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DAI
CAMPI
DAICAMPI |
Entrambi trentini e assolutamente rarissimi, sia Daicampi che
Dai Campi sembrano specifici di Rovereto, dovrebbero derivare da
antichi soprannomi originati dal fatto di provenire il
capostipite da una zona chiamata i Campi.
integrazioni fornite da
Danilo Dai Campi
Il cognome Dai Campi, chiamato un tempo a Campis, sembra
provenire dall'antica villa di Fano Brentonico in Trentino,
località ora scomparsa a seguito di una frana, moltissimi atti
notarili suggeriscono quest'origine. Qualche traccia si è
trovata nella prima metà del 1600 a Grosio (So) con un certo
notaio Giovanni Antonio a Campis fu Giovanni di Grosio. |
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DAIDONE |
Daidone è
tipicamente siciliano, dovrebbe derivare dal toponimo Aidone in
provincia di Enna, indicandolo così come luogo di provenienza
del capostipite. |
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DAINA
DAINI
DAINO
DAINOTTI
DAINOTTO |
Daina, molto molto raro, sembrerebbe lombardo, soprattutto del
bergamasco, di Berbenno e Bergamo, e di Milano, Daini ha un
ceppo nel bresciano tra Calcinato e Montichiari, ma il nucleo è
in Toscana a Livorno, Pontedera, San Miniato e Pisa nel pisano,
Fucecchio, Firenze e Cerreto Guidi nel fiorentino, Daino
parrebbe siciliano di San Mauro Castelverde (PA) e Palermo, con
ceppi anche nel catanese a San Cono e Caltagirone e
nell'agrigentino ad Agrigento, Ribera e Porto Empedocle, ha un
ceppo anche nel napoletano ad Afragola e Casoria ed uno quasi
sicuramente secondario a Milano, Dainotti, molto raro, ha ceppi
siciliani e tra milanese e pavese, Dainotto sembrerebbe
siciliano di Licata e Ravanusa nell'agrigentino, con un ceppo
anche a Palermo ed uno quasi sicuramente secondario a Milano,
tutti questi cognomi dovrebbero derivare direttamente o tramite
ipocoristici dal nome medioevale italiano
Dainus,
Daina,
di cui abbiamo un esempio d'uso in un atto del 1529 a Solofra
(AV): "...Domaschino ha pagato a Nicola e Samuele Ebreo, con
fideiussione di Vincenzo de Amore di Napoli.. ..G: nobile P.
Angelo Fasano. T: domino Hieronimo Ronca u.j.d., egregio notaio
Andrea Alfano, clerico Annunzio Alfano, magistro Daino Ausolerio
de Leonardo capitano di Solofra,..", tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo in un atto del 1601 dove si da in
concessione a Cefalù (PA): "...l'ortagio della grassura detta
della turri a Paolino Lo Daino per onze 6...".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Dainotti è cognome siciliano, calabrese e lucano. Viene dalla
voce siciliani 'dainottu'
= piccolo daino.
Rohlfs 81. |
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DAINESE
DAINESI |
Il
primo è tipico dell'area che comprende le province di Venezia,
Padova e Rovigo, il secondo, più raro sembra più specifico
dell'alto bolognese e rovigoto, dovrebbe derivare dal nome
medioevale Dainesio, di cui si hanno tracce ad esempio ad Imola
nel 1400 con l'Architetto Dainesio Maineri, mentre della
cognominizzazione di questo nome si hanno a Bologna nel 1350 con
il dottore Sante Dainesi e troviamo tracce a Padenghe (BS) nel
1650 con tal Zenone Dainesi, come si legge su un'iscrizione:
"...AD MAIOREM DEI GLORIAM MONUMENTUM DEVOTIONIS ET DEBITI
POSUERE ZENONE DAINESIO ED IACOBO SALODINI ...".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Dainese è un cognome padovano e vicentino. Viene dai nomi
antichi Danesius,
ver. 1558, Danixius,
milan. 1266; Dainisius
milan. Dainése,
pad., vic. = Danése
(francese le Danois) epiteto di Uggieri nella Onomastica
carolingia. Cfr. Olivieri, Cogn. Ven. Euganea, p. 135. Uggieri è
la italianizzazione di 'Ogier de Denemarche', denominato anche
'Ogier li Daneis', l'eroe principale della Chanson de Roland. |
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D'AIUTO |
D'Aiuto ha un piccolo ceppo nel salernitano a Salento, Gioi,
Salerno e Serre, uno nel barese a Sant'Eramo in Colle e
Bitritto, ed uno nel palermitano, a Palermo, Giuliana e
Roccamena, si dovrebbe trattare di una forma patronimica, dove
il D'-
sta per il figlio di,
riferito a capostipiti i cui padri si chiamassero
Aiuto
(vedi AIUTI). |
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DALAI
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Dalai ha
un ceppo a Verolavecchia nel bresciano ed a Gonzaga e Pegognaga
nel mantovano e nel vicino reggiano a Luzzara e Guastalla, di
origini etimologiche oscure. |
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D'ALBA
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Sembrerebbe tipico della Puglia, Bari, Taranto e Uggiano La
Chiesa (LE) e Giurdignano (LE), con un ceppo forse non
secondario nel palermitano, potrebbe derivare da uno dei tanti
toponimi contenenti la radice Alba come ad esempio Contrada
Monte d'Alba (BA), ma più probabilmente deriva dal nome spagnolo
Alba, pensiamo al vicerè di Napoli il famoso Duca D'Alba. Tracce
di questa cognominizzazione le troviamo a Capurso (BA) nel 1600
con Don Diomede D'Alba arciprete della Chiesa Matrice di
Capurso. |
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DAL
BALCON |
Dal
Balcon è specifico di Malo nel vicentino, l'origine storico
etimologica è oscura. |
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DAL
BELLO
DALBELLO
DEL BELLO
DELBELLO |
Dal
Bello è un cognome tipicamente veneto, con un grosso ceppo nel
trevisano, soprattutto a Fonte, Vedelago, Asolo, Altivole e
Castelfranco Veneto, un ceppo nel rovigoto a Lusia ed uno a
Padova e nel padovano, Dalbello, quasi unico, è dovuto ad errori
di trascrizione del precedente, Del Bello ha un ceppo nel
bergamasco, uno tra goriziano e triestino, uno tra anconetano e
Piceno, uno nel perugino a Spoleto, uno nel teatino a Lanciano,
ed uno a Roma, Delbello è tipicamente triestino, si dovrebbe
trattare di forme patronimiche del nome augurale medioevale
Bellus
(vedi BELLI), dove il Dal
ed il Del
stanno per figlio del. |
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DALBON
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Specifico
trentino, deriva dal nome medioevale Bono. |
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DAL
BORGO |
Tipico
del bellunese tra Pieve d`Alpago e Chies d`Alpago, con un ceppo
anche a Venezia e nel ravennate nella zona tra Faenza, Lugo,
Cotignola e Bagnacavallo, dovrebbe derivare da soprannomi
indicanti la provenienza o da paesi contenenti la radice Borgo,
come ce ne sono moltissimi in Italia o nelle città da contrade o
rioni denominati appunto il Borgo, nome anche questo
estremamente comune. |
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DAL
BOSCO |
Originario dell'area compresa tra le provincie di Verona e
Vicenza (vedi Boschi) |
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DAL
BROLLO |
Dal
Brollo estremamente raro, sembrerebbe settentrionale, dovrebbe
stare ad indicare la provenienza del capostipite dauna sorta di
riserva di caccia, derivando il termine dal vocabolo di origine
celta broglio
(territorio di caccia,
territorio chiuso, anche giardino). |
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D'ALCAMO |
D'Alcamo,
decisamente siciliano, è specifico di Palermo e Monreale nel
palermitano, di ALcamo nel trapanese e di Calascibetta
nell'ennese, dovrebbe derivare dal fatto che i capostipiti
fossero originari di Alcamo nel trapanese. |
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DAL
CANTO |
Dal Canto
è tipico dell'area pisano, livornese, di Santa Maria a Monte,
POntedera, Ponsacco, Cascina, Pisa e Casciana Terme nel pisano e
di Collesalvetti, Cecina e Livorno nel livornese, potrebbe
derivare da nomi di località, come a solo titolo d'esempio il
Canto d'Arco di Lucca, indicandone la provenienza dei
capostipiti. |
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DAL
CASTEL
DAL CASTELLO |
Dal
Castel, molto molto raro, è tipico del bellunese, di San
Gregorio nelle Alpi, Santa Giustina e Feltre, Dal Castello è
specifico dell'area veronese, vicentina, di Cogollo del Cengio
(VI) in particolare, ma anche di Badia Calavena nel veronese,
dovrebbero derivare da toponimi contenenti la radice castello,
come ad esempio Castel d'Azzano (VR) o Castelcucco nel
trevisano, o anche da luoghi nelle vicinanze di un castello. |
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DAL
CERO |
Tipico
del veronese, dovrebbe derivare dal nomen latino Cerus, nome
derivato da quello di una divinità che costituiva l'alter ego
maschile della dea Cerere; il nome di questa divinità viene
riportata in Valerio Flacco: "Matrem Matutam antiqui ob
bonitatem appellabant, et maturum idoneum usui, et mane
principium diei; el inferir di Manes, ut supliciter boni
apellati essent, et in carmine Saliari Cerus Manus appellatur
creador bonus." e in Terenzio Varrone: "...Ianeus iam es, duonus
Cerus es, duonus Ianus....". |
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DAL
CIN
DALCIN |
Tipico
del trevisano e della provincia di Pordenone ai confini con
quella di Treviso, Dal Cin è specifico in particolare della zona
tra Conegliano e Sacile, Dalcin quasi unico è dovuto ad errori
di trascrizione, dovrebbe derivare dal nome medioevale Cino di
cui abbiamo un esempio nel 1300 con il famoso poeta e insigne
giurista Cino da Pistoia. |
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DAL
DEGAN |
Tipico
del veronese e vicentino, (vedi Degan). |
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DAL
DIN
DALDIN
DEL DIN
DELDIN
DIN |
Dal
Din, molto raro, è del trevigiano, di Valdobbiadene e di Caerano
di San Marco, Daldin, oltre alle presenze nel trevigiano a
Pontedi Piave, ha un piccolo ceppo a Faver nel trentino, Del Din
ha un ceppo nel bellunese a Talbon Agordino, Agordo e Rivamonte
Agordino, ed uno a Meduno nel pordenonese, Deldin è quasi unico,
Din, estremamente raro è probabilmente una forma aferetica dei
precedenti, potrebbe trattarsi di patronimici riferiti a
capostipiti i cui padri venissero chiamati
Dino, e
dove il Dal-
ed il Del-
stessero per il figlio di,
forse come forme ipocoristiche aferetiche di nomi come
Leonardo
o Riccardo
o altri nomi simili, ma è anche possibile che indichino invece
una provenienza dei capostipiti da zone riconosciute in dialetto
come Din,
possibile forma aferetica di molte località come ad esempio l'agordino. |
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DALDOSSI
DAL DOSSO
DALDOSSO |
Daldossi
è decisamente lombardo dell'area bergamasco, bresciana, di di
Bergamo e Pompiano nel bresciano in particolare, Dal Dosso ha un
ceppo nel veronese a Verona, Vestenanova, Tregnago, Grezzana,
Negrar e Bosco Chiesanuova, ed uno nel vicentino a Schio e
Chiampo, Daldosso è tipico di Bosco Chiesanuova nel veronese,
dovrebbero derivare dal fatto che i capostipiti provenissero da
uno dei vari paesi chiamati Dosso, come Dosso di Albiate nel
milanese, Dosso di Azzone nel bergamasco, Dosso di Marmentino
nel bresciano Dossobuono nel veronese o altri simili. |
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D'ALEMA
DALEMA
DALEMMO |
D'Alema, molto molto raro, parrebbe lucano di Matera, con un
ceppo anche nel brindisino a Francavilla Fontana e Brindisi,
Dalema, quasi unico, è di Matera e dovrebbe essere dovuto ad un
errore di trascrizione del precedente, Dalemmo, sempre molto
molto raro, è specifico di Manduria nel tarentino, dovrebbero
derivare da dorme patronimiche in
D'-
riferite al nome turco Alem,
probabilmente portato dal padre del capostipite (vedi ALEMMA). |
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D'ALENA
DALENA |
D'Alena, molto raro, parrebbe originario della Puglia, così come
Dalena tipico del barese.
integrazioni fornite da
Alfonso di Sanza d'Alena
Le ipotesi più probabili, in merito all'origine del cognome
d'Alena sono due: la derivazione da un matronimico, poiché Alena
viene descritto come un nome di origine greca o slava, usato
come variante di Magdalena o Maddalena; oppure l'origine
potrebbe ricercarsi nel significato del sostantivo, ormai
desueto, aléna
usato sin dal XIII secolo, che starebbe ad indicare
respiro, fiato
o anche
vento o soffio leggero. Il
Sergent, 1861, lo precisa come alito difficile; il Devoto,
"Dizionario etimologico", Le Monnier, Firenze, 1968, indica:
alena,
latino medievale (X secolo), metatesi di
anela, respiro; Zingarelli,
1970, riporta: aléna,
da alenare, s.f., lett. lena, fiato. Il cognome, nella forma
latina de Alena, era usato già nel XII e XIII secolo, come
testimonia il Manno, che cita una famiglia de Alena dei signori
di Moretta (estinta prima del XII secolo), mentre al sud la
notizia più antica risale al XIII sec., epoca in cui Carlo
d'Angiò con lettera datata 4 aprile 1269, diretta a Dionisio di
Amalfi, Procuratore dei beni devoluti al Fisco, ordinò di
immettere Matteo de Alena nel possesso dei beni sottrattigli e
di affidargli inoltre la custodia del Castello di Valva per
conto del Fisco. In seguito lo investì anche del feudo di
Campora. In altro documento datato 1280, Matteo de Alena è
annoverato tra i baroni del Regno che costruirono e misero a
disposizione di Carlo d'Angiò, navi da guerra. Il cognome si è,
poi, mantenuto in questa forma fino al XVIII secolo, per
assumere quella attuale, d'Alena, nel XIX secolo. Nel XVII
secolo la famiglia d'Alena si sposta in Molise a Frosolone con
Berardino, per poi dividersi nei due rami dei baroni di Macchia
d'Isernia (linea estintasi con Celeste d'Alena + 1938 che sposò
il Conte Giulio Frisari di Bisceglie) e dei baroni di
Vicennepiane, tuttora fiorente. La diffusione del cognome, che
conosce alcune varianti quali Dalena ed Alena, è molto limitata
in Italia: in soli 42 comuni per d'Alena, con prevalente
presenza al sud, in particolare Puglia e Molise; in 61 comuni
nella variante Dalena, anche in questo caso prevalenza al sud,
in Puglia; Alena, in soli 3 comuni del nord. |
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D'ALEO
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D'Aleo è tipicamente siciliano, molto diffuso a Palermo e Gela
nel nisseno, ma comunque ben presente a Trapani, Paceco, Mazara
del Vallo ed Erice nel trapanese, a San Cipirello e Balestrate
nel palermitano a Caltanissetta ed Agrigento, si dovrebbe
trattare di una forma patronimica in
D'-, con
il senso di il figlio di,
riferita a capostipiti i cui padri si chiamassero
Aleo.
(vedi ALEI)
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
D'Aleo è un patronimico del nome
Alèo, dal
greco Alaîos,
nome etnico. |
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D'ALESSANDRO |
Diffuso moltissimo in tutt'Italia, ma particolarmente nel
centro sud, deriva dal nome Alessandro. Cognome abbastanza
antico, visto che se ne trovano tracce già in un atto del
1431:"...ex parte et mandato eorum offitii filiis et heredibus
Ughonis de Alexandris...", e in un titolo di credito del 1443
stilato in Firenze: "....Item prefati operarii simili modo et
forma declaraverunt debitores Opere prefate in florenis auri
undecim libris sexaginta novem et soldis tredecim infrascriptas
personas pro quodam dirizatorio seu acquario marmoris albi facto
ad instantiam eorum per prefatam Operam et suos ministros,
nomina quorum sunt hec, videlicet: ...Iohannes domini Foresis
de Salviatis ... Loysius Alexandri (d'Alessandro) ser
Lanberti...".
integrazioni fornite da
Ettore D'Alessandro di Pescolanciano
Duca di Pescolanciano (mpr), patrizio napoletano con uso di Don
e Donna (mf), barone di Civitanova S., Carovilli, Castiglione,
Civitavetere (Duronia), Castel del Giudice, Roccacinquemiglia,
Sprondasino, Pietrabbondante (mf). (Cons.Aral. ricon.D.M. 8
mar.1922, iscr.Libro d'Oro Nob.Ital. 1933, iscr.Elenco Nob.Ital.
Cons.Aral.Regno su G.U. 1934 p.16). La famiglia trae origine da
talune tribù elleniche, stanziatesi nella Magna Grecia
identificate nel nome proprio di Alexander,composto da
alexein
(proteggere)
ed ander
(o genitivo
andròs,
degli uomini),
dal significato etimologico
difensore degli uomini. Le più
antiche e primordiali baronie possedute dal Casato furono
collocate tra la penisola sorrentina ed il Cilento.
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D'ALESSIO |
D'Alessio è molto diffuso nell'area che comprende il Lazio,
l'Abruzzo, il Molise, la Puglia e soprattutto la Campania, con
presente secondarie un pò in tutt'Italia, dovrebbe derivare da
una forma patronimica, dove il
D' sta per figlio di, riferito
ad un padre del capostipite il cui nome era probabilmente
Alessio
(vedi ALESSI). |
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DAL
FORNO
DEL FORNO |
Dal Forno
ha un ceppo a Verona e nel veronese Tregnago ed Illasi ed uno a
Marano lagunare nel basso udinese, Del Forno ha un ceppo a
Pasian di Prato nell'udinese, uno a San Severo e Torremaggiore
nel foggiano ed uno a Napoli ed a Pagani, Angri e Vallo della
Lucania nel salernitano, dovrebbero derivare dal fatto che la
famiglia era titolare di un forno o abitava nei suoi pressi. |
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DALFOVO |
Molto
raro è tipico trentino della zona di Mezzolombardo (TN),
dovrebbe derivare da un identificativo di località legato al
termine favo o faggio, per indicare una zona caratterizzata
dalla presenza di uno di questi due elementi. |
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DAL
GRANDE |
Dal
Grande è tipicamente veneto, del vicentino in particolare, di
Chiampo, Arzignano e Lonigo, dovrebbe trattarsi di una forma
patronimica riferita a capostipiti i cui padri fossero
riconosciuti con il soprannome di
Grande
(vedi GRANDE), probabilmente a causa della loro statura., non si
può però escludere che possa anche derivare dal fatto, che i
capostipiti provenissero dal paese di Fondo Grande vicino a
Rovereto in trentino. |
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D'ALÌ
D'ALÒ
D'ALÙ |
(vedi
Alì) |
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D'ALISE |
D'Alise, specifico della provincia di Napoli e Caserta, (vedi
Aloise) dovrebbe derivare dal nome
Aloisio
(Luigi). |
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D'ALISERA |
D'Alisera
ha un ceppo a Roma ed uno a Salcito e Trivento nel campobassano,
dovrebbe derivare dal nome della località Casa D'Alisera nei
pressi di Salcito e Trivento, probabile luogo d'origine del
capostipite. |
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DALLABORA |
Di
origini piacentine, dobrebbe derivare per contrazione dal nome
augurale Bonora (equivalente di Fortunato). |
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DALLA
CHIESA
DELLA CHIESA |
Dalla
Chiesa è del parmense, Della Chiesa sembrerebbe avere due ceppi,
uno del novarese ed uno del riminese. (vedi Chiesa) |
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DALLA
COLLETTA
DELLA COLLETTA |
Dalla Colletta, estremamente raro, è del trevigiano, Della
Colletta, molto raro, ha un ceppo nel trevigiano a Vittorio
Veneto, Refrontolo e Cappella Maggiore, dovrebbero derivare da
nomi di località chiamate
Colletta, forma contratta del
termine collinetta,
come ne esistono molte in tutta l'Italia settentrionale, luoghi
probabilmente d'origine dei capostipiti. |
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DALLA
CORTE
DELLA CHIESA |
Dalla
Corte è tipico del bellunese, di Feltre e Sovramonte, dovrebbe
derivare da toponimi (vedi DELLA CORTE). |
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DALL'ACQUA
DALLACQUA
DELL'ACQUA
DELLACQUA |
Dall'Acqua ha un ceppo tra le province di Treviso, Venezia e
Pordenone, uno nel mantovano, uno nel milanese ed uno tra
Liguria ed alessandrino, Dallacqua, decisamente molto più raro,
è una forma modificata del precedente, tipèico del torinese,
così come Dellacqua che è una diversa forma di Dell'Acqua che ha
un grosso nucleo lombardo nel pavese, milanese, varesotto e
comasco, un ceppo nel genovese, uno nel materano ed uno nel
messinese, dovrebbero derivare da toponimi contenenti la radice
acqua come ne esistono moltissimi in tutta l'Italia. |
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DALLA
CROCE
DELLA CROCE |
Dalla Croce, assolutamente rarissimo è tipico del veronese,
Della Croce ha un ceppo tra lucchese e livornese, uno a Roma ed
uno a Foggia, potrebbero avere origine toponomastica indicando
probabilmente la provenienza dei capostipiti da uno dei
tantissimi toponimi contenenti la radice
Croce. |
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DALLA
FRATTA
DALLE FRATTE |
Dalla
Fratta, praticamente unico, è probabilmente dovuto ad un errore
di trascrizione del cognome Dalle Fratte, che è tipicamente
veneto, di Borso del Grappa nel trevisano, di Campodarsego e
Villanova di Camposampiero nel padovano, di Santa Maria di Sala
nel veneziano e di Mussolente nel vicentino, con un piccolo
ceppo anche a Borgo Valsugana nel trentino, dovrebbero derivare
dai vari toponimi contenenti la radice Fratta o Fratte, come ad
esempio Fratta di Caneva o di Maniago (PN), Fratta di Oderzo o
di Tarzo nel trevisano, Fratta Casoni nel padovano, Fratta
Polesine nel rovigoto, Fratta (VE), e così molti altri. (vedi
anche DELLE FRATTE) |
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DALL'AGATA |
Dall'Agata è tipicamente romagnolo, di Forlì soprattutto e di
Forlimpopoli e Cesena nel forlivese e cesenate e di Ravenna,
potrebbe derivare da nomi di località come Cà Dell'Agata nel
forlivese, o Sant'Agata Feltria nel pesarese, forse i luoghi
d'origine dei capostipiti. |
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DALL'AGNOL |
Tipico
del basso bellunese, zona di Arsiè, sembrerebbe originario di
Fastro ai confini tra vicentino e bellunese, deriva dal nome
medioevale Agnolo. |
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DALLA
GUARDA |
Dalla
Guarda è tipico del vicentino, della zona di Schio e del paese
vicino Santorso, dovrebbe derivare dal nome della località
Guarda, sulla strada del Pasubio. |
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DALLA
LONGA
DALLA LUNGA |
Dalla Longa è specifico di Valdobbiadene nel trevisano, Dalla
Lunga, praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad un'errata
trascrizione del precedente, che dovrebbe essere una forma
matronimica, dove il prefisso
Dalla- stesse per
il figlio della,
riferito a capostipiti la cui madre fosse stata nota come
la Longa,
probabilmente a causa della sua alta statura. |
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DALLA
MARTA |
Dalla
Marta, assolutamente rarissimo, sembrerebbe friulano, di
Tolmezzo nell'udinese in particolare, potrebbe trattarsi di un
matronimico originato da una capostipite di nome Marta. |
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DALLA
MONTA
DALLA MONTA' |
Dalla
Monta è quasi unico, dovrebbe trattarsi di un errore di
trascrizione del cognome Dalla Montà, che è specifico dell'area
padovana e vicentina, dovrebbe derivare dal nome di Montà, una
frazione periferica del comune di Padova, probabilmente il luogo
di provenienza dei capostipiti. |
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DALLA
NOCE |
Dalla
Noce, molto raro, sembrerebbe avere un piccolo ceppo nel
cremonese ed uno nell'aretino, l'origine dovrebbe diopendere da
un soprannome originato dalla presenza di un albero di noce,
molto grosso o molto antico presso l'abitazione della famiglia. |
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DALL'ANTONIA |
Dall'Antonia è tipico del trevisano, di Vittorio Veneto, San
Fior, Conegliano, Fontanelle e Ponte di Piave, con un piccolo
ceppo anche a San Donà di Piave nel veneziano, si dovrebbe
trattare di una forma matronimica riferita ad un capostipite, la
cui madre si fosse chiamata
Antonia, il
Dall'-
sta per il figlio di. |
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DALLA
PASQUA
DELLA PASQUA |
Dalla
Pasqua sembrerebbe veneto di Venezia, Verona e San Biagio di
Callalta nel trevisano, Della Pasqua è specifico di Savignano
sul Rubicone nel cesenate e di Sant'Arcangelo di Romagna e
Rimini nel riminese, dovrebbero derivare da una famiglia nobile
legata in qualche modo alla celebrazione della Pasqua cristiana,
forse al fatto che il capostipite fosse nato proprio durante le
festività pasquali. |
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DALLA
PORTA |
Sembra
avere due ceppi, in Toscana nel pratese, nel Veneto nel
trevigiano, nel reggiano e probabilmente è esistito un ceppo nel
comasco, dovrebbe derivare da indicatori di località (vedi
Porta), troviamo tracce di questa cognominizzazione a Rovellasca
(CO) nella seconda metà del 1400 dove i Dalla Porta risultano
annoverate tra i ricchi possidenti locali e assursero poi alla
dignità di Conti, nel 1600 troviamo i conti Dalla Porta a
Pesaro, famoso è un quadro dell'epoca che raffigura il Conte
Tommaso Dalla Porta a Frontone (PS). |
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DALL'ARA
DALLARA
DALL'ERA
DALLERA |
Dall'Ara sembrerebbe tipico del forlivese, ma con un ceppo
autonomo nel rovigoto, Dall'Era, estremamente raro, è tipico del
bresciano, Dallara sembra avere tre ceppi distinti, tra
ravennate e forlivese, nel parmense e nel palermitano, Dallera
ha un nucleo nel pavese ed uno nel bresciano, dovrebbero tutti
derivare da toponimi contenenti la radice Ara o Aria.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Dallara è un cognome d'origine agreste e muove dal lat.
area
<>, cioè <<dall'aia>>. |
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DALLA
RIVA
DALLE RIVE |
Dalla
Riva è tipicamente veneto, del vicentino in particolare, così
come Dalle Rive anch'esso vicentino con una possibile frangia in
provincia di Modena, dovrebbe derivare da toponimi come Riva del
Garda (TN) o come soprannome legato ad una provenienza dalle
rive di un fiume o di un lago. |
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DALLA
ROVERE |
Dalla
Rovere, molto molto raro, ha un ceppo nel nordmilanese, uno nel
bolognese ed uno nel vicentino, dovrebbe derivare dalla presenza
di querce nella zona di abitazione del capostipite. (vedi anche
Della Rovere) |
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DALLA
SANTA |
Dalla
Santa, molto molto raro, è tipicamente veneto, di Venezia in
particolare, si potrebbe trattare di un cognome attribuito ad un
trovatello ospitato dalle monache di un monastero. |
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DALL'ASEN |
Dall'Asen è specifico del comune di Mel (BL).
integrazioni fornite da
Massimiliano Jattoni
Dall'Asén è un cognome rarissimo originario del paese di Villa
di Villa nel Comune di Mel (BL). Attualmente esistono tre
famiglie distinte portanti questo cognome. L'origine è oscura.
Si può ipotizzare una trascrizione erronea del cognome
da Lasen
(Lasen è una località nel bellunese) o del cognome
Dal Asìn
(indicante la provenienza dalla Val d'Arziere, in Friuli).
Infine, ma molto meno probabile, un'origine slava: AsÊn è un
cognome croato (in un documento del 1700 conservato presso
l'Archivio di Stato di Belluno viene citato un certo Giovanni
dall'AsÊn di Villa). |
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DALL'ASTA |
Dall'Asta
ha un ceppo lombardo a Brescia, Milano e asalmaggiore nel
cremonese, ma il nucleo principale sembrebbe essere a Parma e
nel parmense a Noceto, Fidenza, Sorbolo, Fontevivo.
Salsomaggiore, Colorno e Langhirano, ed a Poviglio nel reggiano,
potrebbe derivare da località come Mariano Case dell'Asta nel
parmense o Asta di Villa Minozzo nel reggiano. |
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DALLA
TURCA
DELLA TURCA |
Dalla Turca ha un piccolissimo ceppo nel parmense, Della Turca,
quasi unico, è probabilmente dovuto ad un'errata trascrizione
del precedente, potrebbe trattarsi di una forma matronimica,
dove il Dalla-
o il Della-
stanno per il figlio della,
riferito ad un capostipite, la cui madre fosse di origini
saracene, o provenisse dalla Turchia a seguito della fuga dei
cristiani da quelle terre dopo la caduta dell'Impero Bizantino. |
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DALL'AVA
DALLE AVE |
Dall'Ava è localizzato nel vicentino a Chiampo e Valdagno, nel
trevisano a Mareno di Piave e Conegliano, e nel nord milanese e
varesotto, Dalle Ave è specifico di Asiago nel vicentino e di
Soave nel veronese.
integrazioni fornite da
Patrick Dall'Ava
Originario della regione di Treviso, indicizzata fra le famiglie
nobili della marche Trevigiana. Una lapide del 16° secolo
situata in una chiesa di Conegliano ed una stemma del Magnifico
Consiglio de Conegliano sembra che lo attestino. Dal 19° secolo
si sono dipartiti dal nucleo in Oderzo (TV), San Polo e Santa
Lucia di Piave (TV), Conegliano (TV), due ceppi uno verso
Chiampo (VI) ed uno in Lombardia, cui si aggiungono
un'emigrazione italiana in Francia, negli Stati-Uniti ed in
Sudamerica.
integrazioni fornite da
Giuseppe Dall'Ava
A mio avviso il ceppo originario del cognome Dall'Ava non deriva
da Treviso bensì dal vicentino probabilmente da Asiago dove
esiste un pian delle ave
(api) e numerosi cognomi Ave AVA poi è disceso con la probabile
migrazione dei cimbri che fondarono i 12 comuni veronesi
partendo dai 7 comuni di Asiago fermandosi nel comune di
Crespadoro dove il primo prete non tedesco si chiamava Dall'Ava
Giuseppe, circa verso il 1400, fondando la contrada di Ferrazza
e poi spostandosi ad Alvese di Nogarole dove risultano presenti
dal 1790 e dove esiste una contrada Dall'Ava. |
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DALLA
VAL
DALLA VALLE |
Dalla
Val, abbastanza raro, è tipicamente veneto, con un ceppo a
Verona ed uno a Conegliano nel trevisano, Dalla Valle è un
cognome tipicamente di origine veneta, del vicentino in
particolare, la presenza di ceppi secondari nel ravennate e nel
vicentino sono dovuti a fenomeni emigratorii, il piccolo ceppo
piemontese è invece originario del Monferrato, l'origine di
questi cognomi è da nomi di località ad indicare probabilmente
una provenienza valligiana dellae famigliae. Tracce di questae
cognominizzazioni le troviamo a Schio (VI) nel 1500 con il
notaio Giovanni Francesco Dalla Valle e sempre nel 1500 a Lù nel
Monferrato troviamo il famoso giurista Rolando Dalla Valle,
presidente del Senato di Monferrato. |
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DALLA
VECCHIA |
Dalla Vecchia è tipicamente veneto del vicentino in particolare,
di Schio, Santorso, Vicenza, Malo, Torri di Quartesolo e di
Verona, l'origine di questo cognome potrebbe essere diversa, in
alcuni casi si ritiene risalga al
Calle della Vecchia
di Venezia, così chiamato perchè nel 1474 venne eretto in quel
luogo l'ospitale de' vecchi
marinai, si hanno tracce di una
famiglia Dalla Vecchia, ormai estinta, che, provenendo da
Bergamo con un diverso cognome, prese nel 1500 proprio quella
denominazione perchè la sua attività era collocata in quel
calle, famosa è stata la famiglia Dalla Vecchia intagliatori,
doratori, scultori e artisti nella lavorazione del legno di
Santorso. |
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DALLA
VEDOVA
DALLE VEDOVE |
Dalla
Vedova, abbastanza raro, è tipicamente veneto, del trevisano e
bellunese, Dalle Vedove è tipico del veronese, di Verona,
Cavaion Veronese, Caprino Veronese, Lazise, Bardolino, Brentino
Belluno e Rivoli Veronese, dovrebbero derivare dal fatto che i
capostipiti provenissero da una zona identificabile come la casa
della vedova o delle vedove. |
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DALLA
ZUANNA |
Dalla Zuanna è tipico del vicentino, di Valstagna, San Nazario e
Camposampiero, si dovrebbe trattare di famiglie dei figli di una
capostipite di nome Giovanna, che le trasformazioni dialettali
fecero diventare Zuanna.
integrazioni fornite da
Tibère Gheno (France)
Dalla Zuanna, abbastanza raro, è specifico del vicentino di
Bassano del Grappa e del bassanese e l'origina sua è di San
Nazario. Questa famiglia proviene dalla famiglia Belenzon alla
terza generazione con Melchiorre (nato circa nel 1448) fu Pace
fu Antonio Belenzon sposato con Giovanna (Zuanna in veneto)
N.... Giovanna/Zuanna rimane vedova con due figli, Battista e
Matteo (nati fra il 1480 ed il 1485). Troviamo la prima
citazione nell'atto notarile del martedi 06 giugno 1486 con la
riunione dei capi famiglia di Solagna, San Nazario, Merlo e
Carpanè dove e citata "Dª Joana relicta quondam Melchioris
Pacis" fra gli altri capi famiglia. Battista e Matteo saranno
chiamati "Dalla Zuanna" come figli della Giovanna, e da loro
derivano due rami. Tutti i Dalla Zuanna discendono da questi due
rami.
Bibliografia :
Archivio di Stato di Vicenza e Bassano del Grappa, Fondo
Notarile di Bassano, archivi parrocchiali del Canale di Brenta,
etc. |
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DALLE
GRAVE
DELLE GRAVE |
Dalle Grave è decisamente veneto, di Santa Giustina nel
bellunese e di Mirano nel veneziano, Delle Grave, che
sembrerebbe essere unico, è probabilmente dovuto ad un errore di
trascrizione del precedente, che dovrebbe derivare da un
soprannome basato sul termine dialettale veneto
grave (greto
sabbioso), ad indicare
probabilmente la provenienza del capostipiti da una zona in
prossimità di un fiume, che potrebbe essere stato il Tergola o
il Brenta. |
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DALL'IGNA |
Dall'Igna
è un tipico cognome del vicentino, di Thiene Malo, Zanè, Schio,
Sarcedo, Vicenza e Montecchio Precalcino, dovrebbe prendere il
nome dall'area di provenienza dei capostipiti, la valle del
torrente Igna nel versante meridionale delle Bregonze nel
vicentino, un affluente del torrente Timonchio, che va ad
arricchire le acque del Bacchiglione, la via fluviale tra
Vicenza e Padova. |
|
DALL'OGLIO
DALL'OLIO
DALLOGLIO
DALLOLIO |
Dalloglio, praticamente unico, è probabilmente un errore di
trascrizione di Dall'Oglio, che è tipico del mantovano di
Bagnolo San Vito, Mantova, Suzzara e Curtatone, Dallolio ha un
ceppo a Castellucchio nel mantovano, che dovrebbe essere dovuto
ad un'errata trascrizione del cognome precedente, ed a Finale
Emilia nel modenese, dovrebbe trattarsi di una diversa
registrazione del cognome Dall'Olio, che è molto più diffuso in
tutta l'Emilia, in particolare a Bologna, Medicina ed Imola nel
bolognese, a Parma, Ferrara, Mirandola nel modenese e nel resto
del bolognese, l'origine dei ceppi lombardi dovrebbe essere dal
nome del fiume Oglio, che sbocca nel Po nelle vicinanze di
Mantova, probabile luogo d'origine dei capostipiti, il ceppo
emiliano, che pur potrebbe avere la medesima origine, ha molto
probabilmente origini diverse. |
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DALL'ORA |
Tipico
veronese, deriva dall'aferesi del nome propiziatorio medioevale
Hora Bona (dell'ora favorevole). |
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DALL'ORSO
DALLORSO |
Dall'Orso, molto molto raro, sembrerebbe del genovese, Dallorso
è specifico di Lavagna e Chiavari nel genovese, il cognome
dovrebbe derivare da un soprannome originato da un episodio, i
Dall'Orso furono una ricca famiglia di armatori di Chiavari. |
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DALL'ORTO
DELL'ORTO
ORTO |
Dall'Orto
ha un ceppo tra genovese e parmense, Dell'Orto, il più diffuso,
ha un ceppo importante in Lombardia, in particolare nel milanese
ed a Seregno, dove è massicciamente presente, ma anche a Milano,
Monza, Cesano Maderno, Carate Brianza, Desio, Lissone,
brugherio, Besana in Brianza e Giussano, e nel lecchese, a
Cernusco Lombardone e Merate, Orto è specifico di Paternò nel
catanese, con ceppi sull'isola di Lipari nel messinese, a
Marsala nel trapanese ed a Siracusa, ed uno a Melito di Napoli e
Napoli nel napoletano, si dovrebbe trattare di cognomi originati
da soprannomi, motivati dal fatto che i capostipiti possedessero
un orto e venissero indicati appunto come i possessori di un
orto. |
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DAL
MAGRO |
Dal Magro
è tipico di Trichiana nel bellunese, potrebbe stare ad indicare
la discendenza da un capostipite noto per la sua magrezza. |
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DAL
MAS
DAL MASO |
Dal
Mas è tipico del trevigiano, ma è ben presente anche nelle aree
vicine del bellunese, pordenonese e veneziano, Dal Maso, sempre
veneto, è più specifico del vicentino, pur essendo ben presente
anche nel vicino veronese, padovano, veneziano e trevisano, si
dovrebbe trattare di forme patronimiche più o meno dialettali,
dove il Dal
sta per della famiglia di,
riferito ad un Tommaso,
che per aferesi è diventato Maso
o, in dialetto, Mas. |
|
DALMASI
DALMASIO
DALMASO
DALMASSO |
Sia
Dalmasi che Dalmasio, assolutamente rarissimi, sembrerebbero del
milanese, Dalmaso, abbastanza raro, è del basso trentino al
confine con il vicentino, Dalmasso, molto più diffuso, è
piemontese, sembrerebbe originario del cuneese, derivano
inizialmente dal cognomen latino
Dalmatius,
ricordiamo nel IV° secolo Dalmatius Censor, nipote di Costantino
il grande, ma possono anche derivare dal nome medioevale
Dalmasius
di cui abbiamo tracce con il nobile capitano di ventura spagnolo
Dalmasio Dei Banoli che operò in tutt'Italia nel 1300, o dalla
sua versione gallica Dalmasus,
ricordiamo il Papa Dalmasus che concesse a Sant'Ambrogio un
dispensa per il prolungamento della durata del carnevale,
aggiungendo così i giorni di festa da mercoledì al sabato prima
della prima Domenica di Quaresima, per quanti seguissero il rito
ambrosiano, potrebbero anche derivare da toponimi come San
Dalmazio nel Frignano nel modenese, o Borgo S. Dalmazzo nel
cuneese. |
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DAL
MOLIN |
Vedi
Molin |
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DAL
MONEGO |
Cognome
raro di origine veneta, deriva dal vocabolo monaco, come
riferimento a famiglia dove era vissuto uno fattosi frate o come
soprannome originato da atteggiamenti o carattere. |
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DAL
MONTE
DALMONTE
DEL MONTE
DELMONTE
DI MONTE
DIMONTE |
Dal Monte
dovrebbe avere due ceppi, uno nella zona compresa tra le
provincie di Bologna e Ravenna e l'altro in provincia di
Vicenza, Dalmonte è tipico della zona compresa tra le provincie
di Bologna e Ravenna,Del Monte, diffuso in tutt'Italia, ha un
forte nucleo originario nel Lazio, Delmonte è proprio del
settentrione occidentale, Di Monte dovrebbe essere originario
dell'area foggiana-barese, Dimonte è tipicamente della provincia
di Bari. Tutti questi cognomi dovrebbero derivare da toponimi
contenenti Monte o da soprannomi legati alla provenienza da una
zona montana. |
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DAL
MORO |
Dal Moro
è tipicamente veneto, di Borso del Grappa e Roncade nel
trevisano, di Venezia e Portogruaro nel veneziano, di Tezze sul
Brenta nel vicentino e di Verona e Padova, dovrebbe essere una
forma patronimica riferita a capostipiti che avessero
partecipato alle guerre della Repubblica Serenissima di Venezia
contro i saraceni o contro gli invasori turchi, o anche fossero
di origini moresche, magari perchè esuli da terre della
Serenissima invase dai turchi. |
|
DAL
NEGRO
DEL NEGRO
DELNEGRO
DEL NIGRO |
Dal
Negro è tipico del veronese ma presenta un ceppo anche nel
trevigiano, Del Negro ha un forte nucleo nell'udinese, un
piccolo ceppo nel chietino ed uno tra foggiano e barese,
Delnegro, assolutamente rarissimo, parrebbe del barese, di
Barletta e Trani, Del Nigro, rarissimo, è di Trani (BA),
dovrebbero tutti derivare dal cognomen latino
Niger e
dai suoi derivati medioevali
Nigrus e
Negro, in
altri casi discendono da soprannomi legati al colore dei capelli
o alla carnagione scura, al sud possono riferirsi a discendenze
saracene. |
|
DAL
PIAZ
PIAZ |
Dal Piaz,
molto raro, sembrerebbe di origini agordine, Piaz, ancora più
raro, è sempre del bellunese, dovrebbero derivare dal nome della
frazione Piaz di Vallada Agordina nel bellunese. |
|
DAL
PINO |
Dal Pino
è specifico della provincia di Lucca, di Viareggio in
particolare, potrebbe derivare dal fatto che la famiglia del
capostipite abitasse in prossimità di un particolare albero di
pino, un inizio di questa cognominizzazione lo troviamo in una
registrazione daziaria pisana dell'anno 1219, dove si trova
citato un certo Buonamicho Rustichelli dal Pino. |
|
DAL
PIO
DAL PIO LUOGO
DEL PIO
DEL PIO LUOGO |
Dal Pio,
estremamente raro, è tipicamente veneto, Dal Pio Luogo,
assolutamente rarissimo e Del Pio Luogo, un pò meno raro,
sembrerebbero veneti della zona tra Treviso, Pordenone e
Venezia, probabilmente originari del trevigiano, Del Pio ha
qualche rara presenza nel trevisano ed un ceppo a Roma ed a
Sant'Angelo Romano, dovrebbero derivare da cognomi attribuiti a
bambini abbandonati o a figli di madri ricoverate in Sanatori
che avessero dato alla luce un figlio e che fossero morte a
seguito del parto. |
|
DAL
PIZZOL
DEL PIZZOL |
Tutti
estremamente rari sono tipici dell'alto Veneto, tra bellunese,
trevisano e Friuli, dovrebbero derivare da un soprannome
dialettale originato dalla piccola statura (dal o del piccolo). |
|
DAL
PORTO |
Dal Porto
ha un ceppo tra vicentino e padovano, a Padova in particolare,
ed uno nel lucchese, a Capannori, Pietrasanta e Lucca, il
cognome dovrebbe derivare dal fatto che il capostipite
provenisse da uno dei tanti paesi contenenti la radice Porto, o
che provenisse da una zona portuale. |
|
DAL
POZZO
DA POZZO |
Dal Pozzo
ha un ceppo nel nord milanese, uno nel sondriese, uno nel Veneto
centroccidentale ed uno nel bolognese, Da Pozzo ha un ceppo
nello spezzino, uno nell'alto udinese ed uno nel veronese,
dovrebbero derivare da soprannomi originati dalla presenza di un
pozzo in prossimità dell'abitazione del capostipite o dal fatto
di esserne lo stesso il proprietario. |
|
DAL
PRA
DAL PRA'
DA PRA
DA PRA'
DEL PRA
DEL PRA'
DE PRA
DE PRA' |
Dal
Pra, è tipico del vicentino, è probabilmente dovuto ad errori di
trascrizione del cognome Dal Prà, che è diffusissimo nel
padovano, trevisano e soprattutto vicentino, Da Pra è specifico
di Lozzo di Cadore nel bellunese, così come il meno diffuso Da
Prà e De Pra, che è anch'esso del bellunese, di Pieve d'Alpago,
Belluno, Ponte nelle Alpi e Puos d'Alpago, con un ceppo anche ad
Ormelle nel trevisano, anche De Prà è sempre del bellunese, di
Farra d'Alpago, Belluno, Ponte nelle Alpi, Pieve d'Alpago e Puos
d'Alpago, ma con un grosso ceppo anche a Venezia, Del Pra ha un
ceppo a Novate Mezzola nel sondriese, e presenze in Veneto, Del
Prà, assolutamente rarissimo, parrebbe del trevisano, dovrebbero
tutti derivare o da nomi locali di contrade che contengano la
radice Pra
(prato),
o da toponimi come Prà (PD), Pra di Este (PD), Pra Cividella o
Pra della Fratta nel Cadore. |
|
DAL
SIE |
Dal Sie,
molto molto raro, è tipico del trevigiano, di Breda di Piave in
particolare, potrebbe derivare dall'aferesi di toponimi come
Arsiè nel bellunese. |
|
DAL
SILLARO |
Dal
Sillaro è quasi unico, sicuramente lombardo del milanese,
dovrebbe indicare la provenienza del capostipite dal paese di
Villanova del Sillaro nel lodigiano, o dalla zona del Sillaro,
un affluente del fiume Lambro. |
|
D'ALTERIO
D'ALTIERO |
D'Alterio è specifico del napoletano di Giugliano di Campania
dove è diffusissimo, ma anche di Qualiano, Villaricca, Marano di
Napoli, Napoli e Pozzuoli, con un ceppo anche a Parete ed Aversa
nel casertano, D'Altiero, quasi unico, sembrerebbe anch'esso del
napoletano, dovrebbero tutti derivare da forme patronimiche,
dove il D'- sta per figlio di, riferito a capostipiti i cui
padri si chiamassero Alterio
o Altiero
(vedi ALTERI). |
|
DALTIN
|
Daltin, molto molto raro, è presente nel trevigiano, in
particolare a Sausegana, nel veneziano e nell'udinese, potrebbe
trattarsi di una forma patronimica riferita ad un capostipite il
cui padre fosse noto come Tin,
una forma ipocoristica, aferetica di nomi come
Umberto o
simili, ma potrebbe anche trattarsi di una forma ipocoristica
del soprannome e cognome Dalto
(vedi DALT). |
|
DALT
DALTO |
Dalt è unico, Dalto è tipicamente del trevigiano, di Conegliano,
Susegana, San Pietro di Feletto, Pieve di Soligo e Nervesa della
Battaglia, potrebbero derivare dal nome di un paese che contenga
il termine alto,
o da forme aferetiche del cognome
Dadalt
(vedi DA DALT). |
|
D'ALTOBRANDO |
D'Altobrando, quasi unico, sembrerebbe della zona tra Piceno e
teramano, in particolare nel teramano di Cittadella, Castagneto
e Sant'Egidio, potrebbe derivare dal toponimo Castiglione
Aldobrando di Gubbio nel perugino, possibile luogo d'origine del
capostipite, esiste una larvata possibilità che si tratti di una
forma patronimica e che il D',
invece che provenienza, stia ad indicare figlio di un
Hildebrand
longobardo, o, meno improbabilmente, di un Aldobrando o
Altobrando di epoche successive, nomi non infrequenti nel
teramano. |
|
DAL
TORRIONE
DEL TORRIONE |
Dal
Torrione, molto raro, è tipico di Viareggio, Camaiore e
Pietrasanta nel lucchese, Del Torrione, quasi unico, è
probabilmente il frutto di un'errata trascrizione del
precedente, che dovrebbe dervare dal fatto che il capostipite
abitasse nei pressi di un torrione, come quelli presenti ad
esempio nel castello di Fosdinovo nel vicino massese o da altri
simili. |
|
DAL
TOSO |
Specifico
vicentino, deriva da un soprannome originato dal vocabolo
dialettale veneto toso (ragazzo, sbarbatello), traccia
eminente di questa cognominizzazione la troviamo con il pittore
Girolamo Dal Toso di Vicenza le cui opere risalenti al periodo
1510-1543 si possono ammirare in varie chiese vicentine. |
|
DAL
VERME |
Il
Dal Verme è un Casato originario di Verona, ma presente oggi
solo nel milanese, deve la sua fortuna al capitano di ventura
Luchino Dal Verme, che, nato nel 1320, dopo aver militato al
servizio dei Della Scala, arriva a Milano alla corte dei
Visconti e ne diventa il braccio armato, dopo di lui Jacopo,
Luigi e Pietro ne seguono le orme acquisendo il feudo delle
terre piacentine di Bobbio e di Voghera."Nos, Ioannes Galeaz
Vicecomes, comes Virtutum, Mediolani etc., imperialis vicarius
generalis. Non in totalem quidem, sed in aliqualem obsequiorum
multiplicium recompensationem, quae spectabilis miles dominus
Jacobus de Verme dilectus consiliarius noster nobis hactenus
libenter impendit exhibetque, et supportat presentialiter
indefessus merita premiis compensantes nostram in eum
munificentiam extendere inclinamur...". Questo cognome dovrebbe
essere una forma patronimica dove il
Dal sta
per figlio di
riferito ad un Verme
o Vermo,
nome del padre del capostipite (vedi VERME). |
|
DAL
VIT
DALVIT |
Dalvit è
tipico del trentino, di Trento, Giovo, Lavis, Grumes e Salorno,
Dal Vit è quasi unico, potrebbero stare ad indicare la
provenienza dei capostipiti da un paese o una località di nome
Vit, come Vit vicino a Tolmezzo nell'udinese. |
|
DAL
ZOVO
DALZOVO |
Dal Zovo
è tipico di Verona e del veronese, di Vestenanova, San Martino
Buonalbergo, Lavagno, Villafranca di Verona e San Giovanni
Ilarione, con un ceppo anche nel vicentino a Chiampo e
Castelgomberto, Dalzovo, molto raro, è dovuto ad una diversa
trascrizione del precedente che dovrebbe derivare dal fatto di
provenire la famiglia dalla zona del Passo Zovo o comunque del
monte Zovo nel vicentino. |
|
D'AMADDIO
D'AMADIO
D'AMODIO |
D'Amaddio, molto molto raro, sembrerebbe tipico del pistoiese,
D'Amadio, molto molto raro, ha un ceppo a Sante Marie
nell'aquilano ed uno a Roma, D'Amodio è specifico di Sant'Antimo
e Melito di Napoli nel napoletano, dovrebbero essere delle forme
patronimiche, dove il D'
sta per figlio di,
riferito a padri dei capostipiti il cui nome fosse stato il nome
medioevale Amo Deus
o Ama Deus
(vedi AMADDEO), ma è pure possibile che possa trattarsi di
cognomi attribuiti a dei trovatelli. |
|
DA
MALTA
DI MALTA |
Da Malta,
quasi unico, è del veneziano, Di Malta ha un piccolo ceppo ad
Aprilia nel latinense ed a Barletta nel barese, uno nell'isola
di Pantelleria ed uno nell'isola di Lampedusa e di Linosa,
dovrebbe derivare da capostipiti originari dell'isola di Malta. |
|
D'AMANTE |
D'Amante
è tipicamente calabrese, dell'alto cosentino di Verbicaro in
particolare, potrebbe derivare da una forma arcaica del nome del
vicino paese di Diamante, ma più probabilmente deriva dal nome
della città di Amantea, sempre nel cosentino, probabile luogo
d'origine dei capostipiti. |
|
DA
MAREN
MAREN |
Da Maren
è specifico di Vedelago nel trevisano, Maren, decisamente più
raro, è anch'esso del trevisano, di Mogliano Veneto e Treviso,
dovrebbero derivare dal nome del borgo di Maren frazione montana
di Vittorio Veneto nel trevisano. |
|
DAMASCELLI
DAMASCHI
DAMASCHINI
DAMASCHINO
DAMASCO |
Damascelli è tipico di Bari e del barese con ceppi secondari a
Roma e Milano, Damaschi, molto raro, è tipico dell'area milanese
e pavese, Damaschini, sicuramente lombardo, è quasi unico,
Damaschino, altrettanto raro, parrebbe del centrosud, Damasco ha
vari ceppi in Puglia, uno nel napoletano, uno piccolo a Palermo
ed a Cagliari, dovrebbero tutti derivare da modificazioni
dialettali e da ipocoristici del nome
Tommaso,
secondo altri invece deriverebbero da soprannomi originati,
direttamente o tramite diminutivi, dal termine
damasco (tipo
di stoffa pregiata) forse ad
indicare il mestiere di venditore di stoffe o di sarto.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Damascelli è un cognome tipico di Bari, è il patronimico del
cognome Mascella/Mascello,
dal soprannome Mascella,
latino 'maxilla'
= 'mascella superiore, mandibola',
o 'ognuna delle due parti di attrezzi a forma di morsa'.
Minervini 309. |
|
D'AMATI
DAMATI
D'AMATO
DAMATO |
D'Amati, molto raro, ha un ceppo nel foggiano ed uno nel romano,
D'Amato, molto diffuso in tutt'Italia, è specifico del
centrosud, Damato è tipicamente pugliese, del foggiano e del
barese, Damati, quasi unico, dovrebbe essere il frutto di errori
di registrazione, si dovrebbe trattare di forme patronimiche
originate dal nome medioevale
Amatus (vedi AMATA), si
riferirebbero quindi alle famiglie di figli di Amati o Amato. |
|
D'AMBRA |
D'Ambra ha un piccolo ceppo a La Spezia, uno, altrettanto
piccolo, a Livorno, uno più consistente a Roma, uno a Guglionesi
nel campobassano, uno a Margherita di Savoia e Foggia nel
foggiano ed a Canosa di Puglia, Bari e Barletta nel barese, uno
molto consistente in Campania a Forio, Napoli, Ischia, Afragola,
Casoria, Caivano. San Giorgio a Cremano, Marano di Napoli e
Mugnano di Napoli nel napoletano ed a Sant'Arpino, Orta di
Atella ed Aversa nel casertano, ha inoltre ceppi in Sicilia, ad
Aci Castello, Catania, Acireale ed Aci Catena nel catanese, a
Lipari e Messina nel messinese, a Palermo, a Caltanissetta ed a
Messina, potrebbe trattarsi di una forma matronimica riferito a
capostipiti le cui madri si fossero chiamate
Ambra, ma
Anbar
(ambra)
è anche un nome maschile arabo, quindi potrebbe anche trattarsi
di una forma patronimica. |
|
D'AMBROSI
D'AMBROSIO |
D'Ambrosi
dovrebbe essere originario della provincia di Salerno, ma
potrebbe esserci anche un nucleo nella zona compresa tra la
provincia di Roma e quella di Frosinone, mentre D'Ambrosio,
presente in tutta la penisola è particolarmente concentrato al
centro sud, dovrebbe derivare dal nome neolatino Ambrosius di
origine greca che ha il significato di immortale, passato in uso
in latino e poi in italiano, con varie forme e variazioni, in
questi casi si identificano quelli di Ambrosius (i famigliari). |
|
D'AMBRUOSI
D'AMBRUOSO |
D'Ambruosi, praticamente unico è dovuto ad un errore di
trascrizione di D'Ambruoso che è specifico del barese della zona
di Conversano e Mola di Bari, dovrebbe derivare da modificazioni
dialettali del nome Ambrosius. |
|
DAMENO |
Potrebbe
essere originario dell'area occidentale della provincia di
Milano, potrebbe derivare da un soprannome legato al toponimo
Menaggio (CO) o Premeno (VB), o più probabilmente dome aferesi
contratta del nome Domenico. |
|
DAMERI
D'AMERIO
DAMERIO |
Dameri, sicuramente di origini piemontesi, è specifico dell'area
alessandrino, genovese, di Novi Ligure, Gavi e San Cristoforo
nell'alessandrino e di Genova, Damerio, estremamente raro, è
piemontese, D'Amerio è quasi unico, dovrebbe trattarsi di forme
patronimiche, dove il D-
o il D'-
stanno per il figlio di,
riferite ad un capostipite il cui padre si chiamasse
Amerius
(vedi AMERI). |
|
DAMETTI |
La sua
zona d'origine dovrebbe essere tra Piacenza e Parma |
|
DAMIANI
DAMIANO |
Mentre
Damiani è molto diffuso in tutt'Italia, Damiano è circoscritto
al sud, derivano dal nome Damiano. Esempio famosissimo di
questa cognominizzazione si ha con San Pier Damiani o Petrus
Damiani (988 - 1072) fondatore dell'eremo di Camaldoli.
|
|
DAMIATA
DAMIATI
DAMIATO |
Damiata, ha un ceppo siciliano a Palermo, Damiati, quasi unico,
sembrerebbe veneto, Damiato è specifico di Torre del Greco nel
napoletano, dovrebbero derivare dal nome latino di origini
greche Damiatus,
alla fine del IX° secolo è doce di Venezia un tale Christophorus
Damiatus. |
|
D'AMICI
D'AMICIS
D'AMICO |
D'Amici oltre al nucleo laziale di Roma, Priverno (LT) e Pofi
(FR), presenta un ceppo a Brindisi, D'Amicis ha un ceppo a
Manduria (TA) ed uno a Roma, D'Amico è diffuso moltissimo in
tutt'Italia, ma particolarmente nel centro sud, dovrebbero
derivare dal nome medioevale
Amicus , di cui abbiamo un
esempio a Capua in un atto dell'anno 1432: "In nomine domini
nostri Iesu Christi. Anno a nativitate eius millesimo
quatringentesimo tricesimo secundo, regnante serenissima domina
nostra domina Iohanna Secunda Dei gratia Hungarie Ierusalem
Sicilie Dalmacie Croacie Rame Servie Galicie Lodomerie Comanie
Bulgarieque regina:.. ..Maczoccha iudex et Amicus de Ursis
iurisperitus, ...", e starebbero ad indicare le famiglie dei
figli di un Amico,
nome quindi del padre del capostipite. |
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D'AMICODATRI |
D'Amicodatri è specifico di Chieti, dovrebbe derivare da un
capostipite di cognome d'Amico proveniente da Atri nel teramano,
cognome dato inizialmente come soprannome per meglio
identificarlo data la presenza a Chieti di molti con cognome
D'Amico. |
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DAMIN
DAMINI |
Entrambi tipicamente veneti, Damin ha un ceppo a Mira nel
veneziano, uno a Segusino nel trevisano, uno a Legnago nel
veronese ed uno a Lentiai e Vas nel bellunese, Damini è tipico
del veronese, di Verona e San Giovanni Ilarione e di Cavaso del
Tomba nel trevisano, dovrebbe derivare dal nome medioevale
Daminus di cui abbiamo un esempio d'uso in un atto del 1319:
"...Et insuper peciam concedo Domino Deo et eius martiri, cuncta
que quorumlibet fidelium dono, juste vel potencialiter, predicta
ecclesia Octavianensis cenobiis Cucuphati usque in finem seculi
acquisierit in comitatu Barch, Atisonensi, Gerundensi, ut
habitantes in iam dicto cenobio pro me et coniuge mea, necnon et
prolibus atque genitoribus et fratribus meis, et pro omnibus
fidelibus nostris, sine intermissione Domini misericordiam
semper exorent, ut dignetur nobis Daminus largire indulgenciam
criminum atque remissionem omnium peccatorum nostrorum...", ma
non si può assolutamente escludere che possa trattarsi di forme
ipocoristiche anche dialettali dell'aferesi del nome
Adamo, o
anche di ipocoristici dialettali di forme contratte del nome
Damiano. |
|
D'AMONE |
Specifico
della penisola salentina dovrebbe derivare dal nome Amone (vedi
Amone) e indicherebbe quelli della famiglia di un tal Aimone. |
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D'AMORE
DAMORE |
D'Amore è diffuso in maniera significativa in tutto il sud,
Damore è una variante, dovuta ad un errore di trascrizione,
tipicamente pugliese.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Damore, molto raro, è un errore di trascrizione di D'Amore, che,
distribuito un po' in tutto il paese, presenta ceppi maggiori
nel centro e nel meridione, in particolar modo in Campania (fra
il napoletano, l'avellinese, il salernitano e il casertano), in
Puglia (soprattutto nel barese e, in misura minore, nel
tarantino), in Sicilia (fra il palermitano, il messinese e il
catanese), nel Lazio (per lo più nel romano, con un ceppo minore
nel frusinate) e in Abruzzo (principalmente nell'aquilano),
entrambi questi cognomi derivano dal nome medievale Amore, un
tempo diffuso anche fuori dal nostro paese (in Francia, ad
esempio, era conosciuto come Amour, in Gran Bretagna e nella
penisola iberica come Amor). Si tratta, dunque, delle
cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti. |
|
D'ANANIA
DANANIA |
D'Anania,
assolutamente rarissimo, parrebbe del napoletano, mentre Danania
è praticamente unico. (vedi ANANIA) |
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D'ANASTASIO
DI ANASTASIO |
D'Anastasio è tipicamente abruzzese, della provincia di Pescara
in particolare, Di Anastasio, estremamente raro, è del teramano,
si dovrebbe trattare di forme patronimiche in
D'- o in
Di-
del nome Anastasio
(vedi ANASTASI), si riferirebbero quindi alle famiglie dei figli
di un Anastasio. |
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D'ANCONA |
D'Ancona
ha un ceppo nel teatino a Francavilla al Mare e Torrevecchia
Teatina, un ceppo a Mesagne e Latiano nel brindisino ed uno a
Pantelleria, Lampedusa e Palermo, dovrebbe satre ad indicare la
provenienza dei capostipiti dalla città di Ancona. |
|
D'ANDREA
D'ANDREIS |
D'Andrea
è diffuso moltissimo in tutt'Italia, ma particolarmente nel
centro sud, D'Andreis ha un ceppo nell'udinese tra Codroipo e
Varmo, ed un ceppo a roma, derivano come forme patronimiche dal
nome medioevale Andrea e starebbero ad indicale le famiglie dei
figli di un Andrea o dei figli di figli di un Andrea. |
|
D'ANDRIA
DANDRIA |
D'Andria
è tipico di Taranto, con un ceppo anche in Campania tra
Pontecagnano Faiano (SA) e Salerno, Dandria, assolutamente
rarissimo, è dovuto ad errori di trascrizione, dovrebbe derivare
da modificazioni dialettali del nome Andrea e starebbe ad
indicare quelli della famiglia di un certo Andrea, secondo altri
deriverebbe invece dal toponimo Andria (BA). |
|
DANELLI |
Decisamente lombardo, proprio della zona tra le provincie di
Como, Bergamo e Milano, deriva come soprannome dal nome Daniele. |
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DANERI
DANERO |
Daneri è
tipico ligure, del genovese, in particolare della zona di
Chiavari e Cogorno e di Levanto nello spezzino, Danero è
genovese, potrebbero derivare dall'etnico danerus (danese). |
|
DANESE
DANESI
DANISE
DANISI |
Danese sembra avere due nuclei, uno sulla costiera meridionale
adriatica ed uno tra veronese e vicentino, Danesi ha un ceppo
lombardo tra bergamasco e bresciano, uno toscano ed uno
romagnolo, Danise, molto raro, è tipico di Napoli, Danisi, oltre
al ceppo a Napoli e Gragnano nel napoletano, ne ha anche uno nel
barese a Palo Del Colle, Bari e Grumo Appula, derivano,
direttamente o tramite modificazioni dialettali, dal nome
medioevale Danese
di cui si hanno tracce a Bergamo nel 1500 con il senatore Danese
Filiodoni, o da sue modificazioni come questa riportata in un
atto del 1280, sempre nel bergamasco, dove troviamo: "...Petri
detto Morettus filius quondam Danisi Rota de Valdimania...". |
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D'ANGELA
D'ANGELI
D'ANGELO
D'ANGELIS
DE ANGELIS
DEANGELIS |
Diffusi
moltissimo in tutt'Italia, ma particolarmente nel centro sud
D'Angelo e De Angelis, tipico della provincia di Latina
D'Angelis e della provincia di Foggia Deangelis, D'Angela ha un
piccolo ceppo friulano ed uno nel frusinate, D'Angeli ha vari
ceppi nella fascia centrale, tra riminese e pesarese, nel
perugino, in tutto il Lazio e nell'aquilano, nel napoletano, nel
nisseno e nel siracusano, ma il grosso è nel tarentino e
brindisino. Tutti questi cognomi rappresentano forme
patronimiche riferite ai nomi Angela o Angelo, probabili nomi
dei padri o delle madri dei capostipiti. |
|
D'ANGELANTONIO
DI ANGELANTONIO |
Sia
D'Angelantonio che Di Angelantonio sono molto rari, in
particolare il secondo, e tipici di Teramo e del teramano, con
un ceppo anche a Roma e nel Lazio settentrionale, si dovrebbe
trattare di una forma patronimica dove il
D' o il
Di
stanno per figlio di,
riferentosi al padre del capostipite di nome Angelo Antonio. |
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D'ANGELILLO |
D'Angelillo è assolutamente rarissimo, probabilmente dell'area
tra basso Lazio e Campania, dovrebbe derivare dall'essere il
capostipite figlio di un Angelillo, nome derivato dal nome
medioevale Angelillus
(vedi Angelilli). |
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D'ANGELLA |
D'Angella
è della zona che comprende il barese, il potentino ed il
materano, con due ceppi a Minervino MUrge, Bari e Trani nel
barese ed a Pisticci nel materano e Venosa nel potentino, si
dovrebbe trattare di una forma di provenienza apocopaica
riferita al paese salernitano di Angellara, probabile luogo
d'origine dei capostipiti. |
|
DANIEL
DANIELA
DANIELE
DANIELI
DANIELLI |
Daniel sembra trevigiano, Daniela, assolutamente rarissimo, è
panitaliano, Daniele è diffuso in tutta Italia, a Napoli in
particolare, Danieli ha un importante nucleo veneto con un ceppo
nel Lazio ed uno nel Salento, Danielli ha un ceppo tra
alessandrino e genovese, uno tra milanese e lecchese, uno nel
bolognese ed uno nel ternano, derivano dal nome
Daniele,
Daniela,
tipico della tradizione protocristiana, tracce di questa
cognominizzazione le troviamo nel 1200 in Istria con il
mercadante fiorentino Manuccio Danieli.
integrazioni fornite da
Cosimo De Giovanni de Centelles
Il nome di questa famiglia è diffuso in circa 822 comuni
d\'Italia, massima concentrazione in Piemonte, Veneto e Campania
con lieve presenza nelle Puglie, specialmente nel Salento. In
quest'ultimo ha goduto nobiltà in Gagliano del Capo (LE) dove la
famiglia vive tutt'ora. Celebri membri sono un Alessandro
Daniele che prese parte ai movimenti successivi alla rivoluzione
Napoletana e iscritto nel Notamento de' Rubricati di Terra
d'Otranto; e i coniugi Enrico Daniele ed Erminia Romasi dei
Baroni di Montesardo per la costruzione dell'Ospedale di
Gagliano del Capo. Il Palizzolo Gravina la fa derivare dalla
città di Noto e feudataria di Canicattì. |
|
D'ANIELLO
DANIELLO |
D'Aniello oltre al grosso ceppo campano, presenta ceppi
importanti a Roma, Latina e nel frusinate a Vallemaio, a
Campobasso, a Terlizzi, Bari, Andria e Bitonto nel barese, a
Taranto e Palagianello nel tarentino ed a Foggia, con un ceppo
anche a Palermo, Daniello, molto meno comune, ha un ceppo a
Roma, uno piccolo nel napoletano, uno a Cerignola nel foggiano
ed a Palo del Colle nel barese, potrebbe trattarsi di una forma
patronimica riferita a capostipiti i cui padri portassero il
nome medioevale Aniellus
(vedi ANIELLO). |
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DANIOTTI |
Dovrebbe
essere del trevisano, deriva come soprannome dal nome Daniele, i
daniellotti e per contrazione daniotti. |
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DANNA
|
Danna è un cognome specifico del Piemonte occidentale, in
particolare di Monastero di Vasco nel cuneese e di Luserna San
Giovanni e Torino nel torinese, ma presenta ceppi anche
nell'udinese a Cavazzo Carnico, a Roma e Viterbo ed a Lucca
Sicula nell'agrigentino, potrebbe derivare da una modificazione
dell'aferesi del femminile del nome
Giordano,
o anche dalla forma franca Dannè
del nome Daniele,
il ceppo siciliano potrebbe derivare dalla forma matronimica
d'Anna con la perdita dell'apostrofo (vedi D'ANNA). |
|
D'ANNA
DE ANNA
DEANNA
DELL'ANNA
DI ANNA |
D'Anna ha un nucleo molto forte in Sicilia, uno in Campania,
soprattutto nel casertano e napoletano ed uno nel romano, De
Anna, abbastanza raro, ha un ceppo romano ed uno friulano,
Deanna, assolutamente rarissimo, parrebbe friulano, Dell'Anna è
specifico della penisola salentina, dell'area di Nardò, San
Donato di Lecce e Leverano, Di Anna, ancora più raro, è del
centro Italia, si dovrebbe trattare di matronimici attribuibili
pertanto alle famiglie di figli di una capostipite di nome Anna.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel matronimico del
nome medievale Anna,
l'italianizzazione cioè del personale ebraico
Hannah,
col significato di grazia divina,
favore di Dio
(vedi anche Grazia); solo per curiosità, comunque, va detto che
oggi Anna è il secondo nome femminile più diffuso d'Italia (il
primo è Maria) e la sua diffusione, in origine, si deve
probabilmente al culto di Sant'Anna, madre della Beata Vergine
Maria secondo alcuni testi apocrifi (Anna, comunque, è anche il
nome della madre del profeta Samuele e l'agionimia, inoltre, non
manca di altre sante con questo nome). Per quanto riguarda i
cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni
dei nomi personali delle capostipiti. |
|
D'ANNIBALE |
D'Annibale è tipicamente laziale, molto diffuso a Roma ed a
Ceccano nel frusinate, a Velletri, Lariano, Anzio Lanuvio e
Nettuno nel romano, ad Aprilia, Cisterna di Latina e Latina nel
latinense, a Frasso Sabino nel reatino, ed in Abruzzo a Pescara
e Pianella nel pescarese e ad Ortona nel teatino, si tratta di
una forma patronimica dove il D'- sta per il figlio di, riferito
a capostipiti, i cui padri si fossero chiamati
Annibale
(vedi ANNIBALE). |
|
D'ANNUNZIO |
Tipico
della zona che va da Pescara a Vasto, deriva dal nome Annuntius
(vedi Annunzi), personaggio famosissimo il poeta pescarese
Gabriele D'annunzio (12/3/1863 - 1/3/1938). |
|
DANOVA
|
Proprio
dell'area tra Pavia, Lodi e Milano, dovrebbe derivare da un
toponimo contenente il vocabolo Nova o Nuova. |
|
DANOVARO |
Raro è
tipico del genovese, dovrebbe derivare dal cognome Novaro
(vedi), i Danovaro erano armatori in Genova nel 1800. |
|
DANTE
DANTI |
Dante ha un ceppo veneto in particolare a Piove di Sacco e
Pontelongo nel padovano ed a Venezia, ed uno laziale a Roma,
Vicovaro (RM), Rieti e Cittaducale (RI), Danti parrebbe
tipicamente toscano del fiorentino, con un ceppo anche nel
livornese.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale
Dante
(forma contratta dell'originale
Durante), col significato
letterale di resistente, tenace
e, in senso lato, costante,
fermo di carattere (vedi anche
Costanzo e Fermo). In conclusione, dunque, si tratta delle
cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti. |
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DANTILE |
Cognome rarissimo del barese.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Dantile è cognome barese alterato di
Durante
(cfr.) Minervini 182. |
|
D'ANTINO
DANTINO |
D'Antino, abbastanza raro parrebbe avere un ceppo nel pescarese,
uno nel romano ed uno nel foggiano, Dantino, quasi unico, è
dell'area campano foggiana, il cognome dovrebbero derivare dal
toponimo Civita D'Antino nell'aquilano, paese che in epoca tardo
imperiale romana aveva una notevole rilevanza, costituendo un
forte baluardo inserito nel sistema logistico difensivo romano.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
D'Antino e Dantino sono cognomi presenti a Foggia ed a Bari. Si
tratta di un alterato del cognome
Durante
(cfr.) Minervini 182. |
|
D'ANTO
D'ANTO' |
D'Anto, assolutamente rarissimo e D'Antò, un poco meno raro,
sono tipici del napoletano, in particolare di Afragola, ma anche
di Casoria, Acerra e Napoli, si dovrebbe trattare di forme
tronche del patronimico
d'Antonio, riferito a
capostipiti, il cui padre si chiamassa appunto
Antonio. |
|
D'ANTONA
DANTONA
D'ANTONE
D'ANTONI
DANTONI |
D'Antona è di origini siciliane, dell'area che comprende
l'agrigentino, il nisseno ed il catanese, D'Antone, molto molto
raro, anch'esso siciliano, è tipico di Catania e Trapani,
D'Antoni, è il più diffuso in tutta la Sicilia, con massima
concentrazione nel trapanese e nel palermitano, Dantona è
estremamente raro ed è probabilmente dovuto ad errori di
trascrizione, così come Dantoni che sembra però caratteristico
del ragusano, di Scicli in particolare, dovrebbero tutti
derivare da una forma patronimica in
D'- del
nome greco Antionos
(Antuonos),
che significa nato prima
(ante gnatos
con la stessa radice di antenato)
e starebbero ad indicare famiglie di figli di un
Antuonos. |
|
D'ANTONIO
DANTONIO
DE ANTONIO
DEANTONIO
DI ANTONIO
DIANTONIO |
D'Antonio, distribuito in tutt'Italia, è particolarmente
presente nella fascia centrale, dove si individuano ceppi nel
Lazio, Campagna, Abruzzi e Molise, provincie di Foggia e di
Catania, sia Dantonio, che De Antonio e Deantonio sono
assolutamente rarissimi e sembrerebbero originari dell'Abruzzo,
del teramano e teatino in particolare, Diantonio è praticamente
unico ed è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione di
Di Antonio, che è invece ben presente nel teramano, a Teramo,
Civitella del Tronto, Campli, Sant'Egidio alla Vibrata e Alba
Adriatica, nel ternano, a Narni e Terni, ed a Roma, si tratta in
tutti i casi di forme patronimiche in
D',
De,
o Di,
che hanno il valore di figlio di,
riferite all'antico nome medioevale
Antonio,
tutt'ora in auge, nome probabilmente portato dai padri dei
capostipiti. |
|
DANZA
DANZO |
Danza sembrerebbe tipicamente pugliese, molto diffuso nel
foggiano, a Foggia, Sant'Agata di Puglia e Rignano Garganico, a
Bari ed a Taranto, Danzo sembrerebbe specifico del vicentino, di
Schio, Valdagno e Valli del Pasubio, con un piccolo ceppo nel
tarentino, dovrebbero derivare da forme aferetiche di
Abundanza
ed Abundanzo
, l'italianizzazione del nome tardo latino
Abundantius,
ricordiamo con questo nome il Diacono santo martirizzato durante
le persecuzioni dei cristiani da parte dell'imperatore
Diocleziano nell'anno 304. |
|
D'ANZI
DANZI |
Danzi ha un ceppo tra milanese, lodigiano e cremonese, uno in
provincia di Verona ed uno nella Basilicata, D'Anzi è specifico
del potentino con discrete presenze anche nel materano e nel
tarentino.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Danzi, D'Anzi è un cognome lombardo e veneto ma molto frequente
anche in Basilicata. Per la Lombardia si può ipotizzare una
forma 'Danz'
aferetica del nome di persona
Abundantius o
Fidanza
(Lurati 213), mentre per la Basilicata si dovrebbe intendere 'gente
di Anzi', comune in provincia
di Potenza (G. Rohlfs). |
|
DAOGLIO
DA OLIO
DAOLIO |
Da Olio,
quasi unico, dovrebbe essere una forma arcaica di Daolio, che è
tipico della zona che comprende il mantovano ed il reggiano nei
pressi dello sbocco del fiume Oglio nel Po, Daoglio, decisamente
più raro, è del mantovano, di Suzzara, dovrebbero prendere il
nome proprio dal fiume Oglio, indicando le sue rive come la zona
d'origine dei capostipiti. |
|
DA
PALUDE |
Da Palude
sembrerebbe ormai scomparso in Italia, originario del reggiano,
dovrebbe derivare da un'alterazione del cognome De Paule,
troviamo traccia di questa cognominizzazione in un atto di
donazione della contessa Matilde di Canossa dell'anno 1102 dove
viene citato tra i beneficiari Arduinus Comes de Palude. |
|
DAPAS
|
Dapas,
molto raro, è tipico del goriziano e di Trieste, dovrebbe
derivare da un modo dialettale di indicare coloro che abitavano
in basso, in una zona al di sotto del livello altitudinale
normale, in una sorta di fossa. |
|
DAPEI
|
Dapei,
quasi unico, potrebbe essere ligure, l'ipotesi di una
derivazione dal nome del paese di Pei, una frazione di Zerba nel
piacentino, nell'alta val Trebbia ai confini con l'alessandrino,
è possibile, anche se non esistono elementi a supporto. |
|
DAPIAGGI |
Tipico
del pavese |
|
DA PIT
DAPIT |
Da
Pit è quasi unico, Dapit sicuramente friulano, ha un ceppo
originario a Gemona del Friuli ed uno secondario a Sabaudia nel
latinense causato dal trasferimento di lavoratori veneti e
friulani per la bonifica delle Paludi Pontine in epoca fascista,
deriva da un soprannome friulano,
dapìt (in
fondo) ad indicare
probabilmente dove abitava la famiglia, cioè in fondo al paese. |
|
DA
POLENTA |
Da
Polenta è un cognome illustre, le cui tracce in Italia
sembrerebbero scomparse dalla prima metà del 1900, il casato dei
Da Polenta governò la Signoria di Ravenna dal 1287 al 1441,
deriva dal nome del Castello di Polenta, Castello con villaggio
attualmente nel territorio di Bertinoro nel cesenate ai confini
con il ravennate. |
|
DAPORTO
DAPPORTO |
Daporto,
molto raro, ha un piccolo ceppo a Forl' e ad Imola nel
bolognese, Dapporto è specifico di Faenza nel ravennate,
dovrebbero derivare dal fatto che il capostipite provenisse da
uno dei tanti paesi contenenti la radice Porto, o che provenisse
da una zona portuale. |
|
DA POS
DAL POS |
Da Pos,
molto molto raro, è specifico del bellunese, di Pieve d'Alpago,
Dal Pos è specifico di San Vendemiano nel trevisano, con buona
concentrazione anche a San Fior, Conegliano, Mareno di Piave, ed
Ormelle sempre nel trevisano e di Quero nel bellunese,
dovrebbero da un nome di località coma la frazione Dal Pos di
San Vendemiano nel trevisano. |
|
DA
PRELA'
DAPRELA' |
Da Prelà
è praticamente unico, Daprelà è specifico di Imperia e
dell'imperiese, dovrebbe derivare dal nome del paese di Prelà
nell'imperiese, probabilmente il luogo d'origine dei
capostipiti. |
|
D'AQUI' |
Sembra
originario della provincia di Reggio Calabria, potrebbe essere
una contrazione di un soprannome legato al toponimo Aquilonia
(AV), o legato ad un episodio o ad una caratteristica del
capostipite, oppure potrebbe essere una contrazione del nome
latino Aquilinus. |
|
D'AQUINO |
Cognome tipico del centrosud, dovrebbe derivare dal toponimo
Aquino (FR), ma è pure possibile un'origine dal cognomen latino
Aquinus
(vedi AQUINO). |
|
DARA
|
Dara ha
un ceppo ad Andali e Catanzaro nel catanzarese ed uno in Sicilia
in particolare ad Alcamo nel trapanese, casato nobile di origine
albanese che venne investito del titolo di Baroni, ricordiamo
Andrea Dara vissuto tra il 1700 ed il 1800, barone di Palazzo
Adriano, Cannavata, Costamammana, S.Agata e Guadalami, nel
palermitano. |
|
DARCHI
DARCHINI
DARCHINO
DARCO |
Darchi, quasi unico, è settentrionale, Darchini, abbastanza
raro, ha un ceppo a Ravenna e Massa Lombarda nel ravennate e ad
Imola nel bolognese, Darchino, quasi unico, sembrerebbe del
savonese, Darco, quasi unico, è meridionale, potrebbero derivare
da soprannomi etnici stanti ad indicare provenienza da paesi o
località contenenti nel loro nome la radice Arco, ma molto più
probabilmente derivano, direttamente o tramite un ipocoristico,
dal nome slavo Darko. |
|
DARDANI
DARDANO |
Dardani è tipicamente emiliano, di Parma e Fornovo di Taro nel
parmense e di Bologna e Medicina nel bolognese, Dardano è tipico
della provincia di Catanzaro, dovrebberonentrambi derivare dal
nome greco Dardanos,
ricordiamo il mitologico figlio di Zeus e di Elettra che portava
questo nome e che venne considerato il capostipite del popolo
troiano. |
|
DARDI
DARDO |
Dardi abbastanza raro è tipico del bolognese e ravennate, Dardo
estremamente più raro sembra avere un ceppo nel cuneese ed uno
nel napoletano, deriva dal nome medioevale Dardus di cui si
hanno tracce ad esempio nel 1400 come possiamo leggere nel De
Scriptoribus: "...in quo luculenter illustratur Dardus de cuius
operibus fortasse agam et professo...". Tracce di questa
cognominizzazione la troviamo a Pisa nel 1300 con il maestro
Dardi autore del testo del 1344 Aliabraa argibra, uno dei pochi
trattati medievali di argomento algebrico.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Dardi per Olivieri 143 deriva dal cognome
Lunàrdi,
a sua volta dal nome Lunardus.
Si veda "Leonardus qui dicitur
Dardi", Venezia 1290, N. Arch.
Ven. XIX, 154. |
|
DA RE
DA RE'
DARE
DARE'
DE RE
DE RE'
DERE' |
Da
Re è tipicamente veneto, del padovano, veneziano e soprattutto
del trevisano, e del pordenonese, Dare è praticamente unico, Da
Rè e Darè, assolutamente rarissimi, sembrerebbero del triveneto,
De Rè è unico, Derè lo è quasi, De Re, decisamente friulano, è
specifico del pordenonese, di Caneva, Porcia, Sacile e
Pordenone, dovrebbero derivare dai molti toponimi contenenti il
vocabolo Re al loro interno, ma è pure possibile che possa in
alcuni casi trattarsi di forme patronimiche indicanti i figli di
chi, per qualsivoglia motivo, era stato Re di una festa, di una
sagra, o perchè era stato chiamato
Re dai
suoi genitori o amici. |
|
DARELLI
DARELLO
DARI
DARIO |
Darelli, molto molto raro, è tipico di Roma e di Torricella in
Sabina nel reatino, Darello è quasi unico, Dari ha un ceppo tra
bolognese, fiorentino e ravennate, uno tra maceratese, Piceno e
perugino, uno nel livornese, uno nel grossetano ed uno tra
viterbese e romano, Dario ha un ceppo tra Veneto e Friuli, uno
secondario nel Lazio, uno nel napoletano ed uno tra barese e
brindisino, tutti questi cognomi dovrebbero derivare,
direttamente o attraverso forme ipocoristiche, dal nome
Dario,
probabilmente portato dal capostipite. |
|
D'ARGENIO |
vedi ARGENIO
http://www.cognomiitaliani.org/cognomi/cognomi0001r.htm |
|
DA RIZ
DARIZ
DE RIZ
RIZ |
Da
Riz è specifico del bellunese, di Belluno e Sedico, Dariz è
specifico di Bressanone in provincia di Bolzano, De Riz è tipico
dell'area che comprende in Veneto il bellunese ed il trevigiano
ed in Friuli il pordenonese, con massima concentrazione a
Pedavena, Feltre e Santa Giustina nel bellunese, ed a Polcenigo
e Sacile nel pordenonese, Riz è del Trentino, di Campitello di
Fassa e Canazei, potrebbero derivare da soprannomi o nomi di
località chiamate riz
o ritz
(graffio, fenditura crepa)
vocabolo di origine tedesca usato soprattutto nella Val di
Fiemme ad indicare località con quelle caratteristiche. |
|
DARMAN
DARMIAN |
Darman sembra caratteristico di Rocca Pietore nel bellunese,
Darmian è praticamente unico, e lo troviamo oggi solo nel
milanese, dovrebbero derivare da una forma dialettale
lombardoveneta del nome medioevale
Darmanus,
un nome peraltro rarissimo, ma non si può escludere una
derivazione da un soprannome originato dal termine germanico
darm
(frattaglie, viscere). |
|
DA
RODDA |
Da
Rodda è specifico del trevisano, di Revine Lago e Conegliano,
dovrebbe derivare dal nome della località Rodda, frazione del
comune di Pulfero nell'udinese, il Da sarebbe quindi un prefisso
di provenienza che indichi il probabile luogo d'origine del
capostipite, il toponimo potrebbe prendere il nome dal termine
celtico rod
(fiume),
visto la vicinanza del letto del Natisone, ma, molto più
probabilmente, deriva dal nome, di origini slave, del monte
Rode, un'altura in territorio di Pulfero. |
|
DA
ROLD |
Tipico di
Belluno, dovrebbe derivare dall'aferesi del nome medioevale
germanico Harold; "...illum quidem pro ingenita flectere
nequivit saevitia; filium autem regis Haroldum, sua dicitur
praedicatione lucratus...", ma è pure possibile che derivi da un
toponimo tedesco Roldus. |
|
DA
RONCO
DARONCO |
Daronco è
quasi unico, Da Ronco ha un ceppo friulano nell'udinese ed uno
nel veronese, dovrebbero derivare da toponimi come Ronco
All'Adige (VR) o simili. |
|
DA ROS
DAROS |
Da Ros è
molto diffuso nell'area che comprende il bellunese, il
trevisano, il pordenonese e l'udinese, soprattuttola zona di
Vittorio Veneto, Sarmede, Cappella maggiore, Conegliano,
Cordignano, Mareno di Piave, Gaiarine, Oderzo, Tarzo, Fregona,
Colle Umberto, Breda di Piave, San Vendemiano e Treviso nel
trevisano e Trichiana nel bellunese, ed in Friuli nel
pordenonese Sacile, Pordenone e Brugnera, Daros, assolutamente
rarissimo, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione del
precedente, che dovrebbe derivare dal fatto che i capostipiti
provenissero da paesi come Case da Ros di Godega nel trevisano,
Ros di San Vito al Tagliamento (PN) o Ros di Vito d'Asio (PN) o
altre simili. |
|
D'ARPA
|
D'Arpa ha un ceppo a Carmiano nel leccese ed a San Donaci nel
brindisino ed uno, molto consistente a Palermo, potrebbe
derivare da un soprannome basato sul termine dialettale
arpaiu
(strumento in uso presso i
bottai), ma molto più
probabilmente deriva dal nome dell'arpia
una sorta di uccello rapace della mitologia greca. |
|
D'ARPIZIO |
D'Arpizio, assolutamente rarissimo, sembrerebbe abruzzese,
potrebbe derivare dal nome di una pianta di montagna l'arpitium.
integrazioni fornite da
Massimo D'Arpizio
Le uniche notizie in mio possesso circa le origini del mio
cognome riguardano un mio omonimo che pervenne in Città
Sant'Angelo (ora in prov. di PE,allora in prov. di TE) verso
fine del 1800, pare provenisse da Cellino Attanasio (TE). Mio
padre riferiva che un evento drammatico o una faida paesana
doveva averlo costretto alla fuga dal suo paese natale. |
|
D'ARRIGO |
Sembra
essere di origine siciliane, in particolare dell'area compresa
tra le provincie di Messina e Catania, dovrebbe discendere dal
nome Arrigo. (vedi Arrighi) |
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DARSIE
DARSIE'
D'ARSIE
D'ARSIE'
DASSIE
DASSIE' |
Tutti del
trevigiano, D'Arsie è unico ed è senza dubbio dovuto, come il
quasi unico Darsie e il più diffuso Darsiè, specifico di Treviso
e Villorba, ad un errata trascrizione di D'Arsiè, che è
specifico di Vittorio Veneto, Conegliano e Treviso, sia Dassie
che Dassiè sono tipici del trevisano, di Conegliano, Fontanelle,
Oderzo e Susegana, e dovrebbe trattarsi di forme alterate
dialettalmente del cognome precedente, dovrebbero tutti derivare
dal nome del paese di Arsiè nel bellunese, probabile luogo di
provenienza dei capostipiti. |
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DARTORA |
Dartora è tipicamente veneto, di Dolo e Camponogara nel
veneziano e di Pederobba e Montebelluna nel trevisano, potrebbe
derivare da un soprannome dialettale arcaico basato
sull'italianizzazione di un termine veneziano ormai caduto in
disuso ardora
(calore intenso,
ma usato come aggettivo per indicare una persona spiantata,
senza il becco di un quattrino). |
|
DA RU
DA RU'
DARU
DARU' |
Da Rù,
molto molto raro, è tipico dell'area veneta, di Pieve di Cadore
nel bellunese in particolare, Da Ru e Darù, estremamente rari,
sono anch'essi sempre tipicamente veneti, Daru è unico, tutti
questi cognomi dovrebbero essere forme dialettali contratte del
cognome Da Ruos (vedi DA RUOS). |
|
DA
RUOS
DARUOS |
Daruos, praticamente unico, è dovuto ad un errore di
trascrizione di Da Ruos, che è tipico del trevigiano, di Farra
di Soligo e Conegliano, potrebbe derivare dal termine cimbro
roush
(cavallo),
forse ad indicare lo stato di cavaliere del capostipite, ma è
pure possibile una derivazione dal termine dell'antico alto
tedesco rouhhðs
(camino, fumarium)
e a questo punto indicherebbe che la famiglia proveniva da una
zona fumosa o nebbiosa.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Da Ruos è un cognome veneto e friulano di origine germanica. A
mio parere deriva dall'antico alto tedesco '(h)ros'
= 'cavallo'
che ha dato con lo stesso significato il tedesco moderno
Ross
(forma poetica di Pferd). Il gruppo vocalico
-uo
dovrebbe infatti escludere la derivazione di tale cognome
dall'aggettivo 'rosso',
a meno che in Ruos non si voglia vedere un ibrido insolito fra
il cognome friulano Rós
e l'aggettivo sloveno 'rus',
ambedue significanti 'rosso'. |
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D'ASCIA |
D'Ascia sembrerebbe originario del napoletano, di Napoli e di
Forio sull'isola d'Ischia, dovrebbe stare ad indicare un'origine
dei capostipiti dal paese di
Ascea nel salernitano, chiamata
anticamente con il termine grecanico
Ascia,
forse originato dalla radice verbale greco antica άσκέω askeo
(esercitare, addestrare,
prepararsi). |
|
DASSANI
DASSANO
DASSIANI |
Dassani, molto raro, è tipicamente romagnolo, di Forlì e
Ravenna, Dassano, molto molto raro, è tipico dell'area ligure,
piemontese, del torinese in particolare, Dassiani è praticamente
unica, dovrebbero derivare da alterazioni dialettali del nome
latino Dassianus,
ricordiamo con questo nome il governatore romano che martirizzò
a Valencia in Spagna nel 304 d. C. San Vincenzo. |
|
DASSE'
|
Molto
molto raro è tipico della bassa bresciana, dovrebbe derivare da
modificazioni dialettali di toponimi come Dazze di Marcheno (Bs)
in Valtrompia. |
|
D'ASTOLFI
D'ASTOLFO |
D'Astolfi è praticamente unico, D'Astolfo è tipicamente
abruzzese, di Manoppello nel pescarese e di Chieti, dovrebbe
trattarsi di una forma patronimica, dove il D'- stia per il
figlio di, riferito ad un capostipite il cui padre avesse
portato il nome longobardo
Astulfus (vedi ASTOLFI). |
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DATA
|
Data è
tipicamente piemontese del torinese, di Forno Canavese in
particolare, dovrebbe derivare da Data, il nome di una frazione
della zona sudoccidentale di Forno Canavese. |
|
D'ATRIA |
D'Atria è specifico di Palermo, potrebbe stare ad indicare
l'appartenenza del capostipite alla
Gens Atria,
che aveva possedimenti terrieri nel salernitano ed in Sicilia,
ma è pure possibile che possa trattarsi di una forma patronimica
o matronimica riferita ad un capostipite, il cui genitore si
fosse chiamato con il nome greco
Atri.
(vedi anche ATRIA) |
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D'ATTANASIO |
Sembra
essere di origine abruzzese, deriva dal nome latino Athanasius.
(vedi Atanasi) |
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D'AUBERT |
Il
cognome D'Aubert, decisamente di origine francese, in Italia ha
un ceppo a Palermo, si dovrebbe trattare di una forma
patronimica in D'-,
dove il D'
sta per figlio di,
riferita al nome medioevale
Aubert che deriva dai vocaboli
germanici adal
(nobile)
e berth
(luminoso, brillante). |
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D'AUDINO |
Rarissimo
sembra tipico del catanzarese, deriva dal nome longobardo
Audinus di cui si ha esempio nel Codice Diplomatico Longobardo
in un atto del 750 conservato a Siena, dove tra l'altro si
legge: "In nomine domini Dei nostris Iesum Christi. rignante
domno nostro uiro excelentissimo Aistolfo rige, anno primo,
mense aprilis, indictione tertia... ...quidquid ipsi
suprascripti Audimari et Audini ad suam abuerunt potestatem; de
ipsa sorticilla mea uobis in integrum uindedi, excepto alia
portionem meam,...", traccia di questo cognome si trova a
Bovalino (CS) fin dal 1600 con un certo Petro Audino citato in
un atto di vendita. |
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D'AURIA |
Sembra essere specifico del sud, con un forte ceppo campano, nel
tarentino, ed in Sicilia, è presente un probabile ceppo, forse
non secondario in Piemonte e Lombardia. Pur considerando che
Auria sia stato un nome proprio longobardo derivato dall'Aurea
latino, questo cognome potrebbe anche derivare da un nome di
località, nel genovese ad esempio esisteva nel 1300 un sito
chiamato Castrum Aurie, come si può leggere in un atto del 1321
conservato nell'Archivio di Stato di Genova: "...Item terra de
Coronale cui coheret ab uno latere terra predicti Sancti
Johannis de Salaxia et ab uno latere terra Michaelis de Serra et
ab alio latere saltus et terra salvatica et via publica qua itur
ad Castrum Aurie. ...". L'uso del nome Auria lo si riscontra nel
1000 ad esempio a Solofra (AV) dove in un atto si legge dei
coniugi Cicero e Auria, figlia del fu Giaquinto: "...da partibus
septemtrionalis fine sortione Ciceri et Aurie uxoris sue, que
fuit filia Iaquinti presbiteri, ...". Tracce molto antiche di
questa cognominizzazione si hanno ad esempio nel nizzardo nel
1150 dove in un atto si legge: "...spectabiles juris utriusque
doctores dominus Petrus de Auria Speronus, ac dominus Franciscus
Mari, et nobiles ac egregijo Andreas Orignanus, Lambertus
Casanova, Secundinus Galleanus...".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
D'Auria è cognome messinese, calabrese e lucano che corrisponde
al cognome Dòria.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
D'AURIA; DORIA: almeno per quanto riguarda la Sardegna i D'Auria
o Auria e i Doria, crediamo appartengano allo stesso ceppo. I
Doria sardi provenivano da Genova. Siamo convinti inoltre che i
Doria genovesi prendano il nome da
Doria,
antica frazione del Comune di Genova. Nei testi antichi della
lingua e della storia della Sardegna i D'Auria, gli Auria sono
semplici varianti di Doria. La famiglia dei Doria, di
provenienza e di origine genovese, fece la sua comparsa in
Sardegna con Doria Manuele, vissuto tra il 1202 ed il 1252.
Figlio di Nicolò e di Giacomina della Volta, diede origine al
ramo principale dei Doria o D'Auria o Auria sardi, sposando
Giorgia de Lacon - Gunale, figlia di Comita de Lacon Giudice
(sovrano) di Torres. Tra i quattro figli di Manuele e di
Giorgia, si distinse Nicolò, il primogenito, che nel 1234 sposò
la cugina (asimmetrica) Preziosa de Lacon - Gunale, figlia
(legittimata) di Mariano II° giudice di Torres, dalla quale ebbe
8 figli. Tra i quali ci interessa Branca(leone), detto di Nurra,
poiché possedeva estesi possedimenti in quella Curadorìa (Di.
