derivare da un soprannome originato dal vocabolo arabo
muhsmar
(chiodo)
forse per l'eccessiva magrezza del capostipite. |
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MUSMECI
MUSSUMECI
MUSUMECI |
Musmeci è specifico di Acireale nel catanese, ma presenta una
buona distribuzione anche a Catania, Palermo e Messina,
Mussumeci, sempre siciliano, è quasi unico, Musumeci è tipico
della Sicilia sud orientale, potrebbero derivare dal toponimo
Mussomeli (CL) modificato dal dialetto, ma è più probabile una
derivazione dall'arabo Mussum
(mussulmano)
o Mussamil
(assorto, estatico).
integrazioni fornite da
Giovanni Cacciola
questo cognome compare in Acireale già dal 1500 nella forma
latina di Musumechi.la forma Musmeci potrebbe essere solo un
errore di trascrizione.In una lista degli ufficiali di
Acireale,che potevano concorrere alle cariche pubbliche,
troviamo annotati un A.Musmeci nel 1583;nello stesso anno,
troviamo annotato anche un S.Musumechi, nella stessa lista
figurano ancora un G.Musmeci nel 1592-93, G.Musumechi nel
1594-95, G.Musmeci nel 1597-98, un F.Musumeci nel 1609-10. I
Musmeci ebbero anche il titolo di baroni e signori della Torre.
Arma: d'azzurro, partito da un filetto d'oro, nel primo
all'albero sopra un monte roccioso, con un topo in atto di
arrampicarsi, il tutto al naturale, sormontato da tre stelle
d'oro, nel secondo, al mare al naturale, sormontato da una
sirena nascente sormontata da tre stelle d'oro.
integrazioni fornite da
Antonio Musumeci
Musmeci, salvo rarissimi possibili casi di errata trascrizione
anagrafica, non deriva dal cognome Musumeci, ma molto
probabilmente dalla concessione del titolo di Conte di Musumeci
concesso ad un Cesare Lancia dal re di Spagna nel diciottesimo
secolo circa. Il titolo di Barone della Torre derivante dal
feudo "Torre" in Castro Giovanni (Enna), in territorio di
Convicino (oggi Barrafranca), feudo che abbracciava il Monte
Torre ed il Monte Stella non è attribuibile alla famiglia
Musmeci ma a quella dei Musumeci; Circa l'infeudazione di tale
territorio (1752) e la concessione del titolo di barone della
Torre (1753) da parte dei Borboni di Napoli proprio al casato
dei Musumeci (e non Musmeci) si veda l'opera monumentale del De
Spucchesonde l'attribuzione del titolo di baroni della Torre ai
Musmeci contenuta in altre opere deve quindi ritenersi errata,
se non addirittura un prosieguo dell'opera di confusione delle
due famiglie iniziata con l'attribuzione del titolo di Conte di
Musumeci a Cesare Lancia. L'origine del cognome Musumeci non è
affatto araba sebbene per mera coincidenza in arabo esista il
termine Myshmish (Albicocca); Si tratta invece secondo le mie
ricerche di un nome di battesimo armeno divenuto cognome prima
grecizzato e poi italianizzato; il diminuitivo del nome armeno
Mushel (grecizzato in Musele) sarebbe Mushelik (Musele junior)
grecizzato in Musulice divenuto italianizzato per metatesi
Musuleci da cui deriverebbe Musumeci in Sicilia e forse forse
in Romagna il cognome Musolesi; Circa Musulice il capostipite
siciliano dei Musumeci, egli è ricordato nella storia dei
Musulmani in Sicilia di Michele Amari per avere sconfitto gli
arabi a Caltavuturo nell'881- 882 d.C. grazie all'apparizione
miracolosa di Sant'Ignazio Patriarca di Costantinopoli sopra un
cavallo bianco che gli indicò da quale lato attaccare. |
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MUSOLINI
MUSOLINO
MUSSOLINI
MUSSOLINO |
Musolini è praticamente unico, Musolino sembrerebbe tipicamente
calabrese, del reggino in particolare e del vicino messinese,
con un ceppo anche nel tarentino ed uno nel napoletano,
Mussolini, assolutamente rarissimo è tipico della Romagna,
Mussolino, molto raro, è napoletano.
