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GALA
GALÀ
GALLA |
Gala ha un ceppo a Roma ed uno nel
nord della Sardegna in Gallura, in particolare a Tempio
Pausania, Olbia ed Arzachena, un ceppo nel napoletano, a
Calvizzano, Napoli, Mignano di Napoli, Qualiano e Marano
di Napoli, e ad Aquilonia nell'avellinese e Melfi nel
potentino, ed un ceppo in Puglia a Copertino nel
leccese ed a Bitonto e Canosa di Puglia nel barese,
Galla ha un ceppo veneto a Vicenza ed uno piccolissimo
nel napoletano, Galà è quasi unico, dovrebbero derivare
dal cognomen latino Gala,
di cui abbiamo un esempio d'uso nell'Ab
Urbe condita di Tito
Livio: "..adhuc teneras et fragiles vires eius esse
vixdum coalescens foventis regnum. instando
stimulandoque pervincit ut exercitum ad fines
Maesuliorum admoveat atque in agro de quo saepe cum Gala
non verbis modo disceptatum sed etiam armis certatum
fuerat, tamquam haud dubie iuris sui, castra locet. si
quis arceat, id quod maxime opus sit, acie dimicaturum:
sin per metum agro cedatur, in medium regni eundum. aut
sine certamine concessuros in dicionem eius Maesulios
aut nequaquam pares futuros armis...", o dal nomen,
sempre latino, Galla,
di cui abbiamo un esempio d'uso in questo scritto del
386 d.C.: "..Honorio Caesare et Evodio coss. Invasam
princeps Theodosius ab hostibus Thraciam vindicavit,
victorque cum Archadio filio suo Urbem ingressus est.
Galla Theodosii regis altera uxor his consulibus
Constantinopolim venit..." o ricordando
Aelia Galla Placidia
(famosissimo il suo mausoleo ravennate), l'imperatrice
romana, figlia di Teodosio I, che regnò dal 378 al 395,
in qualche caso possono derivare dal termine greco γάλα
gala (latte),
forse ad indicare un venditore di quella bevanda. |
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GALAN
GALANDA
GALLAND
GALLANDA |
Galan, assolutamente rarissimo, è
veneto, Galanda, estremamente raro, è friulano,
dell'udinese, Galland è praticamente unico, Gallanda,
quasi unico, parrebbe anch'esso friulano, dovrebbero
derivare da modificazioni di un soprannome originato dal
vocabolo dialettale arcaico
galand
(galante),
ma non si può escludere un'origine da alterazioni del
cognomen latino Gala
o del nomen Galla,
o di loro forme aggettivate come
Galanus
o Gallanus,
anche se non si può escludere una derivazione da
toponimi ormai scomparsi. Tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo nel 1217 in un atto: "Ego
Johannes, comes Bellimontis , notum facio omnibus
presentes litteras Inspectoris quod Henricus, comes
Grandis prati, michi quitat omnes exitus et proventus
quos ego vel mandatum meum levavimus anno nuper
preterito usque ad diem presentem de terra Rareii ,
Conflans et Parisius, et de escheesia que nobis evenit
de domino Guillelmo de Gallanda. Ego autem comes
Bellimontis volo et concedo quod dictus comes Grandis
prati habeat omnes redditus el exitus, iam in blado quam
in vino...", e nelle Valli del Natisone nel 1600 quando
troviamo citato in un registro del 1672: "Simon filius
Gregorij Galanda de Azida globo bombardae traiectus e
uita discessit ". |
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GALANTE
GALANTI |
Galante è panitaliano, ma è più diffuso al centrosud,
Galanti è più tipico del centronord, ma con un ceppo
autonomo in Sicilia, dovrebbero derivare dal nome
medioevale Galante, a Solofra (AV) in un atto del 1543
si legge di un certo Galante de Ciccarellis. |
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GALANTINI
GALANTINO |
Galantini ha un forte ceppo nel modenese ma
sembrerebbero esserci altri piccoli nuclei nel
fiorentino, e via via lungo la via verso il sud,
nell'aretino, nella provincia di Perugia e in quella di
Teramo, Galantino dovrebbe essere decisamente del barese
e potrebbe derivare dal toponimo Galatina (LE). |
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GALARDI
GALARDO
GALEARDI |
Galardi ha un ceppo toscano tra
pistoiese, senese e soprattutto fiorentino, ed un ceppo
nel salernitano, Galardo oltre ai ceppi campani nel
casertano e nel salernitano ha un ceppo nel crotonese,
Galeardi, estremamente raro, è sempre meridionale,
questi cognomi dovrebbero derivare dal nome e cognome
provenzale Gaullart,
ma molto più probabilmente derivano dal nome medioevale
di origine germanica
Gaillardus composto da
gail
(gioia)
e hard
(duro, durezza)
con il significato di
gioioso nella durezza,
felice della propria
durezza., di questo
nome abbiamo un esempio in una
Remissio culpe et pene
del 1313: "...in nostram regiam maiestatem citari
fecisset, prefatusque Petrus et Raymundus comparere
coram eodem Senescallo et juri stare super premissis sub
pena decem milium librarum turonensium promississent
sanctiusque Garcis Ferrandi, Bertrandus de Lussaco,
Sicardus et Gaillardus de La Barde, Girardus de
Bergoinhas, Augerus de Picone, Guillermus de Turre...". |
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GALASI
GALASIO |
Galasi, molto molto raro, è
tipicamente lombardo, dell'area che comprende la bassa
bresciana, il mantovano ed il cremonese, Galasio, quasi
unico, sembrerebbe anch'esso lombardo, dovrebbero
derivare dal nome tardo latino
Galasius
portato ad esempio dal Papa e poi fatto Santo Galasio
che occupò il Soglio Pontificio dall'anno 492 al 496. |
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GALASSI
GALASSO
GALAZZI
GALAZZO
GALLAZZI
GALLAZZO |
Galassi è diffuso in tutto il
centro nord, con ceppi importanti in Emilia Romagna e
Marche, Galasso è molto diffuso in tutta l'Italia
centromeridionale continentale con probabili ceppi anche
in Piemonte Lombardia e Veneto, Galazzi, decisamente
raro, ha un ceppo nel bolognese ed uno in Lombardia,
Galazzo molto raro, sembra avere oltre al ceppo
ragusano, anche uno nello spezzino, Gallazzi è specifico
di Busto Arsizio (VA), ma è diffuso anche nel varesotto
e nel milanese, Gallazzo, assolutamente rarissimo, è
piemontese, derivano tutti dal nome medioevale
Galassus
(Galeazzo), citato ad esempio nel 1400, nel bresciano a
Sarezzo, in un atto dove compaiono un tal Baldesar
Meliolo e i suoi figli Sebastianus, Augustinus, Galassus
e Apolonius, sempre nel 1400 nel crotonese troviamo
alcuni terreni feudali concessi dal vescovo Chruchettus
del capitolo di Crotone a un certo Galassus de Tarcia.
Tracce di un principio di questa cognominizzazione le
troviamo a Comiso (RG) nel 1500 con lo scultore ed
intagliatore Natale, detto Galazzo, sempre a Comiso
nella seconda metà del 1700 troviamo il muratore
Giuseppe Galazzo, soldato semplice della Milizia Urbana
di Comiso. |
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GALASTRI
GALASTRO
GALESTRI
GALESTRO |
Galastri è tipico dell'aretino,
della zona di Bibbiana e Poppi, con un ceppo anche a
Roma, Galastro è specifico genovese, Galestri e
Galastro, praticamente unici, dovrebbero essere errori
di trascrizione dei precedenti, possono derivare dal
termine galestro,
sorta di roccia tipica della Toscana, tracce di questa
cognominizzazione le troviamo a Roma nel 1600 con
Francesca Galastri madre del famoso Pietro Metastasio. |
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GALATA
GALATÁ |
Galata, assolutamente rarissimo è
dovuto probabilmente ad un errore di trascrizione del
cognome Galatà, che è specifico del reggino e del
catanese, e che dovrebbe derivare dal termine greco
galà
(latte)
e starebbe ad indicare il mestiere di venditore di
latte. |
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GALATI
GALATTI |
Galati è un cognome diffuso
soprattutto nel Salento, a Napoli, in Calabria, in
particolar modo nelle province di Catanzaro e Vibo
Valentia ed in Sicilia, Galatti, assolutamente
rarissimo, sembrerebbe del reggino, secondo alcuni si
tratterrebbe di forme etniche, più o meno alterate,
riconducibili alla popolazione dei
Galati
(popolazione di origine
celtica stanziata nella
regione della Tracia e della Galazia anatolica), secondo
un'altra ipotesi potrebbero derivare dal nome della
città rumena di Galati, ma è estremamente improbabile,
molto più verosimile una derivazione da toponimi come
Galati nel reggino e nell'ennese o Galati Mamertino nel
messinese, o da un soprannome grecanico riferito al
mestiere di lattaio svolto forse dal capostipite. |
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GALATIOTO
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Galatioto è tipicamente siciliano, di Castellammare del
Golfo e Trapani nel trapanese, di Palermo e di Ravanusa
nell'agrigentino, dovrebbe trattarsi di una forma etnica
grecanica riferita a paesi come Galati nel reggino o
nell'ennese o Galati Mamertino nel messinese. |
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GALAVERNA
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Galaverna, molto raro, ha un ceppo piemontese a Cuneo e
nel cuneese ed uno emiliano a Parma ed a Guastalla nel
reggiano, dovrebbe derivare dal nome arcaico della
brina, appunto galaverna, forse ad indicare che i
capostipiti abitassero o provenissero da una zona
particolarmente fredda, o anche da un soprannome dovuto
ai loro capelli grigi che ricordavano probabilmente
l'effetto della galaverna sulle piante. |
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GALBA
GALBI
GALBINI
GALBINO
GALBO |
Galba, assolutamente rarissimo,
sembrerebbe del piacentino, Galbi e Galbino sono
praticamente unici, Galbini, assolutamente rarissimo, ha
un piccolissimo ceppo a Cava de' Tirreni nel salernitano
ed uno, ancora più piccolo, nel barese, Galbo è
specifico di Caccamo, Palermo e Termini Imerese nel
palermitano, e di Alcamo nel trapanese, potrebbero
derivare, direttamente o tramite modificazioni
ipocoristiche, dal cognomen latino
Galba,
ricordiamo con questo nome l'imperatore romano Servio
Sulpicio Galba che successe per brevissimo tempo alla
morte di Nerone: ".. Perorans quondam pro periculo
existimationis atque incolumitatis suae in Romano foro
Servius Galba, cum ob difficultatem negotii et invidiam
facti sui parum non modo in causa, sed etiam in
eloquentia spei poneret, arte usus est, ut iudicum
animos, quod inflectere precum ambitione non poterat,
rerum temptaret affectu... ", o da
Galbus,
ricordiamo a titolo di esempio Licinius Galbus. |
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GALBANI |
Assolutamente lombardo con grande
concentrazione nel milanese, lecchese e bergamasco,
potrebbe derivare dal cognomen latino Galba, ma più
probabilmente è riconducibile ad una modificazione
dialettale del nome medioevale
Galvanus
di cui abbiamo un esempio nel 1300 con frà Simon
Galvanus de Padua. |
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GALBIATI
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Assolutamente
lombardo con grande concentrazione nel milanese,
lecchese e bergamasco, deriva dal toponimo Galbiate
(LC). Troviamo nel bergamasco, come esempio di questa
cognominizzazione verso la fine del 1400, lo storico
Giorgio Galbiati, nel 1600 a Cassago (LC) troviamo come
parroco dal 1622 al 1628 un certo Cristoforo Galbiato.
integrazioni
fornite da Giovanni Vezzelli
La formazione più probabile del toponimo Galbiate da cui
discende il cognome Galbiati è quella da un personale
latino "Galbius",
a cui si è aggiunto il suffisso "-ate"
che indica appartenenza. |
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GALBUSERA
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Galbusera è tipico della Lombardia
centrosettentrionale, dovrebbe derivare da un antico
toponimo romano della zona di Rovagnate nel lecchese,
area che gli antichi romani chiamavano
gallicus albus agger
(bianco campo gallico),
trasformatosi poi attraverso modificazioni dialettali in
Galbusera. |
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GALDELLI
GALDI
GALDIN
GALDINA
GALDINI
GALDINO
GALDO
GALDONI
LO GALDO
LOGALDO |
Galdelli ha un ceppo a Fabriano ed
uno a Roma, Galdi ha un ceppo ad Avezzano (AQ) ed a
Roma, ma il nucleo principale è a Salerno, Pellezzano,
Battipaglia, Cava de` Tirreni e Baronissi nel
salernitano ed a Napoli, Galdin e Galdina sono
praticamente unici, Galdini è tipico di Cenate Sopra
(BG), Galdino, estremamente raro, ha un ceppo romano ed
uno siciliano a Barcellona Pozzo di Gotto (ME), Galdo,
abbastanza raro ha un ceppo a Pratola Serra (AV) ed a
Salerno, Galdoni, assolutamente rarissimo, parrebbe
lombardo e specificatamente del lodigiano, di
Sant'Angelo lodigiano e Casalpusterlengo, Lo Galdo e
Logaldo sono assolutamente rarissimi, forse di origini
calabresi o siciliane, dovrebbero tutti, direttamente o
tramite ipocoristici, derivare dal nome medioevale di
origine germanica Galdus
di cui abbiamo un esempio a Milano in una Carta
investiture dell'anno 1180: "...Et ibi ipse Galdus et
per se et per parabolam suprascriptorum Iohannis et
Bergongioni et Guilielmi iuravit ad sancta Dei
euvangelia fidelitatem iamdicto Guidotto, ut clientes
domno salvo fidelitate anterioris domni....".
integrazioni
fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome
medievale Galdo,
l'italianizzazione cioè del personale germanico
Wald,
che può essere tradotto come
colui che comanda
o che governa. In conclusione, dunque, si tratta delle
cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.
integrazioni
fornite da Giovanni Vezzelli
Galdo è un cognome campano, forse dal toponimo Piazza
del Galdo (SA), frazione di Mercato San Severino. La
voce antica italiana 'galdo'
significa "luogo boscoso",
dal longobardo 'wald'
= "bosco",
da cui il tardo latino 'gualdus'.
In diversi altri casi si ha l'esito di "Gualdo",
specialmente per centri abitati dell'Italia
centro-settentrionale. In Campania troviamo anche San
Bartolomeo in Galdo (BN). |
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GALEASSI
GALEASSO
GALEAZZI
GALEAZZO
GALIAZZI
GALIAZZO
GALLEAZZI
GALLEAZZO
GALLIAZZI
GALLIAZZO |
Galeassi, molto molto raro, ha tre
piccoli ceppi, nell'anconetano, nel romano, a Roma,
Palestrina ed Albano Laziale, ed a San Massimo nel
campobassano, Galeasso è tipicamente piemontese, di
Torino, Pancalieri ed Arignano nel torinese, Galeazzi è
diffuso nel centro nord, Galeazzo ha un importante
nucleo a Padova e nel padovano, un piccolo ceppo in
Molise a Isernia e Forli` del Sannio ed uno altrettanto
piccolo nel palermitano a Bagheria, Galleazzi, molto
molto raro, sembrerebbe specifico del trevigiano, di
Cison di Valmarino in particolare, Galliazzi, potrebbe
essere dovuto ad un errore di trascrizione del
precedente, Galiazzi è praticamente unico, Galiazzo e
Galleazzo, quasi unici, sono del nord Italia,
probabilmente del Veneto, come il più diffuso Galliazzo,
che è specifico del trevisano, di Treviso e Quinto di
Treviso soprattutto, e del vicentino, di Sandrigo e di
Breganze, Galiazzo è il più diffuso in assoluto di
questi cognomi, è tipico di Padova e di Ponte San
Nicolò, Vigonza e Albignasego nel padovano e di Treviso
e Castelfranco Veneto nel trevisano, dovrebbero tutti
derivare, direttamente o tramite alterazioni o
modificazioni anche dialettali, dal nome medioevale
Galeasso,
o Galeazzo,
ricordiamo a puro titolo di esempio Galeazzo Visconti
che fu signore di Piacenza nel 1311 e che divenne poi
signore di Milano nel 1322, ma in alcuni casi potrebbero
anche derivare dal termine medioevale
galeazza,
un grosso bastimento a
remi a bordo basso,
forse ad indicare che i capostipiti vi fossero imbarcati
come marinai.
integrazioni
fornite da Giovanni Vezzelli
Galeazzi è la cognominizzazione del nome sassone 'Gail'
che significa "giocondo,
lieto". Per Francipane
verrebbe invece dal latino 'galea'
= elmo di cuoio
o 'galea'
= imbarcazione. |
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GALEFFI |
Galeffi ha un ceppo romagnolo nel
riminese in particolare e nel cesenate, ed uno, molto
più consistente, romano, potrebbe derivare da un
sopannome basato su di un'italianizzazione del termine
dialettale romagnolo
galafàs (calafatore,
colui che ripara le barche).
integrazioni
fornite da Giovanni Vezzelli
Presupponibile una origine dall'arabo
HALAF/HALIF
= successore,
titolo comunissimo nell'onomastica musulmana.
Pellegrini, 1,386.
Possibile derivazione anche dal termine antico italiano
"caleffo"
= burla.
REW.4708. |
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GALELLI |
Proprio della zona tra Brescia e Cremona, potrebbe
derivare da un soprannome legato al vocabolo dialettale
galè (buca quadra dove mettere in concia le pelli) ed
essere quindi relativo al mestiere di mastro conciario. |
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GALENA
GALENI
GALENO
GALIENA
GALIENI
GALIENO
GALLIENA
GALLIENI
GALLIENO |
Galena, quasi unico ha qualche
rara presenza in meridione, Galeni, estremamente raro,
potrebbe essere toscano, Galeno, sempre rarissimo
sembrerebbe originario del sud, Galiena ha qualche
presenza in Umbria ed un ceppo a Riano ed a Roma nel
romano, Galieni è tipico del Piceno, di San Benedetto
del Tronto in particolare, Galieno è quasi unico,
Galliena è specifico del milanese e del pavese, di
Milano e di Landriano nel pavese, Gallieni è proprio del
milanese, Gallieno è praticamente unico, dovrebbero
tutti derivare dal cognomen (agnomen) latino di origine
greca Galienus,
Gallienus, nome portato
anche da un imperatore romano dal 253 d.C., Publius
Licinius Egnatius Gallienus: "...nutante re publica, cum
Odaenathus iam orientis cepisset imperium, Gallienus
comperta patris captivitate gauderet, vagabantur ubique
exercitus, murmurabant omnibus in provinciis duces...",
o dal suo alterato latino
Galenus,
ricordiamo il famosissimo medico Claudius Galenus nato a
Pergamo nel 129 e morto a Roma nel 199, tracce di queste
cognominizzazione le troviamo nella seconda metà del
1500 con il calabrese Giovan Dionigi Galeni, nato sulle
sponde del golfo di Squillace e passato dalla parte dei
Turchi con il nome di Kiligi Alì alias Uccjalì cui
venne affidato il comando della flotta corsara ottomana. |
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GALEONE
GALEONI |
Galeone ha un ceppo nel casertano, tra San Cipriano
D'Aversa e Santa Maria La Fossa, ed un nucleo autoctono
nel tarentino, a Grottaglie in particolare, Galeoni,
rarissimo, è dovuto probabilmente ad un errore di
trascrizione del primo, dovrebbero derivare dal nomen
latino Galenus o in alcuni casi dal nome normanno Galeo. |
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GALEOTA
GALEOTO
GALEOTTA
GALEOTTI
GALEOTTO
GALIOTO
GALIOTTA
GALIOTTO |
Galeota ha un ceppo nell'aquilano
a Poggio Picenze e L'Aquila, uno a Roma, uno a Napoli ed
uno a Ginosa (TA), Galeoto, estremamente raro, parrebbe
siciliano di Ventimiglia di Sicilia nel palermitano e di
Castellammare del Golfo nel trapanese, Galeotta è
assolutamente rarissimo, dovrebbe trattarsi di
un'alterazione del cognome Galiotta che è specifico
pugliese del Salento in particolare, Galeotti è comune
in Toscana, Emilia, Marche settentrionali e Lazio,
Galeotto, molto molto raro, ha un ceppo veronese ed uno
in provincia di Latina, Galioto è del palermitano,
Galiotto è originario del veronese e vicentino, derivano
direttamente o con una lieve modifica dialettale, dal
nome medioevale
Galeottus, o
Galeotus
di cui abbiamo un esempio a Narni
nel 1400: "...aderat Galeottus Martius non ut dona
acciperet, sed ut dona regia faceto sermone
condiret...".
integrazioni
fornite da Aldo Banti
Galeotti di Gubbio è una antica e nobile famiglia
originaria di Gubbio ove esiste una
via dè Galeotti
poi trasferitasi a Gradoli (VT) ove ancora possiede un
palazzo del 1400 affrescato dal Sangallo: ebbe titolo di
marchese e conte dal Duca di Urbino, possedettero molte
terre intorno ad Acquapendente ed al lago di Bolsena ove
possedettero l'isola Martana ove fu relegata la regina
Amalasunta, sono imparentati con la storica famiglia
Farnese, con i Clement, con i Turchetti di Ancona e
nobili di Numana, con i Migneco di Augusta.
integrazioni
fornite da Giovanni Vezzelli
Galeota è un cognome lucano presente a Matera, anche
calabrese, napoletano e a Taranto: significa 'della
galea'. Fonte: G.
Rohlfs, Dizionario storico dei cognomi in Lucania, 1985. |
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GALETTA |
Galetta è un cognome tipicamente
meridionale, che sembrerebbe essere di origine albanese,
con un ceppo campano a Forino nell'avellinese ed uno
pugliese più consistente ad Altamura nel barese ed a San
Michele Salentinoe Ceglie Messapica nel brindisino, a
Bari e Taranto, dovrebbe derivare dal nome medioevale
Galetta
citato ad esempio nel Baldus di Teofilo Folengo
(1491-1544): "...Hic Brunellus adest, Gambo, Schiavina,
Lafrancus, ardet Amerigus, pariter bravegiante Galetta,
alter ballestram, fert alter tergore schioppum ...". |
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GALETTI
GALETTO |
Galetti è presente a macchia di leopardo in Lombardia,
Veneto ed Emilia, sembrerebbe avere un nucleo principale
nel cremonese, Galetto ha un nucleo torinese ed uno
padovano, dovrebbero derivare dal nome medioevale Gallo
(vedi Gallo). |
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GALFREDI
GALFREDO
GUALFREDO |
Galfredi, molto molto raro,
sembrerebbe lombardo e dovrebbe avere un ceppo nel
mantovano, Galfredo e Gualfredo, ancora più rari, sono
piemontesi, questi cognomi dovrebbero tutti essere di
origini longobarde e derivare dal nome medioevale di
origine germanica
Galifredus, o molto più
probabilmente dal nome longobardo
Walfred
o Waltfred,
ricordiamo con questo nome verso la fine del nono secolo
il conte longobardo di Verona Walfred latinizzato in
Gualfredus,
Margravio del Friuli. |
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GALGANI
GALGANO
GARGANI
GARGANO |
Galgani è tipicamente toscano,
dove è molto diffuso, ma presenta un ceppo anche
l'Aquila ed a Roma, Galgano è specifico della zona che
comprende Irpinia e potentino, Gargani ha un ceppo tra
fiorentino e pisano ed uno laziale, soprattutto a Roma,
nel romano e nel reatino e frusinate, Gargano è invece
diffuso in tutto il sud Italia, potrebbero derivare
dalla regione del Gargano, promontorio del foggiano, o
anche, ed è più probabile, dal nome medioevale
Garganus,
di origini celtiche dalla divinità celtica Gargan padre
di Belenon il dio celta della luce, o da
Galganus,
ricordiamo san Galgano beatificato nell'anno 1180, santo
divenuto famoso in tutto il mondo e ricordato ancora
oggi per il presunto miracolo della spada conficcata
nella roccia conservata appunto nella chiesetta di San
Galgano a Montassiepi; in uno scritto del 1165 si legge:
"Galganus Vulterranensis episcopus consensu canoncorum
se obligavit Silvestro abbas S. Marie de Serena se non
edificaturum ecclesiam in castro et burgo de Cluslino
nec litem facturum de ecclesiam S. Iacobi et S. Martini
iuxta muros de Cluslino.".
integrazioni
fornite da Fabio Galgani
Galgani è un cognome toscano mutuato esclusivamente dal
culto per San Galgano Guidotti, eremita e monaco
cistercense di Chiusdino (Siena), vissuto nel XII°
secolo, a cui è dedicata l'abbazia di San Galgano nei
pressi di Chiusdino. L'etimo del cognome, secondo studi
recenti basati sulle profezie apocalittiche di
Gioacchino da Fiore (1138-1202), conduce all'antico
paleonimo appartenuto alla località biblica di Gàlaad
(zona ad est del fiume Giordano occupata dalle tribù di
Ruben e Gad), anche nome personale maschile, da cui ebbe
origine la famiglia dei Galaaditi. Il nome Galaad
appartenne anche al
cavaliere vergine,
figlio di Lancillotto (ciclo arturiano), modello di
purezza, che rappresenta la cavalleria ispirata alla
totale spiritualità. (estratto dal volume di Fabio
Galgani Onomastica Maremmana, ediz. Centro Studi
Storici, 2000.- pagg.620.
integrazioni
fornite da Giovanni Vezzelli
Galgano è un cognome lucano presente a Ferrandina,
Migliónico, Trivigno e altrove; dovrebbe derivare dal
nome di Gallicano un comune nel Lazio. Fonte: G. Rohlfs,
Dizionario storico dei cognomi in Lucania, 1985. |
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GALGARO |
Quasi estinto sembrerebbe di origini venete, potrebbe
derivare da un soprannome originato dal mestiere di
caligarius (calzolaio), cioè chi produceva o commerciava
in scarpe (in latino calzatura = caliga), come potrebbe
essere un errore di trascrizione del cognome Calgaro.. |
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GALIANI
GALIANO |
Galiani ha un ceppo nel romano ed
uno nel napoletano, Galiano è diffuso in tutto il
centrosud, dovrebbe derivare dal nome medioevale
Galianus,
una forma alterata del più comune Galienus o Galenus
(vedi GALENI). |
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GALIE
GALIE' |
Tipici del Piceno, Galie è quasi
unico, mentre Galiè ha un ceppo importante ad Ascoli
Piceno, e, sempre nell'ascolano, a Roccafluvione, Castel
di Lama, San Benedetto del Tronto, Monteprandone e
Sant'Elpidio a Mare, dovrebbero entrambi derivare da una
forma apocopaica del nome medioevale
Galieno
(vedi GALENA). |
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GALIERI
GALIERO
GALLIERO |
Galieri, assolutamente rarissimo,
sembrerebbe del torinese, potrebbe derivare da errate
trascrizioni anagrafiche del cognome Galiero, che è
molto diffuso a Napoli, con buone presenze anche a
Casoria, Calvizzano, Villaricca e Marano di Napoli,
sempre nel napoletano e ad Aversa nel casertano,
Galliero, assolutamente molto molto raro, è anch'esso di
Napoli, sembrerebbero essere originari dell'areale
napoletano, potrebbero risalire all'epoca angioina e
derivare da nomi provenzali originati dal termine
galier
(bonaccione, uomo
allegro, di buonumore),
ma non si può escludere possa anche trattarsi di
modificazioni medioevali del nome latino
Galerius
o da una forma rotacistica del nome latino
Galienus,
uso riscontrato non raramente nel napoletano e
riscontrabile a volte anche in testi antichi. |
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GALIFFA
GALIFFI
GALIFFO
GALIFI |
Galiffa
è specifico del teramano, di Sant'Egidio alla Vibrata,
Sant'Omero, Torano nuovo, Martinsicuro e Nereto, Galiffi
e Galiffo sono quasi unici, Galifi è specifico della
Sicilia, di Palermo, Ravanusa nell'agrigentino, Ispica
nel ragusano, Sommatino nel nisseno e Trapani e Paceco
nel trapanese, dovrebbero tutti derivare dal nome arabo
Khalifa
derivato a sua volta dal termine
halif
(califfo),
che identifica il capo
supremo del paese, il
vicario del re, il
podestà, anche se non
si può escludere una derivazione da soprannomi originati
dal termine arabo alif
(grasso),
forse a sottolineare una corporatura particolarmente
abbondante dei capostipiti, l'immagine dell'elefante
nello stemma dei Galifi supporta entrambe le ipotesi. |
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GALILEI
GALILEO
GALLILEI
GALLILEO |
Galilei, molto raro, è
panitaliano, Galileo, altrettanto raro, è più tipico del
meridione, Gallilei, assolutamente rarissimo, è del
piacentino, Gallileo è praticamente unico, questi
cognomi dovrebbero derivare dal nome medioevale
Galileo,
attribuito al proprio figlio da genitori devoti in onore
di Gesù Cristo, il galileo per eccellenza, cioè
proveniente dalla regione ebraica della Galilea,
ricordiamo con questo nome il famosissimo scienziato e
filosofo italiano Galileo Galilei (1564-1642), non si
può escludere in qualche caso che il cognome stesse ad
indicare un'origine ebraica del capostipite. |
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GALIMI |
Galimi è tipico dell'area dello
stretto di Messina, di Reggio Calabria e di Messina,
dovrebbe derivare da un antico soprannome basato
sull'italianizzazione del termine arabo
haliim
(gentile, paziente). |
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GALIMBERTI
GALIMBERTO |
Galimberti è decisamente lombardo,
con un possibile ceppo in provincia di Reggio Emilia,
Galimberto è rarissimo ed ha la stessa origine milanese,
dovrebbero entrambi derivare dal nome medioevale di
origine germanica
Galimberto, che
dovrebbe derivare dal nome medioevale germanico
Waliberht,
composto dai termini
walah (estraneo,
straniero) e
berht
(illustre, luminoso),
come potrebbero anche avere la stessa origine del nome
medioevale francone
Guilbert (Gilberto), e
derivare dal nome germanico
Wilberht,
che nasce dall'unione dei termini
wille
(volontà)
e behrt
(illustre, luminoso).
integrazioni
fornite da Giovanni Vezzelli
Galimberti deriva dal nome germanico
Warinbert
con il significato di "difensore
illustre". La forma
esatta dovrebbe essere Garimberti; Galimberti è dovuto
alla trasformazione della l in r. |
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GALINA
GALINI
GALLINA
GALLINI
GALLINO |
Galina e Galini sono dovuti i ad
errori di trascrizione o a forme arcaiche dei seguenti,
Gallina è panitaliano, con un nucleo nella fascia che
comprende Piemonte, Lombardia, Veneto e Friuli, vari
ceppi in Emilia, Umbria, Lazio. Campania, Calabria e
Sicilia, Gallini ha un nucleo nel ferrarese ed uno in
Lombardia, Gallino è tipicamente ligure e piemontese,
dovrebbero derivare da vezzeggiativi del nomen latino
Galla,
ricordiamo Aelia Galla
Placidia (390 - 450),
figlia dell'Imperatore Teodosio, è ipotizzabile anche
un'origine da soprannomi e in alcuni casi possono
derivare da toponimi come Gallina (RC), (RG). Tracce di
queste cognominizzazioni le troviamo nel cuneese agli
inizi del 1300 con il notaio Guglielmo Gallina di
Gorrino (CN), in val Brembana nella seconda metà del
1500 con il giudice Iohannes Baptista Galina. |
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GALINELLA
GALINELLI
GALLINELLA
GALLINELLI |
Galinella e Galinelli sono quasi
unici, Gallinella ha un piccolo ceppo piacentino, ma il
nucleo si trova tra Umbria e Lazio, a Terni, Narni ed
Orvieto nel ternano ed a Spoleto, Città della Pieve e
Trevi nel perugino, a Roma ed a Bolsena nel viterbese,
Gallinelli ha un piccolo ceppo ad Ancona, con il nucleo
a Roma e Castelnuovo di Porto nel romano ed a Roccasecca
nel frusinate, dovrebbero derivare da forme
ipocoristiche composite italianizzate, originatesi sulla
base del nomen latino
Galla (vedi GALINA). |
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GALISAI |
Assolutamente rarissimo, dovrebbe esssere tipico di Teti
(NU), troviamo tracce di questo cognome a Mamoiada (NU)
nel 1735 dove Pedro Galisai viene insignito del
cavalierato e del titolo di nobiltà. |
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GALIZI
GALIZZI
GALLIZI
GALLIZZI |
Galizi, abbastanza raro, è del
centro Italia, forse del Piceno, Galizzi ha un ceppo nel
bergamasco, a San Giovanni Bianco in particolare, ma con
presenze molto significative anche a San Pellegrino
Terme e Bergamo, e comunque ben presente anche a
Valbondione, Almenno San Salvatore e Camerata Cornello,
ed uno a Palermo, Gallizi è praticamente unico, Gallizzi
è tipicamente calabrese, del reggino, di Maropati e
Rosarno e di Limbadi nel vibonese, dovrebbero derivare
dal nome medioevale tardo latino
Galitius,
ricordiamo con questo nome il padre cappuccino del 1600
Galitius de Carpenedolo, ma è pure possibile un
collegamento con la regione spagnola della Galizia, da
cui potrebbero aver tratto il nome i capostipiti, autore
di una summa sulla filosofia aristotelica, di queste
cognominizzazioni abbiamo tracce fin dal 1500. |
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GALIZIA
GALIZZIA
GALLIZIA
GALLIZZIA |
Galizia sembra avere più ceppi,
probabilmente non collegati, in Puglia, nel cosentino,
nel catanese, nel nisseno e nel siracusano, nel
napoletano, in Molise ed uno forse secondario nel
torinese, Gallizia ha un ceppo ligure ad Arnasco nel
savonese ed a Genova ed uno friulano nell'udinese a
Moggio Udinese ed Udine, Galizzia e Gallizzia sono
praticamente unici, sembrerebbero dell'udinese,
dovrebbero tutti derivare da
Galizia,
il nome di una regione spagnola all'estremo nordovest,
un principio di cognominizzazione lo troviamo a Meda nel
milanese nel 1500: "...Bernardinus filius quondam Isepi
de Galitia,...".
integrazioni
fornite da Salvatore Andrea Galizia
un ramo è originario della Sicilia, esattamente di
Mazzarino (CL) dove esistono alcune famiglie che portano
questo cognome; i Galizia mazzarinesi esistevano in loco
almeno dal 1500 come è comprovato da dati parrocchiali.
integrazioni
fornite da Giovanni Vezzelli
Galizia o Gallizia è un nome con cui si designava chi
era stato in pellegrinaggio a Santiago de Compostela. |
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GALLA |
Galla è tipico di Vicenza,
dovrebbe derivare dal nome latino
Galla
e si tratterebbe quindi di un matronimico, ricordiamo la
famosissima Galla Placidia, il cui mausoleo è visibile a
Ravenna, Galla era una principessa romana, figlia
dell'imperatore d'Oriente Teodosio. |
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GALLA' |
Gallà, abbastanza raro, è siciliano, con un ceppo a
Favara nell'agrigentino, dovrebbe derivare da un
soprannome basato sul nome della noce di Galla usata per
tinture, forse ad indicare nel capostipite un tintore. |
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GALLACCI
GALLACCIO |
Gallacci ha un piccolo ceppo a
Baceno e Domodossola nel verbanese ed uno a Lucca e
Pistoia, Gallaccio ha un ceppo fra frusinate e
casertano, ad Acquafondata, Sant'Elia Fiumerapido,
Cassino e Vallerotonda nel frusinate e Mignano Monte
Lungo nel casertano, potrebbero derivare da un
soprannome basato su di una forma ipocoristica
dispregiativa del termine
gallo,
ma potrebbe anche e più probabilmente derivare dal nome
medioevale latino
Gallacius: "..Plus
effectum est hoc tempore a Torstensonio quam si in
aperto campo hostem vicisset. Nam Gallacius, qui in
Holsatiam contendens credebatur habere 18 millia
militum, nunc vix quatuor millia secum trahit, omnes
enervatos, laboratos inedia, frigore, nuditate...". |
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GALLARATE
GALLARATI |
Gallarate sembrerebbe tipico di
Oleggio nel novarese, Gallarati ha un ceppo milanese ed
uno tra Castel San Giovanni e Piacenza, dovrebbero
derivare dal toponimo Gallarate (VA), di quest'uso
abbiamo un esempio in una Carta venditionis del 1185 ad
Angera (NO): "Anno dominice incarnacionis millesimo .C.
octuagesimo quinto, secundo die decembris, indicione
quarta. Cartam vendicionis ad proprium fecit Oliverus de
Fara, filius quondam Gallarati Bellexoris, de loco
Gallarate, qui professus est vivere lege Longobarda, in
manu Abundii, filii quondam Iohannis Marzoli de
Bugazate...". Tracce di queste cognominizzazioni le
troviamo almeno dal 1100, Pietro Gallarati fu uno dei
Capitani milanesi che nel 1172 vennero inviati a
combattere l'Imperatore Federico Barbarossa, già allora
i Gallarati facevano parte del patriziato milanese.
integrazioni
fornite da Giovanni Vezzelli
Gallarate o Gallarati è un cognome diffuso in Lombardia;
deriva dal toponimo Gallarate, nel 1476 testimoniato
come Galarà
e derivato dal personale latino "Galerius". |
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GALLARETO
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Gallareto, molto raro, è specifico dell'area che
comprende il savonese, l'astigiano a Mombaldone e
soprattutto l'alessandrino ad Acqui Terme, dovrebbe
derivare dal nome del paese di Gallareto, una frazione
di Cerreto d'Asti nell'astigiano. |
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GALLAS |
Molto raro è specifico della provincia di Gorizia,
dovrebbe avere origini austriaco-trentine, deriva dal
nome medioevale Gallasso, citato ad esempio nell'Orlando
innamorato di Matteo Maria Boiardo: "...E qual misèr
Tristano e qual Gallasso, - Qual altro cavallier de la
ventura - D'un tanto travagliar non serìa lasso...".
Nel 1600 troviamo a Trento il generale austriaco Matteo
Gallas, Conte di Campo e Duca di Lucerna, che successe
al Maresciallo Wallenstein al comando dell'esercito
dell'imperatore d'Austria Ferdinando II°. |
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GALLEGO |
Gallego, estremamente raro, è probabilmente di origine
spagnola, dovrebbe derivare dal termine latino gallicus
(indicante l'appartenenza all'etnia dei Galli), e
probabilmente si riferisce ad un galiziano, abbiamo un
esempio di questa cognominizzazione nel XII° secolo
quando riferendosi ad un personaggio di Malaga (Spagna)
si legge: "...Johanne Gallego vasallo meo, farniliari et
unico...". |
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GALLELLA
GALLELLI
GALLELLO |
Gallella, abbastanza raro, è
specifico di Catanzaro e Sellia Marina nel catanzarese,
Gallelli è tipicamente calabrese, della provincia di
Catanzaro anch'ess,o in particolare di Badolato,
Zagarise, Catanzaro e Soverato, Gallello, il meno
comune, ha qualche presenza sempre nel catanzarese,
dovrebbero derivare dall'italianizzazione del nome sia
arabo che turco Halil,
o dal nome ebraico
Hallel (preghiera), una
forma apocopaica del nome
Hallelujah. |
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GALLENI
GALLENO |
Galleni è specifico della zona di
Forte dei Marmi e Pietrasanta nel lucchese, Galleno,
molto raro, sembrerebbe dell'area di La Spezia,
dovrebbero derivare dal nome latino di origine greca
Gallenus
diversa grafia del nome
Gallienus o
Galenus
(vedi anche GALENI), ma è pure possibile una derivazione
dal nome di paesi come Gallena nel lucchese o Galleno
nel pisano; la famiglia Galleni veniva annoverata fin
dal 1600 tra i maggiorenti della città di Fucecchio nel
fiorentino. |
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GALLERANI
GALLERANO |
Gallerani è tipico della zona tra
Bologna e Ferrara, Gallerano, assolutamente rarissimo, è
presente in misura decisamente molto sporadica nel
centrosud, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Galleranus,
di cui abbiamo un esempio d'uso anche in Francia dove in
un testo si cita un tale Galleranus morto nel 1404:
"...Obiit magister Galleranus de Pendref, cantor, pro
quo habuimus, de vendicione domorum suarum claustralium,
trecentos octoginta tredecim francos duodecim solidos,
item in libris valorem ducentarum librarum parisiensum
et amplius ...", nome citato anche da Dino Compagni
nella sua Cronica delle
cose occorrenti nei tempi suoi:
"..A dì XII di maggio 1311 lo Imperadore con sua gente
cavalcò a Brescia, .. ..Un giorno messer Gallerano,
fratello dello Imperadore, grande di persona, bello del
corpo, cavalcava intorno alla terra per vederla, sanza
elmo in testa, in uno giubbetto vermiglio. Il quale fu
fedito d'un quadrello sul collo, per modo che pochi dì
ne visse...". Tracce di questa cognominizzazione le
troviamo in una fonte bernese del 1500, riferite ad un
Federico Gallerani di Milano : "...Fridericus Galleranus
von Meiland tradit regem et dedit sufragium Moro, id est
er hat lib und guot zuo im gesetz. Habet pueros; valent
bona VI milia tugatos ...", un Gallerani di Badia
Polesine, fu nel 1800 Professore all'Università di
Camerino.
integrazioni
fornite da Giovanni Vezzelli
II cognome Gallerani, poco rappresentato nel Modenese, è
d'origine locale. Una località
Gallirano,
unitamente a Monte Faustino (Monfestino), Farneta, Rocca
Santa Maria, si trova citata in una carta modenese del
1198. Possibile anche la derivazione da
Galleriano
udinese. Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel
Modenese. |
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GALLERINI
|
Di origine fiorentina, potrebbe derivare dal nome
medioevale Gallo, come dal vocabolo gallo (di etnia
gallica). |
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GALLESE |
Tipico di Avezzano (AQ) con un piccolo ceppo anche a
Roma dovrebbe derivare dal toponimo Gallese nel
viterbese. |
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GALLETTI
GALLETTO |
Galletti è diffuso in tutto il
centronord, Galletto ha vari ceppi: nel Piemonte
occidentale, nello spezzino, in Veneto, in particolare
nel padovano, ed in Sicilia, nell'agrigentino e
palermitano, dovrebbero derivare da soprannomi, ma anche
da ipocoristici del nome medioevale
Gallus,
come pure, anche se molto meno probabile, dall'etnico
della Gallia.
integrazioni
fornite da Giovanni Vezzelli
Galletti deriva dal personale medievale
Gallettus,
derivato da Gallus.
Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese. |
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GALLI
GALLO |
Galli
è panitaliano, ma con preponderanza nel centro nord,
Gallo diffusissimo in tutt'Italia, tutti questi cognomi
hanno diversa origine, alcuni derivano dal nome
medioevale Gallo, altri dal vocabolo gallo (di etnia
gallica), altri da toponimi quali: Gallo (FE) - (CE),
Gallo Bolognese (BO), Gallo di Grinzane (CN), Gallo di
Petriano (PS), Gallo di Tagliacozzo (AQ) ecc. |
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GALLIANI
GALLIANO |
Galliani sembra lombardo emiliano,
ma con un piccolo ceppo anche tra Pescara e Chieti e nel
genovese, Galliano è specifico piemontese, del cuneese e
torinese in particolare con ceppi secondari anche in
Liguria, mentre nel napoletano esiste un altro ceppo
probabilmente primario, potrebbero derivare in alcuni
casi dal nomen latino
Galienus, ma più
probabilmente prendono il nome dalla
Gens Gallia,
una famiglia plebea probabilmente originaria dell'alto
Lazio, in una lapide dell'epoca romana si legge:
"C(aius) Gallius C(ai) lib(ertus) / Tertius v(ivus) /
f(ecit) sibi et / Galliae C(ai) lib(ertae) / Suadrae /
uxori", in alcuni casi possono derivare da antichi
toponimi come si evince nel
Codice Diplomatico della Lombardia
Medioevale in una
sentenza del 10 gennaio 1200 in Milano: "...Interfuerunt
testes Rogerius et Mussus qui dicuntur Sallarii,
Guilielmus Calciagrixa, Carnevarius de Vicomercato,
Arnaldus de Canturio de laicis; de clericis dominus Ugo
de Ozano, sancte Mediolanensis Ecclesie ordinarius, et
presbiter Ardericus, prepositus plebis de Galliano, et
Petrus de Baira et alii plures, tam de laicis quam de
clericis...". Tracce di queste cognominizzazioni si
trovano nel milanese fin dal 1500, a Villapizzone in un
atto della parrocchia di Villapizzone (MI), datato 1557,
il parroco è Don Giovanni Maria Galliani.
integrazioni
fornite da Giovanni Vezzelli
Alcuni studiosi ipotizzano la derivazione del cognome
Galliani dal nome di persona
Galliano
(ricalcato su quello di un popolare personaggio dei
romanzi cavallereschi,
Gawayn o
Galvano),
oppure dal toponimo
Gallio, nel Bleggio in
Trentino, derivato a sua volta dal nome personale latino
Caio,
Gaio
o Gallius.
Esiste anche un toponimo
Galliano
in provincia di Grosseto. |
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GALLICO |
Gallico potrebbe essere della provincia di Reggio
Calabria, deriva dal toponimo Gallico (RC). |
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GALLIERA
GALLIERI |
Galliera è molto diffuso nel
ferrarese a Ferrara, Bondeno, Portomaggiore e Argenta ed
a Bologna, Gallieri, meno comune, è sempre del
ferrarese, di Cento e Ferrara, dovrebbero derivare dai
nomi dei paesi di Galliera nel bolognese o di Galliera
Veneta nel padovano, paesi i cui toponimi dovrebbero
aver avuto origine dalla
Gens Galeria,
è anche possibile che possano in qualche caso, con lo
stesso meccanismo, derivare direttamente da quella Gens
romana di origini sabine, bisogna considerare che la
Gallia Cisalpina in epoca repubblicana ed imperiale era
stata ascritta a quella Gens. |
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GALLIMBENI
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Gallimbeni, quasi unico,
probabilmente piemontese, anche se di origine siciliana,
dovrebbe trattarsi di un'alterazione del cognome
Saglimbeni,
effettuata probabilmente in un ufficio anagrafico
piemontese forse a causa di una difficoltà nel capire la
pronuncia del denunciante. |
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GALLINARA
GALLINARI
GALLINARO |
Gallinara è unico, Gallinari oltre al nucleo laziale
nella zona tra Roma, Civitavecchia, Anzio e Latina, ha
ceppi a Reggio Emilia, Piacenza e a Milano nel
lodigiano, Gallinaro è tipico di Padova, Albignasego,
Maserà di Padova e Treviso, potrebbero derivare dal
mestiere di allevatore di pollame, in qualche caso da
toponimi come Gallinaro (FR) in altri da soprannomi
scherzosi. |
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GALLIONE
GALLIONI |
Gallione è tipico dell'area
ligure, piemontese, con un ceppo a Torino, a Fontanile
nell'astigiano e ad Acqui Terme nell'alessandrino ed a
Genova, Gallioni, quasi unico, sembrerebbe della
Lombardia nordoccidentale, dovrebbero derivare dal
cognomen latino Gallione,
si chiamava Gallione anche il fratello del filosofo
Seneca consigliere di Nerone, ed il nome era molto in
uso anche successivamente: ".. Confecta nunc erat in
Britannia Romanorum imperii periodus, quadringentisimus
septuagesimus sextus, nimirum a Caesaris ingressu annus,
cum Valentiniano III imperante, Romani transvectis a
Gallione illo ad Galliam defendendam copiis, et defossis
thesauris, Britanniam sua iuventute crebris delectibus
exhaustam, omnique praesidio nudatam Pictorum et
Scotorum immanitati reliquerunt. Unde Prosper Aquitanus
vere scripsit, Hac tempestate prae invaletudine
Romanorum vires funditus attenuatae Britanniae. Et
noster Malmesburiensis ..". |
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GALLONE
GALLONI |
Gallone ha un ceppo laziale, uno
pugliese ed uno catanese, Galloni parrebbe emiliano con
ceppi anche in Lombardia, entrambi questi cognomi hanno
diverse possibili origini, possono derivare dal nome
medioevale Gallone di cui abbiamo un esempio in questo
scritto del VIII° secolo: "...Ego Ruothaus complacuit
mihi, ut aliquam basilicam aedificarem in honorem Dei et
sancti Galloni.", può anche discendere dall'etnico gallo
o di etnia gallica, altri da toponimi quali: Gallo (FE),
Gallo Bolognese (BO), o Gallone (BG), di cui abbiamo un
esempio che si trova nel
Codice Diplomatico della Lombardia
medioevale sotto l'anno
1040 a Chiuduno (BG): "...Sesta pecia que est silvata,
locus Gallone, est per mensura iusta iugies quattuor cum
tabulis duocenti quinquaginta quattuor: coerit ei da
omnibus partibus Sancti Marii....". Tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo a Pisa in un documento del
1209 dove è citato un certo Guido Gallone
integrazioni
fornite da Cosimo de Giovanni de Centelles
Pare che la famiglia sia o di origine greca o autoctona
della regione salentina. La famiglia era presente in
Tricase (LE) dove svolgeva l'attività del commercio, un
primo Gallone presente nei documenti è un certo Angelo
I° morto nel 1546. Di sicuro la famiglia era stanziata a
Tricase a partire dalla prima metà del secolo XVI°, come
risulta dagli indici dei battezzati della matrice.
Giovan Angelo Gallone fu il primo barone di Tricase nel
1592 un tempo proprietà dei Del Balzo. Solo nel 1600 la
famiglia otterrà dal sovrano di Spagna il titolo di
Principe di Tricase allargando i suoi possedimenti in
tutta Terra d'Otranto, Calabria, Campania e Basilicata.
Ultima rappresentante della famiglia fu la principessa
Maria Bianca Gallone. Oggi il titolo è stato trasmesso
ai suoi discendenti nella persona del Conte Guerri
Dall'Oro per mezzo della figlia di Donna Maria Bianca,
Simonetta Civitella della Posta Guerri Dall'oro come si
depositò presso l'Archivio di Stato di Genova - nel 1965
- L'Archivio Privato dei Gallone. Dal 1997 la famiglia
Guerri dall'Oro si fregia dei titoli di Gallone di
Tricase e Moliterno. L'Archivio Privato fu trasferito da
Genova a quello di Lecce attualmente sotto studio.
Esiste un libro su tale archivio, autrice la d.ssa
Donatella Lala De Giorgi.
Arma: D'oro al gallo al naturale fermo su d'un monte di
verde movente dalla punta, col capo d'azzurro caricato
da una cometa d'oro posta in fascia. |
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GALLOPPA
GALLOPPI
GALLOPPO
GALOPPA
GALOPPI
GALOPPO |
Galloppa è marchigiano,
specificatamente di Matelica (MC) e di Amandola (AP),
Galloppi e Galloppo, estremamente rari, parrebbero
napoletani, Galoppa eè del tarentino, Galoppi ha un
ceppo aretino ed uno romano, Galoppo è napoletano.
integrazioni
fornita da Stefano Ferrazzi
Galloppa presenta ceppi maggiori nell'ascolano, nel
maceratese e nel romano, Galloppi e Galloppo, rarissimi,
sono originari del napoletano, Galoppa, anch'esso molto
raro, è tipico per lo più di Grottaglie (TA), Galoppi si
riscontra maggiormente nell'aretino e nel romano,
Galoppo ha un nucleo principale fra il napoletano e il
casertano, ma è presente anche nel nord e centro nord
del paese, tutti questi cognomi traggono origine dal
termine galoppo o galuppo, col significato di saccardo,
salmerista, colui cioè che, negli eserciti medievali,
aveva l'incarico di trasportare tutto l'occorrente di
cui i soldati avevano bisogno (sacchi, arnesi,
vettovaglie, etc.); in alcuni casi, tuttavia, non si può
escludere che galoppo sia anche una variante di
galoppino, termine che viene oggi usato in senso
spregiativo, ma che un tempo significava semplicemente
corriere, messaggero. Ad ogni modo, dunque, si tratta
delle cognominizzazioni di nomi di mestiere attribuiti
ai capostipiti. |
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GALLOPPINI
GALOPPINI |
Galloppini, quasi unico,
sembrerebbe piemontese, Galoppini ha presenze nel
bresciano ed un ceppo in Toscana, a Livorno e San
Vincenzo nel livornese ed a Pisa, dovrebbero derivare da
un soprannome originato dal termine italiano arcaico
galoppino
(corriere, messaggero),
probabilmente ad indicare che il capostipite avesse
svolto quel tipo di compito. |
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GALLOTTA
GALLOTTI
GALLOTTINI
GALOTTA |
Gallotta è distribuito a macchie
di leopardo in tutt'Italia, sembrerebbe avere un nicleo
tra le provincie di Napoli e Salerno ed uno nel
lodigiano e milanese, Gallotti ha un ceppo tra Milano e
Pavia, con nuclei anche nel varesotto, in provincia
dell'Aquila e nel napoletano, Gallottini abbastanza raro
è probabilmente del milanese, Galotta è originario del
potentino. Tutti questi cognomi hanno diversa origine,
alcuni derivano dal nome medioevale
Galeotto,
altri, forse, da toponimi con alla radice il termine
Gallo.
integrazioni
fornite da Giovanni Vezzelli
Gallotta è un cognome lucano presente a Matera,
Metaponto, Potenza e spesso altrove, anche calabrese e a
Napoli: significa 'donna
della famiglia Gallo'.
Fonte: G. Rohlfs, Dizionario storico dei cognomi in
Lucania, 1985. |
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GALLUCCI
GALLUCCIO
GALLUZZI
GALLUZZO |
Gallucci è tipico del centrosud, Galluccio ha un ceppo
nella Campania centro settentrionale, nel reggino ed in
provincia di Roma, Galluzzi è presente a macchia di
leopardo, con un nucleo in Toscana, che potrebbe
originare dal nome di località Galluzzo frazione di
Scandicci (FI), nelle Marche, nel Lazio e nel barese,
Galluzzo sembra avere un nucleo principale nella Sicilia
occidentale, nel reggino e nel brindisino, con ceppi,
forse non secondari, in Campania che potrebbe derivare
dal toponimo Galluccio (CE) e nel Lazio, dovrebbero
derivare dal nome latino Gallutius: "Hic demum labor
est, hoc opus, rem vulgo ignoratam patefacere et in
hereditatem poetici iuris asserere, quo in genere
eruditissimus saeculi nostri Tarquinius Gallutius
Sabinus tribus perpetuis orationibus feliciter laboravit
ostenditque...". Traccia di questa cognominizzazione la
troviamo a Naso (ME) nel 1500 con il vice portolano Cono
Galluzzo, a Pofi (FR) sempre nel 1500 con un certo
Domenico Galluzzo. |
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GALLUPPI
GALLUPPO
GALUPPI
GALUPPO |
Galuppi ha un ceppo nel padovano,
un nucleo emiliano tra ferrarese e bolognese ed uno
laziale nelle province di Roma e Frosinone ad Alatri in
particolare, Galluppi, molto raro, sembrerebbe specifico
della fascia centrale, del teatino, del romano e del
latinense, è probabilmente dovuto ad un errore di
trascrizione del primo, Galluppo è praticamente unico,
Galuppo ha un ceppo nel padovano, uno a Montagano nel
campobassano ed uno in Sicilia, potrebbero derivare da
soprannomi basati sul termine medioevale
galuppo,
col significato di addetto alle salmerie ed ai
rifornimenti, colui cioè che, negli eserciti medievali,
aveva l'incarico di trasportare quanto fosse necessario
per il sostentamento e l'abbigliamento delle truppe.
integrazioni
fornite da Francesco Federico Galuppi
potrebbero derivare da soprannomi connessi con il
termine galoppo, originati da caratteristiche
comportamentali del capostipite. Personaggi di rilievo
sono stati il musicista e compositore veneziano
Baldassarre Galuppi (1706-1785) ed il filosofo calabrese
Pasquale Galluppi nato a Tropea (CZ) nel 1770. |
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GALMARINI
|
Tipico di Tradate Galmarini
potrebbe derivare da un ipocoristico del nome di origine
germanica Galmar,
ma molto più probabilmente deriva dal cognome spagnolo,
abbastanza diffuso,
Galmarino e potrebbe
quindi risalire al 1540 epoca dell'occupazione spagnola
del milanese. |
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GALMOZZI
|
Galmozzi è tipicamente lombardo,
di Milano, del sudmilanese, cremonese e lodigiano, di
difficile interpretazione, si può ipotizzare una
derivazione dalla località di Galmus della Linguadoca in
Francia, o anche da un ipocoristico dialettale del nome
di origine germanica
Galmar, improbabile
invece una connessione con il nome e cognome rumeno
Galmoz o con lo slavo Galmuz. |
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GALTAROSSA
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Galtarossa è specifico di Padova e
di Ponte San Nicolò e Maserà di Padova, dovrebbe
derivare da un soprannome originato dal termine veneto
arcaico galta
(guancia, mascella),
ad indicare probabilmente che il capostipite avesse
delle guance rosse per l'abbondante irrorazione
sanguigna forse dovuta all'abuso di vino, è possibile,
anche se improbabile, un riferimento al nome del paese
di Galta, una frazione di Vigonovo nel veneziano ai
confini con il padovano. |
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GALTIERI
GALTIERO |
Galtieri è tipico del sud, di Ferrandina nel materano,
di Orsomarso nel cosentino, del reggino e della Sicilia
orientale di Messina e di Agira (EN), Galtiero,
praticamente unico, è probabilmente dovuto ad un errore
di trascrizione del precedente, derivano da forme
contratte del nome germanico Gualtieri. Tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo a Messina nella seconda
metà del 1000 con il cavaliere Giosuè Galtieri, al
seguito delle truppe del Duca Roberto il Guiscardo. |
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GALUPPINI
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Di origine bresciana al confine
con il mantovano, dovrebbe derivare da un soprannome
originato dal termine dialettale
galupìn
(servo
addetto alle incombenze esterne della casa). |
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GALVAN
GALVANI
GALVANIN
GALVANINI
GALVANINO
GALVANO |
Galvan è tipico del Veneto e del
Trentino, con massima concentrazione nel vicentino,
Galvani è diffuso in Lombardia, Emilia e Romagna,
veronese e pesarese, Galvanin, molto raro, è del
vicentino, Galvanini anch'esso molto raro è specifico
della zona di Verona e paesi a nordovest della città,
Galvano è decisamente siciliano, derivano dal nome
medioevale italiano
Galvanus di cui abbiamo
esempi nel catanese a Castiglione di Sicilia nel 1200,
in uno scritto del 1297 si legge: "...observando abinde
que in actis supradicte magne regie Curie continetur et
pro idem iudex Galvanus non paruit predicte sentencie
nec adimplevit alia contenta in actis eisdem..." , a
Vicenza dove la campana della chiesa di San Vincenzo
reca scritto: "Magister Galvanus de Vincencia me fecit
MCCCCXVII" e a Milano con il frate domenicano e illustre
storico.Galvanus Flammae vissuto nel periodo a cavallo
tra il 1200 ed il 1300. Tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo a Rimini nel 1500 con Suor
Laura Galvani madre Superiora del convento delle
Umiliate della Penna nel Montefeltro, personaggio famoso
è stato il medico e chirurgo, fisico e biologo bolognese
Luigi Galvani (1737 - 1798 ) (famoso per i suoi studi
sull'elettricità biologica De viribus electricitatis in
motu musculari commentarius). |
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GALZIO |
Galzio, quasi unico, sembrerebbe
abruzzese, dovrebbe derivare dal nome medioevale di
origine gallico germana
Galtius, secondo altri
sarebbe invece dovuto ad una forma contratta del nome ed
etnico Galatius. |
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GAMALERI
GAMALERIO
GAMALERO |
Gamaleri è della zona ligure, piemontese, di Genova e di Novara
e dell'alessandrino, Gamalerio, molto molto raro, è specifico
del pavese, Gamalero ha un ceppo nell'alessandrino, a Cassine,
Alessandria e Novi Ligure, ed a Torino, ed uno a Genova, questi
cognomi dovrebbero derivare dal nome del paese di Gamalero
nell'alessandrino, secondo un'altra ipotesi potrebbero derivare
dal termine longobardo gamahalos
(parente acquisito, testimone). |
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GAMBA
GAMBE
GAMBI
GAMBO |
Gamba
è molto diffuso in tutto il nord, con ceppi anche nel lucchese,
pisano e livornese, nel pesarese, a Roma e nel latinense, nel
napoletano e nel cosentino, Gambe, che sembrerebbe unico, è del
reggino, Gambi è diffuso soprattytto nel ravennate, ma con
discrete presenze anche nel bolognese, forlivese e fiorentino ed
un piccolo ceppo anche nell'anconetano, Gambo, quasi unico, è
probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione, questi
cognomi dovrebbero derivare da una forma apocopaica del nome
longobardo Gambara
(vedi GAMBARA), anche se non si può escludere che in qualche
caso possano essere derivati da soprannomi originati da una
caratteristica fisica del capostipite, come la velocità nella
corsa o l'avere delle gambe più lunghe del normale. |
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GAMBACCI
GAMBAZZA
GAMBAZZI |
Gambacci, quasi unico, è dell'aretino, Gambazza è tipicamente
emiliano, del piacentino e del parmense, di Fiorenzuola d'Arda,
Piacenza e Carpaneto Piacentino nel piacentino e di Fidenza,
Salsomaggiore Terme e Fontanellato nel parmense, Gambazzi, molto
molto raro, è del cremonese, questi cognomi dovrebbero derivare
dal nome e soprannomne medioevale
Gambacia,
che troviamo rappresentato in terra veneta da un tale dominus
Benedictus Gambacia iudex, a Padova in uno scritto del 1247
viene indicato come teste un certo Ricardino Gambacia. |
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GAMBACORTA
GAMBACURTA
GAMMACORTA
GAMMACURTA |
Gambacorta
ha un ceppo nel barese, uno nel palermitano ed altri più piccoli
sparsi nel centro sud, Gambacurta ha un ceppo a Montefalco nel
perugino, uno piccolo a L'Aquila, uno a Roma ed a Terracina nel
latinense ed uno in Sicilia a Calatabiano nel catanese ed a
Valguarnera Caropepe nell'ennese, Gammacurta, sempre siciliano,
è specifico di Campobello di Licata nell'agrigentino, Gammacorta
ha qualche presenza a Roma ed in Sicilia, dovrebbero tutti
derivare, anche attraverso alterazioni dialettali, da soprannomi
legati alla caratteristica fisica dei capostipiti di avere delle
gambe corte. Nel 1300, a Frasso (BN) si trova la nobilissima
famiglia dei Gambacorta principi e signori di Frasso e a Pisa
nella seconda metà del 1300 se ne teme il ritorno: "...et voleva
che s'osservassi quattro chapitoli chon saramento et onore
misser lo inperadore: l'uno, che quando entrasse in Pisa non ci
avessi romore né prima né poi; lo sichondo, che parte niuna o si
richordasse se non quella dello inperadore; lo terzo, che niuno
ardischa di fare chontra la sua cesaria maestà, lo quarto che
niuno dessi né aiutorio favore alla tornata de'
Ghanbachorti....". |
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GAMBADAURO
GAMBADORI
GAMBADORO |
Gambadauro
è un cognome assolutamente rarissimo, parrebbe anch'esso del
messinese, come Gambadoro di cui è probabilmente una forma
arcaica e che è specifico di Messina, Gambadori, è
caratteristico di Jesi nell'anconetano, dovrebbero derivare da
un soprannome probabilmente legato ad un episodio militare
riferentesi ad una gamba d'oro, il casato dei Gambadoro nel
XVIII° secolo era titolare di feudo nel foggiano con il titolo
di Baroni di Lucera e nel Molise con il titolo di Baroni di
Chiauci nell'iserniese, troviamo tracce di queste
cognominizzazioni almeno dal 1700, a Limina (ME) nel 1750 opera
un orafo che si chiama Pietro Gambadauro, famoso per una sua
opera di Mineralogia. |
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GAMBARA
GAMBARI
GAMBARO |
Gambara,
molto raro, è tipico del parmense, Gambari, sempre raro, è del
bolognese, Gambaro ha più ceppi, in provincia di Venezia, nella
zona di Mira, Mirano, Dolo e Salzano, nel varesotto e a Genova,
dovrebbero derivare dal nome longobardo
Gambara
citato anche da Paolo Diacono nella sua , Historia
Langobardorum: "...Horum erat ducum mater nomine Gambara, mulier
quantum inter suos et ingenio acris et consiliis provida; de
cuius in rebus dubiis prudentia non minimum confidebant...", ma
in alcuni casi possono anche derivare dal toponimo Gambara (BS)
ai confini con il cremonese, o dalla località Gambaro nel
piacentino ai confini con il genovese, o anche da soprannomi
legati al vocabolo gambero
come si evince in alcuni casi dallo stemma. Tracce di questa
cognominizzazione le troviamo ad esempio nel 1050 a Pralboino
(BS) dove nasce Alghisio Gambara, uno dei combattenti della lega
lombarda, nel 1354 l'imperatore Carlo IV° investe il conte
Maffeo Gambara del feudo di Ostiano (CR).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Gambari e Gambarini sono cognomi dell'Emilia Romagna. Derivano
dal cognome base GAMBARO che risale probabilmente ai toponimi
Gamberi
(Rivoschio - Forlì) o Gambaro
(Piacenza) o ancora Gambara
(Brescia), tutti derivati dal latino 'gambarus'
= gambero acquatico.
Possibile anche la derivazione da un nome personale di origine
germanica e di tradizione longobardica,
Gàmbara,
sia femminile che maschile. Altrettanto possibile un incrocio
con il cognome Gamba. |
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GAMBARDELLA
GAMBARDELLI
GAMBARDELLO |
Gambardella è tipico di Napoli, Castellammare di Stabia,
Pozzuoli, Sorrento, Bacoli, Gragnano, Portici, Casalnuovo di
Napoli, Piano di Sorrento, San Giorgio a Cremano, Visciano,
Melito di Napoli, Casoria, Giugliano in Campania e Torre del
Greco nel napoletano e nel salernitano di Nocera Inferiore,
Amalfi, Salerno, Pagani, Cava de' Tirreni, Minori, Ravello,
Nocera Superiore, Battipaglia, Pontecagnano Faiano, Atrani,
Maiori, Vietri sul Mare e Castel San Giorgio, Gambardelli,
assolutamente rarissimo, sembrerebbe specifico del reggino,
Gambardello, quasi unico, è campano e dovrebbe essere dovuto ad
un errore di trascrizione del primo, tutti questi cognomi
dovrebbero derivare da una forma ipocoristica del nome
medioevale germanico Gamalbertus,
a sua volta composto da gamal
(vecchio)
e bertha
(luminoso, splendente),
ma è pure possibile una derivazione dal nome di origine
longobarda Gambardus,
o anche dal cognome francese
Gambard, giunto in epoca
normanna in Campania. Nel 1700 troviamo i Gambardella citati tra
le famiglie nobili di Amalfi.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Gambardella è un cognome campano ma molto diffuso in tutta
l'Italia peninsulare. Si ricollega, quasi certamente, al nome
femminile longobardo Gàmbara,
citato da Paolo Diacono nella sua "Storia". |
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GAMBARETTI
GAMBARETTO |
Gambaretti, molto raro, è tipico di Pontevico (BS), Gambaretto è
specifico del veronese di San Giovanni Ilarione e dintorni,
dovrebbero derivare da toponimi come Gambara (BS) o direttamente
dal nome longobardo Gambara. (vedi Gambara) |
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GAMBARINI
GAMBERINI |
Gambarini
è tipico della bergamasca, milanese e bresciano, dovrebbe
derivare dal toponimo Gambara (BS), Gamberini è specifico
dell'area che comprende le province di Bologna, Ferrara e
Ravenna, dovrebbero derivare dal nome medioevale Gambarus, di
cui si hanno tracce ad esempio nel Codice Diplomatico della
Lombardia Medioevale dove, in un atto del 1166 si legge: "...Ego
Sozo Gambarus, notarius sacri palatii, hoc exemplum ab
hautentico exemplavi ..." e in un atto del 1192, si legge:
"...Die sabbati quintodecimo kalendas decembris, in civitate
Mediolani. Sententiam protulit Iacobus qui dicitur Gambarus
consul Mediolani, et cum eo Giggottus de Mairola et Arnaldus
iudex qui dicitur de Superaqua similiter consules,...". Tracce
di questa cognominizzazione si hanno in epoca angioina con
l'alessandrino Dullio Gamberini professore in Legge: "Quoniam
cunctos litteratorie scientie amatores expedit dare operam
studio indefesso ut sua in evum memoria relinquatur, ideo ego
Dulius Gambarinus de Alexandria, legum professor, curavi de
talento credito super feudis sociis relinquere...". |
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GAMBATESA |
Estremamente raro, sembrerebbe molisano e pugliese, deriva dal
toponimo Gambatesa (CB), è improbabile una discendenza dai conti
di Gambatesa, casato iniziato nel.XIII° secolo con Riccardo
Pietravalida signore di Gambatesa vassallo degli Angiò, chiamato
anche Riccardo di Gambatesa , i cui discendenti proseguirono il
cognome paterno Pietravalle o Pietravallida, mentre la figlia
sposata ad un Monforte ebbe il privilegio di aggiungere ai
propri discendenti il proprio cognome creando il ramo dei
Monforte Gambatesa. |
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GAMBATO |
Gambato è tipicamente veneto del Veneziano, padovano e rovigoto,
particolarmente diffuso a Padova, Mirano (VE) ed Adria (RO),
dovrebbero derivare dall'essere il capostipite figlio di un
Gamba, il suffisso -ato
in Veneto sta per il figlio di,
in questo caso di un Gamba, cognome abbastanza diffuso in
Veneto. |
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GAMBELLA
GAMBELLI |
Gambella ha un nucleo originario marchigiano ad Ancona, che
potrebbe anche derivare dal toponimo Gambellara (RA), ed uno
originario sardo nel sassarese, entrambi possono derivare da un
soprannome legato al diminutivo del vocabolo gamba, così come
Gambelli, che è tipico della fascia che comprende la Toscana, le
Marche settentrionali e l'Umbria, con maggior concentrazione nel
senese, nel pesarese e nell'anconetano, presenta un ceppo
significativo anche a Roma, si deve comunque considerare la
possibilità che questi cognomi possano essere derivati dal
termine medioevale gambello
(tipo di lana
usata soprattutto per cappelli), forse ad indicare così il
mestiere del capostipite. |
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GAMBERALE |
Gamberale, molto raro, sembrerebbe del centro Italia, potrebbe
derivare da una modificazione del nome longobardo
Gambara
(vedi Gambara) |
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GAMBINA
GAMBINI
GAMBINO |
Gambina,
abbastanza raro, è del trapanese, Gambini è diffuso nella fascia
che comprende Emilia, Toscana, Marche, Umbria e Lazio, Gambino
sembrerebbe tipicamente siciliano, ma presenta ceppi anche nel
genovese, in Piemonte, in Campania e nella Puglia
settentrionale, dovrebbero tutti derivare da soprannomi
originati dalla caratteristica fisica di avere delle gambe
corte, tracce di quest'uso si trovano a Palermo fin dal 1300 con
un certo Gambinus de Thetis e, nell'astigiano alcuni atti datati
1305 sono redatti dal notaio Astexanus Gambinus. |
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GAMBOS
GAMBOSI
GAMBOSO |
Gambos è praticamente unico, Gambosi, assolutamente rarissimo,
sembrerebbe originario del lucchese, con qualche sparuta
presenza anche nel Lazio, Gamboso, altrettanto raro, sembrerebbe
friulano, dovrebbero derivare da un soprannome originato dal
termine arcaico gamboso
(persona dalle gambe grosse),
probabilmente una caratteristica fisica dei capostipiti. |
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GAMMAUTA |
Gammauta è tipico di Palermo, dovrebbe derivare dal nome del
lago Gammauta
vicino a Palazzo Adriano nel palermitano, il cui nome dovrebbe
derivare dall'italianizzazione di un nome arabo di località
ayn mauta,
con il significato di sorgente
esaurita. |
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GAMMI
GAMMO
GAMMONE |
Gammi è unico, Gammo, quasi unico, sembrerebbe calabrese,
Gammone ha un ceppo a Napoli ed Ottaviano ed uno a Venosa nel
potentino, dovrebbero derivare dal nome longobardo
Gammo,
Gammonis,
di cui abbiamo un esempio d'uso in questo scritto dell'anno 879:
"... E contra vero praefatus Gundpertus aduocatus, consentiente
domino suo Episcopo, tradidit de rebus S. Emmerammi ante
nominato Gundbatoni venerabili diacono quod Chezil Dux iam
quondam pro remedio animae suae ad praedictum sanctum condonauit
iuxta amnem, qui dicitur Raba; ea scilicet ratione, quatinus
idem Gundbato ambas res illas firmiter atque vtiliter possideat
vsque ad obitum suum. Post vero integriter cuncta ad saepe iam
dictum Dei sanctum redigantur, et restituantur. Et vt haec
auctoritas traditionis firmior habeatur, subnotati testes per
aures trahuntur: Polo, Iacob, Reginhoh, Solomon, Eckirih,
Hadamar, Avo, Fastmot, Gotaperht, Irmperht, Heripold, Unlaz,
Pernhart, Herrant, Engilscalh, Erchanperht, Reginhart, Strupo,
Hungis, Ambricho, Liutperht, Sigihart, Vuicker, Patto. Item Auo,
Suuitker, Gammo, Adalrih, Salacho. ...". |
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GAMPER
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Gamper è tipicamente altoaltesino, di Merano, Ultimo, Lana,
Parcines, Lagundo, Maturno, Velturno, Marlengo, Bolzano,
Senales, Laces, Chiusa, Tirolo, Bressanone, Renon, San Genesio
Atesino e di tutta la provincia di Bolzano, potrebbe derivare da
Gampar
(il potente),
un nome germanico presente anche fra i Longobardi come
Gambara
(vedi Gambara), o potrebbe anche derivare dal nome germanico
Gambert. |
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GAMUZZA |
Tipico della provincia di Enna.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Gamuzza è cognome siciliano variante di
Gambuzza
(piccola gamba),
per sincope della consonante 'b'. |
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GANADO
GANADU |
Ganado
è un cognome maltese, Ganadu è tipico di Sassari, Ozieri,
Perfugas e Porto Torres, dovrebbero entrambi derivare dal
vocabolo spagnolo ganado
(bestiame, bovini),
probabilmente ad indicare lo stato di benestanti e l'origine
spagnola dei capostipiti. |
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GANASSALI |
Tipico
lombardo, del milanese e lodigiano è molto molto raro, potrebbe
derivare da un soprannome dialettale indicante le strisce di
cuoio che collegano il morso alle briglie, forse indicando nel
capostipite un carrettiere. |
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GANASSI |
Ganassi è specifico del reggiano e del modenese, di Scandiano,
Reggio Emilia e Viano nel reggiano e di Carpi e Modena nel
modenese, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale basato
sul termine reggiano ganassi
(morsa,
ma anche ganasce,
riferito ad un mangione), forse ad indicare il mestiere di
fabbro svolto dal capostipite. |
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GANASSIN
GANASSINI |
Ganassin è tipicamente veneto, del vicentino, di Rosà, Cassola,
Rossano Veneto, Bassano del Grappa, Tezze sul Brenta e Romano
d'Ezzelino, e di Riese Pio Decimo e Casier nel trevigiano,
Ganassini, più raro, è del veronese, di Pescantina, Verona e
Bussolengo, dovrebbero derivare da un soprannome originato da
una forma ipocoristica originata dal termine veneto
ganassa (guancia,
mascella), forse ad indicare
che i capostipiti fossero delle buone forchette e fossero soliti
mangiare in modo abbondante, o anche che avessero delle gote
paffute. |
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GANCI
GANGI |
Ganci è
più del palermitano e Gangi è più del catanese e del nisseno,
dovrebbero tutti derivare dal toponimo Gangi (PA). (vedi anche
Cancemi) |
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GANDELLI |
Decisamente lombardo, nelle provincie di Brescia, Bergamo,
Milano e Cremona, potrebbe derivare dal toponimo Gandellino
(BG). |
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GANDINI
GANDINO |
Gandini è un cognome settentrionale, con un forte nucleo in
Piemonte nelle provincie di Asti ed Alessandria ed in Lombardia
nelle provincie di Pavia, Milano, Lodi, un altro ceppo nel
bresciano e mantovano ed in Emilia tra Reggio Emilia e Bologna,
Gandino è tipico dell'area che comprende il torinese, il
cuneese, l'astigiano, l'alessandrino ed il genovese, potrebbero
derivare dal nome gotico
Galindus o da un ipocoristico
del nome medioevale Gano
in alcuni casi può derivare dal toponimo Gandino (BG).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Gandini, Gandino è cognome piemontese, ligure e lombardo. Deriva
dalla voce 'ganda',
termine alpino che indica un 'ammasso
di sassi' da frana o detriti
rocciosi. Toponimo Gandino (BG). |
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GANDOLFI
GANDOLFO |
Gandolfi
è dell'areale emiliano e lombardo, Gandolfo ha un nucleo nella
Sicilia occidentale, uno in Liguria ed uno nella provincia di
Venezia, dovrebbe derivare dal nome medioevale di origine
longobarda Gandulfus. |
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GANDOSSI
GANDOSSINI |
Gandossi
è tipico del bergamasco, zona di Grumello del Monte, Albino e
Nembro, Gandossini è tipico di Montagna in Valtellina e di
Sondrio, dovrebbero derivare, direttamente o tramite una forma
diminutiva di provenienza, dal toponimo Gandosso nel bergamasco
in Val Calepio, probabilmente il luogo d'origine dei
capostipiti, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo in
un atto della Serenissima redatto in Bergamo fin dal 1700. |
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GANELLI
GANI
GANINI
GANINO
GANO |
Ganelli è tipicamente lombardo, di Codogno nel lodigiano, ma con
ceppi anche nel bresciano e nel mantovano, Gani, altrettanto
raro è tipico dell'area pisano, livornese, Ganini, ancora più
raro, è del cremasco e del sudmilanese, Ganino è tipicamente
calabrese con ceppi a Laureana di Borrello (RC), Nocera
Terinese (CZ) e Dasà (VV), Gano è quasi unico, dovrebbero tutti
derivare, direttamente o tramite ipocoristici dal nome
medioevale Ganus
di cui abbiamo un esempio in quest'atto del 1331 a Pisa:
"...Notum sit omnibus quod pro Iohanne Nerii de Rillione de
cappella Sancti Mathei Forisporte, Ganus filius Becti Algliate
de prima pecunia domini Becti Algliate quondam Galgani, non
animo donandi sed animo rehabendi...", ma è pure possibile che
derivino dall'aferesi del nome
Paganus (vedi PAGANA). |
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GANGA
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Ganga ha un ceppo a Nuoro ed uno molto più piccolo,
probabilmente secondario, a Roma, dovrebbe derivare da un
soprannome originato dal termine sardo logodurese
ganga (gola),
forse ad intendere che il capostipite fosse un personaggio molto
goloso. |
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GANGEMI
GANGENI |
Gangemi è molto diffuso nella Sicilia orientale, in particolare
a Messina e Catania e nelle rispettive province, e nel reggino,
in particolare a Rosarno, Santa Cristina d'Aspromonte, Palmi,
Gioia Tauro, Delianuova, Taurianova e Villa San Giovanni,
Gangeni, ormai quasi scomparso, sembrerebbe essere originario
della Calabria, del reggino in particolare, dovrebbero derivare
da un'italianizzazione del termine arabo
haggam (applicatore
di mignatte, barbiere, chirurgo, guaritore),
ma potrebbero anche, in qualche caso, derivare da un'alterazione
dialettale del cognomen latino
Cangemius (vedi anche CANCEMI).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Gangemi - Cognome di ampia diffusione nelle province di Catania
e Messina, deriva dall'arabo
h'ağğām che significa
applicatore di mignatte.
Pellegrini 230. |
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GANGONE
GANGONI |
Gangone è caratteristico di Teggiano nel salernitano, Gangoni,
estremamente raro, è toscano, potrebbero essere di origini
spagnole e derivare dal termine spagnolo
cangones
(armatura in legno posta per
evitare la dispersione della farina in un mulino an mola
orizzontale), indicando forse
così che i capostipiti fossero lavoranti presso un mugnaio. |
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GANNA
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Abbastanza raro è tipico del varesotto, deriva dai toponimi
Ganna, Valganna (VA); il nome Ganna era in uso presso i Galli
Senoni, di una Ganna madre e veggente del popolo dei Senoni si
ha memoria storica. Tracce di questa cognominizzazione la si
trova già nel 900, in un atto di epoca longobarda si legge:
"...qui modo Ioannocci vocatur filius idem Iohanni qui vocatur
Ganna episcopus, ut ego teneret rebus qui fuit Ursi filius
Radeprandi de locum Nobara finibus Nuceria...".". |
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GANNAU
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Gannau, molto raro, è tipicamente sardo, di Carbonia e San
Giovanni Suergiu nel carboniense.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Se è pronunciato Gánnau può corrispondere al logodurese 'cánnau'
= canapo, fune,
che deriva dal latino 'cannabus';
se invece è pronunciato Gannáu puà essere una variante del
cognome Ganau, a sua volta variante di Ganadu che è
l'adattamento sardo del cognome spagnolo Ganado corrispondente
al sostantivo 'ganado'
= branco, mandra, insieme di
persone, oppure al participio
passivo 'ganado'
= guadagnato, vinto.
M. Pittau, 2, 62, 63.
integrazioni fornite da
Costantino Gannau
Il cognome Gannau
catalano deriva dal termine
ganau che in alcune zone della
penisola iberica (Aragona ad esempio ma probabilmente anche in
Catalonia) assume il significato di
ganado (bestiame).
Il cognome è presente anche in Catalonia (Barcellona e Lerida) e
pare che sia esistito nel 1600 anche a Tempio Pausania, dove
dovrebbe esserci stato un importante mercato bovino che avrebbe
attirato molti nobili e commercianti di bestiame spagnoli . E
quindi probabile che la famiglia Gannau, prima di trasferirsi
nel Sulcis, sia giunta dalla Spagna a Tempio Pausania, proprio
per partecipare a questo grosso mercato di bestiame e per poi
spostarsi definitivamente nel Sulcis (che proprio in quegli anni
veniva ripopolato). |
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GANORA
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Specifico
del Monferrato e di Casale Monferrato (AL) in particolare, una
mera ipotesi consiste nella derivazione del cognome o dal
toponimo Ganna (VA) o dalla Val Ganna, tracce di questa
cognominizzazione le troviamo nel 1800 nell'astigiano dove Don
Giuseppe Ganora è il Prevosto di Moncalvo. (vedi Ganna) |
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GANZA
GANZETTI
GANZI |
Ganza, estremamente raro, è tipico della Valtellina, Ganzetti,
sempre molto raro, è del nord milanese e comasco, Ganzi,
assolutamente rarissimo, sembra tipico di Vigevano e dintorni
tra milanese e pavese, dovrebbero derivare da una modificazione
dell'aferesi del nome Allegranza (vedi), di cui abbiamo un
esempio a Bormio (SO) nei
Quaterni inquisitionum del
1629: "...come è visto per il signor regente Alberti, esser
tutta insanguinata, come di questo si potrà examinare Ganza di
Leonardo della Moniga, Francesco di Christofen, Giacom di Vasio
qual è antiano d'homini, et Catarina madre dil detto
Francesco...". |
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GANZAROLI |
Ganzaroli è specifico dell'area rovigoto, ferrarese, di Ferrara
e Voghiera nel ferrarese in particolare, dovrebbe derivare da un
soprannome dialettale emiliano con il significato di
imbroglione, buggeratore, uccellatore, anche se non si può
escludere che possa trattarsi di una forma alterata del termine
sganzerla
(spilungone)
(vedi GANZERLA). |
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GANZERLA
GANZERLI |
Entrambi
abbastanza rari sono tipici del modenese, potrebbero derivare da
un soprannome dialettale originato dal vocabolo sganzerla
(spilungone) o anche dal termine gaserla (gamberetto d'acqua
dolce), tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel
bergamasco nel 1500, in un atto del 1529 un certo Teotaldo
Ganzerle de Ganzerletis è sindaco della Misericordia di Urgnano
(BG). |
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GAOLE
GAOLI |
Gaole è
specifico di Verona e del veronese, Gaoli, praticamente unico, è
del mantovano ai confini con il veronese, dovrebbero derivare
dal nome del monte Gaole, uno dei monti della Lessinia veronese,
probabile luogo d'origine dei capostipiti. |
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GARABUGGIO |
Garabuggio dovrebbe essere di origini venete e derivare da un
soprannome basato sul termine dialettale veneto arcaico
garabugio
(imbroglio, garbuglio, disordine),
forse a sottolineare qualche aspetto non positivo del
capostipite. |
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GARAGUSO |
Garaguso
è tipicamente lucano, del materano di Ferrandina, Salandra e
Grassano, con buone presenze anche nel potentino a
Pietrapertosa e Castelmezzano, dovrebbe derivare dal toponimo
Garaguso nel materano, probabile luogo d'origine del
capostipite. |
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GARALDI |
Dovrebbe
essere di origini modenesi, deriva dal nome germanico Gairovald
o dal medioevale Gailard. |
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GARANCINI
GRANCINI |
Garancini è tipicamente lombardo del milanese, di Milano,
Arcore, Usmate Velate e Lainate, Grancini è specifico di Milano,
dovrebbero derivare dal nome dell'antico paese di
Garancino
nel milanese, nella zona Cesano Boscone, nella cui Pieve
esisteva la Parrocchia di San Biagio Vescovo situata in località
Garancino. |
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GARAU |
Decisamente sardo, estremamente diffuso soprattutto nelle
province di Cagliari ed Oristano, dovrebbe derivare da una
modificazione locale del nome Gherardo, secondo altri
deriverebbe invece dal cognome spagnolo Garau derivato dal
vocabolo basco garau
(grano),
a supporto di questa tesi si cita una lettera del 3 ottobre 1295
estratta dal carteggio tra la Sardegna e la repubblica Marinara
di Pisa: "...Ex huius publici instrumenti clareat lectione quod
Bartholomeus Garau de Barcellona quondam Guillelmi Garau pro se
et suo nomine et Bonaccursus, dictus Coscius, Gambacorta quondam
Vernaccy pro se et suo nomine et vice et nomine Cecchi Griffi,
Petri Gambacorte et Gaddi Gambacorte sociorum suorum et pro eis
et quoque eorum...". (vedi anche CARA) |
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GARAVAGLI
GARAVAGLIA
GARAVAGLIO |
Garavagli è unico come Garavaglio, molto probabilmente sono
semplicemente dovuti ad un errore di trascrizione di Garavaglia
che è invece molto diffuso in tutta la Lombardia occidentale,
province di Milano, Pavia, Como e Varese e nel Piemonte
orientale, verbanese e novarese, dovrebbe derivare da
modificazioni del nome longobardo
Garivaldus
di cui abbiamo un esempio nel
Codice Diplomatico della Lombardia medioevalein
una Cartula commutationis
dell'anno 1025 a Bergamo: "In nomine domini nostri Iesu Christi.