Sto. Sa. di Francesco Cesare Casula). Sposò Caterina Zanche,
figlia di un ricco barattiere sassarese. Si tramanda che per
appropriarsi degli averi del suocero lo avesse invitato ad una
cena e fatto a pezzi (spedditzàu). Tale notizia varcò ben presto
il Tirreno e raggiunse il resto d'Italia. "Ed elli a me: "Come
il mio corpo stea // nel mondo su, nulla scienza porto//.(Dante
Alighieri - Inferno, Canto 33 vv. 122 - 147).Cotal vantaggio ha
questa Tolomea,//che spesse volte l'anima ci cade//innanzi
c'Atropòs mossa le dea.// E perché tu più volentier mi rade// le
invetriate lacrime del volto,// sappi che, tosto che l'anima
trade,// come fec'io, il corpo suo l'è tolto//da un demonio, che
poscia il governa//mentre che il tempo suo tutto sia vòlto.//
Ella ruina in si fatta cisterna//e forse pare ancor lo corpo
suso//de l'ombra che di qua dietro mi verna.// Tu 'l dei saper,
se tu vien pur mo giuso:// elli è ser Branca Doria, e son più
anni// poscia passati ch'el fu si racchiuso".//"Io credo -
diss'io lui - che tu m'inganni;//chè Branca Doria non morì
unquanche,//e mangia e bee e dorme e veste panni".// "Nel fosso
su - diss'el - de Malebranche,//là dove bolle la tenace pece,//
non era ancor giunto Michele Zanche (Inferno XXII, 88),//che
questi lasciò il diavolo in sua vece// nel corpo suo, ed un suo
prossimano// che il tradimento insieme con lui fece.//..Nel 22°
canto dell'inferno, ai versi 85 - 87 (dove sono i
"barattieri").Danar si tolse e lasciolli di piano,//sì com'e'
dice; e ne li altri offici anche//barattier fu non picciol ma
sovrano.// Usa con esso donno Michele Zanche// di Logudoro; e a
dir di Sardigna//le lingue lor non si sentono stanche.//.Dante
quindi sistema nella bolgia Tolemaica, Brancaleone Doria, quando
era ancora in vita. Brancaleone Doria fu decapitato insieme al
fratello Vinciguerra, nel 1325, per ordine del governatore
generale Berengario Carròs, ma per l'accusa di aver partecipato,
nel settembre 1324, alla guerra contro i Catalano - Aragonesi
del Nuovo Regno di Sardegna. Il più famoso di tutti i Doria, fu
senz'altro Brancaleone, marito di Eleonora d'Arborea. Nacque nel
1337 da Brancaleone Nicolò, (detto di Uta ma anche di Nurra,
nipote del suddetto Brancaleone di Nurra) e da una concubina di
nome Giacomina, poi legittimato. Nel 1376, dopo un lungo
"fidanzamento", sposò la trentaseienne Eleonora de Bas Serra,
figlia di Mariano IV° giudice di Arborea. La quale gli diede due
figli: Federico e Mariano, etc. (per saperne di più Di.Sto.Sa di
F. C. Casula, oppure visita nel Web: Eleonora d'Arborea). I
Doria sono citati in molte carte antiche della lingua e della
storia della Sardegna medioevale, ma non figurano nei tre
Condaghi, pervenuti a noi al completo: il CSMB, il CSNT, il
CSPS, tutti del XI°, XIII° secolo. Nel testo di Francesco Cesare
Casula - Dizionario Storico Sardo, sono ben 54 i Doria citati.
Molto spazio dedica loro l'opera di Giovanni Francesco Fara
(Ioannis Francisci Farae: in Sardiniae Chorographiam; de Rebus
Sardois I-II; de Rebus Sardois III- IV. Opera edita a Cagliari
nel 1580, presso la tipografia di Nicolò Canyelles. Dagli
archivi di Torino, esattamente da "Diplomi e Carte", sono
pervenuti a noi, in testo latino, grazie alla gentilezza di
professor Luciano Carta, illustre studioso della storia della
Sardegna, tutti i documenti che riguardano le vicende, che
coinvolsero, dal 1382 al 1390 Brancaleone Doria, i figli
Federico e Mariano e soprattutto la moglie Eleonora da una
parte, e il re Don Giovanni d'Aragona, dall'altra, con l'elenco
di tutti i centri abitati (villae - biddas), delle rispettive
Curadorìe, che aderirono alla famosa, seppure effimera, Pace di
Eleonora, LPDE del 1388. il documento riporta inoltre nome e
cognome dei Curatori (Curatores delle Curadorìe), dei
responsabili delle due corti; il nome delle Piazze e le date di
raccolta, nonché di tutti i firmatari della Pace, ed il ruolo
sociale occupato. Dedicheremo, a breve, nel Web (Giuseppe
Concas) un capitolo specifico su quei fatti. Attualmente il
cognome D'Auria è presente in 500 Comuni italiani, di cui 5 in
Sardegna: Cagliari 10, Uta 3, Assemini 3, Tempio 3, Calasetta
2. I Doria sono presenti in 548 Comuni italiani, di cui 4 in
Sardegna: Sassari 30, Cagliari 5, Uta 3, Arzachena 3. |
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D'AUTILIA
D'AUTILIO |
D'Autilia ha un ceppo nel leccese a Cursi, Martano, Melendugno e
Campi Salentina ed a Taranto, ed uno molto piccolo in Sicilia
nel palermitano, D'Autilio ha qualche presenza tra Abruzzo e
Puglia, dovrebbe trattarsi di una forma matronimica o
patronimica riferita a capostipiti il cui padre o la cui madre
si fossero chiamati con il nome sia longobardo che normanno
Autilia
o Autilio
(vedi AUTILI), tracce di queste cognominizzazioni le troviamo in
Puglia in un atto del 1270: "..Donat Almerico de Montedragone
casali Tullii de Justitiariatu terre Idronti; donat casale
Matine de Justitiariatu terre Idronti lohanni de Autilio ..". |
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DA
VALLE
DAVALLE
DE VALLE
DEVALLE |
Da Valle,
molto raro, sembrerebbe tipico della provincia di Lucca, di
Porcari, Capannori e Lucca stessa, Davalle, ancora più raro ha
un piccolo ceppo nell'alessandrino ed uno tra bolognese e
ravennate, De Valle, assolutamente rarissimo, è dell'area
piemontese e lombarda, Devalle è diffuso in Piemonte, a Dogliani
e Racconigi nel cuneese ed a Torino, questi cognomi dovrebbero
derivare dal fatto di essere stati i capostipiti originari di
una valle o di località contenenti la radice Valle, come ne
esistono molte in Italia. |
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DAVANZATI |
Estremamente raro è specifico della Toscana settentrionale,
dovrebbe derivare dal nome medioevale
Avanzo
(aferesi del nome beneaugurale
Diotavanzi), troviamo questo
cognome rappresentato nel 1200 a Firenze dal rimatore Chiaro
Davanzati che intrecciò con Dante Alighieri uno scambio di
sonetti. |
|
DAVANZO |
Davanzo è diffuso nel Veneto, nel veneziano e nel trevigiano in
particolare, a Musile di Piave, San Donà di Piave, Venezia,
Quarto d'Altino, Noventa di Piave, Fossalta di Piave, Iesolo,
Meolo e Ceggia nel veneziano ed a Roncade, Treviso, Breda di
Piave, Ponte di Piave e Salgareda nel trevisano, con un ceppo a
Trieste ed a Monfalcone nel goriziano ed uno nel barese ad
Andria e ad Acquaviva delle Fonti, dovrebbe derivare da un
soprannome basato sul termine veneziano arcaico
davanzo (in
esubero, giunto in
soprannumero, di uno di cui si farebbe volentieri a meno), forse
indicando nel capostipite l'ultimo nato di una famiglia molto
numerosa. |
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D'AVANZO |
D'Avanzo è un cognome tipicamente meridionale, del napoletano ed
avellinese in Campania e del barese in Puglia, dovrebbe
trattarsi di una forma patronimica, dove il
D'- sta
per il figlio di,
riferito ad un capostipite il cui padre si chiamasse
Avanzo
(vedi AVANZI). |
|
DAVEN
|
Assolutamente rarissimo, quasi unico, parrebbe concentrato nel
Salento, di probabile origine normanna. |
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DA
VENEZIA |
Da
Venezia, molto raro, è tipico di Venezia, potrebbe essere di
origine ebraica, starebbe comunque ad indicare un'origine
veneziana del capostipite. |
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DAVERI
DAVERIO |
Daveri ha
un piccolo ceppo a Piacenza, ed un ceppo consistente ad Arezzo e
nell'aretino, a Subbiano e Capolona, con un ceppo anche a
Grosseto, Daverio è tipico del Piemonte orientale e della
Lombardia occidentale, soprattutto del varesotto, dovrebbero
derivare dal nome del paese di Daverio nel varesotto, dell'uso
di utilizzare questo toponimo come elemento di identificazione
abbiamo tracce fin dal 1000, in un atto del Codice diplomatico
lombardo del 1100 leggiamo: "...Interfuerunt ibi vocati testes
Guilielmus de Muro....... et Rainerius et Azinus domini Ioannis
de Daverio..."; nel 1500 i Daverio vengono annoverati tra le
famiglie più importanti di Gorla (MI). |
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D'AVERSA |
D'Aversa
ha un ceppo nel romano e frusinate, uno nel teatino e
campobassano, presenze significative in Campania ed in Puglia,
in particolare nel Salento, dovrebbe derivare dal nome della
città di Aversa nel casertano, donde dovrebbero probabilmente
provenire i capostipiti. |
|
DAVI
DAVI' |
Davi e Davì sembrerebbero originari di Palermo e del
palermitano, il secondo, il più diffuso, ha anche un ceppo nel
messinese, nel catanese e nel siracusano, dovrebbero essere di
origini angioine e derivare da una italianizzazione del nome
normanno Davis,
a sua volta derivato dal nome ebraico
David, ma
esistono anche ceppi nel rovigoto e nel torinese forse autonomi,
che dovrebbero essere di origini ebraiche, probabilmente
sefardite, e derivare dall'apocope del nome
Davide,
tracce di questo cognome le troviamo nel 1300 a Zevio nel
veronese con una casa padronale chiamata Casa di Davì, nel 1600
ed a Caorle nel veneziano con un certo Stefano Davì. |
|
DAVICO
DAVIGHI
DAVIGO |
Davico è tipicamente piemontese di Cherasco, Alba e Bra nel
cuneese, di Montemarzino e Tortona nell'alessandrino e di Torino
e del torinese, con un ceppo anche a Genova, Davighi ha un ceppo
nel parmense, in particolare a Salsomaggiore Terme, Davigo, il
più raro, è dell'imperiese, a Lucinasco in particolare,
potrebbero derivare da toponimi come Vico Canavese nel torinese
o Vicoforte
nel cuneese o altri contenenti sempre la radice
vico (villaggio,
paese), ma, molto più
probabilmente dovrebbero derivare da forme aferetiche del nome
medioevale Lodavigus
o Lodavicus,
alcune delle forme alterate più comuni del nome
Lodovicus,
di queste alterazioni abbiamo un esempio d'uso in quest'atto del
1525: "Gum item quod dictus Lodavicus possit perficere dictam
fenestram, dummodo predictus Lodovicus non possit facere aliqua
insignia de Caponibus vel aliqua alia in dicta facciata, et
maxime a parte exteriori que respicit super platea dicte
ecclesie. Et cum hoc quod predictus Lodovicus non aquirat
aliquod ius, nec domus de Caponibus, in preiudicium iuribus
dictorum de Guicciardinis in dicta facciata. ..". . Tracce di
queste cognominizzazioni le troviamo a Ceva nel cuneese nel 1300
con il consigliere comunale Bartholomeus Davico. |
|
DAVID
DAVIDE
DAVIDI |
David è presente a macchia di leopardo in tutt'Italia, Davide
sembrerebbe specifico del napoletano, Davidi, molto molto raro,
potrebbe essere del nord Italia, forse ligure, dovrebbero tutti
derivare dal nome proprio Davide derivato dal nome ebraico
Dawid, in alcuni casi può trattarsi dell'italianizzazione del
cognome gentilizio ebraico Dawid. |
|
D'AVINI
D'AVINO |
D'Avini è quasi unico e dovrebbe trattarsi di errori di
trascrizione del cognome D'Avino che è tipicamente campano, del
napoletano, di Somma Vesuviana, Poggiomarino, Napoli, Ottaviano,
San Gennaro Vesuviano, Frigento, Marigliano, Pomigliano d`Arco,
Gragnano, Torre Annunziata e Palma Campania e di San Marzano sul
Sarno nel salernitano, dovrebbero derivare dauna forma
patronimica dove il D'
sta per figlio di
del nome medioevale Avinus di cui abbiamo un esempio in un atto
di donazione dell'anno 1098: "...id est quadrantem tocius terræ
et omnium reddituum ipsius quadrantis, et medietatem venationis,
pro XXVII libris denariorum quos in expensis suæ peregrinationis
Hierosolimis detulit. Facta hæc apud castrum Malliacum, VI nonas
martii, coram his testibus: Hugo Grossus; Gaufredus, frater
ejus; Rainaldus, cognatus eorum; Wilelmus, frater ejus, et
Widricus; Gaufredus de Vincellis; Norgaudus; Odo, vitricus
ipsius Ascelini, Wido de Misera; Avinus, filius predicti Odonis;
Gonterius, capellanus; Paganus, præsbiter; Rainerius et
Henricus, famuli. ...". |
|
DAVIN
DAVINI
DAVINO |
Davin,
molto raro, sembrerebbe del rovigoto, Davini sembrerebbe
originario della zona delle provincie di Lucca e Pistoia ha un
nucleo principale tra Lucca e Pisa, un ceppo probabilmente
secondario a Genova ed uno a Brescia, Davino, molto più raro,
sembrerebbe napoletano, dovrebbero tutti derivare dal nome
medioevale Davinus,
ricordiamo San Davino confessore ed eremita, di origini armene,
del secolo XI°, fece un pellegrinaggio in Terra Santa e di lì a
Roma; da dove iniziò un altro pellegrinaggio verso S. Giacomo di
Compostella in Spagna, transitando per Lucca si ammalò e morì
nel 1029; fu sepolto nella chiesa di S.Michele in Foro (LU). A
Lucca San Davino convertì parte della popolazione al
cattolicesimo e questi presero il nome di Davini in suo onore,
la venerazione popolare portò alla divulgazione del nome Davino.
Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Pisa nel 1228
quando Ranierus Davini è un sottoscrittore dell'atto con il
quale i Pisani giurano di mantener fede all'alleanza con Siena. |
|
DAZIERI
DAZZIERE
DAZZIERI |
Dazieri, assolutamente rarissimo, è della zona tra piacentino,
parmense, cremonese e mantovano, Dazziere è praticamente unico,
Dazzieri lo è quasi, questi cognomi dovrebbero probabilmente
derivare dal fatto che i capostipiti fossero dei
dazieri,
termine arcaico per identificare le guardie daziarie, cioè gli
incaricati alla riscossione delle gabelle dovute per
l'importazione di merci in una città. |
|
D'AZZI
DAZZI
D'AZZO
DAZZO |
D'Azzi è quasi unico, Dazzi ha un ceppo nel bellunese a Farra
d'Alpago e Puos d'Alpago ed a Vittorio Veneto nel trevigiano,
uno, molto più consistente, in Emilia a Parma e Reggio, ed uno
in Toscana a Carrara e nel lucchese a Pietrasanta, Forte dei
Marmi e Serravezza e nel vicino spezzino, D'Azzo, assolutamente
rarissimo, ha un piccolo ceppoa Napoli ed uno a Ribera e Burgio
nell'agrigentino, Dazzo, molto molto raro, è tipicamente
siciliano, di Lucca Sicula nell'agrigentino, si dovrebbe
trattare di forme patronimiche dove il
D- od il
D'-
stanno per il figlio di,
riferiti a capostipiti i cui padri si chiamassero
Azzo
(vedi AZZI). |
|
DE
ACETIS |
De
Acetis, abbastanza raro, è tipicamente abruzzese, del pescarese
in particolare , di Caramanico Terme e Pescara, dovrebbe
trattarsi di una forma patronimica dove il
De- sta
per figlio di,
riferito ad un capostipite il cui padre si chiamasse
Aceto
(vedi ACETI), nell'Archivio di Stato di Firenze troviamo tracce
di questa cognominizzazione con un Antonius de Acetis de Firmo
(marchigiano), Capitano del popolo di Firenze dal 4 luglio 1385
al 4 gennaio 1386. |
|
DE
ADDIS
DEADDIS |
De
Addis sembrerebbe unico, Deaddis, comunque rarissimo, è
specifico del sassarese, di Sedini, Sassari e Tergu, dovrebbe
derivare da un soprannome indicatore di provenienza originato
dal termine sardo adde,
addis
(valle
o anche bosco),
probabilmente originato dal fatto che la famiglia provenisse da
una valle.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
DEADDIS: de addis
> de baddis
> de vallis
(vedi il cognome ADDIS) ; tradotto liberamente, Della Valle, che
è nome diffuso in tutta Italia, con i ceppi più consistenti in
Lombardia, Campania, Piemonte. Attualmente è presente in 11
Comuni, di cui 4 in Sardegna: Sedini 24, Sassari 12, Tergu 10, P
Torres 3. |
|
DEAGLIO
DELL'AGLI
DELL'AGLIO |
Deaglio, quasi unico, è piemontese, frutto evidentemente di
errori di trascrizione dei successivi, Dell'Agli ha qualche
presenza in Sicilia, nel ragusano e siracusano, ma il ceppo
principale è a Genzano di Lucania nel potentino, Dell'Aglio ha
un piccolissimo ceppo campano tra napoletano e salernitano, ma
il nucleo è tra Lucania e Puglia, a Montescaglioso nel materano
e San Chirico nuovo nel potentino, un ceppo a Bari e Noicattaro
nel barese, a Brindisi e Francavilla Fontana nel brindisino, e
nel tarentino a Palagiano, Sava, Massafra e Taranto, dovrebbe
trattarsi di forme patronimiche riferite a capostipiti, i cui
padri si fossero chiamati con il nome latino
Allius
(vedi AGLI), o con il nome franco
Ailloud
(vedi AGLIALORO). |
|
DE
ALBENTIIS |
De
Albentiis è quasi unico, sembrerebbe abruzzese, probabilmente
originario di Atri nel teramano, si dovrebbe trattare di una
forma patronimica dove il De
sta per della famiglia degli
Albentiis, che si riferisce ad un gruppo il cui capostipite
probabilmente si chiamava
Albentius (vedi ALBENZI). |
|
DE
AMICI
DE AMICIS
DEAMICI
DEAMICIS
DE AMICO |
De
Amici è tipico del milanese così come il più raro Deamici, De
Amicis invece, molto più diffuso, è tipico della fascia che
comprende tutto l'Abruzzo, e la provincia romana, Deamicis è
quasi unico, De Amico, sia nella forma con la particella de
minuscola che maiuscola, è assolutamente rarissimo ed è
probabilmente una forma alterata del cognome D'Amico (vedi).
Tutti questi cognomi dovrebbero derivare dal nome medioevale
Amicus
(vedi Amici). |
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DEAN
DEANA
DEANI
DEANO |
Dean è tipico dell'udinese, di Fiumicello e Codroipo in
particolare e di Trieste, Deana è tipico dell'udinese di
Talmassons in particolare, Deani, quasi unico, parrebbe
triestino, Deano, altrettanto raro, è sempre dell'udinese,
dovrebbe derivare dal termine friulano
dean (decano),
titolo attribuito anticamente agli amministratori comunali. |
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DE
ANDRÈ
DE ANDREIS |
De
Andrè, praticamente unico, sembrerebbe ligure e dovrebbe
trattarsi della forma tronca del cognome De Andreis, che ha un
ceppo ligure a Genova, ad Albenga nel savonese e nell'imperiese
ad Imperia e San Remo, ed un ceppo nell'aquilano a Capitignano
ed Avezzano, a Roma ed a Scandriglia nel reatino e Trivignano
nel frusinate, dovrebbe trattarsi di una forma patronimica, dove
il prefisso De-
stia per il figlio di,
riferito a capostipiti il cui padre si fosse chiamato
Andrea,
latinizzato in Andreis,
come è stato in uso nel 1700 e 1800 per attribuire una sorta di
nobiltà storica ad un casato. |
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DE
ANGELIS
DEANGELIS |
De
Angelis è molto diffuso in tutt'Italia, nel centro in
particolare, Deangelis, molto molto raro, ha un ceppo nel
torinese, derivano dal nome medioevale
Angelus.
Troviamo tracce di questa cognominizzazione un pò dappertutto,
ad esempio nel 1500 a Bormio (SO) in un atto viene citato un
certo Domenico de Angelis, nel 1600 a Gualdo Tadino (PG) si
legge di un certo Pietro De Angelis, nel 1700 il notaio Nicola
De Angelis opera a Torricella Peligna (CH).
integrazioni fornite da
Vincenzo De Angelis
il cognome De Angelis, si trova anche in Calabria a Brancaleone
(RC) dove avevano il titolo di Cavalieri. Il casato era
originario di Belvedere (CS), si trasferì a Bova nel 1699 quando
il frate Antonio Gaudiosi fu eletto vescovo della diocesi e
portò con se la sorella Vittoria moglie di Giovanbattista De
Angelis. Nel 1745 Antonino De Angelis si trasferisce a
Brancaleone per matrimonio con la baronessa Fortunata De
Lorenzi, a Brancaleone vivono ancora gli eredi., vi sono stati
matrimoni con i baroni Caffarelli, con i baroni Bologna e i
marchesi Stranges, numerosi personaggi diedero lustro a questa
famiglia. Lo stemma che si trovava all'interno della vecchia
chiesa dove possedevano l'urna cineraria raffigura un'aquila con
ali aperte, una palma e in basso una torre a due piani e una
stella. |
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DE
ANTIQUIS |
De
Antiquis, quasi unico, sembrerebbe romagnolo, si hanno tracce di
un notaio Ippolito de Antiquis de Forolivio (Forlì) nella prima
metà del 1500, il cognome dovrebbe derivare dal fatto che il
capostipite fosse di un ceppo di antichi residenti nella città
di Forlì. |
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DE
ANTONI
DE ANTONIIS
DEANTONI
DEGLI ANTONI |
De Antoni
ha un ceppo veneto a Chioggia (VE) ed uno a Vicenza e nel
vicentino, uno a La Spezia e Follo (SP), un ceppo lombardo a
Laveno Mombello (VA), ed uno a Roma, De Antoniis ha un ceppo a
Teramo e nel teramano a Sant`Omero e Castel Castagna ed uno a
Roma e Monterotondo (RM), Deantoni, probabilmente dovuto ad
errori di registrazione, molto molto raro, è limitato al
Piemonte e Lombardia, Degli Antoni, assolutamente rarissimo, è
della zona che comprende Lombardia ed Emilia, dovrebbero
derivare dall'essere il capostipite appartenente ad una famiglia
il cui capostipite era un figlio di un Antonio. |
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DE
ASTIS |
Il ceppo
principale dei De Astis è in Puglia nel barese a Ruvo di Puglia,
con ceppi significativi anche a Bari, Terlizzi e Barletta,
sempre nel barese, i piccoli ceppi a Genova, Torino e Roma sono
probabilmente il frutto dell'emigrazione del primo, il cognome
dovrebbe derivare dal nome della città di Asti e risalire
all'epoca angioina, quando alcuni templari astigiani andarono al
seguito di Roberto d'Angiò Re di Sicilia e di Gerusalemme. |
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DE
BALZI
DE BALZO
DEL BALZI |
De Balzi,
De Balzo e Del Balzi, quasi unici, sono chiaramente errori di
trascrizione del più comune Del Balzo (vedi DEL BALZO). |
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DE
BAPTISTIS |
De
Baptistis ha un ceppo a Teramo ed uno a Civitavecchia nel
romano, dovrebbe derivare da una forma patronimica dove il
De-
sta per il figlio di,
riferito a capostipiti il cui padre si chiamasse con il nome di
Baptista,
espressione arcaica per Battista. |
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DE
BARDI |
De
Bardi ha un ceppo veneto a Campo San Martino nel padovano ed uno
laziale a Roma, Pomezia ed Albano Laziale nel romano, forse
causato dall'emigrazione veneta in occasione della bonifica
Pontina in epoca fascista, dovrebbe trattarsi di un indicatore
etnico basato sull'aferesi del termine
longobardi,
probabilmente ad indicare che i capostipiti appartenessero a
quel gruppo etnico. |
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DE
BARTOLI
DE BARTOLO
DE BORTOLI
DEBORTOLI
DI BARTOLI
DI BARTOLO
DI BORTOLO |
De
Bartoli, molto molto raro, sembrerebbe essere originario
dell'Italia centrale, De Bartolo ha un ceppo nel barese ed uno
nel cosentino, Di Bartoli è praticamente unico, De Bortoli è
tipicamente veneto, ma con ceppi anche in Friuli e nel Trentino,
Debortoli, molto molto raro, è trentino, Di Bartolo parrebbe
tipico della Sicilia, ma con ceppi anche a Raiano (AQ), a Roma
ed a Genova, Di Bortolo è specifico di Maniago nel pordenonese,
dovrebbero derivare tutti dal fatto che i vari capostipiti
fossero figli di un Bartolo o Bortolo, in questi casi la
particella De
o Di
hanno funzione patronimica, cioè stanno per
il figlio di. |
|
DE
BARTOLOMEI
DE BARTOLOMEO |
De
Bartolomei, assolutamente rarissimo è del centro Italia, De
Bartolomeo è tipicamente pugliese di Taranto, dovrebbero
derivare da forme patronimiche riferite a capostipiti i cui
padri si fossero chiamati
Bartolomeo e dove la particella
iniziale De-
sta per il figlio di. |
|
DE
BATTISTA
DE BATTISTI
DEBATTISTA
DEBATTISTI |
De
Battista sembra specifico del bellunese, con un ceppo anche nel
nordmilanese, sembrano esserci anche dei ceppi pugliesi e
siciliani, Debattista, assolutamente rarissimo sembra essere una
modificazione dovuta ad un errore di trascrizione, De Battisti è
tipicamente veneto, del veronese e padovano in particolare, ma
anche del mantovano e del vicentino, Debattisti, assolutamente
rarissimo, è del veronese, dovrebbero tutti derivare da forme
patronimiche dove il De-
sta per il figlio di,
riferito a capostipiti il cui padre si chiamasse con il nome di
Battista,
questa cognominizzazione risale almeno al 1400, verso la fine
del secolo troviamo infatti a Taormina il pittore Gabriele de
Battista. |
|
DE BEI
|
De
Bei è tipico di Chioggia e Venezia nel veneziano e di Porto
Tolle nel rovigoto, dovrebbe derivare da un soprannome
indicatore di appartenenza, cioè specificare che i capostipiti
appartenevano ad un gruppo detto dei belli, che in veneziano si
dice bei,
forse in riferimento a caratteristiche del luogo di provenienza
o di abitazione. |
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DE
BELLA
DE BELLI
DE BELLO |
De
Bella ha un ceppo romano ed uno molto piccolo calabrese nel
vibonese a Ricadi e Nicotera e nel reggino, con piccolissimi
ceppi a Messina ed a Palermo, De Belli è quasi unico, mentre De
Bello è pugliese, di Bari soprattutto e di San Pietro Vernotico
nel brindisino e di Mottola nel tarentino, dovrebbero derivare
da forme patronimiche del nome latino
Bellus,
Bella,
dove la particella De-
sta ad indicare il figlio di,
riferito a capostipiti che portassero quel nome. |
|
DE
BELLIS |
Due
probabili ceppi uno nell'udinese ed uno nel barese, potrebbe
derivare da un soprannome. (vedi anche Bellani). Circa il ceppo
barese, un discendente, Lorenzo Longo De Bellis, ci ha inviato
queste ulteriori notizie:inizialmente il loro identificativo
belli poi di bello e de bello,figlio di bello, erano una
famiglia nobile di Bari, di cui esistono tracce dal 1282(???),
da Bari si sono espansi a Castellana e a Rutigliano, il loro
stemma sarebbe: "arma:d'azzurro al castello d oro aperto e
fenestrato del campo merlato alla guelfa e torricellato di tre
pezzi quello di mrzzo piu alto pure merlati aperti e fenestrati
del campo". Un Giovanbattista de Bellis, originario di Rodio
(SA), fu Vescovo di Telese (BN), . nel 1696 Domenico Bellisario
de Bellis nato a Casamassima (BA) nel 1647, viene eletto vescovo
di Molfetta e, nel 1694, Papa Innocenzo XII lo nominò vicario
Apostolico di Sutri e Nepi per breve tempo, perchè il De Bellis
fu nominato cappellano segreto e familiare del papa.
stemma fornito da Lorenzo
Longo de Bellis
|
|
DE
BENEDETTI
DE BENEDETTIS
DE BENEDETTO
DE BENEDICTIS
DE BENEDITTIS |
De
Benedetti è dell'alessandrino, De Benedettis, molto molto raro,
ha un ceppo nel Salento ed uno nell'alto salernitano, De
Benedetto è tipico del sud peninsulare, della Puglia e della
Calabria in particolare, De Benedictis è barese, De Benedittis è
specifico del campobassano e della Puglia, derivano tutti da
forme patronimiche, dove il De
sta per figlio di,
del nome Benedetto,
portato probabilmente dai padri dei capostipiti. (vedi anche
BENEDUSI) |
|
DE
BENIGNI
DE BENIGNO
DI BENIGNO |
De
Benigni è unico, De Benigno è specifico di Salerno, Di Benigno,
estremamente raro, ha un piccolo ceppo nel pescarese e presenze
nel romano, dovrebbe trattarsi di forme patronimiche dove il
De-
ed il Di-
stanno per il figlio di,
riferito a capostipiti il cui padre si fosse chiamato con il
nome latino Benignus
(vedi BENIGNI). |
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DE
BERNARDI
DE BERNARDO
DE BERNARDINI
DE BERNARDINO
DI BERNARDI
DI BERNARDINI
DI BERNARDINO
DI BERNARDO |
De
Bernardi sembrerebbe decisamente piemontese, ma potrebbe esserci
un nucleo anche a Trieste, De Bernardini, molto molto raro,
parrebbe del vicentino, De Bernardino, quasi unico, è romano, e
dovrebbe essere una forma arcaica del cognome Di Bernardino,
anch'esso romano, De Bernardo ha un ceppo friulano, presente sia
a Pavia di Udine (UD) che a Pordenone, un ceppo calabrese ad
Acri (CS), ma il nucleo principale è campano a Napoli e San
Gennaro Vesuviano, Di Bernardi, assolutamente rarissimo, è
probabilmente dovuto ad errori di trascrizione, Di Bernardini,
sicuramente romano è tipico di Roma, Marino, Forano e Mazzano
Romano, Di Bernardo ha un ceppo friulano soprattutto a Venzone
(UD) ed Udine, uno abruzzese, uno romano, uno in Molise a San
Martino in Pensilis (CB) e Termoli (CB), uno nel napoletano a
Mugnano di Napoli, Napoli, Calvizzano e nel casertano a
Camigliano, e più ceppi in Sicilia. (vedi Bernardelli) |
|
DE
BIANCHI |
Abbastanza raro sembrerebbe avere tre ceppi, nel trevigiano, nel
veronese, nel modenese ed in provincia di Roma, può derivare dal
vocabolo bianco usato come nome o come soprannome derivante da
una caratteristica fisica, i capelli, il colore della carnagione
o da una caratteristica ambientale tipo case bianche o anche
come partigiano del partito guelfo dei Bianchi. Di questa
cognominizzazione abbiamo tracce a Modena nella prima metà del
1400 con lo scrittore Jacopino de'Bianchi e nella seconda metà
dello stesso secolo a Desenzano (BS) con Ser Biancoso de'
Bianchi; Padre Biagio Bagni di Cento (FE) nella seconda metà del
1500 scrive: "...Giouanni Lamberto, c'haueua inimicitia con la
famiglia De Bianchi, essendo intrato in casa della Caualliera
Lamberta con quindeci huomini armati suoi compagni,...". |
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DE
BIASE
DE BIASI
DE BLASI
DE BLASIS |
De
Biase è tipico della provincia di Bari, De Biasi ha un ceppo nel
Veneto, uno in Puglia, ma è presente in tutta Italia, De Blasi
ha un ceppo tra palermitano e trapanese, uno nel Salento ed uno
nel napoletano e avellinese, De Blasis è tipico della zona che
comprende le province di Roma e L'Aquila, possono derivare dal
cognomen latino Blaesus
(vedi Biasi), o dal nome medioevale
Blasius
(vedi Biasio), o anche da un soprannome derivato dal nome
Biagio. |
|
DE
BIDDA
DEBIDDA
DEIDDA |
Debidda, molto molto raro, è tipico del nord della Sardegna, De
Bidda è praticamente unico, Deidda è tipico invece del centrosud
della Sardegna, sono la versione sarda del cognome italiano
Villani derivando da Idda
contrazione di Bidda
(villa, villaggio, paese)
e starebbero ad indicare un'origine paesana della famiglia, in
quanto non isolata, ma proveniente dal paese. |
|
DE
BISOGNO
DI BISOGNO |
Di
Bisogno è praticamente unico e dovrebbe trattarsi di un'errata
trascrizione del cognome De Bisogno, che, assolutamente
rarissimo, è un cognome tipico del napoletano, si dovrebbe
trattare di un cognome attribuito a dei trovatelli,
dall'istituto di carità che lo aveva accolto, indicando in
questo modo che il bambino era probabilmente il figlio di un
militare spagnolo, con il termine
bisoños
venivano indicate, in epoca aragonese, le reclute spagnole
inviate come rincalzi dalla Spagna, come si evince dal
Diccionario de la lengua española de la
Real Academia de España
bisoño
(Dicho de la tropa o de un soldado: nuevo; Nuevo e inexperto en
cualquier arte u oficio). |
|
DE BO
DEL BO
DEL BO' |
De
Bo, praticamente unico è quasi sicuramente dovuto ad un errore
di trascrizione di Del Bo, tipico del pavese come il molto più
raro Del Bò, entrambi presenti in maniera notevole a Bressana
Bottarone (PV) in particolare, ma presenti in tutta la
provincia, dovrebbero derivare dal termine
bove ad
indicare una particolare agiatezza, la presenza in Lombardia di
queste cognominizzazioni come possiamo leggere in atti della
Santa Inquisizione che a Roma addì 8 Febbraio 1559 alcuni
colpevoli di eresia furono: "...menati in Piazza Nauona,
abrusciati uiui, Giovanni Antonio del Bò, Cremonese, pentito fu
prima apichato e poi abrusciato...". |
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DE
BONA
DE BONI
DE BONIS
DE BONO
DE BUONO
DEBONA
DEBONI
DEBONIS
DEBONO
DI BONA
DI BONI
DI BONO |
De
Bona è del bellunese, Debona è praticamente unico ed è dovuto ad
errori di trascrizione del precedente, De Boni e la forma
alterata Deboni sono tipicamente veneti, De Bonis è molto
diffuso al sud peninsulare, soprattutto nel foggiano, nel
potentino e nel cosentino con un ceppo importante anche nelle
province di Roma e Latina, Debonis, assolutamente rarissimo e
della stessa zona, è sicuramente dovuto ad errori di
trascrizione del precedente, De Bono, molto raro, parrebbe
romano, Debono è dovuto ad errori di trascrizione, De Buono è
specifico di Cosenza e del cosentino, Di Bona ha ceppi nel
romano, nel frusinate, nel casertano ed in Molise, ed un ceppo
tra trapanese e palermitano, Di Boni, quasi unico, parrebbe del
latinense, Di Bono ha piccoli ceppi nel frusinate e nel
latinense, nel potentino ed in Sicilia nel trapanese e nel
palermitano, dovrebbero tutti essere dovuti a forme
patronimiche, dove il De-
ed il Di-
stanno per il figlio di,
derivate dal nomen latino Bonus
o dal suo derivato medioevale
Bono, in alcuni casi potrebbero
anche derivare da soprannomi originati dal carattere del
capostipite. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a
Pavia in un atto del 1223 dove è citato un certo: "Bonusiohannes
de Bono Filli condam Rolandi de Alagna", nella seconda metà del
1300 a Pisa con il mercante Giacomo de'Boni citato in un atto
di affidamento, verso la fine del 1500 a Padova opera il Notaio
Gerolamo de Boni del quondam Giovanni di Padova. |
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DE
BORRI |
De
Borri estremamente raro ora limitato alla provincia di Novara,
dovrebbe derivare dal soprannome medioevale, poi divenuto nome,
Borro,
Borronis
(vedi BORRI), dovrebbe essere di origine longobarda ed
appartenere indirettamente alla nobiltà lombarda in quanto ramo
cadetto di un casato di Capitani e di Valvassori milanesi.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
è un rarissimo cognome presente in provincia di Novara, derivato
con ogni probabilità dal cognome base
Borromei
da Borromeo = buon Romeo,
cioè buon pellegrino
diretto a Roma. |
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DE
BRASI |
Molto
molto raro ha un ceppo nella zona di Albizzate e Carnago nel
varesotto ed un'altro a Sangineto (CS), dovrebbe derivare dal
nome medioevale Blasius (vedi Brasi). |
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DE
BRUNO
DI BRUNO |
De
Bruno, molto molto raro, sicuramente meridionale, parrebbe avere
un ceppo nel napoletano ed uno nel reggino, Di Bruno, ancora più
raro, ha un piccolo ceppo nel beneventano ed uno nel vibonese,
dovrebbe trattarsi di forme patronimiche dove il
De- ed il
Di-
stanno per il figlio di,
riferito a capostipiti, i cui padri si chiamassero
Bruno. |
|
DE
BUGLIO |
De
Buglio, molto molto raro, è specifico del sondriese, di Teglio
in particolare, potrebbe trattarsi di una forma patronimica in
De-, riferito ad un capostipite il cui padre fosse conosciuto
come Buglio,
ma molto più probabilmente deriva invece dal nome del paese
Buglio in Monte, sempre nel sondriese. (vedi anche BUGLI) |
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DE
CANDIA
DECANDIA |
De Candia
ha un nucleo nel barese ed un ceppo nell'olbiese, Decandia ha un
nucleo nella zona di Olbia, ed un ceppo nel barese, dovrebbero
derivare dal toponimo Candia (Creta), tracce di questa
cognominizzazione le troviamo a Roma a cavallo tra 1300 e 1400
con Petrus De Candia che divenne poi Papa Alessandro V°. |
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DE
CANDIDO |
De
Candido è un tipico cognome dell'area che comprende il Cadore,
con Santo Stefano di Cadore nel bellunese, ed il Friuli, con San
Giorgio della Richinvelda nel pordenonese e Varmo nell'udinese,
potrebbe stare ad indicare che i capostipiti provenissero dal
non molto lontano paese di San Candido in Alto Adige, distante
appena una trentina di chilometri. |
|
DE
CANDITIIS |
De
Canditiis, assolutamente rarissimo, è dell'area casertano,
napoletana, De Canditis è unico, e dovrebbe essere dovuto ad
un'errata trascrizione del precedente, potrebbe trattarsi di una
forma patronimica dove il De-,
pur avendo significato nobiliare, sta per
il figlio di,
riferito ad un capostipite il cui padre fosse originario di
Candia
o si chiamasse Canditus,
una forma arcaica del nome
Candido (vedi CANDITA),
troviamo tracce di questa cognominizzazione in Irpinia in uno
scritto del 1590: "ABBAS MARCUS ANTONIUS de Canditiis U.I.D.
nobilis presbiter nolanus admodum illustrissimi et
reverendissimi domini domini Petri Antonii Vicedomini U.I.D. Deí
et apostoìíce sedís gratia episcopi Avellini et Frequenti in
spiritualibus et temporalibus vicarius et officialis generalis
...". |
|
DECANI
DECANINI
DECANO |
Decani, quasi unico, parrebbe soprattutto lombardo, Decanini è
specifico di Capannori e di Lucca nel lucchese, Decano, quasi
unico, sembrerebbe bergamasco, dovrebbero derivare direttamente
o tramite ipocoristici dalla carica medioevale di
Decano
che rappresentava la più alta carica amministrativa del comune,
carica di cui abbiamo menzione in questa
Sententia
del 1150 a Milano: "..de discordia que erat inter comune de loco
Linate, preter homines Laurentii et Petri germanorum, filiorum
quondam Iohannis Homobene, per missos ipsius comunis Bellonum de
Longaniana decanum ipsius loci, Ambrosium Mulinarium atque
Petrum de Lomenno de ipso loco Linate; et ex altera parte
predictos Laurentium et Petrum germanos qui dicuntur
Homobene...". |
|
DE
CANIO
DI CANIO |
De
Canio è tipico del potentino, di San Chirico Nuovo e Potenza, di
Gioia del Colle e Bari nel barese e di Ginosa nel tarantino, Di
Canio ha un ceppo lucano, a Pomarico e Bernalda nel materano ed
a Potenza e Lavello nel potentino, ed un ceppo pugliese, a
Foggia e Lucera nel foggiano, a Ginosa e Taranto nel tarantino
ed a Bari ed Andria nel barese, si dovrebbe trattare di forme
patronimiche dove il De-
ed il Di-
stanno per il figlio di,
riferito a capostipiti i cui padri si chiamasserocon il nome
medioevale Canius
(vedi CANIO). |
|
DE CAO
|
De Cao è
specifico del vicentino, di Trissino, Brendola ed Arzignano,
dovrebbe derivare da un nome di località come Cao Mozzo nel
veneziano ed il De- starebbe ad indicare la provenienza del
capostipite. |
|
DE
CAPITANI
DECAPITANI |
Sono
cognomi dell'areale milanese e sono originati da un soprannome
legato al fatto di essere il capostipite al servizio di una
famiglia che aveva avuto un capitano tra le sue fila, oppure
legato ad un modo autoritario di comportarsi. |
|
DE
CARA
DI CARA |
De
Cara, estremamente raro, è del catanese, Di Cara è anch'esso
siciliano, con un grosso ceppo a Palermo e ceppi a Comiso nel
ragusano, a Santa Caterina Villarmosa e Caltanissetta nel
nisseno, a Licata nell'agrigentino, a Forza d'Agrò nel messinese
ed a Villarosa nell'ennese, si potrebbe trattare di matronimici
riferiti a capostipiti, la cui madre si fosse chiamata
Cara. |
|
DE
CARIA
DECARIA |
De
Caria è tipicamente calabrese, di Crotone e di Gioia Tauro nel
reggino, Decaria, quasi unico, sembrerebbe del vibonese,
dovrebbero essere di origini toponomastiche e derivare dal nome
delle frazioni di Caria, nel vibonese e nel messinese, o, molto
più probabilmente, dal nome della regione della
Caria,
una regione anatolica abitata da secoli da gente di ceppo
ellenico o bizantino, situata di fronte all'isola di Rodi, donde
gli abitanti furono costretti ad emigrare a seguito
dell'invasione turca, che tolse loro le terre greche per farle
proprie trucidando quanti avessero opposto resistenza. |
|
DE
CARLI
DE CARLIS
DE CARLO |
De
Carli è tipico del Lombardoveneto e del Friuli, con un ceppo
importante anche nel Lazio, De Carlis, assolutamente rarissimo,
è piemontese, De Carlo è tipico del sud peninsulare, si dovrebbe
trattare di forme patronimiche, dove il
De- sta
per il figlio di,
riferito a capostipiti, il cui padre avesse portato il nome
Carlo
derivato dal nome franco Karl
(una
specie di funzionario della corte reale),
il De sta anche per quelli di
riferendosi ai famigliari di un certo Carlo. |
|
DE
CARO
DI CARO |
De
Caro è molto diffuso in tutto il sud e nel romano, Di Caro è
decisamente siciliano, molto diffuso in tutta l'isola,
dovrebbero derivare da una forma patronimica in
De, od in
Di
che starebbero per figlio di,
riferiti a capostipiti, i cui padri, si fossero chiamati con il
cognomen latino Carus
(vedi CARO), troviamo tracce di questa cognominizzazione nel
1600 nel trapanese dove un certo Simone de Caro è citato
nell'elenco dei Confrati della
Compagnia del pretiosissimo sangue di Christo e di S. Michaele
Archangelo della Città di
Trapani. |
|
DE
CAROLIS |
De
Carolis è un cognome tipico del centro Italia, di Marche,
Umbria, Abruzzo e Lazio, con massima concentrazione nel Piceno,
nell'aquilano, nel romano e nel frusinate, ha un ceppo anche nel
napoletano ed in Puglia, soprattutto nel barese e brindisino, si
dovrebbe trattare di una forma patronimica dove il
De sta
per figlio di,
e si riferisce ad un padre del capostipite che si doveva
chiamare Carolus,
ma in alcuni casi questo cognome veniva attribuito a trovatelli
affidati ad Ospedali o Istituti religiosi dedicati a San Carlo. |
|
DE
CASA
DEI CAS
DEICAS
DI CASA |
Dei Cas è
tipico della provincia di Sondrio, di Valdisotto, Bormio,
Valfurva ed Ardenno, Deicas, De Casa e Di Casa sono quasi unici,
questi cognomi risalgono ad forme dialettali del cognome Della
Casa, usati in ambiente contadino per indicare normalmente la
famiglia del fattore, tracce di queste cognominizzazioni le
troviamo in un processo per stregoneria del 1630 a Bormio, dove
possiamo leggere: "...Haver maleficiato Barbara, figliola di
Francello di Casa, con haverla tocca con di quello onguento e li
mise adosso un spirito affine vi stesse alquanto tempo, poi
guarisse et non morisse. Et ciò fu in casa di detta Domeniga,
con occasione che li portò del sale, et fu avanti ch'essa
Barbara sii mutata. Et fuorno 3 di loro a far il congresso di
maleficiarla ...". |
|
DE
CASTRO |
De
Castro ha un ceppo nel Lazio centromeridionale, uno nel
campobassano, uno nel leccese, in Sicilia ha ceppi nella parte
occidentale ed in Sardegna, nel sassarese, è ormai quasi
scomparso.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
DE CASTRO: da castro, dal castello, ad indicare la provenienza.
Erano molto numerose in Sardegna le località, centri abitati,
castelli, fortificazioni in genere, nuraghi (vedi Castro). Come
cognome lo ritroviamo nelle carte antiche: tra i firmatari della
Pace di Eleonora, *LPDE del 1388: De Castro Comita, major
(sindaco, amministratore di giustizia) ville de Dosìlle (*
Osìdda (Contrate Montis Acuti - Ozieri); Castra (de) Petro,
ville Orani; Castri (de) Matheo, ville Simala. Nella storia
ricordiamo De Castro Salvator Angelo (Cagliari 1817 - Oristano
1880), sacerdote, politico, letterato e storico; ma come storico
le sue analisi in difesa delle cosiddette "False Carte di
Arborea", sono considerate del tutto inattendibili. Molti
addirittura insinuano che siano state falsificate proprio da
lui. |
|
DE
CATALDI
DE CATALDO
DI CATALDI
DI CATALDO |
De
Cataldi, che sembrerebbe unico, è probabilmente dovuto ad
un'errata trascrizione di De Cataldo, che è decisamente
pugliese, del tarantino in particolare di Sava, ma anche di
Manduria e di San Marzano di San Giuseppe, e di Putignano e
Casamassima nel barese, Di Cataldi, quasi unico, è della Sicilia
meridionale, Di Cataldo ha un ceppo pugliese nel foggiano e nel
barese, ed uno siciliano, nell'ennese, nel catanese e nel
nisseno, dovrebbero essere dovuti da una forma patronimica, dove
il De-
ed il Di-
stanno per il figlio di,
riferito a capostipiti, il cui padre si fosse chiamato
Cataldus
(vedi CATALDI). |
|
DE
CECCO
DE CICCO
DI CECCO
DI CICCO |
De Cecco
ha un nucleo importante in Friuli, uno nel chietino ed uno in
provincia di Roma, De Cicco è pochissimo diffuso e non è
possibile individuarne una zona di provenienza, Di Cecco, molto
raro, è dell'Abruzzo centromeridionale, Di Cicco è tipico della
fascia che comprende Lazio, Abruzzo, Molise e Campania
settentrionale, potrebbero derivare da modificazioni dialettale
dell'aferesi del nome Francesco. |
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DE
CECILIA
DE CECILIO
DI CECILIO |
De
Cecilia, assolutamente rarissimo, ha rare presenze nel
napoletano e nell'avellinese, De Cecilio, quasi unico, è
campano, Di Cecilia è specifico di Sturno e di Frigento
nell'avellinese, si dovrebbe trattarre di forme matronimiche o
patronimiche, dove i prefissi
De- e
Di-
stiano per il figlio di,
riferito a capostipiti le cui madri o i cui padri si fossero
chiamati Cecilia
o Cecilio.
(vedi CECILI) |
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DE
CEGLIE
DI CEGLIE
DICEGLIE |
De Ceglie
è tipico di Molfetta (BA), Di Ceglie, ha un ceppo nel barese a
Bisceglie, Ruvo di Puglia, Andria, Modugno e Bari, ed uno a
Fasano nel brindisino, dove è presente anche la forma
cognominale Diceglie, i ceppi del barese, dovrebbero derivare
dal toponimo Ceglie del Campo, una frazione di Bari, per il
ceppo di Fasano è invece più probabile una derivazione dal
toponimo Ceglie Messapica nel brindisino. |
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DE
CENSI
DECENSI
DI CENSI
DICENSI |
De
Censi è specifico di Berbenno di Valtellina nel sondriese,
Decensi, quasi unico, è anch'esso del sondriese, Di Censi è
specifico di Roma e del romano, di Arsoli, Guidonia Montecelio e
Tivoli, Dicensi, assolutamente rarissimo, sembrerebbe avere un
piccolo ceppo a Massafra nel tarentino, potrebbe trattarsi di
forme patronimiche in De
od in Di,
dove il De ed il Di stanno per
figlio di, derivate dal
cognomen latino Cencius
o Censius,
dell'uso medioevale di questo nome abbiamo un esempio nel
Dizionario di erudizione
storico-ecclesiastica: "...
Censius Episcopus Viterbiensis ab Eugenio III post diutinam
vacationem anno 1149 electus...", ma potrebbe anche trattarsi di
patronimici di una forma aferetica dialettale del nome
Vincenzo. |
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DE
CHIARA |
De
Chiara è tipicamente campano, molto diffuso particolarmente nel
casertano, napoletano e salernitano, ma con presenze
significative anche bel beneventano e nell'avellinese, potrebbe
derivare da toponimi come Torre Santa Chiara nel napoletano o da
altre località o contrade dedicate a Santa Chiara, ma molto più
probabilmente si tratta di capostipiti, fanciulli abbandonati da
madri appartenenti a famiglie nobili o comunque importanti, per
i quali era di rigore l'annotazione
clara genus
o de chiara familia. |
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DE
CHIRICO |
Tipico pugliese, di Terlizzi (BA) in particolare, dovrebbe
derivare dal nome medioevale
Chiricus derivato dal vocabolo
greco bizantino kyericos
con il significato di letterato
o scrivano.
Personaggio di estremo rilievo è stato il pittore Giorgio De
Chirico (1888-1978) nato in Grecia da padre palermitano. |
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DECIMA
DECIMI
DECIMO |
Decima è specifico del bellunese, di Taibon Agordino ed Agordo,
Decimi, assolutamente rarissimo, sembrerebbe dell'area
lombardoveneta, con sparute presenze in Umbria, Decimo ha un
ceppo a Roma, uno a Napoli, ed in Puglia a Carpignano Salentino
nel leccese, a Foggia, a Trani nel barese ed a Latiano nel
brindisino, dovrebbero derivare dal praenomen latino
Decimus,
Decima,
risalente all'uso in epoca latina, abbastanza frequente nelle
epoche passate ed anche abbastanza recenti, di attribuire ai
figli come prenomen o come nome il numero ordinale con il quale
nascessero, come appunto il
decimo figlio o la
decima
figlia, dell'esistenza di quest'uso in epoca latina abbiamo un
esempio nel Factorum Et Dictorum
Memorabilium di Valerio
Massimo: "...nam gladiatorium munus primum Romae datum est in
foro boario App. Claudio Q. Fulvio consulibus. dederunt Marcus
et Decimus filii Bruti Perae funebri memoria patris cineres
honorando. athletarum certamen a M. Scauri tractum est
munificentia....", si dovrebbe quindi trattare di cognomi
derivati dai nomi dei capostipiti. |
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DE
CIUTIIS |
Ormai rarissimo De Ciutiis ha una sparuta presenza romana ed una
campana, a Napoli e Caserta, dovrebbe derivare dal nome
medioevale Ciutius
di cui si hanno tracce a Rimini nel 1300, in un atto di rinnovo
di enfiteusi datato 27 marzo 1354 si legge "..olim Ciutius
Guasschethe et nunc Lunardinus Mesii...", dove quell'olim
(una volta)
fa pensare ad una presenza decisamente più antica, Dante ad
esempio, nel Canto VI° del Purgatorio, scritto verso il 1312,
scrive: "...Quiv'era l'Aretin che da le braccia // fiere di Ghin
di Tacco ebbe la morte, // e l'altro ch'annegò correndo in
caccia...", dove l'altro
sta per: "...Ciutius de Pretamala filius domini Tarlati antiqui
frater domini Rodulfi et patruus domini Petri Sacconis, qui ex
quodam conflictu fugiens suffocatus est in Arno. Tamen Bostuli,
qui sunt nobiles Guelfi Aretini, accepere corpus ipsius et ad
illum balistabant, propter quam iniuriam dominus Rodulfus
interfecit nuntium domini Alberti de Bostulis, qua re dominus
Fumus de Bostulis occisus est....". La famiglia De Ciutiis è di
antichissima stirpe, una pergamena del XIII° secolo
dell'Archivio della Società Romana di Storia Patria testimonia
che nel 1297 i De Ciutiis possedevano il Castel Giubileo nella
campagna romana; a Napoli ed in altre città del Regno di Napoli
il casato produsse personaggi eminenti ed ebbe titoli
cavallereschi e feudali. |
|
DE
CONCILIIS
DE CONCILIO
DI CONCILIO |
De
Conciliis ha un ceppo a Roma, uno a Napoli, uno a Pontecagnano
Faiano ed Agropoli nel salernitano ed uno ad Avellino, De
Concilio ha un ceppo a Napoli e nel salernitano a Salerno,
Baronissi e Pontecagnano Faiano, Di Concilio è specifico del
salernitano, di Salerno, Prignano Cilento, Giffoni Sei Casali,
Ogliastro Cilento ed Agropoli, questi cognomi, di origini molto
antiche, dovrebbero derivare dal fatto che il capostipite
facesse parte del Consiglio della Corona, fossero cioè
consiglieri dei Re normanni, tracce di queste cognominizzazioni
le troviamo in una cartula
venditionis (atto
di vendita) dell'agosto 1170,
dove la parte acquirente si identifica tra gli altri in un certo
Johannes condam Johannis de
Conciliis, i De Concilio
costituirono una ricca casata patrizia, che detenne feudi nel
Cilento almeno dal 1500. |
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DE
CONNO |
Tipico del beneventano.
integrazioni fornite da
Fabio Paolucci
De Conno è un cognome tipico del comune di San Marco dei Cavoti
in provincia di Benevento. Dal punto di vista etimologico, esso
trae origine dal termine latino
cunnus o
connus,
con il significato di vulva,
vagina. Il cognome in analisi
significa quindi letteralmente
uscito dalla vulva. Ancora
oggi, nel territorio sannita, esiste il soprannome dialettale
cionna,
a cui si attribuisce identico significato. Tra i vari ceppi
presenti a San Marco, da secoli se ne distingue uno per
ricchezza e lustro. E' questo il ramo che diede i natali, il 2
febbraio 1884, a Ernesto De' Conno, Professore di Chimica
Bromatologica presso l'Università di Napoli, autore di diversi
saggi scientifici, per ben quattro volte premiato dall'Accademia
delle Scienze fisiche e matematiche di Napoli per lavori di
Chimica Applicata. |
|
DE
CONTI |
Tipico
dell'alto trevisano, di Vittorio Veneto e Fregona in particolare
ha un ceppo secondario anche nel veronese, dovrebbe derivare da
legami non necessariamente di parentela, ma molto più
probabilmente di sudditanza con una famiglia di conti. Tracce
di questa cognominizzazione le troviamo con Nicolò De Conti
(1395-1469), viaggiatore e commerciante veneto del quale sono
famosi i ricordi di viaggio che si affiancano a quelli di Marco
Polo. |
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DE
CORATO
DECORATO
DI CORATO
DICORATO |
Decorato
è tipico del barese, di Barletta e di Canosa Di Puglia in
particolare dove è presente anche De Corato, dovrebbero essere
forme modificate del cognome Dicorato che è specifico di
Barletta (BA) così come Di Corato che ha un importante ceppo
anche ad Andria, dovrebbero tutti derivare dal toponimo Corato
(BA). |
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DE
CRESCENZI
DE CRESCENZO
DI CRESCENZO |
De
Crescenzi è assolutamente rarissimo e si tratta quasi
sicuramente di errori di trascrizione di De Crescenzo che è
decisamente napoletano è comunque ben distribuito in tutta la
fascia che comprende il casertano, il napoletano ed il
salernitano, presenta ceppi anche a Roma e nel tarentino, Di
Crescenzo ha un grosso ceppo a Guardiagrele nel teatino, con
presenze significative anche a Pescara, L'Aquila, Notaresco nel
teramano e Chieti e Francavilla al Mare nel teatino, a Roma ed a
Monte San Biagio e Fondi nel latinense, ed a Maddaloni nel
casertano e Cetara nel salernitano, derivano, come forma
probabilmente patronimica, dal nome latino
Crescentius
o dal suo equivalente italiano
Crescenzo, dove il
De- ed il
Di-
stanno per il figlio di.
(vedi anche Crescenzi) |
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DE
CRISTOFANO
DE CRISTOFARO
DE CRISTOFORO
DI CRISTOFANO
DI CRISTOFARO
DI CRISTOFORO |
De
Cristofano, abbastanza raro, ha un ceppo a Roma, uno principale
a Raviscanina e Sant'Angelo di Alife nel casertano ed a
Volturara Irpina nell'avellinese, Di Cristofano ha un ceppo a
Magliano de' Marsi nell'aquilense, uno a Pizzone e Montaquila
nell'iserniese, uno a Roma e Borgorose nel reatino ed uno a
Volturara Irpina nell'avellinese e San Gregorio Matese nel
casertano, De Cristofaro è molto diffuso in Campania, ma anche
nel Lazio, Abruzzo, Molise, Puglia e Basilicata, con ceppi anche
in Sicilia, De Cristoforo, molto molto raro, è dell'area
campano, pugliese, Di Cristoforo, altrettanto raro, è invece
abruzzese, Di Cristofaro è specifico della zona che comprende
l'Abruzzo, il Molise ed il casertano, con un ceppo anche a Roma.
(vedi CRISTOFANI e CRISTOFARI)
integrazioni fornite da
Giuseppe de Cristofaro
Diffusissimo in varie zone d'Italia, ma particolarmente nel
centro-sud, deriva dal nome
Cristofaro. E' presente in
molte varianti: "de Cristofaro", "de Cristofano", "de
Cristoforo", con il prenome "di" ed anche senza alcun prenome. A
Frosolone (nel Molise) si individua dal XIV° secolo un ceppo,
quasi certamente autonomo, consolidatosi da oltre due secoli
nella forma attuale, che ha esercitato un solido ma discreto
potere economico (fin dal seicento risultano tra i principali
"locati" e, successivamente, "censuari" della Dogana di Foggia),
oltre a rappresentare personaggi di spicco dal punto di vista
culturale e scientifico (tra gli altri: Giacomo 1728-1771
dottore fisico; Giacomo dottore in diritto nel XVIII secolo,
Giacomo 1869-1948 preside di ginnasio, Filippo 1910-1991
professore e cultore di greco e di sanscrito), politici locali
Alessandro, Orazio, Francesco e Donato nel XVII secolo, prelati
(Iacovo e Giovanni nel XVI secolo, Alessandro, Felice e Nicola
nel XVII secolo) e burocrati di elevato rango. La Famiglia de
Cristofaro è proprietaria di una delle tre cappelle private
costruite nel XIX secolo nel Cimitero di Frosolone. Pur non
fregiandosi di alcun titolo nobiliare, la famiglia nei secoli si
collega al ceto borghese e/o nobiliare del meridione. |
|
DE
CURTIS |
Tipico
casato napoletano, originario di Somma Vesuviana, che dovrebbe
risalire al 1500 il cui capostipite sarebbe stato un certo
Angelo Griffo che cambiò cognome in De Curtis probabilmente per
la caratteristica bassa statura della famiglia. Personaggio di
rilievo è stato il celeberrimo attore cinematografico Antonio De
Curtis in arte Totò. |
|
DEDDA
DI DEDDA
DIDEDDA |
Dedda è specifico del foggiano, di Foggia, Orsara di Puglia e
Carapelle, Didedda è quasi unico, si dovrebbe trattare di una
forma alterata del cognome Di Dedda, che è anch'esso del
foggiano, di Orta Nova e Foggia, di origini oscure si potrebbe
trattare di cognomi matronimici riferito ad una capostipite il
cui nome Elda
o Edda
sia stato alterato da una forma familiare dialettale. |
|
DEDÈ |
Tipico
dell'area compresa tra le provincie di Cremona, Lodi e Milano,
potrebbe essere originato da una modificazione dialettale del
nome gotico Duda o del franco Dado. |
|
DE
DILECTIS |
De
Dilectis è tipico di Torre del Greco nel napoletano, si dovrebbe
trattare di una forma patronimica dove il
De sta
per dei figli di,
riferito ad un capostipite il cui padre si chiamasse
Dilectus
(Diletto). |
|
DE
DOMENICI
DE DOMENICIS
DE DOMENICO
DE DOMINICI
DE DOMINICIS
DE DOMINICO |
De
Domenici è specifico del pavese, De Domenicis è assolutamente
rarissimo, De Domenico ha un ceppo nel messinese e nel reggino
ed uno tra napoletano e salernitano, De Dominici, molto raro, ha
un ceppo nel messinese, uno nel novarese ed uno nel cuneese, De
Dominicis è tipico della fascia centrale che comprende Lazio ed
Abruzzo, con ceppi anche nel napoletano e salernitano e nel
Salento, De Dominico, praticamente unico è probabilmente dovuto
ad un errore di trascrizione, dovrebbero derivare dallo stato di
dominici
(servitori del dominus
= signore). |
|
DE
DONATI
DE DONATO
DI DONATO |
De
Donati, molto molto raro, è specifico della Valtellina, di
Delebio (SO), De Donato ha ceppi secondari a Milano ed a Roma,
ha un ceppo a Ravenna e Rimini, un ceppo in Campania, uno nel
potentino, uno nel barese ed uno nel cosentino, Di Donato è
molto diffuso nel Lazio, in Abruzzo ed in Campania soprattutto,
ed in Puglia, si dovrebbe trattare di forme patronimiche dove il
De
ed il Di
stanno per figlio di, riferiti a capostipiti, i cui padri si
chiamassero appunto Donato. |
|
DEDONI
|
Dedoni è tipicamente sardo, di Cagliari, Uta e Quartu Sant'Elena
nel cagliaritano.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
DEDONI: non si tratta di cognome sardo, bensì spagnolo. Per il
significato e l'etimo risaliamo all'epigrafe mortuaria, che si
trovava nella chiesa di San Fancesco a Cagliari, dedicata a
Guido Dedoni, morto in Cagliari il 12 dicembre del 1410: "Hic
iacet corpus nobilis viri Domini Guido De Dono mercatoris de
Castro Callaris, qui obiit anno Domini 1410 indictione III die
12 Mensis Decembris cuyus animam requiescat in pace"
(Di.Sto.Sa). De Dono,
da un dono, donato,
quindi dal latino donum.
I Dedoni arrivarono in Sardegna al seguito del re Martino il
Giovane, erede alla corona d'Aragona, come partecipanti alla
spedizione militare contro Guglielmo III° di Narbona - Bas,
Giudice d'Arborea, nel 1408/1409. Gerardo Dedoni ed il figlio
Giovanni, provenienti da Barcellona, grossi mercanti più che
militari, ricevettero grandi riconoscimenti da Martino il
Giovane anche per gli aiuti finanziari a sostegno della
spedizione. Gerardo ebbe in dono il feudo delle villae (biddas)
di Gesturi e di Tuili ed in seguito, nel 1413, poté acquistare
il feudo di Mara (Villamar). Gerardo ottenne nel 1420 il
riconoscimento di generosità, cioè di appartenenza all'ordine
equestre e nel figlio Giovanni, nel 1421, la concessione di
eredità dei feudi paterni. In seguito, nel 1533, un loro
discendente, Don Fernando Dedoni riceverà, per nomina del
Parlamento il titolo di "eretat": gli eretats erano solitamente
mercanti arricchiti, che unitamente al feudo o dopo il feudo,
come nel suddetto caso, acquistavano il diritto di intervenire
alle assemblee parlamentari. Questi titoli nobiliari
scompariranno con il passaggio del Regno di Sardegna ai sovrani
di Savoia. Ampie note storiche sui Dedoni e sul loro casato sono
riportate inoltre nel testo di Giovanni Francesco Fara, "De
Rebus Sardois III°/IV°". Per saperne di più sui titoli
nobiliari aragonesi e spagnoli, con riferimenti alla nobiltà
sarda, vedi nel Web "note sulla nobiltà Aragonese e Spagnola con
riferimento alla nobiltà sarda" di Francesco Loddo Canepa.
Attualmente il cognome Dedoni è presente in 38 Comuni italiani,
di cui 26 in Sardegna: Cagliari 35, Uta 22, Quartu 14, etc. |
|
DE
DUONNI
DEDUONNI
DE DUONNO
DUONNO
DUONNOLO |
Deduonni è unico e lo troviamo in Piemonte, ma dovrebbe essere
dovuto ad un'errata trascrizione di De Duonni, che è specifico
di Vitulano e Calvi nel beneventano, De Duonno, praticamente
unico, è sempre del beneventano, Duonno, che è unico, dovrebbe
essere dovuto ad un errata trascrizione del precedente,
Duonnolo, sempre campano, è tipico invece di Capua nel
casertano, tutti questi cognomi dovrebbero derivare,
direttamente, o attraverso ipocoristici, o forme patronimiche
dove il prefisso De-
stia per il figlio di,
dal termine duonno, forma sincopata dialettale derivata dal
termine dominus
(signore),
indicando probabilmente l'appartenenza dei capostipiti ad una
classe altolocata, dell'uso di questo termine abbiamo una
riprova in un documento pisano dell'anno 1277, dove leggiamo:
"... martidì ai sei dì d' agosto da duonno Bernardino
Picuolo...". |
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DE
FABI
DE FABIIS
DE FABIO
DI FABI
Di FABIIS
DI FABIO |
De
Fabi e Di Fabi sono quasi unici, De Fabio è leggermente meno
raro, probabilmente meridionale, De Fabiis ha un ceppo nel
teramano, a Teramo e Cortino, ed uno a Roma e nel romano, Di
Fabiis, che sembrerebbe essere unico, è probabilmente dovuto ad
un errore di trascrizione del precedente, Di Fabio è molto
diffuso nella fascia centrale che comprende l'Abruzzo, il Piceno
ed il campobassano, il romano, il latinense ed il frusinate, con
massima concentrazione a Roma, a Terracina nel latinense e ad
Alatri nel frusinate, ed in Abruzzo a Pescara e Scafa nel
pescarese, a L'Aquila ed Avezzano nell'aquilano, a Cupello,
Canosa Sannita, Chieti, Arielli e San Salvo nel teatino ed a
Giulianova nel teramano, si dovrebbe trattare di forme
patronimiche in De
od in Di,
che stanno per figlio di,
riferite a capostipiti i cui padri si chiamassero
Fabio o
Fabius
(vedi FABBI)., possono anche indicare l'appartenenza delle
famiglie alla Gens Fabia
(vedi FABI), tracce di queste cognominizzazioni le troviamo in
Severino Boezio (480-524): "Boetij Opera et castigatiora et
plura quam hactenus impressa fuerint ... Omnia hec
diligentissime castigauit vir integerrimus presbyter Paulus de
Fabiis Brixianus ...", o anche a Roma nel 1600: "...Supererant
scripta Fabii de Fabiis, et Iulii Fatii de his, quae pro
imposita sibi ab Oliuerio procuratione in aestu sermonum
cognorant: supererant et libelli quidam aduersum ipsummet ...". |
|
DE
FABIANI |
De
Fabiani, molto molto raro, è tipico del vercellese, si dovrebbe
trattare di una forma patronimica riferita ad un capostipite che
fosse appartenuto ad una famiglia
Fabiani,
o molto più probabilmente il cui padre si fosse chiamato
Fabiano,
in una registrazione notarile del febbraio 1600 possiamo
riscontrare come l'uso del De Fabiani possa essere nato: "..Die
predicta in villa predicta in domo habitationis ser Bartholomei
quondam Fabiani Frighi presentibus ser Petro quondam Dominici
Fagoni et Nicolao filio Sigesmondi, ambobus de dicto loco
testibus; ser Bartholomeo quondam Fabian de Frigho sinico et
governatore della villa soprascritta udito el tenore della
soprascritta vicinanzza per me nodario a sè letta, lauda et
ratiffica tute le cose in essa contenute in tuto et per tuto
come sta et giace.. ..certi noncii, veri messi, legittimi et
indubitati procuratori domino Fabian figliolo de domino
Bortolomio de Fabiani soprascripto et ser Thomaxo quondam Mathio
de Guidi tutti doi qui presente et acetante et per loro colega
l'egregio domino Marco ...". |
|
DE
FABRITIIS
DEFABRITIIS |
Rarissimo
Defabritiis è presente solo in provincia di Milano ed è dovuto
quasi sicuramente ad un errore di trascrizione, De Fabritiis
presenta un ceppo nell'area di Roma e Latina, uno in Abruzzo ed
uno in Puglia. Questi cognomi derivano dal nome Fabrizio. |
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DE
FACCIO |
De
Faccio è tipico di Udine, si dovrebbe trattare di una forma
patronimica dove il De
sta per figlio di
e si riferisce ad un padre del capostipite che di nome
probabilmente faceva Bonifacio,
Faccio
per aferesi. |
|
DE
FALCO
DI FALCO |
De
Falco è tipico del Lazio centromeridionale e della Campania,
soprattutto del napoletano, con ceppi anche in Puglia, Di Falco
ha ceppi in Lazio, Abruzzo e Molise, Campania e soprattutto in
Sicilia, questi cognomi dovrebbero essere forme patronimiche
dove il De-
ed il Di-
stanno ad indicare la famiglia di un
figlio di
un capostipite il cui nome derivasse, dall'antico nome greco
Phalces
o dal tardo latino Falco
e Falconius,
o dal Falcard
dei Franchi, o dal Falk
germanico, o anche dal medioevale
Falco e
Falcone,
il casato calabrese dei De Falco fruiva del titolo nobiliare di
Barone di Rossano Calabro. |
|
DE
FAVARI
DE FAVERI
DE FAVERO
DEL FAVARO
DEL FAVERO |
De
Favari, molto raro, sembra veneziano, De Faveri, ben diffuso in
tutto il Veneto, ha la sua massima concentrazione nel
trevigiano, De Favero e Del Favaro sono quasi unici, Del Favero,
sicuramente veneto, parrebbe tipico della provincia di Belluno,
del Cadore e in particolare di Valle di Cadore, Lozzo di Cadore,
Pieve di Cadore e San Vito di Cadore, derivano tutti dal termine
dialettale arcaico favaro
o favero
(fabbro).
(vedi FAVARO) |
|
DE
FAZI
DE FAZIO |
De
Fazi è tipicamente laziale di Civitavecchia (RM) soprattutto e
di Roma, De Fazio è diffuso a Roma e in tutto il sud, in
particolare in Campania nel napoletano e nell'avellinese, in
Puglia nel barese, brindisino e tarantino, ed in Calabria nl
catanzarese e nel crotonese, derivano da forme patronimiche del
nome medioevale Fatius
aferesi del nome medioevale
Bonifatius (vedi FAZI). |
|
DE
FEDERICI |
De
Federici, assolutamente rarissimo, parrebbe lombardo, dovrebbe
trattarsi di una forma patronimica dove il
De sta
per figlio di
e si riferirebbe a famiglie dove il capostipite era figlio di un
Federico, troviamo tracce di questa cognominizzazione Tirano
nella prima metà del 1400 quando Giovanni de Federici di
Benedetto è appunto podestà di Tirano, o anche a Bergamo nel
1601 quando è vicario pretorio un tale Lodovico de' Federici. |
|
DE
FELICE
DEFELICE
DE FELICI
DI FELICE
DIFELICE |
De
Felice è tipico dell'area che comprende Abruzzo, Lazio, Molise,
Campania, Basilicata e Puglia, con un piccolo ceppo anche nel
catanese, Defelice, molto raro, è del barese, De Felici è tipico
del romano, di Roma, Frascati, Civitavecchia ed Anzio e di
Poggio Mirteto nel reatino, Di Felice è molto diffuso in tutto
l'Abruzzo, nel Piceno, nel reatino e nel romano, nel
campobassano e nel casertano, Difelice, quasi unico, è
probabilmente dovuto ad errori di trascrizione del precedente,
tutti questi cognomi dovrebbero derivare dal nome italiano
Felice
con la particella De
o Di
di provenienza patronimica ad indicare la famiglia di un figlio
di un Felice. |
|
DE
FELICIBUS |
De
Felicibus, molto raro, è specifico del pescarese e del reatino,
dovrebbe derivare dal cognomen latino
Felix, la
cui forma ablativa plurale è appunto
Felicibus,
il De
indicherebbe una forma patronimica come
figlio di,
troviamo tracce di questa cognominizzazione nella seconda metà
del 1200 con Fratrem Matthaeum de Felicibus Romanum rettore a
Toscanella, nome attribuito dai romani alla città di Tuscania
nel viterbese, ed a Riofreddo nel romano nel 1700 con
l'arciprete De Felicibus originario di Petescia di Turania (RI). |
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DEFENDE
DEFENDI |
Defende è praticamente unico, Defendi ha un ceppo lombardo nel
bergamasco, uno piccolo nel veneziano ed uno nell'anconetano,
dovrebbero derivare dal nome rinascimentale
Defendo,
un esempio dell'uso di questo nome lo troviamo in un atto di
vendita del 1650, dove una delle parti acquirenti è un certo
Defendo Bortoletti di Colognola nel bergamasco, o anche
successivamente nel 1773 quando il nobile Paolo Defendo Vitalba
acquistò il complesso monastico di Almenno nel bergamasco. |
|
DEFENDENTE
DEFENDENTI |
Defendente è molto raro e si può solo ipotizzare un'origine
comune a quella di Defendenti che è specifico dell'area delle
provincie di Milano e Lodi, può essere originato da un
soprannome derivato da un'azione bellica, dove il capostipite si
trovò a sostenere l'impeto nemico, come può pure essere legato
all'opera di difensore della fede, è pure possibile una
derivazione diretta dal nomen romano
Defendens:
"...Quique ego pro patria pugnans et dogmata sacra Defendens,
clarum nomen ubique tuli...".
integrazioni fornite da
Aldo Piglia
Questi cognomi potrebbero anche derivare dal nome Defendente,
che ricordava San Defendente, uno dei martiri cristiani della
Legione Tebea, guidata da san Maurizio, che furono martirizzati
perché non vollero lasciare la fede cristiana, sotto
l'imperatore romano Massimiano (250-310). Traccia importante di
questo nome la troviamo con il pittore Defendente Ferrari nato a
Chivasso (TO) verso il 1490 e morto verso il 1535. |
|
DEFENU
DEFFENU |
Tipicamente sardi Defenu, molto raro, è specifico di Iglesias,
Deffenu è caratteristico di Sassari, con un piccolissimo ceppo a
Lodè nel nuorese, potrebbero derivare da antichi toponimi come,
solo a titolo d'esempio Nuraxi
Fenu nell'oristanese, ma è pure
possibile che derivino da soprannomi basati sul termine sardo
fenu
(fieno, erba palustre, ma anche
vermi intestinali). |
|
DE FEO
DEFEO |
De Feo è
tipico dell'area che comprende le province di Napoli, Salerno,
Avellino, Foggia e Bari, Defeo è dovuto probabilmente ad errori
di trascrizione, derivano dall'aferesi del nome Maffeo (vedi
Feo). |
|
DE
FERRARI |
De
Ferrari è tipicamente ligure, di Genova, Moconesi, Chiavari e
Recco nel genovese e di La Spezia, dovrebbe derivare dal fatto
che i capostipiti appartenessero ad una famiglia di fabbri (vedi
FERRARI). |
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DE
FILICAIA |
De
Filicaia, molto molto raro, sembrerebbe avere un ceppo in
Toscana ed uno in Sicilia, il ceppo toscano potrebbe derivare
dal toponimo Filicaia di Campogorgiano (LU), probabile luogo
d'origine del capostipite, in Sicilia si può supporre invece che
possa derivare da una variazione dialettale dell'antico nome di
Filicudi, cioè di Phoenicusa o isola delle felci di cui Filicaia
potrebbe essere una traduzione medioevale, anche questo potrebbe
essere il luogo di provenienza della famiglia. |
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DE
FILIPPI
DE FILIPPIS
DE FILIPPO
DEFILIPPI
DEFILIPPIS
DEFILIPPO |
De
Filippi ha ceppi in Piemonte, in Liguria e nell'ovest della
Lombardia, ha nuclei importanti nel Lazio, nel trapanese e nel
Salento, Defilippi, abbastanza raro, parrebbe piemontese, De
Filippis è diffuso in tutto il centrosud, Defilippis,
estremamente raro, parrebbe del barese, De Filippo è tipico del
napoletano, Defilippo, assolutamente rarissimo, potrebbe essere
del catanzarese, dovrebbero derivare tutti dal cognomen tardo
latino Philippus. |
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DE
FILITTO
DI FILITTO |
Sia
De Filitto che Di Filitto sono tipici del salernitano e molto
molto rari, si dovrebbe trattare di forme derivanti dal toponimo
Felitto (SA) nella sua forma arcaica Filittus e le particelle De
o Di starebbero ad indicare la provenienza geografica della
famiglia.
integrazioni fornite da
Fabio Paolucci
protenderei per l'interpretazione toponimica: è infatti
verosimile che il capostipite del ceppo Di Filitto/De Felitto si
sia trapiantato nel comune di Montecorvino Rovella provenendo
dal non distante centro cilentano di Felitto. Non a caso, nella
forma dialettale locale tale borgo del salernitano è detto
Filitto. |
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DE
FINA |
Sembra
avere un ceppo nel bellunese ed uno tra salernitano e potentino,
dovrebbe derivare dall'aferesi di nomi come Serafina, Adolfina o
simili. Tracce di questa cognominizzazione si hanno a Brescia
fin dal 1175, come si può vedere da un atto del Codice
Diplomatico della Lombardia medievale, dove si legge: "...Actum
est hoc in civitate Brixia, in ecclesia Sancti Petri de Dom,
anno a nativitate domini nostri Yesu Cristi .MC. septuagesimo
quinto, indictione octava. Testes rogati Martinus de Talotio,
Gilbertus de Valle, Oddo de Fina, Girardus de Fina et alii
quamplures. Actum est die dominico sexto intrante mense
iulii...". |
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DE
FIORIDO
FIORIDO |
De
Fiorido, assolutamente rarissimo, è del pordenonese, Fiorido è
specifico del pordenonese, di Cordovado, San Vito al Tagliamento
e Sesto al Reghena, dovrebbero derivare, direttamente o tramite
il prefisso patronimico De-,
che sta per il figlio di,
da capostipiti che si chiamassero, o il cui padre si chiamasse,
Fiorido,
nome forma alterata del più comune Florindo. |
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DE
FLORIO
DI FLORIO |
De
Florio è specifico di Taranto e di Noicattaro e Bari nel barese,
con un piccolo ceppo anche ad Alliste e Gallipoli nel leccese ed
a Brindisi, Di Florio è tipico dell'area che comprende l'Abruzzo
e Molise, il Lazio e la Campania, soprattutto Lanciano, Casoli,
Paglieta e Cupello nel teatino, Cercemaggiore, Campodipietra,
Termoli e Campobasso nel campobassano e Isernia, Roma e, nel
latinense, Gaeta e Formia, Salerno e Cava dei Tirreni nel
salernitano e Cellole e San Pietro Infine nel casertano, si
dovrebbe trattare di forme patronimiche dove il
De ed il
Di
stanno per figlio di, riferito ad un capostipite il cui padre si
chiamasse Florio
(vedi FLORIO). |
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DE
FLUMERI
DI FLUMERI
FLUMERI |
De
Flumeri, molto molto raro, sembrerebbe specifico di Foggia, Di
Flumeri è tipico della zona che comprende l'avellinese ed il
foggiano, di Melito Irpino nell'avellinese in particolare e di
Deliceto e Foggia nel foggiano, Flumeri è tipico della stessa
zona, anche se ha un grosso ceppo a Roma, dovrebbero entrambi
derivare dal toponimo Flumeri nell'avellinese, probabile paese
di origine del capostipite. |
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DE
FLURI
DI FLURI
FLURI |
De
Fluri, praticamente unico, dovrebbe essere una forma alterata
del cognome Di Fluri, che è caratteristico del salernitano, di
San Mauro la Bruca e Salerno, Fluri, quasi unico, è campano del
salernitano, dovrebbero derivare, direttamente o tramite una
forma patronimica dove il Di-
sta per il figlio di,
da capostipiti o padri di capostipiti di nome
Fluri,
ricordiamo che con questo nome, nella saga carolingia
meridionale, veniva indicato il Re saraceno di Naro: "...Di li,
Orlando passò a Naro uccidendo tutti quei saraceni che non si
volevano rendere cristiani, e tra questi quel re Fluri. Dopo tre
giorni incontrarono una donna che pasceva gran quantità di
pecore: Orlando la diè in isposa a Fortunato e lo nominò re di
tuttu lu statu di Vitusullanu. ...", ma il nome ha anche una sua
vita a prescindere dalla saga, derivando da una voce dialettale
per Fiore. |
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DE
FONZO
DI FONZA
DI FONZI
DI FONZO |
De
Fonzo ha qualche rara presenza nel napoletano ed in Puglia, Di
Fonza ha qualche rara presenza tra Lazio e Campania, Di Fonzi,
praticamente unico, sembrerebbe del latinense, Di Fonzo è molto
diffuso a Roma e nel latinense aCampodimele, Fondi e Gaeta, in
Abruzzo, nel pescarese a Pescara, Montesilvano e Spoltore, nel
teatino a Vasto, Scerni, Casalbordino e Lanciano ed a Sulmona
nell'aquilano, ha un ceppo a Limatola nel beneventano ed a
Castel Morrone, Maddaloni e San Pietro Infine, ed in Puglia, il
più consistente, a Sant'Eramo in Colle, Bari, Altamura e Cassano
delle Murge, e nel tarantino a Castellaneta, Taranto e
Palagianello, dovrebbero tutti derivare da forme patronimiche
dope il suffisso De-
e Di-
stiano per il figlio di,
riferito a capostipiti i cui padri si fossero chiamati
Fontius
(vedi FONZA). |
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DE
FORTUNA |
De
Fortuna ha qualche presenza nel Lazio e nella Campania
settentrionale, dovrebbe trattarsi di una forma patronimica,
dove il De-
stia per il figlio di,
riferita ad un capostipite il cui padre si fosse chiamato con il
nome medioevale Fortuna
(vedi FORTUNA). |
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DE
FORTUNATO
DI FORTUNATO |
De
Fortunato, quasi unico, sembrerebbe del pescarese e dovrebbe
trattarsi di una forma mal trascritta di Di Fortunato, che
sembrerebbe originario dell'area teramana e picena, in
particolare nel teramano di Atri, Martinsicuro, Torricella
Sicura e Cortino, con un grosso ceppo anche a Roma e Mentana nel
romano, si dovrebbe trattare di una forma patronimica dove il
Di
sta per figlio di,
riferito ad un capostipite il cui padre si chiamasse
Fortunato
(vedi FORTUNATA), ma non si può escludere, data la frequenza con
la quale in Umbria e nelle Marche compaiono località dedicate a
San Fortunato, che possa trattarsi invece di indicatori di
provenienza, dove sia il De
che il Di
indichino che i capostipiti
provenivano da paesi chiamati
San Fortunato, come a solo titolo di esempio San Fortunato di
Montefalco nel perugino, località abbastanza vicina all'area
indicata come possibile zona d'origine. |
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DE
FRAIA
DI FRAIA
FRAIA |
De Fraia
è caratteristico di Pozzuoli, Di Fraia, molto più comune, ha un
piccolo ceppo a Monte Argentario nel grossetano ed a Livorno,
uno ad Anzio ed a Formia nel latinense, uno a La Maddalena e
Golfo Aranci in Gallura, ed uno molto molto consistente
aPozzuoli nel napoletano ed a Villa Literno nel casertano, con
ottime presenze anche a Bacoli, Napoli e Quarto nel napoletano,
Fraia è specifico di Napoli e di Casalnuoivo di Napoli,
dovrebbero derivare da nomi di località come ad esempio Fraia
nel perugino, Fraia nel teatino o Fraia vicino a Pozzuoli nel
napoletano. |
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DEFRAIA |
Defraia è tipicamente sardo, di Cagliari soprattutto e di Quartu
Sant'Elena, Selargius e Capoterra nel cagliaritano e di Iglesias
ed Oristano, potrebbe derivare da un soprannome basato su di un
termine dialettale sardo arcaico con il significato
di fabbrica,
od anche da un'alterazione del termine sardo
frai (fratello). |
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DE
FRANCESCA
DE FRANCESCH
DE FRANCESCHI
DEFRANCESCHI
DE FRANCESCO
DI FRANCESCA
DI FRANCESCO |
De
Francesca, estremamente raro, è tipico del cosentino, Di
Francesca è specifico del palermitano, di Cefalù, Montemaggiore
Belsito, Campofelice di Roccella, Gratteri e Palermo, e di
Castel di Lucio nel messinese, De Francesch è specifico di Ponte
nelle Alpi nel bellunese, Defranceschi è del trentino di Laives
e di Trento, De Franceschi è molto diffuso nel Veneto e nel
Friuli, nel bolognese, e nella provincia romana a Roma e
Nettuno, sia De Francesco che Di Francesco sono tipici del
centrosud, derivano chiaramente, attraverso una forma
matronimica o patronimica, dai nomi
Francesca
e Francesco,
con l'aggiunta della particella
De o
Di, che
stanno ad indicare la famiglia
di,
i figli di una Francesca o un
Francesco, che erano quindi i nomi delle madri o dei padri dei
capostipiti. Troviamo tracce di queste cognominizzazioni in
Sicilia nella prima metà del 1300 con un certo Giacomo Di
Francesco di Sciacca, che possedeva beni feudali e burgensatici,
che il Re Federico IV°, dopo aver accertato un suo tradimento,
tolse, quegli stessi beni, che furono poi restituiti nel 1361 a
Giacomo Di Francesco. |
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DE
FRANCHI
DE FRANCHIS
DE FRANCO
DI FRANCO |
De
Franchi ha un piccolo ceppo ligure a genova e nello spezzino a
Bonassola e Levanto, ed uno lucano, De Franchis ha un ceppo a
Roma, uno a Napoli ed uno a Palermo, De Franco ha un ceppo nel
napoletano, uno nel Salento, uno a Cirò Marina e Crotone nel
crotonese, a Laino Borgo e Laino Castello, Mormanno e Cosenza
nel cosentino ed uno tra messinese e catanese, Di Franco è molto
diffuso in tutto il centrosud, in particolare in Sicilia, si
tratta di forme patronimiche riferentesi a discendenti dei figli
di un Franco. |
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DE
FRANCISCI
DE FRANCISCIS
DEFRANCISCI
DEFRANCISCIS |
De
Francisci presenta un ceppo nel milanese, probabilmente
secondario, uno a Roma, uno a Cagliari, ma il ceppo principale è
in Sicilia a Palermo soprattutto, ma anche a Caltagirone e
catania nel catanese, a Valguarnera Caropepe nell'ennese ed a
Messina, De Franciscis sembrerebbe tipico di Caserta e napoli,
con un piccolo ceppo anche nel leccese, Defrancisci è quasi
unico, mentre Defranciscis è proprio unico, si dovrebbe trattare
di forme patronimiche dove il De
sta per dei figli di,
indicando così che il padre dei capostipiti si chiamasse
Franciscus
(Francesco):
"..Fors illis frater venit obvius, ordinis eius
qui de Francisci nomine nomen habet...". |
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DE
FRONZO
DEFRONZO |
Tutti
abbastanza rari, sono tipici del barese della zona che comprende
Triggiano e Capurso, dovrebbero derivare dal cognomen latino
Frontius, portato ad esempio dal governatore della Britannia
Sextus Julius Frontius nel I° secolo d.C. |
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DE
FULVIO
DI FULVIO |
De
Fulvio, molto molto raro, sembrerebbe romano, Di Fulvio è un
cognome tipicamente abruzzese, del teatino, di Fara Filiorum
Petri in particolare, si dovrebbe trattare di forme patronimiche
dove il De o il Di stanno per figlio di, un
Fulvio
(vedi FULVI). |
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DE
FUSCHI
DE FUSCO
DI FUSCO |
De Fuschi
è assolutamente rarissimo, De Fusco e Di Fusco, molto meno rari,
hanno un ceppo nel casertano, De Fusco ne ha anche uno nel
Salento, derivano dal cognomen latino Fuscus (vedi Fusco). Un
principio di questa cognominizzazione lo troviamo a Solofra (AV)
nel 1195, dove in un atto si legge: "Anno millesimo centesimo
nonagesimo quinto et primo anno regni Domini Nostri Enrici
Magnifici Imperatoris Romanorum et semper Augusti Regis Siciliae
... ... De subtana parte finis terra Iohannis de Fusco. De uno
latere finis Furca de Solofra quam tenet Cennamus. ...". |
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DE
GABRIELE
DE GABRIELI
DI GABRIELE |
Sia
De Gabriele che De Gabrieli sono molto rari e tipici del
leccese, De Gabriele di Veglie e De Gabrieli di Muro Leccese e
Collepasso, Di Gabriele ha un piccolo ceppo nel teramano e
pescarese ed uno a Modica nel ragusano, a Palermo ed a Rosolini
nel siracusano, questi cognomi dovrebbero essere tutti forme
patronimiche riferite a capostipiti i cui padri si fossero
chiamati Gabriele. |
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DE
GAETANI
DE GAETANIS
DE GAETANO
DI GAETANO |
De
Gaetani è della penisola salentina, soprattutto di Oria nel
brindisino e di Ugento e Melendugno nel leccese, De Gaetanis è
specifico del leccese, in particolare di Guagnano, De Gaetano è
presente a macchia di leopardo in tutto il sud, Di Gaetano ha
ceppi in tutto il centrosud, in particolare in Sicilia, dove è
particolarmente diffuso a Palermo, dovrebbe trattarsi di forme
patronimiche riferite a capostipiti, i cui padri si chiamassero
con il nome Gaetano,
nome che deriva dal latino
Caietanus (cittadino
di Gaeta). |
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DEGAN
DEGANI
DEGANO |
Degan è tipico delle province di Padova e Venezia, Degani è più
veronese e vicentino, con un ceppo nell'udinese, mentre Degano è
tipicamente udinese, derivano da un soprannome dialettale legato
al vocabolo decano
(la prima autorità del Comune era il
degan,
cioè il decano,
nome latino ma di origine longobarda), il ceppo udinese,
potrebbe anche derivare da un nome di località il
Degano è
un fiume di quella zona, che scorre appunto nella Val Degano.
Tracce di questo cognome si hanno ad esempio nel 1300 con il
pievano di Arba (PN) Francesco Mattia Degano citato in un atto
come Procuratore della comunità di Arba in una controversia con
la comunità di Tesis (PN). |
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DE
GARA |
Molto raro, forse di origine veronese. Potrebbe derivare da un
soprannome legato al termine germanico gaira (lancia).
notizie ulteriori fornite
da Petra Sasso
Il nome De Gara non nasce nel veronese, ma le origini della
famiglia sono ungheresi, si sono spostati nel mondo partendo dal
paese di Gorjan, che anticamente si chiamava Gara (N.B. il paese
prende il nome dalla famiglia, non la famiglia dal paese). Gia
nel 1269 esiste la famiglia De Gara nel comitato sloveno di
Veroecze. In ungherese la i o y finale equivale all'italiano
de. quindi hanno origini comuni i cognomi Garay, Garai e De
Gara. |
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DE
GASPERI
DEGASPERI
DE GASPERIS
DEGASPERIS |
De
Gasperi dovrebbe essere di origini lombardovenete, ha piccoli
ceppi in Lombardia nel sondriese e nel bresciano, ed in Veneto a
Venezia e nel padovano, con modeste presenze in Trentino e con
un ceppo, probabilmente non secondario ad Ardea e Pomezia nel
romano, Degasperi è specifico del Trentino Alto Adige, Di Trento
in particolare e di Bolzano, De Gasperis è tipico dell'area che
comprende l'aquilano, il reatino, il romano, il latinense e
soprattutto il frusinate, Degasperis, quasi unico, è dovuto ad
un'errata trascrizione del precedente, si dovrebbe trattare di
forme patronimiche, dove il prefisso
De- sta
ad indicare quelli dei,
riferito a capostipiti che facessero parte delle famiglie dei
Gasperi o Gasperis, indicando in questo modo i figli di un
Gaspare. |
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DE
GAUDENZI |
De
Gaudenzi, molto raro, ha un ceppo nel basso verbanese ed uno tra
varesotto e milanese, si dovrebbe trattare di una forma
patronimica in De,
dove il De sta per figlio di,
relativo alle famiglie di un figlio di un Gaudenzio (vedi
GAUDENZI). Troviamo tracce di questa cognominizzazione nell'anno
1666 quando Mario Aurelio de Gaudenzi è podestà di Santa Croce
di Civo nel sondriese. |
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DE
GAUDIO
DEGAUDIO
DEL GAUDIO
DI GAUDIO |
De
Gaudio, assolutamente rarissimo, ha un ceppo nel cosentino, in
particolare a Trebisacce, Degaudio è unico, ed è quasi
sicuramente dovuto ad un errore di trascrizione, Di Gaudio
parrebbe siciliano con un ceppo a Castelbuono, Palermo e
Campofelice di Roccella nel palermitano, Del Gaudio è tipico del
napoletano, avellinese e salernitano, ha ceppi secondari anche
nel potentino, foggiano e casertano, dovrebbero derivare dal
nome gratulatorio medioevale,
Gaudius,
Gaudia (piena
di grazie e di bontà) (vedi
GAUDI), tracce di queste cognominizzazioni le troviamo fin dal
1200 in un atto leggiamo che il nobile Patrizio napoletano
Bartolomeo Caracciolo Pisquizi si congiunge in matrimonio con
Teodora Capece Del Gaudio, nello stesso secolo Bartolomeo Carafa
signore di Ripalonga sposa Teodora del Gaudio di Sessa Aurunca
(CE), nella stessa epoca Giacomo Del Gaudio diviene signore di
Carinola (CE). |
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DE
GENNARO
DEGENNARO
DI GENNARO
DIGENNARO |
De
Gennaro e Di Gennaro sono molto diffusi in tutto il sud, nel
teramano, nel napoletano e casertano, in tutta la Puglia, ma
prevalentemente nel foggiano, nel barese e nel tarentino ed in
Calabria nel cosentino, la forma unita Degennaro è tipica del
barese, Digennaro è specifico di Gravina In Puglia (BA),
derivano dal nome Gennaro ad indicare la famiglia di un figlio
di un Gennaro. (vedi GENNARI) |
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DE
GEROMINI
DE GERONIMI
DE GERONIMO
DE HIERONYMIS |
De
Geromini, quasi unico, è ligure dello spezzino, De Geronimi,
assolutamente rarissimo, sembrerebbe ligure, De Geronimo,
abbastanza raro, sembrerebbe tipicamente napoletano, De
Hieronymis è quasi unico, dovrebbe trattarsi di vari tipi di
forme patronimiche, dove il prefisso
De- sta
per il figlio di,
riferito a capostipiti si fosse chiamato
Hieronymus
o Geronimo
(vedi GEROMINI). |
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DE
GHENGHI
DEGHENGHI |
Assolutamente rarissimo sembrerebbero del nord Italia,
probabilmente dell'alto Veneto. |
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DE
GIACOBBE
DI GIACOBBE |
De
Giacobbe, quasi unico, è probabilmente dell'Italia
settentrionale occidentale, Di Giacobbe, sempre molto raro, è
tipico invece della fascia che comprende il teramano a Nereto,
Bisenti e Teramo, il reatino, in particolare a Montopoli di
Sabina, e Roma, si tratta di forme patronimiche ,dove il
De ed
il Di
stanno per il figlio di,
riferito ad un capostipite il cui padre si chiamava
Giacobbe
(vedi GIACOBBE). |
|
DE
GIACOMI |
De
Giacomi è tipicamente lombardo del bresciano, della zona di
Caino e Nave, con presenze significative anche nel sondriese a
Buglio in Monte, e tracce anche in Emilia, si dovrebbe trattare
di una forma patronimica, abbastanza recente, dove il
De sta
per figlio di
e si riferisce ad un
Giacomo
padre del capostipite della famiglia, tracce di questa
cognominizzazione le troviamo nella seconda metà del 1600 a
Vignola nel modenese, dove un certo signor Giacomo de Giacomi
ottiene "la condotta della macina, negozio spettante allo
stato", nel 1857 a Gordona (SO) dove troviamo un Francesco de
Giacomi fu Domenico che compare in un Giudizio in qualità di
procuratore, tra il 1891 ed il 1894 un Cav. Innocenzo De Giacomi
compare come supplente nella deputazione provinciale di Sondrio. |
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DE
GIAMPAOLIS
DE GIAMPAULIS |
De
Giampaolis, praticamente unico, è probabilmente dovuto ad un
errore di trascrizione di De Giampaulis, che, assolutamente
rarissimo, sembrerebbe tipico del Salento, questi cognomi
dovrebbero derivare da forme patronimiche, dove il
De sta
per figlio di,
riferito ad un capostipite il cui padre si chiamasse
Giampaolo. |
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DE
GIAMPIETRO
DEGIAMPIETRO |
Degiampietro è tipicamente trentino, di Cavalese e Moena, De
Giampietro è quasi unico, dovrebbe trattarsi di una forma
patronimica indicante che il capostipite era figlio di un
Giampietro e dove il De
sta appunto per figlio di. |
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DE
GIANNI
DI GIANNI |
De
Gianni ha un ceppo, nel sondriese, uno in Veneto ed uno a
Bisaccia nell'avellinese, Di Gianni è specifico della zona che
comprende il foggiano, l'avellinese, il napoletano ed il
salernitano, con maggiori presenze a Foggia, Carapelle ed Ascoli
Satriano nel foggiano, a Bisaccia e Rocca San Felice
nell'avellinese, ad Ottaviano nel napoletano, ed a Salerno e
Laviano nel salernitano, si dovrebbe trattare di una forma
patronimica dove il De-
ed il
Di- stanno per il figlio di,
riferito a capostipiti, il cui padre si chiamasse
Gianni. |
|
DE
GIGLIO
DEL GIGLIO
DI GIGLIO |
De
Giglio è tipicamente meridionale, con un piccolo ceppo nel
casertano, uno altrettanto piccolo nel reggino ed uno, il più
consistente, in Puglia, di Bari in particolar modo, con presenze
significative anche a Molfetta, Triggiano, Valenzano e Modugno
nel barese, Del Giglio ha un piccolo ceppo a Monopoli nel
barese, con presenze in Basilicata e nel reggino, Di Giglio,
sempre meridionale, ha un ceppo a Mirabello Sannitico e
Campobasso nel campobassano, un piccolo ceppo nel barese a
Noicattaro e Sannicandro di Bari ed a San Nicandro Garganico nel
foggiano, un ceppo ancora più piccolo nel materano a Stigliano
ed Aliano, ed un ceppo a Laureana del Borrello nel reggino, si
dovrebbe trattare di forme patronimiche dove il
De-, il
Del-
ed il Di-
stessero per il figlio di,
riferito a capostipiti, i cui padri si fossero chiamati
Giglio
(vedi GIGLI). |
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DEGIOANNI |
Degioanni
è specifico del cuneese, di Cuneo, Vinadio ed Aisone, dovrebbe
derivare dome forma patronimica da una modificazione dialettale
del nome Giovanni e starebbe ad indicare che il padre del
capostipite si chiamava appunto Giovanni. |
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DE
GIORGI
DE GIORGIO
DE GIORGIS |
De
Giorgi è distribuito in tutt'Italia, con prevalenza nel Salento,
ma con ceppi anche a Cagliari, Palermo, Napoli ed al nord, De
Giorgio ha un grosso nucleo in Puglia, soprattutto tra le
province di Taranto, Bari e Brindisi, ha un ceppo nel
catanzarese ed uno nel napoletano, De Giorgis ha forse un ceppo
in Piemonte e probabilmente uno nel Gargano. Questi cognomi
derivano dal nome Giorgio.
notizie ulteriori fornite
dal barone Ugo Antonio Bella
De Giorgi è presente nell'età imperiale Georgìus, adattamento
dell'antico greco Gheorghios, derivato da gheorgòs "
agricoltore". Il cognome si diffuse in tutta la cristanità
occidentale e orientale per il culto di S. Giorgio, martirizzato
alla fine del III° secolo, patrono o compatrono di molte città
italiane.
integrazioni fornite da
Gianfranco De Giorgi
Un ceppo di De Giorgi è originario di Fabiasco nel varesotto, il
cognome si consolida nei primi decenni del 1500. |
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DE
GIOVANNI
DEGIOVANNI
DI GIOVANNI
DIGIOVANNI |
De
Giovanni è presente a macchia di leopardo in tutta l'Italia
peninsulare, ha un importante nucleo nel Salento, un ceppo nel
cosentino, uno a Napoli, a Roma e tra bolognese e ravennate e
nel milanese e torinese, Degiovanni è tipicamente piemontese, Di
Giovanni, pur essendo anch'esso presente in tutta la penisola,
ha una maggiore rappresentatività dal Lazio in giù,
particolarmente in Abruzzo, Campania settentrionale e Sicilia,
Digiovanni, molto molto raro, parrebbe del barese, forse con un
ceppo secondario nel torinese, derivano tutti dal nome
Giovanni
il De
o il Di
vengono intesi soprattutto al centrosud come
figli di.
integrazioni fornite da
Cosimo de Giovanni de Centelles
Deriva - come è risaputo - dal patronimico di Giovanni ma la
sua formazione cambia da regione a regione e secondo i tempi.
