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TABACCHI
TABACCO |
Tabacchi ha un nucleo nel bellunese a Pieve di Cadore in
particolare, uno tra modenese, bolognese e ferrarese, ed uno nel
romano, Tabacco ha un ceppo nell'udinese e nel veneziano, uno
nel torinese, uno tra genovese ed alessandrino, ed uno tra
aquilano e romano, l'origine di questi cognomi si può ipotizzare
in alcuni casi derivante dal vocabolo arabo
tabbah (cuoco),
ma non si può escludere anche una connessione con il termine
tabacco
(pianta proveniente dai Caraibi),
ipotizzando quindi una professione di coltivatore o di artigiano
del tabacco svolta dal capostipite. |
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TABAGLIO |
Tabaglio è tipicamente lombardo del cremonese e del bresciano,
di Comezzano-Cizzago, Brescia e Roncadelle nel bresciano e di
Cremona e Torre de' Picenardi nel cremonese, dovrebbe derivare
da un soprannome basato sul termine sia bresciano, che
cremonese, arcaico tabaj
(detto di persona ignorante e
balorda). |
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TABAN
TABANELLI
TABANI
TABANO |
Taban parrebbe unico, forse veneto, Tabanelli è tipico del
ravennate, di Lugo, Faenza, Bagnacavallo, Ravenna, Castel
Bolognese e Conselice, con ceppi anche nel bolognese ad Imola,
Tabani è tipico del pistoiese, Tabano sembrerebbe specifico del
salernitano, di Roccadaspide in particolare, dovrebbero derivare
direttamente o tramite ipocoristici da soprannomi originati dal
termine tardo latino tabanus
(tafano, moscone dei cavalli)
forse ad indicare nel capostipite una persona particolarmente
assillante o dispettosa. |
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TABARANI
TABARRANI |
Originari del lucchese sia Tabarani, che, molto raro, è dovuto
ad un alterazione di Tabarrani, che è specifico di Camaiore
soprattutto e del lucchese, e che dovrebbe derivare dal mestiere
di produttore o venditore di
tabarri. il tabarro era un
mantello pesante invernale, probabili occupazioni del
capostipite. |
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TABARELLI
TABARRI
TABARRONI |
Tabarelli è tipico della zona che comprende l'areale di Trento
con un ceppo importante, Villafranca Di Verona nel veronese e
Vobarno nel bresciano, Tabarri, assolutamente rarissimo,
sembrerebbe emiliano, Tabarroni è specifico di Bologna,
dovrebbero derivare, direttamente o tramite forme ipocoristiche
o accrescitive, da soprannomi originati dal vocabolo
tabarro (mantello
pesante), tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo nel 1400: "...Correano gli anni
della nostra salute MCDLI. essendo Papa. Nicolò V. Imperatore.
O. le Federico III. Doze di Venezia Francesco Foscari, Vescovo
di Treviso, Hermolao Barbaro. Podestà. Nicolò Marcello. quando
apparve visibilmente. la Gloriosa. Vergine. Maria. come si vede.
dipinta. sula pala. di questo Altare. agli otto Settembre.
giorno. della sua. natività. sopra un Rovere. di un grandissimo.
Bosco. ch'era. allora. in questo. luogo. a una povera. donzella.
detta Gratiosa. guardiana. di porci sempia. et. storpiata. della
gamba. e del bracio. destro. figliola. De Antonio Tabarello. di
Natisone. ...", nel 1600 con Donatus Vincentius Tabarellus
pubblico difensore in un processo in Friuli e a Rovereto (TN) in
un atto leggiamo: "...Bonapasia et Dal Pret in appellatione
coram clarissimo doctore Tabarello Roboreti...".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Tabarelli è un cognome presente in Trentino, Lombardia ed
Emilia, viene dalla base prelatina 'taba'
= colle,
particolarmente attiva nel mondo mediterraneo orientale. |
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TABASCIO |
Tabascio è tipicamente siciliano, di Palermo, dovrebbe derivare
da un soprannome basato sul termine arabo
tabbahsc
(cuoco
soprattutto operante sulle imbarcazioni
saracene), probabilmente ad indicare che quella fosse stata la
professione del capostipite. |
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TABELLI
TABILI
TABILIO |
Tabelli, molto molto raro, è romano, Tabili, altrettanto raro, è
tipico del Piceno, di Roma e di Monterotondo nel romano, Tabilio
è specifico del pescarese, di Picciano in particolare, l'ipotesi
che possano derivare dal nome della spezia tunisina
tabil è
quasi certamente infondata, molto più probabilmente derivano
invece dal nome medioevale
Tabilio portato ad esempio agli
inizi del 1500 dal notaio Tabilio Martani di Spoleto o, molto
più probabilmente derivano dal fatto di essere il capostipite un
tabelius
o tabilius
(scrivano con funzioni notarili). |
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TABBUSO
TABUSI
TABUSO
TABUSSI
TABUSSO |
Tabbuso è specifico di Santa Elisabetta nell'agrigentino,
Tabusi, unico, è romano, ed è probabilmente dovuto ad un'errata
trascrizione del cognome Tabussi, che, quasi unico, sembrerebbe
del romano, Tabuso, estremamente raro, sembrerebbe siciliano,
forse del catanese, Tabusso, abbastanza raro, è piemontese,
specifico di Torino e del torinese, una possibile derivazione,
soprattutto per il ceppo siciliano, potrebbe essere dal nome
dell'antica città egiziana di
Tabusiris Magna ad una trentina
di chilometri da Alessandria, forse il luogo d'origine dei
capostipiti. Troviamo tracce di queste cognominizzazioni nel
catanese in un atto del 1521: "Die X agusti Villi 1521
Inventario di li loy di la gloriusa virgìni et martiri Santa
Agatha facto intra la sacristìa di la majuri ecclesìa di la
clarissima cita di Cathania per mi notar Vito Tabuso notaro dì
la Banca dì li magnifici lurati di la dicta cita de voluntate et
mandato di li magnifici lacobu Rìchuli, Iacobu Traversa et
Bernardo Lìxandrano jurati et presenti et videndi. Et in
presencia lo reverendo patri Iohanni Iuvini prìolu di la dieta
majuri ...".
integrazioni fornite da
Daniele Zaia
Tabusso è un cognome piemontese. Suggerisco la possibile
derivazione da un soprannome originato dalla voce dialettale "tabuss",
battocchio.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Tabusso è cognome siciliano variante di Tabbuso che viene forse
dall'antico francese 'tabus'
= gazzarra, strepito,
come soprannome di un litigioso. Cfr. i cognomi francesi
Tabouis, Tabusse. G. Caracausi, II, 1590. |
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TACCA
TACCHI
TACCON
TACCONE
TACCONELLA
TACCONELLI
TACCONI |
Tacca ha un nucleo nel milanese e varesotto ed un ceppo forse
secondario nel bellunese, Taccon, molto raro è tipico veronese,
Taccone ha un nucleo nell'aquilano, uno nel napoletano ed uno
nella Calabria meridionale, Tacconella, tipicamente abruzzese,
ha un ceppo ad Avezzano nell'aquilano, Tacconelli è tipicamente
abruzzese, di Chieti de del teatino in particolare, di Ortona,
Torrevecchia Teatina, San Giovanni Teatino e Ripa Teatina, con
un ceppo anche a Roma ed uno molto piccolo a Palermo, Tacchi è
più propriamente dell'Italia centrale, pur avendo un piccolo
ceppo autoctono nel varesotto, Tacconi sembra avere un ceppo
tra sudmilanese e pavese, uno nel veronese ed uno nell'areale
che comprende il modenese ed il bolognese e tutta l'Italia
centrale, dovrebbero derivare dal nome medioevale
italogermanico Tacco
o Taccone,
probabilmente derivato dal termine medioevale germanico
tahha
(prato),
in alcuni casi derivano da toponimi come Taccona nel milanese o
Taccone nel materano. Nel 1462 un Paolo Taccone, scultore,
produce a Roma una statua di Sant'Andrea, commissionata da Pio
II° Piccolomini, nella seconda metà del 1400 Baldassarre
Taccone compone la Danae che verrà rappresentata in occasione
delle nozze tra Anna Sforza e Alfonso d'Este. Tracce del
cognome Taccone si trovano nella storia di Vibo Valentia dove
nel 1570, un tal Paolo Taccone, fondò, assieme ad altri
l'Accademia degl'Incostanti Ipponiesi. Nel 1798 imperversava in
Campania il brigante Taccone. Tracce di questa
cognominizzazione si trovano ad esempio nel Codice Diplomatico
della Lombardia medievale dove all'anno 1190 si legge: "...ex
una parte predictum monasterium, ab alia parte Lafrancus
Tacconus, a reliquis partibus ...".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Tacchi è presente nella Lombardia nord-occidentale, ma diffuso
prevalentemente nel Centro Italia. Può continuare il personale
medievale di origine germanica "Tacco"
da Thacholf,
documentato a partire dall'ottavo secolo in zone di tradizione
longobarda ("thaka"
significa tetto, copertura),
ma può anche essere una forma abbreviata di altri personali
medioevali come Umbertacco,
Albertacco
e Lambertacco.
Tacconi è cognome lucano presente a Grottole, Taccone nome di un
brigante in zona di Potenza intorno al 1810 (RA, 284), anche
cal. nap. e nel Salento, Nicolaus Tacconus nel 1144 notaio a
Brindisi: brind. taccone
'sordo',
cal. taccune
'moneta di due soldi';
cfr. Taccone fraz. di Irsina (MT). G. Rohlfs, Dizionario storico
dei cognomi in Lucania 1985. |
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TACCARI |
Abbastanza raro è marchigiano della zona di Loro Piceno (MC) e
Mogliano (MC), potrebbe derivare da una modificazione del nome
germanico Tacco (vedi Tacca), ma è pure possibile un
collegamento con un nome di località come Taccarelli di Amandola
(AP). |
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TACCHINARDI |
Abbastanza raro è specifico del sudmilanese, pavese e cremonese,
potrebbe derivare da un nome longobardo Daghenhardus
italianizzato in Tachinardo. |
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TACCHINI |
Tipico
lombardo, può derivare da un soprannome, come pure da un
diminutivo del nome medioevale italogermanico Tacco.
Personaggio degno di nota fu nel 1600 il poeta Antonio Francesco
Tacchini. |
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TACCHINO |
Ha
un ceppo a Castelletto d'Orba nell'alessandrino ed uno a Genova,
dovrebbe derivare dal nome medioevale
Tachinus.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Tacchino è diffuso a Genova e terre confinanti. De Felice
propone il rimando a un nome arabo che suona "rispettoso
della religione". |
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TACCOLA |
Taccola è tipico dell'area toscana che comprende le province di
Pisa e Livorno, di Vicopisano (PI) in particolare, dovrebbe
derivare da un soprannome, originato dal termine
taccola (piccolo
difetto), o dalla voce
taccola
dei dialetti settentrionali per definire una particolare qualità
di piselli o anche dal termine longobardo
tahhala (civetta,
cornacchia), un esempio di
quest'uso lo abbiamo con Mariano di Jacopo, detto il Taccola,
(1382 - ~1453) illustre scienziato ed autore di alcuni trattati
scientifici come il De ingeneis ed il De machinis, che
contribuirono a formare la preparazione scientifica fi Leonardo,
tracce di questa cognominizzazione le troviamo ad esempio nel
piacentino, verso la fine del 1300, con il notaio Pietro
Taccola. |
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TACCOLI |
Assolutamente molto raro, dovrebbe avere un ceppo veneto ed uno
romano, dovrebbe derivare dal nome italo germanico Tacco (vedi
Tacca), troviamo questa cognominizzazione già nella seconda metà
del 1100 con Gerardo de' Taccoli Vescovo di Belluno dal 1184 al
1197. |
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TACCORI |
Taccori è
tipicamente sardo, con un ceppo nel cagliaritano a Sestu,
Cagliari, Teulada, Domus de Maria e Quartu Sant'Elena, ed uno
nell'Ogliastra a Bari Sardo, dovrebbe derivare da un soprannome
dialettale sardo per rammendatrice. |
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TACI
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Taci, assolutamente rarissimo, ha qualche presenza in Veneto e
nel fiorentino, dovrebbe derivare dal nome medioevale
Tacius,
un'alterazione del nomen latino
Tatius, ma è anche possibile
che possa trattarsi di una forma aferetica di nomi come
Bottacius,
Buschetacius,
o anche di alterazioni dialettali dell'aferesi di nomi come
Eustachius. |
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TACUS
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Tacus, estremamente raro, è tipicamente friulano, l'origine
etimologica, forse slava, è oscura, anche se si può ipotizzare
una derivazione da un'alterazione del nome medioevale
Tacius
(vedi TACI). |
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TADDE'
TADDEI
TADDEO
TADE'
TADEI
TADEO |
Taddè, quasi unico, Tadeo e Tadè, estremamente rari, dovrebbero
essere della zona tra Veneto e Lombardia, Tadei sempre
rarissimo, sembrerebbe del bresciano, Taddei è diffuso in tutto
il centro nord, Taddeo è tipico della zona che comprende basso
Abruzzo, Molise e Campania, con ceppi anche in Puglia,
dovrebbero tutti derivare dal nome medioevale
Tadeus o
Taddeus,
di cui abbiamo un esempio in un atto redatto in Pisa nel 1317:
"Anno a nactivitate eiusdem millesimo trecentesimo
decimoseptimo, die undicesimo mensis aprilis, ... Ego Taddeus
Henrigi Ruggerii quondam filius, imperatoris dignitatis iudex
ordinarius et notarius, et nunc supradicte curie legis scriba
publicus,...". Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo
nel 1400 con Tadei de Tadeo notaio dello Stato Veneto e a
Gordona (SO) nella prima metà del 1600 con il podestà Tadeo
Thadei.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Taddei, Taddeo e Taddia derivano dal nome
Taddeo
che deriva dall'aramaico Thadday,
probabile adattamento del nome greco
Theódoros
= dono di Dio. |
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TADDIA
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Taddia è tipicamente emiliano, del bolognese e del ferrarese, di
Pieve di Cento nel bolognese, di Ferrara e di Bologna
soprattutto, deriva dal nome
Taddia una forma arcaica del
nome Taddeo, così come Mattia è un modo arcaico di dire Matteo. |
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TADIELLO
TADIOTTO |
Tadiello è poco comune tipico veneto, del vicentino in
particolare, Tadiotto, molto molto raro, è specifico dell'area
tra vicentino e trevigiano, potrebbero derivare dal nomen latino
Tadius,
di cui abbiamo un esempio nell'epistola di Cicerone ad Attico:
"...De Tadiana re mecum Tadius locutus est te ita scripsisse,
nihil esse iam, quod laboraretur...", ma è pure possibile una
derivazione dal nome Taddeus
(vedi Tadè).
ipotesi fornita da Nicola
Tadiello
Il cognome Tadiello è originario da Chiampo (VI). Cercando
infatti tra i documenti della parrocchia del paese ho scoperto
che già nel 1580 dava i natali ad un certo Tadiello Pietro. Il
significato del cognome è ancora controverso. Per alcuni è di
origini venete, visto l'esistenza di Taddeo. Altri invece non
credono a questa spiegazione abbastanza semplicistica. I
Tadiello infatti si trovavano anticamente solo a Chiampo o nei
comuni limitrofi. Essendo Chiampo una zona dove si parlava il
Cimbro (dialetto Tedesco o Danese) è facile che Tadiello derivi
da tadel (matto). Iello invece era un tipico diminutivo Veneto.
Quindi il significato corretto è
piccolo matto
o mattacchione.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Tadiello e Tadiotto sono cognomi veneti che derivano dall'antico
nome Thadè,
attestato a S. Bonifacio nel 1531. Olivieri 152. |
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TAFANI
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Sembra
abbia due ceppi, uno toscano ed uno laziale, dovrebbe derivare
da un soprannome legato al carattere o al modo di fare del
capostipite. |
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TAFARO
TAFFAREL
TAFFARELLI
TAFFARELLO
TAFFARI
TAFFARO |
Assolutamente specifico del trevigiano orientale Taffarel, del
trevigiano meridionale Taffarello, pressocchè scomparso
Taffarelli che può essere considerato un ceppo secondario del
precedente, Taffari è specifico di Menfi nell'agrigentino,
Taffaro, estremamente raro, è siciliano, dell'area tra
agrigentino e palermitano, dovrebbero derivare dal nome
medioevale Taffarello, italianizzazione dell'ipocoristico del
nome di origine araba Tafar
o Tafur
(il famoso Putifarre
biblico), o direttamente dall'italianizzazione di questo nome:
l'uso di questo nome è rilevato ad esempio in un atto stipulato
a Nogaredo in trentino il 14 ottobre 1290, nel quale compare
come testimone tal Taffarello Marquardo prete di Fielis.
ipotesi fornita da
Giacomo Ganza
è ipotizzabile anche un'origine del cognome dal nome Cristoforo. |
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TAFFELLI
TAFFI
TAFFINI
TAFFIO
TAFFO |
Taffelli, assolutamente molto molto raro, è specifico dell'area
che dal basso bresciano raggiunge il mantovano, Taffi ha piccoli
ceppi, uno a Domodossola nell'ossolano, uno a Rosignano
Marittimo e Cecina nel livornese, uno a Castelfidardo e Camerano
nell'anconetano, ed uno a Civitavecchia nel romano, Taffini è
decisamente umbro, specifico di Perugia e Città di Castello nel
perugino, Taffio, quasi unico, è marchigiano, Taffo, molto raro,
ha un ceppo ad Osimo nell'anconetano, nel maceratese ed in
Abruzzo, dovrebbero derivare, direttamente o tramite forme
ipocoristiche, dal nome medioevale
Taffus,
di cui abbiamo un esempio d'uso nei
Commentarii
di Francesco Bacone: "..Angli in equestres hostium turmas
impetum animose fecerunt; cumque Guilielmus Goldophinus, qui
proregis alam duxit, Henricus Danversus, Minshanus, Taffus,
Flemingus, et Ioannes Barckleius castrorum praefectus se
coniunxissent, tanta alacritate iterarunt ut equites rebellium
fugam capesserent. ..", ma in qualche caso potrebbero anche
derivare da alterazioni del nome albanese
Tafaj. |
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TAFFETANI
TAFFETTANI |
Taffetani è specifico di Macerata e Corridonia nel maceratese,
Taffettani, assolutamente rarissimo, che dovrebbe essere dovuto
ad un'errata trascrizione del precedente, sembrerebbe laziale,
dovrebbero derivare da soprannomi originati dal vocabolo
medioevale pannus taffetanus
originato dallo spagnolo tafetan
(tessuto di seta leggerissimo,
brillante, dal colore cangiante),
che a sua volta deriva dal persiano
taftan (intrecciare,
tessere): "..Pannus sericus,
quem vulgo Taffetas dicimus, Armorici Taftas, unde nomen..",
probabilmente ad indicare che i capostipiti commerciassero in
quel tipo di stoffa. |
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TAFFURI
TAFURI
TAFURO |
Abbastanza raro è tipico del casertano Taffuri, più diffuso in
tutta la Campania con un ceppo anche nel Salento Tafuri, con un
nucleo nel napoletano ed uno nella penisola salentina Tafuro,
dovrebbero derivare dal nome medioevale di origine araba
Tafurus
(il famoso Putifarre biblico),
di cui si hanno tracce in un atto del 1100: "...Martinus Tafurus
de Goiono iuratus testatur terram, unde lis est, fuisse Acerbi
de Pospenzo, quia istemet testis laboravit cum ..."
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Tafuri è frequente nella Sicilia orientale anche nella forma
Tafuro, così come in Calabria (CO, CZ), nel Napoletano e nel
Salento. Un Tafuri in provincia di Cosenza è testimoniato
nell'anno 1269. Di origine araba:
taifuri =
scodellaio
(Pellegrini 339) Cfr. G. Rohlfs:
Dizionario storico dei cognomi nella Sicilia orientale, Centro
di studi filologici e linguistici siciliani, Palermo, 1984, p.
183
integrazioni fornite da
Onofrio Milella Tafuri
I Tafuri sono presenti nel Salento già nel 1100 e da quell'epoca
si sono distinti nei secoli come nobili in tutti e tre i rami
esistenti in questo territorio. Vedi Matteo Tafuri da Soleto e
diplomi di Magnificus
di Terra d'Otranto risalenti al periodo normanno per arrivare a
titoli di nobiltà più recenti come Conti di S. Agata, baroni di
Pompignano, Salignano - Li Stoppelli e Mollone; diversi
cavalierati e privilegi in tutta la provincia; più volte sindaci
per ceto nobile; I rami su citati sono Lecce - Galatone,
Gallipoli - Nardo, Soleto. |
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TAFUNI
TAFUNO |
Entrambi specifici di Altamura nel barese, Tafuni è il più
diffuso dei due, mentre Tafuno è decisamente meno comune,
dovrebbero derivare dal nome albanese
Tayfun ,
a sua volta originato dal turco
Taifon. |
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TAGIASCO
TAGGIASCO |
Specifici
della provincia di Imperia sono originari di Taggia (IM) dal cui
toponimo derivano anche entrambi i cognomi. |
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TAGLIABOSCHI
TAGLIALEGNA |
Tagliaboschi è tipicamente laziale, di Anagni nel frusinate,
Taglialegna è assolutamente rarissimo, forse di origini
friulane, questi cognomi dovrebbero derivare dall'attività dei
capostipiti, il cui mestiere probabilmente era proprio quello di
tagliaboschi o taglialegna. |
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TAGLIABUE |
Specifico
della zona nord occidentale della Lombardia, potrebbe derivare
da un soprannome connesso con il mestiere di macellaio. |
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TAGLIACOZZI
TAGLIACOZZO |
Tagliacozzi, molto raro, è tipico di Olevano Romano e Roma,
Tagliacozzo è tipico del romano, di Roma, Palestrina e Zagarolo,
dovrebbero derivare dal toponimo aquilano Tagliacozzo, posto ai
confini con il Lazio, probabile luogo d'origine dei capostipiti. |
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TAGLIAFERRI
TAGLIAFERRO
TAGLIAFIERRO
TALIAFERRI |
Tagliaferri è diffuso soprattutto in Lombardia, ma ha ceppi
anche nel bolognese, nel fiorentino, nel Lazio e nel napoletano,
Taliaferri, praticamente unico è dovuto ad un errore di
trascrizione del precedente, Tagliaferro, meno diffuso, ha un
ceppo nel vicentino, uno nel goriziano, uno in provincia di Roma
ed in Campania, Tagliafierro è tipico campano, del casertano in
particolar modo, derivano da soprannomi originati o dal mestiere
di mastro ferraio o dall'abilità nel maneggiare le armi e dalla
capacità di fendere le armature, con un colpo di scure o di
spada.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Nella maggior parte dei casi, in realtà, questi cognomi
dovrebbero derivare dal nome medievale
Tagliaferro,
l'italianizzazione cioè del personale francese
Taillefer,
reso famoso dall'epica cavalleresca (il nome Tagliaferro,
d'altronde, è citato anche nel dramma settecentesco
La Cecchina,
di Niccolò Piccinni). Dal punto di vista etimologico (come già
ricordato giustamente), il termine tagliaferro indica un soldato
abile nel trapassare l'armatura o lo scudo dell'avversario con
le sue armi: è facile, quindi, intuire come il nome
Tagliaferro
fosse attribuito al nuovo nato come augurio di un futuro da
abile combattente. Per quanto riguarda i cognomi in questione,
dunque, si tratta più spesso delle cognominizzazioni dei nomi
personali dei capostipiti, anche se in alcuni casi non è esclusa
una derivazione da soprannomi (ad esempio, da epiteti di guerra)
o da nomi di mestiere (come quello del fabbro, che in effetti ha
dato origine a parecchi cognomi, diffusi anche al di fuori del
nostro paese). |
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TAGLIAFICHI
TAGLIAFICO |
Tagliafichi, molto molto raro, parrebbe tipico del piacentino,
di Piacenza e di Rottofreno, Tagliafico è specifico di Genova,
dovrebbero derivare da soprannomi scherzosi equivalenti a
rubafichi, forse intendendo che il capostipite fosse una persona
da poco o uno smargiasso. |
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TAGLIALAPIETRA
TAGLIAPIETRA
TAGLIAPIETRE |
Taglialapietra, è quasi unico, potrebbe essere napoletano,
Tagliapietra è tipico veneto, ma con un ceppo nel milanese,
Tagliapietre è quasi unico, dovrebbe derivare da un soprannome
originato dal mestiere di scalpellino o scultore, troviamo
tracce di questo cognome nel 1300 a Rovigno dove I Tagliapietra
vengono annoverati tra la nobiltà cittadina e a Venezia, nel
1334 il Senato rovignese invia un certo Leonardo Tagliapietra ad
Orsera sulle Dolomiti a lavorarvi la pietra per conto della
Repubblica Veneta, verso la fine del 1700 nel milanese abbiamo
lo scalpellino Pietro Francesco Tagliapietra, detto Paciotto. |
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TAGLIALATELA |
Cognome
tipico dell'area napoletana e casertana, deriva probabilmente da
un soprannome legato all'attività di sarto del capostipite. Si
trovano tracce già dal 1700 di una famiglia di notai
Taglialatela a Villaricca (NA). |
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TAGLIALAVORO |
Taglialavoro, quasi scomparso, è un cognome tipicamente
siciliano, dell'area agrigentina, di Ribera e Cianciana, di
etimologia oscura, potrebbe derivare da un soprannome originato
da un'italianizzazione forzata del termine arabo
tayr al layl
(uccello notturno),
ma, molto più probabilmente, deriva da un soprannome scherzoso
equivalente a scansafatiche.
integrazioni fornite da
Giuseppe Moncada
In siciliano il lavoro, lavuri
in siciliano, coincide con tutto ciò che ha a che fare con il
frumento.