Anno ab incarnacione eius milleno vigesimo quinto, quarto die
mense setember, indicione hoctava... .. nec non et inter
Garivaldus abitator vico Calcinate et filius quondam Vualperti,
de vico Oxio Superiore, ut in Dei nomine debeant dare, sicut a
presenti dederunt ac tradiderunt vicissim sibi unus alteri in
comutacione nomine...". |
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GARAVANO |
Assolutamente rarissimo, sembrerebbe genovese, dovrebbe derivare
da un nome di località, Punta Garavano presso Ventimiglia,
troviamo tracce di questa cognominizzazione a Vobbia (GE) nel
1800. |
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GARBA
GARBI
GARBO
GARBOCCI
GARBOLI
GARBOLO
GARBOTTI |
Garba, quasi unico, ha qualche sparuta presenza in
Lombardia,Garbi è diffuso in tutto il settentrione, in Piemonte
nel torinese, biellese, vercellese e bnovarese, in Lombardia nel
pavese, milanese, varesotto ecomasco, in Emilia nel piacentino e
parmense, ed in Veneto soprattutto nel rovigoto, Garbo è veneto
d'origine, probabilmente del padovano, con un possibile ceppo
nel palermitano, Garbocci, molto molto raro, è del lucchese, di
Viareggio in particolare e potrebbe anche derivare dal nome del
paese di Garbo, una frazione di Genova, Garboli è molto raro ed
ha probabilmente la stessa origine, ma il ceppo originario della
variante dovrebbe essersi insediata nel verbanese, Garbolo,
quasi unico, sembrerebbe lombardo, Garbotti è quasi unico,
potrebbero derivare, direttamente o tramite varie forme
ipocoristiche, da un soprannome legato al vocabolo germanico
harw
(acerbo)
o al tedesco medioevale garw
(ornamento),
potrebbero anche discendere dal nome celtico
Garva, o
da un suo derivato, il nome medioevale di origini germaniche
Garbus,
o da una forma apocopaica del nome sempre germanico
Garbaldus,
originato dall'unione dei termini
gari (lancia)
e bald
(audacia),
abbiamo tracce di queste cognominizzazioni agli inizi del 1600
nel frusinate con il cancelliere della famiglia Gallio :
"..Dominicus Garbus allius scripsi..".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Garbo è un cognome veneto. Secondo Olivieri 226 deriva dalla
voce veneta 'garbo'
= 'brusco'. |
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GARBAGNATI |
Garbagnati è tipico del nordmilanese, di Milano, Lazzate,
Nerviano, Monza, Lentate Sul Seveso e di Cermenate (CO),
dovrebbe derivare da toponimi come Garbagnate Milanese (MI) o
Garbagnate Monastero (LC). |
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GARBARI
GARBARINI
GARBARINO |
Garbari è tipico di Trento, Garbarini è specifico della fascia
che comprende pavese, piacentino e genovese, Garbarino è
decisamente dell'alessandrino e genovese, potrebbero derivare da
toponimi come in Valtrebbia Garbarino (GE) o come Garbagna (AL)
o Garbana (PV).
integrazioni fornite da
Andrea Ferreri - Milano
potrebbero avere alla base il verbo garbare, utilizzato per
indicare la piacevolezza, l'amabilità e l'eleganza di chi
portava questi cognomi. Altre ipotesi di derivazione sono
presenti sul sito (vedi Garbati, Garbin, Garbino, Garboli, etc.)
Garbari è diffuso sporadicamente nel centro-nord della
penisola ma significativamente nella sola provincia di Trento.
Il cognome è maggiormente presente nella città di Trento (Via
Garbari e Galleria Garbari) e nel comune di Vezzano.
Garbarini, non comune, è diffuso in Lombardia, Liguria e
Piemonte. In Piemonte e Liguria è probabile che i cognomi
Garbarini e Garbarino venissero usati in modo interscambiabile
per indicare rispettivamente la globalità della famiglia (i
Garbarini) od il singolo individuo (il Garbarino). La forma al
plurale in - i è presente nel genovese (Genova, Rapallo, Rovegno
e Rondanina) e nel savonese (Sassello ed Albisola Superiore) con
nuclei nel basso Piemonte e a Torino. Il cognome lombardo
Garbarini, invece, è tipicamente pavese. Diffuso da Vigevano
(via Garbarini) a Voghera, da Redavalle a Santa Giuletta.
Tenderei sostanzialmente ad escludere un nesso tra il ceppo
pavese e quello ligure.
Garbarino (vedi Garbarini). Diffuso in Liguria
(particolarmente nel genovese, dove è il primo cognome in ordine
di frequenza nei comuni di Torriglia e Tribogna, ed a Rapallo,
Montebruno e Chiavari) ed in Piemonte (principalmente
nell'alessandrino, ad Acqui Terme e Pareto). Esistono numerose
frazioni e località Garbarino e Garbarini in Liguria. Ad esempio
Garbarino di Rovegno nel genovese e Garbarino di Sassello nel
savonese. Un'origine toponomastica non è a mio avviso da
escludere.
integrazioni fornite da
Tullio Garbari
in dialetto trentino e veneto il
garbàr è
il conciapelli; tant'è che a Pergine Valsugana (TN) esiste il
Vicolo delle Garberie, dove un tempo c'erano appunto le botteghe
dei conciapelli. Il termine deriva dal tedesco
gerber,
che significa, ovviamente, conciapelli.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Garbarino è un cognome diffuso a Genova e in due aree della
Liguria, da Torriglia nell'entroterra fino al golfo del Tigullio
(Rapallo), e da Mioglia sulle montagne savonesi fino ad
Albisola. Riprende diversi toponimi, Garbarino fraz. di Rovegno
in val Trebbia, Garbarini fraz. di Tribogna in val Fontanabuona,
Garbarini località del com. di Mioglia, tutti da connettere con
la voce del basso latino 'garbus'
= 'cespuglio',
che ha ispirato molti nomi di località nell'Italia
settentrionale. |
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GARBATI |
Presente
a macchie di leopardo, ha un probabile nucleo nel genovese e nel
cagliaritano, e forse un ceppo nelle Marche, potrebbe derivare
dal nome in uso presso i Franchi Gerbert o dal germanico
Gairbart, come pure potrebbe derivare da un soprannome legato al
vocabolo germanico harw (acerbo) o al tedesco medioevale garw
(ornamento), potrebbe anche discendere dal nome celtico Garva. |
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GARBAZ
|
Assolutamente rarissimo è tipico dell'udinese, di origini
slovene, dovrebbe derivare da un soprannome riferentesi ad un
difetto fisico del capostipite originato dal vocabolo slavo
g(a)rbec
(gobbo). |
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GARBELLINI
GARBELOTTI
GARBELOTTO |
Garbellini ha un ceppo tra il rovigoto ed il ferrarese ed uno
tra il sondriese ed il bresciano, Garbelotti, praticamente
unico, dovrebbe essere dovuto ad un errore di trascrizione di
Garbelotto, che, molto raro, è specifico del trevisano, di
Cappella Maggiore e Vittorio Veneto, questi cognomi dovrebbero
derivare da ipocoristici di un soprannome originato dal termine
veneto arcaico garbelo
(sorta di bacinella utilizzata
dall'orefice per raccogliervi
la limatura dei metalli preziosi), forse ad indicare nel
capostipite un lavorante presso un orafo, o l'orafo stesso. |
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GARBERI
GARBERO |
Garberi è specifico dell'alessandrino, di Alessandria e Casale
Monferrato, e soprattutto del pavese, di Sannazzaro de'
Burgundi, Robbio, Mede, Voghera, Mezzana Bigli e Gambolo,
Garbero, molto più diffuso, è proprio dell'area alessandrino,
genovese, astigiano, savonese, in particolare di Spigno
Monferrato, Alessandria ed Acqui Terme nell'alessandrino, e di
Torino, di Genova e di Cairo Montenotte e Savona nel savonese,
potrebbe derivare da soprannomi originati dall'italianizzazione
del termine piemontese garbè
(ventre, pancia)
ed indicare forse nei capostipiti degli uomini grassottelli. |
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GARBIN
GARBINO |
Garbin è
decisamente veneto, Garbino, molto raro, è specifico della zona
di Pozzuolo Del Friuli (UD), dovrebbero derivare da soprannomi
legati al carattere garbato del capostipite, ma è pure possibile
una connessione con il termine dialettale garbin (vento di
libeccio), tracce di questa cognominizzazione le troviamo a
Pirano nel 1500 con tal Piero Garbin quondam Zorzi da Piran,
nell'area del Tagliamento nella seconda metà del 1600 con un
certo Giovanni Garbin citato in un atto. |
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GARCIA
|
Molto raro, ma presente in tutt'Italia, sembrerebbe avere due
ceppi, nel milanese e in provincia di Roma, è di chiara origine
spagnola.
integrazioni fornite da
Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
diffusissimo in Spagna, il cognome è in realtà di origine basca.
Contrariamente a quello che si crede non significa orso, ma è di
derivazione toponomastica. Oltre che in Spagna e America
centro-meridionale, Garcia è il primo cognome statunitense non
anglosassone, ed è al 18° posto; in Francia è ugualmente 14°,
primo tra i cognomi non francesi. verosimilmente questo cognome
è destinato a aumentare il suo peso anche in Italia,
considerando che l'immigrazione sudamericana è destinata a
crescere.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
In realtà l'origine del cognome Garcìa è piuttosto oscura ai
giorni nostri, sebbene effettivamente si tratti del cognome più
diffuso in Spagna (esattamente come il cognome Rossi in Italia).
Da una parte, innanzitutto, si pensa che Garcìa sia connesso
alla toponomastica spagnola e, in particolar modo, al comune di
Garcia, in provincia di Tarragona (nella comunità autonoma della
Catalogna): in questo contesto, va notato che il paese di Garcia
ha una storia molto antica e, dagli studi condotti, pare che
l'area fosse già abitata in epoca pre-romana - ai tempi delle
antiche popolazioni iberiche. A quest'ipotesi, però, va
sicuramente aggiunta quella d'origine onomastica, dovuta cioè
alla cognominizzazione del nome spagnolo
Garcìa,
dal significato incerto: secondo gli studiosi si tratta di un
antico nome basco o, in alternativa, iberico, la cui origine può
essere rintracciata nel termine
(h)artz, col significato di
orso
(altri, invece, sostengono che il significato sia quello di
volpe).
Nella storia spagnola, ad ogni modo, si possono citare
moltissimi esempi di nobili dal nome Garcìa, trattandosi spesso
di conti, duchi, reggenti e addirittura sovrani spagnoli: si
pensi ai conti d'Aragona e re di Pamplona Garcìa I Sanchez di
Navarra e Garcìa II Sanchez di Navarra (detto il Tremolante) o
al re di Navarra Garcìa IV Ramìrez di Navarra (detto il
Restauratore) o al primo re di Leòn Garcìa I di Leòn o ancora ai
duchi di Guascogna Garcìa I di Guascogna e Garcìa II di
Guascogna. |
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GARD
|
Gard è un tipico cognome valdostano specifico di Chatillon e
Saint Vincent, potrebbe derivare dal francese
Garde,
cognome originato da un toponimo dell'area lionese, ma non si
può escludere una derivazione dal nome e termine germanico
Ward
(guardia, sentinella). |
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GARDA
|
Garda è
specifico della bassa bresciana, di Borgo San Giacomo,
Orzivecchi e Brandico, dovrebbe derivare dal nome del lago di
Garda, ad indicare una provenienza delle famiglie da quell'area,
ma è pure possibile che possa trattarsi di un matronimico
dall'aferesi del nome Ermengarda. |
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GARDELLA
GARDELLI
GARDELLO |
Gardella ha un ceppo nella zona che comprende il genovese
soprattutto, ma anche l'alessandrino, il pavese, il piacentino
ed il parmense, con un ceppo anche nel ravennate e forlivese,
Gardelli, meno comune, ha un ceppo nel parmense e nella zona che
comprende il bolognese, il ravennate ed il cesenate, Gardello è
praticamente unico, dovrebbero derivare dal nome provenzale
Gardel,
utilizzato anche nella regione pirenaica della Francia, o dalla
sua latinizzazione Gardelius,
o direttamente dal cognome francese
Gardel da
questi derivato. |
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GARDENGHI |
Gardenghi
è tipicamente emiliano, di Bologna, Imola, Medicina e Vergato
nel bolognese, Di Ferrara e Vigarano Mainarda nel ferrarese, e
di Massa Lombarda nel ravennate, dovrebbe derivare dal nome
della località Gardengo di Fontanelice nel bolognese, forse
luogo di provenienza dei capostipiti, ma potrebbe anche
trattarsi di una forma etnica longobarda riferita a paesi come
Guarda di Loiano o Guarda di Molinella nel bolognese o Guarda di
Ro Ferrarese nel ferrarese, tutti prossibili luoghi d'origine
dei capostipiti. |
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GARDI
GARDIN
GARDINETTI
GARDINI
GARDINO |
Gardi
ha un ceppo nel veneziano, uno tra bolognese, ferrarese e
ravennate, uno nel perugino ed uno nel cosentino, Gardin è
decisamente veneto, della zona che comprende le province di
Padova, Venezia e Treviso, Gardinetti è quasi unico, Gardini è
della zona che comprende le provincie di Bologna, Ravenna e
Forlì, Gardino è piemontese, potrebbero derivare direttamente
dall'aferesi, o tramite un diminutivo, semplice o composto, dal
nome di origine franca Ansgard
o Ermengard
o Hildegard
o dai nomi medioevali germanici
Edgard o
Liutgard
o Madelgard
o altri simili.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Gardin è cognome veneto. Secondo Olivieri 160 deriva dal
personale germanico Gardin,
Förstemann 600. |
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GARDINAZZI |
Specifico
del mantovano ai confini con la provincia di reggio Emilia,
potrebbe essere l'aferesi di un soprannome derivato dal nome
franco Ansgard o Ermengard o Hildegard o dai nomi medioevali
germanici Edgard o Liutgard o Madelgard o altri simili. |
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GARDO
GARDOSI |
Gardo è quasi unico, Gardosi è specifico del bolognese,
potrebbero derivare dal nome medioevale
Gardo
probabile aferesi di nomi medioevali germanici come
Edgard o
simili (vedi GARDIN), ma potrebbero anche derivare dal fatto che
il capostipite provenisse dal Monte Gardo nel riminese. |
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GARDON
|
Raro
dovrebbe essere originario del veronese, una possibile origine è
un soprannome originato dal toponimo Garda (VR). |
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GARDUMI
GARDUMO |
Gardumi è specifico di Trento, Gardumo, assolutamente rarissimo,
è del veronese, potrebbero derivare da un soprannome originato
dai termini medioevali germanici a.a.t.
gadum (stanza
camera) o
gadumil?
(tesoriere),
forse ad indicare l'attività di albergatore o di tesoriere
svolta dai capostipiti, o anche dal termine
gard (giardino)
ad indicare nei capostipiti dei giardinieri. |
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GAREFFA
GAREFFI
GARREFFA
GARREFFI |
Gareffa estremamente raro, sicuramente calabrese del reggino, ha
una presenza anche nel cosentino, dovrebbe trattarsi di
un'errata trascrizione del cognome Garreffa, che è tipicamente
calabrese, con un ceppo nel reggino, a Locri, Molochio,
Bovalino, Benestare, Gerace, Taurianova, Platì ed Antonima ed un
piccolo ceppo anche a Praia a Mare nel cosentino, Gareffi e
Garreffi, praticamente unici, dovrebbere essere una forma
alterata del precedente, dovrebbero derivare
dall'italianizzazione del nome biblico
Hareph,
della tribù di Giuda e figlio di Caleb, nome che significa
inverno,
secondo un'altra ipotesi deriverebbero invece da soprannomi
basati sul vocabolo dialettale calabrese
garrifa (avena
selvatica). |
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GARELLA
GARELLI
GARELLO |
Garella è torinese, Garelli sembra avere oltre ad un nucleo
piemontese-ligure nel cuneese, nel torinese e nella Liguria
occidentale, anche un ceppo non secondario nel bolognese,
Garello oltre al nucleo piemontese ligure dovrebbe averne anche
uno nel vicentino, dovrebbero derivare dal nome franco
Gariel
derivato probabilmente dal celtico
Gar o dal
germanico Wari
rimodificatosi in Gari
e dal diminutivo in
Garell.
Tracce di questa cognominizzazione si hanno nel 1264, quando il
vescovo Guido infeuda Bistagno nell'alessandrino alla famiglia
Garelli, e poi, verso la fine del 1600, con Nicolaus Garellus,
fisico personale dell'Arciduca Carlo. |
|
GARETTI
GARETTO |
Garetti, molto raro, sembrerebbe tipicamente emiliano in
particolare nel modenese di Sassuolo e Modena, e di Piacenza,
Garetto è decisamente piemontese, del torinese in particolare,
di Torino, Strambino, Ivrea, Cercenasco e Caluso, e di
Revigliasco d'Asti, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Garettus,
che probabilmente a sua volta deriva dall'aferesi di un
ipocoristico del nome Ongaro
o Ungaro
(vedi Ongari) che dovrebbe derivare dall'etnico di Ungheria,
dell'uso di questo nome abbiamo un esempio in un
Breve finis et refutationis
dell'anno 1144 a Brescia: ".. Factum est hoc predicto die
mensis, anno ab incarnacione domini nostri Iesu Christi
millesimo centesimo quadragesimo quarto, indicione septima.
Interfuerunt Milo qui dicitur de Cruce et Maseratus, filius
Umberti qui dicitur de Celatica, et Bellottus, filius Prandonis
qui dicitur Romediæ, et Garettus et Gerardus qui dicitur
Magister et Oddo qui dicitur Lisignolus testes. ..". |
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GARFAGNINI |
Garfagnini ha un ceppo tra spezzino, massese, lucchese, pisano e
livornese, soprattutto a Pomarance nel pisano, a Seravezza e
Pietrasanta nel lucchese ed a Carrara, si dovrebbe trattare di
una forma etnica della Garfagnana, regione della provincia di
Lucca compresa tra le Alpi Apuane e l'Appennino Tosco emiliano. |
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GARGANESE
GARGANESI |
Garganese
è specifico della Puglia, del barese e del brindisino in
particolare, Garganesi è praticamente unico e dovrebbe esssere
dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, dovrebbe
derivare da forme etniche riferite ad un origine del capostipite
dal promontorio del Gargano nel foggiano. |
|
GARGEA
|
Gargea, quasi unico, dovrebbe essere di origini calabresi, della
zona di Catanzaro, potrebbe derivare da un nome o soprannome
grecanico basato su di un'alterazione del termine greco antico
καρτεά kartea (tollerante),
secondo un'altra ipotesi deriverebbe invece dalla forma
contratta del termine grecanico basato sul vocabolo greco antico
καρχαλέα karkalea (aguzzo,
appuntito). |
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GARGI
|
Assolutamente rarissimo, sembrerebbe bolognese, potrebbe
derivare dal nome bizantino Gargius o dal nomen latino
Gargilius; in una lapide del II° secolo d.C. si legge :
"Gargilius Calventianus fl(amen) p(erpetuus)". |
|
GARGIONI |
Sembra
avere quattro nuclei sulla via da Milano al ferrarese,
attraverso il lodigiano e la provincia di Cremona, potrebbe
derivare dal nomen latino Gargilius. |
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GARGIOLI
GARGIOLLI
GARGIULI
GARGIULLI
GARGIULLO
GARGIULO |
Gargioli, molto molto raro, è specifico di Roma ed Ariccia nel
romano, Gargiolli, assolutamente rarissimo, è tipicamente
toscano del fiorentino, Gargiuli, assolutamente rarissimo, è
anch'esso del romano, Gargiulli ha un ceppo a Civitavecchia nel
romano, ed uno minore a Corigliano Calabro, Gargiullo ha
anch'esso un ceppo a Civitavecchia, con buone presenze anche a
Roma ed Anzio, ed un ceppo importante a Corigliano Calabro, di
gran lunga il più diffuso è Gargiulo, proprio della fascia
tirrenica che dalla provincia di Roma raggiunge il salernitano,
con la massima concentrazione nel napoletano, nel casertano e
nel salernitano, dovrebbero derivare tutti da modificazioni più
o meno dialettali del nomen latino
Gargilius,
portato ad esempio da Quinto Gargilio Marziale nel I° secolo d.
C.: "Quintus Gargilius Martialis quo tempore vixerit, docet
Lampridius in Alexandro Severo c. 37. qui eius temporis
scriptorem vocat...". Tracce di questa cognominizzazione le
troviamo ad esempio a Battipaglia (SA) in un'iscrizione murata
sul muro dell'antica dogana ducale di Eboli ; "...MENS.S AUGUSTI
1697. D.ALONZO PEREZ DE ARACIEL P.M.C. VIDIT FISCUS. D. MICHAEL
VARGAS MACHUCCA - LOCUS SIGILLI, FRANCISCUS ANTONIUS GARGIULUS
PRO MAG.R ACTORUM. SOLVIT IUS REGISTRI...".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Gargiulo e Gargiuli sono un cognome lucano presente a Matera,
anche calabrese, napoletano e nel Salento; cfr. voce calabrese 'gargia'
= 'bocca aperta'.
Fonte: G. Rohlfs, Dizionario storico dei cognomi in Lucania,
1985. Altra ipotesi: deriverebbe da un termine longobardo che
significa 'canapa'
e quindi indicherebbe un commerciante di canapa. |
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GARIA
|
Garia, molto raro, è specifico della Sardegna sudoccidentale, di
San Giovanni Suergiu e Perdaxius nell'iglesiente, dovrebbe
derivare da un'alterazione dialettale del termine sardo arcaico
galia
(beato, felice). |
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GARIANO |
Gariano è
specifico di Catanzaro e di Marcellinara, Gimigliano e Tiriolo
nel catanzarese, potrebbe trattarsi di un etnico dell'altipiano
di Garian in Libia. Tracce di questa cognominizzazione le
troviamo ad Oppido Mamertina nel reggino in un atto del 1664
dove, fra le suore di San Mercurio, lì elencate, figura anche
una suor Antonia Gariano. |
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GARIBALDI
GARIBALDO
GARIBOLDI
GARIBOLDO
GARIBOTTI
GARIBOTTO |
Garibaldi sembra di origine ligure, Garibaldo, assolutamente
rarissimo, parrebbe ligure, Gariboldi ha origini nell'area
coperta dalle province di Milano, Pavia, Lodi e Piacenza,
Gariboldo, quasi unico, è piemontese, Garibotti è specifico di
Genova e Chiavari, Garibotto è tipico di Sestri Levante e
Casarza Ligure nel genovese, derivano entrambi dal nome
longobardo Garibaldus
(dal germanico
Haribald)
di cui abbiamo un esempio nel
Codice Diplomatico della Lombardia medioevale
sotto l'anno 983 a Cremona, dove in un
cartula commutacionis
si può leggere tra l'altro: "...Ad ec responderunt ipsi domnus
Odelricus episcopus et Garibaldus iudex et advocatus dixerunt et
profesi sunt: Vere cartula ipsa comutacionis quam in eodem
iudicio ostensisti bona et vera est. ...".
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di tutti questi cognomi, in effetti, va ricercata nel
nome medievale Garibaldo,
l'italianizzazione cioè del personale germanico
Garibald,
che, composto dagli elementi
gari (lancia)
e bald
(audace, fiero),
può essere tradotto come audace
con la lancia. Si tratta,
dunque, delle cognominizzazioni dei nomi personali dei
capostipiti. |
|
GARIBBO |
Cognome
estremamente raro, tipicamente ligure, probabilmente originario
della provincia di Imperia, lo si trova già in atti risalenti al
1200, a Genova, in una scrittura di compravendita del febbraio
1273 si parla di un tal Marino Carafico che a nome dei suoi
soci e della sua galea, chiamata Bonaventura, compra da Giovanni
Garibbo tanti canapi e sartie per soldi 50 per detta galea, che
fa parte delle 14 allestite contro Manarola, e delle quali è
ammiraglio Giacomo Squarzafico, Giovanni de Torrexella promette
a Pasqualino Bontempo di andare in sua vece per rematore sulle
galee, allestite contro Manarola, percependo soldi. 31. |
|
GARIFFO |
Gariffo è tipicamente siciliano, specifico di Palermo e di
Corleone nel palermitano, dovrebbe derivare da un soprannome
basato sul termine arabo harif
(pioggia autunnale)
forse attribuito come nome al capostipite nato in quel periodo. |
|
GARIGLIO |
Gariglio è tipico del torinese, di Torino, Moncalieri e Piobesi
Torinese in particolare, con ceppi anche nel vercellese a Borgo
d`Ale, si potrebbe trattare di una traslitterazione del cognomen
latino Gargilius,
citato ad esempio da Marziale in un suo epigramma: "Lingis, non
futuis meam puellam // Et garris quasi moechus et fututor. // Si
te prendero, Gargili, tacebis.", ma, molto più probabilmente,
deriva invece dal nome franco
Gariel e non si può escludere
del tutto neppure una modificazione del nome gotico
Goiaricus. |
|
GARILLI |
Garilli è tipico di Piacenza e provincia, dovrebbe derivare dal
nome personale latino Garillius. |
|
GARIMANNO |
Garimanno, molto molto raro, è tipicamente piemontese,
dell'alessandrino, di Gabiano in particolare, dovrebbe derivare
dal nome germanico Garimann,
che origina dalla fusione dei termini medioevali germanici
gari
(lancia)
e mann
(uomo),
con il significato di lancere,
secondo un'altra ipotesi quest'ultimo nome deriverebbe invece
dalla fusione dei vocaboli wari
(protezione)
e mann
(uomo),
con il significato di protettore. |
|
GARIMBERTI |
Garimberti è decisamente emiliano, specifico di Reggio Emilia,
Parma e, nel reggiano, di Bibbiano, Sant'Ilario d'Enza e
Luzzara, dovrebbe derivare dal nome medioevale germanico
Garibehrt,
composto dai termini gari
(lancia)
e behrt
(illustre, luminoso),
con il significato di illustre
lancia o di
lancia splendente,
ma non si può escludere che possa invece derivare dal nome
germanico Warinberht,
composto dai termini medioevali germanici
wara (protezione)
e berht
(illustre, luminoso),
con il significato di illustre
difensore. |
|
GARINI
GARINO
GARRINI
GARRINO |
Tipicamente settentrionali Garini è diffuso nella Lombardia
meridionale, nel pavese, nel lodigiano, nel cremonese e nel
mantovano, Garino è tipicamente piemontese, molto diffuso nel
torinese, a Torino, Leini, Collegno, e Settimo Torinese, e nel
cuneese, a Cuneo, Dronero, Bernezzo, Busca e Caraglio, con
presenze anche in Liguria, Garrini, assolutamente rarissimo, è
specifico del mantovano, Garrino è tipico di Torino e Chieri nel
torinese, dovrebbero derivare dall'italianizzazione del nome
germanico Warin,
o anche, in qualche caso, da una forma ipocoristica del nome
medioevale longobardo Garo
(vedi GARON), o di una forma apocopaica del nome sempre
longobardo Gairulf. |
|
GARIONI |
Dovrebbe
essere della zona al confine tra lodigiano e piacentino,
potrebbe discendere dal cognomen latino Gavrus o dal suo
derivato medioevale Garozzo, un'altra possibilità è la
derivazione come aferesi del nome alto medioevale Berengario. |
|
GARIPPA |
Garippa è tipicamente sardo, di Fonni, Oliena, Orgosolo e Nuoro
nel nuorese e di Oristano, dovrebbe derivare da un soprannome
dialettale sardo basato sul termine
garippa o
garroppa
(gorgo),
probabilmente con riferimento alla località di provenienza del
capostipite. |
|
GARIS
|
Garis è tipicamente piemontese del torinese, di Moncalieri,
Torino, Castagnole Piemonte e Pinerolo, dovrebbe derivare da un
nome medioevale germanico basato sul termine medioevale
germanico gari
(lancia). |
|
GARLANDA
GARLANDI
GARLANDO |
Garlanda, molto molto raro, è tipicamente piemontese, dell'area
vercellese e biellese, Garlandi, ancora più raro, sembrerebbe
dell'alessandrino, Garlando, il più diffuso, è specifico
dell'alessandrino, di Valenza, Casale Monferrato e Lu, sempre
nel Monferrato, potrebbero in qualche caso derivare dal nome
della località Garlanda di Verbania, ma l'ipotesi più probabile
consiste in una derivazione dal nome germanico
Garland,
ricordiamo con questo nome un filosofo logico medioevale belga
dell'undicesimo secolo: ".. Garlandus sensus cognoscit
singularia, intellectus vero universalia, et horum sunt ..". |
|
GARLASCHELLI
GARLASCHI |
Garlaschelli, così come Garlaschi sembrano essere originari
della zona tra Milano e Pavia, dovrebbero derivare dal toponimo
Garlasco nel pavese.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
La concentrazione del cognome Garlaschelli si trova nella zona
sud-orientale della Lombardia. E' una variante alterata dal
ceppo "Garlasco",
nome di un paese in provincia di Pavia, che si può probabilmente
identificare in attestazioni medievali quali "Carlasi",
"Carlaxe"
e "Carlasco",
provenienti da un personale latino "Carrolus"
o da un nome proprio germanico "Carolus".
Il tutto con una variazione iniziale della "c"
in "g". |
|
GARLATE
GARLATI |
Garlate è
praticamente unico e dovrebbe trattarsi di un errore di
trascrizione di Garlati che è comunque molto raro ed è specifico
del nordmilanese, dovrebbe derivare dal toponimo Garlate (LC). |
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GARLET
|
Molto
raro è tipico del bellunese, della zona di Santa Giustina e San
Gregorio delle Alpi. |
|
GARNERI
GARNERO |
Garneri è tipico di Torino con un ceppo forse non secondario a
Lumezzane (BS), Garnero è specifico del Péiemonte occidentale,
cuneese e torinese, derivano dal nome medioevale
Garnerus
di cui abbiamo un esempio in un atto del 1231: "...Hanc autem
elemosinam et venditionem Petrus, filius dicti Garnerii,
laudavit et approbavit, promittentes tam dictus Garnerus quam
Petrus filius suus...". |
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GAROBBIO |
Garobbio, assolutamente rarissimo, parrebbe piemontese, dovrebbe
derivare da un soprannome, originato dalla presenza, nel luogo
d'abitazione del capostipite, di un
carobbio,
antica forma per indicare un
quadrivio, cioè un punto dove
si incontrano quattro strade. |
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GAROFALI
GAROFALO
GAROFOLI
GAROFOLO |
Garofali dovrebbe essere della provincia di Frosinone, Garofalo
è diffuso in tutt'Italia, particolarmente al centro sud,
Garofoli ha un ceppo nell'area centrale che comprende le Marche,
L'Umbria ed il Lazio, con un ceppo anche nel genovese ed uno nel
barese, Garofolo ha un ceppo nel romano ed uno nel veronese, una
possibile derivazione, in qualche caso, è dal toponimo Garofali
(CE) o da nomi di località simili e ormai scomparsi, l'origine
prima sembra comunque essere il nome longobardo
Gairulf o
Garolf
o un termine dialettale che significhi garofano, usato come
soprannome.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Garofalo è cognome lucano presente a a Sala Consilina (ST),
Accettura, Matera, anche calabrese, napoletano e nel Salento:
deriva da alterazioni del vocabolo 'garòfano'.
Fonte: G. Rohlfs, Dizionario storico dei cognomi in Lucania,
1985. |
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GAROLFI |
Dovrebbe essere originario della zona tra Milano Lodi e Cremona,
deriva dal nome longobardo
Gairulf o
Garolf. |
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GAROLLI
GAROLLO
GARULLI
GARULLO |
Garolli, quasi unico è trentino, Garollo è specifico di Levico
Terme nel trentino, Garulli ha piccoli ceppi in Lombardia e
nelle Marche, con due nuclei nel parmense e nel bolognese, e nel
romano, Garullo, quasi unico, è presente ora solo nel latinense,
tutti questi cognomi dovrebbero derivare da forme ipocoristiche
del nome medioevale longobardo
Garo (vedi GARON), o da
modificazioni del nome sempre longobardo
Gairulf. |
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GARON
GARONE
GARONI
GARONIS |
Garon, molto raro, è tipico del padovano, di Teolo, Abano Terme,
Padova, Albignasego e Montegrotto Terme, Garone è tipico del
salernitano, di Buonabitacolo, Sala Consilina e Montesano sulla
Marcellana, mentre Garoni. estremamente raro, ha un piccolo
ceppo tra verbanese e varesotto, uno toscano ed uno nel
ravennate, Garonis, quasi unico, parrebbe piemontese, dovrebbero
derivare dal nome longobardo
Garo,
Garonis
di cui abbiamo un esempio negli
Acta Longobardorum in una
Charta Dotis
dell'anno 710 a Treviso: "In nomine domini salvatori nostri Iesu
Christi. regnante domno Ariperte re in Italia, anno decimo,
indictione octava; feliciter. Beati sunt veri qui, dum in hanc
brevi de istius seculi et mortali corpore commorantes, ut ad
supernam et perpetuam vitam, quam Dominus noster diligentibus se
repromise, festinare non desinat. Ideoque ego Alfredi cum
Avuarde et Garo servi Christi et Sancto Petro et Sancto Paulo et
Sancto Tehonisto monasterio, qui est constitudus in loco qui
dicitur Civitatecla; in primmis ego Alfre de mea. proprietate
pro mea peccata in ipsas sanctas locas sanctorum dono familias
tres in vico ubi dicitur Piniano.. ..Ego Ticianus notarius
rogatus ad Alfredi, Avuarde, Garone in hanc cartola scripsi et
subscripsi".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Garone è cognome lucano presente a Maratéa, Matera, Sala
Consilina e altrove; cfr. Garone monte in provincia di Bergamo,
Garon
cognome in Francia. Fonte: G. Rohlfs, Dizionario storico dei
cognomi in Lucania, 1985. |
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GAROPPO
GARROPPO |
Garoppo, assolutamente rarissimo, è piemontese
dell'alessandrino, Garroppo, quasi unico, sembrerebbe
meridionale, potrebbero derivare da alterazioni del nome
germanico Garo,
a sua volta derivato dal termine medioevale germanico a.a.t.
garo
(pronto, preparato, equipaggiato),
con il significato di pronto alla vita. |
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GAROSCI
GAROSCIO |
Garosci, quasi unico, sembrerebbe ligure, Garoscio ha un ceppo
nell'imperiese a Dolceacqua, dovrebbe derivare da un nome di
località basato sul termine francese
jarosse
(una particolare specie di
pisello di cui sono ricchi
alcuni pascoli). |
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GARRE
GARRE' |
Garre, quasi unico, è del genovese, Garrè ha un ceppo a Motta
Visconti nel milanese ed uno a Savignone, Genova e Busalla nel
genovese, dovrebbero derivare dal nome del paese di Garre, una
frazione del comune di Niella Tanaro nel cuneese, ma potrebbe
anche derivare da un soprannome basato sul termine arcaico
francese garret
(pratica di alternanza nelle
colture con periodi di riposo, maggese),
una terza ipotesi lo fa derivare da un termine preligure
gar (roccia
scoscesa, scarpata),
caratterizzando forse la tipologia del luogo di provenienza del
capostipite. |
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GARRO
GARRONE
GARRONI |
Garro è un cognome che ha un ceppo nel cuneese ed uno piccolo
nel padovano ed è abbastanza diffuso anche nel meridione, con
un piccolo ceppo nel barese, uno nel cosentino ed uno molto più
consistente nel catanese e soprattutto nel siracusano, Garrone è
molto diffuso in tutto il Piemonte ed in Liguria, Garroni invece
ha un ceppo a Ravenna ed uno a Roma, in molti casi potrebbero
derivare dal nome longobardo
Garo,
Garonis
(vedi GARON), o anche da toponimi come Garrone di Rossiglione
nel genovese o Garroni di Roccaverano nell'astigiano, potrebbero
in qualche caso anche derivare dal nome /cognome francese
Garnaud
a sua volta derivato dal nome germanico
Warinwald
composto da warin
(difensore, guerriero)
e wald
(governo, legge)
nel senso di difensore della
legge, ma non si può escludere
che sia possibile una derivazione da ipocoristici di nomi di
località individuabili dal termine di origine preindoeuropea
garros
(luogo scosceso, arroccato in
cima).
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
GARRONE: cognome diffuso soprattutto in Piemonte, in ben 190
Comuni: Torino 276, Asti 57, etc. Per ovvi motivi facciamo
derivare il cognome piemontese dal celtico
garra,
più che dal catalano garrò
(vedi CARRONE), nel significato di garretto, ovvero la parte
posteriore della caviglia nell'uomo, o regione anatomica
dell'arto posteriore dei mammiferi, che ha come base scheletrica
le ossa o gli ossi del tarso. |
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GARRUBA
GARRUBBA |
Garruba è specifico di Crotonei nel crotonese, Garrubba è
specifico invece di Melissa, sempre nel crotonese, dovrebbero
derivare da un soprannome basato sul termine dialettale
garruba
(carruba),
il frutto prediletto degli asini, probabilmente ad indicare che
il capostipite ne fosse un allevatore o un conduttore. |
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GARRUCCIO
GARRUCCIU |
Garruccio, estremamente raro, sembrerebbe avere presenze nel
cagliaritano e nel pisano, Garrucciu è tipicamente sardo, ha un
piccolo ceppo a Quartu Sant'Elena e Cagliari nel cagliaritano,
ma la maggior diffusione è nel settentrione dell'isola, a
Sassari, a Olbia ed a Tempio Pausania.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
GARRUCCIO; GARRUCCIU: garrucciu,
è la variante del nord Sardegna di
carrucciu
= piccolo carro, carretto per
bambini, etc. (vedi il cognome
Carrucciu), come anche garru è la variante di carru = carro, dal
latino carrus = carro da trasporto merci a 4 ruote. Come cognome
non l'abbiamo trovato negli antichi documenti della lingua e
della storia della Sardegna, da noi consultati. Il cognome
Garrucciu è attualmente presente in 19 Comuni italiani, di cui
12 in Sardegna: Olbia 40, Sassari 30, Tempio 20, etc. Il cognome
Garruccio è presente in 12 Comuni italiani, di cui 4 in
Sardegna: Quartu S.E. 6, Badesi 5, etc. |
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GARRUTI
GARUTI
GARUTTI |
Garuti è tipico del modenese e bolognese, Garruti. molto raro, è
del reggiano, Garutti è specifico della zona al confine tra
modenese e ferrarese, dovrebbero derivare dall'aferesi di nomi
germanici come Edgar, Fredegar, Liutgar, e simili, o più
probabilmente da nomi tardo latini come Garutius di cui abbiamo
tracce in epoca longobarda in una
Cartula da Garutio in Terentio.
integrazioni fornite da
Paolo Garuti
Non solo nomi tardolatini infatti in Tacito
Historiae
I,7 si legge "...Forte congruerat ut Clodii Macri et Fontei
Capitonis caedes nuntiarentur. Macrum in Africa haud dubie
turbantem Trebonius Garutianus procurator iussu Galbae,
Capitonem in Germania, cum similia coeptaret, Cornelius Aquinus
et Fabius Valens legati legionum interfecerant antequam
iuberentur.".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
II cognome Garuti è ben rappresentato a Modena, a Carpi e a
Mirandola. A Finale Emilia e a Modena troviamo anche la variante
Garutti. È il personale latino
Carutus/Garutus
giunto fino a noi. Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel
Modenese. |
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GARSIA
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Molto
raro sembrerebbe avere due ceppi, in provincia di Roma e
nell'isola di Pantelleria, è di chiara origine spagnola.
esempio di questa cognominizzazione la troviamo a Roma nel 1600
con il Cardinale Vicario Generale della Curia Romana Giovanni
Garsia. |
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GARUCCIO
GARUZZI
GARUZZO |
Garuccio ha un piccolo ceppo a Caulonia nel reggino ed uno a
Trapani ed Erice nel trapanese, Garuzzi, estremamente raro, ha
presenze nel bresciano e nel leccese, Garuzzo, molto raro, ha
qualche rara presenza tra cuneese ed astigiano ed un
piccolissimo ceppo a Genova, dovrebbero derivare da varie forea
ipocoristiche, anche dialettali del nome longobardo
Garo o
del nome germanico Gari,
una forma italianizzata del nome
Wari. |
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GARUFFI
GARUFFO
GARUFI
GARUFO |
Garuffi, rarissimo, è specifico del riminese, Garuffo,
estremamente raro, sembrerebbe del bresciano, Garufi ha un
nucleo tra messinese e catanese, Garufo ha un ceppo genovese ed
uno siciliano, tra le province di Palermo, Agrigento e
Caltanissetta, dovrebbero tutti derivare dal nome longobardo
Gairulf
da cui è derivato il germanico
Warulf quindi
Warulfus
e poi Garulfus.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Garufi è cognome siciliano che deriva dall'arabo 'qarūf'
= duro, crudele. |
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GARZA
GARZELLI
GARZI
GARZILLA
GARZILLI
GARZILLO
GARZINI
GARZINO
GARZO |
Garza, abbastanza raro, sembra essere bresciano, Garzelli,
altrettanto raro, potrebbe essere di origine barese, Garzi
sembra invece specifico dell'aretino e perugino di Cortona
soprattutto, con un ceppo anche a Roma, Garzilla, apparentemente
unico, sembrerebbe del latinense, Garzilli ha qualche presenza
nel frusinate ed un ceppo in Campania a Napoli e Sorrento nel
napoletano ed a Solofra nell'avellinese, Garzillo ha un ceppo a
Roma, uno campano a Napoli e Pozzuoli nel napoletano, a Salerno,
Nocera Inferiore ed Eboli nel salernitano ed a Santa Maria Capua
Vetere nel casertano, ha presenze nel potentino ed un ceppo a
Barletta nel barese, Garzini è assolutamente rarissimo, Garzino
parrebbe piemontese, in particolare del cuneese, Garzo ha un
piccolo ceppo nell'imperiese, uno a Napoli, ma il ceppo
principale è nel reggino a Seminara, Palmi e Sant`Eufemia
d`Aspromonte, potrebbero derivare da un soprannome, anche
dialettale, legato al mestiere di
cardatore
o di lavorante tessile,
da Ludovico Antonio Muratori nella
Dissertazione Di molte voci Italiane,
delle quali si cerca l'origine:
"...In Lombardia carduus sylvestris, si chiama
garzo, sgarzo,
onde sgarzare il panno....", ma è abbastanza sostenibile anche
l'ipotesi del soprannome divenuto nome e quindi cognome come
possiamo già riscontrare nell'anno 1128 a Milano nel
Codice Diplomatico della Lombardia
Medioevale: "Anno ab
incarnatione domini nostri Iesu Christi milleximo centeximo
vigeximo octavo, mense novembris, indictione septima. Placuit
atque convenit inter Bombellum, filium .. .. et Ardericum qui
dicitur Garzo, de civitate Mediolani, vicini et scolarii
ecclesie Sancti Alexandri...". |
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GARZARI
GARZARO |
Entrambi
veneti, Garzari è quasi unico e dovrebbe trattarsi di errori di
trascrizione di Garzaro, che è specifico di Montecchio
Precalcino nel vicentino e di Camposampiero nel padovano,
potrebbero derivare da un soprannome veneto originato dal
mestiere di garzatore (chi garza i filati o i tessuti) svolto
dal capostipite. |
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GARZIA
|
Ha
più ceppi, nel Salento, in provincia di Napoli, di Caltanissetta
e in quella di Cagliari, deriva da un'italianizzazione del
cognome spagnolo Garcia.
integrazioni fornite da
Guido Massacci
I Garzia presenti
attualmente a Cagliari potrebbero derivare da più ceppi
distinti, di questi uno è proveniente da Ischia, arrivato a
Cagliari nella prima metà dell 1800; l'altro proveniente dalla
Liguria è arrivato a Cagliari verso la fine del 1700. Vi sono
altre famiglie di cognome Garzia o Garcia presenti in Sardegna
almeno dalla metà del 1600.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
GARZIA; GARSIA; GARCIA: sa
gardzìa in lingua sarda, in
tutte le sue varianti è la
mimosa (acacia farnesiana),
altrimenti detta gaggìa d'Egitto;
in greco ακακία (acachìa). Ma anche nel Salento (Lecce) la
garzìa è l'acacia farnesiana. Sia nella lingua sarda che nella
variante salentina c'è la presenza di una "r" inorganica.
Significato ed etimo del vocabolo spagnolo garcìa (come cognome,
GARCIA, è il più diffuso in Spagna e tra i più diffusi in Sud
America ed anche negli USA), si mostrano ancora nell'incertezza;
a questo punto possiamo ipotizzarne la derivazione dalla "gaggìa
d'Egitto", e quindi dal greco. Anche lo spagnolo presenta quindi
la "r" inorganica, è pertanto probabile e storicamente
attendibile( vedi più avanti le note storiche) che la voce sia
arrivata dalla Spagna anche come cognome, almeno per quanto
riguarda l'Italia meridionale e la Sardegna. È inoltre probabile
che il cognome nel centro nord dell'Italia sia arrivato dal Sud,
se non direttamente dalla Spagna. Troviamo il cognome anche nei
documenti antichi della lingua e della storia della Sardegna.
Tra i firmatari della Pace di Eleonora LPDE, del 1388 figura un
certo, Garcìe Benedictus, ville Algueri, (*** Ville
Algueri.odierno Alghero. Camella Bernardus, Bos Franciscus,
Ferret Anthonius sindici, actores et procuratores.et nos,
superius nominati: Serra (de) Thomas, major camere; Pancie
Comita, sub cancellarius; Caso Anthonio procuratores.et singulos
homines civitatum Sasseri et Ville Ecclesiarum ac loci Telluri
et locorum Mole de Posata et Iscle de Galtelì ac Contrate de
Baronia .et ego De Vieri Jacobus praedictus tutor et curator
datus et etiam adsignatus nobili Mariano filio (di Eleonora e
Brancaleone Doria). Fideiussores Donnum De Villa Gonnarium et
Donnum Musca Bartholomeum, cives Aristanni. Presentibus:
Marinella Torbino, Polvirella Anthonio, Sirgo Barçòlo, civibus
Aristanni. In die vigesima mensis Januarii, anno millesimo
CCCLXXXVIII (1388). Sempre tra i firmatari della Pace di
Eleonora (1388) figura un certo Carsìa Anthonius, ville Sasseri.
** Sasseri.Sassari. Et nos Pugioni Anthonius et De Lacon
Salatinus, cives Sasseri, sindici, actores et
procuratores.Marringoni Arsòcus potestas ac capitanus civitatis
Sasseri. Omnes cives congregatis in civitate Sasseri, apud
ecclesiam Sancte Caterine.presentibus Corda Jacobo, Magnispesa
Francisco, De Mascara Francisco. In die XIII mensis Januarii
MCCCLXXXVIII - 1388.
Nella storia della Sardegna medioevale ricordiamo: Garcìa
Fernandez, Giovanni - spagnolo - Nominato fiscal del tribunale
del Santo Uffizio, per il regno di Sardegna nel 1657. ebbe poi
l'incarico di Inquisitore nel luglio del1660: nello stesso anno
morì a Sassari. Garcìa fra' Giovanni, abate del monastero
cirtecense di Santa Maria Rueda, diocesi di Saragozza; nominato
nel 1467 vescovo di Santa Giusta, diocesi oggi scomparsa, che
tenne per 10 anni. Garcìa Paolo, di origine spagnola, nominato
Inquisitore per il regno di Sardegna, nel 1600. Non sappiamo se
effettivamente venne nell'isola(Di. Sto. Sa. di F. C. Casula).
Garsìa fra' Giovanni,vescovo dal 1496 al 1501 della Diocesi,
oggi scomparsa di Castra nel regno di Sardegna. Era monaco
benedettino del monastero di San Fluvià in Catalogna. Garsìa
fra' Giovanni, vescovo dal 1439 al 1444 della diocesi di Ales,
allora di Usellus - Ales, oggi di Ales - Terralba, nel regno
catalano - aragonese di Sardegna, frate domenicano di Saragozza.
Garsìa Pietro, vescovo della diocesi di Usellus - Ales, dal 1484
al 1490, spagnolo di Valenza (Di. Sto. Sa di F. C. Casula).
Garzìa Fuliadu, personaggio delle "False Carte di Arborea",
Donnu della corte Oristanese e capo della congiura preparata
contro il giudice Ugone III. Garzìa Gerolamo, eletto vescovo
della Diocesi di Bosa nel 1588 da papa Sisto V° . Prima di
sbarcare in Sardegna la nave sulla quale viaggiava, naufragò: il
suo corpo fu ritrovato in una delle spiagge della Nurra. Fu
sepolto con tutti gli onori a Sassari, dietro ordine
dell'arciprete Giovanni Francesco Fara (storico della Sardegna,
autore del "in Sardiniae Chorographiam" e del "De Rebus
Sardois": opera alla quale facciamo spesso riferimento in questa
nostra indagine). Garzia fra', eletto vescovo della diocesi di
Sulcis (oggi Iglesias - Tratalìas), nel 1447, frate
francescano, di origine spagnola. Attualmente il cognome Grazia
è presente in 232 Cpmuni italiani, di cui 6 in Sardegna:
Cagliari 40, Quartu 20, Bosa 5, Assemini3. nella penisola è la
provincia di Lecce, appunto nel Salento, quella in cui ha
maggior diffusione il cognome. Il cognome Garsìa è presente in
39 Comuni italiani, assente in Sardegna. Il cognome Garcìa è
presente in 91 Comuni italiani, assente in Sardegna. |
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GARZIERA
GARZIERI
GARZIERO |
Garziera è tipico dell'area vicentino, padovana, di Sandrigo nel
vicentino e di Padova, Garzieri e Garziero, quasi unici, sono
probabilmente il frutto di errate trascrizioni del precedente,
che dovrebbe derivare da un soprannome dialettale originato dal
termine dialettale vicentino arcaico
garzièr (cardatore,
l'addetto alla cardatura dei filati),
probabilmente motivato dal fatto che il mestiere del capostipite
fosse appunto quello di cardare i filati. |
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GARZIONE
GARZON
GARZONE
GARZONI |
Garzione, assolutamente rarissimo, è del salernitano, Garzon
sembra specifico del veronese, nella zona di Zimella e in quella
di Cerea, con un ceppo nel veneziano vicino alla foce del
Tagliamento al confine con l'udinese area di Malafesta nel
veneziano, Garzone ha un ceppo nel napoletano ad Acerra e
Napoli, uno ad Irsina nel materano ed uno ad Altamura e Bari nel
barese, Garzoni è tipico del bresciano, dovrebbero derivare dal
nome e soprannome medioevale
Garzonus, di cui abbiamo un
esempio d'uso in una Carta
venditionis del 1187 a Milano:
"Anno dominice incarnacionis milleximo centeximo octuageximo
septimo, quinto decimo die madii, indicione quinta. Constat nos
Marchixium qui dicor Garzonus et Belvisum, iugales, et
Guilielmum, filium suprascripti Marchixii, et Tarasconam,
coniugem prefati Guilielmi, suprascripto namque Marchixio
consentiente illi Guilielmo filio suo et prefate Belvisio
coniugi sue, et ipse Guilielmus illi Tarascone consensit ...", o
da un soprannome dialettale, è pure possibile che derivino dal
nome del Monte Garzon vicino a Tregnago nel veronese. Tracce di
questa cognominizzazione le troviamo a Venezia nel 1400 con
l'archiatra pontificio Bernardus Garzonus e poi con suo figlio
Johannes Garzonius illustre umanista, nel 1600 nel ravennato
troviamo Thomas Garzon de Bagnacaballo.
integrazioni fornite da
Dr. Marco Pavia
Garzon deriva dal toponimo Garzon paese dei monti Lessini, val
D'alpone, una delle roccaforti dei Cimbri, proprio quelli
sterminati (ma non totalmente ) dalle Legioni Romane del Console
Mario, famoso attualmente è il giudice spagnolo Garzon.
integrazioni fornite da
Franco Garzon
Il toponimo Monte Garzon deriva probabilmente dal longobardo
Guard zone,
ovvero luogo di guardia,
in quanto da esso si dominano la Val d'Illasi, la Val d'Alpone e
la Padania veneta; inoltre nelle prospicienti montagne di Velo
Veronese ci sono la Malga Garzon di sopra" e la Malga Garzon di
sotto. |
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GARZISI |
Garzisi, assolutamente rarissimo, è tipico del teatino, di
Calenza sul Trigno in particolare, dovrebbe trattarsi
dell'italianizzazione del cognome slavo
Garzis,
secondo un'altra ipotesi si tratterebbe invece
dell'italianizzazione di una variante del cognome spagnolo
Garzia. |
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GASCO
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Specifico
del basso cuneese ha forse un ceppo anche nel Monferrato,
potrebbe derivare dal nome basco Gasko, ma è possibile pure che
derivi dall'aferesi di nomi relativi a toponimi ormai scomparsi. |
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GASPA
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Gaspa è tipico della provincia di Sassari di Osilo in
particolare, potrebbe derivare da un soprannome originato dal
termine dialettale sardo gaspa
(mano),
ma è pure possibile che si tratti di una forma tronca del nome
Gaspare, secondo alcuni deriverebbe da un alterazione del
termine gallurese gastà
(sciupare). |
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GASPARETTI
GASPARETTO
GASPARI
GASPARINI
GASPARINO
GASPARONI
GASPAROTTI
GASPAROTTO
GASPARRI
GASPARRINI
GASPARRINO
GASPARRONE
GASPARRONI
GASPARUCCI
GASPERI
GASPERINI
GASPERINO
GASPERONI |
Gasparetti ha un ceppo lombardo nella fascia che comprende il
varesotto, il milanese, il bergamasco ed il bresciano ed un
ceppo più consistente nell'anconetano, Gasparetto è tipicamente
veneto, molto diffuso nel trevigiano, ma con presenze
interessanti anche nel padovano e rovigoto e meno significative
nel veronese, vicentino e veneziano, Gaspari è diffuso al centro
nord, Gasparini è diffuso in tutto il centro nord, Gasparino
parrebbe specifico di Genova, dell'alessandrino e del savonese,
Gasparoni ha un ceppo tra veronese e vicentino ed uno
nell'anconetano, Gasparotti ha un ceppo nel bresciano ad Iseo e
Vezza D`oglio ed un ceppo a Carrara (MS), Gasparotto è tipico
dell'area veneto, friulana, soprattutto del vicentino, trevisano
e pordenonese, Gasparri più presente nella fascia centrale, in
Emilia ed in Toscana, con forse un ceppo nel milanese,
Gasparrini ha un ceppo nel fiorentino, uno nell'area che
comprende il perugino, l'anconetano, il maceratese ed il Piceno,
ed uno nel romano, Gasparrino, assolutamente rarissimo, parrebbe
del casertano, napoletano, Gasparrone è praticamente unico,
Gasparroni sembra essere specifico dell'area litoranea adriatica
che comprende l'anconetano, il maceratese, il Piceno, il
teramano ed il pescarese, Gasparucci, estremamente raro, è
specifico dell'area pesarese, Gasperi sembra originario del
trentino, Gasperini è diffuso in tutto il centro sud, Gasperino
è quasi unico, Gasperoni ha un grosso nucleo romagnolo tra
ravennate, forlivese e riminese ed un ceppo romano, tutti questi
cognomi derivano, direttamente o tramite ipocoristici o
accrescitivi, ed eventuali modificazioni dialettali, dal nome
tardo latino Gaspar
o Gasparus,
di origine ebraica o più propriamente levitica. Del cognome
Gasparini si hanno tracce già dal 1300, in un atto redatto in
Bergamo nell'anno 1392 si legge: "In Christi nomine amen. Die
ultimo mensis iunii millesimo trecentesimo nonagesimo secundo,
indictione quintadecima in quadam pecia terre iacentis in
territorio de Filacho districtus Pergami, ubi dicitur in
Donazana que est iuris ecclesie domine Sancte Marie de Donazana
cui choeret a mane, sive ab una parte heredum domini Lodoyci de
Garganis, a meridie sive ab alia parte suprascripte ecclesie
domine Sancte Marie, a sero sive ab alia parte via, a montibus
sive ab alia parte paschullum communis de Madone; presentibus
testibus Iohanne filio quondam Iacobi de Concerolis de Bonate
cive Pergami; Iohanne dicto Zanarino filio quondana Pezoli de
Albrigonibus de Chiniolo, Iacobo filio quondam Alberti de
Valsecha de Valdimania ambobus habitatoribus de Filacho et
Tomaxino filio Gasparini de Muzzo cive Pergami, omnibus
pergamensibus, qui assemertun se cognoscere infrascripturn
Lombardum de Albertonibus, Petrum de Obertachis, Simonem de
Obertachis et Antonium et Iohannem fratres de Madone et Bonomum
Mini et me notarium..... ". |
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GASTALDELLI
GASTALDELLO
GASTALDI
GASTALDIN
GASTALDINI
GASTALDO
GASTAUDO
GASTOLDI |
Gastaldelli,
molto raro, è tipico del veronese, Gastaldello è specifico
dell'area che comprende il vicentino ed il padovano, Gastaldi e
Gastaldo sono diffusi in Liguria, Piemonte, Lombardia
occidentale e Veneto, Gastaldin, molto raro, ha un ceppo a
Vedelago e Morgano nel trevisano ed a Portogruaro nel veneziano,
Gastaldini, quasi unico, sembrerebbe del sondriese, Gastoldi
sembrerebbe tipico del bergamasco, Gastaudo ha un piccolo ceppo
nell'imperiese ed uno a Torino e nel cuneese, derivano,
direttamente o tramite varie forme ipocoristiche o dialettali,
da soprannomi originati dal vocabolo medioevale
gastaldo,
a sua volta derivato dal termine longobardo
gastald,
dignitario longobardo dagli ampi
poteri civili e militari, che
originariamente aveva il significato di amministratore
territoriale eletto dal Re che gli affidava poteri civili,
militari e giudiziari ed è poi diventato sinonimo di
amministratore di città o di proprietà terriere Di questa
cognominizzazione si hanno tracce ad esempio in un atto del 1191
conservato a Milano negli Archivi di San Lorenzo, in cui si
legge: "..Quintadecima petia item campus dicitur in Baraciola, a
mane monasterii Lantaxii, a meridie Marchesii Caponi, a sero
Guilielmi Grassi, a monte Alberti Gastaldi, pertice due et
tabule decem octo...". |
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GASTI
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Sembra
avere le sue radici nell'alessandrino, potrebbe derivare dal
nome medioevale germanico Gastne. |
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GATELLI
GATTA
GATTELLI
GATTI
GATTINI
GATTINONI
GATTONI |
Gatelli ha 3 ceppi, uno nel milanese, lodigiano e pavese, uno
nel bresciano ed uno nel forlivese, Gatta ha un ceppo nel
bresciano, ed un grosso nucleo nell'area che comprende
l'aquilano, il Lazio, la Campania, il potentino, il foggiano ed
il barese, Gattelli ha un ceppo tra ravennate e forlivese ed
uno, forse non secondario, nel milanese, Gatti è in tutt'Italia
isole escluse, con massima concentrazione in Lombardia, Gattini
ha un ceppo nel massese, uno tra mantovano e ferrarese ed uno
tra anconetano e perugino, Gattinoni dovrebbe essere originario
del lecchese, Gattoni ha 3 ceppi, uno tra novarese e varesotto,
uno nel milanese ed uno nel piacentino, ma esiste forse anche un
probabile piccolo nucleo nelle Marche ai confini con la
provincia di Rimini, dovrebbero tutti derivare da soprannomi
legati o a caratteristiche comportamentali, o a episodi che
avevano a che vedere con dei gatti oppure originati da toponimi
quali: Gatta (RE), Gattaia (FI), Gattaiola (LU), Gatteo (FO),
Gattico (NO), Ponte della Gatta (NA) o i molti altri contenenti
la radice Gatto, ecc.
integrazioni fornite da
Giancarlo Mainardi
il cognome Gatti Comini è composto da Gatti, assai diffuso in
Lombardia, e dall'identificativo Comini che designava una
compagine familiare composta da una decina di elementi, i quali
erano affittuari intorno al 1600 dei fondi agricoli del Collegio
Ghislieri nelle campagne di Gerenzago (PV). Poiché le famiglie
Gatti erano numerose, gli affittuari dei fondi Ghislieri, per
distinguersi dagli omonimi della comunità rurale, assunsero il
nome della roggia denominata Comina che attraversava i fondi
agricoli da loro coltivati. Roggia che ancora oggi esiste con
questo nome e attraversa Gerenzago. Da allora i Gatti Comini
iniziarono a far battezzare i nuovi nati con il cognome Gatti
Comini che così si cristallizzò. (Fonti: tradizione orale di un
Gatti Comini, 1975.)
integrazioni fornite da
Antonio dell'Aquila
La nobile famiglia Gattini originaria di Matera è documentata
ininterrottamente dal decimo secolo. Fu Investita del titolo
comitale e vestì l'abito di Malta. In Matera sono numerose le
testimonianze della Famiglia (Palazzo Gattini, a fianco della
Cattedrale romanica; stemma della famiglia, in un altare della
cattedrale sul lato destro; Fondo documentale Gattini donato
alla Biblioteca Nazionale di Matera; etc.). |
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GATT
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Gatt,
quasi unico in Italia, è di origini maltesi, risale almeno al
1350 e dovrebbe derivare dal nome longobardo
Hatto
(vedi GATTO) ed essere un ramo cadetto dei Gatto piemontesi; nel
1300 a Gozo (un'isola di Malta) troviamo il Barone Cicco
(Francesco) Gatto, titolo concesso a Messina dal giovane
Ludovico d'Aragona Re di Sicilia e Malta per meriti acquisiti da
Cicco Gatto per aver egli sedato a Gozo una rivolta contro la
Casa d'Aragona. |
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GATTABRIA |
Gattabria, specifico del cosentino, dovrebbe essere di origine
arbëreshë, ma potrebbe anche forse derivare da un'alterazione
del cognome slavo Katarba. |
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GATTAMORTA |
Gattamorta ha un ceppo a Cesena, Ravenna e Cervia nel ravennate
ed uno a Roma, potrebbe derivare da un soprannome originato dal
modo di comportarsi del capostipite, portato a fingersi ingenuo
e condiscendente, il termine gatta morta deriva da una favola di
Esopo (I topi campagnoli e il
gatto appeso) in cui un gatto
si fingeva morto per far si che gli ingenui topolini gli si
avvicinassero senza timore per poterli poi catturare e divorare. |
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GATTARA
GATTARI |
Gattara, assolutamente rarissimo, sembra del parmense, Gattari è
abbastanza rario ed è tipico del maceratese, dovrebbero derivare
da nomi di località come Gattara frazione di Casteldelci (PU)
nel Montefeltro e di Pennabilli.
integrazioni fornite da
Giuseppe Gattari
Il cognome Gattari è concentrato nel maceratese, in particolare
lungo le valli dei fiumi Chienti (Tolentino, Morrovalle) e
Potenza (Montelupone, Potenza Picena). La
gattaria,
che era considerata medicamentosa e, come tale, utilizzata nello
Stato Pontificio ed, in particolare, nella Roma papalina, veniva
coltivata nelle valli sopra indicate ed esportata nella
capitale. Gli addetti a tale coltura e alla sua
commercializzazione erano chiamati Gattari. |
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GATTEI
|
Gattei è tipico della zona di Rimini e Savignano sul Rubicone
nel cesenate, dovrebbe derivare dal toponimo Gatteo a Mare nel
cesenate a sua volta derivato dal medioevale
fundus Catei. |
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GATTEL
GATTOLINI |
Gattel dovrebbe essere della zona tra trevisano e Friuli, di
Oderzo, Spresiano e Fontanelle nel trevisano e di San Quirino
nel pordenonese, Gattolini, estremamente raro, è della zona tra
trevisano, pordenonese ed udinese, potrebbero derivare,
direttamente o tramite una forma ipocoristica, da un soprannome
originato dal termine germanico
gatte (sposo)
o per rotacismo dal termine
gatter (cancello),
ma non si può escludere un'origine più antica dal termine gotico
gatil[s]
(adatto, idoneo),
o da un ipocoristico dialettale derivato dal termine longobardo
gathung
(valoroso, prospero),
un poco spinta sembrerebbe l'ipotesi che colleghi il cognome
Gattel con una forma dialettale tronca del diminutivo
Gattellus
del cognomen latino Gatta,
che sembrerebbe, ad esempio, aver dato luogo al toponimo
romagnolo di Gatteo nel cesenate.
integrazioni fornite da
Alberto Gattel
Gattel, raro e diffuso nelle province di Pordenone e Treviso, è
di origine ebraica e deriva dal termine tedesco
kittel (camice). |
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GATTINARA
GATTINARI |
Gattinara
estremamente raro ha un ceppo nel vercellese e pavese, dovrebbe
derivare dal toponimo Gattinara (VC), casato nobile insignito
del titolo di Marchese che esercitò nel periodo rinascimentale
signoria sulla fertile pianura tra la Sesia, il Ticino ed il Po,
Gattinari ha un ceppo originario nel tarentino ed uno nella zona
di Tagliacozzo (AQ) dove si trova assieme ai Gattinara, I
Gattinara ebbero possedimenti e feudi nel leccese. |
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GATTO
|
Molto
diffuso sia al nord, Piemonte, Liguria, Lombardia occidentale e
Veneto, sia al sud, Lazio, Campania, Calabria, Sicilia e
Salento, dovrebbe derivare dal nome medioevale Gactus di cui si
ha un esempio a Viterbo in un testamento del 1306: "...Nobilis
vir dominus Visconte Gactus filius quondam domini Raynerii Gacti
civis viterbiensis...", a Pisa nella seconda metà del 1200
troviamo certi Bectus Gactus, Guccius Gactus e Andreas Gactus
citati in alcuni atti.
integrazioni fornite da
Mario Gatto
Il cognome Gatto deriva dal Longobardo Hatto, che significava
combattente, Hatto diviene Gatto tra il XI° e il XII° secolo. Il
termine hadu nella lingua dei Goti significava combattimento, si
può notare l'assonanza e somiglianza con l'Hatto longobardo. Il
nome Atto o Hatto compare fra i longobardi tra VI° e XII°
secolo, un Atto, Attone è duca longobardo, Hatto è presente in
documenti del 742 a Spoleto e nel 773 a Rieti. Il cognome Gato /
Gatto appare nella documentazione a partire dal X° secolo, nel
Codice Diplomatico Padovano, (vol. I, doc. n.
261), in data 15 gennaio 1080, leggiamo: " .. Johannes et
Martino germanis del Gato qui profesi sumus ex nacione nostra
lege vivere langobardorum. ", in un atto datato 25 febbraio 1153
scritto in Verona per i coniugi Azirigo detto Beto da Zevio e
Navilia, di legge longobarda, è presente in qualità di testimone
certo Michael Gandulfi de Gattho, nel Codice Diplomatico
Veronese, (vol. II, pag. 413), in data 4
aprile 1291, troviamo la firma di un certo " ...Henrico Gato
quondam Atonis de Bardolino et ... ". |
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GATTUSO |
Tipico del reggino con un nucleo importante anche nel
palermitano, deriva da vezzeggiativi del nome tardo latino
Cattus:
"...Aemathioque Vel quibus Ausonios Cattus spoliaverit ausis,
spreverit et Latios Belgica terra Deos...", ma è pure possibile
una derivazione dal nome longobardo
Hatto
(vedi Gatto).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Gattuso è cognome calabrese e siciliano, viene dalla voce
siciliana 'catusu'
= condotto d'acqua,
a sua volta dall'arabo 'qādūs. |
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GAUCCI
GAUZZI |
Gaucci è
molto raro ed è probabilmente originario dell'Italia centrale,
Gauzzi potrebbe essere della zona tra Milano e Pavia, con un
possibile ceppo in provincia di Perugia, dovrebbero derivare dal
cognomen latino Glaucius. |
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GAUDENZI
GAUDENZIO |
Gaudenzi
ha un ceppo lombardo, uno tra la Romagna ed il pesarese, uno nel
perugino ed uno nella provincia romana, Gaudenzio, assolutamente
rarissimo, sembrerebbe lombardo, derivano dal nome medioevale
Gaudentius di cui abbiamo un esempio in epoca longobarda in
questo scritto dell'anno 740: "... Et Gaudentius quamuis indigno
presbitero scriuere rogaui, et subter signa sancte croci feci,
sub stipolatione sponsione sollemnique interposita. Actum Luca,
regno et indictione suprascripta; feliciter.". |
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GAUDI
GAUDIA
GAUDIELLI
GAUDIELLO
GAUDINI
GAUDINO
GAUDIO |
Gaudi, molto molto raro, sembrerebbe tipico del torinese, di
Castellamonte e Caselle Torinese, Gaudia è unico, Gaudielli è
unico e dovrebbe trattarsi di un errore di trascrizione di
Gaudiello, che è specificatamente campano, del napoletano e del
salernitano in particolar modo, Gaudini, molto molto raro, è del
centro Italia, di Roma in particolare, Gaudino ha ceppi in Lazio
a Roma, e nel latinense a Gaeta e Latina, un nucleo importante
in Campania nel napoletano a Pozzuoli, Napoli, Torredel Greco,
Ercolano, Portici, Frattaminore, Frattamaggiore, San Giorgio a
Cremano e Casoria, nel casertano ad Orta di Atella e Mondragone,
e nel salernitano a Pontecagnano Faiano e Nocera Inferiore,
Gaudio è molto diffuso a Roma, in Campania nel casertano, nel
napoletano e nel salernitano, nel barese e soprattutto nel
cosentino, a Cosenza e Mendicino, ma con presenze significative
anche a Longobardi, Dipignano, Fiumefreddo Bruzio, Rende,
Castrolibero e Trebisacce, dovrebbero tutti derivare,
direttamente o tramite ipocoristici, dal nome tardo latino
Gaudius,
Gaudia
(piena di grazie e di bontà),
di cui abbiamo un esempio in questo scritto della seconda metà
del 1500: "...Antrorsum ante comites sederunt iustitiarii duo
primarii, et capitalis baro scaccarii; ex altera parte barones
duo, alii iustitiarii, Dalus et Fordus iuris civiles doctores;
ad mensulam intermediam Pomphamus procurator regius, Egertonus
sollicitator, Gaudius regius ad legem serviens, clericus
coronae, et duo actuarii...", in alcuni casi potrebbe derivare
dalla Gens Gauia
anche se appare molto improbabile, è pure possibile, in alcuni
casi, una derivazione dal toponimo Gaudi (AV). |
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GAUDIANI
GAUDIANO |
Gaudiani è dovuto ad errori di trascrizione di Gaudiano, che
sembrerebbe tipicamente lucano di Matera, con ceppi anche in
Campania a Santa Maria La Fossa, Macerata Campania e Santa Maria
Capua Vetere nel casertano, e Pagani, Albanella e Salerno nel
salernitano, ed un ceppo anche a Foggia, dovrebbero derivare dal
toponimo Gaudiano di Lavello nel potentino, ma è pure possibile
che derivino direttamente dal nome
Gaudianus
spesso portati dai liberti di un
Gaudius,
nome di cui abbiamo un esempio in una registrazione del 1231 del
tribunale imperiale di Federico di Svevia: "...denunciante
Imperiali Curie Gaudiano servo quondam Guillelmi de Limata de
Caserta, quod ipso Guillelmus a Domino Brictono et Benedicto
fratre eius, filiis Domini Thomasii de Piczuto ...". |
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GAURI
GAURO |
Gauri, assolutamente rarissimo, sembreerebbe bergamasco, Gauro,
quasi unico, è del bellunese, potrebbero essere di origini
austroungariche e derivare dal cognome austroungarico Gaura,
ancora abbastanza diffuso, che potrebbe derivare dal termine
a.a.t. gaahuun
(rapido, tanto veloce da essere
immediato). |
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GAUTERO |
Specifico
del cuneese, deriva dall'antico nome della Linguadoca Gautier. |
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GAVA
|
Tipico del Veneto orientale e del Friuli occidentale, dovrebbe
derivare da nomi di località individuati dalla presenza di un
canale o torrente, gava
in lingua locale prelatina. |
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GAVAGNIN
GAVAGNINI |
Gavagnin è specifico di Venezia, con ramificazioni anche a
Spinea e a Portogruaro, Gavagnini è quasi unico, si potrebbe
trattare di una forma ipocoristica originata dalla
Gens Gavia,
ben presente nel Veneto in epoca romana, o anche di
un'alterazione dialettale del nome latino
Gavinus,
di cui abbiamo un esempio nell'antica Roma con il celebre Marcus
Gavinus Apicius, noto per i pranzi luculliani da lui
organizzati.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Gavagnin è cognome veneto. Secondo Olivieri 239 viene
dall'antico nome Cavain/Gavain,
dall'italiano antico 'cavagno/
gavagno' = 'cesto'
(antico veneto 'gavagna'
= il contenuto di una cesta). |
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GAVARDI |
Specifico
dell'area compresa tra Bergamo, Lodi e Milano, deriva dal
toponimo Gavardo (BS). |
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GAVAZZA
GAVAZZENI
GAVAZZI
GAVAZZO |
Gavazza parrebbe tipico della zona tra alessandrino ed
astigiano, Gavazzeni è specifico del bergamasco, Gavazzi è
tipicamente lombardo, della zona che comprende il milanese, il
bergamasco ed il bresciano con un ceppo anche nel pistoiese,
Gavazzo, estremamente raro, parrebbe del genovese, potrebbero
derivare da toponimi come Gavazzo o Songavazzo (BG), Gavazzana
(AL), ma è pure possibile una derivazione da soprannomi
originati dal vocabolo ormai in disuso
gavazza,
gavazzo
(baldoria),
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Vercelli nel
1600: "...Franciscus Gavatius in Cremonensi Orphanotrophio ab
anno 1651 educatus, crescens de virtute in virtutem promeruit,
ut in Somaschensi Congregatione solemniter proficeretur die 15
octobris 1675...." ed a Lodi sempre nel 1600 Alessandro Gavazzo
risulta tra i nobili e ricchi possidenti locali. |
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GAVELLI |
Gavelli è tipicamente emiliano, romagnolo, di Forlì in
particolare e di Ravenna, Russi, Lugo nel ravennate e di
Bologna, dovrebbe derivare dal nome dei paesi di Gavello nel
ferrarese e nel modenese, toponimo abbastanza diffuso in tutta
l'Italia settentrionale, derivando probabilmente dal termine
celtico gablos
(biforcazione,
di un fiume o di una strada). |
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GAVELLO |
Gavello è tipicamente piemontese, dell'astigiano, di Asti,
Frinco e Camerano Casasco, con un ceppo anche a Torino, dovrebbe
derivare dal nome del paese di Gavello, una frazione di Neive
nel cuneese in prossimità del confine astigiano, probabilmente
il luogo d'origine dei capostipiti; il nome del paese dovrebbe
derivare dal termine dialettale di origini celtiche
gavell (canale,
corso d'acqua). |
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GAVI
GAVIO
GAVIOLI
GAVOTTI
GAVOTTO |
Gavi è decisamente ligure, di Imperia e Genova, Gavio è tipico
dell'alessandrino, di Castelnuovo Scrivia, Alessandria e
Tortona, Gavioli è tipico della zona che comprende il veronese,
il mantovano, il modenese, il bolognese, il ferrarese ed il
rovigoto, Gavotti , molto molto raro, ha piccoli ceppi tra
savonese e genovese e nel milanese, Gavotto è specifico del
cuneese, di Mondovì, Roccaforte Mondovì e Chiusa di Pesio, tutti
questi cognomi dovrebbero derivare direttamente o tramite
ipocoristici in -ottus,
dal nomen latino Gavius
o dal suo ipocoristico Gaviolus,
o dalla Gens Gavia,
ben assestata nell'area mantovano, veronese, potrebbero anche
derivare da toponimi come Gavi nell'alessandrino, sia
direttamente che come etnici, ma è pure possibile che derivino
direttamente o tramite modificazioni dal termine germanico
gawi
(villaggio, contrada). |
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GAVIANI
GAVIANO |
Gaviani è tipico di Rimini e provincia, Gaviano è tipico di
Cagliari e del cagliaritano, con un ceppo anche a Seui
nell'Ogliastra, dovrebbero derivare da forme prediali riferite
alla Gens Gavia,
cioè a capostipiti originari di terreni di un
Gavius o
al fatto di esserne dei liberti o comunque dei dipendenti liberi
di ottenere il praenomen
Gavianus. |
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GAVIN
GAVINI
GAVINO |
Gavin, decisamente veneto, è tipico del padovano, Gavini ha un
ceppo sassarese ed uno autonomo nella provincia di Roma, Gavino
sembrerebbe ligure, ha un ceppo a Sanremo ed uno a Genova,
derivano dal nome latino Gavinus,
ricordiamo il patrizio romano, amministratore imperiale in
Sardegna nel III° secolo, San Gavino Martire, in alcuni casi
possono derivare dai toponimi riferiti allo stesso santo; tracce
di queste cognominizzazioni le troviamo nel
Codice Diplomatico della Lombardia
Medioevale nel 1181 a Lonate
Pozzolo: "...Interfuerunt ibi testes Guilielmus Gavinus, Petrus
Piper, Ambroxinus Bozius...". |
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GAVIRAGHI |
Specifico della zona di Agrate Brianza, Concorezzo, Monza e
Vimercate nel milanese, potrebbe derivare dall'abitare il
capostipite nelle proprietà di un certo
Gavirius,
nome tardo latino, il suffisso
-ago in
Gavirago, probabile nome di una località, starebbe appunto per
terreni di Gavirio. |
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GAVIRATI |
Assolutamente rarissimo, è tipico del milanese, deriva dal
toponimo Gavirate (VA). |
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GAZANEO
GAZZANEO |
Gazaneo è specifico di Castelluccio Inferiore nel potentino,
Gazzaneo è specifico dell'area tra potentino e cosentino, di
Senise, Genzano di Lucania e Francavilla in Sinni nel potentino
e di Castrovillari, Praia a Mare, Aieta e Belvedere Marittimo
nel cosentino, dovrebbero derivare da un soprannome basato su di
un'alterazione del termine provenzale
gazanha (terra
a mezzadria) e starebbe ad
indicare nei capostipiti dei mezzadri. |
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GAZIANO |
Gaziano è un cognome tipicamente siciliano, originario
dell'agrigentino, di Aragona in particolare, dovrebbe derivare
dal nome latino Catianus
o Gatianus,
ricordiamo San Gaziano del III° secolo, Vescovo di Tours in
Gallia, il culto di questo santo è pervenuto in Sicilia grazie
ai Normanni. |
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GAZINEO
GAZZINEO |
Gazineo, molto raro, sembrerebbe calabrese, originario del
cosentino, Gazzineo, ancora più raro, è della zona tra
Basilicata e cosentino, potrebbe trattarsi di forme alterate del
cognome Gazaneo
(vedi GAZANEO), potrebbero forse derivare dall'italianizzazione
del cognome turco Gazine,
di cui si hanno tracce anche in Albania, potrebbero anche
derivare da un soprannome basato sulla radice di origine
longobarda gazo
(bosco, bandita di caccia),
a sua volta derivato dal vocabolo longobardo
gahagium
(bosco, riserva o bandita di
caccia), l'ultima ipotesi, non
molto probabile, è quella di una derivazione da una forma etnica
riferibile al nome del paese di Gazzo presente sia nel savonese
che nell'imperiese. |
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GAZZA
GAZZE
GAZZI
GAZZO
GAZZONE
GAZZONI |
Gazza ha un nucleo nel parmense ed uno nella penisola salentina,
Gazze è quasi unico, Gazzi ha un ceppo tra milanese e pavese ed
uno tra mantovano, veronese e rovigoto, con un ceppo secondario
ad Aprilia nel latinense, probabile esito dell'emigrazione in
funzione della bonifica Pontina, Gazzo ha un ceppo nel veronese,
in particolare a San Giovanni Ilarione, uno a Genova ed a
Mignanego nel genovese ed uno in Sicilia nel catanese a Catania,
Mascalucia e Motta Sant'Anastasia e ad Agira nell'ennese,
Gazzone, assolutamente rarissimo, sembrerebbe ligure, Gazzoni ha
un ceppo nel milanese, uno nel mantovano, uno nel bolognese ed
uno tra forlivese e riminese, potrebbero derivare, direttamente
o tramite forme accrescitive, dal nome di paesi come Gazzo
presente nel parmense, nel mantovano, nell'imperiese, nel
vicentino e nel padovano, come Gazzo Veronese, o altri simili,
ma potrebbero anche derivare da un soprannome o, più
probabilmente, da un nome medioevale come
Ghezzo o
Gazzo,
o da una forma aferetica di un ipocoristico del nome
Domenico
o Domenigo. |
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GAZZALE |
Gazzale, molto molto raro, è specifico del genovese, di Genova
in particolare, potrebbe essere di origini toponomastiche e
derivare dal nome del paese francese di
Gazaille
in Aquitania, ma è anche possibile che derivi da un soprannome
di origini occitane con il significato di
ragazzo,
giovanotto,
tracce di questa cognominizzazione le troviamo agli inizi del
1700 con l'architetto genovese Giovan Battista Gazzale. |
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GAZZARRI |
Gazzarri
è tipicamente toscano, di Volterra nel pisano in particolare e
di Pomarance sempre nel pisano, di Cecina e Livorno nel
livornese e di Empoli nel fiorentino, il cognome dovrebbe
derivare dal nome del luogo d'origine dei capostipiti, che
potrebbe essere stato il Monte Gazzarro in Toscana. |
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GAZZERA |
Tipico
del cuneese e torinese, dovrebbe derivare da un nome di
località, probabilmente una cascina, come ne troviamo con questo
nome, a sua volta derivata daò nome dell'uccello Gazza. |
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GAZZETTA |
Di
origine veneta, potrebbe derivare o da un soprannome o da
toponimi come Gazzo Padovano (PD), Gazzo Veronese (VR) o Gazzolo
(VR). Il cognome dovrebbe essere originario della città di
Sant'Urbano (PD) e potrebbe anche derivare dal nome "gazetta"
che nel 1578 indicava una moneta in uso nel padovano. Nel 1433
il patronimico Gazzetta era gia presente, troviamo un Giacomo
figlio di Antonio Gazetta nella provincia di Padova: "Giacobus
Gazetta quodam Albertui", nel 1538 troviamo una Catarina Gazetta
alla Corte di Francesco I° Re di Francia, tra le dame di corte
di Caterina de Medici. c'è Catarina Gazetta che andò poi in
sposa al Visconte de la "Motte au Groing". Piero Gazetta,
ottiene nel 1538 una lettera di naturalizzazione firmata
Francesco I° con l'autorizzazione reale ad avere dei beni in
Francia. Antonio Gazetta ottiene nel 1545, da Caterina de
Mèdici, una lettera di raccomandazione per il Duca De Medici di
Firenze.
Notizie su gentile
segnalazione di G. Gazzetta
http://www.gazzetta-genealogus.nom.fr |
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GAZZOLA
GAZZOLI
GAZZOLO |
Gazzola è dell'Italia settentrionale, con un forte nucleo tra
Milano e Piacenza, uno nel Piemonte occidentale ed uno nel
trevisano, Gazzoli sembrerebbe di origine bresciana, Gazzolo
probabilmente è genovese. Questi cognomi potrebbero derivare da
toponimi quali: Gazzola (PC), Gazzolo (VR) ed altri simili.
integrazioni fornite da
Sergio Brunetti, fotografo in Genova
relativamente al cognome Gazzolo si può far riferimento ad un
etimo longobardo. Nel genovesato i longobardi si erano stanziati
in numerose località una delle quali, oggi, si chiama Gazzolo e
l'etimo del toponimo si fa derivare senza tema dal longobardo.
Il cognome, quindi, può avere significative probabilità di
ascendere da un etimo longobardo. |
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GEBBIA
|
Specifico del palermitano deriva dal vocabolo dialettale
gebbia
a sua volta derivato dal termine arabo
gebihja (
vasca o cisterna). |
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GEISSA
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Estremamente raro sembrerebbe della zona tra Gorizia e Trieste,
potrebbe essere di origini germaniche e derivare dal toponimo
Geissa (attuale Giesel) vicino a Fulda nella Germania
meridionale, dell'esistenza di questo toponimo abbiamo questa
riprova: "...Athanasius Kircher was born on May 2 in Geissa near
Fulda in South Germany...", ma è pure possibile una derivazione
slava, Geissa è un cognome presente in Croazia a Vodnjan, e
Pula, ad esempio, ed anche in Polonia.
integrazioni fornite da
Sasa Geissa
La cittadina vicino a Fulda si chiama Geisa e non Geissa (N.d.A.