Essa è diffusa in tutta Italia. Presenti in Napoli i De
Giovanni Greuther principi di S. Severina per successione
Greuther. Abbiamo i De Giovanni della Lombardia con il titolo di
Nobili. Il Crollallanza indica un altro ramo: quelli del
Piemonte con titolo di Conti di Gualtieri. Diffuso è anche in
Terra d'Otranto. In Maglie nel XVII secolo esisteva il
feudatario Donato Giannetta De Giovanni. In Corsano (LE)
ricoprivano la carica di sacerdoti di rito greco ortodosso in
quanto chierici coniugati.
Attualmente sono rappresentati dal ramo del cav. Cosimo De
Giovanni fu Angelo. Ne esistono anche in Sicilia quali Principi
di Trecastagni e Precacore. In realtà i De Giovanni delle
Puglie e della Sicilia discenderebbero dal figlio di don Antonio
Centelles marchese di Catanzaro: Don Giovanni Centelles che ebbe
come moglie una figlia naturale - Margherita- del Principe di
Taranto Giovanni Antonio del Balzo Orsini. |
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DE
GIROLAMO
DI GIROLAMO |
De
Girolamo è proprio dell'area compresa tra Puglia, Basilicata e
Campania, Di Girolamo ha un nucleo nell'area che comprende
Lazio, Abruzzo, Molise, Campania e Puglia, con un ceppo anche
nella Sicilia occidentale, derivano da forme patronimiche del
nome Gerolamo, si riferiscono cioè a famiglie dei figli di un
Gerolamo. |
|
DE
GIROMINO
DE GIRONIMO
DI GIROMINO
DI GIRONIMO |
De
Giromino, quasi unico, parrebbe calabrese del cosentino, De
Gironimo è tipicamente pugliese, ha un ceppo a Francavilla
Fontana nel brindisino ed uno piccolo a Foggia, Di Giromino,
anch'esso unico, sembrerebbe del Salento, Di Gironimo ha un
piccolo ceppo nel teatino e presenze in Molise, Campania e
Puglia, dovrebbero tutti derivare da forme patronimiche del nome
medioevale Giromino
o Gironimo
modificazioni arcaiche del nome
Gerolamo (vedi GEROMINI), il
De
ed il Di
starebbero per figlio di. |
|
DE
GIUDICE
DE GIUDICI
DEI GIUDICI
DEL GIUDICE |
De
Giudice è quasi unico, De Giudici, appena meno raro, sembrerebbe
più del nord, Dei Giudici è decisamente laziale, di Sonnino (LT)
in particolare, Del Giudice è diffuso a macchia di leopardo in
tutt'Italia, ma con massima concentrazione in Campania e Puglia,
potrebbero derivare dall'essere il capostipite legato in qualche
modo o all'incarico di giudice, o all'aver servito, presso un
giudice. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a
Trieste agli inizi del 1300 con Baldo De Giudici, iscritto
nell'elenco dei notai della Serenissima. |
|
DE
GIULI
DEGIULI
DE GIULIO
DE IULI
DE IULIIS
DE IULIS
DE IULIO
DE JULIIS
DE JULIS
DI GIULI
DIGIULI
DI GIULIO
DI IULIO |
De
Giuli presenta un forte ceppo nel Lazio, uno nel veneto
occidentale ed uno nel novarese, Degiuli sembrerebbe del
piemonte, del novarese in particolare, De Giulio ha un ceppo
barese ed uno nel napoletano a Saviano e Palma Campania, De Iuli
è quasi unico, De Iuliis e De Juliis sono tipicamente abruzzesi,
ma con ceppi significativi anche a Roma e nel Lazio, De Iulio ha
un ceppo a Roma ed uno a nel napoletano a Castellammare di
Stabia, Pompei e Napoli, De Iulis e De Julis sono tipicamente
laziali di Sant`Oreste nel romano e di Roma il primo, solo di
Sant`Oreste il secondo, Di Giuli ha un ceppo tra Rimini ed il
vicino pesarese, uno a Terni, ad Arrone nel ternano ed uno a
Roma, Digiuli, quasi unico, dovrebbe essere dovuto ad errate
trascrizioni del precedente, Di Giulio è molto diffuso in
Abruzzo, Lazio, Campania e Puglia, Di Iulio ha un ceppo romano,
in Abruzzo a Chieti, Pescara, Vicoli nel pescarese, Barrea
nell'aquilano e Francavilla al Mare nel teatino, ed un ceppo a
Maddaloni nel casertano, dovrebbero derivare da un capostipite
figlio di un Giulio
o Julius
nomi derivati dal nomen latino
Iulius o dal nome della
gens Iulia
o dall'appartenere in qualità di Liberti o comunque sottoposti
ai Giuli. |
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DE
GIUSEPPE
DI GIUSEPPE |
De
Giuseppe, abbastanza diffuso, è tipico della penisola Salentina,
di Uggiano la Chiesa, Minervino di Lecce, Otranto, Tricase,
Maglie e Lecce nel leccese, di Locorotondo, Alberobello e Bari
nel barese e di San Pietro Vernotico nel brindisino, Di Giuseppe
è molto diffuso in tutto il centrosud, Sicilia compresa,
dovrebbero derivare da forme patronimiche, dove il
De- ed il
Di-
stanno per figlio di,
riferito a capostipiti il cui padre si chiamasse
Giuseppe.
(vedi anche GIUSEPPA) |
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DE
GIUSTI
DEGIUSTI
DE GIUSTO
DI GIUSTO
DIGIUSTO |
De
Giusti ha un ceppo nell'area che comprende la provincia veneta
di Treviso e quelle friulane di Pordenone ed Udine ed un ceppo a
Roma e ad Olevano Romano (RM), Degiusti, quasi unico, è
probabilmente dovuto ad errori di trascrizione del precedente,
De Giusto e Digiusto, quasi unici, sembrerebbero dell'Italia
settentrionale orientale, del Friuli Venezia Giulia in
particolare, Di Giusto è specifico dell'udinese, di Treppo
Grande, Udine, Magnano in Riviera, Gemona del Friuli, Majano,
Mortegliano, Povoletto e Palmanova, tutti questi cognomi
dovrebbero derivare da forme patronimiche del nome
Giusto
(vedi GIUSTI), o anche dal fatto di essere il capostipite un
ramo secondario di una famiglia Giusti, in questo caso il
de è
normalmente minuscolo. |
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DEGLI
ANTONI |
Degli Antoni, molto raro, ha un piccolo ceppo tra pavese e
piacentino ed uno nel modenese, dovrebbe trattarsi di una forma
patronimica, dove il Degli
sta ad indicare appartenenza
alla famiglia degli Antoni,
cioè ad un ceppo originato da un capostipite di nome
Antonio,
dal nome greco Antionos
(Antuonos),
che significa nato prima
(ante gnatos
con la stessa radice di antenato). |
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DEGLI
ESPOSTI
DEGLIESPOSTI |
Degli Esposti è tipico del bolognese e del modenese, con ceppi
anche nel perugino ed a Roma, Degliesposti, molto più raro, è
tipico di Bologna, dovrebbero derivare dal fatto di essere il
capostipite un bambino abbandonato (vedi Espositi) cioè
uno degli esposti alla pubblica carità. |
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DEGLI
INNOCENTI |
Degli
Innocenti sembra tipico del fiorentino, si tratta di un cognome
dato ad alcuni trovatelli, in quanto abbandonati presso lo
Spedale degli Innocenti di Firenze. |
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DEGLI
OSTI
DELL'OSTE
DE OSTI
OSTE
OSTI |
Degli Osti, quasi unico, sembrerebbe dell'area lombardoveneta,
Dell'Oste ha un ceppo nell'udinese, in particolare a Pasian di
Prato ed Ovaro, ed uno nel beneventano, a Benevento ed a
Sant'Angelo a Cupolo, De Osti, molto molto raro, sembrerebbe del
veneziano, in particolare di Ceggia, Oste, assolutamente
rarissimo, potrebbe essere campano, Osti è molto diffuso in
Trentino, nel Veneto ed in Emilia e Romagna, con un piccolo
ceppo anche a Firenze e Grosseto, questi cognomi dovrebbero
derivare dal fatto che i capostipiti appartenessero alla
corporazione degli osti, albergatori e ristoratori e svolgessero
appunto il mestiere di oste, corporazione che ha origini molto
antiche ed in alcune città risale all'epoca medioevale. Da un
punto di vista etimologica il termine
oste
deriva dalla voce latina hostem
(hostis, hostis),
che in un primo tempo significava
forestiero, straniero,
poi acquisì il significato di
nemico, avversario, in seguito
venne assimilato alla voce latina
hospes, hospitis,
che identifica sia chi ospita
che
chi viene ospitato,
cioè sia il forestiero che chi accoglie il forestiero. |
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DEGLI
UOMINI
DEGLIUOMINI |
Sia Degli
Uomini, molto molto raro, che l'ancora più raro Degliuomini,
sembrerebbero dell'area veneto, friulana, la loro etimologia,
probabilmente derivata da un soprannome, è comunque oscura. |
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DEGNI
DEGNO
DIGNI
DIGNO |
Degni ha un ceppo a Roma, presenze nel frusinate, un piccolo
ceppo a Napoli ed uno più consistente a Barletta e Canosa di
Puglia nel barese ed a Stornarella nel foggiano, Degno è
specifico di Comiso nel ragusano e di Serradifalco nel nisseno,
Digni è praticamente unico, Digno ha un ceppo a Tursi nel
materano, questi cognomi dovrebbero derivare dal nome medioevale
Dignus
o Degno,
attribuito dai genitori che augurassero così ai figli di essere
degni del loro lignaggio, della loro famiglia o più
semplicemente dell'amore di Cristo. |
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DE
GOBBI
DEGOBBI |
Degobbi è
assolutamente rarissimo, è probabilmente dovuto ad errori di
trascrizione del cognome De Gobbi che è tipicamente veneto, del
vicentino e del veneziano, in particolare di Vicenza, Venezia e
Chioggia, si dovrebbe trattare di una forma patronimica per
definire i figli del Gobbo inteso già come soprannome, cognome o
proprio come soprannome legato a quella caratteristica fisica
del capostipite. |
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DE
GRADA
DE GRADI
DEGRADI |
De
Grada è tipico della provincia di Milano, De Gradi è proprio
dell'area compresa tra le provincie di Milano, Lodi e Cremona,
Degradi è dell'area compresa tra le provincie di Milano, Lodi e
Pavia, dovrebbero derivare da nomi di località, come si può
intuire da una Carta
commutationis del giugno 1172
redatta a Milano:"...inter Guiscardum iudicem qui dicitur de
Gradi, et Manescotum de Quinqueviis filium quondam Tedemanni...
...ex parte ipsius canonice eisdem commutatoribus suis Iohanni
et Guiscardo et Manescoto, scilicet omnes illas res territorias
iuris ipsius canonice quas habebat in territorio de loco Gradi,
que res reddebant ...". (vedi Grada) |
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DE
GRANDI
DE GRANDIS
DI GRANDI |
De Grandi
ha un ceppo a Milano e nel milanese, uno veneto a Zimella (VR),
nel veronese, nel vicentino e nel veneziano, un ceppo nel
siracusano a Floridia e Siracusa e ceppi secondari in Lombardia
e Piemonte, De Grandis ha un grosso nucleo veneto, soprattutto a
Venezia, Chioggia, Rosolina (RO), Verona ed il veronese, un
ceppo abruzzese a Torino di Sangro (CH), uno a Roma ed ha
presenze secondarie in Lombardia e Piemonte, Di Grandi è tipico
del sud della Sicilia, di Ragusa in particolare, questi cognomi
dovrebbero nascere dall'appartenenza dei capostipiti ad un
famiglia di persone decisamente più grandi del normale. Troviamo
un esempio di questa cognominizzazione a Vercelli nel 1579 in un
atto: "Ego Iohannes Franciscus, filius quondam nobilis
Bartholomei de Grandis Conflentie, civis Vercellarum, habitans
in vicinia Sancte Marie Maioris, publicus imperiali auctoritate
notarius de anno Domini millesimo quingentesimo septuagesimo
nono...". |
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DE
GRASSI
DEGRASSI |
De Grassi
è tipico dell'udinese e soprattutto di Grado nel goriziano,
Degrassi, decisamente giuliano, è di Trieste, Muggia e Duino
Aurisina nel triestino, con un ceppo anche a Grado e Monfalcone
nel goriziano, dovrebbe derivare da un soprannome stante ad
indicare le famiglie di persone forse particolarmente
corpulente. |
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DE
GRAZIA
DI GRAZIA |
De
Grazia ha un ceppo nel potentino a Potenza ed a Albano di
Lucania, un ceppo calabrese nel cosentino ad Amantea, Cosenza e
Lago ed a Lamezia Terme nel catanzarese, ed un ceppo a Messina,
Di Grazia ha un grosso ceppo nella Toscana settentrionale, uno a
Roma, uno nel casertano e napoletano, uno in Basilicata, barese
e cosentino ed uno in Sicilia, dovrebbero derivare o dal
cognomen latino Gratius,
Gratia
o da nomi attribuiti dallo spirito mistico dei tempi passati
come augurio di essere il proprio figlio o figlia pieni di
Grazia Divina, ricordiamo l'inizio dell'Ave Maria: "Ave Maria
gratia plena...". |
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DE
GRECIS |
De Grecis
è decisamente pugliese e sembrerebbe specifico di Bari, Grecis
sembrerebbe unico ed è probabilmente dovuto ad un errore di
trascrizione del precedente, che dovrebbe derivare dal fatto di
essere il capostipite un greco o un appartenente ad una comunità
greco ortodossa, potrebbe anche identificarne la provenienza
dalla località di Sant'Angelo De' Grecis nel brindisino. |
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DE
GREGORI
DE GREGORIIS
DE GREGORIS
DEGREGORI
DEGREGORIIS
DI GREGORI
DIGREGORI |
Degregori è molto raro e sembrerebbe trentino, De Gregori oltre
al ceppo veneto tra veronese e vicentino, sembra averne anche
uno nel nordmilanese, varesotto e novarese, uno nel genovese ed
uno in provincia di Roma, Degregoriis è unico e, come De
Gregoris, estremamente raro, è probabilmente dovuto ad errori di
trascrizione di De Gregoriis, che sembra essere tipicamente
abruzzese del teramano di Nereto e di Teramo, Di Gregori,
assolutamente rarissimo è laziale, Digregori, praticamente
unico, è un errore di trascrizione del precedente, derivano dal
nome medioevale Gregorius,
ricordiamo ad esempio il Papa Gregorius Magnus nato nel 540, che
resse il seggio di Pietro dal 590 al 604. |
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DE
GREGORIO
DEGREGORIO
DI GREGORIO
DIGREGORIO |
Assolutamente rarissimo Degregorio, Tipico del sud De Gregorio
di Campania e Molise in particolare, Di Gregorio è invece
diffusissimo in tutto il centrosud mentre Digregorio è
specificatamente pugliese di Santeramo In Colle (BA) con un
ceppo anche a Cerignola (FG), derivano dal nome Gregorio (vedi
De Gregori). Tracce importanti di questa cognominizzazione le
troviamo nel potentino a Pietrafesa nel 1600 con il Pittore
Giovanni de Gregorio (1579-1656), di lui ci parla una lapide
situata nel Chiostro dei Padri Conventuali di Potenza dove si
legge: "JOANNES DE GREGORIO, TERRAE PETRAE FUSIAE PINGEBAT, ANNO
DOMINI M.DC.IX.", troviamo poi anche i marchesi De Gregorio,
insediarsi a Squillace nel 1755 con il marchese capostipite don
Leopoldo, Ministro del re a Napoli e Madrid e successivamente
ambasciatore dello stesso a Venezia. |
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DE
GRIGOLI
DI GRIGOLI |
De
Grigoli è praticamente unico, Di Grigoli è specifico di
Cammarata, San Giovanni Gemini e Canicattì nell'agrigentino e di
Palermo e Mezzojuso nel palermitano, si dovrebbe trattare di
forme patronimiche, dove il De-
ed il Di-
stanno per il figlio di, riferito a capostipiti i cui padri si
chiamassero Grigolo,
una forma ipocoristica di un'alterazione del nome
Gregorius,
che alterato prima in Grigorius,
del cui uso abbiamo un esempio in una
Carta Venditionis
del 1194 a Comabbio nel varesotto: "Anno dominice incarnacionis
millesimo centesimo nonagesimo quarto, quartuordecimo kalendas
februarii, indicione duodecima. Cartam vendictionis proprietario
nomine fecit Grigorius qui dicitur de Fontana, de loco Comabio
..", diviene poi Grigoriolus,
attraverso un diminutivo e vezzeggiativo, questo, quindi, per
contrazione, diventa Grigolus
(vedi GRIGOLETTI). |
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DE
GROSSI
DEGROSSI
DE GROSSO
DEL GROSSO
DELGROSSO |
De
Grossi è tipicamente laziale di Roma e Marta (VT), Degrossi e De
Grosso sono assolutamente rarissimi, Del Grosso è molto diffuso
a Roma e nel romano, in Abruzzo, nel campobassano, in Puglia,
soprattutto nel foggiano, ed in Campania, soprattutto nel
beneventano ed avellinese, ha un ceppo anche in Lombardia, a
Piuro in Valtellina, e nel parmense, a Borgo Val di Taro e San
Secondo Parmense, Delgrosso parrebbe toscano, dovrebbero tutti
derivare da soprannomi originati dalla corporatura imponente del
capostipite o della famiglia del capostipite, starebbe ad
indicare quelli appartenenti alla famiglia di quelli grossi di
corporatura, ma è pure possibile una derivazione dal
grosso
moneta di rame medioevale in uso in Toscana e starebbe ad
indicare allora quelli dei grossi cioè i benestanti. Tracce di
queste cognominizzazioni le troviamo a Parma in un atto del 1448
dove viene indicato come arbitro di una vertenza un tale
Desiderio de Grossi , nella seconda metà del 1600 Monsignor
Francesco De Grossi è Vescovo di Chioggia. |
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DE
IACO |
Tipico
del Salento, dovrebbe derivare dall'apocope del nome Jacopo
(Giacobbe). |
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DEI
DEO |
Dei
è molto diffuso in Toscana, in particolare nel fiorentino e nel
senese, nel viterbese e nel romano, Deo, molto molto raro, è
tipico del salernitano, di San Gregorio Magno ed Eboli,
dovrebbero derivare da forme aferetiche dell'italianizzazione di
nomi come Donus Dei
(Donadeus,
vedi DONADEI) o Bonadeus
(vedi BONADEI). |
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DEIALA
DEJALA |
Deiala è
tipicamente sardo di Cabras nell'oristanese, Dejala, sempre
sardo, è praticamente unico, di origini etimologiche oscure. |
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DEIANA
DEJANA |
Due
diversi modi di scrivere lo stesso cognome assolutamente sardo,
dovrebbe derivare da un soprannome dialettale legato al vocabolo
jana
(maga),
si hanno tracce di questo cognome già nel 1300 nella
giurisdizione parrocchiale di San Gavino (CA) il Canonico
Giovanni Deiana di Guspini (CA).
integrazioni fornite da
Antonello Sirigu
i cognomi Deiana e Dejana son due diversi e distinti. Infatti,
in sardo gairese Deiana si pronuncia per esteso De Ana e
significa proveniente da lontano, mentre Dejana si pronuncia De
Janas e significa che era di proprietà delle Janas, ovvero delle
fate-streghe della mitologia sarda. Per intenderci erano dei
piccoli esseri magici che detenevano le ricchezze e l'oro, e che
passavano la vita a tessere delle tele d'oro con le loro
delicatissime mani. Tele che la notte stendevano sopra i monti
dopo averle lavate e che illuminavano i boschi e le pianure con
il loro lucicchio. Se i mortali vedevano in faccia una Jana
rimanevano pietrificati e persi per l'eternità.
integrazioni fornite da
Deiana Giuseppina Giovanna Quirica
Jana compare come toponimo di un villaggio in una pergamena
laica del 11 settembre 1420 in cui viene concesso a Pietro
Gomic, oriundo del Regno di Aragona, in feudo
iuxta morem Italiae
dal re Alfonso V il Magnanimo con atto dato ad Alghero il 17
agosto 1420. Come cognome compare Giovanni Deiana Signore
delle due Barbagie del Mandrolisai e di Ollollay, titolo
conferitogli dal Re Martino di Sicilia.La figlia, Quirica Deyana
fu la prima Marchesa di Oristano Alla morte di Eleonora
d'Arborea infatti scomparvero i Giudicati e vennero sostituiti
dai Marchesati. La Marchesa Quirica Deiana nel 1422 concesse
numerose franchigie agli abitanti del villaggio di Santa Giusta
in cambio della manutenzione di un ponte. Sposò Leonardo
Cubello, il loro figlio Antonio Cubello Marchese di Oristano,
Conte del Goceano e pretendente al trono d' Arborea la loro
figlia fu donata in sposa a un Carroz. Nel giudicato di Gallura
e precisamente a Monte Major nella Curatoria di Fundimonte,
l'attuale Porto Rotondo a Olbia , il figlio di Eleonora
D'Arborea Giovanni, fratello di Mariano, aveva dato grande
respiro all'economia del luogo mediante lo sfruttamento delle
cave di granito e ampliando il golfo di Cugnana (nel 1347). Il
feudo passò quindi ai Carroz 1366. che ne provocarono la
decadenza. Quelle terre ancora oggi appartengono ai Deiana,
nonostante le numerose cessioni al Pricipe Haga Kan costruttore
di Porto Rotondo e in loro memoria è stata intitolata una piazza
proprio al centro del paese. Nei primi anni del novecento
esisteva ancora una comunità ben organizzata e autonoma
costitutiva dalle famiglie Deiana che per distinguersi tra loro
affiancavano al cognome un soprannome: Deiana Bomboi, Deiana
Marrone, Deiana Calzetta e Deiana Carrozza che guarda caso erano
i proprietari dei terreni sui quali sorgevano le cave e il
porto di Giovanni Deiana e dei Carroz.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
DEIANA; DEJANA; DIANA: hanno in comune significato ed origine:
de janas.
Secondo la credenza sarda le
Janas (figure immaginarie)
sono le fate
o dee dei boschi, delle caverne,
dei nuraghi, di minuscole
dimensioni. Vi sono tombe preistoriche cosiddette domus de janas
(case delle fate) scavate in roccia, in diverse località della
Sardegna. Se ne contano circa 2000, con maggiore frequenza nel
Sassarese. A volte le troviamo isolate, altre riunite in vere e
proprie necropoli, come ad esempio a Santu Pedru ad Alghero. Le
domus de janas fanno parte del neolitico sardo e, secondo molti
studiosi di archeologia della Sardegna, apparterrebbero al
periodo prenuragico, nel quale invece la tomba più comune fu la
cosiddetta "Tomba dei Giganti". Probabilmente, in alcune parti
della Sardegna, continuarono ad essere usate in pieno periodo
nuragico. Nella tradizione pagana le Janas erano portatrici di
fortuna, ma talvolta anche di sfortuna. In sardo esiste inoltre
la voce ianna o janna o jenna o enna o genna, ma che significa
porta e deriva dal latino ianua. Jana o Janna( deriva senza
dubbio dal latino ianua)è il nome di un centro abitato
scomparso: di origine romana, ubicato in agro di Ussana. Qui
passava la strada militare che collegava Caralis con Olbia. In
periodo medioevale fu villa (bidda) appartenente alla Curadorìa
di Dolia, del Regno Giudicale di Carali. Fu abbandonato nel
corso del XVI° secolo. Il cognome è presente nei documenti
antichi della lingua sarda, quasi sempre nella uscita De Yana o
Deyana. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388
troviamo: De Yana Gunnario, jurato ville de Lesanis (*
Lesanis.distrutto. Contrate Montis Acuti); De Yana Benedicto,
jurato ville Birore (*odierno Birore. Curatorie de Marghine de
Gociano); De Yana Georgio, jurato ville de Balamic (*
Balamic.distrutto - Balamune? Contrate Montis Acuti); De Yana
Ioannes - de Aristanni(*** Aristanni: elenco dei nomi dei
firmatari della PETIZIONE. Omnes cives mercatores et habitatores
dicte civitatis.nisi pastores bestiaminum et quorum dificulter
demorari non poterant.congregati. Porta la data : die XIIII
mensis Januarii M°. CCC°. LXXXVIII° et etc.) ; De Yana Michele,
ville Laconi. (** Laconi.et Contrate Partis Alença et etc. seu
Atara Barçolo, officiali Curatorie de Parte Alença. In posse
Penna Ambrosii et filii Guiducii (Penna) notari...die XII
januarii 1388.( nisi pastores bestiarium et etc.); De Yana
Nicolaus - de Aristanni ; De Yana Stephano, jurato ville de
Donani (* Donani.esistente, Contrate Montis Acuti - Ozieri);
Deyana Federico, jurato ville Nuracogoma (* odierna Noracugume.
Curatorie de Marghine de Gociano); Deyana M. jurato ville
Nuracogoma; Deyana Mariano, ville Gorare (* Gorare...Odierna
Borore. Marghine de Gociano). Nel Con daghe di Santa Maria di
Bonarcado, CSMB, XI°, XIII° secolo, troviamo: Diana Barusone
(33), curatore de Parte Valenza: teste in una donazione a Santa
Maria, da parte del Giudice di Arborea Petrus de Lacon: Ego
Petrus de Lacon, iudice de Arborea et visconte de Basso ad
honore de Deus et de Sancta Maria et de totos sos sanctos et cun
voluntade bona de donna Diana(nome) mugere mia, donna de
Arborea.etc. nel Condagfhe di San Nicola di Trullas compare la
voce agitu de janas (agitu = ingresso, che noi in Campidano
chiamiamo jàssu = ingresso, generalmente in un podere chiuso,
recintato (cunjàu). Nell'opera "De Rebus Sardois II°" di
Giovanni Francesco Fara, troviamo Deyana Quirica al capitolo
Marchiones Aristani (i marchesi di Oristano): Anno 1420
Leonardus Cubello fuit primus marchio (marchese) Aristani a
Petro Torella prorege 4 Kal. Aprilis (29 marzo) et comes Gotiani
creatus, uxorem duxit (sposò) Quiricam Deyana, ex qua (dalla
quale) duos filios habuit (ebbe due figli) Antonium et
Salvatorem.etc. Nella storia ricordiamo: Deiana o De Iana
Mariano, podestà giudicale di Alghero dal 1353 al 1354, nominato
dal Giudice Mariano IV° di Arborea, difese la città con coraggio
e tenacia, contro gli assalti delle truppe catalane aragonesi,
comandate dal re Pietro il Cerimonioso. Lo stesso re racconta
nella sua "Cronaca", che nonostante il grandioso spiegamento di
truppe, per terra e per mare, la cittadina resistette agli
assalti dal giorno di San Givanni Battista (24 giugno 1354, sino
al 16 novembre dello stesso anno. In realtà Alghero cedette solo
successivamente alla firma del trattato di pace tra il re il
Cerimonioso e il Giudice d'Arborea Mariano IV°. Ricordiamo
inoltre Deyana Giovanni, suocero di Leonardo Cubello, marchese
dal 1410 delle Barbagie di Ollolai e Mandrolisay nel Regno di
Sardegna, aggregato alla corona d'Aragona: per la cronaca
Giovanni Deyana fu padre della succitata Quirica Deyana, moglie
appunto del Cubello. Attualmente il cognome Deiana è presente in
453 Comuni italiani, di cui 177/377, in Sardegna: Olbia 958,
Cagliari 347, Quartu 317, Selargius 257, Sassari 202, etc.
Dejana è presente in 26 Comuni, di cui 7 in Sardegna: Cagliari
16, La Maddalena 9, Selargius 3, etc. Diana ( questo cognome
nella penisola ha significato ed estimo completamente diversi da
quelli sardi: deriva probabilmente da Diana dea dei boschi) è
un cognome presente in tutta Italia, in 906 Comuni, di cui 127
in Sardegna: Cagliari 206, Sassari 181, Carbonia 123, Iglesias
94, Gonnosfanadiga 70, etc. Nel continente San Cipriano di
Caserta ne conta 750, Roma 500, Bari 297, Milano 141, Torino 125
etc. |
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DE
IANNI
DEIANNI
D'IANNI
DIANNI
DI IANNI |
De
Ianni è specifico di Benevento, Deianni è quasi unico così come
D'Ianni, Dianni, assolutamente rarissimo, ha un piccolo ceppo
nel romano ed uno pugliese, Di Ianni ha un grosso ceppo romano,
uno abruzzese, soprattutto nell'aquilano, uno molisano, in
particolare nell'iserniese ed uno nel foggiano, si dovrebbe
trattare di forme patronimiche dove il
De-, il
D'-
ed il Di-
stanno per il figlio di,
riferito ad un capostipite il cui padre si chiamasse
Johannes,
contratto ed italianizzato in
Ianni, tracce di questae
cognominizzazioni le troviamo anche a Palermo verso la fine del
1200 in un atto di matrimonio dove la sposa è la figlia
Francesca di un tale Giacomo de Ianni ed a Teramo, in epoca
aragonese, dove in un atto viene citato un Berardo de Ianni. |
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DEIAS
DEVIAS |
Deias ha un nucleo nel cagliaritano ed uno nella provincia di
Oristano, Devias, molto molto raro, è di Nuoro e del nuorese,
dovrebbero derivare da una forma dialettale originata dai
vocaboli de bia
con la terminazione -s
ad indicare il plurale Debias, che si è poi contratto in Deias,
stava ad indicare quelli della via, quelli della
strada, probabilmente riferito alla posizione della loro
abitazione, o forse al fatto di essere stati i capostipiti dei
trovatelli.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
DEIAS; DEVIAS: sa via,
sa 'ia,
sa bia
= strada, via, cammino.
De (sa) bia
potrebbe avere il significato di "dalla
strada" ad indicare la
provenienza; sinonimo di "trovato",
"agattau".
In latino è via.
Attualmente la variante "bia"
(betacismo) è comune a tutta la Sardegna. È un termine presente
in tantissime espressioni delle varie parlate isolane, come del
resto è presente, solitamente con l'uscita "via", nei documenti
antichi. Lo troviamo inoltre in tantissimi toponimi: l'esempio
più classico è "sa bia de sa palla" = la Via Lattea. Il termine
"via" per vite (strumento) è moderno. Ma come cognome non figura
nelle carte antiche, perlomeno in quelle da noi consultate; è
quindi pensabile che si tratti di un cognome recente. Il cognome
Deias è presente in 107 Comuni italiani, di cui 49 in Sardegna:
Samugheo 91, Carbonia 44, Iglesias 38, Ninnai 25, Cagliari 19,
Gonnosfanadiga 18. Devias è presente in soli 4 Comuni sardi:
Nuoro 15, Orgosolo 8, Siniscola 3, Cagliari 2. |
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DE
IASI
DE IASIO
DI IASI
DI IASIO |
De
Iasi è tipico dell'avellinese e di Montoro superiore, De Iasio,
molto molto raro, è del beneventano, Di Iasi è dell'avellinese,
di Avellino e Montoro Superiore, con un piccolo ceppo ad Aversa
nel casertano, Di Iasio ha un piccolo ceppo a Roma, ed uno nel
foggiano a Manfredonia, Monte Sant'Angelo e Foggia, si dovrebbe
trattare di forme patronimiche, dove il
De- ed il
Di-
stanno per il figlio di,
riferito a capostipiti, i cui padri si chiamassero
Iasio
(vedi IASELLA). |
|
DEIDDA
|
Deidda è diffusissimo nella Sardegna centromeridionale, con un
ceppo anche nel sassarese.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
DEIDDA: è la versione moderna di De - Idda/s. Nella maggior
parte dei casi nei cognomi moderni, si assiste alla perdita
della preposizione "de" che indica la discendenza o provenienza;
in Deidda rimane, come del resto in Delogu, Desogus, Deledda,
Deiana, Demuru, Demontis, Dearca, etc. Nelle carte antiche
troviamo sempre la preposizione separata dal nome( per il
significato e l'etimologia, vedi IDDA/S). Attualmente il cognome
Deidda è presente in ben 348 Comuni Italiani, di cui 144/377
della Sardegna(sud): Cagliari 490, Villacidro 222, Assemini 123,
Quartu S. E. 106, Sanluri 101, Oristano 90, Capoterra 80, etc. |
|
DE
IESO
DE IESU
DE JESO
DE JESU |
De
Ieso è tipico del beneventano, di Pago Veiano in particolare, ma
anche di San Giorgio La Molara, Benevento e Pietrelcina, De
Iesu, molto raro, è specifico dell'avellinese, di Fontanarosa,
Ariano Irpino e Venticano, De Jeso, assolutamente rarissimo,
sembrerebbe più del basso Lazio, De Jesu è quasi unico, tutti
questi cognomi dovrebbero essere forme patronimiche in De, dove
il De-
sta per figlio di,
riferito a capostipiti il cui padre si chiamasse
Ieso o
Iesu
(vedi IESO). |
|
DEIME
DEYME |
Deime è unico, Deyme, assolutamente rarissimo, è decisamente
piemontese dell'alto torinese, dovrebbero essere di origini
provenzali e derivare dal termine occitano
dèyme (decima),
forse riferito ad un capostipite che facesse di mestiere l'esattore
per una comunità religiosa,
fosse cioè addetto alla riscossione della
decima (tassa
dovuta all'istituzione religiosa proprietaria del luogo). |
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DEIOANNON
DE JOANNON
DEJOANNON |
Tutti
estremamente rari potrebbero avere un'origine dalla Magna Grecia
e potrebbero allora derivare dal toponimo Ioannon dell'isola di
Milos. |
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DE
IORIO
DEIORIO
DE IORIS |
De
Iorio ha un piccolo ceppo a Pescara ed uno a Roma, ma il ceppo
più importante è nel casertano a Teano, Caianello e Marzano
Appio ed a Napoli, Deiorio è praticamente unico e dovrebbe
trattarsi di un errore di trascrizione del precedente, mentre De
Ioris è tipico di Gioia dei Marsi ed Avezzano nell'aquilano.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale
Iorio,
che, nell'onomastica antica, consiste in una variante del più
comune Giorgio
(vedi Di Iorio e Iorio). In conclusione, dunque, si tratta delle
cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti. |
|
DEIOSSO
DEJOSSO |
Deiosso è tipico di Pattada nel sassarese e di Sassari, Dejosso
è praticamente unico, sempre del sassarese, dovrebbe derivare da
un soprannome originato dal termine sardo
de iosso
(di giù, di sotto),
indicando probabilmente che i capostipiti abitassero o
provenissero da una zona bassa del luogo, o dalla pianura. |
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DE
IUDICIBUS
DE JUDICIBUS |
Entrambi
tipici pugliesi del foggiano e barese, la forma De Judicibus è
assolutamente rarissima, potrebbero avere anche dei ceppi
originari al nord, dovrebbero derivare dall'appartenenza ad un
casato di maggiorenti giudici o amministratori. Tracce di questa
cognominizzazione si hanno nel 1400 con Fachino fu Tomaso de
Iudicibus de Monasterolo notaio nel bergamasco e nel 1500 a
Mombasiglio (CN) dove in un atto si legge: "...constituti coram
spectabili iureconsulto ut doctor domino Petro Baptista de Auria
De Iudicibus vicario marchionali Finarii actore et actario
nomine decreto...". |
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DE
IURE
DE JURE
DEIURE
DEJURE |
De
Iure ha un ceppo nel teatino, in particolare ad Ortona ed uno
nel barese, a Casamassima e Sammichele di Bari, Deiure,
estremamente raro, sembrerebbe specifico di Sammichele di Bari,
De Jure e Dejure sono quasi unici.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale
Iure
(con una variante in Jure),
l'italianizzazione cioè del personale slavo
Jure,
che, nell'onomastica italiana, corrisponde esattamente al nome
Giorgio
- o Iorio,
secondo la pronuncia arcaica (vedi Giorge, Iorio, Di Giorgi e Di
Iorio). In questo contesto, per la precisione, va osservato che
l'epicentro delle famiglie De Iure si riscontra in provincia di
Chieti, esattamente nella stessa zona in cui è diffuso il
cognome Iurisci - tant'è che De Iure potrebbe nascere da una
traduzione di questo cognome (per una spiegazione più
approfondita, vedi Iurisci). Per quanto proponibile, invece,
suona poco probabile una derivazione dall'espressione latina
de iure
(per legge),
considerando che questa formula è utilizzata per lo più in
ambito governativo e legislativo - e dunque difficilmente
adattabile al contesto dei cognomi. |
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DEI
ZOTTI
DEL ZOTTI
DEL ZOTTO
DE ZOTTI
DE ZOTTO |
Dei
Zotti, molto raro, è del vicentino, Del Zotti, tipicamente
pugliese, ha un ceppo a Modugno (BA) e Bari ed uno a Brindisi,
Del Zotto è estremamente comune in Friuli, nella zona di
Cordenons (PN) in particolare, di Udine, Codroipo e Tavagnacco,
De Zotti è del veneziano di Venezia, Iesolo, Musile di Piave e
zone limitrofe, De Zotto è unico, dovuto probabilmente ad errori
di trascrizione, tutti questi cognomi hanno due possibili
origini, dall'aferesi di modificazioni di nomi come Giorgio e
Lorenzo, (Zorzotto, Lorenzotto)
o anche in alcuni casi direttamente dal nome longobardo
Zotto
(vedi ZOTTI). Tracce illustri di queste cognominizzazioni le
troviamo in Gianfrancesco Del Zotto detto da Tolmezzo (1450
1515), il più grande pittore friulano del Quattrocento. |
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DELAI
DELLADDIO
DELLADIO
DELLAI |
Delladio è tipico di Tesero (TN), Delladdio è quasi unico ed è
sicuramente dovuto ad errori di trascrizione, Dellai è tipico
della zona che comprende trentino e vicentino, Civezzano e
Pergine Valsugana (TN) e Schio (VI) soprattutto, Delai è
specifico del bresciano gardesano, Puegnago Sul Garda e Gavardo,
dovrebbero tutti derivare dal nome gratulatorio medioevale
Delaidus
di cui abbiamo un esempio nel
Codice Diplomatico della Lombardia Medioevale
in un atto redatto nel 1183 a Nave (BS): "...Lafrancus de Mora
quod debet ei permutare predictam peciam terre si erunt convicti
cum racione a predicto Obizo et anc permutacionem debet fieri
sub estimacione Delaidi Medici et Iohannis de Gazo; et Iacobus
filius condam Ugoni Secasoli estitit fideisor et debitor pro
eiis ...".
integrazione dovuta a
Jossieli Delai
Il cognome Delai e le sue varianti derivano dai nomi di persona
Delaido, Deolaido, Delaita, tutti con il significato
benaugurante di 'Dio l'aiuti'. Il cognome è diffuso soprattutto
in Valsugana e nella Valle dell'Adige. Secondo il Lorenzi, hanno
la stessa origine anche le forme Dalladio, Deladio, Delladdio.
Il Cesarini Sforza ritiene invece che abbiano come radice 'del
Adìo', dove Adìo sta per il nome di persona Adiodato, o
Adeodato, 'dato a Dio'. |
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DE
LANA
DELLANA |
De Lana,
quasi unico, è dell'area veronese, bresciana, Dellana,
estremamente raro, è del basso trentino, potrebbero derivare dal
fatto che i capostipiti provenissero dalla zona dolomitica del
Col di Lana. |
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DE
LANDRO
DI LANDRO |
De
Landro è caratteristico di Napoli, Di Landro è tipico del
salernitano, di Maiori, Minori ed Atrani, dovrebbero derivare
dal nome del fiume Landro, che nasce dal monte Maruggio col nome
di torrente San Michele, assume il nome di Melandro a Satriano
di Lucania ed a Vietri di Potenza riceve il torrente Fiumarella
di Vietri prendendo il nome di fiume Landro, forse ad indicare
che i capostipiti fossero originari di quella zona, ma è pure
possibile che si tratti invece di forme patronimiche in
De ed
in Di,
riferite a capostipiti i cui padri si chiamassero
Landro,
forma arcaica del nome Leandro,
il nome Landro lo troviamo ad esempio portato dal bolognese Fra
Landro Alberti che nel 1581 pubblica a Venezia il libro
Descrittione di tutta l'Italia et Isole
pertinenti ad essa. Tracce
antiche di queste cognominizzazioni le troviamo in una
registrazione di una deposizione del 1527 a Napoli, dove in
qualità di teste si produce un certo Gio Loisio de Landro di
Napoli. |
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DE
LAPA |
De Lapa,
quasi unico, sembrerebbe calabrese, dovrebbe essere di origini
portoghesi e starebbe ad indicare la provenienza del capostipite
da uno dei tanti paesi chiamati Lapa esistenti in Portogallo. |
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DE
LAURENTI
DE LAURENTIIS
DE LAURENTIS |
De
Laurenti, estremamente raro, è piemontese, De Laurentiis ha un
ceppo abruzzese a Roccascalegna, Altino e Guardiagrele nel
teatino, a Teramo ed a Pescara, un ceppo a Roma ed uno ad Acerra
e Napoli, De Laurentis ha un ceppo ad Acerra e Napoli nel
napoletano ed a Baiano nell'avellinese ed uno a Polignano a
Mare, Corato e Trani nel barese, dovrebbe trattarsi di forme
patronimiche dove il de
sta per uno dei figli di,
riferito ad un Laurentius
(vedi LAURENTI ), i tre cognomi sono
equivalenti e perfettamente accumunabili, tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo a Cento nel ferrarese in un atto
del 1329, dove si legge: "...Johannes quondam Laurentii de
Laurentiis, Michael quondam Petri de Arardis, et Bitinus quondam
Petroni Consules Communis Centi, .." ed a Conversano (BA) in un
atto del 1741 si legge: "Acta assensus permutationis inter
reverendum canonicum don Vitum Pappalepore et reverendum
canonicum don Carolum De Laurentis". |
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DE
LAZZARI
DELAZZARI |
De
Lazzari è tipicamente veneto dell'area veneziano, trevisana, con
un ceppo anche nel Lazio, probabile conseguenza dell'emigrazione
forzata di manodopera veneta in occasione della bonifica delle
paludi pontine, Delazzari, quasi unico, è dovuto ad errori di
trascrizione del precedente, si dovrebbe trattare di forme
patronimiche dove il De
sta per della famiglia dei figli
di un Lazzaro, (vedi LAZZARA). |
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DEL
BALZO |
Abbastanza raro è tipico napoletano, dovrebbe essere di origine
francese e derivare dal toponimo Les-Baux-de-Provence (la
Balcium latina) di cui i De Baux, poi diventati Del Balzo,
furono Signori fino al 1426, le prime tracce di questo casato si
trovano in Provenza fin dal IX° secolo, il loro arrivo a Napoli
dovrebbe risalire al XIII° secolo al seguito di Carlo d'Angiò.
Esempio di questa cognominizzazione si ha con il Conte di Acerra
Pirro del Balzo, a Minervino Murge (BA) su di un'iscrizione
incisa in marmo sulla porta di una torre si leggono le seguenti
parole: "Construixit in Specula Dux de Baucia Pyrrhus". |
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DEL
BEN
DEL BENE |
Del Ben è
tipico della provincia di Pordenone, Del Bene è presente a
macchia di leopardo in tutt'Italia, si individuano ceppi in
Liguria, nel fiorentino, nel pesarese, nel casertano e nel
barese, dovrebbero derivare da nomi gratulatori composti con la
radice bene, in alcuni casi potrebbero derivare dalla troncatura
del nome Benedetto, di questa cognominizzazione si trovano
tracce a Brescia nel Codice Diplomatico della Lombardia
medievale sotto l'anno 1143, dove si legge: "...Gerardus de
Burnado et Zuca filius Carnevalis del Bene et Arnulfus filius
Oldeberti Sutoris et alii testes....". |
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DEL
BIANCO |
Ha
un nucleo importante in Friuli, uno nel pesarese e nel
maceratese ed uno in provincia di Lucca, deriva dal vocabolo
bianco usato come nome o come soprannome derivante da una
caratteristica fisica, i capelli, il colore della carnagione o
da una caratteristica ambientale tipo case bianche. Si hanno
tracce di questa cognominizzazione illustre con il modenese
Francesco Del Bianco (1460 - 1510) pittore che fu il primo
maestro del Correggio: "Morì M.ro Franc.o de Biancho Frare
depintore perfetto e homo dabene".
integrazioni fornite da
Aldo Piglia Milano
il pittore modenese conosciuto anche come Francesco Bianchi
Ferrari o Francesco de' Bianchi o Francesco Del Bianco Ferraro o
Francesco Fraro o Francesco Del Fraro. Questi era quasi
certamente figlio del pittore modenese Bianco Ferraro, che nel
1481 eseguì lo stemma del duca Ercole I° d'Este sulla torre del
Comune di Modena. Il suo luogo di nascita (Modena) non è
accertato, ma solo presunto. |
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DEL
BONO
DEL BUONO |
Del
Bono è presente a macchia di leopardo in tutt'Italia, con
massima concentrazione nel bresciano, nel parmense, nel romano e
latinense e nel napoletano, Del Buono ha ceppi nell'Italia
settentrionale, nel senese, nel Lazio, nel casertano e nel
foggiano, deriva dal nome medioevale
Bonus o
Buonus,
di cui abbiamo esempio nel 1200 a Pisa, nell'elenco dei pisani
che giurarono l'alleanza con Siena e Pistoia si trova un
Buonus Buonsignoris,
traccia di questa cognominizzazione si trova nel 1400 a Pisa:
"...Doni et Buonus Niccolai Buoni de Businis ...". |
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DEL
BORRELLO |
Sembra
essere originario degli Abruzzi ed esattamente della zona di
CasalBordino e Vasto, potrebbe derivare dal nome del paese di
Del Borrello di Vasto o dal toponimo Borello nel teatino. |
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DEL
BUE |
Del Bue
ha un ceppo a Reggio Emilia e Correggio nel reggiano ed a Modena
a ed uno molto piccolo a Casaletto Spartano nel salernitano,
dovrebbe stare ad indicare che il capostipite fosse una persona
benestante, in epoca medioevale, così come ai tempi degli
antichi romani, il possedere animali era un chiaro indicatore di
agiatezza, ma non si può escludere che possa in qualche caso
derivare da un toponimo come la contrada Del Bue di Mantova o la
veronese Cà del Bue. |
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DEL
CAMPO |
Del
Campo ha un ceppo romano, uno nel foggiano ad Apricena e San
Nicandro Garganico ed uno nel catanese a Randazzo e Catania,
potrebbero derivare dai vari toponimi contenenti la radice
Campo-,
come ne esistono svariati in tutta la nazione, indicando la
provenienza dei capostipiti da una di quelle località. |
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DEL
CANTO |
Del Canto
ha un piccolissimo ceppo a Genova ed uno a Frignano ed Aversa
nel casertano, difficile individuarne l'origine. |
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DEL
CARRETTO |
Del
Carretto Assolutamente rarissimo, è un nobile casato originario
del Monferrato, trasferitosi in Liguria, già nel 1115 i Del
Carretto sono marchesi di Clavesana (CN), Enrico I° Del
Carretto, detto il Guercio diventa nel 1142 marchese di Finale e
di Noli e nel 1176 marchese di Savona, nel 1500 i Del Carretto
si imparentarono con i Doria, Zenobia Del Carretto sposa
Giovanni Andrea Doria. |
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DEL
CET |
Tipico
della zona di Feltre e Seren del Grappa (BL). |
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DEL
CONTE |
Del
Conte ha vari ceppi, nel fiorentino, a Roma, nel pescarese e
teatino, in provincia di Campobasso, nel foggiano e nel barese,
potrebbe derivare da toponimi contenenti la radice
Del Conte,
come ad esempio Ronco del Conte nel fiorentino o simili, ma
potrebbe anche derivare dal fatto di essere la famiglia alle
dipendenze o residente nelle proprietà di un Conte. |
|
DEL
CORE
DELCORE |
Del Core
ha un ceppo campano nel napoletano, a Napoli, Marano di Napoli e
Mignano di Napoli, ed uno pugliese a Bari in particolare, con un
piccolo ceppo anche a Taranto, Delcore è quasi unico, dovrebbe
trattarsi di cognomi attribuiti a dei trovatelli in epoca
borbonica da dei funzionari regii. |
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DEL
CORNO |
Sembrerebbe del milanese ed originato dal toponimo Corno Giovine
o Cornovecchio nel lodigiano. |
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DEL
CORPO |
Del
Corpo, assolutamente rarissimo, è della zona dell'Abruzzo e
Molise, con un piccolissimo ceppo a Pozzilli nell'iserniese, ed
a Larino nel campobassano, dovrebbe trattarsi di un cognome
attribuito ad un trovatello, probabilmente raccolto da religiosi
del Corpus Cristi
o comunque facendo riferimento al concetto
di Corpus Cristi. |
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DEL
CORSO |
Del Corso
ha un ceppo nella zona che comprende lo spezzino, il lucchese,
il pisano soprattutto ed il livornese, con ceppi anche nel
torinese, nel romano e nell'iserniese, il cognome dovrebbe
derivare dal fatto che i capostipiti fossero residenti nel corso
principale cittadino. |
|
DEL
DEBBIO |
Del
Debbio è tipico di Lucca e delle aree limitrofe, dovrebbe
derivare o da nomi di località come Debbio di Ceparana (SP),
Debbio di Rosignano Marittimo (LI), il Debbio di Piombino (LI) o
altre località ottenute disboscando con l'uso dell'incendio
boschivo o debbio, atto a recuperare dei terreni per uso
abitativo o di coltura, o anche da un soprannome originato dal
vocabolo debbio
(falò di stoppie, legni e sterpi
che i contadini attizzavano per concimare il terreno),
vocabolo ormai caduto in disuso, il cognome si riferirebbe
quindi o alle caratteristiche del luogo di provenienza del
capostipite o ad un suo comportamento abituale. |
|
DEL
DEO |
Del
Deo è tipico di Forio nell'isola d'Ischia e di Napoli, si
dovrebbe trattare di un cognome attribuito anticamente a
fanciulli abbandonati. Tracce di questa cognominizzazione si
trovano ad Ischia almeno dal 1700.
integrazioni fornite dal
Prof. Fabio Paolucci
Cognome tipicamente campano, Del Deo è diffuso prevalentemente
nei comuni di Forio, Napoli, Lacco Ameno ed Ischia. Dal punto di
vista etimologico, tale forma cognominale andebbe ricollegata a
personali quali Deodato,
Donadeo, Bonadeo, Amodeo,
divenuti Deo
e cognominizzati in senso patronimico con l'aggiunta della
particella "Del",
oppure sarebbe da ricondurre ad un cognome inventato ed
attribuito ad infanti proietti con significato di "disceso,
venuto, donato da Dio" o, in
alternativa, "di Dio,
appartenente al Signore". Da
tenere in considerazione è anche una possibile connessione con i
vari nuclei familiari De Deo, diffusi prevalentemente nei centri
di Pescara, Sulmona e Chieti. Un ceppo molto importante,
pugliese di origine abruzzese, è costituito da una facoltosa
famiglia De Deo di Gioia del Colle che, stanziatasi a Minervino
Murge, diede i natali nel 1772 ad Emanuele De Deo, torturato ed
impiccato a soli 22 anni nel 1794 e considerato il primo martire
della Rivoluzione Napoletana soffocata nel sangue nel 1799. |
|
DEL
DOTTO |
Del
Dotto ha un ceppo toscano nel lucchese, a Lucca, Viareggio,
Capannori e Camaiore, uno marchigiano a Montegiorgio
nell'ascolano ed a Tolentino nel maceratese, ed uno laziale, a
Sant'Angelo Romano e Roma, dovrebbe trattarsi di una forma
patronimica, dove il Del-
stia per il figlio di,
riferito a capostipiti il cui padre si fosse chiamato con il
nome germanico Dotto
o con il nome latino Doctus
(vedi DOT). |
|
DEL
DUCA |
Del
Duca è molto diffuso nel Lazio, nel romano, latinense e
frusinate, in Campania, in particolare nel napoletano e
salernitano, e nel foggiano, dovrebbe trattarsi di una forma
patronimica, dove il Del
sta per figlio del,
riferito ad un padre del capostipite soprannominato
dux (guida,
comandante), soprannome che può
essere stato attribuito sia in segno di rispetto, per
particolari incarichi affidati ai capostipiti, sia come presa in
giro per sottolineare particolari atteggiamenti degli stessi. |
|
DELEA
|
Delea, quasi unico, dovrebbe trattarsi di una forma alterata del
cognome Dellea
(vedi DELLEA). |
|
DELEDDA |
Tipico del nord della Sardegna, potrebbe derivare dall'antico
toponimo Ledda nel sassarese, ora scomparso, personaggio di
assoluto rilievo è stata la scrittrice nuorese Grazia Deledda
(1871-1936).
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
DELEDDA: de Ledda - per significato ed etimologia vedi Ledda.
Nelle carte antiche lo troviamo nella forma De Ledda tra i
firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388: De Leda
Francisco, ville Culleri. (** CULLERI.(attuale Cuglieri) CASTRI
MONTIS DE VERRO.in posse Salari Arsocho, notarii publici et etc.
die X januario 1388. nisi bestiaris pastores.congregatis in
villa de Guilciochor .in posse Salari Arsoci, habitatoris Bose
.notarii publici et etc. die X januari 1388; De Ledda Camputani,
ville de Sardara(** SARDARA MONTIS REGALIS...11 GENNAIO 1388, et
ego...Gadulesu Margiano habitator velle Sardara, sindicus actor
et procurator universitatis Contrate Montis Regalis et villarum
et etc. In posse Virde Andrea, Virde Joanne, de Civitate
Sasseri, notarii publici, die XI Januarii 1388); De Ledda
Dominigo - de Bosa ( ** Bosa: omnibus civibus et habitatoribus
civitatis Bose.nisi pastores.congregatis intus Ecclesiam Beate
Marie Virginis .die XV Januarii 1388); De Ledda Guantino - de
Castri Januensis ( ** Castri Januensis Civitas (Castel Genovese
- Castel Sardo). Omnibus habitantibus .in ville de Coginas ...
die undecima januarii .1388, in posse De Valle Anthoni filii).
Nella storia contemporanea ricordiamo Deledda Sebastiano,
storico (Lula 1890 - Cagliari 1963), membro del Consiglio
Direttivo della Deputazione di Storia Patria per la Sardegna.
Fondatore e direttore della Rivista « La Regione ». Deledda
Grazia, scrittrice ( Nuoro 1871 - Roma 1936), premio Nobel per
la Letteratura nel 1926: infaticabile, produsse tantissimi
romanzi e novelle, tra i quali citiamo : « Elias Portolu », «
Cenere », « Canne al Vento », « Marianna Sirca », « L'incendio
nell'uliveto », « La madre » e tante novelle. Il cognome Deledda
è attualmente presente in 114 Comuni Italiani, di cui 54 in
Sardegna : Olbia 77, Nuoro 74, Posada 61, Pattada 45, etc. |
|
DE
LELLI
DE LELLIS
DE LELLO
DI LELLIS
DI LELLO |
De
Lelli, assolutamente rarissimo, parrebbe romano, De Lellis,
decisamente più diffuso, è specifico dell'area che comprende il
romano, il latinense, il frusinate, il casertano, il napoletano
ed il Molise, con un piccolo ceppo anche nel pescarese ed a
Bari, De Lello è quasi unico, Di Lellis, quasi unico, è del
romano, Di Lello ha ceppi a Roma e nel romano, nel latinense,
nel casertano e nel napoletano, ed in Abruzzo, in particolare
nel teatino, nel campobassano e nel foggiano, tutti questi
cognomi dovrebbero essere forme patronimiche dove il De- od il
Di- stanno per il figlio di, riferiti a capostipiti, i cui padri
si fossero chiamati Lello,
probabilmente una forma ipocoristica aferetica del nome
Gabriele,
o Raffaele. |
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DE LEO
DE LEONE
DE LIO
DI LEO
DILEO
DI LEONE
DI LIO
DI LIONE |
De
Leo è diffuso in tutto il sud peninsulare e nella provincia di
Roma, De Leone è assolutamente rarissimo ed ha come area
probabile d'origine il casertano, Di Leo è diffuso in tutto il
sud peninsulare e nella provincia di Roma ed è molto presente
anche in Sicilia, Dileo è specifico del barese, di Altamura e
Barletta in particolare, Di Leone abbastanza raro, ha un ceppo
campano soprattutto a Mondragone e Cellole (CE) e Calabritto
(AV), ed uno nel cosentino a Saracena e Morano Calabro, De Lio,
molto raro, è tipico del cosentino, Buonvicino, San Fili e San
Vincenzo la Costa, Di Lio è specifico di Bivona (AG), Di Lione,
molto raro, è tipico di Colliano (SA), dovrebbero tutti derivare
dall'essere i discendenti di uno di nome
Leo Leonis
(vedi Leo) o per aferesi di
Pantaleo
(Pantalone) o Pantaleone. |
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DE
LEONARDI
DE LEONARDIS
DE LEONARDO
DE LEONARDI
DE LEONARDIS
DE LEONARDO
DI LEONARDI
DI LEONARDIS
DI LEONARDO |
De
Leonardi sembrerebbe tipicamente romano, Deleonardi, quasi
unico, dovrebbe essere dovuto ad errori di trascrizione di
Deleonardis, che è decisamente pugliese, del barese e del
brindisino, De Leonardis, il più diffuso, ha un grosso ceppo a
Roma, uno in Abruzzo nel pescarese a Spoltore, Pescara e
Montesilvano e nel teatino a Bucchianico e Chieti, un ceppo nel
potentino a Lavello, Ruoti ed Avigliano, un nucleo importante è
in Puglia, nel brindisino a San Vito dei Normanni, Fasano ed
Ostuni, a Taranto, Massafra, Mottola e Crispiano nel tarentino,
a Bari, Gravina di Puglia, Corato, Alberobello, Casamassima,
Castellana Grotte, Putignano e Trani nel barese, ed a Troia, e
Foggia nel foggiano, Di Leonardis, che sembrerebbe unico, e Di
Leonardi, che lo è quasi, dovrebbero essere dovuti ad un'errata
trascrizione del precedente, Deleonardo, praticamente unico,
dovrebbe essere dovuto ad un'errata trascrizione di De Leonardo,
che ha un ceppo a Taranto ed uno piccolissimo a Vibo Valentia,
Di Leonardo ha un ceppo abruzzese a Pianella e Pescara nel
pescarese, ad Avezzano ed Ortona dei Marsi nell'aquilano, a
Teramo, Sant'Omero e Torano nuovo nel teramano ed a Chieti ed
Ortona nel teatino, ed uno siciliano a Bagheria, Palermo,
Bisacquino, Santa Flavia, Cerda e Campofelice di Roccella nel
palermitano, a Santa Ninfa ed Alcamo nel trapanese ed a
Calascibetta nell'ennese, Dileonardo, quasi unico, sembrerebbe
del napoletano, si dovrebbe trattare di forme patronimiche dove
il De-
ed il Di-
stanno per il figlio di,
riferiti a capostipiti, i cui padri si chiamassero
Leonardo. |
|
DELERBA
DELL'ERBA
DELLERBA |
Delerba,
quasi unico, sembrerebbe piemontese dell'alessandrino, Dell'Erba
ha un piccolo ceppo ligure nell'imperiese e nel genovese, un
piccolo ceppo nel napoletano, uno più consistente in Sicilia nel
catanese, ad Adrano in particolare, a Catania ed a Biancavilla,
ma il nucleo principale è pugliese, di Taranto e Martina Franca
nel tarantino, di Bari, Polignano a Mare, Rutigliano, Trani,
Gioia del Colle e Castellana Grotte nel barese, e di Vieste e
Cerignola nel foggiano, Dellerba ha un ceppo nell'imperiese ad
Aurigo ed Imperia, qualche presenza nel cuneese ed un piccolo
ceppo a Rutigliano nel barese e nel foggiano a Foggia, Cerignola
e Stornara, dovrebbero derivare da soprannomi originati da
un'origine contadina dei capostipiti, forse dei proprietari di
grossi pascoli. |
|
DE
LEUCE
DI LEUCE |
De
Leuce, quasi unico, sembrerebbe campano, Di Leuce, praticamente
unico, sembrerebbe del foggiano, dovrebbero stare ad indicare la
provenienza del capostipite dal leccese, dal paese chiamato in
dialetto Leuce
(Leuca),
o da altri contenenti la radice
Leuca nel loro nome, come Santa
Maria di Leuca, Morciano di Leuca o altri simili. |
|
DEL
FABBRO
DEL FABRO
DELFABBRO
DELFABRO |
Del Fabro
e Del Fabbro sono tipici dell'udinese, Delfabro e Delfabbro,
assolutamente rarissimi e tipici della stessa zona, sono
probabilmente dovuti ad errori di trascrizione, dovrebbero
derivare dal mestiere di fabbro esercitato dal capostipite,
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nel bellunese in
un registro del 1507 dove viene citato come Giurato tale Nicolò
del Fabro. |
|
DEL
FANTE |
Ha un
ceppo nel comasco e sembrerebbe uno nel fiorentino, deriva dal
nome medioevale Fante (vedi). |
|
DEL
FERRARO
DEL FRARO |
Del
Ferraro è tipicamente laziale, di Cori, Rocca Massima e Latina
nel latinense e di Roma e Velletri nel romano, Del Fraro,
assolutamente rarissimo, probabilmente del nord Italia,
dovrebbero derivare dal mestiere di
magister ferrarius
o ferraro
(fabbro),
tracce di una cognominizzazione simile le troviamo a Modena nel
1500 con il pittore Francesco Fraro. (vedi Del Bianco) |
|
DEL
FIANDRA
DI FIANDRA |
Del
Fiandra ha un ceppo a Massa ed a Carrara, Di Fiandra ha un
minuscolo ceppo a Livorno e qualche presenza nel napoletano,
dovrebbero derivare da indicatori etnici stanti ad identificare
i capostipiti come dei fiamminghi, cioè provenienti dalla
regione delle Fiandre. |
|
DELFINE
DELFINI
DELFINO |
Delfine è tipicamente pugliese del barese, specifico di
Putignano, con piccole presenze significative anche a Noci, Bari
e Castellana Grotte, Delfini potrebbe avere un ceppo lombardo ed
uno romano, Delfino, presente in tutt'Italia ha un forte ceppo
ligure piemontese ed uno calabrese siciliano, nella zona dello
stretto di Messina, in alcuni casi potrebbero derivare dal nome
medioevale Delphinus,
di cui abbiamo un esempio in questa registrazione giudiziaria
veneziana del 1392: "...Quod sit gratia provido viro Marco Paulo
quod ipse absolvatur a pena incursa pro eo quod non fecit
circari unam suam conductam cum ignoraverit ordinem circa hoc.
Ego Marcus Michael consiliarius. Ego Paulus Delphinus
consiliarius de mandato ipsorum cancellavi....", ma, soprattutto
i ceppi meridionali potrebbero derivare sia dal nome della città
greca di Delphoi, sia dall'attributo del locale oracolo di
Apollo, forse il più famoso dell'antichità classica. |
|
DEL
FIOL |
Del
Fiol, estremamente raro, è specifico di Fontanafredda nel
pordenonese, dovrebbe derivare da un soprannome attribuito al
capostipite in quanto figlio di un
fiol (ragazzo
in veneto), probabilmente il padre veniva riconosciuto appunto
con quel soprannome, forse per il suo aspetto particolarmente
giovanile o magari per la sua giovane età. |
|
DEL
FRANCIA |
Del
Francia ha un ceppo a Massa e Pisa ed uno ad Acquapendente nel
viterbese, a Roma ed a Castelliri nel frusinate, dovrebbe
trattarsi di una forma patronimica dove il prefisso
Del- stia
per il figlio del detto,
riferito ad un capostipite il cui padre venisse chiamato
il Francia,
probabilmente perchè proveniente da quella nazione. |
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DEL
FRATE
DELFRATE
DEL FRATI
DELFRATI |
Del
Frate ha vari ceppi, ne ha uno nel milanese, uno in Friuli
soprattutto nell'udinese, a Gonars, San Giorgio di Nogaro ed
Udine, uno tra parmense, massese e lucchese, in particolare a
Lucca e Capannori nel lucchese ed a Carrara, uno a Spoleto nel
perugino ed uno a Roma ed a Priverno nel latinense, Del Frati e
Delfrati, praticamente unici, dovrebbero essere dovuti ad un
errore di trascrizione del precedente, Delfrate, molto raro, è
specifico del pavese, di Cassolnovo e Vigevano, dovrebbe
trattarsi di forme patronimiche dove il
Del- sta
per il figlio del,
riferito ad un Fratello,
inteso soprattutto nel senso cristiano di amico fraterno. |
|
DEL
FREO |
Del
Freo, molto molto raro, è tipico di Massa e Montignoso nel
massese, con presenze significative anche a Carrara, si dovrebbe
trattare di una forma patronimica, dove il
Del sta
per figlio di e Freo
è una forma contratta e tronca del nome medioevale
Fredoricus,
a sua volta derivato dal germanico
Frederich. |
|
DEL
GIGANTE |
Del
Gigante è caratteristico di Esperia nel frusinate, dovrebbe
derivare da un soprannome il
gigante, attribuito
probabilmente al padre particolarmente grosso e alto del
capostipite. |
|
DEL
GIOVANNINO |
Del
Giovannino, quasi unico, presente oggi solo in Lombardia,
dovrebbe essere una forma patronimica riferita ad un capostipite
il cui padre si fosse chiamato
Giovannino. (vedi GIOANNINA) |
|
DEL
GRANDE |
Presente
a macchia di leopardo in tutto il centro, nel genovese, pesarese
e napoletano. (vedi Grandi) |
|
DEL
GROSSI |
Delgrossi, assolutamente rarissimo, è del milanesese, così come
Del Grossi, che è specifico di Milano, si dovrebbe trattare di
una forma patronimica riferita ad un capostipite figlio di un
Grossi, cioè di qualcuno che facesse di cognome
Grossi
(vedi GROSSI). |
|
DEL
GUERCIO
DELGROSSI |
Del
Guercio ha un ceppo a Calabrittoe Caposele nell'avellinese ed a
Salerno e Napoli, con un ceppo, forse secondario, anche a Roma,
si dovrebbe trattare di una forma patronimica, dove il
Del
sta per il figlio del,
riferito ad un capostipite il cui padre fosse conosciuto come
il Guercio.
(vedi anche LO VERCIO) |
|
D'ELIA
DELIA |
D'Elia è specifico del sud, dove è molto diffuso, Delia, pur
avendo un ceppo nel varesotto e nel carrarese, sembrerebbe
tipico anch'esso del sud, del barese, materano e tarentino e
della Sicilia, messinese e palermitano soprattutto, l'origine
più probabile di entrambi è dal nome
Elias con
l'aggiunta della d'
patronimica. |
|
DE LIA
|
Tre
possibili nuclei, uno a Bari, il più antico, uno a Cosenza, ed
uno a Napoli, potrebbe indicare la discendenza da una gens
Cornelia o Servilia, o derivare da un toponimo come Delianuova
(RC).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
De Lia è cognome pugliese, variante matronimica del cognome base
Lìa,
cognominizzazione del personale
Lìa, abbastanza usato in
Toscana, figlia di Làban e prima moglie di Giacobbe, il cui nome
in ebraico alcuni studiosi fanno risalire al verbo ebraico 'leah'
= affaticarsi.
Il nome ebraico Lē'āh
fu tradotto in greco come
Léia che
nella Vulgata fu reso con Lìa,
così come appare in latino. In Sicilia è una forma abbreviata di
Rosalìa,
patrona di Palermo, ma nelle altre regioni italiane può essere
anche una forma ipocoristica di
Amàlia,
Aurèlia
ecc. Infine qualche altro studioso ha pensato a un nome
aferetico di Elìa.
Minervini 270. |
|
DE
LIBERA
DELIBERA
DELLA LIBERA |
De Libera
è quasi unico, Delibera è proprio unico, Della Libera è
decisamente veneto, del trevisano, di Vittorio Veneto in
particolare, con significative presenze anche a Cordignano,
Conegliano, Maserada sul Piave e Colle Umberto, si dovrebbe
trattare di famiglie dei figli di una non meglio identificata
Libera (vedi LIBERA). |
|
DE
LIBERALI |
De
Liberali, abbastanza raro, è tipicamente veneto, con un ceppo a
Vedelago nel trevisano, uno a Santa Maria di Sala e Pianiga nel
veneziano ed uno molto piccolo nel padovano, dovrebbe trattarsi
di una forma patronimica dove il
De sta
per figlio di, riferito a padri del capostipite di nome
Liberale
(vedi LIBERALE). |
|
DE
LIBERTI
DELIBERTI
DE LIBERTO
DELIBERTO |
De
Liberti, assolutamente rarissimo, è del napoletano, Deliberti è
unico, Deliberto è praticamente unico, De Liberto lo è quasi,
dovrebbero derivare da un nome della devozione tardo latina
medioevale Dei Libertus
( il liberto di Dio
cioè colui che Dio ha reso vero
uomo libero nella fede in Cristo,
perchè solo nella fede, secondo la concezione medioevale l'uomo
poteva trovare la propria libertà dalla schiavitù del peccato). |
|
DELICATA
DELICATI
DELICATO |
Delicata è tipico del frusinate, di Atina e Gallinaro, Delicati
ha un ceppo umbro, a Perugia e Foligno nel perugino, ed uno
laziale, a Roma, ad Alatri nel frusinate, ad Oriolo Romano nel
viterbese ed a Cisterna di Latina nel latinense, Delicato ha un
ceppo laziale, a Roma e nel frusinate a Cassino ed a Piedimonte
San Germano, ed uno nel napoletano, a Pozzuoli ed a Napoli,
dovrebbero derivare dal cognomen latino
Delicatus,
Delicata,
di cui abbiamo un esempio d'uso in epoca medioevale in un
documento scritto nel 1132 a Casandrino nel napoletano: "Ego
Willelmus clericus et notarius permanens in Aversana civitate
Aymerico de Casandrino, et a suo domino Aimoni de Argentia, hanc
chartulam donationis et offertionis manu propria scripsi. Ego
prephatus Aimo baro de Argentia, amnia que in hac chartula
leguntur laudo et confirmo. Signum crucis manus predicti
Aymerici filii quondam Hugonis de Casandrino. + Ego prenotatus
Hugo frater eius insimul cum filio suo Hugone + interfui et
consensimus atque subscripsimus. + Ego Herbertus iudex Averse,
interfui et subscripsi.Isti tales interfuerunt testes et
propriis manibus subscripserunt. + Riccardus Delicatus. +
Matheus filius quondam Richardi d'Avenabulo....". |
|
D'ELIGIO
DELIGIO |
D'Eligio è praticamente unico, Deligio è tipicamente pugliese,
di Bitritto e Casamassima nel barese e di Cerignola nel
foggiano, si dovrebbe trattare di forme patronimiche dove il
D-
sta per il figlio di,
riferito a capostipiti il cui padre si fosse chiamato
Eligio,
una forma arcaica del nome Luigi. |
|
DELIGIOS |
Deligios è tipicamente sardo di Sassari , Alghero e Porto
Torrews nel sassarese e di Calangianus in Gallura, dovrebbe
derivare da un soprannome originato dal termine sardo
ligios (gigli)
(vedi LIGIA e LIGIOS), forse ad indicare che i capostipiti
provenissero da località con quel nome. |
|
DE
LIGUORI
DE LIGUORO |
Entrambi rarissimi sembrerebbero del napoletano, derivano dal
nome medioevale Ligorius
(vedi Ligorio)
integrazioni e stemma
forniti da Fabio Paolucci (Salerno)
Il cognome dell'illustre famiglia de Liguoro deriva
dall'originario de Ligorio, chiara cognominizzazione in senso
patronimico del nome medievale Ligorius. Tale famiglia vanta
origini molto antiche, risultando aggregata al Seggio di
Portanova di Napoli fin dalla sua creazione: nel XII sec. Marco
de Ligorio, probabilmente proveniente da Lettere, fu nominato
Console di Napoli assieme a Giovanni Pignatelli, come risulta in
un documento del 9-5-1190. Nel corso dei secoli, altri valenti
personaggi di questa Famiglia diedero lustro alla Casata:
Crescenzio e Florimondo de Ligorio furono armati cavalieri da
Carlo I Re di Sicilia nel 1273; Giovanni de Liguoro fu
Sollecitatore delle Regie Entrate nel 1412 e, in seguito,
Tesoriere del Re Ladislao I di Sicilia; nel cedolario del 1430
erano menzionati un cavaliere Francesco de Liguoro Signore di
Canne e un Pietro de Liguoro Signore di Ruscigna. La variazione
del cognome da de Ligorio a de Liguoro è avvenuta nel corso del
Quattrocento per effetto dell'inflessione dialettale napoletana
che ne ha viziato la pronuncia. La genealogia dei de Liguoro è
ben accertata fin dal 1100, e inizia con un Bernardo de Liguoro,
padre di quel Marco succitato che fu nominato Console di Napoli.
Sant'Alfonso Maria de Liguoro appartenne alla diciottesima
generazione della Casata: figlio del Patrizio Napoletano
Giuseppe Felice (San Paolo Belsito 11-2-1670 + 11-11-1745),
Capitano della Galera Padrona della Regia Squadra del Regno di
Napoli, e di Donna Anna Caterina Cavalieri (Napoli 24-11-1670 +
ivi 28-11-1755), figlia di Federico Cavalieri, Presidente della
Regia Camera della Sommaria e Consigliere del Sacro Real
Consiglio di Santa Chiara, e di Elena dei Marchesi d'Avenia,
sorella di Emilio Giacomo Cavalieri Vescovo di Troia. Primo di
otto fratelli (Antonio, Barbara, Maddalena, Gaetano, Anna Maria,
Teresa, Ercole) Sant'Alfonso nacque a Marianella il 26-9-1696.
Dopo aver frequentato dal 1708, appena dodicenne, l'Università
di Napoli (dove sostenne un esame con il celebre filosofo
Giambattista Vico), fu Dottore in utroque iure dal 1713, e
quindi brillante Avvocato a Napoli. Ben presto, in seguito ad
una sconfitta professinale, decise di seguire la sua vocazione
cristiana: fu sacerdote dal 1727 e fondò la Congregazione del
Santo Redentore il 9-11-1732. Dal 9-3-1762 fu Vescovo di
Sant'Agata dei Goti (BN); nel nuovo compito pastorale sviluppò
un'attività che ha quasi dell'incredibile, nella duplice
direzione del ministero diretto - avviando una riforma
spirituale del clero nei tre fondamentali momenti della
vocazione, del ministero e della preghiera - e dell'apostolato
della penna. Immensa fu la Sua opera spirituale, rivolta ai
cuori di tutti e soprattutto dei più umili e diseredati, cui
Sant'Alfonso non esitava a rivolgersi affettuosamente in
dialetto. Come missionario percorse i paesi vesuviani, gli
Appennini e le Puglie annunciando con semplicità i princìpi
della vita cristiana. Nel 1775, fiaccato da molte sofferenze
fisiche e spirituali, sant'Alfonso lasciò la diocesi e si ritirò
a Pagani, nel Salernitano, in una casa del suo istituto
religioso, dove rimase fino alla morte, avvenuta il 1° agosto
1787. Beatificato nel settembre 1816, Alfonso de Liguoro fu
proclamato Santo il 26-5-1839, dichiarato Dottore della Chiesa
Universale il 23-3-1871, e Patrono dei confessori e dei teologi
moralisti il 26-4-1950. Oltre a numerose opere sacre che gli
diedero fama come Padre della Chiesa ("Le massime eterne", le
"Storie delle eresie" e le "Riflessioni utili ai vescovi per ben
governare le loro diocesi"), si occupò di musica scrivendo la
celebre pastorale "Tu scendi dalle stelle" nel 1755, il
"Recitativo" e "Duetto tra l'Anima e Gesù Christo" (eseguito a
Napoli nel 1760) e un'opera teorica sulla musica applicata al
culto "La Messa e l'officio". Essendo la Casata de Liguoro tra
le più nobili del Mezzogiorno, la sua genealogia è ben attestata
fin dalle origini: ciò lascia facilmente intuire l'estraneità
delle numerosissime famiglie Liguori e Liguoro presenti al Sud
che non sono documentate nella genealogia. Il nome Ligorius
deriva dal personale Lidorius, diffusosi in Occidente per
effetto del Cristianesimo grazie al culto di San Ligorio o
Lidorio, vescovo di Tours, morto nel 371. Lidorius, la cui
variante nell'accezione comune divenne Ligorius, significava
letteralmente "colui che colpisce", derivando dal verbo latino
"laedo, is, laesi, laesum, ere". Ritengo che non ci sia alcuna
connessione tra il nome di persona Ligorio e il ramarro, che in
latino era denominato "lacerta viridis" o semplicemente
"lacerta". |
|
DE
LILLO |
L'origine
dovrebbe essere dell'area compresa tra le provincie di Foggia ed
Avellino, può derivare da un vezzeggiativo di uno dei tanti nomi
tardo latini o medioevali terminanti con lius, come Acilius,
Atilius ecc., come potrebbe pure derivare da una corruzione
dialettale del nome latino Laelius. |
|
D'ELISI
D'ELISO
DE LISI
DE LISO
DI LISI
DI LISO |
D'Elisi è praticamente unico, De Lisi è tipico di Palermo e del
palermitano, con ceppi anche nel foggiano, nel casertano e nel
romano, D'Eliso, assolutamente rarissimo, è del barese, De Liso
ha un ceppo a Napoli e Marano di Napoli ed uno nel barese, a
bari, Mola di Bari e Trani, Di Lisi ha un ceppo a Termini
Imerese nel palermitano ed uno tra salernitano ed avellinese, Di
Liso è specifico di Modugno e Bari nel barese, si dovrebbe
trattare di una forma patronimica dove il
De ed il
Di
stanno per figlio di
e si riferiscono ad un Lisi
o ad un Liso,
originato dall'aferesi di contrazioni del nome
Aloisi
(Luigi o Eligi), (vedi LISI). |
|
DE
LITTERIS |
Assolutamente rarissimo, sembrerebbe avere un ceppo foggiano ed
uno napoletano, potrebbe derivare dal mestiere di scrivano.
integrazioni fornite da
Giovanni De Litteris
l'origine dovrebbe essere da San Severo (FG).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
De Litteris è un cognome foggiano patronimico dalla forma base
Lettère.
È la cognominizzazione del personale
Lettèria,
che, specie nella Sicilia nord-orientale, si è diffuso per la
devozione locale per la Madonna
della Lèttera, patrona di
Messina. Potrebbe anche derivare dai toponimi
Lettère
(NA), Littèri
(in Sicilia in agro di Ragusa) o
Pòsta Lettièri
(in Puglia in agro di Canosa, BA) oppure dal termine dialettale
pugliese: letterae
= giaciglio di paglia per
animali domestici e per uomini.
E' attestato in docc. mediev. pugl. nel 1301 : "magister
Letterius"; in Puglia a Castelluccio dei Sauri (FG) nel 1220:
"Lettèrio de Riccardo ; nel 1786: "Girolamo Littèrio". Minervini
270. |
|
DE
LIZZA |
De Lizza,
ormai quasi scomparso, dovrebbe aver avuto un ceppo a Sorrento
nel napoletano ed uno a Ferrandina nel materano, probabile area
d'origine del cognome, che dovrebbe derivare dal nome di una
località salentina presso Alezio nel leccese, dove esiste la
contrada della Lizza ed anche una parrocchia con la chiesa di
Santa Maria della Lizza. |
|
DELLA
BELLA
DELLABELLA |
Della
Bella sembra avere un ceppi nel nordmilanese e varesotto, nel
trevigiano, nell'alta Toscana, nell'anconetano, nel napoletano
ed in provincia di Roma, Dellabella rarissimo sembrerebbe
anconetano, derivano dal nome medioevale Bella, troviamo tracce
di questa cognominizzazione a Firenze con il Priore Giano Della
Bella nella seconda metà del 1200. |
|
DELLA
BIANCA
DELLABIANCA |
Della Bianca ha un ceppo nel pavese a Broni e Pietra de' Giorgi,
uno a Dubino nel sondriese, ed uno tra veneziano, pordenonese ed
udinese, a Portogruaro e Fossalta di Portogruaro nel veneziano,
di Sesto al Reghena e San Vito al Tagliamento nel pordenonese e
di Udine, Cassacco, Palazzolo dello Stella e Muzzano del
Turgnano nell'udinese, Dellabianca, molto più raro, è specifico
dell'Oltrepo pavese, di Broni e di Casteggio, dovrebbero
entrambi derivare da una capostipite di nome
Bianca,
da cui sarebbe poi nato il cognome, dove il prefisso
Della-
starebbe per il figlio della. |
|
DELLA
BONA |
Della Bona ha vari ceppi, uno lombardo a Tirano nel sondriese, a
Gambara e Fiesse nel bresciano ed a Casalromano nel mantovano,
uno a Vodo Cadore nel bellunese, uno toscano a Massa e
Montignoso nel massese ed a Viareggio nel lucchese, ed uno nel
leccese a San Pietro in Lama, Veglie, Lequile e Lecce,dovrebbe
essere di origini matronimiche e riferirsi a capostipiti la cui
madre si fosse chiamata con il nome longobardo
Bona,
ricordiamo con questo nome la granduchessa di Lituania e Regina
di Polonia Bona Sforza, figlia del Duca di Milano Gian Galeazzo
Sforza. |
|
DELLA
BRUNA |
Della
Bruna ha un ceppo nel pordenonese a Fontanafredda ed uno nel
napoletano e nell'avellinese, dovrebbe trattarsi di una forma
matronimica indicante la famiglia del figlio di una Bruna, ma è
pure possibile una derivazione dal toponimo di Santa Maria la
Bruna (NA) o La Bruna nel materano. |
|
DELLA
CASA
DELLACASA |
Della Casa ha un ceppo a Modena e Bologna, uno a Genova, ed uno
a Roma ed a Montefiascone nel viterbese, Dellacasa è tipicamente
genovese, dovrebbero derivare dal fatto che i capostipiti
provenissero da una casa di accoglienza per trovatelli, nei
secoli XVIII° e XIX° i trovatelli venivano chiamati, ad esempio
a Genova, della casa grande
o de domus magna. |
|
DELLA
CHIAIA
DELLA CIAIA
DELLE CHIAIE |
Sia
Della Chiaia che Della Ciaia, probabilmente originari di Chiusi
nel senese, sono praticamente quasi scomparsi in Italia, Delle
Chiaie è tipico di Roma e Frascati nel romano e di Ferentino nel
frusinate, dovrebbero tutti derivare da nomi di località come
Chiaia nell'iserniese o Foiano Della Chiaia nell'aretino,
località che potrebbero rifarsi al termine medioevale
chiaia o
chiana
(terreno paludoso).
Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Chiusi nel
senese nel 1598 quando è Capitano del Popolo Emilio di Giovanni
di Battista Della Ciaia. |
|
DELLA
CHIAVE |
Della
Chiave, molto molto raro, sembrerebbe tipico di Marsala nel
trapanese, potrebbe derivare dal fatto di essere stato insignito
il capostipite dell'Ordine della Chiave d'Oro, uno dei
riconoscimenti nobiliari dei Borboni. |
|
DELLA
CONTRADA |
Della
Contrada, estremamente raro, sembrerebbe di origini beneventane,
di Frasso Telesino in particolare, dovrebbe derivare da un
soprannome stante ad indicare un'origine paesana del
capostipite. |
|
DELLA
CORTE |
Sembrerebbe specifico della fascia che comprende il casertano,
il napoletano e l'alto salernitano.
integrazioni fornite da
Fabio Paolucci
Il cognome Della Corte è diffuso in tutto il territorio
nazionale a macchia di leopardo, con consistenti picchi
d'intensità in Campania, a Napoli, a Villa di Briano nel
Casertano, e a Cava de'Tirreni nel Salernitano, nonchè in
Puglia, a Francavilla Fontana nel Brindisino. Vanno individuati
svariati ceppi Della Corte di origine diversa, che trovano la
loro origine nel toponimo medievale "curtis". Tale toponimo
nasce dal sistema di riorganizzazione fondiaria creato intorno
all'VIII sec. nei territori dei Franchi ed esportato poi in
molti dei paesi conquistati da Carlo Magno, compresi,
ovviamente, quelli italiani. La corte (o "villa") era un'azienda
agraria divisa in due parti, delle quali una, la cosiddetta
parte dominica (cioè del dominus, del signore), che il
proprietario faceva coltivare direttamente ai suoi servi e i cui
frutti utilizzava direttamente per il suo fabbisogno, e
un'altra, detta parte massaricia, divisa in mansi, cioè poderi,
data in affitto a famiglie di contadini liberi o di servi casati
in cambio di censi in denaro o in natura. Tale sistema di
riorganizzazione del lavoro nei latifondi durò dalla sua
creazione, avvenuta come precedentemente accennato intorno
all'VIII sec., fino all'XI sec. inoltrato. In relazione a tale
sistema, molti toponimi si sono in seguito creati sulla base del
termine curtis o corte, e molte persone nel medioevo vennero
documentate come provenienti da corti, sia contadini dipendenti
di condizione servile che ricchi proprietari delle corti stesse:
avvenne così la cognominizzazione del toponimo nella forma
cognominale "de Curte" (oppure Curtense o Cortense, Cortese e
Cortexano), italianizzato poi nell'attuale diffuso cognome Della
Corte (o, negli altri casi, Cortese o Cortesano e Cortegiano).
Dal punto di vista araldico, una Famiglia Della Corte fu nobile
e potente in passato: trattasi dei de Curte Isei, il cui
Capostipite fu Romualdus, attestato nel 1123, che tennero
supremazie feudali nei dintorni del lago d'Iseo sino al secolo
XIII e furono spesso registrati come de Ridanis nei secoli
XIV-XV. Un ramo di questa ricca e potente Famiglia, conosciuta
già verso la metà del 1100 a Brescia, Bologna e Verona, si
trasferì in un secondo momento nel Salernitano, nel territorio
di Cava de'Tirreni, dove erano già presenti altri "Della Corte"
di umili e borghesi origini, provenienti da altre "corti"
italiane. E' probabile, per questo ceppo aristocratico elevato
al rango comitale, una discendenza longobarda, essendo il nome
del Capostipite, Romualdus, di chiara derivazione germanica.