Il frumento stesso si chiama
lavuri. Il campo seminato a
frumento si chiama lavuri.
Taglialavoro potrebbe significare
taglia frumento
ossia mietitore,
oppure sensale di frumento. |
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TAGLIAMENTO |
Tagliamento, assolutamente rarissimo, ha un piccolo ceppo nel
trevisano, che potrebbe derivare dall'idronimo Tagliamento, che
scorre nel vicino pordenonese e basso udinese, ed un ceppo
ancora più piccolo nel napoletano, che potrebbe derivare da
un'alterazione del nome franco, di origine germanica,
Talamund
(vedi anche TAGLIAMONTE). |
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TAGLIAMONTE
TAGLIAMONTI |
Tagliamonte ha un ceppo a Ponza, isola del latinense, ed a Roma,
un ceppo a Pagani e Sant`Egidio del Monte Albino nel salernitano
ed a Napoli, Ercolano, Torre del Greco e Pozzuoli nel
napoletano, Tagliamonti, assolutamente rarissimo, sembrerebbe
del latinense, si dovrebbe trattare dell'italianizzazione del
nome franco, di origine germanica,
Talamund,
composto dai termini tal
(valle)
e mund
(protezione),
con il significato di protettore
della valle. |
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TAGLIANI
TAGLIANO
TALIANI
TALIANO |
Tagliani è dell'area lombardoemiliana, di Brallo di Pregola,
Voghera, Varzi e Pavia nel pavese, e di Bedizzole, Brescia,
Gavardo, Mazzano, Calcinato e Dello nel bresciano, in Lombardia
e di Ferrara, Vigarano Mainarda, Argenta e Bondeno nel
ferrarese, di Bologna e di Modena, Tagliano, assolutamente
rarissimo, è dell'area ligurepiemontese, Taliani ha un piccolo
ceppo a Modena e Pavullo nel Frignano nel modenese, uno nel
senese ad Abbadia San Salvatore, Poggibonsi e Siena e nel pisano
a Pontedera, Pisa e Buti, Taliano ha un grosso ceppo a Montà nel
cuneese con un ceppo anche a Torino ed un piccolo ceppo nel
reggino a Bovalino e Portigliola, questi cognomi dovrebbero
derivare da forme aferetiche, anche dialettali, del nome
Vitaliano,
probabilmente portato dai capostipiti. |
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TAGLIATA |
Tagliata
è tipicamente siciliano di Siracusa, dovrebbe derivare da un
nome di località non meglio dentificato. |
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TAGLIATI |
Tipico
emiliano, delle province di Ferrara, Modena e Bologna. |
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TAGLIAVIA |
Tipico
siciliano, del palermitano in particolare, potrebbe derivare da
un soprannome originato dal nome di una località che
interrompeva il percorso di una strada. Famiglia feudale
siciliana al servizio degli imperatori svevi, ricordiamo
Bartolomeo Tagliavia capitano sotto l'imperatore Arrigo VI° che
venne nominato Barone nel 1303 da Federico II°. |
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TAGLIAVINI |
Cognome tipico emiliano, dovrebbe derivare da un soprannome
legato al mestiere di oste, ma è pure possibile una connessione
con il termine dialettale
tajaven, che può essere
attribuito in modo scherzoso ad un barbiere, che anticamente
aveva anche funzioni di chirurgo. |
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TAGLIAZUCCHI |
Tipico modenese, della zona che comprende i comuni di
Castelnuovo Rangone, Maranello, Formigine, Modena e Vignola,è
difficile ipotizzare una derivazione anche se l'ipotesi di un
soprannome connesso con l'attività di boia è altamente
improbabile. Traccia di questa cognominizzazione le troviamo con
l'accademico nativo di Modena Girolamo Tagliazucchi: (1674-1751)
che fu insegnante di eloquenza italiana nell'Università di
Torino.
informazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Tagliazucchi è cognome d'origine agreste, indicante il
«venditore di zucche», di rilevante diffusione a Modena città e
contado. F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996. |
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TAGLIERI |
Ha
un nucleo nell'aquilano ed un ceppo nel reggino.
integrazioni fornite da
Fabio Paolucci
è un cognome tipico abruzzese, ma presenta altri ceppi distinti
nella Capitale e nella zona dello Stretto. Dal punto di vista
etimologico, dovrebbe derivare dall'attività svolta dal
capostipite (taglialegna oppure tagliapietre, lavoro compiuto
nelle cave da operai specializzati detti lapicidi).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Taglieri è cognome calabrese, siciliano, pugliese e napoletano.
Viene dalla voce 'tagliere',
arnese di cucina. Rohlfs 257. |
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TAGLIOLA
TAGLIOLI |
Tagliola
ha un ceppo a Collarmele ed a San Benedetto dei Marsi
nell'aquilano, Taglioli ha un ceppo nel bolognese, a Bologna,
Porretta Terme e Lizzano in Belvedere, uno a Vicopisano nel
pisano ed a Livorno ed uno molto piccolo a Budduso in Gallura,
potrebbero derivare dal nome di paesi come Tagliole nel modenese
o di località La Tagliola nel livornese o altre simili. |
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TAIANI
TAIANO
TAJANI |
Taiani è molto raro ed è specifico del salernitano, Tajani,
assolutamente rarissimo, potrebbe essere anch'esso campano,
Taiano, molto molto raro, è tipico del napoletano ed in parte
del salernitano, dovrebbero derivare da nomi di località come
Taiano nel teramano, o anche da forme aferetiche di nomi come
Ottaviano
portati dai capostipiti.
integrazioni proposte da
Angelo Tajani
La famiglia Tajani è originaria di Vietri sul mare in provincia
di Salerno. L'origine del cognome, secondo quanto è stato
pubblicato da Domenico Tajani nel 1800, risalirebbe ad una
tribù, Tayani o Tajani, che dimorava sulla riva orientale del
Tigri, tra il piccolo e il grande fiume Zob. Non è da escludere,
infatti, che i primi Tajani siano arrivati a Vietri sul mare nei
primi anni del Decimo secolo con quei studiosi arabi reclutati
da Federico II° per insegnare nella Scuola Medica Salernitana.
Sta di fatto che tutti i discendenti di questa famiglia, dal
1400 ad oggi, si sono dedicate alle arti nobili: la produzione
della ceramica, della carta e l'ingegneria. Pare, infatti, che
un Mattheus Tajanus sia stato il direttore dei lavori del Duomo
di Salerno, costruito nella seconda metà dell'anno Mille. La
famiglia Tajani annovera Diego Tajani, già Procuratore generale
prima a Napoli e poi a Palermo e poi ministro di grazia,
giustizia e dei culti, in tre gabinetti presieduti da De Pretis.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Tajani è cognome meridionale che secondo il Flechia (App. ms.)
viene dal nome locale Ottajano.
Olivieri 153. |
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TAIARIOL
TAJARIOL |
Cognomi
specifici della provincia di Pordenone, Taiariol occupa l'area
di Pordenone, Zoppola, Azzano Decimo, Porcia, Cordenons e Fiume
Veneto, Tajariol, molto più raro, è specifico di Pordenone e di
Azzano Decimo, questi cognomi dovrebbero derivare da soprannomi
dialettali originati dal mestiere di taglialegna svolto
probabilmente dal capostipite. |
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TAIBBI
TAIBI |
Taibbi è molto raro ed è tipico del nisseno, Taibi, più diffuso
è tipico dell'agrigentino, derivano dal nome arabo Tayyb (
equivalente dell'ebraico Tobia).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Taibi è frequente a Catania, Messina ma anche in Calabria (CZ) e
a Taranto. Viene dall'arabo
tayyb =
molto buono
(Pellegrini 234). Cfr. G. Rohlfs: Dizionario storico dei cognomi
nella Sicilia orientale, Centro di studi filologici e
linguistici siciliani, Palermo, 1984, p. 183 |
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TAIE'
TAJE
TAJE' |
Taiè, assolutamente rarissimo e Taje, quasi unico sono forme
alterate di Tajè, che è specifico di Legnano nel milanese,
dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine dialettale
tajè
(tagliere,
pezzo d'asse usato dai macellai per tagliare la carne),
probabilmente af indicare che il capostipite facesse di mestiere
il macellaio. |
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TAINI
TAINO |
Entrambi
rari, Taini sembra avere due ceppi, nel milanese e nel
bresciano, mentre Taino è specifico del cremonese e basso
bresciano, le possibili origini sono veramente molte e tra loro
diverse, potrebbero infatti derivare da soprannomi legati al
vocabolo medioevale sassone tainus che significa propriamente
compagno d'armi, in qualche caso potrebbero pure derivare dal
toponimo Taino (VA), è pure possibile che derivino dal nome
gentilizio latino Taginus. |
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TAIOCCHI
TAJOCCHI |
Taiocchi è specifico di Bergamo e dintorni, Tajocchi è
praticamente unico, potrebbero derivare dal toponimo medioevale
Cà Taiocco, frazione di Sant'Omobono (BG).
ipotesi fornite da Fabio
Carenini
il cognome Taiocchi è di sicura proveninza della città di
Bergamo. Sicura attestazione da atti parrocchiali della metà del
1700, presenti in
Bergamo Alta. Dei Taiocchi parteciparono alla costruzione delle
mura venete (1500 ca.) della città, con mansione purtroppo
sconosciuta per il momento. Sembra comunque che la presenza sia
attestata dal 1376. |
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TAIOLA
TAIOLI
TAJOLA
TAJOLI |
Taiola ha un ceppo a Lumezzane, Brescia, Nave, Villa Carcina,
Vobarno, Borgosatollo e Concesio nel bresciano, con un ceppo
anche a Cervia nel ravennate, Taioli ha un ceppo nel veronese a
Badia Calavena, Lavagno, Verona, Illasi, Tregnago e San Martino
Buon Albergo, con un ceppo anche a Cesena e Cesenatico nel
cesenate, Tajola è unico e Tajoli lo è quasi e sembrerebbero
entrambi dell'area veronese, potrebbero derivare da soprannomi
originati dalla voce dialettale veneta
tajola (falso
asfodelo, tipo di pianta delle
liliacee), ma è pure possibile che i soprannomi derivino dalla
taiolla
o taiola
un tipo di legno molto sottile utilizzato per casse destinate a
contenere sapone, voce comune sia all'antica lingua veneta che
emiliana e marchigiana: "...Solebant etiam ipsi Marchiani et
Anconitani suum saponem mittere Venecias et nichil modo mittunt,
set illud de suis partibus caricatur et portatur tam per
mercatores Venetos quam alios cum navibus Venetorum et aliorum
ad alias partes sicut volunt mittunt etiam ipsi Anchonitani et
Marchiani suum saponem per mundum in capselis de çapino
subtilibus et nostri mercatores Veneti in capsellis de taiolla,
que sunt grosse et in eis sapone melius conservatur, nam sicud
nostri ipsas tabulas de taiola et laborari faciunt et non
infictari, quod quidem lignamen extrahunt pro lignamine laborato
et solvunt solum X pro centenario et lignamine non laboratum
solvit L pro centenario, de quo comune defraudatur, unde dicti
mercatores instanter supplicant quatenus super predictis
provideatur ad hoc ut dicta ars saponis reduci valeat in bonum
statum suum et comunis....". |
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TAIT
TAITA |
Tait è
tipicamente trentino, di Mezzolombardo in particolare, con
presenze significative anche a Trento e Bolzano, Taita è
specifico di Seren del Grappa nel bellunese, potrebbero derivare
da un soprannome originato dal vocabolo medioevale germanico
(a.h.d.) taht
(stoppino, lucignolo, cerino),
forse ad indicare nel capostipite un addetto al mantenimento dei
fuochi notturni del paese.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Cognome trentino di origine scozzese e inglese. Si tratta di un
nomignolo per indicare una persona allegra, derivato dall'antico
norvegese 'teitr'
= allegro, gaio.
Il cognome è estremamente diffuso negli Stati Uniti ma ancor più
in Gran Bretagna. E' presente anche in Austria (Tirolo e
Vorarlberg) da dove è giunto in Alto Adige (Bolzano, Sesto ecc.)
e in tutto il Trentino (massicciamente a Mezzolombardo). |
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TALAMELLI |
Talamelli
è specifico di Fano e del pesarese, con un ceppo anche a Gualdo
Tadino nel perugino, dovrebbe derivare dal toponimo Talamello
(PU), probabile luogo d'origine del capostipite. |
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TALAMI
TALAMO
TALAMONE
TALAMONI |
Talami sembra tipico emiliano, del reggiano in particolare,
Talamo invece ha un ceppo tra napoletano e salernitano, uno nel
foggiano, ed uno in Sicilia, Talamone, assolutamente rarissimo,
parrebbe dell'area lombardo emiliana, Talamoni, un pò meno raro,
ha un ceppo tra verbanese e varesotto, uno nel lucchese ed uno
nel Lazio, potrebbero derivare, direttamente o tramite
accrescitivi, da soprannomi legati al vocabolo
thalamus
(letto coniugale,
o anche
colui che trasporta). Tracce di
queste cognominizzazioni le troviamo a Positano nella seconda
metà del 1600 ed a Gallipoli agli inizi del 1700.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Talamo è cognome lucano, calabrese, siciliano, salentino con
alta frequenza a Napoli: cfr. sic.
tàlamu 'catafalco',
calabrese 'talamu'
= stupido.
G. Rohlfs, 183. G. Caracausi, Diz. onomast. della Sicilia, II,
1595. |
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TALAMINI |
Tipico
del bellunese ed alto trevigiano, potrebbe avere anche un ramo
scomparso in Liguria. In un atto notarile del 1278 Isolano del
fu Talamino da Volastra vende a Compagnone di Donato Taviolo da
Corniglia e a Rollandino di Manfredino da Volastra una terra nel
luogo detto ad posam confinante con la rocca e colla terra di
Facio de Falconeto. |
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TALARICO
TALLARICO |
Dovrebbero essere entrambi originari del triangolo con ai
vertici Cosenza, Crotone e Catanzaro, ma anche nel milanese
parrebbe esserci un ceppo secondario, dovrebbero derivare
dall'aferesi del nome ostrogoto Atalarico, si deve ricordare che
sotto il regno ostrogoto la Calabria fu privilegiata ed
attraversò un periodo molto florido, tanto da rendere diffusi
nomi propri appartenenti alla tradizione ostrogota. |
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TALENTI
TALENTO |
Talenti ha ceppi sparsi qua e là per l'Italia,
nell'alessandrino, nel forlivese e ravennate, a Lucca e nel
fiorentino, a Roma, a Polignano a Mare e Castellana Grotte nel
barese, e ad Agrigento, Talento ha un ceppo campano a Napoli, a
Santa Maria Capua Vetere nel casertano, a Salerno e ad Avellino
e Montefredane nell'avellinese, dovrebbero derivare dal nome
medioevale Talentus,
di cui abbiamo un esempio d'uso con
Talentus filius Martignonis
elencato tra i ghibellini suspecti qui morari debent extra
civitatem nel 1268 a Firenze, nome che deriva dal
talentum
latino con il significato di opulenza o grande ricchezza. |
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TALEVI
TALLEVI |
Tallevi è
tipico dell'anconetano, Tallevi è più propriamente della zona
tra Pesaro e Fano, derivano dall'aferesi del nome medioevale
Diotallevio, nome dato sia a trovatelli che a neonati
particolarmente indigenti o malaticci. Tracce dell'uso di questo
nome si hanno ad esempio a Spoleto nel 1400 con un pittore non
particolarmente famoso di nome Diotallevio D'Antonio. |
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TALIENTA
TALIENTE
TALIENTI
TALIENTO |
Talienta sembrerebbe unico, Taliente è specifico di Ostuni nel
brindisino, Talienti, assolutamente rarissimo, ha qualche
presenza nel barese, Taliento ha un ceppo campano, a Napoli e
nel casertano a Pastorano ed a Pignataro Maggiore, ed uno
pugliese a Bari ed a Brindisi, dovrebbero derivare da
alterazioni dialettali del nome medioevale
Talentus
(vedi TALENTI), tracce di questa cognominizzazione le troviamo a
Bitonto nel barese fin dal 1400 con un donnum Leucium Vulpanum
Taliento de Caym. |
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TALLINI
TALLINO |
Tallini è tipicamente laziale, del frusinate, di Frosinone e
Torrice e di Gaeta nel latinense, Tallino, quasi unico, ha
qualche presenza nel latinense, dovrebbero essere nati da forme
ipocoristiche del nome medioevale germanico
Tallo, a
sua volta derivato dal termine medioevale a.a.t.
tallis (vallata),
intendendo probabilmente che i capostipiti fossero dei
valligiani, forse svizzeri. |
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TALLONE
TALLONI |
Tallone è tipicamente piemontese, soprattutto di Cuneo e di
Busca, Centallo, Fossano, Bra, Savigliano e Caraglio nel
cuneese, e di Torino, con presenze significative anche in
Liguria nell'imperiese ad Imperia, Borgomaro e Dolcedo, ed a
Genova, Talloni, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del
centronord, dovrebbero derivare dal cognome francese
Tallon,
che parrebbe derivare dal nome medioevale di origine germanica
Tallo,
Tallonis,
anche se non si può escludere possa trattarsi in alcuni casi di
forme aferetiche contratte del nome medioevale
Pantalone,
di quest'uso abbiamo un esempio nel 1547 nel
Bando contro i Fieschi e loro Complici:
"..E prima bandiscono e per banditi condanano e dichiarano
Francesco Pinello da Gavi per anni otto, Francesco Curlo per
anni cinquanta, Bernardo Celesia per anni cinquanta, Thomaso de
Axereto detto Verze per anni cinquanta, Gieronimo Marriliano
detto Garaventino per anni cinquanta, Giulio Fregozo del quondam
Signor Antonio ganyhino per anni cinquanta, Gieronimo dal Fiesco
del q. Gioan G.io per anni dieci, Battista Giustiniano del q.
Baldasaro per anni dieci, Paolo Gior.° dal Fiesco per anni
dieci, Francesco e Pantaleo detto Tallone fratelli Badarachi
macellari in Soziglia per anni 10 ciascuno di essi...". |
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TALLORU |
Talloru sembrerebbe tipico di Serrenti nel Medio Campidano e di
Cagliari e del cagliaritano, dovrebbe derivare da un soprannome
originato dal termine sardo
tallora (carrucola). |
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TALONI
|
Rarissimo
sembrerebbe avere un ceppo originario in provincia di Roma, con
un possibile ceppo in Valtellina che trarrebbe origine, ipotesi
poco condivisibile, da una storpiatura del toponimo Talamona
(SO).
integrazioni fornite da Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
potrebbe essere possibile, come pura e semplice ipotesi che
questa forma cognominale derivi anche da nomi come Natale o
Vitale; del resto Vitali, Vitalini sono cognomi che esistono in
Valtellina. I Taloni sono originari di Ambria, una frazione
montana del comune di Piateda (SO), piccolo paese ormai abitato
solo d'estate che un tempo era un punto di passaggio importante
per le Valli bergamasche. Sembra che i Taloni abbiano vissuto ad
Ambria per diversi secoli. I Taloni laziali sono quasi
sicuramente un nucleo autonomo non connesso con il nucleo
valtellinese. |
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TAM
|
Ha un
nucleo a Codroipo (UD) ed uno a Villa Di Chiavenna (SO),
potrebbe derivare dall'elisione del nome Tamazi: (Tommaso). |
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TAMA'
TAMAI
TAMAIO
TAMAJO |
Tamà, molto molto raro, è tipicamente siciliano, del messinese e
del catanese,Tamai è tipico del veneziano, di San Donà di Piave,
Iesolo, Venezia, Torre di Mosto, Portogruaro, Santo Stino di
Livenza, e del vicino paese trevigiano di Silea, Tamaio, quasi
unico, sembrerebbe del napoletano, mentre l'altrettanto raro
Tamajo sembrerebbe siciliano, tutti questi i cognomi dovrebbero
derivare da una forma contratta dall'allocuzione medioevale
tam maius
o tam majus
(così più grande)
ed indicherebbero o una corporatura possente o una grande
rispettabilità del capostipite. |
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TAMAGNI
TAMAGNINI
TAMAGNO |
Tamagni è raro e sembra originario del sudmilanese, Tamagnini ha
un ceppo nel reggiano, uno nel riminese e pesarese, presenze in
Toscana, in particolare nel lucchese, un ceppo nel perugino ed
uno a Roma, Tamagno, rarissimo, parrebbe genovese. Vincenzo
Tamagni, nel periodo a cavallo tra 1400 e 1500 fu un noto
pittore, allievo di Raffaello Sanzio, detto Vincenzo da San
Gimignano (S.Gimignano 1492-1530/7), questi cognomi dovrebbero
derivare, direttamente o tramite una forma ipocoristica,
dall'allocuzione medioevale tam
magnus (così
grande) ed indicherebbero o una
corporatura possente o una grande rispettabilità del
capostipite. |
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TAMANINI
TEMANI |
Tamanini è tipicamente trentino, di Trento e Vigolo Vattaro in
particolare, Temani, quasi unico, è anch'esso del trentino,
dovrebbero derivare, direttamente o attraverso un ipocoristico,
da una forma aferetica di
Altamanus o
Altemannus,
un'italianizzazione del nome germanico
Aldman.,
a sua volta composto dai termini
ald (anziano,
saggio) e
mann (uomo),
dell'uso di questo nome abbiamo un esempio in un atto del 1204 a
Chiavenna nel sondriese, dove leggiamo: "...Dando et solvendo
domino Conrado annuatim censum in Timiliasca in loco Caza, omni
anno in Sancto Martino, Solidos triginta denariorum novorum
mediolanensium et libras viginti de Pipero bene ponderato, de
hinc ad triginta annos continuos; testes Dominus Rangerius de
Segagnio, Altemannus filius domini Ainrici de Razumo, aliique.