Geisa è in Turingia, Fulda è in Assia!). Il cognome Geissa non
esiste in Polonia. Geissa viene usato soltanto come declinazione
del cognome Geiss, Geissa è presente invece in Svizzera. |
|
GELARDI
GELARDO |
Gelardi ha un ceppo napoletano, uno palermitano a Palermo e
Carini, uno a Paternò e Catania nel catanese ed uno a Sciacca
nell'agrigentino, Gelardo è quasi unico, dovrebbero derivare dal
nome medioevale Gelardus
o Gilardus,
alterazioni del provenzale
Heuillarde, dell'uso di questo
nome abbiamo un esempio in un atto di donazione dell'anno 1094:
"...hujus rei facientes donum in supradicta æcclesia Beati
Martini, super sanctum altare ipsius sancti, testes advocati
sunt : Warinus frater majoris ; Helgodus servus æcclesiæ ; Drogo
nepos ejus ; Tetbaldus faber ; Gelardus de Gonissa." (vedi anche
GHILARDI). |
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GELDANI |
Cognome
assolutamente rarissimo, presente solo a Melegnano |
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GELISI
GELISIO
GELOSIA |
Gelisi, quasi unico, è del pordenonese, Gelisio, molto molto
raro, è tipicamente veneto, di Mel nel bellunese in particolare,
Gelosia, molto molto raro, è specifico del perugino, di
Morsciano e Perugia in particolare, dovrebbero tutti derivare,
direttamente o attraverso alterazioni, dal nome medioevale
Gelisius,
che non è altro che la latinizzazione del nome
Gillespic
di origini irlandesi. |
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GELLERA |
Un ceppo
nel milanese e nel lodigiano, uno in provincia di Novara, uno
nel trevigiano, potrebbe derivare dal nome medioevale Ghelere o
dal nomen latino Gellius. |
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GELMI
GELMO |
Gelmi è tipico di bergamasco, bresciano e basso trentino, Gelmo,
molto molto raro, parrebbe veneto, dovrebbero derivare dal nome
medioevale Gelmus,
forma latinizzata contratta del nome germanico
Wilhelm,
tracce di questo nome le troviamo ad esempio nel 1500 a Lovere
(BG) dove in un atto di vendita del 1525 compare un certo Gelmo
fu Delaido Facheris di Castelfranco nella figura di venditore.
|
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GELMINI |
Cognome specifico
delle province di Brescia, Bergamo, Milano, basso Trentino e
sponda veronese del lago di Garda, sembra avere un ceppo
secondario tra Parmense, reggiano e modenese, dovrebbe derivare
dal nome medioevale Gelmino diminutivo di Gelmo (modificazione
di Guglielmo). In un atto del 1512 a Bergamo, troviamo:
"...heredi de domine Gelmino Benalio ...", in un atto del 1619 a
Sondrio è citato un: "...Giovanni Pietro Morettus fu
Gelmino...". Circa la presenza già dal 1500 di questo cognome,
possiamo citare a Mulazzano (MI) nel 1500 un Giovanni Gelmini
che compose un libro di epigrammi e lodi e nel 1600 a Sacco (TN)
il nobile Guglielmo Gelmini.
Stemma di sinistra
originale (12 aprile 1788) inviatoci da Emanuele (de) Gelmini
(von Kreutzhof)
Stemma di destra
inviatoci da Giuseppe Francioso relativo ai Gelmini della
Valcamonica |
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GELO
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Molto
raro, parrebbe avere più ceppi distinti, nell'agrigentino, nel
torinese e, forse, nel brindisino, potrebbero derivare dal nome
greco Gelo (colui che sorride) i ceppi meridionali, mentre il
ceppo settentrionale potrebbe derivare dal nome germanico Gele. |
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GELOSA
GELOSI
GELOSINI
GELOSO |
Gelosa è specifico del milanese e monzese, di Lissone, Monza,
Desio, Muggiò e Milano, Gelosi ha qualche presenza in Lombardia,
un ceppo a Ravenna ed a Forlì, un ceppo a Potenza Picena e
Civitanova Marche nel maceratese, un ceppo a Terni ed uno a
Roma, Gelosini è dell'area reggiana, di Rio Saliceto, Campagnola
Emilia, Novellara e Reggio Emilia, Geloso è decisamente del
palermitano, di Palermo, Giardinello e Montelepre, questi
cognomi dovrebbero derivare, direttamente o tramite un
ipocoristico, dal nome latino
Gelosius o
Gelosus,
una forma alterata del nome
Gelasius, portato ad esempio da
un Papa nell'anno 496, dell'uso di questo nome abbiamo un
esempio in uno scritto medioevale: "...Visitabant eum quotidie
sancti viri , episcopus tunc Uzalensis, beatae memoriae
Saturninus, et presbyter Gelosus, ac diaconi Carthaginensis
ecclesiae ...". |
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GELSOMORO |
Gelsomoro, quasi unico, di origine salentina, dovrebbe derivare
dal nome della località leccese chiamata il Gelso Moro. |
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GEMELLARO |
Gemellaro
è decisamente siciliano, specifico di Messina, dovrebbe derivare
dal nome del Monte Gemellaro sul versante sud dell'Etna,
probabile zona d'origine del capostipite. |
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GEMELLI
GEMELLO
GIMELLI |
Gemelli ha più ceppi, nel milanese e pavese, nella provincia di
Genova, in Emilia e Romagna, in Calabria, nel napoletano e nel
palermitano, Gemello, molto molto raro, ha un piccolo ceppo
nell'astigiano ed uno nel leccese, Gimelli ha un ceppo a Milano,
uno a Genova e Loano nel savonese, uno a forlì, Cesena e
Predappio nel forlivese, ed uno a Roma, dovrebbero derivare dal
nome latino Gemellus
o Gimellus,
di cui abbiamo un esempio in un'antica lapide del III° secolo a
Ravenna: "D(is) M(anibus). Iulio Eroti, vix(it) annis VI,
T(itus) F(lavius) Gimellus, mil(es) cl(assis) pr(aetoriae)
Mis(enensis), b(ene)m(erenti) fecit.", o anche nella
Vita di Leone X°
di Paolo Giovio: "...Sed dum Ranucius Martianus a Florentinis
cum iusto prope exercitu circa Cortonam hosti opponeretur,
Gimellus vir Gallus cum Camillo Vitellio ad Virginium in castra
pervenit. Is cum regiis mandatis multam in stipendium pecuniam
afferebat, hortabaturque Virginium, ut accepto auro,
conductisque et instructis liberaliter copiis, in Apuliam
maturaret, auspiciisque ibi Caroli regis...". |
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GEMENTI |
Gementi,
molto raro, è tipico di Mantova e del mantovano, e di
Occhiobello nel rovigoto, di origini etimologiche oscure. |
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GEMI
GEMMI
GEMMO
GEMO |
Gemi, assolutamente rarissimo, potrebbe essere del piacentino,
mentre Gemo è decisamente del vicentino, Gemmi ha un ceppo nel
reggiano e nei vicini modenese, parmense e piacentino, ed un
ceppo nel fiorentino, Gemmo è veneto, dell'area vicentino,
padovana, di Montagnana nel padovano e di Noventa Vicentina e
Campiglia dei Berici nel vicentino, dovrebbero derivare da forme
dialettali contratte del nome medioevale
Gelmo, o
Gemmus,
secondo altri potrebbe derivare da una forma contratta del nomen
latino Geminius
di cui abbiamo un esempio negli
Annales di Tacito: "...Fine
anni Geminius, Celsus, Pompeius, equites Romani, cecidere
coniurationis crimine; ex quis Geminius prodigentia opum ac
mollitia vitae amicus Seiano, nihil ad serium. et Iulius Celsus
tribunus in vinclis laxatam catenam..." (vedi Gelmi), abbiamo un
esempio antico di queste cognominizzazioni a Trento in un atto
del 1525, dove leggiamo: "..Aldrigetus filius quondam ser
Antonii de Gislimbertis de Trilaco civis Tridenti publicus
imperiali auctoritate notarius; relevator scripturarum dicti
quondam Angeli Costede, decretus per magnificum iuris utriusque
doctorem dominum Vincentium Gemmum parmensem praetorem
Tridenti,..". |
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GEMIGNANI
GEMIGNANO
GEMINIANI
GIMIGNANI
GIMIGNANO
GIMINIANI
GIMINIANO
ZEMIGNANI |
Gemignani, Gemignani, tipicamente toscano, è tipico del
lucchese, Gimignani è fiorentino, Gemignano e Gimignano, quasi
unici, sono probabilmente solo una variante del precedente
dovuta ad errori di trascrizione, Geminiani è tipico del
ravennate, con ceppi anche nella vicina Imola ed a Pesaro,
Geminiano, praticamente unico, è dovuto ad un errore di
trascrizione, Giminiani, estremamente raro, potrebbe essere o
marchigiano o abruzzese, Zemignani, molto molto raro, è tipico
del lombardoveneto, dovrebbero tutti derivare, direttamente o
tramite alterazioni dialettali, da toponimi come San Gemignano
(LU), San Gimignano (SI) o simili, ma è pure possibile una
derivazione diretta dal nome medioevale
Geminianus
di cui abbiamo un esempio nel
Codice Diplomatico Longobardo
in questo scritto dell'anno 720 a Lucca: "...Unde nos Teutpald
cum germano meus, et Dommulum, Leonaci cum germano meo, seo et
Aunuald, Uuilifrit, Maurinum, Teudoraci, Nandulum, Geminianum
cliricum, Gudiscalcum, recorrentes nos omnis ad aula
misericordie pro... ". |
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GEMMA
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Gemma ha un ceppo nel mantovano, uno nello spezzino, uno nel
napoletano, uno nel catanese, un grosso nucleo nel Lazio ed uno
in Puglia, in particolare nel Salento, dovrebbero derivare dal
nome medioevale tardo latino
Gemma di cui abbiamo un esempio
in quest'atto dell'anno 955 redatto a Cava dei Tirreni: ".. seu
hominem nostrum, qui ibidem fuerit ad omnem suum spendium, et
sortionem nostra de nominatum vinum illis nobis adduceret, usque
dum illud posuerimus infra nominatum locum nuceria. nam si infra
predictum constitutum, predicta Gemma uxor mea fuerit defuncta,
et nos vel nostris heredes terra ipsa recolligere voluerimus,
licentiam habeamus illam ad nostram recolligere potestatem ..". |
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GEMMITI |
Cognome diffuso esclusivamente nel Lazio, con fortissima
prevalenza nella zona di Sora (FR) - Isola del Liri (FR).
integrazioni fornite da
Alessio Bruno Bedini |
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GENCHI
GENCO |
Genchi ha un nucleo nel barese ed uno nel palermitano, Genco ha
un ceppo nel genovese, nel barese, nel salernitano ed uno nella
Sicilia occidentale, potrebbero derivare dal cognomen latino
Genicus
di cui abbiamo un esempio in un'antica lapide romana:
"...Plotius M(arci) f(ilius) Quartio A(ulus) Genicus A(uli)
f(ilius) iter(um) duoviri locum dederunt compiti aedificandi
...".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Genco è cognome lucano presente a Maratéa, anche napoletano,
siciliano e in Calabria: dalla voce calabrese 'jencu'
= 'giovenco'.
Fonte: G. Rohlfs, Dizionario storico dei cognomi in Lucania,
1985. |
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GENDUSA
GENNUSA
GENNUSO |
Gendusa è tipico del palermitano, di Chiusa Sclafani in
particolare, con ceppi significativi anche a Belmonte Mezzagno,
Gennusa, anch'esso del palermitano, è tipico di Corleone,
Bisacquino, Roccamena e Contessa Entellina, Gennuso è il più
diffuso, anch'esso siciliano è più tipico dell'area che
comprende il ragusano, il siracusano ed il nisseno, di Modica e
Scicli nel ragusano, di Pachino, Portopalo di Capo Passero e
Rosolini nel siracusano e di Gela nel nisseno.
integrazioni e stemma
forniti da Domenico Gendusa
Gendusa
è un cognome siciliano diffuso nel palermitano e nel nisseno. È
una forma ipercorretta di Gennusa e Gennuso, diffuso soprattutto
nel Centro e nel Sud-Est della Sicilia. Deriva dalla voce
specificatamente siciliana
innusa (giovenca),
una vacca giovane, cioè, che non essendo stata coperta una
seconda volta continua a produrre latte.
Lo stemma dei Gendusa di Belmonte in Provincia di Palermo è: di
vaio; sul tutto di rosso alla giovenca d'oro.
Motto: VIDEANT PAUPERES ET LAETENTUR.
Bibliografia:
G. CARACAUSI, Dizionario onomastico della
Sicilia, Centro Studi Filologici e Linguistici Siciliani, Epos,
Palermo, 1994.. |
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GENERANI |
Specifico
del milanese e lodigiano, potrebbe derivare dall'antico nome
francese Gerner. |
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GENERATI |
Molto
raro, potrebbe essere originato da un errore di trascrizione del
cognome Generani. |
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GENERINI |
Generini, molto molto raro, è tipico di Vicchio, Rignano
sull'Arno e Firenze nel fiorentino, dovrebbe derivare dal nome
medioevale Generinus,
di cui abbiamo un esempio in una lapide di epoca medioevale in
Provenza: "Hic requiescit / in pace bon(ae) memoriae Generinus
..". |
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GENERO
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Parrebbe avere due ceppi, uno nel torinese ed uno nell'udinese,
dovrebbe derivare da una modificazione dialettale del cognomen
latino Januarius.
integrazioni fornite da
Elena Genero
Genero (si legge Genèro,
non Gènero), la cui origine è come quella di "Gennari",
e anche del mese di
Gennaio. Significa infatti "caro al dio Giano", che è il dio
dell'apertura, della "porta" (in latino Ianuas) (gennaio è il
mese che apre l'anno). |
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GENESI
GENESIN
GENESINI
GENESIO
GENISI
GENISIO
GIANESE
GIANESELLI
GIANESELLO
GIANESI
GIANESIN
GIANESINI
GINESI
GINESINI
GINESIO
GINISI
GINISIO |
Genesi è specifico dell'area che comprende il piacentino ed il
pavese, Genesin è tipicamente veneto, di Loreggia nel padovano e
di Riese Pio Decimo e Castelfranco Veneto nel trevisano,
Genesini ha un ceppo veneto, nel veronese e rovigoto, ed uno
emiliano a Ferrara e Modena, Genesio, abbastanza raro, dovrebbe
avere un ceppo nel Piemonte occidentale e nella Liguria
centrale, con un possibile ceppo nel siracusano, Genisi,
estremamente raro, è del nord Italia, Genisio è specifico del
Canavese, di Pratiglione (TO) in particolare, Gianese è
tipicamente veneto, Gianeselli, assolutamente rarissimo, è del
trentino, Gianesello è tipico del padovano, di Padova e Piazzola
sul Brenta, Gianesi, assolutamente rarissimo, ha un piccolissimo
ceppo tra pavese e piacentino ed uno nel forlivese, Gianesin ha
un ceppo nel vicentino, in particolare a Bassano del Grappa, ed
uno nel rovigoto, Gianesini, anch'esso veneto, è più diffuso ed
è presente in particolare nel vicentino, ma anche nel veronese e
padovano, Ginesi ha un ceppo tra carrarese, massese e lucchese,
uno piccolo nel grossetano ed uno tra pesarese ed anconetano,
Ginesini, quasi unico, è specifico del carrarese, Ginesio, quasi
unico, è del torinese, Ginisi è quasi unico, Ginisio,
assolutamente rarissimo, sembrerebbe lombardo, dovrebbero tutti
derivare, direttamente o attraverso ipocoristici e/o
modificazioni dialettali, dal cognomen latino
Genesius,
ricordiamo san Genesio martire a Roma sotto Diocleziano nel III°
secolo, abbiamo un esempio dell'uso di questo nome in epoca
medioevale ne X° secolo in un atto di vendita: "...Dilecto
Teuquardo presbitero. Ego Aletrudis et filius meus Genesius
vendimus tibi campum in pago Matisconense, in agro Melionacense,
in villa Fontanilias...", ma è pure possibile una derivazione da
uno dei tanti toponimi San Genesio che si trovano in provincia
di Torino, Pavia, Piacenza. Tracce di queste cognominizzazioni
le troviamo alla corte sforzesca nel 1400 con lo scrittore e
poeta Fabricius Genesius Elphiteus. |
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GENGA
GENGHINI |
Genga ha un ceppo a Pesaro con rami anche a Corinaldo
nell'anconetano, a Treia nel maceratese, ed a Fano nel pesarese,
ed uno nel romano in particolare a Tivoli, Genghini ha un ceppo
a Rimini, Bellaria e Monte Colombo nel riminese ed uno a Roma,
dovrebbero derivare, direttamente o tramite forme ipocoristiche,
dal nome di toponimi come Genga nell'anconetano, o altri simili,
ma molto più probabilmente derivano da un soprannome originato
dal termine genga,
una sorta di tufo calcareo
tipico della zona umbro, marchigiana, ad indicare forse
l'attività di cavatore di tufo svolta dal capostipite. Alcuni
elementi della famiglia Genghini nel 1880 emigrarono verso il
Brasile e verso l'Argentina, dove si stabilirono nelle regioni
di Socorro e Monte Sião in Brasile e di Rio Cuarto in Argentina.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Genga e Genghini derivano dalla toponomastica. Il toponimo Genga
(Monte Grimano, AN) e Le Genghe (Carpegna, PU), da cui il
cognome Genghini frequente a Rimini, vengono, come altri
toponimi simili in tutta l'Italia, dal longobardo 'zinka'
= vetta, punta
(tedesco : Zinke
= punta, dente della forchetta). |
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GENI
GENINI
GENINO
GENIO
GENO |
Geni è assolutamente rarissimo, sembrerebbe del centronord,
Genini ha un ceppo nel verbanese ed uno tra le province di
Sondrio, Bergamo e Brescia, Genino sembra essere unico, Genio,
comunque molto raro, è panitaliano, Geno, quasi unico, parrebbe
dell'area pavese, novarese, si dovrebbe trattare di forme
aferetiche, normali o ipocoristiche, più o meno dialettali, del
nome Eugenio,
probabile nome del capostipite. |
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GENITORI |
Genitori
è specifico di Messina, di origini oscure, potrebbe trattarsi di
una forma apocopaica del termine Genitori Ignoti. |
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GENNA
GENNE
GENNI
GENNO |
Genna ha un ceppo napoletano ed uno, più consistente nella
Sicilia occidentale, nel trapanese in particolare, a Marsala,
Trapani, Mazara del Vallo, Erice, Paceco, Castellammare del
Golfo, Partanna, Petrosino, Campobello di Mazara, Castelvetrano
e Santa Ninfa, Genne, praticamente unico, dovrebbe essere dovuto
ad un errore di trascrizione del precedente, così come il quasi
unico Genni ed il praticamente unico Genno. Genna dovrebbe
derivare da una forma apocopaica del nome greco
Gennadios,
o anche dall'italianizzazione del nome normanno
Jeanne (Gianna). |
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GENNAI
GENNAIO |
Gennai è
tipico toscano, del pisano in particolare, Gennaio è
assolutamente rarissimo, dovrebbero derivare dal cognomen latino
Ianuarius attribuito normalmente ai bambini nati nel mese di
Giano, gennaio. Traccia di quest3e cognominizzazioni le troviamo
nel 1400 a Cesena con Pier de' Gennai, mastro costruttore di
particolari del tempio malatestiano. |
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GENNARI
GENNARINI
GENNARINO
GENNARO |
Gennari è presente in tutto il centro nord e nel Salento, con un
nucleo importante nel pesarese e nel Lazio, Gennarini
sembrerebbe romano, Gennarino è assolutamente rarissimo, Gennaro
ha un grosso nucleo in Sicilia, uno nel Salento ed uno a Napoli,
ma questo cognome ha un ceppo importante anche nel Veneto e nel
Friuli, derivano dal nome medioevale Gennaro che è a sua volta
derivato la cognomen latino
Januarius. |
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GENNERO |
Gennero è tipico del torinese, di Carignano, Carmagnola e
Torino, dovrebbe derivare dal nome germanico
Genner, a
sua volta derivato dal nome medioevale germanico
Genhari,
a sua volta composto dall'unione dei termini medioevali tedeschi
gen
(identifica il femminino, la donna) ed
hari (l'esercito),
con il significato di
combattente con la fierezza e la determinazione della donna. |
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GENOA
GENOVA
GENUA |
Genoa è
praticamente unico ed è probabilmente dovuto ad un errore di
trascrizione di Genova, che è presente a macchia di leopardo
intutt'Italia, con un grosso nucleo nella Sicilia occidentale, a
Palermo in particolare, Genua ha un ceppo romano, uno
nell'avellinese a Frigento, Sturno, Gesualdo e Flumeri ed uno
nel trapanese a Vita, tutti questi cognomi dovrebbero derivare
dal nome della città di Genova o dalle sue versioni arcaiche e
dialettali, derivazione o perchè quello era il nome del
capostipite, consuetudine abbastanza diffusa in epoca
medioevale, o perchè questi proveniva da quella città. |
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GENON
GENONE
GENONI |
Genon, praticamente unico, è del torinese, Genone, assolutamente
rarissimo, parrebbe dell'area lombardo piemontese, Genoni,
tipicamente lombardo, è dell'area milanese, varesotta, si
dovrebbe trattare di una forma accrescitiva dell'aferesi del
nome Eugenio,
probabile nome del capostipite caratterizzato da una corporatura
imponente. |
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GENOVESE
GENOVESI |
Di
origine entrambi da soprannomi legati al toponimo Genova,
Genovese è assolutamente panitaliano, mentre Genovesi è
distribuito lungo la riviera tirrenica da Genova a Livorno,
sembra esserci un ceppo a Bologna e nel siracusano, dovrebbero
derivare da soprannomi legati al toponimo Genova, ma in alcuni
casi potrebbero anche essere una variazione del nome medioevale
Genovino. |
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GENOVESSI
GENOVISSI |
Unici
entrambi, presente solo a Melegnano, potrebbero essere dovuti ad
un errore di trascrizione di un originale Genovesi. |
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GENSALDI
GENSARDI
GENZARDI |
Gensardi, quasi unico, è palermitano, dovrebbe essere dovuto ad
un'errata trascrizione del cognome Genzardi, che è specifico di
Palermo e del palermitano, Genzaldi, praticamente unico, è
anch'esso dovuto probabilmente ad un errore di trascrizione del
precedente, dovrebbero derivare dal nome e cognome francese
Gensard,
probabilmente giunto in Sicilia al seguito degli Angioini. |
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GENTA
|
Genta è tipico dell'area ligure, piemontese, del torinese,
astigiano e cuneese in Piemonte e del savonese soprattutto in
Liguria, potrebbe derivare da un soprannome originato dal
termine medioevale francese gent,
a sua volta derivato dal latino
gentiles, che stava ad indicare
i patrizi,
i nobili,
quelli che appartenessero per nascita alla classe dirigente, non
si può però escludere una possibile origine matronimica dal nome
femminile longobardo Genta,
di cui abbiamo un esempio d'uso in uno scritto dell'undicesimo
secolo: "..Soror vero eorum, uxor Gaufridi Tancredi, nomine
Genta, quia pregnans erat, in capitulum venire non potuit, sed
in domo sua quod fratres vendiderant concessit, audientibus
istis: Aldulfo preposito, Mauritio de Saiaco, Fulcrado
corvesario, Rainerio Waldino, Barbotino, Christiano Pichardo,
Archembaldo Cauda. Alia quoque parvula soror, Richeldis nomine,
sotulares corduinos accipiens inde, illud idem concessit, his
audientibus: Huberto fratre suo, Christiano Pichardo,
Archembaudo Cauda. ..". |
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GENTILCORE |
Gentilcore, sicuramente campano, è specifico del beneventano, di
Molinara in particolare e di Foiano di Val Fortore, ma dovrebbe
essere originario del salernitano, dovrebbe derivare dal nome
medioevale Gentilcore
attribuito al proprio figlio con l'augurio che crescesse di
cuore gentile, tracce di questa cognominizzazione le troviamo
tra la fine del 1000 e gli inizi del 1100 con l'abate Costabile
Gentilcore (1064-1024), nativo della zona di Monte Tresino (SA),
quarto abate dell'Abbazia di Cava dei Tirreni, fatto santo,
famoso anche per il fatto che iniziò nel 1123, un anno prima di
morire, la costruzione del Castello che diede origine al nome
del paese di Castellabate nel salernitano. Il nobile casato dei
Gentilcore sembra avere come capostipite Leonetto Gentilcore che
ricevette nel 1500 dagli Aragona la baronia di Corbella e
Cicerale nel salernitano. |
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GENTILE
GENTILI
GENTILIN
GENTILINI
GENTILINO
IENTILE
IENTILI
JENTILE
ZENTILE
ZENTILI |
Gentile è estremamente diffuso in tutt'Italia, tranne che in
Sardegna, Gentili è diffuso in tutto il centro nord, con un
fortissimo nucleo nel Lazio, Gentilin, decisamente veneto, è
tipico dell'area che comprende il veronese ed il vicentino,
Gentilini è molto diffuso in tutto il centronord, soprattutto
nella zona che comprende il bolognese, il ravennate, il
forlivese, il riminese ed il fiorentino, con un grosso ceppo
anche a Roma, Gentilino, quasi unico, potrebbe essere dovuto ad
errori di trascrizione del precedente, Ientile ha un ceppo a
Genova, uno tra Roma ed Anzio, uno a Torre del Greco (NA) ed uno
nel reggino a Mammola, Grotteria e Cinquefrondi, Ientili, quasi
unico, e Jentile, estremamente raro sono dovuti probabilmente ad
errori di trascrizione dei precedenti, Zentile, molto molto
raro, ha un ceppo tra trentino e vicentino ed uno nel sassarese,
Zentili, quasi scomparso, parrebbe dell'area bergamasco,
bresciana, questi ultimi dovrebbero essere una forma dialettale
dei precedenti, derivano tutti, direttamente o tramite
ipocoristici, dal nome medioevale
Gentile,
direttamente o attraverso forme arcaiche o dialettali con la
I
o la Z
in sostituzione della G. |
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GENTINA
GENTINETTA |
Gentina sembra specifico del varesotto, Gentinetta,
assolutamente rarissimo, sembrerebbe piemontese, dovrebbero
essere delle forme matronimiche derivando da una capostipite di
nome Gentina,
forma medioevale del nome franco
Gentiane
(Genziana),
troviamo tracce di questo nome nell'atto di nascita datato 1551
del primo Conte Provana di Collegno che risulta essere stato
figlio dì Gerolamo Provana di Carignano (Signore di Bussolino e
della Gorra), e di Gentina
Provana di Druent.
integrazione fornita da
Maria Teresa Ghione
pare sia originario di Bognanco (NO); poco comune in Italia,
molto di più in Svizzera. Sul volume di araldica
Anstalt Antonio Bonacina
compare lo stemma: rosso-bianco-rosso con due leoni stilizzati.
Alcuni importanti personaggi hanno risieduto e risiedono a
Brig-Glis. Un ramo della famiglia si è stabilito in Argentina
intorno all\'anno 1880 (Jose Gentinetta). Suoi discendenti
vivono a Sonora (California) uno dei quali (Emmanuel, figlio di
Mario Anibal) compare nel libro dei primati per aver compito il
tragitto Alaska-Terra del Fuoco in bicicletta da solo a 19 anni
di età. |
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GENUINI
GENUINO |
Genuini, molto raro, ha presenze in Toscana, nell'aretino e
senese e nel ternano ed a Roma, Genuino, assolutamente
rarissimo, è del centro Italia, si potrebbe trattare di forme
aferetiche ipocoristiche dialettali, del nome
Eugenio,
probabile nome del capostipite, ma molto più probabilmente
derivano dall'aferesi del nome
Ingenuinus, ricordiamo con
questo nome il santo Ingenuinus
conosciuto anche come Genuinus,
un vescovo del settimo secolo titolare della diocesi di una
piccola città vicino a Bressanone in Alto Adige. |
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GENUZIO |
Genuzio, molto molto raro, sembrerebbe friulano, specifico di
Udine, dovrebbe derivare dal nomen latino
Genutius,
probabilmente portato dal capostipite, ricordiamo con questo
nome Lucius Genutius Aventinensis che fu console di Roma
nell'anno 383 assieme a Lucius Aemilius Mamerco. |
|
GERACE
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Gerace è specifico della Calabria, deriva dal toponimo Gerace
(RC) o da Gerace Marina la moderna Locri (RC), tracce di questa
cognominizzazione si hanno nella seconda metà del 1600 a
Bovalino (RC) con il notaio notaio Horatius Ranerius de Gerace.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Gerace, Geraci è un cognome calabrese, italianizzazione del
cognome greco Gerakis,
che viene dal termine 'ieràki'
= sparviero.
Possibile anche la derivazione da toponimi calabresi e
siciliani. |
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GERACI
|
Geraci
sembra essere decisamente siciliano, deriva dal toponimo Geraci
Siculo (PA). (vedi anche GERACE) |
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GERACITANO
IERACITANO |
Geracitano sembrerebbe specifico di Guardavalle (CZ), Ieracitano
è tipico di Bagnara Calabra (RC), dovrebbero entrambi derivare
dall'etnico di Gerace (RC). |
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GERALDI
GERALDINI
GERALDINO
GERALDO
IERALDI |
Geraldi, molto raro, ha un ceppo nel crotonese tra Isola di Capo
Rizzuto e Santa Severina, ed uno nell'agrigentino a Sciacca,
Geraldini, assolutamente rarissimo, parrebbe romano, Geraldino,
Geraldo e Ielardi sono quasi unici, dovrebbero tutti derivare
dal nome medioevale germanico
Gerhald o dal normanno
Geraldus
o Giraldus
di cui abbiamo un esempio in
Chronicon Clarevallense del
1192: "...Anno Domini 1170 finiente, abbas Claraevallis Poncius,
factus est Claromontensis episcopus in Alvernia. Abbas quoque de
Fossanova domnus Geraldus, in abbatem Claraevallis est
assumptus. Hic est de Alvernia oriundus....". |
|
GERARD
|
Gerard è specifico di Cogne in Val d'Aosta con un piccolo ceppo
anche a Bardonecchia nel torinese, cognome tipicamente francese,
specifico in Italia della zona francofona della Val d'Aosta,
dovrebbe derivare dal nome medioevale germanico
Gerhard
composto dai termini germanici medioevali
ger (lancia)
con l'aggiunta di hard
(duro, forte)
ed il significato di forte
lancia. |
|
GERARDI |
Ha più
ceppi, uno nel Veneto gli altri nel Lazio, in provincia di
Potenza, nel Salento ed in Sicilia, in particolare nel
trapanese, deriva o dal cognomen tardo latino Gerardus o dal
nome medioevale germanico Gerhart, al sud è più probabilmente
derivato dal nome normanno Geraldus. |
|
GERARI
|
Presente
solo a Melegnano e nel lodigiano al confine con la provincia di
Piacenza, potrebbe derivare da un soprannome originato dal
vocabolo dialettale gera (ghiaia), quelli della ghiaia, gli
estrattori di ghiaia. |
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GERASIA |
Estremamente raro sembra del palermitano, dovrebbe derivare da
un nome di località come Gerasia città greca della costa ionica
nord occidentale o come Gerasia (ME). |
|
GERAVINI
GEREVINI |
Geravini
è rarissimo ed è presente solo nel milanese, Gerevini ha origini
nel cremonese, dovrebbero derivare da soprannomi dipendenti dal
vocabolo milanese arcaico gerev, geriv (ghiaioso), facendo
riferimento quindi o a caratteristiche del terreno o al mestiere
del capostipite. |
|
GERBALDI
GERBALDO |
Gerbaldi, quasi unico, è del torinese, Gerbaldo, decisamente più
diffuso, è tipico del cuneese, di Cherasco, Savigliano, Bra e
Marene, con un ceppo anche a Nichelino e Torino nel torinese,
dovrebbe derivare dal nome medioevale Gerbaldus, una
modificazione dialettale locale del nome
Heribald
una variante del germanico
Haribald (vedi GARIBALDI), di
questo nome abbiamo un esempio in un atto testamentario
dlel'anno 1097: ".. et Ecclesiam Sancte Marie que vocatur
capella que est prope madalonem cum universis suis pertinentiis.
et villanos omnes cum hereditate eorum qualiter Gerbaldus meus
cappellanus in predicto monasterio otuerint ad optulit. et
cripta que vocatur fornicara cum monte cervino sicuti vadit via
que cernit hunc montem ab alio monte. et Ecclesiam. Sancti
Iohannis que est in territorio cibali. ubi dicitur ad
plescum...". |
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GERBI
GERBO
GERBONI |
Gerbi ha un ceppo ad Asti, Celle Enomondo e Cantarana
nell'astigiano, a Torino e Moncalieri nel torinese, un ceppo a
Genova ed uno in Toscana a Firenze, Carrara, Bientina nel
pisano, Pistoia e Prato, Gerbo, molto più raro, ha un ceppo ad
Asti ed a Revigliasco d`Asti nell'astigiano, Gerboni ha un ceppo
a Parma e felino nel parmense ed uno a Cattolica e San Giovanni
in Marignano nel riminese ed a Gabicce Mare, Fano e Gradara nel
pesarese, a Castelfidardo nell'anconetano ed a Civitanova Marche
nel maceratese, presenta inoltre un ceppo a Fucecchio nel
fiorentino, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite
accrescitivi, da soprannomi originati dal termine medioevale
gerbus
(luogo desolato, abbandonato)
probabile caratteristica dei luoghi d'origine delle famiglie,
dell'uso di questo termine abbiamo un esempio a Milano in una
Carta venditionis dell'anno 1185: ".. Nona petia dicitur ad
Campum de Fossatis, a mane via, a monte
gerbus, a
sero Alberti Betege, pertice decem minus tabule sex...". |
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GERBIDI |
Gerbidi, praticamente unico, è del cremonese, dovrebbe derivare
dal termine gerbido
con il quale si indicavano le terre più ventose, più fredde e
pertanto incolte, frorse ad identificare che queste erano le
caratteristiche del luogo di provenienza del capostipite o anche
per sottolineare la scarsa prolificità dello stesso. |
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GERELLI |
Molto
molto raro è tipico del cremonese, potrebbe derivare dal termine
dialettale gera (ghiaia)ed essere riferito o ad un'attività o ad
una località attinente con i depositi di ghiaia fluviale. |
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GEREMIA |
Geremia è presente in vari luoghi d'Italia, nel Veneto e Friuli,
a Roma, Nel campobassano, nel casertano e nel napoletano, ed in
Sicilia nel catanese, nisseno ed agrigentino, dovrebbe derivare
dal nome Geremia
attribuito al capostipite, a Padova ad esempio agli inizi del
1400 un certo Geremia figlio di Antonio è notaio imperiale, può
anche derivare dal fatto di abitare o provenire il capostipite
da contrade o pievi intestate a San Geremia, come ad esempio la
Contrada di San Geremia a Venezia. |
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GERETTI
GERETTO
GERIN
GERINI
GERINO |
Geretti è tipicamente friulano dell'udinese, di Udine, Treppo
Grande, Cassacco e Tavagnacco, Geretto è invece del veneziano,
di Santo Stino di Livenza, Torre di Mosto, Eraclea e Concordia
Sagittaria, Gerin è tipico del goriziano e del triestino, con
presenze anche nell'udinese, Gerini ha un ceppo a Trieste, uno
tra savonese e d imperiese, uno tra spezzino e massese, uno nel
fiorentino, uno nell'anconetano ed uno nel romano, Gerino, quasi
unico, sembrerebbe dell'imperiese, dovrebbero derivare da vari
tipi di forme ipocoristiche anche dialettali dell'aferesi di
nomi come il nome medioevale germanico
Fillinger
(vedi FILANGERI), o Rodegerius,
o di altri nomi simili. |
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GERGOLET |
Gergolet è specifico del goriziano, di Doberdò del Lago,
Monfalcone, Staranzano e Ronchi dei Legionari, e di Trieste,
dovrebbe essere di origini magiare e derivare da una forma
ipocoristica del cognome ungherese
Gergol, o
del croato Gergula. |
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GERI
GERIO
GERO |
Geri ha un grosso ceppo in Toscana, soprattutto a Pistoia e nel
pistoiese a San Marcello Pistoiese, a Firenze, Lastra a Signa ed
Empoli nel fiorentino, a Cecina, Campiglia Marittima, Capoliveri
e Piombino nel livornese, a Prato ed a Cascina, San Miniato e
Palaia nel pisano, un ceppo a Rimini e nel pesarese, Gerio e
Gero sono quasi unici, forse piemontesi, dovrebbe trattarsi di
forme aferetiche relative al nome
Ruggero o
Rodegerius. |
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GERINA
GIRINA |
Gerina è specifico di Cagliari e del cagliaritano, Girina, più
raro, è sempre del cagliaritano, di Uta e di Caglari, potrebbe
stare ad indicare capostipiti che fossero stati rossi di
capelli.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
GERINA; GIRINA: sa ĝerìna
o ĝirìna
o ĝiĝìna
sono i chicchi di grano
(piccoli e immaturi), che si danno alle galline =
becchime.
Il Wagner propone come etimo il latino
genuina.
Il Meyer Lübke suggerisce inoltre la voce latina
ignis =
fuoco. Qui a Gonnosfanadiga (medio Campidano), usiamo
l'espressione: cabòri (colore di) de
?i?ìna,
per indicare il colore rosso delle braci. Attualmente il cognome
Gerina è presente in 13 Comuni italiani, di cui 9 in Sardegna:
Cagliari 29, Villaspeciosa 6, Quartu S. E. 3, etc. Girina è
presente in 4 Comuni sardi: Uta 15, Cagliari 8, Selargius 3,
Uras 3 |
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GERLA
GERLI
GERLINI
GERLO
GERLONE
GERLONI |
Gerla è specifico di Milano e Gaggiano nel milanese e di Pavia,
Gerli è tipicamente lombardo, del milanese in particolare, di
Milano, Melzo, Pioltello, Binasco, Cuggiono e Sedriano e di Zelo
Buon Persico nel lodigiano, con piccoli ceppi anche in Toscana,
Gerlini ha un piccolo ceppo toscano ed uno romano, Gerlo è
specifico di Vigevano nel pavese e del milanese, Gerlone,
estremamente raro, sembra specifico di Grottaglie nel tarentino,
Gerloni, molto più raro, è dell'area milanese bresciana, questi
cognomi dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici
o accrescitivi, da soprannomi originati dal termine italiano
gerla,
a sua volta derivato dal vocabolo tardo latino
gerula (cesta
conica con due cinghie in cui si infilano le braccia per
sostenerla dietro le spalle),
caratteristica dei paesi d'alta montagna e dell'Italia
settentrionale, in Lombardia il termine dialettale
la gerla o, in Brianza,
el gerlo
è la cesta con la quale il garzone dei panettieri andava a
consegnare il pane casa per casa, si potrebbe quindi ipotizzare
che con questo soprannome si identificasse proprio quel tipo di
mestiere, bisogna inoltre considerare che nel milanese la
gerla
era un'unità di misura di volume pari ad un decimo della portata
di un carro.
integrazioni fornite da
G. Gerlini
La tradizione familiare vuole che il nostro cognome [Gerlini]
derivi da un fatto ben preciso: il nome sarebbe stato dato a due
bambini abbandonati in una gerla davanti a una istituzione
religiosa. |
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GERLANDA
GERLANDI
GERLANDO
GHERLANDI
GHIRLANDA
GHIRLANDI
GHIRLANDO
GIRLANDA
GIRLANDO |
Gerlanda e Gerlandi sono quasi unici, e sono molto probabilmente
originati da errori di trascrizione di Gerlando che sembrerebbe
siciliano originario della zona di Sant`Angelo di Brolo e Santa
Margherita nel messinese e dell'agrigentino, a Palermo è
presente un ceppo probabilmente secondario, Gherlandi è
praticamente unico, Ghirlanda ha un ceppo nel veronese e nel
padovano, uno nel genovese, spezzino e massese, uno hnel
pesarese ed uno nel siracusano, Ghirlandi ha un ceppo milanese
ed uno ravennate, Ghirlando è quasi unico, Girlanda ha un ceppo
nel milanese, uno nel veronese ed uno molto piccolo nel
messinese, Girlando sembrerebbe tipicamente siciliano, del
siracusano e del ragusano, dovrebbero tutti derivare dai nome
medioevali, di origine longobarda, derivati dal nome
Gairland
composto dall'unione dei termini
gaire (lancia)
e land
(paese),
con il significato di uomo proveniente dalla terra dei lanceri,
Gerlandus, Gerlanda,
o Gherlandus, Gherlanda
di cui abbiamo un esempio d'uso in quest'atto di donazione
dell'anno 956: "...Divina pietate legumque auctoritate sancitum
est ut de terrenis rebus celestia adquirantur. Quapropter ego
Gerlandus et uxor mea donamus Deo et sanctis apostolis Petro et
Paulo, ad locum Cluniacum, ubi dunnus Maiolus, abba, preesse
videtur, unum campum situm in pago Lugdunensi, in agro Iaonico,
in villa Corteplacia; et terminatur a mane et a sero aqua
volvente...". |
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GERMANDI
GERMONDI
GHERMANDI |
Germandi e Germondi sembrano essere quasi unici e sono
probabilmente dovuti ad un errore di trascrizione del cognome
Ghermandi, che è tipicamente emiliano, di Castelfranco Emilia
nel modenese e di Bologna e Crevalcore nel bolognese, questi
cognomi dovrebbero derivare dal nome germanico
Germund
(la ge si pronuncia ghe), a sua volta derivato dai termini
ger
(lancia)
e mund
(tutela, protezione),
cioè con il senso di colui che
viene protetto dalla lancia. |
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GERMANI
GERMANO |
Germani è
presente in tutta l'Italia centro settentrionale, ha un
fortissimo nucleo nel Lazio ed uno a Trieste, Germano parrebbe
avere più ceppi, uno in Piemonte e Liguria ed altri nelfrosinate
e a sud della penisola, le origini possono essere diverse, o dal
nome medioevale Germano, o dal nome bizantino Germanus, o
dall'identificativo etnico germano (germanico), o da toponimi
come Germagno (VB), San Germano (FR), l'attuale Cassino, o dallo
stato di germano (fratello) di qualcuno. |
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GERMI
GERMINI
GERMINO |
Germi, abbastanza raro, sembra essere tipico del parmense e
della confinante provincia di La Spezia, Germini sembra avere
più ceppi, nel Reggiano ed in provincia di Perugia, Germino,
molto raro è tipico della zona di confine tra salernitano e
potentino, potrebbero derivare dal nomen tardo latino
Germinus
(Jerminus),
più diffuso in Spagna e Portogallo o da toponimi come Torre
Germino, frazione di Noceto (PR) o San Germino (AV), sede di una
famosa battaglia condotta da Riccardo, capitano del re Manfredi,
contro Carlo d'Angiò. Nel 1600 in un atto troviano citato un
barone di nome Jerminus.
integrazioni fornite da
Alessandro Germini
Germini è un cognome presente in Lombardia,a Venezia e in
Emilia-Romagna. Il nucleo principale appartiene a Venezia ed è
un cognome di origine medio-orientale (presente tra la Turchia e
L'Iran del nord). E'una tangibile testimonianza delle varie
etnie che hanno popolato l'Italia dai tempi più antichi e
rientra nel quadro delle lotte geo-politiche e territoriali dei
tempi più antichi. Il significato di questo cognome non è ben
nota ma attualmente nell'area medio-orientale è diffuso anche in
Libano e Siria. E',probabilmente,riferito ad un qualche luogo
geografico di appartenenza (città). Spesso è trascritto anche
con la y (Germyni) e /o preceduto da al-.E' indistintamente un
cognome appartenente sia a cristiani che musulmani.
integrazioni fornite da
Nicola Germini
la collocazione originaria di questo cognome, una volta giunto
in Italia dal mediooriente, non è nel nord Italia ma in Puglia e
con esattezza nelle zone che vanno dalla Terra di Bari alla
Capitanata."Germini, Germinario, Germinelli" sono tipici cognomi
di una zona d'Italia che da sempre ha subito influssi levantini.
Poi, se da sud a nord c'è stato un allargamento a macchia di
leopardo, questo è dovuto alla particolare storia dell'Italia
meridionale e ai suoi continui flussi migratori verso regioni
più ricche. |
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GERMINARI
GERMINARIO
GERMINARO |
Germinario è originario del barese, di Molfetta in particolare,
con grosse concentrazioni anche a Canosa di Puglia e buone
presenze a Bari, Bisceglie, Santeramo in Colle e Trani,
Germinari e Germinaro sono praticamente unici e dovrebbero
essere dovuti ad errate trascrizioni del precedente, potrebbero
derivare da soprannomi originati dal mestiere dei capostipiti,
forse dei vivaisti, cioè dei padroni di un
germinarium
(vivaio). |
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GERMINIANI |
Molto
raro sembra tipico del milanese, ma potrebbe esserci un nucleo
veronese, deriva dal nome Germiniano (derivato da Jerminus) di
cui abbiamo tracce a Trieste con l'arcivescovo San Germiniano,
nome portato inoltre dall'illustre astronomo del 1600 Germiniano
Montanari famoso per aver tentato la prima trasfusione di sangue
tra animali (agnelli). |
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GERMOLEO
GIARMOLEO |
Germoleo, quasi unico, è specifico di Reggio Calabria e dovrebbe
essere una forma alterata del cognome Giarmoleo, che, comunque
molto raro, è anch'esso specifico di Reggio Calabria, le ipotesi
sulla possibile origine di questi cognomi sono almeno due, la
prima propone una derivazione dal termine grecanico καρχαλέος
karcaleos (aguzzo,
appuntito, acuto), forse a
sottolineare una caratteristica fisica del capostipite, la
seconda propone l'unione dei termini greci κοίρανος koiranos
(signor)
aggiunto al nome Λέων Lèon (Leone),
che, in questo caso, era probabilmente il nome del capostipite. |
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GEROLA
GEROLDI
GEROLI
GEROLIMI
GIROLA |
Gerola sembra essere originario di quella zona del Trentino, ai
confini con il veronese ed il bresciano, Geroldi è tipico del
basso bresciano e alto cremonese, Geroli è proprio delle
provincie di Milano e Lodi, Gerolimi, estremamente raro, è
lombardo, Girola ha un forte nucleo originario dell'areale
coperto dalle provincie di Varese, Como e Milano e forse ha un
ceppo nell'astigiano, potrebbero tutti derivare da una
variazione del nome Gerold
in uso presso i Franchi come pure dalla troncatura del nome
Gerolamo,
in alcuni casi può essere disceso da un soprannome legato a
toponimi come Gerola Alta (SO) o Casei Gerola (PV).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
I ricercatori sono concordi nel far derivare i cognomi Gerola e
Geroli dal latino "glarea"
= 'ghiaia'
(in dialetto 'giàra'),
quindi: "abitante in un luogo
ghiaioso". |
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GEROMEL |
Geromel, abbastanza raro, è tipicamente veneto del trevisano, di
Roncade in particolare e di Silea, si dovrebbe trattare di una
forma ipocoristica dialettale del nome medioevale
Hieronymus
o di un'alterazione del nome
Gerolamo (vedi anche GEROMINI). |
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GEROMETTA |
Gerometta è tipicamente friulano del pordenonese, di Vito
d'Asio, Sesto al Reghena, Spilimbergo e Pordenone, con un ceppo
originario a Paularo nell'udinese, Gerometti è praticamente
unico e dovrebbe trattarsi di una forma alterata del cognome
precedente, che dovrebbe derivare da una forma ipocoristica
locale del nome Geremia
(vedi anche GEREMIA), probabilmente portato dai capostipiti, i
Gerometta occuparono una posizione di rilievo nel comune di
Paularo, già dall'epoca medioevale, soprattutto grazie al
commercio di legname con la Serenissima. |
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GEROMINI
GEROMINO
GERONIMI
GERONIMO |
Geromini, assolutamente rarissimo, parrebbe lombardo, Geromino
invece è specifico della Gallura in Sardegna, Geronimi è tipico
della provincia di Sondrio, di Chiavenna e Mese in particolare,
ma anche di Prata Camportaccio, San Giacomo Filippo e Piuro,
Geronimo invece è del barese, di Toritto in particolare,
dovrebbero tutti derivare da forme arcaiche del nome
Gerolamo, nome di derivazione
greca con il significato di
santo nome. |
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GERONAZZO
GERONE
GERONI |
Geronazzo è specifico di Valdobbiadene nel trevisano, Gerone è
assolutamente rarissimo, Geroni ha un ceppo tra lodigiano e
cremonese ed uno nel fiorentino, questi cognomi dovrebbero
derivare, direttamente o attraverso forme ipocoristiche
peggiorative, dal nome medioevale
Gero,
Geronis,
di cui abbiamo un esempio nel X° secolo nel
Rerum Gestarum Saxonicarum:
"...Ductus exercitus contra Wichmannum tertia vice vix obtinuit,
ut in fide Geronis filiique sui susciperetur, ipsique apud
imperatorem obtinerent, quo patria coniugisque patrimonio cum
gratia imperiali frueretur. ...". |
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GERONZI
GERUNZI |
Geronzi, molto raro, è tipico delle Marche e del Lazio
nordoccidentale, Gerunzi è praticamente unico, dovrebbero
derivare dal nome tardo latino
Gerontius, di cui abbiamo un
esempio d'uso nel generale romano
Gerontius:
"..Quo exterriti, Edobecco ad Germanas gentes praemisso,
Constans et praefectus iam Decimus Rusticus ex officiorum
magistro petunt Gallias cum Francis et Alamannis omnique militum
manu ad Constantinum iamiamque redituri. Sed Constantem Viennae
Galliae intercepit et peremit Gerontius: Constantinum ipsum
Arelati obsidione incinxit, ad quem oppugnandum, cum Constantius
quidam ab Honorio missus infesto agmine properaret, Gerontius
timide terga dedit, unde milites eius ita perciti domum eius
circumvallant, ipsumque eo adigunt ut primum Alano fidissimo
amico caput amputaverit, deinde Nunnichiae uxori cum marito
perire flagitanti, et sibi manus intulerit. Constantinus
gravissima obsidione pressus et infoelici Edobecci pugna animum
despondens post quartum obsidionis mensem et quartum itidem
imperii annum, deposita purpura et fortunae suae mole, ecclesiam
ingressus presbyteri suscepit ordinem, statimque Arelate dedita
in Italiam ductus capite plectitur una cum Iuliano flio, quam
nobilissimum dixerat, et fratre Sebastiano. ..". |
|
GEROSA
|
Specifico dell'area che comprende le province di Como, Lecco,
Bergamo e Milano, dovrebbe derivare dal toponimo Gerosa (BG), ma
potrebbe pure derivare da soprannomi originati dal vocabolo
dialettale lombardo geros
(ghiaioso). |
|
GERUBINO |
Gerubino, quasi unico, sembrerebbe settentrionale, dovrebbe
trattarsi di una forma ipocoristica del nome spagnolo arcaico
Gerubio. |
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GERUNDI
GERUNDINI
GERUNDINO
GERUNDIO
GERUNDO |
Gerundi è praticamente unico, Gerundini, assolutamente
rarissimo, parrebbe dell'anconetano, Gerundino, quasi
altrettento raro, è tipicamente calabrese, della zona di
Amendolara, Montegiordano e Roseto Capo Spulico nel cosentino,
Gerundio ha un piccolo ceppo a Casarano (LE), Gerundo invece ha
un ceppo nel salernitano a Celle di Bulgheria e Roccagloriosa
con presenze nel Salento, dovrebbero tutti derivare,
direttamente o tramite ipocoristici, dal nome medioevale
Gerundius
di cui abbiamo un esempio in un atto del 1437 a Fabriano:
"...Laurentius et Angelus, fili de Gerundius Massittii de
Fabriano, quarterio Castro Veteris...". |
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GERUSALEM
ROSALEN
RUSALEM
RUSALEN |
Gerusalem, praticamente unico, è del trevisano, Rusalem, quasi
unico, sembrerebbe anch'esso veneto, della zona orientale della
regione, Rosalen, molto raro, ha un ceppo nel pordenonese, a
Prata di Pordenone, Pasiano di Pordenone e Pordenone, Rusalen ha
un ceppo nel trevisano a Meduna di Livenza, Motta di Livenza,
Susegana, Pieve di Soligo e Fontanelle, un piccolo ceppo a
Caneva ed Azzano Decimo nel pordenonese ed un piccolo ceppo nel
veneziano a Caorle, tutti questi cognomi dovrebbero derivare,
direttamente o tramite alterazioni aferetiche, dal nome
Gerusalemme,
attribuito a volte ai pellegrini in Terra Santa od anche
semplicemente diretti a Roma, ma spesso dato come semplice nome
motivato dalla devozione cristiana dei genitori dei capostipiti. |
|
GERVASI
GERVASIO |
Distribuiti entrambi a macchia di leopardo quasi in tutt'Italia,
derivano dal nome Gervasio, ma in alcuni casi è pure possibile
che derivino da toponimi con quel nome, come Palazzo S. Gervasio
(PZ) e tante altre località, oltre a quelle ricordate più sotto
(vedi Gervasoni). Tracce di questa cognominizzazione si trovano
nel cosentino nel 1600 dove un certo Giuseppe Gervasi guidò una
rivolta nel paese di Spezzano Piccolo (CS), nel leccese sempre
nel 1600 a Veglie (LE) dove operava il notaio Antonio Maria
Gervasi e a Sondrio nel 1700 con Cristiano de Gervasi,
Cancelliere del Governatore di valle. |
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GERVASINI |
Gervasini, abbastanza raro dovrebbe avere un ceppo nel milanese
e varesotto, con un possibile ceppo nel bresciano, dovrebbe
derivare dal nome Gervasio, si ricordano i fratelli martiri
milanesi SS Gervasio e Protasio; tracce di questa
cognominizzazione nel bresciano si hanno a Botticino (BS) nel
1630, in un testamento di quell'epoca infatti si può leggere:
"...di una pezza di terra di due piò circa in territorio di
Botticino in contrada Pozzoli lasciata in legato testamentario
dal fu signor Andrea Gervasini...". |
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GERVASONI |
Gervasoni è tipico del bergamasco, milanese e bresciano,
dovrebbe derivare da toponimi come Capriate S. Gervasio (BG),
San Gervasio d'Adda (BG) o San Gervasio Bresciano (BS), ma è
pure possibile che derivi direttamente dal nome Gervasio.
integrazioni fornite da
Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
Questo cognome è tipico della provincia di Bergamo: è diffuso
soprattutto in Valbrembana. Deriva dal nome Gervasio. Il culto
di San Gervasio ha avuto una certa importanza in Lombardia. I
due santi sono sepolti a Milano in Sant'Ambrogio. |
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GERVASUTI
GERVASUTTI |
Gervasuti, assolutamente rarissimo, è veneziano, Gervasutti,
oltre al ceppo veneziano, ne ha uo nell'udinese a Reana del
Rojale ed Udine, si tratta di forme patronimiche tipicamente
veneto, friulane in -uti
o -utti,
dove i suffissi stanno per
figlio di, riferito ad un
Gervasio,
probabile nome del padre del capostipite. |
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GESA
|
Gesa è tipico dell'avellinese, di San Nicola Baronia in
particolare, potrebbe essere di origine normanna e derivare dal
toponimo francese di Ges,
meno probabile una connessione con il nome ebraico Jesse o
Jesaiah. |
|
GESI
|
Gesi ha un piccolissimo ceppo nel lodigiano, in particolare a
Mairago, ed uno in Toscana, soprattutto a Lari nel pisano ed a
Pisa, con presenze anche nel livornese e grossetano, potrebbe
derivare dal nome medioevale di origini nordiche
Gesilous,
una latinizzazione del nome longobardo
Gesil o
Gisil,
a sua volta derivato dal termine
gisil (freccia,
giavellotto), che ha dato
origine anche al più comune nome femminile italiano Gisella,
come potrebbe pure derivare dal nome germanico
Gesius di
cui abbiamo un illustre esempio di cognominizzazione con il
compositore tedesco Barholomaus Gesius (1555-1613), ma l'ipotesi
più probabile consiste nella derivazione dal nome medioevale
italiano Gesio,
un'italianizzazione del nome greco
Josìas,
che, attraverso il cognomen tardo latino
Gesius,
troviamo in Marcus Julius Gesius Marcianus, un latino di origini
fenice vissuto nel terzo secolo, il cui figlio Marcus Julius
Gesius Basianus Alexianus divenne poi noto come Alessandro
Severo imperatore romano dal 208 al 235. |
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GESMUNDI
GESMUNDO |
Gesmundi sembrerebbe unico, Gesmundo è tipico di Terlizzi nel
barese, anche se è presente in tutta la provincia di Bari,
dovrebbe derivare dal nome germanico
Gismund
composto dal termine germanico
Gis (freccia,
giavellotto) e dal termine
germanico mund
(difesa, protezione),
con il significato quindi di
colui che è sotto la protezione della freccia o lancia divina. |
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GESSA
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Tipico della Sardegna centromeridionale, tracce di questo
cognome si trovano nel 1500 a Cagliari con il nobile Sebastiano
Gessa, nel 1700 a Esterzili (NU) con il notaio Pietro Gessa
nativo di Escalapiano (NU).
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
GESSA: mura-gessa, mura- ghessa,
muri-ghessa, muri-gersa è il
gelso,
nelle varietà morus alba, morus nigra etc. (vedi il cognome
Mura). Potrebbe essere una variante di Chessa, (vedi Chessa).
Come cognome è diffuso in 107 Comuni d'Italia, di cui 49 in
Sardegna(centro sud): Mandas107, Cagliari 81, Quartu S. E. 53,
Domusnovas 40, Carbonia 31, Assemini 24, etc. |
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GESU'
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Assolutamente rarissimo potrebbe essere della zona tra materano
e barese, ma presenta un probabile ceppo anche nel verbanese.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Gesù è cognome pugliese teoforico dall'ebraico 'Ye'hōshūa'
che significa 'Dio è salvezza'. |
|
GESUALDI
GESUALDO |
Gesualdi ha un ceppo nel foggiano tra Panni e Foggia, uno nel
potentino a Latronico ed uno toscano tra Prato e Montemurlo
(PO), Gesualdo ha un nucleo pugliese a Foggia e nel barese tra
Altamura, Bitonto e Gravina In Puglia, un piccolo ceppo a
Catanzaro ed uno siciliano a Mazzarino (CL), derivano dal nome
normanno Gesoaldo
di matrice longobarda, tracce di queste cognominizzazioni le
troviamo nel salernitano fin dalla seconda metà del 1200 con
Mattia Gesualdo, che aveva sposato Costanza, ultima discendente
legittima della famiglia dei Cauciciano diventando il nuovo
signore di Caggiano (SA) e che fu nominato da Carlo I
"Giustiziere della Basilicata e quattro anni dopo fu nominato
cavaliere da Carlo II. Espanse inoltre i suoi domini, acquisendo
anche Pertosa, Castiglione e [Paterno]]. Nel 1330 gli successe
il primogenito Niccolò e a questi prima il figlio Giovanni e poi
l'altro figlio Mattia, che acquistò la signoria di Pescopagano e
fu ciambellano di Roberto d'Angiò e della regina Giovanna. |
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GESUELE
GESUELI
GESUELLI |
Gesuele è tipico di Pomigliano d'Arco nel napoletano, Gesueli è
praticamente unico, Gesuelli è caratteristico del maceratese, di
Tolentino e Mogliano, dovrebbero tutti derivare dalla
cognominizzazione di alterazioni del nome ebraico
Giosuele. |
|
GHEA
|
Ghea, assolutamente rarissimo, è originario del veneziano e del
vicino udinese, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale
originato dal vocabolo veneto popolare arcaico
ghea (grembo),
probabilmente sottolineando l'abitudine del o della capostipite
di usare il lembo inferiore del grembiule o della gonna a mò di
tasca per portare il cibo, una seconda ipotesi indica che questo
soprannome potrebbe invece stare ad indicare che il capostipite
fosse nato mentre la mamma stava lavorando ai campi e che questa
lo avesse raccolto e portato a casa raccolto in grembo nella
borsa fatta con il lembo ripiegato della gonna. |
|
GHEDINI |
Tipico
del bolognese e ferrarese, dovrebbe derivare dal nome medioevale
Ghedino di origine franca di cui si hanno tracce ad esempio nel
VI° secolo con un condottiero franco con questo nome, secondo
un'altra ipotesi deriverebbe da un soprannome di origine
longobarda legato al vocabolo gaida, cioè luogo fortificato
situato nei pressi di una zona paludosa. |
|
GHELARDI
GHELARDINI
GHELARDONI
GHELARDUCCI |
Ghelardi è tipico di Pisa, Livorno e delle relative province,
Ghelardini, oltre all'area pisano e soprattutto livornese,
occupa anche il pistoiese ed il fiorentino, Ghelardoni è invece
tipicamente pisano, Ghelarducci e di Livorno e di Pisa e delle
relative province, dovrebbero tutti derivare, direttamente o
tramite ipocoristici, dal nome medioevale di origine longobarda
Gerhard
addolcito in una forma italianizzata in
Gheraldo
e quindi in Ghelardo.di
cui abbiamo un esempio a Firenze in un'opera del 1600
La Tancia
di Michelangelo Buonarroti il Giovane, nipote del più celebre
Michelangelo: "...L'harà a schifo la grascia, e 'l camoiardo, /
Porterà 'ndosso un vestir signolire / Pietro dralle un diamante,
uno smelardo, / Più su di questo non si può salire, / E' suo'
cugini Iapoco, e Ghelardo, / Quel picchinin che par'alto un
balire, / Presenteranle qualche bel lagoro, / Qualche dificio, ò
d'ariento, ò d'oro....". |
|
GHELFI
|
Ghelfi è diffuso in Lombardia, Emilia e Romagna, Liguria
orientale e Toscana occidentale, dovrebbe derivare dal nome
medioevale italiano Guelfus,
riscontrabile ad esempio a Pisa, nel censimento dei focolari del
1291 si trova Guelfus de Camuliano, sempre a Pisa in un atto del
1345 leggiamo: "...Anno Domini millesimo trecentesimo
quadragesimo quinto, indictione tertia decima, die quarta decima
mensis madii. Pateat omnibus evidenter quod Guelfus domini
Iacobi Gualterotti de Lanfranchis de Pisis pro se ipso et suo
proprio et privato nomine...", tracce di questa
cognominizzazione si trovano nell'elenco degli scolari
dell'Università di Perugia nel 1511 con un certo Salvator
Guelfus della provincia romana.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Ghelfi è un cognome diffuso nel Riminese. Sono ipotizzabili due
derivazioni: 1. dal sostantivo italiano
Guelfo,
affermatosi nel Medioevo, che viene dal germanico *welf,
denominazione del capostipite della casa di Baviera, il quale ha
originato anche il gotico wulfs
= lupo
(tedesco Wolf).
2. dal longobardo waifa
= bosco, terreno di nessuno. |
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GHELLER |
Tipico
della zona dei sette comuni di area cimbrica dove tutt'ora si
parla un dialetto di origine germanica, diffuso tra vicentino e
trevisano, sembra che il cognome derivi dal toponimo Gallio
(VI), tracce di questa cognominizzazione si trovano a Foza (VI)
almeno dalla seconda metà del 1400 quando acquisisce la
cittadinanza di Foza una famiglia Geller (con pronuncia tedesca
trasformata in Gheller), nel 1534 compare in una controversia un
certo Pietro Gheller residente a Foza. |
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GHELLI
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Ha più
ceppi, in provincia di Ferrara e di Bologna, di Firenze ed
Arezzo e di Lucca, dovrebbe derivare dall'aferesi del nome
medioevale Mighele (Michele). |
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GHENDA
GHENDER
GHENDERO |
Ghenda, assolutamente rarissimo, sembrerebbe specifico di Marano
Lagunare nell'udinese ai confini con il veneziano, Ghender e
Ghendero sono ormai scomparsi in Italia, dovrebbero tutti
derivare da un'italianizzazione del nome sia germanico che
gotico Wenda,
che dovrebbe a sua volta derivare dall'etnico
Wandil
(della tribù barbara dei Vandali). |
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GHENO
GHENNO |
Gheno, abbastanza raro, è specifico del vicentino di Bassano del
Grappa, Romano d`Ezzelino, Valstagna, Cassola, San Nazario e
Solagna, Ghenno, praticamente unico è probabilmente dovuto ad un
errore di trascrizione del precedente, che dovrebbe derivare da
una variazione del nome medioevale
Ghino, di
cui abbiamo un esempio a Firenze in quest'atto dell'anno 1353:
"Hoc est exemplare sumptum ex quondam Libro de Cartis bombacinis
producti in Curia D. Potestatis p. Ser Pierum Lapi nomine
Pierozzi d. Baronio Cappelli ut Librum ol. d. Baronis, et Ghini
Veri de Rondinellis, et sociorum inceptum A.D. 1347 et Ego
Silvestrti q.m Vanni Berti Baldovini de Flor. Not.", è famoso il
brigante Ghino di Tacco di Sinalunga (SI) vissuto fra la fine
del 1200 e gli inizi del 1300, citato da Dante: "...Quiv'era
l'Aretin che da le braccia fiere di Ghin di Tacco ebbe la
morte...".
integrazioni fornite da
Tibère Gheno (France)
I Gheno sono oriundi di San Nazario e sono un ramo dei Del Plena
(+). La prima citazione la troviamo in un atto notarile del 18
giugno 1486 per la riunione dei capi famiglia di Solagna, San
Nazario, Merlo e Carpanè : "Guielmus dictus Gainus", un'altra
citazione la troviamo nell'atto del primo gennaio 1498 dove è
testimonio "Guielmo detto Geno fu Chemini di Sanaxario del
Plena", i Del Plena, famiglia di contadini e di allevatori di
bestiame è conosciuta all'inizio del '400 e risale circa al
1360. Il primo conosciuto è Jacobo padre di Antonio e di Chemin,
Chemin sarà padre di Guielmo detto
Gheno.
Tutti i Gheno hanno come origine unica questa famiglia.
L'origine etimologica del cognome dovrebbe consistere in
un'alterazione del nome Guielmo
(Guglielmo).
Bibliografia
: Archivio di Stato di Vicenza e
Bassano del Grappa, Fondo Notarile di Bassano, archivi
parrocchiali del Canale di Brenta, etc. |
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GHERARDI
GHERARDINI
GHERARDO
GHIRARDI
GHIRARDINI
GHIRARDO |
Gherardi è tipico della zona che comprende Emilia e Toscana, con
un possibile ceppo nella bergamasca, Gherardini è specifico
della zona tra modenese, bolognese, fiorentino, pistoiese e
pisano, Gherardo, molto raro sembrerebbe padovano, Ghirardi è
molto diffuso in tutto il nord d'Italia, in particolare in
Lombardia, nel torinese e nel parmense, Ghirardini ha un ceppo
tra bresciano e trentino, uno nel rovigoto, uno tra parmense,
reggiano, modenese, bolognese e ravennate, Ghirardo ha un ceppo
nella zona che comprende il torinese, il cuneese, l'imperiese ed
il savonese, ed uno tra padovano e trevisano, dovrebbero tutti
derivare dal nome medioevale di origine longobarda
Gerhard
latinizzato in Garardus,
o Ghirardus,
tracce di questi nomi si trovano ad esempio nel 1174 a Brescia
in una Carta permutationis: "...et ipse Rusticus fuit professus
lege vivere Romana, ut in Dei nomine debeat dare, sicut a
presenti die dederunt vicissim sibi unus alteri, permutationis
nomine; in primis dedit suprascriptus prepositus suprascripto
Rustico, in causa permutationis, .VI. pecie de terra que iacet
in loco Navis, iuris sui; prima iacet a Pir longo; coheret: a
mane filii Ribaldi Dapiibus, a meridie Ghirardus, a sera via, a
monte Otto de Maine; .II. iacet ibi: a mane Otto de Maine, a
meridie Ghirardus, a sera similiter, a monte Iohannes Armezonus;
.III. in loco Dernachi: ...", o anche nel 1100 a Caserta dove
nel Catalogus Baronum, si legge: "...Johannes Garardus
Camerarius sicut dixit Nicolaus Frascanellus tenet de raiano
feudum ij militum,...", e nel 1300 nella Historia Langobardorum
Beneventanorum, si legge: "...conduxerunt Lambertum ducem
Spolitensium, et Garardum comitem,...". |
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GHERGO
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Specifico marchigiano tra Osimo (AN) e Recanati (MC), dovrebbe
derivare dal vocabolo greco
gheorgos =
agricoltore. |
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GHERINI |
Gherini, ormai praticamente unico, sembrerebbe di origini
giuliane, probabilmente del triestino, dovrebbe derivare dal
nome medioevale Gherinus,
di cui abbiamo un esempio d'uso nel trattato dell'anno 1228 con
il quale 4300 Pisani giurano di mantenere l'alleanza fatta con
Siena, Pistoia e Poggibonsi, trattato sottoscritto anche da un
certo Gherinus de Guillielmo. |
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GHERLINZONI |
Gherlinzoni, molto molto raro, è tipico della zona che comprende
la punta del mantovano, il ferrarese ed il rovigoto, dovrebbe
derivare dal nome germanico
Gerlingsohn (figlio
di Gerling o del lanciere) che
dovrebbe originare dal termine medioevale germanico
ger (lancia). |
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GHERPELLI |
Gherpelli è un cognome tipicamente emiliano, dell'area reggiano,
modenese, di Correggio e Reggio Emilia nel reggiano e di Modena
e Castelnuovo Rangone nel modenese, dovrebbe derivare da un
soprannome dialettale basato sul vocabolo arcaico
gherpel (crespino,
un tipo di pruno selvatico). |
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GHERSI
GHERSO
GHERZI
GHERZO |
Ghersi è tipicamente ligure, della Liguria di Ponente, non
massima diffusione a Genova, a Savona e Albisola Superiore nel
savonese ed a San Remo ed Imperia nell'imperiese, Gherso è
praticamente unico e dovrebbe originare da un errore di
trascrizione del precedente, Gherzi è molto raro, presente in
Piemonte e Liguria, Gherzo, estremamente raro, è piemontese, ha
un piccolissimo ceppo a Rivoli nel torinese, l'origine di questi
cognomi dovrebbe essere ligure e dovrebbero derivare da
soprannomi originati dal termine dialettale ligure
ghersu (guercio),
indicando che probabilmente i capostipiti soffrissero di questa
menomazione. |
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GHESLA
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Tipico
del basso trentino. |
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GHESSA
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Ghessa, molto raro, è tipico dell'iglesiente, di Santadi in
particolare.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
GHESSA: lentischio
(pistacia lentiscus),
in sardo su lentiscu.
(vedi inoltre il cognome Chessa). Il lentischio nei dialetti
della Sardegna centro settentrionale, viene chiamato
chersa o
chessa
(kèssa
o ghèssa).
Deriva dal greco ακέσριλα (akèrsila).
Nei dialetti campidanesi il lentischio è comunemente chiamato
sa moddìtzi
e deriva dal latino mollis,
per le caratteristiche dei suoi rami (flessuosi). Nei tempi
antichi dai semi dei lentischi si ricavava l'olio, generalmente
per le candele, ma anche per la cucina (era detto l'olio dei
poveri). Ghessa potrebbe derivare da gessa, ben diverso da kessa
per significato ed etimologia(vedi Gessa). Il cognome Ghessa è
diffuso in 23 Comuni italiani, di cui 7 in Sardegna(sud):
Santadi 23, Masainas 3, Carbonia 3, etc. L'area di diffusione di
Gessa, coincide, per lo più con quella di Gessa, mentre Chessa è
diffuso a centro nord. |
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GHETTI
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Tipico
cognome romagnolo, dovrebbe discendere dal nome medioevale
Ghetto, ma potrebbe essere l'aferesi di cognomi terminanti per
-ghetti. |
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GHEZZANI |
Ghezzani è tipicamente toscano, di Livorno, del livornese e
dell'area pisana di Vicopisano, si potrebbe trattare di una
forma patronimica che dovrebbe discendere dal nome medioevale
Ghetius
(Ghezzo)
(vedi GHEZZI) ed intendere le famiglie di figli di un Ghezzo, ma
molto più probabilmente deriva dal toponimo Ghezzano nel
pisano. Tracce di un principio di questa cognominizzazione le
troviamo nel 1353 negli Annali
pisani dove si può leggere: "..
Anno a Nativitate Domini millesimo trecentesimo quinquagesino
tercio Bartolomeo di Masaccio Buonconti e Villano da Piombino
andarono a Roma; Rosso Buzzaccherini e Jacopo da Fauglia a
Genova; ser Michele da Ghezzano a Firenze; Bartolomeo da
Pontedera a Montopoli; e Benincasa Giuntarelli a Milano. ..". |
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GHEZZI
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Ghezzi ha un nucleo fortissimo nel milanese ed in tutta la
Lombardia, ma ha anche un ceppo nel Trentino, in Liguria, nelle
provincie di Piacenza e Parma, in Toscana nell'aretino, dovrebbe
discendere dal nome medioevale
Ghetius (Ghezzo)
di cui abbiamo un esempio a Tortona nella seconda metà del 1500
con Ghetius Angelus Notarius publicus. Tracce di questa
cognominizzazione le troviamo fin dal 1600 nel senese, nel
Salento troviamo sempre nel 1600 a Carpignano Salentino il duca
Antonio Felice Ghezzi., personaggio di rilievo è stato il
pittore Giuseppe Ghezzi (1634-1721) nativo di Comunanza (AP).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Secondo Lurati il cognome Ghezzi, panitaliano ma con la sua più
alta concentrazione in Lombardia, appartiene ad antiche famiglie
originarie del Comasco e appunto della Brianza. Come per molte
altre famiglie notevoli del luogo il nome alludeva probabilmente
allo stemma che recava un animale e nel caso specifico un
ramarro,
in dialetto "ghezz".
La voce "ghezz"
in passato indicava anche persone
magre e
guizzanti. |
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GHEZZO
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Decisamente veneziano con un ceppo secondario nel rovigoto ed
uno a Trieste (vedi Ghezzi), i Ghezzo, nel 900 arrivarono a
Venezia provenendo dalla roccaforte di Acri in Terra Santa, qui
furono iscritti fra i patrizi veneti e nel 1270 entrarono a far
parte del Maggior Consiglio. Troviamo traccia di questo cognome
a Siena tra la fine del 1200 e l'inizio del 1300 con frà Iacopo
Ghezzo da Siena padre provinciale francescano.
integrazioni fornite da
Marco Vianello
Questo è un cognome diffusissimo a San Pietro in Volta (isola
della laguna di Venezia abitata fin dai primi secoli della
cristianità) dove addirittura una zona del paese ha questo nome.
Varie fonti attribuiscono a questo paese l'origine del cognome
Ghezzo. |
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GHI
GHIA
GHIO |
Ghi
sembrerebbe dell'astigiano, Ghia, presente anche in Piemonte e
Liguria, parrebbe del pavese, Ghio, tipico delle zone
dell'alessandrino confinanti con la Liguria, ha un nucleo
originario anche nel cuneese, potrebbe derivare dal nome
medioevale della Linguadoca
Guigo o dal nome medioevale
italiano Ghino.
integrazioni fornite da
Caterina Ghio
il cognome Ghio dovrebbe derivare da una migrazione di pescatori
(che si chiamavano Guillot) dalla zona di Sete (Golfo del Leone)
in Liguria nel 1600.
integrazioni fornita da
Stefano Ferrazzi
Ghia, tipico dell'Italia occidentale, è diffuso maggiormente fra
il pavese, l'astigiano, il torinese e il genovese, Ghi, più
raro, è prevalentemente piemontese, Ghio, anch'esso tipico del
nord ovest del paese, presenta ceppi maggiori nel genovese,
nell'alessandrino, nel cuneese, nel bresciano e nel mantovano,
tutti e tre questi cognomi derivano dal nome medievale
Ghio,
variante del più comune Guido: si tratta, in effetti,
dell'italianizzazione del personale germanico
Wido, il
cui significato è oggi del tutto incerto (molto diverse e
discordanti sono le interpretazioni che si hanno al riguardo).
Per la precisione, comunque, va ricordato che Ghio non trae
direttamente origine né da Guido né da Wido, bensì dal francese
Guy
(pronunci: Ghi): come nel caso di parecchi
cognomi per lo più settentrionali (piemontesi in particolar
modo), anche qui ci si trova di fronte a nomi in origine
francesi e in seguito italianizzati; è curioso, tuttavia, notare
che molti di questi nomi, sebbene provengano dalla Francia,
siano comunque d'origine germanica, così che, non appena vengono
introdotti nel nostro paese, ci si ritrova spesso con dei veri e
propri 'doppioni' dello stesso nome (è il caso, appunto, di
Ghio-Guido, nonché di altri nomi antichi quali
Beltrando-Beltramo, Berlingero-Berengario, Gerbaudo-Garibaldo,
Oberto-Adalberto, etc). Per quanto riguarda i cognomi in
questione, si tratta comunque delle cognominizzazioni dei nomi
personali dei capostipiti.
integrazioni fornite da
Vittorio Ghio
il cognome Ghio è un'italianizzazione del nome
Guy o
Guillot
francese o Wid
germanico, appartiene a gente cacciata
dalla Spagna al tempo della cacciata dei mori e degli ebrei, a
lungo fermatasi poi in Camargue (ivi assumendo nomi francesi),
molto probabilmente si tratta di zingari sinti. A Bosio (AL)
tutti o quasi si chiamano Ghio, Ghio però è il nome della tribù.
Le famiglie Ghio si distinguono per i soprannomi . Vi sono tre
soprannomi: Marsciahnni,
Magnellotti e Berlinghihnni
che guarda caso sono i tre mestieri tipici degli zingari,
mercanti, magnani- calderai e guerrieri
portatori di lancia (di fatto
i ladri). L'origine zingara (sinti) par confermata anche da quel
Wid
,germanico ma anche e soprattutto slavo ove tuttora Guido si
dice Vid. |
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GHIANDA |
Originario del milanese, può discendere da un soprannome legato
al frutto della quercia, ma potrebbe anche derivare da una
modificazione del nome longobardo Gundo o del nome goto
Gundehar. |
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GHIANI
GHIANO |
Ghiani è specifico della Sardegna centromeridionale, Ghiano,
molto raro, è tipico del torinese, potrebbero derivare dal
patronimico di Ghio
e starebbe per il figlio o i figli di Ghio, da non scartare
anche una possibile derivazione dal nome latino
Gianus
(la pronuncia arcaica con la G dura supporta questa tesi).
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
GHIANI: si tratta di un aggettivo riferito, più che altro, al
cavallo col manto del colore "ghiani"
= morello, tendente al nero.
Alcuni linguisti fanno arrivare la voce dall'arabo
kāni, ma
di derivazione greca, dall'aggettivo κυανός (kianòs).
È accettabile anche in relazione al fatto che in Sardegna, in
periodo bizantino, furono portati i cavalli arabi ed è quindi
probabile che il vocabolo sia arrivato insieme ai cavalli arabi
di questo colore. È un cognome presente in tutta la Sardegna sin
dai tempi antichi, anche se con varianti diverse. Nel "De Rebus
Sardois II°", di Giovanni Francesco Fara, figura(264/5):
marchionis Chiani (il marchese Chiani) .Quibus successibus
Genuenses confirmati quatuor et vigenti triremes de integro
deducunt, quae prius in portu pisano tres oneraria set nonnulla
minutiera navigia ceperunt, deinde in Sardiniam cursum
dirigentes, eo appulsae res tristes offendunt morte Chiani
marchionis ab inimicis suis interfecti..(per la morte del
marchese Chiano, ucciso dai suoi nemici).Più avanti, sempre
nella stessa opera (a pag. 320/24): Chianus marchio fuit Iudex
Calaritanus et anno 1258 occisus fuit, ut refert Augustinus
Iustinianus et Paulus Interianus. (il marchese Chiano, Giudice
di Cagliari, fu ucciso nel 1258, come attestano Agostino
Giustiniano e Paolo Interiano). Nella storia contemporanea
ricordiamo Ghiani Mameli Pietro, cagliaritano (Cagliari 1842 -
Genova 1923). Partecipò al Risorgimento Italiano al seguito di
Giuseppe Garibaldi, sino alla battaglia di Magenta del 1869.
Rientrato a Cagliari, da semplice impiegato dell'Amministrazione
Provinciale del Tesoro, divenne ben presto un personaggio di
spicco nel mondo dell'economia e della politica. Fu direttore
della Cassa di Risparmio di Cagliari. Nel 1887 fu coinvolto nel
crac delle banche ed il prefetto di Cagliari ordinò la chiusura
della Cassa di Risparmio e del Credito Agricolo Industriale
Sardo. Il Ghiani fu accusato del fallimento e processato a
Genova. Condannato a 10 anni di carcere, ottenne la grazia
quando aveva scontato quasi per intero la pena. Attualmente il
cognome Ghiani è presente in 227 Comuni italiani, di cui 94 in
Sardegna: Cagliari 187, Isili 58, Assemini51, Carbonia 44,
Logoro 44, etc. |
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GHIBAUDI
GHIBAUDO |
Ghibaudi è specifico del torinese e dell'alessandrino, Ghibaudo
è tipico della provincia di Cuneo, Cuneo, Roccavione e Borgo San
Dalmazzo, con presenze significative anche nel torinese e nel
savonese, deivano dal nome medioevale di origini longobarde
Guibaldus
di cui abbiamo un esempio nel
Codex cavensis diplomaticus
sotto l'anno 794: " A. D. 794, Indictione I, temporibus
Constantini Augusti et Hadriani Pape, Guibaldus Monachus
Beneventi, qui in civitate Salerno de nobilibus langubardorum
ortus erat, Grimuald Principem exoravit, quatenus cenovium
monachorum in Salerno istrui face«ret sub invocatione S. P.
Benedicti. Quod et post aliquos menses «factum est, et Guibaldus
ipse Prepositus eiusdem Cenovii ordinatur, per quem a Principe
ipso multa dona et predia optenta sunt in Castro nempe
Metuliano, in partibus Ebulo, in Tuscianu, in Rota, et
Capaque...". |
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GHIBELLINI
GHIBELLINO
GIBELLINI |
Ghibellini è tipico del modenese, di Pavullo nel Frignano e
Castelvetro di Modena, Ghibellino è quasi unico, Gibellini,
tipico del modenese, ha ceppi anche in Lombardia nel bresciano e
nel bergamasco, dovrebbero derivare probabilmente dall'essere il
capostipite un ghibellino, magari transfuga da aree di influenza
guelfa o papale, l'area modenese era storicamente filoimperiale
in perenne contrasto con quella bolognese filopapale.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Gibellini oltre alla derivazione dal termine 'ghibellino',
in opposizione a 'guelfo',
da ricordare anche l'ipotesi, sostenuta da D. Olivieri, che il
cognome derivi dal nome personale germanico
Gibilin,
Förstemann 632. |
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GHIBERTI
GUIBERTI |
Ghiberti ha un ceppo ravennate ed uno nel torinese, Guiberti,
quasi unico, parrebbe di origini piemontesi, dovrebbero derivare
dal nome medioevale franco
Guibertus derivato dal nome
germanico Wigberht
derivato a sua volta da wig
(guerra, battaglia),
unito a berht
(splendente, lucente) con il significato di
colui che risplende in battaglia. |
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GHIDELLI
GHIDINI
GHIDOLI
GHIDONE
GHIDONI
GHIDOTTI |
Ghidelli ha vari ceppi in Lombardia a Milano, nel creminese, nel
bergamasco e nel bresciano ed un ceppo a Caserta ed a Napoli,
Ghidini è specifico della Lombardia orientale, sembra originario
dell'areale tra le provincie di Brescia e di Mantova, forse
esiste anche un ceppo nel parmense, Ghidoli è tipico del
milanese, Milano, Arluno e Sedriano, Ghidone, molto raro, è
tipicamente piemontese, dell'area che comprende il torinese e
l'astigiano, Ghidoni dovrebbe essere più del bresciano, ma copre
comunque un' area che abbraccia anche le zone settentrionali
delle provincie di Reggio Emilia e Modena, Ghidotti, decisamente
lombardo, è molto diffuso nel milanese, bergamasco, bresciano,
cremonese e mantovano. Tutti questi cognomi potrebbero derivare
da soprannomi legati al vocabolo medioevale germanico
guild,
ghild
(sacrificio)
o al nome di origine germanica
Guildo (sempre derivato da
guild),
ma potrebbero anche nascere da modificazioni ipocoristiche del
nome Guido.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Ghedini è diffuso in Lombardia e in Emilia Romagna: alla base
dovrebbe esserci il nome germanico
Widin, da
radice 'vid'
> gotico 'vidus'
= bosco,
che ha dato anche il nome Guido. |
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GHIGLIA
GHIGLIANI
GHIGLIANO
GHIGLIAZZI
GHIGLIETTI
GHIGLIO
GHIGLIOTTI
GHIGLIOTTO |
Ghiglia è tipico della zona tra cuneese e Liguria, rarissimi,
Ghigliani tipico del pavese e Ghigliano specifico del cuneese,
Ghigliazza è decisamente ligure della Riviera di Ponente, di
Varazze e Savona nel savonese, di Cogoleto nel genovese e di
Imperia, Ghiglietti ha un ceppo lombardo tra milanese, lodigiano
e pavese, ed uno nel torinese, Ghiglio, praticamente unico, è
del nord Italia, Ghigliotti e Ghigliotto, estremamente rari,
sono liguri, possono derivare, direttamente o tramite varie
forme ipocoristiche, dall'apocope del nome medioevale
Guiglielmus:
"...Domini MCCCCLXX prior generalis XXXI, quia frater
Guiglielmus factus fuit episcopus fesulanus...", ma è pure
possibile che derivino dalla gens romana
Aquilia,
è pure possibile un collegamento con il nome medioevale
Guilia,
di cui abbiamo un esempio in quest'atto del 1182 a Modena: "Ego
Arlotus iudex , voluntate et ex delegatione domini Ardicionis
Mutinensis episcopi, cognitor litis que vertebatur intera
Guiliam filiam quondam Blanci de Porcile et Gosbertum de sex
pecis terre positis in Porcile, quas ipsa Guilia ab ipso petebat
dicens iure precharie, quam pater et patruus suus Ricius ab
episcopo Mutinensi acquisiverunt...". Tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo ad esempio nel nord milanese nella
seconda metà del 1600 con un certo Giuseppe Ghiglio che compare
in atti giudiziari. |
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GHIGNA
GHIGNI
GHIGNONE
GHIGNONI |
Ghigna, abbastanza raro, è probabilmente di origine pavese,
Ghigni, quasi unico, è lombardo, Ghignone è piemontese, di
Torino, Chieri e Moncalieri nel torinese e di Nizza Monferrato e
Canelli nell'astigiano, Ghignoni ha un ceppo nell'aretino a
Sansepolcro ed Anghiari e nel vicino perugino a San Giustino,
dovrebbero derivare dal nome medioevale
Ghino,
Ghigno
o dalla sua forma declinata
Ghignone. |
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GHIGO
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Ghigo è tipico del Piemonte occidentale, del cuneese in
particolare, dovrebbe derivare dal nome medioevale savoiardo
Guigue
a sua volta derivato dal nome germanico
Wigo
dalla radice wig
(battaglia),
nome attribuito forse per esaltare caratteristiche guerriere o
come augurio di forza e combattività. |
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GHILARDELLI
GHIRARDELLI
GHIRARDELLO
GILARDELLI
GIRARDELLI
GIRARDELLO |
Ghilardelli, molto raro sembrerebbe della zona tra mantovano,
rovigoto, modenese e ferrarese, Ghirardelli ha un nucleo nel
bresciano ed uno nel ferrarese, Ghirardello sembra avere un
ceppo nel vicentino ed uno nel rovigoto, Gilardelli è tipico del
milanese, di Bussero, Agrate Brianza e Milano, Girardelli ha un
piccolo ceppo nel pavese tra Voghera e Godiasco ed alcuni ceppi
nel trentino a Mori, Scurelle e Rovereto, Girardello è
tipicamente veneto di Creazzo (VI), Venezia, Santa Maria di Sala
(VE), Vicenza, Schio (VI) e Padova, derivano tutti da forme
ipocoristiche del nome medioevale di origine longobarda
Gerhard
latinizzato in Ghirardus,
come si può vedere ad esempio in questa
Cartha Permutationis
del 1174 conservate nel Codice Diplomatico Bresciano a Brescia :
"...a mane filii Ribaldi de Apiibus, a meridie Ghirardus, a sera
via, a monte Otto de Maine..."; tracce di questa
cognominizzazione le troviamo nel bergamasco in un atto
giudiziario del giugno del 1500 nel quale si contesta una pezza
di terra in Martinengo (BG) usurpata da Bernardino Ghirardelli. |
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GHILARDI
GHILARDINI
GILARDI
GILARDINI
GILARDINO
GILARDO
GILARDONE
GILARDONI
GILLARDO |
Ghilardi ha un ceppo lucchese ed uno lombardo, Ghilardini, molto
raro, è del bergamasco, Gilardi è diffuso in tutta l'Italia
settentrionale occidentale, potrebbe avere anche un ceppo nel
Lazio, Gilardi ha un nucleo tra Lombardia centroccidentale e
Piemonte, un ceppo in provincia di Roma ed uno nella Campania
settentrionale, Gilardini e Gilardoni sono decisamente lombardi,
Gilardino invece è piemontese, Gilardo, molto raro è anch'esso
piemontese con una presenza significativa nel savonese,
Gilardone è dell'alessandrino, così come Gillardo che
sembrerebbe tipico di Pareto, potrebbero tutti derivare da
variazioni del nome medioevale francese della Linguadoca
Gailhard,
trasformatosi in epoca medioevale in
Gilardus
come possiamo vedere in uno scritto del 1305: "...Gilardus
Avighi et Carolus Mignotus de Meziana pro Communibus Plodarum
...". |
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GHILLANI |
Tipico
del parmense, potrebbe essere originato dal nome medioevale
francese Ghislain, o dal nome medioevale di Linguadoca
Guilhamos. |
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GHIN
GHINELLI
GHINELLO
GHINI |
Ghin,
molto raro è tipico della zona di Marano (UD), Ghinelli,
tipicamente emiliano e romagnolo, dovrebbe essere originario
della zona modenese di Pavullo nel Frignano e Sestola, Ghinello
è invece specifico del rovigoto, Ghini è specifico dell'area che
comprende l'Emilia e la Toscana, derivano, direttamente o
tramite ipocoristici, dal nome medioevale
Ghino
(vedi GHENO), esempio dell'uso di questo nome a Firenze si ha in
uno scritto conservato presso l'Archivio di Stato di Firenze:
"...In Dei nomine amen. Anno Domini millesimo trecenteximo
quadrageximo quarto, indictione xii, die primo mensis maii. ...