integrazioni fornite da
Fabio Paolucci (Salerno)
Mussolino è un tipico cognome campano con epicentro di
diffusione a Napoli. Per quel che concerne l'origine etimologica
di questo cognome, dobbiamo tenere presenti i continui contatti
che nei secoli scorsi, soprattutto del Medioevo, le coste
meridionali hanno intessuto con le popolazioni arabe, in
particolar modo per scopi commerciali. Infatti tale cognome trae
origine dal vocabolo arabo
moseli, che designa una sorta
di tela bambagia sottilissima, derivato a sua volta da
Mosul
o Mossul,
nome della antica città asiatica sita sulla riva destra del
Tigri nel Diarbek (con ogni probabilità l'antica Ninive) in cui
tale prodotto veniva confezionato. In latino medievale il
termine arabo Mosil (in siriaco Muzol o Mosul) divenne
Mussola,
italianizzato e cognominizzato poi nella forma Mussolino o, più
rara, Mussolini. |
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MUSONE
MUSONI |
Musone è tipico del casertano di Marcianise in particolare,
Musoni, decisamente più raro è lombardo dell'area bresciano,
cremonese, mantovana, dovrebbero derivare dal nome latino
Musonius
di cui abbiamo un esempio negli
Annales di Tacito:
"...Verginium Flavum et Musonium Rufum claritudo nominis
expulit: nam Verginius studia iuvenum eloquentia, Musonius
praeceptis sapientiae fovebat...". |
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MUSSA
MUSSI
MUSSO |
Mussa è diffuso nell'area lombardo, piemontese, a Torino ed Asti
ed a Crema nel cremonese ed a Milano, Mussi è concentrato in
Lombardia in particolare a Lissone e Milano nel milanese, nel
cremasco e nel bergamasco, ed in Emilia soprattutto a Parma,
Musso è tipico del Piemonte e Liguria, con ceppi importanti
anche in Sicilia, dovrebbero derivare dal cognomen latino
Mutius
o dal nomen Mucius
e Mucia,
ricordiamo il famosissimo Gaio
Mucio Cordo altrimenti noto
come Muzio Scevola (vedi MUCCILLI), ma è pure possibile,
soprattutto per i ceppi siciliani, che in alcuni casi derivino
da soprannomi.
integrazioni fornite da
Daniele Zaia
potrebbero anche derivare dalla voce dialettale "muss,
mussa",
asino, asina.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
I personali latini Mussa
(femm. e maschile) e Mussius,
legati al verbo musso-mussare
«borbottare»,
sono all'origine dei cognomi Mussi e Mussio. Per Mussati si
risale al nome proprio Mussatus
(Mussatus est qui mussat), mentre Mussini è diminutivo in -ino
di Mussa o Mussius. Cospicua la diffusione di detti cognomi a
Modena, a Sassuolo e a Carpi, dove è pur presente Mussatti.
Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996. |
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MUSSARDO |
Mussardo è tipico di Cutrofiano nel leccese, dovrebbe derivare
dal nome medioevale Mussardus
del cui uso troviamo tracce in questo carme: "..Nequidquam
ingrediens, digitos vix ponere campo // Primores poterat. simul
est ad ephippia ductus, // Et conscendit equum: ceu torrens
flammeus hosti // Incidit, et secuit diuerso limite turmas, //
Huc obuersus et huc, truncis post terga relictis. // Agnitus a
quodam Mussardi nomen habente: // Unde venis? quaerit, Remulo
iactantior ipso: // Multa quoque irridens, qui sese auderet in
armis..", nome derivato dalla latinizzazione del nome normanno
Mussard. |
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MUSSATI
MUSSATO
MUZZATTI |
Mussati molto raro è tipico del modenese, Mussato altrettanto
raro è del trevisano, Muzzatti è tipico del pordenonese,
assolutamente rarissimo, ha piccolissimi ceppi a Spilimbergo,
Cavasso Nuovo e Castelnuovo del Friuli, dovrebbero derivare da
un soprannome originato dal vocabolo dialettale musso (asino),
legato forse al mestiere di asinaio o conduttore di asini, ma è
pure possibile che derivino dal cognomen latino Mutius o dal
nomen Mucius , usato nel medioevo come, ad esempio, si può
vedere in questa testimonianza resa nel 1175 a Brescia: "...quod
illi de Nuvolera non habebant ab illo termino in susum aliquid