Ancora una precisazione, circa l'origine del cognome in
questione, andrebbe affrontata per ottenere un quadro completo
sulla corretta genesi: molto spesso, in epoca medievale e
moderna, soprattutto nelle aree meridionali del notro Paese, chi
viveva o prestava servizio presso corti di principi, re o
imperatori, veniva spesso registrato a livello documentario con
l'appellativo, poi cognominizzato, di "Cortese", "Cortense",
"Corteggiano", "Cortesano" o, per l'appunto, "Della Corte". |
|
DELLA
FERA
DELLAFERA |
Della Fera è tipico di Calabritto nell'avellinese, Dellafera è
un cognome ormai quasi scomparso in Italia, dovrebbe trattarsi
di un errore di trascrizione del precedente, dovrebbero derivare
da forme matronimiche riferite a capostipiti notevoli per la
loro fierezza se ipotizziamo che il
fera sia
da intendersi per il suo significato di
fiera o
altera,
ma è pure possibile che si riferiscano al termine
fera
inteso come bestia feroce
e che i cognomi nascano da soprannomi originati da fatti
particolari di caccia, che coinvolgano lupi o orsi. |
|
DELLA
FERRERA
DELLAFERRERA |
Entrambi tipici del Piemonte occidentale, del cuneese in
particolare, dovrebbero derivare da nomi di località
caratterizzate dalla presenza di attività di estrazione o di
lavorazione del ferro.
integrazioni fornite da
Andrea Ferreri - Milano
Dellaferrera è un cognome piemontese diffuso nelle province di
Cuneo (Bossolasco, Dogliani ed Alba) e Torino (Isolabella,
Torino). Alba, Dogliani e Bossolasco. Compare nei registri
parrocchiali di Serravalle Langhe (Cuneo) sin dal 18° secolo. Un
nucleo a Formazza (Verbania). Della Ferrera è una variante di
DellaFerrera, è diffuso nelle province di Torino, Cuneo e
Savona. Un nucleo isolato a Chiuro (Sondrio). |
|
DELLA
GASPERA |
Della Gaspera è specifico di Fontanafredda nel pordenonese,
dovrebbe trattarsi di un matronimico stante ad indicare dei
capostipiti le cui madri si fossero chiamati
Gaspera,
voce femminile del biblico Gasparre, anche se non si può
escludere un'origine toponomastica, potendo anche derivare da
nomi di località come il Gorgo Gaspera o la Corte della Gaspera
presenti nel rovigoto. |
|
DELLA
GIACOMA |
Della Giacoma, assolutamente rarissimo, è tipico del bellunese,
zona di Canale d'Agordo e Falcade, dovrebbe trattarsi di una
forma matronimica riferita ad un capostipite figlio di una certa
Giacoma. |
|
DELLA
GIOVAMPAOLA |
Della
Giovampaola è tipicamente toscano, del senese, di Montepulciano
in particolare e di Chianciano Terme, con presenze anche a
Livorno e Grosseto ed a Roma, dovrebbe trattarsi di una forma
matronimica riferita ad un capostipite la cui madre si fosse
chiamata Giovampaola. |
|
DELLA
GIOVANNA |
Dovrebbe
essere di origine cremonese, deriva dall'essere prima figli e
poi discendenti di una Giovanna, il Della Giovanna
caratterizzerebbe una linea di discendenza femminile. |
|
DELLA
GIUSTA |
Tipico del basso udinese, di Tarcento in particolare, dovrebbe
derivare dal nome Giusta
ed indicare una discendenza per linea materna, ricordiamo Santa
Giusta della seconda metà del III° secolo, il nome deriva
dall'aggettivo latino iustus
(giusto, onesto). |
|
DELLA
GIUSTINA |
Cognome
specifico di Vittorio Veneto (TV), dovrebbe derivare dal
toponimo Santa Giustina (BL). |
|
DELL'AGNELLO |
Dell'Agnello è tipicamente toscano, del pisano soprattutto, di
Pontedera, Peccioli, Cascina e Pelaia, ma con ceppi anche a
Livorno, a Chiusi nel senese ed a Firenze, dovrebbe derivare da
nomi di località come Contrada dell'Agnello o Colle
dell'Agnello. |
|
DELLA
GODENZA |
Della Godenza, molto raro, sembrerebbe romagnolo, dell'area tra
ravennate e forlivese, di Forlì e Castel Bolognese nel
ravennate, dovrebbe trattarsi di un matronimico e derivare dal
nome medioevale Godenza,
una forma arcaica del nome
Gaudenzia, una seconda ipotesi
collegherebbe questo cognome con l'ordine bolognese dei Frati
Cavalieri di Maria Vergine Gloriosa detti Frati Godenti o
Gaudenti, un ordine religioso istituito da Urbano IV° (rif
INFERNO XXIII. fra gli ipocriti 103-XXIV. 45.): "..Frati Godenti
fummo, e Bolognesi...". |
|
DELLA
GRAZIA |
Cognome
raro forse triestino, potrebbe derivare dal nome femminile
Grazia identificando una linea di discendenza femminile, ma
potrebbe anche essere un cognome attribuito a dei trovatelli. |
|
DELLA
GRECA |
Della Greca è tipicamente campano, di Sessa Cilento ed Agropoli
nel salernitano, si dovrebbe trattare di una forma matronimica
riferita ad un capostipite, la cui madre si fosse chiamata con
il nome medioevale Greca
o fosse conosciuta come la greca. |
|
DELL'AIA |
Raro, è
presente qua e là, non sembra possibile individuare una zona
d'origine, che potrebbe anche essere torinese, starebbe ad
indicare che la famiglia fosse contadina, indicando l'aia come
il luogo di lavoro della stessa. |
|
DELL'AIRA |
Dell'Aira è tipicamente siciliano, ha un ceppo a Caltanissetta
ed uno a Palermo, dovrebbe trattarsi di una forma arcaica simile
al cognome Dell'Aia,
in quanto dovrebbe derivare dal termine francese
aire (area,
aia), e starebbe quindi ad
indicare la provenienza della famiglia da una località
campestre. |
|
DELLA
LUNGA |
Della
Lunga è tipicamente toscano, di Firenze e Bagno a Ripoli nel
fiorentino e di Arezzo, dovrebbe derivare dfa un soprannome
basato su caratteristiche del luogo d'abitazione del
capostipite, che potrebbe ad esempio aver abitato in una lunga
casa o al termine di una lunga strada. |
|
DELLA
MADDALENA |
Della
Maddalena è specifico della Valtellina di Montagna in Valtellina
soprattutto e di Sondrio, potrebbe derivare dal nome del monte
Maddalena nel bresciano, ma molto più probabilmente indica che
il capostipite proveniva dalla frazione di Santa Maria Maddalena
in Valdisotto in provincia di Sondrio. |
|
DELLA
MAGGIORA |
Raro, è
tipico della provincia di Lucca, dovrebbe derivare da un
soprannome legato al luogo in cui abitava il capostipite. |
|
DELLA
MARCHINA |
Della Marchina, molto molto raro, è specifico di Rimini e del
riminese, si dovrebbe trattare di una forma matronimica
identificando la famiglia del figlio di una certa Marchina, ma
non si può escludere che derivi invece da un soprannome
originato dal termine dialettale
marchina
(contrappeso della stadera,
o bilancia a mano), forse riferito ad un particolare episodio
della vita di un venditore ambulante. |
|
DELLA
MEA |
Della Mea è tipicamente friulano, di Tarvisio, Chiusaforte,
Udine e Gemona del Friuli, con qualche presenza anche a Trieste,
dovrebbe trattarsi di una forma matronimica riferita a
capostipiti le cui madri si chiamassero
Mea, una
forma aferetica del nome
Bartolomea. |
|
DELLA
MONACA
DELLA MONICA
DELLAMONICA
DELLE MONACHE |
Della Monaca, abbastanza raro, ha un ceppo a Monte Argentario
(GR), uno a Palombara Sabina (RM) ed uno nel Salento, Della
Monica è tipico dell'area del napoletano e salernitano,
soprattutto della zona di Cava De' Tirreni (SA), Vietri e
Salerno, Dellamonica, praticamente unico è dovuto ad errori di
trascrizione, Delle Monache ha un ceppo a Sanremo in provincia
d'Imperia, uno a Viterbo e Vetralla nel viterbese ed a Roma ed
uno a Penne, Montesilvano, Loreto Aprutino, Farindola,
Montebello di Bertona e Pescara nel pescarese, dovrebbero tutti
derivare da soprannomi connessi con legami a vicini monasteri o
alla presenza di una religiosa in famiglia (vedi
Monaci). Tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo a Sorrento nel 1600 con una certa
Maria Della Monica che va in sposa ad un nobile sorrentino e a
Taranto: "...In anno 1665 se vista il Regio Assenso alla vendita
libera fatta per Gio: Simone della Monica...et per li deputati
delli creditori del quondam Gio: Cristofaro de Franchi, della
Città di Castellaneta...". |
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DELLA
MORTE
DELLAMORTE |
Dellamorte è assolutamente rarissimo, Della Morte ha un ceppo in
Valtellina ed uno nel napoletano e casertano.
integrazioni fornite da
Fabio Paolucci
Della Morte è un cognome discretamente diffuso in Italia: è
presente in più regioni, con epicentri in Lombardia nei comuni
di Capodolcino, Chiavenna e Tirano in provincia di Sondrio, nel
Lazio a Roma, in Campania nei comuni del Casertano (San Felice a
Cancello, Castel Campagnano, Santa Maria a Vico e Arienzo) e a
Napoli, e in Basilicata nel comune di Maratea. Più ipotesi
possono essere formulate circa l'origine del cognome preso in
analisi: potrebbe trattarsi della cognominizzazione di un nome
apotropaico, ovvero assegnato al nascituro allo scopo di
allontanare influssi maligni, pericoli e mali. Potrebbe quindi
trattarsi di un cognome apotroaico assegnato a fanciulle o
fanciulli proietti, cioè abbandonati al loro destino subito dopo
la nascita. Una seconda ipotesi, da non sottovalutare per il
ceppo lombardo, è la derivazione del cognome dalla famosa
Compagnia della Morte
attorno al Carroccio che operò durante la battaglia di Legnano
del 1176, ai cui adepti fu probabilmente assegnato Della Morte
come soprannome dalla popolazione. Una terza ed ultima ipotesi
indicherebbe l'origine del cognome Della Morte nell'attività di
avere la cura dei defunti, ovvero dare sepoltura alle persone
trovate morte in strada e in campagna, che in passato erano
veramente molte: molte Compagnie della Morte furono fondate in
Italia, a partire da quella romana, creata nel 1538 ed elevata
ad Arciconfraternita con molti privilegi ed indulgenze da Pio IV
nel 1560. I confratelli, oltre a cercare i morti e a condurli in
Chiesa, erano obbligati a fare quaranta ore di orazione ogni
mese. Inoltre, il loro vestito era composto da un sacco nero con
cordone di lana di uguale colore, uno scapolare nero con ai lati
scudi nei quali si vedeva un teschio, una croce e due orologi a
polvere (la Compagnia esiste ancora oggi, ma con funzioni
totalmente diverse rispetto al passato). |
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DELLA
NEGRA |
Della Negra è tipico dell'udinese, di Udine, Mortegliano e
Latisana, si potrebbe trattare di un matronimico, dove il
Della
sta per il figlio della,
riferito ad una madre del capostipite che potrebbe essere stata
di carnagione nera o scura, ricordiamo che in epoca medioevale,
durante il periodo della Serenissima Repubblica di Venezia, non
era rara la presenza di persone di colore tra i cittadini
veneti, soprattutto nell'area dalmata. |
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DELLA
NEVE |
Della Neve, estremamente raro, sembrerebbe specifico di Napoli,
potrebbe trattarsi di una forma matronimica, dove il Della- sta
per il figlio della, riferito ad un capostipite la cui madre si
fosse chiamata Neve,
forma italianizzata del nome femminile latino
Nevia.,
anche se non si può escludere che possa proprio essersi chiamata
direttamente Neve,
forse come nome attribuito alla propria figlia in quanto nata in
un giorno in cui stava nevicando o in un inverno particolarmente
rigido, o che l'origine del cognome sia stata toponomastica,
cioè da località intitolate alla Madonna della Neve, come ne
troviamo ad esempio nel frusinate. |
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DELLA
NOCE
DELLE NOCI
DEL NOCE |
Della Noce ha un ceppo tra cremonese e bresciano, uno nel romano
ed uno nel napoletano, Delle Noci è tipicamente pugliese, con
ceppi a Bari ed Andria nel barese, a Foggia e Monte Sant'Angelo
nel foggiano, ed a Vernole nel leccese, Del Noce ha un ceppo nel
sudmilanese, uno nel genovese, uno nel napoletano ed uno nel
palermitano, dovrebbero derivare dai molti nomi di località
contenenti il termine Noce
o Noci,
come, a solo titolo di esempio, Noce (BS) o (PA), Noceverde nel
beneventano, Nocegrossa nel mantovano, Agata Delle Noci nel
foggiano e, come questi, molti altri toponimi. |
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DELLA
PACE
DE PACE |
Della Pace, molto raro, ha un piccolissimo ceppo nel pisano, nel
beneventano e nel leccese, De Pace, decisamente più comune, è
tipico del Salento, di Taranto e Mottola nel tarantino, di Nardò
e Porto Cesareo nel leccese, di Brindisi ed Oria nel brindisino
e di San Ferdinando di Puglia nel foggiano, potrebbe derivare
dal nome di località come Borgo Pace di Lecce, Madonna della
Pace nel pescarese, La Pace nell'aretino o Pace nel reatino,
come potrebbe trattarsi di porme patronimiche riferite a
capostipiti il cui genitore si fosse chiamato
Pace,
nome abbastanza diffuso dal medioevo in poi. |
|
DELLA
PASQUA
DEL PASQUA |
Della Pasqua è tipicamente romagnolo, di Savignano sul Rubicone
nel forlivese, e di Sant'Arcangelo di Romagna e di Rimini nel
riminese, Del Pasqua è toscano, di Rapolano Terme nel senese, di
Arezzo e di Grosseto, dovrebbe trattarsi di forme matronimiche o
patronimiche riferite a capostipiti, uno dei cui genitori si
fosse chiamato con il nome medioevale
Pasqua. |
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DELLA
PELLE |
Della
Pelle è un cognome tipicamente abruzzese di Ortona e
Guardiagrele nel teatino e di Penne nel pescarese, con un ceppo
anche a Roma, il cognome dovrebbe derivare da un soprannome
forse originato dal mestiere di conciatore o di confezionatore
di abiti in pelle svolta dal capostipite, ipotesi resa
plausibile dal fatto che l'Abruzzo è da moltissimo tempo terra
ricca e famosa per l'artigianato della pelle. |
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DELLA
PEPA |
ipico della zona di Montecorice nel salernitano.
integrazioni fornite da
Fabio Paolucci
Tipico dell'area cilentana, Della Pepa è originario del comune
di Montecorice, centro nel quale tuttora si registra il maggior
numero di occorrenze (34,44), seguito da altri vicini comuni
salernitani che sono, in ordine di diffusione del cognome,
Agropoli (16,50), Laureana Cilento (13,45), Perdifumo (10,24),
Eboli (6,28), Capaccio (3,31), Battipaglia (3,15), Salerno
(2,86) e Castellabate (2,71). Sporadica la presenza dei Della
Pepa, sempre in territorio campano, anche a Napoli (3,07) e a
Marigliano (3,27), nonché nell'area del Centro-Nord della
Penisola, per effetto del fenomeno migratorio dal Mezzogiorno.
Dal punto di vista etimologico, si possono seguire due
differenti interpretazioni riguardo l'origine del cognome preso
in analisi: una prima linea di pensiero indurrebbe a considerare
il cognome come derivato, in senso matronimico, dal nomen di
origine latina Pepa, ae,
già frequentemente attestato in epoca romana. Altra ipotesi,
forse più plausibile, spingerebbe a ritenere tale forma
cognominale come cognominizzazione del termine dialettale locale
pepa,
ancora in uso nel Cilento, nel Vallo di Diano e nell'Agro
nocerino-sarnese, adoperato per apostrofare una persona di sesso
femminile goffa, stupida, beota,
priva di senso intellettivo o pratico.
Nel gergo del trivio, inoltre, il vocabolo
pepa
veniva in passato, e viene tuttora, adoperato in riferimento
all'organo genitale femminile. Alla luce dell'ultima
considerazione, si potrebbe ipotizzare che l'origine del cognome
sia da attribuire al processo di cognominizzazione di un nome
dialettale attribuito in senso canzonatorio al (o alla)
capostipite del ceppo. Soltanto in America, alcuni emigrati
italiani con questo cognome sono stati registrati erroneamente
dalle autorità locali con la forma cognominale integrale
Dellapepa. |
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DELLA
RAGIONE
LA RAGIONE |
Della
Ragione è specifico di Bacoli nel napoletano e di Napoli,
Pozzuoli, Monte di Procida, Giugliano in Campania e Quarto
sempre nel napoletano e di Montoro Superiore nell'avellinese e
di Caserta, La Ragione, molto meno comune, ha un ceppo a
Pozzuoli, Napoli e Portici nel napoletano, uno a Sant'Arcangelo
nel potentino ed uno molto piccolo a Taranto, si possono
formulare due ipotesi, la prima consiste in una derivazione dal
termine Ragione come veniva inteso anticamente, cioè Giustizia,
ed il riferimento intenderebbe che i capostipiti fossero il
prodotto di un atto giudiziario, probabilmente figli di
condannati o condannate, la seconda propone invece una
derivazione da un diverso significato del termine ragione, come
anticamente veniva chiamata la razione, e starebbe ad indicare
che i capostipiti fossero figli di amministratori o magazzinieri
pubblici. |
|
DELLA
RATTA |
Specifico
di Sant'Agata Dei Goti (BN), ha un ceppo, probabilmente non
secondario a Prato, deriva dal casato dei Della Ratta di origine
spagnola, di cui sarebbe il capostipite il catalano Diego de La
Rath Conte Gran Camerlengo" (1285-1328), che venne Italia verso
il 1302 tra i cortigiani della Regina Sancia di Napoli;
Governatore di Cotrone, Maresciallo, Capitano Generale in
Toscana nel 1305, Conte di Caserta e Gran Camerlengo del Regno
di Napoli; nel Salento nel 1600 i Conti de Alneto della Ratta
furono feudatari del basso salentino zona di Leverano e
Castrignano del Capo. |
|
DELL'ARCIPRETE |
Dell'Arciprete è tipico dell'area teatino, pescarese,
sembrerebbe originario di Guardiagrele, dovrebbe derivare da un
capostipite arciprete della chiesa cristiano ortodossa,
quell'area abruzzese accolse già nel X° secolo una comunità di
padri basiliani che edificò presso la vicina Casoli (CH) un
monastero nel rispetto del rito greco bizantino ortodosso. |
|
DELLA
ROCCA |
Della
Rocca è molto diffuso nell'area che comprende l'Abruzzo, il
Lazio e la Campania, con un ceppo anche nel Salento, dovrebbe
derivare dai molti toponimi contenenti la radice Rocca, come a
solo titolo di esempio Rocca Canterano nel romano, Rocca d'Arce
nel frusinate, Rocca d'Evandro nel casertano,Rocca Cilento nel
salernitano, Rocca Cinquemiglia nell'aquilano e così molte
altre, ma è pure possibile che derivi dal fatto di abitare la
famiglia all'interno o nei pressi di una rocca o castello. |
|
DELLA
ROSA |
Della Rosa ha vari ceppi sparsi qua e là, in Friuli, nel pisano
e livornese, nel riminese, nel viterbese, romano, frusinate e
latinense, nel casertano e nel napoletano, con qualche presenza
anche nel Salento, potrebbe trattarsi di un matronimico riferito
a capostipiti la cui madre si fosse chiamata
Rosa,
secondo Guglielmo Peirce si potrebbe trattare di un cognome
attribuito a dei trovatelli. |
|
DELLA
ROSSA |
Della Rossa ha un ceppo in Friuli, ad Udine in particolare, uno
a Roma ed uno a Sant'Arpino e Succivo nel casertano e nel
napoletano a Caivano, Napoli, Casoria, Grumo Nevano e
Frattamaggiore, potrebbe trattarsi di un matronimico riferito a
capostipiti la cui madre si fosse chiamata
Rossa, di
soprannome, forse a causa del colore dei suoi capelli, secondo
Guglielmo Peirce si potrebbe trattare di un cognome attribuito a
dei trovatelli. |
|
DELLA
ROTONDA |
Assolutamente rarissimo sembrerebbe originario del napoletano,
dovrebbe derivare da un nome di località. |
|
DELLA
ROTTA |
Della
Rotta . assolutamente rarissimo, è probabilmente dovuto ad
errori di trascrizione del cognome Della Ratta (vedi DELLA
RATTA), è anch'esso originario di Sant'Agata dei Goti nel
beneventano. |
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DELLA
ROVERE |
Molto molto raro ha un piccolo ceppo nell'udinese ad Udine,
Cividale del Friuli e Manzano, uno a Montebello Di Bertona nel
pescarese, e due altrettanto piccoli a Roma ed a Genova,
derivano da nomi di località legati alla presenza di querceti
(vedi Rovere), tracce di questa cognominizzazione le troviamo
nel Codice Diplomatico della
Lombardia Medioevale in un atto
di vendita dell'anno 1196 dove leggiamo: "...Anno dominice
incarnationis millesimo centesimo nonagesimo sesto, decimo
kalendas octubris, indictione quintadecima. Vendicionis cartam
fecerunt ad proprium sub dupla defensione Stirpacesia, filius
quondam Refutati qui dicebatur de la Rovore, de loco Azello, et
Amizetus, filius quondam Gisiberti qui dicebatur similiter de la
Rovore...", il casato dei Della Rovere annovera Principi,
Cardinali e Papi, ricordiamo il savonese Giuliano Della Rovere
che diventò poi Papa Giulio II°, il savonese Francesco della
Rovere di Albissola che divenne Papa Sisto IV°, un ramo
marchigiano del casato fu signore di Senigallia e divenne poi
anche Duca di Urbino, un altro con Carlo della Rovere ebbe
signorie nel torinese. |
|
DELLA
SALA |
vedi SALA |
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DELLA
TORRE |
Sembrerebbe tipico lombardo, anche se sono presenti ceppi a
Perugia, Pescara, Roma, nel napoletano e nel salernitano, deriva
dalla località d'origine individuabile dalla presenza di una
torre. I Della Torre parteciparono alle Crociate, ebbero titolo
di Conti, Marchesi e Principi, detennero feudi in Friuli, in
Piemonte, in Romagna, in Puglia e, soprattutto, in Lombardia. si
ricordino i Torriani chiamati in primis Della Torre. (vedi
Torre) |
|
DELL'ATTI |
Originario della zona che comprende le provincie di Lecce e
Brindisi.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Dell'Atti è cognome pugliese patronimico della forma base
Atti,
cognominizzazione del soprannome
Atti che
potrebbe derivare dal greco antico 'aktinòs'
= raggio di luce,
con intento gratulatorio dato a un bambino, oppure dal nome
gotico alterato 'atta'
= padre,
oppure ancora dall'antico etrusco 'atta'
= persona dalle gambe storte.
Minervini 67. |
|
DELLA
VALLE
DEL VALLE
LA VALLE
LAVALLE |
Della
Valle è diffuso a macchia di leopardo un pò in tutta l'Italia
peninsulare, Del Valle, assolutamente rarissimo, è dovuto
probabilmente a errori di trascrizione, La Valle ha ceppi nel
Lazio centromeridionale, tra potentino e cosentino ed in
Sicilia, Lavalle ha ceppi nel Lazio centromeridionale, tra
barese e Basilicata e nell'ennese, tutti questi ceppi dovrebbero
derivare da nomi di località contenenti il vocabolo valle, come
ne esistono ovunque in Italia. |
|
DELLA
VECCHIA |
Della
Vecchia ha un ceppo nel bellunese, uno tra romano, latinense e
frusinate ed uno in Campania tra casertano, napoletano ed
avellinese, dovrebbe derivare da un soprannome stante ad
indicare un figlio di una chiamata La Vecchia. |
|
DELLA
VEDOVA |
Presenta
3 ceppi apparentemente autonomi, in provincia di Udine, in
provincia di Milano ed in quella di Sondrio, dovrebbero derivare
dall'essere il capostipite il figlio di una vedova. |
|
DELLA
VENTURA |
Della Ventura è un cognome specifico di Maddaloni nel casertano,
potrebbe trattarsi di un cognome indicatore del fatto che il
capostipite fosse un figlio della
ventura (fortuna),
e che potrebbe quindi trattarsi di un bambino abbandonato. |
|
DELLA
VOLPE |
Della
Volpe ha un ceppo a Villa Celiera nel pescarese, uno a Roma ed
uno principale nel casertano ad Aversa, Trentola-Ducenta,
Carinaro, Teverola, Lusciano, San Marcellino e Frignano, con
significative presenze anche nel napoletano, a Napoli,
Frattamaggiore e Pozzuoli, ma le tracce storiche più antiche le
troviamo in Romagna ad Imola e Ravenna, Dellavolpe, che
sembrerebbe unico, è dovuto ad un errore di trascrizione del
precedente, l'origine di queste cognominizzazioni è legata a
soprannomi originati da collegamenti ad episodi , il Casato dei
Della Volpe nella seconda metà del 1400 è presente ad Imola dove
acquista quello che ancor oggi viene chiamato Palazzo Della
Volpe e dove ebbe i natali il condottiero e capitano di Ventura
Taddeo della Volpe (1474 - 1534), nel 1916 Francesco Salesio
Della Volpe venne fatto Cardinale da Papa Leone XIII°. |
|
DELLA
ZUANA |
Rarissimo
sembra originario della Val di Fiemme, dovrebbe derivare dalla
Zuana (Giovanna) donna processata per stregoneria nel secolo XV°
in Val di Fiemme. |
|
DELLEA
|
Dellea è tipico del varesotto, di Dumenza, Luino, Agra e
Maccagno, secondo la leggenda dovrebbe essere di origini
spagnole e derivare dall'alterazione del cognome
De Leyva.
integrazioni fornite da
Silvano Dellea
il cognome Dellea sembra essere appartenuto ad uno dei quattro
soldati spagnoli (Dellea, Morandi, Ranzoni e Cassina) disertori
dell'esercito di Carlo V° di Spagna, che fondarono Monteviasco
nel varesotto. Sembra che la forma attuale derivi dal cognome
spagnolo DeLeya. I due ceppi pricipali si sono diffusi nel
varesotto e nel canton Ticino partendo dai comuni di Curiglia
con Monteviasco e Veddasca. |
|
DELLE
CANNE |
Delle
Canne è quasi unico, dovrebbe essere di origini pugliesi e
dovrebbe derivare dal nome di Canne nei pressi di Barletta nel
barese, probabile luogo d'origine del capostipite. |
|
DELLE
DONNE |
Presente
al sud della penisola, ha più origini, una sicura campana, una
salentina ed una abruzzese, dovrebbero tutti derivare da
toponimi come Destra delle Donne o Acqua delle Donne nel
potentino o altri simili. |
|
DELLE
FOGLIE |
Delle
Foglie è specifico di Bari, l'origine etimologica del cognome è
riconducibile ad un soprannome legato a caratteristiche del
luogo d'origine del capostipite, o ad un aspetto del luogo di
abitazione o anche ad episodi. |
|
DELLE
FRATTE |
Delle Fratte è tipico di Roma e del romano, di Zagarolo,
Anguillara Sabazia e Palestrina, e di San Cesareo nel frusinate,
potrebbe derivare da nomi di località indicate come
fratte (luoghi
irti e scoscesi, perlopiù intricati di rovi e sterpi, tanto da
renderli impraticabili), in
tutt'Italia sono moltissimi i toponimi che contengono questa
radice, come, a solo titolo di esempio, Fontana Fratta o
Vallefratta nel frusinate, luoghi che probabilmente erano
identificabili come zona d'origine o di abitazione dei
capostipiti. |
|
DELLE
GROTTAGLIE |
Molto
raro e tipico della zona tra Mesagne (BR) e Avetrana (TA),
deriva dal toponimo Grottaglie (TA), come si può evincere da
quest'atto del 1635: "...in virtù d'Istrumento per mano di
notaro Cataldo Caforio Delle Grottaglie...". |
|
DELL'ELCE |
Tipico abruzzese, della zona di Lanciano (CH) e Silvi (TE) in
particolare potrebbe derivare dalla toponomastica, si pensi ad
Elce (TE), Villa Elce di Lanciano (CH) o Castellelce (CB).
integrazioni di Stefano
Ferrazzi
Dell'Elce è un cognome tipicamente abruzzese, diffuso fra il
chietino, il pescarese e il teramano. Per quanto riguarda il suo
significato, dovrebbe trattarsi di un cognome di origine
topografica: il termine elce,
infatti, è una variante del più comune
leccio,
un tipo di albero simile alla quercia, il cui legno è spesso
utilizzato nei lavori di carpenteria. Si tratterebbe, quindi,
della cognominizzazione di un soprannome probabilmente derivato
dall'abitare il capostipite presso un lecceto (bosco di lecci). |
|
DELLE
MACCHIE |
Delle
Macchie, estremamente raro è specifico del senese, di
Piancastagnaio in particolare, dovrebbe derivare dal nome della
località Le Macchie nel senese, nei pressi di Pienza. |
|
DELLE
PIANE
DELLEPIANE |
Dellepiane è tipico dell'area che comprende le province di
Alessandria, Savona e Genova, Delle Piane, molto meno diffuso, è
più tipicamente ligure e genovese in particolare, dovrebbe
derivare dall'essere la famiglia originaria di zone
pianeggianti, ma è pure possibile che derivino da toponimi
contenenti la radice Piane o Piana.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Dellepiane, Delle Piane, è un cognome esclusivo della zona di
Genova e in particolare della val Polcevera. De Felice (1978,
194) lo associa genericamente al tipo Piano, ma va osservata la
specializzazione semantica subita in Liguria dalla voce
ciann-a,
che indica un particolare tipo di coltivazione terrazzata,
caratteristica delle impervie montagne del paese.
integrazioni fornite da
Carlo Della Volta
Antica e nobile famiglia ligure originaria della Valle Sturla e Valle
Polcevera. Già nel XII secolo i Delle Piane compaiono
nell’ambito dei liberi livellari, piccoli "vassalli rurali"
dell’Arcivescovo di Genova, al quale pagano terratico, ed
intorno al quale gravitano, come attestato dalla presenza di
Oberto, che compare come teste in atti della Curia nel 1254, e
di Fulco, teste in atti dell’Arcivescovo nel 1255. Dopo aver
ricoperto cariche locali nel XII sec., qual i Consoli dei
Ceranesi, un ramo della casata, dal XIV, militando nei
"populares" tra gli "artifices albi" di parte ghibellina,
partecipò attivamente al governo dell’antico Comune di Genova,
con Matteo, ufficiale di Gazaria nel 1313, Niccolò Castellano di
Pornassio e della Valle d’Arroscia nel 1343, Giovanni Anziano
del Comune nel 1362, Benedetto Castellano della Corvara nel
1378, Oberto Anziano nel 1374, 1386, 1394 e Cavaliere del Doge
nel 1380, Giacobo Consigliere nel 1382 e Anziano nel 1390,
Antonio Anziano nel 1401 e Abate della Podesteria di Voltri nel
1404, Bertone Consigliere e membro dell’Ufficio di Moneta nel
1427, Bartolomeo Consigliere nel 1518. A seguito della riforma
costituzionale del 1528 alcuni Delle Piane aventi "casa aperta"
in Genova e appartenenti a questo ramo vennero ascritti al
"Liber Nobilitatis" in Albergo De Franchi nel 1528/1531 ed in
Albergo Cybo nel 1566/1568. Altro ramo della famiglia. si orig.
con i discend. di Antonio, che vissero "more nobilium" in
Polcevera quali "primari e principali", trasferiti a Novi Ligure
sul finire del XVIII secolo., si ricordano Stefano, che nel 1564
fonda la tomba gentilizia nella badia benedettina di San Nicolò
del Boschetto in Rivarolo; il magnifico Giovanni Battista abate
della Polcevera nel 1582, i Rev.di D. Francesco e D. Giuseppe,
che ancora nel 1768 pagano investitura alla Mensa Arcivescovile
di Genova per le loro terre e proprietà di Le Folle in S.
Quirico; Mariano (nato a Novi nel 1844 † ivi nel 1916),
industriale tessile, "padre dei poveri", benefattore della Città
di Novi, al quale è dedicata il palazzo e la piazza principale;
suo figlio On. Francesco (nato a Novi 1881 † ivi 1953), Deputato
al Parlamento del Regno nel 1913; professore Giuseppe Ernesto
(nato a Novi nel 1897 † Torino nel 1973), Preside della Facoltà
di Medicina dell’Univ. di Torino. Appartiene ad altro ramo, pure
di Polcevera, il celebre Giovanni Maria detto il Mulinaretto
(nato a Genova nel 1660 † Monticelli d’Ongina nel 1745), pittore
di Corte di Casa Farnese a Parma, Reale pittore di Camera di
Carlo di Borbone a Napoli, da cui discende Giovanni Maria (nato
a Monticelli 1756 † a Fiorenzuola d’Arda nel 1836), nominato nel
1799 dal Duca di Parma Ferdinando I di Borbone capitano del
Terzo di Busseto e della prima compagnia delle milizie di
Monticelli. La famiglia, divisa in vari rami, nella linea della
quale diamo qui la discendenza , venne ricevuta con prove di
nob. nel ceto dei cavalieri di jure sanguinis nel S.M.O. Cost.
di S. Giorgio (Alf.).
ARMA: d’azzurro alla figura della dea Fortuna, posata su di una
palla d’argento, il tutto al naturale, corona di Nobile cimata
di 8 perle (di cui 5 visibili), in base al titolo posseduto dal
ramo familiare. alias: d’azzurro alla figura della dea Fortuna,
posata su di una ruota, il tutto al naturale, corona di Nobile
cimata di 8 perle (di cui 5 visibili), in base al titolo
posseduto dal ramo familiare.
Titoli nobiliari posseduti dai vari rami della famiglia Delle
Piane: Dominus e Nobile (corona cimata di 8 perle, di cui 5
visibili).
ipotesi di origine
etimologica di Carlo Della Volta
Cognome genovese abbastanza raro e molto antico, deriva dal nome
medioevale “de Planis”. Dovrebbe derivare dal fatto che i o le
capostipiti provenissero dalle Piane di Genova, le Piane per
eccellenza in Liguria. Potrebbe derivare dal nome della localita
dove la famiglia possedeva terre nel medioevo. |
|
DELL'ERA
DELLERA
DOLERA |
Dell'era è specifico del comasco e lecchese e del nordmilanese,
Dellera, abbastanza raro sembrerebbe milanese, Dolera è molto
molto raro, sembrerebbe tipico della zona che comprende il
sudmilanese, il lodigiano ed il cremasco, ma tracce di questo
cognome le troviamo a Moneglia fin dal 1400, si ricorda Clemente
Dolera nato il 21 maggio 1501 a Moneglia che divenne ministro
generale dell'ordine dei francescani e nel 1557 fu fatto
cardinale, potrebbero derivare da soprannomi dialettali
originati da nomi di località contenenti la radice Era.
integrazioni fornite da
Aldo Piglia Milano
Trattandosi di cognomi lombardi, la radice
Era non
dovrebbe avere nessun collegamento a nomi di località, ma
dovrebbe derivare dalla voce era
del dialetto milanese che significa aia. Si tratta quindi di
cognomi che si riferiscono all'attività agricola della famiglia.
Lo stesso vale, in parallelo per le forme cognominali lombarde
Dallara, Dallera, ecc. Vedere il Dizionario Milanese-Italiano di
Cletto Arrighi. (Alpi) |
|
DELLI
CARRI |
Cognome
specifico di Foggia, potrebbe riferirsi all'attività di
carrettiere svolta dal capostipite. |
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DELLI
COMPAGNI |
Delli
Compagni è specifico del teramano, di Cermignano in particolare
e di Teramo, Roseto degli Abruzzi e Giulianova, dovrebbe
derivare dal nome della frazione Villa Compagni di Cermignano,
probabile luogo d'origine dei capostipiti. |
|
DELLI
ROCILI
ROCILI
ROCILIA |
Delli Rocili è specifico del pescarese, di Pescara, Spoltore e
Montesilvano, Rocili e Rocilia sono praticamente unici,
dovrebbero tutti derivare dal cognomen latino
Rucilius,
o Rocilius,
un'alterazione locale del cognomen latino
Rogelius. |
|
DELLI
SANTI |
Delli
Santi è tipicamente pugliese, di Oria e Brindisi nel brindisino,
di Bari, di San Marzano di San Giuseppe e Taranto nel tarantino
e di Manfredonia e Vieste nel foggiano, dovrebbe derivare dal
fatto che il capostipite provenisse da contrade di parrocchie
dedicate ai Santi Pietro e Paolo, Nazaro, e Celso, Fabiano et
Sebastiano, o altri. |
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DELL'ISOLA |
Dell'Isola ha un piccolo ceppo probabilmente autoctono a Loano
nel savonese (vedi DELLISOLA), un ceppo tra napoletano,
avellinese e salernitano ed uno tra barese e tarentino, dovrebbe
derivare da nomi di località contenenti la radice Isola, o dal
fatto che i capostipiti provenissero proprio da un'isola. |
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DELLISOLA |
Dellisola, assolutamente rarissimo, è specifico di Loano nel
savonese, potrebbe derivare dal fatto che il capostipite
provenisse dalla Borgata Isola Superiore della frazione Verzi di
Loano. |
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DELLI
ZOTTI |
Delli Zotti tipico dell'udinese, di Paluzza, Udine e Treppo
Carnico, dovrebbe essere una forma patronimica dove il
Delli
sta per figlio di
e Zotti
è una forma aferetica di un ipocoristico di una modificazione
dialettale del nome Giorgio (vedi ZOTTI). |
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DELLI
ZUANI |
Delli Zuani, molto molto raro, è tipico dell'udinese, dovrebbe
derivare da un soprannome dialettale originato dal vocabolo
zuane
(giovane),
forse ad indicare che il capostipite apparteneva ad un ceppo di
formazione più recente del resto del paese, secondo un'altra
tesi si tratterebbe invece di una forma dialettale contratta del
nome Giovanni e starebbe quindi ad indicare che il capostipite
fosse un figlio di un Giovanni. |
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DELL'OGLIO
DELL'OLIO
DELLOLIO |
Dell'Oglio ha un ceppo in Puglia a San Severo nel foggiano ed a
Trani nel barese, un piccolo ceppo a Napoli e ad Apollosa nel
beneventano, ed un ceppo a Palermo, Dellolio è quasi unico,
Dell'Olio sembrerebbe pugliese, con un grosso ceppo a Bisceglie
nel barese e con presenze significative sempre nel barese a
Molfetta, Andria, Trani e Bari e nel foggianoa San Ferdinando di
Puglia, Trinitapoli, Cerignola, Manfredonia e Foggia, dovrebbero
derivare da soprannomi stanti ad indicare che i capostipiti
fossero produttori o commercianti importanti d'olio di oliva. |
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DELLO
IACONO |
Tipicamente campano, del napoletano in particolare, deriva dalla
forma aferetica del termine diacono e starebbe ad indicare
quelli del diacono, i famigliari del diacono. |
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DELL'OMODARME
OMODARME |
Dell'Omodarme, molto molto raro, è tipicamente toscano di Pisa,
Omodarme, praticamente unico, è probabilmente dovuto ad un
errore di trascrizione del precedente, l'origine di questo
cognome è oscura, anche se si può ipotizzare una derivazione dal
fatto che il capostipite fosse probabilmente il figlio,
probabilmente naturale o cadetto, di un ufficiale vissuto in
epoca tardo medioevale o rinascimentale. |
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DELLO
PREITE
DEL PREITE |
Dello Preite è specifico di Campi Salentina nel leccese, Del
Preite, quasi unico, sembrerebbe campano, dovrebbero derivare
dal fatto che i capostipiti appartenessero alla famiglia di un
prete, probabilmente ortodosso, indicato con il termine
preite,
forma dialettale contratta del più comune
previte. |
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DELL'OSBEL |
Cognome
molto raro, tipico dell'agordino nel bellunese, di La Valle
Agordina (BL) in particolare. |
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DELL'OSO |
Dell'Oso
è tipicamente abruzzese, di Vasto nel teatino e di Cepagatti nel
pescarese, potrebbe derivare dal nome della zona delle
risorgenze dell'Auso nel salernitano. |
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DELL'OSTE |
Dell'Oste
ha un ceppo a Pasian di Prato ed Ovaro nell'udinese, un ceppo a
Roma e Civitavecchia ed uno nel beneventano a Sant`Angelo a
Cupolo e Benevento, il cognome dovrebbe essere nato dal fatto
che il capostipite fosse uno dell'oste, cioè fosse figlio di un
particolare oste o che fosse comunque conosciuto come Oste. |
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DELL'UTRI
DELLUTRI |
Dell'Utri ha un ceppo grosso a Caltanissetta ed a Palermo e nel
nisseno a San Cataldo e Santa Caterina Villarmosa, Dellutri,
molto raro, ha un ceppo a Caltanissetta, si dovrebbe trattare di
una forma alterata del precedente, che dovrebbe derivare da un
soprannome basato sul termine dialettale siciliano
utri (otre),
con molta probabilità ad identificare i capostipiti come degli
acquaioli. |
|
DEL
MAGRO |
Del
Magro, molto molto raro, è tipico del lucchese, di Lucca,
Viareggio e Capannori, potrebbe stare ad indicare la famiglia di
un figlio di un capostipite noto per la sua magrezza, si può
anche considerare la possibilità che derivi invece dal fatto che
il capostipite provenisse dalla zona del fiume Magro nello
spezzino. |
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DEL
MASTRO
DELMASTRO |
Del
Mastro ha un ceppo nel romano, a Roma, Marino ed Anzio, uno
campano, nel napoletano ad Ercolano, Napoli, Caivano, e Portici,
a Sessa Aurunca nel casertano, ad Avella, Avellino, Monteforte
Irpino e Sirignano nell'avellinese e nel salernitano, ed uno
pugliese, nel foggiano a San Marco in Lamis, Lucera,
Pietramontecorvino e Foggia, ad Andria, Bari, Trani e Spinazzola
nel barese ed a Lecce, Delmastro è tipicamente piemontese, di
Torino soprattutto, di Lozzolo e Gattinara nel vercellese, di
Isolabella, San Sebastiano da Po. collegno e Chieri nel torinese
e di Pino d'Asti ed Albugnano nell'astigiano, questi cognomi
dovrebbero essere forme patronimiche stanti ad indicare i figli
di un artigiano o mastro a sua volta derivato dal termine latino
magister
(mastro). |
|
DELMATI |
Tipico del milanese e lodigiano, potrebbe derivare dalla
contrazione del cognomen latino
Delmaticus di cui abbiamo un
esempio nel console Lucius Caecilius Metellus Delmaticus del II°
secolo. a.C.: "...Aliqui, pro Dalmatis, apud Caesar. Delmatis
reponunt, et ita antiqui lapides et Fasti Capitol. in quibus est
Delmaticus, non Dalmaticus...". |
|
DEL
MESE |
Del Mese
è tipicamente campano, abbastanza raro, è caratteristico di
Eboli nel salernitano e di Capua, Pastorano e Vitulazio nel
casertano, potrebbe trattarsi di un cognome attribuito a dei
trovatelli. |
|
DEL
MIGLIO
DELMIGLIO |
Del
Miglio dovrebbe essere dell'area tra Cremona, Lodi, Pavia e
Milano, Delmiglio dovrebbe essere lodigiano e del milanese,
possono essere derivati sia dalla contrazione e modifica dei
nomi medioevali Migliore e Migliorozzo, che dal fatto che il
capostipite vivesse producendo o vendendo miglio. |
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DEL
MOLINO
DEL MULINO
DE MOLINI
DE MULINI |
Del
Molino è specifico di Postalesio nel sondriese, Del Mulino e De
Molini sono praticamente unici, De Mulini, quasi unico,
sembrerebbe originario dell'alessandrino, dovrebbero derivare
probabilmente dal fatto che il capostipite facesse di mestiere
il mugnaio e fosse conosciuto come
quello del molino o dei mulini. |
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DE
MONACO
DEL MONACO
DEL MONICO
DELMONICO
DI MONACO |
Del
Monaco è tipico dell'area che comprende l'Abruzzo, le province
di Roma e Latina, il Molise, il casertano, il napoletano ed il
beneventano, con un ceppo anche nel tarentino, Del Monico e
Delmonico, quasi unici, sembrerebbero del pavese, De Monaco,
molto molto raro, è tipico di Teano nel casertano, Di Monaco è
ben presente nel Lazio centromeridionale e nelle province di
Campobasso, Napoli e Caserta, ma è nel casertano che ha il suo
nucleo principale a San Prisco, Santa Maria Capua Vetere,
Macerata Campania e Capua in particolare, tutti questi cognomi
dovrebbero derivare dal fatto che nella famiglia era presente un
frate o che abitavano vicino ad un monastero o che erano alle
sue dipendenze. |
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DEL
MONDO
DE MONDI
DE MUNDA
DE MUNDO
DEMUNDO
DI MONDA
DIMONDA
DIMONDO
DI MUNDO
DIMUNDO |
Del
Mondo, molto molto raro, è tipicamente napoletano, De Mondi,
quasi unico, parrebbe del romano, De Munda, molto molto raro, è
del catanzarese, De Mundo, ancora più raro, parrebbe avere un
ceppo nel barese ed uno nel cosentino, Demundo, ormai quasi
scomparso, è specifico del barese, in particolare di Bitonto, Di
Monda è tipico delnapoletano e casertano, Dimonda sembrerebbe
unico, Dimondo, estremamente raro, è calabrese, Di Mundo ha un
ceppo a Raviscanina nel casertano ed uno a Biutonto nel barese,
Dimundo è specifico di Bitonto nel barese, potrebbero derivare
da forme aferetiche di nomi di origine germanica come Raimondo,
Sigmundo o altri simili.
integrazioni fornite da
Fabio Paolucci
Del Mondo è un tipico cognome napoletano, intensamente diffuso
nei comuni di Afragola, Casoria, Napoli e Cardito, nonchè nei
limitrofi centri campani. Se analizziamo il cognome
etimologicamente, ci accorgiamo che sono molteplici le chiavi di
interpretazione per poter intavolare una teoria di possibile
genesi; il termine mondo
deriva dal latino mundus,
aggettivo con il significato di
adorno, sontuoso, elegante. Il
termine mundus,
nel vocabolario latino, ebbe anche valore sostantivale di
ornamento,
oppure, come si legge in autori di notevole spessore come Ennio
e Plauto, di cielo
e universo creato:
l'idea di considerare il mondo come un complesso di ornamento
per l'ordine e la bellezza che vi regna è dovuto alla scuola
Pitagorica, la cui filosofia mediante la Magna Grecia ebbe
proseliti anche in Roma al tempo della sua grandezza. E' per
tale motivo che l'aggettivo
mundus, prima unito al termine
(a volte sottinteso) locus,
cioè luogo (luogo elegante), è divenuto sostantivo con il
significato anche di "Terra", pianeta in cui viviamo, appunto,
"mondo". E' possibile, seguendo questo filo di pensiero, che il
cognome derivi dal sostantivo "mondo", attribuito come nome da
ecclesiastici e uomini di Chiesa ad infanti abbandonati al loro
miserabile destino di trovatelli avanti a portoni, usci o
"ruote" di conventi, monasteri e sedi di Ordini religiosi. Una
seconda ipotesi muoverebbe a considerare Del Mondo come derivato
dalla cognominizzazione di un soprannome: mòndo, inteso come
"netto, pulito", originato dal participio passato del verbo
"mondare", cioè "pulire". Si ricordi come alcuni termini, come
ad esempio "mondezza" o "immondezza", "mondezzaio", "mondigia" e
"mondizia", siano derivati dal termine "mondo" inteso con il
significato di "pulito, netto". E' possibile che il capostipite
del ceppo Del Mondo sia stato un "mondo" nel senso di
"ripulito", cioè riscattatosi dalla povertà. Ancora un'altra
considerazione circa la genesi del cognome in questione
indurrebbe a riflettere sulla possibile cognominizzazione in
senso patronimico del nome Mondo, ipocoristico aferetico di nomi
di persona di origine germanica come Gismondo (già derivato da
Sigismondo), Raimondo, Edmondo, etc. Esempi di tali cognomi
patronimici possono essere Mondo, Mondi, Monda, Munda, Mundo,
Mundi, De Mundo, De Munda, Di Mondo, Di Monda, Dimonda, Dimondo,
Demundo, De Mondi, etc, cognomi variamente diffusi sul suolo
nazionale italiano e all'estero per effetto del fenomeno
migratorio che dall'Ottocento ha spopolato costantemente molti
territori della nostra amata Penisola. |
|
DEL
MORO |
Del
Moro ha ceppi in Toscana, nel livornese, pisano, pistoiese e
fiorentino, nelle Marche nel pesarese, anconetano e Piceno e nel
vicino teramano, e nel Lazio nel viterbese, romano, reatino e
frusinate, si dovrebbe trattare di una forma patronimica dove il
Del-
sta per il figlio del,
riferito a capostipiti, i cui padri fossero riconosciuti con il
nome o soprannome di Moro
(vedi MORI), o fossero di carnagione scura. |
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DEL
NERI |
Del
Neri, molto raro, è tipico dell'area friulana ai confini con la
Venezia Giulia, di Monfalcone nel goriziano in particolare,
dovrebbe trattarsi di una forma patronimica riferita ad un
capostipite il cui padre si fosse chiamato
Nereo,
nome, particolarmente usato in Friuli, derivato dal nome greco
Νηρεύς Nereus, il nome di una antichissima divinità
marina della mitologia greca, figlio di Ponto e di Gea. |
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DEL
NERO |
Del
Nero ha un ceppo lombardo, in particolare nel sondriese, di
Morbegno e di Albaredo per San Marco, uno toscano, di Carrara,
ed uno laziale, di Roma e Rocca di Papa nel romano, di Veroli
nel frusinate e di Ronciglione nel viterbese, si dovrebbe
trattare di una forma patronimica riferita a capostipiti che
fossero figli, di un moro in qualche raro caso, o, molto più
probabilmente, appartenessero alla
Gens Neria,
o, più semplicemente, si chiamassero
Nero,
nome portato ad esempio dall'imperatore Nerone. Troviamo tracce
di questa cognominizzazione a Firenze tra la fine del 1300 e gli
inizi del 1400 con Jacopo di Giorgio d'Aldobrandino Del Nero,
camarlingo della gabella delle porte, questa famiglia toscana,
sembrerebbe essere stata di origine ligure, trasferitasi a
Firenze ed iscritta nella congregazione dei rigattieri, si
schierò apertamente per i Medici, ottenendone l'aiuto per il
passaggio alla congregazione dei lanaioli, decisamente più
importante nel contesto fiorentino. Nel 1568 ottennero il titolo
di Baroni di Porcigliano (l'attuale Porciano nell'aretino). |
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DEL
NISTA
DELNISTA |
Del
Nista è specifico di Livorno, con un piccolo ceppo anche nel
pisano, Delnista, praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad
un'errata registrazione del precedente, si dovrebbe trattare di
forme patronimiche riferite a capostipiti i cui padri si fossero
chiamati Nista
(vedi NISTA). |
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DE
LOGU
DELOGU |
De
Logu, estremamente raro, originario della Sardegna, è ora più
presente in Toscana e Lazio che sull'isola stessa, Delogu è
anch'esso tipicamente sardo in particolare del nord dell'isola,
dovrebbero derivare dal nome della regione del Logoduro,
località della Sardegna settentrionale occidentale.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
DELOGU; DE LOGU: de logu
= dal
o del luogo.
Logu
o più anticamente locu.
Su Logu, nella Sardegna Giudicale indica il “Luogo” per
eccellenza: lo Stato, inteso come territorio e popolo. La Carta
de Logu del Regno di Arborea è il primo “documento
costituzionale scritto”, interamente pervenutoci, della storia
della Sardegna: è un codice delle leggi dello stato. Riguardo
alla Carta noi sappiamo solo del penultimo tentativo di raccolta
(di leggi) di Mariano IV° del 1376 e possediamo, fortunatamente,
l’ultima raccolta, definitivamente redatta e promulgata il 14
aprile del 1392 dalla figlia di Mariano IV°, regina – reggente
Eleonora d’Arborea. Nella compilazione del testo sardo della
Carta ebbe parte preminente il giurista Filippo Mameli, del
quale resta l’iscrizione funeraria nella Cattedrale di Oristano
(– IOBIA DIES VIII DE MAIU DE MCCCXLIX MORIVIT MESSER PHILIPO
MAMELI DOTORE DE DECRETU ET DE LEGE ET CANONICU…OSSA SUA-).
Locu o Logo è il nome di un centro abitato scomparso. Sito in
località San Giorgio, in agro di Sassari, nel medioevo fu villa
(bidda), della Curadorìa di Nurra, nel regno giudicale di
Torres. Nel 1325 Locu passò al Regno catalano aragonese di
Sardegna. Fu abbandonata circa 40 anni dopo. Logudoro: era così
chiamato il Regno di Torres o Giudicato di Torres; > secondo la
ricostruzione di alcuni linguisti Logu de Tore > Logu de Dore >
Logudore > Logudoro. Come cognome compare nelle carte antiche da
noi consultate. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del
1388, compaiono: Loghu (de) Joanne, ville Macumerii (***
MACUMERII et Curatorie de Marghine de Gociano…Macomer etc. In
posse Chelis Simonis, notarii publici...die XII Januarii 1388);
Loghu (de) Arsòco, burgi de Osilo (* Osilo …odierno Osilo); Logu
(de) Mariano, ville Mumutata (* Mumutata...l’odierna Mamoiada.
Barbagie Ollolai et Curatorie de Austis); Logu(de) Petro, ville
Macumerii; De Loghu Xpoforo, jurato ville Birore ( *
BIRORE…odierno Birore. Curatorie de Marghine de Gociano); De
Logu Agustino, major ville de Ilani(Montis Acuti Contrate); De
Logu Andrea, jurato ville Giavi (* Giavi…odierno Giave. Contrate
Caputabas); De Logu Anthonio – ville de Donani ( *
Donani…esistente, Contrate Montis Acuti – Ozieri); De Logu
Georgio, jurato ville Tresnuraghes ( * TRESNURAGHES…odierno.
Contrate Castri Serravallis); De Logu Joanne, jurato ville de
Donani; De Logu Joanne, jurato ville de Geaciana ( * Geaciana …
distrutto (Contrate Montis Acuti); De Logu Laoreto – ville de
Nughedu ( * Nughedu…San Nicolò: diocesi di Ozieri. Contrate
Montis Acuti; De Logu Laurencio, ville Bordigale ( *
BORTIGALE…odierno Bortigali. Curatorie de Marghine de Gociano);
De Logu Leonardo, jurato ville de Geaciana; De Logu Petro –
ville de Donani ; De Logu Petro – ville de Lecon ( *
Lecon…distrutto. Contrate Montis Acuti (Salto di Pattàda); De
Logu Petro, jurato ville de Geaciana; De Logu Thoma, ville
Macumerii; Delogu Anthonio, jurato ville de Sorefa ( *
Sorefa…distrutto per Spano( Contrate Montis Acuti); Goreai o
Gorofai); Delogu Guantino, majore ville Urune (* Urune…attuale
Orune ( Oruni). Curatorie de Anella). Nel Condaghe di San Pietro
di Silki, CSPS, XI°, XIII° secolo, figura: Locu (de) Dorgotori
(89°), in una lite (kertu) per il possesso della servitù (de
servis). Ego presbiteru Ithoccor de Fravile, ki kertai cun
Ithoccor de Kerki, curatore de Nurra et cun Furatu de Gunale et
cun Ithoccor Kerki Murris, generu de Dorgotori de Locu, pro fetu
(per i figli) ki fekerun servos issopo cun ankillas de scu.
Petru ( che fecero i loro servi con le serve (ancelle) di San
Pietro; etc. etc. Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, CSNT,
XI°, XIII° sec. Abbiamo: Dorgotori de Locu (- diverso dal
precedente – 92): positinke (diede- donazione) a San Nicola sa
iscla (valle acquitrinosa) suta bia (sottostrada) tenende assu
cuniatu ki fuit de Dorgotori de Locu (confinante col podere –
chiuso – che fu di Dorgotori de Locu); Petru de Locu (286) –
donazione – Ego Petru de Locu et muiere mea Maximilla de Gunale
fakemus custa carta, ca nos afferimus a Sanctu Nichola de
Trullas( ci offriamo a) pro sas animas nostras et ponemus
(doniamo) parthone (una parte o porzione) d’onu fiiu (di ciascun
figlio). Seguono i testimoni. Nella storia contemporanea
ricordiamo: Delogu Raffaello, nato a Siracusa, ma da genitori
sardi di Ghilarza, nel 1909. Dottore in Leggi e poi in Lettere.
Si occupò soprattutto di Storia dell’Arte. Docente all’Ateneo di
Cagliari di Storia dell’Arte Medioevale e Moderna. È di grande
rilevanza la sua opera, “L’Architettura Medioevale in Sardegna”.
Morì nel 1971. Delogu Salvatore, di Bitti (1915), vescovo della
diocesi di Lanusei dal 1972 al 1981, e successivamente della
diocesi di Valva e Sulmona (L’Aquila). Attualmente il cognome
Delogu è presente in 267 Comuni italiani, di cui 96 in Sardegna:
Sassari 494, Nuoro 211, Alghero 98, Bitti 92, Quartu 91,
Cagliari 89, etc. In continente: Roma 161, Milano 27, Genova 24,
etc. De Logu è presente in 26 Comuni italiani, di cui 5 in
Sardegna: Assemini 3, Sassari 3, Quartu 3, Cagliari 3, etc. |
|
DE
LONGHI |
De
Longhi è un cognome tipico di Treviso e di Ponzano Veneto nel
trevisano, con presenze significative anche nel veneziano e nel
vicentino.
integrazioni fornite da
Antonio de Longhi
è un cognome tipico dell'area veneta e specialmente delle
province di Treviso e Vicenza, dove è localizzata la maggiore
densità di diffusione. Si tratta di un cognome di probabile
origine germanica, nella sua forma originaria Longhi a cui è
stato aggiunto per errata traslitterazione il De nel corso del
Sei-Settecento. E' documentato il ceppo facente riferimento a
nuclei famigliari provenienti dall'Altopiano di Lavarone (TN) e
successivamente stanziatisi nell'area dell'Alto Vicentino
successivamente alla peste di metà Seicento. La diffusione in
aree distanti dal Veneto (Friuli e in misura minore Piemonte e
Liguria) è imputabile a migrazioni in epoche recenti di
autoctoni veneti. |
|
DE
LONGIS |
De Longis
ha un ceppo romano ed uno molto piccolo a Napoli ed a Benevento,
dovrebbe stare ad indicare l'appartenenza ad una famiglia di
persone particolarmente alte. |
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DE
LORENZI
DE LORENZIS
DE LORENZO
DELORENZI
DELORENZIS
DELORENZO |
De
Lorenzi è diffuso in Liguria, Lombardia, Veneto, Romagna e
Salento, Delorenzi, estremamente raro, sembrerebbe tipico
dell'area alessandrino, genovese, De Lorenzis è tipicamente
salentino, Delorenzis è quasi unico e si tratta quasi
sicuramente di un errore di trascrizione del precedente, De
Lorenzo è molto diffuso in tutto il sud peninsulare ed a Roma,
ha anche un ceppo nel genovese e nel bellunese, Delorenzo,
assolutamente rarissimo sembrerebbe specifico della Basilicata e
di Cirigliano (MT) in particolare, derivano tutti da una forma
patronimica del nome Lorenzo, dove il
De sta
per figlio di. |
|
DELOS
|
Delos,
molto molto raro, è tipico del Salento, dovrebbe indicare un
origine greca e derivare dal toponimo Delos, l'isola sacra nel
centro dell'arcipelago delle Cicladi dove sarebbe nato il divino
Apollo. |
|
DE
LOTTO |
De
Lotto sembrerebbe specifico di San Vito di Cadore nel bellunese,
dovrebbe trattarsi di una forma patronimica, dove il
De- stia
per il figlio di,
riferito a capostipiti i cui padri si fossero chiamati
Lotto
(vedi LOTTI). |
|
DEL
PAPA |
Del
Papa ha un ceppo toscano tra massese, lucchese e pisano, uno
nella fascia che comprende le Marche centrosettentrionali,
l'Abruzzo e l'iserniese ed uno tra viterbese e romano, questo
cognome potrebbe derivare dalla consuetudine di chiamare i
trovatelli dello stato della Chiesa come
figli del Papa,
in quanto affidati alla benevolenza delle sue istituzioni. |
|
DEL
PECORA |
Casato toscano di Montepulciano (SI), ormai scomparso, potrebbe
prendere il nome da una località come il fiume Pecora in
Lunigiana. (vedi Pecora)
notizie ulteriori
fornite da Simone
I Conti Del Pecora erano un importante famiglia della Toscana ,
più precisamente del Comune di Montepulciano (SI) che di arme 7
sbarre gialle e rosse. La dinastia inizia nel 1150, ovvero
l'anno in cui si hanno le prime notizie certe. Tale anno segna
anche la crescita della famiglia in potere e ricchezza divenendo
successivamente anche i Tiranni di Montepulciano. essi ebbero
amicizie sia con la Signoria di Perugia, Siena, Firenze, uno di
essi divenne anche Podestà di Firenze .
Per Ulteriori
informazione vedi anche Storia di Montepulciano (Autore Spinello
Benci, Casa Editrice Arco dei Gavi ), Archivio di stato di Siena
(Fondo: Archivio Bucelli / Filza: N° 62), Dizionario geografico
Fisico Storico della Toscana (Autore Emanuele Repetti ) |
|
DEL
PERO
DELPERO |
Del
Pero ha un piccolo ceppo a Torino, uno nel comasco a Cantù e nel
milanese a Meda, Seveso e Lentate sul Seveso, ed uno in Toscana
a Pistoia, Delpero ha piccoli ceppi piemontesi a Torino, Asti e
Santo Stefano Roero e Canale nel cuneese, ha un piccolo ceppo
nel bresciano ad Offlaga, Quinzano d'Oglio e Bagnolo Mella, ed
un ceppo più consistente in Trentino a Vermiglio, dovrebbe
trattarsi di forme patronimiche riferite a capostipiti i cui
padri si fossero chiamati Pero,
forma dialettale contratta del nome
Petro, un
alterato di Pietro. |
|
DEL
PIANO
DE PIANO |
De Piano
è tipico dell'avellinese, di Solofra, Serino, Santa Lucia di
Serino e Montoro Superiore, Del Piano ha un ceppo nell'area
casertano, napoletana, a Napoli, Nola, Casoria e Frattamaggiore
nel napoletano e ad Aversa e Casal di Principe nel casertano,
con un ceppo anche a Barletta nel barese ed a Soleto e Taviano
nel leccese, questi cognomi dovrebbero derivare dal fatto che i
capostipiti fossero giunti in una zona collinare probabilmente
provenendo dalla pianura campana, dal piano. |
|
DEL
PICCOLO |
Del
Piccolo ha un ceppo a Muzzana del Turgnano nell'udinese ed a
Cervignano del Friuli e San Giorgio di Nogaro, sempre
nell'udinese ed a Trieste, con un piccolo ceppo anche a Pesaro,
dovrebbe trattarsi di un forma patronimica, dove il
Del- sta
per il figlio del,
riferito a capostipiti i cui padri si fossero chiamati con il
nome Piccolus
o Piccolo
(vedi PICCOLA). |
|
DEL
PIERO
DE PIERO |
Del
Piero è tipico dell'area friulana, di Roveredo in Piano e
Pordenone nel pordenonese, di Udine, con un ceppo anche a
Trieste ed uno molto piccolo in Val d'Ossola, De Piero è
anch'esso friulano, ma sembra specifico di Cordenons nel
pordenonese, dovrebbero derivare da un soprannome originato dal
fatto che i capostipiti abitassero in prossimità di un masso
pièro
(grosso sasso)
in dialetto, ma non si può escludere la possibilità che possa
anche trattarsi di una forma patronimica riferita a famiglie di
figli di un Piero. |
|
DEL
PINO |
Del Pino
è molto raro, se ne individuano alcuni ceppi distinti, a Magnano
in Riviera e Tarcento nell'udinese, nel genovese, ad Impruneta
nel fiorentino ed a Bella nel potentino, in tutti questi casi i
cognomi dovrebbero derivare da soprannomi causati dalla presenza
di un particolare pino nei pressi dell'abitazione della
famiglia, tracce di questa cognominizzazione le troviamo a
Chiavari dove un certo Francesco Del Pino è notaio dal 1458 al
1476, o anche a Brebbia nel varesotto, dove un certo Andrea Del
Pino è parroco dal 1585 al 1624, dal 1715 al 1734 è Podestà di
Sestri Levante un certo Domenico del Pino. |
|
DEL
PINTO |
Tipico
della zona che comprende le province di Roma e dell'Aquila di
Scoppito (AQ) e di Roma in particolare, dovrebbe derivare da un
soprannome legato al vocabolo tardo latino pinctus (dipinto). |
|
DEL
POIO
DELPOIO |
Sia Del
Poio che Delpoio sono assolutamente rarissimi, quasi unici,
dovrebbero essere originari dell'area che comprende il parmense,
il carrarese e lo spezzino, potrebbero essere di origini
spagnole e derivare dal nome del paese di Poio vicino a
Pontevedra in Galizia. |
|
DEL
PONTE
DELPONTE |
Del Ponte
ha un ceppo nel basso udinese nella zona interna prospicente
alla Laguna di Marano, uno nel novarese tra Oleggio e
Borgomanero, Delponte è tipico della zona tra genovese ed
alessandrino, derivano da nomi di località o dalla vicinanza ad
un ponte da parte dell'abitazione del capostipite. |
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DEL
POPOLO
DELPOPOLO |
Del
Popolo è siciliano, specifico in particolare del catanese, di
Catania, Linguaglossa, Castiglione di Sicilia, Fiumefreddo di
Sicilia e San Giovanni la Punta, e di Messina, Delpopolo, quasi
unico, è dovuto ad errori di trascrizione del precedente, si
dovrebbe trattare di un cognome attribuito, in epoca borbonica,
a fanciulli abbandonati, accolti da istituzioni cui il Re
Ferdinando di Borbone destinava delle misere rendite da
utilizzare esclusivamente
per il loro mantenimento. (vedi anche DEL REGNO) |
|
DEL
PRATO |
Sembrerebbe avere un ceppo bergamasco, uno nel parmense ed uno
napoletano, deriva da un toponimo contenente la radice Prato o
da un soprannome legato al tipo di località identificabile per
la presenza di un prato, tracce di questo cognome le troviamo a
Parma nel 1400 con il notaio Gaspare del Prato. |
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DEL
PRETE
DE PRETE |
Del
Prete, presente un pò in tutta l'Italia peninsulare, ha un
nucleo importante in Campania e nel basso Lazio, in Puglia e
nelle Marche, De Prete, estremamente raro, ha un piccolissimo
ceppo a Viareggio e presenze nel napoletano, dovrebbero derivare
dall'essere stati i capostipiti appartenenti alla famiglia di un
prete, probabilmente ortodosso, troviamo tracce di questa
cognominizzazione a Manfredonia nel foggiano nel 1500 con una
certa Aurelia Del Prete, di Sant'Anastasia. |
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DEL
QUONDAM
DEL QUONDAM CELLI
DEL QUONDAM CELLO
DEL QUONDAM GIUSEPPE DETTO CELLI
DEL QUONDAM GIUSEPPE DETTO CELLI GIUSEPPE
DEL QUONDAM GIUSEPPE DETTO CELLI LUCA
DEL QUONDAM GIUSEPPE DETTO CELLI NELLO |
Del
Quondam, Del Quondam Celli, Del Quondam Cello, Del Quondam
Giuseppe Detto Celli, così come i suoi composti: Del Quondam
Giuseppe Detto Celli Luca, Del Quondam Giuseppe Detto Celli
Giuseppe e Del Quondam Giuseppe Detto Celli Nello, sono dovuti
probabilmente ad un'errata interpretazione dell'ufficiale
anagrafico, o del parroco, che ha interpretato, ad esempio, la
frase Del Quondam Giuseppe Detto
Celli, riferita al padre del
capostipite, non come: figlio di
un certo Giuseppe chiamato Celli,
ma considerando l'intera frase come se fosse un cognome. Questo
è un chiaro esempio del livello culturale e intellettivo degli
antichi addetti alle registrazioni anagrafiche, una delle cause,
non trascurabile, della straordinaria mole di cognomi (circa
350.000) esistenti oggi in Italia. |
|
DEL RE
|
Del Re ha
vari ceppi, in Abruzzo, nel romano e latinense, in Campania, in
particolare nel napoletano ed in Puglia, in particolare nel
barese, dovrebbe derivare da un soprannome attribuito al padre
del capostipite, in alcuni casi potrebbe invece trattarsi di un
cognome attribuito a trovatelli da funzionari di orfanotrofi
borbonici (vedi anche DEL REGNO). |
|
DEL
REGNO |
Il
cognome Del Regno tipico di Montoro Inferiore nell'avellinese e
di Fisciano, Mercato San Severino, Salerno, Nocera Inferiore,
Pontecagnano Faiano e Baronissi nel salernitano, dovrebbe essere
un cognome attribuito nel 1800 a dei bambini abbandonati,
lasciati al poco sostentamento che il Re Ferdinando di Borbone
stanziava annualmente per quello scopo. |
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DEL
RIO
DEL RIU
DELRIO
DELRIU
DERRIU |
Del
Rio parrebbe tipico sardo, ma è presente un forte nucleo anche
in provincia di Reggio Emilia, Delrio è specifico di Sassari,
Alghero, Sorso nel sassarese e di Sindia ed Ottana nel nuorese,
sia Delriu che Del Riu sono quasi unici, Derriu è specifico di
Alghero.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
DEL RIO; DELRIO; DEL RIU; DELRIU; DERRIU: (per significato ed
etimologia vedi Deriu) si tratta di cognomi che hanno subito,
nel tempo, modifiche nella trascrizione anagrafica. Nella
storia contemporanea ricordiamo Delrio Giorgio Maria, vescovo
dell'Archidiocesi di Oristano, dal 1921 al 1938 (Di.Sto. Sa).
Del Rio, attualmente, è presente in 158 Comuni italiani, di cui
38 della Sardegna: Cagliari 105, Alghero, Nuoro 27, Sindia 25,
Sassari 20, etc. Delrio, è presente in 76 Comuni italiani, di
cui 32 della Sardegna: Sassari 128, Alghero 123, Sorso 76,
Sindia 32, Ottana 27. ( Del Rio e Delrio, presentano ceppi
consistenti anche in centro - nord Italia: Liguria, Em. Romagna,
Lombardia, Toscana, etc.) Del Riu è presente in du Comuni della
Liguria ed in un solo Comune della Sardegna, a Telti, con un
solo nucleo familiare. Delriu, è presente in 8 Comuni italiani,
di cui 4 in Sardegna: Sassari 9, Monastir 3, etc. Infine Derriu
è presente a Sassari e ad Alghero con un nucleo familiare
ciascuno. |
|
DEL
ROSARIO |
Del
Rosario ha un ceppo a Chieti ed uno molto più piccolo a Taviano
nel leccese, dovrebbe derivare da nomi attribuiti grazie al
culto della Madonna; nel teatino è molto forte il culto della
Madonna del Rosario e del suo miracolo avvenuto nel 1566 durante
la battaglia tra i teatini di Tollo ed i saraceni, "Ci
furono numerosi attacchi dei turchi, i quali stavano per
sopraffare le stremate forze tollesi quando all'improvviso, le
campane del paese, miracolosamente, cominciarono a suonare a
distesa, mentre, un angelo, in alto sulla torre, apparve
indicando con la spada in mano, il luogo ove, in tutta la sua
bellezza, si intravedeva la figura della Madonna del Rosario. A
quel punto i turchi si diedero alla fuga, nonostante gli sforzi
profusi dal loro comandante per indurli a combattere ancora. I
cristiani, vedendo l'immagine della Madonna, depongono le armi e
si inginocchiano pregando con le mani giunte: anche il
comandante turco si arrende definitivamente.
(tratto da
http://www.comune.tollo.ch.it/eventi_battagliaDeiTurchi.asp
)". |
|
DEL
ROSSO |
Sembrano
esserci 3 ceppi, nel barese, nel pisano e pistoiese e nel
pescarese, deriva probabilmente da caratteristiche fisiche come
i capelli rossi. Troviamo in un atto redatto in Siena nel 1178,
come teste Berlinguiero del Rosso, nel 1280 Cione di Lapo del
Rosso fa parte del consiglio della Signoria di Poggibonsi (SI),
nel 1400 Boccia di Niccolò del Rosso fu nominato Commissario
della Repubblica Fiorentina a S.Giovanni Valdarno. |
|
DEL
SIGNORE |
Del
Signore è specifico di Lazio ed Abruzzo, con questo cognome si
identificavano i bambini abbandonati che venivano quindi
considerati proprietàdel Signore e quindi da Lui protetti. |
|
DEL
SORBO |
Tipico
del napoletano |
|
DEL
TESTA |
Del
Testa, tipicamente toscano, di Lucca e Capannori nel lucchese,
di Volterra e Peccioli nel pisano e di Rosignano Marittimo e
Cecina nel livornese, ha anche un ceppo a Bagno di Romagna nel
forlivese, sull'appennino toscoemiliano, dovrebbe trattarsi di
una forma patronimica, dove il prefisso
Del- stia
per il figlio di,
riferito a capostipiti, il cui padre fosse noto come
Testa, tracce antiche di questa
cognominizzazione le troviamo nelle
Dissertazioni
di Ludovico Muratori, dove viene citato in qualità di Podestà di
Modena per l'anno 1269 un tale Rainerius del Testa de Mutina,
nel 1255, nell'elenco dei partecipanti al Consiglio della città
di Firenze, compare un certo Uttinello del Testa, la famiglia
Del Testa viene annoverata tra i Nobili di Pisa fin dal XIII°
secolo. |
|
DEL
TITO |
Del
Tito è tipico del foggiano, di Deliceto e Foggia, dovrebbe
trattarsi di una forma patronimica, dove il
Del-
iniziale stia per il figlio di,
riferito ad un capostipite, il cui padre si fosse chiamato
Tito. |
|
DEL
TONGO |
Del
Tongo è tipicamente toscano, di Civitella in Val di Chiana
nell'aretino, di Grosseto, di Prato e di Livorno, dovrebbe
trattarsi di una forma patronimica riferita a capostipiti il cui
padre si fosse chiamato con il nome medioevale di origini
celtiche Tongo,
secondo un'altra ipotesi potrebbe derivare da una forma
aferetica dialettale derivata dal nome
Antonio,
esiste anche la possibilità di una derivazione da toponimi come,
a titolo di esempio, il paese medioevale di
Tongo,
l'attuale Tonco nell'astigiano, ma l'eccessiva lontananza del
luogo non ne favorisce certo la condivisione dell'ipotesi,
tracce di questa cognominizzazione le troviamo in un atto di
compravendita del 1349: "...Actum sub Logia Comerchij Civitatis
Sij anno dominice nativitatis 1349, XIII Martii presentibus
Maistro Nicola Scalamacha et Georgio Gara de Sio et Bartholomeo
de Tongo et Rolandino de Castilliono Sigestri Civibus Janue.". |
|
DEL
TUFO |
Del
Tufo ha un ceppo nel beneventano tra Airola e Sant`Agata De`
Goti ed a Napoli ed ha un ceppo ad Alliste nel leccese, dovrebbe
derivare dal toponimo Tufo (AV).
integrazioni fornite da
Fabio Paolucci - Salerno
DEL TUFO - Baroni, poi Marchesi, di Tufo
Del Tufo è diffuso a macchia di leopardo su tutto il territorio
nazionale, ma presenta principalmente tre picchi d'intensità nel
beneventano,
ad Airola e Sant'Agata dei Goti, nell'area del napoletano, e nei
comuni leccesi di Alliste, Matino e zone limitrofe. Come
attesta la documentazione relativa ai vari ceppi Del Tufo, il
cognome sembrerebbe con certezza trarre origine dalla
toponomastica. E' questo, ad esempio, il caso dei del Tufo
baroni, poi marchesi, di Tufo, attualmente comune della
provincia di Avellino: in questo borgo si stabilì nel XIII il
capostipite, Simone, originario di Aversa e di famiglia
normanna, che divenne primo Barone di Tufo e nel 1269 fu armato
Cavaliere da Carlo I di Sicilia. I discendenti di Simone
presero il cognome del Tufo dal nome del feudo in loro
possesso. Verso gli inizi del '600, un ramo di questa potente e
nobile famiglia di guerrieri si trasferì a Benevento, città che
già aveva intessuto rapporti di alleanza con i del Tufo
soprattutto nel 1571, quando il barone Giovan Vincenzo del Tufo
aveva combattuto al fianco dei beneventani nella battaglia delle
Curzolari. A Benevento, da Simonetto del Tufo (ante 1578 +
6-3-1643) nacque Carlo, Patrizio di Aversa e Patrizio di
Benevento, divenuto Marchese il 19-6-1657. Maestro di campo
spagnolo in Lombardia, Consigliere di Stato del Regno di Napoli,
Capitano Generale d'artiglieria e Governatore delle armi della
Calabria, Consigliere Collaterale nel 1657, Governatore del
Principato Ultra nel 1662, Governatore e Capitano Generale del
Molise nel 1667, Carlo passò alla storia soprattutto per essere
stato protagonista di un tragico episodio: l'aver egli trucidato
in Benevento, nell'autunno 1642, l'innocente bellissima sua
moglie e cugina Elena del Tufo (figlia di Fulvio Barone di San
Cipriano, Patrizio di Aversa, e di Ippolita Carmignano, sposata
il 16-2-1631), soltanto perchè ingiustamente sospettata
d'infedeltà. Per dimenticare l'orribile tradedia familiare,
Carlo militò valorosamente al servizio di Filippo IV e di Carlo
II, conquistando alti gradi della milizia e sfidando la morte in
ardite imprese. Il figlio Antonio, causa indiretta della
tragedia, seguì le orme paterne, restando poi vittima del
disastroso terremoto del 1688. Sempre nel capoluogo sannita,
nella seconda metà del XVIII, dallo stesso nobile casato nacque
Domenico, insigne drammaturgo. I del Tufo si sono distinti nel
corso dei secoli in vari rami aristocratici in Campania ed in
Puglia, dando luogo ad una ricca genealogia tuttora fiorente. |
|
DEL
TURCO |
Del
Turco ha un piccolo ceppo nel fiorentino ed uno tra aquilano e
romano, si dovrebbe trattare di una forma patronimica, dove il
Del-
sta per il figlio del,
riferito ad un capostipite, il cui padre fosse di origini
saracene, cosa più probabile per il ceppo abruzzese, o, più
semplicemente, avesse partecipato alle campagne militari del
1500 contro i Turchi. |
|
DE
LUCA |
Diffuso
massicciamente in tutt'Italia, deriva dal nome Luca. |
|
DE
LUCI
DE LUCIO
DE LUCIS
DE LUZI |
De
Luci, assolutamente molto raro, ha un piccolissimo ceppo a
Fasano nel brindisino, De Lucio è quasi unico, De Lucis ha
qualche sparuta presenza nel basso Piemonte e nel savonese, De
Luzi, molto raro, ha qualche presenza nel Piceno e qualcuna a
Velletri e Tivoli nel romano, dovrebbero derivare, direttamente
o tramite alterazioni dialettali, dal fatto che i capostipiti
provenissero dalla Gens Lucia,
probabilmente come liberti. |
|
DE
LUCIA
DI LUCIA |
De
Lucia è un cognome panitaliano, con massima diffusione nel
romano, nel teatino, in Campania, soprattutto nel casertano e
nel napoletano, in Puglia ed in Basilicata, Di Lucia ha un ceppo
laziale nel romano, frusinate e latinense, uno campano, nel
casertano e salernitano ed uno siciliano nel palermitano ed
agrigentino, possono avere origini diverse, da quelle da
toponimi contenenti la radice Lucia, come ne esistono ovunque in
Italia, ed in questo caso il De
ed il Di
hanno funzione di indicatori di
provenienza, a quelle di tipo
matronimico dove il De
ed il Di
hanno funzione di figlio di. |
|
DELUGAN |
Tipico
trentino, della val di Fiemme, tra Predazzo e Tesero, dovrebbe
derivare dal cognomen latino Lucanus, nome imposto usualmente
dai latini ai figli nati all'alba, con questo nome ricordiamo:
"Marcus Annaeus Lucanus, poeta, natus Cordubae 39 post Christum.
natum., filius M. Annaei Melae fratris Lucii Annaei Senecae,
educatus Romae. ", tracce di questa cognominizzazione le
troviamo nel 1700 a Panchià (TN). |
|
DE
LUIGGI
DE LUIGI
DELUIGI
DI LUIGI
DILUIGI |
De
Luigi ha un ceppo a Rimini ed uno a Ferrara, presenze
significative, probabilmente secondarie in Lombardia e Piemonte
ed a Roma, Deluigi, molto raro, ha un ceppo nel riminese a
Rimini e Verucchio ed uno sardo a Dorgali nel nuorese, De
Luiggi, quasi unico, è probabilmente dovuto ad un errata
trascrizione del precedente, probabilmente alterata dal
dialetto, Diluigi è unico ed è riminese, Di Luigi ha un ceppo a
Riccione (RN), uno nel teramano a Teramo, Montorio al Vomano e
Civitella del Tronto ed a Pescara, uno a Roma ed uno a
Sant`Antimo nel napoletano, derivano da forme patronimiche del
nome Luigi,
stanno cioè per la famiglia del figlio di un Luigi, della forma
alterata De Luiggi si hanno tracce almeno dalla seconda metà del
1700 nel mantovano con l’arciprete di Ostiglia un tale De
Luiggi. |
|
DE
LUIS
DE LUISE
DE LUISI
DELUIS
DELUISE
DELUISI
DI LUISE
DI LUISI |
Deluis è praticamente unico, De Luis è assolutamente rarissimo e
sembrerebbe della provincia di Sondrio, Deluise è quasi unico ed
è quasi sicuramente dovuto ad errori di trascrizione di De Luise
che ha un ceppo a Napoli, Casamicciola Terme (NA), Gricignano di
Aversa (CE), Lacco Ameno (NA), Salerno e Praiano (SA), con un
piccolo ceppo anche a Spinoso nel potentino, Deluisi è unico, De
Luisi è specifico di Bari, Di Luise è tipico del casertano, di
Gricignano di Aversa in Particolare e di Marcianise, con un
piccolo ceppo anche a San Salvatore Telesino nel beneventano, Di
Luisi, quasi unico, è meridionale, dovrebbero tutti derivare da
forme patronimiche, dove il prefisso
De- o
Di-
stiano per il figlio di,
riferito a capostipiti, i cui padri si fossero chiamati con
varie modificazioni dell'aferesi del nome medioevale
Aloisius.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale
Luise
o Luisi,
una delle tanti italianizzazioni, cioè, del personale germanico
Ludwig,
che, composto dagli elementi
hrod (gloria,
fama) e
wig (guerra),
può essere tradotto come
glorioso in guerra (vedi anche
Aloisi). Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si
tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei
capostipiti. |
|
DE
LUSSU
DELUSSU |
De
Lussu, assolutamente rarissimo, è sardo, Delussu sembra
specifico del nuorese, di Dorgali e Orosei, dovrebbero derivare
da un antico nome di località, ma è pure possibile un
collegamento con il termine sardo
lussu
attraverso un soprannome ad indicare una condizione
particolarmente agiata della famiglia. |
|
DEL
VACCHIO |
Molto
raro è specifico del napoletano e avellinese. |
|
DEL
VAI
DELVAI |
Del
Vai, praticamente unico, è del veronese, Delvai è tipico del
Trentino, di Carano, Cavalese e Castello Molina di Fiemme, e di
Bolzano e Trodena in Alto Adige, dovrebbe trattarsi di forme
patronimiche dove il Del-
iniziale sta per il figlio di,
riferito ad un capostipite ilk cui padre si fosse chiamato
Vaius,
Vai
in dialetto, (vedi VAI). |
|
DEL
VECCHIO
DELVECCHIO |
Del
Vecchio è tipico della zona centro meridionale d'Italia,
Delvecchio ha un ceppo tra milanese e bergamasco, uno tra
ravennate, forlivese, riminese e pesarese, ed uno tra foggiano,
barese e brindisino, derivano da forme patronimiche relative a
capostipiti figli di uno di nome o con soprannome
Vecchio,
troviamo tracce di una famiglia Del Vecchio a Firenze fin dal
1200.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Sull'origine di questi cognomi confluiscono per lo meno due
ipotesi, che, sommate l'una all'altra, ne giustificano l'elevata
diffusione nel paese. Da una parte, innanzitutto, è molto
probabile una derivazione dal soprannome o nome medievale
Vecchio,
che, di regola, veniva attribuito al più vecchio o al più grande
fra due parenti con lo stesso nome (per una spiegazione più
approfondita, vedi Vecchi). In molti casi, però, va notato che i
cognomi Del Vecchio e Delvecchio appartengono ad antiche
famiglie ebreo-italiane, che, a quanto si dice, abitano in
Italia ormai da moltissimi secoli - presumibilmente fin dai
tempi della cattura di Gerusalemme da parte dei romani (anche
se, a ben vedere, non sono escluse delle successive ondate
migratorie): in questo senso, si racconta che ai tempi
dell'emigrazione ebreo-sefardita in Italia - dal 1492 in poi -
molte delle vecchie famiglie ebreo-italiane adottarono il
cognome Del Vecchio o Delvecchio per meglio distinguersi dalla
nuova ondata migratoria di ebrei (di provenienza spagnola o
portoghese), come a voler rivendicare un'appartenenza più antica
alla comunità ebraica d'Italia - ma, forse, anche per evitare
discriminazioni o persecuzioni di natura antisemita, come poteva
accadere agli ebrei espulsi dalla Penisola iberica. |
|
DEL
VENEZIANO |
Del
Veneziano, assolutamente rarissimo, sembrerebbe tipico di
Carrara e di Serravezza nel lucchese, l'origine del cognome
dovrebbe essere intuitiva, cioè derivare dal fatto che il
capostipite fosse stato figlio di un veneziano, in epoca
medioevale tra Carrara e Venezia vi furono periodi
alternativamente di fedele collaborazione e di fiera ostilità. |
|
DEL
VERME |
Del
Verme, molto raro, è specifico del salernitano, di Torchiara e
Battipaglia, si dovrebbe trattare di un ramo cadetto della
famiglia veronese dei Dal Verme
(vedi DAL VERME), un esponente di quella famiglia il Conte
Filippo Dal Verme andò in meridione verso il 1400, per sposare
Antonia Monforte dei Duchi di Laurito, servì in guerra la casa
D'Angiò ed ottenne dalla regina Giovanna II d'Angiò, Regina di
Napoli, Gerusalemme, Sicilia ed Ungheria, il feudo di Alfano nel
salernitano, feudo che venne successivamente confermato dal Re
Alfonso d'Aragona. |
|
DEL
VESCOVO
DEL VISCOVO
DE VESCOVI
DE VESCOVO |
De
Vescovi, molto raro, è presente a macchia di leopardo in tutta
l'Italia settentrionale, De Vescovo è praticamente unico, Del
Vescovo ha un ceppo laziale a Alatri (FR), a Roma ed a Poggio
Moiano (RI) ed un ceppo pugliese a Molfetta (BA), Del Viscovo,
abbastanza raro, è tipico di Grottaminarda (AV), dovrebbero
derivare da soprannomi legati a rapporti di vario genere, quali
dipendenza o vicinanza con un vescovo o anche a caratteristiche
fisiche o comportamentali. |
|
DEL
VINCIO |
Molto
raro, potrebbe essere originario della Toscana ed in particolare
dei suoi confini meridionali |
|
DEL VO
DEL VO'
DELVO
DELVO' |
Sembrerebbero tutti decisamente lombardi, Del Vo è quasi unico,
così come l'altrettanto raro Delvo e Del Vò, Delvò, il meno
raro, sembrerebbe del cremonese e del mantovano, dovrebbero
stare ad indicare l'origine dei capostipiti dal paese di Vhò
nell'alessandrino o Vho nel cremonese. |
|
DE
MAESTRI
DEMAESTRI |
Demaestri, molto raro, è tipicamente piemontese,
dell'alessandrino in particolare, De Maestri ha un ceppo ligure
tra Genova e Spotorno (SV), ed in Lombardia uno a Pieranica (CR)
ed uno a Fusine (SO), dovrebbero derivare dall'attività di
mastri artigiani svolta dalla famiglia, tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo a Fusine nella seconda metà del
1600 con Giovanni Pietro De Maestri fu Simone, decano della
comunità di Fusine. |
|
DE
MAGGI
DE MAGGIO
DE MAIO
DE MAJO
DI MAGGIO
DI MAIO
DI MAJO |
De
Maggi, molto raro, è del centro Italia, di Roma in particolare,
De Maggio ha un ceppo salentino ed uno messinese, De Maio è
tipicamente campano, De Majo, estremamente raro, sembrerebbe
campano, Di Maggio è diffuso nel Lazio, Campania, Puglia e
Sicilia, Di Maio, ha un nucleo campano ed uno nell'area situata
all'estremità occidentale della Sicilia, Di Majo parrebbe
palermitano, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Maggio
(vedi MAGGI) e riferirsi a famiglie di capostipiti il cui padre
si fosse chiamato Maggio
o Majo,
quelli di Maggio o Majo. Tracce di queste cognominizzazioni le
troviamo ad esempio in Sicilia in un testamento della prima metà
del 1300: "...item quondam domino Rinaldo de Thermis sive suis
heredibus uncias sex; Item Simoni de Maggio de Cammarata sive
suis heredibus uncias octo...". |
|
DE
MAGISTRIS
DEMAGISTRIS |
De
Magistris ha un ceppo in Lombardia ed uno nel napoletano,
Demagistris, assolutamente rarissimo, parrebbe piemontese,
dovrebbero derivare dal fatto che la famiglia apparteneva ad una
corporazione artigiana da
magister (mastro
artigiano)
de magistris
starebbe per quelli dei mastri artigiani. Tracce di questa
cognominizzazione le troviamo ad Asti nella seconda metà del
1200 con il notaio Guglielmo De Magistris e a Bergamo nella
seconda metà del 1500: "...Paulus de Magistris congregationem
vocavit, et dixit loqutum fuisse cum Domino magistro capelle qui
precipit ei ut nomine ipsius congregationi excusationem faceret
atenta ocupatione in Sancto Petro..." e a Fusine (SO) nella
seconda metà del 1600 con un certo Giovanni Pietro de Magistris
fu Simone, decano di quel comune. |
|
DE
MAGLIE |
De
Maglie è tipicamente pugliese, di Minervino di Lecce nel
leccese, di taranto e di Manduria (TA) in particolare, il
De
dovrebbe indicare la provenienza del capostipite dalla città di
Maglie nel leccese. |
|
DE
MAIOLO |
Molto molto raro è specifico di Brusciano (NA) e dintorni,
dovrebbe derivare dal nome gallico Maiolus o Majolus di cui
abbiamo un esempio in epoca tardo romana: "Maiolus patria
Aruernensis, archidiaconus Matiscensis, ex morbo luminibus
orbatus est: visum tamen compluribus prodigiose restituit." o
anche poi in un atto di vendita del 1206: "...a mane Sanctus
Maiolus, a meridie morticia, a sero via et in parte Belloni, ab
aquilone comes Amselmus..." , tracce di questa cognominizzazione
le troviamo nella seconda metà del 1400 con Laurentius Maiolus
autore del De gradibus
medicinarum. |
|
DE
MAIORIBUS |
Assolutamente rarissimo, parrebbe molisano.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
è un cognome rarissimo, presente nel solo comune di S. Croce di
Magliano (CB). E' uno di quei cognomi patronimici che hanno
mantenuto fonemi o nessi latini, come per es. De Dominicis, De
Iuliis, De Sanctis, De Vincentiis ecc. In epoca romana i 'Maiores'
erano 'gli antenati',
quindi il cognome, tradotto letteralmente, significa:
(discendente) dagli antenati. Il cognome si è mantenuto nella
forma latina probabilmente per la grande importanza che la
religione romana attribuiva al culto degli avi. |
|
DEMALDE
DEMALDE' |
Demalde, quasi unico, è dovuto ad errori di trascrizione di
Demaldé, che è tipico dell'area parmense, con Busseto,
Fontanellato e Salsomaggiore, e piacentina, con Villanova
sull'Arda e Piacenza.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Demaldè è cognome piacentino. Per Olivieri 196 deriva dalla
formula antica Dio-mel-dè
(Dio me lo ha dato),
già presente come nome a S. Bonifacio nel 1544. (n.d.r.:
nel 1260 a Guercinoro Ravenna
troviamo, citato in un atto, un tale Diomelde figlio di Salomone
da Guercinoro) |
|
DE
MARCA
DI MARCA
DIMARCA |
De
Marca, molto raro, parrebbe del potentino, di Potenza e
Tramutola, Di Marca è decisamente siciliano, di Caltanissetta,
Catania e Pietraperzia nell'ennese, Dimarca, quasi unico, è del
nisseno, dovrebbe trattarsi di forme patronimiche, dove il
De-
ed il Di-
stanno per il figlio di, riferito a capostipiti i cui padri si
chiamassero Marke
o la cui madre si chiamasse
Marca o
Marka.,
dei quali nomi l'uso, a titolo di esempio è riportato in una
Carta commutationis
dell'anno 1150: "...idest omnes casas et res territorias
proprias seu libellarias, reiacentes in locis et fundis
Paneinsacco et Fossadolto aut in eorum territoriis, quas ipse
domnus Anselmus emit a filiis quondam
Marke si
qui fuit dictus Partimaccum ...", ma è pure possibile una
derivazione dal termine medioevale germanico
marka o
marha
(terra)
ed in questo caso i cognomi intenderebbero un'origine contadina
dei capostipiti. |
|
DE
MARCANTONIO
DI MARCANTONIO |
De
Marcantonio è quasi unico, probabilmente laziale, Di Marcantonio
è specifico della zona abruzzese, laziale, di Pescara e
Montesilvano nel pescarese, di Teramo, Roseto degli Abruzzi,
Cellino Attanasio, Morro d'Oro, Giulianova ed Arsita nel
teramano, e di Sulmona nell'aquilano, e di Roma soprattutto e
Civitavecchia nel romano, e di Aprilia e Latina nel latinense,
si dovrebbe trattare di forma patronimiche, dove il
De- ed il
Di-
stanno per il figlio di,
riferito a capostipiti i cui padri si chiamassero con il nome
Marcantonio
(vedi MARCANTONI). |
|
DE
MARCHI
DEMARCHI
DE MARCHIS
DEMARCHIS
DE MARCO
DEMARCO |
De
Marchi è diffuso in tutto il nord, Veneto in particolare, e nel
Lazio, Demarchi ha un nucleo piemontese, un piccolo ceppo
ligure, uno trentino ed uno tra Gorizia e Trieste, De Marchis è
specifico della zona che comprende le province di Roma e Latina,
Demarchis, molto molto raro, parrebbe dell'astigiano, De Marco è
molto diffuso in tutt'Italia, Demarco sembra essere del barese,
derivano tutti dal nomen latino
Marcius,
Marcia
era, tra i nomi di clan, uno dei più popolosi della Latinità,
starebbe ad indicare quelli dei Marchi cioè gli appartenenti a
quella famiglia. |
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DE
MARI
DEMARI
DI MARI
DIMARI |
De
Mari ha un ceppo nel trevisano e bellunese ed uno nel
napoletano, Di Mari è tipicamente siciliano del siracusano, di
Rosolini, Lentini, Siracusa e Carlentini, Demari e Dimari sono
quasi unici, dovrebbero derivare da forme aferetiche del nome
germanico Ademar
o Adimar,
a loro volta nati dai termini medioevali germanici
adal (nobiltà)
e mari
(celebre, noto),
con il significato di persona
celebre per la sua nobiltà. |
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DE
MARIA
DEMARIA
DI MARIA
DIMARIA |
De
Maria è presente a macchia di leopardo in tutta Italia,
particolarmente al sud e soprattutto nel napoletano, Demaria
invece è tipico del Piemonte, torinese e cuneese in particolare,
anche se presenta un piccolo ceppo autonomo in Lombardia e nel
bolognese, Di Maria ha un grosso nucleo in Sicilia, ma ha ceppi
anche nel brindisino, nel foggiano, beneventano e molisano, nel
napoletano e nel romano e latinense, Dimaria, assolutamente
rarissimo, è dovuto ad errori di trascrizione del precedente, si
dovrebbe trattare di cognomi matronimici, cioè derivati dal nome
della madre del capostipite, ma è anche molto probabile una
derivazione geografica, ad esempio dal nome della Pieve di
provenienza dedicata alla Madonna in una delle sue varie forme.
come potrebbe essere Maria Ausiliatrice, Maria Delle Grazie,
Maria Del Ponte ecc., tracce di questo tipo di cognominizzazione
le troviamo ad esempio a Meda (MI) in un resoconto giudiziario
Sindicatus comunis Brusii pro
removendo Reverendo domino presbitero Augustino de Meda
curatoBrusii a cura 1531 die 25 septembris:
"...constituerunt et ordinaverunt ac fatiunt constitunt et
ordinant suos et dictorum hominum et vicinorumde Bruxio certos
missos nontios sindicos et legiptimos procuratores et quod quod
melius dici posunt videlicet dominum Christoforum de Maria de
Ponte, dominum Iohannem filius quondam domini Viviani...". |
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DE
MARINIS
DE MARINO
DEMARINIS
DI MARINO |
De
Marinis ha un ceppo napoletano, uno principale nel barese ad
Acquaviva Delle Fonti, Bari, Spinazzola, Noci, Putignano,
Rutigliano e Monopoli, ed uno a Ruffano (LE), Demarinis è
specifico del barese, di Acquaviva Delle Fonti, Putignano e
Rutigliano, De Marino ha un ceppo tra napoletano e salernitano
ed uno nel barese, Di Marino è più spiccatamente campano, del
napoletano, salernitano ed avellinese, con presenze
significative anche in Abruzzo e nel Lazio, dovrebbero derivare
dal cognomen latino Marinus.
Troviamo tracce di queste cognominizzazioni nel materano nel
1600 quando i De Marinis, nobile casato genovese di origine
spagnola trasferitosi a Napoli nel 1600, figurano tra i
feudatari più importanti. |
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DE
MARIO
DEMARIO
DI MARIO
DIMARIO |
De
Mario ha un ceppo nel bellunese a Santo Stefano di Cadore ed uno
nel barese a Valenzano, Capurso e Bari, Demario è praticamente
unico, Di Mario ha un grosso nucleo tra Lazio, Abruzzo e Molise,
con massima concentrazione nel romano e nel frusinate, ha un
ceppo nel barese ed uno nella Sicilia orientale, Dimario è quasi
unico.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale
Mario,
la cui diffusione in Italia deve molto al culto della Vergine
Maria (vedi De Maria): per secoli, infatti, si è ritenuto che
Mario fosse il maschile del nome Maria, ma la sua vera origine,
in realtà, è precristiana e il suo significato, al giorno
d'oggi, è molto incerto e discusso. Per quanto riguarda i
cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni
dei nomi personali dei capostipiti. |
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DE
MARTA |
De
Marta, assolutamente rarissimo, sembrerebbe originario del sud
Italia, con un possibile ceppo nel reggino ed uno nel casertano,
anche se esistono tracce molto antiche di questa
cognominizzazione anche in Lombardia, come si evince da una
Cartula venditionis dell'anno 1180 a Pavia: "...in parte iuris
eorum, que esse videntur in Campanea Papie , in via Fura, et est
suprascripta pecia de vitibus cum area sua pertice quatuor et
tabule sedecim, ex qua datur omni anno fictum denarios decem
ecclesie Sancti Andree de Broilo; coheret suprascripte pecie de
vitibus: ab una Alberti Gratalis, ab alia Martini de Martha, a
tercia via Fura, a quarta Iohannes de Gunterio sive ibi alie
sint coherencie, omnia cum omnibus inintegrum...", si dovrebbe
trattare di una forma matronimica, il
De sta
per figlio di,
riferita alla famiglia di discendenti di una tal
Martha o
Marta. |
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DE
MARTIIS
DE MARTIS
DE MARZI
DE MARZIIS |
De
Martiis ha un ceppo piemontese ed uno romano, De Martis,
presente in tutt'Italia ha solo un ceppo romano ed è
probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del
precedente, De Marziis è unico e dovrebbe anch'esso essere stato
originato da un errore, De Marzi, il più diffuso ha un ceppo
lombardo a Sondrio, uno veneto nel vicentino ad Arzignano e
Carrè con un ceppo anche a Venezia, ma il ceppo principale è a
Roma e nel romano a Marino e Velletri, tutti questi cognomi
dovrebbero derivare da patronimici, il
De sta
per della famiglia dei, del nome
Martius o
Marcius,
ricordiamo un re di Roma, appartenente a questa famigliA, Anco
Marzio. |
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DE
MARTINI
DEMARTINI
DE MARTINIS
DEMARTINIS
DE MARTINO
DEMARTINO |
Demartini
è specifico del genovese, alessandrino e torinese, Demartinis è
quasi unico, De Martini, ha un ceppo nella zona che comprende il
genovese, l'alessandrino, il pavese ed il milanese, un ceppo nel
basso bellunese ed uno di origine genovese nel cagliaritano, De
Martinis ha un ceppo nel teramano ed uno nel foggiano, De
Martino, tipico campano, del napoletano in particolare è
presente in tutto il sud e nel Lazio, Demartino è assolutamente
rarissimo, derivano tutti dal cognomen latino Martinus di cui
abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico Bresciano nell'anno
1178: "...Loterius et Maifredus germani, filii quondam Alberti
de Calcaria, et Martinus, filius quondam Obizonis ...". Troviamo
tracce di queste cognominizzazioni ad Asolo (TV) nel 1400 con
Alvise de Martini cancelliere di Caterina Cornaro reina de
Jerusalem Cypri et Armeniae, a Milano nel 1500 con il notaio
Jacomo de Martini. |
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DEMARTIS |
Demartis è un cognome tipicamente sardo, distribuito in tutta la
Sardegna, ma particolarmente al nord, cognome nobile, con il
titolo di Cavaliere ereditario attribuito a Giovanni Angelo
Demartis nel 1646, con possibilità di fregiarsi del distintivo
Don.