... emancipatus a dicto patre suo, ut contineri dixit in carta
facta manu ser Ghini Sozzi de Senis notarii ...", traccia di
queste cognominizzazioni le troviamo a Firenze nel 1300 con
Giovanni di Lapo Ghini. |
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GHINAGLIA |
Ghinaglia è tipicamente lombardo, del cremonese in particolare,
di Casalbuttano e di Cremona, e del mantovano, potrebbe derivare
dall'italianizzazione di un soprannome basato sul termine
medioevale tedesco a.a.t. winag
(ubriaco),
l'italianizzazione del prefisso
wi- conduce normalmente alla
forma gui-
e quindi a ghi-,
ne troviamo un esempio nel nome Wido che diventa Guido e Ghido
in alcuni casi, una seconda ipotesi propone invece una
derivazione da una forma di appartenenza subordinata con
suffisso in -aglia,
riferita al nome Ghino
(vedi GHIN), si riferirebbe quindi ad un ramo cadetto dei figli
di un Ghino, un ultima ipotesi proporrebbe una derivazione da
un'alterazione dialettale del cognome
Chinaglia
(vedi CHINAGLIA). |
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GHINAZZI |
Estremamente raro, sembrerebbe avere un ceppo nel fiorentino e
nell'aretino ed uno nel bolognese, dovrebbe derivare dal nome
medioevale Ghino (vedi Gheno). Tracce di questo cognome si
trovano fra i nobili di Firenze fin dal 1200 un Domenico
Ghinazzi è citato fra gli esuli ghibellini, nel 1355 Tosco dello
Scelto Ghinazzi è Priore della Repubblica Fiorentina. |
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GHINOLFI
GINOLFI |
Ghinolfi, molto molto raro, è tipico del reggiano, di Reggio
Emilia e Quattro Castella, Ginolfi, altrettanto raro, è invece
campano, di Seino e Solofra nell'avellinese, di Caserta e di
Salerno, derivano per aferesi dal nome longobardo
Aghinolfus
o Aginulfus
di cui abbiamo un esempio in un
Breve refutationis et finis
redatto in Pavia nell'anno 1151: "...Presencia quorumdam hominum
quorum nomina subter leguntur, orta controversia inter
monasterium Sancti Petri Celi Aurei et Iacopum Sclafenatum et
Ardicionem Grassum nominative de molandino uno posito et
edificato in fluvio Catrone, ad locum qui dicitur Sanctum
Columbannum, consules, silicet Opizo Bucafollis, Lanfrancus
Rabia, Aginulfus Cummanus, Iosfredus de Burgo, Rufinus Bulza,
talen protulerunt convenienciam, videlicet suprascriptus Iacopus
Sclafenatus et Ardicionus Grassus, per lignum quod in eorum
tenebant mannibus, per se ipsos et per fratres Iacopi ...",
l'origine di questo nome è dato dalla fusione dei termini
germanici agil
(spada)
e wulf
(lupo).
Tracce molto antiche di queste cognominizzazioni le troviamo nel
1300 con il notaio, operante a Firenze, Michele
filius olim ser Tani Ghinolfi de Sancto
Donato de Lucardo, a Solofra i
Ginolfi anche occuparono il posto di notai. |
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GHIONE
GHIONI |
Ghione è
tipico piemontese e ligure, Ghioni più raro è della zona che dal
milanese e pavese arriva al piacentino, derivano da
modificazioni del nome Guido o anche dal nome medioevale della
Linguadoca Guigo o dal nome medioevale italiano Ghino. |
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GHIORZI
GHIORZO |
Specifici
liguri, della zona di Genova e La Spezia, potrebbero derivare
dal dal nome medioevale della Linguadoca Guigo, tracce di questa
cognominizzazione si trovano a Varese Ligure almeno dal 1700. |
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GHIOTTI
GHIOTTO |
Ghiotti
abbastanza raro sembra avere un ceppo nella zona di confine tra
rovigoto e mantovano ed uno nel torinese, Ghiotto è tipico
vicentino, con un possibile ceppo nel genovese, dovrebbero
derivare da una modificazione del nome italo germanico Ghino o
da un'alterazione del germanico Wido (Guido). |
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GHIOZZI |
Tipico
del parmense, dovrebbe derivare da una contrazione del nome
Guidozzo, di quest'uso abbiamo tracce in un atto del 1298:
"...Nieri e Grifolo Todini ci deono dare a dì XIII di genaio,
demogli per loro a Bindo portatoro dela Rosa libbre XI et soldi
VIII et denari V anche ci deono dare per la detta cagione libbre
I et soldi XV et denari VI ane datto al Bequzzo et Nieri di
Ghiozzo libbre VI et soldi IV et denari VII...". |
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GHILARDI
GHILARDIN
GHILARDINI
GHILARDO
GHILARDON |
Ghiraldi è tipico della zona che comprende il cremonese, il
mantovano, il rovigoto ed il ferrarese, Ghiraldin, assolutamente
rarissimo, è del padovano, Ghiraldini ha un piccolo ceppo nel
varesotto, uno nel padovano, ma il ceppo principale è nel
rovigoto, a Salara, Ceneselli, Trecenta e Fiesso Umbertiano,
Ghiraldo è decisamente veneto del padovano, di Padova ed
Albignasego, Ghiraldon, praticamente unico, è del padovano,
dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici anche
dialettali o accrescitivi, da alterazioni del nome germanico
Gerhard
(pronuncia Gherard), trasformato ed addolcito nel nome
medioevale italiano Ghiraldus. |
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GHIRELLI
GHIRELLO
GHIRETTI
GHIRI
GHIRIN
GHIRINI
GHIRO
GHIRONE
GHIRONI
GHIROTTI
GHIROTTO
GHIRRI |
Ghirelli ha un ceppo emiliano tra modenese e reggiano, uno nel
rovigoto, uno romagnolo tra ravennate e forlivese, ed uno
romano, Ghirello, decisamente più raro, ha un ceppo nel rovigoto
ed uno nella Lombardia occidentale, Ghiretti ha un ceppo nel
parmense a Parma, Montechiarugolo, Collecchio e Noceto, ed uno
nel bellunese a Cortina d'Ampezzo, Ghiri, assolutamente
rarissimo, è specifico del lucchese, di Massarosa e Lucca,
Ghirin e Ghirini, così rari da essere quasi unici, sembrerebbero
specifici dell'Italia settentrionale, Ghiro, decisamente veneto,
è specifico in particolare del padovano, Ghirone, quasi unico,
potrebbe essere meridionale, forse pugliese, Ghironi ha ceppi
nel veronese, nello spezzino, parmense e carrarese, e
soprattutto in Sardegna, nel cagliaritano a Maracalagonis,
Quartu Sant'Elena, Sinnai e Cagliari, a Burgos nel sassarese e
nell'Ogliastra a Lotzorai, Baunei e Tortolì, Ghirotti è
caratteristico dell'area che comprende il rovigoto, il
ferrarese, il ravennate ed il forlivese, Ghirotto ha un ceppo
nel torinese ed alessandrino, uno nella Lombardia
nordoccidentale ed uno nel rovigoto, Ghirri è tipico del
reggiano, di Reggio Emilia e Scandiano e di Formigine nel
modenese, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite
forme ipocoristiche, dal nome medioevale,
Ghiro, Ghironis,
o anche da soprannomi originati, direttamente o tramite
ipocoristici, dal termine ghiro
(animale noto per il suo lungo
periodo di letargo, ma anche per la sua voracità ed agilità),
il ceppo sardo potrebbe derivare dal termine sardo
ghironi (curve
della strada o anse del fiume),
forse ad indicare che il capostipite provenisse da una zona con
quella caratteristica.
integrazioni fornite da
Silvano Ghironi
Il cognome Ghironi, rilevato nel Campidanese (Maracalagonis,
Quartu S. Elena, Sinnai e Cagliari) ha origine dal cognome
Chironi. Infatti, due fratelli di nome Chironi originari di
Nuoro si trasferirono verso la fine del Settecento da Nuoro a
Maracalagonis. Successivamente, anche per il passaggio dallo
spagnolo all'italiano, nei documenti della chiesa, si ebbe una
corruzione del cognome da Chironi (che negli atti in spagnolo
veniva scritto Quirony
per leggersi Chironi) in Ghironi. Da Maracalagonis, dove oggi
troviamo molte persone con questo cognome, esso si diffuse poi
in tempi più recenti a Sinnai, Quartu e Cagliari. |
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GHIRIMOLDI |
Ghirimoldi è tipicamente lombardo, di Gerenzano nel varesotto in
particolare, e di Turate nel comasco, dovrebbe derivare dal nome
medioevale di origine germanica
Grimoldus di cui abbiamo un
esempio nel Codice Diplomatico
Bresciano sotto l'anno 1183:
"...Interogatus quantum est, respondit XX. annos esse et plus
Grimoldus iuratus testatur filios Bonizonis occidisse...".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Ghirimoldi trova una radice nel nome medievale d'origine
longobarda Gerhard
latinizzato in Ghirardus
e un'altra nel nome medievale
Remoldus (che troviamo
attestato nel Lecchese, nel Comasco e nel Milanese). |
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GHIRINGHELLI
GHIRINGHELLO |
Ghiringhelli
è tipico del milanese e varesotto, mentre Ghiringhello è forse
piemontese, il primo potrebbe derivare dal toponimo Caronno
Ghiringhello (VA) ora Caronno Varesino. Nel 1200 troviamo come
Podestà di Genova il milanese Philippus Guiringuellus,
nell'elenco delle famiglie nobili di Milano del 1300 troviamo
Ghiringhellis de Mediolano e Gheringhellis de Carono. |
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GHIRLANDI |
Parrebbe
avere due ceppi, uno in Romagna ed uno nel milanese,
quest'ultimo è originato probabilmente dal toponimo Ghirla (VA). |
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GHISALBERTI |
Specifico
bergamasco, dovrebbe derivare dal nome longobardo Ghisalbertus
formato dalle radici gisil (freccia) e bherta (luminoso),
esempio di questo uso lo abbiamo con Ghisalberto, conte palatino
di Bergamo nel 1100, in alcuni casi potrebbe anche derivare dal
toponimo Ghisalba (BG). |
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GHISELLI
GHISELLINI |
Ghiselli ha un ceppo tra ravennate e pesarese ed uno nel
lucchese, Ghisellini, abbastanza raro, è tipico del ferrarese e
rovigoto derivano dal nome medioevale
Ghisellus,
di cui troviamo traccia ad esempio in uno scritto romano del
1318: "...vexillifer iustitie de Porta Domus Ghisellus...".
Tracce di questa cognominizzazioni le troviamo ad esempio a
Barletta (BA) con l'abate Paulus Ghiselli nel 1500.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Ghiselli con il suo diminutivo Ghisellini, il cognome muove dal
nome personale longobardo Gisilo
da gîsil
«freccia».
Il personale femminile Gisla,
corrispondente all'attuale
Gisella, compare in una carta
modenese del 1126. Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel
Modenese. |
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GHISETTI
GHISI
GHISINI
GHISO
GHISONI |
Ghisetti è tipicamente lombardo, dell'area cremasca in
particolare, di Cremosano, Offanengo, Crema e Pianengo, Ghisi è
tipico dell'area lombardo emiliana, del milanese, mantovano,
bergamasco e bresciano e del reggiano, Ghisini è specifico del
bresciano e mantovano, Ghiso è del savonese, di Cairo Montenotte
e Savona soprattutto, Ghisoni è della Lombardia meridionale, del
pavese, lodigiano e cremasco e soprattutto del piacentino, di
Piacenza, Fiorenzuola d`Arda, Podenzano e Fidenza, derivano
tutti direttamente o per ipocoristici dal nome tardo latino
Guiso,
Guisonis
(vedi GUISO), di questa variazione abbiamo
un esempio in una charta dotis
dell'anno 747 a Lucca dove come testimone si trova: "...Signum +
manus Fermuso filio quondam Ghisi vir devoti testis...".
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
GHISO: cognome presente in 25 Comuni italiani, di cui solo 3 in
Sardegna. La maggiore diffusione del cognome l'abbiamo in
Liguria, in provincia di Savona. Per il ceppo sardo (Cagliari 8,
Maracalagonis 3, Sassari 3) crediamo si tratti di una variante
di Ghisu. |
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GHISILIERI
GHISLERI
GHISLIERI |
Ghisleri,
abbastanza raro, è tipico della zona tra basso bresciano e
cremonese, Ghislieri è rarissimo ed è tipico dell'alessandrino
al confine con il pavese, il ceppo marchigiano ed Umbro è
praticamente scomparso, Ghisilieri anche è quasi scomparso,
tipico bolognese dove troviamo questo casato almeno dal 1200,
una delle torri della città è appunto la torre dei Ghisilieri,
una delle cinque torri del quartiere di Porta Stiera appunto
possedute da questa famiglia gentilizia che aveva radici anche a
Pistoia, famoso fu il capitano pistoiese Grandonio dei
Ghisilieri che conquistò le Baleari nel XII secolo. Tutti
questi cognomi derivano dal nome medioevale di origine germanica
Ghislerio,
nome e cognome che troviamo nel 1100 ad Osimo (AN) con Ghislerio
Ghislieri padre di San Silvestro, tracce di questa
cognominizzazione si trovano anche ad Assisi nel 1200, dove la
famiglia dei Ghislerio è annoverata tra i nobili di quella
città. Questo casato annovera anche Antonio Michele Ghislieri,
domenicano, tortonese originario di Bosco Marengo (AL), prima
Cardinale e poi Papa Pio V° dal 1566 al 1572, ricordato come il
Papa della vittoria sui turchi nella battaglia navale di
Lepanto. |
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GHISIO
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Ghisio è tipico dell'area lombardo, piemontese che comprende il
torinese, il biellese, il vercellese soprattutto, il novarese,
il milanese ed il pavese, dovrebbe derivare
dall'italianizzazione del nome tardo medioevale
Guisius,
di cui abbiamo un esempio nel XVI° secolo: "..ut Navarro gradum
ad successionem praecideret, de Lotharingi liberis ex Claudia
filia evehendis cogitavit, Guisius ad se id rapere
contendentibus. Hinc Liga illa adco famosa, quae Peronae prius
coepta, Duce Guisio, iam Philippo II. et Sixto V. sussulta
lacertos movere, Religio praetexi, Carolo Cardin. ut ambitio
tegeretur, regnum deferri: scisso in tres. factiones regno,
quarum illa quae Regi adhaerebat, Politicorum dicta,
infirmissima erat, altera Ligistarum potentissima, tertia
Reformatorum, sub auspiciis Henrici Navarri, per quos Regis
latus a Ligistis petebatur..". |
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GHISLANDI
GHISLANI |
Ghislandi, tipicamente lombardo, è molto diffuso nel milanese e
nel bergamasco, Ghislani, praticamente unico, è del bergamasco,
dovrebbe essere dovuto ad un errore di trascrizione del
precedente, che dovrebbe derivare dal nome medioevale germanico
Ghislandus,
una latinizzazione del nome germanico
Guislan,
o Guisland,
forme alterate dei nomi di origine nordica
Wislan o
Wisland,
della prima forma abbiamo un esempio d'uso in una
Carta venditionis
del 1270 a Piacenza: dove
Raynaldo Ghislandus Maior e
Oberto, suo figlio, figurano come venditori di un pezzo di
terra. |
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GHISLANZONI |
Tipicamente lombardo, di Lecco, Valtellina e del bergamasco,
dovrebbe derivare da modificazioni del nome germanico
Guislan,
troviamo tracce di questa cognominizzazione fin dal 1500 a
Vicenza e Venezia, a Vercurago (LC) in un atto del 1534
leggiamo: "In Christi nomine. Amen. Die quarto mensis aprilis
millesimo quingentesimo trigesimo quarto, indictione septima, in
loco de Caloltio vallis Sancti Martini,.. ..cui coheret a mane
corna arcis de Vercurago in parte et in parte muratellus de
Tremasasso, a meridie dominus Thomas quondam de Ghislanzonibus
de Barchio, a sero heredes Antonii Georgii de Aroldis de
Somascha et a montibus suprascriptus venditor...", sempre a
Vercurago dal 1617 al 1632 è parroco del paese un tale Giovanni
Andrea Ghislanzoni, a Mazzo di Valtellina in un atto del gennaio
1686 viene citata la ricca famiglia Ghislanzoni. Personaggio
illustre del secolo XIX° è stato lo scrittore e librettista
d'Opera Antonio Ghislanzoni di Barco di Maggianico (LC) celebre
soprattutto per il libretto dell'Aida di Giuseppe Verdi. |
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GHISOLFI
GHISOLFO
GISOLFI
GISULFO |
Ghisolfi
è molto diffuso in Lombardia, soprattutto a Cremona e nel
cremonese ed a Milano, ed in Piemonte a Tortona (AL), Torino e
Cuneo, Ghisolfo, molto raro, ha un ceppo nel savonese, così come
il quasi unico Gisulfo, Gisolfi ha un nucleo campano nel
salernitano a Bracigliano, Salerno, Vietri sul Mare e Mercato
San Severino oltre ad un piccolo ceppo a Napoli, ha anche un
piccolo ceppo a Rignano Garganico (FG), derivano tutti dal nome
longobardo Guisulf
latinizzato in Ghisulfus
dell'uso di questo nome abbiamo un esempio in un atto dell'anno
854 a Milano: "In Chr(ist)i nom(ine). Breve securitatis
qual(iter) presentia bonor(um) hominum, quor(um) nomina subt(er)
legunt(ur) firmantes.. .. Que cartol(a) ipsa scripta fuit p(er)
Gisolus notarius, et relecta ibi p(er) ipso Gisolfus notarius.
Factum est hoc breve in anni dom(n)us Hlotharii et Hloduici
fil(ii) eius, divina ordinante p(ro)videntia, imp(eratori)bus
XXXIII et quarto, septimo die ingred(iente) m(e)ns(e)
feb(ruario), ind(ictione) secunda.", e alcuni secoli dopo nel
Codice Diplomatico Pavese
in una Carta Divisionis
del marzo 1234 a Pieve Porto Morone (PV): "Anno dominice
incarnacionis millesimo ducentesimo trigesimo quarto, indicione
septima, die decimo mensis marcii. In Plebe Portus Moroni.
Divisionem talem inter se ad invicem fecerunt concorditer et
unanimiter.. ..Ego Ghisulfus inperialis notarius qui moror ad
Plebem Portus Moroni hanc cartam tradidi et scripsi.". |
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GHISOLI |
Assolutamente rarissimo tipico del bolognese, di Sant'agata
Bolognese in particolare, dovrebbe derivare da modificazioni
dell'aferesi del nome longobardo Adalghiso. |
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GHISSONI
GHIZZI
GHIZZINI
GHIZZO
GHIZZONE
GHIZZONI |
Ghizzi è decisamente lombardo dell'area mantovana, di Viadana,
Porto Mantovano, Marcaria e Mantova e di Desenzano del Garda e
Pozzolengo nel bresciano, Ghizzini, molto molto raro,
sembrerebbe tipico del mantovano ai confini con il reggiano, di
Viadana in particolare, Ghizzo ha un ceppo nel trevisano a Farra
di Soligo, Pieve di Soligo e Moriago della Battaglia, ed un
ceppo a Monfalcone nel goriziano, Ghizzone, come Ghissoni, è
quasi unico, mentre Ghizzoni, il più diffuso è ben presente in
Emilia dal piacentino al modenese, ed in Lombardia nel cremonese
e nel milanese, tutte queste cognominizzazioni potrebbero
derivare, direttamente o tramite forme ipocoristiche e o
accrescitive, da alterazioni del nome medioevale
Guittius
(Guizzo)
(vedi GUIZZETTI), ma potrebbero anche, in alcuni casi, derivare
da alterazioni del nome medioevale
Ghetius (Ghezzo)
(vedi GHEZZI).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Ghizzoni è una forma derivata in
-one e
sincopata del personale medievale
Guiducius,
Widucius,
vivo in documenti modenesi dal 1138, e che ha dato i cognomi
Ghiducci e Ghiduzzi. All'origine di detti nomi è sempre il
personale germanico Wido,
long. Wîdo
(probabile forma abbreviata di nomi composti), divenuto
l'italiano Guido.
Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese. |
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GHISU
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Ghisu è tipicamente sardo ed è diffuso in tutta l'isola,
dovrebbe derivare dal termine sardo logodorese
ghisu (gesso),
forse ad indicare nel capostipite uno che lavorava o possedeva
una cava di gesso.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
GHISU: è il pettirosso,
altrimenti detto brabarrubia
(barba rossa),
traddèra, ghisettu, tziddì,
tzikkì, kirisi, kilisu, grisottu, printzi:,
etc.: a parte il primo, gli altri sono tutti onomatopee. Non
esiste nei documenti antichi. Si tratta di un cognome raro. Qui
da noi a Gonnosfanadiga il pettirosso è comunemente chiamato su
printzi cambèdda, per la sottigliezza ed eleganza insieme, delle
sue lunghe gambe. Non dimentichiamo però che in lingua sarda del
Campidano esiste la parola ğìsu
(ghisu),
nel significato di gesso,
dal catalano guix,
dall'italiano gesso. Non abbiamo altri suggerimenti! Attualmente
il cognome Ghisu è presente in 137 Comuni italiani, di cui 61 in
Sardegna: Cagliari 76, Sassari 74, Alà dei Sardi 44, Ollolai 43,
Nuoro 24, Siliqua 23, etc. |
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GHITTI
GHITTONI |
Ghitti è specifico del bresciano, Ghittoni, abbastanza
raro,sembrerebbe specifico del piacentino, derivano dal nome
Ghitto,
in uso nel periodo rinascimentale, esempio di questo uso lo si
trova in un atto del 1588 redatto a Siena, dove si legge :
"...Item ane terra lavoratia posta nela detta corte e luoco
detto e contrata di Sassolamo, ala quale dal'una parte di Nieri
di Vanni, dal'altra del Boffino di Pero da Montemassi ane terra
lavoratia e vigniata, posta nela corte di Montemassi, nella
contrata di Montaguzzoli, ala quale dal'una parte è di Ghitto di
Naldo, dal'altra di Giovanni di Toro; la quale è tre staia a
tavola....".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
II cognome Ghittoni è una variante del nome proprio medievale
Guittone,
presente nelle carte modenesi, nelle forme
Guitonus,
Witonus
dal 1175. L'origine è il personale germanico
Wido,
long. Wîdo
(probabile forma abbreviata di nomi composti), divenuto
l'italiano Guido.
Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese. |
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GHIZZARDI |
Di
origine bresciana, deriva dal nome medioevale Guizzardo o
Ghizzardo. |
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GHO
GHÒ |
Gho
è tipicamente piemontese, come Ghò che parrerbbe però unico, la
massima concentrazione la troviamo ad Alessandria, ma sono
presenti ceppi anche a Torino e Moncalieri, dovrebbe derivare da
forme dialettali derivate dal vocabolo
cò (testa)
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
sembra che esistano diverse varianti di questo cognome, fra le
quali Go, Gò, Ghò, Co e Cò (si riscontrano quasi tutte nel nord
Italia, soprattutto fra Piemonte, Lombardia e Veneto; Gho, però,
è più tipicamente piemontese): la presenza della lettera
-h,
infatti, è dovuta a un arcaismo o a un fenomeno dialettale (in
italiano, infatti, non avrebbe motivo di esistere se non seguita
dalla -e o dalla -i e la caduta della stessa -h nelle forme Go,
Co e simili sembra sopportare questa ipotesi; la sostituzione
del suono -c col suono -g, invece, è quasi sicuramente dovuta
all'influsso dei dialetti settentrionali e al fenomeno della
gutturalizzazione. Un'ultima considerazione ancora su tutti
questi cognomi: in molti casi si tratta di cognomi fortemente
diffusi un po' in tutto il paese e, al di là di un'origine da un
soprannome, pare che spesso fossero usati come nomi di persona
in epoca medievale (diversi di questi sono documentati come
tali, anche lo stesso nome medievale Capo), ma, così come altri
nomi 'anatomici' quali Bocca, Naso, Braccio, Pancia, Gamba, etc,
non so dire di preciso in che senso vadano intesi (probabilmente
indicano particolari caratteristiche fisiche e, a questo punto,
la differenza fra nome e soprannome diventa molto sottile, pur
trattandosi comunque di nomi personali). |
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GIACALONE |
Giacalone è tipico della Sicilia occidentale, del trapanese in
particolare, dovrebbe derivare da una modificazione dialettale
del nome Giacomo, in alcuni casi, soprattutto il ceppo nel
palermitano, potrebbe derivare dal toponimo Giacalone (PA),
tracce di questa cognominizzazioni le troviamo a Trapani almeno
dal 1700.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Giacalone è cognome siciliano dalla voce dialettale 'giacaluni'
= sorta di ghiro.
G. Rohlfs, Dizionario storico dei cognomi nella Sicilia
orientale, p. 96. |
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GIACCARI
GIACCARO |
Giaccari
ha un ceppo a Roma, uno a Marzano Appio nel casertano, ma il
ceppo più importante è in Puglia nel leccese a Galatina,
Ruffano, Salve e Nardò, e Taranto, Giaccaro, molto più raro, è
specifico di Sessa Aurunca nel casertano, dovrebbero derivare
dal nome composto dalla forma contratta e apocopaica del nome
Giovanni unita al nome Caro, formando prima Giovancaro, poi
Giaccaro, nome probabilmente portato dai capostipiti. |
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GIACCARIA |
Giaccaria
è tipicamente piemontese, molto raro, è specifico di Chiusa di
Pesio e Pianfei, l'origine etimologica è oscura, anche se si può
ipotizzare un collegamento con la contrada Giaccaria di Cassine
nell'alessandrino. |
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GIACCHE'
GIACCHETTI
GIACCHETTO
GIACCHI
GIACCHIN
GIACCHINA
GIACCHINI
GIACCHINO
GIACCO
GIACCONE
GIACCONI
GIACHETTI
GIACHETTO
GIACHIN
GIACHINI
GIACHINO
GIACO'
GIACONE
GIACONI |
Giacchè ha un ceppo tra spezzino, a La Spezia ed Ortonovo, e
Carrara, un ceppo nell'anconetano ad Osimo, Ancona, Jesi e
Castelfidardo, un ceppo nel perugino a Perugia ed Umbertide ed
un ceppo a Roma, Giacchetti ha un ceppo nell'anconetano, uno nel
teatino, uno a Roma ed uno nel napoletano, Giacchetto e
Giachetto hanno un ceppo nel veneziano ed uno nel torinese,
Giachetti sembrerebbe tipicamente toscano, del fiorentino in
particolare, ma ha anche un ceppo a Roma ed uno nel barese,
Giacchi ha un ceppo tra urbinate, aretino e perugino, uno tra
romano e viterbese ed uno nel ragusano, soprattutto a Vittoria,
Comiso, Scicli e Giarratana, Giacchin, assolutamente rarissimo,
è del nord Italia, Giacchina, assolutamente rarissimo,
sembrerebbe di Palermo, Giacchini ha un piccolo ceppo nel
ravennate e forlivese ed uno nel romano, a Genzano di Roma,
Civitavecchia e Roma, Giacchino ha un ceppo tra savonese e
genovese, particolarmente concentrato ad Albisola Superiore,
Savona e Genova, ed uno nel ragusano a Scicli e Ragusa, Giachin
ha un ceppo veneto, in particolare nel padovano e soprattutto a
Carmignano di Brenta e presenta anche un ceppo friulano a
Trieste, Giachini ha un piccolo ceppo toscano a Pescia nel
pistoiese, a Prato, ed a Tavernelle Val di Pesa nel fiorentino,
un ceppo marchigiano nell'anconetano a Filottrano, Fabriano ed
Ancona ed a Roccafluvione nell'ascolano, ed uno a Roma, Giachino
è diffusissimo in Piemonte, in particolare a Torino, Ivrea,
Cuorgnè, Quincinetto,Collegno, Sparone e Settimo Vittone nel
torinese, ad Alba, Bra, Cherasco, Cuneo e Neive nel cuneese ed a
Cocconato e Coazzolo nell'astigiano, Giacco è del napoletano,
Giaccone e Giacone sembrano avere due nuclei, uno nella Sicilia
sud occidentale ed uno in Piemonte, Giacconi dovrebbe essere
marchigiano, dell'area di Ancona, mentre Giaconi oltre
all'anconetano ha anche ceppi in Toscana, Giacò, molto raro, è
specifico della zona tra barese e foggiano, dovrebbero tutti
derivare, direttamente o tramite diminutivi o accrescitivi, da
contrazioni e modificazioni talvolta dialettali del nome
Iacopo
o Giacomo
(vedi GIACOLETTI), ma non si deve trascurare l'ipotesi che
derivino in qualche caso dal termine tardo medioevale
militaresco giacco
(sorta di celata metallica portata a difesa del corpo da alcuni
militari), leggiamo nella Vita
di Mecenate di Cesare Caporali
(1531- 1601): "...Orsù datemi il giacco , e la mia spada ...",
non dobbiamo poi ignorare che potrebbero anche in molti casi
derivare da italianizzazioni del nome francese
Jacquin o
del nome ebraico Jakim. |
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GIACCI
GIACCIO |
Entrambi con un ceppo romano e nell'area che comprende il
teatino, il Molise, la Campania settentrionale ed il foggiano,
Giacci ha un ceppo a Roma ed a Marino nel romano, uno ad Agnone
nell'iserniese, a Campobasso ed a Serracapriola nel foggiano,
Giaccio ha un ceppo a Roma, ed in Molise ad Agnone
nell'iserniese, a Campobasso ed a Termoli nel campobassano, ma
il nucleo principale è nel napoletano a Quarto, Napoli, Grumo
Nevano, Marano di Napoli, Mugnano di Napoli, Sant'Antimo,
Acerra, Pozzuoli, Arzano e Casandrino, questi cognomi dovrebbero
derivare da forme dialettali italianizzate del nome francese
Jaques
(Giacomo),
o da forme apocopaiche del nome italiano
Giacomo. |
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GIACINTI
GIACINTO
GIACINTUCCI
IACINTI
IACINTO |
Giacinti è tipico della fascia che comprende Marche, Umbria e
Lazio, Giacinto, molto raro, sembrerebbe tipico del sud, di
Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia, con un piccolo ceppo
anche tra il veneziano ed il friulano, Giacintucci è tipicamente
abruzzese, di Città Sant'Angelo nel pescarese in particolare,
del pescarese e del teramano, Iacinti, assolutamente rarissimo,
parrebbe del cremonese, Iacinto è quasi unico, derivano tutti
dal nome medioevale Iacintus,
di cui abbiamo un esempio nel
Codice Diplomatico della Lombardia Medioevale
nel Privilegium Lucii III papae
del 1183: "...Ego Iacintus diaconus cardinalis Sancte Marie in
Cosmidyn subscripsi...". |
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GIACOBAZZI
IACOBACCI
IACOBAZZI
JACOBACCI
JACOBAZZI
JACOVACCI
JACOVAZZI |
Giacobazzi è tipico del reggino e del vicino modenese,
Iacobazzi, molto più raro ha un ceppo tra viterbese e romano ed
uno nel barese, Iacobacci è tipico dell'area che comprende
l'aquilano ed il romano e il Molise ed il beneventano e
avellinese, Iacovacci è decisamente laziale, del romano, del
frusinate e del latinense, Jacobacci e Jacovacci, molto molto
rari, sono del romano, Jacobazzi e Jacovazzi, assolutamente
rarissimi, sono del barese, tutti questi cognomi dovrebbero
derivare da forme dispregiative familiari del nome medioevale
ebraico Jacobbus
dal nome biblico Giacobbe, anche attraverso la forma medioevale
Jacobatius,
ricordiamo nel 1500 il cardinale perugino Christophorus
Jacobatius ed il romano Dominicus Jacobatius "Cardinalis a Leone
X. creatus A. C. 1517. qui scripsit de conciliis". |
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GIACOBBE
GIACOBBI
GIACOBBO
GIACOBI
GIACOBINI
GIACOBINO |
Giacobbe ha vari ceppi, un nucleo principale tra genovese ed
alessandrino, un ceppo nel basso Veneto, un ceppo tra
napoletano, avellinese e foggiano ed uno tra messinese e
reggino, Giacobbi, molto meno diffuso, ha un ceppo nel bellunese
ed alcuni nella fascia dell'Italia centrale e Romagna, Giacobbo,
abbastanza raro, ha un ceppo nel vicentino ed uno forse
secondario nel messinese, Giacobi, praticamente unico, è
probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione di Giacobbi,
Giacobini ha un piccolo ceppo nel novarese, uno nella fascia che
comprende Marche, ternano e romano, uno nel cosentino a
Villapiana ed uno nel trapanese a Castelvetrano, Giacobino ha un
ceppo nel torinese e novarese, uno nell'alto cosentino ed uno
nel tarantino, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite
ipocoristici, dal nome medioevale ebraico
Jacobbus
dal nome biblico Giacobbe. |
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GIACOLETTI
GIACOLETTO |
Entrambi piemontesi Giacoletti parrebbe specifico del novarese e
della Val d'Ossola, Giacoletto è più tipico del torinese, di
Forno Canavese soprattutto.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Giacoletti, piuttosto raro, ha un nucleo principale fra il
torinese, il novarese, il verbanese e il vercellese, ma presenta
ceppi secondari anche nel barese e nel palermitano, Giacoletto è
più tipicamente torinese, entrambi questi cognomi derivano da
una forma ipocoristica del nome medievale
Giacco
(variante dell'odierno Giacomo),
che, tratto dall'aramaico
Ya'aqob, viene più spesso
tradotto come seguace di Dio
o come protetto da Dio.
Per quanto riguarda la forma Giacco, invece, va detto che si
tratta di un francesismo e, più esattamente,
dell'italianizzazione del francese
Jacques, portato in Italia in
epoca medievale (lo stesso Giacoletto, d'altronde, è mutuato dal
francese Jacquelet).
In conclusione, dunque, i cognomi Giacoletti e Giacoletto
derivano dai nomi personali dei capostipiti. |
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GIACOMAZZI
GIACOMAZZO
GIACOMELLI
GIACOMELLO
GIACOMETTI
GIACOMETTO
GIACOMI
GIACOMINI
GIACOMOTTI
IACOMETTA
IACOMETTI
IACOMINI
IACOMINO
JACOMINI
JACOMINO |
Giacomazzi, probabilmente originario del veronese, è diffuso
nelle province limitrofe, bresciano, mantovano, vicentino,
padovano e trevisano, Giacomazzo, molto più raro, è tipico di
padovano e veneziano, Giacomelli è diffuso in tutto il centro
nord, Giacomello è assolutamente veneto, Giacometti è diffuso in
tutto il nord e nelle Marche ed Umbria con un ceppo anche nel
napoletano, Giacometto, molto molto raro, è tipico di Caluso nel
torinese, Giacomi sembra avere un ceppo laziale ed uno veronese,
Giacomini è diffuso in tutto il centro nord ad eccezione della
Toscana, Giacomotti ha due probabili zone d'origine, una
nell'alessandrino ed una in provincia di Verbania, Iacometta,
assolutamente rarissimo, è certamente meridionale, Iacometti ha
un ceppo a Trecate nel novarese ed uno a Pistoia, Prato, Massa
Marittima nel grossetano e Viareggio nel lucchese, Iacomini ha
un ceppo toscano nel lucchese, a Seravezza e Bagni di Lucca, un
ceppo a Tagliacozzo nell'aquilano, uno a Roma, a Norma nel
latinense ed a Vetralla nel viterbese, è presente anche in
Sardegna a Porto Torres nel sassarese, Jacomini, molto molto
raro, ha un piccolo ceppo a Roma, Iacomino ha un piccolo ceppo
ad Ozieri ed Alghero nel sassarese, un piccolissimo ceppo a Roma
ed uno, molto consistente nel napoletano ad Ercolano, Torre del
Greco, Portici e Napoli, Jacomino è praticamente unico,
dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite varie forme di
variazioni ipocoristiche, dal nome
Giacomo.
integrazioni fornite da
lucio Giacomini
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GIACOMOBELLO |
Giacomobello è specifico di Altamura nel barese, dovrebbe
trattarsi di un nome composto attribuito al capostipite dai
genitori, la consuetudine di aggiungere il suffisso o il
prefisso Bello
al nome era abbastanza diffuso nell'area abruzzese, molisana e
pugliese. |
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GIACOPANELLO
GIACOPONELLO |
Giacopanello, praticamente unico, è una forma alterata di
Giacoponello, che è tipicamente siciliano, di Paternò nel
catanese e di Capo d'Orlando nel messinese, dovrebbe trattarsi
di una forma ipocoristica dell'accrescitivo del nome medioevale
Giacopo,
una forma arcaica del nome
Giacomo. |
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GIACOPELLI
GIACOPELLO
GIACOPUZZI |
Giacopelli ha un ceppo a Genova, uno emiliano a Villa Minozzo
nel reggiano, a Reggio Emilia ed a Parma, ed uno nel palermitano
a Palermo, Monreale, Montelepre e Partinico, Giacopello ha un
piccolo ceppo a Lerici nello spezzino ed a Genova ed uno
siciliano a Messina, Giacopuzzi è specifico del veronese, in
particolare di Negrar, Sommacampagna, Verona, San Pietro in
Cariano e Sant'Anna di Alfaedo, si dovrebbe trattare di forme
ipocoristiche riferite al nome
Giacopo una variante di
Iacopo,
nome probabilmente portato dai capostipiti. |
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GIAFFREDA
GIAFFREDI
GIAFFREDO |
Giaffreda, oltre al ceppo secondario romano, ha un ceppo nel
leccese, in particolare a Parabita, Galatone e Sannicola, sia
Giaffredi che Giaffredo sono praticamente unici.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale
Giaffreda,
che, per tramite del francese
Geoffray o
Geoffrey,
nasce da un adattamento del personale germanico
Gottfried,
meglio conosciuto nella forma
Goffredo (vedi Gioffré e
Goffredi). In conclusione, dunque, si tratta delle
cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti. |
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GIAGNORI
GIAGNORIO |
Giagnori sembrerebbe specifico di San Gregorio da Sassola nel
romano, Giagnorio invece è tipico del foggiano, di Sannicandro
Garganico in particolare, dovrebbero derivare dal nome composto
Giovanni,
nella forma contratta Gianni,
corrotta in Giagn-
unito al nome Giorgio
nella forma arcaica Iorio,
si tratta quindi di una forma alterata del nome Giangiorgio
probabilmente portato dal capostipite. |
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GIAGULLI |
Giagulli è tipicamente pugliese, di Putignano nel barese e di
Massafra nel tarentino, dovrebbe derivare da un'alterazione
ipocoristica del nome di origine spagnola
Jago (Giacomo). |
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GIAI
GIAIME
GIAJ
GIAUME |
Giai è tipicamente piemontese del torinese, spesso si associa a
dei soprannomi usati per differenziare i vari gruppi familiari,
Giaime, molto molto raro è tipico del Piemonte occidentale, del
cuneese in particolare, Giaj è praticamente unico ed è sempre
torinese, Giaume ha qualche presenza in Piemonte, ma è più
tipicamente ligure, di Genova e di La Spezia, tutti questi
cognomi dovrebbero derivare, direttamente o tramite forme
ipocoristiche contratte, dal nome provenzale
Giaume,
l'equivalente del nome italiano
Giacomo. |
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GIAIMI
GIAIMIS
GIAIMO |
Giaimi,
assolutamente rarissimo, è specifico della zona tra messinese ed
ennese, Giaimo è tipico siciliano, della zona che comprende
agrigentino, palermitano e messinese, Giaimis, estremamente
raro, parrebbe del messinese, derivano da forme medioevali del
nome Giacomo. |
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GIALANELLA |
Gialanella dovrebbe essere di origine campana, potrebbe derivare
da una forma ipocoristica del nome gallico
Ialanus,
derivato dal nome di un Dio del Pantheon bretone. |
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GIALLANZA |
Giallanza è tipicamente siciliano, con un ceppo a Palermo ed uno
a Naso nel messinese, dovrebbe derivare da un soprannome e nome
composto dalla fusione del nome
Gian, una forma tronca
contratta del nome Giovanni,
unito a Lanza
(lancia),
probabilmente ad indicare nel capostipite un Giovanni uomo
d'armi. |
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GIALLOMBARDO |
Specifico
del palermitano, dovrebbe derivare da una modificazione del
cognome Lombardo tipicamente siciliano e calabrese (vedi),
probabilmente legato al nome Gianni. |
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GIALLONARDI
GIALLONARDO |
Giallonardi è molto raro ed è tipico del frusinate, Giallonardo
sembrerebbe avere due ceppi, nell'aquilano e nel beneventano,
dovrebbero derivare da toponimi come Giallonardo (BN), è pure
possibile, anche se non molto probabile, una derivazione dal
nome composto Gian Leonardo. |
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GIALLORETO |
Specifico
del pescarese è estremamente raro, dovrebbe derivare da un
soprannome connesso con il toponimo Loreto Aprutino (PE). |
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GIALLUCA |
Gialluca
è tipicamente abruzzese, di Giulianova nel teramano e di
Pescara, dovrebbe derivare da una forma alterata contratta del
nome composto Gianluca, probabilmente portato dal capostipite. |
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GIAMBELLI |
Decisamente specifico del milanese, potrebbe derivare da un
soprannome legato al vocabolo dialettale arcaico milanese
giambèll (sorta di pane ovale, da non confondersi con la
ciambella), potrebbe quindi essere indicativo del mestiere di
panettiere. |
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GIAMBENEDETTI
GIANBENEDETTI |
Giambenedetti, molto molto raro, ha un ceppo marchigiano ed uno
a Roma, Gianbenedetti, praticamente unico, è dell'anconetano,
derivano entrambi dal nome composto Giovanni e Benedetto,
portato probabilmente dal capostipite. |
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GIAMBI
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Abbastanza raro sembra tipico della zona che comprende Emilia e
Romagna e alta Toscana, con un ceppo non secondario nel Lazio,
potrebbe derivare da una modificazione dialettale del nome
Giovanbattista. |
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GIAMBO
GIAMBO'
GIAMBOI |
Giambo è
assolutamente rarissimo, Giambò è un pò meno raro, Giamboi è
ancora abbastanza raro, sono tipici della zona dello stretto di
Messina, potrebbero derivare da una modificazione dialettale del
nome Giovanni. |
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GIAMBONE
GIAMBONI |
Giambone, estremamente raro, parrebbe piemontese, Giamboni,
assolutamente rarissimo, dovrebbe essere originario della zona
tra Emilia e Toscana, dovrebbero derivare dal nome medioevale
composto Johannes Bonus
(Giovanni Bono), tracce di questa cognominizzazione le troviamo
a Firenze almeno dal 1200. |
|
GIAMBRA |
Sembrerebbe siciliano, di Caltanissetta in particolare, potrebbe
derivare da un nome di località come Giambra di Cassaro (SR),
traccia di questa cognominizzazione la troviamo a Campofelice di
Roccella (PA) nella seconda metà del 1600 dove un certo
G.Giambra è procuratore dell'illustrissimo signor Duca di
Montesalvo.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Giambra, oltre che dal toponimo Giambra di Cassaro, potrebbe
venire anche dall'antico italiano 'ciambra'
= camera.
Cfr. il cognome francese Chambre.
G. Rohlfs, Dizionario storico dei cognomi nella Sicilia
orientale, p. 97. |
|
GIAMBRONE |
Dovrebbe essere di origine palermitana, potrebbe derivare da
un'alterazione del toponimo Zambrone (VV).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Giambrone è cognome siciliano che potrebbe essere
l'italianizzazione del cognome francese
Chambron.
G. Rohlfs, Dizionario storico dei cognomi nella Sicilia
orientale, p. 97. |
|
GIAMETTA |
Giametta, tipicamente meridionale, ha un ceppo campano, a
Frattamaggiorer, Grumo Nevano e Napoli nel napoletano , ed a
Mondragone e Casapesenna nel casertano, ed uno siciliano, a
Mazara del Vallo nel trapanese, a Montevago nell'agrigentino ed
a Roccamena nel palermitano, circa l'origine di questo cognome
esistono due ipotesi, la prima consiste nell'italianizzazione
del nome arabo Ahmed,
la seconda in una forma contratta del nome
Giacometta. |
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GIAMMARINARO |
Giammarinaro è specifico del trapanese, di Mazara del Vallo,
Marsala, Campobello di Mazara, Castelvetrano, Salemi e Trapani,
dovrebbe derivare da un soprannome attribuito al capostipite di
nome Giovanni e che faceva il marinaio, tracce di questa
cognominizzazioni le troviamo nella seconda metà del 1700 a
Trapani con il benestante Giuseppe Giammarinaro. |
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GIAMMARINI
GIAMMARINO |
Giammarini ha un ceppo nell'ascolano a Fermo, San Benedetto del
Tronto, Ascoli Piceno, Grottazzolina e Porto San Giorgio,
Giammarino ha un ceppo abruzzese nel teatino, a Lanciano, Fara
Filiorum Petri e San Vito Chietino, e nel pescarese, a Penne,
Pescara, Montesilvano, Cepagatti ed Elice, ed un ceppo campano,
a Sant'Angelo dei Lombardi ed Avellino nell'avellinese ed a
Vibonati nel salernitano, questi cognomi dovrebbero derivare dal
nome composto dai nomi Gianni
e Marino
portati dai capostipiti. (vedi anche IAMARINO) |
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GIAMMARRUSTI
GIAMMARRUSTO
GIAMMARRUTO
GIAMMARUTO |
Giammarrusti, molto raro, è tipicamente pugliese, con un ceppo a
Gravina di Puglia nel barese ed a Castellaneta nel tarentino,
Giammarrusto, attualmente riscontrabile solo in Piemonte, ma è
sicuramente di origini meridionali, probabilmente pugliesi,
Giammarruto, molto molto raro, sembrerebbe essere un cognome
tipicamente salentino, del leccese di Martano, Lecce, Lizzanello
e Nardò, Giammaruto, sempre di origini pugliesi, è quasi unico,
dovrebbero tutti derivare da alterazioni dialettali dei cognomi
Cimarrusti
o Cimarrusto
(vedi CIMAROSTI ). |
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GIAMMASI |
Giammasi
sembra essere specifico di Roma e nel frusinate di San Giovanni
Incarico, dovrebbe derivare dalla contrazione del nome composto
Giovanni e Tommaso formato dalla contrazione in Gianni del primo
con l'aggiunta dell'aferesi del secondo Maso. |
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GIAMMINELLI |
Giamminelli è tipico del napoletano, di Pozzuoli, Napoli e
Giugliano in Campania, dovrebbe derivare da una forma
ipocoristica del nome composto dai nomi Gianni, forma contratta
di Giovanni e Mino, forma aferetica di nomi come
Firmino, Guglielmino, Massimino,
o altri simili. |
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GIAMMINOLA |
Giamminola, cognome assolutamente molto raro, è specifico del
comasco, di Como e di Oltrona di San Mamette, si dovrebbe
trattare della cognominizzazione del nome e cognome del
capostipite che, di nome
Giovanni, per contrazione
Gianni,
faceva di cognome Minola
(vedi MINOLA), e che dovrebbe aver dato luogo al nuovo ceppo dei
Gianminola,
trasformato poi in Giamminola per migliorarne la
pronunciabilità. |
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GIAMMONA
GIAMMONE
GIAMMONI |
Giammona è tipicamente siciliano specifico di palermo e del
palermitano, Giammone, quasi unico, è siciliano, Giammoni è
praticamente unico, dovrebbero derivare dall'italianizzazione
accrescitiva del nome arabo
Jamal (Bellezza), secondo
un'altra tesi deriverebbe invece da un soprannome basato sul
termine spagnolo jamon
(serrano)
che significava prosciutto, forse ad indicare il capostipite
come un produttore di quel tipo di alimento. |
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GIAMMORCARO |
Giammorcaro è specifico di Caltanissetta, potrebbe derivare dal
nome provenzale Giaume
(Giacomo)
unito al termine arcaico morcaro,
cioè colui che lavora la morca
(terra)
o contadino,
indicando che probabilmente il capostipite fosse di lontana
origine francese e che facesse il contadino. |
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GIAMMUSSO |
Giammusso è tipicamente siciliano di San Cataldo e Caltanissetta
nel nisseno, di Barrafranca nell'ennese e di Campobello di
Licata nell'agrigentino, dovrebbe derivare da un soprannome
basato sul termine arabo ğāmūs
(bufalo),
forse a sottolineare la prestanza fisica del capostipite, o ad
indicarlo come allevatore di bufali. |
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GIAMPAOLI
GIAMPAOLO |
Giampaoli
ha un nucleo nella zona tra la provincia di La Spezia e quella
di Lucca ed uno nelle Marche. Giampaolo sembrerebbe avere più
ceppi, uno negli Abruzzi, uno nelle Puglie, uno in provincia di
Reggio Calabria e forse uno in provincia di Roma, dovrebbero
derivare dal nome Gianpaolo. |
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GIAMPELLEGRINI
GIANPELLEGRINI |
Giampellegrini, assolutamente rarissimo, è dell'area tra
l'appennino reggiano ed il carrarese, Gianpellegrini, quasi
unico, è della medesima zona, dovrebbe derivare dal nome
medioevale composto dai nomi
Johannes e
Pelegrinus. |
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GIAMPICCOLI
GIAMPICCOLO
GIANPICCOLO |
Giampiccoli e Gianpiccolo sono assolutamente rarissimi,
Giampiccolo parrebbe siciliano, in particolare del ragusano, ma
presenta anche un piccolo ceppo trentino.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale
Giampiccolo,
nato dall'unione dei nomi
Giovanni e
Piccolo
(vedi Piccola). In conclusione, dunque, si tratta delle
cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti. |
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GIAMPIERI
GIAMPIERO |
Giampieri ha un piccolo ceppo toscano ed un nucleo marchigiano,
soprattutto ad Ancona e nell'anconetano, a Jesi, Filottrano,
Castelfidardo ed Osimo, Giampiero, assolutamente rarissimo,
sembrerebbe dell'area lucano, campana, derivano entrambi dal
fatto che i capostipiti si chiamavano di nome
Giampiero,
nome composto dalla contrazione del nome
Giovanni
e dalla modifica del nome Pietro. |
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GIAMPIETRI
GIAMPIETRO |
Giampietri ha un ceppo nell'area che comprende Parma, Reggio
Emilia, Bibbisano ed Albinea nel reggiano, Villafranca in
Lunigiana nel carrarese e La Spezia e Santo Stefano di Magra
nello spezzino e Genova, un piccolo ceppo nell'aquilano ed uno a
Roma, Giampietro è molto diffuso nell'area centromeridionale che
comprende Roma, l'Abruzzo, il napoletano , la Puglia, la
Basilicata ed il cosentino, dovrebbero derivare entrambi dal
fatto che i capostipiti si fossero chiamati con il nome
Giampietro,
nome composto dalla contrazione del nome
Giovanni
e dal nome Pietro. |
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GIANA
|
Giana è tipicamente lombardo, con ceppi nel sondriese a Castione
Andevenno e Sondrio, nel milanese a Vanzaghello, Magnago e
Milano ed a Sergnano nel cremonese, potrebbe trattarsi di una
forma matronimica basata sul nome medioevale
Giana, di
cui abbiamo un esempio d'uso in Toscana nel 1300 con Giana di
Lippo di Lapo Guidalotti, oppure dal nome
Giana,
come forma dialettale lombarda contratta del nome
Giovanna. |
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GIANANTONIO |
Gianantonio, ormai quasi unico, dovrebbe essere originario
dell'area molisano, pugliese, dovrebbe derivare da un
capostipite che portasse il nome doppio
Giovanni,
contratto in Gian-,
ed Antonio. |
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GIANARDI
GIANARDO
GIANLEONARDO
GIANLONARDO
GIANNARDI
IANNARDI |
Gianardi è tipico di La Spezia, con buone presenze anche a
Portovenere e Riccò del Golfo di Spezia nello spezzino, ed a
Massa, Gianardo è quasi unico, Gianleonardo e Gianlonardo sono
praticamente unici, parrebbero laziali, Giannardi, assolutamente
rarissimo, ha un piccolo ceppo a Livorno, Iannardi è ormai
scomparso in Italia, questi cognomi dovrebbero derivare da
capostipiti che si siano chiamati con il nome composto dal nome
Giovanni,
nella forma contratta ed apocopaica
Gian-,
unito al nome Leonardo,
anche nella forma contratta
Lonardo o in quella aferetica
Nardo. |
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GIANCANE
GIANCANI
GIANCANO |
Giancane è tipicamente pugliese, con un piccolo ceppo a Bari e
la concentrazione più importante nel leccese, a Monteroni di
Lecce, Lecce, Parabita, Arnesano, Carmiano, Melendugno e Ruffano
nel leccese, Giancani, molto molto raro, sembrerebbe siciliano
dell'agrigentino, di Racalmuto e Favara, Giancano, quasi unico,
è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione del precedente,
che dovrebbe essere originario della costa adriatica slava e
derivare dal nome dei capostipiti, composto dalla forma
contratta Gian-,
italianizzazione del nome
Johannes, fusa con il nome
Cane,
diffuso nei territori della Repubblica Veneta della costa
illirica. |
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GIANCIPOLI
GIANCIPPOLI
GIANGIPOLI |
Sia
Giancipoli che Giancippoli e Giangipoli, sono estremamente rari
e sono tipici della zona di confine tra materano e tarentino,
più propriamente di Matera e di Ginosa (TA).
Ipotesi fornite da
Giancippoli
Cognome diffuso in qualche zona della Lucania e Puglia, di
origine greca, il ceppo è mediorientale, prevalentemente turco,
poi emigrati in Grecia, fino al 10 secolo d. C. quando il nome
era ancora Giangipolis. |
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GIANCOLA
GIANCOLI
GIANCOLO |
Giancola
è tipico di Abruzzo, Molise, barese e brindisino, Giancoli e
Giancolo sono quasi unici, dovrebbero derivare dal nome composto
Giovanni e Nicola o Nicolo nella forma contratta e tronca del
primo (Gian) e aferetica del secondo (cola o colo) dell'uso di
questo nome abbiamo un esempio in un atto del 1634 nel
beneventano, dove viene citato un certo Giancola Massone. Tracce
di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio a Conversano
in un registro del tribunale di Conversano in un procedimento
del 1758: "Criminalia contra fratrem Gregorium di Maggio laicum
professum ven. conventus Sanctæ Mariæ de Monte Carmelo ad
instantiam Antonelli Giancola". |
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GIANCONE
GIANCONI |
Giancone ha presenze nel napoletano ed un ceppo a Palma di
Montechiaro nell'agrigentino, Gianconi è quasi unico e dovrebbe
essere dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, che
dovrebbe derivare dalla dialettizzazione dell'accrescitivo del
nome Bianco. |
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GIANCOTTA
GIANCOTTI |
Giancotta ha un ceppo nel romano ed uno nel reggino, Giancotti
ha un ceppo nel romano, uno nel napoletano ed uno in Calabria
nel crotonese, catanzarese e reggino, potrebbero derivare da
forme contratte di ipocoristici del nome Gianfranco, ma è pure
possibile che derivino da soprannomi dialettali originati da
difetti di pronuncia del capostipite.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Giancotti è cognome calabrese dalla voce dialettale calabrese 'jancottu'
= vitello. |
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GIANCRISTOFARO
GIANCRISTOFORO |
Giancristofaro sembrerebbe specifico del teatino, di Lanciano in
particolare, con un buon nucleo anche ad Ortona, uno a Termoli
nel campobassano ed uno a Roma, Giancristoforo, assolutamente
rarissimo è specifico di Ortona, dovrebbero entrambi derivare
dal nome doppio Johannes
Christopharus, probabilmente
portato dai capostipiti.
integrazioni fornite da
Lia Giancristofaro - Lanciano
La famiglia Giancristofaro è registrata a Lanciano (CH) dalla
fine del sec. XVIII; cenni alla sua precedente esistenza sono
fatti dallo storico lancianese Corrado Marciani (1899-1972)
nell'opera Regesti (relativi al notariato e al decurionato di
area frentana nei secc. XVI-XIX) pubblicati postumi a L'Aquila,
Editrice Colacchi, 2005. Di essi il Marciani parla come di
ricchi commercianti e notabili, presenti in città già dal XVI
secolo. Da fonti archivistiche si risale al primo Giancristofaro
registrato al Comune: il Capostipite è Concezio Antonio, sposato
a Maria Nicola Giammarino; tra i loro figli più prolifici,
Donato(1805), sposato a Concetta Giammarino, da cui discende la
maggior parte della dinastia; le presenti notizie sono tratte
dal Foglio di Famiglia n. 1332 (Archivio Storico Comunale di
Lanciano) |
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GIANDO
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Giando, assolutamente rarissimo, è specifico del messinese,
probabilmente originario della zona di Patti, dovrebbe derivare
da una forma apocopaica del nome
Giandomenico,
nome probabilmente portato dal capostipite, non si può escludere
un'origine calabrese, dato che è proprio in Calabria dove era
maggiormente diffuso l'uso del nome tronco
Giando
già nel 1500. |
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GIANDOMENICI
GIANDOMENICO |
Giandomenici sembrerebbe specifico della provincia di Massa in
Toscana, di Montignoso in particolare, Giandomenico è tipico
delle Marche meridionali, dell'Abruzzo, del romano e della
Puglia, derivano dal nome composto
Giandomenico,
formato da Gianni e Domenico, portato evidentemente dal
capostipite. |
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GIANELLI
GIANELLO
GIANELLONI
GIANNELLA
GIANNELLI
GIANNELLONI
GIANNETTA
GIANNETTI
GIANNETTO
GIANNETTONE
GIANNETTONI
IANNETTA
IANNETTI
IANNETTONE |
Gianelli ha vari ceppi, in Liguria nel genovese a Genova, Sestri
Levante, Chiavari e Castiglione Chiavarese ed a La Spezia, nel
milanese a Milano in particolare, ed a Bareggio, Cornaredo e
Sedriano, ed in Emilia a Pavullo nel Frignano e Modena nel
modenese ed a Ravenna, Gianello è decisamente veneto, del
vicentino e di Vicenza in particolare, ma anche di Arcugnano,
Camisano Vicentino, e del veronese a Veronella, Verona, Bovolone
e Soave, Gianelloni, molto molto raro, ha un ceppo ligure nello
spezzino a Vezzano Ligure, Santo Stefano di Magra e Bolano, ed
uno forse nel Veneto, Giannelloni, praticamente unico, dovrebbe
essere dovuto ad errori di trascrizione del precedente,
Giannella, molto raro, ha un ceppo a Castellabbate nel
salernitano ed uno a Barletta nel barese, Giannelli è diffuso in
Toscana, Romagna, Lazio e Puglia, di Giannetta si individuano
almeno 3 ceppi originarii, uno nel leccese, uno tra il foggiano
ed il materano ed uno nel Lazio, Giannetti è tipico della fascia
che comprende Liguria, Toscana, Lazio e Campania settentrionale,
con un ceppo anche nel Piceno, Giannetto è tipicamente
siciliano, del messinese, catanese ed agrigentino in
particolare, Giannettone è praticamente unico e sembrerebbe
campano, Giannettoni ha un ceppo a Cervia nel ravennate ed uno a
Siena ed Asciano nel senese, Iannetta ha una radice molisana
nella provincia di Campobasso tra Bojano, Campobasso, Baranello
e Scapoli, e nel frusinate a Belmonte Castello, Sant`Elia
Fiumerapido, Cassino ed Atina, Iannetti ha un ceppo abruzzese
fra teramano e pescarese, uno laziale nelle province di Roma e
Latina ed in Puglia nel foggiano e nel barese, Iannettone,
abbastanza raro, è distribuito nell'area che comprende il
romano, il latinense, il casertano ed il napoletano, dovrebbero
tutti derivare da alterazioni ipocoristiche, più o meno
dialettali, anche in alcuni casi accrescitive del nome
Giovanni.
Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo in Toscana a
Massa nel 1500 con Giannella da Raggioli, a Torino nel 1658
quando il Re Carlo Emanuele I° concede a Carlo Giannelli il
privilegio di stampare una Gazzetta, poi nel 1700 con Mons.
Tomaso Giannelli, Vescovo di Termoli (CB) dal 1753 al 1768. |
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GIANFALDONE
GIANFALDONI |
Gianfaldone, quasi unico, sembrerebbe avere presenze in Liguria
ed in Sicilia, Gianfaldoni è tipico del litorale toscano, di
Pisa e Bientina nel pisano, di Piombino, Cecina e San Vincenzo
nel livornese e di Follonica nel grossetano, dovrebbero derivare
da una forma accrescitiva del nome medioevale
Gianfaldo,
l'italianizzazione del nome longobardo
Giafald,
nome portato ad esempio nel 1300 da Gianfaldo Buonaparte il
capostipite della dinastia toscana dei Buonaparte in Lunigiana,
un nobile notaio di Sarzana. |
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GIANFELICE |
Gianfelice è tipico della zona centrale che comprende Abruzzo,
Lazio e Molise, in particolare L'Aquila ed Ortucchio
nell'aquilano, Vicoli e Pescara nel pescarese, Roma, Sonnino e
Terracina nel latinense e Cittaducale e Rieti nel reatino, e nel
campobassano Campobasso, Santa Croce di Magliano, Termoli e
Vinchiaturo, dovrebbe derivare da capostipiti che portassero il
nome composto dai nomi Gianni,
forma contratta di Giovanni, e
Felice. |
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GIANFORTE
GIANFORTI |
Gianforte ha un piccolo ceppo a San Remo nell'imperiese, un
ceppo a Ronciglione nel viterbese ed uno a Montefino, Roseto
degli Abruzzi ed Atri nel teramano ed a Tornimparte
nell'aquilano, con presenze anche in Sicilia, Gianforti,
assolutamente rarissimo, ha qualche rara presenza in Sicilia,
dovrebbero derivare da soprannomi basati sul termine francese
jean foutre
(melanconico, triste,
ma anche in senso lato sciatto, trasandato), secondo un'altra
ipotesi potrebbe derivare da capostipiti chiamati
Gianforte,
nome composto dal nome Gianni
e dall'aggettivo forte,
indicante una persona di forza superiore alla media, un
riscontro dell'uso di questo nome lo troviamo nel 1600 con
Gianforte Natoli principe di Sperlinga nell'ennese. |
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GIANFRANCESCHI
GIANFRANCESCO |
Gianfranceschi ha un ceppo toscano, a Montignoso e Massa nel
massese ed a Forte dei Marmi nel lucchese, uno nel perugino, a
Città di Castello ed Umbertide ed uno romano, Gianfrancesco ha
un ceppo romano, uno a L'Aquila, uno in Molise a Roccamandolfi,
Macchiagodena ed Isernia nell'iserniese ed a Bojano, Campobasso
e Venafro nel campobassano, uno a Napoli e Caivano nel
napoletano ed a Fontegreca, Baia e Latina e San Gregorio Matese
nel casertano, ed uno in Puglia, a Barletta, Molfetta e Bari nel
barese ed a San Paolo di Civitate e San Severo nel foggiano,
dovrebbero derivare da capostipiti che portassero il nome
composto dai nomi Gianni,
forma contratta di Giovanni, e
Francesco. |
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GIANFREDA
GIANFREDI |
Gianfreda, oltre al piccolo ceppo secondario romano, ha un ceppo
salentino, in particolare nel leccese a Taviano, Collepasso,
Matino, Minervino di Lecce, Tuglie, Maglie, Surbo, Ugento e
Lecce, nel tarentino a Torricella, Grottaglie e Taranto, ma
soprattutto nel brindisino a Ceglie Messapica, Brindisi e Villa
Castelli, Gianfredi, assolutamente rarissimo, è anch'esso
pugliese, con un piccolo ceppo nel potentino.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale
Gianfreda,
corruzione popolare dell'originale
Giaffreda
(vedi Giaffreda); per quanto proponibile,
invece, è poco probabile che Gianfreda nasca dall'unione dei
nomi Gianni e Freda (vedi Freda), seguendo l'esempio dei nomi
composti con Gian-.
In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei
nomi personali dei capostipiti. |
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GIANFROTTA |
Assolutamente rarissimo, dovrebbe essere originario della zona
tra Lazio e Campania, dovrebbe derivare da una variazione del
nome Giovanni, altamente improbabile un'origine dal francese
chambre. |
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GIANGI
GIANGIO |
Giangi è assolutamente rarissimo, Giangio sembrerebbe toscano di
Firenze, si potrebbe trattare di una forma contratta di nomi
composti con il nome Giovanni, ma è pure possibile che derivino
da soprannomi originati dal termine latino
ganeo (oste)
o addirittura dal termine medioevale tardo latino
gangia (donna
di facili costumi). |
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GIANGOLINI |
Giangolini è specifico di Pesaro, dovrebbe derivare dal nome
doppio rinascimentale Giangolino,
di cui abbiamo una citazione nel 1500 a Fano: "...Fu eletto
Castruccio Castracane "per mettere insieme i giovani che
havevano ad incontrare Sua Santità" Francesco Lanci, Lorenzo
Bambini, Matteo Gambetelli e Gianfrancesco Bolioni per
sopraintendere alla costruzione degli archi di trionfo:
Bonifacio Cimaduomo e Carlo Sebastiani per provvedere gli
alloggi alle persone; Ludovico Uffreducci e Giangolino
Giangolini per provvedere lebiade...", tracce illustri di questa
cognominizzazione le troviamo sempre a Fano nel 1600 con Carlo
Giangolino, l'autore di
Heudengrafia overo descriptione del Paradiso terrestre. |
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GIANGRANDE
GIANGRANDI |
Giangrande è diffuso nel centrosud, nel romano e nel frusinate,
nel casertano e nel napoletano, in Puglia, nel barese in
particolare, ma anche nel tarentino, brindisino e leccese, ed in
Sicilia nel palermitano, nell'ennese e nel catanese, Giangrandi,
molto più raro, è del nord, del genovese e dello spezzino, del
lucchese e del fiorentino, del ravennate e del forlivese,
dovrebbero derivare dal nome
Gianni, forma contratta di
Giovanni,
unito all'aggettivo e nome
Grande, probabilmente ad
indicare che i capostipiti, di nome
Giovanni,
fossero anche imponenti per il loro aspetto fisico, o
semplicemente che si chiamassero con il nome composto
Giangrande. |
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GIANGRECO |
Giangreco è molto diffuso in Sicilia, nel Salento e tra
potentino e cosentino.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questo cognome va ricercata nel nome medievale
Giangreco,
composto dall'unione dei nomi
Giovanni e
Greco
(quest'ultimo, un tempo, era utilizzato come nome di persona;
vedi Greco). In conclusione, dunque, si tratta delle
cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti. |
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GIANLORENZI
GIANLORENZO |
Gianlorenzi, assolutamente rarissimo, parrebbe avere un ceppo
nel piacentino, uno nel pesarese ed uno romano, Gianlorenzo è
specifico del viterbese, di Montefiascone in particolare e di
Marta, questi cognomi dovrebbero derivare dal fatto che i
capostipiti portassero il nome composto dai nomi Giovanni,
Gianni per contrazione e Lorenzo. |
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GIANI
GIANI'
GIANNI
GIANNI' |
Giani è diffuso in tutta l'Italia centro settentrionale, ha un
forte nucleo nelle provincie di Como e Milano ed uno nelle
provincie di Firenze e Lucca, Gianni, ancora più diffuso ha un
ceppo in Lombardia, uno in Veneto, nel modenese e bolognese, in
Toscana, , nelle Marche settentrionali, nel romano, nel reatino,
in Abruzzo, nel napoletano e nel siracusano, Gianì, molto molto
raro, sembra specifico del ragusano, di Ispica in particolare, è
probabilmente una forma ulteriormente contratta di Giannì che è
diffuso nel sud della Sicilia, nel ragusano e nel siracusano,
con un ceppo anche nel palermitano e nel leccese, dovrebbero
tutti derivare da variazioni, anche dialettali, della forma
contratta Gianni
del nome Giovanni. |
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GIANNACHI |
Giannachi è specifico del leccese, in particolare di Corigliano
d'Otranto.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
D'origine grika o, in alternativa, greco-albanese, il cognome
Giannachi nasce da un adattamento del nome greco
Yiannakis,
che, composto dalla radice
Yiannis (l'italiano
Gianni) e
dal suffisso -akis
(con valore diminutivo), può essere tradotto col nome
Giannino
(vedi Giannini). In conclusione, dunque, si tratta della
cognominizzazione del nome personale del capostipite. |
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GIANNANTONI
GIANNANTONIO |
Giannantoni è tipico di Gioia dei Marsi ed Avezzano (AQ) e di
Roma, Giannantonio ha ceppi in Abruzzo a Vittorito e Pratola
Peligna nell'aquilano ed a San Vito Chietino, Castel Frentano ed
Atessa nel chietino, a Roma, Napoli e Torre del Greco (NA) e ad
Alvignano (CE), in Molise a Guardiaregia (CB) e nel materano in
Basilicata a Stigliano, Pisticci e Matera, questi cognomi
derivano dal nome composto Giovanni e Antonio, portato
evidentemente dal capostipite. |
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GIANNASI
GINNASI
ZANASI |
Giannasi ha un ceppo nel reggiano, modenese, bolognese e
lucchese, Ginnasi ha un ceppo a Ronciglione nel viterbese,
Zanasi è emiliano, del modenese, di Modena, Vignola, Formigine,
Castelfranco Emilia, Spilamberto, Sassuolo, Castelnuovo Rangone,
Carpi, San Cesario sul Panaro e Savignano sul Panaro, con un
ceppo anche a Bologna, tutti questi cognomi dovrebbero derivare,
anche attraverso alterazioni dialettali, dal nome medioevale
Giannasio,
una forma contratta del nome composto
Giannattanasio.
(vedi GIANNATTANASIO) |
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GIANNATELLI |
Giannatelli, estremamente raro, sembrerebbe originario del
barese, di Bari e Locorotondo, si dovrebbe trattare di una forma
ipocoristica dialettale del nome
Gianni,
una forma contratta del nome
Giovanni. |
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GIANNATIEMPO |
Giannatiempo è tipico del salernitano, di Salerno, Pontecagnano
Faiano, Bellizzi e Pellezzano, con un ceppo anche a Napoli,
l'origine etimologica è oscura. |
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GIANNATTANASIO
GIANNATTASI
GIANNATTASIO |
Giannattanasio è praticamente unico come Giannattasi,
Giannattasio ha un ceppo campano tra salernitano ed avellinese
ed uno pugliese tra barese e tarentino, dovrebbe derivare dal
nome composto dai nomi Giovanni ed Attanasio; tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo almeno dal 1700 a Solofra (AV). |
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GIANNELAVIGNA |
Giannelavigna specifico di Napoli, molto raro, potrebbe essere
di origini francesi e trattarsi dell'italianizzazione di un
Jean (Giovanni) Lavigne (cognome molto diffuso in Francia e che
deriva dall'essere il capostipite proprietario di un vigneto)
probabile nome e cognome del capostipite. |
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GIANNESSI |
Giannessi è tipico del pisano e di Pisa in particolare, si
dovrebbe trattare di una forma patronimica intendendo cioè la
famiglia di un figlio di un Giovanni o Gianni, il suffisso
-essi
sta per figlio di. |
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GIANNICCHI
GIANNICHEDDA |
Giannicchi rarissimo sembrerebbe toscano con un ceppo anche
nell'alto Lazio, Giannichedda, ancora più raro, dovrebbe essere
sardo, dovrebbero derivare dal personale latino Ioannicus
ricordiamo Sanctus Ioannicus del VII° secolo dopo Cristo. |
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GIANNICHI
GIANNICO
GIANNICOLA |
Giannico e Giannichi sono originari della zona compresa fra Bari
e Taranto, Giannicola ha un piccolo ceppo ad Asti, uno a Napoli
ed uno, il più consistente a Cassano allo Ionio nel cosentino,
dovrebbero tutti derivare da alterazioni del nome doppio
Giovannicola
composto dai nomi Giovanni e Nicola. |
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GIANNINI
GIANNINO
GIANNONE
GIANNONI
GIANNOTTA
GIANNOTTI
GIANNUZZI
GIANNUZZO
GIANONCELLI
GIANOTTI
GIANUZZI
GIANUZZO |
Giannini è diffuso in tutta la penisola, ad esclusione dell'area
delle Venezie, Giannino parrebbe originario delle provincie di
Napoli e Caserta, ma non è da escludere qualche ceppo in Sicilia
e nelle Puglie, Giannone è discretamente diffuso in Sicilia,
Campania, Basilicata, Puglia e Lazio, con un ceppo anche in
Toscana, Giannoni sembra tipico del centro, della Toscana in
particolare, con presenze significative anche in Lombardia,
Giannotta e Giannuzzi, diffusi al sud sono probabilmente
originari del Salento, Giannuzzo ha un ceppo nel leccese a
Cutrofiano e Diso, ed uno piccolo a Mazzarino nel nisseno,
Giannotti è decisamente panitaliano con maggiori concentrazioni
in Toscana e nel Lazio, Gianoncelli è tipicamente lombardo,
specifico di Tresivio nel sondriese, con buone presenze anche a
Sondrio e Poggiridenti ed a Concesio nel bresciano, Gianotti è
molto diffuso in tutto il nord, in particolare in Lombardia e
Piemonte, Gianuzzi, ora presente esclusivamente in Piemonte,
soprattutto torinese ed astigiano, e Lombardia, nel milanese e
pavese, sembra però avere lontane radici al sud, Gianuzzo,
assolutamente rarissimo, è decisamente piemontese, tutti questi
cognomi derivano da variazioni ipocoristiche o accrescitive,
anche composite, della forma contratta
Gianni,
originata dal nome Giovanni. |
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GIANNINO' |
Gianninò, assolutamente rarissimo, sembrerebbe siciliano di
Catenanuova nell'ennese e del catanese, si dovrebbe trattare di
un cognome abbastanza recente originato da una forma dialettale
dell'ipocoristico del nome
Giovanni, ma la cosa più
probabile è che indichi che il capostipite era un tale Gianni
originario di Noto nel siracusano. |
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GIANNITRAPANI |
Giannitrapani ha un ceppo nel trapanese a Trapani ed Erice ed
uno a Palermo, si dovrebbe trattare di un cognome abbastanza
recente originato dal fatto che il capostipite, un tale Gianni
fosse originario della città di Trapani. |
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GIANNOCCARI
GIANNOCCARO
IANNOCCARI
IANNOCCARO |
Giannoccari è di origine meridionale, probabilmente calabrese,
Giannoccaro è decisamente pugliese, del brindisino, in
particolare di Fasano e del barese, di Monopoli e Polignano a
Mare, Iannoccari, estremamente raro, è della provincia di
Catanzaro, Iannoccaro, assolutamente rarissimo, è del cosentino,
dovrebbero derivare dal nome composto da
Gianni,
forma contratta di Giovanni, o
Ianni, forma contratta di
Iohannes, e dal nome Caro. |
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GIANNOCCO
GIANOCCO |
Giannocco, sembrerebbe unico, probabilmente pugliese, Gianocco è
praticamente scomparso, dovrebbe trattarsi di forme
ipocoristiche dialettali del nome Giovanni, forse si tratta di
cognomi attribuiti a trovatelli. |
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GIANNOLA
GIANNOLI
GIANOLA
GIANOLI
GIANOLLA
GIANOLLI
GIANOLLO |
Giannola è tipico del palermitano, di Palermo, Cinisi e
Terrasini, Giannoli, assolutamente rarissimo è del centro
Italia, Gianola e Gianoli sono tipici della Lombardia
settentrionale, della provincia di Lecco in particolare il primo
e della provincia di Sondrio il secondo, Gianolla è di origini
venete, con un ceppo a Venezia ed uno secondario a Latina,
frutto dell'emigrazione veneta per la bonifica pontina,
Gianolli, più raro, ha un piccolo ceppo nel veneziano, Gianollo,
quasi unico, sembrerebbe dello spezzino, dovrebbero tutti
derivare da ipocoristici del nome
Johannes
come Johannolo
ad esempio, di cui abbiamo un esempio in una
Promissio restitutionis
del 1340: "In nomine Domini. Amen. Anno Domini a nativitate
eiusdem Millesimo Trecentesimo Quadragesimo, Indictione octava,
tempore d.ni Benedicti Pape XIImi, die decima septima mensis
octubris. Actum in capite chori ecclesie Sti. Secundi prope
Eugubium, presentibus Iohannolo Perusini et Magio Angeli...." e
anche in un atto giudiziario ducale di Galeazzo Maria Sforza
dell'anno 1470: "...Ioannes dictus Lucetus superius nominatus
malo modo et ordine, scienter et dolose contra ordines et
decreta Ducalia, ac cridas et proclamationes mandato præfati
Domini Vicarii factas in exequtione litterarum Ducalium piscavit
et piscari fecit persiculos parvos nominatos persicos minus
uncia una in lacu de Gavirate et illos pisces vendidit Ioannolo
dicto Colzè de Biandrono, videlicet libras quinquaginta
piscium...". |
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GIANNOPOLO
GIANNOPULO |
Giannopolo è specifico di Caltavuturo e Palermo nel palermitano,
Giannopulo è praticamente unico.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
D'origine grika o, più probabilmente, greco-albanese, il cognome
Giannopolo nasce da un adattamento del cognome greco
Yiannopoulos,
che, composto dalla radice
Yiannis (l'italiano
Gianni) e
dal suffisso -opoulos
(con valore d'appartenenza), può essere tradotto come
figlio di Gianni
(vedi Di Gianni). In conclusione, dunque, si tratta della
cognominizzazione del nome personale del capostipite. |
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GIANNOSSA
GIANNOSSI
GIANNOSSO |
Tipicamente pugliesi, Giannossa e Giannosso sono quasi unici,
Giannossi ha piccolissimi ceppi a Molfetta e Bitonto nel barese,
dovrebbero derivare da forme ipocoristiche arcaiche del nome
Johannes
(Giovanni, Gianni),
di quest'uso abbiamo un esempio in uno scritto del 1350:
"..Amantissimo et eloquentissimo viro tanqoam patri optimo et
honorabili domino Giannosso de Manettis dignissimi domini nostri
..". |
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GIANNUNZIO |
Giannunzio è specifico dell'Abruzzo, di Capestrano e L'Aquila
nell'aquilano e di Chieti, dovrebbe derivare dal nome composto
dai nomi Giovanni,
contratto in Gian
e Nunzio,
probabilmente portato dal capostipite, dell'uso di questo nome
si hanno tracce documentali fin dal 1500, con un certo
Giannunzio Guarino in località Fontane sottane nell'avellinese. |
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GIANNUSA
IANNUSO |
Giannusa è specifico di Palermo, Iannuso, meno comune, è invece
di Siracusa, questi cognomi potrebbero derivare da forme
alterate del nome Johannes,
anche se esiste un'ipotesi che ne riconduce l'origine alla valle
della Gehenna
sul lato sud del monte Sion nell'attuale Israele,e potrebbe
allora riferirsi a reduci dalle Crociate nell'opera di
riconquista dei territori del Sacro Romano Impero sottratti alla
cristianità dall'invasione saracena. |
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GIANQUINTA
GIANQUINTO
GIAQUINTA
GIAQUINTO |
Gianquinta è quasi unico, Gianquinto, molto raro è tipico della
Sicilia occidentale, Giaquinta sembra originario del sud della
Sicilia, Giaquinto è specifico della Campania, possono
discendere dal nome Giacinto, così come dal nome Gianquinto
(Giovanni + Quinto) di quest'uso abbiamo un esempio in un atto
del 1042 scritto in Solofra (AV): "...Ideoque nos leo filius
quondam Giaquinti et comitissa filia quondam Iohanni, qui sumus
vir et uxor, clarefacimus nos abere rebus in locum Montorum ubi
miscianus dicitur, rotense finibus...". Tracce di queste
cognominizzazioni si trovano a Cava dei Tirreni fin dalla
seconda metà del 1400, in un atto del 1510 viene citato un certo
Giovanni de Giaquinto, del quondam Furculi de Giaquinto.
integrazione e ipotesi
fornite da Fabio Paolucci
Giaquinta è una variante del cognome Giaquinto (come anche
Iaquinto e Iaquinta, Gianquinto); cognome meridionale, formato
dal nome Giaquinto o Iaquinto, già documentato a Salerno nel 959
e a Molfetta nel 1121: l'etimo è il nome comune greco
hyàkinthos, latinizzato in hyacinthus, giacinto, come pianta a
fiore, che già in Grecia e a Roma era anche nome personale, come
Giacinto (femm. Giacinta) in Italia, incrociato tuttavia, come
prova la variante Gianquinto, con Gianni o Ianni, iterpretato
cioè, come uno dei tanti composti di questo nome, con Quinto. |
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GIANSANTE
GIANSANTI |
Giansante
è tipicamente abruzzese, di Pescara, Montesilvano, Città
Sant'Angelo e Spoltore nel pescarese, di Silvi, Roseto degli
Abruzzi e Notaresco nel teramano e di Tornimparte nell'aquilano,
Giansanti ha un ceppo ad Ancona, uno a Marsciano e Perugia nel
perugino ed a Terni, uno a Roma, Velletri e Rocca di Papa nel
romano, ad Alatri, Fiuggi e Boville Ernica nel frusinate, uno a
Rieti ed a Cori e Sezze nel latinense, ed uno a Rionero in
Vulture nel potentino, dovrebbero derivare dal nome composto
dalla forma contrata del nome Giovanni (Gianni) unito al nome
Santo o Sante. |
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GIANSOLDATI |
Giansoldati è tipico del reggiano, di Castelnovo ne' Monti,
Vetto e Reggio Emilia, dovrebbe derivare da un capostipite di
nome Giovanni,
per contrazione Gianni,
che di mestiere avesse fatto il soldato, cioè il militare o la
guardia. |
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GIANTOMASI
GIANTOMASO
GIANTOMMASI
GIANTOMMASO |
Giantomasi sembra essere specifico del beneventano e di
Castelvetere in Val Fortore in particolare, anche Giantomaso è
del beneventano, ma di San Bartolomeo in Galdo e di Castelnuovo
Della Daunia nel vicino foggiano, Giantommasi è praticamente
unico ed è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione così
come Giantommaso, dovrebbero tutti derivare dal fatto che il
capostipite si chiamava con il nome composto Giovanni (contratto
in Gianni) e Tommaso. |
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GIANVITI
GIANVITO |
Gianviti, quasi unico, è del centrosud, Gianvito assolutamente
rarissimo, ha qualche presenza nel teramano e pescarese, nel
romano e nel beneventano, dovrebbero derivare da capostipiti cui
fosse stato dato il nome composto
Gianvito. |
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GIARAMITA |
Giaramita, abbastanza poco comune, è tipico del trapanese, di
Castelvetrano, Santa Ninfa e Mazara del Vallo, dovrebbe derivare
da un soprannome originato dal vocabolo greco κεραμιδιών,
keramidion
(tegola),
probabilmente attribuito al capostipite perchè di mestiere
produceva appunto tegole. |
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GIARDA
GIARDI
GIARDO |
Giarda è specifico della zona che comprende il novarese, il
milanese ed il pavese, Giardi ha un ceppo toscano tra pistoiese,
pratese, fiorentino e senese, uno nel riminese uno
nell'anconetano, uno a Roma ed uno a Palermo, Giardo è
tipicamente piemontese del torinese, questi cognomi dovrebbero
derivare da forme contratte del nome germanico
Gerhard
(vedi GERARD). |
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GIARDINA |
Di
origini siciliane, dovrebbe derivare dal toponimo Giardina
Gallotti (AG). |
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GIARDINELLI
GIARDINELLO
GIARDINETTI
GIARDINETTO
GIARDINI
GIARDINO |
Giardinelli ha un ceppo nel teatino e pescarese, uno nel
foggiano e barese ed uno tra catanese e siracusano, Giardini è
diffuso in tutta l'Italia centrosettentrionale, Giardinello,
quasi unico è siciliano, probabilmente delle isole Eolie nel
messinese, Giardinetti, estremamente raro, sembrerebbe del
milanese, Giardinetto ha un ceppo ad Acerra nel napoletano,
Giardino è tipico invece del centrosud, ma ha un ceppo anche nel
veronese ed in Piemonte, dovrebbero tutti derivare, direttamente
o attraverso forme ipocoristiche, dai molti toponimi contenenti
la radice Giardini, Giardinelli,
o Giardino, Giardinello,
Giardinetto, o anche dal nome
di contrade così identificate, come ne esistono quasi in ogni
città d'Italia.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Giardini è un cognome d'origine soprannominale, frequentissimo
in tutta l'Italia e spesso derivato da toponimi che vengono dal
germanico 'gart'
= luogo cinto o difeso. |
|
GIARDULLI
GIARDULLO |
Giardulli è specifico di Napoli, Afragola ed Ercolano nel
napoletano, Giardullo è anch'esso campano, più diffuso, ha un
ceppo a Sant'Angelo d'Alife e Raviscanina nel casertano, a
Napoli, a Teggiano, Altavilla Silentina ed Albanella nel
salernitano, e ad Atripalda nell'avellinese, dovrebbero derivare
da forme ipocoristiche di
Giardus, una contrazione
latinizzata del nome medioevale germanico
Gerhard
(vedi GIARDA). |
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GIARETTA |
Giaretta
è decisamente veneto, del vicentino e padovano in particolare,
potrebbe derivare da toponimi come Giare nel veronese, Le Giare
nel rovigoto, o Giarre nel padovano. |
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GIARGIA |
Giargia è
tipicamente piemontese, di Agliano Terme nell'astigiano,
l'origine etimologica è oscura. |
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GIARNIERI |
Giarnieri è specifico di San Severo nel foggiano, dovrebbe
trattarsi di una forma alterata dal dialetto del nome medioevale
Guarnerus
(vedi GUARNERI). |
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GIARRATANA
GIARRATANO |
Giarratana è specifico della zona che comprende le province di
Agrigento, Caltanissetta, Ragusa, Siracusa e Catania,
Giarratano, meno diffuso, è più propriamente dell'agrigentino e
del nisseno, potrebbero derivare dal toponimo Giarratana (RG) o
anche dall'etnico di Giarre (CT). |
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GIARRIZZO |
Tipico
siciliano deriva da un soprannome dialettale originato
dall'essere il capostipite ricco di capelli, Gianni il
riccioluto. |
|
GIARROCCO |
Specifico
di Atessa nel teatino, dove Giarrocco è anche il nome di una
frazione, dovrebbe derivare dal nome composto Giovanni per
contrazione Gian con l'aggiunta del nome Rocco, nome composto
che dovrebbe aver dato il nome alla frazione, ma non si può
escludere anche una derivazione, in alcuni casi, dal nome stesso
della località. |
|
GIARRUSSO |
Ha un
nucleo siciliano, soprattutto nel catanese e nel palermitano e
un ceppo nel casertano e nel molisano, deriva da un soprannome
dialettale stante legato probabilmente al colore di capelli,
Gianni il rosso. |
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GIASON
GIASONE
GIASONI |
iason e Giasoni sono estremamente rari, il primo sembrerebbe
veneto e del mantovano, il secondo dovrebbe essere lombardo,
Giasone ha un ceppo a Marsala nel trapanese, con presenze anche
in Veneto, questi cognomi dovrebbero derivare dal nome
Giasone,
probabilmente portato dal capostipite,
Giasone
era una figura della mitologia greca, la cui impresa con gli
Argonauti alla conquista del vello d'oro colpì molto la fantasia
degli antichi contribuendo alla diffusione del nome. |
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GIASSI
|
Giassi ha un ceppo nel bergamasco a Pognano, Verdello, Bergamo,
Dalmine, Ghisalba e Spirano ed un ceppo a Trieste, perlomeno il
ceppo lombardo dovrebbe derivare da un soprannome basato sul
termine dialettale lombardo
giass (ghiaccio). |
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GIAVALDI
GIAVARDI
GIBALDI |
Giavaldi, molto raro, è tipico di Crema e del cremasco, così
come Giavardi che è però più specifico di Cremona, Pandino nel
cremonese e Lodi, Gibaldi ha un piccolissimo ceppo a Genova ed
uno più consistente a Licata nell'agrigentino, dovrebbero tutti
derivare, attraverso modificazioni dialettali e betacismi, dal
nome medioevale di origini longobarde
Giavardus
o Giavaldus
di cui abbiamo un esempio in una
Carta vendicionis ad libellum
dell'anno 1189 a Bizzozero nel varesotto: "...Fuerunt ibi testes
dominus Iohannes Giavaldus de Binago et dominus Arnulfus de
Busti et dominus Pellegrinus de loco Bimio et Miranus Mondoronus
et Anricus de Plora de Varixio et Iohannes iudex....". |
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GIAVARINI |
Specifico
del bergamasco, zona di Calcinate e Ghisalba, ha un ceppo anche
nel parmense, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale nel
1600 su di un'antica lapide in quel di Monticelli Brusati (BS)
troviamo un certo Musati Battista detto Giavarino, e sempre a
Brescia nel 1637 in un atto si legge: "...pezza di terra sopra
il territorio di Valenzano di piò doi tavole 19 aradora et
vidata in contrada della Montesella a' mattina pure della terra
coherentie a' mattina Piero Valotto detto il Giavarino...", la
derivazione dal toponimo ceco Giavarino è altamente improbabile,
anche se possibile, e starebbe ad indicare l'aver militato sotto
Giovanni dei Medici nella guerra contro i turchi del 1595/1597.