..". |
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TAMANSI
TAMANTI
TAMANTINI
TAMANZI |
Praticamente unici, Tamansi e Tamanzi sembrerebbero del
sudmilanese, Tamanti è specifico delle Marche settentrionali e
del Lazio, Tamantini, abbastanza raro è specifico della zona
centrale dell'Italia, tra il grossetano, la provincia di
Perugia, Terni e Viterbo, dovrebbero derivare da un soprannome
legato all'antico vocabolo in uso nell'Italia centrale tamanto
derivato dal latino tantum magnum, tam magnus, tantus, con il
significato di "così grande"; nel dialetto orvietano, ancora
oggi, tamanto sta a significare qualcosa di enorme. |
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TAMARINDI
TAMARINDO |
Tamarindi
è quasi unico, Tamarindo è solo un poco meno raro, l'origine è
evidente dalla pianta o dal succo di tamarindo (pianta di
origine indiana o egiziana il cui frutto contiene una polpa
rinfrescante e lassativa), ma le ragioni di questa origine sono
assolutamente oscure. |
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TAMASCELLI |
Tamascelli, molto raro è specifico del rovigoto, di Occhiobello
e Stienta in particolare, dovrebbe derivare da modificazioni di
ipocoristici del nome Tommaso. |
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TAMASSI
TAMASSIA |
Tamassi è unico, Tamassia è specifico della zona che comprende
il veronese, il mantovano ed il modenese, dovrebbero derivare da
un soprannome basato sul termine dialettale mantovano arcaico
tamasot
(tugurio, capanna, bicocca),
probabilmente ad indicare che i capostipiti fossero indigenti. |
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TAMBONE |
Tambone
ha variceppi in Toscana, in Puglia e nel catanese, dovrebbe
derivare da nomi di località come il monte Tambone sull'elba, o
la località Trincea di Tambone presso Giovinazzo nel barese. |
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TAMBORINI
TAMBORINO
TAMBORRINI
TAMBORRINO
TAMBURINI
TAMBURINO
TAMBURRINI
TAMBURRINO |
Tamborini è specifico del milanese e varesotto, Tamborrini è
tipicamente salentino, di Matino, Presicce e Squinzano nel
leccese, Tamborino, molto raro, è tipico del Salento, e dovrebbe
essere dovuto ad una forma alterata del più comune Tamborrino,
che è molto diffuso a Taranto e nel tarantino a Laterza,
Palagiano e Ginosa, nel brindisino ad Ostuni, Carovigno, e
Brindisi e nel leccese a Martano, Aradeo, Ruffano e Lecce,
Tamburini è molto diffuso in tutto il centronord, Tamburrini ha
un ceppo nel maceratese e nell'ascolano, uno consistente nel
Lazio, in particolare nel romano e nel frusinate, uno nel
napoletano ed uno tra brindisino e tarentino, Tamburino è tipico
del catanese, Tamburrino ha un ceppo nel romano e latinense, uno
nel teatino, uno nel casertano e napoletano, uno nel potentino,
materano, tarentino e brindisino, dovrebbero tutti derivare da
soprannomi legati o alla funzione di
tamburino,
nell'esercito o come banditore cittadino, o ad episodi connessi
con l'uso del tamburo. Tracce di queste cognominizzazioni le
troviamo ad esempio nel processo criminale contro gli untori del
1630 a Milano dove viene citato un certo Michel Tamborino:
"...il Sig. Don Gioanni andava inanti, et indietro per il
Castello, mà che praticasse con li Soldati non li facevo a
mente, ne mai hò osservato, che parlasse con Michel Tamborino,
nè mai mi raccordo d'averlo visto à parlare con detto Fontana,
nè con detto Tegnone...".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Tamburini, Tamborino è la cognominizzazione della voce italiana
'tamburo',
al diminutivo, usata come soprannome per fabbricanti o per
suonatori di tamburo. L'origine del sostantivo 'tamburo'
è il persiano 'tabir'
con sovrapposizione dell'arabo 'tunbur'
= strumento musicale, specie di
lira. |
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TAMBURELLI
TAMBURELLO
TAMBURI
TAMBURO
TAMBURRELLI
TAMBURRELLO
TAMBURRI
TAMBURRO
TAMURRI |
Tamburelli ha un ceppo piemontese in tutta la fascia orientale
della regione, nel pavese, varesotto e milanese, Tamburello è
tipicamente siciliano, del palermitano, trapanese ed
agrigentino, con buone presenze anche nel messinese, ennese e
catanese, Tamburi ha un ceppo nel bolognese, uno nel perugino ed
uno a San Basile (CS), Tamburo ha un ceppo nel basso Lazio, nel
napoletano ed in Sicilia, Tamburrelli ha un ceppo a
Torremaggiore nel foggiano ed uno a Napoli, Tamburrello,
praticamente unico, sembrerebbe molisano, Tamburri è specifico
di Castelpetroso (IS), Tamburro è tipico della fascia che
comprende napoletano, casertano, Molise e foggiano, Tamurri è
praticamente unico ed è probabilmente dovuto ad un errore di
trascrizione, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite
varie forme ipocoristiche, da soprannomi originati dall'attività
di suonatore di tamburo o di banditore probabilmente svolta dai
capostipiti, in epoca medioevale veniva chiamato
tamburellus
il banditore comunale,
che con il suono del tamburo richiamava l'attenzione della gente
cui doveva comunicare i bandi o gli annunci delle autorità del
paese. |
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TAMBURLINI |
Tamburlini è tipico di Udine e Trieste, il cognome Tamburlini si
trova a Pirano in Istria fin dal 1300, dovrebbe derivare da un
soprannome originato dal mestiere di araldo cittadino svolto dal
capostipite, nel necrologium
aquileiense, dell'anno 1358,
tra l'altro si può leggere "..prope domum Hellari dicti
Tamburlini..", da questo dettaglio si potrebbe immaginare che
quello sia il momento della nascita del cognome attribuito ad un
certo Ilario. |
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TAME'
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Assolutamente rarissimo potrebbe essere di origine trentina,
potrebbe derivare dall'aferesi di una modificazione dialettale
del nome Bartolomeo. |
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TAMELLI
TAMELLIN
TAMELLINI |
Tamelli, molto raro, è specifico del reggiano, in Emilia,
Tamellin è tipico di Soave nel veronese, Tamellini è anch'esso
specifico del veronese, di Soave, Verona, Illasi e Lavagno,
potrebbero derivare, direttamente o tramite forme ipocoristiche,
da alterazioni contratte dell'aferesi del nome
Bartalameus
una forma arcaica del nome
Bartolomeo.
integrazioni fornite da
Luigi Tamellini
Confermo quanto già scritto, informo che presso Soave (Verona)
esiste una contrada di nome Tamellini, dove tutt'ora abitano dei
Tamellini o Tamellin. Da quella zona, i Tamellini si sono
diffusi verso Caprino Veronese, S.Giovanni Lupatoto (Vr),
Milano, Brescia. Da alcune ricerche fatte si risale fino al
1700, con notizie storiche presso le parrocchie di Illasi,
Costeggiola (Verona).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Tamelli, Tamellini derivano forse da un nome personale
Bertamo,
una variante di Bertrando,
unito a Bertramo
e Beltramo.
Questo nome ha creato i cognomi Beltrame e Beltramini. Dal
vezzeggiativo Bertamino e
Bertamello sarebbe derivato per
aferesi Tamelli e quindi Tamellini. Oppure alla base vi sarebbe
la temella,
una pianta odorosa, chiamata più comunemente
timo. |
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TAMEO
TAMMEO |
Tameo è quasi unico, Tammeo è tipico di Trinitapoli nel
foggiano, potrebbero derivare da una forma italianizzata e
contratta del nome greco
Talemenes o da
un'italianizzazione del nome turco
Tamer,
anche se non si può escludere che possatrattarsi di
un'alterazione dell'aferesi contratta del nome
Bartalameo,
troviamo tracce di queste cognominizzazioni già nel 1600 con un
certo Francesco Antonio Tammeo di Molfetta.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Tammeo è cognome pugliese derivato dalla forma base
Tamma,
che potrebbe derivare dal termine grico 'tamma'
= voto,
fatto forse da una coppia di sposi per avere un figlio.
Minervini 474. |
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TAMIAZZO |
Non
comune, sembrerebbe originario del padovano, potrebbe derivare
dall'aferesi di una modificazione dialettale del nome
Bartolomeo. |
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TAMISO
|
Tamiso è tipico del rovigoto, di Adria, Rovigo e Ceregnano,
dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine
dialettale veneto arcaico tamiso
(setaccio),
strumento utilizzato normalmente dai lavoranti di un mulino per
setacciare la farina. probabilmete ad indicare che quello fosse
il mestiere dei capostipiti. |
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TAMMACCARO
TAMMACCO |
Tammaccaro è specifico di Andria nel barese, Tammacco è
specifico di Molfetta nel barese, dovrebbero derivare da
soprannomi neogreci generati dal termine ταμιεϊον (tesoro
pubblico), con il significato
di economo, amministratore pubblico, tesoriere, addetto statale
all'incasso, probabili professioni svolte dai capostipiti. |
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TAMMARO |
Tipico campano del napoletano e casertano in particolare,
deriva dal nome latino Tammarus,
nome etnico che significa originario dei monti di Altilia, si
ricordi San Tammaro, vescovo di Benevento nel V° secolo, può
anche derivare da un nome di località il Tammaro è un fiume del
beneventano.
integrazioni fornite da
Alfredo Lombardi
il nome Tammaro in lingua ebraica significherebbe
palma di datteri.
In Campania c'è un paese che si chiama come il santo che è anche
il protettore di Grumo Nevano, il cognome potrebbe derivare dal
culto del santo e starebbe ad indicare le famiglie devote al
santo.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Tammaro è cognome lucano e calabrese con alta frequenza a
Napoli: cfr. calabrese tàmmaru
= 'rustico',
'villano'.
G. Rohlfs, Dizionario storico dei cognomi in Lucania 1985. |
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TAMONE
TAMONI |
Molto
raro Tamone è tipico del novarese, biellese ed aostano, Tamoni
sembra specifico del ferrarese, potrebbero derivare dal nome
celtico latino Tammonius o dal nome slavo Tamon, esempio di
questo nome si trova in una lapide dove si legge: "DEO HERCVLI
SAEGON T(itus) TAMMONIVS SAENI TAMMONI FIL(ius) VITALIS OB
HONOREM". |
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TAMPIERI |
Tampieri è tipico del bolognese, del ravennate e del ferrarese,
dovrebbe derivare dal nome medioevale latino di origine celtica
Tampierius
di cui abbiamo un esempio: "...Iacesne Dux fortissime, Tampiere
Lotharinge? Buquoyus ergo vulnerum Perfusus imbre vixit! Ah!
cerno Pappennhemii Mixtam iacere Calvam. Sed haec triumphis
omnibus armata gaudet umbra. Pannoniae terror, positis
Tampierius armis, Nunc in sarcophago flebilis Umbra iacet.
Bellica Buquorum nubes, et ferreus imber Obruit ad tumulos...". |
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TAMPONI |
Tamponi è tipicamente sardo, con il ceppo principale nella parte
settentrionale dell'isola in Gallura, a Calangianus, Tempio
Pausania, Olbia e Luras, presenta un ceppo anche a Sassari ed a
Cagliari e Nuoro, dovrebbe derivare da un soprannome originato
dal termine sardo tamponi,
un tipo di banco per la
lavorazione del sughero,
probabilmente ad indicare che i capostipiti si dedicassero
appunto alla lavorazione del sughero. |
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TANA
TANI
TANO |
Tana ha il nucleo più consistente a Vasto nel teatino, presenta
un ceppo anche a Roma, nel casertano a Teverola e Casaluce ed in
Puglia a Lecce, Tani ha un ceppo nel ferrarese e nel vicino
bolognese, uno in Toscana, forlivese, riminese ed urbinate ed in
provincia di Roma, Tano sembra essere specifico di Atessa (CH),
dovrebbero tutti derivare dall'aferesi di nomi come Gaetano o
Gaetana.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Tana è cognome panitaliano e molto frequente nella Lombardia
occidentale, in Abruzzo e nel Salento. Si tratta di una variante
del cognome Tani che è ipocoristico aferetico da nomi come
Gaetano o Ottaviano; nel caso di Tana si può supporre una
Gaetana. Possibile anche la derivazione dal toponimo Tana (SI). |
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TANAS
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Tanas, molto raro, è tipicamente sardo, di Cagliari e Teulada
nel cagliaritano e di Serrenti e San Gavino Monreale nel Medio
Campidano.
integrazioni fornite da
Giusappe Concas
TANAS: da tana
= tana, nascondiglio, covile:
es. degli animali selvatici: dall'italiano
tana.
S'intanài
= nascondersi.
Nella storia della Sardegna ricordiamo Tana Francesco(anche se
non sardo), conte di Santena. Fu incaricato da Carlo Emanuele I°
di Savoia di reggere il Regno di Sardegna, in qualità di
luogotenente regio, col titolo di vicerè dal 1758 al 1762. Di
origine piemontese (di Torino) seguì la carriera militare con
grande successo sino al grado di tenente generale, nel 1757.
Come vicerè di Sardegna, amministrò seguendo la linea di
rinnovamento e miglioramento delle istituzioni sarde, ancora di
stampo feudale, soprattutto nel campo dell'Istruzione, anche
superiore. Si deve a lui l'istituzione a Cagliari della cattedra
di Chirurgia e la creazione dell'Orto Botanico. Riuscì inoltre
ad applicare l'editto regio del 13 marzo 1759, col quale si
invitavano i fuorilegge a costituirsi in cambio di una forte
riduzione della pena e addirittura i collaboratori di giustizia
potevano avere il condono totale della pena( non nei casi più
gravi). Non troviamo il cognome Tanas nei documenti antichi
della Sardegna medioevale. Attualmente il cognome Tanas è
presente in 31 Comuni italiani, di cui 10 in Sardegna: Cagliari
16, Teulada 13, Serrenti 11, San Gavino 8, etc. |
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TANCA
TANCHIS |
Tanca, tripicamente sardo, ha un ceppo nel sassarese, a Sassari,
Thiesi, Porto Torres ed Usini, ed uno nel cagliaritano, a
Cagliari e Quartu Sant'Elena, Tanchis è specifico del nuorese di
Bolotana in particolare, dovrebbero derivare da un soprannome
basato sul termine sardo tánca
(ampio terreno agricolo
recintato), originatosi dal
termine fenicio tanq
(terreno pietroso e scosceso),
forse ad indicare la condizione di proprietario terriero del
capostipite.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
TANCA: deverbale, da tancàre/ài
= chiudere, recintare.
Sa tanca
è un podere chiuso da siepi o da
muri. Viene dal catalano
tancar.
Da tancare deriva anche tancadura = serratura, sempre dal
catalano tancadura. Tanca, tancai, tancadura etc. sono termini
che non esistono nei documenti antichi della lingua e della
storia della Sardegna. Al posto di tanca troviamo cunjau in
campidanese, cundzao in logudorese dal sardo antico cunjai e
cundzare dal latino cuneare, con identico significato di podere
chiuso, generalmente coltivato. Fai s'incunja, significa
raccogliere e conservare il frutto del terreno coltivato, ad
esempio mietere il grano e riporlo nel granaio. Tanca, pur
ereditato dal catalano è comunque presente come toponimo in
tutto il territorio della Sardegna. Troviamo inoltre il cognome
nei Condaghi e tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del
1388: Tanca Siloesus - de Aristanni, *** Aristanni: elenco dei
nomi dei firmatari della PETIZIONE. Omnes cives mercatores et
habitatores dicte civitatis.nisi pastores bestiaminum et quorum
dificulter demorari non poterant.congregati. Porta la data : die
XIIII mensis Januarii M°. CCC°. LXXXVIII° et etc. ; Tancha
Guantinus - de Aristanni; Tancha Paulo, majore ville Ogiastra; *
Ogiastra.odierno Ollasta Simaxis. Contrate Campitani Simagis.
Nel Condaghe di San Petro di Silki, CSPS, XI°, XIII° secolo,
figurano: Thanca Janne, testis( 108°): teste in una lite (kertu
de servis) per la spartizione della servitù; Thancas Ladas
Comita, (79), coinvolto in una lite per la spartizione della
servitù (kertu de servis). Attualmente il cognome Tanca è
presente in 74 Comuni italiani, di cui 26 in Sardegna: Sassari
74, Thiesi 45, P. Torres 44, Cagliari 29, etc. Nella penisola,
Roma ne conta 17, Genova 15, etc. |
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TANCHI
TANCO |
Tanchi è specifico di Terni, Tanco, assolutamente rarissimo, ha
qualche presenza in Puglia ed in Campania, dovrebbero derivare
dal nome medioevale germanico
Thanko o
Tanko, a
sua volta derivato dal termine a.a.t
thanko,
con il significato di colui che
rende grazie a Dio,
il benedetto,
nome di cui troviamo un esempio in uno scritto del 1434:
"Serenissimo principi domino Sigismundo, Dei gracia Romanorum
imperatori semper augusto ac Hungarie, Dalmacie, Bohemie,
Croacie etc. regi, domino ipsorum metuendo conventus ecclesie
Sancti Martini Sacri Montis Panonie oraciones in Domino debitas
ac devotas. .... feria sexta proxima post festum Beati Martini
confessoris proxime preteritum in comitatu Vesprimiensi
procedendo ab omnibus, quibus decuisset et licuisset, nobilibus
videlicet et ignobilibus et alterius status et condicionis dicti
comitatus hominibus palam et oculte diligenter de subscriptis
talem scivisset veritatem, quod Georgius de Vsaal, Stephanus de
Zercheek, Georgius, Nicolaus de Koltha, Lorandus de Kysfalud,
Bartholomeus castellanus Debrenthe, Dominicus dictus Thanko,
Nicolaus de Hollos, Georgius de Sumipach...". |
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TANCREDI |
Tipico del sud peninsulare deriva dal nome normanno Tancredi,
ricordiamo in Sicilia dal 1189 al 1194.il re Tancredi
d'Altavilla, di quest'uso abbiamo un esempio in una
cartula venditionis
del 1143 a Brescia: "...et Iohannis de Ludrino et Oddonis de
Calepio et Tancredi de Calino et alii plures rogati esse
testes...".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Tancredi è cognome siciliano e meridionale.
Tancredus
nel 1149 a Caggiano, Tankrid
nel 1156 a Carbone. Corrisponde
a Tancrède
cognome in Francia, nome importato dai Normanni: germanico
Thankrad. |
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TANDA
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Tanda è tipicamente sardo, tipico di Sassari e del sassarese, di
Cagliari e di Bosa nell'oristanese.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
TANDA: atzanda, tzanda, zanda
= papavero:
papaver ybridum. Per l'etimologia vedi il cognome Zanda. Il
fiore è meglio conosciuto in Sardegna come pabaule, babaule,
bababòi, dal latino papaver. Mentre Zanda è diffuso nella parte
meridionale della Sardegna, Tanda nella parte settentrionale:
Sassari 206, Cagliari 80, Bosa 67, Ozieri 33, Alghero 28,
Benetutti 24, etc. |
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TANDIN
TANDINI |
Tandin, molto molto raro, è specifico del veneziano, Tandini è
quasi unico, dovrebbero derivare da soprannomi basati sul
termine veneziano arcaico tandin,
riferito a chi adoperasse la
tanta (pertica
munita di uncino) adoperandola
per tastare il fondale delle lagune, onde potervi piantare dei
pali di riferimento o d'ormeggio. |
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TANDOI
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Tandoi ha un piccolo ceppo triestino, ma il ceppo principale è
in Puglia a Corato e Trani nel barese, il ceppo triestino
dovrebbe derivare dal plurale del termine dialettale giuliano
tandol
(sciocco, tonto),
mentre il ceppo pugliese dovrebbe essere di origini slave. |
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TANEL
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Tanel è tipicamente trentino, di Spormaggiore in particolare,
dovrebbe trattarsi di una forma ipocoristica dialettale
dell'aferesi del nome Gaetano. |
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TANGHETTI
TENGATTINI |
Tanghetti è tipico del bresciano, di Bovegno in particolare, ma
anche di Sarezzo, Brescia, Concesio, Gardone Val Trompia e Villa
Carcina, Tengattini è tipicamente lombardo, di Paratico nel
bresciano, con ceppi anche a Capriolo e Palazzolo sull'Oglio
sempre nel bresciano ed a Sarnico nel bergamasco.
integrazioni fornite da
Paolo Bianchi
L'origine è sicuramente onomastica, deriverebbe dal nome
Tanghetino,
presente nel distretto bresciano già nel secolo XII°. E' un
cognome rarissimo, diffuso quasi esclusivamente nel paese di
Paratico (BS) e da qui in quelli limitrofi. Le prime notizie di
questo cognome, presente nel bresciano già a partire dal sec.