Arma: di rosso al cavallo d'argento scalpitante la coda e
criniera irte e la zampa anteriore destra alta sopra al mare al
naturale nella punta dello scudo
(tratto dal Dizionario Storico
Feudale, pubblicato da Vittorio Prunas Tola)
. Improbabile una derivazione dal vocabolo sardo
martis (martedì),
più probabile una connessione con il nome medioevale Martius.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
DE MARTIS; DEMARTIS: De Martis,
proveniente da Martis. Nel
vocabolario sardo geografico, patronimico ed etimologico del
canonico Giovanni Spano si legge:
Martis -
villaggio, così chiamato da un tempio dedicato a Marte, che
sorgeva nella vicina collina, detta Monte Francu, dove tuttora
si vedono i ruderi. I popoli vicini li appellavano Mertenses
(sic). Nel Di. Sto. Sa. Di Francesco Cesare Casula troviamo
Martis, centro abitato, probabilmente dal latino Mars = Marte,
forse per la presenza nel luogo di un tempio dedicato al dio
della guerra. In passato è stato un centro abitato molto
fiorente, oggi Martis è un paesino di 630 anime, della Sardegna
settentrionale, in provincia di Sassari, nella regione storica
dell'Anglona, che si affaccia sul golfo dell'Asinara. Le sue
origini risalgono al periodo punico e fu villa romana prima e
medioevale poi, appartenente alla Curadorìa d'Anglona del
Giudicato di Torres e fu possedimento privato dei Doria, poi
fece parte del regno di Sardegna catalano -aragonese. Gli
abitanti di Martis parteciparono alla Corona de Curadorìa
(assemblea) per la Pace di Eleonora del 1388. Il cognome è
presente nelle carte antiche della Sardegna. Nella storia
ricordiamo De Martis Comita, vescovo dell'antica diocesi di
Ampurias (oggi Tempio - Ampurias) dal1170 al 1179: anno in cui
lo troviamo al Concilio Lateranense III°. Gli successe De Martis
Pietro. Un altro De Martis Pietro, fu vescovo della Diocesi di
Santa Giusta, nel regno giudicale di Arborea, dal 1228 al 1237.
Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, troviamo:
Demartis Nicolao, jurato ville Sune(* SUNE.Suni. Contrate
Castri Serravallis); Martis (de) Anthonio, ville Burgi (* Burgi
de Gociano...odierna Burgos - fondata da Mariano IV, padre di
Eleonora. Curatorie de Anella); Martis (de) Anthonio, ville
Sammungleo ( * Sammungleo.odierno Samugheo. Mandrolisay o
Barbagia di Belvì); Martis (de) Anthonio, ville Silano ( *
SILANO....distrutto - Curatorie de Marghine de Gociano. (da non
confondere con l'odierno Silanus); Martis (de) Arsocho, jurato
ville Birore ( * BIRORE.odierno Birore. Curatorie de Marghine
de Gociano); Martis (de) Bartholomeo, ville Genone ( * Genone
.odierno Genoni (contrate Laconi et Partis Alença); Martis (de)
Comita, ville Sammungleo; Martis (de) Fuliato, jurato ville
Laconi (** Laconi.et Contrate Partis Alença et etc. seu Atara
Barçolo, officiali Curatorie de Parte Alença. In posse Penna
Ambrosii et filii Guiducii (Penna) notari...die XII januarii
1388.( nisi pastores bestiarium et etc.); Martis (de) Gomita -
ville Terrenove ( ** Terranova et Fundi de Montis (Olbia e
Monti). Sempre De Yola Petro et Filio Guantino di Sassari, notai
imperiali( 15 - gennaio - 1388). Habitatoribus Fundi Montis...XV
Januarii 1388; in posse ...); Martis (de) Gosantino - ville
Terrenove; Martis (de) Gosantino - ville Terrenove; Martis (de)
Gunnario, ville de Sardara (** SARDARA MONTIS REGALIS...11
GENNAIO 1388, et ego...Gadulesu Margiano habitator velle
Sardara, sindicus actor et procurator universitatis Contrate
Montis Regalis et villarum et etc. In posse Virde Andrea, Virde
Joanne, de Civitate Sasseri, notarii publici, die XI Januarii
1388); Martis (de) Joanne - ville Terrenove; Martis (de) Joanne
- ville Terrenove; Martis (de) Joanne, jurato ville Sedilo ( *
Sedilo.odierno Sedilo. Contrate Partis de Guilcier); Martis (de)
Joanne, majore ville Fonte. * Fonte.distrutto .della Diocesi di
Dolia. Barbagie Ollolai et Curatorie Austis); Martis (de)
Joanne, ville Masudas ( * Masudas.odierno Masullas; Masuddas.
Partis de Montibus; Martis (de) Joannes, ville Sasseri ( **
Sasseri.Sassari. Et nos Pugioni Anthonius et De Lacon Salatinus,
cives Sasseri, sindici, actores et procuratores.Marringoni
Arsòcus potestas ac capitanus civitatis Sasseri. Omnes cives
congregatis in civitate Sasseri, apud ecclesiam Sancte
Caterine.presentibus Corda Jacobo, Magnispesa Francisco, De
Mascara Francisco. In die XIII mensis Januarii MCCCLXXXVIII -
1388); Martis (de) Juentinu, jurato ville Açàra (* Açàra
.odierno Atzàra. Mandrolisay e Barbagia di Belvì); Martis (de)
Murrone, ville Ecclesiarum (** Villa Ecclesiarum.odierno
Iglesias. Et ego De Nelli Pelipaparius Ludovicus, civis et
habitator terre et Ville Ecclesiarum.sindicus,
procuratoruniversitatis Ville Ecclesiarum.seu a Formenyino
Joanne, capitano, camerlengo Ville Ecclesiarum di Sigerro.
Omnibus habitatoribus dicte terre Ville Ecclesiarum, congregatis
in Curia Magna.in posse Virde Andree, quondam Virde Joannis de
Civitate Sasseri.nona die januarii 1388); Martis (de) Oguito,
ville Orgosolo (* Orgosolo...odierno. Curatorie Dore); Martis
(de) Paulus, ville Sasseri; Martis (de) Petro, Curie de Sacargia
( * Curie de Sacargia.curia di Saccargia: distrutto - presso
Codrongianus (Spano); Martis (de) Petro, jurato ville
Fodrongiani ( * Fodrongiani.odierno Fordongianus. Contrate
Partis Varicati - Barigadu); Martis (de) Philipo, jurato ville
Sammungleo; Martis (de) Valganuçu, ville Bangios (*
Bangios.villaggio distrutto(contrate Anglona - Chiaramonte);
Martis (de)Serio, ville Macumerii ( *** MACUMERII et Curatorie
de Marghine de Gociano.Macomer etc. In posse Chelis Simonis,
notarii publici...die XII Januarii 1388); Martis Petro, ville
Mumutata ( * Mumutata...l'odierna Mamoiada. Barbagie Ollolai et
Curatorie de Austis); Martis(de) Gonnario, jurato ville
Solarussa ( * Solarussa .odierno Solarussa. Campitani majoris);
Martis(de) Guantino - de Castri Januensis(Castelsardo);
Martis(de) Joanne, jurato ville Magumadas (* MAGUMADAS -
Magomadas. Contrate Castri Serravallis); Martis(de) Petro,
jurato ville Orteddi ( * Orteddi.Oroteddi.odierna Orotelli -
Curatorie Dore); Martis(de)Petro, ville Dualche ( *
Dualche.odierna Dualchi. Curatorie de Margine de Gociano). Nel
Con daghe di San Pietro di Silki, XI°, XIII° secolo, figurano:
Martis (de) Donnantine, testis ( 102): teste in una lite (kertu)
per la partizione della servitù; Martis (de) Gosantine donnu e
maiore de Scolca - comandante della guarnigione di guardia ai
confini (28/95/97/105/111/112/114/129/140), teste in diversi
capitoli, donazioni, partizioni di servitù, etc.; Martis(de)
Barusone(25), testis parthizione de servis - teste in una
partizione di servi: Ego presbiteru Petru Iscarpis ki ponio in
ecustu Condake de scu. Petru de Silki, pro ca mi la furait Petru
Tecas a Nastasia de Funtana.(Petru Tecas mi ha preso Nastasia de
Funtana.).sene mi la peter (senza chiedermela).Testes: Therkis
de Nureki, Barusone de Martis, Jorgi de Iscanu, Egithu de Seuin,
Mariane de Nureki; Martis(de) Dericcor (45) kertu de servis(
teste in una lite per la partizione della servitù); Martis(de)
Gosantine(28), teste in una donazione(postura): sendevi a
testimonju (essendo testimone). Nel Condaghe di San Nicola di
Trullas, CSNT, XI°, XIII° secolo figurano diversi De Martis:
Barusone de Martis (60), teste in una compera: comporaili ad
Içoccor de Serra terra in Colletariu (regione tra Trullas e
Semestene), tenende a ssa ki li comporararat su donnu maiore a
Niscoli de Serra( confinante con la terra comprata dal giudice
da Niscoli de Serra). Et ego dei bili .I.eba.(ed io gli diedi in
cambio una cavalla). Testes: Barusone de Martis et Comita de
Nurki. ; De Martis Pretiosa e De Martis Iorgia (sorelle - 298),
cugine di Petru e di Comita; Pretiosa fa una donazione a San
Nicola: ego Pretiosa de Martis ki ponio a Sanctu Nichola de
Trullas phartones de sa terra in quo las aveat in Cosedin( dono
a San Nicola la mia parte di terra che avevo in Cosedin -
l'attuale Cossoine). Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado,
XI°, XIII° secolo, abbiamo ben 12 persone di cognome De Martis,
tra i quali citiamo: Martis de Arzocco (24/172/178/180),
curatore di Simaxis prima e successivamente di Ortueri; il
curatore era ufficiale amministrativo e giudiziario di una
Curadorìa(Distretto Territoriale Amministrativo e Giudiziario) e
presiede la Corona de Curadorìa, cioè il Tribunale. De Martis
Barisone (14), teste in una donazione (detj) di donnu Mariane de
Gunale a Santu Petru de Bitoni; De Martis Comita, arcivescovo di
Arborea(110/125), teste in uno scambio: Terico Melone fuit
servum de iudice et ego petivillu; et ipse prohonore suo
dedimillu.De Martis Gosantine, filiu a Petru(donnu), curatore de
Sia (171/178). De Martis Petru (33/179) vescovo di Santa Giusta.
Etc. nel testo del Fara - Ioannis Francisci Farae, "In Sardiniae
Chorographiam", il centro abitato di Martis figura in tre posti:
1°) nel cap. "de natura e bonitatae soli" - Paeterea in regione
Logudori.sunt multa campestria loca, sed insigniores
planities.Melae, Martis, Milis.etc. 2°), nel cap. de fluviis -
lumen aliud oriens ex monte Leddas .decurrit per regionem
Anglonis inter oppia Martis et Nulvi.in fluvium Cocinae
(Coghinas) se effundit (sfocia); 3) - al cap. sulla ( elenco dei
centri abitati della)Diocesi di Ampurias: - .Ostiae de Montibus,
Baptanae, Orriae Magnae et Orriae Parve cum castro Burgis cuius
oppidulum extat et alia semptem, Nulvis, Claramontis, Martis,
etc. Come cognome il "De Rebus Sardois II°, nel cap. Pisani,
Genuenses et Musactum, nella parte ultima dedicata agli
arcivescovi e vescovi sardi, riporta: anno 1175 - Comita de
Martis episcopus Ampuriensis; anno1187 - Petrus de Martis
episcopus Ampuriensis; anno 1224 - Petrus de Martis episcopus
Sanctae Iustae. Nel "De Rebus Sardois III°", in calce al cap.
Ioannes Rex, dedicato a Giovanni re d'Aragona, succeduto al
padre Pietro I° il Cerimonioso, dopo la sua morte, nel 1387,
sono citati i più insigni presuli sardi: His Ionnis regis
temporibus insignes paesules in Sardinia infrascripti fuere:
.anno1391 - Ioannes de Martis episcopus Sorrensis (della diocesi
di Sorres). Per la cronaca: Re Giovanni morì il 18 maggio del
1396, cadendo da una mula nelle campagne di Castellon, e gli
succedette, nello stesso giorno, al trono (dei regni di Aragona,
Sardegna e Corsica) il fratello Martino. Nella storia ricordiamo
inoltre, Demartis fra' Salvatore Angelo Maria, vescovo della
Diocesi di Galtelì e Nuoro, dal 1867, al 1902. Durante il suo
vescovado, fu eretta nel monte Ortobene la statua del Cristo
Redentore. Attualmente il cognome De Martis è presente in 102
Comuni italiani, di cui 24/377 in Sardegna( si badi bene: non vi
sono relazioni, se non per pochi emigrati in Continente, tra i
De Martis sardi e quelli della Penisola, anche se la voce
"martis", sia nella Penisola che nell'Isola, presenta la stessa
radice): Quartu S. E. 20, Cagliari 19, Alghero 10, Macomer 8,
Oristano 6, etc. Demartis(valgono le osservazioni del
precedente) è presente in 109 Comuni italiani, di cui 57 in
Sardegna: Sassari 169, Alghero 74, Mores 52, Chiesi 45, Ossi 40,
etc. |
|
DE MAS
|
De
Mas è tipico del bellunese, di Lorenzago di Cadore in
particolare, dovrebbe derivare dal fatto che il capostipite
provenisse da località chiamate Maso, come a titolo di esempio
Maso Spilzi e Maso Roncador in Trentino o Maso Corto in Alto
Adige, o anche dal fatto di provenire da un
maso (abitazione
rurale sui monti). (vedi anche
DAL MAS) |
|
DE
MASI
DEMASI
DE MASO |
De Masi è
comune in Campania, Puglia e Calabria, Demasi, non comune, è
tipico del reggino, De Maso, abbastanza raro, è specifico del
foggiano, derivano dal nome medioevale Masus derivato o
dall'aferesi del nome Tomasus o dal nome germanico Maso
(Masonis), di cui abbiamo un esempio nel 1400 con il Masaccio,
famosissimo pittore fiorentino: "Masus S. Johannis Simonis
pietas populi S. Nicholai de Florentia". Tracce di questa
cognominizzazione le troviamo a Solofra (AV) nel 1400 con un
certo Iuliano De Masi de Andrea citato in un atto del 1442. |
|
DE
MASSARI |
Cognome
molto raro tipico del veronese, dovrebbe derivare dal fatto che
la famiglia era o una discendenza di una famiglia Massari o
apparteneva ad una famiglia di fattori agricoli. (vedi
Massarelli) |
|
DE
MATTE'
DEMATTE
DEMATTE' |
De
Mattè è assolutamente rarissimo, Demattè è tipico del trentino
di Trento, Civezzano e Vigolo Vattaro in particolare, Dematte è
praticamente unico, dovrebbero derivare da patronimici del nome
latino Mattheus
o dalla forma germanica Mathè derivati dall'ebraico
Mattithyah
formato da mattah
(dono)
e Yah
(abbreviazione di Yahvé)
il Dio degli ebrei. |
|
DE
MATTEI
DE MATTEIS
DE MATTEO
DE MATTIO
DEMATTIO |
De
Mattei, molto molto raro, sembra tipico ligure, De Matteis
diffuso in tutt'Italia, ha un nucleo importante nel Salento, nel
foggiano, Molise, alta Campania, Lazio ed Abruzzo, De Matteo, è
specifico del napoletano e casertano, De Mattio, quasi unico, è
del triveneto, Demattio ha un ceppo in Trentino a Cavalese e
Carano ed a Laives in Alto Adige, si dovrebbe trattare di forme
patronimiche, dove il De
stia per il figlio di,
riferito a capostipiti, i cui padri si chiamassero con il nome
medioevale Matteo,
o con il suo equivalente arcaico
Mattio, a
loro volta derivati dal nome normanno
Mathe o
dal cognomen latino Matho.
Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Roma del 1500:
"...porticus s. Angeli versus plateam Montanariam ubi est domus
illorum De Matteis..:" e in Campania nel 1600 con il pittore
Paolo De Matteis (1662 - 1728). |
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DE
MATTIA |
Presente
in tutt'Italia, sembrerebbero esserci ceppi autonomi in Lazio,
Campania, Puglie e Veneto, deriva dal nome Mattia. |
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DE
MAURO
DEMAURO
DI MAURO
DIMAURO |
De
Mauro sembrerebbe tipicamente pugliese, con un ceppo anche a
Napoli ed a Roma, Demauro, estremamente raro, è anch'esso
pugliese, del barese in particolare, Di Mauro è molto più
diffuso, nel fiorentino, nel Lazio, in Campania, in Puglia e,
soprattutto, in Sicilia, Dimauro ha un ceppo nel barese a
Sant'Eramo in Colle nel barese ed a Vieste nel foggiano, ed uno
in Sicilia a Siracusa e Ragusa, si dovrebbe trattare di forme
patronimiche, dove il De-
ed il Di-
stanno per il figlio di,
riferiti a capostipiti il cui padre si fosse chiamato
Mauro,,
di quest'uso abbiamo un esempio in uno scritto del decimo secolo
ad Amalfi: "..Hoc opus fìeri iussit prò redemptione animae suae
Pantaleo fìlii Mauri de Pantaleone de Mauro de Maurone Comite
..". |
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DE
MECCO
DE MICCO
DI MICCO |
De
Mecco, sembrerebbe unico, probabilmente si tratta di un errore
di trascrizione di De Micco che è decisamente napoletano, con
presenze significative anche a Caivano (NA), Volla (NA) e
Caserta, Di Micco ha il nucleo principale nel napoletano a
Cardito, Caivano, Afragola, Crispano, Napoli e Casoria, ha ceppi
in Lazio a Sonnino (LT), Latina e Minturno, a Roma ed a Sora
(FR), ed ha un ceppo nel barese a Barletta e Trani, derivano
tutti dal nome Domenico
(vedi Mecca) il De o Di davanti al cognome sta ad indicare il
figlio di. |
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DE
MELAS
DEMELAS |
De
Melas, assolutamente rarissimo, è sardo, Demelas, presente in
tutta la Sardegna, ha un ceppo a Stintino (SS), uno a Samugheo
(OR), uno ad Atzara (NU) ed uno piccolo anche a Cagliari,
dovrebbero derivare da un toponimo Melas ora scomparso, vicino a
Guspini (CA) esiste un Nuraghe Melas ed un fiume Melas.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
DE MELAS; DEMELAS: is o sas
melas, sono
le mele;
più che dal latino mala,
neutro plurale di malum,
lo prendiamo dal greco μήλον, ma nel tardo latino troviamo anche
melum/mela.
In sardo sa mela, is o sas melas indicano tanto il frutto quanto
l'albero. Mela e Melas sono toponimi frequenti in tutto il
territorio della Sardegna. Mela de Taras, abitato scomparso:
detto anche Taras (Taras è presente in Sardegna come cognome,
con maggior frequenza in Gallura), fu capoluogo della omonima
Curadorìa, nel regno giudicale di Gallura, fece parte dei
possedimenti di Pisa ed infine del Regno catalano - aragonese di
Sardegna; fu abbandonato alla fine del XIV° secolo; era ubicato
in agro di Santa Teresa di Gallura. nel testo del Fara " Ioannis
Francisci Farae - In Sardiniam Chorographiam -", al capitolo De
Fluviis, troviamo: Flumen Mascaris oritur ex agro oppidi
Salvenneris, regionis Plovacae (nasce dalle campagne del paese
di Salvennero, nella regione di Ploaghe).per Campum Melae
impigre excurrit (.percorre impetuoso Campo Mela). De Mela e De
Melas li troviamo come cognomi nei documenti antichi della
Sardegna. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388
troviamo: Mela(de) Amico, jurato ville Solarussa (* Solarussa
.odierno Solarussa. Campitani Majoris); Mela(de) Gantino, ville
Zaramonte ( * Zaramonte... odierno Chiaramonte. Contrate de
Anglona - Chiaramente); Melas (de) Paschalino, ville Mahara (*
Mahara - Barbaraquesa .Arbarei - Villamar. Contrate Marmille);
Melas(de) Molentino, jurato ville de Sancto Gavino ( * Sancto
Gavino. San Gavino Monreale. Montis Regalis). Nel Condaghe di
San Nicola di Trullas, CSNT, XI°, XIII° secolo, sono presenti:
De Mela Dorgotori (27), teste in un acquisto e membro della
Commissione che stabilisce il prezzo di una vigna, in Semestene:
comporaili binia perdita (una vigna lasciata in abbandono) a
Gosantine Capiça, in binias de Semeston, tenendo a sa
binia(confinante con la vigna di) de donnu Comita de
Laccon.Testes, ki bi furun ad apreçare(quelli che ne dovevano
decidere il prezzo), Simio Mabronti et Dorgotori de Mela.De Mela
Ytçoccor e Mariane, fratelli (133), insieme al loro cognato
Gosantine Taras, vendono una terra: comporailis a fratres De
Mela, a Mariane et ad Ytçoccor et assu connatu Gosantine Taras,
terra in padule (palude), tenende (confinante) assa de Andria
Voço. Et devili (loro diedi) sollo decasu(un soldo di formaggio)
et .III.çiricas, et .XX. cubita de pannu, et .I. berbere.
Testes.(3 tele di seta e 20 cubiti di panno e una pecora.
Testimoni.); De Mela Petru (96): comporaili a Petru de Mela
latus (ho comprato da Petru de Mela, la metà - del servizio -)
in (di)Iusta Lorica; et ego deibili (ed io gli ho dato), .I.
caballu in .IIII. sollos, et .I. maiale in dsollo, et .I. bacca
in .II. sollos, a boluntade de pare( ed io gli ho dato un
cavallo del valore di 4 soldi, un maiale del valore di un soldo,
una vacca del valore di 2 soldi, con l'accordo reciproco).
Teste, Furatu Melone et Gosantine Reças. Attualmente il cognome
De Melas è presente in 26 Comuni italiani, di cui 8 in Sardegna:
Samugheo 3, Muros 3, Fonni 3, etc. Il cognome Demelas è presente
in 105 Comuni italiani, di cui 62 in Sardegna: Atzara 75,
Samugheo 62, Sassari 38, Budoni 33, Cagliari 32, etc. |
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DE
MENEGHI
DEMENEGHI |
Assolutamente rarissimi Demeneghi è probabilmente dovuto a
errori di trascrizione di De Meneghi, sembrerebbero tipici della
zona di Treviso, dovrebbero derivare da modificazioni dialettali
dell'aferesi del nome Domenico. |
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DE MEO
DI MEO |
De
Meo è diffuso a Formia nel basso Lazio e nel foggiano, Di Meo è
molto diffuso nell'area che comprende Lazio, Abruzzo, Molise,
Campania e Puglia, derivano dal nome/cognome
Meo (vedi
Meo), tracce di questa cognominizzazione le troviamo in Sicilia
in un atto del 1420 scritto in Palermo: "...Ego Aloysius de Meo
de Panormo Jnperialj autoritate vbique ac regia per totum regnum
Jnsole Sicilie et archiepiscopali per dyocesim Panormitanam
Judex ordinarius atque notarius puplicus premissa omnia rogatus
scripsi et puplicaui et meo signo signaui.... |
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DE
MESTRIA
DE MESTRIO
MESTRI
MESTRIA |
De
Mestria è quasi unico, così come De Mestrio e Mestri, Mestria,
comunque rarissimo, sembrerebbe avere un ceppo a Ferrandina nel
materano, dovrebbero derivare dal nome della
Gens Mestria,
una Gens consolidata nel riminese ed in Sabina, è anche
possibile una derivazione dal nome greco
Mestrius,
ricordiamo Mestrius Plutarchus, il famosissimo storico e
biografo greco Plutarco. |
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DE
METRI
DEMETRI
DEMETRIA
DEMETRIO
DE MITRI
DEMITRI
DI METRI
DI MITRI
DIMITRI |
De
Metri, estremamente raro, dovrebbe essere dovuto ad errori di
trascrizione di Demetri, che ha un ceppo nel rovigoto, uno nel
varesotto ed uno nel torinese, Demetria è unico, Demetrio ha un
piccolo ceppo pugliese ed uno nel reggino, Demitri è decisamente
pugliese, di Taranto e Sava nel tarantino e di Ceglie Messapica,
Francavilla Fontana e Mesagne nel brindisino, è una forma più
antica del cognome De Mitri che è molto diffuso in tutto il
Salento, soprattutto a Taranto, Lecce, Galatone, Carmiano,
Nardò, Botrugno, Copertino, Poggiardo e Calimera nel leccese ed
a Brindisi, Di Metri è quasi unico, mentre Di Mitri ha un grosso
ceppo nel Salento, a Manduria, Taranto e Pulsano nel tarentino
ed a Calimera e Corigliano d'Otranto nel leccese, ed uno a
Palermo e Monreale nel palermitano, Dimitri è anch'esso molto
diffuso a Manduria, ma è ben rappresentato anche a Taranto,
Avetrana, Pulsano e Maruggio nel tarentino ed a Calimera e
Corigliano d'Otranto nel leccese, dovrebbero tutti derivare
direttamente dal nome slavo
Dimitri o dal nome greco
Demetrios,
o dal nome latino Demetrius,
entrambi derivati dal nome della dea pagana della Terra
Demetra,
di queste origini abbiamo un esempio nel
Ab Urbe Condita
di Tito Livio: "... Demetrio rege in Syria regnabat. Hunc
Demetrius, Demetri filius, qui a patre quondam ob incertos belli
casus ablegatus Cnidon fuerat ...".
integrazioni fornite da
Sergio De Mitri
Il cognome De Mitri nasce da quella parte del Friuli a ridosso
dei rilievi delle Prealpi Giulie, storica zona di transito
aperta ad influenze orientali. Dall'agionimo
Demetrio,
Demitri deriva il cognome che subirà nei secoli continue
trasformazioni nelle trascrizioni parrocchiali , notarili ,
comunitarie. E'documentato in varie epoche che persino il nome
di una singola persona , appartenente alla stessa famiglia,
nell' arco della sua vita, verrà scritto e trascritto
indifferentemente come Dimitri o Demitri e (nella forma
aferetica) Mitri e de Mitri. Viene ipotizzato un unico stipite,
nel Quattrocento ben radicato a Cormòns (Giacomo Demitri in età
matura nel 1559) la famiglia si diffonde a S. Giovanni al
Natisone, nella zona di Santa Maria la Longa ed infine nella
fortezza veneziana di Palmanova. Il ceppo cormonese si dirama a
Galleriano (1517 , Zuan Demetri ) e Remanzacco (1508, Daniele
Mitri di Giovanni di Matteo) quindi la famiglia si sviluppa
nelle località tra Udine ed il cividalese (tra le quali
Pavoletto , Grions , Gagliano , Prepotto). Alcuni rami
raggiungeranno le località di Venzone, Buja , Dignano ,
Sedigliano. Nel Settecento ci sarà un notevole sviluppo a
Trieste mentre una famiglia, dopo qualche anno di permanenza a
Gorizia, si trasferirà in laguna, nell' isola di Murano quindi a
Venezia. |
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DEMETRICO |
Demetrico, quasi unico, sembrerebbe siciliano, dovrebbe derivare
da un termine tardo latino per colono o servo di un Demetrios. |
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DEMI
DEMO |
Demo
sembra tipico del padovano, con un ceppo, probabilmente
secondario, nel torinese, Demi è tipicamente toscano, in
particolare del livornese, dovrebbero derivare dall'aferesi di
nomi come Niccodemo. |
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DE
MICHELE
DE MICHELI
DEMICHELE
DEMICHELI
DI MICHELE
DI MICHELI
DIMICHELE |
De
Michele è tipico dell'area che comprende la Puglia in
particolare, la Campania ed il Molise, con ceppi anche
nell'aquilano e nel romano ed in Sicilia nel messinese e nel
palermitano, Demichele sembrerebbe specifico del barese, De
Micheli ha un ceppo in Lombardia, nell'alessandrino, nel
piacentino ed in Liguria, ha un ceppo fiorentino, uno romano ed
uno nel Salento, Demicheli sembrerebbe specifico dell'area
alessandrina, Demichelis, sicuramente piemontese, è molto
diffuso nel torinese e nel cuneese, ma con presenze
significative anche nell'alessandrino, De Michelis ha un ceppo
ligure ed uno nell'area che comprende l'aquilano, il reatino ed
il romano, Di Michele ha un grosso ceppo abruzzese con un ceppo
romano e nel reatino, uno molisano, uno nel foggiano ed uno nel
tarentino, Dimichele è tipico del tarentino, Di Micheli,
praticamente unico è quasi sicuramente dovuto ad un errore di
trascrizione, tutti questi cognomi sono forme patronimiche dove
il De ed il Di stanno per figlio di, riferendosi a famiglie il
padre del cui capostipite aveva come nome Michele. |
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D'EMIDI
D'EMIDIO |
D'Emidi è quasi unico, sitratta probabilmente di errori di
trascrizione del cognome D'Emidio, che è tipico della fasca che
comprende il Piceno, soprattutto con Ascoli, il teramano, con
Sant`Egidio alla Vibrata e Teramo, il pescarese, con
Collecorvino e Pescara, ed il romano, con Roma e Monterotondo,
si dovrebbe trattare di forme patronimiche relative a
capostipiti i cui padri si chiamassero
Emidio
(vedi EMIDIO). |
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DE
MIERE
DE MIERI
DEMIERI
DI MIERI
DIMIERI
DI MIERO
MIERA
MIERE
MIERI
MIERO |
De
Miere è praticamente unico e dovrebbe trattarsi del frutto di un
errata trascrizione del cognome De Mieri, che, molto raro,
presenta un ceppo a Sanza nel salernitano, Demieri, quasi unico,
dovrebbe essere dovuto ad errate trascrizioni del precedente, Di
Mieri è anch'esso specifico del salernitano, di Teggiano e di
Agropoli, Dimieri, quasi unico anch'esso, dovrebbe essere dovuto
ad un'errata trascrizione del precedente, Di Miero è specifico
di Chieti, Miera, Miere, Mieri e Miero sono praticamente unici,
tutti questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o tramite
forme patronimiche dove il prefisso
De- o
Di-
stiano per il figlio di,
da capostipiti i cui padri, o loro stessi si chiamassero con il
nome germanico Meier
che derivava dal termine germanico per fattore, o anche operaio,
ma potrebbero anche essere derivati dal nome francese arcaico
Demier,
non è esclusa una possibile derivazione da soprannomi basati sul
termine francese medioevale
miere (medico),
o da toponimi francesi come
Miers, presenti nelle vicinanze
di Brive la Gaillarde, tracce di queste cognominizzazioni le
troviamo con il pittore padovano del 1500 Pietro Antonio Miero. |
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DE
MILATO |
De
Milato è specifico di Francavilla Fontana nel brindisino,
potrebbe stare ad indicare una provenienza del capostipite da
Milatos
una località sull'isola di Creta. |
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DE
MITA
DEMITA |
Demita ha un piccolo ceppo nel tarentino, dovrebbe derivare da
errori di trascrizione di De Mita, che è specifico di Foggia e
Lucera nel foggiano, di Martina Franca e Massafra nel tarantino
e di Nusco nell'avellinese, potrebbe derivare dal fatto che i
capostipiti fossero appartenenti alla
Gens Mettia,
ma è pure possibile che si tratti invece di forme patronimiche
legate al nome tardo latino
Mitia, di cui abbiamo un
esempio in questo scritto: "...Invidiae semper regnum est:
omnisque potestas Impatiens socii. Quid multum? haec summa
precandi: Caelesteis Aquilas in visaque regna relinquas Arce
procul, nostroque velis te credere iuri. Sic genus aethereum
spretis sibi consulat armis, Inque vicem gens omnis amet. pax
missa per orbem Munera militiae volet exercere togatae: Pacato
quisque imperio, sine sanguinis haustu Mitia legitimo sub iudice
bella movebit. Sin, quae iusta, rogo, porro abnuis ore superbo;
heic subito, heic pacem temerataque iura relinquam: Teque sequar
Fortuna. procul tunc faedera. si nos Credidimus fatis; utendum
est iudice bello. ..", o anche che possa trattarsi di una forma
matronimica legata al nome femminile
Mita. |
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DE
MOLO |
De
Molo, assolutamente rarissimo, sicuramente veneto, sembrerebbe
del vicentino, forse di Piovene Rocchette, Velo d'Astico od
Arsiero, dovrebbe derivare da un antico nome di località
Molo,
come quello indicato ad esempio in un atto del 1195 a Chiavenna
nel sondriese: "...petia una vinee in Runcalia Bertrami de Molo
medietas unius vinee ad Molum, que fuit Arnoldi Zue petie due
vinee ad Molum Bunzeri Tantoni petia una vinee Bertrami de Molo
ad Molum...". |
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DE
MONTE
DEMONTE
DE MONTI
DE MONTIS
DEMONTI
DEMONTIS |
De
Monte ha un ceppo friulano, ad Artegna, Ragogna, Udine, San
Daniele del Friuli, Ampezzo e Buia, un ceppo a Trieste ed uno
pugliese, a Nardò e Lecce nel leccese, a Mola di Bari nel
barese, a Taranto ed a Brindisi, Demonte ha un ceppo nel
torinese, probabilmente secondario, e probabilmente dovuto
all'emigrazione dal meridione, ed un ceppo pugliese a Mola di
Bari nel barese ed a Cerignolka nel foggiano, Demonti, molto
raro, è tipico della zona tra bresciano e trentino, De Monti
invece è tipico della Valtellina, di Valdisotto nel sondriese,
Demontis è decisamente sardo ed è molto diffuso, De Montis ha un
ceppo nel cagliaritano, uno nel romano ed uno nel genovese,
dovrebbero tutti indicare una provenienza dei capostipiti da
zone di montagna, si trovano tracce di Demontis in Sardegna
almeno dal 1500.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
DEMONTIS: dai monti
(ad indicare la provenienza). In latino suonerebbe "de
montibus". Esistono tantissimi
toponimi col termine monte o monti. Molti centri abitati, che
contenevano il vocabolo "monti" o "monte" sono scomparsi.
Attualmente Monti è un centro di 2500 abitanti (Paesino di
montagna, a 300 m. s.l.m.) della nuova provincia di Olbia -
Tempio. Nelle carte antiche il cognome è registrato con "De"
separato da "Montis". Tra i firmatari della Pace di Eleonora,
*LPDE del 1388, troviamo 15 de Monte, 2 de Montes, 6 de Montis:
Monte (de) Anthonio, ville Macumerii(Macomer); Monte (de) Comita
- ville Terrenove et Fundi Montis(Olbia) ; Monte (de) Gaìno,
jurato ville Tiesi; Monte (de) Guantino, jurato ville Borone(*
odierno Boroneddu. Contrate Partis de Guilcier); Monte (de)
Joanne - ville Terrenove ; Monte (de) Joanne - ville Terrenove ;
Monte (de) Joanne, ville Bonorbe(Bonorva) ; Monte (de) Martino,
jurato ville Cerchillo(* attuale Berchidda. Curatorie de Costa
de Valls; Monte (de) Martino, jurato ville Silanus; Monte (de)
Rafuco, ville Macumerii; Monte (de) Sergadorio, ville Macumerii;
Monte (de) Thoma, ville Ribechu(* attuale Rebecu. Curatorie de
Costa de Valls ; Monte (de) Valentino, jurato ville Silanus;
Monte(de) Joannes -de Aristanni ; Monte(de) Iulianus - de
Aristanni ; Montes (de) Andrea, jurato ville Lequeses(*
Lachesos...villaggio distrutto della Diocesi di Sorres(
Meylogu)- Contrate Ardar et Meylogu); Montes (de) Guantino,
jurato ville Cossein (*odierno Cossoine - Contrate Caputabas);
Montis (de) Andrea, ville Ardar(Ardara); Montis (de) Joanne,
ville Macumerii ; Montis(de) Petro, jurato ville de Biti ;
Montis (de)Joanne - de Bosa; Montis (de) Juliano, ville
Lunamadrona; Montis(de) Librando, jurato ville Mahara(Villamar).
Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, *CSMB XI°, XIII° sec.,
è presente un certo Janne de Monte(94), in una donazione alla
chiesa: "posit Janne de Monte terra ad clesia.pro s'anima sua
.". Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, *CSNT, XI°, XIII°
sec., son citati 4 de Monte: Gosantine (186), figlio di Pietro,
testimone, insieme al padre, in un acquisto di servi (del
servizio): Comporaili a Comita de Thori. Latus de Gunnari Masala
et pede de sa filia Vera, e deivili 1 mesa libra de argentu
laborata, et unu pulletru de domare = ho comprato da Comita de
Thori, la metà (del servizio) di Gunnari Masala e un quarto
della figlia Vera; in cambio di mezza lira d'argento, e un
puledro non domato; De Monte Petru, padre di Gosantine è, tra
l'altro, maiore de ianna ( il maiore de ianna sta a capo di una
kita di armati: kita = turno di guardia di una settimana); de
Monte Ithoccor (236; 270), priore della chiesa di San Pietro di
Sorres, membro della Corona della Curadorìa in Bonorzoli,
presieduta dal Giudice Ic(i)occor de Laccon. Nel Condaghe di San
Pietro di Silki, *CSPS, XI°, XIII° sec., troviamo: Monte(de)
Janne(27), rapitore e poi marito di De Funtana Elene ed i loro 4
figli, Caterina, Gavini, Justa e Maria, in una spartizione di
servi: Ego presbiteru Petru Iscarpis (priore della chiesa di San
Pietro) ponio in ecustu Condake .pro Elene de Funtana, ki fuit
ankilla de scu. Petru de Silki, e levatilla a llarga Janne de
Monte e fekerun iiij (4)fiios.etc. (Io prete Petru Iscarpis
registro in questo Condaghe di San Pietro.Elene de Funtana che
era serva di San Pietro e fu rapita da Janne de Monte e fecero 4
figli.segue la lite (kertidu de servis) nella Corona (tribunale)
del Giudice Barusone (di Torres), per il possesso dei 4 figli,
con i padroni di Janne de Monte: Furatu de Seuin e Comita de
Gunale. Attualmente Demontis è presente in 245 Comuni italiani,
di cui 124 in Sardegna: Sassari 235, Cagliari 222, Quartu S. E.
82, Alghero 64, Escalaplano 52, Ozieri 51, etc. Nella penisola
Roma 35, Torino 29, Milano 27, Genova 16. Negli USA è presente
in 5 Stati, per lo più della costa occidentale, con un nucleo
familiare a testa. |
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DE
MUNARI
DE MUNER |
De
Munari, tipicamente veneto, sembrerebbe tipico del vicentino con
diramazioni anche nel veneziano e nel basso pordenonese, De
Muner, assoltamente estremamente raro, dovrebbe essere veneto,
questi cognomi dovrebbero essere forme patronimiche arcaiche
riferite a famiglie di figli di mugnai (vedi MUNARETTI ),
nell'antichità il mugnaio era un personaggio importante nelle
comunità soprattutto agricole e la forma patronimica con il
De
ne evidenzia il prestigio. |
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DE
MUNNO
DEMUNNO
DI MUNNO
DIMUNNO |
Demunno, quasi unico, è del cosentino, come De Munno, che,
assolutamente molto molto raro, è specifico di Amantea nel
cosentino, Dimunno, quasi unico, è del barese, Di Munno ha un
ceppo pugliese a Lucera e Cerignola nel foggiano ed a Monopoli
nel barese, con un piccolo ceppo anche a Poggiofiorito nel
teatino, questi cognomi dovrebbero derivare da forme
patronimiche, dove il De-
ed il Di-
starebbero per il figlio di,
riferiti a capostipiti i cui padri si chiamassero
Munno
(vedi MUNNO). |
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DE
MURO
DEMURO
DE MURU
DEMURU |
De
Muro ha un ceppo cagliaritano ed uno napoletano, Demuro è
tipicamente sardo, diffusi in tutta l'isola, in particolare
nella parte settentrionale, De Muru è tipicamente sardo, Demuru
è dovuto probabilmente ad un errore di trascrizione del
precedente, potrebbero derivare da soprannomi originati dal
vocabolo sardo muru
(asino,
ma anche muro, parete),
è pure possibile una derivazione dal toponimo Muros (SS).
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
DE MURO; DEMURO; DE MURU; DEMURU:
de muru =
dal o del o di muro; in latino
murus. Murai/re = murare, fare
i muri. Murayolu (log. antico)= muratore; oggi méstu o maìstru
de muru = maestro di muro. Muru a bullu = muro (di pietre) senza
malta. Muro, muros, muru, murus, murèra, sono toponimi comuni,
diffusi in tutta la Sardegna. Muros è il nome di un centro
abitato; in periodo medioevale appartenne alla Curadorìa di
Figulina, nel regno giudicale di Torres. Fu possedimento privato
dei Malaspina. Dal 1365 al 1388 appartenne al regno giudicale di
Arborea. Dopo alterne vicende, dal 1410 in poi andò a far parte
del Regno catalano aragonese di Sardegna. Nel 1928 il paese fu
aggregato al Comune di Cargeghe. Nel 1950 tornò autonomo. Oggi è
un paese di 754 abitanti della provincia di Sassari. Muro è
inoltre il nome di un centro abitato scomparso; ubicato in agro
di Galtellì, in periodo medioevale fece parte della Curadorìa di
Orosei - Galtellì, nel regno giudicale di Gallura. Fu
abbandonato verso le fine del XIV° secolo. Come cognomi, li
ritroviamo nei documenti antichi della lingua e della storia
della Sardegna. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del
1388 troviamo: De Muru Bernardo, jurato ville Culleri ( **
CULLERI.(attuale Cuglieri) CASTRI MONTIS DE VERRO.in posse
Salari Arsocho, notarii publici et etc. die X januario 1388.
nisi bestiaris pastores.congregatis in villa de Guilciochor .in
posse Salari Arsoci, habitatoris Bose .notarii publici et etc.
die X januari 1388); De Muru Florencio, jurato ville Culleri; De
Muru Joanne - de Bosa ( ** Bosa: omnibus civibus et
habitatoribus civitatis Bose.nisipastores.congregatis intus
Ecclesiam Beate Marie Virginis .die XV Januarii 1388); De Muru
Juliano, jurato ville Sia Sancti Nicolai ( * Sia Sancti
Nicolai.odierno Sia Piccina o Picca - Contrate Campitani
Simagis); De Muru Petro, jurato ville Macumerii (*** MACUMERII
et Curatorie de Marghine de Gociano.Macomer etc. In posse
Chelis Simonis, notarii publici...die XII Januarii 1388); De
Muru Petro, majore ville Bortigale ( * BORTIGALE.odierno
Bortigali. Curatorie de Marghine de Gociano); De Muru Stefano,
jurato ville Culleri; Demuru Joanne, ville de Guspini ( *
Guspini...Guspini. Contrate Montis Regalis); DeMuru Leonardo,
ville Zaramonte ( * Zaramonte... odierno Chiaramonte. Contrate
de Anglona - Chiaramente); Demuru Leorio, majore ville Usthei (
* Usthei ...villaggio distrutto della Diocesi di S. Giusta.
Contrate Partis de Guilcier); DeMuru Nicolao, jurato ville Nulvi
( * Nulvi...odierno Nulvi. Contrate de Anglona- Chiaramonte);
Muru(de) Georgio, jurato ville Spina Alba (* Spina
Alba.distrutto.Contrate Partis Milis); Muru(de) Guantino, ville
Modolo ( * Modolo...Modulo. Contrate Castri Serravallis);
Muru(de) Martino, ville Laconi ( ** Laconi.et Contrate Partis
Alença et etc. seu Atara Barçolo, officiali Curatorie de Parte
Alença. In posse Penna Ambrosii et filii Guiducii (Penna)
notari...die XII januarii 1388.( nisi pastores bestiarium et
etc); Muro (de) Joanne, ville Montis leonis (* Montis
Leonis.odierno Monteleone Roccadoria. Caputabas). Nel Condaghe
di San Nicola di Trullas, CSNT, XI°, XIII° secolo, troviamo: sos
de Muru (108), proprietari di terre in Arkennor( o Arcennor:
centro abitato oggi scomparso. Appartenne alla Curadorìa di
Costavalle, nel regno giudicale di Torres. Era sito in
territorio di Semestene. Il nome rimane oggi in un piccolo corso
d'acqua, Riu Alchennero); De Muru Dorgotori - (210) - (fratello
di Petru, e di Yçoccor, coi quali vende servi (il loro
servizio)in Consedin (l'attuale Cossoine - Caputabas). Nel
Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, CSMB, XI°, XIII° secolo,
troviamo: De Muru Arzocco, diacono(167, 202, 205), teste in
partizioni di servi; De Muru Cerkis ( 81) (teste in una compera
di servi): comporeilli assu conte (de Sollie - Solii, abitato
scomparso, appartenente, in periodo medioevale, alla Curadorìa o
parte Campidano di Milis, nel regno giudicale di Arborea. Il
paese fu abbandonato, presumibilmente, verso la fine del XIV°
secolo). De Muru Goantine (214), prete di Senuski( Senuski - o
anche Sa Nuschi - abitato scomparso. Era sito in agro di
Nuràchi. In periodo medioevale appartenne alla Curadorìa o Parte
di Campidano di Cabras, nel regno giudicale di Arborea. Nel
1410, in seguito alla sconfitta delle truppe arborensi, passò al
regno catalano -aragonese di Sardegna. Fu abbandonato all'inizio
del XVII° secolo, molto probabilmente a causa delle continue
incursioni barbaresche); De Muro Gunnari (173), testimone in una
lite (kertu) per la partizione della servitù; De Muru Izoccor,
scrivano (8)- testes (in una donazione a Santa Maria da parte di
donnu Guantine Murtinu): Deus et Sancta Maria et Izoccor De Muru
ke iscripsit custa carta et donnuMariane de Zepera, donnu Comita
de Loy, donnuGosantine de Thori, majstru Bigenzu etc.; De Muru
Troodori (169), testimone in una lite per la concessione di
donna Bera d'Uda, della sua parte (parzone) a Santa Maria; De
Muru Troodori o Torkitorio(diverso dal precedente - 24, 33,
205), arcivescovo di Arborea( dal 1224 al 1253), per nomina di
papa Onorio II° ( vedi Di.Sto.Sa di F. C. Casula); al cap. 205
del CSMB è parte in uno scambio di servitù: In nomine Patris et
Filii et Spiritus Sancti amen; ego Arrigu priore di Sancta Maria
de Bonarcadu, partivi serbos cun Troodori de Muru arkiepiscopu
de Sancta Maria d'Aristanis. Attualmente il cognome De Muro è
presente in 104 Comuni italiani, di cui 17 in Sardegna: Cagliari
43, Quartu 9, Tempio 6, etc. Nella penisola, Roma ne conta 50,
Napoli 43, Genova 9, etc. Depuro è presente in 138 Comuni
italiani, di cui 65 in Sardegna: Tempio 112, Cagliari 92,
Sassari 89, etc. De Muru è presente in 15 Comuni italiani, di
cui 2 in Sardegna: Oschiri 3, Las Plassas 2. Demuru è presente
in 117 Comuni italiani, di cui 71 in Sardegna: Meana Sardo 126,
Berchidda 65, Cagliari 43, Sassari 41, etc. |
|
DE
MURTAS
DEMURTAS |
Tipici sardi, Demurtas è molto diffuso in tutta l'isola, De
Murtas è specificatamente cagliaritano, potrebbero derivare da
toponimi contenenti la radice Murtas, come se ne trovano sia nel
cagliaritano che nel nuorese e nel sassarese, ma più
probabilmente sono originati dalla presenza di molti cespugli di
mirto
(sa murtas)
nelle vicinanze della casa del capostipite.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
DE MURTAS; DEMURTAS: de murtas:
letteralmente, dai mirti;
dal latino murta
o myrta
= mirto.
Sa murta druci
= la coccola del mirto.
Il liquore di mirto è oggi uno degli sciroppi più classici della
Sardegna. Murta, murtas, sono termini molto frequenti nella
toponomastica sarda. Es: Rio Mùrtas, in agro di Arbus; planu de
murta, sa valle dessa murta, nel CSNT(191 - 206), etc. etc.
Ricordiamo poi che Murta Urci o Durci è il nome di un centro
abitato scomparso. Apparteneva come villa (bidda) medioevale,
alla Curadorìa di Campidano, nel regno giudicale di Càrali. Il
centro abitato fu abbandonato alla fine del XIII° secolo. Oggi è
rimasto come toponimo, ad indicare una "cala" in prossimità
della Sella del Diavolo e della spiaggia del Poetto, nel golfo
degli Angeli, meglio conosciuto come golfo di Cagliari. Un altro
centro abitato scomparso, di nome Murta, si trovava in agro di
Monastir. Di origine nuragica, in periodo medioevale fu villa
(bidda) appartenente alla Curadorìa di Gippi, nel regno
giudicale di Carali. Dal 1324 fu un paese del Regno catalano -
aragonese di Sardegna. Fu abbandonato verso la fine del XIV°
secolo, probabilmente a causa delle continue guerre tra il
Giudicato di Arborea ed il Regno di Sardegna. A Villaputzu,
sulla costa si trova la Torre antibarbaresca di Murtas, detta
anche Torre di Quirra. Il cognome è presente negli antichi
documenti della storia e della lingua della Sardegna. In questi
è sempre preceduto da "de", ad indicare, probabilmente, la
provenienza Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del
1388, figurano: Murta (de) Joanne, ville Gononò (*
Gononò.Gonnosnò; Gonnunou. Partis de Montibus); Murta Comita,
jurato ville Urune ( * Urune.attuale Orune ( Oruni). Curatorie
de Anella); Murtas (de) Anthonio, ville Mahara ( * Mahara -
Barbaraquesa .Arbarei - Villamar. Contrate Marmille); Murtas
(de) Barçòlo, ville Mahara; Murtas (de) Coco, ville Mahara;
Murtas (de) Francisco, ville Selluri (** Selluri - Sedduri -
Seddori: odierno Sanluri. Et ego Capula Marcus .sindicus, actor
et procurator ville Selluri.seu a Petro De Castay, locuntenente
capitanei et Margiano Costa, locuntenente potestatis terre
Selluri et omnibus habitatoribus dicte terre, congregatis. X die
januarii 1388); Murtas (de) Laurencio, curie de Ploaghe ( *
Curie de Ploaghe.odierno Ploaghe); Murtas (de) Petro, curie de
Ploaghe; Murtas (de) Salvadu, jurato ville Solgono ( *
Solgono.odierno Sorgono. Mandrolisay e Barbagia di Belvì);
Murtas (de)Nicolaus - de Aristanni (*** Aristanni: elenco dei
nomi dei firmatari della PETIZIONE. Omnes cives mercatores et
habitatores dicte civitatis.nisi pastores bestiaminum et quorum
dificulter demorari non poterant.congregati. Porta la data : die
XIIII mensis Januarii M°. CCC°. LXXXVIII° et etc.); Murtas(de)
Margiani, jurato ville de Dure ( * Dure.distrutto - salto di
Bitti - Contrate Montis Acuti - Ozieri); Murtas(de) Petro,
jurato ville Solli ( * Solli.odierno Silli. Contrate Partis
Milis). Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, CSMB, XI°,
XIII° secolo, troviamo: De Murtas Eissu (194), vende un terra
alla chiesa: comporai a Terico Nonne e a Eissu de Murtas et
assas sorres terra et figu et omnia cantu aviant (e tutto quello
che avevano) in Pirastru de Zinzalu (località probabilmente sita
in agro di Sancte Eru - San Vero), et una terra dae segus
(dietro) de domo de Iuanni de Urri(la casa di .)et clompet usque
assos ortos dessu erriu (arriva sino agli orti del rio). Dilli
in prezu sollos XII de denaris.(gli ho dato in cambio 12 soldi
in contanti.). Testes..(seguono i testimoni). Nel Condaghe di
San Nicola di Trullas, CSNT, XI°, XIII° secolo, troviamo: De
Murta Victoria(272), serva in Trullas: tramutai (scambio) cun su
priore de Ferrukesos.et isse deitimi.me deit latus (la metà del
servizio) de Sirica, fiia de Victoria de Murta.Testes.(seguono).
Attualmente il cognome De Murtas è presente in 92 Comuni
italiani, di cui 22 in Sardegna: Cagliari 40, Oristano 9 Nuoro6,
Quartu 6, etc. Demurtas è presente in 173 Comuni italiani, di
cui 87 in Sardegna: Cagliari 132, Villa Grande Strisaili 120,
Nuoro 83, Tortolì 79, Arzana 67, etc. |
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DE
MUSSI
DE MUSSO |
De
Mussi è unico ed è del barese, si tratta di un errore di
trascrizione di De Musso, che sembrerebbe specifico di Molfetta
nel barese, dovrebbe derivare dal nome
Musso
(vedi MUSSI) il De
iniziale è patronimico e sta per figlio di, intendendo quindi la
famiglia di un figlio di un Musso. |
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DE
NADAI
DENADAI |
De
Nadai è specifico del trevisano, di Vittorio Veneto, Cappella
Maggiore, Salgareda, Cordignano, Vazzola e Conegliano, con un
piccolo ceppo anche a Padova, ed un ceppo a Roma, probabile
frutto dell'emigrazione veneta in occasione della bonifica
Pontina, Denadai, quasi unico, è probabilmente una forma
alterata del precedente, che dovrebbe derivare dalla forma
dialettale trevisana del nome
Natale, si tratterebbe quindi
di un patronimico, dove il prefisso
De-
starebbe per il figlio di,
riferito a capostipiti il cui padre si fosse chiamato
Natale,
in veneto Nadal,
al plurale Nadaj
o Nadai. |
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DE
NAPOLI
DENAPOLI
DI NAPOLI
DINAPOLI |
De
Napoli ha un ceppo nel barese, uno nell'avellinese ed uno nel
cosentino, al centro è ben presente nel romano, Di Napoli è
diffuso in tutto il sud, in particolare in Campania, nel
napoletano e nel salernitano e nel romano, sia Denapoli che
Dinapoli sembrerebbero del barese, di Acquaviva delle Fonti ed
Altamura, anche se il secondo ha anche un ceppo ad Alghero, si
dovrebbe trattare di indicatori di provenienza dei capostipiti,
probabilmente originari di Napoli, ma si può anche trattare di
forme patronimiche dove il De
ed il Di
stanno per figlio di
qualcuno chiamato Napoli
(vedi NAPOLI). |
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DE
NARDI
DE NARDO
DENARDI
DENARDO |
De
Nardi è tipicamente veneto del trevisano, di Vittorio Veneto,
Conegliano, Treviso, Farra di Soligo, San Vendemiano, Tarzo,
Morgano, Cappella Maggiore, Montebelluna, Salgareda e
Cordignano, Denardi, decisamente molto molto raro sembrerebbe
del Trentino, Denardo, quasi unico, potrebbe essere dell'area
piemontese, De Nardo ha un ceppo tra trevisano , pordenonese ed
udinese, uno a Roma, uno campano ed uno nel catanzarese,
dovrebbe trattarsi di forme patronimiche dove il prefisso
De-
stia per il figlio di,
riferito a capostipiti il cui padre si fosse chiamato
Nardo,
una forma aferetica del nome
Bernardo,
Leonardo
o altri simili. |
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DE
NARO
DENARO
DI NARO
DINARO |
De
Naro, assolutamente rarissimo, è del ragusano, Denaro è tipico
della Sicilia, dove è molto diffuso nel messinese e nel
ragusano, ma è presente in misura molto significativa in tutta
l'isola, ed ha un ceppo anche nel reggino, Di Naro, molto molto
raro, è tipico dell'agrigentino e del nisseno, Dinaro,
altrettanto raro, è specifico invece del catanese e soprattutto
del siracusano, dovrebbero essere originati dal fatto di essere
i capostipiti originari della città di Naro nell'agrigentino, ed
il prefisso De
o Di
indicherebbero provenienza delle famiglie. |
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DE
NATALE
DI NATALE |
De Natale
ha un ceppo nel barese ed uno nel messinese, Di Natale ha un
grosso nucleo in Sicilia, ma è molto presente anche nel Lazio,
Abruzzo, Campania, Puglia, con ceppi probabilmente secondari a
Trieste, Genova, milanese e torinese, dovrebbero entrambi
derivare dal fatto che il capostipite portava il nome di Natale,
probabilmente perche nato durante il periodo natalizio. |
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DE
NEGRI
DE NEGRIS
DE NIGRI
DE NIGRIS
DENEGRI
DENIGRI
DENIGRIS |
De
Negri ha un ceppo tra alessandrino e genovese ed uno nel
trevigiano, Denegri oltre al ceppo tra genovese ed alessandrino
ne presenta uno a Stintino (SS), De Negris è quasi unico,
Denigri, rarissimo, è presente solo nel milanese, DeNigris è
tipico dell'area che comprende Campania, Molise, Basilicata e
Puglia, con piccoli ceppi anche in Lombardia, Denigris e De
Nigri sono quasi unici e probabilmente sono dovuti ad errori di
trascrizione, possono essere derivati dal nomen latino
Nigrius,
come da un soprannome legato al colore dei capelli. Tracce di
queste cognominizzazioni le troviamo nella prima metà del 1500 a
Bergamo dove opera il notaio Giovanni Francesco Alfonso fu
Marino de Nigris. |
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DE
NICCOLO
DE NICCOLO'
DE NICOLO
DE NICOLO' |
De
Niccolo, assolutamente rarissimo, sembrerebbe romano, De Nicolo
è tipicamente pugliese, diffusissimo a Terlizzi nel barese, ma
con presenze molto significative anche a Bari, Molfetta, Bitonto
e Ruvo di Puglia, sempre nel barese, De Nicolò oltre al ceppo
pugliese a Bari, dove è diffusissimo, e alle buone presenze a
Terlizzi, Capurso, Acquaviva delle Fonti, Molfetta, Modugno,
Triggiano, Putignano ed Adelfia, sempre nel barese, ha un ceppo
nel riminese, a Cattolica e Rimini, nel bellunese a Vigo di
Cadore ed in Friuli a Procenicco nell'udinese, De Niccolò,
praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad un'errata
trascrizione del precedente, si dovrebbe trattare di forme
patronimiche riferite a capostipiti i cui padri si fossero
chiamati Nicolo
o Nicolò
o con suoi alterati. |
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DE
NICHILO
NICHIL
NICHILO
NIHIL |
De
Nichilo è specifico del barese, di Molfetta soprattutto, Nichil
è tipico di Miggiano, di Tricase e San Cassiano nel leccese,
Nichilo è invece del barese di Corato in particolare, Nihil,
quasi unico, è del Salento, si dovrebbe trattare di cognomi
attribuiti a fanciulli abbandonati derivando dal termine latino
nihil
(niente, nulla)
intendendo con ciò che si trattava di figli di nessuno. |
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DE
NICOLA
DENICOLA
DI NICOLA
DINICOLA |
De
Nicola è molto diffuso in tutto il centrosud, soprattutto a Roma
ed in Campania, Denicola, assolutamente rarissimo, è una forma
alterata del precedente, Di Nicola è diffuso in tutta Italia, ma
particolarmente in Abruzzo, nel romano, nell'area tra
salernitano e potentino e nel palermitano, Dinicola,
assolutamente molto raro, parrebbe specifico di Comiso nel
ragusano, tutti questi cognomi dovrebbero derivare da forme
patronimiche, dove il De-
o il Di-
stanno per figlio di,
riferiti a capostipiti i cui padri avessero come nome
Nicola.
Personaggio di altissimo rilievo è stato il giurista Enrico De
Nicola Presidente della Camera dei deputati e dell'Assemblea
Costituente, Capo provvisorio dello Stato e primo Presidente
della Repubblica italiana. |
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DE
NICOLAI
DENICOLAI |
De
Nicolai, assolutamente rarissimo, parrebbe del genovese, mentre
Denicolai, altrettanto raro, sembrerebbe piemontese, si dovrebbe
trattare di forme patronimiche riferite a capostipiti il cui
padre si chiamasse Nicolao. |
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DE
NILO
DI NILLO |
De
Nilo, praticamente unico, sembrerebbe napoletano, Di Nillo,
quasi unico è del centro Italia, dovrebbe trattarsi di forme
patronimiche, dove il De-
o il Di-
starebbero per il figlio di,
riferito ad un capostipite il cui padre si fosse chiamato
Nilo o
Nillo
(vedi NILI). |
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DE
NIRO
DENIRO |
Estremamente rari, sembrerebbero originari della zona tra
Molise. Puglia e Basilicata.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
De Niri, rarissimo, probabilmente originario del Centro-Sud
orientale (sebbene sia difficile indicarne il ceppo principale),
dovrebbe derivare da una variante dialettale del termine nero,
inteso o come nome di persona o come soprannome indicante
caratteristiche fisiche del capostipite (vedi Negri). Il noto
attore italo-americano Robert De Niro, per quanto riguarda le
sue radici italiane, ha origini molisane (sebbene abbia anche
altre origini, fra le quali irlandesi): i suoi antenati italiani
venivano infatti da Ferrazzano (CB). |
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DE
NITTI
DE NITTIS
DE NITTO
DENITTI
DENITTIS
DENITTO
DI NITTO
DINITTI
DINITTO
NITTI
NITTO |
De
Nitti, molto raro, è pugliese, ha un ceppo a Bitonto e Bari nel
barese ed uno a Copertino e Lecce nel leccese, Denitti è
praticamente unico, De Nittis ha un grosso ceppo nel foggiano,
in particolare a Peschici, Manfredonia, Monte Sant'Angelo,
Foggia, San Giovanni Rotondo e Vieste, ed uno a Pisticci e
Bernalda nel materano, Denittis, estremamente raro, è specifico
di Vieste, De Nitto è specifico del brindisino, in particolare
di Mesagne, Latiano, Brindisi ed Erchie, Denitto, leggermente
più raro, è anch'esso specifico di Mesagne, Di Nitti è unico, Di
Nitto è caratteristico del latinense, di Gaeta e Formia, con un
grosso ceppo anche a Roma, Dinitto, sembrerebbe quasi unico,
Nitti sembrerebbe originario della Puglia, è molto diffuso nel
barese a Bari, Triggiano e Castellana Grotte, con buone presenze
anche a Casamassima, Capurso, Grumo Appula, Modugno, Monopoli,
Noicattaro, Conversano ed Adelfia e nel tarantino a Taranto e
Massafra, con ceppi anche in Campania a Gesualdo nell'avellinese
ed a Napoli, Nitto ha un ceppo campano nel salernitano a Pagani,
Buccino e San Marzano sul Sarno, uno pugliese molto piccolo, a
Novoli nel leccese ed a Taranto, ed uno a Siracusa ed a
Palazzolo Acreide nel siracusano, dovrebbero tutti derivare,
direttamente o tramite forme patronimiche dove il
De ed il
Di
stanno per
figlio di,
dall'aferesi dialettale contratta del nome medioevale
Benedictus
(Benedetto)
o Salnictus.,
dell'esistenza di questo nome abbiamo un esempio ad Agrigento in
un atto della prima metà del 1300, dove risulta beneficiario di
un'investitura un Salnicto de Abrignali, dell'uso di questa
forma contratta abbiamo un esempio in un'antica registrazione
notarile medioevale: "...Benedictus, qui pro nomine Nitto
Sproccus vocor, refutavi per virgulam ...".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
De Nitto, De Nittis sono cognomi pugliesi patronimici della
forma base Netti
che potrebbe essere la cognominizzazione di
Nétto,
forse derivato dall'aggettivo 'netto'
< latino nitidu(m)
col senso figurato di 'persona
innocente, senza colpa', oppure
dall'ipocoristico aferetico di
Benétti, Iaconétti, Bonètti, Leonètti, Marianètti,
ecc. Minervini 346. |
|
DENNI
|
Molto
raro è specifico delle province di Roma e Latina, dovrebbe
derivare dal cognomen latino dell'età preimperiale Dennius, di
cui si hanno tracce in un'iscrizione che cita un Dennius Auli
filius della tribù Scaptia, originaria della zona fra Sora e
Fabrateria. |
|
DE
NOLA |
Specifico
di Ugento (LE), potrebbe derivare dal toponimo Nola (NA), il
capostipite potrebbe essere stato al servizio di Niccolò Orsini
conte di Nola, e Signore di Galatina (LE). |
|
DE
NORA |
Di
probabile origine della provincia di Bari, potrebbe derivare
come soprannome dal toponimo Noha (LE). |
|
DE
NOTARIIS
DE NOTARIS |
De
Notariis, molto molto raro, ha un ceppo a Larino nel
campobassano, ma parrebbe di origine nolana nel napoletano, De
Notaris ha un piccolo ceppo nel ravennate ed uno in Campania a
Napoli, Montoro inferiore nell'avellinese e Salerno, si dovrebbe
trattare di famiglie notarili molto antiche (vedi NOTARI),
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Nola nel 1500
con Nicola Primo De Notariis, che fu il primo ad essere ammesso,
nel regno di Napoli, a far parte della Compagnia di Gesù, fatto
che avvenne nel 1553 appena la Compagnia venne istituita a Nola,
in Piemonte, sempre nel 1500 ne troviamo tracce a Vercelli: "Ego
Iohannes, filius condam domini Thome de Notariis de Blanzate,
publicus imperiali et ducali auctoritatibus nottarius
Vercellensis, in civitate Vercellarum et in vicinia Sancti
Salvatoris habitans, de anno millesimo quingentesimo sexagesimo
tertio, die primo mensis iullii, indictione sexta collegium
notariorum intravi predicte civitatis et in eo assumptus fui,
prout constat publico instrumento recepto per nobilem dominum
Petrum de Advocatis Bene nottarium publicum dicti collegii, ideo
manu mea propria in presenti matricula notariorum collegiatorum
hic me subscripsi cum mey soliti signi tabellionalis apposicione
in veritatis fidem et omnium premissorum.".
integrazioni suggerite da
Francesco de Notaris
Si ricordano Nicola (I) de Notaris gesuita, direttore del
Collegio di Perugia ove morì nel 1586, Costantino, primo Priore
dell'Abbazia di Cava dei Tirreni, Francesco (II) Vescovo di
Lavello nel 1644, Camillo (1649/1686) storico e filosofo, Nicola
(II) Vescovo di Squillace nel 1778. Nel 1805 nacque a Milano il
botanico Giuseppe de Notaris, originario di Trobaso, poi
Senatore del Regno nel 1876, morì nel 1877. |
|
DE
NOTARISTEFANI
DE NOTARISTEFANO |
De
Notaristefani e De Notaristefano sono entrambi assolutamente
rarissimi, probabilmente meridionali, si dovrebbe trattare di
rami cadetti dei cognomi Notaristefani e Notaristefano (vedi
NOTARISTEFANI ) |
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DE
NOTARPIETRO |
Assolutamente rarissimo, parrebbe salentino, potrebbe trattarsi
di una connessione con la famiglia Notarpietro (vedi), ma è pure
possibile una diretta origine dalla famiglia di un notaio di
nome Pietro. |
|
DE
NOTTI
DENOTTI |
De
Notti è quasi unico, Denotti sembra essere specifico di Quartu
Sant`Elena nel cagliaritano e delle zone limitrofe, potrebbe
derivare sa un nome di località indicato come
notte in
sardo notti,
ma è anche possibile che si tratti in origine di un soprannome
originato dal fatto che il capostipite fosse nato durante
sa notti
(la notte,
sottinteso santa o di Natale). |
|
DE
NOVELLIS
DENOVELLIS |
De
Novellis ha un ceppo ina Abruzzo nel pescarese a Caramanico
Terme, uno a Roma ed uno a Napoli ed Aversa (CE), Denovellis,
assolutamente rarissimo, parrebbe pugliese, dovrebbero derivare
dal nome medioevale Novello,
in alcuni casi il De si può intendere come Dei e considerare un
attributo nobiliare, che molti scriverebbero in minuscolo. (vedi
NOVELLA)
integrazioni fornite da
Luigi de Novellis
La famiglia de Novellis ha altri 2 ceppi, non citati ma molto
presenti e con origini nobili accertate, in Calabria e Lucania.
In Calabria in particolare la famiglia (comunque risalente allo
stesso capofamiglia) si divise tra Belvedere Marittimo e
Corigliano Calabro. A Corigliano Calabro, dove vivo io, siamo
ancora presenti anche se in pochi, mentre a Belvedere la
famiglia si è ormai estinta con la morte dell'Ambasciatore
Gennaro de Novellis figlio del senatore a vita del Regno
d'Italia e ministro plenipotenziario Fedele de Novellis. Il nome
più ricorrente in questa famiglia tra Calabria, Lucania ed altri
luoghi d'Italia è appunto Fedele, che riporta alla stessa
origine. |
|
DENTE
DENTI |
Dente ha
un ceppo a Monte Compatri e Roma nel romano ed uno tra la
Campania, principalmente a Napoli, nell'avellinese a
Montefredane e Montefusco e nel salernitano a San Gregorio Magno
e Salerno, e Cerignola nel foggiano e Bisceglie e Gravina in
Puglia nel barese, Denti è diffuso in tutto il centro nord, con
massima concentrazione tra Emilia e Lombardia, ed in Sardegna,
potrebbero derivare da soprannomi originati dall'attività di
cavadenti, o da episodi dove il capostipite si sia distinto per
la forza della dentatura. |
|
DENTONE
DENTONI |
Dentone
ha un ceppo a Sestri Levante, Chiavari e Casarza Ligure nel
genovese, ed uno a Livorno, Dentoni, estremamente raro,
sembrerebbe dell'area ligure, toscana, dovrebbero derivare da
soprannomi originati dalla dentatura particolarmente prominente
dei capostipiti. |
|
DE
NUCCIO
DE NUZZO |
De
Nuccio ha un piccolo ceppo nel casertano, a Riardo Teano e
Pietramelara, ma il nucleo principale è pugliese di Castrignano
del Capo nel leccese, dove ha piccoli ceppi anche a Patù,
Copertino ed Alessano, ed a Brindisi, De Nuzzo è anch'esso
oiriginario della penisola salentina, deriva per lo più da una
forma patronimica, dove il De
sta per figlio di,
riferito ad un capostipite il cui padre aveva un soprannome
originato da un diminutivo del nome
Antonio o
Stefano,
in alcuni casi potrebbe derivare invece dal toponimo Nuccio nel
trapanese, ma è altamente improbabile. |
|
DE
NUNNO
DI NUNNA
DI NUNNO |
De Nunno
e Di Nunna, sono praticamente unici o quasi, Di Nunno, è
tipicamente pugliese, del foggiano, di Deliceto e di Foggia, e
del barese soprattutto, di Canosa di Puglia in particolare e di
Bari, Barletta e Trani, dovrebbero essere forme matronimiche e
patronimiche riferite a capostipiti individuabili come i figli
del padrino di battesimo (vedi NUNNA). |
|
DE
NUNTIIS |
De
Nuntiis, molto raro, è specifico dell'aquilano, de L'Aquila e di
Scoppito, potrebbe trattarsi di una forma patronimica riferita
ad un capostipite discendente da un
Nuntius (Nunzio)
di nome o di fatto nuntius
(messaggero). |
|
DE
NUNZIO
DENUNZIO
DI NUNZIO
DINUNZIO |
De
Nunzio ha un ceppo campano, a Teano nel casertano, a Benevento e
Frasso Telesino nel beneventano ed a Napoli, ed uno pugliese, a
Brindisi e Lecce, Denunzio e Dinunzio, quasi unici, hanno
qualche rara presenza in Puglia ed in Campania, dovrebbero
essere forme alterate del precedente o del successivo, Di Nunzio
è ben diffuso in Abruzzo, nel teatino a Lanciano, Santa Maria
Imbaro ed Ortona, a Pescara e nell'aquilano ad Avezzano ed a
Villetta Barrea, in Molise nel campobassano a Campobasso,
Roccavivara e Bojano, e nel foggiano a San Severo, Poggio
Imperiale e Foggia, con un ceppo a Napoli, Pozzuoli, Quarto e
Marano di Napoli nel napoletano ed a Morcone nel beneventano, ed
uno tra brindisino e tarantino ad Oria, Francavilla Fontana nel
brindisino ed a San Marzano di San Giuseppe nel tarantino,
questi cognomi dovrebbero essere forme patronimiche riferite a
capostipiti i cui padri si fossero chiamati
Nunzio
(vedi NUNZI). |
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DEODATI
DEODATO
DI DATO
DIDATO
DIODATI
DIODATO |
Deodati è tipico della provincia di Roma, Deodato sembrerebbe
specifico della Calabria centromeridionale, di Ionadi (VV) in
particolare, Di Dato è specifico di Napoli, Portici, San Giorgio
a Cremano, Ercolano e tutto il napoletano, con un ceppo anche ad
Angri nel salernitano, Didato, oltremodo raro, è anch'esso del
napoletano, Diodati sembra avere più ceppi, nel lucchese, nel
pescarese, in provincia di Roma, nel casertano e nel cosentino,
Diodato più raro sembra avere un ceppo nel chietino ed uno nella
fascia costiera della Campania, dovrebbero tutti derivare dal
nome beneaugurale medioevale
Deodatus, di cui si legge ad
esempio nel Codice Diplomatico
Longobardo riferentesi all'anno
715: "... nisi anno isto uenit Deodatus de Sena episcopus et
fecit in oraculo isto Sancti Petri fontis...", in alcuni casi si
potrebbe trattare di cognomi attribuiti a dei trovatelli.
Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Lucca nel 1500
con il dignitario Michele Diodati di cui si ha memoria storica
per il fatto curioso di aver avuto come padrino di battesimo del
proprio figlio l'Imperatore Carlo V° e per essere stato quel
battesimo celebrato dall'allora Papa Paolo III°. |
|
DEOLA
|
Deola è tipico del bellunese, di Mel soprattutto, Lentiai,
Limana e Belluno, potrebbe derivare da una forma ipocoristica
latina del nome Dea,
in questo caso si tratterebbe probabilmente di una capostipite
con questo nome. |
|
DE
OLIVA |
De Oliva,
quasi unico, è del basso trentino, dovrebbe probabilmente
indicare nel capostipite uno dei produttori dell'olio d'oliva
gardesano. |
|
DEON
|
Tipico della zona tra bellunese e trevigiano, potrebbe derivare
dal nome Dione
(la madre di Venere), ma è pure possibile una derivazione dalla
toponomastica.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Deon è cognome veneto, forse dal personale germanico
Deto
(Förstemann 388), piuttosto che da 'digitus'.
Olivieri 159. |
|
DEOTTI
DEOTTO |
Deotti, assolutamente rarissimo, è specifico dell'udinese,
Deotto, più diffuso, sempre friulano, ha un ceppo a Verzegnis,
Udine e Tolmezzo nell'udinese, ed uno a San Vito al Tagliamento
nel pordenonese, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Deotto
di cui abbiamo un esempio in uno scritto dell'ottavo secolo: "In
Christi nomine, haec sunt nomina, hominum. quos Machelmus vir
clarissimus. tradidit. ad aecclesiam. sci Stephani et Valentini.
ad vicum qui dicitur. Eckiolfincus et sunt liberi. numero.
VIIII. Hrodolf. Walto. Hramnolf. Perolf. Zacco, Horskeo.
Ekinolf. Wanolf. Willeof. Perahart. Peracrim. duorum illorum
terra est propria ad illam aecclesiam. ad Echiolfinicus.
Peraharti et Peracrim haec omnia quanta tradidit Machelmus ad
ipsam aecclesiam. hi sunt omnes qui audierunt. et viderunt. et
toti sunt testes pauperes traditi. Sign. manus Hrodperti
presbyteri tt. Altman. tt. Mekilo. test. Humpert. tt. Alamannus
tt. Titto tt. Chuntilo. tt. Into. tt. Snello tt. Cundalpald.
tes. Luitperht tt. Cotadeo. tt. Angilhart. tt. Lantfrid. tt.
Mekinhelm. Machelm. Ulit tt. aso tt. Walthat tt. Nendilo tt.
Heriprant tt. Deotto tt. Pero, Adalpert. Kerpert. Hrodart.
Ermanolt. Reckeo. Eparahar. Rekinolf. Deotuni tt. Epo Uaato
presbit, scripsi, jussus a Machelmo comite et testes
subscripsi.". |
|
DE
PADOVA
DE PADUA
DI PADOVA
DI PADUA |
De
Padova ha un ceppo nel foggiano ed uno nel tarentino, De Padua,
molto molto raro, ha un ceppo nel frusinate ed uno
nell'avellinese, Di Padova ha un ceppo nell'aquilano ed uno nel
foggiano, Di Padua, assolutamente rarissimo è dell'area che
comprende il frusinate e la Campania, potrebbero derivare dal
fatto che il capostipite proveniva dalla città di Padova, ma ,
molto più probabilmente, si tratta semplicemente di un
patronimico indicante che il padre del capostipite si chiamava
Padova,
in epoca tardo medioevale era abbastanza diffuso l'uso di dare
al proprio figlio il nome di una grande città. |
|
DE
PADUANIS |
Cognome
assolutamente rarissimo dovrebbe derivare dall'etnico della
città di Padova e starebbe ad indicare la provenienza originaria
della famiglia da quella città. |
|
DE
PALMA
DE PALMAS
DEPALMA
DEPALMAS |
De
Palma è tipicamente meridionale, dell'area che comprende la
Puglia, il napoletano, il beneventano, l'avellinese ed il
potentino, con un grosso ceppo anche nel romano, Depalma ha un
ceppo a Giovinazzo e Bitonto nel barese, potrebbero derivare dal
toponimo Palma Campania nel napoletano, ma è anche possibile e
probabile una derivazione dal nome medioevale
Palma
(vedi PALMA), probabile nome del capostipite, e la particella
De-
starebbe per il figlio di,
De Palmas, molto raro, è tipicamente sardo, presente in modo
sporadico in tutta l'isola, Depalmas, tipicamente sardo
anch'esso, ha un ceppo a Sassari e Porto Torres nel sassarese, a
Posada e Lodè nel nuorese ed a Sedilo nell'oristanese, per
questi ultimi è evidente il riferimento a nomi di località della
Sardegna.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
DEPALMA; DE PALMA; DEPALMAS; DE PALMAS: per il significato,
l’etimologia e per i riferimenti storici,
vedi Palma, Palmas.
Attualmente il cognome Depalma è presente in 42 Comuni italiani
(nessuno in Sardegna): la maggiore frequenza si registra in
Puglia; De Palma è presente in 492 Comuni italiani, di cui 3 in
Sardegna: Quartu, Gonnesa e Stintino, con un solo nucleo
familiare a testa. Nella penisola i ceppi più consistenti si
hanno in Puglia, Lazio, Lombardia, Piemonte e Campania; Depalmas
è presente in 25 Comuni d’Italia, di cui 18 in Sardegna: Sassari
56, Posada 46, P. Torres 44, etc.; De Palmas è presente in 26
Comuni italiani, di cui 16 in Sardegna: Baratili s. Pietro 8, P.
Torres 6, Sassari 6, etc. |
|
DE
PALO |
Di
origine pugliese, provincia di Foggia e Bari, dovrebbe derivare
dal toponimo Palo del Colle (BA). |
|
DE
PANFILIS |
De
Panfilis è tipicamente abruzzese, dell'aquilano e di Sulmona in
particolare, dovrebbe derivare da connessioni parentali con la
famiglia Panfili. (vedi Panfili), a Sulmona la Famiglia De
Panfilis annovera notai e giudici fin dal 1600. |
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DE
PAOLA
DE PAOLI
DEPAOLI |
De Paola
è diffuso massicciamente in tutto il sud, con nuclei diversi, ma
il maggiore e più significativo proviene dalla Campania ai
confini con la Basilicata, De Paoli diffuso al nord, sembra
avere due nuclei, uno pavese ed uno veneto, forse dalla
provincia di Belluno, Depaoli mostra un nucleo certo nel
trentino, sembra averne uno nel riminese, uno nel pavese e forse
anche uno nel torinese. Questi cognomi derivano dal nome Paolo. |
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DE
PAOLIS |
De Paolis
ha un ceppo nel Lazio ed uno nel Salento, deriva dal nome Paolo.
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DE
PARDI |
De
Pardi, quasi unico, sembrerebbe lombardo, potrebbe trattarsi di
un'errata trascrizione del cognome
De Pardo,
ma è anche possibile una derivazione da un indicatore etnico
basato su di un'alterazione dell'aferesi del termine
longobardi
(vedi DE BARDI). |
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DE
PARDO
DI PARDO
DIPARDO |
Di
Pardo è tipicamente molisano, di Petacciato, Termoli e
Campobasso nel campobassano e di Macchiagodena nell'iserniese,
con un ceppo anche nel teatino a Celenza sul Trigno, Palmoli e
Vasto, Dipardo e De Pardo sembrerebbero quasi unici, si dovrebbe
trattare di forme patronimiche, dove il
De ed il
Di
stanno per figlio di,
e si dovrebbero quindi riferire alle famiglie dei figli di uno
di nome Pardus
(vedi PARDI), ma è pure possibile che le particelle indichino la
provenienza dai territori di Collepardo nel frusinate. |
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DE
PARIGI
DI PARIGI |
De
Parigi, molto molto raro, è tipico di Ostuni nel brindisino, Di
Parigi, quasi unico, è probabilmente dovuto ad errori di
trascrizione del precedente, che dovrebbe derivare da un
capostipite il cui padre avesse come nome Parigi, l'uso di
attribuire al proprio figlio il nome di importanti città
italiane od estere era abbastanza diffuso anticamente. |
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DE
PASCAL
DE PASCALE
DE PASCALI
DE PASCALIS
DE PASQUAL
DE PASQUALE
DE PASQUALI
DE PASQUALIN
DE PASQUALIS
DI PASCALE
DI PASCALI
DI PASQUALE
DIPASQUALE
DI PASQUALI |
De
Pascal, assolutamente rarissimo, è dell'udinese, De Pascale è
diffuso in Campania, Puglia e cosentino, De Pascalis e De
Pascali sono assolutamente originari della penisola salentina,
De Pasqual, tipicamente veneto, è specifico di Ponte Nelle Alpi
nel bellunese, De Pasquale è diffuso in tutto il sud, De
Pasquali è quasi scomparso, De Pasqualin, estremamente raro è
tipico dell'area veneto, friulana, De Pasqualis, estremamente
raro, sicuramente laziale, è forse romano, Di Pascale è tipico
del napoletano, ma con un ceppo importante anche a Roma, Di
Pascali, quasi unico, sembrerebbe abruzzese, Di Pasquale è molto
diffuso nel centrosud, nel Lazio, Abruzzo, Molise, Campania,
Puglia, Basilicata e soprattutto Sicilia, Di Pasquali ha un
ceppo a Subiaco e Roma nel romano ed uno nell'agrigentino a
Ravanusa e Canicattì, Dipasquale ha un ceppo nel foggiano ed uno
nel ragusano, derivano tutti dal nome
Pasquale,
le particelle De
e Di stanno ad indicare l'appartenenza
al gruppo, alla famiglia dei Pasquale, cioè stanno ad indicare
le famiglie discendenti dai figli dei vari
Pasquale
o Pascale.
integrazioni fornite da
Francesco Pasquali
De Pasquali è raro ma riscontrabile in Emilia Romagna, Toscana, Lazio. Le
forme cognominali Pasquale-Pascali-Pascale-Pascalis sono
storicamente presenti anche nel nord Italia: in Piemonte
famiglie con questi cognomi hanno goduto anticamente di nobiltà
in questa regione. Il piemontese Bernardo Pasquale o Pascale fu
Magnifico Signore della Trinità nel XVI sec., Giacomo Pasquale
fu Cancellier Grande di Chioggia dal 1353 al 1401 nella
Serenissima Repubblica di Venezia, messer Andrea de' Pasquali fu
medico del granduca di Toscana Cosimo I de' Medici. Il cognome
base è Pasquali, anticamente Pascali o Paschalis [v. Pasquali],
ma più frequente al centro nord. Con il cognome Pasquali -con o
senza de- alcune famiglie furono iscritte alla nobiltà del
Trentino, della Lombardia, della Toscana, del Lazio,
dell'Abruzzo, del Regno di Dalmazia. Le particelle de e di nel
sud Italia furono cognomizzate in genere tra il 1700 e il 1800 e
in alcuni casi, sempre nel sud, i cognomi
Pasquale-Pascali-Pascale, con o senza particella, derivano dal
cognome spagnolo Pascual
o dal cognome catalano Pasqual.
Alcuni membri di un'antica e nobile famiglia Pascual della
Spagna si stabilirono in Italia in tre ondate. La prima nel XIII
secolo a Cosenza da dove poi si diramò "a Giovinazzo, Sessa,
Brindisi, Conversano, Lucera". Un secondo ramo proveniente da
Valencia (Spagna) fu "portato in Sicilia nel XV secolo da un
Giacomo Pasquale gentiluomo di Valenza", ramo iscritto alla
nobiltà di Palermo e Messina. Un terzo ramo giunse a Napoli nel
1668 con un Domenico capitano dell\'assedio di Barcellona, ma
per il Crollalanza un ramo napoletano si formò prima dell'arrivo
degli Angioini. [Fonti: A. Manno, Il Patriziato subalpino
(1895); G. B. di Crollalanza, Dizionario storico-blasonico delle
famiglie nobili e notabili italiane, estinte e fiorenti (1965);
Annuario della nobiltà italiana (1885); L. Palmieri, Cosenza e
le sue famiglie (1999)]. |
|
DE
PASQUA
DI PASQUA |
De
Pasqua, assolutamente rarissimo, con presenze qua e là per
l'Italia, ha un piccolissimo ceppo a Lanciano nel teatino, Di
Pasqua ha ceppi nel romano, nel foggiano, nel napoletano e
casertano ed in Sicilia nell'ennese e catanese, dovrebbero
derivare da forme patronimiche riferite a capostipiti si fosse
chiamato Pasqua
(vedi PASQUA). |
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DE PAU
DEPAU |
Entrambi tipicamente sardi, De Pau ha un ceppo a Sassari, uno a
Macomer nel nuorese ed uno a Cagliari, Depau ha un ceppo a
Cagliari, Quartu Sant'Elena e Selargius, ed uno nell'Ogliastra a
Tertenia, Jerzu, Tortolì, Lanusei, Ilbono, Ulassai e Cardedu,
dovrebbero essere di origini toponomastiche (vedi PAU).
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
DE PAU; DEPAU: per il significato, l’etimologia ed i
riferimenti storici, vedi il cognome Pau. Attualmente il cognome
De Pau è presente in 38 Comuni italiani, di cui 19 in Sardegna:
Sassari 23, Macomer 14, Cagliari 13, etc. Il cognome Depau
presente in 54 Comuni d’Italia, di cui 26 in Sardegna: Cagliari
65, Tertenia 51, Jerzu 38, Tortolì 33, etc. |
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DE
PAULIS |
De
Paulis sembrerebbe tipico de L'Aquila, deriva dal nome Paolo.
integrazione e stemma
forniti da Fabio Paolucci
accreditati studiosi di araldica (Guelfi Camajani, Spreti e
altri) sono concordi nell'individuare l'origine di questo casato
nel Regno di Napoli, da dove si sarebbero diffusi distinguendosi
in più rami nobili. La dinastia in Italia inizia con Johannes de
Paulie, barone del Regno di Napoli e Signore di Sessa Aurunca,
giunto dalla Francia per combattere in Terrasanta la Terza
Crociata voluta dal re Guglielmo II di Altavilla detto "il
Buono" nel 1189. Johannes risulta iscritto al Catalogus Baronum
di Napoli:da lui la genealogia è accertata.
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DEPECCATI |
Molto
raro, potrebbe essere dell'areale milanese o pavese. |
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DE
PELLEGRIN
DE PELLEGRINI |
De
Pellegrin sembrerebbe specifico dell'area bellunese, di Belluno
e Forno di Zoldo in particolare, con estensioni anche nel vicino
trevigiano e pordenonese, De Pellegrini, più raro, ha un ceppo a
Falcade nel bellunese ed uno, probabilmente secondario, a
Venezia, dovrebbero derivare dal nome del paese di San
Pellegrino a pochi chilometri da Falcade nel bellunese, paese
che dovrebbe essere il luogo d'origine dei capostipiti. |
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DE
PELLEGRINO |
De
Pellegrino è specifico di Foggia, potrebbe derivare dal nome del
paese di San Pellegrino nel pescarese o da altri simili. |
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DE
PERNA
DI PERNA |
De
Perna, assolutamente rarissimo, è del centrosud, Di Perna è
molto diffuso nel basso Lazio, in Campania, in Puglia e nella
Sicilia orientale, dovrebbe trattarsi di una forma matronimica,
dove il De-
ed il Di-
stanno per il figlio di,
riferiti ad un capostipite la cui madre si chiamasse
Perna (Perla),
o di una forma patronimica originata dall'aferesi del cognomen
latino Perperna. |
|
DE
PERO
DEPERO |
De
Pero, quasi unico, è settentrionale, Depero, estremamente raro,
ha qualche presenza in Trentino ed in Veneto, dovrebbe trattarsi
di forme patronimiche dove il DE- stia per il figlio di,
riferito ad un capostipite il cui padre si fosse chiamato
Pero (Pietro
o Piero). |
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DE
PERON |
Tipico
vicentino, deriva da una variazione dialettale del nome Pietro. |
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DE
PERSIIS |
Estremamente raro, sembrerebbe specifico del Lazio, della zona
tra la provincia di Roma e Frosinone, dovrebbe derivare dal
nomen latino Persius
di cui abbiamo un esempio nel poeta latino
Aulus Persius Flaccus,
autore di sei Satire, nato a Volterra nel 34 d.C. e nel
De Civitate Dei
di Sant'Agostino: "...eos libido
perpulerit feruenti, ut ait Persius, tincta ueneno, magis
intuentur quid luppiter fecerit, quam quid docuerit Plato uel
censuerit Cato...". |
|
DE
PERU
DEPERU |
De
Peru è praticamente unico, decisamente sardo, dovrebbe essere
una forma alterata di Deperu, che, molto molto raro, ha un
piccolo ceppo a Perfugas nel sassarese ed a Luras in Gallura, e
che potrebbe derivare da un soprannome originato dal termine
logudorese depere
(dovere).
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
DEPERO ; DE PERO ; DEPERU ; DE PERU : per il significato,
l’etimologia ed i riferimenti storici, vedi Pero/u. Depero e De
Pero non si trovano in Sardegna. E presente in Sardegna Deperu,
in 9 Comuni su 11 del territorio nazionale : Perfugas 14, Luras
11, Tempio 6, etc. De Peru è rarissimo e si trova solo ad
Iglesias, con un solo nucleo familiare. |
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DE
PETRIS
DEPETRIS
DE PIETRI
DE PIETRO |
De
Petris è rarissimo ed è tipico delle province di Latina e
Frosinone, con un ceppo in Abruzzo nel teramano e pescarese,
Depetris ha un ceppo a Bagnolo Piemonte nel cuneese ed a Torino
e nel torinese ed uno a Vermiglio nel trentino, De Pietri molto
molto raro, è specifico del reggiano e modenese, De Pietro è
tipico del sud, del napoletano, dell'alto cosentino e del
Salento, derivano tutti dal nome latino
Petrus,
anche attraverso toponimi o nomi di località contenenti il nome
Pietro
per De Pietri, come ad esempio San Pietro in Casale (BO) o Monte
S. Pietro (BO). |
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DE
PIAZ
DE PIAZZA |
De Piaz,
molto raro, è specifico di Tirano nel sondriese, De Piazza,
anch'esso rarissimo, è specifico di Grosotto sempre nel
sondriese, dovrebbero derivare dal nome della località Piaz de
l'acqua nel comune di Mazzo di Valtellina sempre nel sondriese. |
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DE
PICCOLI |
De
Piccoli ha un ceppo nel milanese a Bovisio Masciago e Milano, ed
uno veneto a Venezia, San Donà di Piave e Sato Stino di Livenza
nel veneziano, a Casale sul Sile, Treviso, Salgareda e Ponte di
Piave nel trevisano ed a Puos d'Alpago e Farra d'Alpago nel
bellunese, dovrebbe trattarsi di una forma patronimica, dove il
prefisso De-
stia per il figlio di,
riferito a capostipiti il cui padre si fose chiamato con il nome
medioevale Piccolus
o Piccolo. |
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DE
PILLA
DI PILLA |
De
Pilla sembrerebbe specifico di San Nicandro Gargamico nel
foggiano, Di Pilla, molto più diffuso, è specifico
dell'iserniese, di Sant'Agapito, Isernia e Chiauci e di Larino
nel campobassano, si dovrebbe trattare di forme che indichino la
provenienza dei capostipiti dal paese di Pilla nel beneventano,
ma è pure possibile possa in alcuni casi trattarsi di forme
patronimiche, dove il De-
ed il Di-
stiano per il figlio di,
riferito a capostipiti i cui padri si chiamassero con il nome
medioevale Pilla
(vedi PILLA). |
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DE
PINE'
DEPINE
DEPINE' |
Cognomi assolutamente rarissimi, probabilmente del Trentino Alto
Adige, dovrebbero derivare da una modificazione dialettale
dell'aferesi del nome Giuseppe.
ipotesi fornite da Aldo
Piglia, Milano
Potrebbe trattarsi anche di cognomi derivati dal toponimo Pinè,
piccolo altopiano del Trentino, sopra la Valsugana, e che
comprende i comuni di Baselga de Pinè e Bedollo, nonché le
località di Montagnaga de Pinè, le Piazze, Serraia. |
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DE
PINTO
DI PINTO |
De
Pinto è tipico del barese, di Molfetta, Bisceglie e Sannicandro
Di Bari soprattutto, con un ceppo anche a Cassano allo Ionio
(CS), Di Pinto, oltre al ceppo nel baresa a Bisceglie, Bari,
Turi e Noicattaro, ha un ceppo a Napoli, uno a Montenero di
Bisaccia (CB), uno a Roma e a Terracina e Fondi in provincia di
Latina, dovrebbero derivare dall'essere il capostipite il figlio
di un Pinto
(vedi PINTI) cioè probabilmente il padre del capostipite era di
carnagione scura. |
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DE
PISA |
De Pisa,
assolutamente rarissimo parrebbe concentrato a Roma ed a Olevano
Romano (RM), dovrebbe indicare una provenienza originaria dalla
città pisana, un esempio di quest'uso lo troviamo in una Charta
Commutationis dell'anno 766 a Lucca dove un testimone è indicato
come: "...Signum + manus Filinghi filio quondam Gudolini de Pisa
testis...". |
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DE
PISCOPO
D'EPISCOPO |
D'Episcopo. assolutamente rarissimo dovrebbe essere campano, De
Piscopo, quasi unico, sembrerebbe napoletano, dovrebbero
derivare da un soprannome originato da rapporti di vario genere,
quali dipendenza o vicinanza con un vescovo o anche da
caratteristiche fisiche o comportamentali. |
|
DE
PISIS |
De
Pisis, quasi unico sembrerebbe napoletano, dovrebbe derivare o
das soprannomi originati dal vocabolo latino
pisus
(seme) o dal nomen latino Piso
(Pisonis).
(vedi PISELLI) |
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DE
PLANO
DEPLANO
DEPLANU |
De
Plano, molto molto raro, ha un ceppo nel lucchese, soprattutto a
Viareggio ed uno a Roma, Deplano è tipicamente sardo, del
Cagliaritano, dell'Ogliastra e del nuorese, di Cagliari
soprattutto e di Quartucciu nel cagliaritano e di Lanusei ,
Tertenia e Ussassai nell'Ogliastra, Deplanu, quasi unico, è
sempre sardo del cagliaritano, dovrebbero derivare da un
soprannome originato dal termine latino
de plano,
riferito a gente proveniente dalla pianura, di quest'uso abbiamo
un esempio nel 1200 nel "Libellus historicus Ioannis De Plano
Carpini, qui missus est Legatus ad Tartaros anno Domini 1246. ab
Innocentio quarto Pontifice maximo" dove si vede l'utilizzo del
termine De Plano come principio di cognominizzazione.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
DEPLANO; DEPLANU; DE PLANO: de
plano, de planu, de pranu =
dal piano,
ad indicare la provenienza. In latino
planus.
Qui da noi usiamo dire: "Benit
de pranu"! Per indicare una
persona che viene dal Campidano;
is biddas de pranu
= i centri abitati del Campidano.
Is tallus o is/sas ceddas de
pranu =
le greggi del Campidano.
Plano,
planu
e pranu
sono comuni come nomi di luogo (toponimi): su Pranu de Barànta;
su Pranu de Camèdda; sono due località pianeggianti, a circa
1000 metri s.l.m. della montagna del Linas, nella Sardegna sud
occidentale; Planu de Donnikellos (CSNT, XI°, XIII° sec. - 311)
è il nome di un "salto" nella Curadorìa di Caputàbbas, che
faceva capo al centro abitato di Gurulis Vetus, oggi Pàdria.
Planu de Monte (CSMB, XI°, XIII° sec.-130). Planu de Silki
(CSPS, XI°, XIII° sec. - 129), località in agro di Silki, non
lontana dalla chiesa di San Pietro. Pranu Mois o Plano Moys,
centro abitato scomparso, sito in agro di San Basilio. In
periodo medioevale, fece parte della Curadorìa di Trexénta.
Planus de Sédima, oggi Sédini, centro abitato. Anche come
cognome è presente negli antichi documenti della storia e della
lingua di Sardegna. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE
del 1388, abbiamo: Plano (de) Anthonius, ville Algueri (**
Ville Algueri. Camella Bernardus, Bos Franciscus, Ferret
Anthonius sindici, actores et procuratores. In die vigesima
mensis Januarii, anno millesimo CCCLXXXVIII - 1388). Nella
storia ricordiamo Depilano Francesco Antonio, vescovo della
diocesi di Iglesias (un tempo Sulcis), dal 1774 al 1781.