(vedi Giaveri). |
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GIAVAZZI |
Specifico
bergamasco, potrebbe derivare da un soprannome originato dal
vocabolo dialettale giavàss (una specie di bitume nero indurito) |
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GIAVELLI |
Giavelli
ha qualche presenza nel cuneese ed un piccolo ceppo nel reggiano
a Casalgrande e Reggio nell'Emilia, dovrebbe derivare dal nome
del monte Giavello, sull'appennino tra reggiano e pistoiese. |
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GIAVERI |
Originario dell'area milanese e lodigiana, può essere derivato
da un antico vocabolo dialettale lodigiano giaver (specie di
pertica usata anticamente, nei corsi d'acqua, per indurre i
pesci ad andare verso le reti). |
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GIAVON
GIAVONI |
Giavon,
abbastanza raro, è tipico dell'udinese e più propriamente della
zona di Codroipo, Giavoni, molto molto raro, è del basso
veronese, dovrebbero derivare dal toponimo Giavone (VR) e
Giavons (UD). |
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GIBELLA
GIBELLI
GIBELLO |
Gibella, molto raro, è tipico dell'area delle province di
Agrigento e Caltanissetta, Gibelli è specifico del milanese, del
pavese e della Liguria, Gibello è piemontese, del vercellese e
del torinese, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Gibellus
di cui abbiamo un esempio nel Baldus di Teofilo Folengo:
"...Hinc melius quam vos animabus tartara persis // repleo, nec
lasso veram succrescere sectam // atque fidem Christi, quae
totum subderet orbem, // mille ruinasset Turcos, si mille
fuissent, // quando assassinus Ghelphus et ladro Gibellus // non
tantae in mundo sparsissent semina pestis....", ma il ceppo
siciliano potrebbe anche derivare da un soprannome originato dal
termine arabo gebel
(monti),
indicando così una caratteristica montanara del capostipite.
Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio a
Ventimiglia (IM) nel 1514 in un atto, dove, tra i capifamiglia
firmatari dell'atto di cessione al Banco di San Giorgio della
sudditanza di quella città da parte della Repubblica Genovese,
ben 18 capifamiglia hanno come cognome Gibellus. |
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GIBERTI
GIUBERTI |
Giberti è un cognome emiliano, probabilmente originario del
modenese, Giuberti, sempre emiliano, è invece specifico di Parma
e provincia, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Gibertus
o Giubertus,
derivato dal nome franco Gerbert
o dal suo derivato, il nome medioevale francese
Gilbert o
Girbers,
di questo nome abbiamo un esempio nel
Baldus di
Teofilo Folengo: ".. vir vivax oculis aderat vultuque galantus,
tam respettosus, tam sequestratus ab altris, ut totum per iter
non dixerit octo parolas, quippe habitu proprio, genioque
suopte, tacendo vergognosus erat, stabatque in parte solettus.
Huic nomen Giubertus erat, qui voce, lyraque Orpheus in sylvis,
inter delphinas Arion ..".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Giberti è cognome patronimico movente dal nome proprio medievale
Gibertus,
o Wibertus,
documentato nelle carte modenesi dal 1032, il primo, e dal 1069,
il secondo. All'origine di Gibertus o Wibertus è il personale
germanico Wigberht
«illustre in battaglia»
(da *wîg
- «battaglia»
e *bertha
- «illustre, famoso».
Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese.
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GIBIINO |
Gibiino è tipicamente siciliano, di Palermo ed Alia nel
palermitano, di Caltanissetta e di Catania, dovrebbe derivare
dall'italianizzazione del nome germanico
Gibwin
che significa il dono di un
amico, anche se secondo
un'altra ipotesi potrebbe derivare da un termine dialettale
derivato dall'arabo con il significato di montanaro. |
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GIFFANTI |
Giffanti, quasi unico, tipico dell'area a sud di Milano,
dovrebbe derivare da una forma alterata da un'errore di
trascrizione del cognome
Guffanti (vedi GUFFANTI). |
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GIFFONE |
Giffone,
assolutamente rarissimo sembrerebbe avere qualche presenza in
Campania, probabilmente dovuta ad errori di trascrizione del
cognome Giffoni, e qualche presenza nel reggino che dovrebbe
derivare dal nome del paese di Giffone appunto nel reggino. |
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GIFFONI
GIFFUNI
GIFUNI |
Giffoni, abbastanza raro, è tipicamente campano, del salernitano
in particolare, di Vibonati, Camerota, Treggiano, Agropoli ed
Ispani, e di Napoli, Giffuni, assolutamente rarissimo, ha un
ceppo a Maratea nel potentino, Gifuni è specifico di
Sant'Anastasia nel napoletano, dovrebbero tutti derivare dal
nome dei paesi di Giffoni Sei Casali e Giffoni Valle Piana nel
salernitano.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Giffoni, Giffuni, Gifuni è cognome lucano presente a a Pignola,
Teggiano, Potenza e altrove; cfr. Giffone calabrese e a Napoli:
antico francese *giffon
'paffuto',
Giffard cognome in Francia. Fonte: G. Rohlfs, Dizionario storico
dei cognomi in Lucania, 1985. |
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GIGANTE
GIGANTI
GIGANTINI
GIGANTINO |
Gigante è panitaliano, con un grosso ceppo nell'udinese, ma è
molto diffuso in Abruzzo, Lazio, Campania, Puglia, Basilicata ed
in Sicilia, Giganti ha un ceppo nel pavese, uno nel viterbese ed
a Roma, uno nel potentino ed in Sicilia, nell'area che comprende
il nisseno, l'agrigentino ed il palermitano, Gigantini è quasi
unico, Gigantino è tipico del salernitano, questi cognomi
dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dal
nome medioevale e soprannome
Gigante attribuito
probabilmente grazie alla grossa corporatura del capostipite. |
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GIGLI
GIGLIA
GIGLIO |
Giglia
è originario dell'agrigentino, un'ipotesi lo fa derivare dal
nome di località Giglius
un territorio romano in Libia, Gigli è specifico del centro
Italia, delle Marche e in particolare della Toscana con
possibile derivazione da uno dei vari toponimi contenenti il
termine Giglio, Giglio è diffuso in tutto il sud, ma
particolarmente in Calabria e Sicilia, tutti questi cognomi
dovrebbero derivare dai nomi medioevali
Giglio e
Giglia.
Un Aloigi Giglio di Cirò in Calabria, lo troviamo nel 1500 come
principale artefice del calendario gregoriano. |
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GIGLIARANO |
Gigliarano è tipico del crotonese, di Crotone e di Isola di Capo
Rizzuto, potrebbe indicare la provenienza del capostipite dalla
località Gigliara, nei pressi di Chiaravalle Centrale nel
catanzarese. |
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GIGLIOLA
GIGLIOLI
GIGLIOTTI
GILIOLI
GILLIOLI
GILIOTTA
GILIOTTI |
Gigliola è specifico del brindisino, di Ceglie Messapica,
Brindisi e San Michele Salentino, Giglioli ha un ceppo in Emilia
tra Modena e Reggio Emilia ed uno in Toscana, tra Firenze e
Livorno, Gigliotti è presente a macchia di leopardo in
tutt'Italia, con particolare concentrazione in Calabria nel
cosentino e catanzarese dove è particolarmente concentrato a
Lamezia Terme, Gillioli è praticamente unico ed è probabilmente
dovuto ad un errore di trascrizione di Gilioli che è invece
tipico del modenese, reggiano, mantovano e veronese, Giliotta,
assolutamente rarissimo, sembrerebbe dell'area siculo calabrese,
Giliotti sembrerebbe del piacentino al confine con il carrarese
ed il genovese, possono derivare in alcuni casi da toponimi
quali Giglio Isola (GR) oppure più frequentemente da
ipocoristici del nome e soprannome medioevale
Gilius di
cui abbiamo un esempio a Milano in un atto del 1132: "...item
iugalibus, unde odie cartam vendicionis fecerunt de alia
medietate ipsius vinee cum area eius in manus et potestatem
Anselmi qui dicitur Gilius, de suprascripta civitate..:", tracce
dell'uso degli ipocoristici ne troviamo pure a Faenza nel 1275:
"...Postmodum arengavit dominus Giliottus iudex de Favencia pro
comuni Favencie. Demum dominus Maghinardus de Sosenana potestas
Faventie, nomine et vice comunis Faventie, iuravit fidelitatem
predicto domino cancellerio...". |
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GILBERTI
GILBERTO
GILIBERTI
GILIBERTO |
Gilberti è tipicamente lombardo, molto diffuso nel bresciano, a
Brescia, Gussago, Passirano, Concesio, Cazzago San Martino,
Pontevico, Manerbio, Villa Carcina, Ospitaletto, Ghedi,
Verolanuova e Canneto sull'oglio, ed a Milano, Gilberto,
estremamente raro, dovrebbe essere dovuto ad errate trascrizioni
del precedente o del cognome Giliberto, Giliberti ha un ceppo
nel modenese a Carpi, Mirandola e Modena, uno romano, uno
campano a Napoli, Solofra (AV), Salerno e San Michele di Serino
(AV), uno nel barese a Putignano e Monopoli ed uno nel trapanese
a Paceco e Trapani ed a Palermo, Giliberto sembrerebbe
tipicamente siciliano di Messina, Palermo, Ispica (RG), ma
soprattutto nel siracusano di Augusta, Siracusa, Palazzolo
Acreide, Pachino, Solarino e Noto, dovrebbero derivare,
direttamente o tramite contrazioni, dal nome di origine franca
Gilibertus
(forma italiana del franco
Gerbert),
di cui abbiamo un esempio in una lapide dell'anno 1120 a Taviano
nel leccese: "HIC JACET GILIBERTUS MILES - CONESTABULUS CONDAM
DOMINI - GOFFRIDI INCLYTI COMITIS. QUI OBIIT - ANNO DOMINICAE
INCARNATIONI - MCXXI MENSE OCTOBRI INDIC. XIV - CUIUS ANIMAE
REQUIESCAT IN PACE" (l'anno
indicato 1121 è secondo il calendario bizantino che iniziava il
10 settembre perciò secondo la datazione attuale corrisponde al
1120). |
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GILDONE |
Originario del foggiano, potrebbe derivare dall'aferesi di nomi
come Ermenegildo o simili, o più probabilmente dal toponimo
Gildone (CB) |
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GILET
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Abbastanza raro, di probabili origini vicentine, la derivazione
sembra essere dal nome medioevale francese Gilles, ma potrebbe
pure derivare da un soprannome. |
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GILLI
GILLIO |
Gilli sembra avere un ceppo in Emilia tra bolognese, modenese e
reggiano, uno in Trentino ed uno nel torinese, Gillio è
tipicamente piemontese del torinese, di Torino, Ivrea, Chieri,
Riva presso Chieri, Vauda Canavese ed Andrate, dovrebbero tutti
derivare dal nome personale latino
Aegidius,
cioè Egidio, o dalla versione medioevale
Gillius
del nome francese Gilles
o Giglio. |
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GIMONDI |
Tipico del bergamasco, dovrebbe derivare dal nome medioevale
Gimundus,
una modificazione dell'aferesi del nome Sigismundus, di
quest'uso abbiamo un esempio in quest'atto del 1231: "...Quod
scripsi ego Guimundus puplicus Notarius eo quod rogatus
interfui. Actum in Ecclesia Sancte Marie de Cornelio coram arca
Beati Ferrandi. Ego quis supra W. Judex. Ego Frater Nicolaus
interfui. Ego Abbas Gimundus interfui. ..:".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Il cognome Gimondi potrebbe essere ricondotto, per caduta della
s, a Gismondi. Quest'ultimo è certamente di origine germanica e
composto di due elementi il cui secondo viene sicuramente dal
gotico mundus
= protezione.
Quanto al primo, esso potrebbe essere direttamente derivato dal
burgundo gîs
= giavellotto
o, poiché gîs
è attestato per lo più come suffisso in nomi propri (Austargis,
Walhagis, ecc.), essere prodotto di una aferesi. Quindi il
significato generale dovrebbe essere: protetto dalla lancia.
integrazioni fornite da
Sergio Fantini
I Gimondi della Bergamasca, ebbero origine da: Exsposito
Sigismondo nato a Strozza di valle Imagna (BG) il 18 Maggio
1695. In seguito fu cambiato in Gimondi. |
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GINAMI
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Assolutamente rarissimo è tipico del bergamasco, troviamo il
nobile casato dei Ginami feudatari di Gromo (BG) fin dal XII°
secolo. |
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GINA
GINI
GINO |
Gina,
quasi unico, sembrerebbe siciliano, con qualche presenza nel
torinese, forse dovuta ad un'errata trascrizione del cognome
Gino, che ha un ceppo nel torinese, uno piccolo nel trapanese ed
uno nel palermitano, Gini è diffuso a macchia di leopardo in
tutta l'Italia centrosettentrionale, con ceppi nella Lombardia
settentrionale, nel veronese, in Toscana tra fiorentino, pisano
e livornese, nel perugino e nel romano, tutti questi cognomi
dovrebbero derivare da forme aferetiche di ipocoristici di nomi
come Luigi, Ambrogio o simili, probabilmente portati dai
capostipiti. |
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GINELLI |
Probabilmente originario dell'area cremonese e lodigiana,
dovrebbe derivare da aferesi di diminutivi di nomi come
Ambrogio. |
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GINEPRO |
Ginepro ha un piccolo ceppo nel Piemonte occidentale, in
particolare nell'alessandrino ed uno nel salernitano, dovrebbe
derivare dal nome Ginepro
probabilmente portato dal capostipite, in epoca rinascimentale,
ed anche successiva, era abbastanza in uso il fatto di dare ai
propri figli nomi di piante e di fiori. |
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GINEVRA |
Ginevra è
tipico di Caltanissetta, con un ceppo anche a Castelvetrano nel
trapanese, dovrebbe trattarsi di un matronimico derivato dal
nome del ciclo arturiano Ginevra portato forse in Sicilia dal
seguiro della corte angioina. |
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GINEX
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Molto
raro è specifico dell'agrigentino, potrebbe derivare dal nome di
origine greca Genesio. |
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GINGHINI |
Molto
raro forse di origini modenesi. |
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GINOSA
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Tipico di
Spinazzola (BA) dovrebbe essere originario del tarantino e
derivare dal toponimo Ginosa (TA). |
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GIOANNINI
GIOVANELLA
GIOVANELLI
GIOVANELLO
GIOVANNELLA
GIOVANNELLI
GIOVANNELLO
GIOVANNIELLO
GIOVANNINA
GIOVANNINI
GIOVANNINO
GIOVANNONE
GIOVANNONI
GIOVANNOTTI |
Gioannini, abbastanza poco comune, è tipicamente piemontese, del
torinese, di San Giusto Canavese, Torino, Carmagnola, e di
Castellino Tanaro nel cuneese, Giovanella è tipica del basso
trentino, di Montagne, Cembra e Trento, con piccoli ceppi anche
nel varesotto, a Taino e Sesto Calende, e nel mantovano in
particolare a Moglia, Giovanelli è molto diffuso nell'area
coperta dal Trentino, Lombardia, Emilia, Liguria, con un ceppo
anche nel pesarese, Giovanello, quasi unico, è quasi sicuramente
dovuto ad errori di trascrizione del precedente, Giovannella ha
un piccolo ceppo ad Orvieto nel ternano ed uno a Roma,
Giovannelli è un cognome dell'Italia centrale, Giovannello,
quasi unico anch'esso, sembrerebbe originario del sud, dell'area
campano, pugliese, di Palo Del Colle in particolare,
Giovanniello ha un ceppo in Irpinia ed uno nel barese, a Palo
Del Colle in particolare, Giovannina, ha qualche rarissima
presenza in Piemonte, Giovannini è diffuso in tutto il centro
nord, Giovannino, quasi unico, è piemontese, Giovannone è
specifico del frusinate, Giovannoni è proprio della Toscana e
Lazio, Giovannotti, molto raro, è romano, derivano tutti,
direttamente o attraverso modificazioni di tipo ipocoristico o
accrescitivo, del nome medioevale
Giovine
(vedi GIOVANE) o del nome
Giovanni, o di sue alterazioni
dialettali. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo
all'inizio del 1600 con Girolamo Giovannelli Vescovo di Sora
(FR), già nel 1700 la famiglia Gioannini è una delle più
importanti di San Giusto Canavese dove rivestì cariche
importanti nella gestione ed amministrazione del paese. |
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GIOBBE
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Giobbe ha
un ceppo a Genova, uno ad Oliena nel nuorese ed uno a Napoli e
Torre del Greco nel napoletano, dovrebbe derivare direttamente
dal nome Giobbe, probabilmente portato dal capostipite. |
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GIOCASTA |
Giocasta è assolutamente rarissimo, oltremodo difficile riuscire
ad individuarne l'areale caratteristico, dovrebbe derivare dal
nome greco Giocasta,
una figura della mitologia greca, figlia di Meneceo e moglie
dapprima di Laio, re di Tebe, poi di Edipo, nome reso popolare
dalla tragedia di Sofocle Edipo Re. |
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GIOCONDA
GIOCONDI
GIOCONDO |
Gioconda, assolutamente rarissimo, potrebbe essere del sud,
Giocondi ha un ceppo a Terni ed a d Arrone (TR) ed uno a Roma.
Giocondo ha un ceppo campano a Napoli e Qualiano (NA) ed a
Nocera Superiore (SA), ed in Sicilia ha un ceppo a Gela (CL) ed
uno a Palermo e Belmonte Mezzagno (PA), Messina e Poggioreale
(TP).
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Gioconda, rarissimo, si riscontra maggiormente nel meridione,
Giocondi ha ceppi maggiori nel romano e nel ternano e ceppi
minori sparsi fra il nord e il centro nord, Giocondo, presente a
bassa frequenza dal nord al sud del paese, è più tipicamente
siculo campano, con ceppi maggiori nel napoletano, nel
casertano, nel salernitano, nel palermitano, nel trapanese e nel
nisseno, tutti questi cognomi derivano dal nome medievale
Giocondo,
da intendersi o in senso augurale (come augurio di gioia,
allegria) o in senso gratulatorio (letteralmente, infatti, il
termine giocondo significa che rende felice, che porta
allegria). In conclusione, dunque, si tratta delle
cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti. |
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GIOE'
GIOELE
GIOELI |
Gioele è
praticamente unico, Gioeli sembra specifico del palermitano, di
Palermo e Misilmeri, Gioè, anch'esso siciliano, è il più
diffuso, soprattutto a Palermo, con un ceppo anche a
Caltanissetta ed uno piccolo ad Alcamo nel trapanese, dovrebbero
derivare, direttamente o attraverso modificazioni dialettali,
dal nome di origine biblica Gioele, derivato a sua volta
dall'ebraico Yoel (Yavhè è Dio), ricordiamo con questo nome il
profeta Yoel figlio di Petuel. |
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GIOFFRE'
GIOFFREDA
GIOFFREDI
GIOFFREDO
GIOFFRIDA
GIOFRE' |
Gioffrè è un cognome tipico del reggino, Gioffreda è tipico del
Salento, Gioffredi ha un ceppo ligure, un nucleo pistoiese ed
uno brindisino, Gioffredo, assolutamente rarissimo, parrebbe
piemontese, Gioffrida, praticamente unico, è probabilmente
dovuto ad un'errata trascrizione di Gioffreda, Giofrè è tipico
di Nicotera nel valentiano e del reggino, di GIoia Tauro,
Cittanova e Bagnara Calabra in particolare, dovrebbero tutti
derivare, direttamente o tramite fenomeni di troncatura, dal
nome di origine germanica
Godefridus (vedi GIUFFRA),
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Genova nel 1700
con la famiglia notarile Di Giovanni Battista Gioffredi. |
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GIOGLI
GIOGLIO |
Giogli è specifico della zona tra aretino e perugino, a Cortona
nell'aretino ed a Città di Castello nel perugino, con piccoli
ceppi anche a Firenze e Grosseto, ed uno a Narni nel ternano,
Gioglio, assolutamente rarissimo, ha qualche presenza qua e là
per l'Italia, dovrebbero derivare dal nome della strada del
Gioglio, nel ternano, probabile luogo d'origine dei capostipiti,
anche se non si può escludere che in qualkche caso possano
invece derivare direttamente dal nome medioevale
Gioglio,
un alterato del nome Giglio. |
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GIOI
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Gioi è decisamente sardo, di Desulo nel nuorese e della zona tra
iglesiente e oristanese, potrebbe derivare da una forma
aferetica del termine sardo
angioi (agnello)
probabilmente ad indicare la qualifica di pastore o comunque di
possidente del capostipite, non si può escludere che possa
derivare dal termine sardo gioi
(giovedì)
ad indicare forse il giorno di nascita del capostipite. |
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GIOIA
|
Diffuso
in tutt'Italia, in alcun casi può derivare da toponimi quali:
Gioia dei Marsi (AQ), Gioia del Colle (BA), Gioia Sannitica
(CE), Gioia Tauro (RC), in altri dal nome medioevale Gioia
(anche maschile). |
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GIOINI
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Gioini,
molto raro, è di probabile origine milanese, potrebbe essere
originato dal diminutivo del nome medioevale Gioia. |
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GIOINO
|
Gioino,
molto raro, è specifico di Lioni nell'avellinese, potrebbe
trattarsi di una forma etnica riferita al paese di Gioi nel
salernitano, probabile luogo d'origine del capostipite. |
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GIOIOSA |
Gioiosa ha un ceppo a Roccasicura ell'iserniese, uno nel
potentino, in particolare a Ripacandida ed uno a Partinico e San
Cipirello nel palermitano, dovrebbero essere delle forme
matronimiche e derivare dal nome medioevale
Gioiosa,
anche se non si può escludere una derivazione da toponimi come
Gioiosa Marea nel messinese o Gioiosa Ionica nel reggino, o
altre contenenti il termine Gioiosa nella radice. |
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GIOITTA |
Abbastanza raro, sembra essere originario del messinese,
potrebbe derivare dal toponimo Gioia Tauro (RC).
ipotesi fornita da Enzo
Gioitta
Sulle scorte delle sue
conoscenze, ritiene che il cognome sia originario del comune di
Alcara li Fusi (ME).
integrazioni fornite da
Giuseppe Micali
secondo un dizionario il cognome Gioitta può essere riferito
anche a cosa o persona ed è semplicemente un diminuitivo del
termine Gioia tradotto nel dialetto della Sicilia e di uso molto
comune nel linguaggio dialettale di tutti i giorni.
integrazioni fornite da
Salvatore Gioitta
Confermo la provenienza del cognome da Alcara li Fusi. Il
termine dialettale desueto
giuittu definisce un
materiale nero lucido come la lignite o il corallo nero e in
alcune aree della Sicilia assume il significato di
nero intenso,
nerissimo
e servirebbe quindi ad indicare qualcuno nero di capelli. In
questo senso è utilizzato nel libro di Severino Santiapichi,
Romanzo di un paese - 1995 : dove si legge: "...questa
Madonna dai capelli gioitti che scendevano ad anelli....".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Gioitta è cognome siciliano che per Rohlfs 98 potrebbe essere
vezzeggiativo del cognome Gioè
(cfr.). |
|
GIOITTI |
Gioitti, quasi unico, sembrerebbe della Venezia Giulia, dovrebbe
derivare da un soprannome dialettale veneto basato sul termine
gioa,
gioita
(sorta di pertica dai vari usi,
ma normalmente utilizzata dai falegnami),
forse stando così ad indicare che il mestiere del capostipite
fosse appunto quello del falegname. |
|
GIOLITTI
GIOLITTO
GIULITTI
GIULITTO |
Giolitti è tipicamente piemontese, del cuneese ed in particolare
di Rossana, Verzuolo, Busca e Savigliano, con un ceppo,
probabilmente secondario, anche a Torino, Giolitto ha un ceppo
tra torinese ed astigiano ed uno nel riminese, Giulitti
sembrerebbe specifico di Roma e Giulitto invece di Bitritto nel
barese, si dovrebbe trattare di forme ipocoristiche arcaiche del
nome Giulio,
tracce dell'uso di questo nome le troviamo, gia come forma
cognominizzata, ad esempio a Venezia nel 1500 con l'editore e
tipografo Gabriel Giolito o Giolitto de Ferrari (Gabriel
Giolittus. de Ferrariis ). |
|
GIOMETTA
GIOMETTI
GIOMETTO |
Giometta è praticamente unico, Giometti ha un ceppo nel lucchese
e pistoiese, uno tra riminese e pesarese ed uno tra senese e
perugino, Giometto, quasi unico, ha qualche rara presenza nel
vicentino, dovrebbero derivare da forme ipocoristiche della
contrazione del nome Girolamo,
che prima diventa Giomo
e poi al diminutivo Giometto. |
|
GIOMMI
|
Abbastanza raro è tipico del pesarese, deriva dalla contrazione
del nome Girolamo, di questo uso si hanno tracce già nel 1600,
come si vede in un atto dove si legge: "...Girolamo Viggiano
detto il Giommo ...". |
|
GIONTA
GIONTI
GIONTO |
Gionta, molto raro, è tipicamente laziale, di Roma e del
latinense, in particolare di Formia, Fondi e Terracina, Gionti è
di Marcianise nel casertano, con un piccolo ceppo anche a
Palermo, Gionto è unico, tutti questi cognomi dovrebbero
derivare di forme aferetiche dialettali del nome
Buonaggiunta
(vedi GIUNTA). |
|
GIOPATO |
Giopato, assolutamente rarissimo, sicuramente veneto, dovrebbe
derivare da una forma patronimica in
-ato, che
sta per il figlio di,
riferito ad un Giopi,
forma dialettale ipocoristica contratta per
Giuseppe. |
|
GIORDAN
GIORDANI
GIORDANO |
Giordan è decisamente veneto, Giordani è molto diffuso in tutto
il centronord, Giordano è molto comune in tutt'Italia, possono
derivare sia dal cognomen latino
Gordianus,
sia dal nome medioevale italiano
Giordano,
sia da quello francese Jourdain.
Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nell'archivio di
stato di Sondrio in un atto del 1484: "...Item vigore unius
consilii ordinati in caneparia illius Antonii caniparii in
manibus Johannis quondam Bernardi Jordani de Livigno presentis
stipulantis...". |
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GIORDI
GIORDO |
Giordi è raro di origini incerte, potrebbe essere del
cagliaritano, Giordo ha un ceppo a Sassari e Porto Torres ed uno
a Genova.
ipotesi fornita da
Daniele Giordi
Il cognome Giordi, ha probabilmente origini catalano-provenzali.
In Catalogna ed in Francia, è tuttora utilizzato come nome
(Jordi Geordie ecc.). E' una variante del nome Giorgio. Il
cognome è diffuso in Italia solo in Piemonte, Lombardia, Toscana
e Sardegna (qui esiste anche la variante Giordo, che si trova
nella parte settentrionale dell'isola).Siamo diffusi nel Sulcis
Iglesiente e a Cagliari siamo tutti parenti.Il cognome non è del
cagliaritano. Il capostipite fu esiliato in Sardegna (per buona
tradizione di questa terra) perchè antimonarchico.
integrazioni fornite da
Daniele Giordi
Il capostipite dei Giordi in Sardegna si chiamava Raimondo
Giordi.e proveniva da Pistoia o dalla sua provincia, era sposato
con una nobildonna, che gli diede tre figli dei quali Daniele,
il mio bisnonno, fu esiliato nella seconda metà del XIX° secolo
e si stabilì nel paese di San Vito in provincia di Cagliari, da
dove poi i discendenti si spostarono verso il Sulcis-iglesiente
ed infine una parte (la mia) da Arbus verso Cagliari e San
Teodoro nell'oristanese.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
GIORDI: Giordi o Giorgi o Giorgiu. Dal catalano
Jordi o
dallo spagnolo Jorje.
In italiano Giorgio.
San Giorgio è venerato in diversi paesi della Sardegna, come
testimoniano le numerose chiese a lui dedicate: a Suelli, Anela,
Bitti, Guspini, Lotzorai, Perfugas, Ruinas, Ossi, Urzulei, etc.
etc. e le tante feste in suo onore. Secondo la tradizione
Giorgio nacque a Cagliari nel 1050, da una famiglia di povera
gente. Per intercessione di una nobildonna cagliaritana, poté
comunque frequentare studi religiosi, nei quali si distinse per
impegno e doti intellettuali di alta caratura. Per la sua grande
cultura religiosa e per le sue conoscenze temporali, fu
nominato vescovo della diocesi di Suelli all'età di 22 anni.
Durante il suo episcopato fu estremamente attento ai problemi ed
alle sofferenze della povera gente, che gli attribuì numerosi
miracoli. Nel 1601 il vescovo di Cagliari mons. Lasso Sedeno
trasformò la casa di Stampace, ritenuta l'abitazione dei suoi
genitori, in una chiesa: presenta un impianto a mono-navata con
volta a botte. Nel 1603 la santità di Giorgio fu difesa da uno
studio di Giacomo Moscardo, "apodixis sanctitatis sancti
Georgici Suellensis episcopi" (Roma 1609). Qui in Sardegna
Giorgiu, o Giordi, o Giorgi è chiamato anche il pupazzo di
carnevale. In proposito i linguisti non ne sanno spiegare il
perché. In Spagna ed in Portogallo il fantoccio di carnevale è
chiamato Judas (Giuda): muñeco de paja que algunas partes queman
publicamente en la semana santa. Può darsi che qui da noi il
nome antico del pupazzo di carnevale fosse Giudas, cambiato poi
in Giorgi o Giordi o Giorgiu, per scherzo o per allusione ad un
personaggio. Attualmente il cognome Giordi è presente in 27
Comuni italiani, di cui 11 in Sardegna: S. Giovanni Suergiu 17,
Alà dei Sardi 8, Carbonia 5, Gonnosfanadiga 3, etc. |
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GIORELLI
GIORELLO |
Giorelli ha un ceppo a Bari, Giorello, molto molto raro, è
dell'area che comprende il Piemonte sudoccidentale e la Liguria
di Ponente, dovrebbe trattarsi di forme ipocoristiche del nome
medioevale Giorio
(vedi GIORI), una forma arcaica del nome
Giorgio. |
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GIORGE
GIORGELLI
GIORGIA
GIORGILLI
GIORGETTA
GIORGETTI
GIORGI
GIORGINI
GIORGINO
GIORGIO
GIORGIS
GIORGITTO
GIORGIUCCI
GIORGIUTTI |
Giorge è praticamente unico, probabilmente si trattadi un errore
di trascrizione, Giorgelli, molto raro, è caratteristico di
Perugia, Giorgetta sembrerebbe avere due ceppi, uno nel Molise
ed uno nel sondriese, Giorgetti ha un nucleo molto forte nel
milanese e comasco, uno in Romagna, alcuni in Toscana, in Umbria
e nelle Marche, Giorgi è molto diffuso in tutto il centronord
con presenze significative anche al sud, Giorgia, quasi unico,
parrebbe meridionale, Giorgilli è decisamente laziale, ha un
ceppo a Fiuggi nel frusinate ed a Roma, Giorgini è tipico del
centronord, Emilia, Toscana, Marche, Umbria, Abruzzo e Lazio
soprattutto, Giorgino ha un ceppo romano, quasi certamente
secondario, ma il nucleo è decisamente pugliese, in particolare
nel Salento, a Manduria,San Marzano di San Giuseppe, Taranto,
Maruggio e Sava nel tarentino, a Casarano, Tuglie, Lecce e
Alezio nel leccese, a Ostuni e Brindisi nel brindisino e ad
Andria nel barese, Giorgio è tipico del centrosud, Giorgis è
senz'altro piemontese, con un ceppo a Torino, Collegno,
Orbassano e Locana nel torinese, uno a Toceno in Val d'Ossola ed
uno nel cuneese a Peveragno, Cuneo, Busca e Fossano, Giorgitto,
assolutamente rarissimo, sembrerebbe specifico di Foggia,
Giorgiucci, quasi unico, sembrerebbe del centro Italia,
Giorgiutti è tipicamente friulano dell'udinese, di Povoletto,
Udine e Tricesimo, dovrebbero tutti derivare, direttamente o
attraverso ipocoristici o forme patronimiche più o meno
dialettali, dal nome tardo latino
Georgius
o dal più tardo Georgio
o Giorgio.
integrazioni fornite da
Alessandro Benfatto
Per quanto concerne i titoli nobiliari della famiglia Giorgi, si
rinvengono notizie dei Giorgi conti di Castiglione Tinella, dei
Giorgi baroni di Firenze e dei Giorgi nobili di Venezia. I
Giorgi sono, oltre che conti di Castiglione Tinella, anche conti
di Vistarino, nobili di Sicilia, nobili S.R.I., baroni di
Milano, patrizi aggregati di Gubbio, patrizi aggregati di
Vicenza, nobili dei baroni di Venezia, nobili di Treviso, nobili
dei marchesi della Dalmazia, duchi di Napoli,s ignori di Bubbio
e Asti, nobili di Pesaro, Piacenza e Udine, baroni di Firenze,
signori di Torino,Viù e Lemie e nobili di Vicenza. Hanno
inoltre,u n blasone bandato a Bologna, un blasone nobiliare a
Bubbio e Asti, un blasone inquartato a Pavia, un blasone
troncato a Roma (la famiglia vanta 2 cardinali), un blasone
bandato a Trento, un blasone inquartato a Velletri, un blasone
inquartato a Venezia e un blasone nobiliare a Forlì. |
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GIORGESCHI
GIORGESCO |
Giorgeschi è tipico dell'aretino, di Anghiari, Arezzo e
Sansepolcro e del vicino perugino, di San Giustino e Città di
Castello, Giorgesco, quasi unico, è probabilmente dovuto ad un
errore di trascrizione del precedente, si potrebbe trattare di
famiglie appartenenti ad un partito fautore di un particolare
Giorgio
o a discendenti dei figli di un
Giorgio, si hanno tracce di
queste cognominizzazioni almeno dal 1500, ad Anghiari,
nell'aretino, dal 1567 al 1598 fa il parroco, della locale
Chiesa di S. Maria a Scandolaia, un certo don Giovanni Battista
Giorgeschi nativo di Monterchi sempre nell'aretino. |
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GIORGIANNI |
Giorgianni è specifico del messinese, diffusissimo a Messina,
Milazzo, Barcellona Pozzo di Gotto, Torregrotta e Monforte
Sangiorgio, ma ben presente anche a Pace del mela, Villafranca
Tirrena, Rometta, Venetico, San Pier Niceto, Spadafora e
Sant'Agata di Militello, dovrebbe derivare dal nome dei
capostipiti composto dai nomi
Giorgio e
Ianni,
forma contratta di Giovanni. |
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GIORGIONE
GIORGIONI |
Giorgione ha un ceppo tra beneventano ed avellinese, uno romano
ed uno nell'udinese, Giorgioni ha un ceppo romagnolo tra
ravennate e forlivese, uno romano ed uno in Gallura in Sardegna
a Luogosanto, Arzachena e Palau, dovrebbero derivare
dall'accrescitivo del nome
Georgio o
Giorgio,
prima come soprannome e poi come vera e propria forma
cognominale, pensiamo ad esempio al famosissimo pittore Giorgio
o Zorzi da Vedelago, detto il Giorgione (1478 - 1510). |
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GIORI
GIORIA
GIORIO |
Giori ha un nucleo tra bresciano e basso trentino ed uno nel
ferrarese, Gioria è tipico del varesotto, mentre Giorio ha un
ceppo piemontese nel torinese e cuneese ed uno veneto
soprattutto nel vicentino, dovrebbero tutti derivare dal nome
medioevale Jorio,
antica forma del nome Giorgio. |
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GIORNI
GIORNO |
Giorni è tipico dell'aretino, di Sansepolcro, Anghiari, Arezzo e
Pieve Santo Stefano, con presenze significative anche ad Asciano
nel senese, a Viterbo ed a Roma, Giorno è tipicamente calabrese
del cosentino, di Luzzi, Montalto Uffugo, Cosenza e
Castrovillari, e di Cirò nel crotonese, si dovrebbe trattare di
forme aferetiche originatesi dal nome medioevale
Bongiorno,
probabilmente portato dai capostipiti (vedi BONGIORNI). |
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GIOS
GIOSO |
Gios, abbastanza raro è tipico della zona tra trentino e
vicentino, in particolare di Rovereto in trentino e di Asiago
nel vicentino, Gioso è tipico di Rovigo e di Lendinara nel
rovigoto, dovrebbero derivare dalla tmesi del nome biblico
Josaphat
o dalla tmesi del nome Josephus. |
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GIOSA
GIOSI |
Giosa ha un ceppo a Tito e Potenza nel potentino ed uno in
Puglia, a Taranto, Brindisi e Lecce, Giosi è specifico del
romano, di Marcellina, Tivoli, Roma e Guidonia Montecelio,
dovrebbero derivare dall'italianizzazione dei nomi ebraici
Josiah,
o Joshua
o dall'apocope di nomi, sempre ebraici, come
Josaphat
o Josiphiah,
o anche da forme ipocoristiche contratte del nome
Giuseppe. |
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GIOSAFATTO
GIOSAFFATTO |
Giosafatto è praticamente unico, Giosaffatto, estremamente raro,
è tipico di Pescara, dovrebbero entrambi derivare dal nome
ebraico Josaphat, tracce di queste cognominizzazioni in Abruzzo
le troviamo almeno dal 1700. |
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GIOSEFFI |
Gioseffi parrebbe avere un ceppo nel Triveneto ed uno nel
foggiano, dovrebbe essere derivato dal nome rinascimentale
Gioseffo derivato direttamente dal nome arabo
Iussuf (Giuseppe)
o dal nome Giosafat. |
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GIOVACCHINI |
Squisitamente toscano copre l'area che dall'aretino, tramite la
provincia di Firenze giunge fino a Livorno, deriva dal nome
Gioacchino diminutivo del nome Iacobus. |
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GIOVAGNORIO |
Molto
raro è tipico della zona di confine tra l'aquilano ed il Lazio,
dovrebbe derivare dal nome composto Johannes Iorio (equivalente
a Giovan Giorgio). |
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GIOVANARDI
GIOVANNARDI |
Giovanardi è tipico dell'Emilia e Romagna, Giovannardi è
specifico della zona appenninica di confine tra bolognese e
fiorentino, derivano dal nome medioevale Ioanardus (variazione
del nome Giovanni) di cui abbiamo un esempio nel Codice
Diplomatico della Lombardia medievale sotto l'anno 1180 a
Morimondo (PV): "...et in presentia testium manifesti sumus quod
accepimus a vobis domno Ioanardo, monacho monasterii de
Morimondo, ad partem ipsius monasterii...". |
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GIOVANATI
GIOVANATTI |
Giovanati è specifico di Cremona, Giovanatti ha qualche presenza
nel mantovano e nell'udinese, dovrebbe trattarsi di due forme
patronimiche arcaiche riferite ad un capostipite il cui padre si
fosse chiamato Giovanni. |
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GIOVANE
GIOVANETTI
GIOVANI
GIOVANNETTI
GIOVINE
GIOVINETTI
IOVINE
IOVINELLI
IOVINO
JOVINE
JOVINELLI
JOVINO |
Giovane
ha un ceppo salentino in particolare a Villa Castelli (BR) ed
uno nel cosentino a San Marco Argentano, Giovanetti ha un
probabile nucleo tra il milanese ed il pavese, ma lungo la via
Emilia, fino a Rimini, si individua la presenza di altri
possibili ceppi, Giovani è toscano, Giovannetti è di tutta la
fascia dell'Italia centrale, Giovine ha un ceppo pugliese con
nuclei a Molfetta nel barese ed a Lucera nel foggiano, uno
campano ad Eboli nel salernitano ed a Napoli ed uno piemontese a
Canelli nell'astigiano ed a Torino, probabilmente secondario,
Giovinetti ha un ceppo lombardo tra cremonese e bresciano ed uno
campano tra napoletano e beneventano, Iovine, tipicamente
campano, del casertano e del napoletano soprattutto, ha un ceppo
anche in Molise ed uno nel crotonese, Iovinelli è specifico del
napoletano, di Napoli, Frattaminore, Acerra e Giugliano in
Campania in particolare, Jovinelli, quasi unico, è una forma
arcaica del precedente, Iovino, anch'esso tipicamente campano,
ha un ceppo anche tra romano e latinense ed uno nella Sicilia
occidentale, Jovine, molto raro, è una forma arcaica del
precedente, Jovino, altrettanto raro, è di Palermo, questi
cognomi dovrebbero derivare, direttamente o tramite
ipocoristici, dalla Gens plebea
Juventia o anche dal nome
medioevale Giovine,
originato a sua volta dal nomen latino
Juventius
, di cui abbiamo un illustre esempio nel primo secolo quando San
Juventius è stato il Vescovo di Pavia, in alcuni casi potrebbero
anche derivare dal cognomen
Juvenalis. |
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GIOVANNITTI |
Giovannitti parrebbe di origini molisane, della provincia di
Campobasso, della zona di Oratino, e di quella di Gildone e
Ferrazzano, dovrebbe derivare da una forma ipocoristica arcaica
del nome Giovanni,
di quest'uso abbiamo un esempio in uno scritto del 1472 a
Spoleto, dove si legge: "pagose de volontà de' ditti fiorini 4
Soono se pagaro ad Francesco de Giovannitto per parte de quello
dovia havere Giovannitto suo patre della certa quantità de prete
se cavaro in sua pretagia alli Rosselli", potrebbe anche però
risalire alla prima metà del 1300 quando i Cavalieri di S.
Giovanni Gerosolomitano, più noti come Ospitalieri o Cavalieri
di Malta si insediarono in terra molisana ed il termine
giovannitto
potrebbe stare ad indicare una connessione con quei Cavalieri di
San Giovanni, cioè l'essere stato il capostipite o un Cavaliere
o al servizio di Cavalieri, personaggio di rilievo è stato lo
scultore che così firmava le proprie opere: "Nicola Giovannitto
dell'Oratino fecit / A.D. 1725". |
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GIOVE
GIOVINA
GIOVINI
GIOVINO
GIOVIO |
Giove ha un grosso ceppo pugliese, in particolare a Sant'Eramo
in Colle nel barese, ma anche a Bari, Taranto e Brindisi, ed uno
a Napoli e ad Avella nell'avellinese, Giovina è quasi unico,
Giovini è specifico di Modena e del modenese, Giovino ha un
piccolo ceppo romano, uno nell'avellinese ed uno tra palermitano
e nisseno, Giovio, assolutamente rarissimo, ha un ceppo nel
lecchese, tutti questi cognomi potrebbero derivare, direttamente
o tramite ipocoristici dal nome medioevale
Iovis o
Giovius
di cui abbiamo un esempio in Veneto nella seconda metà del 1300
con il pubblico notaio Mainardo figlio di Giovio di Serravalle
di Ala nel Trentino, o anche più semplicemente, e più
probabilmente, da nomi originati dal fatto di essere i
capostipiti nati nel giorno di
iovis o
giovis (giovedì),
in alcuni casi i cognomi hanno origine toponomastica e derivano
dai vari nomi di paese contenenti la radice
Giove,
come ad esempio Giove nel ternano, Campo di Giove nell'aquilano,
Collegiove nel reatino o Casagiove nel casertano. |
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GIOVENZANA
GIOVENZANI |
Giovenzana è specifico del milanese, di Milano, Monza, Seregno,
Besana in Brianza ed Usmate Velate, e del lecchese, di Barzanò,
Casatenovo e Monticello Brianza, Giovenzani, estremamente raro,
è della zona tra milanese e bergamasco, dovrebbero derivare dal
nome di paesi come Giovenzano nel pavese o e più probabilmente
Giovenzana di Colle Brianza nel lecchese, paesi il cui nome,
molto antico, ha avuto probabilmente origine dalla presenza di
un tempio dedicato a Giove. |
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GIOVI
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Giovi ha
un piccolo ceppo a Monterchi nell'aretino ed a Perugia, dovrebbe
derivare dal toponimo Giovi (AR), o dal Monte Giovi, nell'alta
Val d'Arno, probabile luogo d'origine del capostipite. |
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GIOVINAZZI
GIOVINAZZO |
Giovinazzi sembrerebbe specifico di Massafra nel tarentino,
Giovinazzo è di probabile origine calabrese del reggino, zona di
Cittanova e San Giorgio Morgeto, e di Castelsaraceno nel
potentino, dovrebbero derivare dal toponimo Giovinazzo nel
barese, quindi essere di origini abbastanza recenti risalendo al
massimo alla fine del 1700 ed agli inizi del 1800. |
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GIRACE
GIRACI |
Girace è specifico di Castellammare di Stabia nel napoletano,
Giraci è quasi unico, dovrebbero derivare dall'italianizzazione
dell'antico nome greco originato dal termine greco antico ίέραξ,
-ακος ierax, ierakos (falco). |
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GIRALDI
GIRALDINI
GIRALDO |
Giraldi è sparso a macchie di leopardo, sembrerebbe avere più
ceppi originarii, uno nella zona tra Firenze e Pistoia, uno
nella provincia di Roma, uno forse nelle Marche, uno nel Veneto
ed uno in provincia di Cosenza, Giraldini, molto molto raro, è
tipico della zona tra mantovano e veronese, Giraldo ha un ceppo
a Verbania, uno principale nel Veneto, in particolare nel
padovano ad Arzergrande, Piove di Sacco e Codevigo, e nel
veneziano a Campolongo Maggiore e Venezia, presenta inoltre un
ceppo autonomo a Montefiascone nel viterbese, dovrebbero
derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome
medioevale francese Gérald
o da un normanno Giraldus
(vedi GERALDI). |
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GIRARDELLI
GIRARDI
GIRARDINI
GIRARDINO
GIRARDO |
Girardelli sembrerebbe tipicamente trentino, di Mori, Scurelle e
Rovereto, con presenze anche nel vicino veronese ed un ceppo,
probabilmente originario nel pavese, a Voghera e Godiasco,
Girardi è molto diffuso al nord, ma ha anche dei nuclei in
Campania, Puglia e Basilicata, Girardini sembrerebbe del
triveneto, con presenze significative anche in Lombardia,
Girardino, assolutamente rarissimo, sembrerebbe piemontese,
Girardo molto più raro sembra avere ceppi in Piemonte, Veneto,
Campania e Puglia, derivano, direttamente o tramite
ipocoristici, dal nome medioevale
Girardus,
di cui si hanno tracce ad esempio nel Codice Diplomatico della
Lombardia medievale nell'anno 1100 con Girardus de Asula sacri
palacii notarius o con Girardus Gnotrami de Leno notarius regis
Henrici; la cognominizzazione è riscontrabile in atti già nel
1300 a Savona dove troviamo, citato come testimone, un certo
Gullielmus Girardus. |
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GIRARDENGO |
Girardengo, molto molto raro, è specifico dell'alessandrino, di
Novi Ligure e di Alessandria, dovrebbe derivare da una forma
patronimica longobarda in -engo
riferita ad un capostipite il cui padre si fosse chiamato
Girardus
(vedi GIRARDELLI ). |
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GIRASIA |
Estremamente raro sembra del palermitano, dovrebbe derivare da
un nome di località come Gerasia città greca della costa ionica
nord occidentale o come Gerasia (ME). |
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GIRASOLE
GIRASOLI |
Girasole è presente a macchia di leopardo in tutto il centrosud,
con piccoli ceppi in Campania, a Napoli, Montecorvino Rovella
nel salernitano e Sessa Aurunca nel casertano, in Basilicata a
Montalbano Jonico nel materano, ed in Puglia, ad Andria nel
barese ed a Taranto, un ceppo ad Isola di Capo Rizzuto nel
crotonese ed in Sicilia a Sciacca nell'agrigentino ed a Mazara
del Vallo nel trapanese, Girasoli, decisamente più raro, ha un
ceppo pugliese a Ruvo di Puglia nel barese, a San Pancrazio
Salentino nel brindisino ed a Tricase nel leccese, dovrebbero
derivare dal nome rinascimentale italiano
Girasole,
sia maschile che femminile. |
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GIRAU
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Girau è
tipico del cagliaritano, di Cagliari e di Assemini soprattutto,
dovrebbe trattarsi di una forma tronca del cognome piemontese
Giraudo o anche di una forma sarda tronca del nome Gerardo o
Giraldo. |
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GIRAUDI
GIRAUDO |
Tipici
piemontesi, del cuneese e torinese in particolare, Giraudo è
decisamente molto più diffuso, derivano da modificazioni del
nome Gherardo, modificazione che troviamo in Linguadoca nel XI°
secolo con Giraudus de la Breviera, di quest'uso troviamo un
esempio in un atto del 25 marzo 1248 stilato in Marsiglia, dove
leggiamo: "...Testes: Giraudus Civate, Bernardus de Mausaco,
Giraudus de Ripis, Gausbertus de Causeris.". |
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GIRELLI
GIRELLO |
Girelli,
molto diffuso nel bresciano e veronese, Girello ha un piccolo
ceppo nel cuneese, uno a Novara ed uno a Porto Tolle e Porto
Viro nel rovigoto, secondo alcuni deriverebbero dall'attività di
vasaio svolta dai capostipiti, cioè di chi fa girare il tornio,
da vasaio appunto, secondo altri deriverebbero come Gerelli dal
termine dialettale gera
stante ad indicare la ghiaia,
ipotizzando così che i capostipiti abitassero vicino ad un fiume
o vi lavorassero, secondo altri ancora deriverebbero dal
termine dialettale settentrionale
gira (topo
muschiato). |
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GIRGENTE
GIRGENTI |
Girgente è quasi unico, Girgenti sembra specifico della Sicilia
occidentale, derivano dal toponimo Girgenti, la moderna
Agrigento.
informazioni fornite da
Andrea Ferreri - Milano
Girgente indicava la provenienza del capostipite da Agrigento,
molto molto raro, si è probabilmente formato per errore di
trascrizione di Girgenti che è diffuso in Sicilia,
particolarmente nel palermitano, ed in misura minore nel
catanese e agrigentino, presneta anche un nucleo nel napoletano,
a Castellammare di Stabia. |
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GIRGENTINI |
Quasi
unico è presente solo nell'entroterra marchigiano, potrebbe
derivare dal toponimo Girgenti di Pescorocchiano nel reatino. |
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GIRI
GIRINI
GIRINO
GIRO
GIRONACCI
GIRONE
GIRONI |
Giri ha un ceppo piemontese, nel torinese e nel cuneese, ha
presenze tra veronese e rovigoto, un ceppo marchigiano nel
maceratese a Porto Recanati, Macerata e Potenza Picena ed
Ancona, ed uno piccolo a Roma, Girini ha un ceppo
nell'anconetano a Jesi, Chiaravalle e Senigallia, ed uno molto
consistente a Roma, Girino è piemontese, dell'alessandrino, di
Frassineto Po e Casale Monferrato, di Rossana nel cuneese e di
Torino, Giro è tipicamente veneto, del veronese, padovano,
trevicano e veneziano, con presenze anche nel pordenonese e nel
palermitano, Gironacci è tipicamente marchigiano, di Monte
Urano, Montegranaro e Morrovalle nell'ascolano e di Civitanova
Marche nel maceratese, Girone ha un ceppo genovese, uno romano,
un ceppo nel casertano a Cellole, Aversa e Sessa Aurunca e nel
napoletano a Napoli e Caivano, un ceppo molto consistente a Bari
ed uno a Messina, Gironi ha un ceppo nel milanese, uno nel
veronese, uno nel bolognese, uno nel fiorentino ed aretino ed
uno a Roma, dovrebbero derivare, anche attraverso forme
ipocoristiche o dispregiative, dal nome germanicoGiro,
Gironis,
a sua volta derivato dal termine medioevale germanico
gir (lancia). |
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GIRIBALDI
GIRIBALDO |
Giribaldi è specifico della Liguria, soprattutto occidentale,
del Piemonte e del pavese, Giribaldo, quasi unico, è sempre
ligure, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Giribaldus
di cui abbiamo un esempio tra la fine del decimo e gli inizi
dell'undicesimo secolo con
Giribaldus abbas monasterii sancte Christine Ticinensis,
e più avanti con Padre Giribaldus "... Hoc discrimen etiam
probat P. Giribaldus, qui hujus metropolitanae per tot annos
Ponitentiarii munus exercuit, et matrimoniorum causis
examinandis praefectus fuit. Non exigui quoque momenti statutum
Romani cleri aestimandum est, quo de juvenibus, qui in
seminariis, et collegiis educantur, sermo instituitur. ...".
(vedi anche GARIBALDI) |
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GIRIBUOLA |
Giribuola è specifico di Adria nel rovigoto e di Cavarzere nel
veneziano, di origine etimologica oscura, si può solo formulare
l'ipotesi avventata di una connessione con una distorsione del
nome medioevale Giribaldus
(vedi GIRIBALDI) |
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GIROLAMI
GIROLAMO |
Girolami
è tipico del centro Italia, della Toscana centrooccidentale, del
perugino e del Piceno, con un nucleo autonomo anche nelle
procince di Roma e Frosinone, Girolamo, molto raro, è originario
della zona al confine tra brindisino e barese, derivano dal nome
tardo latino Girolamus;
Sanctus Girolamus vive verso la fine del 300. Tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo a Firenze nel 1300, come leggiamo
nella Nuova Cronica
del Muratori: "...nella via di Porta santa Maria erono i
Girolami consorti di linea maschulina del beato messer san
Zanobi , il quale fu vescovo della nostra citta' di
Fiorenza...". |
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GIROMBELLI |
Girombelli è specifico di Ancona, di origini etimologiche
oscure, si potrebbe ipotizzare una derivazione dal nome composto
dal nome medioevale germanico
Giro, Gironis (vedi GIRI)
aggiunto tramite una m epentetica all'aggettivo
bello o
al nome Bello. |
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GIROMINI
GIRONIMI
GIRONIMO |
Giromini è tipico della zona di Borgomanero nel novarese ha un
ceppo anche a Carrara, Gironimi è specifico di Revò nel
trentino, mentre il molto più raro Gironimo è specifico di
Martina Franca nel tarentino, derivano tutti dal nome medioevale
Giromino
o Gironimo
modificazioni arcaiche del nome
Gerolamo (vedi GEROMINI). |
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GIROMPINI |
Molto
raro di probabile origine milanese o comasca, c'è una remota
possibilità di derivazione dal nome gotico Gerung. |
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GIRONDA
GIRONDI |
Gironda,
molto raro, ha un ceppo veneto ed uno calabrese, Girondi, molto
molto raro, sembrerebbe del nord Italia, derivano dal nome
medioevale Girondus, in uno scritto del 1091 si trova, tra i
benefattori della chiesa di S. Maria della Valle di Giosofat di
Mazzarino (CT), un certo Girondus de Mazarina. |
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GIROTTI
GIROTTO |
Girotti ha un ceppo nelle Marche nella zona tra Civitanova
Marche e Monte San Giusto (MC) e Fermo (AP), ed uno a Bologna e
nel bolognese, Girotto è tipicamente veneto.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Girotto è un cognome veneto. Secondo Olivieri 215 viene dal
termine veneziano 'giro',
veronese 'gira'
= 'ghiro'. |
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GISABELLA |
Gisabella, assolutamente rarissimo, parrebbe del catanese, si
potrebbe trattare di una forma matronimica derivata dal nome
ebraico Jezebel,
che in ebraico significa la
casta,
la pura,
nome probabilmente portato dalla capostipite. |
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GISMONDI
GISMONDO
GISMUNDI
GISMUNDO |
Gismondi
sembra originario dell'Italia centrale e della parte
settentrionale del sud, Gismondo ha un piccolo ceppo a
Guardavalle nel catanzarese ed uno a Messina, Gismundi,
assolutamente rarissimo, è del barese, come Gismundo che è quasi
unico, dovrebbero tutti derivare dal nome medioevale
Gismundus
derivato dal germanico Gismund,
ma anche dalla forma aferetica del nome medioevale germanico
Sigismundus
derivato dal germanico Sigmund,
nel 1050 troviamo in un atto: "...Gismundus de Palata cum uxore
et filiis..." |
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GISOLFI
GISULFO |
Gisolfi è
tipico di Bracigliano, Salerno e Vietri Sul Mare nell'area
salernitana, di Napoli e di Rignano Garganico nel foggiano,
Gisulfo è praticamente unico, derivano dal nome longobardo
Gisulf, nome portato da Duchi di Benevento a partire dall'ottavo
secolo e da principi di Salerno a partire dal decimo secolo,
fatto che ha contribuito alla diffusione del nome in Campania. |
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GISSARA |
Gissara, molto raro, è siciliano del siracusano, di Siracusa,
Buccheri e Floridia, dovrebbe derivare dal fatto che il
capostipite abitasse o lavorasse in una cava di gesso o
gissara
in dialetto siciliano. |
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GIUBBINI |
Molto
raro è tipicamente umbro, potrebbe derivare da un soprannome. |
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GIUA
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Giua è tipicamente sardo, soprattutto della Gallura, di Olbia,
Calangianus, Padru, Luras ed Arzachena, con ceppi anche a
Sassari e Benetutti nel sassarese ed a Cagliari e Quartu
Sant'Elena nel cagliaritano, dovrebbe derivare da un soprannome
basato sul termine dialettale sardo
giua (criniera
del cavallo, ma anche mandria di
buoi), forse ad indicare che il
capostipite avesse una folta capigliatura o che fosse un
allevatore. |
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GIUBBA
GIUBBI |
Giubba è
quasi scomparso, Giubbi, estremamente raro, sembra essere del
senese, probabilmente di Monteroni D'arbia, dovrebbero derivare
da soprannomi originati da toponimi come Gubbio (PG) o da un
mestiere legato al vocabolo giubba (giacca). |
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GIUBERGIA |
Giubergia è tipicamente piemontese, del cuneese in particolare,
di Cuneo, Peveragno, Montanera e Mondovì, potrebbe derivare da
una forma ipocoristica arcaica del nome germanico
Gibhari ,
originato dalla fusione dei termini medioevali germanici
giban
(dare)
aggiunto ad hari
(esercito),
con il significato di dedicato
all'esercito., ma la cosa più
probabile è che derivi invece dal nome germanico
Gilberg. |
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GIUBILEI
GIUBILEO |
Giubilei
è tipico di Umbria e Lazio, Di Terni e del ternano e del romano
in particolare, Giubileo ha un ceppo nel salernitano ad
Agropoli, Battipaglia ed Ogliastro Cilento ed un cepponel
milanese, probabilmente frutto di emigrazione, potrebbero
derivare da toponimi come Castel Giubileo (RM), ma è pure
possibile derivino da nomi attribuiti a figli nati in occasione
di anni giubilari o che si possa trattare di cognomi attribuiti
a figli abbandonati in anni giubilari. |
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GIUCA
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Giuca è tipicamente siciliano, di Rosokini e Siracusa nel
siracusano e di Scicli, Ispica, Pozzallo e Modica nel ragusano,
dovrebbe derivare dal nome arabo
Ğuhā,
un'alterazione del nome ebraico
Goath (che
è stato segnato da Dio) o del
nome turco Gökay. |
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GIUDICE
GIUDICI |
Giudice è
soprattutto meridionale, con nucleo principale nella Sicilia
meridionale, Giudici ha più origini, una sicura è lombarda, ma
potrebbero esserci ceppi nel Piemonte, nel genovese, in Toscana
e nel Lazio, potrebbero derivare dall'essere il capostipite
legato in qualche modo o all'incarico di giudice, o all'aver
servito, presso un giudice. |
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GIUDISSI |
Estremamente raro, sembra tipico del piacentino, dovrebbe
derivare da un soprannome dialettale, probabilmente legato al
vocabolo che sta ad indicare una persona di buonsenso. |
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GIUFFRA
GIUFFRE' |
Giuffra è
tipico del genovese, Giuffrè è un cognome decisamente siciliano,
probabilmente originario della Spagna, infatti, nell'albo del
Gran Consiglio di Valenza, all'anno 1360, lo troviamo tra le
famiglie consolari, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Goffredo o dal normanno Godefridus. Nell'anno 813 troviamo nella
Vita Hlvdowici Imperatoris di Theganus: "... Gotefridus dux
genuit Huochingum, Huochingus genuit Nebi; Nebe genuit Immam;
Imma vero genuit Hiltigardam beatissimam reginam...". |
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GIUFFRIDA |
Giuffrida è tipico della Sicilia orientale, dovrebbe derivare
dal nome medioevale normanno di origine germanica
Godefrida
di cui abbiamo un esempio in un atto del 1452: "..Dicta
Godefrida relicta quondam Petri Witmerij filii quondam Wennemari
cum tutore usufructum sibi, ut dicebat, competentem in
hereditaria paccione unius modii siliginis mensure de Buscoducis
solvenda hereditarie purificationis ..". |
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GIUGGIA |
Estremamente raro sembra specifico del basso cuneese ai confini
con la Liguria, dovrebbe derivare da un soprannome legato al
vocabolo dialettale zuggia o giuggia (la giuggiola, il frutto
del Zizyphus sativa) con riferimento o a caratteristiche del
carattere o ad una località vicina ad un albero di giuggiolo, o
anche per un riferimento al fatto che il giuggiolo era in epoca
tardo romana il simbolo del silenzio e come tale adornava i
templi della dea Prudenza. |
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GIUGGIO |
Rarissimo
sembra specifico del Sannio meridionale, dovrebbe derivare da un
soprannome originato dal termine giuggia, una sorta di correggia
che corre sopra le dita del piede presente nei calzari di epoca
sannitica. |
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GIUGIA
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Assolutamente rarissimo, sicuramente sardo, è probabilmente
dovuto ad un errore di trascrizione del cognome Cuggia (vedi
Cuggia). |
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GIUGLIANO |
Specifico
del napoletano, deriva dal toponimo Giugliano in Campania (NA). |
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GIUGNI
GIUGNO |
Giugni ha
un ceppo nel sondriese, uno nel bresciano ed uno nel fiorentino,
Giugno è presente a macchia di leopardo, sembra avere molti
ceppi, nel bresciano, nella provincia romana, nel casertano e
napoletano, in Puglia, in Calabria ed in Sicilia, dovrebbero
derivare dal nome medioevale Giugnus, presente a Pisa già nel
1200, derivato dal nomen latino Junius, nome portato ad esempio
dal senatore romano Marcus Junius Brutus (83 - 45 a.C.) Caesaris
interfector. Tracce di questa cognominizzazione le troviamo
nelle Memorie di Famiglia del Guicciardini, dove leggiamo:
"...Successe lo anno sequente 1465 la morte del duca
Francesco... ...e volendo favorire Galeazzo e dargli quella
riputazione si poteva, vi fu diputati imbasciadori, messer
Bernardo Giugni e lui a condolersi della morte del duca, ed a
offerire largamente tutte le forze della città e tutto quello
che cadessi a beneficio di quello stato...". |
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GIULEBBI |
Specifico
marchigiano è tipico della zona di Fano, dovrebbe derivare da un
soprannome legato al vocabolo giulebbe (pozione) probabilmente
connesso con il mestiere di farmacista. |
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GIULI
GIULIACCI
GIULIETTI
GIULINI
GIULINO
GIULIO
GIULIONE
GIULIONI
IULI
IULINI
IULIO
IULIUCCI
JULI |
Giuli è originario dell'Italia centrale, ha un chiaro nucleo in
provincia di Roma e di Rieti, con ceppi anche in Umbria e nelle
Marche, Giuliacci è tipico dell'area centrale che comprende il
senese, San Casciano dei Bagni e Chiusi in particolare,
l'Umbria, Città della Pieve nel perugino e Fabro e Monteleone
d'Orvieto nel ternano soprattutto, e Roma, Giulietti è tipico
delle Marche ed Umbria e della provincia di Roma, Giulini, molto
raro, ha un nucleo lombardo, uno nel pesarese ed uno romano,
Giulino assolutamente rarissimo è tipico del crotonese, Giulio
ha un piccolo ceppo nell'udinese, uno in Campania a Vallo della
Lucania nel salernitano ed a Napoli, uno a Nardò nel leccese ed
uno in Sicilia con ceppi a Nicosia nell'ennese, a Capo d`Orlando
nel messinese, a Palermo, nel catanese a San Gregorio di Catania
e Valverde e nel nisseno a Mazzarino, Giulione, praticamente
unico, sembrerebbe campano, Giulioni ha un ceppo marchigiano,
nell'anconetano a Jesi, Polverigi, Filottrano ed Ancona, a
Cingoli nel maceratese e ad Ascoli Piceno, con un piccolo ceppo
anche nel perugino ad Umbertide e Perugia, Iuli, assolutamente
rarissimo, ha un piccolo ceppo triestino ed uno a Catanzaro,
Iulini, assolutamente rarissimo, è tipico del novarese, Iulio è
tipico del casertano di Maddaloni in particolare, Iuliucci ha un
piccolo ceppo nel pistoiese ed uno nel beneventano, in
particolare ad Airola, Bucciano e Moiano, ed a Napoli, Juli,
quasi unico potrebbe essere piemontese, dovrebbero derivare
tutti , direttamente o tramite varie forme ipocoristiche, dal
nome della Gens Iulia
o Giulia
o dal nomen latino Iulius.
Famoso personaggio è stato lo storiografo milanese Conte Giorgio
Giulini (1714 - 1780), autore della Storia di Milano. |
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GIULIAN
GIULIANA
GIULIANI
GIULIANO |
Giulian, molto molto raro, è tipico del padovano, Giuliana,
sembrerebbe specifico della Sicilia, in particolare del nisseno,
ma ha un ceppo anche nel genovese, molto diffuso in tutta
l'Italia peninsulare Giuliani, mentre Giuliano copre tutta
l'Italia con un grosso ceppo in Piemonte e in tutto il sud,
potrebbe essere stato originato dal nome
Giuliano
o da toponimi quali: Giuliano di Lecce (LE), Giuliano di Roma
(FR), Giuliano Teatino (CH) o altri simili. |
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GIULIANELLA
IULIANELLA |
Giulianella, quasi unico è laziale e dovrebbe trattarsi di una
forma rettificata in anagrafe del cognome Iulianella, che è
specifico di Pescina nell'aquilano, dovrebbe trattarsi di una
forma matronimica riferita ad una capostipite il cui nome fosse
Giuliana o Iuliana, il cui ipocoristico Iulianella si è poi
trasformato in cognome. |
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GIULIANTE
GIULIANTI |
Tipicamente abruzzesi entrambi, Giuliante è specifico
soprattutto del teatino, di Lanciano, San Vito Chietino, Casoli,
Chieti e Mozzagrogna, e di Pescara, Giulianti è quasi unico,
un'ipotesi è quella che possa trattarsi di forme apocopaiche del
nome composto Giuliantonio,
ma la più probabile li fa derivare dal nome albanese
Giuljant. |
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GIULIARI |
Giuliari è specifico del veronese, di Verona, San Giovanni
Lupatoto, Illasi, Belfiore, Colognola ai Colli, Zevio e Lavagno,
con un ceppo secondario a VIcenza, il cognome dovrebbe risalire
al 1300 e sembrerebbe derivare dalla professioni di mercanti
d'olio svolta dai capostipiti, infatti il cognome nel XIV°
secolo era noto come Oleariis,
in un secondo tempo trasformato in
Uliaris e
quindi in Giuliari, nello stesso XIV° secolo a Verona troviamo
però indicato un Iacobus Comes
Iuliarius Veronensis suo
Parthenio salutem, e nel 1500 leggiamo di un Galeni Pergameni
Commentarius in quatuor libros Hippocratis, de victu in morbis
acutis Paulo Iuliario medico
Veronensi interpreteche, testi che farebbero pensare ad una
derivazione del cognome da una forma di appartenenza ad una
famiglia discendente dalla Gens
Iulia, piuttosto che dal
mestiere di commercianti oleari. |
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GIULIBONI |
Giuliboni, quasi unico, parrebbe lombardo, dovrebbe derivare dal
nome medioevale composto dal nome Giulio e dal nome Bono,
probabilmente portato dal capostipite. |
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GIUMELLI |
Un ceppo
originario nel sondriese, ed uno probabile in provincia di
Genova e di Massa. |
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GIUNCA
GIUNCHI
GIUNCO |
Giunca,
molto raro, è tipico del leccese, Giunchi è diffusissimo in
Romagna, a Forlì, Cesena, Cesenatico, Bertinoro, Forlimpopoli e
Meldola nel forlivese, a Ravenna e Cervia nel ravennate, a Massa
Fiscaglia nel ferrarese e nel riminese, Giunco, assolutamente
molto raro, ha presenze nel teramano, nell'alto casertano e nel
Salento, questi cognomi dovrebbero derivare da soprannomi
attribuiti probabilmente a capostipiti che di mestiere
lavorassero i giunchi, per farne canestri o altri oggetti utili. |
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GIUNTA
GIUNTI
GIUNTINI
GIUNTINO
GIUNTO
ZONTA |
Giunta oltre al nucleo principale in Sicilia, sembra avere ceppi
originari anche nel pesarese, nel lucchese, nel milanese e nel
torinese, Giunti, decisamente toscano, ha forse un ceppo
palermitano, probabilmente dovuto ad errori di registrazione del
precedente, Giuntini è tipico del fiorentino e del pisano,
Giuntino, praticamente unico, Giunto, assolutamente molto raro,
è campano, Zonta sembra essere tipico del Veneto e del Friuli,
di Bassano del Grappa, Cassola, Romano d`Ezzelino, Rosà, Tezze
sul Brenta e Cartigliano nel vicentino, di Cittadella (PD), e di
Trieste, dovrebbero tutti derivare per aferesi dal nome
gratulatorio medioevale
Buonaggiunta o
Buonaggiunto,
di cui abbiamo un esempio nel 1200 con il poeta lucchese
Bonaggiunta Orbicciani, citato da Dante Alighieri nel Purgatorio
canto XXIV, e nel 1300 con Buonaggiunta da Poppleto capitano di
ventura. Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a
Firenze nel 1400 con il mastro costruttore Meo di Piero Giuntini
e nel 1500 con la famiglia di editori Giunti.
integrazione fornita da
Massimiliano Zonta
Nella storia di Firenze vengono nominati i Giunta sia come
Anziani (il Consiglio degli Anziani era uno dei massimi
organismi del Governo di Firenze) nell' elenco senza data edito
in " Delizie, VII pag. 194 ", antecedente al 1260, perciò nel
Consiglio Guelfo. Nelle annotazioni del testo Ghibellini,
Guelfi e Popolo grasso ( 945 - 51b GHI della Bibl. di
Monfalcone) si afferma che la politica ghibellina non era stata
preclusiva verso Anziani ed altri consiglieri del passato Regime
( pag. 21 ). Infatti a pag 51 del medesimo testo viene riportato
"Giunta di Bellincione " ed a pagina 328, riferito al Notarile
Antecosimiano si parla di un Giovanni di Giunta.(1296 - 1298).
Nel libro I Toscani in Friuli (Zanichelli 1899 di Battistella
Antonio - presso Biblioteca Civica di Gorizia ) viene riportata
la venuta nell' anno 1297 in Cividale di uno ZONTA de Florentia
(venezianizzazione di Giunta dei Torresani) e vengono riportati
tra le famiglie maggiori provenienti dalla Toscana i Giunta (
Zonta ). Nel 1378 il Nobile Antonio ZONTA ( Giunta ), nominato,
lui ed eredi, Conte Palatino dall' Imperatore Carlo IV, crea in
Treviso il Notaio de Nordis.
Dall' Archivio del Capitolo di Cividale Pergamena n° 168 volume
XIV°
In Treviso, 3 ottobre 1378 omissis .Egregio et Nobilis . Antonio
Zonta de Torresani de Florentia, Comis Palatinum natus quidam
Nobilis et Egregi . Piero Zonta de Torresani de Flor. Comes
Palatini ac. omissis
Nota del trasferimento al Compendio dei Documenti
Patente con la quale fu insignito il Sig. Mussatino de Nordilio
della città di Treviso, ora Famiglia Nob. di Cividale del Friuli
. di essere dichiarato Notaio Imperiale con facoltà di segnare
col sigillo dell' Imperatore Carlo IV di Lussemburgo e di
Germania, privilegio concesso dal Nob. Sig. Antonio Zonta de'
Torresani di Firenze per se, figli ed eredi di Torresani di
conferire questo ed altri privilegi in futuro. Per mano di
Marchino, Notaro del Conte Zonta Torresani, Conte Palatino ed
Imperiale ( 24 ottobre 2002: consultazione e trascrizione di
Massimiliano Zonta, si nota che viene ormai trascritto sul
documento unicamente il cognome ZONTA ed omesso il toscano
GIUNTA) Nel 1377 Treviso, assieme a Belluno, venne acquisita dal
Signore di Padova, Francesco da Carrara, Nobile di parte
ghibellina. Nel XV secolo i Carraresi, Signori di Padova,
vengono uccisi dalla Repubblica di Venezia ed i loro fedeli
sono costretti a fuggire per avere salva la vita. Nel medesimo
secolo si insediano accanto al Castello di Pietrapelosa,
provenienti da Padova, gli antenati del ramo Istriano della
Famiglia Zonta, nel villaggio anticamente denominato Villa Zonta
e tuttora denominato ZONTI. Altri rami della famiglia si
spostano verso Vicenza e Verona
Lo stemma di famiglia riportato dal Giovanni Battista di
Crollalanza nel Dizionario Storico Blasonico delle Famiglie
Nobili e Notabili Italiane estinte e fiorenti ( Archivio di
Stato di Trieste - Biblioteca Civica di Gorizia ) anno 1890
viene così descritto:
ARMA: Spaccato; nel 1° d'azzurro, al leone nascente d'oro,
armato e lampassato di rosso, movente dalla partizione, nel 2°,
partito di rosso e d' argento, colla fascia d'oro attraversante
sullo spaccato.
Nel Libro d' Argento dei Cittadini di Venezia e del Veneto, 1822
- 1828 - volume V°, pag 151 di Giovanni Dolcetti e nel Libro
d'Argento delle Famiglie Venete del medesimo autore, viene
riportato il seguente Stemma del Ramo Veneziano della Famiglia:
Spaccato d' argento, alla Zeta di rosso e tagliato di rosso e di
azzurro.
La famiglia ha dato nascita ad editori e letterati, conosciuti
sia in Italia che all'estero ( Spagna ) ad esempio Lucantonio
Zonta ( in alcune edizioni de Zontis, Giunta, de Giunta ecc.) |
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GIUPPONI |
Tipico lombardo, del bergamasco in particolare, sembra avere
anche un ceppo nel veneziano, dovrebbe derivare da una
contrazione di una modificazione accrescitiva del nome Giuseppe,
troviamo tracce di questa cognominizzazione a Bergamo dove nel
1600 i Giupponi sono annoverati tra le famiglie nobili della
città e a Padova dove in un atto viene citato un certo Domenico
Giupponi.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Giupponi, nel Veneto, secondo Olivieri 242, viene dal termine
dialettale 'zupόn'
= 'giubba' |
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GIURA
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Giura ha un ceppo a Roma,presenze nell'aquilano, un piccolo
ceppo a Napoli e ceppi nel potentino, nel barese, nel tarentino
e nel leccese, potrebbe stare ad indicare la provenienza dei
capostipiti dal massiccio montuoso del Giura situato sulle Alpi
tra la Svizzera e la Francia, o dal nome del cantone svizzero
del Giura, ma è anche molto probabile che possa trattarsi
dell'italianizzazione del nome slavo
Jur (Giorgio). |
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GIURANNA
GIURANNI
GIURANNO |
Giuranna è di Nardò, Gallipoli e Galatone nel leccese,
Giuranni,m praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad
un'errata trascrizione del precedente, Giuranno è anch'esso
specifico del leccese, di Tuglie e di Taviano, dovrebbero
derivare dal nome composto dai nomi
Iorio,
forma contratta arcaica di
Giorgio e da
Johannes,
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nel cognome di un
Provveditore veneziano degli inizi del 1500, un certo Antonio
Giuranno, operante nella regione salentina. |
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GIURATI
GIURATO
GIURIATI
GIURIATTI
GIURIATO |
Giurati, assolutamente rarissimo, potrebbe essere potentino,
Giurato ha un ceppo nel foggiano ed uno tra Catania e Ragusa,
Giuriati è trevigiano come lo è Giuriatti, Giuriato è vicentino,
potrebbero derivare tutti da una modificazione del nome Giorgio,
ma è pure possibile una derivazione dal termine
iuratus attribuito a chi era
stata affidata una particolare mansione per la quale aveva
dovuto prestare giuramento. |
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GIURI
GIURO |
Giuri è un tipico cognome salentino, di Nardò soprattutto, ma
anche di Aradeo, Galatone, Neviano, Lecce, Veglie, Leverano,
Salice Salentino , Casarano e Collepasso, tutti nel leccese,
Giuro, assolutamente rarissimo, sembrerebbe calabrese, si
dovrebbe trattare di una modificazione dialettale del nome slavo
Juri
(Giulio)
(vedi anche IURETIC), o del nome albanese
Guri. |
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GIUS
|
Gius ha un ceppo a Bolzano ed uno a Trento, Malosco e Fondo in
Trentino, dovrebbe derivare da una forma dialettale apocopaica
del nome Giusto,
anche se non si può escludere possa trattarsi anche di una forma
apocopaica del nome germanico
Giusbert. |
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GIUSBERTI |
Molto
molto raro sembrerebbe dell'emilianoveneto, deriva dal nome
medioevale di origine germanica Giusberto. |
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GIUSEPPA
GIUSEPPE
GIUSEPPETTI
GIUSEPPI
GIUSEPPIN
GIUSEPPINA
GIUSEPPINI
GIUSEPPINO
GIUSEPPOLI
GIUSEPPONE
GIUSEPPONI
GIUSEPPUCCI |
Giuseppa, praticamente unico, parrebbe campano, Giuseppina, il
suo ipocoristico, è leggermente meno raro, entrambi dovrebbero
riferirsi al nome della capostipite, Giuseppe, assolutamente
rarissimo, è panitaliano, Giuseppetti ha un ceppo marchigiano,
in particolare nell'anconetano e maceratese ed un ceppo romano,
Giuseppi, un poco più diffuso, parrebbe toscano, Giuseppin è
tipico della zona tra veneziano e Friuli, di Teglio Veneto,
Gruaro e Portogruaro nel venezian, Giuseppini ha un piccolo
ceppo friulano, uno nel massese ed uno tra ternano, reatino e
romano, Giuseppino sembra essere unico, Giuseppoli,
assolutamente estremamente raro, sembrerebbe dell'area centrale
dell'Umbria e Lazio, Giuseppone ha un ceppo laziale a Roma e nel
frusinate ed uno nel napoletano, Giusepponi è tipico dell'area
centrale che comprende le province di Macerata e Perugia,
Giuseppucci, anch'esso molto raro, ha un ceppo nel Piceno ed uno
nel romano, tutti questi cognomi derivano, direttamente o
tramite ipocoristici o accrescitivi, dal nome di origine biblica
Giuseppe
derivato dall'ebraico Yòseph
(che Dio ti doni potenza),
attribuito dalla devozione cristiana anche a femmine. La figura
di San Giuseppe suscitò molta devozione anche grazie all'umiltà
della sua figura, padre di Cristo e marito della Madonna, eppure
così poco appariscente nella rappresentazione iconografica
religiosa. |
|
GIUSINI
GIUSINO |
Giusini, molto molto raro, ha un piccolo ceppo a Gradara nel
pesarese, Giusino è tipicamente siciliano con un ceppo a Palermo
ed uno nel catanese a Caltagirone e Catania, potrebbero derivare
dal nome medioevale latino
Giusinus, o anche, in qualche
caso, da forme ipocoristiche apocopaiche del nome
Giusto, o
da forme familiari aferetiche contratte del nome
Augustinus,
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Palermo nel
1600 con il Dottore in legge Sebastianus Giusinus. |
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GIUSPINO |
Giuspino è caratteristico di Noto nel siracusano, dovrebbe
derivare da una forma ipocoristica dialettale tronca derivata
dal nome Giuseppe. |
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GIUSSANI |
Tipico
del nordmilanese e comasco, deriva dal toponimo Giussano (MI);
tracce di questa cognominizzazione le troviamo ad esempio a
Milano nel 1600 con il notaio Giovanni Pietro Giussani. |
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GIUST
GIUSTI
GIUSTO |
Giust è tipicamente veneto del trevisano, di Gaiarine, Vittorio
Veneto, Gorgo al Monticano, Orsago, Cordignano e Conegliano,
Giusti è panitaliano, con massima concentrazione al centro nord,
Giusto ha ceppi sparsi per l'Italia, nel triveneto, in Liguria,
in Piemonte, in Campania, in Puglia ed in Sicilia, possono
derivare da toponimi come San Giusto (LI), Monte S. Giusto (MC),
San Giusto Canavese (TO) e molti altri, ma più probabilmente
derivano, direttamente o tramite troncature dialettale, dal nome
medioevale Iustus,
di cui abbiamo un esempio in epoca longobarda, in un atto di
compravendita del 759 scritto in Pavia, dove si legge: "...In
Christi nomine Iustus presbiter in hanc cartola rugatus ad
Radoara ex iussione domno Ipolito episcopo subscripsi...",
derivato quasi sicuramente da soprannomi, come si può vedere in
un testo di Cornelio Nepote: "...ut unus post hominum memoriam,
quem quidem nos audierimus, cognomine Iustus sit appellatus...". |
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GIUSTARDI |
Giustardi, quasi unico, è della zona tra potentino e cosentino,
potrebbe derivare dal nome brettone
Justard. |
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GIUSTETTI
GIUSTETTO |
Entrambi piemontesi, Giustetti è il meno comune e presenta un
piccolo ceppo a Torino ed a None nel torinese, Giustetto,
anch'esso torinese, ha ceppi, oltre che a Torino, a Pinasca,
Perosa Argentina, Pinerolo, Nichelino e Villafranca Piemonte
sempre nel torinese, dovrebbero derivare dal nome francese
Justet,
una forma ipocoristica del nome
Just, a sua volta derivato dal
nome latino Justus,
Iustus. |
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GIUSTINA
GIUSTINI
GIUSTINO |
Giustina,
rarissimo, sembra avere un ceppo nel bellunese ed uno nel
varesotto, Giustini è tipico della zona che comprende fiorentino
ed aretino e del Lazio, Giustino, decisamente più raro, ha un
nucleo nel barese, uno nel napoletano ed uno nel catanese,
dovrebbero derivare dal nome tardo latino Iustinus di cui
abbiamo un esempio con lo scrittore del II°/III° secolo d.C.