XIII°, sono riferibili alla famiglia
de Tanghetinis
(da cui probabilmente anche il cognome Tanghetti-Tanghettini
presenti nel bresciano), membri dell'aristocrazia Bresciana e
attivi a livello municipale. Essi ricevettero a fine secolo
XIII° un'investitura episcopale in Clusane d'Iseo, località sita
sull'omonimo lago, al confine con Paratico. Il trasferimento
della famiglia, decaduta dal rango aristocratico a quello di
agiati contadini, in Paratico risalirebbe ai primi anni
dell'ottocento, come attestato dai catasti lombardi dell'epoca e
si sarebbe diffuso in modo rapidissimo in tutto il paese
divenendo presto il cognome dominante. |
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TANIELI |
Tanieli è specifico del leccese, di Corigliano d'Otranto,
Martano e Castrignano de' Greci, dovrebbe derivare dal nome di
origini ebraiche Taniele,
una forma aferetica dell'italianizzazione del nome ebraico
Nathanael,
che significa il dono di Dio,
o, anche se meno probabile, da una forma alterata del nome
Daniele. |
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TANINI
TANINO |
Tanini è specifico del fiorentino, Tanino è assolutamente
rarissimo, dovrebbero derivare da diminutivi dell'aferesi dei
nomi come Gaetano.
integrazioni fornite da
Fabio Paolucci
Tanini è un tipico cognome fiorentino, diffuso nel Capoluogo di
Regione toscano e nella sua provincia. Dal punto di vista
etimologico, esso è l'ipocoristico aferetico del nome di
persona, poi cognominizzato, Gaetanino o Tanino, diminutivo di
Gaetano. Tanini sarebbe quindi uno dei tantissimi cognomi
patronimici italiani. Una variante di Tanini è Tanino, molto
raro, presente soprattutto in Piemonte. |
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TANSINI |
Tipico
del sudmilanese, lodigiano e alto piacentino, dovrebbe derivare
da modificazioni dialettali dell'aferesi di nomi come Costanzo o
Lattanzio. |
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TANZER
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Tipico
dell'alto Adige, di Lana (BZ) in particolare, deriva dal
vocabolo tedesco Tantzer (ballerino). |
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TANZELLA
TANZELLI
TANZI
TANZILLI
TANZILLO
TANZINI
TANZINO |
Tanzella, molto raro, è del barese, di Casamassima, Bari e
Noicattaro, Tanzelli, quasi unico, è del barese, Tanzi sembra
avere più ceppi, nel parmense, nel frosinate e nel barese e
forse anche uno nel milanese, Tanzilli ha un grosso ceppo
laziale a Roma e nel frusinate a Roccasecca, Sora e Castrocielo,
ed un ceppo più piccolo a Napoli, Tanzillo è tipico del
napoletano, di Acerra soprattutto e di Cimitile, Nola e Napoli,
con un ceppo anche a Succivo nel casertano ed a Solopaca nel
beneventano, Tanzini, è specifico della zona tra Firenze e
Siena, Tanzino è praticamente unico, dovrebbero derivare,
direttamente o tramite forme ipocoristiche, anche dialettali,
dall'aferesi di nomi medioevali come
Costanzo
o Lattanzio. |
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TAORMINA |
Tipico
siciliano, del palermitano in particolare, deriva dal toponimo
Taormina (ME). |
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TARABELLA
TARABELLI
TARABELLO
TARIBELLA
TARIBELLI
TARIBELLO |
Tarabella è tipico della zona tra Seravezza e Pietrasanta nel
lucchese e di Carrara, Tarabelli, oltre ad un piccolo ceppo a
Massa, ha un nucleo marchigiano nella zona tra Filottrano (AN e
Santa Maria Nuova (AN) e a Civitanova Marche (MC), Tarabello,
assolutamente rarissimo è dell'anconetano, Taribelli, quasi
unico, potrebbe essere piemontese, Taribello, estremamente raro
e Taribella, praticamente unico, sono della zona di confine tra
rovigoto e ferrarese, dovrebbero derivare dal cognomen latino
Trebellius di cui abbiamo un esempio in un'antica lapide latina:
"D(is) M(anibus) - Trebelliae - vix(it) ann(os) VII m(enses) -
dies XXVII hor(as) - Trebellius Philetus - Trebellia Syntyche
filiae dulcissim(ae) parent(es) - f(ecerunt) sibi et suis
posterisq(ue) - eorum", ma è pure possibile una derivazione da
soprannomi originati dal termine dialettale tarabello (uccello
palustre).
informazioni fornite da
Mario Tarabella
Erano presenti ad Azzano (Seravezza - Alpi Apuane) e pare che
fossero provenienti da Cristo frazione di Premia (VB) in Val
d'Ossola. Nel 1381 un Giorgio Tarabella di Cristo fu tra i
firmatari dell'atto di soggezione dell'Ossola a Gian Galeazzo
Visconti. |
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TARABINI |
Tarabini è tipico della Valtellina, di Morbegno, Talamona, Cosio
Valtellino ed Albaredo per San Marco, con un ceppo anche a
Colico nel lecchese, dovrebbe derivare dal nome medioevale
Tarabino,
nome di cui troviamo traccia nella prima metà del 1500 con
Messer Tarabino da Modena cavalcatore ( guardia a cavallo)
presso la corte estense di Alfonso I°, quindi di Ercole II° e da
ultimo alla corte di Luigi, ma potrebbe anche derivare da un
soprannome originato dal termine dialettale
tara (spazzatura)
ad indicare che probabilmente il capostipite facesse lo spazzino
o fosse addetto alle pulizia. Tracce di questa cognominizzazione
le troviamo nel 1540 a Grosio, quando la comunità di Grosio a
nome del capitolo delle elemosine affitta per otto anni a
Battista Tarabino fu Giovanni, abitante anch'esso a Grosio, dei
fondi siti all'interno del castello di S. Faustino e Giovita di
Grosio al fitto annuo di staia 4 di vino, in una registrazione
legale del 1612 nella Contrada Adda di Grosio (SO) il ricorrente
è un certo saltaro (specie di antica guardia campestre) Giovanni
de Tarabino. |
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TARABUGI
TARABUSI
TARABUSO
TERABUSI
TERABUSO |
Tarabugi, assolutamente rarissimo, parrebbe toscano, Tarabusi è
specifico dell'area emiliana, del bolognese in particolare, ma
anche del modenese, ravennate e forlivese, con presenze
significative anche nel fiorentino e nel pistoiese, Tarabuso è
assolutamente rarissimo, Terabusi e Terabuso sono unici e
dell'alessandrino, derivano tutti da soprannomi originati dal
termine dialettale toscoemiliano
tarabugio
o terabuso
che indica un particolare uccello palustre che ficcando il lungo
becco in acqua per pescare genera un forte rumore simile al
muggito di un toro. |
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TARAGNA
TARAGNI
TARAGNO |
Taragna è tipicamente piemontese, soprattutto di Torino,
Taragni, assolutamente rarissimo, è dell'area pavese, Taragno,
quasi unico, è dell'alessandrino, dovrebbero derivare da
soprannomi dialettali originati dal vocabolo dialettale
taragn
(mischiato, mescolato),
forse ad indicare che il capostipite proveniva da altre località
o anche che si trattava di un figlio di un'unione con
stranieri. Tracce illustri di queste cognominizzazioni le
troviamo nella seconda metà del 1400 con il giurista Alessandro
Taragni. |
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TARALLI
TARALLO |
Taralli molto raro ha un ceppo nel foggiano ed uno in Abruzzo,
Tarallo ha un ceppo nel napoletano e salernitano, uno
nell'agrigentino, uno nel barese ed uno nel Lazio centro
meridionale, derivano dal nome soprannome medioevale
Tarallus
documentato nel 1200 a Bari e già cognominizzato a Melfi (PZ)
verso la fine del 1200, in uno scritto datato Napoli 5 marzo
1281 si legge: "...Iacobo Tarallo et sociis expensoribus operis
castri Melfie....".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Tarallo è cognome pugliese e meridionale in genere. Attestato un
Bartholomeus Tarallus nel 1277 a Brindisi. Cognominizzazione del
termine calabrese 'tarallu'
= 'ciambella biscottata'. |
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TARANTELLA
TARANTELLI
TARANTELLO |
Tarantella ha un ceppo ad Apricena nel foggiano ed uno nel
cosentino, Tarantelli ha ceppi nella fascia centrale, a
Falconara Marittima nell'anconetano, a Perugia, in Abruzzo nel
pescarese a Collecorvino e Penne, e nell'aquilano a Pratola
Peligna e Sulmona, ed a Roma, Tarantello ha un ceppo a
Montefiascone nel viterbese ed uno nel siracusano a Solarino e
Floridia in particolare, potrebbero derivare dal termine
italiano tarantello
(parte pregiatissima del tonno,
ma anche sorta di insaccato a base di tarantello),
ma più probabilmente traggono origine da termini dialettali per
tarantolato
(morso dalla tarantola, una specie di grosso ragno velenoso, che
con il proprio morso provoca spasmi). |
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TARANTINI
TARANTINO
TARENTINI
TARENTINO
TERENTINI
TERENTINO |
Tarantini ha un ceppo nel Piceno, uno nel teatino, uno a Roma,
ma il ceppo principale è in Puglia, nel barese, tarantino,
brindisino e leccese, Tarantino è diffuso in tutto il sud,
Tarentini è specifico di Manduria nel tarantino, Tarentino,
quasi unico, è probabilmente dovuto ad un errore di
trascrizione, sia Terentini che Terentino sono quasi unici e
dovrebbero essere forme alterate dei precedenti, derivano tutti
dall'etnico di Taranto nella sua forma moderna
tarantino
o nella sua forma arcaico medioevale
tarentinus,
di quest'uso abbiamo un esempio in "Heraclides Tarentinus fuit
illustris medicus qui Alexandriae Magnae vixit. ...", o anche
nella chiesa di San Nicola a Bari,dove viene citato Stefanus
Tarantinus uno dei marinai che nel 1087 rapirono le reliquie di
S. Nicola, tracce di questo cognome si trovano a Napoli nel 1600
con Carolus Tarantinus neapolitanus. |
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TARANTO |
Diffuso a
macchia di leopardo in tutto il sud, deriva dal toponimo
Taranto. |
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TARANTOLA |
Tarantola ha un ceppo tra Piemonte e Lombardia, a Novara ed a
Milano, Rosate e Gaggiano nel milanese ed a Pavia, dovrebbe
derivare da un soprannome dialettale basato sul termine milanese
arcaico tarantola
(un tipo di salamandra pezzata
lacustre). |
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TARARAN |
Rarissimo
sembrerebbe del padovano, probabilmente di San Pietro in GU
(PD). |
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TARAS
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Taras è tipico della Sardegna settentrionale, di origine oscura,
citiamo a solo titolo di curiosità che Taras era un nome greco
antico ed era anche il nome greco della città di Taranto, ma è
improbabile che possano esserci legami con l'origine di questo
cognome. Si tratta di un cognome nobile, Giovanni de Taras venne
insignito del titolo di Cavaliere ereditario nel 1743.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Cognome che corrisponde al nome della curatoria medioevale
Taras,
del Giudicato di Gallura, ed in origine indicava la nascita di
un individuo in quella zona. E' documentato nei Condaghi di
Silki, di Trullas e di Salvennor. Fonte: M. Pittau, Dizionario
dei cognomi di Sardegna, III, 239.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
TARAS: taras: non sappiamo che cosa significhi, né da dove
venga! Esiste comunque nelle carte antiche come toponimo e come
cognome. Come toponimo lo troviamo nel vocabolario Geografico
Patronimico ed Etimologico del Canonico Giovanni Spano:
Taras,
regione della Gallura, dal fenicio
beth-aras
= sito, casa di pastori.
Nel Di. Sto. Sa. di Francesco Cesare Casula troviamo
Mala Taras
o Mela Taras
o Tarasi
o Tarasa
= nome di villaggio abbandonato, ubicato nel territorio di Santa
Teresa di Gallura; in periodo medioevale fece parte del
giudicato di Gallura; terminato il quale fu parte dei territori
oltremarini della repubblica di Pisa. In seguito appartenne al
Giudicato di Arborea. Fu inoltre sede della Curadorìa, appunto
di Taras. Il suo territorio fu sottoposto a continue
devastazioni a causa della lotta tra il regno di Arborea ed il
Regno catalano aragonese di Sardegna. Pertanto tra gli ultimi
anni del 1300 ed i primi del 1400 fu definitivamente
abbandonato. Nell'opera di Giovanni Francesco Fara, "in
Sardiniae Chorographiam" (226/15), troviamo citata la Curadorìa
di Taras. E, sempre nell'opera del Fara "De Rebus Sardois III°
(86/26) è citato il villaggio(oppidum) di Melatara. Per tutti i
linguisti sardi, a parte il canonico G. Spano, il termine Taras
risulta di etimologia oscura. Noi abbiamo riflettuto sul termine
nella sua variante tarasi o tarasa, che per metatesi da tàsara,
che è il nome del tasso, conosciuto come l'albero della morte.
Il termine "mala tasara" potrebbe trovare giustificazione nel
pericolo rappresentato dal tasso per gli abitanti del posto. Non
ho prove per la mia affermazione. L'unica piccola prova di
convalida è la presenza del tasso nella zona dove sorgeva il
villaggio. Come cognome lo troviamo Tra i firmatari della Pace
di Eleonora, LPDE, del 1388: Taras (de) Guantino, ville
Semestene, * Semestene...odierno Semestene. Curatorie de Costa
de Valls. Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, CSNT, XI°,
XIII° secolo ; troviamo : Taras Barusone(68 - una donazione) :
ego Barusone Taras ki mi afferio(mi consacro) a Sanctu Nichola
de Trullas prossa anima mea, et poniobi (dono).segue l'elenco.et
terras et binias et domo. ; Taras Gosantine (133), cognato dei
fratelli De Mela, con i quali vende una terra in padule de
Kerki(villaggio scomparso, che si trovava in territorio di
Usini). Attualmente il cognome Taras è presente in 69 Comuni
italiani, di cui 35 in Sardegna: Sassari 89, Buddusò 72, Olbia
52, Ozieri 41, etc. Nella penisola Roma ne conta 22, etc. |
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TARASCHI
TARASCO |
Taraschi ha un ceppo a Castel Goffredo nel mantovano ed a
Milano, uno a Teramo e nel teramano ed uno a Roma ed a Napoli,
Tarasco ha un ceppo piemontese nell'area torinese, cuneese ed
astigiana, uno a Genova, uno nel campobassano, uno a Quarto,
Napoli, Procida e Pozzuoli nel napoletano,ed uno a Palagiano nel
tarentino, potrebbero derivare da nomi di località come Tarasco
in Lunigiana, Villa Taraschi di Teramo o la provenzale
Tarascona, possibili luoghi d'origine dei capostipiti.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Taraschi potrebbe derivare dal nome scientifico latino di una
pianta, il "taraxacum
officinalis", in dialetto "tarasseche"
= sorta di fiore
(dente di leone). |
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TARASCONI |
Tarasconi
è specifico di Parma e del parmense, di Langhirano,
Traversetolo, Collecchio e Lesignano de` Bagni, potrebbe
derivare dal toponimo Tarascona in Provenza (Francia), di questa
cognominizzazione abbiamo tracce almeno dal 1313 a Gerona in
Spagna: "...Idcirco, diligenti tractatu et deliberacione
prehabitis, predicta et alia omnia in dicto instrumento contenta
approbantes et ratificantes ac volentes declaracionem fieri
supradictam, damus et concedimus potestatem plenariam
venerabilibus viris et discretis Hugoni de Cruyllis, abbati
Sancti Felicis Gerundensis, et Arnaldo de Monte Rotundo,
canonico, et Guillelmo Tarasconi, presbitero de capitulo
Gerundensi, predictam declaracionem faciendi....". |
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TARATUFOLI
TARATUFOLO
TARTUFOLI |
Taratufoli, praticamente unico, è del viterbese, Taratufolo ha
un ceppo a Viterbo ed uno a Matera, Tartufoli ha un ceppo a
Civitanova Marche, dovrebbero derivare dal termine dialettale
medioevale taratuffolo
o tartufolo
(tartufo),
probabilmente derivato dalla voce tedesca
trüffel (tartufo)
o dal provenzale trufa,
con il medesimo significato, il motivo di questi soprannomi
potrebbe essere l'attività di cercatore e raccoglitore di
tartufi svolta dai capostipiti. |
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TARAVELLA
TARAVELLI
TARAVELLO |
Taravella sembrerebbe del palermitano, Taravelli, assolutamente
rarissimo, parrebbe del cuneese, Taravello parrebbe avere un
ceppo palermitano ed uno cuneese, dovrebbe derivare dall'etnico
tarabulus
(di Tripoli), traccia di questa cognominizzazione si ha in uno
scritto del 1245, dove si legge: "...fratrem eius, Arnaudum
Stephani de Taravello et uxorem eius,...".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Taravella è cognome siciliano. Cfr. l'italiano dialettale 'taravèlla'
= 'membro o altro oggetto storto
o irregolare', calabrese
settentrionale 'taravedda',
antico provenzale 'taravela'
= 'succhiello, trapano'
(latino 'terebella',
diminutivo di 'terebra',
da cui l'italiano 'trivella'),
piemontese 'taravela'
= loquacità, persona loquace,
calabrese 'taravieddu'
= cicaleccio.
G. Caracausi, II, 1601. |
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TARCHIANI |
Tipico
fiorentino, potrebbe derivare da un soprannome originato dal
vocabolo toscano tarchiano (rozzo, zotico), ma più probabilmente
deriva dal toponimo di origine etrusca Tarciano, nei pressi di
Poggibonsi (SI), si deve menzionare anche una poco probabile
diretta derivazione dal vocabolo etrusco Tarchie (Tarconte),
antica autorità religiosa etrusca con prerogative di giudice. |
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TARDI
TARDINI
TARDINO
TARDO
TARDON
TARDONI |
Tardi ha un ceppo romano, uno ad Acerra nel napoletano ed uno in
Sicilia a Palermo e Partinico nel palermitano ed a Santa
Margherita di Belice nell'agrigentino, Tardini, molto raro,
potrebbe essere di origini modenesi, Tardino ha qualche presenza
nel napoletano ed un ceppo in Sicilia a Licata nell'agrigentino
ed uno a Mazara del Vallo nel trapanese, con presenze anche a
Gela nel nisseno, Tardo è tipicamente siciliano, con un ceppo
nel catanese a Mineo, Ramacca e Bronte, ed un ceppo nel
palermitano a Palermo e Contessa Entellina, Tardon, quasi unico,
è piemontese, Tardoni è praticamente unico, forse del centro
Italia, dovrebbero derivare, direttamente o tramite un
diminutivo, o un accrescitivo, dall'aferesi di nomi medioevali
di origine germanica, come
Gunthard,
Gothard,
o, molto meno probabilmente, del franco
Letard.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
II cognome Tardini, poco diffuso nel Modenese, par risalire ad
una forma aferetica del nome proprio medievale
(Gon)tardinus,
presente anche in una carta modenese del 1162 «Guidoctus de
Gontardino». Esso è l'ipocoristico del longobardo
Gundhard
«forte in battaglia»
(dal germ. *gundh
- «battaglia»
e da *hardhu-
«potente, forte, valoroso»),
latinizzato in Contardus,
donde l'ital. Contardo.
Poco probabile una derivazione dal lat.
tardus,
non attestato come nome di persona, anche se foneticamente
possibile. F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996. |
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TARDITI
TARDITO |
Tarditi è tipico del Piemonte e della Liguria occidentali,
Tardito è più tipico dell'astigiano e dell'alessandrino, del
savonese e del genovese, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Tarditus,
nome attribuito a figli nati oltre il normale tempo di
gestazione previsto. |
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TARDIVI
TARDIVO |
Tardivi è quasi unico, Tardivo sembra avere un ceppo veneto tra
trevisano e veneziano, uno nell'ovest del Piemonte ed uno nel
foggiano, derivano dal nome medioevale Tardivus di cui si ha un
esempio in un atto di vendita del 1191 tratto dalle
Pergamene Milanesi:
"...Anno dominice incarnacionis milleximo centeximo nonageximo
septimo, octavo die mensis madii, indicione quintadecima Hanc
cartam vendicionis ad libellum, sine aliquo ficto dando,
Guilielmus qui dicitur Rovore de loco Treno Robarinus qui
dicitur Rovore de loco Treno Guilielmus et Robarinus qui dicitur
Rovore de loco Treno Petrus Cavania Imilia uxor suprascripti
Guilielmi Tardius de Burgo Begevene uxor suprascripti Robarini,
qui sunt professi lege vivere Longobardorum, ipsis viris eisdem
uxoribus suis consentientibus, ut adsolet et ut legis habet
auctoritas, et una cum notitia Petrus Cavania Imilda, Begevene
Petri Cavanie fratris ipsarum mulierum et Tardius de Burgo et
Tardivus de loco Trenno...", nel repertorio dei notai bresciani
troviamo operante dal 1199 al 1228 il notaio Tardivus de
Florentiis. |
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TARDY
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Di
probabili origini francesi, dovrebbe essere derivato da un
soprannome relativo ad una caratteristica del capostipite o
direttamente dal nome medioevale
Tardivus. |
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TAREA
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Tarea, assolutamente rarissimo, sembrerebbe specifico del
teramano, un'ipotesi lo vorrebbe derivato da un soprannome
originato dal termine spagnolo
tarea (compito,
incarico, corvée), la seconda
ipotesi lo fa derivare dalla voce albanese
tarë (tara,
ingombro), in entrambi i casi
si dovrebbe fare riferimento al mestiere del capostipite, ma
l'ipotesi più credibile lo fa derivare dal nome turco di persona
Tareq,
probabile nome del capostipite. |
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TARELLI
TARELLO |
Tarelli, molto raro, ha un ceppo nel comasco ed uno romano,
Tarello sembrerebbe tipico del biellese e di Viverone in
particolare, dovrebbe trattarsi dell'aferesi di nomi o di
cognomi come Bertarello, secondo altri deriverebbero invece da
soprannomi dialettali originati dal vocabolo
tarell (randello,
bastone). |
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TARENZI |
Abbastanza raro è tipico del sudmilanese e lodigiano, dovrebbe
derivare dal nomen latino Terentius. |
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TARGA
|
Targa è molto diffuso in Veneto, soprattutto nel veronese,
vicentino, rovigoto e padovano, ben presente anche in Trentino
Alto Adige ed in Friuli, dovrebbe derivare da un soprannome
basato sul termine dialettale veneto arcaico
targa,
una sorta di scudo di legno e
cuoio, che veniva usato dalla
fanteria leggera nei combattimenti all'arma bianca, si potrebbe
quindi supporre che i capostipiti fossero dei militari o che
fossero comunque preposti alla difesa di proprietà. |
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TARI'
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Tarì è tipico del barese e del brindisino, il cognome dovrebbe
essere nato da un soprannome originato dall'antica moneta
tarì
emessa in Turchia intorno al Mille il cui nome fu poi attribuito
dalle popolazioni adriatiche del sud anche a monete coniate da
principi normanni, dai re aragonesi e dal Regno di Napoli,
indicando molto probabilmente una situazione agiata della
famiglia del capostipite. |
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TARICCO
TARIGO
TARIZZO |
Taricco è decisamente piemontese, di Narzole, Cuneo, Dogliani,
Fossano, Bra, Cherasco, Mondovì ed Alba nel cuneese, con un
ceppo secondario a Torino, Tarizzo, molto meno diffuso, è del
torinese, di Favria, Torino e Rivarolo Canavese, Tarigo,
decisamente il più raro, è del savonese, di Stella e Varazze,
dovrebbero derivare da alterazioni dialettali ipocoristiche di
una forma aferetica del nome medioevale germanico
Authari,
a sua volta derivato dai termini
aud (clan,
stirpe) ed
hari (esercito,
ma anche difesa),
con il significato di difensore,
protettore della propria stirpe. |
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TARICONE
TARRICONE |
Taricone sembra essere specifico di Trasacco nell'aquilano,
Tarricone è specifico di Corato nel barese, con un ceppo anche
nel foggiano a Cerignola e nel leccese a Nardò, potrebbero
derivare da forme accrescitive del soprannome derivato dal
tarì
(vedi TARI'), forse intendendo che il capostipite era molto
ricco o molto spendaccione.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Oltre alla fondata ipotesi di derivazione da 'tarì',
se ne potrebbero formulare altre:
1) cognominizzazione del latino 'tarracon(en)sis'
= abitante di Tarragona,
città della Spagna, divenuto poi soprannome
Tarricòne;
2) derivazione dal termine dialettale calabrese 'tarricone'
= ceppaia;
3) dal toponimo Tarricone (BA);
4) dalla radice araba "tariq"
= chi arriva durante la notte. |
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TARLARINI |
Tarlarini, tipicamente lombardo, è specifico del milanese e del
pavese, di Milano, San Colombano al Lambro e Pavia, potrebbe
derivare da un soprannome dialettale basato sul termine
meneghino arcaico tarlis
(Tela molto rada)
ed identificare forse così nel capostipite un tessitore, ma,
molto più probabilmente, dovrebbe trattarsi di una forma
ipocoristica aferetica arcaica derivata dal nome longobardo
Autari. |
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TARONI
TARRONI |
Taroni ha un ceppo nel milanese e comasco, in particolare a
Carate Urio e Como nel comasco ed a Milano, ed uno in Emilia e
Romagna, nel reggiano, modenese, bolognese, ferrarese, cesenate
e soprattutto nel ravennate a Lugo, Faenza, Ravenna e
Bagnacavallo, Tarroni è tipicamente romagnolo, di Ravenna,
Alfonsine, Fusignano, Lugo e Faenza nel ravennate, di Argenta e
Codigoro nel ferrarese e di Imola e Bologna nel bolognese,
dovrebbero derivare da una forma contratta
taròn del
termine sia lombardo, che emiliano
tarelòn (bastonaccio,
randello), forse ad indicare
che i capostipiti ne facessero uno nel loro mestiere o avessero
comportamenti maneschi, il ceppo emiliano potrebbe anche
derivare dal nome medioevale
flumen Tarone, riferito al
fiume Taro:
"...Unde D. Passarinus cum suis seguacibus cum navigio suo per
Paudum et per terram venit usque ad Turicellam de ripa Taronis
credens transire ab ista parte in aliquo loco...", e potrebbe
indicare la sua valle come luogo di origine dei capostipiti,
un'ultima ipotesi, che non è comunque da trascurare, propone una
possibile derivazione da una forma aferetica del nome
Bertarone,
una delle tante diverse variazioni del nome medioevale
Bertus.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Taroni cognome base. Varianti: Tarroni. In Emilia-Romagna sono
documentate le seguenti forme: Taroni, al 32° posto in Lugo e al
44° in Faenza; Tarroni, al 48° in Lugo e al 92° in Ravenna.