Attualmente il cognome Depilano è presente in 131 Comuni
italiani, di cui 62 in Sardegna: Cagliari 303, Quartu 67,
Ussassai 51, Lanusei 41, etc. Deplanu è presente in 9 Comuni
italiani, di cui 7 in Sardegna: Monastir 12, Sadali 7,
Monserrato 6, etc. De Plano è presente in 22 Comuni italiani, di
cui 1 in Sardegna: Barisardo 3. |
|
DE
PODA |
Rarissimo cognome trentino, vedi
PODA. |
|
DE POL
DE POLO
DI POL
DI POLO |
De
Pol è tipicamente veneto, della parte orientale della regione,
di Venezia, Pievedi Cadore e San Pietro di Cadore nel bellunese,
di Montereale Valcellina nel pordenonese e del trevigiano, De
Polo è anch'esso veneto, del trevigiano in particolare, di Tarzo
e Treviso, ma anche di Venezia e di Pieve di Cadore e Limana nel
bellunese, Di Pol, molto più raro, è veneziano, Di Polo è
praticamente unico, dovrebbero derivare o dai vari toponimi come
San Polo di Monfalcone nel goriziano, o San Polo di Piave nel
trevisano, o possono anche essere forme patronimiche dove il
De
ed il Di,
invece di indicare provenienza, come nel primo caso, stanno per
figlio di,
riferito a capostipiti i cui padri si chiamassero
Polo
(vedi POLI). |
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DE
POMPEI
DE POMPEIS
DI POMPEI |
De
Pompeis è specifico di Napoli e di Grumo Nevano nel napoletano,
De Pompei e Di Pompei sono quasi unici, l'ipotesi più probabile
è che stiano ad indicare la provenienza dei capostipiti dal
paese di Pompei, la terminazione ablativizzata alla latina con
terminazione in -is
è molto probabilmente dovuta ad un vezzo mirante ad attribuire
maggiore nobiltà fittizia al cognome, che probabilmente venne
modificato in epoca tardo medioevale o rinascimentale, una
seconda ipotesi, molto meno probabile proporrebbe un'ipotesi
patronimica dal nome Pompeo,
nome che potrebbe essere stato portato dai padri dei
capostipiti. |
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DE
PONTI |
Decisamente lombardo, della zona che comprende le provincie di
Bergamo, Lecco, Como e Milano, deriva da toponimi che contengono
il vocabolo ponte, come Ponte Nuovo (MI), Ponte Caffaro (BS),
Ponte Giurino (BG), ecc.. Può anche essere originato da un
soprannome legato alla posizione, vicino ad un ponte,
dell'abitazione del capostipite. |
|
DE
PORZIO
DI PORZIO |
De
Porzio sembrerebbe unico, dovrebbe trattarsi di una forma mal
riportata del cognome Di Porzio, che ha un ceppo romano ed uno
napoletano, si tratta di una forma patronimica del nome
Porzio
ad indicare la famiglia di un figlio di un Porzio (vedi PORZIO). |
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DE
PRATO |
De Prato
è tipico dell'udinese, della zona di Ovaro, Tolmezzo, Enemonzo
e Socchieve, potrebbe derivare da toponimi come Pasian di Prato
(UD) o Prato Carnico (UD). |
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DE
PRESBITERIS
DEPRESBITERIS
PRESBITERI |
Depresbiteris e Presbiteri sono praticamente unici ed sono
probabilmente dovuti ad un errore di trascrizione di De
Presbiteris che sembra specifico del cosentino di Praia a Mare e
Tortora, dovrebbero derivare dal vocabolo latino
presbyter
(prete),
forse ad indicare la famiglia di cui faceva parte un prete. Di
queste cognominizzazioni abbiamo un esempio a Bologna nello
statuto e ordinamento di una loggia massonica del 1376: "...In
Christi nomine Amen. Anno nativitatis eiusdem millio
trecentesimo septuagesimo sexto inditione quartadecima die
decimo octavo mensis novembris tempore pontificatus sanctissimi
in Christo pascatis domini Gregorii dominum providentia pape
undecimi. Sapientes viri domini Francischus de Ramponibus,
Antoniu de Presbiteris, Santus de Dayruxiis, Andreas de Bobus,
..:". |
|
DE
PRETIS |
Cognome
decisamente rarissimo, dovrebbe derivare da un soprannome stante
ad indicare una connessione con una famiglia di prelati.
Un'ipotesi degna di attenzione fa discendere il cognome dal nome
proprio proprio Adalpreto (formato dal sostantivo ATHAL=indole,
inclinazione disposizione naturale, carattere e dall'aggettivo
BERT=chiaro illustre, rinomato) variante del più diffuso
Adalberto; al cognome è premessa la preposizione latina "de",
reggente il caso ablativo, ad indicare relazione d'origine, di
appartenenza dei membri della medesima stirpe. Quindi ablativo
plurale "de Pretis" dei Preti, cioè appartenenti alla gente
degli Adal-preti. (nota tratta dal libro "Cagnò" di Pietro
Micheli edito a Trento nell'anno 1991. A testimonianza dell'uso
di questo nome, troviamo nella seconda metà del 1100 un
Adalpretus principe e vescovo di Trento poi fatto santo. Già
dal 1400 troviamo un Hyeronimus de Pretis quale destinatario di
un libro: "...Hunc librum feci exemplari ego Galeaz Marescottus
de Caluis per Hyeronimum de Pretis...", famosi furono i pittori
fratelli De Pretis che ospitarono Leonardo da Vinci nella loro
casa di Porta Ticinese a Milano verso la fine del 1400, nel 1856
è Presidente del Consiglio del regno di Sardegna l'Onorevole
Agostino De Pretis, che nel 1861 viene nominato Luogotenente del
Re per la Sicilia.
integrazioni fornite da
Paola de Pretis |
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DE
PROPRIS |
De
Propris è tipico di Roma, Gerano e Tivoli sempre in provincia di
Roma, la derivazione oscura potrebbe essere ipotizzata correlata
alla formula delle donazioni ecclesiastiche: "de propris suis
bonis" intendendo una specie di servitù della gleba da parte
della famiglia del capostipite.
integrazioni fornite da
Fabio Paolucci
Cognome laziale di difficile interpretazione, che presenta rare
varianti nelle forme cognominali De Propriis e De Propis, De
Propris dovrebbe a mio avviso derivare, come già asserito dal
buon Zanchi, dalla latinizzazione e contrazione del personale
Prospero usato in senso patronimico. Ad avvalorare questa tesi
sembrerebbe la diffusione nella medesima area laziale dei
cognomi De Prosperis, Prosperi, De Prosperi e Prospero
(quest'ultimo molto raro), che attestano l'alta frequenza in
passato del nome Prospero nella stessa zona. Inoltre, un motivo
per il quale non considerare la formula "de propris suis bonis"
e optare per la derivazione patronimica è offerto dal fatto che,
contrariamente a quanto si pensi, i cognomi espressi in forma
latina sono solitamente più recenti rispetto a quelli "italiani"
e di conseguenza soggetti a continue modificazioni, correzioni e
contrazioni (ciò potrebbe spiegare il passaggio da Prospero, a
Prosperi, De Prosperi, De Prosperis e De Propris), per cui la
formula risulterebbe più antica dello stesso cognome De Propris.
In definitiva, sembrerebbe difficile pensare alla derivazione da
una formula ecclesiastica: più veritiera risulterebbe la teoria
di derivazione da un patronimico latinizzato e contratto. Non
sarebbe da escludere anche la possibilità di derivazione dal
nome Procopio, spesso erroneamente trascritto nella forma
Procoprio.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Anch'io sono del parere che l'origine del cognome De Propris
venga da un nome proprio. É stato proposto Prospero, ma io
vorrei invece suggerire in via puramente ipotetica il personale
latino Propertius
che fu già di un celebre antico poeta elegiaco umbro. Il
cognome. Properzio/i è ancora molto presente nel Lazio e in
Abruzzo, dove troviamo addirittura un De Propertis in provincia
de L'Aquila. Supponendo sincope di 'e' (le vocali, come si sa,
sono le più soggette a tale fenomeno), avremmo l'impronunciabile
De Proprtis ma, con successiva sincope di 't' per ragioni
eufoniche, ne risulterebbe De Propris. |
|
DE
QUARTO |
De
Quarto sembrerebbe specifico di Taranto e della sua provincia,
dovrebbe trattarsi di una forma patronimica dove il
De sta
per figlio di
uno di nome Quarto
(vedi Quarto). |
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DE
RAFFAELE
DI RAFFAELE |
De
Raffaele, estremamente raro, ha un piccolissimo ceppo a Torre
del Greco nel napoletano ed uno a Crotone, Di Raffaele, solo un
poco meno raro, ha un piccolo ceppo a Roma, uno a Crispano,
Napoli, Caivano e Cardito nel napoletano ed uno a Palermo, si
dovrebbe trattare di forme patronimiche dove il
De ed il
Di
stanno per figlio di,
riferito a capostipiti, i cui padri si chiamassero
Raffaele. |
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DE
RAHO
RAHO
REHO |
De
Raho, assolutamente rarissimo è una forma nobiliare del più
diffuso Raho, che è tipico del Salento, di Nardò, Castrì Di
Lecce, Lequile, Castrignano Del Capo, Copertino e Calimera, Reho
è specifico anch'esso del leccese, di Racale, Taviano, Casarano,
Matino, Ugento, Alliste e Gallipoli, si dovrebbe trattare di
alterazioni contratte del nome medioevale Raodolfus (Rodolfo)
anche nella forma alterata dialettalmente di
Ragulfus
e Rehodulfus,
ricordiamo ad esempio Rehodulfus
Episcopus degli inizi del
decimo secolo. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo
nell'iserniese nella seconda metà del 1400 con Antonio de Raho
consigliere del re di Spagna Ferdinando II° e Signore di
Caccavone (IS).
integrazioni forniti da
Rocco Rago
in alcuni documenti relativi ai feudi molisani (Elenco delle
famiglie che possedettero feudi urbani e rustici nel territorio
corrispondente all'attuale regione Molise, dall'epoca normanna
fino all'eversione della feudalità) ed otrantini si leggono
notizie su di una famiglia detta (de) Raho estintasi . Negli
stessi documenti viene trascritto il cognome anche come Rago o
de Rago. L'arma descritta è la seguente: scaccato d'oro e
d'azzurro di sedici pezzi, ed aventi gli scacchi d'oro caricati
da una piccola coda d'ermellino. |
|
DE RAI
|
De
Rai, assolutamente rarissimo, potrebbe trattarsi di una forma
patronimica in De,
con il prefisso che ha il valore di
il figlio di,
riferito ad un capostipite il cui padre si chiamasse
Rai (vedi
RAI). |
|
DE
RAIMONDO
DI RAIMONDO |
De
Raimondo, praticamente unico, dovrebbe essere un errore di
trascrizione di Di Raimondo, che è tipicamente siciliano, con un
grosso ceppo nell'area che comprende il nisseno, il ragusano in
particolare, il siracusano ed il catanese, ed un ceppo anche a
Palermo, tipico di Modica, Acate, Ragusa e Vittoria nel
ragusano, di Catania, di Siracusa, Rosolini e Pachini nel
siracusano, e di Villalba nel nisseno, si dovrebbe trattare di
forme patronimiche, dove il De
ed il Di
stanno per figlio di,
riferito ad un padre del capostipite, il cui nome era
probabilmente Raimondo. |
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D'ERAMO
DERAMO |
D'Eramo è specifico dell'area che comprende il romano, il
frusinate, l'aquilano, il pescarese ed il teatino, con massima
concentrazione a Roma, Albano Laziale ed Ariccia nel romano, ad
Alvito nel frusinate, a Sulmona, Pescocostanzo, Introdacqua e
Prezza nell'aquilano, ad Archi, Lama dei Peligni e Tornareccio
nel teatino ed a Pescara, Deramo, molto più raro, ha un piccolo
ceppo a Cerignola nel foggiano ed uno a Sammichele di Bari nel
barese, dovrebbero derivare da uno dei vari toponimi dedicati a
Sant'Eramo, come ad esempio Sant'Eramo di Ateleta nell'aquilano,
Sant'Eramo in Colle nel barese o altri simili, ma è anche
possibile che invece in molti casi si possa trattare di forme
patronimiche riferite a capostipiti i cui padri si chiamassero
Eramo
(vedi ERAMI) e dove il D-
stesse per figlio di. |
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D'ERCOLE
D'ERCOLI |
D'Ercole è tipico dell'area che comprende il romano, il
latinense ed il frusinate, l'Abruzzo, in particolare il teatino,
il campobassano ol foggiano ed il barese, con presenze anche in
Basilicata, D'Ercoli ha un piccolo ceppo a Riccione nel
riminese, uno a Sant'Elpidio a Mare, San Benedetto del Tronto e
Grottammare nel Piceno ed uno a Roma, si dovrebbe trattare di
forme patronimiche relative al nome Ercole, dove il
D' sta
per figlio di,
riferito ad un padre del capostipite di nome
Ercole. |
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DE
REGE
DE REGIBUS
DEREGIBUS
DE REGIS |
De Rege è quasi unico, forse è dell'Italia
settentrionale occidentale, De Regis, solo leggermente meno raro
parrebbe invece dell'area centrale, De Regibus, molto raro è
tipico di Vogogna (VB), Deregibus, sempre piemontese è più
caratteristico del Monferrato, dovrebbero tutti derivare da
soprannomi originati da caratteristiche comportamentali o da
episodi occorsi che facessero riferimento o ad una somiglianza
con un Re o ad atteggiamenti regali da parte dei capostipiti.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Cognome alquanto raro, di origini piemontesi, Deregibus deriva
da un soprannome legato alla parola re (vedi Re), stante quindi
ad indicare quelli della famiglia del "re". |
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DE
RENTIIS
DE RENZI
DE RENZO
DI RENZI
DI RENZO
DIRENZO |
De
Rentiis, tipicamente abruzzese, ha un ceppo a Lanciano nel
teatino ed uno molto piccolo a Lettomanoppello nel pescarese, De
Renzi è tipicamente laziale, di Roma e Sezze nel latinense, con
un piccolo ceppo anche nel napoletano ed uno nel cosentino, De
Renzo è tipico del meridione di Bari e di Napoli, Di Renzi,
molto raro, è tipico di Roma, Di Renzo sembra specifico della
fascia che comprende Abruzzo, Molise e Lazio, ma con ceppi
significativi anche ad Andria, Altamura e Bari nel barese, a
Napoli ed a Mileto in provincia di Vibo Valentia, Direnzo
sembrerebbe tipico di Altamura nel barese, dovrebbero tutti
derivare da forme patronimiche, dove il
De- o il
Di-
starebbero ad indicare quelli
del figlio di, riferito a
capostipiti il cui padre fosse stato noto come
Rentius o
Renzo,
una forma aferetica del nome
Laurentius o
Lorenzo,
e sarebbero l'equivalente di indicatori di famiglie del figlio
di Renzo. |
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DE
RENZIO |
De
Renzio, quasi unico, sembrerebbe del barese, dovrebbe trattarsi
di una forma patronimica dove il
De- sta
per il figlio di,
riferito ad un capostipite il cui padre si chiamasse
Rentius,
forma aferetica del nome
Laurentius (Lorenzo)
o di Florentius
(Fiorenzo). |
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DE
RIENZI
DE RIENZO
DI RIENZI
DI RIENZO |
De Rienzi
è assolutamente rarissimo, De Rienzo, sicuramente campano, ha
ceppi a Benevento, Napoli e Paternopoli (AV), Di Rienzi è quasi
unico, Di Rienzo è molto diffuso in Lazio, Abruzzo, Molise,
Campania e Puglia, dovrebbero tutti derivare dall'essere il
capostipite o figlio di un Rienzo o di un Rienzi, cioè di un
discendente di un Rienzo, il De o il Di sta appunto per figlio
di, (vedi Rienzi), tracce di un principio di questa
cognominizzazione le troviamo a Roma nel 1300, nel 1347 un
intelligente popolano romano diviene notaio è Nicola di Rienzo
Cabrini, comunemente chiamato Cola di Rienzo dove il Di Rienzo
acquisisce importanza cognominale (vedi Cabrini). |
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DERIO
DE RIU
DERIU |
Derio, quasi unico, sembrerebbe sardo, De Riu, ha un
piccolissimo ceppo nel sassarese ed uno romano, Deriu è molto
diffuso in tutta la Sardegna, soprattutto nella parte
occidentale dell'isola.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
DERIU: DE RIU; DERIO: de riu,
de rio
= dal rio.
Dal Latino rivus.
Ricordiamo che Riu è un toponimo comune a tutta la Sardegna,
inoltre tutti i nomi dei fiumi, ruscelli e torrenti, sono
preceduti dal termine Riu o Rio. Tra le varie uscite (Ariu,
Arriu, Eriu, Erriu, Deriu, Derio, Del Rio, Delrio, Delriu, Del
riu, Derriu) Deriu, De Riu e De Rio sono, secondo noi, le
originali, perché così le troviamo nelle carte antiche della
lingua sarda. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, *LPDE del
1388 figurano: Deriu Barisono, ville Magumadas (*Magomadas.
Contrate Castri Serravallis); Deriu Barçolo, jurato
(collaboratore del majore - guardia giurata) ville Layrru
(*Laerru - Contrate de Anglona- Chiaramonte); Deriu Dorcodorio,
majore (amministratore - sindaco) ville Layrru; De Rio Gunnario,
ville Iscano (*Scanu M. Ferro. Contrate Castri Montis de Verro);
De Riu Comita, ville Sasseri; De Riu Guantinus, ville Sasseri;
De Riu Leonardo, majore ville Aidu (* Aidomaggiore. Contrate
Partis de Guilcier); De Rius Guantinus - de Aristanni
(*Oristano); Riu (de) Bissacha, ville Muores(Mores(Meylogu).
Contrate de Ardar et Meylogu). Nel Condaghe di Santa Maria di
Bonarcado,*CSMB, XI°, XIII° sec. Troviamo: Riu de Petro, teste
in una spartizione di servi: coiuvedi Iorgi Casula, servu de
Sancta Victoria cun Iusta Turiu, ancilla de regnum et fecerunt
III fiios : Maria..et Goantine et a Mindala. Maria
morivit.Postea partirus cun Frevare Coco, mandatore de
regnum(incaricato delle ambasciate, dei messaggi e delle
citazioni regie). Iudice levedi a Goantine e clesia (di Santa
Vittoria) a Mindala. Testes.(si sposò Giorgio Casula, servo di
Sanra Vittoria, con Giusta Turiu, serva del giudice e fecero tre
figli : Maria..Costantino e Mindala ; Maria morì.Poi furono
divisi sotto la responsabilità di Frevare Coco.Il giudice prese
Costantino e la chiesa Mindala.testimoni. ; Riu de Gantine(108)
coiuvedi Goantine de Riu cun ankilla de clesia de Sancta
Victoria et iuredi. ( si tratta di un giuramento di « servizio »
fatto alla chiesa). Nel Coaghe di San Nicola di Trullas, *CSNT,
XI°, XIII° sec. troviamo il cognome nell'uscita Ribu o Rivu :
Ribu(o Rivu) de Acketore(163), Ribu de Furatu(122), Ribu de
Iusta (163), Ribu de Simione( 163) : si tratta di parenti, tutti
e quattro servi nella domo di Olvesa (di San Nicola). Etc.
Nella storia contemporanea ricordiamo Deriu Francesco (Ittiri
1917), politico, sottosegretario di Stato, consigliere
regionale. Di lui ci rimane, oltre a numerosi articoli su
giornali e riviste, il saggio, « Una lotta per la Rinascita »
(Di.Sto.Sa.). Attualmente il cognome Deriu è presente in 299
Comuni italiani di cui 118 in Sardegna: Sassari 226, Alghero
113, Ittiri 113, Cagliari 105, Oristano 83, Macomer 78, etc.
..De Riu invece è rimasto in Sardegna in soli 2 Comuni: Alghero
e Pozzomaggiore, con un solo nucleo familiare a testa. Anche
Derio(de rio) è rimasto in soli 4 Comuni sardi: Olbia, Sassari,
Usini, Cagliari, con un solo nucleo familiare ciascuno. |
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DE
RISI
DE RISO
DERISI
DERISO
DI RISI
DI RISO
DIRISO |
De
Risi è specifico dell'area campana tra napoletano, con Nola,
Saviano, Napoli, Cicciano, Camposano, Santa Maria la Carità,
Castellamare di Stabia e Roccanairola, e salernitano, con Pagani
e Scafati e con un ceppo significativo anche nel casertano a
Sant'Angelo d'Alife, De Riso è specifico della stessa zona, di
Santa Maria Capua Vetere nel casertano, di Gragnano,
Sant'Antonio Abate, Castellammare di Stabia, Napoli, Casoria e
Santa Maria la Carità nel napoletano e di Amalfi, Angri e Minori
nel salernitano, Derisi e Deriso, quasi unici, dovrebbero essere
il prodotto di errori di trascrizione dei precedenti, Diriso è
praticamente unico, Di Risi, estremamente raro, è
dell'avellinese, Di Riso, sempre campano, è specifico di
Sant'Antonio Abate, Lettere e Gragnano nel napoletano e di
Scafati nel salernitano, si dovrebbe trattare per tutti di forme
patronimiche, dove il De-
od il Di-
stanno per il figlio di,
riferito a capostipiti, i cui padri si fossero chiamati
Riso
(vedi RISI). |
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DE
ROBERTI
DE ROBERTIS
DEROBERTI
DEROBERTIS |
De
Roberti e Deroberti sono praticamente unici e, con Derobertis
che, molto raro, è tipico di Putignano, dovrebbero essere dovuti
ad errori di trascrizione del cognome De Robertis, che è tipico
del barese, di Molfetta in particolare e di Bari, Putignano e
Corato, con un ceppo anche a Napoli, si dovrebbe trattare di una
forma patronimica riferito ad un gruppo familiare il cui
capostipite era uno di nome Roberto.) |
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DE
ROCCHI
DE ROCCO
DI ROCCHI
DI ROCCO |
De
Rocchi ha un ceppo lombardo nel varesotto e nel lecchese, uno
nel genovese ed uno nel romano, De Rocco ha unceppo nel
bellunese ed alto trevisano, uno nel romano, uno nel napoletano,
uno nel potentino ed uno nel Salento, Di Rocchi, assolutamente
rarissimo, parrebbe laziale, Di Rocco ha un nucleo nella fascia
centrale che comprende l'Abruzzo, il Lazio, il Molise, il
napoletano ed il casertano con un ceppo anche tra agrigentino e
nisseno, si dovrebbe trattare di forme patronimiche in
De o
in Di,
dove le particelle stanno per
figlio di, riferite al nome
medioevale Rochus
o Rocchus
di origine germanica originato dal termine germanico
hrock (corvo).
(vedi ROCCHI) |
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DE
RODI
DI RODI |
De Rodi è
quasi unico, Di Rodi è tipico del foggiano, del Gargano in
particolare e di Vieste e Rodi Garganico nello specifico,
dovrebbe derivare dal toponimo Rodi Garganico, probabilmente ad
identificare la località d'origine del capostipite, ma è pure
possibile che identifichi invece una radice greco rodigina. |
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DE
ROMA
DI ROMA
DIROMA |
De
Roma ha un piccolo ceppo tra napoletano ed avellinese, ed un
ceppo pugliese nel tarentino a Grottaglie e Taranto, con un
piccolo ceppo anche a Tricase nel leccese, e sparute presenze in
Sardegna, probabili errori di trascrizione del cognome Deroma
(vedi DEROMA), Di Roma è abbastanza diffuso a Roma, Latina,
nell'avellinese e potentino ed in Puglia, in particolare nel
tarentino, ma con presenze anche nel foggiano e nel barese,
Diroma, assolutamente rarissimo, è del barese, dovrebbero tutti
derivare da un soprannome originato probabilmente dal fatto di
essere i capostipiti originari di Roma o anche dall'essere stati
nella loro vita a Roma.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
DE ROMA: proveniente da Roma. È un cognome presente in 87 Comuni
italiani, con maggior diffusione in Puglia: Grottaglie (TA) 74,
Taranto 37; Roma ne conta 15 e Napoli 12. In Sardegna è presente
in 8 Comuni: Carbonia 8, San Teodoro 6, Sassari 6, Olmedo 3,
etc. Con molte probabilità il cognome De Roma, nella Sardegna
medioevale, era molto più diffuso di oggi. Ne sono prova le
numerose presenze nelle carte antiche. Tra i firmatari della
Pace di Eleonora figurano 5 de Roma: Roma (de) Leonardo, jurato
ville Tresnuraghes ; Roma (de) Mar. P. Guantino, ville
Macumerii; Roma (de) Petro, majore ville Magumadas, (*
Magomadas. Contrate Castri Serravallis); Roma (de) Petro, ville
Macumerii; Roma (de) Petro, ville Tresnuraghes. Nel Condaghe di
San Pietro di Silki, *CSPS XI°, XIII° sec., figurano : Roma
(de) Dorgotori (postura), *CSPS 133°; Roma (de) Petru, kertu de
servis, *CSPS 106°. Nel Condaghe di San Nisola di Trullas,
*CSNT, XI°, XIII° sec., c'è Roma (de) Petru(221), cugino di
Furatu de Gitil: comporaili a Petru de Roma , su fratile, sa
parçone sua ivi puru, et parçone de sos fratiles, de furatu de
Barru, ponendose isse in pala; e dei bili v berbeces, et iiii
sues set vii moisos de laore. (ho comprato da Petru de Roma, il
cugino( di Furatu de Gitil), la porzione sua, sempre lì, e la
porzione dei cugini di Furatu de Barru, addossandosi lui la
responsabilità; e diedi (in cambio) 5 pecore, 4 scrofe, e 7
moggi di grano). |
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DEROMA
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Deroma è tipicamente sardo, del sassarese, in particolare di
Sassari, Porto Torres e Pattada.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
DEROMA: de Roma: proveniente da
Roma,
romano/a.
è un cognome poco diffuso. È presente in Italia in 43 Comuni, di
cui 20 in Sardegna(nord): Sassari ne conta 74, P. Torres 36,
Pattàda 23, San Teodoro 9, etc. Il cognome è presente nelle
carte medioevali, ma nella forma De Roma (vedi De Roma). |
|
DE
RONI |
De
Roni, assolutamente rarissimo, è della zona tra bellunese e
pordenonese, dovrebbe derivare da una forma patronimica, dove il
De-
stia per il figlio di,
riferito ad un capostipite il cui padre si fosse chiamato con il
nome gotico Ronius
(vedi RONI). |
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DE
RONZI
DE RONZO
DERONZO |
De
Ronzi è specifico di Galatina e Surbo nel leccese, Deronzo, che
sembrerebbe unico, è probabilmente dopvuto ad un errore di
trascrizione di De Ronzo, che, molto raro anch'esso, è specifico
di Spongano, sempre nel leccese, questi cognomi potrebbero
essere forme patronimiche, dove il
De- sta
per figlio di,
riferito a capostipiti il cui padre si chiamasse
Oronzo,
che per aferesi sia divenuto Ronzo, il culto di Sant'Oronzo è ed
era molto sviluppato in tutta la Puglia, ricordiamo che
Sant'Oronzo è il patrono di Lecce. |
|
DE ROS
DEROS |
De Ros
sembrerebbe tipico della zona di Aviano (PN, quasi unico Deros ,
sembra originario della provincia di Gorizia, potrebbero
derivare da nomi di località, come Ros di San Vito al
Tagliamento (PN) o Ros di Vito d'Asio (PN) o altre simili. |
|
DE
ROSA
DI ROSA |
De Rosa è
diffusissimo in tutta l'Italia peninsulare, soprattutto al sud
ed in Campania in particolare, Di Rosa ha ceppi nelle Marche, in
Abruzzo e Molise, in Campania e soprattutto in Sicilia, derivano
dal nome Rosa utilizzato nel medioevo come nome augurale e più
tardi come devozione alla santa omonima e starebbe ad indicare
quelli di Rosa, i figli o i parenti, tracce molto antiche di
questa cognominizzazione si trovano ad esempio nel Codice
Diplomatico della Lombardia medievale, in un atto redatto a
Milano nel 1177, dove si legge: "...presentibus et
consentientibus Prexano, Ambroxio Rolandi, Zanatto et Bellone ac
Petro Longo, Ambrosio de Rosa, Martino Zanatti et Petro Botto ac
Iohanne Garaverni vicinis suis...". |
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DEROSAS |
Derosas sembrerebbe specifico di Olbia, con ceppi anche a
Sassari e Usini nel sassarese e ad Orosei nel nuorese,
un'ipotesi è che derivi dal toponimo Rosas nel cagliaritano, ma,
molto più probabilmente deriva da un soprannome indicante il
capostipite come quello delle rose (rosas
in sardo), probabilmente per il fatto di avere un grosso roseto
nelle vicinanze della propria abitazione. |
|
DE
ROSE
DEROSE |
De Rose è
specifico del cosentino, di Cosenza, Rende, Torano Castello,
Fagnano Castello, Castrolibero, Montalto Uffugo, Rose,
Mendicino, Cassano allo Ionio, Carolei, Rovito e Spezzano
Piccolo, Derose, quasi unico, dovrebbe essere dovuto ad
un'errata trascizione del precedente, che dovrebbe stare da
indicare la provenienza dei capostipiti dal paese di Rose sempre
nel cosentino. |
|
DE
ROSSI |
Parrebbe
di origine veneta, è stato originato da soprannomi legati a
caratteristiche fisiche del capostipite, quali i capelli, la
barba o la carnagione particolarmente rossastra, può anche
indicare la discendenza da dei Roscii (Roscius è un nomen
latino). |
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D'ERRICO
D'ERRIGO
DERRICO
DERRIGO |
D'Errico
è molto diffuso in tutto il sud, D'Errigo, molto molto più raro,
ha un ceppo romano ed uno calabrese a Campo Calabro nel reggino,
Derrico e Derrigo sono estremamente rari e si tratta
probabilmente di errori di trascrizione dei precedenti,
dovrebbero tutti derivare dall'essere il capostipite il figlio
di un Errico o di un Errigo (vedi ERRICO). |
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DE
RUGERIIS
DE RUGGERI
DE RUGGERIIS
DE RUGGERIS
DE RUGGERO
DE RUGGIERI
DE RUGGIERO |
De
Rugeriis è specifico di Colledara (TE), De Ruggieri, De
Ruggeriis e De Ruggeris, molto molto rari, sembrerebbero
originari dell'Abruzzo con un ceppo secondario in Puglia, De
Ruggeri è dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, De
Ruggiero è napoletano, De Ruggero dovrebbe essere dovuto ad un
errore di trascrizione del precedente, derivano tutti dal nome
medioevale Rugerius
(vedi Ruggeri), tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a
Bologna nel 1400 con un Ugonem De Rugeriis. |
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DE
RUSSO
DI RUSSO |
De
Russo, quasi unico, è dell'area tra latinense e casertano, Di
Russo ha un piccolo ceppo abruzzese a Pescara, uno molto grande
a Roma ed uno ancora più grande a Formia nel latinense, con
buone presenze, sempre nel latinense, a Gaeta, Fondi, Minturno,
Itri e Latina, e nel frusinate ad Esperia e Pontecorvo, dovrebbe
trattarsi di forme patronimiche dove il
De- ed il
Di-
stanno per figlio di,
riferiti a capostipiti, i cui padri avessero come nome o
soprannome il Rosso,
Russo
in dialetto, forse a causa del colore dei loro capelli,
ricordiamo che presso i latini era molto diffuso il fatto di
avere i capelli rossi, un esempio per tutti Silla, il dittatore
della famosa guerra civile con Mario, aveva proprio i capelli
rossi, una caratteristica propria della Gens Fulvia, che da
questa caratteristica aveva preso il nome. |
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DE
RUVO |
Dovrebbe
essere proprio della provincie di Bari, deriva dal toponimo Ruvo
di Puglia (BA). |
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DE
SABATO
DI SABATO
DISABATO |
De
Sabato ha un piccolo ceppo a Lucera nel foggiano e nel leccese,
a Lecce ed a Castrignano del Capo, Di Sabato ha un ceppo a Roma,
in Molise, a Napoli, nel potentino e soprattutto in Puglia, ad
Altamura nel barese e nel foggiano a Lucera, Manfredonia e
Foggia, Disabato è decisamente pugliese di Altamura nel barese,
si dovrebbe trattare di forme patronimiche, dove il
De- od il
Di-
stiano per il figlio di,
riferiti a capostipiti i cui padri si fossero chiamati
Sabato
(vedi SABATO). |
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DE
SALVO |
Cognome
meridionale, ha un ceppo nella zona dello stretto sia in
provincia di Messina che di Reggio Calabria, un altro tra
Potenza e Cosenza, un terzo nel leccese, deriva dal nome Salvo o
dal precedente nomen latino Salvius. |
|
DE
SANCTIS
DESANCTIS
DE SANTE
DE SANTI
DE SANTO
DI SANTE
DI SANTI
DISANTI
DI SANTIS
DI SANTO |
De
Sanctis è molto diffuso nel Lazio ed in Abruzzo, mentre
Desanctis è, quasi sicuramente, dovuto ad errori di
trascrizione, De Sante, molto molto raro, è del romano, De Santi
è diffuso in Veneto, Toscana e nel varesotto, De Santo è
specifico dell'area che comprende la Campania, la Basilicata ed
il cosentino, con massima concentrazione nel napoletano, Di
Sante ha un ceppo a Fano nel pesarese, uno in Abruzzo, nel
teramano a Roseto degli Abruzzi, Teramo, Bellante, Silvi, Morro
d'Oro, Atri e Pineto, nel pescarese a Montesilvano, Città
Sant'Angelo e Pescara, ed a Francavilla sul Mare nel teatino, ed
a Roma, Di Santi è caratteristico del basso salernitano, di
Vallo della Lucania ed Atena Lucana, Disanti, estremamente raro,
è probabilmente dovuto ad un'errata trascrizione del precedente,
Di Santis, quasi unico, sembrerebbe campano o comunque del
meridione, Di Santo è molto diffuso in tutto il centrosud,
dovrebbero derivare dal nome medioevale di tradizione cristiana
Sanctus
(Santo
o Sante),
con l'aggiunta della forma patronimica in
De- o in
Di-,
che sta per il figlio di,
nel caso dei De Sanctis sta per i discendenti del casato dei De
Sanctis è presente in Abruzzo fin dalla prima metà del 1000,
quando il duca di Spoleto nominato valvassore Pietro De Sanctis
gli affida in feudo i territori dell'area di Sulmona, questi
erige quindi il castello di Roccacasole (AQ) come sede del suo
feudo, in seguito il casato acquisì il titolo baronale. |
|
DE
SANSO
DESANSO |
De
Sanso, assolutamente rarissimo e Desanso, che è quasi unico,
dovrebbero essere originari della zona calabro, lucana, si
possono formulare due ipotesi circa la possibile origine, la
prima potrebbe indicarli come forme patronimiche derivate da
capostipiti, probabilmente francesi, i cui padri si fossero
chiamati Sanson
(Sansone),
la seconda propone invece una derivazione da una forma
dialettale apocopaica del toponimo San Sosti nel cosentino. |
|
DE
SANTIS |
Diffuso
in tutto il centro sud, deriva da uno dei tantissimi toponimi
che hanno nella loro radice il vocabolo San ...., come San
Giorgio a Cremano (NA), San Bartolomeo in Galdo (BN), San Biase
(SA) - (CS), ecc.. |
|
DE
SCALZI
DESCALZI
DE SCALZO
DESCALZO |
Tutti
estremamente rari sono tipici della zona di Chiavari, potrebbero
derivare da un soprannome legato al vocabolo descalzo o scalzo
(quelli scalzi, o dello scalzo, o degli scalzi), tracce di
questa cognominizzazione si ha a Chiavari fin dalla fine del
1700, una certa fama ottenne Gaetano Descalzi detto Campanino di
Chiavari, ebanista e mobiliere. |
|
DE
SENSI |
De
Sensi è specifico di Lamezia Terme nel catanzarese, dovrebbe
stare ad indicare l'appartenenza dei capostipiti alla Gens
latina, repubblicana, di origine plebea
Sentia
(pronuncia Senzia). |
|
DESENZANI |
Cognome
tipico di Brescia e del basso bresciano, deriva dal toponimo
Desenzano (BS), tracce di questa cognominizzazione si trovano
nella bassa bresciana fin dal 1200, nel 1600 troviamo tracce di
un desenzani autore di un lascito alla chiesa di San Marco di
Esenta di Lonato (BS). |
|
DE
SERRA
DESERRA |
Sia
De Serra che Deserra, assolutamente rarissimi, sono di origini
sarde, dovrebbero stare ad indicare un'origine montanara dei
capostipiti, in sardo il termine
serra
indica un'altura, una collina,
una montagna:
sa serra de su monti
significa il crinale della
montagna, ed il prefisso
De-
starebbe ad indicare provenienza,
originari di. |
|
DESERTI |
Deserti è tipico dell'area ferrarese e bolognese, l'ipotesi più
probabile è che si tratti di un cognome attribuito, in epoca non
recente, a bambini abbandonati.
ipotesi fornita da Petra
Motta
E' un cognome abbastanza raro, concentrato soprattutto in
Emilia, la mia ipotesi è che derivi dal verbo latino
desero, is, deserui, desertum,
che significa abbandonare. Si tratterebbe di uno dei tanti
cognomi attribuiti ai bambini abbandonati. |
|
DESERTO |
Deserto,
quasi unico, potrebbe essere del sud, pugliese, dove potrebbe
derivare dal toponimo Deserto di Ostuni (BR) e siciliano, dove
potrebbe anche avere origini da esperienze del capostipite nel
deserto libico. (vedi comunque anche Deserti) |
|
DE
SERVI
DESERVI
SERVI |
De
Servi ha un ceppo nel milanese tra Rescaldina e Legnano ed uno
toscano a Lucca e Viareggio, Deservi, quasi unico, è dovuto ad
errori di trascrizione del ceppo lombardo del cognome
precedente, Servi ha un ceppo a Milano, uno a Firenze ed a
Viareggio (LU) ed uno a Roma, la possibile origine di questo
cognome potrebbe essere quella di individuare i capostipiti come
dei serviti o legati comunque alla confraternita dei Servi di
Maria, la presenza di una Chiesa dei Servi di Maria a Lucca e a
Firenze e Roma ed il fatto che i Servi di Maria sono a Milano
fin dal 1288 da credito a questa ipotesi, bisogna citare, anche
se poco probabile, una possibile derivazione dal nomen latino
Servus
o Servius. |
|
DESIANTE
DESIATO |
Desiante
parrebbe barese, Desiato, tipico campano, ha forse un ceppo nel
Molise. Questi cognomi dovrebbero essere originati da un nome
tardo medioevale relativo al fatto di essere arrivato il bambino
dopo essere stato tanto desiderato. |
|
DESIDERI
DESIDERIO |
Desideri
è molto presente nella fascia centrale, potrebbe essere di
origine laziale, Desiderio presenta un ceppo originario della
zona tra Il napoletano ed il salernitano eduno tra Abruzzi e
Molise, dovrebbero derivare dal nome longobardo e tardo latino
Desiderius. Famoso è l'ultimo Re longobardo Desiderius (756-74),
ma di questo nome esistono tracce antecedenti, nel 600 vive ad
esempio San Desiderio di Cahors, Vescovo del narbonese, in
Francia. |
|
DE
SIENA
DESIENA
DI SIENA |
De Siena,
tipicamente meridionale, ha un ceppo a Napoli, Caserta e Sarno
nel salernitano, uno nel leccese, ad Andrano, Specchia e Lecce,
ed uno tra catanzarese e crotonese, a Catanzaro, Crotone ed a
Strongoli nel crotonese, nel leccese esiste, anche se quasi
unico, Desiena, che è probabilmente il frutto di un errore di
trascrizione del precedente, Di Siena è specifico dell'area che
comprende il Lazio meridionale e la Campania settentrionale,
Coreno Ausonio nel frusinate e Roma, Termoli nel campobassano e
Maddaloni nel casertano, dovrebbero derivare da soprannomi
indicanti una provenienza dalla città di Siena da parte dei
capostipiti, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a
Grosseto nel 1440 con il testamento di una certa donna
Bartolomea di Iacopo de Siena, nella seconda metà del 1500 a
Palermo troviamo il mastro falegname e intagliatore Cesare di
Siena originario di Carrara, in un atto del 1677 a Genova si
legge: "...rogata da Gianni de Siena a 23 del corrente
havertendo che se bene detta scritura a favor di Angelo Durazzo
dice che il risigo al andata è sopra la nave S.Pedro del Cantera
e Sta Rosa Maria e per ciò come sopra come appare per papele a
parte et altro che dichiare che il premio si è ragiunto...". |
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DE
SIMINE
DESIMINE
DI SIMINE |
De
Simine, tipicamente pugliese, sembrerebbe specifico del barese,
di Terlizzi e Molfetta, Desimine, assolutamente rarissimo, è
sempre del barese, Di Simine è invece specifico di Matera,
potrebbero derivare dal nome di San Simine, per devozione a quel
santo, così come potrebbero riferirsi ad un ex voto per grazia
ricevuta dal santo nella Chiesa rupestre di San Simine a
Pantaleo di Massafra. |
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DE
SIMON
DE SIMONE
DE SIMONI |
De
Simon è tipicamente friulano dell'udinese, di Osoppo e di
Forgaria nel Friuli in particolare, De Simone è diffuso in tutto
il centro sud, De Simoni è tipico laziale, con un ceppo primario
anche in Lombardia, derivano da forme patronimiche (il
De sta
per figlio di)
del nome Simone,
tracce di questa cognominizzazione si trovano a Bormio agli
inizi del 1600 dove in una deposizione viene citato un certo
Giovanni de Simoni, originario della Valmalenco, che aveva
bottega a Premadio che diventerà poi uno dei Patrizi di Bormio. |
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DESINI
|
Desini è tipico della Gallura e di Olbia in particolare,
potrebbe derivare dal toponimo Sini , un piccolo paese ai
confini tra oristanese e cagliaritano e il
De-
starebbe per proveniente da.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
DESINI : de Sini : per significato ed etimologia vedi i cognomi
Dessì e Sini. Il cognome Desini attualmente è presente in 24
Comuni italiani, di cui 12 in Sardegna(per lo più in Gallura) :
Olbia 124, Sassari 15, Loiri Porto S. Paolo 13, etc. Il cognome
Desini mantiene per certo la variante più antica, documentata
nelle carte antiche della lingua e della storia della Sardegna. |
|
DE
SISTI
DE SISTO |
De
Sisti è tipicamente romano, De Sisto, oltre al ceppo romano, ne
ha uno ad Airola nel beneventano, con presenze significative
anche a napoli ed Alife nel casertano, si dovrebbe trattare di
forme patronimiche, dove il De
sta per figli di,
riferite a padri del capostipite che facevano di nome
Sistus,
dell'uso di questo nome abbiamo un esempio in una Charta
venditionis del 1208 a Pavia, dove tra i testi figurano:
"...Interfuerunt Sistus Canister et Carbo de Piscaria testes.
Ego Girardus de Balbis imperialis aule notarius hanc cartam
tradidi et scripsi.". |
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DESOGOS
DESOGUS |
Desogos sembra specifico di Scano Di Montiferro
nell'oristanese, Desogus è un cognome sardo molto diffuso in
tutta la Sardegna, particolarmente nel cagliaritano e
nell'iglesiente, dovrebbero indicare con il prefisso
De- la
provenienza dal paese di Sogos, un antico borgo medioevale tra
Monastir e Villasor nel cagliaritano.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
Desogus deriva dal paese di Sogus o Sogos, che è il nome di un
antico centro abitato scomparso (Villa de Sogus), ubicato tra
Monastir e Nuraminis, in località
Sa bia de is Ogus
(la strada degli occhi:
secondo la testimonianza degli abitanti del luogo), appartenente
alla Curatoria di Gippi, del regno giudicale di Calari, poi
passato al giudicato d'Arborea, ceduto nel 1300 dal Giudice
Mariano II alla Repubblica di Pisa e successivamente abbandonato
( verso la fine del XIV° secolo, probabilmente per effetto del
conflitto tra Mariano IV d'Arborea ed il re D'Aragona. Il
cognome lo ritroviamo nelle carte antiche, quasi sempre nella
variante De Sogos. Tra i firmatari della Pace di Eleonora del
1388, ci sono 13 con questo cognome: Sogos (de) Antiogo, ville
Gemussi(* Gemussi.distrutto: Jemussi o Gimussa? Partis de
Montibus); Sogos (de) Baldo ,ville Iscano ; Sogos (de)
Francisco, jurato ville Modolo(* Modolo...Modulo. Contrate
Castri Serravallis); Sogos (de) Guantino, jurato ville Pauli(*
Pauli ...odierno Paulilatino. Contrate Partis de Guilcier);
Sogos (de) Joanne, ville Culleri; Sogos (de) Joanne, ville
Gorare. (*...Odierna Borore. Marghine de Gociano); Sogos (de)
Nicolao, jurato ville Iscano; Sogos (de) Trogodorio, jurato
ville Nuracogoma(* .odierna Noracugume. Curatorie de Marghine de
Gociano; Sogos(de) Benedico, Burgi Castri M. Regalis(Castello di
Monreale); Sogos(de) Francisco, jurato ville Seercela (*
Seercela.distrutto. Sarcela - Serzele. Partis de Montibus);
Sogos(de) Gettadu, ville de Sardara; Sogos(de) Luchino, ville
Macumerii; De Sogos Anghelo - ville de Dure(* Dure.distrutto -
salto di Bitti ( Contrate Montis Acuti - Ozieri). Nel Con daghe
di Santa Maria di Bonarcado *CSMB XI°, XII° sec., troviamo 4
Sogos (de) e 2 Sogus (de), dei quali citiamo: Sogos (de) Comida
(88), Sogos (de) Dorgotori (174), curatore di Norgillo
(*Nurgillo...Norghiddo...odierno Norbello. Contrate Partis de
Guilcier), teste in un affidamento di servi; Sogus (de)
Gosantine(164) d'Orruinas (* Oruinas...odierno Ruinas (Contrate
Laconi - Partis Alença), teste in una richiesta di costruzione
di molini in Bonarcado. Attualmente il cognome Desogus è
presente in 181 Comuni del territorio nazionale; nel Continente
si registra la maggiore diffusione nel centro nord. Non è
presente in USA. In Sardegna lo troviamo in 90 Comuni, per lo
più del meridione dell'isola, a parte Sassari, per un totale di
1640 circa (*2007). Desogos: attualmente è presente nel
territorio nazionale in 10 Comuni: 2 della Lombardia, 2 del
Lazio e 6 della Sardegna centro settentrionale. |
|
DESOLE
|
Desole è specifico di Sassari, dove è molto diffuso, con ceppi
più piccoli ad Olbia e ad Ittiri, Sorso ed Alghero nel
sassarese, potrebbe trattarsi di un soprannome basato su di un
deverbale del verbo sardo
desolare (distruggere,
devastare), secondo un'altra
ipotesi deriverebbe invece dal nome di un paese come Soleminis
nel cagliaritano, Girasole nel nuorese, o altri simili, ad
indicarne la provenienza del capostipite. |
|
DE
SORTES
DESORTES |
De
Sortes è quasi unico, dovrebbe trattarsi di una forma alterata
di Desortes, che è specifico di Sassari e di Olbia, e che
dovrebbe derivare dal termine sardo logudorese
desorte (di
ogni sorta) con il significato
di benestante, cioè di chi possiede di tutto, a sottolineare
probabilmente lo stato agiato del capostipite. |
|
DE
SPIRITO
DESPIRITO
DI SPIRITO
DISPIRITO |
De
Spirito è specifico del casertano, di Teano in particolare e di
Carinola, Despirito, quasi unico è dovuto probabilmente ad un
errore nella trascrizione anagrafica del cognome nella regione
piemontese, Di Spirito è specifico dell'area campano, laziale,
con particolare concentrazione nel napoletano e casertano,
Dispirito, estremamente raro, è del tarentino, dovrebbero
derivare da nomi di località (vedi anche SPIRITELLI). |
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D'ESPOSITO |
D'Esposito è tipicamente del napoletano, di Piano di Sorrento,
Sant'Agnello, Napoli, Sorrento, Anacapri, Meta, Massa Lubrense,
Vico Equense e Torre del Greco, è una tipica forma patronimica
dove il d'-
o il D'-
stanno per il figlio di,
riferito a capostipiti, i cui padri fossero degli
espositi
(alla pubblica compassione e carità), cioè dei trovatelli. Il
vezzo di usare la minuscola, peraltro molto usato nel meridione
era spesso motivato da un desiderio, purtroppo malriposto di
nobiltà. |
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DESSENA |
Dessena è tipico del nord della Sardegna, di Orosei e Nuoro nel
nuorese, di Olbia e di Nule nel sassarese, dovrebbe trattarsi di
un cognome di origini catalane, che trarrebbe origine dal
termine logodurese s'ena
(la palude, la zona acquitrinosa),
probabilmente ad indicare le caratteristiche della zona di
provenienza della famiglia.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
DESSENA: nelle carte antiche della lingua e della storia della
Sardegna troviamo Dessena o De Sena, spesso per indicare la
stessa persona. Per il significato e l'etimo di Dessena o De
Sena rimane ancora qualche incertezza, per il semplice fatto che
abbiamo tre ipotesi e tutte e tre valide e documentate. Non è da
escludere la possibile esistenza di tre ceppi distinti.
1^ ipotesi:
i Dessena o De Sena che divennero visconti di Sanluri,
discendevano da Cristoforo Piccolomini e da Margherita
Sarrazzini di Siena, i quali, nel 1396, con la numerosa famiglia
si erano rifugiati a Cagliari, per sfuggire al capestro,
accusati di un gravissimo delitto. Il loro figlio Giovanni
assunse il cognome De Sena
perché proveniente da Siena. Si
arruolò nelle truppe catalano aragonesi e combatté valorosamente
nella guerra contro il Giudicato d'Arborea e contro i Baroni
siciliani, ribelli alla Corona. Per il suo grande merito
militare il re Alfonso il Magnanimo lo elevò alla dignità di
visconte di Sanluri, con diploma regio redatto in Taranto in
data 8 luglio 1436, ma da altra documentazione (codex
diplomaticus Sardiniae di Pasquale Tola) sappiamo che del titolo
fu beneficiario il figlio maggiore Antonio, che continuò la
linea feudale. Quindi il primo vero visconte di Sanluri fu
Antonio De Sena o Dessena ( per i più curiosi abbiamo
intervistato l'attuale Conte di Sanluri: vedi nel Web:
Giuseppe Concas
-
Feste ed eventi di Sardegna
-
Il Castello di Sanluri).
Dessena o De Sena Giovanni 2° fu, a tutti gli effetti, il
secondo visconte di Sanluri (sta di fatto che oggi, né a
Sanluri, né in tutto il Medio Campidano, di cui Sanluri è
Capoluogo, è rimasto un solo Dessena).
2^ ipotesi:
De Sena potrebbe essere la corruzione e quindi variante di
De Atzena,
che nell'attuale variante dà Atzeni (vedi Atzeni), e che nei
documenti più antichi appare De Athen o de Açen. Ad esempio,
Alibrandino Atzeni, fu comandante militare, prima di Pietro
d'Aragona, nel 1355 e poi lo troviamo comandante delle truppe di
Mariano IV° all'assedio di Villa di Chiesa (Iglesias) nel 1365;
lo stesso è detto Alibrandino de Açen o addirittura Alibrandino
De Sena e così anche il fratello Guantino. Vi sono inoltre altri
casi simili. I De Athen costituivano una importante famiglia
magnatizia del Regno di Torres. Ma li troviamo in posti sociali
di rilievo anche negli altri regni giudicali sardi. Sta di fatto
che nei documenti storici c'è un bel po' di confusione, che fa
tuttora "impazzire" storici e ricercatori.
3^ ipotesi:
De Sena può venire dal toponimo sardo
Sena o
Senae
o Seve:
villaggio distrutto nella regione di Figulina, secondo il
canonico Giovanni Spano; anche nel Dizionario Storico Sardo di
F. C. Casula è registrato come villaggio abbandonato,
appartenente alla Curadorìa di Figulina, nel regno giudicale di
Torres; nel Condaghe di San Pietro di Silki, CSPS, XI°, XIII°
secolo, il villaggio è documentato come possedimento dell'Ordine
di San Giacomo di Altopascio, in una "bolla" del pontefice
Innocenzo III° del 1198. Nell'opera "in chorographiam Sardiniae"
di Giovanni Francesco Fara, al capitolo "de civitate Plovache
eiusque dioecesi - riga 14 -: Interiore autem oppida Figulinis,
Noagrae, Musellani, Sevae.etc. Figulina, oggi Florinas, si trova
non lontano da Sassari ed è un pese di 1574 abitanti, nella
cosiddetta regione di Ploaghe. Oggi il cognome Dessena è
presente in 70 Comuni italiani, di cui 37 in Sardegna(per la
maggior parte nel nord dell'isola): Orosei 175, Sassari 77,
Olbia 65, etc. |
|
DESSI
DESSI' |
Sia
Dessi che Dessì sono tipici dell'oristanese e dell'iglesiente
con un ceppo anche nel sassarese, dovrebbero entrambi derivare
dall'antico nome del paese di Sini nell'oristanese, che in epoca
nuragica veniva chiamato Sinu, successivamente, in epoca
medioevale venne riconosciuto come Sii, per poi acquisire
l'attuale nome di Sini.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
DESSI': anticamente era De Sî o De Sìi ( î nasale), cioè
De Sini.
Attualmente Sini è un piccolo centro abitato della Marmilla,
situato ai piedi della Giara di Gesturi, con 586 abitanti,
Comune della Provincia di Oristano. Anticamente Sini,
apparteneva alla Diocesi di Usellus, oggi di Ales -Terralba. In
periodo giudicale era una villa (bidda)
appartenente alla curadorìa di Marmilla del regno giudicale di
Arborea. Nel 1206, in seguito ad una guerra il territorio entrò
a far parte del Giudicato di Calari (Cagliari), ma nel 1258 fu
riconquistato dai signori d'Arborea. Nel 1324 nacque il regno
Catalano Aragonese, prima alleato e poi nemico dei signori
d'Arborea. Nel 1383 il re di Sardegna Pietro il Cerimonioso
investì Brancaleone Doria, marito di Eleonora d'Arborea, del
titolo di barone di Marmilla, ma la Curadorìa di Marmilla già
apparteneva al Giudicato Di Arborea. Nel 1388 i rappresentanti
della villa di Sini parteciparono alla Pace di Eleonora. Dal
1410, in seguito alla sconfitta, inflitta alle truppe di
Eleonora, dal re d'Aragona, Sini entrò a far parte del regno
catalano aragonese di Sardegna. Appartenne poi alla potente
famiglia aragonese dei Carròs, definitivamente, dopo un breve
intervallo, ed alla contea di Quirra. Nel 1928 il Comune di Sini
fu soppresso ed aggregato a quello di Baressa. Dal 1945 è di
nuovo Comune autonomo, ed è andato a far parte, nel 1974 della,
allora appena creata, provincia di Oristano. De Sî è un cognome
diffuso nella Sardegna meridionale del periodo giudicale. Tra i
firmatari della Pace di Eleonora *LPDE del 1388, troviamo un De
Sî e ben 42 De Sii, quasi tutti concentrati negli antichi
villaggi della Marmilla (Contrate Marmille, che faceva capo a
Mahara Barbaraquesa - l'odierna Villamar), del Campidano di
Oristano e della Trexenta, dei quali citiamo: De Si Clemente,
ville Laconi; De Sii Comita, jurato ville Sancto Haeru (odierno
San Vero Congius. Contrate Campitani Simagis); De Sii
Crescentino, jurato ville Milis ; De Sii Deodatus - de Aristanni
; De Sii Folcus, sindicus actor et procurator ville Ocieri e
Contrate Montis Acuti et etc ; De Sii Francisco, majore(sindaco,
amministratore) ville Funtana. (* villaggio distrutto. Partis de
Montibus); De Sii Gonnario, majore ville Pauli (* Pauli. Gerrei
.odierno San Nicolò Gerrei. Contrate Marmille); De Sii Joanne,
jurato Sii Majore.(Sia Maggiore - Campidano di Oristano); De Sii
Joanne, jurato ville Desilo (Desulo); De Sii Petro, ville
Ecclesiarum(Villa di Chiesa - Iglesias); De Sii Petro, ville
Selluri (Sanluri - Seddòri); De Sii Philipo, ville Gonnos de
Tramacia(Gonnostramatza); De Sii Salvatore, jurato ville
Funtana. Etc. nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado ( alto
Oristanese) *CSMB - XI°; XII° sec. Troviamo: De Sii Comita,
prete, teste in una donazione(130). Sempre del *CSMB, al cap. 33
è citato Comida Spanu, maiore de Sini(s), teste in una
donazione, o meglio, concessione, da parte del Giudice di
Arborea e visconte De Basso, Petrus de Laccon, alla chiesa di
Santa Maria, di pescare nel mare di Ponte* (nei pressi di Othoca
- oggi Santa Giusta: nello stagno omonimo) con due barche e in
mare aperto (pro piscare in mare de Ponte cun duas barca set in
mare vivu). Il cognome De Sii non è presente nei Condaghi
logudoresi, Di San Nicola di Trullas e Di San Pietro di Silki.
La trasformazione di De Sî in Dessì è avvenuta sin dai tempi
antichi e lo attesta il fatto che monsignor Giovanni Dessì, fu
eletto arcivescovo della archidiocesi di Oristano, allora di
Arborea, nel 1462 dal papa Pio II°. Tenne il seggio vescovile
sino alla morte, avvenuta nel 1485. Da ricordare, Dessì
Vincenzo, sassarese (1859 - 1908) storico e numismatico
(Di.Sto.Sa di F. C. Casula). Una considerazione a parte merita
inoltre lo scrittore di Villacidro Giuseppe Dessì( 1909 - 1977)
autore di numerose opere letterarie, tra i quali i romanzi, il
Disertore e Paese d'Ombre, e vincitore di numerosi premi, tra
cui il premio Strega. Attualmente il cognome Dessì è presente in
364 Comuni d'Italia. Di questi 160 sono della Sardegna.
Nell'isola la maggiore diffusione si registra nel centro sud. È
presente anche in 6 Stati USA: New York, con 3 nuclei familiari,
Florida con 2, gli altri con 1. |
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DE
STASI
DE STASIO
DE STAZIO
DI STASI
DI STASIO
DI STASO
DISTASO
DI STAZIO |
De
Stasi, quasi unico, parrebbe pugliese, De Stasio è tipico
dell'area che comprende le province di Napoli, Caserta,
Benevento e Foggia, con massima concentrazione a Napoli e
Mugnano di Napoli (NA) ed a Foggia, mentre De Stazio è quasi
unico, Di Stasi è molto diffuso nel romano e latinense, nel
salernitano, potentino, materano, campobassano, foggiano e
barese in particolare, Di Stasio sembrerebbe originario della
Campania, con presenza forse di un ceppo nella provincia di
Foggia, Di Staso ha un ceppo a Margherita di Savoia, San
Ferdinando di Puglia, Manfredonia, Trinitapoli e Foggia nel
foggiano, ed a Barletta nel bareseed uno a Guardia Sanframondi
nel beneventano, Distaso è tipicamente pugliese, di Margherita
di Savoia e San Ferdinando di Puglia nel foggiano e di Barletta
nel barese, Di Stazio, oltre al ceppo campano nel napoletano,
casertano e beneventano, ha un ceppo anche nel romano, latinense
e frusinate, dovrebbero entrambi essere forme patronimiche, dove
il De
o il Di
stanno per figlio di,
riferito a capostipiti i cui padri si chiamassero con il
cognomen latino Statius
o con il nome medioevale Stagio.
(vedi STASI) |
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DESTEFANI
DE STEFANI
DESTEFANIS
DE STEFANIS
DESTEFANO
DE STEFANO |
De
Stefani è specifico del nord, Destefani, molto raro, sembra
tipico del trentino, De Stefanis ha ceppi nel genovese, nel
torinese, nel milanese, nel romano e reatino e nell'aquilano,
pescarese e teatino, Destefanis è decisamente piemontese, molto
diffuso soprattutto nel torinese e cuneese, De Stefano è diffuso
in tutto il sud della penisola italiana, Destefano ha ceppi nel
barese e nel reggino, si dovrebbe trattare di forme
patronimiche, dove il De-
sta per il figlio di,
riferito a capostipiti i cui padri si fossero chiamati
Stefano. |
|
DESTINO |
Destino ha un ceppo a Melfi nel potentino, uno a Mesagne nel
brindisino ed uno a Canosa di Puglia nel barese, dovrebbe
derivare dal nome medioevale
Destino, attribuito ai propri
figli richiamandosi all'antico motto "homus destinus suus faber
est", un adattamento medioevale del ciceroniano "suae quisque
fortunae faber est", bisogna inoltre considerare che in alcuni
casi può trattarsi di un cognome attribuito a dei trovatelli. |
|
DESTER
DESTRI
DESTRO |
Dester, assolutamente raro, è della bassa bresciana, di Manerbio
in particolare, Destri ha un ceppo nello spezzino a Sarzana, La
Spezia e Riccò del Golfo di Spezia, ed un ceppo a Calci nel
pisano, Destro ha un grosso nucleo tra veneziano, padovano e
rovigoto, uno tra novarese, alessandrino, pavese e milanese, ed
uno siciliano nell'agrigentino, nel messinese e catanese,
potrebbero derivare da un nome tardo medioevale
Dester o
Destro
(inteso come l'opposto di maldestro) o anche da uno dei molti
toponimi contenenti la radice
destr-, come ad esempio
Tombelle Destra (PD), Bevazzana Destra (VE), Casanova di Destra
(PV) o altri simili. |
|
DE
TARANTO
DI TARANTO |
De
Taranto è tipico di Oria nel brindisino, Di Taranto ha un ceppo
a Laterza e Taranto nel tarentino, a Foggia e Deliceto nel
foggiano ed a Gravina di Puglia e Bari nel barese, con un ceppo
anche nel materano a Montescaglioso ed a Marsico Nuovo nel
potentino, questi cognomi dovrebbero indicare o il fatto di
essere i capostipiti originari della città di Taranto o di
essere figli di un padre chiamato
Taranto,
era consuetudine abbastanza diffusa in epoca medioevale, quella
di dare ai propri figli il nome di una città importante. |
|
DE
TINTIS |
De
Tintis, quasi scomparso, è decisamente pugliese, probabilmente
del barese, anche se tracce antiche si trovano anche nel
parmense, si dovrebbe trattare di una forma patronimica, dove il
De
sta per figlio di,
riferendosi al capostipite che dovrebbe essere stato il figlio
di un Tinto,
nome medioevale derivato dal cognomen latino
Tinctus.
Tracce antiche di questa cognominizzazione le troviamo nel
parmense nell'anno 1230: "..Additum est quod Potestas teneatur
sacramento expeditas facere tenere vias degatas per dominum
Henricum de Tintis, quae degatura est x. pedes perticae per
amplum circa foveas de capite pontis et intus a terraliis
ipsarum fovearum. Et teneatur Potestas sacramento dampnum
emendare vel facere emendari de avere Communis hominibus qui
dampna habuerunt occasione fovearum de capite pontis, secundum
quod extimata fuere per extimatores electos per dominum Henricum
de Tintis, hinc ad octavam Pascae Resurrectionis. In M. CC.
XXX..."e nell'Archivio Diocesano di Conversano (BA) dove
nell'anno 1662 si legge di una causa intentata dal "Reverendo
Capitulo Sanctae Mariae Grecae contra Ottavio fu Nicola Antonio
de Tintis". |
|
DE
TOGNI
DETOGNI |
Sia
Detogni, molto più raro, che De Togni, sono specifici del
veronese, derivano da patronimici (il De sta per figlio di) di
un Antonio, attraverso modificazioni dialettali dell'aferesi del
nome del capostipite. |
|
DE
TOMASI
DE TOMASO
DE TOMMASI
DE TOMMASO
DI TOMASI
DI TOMASO
DI TOMMASI
DI TOMMASO
DITOMMASO |
De
Tomasi ha un ceppo in Lombardia, nella zona tra Samarate, Busto
Arsizio, Gallarate e Milano ed uno in Veneto nel vicentino tra
Isola Vicentina e Vicenza, De Tomaso, molto raro, sembra
specifico di Turi (BA), De Tommasi sembrerebbe pugliese con
ceppi a Novoli (LE), Lecce e nel Salento, e nel barese, Fe
Tommaso ha un nucleo pugliese tra barese e brindisino
soprattutto a Casamassima (BA) e nel brindisino a Oria, Erchie,
Brindisi e Francavilla Fontana, un piccolo ceppo a Napoli, nel
cosentino ed a Messina, Di Tomasi, quasi unico, è probabilmente
do vuto ad un'errata trascrizione di Di Tommasi che è specifico
di Rosolini (SR), Modica (RG) e del ragusano, Di Tomaso ha un
ceppo a Civitanova del Sannio (IS) e Casacalenda (CB), con un
grosso nucleo a Rotonda (PZ), Di Tommaso è molto presente in
Lazio, Abruzzo, Molise, casertano e napoletano, Puglia e
potentino, con ceppi anche in Sicilia ad Augusta (SR) e Catania,
Ditommaso, assolutamente rarissimo, è dell'area tra foggiano e
potentino, derivano tutti dal nome medioevale
Thomasus
(vedi TOMASI). |
|
DE
TONA
DE TONI |
De
Tona è quasi unico, De Toni è tipicamente veneto e friulano, del
bellunese, del vicentino, del padovano e del veneziano in Veneto
e dell'udinese in Friuli, dovrebbero essere forme patronimiche
dove il De-
stia per il figlio di,
riferito a capostipiti, il cui padre si fosse chiamato
Antonio,
che per aferesi ed alterazione dialettale sarebbe poi diventato
Tona,
o Toni. |
|
DETOND
|
Cognome
assolutamente rarissimo, originario del centro sud Italia,
probabilmente delle Puglie, potrebbe derivare da toponimi quali
Locorotondo (Ba), Camporotondo (MC), Monterotondo (RM) e tanti
altri. |
|
DE
TORREBRUNA |
De
Torrebruna è quasi unico, dovrebbe stare ad indicare la
provenienza del capostipite dal paese di Torrebruna nel teatino,
paese il cui nome sarebbe nato dalla presenza in loco di
un'antica torre imbrunita dal tempo. |
|
DE
TROIA
DE TROJA |
Tipico di Lucera (FG), dovrebbe derivare dal toponimo Troia
(FG).
integrazioni fornite da
Fabio Paolucci
De Troia è un tipico cognome pugliese, diffuso maggiormente nel
comune di Lucera nel Foggiano, dove è il quarto cognome in
ordine di frequenza. Il cognome ha chiare origini
toponomastiche: persone migrate in tempi passati dal vicino
borgo di Troia venivano registrate con il cognome de Troja,
divenuto poi nel corso dei secoli de Troia e, infine, De Troia.
E' interessante notare come una famiglia lucerina de Troja di
umili origini sia passata agli onori della tradizione storica
per aver dato alla luce due importanti personaggi morti in
concetto di grande santità: il Servo di Dio don Alessandro de
Troja (Lucera, 1801 - 1834) e la Venerabile Genoveffa de Troja
(Lucera, 1887 - Foggia, 1949), discendenti dal medesimo ceppo de
Troja. |
|
DETTONI |
Un ceppo
torinese ed uno del varesotto, potrebbe essere una modificazione
del nome franco Dudon o una aferesi del nome Benedetto
modificato in Benedettoni. |
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D'ETTORE
DETTORE
D'ETTORRE
DETTORRE
DI ETTORE |
D'Ettore ha un ceppo tra napoletano e casertano e piccolissimi
ceppi nel teatino, nel romano e nel tarentino, Dettore è
assolutamente rarissimo così come Di Ettore, D'Ettorre ha un
ceppo tra romano e latinense, uno tra pescarese e teatino ed uno
tra tarentino e materano, molto molto raro, sembrerebbe
specifico del tarentino, Dettorre, molto molto raro, sembrerebbe
specifico del tarentino, si tratta di forme patronimiche dove il
D- sta per figlio di, riferito ai padri dei capostipiti, il cui
nome era Ettore
o Ettorre.
(vedi ETTORE) |
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DETTORI |
Dettori è tipicamente sardo, in particolare della parte
centrosettentrionale, con un ceppo importante anche a Roma,
Firenze, Genova, Torino e Milano.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
Dettori è una forma per De Tori
(di Salvatore),
come de Loi (vedi LOI). Dettori, cognome con maggior diffusione
nel centro nord
dell'isola; (de) Loi nel centro sud. È presente in 112 Comuni su
377. Dettori è, si può dire, la versione moderna di De Tori, o
meglio, De Thori, o De Zori, o De Cori, o De C(i)ori, o De Sori,
infine c'è anche Dore, che è la versione accorciata di
Sar-Ba-Dore = Salvatore. Così si presenta nelle carte antiche. È
bene qui ricordare che i De Zori o De Thori (nel *LPDE troviamo
inoltre De Sori o anche Dessori, o Sore, o Sori) hanno origine
da un'antica nobile casata sarda, che salì al massimo della sua
potenza allorquando( verso il 1113) Torchitorio De Zori, divenne
Giudice di Gallura. I De Zori si imparentarono poi con le altre
potenti casate sarde, con i (de) Athen, i (de) La©con, i (de)
Serra e con i Gunale; questi ultimi subentrarono nel trono di
Gallura ai De Zori. Tra i firmatari della Pace di Eleonora,
*LPDE del 1388, sono presenti: 8 De Cori, di cui citiamo De Cori
Philipo majore (sindaco) ville de Ocieri (Ozieri - Contrate
Montis Acuti), De Cori Saturno, jurato (guardia giurata e
collaboratore del majore) ville de Ocieri; De Sore Benigno - de
Castri Januensis (Castelsardo), De Sore Gabriele - de Castri
Januensis, De Sori Joanne - de Castri Januensis, De Sori Mariane
- de Bosa, De Sori Michaele - de Castri Januensis; De Zori
Ambrosius - de Aristanni; De Zori Anthonius -de Aristanni, De
Zori Guantinus - de Aristanni, De Zori Paulus - de Aristanni, De
Zori Petrus - de Aristanni; Decori Andrea, majore ville
Sagama(Contrate Castri Serravallis); Dessori Francisco, jurato
ville Uta, (non si tratta dell'attuale, ma di un villaggio
distrutto - Contrate Partis Varicati - Barigadu), Dessori
Nicolao, jurato ville Uta. Nel Condaghe di San Nicola di Trullas
*CSNT, sono citati 28 de Thori o de C(i)ori, o de Zori, e sono
quasi tutti appartenenti al nobile casato di Gallura: Comita de
Thori(27, 34, 39, 62..), marito di Vera de Athen, padre di
Gosantine Thori - de Athen. Tutti, insomma, i de Thori citati
nel *CSNT, occupano posti di rilievo nella società del tempo.
Nel Condaghe di San Pietro di silki,*CSPS, figurano 12 de Thori,
tutti di nobili origini, tra i quali ricordiamo: Thori (de)
Mariane , donnu, curatore de corona (giudice di tribunale),
*CSPS 111°; Thori (de) Petru, in corona(giudice di tribunale),
*CSPS 106°; Thori (de) Porosa, donna, postura de ancilla
(donazione di serva): " posit a Scu. Petru de Silki donna Porosa
de Thori a Justa Papis, cun parthone sua aue Murusas = Donna
Porosa de Thori donò a S. Pietro di Silki Justa Papis, con la
parte che le spetta da Murusas) *CSPS 50°. Nel *CSMB sono citati
27 Zori, tra i quali ricordiamo: Anna De Zori, regina di
Arborea, moglie di Gosantine de Lacon, giudice in una compera
(comporeillis) di terra (63); De Zori Gantine, castellano di
Marmilla e curatore di Barumini; De Zori Maria, moglie ad
Orzocco de Lacon, figlio del Giudice Barisone d'Arborea; De Zori
Vera sposa ad Erradore Pisanu *. In età moderna e contemporanea
troviamo il cognome in Dettori: Dettori Antonio, di Suni,
ministro della giustizia in Planargia, fu seguace di Giommaria
Angioy e pertanto deposto dall'impiego. Dettori Paolo, politico,
di Tempio (1926 - 1975), fu presidente della Giunta e del
Consiglio Regionale della Sardegna. |
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DE
TUGLIE |
De Tuglie
è tipicamente pugliese, di Taranto e soprattutto di Campi
Salentina e Nardò nel leccese, dovrebbe derivare dal toponimo
sempre leccese Tuglie, indicando probabilmente in quel paese il
luogo d'origine del capostipite in quanto il De, in questo caso,
indicherebbe provenienza. |
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DE
TULLIO |
Originario della provincia di Bari, dovrebbe derivare dal nome
della Gens Tullia, cui appartenne anche il famosissimo Marco
Tullio Cicerone. |
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DEU
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Deu, quasi unico è tipicamente sardo.
integrazione fornita da
Giuseppe Concas
DEU: rarissimo, presente in 5 Comuni d'Italia, di cui 3 in
Sardegna: Arzana 6, Lanusei 6, Cagliari 3. In proposito abbiamo
telefonato ai Déu presenti in Sardegna e tutti hanno risposto
pronunciando il loro cognome con la e chiusa (accento acuto),
quindi dal latino Déus
= Dio.
In sardo la parola dèu
(e aperta- grave) significa io.
Tutti gli interpellati hanno inoltre rimarcato la provenienza da
Arzana: centro abitato di 2730 ab. della nuova provincia
dell'Ogliastra, di origini preromane; appartenente in periodo
feudale al regno giudicale di Càlari sino al 1258, anno in cui
passò al regno di Gallura. Nel 1288 divenne un paese della
Repubblica di Pisa e dal 1324 entrò a far parte del Regno
Catalano - Aragonese di Sardegna. Un anno dopo fu concesso in
feudo a Berengario Carròs. Nel 1363 i Carròs ottennero il titolo
di conti di Quirra. Dal 1365 al 1409 in seguito alle conquiste
di Mariano di Arborea, padre di Eleonora, il paese e tutta la
Curadorìa di Ogiastra fu del giudicato arborense. Nel 1409, in
seguito alla sconfitta delle truppe arborensi a Sanluri, il
paese tornò al Regno di Sardegna e quindi ai Carròs. Nel 1511 il
feudo passò ai Centelles etc. etc. (Di.Sto.Sa). Tra i firmatari
della Pace di Eleonora, *LPDE del 1388 troviamo:
Deus Graciadeus, jurato ville Sia Sancte
Lucie (*Odierno Siamanna.
Contrate Campitani Simagis). È importante qui fare una nota: in
Sardegna, tanto nel logudorese, quanto nel Campidanese, Dio è
pronunciato Deus, non Deu. Abbiamo dubbi quindi sul significato,
sulla pronuncia e sull'etimologia del cognome sardo Deu: dèu in
sardo, come già detto in precedenza, significa io e deriva da
ego
latino; a meno che non si tratti di un cognome di origine
spagnola, che giustificherebbe la provenienza del cognome Deu
in 11 Stati Usa, dal Centro o Sud America. Anche Deus è presente
in USA, in 13 Stati, con oltre 20 nuclei familiari in California
e Florida, etc. Ma non vi sono prove, comunque per stabilire un
nesso tra Deo e Deu, né per verificare che tutti i Deo traggano
origine da nobile casato spagnolo, considerata la presenza del
cognome in ben 32 Stati USA e con diversi nuclei familiari! |
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D'EUSTACCHIO
D'EUSTACHIO |
D'Eustacchio ha un ceppo a Roma, uno nel teramano, a Roseto
degli Abruzzi e Notaresco, ed uno nel napoletano, D'Eustachio,
molto più raro, è specifico di Roseto degli Abruzzi, si dovrebbe
trattare di forme patronimiche in
D'-, con
il significato di figlio di,
riferito a capostipiti il cui padre si chiamasse
Eustacchio
(vedi EUSTACCHI). |
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DE
VALLE
DEVALLE |
Devalle è tipico del Piemonte occidentale, di Dogliani,
Racconigi e Busca nel cuneese e di Torino, Collegno e Moncalieri
nel torinese, De Valle, quasi unico, è della stessa zona e
dovrebbe trattarsi di un prodotto di un errore di trascrizione
all'anagrafe, potrebbe indicare la provenienza delle famiglie da
aree valligiane, ma potrebbe anche trattarsi di
un'italianizzazione del cognome francese
Duval o
Duvallet. |
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DE
VECCHI
DE VECCHIA
DE VECCHIO
DE VECCHIS
DEVECCHI
DEVECCHIA
DEVECCHIO
DEVECCHIS |
De
Vecchi è diffuso in tutto il settentrione, ha ceppi diversi, nel
Veneto e nell'area tra le provincie di Milano, Lodi e Pavia, De
Vecchia è praticamente unico, così come Devecchia, Devecchi è
tipico dell'area che comprende il milanese, il pavese, il
lodigiano, il novarese, il genovese e soprattutto
l'alessandrino, De Vecchis è specifico del romano,
dell'aquilano, del teramano e del Piceno, Devecchis è dovuto
probabilmente ad un'errata trascrizione del precedente, sia De
Vecchio che Devecchio sono assolutamente rarissimi e
panitaliani, dovrebbero derivare tutti dal nome medioevale
Vecchio,
o da soprannomi o legati all'età del capostipite, o a toponimi
come Vecchiano (PI) o Vecchiarello (CS), oppure a distorsioni
del nome latino Vedius
o del nome gotico Vetericus
(vedi anche VECCHI). |
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DE
VENDICTIS
DE VENDITTIS |
De
Vendictis è assolutamente rarissimo, parrebbe dell'area tra
basso Lazio ed alta Campania, De Vendittis, molto molto raro,
sembrerebbe specifico di Napoli, dovrebbero derivare entrambi da
modificazioni del nome
Benedictus attraverso il
fenomeno del betacismo ed una contrazione, il
De è una
forma patronimica intendendo dei
figli di, con possibili
riferimenti nobiliari. |
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DE
VERGORI |
De
Vergori è specifico di Lecce, si dovrebbe trattare di una forma
patronimica, dove il De- sta per figlio di, riferito ad un
capostipite di nome Vergorio
(vedi VERGORI). |
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DE VHO
|
Cognome
rarissimo con tracce solo in provincia di Milano, dovrebbe
essere derivato o dal toponimo Vho (BS) - (AL), o, più
probabilmente da Vho (CR) (importante per essere il primo luogo
archeologico dell'Italia settentrionale, in cui siano stati
rinvenuti resti di cereali, orzo e frumento monococco). |
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DE
VICARI |
De
Vicari è specifico del vicentino, di Malo, Montecchio
Precalcino, Dueville e Vicenza, il
De-
starebbe ad indicare l'appartenenza dei capostipiti ad una
particolare famiglia, quella dei vicarii, il
vicarius
medioevale era un funzionario di
governo, cui era stato
demandato un potere esecutivo, che poteva essere quello di
riscuotere le imposte, come quello di far rispettare le leggi. |
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DE
VICO
DI VICO |
De
Vico, abbastanza raro, ha un ceppo nel napoletano, uno nel
cosentino ed uno nel chietino, Di Vico ha un grosso ceppo nel
casertano, uno nel vicino frusinate ed uno nel cosentino,
derivano dal termine latino
vicus (villaggio)
e il De e il Di stanno ad indicare appunto la provenienza della
famiglia da un villaggio, di questo uso abbiamo un esempio nel
Codice Diplomatico della Lombardia medievale sotto l'anno 1151
si legge: "...Ego in Dei nomine Iohannes qui dicor de Vico de
loco Garbaniate Marcio qui professus sum lege vivere
Longobardorum volo et iudico ...". |
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DE
VIDI
DI VIDO |
De
Vidi è tipicamente veneto del trevisano, di Roncade, Treviso,
Carbonera e Silea e di Quarto d'Altino nel veneziano, De Vido,
sempre veneto, è più specifico del bellunese e del trevisano, di
San Vito di Cadore nel bellunese, dove probabilmente il cognome
deriva dallo stesso nome del paese, ad indicar probabilmente la
provenienza delle famiglie dallo stesso San Vito, e di
Conegliano, Roncade, San Vendemiano, Spresiano e Treviso nel
trevisano, dovrebbero tutti derivare da forme patronimiche
riferite a capostipiti i cui padri si chiamassero
Wido
(vedi VIDI). |
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DE
VIETRI
DE VIETRO
DEVIETRO
DI VIETRI
DIVIETRI
DI VIETRO
DIVIETRO |
De Vietri
è unico, Devietro è quasi unico, De Vietro è specifico del
tarantino, di Taranto, Laterza e Ginosa, Di Vietro, molto più
raro, ha un piccolo ceppo a Biccari nel foggiano ed a Minervino
Murge nel barese, Di Vietri ha un ceppo nel potentino a Lavello
e Venosa e nel barese ad Andria e Spinazzola, Divietri e
Divietro, assolutamente rarissimi, dovrebbero essere forme
alterate dei cognomi con la particella staccata, tutti questi
cognomi dovrebbero indicare la provenienza dei capostipiti dalla
città potentina di Vietri di Potenza. |
|
DE
VILLA |
De Villa
è specifico del Cadore, di San Pietro di Cadore, Longarone e
Cortina d'Ampezzo, dovrebbe stare ad indicare la provenienza del
capostipite da un villaggio, in un'area dove la popolazione
montanara era anticamente molto sparsa fra i monti. |
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DEVILLA |
Devilla, tipicamente sardo, della parte centrosettentrionale
dell'isola, di Sassari, Codrongianus e Sorso nel sassarese, di
Nuoro e di Alà dei Sardi in Gallura.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
DEVILLA: per il significato, l'etimologia e la presenza nelle
carte antiche, vedi IDDA/S. Devilla è la versione centro
settentrionale di Deidda; è presente in 10 Comuni sardi, in
numero abbastanza modesto (20 in Italia): Sassari 27, Nuoro 15,
Codrongianus 12, etc. |
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DE
VINCENTI
DEVINCENTI
DE VINCENTIIS
DEVINCENTIIS
DE VINCENTIS
DEVINCENTIS
DE VINCENZI
DEVINCENZI
DEVINCENZIIS
DEVINCENZIS
DE VINCENZO
DEVINCENZO |
De
Vincenti ha un ceppo a Noli nel savonese, uno a Roma ed uno nel
cosentino a Crosia, Rossano, Longobucco ed Acri, Devincenti,
quasi unico, è settentrionale, Devincentis, assolutamente
rarissimo, sembrerebbe piemontese, forse del cuneese,
Devincentiis, che sembrerebbe unico, è forse pugliese, De
Vincentiis è diffuso nel romano, nel napoletano, nel tarantino,
ma soprattutto in Abruzzo tra pescarese e teatino, De Vincentis
ha ceppi sparsi nel centrosud, in Abruzzo, Lazio, Campania,
potentino, cosentino e soprattutto tarantino, De Vincenzi ha un
ceppo nel genovese, uno nel veronese e mantovano, uno in
provincia di Roma ed uno nel trapanese, Devincenzi ha un piccolo
ceppo nello spezzino e nel parmense ed uno, ancora più piccolo,
nel mantovano, Devincenzis e Devincenziis, praticamente unici,
sembrerebbero pugliesi, così come il leggermente più diffuso
Devincenzo, De Vincenzo ha un ceppo nella zona del Lazio e della
Campania tra Roma e Napoli, uno tra barese e tarentino ed uno
nel cosentino, dovrebbero tutti derivare da forme patronimiche,
dove il De-
sta per il figlio di,
riferito a capostipiti il cui padre si fosse chiamato con il
cognomen latino Vincentius.
(vedi VINCENZA). Tracce di questa cognominizzazione le troviamo
in Sicilia fin dal 1500 con il ragusano Giovanni De Vincenzo
capitano della nave Santa Maria del Bissone citato in un atto. |
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DE
VIRGILIO
DI VIRGILIO |
De
Virgilio è tipicamente pugliese, di Molfetta nel barese, ma
anche di Bari e Bisceglie, sempre nel barese, di Casarano nel
leccese, di Brindisi e Foggia, Di Virgilio è molto diffuso in
Abruzzo, in particolare nel teatino, nel romano e nel latinense,
nel casertano, napoletano e beneventano, nel campobassano, nel
foggiano, nel barese e nel potentino, si dovrebbe trattare di
forme patronimiche dove il De
ed il Di
stanno per figlio di,
riferiti a capostipiti i cui padri si chiamassero
Virgilio. |
|
DE
VITA |
De
Vita è diffusissimo in tutto il sud e nel Lazio, si dovrebbe
trattare di un matronimico e dovrebbe derivare dal nome
Vita,
sta ad indicare la famiglia del figlio di una certa Vita. |
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DE
VITIS |
De
Vitis ha un ceppo abruzzese nel chietino a Palombaro e
Lettopalena, ma il nucleo principale è nel nel leccese a Lecce,
Ruffano, Lizzanello, Supersano, Nardò, Racale e Squinzano,
potrebbe derivare dal nome medioevale
Vitus ed
indicare l'appartenenza alla famiglia dei figli di un
particolare Vitus, tracce di questa cognominizzazione le
troviamo nel 1300: "...Et Jordano de Vitis Fratrum, quem
Bernardus Riera praecipue laudat, appellatur Augustinus de
Terano, aut priori nomine Mattheus de Terano...". |
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DE
VITO
DEVITO |
De
Vito è molto diffuso in Puglia, in Campania e nella provincia di
Catanzaro, Devito è tipicamente pugliese, di Toritto nel barese
e di Martina Franca nel tarentino, con un piccolo ceppo a
Grassano nel materano e presenze in Campania, dovrebbero
derivare da forme patronimiche, dove il
De- sta
per il figlio di,
riferito a capostipiti i cui padri si fossero chiamati
Vito,
stanno quindi ad indicare le famiglie dei figli di un Vito. |
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DE
VITTORI
DE VITTORIS
DI VITTORI |
De
Vittori, assolutamente molto raro, ha un piccolo ceppo a Luino
nel varesotto ed a Valmorea nel comasco, con sparute presenze
anche nel romano, De Vittoris è caratteristico di Sora nel
frusinate, Di Vittori, molto molto raro, ha un piccolo ceppo ad
Arquata del Tronto e Folignano nell'ascolano, ed a Roma, si
dovrebbe trattare di forme patronimiche dove il
De- o il
Di-
stanno per il figlio di,
riferito a capostipiti i cui padri si chiamassero con il
cognomen latino Victor,
o con il nome medioevale Vittore
(vedi VITTORE). |
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DE
VIVI
DE VIVO
DEVIVI
DEVIVO |
De Vivi e
Devivi sono quasi unici, De Vivo è tipico del napoletano,
salernitano e casertano, con un ceppo anche a Roma, a Potenza
nel foggiano e nel barese, Devivo, molto molto raro parrebbe
avere un ceppo, probabilmente secondario, nel biellese,
potrebbero derivare da un antico nome di località, in una bolla
del 1115 possiamo leggere: "..qui videlicet fines a Furca
Ferrati decurrunt in caput Carriti; inde per viam de Merso in
Portellam de Valle Putrida per terram de Feresca, per Argatonem,
per terram de Camno, per terram Formellae; inde ad Molinum
Veterem, inde ad Furcam Acerae, per terram de Vivo, per terram
de Troia, inde a Pesculum Canalis; inde per Pinnam Imperatoris,
per terram de Cerva..", o come De Vivo Fonte nel parmense, ma in
molti casi si tratta di cognomi attribuiti a fanciulli
abbandonati. |
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DE
VIZZI
DEVIZZI |
Della
provincia di Pavia e Milano De Vizzi, sembrerebbe solo milanese
Devizzi, potrebbero derivare dal nome medioevale Vezio. |
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DE
VONA
DI VONA |
De
Vona è tipico di Crotone, Di Vona ha un piccolo ceppo a Lanciano
nel teatino ed uno a Sora nel frusinate, dovrebbero indicare la
provenienza dei capostipiti dalla zona di Valle Vona
nell'aquilano ai confini con il frusinate, ma non si può
escludere che in qualche caso possa trattarsi di forme
matronimiche riferite a capostipiti le cui genitrici si fossero
chiamate Vona
o Bona. |
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DEVOTA
DEVOTI
DEVOTO |
Devota è praticamente unico, Devoti ha un ceppo nella zona che
comprende il genovese, lo spezziino, il piacentino soprattutto,
il parmense, il pavese ed il cremonese ed un ceppo nel veronese,
Devoto è tipicamente ligure, dello spezzino, di La Spezia e
Levanto, del genovese, di Carasco, Chiavari, Genova, San
Colombano Certenoli, Rapallo e Borzonasca, con un ceppo anche a
Cagliari di chiare origini liguri, dovrebbero derivare dal nome
medioevale Devotus,
attribuito da genitori a figli cui si augurasse una particolare
devozione a Cristo o alla Vergine. |
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DE ZAN
DEZAN |
De Zan è
tipico dell'area che comprende le province di Treviso e
Pordenone, Dezan è una forma derivata da errori di trascrizione,
derivano da midificazioni in lingua veneta dell'aferesi del nome
Giovanni, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a
Venezia nel 1500 con lo stampatore che così si firma: "Kolofon:
Ipressu Venetiis p Augustinu de Zan de Portesio anno Dni
M.D.XVIII". |
|
DE
ZARDO |
De
Zardo, quasi unico, tipicamente veneto, dovrebbe indicare la
famiglia di un capostipite il cui padre si fosse chiamato
Zardo
(vedi ZARDI). |
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DEZI
DEZIO |
Dezi ha un ceppo nella zona che comprende il marchigiano, il
maceratese soprattutto, l'ascolano ed il teramano, ed un ceppo
tra viterbese e romano, Dezio ha un ceppo a Pescara, uno a
Casoria nel napoletano, uno ad Altamura e Sant'Eramo in Colle
nel barese, ed uno a Vittoria nel ragusano, l'origine dovrebbe
essere per tutti dal nomen latino
Decius
(la cui pronuncia latina era Dezius), portato dai capostipiti, o
dall'appartenenza della famiglia alla
Gens Decia
(la cui pronuncia era Dezia). |
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DE
ZORDO
DEZORDO |
Sia
Dezordo che De Zordo sono praticamente unici, probabilmente sono
originari del Cadore nel bellunese, dovrebbero derivare da forme
patronimiche dialettali riferentesi ai figli di un Giorgio o
forse di un Giordano. |
|
DE
ZORZI
DEZORZI |
De
Zorzi è tipico dell'area veneto, friulana, del veneziano,
pordenonese e bellunese in particolare, Dezorzi, praticamente
unico, è una forma mal trascritta del precedente, si dovrebbe
trattare di una forma patronimica dove la particella
De sta
per figlio di,
riferita ai capostipiti, figli di un
Giorgio
il cui nome sia stato trasformato dal dialetto in
Zorzo, o
Zorzi,
troviamo tracce di quest'uso nella seconda metà del 1400 con
Zorzi Corner, un partecipante al Consiglio dei Dieci veneziano,
troviamo tracce di questa cognominizzazione, sui territori della
Serenissima, in un atto del 1469, dove si cita un certo Zuanne
de Zorzi de Ragusa. |
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DE
ZOTTIS
ZOTTIS |
De
Zottis, molto molto raro, dovrebbe essere del trevigiano,
Zottis, estremamente raro, parrebbe del Triveneto e dovrebbero
derivare da modificazioni dialettali delll'aferesi di etnici
come plazzottis
(abitanti di Piazza toponimo molto presente in tutto il
Triveneto). |
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DEZZA
|
Specifico delle provincie di Milano e Pavia, potrebbe derivare
dal nomen latino Dexius
, come potrebbe pure essere originato dal toponimo Dezzo nel
bergamasco. |
|
D'HERIN |
D'Herin è
tipicamente valdostano, di Champdepraz, Montjovet e Verres,
dovrebbe derivare dal nome del paese francese di Herin, vicino a
Valenciennes nel Nord della Francia ai confini con il Belgio. |
|
DHO
DHO' |
Dho
è tipico del basso cuneese, di Roccaforte Mondovì, Mondovì e
Villanova Mondovì, con un piccolo ceppo anche a San Remo, Dhò è
quasi unico, dovrebbero derivare dal nome del paese di Dho, una
frazione di Roccaforte Mondovì, o di
Castel Dho
esistente una volta nell'imperiese, distrutto dai saraceni, il
nome di questi paesi dovrebbe derivare dal popolo dei
Doj, che
abitavano proprio quelle terre. |
|
DIACO
|
Diaco è tipicamente calabrese, di San Pietro a Maida, Catanzaro,
Curinga e Davoli nel catanzarese, di Rossano e Crosia nel
cosentino e di Crotone, dovrebbe derivare da un soprannome
originato dal termine greco antico διακονέω diakoneo (servire),
probabilmente ad indicare il mestiere svolto dai capostipiti. |
|
DIACONI
DIACONO |
Diaconi, assolutamente rarissimo, parrebbe del centro Italia,
Diacono, comunque molto raro, ha un piccolissimo ceppo a Bari ed
uno nel cosentino, dovrebbe derivare dal fatto di essere stato
il capostipite un Diacono,
termine che origina dalla voce greca διάκονος diákonos (servitore),
cioè una specie di segretario amministrativo che si occupava
anche dell'assistenza al Vescovo, cui era subordinato. |
|
DIAFERIA
DIAFERIO |
Diaferia e Diaferio sono tipicamente pugliesi, in particolare di
Corato nel barese il primo e di Margherita di Savoia nel
foggiano e di Canosa di Puglia nel barese il secondo.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi (alcune informazioni sono tratte da
WIKIPEDIA.ORG)
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale
Diaferia,
che, assieme alla sua variante
Diaferio, sembra nascere da
un'italianizzazione del personale balcanico
Dzafer
(adattamento dell'arabo Ja'far),
col significato letterale di
ruscello, piccolo torrente:
nelle aree balcaniche, in effetti, l'onomastica araba occupa un
posto di assoluto rilievo, in seguito alla lunga dominazione
ottomana conosciuta da questi popoli. Nel caso di Diaferia e
Diaferio, comunque, l'ipotesi più probabile è che si tratti di
cognomi d'origine slava o, meglio ancora, albanese, se si tiene
conto della folta schiera di cognomi arbëreshë presenti nel sud
Italia: a questo proposito, d'altronde, va detto che
Dzafer è
un nome piuttosto diffuso in Albania, dov'è anche noto nelle
varianti Djafer
e Xhafer
(da cui derivano i cognomi
Dzaferi,
Djaferi e
Xhaferi,
considerando che i suoni Dz-,
Dj-
e Xh-
si pronunciano tutti come l'italiano
Gi-). Da
un punto di vista storico, comunque, il mondo musulmano offre
parecchi esempi dell'uso dei nomi Dzafer e Ja'far, fra i quali
si
può citare: Ja'far al-Sadiq
(702-705 d.C.), il sesto Imam della Comunità islamica sciita e
uno dei membri della Ahl al-Bayt, la famiglia del profeta
Maometto; Abu Ja'far Abdallah
ibn Muhammad al-Mansur (712-775
d.C.), il secondo Califfo della dinastia Abbaside, ricordato,
fra l'altro, come il fondatore della città di Baghdad;
Ja'far bin Yahya Barmaki
(767-803 d.C.), il visir del Califfo Harun
al-Rashid, il cui personaggio, insieme a quello di Harun, appare
spesso nei racconti di Le mille e una notte;
Dzafer beg Kulenović
(1891-1956), il vice presidente dello
Stato Indipendente della Croazia durante la Seconda Guerra
Mondiale, oltre che presidente del Partito Musulmano Jugoslavo;
Xhafer Bej Ypi
(1880-1940), un politico albanese che, dal gennaio al dicembre
del 1922, occupò la carica di Primo Ministro dell'Albania;
Arben Xhaferi,
l'attuale presidente del Partito Democratico degli Albanesi in
Macedonia.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Diafèria e Diafèrio sono cognomi pugliesi (Bari e Foggia),
derivano dai termini latini 'dies
feriae' =
giorni festivi, consacrati al riposo.
Divenuto soprannome e poi cognome, nome che fu dato forse a un
nuovo nato per affermare a titolo augurale che
il giorno della sua nascita
era 'un giorno di festa'.
Minervini, Diz. Cogn. pugliesi, p. 173. |
|
DIALE
|
Diale, molto molto raro, è del cuneese, potrebbe derivare da un
soprannome originato dall'italianizzazione del termine
dialettale piemontese arcaico
dial (ditale),
forse ad indicare che il capostipite facesse il sarto di
mestiere, l'assonanza del cognome con il termine che indica la
figura del flamine diale
(sacerdote di Giove
di epoca romana) è assolutamente casuale. |
|
DIALETTO |
Dialetto,
assolutamente rarissimo, sembrerebbe napoletano, potrebbe
trattarsi di un cognome di fantasia attribuito ad un trovatello. |
|
DIALLEY |
Dialley,
assolutamente rarissimo è tipicamente valdostano, dovrebbe
derivare dal nome del paese di Dialley, una frazione di Doues in
Val d'Aosta. |
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DIAMANTE
DIAMANTI
DIAMANTINI
DIAMANTINO |
Diamante ha un piccolo ceppo nel basso Friuli, uno a Genova, uno
a Roma e nel frusinate, uno nel potentino, piccoli ceppi in
Puglia, ed un ceppo nel siracusano, Diamanti ha un ceppo nel
massese, tra bolognese e modenese, nell'anconetano, maceratese,
ascolano, perugino, ternano, grossetano, viterbese e,
soprattutto, romano, latinense e frusinate, Diamantini ha un
ceppo nell'area che comprende riminese e pesarese, a Fano e
Pesaro, Senigallia nell'anconetano, Gubbio nel perugino e Roma,
Diamantino, quasi unico, potrebbe essere pugliese, questi
cognomi dovrebbero derivare, direttamente o tramite forme
ipocoristiche dal nome medioevale, sia maschile che femminile,
Diamante,
troviamo un esempio dell'uso di questo nome al maschile in
quest'atto del 1571: "Ego Alexander Besutius filius quondam
nobilis domini Francisci Porte nove parochie sancti Domini ad
matiam mediolani notarius publicus mediolani suprascripta
instrumenta ratificationis et confessionis rogatus confeci et
pro fide apposito signo mei tabellionatus subscripsi. Die
suprascripto fuit constituta dos suprascripte domine Sidonie
Delphinone a domino Diamante de Villa eius marito apparente
instrumento dotis rogato per dictum notarium dicta die decima
sexta iunij 1571....". |
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DIAN
|
Diàn è un tipico cognome veneto, di Castelbaldo nel padovano e
di Monteforte d'Alpone, Verona, Legnago ed Oppeano nel veronese,
con un ceppo secondario a Latina, probabile conseguenza della
bonifica pontina ad opera di manodopera veneta, l'origine
dovrebbe essere da una forma contratta, per elisione della
consonante -g-,
dal termine veneto degan
(decano).