Marcus Iunianus Iustinus autore tra l'altro del Res
Atheniensium. |
|
GIUSTINIANI
GIUSTINIANO |
Giustiniani ha un nucleo principale romano, un ceppo a
Conversano (BA) , uno a Napoli e nel napoletano ed uno a Termini
Imerese (PA), Giustiniano, molto molto più raro, sembrerebbe
palermitano, derivano dal nomen latino
Iustinianus
ricordiamo l'imperatore romano Flavius Petrus Sabbatius
Iustinianus (482 - 525), lo sposo dell'imperatrice Teodora. |
|
GIUVA
|
Giuva, abbastanza raro, è specifico di Foggia, dovrebbe
trattarsi di un cognome di origine slava e derivare da
un'italianizzazione del cognome Juvan, a sua volta derivato dal
nome slavo Juvan,
di cui abbiamo un esempio in una registrazione parrocchiale del
1613 a San Pietro degli Slavi: "..nei giorni di lavoro dica
messa per tempo quando li piacerà et la festa ad hora
competente, cioè che sia principiata circa le dui hore di sole,
eccettuando le solennissime feste nelli quali giorni l'hora di
dir messa sii ad arbitrio del vicario. Non celebri se nel
sagrato si trova esposta roba da vendere se prima non venga
spostata. La palla del ss.mo è già finita in Udine seben ancora
non è stata condotta alla chiesa, la quale di giorno in giorno
s'aspetta di condurre per cui si libera detto altare interdetto.
Non confessi ed eucaristiati a Roda Juvan Visont, et sua moglie
è sospetta di attender a sortilegi come è stato detto dalli suoi
vicini...". |
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GIUZIO
|
Giuzio sembra essere tipico del potentino, di Tito e di Potenza,
potrebbe derivare dal nome medioevale
Iutius o
Jutius
di cui abbiamo un esempio in Iutius Angeli Petri de Manasseis de
Interapne Podestà di Firenze nel 1374. |
|
GLAUCHI
GLAUCO |
Glauchi è praticamente unico, Glauco è assolutamente rarissimo,
dovrebbero derivare dal nome latino di origine greca
Glaucus,
citato ad esempio nelle Metamorfosi di Ovidio: "...Ausoniae
Siculaeque tenet confinia terrae.// inde manu magna Tyrrhena per
aequora vectus // herbiferos adiit colles atque atria Glaucus //
Sole satae Circes, variarum plena ferarum...", o direttamente
dal nome Glauco
tuttora in uso sporadico in Italia. |
|
GLAVA
GLAVINA |
Glava è praticamente unico, Glavina è tipicamente giuliano, di
Trieste soprattutto e di San Dorligo della Valle e Muggia nel
triestino, dovrebbero derivare direttamente o tramite una forma
ipocoristica dal termine croato
glava (testa),
forse ad indicare che i capostipiti avessero una testa
particolare, forse molto piccola. |
|
GLAVIANO |
Glaviano sembrerebbe tipico di Palazzo Adriano nel palermitano e
di Palermo stessa, dovrebbe derivare dal nome medioevale
Glavianus
di cui troviamo un esempio in quest'atto del 1167: "Ego
Henricus, Dei gratia Trecensis episcopus, notum facio
presentibus et futuris quod Iterius de Curcellis dedit in
elemosinam, monachis de Valle-Lucenti, usuarium in nemoribus
suis .. ..Testes inde fuerunt: Arnulfus, capellanus, de
Lintione; Petrus, presbiter, nepos ejusdem; Seguinus
supradictus, de Toriniaco; Mainardus de Roseriaco; Ansellus de
Curcellis; Bovo Glavianus; Guilelmus de Lintione; Johannes
Lupus, et alii plures. ..". |
|
GLERIA
|
Assolutamente rarissimo è tipico veneto, dovrebbe derivare da un
nome di località fluviale, caratterizzata dalla presenza di
ghiaia, dal latino glarea,
o anche da un mestiere legato al trasporto o all'estrazione
della ghiaia. |
|
GLIATTA |
Gliatta, molto raro, è tipico dell'area che comprende il
foggiano, Foggia in particolare, e l'avellinese, Greci in
particolare.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
D'origine arbëreshë, il cognome Gliatta sembra derivare dalla
toponomastica albanese e, più precisamente, dalla località di
Gjatë
(anche nota come Ghiati),
che si colloca nella prefettura di Argirocastro. In alternativa
a quest'ipotesi, però, è anche possibile che Gliatta derivi
direttamente dall'aggettivo
gjatë, che, in lingua albanese,
ha il significato di lungo, alto (vedi Long e Macri). In
conclusione, dunque, si tratta della cognominizzazione o del
nome personale del/la capostipite o di un soprannome a questi
attribuito (anche in riferimento alla toponomastica albanese). |
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GLIELMI
GLIELMO |
Glielmi è
tipico di Campagna (SA), Glielmo, assolutamente rarissimo,
potrebbe essere un errore di trascrizione del precedente,
dovrebbe derivare dall'aferesi del nome Guglielmo. |
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GLINNI
|
Glinni, molto molto raro, ha un minuscolo ceppo nel materano, a
Pisticci in particolare, potrebbe risalire all'epoca sveva e
prendere il nome dal paese polacco di Glinno situato nell'area
meridionale dell'attuale nazione polacca, ma l'ipotesi di
un'origine irlandese dal nome del paese di Glinni o da quello di
Glinn è più credibile.
integrazioni fornite da
Raffaello Glinni
Cognome di origine irlandese ( Glinn/McGlinn- Glynn McGlynn)
presente solo in Basilicata .Nel 1600 circa, a seguito delle
guerre celtiche, il Marchese D.Spinola, luogotenente di Olanda
ebbe a collocare in Basilicata presso suo cugino l'Arcivesco di
Acerenza, Mons. A.Spinola, i profughi della guerre irlandesi da
lui tutelati . Ad oggi si segnalano anche altri cognomi lucani
di origine celtica : Glionna (mc Glionn) Donnoli (o' Donnell) .
Tale presenza ha dato origine alla tradizione d'arpa portativa
(arpicedda)
in Lucania, ed a memoria degli eventi, rimane a Rapolla (Pz) una
spettacolare croce celtica in pietra risalente al 1676, identica
a quelle più note irlandesi. |
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GLIOTTONE
GLIOTTONI |
Gliottone è tipico del casertano, di Teano in particolare,
Gliottoni, praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad un
errore di trascrizione del precedente, si dovrebbe trattare di
una forma accrescitiva italiana applicata al termine albanese
gjatë
(lungo, alto),
forse ad indicare che il capostipite, di origini illiriche,
fosse un omone grosso ed alto di statura. |
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GLIOZZI |
Cognome originario della zona Locri (RC) - Gerace (RC) (dov'è
tutt'oggi diffuso) è presente per immigrazione in Piemonte,
Liguria e Lazio. Risulta una nobile famiglia con tale cognome
di Ardore (RC).
integrazioni fornite da
Alessio Bruno Bedini |
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GLISENTI |
Glisenti è tipicamente lombardo del bresciano, di Prevalle,
Borgosatollo, Brescia e Provaglio d'Iseo, dovrebbe derivare dal
nome medioevale franco Glisente,
nome che dovrebbe derivare dal termine medioevale francese
glise
(argilla, fango),
ricordiamo San Glisente che fu un comandante franco agli ordini
di Carlo Magno, che giunto al suo seguito in Val Camonica,
durante la guerra di conquista franca contro i longobardi,
chiese di essere dispensato dal comando e si ritirò in
eremitaggio su di un monte di Berzo, dove morì nell'anno 796. |
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GLODER
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Specifico del vicentino
integrazioni fornite da
Giacomo Ganza
cognome originario di Gallio (VI) uno dei SETTE COMUNI
dell'altipiano di Asiago, in questi comuni si parlano dialetti
di origine tedesca e i cognomi possono spesso essere tedeschi.
All'inizio del secolo troviamo quattro o cinque Gloder
provenienti da Gallio emigrati a New York. |
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GLORIANI |
Gloriani ha un piccolo ceppo a Sassari ed uno a Roma, dovrebbe
derivare dal nome medioevale
Glorianus. |
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GLORIOSO |
Sembra
originario della Sicilia settentrionale, con forse un ceppo nel
barese ed uno nel napoletano, può discendere da un soprannome
legato ad un fatto militare. |
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GNAI
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Gnai, molto molto raro, è specifico di Palmariggi nel leccese,
potrebbe derivare dal nome germanico
Gnade con
il significato di favore, protezione, ma è anche possibile una
derivazione da un'alterazione del praenomen latino
Gnaeus
(vedi GNEO). |
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GNALI
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Gnali è specifico del bresciano, di Lumezzane in particolare, ma
anche di Brescia, Sarezzo e Barbariga, dovrebbe trattarsi di una
forma aferetica di un ipocoristico aferetico del nome Antonio,
da Antonio
si arriva per aferesi corrotta dal dialetto a Togni, di cui
Tognali è una forma ipocoristica cumulativa, per ulteriore
aferesi si arriva a Gnali. |
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GNASSI
GNASSO
GNAZZI
GNAZZO |
Gnassi è tipico di Rimini e del riminese, di Pesaro, Urbino e
Fano (AN), Gnasso, molto molto raro, ha un piccolissimo ceppo
veneto ed uno nel napoletano, Gnazzi, assolutamente rarissimo, è
del centro Italia, Gnazzo invece è specifico di Felitto nel
salernitano, dovrebbero derivare da modificazioni aferetiche
dialettali del nome Ignazio,
potrebbe, anche se è poco probabile, derivare pure da forme
aferetiche di modificazioni ipocoristiche dialettali di nomi
come Antonio. |
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GNECH
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Gnech, molto raro, è tipico del bellunese, di Rivamonte
Agordino, Voltago Agordino ed Agordo, dovrebbe derivare da un
soprannome originato dal termine ladino
gnech (fiacco,
snervato, floscio, smidollato),
probabilmente a sottolineare caratteristiche comportamentali del
capostipite. |
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GNECCHI
GNECCO |
Gnecchi è tipicamente lombardo, specifico soprattutto dell'area
lecchese, bergamasca e bresciana, Gnecco è tipico di Genova e di
Cicagna nel genovese, dovrebbero derivare da un soprannome
dialettale originato dal termine, sia lombardo che ligure,
gnècch
(svogliato, fannullone). |
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GNEMMI
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Gnemmi è un tipico cognome del novarese, di Borgo Ticino,
Veruno, Castelletto sopra Ticino, Novara ed Arona, con presenze
significative anche a Milano, l'origine etimologica è oscura,
potrebbe trattarsi di una forma arcaica dialettale per gente
originaria di Ghemme nel novarese, una seconda ipotesi lo
vorrebbe far derivare da una forma aferetica dialettale del nome
Guglielmo. |
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GNEO
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Gneo è tipico del Lazio, di Monte San Giovanni Campano, Alatri
ed Aquino nel frusinate e di Roma, dovrebbe derivare dal
praenomen latino Gnaeus,
il più famoso personaggio storico con questo praenomen è stato
sicuramente Gnaeus Pompeius
Magnus, il grande generale e
console unico di Roma, prima alleato di Cesare con il quale, e
con Marco Licinio Crasso, costituì il Primo Triumvirato, e poi
nemico giurato dello stesso tanto da sfociare nella guerra
civile del 49 a.C., quella cui Cesare diede inizio con il suo
famoso "alea iacta est", attraversando il fiume Rubicone. |
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GNES
GNESETTI
GNESOTTO |
Molto
raro Gnes è tipico veneziano, Gnesetti, assolutamente rarissimo,
è trentino, Gnesotto è del veronese, dovrebbero derivare tutti
da modificazioni dell'aferesi del nome Agnese. |
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GNESI
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Molto
raro è tipico della provincia pisana, potrebbe derivare dal nome
medioevale Gnesio a sua volta derivato dal nomen latino Gnesius,
riportato su di un'antica lapide romana: "Sub Gnesio Aug(usti)
liberto proc(uratore) Neronis Claudi Caes(aris) Aug(usti) Sotas
dis(pensator) fec(it)", si ricorda ad esempio Gnesio Basapopi
scrittore autore si Scherzi in lingua venetiana edito nel 1660. |
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GNESUTTA |
Sembrerebbe tipico di Morsano al Tagliamento (PN), dovrebbe
derivare da una forma diminutiva dialettale friulana
dell'aferesi del nome Agnese. |
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GNETTI
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Gnetti, molto molto raro, parrebbe della zona che comprende lo
spezzino ed il massese, in particolare Lerici e La Spezia nello
spezzino e Mulazzo nel massese, si dovrebbe trattare di una
forma aferetica di un ipocoristico dialettale del nome
Antonio,
da Antonietti, Antognetti e quindi Gnetti. |
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GNOCCHI
GNOCCO |
Gnocchi, assolutamente lombardo, Gnocco ha un piccolo ceppo nel
milanese ed uno tra padovano e veneziano, potrebbero entrambi
derivare da un soprannome legato al vocabolo dialettale lombardo
gnòcch
(gnocchi),
mentre in dialetto veneto il termine
gnoco ha
il valore di bernoccolo,
ma anche di sempliciotto
e credulone.
integrazioni fornite da
Aldo Piglia
La parola dialettale milanese
gnocch (gnocchi)
era utilizzata anche come insulto o soprannome dispregiativo nel
senso di goffo, sciocco.
Cletto Arrighi nel suo
Dizionario Milanese-Italiano
(Milano 1896) cita ad esempio:
L'è on pover gnocch d'on fioeu
: è un povero gnocco di ragazzo. |
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GNOFFO
GNONI |
Gnoffo è specifico di Palermo, di Altofonte nel palermitano e di
Gela nel nisseno, di origine etimologica dubbia, esiste
un'ipotesi che vorrebbe questo cognome derivato da un'errata
trascrizione dell'antico nome
Gnossus della città cretese di
Cnosso, secondo altri sarebbe di origine germanica e deriverebbe
da un soprannome originato dal verbo medioevale germanico
gnafen
(grattarsi). |
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GNONE
GNONI |
Gnone è
praticamente unico, Gnoni ha un ceppo umbro ed uno nel Salento a
Neviano, Tuglie, Parabita e Lecce, dovrebbero derivare
dall'aferesi di nomi o cognomi come Antognone o Antognoni. |
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GNUDI
IGNUDI |
Gnudi, è
discretamente diffuso in Emilia, a Bologna, ma anche a Zola
Predosa, Calderara di Reno e Baricella nel bolognese, a Modena
ed a Ferrara e Portomaggiore nel ferrarese, con un piccolo ceppo
anche a Cascina nel pisano, Ignudi, assolutamente rarissimo,
parrebbe del pisano, dovrebbe trattarsi di trattarsi di cognomi
attribuiti a trovatelli, in quanto gnudi, privi di tutto. |
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GNUTTI
|
Gnutti è specifico di Lumezzane (BS) e di Brescia, dovrebbe
derivare da una distorsione dialettale dell'aferesi del nome
Benvenuto o del cognome Benvenuti ( Venuti, Nuti, Gnuti, quindi
Gnutti) dell'esistenza della forma nominale
Gnuto
abbiamo un esempio nel Gesta
Friderici di
Ottonis Frisingensis episcopi:
"...eorumque ad ultimum causa iudicio seu consilio primatum sic
decisa fuisse dicitur, [ut] Gnuto, relictis sibi quibusdam
provinciis, regium nomen per porrectum gladium abdicaret ...". |
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GO
GO' |
Go e Gò,
assolutamente rarissimi, sono probabilmente del padovano,
dovrebbe trattarsi di forme derivate modificate del cognome Cò
(vedi CO). |
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GOBBETTI
GOBBETTO
GOBBI
GOBBO
GOBETTI
GOBETTO |
Gobbetti
oltre al ceppo veneto ne ha pure uno marchigiano, Gobbetto è
trevisano, Gobbi è diffuso in tutto il centro nord, Gobbo è
tipicamente veneto, Gobetti, meno diffuso è settentrionale,
Gobetto, molto raro è del torinese, derivano da soprannomi
legati ad una caratteristica fisica. |
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GOBERTI
GUBERTI |
Goberti è tipico di Ferrara e del ferrarese, di Copparo,
Portomaggiore e Vigarano Mainarda, Guberti, più diffuso nella
stessa zona e nel ravennate, soprattutto a Ravenna, Ferrara e
Jolanda di Savoia (FE), dovrebbero entrambi derivare dal nome
medioevale di origine franca
Gubertus di cui abbiamo un
esempio in un atto dell'anno 1297 presente nell'Archivio di
Stato di Modena: "In nomine domini nostri Yesu Christi amen.
anno eiusdem domini incarnationis millesimo ducentesimo
nonagesimo septimo - Indictione decima - die martis decimo
octavo mensis Iunii - super ripam Padi districtus Parme iusta
Bersilium in campis, presentibus. «Nobiles viri domini Ugolinus
quondam domini Iacopini Rubei et Gubertus de Corigia pro se et
procuratorio nomine dominorum Guidonis de Corigia et Mathei eius
filii promiserunt...". |
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GODANI
GODANO |
Godani è
un cognome decisamente ligure, del genovese e soprattutto dello
spezzino, molto diffuso a La Spezia ed a Genova, Godano, molto
più raro in Liguria, sembra specifico di La Spezia, ma ha un
ceppo più importante a Crotone, se il ceppo ligure si può far
risalire al toponimo Godano ora riunito a Sesta formando così il
nuovo comune di Sesta Godano, per il ceppo calabrese, oltre ad
ipotizzare una possibile origine valdese del cognome è più
facile considerare una derivazione dal cognomen latino Gaudanus
di cui abbiamo un esempio con Cornelius Aurelius Gaudanus:
"..Cornelius Aurelius Gaudanus (hanc enim patriam cognomento suo
adumbravit) cognomento Lopsenus (ut patet ex epistola eiusdem ad
Ioannem Berium,..". |
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GODEAS
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Abbastanza raro è specifico del goriziano. |
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GODI
GODINI
GODINO
GODO
GODONE
GODONO |
Godi sembra avere più ceppi, a Parma e nel parmense, nel
novarese a Gozzano e Bolzano Novarese, a Mondavio nell'urbinate,
a Prato, Lucca e Sillano (LU), a Verona e ad Arcole (VR), Godini
ha un piccolo ceppo triestino ed uno, ancora più piccolo nel
lucchese, Godino ha un ceppo piemontese, tra torinese ed
alessandrino, uno nel cosentino e catanzarese ed uno nel
trapanese, Godo, quasi unico è probabilmente dovuto ad errori di
trascrizione, Godone è piemontese del torinese, tipico di Torino
e Piverone, Godono, molto raro, è specifico di Napoli,
dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici o
accrescitivi, dal nome medioevale di origine longobarda
Godo,
Godonis,
di cui abbiamo un esempio in un
Breve de Inquisitione dell'anno
715 a Siena: "...Item Godo clericus de suprascripto baptisterio
Sancti Uiti, qui dixit: Habeo annos pene cento, semper diocias
istas Sancti Donati fuemus, et inde fuet sagratio et crisma in
populo...", non si può escludere una derivazione dal toponimo
Godo (RA).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Godi è cognome del Centro Nord ed è apocope di
Godofredo,
antica variante di Goffredo. Quest'ultimo è un nome proprio
medievale che deriva dal germanico
gudha =
Dio
+ frithu
= pace.
Quindi all'incirca: Dio è pace
oppure in pace con Dio.
integrazioni fornite da
Andrea Balzarotti
Godi è una famigli di Barbarano nota dal 1132. Ascritta al
Nobile Consiglio di Vicenza. Confermata nella nobiltà con S.R.A
del 4 giugno 1820. Attualmente i rappresentanti di tale casata
godono del titolo di Nobili. |
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GOFFETTI |
Assolutamente raro, potrebbe derivare da soprannomi o legati al
vocabolo medioevale gofus (grossolano), riferito a
caratteristiche del capostipite, oppure al vocabolo medioevale
gonfus (arpione) originato o da un mestiere o da un episodio.. |
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GOFFI
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Un forte
nucleo originario nel bresciano ed uno nelle Marche tra Pesaro
ed Ancona, potrebbe derivare da soprannomi o legati al vocabolo
medioevale gofus (grossolano), riferito a caratteristiche del
capostipite, oppure al vocabolo medioevale gonfus (arpione)
originato o da un mestiere o da un episodio. |
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GOFFREDI
GOFFREDO |
Goffredi, molto raro, ha un ceppo lombardo tra milanese,
cremonese e mantovano, uno nell'anconetano ed uno nel
salernitano, Goffredo è tipicamente pugliese, diffuso in
particolar modo nel barese, con piccoli ceppi anche in Campania
e nel cosentino, dovrebbero entrambi derivare dal nome normanno
Godfry
o dall'equivalente germanico
Gottfried
latinizzati entrambi come
Godefridus, di cui abbiamo un
esempio in questo scritto dell'anno 1056: "...Pater eius comes
illustris Megengoz cognominatus sapientia, nobilitate, divitiis,
excepto regimine et prenomine regni, ut rex suo tempore magnus
inter principes habebatur et nominatus. Mater vero Gerbirg
nuncupata, eque illi nobilissimo germine propogata, filia
exstitit ducis cuiusdam nomine Godefridi, tunc temporis magni et
imcomparabilis viri. ...". |
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GOGGI
GOGGIO |
Goggi è
tipico della zona dell'alessandrino ai confini con il pavese,
Goggio, quasi unico, è probabilmente dovuto ad errori di
trascrizione del precedente, potrebbero derivare dal nome
Goggio, una deformazione tardo medioevale del nome Giorgio, di
quest'uso abbiamo un esempio in un'iscrizione situata nel Duomo
di Ferrara: "Nel mille zento trantazinque nato,fo kesto templo a
San Goggio donato, da Glelmo ziptadin per so amore, et mea fò
l'opra,Nicolao scolptore.". |
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GOGLIA
GOGLIO |
Goglia dovrebbe essere di origine campana, forse con un ceppo
nell'area triestina, Goglio sembra avere due nuclei originari,
uno tra Lodi e Milano ed uno in provincia di Torino, questi
cognomi potrebbero derivare dal nome medioevale
Giolio o
meno probabilmente da un nome tardo romano, di derivazione
celtica, Gollius
(dal celtico Goll),
ma è pure possibile che derivino da nomi di località del
bergamasco interessate dal passaggio del torrente Goglio. |
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GOI
|
Tipico dell'udinese, di Gemona Del Friuli (UD) in particolare,
con un ceppo, forse non secondario, a Casalmaggiore (CR), dovre
potrebbe derivare da un soprannome originato da caratteristiche
della località di provenienza, caratterizzata dalla presenza di
un goi,
in dialetto lombardo un tratto di torrente molto profondo e
scavato. |
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GOISIS
|
Cognome
tipicamente bergamasco, della zona di Ciserano e dintorni,
tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Verdello fin
dalla seconda metà del 1300 con Pietro detto Rosso Goisis in
qualità di rappresentante del comune di Verdellino (BG). |
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GOLA
|
Sembrano
esserci più nuclei, nel trevisano, nel mantovano, nel milanese e
pavese, in Piemonte ed in provincia di Genova, potrebbe derivare
da soprannomi legati o ad aferesi di nomi o a caratteristiche
ambientali. |
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GOLDA
GOLDI
GOLDIN
GOLDINI
GOLDONE
GOLDONI |
Sia
Golda che Goldi sono praticamente unici, Goldin è decisamente
veneto in particolare di Monselice nel padovano, Goldini,
rarissimo, ha una presenza nel varesotto ed una nel nisseno,
Goldone è quasi unico, Goldoni è tipico dell'area che comprende
il mantovano, il reggiano, il modenese ed il bolognese,
dovrebbero derivare direttamente o tramite ipocoristici dal nome
medioevale Goldo
di cui abbiamo un esempio a Lucca in un atto del 14 aprile 1253
dove i cinque villaggi di Villa Sancti Andree, Vignale, Villa
Sancti Viti, Mugnana, Ventignana, avevano contratto con Goldo di
Genovese Antichi, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo
ad esempio a Caiolo (SO) nella seconda metà del 1500 quando
Pietro del Goldo fu Domenico è decano della comunità di Caiolo.
Personaggio di assoluto rilievo è stato il drammaturgo e
commediografo Carlo Goldoni nato a Venezia nel 1707. |
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GOLDANIGA |
Specifico
della zona che comprende le provincie di Cremona, Lodi e Milano,
potrebbe derivare dal cognome tedesco Goldanich. |
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GOLEMMA
GOLEMME
GOLEMMO |
Golemme è specifico di Cerzeto e Lattarico nel cosentino,
Golemma e Golemmo sono quasi unici.
integrazione fornita da
Stefano Ferrazzi
D'origine arbëreshë, questi cognomi nascono da
un'italianizzazione del cognome albanese
Golemi,
sul cui significato si possono trarre per lo meno due ipotesi.
Da una parte, infatti, non è esclusa una connessione con la
toponomastica albanese, tenendo presente che, in Albania,
esistono diversi toponimi contenenti la radice
golem -
ad esempio Golem i Siperm e Golemi i Poshtëm, appartenenti
entrambe alla prefettura di Scutari. Più probabilmente, però, il
cognome albanese Golemi è legato alla celebre famiglia dei
Comneno
(anche noti come Komnenos),
un'antica e potente dinastia che ebbe un ruolo molto importante
nella storia dell'Impero bizantino: tra il XI e il XII secolo,
infatti, i Comneno diedero sei imperatori al trono di Bisanzio
(il primo fu Isacco I Comneno, il fondatore della casata) e il
periodo del loro governo venne definito come la "Rinascita
dell'Impero" - questa famiglia, a dire il vero, vanta parecchie
figure di spicco nel mondo bizantino, sia uomini che donne. Ora,
nel caso dei Golemi albanesi, l'ipotesi di un legame con i
Comneno bizantini è comprovata dalla figura di Moisi Arianit
Golemi, un famoso comandante militare vissuto all'epoca di
Skanderbeg - la sua fama è legata alla lotta turco-albanese del
XV secolo, nonché al suo stretto rapporto con l'eroe albanese
Gjergj Kastrioti Skanderbeg: in questo contesto, è importante
ricordare che Moisi Arianit Golemi era il pronipote di Gjergj
Arianit Komneni, un nobiluomo albanese del XV secolo (Gjergj
Komneni, a dire il vero, fu anche il padre di Marina Donika
Arianiti, la moglie di Skanderbeg). Ora, com'è facile intuire
dal cognome Komneni, va notato che Gjiergj Arianit Komneni era
un lontano discendente dei Komnenos bizantini e, a partire da
questo dato, si può capire come il cognome Komneni sia stato
trasformato in Golemi nell'arco di poche generazioni
(probabilmente per adattarlo meglio alla pronuncia albanese).
Un'ultima curiosità prima di concludere: in Italia, un famoso
discendente dei Comneno è stato l'attore Antonio De Curtis
(Napoli, 1898 - Roma, 1967), da noi tutti conosciuto col nome
d'arte Totò.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Golemme è cognome calabrese che per Rohlfs 125 deriva dal
cognome greco Golemis. |
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GOLES
GOLEZ
GOLLES |
Goles e Golez sono praticamente unici, Golles, assolutamente
rarissimo, è tipico dell'udinese, di origini slovene, dovrebbero
tutti derivare da un soprannome riferentesi ad un difetto fisico
del capostipite, la calvizie, soprannome originato probabilmente
dal vocabolo slavo gol
(calvo)
e da lì gol-ez
(persona calva). |
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GOLETTA
GOLETTI
GOLETTO |
Goletta, assolutamente rarissimo, ha rarissime presenze qua e là
per l'Italia, Goletti sembrerebbe specifico di Viterbo, con
qualche rara presenza in Piemonte, Goletto è tipicamente
piemontese del cuneese, di Cervasca, Borgo San Dalmazzo, Cuneo e
Rittana, dovrebbero derivare da forme ipocoristiche aferetiche
del nome Uga,
o Ugo,
che dapprima diventa Ugoletto
e successivamente per aferesi
Goletto. |
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GOLFARINI
GULFARINI |
Golfarini ha un ceppo emiliano a Bologna ed uno toscano a
Livorno, Gulfarini, praticamente unico, è bolognese, questi
cognomi dovrebbero derivare da forme ipocoristiche del nome
medioevale di origini germaniche
Gulfarius
o Golfarius
di cui abbiamo un esempio nel
Liber de compositione Castri Ambaziae
del 1145 circa: "..Iste cuidam consobrino suo nomine Billeio
Ambaziacum tribuit, qui Faustam, Aviciani neptam, ex filia sua
Placida nomine ortam, uxorem duxit. Ilic vicum qui Bliriacus
dicitur fecit uxorique sue dotem esse constituit. Golfarius et
Cheudo, qui se nimis diligebant, nemoribus causa venando in
confinio Bituricum et Turonorum vico Claudiomacho convenerunt ;
qui lucum, qui a nomine Cheudonis usque hodie Cheudon vocatur,
Billeio, Ambazie domino, terramque usque ad rivum qui Andresius
dicitur tribuerunt....". |
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GOLFIERI |
Un
ceppo a Terracina (LT) ed uno a Bologna, dovrebbe derivare dal
nome medioevale Golfarius
(vedi GOLFARINI) o Galferius
di cui abbiamo un esempio nel
Codice Diplomatico della Lombardia Medioevale
sotto l'anno 1151 in un Breve
investiture et refutationis
redatto in Pavia: "...Die dominico qui est tercius dies
kalendarum ianuarii. In civitate Papia, in casa comitum prope
ecclesiam Sancti Syri. Presentia bonorum hominum quorum nomina
subter leguntur, per lignum quod in suis tenebant manibus
Galferius, filius Opizonis Butigelle, et Berta iugales, filia
quondam Petri Scotti, ipse Opizo eidem Galferio filio suo
consentiente,...", nel 1295 a Firenze leggiamo di un certo
Golfieri del fu Gherardo di Bordone, "populi Sancti Micaelis
Bertelde de Florentia".
integrazioni fornite da
Francesco Golfieri
Il cognome Golfieri deriva da una parola in tedesco antico,
Wulfhari,
che letteralmente significa "Lupo in armi", ed era un nome
proprio. E' stato poi francesizzato in Golfier ed è divenuto
celebre con i famosi fratelli MontGolfier. |
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GOLIA
|
Golia è un cognome tipicamente meridionale, con ceppi in
Campania, tra napoletano, casertano e beneventano, nella zona di
confine tra potentino e cosentino e nel palermitano, potrebbe
derivare dal nome ebraico
Goliath, ma molto più
probabilmente deriva da soprannomi originati dalla prestanza
fisica del capostipite. |
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GOLIN
GOLINELLI
GOLINI
GOLINO
GOLINUCCI
GOLLINO
GULINI
GULINO
GULLINI
GULLINO |
Golin è tipico del vicentino, Golinelli è specifico dell'area
che comprende il modenese, il bolognese ed il ravennate, Golini
ha ceppi nel fiorentino, nell'aquilano ed a Roma, Golino oltre
al nucleo principale nel casertano ha ceppi anche in Sicilia,
nel siracusano soprattutto, Golinucci è specifico del forlivese,
con presenze significative anche nel vicino ravennate e
riminese, Gollino è specifico dell'udinese, di Venzone (UD) in
particolare, Gulini, decisamente marchigiano, è tipico
dell'urbinate, Gullini, anchesso marchigiano, è specifico di
Tolentino nel maceratese, Gullino è specifico del cuneese e di
Bra in particolare, Gulino è decisamente siciliano, dovrebbero
tutti derivare da modificazioni, anche ipocoristiche,
dell'aferesi del nome Ugolino,
dell'uso di questo tipo di aferesi abbiamo un esempio in uno
scritto del 1333: "...Item, diffinimus quod Parisius ad studium
vadant ad studendum fratres Gulinus de Urbeveteri et Angelus de
Roma..." |
|
GOLOB
GOLOP |
Entrambi assolutamente rarissimi sono due forme dello stesso
cognome di origine slovena
Golobi che deriva dal vocabolo
slabo golob
(colombo),
Golob è tipicamente triestino, Golop è una trasformazione
dialettale friulana. |
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GOMIERO |
Gomiero è
tipicamente veneto, soprattutto di Padova e del padovano,
potrebbe derivare da un nome di mestiere di chi lavorava la
gomma o rivestiva la parte esterna delle ruote delle carrozze. |
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GON
|
Specifico
della zona del basso udinese al confine con la provincia di
Gorizia, da Palmanova (UD) a Ronchi dei Legionari, Monfalcone
(GO) e Trieste. |
|
GONELLA |
Sembra di
origini piemontesi, con un possibile ceppo nel Veneto, dovrebbe
derivare da soprannomi originati dal vocabolo gonna, è un
cognome molto antico, risalente almeno al 1400 (Baldassarre
Castiglioni (1478-1529) nel suo "il Cortegiano", riferendosi a
parecchi decenni prima, cita un messer Gonella ...). Tracce di
questa cognominizzazione si trovano in un processo per
stregoneria del 1608: "...Die jovis 21 mensis aprilis...
...medietas danda ministro justitie pro eius itinere et mercede
justitie administrate cum Magdalena Gonella die heri decapitata
et deinde combusta...". |
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GONZAGA |
Tipico
di Parma e Correggio, dovrebbe derivare dal toponimo Gonzaga
(MN), nobile casato cui appartenne il celeberrimo Carlo Gonzaga
(1580 - 1637) Duca di Mantova, di Nevers e di Rethel, i Gonzaga
furono Signori di Mantova dal 1328 con il Capitano del Popolo
Luigi Corradi di Gonzaga che da quel momento acquisì come casato
il nome della località di Gonzaga. Tra i personaggi di rilievo
ricordiamo Ferdinando Tiburzio Gonzaga vescovo di Mantova, Pirro
e Sigismondo Gonzaga Cardinali, ma il più famoso è stato
sicuramente San Luigi Gonzaga, figlio del duca di Mantova, nato
il 19 marzo del 1568, rinunciò al titolo e all'eredità entrando
a far parte dei gesuiti, si dedicò agli ammalati, durante
l'epidemia di peste del 1590 a Roma, nel 1591, trasportando
sulle spalle un moribondo, rimase contagiato e morì. |
|
GONZALES
GONZALEZ |
Gonzales è presente a Genova, Napoli e Palermo, mentre Gonzalez
è specifico di Roma, decisamente spagnolo, di origini
castigliane, si tratta di forme patronimiche in
-es o
-ez,
suffissi che stanno ad indicare i figli di, uno di nome
Gonzalo
equivalente al catalano Gonçal. |
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GORACCI |
Goracci è specifico dell'area che comprende il grossetano, il
senese, l'aretino, il perugino, il ternano, il viterbese ed il
romano, potrebbe derivare da forme aferetiche di un ipocoristico
peggiorativo, di nomi greci di uso medioevale in Italia, come
Anaxagoras,
Antagoras,
Aristagoras,
Diagoras,
Evagoras
o altri simili, o anche da forme apocopaiche di nomi gotici come
Goregeld,
ma la cosa più probabile è che si tratti di un'alterazione
aferetiva di un peggiorativo di nomi gome
Gregorio. |
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GOREFFI |
Cognome
quasi unico, presente solo a Melegnano e immediate vicinanze, il
che fa pensare che potrebbe trattarsi di un errore di
trascrizione del cognome Goretti. |
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GORELLI
GORETTI |
Gorelli è
un cognome toscano, originario della zona che abbraccia le
provincie di Arezzo, Siena e Grosseto, Goretti sembra avere più
ceppi distinti, che potrebbero essere: uno tra Lecco e Milano, e
alcuni nella fascia che va da Bologna a Perugia, passando per le
provincie di Prato, Firenze ed Arezzo, derivano dal nome
medioevale Goro (Nel Tomo sesto dell'Osservatore Fiorentino si
legge "Un certo senese, trattando a cena un cortigiano di Pio II
(alla metà del 1400 all'incirca) per nome Goro,..."). |
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GORETTA |
Assolutamente rarissimo, sembra avere un ceppo nell'alessandrino
ed uno nel basso spezzino, potrebbero derivare dal toponimo
Gorette (CN), come è pure possibile che derivino dal nome
medioevale italiano Goro; tracce di questa cognominizzazione si
trovano in un atto sommario di un processo penale a Bergamo nel
1700, dove l'imputato è un certo Giovanni Goretta, detto
l'Alessandrino, sempre nel 1700 a La Spezia i Goretta sono
armatori. |
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GORGA
GORGHI
GORGO
LA GORGA |
Gorga ha un nucleo tra salernitano e potentino a Roccadaspide
(SA) e Salerno e Vietri di Potenza (PZ) con un importante ceppo
anche a Roma e Bari, Gorghi è praticamente unico, Gorgo è
assolutamente rarissimo, ,La Gorga è specifico di Magliano
Vetere nel salernitano, potrebbero derivare da modificazioni del
nome Gregorio o Giorgio, ma molto più probabilmente derivano da
toponimi come Gorga nel romano o Gorga di Stio nel salernitano,
località che dovrebbero trarre il nome dal termine latino
gurges
(sorgente),
potrebbero anche derivare da altri nomi di località
caratterizzate dalla presenza di un gorgo o profondo laghetto o
pozzo, è pure possibile un collegamento con un soprannome basato
sul vocabolo arcaico gorga
(ingordigia)
originato da caratteristiche comportamentali del capostipite.
integrazioni fornite da
Evelina Siniscalchi
In documenti del 1753, un antenato dell'attuale famiglia Gorga
di Monteforte Cilento (SA), è menzionato col titolo di
don.
Lo stemma della famiglia presenta una torre con leoni rampanti
,un pino ,una fontana e tre colombe. |
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GORGI
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Gorgi, molto molto raro, è tipico del padovano, di Padova e San
Martino di Lupari, potrebbe derivare dal nome medioevale
Gorgius,
di cui abbiamo un esempio in uno scritto di epoca medioevale:
"Anno Urbis condite MCXVI a Iulianus iam dudum Cesar solus
imperio potitus, anno uno mensibus VIII, Christianam religionem
arte potius quam potestate insectatus est, ..Huius tempore a
Gorgius ab Arrianis in locum Athanasii episcopi Alexandrini
ordinatur, qui Athanasius post dudum Alexandriam est
reversus....". |
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GORGIA
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Gorgia,
ormai quasi scomparso, sembrerebbe essere stato originario di
Alessandria, potrebbe derivare dal nome della località montana
Gorgia della Madonna in Valle Stura nel cuneese, probabilmente
il luogo di provenienza del capostipite. |
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GORGONE
GORGONI
GORGONIO
GURGONE |
Gorgone sembrerebbe siciliano con ceppi nel catanese a Bronte e
Catania, a Palermo e nel messinese a Naso e a Capo d`Orlando,
Gorgoni sembrerebbe specifico del Salento sia del brindisino che
soprattutto del leccese, Gorgonio è assolutamente rarissimo,
Gurgone, forma corrotta dal dialetto di Gorgone, è anch'esso
siciliano di Nicosia (EN), di Biancavilla (CT) e nel messinese
di Ucria e di Messina, dovrebbero derivare dal nome greco
Gorgones,
le Gorgoni erano dei mostri mitologici alati, la più famosa era
Medusa, o dal nome romano derivato
Gorgonius,
di cui abbiamo un esempio nel
Rerum gestarum di Ammiano
Marcellino: "...Perductus est isdem diebus et Gorgonius, cui
erat thalami Caesariani cura commissa, cumque eum ausorum fuisse
participem concitoremque interdum ex confesso pateret...", ma è
pure possibile una derivazione dal nome femminile latino
Gorgonia
di cui abbiamo un esempio in questa antica lapide: "D(is)
M(anibus) / Aur(elio) Proculo puero an(norum) XIII filio /
dulcissimo / p(ia) f(ecit) / Gorgonia / Alumna et".ricordiamo
San Gorgonio martire sotto l'imperatore Diocleziano. |
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GORI
GORINI |
Gori è molto diffuso al centro con probabile nucleo tra la bassa
Romagna la Toscana e l'Umbria, ma ha presenze significative
anche al settentrione, Gorini diffuso in tutto il centro nord ha
un ceppo importante nel milanese, derivano dal nome medioevale
Goro (vedi Gorelli). Il ceppo romagnolo potrebbe derivare dal
toponimo Goro (FE).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Gori e Gorini, tutti e due panitaliani, ma frequentissimi nel
Centro Nord. Derivano dal cognome base
Gregori
(cfr.), cognominizzazione del nome di persona
Gregorio.
I cognomi che ne derivano sono diffusissimi in tutta l'Italia
fin dal tardo impero romano, grazie anche al culto di numerosi
santi (tra i quali spicca San Gregorio Magno, papa). L'originale
greco, Grêgórios
(dal verbo gregorêin
= essere desto)
ha il significato di "sveglio,
pronto, intelligente". Gorini
può essere anche d'origine toponimica da uno dei diversi Gorino,
uno ferrarese e due rodigini. |
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GORIA
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Goria è tipicamente piemontese, ha un nucleo nell'astigiano tra
Tigliole e Villanova d'Asti, ed uno a Torino, secondo alcuni
potrebbe derivare dall'aferesi del nome
Gregorio,
ma non sembra molto probabile.
integrazioni fornite da
Daniele Zaia
Da un esponente della famiglia due ipotesi sull'etimologia del
cognome. La prima dalla voce basca
goria o
gorria,
collera.
La seconda dalla rotacizzazione, tipica del dialetto astigiano,
del prenome "Golia".
L'ipotesi trova un sostegno nel parallelismo con il cognome
Allione o Alione che, ad Asti, in tale grafia è estinto,
essendosi trasformato, per il fenomeno fonetico riferito, in:
"Arione". |
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GORIANI
GORIANO |
Entrambi
assolutamente rarissimi, potrebbero derivare dal toponimo
Goriano Sicoli o Goriano Valli (AQ), ma più probabilmente
derivano dal nomen latino Gorianus, forma arcaica di Gordianus. |
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GORLA
GORLANI |
Gorla è
decisamente milanese con diffusione in tutta la Lombardia,
Gorlani dovrebbe essere della zona tra Brescia e Cremona,
dovrebbero derivare da toponimi come Gorla Maggiore o Minore
(VA) il primo e Gorle (BG) e Gorlago (BG) il secondo. |
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GORLEZZA |
Gorlezza è molto molto raro, sembrerebbe specifico di Boffalora
Ticino, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal
vocabolo longobardo worila
(gora, chiusa)
con il suffisso in -ezza
ad indicare una proprietà, inteso come caratteristica, del
capostipite, quella cioè di essere
quello della gora
o della chiusa,
il fatto che Boffalora Ticino verso la fine del 1100 fu sede di
opere per la canalizzazione del Naviglio Grande di Milano
avvalora questa ipotesi. |
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GORLIN
GORLINI |
Gorlin è tipicamente veneto del vicentino, di Torri di
Quartesolo e di Vicenza, Gorlini è specifico di MIlano e di
Gallarate nel varesotto, dovrebbero derivare da un soprannome
basato sul termine dialettale lombardoveneto arcaico
gorli (vimini,
i rami del salice),
probabilmente ad indicare che i capostipiti fossero degli
artigiani produttori di ceste o panieri, o anche degli
impagliatori di sedie. |
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GORNATI |
Tipico del nordmilanese e basso varesotto, deriva dal toponimo
Gornate Olona (VA).
ipotesi di Luigi Colombo". |
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GORNI
GORNO |
Gorni è
diffuso nel bresciano e nel mantovano, Gorno è abbastanza raro
ed è tipico di Brescia, dovrebbero derivare dal toponimo Gorno
(BG), tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nel
mantovano nel 1600 con la Contessa Mantovana Giulia Gorni
Arrivabene e in un atto di vendita datato 28.Novembre 1608 dove
il Conte Guido Gonzaga fu Camillo cede alla Dama Margarita
figlia di un Giovanni Battista Gorni la metà della metà del
Feudo Oddalengo piccolo, mediante il prezzo di Scuti 590. |
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GORO
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Assolutamente rarissimo, sembrerebbe specifico di Cingoli (MC),
dovrebbe derivare dal nome medioevale Goro di cui abbiamo un
esempio in uno scritto del 1332: "...Ser Cecchinus de Campilia.
Mactheus Scarsus. Pasquinus de Casciana not. M. p. Ser
Bacciameus Tadi. Gorus Savini. Bartalus de Ripuli...". |
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GORRA
GORRARA |
Gorra è
specifico del piacentino, con un ceppo nel torinese, Gorrara,
molto raro, è tipico del basso appennino parmense, dovrebbero
derivare da nomi di località, come Gorra di Carignano (TO) o
Gorra di Bobbio (PC), originati dal termine gorra (concrezione
sedimentaria di fango e sale). Traccia di questa
cognominizzazione la troviamo nel 1500 con Martin Gorra nobile
notaio di Aosta. |
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GORRETA |
Molto
raro sembra che le sue origini siano in provincia di
Alessandria, potrebbe derivare da Gorreto (GE). |
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GORRINI |
Abbastanza raro, dovrebbe essere originario della zona al
confine tra il pavese e l'alessandrino, potrebbe derivare da
Gorreto (GE), come pure dal nome medioevale Goro. |
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GORTAN
GORTANI |
Entrambi tipici dell'area sopra Tolmezzo, Gortan è tipico della
zona di Paularo (UD), Gortani è specifico della vicinissima zona
di Arta Terme (UD), potrebbero derivare da una modificazione del
nome germanico Gortrand, l'ipotesi secondo la quale
deriverebbero da modificazioni dialettali del termine germanico
garten
(giardino)
è molto poco attendibile.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Gortani è un cognome bellunese. È un aggettivo da
Gorto,
coronimo della Carnia, da *ghorto-
> Canale di Gorto, latino medievale 'gortus'
= 'canalis per quem acquae decurrunt'. |
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GORZA
|
Gorza ha un ceppo friulano a Udine e Trieste ed uno nel
bellunese soprattutto a Feltre, ma con presenze significative
anche a Pedavena e Sovramonte, cognome di difficile
interpretazione potrebbe derivare da un soprannome dialettale
dal termine cimbro gotzar
(guardiano di capre). |
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GOS
GUS |
Specifici
della valle del Natisone nell'udinese, derivano da un soprannome
originato dal vocabolo sloveno gos (oca), probabilmente motivato
da caratteristiche fisiche o comportamentali del capostipite, è
pure possibile una derivazione dall'elisione del nome longobardo
Gospertus, Guspertus. |
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GOSGNACH |
Molto molto raro è tipico della valle del Natisone, dovrebbe
essere di origini slovene e derivare da un soprannome originato
da un modificazione dialettale del vocabolo slavo
gozdnik (boscaiolo,
abitante del bosco). |
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GOSPARINI |
Abbastanza raro, è specifico dell'udinese, zona tra Osoppo e
Spilimbergo e Fagagna in particolare, dovrebbe derivare da una
modificazione del nome Gaspare, abbiamo tracce di una famiglia
Gosparino a Padova nella seconda metà del 1500, ma è pure
possibile un collegamento con il termine slavo
Gospa
(Madonna).
integrazioni fornite da
Stefano Gosparini
Da alcune ricerche effettuate da mio Padre, il cognome
Gosparini fa riferimento ad un tale che alcuni secoli fa era
addetto alla raccolta dell'Olio sacro per una festa della
Madonna presso la chiesa di Dignano del Friuli (UD). Gospa in
Sloveno è la traduzione di Madonna. |
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GOSSA
GOSSI
GOSSO |
Gossa, estremamente raro, sembrerebbe di Cuneo, Gossi, molto
molto raro, ha presenze in Liguria ed in Piemonte, con un
piccolo ceppo a Samolaco nel sondriese ed a Colico nel lecchese,
Gosso è tipico dell'area piemontese, di Bagnolo Piemonte nel
cuneese e di Torino, Pinerolo e Nichelino nel torinese,
dovrebbero derivare dal nome germanico medioevale
Goss, a
sua volta derivato dal termine medioevale germanico
goss (gotico,
appartenente al popolo dei Goti),
tracce dell'uso di questo nome le troviamo nel processo ai
Templari: "...Eisdem die et loco fuerunt adducti coram eisdem
dominis commissariis fratres subscripti, qui adducti fuisse
dicebantur de Aciis Parisiensis diocesis, videlicet fratres
Raynaldus de Pruino presbyter Senonensis, ...., Gosso de Gandano
Tornacensis...", secondo un'altra ipotesi sarebbero di.origini
celtiche e deriverebbero da soprannomi basati sul termine celta
gos
(gola). |
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GOSTA
GOSTI
GOSTO
GUSTA
GUSTI
GUSTO |
Gosta, assolutamente rarissimo, sembrerebbe poter aver avuto un
ceppo umbro ed uno campano, Gosti ha un ceppo tra aretino e
perugino, a Cortona (AR) e Castiglione del Lago, Perugia e
Corciano nel perugino, ed uno romano, Gosto, quasi unico, è del
Piemonte nordorientale, Gusta, quasi unico, potrebbe essere
piemontese, Gusti ha un ceppo milanese ed uno nel piacentino,
Gusto, assolutamente rarissimo, è del napoletano, dovrebbe
trattarsi di forme aferetiche, più o meno alterate
dialettalmente, derivate dal nome latino
Augustus,
Augusta. |
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GOSTINI
GOSTINO
GUSTINI
GUSTINO |
Gostini, Gostino e Gustino sono praticamente unici, Gustini,
sempre comunque rarissimo, sembrerebbe specifico di Trieste e
del triestino, si dovrebbe trattare di una forma aferetica, in
alcuni casi dialettale, del nome
Agostino
(vedi AGOSTA), di quest'uso abbiamo un esempio nel
Codex Diplomaticus Cavensis
in un atto dell'anno 1053: "In nomine domini vicesimo primo anno
principatus domni nostri Gisulphi gloriosi principis, mense
iunio, quintadecima indictione. Ante me Iohannem iudicem
Rossemannus presbiter et prepositus monasterii puellarum Sancti
Michaelis archangeli et sancti protomartiris Stefani, quod
constructum est intra hanc civitatem in horto magno.. ..Ipse
manso respondit in acto mitiliano, ubi terra Gustini et pratu
dicitur, plures res haberi, sed nescire de qualibet ipse
prepositus cum eo causare. Ego autem sicut inter eos convenit
iudicavi et illos guadiare feci ...".
integrazioni fornite da
Gianluigi Gostini
esclusivamente relativamente alla mia famiglia, il cognome
Gostini originario di Trieste e Graz era originariamente
Gostischa italianizzato nel periodo fascista. |
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GOSTINICCHI
GUSTINICCHI |
Gostinicchi, assolutamente rarissimo, dovrebbe essere della zona
tra aretino e perugino, Gustinicchi, praticamente unico dovrebbe
essere una forma arcaica del precedente, si potrebbe trattare
dell'italianizzazione del cognome austriaco
Gustinich,
ma la sua distribuzione antica nell'area friulana porta a
considerare improbabile questa possibile origine, Gostinicchi
più probabilmente è di origini cortonesi è deriva da una forma
ipocoristica settecentesca tipicamente toscana di un diminutivo
del nome Augusto. |
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GOSTOLI |
Gostoli è specifico dell'area che comprende il riminese ed il
pesarese, in particolare Fermignano, Belforte all'Isauro,
Pesaro, Urbino, Petriano e Gradara, dovrebbe derivare
dall'aferesi del soprannome romano
Augustulus,
ricordiamo con questo cognomen anche l'imperatore Romolo
Augustolo, considerato l'ultimo imperatore romano d'Occidente
(31 ottobre 475-4 settembre 476), dopo la sua deposizione ad
opera del re barbaro Odoacre, capo degli Eruli, figlio di un
ministro di Attila, non venne più eletto un altro imperatore. |
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GOTELLI
GOTI
GOTO |
Gotelli è molto raro, tipico del genovese, Goti a parte un
piccolo ceppo a Sulmona (AQ) è sicuramente toscano di Prato ed
Arezzo in particolare, Goto è quasi unico, dovrebbero derivare
dal termine etnico Goti (popolo cosi chiamato dal vocabolo
Gott
per indicare Dio). Il cognome Gotelli lo
troviamo fin dal 1189 come partecipante alla stesura del
trattato di pace tra le repubbliche di Pisa e Genova dopo la
battaglia della Meloria. |
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GOTTARDI
GOTTARDINI
GOTTARDO |
Gottardi
è diffuso in tutto il nord Italia, Gottardini, molto raro, è
tipico di Trento, Gottardo è specifico del Veneto centro
orientale, derivano dal nome medioevale di origine germanica
Gotardus o Gothardus di cui abbiamo un esempio a Milano nel
1500: "...Magnificus dominus Gotardus Rejna de collegio
magistratorum dominorum Juris peritorum Mediolani arbiter...";
tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel 1600 a Rimini
con Gottardi Frater Aegidius Ariminensis, teologo e predicatore
agostiniano. |
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GOTTARELLI |
Tipico della zona tra bolognese e ravennate, potrebbe derivare
da una modificazione del nome medioevale germanico
Gothardus.
integrazione fornita da
Antonio Gottarelli
Attualmente esistono 53 famiglie in Italia, provenienti da un
unico ceppo documentato a Castelbolognese (RA) fin dal 1300. Il
più antico stemma di famiglia, datato 1558, è presente nello
stemmario dell'Archiginnasio di Bologna e rappresenta un giovane
toro rampante con tre stelle in alto ed una quarta tra le corna.
Il suo contenuto sembra confermare l'origine del cognome da
Got Tauriellus,
forse derivante da una tribù gota dei Monti Tauri, per cui lo
stanziamento nel ravennate potrebbe riferirsi
all'amministrazione gota di re Teodorico. Famiglia di studiosi,
religiosi ed artisti, fu illustre Giovanni Battista Gottarelli,
giurista dell'ordine hierosolimitano, luogotenente generale per
le cause criminali a Roma, grandemente accetto da Papa Urbano
VIII. |
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GOTTI
GOTTO |
Gotti ha un nucleo tra bergamasco e bresciano ed uno nel
bolognese, con un ceppo forse non secondario a Trieste, Gotto,
assolutamente rarissimo, sembra del nord Italia, dovrebbero
derivare dal nome medioevale Gottus, di cui abbiamo un esempio
nel De vulgari eloquentia di Dante Alighieri, dove si può
leggere: "...sicut fuit Gottus Mantuanus, qui suas multas et
bonas cantiones nobis ore tenus intimavit...", è anche possibile
che derivi dal termine medioevale gottus (appartenente al gruppo
etnico dei Goti): "...Et, visa Gottorum moltitudine et
insania, verebantur et recordabantur quod in anno Christi 413
ipsi Gotti cum rege eorum Alarico venerunt in Italiam..", ultima
ipotesi è la derivazione da un soprannome originato dal vocabolo
dialettale gotto (bicchiere). Tracce di questa
cognominizzazione le troviamo nel milanese fin dal 1400, in un
atto del 1421 leggiamo di un certo Gotto fu Gennaro Gotti de
Superconula di Lorentino, a Bergamo troviamo i Gotti fin dal
1500.
integrazioni e stemma
forniti da Carlo Gotti Porcinari
Le famiglie Gotti più antiche hanno origine dalla città di
Volterra, questa famiglia ha origine da un visigoto sfuggito
alla sconfitta del Re Teia subita a Sarno e trapiantato a
Volterra e si ha notizia ininterrotta dal 1120. da Volterra la
Famiglia si è trasferita a Firenze, Genova e Bologna, dove i
suoi discendenti hanno sempre usato lo stesso stemma "un capro
rampante su di un pino". |
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GOVERNA
GOVERNI
GOVERNO
GUBERNI |
Governa ha un piccolissimo ceppo ad Alessandria e tra cuneese,
alessandrino e genovese, qualche presenza nel bolognese e
ravennate e nel sudest della Sicilia, Governi è tipicamente
toscano con un ceppo nel grossetano a Seggiano, Grosseto e
Manciano, nel senese a San Quirico d'Orcia, Murlo, Siena e
Castiglione d'Orcia, ed a Firenze, Governo ha un ceppo nel
veronese, a Verona ed a San Giovanni Ilarione, presenze in
Friuli, un piccolo ceppo a Napoli e presenze nel catanese,
Guberni, assolutamente rarissimo, è specifico di Castelnuovo del
Garda nel veronese, tutti questi cognomi dovrebbero derivare dal
nome medioevale Guberna,
a sua volta derivato da una forma esortativa del verbo
gubernare
(governare, guidare nella giusta
direzione), attribuito a figli
cui si augurasse la capacità di saper guidare la propria vita
verso il bene. |
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GOVERNALE
GOVERNALI
GUBERNALE
GUBERNALI |
Governale è specifico di Palermo e del palermitano, di Corleone,
Monreale e Roccamena, con un ceppo anche a Marsala nel
trapanese, Governali ha un piccolo ceppo nell'alessandrino, ma
il ceppo principale è a Corleone e palermo nel palermitano,
Gubernale, assolutamente rarissimo, sembrerebbe siciliano,
dell'area meridionale dell'isola, Gubernali, quasi unico, è del
centro Italia, dovrebbero tutti derivare dal termine tardo
latino gubernalis
(timoniere),
probabilmente ad indicare il mestiere dei capostipiti, va
considerato comunque che in epoca rinascimentale il
Gubernalis
era anche una specie di
segretario consigliere di un
nobile. |
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GOVERNANTE
GOVERNANTI |
Governante, assolutamente rarissimo, sembrerebbe siciliano del
palermitano, Governanti è specifico di Partinico nel
palermitano, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Governante
attribuito ai propri figli, con il significato augurale, che
questi possano governare la propria vita secondo le leggi
divine. |
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GOVERNATORI |
Governatori ha un ceppo tra modenese e bolognese, ma il nucleo
principale è situato nella fascia che comprende le Marche,
l'Umbria, il viterbese ed il romano, dovrebbero derivare dal
fatto di essere stato il capostipite un
Gubernator civitatis,
carica istituita nei territori dello Stato Pontificio da Papa
Sisto V° nel 1586, in sostituzione di quella di Podestà o
Pretore: ".. officium Praetoris dictae civitatis Esinae.perpetuo
supprimimus et extinguimus, ac illius vice et loco officium
Gubernatoris.creamus, erigimus et deputamus onoribus,
privilegiis et praeminentiis solitis, et consuetis, acaliis,
quibus Gubernatores civitatum". |
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GOVI
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Govi è tipicamente emiliano, dell'area che comprende il
parmense, il reggiano, il modenese ed il bolognese, ma è
particolarmente concentrato a Reggio Emilia ed a Scandiano e
Villa Minozzo nel reggiano ed a Modena e Carpi nel modenese,
dovrebbe derivare da un'alterazione del nome della
Gens Gavia,
ma potrebbe anche derivare da una modificazione per betacismo
del cognomen medioevale latino
Gobius di cui abbiamo un
esempio in questo scritto dell'anno 1094: "In nomine regis
æterni. Ego Willelmus miles de Sancto Pontio cum fratribus meis,
Petro videlicet clerico, Stephano quoque et Pontio, militibus,
relinquimus atque werpimus Deo et sanctis apostolis ejus Petro
et Paulo et Cluniacensi conobio omnes calumpnias quas habuimus
in terra ipsius loci, que est in vicinio villæ que dicitur ad
Sanctum Pontium, in silvis, in pratis, in terris cultis, sive
incultis, seu in ceteris rebus pro anima Leotaldi fratris nostri
atque omnium antecessorum nostrorum. Hoc autem fecimus in manu
domni Stephani, qui tunc temporis erat decanus Galuniacensis
ville, in cujus custodia jam dicta terra esse dinoscitur,
insuper ex nostra parte addentes tres andaginos cujusdam prati,
et unam terram super mansionem Guntaldi rustici. Testes vero
hujus werpitionis sive doni fuerunt hi: domnus Lanbertus
Discalcius, Arlulfus de Germola et Ugo, frater ejus, Rotbertus
de Sancto Pontio et Girardus frater ejus, Bernardus prepositus
Sancti Pontii, et Bruno de Burgundia. Facta est carta anno Verbi
incarnati millesimo XCº IIIIto. Petrus cognomento Gobius,
Cluniacensis ecclesie cantor, me scripsit.".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Govi è cognome di modesta diffusione, d'origine toponimica:
dalla località di Gova nell'alto Appennino reggiano (Villa
Minozzo). Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese. |
|
GOVONE
GOVONI |
Govone, molto raro, è proprio del cuneese, Govoni sembra avere
due ceppi, uno cuneese ed uno emiliano, nella zona che comprende
il mantovano, il bolognese ed il ferrarese, il primo deriva
quasi sicuramente dal toponimo Govone (CN). Troviamo tracce di
una nobile famiglia De Govono nel XI° secolo quando l'episcopato
di Asti li nomina castellani di Govone (CN), nel 1400, a fine
secolo il Conte Bernardino Govone esercitava signoria su Piozzo
(CN) e dintorni.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
GOVONI - II cognome, assai rappresentato nella zona di
Castelfranco Emilia, risale probabilmente al personale
longobardo Gôdo
«buono»,
latinizzato in Godone.
Un «Pietro Godone» è testimone ad un atto di donazione di
terreni alla chiesa modenese, nel territorio di Formigine, nel
1013. E questo Godone professa di vivere secondo la legge
longobarda. La caduta della -d- in Godone e il conseguente iato
hanno generato il suono di transizione -v-, al modo stesso che
dal latino cauda «coda» abbiamo nel dial. modenese \'càvva\' e
dal lat. \'radice\' abbiamo nel dial. parmigiano \'ravisa\':
così da Godone sì è giunti a Govone / i. Non convince l'ipotesi
che il cognome risalga al nome proprio Jacopone, maggiorativo di
Jacopus/Jacobus «Giacomo», con aferesi dello Ja - e il passaggio
della -p- in -v-, anche se ad un derivato di Jacobus pensa
timidamente l'Olivieri, senza offrire convincente documentazione
storica, per le località di Govone (CU) e Govoni (AT). Piuttosto
per taluni Govoni castelfranchesi potrebbe esser valida
l'origine da detti nomi locali cuneensi ed astigiani. Fonte: F.
Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996. |
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GOY
|
Sembrerebbe piemontese, è molto molto raro, tipico della Savoia
potrebbe derivare dal termine francese medioevale
goy
(roncola), tracce di questo cognome si trovano in Valle Anzasca
almeno dal 1500 quando in atti troviamo vari Goy citati tra i
cittadini di Vanzone. |
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GOZZA
GOZZI
GOZZINI
GOZZO |
Gozza è tipico del bolognese, con un ceppo nel bresciano, Gozzi
è proprio dell'area che comprende reggiano, modenese e
mantovano, Gozzini ha un nucleo lombardo, soprattutto nel
bresciano, ed uno toscano nell'area tra fiorentino e pisano,
Gozzo è specifico del veronese e della fascia che dal rivigoto
arriva alla provincia di Venezia, dovrebbero derivare dal nome
longobardo Gozus
di cui si hanno tracce ad esempio nel 1011 a Quinzano di
Senigallia (AN) in un documento è citato il Conte Gozo, signore
del castello di Quinzano, in una pergamena del Codice
Diplomatico della Lombardia medievale del 1182 a Magnago (MI) si
legge: "...Interfuere ibi testes Serravallis,Obizo et Anrigazius
fratres, Ozus de Prada et Gozus, Anricus Menna, Oto Romanonus.".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Gozzo e Gozzi, secondo Olivieri, derivano dal nome antico
Gozo e
sono aferetici di Arrigozzo
e simili. Invece per F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese,
Gozzi è cognome di derivazione soprannominale, da
gozzo. |
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GRABOLI |
Cognome
unico, presente solo a Melegnano, farebbe pensare ad un errore
di trascrizione forse di un Garboli (vedi Garbo). |
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GRACCI
|
Tipico
toscano, abbastanza raro, potrebbe derivare dal nome medioevale
De Graciis (ringraziando il Signore) usato sia come
propiziatorio che come riconoscenza per una grazia ricevuta, o
più probabilmente dal cognomen latino Gracchus (nel caso
genitivo: dei Gracchi). |
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GRACI
GRACIA |
Graci è siciliano, di Licata, Castrofilippo, Caltabellotta,
Canicattì ed Agrigento nell'agrigentino, e di San Cataldo e
Caltanissetta nel nisseno, Gracia, quasi unico, è forse
un'alterazione del precedente, che dovrebbe derivare da una
contrazione del nome grecanico
Gregoràces (il piccolo
Gregorio, ma anche il figlio di Gregorio), o anche dal nome
medioevale latino Gracius,
portato soprattutto dai popoli germanici. (vedi anche GRACCI) |
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GRADA
GRADI
GRADO |
Grada è praticamente unico, Gradi è tipico della zona che
comprende le province di Firenze, Prato e Pistoia, Grado
parrebbe specifico della Sicilia occidentale, dovrebbero
derivare dal nome medioevale
Gradus, Grada di cui abbiamo un
esempio nel Codice Diplomatico
Longobardo in una
Charta Iudicati
dell'aprile 745 scritta ad Agrate (MI): "...heredes mei a
presenti menime ipsis trecenti solidi dare uoluero, et tunc
postea uolo ut pro ipsis trecentis solidis habeat ipsa Grada
filia mea casa illa tributaria in fondo Rocello que dicitur de
Lopetione...", ma è pure possibile una derivazione da antichi
nomi di località del quale uso abbiamo un esempio in una
Carta commutationis
del giugno 1172 redatta a Milano:"...ex
parte ipsius canonice eisdem commutatoribus suis Iohanni et
Guiscardo et Manescoto, scilicet omnes illas res territorias
iuris ipsius canonice quas habebat in territorio de loco Gradi,
que res reddebant ...". |
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GRADILONE |
Gradilone, abbastanza raro, è specifico del cosentino, di
Corigliano Calabro, Acri, San Demetrio Corone e Santa Sofia
d'Epiro, potrebbe derivare da una forma accrescitiva di
un'alterazione dialettale del nome greco
Cratilos
(Κρατύλος), ricordiamo con questo nome il filosofo greco
omonimo, discepolo di Eraclito e maestro di Platone, che gli
dedico anche il dialogo Cratilo.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Gradilone è cognome calabrese che per Rohlfs 126 deriverebbe dal
nome Gradalone,
teste in Lucania nell'anno 1194. |
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GRAFFEO |
Graffeo è tipico della Sicilia occidentale, di Sciacca e Menfi
nell'agrigentino, di Marsala, Mazara del Vallo e Salemi nel
trapanese e di Palermo, dovrebbe essere arrivato con gli
angioini, sembrerebbe trattarsi di una forma alterata del nome
provenzale Graffeil,
a sua volta probabilmente derivato dal nome della pianta dell
agrifolio, l'ipotesi che possa derivare dal termine germanico
graf
(conte)
non può essare trascurata, ma è molto improbabile. |
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GRAINER
GREINER |
Grainer, assolutamante rarissimo, e Greiner, solo leggermente
meno raro, sono dell'Italia settentrionale, probabilmente di
origini germaniche potrebbero derivare da soprannomi legati al
vocabolo tedesco greinen
(pronuncia grainen) che significa
piangere.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Grainer, Greiner è un cognome tedesco originario della Svevia e
della Turingia e presente anche in Italia. Per la sua etimologia
sono possibili diverse ipotesi: 1. derivazione dall'antico svevo
'grynerisch'
= scontroso, litigioso
2. etnico dalla città austriaca
GREIN, 3. derivazione dal medio
alto tedesco 'grien'
= sabbia,
e poiché dalla sabbia si fa il vetro e i primi Greiner erano
vetrai è ipotizzabile il passaggio
Griener -
Gryner
- Greiner,
4. dal verbo 'greinen'
= piagnucolare. |
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GRALDI
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Graldi è tipicamente emiliano, di Bologna, Imola nel bolognese
ed Argenta nel ferrarese, dovrebbe derivare dal nome medioevale
germanico Gerhald
o meglio dal suo derivato
Graldus
di cui abbiamo un esempio negli
Instrumenta ad Ecclesiam Lemovicensem
dell'anno 1114: "Anno ab Incarnatione Domini nostri Jesu Christi
M.C.XIV. Indictione VII. epacta XII. domno Paschali Romano
pontifice feliciter regente, Eustorgio episcopo Lemovicensi sedi
praesidente, regnante Ludovico rege Francorum, superstite
Ademaro vicecomite Lemovicensi .... Tum venerabilis magister sic
prosecutus est : Ego Graldus Dei gratia servorum Dei minister,
quamvis indignus, constituo, et inviolabili decreto confirmo
quod totus praesens locus, ecclesiae videlicet Dalonensis, ab
omni ecclesiastica vel saeculari subjectione sit libera, et
quasi propria Christi camera, insignibus sublimetur, salvo
apostolico jure et diocesani pontificis dignitate...". |
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GRAMAGLIA |
Gramaglia ha un ceppo piemontese, nel cuneese e torinese, uno
campano nel napoletano ed avellinese ed uno nell'agrigentino,
potrebbe derivare dal cognome francese arcaico
Gramaille,
forse a sua volta derivato dal nome del paese di Cramaille in
Picardia, vicino a Reims. |
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GRAMATICA
GRAMATICO
GRAMMATICA
GRAMMATICO |
Gramatica, tipicamente lombardo, ha un ceppo a Gargnano nel
bresciano, uno a Bellagio nel comasco ed uno a Milano, Gramatico
sembra essere unico, Grammatica ha un ceppo lombardo ed uno a
Corato nel barese, Grammatico ha un nucleo a Trapani e nel
trapanese ad Erice, Favignana, Valderice e San Vito Lo Capo,
uno a Roma ed uno a Genova, dovrebbero tutti derivare dal
termine latino grammaticus
ad identificare nel capostipite un letterato o un pedagogo. |
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GRAMAZIO |
Gramazio è specifico di Foggia e del foggiano, di Manfredonia e
Carpino, dovrebbe derivare dal nome medioevale
Gramatius
o Grammatius,
nome portato ad esempio dal vescovo di Orleans nel sesto secolo:
"...In Christi nomine Gramatius episcopus consensum nostrum
relegi et subscripsi...". |
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GRAMIGNA
GRAMIGNI
GRAMINI
GREMIGNA
GREMIGNI
GREMIGNO |
Gramigna ha un ceppo milanese, uno veneziano, uno nel piacentino
a Podenzano e Cadeo, uno a Lugo nel ravennate e ad Ostellato nel
ferrarese, con presenze nel cosentino, Gramini, quasi unico,
sembrerebbe del parmense, Gramigni è specifico del fiorentino,
di Firenza, Vicchio e Calenzano e di Prato e Vaiano nel pratese,
mentre Gremigni, sempre toscano, è di Cecina e Livorno nel
livornese, di Volterra, Pisa e Montopoli in Val d'Arno nel
pisano e di Firenze e Gambassi Terme nel fiorentino, Gremigna,
quasi unico, sembrerebbe del potentino, Gremigno è unico, questi
cognomi potrebbero derivare da soprannomi originati dal nome
dell'erba infestante chiamata
gramigna o
gremigna,
ma non si può escludere che in qualche caso derivino invece da
alterazioni dialettali del nome medioevale germanico
Garamind
o Garamund
o del nome sempre medioevale nordico
Grahamin. |
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GRAMIGNOLA
GRAMIGNOLI |
Gramignola, quasi unico, è dell'area cremonese, bresciana,
Gramignoli è specifico di Crema, dovrebbe trattarsi di un
ipocoristico di un soprannome dialettale basato sul termine
cremonese gramm
(malaticcio, di salute
cagionevole), probabilmente ad
indicare nel capostipite una persona con molti acciacchi di
salute, ma non si può escludere una derivazione da un diminutivo
del nome nordico Grahamin. |
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GRAMISCI
GRAMSCI |
Assolutamente rarissimi parrebbero del cosentino.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Quasi unico, originario del cosentino, Gramsci è un cognome
d'origine straniera, albanese nella fattispecie: si tratta,
infatti, di uno di quei cognomi importati dall'Albania fra il XV
e il XVI secolo, in seguito all'emigrazione di una folta
comunità albanese in Italia; come ben noto nella storia
d'Albania, questo fenomeno migratorio fu dovuto all'occupazione
del paese da parte dell'Impero Ottomano, che vi stabilì il suo
dominio dopo la morte di Gjergj Kastrioti, meglio noto col nome
di Skanderbeg (un eroe nazionale nella storia albanese, famoso
per la sua resistenza nei confronti dell'avanzata turca). Per
quanto riguarda il cognome in questione, personaggio di rilievo
fu il politico, filosofo e scrittore sardo Antonio Gramsci (nato
ad Ales, Oristano, nel 1891 e morto a Roma nel 1937), noto per
il suo attivismo politico e intellettuale nelle file della
Sinistra (fu uno dei fondatori, ad esempio, del PCd'I, il
Partito Comunista d'Italia) e per la sua detenzione in carcere
in quanto membro dell'opposizione al regime fascista. Per ciò
che riguarda, invece, la genealogia della famiglia Gramsci, pare
che questa provenisse in origine da Plataci, nel cosentino;
secondo recenti ricerche archivistiche, inoltre, i Gramsci
vivrebbero in Italia ormai da diversi secoli, pare proprio dai
tempi dell'invasione turca (nonostante Antonio sostenesse una
sua origine albanese molto più vicina nel tempo, risalente cioè
a un suo avo emigrato nel 1821). Dal punto di vista etimologico,
comunque, il cognome (che ha una variante in Gramisci, anch'esso
originario del cosentino) dovrebbe trarre origine dalla
toponomastica albanese: a sud-est di Tirana, infatti, si trova
il distretto di Gramsh (detto anche Gramshi in lingua madre),
che ha come capitale, appunto, la città di Gramsh. |
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GRAMPA
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Grampa, abbastanza raro è specifico di Busto Arsizio nel
varesotto, dovrebbe derivare da un soprannome o nome originato
dal termine antico alto tedesco
kramph (uncino, artiglio).
integrazioni fornite da
Carlo Solbiati
poco diffuso ma presente nel varesotto dal 1390 circa (codice
membranaceo della Decima della Capitolare di Busto Arsizio).
Deriva dal vocabolo longobardo
kramp indicante sia il granchio
di acqua dolce sia
l'uncino-fiocina
utilizzato per pescarlo. Lo stemma mostra un granchio di colore
oro in campo ornato di losanghe rosse. |
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GRAMPASTORE
GRANPASTORE |
Entrambi assolutamente rarissimi.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Grampastore, rarissimo, sembra avere un ceppo nel foggiano e uno
nel potentino, Granpastore, unico, si riscontra soltanto a
Foggia, entrambi questi cognomi derivano dal nome
cristiano-medievale Grampastore,
nato in chiaro riferimento alla figura di Gesù Cristo, il Buon
Pastore (per una spiegazione più approfondita sull'origine del
nome, vedi il cognome Pastore): dal punto di vista semantico,
infatti, l'espressione Gran Pastore viene usata come sinonimo di
Buon Pastore da San Paolo, che definisce Gesù Cristo come Il
Gran Pastore delle Pecorelle (Pastorem
Magnum Ovium, come suona in
latino). Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si
tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei
capostipiti. |
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GRANA'
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Granà è tipico del palermitano, di Palermo, Altavilla Milicia,
Monreale e Palazzo Adriano, dovrebbe trattarsi di forme tronche
derivate dal cognomen latino
Granatus, di cui abbiamo un
esempio in questo testo che si riferisca all'anno 1185:
"...super quem exercitum erat constitutus quidam princeps qui
dicebatur Granatus, obvians eis cum verbis pacificis, dicens
quod ultra procedere non poterant...". |
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GRANAROLI |
Granaroli
ha un piccolo ceppo a Terni ed uno a Roma e Palestrina nel
romano, potrebbe derivare dal nome di paesi come Granarolo
nell'urbinate o Granaro nel Piceno. |
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GRANAROLO |
Granarolo
è praticamente unico e sembrerebbe ligure, del genovese,
dovrebbe derivare dal nome di una frazione di Genova, appunto
Granarolo. |
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GRANATA
GRANATO |
Granata è assolutamente panitaliano, Granato, decisamente
meridionale, ha un forte nucleo in Campania, potrebbe derivare
dal cognomen latino Granatus.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Granata, sono diverse le ipotesi sull'origine di questo cognome
panitaliano: 1. dal latino 'granata
mala' =
frutti granosi,
cioè frutti del melograno,
per indicare chi produceva o vendeva questi frutti, oppure
soprannome per chi aveva capelli o carnagione rossa. 2. da una
frazione omonima di Santa Maria del Cedro, in provincia di
Cosenza, oppure da un monte in provincia di Foggia. 3. dalla
città spagnola di Granada, dallo spagn. 'granado'
= forte,
'notevole'. |
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GRANCARA |
Grancara,
molto molto raro, è tipicamente veneto del vicentino, di Quinto
Vicentino in particolare, di origini etimologiche oscure. |
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GRANDE
GRANDI
GRANDICELLI
GRANDIN
GRANDINI
GRANDINO
GRANDIS
GRANDONE
GRANDONI
GRANDOTTI
GRANDOTTO |
Grande è diffuso in tutto il centro sud, Grandi è diffuso in
tutto il centro nord, Grandicelli ha un ceppo tra Cattolica nel
riminese e Pesaro e Novafeltria nel pesarese ed uno tra Castel
Sant'Elia nel viterbese ed il romano, Grandin è tipicamente
veneto del veneziano, di Musile di Piave, San Donà di Piave,
Cavallino Treporti, Iesolo, Eraclea, Caorle, Ceggia e Venezia,
Grandini ha un ceppo nel sudmilanese, lodigiano e piacentino,
uno nel lucchese ed uno tra bolognese e ferrarese, Grandino,
estremamente raro, ha qualche presenza in Veneto ed un minuscolo
ceppo nel salernitano a Capaccio e Castellabate, mentre Grandis
sembrerebbe di origini venete, Grandone ha un ceppo nel foggiano
a Stornara ed uno più piccolo a Ruvo del MOnte nel potentino,
con presenze anche in Campania, Grandoni è caratteristico della
fascia centrale che comprende le Marche, l'Umbria ed il Lazio,
con ceppi nelle Marche a Fiuminata nel maceratese, a Fano,
Cartoceto e Fossombrone nel pesarese ed a Fermo e Porto San
Giorgio nell'ascolano, in Umbria ha un ceppo a Terni ed uno a
Castel Ritaldi nel perugino, presenze nel viterbese ed un grosso
ceppo a Roma, Grandotti, quasi unico, sembrerebbe piemontese,
Grandotto, leggermente meno raro, ha sia presenze venete che
piemontesi, dovrebbero tutti derivare, direttamente o attraverso
varie forme ipocoristiche o accrescitive, da soprannomi legati
alla statura o alla corporatura del capostipite, probabilmente
più grande del normale, o direttamente da variazioni del nome
medioevale Grande,
l'italianizzazione del nome latino
Magnus. |
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GRANDEFRONTE |
Grandefronte è ormai quasi scomparso, quasi unico, sembrerebbe
siciliano, dovrebbe derivare dal nome medioevale Grandefronte
con il significato augurale di essere il capostipite un forte
baluardo della fede. |
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GRANDINETTI
GRANDINETTO |
Grandinetti è tipicamente calabrese di Lamezia Terme nel
catanzarese, Di Cosenza, Rende, Parenti e Cassano allo Ionio nel
cosentino, e di Catanzaro, Nocera Terinese, Platania, Soveria
Mannelli, San Pietro Apostolo, Falerna e Gizzeria nel
catanzarese, con un piccolo ceppo nel potentino a Chiaromonte,
Senise e Potenza, Grandinetto, praticamente unico, è
probabilmente il frutto di un errore di trascrizione del
precedente, si dovrebbe trattare di una forma ipocoristica
complessa, Grandinetto,
relativa al nome e soprannome
Grande, probabilmente portato
dal capostipite, dell'uso di questo nome abbiamo un esempio,
risalente alla fine del 1200 o agli inizi del 1300, nella chiesa
Chiesa di San Pietro di Cava dei Tirreni, dove una lapide cita
un certo Grandinetto Aulisio, che liberò il principe Federico
D'Aragona (1272-1337), successivamente Re di Napoli con il nome
di Federico III°, dalla prigionia di Salerno e che in barca lo
condusse fino a Napoli. |
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GRANDO
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Grando ha un ceppo a La Spezia, uno a Trieste, a Sacile nel
pordenonese ed a Faedis nell'udinese, ma il nucleo più
consistente è in Veneto, ad Arsiè e Feltre nel bellunese, a
Trevignano, Orsago, Maser e Conegliano nel trevisano, a
Marostica e Bassano del Grappa nel vicentino, a Verona ed a
Concordia Sagittaria e Venezia nel veneziano, dovrebbe derivare
da un soprannome basato sul termine veneto
grando (grande,
grosso, di corporatura imponente). |
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GRANDOLFI
GRANDOLFO |
Grandolfi, assolutamente rarissimo, sembrerebbe dell'area che
comprende il bolognese ed il fiorentino, Grandolfo ha un piccolo
ceppo veneziano, ma il grosso è specifico di Bari con buone
presenze anche nel barese, a Triggiano, Modugno, Casamassima e
Valenzano, dovrebbero derivare dall'italianizzazione del nome
sia gotico che longobardo
Hariwulf, composto dai termini
medioevali germanici hari
(esercito)
e wulf
(lupo),
con il significato di branco di
lupi, o di
il lupo
(figura che rappresenta l'eroe
nella concezione dei popoli germanici)
dell'esercito. |
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GRANELLA
GRANELLI
GRANELLO |
Granella ha un piccolo ceppo nella Sardegna occidentale, ma il
ceppo principale è nel romano a Civitavecchia, Allumiere e Roma,
Granelli appartiene all'area lombardo, emiliana e genovese,
Granello ha un ceppo veneto, nel trevisano a Treviso, Zero
Branco e Preganziol, ed un ceppo trentino a Pieve Tesino,
potrebbero entrambi derivare da forme ipocoristiche del nomen
latino Granius,
o anche direttamente dal nome
Granellus, di cui abbiamo un
esempio d'uso nel veronese in un atto del 1171: "Die lune XII(a)
anno autem domini nostri Iesu Christi M. C. LXXI., indicione
quarta, in atrio monasterii Sancti Firmi, in presentia Berni
tinctoris, Vivaldi de Claviga.. ..investivit Crescencinum filium
Mireti de Claviga in vice ipsius Mireti de una pecia terre cum
casa que iacet in Braida, ab uno latere habet Granellus, ab
altero Tebaldus monachus, ab uno capite trahit via, ab altero
est curtis quedam, hoc modo ut ipse Miretus et sui heredes ex eo
descendentes perpetuo habeant reddendo omni anno suprascripto
monasterio quattuor solidos denariorum Veronensium in festo
Omnium Sanctorum...".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
II cognome Granelli è il nome proprio medievale
Granellus,
presente anche in carte modenesi dal 1190. Si tratta di un
soprannome indicante «uomo di
struttura minuta», movente dal
latino granum
«grano».
Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese. |
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GRANERI
GRANERIO
GRANERO
GRANIER
GRANIERI
GRANIERO |
Graneri ha piccoli ceppi nel torinese e nel reggino tra Gerace e
Siderno, Granerio è praticamente unico, Granero è tipico della
zona che comprende torinese, cuneese e savonese, in particolare
della zona che comprende Bricherasio, Pinerolo e Torino, con un
ceppo anche a Finale Ligure (SV), Granier è assolutamente
rarissimo e parrebbe panitaliano, Granieri ha vari ceppi in giro
per l'Italia, nel torinese, nel perugino, a Roma, nel
napoletano, in puglia, nel cosentino e nel catanese, Graniero ha
ceppi nel frusinate a San Giorgio a Liri ed Esperia, a Napoli ed
Arzano nel napoletano, ad Aversa e Lusciano (CE), a Lacedonia
(AV) ed a Barletta (BA), dovrebbero derivare da modificazioni
del nome medioevale Guarnerus
( vedi Guarneri)
integrazioni fornite da
Marcello Granieri
Secondo Albert Dauzat nel suo
Les noms de famille de France
Granieri è cognome di origine germanica derivante dal nome
warin-hari
che si trasforma nel tempo in
warnheri
- warnier
- garnier
e infine per metatesi in granier.
Il cognome nella forma Granieri si trova in Borgogna.
Attualmente si trova nel nostro paese prevalentemente nel
Mezzogiorno (Puglia, Campania, Calabria) portato secondo il
Rholfs dai Normanni.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Granieri è un cognome lucano presente a Matera, Potenza, Sala
Consilina, anche calabrese, napoletano ed a Taranto. Corrisponde
a Graner
cognome in Catalogna, Granier
in Francia = fr. grainier
'commerciante di grano'.
Fonte: G. Rohlfs, Dizionario storico dei cognomi in Lucania,
1985. |
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GRANEROLI |
Graneroli, molto molto raro, ha un piccolo ceppo a Sondalo nel
sondriese, dovrebbe derivare dal nome del paese di Granerolo nel
verbanese, probabile luogo d'origine del capostipite. |
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GRANESE |
Granese ha un ceppo campano a Montella nell'avellinese e nel
salernitano a Battipaglia, Giffoni Valle Piana, Salerno e
Olevano sul Tusciano, ed un ceppo romano, potrebbe trattarsi di
una forma etnica riferita a chi provenisse da paesi come
Cinquegrana di Bonito nell'avellinese, o altri simili, secondo
un'altra ipotesi il cognome deriverebbe dal termine
grane,
monete sottomultiplo del ducato (un ducato napoletano equivaleva
a cento grane) e starebbe ad indicare che le famiglie dei
capostipiti fossero benestanti. |
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GRANI
GRANO |
Grani ha un piccolo ceppo nel modenese, zona di Maranello e
Modena, uno nel pistoiese a Serravalle Pistoiese, uno nel
viterbese a Viterbo e Montalto di Castro ed uno a Roma, Grano è
presente a macchie di leopardo in tutto il sud, con massima
concentrazione in Calabria nel crotonese a Petilia Policastro e
Mesoraca, a Cropani nel catanzarese ed a Spezzano della Sila nel
cosentino, in Sicilia nell'agrigentino a Favara e Bivona, e
piccoli ceppi a Campobasso, ad Afragola e Napoli nel napoletano,
a Brienza nel potentino, a Foggia e nel tarantino a Ginosa e
Taranto, potrebbero derivare dalla
Gens Grania,
e dal relativo nome gentilizio
Granius, ma, molto più
probabilmente derivano dal nome celtico
Grannus o
dal nome medioevale italiano
Grano derivato dal nome
normanno Warren. |
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GRANITI
GRANITO |
Graniti, molto raro, ha piccolissimi ceppi nel piacentino, nel
nbolognese e fiorentino, nel romano, nel cosentino, ed in
Sicilia, Granito ha un ceppo in Campania, soprattutto nel
salernitano e nel napoletano, uno in Puglia ed uno nel
cosentino, a Roma è presente un ceppo secondario, dovrebbero
derivare dal soprannome medioevale, poi divenuto nome,
Granitus,
di cui abbiamo un esempio nel
Codex diplomaticus cavensis in
un atto dell'anno 1047: "In nomine domini vicesimo nono anno
principatus domni nostri Guaimarii gloriosi Principis.. ..Unde
in eo tinore per convenientiam guadiam dederunt ipsi prenominati
Benedictus et Leo, et fideiussorem mihi posuerunt Iohannes
filius quondam Iohannis, qui dictus est Granito, et per ipsam
guadiam obligaberunt se ipsis Benedictus et Leo et illorum
eredes ...". |
|
GRANONE
GRANONI |
Granone è assolutamente rarissimo, si individuano almeno tre
ceppi, uno nel savonese, uno nell'avellinese, zona di Bisaccia,
ed uno nella Sicilia sudoccidentale, Granoni sembrerebbe unico,
potrebbero derivare dal termine e cognome francese
granjon (piccolo
granaio), nome di località
molto usato in Savoia e nel dipartimento della Loira, ed essere
arrivato al seguito degli angioini nel sud Italia o direttamente
dalla Francia nel savonese, ma è pure possibile una derivazione
da accrescitivi del nome medioevale
Grano
(vedi GRANI). |
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GRANVILLANI
GRANVILLANO |
Granvillani, assolutamente rarissimo, presente in Lombardia,
arrivato forse dalla Francia in epoca medioevale, infatti in uno
scritto pavese del XII° secolo si legge di un certo Busnardo
Granvillani Spagnolo, ma potrebbe anche essere dovuto a
modifiche apportate in seguito a trascrizioni anagrafiche del
cognome Granvillano, che è specifico di Gela nel nisseno, e
dovrebbe essere di origini normanne ed indicare un capostipite
proveniente dal paese di
Granville, nella bassa
Normandia, in Francia, o derivare direttamente
dall'italianizzazione del cognome francese
Granvillain,
con lo stesso significato, probabilmente giunto in Sicilia al
seguito degli angioini. |
|
GRANZA
|
Tipico siciliano della zona di San Salvatore Di Fitalia (ME),
potrebbe derivare dal cognome spagnolo Granja che a sua volta
deriva dal termine granja che significa fattoria, masseria, ma è
pure possibile una derivazione normanna dal nome Granza di cui
abbiamo un esempio in questo testo di Saxo Grammaticus del XII°
secolo: "...ut locum, qui ab Absalone praenotatus erat, ante
praefixum tempus accederent. Illic Granza equo insidens, voce
eminus missa, quisnam classi praeesset, rogabat...".
integrazioni fornite da
Carmelo Granza
Se il cognome Granza ha origine spagnole, è possibile esso
derivi da granza
che significa pula di riso, robbia e carbone in piccoli pezzi. |
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GRANZINI |
Specifico della zona tra Milano e Pavia, dovrebbe derivare dal
toponimo Granzino ( Del 1398 è il "Notitia cleri mediolanensis
de anno 1398 circa ipsius immunitatem = elenco del clero
milanese dell'anno 1398 al riguardo dell'esenzione dai
contributi da pagare", testo fondamentale per la conoscenza
dello stato della Chiesa di Milano, che riporta, per l'appunto,
notizia dell'esistenza della Cappella "SS. Protaxji et Geruaxji
de Romano cum cappella de Granzino" come facenti parte della
"Canonica de Cisano", attuale Cesano Boscone) può anche esserci
un ceppo originato dal nome medioevale Grancino (vedi
Personaggi
melegnanesi). |
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GRANZOTTO |
Tipico
veneto del trevigiano in particolare, dovrebbe derivare da
soprannomi originati dal termine dialettale granzo (granchio),
tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Venezia nella
seconda metà del 1400 con il Capitano Girolamo Granzo agli
ordini di Bartolomeo d'Alviano. |
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GRAPPUTI
GRAPPUTO
GRAPPUTTI |
Grapputi lo troviamo a Trieste nel 1800, Grapputo, assolutamente
rarissimo sembrerebbe veneziano, Grapputti era presente ad Arta
Terme nell'udinese nella seconda metà del 1800, questi cognomi
dovrebbero derivare da soprannomi dialettali originati dal
termine sloveno garjup
(amaro),
forse a sottolineare un aspetto del carattere del capostipite,
meno probabile una derivazione vicentina dal nome del Monte
Grappa. |
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GRASSADONIA |
Molto raro è siciliano, presenta un ceppo principale tra
Villabate e Palermo ed un ceppo a San Cataldo (CL), dovrebbe
derivare da un soprannome legato al vocabolo ebraico
adonay (signore,
è la forma per chiamare il Dio degli israeliti il cui nome è
loro vietato pronunciare) congiunto con l'aggettivo grasso e
starebbe ad indicare un grasso
signore, una
persona di riguardo. |
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GRASSANI
GRASSANO |
Grassani
dovrebbe essere originario della zona tra Milano, Lodi e Pavia,
con un piccolo ceppo nella provincia di Matera, Grassano
presenta un ceppo nell'alessandrino ed uno nel materano,
dovrebbero derivare dal nome medioevale Gracianus che a sua
volta deriva dal cognomen latino Gratius, il ceppo materano
dovrebbe derivare dal toponimo Grassano (MT). |
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GRASSELLI |
Sembra
che ci siano più nuclei, il più importante in provincia di
reggio Emilia, uno tra Milano e Bergamo, uno in Umbria e Marche
ed uno nel Lazio, potrebbe derivare da soprannomi legati a
caratteristiche fisiche. |
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GRASSI
GRASSO |
Sono
entrambi assolutamente panitaliani, potrebbero derivare da
soprannomi legati a caratteristiche fisiche, trasformate prima
in nome e poi in cognome. Tracce di questa cognominizzazione si
trovano nelle Pergamene milanesi del monastero di S. Ulderico
detto Bocchetto, sotto l'anno 1191, dove si legge: "...Anno
dominice incarnacionis millesimo centesimo nonagesimo primo,
tercio die mensis madii, indicione nona, Laudatione et domne
Fomia monacha monasterii quod dicitur Dathei, Cicilia monacha
monasterii quod dicitur Dathei, Bellixia monacha monasterii quod
dicitur Dathei, monacharum infrascripti monasterii Dathei et
Guifridus Anrochus avocatus monasterii quod dicitur Dathei
negocii avocati electi, et secundum quod estimaverunt Rabbus
Bunizane, Rabbinus, Rabinus Bonizane de loco Trenno Guilielmus
Rovore de loco Trenno qui dicitur Rovore de loco Treno, qui
estimaverunt et dixerunt uti lex et usus possit, cartulam
commutationis fecit domna Allexandria abbatissa monasterii quod
dicitur Dathei prefati monasterii Dathei siti in civitate
Mediolani necnon ex altera parte Arialdus de civitate Landulfus
Grassus filius quondam Arialdus de civitate Mediolani Landulfi
Grassi de suprascripta civitate. ...". |
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GRASSIA |
Ha
un ceppo tra napoletano e caserano ed uno nel catanese.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
D'origine spagnola (forse anche ebreo-sefardita), il cognome
Grassia nasce da un'italianizzazione del cognome spagnolo
Garcìa,
sul cui significato son state avanzate diverse ipotesi (per una
spiegazione più approfondita, vedi Garcia). In questo contesto,
ad ogni modo, va notato che la variante Grassia trae origine da
una metatesi della sillaba Gar-
(il fenomeno della metatesi è molto comune nei cognomi
italiani), mentre il suono della doppia
-s- è
dovuto semplicemente a un adattamento fonetico della
-c-
spagnola - lo stesso adattamento si riscontra anche nei cognomi
Garsia, Ingarsia e Ingrassia, derivati anch'essi dallo spagnolo
Garcìa (vedi Garsia e Ingarsia). |
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GRASSIGLI
GRASSILLI |
Grassigli, tipicamente emiliano, è specifico dell'area che
comprende il modenese ed il bolognese, con massima presenza a
Modena, Grassilli, anch'esso emiliano, più diffuso, ha un ceppo
a Bologna e Castello d'Argile nel bolognese ed a Cento e Bondeno
nel ferrarese, potrebbero derivare dall'italianizzazione di
ipocoristici del nome latino
Crassus. |
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GRASSINI
GRASSINO |
Grassini è tipicamente toscano, con ceppi anche nelle Marche, in
Umbria, nel viterbese e nel romano e nel napoletano, Grassino è
invece tipicamente piemontese, dovrebbero entrambi derivare dal
nome medioevale Grassinus,
nella Chronica Antianorum
Civitatis Pisarum, sotto l'anno
1377 è citato tra gli Anziani di Pisa un certo Grassinus Guidi
di professione guantaio, non si può escludere anche una
possibile derivazione da soprannomi originati da una particolare
struttura fisica del capostipite, tracce di un principio di
queste cognominizzazioni le troviamo, nella forma patronimica
espressa nel caso genitivo, nello stesso repertorio all'anno
1385 dove tra gli Anziani compare un Iohannes Grassini cimatore
(artigiano tessile che si occupava della cimatura dei tessuti). |
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GRATTACASO |
Grattacaso, molto raro, è tipico del salernitano, di Capaccio in
particolare, dovrebbe derivare da un soprannome (gratta
formaggio), forse causato da
episodi della vita del capostipite o dalla sua attività. |
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GRATTERI |
Gratteri è specifico di Gerace (RC), dovrebbe derivare dal
toponimo Gratteri (PA), ma è anche possibile che derivi da
modificazioni dialettali del nome greco
Krateros
di cui abbiamo questo esempio: "... Antigono Crateros et
Antipater auxilium ferebant, qui facta cum Atheniensibus pace
Polyperconta Graeciae et Macedoniae praeponunt...". |
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GRAVA
|
Dovrebbe
essere di origine trevigiana, potrebbe derivare dal nome
medioevale Gravus. |
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GRAVANI
GRAVANO |
Gravani è quasi unico e si tratta probabilmente di un errore di
trascrizione di Gravano che ha un ceppo probabilmente non
secondario a Mondragone (CE) ed uno principale nel savonese, che
dovrebbe derivare dal toponimo Gravani (SV) tracce di questa
cognominizzazione le troviamo in epoca rinascimentale con
Franciscus Gravanus de Ianua autore del
Sermones de sanctis. |
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GRAVANTE
GRAVANTI |
Gravante ha un ceppo nel casertano, a Grazzanise, Cancello ed
Arnone, Capua, Portico di Caserta, Capodrise, Sanpa Maria Capua
Vetere, Recale, San Tammaro, Mondragone e Castel Volturno, uno
nel leccese, a Ruffano, Ortelle e Poggiardo ed uno a Palermo,
Gravanti, assolutamente rarissimo, sembrerebbe siciliano, della
zona occidentale dell'isola, dovrebbero derivare
dall'italianizzazione con betacismo del cognome medioevale
francese Grebant. |
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GRAVILE
GRAVILI |
Gravile, estremamente raro, parrebbe del Salento, Gravili è
specifico del Salento, di Racale, Salice Salentino, Lecce e
Monteronio di Lecce nel leccese e di San Pancrazio Salentino,
Cellino San Marco e Torchiarolo nel brindisino.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
D'origine grika o, in alternativa, greco-albanese, i cognomi
Gravile e Gravili sembrano nascere da una metatesi del nome
greco Gavrilis
(Gavril
in albanese), che, nell'onomastica
italiana, corrisponde al ben noto
Gabriele
(vedi Gabriel); meno probabile, invece, una derivazione dal nome
slavo Gavrilo,
che comunque corrisponde sempre all'italiano
Gabriele.
Col nome Gavril, ad ogni modo, va ricordata la figura del poeta
arbëreshë Gavril Dara i Riu (Palazzo Adriano, 1826 - Girgenti,
1885, anche noto come Gabriele Dara il Giovane), l'autore di un
noto poema epico dal titolo Kënga e sprasme e Balës (L'ultimo
canto di Bala). Per quanto riguarda i cognomi in questione,
dunque, si tratterebbe delle cognominizzazioni dei nomi
personali dei capostipiti. |
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GRAVINA |
Tipico
del centrosud dovrebbe derivare da toponimi come Gravina di
Catania (CT), Gravina in Puglia (BA), Montegravina (BR),
Roggiano Gravina (CS) o simili o anche da nomi di località
individuabili dalla presenza di una gravina (fenditura o
crepaccio scavato dall'acqua in rocce calcaree). |
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GRAVINI
GRAVINO |
Gravini è
quasi unico, Gravino parrebbe specifico del casertano, di San
Tammaro, Aversa e Santa Maria La Fossa con un ceppo anche a
Napoli, dovrebbero derivare dal nome medioevale Gravinuys di cui
abbiamo un esempio in un atto del XII° secolo in Sicilia:
"...scripsit Tricarici comes et comes ille Gravini, scripsit cum
triplici prole Philippus idem...". |
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GRAZI
GRAZIO |
Grazi tipico dell'area emiliano, toscana, del modenese,
bolognese e ferrarese, del fiorentino, del grossetano, del
senese e dell'aretino, Grazio, più raro, sembrerebbe specifico
del veronese, dovrebbero derivare dal cognomen latino
Gratius. |
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GRAZIA
|
Grazia è tipico del bolognese e modenese, deriva dal nome
medioevale Gratia
(Grazia) derivato dal cognomen latino
Gratius ,
ma in alcuni casi può anche derivare dalla troncatura di nomi
come Graziadei
o simili. |
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GRAZIADEI
GRAZIADIO |
Graziadei
molto raro sembra avere due ceppi, nel trentino e nel potentino,
Graziadio ancora più raro sembrerebbe specifico dell'alto
cosentino, derivano dal nome gratulatorio medioevale cristiano
Gratiadei (ringraziato sia Iddio), nel Codice Diplomatico
Istriano, all'anno 1310 si legge di un sinodo tenuto
dall'Arcivescovo Graziadio. |
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GRAZIANA
GRAZIANI
GRAZIANO |
Graziana
è assolutamente rarissimo, Graziani è molto diffuso al centro
nord con presenze significative anche al sud, Graziano è molto
diffuso in tutt'Italia, derivano dal cognomen latino Gratianus.
Tracce di questa cognominizzazione si trovano nel 1100 in Umbria
in una lettera si può leggere: "...Huius temporibus magister
Gratianus canones et decreta, quae variis libris erant dispersa,
in unum opus compilavit, adiungensque eis interdum authoritates
sanctorum patrum secundum convenientes sententias...", più
tardi, a San Sepolcro (AR), nel 1400 il casato dei Graziani fu
una delle due principali famiglie nobili della città; nel 1500
troviamo Antonio Maria Graziani, vescovo di Amelia (TR). |
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GRAZIATI
GRAZIATO |
Graziati, estremamente raro è tipico di Treviso e del
trevigiano, Graziato ha un ceppo veneto nel trevigiano ed uno
nel torinese, si dovrebbe trattare di forme patronimiche in
-ati
o -ato,
dove questi suffissi stanno per
il figlio di, riferite a
capostipiti i cui padri probabilmente si chiamavano
Gratia
(vedi GRAZIA). |
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GRAZIETTI
GRAZIETTO |
Grazietti ha un piccolo ceppo a Terni ed uno a Teramo,
Grazietto, quasi unico, è del leccese, dovrebbero derivare da
una forma ipocoristica del cognomen latino
Gratius
(vedi GRAZI) |
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GRAZIOLI |
Cognome
di origine lombardo emiliana, si individuano due ceppi minori,
uno nel Salento ed uno nel Napoletano, deriva dal cognomen
latino Gratius. |
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GRAZIOSI
GRAZIOSO |
Graziosi ha un ceppo tra modenese e bolognese, uno tra Marche,
Umbria, Abruzzo e Lazio ed uno nell'avellinese, Grazioso ha un
ceppo campano nel napoletano e salernitano, uno nel barese, uno
calabrese ed uno nel catanese, dovrebbero derivare dal nome
medioevale Gratiosus
di cui abbiamo un illustre esempio nella seconda metà del 1400
con il geografo Grazioso Benincasa: "Gratiosus Benincasa
Anconitanus composuit Venetiis anno Domini MCCCCLXXIII", autore
di atlanti e portolani del mediterraneo. |
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GRAZZANI |
Specifico
del milanese e lodigiano, dovrebbe derivare dal toponimo
Grazzano Visconti (PC), ma in alcuni casi potrebbe derivare dal
nome medioevale Gracianus. |
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GRECA
GRECCHI
GRECCO
GRECHI
GRECI
GRECO
GRECU |
Greca ha un ceppo siciliano ad Enna, uno romano ed uno piccolo a
Mormanno nel cosentino ed a Strongoli nel crotonese, Grecco,
tipicamente laziale, ha un ceppo a Sezze nel latinense, a Morolo
nel frusinate ed a Roma, potrebbe anche derivare da
un'alterazione del nome latino
Gracchus, Grecu, tipicamente
sardo, ha un ceppo a Samassi nel Medio Campidano ed uno a
Siniscola nel nuorese, Grecchi è originario della zona tra
Milano, Lodi e Pavia, Grechi è diffuso nell'Italia centrale ed
in Lombardia, Greco è diffusissimo in tutt'Italia, Greci ha un
ceppo a Pontevico (BS), uno a Parma e Felino (PR), uno a Roma e
nel frusinate a Boville Ernica, Ceccano, Veroli e Torrice,
dovrebbero tutti derivare dal nome medioevale Greco che
originariamente stava ad indicare probabilmente l'origine del
capostipite.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Come giustamente detto, i cognomi Greco, Greci, etc derivano dal
soprannome o nome medievale
Greco, che, assieme alle
varianti Grecco, Grego e Grieco, assume un chiaro valore etnico
(in riferimento alla Grecia): nell'onomastica antica, in
effetti, è molto frequente la trasformazione dei nomi etnici in
nomi di persona, se si considera, d'altronde, che l'Italia era
un paese fortemente multietnico in epoca pre-moderna (alcuni di
questi nomi, inoltre, sono stati tramandati fino ai giorni
nostri, basti pensare ai casi di Italo, Francesco, Franco,
Germano, etc). Nel caso del cognome Greco, tuttavia, vanno
aggiunte alcune considerazioni, che, in parte, lo distinguono da
diversi cognomi etnici: un tempo, infatti, il termine
greco non
identificava esclusivamente un'origine
greca (intesa in senso
puramente etnico), ma anche una più generica provenienza
geografica, relativa, cioè, a individui che non sono greci in
senso stretto (pur vivendo ormai da secoli in Grecia). Con ciò,
in particolar modo, mi riferisco a due diversi gruppi etnici, di
provenienza greca ma di etnia non-greca: si tratta, da un lato,
della minoranza arvanita
o greco-albanese,
che, in Grecia, affonda le sue radici nel Medioevo (nei secoli
compresi fra il XI e il XIV d.C.), e, dall'altro, della
minoranza ebreo-greca, anch'essa di antica tradizione.
Cominciando con il primo gruppo, innanzitutto, va notato che
l'emigrazione albanese ha assunto dimensioni piuttosto grosse
nel corso della storia, essendo al centro di una vera e propria
diaspora nell'ambito dei Balcani (la cosiddetta diaspora
albanese): in questo contesto, tuttavia, non è il caso di
addentrarsi in un discorso storico, ma, semplicemente, va detto
che tale emigrazione si diresse spesso sia verso l'Italia che
verso la Grecia; nel caso italiano, ad esempio, la prova più
lampante è offerta dalla realtà
arbëreshë del Meridione,
territorio che da lungo tempo ospita innumerevoli comunità
italo-albanesi.
A questo proposito, tuttavia, va precisato un dettaglio, che
aiuta molto a capire i cognomi in questione: nel nostro paese,
in effetti, l'emigrazione albanese non proviene esclusivamente
dall'Albania, ma in larga parte anche dalla Grecia, trattandosi
spesso d'un emigrazione arvanita
o greco-albanese
(vedi anche Albanito). Questa situazione, ad ogni modo, è
comprensibile nel contesto storico-politico dei Balcani, se si
pensa alle tensioni che, per lungo tempo, hanno accompagnato la
storia del sud-est Europa: mi riferisco, in particolar modo,
alle guerre contro i turchi, in seguito alle quali molte
famiglie albanesi, greche, slave, etc preferirono abbandonare il
proprio paese ed emigrare verso ovest. Se questa, in breve, è la
storia dell'emigrazione greco-albanese, un fenomeno molto simile
riguarda l'emigrazione ebreo-greca, che, molto probabilmente, è
legata anch'essa alle incursioni ottomane di età post-medievale.
In Grecia, comunque, la comunità ebraica si suddivide in due
grandi gruppi: il primo è costituito dagli
ebrei romanioti,
che vivono in suolo greco da ormai più di duemila anni, mentre
il secondo è quello degli ebrei
sefarditi, emigrati dalla
Spagna a partire dal XV secolo, a seguito dell'espulsione degli
ebrei dalla penisola iberica (l'emigrazione ebreo-sefardita,
d'altronde, ebbe per meta anche l'Italia). Ora, prima di
concludere, va aggiunta un'ultima ipotesi riguardo ai cognomi in
questione, che si pone accanto alle fonti greco-albanesi ed
ebreo-greche: il termine greco, in effetti, potrebbe alludere
non solo a una provenienza dalla Grecia, ma, forse, anche a un
legame con la comunità grika
o grecanica
del sud Italia. Questa comunità, in effetti, sembra avere
origini molto antiche, rintracciabili addirittura ai tempi della
Magna Grecia: oggi, tuttavia, rimane ben poco di quel lontano
passato, nonostante la realtà grika sopravviva ancora in alcune
aree della Puglia e della Calabria (per lo più nel reggino e nel
salentino, come dimostrano, fra l'altro, i tanti cognomi
grecanici riscontrabili in queste zone). |
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GREGGIO
GRIGGIO |
Greggio
ha un grosso ceppo nel Veneto, soprattutto nel padovano a
Padova, Monselice, Rubano, Este e Solesino, ed uno tra biellese
e torinese, che potrebbe derivare dal toponimo Greggio (VC),
Griggio è tipico del padovano a Padova, Vigodarzere, Cadoneghe,
Vigonza e Curtarolo. |
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GREGHI
GREGO |
Greghi ha
un ceppo tra ferrarese e rovigoto, uno nel genovese ed uno,
forse non secondario, nel trentino, Grego ha un nucleo nel
Veneto, Friuli e Trieste ed uno nelle province di Roma e
L'Aquila, dovrebbero derivare dal cognomen latino Grecus, di cui
abbiamo un esempio nel III° secolo d.C. : "...Maximinus
persecucionem sextam movit in christianos, in qua cum Poncianus
papa occubuisset, Antheros Grecus ei successit ...", ma è pure
possibile che derivino dall'etnico medioevale grego (proveniente
dalla Grecia). Trecce di questa cognominizzazione le troviamo
nell'elenco degli scolari dell'Università di Perugia per l'anno
1581, dove compare un Iordanus Gregus de Tuscia (toscano). |
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GREGORI
GREGORIO |
Gregori è diffuso in tutto il centro nord, Gregorio, oltre alle
importanti prersenze secondarie al nord, ha un nucleo campano,
soprattutto nel salernitano e ceppi nel barese, nel potentino ed
in Sicilia, soprattutto nel messinese, derivano dal nome
medioevale Gregorius,
a sua volta originato dal nome greco
Gregòrios
con il significato di scattante, dalla risposta pronta, con
questo nome ricordiamo il Papa San Gregorio Magno morto nel 604. |
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GREGORIS |
Gregoris è un cognome tipicamente friulano, ma di origine latina
dal nome Gregorius. |
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GREGORIADIS |
Assolutamente rarissimo, di origini greche è specifico del
Salento. |
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GRELLA
GRELLE |
Grella è specifico della Campania, di Sessa Aurunca, Sparanise e
Carinola nel casertano, di Sturno, Frigento e Gesualdo
nell'avellinese, di Sessa Aurunca, Sparanise e Carinola nel
casertano, e di Napoli, Grelle è specifico di Roccamonfina nel
casertano e di Venticano nell'avellinese, potrebbe derivare dal
nome dell'antico paese di Grele nel teatino, o da altri paesi
con lo stesso nome, ora scomparsi, nome che dovrebbe derivare,
attraverso alterazioni fonetiche, dal nome del popolo montanaro
degli.Ocrili,
che occupavano le zone montane dell'Abruzzo, del Molise, del
casertano e dell'Irpinia.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Grella è cognome campano ma diffuso anche nel Nord, viene dal
nome personale antico-romano
Graelius. |
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GREMMO
GREMO |
Gremmo è
tipico del biellese, Gremo è specifico del torinese, potrebbero
derivare, potrebbero derivare dal vocabolo latino gremium
(grembo) stante ad indicare una località a forma di dosso, ma
più probabilmente si possono far derivare da un soprannome
originato da una modificazione del vocabolo medioevale germanico
grim (furioso, collerico) o anche da una contrazione del nome
germanico Gremhard. |
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GREPPI
GREPPO |
Greppi è molto diffuso nell'area del nordovest, nel novarese,
alessandrino e genovese soprattutto, ma con un ceppo importante
anche tra milanese, comasco e lecchese, presenta inoltre un
ceppo romagnolo nel forlivese, riminese e vicino pesarese,
Greppo, molto molto raro, è settentrionale anch'esso, dovrebbero
derivare dal nome medioevale germanico
Grep
latinizzato in Greppus
di cui abbiamo un esempio nel
Gesta Danorum di Saxo
Grammaticus (~1150 - ~1220): "..Duodecim Westmaro filii erant,
ex quorum numero tribus commune
Grep nomen incessit. .... Quae
non solum voce crimen confessa, sed etiam vultu testem reatus
ruborem exserens, evidens culpae indicium praebuit. Rex non
verba modo, verum etiam oris signa conspiciens, sed qua lege in
reum animadverteret haesitans, debitam crimini poenam reginae
contulit arbitrio decernendam. Quae cum creditum sibi iudicium
reatui suo affine cognosceret ideoque aestimationem criminis
aliquamdiu sententiae dubia volutaret, dissiliens Greppus, ut
Ericum telo traiceret, procurrit, criminantis caede suam
redimere cupiens. ...". Tracce di queste cognominizzazioni le
troviamo in una Cartula vendicionis dell'anno 1139 a Cremona:
".. sicut inter nos convenit, pro peciis duabus de terra cum
casis duabus superhabente et torculo et iacet in Casalemaiore,
ad locum qui dicitur Stradella; coheret ei a mane prime, que
iacet a Stradella Sancti Stefani, et filius Astenove et filii
Ugonis Mazochi, a meridie filii Oddonis Ardengi, a sera Girardus
et Rogerius Greppus et Anselmus Astanova et Iohannesbonus, a
monte via, et est perticas decem et septem et tabulas sex ..". |
|
GRESPAN
GRISPAN
GRISPI
GRISPO |
Grespan,
molto raro, è tipico del trevisano, Grispan, assolutamente
rarissimo, sembrerebbe friulano, Grispi, praticamente quasi
scomparso, sembra essere siciliano, Grispo, sempre molto raro,
ha un ceppo nel cosentino ed uno nel palermitano, dovrebbero
derivare dal cognomen latino Grispus citiamo ad esempio nel I°
secolo a.C. Gaius Sallustius Grispus autore del Bellum
lugurthinum. |
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GRESTA
GRESTI |
Gresta ha un ceppo a Senigallia e Monterado nell'anconetano ed a
Pesaro, ed un ceppo in Sicilia nel catanese, a Catania ed a
Gravina di Catania, Gresti ha un piccolissimo ceppo
nell'anconetano ed uno in Sicilia, a Palermo e nel catanese ad
Acireale, dovrebbero derivare da soprannomi basati sull'aferesi
del termine medioevale agrestis
(campagnolo),
probabilmente ad indicare un'origine contadina dei capostipiti. |
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GRI
|
Gri è
tipicamente friulano di Arzene e Valvasone nel pordenonese, di
Udine e di San Lorenzo Isontino nel goriziano, dovrebbe derivare
dal toponimo Gris di Bucinicco nell'udinese, ma potrebbe anche
trattarsi di una forma tronca del cognome istriano Grimalda. |
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GRIANDI
GRIANTI |
Griandi,
quasi unico, è del milanese, dovrebbe trattarsi di una forma
alterata dialettalmente del cognome Grianti, che è specifico
della zona tra comasco e milanese, di Cantù in particolare e che
dovrebbe derivare dal nome del paese comasco di Griante,
toponimo di origine celtica. |
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GRIBAUDI
GRIBAUDO |
Gribaudi è tipico di Torino e di Settimo Torinese, Gribaudo, più
diffuso, ha ceppi a Torino e Collegno e nel torinese, ma anche a
Moretta e Caraglio nel cuneese, si tratta di forme contratte
derivate dal nome longobardo
Garibaldus (dal germanico
Haribald)
(vedi GARIBALDI) |
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GRIECO
|
Estremamente diffuso nella fascia che comprende la Campania, la
Basilicata e l'alta Puglia dovrebbe derivare dall'etnico di
Grecia, grieco
era una forma arcaica di greco, ma è pure possibile una
derivazione da toponimi come Grieci (BN) o da nomi di località
come si riscontra ad esempio a Solofra (AV) nel 1497: "...In
libris catasti fatti per Universitate Solofre in anno 1497 ut in
subscriptis partitis videlicet: lo grieco, li monaci, foresta
menxana et parte de valle mayuri....". |
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GRIFA
GRIFFA
GRIFFI
GRIFFO
GRIFI
GRIFO
GRIFO' |
Grifa è specifico del foggiano, di San Giovanni Rotondo in
particolare, Griffa è in vece specifico del torinese, di Torino,
Vinovo, La Loggia e Nichelino, Griffi rarissimo potrebbe essere
ligure con un ceppo nel milanese, Griffo sembra avere più ceppi,
nel napoletano e casertano, nel catanzarese, a Palermo e nel
savonese, Grifi molto molto raro è marchigiano, Grifo parrebbe
avere un nucleo siciliano, Grifò è tipicamente siciliano, ha un
ceppo a Palermo, uno a Messina ed uno piccolo a Catania,
dovrebbero derivare dal nome medioevale
Griffa o
Griffus
o da Grifa
e Grifus
che ritroviamo in un atto del 1059: "Quidem & ego Griffa
Notarius per iussionem jam dicti Donni Gottifredi Ducis &
Marchionis, & Judicum amonitione scripsi. Hoc actum est Anno
Dominice Incarnationis Millesimo Quinquagesimo Nono, regnante
Henrico Rege Mense Junio , Indictione XII ...", di cui abbiamo
tracce anche a Siena nel 1100: "...in presentia Ugoni filii
quondam Rinaldi et Ugolini filii Griffi et Ugolini dicto
Avulterone et Roizelli de Castelione filius quondam Lietoli
...", a Milano in un atto del 1195 dove è testimone un certo
Griffus: "Anno dominice incarnacionis milleximo centeximo
nonageximo quinto, quartodecimo kalendas ianuarii Guilielmus,
filius quondam Guilicionis de la Piscina, de civitate Mediolani.
.Signum + manuum Griffi de Cantono, Petrus de Bolate...", o in
un atto di vendita del 1174: "....Axilliano avoccato ellecto in
suprascripto negotio, nec non et ex altera parte Griffus qui
dicitur Ferrarius de burgo Porte Vercelline, que vero commutatio
scripta est bona et utilis et idonea ad utilitatem prenominate
canonice secundum...". Tracce di questa cognominizzazione le
troviamo nel 1200 con il napoletano Raone Griffi inviato a Corfù
dal Re Carlo I° d'Angiò che lo fece Castellano di quell'area. |
|
GRIFASI
GRISAFI |
Grifasi, assolutamente rarissimo è siciliano, Grisafi,
decisamente più diffuso, è specifico della Sicilia occidentale,
dell'agrigentino in particolare, derivano da modificazioni
dell'apocope del nome greco
Chrysophalos, tracce di questa
cognominizzazione la troviamo in Sicilia fin dal 1200 con
Giovanni Grisafi che viene nominato nel 1241 Vicario Generale
dell'Isola.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Grifasi è una corruzione del cognome siciliano e calabrese
Crisafi/Grisafi,
italianizzazione del cognome greco
Chrysaphis.
Nel dialetto grico di Bova 'krisafi'
significa oro,
come del resto anche in neogreco. |
|
GRIFEO
|
Assolutamente rarissimo siciliano forse di origini greche vanta
una nobiltà antichissima, deriva dal nome medioevale di origine
franca Grifo o Grifeus.
integrazioni fornite da
Giuseppe Grifeo
famiglia che molti testi fanno risalire ad un ceppo della
famiglia bizantina dei Foca. Secondo il Minatoli questa famiglia
trae le sue origini dagl'imperatori greci ed è da considerarsi
come la più antica famiglia nobile signori con il Conte Ruggiero
della terra di Partanna. Secondo il Mugnos Leone Foca nel 970,
figlio di Bardafoca II°, prese il nome di Grifeo Capitano dei
Bulgari ed ottenne dall'imperatore bizantino l'isola di Candia
da dove un suo discendente Euripione Graffeo (forma corrotta
dell'originale Grifeo) organizzò spedizioni in Sicilia contro i
saraceni. Personaggi di rilievo furono Giovanni Grifeo,
straticoto (specie di Giudice e Capitano di Giustizia bizantino)
di Messina nel 1092; Ugone commilitone di rè Ruggiero e pure
straticoto in Messina nel 1130; Giovanni II° che fu il primo
barone di Partanna nel 1137; Nicolo aimirante (ammiraglio) del
regno; Ulla fondatrice della badia di s. Basilio in detta città;
Goffredo ai servigi dell'imperatore Federico II° nel 1243;
Guglielmo Giovanni vescovo di Lipari, e poi di Patti nel 1338;
Giovanni IV° governatore di Sutera nel 1343; Benvenuto investito
del casale di Santa Margherita, e per avere soggiogato i ribelli
di Catalogna e di Sardegna che ottenne per questo dal rè
Federico III° il viscontado di Galtellin; Onofrio, onorato da rè
Martino del titolo di cavaliere vittorioso nel 1411; Benvenuto
II° trent'anni dopo carissimo ai rè Alfonso e Ferdinando di
Castiglia per il suo valore e fedelt; Baldassare valoroso
generale nelle guerre di Granata e Portogallo ai servigi di
Ferdinando il cattolico nel 1493; Guglielmo primo principe di
Partanna per concessione di rè Filippo IV° nel 1628; Mariano 3°
primo duca di Ciminna per privilegio di rè Filippo IV° nel 1647,
pretore di Palermo, e maestro di campo della milizia del regno;
e la serie continua fino ai giorni nostri. |
|
GRIFFINI |
Tipicamente lombardo affonda le sue origini nella zona compresa
tra Milano, Pavia e Lodi, deriva dal nome medioevale Griffino
(Da un atto notarile medioevale si rileva "Concess{it} cuid{a}m
Griffino"). |
|
GRIGIOTTI |
Grigiotti, molto molto raro, sembrerebbe del senese, dovrebbe
derivare da un soprannome originato dalla capigliatura grigia
del capostipite. (vedi anche GRIZIOTTI) |
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GRIGNANI |
Grignani, tipicamente lombardo, è originario della zona compresa
tra Milano e Pavia, sembrerebbe che possa essere derivato dal
nome del paese di Grignano nel bergamasco, paese che, in epoca
medioevale, fu terreno di scontro tra le fazioni guelfe e
ghibelline e tra il Ducato di Milano e la Serenissima,
costringendo ad un'emigrazione forzata i sostenitori della parte
avversa, esiste però anche la possibilità che il cognome derivi
dal termine grignano,
cioè abitante della Val Grigna
(valle lombarda ad oriente
della Val Camonica in territorio bresciano), ma potrebbe anche
essere stato originato dal nome medioevale
Grinianus
(vedi GRIGNANO). |
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GRIGNANO |
Grignano è specifico di Trapani e del trapanese, di Erice e
Paceco, dovrebbe derivare dal nome medioevale
Grinianus,
di cui abbiamo un esempio nel De
statu religionis et reipublicae
scritto nel 1568 da Johannes Sleidanus: "...Nam a concilio, quod
Pontifex regat, nihil non incommodorum expectandum esse. Galliae
regis legatus, Grinianus, quod Latinae linguae nullum haberet
usum, mandata sua scripto complexus, per interpretem in medium
exponit, Iunii die xx. Redrisse regem, beneficio Dei cum Cesare
in gratiam, et factam esse pacem, quae toti reipublicae futura
sir utilis. ..", potrebbe anche derivare da una latinizzazione
del termine medioevale germanico
grinan (ringhiare,
urlare). |
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GRIGNOLA
GRIGNOLI |
Grignola, molto raro, parrebbe tipico del nordmilanese,
varesotto e comasco, così come Grignoli, dovrebbero derivare dal
nome del monte Grigna, una montagna la le più famose di
Lombardia, citata anche da Leonardo nel Codice Atlantico, non si
può comunque escludere una derivazione dal termine dialettale
lombardo piemontese grignola
(vinacciolo). |
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GRIGOLETTI
GRIGOLETTO
GRIGOLI
GRIGOLLI
GRIGOLLO
GRIGOLO
GRIGUOLI
GRIGUOLO |
Grigoli e Grigoletti sono specifici dell'alto veronese, anche se
Grigoli ha un ceppo originario nel palermitano, Grigoletto è
tipico veneto, del padovano in particolare, Grigolli, molto
molto raro, è trentino, Grigollo, altrettanto raro, è anche
friulano, Grigolo è decisamente veneto, del veronese, vicentino,
padovano, rovigoto e veneziano, Griguoli ha un ceppo ad Imola
nel bolognese, uno a Roma, ma il nucleo più importante è a
Trivento nel campobassano, con presenza significative anche a
Salcito, nella stessa provincia, Griguolo, molto raro, ha un
ceppo a Chioggia nel veneziano ed a Rovigo, uno a Roma ed uno a
Petrella Tifernina in provincia di Campobasso, dovrebbero
derivare, direttamente o attraverso forme ipocoristiche, anche
dialettali, dal nome medioevale
Grigolus, una forma
ipocoristica medioevale, tipica delle tre Venezie e dei
territori sotto l'influenza della Serenissima, per
Gregorius,
di cui abbiamo un esempio in un atto del 1435 a Trento:
"Gasparinus notarius filius quondam ser Antonii notarii de
Nogaredo. Palamidesius filius quondam ser Iacobi quondam ser
Palamidesii de Tridento. Dominicus Cladius sartor de Avolano,
omnes cives, et habitatores Tridenti. Martinus filius Francisci
Roseti de Pho, et Grigolus filius quondam Andreae de Cavedeno
habitator Pedecastelli testes Tridenti...". |
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GRILLETTI
GRILLI
GRILLINI
GRILLO
GRILLONE
GRILLONI |
Grilletti è assolutamente rarissimo, Grilli è tipico del centro
nord con ceppi anche in Puglia e Campania, Grillini è specifico
del bolognese, Grillo è assolutamente panitaliano, eccezion
fatta per la Sardegna, Grillone è specifico della provincia di
Catanzaro, di Stalettì, Botricello, Catanzaro e Montauro,
Grilloni, quasi unico, dovrebbe essere dovuto ad errori di
trascrizione del precedente, dovrebbero tutti derivare,
direttamente o tramite ipocoristici od accrescitivi, derivano
dal nome medioevale Grillus
di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia
medievale all'anno 1188 a Sartirana: "...atque affirmacione et
consensu consulum eiusdem loci Callosius et Petrus de Rizolo et
Otto Grillus et Rufinus de Campo necnon et aliorum bonorum
hominum credencie, hii sunt Guibertus et Petrus Calegarius et
Iohannes Cerrutus et Iacobus de Purciano...", nome che dovrebbe
derivare dal nome medioevale germanico
Grill o
Gril,
ma è pure possibile una derivazione dal nome medioevale francese
Grillet,
che significa sempre grillo
e presuppone un'attribuzione di gaiezza riferita ai capostipiti,
ma è pure possibile che derivino da nomi di località. |
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GRILLETTO |
Cognome estremamente raro, presente in particolar modo a Nola
(NA) ed a Palermo.
integrazioni fornite da
Raffaele Grilletto
La casata Grilletto, fiorita nel Regno di Napoli, trae antica
origine dal Ducato di Savoia, donde passò in Spagna con Pietro
Grillet, che prese parte alla conquista di Maiorca. Passato al
servizio di Giacomo I D'Aragona, partecipò alla conquista di
Valenza distinguendosi per grande valore e stabilendo la propria
dimora in Valenza. Bubernei Ambert, Consigliere del Duca Di
Savoia nella città di Burgo, fu valente Cavaliere sotto
l'Imperatore Carlo V, il quale lo nominò membro del suo
Consiglio delle Fiandre. Con Privilegio datato in Barcellona il
22 aprile 1538 detto Imperatore gli concesse il titolo di
Nobile. Figlio Bubernei Ambert fu Glaudo che generò Glaudo
Bartolomé, Cavaliere Valenziano che sposò Eleonora De Borja, da
cui Bubernei Pedro
De Grilletto al quale fu concesso il titolo di Conte di Saint
Trivier nel 1554. Isabella, moglie di Bernardino di Savoia,
Signore di Roccamigi, fu Signora dei Feudi di Bellecombe e
Chàtelard nel 1575 e di quelli di Caselle e di Villafranca nel
1582. Questa Casata fu Signora di numerosi Feudi in Savoia,
delle Baronia di Brissac e di Coumons. Diramazioni dei Grilletto
si ebbero anche in Catalogna . Il ramo fiorito in Nola, nel
1879, è rappresentato dal Cavaliere Gerosolimitano Arcangelo
Grilletto, di Antonio di Arturo di Pedro, sposatosi con Assunta
Amorino, da cui: Maria, Antonio e Raffaele.
Fonti: Nobiliari General Català De Felix Doménech y Roura;
Trovas De Mossen Febbrer. |
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GRIMALDI
GRIMOLDI |
Grimaldi è diffuso in tutt'Italia, Grimoldi è specifico
dell'areale milanese, varesotto e comasco, derivano entrambi o
dal nome franco Grimald
o dal nome longobardo Grimoald,
ma in alcuni casi il primo può anche derivare dal toponimo
Grimaldi nel cosentino o anche Grimaldi di Ventimiglia in
provincia di Imperia.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
II cognome Grimaldi, presente in tutta Italia, è il nome proprio
longobardo Grîmwald
«potente con l'elmo»
o «capo munito di elmo»,
nome del celebre re di quella stirpe:
Grimoaldo.
Da *grima
- «elmo»
*waldaz
- «potente; principe, capo».
Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese. |
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GRIMANI |
Tipico del ternano meridionale e di Stroncone (TR) in
particolare, sembra essere di origine lombarda trapiantato poi a
Vicenza e di lì a Venezia , dove si rintraccia ancora un ceppo
primario, un ceppo è anche presente in Molise fin dal 1700.
Questo casato nobile annovera l'Ammiraglio Antonio Grimani che
al comando della flotta veneziana, venne sconfitto dai Turchi
nella battaglia navale dello Zonchio nel 1499 ed a seguito della
sconfitta sfuggì alla condanna a morte, diretta conseguenza
della sconfitta, per rifugiarsi a Roma dove potè patrocinare la
causa veneziana presso il Papa Giulio II°, il suo contributo
alla causa veneziana gli permise di ritornare nel 1509 a
Venezia, dove nel 1521 fu eletto doge. I Grimani ebbero feudi
nel veronese, nel vicentino ed in Istria; verso la fine del 1500
troviamo anche un Aloisio Grimani in qualità di podestà di
Brescia, nel 1809 i Grimani furono nominati conti dell'impero
austriaco. Questo cognome dovrebbe derivare dal nome germanico
Grimano
per traslitterazione da "Germano",
o anche dal longobardo Griman
(portatore d'elmo),
ma in alcuni casi potrebbe derivare da toponimi come Monte
Grimano nel pesarese o Pettorazza Grimani nel rovigoto. Esempio
di questa cognominizzazione a Stroncone l'abbiamo con Gregorio e
Cristoforo Grimani, figli di Giovanni di Paolo Grimani da
Stroncone, mastri stuccatori e intagliatori che operarono a
Stroncone nel ternano e dintorni, all'inizio del 1600.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Grimani è cognome veneto attestato già nel XII° secolo. Secondo
Olivieri 161 viene dall'antico nome
Grima,
aferetico del personale germanico
Ingogrim,
Förstemann 962. |
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GRIMELLI
GRIMI |
Grimelli è tipico di Vetto nel reggiano, Grimi ha un ceppo nel
milanese a Busto Garolfo, Parabiago e Inveruno ed uno nel
reggino a Melicucco e Rosarno, dovrebbero derivare, direttamente
o tramite forme ipocoristiche, dal nome longobardo
Grimo di
cui abbiamo un esempio in un atto dell'anno 859 tratto dal
Codex cavensis diplomaticus
dove troviamo come teste: "+ ego Grimo filio Ermeperti teste
sum" e, più tardi nell'anno 927, in un altro atto : "In nomine
Domini trigesimo sesto anno principatus domni nostri Guaimari
principis filius domni Guaimari principis mense.....prima
indictione. dum resideremus nos Guaiferius et Petrus Gastaldei
in locum Nuceria nostrum gastaldatum, et ibi.....nostris
presentiis coniunti sunt in contentiones benedictus et Grimo
clerici germani filii Radelgrimi cum Grimpertus filio Cumperti
et cum Ioccardus filio ...", ma è pure possibile una derivazione
dall'apocope del nome longobardo
Grimoaldo
o anche da un soprannome originato dal termine germanico
grim (furioso,
collerico), questo nome è
presente ad esempio anche in quest'atto datato 1048: "...Ex qua
re promisimus et guadiam tibi demus et mediatorem tibi exinde
posuimus Cicero filio Grimi de Toratzanu. et Symeone presbyter.
filio Sparani de predicto loco Carbonara ...". |
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GRINGIANI |
Gringiani, estremamente raro, sicuramente lombardo, è della zona
che comprende il basso bresciano, il cremonese ed il mantovano,
dovrebbe derivare da una forma alterata del nome del paese di
Grignano nel bergamasco, probabile luogo d'origine del
capostipite. (vedi anche GRIGNANO). |
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GRINOVER
GRINOVERO |
Grinover
è assolutamente rarissimo e sembrerebbe triestino, Grinovero
estremamente raro dovrebbe essere di origini friulane. |
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GRIONI
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Specifico
della zona sud milanese e lodigiana, potrebbe derivare o da
soprannomi legati al vocabolo dialettale griö (il frutto della
noce) o da nomi di località o cascine. |
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GRIPPA
GRIPPI
GRIPPO |
Grippa è tipico del sud, dove è presente a Napoli e nel
salernitano ad Albanella, Salerno, Eboli e Capaccio, nel
potentino a Potenza ed Avigliano, in Puglia a San Severo nel
foggiano, a Massafra, Grottaglie e Taranto nel tarentino ed a
Gioia del Colle nel barese, con un piccolo ceppo a Messina ed
uno a Roma, Grippi è tipico del palermitano, di Palermo,
Borgetto, San Cipirello e Balestrate, Grippo è tipico dell'area
che comprende il salernitano ed il potentino, questi cognomi
potrebbero derivare da forme aferetiche del cognomen latino
Agrippa
o di forme apocopaiche del nome di origini germaniche
Grippaudo,
un'alterazione del nome germanico
Warinbald.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
All'origine del cognome Grippo dovrebbe esserci il termine
dialettale grippa,
col significato di grinza, ruga,
ad indicare probabilmente un soprannome attribuito al
capostipite in relazione alla sua anzianità o comunque a delle
sue caratteristiche fisiche. |
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GRISANTI |
Troviamo un ceppo originario nel palermitano, uno nel centro
Italia ed uno nel reggiano, derivano o dal nome greco
Chrisantos
o nel reggiano, dal suo derivato latino
Grisantus,
di cui abbiamo un esempio nello scritto del frate minore
Salimbene de Adam nato a Parma nel 1221: "...Ad hanc materiam
pertinet quod dicebat beatus Grisantus, cum a puellis virginibus
temptaretur et ad peccandum sollicitaretur...", santo originario
appunto di Reggio Emilia. |
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GRISI
GRISO |
Grisi è poco comune, sembra avere un ceppo nel milanese, uno tra
veronese e bresciano ed al sud nel salernitano ed in Calabria,
Griso è più tipico del veronese, con un ceppo probabile nel
milanese, possono derivare dal nome
Griso,
derivato dal nome germanico Gris,
ma è pure possibile una derivazione da un soprannome originato
dal termine dialettale gris
(grigio).
Dell'uso di questo nome si legge ad esempio in un atto del 1160
stilato a Nuvolento (BS): "...Signa manuum Petri et Iohannis ac
Martini qui hanc cartulam fieri rogaverunt. Signa manuum Girardi
de Presbitero ac Iohannis sui filii et Bonifilii, Teutaldi
Atonis ac Zucce filii Grisi atque Dothonis de Pecora et
Butavilani ac Petri Adigle et Girardi de Cathelina rogati
testes.", Griso è anche il nome che il Manzoni attribuisce ad
uno dei gravi di Don Rodrigo nei Promessi Sposi.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Grisi è cognome lucano presente a Sarconi, Trécchina; cfr. Grisi
e Griso in Calabria, deriva da
Gris cognome in Francia = fr. 'gris'
= grigio.
Fonte: G. Rohlfs, Dizionario storico dei cognomi in Lucania,
1985. |
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GRISOLIA |
Specifico dell'alto cosentino, deriva dal toponimo Grisolia
(CS).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Il toponimo omonimo deriva dal greco 'criso-Elίas'
= Elia d'Oro |
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GRISON
GRISONE
GRISONI |
Grison è tipico dell'area veronese e vicentina e del triestino,
Grisone, molto molto raro, è probabilmente dovuto ad un errore
di trascrizione del cognome Grisoni, che, oltre ad un piccolo
ceppo nel triestino, è ben consolidato nell'area che comprende
il verbanese, il varesotto, il comasco e soprattutto il
lecchese, dovrebbero indicare una provenienza del capostipite
dalla vicina Valtellina, che fino al 1797 faceva parte del
cantone svizzero dei Grigioni.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Grison, Grisoni è cognome triestino che deriva dall'antico nome
Grisόn
accrescitivo di Griso
da 'grigio',
indicante in origine una persona dai capelli grigi o che
indossava abiti di color grigio. M. Bonifacio, Cognomi
triestini, p. 152. |
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GRISOSTOMI
GRISOSTOMO |
Grisostomi, estremamente raro è del centro Italia, Grisostomo è
praticamente unico, derivano entrambi dal nome Crisostomo. (vedi
Crisostomi) |
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GRITTA
GRITTI |
Gritta è
abbastanza raro, sembrerebbe di origine bresciana, Gritti è
assolutamente lombardo della zona che comprende il bresciano ed
il bergamasco. |
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GRIVA
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Griva,
tipicamente piemontese, è specifico di Torino e Santena nel
torinese, con un piccolo ceppo anche a Villnova d'Asti
nell'astigiano, dovrebbe derivare da un nome di località come
Griva di Dogliani nel cuneese o dal nome del Monte Griva sempre
nel cuneese. |
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GRIZIOTTI |
Griziotti
è specifico di Milano e Pavia, dovrebbe derivare da
un'alterazione dialettale del nome rinascimentale Grigiotto. |
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GROFF
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Groff è specifico di Trento e di Bedollo, Borgo Valsugana,
Pergine Valsugana e Civezzano nel Trentino, per la sua origine
esistono due ipotesi, la prima è che possa derivare dal termine
dialettale germanico grofl
(ciarpame, anticaglia),
forse ad indicare nel capostipite uno straccivenddolo, la
seconda ipotesi ne propone la derivazione da un'alterazione
dialettale arcaica del termine medioevale germanico
greif (grifone). |
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GROI
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Groi, quasi unico, decisamente di origini meridionali, dovrebbe
trattarsi di una forma dialettale aferetica del cognome
Sgroi
(vedi SGRO). |
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GROLL
GROLLI
GROLLO |
Groll, quasi unico, ha presenze nell'imperiese e nel rovigoto,
Grolli, molto raro, sembrerebbe del parmense, di Parma, Noceto e
Salsomaggiore, Grollo, assolutamente rarissimo, ha qualche
presenza nel trevisano, potrebbero derivare da un soprannome
basato sul termine dialettale germanico
grol o
groll,
con il significato di ruvido,
rugoso,
Groll è
anche un antico cognome tedesco. |
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GROMO
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Assolutamente rarissimo, sembra specifico del biellese, dovrebbe
derivare dall'apocope del nome longobardo Gromoaldo (Grimoaldo)
nome reso famoso dal maestro di palazzo che attorno al 650
costrinse all'esilio il re merovingio Dagoberto II°, tracce dei
Conti Gromo a Ternengo (BI) le troviamo fin dal 1100. |
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GROMPO
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Grompo,
quasi unico, sembrerebbe veneto, del padovano o del rovigoto,
dovrebbe derivare dal nome di Grompo, una frazione del paese di
Concadirame nel rovigoto. |
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GROMPONE |
Grompone, assolutamente rarissimo, sembrerebbe presenze
significative nel salernitano, dovrebbe essere di origini
longobarde e derivare da un soprannome basato sul termine
grom (ammasso
di cereali o altro prodotto agricolo),
ad indicare forse che il capostipite fosse un contadino
benestante. |
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GRONCHI |
Gronchi è
tipicamente toscano, del pisano, di Montopoli in Val d'Arno, San
Miniato, Volterra, Pontedera, Santa Croce sull'Arno, Cascina,
Lajatico, Peccioli, Pisa e Castelfranco di Sotto, e del
livornese a Rosignano Marittimo, Livorno e Piombino, dovrebbe
derivare da un soprannome probabilmente motivato dall'attività
di pescatori svolta dai capostipiti, probabilmente abili nella
pesca al gronco o grongo, un pesce di mare che assomiglia
all'anguilla. |
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GRONDONA |
Grondona
è specifico dell'area che comprende l'alessandrino, il savonese
e soprattutto il genovese, dovrebbe derivare dal nome del paese
di Grondona nell'alessandrino. |
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GROPELLI
GROPPELLI
GRUPPELLI |
Gropelli,
abbastanza raro, sembrerebbe avere due ceppi uno nel milanese ed
uno nel bresciano, Groppelli sembra essere di origini cremonesi,
Gruppelli è molto raro, forse originario del lodigiano,
dovrebbero derivare da toponimi come Groppello d'Adda nel
milanese o Gropello Cairoli nel pavese. |
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GROPPA
GROPPI
GROPPINI
GROPPO |
Groppa è specifico di Cencenighe Agordino nel bellunese, Groppi
ha un ceppo a Milano, ed a Codogno nel lodigiano, un
piccolissimo ceppo nel veneziano a Mira ed a Venezia, un ceppo a
Licciana Nardi nel massese, ma il nucleo principale è a Piacenza
e Parma, con buone presenze anche a San Giorgio Piacentino,
Podenzano, Nibbiano, Rivergaro e Carpaneto Piacentino nel
piacentino ed a Collecchio, Langhirano, Traversetolo, Palanzano,
Corniglio e Montechiarugolo nel parmense, Groppini,
assolutamente rarissimo, ha presenze nel bergamasco e nel
piacentino e parmense, Groppo ha un ceppo nel cuneese a
Sommariva del Bosco e Moretta ed a Torino, uno nel vicentino a
Chiampo, Montecchio Maggiore e Vicenza, a Pederobba nel
trevisano, a Santa Maria di Sala nel veneziano ed a Loreo nel
rovigoto, ed un ceppo a San Giovanni al Natisone nell'udinese,
potrebbero derivare da nomi di località come Groppa nel
lucchese, o Groppo presente in più esemplari nel parmense, nel
piacentino e nel massese, nomi di origine longobarda nati
dall'italianizzazione del termine longobardo
krupfa (colle,
altura), un principio di queste
cognominizzazioni lo troviamo nel 1301 in uno scritto: "..et
super dictis solutionibus mittebam dicto magistro Giffredo
litteras dictarum societatum per Thomam de sancto Bottulfo
clericum et familiarem suum prout mihi per suas litteras
mandaverat et cum dictus nuntius reddendo ad curiam Romanam
esset in Tuscia, invenit, prout audivi, Giffredum de Groppo
sancti Petri nepotem dicti magistri Giffredi qui est commensalis
capellanus domini Luce de Flixco cardinalis et audita morte
dicti domini sui predictas litteras solutionum supradicte
pecunie tradidit eidem..". |
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GROPPAGLIO |
Groppaglio, molto molto raro, decisamente lombardo, della zona
del sudmilanese e cremonese, dovrebbe derivare da un nome di
località ormai scomparsa, nome originato probabilmente dal
termine longobardo krupfa
(massa rotonda, colle),
quindi se ne arguirebbe che la famiglia fosse originaria di una
zona collinare, in Lombardia e nel piacentino sono molte le
località con una simile radice. |
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GROS
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Abbastanza raro, ha un nucleo nel torinese in Val di Susa ed un
ceppo valdostano a Fontainemore (AO), deriva dal termine
dialettale gros
(grosso, grande). |
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GROSSELLI
GROSSI
GROSSINI
GROSSO |
Grosselli ha un piccolo ceppo lombardo nel varesotto, in
particolare a Golasecca, uno trentino, a Trento e Lasino, ed uno
ad Allumiere nel romano, sia Grossi che Grosso sono diffusi in
tutt'Italia, Grossini è specifico del varesotto e della
Lombardia occidentale, derivano, direttamente o tramite
ipocoristici, dal nome medioevale
Grossus,
di cui abbiamo un esempio in una Carta venditionis dell'anno1154
a Milano: "...Ibi statim coram ipsis testibus dedit vuadiam ipsa
Richa consentiente suprascripto Ambroxio eidem Carnelvario ita
si ipse campus est inpiliatum vel invasatum, vel si intencio vel
discordiam apaluerint, defendere ei debet iure, sic posuit
fideiusorem Grossum de suprascripto loco qui obligavit se ese
fideiusor usque ad annis quinque, et illa con suis heredibus
omni tempore in iure....", tracce di questa cognominizzazione si
trovano nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale sotto
l'anno 1191, dove si legge: "...Anno dominice incarnacionis
millesimo centesimo nonagesimo primo, indicione nona, tercio die
mensis decembris. Iuraverunt Iohannes Desparius et Tebaldus
archipresbiter et Aglerius Grossus et Ru|finus Marisanus et Ugo
de Curte et Robertus de la Monaca et Petrus Senex...".
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
derivano dal termine grosso,
generalmente riferito alla
grandezza di persona, animale o cosa,
intesa come volume o peso. Grosso,
grossus
è, inoltre, una moneta d'argento, medievale, del valore di un
decimo di lira, all'inizio e col valore definitivo di 4/10 di
lira (in quel tempo la lira, a livello europeo, valeva circa 500
Euro di oggi -*2007). Il grosso (tornese) è anche una moneta
medioevale battuta in Sardegna, nella zecca di Villa di Chiesa
(Iglesias) intorno al 1290, per conto dei Signori della
Gherardesca, conti di Donoratico (regione della Toscana) e
signori della terza parte del Calaritano: Cixerri, Sulcis, Nora
e Decimo. Uno dei conti della Gherardesca, Ugolino, fu rinchiuso
nel castello di Siliqua, nel 1289, insieme con due figli e due
nipoti e lasciati morire di fame, per ordine dell'arcivescovo
Ruggieri degli Ubaldini. Ne fa menzione anche Dante Alighieri
nella Divina Commedia - Inferno canto XXIII°, conosciuto anche
come il Canto del Conte Ugolino: - La bocca sollevò dal fiero
pasto quel peccator, forbendola a' capelli del capo ch'elli avea
di retro guasto..). Grosso non è un cognome di origine sarda, ma
probabilmente è originario del Piemonte, che ha ancora oggi il
numero più alto di Grosso: solo Torino ne conta 449. Nel
territorio nazionale è presente in 1028 Comuni ed in tutte le
regioni, con maggiore frequenza nel centro nord. |
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GROTTA
GROTTE |
Grotta,
tipicamente meridionale, ha un piccolo ceppo a Montorio al
Vomano nel teramano, uno a Foggia ed uno ad Oria nel brindisino,
uno molto piccolo a Napoli, ed uno a Palermo, Grotte, quasi
unico, è del palermitano, dovrebbero derivare da l nome di paesi
come Grotta Figazzano nel brindisino, Grottafumata nel nisseno,
Grotte nell'agrigentino o altri simili. |
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GROTTAGLIE |
Assolutamente rarissimo dovrebbe essere pugliese derivando dal
toponimo Grottaglie (TA). |
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GROTTI
GROTTO |
Grotti è diffuso in Emilia e Romagna, a Ferrara, a Fanano nel
modenese, a Ravenna, a Cesena e Sogliano al Rubicone nel
cesenate ed a Rimini e Bologna ed in Toscana, ad Arezzo e Foiano
della Chiana nell'aretino, a Camaiore nel lucchese ed a Firenze,
Grotto è decisamente veneto, di Schio, Thiene, Piovene
Rocchette, Marano Vicentino, Zanè, Santorso, Vicenza, Zugliano,
Dueville, Malo e Sarcedo nel vicentino, ad Adria nel rovigoto, a
Noale nel veneziano ed a Valdobbiadene e Sernaglia della
Battaglia nel trevisano, dovrebbero derivare dal nome di paesi
come Grotti nel perugino, Montegrotto nel padovano o altri
simili., ma è anche possibile una derivazione da un soprannome
basato sul termine dialettale
groto (pellicano). |
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GROTTOLA
GROTTOLE
GROTTOLI |
Grottola
ha un ceppo a Roma, uno a Napoli ed in Puglia a Mottola, Taranto
e Leporano nel tarentino, a Vico del Gargano nel foggiano ed a
Bitonto e bari nel barese, Grottole, praticamente unico,
sembrerebbe laziale, Grottoli ha un ceppo nel pesarese a Fano,
Fossombrone e Saltara, uno a Roma ed uno nel tarentino a
Grottaglie, Monteiasi e Taranto, dovrebbe derivare da nomi di
località come ad esempio Grottole nel potentino e nel materano,
Grottola nel casertano o altre simili. |
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GRUARIN |
Gruarin è
tipico della zona tra veneziano, pordenonese ed udinese, di
Portogruaro e Concordia Sagittaria nel veneziano e di Sesto al
Reghena e Cordovado nel pordenonese, dovrebbe derivare da una
forma aferetica ipocoristica dialettale per gli abitanti o per
quanti provenissero da Portogruaro, probabile località d'origine
del capostipite. |
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GRUBER
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Tipico della Val d'Adige nella provincia di Bolzano, di origine
germanica, deriva da soprannomi, originati dal vocabolo
grube
(miniera), che venivano dati un tempo a minatori. |
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GRUFE'
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Quasi
scomparso è del comasco, dovrebbe trattarsi di una modificazione
del nome medioevale italo germanico Grifo (vedi
GRIFA). |
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GRUGNI
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Sembra
essere specifico della zona tra Milano e Pavia |
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GRUMELLI |
Grumelli è tipico del bergamasco e del basso bresciano, dovrebbe
derivare dal toponimo Grumello (BG), ma è pure possibile una
derivazione da caratteristiche della località di residenza
individuabile da un grumus
dosso o collinetta,
tracce di questa cognominizzazione le troviamo in un atto del
1591 dove è citato un oste di Pontoglio (BS) tale Faustino
Grumelli. Il casato dei Grumelli vanta titolo comitale e, nel
XVI° secolo è presente nel Consiglio della città di Bergamo. |
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GRUNGO
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Grungo è tipicamente siciliano, del messinese, di Scaletta
Zanclea in particolare, l'origine etimologica potrebbe essere da
un soprannome originato dal termine dialettale
grungo (grongo,
un pesce, ma anche esagerato),
ma si può formulare anche l'ipotesi che possa trattarsi di
un'alterazione dialettale del termine greco antico κρουνός
krunos (getto d'acqua,
zampillo), forse ad indicare
che il capostipite abitasse vicino ad una fonte. |
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GRUPPI
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Dovrebbe
essere originario della zona tra il milanese ed il piacentino,
dovrebbe derivare dal nome latino Grupus (Plauto nella sua
comoedia "Rudens" identifica un personaggio come Grupus Piscator
cioè il pescatore Grupo: "... sed Grupus servos noster quid
...", anche un'antica lapide latina riporta:
Q(uinto)
Blaesio Q(uinti) f(ilio) Cor(nelia)
Rufo / Q(uintus) Blaesius
Q(uinti) l(ibertus)
Grupus pater / Vettia
M(arci) l(iberta)
Salvia mater / filio /
quod facere fuerat
gnatum par parentibus /
genitores eius
acerba mors facere
impulit
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GRUSSU
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Grussu è tipico di Mogoro nell'oristanese, con ceppi anche a
Masullas, Uras ed Oristano e a Carbonia e Cagliari.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
Grussu deriva da grussu
o russu
che significano grosso;
dal latino grussus
o dal tardo latino grossus.
Gruss
in piemontese è la crusca del
granoturco.
Ingrussai
significa ingrossare;
isgrussai
invece vuol dire digrossare.
Su bestiamini grussu
è il bestiame grosso,
bovino, equino; su bestiamini
fini o
minudu è
il bestiame minuto,
pecore, maiali, pollami, etc. non trovandolo nelle carte antiche
supponiamo si tratti di un cognome abbastanza giovane, ed avendo
il paese di Mogoro tanti abitanti col cognome Grussu: quasi la
metà del totale in Sardegna, pensiamo che sia originario di quel
centro. Attualmente è diffuso in 30 Comuni sardi, degli 80
Comuni del territorio nazionale. |
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GUADAGNI
GUADAGNINI
GUADAGNINO
GUADAGNO
GUADAGNUOLO |
Guadagni è particolarmente diffuso in Toscana, soprattutto nel
carrarese e nell'aretino, in Lombardia nel bergamasco e nel
milanese ed in Campania nel napoletano, Guadagnin è decisamente
veneto, del trevisano in particolare, Guadagnini è del Trentino,
del Veneto, in particolare del veronese e del trevisano, del
bolognese e del ravennate, ed è anche ben presente a Roma,
Guadagnino ha un ceppo nel casertano ed in Sicilia, soprattutto
nell'agrigentino, Guadagno è molto diffuso in provincia di Roma,
in Campania ed in Puglia, Guadagnuolo ha un ceppo campano a
Napoli ed a Teano nel casertano, ed uno calabrese a Lamezia
Terme nel catanzarese, dovrebbero tutti derivare direttamente o
tramite ipocoristici, anche dialettali, dall'aferesi del nome
medioevale Buonguadagno,
attribuito a figli molto attesi e che venivano perciò
considerati un buon guadagno per la famiglia, o anche come nome
augurale, a solo titolo di esempio nell'archivio di Stato di
Venezia fra i notai della Serenissima troviamo il veneziano
Buonguadagno de Amedeo che operò a Venezia dal 1362 al 1372. |
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GUADALASCARA
GUADALAXARA |
Guadalascara, assolutamente rarissimo, è del sud, Guadalaxara un
poco meno raro, parrebbe specifico di Gaeta (LT), dovrebbe
essere di origini spagnole.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Guadalascara, quasi unico, sembra avere un ceppo nel napoletano
e uno nel tarantino, Guadalaxara, poco più diffuso del
precedente, si riscontra maggiormente nel latinense e, in misura
minore, nell'aquilano e nel bolognese, entrambi questi cognomi
sono d'origine spagnola e derivano dalla città (o dall'omonima
provincia) di Guadalajara,
nella Spagna centrale; dal punto di vista etimologico, il
toponimo Guadalajara trae origine dall'arabo
wadii al-Hajara,
che dovrebbe significare fiume
di pietre o
valle di pietre
(altri, però, lo traducono come
valle della fortezza). |
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GUADALUPI |
Sembrerebbe originario del brindisino, una possibile origine è
dal toponimo spagnolo Guadalupe (cittadina spagnola
dell'Estremadura costruita nel '400 a una cinquantina di
chilometri a est di Trujillo, famosa perché vi vennero firmati i
contratti per le spedizioni verso le Americhe).
ipotesi fornite da Enrico
Guadalupi
alcuni Guadalupi sostengono secondo le loro ricerche che tale
cognome derivi dal Messico, collegato alla vergine Santa Maria
de Guadalupe. Un'altra ipotesi, si basa sulla leggenda che di
una caravella spagnola, attraccata a Brindisi durante
l'occupazione spagnola. La vela della caravella riportava il
nome della vergine Santa Maria de Guadalupe. Le donne brindisine
che in quel tempo ebbero figli da uomini dell'equipaggio di
quella nave, non conoscendo il cognome dei marinai e non potendo
attribuire il vero cognome dei padri ai nascituri, a differenza
di altre (esistono molti cognomi spagnoli a Brindisi come Pito,
Lopez etc.) li chiamarono Guadalupi (italianizzato) proprio in
considerazione della scritta sulla vela. |
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GUAGLIONE |
Guaglione ha un ceppo tra napoletano e casertano, con massima
concentrazione a Villa Literno nel casertano ed a Napoli, ed uno
a Barletta nel barese, questo cognome dovrebbe derivare da un
soprannome originato dal termine meridionale
guaglione
(ragazzo),
modo con il quale veniva probabilmente indicato il capostipite. |
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GUAGNANO |
Guagnano
è tipicamente pugliese, di Noci e Gioia del Colle nel barese, di
Mottola e Taranto nel tarentino e di Nardò e Copertino nel
leccese, dovrebbe derivare dal nome del paese di Guagnano in
provincia di Lecce, probabile luogo d'origine del o dei
capostipiti. |
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GUAITA
GUAITANI |
Guaita
dovrebbe essere di origini mantovane, esistono tracce comunque
di un'importante famiglia Guaita nel comasco, vicino a Menaggio,
Guaitani parrebbe tipico della zona tra Milano e Bergamo, non è
da escludere un' origine spagnola, visto che in spagnolo guaita
(guardia) potrebbe benissimo essere all'origine di soprannomi
legati alla funzione di guardiano, ma anche nella lingua dei
longobardi il vocabolo guaita significava guardia, sentinella,
pertanto è da ritenersi più probabile, data la zona dii origine,
una discendenza longobarda- |
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GUAITAMACCHI |
Assolutamente rarissimo, specifico del sudmilanese, deriva
dall'unione di due vocaboli, il longobardo guaita (guardia) e il
celtico makos (bosco) e starebbe ad indicare la funzione di
guardaboschi. Cognome molto antico, se ne trovano varie tracce
nei documenti antichi, in un atto di investitura datato 3 agosto
1279, troviamo: "...presbitero Pagano Guaitamacho capellano
ecclesia de Bazzanella Mediolanensis diocesis...". |
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GUALA
GUALAZZI
GUALI
GUALINA
GUALLA
GUALLINA |
Guala è tipicamente piemontese, di Acqui Terme, Cassinelle ed
Alessandria nell'alessandrino, di Torino, Vercelli e Biella, con
un ceppo anche a Genova, Gualla, molto meno comune, ha un ceppo
a Garlasco nel pavese ed a Piacenza, Gualazzi potrebbe essere
originario della zona lungo il fiume Pò tra Piacenza e Cremona,
Guali è praticamente unico, Gualina è molto raro ed è di origini
bresciane, Guallina è presente solo a Melegnano, questi cognomi
dovrebbero derivare, direttamente o attraverso varie forme
ipocoristiche, dal nome medioevale germanico
Walhari,
composto dai termini wal
(estraneo,
straniero) ed
hari (esercito),
o più probabilmente dal nome longobardo
Guala
originato dal termine medioevale germanico (a.a.t.)
wahhal
(vigile, desto, sveglio). |
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GUALANDRA
GUALANDRI
GUALANDRIS |
Gualandra, molto molto raro, ha un piccolissimo ceppo nel
ferrarese, Gualandri ha un ceppo nel reggiano, uno piccolo nel
pesarese ed uno a Roma, Gualandris è decisamente lombardo, della
zona che comprende il milanese, il bergamasco ed il bresciano,
del bergamasco in particolare, di Morengo, Ponte San Pietro,
Bergamo, Osio Sopra, Barzana, Treviolo, Brembate di Sopra,
Cologno al Serio, Valbrembo, Flago, Mozzo, Dalmine ed Albino, e
di Palazzolo sull'Oglio nel bresciano, dovrebbero derivare dal
nome germanico Walander,
citato nella Cronaca
di Ademaro de Chabannes, nome latinizzato poi in
Gualandrus,
da cui una prima cognominizzazione con Sicherius Gualandrus,
troviamo tracce di queste cognominizzazioni nel bergamasco in un
editto del 19 novembre 1512: ".. La peste stamani ha colpito in
città, soprattutto intorno alla piazza. Acchiocché non aumenti
oltre per incuria, dopo molte discussioni, si prende parte
unanimemente di sospendere lo ius in genere, da oggi, a
beneplacito degli Anziani. Il trombetta Andrea Gualandri
proclama l'ordine sul Regio nuovo ..", risoluzione revocata
circa un mese dopo: ".. Il 23 dicembre Andrea Gallo de
Gualandris tubatore riferisce che oggi per comando del
provveditore e degli Anziani ha proclamato che lo ius riprenda
dopo la fine di dicembre. ..". |
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GUALBERTI |
Decisamente raro è difficile individuare una zona di origine,
deriva dal nome medioevale di origine longobarda Gualberto, di
cui si hanno tracce ad esempio nel X° secolo con il nobile
Gualberto, dei marchesi d'Ivrea. |
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GUALCO
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Gualco è specifico dell'area alessandrino, genovese, di Parodi
Ligure, Gavi, Novi Ligure, Alessandria, Capriata d'Orba, Silvano
d'Orba, Tortona ed Arquata Scrivia nell'alessandrino e di Genova
e Chiavari nel genovese, dovrebbe derivare dal nome medioevale
Gualcus,
un'italianizzazione del nome di origine germanica ed anche
gotica Walco. |
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GUALDANA
GUALDANI |
Gualdana, molto raro, è specifico della zona di Brallo Di
Pregola (PV), Gualdani, tipico dell'aretino, è anch'esso raro,
potrebbero derivare da toponimi come Gualdo (AR) o Gualdo
Cattaneo e Gualdo Tadino (PG) o anche dall'abitare in zone di
campi di erba gualda o guada, o anche da soprannomi originati
dall'aver partecipato il capostipite ad incursioni a cavallo o
gualdane,
citate ad esempio da Dante nel canto XXII° dell Inferno:
"....corridor vidi per la terra vostra, / o Aretini, e vidi gir
gualdane, / fedir torneamenti e correr giostra;....". |
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GUALENI
GUALINI |
Molto rari, sono tipici della zona tra bresciano e bergamasco,
potrebbero derivare da una distorsione del nomen latino Galenus.
integrazioni fornite da
Attilio Gualeni
L'origine non è riferibile al nome latino Galeno, ma al nome
medievale di origine germanica Guala (germ. Wala) . Ancora nel
1400 nella mia famiglia era diffuso il nome proprio Guala o
Gualenus. Nel 1500 un Gualenus Gualeni veniva soprannominato
Gualinus per distinguerlo (forse essendo minore di età o più
piccolo di statura) dal cugino Gualenus. I suoi successori
furono chiamati col soprannome e poi cognome Gualini. La terra
di origine è la collina dei Solto (Bg). |
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GUALERCI
GUALERZI |
Gualerci, molto molto raro, è toscano, forse del pisano,
Gualerzi è tipicamente emiliano dell'area reggiano, parmense, di
Reggio Emilia in particolare e di Parma, con buone presenze
anche a Bibbiano, Quattro Castella, Montecchio Emilia e
Sant'Ilario d'Enza nel reggiano, dovrebbero derivare da un
soprannome attribuito ai capostipiti, probabilmente cechi di un
occhio, infatti con il vocabolo italiano arcaico
gualercio
o con il dialettale gualerzo
si indicavano i guerci,
ma il termine anticamente assumeva anche il significato
indiretto di lercio, sporco. |
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GUALTERI
GUALTIERI |
Gualteri, molto molto raro, sembrerebbe del cremonese, Gualtieri
è diffuso in tutta la penisola, possono derivare da toponimi
come Gualtieri nel reggiano o Gualtieri Sicaminò nel messinese,
come pure dal nome normanno
Gualtier o in altri casi dal
cognomen latino Gualterus,
di cui abbiamo un esempio d'uso nelle
Historiae
di Cluvius Rufus: ".. in arcem ad cenam invitaret, adsumpti
iterum in conscientiam ac societatem facinoris, ex Legione
Buthleriana Robertus Geraldinus praefectus vigiliarum, et
Gualterus Deverox Centurio, cum triginta militum promptissimis,
ex quibus duo Scoti, unus Hispanus, reliqui Hiberni erant. ..".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Gualtieri può tanto derivare dalla località reggiana di
Gualtieri ed essere quindi cognome d'origine locale, quanto
muovere direttamente dal nome personale germanico
Waltheri,
dal longobardo Walthari
o Waldari
con il significato di «potente
nell'esercito» (dal germanico *waldaz
- «potente, capo»
e da *harja-
«esercito»),
latinizzato in Gualterius.
Il nome proprio Walterius
è documentato in carte modenesi dal 1118. Fonte: F. Violi,
Cognomi a Modena e nel Modenese. |
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GUALTIEROTTI |
Gualtierotti è tipicamente toscano, di Pistoia, Firenze e Cecina
nel livornese, dovrebbe derivare da un ipocoristico del nome
medioevale germanico nome personale germanico
Waltheri,
a sua volta originato dalla fusione dei termini medioevali
tedeschi wald
(coraggio, baldanza)
aggiunto ad hari
(esercito),
con il significato di coraggioso
fra l'esercito. |
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GUANCINI |
Guancini, molto raro, è caratteristico di Viterbo, dovrebbe
derivare da un soprannome basato sul termine dialettale
guancino
(guanciale di maiale),
l'ipotesi che propone una derivazione dal termine guancio
(abitante delle Canarie) è molto improbabile. |
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GUANDALIN
GUANDALINI
GUANDALINO |
Guandalin è praticamente unico, Guandalino è solo un attimo meno
raro, Guandalini è tipico dell'area che comprende il veronese,
il mantovano, il modenese, il bolognese e soprattutto il
ferrarese, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Guandalinus
di cui abbiamo un esempio in una Carta venditionis dell'anno
1155 a Monate nel varesotto: "..Ita posuerunt exinde
fideiussores Cunradum filium quondam Rodolfi de loco Besutio et
Guilielmum qui dicitur de Castellum cognatum suprascripti
Guidonis et Bergetum filium quondam Guandalini de suprascripto
loco Monate qui obligaverunt omnia pignora sua suorumque heredum
complendendi usque in pena dupli. ..", nome che potrebbe
derivare dal nome franco
Waldolanus o anche, e più
probabilmente, dal nome ostrogoto
Gudilib,
anche se non è possibile escludere una connessione con il nome
germanico Gundwald
formato dai termini gund
(combattimento, battaglia)con
l'aggiunta di waldan
(comando, governo),
con il significato di colui che
comanda in battaglia.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
A mio parere il cognome emiliano Guandalini ha alla base il
personale germanico Wendelin,
ipocoristico di nomi composti, per il passaggio dal germanico
we/wa
all'italiano gue/gua.
Wendel
ha dato il nome Guendalina
(o, in certe zone, Guandalina).
Wendelin
deriva per alcuni linguisti dal nome della tribù dei
Vandali,
altri considerano il personale femminile
Guendalina
derivato dal celtico Gwennie,
con il significato "che ha
ciglia bianche". Guendalina era
la moglie di Mago Merlino. |
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GUANO
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Cognome
molto raro, potrebbe essere di origini della zona tra
l'alessandrino ed il genovese, deriva dal nome latino Guanus (
su di un'antica lapide latina si legge "..filius Guani hic
jacit." che significa : "qui giace il figlio di Guano") |
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GUANTI
GUANTO |
Guanti è specifico di Matera, Guanto, assolutamente rarissimo, è
del napoletano, potrebbe trattarsi di un'italianizzazione del
nome germanico Gundwald. |
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GUANTIERI
GUANTIERO |
Guantieri, molto raro, è tipico di Verona e del veronese,
Guantiero, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del veronese,
dovrebbero derivare da un'italianizzazione del nome longobardo
Wandhari,
composto dai termini wand
(destrezza, agilità)
ed hari
(esercito),
con il significato di colui che
combatte con destrezza, bisogna
considerare anche la possibilità, a dir il vero abbastanza
remota, che possano derivare dal mestiere di
guantai o
di fabbricanti di guantiere,
svolto dai capostipiti. Tracce di queste cognominizzazioni le
troviamo a Verona agli inizi del 1400 con il miles Paolo Filippo
Guantieri, patrizio veronese fatto cavaliere dal Marchese
Niccolò III°. |
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GUARAGLIA
GUARAGLIO |
Guaraglia è tipico dell'area che comprende il pavese,
l'alessandrino ed il genovese, Guaraglio, che appare essere
unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione,
dovrebbero derivare da modificazioni del nome longobardo
Garivaldus
(vedi GARAVAGLI). |
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GUARAGNI |
Sembra
essere tipico della bassa bresciana e alto cremonese, potrebbe
derivare da una distorsione del nome germanico Grawo o
Gairovaldo. |
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GUARALDI
GUARALDO |
Guaraldi dovrebbe essere specifico del ferrarese, di Cento in
particolare e di Ferrara, Guaraldo, decisamente più raro, ha un
piccolo ceppo nel rovigoto, a Lendinara, San Bellino e Lusia,
dovrebbero derivare dal nome germanico
Gairovaldo
o da quello di Linguadoca
Guiraudos.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
II cognome Guaraldi muove dal nome proprio longobardo
Warhard,
dal germ. *war(an)
«proteggere»
e da *hardhu
- «forte, potente»:
quindi «forte nel proteggere».