Anche per questo cognome credo valga la pena di trovare un
riscontro storico e non solo sociale. Si tratta, molto
probabilmente, di un cognome originato da un toponimo piuttosto
comune nella nostra regione, Taro, Taroni. Per la voce Taro,
fiume che percorre la provincia di Parma, l'origine è da
ricercare nel latino Tarus,
dalla radice indoeuropea ter-
(= veloce);
per Taroni, località presso Fusignano, la radice potrebbe
ricercarsi, invece, in 'tarro'
= zolla.
Il nome Taronius
è già documentato in carte medioevali. L. Paraboschi, Cognomi
della Emilia Romagna, 1995, p. 178. |
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TAROPPI |
Taroppi, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del novarese,
dovrebbe derivare da un soprannome dialettale con il significato
di allocco,
ma anche di trombone
o tarabuso.
un tipo di uccello di palude (vedi TARABUGI). |
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TAROZZI
TAROZZO |
Tarozzi ha un piccolissimo ceppo piemontese ed uno, molto
importante in Emilia, a Bologna in particolare ed a Anzola
nell'Emilia, Sasso Marconi, Zola Predosa, Casalecchio di Reno e
Castenaso nel bolognese, a Modena e Castelfranco Emilia nel
modenese, ed a Lugo, Faenza e ravenna nel ravennate, Tarozzo,
rarissimo, sembrerebbe del ferrarese, dovrebbero derivare da un
soprannome originato dal termine dialettale arcaico
tarozz (fila
di corde o canapi vecchi da disfare per riutilizzarli),
forse per identificare nei capostipiti dei cordai. |
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TARQUINI
TARQUINIO |
Tarquini
è tipico dell'Italia centrale,della parte meridionale delle
Marche ed Umbria, degli Abruzzi e principalmente del Lazio,
Tarquinio, molto raro, sembra essere presente anche nell'area
pugliese, derivano entrambi dal cognomen latino Tarquinius. |
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TARSI
TARSIO
TARSO |
Tarsi ha
un ceppo marchigiano a Senigallia, Corinaldo, Ostra Vetere, Ripe
ed Ostra nell'anconetano ed a Fano, Pesaro, Pergola e Mondolfo
nel pesarese, ha un ceppo a Castiglione della Pescaia e Grosseto
nel grossetano, in ceppo a Roma ed uno a Copertino nel leccese,
Tarsio, quasi unico, parrebbe del savonese, Tarso, anch'esso
rarissimo, sembrerebbe di Nicolosi nel catanese, si potrebbe
trattare di forme etniche riferite alla città di Tarso (Ταρσός)
citta ionica dell'Anatolia, l'attuale Turchia, conquistata da
Pompeo, divenne la capitale romana della Cilicia, sotto Giulio
Cesare assunse il nome di Giuliopoli, con Marco Antonio i suoi
abitanti ottennero la cittadinanza romana, un tempo terra
cristiana, subì varie occupazioni da parte saracena e
riconquiste ad opera dei Crociati, fino alla conquista
definitiva da parte di Maometto II° nel 1458, a varie riprese i
cristiani ne fuggirono via verso terre cristiane più vicine al
loro credo. |
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TARSIA
|
Tarsia sembrerebbe specifico del cosentino, con ceppi anche nel
reggino e nel materano, dovrebbe derivare dall'omonimo paese del
cosentino, ma in alcuni casi potrebbe derivare dal ceppo
normanno della famiglia nobile Tarsia che nel 1083 avrebbe
fondato la città e che ne detenne la Signoria fino al 1800.
Essendo stati i normanni a portare la specialità della
tarsia
o intarsio su legno o minerale
è probabile che il cognome di questo nobile casato sia in
qualche modo connesso con quel tipo di lavorazione. |
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TARSITANI
TARSITANO |
Tarsitani, assolutamente rarissimo, sembrerebbe calabrese,
Tarsitano è tipico del cosentino, di Fagnano Castello, Cosenza,
Roggiano Gravina e Pietrafitta, dovrebbe trattarsi dell'etnico
di Tarsia nel cosentino, probabile luogo d'origine dei
capostipiti. |
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TARTAGLIA
TARTAGLI
TARTAGLINI
TARTAGLINO
TARTAGLIONE
TARTAGLIONI |
Tartaglia è tipico dell'Italia meridionale, Campania, Molise e
foggiano in particolare, Tartagli, molto raro, sembrerebbe del
fiorentino, Tartaglini ha un ceppo nell'anconetano a
Castelfidardo ed Ancona ed uno romano, Tartaglino è decisamente
dell'astigiano, di San Damiano d`Asti, Vigliano d`Asti ed Asti,
con un ceppo anche a Torino, Tartaglione è tipico della zona che
comprende l'iserniese, il napoletano ed il casertano soprattutto
l'area di Marcianise, con ceppi anche nel foggiano, dovrebbero
derivare da un soprannome originato da un difetto di pronuncia.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel soprannome o nome
medievale Tartaglia,
col significato letterale di
balbuziente (vedi anche i
cognomi Balbo, Biagio e Ciavaglia). Dal punto di vista storico,
tracce di questo nome si trovano sia a Siena nel corso del '200,
con un mercante di nome Tartaglia da Orgiale, sia in Umbria nel
corso del '400, con il condottiero Tartaglia da Foligno; nella
Roma del 1400, inoltre, si trova anche un certo Tartaglia
Tavernaro. Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque,
si tratta delle cognominizzazioni o dei nomi personali dei
capostipiti o di soprannomi ad essi attribuiti.
integrazioni fornite da
Tommaso Tartaglione
Il cognome Tartaglione è presente a Marcianise fin dal 1395 con
un Cubellus Tartallonnus
(Giacomo Tartaglione) come riporta lo storico capuano Jannelli.
Molto probabilmente Marcianise è proprio il centro d'origine di
questo cognome. |
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TARTAGNI |
Tartagni è specifico di Forlì e Ravenna, potrebbe trattarsi
dell'italianizzazione del cognome pirenaico
Tartaing,
tracce di questa cognominizzazione le troviamo con Alessandro
Tartagni di Imola, Giurista morto nella seconda metà del 1400. |
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TARTAMELLA
TARTAMELLI |
Tartamella è tipico della Sicilia occidentale, di Trapani,
Alcamo, Castellammare del Golfo, Erice e Paceco nel trapanese e
di Palermo, Tartamelli, assolutamente rarissimo, che sembrerebbe
del ternano, dovrebbe derivare da un'alterazione del precedente,
che dovrebbe derivare da un soprannome dialettale non meglio
identificato. |
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TARTARA
TARTARELLA
TARTARELLI
TARTARELLO
TARTARI
TARTARIN
TARTARINI
TARTARINO
TARTARO
TARTARONE |
Tartara è un cognome tipico di Alessandria, con un ceppo anche a
Cori nel latinense, Tartarella, assolutamente rarissimo, è del
barese, Tartarelli, ha un ceppo nel lucchese, uno nel
maceratese, uno tra viterbese e romano ed uno in Puglia
soprattutto nel barese, Tartarello, molto molto raro, è tipico
del barese, Tartari ha un ceppo in Lombardia ed uno a Ferrara e
nel ferrarese a Vigarano Mainarda, Poggio Renatico, Bondeno e
Sant`Agostino, a Bologna e nel bolognese, a San Pietro in
Casale, Galliera e Castel Maggiore, con un ceppo anche a
Macerata e nel maceratese, Tartarin, praticamente unico è
dovuto quasi certamente ad errori di trascrizione, Tartarini ha
un ceppo nello spezzino che si estende al carrarese ed al
lucchese ed uno bolognese che si estende al ferrarese,
Tartarino, estremamente raro, sembrerebbe del barese, Tartaro ha
ceppi sparsi in tutt'Italia, nell'udinese, in Campania,
soprattutto nel casertano, nel barese e nel leccese ed in
Sicilia, Tartarone è specifico del napoletano di Giugliano in
Campania in particolare, potrebbero derivare dall'etnico
tartaro,
della cui presenza abbiamo un esempio in Campania, in quest'atto
dell'anno 1369 a Cerreto: "..Item voluit et mandavit quod omnes
servi et serve sui Tartari et tartare et cuiuscumque alterius
nationis si qui essent sint liberi et libere a nexu servitutis;
Item quod Georginus Tartarus servus eius sit liber et francus et
educari et nutri debeat pene birum Magnificum Nicolaum de Santo
Fraymundo Comitem Cerreti..", i tartari arrivarono in Italia sia
come schiavi che come legionari e poi coi barbari, in molti casi
nel medioevo venivano chiamati
Tartari quanti arrivassero dai
paesi dell'est, è pure possibile e probabile in molti casi una
derivazione toponomastica dalle Valli del Tartaro nel mantovano
o dallo stesso nome del fiume Tartaro che attraversa il Polesine
e sbocca nel Po, in altri casi, soprattutto nel caso dei
diminutivi potrebbero derivare da nomi di persona come
Tartarus
attribuito a figli per i quali si auspicava un avvenire da
soldato valoroso ed indomito. Tracce di queste cognominizzazioni
le troviamo fin dal 1200, nella seconda metà del secolo vi
troviamo un Albertus Tartarus
Signore di Elbogen, l'attuale Loket, la città più occidentale
della Repubblica Ceca, o anche ad esempio a Cetraro (CS) nella
seconda metà del 1300 con l'abate Pietro Tartaro, a Tivoli in
una lettera del 1447 leggiamo: "...Dedi ad te aliquot litteras,
quibus nunquam respondisti, nisi responsum ad me non pervenit
Huius epistole argumentum est quod Ioannes Tartarinus, unicus
mihi consobrinus, magnopere oravit me ut se causamque suam tibi
commendarem...", nell'elenco degli scolari dell'Ateneo perugino
riguardante l'anno 1576 è citato un certo Corradus Tartarinus
cittadino della Tuscia, a Bormio negli atti di un processo del
1629 si legge: "...Jacobus Tartarus se constituit fideiussorem
pro Margarita eius uxore in causa antescripta...". |
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TARTONI |
Tartoni è specifico di Prato e Vernio nel pratese, potrebbe
derivare dall'antico nome
Tartona della città
alessandrina di Tortona: "...Ideoque ego qui supra Sicclerius
Capellüs dono et offero a presenti die in eadem predicta
ecclesia sancti [Petri] pro anime mee mercede id est pecias duas
de terra aratorias iuris mei, quas habere visus sum in
territorio Tartone ad locum ubi [diciturj Pehoraram....". |
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TARTUFI
TARTUFO |
Tartufi e Tartufo, sono quasi unici e sembrerebbero
centrosettentrionali, potrebbero derivare da un soprannome
basato sul fatto che il capostipite fosse un ricercatore di
tartufi
o che avesse un ottimo fiuto. (vedi anche TARATUFOLI) |
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TARUSCIA
TARUSCIO |
Sia
Taruscia che Taruscio sono assolutamente rarissimi, ormai quasi
unici, dovrebbero essere originari del crotonese, di Cotronei in
particolare, potrebbero derivare da
Tarusco,
l'antico nome della città provenzale di Tarascona, probabilmente
ad indicare un'origine provenzale dei capostipiti, forse giunti
in Italia con gli angioini. |
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TARZI
TARZIA |
Tarzi è
quasi unico, Tarzia ha un ceppo nel bergamasco a Lovere, Endine
Gaiano e Costa Volpino, uno a Genova ed uno a Siderno e
Placanica nel reggino, a Catanzaro e Lamezia Terme nel
catanzarese e ad Arena ed Acquaro nel vibonese, potrebbero
derivare da un'alterazione dialettale di nomi di paesi come
Tarsia nel cosentino, o di Tarso in Cilicia (vedi TARSI), o
anche da toponimi come Borgata Tarzia nel reggino o Tarzo nel
trevigiano. |
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TASCA
TASCHI
TASCHINI
TASCO
TASCONE
TASCONI |
Tasca ha un ceppo nell'alessandrino, uno nel milanese e
bergamasco, uno nel vicentino, padovano, trevisano e veneziano,
uno nel Lazio centromeridionale, uno nel barese ed uno in
Sicilia, nel nisseno, ragusano, catanese e messinese, Taschi,
quasi unico, è del centronord, Taschini ha un ceppo a Bergamo e
Villa d'Almè nel bergamasco, uno piccolo a Novellara nel
reggiano, uno ancora più piccolo a Pistoia e Prato, uno nel
perugino a Città di Castello, Perugia e Citerna ed a Castel
Giorgio nel ternano, uno a Celleno, Viterbo e Vetralla nel
viterbese ed uno a Roma, Tasco, ha un ceppo pugliese a Brindisi,
a Salve nel leccese ed a San Giorgio Ionico nel tarantino, ed
uno molto molto piccolo a Catania, Tascone ha un ceppo a San
Salvo nel teatino, uno piccolissimo nel napoletano ed uno in
Sicilia, a Gela nel nisseno, a Castell'Umberto nel messinese ed
a Sciara nel palermitano, Tasconi è quasi unico e dovrebbe
trattarsi di errate trascrizioni del precedente, dovrebbero
derivare, direttamente o tramite forme ipocoristiche, dal nome
latino di origini barbare Tasco,
Tasconis,
o dalla sua versione latinizzata
Tascus,
nome di cui abbiamo un esempio negli scritti di Gaio Plinio
Cecilio Secondo (Plinio il Giovane) che in una lettera a Tacito
parla del padre Plinio il Vecchio, che durante l'eruzione del
Vesuvio, ricevette un messaggio di richiesta d'aiuto da Rectina
moglie di un certo Tasco che viveva in una villa alle pendici
del Vesuvio: "...Egrediebatur domo; accipit codicillos Rectinae
Tasci imminenti periculo exterritae - nam villa eius subiacebat,
nec ulla nisi navibus fuga -: ut se tanto discrimini eriperet
orabat. Vertit ille consilium et quod studioso animo incohaverat
obit maximo. Deducit quadriremes, ascendit ipse non Rectinae
modo sed multis - erat enim frequens amoenitas orae - laturus
auxilium. Properat illuc unde alii fugiunt, rectumque cursum
recta gubernacula in periculum tenet adeo solutus metu, ut omnes
illius mali motus omnes figuras ut deprenderat oculis dictaret
enotaretque. ..". |
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TASCINI |
Molto
raro è tipicamente umbro, potrebbe risalire ad un celtico
Tasciovanus, ma più probabilmente derivano dal nome germanico
Tasso utilizzato in Italia nel medioevo . |
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TASIN
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Tasin è tipico di Trento, dovrebbe derivare dal vocabolo
dialettale tasin
(pastore, vocabolo derivato dal fatto che nella zona le
pecore migliori, quelle che venivano allevate preferenzialmente
erano di razza tasina).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Tasin è un cognome anche veronese, viene dal dialettale 'tasìn'
= merciaio ambulante
(perchè proveniente dalla Val di Tesìno). Olivieri 209. |
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TASINATO |
Tasinato è tipico del padovano, si dovrebbe trattare di un
patronimico dialettale caratterizzato dalla terminazione in
-ato
per figlio di, un Bertasino,
uno dei tanti ipocoristici dialettali del nome
Berto.
(vedi TASINI) |
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TASINI
|
Tasini è tipico di Rimini, San Giovanni in Marignano e Riccione,
con ceppi anche a Bologna ed a Castello d`Argile, dovrebbe
derivare dall'aferesi di un ipocoristico dialettale,
Bertasino,
del nome Berto.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Potrebbe derivare per degeminazione dal personale germanico
Ta(s)so/Tassilo
di origine longobarda, che talora compare anche come primo
elemento di nomi composti come
Tassipert/Tassimann ecc. |
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TASSAN
TASSANI
TASSANO |
Tassan è tipico dell'area veneto, friulana, di Venezia e
Montegrotto Terme nel padovano, di Aviano nel pordenonese e di
Trieste, Tassani è specifico di Forlì e Cesena, Tassano è invece
ligure, del genovese, di Sestri Levante in particolare , di
Casarza Ligure, di Lavagna e Chiavari, potrebbero derivare da
nomi di località come Tassani di Sestri Levante nel genovese o
Tassano nel bresciano, ma in molti casi potrebbero derivare dal
nome medioevale Tassanus,
ricordiamo Tassanus de Tassonibus cittadino avignonese del 1300,
nome originato dalla latinizzazione del nome irlandese
Tassach,
ricordato con il nome di San Tassano del quinto secolo. |
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TASSARA
TASSARI
TASSARO |
Tassara,
molto raro, è tipico ligure, Tassari e Tassaro, rarissimi, sono
napoletani, il primo dovrebbe derivare dal toponimo Tassarolo
(AL), derivano tutti da nomi di località indicanti la presenza
di alberi di tasso, come ad esempio Tassara zona di Monterosso
al Mare (SP). |
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TASSETTI
TASSETTO
TASSI
TASSINI
TASSINO
TASSO
TASSOTTI
TASSOTTO |
Tassetti ha un ceppo nel bergamasco a Sorisole ed a Bergamo ed
uno a Civitanova Marche nel maceratese, Tassetto è tipico del
veneziano di Campagna Lupia, Camponogara, Pianiga e Mira, Tassi
è comune in tutta la fascia che comprende la Lombardia, l'Emilia
ed il centro Italia, Tassini ha un ceppo nell'area mantovana,
uno nell'area giuliana, uno tra fiorentino, aretino, senese e
perugino ed uno tra romano e latinense, Tassino, assolutamente
rarissimo, sembrerebbe genovese, Tasso sembra avere più ceppi,
nel genovese ed alessandrino, nel torinese, nel Veneto ed al sud
in Campania e Calabria, Tassotti ha un ceppo nell'alto Friuli a
Tolmezzo e Paluzza (UD), un ceppo marchigiano nel Piceno ed uno
a Roma, Tassotto è specifico dell'udinese, dovrebbero derivare
direttamente o tramite ipocoristici dal nome longobardo
Tasso
di cui abbiamo un esempio in questo atto giudiziario scritto a
Pavia nel 762: "...In nomine Domini. Dum ex iussione domni
precellentissimi Desiderii regis resedissemus nos illustribus
ueris Gisilpert... ...et Alpert de ciuitate Pisana. dicebat ipse
Tasso: quia tu Alpert contra ordinem introisti in res quondam
Auriperti germani tui, ...", tracce di questa cognominizzazione
si trovano nel Codice Diplomatico Bresciano al Repertorio dei
Notai roganti, nei quali è menzionato una tto rogato nel 1192 da
un certo "Bertramus Tassus notarius sacri pallatii interfui et
rogatus scripsi". Ricordiamo tra i personaggi con questo nome il
famosissimo autore sorrentino della Gerusalemme Liberata
Torquato Tasso (1544-1595).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
II cognome è d'origine toponimica; da una località Tasso
«tasso», viva tanto nel Genovese quanto nell'Aretino. Legato al
cognome Tassi è Tassini e forse anche Tassoni. |
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TASSILLO |
Tassillo, molto raro, è tipico di San Severo nel foggiano,
dovrebbe trattarsi di una forma ipocoristica
Tassilo
del nome medioevale longobardo
Tasso (vedi TASSETTI), nome
probabilmente portato dal capostipite, dell'uso di questo nome
abbiamo un esempio in una Charta decretonis dell'anno 768: "..In
Dei nomine. regnante domno nostro Desiderio et Adalchisi
regibus, anno regni eorum undecimus et nuno, undecimus dies
kalendas martias, indictione sexta; feliciter. Ego Tassilo vir
devotus filius bone memorie Autchisi per hanc paginam volo et
decerno, ut dum ego advivere meruero, ut omnia et in omnibus
rebus meis in mea sit potestatem vendendi, donandi, alienandi,
iterum iudicandi qualiter aut coquomodo voluero in mea sit
potestatem, quidquid exinde facere voluero ...". |
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TASSINARI |
Tassinari
è tipico dell'Emilia e Romagna, molto diffuso soprattutto nel
bolognese, nel ferrarese, nel ravennate, nel forlivese e nel
riminese, potrebbe derivare da nomi di località come Tassinara
di San Giovanni in Persiceto nel bolognese, o altre località
simili. |
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TASSISTRO |
Tipico di
Genova e del genovese, per la derivazione vedi Tassi, tracce di
questa cognominizzazione le troviamo in una testimonianza resa a
Busalla (GE) nel settembre del 1586 da un certo Lazzarino
Tassistro di Pietralavezzara (GE) mulattiere. |
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TASSONE
TASSONI |
Tassone è tipico della locride con ceppi fsecondari in Piemonte,
Lombardia e Lazio, Tassoni ha un nucleo emiliano, nel bolognese
in particolare ed uno nel teramano, dovrebbe derivare dal nome
medioevale Tassone di cui abbiamo esempi fin dal 1000,i n una
carta manoscritta da Giovanni notaio, datata giugno 1086, si
legge che Tassone, figlio del fu Donadeo, dona al cenobio di
Farfa, mentre ne era abate Berardo, ciò che possedeva nel
territorio reatino. Tracce di questa cognominizzazione le
troviamo in Emilia a cavallo tra il 1300 ed il 1400 con il
Patrizio di Modena Filippo di Pietro Tassoni laureato Dottore in
Medicina a Ferrara nel 1404.