ad dicendum cum illis de Serlis; et hoc idem dixit tunc ibi
Mutius..."; troviamo tracce di questa cognominizzazione a Padova
nel 1200 Albertino Mussato notaio, oratore, storico, nobile
difensore del popolo padovano contro gli Scaligeri. |
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MUSSETOLA |
Mussetola. cognome quasi unico, sembrerebbe lombardo, dell'area
bresciano, mantovana, di difficile interpretazione, potrebbe
derivare dal nome di un antico toponimo, ma è pure possibile che
derivino da una forma ipocoristica latina nel nome femminile
latino Mucia. |
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MUSSIDA |
Specifico
della provincia di Lodi al confine con il piacentino, dovrebbe
derivare da un soprannome di origine dialettale stante ad
indicare o una caratteristica del labbro o un aspetto
particolarmente imbronciato del capostipite. |
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MUSSNER |
Tipicamente altoaltesino dovrebbe essere la germanizzazione del
cognome ladino Mus (L'Imperatrice Maria Teresa nel 1700 ordinò
che venissero germanizzati tutti i cognomi della zona) chiara
derivazione del cognomen latino Mus.
integrazioni fornite da
Giacomo Ganza / Villa di Tirano (Sondrio)
è la variante di lingua tedesca di una parola dialettale
regionale che significa "mucchio di sassi". |
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MUSSOI
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Mussoi è un cognome specifico di Sedico nel bellunese, potrebbe
derivare da un soprannome originato dal mestiere di conduttore
di asini svolto dal capostipite ed avrebbe alla base il vocabolo
veneto musso
(asino). |
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MUSSOMELI |
Assolutamente rarissimo, dovrebbe essere di origini siciliane e
derivare dal toponimo Mussomeli (CL). |
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MUSTI
MUSTO
MUSTU |
Musti è tipico di Barletta (BA), Musto è tipico della Campania,
Mustu è praticamente unico, è difficile individuare l'origine di
questi cognomi, l'ipotesi della derivazione dal nome arabo
Mushtaaq è improbabile anche se non impossibile.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Musto è tipicamente campano, con un ceppo secondario nel barese,
mentre Musti, molto più raro, è originario di Barletta (BA),
entrambi questi cognomi dovrebbero derivare dal termine
dialettale mustu
(dal latino mustum),
con il significato di mosto,
ad indicare molto probabilmente l'attività di vinificatore o
produttore di vino. Si tratta, dunque, delle cognominizzazioni
di nomi di mestiere attribuiti ai capostipiti. |
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MUTI
MUTO |
Muti è presente in tutta l'Italia centrale, con un ceppo
all'isola d'Elba e nel livornese, uno nel napoletano ed uno nel
barese, Muto è molto diffuso in Calabria, soprattutto nel
cosentino, nel napoletano, nel romano e nel reggiano, dovrebbero
derivare da soprannomi legati o all'essere muto o a
caratteristiche comportamentali del capostipite, ma è pure
possibile una derivazione da toponimi contenenti la radice
-muto. |
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MUTINELLI
MUTINI
MUTINO |
Mutinelli
ha un ceppo trentino nella zona di Ala e Rovereto ed uno nel
veronese, Mutini probabilmente ligure e Mutino sono
assolutamente rarissimi, dovrebbero derivare dal cognomen latino
Mutinus, si ricorda Mutinus Tutunus il dio latino dei pastori
protettore della fertilità femminile. Tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo nella seconda metà del 1400 con
Stefano Mutini, ammiraglio della flotta della repubblica di
Genova e prefetto marittimo sotto papa Alessandro VI°. |
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MUTTI
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Diffuso
in tutta la Lombardia, pavese e piacentino, deriva dal cognomen
latino Muttius, di cui si hanno tracce in un'antica iscrizione:
"T(itus) Muttius P(ubli) f(ilius) Celer IIIIv (ir) q
(uinquennalis) theatrum emundum gradus faciendos cur(avit)