(vedi DEGAN) |
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DIANA
DIANI
DIANO |
Diana ha un grosso nucleo in Sardegna, di probabili origini
liguri, dai vari toponimi imperiesi con quel nome, un ceppo in
Campania, uno nel barese, ed uno in Sicilia, Diani ha un ceppo
lombardo, nel milanese, pavese, varesotto e bergamasco, uno nel
fiorentino ed uno nel Lazio, Diano ha un ceppo nel napoletano ed
uno in Calabria, soprattutto nel reggino, dovrebbero tutti
derivare, direttamente o tramite alterazioni, dal nome
Diana
o dal suo significato dialettale di strega, in quanto divinità
pagana, ma è molto probabile che in alcuni casi derivino da nomi
di località come il Vallo di Diano nel Cilento e parzialmente in
Lucania. |
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DIANTI
DIANTO |
Entrambi rarissimi, Dianti ha qualche presenza nel cuneese e
qualcuna tra rovigoto e ferrarese, Dianto ha qualche rara
presenza nel cuneese ed astigiano e nel grossetano, dovrebbero
derivare dal nome medioevale
Dianto, a sua volta derivato
dal nome greco Dianthos,
che è il nome del cosiddetto fiore di Giove, di una bellezza
maestosa. |
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DIAS
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Dias è
assolutamente rarissimo, dovrebbe derivare dalla troncatura del
nome greco Diascorides, uso che si trova ad esempio in questo
testo del 1478: "...et valent contra multas infirmitates, et
maxime lacrima que fluit ab eis, secundum Plinium et Dias...", è
pure possibile che abbia un'origine portoghese, (il personaggio
più famoso con questo cognome è stato il navigatore portoghese
Bartolomeo Dias (1450 - 1500), che fu il primo navigatore che
costeggiò il sud dell'Africa). Si trovano tracce di questo
cognome a Cassano (BA) fin dalla fine del 1400 con Ferdinando
Dias Garlon, conte di Alife. |
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DIAZ
|
Diaz ha
un ceppo a Milano, uno a Roma, a Sassari e Cagliari ed in
Campania, è di origini spagnole e dovrebbe trattarsi di una
forma patronimica del nome medioevale spagnolo Dia, una forma
arcaica del nome Diego, di questo cognome in Spagna esistono
vari ceppi distinti e completamente separati, anche se si può
ritenere che il ceppo più importante provenga dal León.
Personaggio di assoluto rilievo europeo è stato Don Rodrigo Díaz
de Vivar, il famoso "Cid Campeador", mentre in Italia ricordiamo
il generale italiano Armando Diaz, che da semplice ufficiale
d'artiglieria allievo dell'Accademia Militare di Torino, divenne
capo di stato maggiore del Regio Esercito durante la prima
guerra mondiale, dopo la disfatta di Caporetto subita da
Cadorna, quindi divenne ministro della guerra e maresciallo
d'Italia, venne nominato duca della Vittoria dal re Vittorio
Emanuele III. |
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DI
BAGGIO |
Specifico
di Isernia potrebbe derivare da modificazioni del nome Biagio. |
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DIBARI
DI BARI |
Originari
entrambi della provincia di Bari, il primo è quasi sicuramente
dovuto ad un errore di trascrizione, ovvia la derivazione dal
toponimo Bari. |
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DI
BARTOLO
DI BARTOLOMEI
DI BARTOLOMEO
DIBARTOLO
DIBARTOLOMEI
DIBARTOLOMEO |
Di
Bartolo sembrerebbe originario della Sicilia, ma con un ceppo
anche in provincia dell'Aquila, diffuso nel centro sud (Lazio,
Abruzzi, Molise, Campania e Puglia), Dibartolomei, praticamente
unico è dovuto ad un errore di registrazione di Di Bartolomei
che è tipico di Roma, Velletri (RM) e di Toffia nel rietino, Di
Bartolomeo, forse pugliese Dibartolomeo, probabilmente
originario del siracusano Dibartolo, sono probabilmente frutto
di un errore di trascrizione con il quale si è perso lo spazio
dopo la particella DI.Tutti
questi cognomi derivano dal nome Bartolomeo. |
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DI
BATTISTA |
Concentrato negli Abruzzi e nel Lazio, forse con un ceppo anche
in Puglia, deriva dal nome Battista. |
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DI
BELARDINO |
Di
Belardino è specifico del romano, di Velletri, Roma e Marino,
dovrebbe trattarsi di una forma patronimica riferita ad un
capostipite il cui padre si fosse chiamato
Belardino
(vedi BELARDETTI), cioè con un diminutivo dell'aferesi del nome
medioevale germanico Abelardo. |
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DI
BELLA
DI BELLO |
Di Bella
è tipico siciliano, Di Bello è diffuso nell'area che dal Lazio
ed Abruzzo arriva al cosentino ed al brindisino, derivano dal
nome augurale medioevale Bellus di cui abbiamo un esempio nel
1400 a Bergamo: "...Cristoforus dictus Bellus filius quondam
Pedrini Bardelle de Rota...", un principio di cognominizzazione
lo troviamo a Trivigno (PZ) nel 1283, quando vi diviene
feudatario Bellono Di Bello da Messina, sempre nel potentino a
Laurenzana nasce nel 1443 il Beato Egidio, al secolo Berardino
Di Bello. |
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DI
BENEDETTO
DIBENEDETTO |
Di
Benedetto è estremamente diffuso in tutt'Italia, all'infuori
della Sardegna, Dibenedetto ha un grosso ceppo in Puglia a
Barletta nel barese, ma, sempre nel barese, ha ceppi
significativi anche ad Altamura e Gravina in Puglia, un ceppo è
presente anche in Sicilia a Monterosso Almo nel ragusano ed a
Caltanissetta e Siracusa, dovrebbero derivare da patronimici
riferiti al nome Benedetto, probabile nome del padre dei
capostipiti. |
|
DI
BERT |
Di
Bert è tipicamente friulano dell'udinese e del goriziano,
potrebbe derivare da un'alterazione dialettale friulana del
termine dialettale sloveno birt
(oste)
ed indicare nel capostipite appunto il figlio di un oste. |
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DI
BIASE
DI BIASI
DI BIASIO
DI BLASI
DI BLASIO |
Di
Biase abbastanza raro sembra tipico della Campania, Di Biasi è
diffuso in tutta l'area che comprende Lazio, Abruzzo, Molise,
Campania, Basilicata e Puglia, Di Biasio è tipico dell'area che
comprende il latinense, Fondi e Santi Cosma e Damiano ed il
casertano, Di Blasi ha la massima concentrazione in Sicilia, con
un nucleo anche in Calabria ed in Campania, Di Blasio è
specifico della fascia che comprende Abruzzo, Molise, Lazio e
Campania, si dovrebbe trattare di forme patronimiche, dove il
Di
sta per figlio di,
derivate dal cognomen latino
Blaesus o da un soprannome
derivato dal nome Biagio. |
|
DI
BITETTO |
Di
Bitetto è tipico di Bisceglie, Giovinazzo, Trani e Canosa di
Puglia nel barese, il cognome deriva dal toponimo Bitetto (BA)
indicando probabilmente il luogo d'origine della famiglia. |
|
DI
BITONTO
DIBITONTO |
Di
Bitonto è tipico di Barletta, Ruvo Di Puglia, Bisceglie, Bari,
Andria e Modugno nel barese e di Trinitapoli e Lucera nel
foggiano, Dibitonto è specifico di Barletta, il cognome deriva
dal nome della città di Bitonto nel barese, indicando
probabilmente in Bitonto il luogo originario dei capostipiti. |
|
DI
BONITO |
Di
Bonito è caratteristico di Pozzuoli, dovrebbe trattarsi di una
forma patronimica, dove il suffisso
Di- stia
per il figlio di,
riferito a capostipiti il cui padre si fosse chiamato
Bonitus
(vedi BONITI). |
|
DI
BRINA
DI BRINO |
Di
Brina sembra essere specifico di Carpino nel Gargano, Di Brino è
un cognome tipico del beneventano ed in particolare di Morcone,
con un ceppo anche in Molise a Termoli e Campobasso, si dovrebbe
trattare di forme matronimiche o patronimiche derivanti dal nome
medioevale Brina
(vedi BRINA), dove il Di
sta per figlio di. |
|
DI
BUCCI |
Di
Bucci, molto molto raro, ha un ceppo romano ed uno originario
nell'area tra aquilano ed iserniese, tra Ateleta nell'aquilano e
Capracotta nell'iserniese, si dovrebbe trattare di una forma
patronimica classica dove il Di
sta per figlio di
un certo Buccio,
che dovrebbe essere una forma aferetica di un ipocoristico del
nome Jacobo,
da Jacobo a Jacobuccio e quindi per aferesi Buccio, secondo
un'altra ipotesi deriverebbe invece dal nome tardo latino
Buccio, Buccionis,
di cui abbiamo un esempio in un atto dell'anno 754 a Lucca:
"..Ego Buccio presbitero rogatus a domno Uualprand episcopo in
hanc pagina iudicati proprias manus meas testis subscripsi..". |
|
DI
BUONO
DIBUONO |
Di
Buono ha un nucleo nel napoletano ad Acerra, ma presenta piccoli
ceppi anche a Napoli, Ercolano (NA) ed Omignano (SA), a
Campobasso, ad Armento nel potentino, a San Lucido nel cosentino
ed in Sicilia, Dibuono, quasi unico, è probabilmente dovuto ad
errori di trascrizione del precedente.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel soprannome o nome
medievale Buono,
che, nell'onomastica arcaica, assume un chiaro valore augurale
(per una spiegazione più approfondita, vedi Buoni). In
conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei
soprannomi o dei nomi personali dei capostipiti. |
|
DI
CANDIA
DICANDIA |
Di
Candia ha un ceppo importante a Teggiano nel salernitano ed un
grosso nucleo in Puglia nella zona di Manfredonia (FG) ed in
quella di Barletta (BA), Dicandia, molto molto più raro, è
tipico di Barletta (BA), do vrebbero derivare dall'antico nome
della città principale dell'isola di Creta.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Molto raro, originario di Barletta (BA), Dicandia deriva dal
vecchio nome, Candia appunto, con cui un tempo era conosciuta
l'isola di Creta (Candia era, in realtà, il nome della capitale
cretese, l'odierna Iraklio, esteso poi all'intera isola): si
ricorda, infatti, che Creta è stata a lungo sotto il dominio
veneziano (1204-1669). Il cognome sta, quindi, ad indicare che
il capostipite della famiglia Dicandia era originario di Creta. |
|
DI
CAPRIO |
Parrebbe
originario dell'area compresa tra le provincie di Caserta,
Benevento e Napoli, potrebbe derivare dal cognomen tardo latino
Caprarius. |
|
DI
CARLO |
Molto
diffuso in tutto il centro sud, deriva ovviamente dal nome
Carlo, tracce di questa cognominizzazione le troviamo ad esempio
in Sicilia nel 1500 a Castiglione di Sicilia (CT) con una certa
Maria Di Carlo. |
|
DICATI
|
Dicati, molto raro, è veneto, del padovano e del rovigoto, con
rare presenze anche nel varesotto e nell'alessandrino, dovrebbe
derivare da un nome medioevale originato dal termine latino
dicatus
(dedicato,
sottinteso a Dio ed alla chiesa). |
|
DI
CELMO |
Di
Celmo, ormai presente quasi esclusivamente a Napoli, dovrebbe
essere originario della zona che comprende il teatino ed il
vicino Molise, dovrebbe trattarsi di una forma patronimica, dove
il Di-
sta per il figlio di,
riferito ad un capostipite il cui padre si fosse chiamato
Celmus
(vedi CELMI). |
|
DICEMBRE |
Dicembre
ha presenze a Fondi nel latinense, ad Angri nel salernitano, nel
reggino, a Palermo ed a Siracusa, potrebbe trattarsi di un
cognome attribuito a dei trovatelli affidati ad un istituto nel
mese di dicembre. |
|
DI
CENTA |
Molto
raro è tipico di Paluzza (UD) e dell'ampezzano, potrebbe
derivare dal toponimo Centa frazione di Prepotto (UD) o da un
nome di località individuata da una recinzione muraria, in
antico chiamata centa. |
|
DI
CHIANO |
Di
Chiano è tipicamente pugliese, di Trani nel barese, con ceppi
anche nel foggiano, dovrebbe derivare da soprannomi stanti ad
indicare che la famiglia proveniva dal
chiano (piano,
pianura), ma non si può
escludere che si tratti invece di una forma patronimica riferita
ad un padre del capostipite di nome Chianus dall'aferesi di nomi
come Eutichianus, l'uso di questo nome in epoca medioevale è
provata ad esempio nel 1200 da. Chiano Marchese di Massa. |
|
DI
CHIARA |
Di Chiara
è specifico del centrosud, ha un ceppo nell'ascolano, uno tra
romano e latinense, casertano, napoletano ed avellinese, un
ceppo nel foggiano, ed uno nel cosentino, in Sicilia ha ceppi
nel palermitano, nel trapanese e nel catanese, potrebbe derivare
da nomi di località o contrade dedicate a Santa Chiara. |
|
DI
CHIO
DICHIO |
Di
Chio è tipicamente pugliese, di Andria in particolare, e di
Canosa di Puglia, Bari e Barletta nel barese e di Foggia,
Cerignola e Trinitapoli nel foggiano, Dichio ha un piccolo ceppo
ad Andria nel barese ed a Cerignola nel foggiano, ma il ceppo
più consistente è a Montescaglioso nel materano, dovrebbero
essere cognomi derivati dal fatto che i capostipiti fossero
giunti in Italia provenendo dall'isola greca di
Chios nel
mar Egeo, probabilmente per sfuggire all'invasione ottomana o
alla barbara oppressione ed ai tremendi massacri operati dalle
milizie islamiche. |
|
DI
CIACCIO |
Di
Ciaccio è tipicamente laziale, di Gaeta nel latinense in
particolare, ma anche di Formia, sempre nel latinense, e di
Roma, si dovrebbe trattare di una forma patronimica, dove il Di-
sta per il figlio di, riferito ad un capostipite il cui padre si
chiamasse Ciaccio
(vedi CIACCI), o più semplicemente
Francesco,
di cui Ciaccio
è una forma ipocoristica contratta. |
|
DI
CIANNO |
Di
Cianno, molto molto raro, sembrerebbe avere un ceppo nel
foggiano a San Severo, dovrebbe trattarsi di una forma
patronimica riferita ad un capostipite il cui padre si fosse
chiamato Cianno,
una forma ipocoristica contratta riferibile al nome medioevale
Cantius
e soprattutto Canzianus. |
|
DI CIO
DI CIO' |
Di
Cio sembrerebbe specifico di Lucera nel foggiano, Di Ciò, molto
più raro, ha qualche presenza nell'area abruzzese adriatica ed
in Molise, questi cognomi dovrebbero essere forme apocopaiche
del cognome Di Ciocco
(vedi CIOCCO). |
|
DI
CIOMMO |
Molto
raro è originario del barese, più propriamente della zona tra
Barletta (BA) e Melfi (PZ), deriva dlla contrazione del nome
Girolamo. |
|
DI
CLEMENTE |
Di
Clemente è tipico di Lazio ed Abruzzo di Pescara in particolare,
con un ceppo anche a Napoli ed a Bisceglie (BA), si tratta di
una forma patronimica con il Di
inteso appunto come figlio di
un Clemente, cognome derivato dal nome latino
Clemens,
nome portato anche dal quarto Papa della chiesa romana Clemente
primo o meglio Clemens Romanus. |
|
DI
COLA
DICOLA |
Dicola , assolutamente rarissimo è probabilmente una forma
dovuta ad errori di trascrizione, Di Cola è tipico di Lazio ed
Abruzzo con un nucleo originario anche nel palermitano deriva
chiaramente da un capostipite che era figlio di un tale
Cola,
aferesi del nome Nicola, tracce di questa cognominizzazione le
troviamo a Viterbo nella prima metà del 1300 dove opera un
Notaio Pietro di Cola di Marco da Viterbo, in un atto del 1348
leggiamo: "...Petrus Colae ord. fratrum s. Dominici de Perusio
superstes fabrice ecclesie dicti s. Dominici...". |
|
DI
CORCIA |
Di
Corcia è specifico di Foggia, dovrebbe stare ad indicare la
provenienza dalla città albanese di
Korce, un
antico insediamento illirico a circa 150 chilometri a sudest di
Tirana. |
|
DI
CORI |
Di Cori è
specifico di Artena e Roma nel romano, dovrebbe derivare dal
nome del paese di Cori nel latinense, il Di starebbe quindi ad
undicarne la provenienza del capostipite. |
|
DI
COSOLA
DICOSOLA
DICOSOLO |
Di
Cosola, il più diffuso, ha un ceppo nel barese, a Bari
soprattutto, a Triggiano ed a Valenzano, Dicosola è
caratteristico del barese, di Triggiano e Capurso, Dicosolo,
quasi unico, è del tarentino, potrebbero derivare dal nome del
paese di Cosola nell'alessandrino, una frazione di
Brignano-Frascata, e risalire al tardo medioevo in occasione
dell'emigrazione piemontese valdese verso la Puglia. |
|
DI
COSTA |
Probabilmente siciliano e specificatamente della zona tra Enna e
Catania, può essere originato da un soprannome legato alla zona
costiera di provenienza oppure ad un toponimo contenente il
vocabolo Costa. |
|
DI
CRISTO |
Le
provincie di Napoli in primis, Potenza e Bari sembrerebbero
l'areale di origine, la derivazione dovrebbe essere da
soprannomi legati alla devozione. |
|
DI
CUONZO
DICUONZO |
Entrambi tipicamente pugliesi, Di Cuonzo ha un grosso ceppo a
Barletta nel barese ed uno piccolo a Trinitapoli nel foggiano,
Dicuonzo è specifico anch'esso di Barletta, dove è molto
diffuso, dovrebbe trattarsi di una forma patronimica, dove il
prefisso Di-
stia per il figlio di,
riferito a capostipiti, i cui padri si fossero chiamati
Cuonzo,
una forma dialettale pugliese aferetica del nome latino di
origini greche Acuntius,
di cui abbiamo un esempio d'uso nei Fasti di Ovidio: "..causaque
versiculis scripta duobus erit: // effigie pomi testatur
Acuntius huius, // qua fuerint in eo scripta, fuisse rata.//
Longior infirmum ne laiser epistola corpus: ..". |
|
DI
DARIO |
Molto raro sembra tipico del casertano, dovrebbe derivare dal
nome grecolatino Darius.
integrazioni fornite da
Di Dario, prov. Caserta
alcuni anni or sono ho iniziato una lunga ricerca genealogica
sulla mia famiglia (Di Dario, prov. Caserta, Campania),
riuscendo a risalire ad un mio antenato che nella prima metà del
1600 giunse dal Molise (Guardiaregia). Ho scoperto molte cose
interessanti (ad esempio che in Abruzzo il mio cognome è
D'Addario o Addario e che la modifica la si deve ai censimenti
borbonici). |
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DI DEO
DI DIO
DIDIO |
Di Deo è
specifico del teatino, di Ortona in particolare e di Pescara, Di
Dio è molto diffuso al sud in Puglia, Basilicata, Campania e
soprattutto Sicilia, Didio è tipico del materano, dovrebbe
trattarsi di cognomi attribuiti da organizzazioni caritatevoli
religiose a figli abbandonati, tracce di queste
cognominizzazioni si ritrovano almeno dal 1400. |
|
DI DIA
DIDIA |
Didia è quasi unico, Di Dia è tipicamente siciliano, di Marsala,
Mazara del Vallo e Petrosino nel trapanese e di Partinico e
Palermo nel palermitano, si dovrebbe trattare di una forma,
alterata dialettalmente o per pura mimesi, del cognome
Di Dio
(vedi DI DEO), dovrebbe riferirsi a trovatelli. |
|
DI
DOMENICANTONIO |
Di
Domenicantonio è tipico di Teramo e del teramano e pescarese e
di Roma soprattutto, e del romano, si dovrebbe trattare di una
forma patronimica riferita a capostipiti i cui padri avessero
portato il nome doppio composto dai nomi Domenico ed Antonio. |
|
DI
DOMENICO |
Di
Domenico è tipico della fascia che comprende Abruzzo, Lazio,
Campania, Molise e Puglia settentrionale con un ceppo anche
nella Sicilia sudorientale, deriva dal fatto di essere il
capostipite un figlio di un Domenico, il Di quindi ha valore
patronimico. |
|
DIDONE
|
Didone, molto raro, è presente in modo sporadico nel Lazio, in
Abruzzo ed in Campania, dovrebbe derivare dal nome femminile
fenicio Didone,
che dovrebbe significare donna
virile, ricordiamo la regina
cartaginese Didone
dell'Eneide, cui si rivolge Enea nei famosissimi versi di
Virgilio: ".. Infandum, regina (Didone), iubes renovare dolorem,
// Troianas ut opes et lamentabile regnum // eruerint Danai,
quaeque ipse miserrima vidi ..". |
|
DIDONI
|
Didoni è specifico del milanese, di Macherio in particolare,
potrebbe derivare da un soprannome originato dal termine
dialettale milanese didoni
(dita grosse),
probabilmente a sottolineare una caratteristica fisica del
capostipite. |
|
DI
DONNA
DI DONNO |
Di Donna
è caratteristico di Ercolano e soprattutto di Torre del Greco
(NA) con un ceppo anche nel barese tra Noicattaro, Rutigliano e
Bari, Di Donno, estremamente raro probabilmente è dovuto ad
errori di trascrizione, derivano da soprannomi originati dalla
contrazione del vocabolo medioevale domna, contrazione del
latino domina, stante ad indicare la Signora o persona di
riguardo. |
|
DIECI |
Assolutamente emiliano della fascia compresa tra Parma e Reggio
Emilia, dovrebbe derivare dal nomen latino Decimus o dal
cognomen Decianus. |
|
DIEGO
|
Diego è
un cognome tipico di Oriolo nel cosentino, dovrebbe derivare dal
nome di origine spagnola Diego. |
|
DIEGOLI |
Diegoli è
decisamente emiliano, di Finale Emilia e San Felice sul Panaro
nel modenese e di Cento, Sant'Agostino e Ferrara nel ferrarese,
potrebbe derivare da una forma ipocoristica del nome Diego di
origini spagnole, ma comune anche in terra veneta e nel vicino
ferrarese. |
|
DIENA
DIENI |
Diena ha un ceppo a Torino ed uno a Milano, presenze in Liguria
ed Emilia ed in Calabria, Dieni ha un ceppo romano ed uno
calabrese nel reggino, a Brancaleone, Palizzi, Bova Marina e
Condofuri, dovrebbero derivare da forme ipocoristiche arcaiche
francesi del nome Denis,
a sua volta derivato dal greco
Dionysos con il significato di
figlio di Dio. |
|
DI
FAZIO |
Tipico di
Lazio, Abruzzo e Sicilia. (vedi Fazio) |
|
DI
FEBO |
Di
Febo è tipicamente abruzzese, molto diffuso a Silvi nel
teramano, ma ben presente anche a Montesilvano, Pescara, Città
San'Angelo, Cappelle sul Tavo e Spoltore nel pescarese ed a
Pineto, Roseto degli Abruzzi, Atri e Basciano nel teramano,
dovrebbe trattarsi di una forma patronimica, dove il
Di- sta
per il figlio di,
riferito a capostipiti il cui padre si chiamasse con il nome
latino Foebus
(Febus)
(vedi FEBI). |
|
DI
FEDE |
Abbastanza raro, sembra specifico siciliano. (vedi Fede) |
|
DI
FEDERICO |
Di
Federico è tipicamente abruzzese, di Pescara, Penne, Picciano e
Rosciano nel pescarese, di Chieti, Fara Filiorum Petri e San
Martino sulla Marrucina nel teatino, dovrebbe trattarsi di una
forma patronimica dove il Di
sta per figlio di
e si riferirebbe a famiglie dove il capostipite era figlio di un
Federico. |
|
DI FEO
|
Originario dell'areale definito dalle provincie di Salerno,
Avellino e Foggia, è derivato da un'aferesi del nome medioevale
Maffeo (modificazione di Matteo), in alcuni casi potrebbe essere
una distorsione del nome arabo antico Mahfuza. |
|
DI
FILIPPO |
Presente
in tutt'Italia, è particolarmente concentrato nella fascia
compresa tra Lazio, Abruzzi, Molise e Campania, con nuclei anche
in Basilicata, Puglie e Sicilia, deriva dal nome Filippo. |
|
DI
FOGGIA
FOGGIA |
Di Foggia
ha un ceppo a Gricignano di Aversa nel casertano con presenze
significative anche ad Aversa e ad Orsara di Puglia nel
foggiano, Foggia ha ceppi a Roma, a Supino nel frusinate ed a
Latina, a Napoli e Frattamaggiore nel napoletano ed a San
Marzano sul Sarno nel salernitano, nel cosentino ed a Mazara del
Vallo nel trapanese, dovrebbero derivare dal toponimo Foggia in
Puglia, indicando quella città come probabile luogo d'origine
dei capostipiti. |
|
DI
FRANCESCANTONIO
FRANCESCANTONIO |
Di
Francescantonio è specifico dell'area abruzzese, laziale, ha
ceppi in Abruzzo a Bussi sul Tirino, Pescara e Popoli nel
pescarese, a Lanciano, San Vito Chietino ed Ortona nel teatino,
a San Vincenzo Valle Roveto nell'aquilano e nel teramano a
Teramo e Castellalto, nel Lazio lo troviamo a Roma ed a
Monterotondo nel romano, Francescantonio, praticamente unico, è
probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del
precedente, che dovrebbe essere una forma patronimica originata
da capostipiti il cui padre si fosse chiamato con il nome
composto dai nomi Francesco
ed Antonio,
dell'uso di questo nome abbiamo un esempio nel 1600 con il Beato
Francescantonio Tommaso da Cori nel latinense. |
|
DI
FRONZO
DIFRONZO |
Tutti
abbastanza rari, sono tipici del barese della zona che comprende
Triggiano e Capurso, con un ceppo anche nel napoletano tra
Arzano e Sant'Antimo ed in Irpinia, dovrebbero derivare dal
cognomen latino Frontius, portato ad esempio dal governatore
della Britannia Sextus Julius Frontius nel I° secolo d.C. |
|
DI
GARBO |
Di
Garbo è specifico del palermitano, di Castelbuono in
particolare, ma ben presente anche a Palermo e Pollina, si
dovrebbe trattare di una forma patronimica dove il
Di- sta
per il figlio di,
riferito ad un capostipite il cui padre si chiamasse
Garbo
(vedi GARBO). |
|
DI
GENNARO |
Presente
nell'Italia continentale centro meridionale, è particolarmente
concentrato nelle provincie di Napoli e Caserta, di Teramo e di
Foggia e Bari, deriva dal nome Gennaro che a sua volta è
originato dal cognomen latino Januarius (probabilmente per nato
in gennaio). |
|
DI
GESU
DI GESU'
DIGESU
DIGESU' |
Digesu è quasi unico, Digesù, sempre oltremodo raro è del
barese, Di Gesu ha un ceppo calabrese nel valentiano ed uno in
Sicilia nell'area dove confluiscono le province di Palermo,
Caltanissetta ed Enna, Di Gesù ha ceppi in Sicilia, in
Basilicata ed in Puglia, nel Salento in particolare, si dovrebbe
trattare di cognomi attribuiti a delle fanciulle abbandonate, da
funzionari di istituti di assistenza borbonici.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale
Gesù,
l'italianizzazione cioè del personale ebraico
Yeshua o
Yehoshua,
che viene più spesso tradotto come
Dio salva
o Dio è salvezza,
anche se pare che il significato originale fosse quello di
Dio aiuta
o che Dio ti aiuti
(vedi DIOLAIUTI): com'è facile intuire, la diffusione di questo
nome si deve al culto per la figura di Gesù Cristo e, nonostante
Gesù sia un nome poco comune nel nostro paese (per lo meno ai
giorni nostri), va notato che nell'occidente cristiano il nome
del Profeta si diffuse molto attraverso il personale latino
Salvator,
usato già dai primi cristiani come traduzione dell'ebraico
Yeshua.
Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta
delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti,
anche se non è escluso che, in alcuni casi, questo nome fosse
attribuito a dei trovatelli (come a voler auspicare loro la
protezione di Gesù Cristo). |
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DI
GIACOMO |
Molto
presente in tutta l'Italia centro meridionale, deriva dal nome
Giacomo. |
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DI
GIAMBATTISTA |
Di
Giambattista è tipicamente abruzzese, dove è molto diffuso a
Pescara, San Valentino in Abruzzo Citeriore e Montesilvano nel
pescarese, a Montorio al Vomero nel teramano, ad Altino e Archi
nel teatino e a L'Aquila, ha un grosso ceppo a Roma, si dovrebbe
trattare di una forma patronimica riferita a dei capostipiti il
cui padre si chiamasse
Giambattista. |
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DI
GIAMPAOLO |
Tipico
della provincia di Pescara, è derivato dal nome Gianpaolo. |
|
DI
GIANNANTONIO |
Cognome
tipico dell'aquilano, di Raiano in particolare, ma anche di
Sulmona e Roccacasale, con ceppi anche a Pescara ed a Roma
deriva dal fatto che probabilmente il capostipite ara un figlio
di un certo Giovanni Antonio. |
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DI
GIANO |
Di
Giano, molto raro, è tipico di Rotonda nel potentino, potrebbe
trattarsi di una forma patronimica del nome latino
Janus (Giano),
ma, molto più probabilmente, si potrebbe riferire a nomi di
località identificabili dalla presenza di un tempio del dio
pagano Giano, il dio romano della pace e della guerra. |
|
DI
GIANVITO |
Di
Gianvito ha un ceppo nel teramano, a Teramo e Cortino, ed uno a
Roma, con presenze anche ad Amatrice nel reatino, si dovrebbe
trattare di una forma patronimica, dove il
Di- stia
per il figlio di,
riferito a capostipiti il cui padre si fosse appunto chiamato
con il nome composto Gianvito. |
|
DI
GIESI
DIGIESI |
Di
Giesi e Digiesi sono entrambi specifici di Gravina in Puglia nel
barese, anche se il più diffuso è il secondo, dovrebbero
derivare da Giese
una forma dialettale del nome
Gesù, ma non si può escludere
che possa trattarsi di cognomi attribuiti a dei trovatelli, cui
venisse attribuito un cognome equivalente all'italiano
di Gesù,
indicando così che i fanciulli venivano affidati alla sua
misericordia. |
|
DI
GIGLIO
DIGIGLIO |
Di
Giglio ha un ceppo molisano a Mirabello Sannitico e Campobasso
nel campobassano, uno a San Nicandro Garganico nel foggiano ed
uno a Noicattaro e San Nicandro di Bari nel barese, uno piccolo
nel materano a Stigliano ed Aliano, ed uno a Laureana del
Borrello nel reggino, Digiglio ha un ceppo a Noicattaro nel
barese e Cerignola nel foggiano ed uno a Laureana del Borrello
nel reggino, dovrebbero derivare da forme patronimiche, dove il
prefisso Di-
sta per il figlio di,
riferito a capostipiti, i cui padri si fossero chiamati
Giglio
(vedi GIGLIA). |
|
DI
GIOIA |
Un nucleo
molto forte nelle Puglie, qualche ceppo in Campania ed uno in
provincia di Agrigento, dovrebbe derivare da soprannomi legati a
toponimi come Gioia del Colle (BA), Gioia Sannitica (CE), ecc. o
anche dal nome latino Jovia. |
|
DI
GIORGI
DI GIORGIO
DIGIORGIO |
Di
Giorgi ha un ceppo laziale a Roma e Fiano Romano nel romano ed a
Sezze e Latina nel latinense, ma il nucleo più importante è
nella Sicilia occidentale, a Palermo e Castelbuono nel
palermitano, a Mazara del Vallo, Alcamo e Paceco nel trapanese,
a Ribera nell'agrigentino ed a Militello in Val di Catania e
Catania nel catanese, Di Giorgio è diffuso in misura notevole in
tutto il centro sud, Digiorgio, abbastanza raro, sembrerebbe
pugliese, di Barletta e Sant'Eramo in Colle nel barese e di
Taranto, dovrebbero tutti derivare da forme patronimiche in
Di-
riferite a capostipiti i cui padri si chiamassero
Giorgio.
integrazioni fornite da
Giuseppe Claudio Di Giorgio
Ci sono diverse notizie di notevole interesse storico sul conto
della famiglia Di Giorgio o Di Giorgi di Sicilia, la quale viene
annoverata dal Mango di Casalegerardo come famiglia nobile di
questa regione. Infatti è già nota ai tempi di Pietro d'Aragona
dove troviamo un Guglielmo, Miles, titolare del feudo di
Montesano che andò poi in dote alla famiglia Filangieri a
seguito di un matrimonio (acta siculo aragonesia). Nella
famiglia si annoverano diversi giurati di Mazara e Capitani di
Giustizia di Marsala. Inoltre venne decorata del titolo di Don
dal re di Spagna nel XVII secolo trasmissibile ereditariamente
sia per linea maschile che femminile. Un componente della
famiglia di nome Antonio nel XVI secolo venne iscritto nella
nobile Compagnia della Pace di Palermo. Inoltre, presso la corte
straticoziale di Messina nel XVIII secolo Di Giorgio Vincenzo
rivestì la carica di giudice. Tale famiglia visse distintamente
in diverse città di Sicilia ed ebbe la seguente arma:- di rosso
al leone d'oro. |
|
DI
GIOVANNANGELO
GIOVANNANGELO |
Di
Giovannangelo, assolutamente rarissimo, è specifico di
Roccascalegna nel teatino, Giovannangelo ha un ceppo a Torino di
Sangro e Guardiagrele nel teatino, un piccolo ceppo a Roma ed
uno a Sperlonga ed a Cisterna di Latina nel latinense,
dovrebbero derivare, direttamente o attraverso il
Di
patronimico, che significa
figlio di, da un capostipite o
il cui padre si chiamasse con il nome composto
Giovanni Angelo. |
|
DI
GIULIO CESARE |
Il
cognome Di Giulio Cesare è specifico di Napoli, si dovrebbe
trattare di un cognome attribuito ad un trovatello in epoca
borbonica. |
|
DIGIUNI |
Tipico del cremonese, dovrebbe derivare dal cognomen latino
Iunius. |
|
DI
GIUNTA |
Di
Giunta, estremamente raro, è tipico dell'area ennese di
Leonforte e di Catania, si dovrebbe trattare di una forma
patronimica, dove il Di sta per figlio di, riferito ad un padre
del capostipite di nome
Bonaggiunta, per aferesi
Giunta
(vedi GIUNTA) |
|
DI
GLORIA |
Di Gloria
è tipicamente siciliano, di Pietraperzia nell'ennese, di
Caltanissetta, di Porto Empedocle e Favara nell'agrigentino, di
Palermo, di Catania e di Capizzi nel messinese, potrebbe
derivare da un nome di località, o essere una forma matronimica,
riferita a capostipiti la cui madre si fosse chiamata Gloria. |
|
DIGNANI |
Molto
raro è specifico del maceratese, zona di Tolentino e San
Severino Marche, potrebbe derivare da uno dei tanti toponimi con
il suffisso ..gnano, esiste anche una possibilità che derivi dal
toponimo Dignano (UD), anche se improbabile. |
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D'IGNAZI
D'IGNAZIO |
D'Ignazi ha un ceppo nel romano a Roma e Gerano, ed uno nel
Piceno a Ripatransone, MOnteprandone e San Benedetto del Tronto,
D'Ignazio parrebbe originario del teramano dove ha un grosso
ceppo a Teramo, Cellino Attanasio, Montorio al Vomano,
Castellalto, Roseto degli Abruzzi e Mosciano Sant'Angelo, ad
Avezzano nell'aquilano ed a Montesilvano nel pescarese, ha un
ceppo a Roma ed a Borgorose nel reatino, ed uno nel tarantino a
Martina Franca e Crispiano, con un ceppo anche a San Vito dei
Normanni nel brindisino, si dovrebbe trattare di porme
patronimiche riferite a capostipiti, i cui padri si chiamassero
Ignazio
(vedi IGNAZI). |
|
D'IGNOTI |
Molto
molto raro, sembrerebbe siciliano, se ne trovano ceppi a
Catania, a Villafrati (PA) ed a Noto (SR), dovrebbe derivare da
identificazioni fornite a figli di NN da parte di organizzazioni
Ospedaliere. |
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D'IGNOTI PARENTI |
D'Ignoti
Parenti, assolutamente rarissimo, sembrerebbe della Sicilia
orientale, si dovrebbe trattare di un cognome attribuito ad un
trovatello da ospizi a loro dedicati. |
|
DI
GREZIA |
Di Grezia
è tipicamente campano, di Mercogliano nell'avellinese in
particolare, si potrebbe trattare di un cognome che indichi il
capostipite o la famiglia come proveniente dalla regione
balcanica greco albanese. |
|
DI
GUARDO |
Di
Guardo è tipicamente siciliano del catanese, di Catania in
particolare e di Misterbianco, Mascalucia, Gravina di Catania,
Scordia, Nicolosi e Ragalna, dovrebbe trattarsi di una forma
patronimica, dove il prefisso
Di- stesse per
il figlio di,
riferito a capostipiti il cui padre si fosse chiamato
Guardo
(vedi GUARDO). |
|
DI
IORIO
DI IUORIO
D'IORIO |
Di
Iorio è tipico dell'area che comprende Abruzzo, Molise,
foggiano, e Campania, Di Iuorio è senz'altro molisano, di
Cercemaggiore nel campobassano, D'Iorio sembrerebbe tipicamente
romano, derivano da forme patronimiche, dove il
D'- ed il
Di-
stanno per il figlio di,
riferiti a capostipiti i cui padri si chiamassero con il nome
medioevale Iorius
(Giorgio)
(vedi Iorio). Esempio di questa cognominizzazione nel 1700 è il
"soprano" Ubaldo Di Iorio di Lanciano nel teatino cantore di
Cappella a Ortona sempre nel teatino. |
|
DI LAO
|
Di
Lao, molto raro, è tipicamente siciliano, di Catania e del
catanese, dovrebbe trattarsi di una forma patronimica, dove il
Di- stia per il figlio di, riferito ad un capostipitr il cui
padre si fosse chiamato Lao,
una forma aferetica di nomi greci come Agelao, Ermolao, Menelao
o altri nomi simili. |
|
DI
LAORA |
Di Laora
è campano, di Frattaminore nel napoletano e di Sant'Arpino nel
casertano, dovrebbe stare ad indicare la provenienza dei
capostipiti dalla località di Laora nel salernitano,una frazione
di Paestum. |
|
DI
LASCIO |
Di
Lascio è specifico dell'area che comprende il salernitano, con
Acerno, Capaccio, Battipaglia, Bellizzi, Salerno ed Olevano sul
Tusciano, il potentino soprattutto a Lauria, ma anche a Nemoli,
Moliterno, Trecchina e Rivello, ed in Calabria Crotone,
un'ipotesi propone un'origine normanna, dal cognome brettone
Dilasseur. |
|
DI
LAUDA
DI LAUDI
DI LAUDO |
Di
Lauda e Di Laudi, praticamente unici, dovrebbero essere dovuti
ad un'errata trascrizione di Di Laudo, che è specifico del
teatino, di Vasto, Torrebruna e San Salvo, dovrebbe trattarsi di
una forma patronimica, dove il
Di- sta per
il figlio di,
riferito a capostipiti il cui padre si fosse chiamato
Laudus o
Lauda
(vedi LAUDA e LAUDI). |
|
DI
LAURO |
Ha due
nuclei, uno molto importante in Campania ed uno nelle Puglie.
(vedi LAURA) |
|
DI
LAZZARO
DILAZZARO |
Di
Lazzaro ha un nucleo importante tra Velletri e Roma, con ceppi
non secondari nel basso Friuli, in Molise e nel cosentino nella
zona di Castroregio e Trebisacce, Dilazzaro, quasi unico, è
certamente dovuto ad un errore di trascrizione del primo, per la
derivazione vedere Lazzaro. Tracce di questa cognominizzazione
le troviamo nel 1400 nel Mugello con Andrea di Lazzaro detto il
"Buggiano" erede di Filippo di ser Brunellesco Lippi un rinomato
artista costruttore di pregiatissimi orologi meccanici, e a
Vasto (TE) nel 1600 con un certo Ermenegildo di Lazzaro. |
|
DI
LECCE
DILECCE |
Di Lecce
è tipico delle Puglie e del materano, Dilecce, assolutamente
rarissimo, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione
del primo, deriva dal toponimo Lecce. |
|
DI
LELIO |
Tipico
laziale, dell'area che comprende le province di Roma, Latina e
Frosinone, deriva dal nomen latino Loelius, reso famoso da
Cicerone I° secolo a.C. con il suo Loelius Seu De Amititia. |
|
DI
LENOLA |
Di
Lenola, è caratteristico di Sezze nel latinense, dovrebbe
derivare dal nome del paese di Lenola nel latinense, paese
collinare situato tra Fondi, Campodimele, Pastena e Vallecorsa,
ad una trentina di chilometri da Terracina e ad una settantina
di chilometri da Sezze, anticamente ai confini del Regno di
Napoli verso lo Stato Pontificio. |
|
DILETTI
DILETTO |
Diletti è abbastanza raro ed è tipico della fascia che comprende
anconetano, maceratese e Piceno, reatino, viterbese e romano,
Diletto ha un piccolo ceppo nel reggiano, uno nel napoletano ed
uno nel crotonese, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Dilectus
di cui abbiamo un esempio in quest'atto dell'anno 1042 a
Solofra: "...ante presentia domini Amati venerabilis
archiepiscopi sancte sedis Salernitane et ibidem addesent ydones
hominibus per convenientiam, per largietatem ipsius domini
archiepiscopi tradidi Truppoaldi presbiteri fi(lius) quondam
Dilecti clerici de locum Solofre ecclesiam vocabulum Sancti
Angeli et Sancte Marie, que est plebe et constructa in ipso
locum Solofre subi[ecte et pertinentis ipsius
archiepiscopii...". |
|
DILETTOSO
DILETTUSO |
Dilettoso sembra specifico di Randazzo (CT), Dilettuso, molto
più raro sembra tipico di Bitonto (BA).
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Dilettoso ha un nucleo principale nel catanese, Dilettuso è
originario di Bitonto (BA), entrambi questi cognomi dovrebbero
derivare dal nome Dilettoso, col significato di diletto, amato:
si tratta, infatti, di una chiara variante del nome Diletto,
probabilmente formatasi allo stesso modo del nome Amoroso o
Amoruso (anch'esso una variante del personale Amore). In
alternativa a questa ipotesi, tuttavia, i cognomi Dilettoso e
Dilettuso potrebbero derivare anche da particolari
caratteristiche dei capostipiti, forse noti come persone
piacevoli, dilettevoli. |
|
DI
LEVA |
Di Leva è
tipicamente campano, di Napoli, Sorrento, Ischia, Massa
Lubrense, Torre Annunziata, Casoria, Volla e Castellammare di
Stabia nel napoletano e di Marcianise, Succivo ed Orta di Atella
nel casertano, con un ceppo anche a Roma e Civitavecchia nel
romano, che potrebbe derivare dal nome del paese di Castel di
Leva nel romano, ma sia il ceppo campano che quello romano
potrebbero derivare dall'italianizzazione del nome del paese
catalano di Leyva, probabilmente il luogo d'origine dei
capostipiti. |
|
DI
LIBERTI
DILIBERTI
DI LIBERTO
DILIBERTO |
Di
Liberti, tipicamente siciliano, è specifico del trapanese e
palermitano, di Mazara del Vallo e Castellammare del Golfo nel
trapanese e di Palermo e Castelbuono nel palermitano, Diliberti,
molto molto raro, decisamente siciliano, è specifico di Villalba
nel nisseno, Diliberto decisamente siciliano della zona cui
appartengono le provincie di Caltanissetta ed Agrigento, Di
Liberto, il più diffuso, è veramente molto diffuso a Palermo,
con consistenti presenze anche a Monreale, Belmonte Mezzagno,
San Giuseppe Jato, Bagheria, Villabate, Bisacquino, Termini
Imerese, Lercara Friddi, Villafrati e San Cipirello nel
palermitano, a Casteltermini, Palma di Montechiaro, Alessandria
della Rocca, Licata, Campobello di Licata e Sciacca
nell'agrigentino, di Alcamo nel trapanese, di Caltagirone,
Ramacca e Catania nel catanese e di Niscemi e Gela nel nisseno,
dovrebbero tutti derivare da un nome della devozione tardo
latina medioevale Dei Libertus
( il liberto di Dio
cioè colui che Dio ha reso vero
uomo libero nella fede in Cristo). |
|
DI
LIDDO |
Di Liddo
è specifico di Bisceglie, con presenze minori anche a Canosa Di
Puglia, Andria e Trani sempre nel barese, il cognome dovrebbe
derivare come forma patronimica dalla modificazione dialettale
dell'aferesi di un ipocoristico del nome Angelo, Angelino,
Angeliddo, Liddo e definirebbe la famiglia come quella del
figlio del piccolo Angelo. |
|
DI
LISCIANDRO |
Di
Lisciandro è assolutamente rarissimo, parrebbe di origini
siciliane, dovrebbe derivare da una forma patronimica, dove il
Di
dovrebbe stare per figlio
di, e riferirsi quindi alla
famiglia il cui capostipite sarebbe stato un figlio di un certo
Alessandro, divenuto per aferesi prima Lessandro e poi, tramite
una modificazione dialettale, Lisciandro. |
|
DI
LOLLO |
Di
Lollo ha un piccolissimo ceppo a Sulmona nell'aquilano,
nell'iserniese ed a Roma, dovrebbe trattarsi di una forma
patronimica, dove il Di
sta per il figlio di,
riferito a capostipiti i cui padri si fossero chiamati
Lollus
(vedi LOLLI). |
|
DI
LORENZO
DILORENZO |
Di
Lorenzo è molto molto comune in tutto il centrosud, Dilorenzo,
molto raro, è pugliese del barese e tarentino, derivano dal nome
Lorenzo, il cognome sta ad indicare quelli della famiglia di un
Lorenzo, uso che ritroviamo in un atto del 1622:
"...nell'ottobre furono incarcerati Cristoforo fu Bernardo de
Mighina, Balsar de Scalotta e Cristoforo fu Francesco di
Lorenzo...". |
|
DI
LORETO |
Di
Loreto è tipico della fascia centrale che comprende Lazio ed
Abruzzo, con presenze significative anche nel ternano, potrebbe
trattarsi di una forma patronimica dal nomen latino
Lauretus,
ma è pure possibile una derivazione da toponimi come ad esempio
Loreto Aprutino (PE) e il di starebbe ad indicarne la
provenienza. |
|
DI
LUCA |
Lazio
Abruzzi Marche e Campania e Venezia Giulia |
|
DI
LUCANTONIO
DILUCANTONIO |
Di
Lucantonio, estremamente raro, parrebbe del teramano,
Dilucantonio, che sembrerebbe unico, è una forma alterata del
precedente, dovrebbe trattarsi di una forma patronimica dove il
Di
sta per figlio di,
riferito ad un capostipite il cui padre si chiamasse con il nome
composto Luca Antonio. |
|
DI
LUDOVICO |
Molto
raro, sembrerebbe di origini abruzzesi, ed esattamente della
fascia costiera nel pescarese, è ovvia la derivazione dal nome
italo germanico Ludovico. |
|
DI
MAGGIO
DI MAIO
DI MAJO |
Di Maggio
è molto comune nel Lazio, in Puglia ed in Sicilia, ha un ceppo
anche a Napoli, Di Maio comunissimo in Campania, Molise, Lazio e
Sicilia occidentale, Di Majo, assolutamente rarissimo,
sembrerebbe del palermitano, dovrebbero derivare dal nome
medioevale Maggio attribuito a volte per devozione ai nati in
quel mese dedicato alla Madonna o dalle sue forme dialettali
Majo e Maio. |
|
DI
MAGLIE |
Di Maglie
è specifico del tarentino, di San Marzano di San Giuseppe in
particolare e di Taranto, e Manduria, dovrebbe derivare dal
toponimo Maglie nel leccese, probabile luogo di provenienza del
capostipite. |
|
DI
MAIDA |
Specifico
di Ravanusa (AG) dovrebbe derivare dal toponimo Maida (CZ). |
|
DI
MARCELLO |
Di
Marcello ha un ceppo a Teramo e nel teramano a Pineto, Roseto
degli Abruzzi, Mosciano Sant'Angelo e Bellante ed a Tagliacozzo
nell'aquilano, ed uno a Roma, si dovrebbe trattare di una forma
patronimica, dove il Di-
sta per il figlio di,
riferito ad un capostipite il cui padre si chiamasse
Marcello. |
|
DI
MARCO |
Assolutamente diffuso in tutt'Italia, deriva dal nomen latino
Marcius, Marcia era, tra i nomi di clan, uno dei più popolosi
della Latinità. |
|
DI
MARTINO |
Di
Martino è tipico del centro sud con ceppi un pò in tutt'Italia,
deriva dal nome Martinus. (vedi De Martino) |
|
DI
MARZIO |
Tipico della fascia centrale, Abruzzi e Lazio, ha piccoli ceppi
anche nel materano, in Campania ed in Puglia, dovrebbe derivare
dal nome medioevale Marzio (vedi Marzi).
ipotesi fornite da
Emiliano Di Marco
L'origine del cognome potrebbe essere attribuita al mese,
l'antico Martius, o alle armi. Marte, dio della guerra, da cui
il nome del mese Marzo era il periodo in cui, finito l'inverno,
iniziavano le campagne militari (tutt'oggi gli americani hanno
iniziato le campagne militari in Kossovo e in Iraq nel mese di
Marzo). Data la probabile origine "esposta" della stragrande
maggioranza dei cognomi italiani l'origine potrebbe essere
legata allo stato di trovatello figlio di soldato, oppure ad una
cognominizzazione di chi aveva prestato opera di soldato. |
|
DI
MASSA |
Di Massa
è tipicamente campano, di Ischia, Barano d'Ischia e Casamicciola
Terme sull'Isola d'Ischia nel napoletano, di Napoli, Gragnano e
Pompei, sempre nel napoletano, di Solopaca nel beneventano e di
Scafati nel salernitano, dovrebbe derivare dal nome di paesi
come Massa nel beneventano e nel salernitano, o come Massa di
Somma o Massa Lubrense nel napoletano, probabile luoghi
d'origine dei capostipiti. |
|
DI
MASTRANTONIO |
Molto raro è tipico del pescarese.
integrazioni fornite da
Fabio Paolucci
tipico del comune di Lettomanoppello in provincia di Pescara, è
uno di quei tanti cognomi italiani derivati dalla fusione del
titolo professionale mastro,
cioè artigiano,
e il nome di persona, nel caso specifico Antonio, patronimizzato
nella forma Di Mastrantonio. Di frequente, durante le mie
ricerche archivistiche, mi è accaduto di indagare per caso
sull'origine di cognomi derivati dalla fusione dell'epiteto
mastro
con un nome personale (Andrea, Domenico, Giacomo, Giovanni,
Ianni, Nicola, Cola, etc.): nei documenti più antichi,
cinquecenteschi e seicenteschi, il cognome viene trascritto
nella sua forma non ancora evoluta per fusione dei termini. In
tal senso, potremmo trovare ad esempio un
Filippo Mastro Antonio,
o Filippo di Mastro Antonio
o ancora Filippo
(di)
Mastr\'Antonio. Non mancano in
tali documenti cognomi espressi con la forma abbreviata Mro: il
cognome Mastro Antonio diventa così Mro Antonio. |
|
DI
MATTEO
DIMATTEO |
Dimatteo
originario delle Puglie e Basilicata è sicuramente dovuto ad un
errore di trascrizione del cognome Di Matteo che è molto diffuso
in tutto il centro sud, ha un nucleo importante negli Abruzzi e
Molise ed uno in Campania, ma ne esistono sicuramente anche
altri in altre zone del sud. Questi cognomi derivano dal nome
Matteo. |
|
DI
MATTIA
DIMATTIA |
Di
Mattia, ha un nucleo tra Piceno, aquilano e la provincia di
Roma, con ceppi anche a Napoli, nel barese a Gravina In Puglia
(BA) e ad Enna, Dimattia, molto molto raro, è specifico di
Gravina In Puglia (BA), deriva dal nome Mattia o Matteo, e
starebbe ad indicare i figli di uno con quel nome. |
|
DI
MELFI |
Di Melfi
è specifico del potentino, di Anzi, Potenza e Melfi, dovrebbe
stare ad indicare che la provenienza del capostipite fosse dalla
città di Melfi nel potentino. |
|
DI
MICELI |
Non
comune, sembrerebbe di origini sicule, della zona tra la
provincia di Palermo e di Agrigento, deriva da una modificazione
del nome Michele; tracce di questa cognominizzazione si trovano
a Palermo fin dal 1600, nella seconda metà del secolo a Palermo
esercita il notaio Leonardo di Miceli nativo di quella città,
Personaggio notevole è stato il pittore monaco Domenico Di
Miceli di Naro (AG) nel 1700. |
|
DI
MICO
DIMICO |
Di
Mico, molto molto raro, sembrerebbe del tarentino, Dimico,
ancora più raro, è anch'esso originario dell'area tarentino,
brindisina, si dovrebbe trattare di forme patronimiche dove il
prefisso Di-
stia per il figlio di,
riferito a capostipiti i cui padri venissero chiamati
Mico o
Domenico
(vedi MICHI e DE MECCO). |
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DI
MINO
DIMINO |
Originari
entrambi della zona ai confini tra la provincia di Agrigento e
quella di Trapani. |
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DI
MITRI
DI MITRIO
DI MITRO
DIMITRI
DIMITRIO
DIMITRO |
Dimitri è tipico della penisola salentina, soprattutto della
provincia di Taranto, Dimitrio, assolutamente rarissimo, ha un
piccolo ceppo nel fiorentino ed uno nel barese, Di Mitrio, molto
molto raro, è del barese, Dimitro è quasi unico, così come Di
Mitro, Di Mitri ha un ceppo salentino a Manduria nel tarentino e
a Calimera nel leccese, ed uno a Palermo e Monreale nel
palermitano.
ipotesi fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale
Dimitrio,
che, assieme alla variante
Dimitri, nasce da un
adattamento del personale greco
Dimitrios, versione neogreca
dell'antico Demetrios
(vedi Demetri). In questo contesto, tuttavia, va fatta
un'osservazione riguardo ai cognomi in questione: in molti casi,
infatti, Dimitri e le sue varianti provengono dai Balcani e,
dalla loro diffusione, sembrano risalire ad un'origine arbëreshë
(anche se, talvolta, non è esclusa una discendenza grika). Nel
caso arbëreshë, ad ogni modo, questi cognomi derivano o
dall'albanese Dhimitri
o dal greco
Dimitrios,
che, sia in Albania che in Grecia, sono piuttosto diffusi come
nomi di persona (nonché come cognomi). Per quanto proponibile,
invece, pare meno probabile un'origine slava, tenendo conto,
soprattutto, della distribuzione geografica delle famiglie
Dimitri, Di Mitri, etc (i ceppi maggiori, in effetti, si
riscontrano per lo più nel sud della Puglia, in una zona
fortemente soggetta all'emigrazione albanese). |
|
DI
MODUGNO
DIMODUGNO |
Di
Modugno è tipicamente pugliese, del barese e del vicino
foggiano, Dimodugno, assolutamente rarissimo, sembrerebbe
specifico di Cerignola nel foggiano, dovrebbero derivare dal
fatto di essere stato il capostipite originario del paese di
Modugno nel barese. |
|
DI
MOLA
DIMOLA |
Tipici
entrambi del barese e di Monopoli in particolare, Di Mola ha
presenze significative a Polignano A Mare, Conversano, Altamura
e Castellana Grotte, Dimola invece, meno diffuso, le ha solo ad
Altamura, dovrebbero entrambi derivare dal toponimo Mola di Bari
ad indicarne quindi la provenienza del capostipite. |
|
DI
MOLFETTA |
Di
Molfetta è tipico di Bisceglie, Canosa Di Puglia, Terlizzi,
Andria, Trani e Molfetta nel barese e di Taranto, il cognome
deriva dal toponimo Molfetta (BA) indicando probabilmente in
Molfetta il luogo originario della famiglia. |
|
D'IMPERIO
D'IMPERO |
D'Imperio
ha un ceppo a Roma, uno nel campobassano, nel beneventano, nel
napoletano, nel foggiano, nel barese e nel potentino, D'Impero,
praticamente unico, sembrerebbe del napoletano, dovrebbero
derivare dallo stato dei capostipiti, probabilmente soggetti
direttamente all'autorità imperiale grazie alle loro mansioni o
al fatto di essere al servizio di funzionari imperiali. |
|
DI
MURO |
Tipico
della fascia che comprende il basso foggiano, il barese, il
potentino ed il salernitano, potrebbe derivare da toponimi come
Muro Leccese (LE), Muro Lucano (PZ) o simili o da nomi di
località individuate dalla presenza di mura imponenti. |
|
DI
MUZIO |
Sembrerebbe originario dell'Abruzzo, del pescarese in
particolare, ma si individuano ceppi probabilmente secondari
anche nel foggiano e forse anche in Campania, dovrebbe derivare
dal cognomen latino Mutius ricordiamo il famosissimo Muzio
Scevola (500 a.C.), nome portato ad esempio nel medioevo dal
capitano di ventura Muzio Sforza nel 1400. |
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DINALE
DINALI |
Dinale è
specifico del vicentino, di Marostica e Nove, con un ceppo anche
a Castello di Godego nel trevisano, Dinali, quasi unico, più
caratteristico del padovano, dovrebbe essere una forma alterata
del precedente, che dovrebbe derivare da un soprannome
dialettale arcaico riferito ad un capostipite che lavorasse la
carta ponendo a macerare la cellulosa nei tini. |
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DI
NARDO |
Specifico
dell'Abruzzo, Molise e Campania settentrionale, deriva dal nome
medioevale Nardo (vedi Nardi). Traccia di questa
cognominizzazione la troviamo nel fiorentino nel resoconto del
1424 di accadimenti locali legati all'epidemia di peste, dove
troviamo un certo Mariotto Di Nardo. |
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D'INCALCI |
D'Incalci, assolutamente rarissimo è torinese, dovrebbe derivare
dal termine arcaico incalco
(stampo per fusione),
forse ad indicare che l'attività del capostipite fosse quella
dello scultore o dell'artigiano dotato di una piccola fonderia. |
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DINDI
DINDO |
Dindi, assolutamente rarissimo è del settentrione d'Italia,
Dindo ha un ceppo ad Egna in Alto Adige ed uno a Verona,
Sant'Ambrogio di Valpollicella e Pescantina nel veronese,
dovrebbero derivare dal termine dialettale veneziano arcaico,
passato in uso in tutto il settentrione
dindio o
dindo
(tacchino),
probabilmente ad indicare che i capostipiti ne fossero
allevatori. |
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DINELLI
DINELLO
DINI
DINO
DINUCCI
DINUCCIO |
Dinelli
ha un piccolo ceppo veneziano, uno a Cento nel ferrarese ed a
Fanano nel modenese, uno, molto consistente, nel lucchese a
Lucca Capannori, Viareggio, Pietrasanta, Massarosa e Bagni di
Lucca, a Pisa e Livorno, ed a Tarquinia nel viterbese ed a Roma,
Dinello, molto più raro, è veneto, del vicentino e del padovano,
Dini è tipico del centro Italia, soprattutto toscano, mentre
Dino è specifico del palermitano, Dinucci è caratteristico del
lucchese e del pisano, Dinuccio, quai unico, è meridionale,
dovrebbero derivare, direttamente o tramite varie forme
ipocoristiche, dall'aferesi di ipocoristici di nomi come
Riccardo, Bernardo ecc. Troviamo questo cognome già nel 1300 a
Lucca, citato in un atto: "...Existentibus Ratiocinatoribus etc.
Iohanne quondam Simonelli Sembrini et me Pace notario filio
quondam Dini de Montacatino ..." |
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DI
NICOLI |
Estremamente raro potrebbe essere originario dell'alto barese,
deriva da variazioni del nome medioevale Nicolao. |
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DI
NICUOLO |
Cognome
raro, presente a macchia di leopardo in Italia, parrebbe
originario del salernitano, deriva da una modificazione
dialettale del nome Nicolo o Nicolò. |
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D'INNOCENZO |
D'Innocenzo è specifico dell'area laziale ed abruzzese, potrebbe
trattarsi di una forma patronimica riferita ad un capostipite il
cui padre si chiamasse Innocenzo, anche se non si può escludere
possa trattarsi di cognomi attribuiti a trovatelli. |
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DI
NOFA |
Assolutamente rarissimo, sembrerebbe tipico della provincia di
Isernia. |
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DI
NOIA
DINOIA |
Dinoia è tipico di Barletta nel barese, con un ceppo anche a
Cerignola nel foggiano, ed uno a Irsina nel materano, Di Noia è
originario della zona compresa tra le provincie di Bari, Foggia
e la Basilicata, potrebbero derivare dal toponimo Noha (LE).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Di Noia, Dinoia, sono cognomi pugliesi da ricondurre al latino 'nova',
da cui l'esito Nòia
attraverso Noa,
con l'inserzione di -j in iato, per designare forse 'terreno
grasso e umido da pascolo' e in
senso generico 'terreno nuovo'
sfruttato da poco. Minervini, Diz. Cogn. pugliesi, p. 350. |
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DI NON
DINON |
Dinon, molto raro, ha un ceppo a Venezia con presenze nel
veneziano, nel trevisano e nel pordenonese, Di Non, praticamente
unico, è del pordenonese, potrebbero stare ad indicare che i
capostipiti provenissero dalla Val di Non in Trentino, ma, molto
più probabilmente, dovrebbero derivare da una forma dialettale
accrescitiva dell'aferesi di ipocoristici di nomi come
Leonardo,
Bernardo,
Rinaldo
o altri nomi terminanti in -do,
da Rinaldo si ha ad esempio l'ipocoristico Rinaldino, che per
aferesi diventa Dino e nella sua forma accrescitiva Dinon
espressione dialettale per Dinone. |
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DI
NUBILA |
Di
Nubila è tipico del potentino, di Francavilla in Sinni e
Rivello, dovrebbe derivare dal termine latino
nubila (nuvole),
indicando probabilmente che il capostipite provenisse da una
località montagnosa immersa fra le nubi: "..Nebula inde dicta,
unde et nubila, ab obnubendo scilicet, hoc est operiendo,
terram, sive quod nubes volans faciat. Exhalant enim valles
humidae nebulas et fiunt nubes; inde nubilum, inde nives.
Nebulae autem ima petunt cum serenitas est; summa, cum
nubilum...". |
|
DI
NUCCIO |
Tipico del casertano, si dovrebbe trattare di una forma
patronimica, dove il Di-
sta per il figlio di,
riferita a capostipiti, il cui padre portasse il nome medioevale
italiano Nuccio
(vedi NUCCI) o dall'aferesi di nomi come
Rinuccio,
Antonuccio,
ecc. |
|
DI
NUOVO |
Di
Nuovo, molto raro, ha un ceppo a Manfredonia nel foggiano ed uno
a Palermo e nel palermitano, si dovrebbe trattare di una forma
patronimica, dove il Di
sta per
figlio di,
riferita al padre del capostipite di nome
Nuovo,
nome attribuito in epoca tardo medioevale al figlio in quanto
nuovo membro della famiglia, non si può escludere comunque che
in alcuni casi si tratti invece di un indicazione di provenienza
dove il Di
sta per proveniente da
e si riferisce ad uno dei moltissimi toponimi contenenti la
parola nuovo. |
|
DI
NUZZI
DI NUZZO |
Di Nuzzi,
estremamente raro, ha un ceppo a Barletta nel barese ed uno a
Sant`Agata De` Goti nel beneventano, Di Nuzzo ha un grosso ceppo
tra casertano e napoletano ed uno nel potentino, si dovrebbe
trattare di patronimici di un ipocoristico aferetico di nomi
come Antonio. |
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DIOCIAIUTI |
Diociaiuti, molto raro, è tipico del Lazio, ha un ceppo a Roma e
Civitavecchia nel romano ed a Rieti, Salisano e Greccio nel
reatino, si dovrebbe trattare di un cognome attribuito a dei
trovatelli da un'istituzione religiosa dello Stato Pontificio. |
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DIODATI
DIODATO |
vedi DEODATI |
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DIOFEBI
DIOFEBO |
Diofebi, molto molto raro, è caratteristico del romano, di Roma
e di Guidonia Montecelio, Diofebo, quasi unico, ha rare presenze
nel Lazio e nel Salento, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Diofebus,
ricordiamo nel XV° secolo Diofebo Lupi Marchese di Soragna. |
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DIOGUARDI |
Dioguardi
a ceppi nel palermitano, nel napoletano, nel barese, a Roma, nel
pescarese ed a Genova, dovrebbe derivare dal nome augurale
Dioguardi, nome attribuito per una forma di superstiziosa
devozione affinchè il futuro del bambino fosse protetto da Dio. |
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DIOLAITI
DIOLAIUTI
DIOMAIUTI
DIOTAIUTA
DIOTAIUTI |
Diolaiti
è specifico del bolognese, di Bologna e Baricella, Diolaiuti è
tipico dell'area pistoiese di Monsummano Terme in particolare,
Diomaiuti, molto raro, è specifico di Aversa nel casertano,
Diotaiuta è quasi unico, mentre Diotaiuti ha un piccolo ceppo
toscano ed uno nel salernitano a Camerota, sono alcuni dei tanti
cognomi derivati da nomi attribuiti dalla carità cristiana a dei
trovatelli, traccia di questo nome la troviamo ad esempio nel
Codice Diplomatico della Lombardia medievale, anno 1166, in un
atto leggiamo: "...et posuit ei fideiussores Unfredum qui
dicitur de Cummo de Varisio et Deuseumadiuvet de Busti
communiter...". |
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DIOMEDE
DIOMEDI |
Diomede è tipicamente pugliese del barese, di Mola Di Bari, Bari
e Rutigliano e del foggiano di Foggia e Torremaggiore, mentre
Diomedi è della fascia che comprende il Piceno, Terni e Roma,
derivano dal nome greco Diomedes
dal nome del famoso eroe greco dell'epica omerica. |
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DIONE
DIONI
DIONNE |
Dione, assolutamente rarissimo, sembrerebbe avere un ceppo
salentino ed uno padovano, Dioni, sempre abbastanza raro,
dovrebbe avere un ceppo nel bresciano ed uno nel parmense,
Dionne è specifico di Terracina nel latinense, il ceppo
salentino e quello laziale dovrebbero derivare dal nome di
origine greca Dione
in uso presso i latini, vedi Cicerone: "...cum qui pecuniam
Dioni dederunt dicerent se iam tum audisse eos nummos sumi ut
Verri darentu...", o dall'aferesi del nome bizantino Spiridione,
gli altri dovrebbero derivare dal nome germanico Dionys
(Dionigi) o dall'apocope del nome medioevale Dionisius. |
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DIONIGI
DIONIGIO
DIONISI
DIONISIO
DIONISO |
Dionigi ha un nucleo nella zona che comprende le province di
Rimini, Pesaro e Perugia, con un ceppo anche nel Lazio, Dionigio
è quasi unico, Dionisi è tipico della fascia che comprende
Marche, Umbria, bassa Toscana e Lazio, Dionisio ha un ceppo
nell'alto udinese, uno tra Molise, Campania, Puglia e Basilicata
ed uno nella Sicilia occidentale, Dioniso, quasi unico, è
probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del
precedente, derivano dal nome medioevale Dionisius di cui
abbiamo un esempio nel Codice
Diplomatico della Lombardia Medioevale
in una Carta venditionis
del 1155 a Milano: "...Ego Dionisius, notarius sacri palatii ac
missus domini secundi Chunradi regis, suprascriptam Contesam
interrogavi, et predictis aliis feminis consensi ut supra et
subscripsi.". |
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DIOTALLEVI |
Tipico
delle Marche settentrionali, presenta un ceppo anche in Umbria e
nel Lazio, può derivare dal nome medioevale Diotallevio, nome
dato sia a trovatelli che a neonati particolarmente indigenti o
malaticci. Tracce dell'uso di questo nome si hanno ad esempio a
Spoleto nel 1400 con un pittore non particolarmente famoso di
nome Diotallevio D'Antonio. Nel 1500 troviamo i Diotallevi con
il rango di marchesi nel riminese e verso la fine del 1500 il
marchese Diotalevo Diotalevi diviene signore di alcuni territori
in Istria. |
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DIOTISALVI |
Diotisalvi, ormai quasi unico, è un tipico cognome attribuito a
dei trovatelli come augurio. |
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DIOTTI
DIOTTO |
Diotti è tipicamente lombardo, di Cesano Maderno in particolare,
ma anche di Lazzate, Seregno, Cornaredo, Lentate sul Seveso e
Bollate nel milanese e di Bedizzole nel bresciano, Diotto è
invece veneto,del padovano e trevisano in particolare, l'origine
etimologica di questi cognomi è dubbia, si può ipotizzare che
derivino dall'aferesi del termine tardo medioevale
stradiotti
un corpo di cavalleria leggera, irregolare, contraddistinta da
alta mobilità, che operava prevalentemente al soldo della
Serenissima, composta prevalentemente da albanesi, greci e
turchi, agli inizi del 1500 operavano nella bassa bergamasca e
cremonese. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a
Milano nel 1700 con l'avvocato Giovanni Battista Diotti,
personaggio citato ad esempio dal Parini. |
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DI
PALMA |
Tipico della fascia che comprende il Lazio, l'Abruzzo, il
Molise, la Campania, la Basilicata e la Puglia.
integrazioni fornite da
Carmine Di Palma
abbastanza frequente in Campania e in particolare nel
napoletano, è in ogni caso presente in tutta Italia.deriva
sicuramente da Palma Campania comune in provincia di Napoli. .In
questo comune erano presenti alcune famiglie nobili con tale
cognome. |
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DI
PALO |
Di Palo
ha un ceppo nel napoletano, soprattutto ad Afragola, Casoria e
Napoli, ed a Casalnuovo di Napoli, Caivano e Cardito ed uno a
Bari e nel barese, a Barletta, Poggiorsini, Minervino Murge,
Gravina in Puglia, Andria, Ruvo di Puglia, Canosa di Puglia ed
Altamura, dovrebbe stare ad indicare la provenienza dei
capostipiti dal paese di Palo del Colle nel barese od altri
simili. |
|
DI
PAOLA
DI PAOLI
DI PAOLO
DIPAOLA
DIPAOLO |
Di
Paola è diffuso in tutto il centro sud, particolarmente in
Sicilia, Di Paoli è tipico del pesarese, Di Paolo, diffusissimo
in Abruzzo, Molise e Lazio, nel napoletano, avellinese,
salernitano e potentino, ha ceppi, probabilmente secondari,
anche nel fiorentino e nel bolognese, Dipaola ha un ceppo a
Barletta nel barese ed uno a Cerignola, Margherita di Savoia e
San Ferdinando di Puglia nel foggiano, Dipaolo, assolutamente
rarissimo, parrebbe del potentino, possono derivare da toponimi
come Paola o Paola Marina (CS), Paolini (TP), Paolisi (BN),
Colle di Paolo nel teatino, o simili, come possono, in molti
casi, pure derivare dal nome latino
Paullus,
o dal suo equivalente italiano
Paolo o
Paola. |
|
DI
PEPPE |
Di Peppe
è tipicamente abruzzese, di Chieti, Pescara e del teatino, è una
chiara forma patronimica ad indicare la famiglia del figlio di
un Giuseppe, Peppe per aferesi. |
|
DI
PIAZZA |
Di Piazza
ha un ceppo a Comeglians nell'alto udinese, che potrebbe
derivare da un nome di località nelle vicinanze, ma il nucleo
principale è in Sicilia, a Palermo, Alia, Giardinello, Bagheria
e Partinico nel palermitano, di Casteltermini, Cammarata, San
Biagio Platani, Agrigento, Canicattì e San Giovanni Gemini
nell'agrigentino, di Mussomeli nel nisseno, di San Fratello nel
messinese e di Catania, dovrebbe stare ad indicare la
provenienza dei capostipiti dalla città di Piazza Armerina
nell'ennese. |
|
DI
PIERO |
Di
Piero è tipico dell'Italia centrale, ha un piccolo ceppo nel
lucchese a Villa Basilica e Lucca, uno altrettanto piccolo ad
Esanatoglia nel maceratese, uno più consistente in Abruzzo,
nell'aquilano a Cagnano Amiterno, Bugnara e L'Aquila e nel
teatino a Castel Frentano, Fossacesia, Arielli e Lanciano, ed
uno a Roma e Riano, dovrebbe derivare da una forma patronimica
riferita a capostipiti i cui padri si fossero chiamati
Piero. |
|
DI
PIERRO
DIPIERRO |
Di Pierro
è tipico di Bisceglie, Noicattaro, Trani e Bari nel barese, ha
un ceppo anche a Taranto e Palagiano nel tarentino, ed anche nel
foggiano a Troia, Lucera ed Orta Nova e a San Vito Dei Normanni
(BR), ha anche un ceppo lucano nel potentino a Rionero in
Vulture, Gallicchio, Palazzo San Gervasio e Genzano di Lucania,
Dipierro, molto più raro, è tipico di Noicattaro (BA) con una
presenza significativa anche a Palagiano (TA), deriva da una
forma patronimica di una modificazione dialettale del nome
Pietro. |
|
DI
PIETRANGELI
DI PIETRANGELO |
Di
Pietrangeli, praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad un
errore di trascrizione di Di Pietrangelo, che ha qualche
presenza nel teramano ed un ceppo nel brindisino ad Erchie,
Mesagne e Torre Santa Susanna, e che dovrebbe essere una forma
patronimica, dove il Di-
sta per il figlio di,
riferito ad un capostipite, il cui padre si fosse chiamato
Pietrangelo
(vedi PETRANGELI) |
|
DI
PIETRANTONI
DI PIETRANTONIO |
Di
Pietrantoni, quasi unico, è romano, dovrebbe essere dovuto ad
un'errata trascrizione di Di Pietrantonio, che è tipicamente
abruzzese, di Lettomanoppello, Manoppello, Pescara, Montesilvano
e Penne nel pescarese, di Chieti e Torricella Peligna nel
teatino, di Teramo, Bisenti e Roseto degli Abruzzi nel teramano
e di Avezzano nell'aquilense, si dovrebbe trattare di forme
patronimiche dove il Di sta per il figlio di, riperito ad un
capostipite il cui padre si chiamasse
Pietrantonio
(vedi PIETRANTONI). |
|
DI
PIETRO |
Diffuso
in tutto il centro sud, particolarmente negli Abruzzi, il
Molise, la Campania, le Puglie e la Sicilia orientale, deriva
dal nome Pietro. |
|
DI
PILATO
DIPILATO |
Di Pilato
è specifico di Bisceglie, con presenze minori anche ad Andria,
Trani e Barletta nel barese e a San Ferdinando Di Puglia nel
foggiano, Dipilato, molto più raro e specifico di Barletta,
dovrebbero derivare da una forma patronimica del nome Pilato,
derivato dal latino Pilatus reso famoso dal famosissimo Pontius
Pilatus che condannò Gesù Cristo alla morte in croce. |
|
DI
PILLA |
Tipico della provincia di Isernia, dovrebbe essere una forma
patronimica riferita a capostipiti, i cui padri si chiamassero
Pilla (vedi PILLA).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Di Pilla è cognome molisano che deriva probabilmente da "pillo"
= arnese per pressare il terreno. |
|
DI
PIPPA |
Di
Pippa ha qualche presenza nell'avellinese ed un ceppo a
Castellaneta nel tarentino, potrebbe trattarsi di una forma
matronimica riferita ad un capostipite la cui madre si fosse
chiamata Filippa,
che per aferesi ed alterazione ipocoristica sia diventata
Pippa. |
|
DI
PIPPO |
Di
Pippo ha un piccolo ceppo a Pescina nell'aquilano ed a Roma, un
ceppo a Roccamonfina nel casertano ed uno molto piccolo ad
Ariano Irpino nell'avellinese ed a Stornarella nel foggiano,
potrebbe trattarsi di una forma patronimica riferita ad un
capostipite il cui padre si fosse chiamato
Filippo,
che per aferesi ed alterazione ipocoristica sia diventato poi
Pippo. |
|
DI
PLACIDO |
Di
Placido è specifico dell'area che comprende il Lazio, l'Abruzzo
ed il Molise, dovrebbe derivare dall'essere il capostipite
figlio di un Placido
(vedi PLACIDO), in alcuni casi potrebbe anche trattarsi di una
derivazione da toponimi come San Placido di Ussita nel
maceratese. |
|
DI
POPOLO |
Cognome rarissimo che sembrerebbe specifico di Calabritto (AV),
secondo alcuni deriverebbe dalla toponomastica, secondo altri si
tratterebbe di un cognome attribuito nel 1800 a degli
infanti projetti,
cioè a dei trovatelli. |
|
DI
POTO |
Di
Poto è specifico del salernitano, di Postiglione ed Altavilla
Silentina, dovrebbe trattarsi di una forma patronimica, dove il
Di-
sta per il figlio di,
riferito ad un capostipite, il cui padre si fosse chiamato con
il nome longobardo Poto,
ricordiamo con questo nome il nipote di Rè Desiderio e figlio di
Adelchi: Poto. |
|
D'IPPOLITO |
D'Ippolito è tipico del centrosud, con un grosso ceppo pugliese,
soprattutto nel tarentino, uno altrettanto grosso romano, ed ha
poi ceppi tra teatino e Molise, nel napoletano, tra cosentino e
catanzarese ed in Sicilia, dovrebbe trattarsi di una forma
patronimica riferendosi quindi alle famiglie dei figli di un
Ippolito
(vedi IPPOLITI). |
|
DI
PRATO |
Di Prato
e tipico del teatino, di Chieti e di Ripa Teatina, dovrebbe
derivare da nomi di località contenenti la radice Prato. |
|
DI
PRETORO |
Di
Pretoro è specifico del teatino, di Guardiagrele in particolare,
il cognome starebbe ad indicare la provenienza del capostipite
dal paese di Pretoro (CH), il Di
indicherebbe quindi il luogo d'origine della famiglia. |
|
DI
PRIMA
DIPRIMA
DI PRIMO
DIPRIMO |
Di
Prima è tipicamente siciliano, molto diffuso in tutta l'isola,
dovrebbe trattarsi di una forma matronimica e riferirsi a
capostipiti, la cui madre si fosse chiamata
Prima,
nome spesso attribuito, come Primo, alla prima nata o nato della
famiglia, Di Primo, meno comune, è specifico di Adrano nel
catanese, Diprima, estremamente raro, sempre siciliano, è più
tipico di Sutera nel nisseno, Diprimo è praticamente unico. |
|
DI
PRINZIO |
Di
Prinzio è specifico del teatino, di Guardiagrele in particolare,
ma anche di Casoli, Pennapiedimonte, Chieti e Francavilla al
Mare, potrebbe trattarsi di una forma patronimica dove il
Di-
sta per il figlio di,
riferito ad un capostipite il cui padre si fosse chiamato con il
nome tardo medioevale Prinzius. |
|
DI
PRISCO |
Tipico
campano, del napoletano in particolare, deriva dal cognomen
latino Priscus (vedi Prisco), tracce di questa cognominizzazione
le troviamo ad esempio a Striano (NA) nella seconda metà del
1600 con Beatrice Di Prisco citata in un atto di battesimo
dell'epoca. |
|
DI
PROSSIMO |
Di
Prossimo è tipicamente siciliano, molto raro, sembrerebbe tipico
dell'ennese, di Aidone e di Piazza Armerina, con un piccolo
ceppo anche a Marino e Frascati nel romano, dovrebbe trattarsi
di una forma patronimica, dove il prefisso Di- stia per il
figlio di, riferito a capostipiti i cui padri si fossero
chiamati con il nome medioevale
Proximus, a sua volta derivato
dal cognomen latino Proximus
o Proxsimus. |
|
DI
QUAL |
Di Qual,
assolutamente rarissimo, è tipico dell'udinese, di Rigolato,
Tolmezzo ed Ovaro in particolare, dovrebbe derivare da una forma
dialettale friulana del nome del paese di Qualso nell'udinese
vicino a Tarcento, probabilmente il luogo di provenienza del
capostipite. |
|
DIRANI
|
Dirani è tipico del ravennate, di Lugo, Ravenna e Bagnacavallo,
potrebbe derivare dal nome turco
Diran,
ricordiamo che in epoca bizantina molti furono i cittadini
anatolici trasferiti nel ravennate. |
|
DI
RAUSO |
Di
Rauso è tipico del casertano, di Capua in particolare con buone
presenze anche a Curti e Santa Maria Capua Vetere.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questo cognome va ricercata nella toponomastica
balcanica e, in particolar modo, nella Repubblica marinara di
Ragusa, il cui territorio, ai giorni nostri, fa parte della
moderna Croazia (per una spiegazione più approfondita, vedi
Ragusa e Rausa). A questo proposito, per la precisone, va
osservato che la pronuncia Rauso
- con una variante in Raguso
- riflette un arcaismo del toponimo
Ragusa,
capitale dell'omonima repubblica: nei documenti antichi, in
effetti, il toponimo Ragusa è riportato anche nella forma
Ragusium
o Rausium,
da cui poi l'adattamento con la
-o finale nella trasposizione
latino-italiano - in realtà, questo toponimo ha subito diversi
mutamenti nel corso della storia, derivati tutti dall'originale
Laus
(dal greco laus,
ovvero pietra, scoglio). |
|
DI
RESTA |
Di
Resta ha un ceppo a Roma e Latina, probabilmente secondario al
nucleo campano tipico di Sessa Aurunca nel casertano, dovrebbe
derivare dal nome latino Restus,
Resta (vedi RESTA). |
|
DIRETTORE
DIRETTORI |
Direttore
è tipico del Napoletano, di Napoli, Frattamaggiore e Pozzuoli,
Direttori, quasi unico, è presente solo nello spezzino,
l'origine di questi cognomi sembrerebbe essere da un soprannome,
originato dalla posizione del capostipite o da un suo
atteggiamento. |
|
DI
ROLLO |
Di
Rollo è tipicamente laziale, di Roccasecca e Castrocielo nel
frusinate e di Roma, si dovrebbe trattare di una forma
patronimica, dove il Di
sta per il figlio di,
riferito ad un padre del capostipite, che di nome faceva
Rollo
(vedi ROLL). |
|
DI
RONCO |
Di Ronco
è tipico dell'udinese, di Paluzza in particolare, dovrebbe
derivare dal nome di un paese come potrebbe essere stato Ronco
in Trentino, Ronco all'Adige nel veronese o uno dei molti altri
omonimi, probabilmente il luogo di provenienza del capostipite. |
|
DI
RUOCCO |
Di
Ruocco è decisamente tipico del napoletano, di Gragnano,
Sant`Antonio Abate, Castellammare di Stabia, Casola di Napoli,
Torre del Greco, Santa Maria la Carità e di Futani e Scafati nel
salernitano, si dovrebbe trattare di una forma patronimica dove
Di
sta per figlio di
e si riferisce appunto alla famiglia di un figlio di uno di nome
Ruocco,
nome derivato da una variazione dialettale del nome medioevale
Rochus
o Rocchus
di origine germanica (vedi ROCCHI). |
|
DI
RUPO
RUPO |
Di Rupo,
assolutamente rarissimo, sembrerebbe del pescarese, così come
l'ancora più raro Rupo, Rupo è un paese del teramano, nei pressi
di Putignano, si potrebbe ipotizzare che questi cognomi derivino
dal fatto che il capostipite provenisse appunto da quella
località. |
|
D'ISA
|
D'Isa è tipico del napoletano, di Caivano, Frattamaggiore,
Napoli e Cardito, dovrebbe trattarsi di una forma patronimica
riferita al nome arabo Isa
probabilmente portato dal padre del capostipite, ricordiamo con
questo nome il dotto letterato arabo del X° secolo Isa Ibn
Hashim. |
|
DI
SALVIA |
Di
Salvia è originario della provincia di Foggia, potrebbe derivare
dal toponimo Salve (LE) o Salvia di Lucania, come potrebbe anche
derivare dal nome medioevale
Savia o dal nome latino
Salvia
(vedi SALVI). |
|
DI
SALVIO
DI SALVO |
Di
Salvio sembrerebbe specifico di Cava de` Tirreni nel
salernitano, Di Salvo ha un grosso nucleo siciliano, ma presenta
ceppi anche nel Lazio, in Molise, Campania, Puglia e Basilicata,
potrebbero derivare da forme patronimiche (il
Di
sarebbe una forma contratta per
figlio di) del nome medioevale
Salvus
o del nome latino Salvius
(vedi SALVI). |
|
DI
SARNO |
Di
Sarno è specifico del napoletano e del vicino casertano, deriva
dal toponimo Sarno nel salernitano e la particella
Di ne
indica appunto la provenienza attribuita ai capostipiti. |
|
DISARO
DISARO' |
Disaro,
quasi unico, è dovuto ad un'errata trascrizione di Disarò, che è
tipicamente veneto, del padovano in particolare, di Padova,
Tribano, Piazzola sul Brenta, Agna e Polverara, di Sommacampagna
nel veronese e di Dolo nel veneziano, dovrebbe derivare dal nome
del paese di Disarò, una frazione di Conselve nel padovano,
probabile luogo d'origine dei capostipiti. |
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DISCACCIATI |
Discacciati è tipico di Rovellasca nel comasco, di Saronno nel
varesotto e dell'area milanese, sembrerebbe si tratti di
famiglie guelfe lucchesi, della fazione dei Quinzani, scacciate
da Lucca agli inizi del 1300, una forma primitiva del cognome
Scacciati (vedi SCACCIATI). |
|
DISCEPOLI
DISCEPOLO |
Discepoli ha un ceppo nell'anconetano, a Corinaldo, Senigallia,
Ancona e Monterado, ed un ceppo ad Assisi nel perugino,
Discepolo è invece campano, di Pontecagnano Faiano e Salerno nel
salernitano, di Napoli e di Forino e Castelvetere sul Calore
nell'avellinese, dovrebbero derivare dal termine latino
discepolus,
con il quale si identificava il
praticante medico normalmente
al seguito del medico vero e proprio, probabilmente indicando
così il mestiere dei capostipiti. |
|
DI
SCIULLO |
Di
Sciullo sembrerebbe tipico del teatino, di Pizzoferrato, Fallo e
Fara San Martino, con un ceppo anche a Roma ed a Napoli,
dovrebbe derivare dal nome del paese abruzzese di Sciullo , una
frazione di Ateleta nell'aquilano ad una quindicina di
chilometri da Pizzoferrato, probabilmente il luogo d'origine del
capostipite. |
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DI
SERIO |
Diffuso in Lazio, Campania e Puglia, potrebbe derivare dal
cognomen latino Serius,
di cui abbiamo un esempio d'uso in questo scritto d'epoca
latina: "..Paulo post Simonidi nuntiatum est duos iuvenes ad
ianuam stare eumque foras vocare, Statim surrexit Simonides
domoque egressus est, sed neminem vidit, Eodem tempore
triclinium, in quo paratae epulae erat, corruit omnesque
oppressit ruinis, Serius compertum est duos iuvenes, qui poetam
arcesserant, Castorem ac Pollucem fuisse. ..". |
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DI
SEVO |
Di
Sevo è tipicamente campano di Vallo della Lucania nel
salernitano, potrebbe trattarsi di una forma patronimica
riferita ad un capostipite il cui padre sichiamasse
Sevo,
nome originato dal soprannome e nome tardo latino
Saevus
(pronuncia sevus), con il signidicato di
fiero,
crudele,
furioso,
improbabile una derivazione dal nome di località laziali
adiacenti al monte Pizzo di Sevo. |
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D'ISIDORI
D'ISIDORO
DISIDORO |
D'Isidori e Disidoro sono praticamente unici, D'Isidoro ha un
ceppo abruzzese a pescara, Silvi (TE), Chieti e Sant`Egidio alla
Vibrata sempre nel teramano, ed un ceppo a Sant`Antimo nel
napoletano, dovrebbero derivare da una forma patronimica del
nome tardolatino Isidorus
portato ad esempio da Sanctus
Isidorus Hispalensis (~560 -
636) e starebbero perciò ad indicare le famiglie di figli di
Isidori o Isidoro..
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome antico o
medievale Isidoro,
l'italianizzazione cioè del personale greco
Isidoros,
col significato di dono di Iside
(la Dea della Maternità e della Fertilità nella mitologia
egiziana, venerata anche presso l'antica civiltà greco-romana).
In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei
nomi personali dei capostipiti. |
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DI
SIMONE |
Ha un
nucleo abruzzese ed uno siciliano con un ceppo anche nel
napoletano, deriva dal nome Simone, tracce di questa
cognominizzazione le troviamo nel 1300 a Viterbo con un certo
Vannuzzo di Simone e a Spoleto con Giovanni di Simone, nel 1400
a Careggi (FI) si cita un certo Felice di Simone factore, nel
1500 troviamo Alfonso Di Simone Vescovo di Saluzzo. |
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DI
SISTO |
Sembrerebbe originario della zona tra il Molise e la Campania,
dovrebbe discendere dal praenomen latino Sextus, ma è possibile
che qualcuno derivi da un toponimo come Sesto Campano (IS). |
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DI
SOMMA |
Di Somma
sembrerebbe tipicamente campano, del napoletano in particolare,
ma con un ceppo anche nel tarentino ed uno nel genovese,
dovrebbero derivare dal toponimo Somma Vesuviana (NA), ma è pure
possibile che il Di, in alcuni casi non indichi l'origine
geografica, ma sia invece una forma patronimica e si riferirebbe
alloa a figli di un Somma (vedi SOMMA). |
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DI
SORBO |
Di Sorbo
è tipico dell'area casertano beneventana, di Caiazzo, Alvignano
e Castel Campagnano nel casertano in particolare, dovrebbero
derivare dal toponimo Sorbo (AV) il Di sarebbe quindi una
particella di provenienza. |
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DISPENSIERI |
Dispensieri, assolutamente rarissimo, sembrerebbe panitaliano,
con un ceppo certo in Sicilia, dovrebbero derivare dal fatto che
i capostipiti facessero i
dispensieri, cioè svolgessero
il compito di contabile dispensatore di razioni civili o
militari, nelle confraternite religiose il
dispensiere
o cellarius
era l'incaricato alla gestione della dispensa dei viveri e delle
candele, tenuto a tenere un registro di carico e scarico dei
beni affidatigli. |
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DISPERATI |
Disperati è tipicamente toscano del pistoiese, di Buggiano,
Pescia e Pieve a Nievole e di Buti nel pisano, con presenze
anche a La Spezia, potrebbe derivare dal nome medioevale
Disperatus,
attribuito, con il senso di insperato, ad un figlio per la
nascita del quale i genitori avessero perso ogni speranza. |
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DISPINSERI
DISPINSIERI
DISPINZERI
DISPINZIERI |
Dispinseri, molto molto raro, è specifico di Naro
nell'agrigentino, Dispinsieri, quasi unico, parrebbe del
catanese, Dispinzeri, molto molto raro, sembrerebbe decisamente
siciliano, in particolare di Troina nell'ennese, con piccoli
ceppi anche a Camastra nell'agrigentino ed a Catania,
Dispinzieri è un cognome molto raro di cui non si riesce ad
individuare una zona di radicamento, anche se sembrerebbe
anch'esso siciliano, dovrebbero derivare da alterazioni
dialettali del termine
dispensiere (il
contabile dispensatore di razioni civili o militari),
probabile incarico affidato ai capostipiti. |
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DI
SPIRIDIONE |
Assolutamente rarissimo, forse di origini baresi, deriva dal
nome bizantino Spiridione, si ricorda il santo vescovo
Spiridione di Trimithonte, venerato soprattutto dalla chiesa
ortodossa. |
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DI
STEFANI
DI STEFANO
DISTEFANI
DISTEFANO |
Di
Stefani e Distefani, assolutamente rarissimi, sembrerebbero
esclusivi del centro Italia, Di Stefano è estremamente diffuso
in tutto il centrosud, Distefano è specifico della Sicilia
sudorientale, derivano dal nome Stefano, la particella Di
starebbe ad indicare quelli di, cioè la famiglia di un certo
Stefano. |
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DISTINZIERI |
Cognome
presente solo a Melegnano è dovuto quasi certamente ad un errore
di trascrizione forse del precedente Dispinzieri. |
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D'ITALIA
DITALIA |
D'Italia, molto molto raro, ha un piccolo ceppo tra avellinese e
potentino ed uno ancora più piccolo nel modenese, Ditalia,
ancora più raro, è tipico di Cerignola nel foggiano, si potrebbe
trattare di forme matronimiche riferite a dei capostipiti, figli
di una chiamata Italia.