integrazioni fornite da
Alessio Bruno Bedini
Cognome sicuramente originario della zona Siderno (RC) - Locri
(RC) - Gerace (RC) (dov'è tutt'oggi tra i più diffusi). |
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TATANGELI
TATANGELO |
Tatangeli è estremamente raro e dovrebbe essere dovuto ad errori
di trascrizione di Tatangelo, che ha un ceppo a Sora nel
frusinate ed uno nel chietino soprattutto a Castiglione Messer
Marino, dovrebbe derivare da un soprannome attribuito in segno
di rispetto ad uomo degno di essere da tutti chiamato Papà
Angelo.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Cognome diffuso prevalentemente nel frusinate, deriva dal
termine dialettale tata,
col significato di padre, accompagnato dal nome Angelo: Angelo,
dunque, era il nome del capostipite, del padre della famiglia
Tatangelo (o dei capostipiti o padri delle famiglie Tatangelo,
nel caso esistessero diversi ceppi). Questo cognome è, quindi,
una variante dei più comuni D'Angelo, De Angelis, Angeli, etc. |
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TATARANNI
TATARANNO |
Tataranni è tipico di Matera, Tataranno. molto più raro è invece
specifico di Bernalda, sempre nel materano, potrebbe derivare da
un'italianizzazione del nome greco
Theramenes,
esiste anche un'ipotesi che fa derivare questo cognome dal
termine tata
(padre)
unito al nome Ranno
una forma italianizzata, contratta e modificata del nome
medioevale Ranaldus,
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Matera nel
1727 quando nasce il sacerdote Onofrio Tataranni, canonico
della Cattedrale, autore a 72 anni del Catechismo della
Repubblica napoletana che definisce su quali principi si
fondasse.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Presenti, oltre che in Basilicata anche a Bari e Brindisi
(Tataranni), derivano dal vocabolo salentino 'tataranne'
= nonno
(padre grande). |
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TATARELLA
TATARELLI
TATARELLO |
Tatarella sembrerebbe napoletano, con un ceppo anche a Roma,
Tatarelli è tipico della provincia di Latina, di Lenola e
Terracina in particolare, Tatarello è praticamente unico,
dovrebbe derivare da un nomignolo affettuoso, diminutivo di nomi
come Salvatore o anche derivati dal termine dialettale
tata (padre). |
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TATAVITTO |
Tatavitto è tipicamente campano, in particolare di Circello nel
beneventano, con presenze anche nel casertano, dovrebbe derivare
da un soprannome attribuito in segno di rispetto ad uomo degno
di essere da tutti chiamato Papà
Vittorio, nella sua forma
apocopaica Vitto. |
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TATINI
TATINO |
Tatini è tipico del fiorentino, di Firenze, Pontassieve, Rignano
sull'Arno e Bagno a Ripoli, Tatino, quasi unico, è del
napoletano, dovrebbero derivare da una forma ipocoristica del
nomen latino Tatius,
derivato dal greco Tatios,
ricordiamo il Re dei Sabini Titus Tatius, dell'uso di queste
forme abbiamo un esempio nel Historia rerum in partibus
transmarinis gestarum: ".. Adjunxerat se etiam nostrorum castris
quidam Graecus, Tatinus nomine, imperatoris familiaris admodum,
vir nequam et perfidus, nares habens mutilas in signum mentis
perversae. Hic ex imperiali jussione, nostris ducem viae ad
ampliorem cautelam postulantibus, designatus fuerat dux itineris
et comes futurus. ..". |
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TATTESE
TATTESI |
Tattese sembrerebbe unico, Tattesi, assolutamente rarissimo, è
tipico di Taranto e di Carosino (TA), dovrebbe derivare da una
forma aferetica di stattesi
(abitanti di Statte nel
tarentino), troviamo tracce di
queste cognominizzazioni almeno dalla seconda metà del 1700, a
Pulsano (TA) dove è parroco Don Donato Tattesi.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Tattesi è cognome pugliese alterato della forma base
Tata =
bambinaia, sorella maggiore
o anche papà.
Minervini 477. |
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TATTI
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Tatti è tipicamente sardo, diffuso in particolare
nell'oristanese a Samugheo ed anche ad Oristano, Ruinas, Nughedu
Santa Vittoria e Nureci, nel cagliaritano a Cagliari, Quartu
Sant'Elena ed Assemini, nel Medio Campidano a Sardara, Sanluri e
Villacidro, nel nuorese a Teti, Fonni, Sorgono e Tonara ed a
Sassari, presenta inoltre dei ceppi laziali a Roma e Castel
Madama nel romano ed a Cisterna di Latina nel latinense, e
nell'aquilano ad Opi ed Avezzano, potrebbe derivare da una forma
alterata del nome del paese di Teti nel nuorese, ma è pure
possibile che derivi invece da soprannomi originati dal termine
sardo logudorese tattu
(sazio, satollo). |
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TATTOLI
TATTOLO
TATULLI
TATULLO |
Tutti tipicamente pugliese, Tattoli è specifico di Molfetta nel
barese, con un piccolo ceppo anche a Cerignola nel foggiano,
Tattolo è senz'altro di Andria nel barese, Tatulli, è tipico di
Bitonto, Molfetta e Bari sempre nel barese, Tatullo ha un ceppo
a Manduria nel tarantino ed uno a Barletta nel barese,
dovrebbero derivare da forme ipocoristiche di alterazioni
dialettali del nomen latino
Tatius, ricordiamo
Titus Tatius,
Re di Roma con Romolo, o anche dell'aferesi di cognomen latini
come: Dentatus,
Praetestatus,
Cogitatus,
o di altri simili.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Tattoli, Tattolo è cognome pugliese alterato della forma base
Tata
= bambinaia, sorella maggiore
o anche papà.
Minervini 477. |
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TAU
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Tau
è un cognome tipicamente salentino, di Collepasso e Maglie nel
leccese in particolare, dovrebbe derivare da una modificazione
del termine longobardo teu
(popolo),
ma è pure possibile, anche se improbabile, un collegamento con
l'ordine del Tau che risale al 1000, forse il più antico degli
ordini religioso-cavallereschi, antecedente anche all'Ordine di
Malta.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Tau è cognome salentino che potrebbe risalire al nome greco
antico Táos
in Egitto. G. Rohlfs, Dizionario dei cognomi salentini, 245. |
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TAUCAR
TAUCER
TAUCHER |
Taucar, quasi unico, è triestino, Taucer, sporadicamente
presente in Veneto ed in Friuli, è un cognome specifico di
Trieste, Taucher sembrerebbe unico, presente in Veneto, ma di
origini slovene.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Taucer è cognome triestino, che è la grafia italiana del cognome
sloveno Taucar
/ Taučar
/ Taučer
/ Tauzhar
/ Tavcer
/ Tavčar
/ Tavčer,
a sua volta adattamento sloveno dell'etnico tedesco
Deutscher
= tedesco.
M. Bonifacio, Cognomi triestini, p. 255. |
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TAURi
TAURINI
TAURINO
TAURO |
Taurini, assolutamente rarissimo e Tauri, quasi unico,
dovrebbere essere dovuti ad un'alterazione di Tauro, che ha vari
ceppi, a Roma, in Abruzzo nel pescarese a Penne, Bussi sul
Tirino, Montesilvano e Pescara, a Mirabella Eclano
nell'avellinese ed a Caserta, il più consistente in Puglia nel
barese, soprattutto a Monopoli ed a Castellana Grotte, ed a
Castellana Grotte nel brindisino, e nel materano a Tursi,
Taurino ha un ceppo a Roma, uno a Napoli, ed il ceppo principale
è in Puglia, dove è molto diffuso nel leccese a Campi Salentina,
San Donato di Lecce, Lecce, San Cesario di Lecce, Squinzano e
Monteroni di Lecce, nel brindisino a San Pancrazio Salentino, a
Taranto, a Bari ed a Foggia, dovrebbero derivare, direttamente o
attraverso un ipocoristico, dal nome latino di origini greche
Taurus
(toro),
citato ad esempio nel Noctes Atticae di Gellius: "...
Philosophus Taurus, vir memoria nostra in disciplina Platonica
celebratus, cum aliis bonis multis salubribusque exemplis
hortabatur ad philosophiam capessendam, tum vel maxime ista re
iuvenum animos expergebat, Euclidem quam dicebat Socraticum
factitavisse. ...". |
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TAUS
TAUSANI |
Taus è
tipicamente marchigiano di Fano nel pesarese in particolare,
Tausani, assolutamente rarissimo è anch'esso del pesarese,
potrebbero derivare direttamente o attraverso una forma tronca
dal toponimo Tausano nel Montefeltro, meno probabile una
derivazione dal toponimo boemo Taus. |
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TAVANI
TAVANO |
Tavani ha un ceppo laziale, soprattutto nel rietino ed a Roma,
un ceppo nel piacentino e nel modenese ed uno nel barese,
Tavano è presente a macchia di leopardo, sia nell'Italia
meridionale che nel Friuli ed in Piemonte, derivano dal nomen
latino Tavanus,
di cui si hanno tracce in iscrizioni funerarie: "Pergemus /
Primus / Tavanus / deo Invic/to sacrum ", in episodi storici,
infatti il villaggio di Tabanac, vicino a Bordeaux, deve il
proprio nome proprio ad Tavanus o Tabanus delle legioni romane.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Tavani è la cognominizzazione del personale medievale
Tavanus,
presente anche in una carta modenese del 1162, dal lat.
tabanus
«tafano»,
usato come soprannome per indicare «persona
molesta». E' pur probabile che
taluni Tavani siano forma corrotta di
Taviani,
da (Ot)taviani.
Un Tavianus compare in una carta modenese nel 1167. F. Violi,
Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996. |
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TAVANTI |
Tipico
della provincia di Arezzo, potrebbe derivare da modificazioni
dell'aferesi di nomi medioevali italiani come Gustavo, Ottavo o
simili. |
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TAVAZZI |
Tipico
del sudmilanese, potrebbe derivare da modificazioni dell'aferesi
di nomi medioevali italiani come Gustavo, Ottavo o simili. |
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TAVEGGIA |
Molto
raro assolutamente milanese, |
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TAVELLA
TAVELLI |
Tavella sembra avere più ceppi sparsi per l'Italia sia al sud
che al nord, Tavelli è tipico lombardo sembra originario del
bresciano, con un probabile ceppo in Valtellina, anche se tracce
di questo cognome si trovano nel bolognese già nel 1200, a
Tossignano (BO) questa famiglia è annoverata nel 1256 fra le più
importanti della città; nel 1440 è Vescovo di Ferrara Giovanni
Tavelli, dovrebbero derivare da un nome di località, come ad
esempio Tavello frazione di Limena (PD). Tracce del cognome
Tavella si hanno nel Codice Diplomatico della Lombardia
medievale dove tra l'altro, in un atto del 1154 redatto a Milano
si legge: "...Silva ibi prope, perticam I et tabulas V et pedes
VIIII a mane de Morimondo, a meridie Bonizo Tavella....". In
Valtellina a Piuro (SO) si hanno tracce di questa
cognominizzazione con derivazione da un non identificato
toponimo nel 1600 in un atto infatti è citato un certo signor
Abram de Tavello. Famoso è stato lo scultore e pittore Frà Diego
da Tavello.
ipotesi fornita da
Giacomo Ganza
Tavelli dovrebbe derivare da un nome personale come Ottavio.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Il cognome Tavella è presente anche in Sicilia (Enna, Messina)
ed in Calabria (CZ, RC), dove è lecito supporre una derivazione
dal vocabolo dialettale calabrese
tavella =
tavoletta.
Cfr. G. Rohlfs: Dizionario storico dei cognomi nella Sicilia
orientale, Centro di studi filologici e linguistici siciliani,
Palermo, 1984, p. 184 - Tavelli potrebbe risalire a un personale
medievale Tambellus,
da tam
«tanto» e bellus
«bello», con la sincope di -m- e il normale passaggio di -b- in
-v-: Tabellus, Tavellus. |
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TAVERI
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Troviamo
nel 1431 Nardo Taveri notaio a Monopoli di cui poi, nel 1472,
divenne sindaco; nel 1460 in un un atto Giovanni D'Angiò nomina
il suo consigliere e padre provinciale dei domenicani e
professore di teologia Francesco Tavaro, Generale Riformatore e
Governatore della Basilicata, Principato Citra, Ducato di
Calabria, Principato Ultra |
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TAVERNA
TAVERNI
TAVERNINI
TAVERNO |
Taverna
ha ceppi in giro per il paese, in Lombardia, Piemonte e
genovese, nel parmense, nell'udinese, in Calabria ed in Sicilia,
Taverni è toscano, della zona di Firenze e Pontassieve,
Tavernini è specifico di altobresciano e trentino, da Gargnano
(BS) a Dro (TN), Taverno è praticamente unico, dovrebbero tutti
derivare o da toponimi contenenti la radice taverna, come ce ne
sono molti sparsi in giro per l'Italia, o anche da soprannomi
originati dal mestiere o dalle abitudini del capostipite. |
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TAVERNARI
TAVERNARO |
Tavernari sembrerebbe specifico di Modena e del modenese, di
Nonantola e Carpi, Tavernaro, molto più raro, è veneto, di
Caerano di San Marco nel trevisano e di Feltre nel bellunese,
dovrebbero derivare dal mestiere di
tabernarius
(taverniere)
svolto dal capostipite. |
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TAVERNESE
TAVERNESI |
Tavernese
ha un ceppo a Roma ed uno nel reggino a Marina di Gioiosa
Ionica, Grotteria, Siderno e Gioiosa Ionica, ed a Cirò Marina
nel crotonese, Tavernesi, quasi unico, dovrebbe essere dovuto ad
errata trascrizione del precedente, che dovrebbe derivare
dall'etnico di paesi chiamati Taverna, come ne esistono sia nel
Lazio nel latinense, che in Calabria sia nel cosentino che nel
catanzarese, probabili luoghi d'origine dei capostipiti. |
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TAVERNITI
TAVERRITI |
Taverniti
ha un ceppo nel reggino, a Monasterace, Stilo, Rizziconi,
Pazzano e Molochio, uno a Guardavalle nel catanzarese, uno a
Crotone ed uno a Limbadi nel valentiano, Taverriti, quasi unico,
è del reggino, dovrebbero derivare da forme etniche di paesi
come Taverna nel cosentino o Taverna nel catanzarese, ad
indicare la probabile provenienza dei capostipiti da quei
luoghi. |
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TAVIAN
TAVIANI
TAVIANO |
Tavian ha un ceppo a Cordignano e Vittorio Veneto nel trevisano,
uno a Lendinara nel rovigoto, uno a Castelbaldo nel padovano ed
uno a San Giorgio di Nogaro nell'udinese, Taviani ha un piccolo
ceppo a Grezzana nel veronese, uno altrettanto piccolo a Cervia
nel ravennate, uno a Fucecchio, Empoli e Certaldo nel
fiorentino, a Chiusi nel senese ed a Prato, uno ad Ancona ed uno
a Roma, Taviano ha qualche presenza nel Friuli e nel Lazio ed un
piccolo ceppo in Sicilia nel messinese a Messina ed a
Sant'Angelo in Brolo, dovrebbero derivare da forme aferetiche
anche dialettali del nome medioevale
Octavianus
o Ottaviano. |
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TAVOLARA |
Tavolara è un cognome quasi estinto riscontrabile ormai solo nel
sassarese.
integrazioni fornite da
Anna Tavolara
Il cognome Tavolara. Oggi estremamente raro (si trova solo
un'unica famiglia in Sardegna, a Sassari), secondo Massimo
Pittau - autore del volume I
cognomi della Sardegna (Delfino
ed., 1989) - "corrisponde al nome dell'isola di Tavolara,
situata a nord-est della Sardegna, e in origine indicava i
diritti feudali goduti da una famiglia nobiliare su
quell'isola.". |
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TAVOLARI
TAVOLARO |
Tavolari, quasi unico, parrebbe toscano, Tavolaro invece è
tipico del sud, dell'area potentino, cosentina, potrebbero
derivare da soprannomi originati dal mestiere di falegnami
produttori di tavole, ma, molto più probabilmente derivano dal
mestiere di tabularius
attribuito al capostipite, in epoca romana i tabulari erano dei
liberti con la funzione di scrivani pubblici con funzioni di
convalida di atti di compravendita o di cessioni ereditarie,
l'equivalente dei notai in epoca medioevale: "...tabularius sive
tabellio dicitur scriba publicus...", presso le legioni ed i
presidi cittadini i tabularii
rivestivano anche la funzione di ragionieri addetti alla
registrazione e contabilizzazione delle imposte.
integrazioni fornite da
Marcos Tavolari
Tavolaro è cognome raro, di origine calabrese e lucana, della
zona di origini greco-albanesi, ma presente anche a Napoli. Il
cognome si presenta come derivazione dialettale probabilmente
originata dal cognome greco TAVOULARIS (scrivano). |
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TAVOLONI |
Tavoloni è tipico della fascia centrale che comprende
anconetano, maceratese, Umbria e romano, dovrebbe derivare dal
termine latino tabellione,
cioè una specie di scrivano
o pubblico ufficiale che in epoca romana aveva uan funzione più
importante rispetto a quella del notaio in quanto i suoi atti
avevano valore esecutivo, mentre il notaio si limitava a notare
(prendere nota) degli estremi di un atto che altri pubblici
ufficiali rendevano poi esecutivo. |
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TAZZARI |
Veramente
raro sembra essere originario del ravennate, potrebbe derivare
dal nomen latino Tatius o da aferesi di nomi medioevali quali:
Albertazzo, Eustazo o Cottazzo. |
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TAZZIOLI |
Tazzioli è specifico del modenese, di Frassinoro in particolare
e della sua frazione Casoni di Fontanaluccia, dovrebbe derivare
da una forma ipocoristica del nome latino
Tatius (Tazio),
portato ad esempio dal Re del ratto delle Sabine Tito Tazio che
governò Roma assieme a Romolo: "..Ceteri reges quibus locis
habitaverunt dicemus. Tatius in arce, ubi nunc aedes est Iunonis
Monetae: qui anno quinto quam ingressus urbem fuerat a
Laurentibus interemptus est. septima et vicesima olympiade
hominem exivit. Numa in colle primum Quirinali, deinde propter
aedem Vestae in regia quae adhuc ita appellatur: qui regnavit
annis tribus et quadraginta: sepultus sub Ianiculo...". |
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TEALDI
TEALDO
TEBALDI
TEBALDO
TEBALDUCCI
TIBALDI
TIBALDO
TIBAUDO
TOALDO
TOBALDI
TOBALDINI
TOBALDO |
Tealdi è abbastanza raro, dovrebbe essere tipico del cuneese,
Tealdo, molto raro, ha un ceppo nel vicentino ed uno tra
torinese ed astigiano, di Tebaldi dovrebbero esserci più ceppi,
nel veronese, nell'Emilia e nel pesarese, Tebaldo è
assolutamente rarissimo, Tebalducci, praticamente unico, è
toscano, Tibaldi ha ceppi in Piemonte, Lombardia, Emilia, Veneto
ed a Roma, Tibaldo è specifico del vicentino, di Arzignano,
Chiampo, Altissimo, Crespadoro e Valdagno, Tibaudo,
assolutamente rarissimo, è siciliano, del trapanese e
palermitano, Toaldo è tipico del vicentino, di Pozzoleone e Nove
in particolare, Tobaldi è tipicamente marchigiano, di Cingoli e
Macerata nel maceratese e di Fabriano e Staffolo
nell'anconetano, Tobaldini, molto molto raro, è del veronese,
con presenze anche nel vicentino, Tobaldo è decisamente veneto,
di Este, Cervarese Santa Croce e Padova nel padovano e di San
Martino di Venezze nel rovigoto, derivano tutti, direttamente o
tramite ipocoristici ed alterazioni, dal nome medioevale
italiano Thealdus
o Theobaldus,
derivanti dal nome longobardo
Theobald. Tracce di questo
cognome si hanno fin dal 1200 in un documento redatto in Arezzo
nel 1255: "...Haec sunt Ordinamenta firmata et approbata ab
omnibus Magistris de Aretio, silicet a domino Martino de Fano, a
domino Roizello, a domino Bonaguida, a Magistro Tebaldo,
Rolando...".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Tebaldi, diffuso sporadicamente nel nord, con più alta frequenza
in Emilia Romagna e nel centro, è la cognominizzazione del nome
di origine longobarda Tebaldo,
presente in Italia dal X secolo, é composto de
theda =
popolo
e baltha
= coraggioso, valente.
Significato approssimativo: "audace
nel suo popolo, valoroso tra il popolo". |
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TEANI
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Ha due
ceppi distinti, nel bergamasco a Stezzano in particolare e in
Toscana tra Massa e Lucca, potrebbe derivare dal nome greco
Teano, ma più probabilmente deriva da una modificazione del nome
medioevale Tea, aferesi di nomi come Amantea o Galatea. |
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TEATINI
TEATINO
TEOTINI
TEOTINO |
Teatini ha un ceppo a Fabriano nell'anconetano, uno a
Castiglione del Lago nel perugino ed unoa Roma, Teotini è unico,
Teatino e Teotino sono assolutamente rarissimi, potrebbero
derivare dall'etnico di Chieti (teatino),
ma più probabilmente sono collegati a soprannomi originati dal
significato indiretto del termine
teatino (paolotto,
bacchettone, moralista) o da
legami con l'ordine religioso dei Teatini. |
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TECCHI
TECCHIA
TECCHIO |
Tecchi, molto raro sembra tipico della zona che comprende il
pesarese e l'aretino, Tecchia è specifico dell'area casertana,
di Casapulla, Santa Maria Capua Vetere Curti e Caserta, e del
napoletano, di Napoli ed Ottaviano, Tecchio sembra avere un
nucleo nel vicentino ed uno nel napoletano, potrebbero derivare
dall'aferesi di toponimi come Montecchio (AR), Montecchio (PS) o
Montecchio Maggiore (VI), l ceppi campani potrebbe derivare dal
fiume molisano Tecchio, bisogna però considerare la possibilità
che il cognome Tecchia derivi anche da un soprannome originato
dalla voce dialettale meridionale
tecchia (pochino,
cosa insignificante). |
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TECCI
TECI |
Tecci, molto molto raro, sembrerebbe caratteristico di
Giurdignano nel leccese, Teci è specifico di Arezzo e di
Montevarchi nell'aretino, dovrebbero derivare dal nome
medioevale Teccius,
o da Tecius,
un'alterazione germanica del nomen latino
Decius. |
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TEDALDI
TEDOLDI
TEDOLDINI
TEOLDI |
Tedaldi è tipico del forlivese con un ceppo anche nel parmense,
Tedoldi, tipicamente lombardo, sembra originario del bresciano,
Tedoldini, praticamente unico, è del bresciano, Teoldi, molto
molto raro, è del bergamasco, derivano dal nome longobardo
Teudaldus
di cui abbiamo un esempio nel Codice
Diplomatico della Lombardia Medioevale in una Cartula
promissionis scritta in Bergamo nel 1042: "...ego in Dei nomine
Teudaldus filius quondam item Teudaldi qui et Teuzo, de loco
Raudona, qui profeso sum legem vivere Langobardorum, spondeo
atque promitto vobis et a vestris successoribus..." ed in un
atto del XI° secolo: "...Notum sit fidelibus Dei quod Teoldus et
Doda, uxor ejus, post decessum suum, dederunt æcclesiæ Sti
Martini de Campis vineas,...". Tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo ad esempio a Vimercate nel 1168:
"...Iohannes Tedoldi et Maiorica guarentaverunt esse dati et
pagati libras quattuor et solidos septem Arialdo Trolia, et
libras tres et solidos tredecim Liprando de Marexio..." e in una
lettera del 1506 scritta da Lattanzio Tedaldi a Niccolò
Machiavelli a Firenze.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Tedaldi è il cognome base. Varianti: Tealdi, Tealdo, Tedardi,
Teardi, Teardo, Tedoldi. In Emilia-Romagna è documentata la
forma Tedaldi, all'85° posto in Forlì. Si tratta della
cognominizzazione del nome di origine germanica
Tedaldo,
attestato nelle forme Teodaldus
e Teodald,
composto da theuda-
(=popolo)
e da wald
(potente, forte);
il significato potrebbe essere quello di
potente tra il suo popolo.