senatique consultum fecit utei pecunia a populo pageis
retribueret". Nel 1500 troviamo nel bresciano già la
cognominizzazione di questo nome, vi imperversava infatti il
bandito Paolo Mutti di Gardone. |
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MUTTINI |
Muttini è tipico di Galliate nel novarese e di Novara, dvrebbe
derivare da una forma ipocoristica del cognomen latino
Muttius
(vedi MUTTI) |
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MUTTONI |
Molto
raro è tipico del comasco e del bergamasco, deriva da una
modificazione dell cognomen latino Muttius (vedi
Mutti). Tracce di questa cognominizzazione le troviamo in Val
d'Intelvi fin dal 1600, nel 1700 è famoso nel veronese lo
scultore Lorenzo Muttoni. |
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MUTZETTE
MUZZETTE |
Mutzette, quasi unico, è sardo, così come il praticamente unico
Muzzette, questi cognomi dovrebbero nascere da soprannomi basati
sul termine dialettale sardo
mutzetta o
muzzetta,
per indicare la mantelletta
indossata dai preti e dai magistrati,
fosse ad indicare che il capostipite fosse solito portare quel
tipo di indumento. |
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MUZI
MUZIO
MUZZI
MUZZINI |
Muzi è tipico della fascia centrale che comprende Marche,
Umbria, Lazio ed aquilano, Muzio ha un grosso nucleo nella
Lombardia occidentale nella Liguria orientale ed in Piemonte,
con ceppi anche nel napoletano e nel Molise, Muzzi è tipico
dell'area che dal bolognese, tramite il fiorentino, il senese,
l'Umbria ed il Lazio arriva a Roma, con ceppi anche nel genovese
e nel catanzarese, Muzzini ha un piccolo ceppo a Marcaria nel
mantovano ed uno a Castelnuovo ne' Monti nel reggiano,
dovrebbero derivare tutti, direttamente o tramite ipocoristici,
dal cognomen latino Mutius,
anche se per Muzzi si può anche ipotizzare una derivazione
dall'aferesi di diminutivi dialettali di nomi come Giacomo,
Guglielmo o Cosimo. Tracce di queste cognominizzazioni le
troviamo nel 1500 con il Notaio criminale: Orlando Muzi di
Giuseppe da Bibbiena e nel 1600 con il pittore Muzi da Raiano
(AQ). |
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MUZIOTTI |
Cognome
ormai praticamente scomparso, potrebbe derivare dal cognomen
latino Mutius e starebbe ad indicare l'appartenenza alla
famiglia dei Muzii. |
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MUZZAPAPPA
MUZZOPAPPA
MUZZUPAPPA |
Muzzapappa, quasi unico, è dovuto ad errori di trascrizione di
Muzzopappa, che è tipico di Mileto, Nicotera e Ricadi nel
valentiano, o di Muzzupappa, che è tipico del valentiano in
Calabria, di Ricadi, Nicotera e Limbadi, con un ceppo anche a
Rosarno nel reggino, si dovrebbe trattare di forme dialettali
del nome saraceno Mustapha. |
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MUZZICATO |
Tipico
siciliano della zona tra Enna e Nicosia è molto raro, dovrebbe
derivare da un soprannome originato da un episodio connesso con
una morsicatura. Troviamo il casato dei Muzzicato fin dal 1400,
con atto 20 maggio 1420 redatto in Barcellona ricevono
l'investitura a baroni di Sisto di Nicosia. |
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MUZZIN
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Muzzin è tipicamente friulano, del pordenonese in particolare,
di Pordenone, Fiume Veneto, San Vito al Tagliamento, Prata di
Pordenone e Porcia, dovrebbe derivare da un soprannome originato
dall'italianizzazione del termine dialettale
mussin,
che significa sia moscerino
che piccolo asino,
probabilmente più attendibile il primo significato, intendendo
forse che il capostipite fosse indisponente come un moscerino. |
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MUZZOLON |
Muzzolon
è specifico di Lonigo. Gambellara e Orgiano nel vicentino, di
Cologna Veneta e Verona nel veronese, e di Padova e Due Carrare
nel padovano, dovrebbe derivare dal nome del paese di Muzzolon,
una frazione di Cornedo Vicentino. |
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