(vedi ITALIA) |
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DI
TANA
DI TANO
DITANO |
Di
Tana, assolutamente rarissimo, parrebbe abruzzese, Di Tano ha un
piccolo ceppo abruzzese, uno nella zona che comprende il romano,
il latinense ed il casertano, mentre il nucleo principale è
pugliese, nel barese e, soprattutto, a Fasano nel brindisino,
Ditano è anch'esso specifico di Fasano, con presenze
significative ad Ostuni, sempre nel brindisino, ed a Monopoli e
Locorotondo nel barese, si dovrebbe trattare di forme
matronimiche o patronimiche originate dall'aferesi del nome
Gaetana
o Gaetano,
probabili nomi dei o delle capostipiti. |
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DI
TEODORO
DITEODORO |
Di
Teodoro è tipico del teramano e del pescarese, in particolare di
Teramo e di Penne (PE), Diteodoro è praticamente unico, si
tratta ovviamente di una forma patronimica che si riferisce a
famiglie il cui capostipite aveva un padre che si chiamava
Teodoro. |
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DI
TERLIZZI |
Tipico
del barese, deriva dal toponimo Terlizzi (BA). |
|
DI
TRANI
DITRANI |
Di Trani
è tipicamente pugliese, del barese ed in particolare di Andria,
Canosa di Puglia e Spinazzola, con ceppi anche nel foggiano a
San Ferdinando di Puglia, Margherita di Savoia, Foggia e
Cerignola, Ditrani, molto molto raro, è specifico soprattutto
del foggiano, di San Ferdinando di Puglia e Margherita di
Savoia, indicano chiaramente un'origine dei capostipiti dal
paese di Trani nel barese. |
|
DI
TRAPANI |
Di
Trapani è sicuramente siciliano, sembrerebbe tipicamente
palermitano, ma con ceppi anche ad Erice e Trapani nel
trapanese, a Vittoria (RG) ed a Santa Elisabetta (AG), dovrebbe
derivare dall'essere il capostipite un figlio di un Trapani,
cognome ben diffuso in Sicilia. |
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D'ITRI
ITRI |
D'Itri ha
un ceppo a Frosinone ed a Roma, ed uno molto piccolo a
Macchiagodena nell'iserniese, Itri ha un ceppo a Roma e Ciampino
nel romano ed a Roccasecca nel frusinate, uno in Campania a
Cicciano nel napoletano, a Baia e Latina nel casertano ed a
Casal Velino nel salernitano, ed un piccolo ceppo a Reggio
Calabria, dovrebbero derivare dal nome del paese di Itri nel
latinense. |
|
DI
TRIA |
La zona
di origine dovrebbe essere quella compresa tra la provincia di
Bari e la Basilicata, potrebbe discendere da una contrazione
dialettale del toponimo Tricarico (MT). |
|
DI
TROIA |
Di Troia
ha un piccolo ceppo ad Atina nel frusinate, uno ad Altavilla
Irpina nell'avellinese ed uno a San Ferdinando di Puglia nel
barese, dovrebbe stare ad indicare la provenienza dei
capostipiti dalla città di Troia nel foggiano. |
|
DI
TROILO
DI TROLIO
TROILO
TROLIO |
Di
Troilo, assolutamente rarissimo, è del barese, Di Trolio è
specifico di Calabritto (AV), Troilo è tipico della fascia
centromeridionale che comprende Abruzzi, Puglia, Campania e
Basilicata, ha un nucleo abruzzese nel chietino tra Archi e
Gessopalena ed uno pugliese nel barese tra Putignano e
Bisceglie, Trolio, molto raro, ha un ceppo nel Molise ed uno nel
materano, derivano dal nome troiano
Troilo
ricordiamo che questo era il nome di uno dei figli di Priamo il
re di Troia padre di Ettore ed Enea: "...Hector et Troilus
exercitum educunt cum Aenea. Contra Agamemnon, Menelaus,
Achilles, et Diomedes occurrunt. Fit magna caedes..".
integrazioni fornite da
Fabio Paolucci
Di Trolio è un patronimico, variante del più diffuso Troilo,
divenuto Trolio per metàtesi, ovvero in seguito allo spostamento
del suono i
all'interno della parola. Troilo è diffuso maggiormente in
Abruzzo sud-orientale ed in Puglia, con massima concentrazione
nella provincia di Chieti e nel barese; Di Troilo, molto raro, è
registrato in Puglia e nel Lazio; Trolio e Di Trolio sono due
varianti specifiche rispettivamente dei comuni di Castelmauro
(CB) e Battipaglia (SA). Essendo il comune di Battipaglia di
recente fondazione, si ipotizza per Di Trolio una origine non
lontana nel tempo causata da errata trascrizione anagrafica per
mancata comprensione del più diffuso Troilo, cognome
proveniente, come precedentemente sostenuto, dalla vicina
Puglia. Etimologicamente Troilo, Di Troilo, Trolio e Di Trolio
sono originati dalla cognominizzazione in senso patronimico del
nome di persona di origine greca Troilo, ben conosciuto nella
mitologia per essere il nome di un figlio del re troiano Priamo. |
|
DITTA
|
Ditta è
specifico della Sicilia occidentale, di Mazara del Vallo,
Partanna, Trapani, Erice, Vita, Santa Ninfa, Campobello di
Mazara e Castelvetrano nel trapanese e di Palermo ed Alia nel
palermitano, oltre alla semplicistica ipotesi che possa derivare
da una forma aferetica del nome Giuditta, si può forse prendere
in considerazione un collegamento con un'alterazione del nome
semita Dothan. |
|
DI
TUCCIO |
Di
Tuccio ha un ceppo a Napoli, Casalnuovo di Napoli e Cercola nel
napoletano, uno a Melfi nel potentino ed uno a Carapelle,
Rocchetta Sant'Antonio, Cerignola e Foggia nel foggiano, si
dovrebbe trattare di una forma patronimica dove il
Di sta
per figlio di
riferito ad un capostipite, il cui padre
si chiamasse Tuccio
(vedi TUCCI). |
|
DI
TULLIO |
Tipico
della fascia adriatica dell'Italia centro meridionale, Abruzzi,
Molise ed alta Puglia, con ceppi secondari nel napoletano e nel
Lazio, deriva dal cognomen latino Tullius. |
|
DI
VAIO |
Di Vaio è
tipico di Napoli e del napoletano, di Marano di Napoli, Mugnano
di Napoli, Arzano e Giugliano in Campania, si potrebbe trattare
di una forma patronimica che intende che i capostipiti erano
figli di un Vaio (vedi VAI). |
|
DI VAL
|
Di Val,
molto molto raro, è sicuramente friulano, potrebbe stare ad
indicare la provenienza dei capostipiti dal paese di Val nel
bellunese o di Val nel trevisano. |
|
DI
VALENTIN
DI VALENTINI
DI VALENTINO |
Di
Valentin, molto molto raro, è tipicamente friulano, sembrerebbe
specifico di Arba nel pordenonese, di valentini è quasi unico,
sembrerebbe del romano, Di Valentino ha un ceppo a Roma ed uno
in Abruzzo a Montorio al Vomano nel teramano ed a Tocco de
Casauria nel pescarese, si dovrebbe trattare, per tutti questi
cognomi, di una forma patronimica dove il
Di- sta
per il figlio di,
riferito ad un capostipite il cui padre si chiamasse
Valentino. |
|
DIVERIO |
Assolutamente rarissimo, sembrerebbe piemontese, originario
della Val d'Ossola.
integrazioni fornite da
Adriano Diverio - Brasile
Cognome originario della Valle Divedro in Piemonte; valle che
prende il nome dal fiume Diveria attraverso la forma dialettale
Val Dvèr (valle del Diveria) fu chiamata Divedro, Dovedro, in
epoca romana questa valle era chiamata "Vallis Vetus" (Valle
Vecchia), da cui forse deriva il termine dialettale Dvèr.
Diverio che veniva in passato riconosciuto come casato nobile, è
un cognome raro, poco diffuso anche in Piemonte. |
|
DI VIA
|
Di Via
sembrerebbe tipicamente siciliano, di Trapani e del trapanese,
di Erice e Paceco, circa l'origine di questo cognome non
esistono ipotesi, si potrebbe supporre potesse trattarsi di un
cognome attribuito in epoca borbonica ad un trovatello. |
|
DI
VICINO |
Specifico
del napoletano, potrebbe essere originato da un soprannome
dovuto all'abitare in un vicus (villaggio) da cui il tardo
latino vicinus (abitante del vicus), come potrebbe invece
derivare da un diminutivo del nome medioevale Vico. |
|
DI
VINCENZI
DI VINCENZO |
Di
Vincenzi, estremamente raro, sembrerebbe laziale, Di Vincenzo ha
un nucleo nell'Italia centrale, Lazio, Abruzzo e Molise, ceppi
nel napoletano, nel barese ed in Sicilia, deriva dal cognomen
latino Vincentius. (vedi Vincenza). |
|
DI
VITA
DI VITO
DIVITO |
Assolutamente siciliano Di Vita, dovrebbe derivare dal toponimo
Vita (TP), Di Vito è tipico della fascia centrale compresa tra
il Lazio, gli Abruzzi, il Molise, la Campania e la provincia di
Foggia, Divito ha un ceppo a Cerignola (FG) ed uno a Brienza
(PZ), dovrebbero derivare dal cognomen latino
Vitus o
da una contrazione del nomen latino
Vitellius
e starebbero ad indicare le famiglie di figli di un Vitus o di
un Vitellius, o di una Vita. |
|
DI
VITTORIO |
Si
individuano tre probabili ceppi, uno in provincia di Bari, uno
in quella di Palermo ed uno negli Abruzzi, deriva dal nome
Vittorio, ma alcuni potrebbero discendere da variazioni del
toponimo Vittorito (AQ) o Vittoria (RG). |
|
DIXIT
DIXIT DOMINUS |
Sia
Dixit, che sembrerebbe unico, che Dixit Dominus che ha solo
qualche ridottissima presenza, dovrebbero essere dei cognomi
attribuiti a dei trovatelli, la formula latina
dixit Dominus
(lo ha detto il Signore)
starebbe per così era scritto
nel libro del fato,
questo è il tuo destino. |
|
DI
ZANUTTO |
Di
Zanutto, assolutamente rarissimo, è specifico dell'udinese,
dovrebbe trattarsi di una forma patronimica, dove il prefisso
Di-
stia per il figlio di,
riferito ad un capostipite, il cui padre si fosse chiamato
Giovannino,
in friulano Zanutto
(vedi ZANUT). |
|
D'IZZIA
DIZZIA
IZZIA |
D'Izzia è tipicamente siciliano, sembrerebbe di Vittoria nel
ragusano, con un ceppo anche a Gela nel nisseno, Dizzia, quasi
unico, è sempre del ragusano e dovrebbe essere dovuto ad un
errore di trascrizione del precedente, Izzia invece è specifico
di Gela nel nisseno, dovrebbe derivare da contrazioni derivate
dal nome germanico Ishard,
composto dai termini is
o isan
(ferro)
con l'aggiunta di hard
(duro),
con il significato di duro come
il ferro, latinizzato in
Izardus,
nome probabilmente portato dal padre del capostipite, ed il
D'
starebbe allora per figlio di,
o dallo stesso capostipite; esiste anche l'ipotesi che in alcuni
casi possano derivare da nomi di località individuati dalla
presenza di alberi di quercia
(izza)
o dalla lumaca
(izzu)
in siciliano. |
|
DOCIMO
|
Docimo ha un ceppo campano ad Aversa (CE) ed uno calabrese nel
cosentino a Rose ed a Luzzi, dovrebbe derivare dal nomen latino
Docimus,
di cui abbiamo un esempio nella seconda
Oratione
di Cicerone Contra Verrem:
"...Transactum putabant Herbitenses, cum iste, 'Quid? de
hordeo,' inquit, 'et de Docimo, amiculo meo, quid cogitatis?'
..:". |
|
DODDO
|
Doddo ha un ceppo sardo in particolare a Torpè nel nuorese, con
piccoli ceppi a Budoni in Gallura ed a Sassari, ed un ceppo
siciliano a Milazzo nel messinese, dovrebbero derivare da una
forma aferetica ipocoristica del nome
Salvatore. |
|
DODERA
DODERO |
Dodera,
quasi unico, è del savonese, Dodero invece è tipico genovese,
dovrebbe derivare da una modificazione del nome medioevale
Todero. (vedi Todaro). |
|
DOE
DUE |
Sia Doe
che Due sono quasi unici, dovrebbero derivare dal fatto che il
capostipite fosse il secondo figlio di una famiglia, o fosse
nato da un parto gemellare. |
|
DOGLIA
|
Doglia, molto molto raro, ha un piccolissimo ceppo nel triestino
ed uno a grottaferrata nel romano, dovrebbe derivare da un
soprannome originato dal termine arcaico
doglia o
doglio
(vaso
nel quale gli antichi Romani conservavano liquidi come olii e
vini, ma anche grano e legumi), forse ad indicare che il
capostipite ne fosse un produttore. |
|
DOGLIANI |
Dogliani
è molto diffuso nel piemonte occidentale, nel cuneese in
particolare, soprattutto a Narzole, Fossano, Cherasco, Bra,
Cuneo e Magliano Alpi, dovrebbe derivare dal nome del paese di
Dogliani nel cuneese, probabile luogo d'origine dei capostipiti. |
|
DOGLIO
|
Doglio è
tipicamente piemontese di Busano, Torino e Front nel torinese,
di Asti e di Alessandria, con un piccolo ceppo anche a Genova,
dovrebbe derivare dal nome del paese di Doglio nel cuneese,
probabile luogo d'origine delle famiglie, ma potrebbe anche
derivare dal fatto che i capostipiti producessero vasi (vedi
DOGLIA). |
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DOGNINI |
Tipico
lombardo, specifico della provincie di Bergamo, Milano e
Cremona, potrebbe derivare da toponimi come Codogno (LO) o
Bordogna (BG). |
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DOI
DUI |
Entrambi sardi Doi ha un ceppo a Santadi nell'iglesiente ed uno
a Desulo nel nuorese, Dui è tipico di Nuoro e del nuorese, di
Lula ed Oliena, dovrebbero derivare da termini in lingua sarda
come doi,
dui
(due),
forse ad indicare il secondo figlio di una famiglia, o
capostipiti nati da parti gemellari. |
|
DOLABELLA
DOLABELLI |
Dolabella, estremamente raro, sembrerebbe specifico di Napoli e
Caserta, Dolabelli è praticamente unico, dovrebbero derivare dal
cognomen latino Dolabella,
ricordiamo con questo nome il patrizio romano
Publio Cornelio Dolabella,
genero di Cicerone, del quale esistono varie epistole a lui
dirette, ed amico e alleato di Giulio Cesare, riportiamo un
brano dalla prima Filippica di Cicerone: ".. Liberatus periculo
caedis paucis post diebus senatus; uncus impactus est fugitivo
illi, qui in Mari nomen invaserat. Atque haec omnia communiter
cum collega; alia porro propria Dolabellae, quae, nisi collega
afuisset, credo iis futura fuisse communia. Nam cum serperet in
urbe infinitum malum idque manaret in dies latius idemque bustum
in foro facerent, qui illam insepultam sepulturam effecerat, et
cotidie magis magisque perditi homines cum sui similibus servis
tectis ac templis urbis minitarentur, talis animadversio fuit
Dolabellae cum in audacis sceleratosque servos, tum in impuros
et nefarios liberos, talisque eversio illius exsecratae
columnae, ut mihi mirum videatur tum valde reliquum tempus ab
illo uno die dissensisse. ..". |
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DOLAZZA
DOLAZZI |
Dolazza, molto molto raro, sembrerebbe settentrionale, forse
dell'area bergamasca, Dolazzi dovrebbe essere unico,
probabilmente è il frutto di un'errata trascrizione del
precedente, che potrebbe derivare da un soprannome basato sul
termine dialettale lombardo arcaico
dolassa,
o dolazza,
un strumento da falegname, una
specie di sgorbia, usato per le
sgrossature degli incavi per le serrature negli infissi,
soprannome probabilmente riferito appunto a capostipiti che
facessero di mestiere i falegnami. |
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DOLCEMASCHIO
DOLCEMASCOLO
DOLCIMASCOLO |
Dolcemaschio è assolutamente rarissimo, Dolcemascolo ha un ceppo
a Palermo e Lercara Friddi ed uno a San Cataldo nel nisseno, ha
presenze significative anche a Roma e nel latinense,
Dolcimascolo è tipico del palermitano, di Lercara Friddi, e
Palermo.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale
Dolcemascolo,
che, assieme alle varianti
Dolcimascolo e
Dolcemaschio,
assume un valore d'affetto nei confronti del figlio (vedi
Bonfigli e Carofiglio). In conclusione, dunque, si tratta delle
cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti. |
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DOLCE
DOLCET
DOLCETTA
DOLCETTI
DOLCETTO
DOLCI
DOLCIOTTI |
Dolce è panitaliano, con massima diffusione nel meridione,
Dolcet, molto molto raro, è del pordenonese, di Cordenons in
particolare, Dolcetta, molto raro, sicuramente veneto, ha un
ceppo nel vicentino ed uno nel veneziano, Dolcetti ha un ceppo
nel bresciano, uno nel veneziano, uno nel ferrarese ed uno
romano, Dolcetto, molto raro, ha un ceppo tra rovigoto e
ferrarese, Dolci è molto diffuso in tutto il centronord,
Dolciotti, abbastanza raro, ha un ceppo nel varesotto, uno tra
anconetano e maceratese ed uno a Roma.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale
Dolce,
che, nell'onomastica arcaica, assume un valore d'affetto nei
confronti del figlio (vedi Dolcemaschio e Tenerelli). Dal punto
di vista storico, tracce di questo nome si hanno già nella Siena
del '200, con un certo Dolcetto procuratore e vescovo di Siena.
In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei
nomi personali dei capostipiti, anche se, in alcuni casi, non è
esclusa una derivazione da soprannomi ad essi attribuiti. |
|
DOLCIANI
DOLZANI |
Dolciani è quasi unico, Dolzani ha un ceppo trentino, a Flavon e
Trento, ed uno emiliano, a Ferrara e Bologna, potrebbero
derivare dall'italianizzazione del nome del paese tedesco di
Dölzschen,
forse il luogo d'origine dei capostipiti, ma molto più
probabilmente derivano dal nome latino
Dolcianus,
portato ad esempio da Josephus Dolcianus un centurione romano
preposto alla guardia della Croce di Cristo. |
|
DOLCINI
DOLCINO |
Dolcini presenta più ceppi, uno nell'area delle provincie di
Milano, Lodi e Pavia, uno nell'area bresciana, uno nel ravennate
e forlivese, uno nell'anconetano, Dolcino invece è specifico
dell'area alessandrino, genovese, potrebbero derivare dal
cognomen latino Docilinus,
ma è pure possibile possano derivare da una forma ipocoristica
del nome Dolce
(vedi DOLCE). |
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DOLDI
DOLDO |
Doldi è tipicamente lombardo, di Crema in particolarma ben
presente anche ad Offanengo e Camisano, Doldo invece è specifico
di Cardeto nel reggino, dovrebbe trattarsi di forme aferetiche
di nomi come Tedoldo
o Gundoldo
(vedi TEDALDI). |
|
DOLFI
DOLFO |
Dolfi è
tipico della zona che comprende le province di Firenze, Pistoia,
Pisa e Lucca, Dolfo decisamente più raro sembrerebbe specifico
della provincia di Pordenone, dovrebbero derivare dal nome
medioevale Dolfus aferesi di nomi come Adolfo, Rodolfo,
Gandolfo, Landolfo, ecc. Dell'uso di questa cognominizzazione
abbiamo tracce ad esempio ne Le Vite de' più eccellenti
Architetti, Pittori, et Scultori italiani, da Cimabue insino
a'tempi nostri di Giorgio Vasari, dove si può leggere:
"...L'anno poi 1327, essendo Guido Tarlati da Pietramala,
vescovo e signore d'Arezzo, morto a Massa di Mare ' a nel
tornare da Lucca, dove era stato a visitare l'imperadore; poichè
fu portato in Arezzo il suo corpo, e lì ebbe avuta l'onoranza
del mortorio onoratissima; deliberarono Piero Saccone e Dolfo da
Pietramala, fratello del vescovo,...". |
|
DOLFINI
DOLFINO |
Dolfini è tipico lombardo, Dolfino, quasi unico, sembrerebbe
ligure, dovrebbero derivare dall'aferesi di diminutivi come
Landolfino, Rodolfino,
ecc., ma secondo un'altra ipotesi deriverebbe dal termine
dolphinus
(delfino), che rappresenta l'emblema del casato. Esempio di
questo uso si trova in Engadina a Poschiavo, in un libro del
1513 si può leggere: "..etiam olim Trahonae in Volturena
Raetorum Canorum nomine praetorem egit. Landolphorum etiam fuit
Dolphinus vel Rudolphinus Landolphus typographus...", mentre
esempio di questa cognominizzazione si ha con il Vescovo di
Bergamo Paolo Dolfino citato in una lapide commemorativa: "JOAN.
PAULUS DOLFINUS - EPISC. BERGOM. - AEDEM CUM ARA MAXIMA - IIII
NON. OCI. AN. MDCCLXXVIII - RITE CONSECRAVIT - SOLLEMNIBUS
ANNIVERSARIIS DEDICATIONIS - IN DIEM XIII KAL. NOV. INDICTIS". |
|
DOLINI
DOLINO |
Dolini è quasi unico, Dolino, molto molto raro, ha un
piccolissimo ceppo nel torinese, ed uno, sempre piccolissimo, a
Pesaro, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Dolinus,
forma contratta del nome medioevale germanico
Dodolenus,
un esempio dell'uso di questo nome lo abbiamo nell'anno 950
circa con Dolinus d'Apremont. |
|
DOLMEN
|
Dolmen è specifico di Vigo di Cadore nel bellunese, dovrebbe
derivare dal vocabolo tedesco
dolmen (tradurre),
forse ad indicare nel capostipite un interprete. |
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DOLMETA
DOLMETTA |
Assolutamente rarissimi, tipici della provincia di Imperia.
integrazioni fornite da
Angelo Dolmetta
il cognome è originario della provincia di Imperia e già noto
nel 1500, un Dolmetta di Porto Maurizio infatti era stato
catturato dai pirati saraceni che a quel tempo infestavano il
mar ligure , poi riscattato da un commerciante ligure in qulche
porto dell'Africa sul mediterraneo; si dice che derivi da Ulmeta
l'antico nome di Ormea città della provincia di Cuneo,
trasformato prima del 1500 in Dulmeta , Dolmeta e poi in
Dolmetta, esiste anche il cognome Dolmeta dovuto ad un errore di
trascrizione. |
|
DOMANICO |
Domanico
è tipicamente calabrese del cosentino, dovrebbe derivare dal
toponimo Domanico (CS). |
|
DOMARD
|
Molto molto raro Domard dovrebbe essere di origini fracesi e
deirvare dal nome medioevale franco
Domard,
ricordiamo Saint Domard, un monaco seguace di San Marcolfo,
morto e sepolto assieme a lui in una cappella della cattedrale
di Notre Dame a Mantes cittadina ad una cinquantina di
chilometri da Parigi. |
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DOMENEGHINI |
Molto molto raro è tipico della Lombardia orientale, deriva da
modificazioni dialettali del termine tardo latino
dominicus
(contadino),
tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel bergamasco
almeno dalla seconda metà del 1500 con un certo Sallustio
Domeneghini di Malegno (BS) citato come docente di scienze
matematiche della Scuola di Vilminore di Scalve (BG). |
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DOMENICA |
Cognome
rarissimo, sembrerebbe siciliano, della zona di Caltagirone
(CT), dovrebbe derivare dal fatto di essere nato il capostipite
nel giorno di domenica. |
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DOMENICALI |
Domenicali è tipico dell'area che comprende il bolognese, il
ferrarese ed il ravennate.
integrazioni fornite da
Enrico Saviozzi
Cognome romagnolo che parrebbe derivare dal nome del giorno
della settimana. Il Lanzoni narra che i primi membri giunsero al
seguito di Teodorico re degli Ostrogoti nel V° secolo. Nella
comunità gota, altamente militarizzata, ogni scaglione si
fermava un diverso giorno della settimana (Sabattini, Domenicali
o Domenichelli, ecc.).
estratto dal libro del Dr. Lanzoni detto Billo
Sassoleone nella storia e nella cronaca
- Santerno edizioni - Imola - 1977
"(.) Qui, cioè durante il periodo delle invasioni barbariche,
accadde il primo fatto storico, documentato dalla toponomastica:
Cà ed Dmanghèll, Cà Domenicali. La storia che ha il merito di
farci credere vere tante panzane, il surrogato potremmo dire, di
quanto successe; la storia, dico, a questo punto ci fa osservare
che le tribù danubiane (ma non solo quelle), spariti i soldati
romani, si mossero dalle loro contrade in cerca di uno "spazio
vitale" e di facili vettovagliamenti. Trovato sguarnito il Forum
Julii, il Friuli, baluardo strategico puntato verso il Nord, si
gettarono sulla pianura padana con un' organizzazione che sembra
spregiudicata, invece fa capire che i loro capi erano personaggi
molto intelligenti e che godevano di un forte ascendente. La
tribù partiva in massa: davanti i giovani armati, atti al
combattimento; seguivano i cariaggi con vestiario, utensili di
cucina, vecchi, donne e bambini. All'insegna di "o la va o la
spacca". Ovviamente i soldati non avevano solo l'attrattiva
della conquista, della preda, ma anche il dovere di difendere la
casa mobile, la famiglia. I combattenti erano divisi in sette
scaglioni; un giorno di riposo alla settimana, ed il riposo
veniva trascorso nella retrovia, ognuno in mezzo ai suoi. Gli
scaglioni avevano un nome che corrispondeva al giorno di riposo.
E così ci incontriamo ancora oggi in cognomi come Lunedei,
Venieri, Sabbatani (Sabbatini, Sabbatoni), Domenicali
(Domeniconi, Domenichini). (.) I Domenicali (fu diserzione?
smarriti nell'inseguir selvaggina? un falso miraggio di preda?
avventura pura e semplice?) trovarono nella conca Nord-Est del
Monte (si tratta del Monte di Sassoleone, n.d.r.), un habitat
congeniale e si fermarono. (.)". |
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DOMENICANTONIO |
Domenicantonio, molto molto raro, è specifico del romano,
dovrebbe derivare da un capostipite che portasse il nome doppio
composto dai nomi Domenico ed Antonio. |
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DOMENICHINI
DOMENICI
DOMENICO
DOMENICUCCI |
Domenichini è diffuso in tutto il centronord, in particolare in
Emilia e Romagna, Domenici ha un nucleo nella Toscana
sudoccidentale ed uno nelle province di Roma e Rieti, Domenico,
assolutamente rarissimo potrebbe essere campano, Domenicucci
parrebbe tipico di Pesaro, derivano, direttamente o attraverso
ipocoristici, dal nome medioevale
Domenicus
a sua volta derivato dal latino
dominicus (servo di Dio) nome
di cui abbiamo un esempio nel
Codice Diplomatico della Lombardia Medioevale,
in un atto del 23 ottobre 1193 scritto in Pavia.: "...eo modo ut
de cetero suprascriptus Domenicus et eius heredes et cui
dederint, preter ecclesie, hospitali, capitaneo et valvassori,
habeant et teneant suprascriptam terram...". |
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DOMENIS |
Specifico
di Pulfero (UD), deriva da una modificazione dialettale del nome
Domenico, una frazione di Rodda di Pulfero si chiama Domenis
proprio per la concentrazione di cittadini con questo cognome,
ma è pure possibile che qualche cognome derivi dal toponimo. |
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DOMICOLI
DOMICOLO |
Domicoli,
estremamente raro, è tipico di Gela (CL), Domicolo ancora più
raro è specifico della vicina Vittoria (RG), derivano da
soprannomi originati dal termine tardo latino domicolus con il
senso di piccola domus (casa) o di persona di servizio. |
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DOMINA
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Domina è tipicamente siciliano, con un ceppo a Gangi, Palermo,
Cefalù e Castellana Sicula nel palermitano, uno a Nicosia
nell'ennese, a Mazzarino nel nisseno a Mesina ed a Catania,
dovrebbe derivare dal termine latino
domina (signora,
padrona di casa) e trattarsi
probabilmente di un matronimico. |
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DOMINICI
DOMINICIS |
Dominici è diffuso in tutto il centro nord ed in Sicilia, con
area prevalente nella fascia che comprende Romagna, Marche,
Toscana, Umbria e Lazio, Dominicis è specifico di Monte Compatri
(RM) e della stessa Roma, derivano dal cognomen latino
Dominicus
o dal nome Domenico dato a chi era nato di domenica o da
soprannomi relativi alla funzione di
dominici
(servitori del dominus
= signore). |
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DOMINIANNI
DOMINIIANNI
DOMINIJANNI
DOMINIYANNI
DONNIAN
DONNIANNI |
Dominianni è specifico di Catanzaro e, sempre nel catanzarese,
di Sant`Andrea Apostolo dello Ionio e di Isca sullo Ionio,
Dominiianni, praticamente unico, è una forma recente, dovuta ad
un'errata trascrizione anagrafica, di Dominijanni, che ha un
ceppo romano ed uno nel catanzarese, in particolare a
Sant`Andrea Apostolo dello Ionio e Soverato, Dominiyanni ha
un'unica presenza a Cagliari, Donnian, quasi unico, parrebbe
avere sparute presenze in Liguria ed in Campania, Donnianni,
estremamente raro, è campano, tutti questi cognomi derivano dal
genitivo patronimico di Dominus
Janni (Signor
Giovanni), che è probabilmente
il modo in cui veniva chiamato il padre del capostipite; l'uso
dell'attributo Dominus
in epoca medioevale e rinascimentale è comune in tutt'Italia,
quando ci si rivolgesse o si indicasse un personaggio di
rilievo, come poteva essere un amministratore, un medico, un
avvocato, ma anche un mugnaio, un barbiere, un fabbro, o un
maestro muratore, in una sentenza del 1172 leggiamo:
"..Donadinus de Belax iurato dixit: "Ego eram in curia abbatis
Sancti Ambrosii de Lemonta, ubi erant dominus Miro et Iohannes
de Besozo et Petrus Caudavaga et Dominicus Cagalardo et Vivianus
Mazaincollo, gastaldiones predicti abbatis..", a Firenze in una
scrittura con la quale si autorizza l'affitto di un'abitazione
si legge: "..Item deliberaverunt quod provisor Opere teneatur
locare domino Iohanni de Eugubio domum in qua dictus dominus
Iohannes habitat ad pensionem pro uno anno proxime futuro
initiando die primo novembris proxime futuri 1430 pro pretio
florenorum auri triginta ad omnem requisitionem dicti domini
Iohannis cum pactis, promissionibus, obligationibus,
renumptiationibus et precepto guarantigie et aliis in similibus
contractibus apponi consuetis..", ad esempio tra i laureati
dell'Università di Parma nel XVI° secolo troviamo il medico:
"..Dominus Johannes Cassia in artibus et medicina 1579 die 16
Februarii..".
ipotesi proposta da
Vincenzo Dominijanni
Dominijanni (la J si legge come in Juve o Jonio) è un cognome
composto da un doppio genitivo, quindi, equivale a "Domini"
"Joannes" (col genitivo "Janni" in luogo di "Joannes").
Significa: Giovanni del Signore.
Fu tradotto in latino dal cognome originale di lingua greca
poiché "Sant'Andrea Apostolo dello Jonio", paese in provincia di
Catanzaro in cui il cognome Dominijanni origina, fu fondato da
una Comunità di Monaci provenienti dalla Grecia. Nel dialetto di
Sant'Andrea si ritrovano ancora molte altre parole di origine
greca. |
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DOMINIONI |
Dominioni ha un ceppo lombardo, in particolare a Lonate
Caccivio, Como ed Oltona di San Mamette nel comasco, con
presenze significative anche a Milano, ed un ceppo molto piccolo
nel Lazio, dovrebbe derivare da
Dominus Jonni (Signor
Giovanni), come veniva
probabilmente chiamato il capostipite, evidentemente molto
considerato presso la sua comunità. |
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DOMIZI
DOMIZIA
DOMIZIO |
Domizia sembrerebbe unico, è probabilmente laziale, Domizi è
tipico dell'Italia centrale, in particolare delle province di
Macerata, Terni e Roma, Domizio, tipico del napoletano, ha un
piccolo ceppo nell'anconetano ed uno nel pescarese, questi
cognomi dovrebbero derivare dal nome della Gens plebea romana
Domitia
o direttamente dal suo nome gentilizio
Domitius. |
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DOMIZIANA
DOMIZIANI
DOMIZIANO |
Domiziana, quasi unico, parrebbe campano, Domiziani sembrerebbe
decisamente umbro, tipico di Terni e di Gualdo Cattaneo nel
perugino, Domiziano è assolutamente rarissimo e sembrerebbe
meridionale, tutti questi cognomi dovrebbero derivare dal
cognomen romano Domitianus,
spesso derivano anche dal fatto di essere stati i capostipiti
liberti della Gens Domitia
o di essere originari di aree di proprietà di personaggi della
stessa Gens. |
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DOMMARCO |
Dommarco, estremamente raro, è campano, con un piccolissimo
ceppo nel napoletano ed uno nel potentino, dovrebbe derivare da
Dominus Marcus
(Signor Marco),
che è probabilmente il modo in cui veniva chiamato il
capostipite, troviamo tracce di questa nobile famiglia nel 1500,
nella seconda metà del secolo una Silvia Dammarco sposa Andrea
Coppola Real Capitano (Governatore) della città di Angri nel
salernitano. |
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DON
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Don
ha un ceppo bresciano a Salò, Vobarno e Roè Volciano, uno nel
padovano e nel veneziano ed uno a Manzano (UD) e nell'udinese,
dovrebbe derivare dal toponimo trentino Don, ma potrebbe anche
trattarsi di una forma dialettale del nome medioevale
Donus
(vedi DONI), o, anche se improbabile, di una forma tronca del
nome Donato. |
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DONA
DONA' |
Donà è tipicamente veneto, molto diffuso in tutte le province
venete e nel Trentino, presente anche in modo significativo in
provincia di Latina, probabilmente a seguito dell'emigrazione in
epoca fascista mirante alla bonifica delle aree paludose delle
paludi pontine con la creazione dal nulla di città come
Littoria, l'attuale Latina e Sabaudia, Dona,molto più raro,
presente soprattutto nel padovano, con un piccolo ceppo a
Grottole (MT) è probabilmente spesso dovuto ad errori di
trascrizione, dovrebbero comunque entrambi derivare da forme
dialettali contratte del nome Donato o
Donadeus. |
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DONADEI
DONADEO
DONADIO |
Donadei è
molto raro, ha un ceppo certo nel Salento e probabilmente altri
ormai pressocchè estinti, Donadeo, sempre molto raro, oltre al
ceppo salentino, ne ha anche uno nel napoletano, Donadio è molto
diffuso dal Lazio al cosentino, comprendendo il napoletano e
salernitano e la Basilicata, derivano dal nome gratulatorio
medioevale cristiano Donadeus di cui abbiamo un esempio nel
Codice Diplomatico della Lombardia medievale, dove, all'anno
1189, in un atto di vendita scritto in Pavia, leggiamo: "...In
burgo Papie. Donadeus Cavalerius et Petracius eius filius , qui
professi sunt vivere lege Longobardorum, ipso Donadeo eidem
filio suo consenciente, vendiderunt Henrico filio quondam
Appiani Tornatoris ..:". Tracce di questa cognominizzazione le
troviamo in Umbria a Narni (TR) nel 1200: "...Eodem die in domo
Episcopali coram Rainaldo Donadei, et Nicolao de Cese,
Bonacursus Manfredutij promisit, dedit, concessit, et tradidit
ipsi ..:". |
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DONADEL
DONADELLI
DONADELLO
DONADI
DONADINI
DONADO
DONADON
DONADONA
DONADONI
DONADONO
DONADU
DONATELLA
DONATELLI
DONATELLO
DONATI
DONATIELLO
DONATINI
DONATO
DONATONE
DONATONI
DONATUCCI |
Donadel ha un grosso ceppo veneto nel trevisano e veneziano, con
ceppi anche nel bellunese, pordenonese e padovano, presenta
inoltre un ceppo friulano nel goriziano e triestino ed uno nel
carrarese, Donadelli è diffuso al nord, con la presenza di più
nuclei, nell'area delle provincie di Reggio Emilia e Modena, di
Milano, Bergamo e Lodi, di Vicenza e forse anche nelle Venezie,
Donadello è assolutamente veneto, soprattutto del vicentino e
del padovano, Donadi, comunque veneto, è del trevisano, di
Treviso, Oderzo, Ponte di Piave, Salgareda, Breda di Piave e San
Polo di Piave, Donadini, decisamente meno diffuso, è anch'esso
dell'area trevigiana con presenze anche nel veneziano, Donado,
quasi unico, è probabilmente una forma tronca di Donadon, che è
anch'esso veneto dell'area trevisano, veneziana, con presenza
anche nel bellunese e pordenonese, Donadona, molto molto raro, è
del napoletano, Donadoni parrebbe di origine bergamasca,
Donadono è specifico di Napoli, Donadu, rarissimo, è del
sassarese, Donatella, molto molto raro, sembrerebbe panitaliano,
Donatelli ha un nucleo nel veronese, uno in Umbria, uno molto
importante abruzzese e almeno due nelle Puglie, Donatello, molto
raro, ha un ceppo veneto tra veronese, vicentino e padovano, ed
uno nel salernitano, Donati è enormemente diffuso in tutto il
centro nord, Donatiello è molto diffuso in Campania, in
particolare nel casertano, beneventano e soprattutto avellinese,
con un piccolo ceppo nel potentino ed uno rilevante tra
brindisino e tarantino, Donatini ha un ceppo nell'area di
confine tra Lombardia, Trentino e Veneto, e un nucleo
nell'areale descritto dalle provincie di Ravenna, Bologna,
Firenze, Prato, Pistoia e Lucca, Donato è uniformemente
distribuito in tutt'Italia, Donatone ha un ceppo romano, uno in
provincia di Cambobasso a Trivento ed a Campobasso stessa, ed un
ceppo a Gioia Del Colle e Bari nel barese, Donatoni sembra
tipico del veronese, di Sant`Ambrogio di Valpolicella,
Pescantina e San Pietro in Cariano, Donatucci, abbastanza raro,
sembrerebbe specifico dell'area abruzzese, molisana, del
pescarese, teatino ed iserniese. Questi cognomi possono
derivare, direttamente o attraverso forme ipocoristiche o
accrescitive, sia dal nome
Donato e da sue alterazioni
dialettali, come dal cognomen
Donatus e
Donatianus.
La famiglia Donati di Firenze è stata senza ombra di dubbio una
delle famiglie nobili più importanti, favorita con onori e
cariche dagli imperatori germanici, ebbe in Corso Donati di
Simone, nel 1300, capo della fazione guelfa dei Neri, il suo
rappresentante più importante.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
DONADU; DONATI; DONATO: donadu
o donau
significa donato;
dal latino dono
= dare, donare.
Donadu è chiaramente sardo, mentre gli altri due sono propri
della penisola. Può avere il significato di
donato dalla sorte,
quindi trovato: agattau in sardo; oppure
dono di Dio,
Deodato, o ancora, dato in affidamento: a fillu de anima, noi
diciamo; o altro ancora. Nel Condaghe di San Nicola di Trullas,
CSNT, XI°, XIII° secolo, è citato un certo Donatu (320)servo di
San Nicola, ma non sappiamo se sia il nome o il cognome: Ego
Iacobu, priore de Trullas; favellaitimi (mi ha parlato) su
episcopu de Plovache (Ploaghe) donnu Gosantine Thonchellu, pro
dare a Donatu, ki fuit servu de Trullas (per dare Donato, servo
di San Nicola), ad esser maritu de Maria Surtalu, ki fuit
anchilla sua ( ad essere marito di Maria Surtalu, che era sua
serva. Nell'opera di Giovanni Francesco Fara "De Rebus Sardois
II°", (quando cita i governatori bizantini della Sardegna,
nominati per volontà dell'imperatore Giustiniano): .Eodem etiam
tempore Iustinianus mandavit ducem in Sardinia a Belisario
ordinari qui milites pro locorum custodia necessarios in ea
haberet et Sardos ab omni hostium incursione illaesos
defenderet.(in quei frangenti Giustiniano ordinò che fosse
nominato da Belisario un governatore in Sardegna, che avesse un
valido contingente per la difesa di quei luoghi e proteggesse la
popolazione dalle incursioni nemiche). Et..Fuerunt autem
duces:.(questi i governatori): anno 588 Edantius Sardiniae dux;
anno 590 Theodorus Sardiniae dux; et Donatus eius
officialis;.Et. - Attualmente il cognome Donadu è presente in
soli 16 Comuni italiani, di cui 9 in Sardegna: Sassari 9,
Chiaramonti 7, La Maddalena 4, etc. Il cognome Donato è invece
presente in 865 Comuni italiani, di cui 4 in Sardegna: Quartu 6,
Cagliari 5, Capoterra 3, Isili 3. Donati è presente in ben 1278
Comuni italiani di cui 6 in Sardegna: Sassari 15, Arzachena 5,
P. Torres 3, etc. |
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DONDE'
DONDELLI
DONDI
DONDINI
DONDO |
Dondè ha un ceppo milanese ed uno a Cremona ed a Vigevano nel
pavese, Dondelli è tipico di Ghedi nel bresciano, Dondi ha un
nucleo emiliano ed uno nella Lombardia sudoccidentale, Dondini è
tipico bolognese, Dondo specifico della Liguria e del savonese
in particolare, dovrebbero derivare, direttamente o tramite
varie forme ipocoristiche anche apocopaiche, dal nome medioevale
Dondus
di cui abbiamo un esempio in una
Charta venditionis
dell'anno 725 a Treviso: "...et de alio capite tenente
Predicerno con nepte sua Ticiana, ex uno latere pussedente
heredes Dondi, ex alia uero parte procurrente..." e in una
Charta de accepto mundio
dell'anno 773 dove leggiamo: "...Signum + manus Liutpert uiri
deuoti de uico Uetorinus filius bone memorie Dondo ... testis.".
Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Firenze nel
1300 con l'erudito e scrittore Johannes Dondi de Padua, a Genova
nel 1600 con i cartai Giovanni e Nicola Dondo di Voltri.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Secondo F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996, DONDI è
la cognominizzazione del nome personale longobardo
Tundo, Thundo,
che riflette l'ant. nordico
dhundr =
uomo, eroe. |
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DONEGAGLIA
DONIGAGLIA |
Donegaglia, assolutamente rarissimo, è specifico del ravennate,
di Riolo Terme e Faenza, Donigaglia, molto meno raro, è
specifico del ravennate, di Faenza e di Brisighella, e del
vicino paese fiorentino di Palazzuolo Sul Senio, dovrebbero
derivare dal nome della località Donegaglia ad una ventina di
chilometri ad ovest di Faenza, probabile luogo d'origine dei
capostipiti. |
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DONEGANI
DONEGATTI |
Donegani,
estremamente raro, ha un ceppo nel comasco ed uno nel trentino,
Donegatti, molto raro, parrebbe del rovigoto, potrebbero
derivare da etnici di toponimi come Donegano (CO) frazione di
Moltrasio, Cadoneghe (PD) o Valdoneghe (VR). |
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DONELLI
DONELLO |
Donelli è originario dell'area compresa tra Lombardia sud
orientale ed Emilia, Donello, estremamente raro, sembrerebbe del
vicentino, derivano dal nome medioevale
Donellus
(dono di Dio);
di queste cognominizzazioni abbiamo un esempio in questo scritto
del 1529: "...Nec eius solum scientiae; sed elegantium etiam
literarum Professoribus, Petro Uctorio, Frobortello, carerisque
clarissimis Italis, carissimus, imo admirationi fuit Biturigibus
autem inprimis Fruncisco Duareno, Hugone Donello, reliquisque
Ictis familiariter usus. ...". |
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DONEDDU |
Decisamente sardo, dovrebbe derivare da un nome dato ad un
neonato originato dal diminutivo del vocabolo sardo
donu
(dono) ad indicare che il bimbo era un piccolo dono di Dio. |
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DONES
DONIS |
Dones ha un ceppo lombardo a Saronno e Caronno Pertusella nel
varesotto ed a Milano e Garbagnate Milanese nel milanese, ed un
ceppo a Palermo, Donis ha un piccolo ceppo piemontese a Vercelli
e Biella ed uno a Roma, i ceppi settentrionali sembrano avere
un'origine diversa dai ceppi centromeridionali, che
sembrerebbero avere un'origine albanese, e potrebbero derivare
da nomi di località basati sul termine
dones (donne
in spagnolo) o
donio da
forme dialettali contratte del nome
Dionisio. |
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DONETTI
DONETTO
DONINI
DONINO |
Donetti è specifico del norovest, del torinese, vercellese e
novarese, dell'imperiese e genovese, del piacentino e del
parmense, Donetto ha un ceppo nel cuneese ed uno nel napoletano,
Donini dovrebbe avere più zone d'origine, un nucleo nel
bresciano e veronese, uno nel bolognese, uno nella zona di
Forlì, Rimini e Pesaro, Donino, molto molto raro, è del
novarese, dovrebbero derivare o da forme ipocoristiche del nome
medioevale Dono
(dono di Dio),
o da forme ipocoristiche apocopaiche di accrescitivi del nome
Donato. |
|
DONGHI
DONGO |
Donghi,
tipicamente lombardo, è specifico in particolare dell'area
bergamasca, milanese e lecchese , che dovrebbe essere l'areale
d'origine, Dongo, assolutamente rarissimo, ha un ceppo nel
milanese ed uno a Genova, dovrebbero derivare dal toponimo Dongo
sul lago di Como, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo
in Polesine nel 1600 con la famiglia Donghi, di apparente
origine bergamasca, indicata tra le famiglie illustri e abbienti
della zona. |
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D'ONGHIA |
D'Onghia
è tipicamente pugliese, di Noci nel barese in particolare, di
Taranto, Mottola, Palagianello, Massafra, Castellaneta, Martina
Franca e Crispiano, e nel barese, di Putignano, Gioia del Colle,
Alberobello, Bari, Monopoli e Castellana Grotte, l'origine
etimologica è oscura. |
|
DON
GIACOMO
DONGIACOMO |
Don
Giacomo, praticamente unico, dovrebbee essere dovuto ad un
errore di trascrizione di Dongiacomo, che è specifico di San
Marcellino nel casertano, dovrebbe derivare da un capostipite di
nome Giacomo, probabilmente prete ortodosso, oppure una persona
di rilievo, tanto da meritarsi il titolo di Don. |
|
DON
GIOVANNI
DONGIOVANNI |
Don
Giovanni è quasi unico, si tratta probabilmente di errori di
trascrizione del cognome Dongiovanni, che è tipicamente
pugliese.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nell'unione fra il
termine don
(dal latino dominus,
signore)
e il nome medioevale Giovanni,
ad indicare che il capostipite era un certo signor Giovanni
(vedi Sorgiovanni). In questo genere di cognomi, però, va notato
che il termine don potrebbe assumere un valore di rispetto,
forse in riferimento a un particolare status sociale: ancora
oggi, ad esempio, usiamo apostrofare i preti con l'appellativo
don e, nel caso dei cognomi Don Giovanni e Dongiovanni, non è
escluso che i capostipiti fossero appunto dei preti, più
probabilmente ortodossi - i preti ortodossi, in effetti, hanno
la possibilità di sposarsi ed avere figli (per una spiegazione
più approfondita, vedi Papadopoli). |
|
DONI
DONO |
Doni ha un ceppo tra veneziano e rovigoto ed uno tra fiorentino
e pisano, Dono, assolutamente rarissimo, potrebbe essere del
tarentino, dovrebbero derivare dal nome gratulatorio medioevale
Donus,
forma contratta di Donus Domini
(regalo del Signore)
di cui abbiamo un esempio in un atto del 1232: "Era MªCCª XXXª
IIª et quot V kalendas iunii.. ..Prefatus Donus Pelagius
Ruderici maritus meus suam medietatem michi dedit pro arris meis
et/ sic erat mea tota quam hereditatem totam et integram vobis
do ut predictum est tali tam/ pacto quod vos detis eam domno
Ruderici...". |
|
DONIA
|
Donia è tipicamente siciliano del messinese, di Messina,
Monforte San Giorgio, Torregrotta e San Pier NIceto e di
Palermo, dovrebbe essere giunto in Sicilia con l'imperatore
svevo e derivare dal nome della città di
Donia,
probabile luogo d'origine del capostipite, nella regione che
attualmente si chiama Danimarca: ".. episcopatum Bremensem,
comitatum Oldenburgensem, Frisiam utramque et Hollandiam
inhabitarunt. gens enim Saxonum, ut scribit Fabius Quaestor
Ethelwerdus, et ipse ex Saxonum stirpe regia, in toto erat
maritima a Rheno flumine usque ad
Doniam
urbem quae nunc vulgo Dane-marc nuncupatur. ..". |
|
DONIDA
|
Sembra di
origine dell'area tra il milanese ed il cremonese, potrebbe
derivare dal toponimo Oneta (BG), come potrebbe derivare da una
deformazione dialettale del nome Donata. |
|
DONISELLI
DONISI |
Doniselli dovrebbe essere della zona tra le provincie di Milano
Novara e Pavia, Donisi ha un ceppo veronese ed uno campano
originario probabilmente della zona di Ceppaloni ed Arpaise
(BN), derivano dal nome tardo latino Dionysius. Tracce di questa
cognominizzazione le troviamo ad Olgiate Olona (VA) nel 1600,
negli atti della parrocchia, nel registro dei morti, il parroco
Don Giovanni Battista Crespi il 13 gennaio 1631 registra la
prima morte della peste cosiddetta manzoniana, una certa
Margarita de Donisi, il ceppo beneventano dovrebbe essere di
origini francesi e derivare da un'alterazione del cognome Denicy
che giunse nel regno di Napoli verso il 1250.
integrazioni fornite da
Giovanni Grimaldi
Il cognome Donisi è diffuso nell'area beneventana, dove di esso
esistono alcune varianti (Dionisio, Dionisi, Iadonisi, Dionizio,
ecc.), ma è presente anche nell'area napoletana. Il cognome
originario deriva molto probabilmente dalla forma De Dionisio,
derivato cioè dal nome proprio Dionisio (Colui
che appartiene a Dioniso, il Dio greco del vino e della vita).
Il cognome significava dunque Figlio (o seguace) di Dionisio e
nei secoli subì le modifiche che fecero nascere le sue varianti.
Ad esempio nel caso Donisi il cognome originario perse la
particella derivativa De e divenne quindi solo Dionisio e poi
Dionisi, per diventare definitivamente Donisi, sempre per
contrazione del dittongo io. Il cognome è attestato in Ceppaloni
almeno dal XV° secolo con un certo Joanne De Dionisio, notabile
locale, testimone in un processo della Baronessa del paese. Nei
secoli XVI°-XVII° la famiglia si era diffusa poi in vari rami
nella zona di Ceppaloni, dove fu fra le famiglie notabili
locali. Le varie famiglie dell\'area beneventana forse sono
dunque riconducibili ad un unico casato originario. |
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DONIZETTI
DONIZZETTI |
Donizetti è tipico dell'area che comprende le province di
Bergamo e Lecco, Donizzetti sembrerebbe avere un ceppo nel
milanese, uno nel padovano ed uno nel napoletano, dovrebbero
derivare da modificazioni ipocoristiche del nome latino di
origine greca Dionisus
o Dionisyus.
Personaggio di assoluto rilievo è stato il compositore
bergamasco Gaetano Donizetti (1797 - 1848) famoso soprattutto
per le sue opere liriche. |
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DONNA
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Dovrebbe
avere almeno due ceppi, uno bresciano ed uno piemontese, quello
piemontese dovrebbe derivare dal toponimo Donna (AL), ma
potrebbero entrambi derivare dal cognomen femminile latino
Domna. |
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DONNALOIA
DONNALOJA |
Donnaloia è tipicamente pugliese, di Fasano ed Ostuni nel
brindisino, di Monopoli nel barese e di Taranto, Donnaloja ha
qualche presenza pugliese, ma è rarissimo, dovrebbe derivare dal
modo in cui veniva chiamata la capostipite chiamata
Aloia o
Loia
(vedi LOIA), con l'aggiunta del prefisso
Donna-
probabilmente in quanto persona abbiente o altolocata. |
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DONNARUMMA |
Tipico campano, della zona di Castellammare di Stabia e Gragnano
(NA), e di Scafati (SA), dovrebbe derivare da un appellativo
dialettale per: quelli della signora Domenica, da
domina Rummeneca
(Domenica), ricordiamo a
Rummeneca de' Palme (la
domenica delle palme). |
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DONNI
DONNO |
Donni, che sembrerebbe unico, è probabilmente dovuto ad un
errore di trascrizione di Donno, che è tipicamente pugliese, del
Salento in particolare, di Corigliano d`Otranto, Lecce, Sogliano
Cavour, Taviano, Martano, Cursi, Cutrofiano e Galatina nel
leccese e di Brindisi, dovrebbero derivare dal cognomen latino
Domnus,
una forma contratta del termine
dominus (signore)
o anche direttamente dal termine medioevale
domnus
con il medesimo significato, probabilmente per indicare uno
stato particolarmente agiato del capostipite. |
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DONNIACUO |
Donniacuo è specifico dell'avellinese, di Montoro Superiore ed
Inferiore, con un ceppo anche a Napoli, dovrebbe derivare da
Dominus Iacuus
(Signor Giacco
o Giacomo), modo in cui veniva probabilmente chiamato il
capostipite. |
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DONNICI
LIDONNICI |
Donnici è decisamente calabrese del cosentino, di Bocchigliero,
Mandatoriccio, Cariati, Rende e Mormanno, e del crotonese, di
Crotone, Cutro e Petilia Policastro, Lidonnici è specifico del
crotonese, di Melissa, Strongoli, Crotone e Rocca di Neto,
dovrebbero derivare dal toponimo Donnici Superiore ed Inferiore
nel cosentino, o da Donnici di Roccelletta di Borgia nel
catanzarese, ma potrebbe anche trattarsi, in qualche caso, di
una forma dialettale del nome
Dionigi, probabilmente portato
dal capostipite, abbiamo tracce di queste cognominizzazioni nel
1600 a Lamezia nel catanzarese in un atto: "...Per una parte di
terra loco ditto Lo Giudeo, confine Gioanne e Gian Battista Li
Donnici e la terra Fabritio Li Donnici, grana cinque...". |
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DONNICOLA |
Donnicola
è tipicamente pugliese, di Brindisi e Castrignano Del Capo (LE),
dovrebbe derivare dal nome del capostipite che molto
probabilmente era una persona di rispetto, il Don unito al nome
Nicola era infatti riservato a persone che occupavano un
posizione di prestigio nella comunità. |
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DONNINI
DONNINO |
Donnini è
molto diffuso in Emilia, Toscana, Marche, Umbria e Lazio,
Donnino, assolutamente rarissimo, sembrerebbe napoletano,
dovrebbero derivare dal nome tardo latino Domninus, ricordiamo
San Martire Donnino (Sanctus Domninus) (284-305) e, in epoca
longobarda: "...Domninus Helenensis ecclesiae episcopus clarus
habetur...", il nucleo toscano potrebbe derivare anche dal
toponimo Donnini (FI) e quello emiliano da Borgo San Donnino
(PR). Personaggio famoso è stato il pittore Girolamo Donnini
(1681-1743) nativo di Correggio (RE). |
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DONNOLI |
Originario della Basilicata, potrebbe derivare dal nome
medioevale Donello (dono di Dio). |
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D'ONOFRIO |
Diffuso
moltissimo in tutt'Italia, ma particolarmente nel centro sud,
dovrebbe essere derivato dal nome medioevale Onofrius. |
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DONZELLA
DONZELLI
DONZELLO |
Donzella,
abbastanza raro, ha un ceppo in provincia d'Imperia, uno in
provincia di Taranto ed uno nel ragusano, Donzelli è abbastanza
diffuso in tutt'Italia, con un nucleo importante in Lombardia e
ceppi in Liguria, nel modenese, nel fiorentino, nelle Marche e
al sud, Donzello è rarissomo e sembrerebbe avere un ceppo nella
Sicilia meridionale e nel veneziano, derivano dal nome
medioevale Donzellus, a sua volta derivato dal termine tardo
latino domnicellus (piccolo signore), di cui abbiamo un esempio
a Pisa nel 1200: "...Ildibrandinus Rogna quondam Ugolini
Donzelli de domo Gualandorum...", è pure possibile una
derivazione da un soprannome legato al vocabolo donzello
(giovane servitore di rango), nei territori sotto la dominazione
spagnola Donzello era un aspirante nobile al servizio del Re o
di un Nobile titolato. Tracce di questa cognominizzazione le
troviamo in Irpinia nel 1200 quando il casato dei Donzello viene
annoverato tra i nobili di quella regione schierati con la
fazione ghibellina. |
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DORA
DORI
DORO |
Dora, molto molto raro, ha un ceppo nel bresciano ed uno nel
napoletano, Dori ha un ceppo veneziano, uno romagnolo e toscano
ed uno tra romano e frusinate, Doro ha un ceppo veneto, uno
genovese, uno romano, uno tarantino ed in Sardegna uno nel
sassarese ed uno a Cagliari, questi cognomi dovrebbero derivare
o direttamente dal nome Dorus,
Dora,
derivato dalla mitologia greca: ".. Dorus Neptuni et Ellepis
filius fuit, unde Dori et originem et nomen ducunt. Sunt autem
pars Graeciae gentis; ex quibus etiam cognominata est tertia
lingua Graecorum, quae Dorica appellatur. ..", o anche da forme
aferetiche di nomi come Isidoro,
Medoro,
Teodoro
o simili. |
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D'ORAZIO |
Tipico
della fascia centrale che comprende Abruzzo e Lazio, deriva dal
nomen latino Horatius. |
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DORGNACH |
Estremamente raro è tipico dell'udinese. |
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DORDONI |
Tipico
del sudmilanese e piacentino, ha un ceppo anche nel basso
bresciano, dovrebbe essere originario del potrebbe aver preso il
nome dalla Val Dordone nel parmense, troviamo tracce di questa
cognominizzazione a Maleo (LO) nei pressi di Piacenza nella
seconda metà del 1500 con il notaio Baldassare Dordone, nelle
seconda metà del 1600 a Zibello troviamo il Conte Giuseppe
Dordoni. |
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DORE
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Specifico
della Sardegna settentrionale dovrebbe derivare dall'aferesi del
nome Salvadore. (vedi DETTORI) |
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DORELLA
DORELLI
DORELLO
DORETTA
DORETTI
DORETTO
DORINA
DORINI
DORINO |
Dorella è tipicamente veneto, di Castelfranco Veneto e Treviso
nel trevisano, di Verona e di Vigonza nel padovano, Dorelli ha
un piccolo ceppo a Verucchio nel riminese ed uno a Roma, Dorello
è quasi unico, così come Doretta, che sembrerebbe del viterbese,
Doretti è toscano, con ceppi a Siena e Livorno e presenze nel
pistoiese e nel carrarese, Doretto è tipico del veneziano, di
Caorle, Eraclea, Ceggia, Portogruaro ed Annone Veneto, con un
ceppo anche nel pordenonese ad Azzano Decimo e Pordenone, Dorina
è quasi unico, Dorini sembrerebbe lombardo del bergamasco, di
Pognano, Capriate San Gervasio ed Osio Sotto, e del mantovano a
Castel Goffredo e Mantova, con qualche rara presenza in Toscana
e nel leccese, Dorino ha qualche presenza nell'avellinese,
questi cognomi dovrebbero derivare da vari tipi di forme
ipocoristiche del nome Dorus,
Dora
(vedi DORA). |
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DORIA
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(vedi anche D'AURIA) Doria è presente a macchia di leopardo in
tutt'Italia, soprattutto nel veneziano, nel torinese e nel
Salento, può derivare dal patronimico d'Oria, cioè figlio di
Oria, nome medioevale derivato al nome latino
Aurea, o
in molti casi da toponimi come Oria (BR) e starebbe ad indicarne
la provenienza geografica, un importantissimo passato ha avuto
il casato genovese dei Doria il cui probabile capostipite fu
Ansaldo D'Oria dei Conti di Narbonne agli inizi del 1100, che fu
ambasciatore presso il re di Sicilia e Grande Ammiraglio della
flotta genovese nella conquista d'Almeria del 1147 e di Tolosa
nel 1148; i figli di Ansaldo D'Oria, Enrico e Simone, furono più
volte consoli di Genova.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Doria è presente anche in Veneto. Per Olivieri 173 questo
cognome genovese deriva da 'Doria',
frazione del comune di Struppa (GE). |
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DORIGATO |
Originario della zona di confine tra il vicentino ed il
trentino, potrebbe essere una modificazione dialettale derivante
dall'aferesi del nome goto
Theodoric, con l'aggiunta del
suffisso veneto ato,
che sta per figlio di, starebbe perciò ad indicare la famiglia
del figlio di un certo Teodorico. |
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DORIGHI
DORIGO
DORIGONE
DORIGONI |
Dorighi, assolutamente rarissimo, parrebbe del trentino, Dorigo
è tipico del Veneto orientale e della Venezia Giulia, Dorigone,
quasi unico, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione di
Dorigoni, che sembra essere specifico di Civezzano (TN) e della
limitrofa Trento, dovrebbero derivare dalla modificazione
dialettale del nome Odorico
o del suo accrescitivo, l'uso di questo nome è documentato a
Gemona (UD) già nel 1400 dove troviamo un tal Dorigo de la
Marina. |
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DORIGUZZI
DORIZZI
DURIGHETTO |
Doriguzzi è tipico del Cadore, Dorizzi è specifico di Verona e
del veronese, Durighetto, quasi unico, è del trevigiano,
dovrebbero derivare da variazioni dialettali dell'aferesi di
vezzeggiativi del nome Odorico. |
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DORINDO |
Molto molto raro è tipico del savonese, dovrebbe derivare dal
nome settecentesco Dorindo,
si ricordi ad esempio che Dorindo è anche uno dei personaggi de
il Negligente
uno dei Drammi per musica di Goldoni. |
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DORIO
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Tipico di
Padova e dintorni, potrebbe derivare dal nome Dorio, ricordiamo
un certo vicedomino Dorio Peterlino citato in un atto della
Repubblica di Venezia del 1581, ma è pure possibile una
derivazione dal nome Orio (vedi Orio). |
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D'ORLANDI
D'ORLANDO |
D'Orlandi
rarissimo ha un ceppo nell'udinese, D'Orlando ha un ceppo a
Tolmezzo (UD) ed uno a Torre del Greco nel napoletano. (vedi
Orlandi) |
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DORMETTA |
Dormetta assolutamente rarissimo è tipico del cuneese.
integrazioni fornite da
Diego Dormetta
deriva da d'Ulmeta che è l'antico nome del toponimo Ormea (CN)
chiamatosi prima Ulmea originato a sua volta da ulmeta derivato
dal latino ulmus (olmo). (vedi Dolmeta) |
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DORNINI |
Originario delle provincie di Milano e Lodi, potrebbe derivare
dal toponimo Dorno nel pavese. |
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D'ORONZO
DORONZO |
Sia
Doronzo che D'Oronzo sono decisamente pugliesi, Doronzo ha un
ceppo molto grande a Barletta nel barese, D'Oronzo, molto meno
diffuso, ha un ceppo a Taranto e Pulsano nel tarantino, a
Barletta e Bari nel barese ed a Guagnano nel leccese, si
dovrebbe trattare di forme patronimiche dove il
D- sta
per figlio di,
riferito a capostipiti i cui padri si chiamassero
Oronzo,
nome molto diffuso in Puglia, grazie al culto di Sant'Oronzo,
allievo diretto dei Discepoli di Cristo, primo evangelizzatore
della regione e patrono di Lecce (vedi ORONZI). |
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D'ORRIO |
D'Orrio, estremamente raro, dovrebbe essere di origini campane e
derivare dal nome dell'antico paese di
Orria,
l'attuale Lauria nel potentino. |
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D'ORSI
D'ORSO |
D'Orsi è un cognome tipicamente campano, del napoletano e
casertano soprattutto, con presenze significative anche
nell'iserniese, nel foggiano e nell'agrigentino, D'Orso, meno
diffuso, ha ramificazioni nel Lazio, la massima concentrazione
nel napoletano e casertano con un ceppo anche nel palermitano,
il D'
ha sicuramente valore patronimico e starebbe quindi ad indicare
le famiglie di figli di uomini di nome o soprannome Orso
derivato dal nome latino Ursus,
di cui abbiamo un esempio in una
Charta Donationis
dell'anno 765: "Regnantes domni nostri veri excellentissimi
Desiderio et Adelchis regibus, anno regni eorum nono et septimo,
sub diae tertio decimo kalendarum septembrium, indictione
tertia; feliciter, Oraturio Beati Ambrosii confessoris domini
nostri Iesu Christi. qui est fondatum prope civitate hac
Mediolani, sito in loco ubi Turriglas nominatur, in qua
Ambrosius vir venerabilis presbiter custus esse uiditur. Ursus
vir devotus filius quondam Theudulf et donator presens presenti
dixi:...". |
|
D'ORTA
|
D'Orta ha
un ceppo nel napoletano a Napoli, Giugliano in Campania,
Pozzuoli e Casamicciola Terme, a Sant'Angelo a Cupolo nel
beneventano ed a Caserta e Casagiove nel casertano, con un
piccolo ceppo anche a Foggia e Lucera nel foggiano, dovrebbe
derivare dal nome del paese Orta di Atella nel casertano,
probabile luogo di origine dei capostipiti. |
|
D'ORTONA |
D'Ortona
è specifico dell'Abruzzo del teatino in particolare, di Vasto,
Ripa Teatina, Paglieta e Santa Maria Imbaro, il cognome sembra
indicare che l'origine della famiglia o la provenienza
geografica del capostipite era dalla città di Ortona sempre nel
teatino. |
|
DOSSENA |
Decisamente lombardo, con un nucleo originario nell'area delle
provincie di Milano, Lodi e Cremona, dovrebbe derivare dal
toponimo Dossena (BG), ma potrebbe anche essere originato dal
vocabolo latino dorsum (dosso) riderentesi a quanti abitavano
nei pressi di un dosso. |
|
D'OSPINA |
Molto
molto raro è specifico del Salento, di Neviano (LE) in
particolare, dovrebbe essere di origine spagnola e derivare
direttamente dal cognome spagnolo Ospina originato dal nome
basco Ospin, traccia di questa famiglia si ha a Gallipoli nel
1564 con Hernando D'Ospina gran capitano e governatore di quella
città. |
|
DOSSI
DOSSO |
Dossi è
un cognome tipico dell'area che comprende il milanese,
bergamasco, bresciano, veronese e trentino, con massima
concentrazione a, Burago di Molgora, Milano, Monza, Vimercate,
Melzo e Mezzago nel milanese, a Viadanica, Villongo e Sarnico
nel bergamasco ed a Nave nel bresciano, a Verona e soprattutto a
Brentonico, Rovereto, Mori e Trento nel trentino, Dosso molto
più raro è tipico di Verona e del veronese e di Rovereto e
Vallarsa nel basso trentino, dovrebbero derivare da toponimi
come Dosso di Albiate o di Bovisio Masciago o Dosso Cavallino
nel milanese, Dosso di Azzone nel bergamasco, o altri simili. |
|
DOSSOLA |
Dossola, molto molto raro, è tipico dell'alessandrino, dovrebbe
derivare dalla Val d'Ossola o da uno dei vari toponimi
contenenti la terminazione
-dossola come Crevoladossola,
Villadossola o Domodossola nel verbanese. |
|
D'OSTUNI |
Tipico
della provincia di Taranto e di Manduria in particolare,
dovrebbe derivare dal toponimo Ostuni (BR). |
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DOT
DOTTA
DOTTI
DOTTO |
Dotta ha un ceppo ligure, piemontese, particolarmente
concentrato nel cuneese, a Bene Vagienna, Cuneo, Alba, Fossano e
Trinità, ma ben presente anche a Torino, e nel savonese, ed un
ceppo veneto, friulano, nell'area che comprende il veneziano, il
trevisano soprattutto ed il pordenonese, Dot, quasi scomparso, è
friulano, dovrebbe essere la forma dialettale di Dotto, Dotti è
tipico di Lombardia ed Emilia, Dotto è veneto, del trevisano in
particolare, potrebbero derivare dal nome germanico
Dotto, o
dall'agglutinazione di forme patronimiche o matronimiche in
D'-
unite al nome germanico Otto,
Ottonis,
ma è pure possibile che possano derivare da forme ipocoristiche
sincopate del nome Andrea.
integrazioni fornite da
Giacomo Ganza
è probabile che si tratti in origine di un ipocoristico di
qualche nome in -aldo,
dal quale è venuto -aldotto
e poi -dotto. Secondo un
esperto valtellinese Dotti deriverebbe invece da D'Otto (Otto
nome germanico).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Il cognome Dotti muove dal latino
doctus
<<dotto, saggio
>>, divenuto nome personale medievale
Doctus,
quindi cognome patronimico. Un Dottus è registrato nelle carte
modenesi dal 1175. Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel
Modenese, 1996. |
|
DOTA
DOTI
DOTO |
Dota ha un ceppo nel foggiano a Foggia, Bovino e Casalvecchio di
Puglia, con un ceppo anche a Napoli ed a San Bartolomeo in Galdo
nel beneventano, Doti è specifico del potentino, di Sasso di
Castalda e Potenza, e di Sala Consilina nel salernitano, Doto è
specifico della zona che comprende il Foggiano, l'avellinese ed
il salernitano, particolarmente diffuso a Castelcivita nel
salernitano ed a Deliceto e Foggia nel foggiano, potrebbero
derivare dal nome medioevale di origini slave
Dotus, o
anche da forme aferetiche di nomi greci come
Herodotus, Rodotus o Theodotos. |
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D'OTTONE |
Cognome
quasi estinto, probabilmente localizzato nel centro Italia,
dovrebbe derivare dal fatto di essere il capostipite figlio di
un Ottone (vedi Ottone). |
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DOVERA
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Originario del lodigiano, dovrebbe derivare dal toponimo Dovera
(CR) posto tra Crema e Lodi. |
|
DOVICHI
DOVICO
DOVIGHI
DOVIGO |
Dovichi è specifico delle città di Lucca e Capannori nel
lucchese, Dovico ha un piccolo ceppo piemontese a Castiglione
Tinella nel cuneese, ad Asti e nell'astigiano, ha un ceppo
veneto nel padovano a Sant`Angelo di Piove di Sacco e
Campodarsego e nel veneziano a Stra, Venezia e Vigonovo, ed un
ceppo siciliano a Castell'Umberto nel messinese ed a Paternò nel
catanese, Dovighi, praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad
un'errata trascrizione di Dovigo, che è decisamente veneto,
specifico dell'area che comprende il veronese, il vicentino
soprattutto ed il padovano, si dovrebbe trattare di forme
aferetiche del nome Ludovico,
o Lodovico,
o della forma arcaica Lodovigo,
nomi probabilmente portati dai capostipiti. |
|
D'OVIDIO |
D'Ovidio è tipico dell'Italia centromeridionale, nel Lazio di
Roma, Gaeta nel latinense e Cantalupo in Sabina e Poggio Mirteto
nel reatino, di Celano e di Avezzano nell'aquilano e di Lanciano
e Cupello nel teatino, di Trivento nel campobassano e di
Pietramelara e Riardo nel casertano e di Napoli, si dovrebbe
trattare di una forma patronimica, dove il
D'- stia
per il figlio di,
riferito a capostipiti il cui padre si fosse chiamato
Ovidio,
dal nomen latino Ovidius,
ricordiamo il famosissimo poeta latino Publius Ovidius Naso
(vedi OVIDI). |
|
DOVIS
|
Dovis è tipicamente piemontese del torinese, di Bruino, Giaveno,
Torino e Coazze, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale
arcaico con il significato di
ricco, abbiente. |
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DOZI
DOZZI
DOZZO |
Dozi, assolutamente rarissimo, è umbro, Dozzi ha un piccolo
ceppo a Cusano Milanino e Milano nel milanese, uno a Vergato e
Bologna nel bolognese ed a Montese nel modenese, ed uno
nell'udinese a Codroipo e Torviscosa ed a San Martino al
Tagliamento nel pordenonese, Dozzo è tipico del trevisano, di
Treviso, Quinto di Treviso e Preganziol, dovrebbero derivare da
forme aferetiche di ipocoristici di nomi come
Berardo o
Bernardo,
che diventerebbe prima Bernardozzo e quindi per aferesi Dozzo. |
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DRACONE
DRAGONE
DRAGONI |
Dracone, quasi unico, parrebbe piemontese, dovrebbe trattarsi di
una forma arcaica di Dragone, che ha un ceppo forse non
secondario nel cuneese, uno a Roma, in Campania ha ceppi nel
casertano, nell'avellinese e napoletano e nel salernitano,
potentino e materano, ha un grosso ceppo in Puglia, in
particolare nel barese, tarentino e leccese, ed un ceppo tra
cosentino, crotonese e catanzarese, Dragoni è molto diffuso in
Lombardia, nel bresciano, cremonese e soprattutto nel lodigiano
e milanese, ha un ceppo nel ravennate, in Toscana nel
fiorentino, nel grossetano, nel senese e soprattutto
nell'aretino, in Umbria, nel viterbese e nel romano, questi
cognomi dovrebbero tutti derivare dal nome greco
Dracone,
ricordiamo il legislatore ateniese, reso famoso dalla durezza
delle sue leggi, o anche dal nome medioevale di origini latino,
longobarde Draco, Draconis,
nome citato ad esempio nel libro Di Marco Polo e degli altri
viaggiatori veneziani più illustri: "...è indicato il nostro
Nicolò tra i 41 elettori del Doge Michele Morosini nel giugno
del 1382, chiamandovisi ser Nicolo Zeno quondam ser Dragone
...", o dalla forma tronca del nome longobardo
Dracoaldus,
abbiamo un esempio d'uso di questo nome a Cremona in una Charta
manumissionis dell'anno 754: "Dum se coniunsessent in unum
consditutum, id est Ansprando archipresbiter, Lupo Aldo,
Anzolerio, Draco Aldo, Malamberto et Poncio presbiteros ..", in
molti casi, soprattutto i ceppi meridionali, potrebbero derivare
dal nome di paesi come Dragoni, presenti nel casertano, nel
leccese e nel reggino, nel medio Volturno nel 1348 troviamo un
esempio della derivazione toponomastica di questi cognomi nel
sud: "In nomine Domini nostri Jesu Christi. Anno nativitatis
eiusdem millesimo trigesimo quadragesimo octavo. Regnante Domino
nostro Lodovico Dei gratia Hierusalem et Sicilie Rege Ducatus
Abulie Principatus Capue Provincie Forcalquerii et Pedimontis
Comite Regnorum vero eius anno primo. Die quartodecimo mensis
Novembris seconde Indictionis apud casale Cornelli Nos Petrus de
Juliani castri Dragonis Judex Guillelmus Notarius Dominaci
puplicus castri Dragonis Notarius et subscripti testes ad hoc
simpliciter vocati atque rogati videlicet Dominus Johannes
Angelus de Landulfo Petrus de Luca de Dragone et Johannes de
Mauro de Albiniano. ...", un'altra ipotesi può far derivare
qualcuno di questi cognomi dal vocabolo latino
draco (l'insegna
delle coorti, così come
l'aquila era l'insegna delle legioni ed anche vessillo della
cavalleria romana), forse ad indicare in questo caso nel
capostipite un draconarius,
cioè un signifer
(portatore di insegne)
incaricato di portare il draco,
non possiamo ignorare inoltre la possibilità di un'origine più
recente, possibile, anche se solo in alcuni casi, dal termine
dragone
(appartenente al corpo dei
dragoni), ricordiamo i Dragoni
del Regno di Sardegna, quelli del Ducato di Parma e Piacenza e,
non ultimi, i Dragoni francesi; troviamo tracce di queste
cognominizzazioni a Pisa nell'Elenco dei giurati pisani che si
impegnano a mantenere la pace con Marsiglia nel 1209: ".. Hanc
autem pacem superius scriptam et statutam(a) dominorum militum
ac proborum hominum Arearum ad sancta Dei evangelia tenere et
servare bona fide iuraverunt Guillelmus Athanulphus et Raimundus
Gantelmus milites et Guillelmus de Dracone et Bertrandus milites
et Petrus Audebertus et Gaufredus et Gontelinus milites et
Petrus Raimundus de Caneto ..". |
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DRADA
DRADI |
Drada, praticamente unico, dovrebbe essere una forma alterata di
Dradi, che è tipicamente romagnolo, di Ravenna soprattutto e di
Forlì, e che dovrebbe derivare dall'aferesi di nomi come il
germanico Theodradus,
lo spagnolo Andrade
(vedi ANDRADE), o altri simili,
Theodradus ad esempio viene
citato nella traslazione del corpo di San Vito del VII° secolo:
".. Erat igitur eodem tempore in praefato monasterio abba, vir
vitae venerabilis meritoque eximius, Adalhardus nomine, nobilis
genere sed nobilior inde, fervens in disciplina sed plenus
caritate, sapiens in locutione, plenus dilectione, studiosus in
lege divina et plenus discretione. Hic cum esset inter primores
palatii atque consiliarius regis, scilicet quia erat
consanguineus eiusdem, voluntas supradicti regis ei abscondi
minime potuit. Sed quia non erat inferior illo devotione,
regressus ad monasterium, ab eis, qui ibidem erant e gente
Saxonica, suscitari coepit, si possit illa in patria inveniri
locus, ubi monachorum monasterium construi rationabiliter
posset. E quibus unus Theodradus nomine ait ..". |
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DRAGAN
DRAGANI
DRAGANO |
Dragan, molto molto raro, parrebbe tipico di Trieste e del
goriziano, Dragani è tipico dell'area che comprende il
pescarese, il teatino ed il campobassano, con massima
concentrazione ad Ortona nel teatino, ma ben presente anche a
San Vito Chietino, e Lanciano (CH), a Pescara ed a Montenero di
Bisaccia in Molise, Dragano è specifico di San Giovanni Rotondo
nel foggiano.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
D'origine slava, i cognomi Dragan, Dragani e Dragano sembrano
derivare dal nome personale
Dragan, che, in lingua slava,
ha il significato di caro,
diletto
(vedi Carofiglio e Diletti). In conclusione, dunque, si
tratterebbe della cognominizzazione dei nomi personali dei
capostipiti. |
|
DRAGHETTI
DRAGHI
DRAGHIN
DRAGHINI
DRAGO |
Draghetti ha un ceppo tra milanese e lodigiano ed uno emiliano,
soprattutto nel vbolognese, ma anche nel modenese, ferrarese e
ravennate, Draghi ha più di un nucleo, uno della zona che
comprende le provincie di Milano, Pavia e Piacenza ed almeno un
altro nella provincia di Grosseto, Draghin, quasi unico,
parrebbe lombardo, Draghini ha un piccolissimo ceppo nel
perugino, Drago è diffuso in tutta l'Italia meridionale e
settentrionale, un nucleo molto importante in Sicilia, uno in
provincia di Padova, uno in Liguria, ma ne esistono altri,
questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o tramite forme
ipocoristiche, dal nome latino
Draco, o dalla forma tronca del
nome longobardo Dracoaldus
(vedi anche DRACONE). . |
|
DRAGONETTI |
Dragonetti è proprio dell'areale compreso tra Puglie e
Basilicata, dovrebbe derivare dal toponimo Dragonetti nel
potentino. |
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DRAICCHIO |
Originario della provincia di Foggia. |
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DRAISCI |
Specifico
di Rignano Garganico (FG), dovrebbe derivare da una variazione
dialettale del cognome Traisci (vedi). |
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DREI
|
Drei è decisamente romagnolo, tipico di Faenza, Ravenna, Lugo e
Russi nel ravennate e di Forlì ed Imola nel bolognese, dovrebbe
derivare da soprannomi originati dal termine veneto istriano
dreio
(dietro, dopo),
ed indicare quindi sia un'origine istriana, che il fatto che la
famiglia provenisse da località il cui nome potesse contenere
la radice Dreîo, come a solo titolo di esempio Dreîo Castièl
(dietro al castello), esiste anche la possibilità che si tratti
di una forma aferetica del nome slavo
Andrei. |
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DREOSSI
DREUSSI |
Dreossi è tipicamente friulano dell'udinese, di Cervignano del
Friuli, Fagagna e Rive d'Arcano, di Trieste e di Monfalcone nel
goriziano, Dreussi, molto più raro, è sempre friulano
dell'udinese, dovrebbe trattarsi di forme diminutive dialettali
friulane e giuliane, probabilmente con valore patronimico, dove
il suffisso -ossi
o -ussi
sta per il figlio di,
riferito a capostipiti i cui padri si fossero chiamati
Andrea,
Drè
per aferesi. |
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DRIGA
|
Driga,
praticamente unico, sembrerebbe pugliese, ma di origini slave. |
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DRIGANI |
Drigani è
tipicamente friulano dell'udinese, di Udine, Pozzuolo del Friuli
e Campoformido, dovrebbe derivare da un nome slavo, troviamo
tracce di questa cognominizzazione a Torviscosa nell'udinese
verso la fine del 1600 con Don Leonardo Drigano in qualità di
parroco di Fornelli. |
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DRIGHI
DRIGO |
Drighi, quasi unico, è dell'area fiorentina, Drigo è invece
specifico del Veneto, padovano, trevisano e soprattutto
veneziano, e del Friuli, Pordenonese, udinese e goriziano,
dovrebbero derivare da forme aferetiche di nomi medioevali come
Aldrigo
(vedi ALDERICI), come Endrigo
(vedi ENDRIGHI), o altri simili. |
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DROCCHI
DROCCO |
Drocchi,
estremamente raro, sembrerebbe lombardo, Drocco è specifico del
Piemonte occidentale, del cuneese in particolare, dovrebbero
derivare da forme aferetiche di ipocoristici di nomi come
Alessandro. |
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DROGHETTI
DROGHETTO |
Droghetti
è specifico del ferrarese, di Ferrara, Copparo, Berra, Masi
Torello e Voghiera, Droghetto, decisamente più raro, sembrerebbe
specifico di Genova, dovrebbero derivare da un soprannome basato
sul termine arcaico droghetto, un tessuto di broccato
solitamente di seta, piuttosto pesante, usato soprattutto per
tappezzerie, ma anticamente anche per abiti. soprattutto in
Liguria e nell'area della Repubblica Serenissima. |
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DROVANDI |
Drovandi
ha un ceppo ligure nello spezzino ed uno toscano tra pistoiese e
pratese, si tratta evidentemente di una forma aferetica del
cognome Aldrovandi (vedi ALDEBRANDI). |
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DRUDI
DRUDO
DRUIDI
DRUIDO |
Drudi è tipicamente romagnolo, di Rimini, Sant'Arcangelo di
Romagna, Riccione, Poggio Berni e Misano Adriatico nel riminese,
di Cesena, Cesenatico, Gatteo, Longiano, Forlì e Savignano sul
rubicone nel cesenate, e di Cervia e Ravenna nel ravennate, con
un ceppo anche a Genova, a Roma ed a Latina, Drudo è
praticamente unico, Druidi, assolutamente rarissimo, è del
bolognese, Druido è unico, dovrebbero derivare dal nome
medioevale, di origine galloceltica,
Drudus,
di cui abbiamo un esempio con lo scultore duecentesco romano
Drudus de Trivio autore di vari ciborii in marmo di illustre
fattura, sempre nel 1200 troviamo citato in un testo del 1219 un
certo "Drudus filius quondam Honrigoni Carpani de burgo
Varisio", nome che a sua volta dovrebbe derivare dalla voce
celta druwid
(dotto, sapiente, uomo di fede). |
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DRUETTA
DRUETTI
DRUETTO |
Druetta è tipicamente piemontese, del torinese in particolare,
di Vigone, Pinerolo e Scalenghe, Druetti, molo molto raro, è
sempre del torinese, Druetto, comunque raro, è specifico di
Torino, dovrebbero derivare dal nome e cognome francese Drouet,
per il quale si ipotizzano due possibili origini, la prima è che
si tratti di un ipocoristico dell'aferesi del nome
Andrè,
prima Androuet
e poi per aferesi Drouet,
che in Italia divebta Druet,
considerando che la pronuncia francese del dittongo
ou è
simile ad una u
morbida italiana, la seconda ipotesi è che possa invece derivare
dal nome germanico Dreue
(la pronuncia del dittongo eu
germanica è oi)
forse derivato dal termine medioevale germanico
drouwen (essere
minaccioso, essere potente). |
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DRUSIAN
DRUSIANI |
Drusian è specifico del trevisano, di Oderzo in particolare, ma
anche di Salgareda, Ponte di Piave, Maserada sul Piave e San
Pietro di Feletto, Drusiani è invece emiliano di Bologna e di
Zola Predosa, Casalecchio di Reno ed Anzola dell'Emilia nel
bolognese e di Castelfranco Emilia, Soliera e Spilamberto nel
modenese, dovrebbe derivare dal nome medioevale latino
Drusianus,
o da nomi di località antichi come
Vicus Drusianus
o ager drusianus,
riferiti a proprietà terriere di un
Drusus,
cognomen latino, ricordiamo a titolo d'esempio Gaio Livio Druso
console nel 147 a.C. ed il più famoso Nerone Claudio Druso
Germanico, più noto semplicemente come Germanico. |
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DUBBINI |
Dubbini è tipico di Ancona e dell'anconetano, con presenze anche
in Veneto ed in Lombardia, dovrebbe derivare da forme
ipocoristiche medioevali del nome gotico
Dubius,
ricordiamo che il re visigoto Ataulfo venne proprio assassinato
da uno schiavo con questo nome
Dubius o
Dubinus. |
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DUBINI
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Dubini è tipicamente lombardo, del nordmilanese e del comasco,
con un ceppo anche nell'anconetano, il ceppo lombardo dovrebbe
derivare dal toponimo Dubino nel sondriese, come possiamo
intuire da questa Carta
massaricii dell'anno 1192: "..
Unde due carte uno tenore rogate sunt scribi. Actum in
suprascripto monasterio. Interfuerunt ibi Liprandinus de Limonte
et Homodeus de Dubino et Iohannes de Rovoredo, rogati
testes...", il ceppo dell'anconetano dovrebbe essersi originato
da errori di trascrizione di Dubbini. |
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DUCA
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Duca è diffuso in tutt'Italia con vari ceppi, uno in Sicilia,
uno nelle Marche ed altri ancora, dovrebbe derivare da
soprannomi riferiti al vocabolo latino
dux (duca,
condottiero) o per episodi
particolari o per essere in qualche modo connessi alla famiglia
di un dux. |
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DUCCI
DUCCIO |
Ducci è
tipico dell'area toscana, del riminese e pesarese e del romano,
Duccio, praticamente unico, è dovuto ad un errore di
trascrizione, dovrebbero derivare da un ipocoristico di una
forma aferetica del nome Leonardo, che acquisì in epoca
medioevale dignità di nome a se stante, probabilmente portato
dal capostipite, di quest'uso abbiamo un esempio nel famoso
pittore della seconda metà del 1200 Duccio di Boninsegna
riportato in una letteradi commissione del 1285 conservata
nell'Archivio di Santa Maria Novella di Firenze: "...locaverunt
ad pingendum de pulcerrima pictura quandam tabulam magnam,
ordinatam fieri pro sotietate predicta ad honorem beate et
gloriose virginis Marie, Duccio quondam Boninsegne pictori de
Senis, promictentes et convenientes eidem Duccio... in termino
quo picta et completa fuerit libras centum et quinquaginta
florenorum...; et versa vice dictus Duccius... promisit...
pingere et ornare de figura beate Marie virginis et eius
omnipotentis filii et aliarum figurarum ad avoluntatem et
piacimentum dictorum locatorum...". |
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DUCE
DUCI |
Duce, molto molto raro, sembra ligure, con un ceppo secondario
in Sardegna, Duci è tipico del bergamasco, dovrebbero derivare
da sforme aferetiche di nomi medioevali come
Benaduce
(vedi BENADDUCE) o Bonaduce
(vedi BONADDUCE), probabilmente
portati dai capostipiti. |
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DUGHETTI |
Dughetti ha un piccolo ceppo emiliano a Ramiseto nel reggiano ed
a Soragna nel parmense, un piccolo ceppo a Genova ed a La
Spezia ed un ceppo a Carrara, dovrebbe derivare da un
soprannome basato sul termine dialettale
dughett (duchetto,
duchino) usato con intenti
irrisori. |
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DUILI
DUILIA
DUILIO
DUILLI
DULIO |
Duili, quasi unico, sembrerebbe umbro, Duilia è praticamente
unico, così come Duilli, Duilio, assolutamente rarissimo,
sembrerebbe avere presenze nella Lombardia sudoccidentale ed in
Campania, Dulio ha un ceppo nel novarese a Borgomanero ed uno a
Vigevano nel pavese, dovrebbero derivare, direttamente o tramite
una forma dialettale alterata, dal nome
Duilio,
Duilia,
derivato dal nome gentilizio romano
Duillius,
un personale della Gens
plebea Duilia. |
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DUINA
DUINI
DUINO |
Duina è di origine bresciana, Duini, molto raro, ha sparute
presente qua e là nell'Italia centrosettentrionale, con un
piccolo ceppo a Ferentino nel frusinate, Duino ha un
piccolissimo ceppo nel milanese ed uno, decisamente più
consistente nel potentino a Lavello e Venosa, dovrebbero
derivare dall'aferesi del nome longobardo
Audoin o
del nome medioevale italiano da lui derivato
Arduino. |
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DUMA
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Duma ha un ceppo a Roma, uno a Napoli, uno a Taranto, ma il
ceppo più consistente è nel leccese, soprattutto a Galatina, a
Nardò, Taviano ed Alliste, potrebbe derivare da una forma
aferetica contratta del nome germanico
Hadumarus. |
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DURANDI
DURANDO |
Durandi è assolutamente rarissimo, Durando è specifico del
Piemonte occidentale e Liguria, derivano dal nome provenzale
Durand o dalla sua latinizzazione Durandus, di cui abbiamo un
esempio in questo scritto del 1220: "...in fundo terre dictorum
canonicorum, que fuit Durandi, quondam canonici dicte ecclesie
defuncti...", un illustre personaggio con questo nome è stato il
filosofo e teologo, frate domenicano di origine provenzale,
Durandus de Sancto Porciano
(1270 - 1334), tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a
Mondovì (CN) nel 1700 con il regio notaio Giuseppe Antonio
Durando, dei Conti di Farigliano, padre di Marcantonio Durando
recentemente beatificato da papa Giovanni Paolo II. |
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DURANTE
DURANTI |
Durante è diffuso in tutta Italia, soprattutto al sud, Duranti è
specifico della fascia che comprende Romagna, Liguria, Toscana,
Marche, Umbria e Lazio, derivano dal nome medioevale Durante
molto usato soprattutto nell'alto medioevo. Tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo a Padova nella seconda metà del
1400 con Hieron. de Durantis autore del
De materia coeli quaestio contra Averoym,
a Narni (TR) nella seconda metà del 1500 è luogotenente un certo
Pollux Durantis.
integrazioni fornite da
Fabio Paolucci
Il cognome Durante, derivato dal nome augurale cristiano della
latinità tarda e medioevale Durante, col significato di
preciso, perseverante, fermo,
ottenuto dal participio presente
durans, durantis
del verbo latino duro, as, avi,
atum, are, la cui traduzione è
indurre, rendere duro, indurire,
rendere solido, fortificare o
radicarsi,
rendere insensibile,
resistere a, sopportare,
costipare,
indurirsi, divenir duro,
durare, sussistere
o ancora esser duro, spietato.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Il cognome Durante viene dal personale germanico
Durand,
cfr. Förstemann 434, per il quale il detto nome viene dalla
radice 'dur',
aferesi del nome della tribù degli
Hermunduri.
Secondo lo studioso tedesco il verbo latino 'durare' non
c'entra, essendo un prestito registrato solo a partire dal
periodo medio alto tedesco. Si veda anche Olivieri 159. |
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DURAZZI
DURAZZO |
Durazzi ha un ceppo a Senigallia (AN) e nelle Marche, uno nel
grossetano ed uno a Roma ed Anzio, Durazzo, assolutamente molto
raro, sembrerebbe tipico delle due estremità del golfo di
Salerno, ma si trovano dei Durazzo anche nella storia della
repubblica marinara di Genova, derivano dal toponimo dalmata
Durazzo.
integrazioni fornite da
Roberto Milani
deriva dal toponimo Durazzo famoso porto albanese, le prime
tracce sono del 1389 in un appello di tal Giorgio Durazzo al
governo genovese, nel 1387 una famiglia di Albanesi originari di
Durazzo o da lì imbarcati emigrò per rifugiarsi dalle incursioni
turco ottomane. Dopo alterne vicende la famiglia si insediò a
Genova, e nel corso dei secoli fece fortuna tanto da essere
annoverata nel 1528 sul registro della nobiltà genovese finchè
nel 1573 un Giacomo Durazzo venne eletto Doge (ben 9 Durazzo
sono stati dogi di Genova). |
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D'URBANI
D'URBANO |
D'Urbani, quasi unico, è del pescarese, dovrebbe essere il
frutto di un'errata trascrizione del cognome D'Urbano, che
sembrerebbe tipicamente abruzzese, con un ceppo nel teatino a
Chieti, Casalincontrada, Lanciano, Roccamontepiano, Paglieta e
Perano e nel pescarese a Pescara e Pianella, un piccolissimo
ceppo a Termoli nel campobassano, ed un cepponel romano, a Roma,
Tivoli, Arsoli e Guidonia Montecelio, e che dovrebbe essere una
forma patronimica, dove il D'-
stia per il figlio di,
riferito a capostipiti, il cui padre si fosse chiamato
Urbano. |
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DURBANI
DURBANO |
Durbani, praticamente unico, sembrerebbe toscano (vedi anche
D'URBANI), Durbano, comunque molto molto raro, è specifico del
cuneese, della zona di Busca, Caraglio, Verzuolo, Rossana,
Monterosso Grana e Tarantasca, dovrebbero derivare dal toponimo
francese di Durban-Corbières o da altri toponimi, come ne
esistono altri, nella Linguadoca, toponimi che dovrebbero essere
di origine celtica e derivare dal termine celta
durbo (acqua
che scorre). La probabile
origine provenzale di questi cognomi potrebbe risalire al
periodo della persecuzione degli Ugonotti (una confessione
protestante francese), molti dei quali verso la fine del
sedicesimo secolo furono costretti a fuggire dalla Francia per
rifugiarsi in Italia. |
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DURELLI
DURELLO
DURI
DURO |
Durelli ha un ceppo lombardo a Misano di Gera d`Adda nel
bergamasco, Milano e Vailate nel cremonese, Durello è specifico
del padovano, di Piove di Sacco e Sant`Angelo di Piove di Sacco,
Duri ha piccoli ceppi in Friuli ed in Toscana, ma il nucleo più
importante è a Viterbo ed a Roma, Duro ha un piccolo ceppo
nell'urbinate, uno a Roma, uno nel napoletano a Mugnano di
Napoli, Crispano e Napoli, uno a Gravina in Puglia ed uno a
Palermo e Catania, dovrebbero derivare, direttamente o tramite
ipocoristici, dal nome medioevale latino
Durus di
cui abbiamo un esempio in quest'atto dell'anno 1161 a Milano:
"Anno dominice incarnationis milleximo centeximo sexageximo
primo, quinto die mensis martii, indictione nona. Placuit atque
convenit inter Durum qui dicitur Brolia, civitatis Mediolani,
necnon et inter Ottonem qui dicitur de Puteobonello, conversum
monasterii de Morimundo, ex parte ipsius monasterii, ut in Dei
nomine debeat dare sicut a presenti dedit ipse Durus iamdicto
Ottoni, ad partem predicti monasterii, ad habendum et tenendum
ad nullum fictum reddendum ...". |
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DURINI
DURINO |
Durini, molto raro, ha un ceppo nel comasco a Pognana Lario,
Moltrasio e Como, uno nel pescarese ed uno nel leccese a
Specchia, Durino è quasi unico, dovrebbero derivare dal nome
medioevale Durinus
di cui abbiamo un esempio in una
Sententia
del 1174 a Milano: "..Et sic finita est causa. Anno dominice
incarnationis millesimo centesimo septuagesimo quarto,
suprascripto die, indictione octava. Interfuerunt Invernus
Dalapiscina, Durinus Brollia, Albertus eius filius, ..", dove
compare quel Durinus Brollia
che sarà tra i consoli eletti dalla comunità di Porta Vercellina
a Milano, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a
Moltrasio nel comasco nella seconda metà del 1300 con Martino
Durini, nel 1400 a Como i Durini fanno parte del patriziato e
spetta loro la carica decurionale, fanno cioà parte del
consiglio direttivo della città., trasferitisi a Milano verso il
1600 esercitarono con profitto il mestiere di mercanti e di
banchieri. |
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DURLO
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Assolutamente rarissimo, dovrebbe essere di origini venete e
derivare dal toponimo Durlo (VI). |
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D'URSI
DURSI
D'URSO
DURSO
D'URZO
DURZO |
Dursi, molto raro, è tipico di Oriolo (CS), Dursi, molto raro
anch'esso, ha un nucleo nel salernitano ed uno nel barese,
D'Urso è molto diffuso in Lazio, Campania, Puglia e Sicilia,
Durso, estremamente raro, occupa lo stesso areale, D'Urzo ha un
ceppo a Genova, un nucleo a Torre del Greco nel napoletano ed
uno a Decollatura nel catanzarese, Durzo è quasi unico,
derivano tutti, direttamente o tramite modificazioni dialettali,
dal nomen latino Ursus
di cui abbiamo un esempio in una
Cartula offertionis
del 1012 a Bergamo: "...In nomine Domini. Enricus gratia Dei
rex, anno regni eius hic in Italia nono, duodecimo calendas
decembris, inditione undecima. Ego in Dei nomine Ursus filius
quondam Pauloni de civitate Bergamo presens presentibus
dixi:...". Tracce di questa cognominizzazione le troviamo ad
esempio nel 1500 a Ceglie (BR) con Antonio D'Urso, Abbate della
Chiesa di Sant'Anna, nel cosentino nel 1600 la famiglia D'Urso
acquisisce il feudo di Civita (CS) con il titolo baronale. |
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DUS
DUSE
DUSI
DUSO
DUSSI
DUSSO |
Dus
ha un ceppo a Noventa di Piave e San Donà di Piave nel
veneziano, a Sarmede nel trevisano, a Savogna nell'udinese ed a
Pordenone, Duse è tipicamente veneziano, di Chioggia e Venezia,
con un ceppo anche a Padova, Dusi è molto diffuso in Lombardia
in particolare a Brescia e nel bresciano a Villanuova sul Clisi,
Pertica Bassa, Preseglie, Roè Volciano, Flero e Lonato, a Milano
e Bollate nel milanese ed a Cremona, Duso è un cognome
tipicamente veneto del vicentino, di Lugo di Vicenza, Montecchio
Precalcino, Schio, Costabissara, Thiene e Vicenza, di Venezia,
di Padova e di Villorba e Spinea nel veneziano, con un piccolo
ceppo anche in Piemonte nel biellese, a Cossato e Biella, Dussi
ha sparute presenze il Lombardia ed in Emilia ed un piccolo
ceppo tiestino, Dusso ha un piccolissimo ceppo veneziano ed uno
più consistente nell'udinese, a Campoformido, Pozzuolo del
Friuli ed Udine, dovrebbe trattarsi di forme aferetiche
dialettali originate dal nome augurale medioevale
Beneduce
(vedi BENADDUCE). Personaggio di rilievo con questo cognome è
stata la famosissima attrice vigevanese Eleonora Duse
(1858-1924) figlia di genitori originari di Chioggia. |
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DUTTI
DUTTO |
Dutti, assolutamente rarissimo, sembrerebbe di Ghedi nel
bresciano, Dutto è in vece tipicamente piemontese del torinese e
soprattutto del cuneese, di Cuneo in particolar modo e di Boves
e Peveragno, dovrebbero derivare dall'aferesi di una forma
ipocoristica di una forma dialettale del nome
Giacomo,
da Giacomo a Giacomandù
a Giacomandutto
e per aferesi Dutto.
(vedi COMANDU') |
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