L. Paraboschi, Cognomi della Emilia Romagna, 1995, p. 179 |
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TEDDE
|
Tedde è
tipico della Sardegna, dove è molto diffuso, originario di Nulvi
(SS), gode di nobiltà dall'anno1693 concessa da da Carlo II° Re
di Spagna, dovrebbe derivare da una forma aferetica sarda del
nome Marcello. |
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TEDESCHI
TEDESCO |
Diffusi
entrambi in tutta l'Italia peninsulare, derivano dall'etnico
tedesco (originario della Germania), o per nascita o per
caratteristiche fisiche o comportamentali. |
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TEGAS
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Tegas è tipicamente sardo, di Baunei, Talana, Lanusei, Triei e
Lotzorai nell'Ogliastra, dovrebbe derivare da un soprannome
originato dal termine sardo tega
(baccello, guscio),
probabilmente attribuito al capostipite.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
TEGAS: tega
(dal latino theca),
è voce diffusa in molti dialetti italiani per indicare
il guscio o baccello di fave, piselli,
fagioli etc. Sa tega de sa fàa
= il baccello della fava. Nei dialetti centrali della Sardegna
abbiamo tèca;
il che ci fa pensare che la voce sarda derivi dal latino più che
dall'italiano. Sempre in lingua sarda, sa tega è anche il membro
virile. Il cognome Tegas è presente negli antichi documenti
della lingua e della storia della Sardegna. Tra i firmatari
della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, abbiamo: Tegas Dominico,
jurato ville Bauladu, * Bauladu.odierno Bauladu(Contrate Partis
de Milis) ; Tegas Nicolao, majore ville Solli, * Solli.odierno
Silli. Contrate Partis Milis. Nel condaghe di San Nicola di
Trullas, CSNT, XI°, XIII° secolo figura Tegas Gosantine (298),
citato in una donazione, perché proprietario di un podere
confinante con la terra donata a San Nicola, da parte di donna
Pretiosa de Martis, in località "iscala de Soricaria in
Consedin" (attuale Cossoine): ego Pretiosa de Martis ki ponio
(dono) a Sanctu Nichola de Trullas sa parthone ( la parte) de sa
terra in quo las aveat in Consedin ad ora de sa morte
sua(all'ora della sua morte), cun boluntade (con la volontà di
) fratiles meos.etc. Nel Condaghe di San Piretro di silki,
CSPS, XI°, XIII° secolo, troviamo: Tecas Petru(25) in una
"parthizione de servis", spartizione di servitù: Ego presbiteru
Petru Iscarpis, ki ponio in custu condaghe de scu. Petru de
Silki, pro ca mi la furait Petru Tecas a Nastasia de
Funtana(poiché Petru Tecas mi ha rubato Nastasia de Funtana.se
ne mi la peter (senza chiedermela), etc.Attualmente il cognome
Tegas è presente in 35 Comuni italiani, di cui 20 in Sardegna
(in Ogliastra): Baunei 95, Taluna 67, Lanusei 38, Triei 35, etc.
Tega invece (non presente in Sardegna), trova la sua maggiore
diffusione in provincia di Perugia, con Gualdo, 41, e a Roma,
con 25. |
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TEGNER
|
Tipico
dell'alto bellunese, zona di Sospirolo e Sedico, sembrerebbe di
origini svedesi, dovrebbe discendere da un militare svedese al
seguito di re Gustavo Adolfo durante la sua campagna in Europa
nel 1630. Tracce di questa cognominizzazione si trovano in atti
del 1700, con un Giobatta Tegner nato nel 1716 e residente a
Sedico (BL). |
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TELA
|
Molto
raro sembra essere tipico dell'alto salernitano, potrebbe
derivare dall'aferesi del cognome Taglialatela. |
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TELESCA
TELESCHI
TELESCO |
Telesca è tipico del potentino, di Potenza in particolare, di
Avigliano, di Atella, di Filiano, di Rionero in Vulture, di
Melfi e di Pietragalla, Teleschi, quasi unico, sembrerebbe del
napoletano, Telesco è specifico di Napoli, potrebbero in qualche
caso derivare dal nome della località Masseria Telesca, una
frazione di Pignola nel potentino, il cui nome probabilmente
deriva dal nome sannita Telesia,
o anche da una forma etnica riferita al paese di Telese nel
beneventano. |
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TELESE
TELESIO |
Telese è tipico campano, del napoletano in particolare, Telesio
è assolutamente rarissimo, dovrebbero derivare dal toponimo
Telese (BN), tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nel
1400 a Cosenza con Antonimi Thilesii Consentini, e nel 1500,
sempre a Cosenza, con il filosofo Bernhardinus Telesius citato
da Tommaso Campanella: "...Telesius in scribendo stylum vere
philosophicum solus servat,...".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Telese è cognome campano probabilmente dal toponimo Telese (BN),
cittadina molto nota per le sue acque minerali sulfuree. Venne
costruita non lontano dal luogo dove si trovava
Telesia,
centro abitato dei Sanniti, di cui riprese il nome. E' uno dei
nomi del sostrato linguistico di base mediterranea, risulta
quindi azzardata ogni indicazione semantica. Va notato soltanto,
a questo proposito, che simili denominazioni geografìche sono
riscontrabili in area centro-meridionale, es. "Piane
di Telese, Scafa di Telese" e a
tal proposito si veda il toponimo greco
Telésion,
oltre a Telesi
fiumara in Aspromonte. Si tratta di località ricche di acque o
presso corsi d'acqua. |
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TELI
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Specifico della zona di Bonate (BG) e Calusco D'adda (BG), di
derivazione incerta, di potrebbe ipotizzare una connessione con
un nome di località della Val d'Intelvi caratterizzata dalla
presenza del torrente Telo, è pure possibile che derivi
dall'aferesi del nomen latino Vitelius, ricordiamo la famosa
frase dei nostri primi anni di latino: "i Viteli dei romani sono
belli" (vai o Vitelio al suono
di guerra del dio romano). |
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TELLA
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Tella è specifico dell'area casertano, napoletana, di Pozzuoli
(NA), Teano e Capriati a Volturno nel casertano, potrebbe
derivare da un soprannome originato dal vocabolo arcaico
tella
(tela),
come riscontriamo ad esempio in un testo del 1700 nel feltrino:
"...tentori da seda e da guado, tesseri da fustagni e da tella,
bombaseri, stramaceri, calegheri, capeleri;...", forse ad
identificarne un tessitore, una seconda ipotesi farebbe invece
derivare il cognome dal nome della città di Tella vicino ad
Aleppo in Siria ed identificherebbe allora il paese di
provenienza del capostipite, esiste un ultima ipotesi che
propone una derivazione matronimica dall'aferesi di un
ipocoristico del nome Donata. |
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TELLI
TELLIN
TELLINI
TELLINO
TELLO |
Telli, molto raro, ha un piccolo ceppo nel cremonese, uno tra
viterbese e romano ed uno nel reggino, Tellin, ormai scomparso
in Italia, dovrebbe essere stata una forma dialettale del
cognome Tellini, che ha un ceppo nel mantovano e nell'area
viciniore del modenese, un piccolo ceppo tra udinese e
triestino, uno toscano, soprattutto nell'area che comprende il
pisano, il fiorentino e l'aretino, ed uno romano, Tellino,
praticamente unico, è probabilmente dovuto ad errori di
trascrizione del precedente, Tello, molto raro, è specifico di
Pozzuoli, dovrebbe derivare, direttamente o tramite
ipocoristici, da forme aferetiche di ipocoristici di nomi come
Donato,
Deodato
o simili, da Donato ad esempio si ha l'ipocoristico Donatello,
per aferesi questo diventa Tello, un ipocoristico del quale è
Tellino. |
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TELLITOCCI |
Praticamente unico, forse abruzzese. |
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TELLOLI |
Molto raro è tipico ferrarese, dovrebbe derivare da forme
ipocoristiche dell'aferesi del nome
Donatello,
o del nomen latino Vitellus
o potrebbe anche derivare da alterazioni del nome bizantino
Tellias. |
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TEMELIN
TEMELINI
TEMELLIN
TEMELLINI
TEMELLI |
Sia
Temelin che Temellin sono assolutamente rarissimi e
sembrerebbero del Triveneto, Temellini e Temelini, sono
rarissimi e specifici delle Marche settentrionali, Temelli è
unico e sembrerebbe laziale, dovrebbero derivare dal nome
Temellino,
nome attribuito anche ad una maschera della Commedia dell'Arte,
che nella struttura dei personaggi occupava il posto di secondo
zani
(servitore),
una specie di vice Arlecchino. |
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TEMPESTA |
Tempesta è un cognome panitaliano con ceppi nel veneziano, nella
fascia che comprense il grossetano, l'Umbria, il Lazio e
l'aquilano, in Puglia, nel napoletano ed in Sicilia, dovrebbe
derivare dal soprannome divenuto poi nome medioevale
Tempesta,
soprannome attribuito inizialmente ad un soldato al servizio
dell'imperatore Enrico IV, tracce di questa cognominizzazione le
troviamo dal 1158 a Noale dove i Tempesta, avogadori del
vescovado di Treviso, esercitarono Signoria fino al 1245 quando
questa divenne feudo di Ezzelino da Romano, troviamo Guglielmino
Tempesta a Padova nel 1180 in qualità di podestà. |
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TEMPO
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Tempo ha un ceppo piemontese, in particolare nel torinese a
Torino, Leini e Ciriè, uno friulano, a Marano Lagunare nel basso
udinese, ed uno siciliano, a Caltanissetta e nel palermitano, si
dovrebbe trattare della forma aferetica di cognomi contenenti il
suffisso -tempo,
come ad esempio Bontempo
(vedi BONTEMPI) o Beltempo
(vedi BELTEMPO). |
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TEMPORALI |
Rarissimo, è tipico del milanese. |
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TENACE
TENACI
TENAX |
Tenace è specifico del foggiano, di San Marco in Lamis e San
Severo in particolare, ma anche di San Nicandro Garganico,
Cagnano Varano, Foggia ed Apricena, Tenaci, quasi unico, è
probabilmente dovuto ad errate trascrizioni del precedente,
Tenax è praticamente unico, dovrebbero derivare da un soprannome
originato dal termine latino
tenax,
tenacis (tenace),
entrato in uso anche come nome, soprattutto presso le
popolazioni slave. |
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TENAGLIA |
Tenaglia
presenta un ceppo a Spormaggiore nel trentino ed uno a Orsogna e
Lanciano nel teatino con ceppi anche a Vasto, Francavilla al
Mare, Castel Frentano e Chieti sempre nel teatino ed a Pescara,
dovrebbero derivare da nomi di località come ne esistono molte
in tutta la penisola ed anche nell'aquilano e nel lecchese, o da
nomi di contrade come ad esempio Contrada Tenaglia nell'alto
vicentino, ma è pure possibile che derivi da un soprannome
originato da un mestiere che utilizzi la tenaglia come attrezzo
base per il proprio lavoro, come potrebbe essere il maniscalco o
il carpentiere. |
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TENAN
TENANI |
Tenan è
tipicamente veneto di Rovigo e del rovigoto, di Polesella,
Crespino e Villadose, Tenani, molto raro è tipico ferrarese,
potrebbero derivare da forme aferetiche del nome della città
germanica di Rotenhan, Tenhan è un raro cognome tedesco, forse
un alterato dell'olandese Tennaan. |
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TENCA
TENCONI |
Tenca è tipicamente lombardo della zona che comprende il
milanese, il lodigiano, il cremonese ed il mantovano, Tenconi
invece èp specifico del varesotto con grossa diffusione anche
nel milanese e nel comasco, deriva direttamente o tramite
accrescitivi da soprannomi originati dal termine dialettale
lombardo tenca
(tinca, pesce di lago). |
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TENCHI
TENCO |
Tenchi,
praticamente unico, dovrebbe essere una forma alterata di Tenco,
un cognome ormai quasi scomparso, che dovrebbe essere di origini
calabresi, soprattutto della zona di Fabrizia nel vibonese, con
un ceppo, anch'esso ormai estinto, anche in Campania, troviamo
tracce di questa cognominizzazione a Padova agli inizi del 1500
con l'umanista Niccolò Leonico Tenco, di probabili origini
illiriche, ricordiamo che all'epoca la costa orientale
dell'adriatico era terra veneziana, il cognome dovrebbe essere
di origini slave e derivare dall'italianizzazione del cognome
Tenko diffuso sia in Croazia che in Slovenia ed in Ungheria. |
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TENCHIRI |
Praticamente unico. |
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TENDAS
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Veramente
rarissimo è di origine sarda, dovrebbe derivare da un soprannome
legato al vocabolo dialettale sardo tendas (tende). |
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TENE
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Tene è specifico di Napoli, potrebbe derivare dal nome greco
Tenes,
ricordiamo il mitologico Tenes, figlio di Cicno e di Prolea e
fratello di Emitea. |
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TENEBERCULO |
Teneberculo, cognome ormai scomparso in Italia, sembrerebbe
essere stato siciliano, di origine etimologica assolutamente
oscura. |
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TENERELLI
TENERELLO
TENERO
TENNERELLO
TENNERIELLO |
Tenerelli ha un ceppo a Bari e nel barese ed uno nel catanese,
Tenerello, molto molto raro, sembrerebbe siciliano, Tenero è
decisamente del veronese soprattutto di Vigasio, Tennerello,
molto molto raro, è specifico di Caserta, Tenneriello,
decisamente campano, di Napoli, Maddaloni (CE) e di Prata di
Principato Ultra (AV), tutti questi cognomi dovrebbero derivare,
direttamente o tramite ipocoristici, dal nome medioevale
Tenerus. |
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TENNI
|
Tenni ha
un ceppo a Tirano e nel vicino bresciano ed uno a Terzolas in
trentino, dovrebbero derivare dal nome del paese di Tenno in
trentino o dal nome della sua valle. |
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TENSINI |
Tensini, assolutamente rarissimo, è tipico del cremonese,
dovrebbe derivare da soprannomi originati dal termine dialettale
cremasco arcaico tensin
(carbonaio),
indicando probabilmente così quale fosse stato il mestiere del
capostipite. |
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TENTORI |
Dovrebbe
essere originario del Lecchese, dovrebbe derivare dal mestiere
di tintori, nel 1400, a Bergamo troviamo una corporazione de'
tentori. |
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TENZ
TENZE
TENZI |
Tenz è quasi unico, Tenze è tipicamente triestino, Tenzi,
estremamente raro, sembrerebbe dell'area lombardoveneta,
dovrebbero derivare da soprannomi basati sul termine dialettale
veneziano arcaico tenz
(colorato, tinto),
forse ad indicare un'origine levantina dei capostipiti. |
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TEOBALDI
TEOBALDO |
Teobaldi è tipico della zona di Trinità e Fossano nel
cuneese, Teobaldo, più raro, è della zona di Mondovì, sempre nel
cuneese, dovrebbero derivare dal nome longobardo
Theobald.
(vedi TEALDI) |
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TEOCCHI |
Teocchi è tipicamente bergamasco, di Sorisole e Stezzano, di
Urgnano e di Ponteranica, dovrebbe derivare da un soprannome
basato sul termine dialettale arcaico
teocco, una deformazione locale
del termine veneziano antico
teosso (moneta
d'oro o d'argento), originatosi
a sua volta dal termine greco
theos (divo),
ad indicare gli imperatori dell'Impero Romano d'Oriente,
ovviamente raffigurati su queste monete, con questo soprannome
si sottolineava probabilmente l'agiatezza dei capostipiti. |
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TEODORA
TEODORI
TEODORO |
Teodora è praticamente unico, Teodori è tipico della fascia
centrale che comprende Marche, Umbria e Lazio, Teodoro ha un
ceppo nella provincia di Pescara, uno in Calabria ed uno in
Sicilia, derivano dal nome latino
Theodorus
o direttamente dal nome greco
Theódoros.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Teodori. Alla base è il nome
Teodoro. I Romani, adottando il
nome Theodoru(m),
non fecero che trasporre in latino il greco
Theódoros,
chiarissimo nella sua composizione: "dono
(doron)
di Dio
(Theós)". |
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TEODOSI
TEODOSIA
TEODOSIO |
Teodosi è quasi unico, Teodosia sembrerebbe proprio unico,
Teodosio parrebbe campano, di Scafati nel salernitano e di
Montoro Inferiore nell'avellinese, dovrebbero derivare dal nome
d'origini greche Theodòsios
(ricevuto da Dio),
ricordiamo con questo nome Pulcheria Teodosia (379-385), la
figlia dell'imperatore romano Teodosio I. |
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TEOFILI
TEOFILO |
Teofili è tipicamente laziale di Roma e Borbona nel rietino,
Teofilo è specifico del barese, di Polignano A Mare, Bari,
Bitonto e Conversano, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Theophilus
(che ama Dio),
di cui abbiamo un esempio in una
Charta donationis
dell'anno 762 conservata nell'Archivio di Stato di Venezia:
"...Ego Theophilus indignus monachus Sanctorum Apostolorum
rogatus ab Erfone per iussu domni Siluestri abbatis in hanc
cartam manu mea propria subscripsi. ...", ricordiamo con questo
nome lo scrittore mantovano Gerolamo Folengo più conosciuto come
Teofilo (1491 - 1544). |
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TEPOLI
TIEPOLI
TIEPOLO |
Tepoli è praticamente unico cos' come Tiepoli, sono
probabilmente dovuti ad errori di trascrizione di Tiepolo che è
invece tipicamente veneziano, di Venezia, Caorle, Scorzè e
Noale, con un ceppo anche a Trieste e Muggia (TS), dovrebbero
derivare da soprannomi legati al vocabolo arcaico
tepolus o
tiepolus
(leggermente caldo, appena
tiepido), originati forse da
caratteristiche comportamentali del capostipite, tracce di
queste cognominizzazioni le troviamo con Jacopo Tiepolo detto
Scopulo che fu il quarantatreesimo doge della Repubblica
veneziana dal marzo 1229 al maggio 1249; personaggio famosissimo
è stato il pittore Giambattista Tiepolo (1696-1770).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Tiepolo è cognome veneto dal nome antico
Teupolus
sec. XI-XII, certamente riflesso di
Teupo,
Teutpert,
attraverso *Teppo.
Olivieri 166. |
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TERAMANI
TERAMANO |
Sia
Teramani, che Teramano sono assolutamente rarissimi,
sembrerebbero abruzzesi, dovrebbero derivare dall'etnico della
città abruzzese di Teramo, probabile luogo d'origine dei
capostipiti. |
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TERAZZAN
TERAZZANI
TERRAZZAN
TERRAZZANI |
Terazzan,
assolutamente rarissimo, è specifico di Badia Polesine nel
rovigoto, ai confini con il veronese, Terazzani è praticamente
unico, e dovrebbe trattarsi di una forma italianizzata del
precedente, così come Terrazzani, che è quasi unico ed è
specifico del veronese, Terrazzan, leggermente meno raro, è
specifico dell'area tra veronese e padovano, dovrebbe trattarsi
di una forma etnica stante ad indicare che i capostipiti
probabilmente provenissero dal paese di Terrazzo nel veronese,
paese situato ad una quindicina di chilometri da Badia Polesine. |
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TERCON
TERCONI |
Tercon è
tipico del triestino, di Duino Aurisina e Trieste, Terconi,
quasi unico, è l'italianizzazione del precedente, potrebbe
trattarsi di una forma etnica dialettale stante ad indicare la
provenienza dal paese di Tercimonte nel cividalese. |
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TERENGHI
TERRENGHI
TERRENI |
Terenghi è proprio del nordmilanese, Terrenghi, rarissimo,
sembra possa essere un errore di trascrizione, proprio del
comasco, Terreni ha un ceppo lombardo nel milanese, a Parabiago,
Milano e Legnano, a Gallarate nel varesotto ed a Porlezza nel
comasco, ed uno toscano, a Livorno e Rosignano Marittimo nel
livornese, ad Empoli, Firenze, Fucecchio, Montelupo Fiorentino e
Vinci nel fiorentino ed a San Miniato, Montopoli in Val d'Arno,
Pontedera, Vicopisano, Casciano Terme e Pisa nel pisano,
dovrebbero derivare da un soprannome basato sul termine
medioevale dialettale terengo
(terreno, legato alla terra),
originato dal fatto che le famiglie abitassero in un
terraneo,
termine medioevale riferentesi ad una casa colonica con un solo
piano, con il significato di agricoltori o servi della gleba. |
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TERENZI
TERENZIO |
Terenzi
ha un ceppo nel riminese e nelle Marche settentrionali ed uno
nel Lazio meridionale, Terenzio ha un ceppo nel Lazio centro
meridionale ed uno in Puglia, derivano dal nome latino Terentius
(Terenzio), ricordiamo il commediografo latino Publius Terentius
Afer, troviamo tracce di queste cognominizzazioni nel 1400 a
Rimini con il Nobile Gabriele Terenzi molto verso il 1450. |
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TERESA
TERESI
TERESIO |
Teresa sembrerebbe siciliano, di Lampedusa e Linosa
nell'agrigentino e di Trapani e Marsala nel trapanese, Teresi,
molto più diffuso, ha un grosso ceppo a Palermo e presenze
importanti a Trabia e Termini Imerese nel palermitano ed a
Marsala nel trapanese, Teresio è praticamente unico, potrebbero
derivare da forme etniche riferite al paese di Terrasini nel
palermitano, anche se in qualche caso protrebbero anche derivare
dal nome latino Teresius. |
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TERIACA |
Teriaca ha un piccolissimo ceppo nel milanese e nel vicentino,
uno altrettanto piccolo a Sesto Fiorentino, uno a Roma ed uno in
Sicilia nel palermitano, a Palermo, Scillato e Sciara, dovrebbe
derivare da un soprannome, originato dal termine italiano
arcaico teriàca
o triaca,
che indicava un antico rimedio contro i morsi degli animali
velenosi, termine originato dal greco antico ψηριακή
theriaki (rimedio),
si trattava di una preparazione e composizione molto elaborate
che si basava fondamentalmente sulla carne di vipera aggiunta a
moltissimi altri componenti abbastanza variabili, probabilmente
il soprannome stava ad indicare un antico produttore di farmaci,
una specie di alchimista, o uno che da quel tipo di farmaco
fosse stato salvato. |
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TERLIZZI |
Sembrerebbe di origine pugliese, deriva dal toponimo Terlizzi
(BA). |
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TERMINE
TERMINI |
Termine potrebbe avere due ceppi, nell'alto barese e nella
Sicilia occidentale, palermitano ed agrigentino, Termini oltre
ai piccoli ceppi, probabilmente secondari, nel Friuli, nel
perugino e nel romano, ha una grossa distribuzione in tutta la
Sicilia, dove dovrebbero derivare da toponimi quali: Termini
Imerese (PA) o Casteltermini (AG), mentre nel resto d'Italia
dovrebbero essere indicatori di provenienza da uno dei molti
toponimi Termine o Termini.
integrazioni fornite da
Giovanni Cacciola (Mascali)
Di origine francese, la famiglia Termine, detta anticamente
Termes,
trasse il suo cognome dall'omonima signoria nei pressi di
Arques. In Sicilia venne poi nominata Termine. Abbiamo notizia
di un Matteo, maestro razionale nell' anno 1283.Bernardino,
barone di Birribidia e senatore di Palermo nel 1506-7, 1514-15,
1517-18 e 1520-21. Lo stemma della famiglia Termine o Termes ha
la seguente blasonatura:d'azzurro alla fascia d'oro accompagnata
da tre stelle dello stesso,ordinate due nel capo e una in punta.