È presente in Toscana (AR) e nel Veneto. |
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GUARANO |
Tipico
del trapanese, di Trapani, Erice e Paceco, Guarano deriva dal
nome Guaranus di cui abbiamo un esempio in quest'atto del 1210 a
Messina in Sicilia: "...sicut apertius idem Mattheus per suum
instrumentum dinoscitur concessisse, domum etiam, quam idem
Mattheus contulit in flumine Friggido, cum oliveto de Guarano,
quod ipse cum .... uxore sua eidem monasterio donavit...". |
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GUARASCHI
GUARASCI
GUARASCIO
GUARASCO |
Guaraschi e Guarasco sono unici, Guarasci ha un ceppo nel
cosentino, soprattutto a Rossano, ma il nucleo principale è in
Sicilia ad Enna, Guarascio è decisamente calabrese, del
cosentino, di San Giovanni in Fiore, Parenti, Cosenza e Rogliano
e del crotonese di Cotronei e Crotone, potrebbero derivare da
modificazioni del nome gotico
Goiaricus, o anche dal nome
propiziatorio Guaresco
di cui abbiamo un esempio a Tirano (SO) nel 1505: "...a sepelire
cum solemno ofisio per il venerabile misere preito Gregorio de
Homodeo curatore de Tirano; e questo si fu in presenzia de
Guaresco filius quondam de Bertrame de Scanardelo abitatore de
Tirano...". (vedi Guareschi).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Guarascio, Guarasci è cognome calabrese e siciliano, è di
origine albanese dal cognome
Gurashi. |
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GUARATO |
Guarato è tipico del vicentino, di Villaga, Orgiano, Sossano,
Asigliano Veneto e Vicenza, con un piccolo ceppo anche a Quarto
d'Altino nel veneziano, dovrebbe derivare da un soprannome
basato sul verbo veneto arcaico
guàr (aguzzare,
arrotare, appuntire),
probabilmente indicando così quale potesse essere il mestiere
dei capostipiti. |
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GUARDALA
GUARDALA' |
Guardala, quasi unico, è del catanese, Guardalà solo leggermente
meno raro, ha un piccolissimo ceppo a Linguaglossa nel catanese
ed a Messina, l'origine etimologica è oscura, si potrebbe
ipotizzare una connessione con il nome svevo
Wardal, o
lo slavo Wardala,
forse portato dal capostipite, o, molto meno probabile, con il
nome franco Wandrille. |
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GUARDAMAGNA
GUARDAMAGNI |
Guardamagna è tipico di Pavia e del pavese, di Vigevano,
Voghera, Cava Manara, Pinarolo Po e Bressana Bottarone in
particolare, con un ceppo secondario importante a Milano,
Guardamagni è unico ed è probabilmente dovuto ad un errore di
trascrizione del precedente, cognome di probabile origine
longobarda che dovrebbe derivare dalla funzione di postazione di
guardia del territorio svolta dal capostipite. |
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GUARDAVAGLIA
GUARDAVALLE |
Guardavaglia è quasi unico, sembrerebbe settentrionale,
Guardavalle, praticamente unico, è forse calabrese, dovrebbero
derivare da un soprannome arcaico riferito ad un capostipite che
di mestiere facesse il guardaboschi o comunque la guardia ad un
valico di frontiera. |
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GUARDI
GUARDUCCI |
Guardi, molto raro, ha un ceppo nel fiorentino, uno nel romano
ed uno nel palermitano, Guarducci è originario dell'areale
fiorentino, dovrebbero derivare, direttamente o tramite
ipocoristici, dal nome medioevale
Guardi,
aferesi del nome augurale medioevale
Dietiguardi
o Dioguardi.,
di cui abbiamo un esempio in quest'atto del 1200 a Firenze:
"Questa sì è tenuta data a Dietiguardi calço contra Mannucio
filiu Bochelati d'uno peço di terra posta a Santo Pietro nel
colto Giannelli: dall'uno lato si è-l Fede, dal'altro lato si è
via, dal'alto lato si è Bonamicho, dal'altro lato si è-l Fede
medesimo. Ite d'un'altra peça posta nela villa medesimo di Santo
Pietro: dall'uno lato si è Dietiguardi dala Strada, dal'altro si
è Dietiguardi maestro Bnamicho, dall'altro lato si è el Buono
Dolceti. Ite d'un altro peço di vigna: dall'uno lato si è
Dietiguardi maestro dale due latora sì è-l Fede. Ite d'uno altro
peço di vigna: dal'uno lato si è Bonamcho, dale due latora si
è-l Fede. Ite d'una casa d'uno chiuso posta al Cerreto: dall'uno
lato si è el santo, dal'altro lato si è Bonamicho, dal'altro
lato si è-l Fede, dal'altro lato si è Dietiguardi maestro. Ite
d'uno peço di terra. Ite deli fruti che so sopra la terra posta
al Canpra: dall'uno lato si è-l santo, dale due latora si è
Dietiguardi maestro.". |
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GUARDIA |
Guardia è
tipicamente calabrese del cosentino, di Cetraro e Fuscaldo,
dovrebbe derivare dal nome del paese Guardia Piemontese nel
cosentino o Guardia Perticara nel potentino, probabili luoghi
d'origine dei capostipiti. |
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GUARDIAN
GUARDIANI
GUARDIANO |
Guardian
sembrerebbe unico, si tratta probabilmente di un errore di
trascrizione di Guardiani, che ha un ceppo a Montegranaro nel
Piceno, ed in Abruzzo nel teramano, a Montefino, Atri, Pineto e
Roseto degli Abruzzi, e nel pescarese, a Pescara, Tocco da
Casauria e Città Sant'Angelo, Guardiano ha un ceppo a Francolise
nel casertano ed a Napoli ed un ceppo a Ragusa e Vittoria nel
ragusano, questi cognomi dovrebbero derivare dall'occupazione
dei capostipiti, probabilmente incaricati del servizio di
sorveglianza a qualche bene comune, come potrebbe essere stato
il magazzino viveri del paese o la porta cittadina. |
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GUARDIGLI
GUARDIGLIO |
Guardigli è tipico della zona che comprende il bolognese, il
ravennate e soprattutto il forlivese, Guardiglio è praticamente
unico, dovrebbero derivare dall'italianizzazione del nome gotico
Wardili
o del nome medioevale germanico
Wardil a sua volta derivato dal
vocabolo medioevale tedesco a.a.t.
ward (guardia,
guardiano). |
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GUARDINCERRI |
Guardincerri, molto molto raro, è specifico di Costapelata di
Santo Stefano d`Aveto nel genovese, dove troviamo tracce di
questo cognome già nel 1600, in un atto del 1690 tra i
confratelli dell'Oratorio e Confraternita di San Lorenzo del
luogo di Santo Stefano (d'Aveto) si trovano: Lazzarino
Guardincerri figlio di Antonio, Gio Maria Guardincerri fu
Antonio, Antonio Guardincerri fu Lazzarino e Giovanni
Guardincerri fu Pietro tutti originari di Costapelata. Difficile
individuare l'origine etimologica di questo cognome. |
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GUARDO
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Guardo è tipicamente siciliano, di Catania, Gravina di Catania,
Aci Catena e Misterbianco nel catanese e di Floridia nel
siracusano, dovrebbe derivare dal nome longobardo e germanico
Wardo,
con il significato di sentinella. |
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GUARDONE |
Guardone ha un ceppo ad Andora nel savonese ed un piccolo ceppo
nel catanese, dovrebbe derivare dal nome longobardo
Wardon, a
sua volta derivato dal termine longobardo
wardon (guardiano). |
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GUARESCHI
GUARISCHI
GUARISCO |
Guareschi sembra specifico del parmense, Guarischi, molto molto
raro, è tipico del sudmilanese, pavese e lodigiano, Guarisco
parrebbe avere tre ceppi, uno nel milanese e comasco, uno nel
bresciano ed uno in Sicilia, nella provincia di Agrigento, una
possibile origine è dal nome gotico
Goar e
Goiaricus,
ma qualcuno potrebbe anche derivare dal nome propiziatorio
Guarisco,
o dall'aferesi di DioGuarisci.
Tracce di questo nome si trovano a Bianzone (SO) dove, in un
atto del 1436. viene citata una certa Bonafemina de Labancha fu
Guaresco di Tartano vedova di Martino fu Abbondietto, anche a
Bergamo in un atto del 1506 viene citato un certo Guaresco de
Zuchinellis; esempio di questa cognominizzazione lo troviamo a
Ferrara nella seconda metà del 1500 dove viene elencato fra i
Patrizi un Francesco Guarisco. |
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GUARESE
GUARESI
GUARISE
GUARISI
GUARISIO
GUARISO |
Guarese, quasi unico, sembrerebbe dell'area tridentina, Guaresi
ha un ceppo nel mantovano, uno nel ferrarese ed uno nel
palermitano, Guarise è tipicamente veneto, del veronese,
vicentino e padovano soprattutto, ma presente anche nel
rovigoto, nel trevisano e nel veneziano, Guarisi e Guarisio sono
quasi unici, Guariso, abbastanza raro, è specifico di Montagnana
nel padovano, dovrebbero derivare dal nome medioevale di origine
germanica Guarisius
di cui abbiamo un esempio nel beneventano in un diploma feudale
del 1433 disposto dalla Regina di Napoli Giovanna IIa: "...in
dicta declaratione continetur, nosque medietate dictorum
feudorum nos contingente per nos alienanda et veneranda ad
certam conventionem devenimus cum viro magnifico Pippo
Caracciolo de Neapoli milite regni nostri Sicilie marescallo
consiliario et fideli nostro dilecto pro certo pretio inter nos
et ipsum convento et de reliqua feudorum ipsorum medietate
investiri debere vir nobilis Guarisius Maczei domini Nicolai de
Montefuscolo fidelis nostri dilectus dicti quondam Angelilli
nepos subscriptus ex dicto quondam Maczeo et predicta Marutia
sorore carnali quondam Angelilli predicti ad que dicta reliquia
eorumdem feudorum medietas ...". |
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GUARIBERTO |
Assolutamente rarissimo, sembrerebbe originario della zona tra
piacenza e lodi, deriva dal nome longobardo Warbert. |
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GUARICCI |
Guaricci è originario della zona tra barese e potentino, di
Acquaviva delle Fonti nel barese in particolare, dovrebbe
derivare dal nome medioevale
Guaricius, una forma alterata
del più comune Guariscus,
una forma contratta del nome gotico
Goiaricus. |
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GUARIGLIA |
Guariglia è tipicamente campano del salernitano, di
Castellabbate, Salerno, Agropoli, San Mauro Cilento,
Battipaglia, Cava de' Tirreni e Capaccio, dovrebbe derivare
dall'italianizzazione del nome medioevale germanico
Waril. |
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GUARIN
GUARINI
GUARINO
GUERIN
GUERINI
GUERRINI
GUERRISI |
Guarin è praticamente unico, Guarini sembra essere di origine
pugliese, Guarino è panitaliano, Guerin, molto raro, è
specifico del basso udinese, zona di Ronchis e Latisana, Guerini
è decisamente lombardo, Guerrini è del centro nord, Guerrisi
parrebbe originario della provincia di Reggio Calabria, tutti
questi cognomi dovrebbero derivare dal nome germanico
Warin,
che troviamo ad esempio in un atto del 1270: "...Videlicet que
dimidia acra iacet iuxta uiridem uiam in parte aquilonarii et
extendit se in uia campestrali et tota alia terra que iacet apud
Ortputtes' inter terram Iohannis Aleyn et terram Iohannis Warin
et extendit se in cultura...", nome che venne latinizzato in
Guarinus
e più tardi in Guerinus.
Tracce della famiglia Guarino si hanno a Napoli fin dal 1500, in
un atto di vendita di beni feudali di Solofra ad Alessandro de
Antenoro si legge:"...Angelo Guarino...Salvatore
Guarino...Alessandro Guarino...con l'assistenza del capitano e
governatore Michele Nigretti Ispani e alla presenza di
Alessandro de Antenoro di Napoli, asseriscono di tenere in feudo
dalla regia curia due starze arbustate e vitate con alberi di
viti latine site in Solofra nel casale de li Burrelli confinanti
con i beni della chiesa e del Monastero di S. Agostino,..." |
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GUARINIELLO |
Molto
raro, è tipico della zona di Fisciano e Castel San Giorgio nel
salernitano, deriva da una variazione dialettale del nome
germanico Warin. |
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GUARINONI
GUERINONI |
Guarinoni, molto raro, sembra avere due ceppi, uno nella zona di
Malegno nel bresciano ed uno a Venezia, Guerinoni sembra
specifico della zona di Gorno nel bergamasco, derivano da
modificazioni del nome Guarino o Guerino. Tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo a Venezia nel 1600 con l'illustre
studioso di scienze mediche Christophorus Guarinoni autore tra
l'altro del Consilia medicinalia in quibus universa Praxis
medica exacte pertractatur e, sempre nel 1600 a Ponteranica (BG)
con il notaio Giacomo Fenaro Guarinoni rappresentante della
città negli atti di un processo del 1617. |
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GUARNASCHELLI |
Guarnaschelli è specifico del pavese, di Broni, Pavia, Vigevano,
Barbianello e Portalbera, e di Milano,potrebbe derivare dal
fatto che i capostipiti provenissero dalla Val Guarnasco nel
bergamasco. |
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GUARNERI
GUARNERO
GUARNIERI
GUARNIERO |
Di
Guarneri si individuerebbero due nuclei originari, uno in
Sicilia tra le province di Palermo, Agrigento e Caltanissetta ed
uno in Lombardia con massima concentrazione nella bassa
bresciana, Guarnero, molto più raro, sembra essere specifico del
Piemonte, alessandrino e vercellese, Guarnieri è panitaliano,
Guarniero è assolutamente rarissimo, derivano dal nome
medioevale Guarnerus di cui si ha un esempio nel
Codice Diplomatico della Lombardia
medievale sotto l'anno 1183:
"...Prima pecia iacet in Albereto et est perticas duabus;
coheret: da una parte Guarnerus Medicus, a tercia Sancti Andrea.
..". Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Genova
nel 1600; in uno scritto del 1643 si legge: "...Il Patron
Domenico Menino di Lerice ha carricato alla presente spiaggia di
Portovenere sopra la sua fregatta fusti numero trenta pieni di
vino per quelli condurre alla Città di Genova mandati da
Bartolomeo Guarnero e da consignare alli infrascritti..."; in
Valcamonica nella seconda metà del 1700 opera il notaio Giovanni
Antonio Guarneri. |
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GUARNERIO |
Guarnerio è tipico lombardo tra milanese e bergamasco,
probabilmente di Pontirolo Nuovo (BG), deriva dal nome
medioevale di origine gotica Guarnerius di cui abbiamo un
esempio nel Codice Diplomatico
della Lombardia medievale
all'anno 1155 in Vimercate dove in un atto si legge: "Anno ab
incarnatione domini nostri Iesu Christi milleximo centeximo
quinquageximo sesto, mense decembris, inditione quarta....
...Ego Andreas presbiter ac prepositus subscripsi. Ego Ambrosius
de Belusco subscripsi. Ego Guarnerius clericus subscripsi. ...";
tracce di questa cognominizzazione le troviamo in un atto del
1399 redatto dal notaio Guarnerio in Busto Arsizio (VA). |
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GUARNOTTA |
Estremamente raro, sembra avere un ceppo trapanese ed uno
livornese, dovrebbe derivare da una modificazione del nome
medioevale Guarino. Troviamo tracce di questa cognominizzazione
a Genova nel 1600 con il Padre Ignazio Guarnotto di Giesù Maria
Vice-Ministro delle Scuole Pie di Genova. |
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GUARRACINA
GUARRACINI
GUARRACINO |
Guarracina è unico ed è del napoletano, Guarracini, quai unico,
sembrerebbe abruzzese, dovrebbe trattarsi di una forma alterata
del cognome Guarracino, che è tipicamente campano, di Napoli in
particolare e di Massa Lubrense, Sant'Agnello, Torre del Greco,
Pozzuoli, Piano di Sorrento, Sorrento, Forio e Meta nel
napoletano e di Albanella, Battipaglia, Salerno, Pagani,
Capaccio e Ceraso nel salernitano, questi cognomi dovrebbero
derivare da alterazioni ipocoristiche dialettali del nome gotico
Goiaricus. |
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GUASCHI
GUASCHINI
GUASCHINO
GUASCO |
Guaschi, molto raro, ha un ceppo tra milanese e pavese ed uno
tra bresciano e cremonese, Guaschini, quasi unico, sembrerebbe
del pavese e dovrebbe trattarsi di un'alterazione del cognome
piemontese Guaschino, che è specifico dell'area
dell'alessandrino ai confini con il pavese, di Casale Monferrato
in particolare, Guasco è un tipico cognome dell'area ligure,
piemontese, dell'alessandrino in particolare, di Alessandria,
Solero, Casale Monferrato e Valenza ed un ceppo a Genova,
Imperia e Torino, con un ceppo anche a Roma ed a Napoli, San
Giorgio a Cremano e Casalnuovo di Napoli nel napoletano, si
dovrebbe trattare dell'italianizzazione, diretta o tramite
ipocoristici, del cognome francese
Gasque,
che tradisce un'origine basca delle famiglie, ha infatti il
significato originario di nativo della Guascogna, regione
medioevale del sud-ovest francese, durante il Medioevo, regione
che derivava il proprio nome dal fatto di essere stata abitata
da una popolazione di origine basca, la stessa che si trovava
nel versante opposto dei Pirenei, quello spagnolo. Il casato dei
Guasco vanta vari titoli nobiliari quali l'essere i marchesi di
Castellazzo, di Castelletto d'Erro, di Francavilla, di
Serralunga di Crea e di Solero, nonchè conti di Clavières. |
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GUASCONE
GUASCONI |
Guascone è assolutamente rarissimo, Guasconi sembrerebbe tipico
di Piacenza e del piacentino, del vicino lodigiano,
Guardamiglio, Casalpusterlengo e Codogno e del vicino pavese,
Chignolo Po e Pieve Porto Morone.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale
Guascone,
nato a sua volta dall'etnico della Guascogna (regione storica a
sud-est della Francia). Dal punto di vista storico, infatti,
tracce di questo nome si trovano a Milano nel 1186 nella
Gibuini prepositi Sancti Georgii in
Palatio et Henrici archipresbiteri decumanorum arbitralis
sententia, tratta dal
Codice Diplomatico della Lombardia
medioevale, con un certo
Guascone de Casorate.
Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta
delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti,
anche se in alcuni casi non è esclusa una derivazione da
soprannomi ad essi attribuiti. |
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GUASSOLDI |
Guassoldi, quasi unico, sembrerebbe lombardo, potrebbe derivare
dal nome del paese rurale di Guassoldo, che nel 1550 entrò a far
parte del comune di Civesio nel milanese. |
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GUASTADINI
GUASTALDI |
Guastadini, abbastanza raro, è specifico di Bologna, Guastaldi,
assolutamente rarissimo, è del cremonese, dovrebbero derivare,
direttamente o attraverso un ipocoristico, da una forma alterata
dialettalmente del termine medioevale
gastaldo,
a sua volta derivato dal termine longobardo
gastald
(vedi GASTALDELLI ), con il significato di dignitario dagli alti
poteri sia civili che militari, forse una carica occupata dai
capostipiti. |
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GUASTADISEGNI
GUASTADISEGNO |
Guastadisegni, abbastanza raro, ha un piccolo ceppo nel
napoletano ed uno a Giovinazzo nel barese, Guastadisegno, molto
molto raro, è specifico di Molfetta, dovrebbero derivare dal
nome medioevale Guastadisegni,
attribuito al proprio figlio dal genitore, con l'intento
scaramantico di renderlo immune dai disegni del demonio ed in
grado così di guastare ogni disegno satanico sulla la conquista
della sua anima. |
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GUASTAFERRI
GUASTAFERRO
GUASTAFIERRO
GUASTIFIERRO |
Guastaferri, assolutamente rarissimo è probabilmente originario
della provincia di Campobasso anche se si trovano presenze
antiche nel latinense, Guastaferro sembra specifico di Terzigno
e San Giuseppe Vesuviano nel napoletano, mentre Guastafierro è
più tipico di Boscoreale e Boscotrecase nel napoletano con
presenze significative anche a Scafati (SA), Guastifierro,
estremamente raro, è probabilmente una diversa forma del più
comune Guastafierro.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Guastaferri, rarissimo, si riscontra maggiormente nel napoletano
e nel campobassano, Guastaferro e Guastafierro, più comuni del
precedente, hanno il loro epicentro nel napoletano,
Guastifierro, unico, è presente soltanto a Boscoreale (NA),
tutti questi cognomi derivano dal nome medievale
Guastaferro,
nato all'interno della cultura guerriero-cavalleresca come
augurio di un futuro da abile combattente: l'origine di questo
nome, infatti, va ricercata nell'espressione guastare il ferro,
che, in ambito guerriero, va intesa nel senso di colpire o
trapassare l'armatura o lo scudo dell'avversario (il verbo
guastare, letteralmente, significa devastare, distruggere,
derivando appunto dal latino vastare; vedi anche Maccaferro e
Tagliaferro). Per quanto riguarda i cognomi in questione,
dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei
capostipiti, anche se, in alcuni casi, non è esclusa una
derivazione da soprannomi (ad esempio, da epiteti di guerra) o
da nomi di mestiere (come quello del fabbro, che in effetti ha
dato origine a parecchi cognomi, diffusi anche al di fuori del
nostro paese). |
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GUASTALLA
GUASTALLI |
Guastalla ha un ceppo a Suzzara, Mantova, uno a Gonzaga nel
mantovano ed uno a Guastalla nel reggiano, Guastalli ha un
piccolo ceppo lombardo ed uno nel massese a Villafranca in
Lunigiana e Bagnone, dovrebbero derivare dal toponimo Guastalla
nel reggiano. I Guastalla costituirono un casato nobiliare
imparentato con i Gonzaga.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Guastalla è un nome locale del reggiano e cognome, è il
longobardo 'wardistall'
= «posto di guardia».
Il toponimo è legato alla prima fase dell'insediamento di quel
popolo in Italia. |
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GUASTALVINO
GUASTAVINO
GUSTAVINO |
Guastalvino, assolutamente rarissimo, sembrerebbe umbro,
altrettanto raro, Gustavino sembrerebbe del genovese, potrebbero
derivare da un diminutivo del nome Gustavo, ma data la presenza
molto più concreta del cognome Guastavino nella stessa area
genovese e savonese, sembra più probabile una correlazione dei
primi cognomi con il secondo, che potrebbe derivare da un
soprannome forse legato all'attività di oste esercitata dal
capostipite. |
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GUASTAROBA |
Guastaroba è tipicamente bolognese, dovrebbe derivare da un
soprannome, si hanno tracce di questa cognominizzazione almeno
dal 1700. |
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GUASTELLA |
Guastella è tipicamente siciliano, con un grosso ceppo a Ragusa,
Comiso e Vittoria nel ragusano, a Palermo, ma ben presente anche
a Noto, Avola, Siracusa e Rosolini nel siracusano, a gela nel
nisseno, a Mazzarrone e Caltagirone nel catanese ed a Calatafimi
ed Alcamo nel trapanese, dovrebbe derivare da un soprannome
probabilmente originato dal termine dialettale
guastedda
(un particolare formato di pane
del peso di circa un kilo e di
forma circolare), dovrebbe essere di origine normanna e derivare
dal vocabolo francese arcaico
gastelier (pasticcere),
forse ad indicare che i capostipiti facessero i pasticceri o i
fornai. Nella seconda metà del 1700 troviamo Matteo Guastella
con il titolo di barone. |
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GUASTELLI
GUASTELLO
GUASTI
GUASTINI
GUASTO |
Guastelli, assolutamente rarissimo, sembrerebbe dell'astigiano,
Guastello è apparentemente unico, Guasti ha un ceppo nel
parmense ed uno, il più rilevante, tra fiorentino e pratese,
Guastini ha un ceppo nello spezzino e nel vicino massese, un
ceppo nel pistoiese ed uno nel viterbese e nel romano, Guasto
sembrerebbe avere un piccolissimo ceppo in Piemonte ed alcuni,
altrettanto piccoli in Sicilia, potrebbero derivare,
direttamente o tramite varie forme ipocoristiche, dal nome di
località chiamate Guasto
(un'alterazione del castrum
latino), come ne esistono molte in Italia, nel fiorentino ad
esempio troviamo Guasto di Firenzuola, ma molto più
probabilmente derivano da Guasto
un nome attribuito in senso augurale ai propri figli, nome
derivato dalla contrazione del termine longobardo
Gastald
italianizzato in Guastaldo
o Gastaldo,
un funzionario regio con attribuzioni di responsabilità
amministrative civili, militari, giudiziarie e di polizia, che
in seguito, in epoca comunale, corrispose al capo della polizia
o al capo delle varie corporazioni artigiane. |
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GUATTA
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Guatta è un cognome tipico del bresciano, di Gavardo, Serle,
Villanuova Sul Clisi, Botticino, Prevalle e Brescia, potrebbe
derivare da un soprannome originato dal termine germanico
wahtan
(guardare,fare la guardia)
forse ad indicare il mestiere di guardia o sentinella svolto dal
capostipite. |
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GUATTI
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Rarissimo
non è possibile individuare un'areale iniziale. |
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GUAZZELLI
GUAZZI
GUAZZINI
GUAZZO
GUAZZONI |
Guazzelli, abbastanza raro, è tipicamente toscano, della
provincia di Lucca in particolare, Guazzi sembrerebbe avere due
possibili nuclei originari, entrambi in Emilia, uno in provincia
di Reggio Emilia ed uno in quella di Modena, Guazzini,
sicuramente toscano, particolarmente diffuso nel fiorentino,
pisano e senese, Guazzo parrebbe avere un ceppo nel torinese,
uno nel vicentino ed uno tra napoletano e salernitano, Guazzoni
invece dovrebbe essere originario del milanese, potrebbero
derivare, direttamente da guazzo
(per stagno, o per acquarello) e si riferirebbero o a
caratteristiche di località o al mestiere di pittore, ma molto
probabilmente dovrebbe derivare dal nome medioevale
Guatius
di cui abbiamo un esempio in questo testo del 1574:
"...Annibalis Magnocaballi Civiles hominum, mores sermoque
venustus, facta simul terris candida corruerant. Guatius at
mores civiles comptaque verba, facta simul terris candida
restituit. Ducere quisquis aves vitam rectam atque beatam hoc
duce securam iam tibi carpe viam. ..", o dal suo derivato
Guazio, di cui si hanno tracce almeno dal 1600 (Nell'Elenco dei
Parroci di San Michele Arcangelo in Olevano (Lomellina), si
trova ...marzo 1650/settembre 1653 Guazio don Giovanni
Francesco...), entrambi questi nomi non sono altro che
l'italianizzazione del personale germanico
Watzo,
ricordiamo con questo nome un vescovo Watzo nel 1131 nei Paesi
Bassi.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
La connessione del cognome Guazzi, vivo prevalentemente a
Modena, con l'italiano guazzo
è soltanto formale; esso rientra infatti nell'onomastica franca,
dal personale Watto,
Wazzo.
Un atto di compravendita, redatto nel 1038 a Freto di Modena,
indica fra i testimoni anche un
Wacius che, unitamente agli
altri, dichiara di vivere secondo la legge salica. Un altro
Wacus
troviamo nel 1192, procuratore del vescovo di Modena Ardizzone.
Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese. |
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GUBANA
|
Gubana, assolutamente rarissimo, è tipicamente friulano,
dell'udinese, di Pulfero in particolare, dovrebbe derivare dal
nome della gubana,
il dolce tipico friulano, originato dal termine sloveno
guba (piega,
crespatura), soprannome
probabilmente attribuito ad un pasticcere o ad un golosone. |
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GUBBI
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Gubbi è
tipico di Jesi nell'anconetano, potrebbe derivare dal nome del
paese perugino di Gubbio, indicandolo forse come luogo d'origine
del capostipite. |
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GUBBIOTTI
GUBBIOTTO |
Gubbiotti
è tipicamente umbro, di Perugia, Assisi, Bastia, Foligno e
Gualdo Tadino nel perugino e di Terni, Acquasparta, Amelia e
Narni nel ternano, con un grosso ceppo anche a Roma, Gubbiotto,
molto raro, è specifico di Grotte di Castro ed Acquapendente nel
viterbese, dovrebbe trattarsi di una forma etnica indicante la
provenienza originaria dei capostipiti dal paese di Gubbio nel
perugino. |
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GUBERNATI |
Assolutamente rarissimo è specifico del biellese.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Molto raro, originario del biellese, deriva probabilmente dal
toponimo Governati (BI), un tempo forse noto nella versione
piemontese Gubernati. |
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GUBIAN
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Molto
raro è tipico dell'udinese sembrerebbe originario del paese di
Ragogna (UD), potrebbe derivare da un soprannome originato dal
vocabolo tardo latino gubia (sgorbia, attrezzo
dell'intagliatore) e starebbe ad indicare il mestiere di
artigiano del legno. |
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GUCCI
GUCCIO
GUCCIONE
GUCCIONI |
Gucci è tipico del fiorentino, Guccio parrebbe specifico di
Piazza Armerina (EN), Guccione parrebbe tipico siciliano, con
ceppi a Canicattì (AG), a Palermo, nel ragusano a Modica, Comiso
e Chiaramonte Gulfi, a Francofonte (SR) e Campobello di Mazara
(TP), ma con un ceppo anche nel cosentino a Luzzi e Rende,
Guccioni è quasi unico, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Guccio
derivante dall'aferesi di vezzeggiativi di nomi come
Uguccio o
Arriguccio,
di questo nome si hanno tracce ad esempio a Siena nel 1300 con
un certo Ser Guccio procuratore Nove Signori della Repubblica di
Siena. Traccia di questa cognominizzazione si trova a Firenze
nel 1400 ad esempio in un atto si legge: "...et scriptus per me
Scolaum Andree Guccii notarium et civem florentinum et tunc
notarium dicte Opere pro sex mensibus incoatis die quintodecimo
mensis ottobris currentibus annis Domini MCCCCXVII indictione XI
et finiendis ut sequitur. ...".
informazioni aggiuntive
fornite da Domenico Gendusa Vian
Guccione è un cognome siciliano diffuso a partire dal XIV° secolo. Di
origine toscana è un accrescitivo di
Guccio,
vezzeggiativo a sua volta del nome proprio di persona
Ugo, è
variante aferica di Uguccione o Uguccioni, ovvero figli di
Uguccio (Ugo). Fu trapiantato tra lla fine del 1200 e l'inizio
del 1300 in Sicilia, dove perse la "u" iniziale, che nel
dialetto siciliano e articolo determinativo, e divenne nella
lingua scritta Guccione, con varianti fino al XIX° secolo in
Guccioni. Conserva tuttavia nella forma dialettale parlata la
forma di U'gucciuni.
A partire dal XIX° secolo il cognome si diffuse poi in diverse
regioni d'Italia. Si conoscono diversi rami della famiglia
toscana trapiantata in Sicilia:
1. I Guccione di Licata, da cui discende grazie al generale
Giovanni Battista Guccione (XIX sec.) il ramo milanese dei
Guccione-Prata;
2. I Guccione di Alia (Pa), ramo della precedente trasferitosi
ad Alia nel XVII sec. Furono Signori di Roxiura (Ragiura) e di
altri feudi e godono del trattamento di Don, per gli uomini, e
di Donna per le signore. Potenti proprietari terrieri diedero
impulso alla vita produttiva e agricola locale, si distinsero
anche per il loro mecenatismo nel campo artistico e per
l'attenzione rivolta alle classi meno abbienti. Tra i personaggi
più significativi si possono ricordare il cavaliere Don Antonino
Guccione che partecipò insieme ai Mille e a Garibaldi alla
battaglia di Aspromonte; il cavaliere Don Giuseppe Guccione (m.
1887) importante per la storia del comune di Alia di cui fu
sindaco dal 1873 al 1878. Questo ramo ebbe anche ramificazioni
in Palermo. Un ramo della famiglia Guccione ebbe anche il feudo
di Mollata. |
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GUCCIARDELLO
GUCCIARDI
GUCCIARDO |
Gucciardello, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del catanese,
Gucciardi, molto raro, è tipico delle province di Roma e Latina,
Gucciardo, abbastanza raro, è specifico della Sicilia
occidentale, Palermo, trapanese ed agrigentino, dovrebbero tutti
derivare da modificazioni del nome medioevale normanno
Wiscard
(vedi Guicciardi). |
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GUDERZO |
Tipico
della zona di Bassano del Grappa, Marostica e Montecchio
Maggiore (VI), dovrebbe derivare dal nome slavo ottomano Goderz. |
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GUELFI
GUELFO |
Guelfi,
abbastanza raro, occupa l'areale che da genova, seguendo la
linea litoranea, supera lo spezzino, il massese, il pisano ed il
livornese, Guelfo, estremamente raro, sembra avere un ceppo nel
genovese ed uno nel torinese, derivano dal nome medioevale
italiano Guelfus (vedi Ghelfi).
Traccia di questa cognominizzazione la troviamo in questo
scritto medioevale toscano: "...Hinc vertice celso Illustres
primi Gofredum Guelfus, et uno Vilelmus simul ore ducem,
patremque salutant...". |
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GUELI
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Sembra
essere tipico siciliano, probabilmente delle province di
Agrigento e Caltanissetta, potrebbe derivare dall'aferesi di
nomi come Miguel, esistono anche tracce di cognomi come Guelus
risalenti al '500 (in un'antico registro si legge: "...Joseph
Guelus baptismum recipit."). |
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GUELPA
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Guelpa è
tipico del biellese e del vicino novarese, dovrebbe derivare dl
toponimo Ponte Guelpa nei pressi di Cossato (BI). |
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GUENZA
GUENZI
GUENZINO |
Guenza, assolutamente rarissimo, è piemontese, specifico
dell'ossolano, di Domodossola e di Crevoladossola, Guenzi è
tipico dell'area che comprende il novarese, ed il milanese,
Castelletto sopra Ticino, Arona e Novara nel novarese, e Milano,
Guenzino, molto molto raro, è della zona tra Piemonte e
Lombardia, dovrebbero derivare, direttamente o tramite
ipocoristici, dall'italianizzazione del cognome germanico
Wenz,
di cui abbiamo tracce fin dal 1300 ad Echternach in Lussemburgo,
e che dovrebbe derivare dall'apocope del nome
Wenzeslaus. |
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GUERCI
GUERCINI
GUERCINO
GUERCIO |
Guerci parrebbe originario della zona che da MIlano arriva a
Genova, attraverso il pavese e l'alessandrino, Guercini ha due
possibili ceppi originari, uno nel perugino ed uno in provincia
di Firenze, Guercino è assolutamente raro ed ha una sola
presenza nel napoletano, Guercio ha vari ceppi in giro per
l'Italia, nell'anconetano, nel romano, nel salernitano,
potentino e cosentino, ma il ceppo più importante è siciliano,
di Palermo, di Lentini e Carlentini nel siracusano e del
palermitano, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Guercius
e Guercinus,
di cui si hanno tracce già dal 1200, negli Annales Ianuenses
(1280-1294), vol II°, pag 291, si legge: "...Nicolaus
Guercius...", in un atto del 15 nov 1284 si legge: "Interfuerunt
ibi testes Petrus filius condam Iohannis de Salla de Vico qui
stat Tirano et Bonanomen de la Plaza de Tirano et Marchionus qui
dicitur Guercius...". |
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GUERCILENA |
Molto
raro è tipico del cremonese e lodigiano, potrebbe derivare
dall'unione dei due cognomi Guerci e Lena. |
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GUERESCHI
GUERRESCHI
GUERRESCO |
Guereschi, estremamente raro dovrebbe essere una forma diversa
di Guerreschi che è tipico della zona che comprende il basso
bresciano, il cremonese ed il mantovano, Guerresco è
assolutamente rarissimo, dovrebbero tutti derivare dal nome
medioevale Guerra,
a sua volta derivato da un italianizzazione del nome germanico
Vhuerius
(vedi anche GUERRA), il suffisso
-eschi
indicherebbe secondo l'uso germanico l'appartenenza ad un
ceppo, probabilmente cadetto, di una famiglia Guerra. |
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GUERNIERI |
Molto
raro sembrerebbe avere un ceppo nel mantovano, uno nel ravennate
e forse uno a Genova, deriva dal nome medioevale Werner
italianizzato in Guernerio o Guernieri, tracce di questo nome si
trovano ad esempio a Siena, in un atto datato 29 luglio 1305,
dove si legge: "...de prope Florentiam, presentibus fratribus
Iohanne priore, Guernerio de Vecchiis, ...", tracce di questa
cognominizzazione forse si trovano nella Nuova Cronicha di
Tommaso Villani che, riferendosi all'anno 1347 così scrive:
"...Riformato il re d'Ungheria la sua signoria in Napoli, e
mandati i reali suoi congiunti in Ungheria, trovò che uno duca
Guernieri tedesco stato al suo soldo, e capitano di sua gente
dall'Aquila...", si dovrebbe trattare di un membro del casato
dei Duchi di Urslingen, famiglia che sembra discenda dai Duchi
di Spoleto. |
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GUERRA
GUERRE
GUERRI |
Guerra è diffuso in tutta l'Italia continentale, ma con
prevalenza al nord, Guerre, quasi unico, parrebbe una
modificazione dovuta ad errori di trascrizione di Guerri che
sembrerebbe specifico della fascia del centro Italia che
comprende il reggiano ed il modenese, la Toscana, il perugino e
l'anconetano, derivano quasi sicuramente dal nome germanico
Vhuerius
che si è prima trasformato in
Guerius e poi nell'antico nome
medioevale Guerra,
possono anche derivare da soprannomi legati a toponimi
contenenti il vocabolo Guerra. Di queste cognominizzazioni
abbiamo tracce nel Codice
Diplomatico della Lombardia Medioevale
in una Charta Commutationis
del 1197 a Varese: "...Tercia pecia est clausum et iacet post
sedimen suum de Bugella, coheret ei a mane Petri Guerri de
Vellate et Iacobi frater eius, a meridie reservavit in se
sedimen suum...".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
L'origine etimologica del cognome Guerra è abbastanza intuitiva,
poiché strettamente connessa al sostantivo 'guerra'
e ai diversi aggettivi e soprannomi ad essa legati (Guerraccius,
Guerrerius, Vinciguerra, ecc.).
L'origine è il francone *werra
= 'contesa'
da cui l'inglese 'war'. |
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GUERRASIO
GUERRESE
GUERRESI |
Guerrasio, molto raro, sembrerebbe tipico del salernitano,
Guerrese, assolutamente rarissimo, sembrerebbe meridionale,
probabilmente del cosentino, Guerresi, assolutamente rarissimo
anch'esso, ha un ceppo nel mantovano e veronese ed uno in
Calabria, dovrebbero tutti derivare, direttamente o attraverso
alterazioni dialettali, dal nome medioevale
Guerrasius,
un'italianizzazione del nome germanico
Vhuerius
(vedi GUERRA), di questo nome abbiamo un esempio a Solofra in
una registrazione del settembre 1187: "Dum Nos, Dei gratia
Roggerius Tricarici Comes intus Castrum nostrum Montorii
adessemus, Domnus Benencasa Religiosus Abbas Coenobii Sanctae
Trinitatis Cavae ad nos sicut ei placuit, tamquam ad suum
dilectum in Christo filium veniens, a nobis dilingenter ac
benigniter postulavit pro parte nostra scilicet, et Domini
Guilielmi egregii Casertae comitis charissimi fratris nostri, ut
si partes praedicti Monasterii hominis nostros Montorii et
Solofris, qui de terris ejusdem Monasterii ad laborandum tenent
.. ..et a nostris haeredibus et successoribus summa authoritate
tenendam, taliter tibi Falconi Notario in scriptis redigere
iussimus. Inter virgulos legitur, petitioni, et ad majorem huius
cartulae firmitatem nobis Gervasio et Guerrasio et Guilielmo
iudicibus nostris Montorii eam corroborare praecepimus. X
Rogeriuis comes Tricarici. X Guilielmus comes Casertae. X
Robbertus de Lauro. X Ego Gervasius iudex qui supra. X Ego qui
supra Guerrasius iudex. X Ego qui supra Guilielmus iudex.". |
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GUERRATI
GUERRATO |
Guerrati è quasi unico, Guerrato, tipicamente di origini venete
ha un ceppo nel rovigoto e nel veneziano, a Badia Polesine (RO)
e Meolo (VE) ed uno a Milano, sudmilanese e Pavia, dovrebbe
derivare dal patronimico dialettale del nome
Guerra
derivato dal nome germanico
Vhuerius (vedi Guerra), il
suffisso -ato
sta ad indicare il patronimico, cioè quelli del figlio di
Guerra. |
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GUERRIERI
GUERRIERO |
Guerrieri
è panitaliano, Guerriero , distribuito a macchia di leopardo in
tutto il sud, parrebbe avere il nucleo originario in Campania,
tra l'avellinese ed il napoletano, derivano dal nome tardo
medioevale Guerriero, di cui si hanno tracce ad esempio nel 1500
in terra bresciana con il Conte Guerriero Lana e nel 1600 a
Gambara (BS) con il conte Guerriero Gambaresco. La
cognominizzazione di questo nome la si trova verso la fine del
1400 con un ricco possidente di Campagna (SA) Melchiorre
Guerriero e personaggio famoso di questa casata fu Monsignor
Nicola Guerriero Vescovo di Scala (SA) nel 1700. |
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GUERZI
GUERZO
GUERZONI |
Guerzi, abbastanza raro, è specifico del ferrarese, di Ferrara e
Portomaggiore, Guerzo, praticamente unico, sembra piemontese,
Guerzoni è tipico della zona che comprende il mantovano, il
modenese, il bolognese ed il ferrarese, dovrebbero derivare
direttamente o tramite una forma accrescitiva, da un soprannome
dialettale originato dal fatto che il capostipite non ci vedesse
da un occhio, fozze cioè guercio. |
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GUFFANTI |
Guffanti è un tipico cognome del comasco, di Granzate, Olgiate
Comasco, Bulgarograsso, Fenegrò, Appiano Gentile e Limbiate, con
un grosso ceppo anche a Milano, potrebbe derivare da una
modificazione del nome germanico
Wulfant o
Wolfgang,
con il significato di cacciatore
di lupi o
cauto come un lupo,
o di Wulfhari
a sua volta derivato dall'unione dei vocaboli
wulf, (lupo)
e hari
(armato),
con il significato di lupo guerriero o lupo che combatte, la
trasformazione del suono germanico
Wu-,
Vhu-
o Wo-
in Gu-
è molto comune, (vedi a solo titolo di esempio GUERRA), secondo
altri, ipotesi che non condividiamo, si tratterebbe invece di
una derivazione da alterazioni del termine
guelfo (simpatizzante
per il Papa). |
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GUGLIA
GUGLIETTA
GUGLIETTI
GUGLIONE
GUGLIOTTA
GUGLIOTTI
GUGLIOTTO |
Guglia, molto molto raro, parrebbe triestino con un ceppo anche
nel palermitano, Guglietta è specifico del latinense, di Lenola
e Fondi in particolare, ma anche di Sperlonga e Gaeta, Guglietti
è tipico dell'area che comprende il romano, il latinense, il
frusinate e l'aquilano, Guglione, assolutamente rarissimo,
dovrebbe essere friulano, Gugliotta, sembrerebbe tipicamente
siciliano, ma ha ceppi anche in Calabria, Basilicata, Campania e
Lazio, Gugliotti è presente a macchia di leopardo in tutto il
sud peninsulare, Gugliotto è praticamente unico, dovrebbero
tutti derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome
medioevale Guglia
o Guglio
di cui abbiamo un esempio in una deposizione del 1670 redatta in
Scarperia (FI): "...Et io so certo che detto Pasquino non haveva
nimicizie di sorte alcuna eccetto con i figlioli di un certo
Guglia contadino del signor Palmieri il nome dei quali uno ha
nome Martino e l'altro Goro e uno Bista tutti figli di detto
Guglia e detto Martino era ancora a veglia in detto logo.",
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio
nell'avellinese in uno scritto o
Istrumento con cui l'Università di
Montella il 16 agosto 1657 prese a suo protettore S. Rocco:
"...Magnificis Dominis D. Vincentius Guglia Sindacus
Universitatis Terrae praedictae...".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Gugliotta è un cognome lucano presente a Bella, Carbone, Muro
Lucano e altrove, anche in Calabria, Sicilia, nel Napoletano e
nel Salento; deiva dal cognome
Guillot in Francia,
Guillotte
in Normandia. Fonte: G. Rohlfs, Dizionario storico dei cognomi
in Lucania, 1985. |
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GUGLIELMELLI
GUGLIELMELLO
GUGLIELMETTI
GUGLIELMETTO
GUGLIELMI
GUGLIELMINETTI
GUGLIELMINI
GUGLIELMINO
GUGLIELMO |
Guglielmelli ha un ceppo campano a Napoli e nel salernitano a
Centola, Salerno, Pisciotta e Ceraso, ed uno cosentino, a
Cosenza, San Giovanni in Fiore, Rende e Pedace, Guglielmello è
specifico di Acri nel cosentino, con presenze anche a San
Demetrio Corone e Corigialno Calabro sempre nel cosentino,
Guglielmetti sembra abbia almeno tre ceppi, uno nel piacentino,
uno nella Lombardia nord occidentale ed uno nel torinese,
Guglielmetto è tipico del torinese, di Bruzolo, Bussoleno,
Caselle Torinese ed Alpignano, Guglielmi è panitaliano,
Guglielmini è presente a macchia di leopardo in tutto il
territorio nazionale, probabilmente ha più nuclei originari, uno
certo è nell'areale veneto e ferrarese, Guglielmino ha un ceppo
siciliano tra catanese, siracusano e ragusano, un ceppo nel
palermitano, un ceppo nel genovese ed uno nel torinese,
Guglielminotti è tipicamente piemontese, del torinese e biellese
in particolare, Guglielmo oltre ad essere diffuso in tutto il
sud, ha un ceppo anche nel basso Veneto, alla radice di tutti
questi cognomi, direttamente o tramite varie forme ipocoristiche
anche composite, c'è il nome originario della Linguadoca
Guilhem
(Guglielmo).
informazioni fornite da
Mario Guglielmetti
Il cognome Guglielmetti è presente anche nel territorio di
Guardia Piemontese (CS) (già Guardia Lombarda). Lo storico
valdese Pietro Gilles sostenne, nel 1643, che si trattava di un
comune fondato da valdesi provenienti dalla val Pellice e dalla
val Chisone. Altri sostengono si tratti di precedente colonia
provenzale (del 1315 circa) voluta da Carlo I° d'Angiò e da
Carlo II. Questo ceppo di Guglielmetti risale quindi ad un
ceppo originario della Linguadoca o ad un ramo del ceppo
torinese. |
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GUGLIELMONE
GUGLIELMONI |
Guglielmone, abbastanza raro, sembra avere un ceppo nel
torinese, uno nell'alessandrino ed uno nello spezzino,
Guglielmoni ne ha uno nel parmense ed uno nel veronese, derivano
dal nome originario della Linguadoca
Guilhem. |
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GUGOLE
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Gugole è specifico del veronese, di Verona, Colognola ai Colli,
Tregnago, Selva di Progno, San Martino Buonalbergo e Zevio, con
un ceppo anche a Chiampo nel vicentino, dovrebbe derivare da un
soprannome basato sul termine dialettale veronese
gugole (biliardo),
a sua volta originato dal tedesco
Kugel (biglia),
probabilmente ad indicare capostipiti che eccellessero nel gioco
del bigliardo, o anche che fossero completamente pelati come una
biglia. |
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GUI
GUIO
GUIOTTO |
Gui, assolutamente rarissimo, ha un ceppo veneto ed uno tra
milanese e pavese, Guio, estremamente raro, parrebbe della zona
tra rovigoto e ferrarese, Guiotto è tipicamente veneto, del
vicentino in particolare, derivano direttamente o tramite forme
ipocoristiche dal nome di origine germanica
Guy
diversa forma del nome germanico
Guildo o
Guido
(vedi Guida) di cui potrebbero essere forme contratte, ma è pure
possibile una derivazione dal nome longobardo
Wido. |
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GUICCIARDI
GUICCIARDINI |
Guicciardi è tipico del modenese, Guicciardini, molto raro è
toscano, secondo una teoria derivano dal nome medioevale
Guicciardo
a sua volta derivato dall'italianizzazione del nome normanno
Wiscard,
o dal nome germanico Wichard, a sua volta originato dai termini
germanici medioevali wig
(battaglia, combattimento)
e da hard
(duro),
con il significato di forte e
resistente in battaglia, ma
secondo un'altra ipotesi sembrerebbe invece che possano
derivare, direttamente o tramite una forma ipocoristica dal
termine medioevale guicciarda
(corno da caccia),
cognominizzazioni resa famosa da Francesco Guicciardini nato a
Firenze nel marzo del 1483 che diventò uno dei 9 membri della
Signoria al servizio dei Medici e con la loro caduta subì un
famosissimo processo e si ritirò a vita privata.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Guicciardi è cognome patronimico dal nome proprio longobardo
Wîshard,
donde anche i cognomi Guiscardi, Viscardi e Guicciardini. Dal
germ. *Wisa-
« saggio»
e dal solito *hardhu
- «forte»:
significa «forte nella saggezza».
Nelle carte medievali modenesi troviamo il nome
Guiçardinus
dal 1143 e Guiçiardus
dal 1156. Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese. |
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GUIDA
GUIDI
GUIDO
GUIDONE |
Guida è diffuso in tutt'Italia, con una bassa concentrazione al
centro, Guidi, diffuso nell'Italia centro settentrionale, ha più
nuclei originari nella fascia centrale, Guido ha un ceppo
autoctone in Liguria ed uno nel napoletano, ma i nuclei
principali sono in Puglia, soprattutto nel Salento, ed in
Calabria soprattutto nel cosentino, con un ceppo secondario nel
messinese, Guidone dovrebbe avere due ceppi, uno nel foggiano ed
uno nel napoletano, questi cognomi hanno in comune la radice,
cioè il nome longobardo Wildo,
o Wido
e anche dal nome germanico
Guildo. La casata Guidi, fin
dal 1000, ha esercitato signoria feudale sui territori dell'alto
Casentino, fino al torrente Archiano al di là del quale si
trovava la signoria ecclesiastica dei vescovi di Arezzo; il
capostipite fu Tegrimo Guidi, cui Re Ugo, con un diploma
risalente al 927, assegnò il monastero di San Salvatore in
Alina, nel territorio della diocesi pistoiese, qualificandolo
come "...compater et fidelis..." del sovrano; un Conte Guido è
presente a Biandrate (NO) fin dal XII° secolo, con un documento
del 17 ottobre 1152 Federico Barbarossa conferma al Conte Guido
il feudo di Biandrate, Cameri, Oleggio ed altre territori del
novarese. |
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GUIDALDI |
Guidaldi, assolutamente rarissimo ha un piccolo ceppo a Roma ed
a Segni nel romano, dovrebbe derivare da un'italianizzazione del
nome germanico Widoald,
probabilmente portato dal capostipite. |
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GUIDANTONI |
Molto
raro è tipico di Roma e del grossetano, dovrebbe derivare dal
nome composto Guido Antonio portato probabilmente dal
capostipite. |
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GUIDARA
LA GUIDARA
LAGUIDARA |
Il
cognome Guidara è specifico della provincia di Messina, di
Sant'Angelo di Brolo, Barcellona Pozzo di Gotto, Patti e San
Piero di Patti, La Guidara, molto più raro, è caratteristico di
Montagnareale e Patti, Laguidara è quasi unico, sempre dell'area
di Patti, potrebbero derivare dal nome della Contrada Guidara
nel messinese, o dal nome della zona bagnata dal torrente
Guidara, sempre nel messinese, troviamo tracce molto antiche di
queste cognominizzazioni in Sicilia con un certo mastro Michele
La Guidara partecipante al Consiglio civico di Castelbuono nel
palermitano il 29 giugno 1561. |
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GUIDARINI |
Guidarini
ha un ceppo nell'appennino emiliano a Villa Minozzo nel reggiano
ed a Sestola e Fanano nel modenese ed uno a Mesola nel
ferrarese, ed ha un ceppo a Grosseto, dovrebbero derivare da
forme etniche relative a paesi come Casalguidi nel pistoiese o
Monte Guidi nel senese. |
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GUIDETTI |
Tipico
dell'Emila e del Nord della Toscana, sembra avere anche un ceppo
forse non secondario nel nordmilanese e nel varesotto, deriva
dal nome medioevale Guidettus di cui abbiamo tracce ad esempio
in una Carta investiture nomine venditionis del 18 maggio 1195
conservata nell'archivio della chiesa di San Giorgio a Milano,
dove leggiamo: "...Cima de Fontigio Guidonis filii eius
Guidettus de Lexie, testium...", e a Castiglione Fiorentino (FI)
in una lettera di fidejussione del 1418 si trovano tracce di
questa cognominizzazione: "...Pro Communi Castilionis Florentini
pro prima paga florenorum ducentorum auri fideiusserunt:
Guidettus Iacobi de Guidettis pro florenis quinquaginta
auri...". |
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GUIDOBALDI |
Guidobaldi è tipico della fascia centrale che comprende Marche,
Umbria, Lazio ed Abruzzo settentrionale, con un ceppo,
probabilmente secondario, a Torino, dovrebbe derivare dal nome
medioevale Guidobaldo
l'italianizzazione del nome franco
Widobald,
portato ad esempio dal terzo Duca di Urbino Guidobaldo da
Montefeltro (1472 - 1508), figlio di Federico da Montefeltro e
di Battista Sforza. |
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GUIDOBONI |
Guidoboni è tipico del ferrarese, di Cento, Ferrara e Bondeno,
dovrebbe derivare dal nome medioevale
Guidobono,
un'italianizzazione del nome di origine germanica
Widobonus,
di cui abbiamo un esempio d'uso in una
Carta Venditionis
del 1194 a Tresivio in Valtellina dove tra i testimoni compare:
"... Interfuerunt Widobonus Basillii et Lafrancus Truncapiz et
Goizus de Beccaria testes. ...", troviamo tracce di questa
cognominizzazione in un atto del 1586 a Venezia, dove possiamo
leggere: "... Con ciò sia cosa che messer Giovan Battista
Guidoboni nobile luchese abia li sottoscritti nuovi modi et
inventione, dalle quale si può sperare nelli stati et paesi
delli infrascritti Principi molto notabile utile, ottenendo essi
Principi Privilegii et conventione, et con ciò sia che detto
Gioan Battista sia convenuto in tal negocio et loghi con Magio
del quondam Gabrielo de Padoa hebreo, il quale si obriga andare
o mandar da detti Principi quanto prima a tratar detti privilegi
et concessione per più longo tempo che si pole, nel modo e come
da detto Guidoboni li serà dato particolare ricordo. ...". |
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GUIDOBONO |
Guidobono, abbastanza raro, è caratteristico dell'alessandrino,
dovrebbe derivare dal nome del paese di Castellar Guidobono
appunto nell'alessandrino (vedi anche GUIDOBONI). |
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GUIDOLIN
GUIDOLINI
GUIDOLINO |
Guidolin è tipico dell'area che comprende il vicentino, il
trevisano ed il padovano, Guidolini, assolutamente rarissimo,
parrebbe del mantovano, Guidolino è praticamente gli ultimi due
sono molto probabilmente dovuti ad errori di trascrizione del
primo, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Guidolinus,
di cui abbiamo un esempio in un
instrumentum venditionis del
1291: "...et aliis massaritiis in dictis domibus existentibus et
vineis et silvis et terris et olivis et ortis et prato habitis
in loco et fundo Plazolini infra hec latera: a primo, secundo et
tertio et a quartio Iacobutius et Guidolinus filii domini
Arterotti de Monte Porco..:". |
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GUIDOTTI
GUIDOTTO |
Guidotti
è abbastanza diffuso sembrerebbe tipico dell'area che comprende
la Lombardia meridionale, l'Emilia orientale e la Toscana
settentrionale, Guidotto è specifico del veneziano, derivano dal
nome medioevale Guidotto di cui si hanno tracce anche nel
Decamerone di Boccaccio, (Quinta Giornata Novella Quinta):
"Guidotto da Cremona lascia a Giacomin da Pavia una fanciulla, e
muorsi;...", nel 1100 nel senese, dove si trova oggi l'Abbazia
di San Galgano (la spada nella roccia), la nobile famiglia
Guidotti che dal suo castello dominava la valle del Merse,
generò un Galgano Guidotti che divenne il famoso San Galgano.
Agli inizi del 1500 a Correggio (RE) un Guidotti è arciprete
della locale chiesa e a San Miniato (PI) opera il notaio
Francesco Guidotti di Lorenzo da Castelfranco di Sopra (AR),
nel 1600 Paolo Guidotti (1560-1629) è un affermato pittore. |
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GUIGLIA |
Molto
raro, sembrerebbe originario del varesotto, può derivare dalla
gens latina Aquilia da cui dovrebbe discendere il notaio
Bernardus Guila de Thoyrio operante verso la fine del 1300 in
Savoia, meno probabile la derivazione dal toponimo Guiglia (MO). |
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GUINDANI
GUINDANO |
Guindani è tipicamente lombardo, del bresciano e cremonese in
particolare, Guindano è assolutamente rarissimo, dovrebbero
derivare dal nome medioevale di origine germanica
Wintan,
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nell'archivio di
stato di Venezia, dove tra i notai dell'anno 1383 troviamo un
tal Bernerio de Guindani, personaggio di rilievo è stato Mons.
Gaetano Camillo Guindani (1834-1904) che fu vescovo di Bergamo. |
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GUINZIO |
Guinzio, quasi unico, sembrerebbe originario del Canavese nel
torinese, forse della zona di Favria, Valperga e Rivarolo
Canavese, potrebbe aver avuto anche un ceppo abruzzese, dovrebbe
derivare dall'italianizzazione del nome germanico
Winz o
Winzi,
a sua volta derivato dal termine tedesco
winzig (minuscolo,
piccino), la trasformazione del
suono wi-
in gui-
è tipica, un altro esempio lo troviamo in Wido che si
italianizza in Guido. |
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GUIRINO |
Rarissimo, probabilmente originario della penisola salentina,
potrebbe derivare dal cognomen latino Quirinus. In un atto del
1500, rogato in Lecce si legge: "...apparente contratto rogato
per notar Giovanne Guirino sub die 15 mensis januarii proximi
praeteriti...". |
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GUISCARDI
GUISCARDO |
Entrambi
rarissimi, sembrerebbero di origine napoletana, derivano dal
nome medioevale normanno Wiscard, abbiamo tracce di questa
cognominizzazione fin dal 1000 con il Duca Roberto Guiscardo,
fondatore dello stato normanno delle due Sicilie. |
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GUISO
GUISU |
Guiso è tipico sardo di Nuoro in particolare, Guisu, molto raro,
è invece di Sassari e del sassarese, dovrebbero derivare dal
nome tardo latino Guiso
(Guisone)
di cui abbiamo un esempio nel Codex Cavensis sotto l'anno 956:
"...In nomine domini vicesimo quarto anno principatus domni
nostri Gisolfi gloriosi principis et imperialis patricii, mense
iulii, quartadecima indictione. memoratorium factum a me
Stephanus filius quondam Eregari de locum Apos monte, eo quod
ante presentia Lamberti Castaldei et alii subscribti testes
coniunctus fui cum Radoaldus, qui mundi vocatur, et Guisonem et
Rodelgrimum germani filii quondam Rodelgrimi ex eodem locum Apos
montem, illi nominati germani ...",o anche in quest'atto di
compravendita del 1025: "...Maraldi pecorarii thio meo et Guiso
et Gilli exadelfi germani mei...". Casato nobile quello dei
Baroni Guiso tanto che fin dal 1300 viene citato come essere il
più importante della baronia di Orosei.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
GUISO; GUISU: guisu, ghisu, ĝìsu
significano gesso e provengono dalla voce catalana
guix più
che dal latino gypsum
o dal greco γύψος. Facciamo però osservare che attualmente il
termine guiso,
in spagnolo significa "stufato".
Nell'opera "De Rebus Sardois IV" di Giovanni Francesco Fara(178
- 4), troviamo la nota: .Eodem anno (1449) castrum et regiones
Galtellini et Orosaei ab Henrico Guevara, Salvatori Guiso
venduntur et anno seguenti devoluta oppida Seguris, Pixinae et
Gibae regionis Sulcis, quae erant Dalmatii Jardini, Iacopo Cassa
conceduntur. Più avanti (200 - 20), troviamo ancora citato
Salvatore Guiso, e di nuovo (208 - 23 - 27 - 31 - 32). Negli
antichi documenti troviamo per la prima volta il cognome Guiso,
Salvatore Guiso, appunto, che acquista dai Guevara, nel 1449,
la baronia di Galtelì e di Orosei. Monsignor Ottorino Alberti,
nel suo lavoro sulla diocesi di Galtellì, riferisce che, con
strumento del 30 aprile 1449, redatto in Sassari, Equino de
Guevara, conte di Ariani e marchese di Vastiamante, maggiordomo
di sua maestà Alfonso V° , cedette a Salvatore Guiso la baronia
e castello di Galtellì e l'Incontrada di Orosei.per la somma di
6700 ducati buoni di 40 soldi calaritani ciascuno. 10 anni dopo,
nel 1559, Salvatore Guiso ottenne dal re Giovanni II°
l'investitura a barone di Galtellì e Orosei. Giovannangela Guiso
y Guiso, ottava baronessa di Orosei e Galtellì, sposò il nobile
Gabriele Manca, signore di Ussana e da lì la dinastia dei Guiso
si unì a quella dei Manca di Ussana. Nel 1808 la baronessa
Maddalena Manca (y) Guiso, cedette definitivamente la baronia al
Regio Demanio. Salvatore Guiso apparteneva ad una potente
famiglia di commercianti di Orosei, di provenienza
presumibilmente spagnola. Attualmente il cognome Guiso è
presente in 85 Comuni italiani, di cui 41 in Sardegna: Nuoro
220, Cagliari 43, Sassari 26, Lula22, etc. Il cognome Guisu è
presente in 5 Comuni Italiani, di cui 4 in Sardegna: Sassari 9,
Ozieri 3, Lotzorai 3, Bitti 2. |
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GUITTI
GUITTO |
Guitti ha un ceppo a Brescia ed uno a Ravenna e Ferrara, Guitto
ha un ceppo nel napoletano a Pozzuoli, Napoli e Giugliano di
Campania, dovrebbero derivare da alterazioni
dell'italianizzazione del nome germanico
Wido,
insomma di un'alterazione del nome medioevale italiano
Guido,
probabilmente portato dai capostipiti. |
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GUIZZARDI
GUIZZARDO
GUIZZARI
GUIZZARO |
Guizzardi è tipico del bolognese con ceppi anche nel milanese e
nel bresciano, Guizzari e Guizzardo, praticamente unici, sono
probabilmente dovuti ad un errore di trascrizione del
precedente, Guizzaro, assolutamente rarissimo, sembra essere
circoscritto al padovano, dovrebbero tutti derivare dal nome
medioevale Guizardus,
derivato a sua volta dal germanico Wiscard, di quest'uso abbiamo
un esempio nel Codex
Diplomaticus mediolanensis in
una Charta venditionis
del 1163 a Nosedo (MI): "...per conscilium et laudationem
Victorie et Concordie atque Iordane et Tarsille seu Febronie,
monacharum suprascripti monasterii quæ ibi aderant, una cum
concessione et confirmatione et consensu Guizardi qui dicitur de
Pusterla de suprascripta civitate, filius quondam Obizonis...".
Troviamo tracce di queste cognominizzazioni in Valtellina nel
1500, in una causa tra i Comuni di Postalesio e Cedrasco viene
citato tal Ludovico Guizzardi fu Azzo di Teglio e nel secolo
successivo nel Decreto delli 35 Mila fiorini del febbraio 1642
".Noi li Capi, et Agenti dell'Eccelse Tre Leghe qua in publica e
piena Dieta in Coira congregati con la presente manifestiamo ...
Hora essendoci dalli SS.ri Agenti di Valtellina Capitano
Giovanni Guizzardi, Dottor Lorenzo Perario, Dottor Giacomo
Venosta, Capitano Simon Venosta...". |
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GUIZZETTI
GUIZZI
GUIZZO |
Guizzetti è specifico del bergamasco e bresciano, Guizzi. molto
più raro è bresciano, Guizzo è tipico del trevigiano e
friulano, dovrebbero derivare dal termine longobardo
wizza (terreni
in proprietà comune) e
riferirsi perciò a caratteristiche del sistema sociale cui era
soggetta la famiglia, ma è pure possibile una derivazione dal
nome medioevale Guittius
o Guizzo
di cui abbiamo un esempio in un atto del 1259 a Siena, dove
viene citato come testimone un certo Guizzo di Torresano.
Troviamo tracce di queste cognominizzazioni nel 1700 a Solto
Collina (BG) dove in un atto compaiono 6 capifamiglia con il
cognome Guizzetti: "Congregati li signori capi di casa della
Comunità di Solto per eleggere un nuovo eremita avendo
rinuntiato Fra Remiggio Panighetti alla custodia del S. Oratorio
di S. Defendente di Solto ...Gio: Guizzetti dal Fiume...Gio:
Maria Guizzetti de Castelli...Bernardino Guizzetti ...ecc....". |
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GULFI
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Gulfi,
estremamente raro, sembrerebbe specifico di Chiaramonte Gulfi
nel ragusano, dovrebbe derivare dal toponimo di Gulfi nel
ragusano, un tempo paese a se stante. |
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GULFO
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Gulfo è tipicamente lucano, del materano, di Tursi e Pisticci,
dovrebbe derivare dal nome medioevale longobardo
Gulfus ,
forma aferetica contratta del nome
Agilulfus,
di quest'uso abbiamo un esempio nella
Chronica di Gothofredus
de Bussero: "...Anno domini 605 obiit sanctus Johannes
elemosinarius patriarcha Alexandrie. eo anno Gulfus lumbardus
rex (Agilulfo re dei longobardi dal 591 al 616) destruxit
Cremonam die 11 kalend. septembris. ...", ed anche in una
registrazione del 1241 a Forlì: "...MCCXXXXI, die terciadecima
intrante novembr. Peto ego Gulfus de Guilleis a vobis Gregorio
abbate ut confirmetis mihi tres perticas terre. Die
suprascripta. Ego Andreas nepos Canci de Signentula peto a vobis
Gregorio ut confirmetis mihi unun stacium terre. ...".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Gulfo è cognome lucano presente a Colobraro, Pisticci, Policoro
e altrove, anche calabrese (RC); cfr.
Vulf nel
secolo IX in Francia. È cognome di origine germanica: 'wu1f'
= 'lupo'.
Fonte: G. Rohlfs, Dizionario storico dei cognomi in Lucania,
1985. |
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GULI
GULLA
GULLE
GULLI
GULLI'
GULLO |
Guli, molto molto raro, ha un piccolo ceppo a Ravenna ed uno a
Roma, Gulla, assolutamente rarissimo, dovrebbe essere siciliano,
Gulle, ormai scomparso in Italia, dovrebbe essere stato
originario cel centrosud e della Sicilia, Gulli è abbastanza
raro, parrebbe avere un nucleo in Sicilia e Calabria, uno a Roma
ed uno in Liguria, Gullì è specifico dell'area dello stretto,
reggino e messinese, Gullo decisamente più diffuso, occupa gli
stessi areali con un ceppo anche nel bolognese, dovrebbero
derivare dal cognomen latino
Gullus ma è pure possibile una
derivazione dal nome normanno
Gulian, o dall'aferesi di nomi
latini come Agulus,
Figulus
o Regulus,
esempio di questo nome, già come principio di cognominizzazione,
lo troviamo a Volterra dove, nel 1208, è uno dei consoli un
certo Lionardo di Gullo: "...Nos, Leonardus Gulli et Bonacursus
Rolandini et Sigerius Guczolini, Vulterrani consules, ordinamus
atque firmamus...".
integrazioni fornite da
Tommaso Gullì
Il cognome Gullì in origine iera Gulley ed era una famiglia
nobile con il rango di Conti proveniente da Vienna e
precedentemente dalla Scozia. Giacomo Gulley giunse in Calabria
nel 1620, da lui ebbe origine il ramo della mia famiglia. Questo
nome ha un'origine Normanna e questa famiglia proveniva dal
villaggio di Gullane in Scozia, dove avevano proprietà ed un
castello. Il cognome si trasformò poi in Gullì già dai primi del
1700. I Gullì erano al comando delle forza Austroungariche
dell'artiglieria a Reggio Calabria dal 1677 al 1752. Giacomo
Gullì morì ad Orsowa sul Danubio nel 1735, mentre era al comando
della nave San Carlo assieme al conte Luca Pallavicini. Il
Pallavicini gli presentò il compositore Mozart. Giacomo Gullì
condivise anche il comando con il colonnello tedesco Anton
Ferdinando Fajer Staien prima a Messina ed in Calabria e, a
seguito del ritiro degli austriaci, a Trieste.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Gullì è cognome calabrese e siciliano. Secondo Rohlfs 129
verrebbe dal cognome greco Gulìs.
Nel 1635 un Minico Gullì fu sindaco di Catanzaro. Invece il
cognome Gullo, anch'esso calabrese, verrebbe dalla voce
dialettale 'gullu'
= privo di corna. |
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GULLOTTA
GULLOTTI
GULLOTTO
GULOTTA
GULOTTI |
Tutti siciliani, Gullotti è più tipico della provincia di
Messina, mentre Gullotta è più specifico del catanese, Gullotto
sembrerebbe caratteristico di Randazzo nel catanese, Gulotta
invece è specifico della Sicilia occidentale, di Palermo e
Corleone nel palermitano, di Sambuca di Sicilia, Santa
Margherita di Belice e Sciacca nell'agrigentino e del trapanese,
di Campobello di Mazara, Trapani, Erice e Mazara del Vallo,
Gulotti, sempre siciliano, sembrerebbe unico, si possono
formulare due ipotesi, la prima è che si tratti di forme
ipocoristiche aferetiche del nome
Ugo, la
seconda invece è che derivino da soprannomi originati da forme
derivate dal greco kòlos
(tronco mozzato)
da κολούω koluo (troncare,
mozzare), la motivazione di
questa seconda ipotesi potrebbe essere molteplice.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Gulotta, Gullotta, Gullotti, è cognome siciliano derivato del
cognome Gullo
(cfr.) |
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GUMA
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Guma ha un ceppo nel potentino a Tito e Potenza, con presenze
anche nel cosentino, dovrebbe derivare dal cognome sia croato
che albanese Guma, originato probabilmente da un soprannome
derivato dal termine slavo, albanese
guma (gomma). |
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GUMIERO |
Molto raro sembrerebbe avere un ceppo nel padovano ed uno nel
varesotto, potrebbe derivare dal nome germanico
Ghumar. |
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GUNELLA |
Assolutamente rarissimo, parrebbe originario della zona tra
varesotto e verbanese, dovrebbe derivare da un soprannome
dialettale originato dal vocabolo gonna, tra i personaggi di
rilievo possiamo citare lo scultore Egidio Gunella, di Viggiù
(1864- 1934). (vedi Gonella)
integrazioni fornite da
Alberto Gunella
cognome di origine lombardo/piemontese, con tradizioni
nobiliari, furono Marchesi di Sparvara, consignori di Isola
Sant'Antonio. La famiglia si dedicava alla costruzione di
fornaci. Il primo personaggio che si incontra è Rolandus
consigliere nella città di Bobbio nel 1173, nel 1409 Cecco
Gunella è latinista e traduttore, nel 1463 Giovanni Gunella è
amico e consigliere dell'imperatore Federico III° da cui ottiene
titolo e privilegio araldico. |
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GURINI
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Gurini ha un ceppo valtellinese a Valdidentro (SO), uno piccolo
nel bolognese a San Pietro in Casale ed uno a Pesaro, potrebbe
derivare da una modificazione arcaica del nome
Guerinus,
ma è pure possibile una trasformazione del nome
Quirinus,
si tratterebbe quindi della cognominizzazione del nome del
capostipite. |
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GURRERI
GURRIERE
GURRIERI
GURRIERO |
Gurreri è specifico dell'agrigentino, di Cattolica Eraclea e di
Naro, Gurrieri è tipicamente siciliano, ha un nucleo principale
nel ragusano a Ragusa, Vittoria, Comiso e Chiaramonte Gulfi
soprattutto,con ceppi presenti anche nel catanese a Catania e
Grammichele, e a Palermo, Gurriero e Gurriere, assolutamente
rarissimi, sono comunque di origine siciliana, dovrebbero
derivare da forme dialettali del nome medioevale italiano
Guerriero
(vedi Guerrieri). |
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GUSAI
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Gusai è tipico di Nuoro e del nuorese, dovrebbe derivare da
soprannomi originati dal vocabolo sardo arcaico
gusaju (tipo
di aglio). |
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GUSCIO
GUSCIONI |
Guscio, che sembrerebbe unico, è forse dell'area romagnolo,
marchigiana, Guscioni, quasi unico, parrebbe della zona tra
spezzino e carrarese, dovrebbero derivare direttamente o tramite
un accrescitivo, da una forma dialettale del nome latino
Gutius,
ma è anche possibile una derivazione da una forma aferetica
dialettale del nome medioevale
Uguccio,
Uguccione. |
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GUSELLA |
Gusella è decisamente veneto, di Padova e del padovano, ma anche
del vicentino e del rovigoto, dovrebbe derivare dal nome della
Val Gusella nel vicentino o dal nome della Cima Gusella che
sovrasta il paese di Cismon del Grappa sempre nel vicentino.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Gusella è cognome veneto. Secondo Olivieri 243 deriverebbe da 'acucella'
= 'ago'. |
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GUSELLI |
Guselli
estremamente raro, sembrerebbe del piacentino e dovrebbe
derivare dal nome di una località della Val D'Arda, il Passo dei
Guselli. |
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GUSMAI
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Gusmai sembra essere specifico di Trani nel barese, dovrebbe
derivare dal nome medioevale
Gausmarius (vedi GUSMAROLI)
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Gusmai è cognome barese derivato dalla forma nominale base
Cosma
(cfr.) |
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GUSMAROLI |
Assolutamente lombardo, dovrebbe derivare dal nome medioevale
Gausmarius, di cui si hanno tracce in un atto del 1010,
conservato presso l'Archivio di Stato di Milano:"...In nomine
domini Dei et salvatoris nostri Iesu Christi. Einricus, gratia
Dei rex, anno regni eius Deo propicio ic in Italia sesto,
secondo die mensis februarii, indicione octava. Constad me
Gausmarius presbiter, filius quondam Sileni, qui professo sum ex
nacione mea legem vivere Langobardorum, accepisem sicuti et in
presencia testium accepi ad te Mainfredus comes, filius bone
memorie Gisleberti itemque comes Palacii, argentum denarios
bonos libras trexcenti, finitum precium, pro meam porcionem,
quod est quartam pars,...", ma potrebbe anche avere un'origine
diversa e cioè la derivazione dal cognome francese Gusmeroli. |
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GUSMEROLI |
Decisamente valtellinese, dovrebbe essere di origine francese.
integrazionie
precisazioni fornite da Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
questo cognome è anche un cognome valtellinese, molto diffuso a
Tartano e nella zona di Morbegno, ma anche in quella di Sondrio.
Di recente questo cognome è stato studiato da Gabriele Antonioli
e Guido Scaramellini. Deriverebbe secondo loro dal nome Cosma
(Gusme); questo cognome potrebbe pertanto essere proprio di
origine valtellinese ed essere originario di questa regione
italiana anche il ramo francese. |
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GUSMINI |
Tipico
bergamasco, dovrebbe derivare dal nome medioevale italiano
Gusme, o Gusmè diversa forma del nome Cosma. |
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GUSPINI |
Molto raro tipico di Santu Lussurgiu (OR) e di Olbia deriva dal
toponimo Guspini nel cagliaritano.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
GUSPINI: probabilmente all'origine era "de"Guspini ad indicare
la provenienza: un toponimo quindi. Guspini è un importante ex
centro minerario del Sulcis Iglesiente: ne fa fede la miniera
ormai dismessa di Montevecchio, un tempo tra le più importanti
d'Europa. Oggi fa parte della nuova provincia del Medio
Campidano. Il territorio dove sorge il centro abitato è
ricchissimo di siti archeologici del neolitico. Sono presenti
vistosissime tracce della civiltà nuragica. Nel suo territorio
restano i ruderi di ben 59 nuraghi, per la maggior parte con una
sola torre, ma non mancano i nuraghi complessi e tra questi il
nuraghe "Sa Urècci", che è tra i più grossi della Sardegna. Si
tratta di un quadrilobo, in cui le 4 torri angolari sono unite
da poderose cinte murarie: si trova sulla omonima collina a 7
chilometri da Guspini verso il mare, per la strada di
Sant'Antonio di Santadi. A pochi chilometri da Sa Urècci, sempre
verso Sant'Antonio, nella laguna di Marceddì, si trovano le
rovine di Neapolis, città antica, fondata dai Fenici,
colonizzata poi dai Cartaginesi ed infine centro romano di
notevole importanza strategica. Il centro rimase attivo sino
all'VIII° secolo, quasi del tutto abbandonato, probabilmente per
effetto delle scorrerie arabe. Ma nel 1250 il suo porto risulta
ancora attivo, poi definitivamente abbandonato, presumibilmente
in contemporanea col vicino villaggio di Urradili, per le
incursioni barbaresche. Molto probabilmente gli abitanti di
Neapolis e di Urradili si rifugiarono a Guspini, che, da quanto
ci risulta dai documenti, non subì incursioni barbaresche di
rilievo o, perlomeno, gli abitanti del centro, si opposero
energicamente a queste. In poche parole non fu mai abbandonato,
mentre invece furono ripetutamente abbandonati i centri vicini
di Arbus, Serru, Gonnosfanadiga, San Nicolò d'Arcidano e
Terralba, oltre a quelli anzidetti di Neapolis e Urradili,
abbandonati per sempre. Significato ed estimo di Guspini
rimangono ancora nell'incertezza. Alcuni fanno derivare la voce
da cuspis, punta, per effetto delle colline granitiche, che
circondano il centro abitato. Altri da "gola pini", per la
presenza di pini secolari nelle anzidette colline? Per certo la
voce guspini è più antica del latino: si tratta senza altro di
una voce preromana, che si ritrova ancora oggi nella parola
sarda "?ùspinu", che è il nome antico della "senape bianca"
(sinapis incana), chiamata attualmente in campidanese alaùssa o
erba de colòrus, presente in tutto il territorio di Guspini. Il
nome del villaggio è più volte citato nei documenti medioevali.
Nel 1388 i suoi abitanti parteciparono alla Pace di Eleonora,
LPDE. Attualmente il cognome Guspini è presente in 18 Comuni
italiani, di cui 8 in Sardegna: Santu Lussurgiu 19, Olbia 18,
Sassari 3, Capoterra 3, Macomer 3, etc. |
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GUSSI
GUSSO
GUSSON
GUSSONE
GUSSONI |
Gussi è assolutamente rarissimo, Gusso sembrerebbe specifico del
veneziano e di Caorle in particolare, Gusson, tipico di MIra nel
veneziano, dovrebbe essere una forma dialettale veneta del nome
medioevale Guccione,
una forma aferetica del nome
Uguccione, Gussone è
praticamente unico ed è probabilmente dovuto ad un errore di
trascrizione di Gussoni che è specifico dell'area lombarda che
comprende il milanese ed il varesotto con un ceppo anche nel
genovese ed uno nel carrarese, le origini di questi cognomi
potrebbero essere, dirette o tramite accrescitivi, da forme
dialettali del nome medioevale
Guccio (vedi GUCCI) cos' come
potrebbero derivare da modificazioni del medioevale
Gutius
(vedi GUZZANTI), in una forma
Gusso, Gussonis. Troviamo
tracce di queste cognominizzazioni ad esempio in una Cartula
commutationis datata 3 gennaio 1035 a Bergamo: "...id est pecia
una de terra campiva iuris canonice Sancti Vincencii, que est
posita foris eadem civitate Bergamo, prope tegia quondam Andrei
Gusso, locus ubi dicitur Nauca Sancti Iohanni: coeret ei a mane
de filiis suprascripti quondam Andrei Gussoni, a meridie
pasculum a sera Sancti Alexandri, a montes Petri et Benedicti
germanis ...", nella prima metà del 1400 un Andrea Gussoni di
Jacopo è senatore della Serenissima Repubblica Veneta, nella
seconda metà del 1500 a Bergamo dove è capitano Nicola Gussonus,
nel 1607 è Podestà di Brescia un Andrea Gussoni.
integrazioni fornite da
Giovanni Marelli (di Gussi) -
"Gussi" deriva da "guscio", segnatamente quello delle nocciole,
che in dialetto milanese si pronuncia "guss", ma che in
brianzolo e comunque nell'alto milanese si pronuncia "guzz",
dove le "z" non hanno suono sibilante, ma quello proprio della
doppia zeta del nome Guzzi pronunciato in lingua italiana. C'era
dunque una volta nel contado settentrionale di Milano, a cavallo
dei secoli tredicesimo e quattordicesimo, un gruppo familiare
che rispondeva al nome di Gussi. Erano, quei Gussi, agricoltori
e alcuni dovevano vantare qualche quarto di nobiltà se è vero,
come è vero, che a quel nome era ascritta un'arma in un
importante stemmario, oggi conosciuto come Trivulziano. Dovevano
la loro fortuna (o sfortuna), quei Gussi, a una delle più
importanti e antiche comunità monastiche benedettine femminili,
quella del Monastero di San Maurizio di Milano, detto il
Maggiore, che a Dugnano e Incirano, ma non solo, disponeva di
notevoli proprietà terriere. Di quel monastero i Gussi erano
fittabili e massari, e in qualche occasione ne furono fors'anche
fiduciari. Se alla fine del '400 dei Gussi a Dugnano e Incirano
non v'era già più traccia, una famiglia che rispondeva a quel
nome risultava però risiedere nel contado canturino, dapprima a
Galliano di Cantù e poi a Varena di Vighizzolo di Cantù. Anche
questi Gussi, che sembra non vantassero ricchezze, dovevano
avere qualche quarto di nobiltà se poterono diventare massari
dei Fossani, i quali erano non solo grandi proprietari terrieri,
ma, a cavallo dei secoli quindicesimo e sedicesimo, furono i
feudatari di Cantù. Un contratto di massarizio, che comportava
il riconoscimento al massaro di un titolo di quasi proprietà sul
fondo, mai sarebbe stato celebrato se il proprietario non si
fosse sentito garantito; nel caso di specie la garanzia non
poteva essere costituita che dal nome del massaro, e con esso
dal titolo che rappresentava o aveva rappresentato,
probabilmente quello di una antica nobiltà, ora decaduta ma non
ancora dimenticata, la quale costituiva, secondo una consolidata
tradizione di casta, la garanzia necessaria e sufficiente. E
così i nostri Gussi, che a me piace pensare avessero radici a
Dugnano e Incirano, nei primi decenni del '500 si trovarono ad
essere i massari dei Fossani a Varena, per mettere a coltura la
loro terra. |
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GUTTADAURIA
GUTTADAURO |
Guttadauria è tipico del nisseno, di San Cataldo in particolare,
Guttadauro è tipico di Palermo, Licata (AG) e Gela, Mazzarino e
Niscemi (CL), dovrebbero derivare da soprannomi originati dal
termine gutta auri
o goccia d'oro
o da nomi gratulatori medioevali come
Guttadauro
che parrebbe essere di origini spagnole, il capostipite Egidio
sarebbe arrivato in Sicilia al seguito di Re Martino I°
d'Aragona nel 1380, vanta oltre a vari titoli nobiliari anche un
Santo nel Il Paradiso Serafico
edito nel 1667 si legge: "...Il venerabile Fr. Bennardo
Guttadauro da Racalmuto, detto della Favara, è ben noto per la
sua santità ..:" morto a Palermo il 16 luglio 1658, nonchè un
Monsignore Giovanni Guttadauro vescovo di Caltanissetta nella
seconda metà del 1800. |
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GUTTUSO |
Molto
raro è tipico siciliano, parrebbe avere oltre al ceppo
palermitano anche uno nell'alto catanese, dovrebbe derivare da
un soprannome originato dal vocabolo dialettale siciliano
guttusu (melanconico, triste). |
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GUZZANTI
GUZZETTI
GUZZETTO
GUZZI
GUZZINI
GUZZINO
GUZZO
GUZZON |
Guzzanti è rarissimo ed è originario del catanese, Guzzetti ha
un grosso ceppo in Lombardia nell'area del varesotto, comasco e
milanese, con un ceppo significativo anche nel catanzarese,
Guzzetto, assolutamente rarissimo, è specifico del catanzarese,
Guzzi è probabilmente originario di due zone, il crotonese e
catanzarese e la Lombardia occidentale, Guzzini ha un ceppo nel
bolognese ed uno nell'anconetano e soprattutto a Recanati nel
maceratese, Guzzino, molto raro, sembrerebbe del palermitano, in
particolare di Caccamo, Guzzo parrebbe avere almeno tre nuclei,
uno nella Sicilia occidentale, uno in Calabria, cosentino e
catanzarese, ed uno nel Veneto, forse ha anche un ceppo tra il
varesotto ed il novarese, Guzzon sembra specifico della zona tra
Padova e Venezia. Tutti questi cognomi dovrebbero derivare,
direttamente o attraverso modificazioni ipocoristiche o
accrescitive, anche dialettali, dal nome tardo medioevale
Gutius.
Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Foza (VI) fin
dal 1400.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Guzzo è un frequente cognome panitaliano. In Calabria e Sicilia
deriva, secondo Rohlfs, dal termine dialettale 'guzzu'
= cucciolo, cagnolino.
Nel nord (Veneto, Lombardia, Piemonte) potrebbe invece avere
origine dal nome personale Guzzo
(Gutius)
diffuso fra il '400 e il '500. In particolare si tratterebbe di
un ipocoristico aferetico da nomi come
Arriguzzo, Meneguzzo, Uguzzo,
ecc. |
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GUZZARDI
GUZZARDO |
Entrambi tipicamente siciliani, Guzzardi tipico della Sicilia
sudorientale, Di Catania e del catanese, ma con ceppi
significativi anche nel siracusano e nel ragusano, Guzzardo ha
un ceppo a Sambuca di Sicilia (AG) ed uno a Caccamo (PA),
dovrebbero derivare dal nome normanno e poi angioino
Goussard,
o anche dall'ipocoristico del nome germanico
Gutzen,
ma è pure possibile una derivazione dal nome germanico
Wiscard,
difficile una correlazione con il nome brettone
Gouzerht.
(vedi Guizzardi) |
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GUZZINATI |
Guzzinati è specifico di Ferrara e dell'area ferrarese e di
Bologna, si dovrebbe trattare di una forma patronimica, dove il
suffisso -ati
starebbe ad indicare i figli di
un Guzzino
(vedi GUZZI). |
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