Questo stemma é presente anche nel famoso palazzo Corvaia di
Taormina.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Termini è cognome siciliano ma diffuso in tutta l'Italia. Ha
alla base il vocabolo latino 'terminus'
= "luogo di confine",
ma anche 'Termini",
il dio dei confini.
Toponimo: Termini (NA), frazione di Massa Lubrense. |
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TERMINIELLO |
Terminiello è tipicamente campano del napoletano, di Massa
Lubrense e Sorrento in particolare, di Napoli, Anacapri e Capri,
dovrebbe derivare da una forma etnica dialettale riferibile a
capostipiti che fossero provenuti da Termini, una frazione di
Massa Lubrense sempre nel napoletano. |
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TERNI
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Terni è
un cognome, prevalentemente di origine israelitica, diffuso
soprattutto in Lombardia e Toscana, deriva dal toponimo umbro
Terni. |
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TERRACCIANO |
Terracciano è specifico del napoletano, di Napoli, Brusciano,
Sant'Anastasia, Acerra, Casalnuovo di Napoli, Marigliano,
Pomigliano d'Arco, Ercolano, Afragola, Pozzuoli, Casoria, Somma
Vesuviana, Torre del Greco, Pollena Trocchia, Casavatore,
Mariglianella e tutta la provincia, con qualche presenza anche
nel casertano, potrebbe derivare da nomi di località come la
Contrada Terracciano di Piedimonte Matese nel casertano, o altre
simili, come potrebbero essere stati chiamati i possedimenti
terrieri di un Terracius,
ricordiamo a titolo di esempio il Prefetto di Roma nel 358:
"..Super his etiam Terracius
Bassus postea Urbi Praefectus
et frater eius Camenius ..". |
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TERRACINA
TERRACINI |
Terracina
è tipico di Roma e provincia, Terracini, assolutamente
rarissimo, è dovuto ad errori di trascrizione, derivano dal
toponimo Terracina (LT). |
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TERRAGNI
TERRANEO
TERRANI |
Terraneo è tipico della zona che comprende i comuni del comasco
Cantù, Arosio, Mariano Comense ed Inverigo e nel milanese,
Giussano, Milano e Lentate Sul Seveso, Terrani è tipico del
milanese e pavese, Terragni è tipico di Milano e del
nordmilanese, dovrebbero derivare o da un soprannome originato
dall'abitare la famiglia in un
terraneo, termine arcaico
riferentesi ad una casa colonica
con un solo piano, o dal nome
medioevale Terraneus
di cui abbiamo un esempio in quest'atto dell'anno 1030: "...Hic
error gravis irrepsit. Emendavit Terraneus hoc modo sub
regimine, et potestate S. Petri urbis Romae, ipsiusque
Monasterii....". Personaggio di rilievo è stato lo storico
torinese Giangiacomo Terraneo (1714-1781). |
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TERRANOVA
TERRANUOVA |
Terranova, tipicamente siciliano, ha ceppi anche in Calabria e
nel napoletano, Terranuova, quasi unico, sembra essere dovuto ad
errori di trascrizione, dovrebbe derivare dai vari toponimi come
Terranova (SA), Terranova da Sibari (CS), Terranova Sappo
Minulio (RC) e molti altri. |
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TERRASI
TERRASINI |
Terrasi è
tipicamente siciliano, di Palermo, Altofonte, Monreale e Caccamo
nel palermitano e di Aragona, Favara, Agrigento e Cattolica
Eraclea nell'agrigentino, Terrasini, molto più raro è specifico
di Palermo, il primo sembrerebbe la forma apocopaica del
secondo, che dovrebbe derivare dal nome del paese di Terrasini
nel palermitano, probabile luogo d'origine dei capostipiti. |
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TERRAZZANO |
Terrazzano sembrerebbe campano, di Grottaminarda e Mirabella
Esclano nell'avellinese, di Napoli e di Sparanise nel casertano,
dovrebbe derivare dal nome della località di provenienza dei
capostipiti, come ad esempio la Contrada Terrazzano di Dugenta
nel beneventano. |
|
TERRECUSO
TORRECUSO |
Terrecuso è tipico del napoletano, di Acerra e di Sorrento,
Torrecuso è specifico di Serino nell'avellinese, dovrebbero
derivare, direttamente od attraverso un'alterazione dialettale
dal nome del paese beneventano di Torrecuso che a sua volta
dovrebbe derivare da una forma dialettale del termine medioevale
toriculus
(collinetta). |
|
TERREN
|
Terren è specifico di Mira nel veneziano, dovrebbe derivare da
un soprannome dialettale stante ad indicare un capostipite che
proveniva dalla campagna, da un
terraneo (vedi TERRAGNI). |
|
TERRIBILE
TERRIBILI
TERRIBILINI |
Terribile ha un ceppo a Genova e Savona, uno a Teramo e
nell'aquilano, uno a Roma ed a Sora nel frusinate, uno a
Grazzanise e Castel di Sasso nel casertano, a Napoli ed a
Battipaglia (SA), uno a Gravina in Puglia e Canosa di Puglia nel
barese ed a Foggia ed in Sicilia ad Ispica nel ragusano e Naso
nel messinese, Terribili ha un ceppo nel Piceno a Servigliano e
Monte Vidon Corrado, ma il ceppo principale è a Roma e Marino
(RM), Terribilini, quasi unico, parrebbe marchigiano, dovrebbero
derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dal soprannome
Terribile,
poi divenuto cognome, attribuito ai capostipiti. |
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TERRILE |
Terrile è
specifico di Genova e del genovese, di Uscio, Recco ed Avegno,
dovrebbe derivare dal toponimo Terrile di Uscio (GE). |
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TERUZZI |
Tipico
del milanese, dovrebbe derivare dal nome medioevale Teruzzo o
Teruccio di cui abbiamo un esempio in Rustico de Filippi poeta
trecentesco: "...Al mio parer Teruccio non è grave, ma scarso il
tegno ismisuratamente; e' ben cavalca de la man soave...". |
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TERZAGHI
TERZAGO |
Terzaghi è tipico del nord milanese, Terzago è assolutamente
rarissimo, derivano da un antico toponimo di quest'uso abbiamo
tracce nel Codice Diplomatico
della Lombardia medievale sotto
l'anno 1183 in un atto scritto in Morimondo (MI): "...Actum in
Morimondo. Interfuerunt testes Terzagus de Terzago, Suzo de
Gudi, Bregonzius de Saconago, Anselmus de Celle...", un
ulteriore esempio di queste cognominizzazioni lo troviamo
nell'Archivio di Stato di Milano in una pergamena del 29 luglio
1206: "...et que omnia consignata sunt per infrascriptos
massarios sicut inferius legitur dominis Guilielmo de Mandello
et Guidoni de Terzago clericis et canonicis ipsius ecclesie
nomine et ad partem eiusdem ecclesie...". |
|
TERZI
TERZINI
TERZO
TERZONI |
Terzi è lombardo emiliano, Terzini estremamente raro, potrebbe
avere un ceppo nell'aquilano ed uno nel senese, Terzo ha un
nucleo principale in Sicilia, un ceppo a Napoli ed uno nel
vicentino, Terzoni, abbastanza raro, ha un nucleo nel piacentino
ed un ceppo nel maceratese, possono derivare o dal cognomen
latino Tertius, o, in alcuni casi, da toponimi come Borgo di
Terzo (BG). Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nel
bergamasco nel 1500 con un certo
Iohannes Tertius
vicario generale della Valle Seriana Inferiore, a Borgo di
Terzo le troviamo nel 1700 in un atto : "...Concambio di case
fra li signori conti Iseppo Terzi e signor Giovanni Antonio
Terzi quondam Lauro...". |
|
TERZUOLI
TERZUOLO |
Terzuoli
è raro ed è specifico del senese, Terzuolo è tipico del torinese
ed astigiano, è molto raro, potrebbe derivare dal toponimo Terzo
(AL), entrambi potrebbero anche derivare dal nome medioevale
terzo dato normalmente al terzo figlio, uso già presente in
epoca longobarda nel VIII° secolo. |
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TESEI
TESEO |
Tesei è molto diffuso nella fascia che comprende la Romagna,
tutte le Marche ed il perugino, con un ceppo anche nel romano, e
nel vicino viterbese e latinense, Teseo, decisamente meno
comune, ha un piccolo ceppo tra teramano e pescarese ed uno tra
romano e latinense, questi cognomi dovrebbero derivare dal nome
dei capostipiti, probabilmente il nome latino
Theseus
di origine greca, generato dal nome dell'eroe mitologico Θησεύς,
il re ateniese di origine ionica padre della Democrazia uccisore
del Minotauro. |
|
TESI
TESINI
TESINO
TESON
TESONE
TESONI |
Tesi è tipicamente toscano, di Pistoia, Qarrata, Agliana,
Serravalle Pistoiese, Monsummano Terme e Lamporecchio nel
pistoiese, di Prato, di Campi Bisenzio, Firenze e Calenzano nel
fiorentino, di Montopoli in Val d'Arno e Pisa nel pisano e di
Piombino nel livornese, Tesini ha un ceppo emiliano nel
modenese, bolognese e ferrarese ed uno nel veronese, Tesino è
quasi unico, Teson, molto molto raro, ha qualche presenza nel
rovigoto ed un piccolo ceppo a Latina, di probabile origine
veneta, frutto dell'emigrazione veneta in occasione della
bonifica Pontina, Tesone ha un ceppo a Roma, uno nel teatino, ad
Archi e Paglieta, uno a Pietrabbondante e Pescolanciano
nell'iserniese ed uno, il più consistente, nel napoletano, a
Giugliano in Campania, Napoli, Qualiano, Villaricca, Marano di
Napoli e Pozzuoli ed a Parete nel casertano, Tesoni, molto molto
raro, ormai presente solo nel romano, dovrebbe essere dovuto
all'italianizzazione del cognome di origine veneta Teson,
dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici o
accrescitivi, dal nome di origine greca
Thesus,
di cui abbiamo un esempio d'uso nel Chronicon di Benzo
d'Alessandria: "... Ypolitus autem erat privignus ipsius, quem
Thesus ex Ypolita, sorore Anthiope, regine Amazonum, quas cum
Hercule devicerat, genuit. Hec Igitur Phedra privignum ipsum
Ypolitum nephando amore dilexit. ...". |
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TESSA
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Tessa ha un ceppo nel torinese, a Giaveno, Torino e Coazze, un
ceppo nel lucchese a Seravezza ed uno bel barese a Canosa di
Puglia e Bari, dovrebbe trattarsi di un matronimico e derivare
dal nome medioevale femminile
Tessa di cui abbiamo un esempio
in una registrazione toscana del 1280: "Ne l'anno MCCLXXX, si
maritò la Tessa nostra serokia (sorella) a Vanni di Ginevia.
Fecie la carta del matrimonio...", o anche in un inventario dei
beni del Comune di Siena del XIV° secolo: "...Tessa da Montieri
ebbe dal Comune predetto, del terreno del comune di Siena, terra
posta nela detta corte e contrata e luogo detto el Colle di
Santa Maria, ala quale dal'una parte è del'eredi di Castagnolo e
dal'altra el fossato di Ribozzo; la quale è 14 staia a tavola.
..". |
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TESSADRI
TESSADRO |
Tessadri attualmente è diffuso solo in Trentino, in particolare
a Baselga di Pinè e Trento in trentino e a Salorno in provincia
di Bolzano, Tessadro, quasi unico, è del milanese, esistono
tracce antiche di questo cognome anche nel vicentino, come si
evince da quest'atto notarile dell'anno 1583 a Roana (VI):
"1583, indictione XI, die lune primo mensis augusti, in villa
Roane, vincentini districtus, in curtivo ser Alovixii quondam
ser Thome Fabri, presentibus Andrea filio ser Stephani Bais de
Axliago et Bartholameo quondam Antonii de Pretto de Recoaro
testibus ad hec vocatis et habitis. Ibique, cunvocati sindici et
iurati seu cunsiliarii comunis et pertinentiarum Roane, et primo
ser Ioanmaria filius ser Bernardini Bernar decanus dicti
comunis, ser Petrus quondam Francisci Spiler nomine ser
Christani eius fratris sindici, ser Matheus quondam ser Gregorii
Azolini, ser Peregrinus quondam Ioanemarie Zamboni de Media
Silva, ser Leo quondam Blasii a Costa, ser Thoma quondam ser
Bonatti de Camporoberis, ser Ioanne quondam Azolini Tessadri de
Camporoberis et ser Marcus quondam ser Thome de Suctoribus...",
tracce a Trento le troviamo in un atto dell'anno 1577: "...Anno
1577 factus est civis Tridenti misser Giovanni de' Tessadri
cuius familia dicitur extincta in meo Albo civium. Ei successit
nobilis dominus Ioannes Baptista Sardaneus, idcirco appellatus
Sardagna Tessari, ac frequentius Tessari tantum....", l'origine
etimologica è dal termine arcaico
tessadro
(tessitore)
di cui abbiamo un esempio d'utilizzo in questo scritto che parla
di Fra Ambrogio da Cles: "...Nel 1724 partendo da Roveredo li 9
settembre andò compagno col P. Filippo da Rallo alla visita del
sagro Monte di Varallo. Fu buon Religioso, perito sarte e molto
caritativo assistente a' Frati infermi. Dopo la solennità della
Immacolata Vergine, essendo di famiglia in Roveredo, si portò a
Besenello per sollecitare presso d'un tessadro la fattura della
tela per il convento....", si tratta quindi della
cognominizzazione derivata dal mestiere del capostipite. |
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TESSARI
TESSARO
TESSAROTTO
TESSERI
TESSERO
TESSIERE
TESSIERI |
Tessari, oltre al nucleo principale veneto ha un piccolo ceppo
nel livornese, Tessaro è invece specifico del Triveneto,
Tessarotto è tipico di Zero Branco nel trevisano e di Martellago
e Venezia nel veneziano, Tesseri, molto raro e Tessero, quasi
unico, tipici del latinense sono probabilmente anch'essi di
origini venete, Tessiere è quasi unico, Tessieri è tipico di
Pisa e del pisano, di Lucca e di Livorno e del livornese,
dovrebbero derivare tutti da soprannomi, anche ipocoristici,
originati dal mestiere di
tessaro,
tessiere
o tessero
(tessitore)
svolto dal capostipite, come riscontriamo ad esempio in un testo
del 1700 nel feltrino: "...tentori da seda e da guado, tesseri
da fustagni e da tella, bombaseri, stramaceri, calegheri,
capeleri;..:". Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo
in un atto readatto a Vicenza nel 1602 dove viene citato un
certo Sebastian quondam Ianexe Tessaro, li troviamo anche a
Sorriva (BL) in un registro delle spese conseguenti alla peste
dove viene citato un tale Zuanne Tessari. |
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TESSARIN |
Abbastanza raro, si individua un ceppo nel rovigoto ed uno
secondario nell'udinese, può derivare dal mestiere di tessitore,
o, in alcuni casi dal cognome francese Tessier. |
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TESSAROLI
TESSAROLO |
Tessaroli, estremamente raro, è specifico della zona di confine
tra bresciano e cremonese, Tessarolo è tipico del vicentino,
potrebbero derivare da nomi di località come ne esistono nel
Veneto, ma anche in Liguria e Piemonte, è pure possibile una
derivazione dal mestiere di tessitore. |
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TESSERA |
Molto
raro, concentrato nel sudmilanese, potrebbe derivare da un
toponimo come Tessera (VE) |
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TESSITORE
TESSITORI |
Tessitore
è tipico dell'area che comprende il casertano ed il napoletano,
con ceppi anche nel savonese e nel palermitano, Tessitori, molto
più raro, parrebbe friulano, in particolare dell'udinese,
dovrebbero derivare dal mestiere di tessitore svolto dai
capostipiti. |
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TESTA
TESTI
TESTINA
TESTINI
TESTINO
TESTONI |
Testa è assolutamente panitaliano, Testi è specifico dell'area
che comprende Lombardia, veronese, Emilia, Toscana e perugino,
Testina è praticamente unico, Testini invece ha un ceppo
lombardo nel sondriese e nell'alto bresciano, picvcoli ceppi in
Toscana e nel Lazio settentrionale ed uno in Puglia, in
partiicolare nel barese, Testino ha un ceppo importante a Genova
ed a Davagna nel genovese ed uno a Corato nel barese con un
piccolo ceppo anche a cerignola nel foggiano, Testoni ha un
ceppo nel comasco, uno nel bolognese ed uno nel sassarese,
possono derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome
medioevale Testa
o, più facilmente, da soprannomi legati al vocabolo
testa, o
con riferimento ad una testa particolarmente grossa, o ad
atteggiamenti autoritari. Tracce di queste cognominizzazioni le
troviamo a Pavia già nel 1418: "Ego Georgius Testa civis
Vercellensis, filius Antoni de Testis, habitans in vicinia seu
parochia Sancte Agnetis, Vercellensis publichus autoritate
imperiali notarius intravi collegium sub anno Domini currente
milleximo cccc°xviii, die xx ianuarii...".
integrazioni fornite da
Simonetta Flore
Testa nasce anche, come soprannome scherzoso, dal termine latino
testa
(coccio
), il colle Testaccio è formato da detriti di coccio della Roma
antica, è diffusissimo anche perchè molto antico: nel II secolo
A.C. esisteva un Trebazio Testa, grammatico latino |
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TESTAFERRATA |
Testaferrata ha qualche presenza nel fiorentino e nel
siracusano, dovrebbe derivare da un soprannome originato
probabilmente dal fatto che il capostipite fosse un militare
solito a portare l'elmo o altre protezioni metalliche per il
capo. |
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TESTAI
TESTAI' |
Entrambi siciliani, Testai ha un ceppo nel catanese ,ennese e
palermitano, ed uno pisano e livornese, Testaì, più raro, ha un
ceppo tra ennese e catanese, dovrebbero entrambi derivare dal
mestiere svolto dal capostipite, quello di
vasaio,
originato dal vocabolo latino
testu (vaso,
tipicamente di terracotta). |
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TESTASECCA |
Testasecca ha un piccolo ceppo nel maceratese a Recanati e
Civitanova Marche, uno più consistente a Martinsicuro nel
teramano, uno a Terni ed a Roma ed uno in Sicilia a San Biagio
Platani nell'agrigentino, dovrebbe derivare da un soprannome
originato dalla conformazione fisica del capo dei capostipiti,
secondo Guglielmo Peirce potrebbe trattarsi anche di un cognome
attribuito a trovatelli, ma la cosa è abbastanza improbabile, i
Conti Testasecca di Caltanissetta sono comunque di origine
abbastanza recente risalendo il titolo appena al 1893. |
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TESTATONDA |
Testatonda è tipico di Montegranaro nell'ascolano e di
Civitanova Marche nel maceratese, dovrebbe derivare da un
soprannome originato dalla conformazione fisica del capo del
capostipite. |
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TESTOLIN
TESTOLINA
TESTOLINI
TESTOLINO |
Testolin è caratteristico del vicentino, di Calvene, Thiene,
Zugliano, Schio, Vicenza e Malo, Testolina è un cognome del
padovano, di Legnaro, Polverara, Villanova di Camposampiero e
Sant'Angelo di Piove di Sacco, Testolini, molto più raro,
sembrerebbe del bellunese, Testolino, quasi unico, è presente
nella Sicilia meridionale, dovrebbero derivare da soprannomi
dialettali, testolin
(testa piccola, senza cervello)
in veneto veniva spesso usato come epiteto scherzoso riferito a
capostipiti, forse con la testa più piccola del normale o, più
probabilmente, per prenderli in giro. |
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TESTORI
TESTORIO |
Testori è
tipico della Lombardia occidentale, Testorio è assolutamente
rarissimo, dovrebbero derivare dal praenomen latino di origini
greche Testorius, di cui abbiamo un esempio nel Genealogie
Deorum gentilium secundum Johannem Boccaccium de Certaldo:
"...Yphates et Testorius, ut dicit Paulus, filii fuerunt
Priami,...", ma è pure possibile la derivazione da un soprannome
originato dal mestiere del testore (tessitore), citato ad
esempio in un testamento del 1611: "...s'investisse nell'Offizio
sopra l'Abbondanza e se ne spendessero i frutti in tante doti di
scudi venticinque, per maritare fanciulle testore o figlie di
testori, purchè oneste, di buona fama ...". Tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo a Garlate (LC) nel 1600 dove i
Testori sono ricchi gabellieri per conto degli occupanti
spagnoli. |
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TETTA
TETTI
TETTO |
Tetta ha un ceppo tra foggiano e potentino, a Lucera nel
foggiano ed a Melfi nel potentino, Tetti ha un ceppo piemontese,
ad Ala di Stura e Torino nel torinese, uno laziale nel romano, a
Genzano di Roma, Roma, Velletri e Colleferro, ed uno sardo, a
Sassari ed a Marrubiu nell'oristanese, Tetto, assolutamente
rarissimo, sembrerebbe avere presenze nel Lazio, nel napoletano
e nel catanese, dovrebbero derivare dal nome della
Gens Tettia,
che in epoca romana aveva notevoli proprietà nell'area
beneventana, o per contrazione dal nomen gentilizio
Tettius,
Tettia.
La famiglia Tetta era nobile di Sebenico, Giacinto Tetta
combattè in Polonia come colonnello, per il re Giovanni III° da
cui ricevette nel 1683 a Varsavia il titolo di marchese il
fratello Lorenzo si era trasferito da Sebenico a Venezia agli
inizi del 1600.
informazioni forniter da
Mario Tetta
La famiglia Tetta nel XVII secolo si trasferisce a Venezia dalla
città Dalmata di Sebenico. A Venezia sono presenti Calle Tetta e
Fondamenta Tetta. Sul fiume Brenta è presente Villa Tetta.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Tetta è cognome lucano di Melfi: 'tetta',
'mammella'.
G. Rohlfs, Dizionario storico dei cognomi in Lucania 1985. |
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TETTAMANTI
TETTAMANZI |
Tipici del comasco e nordmilanese. Troviamo notizie di questi
cognomi nel 1730, quando il capomastro Domenico Tettamanti di
Milano dirige i lavori di ricostruzione della Parrocchiale di
Ossimo Inferiore (BS), dedicata ai Santi Cosma e Damiano.
integrazioni fornite da
Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
dovrebbe derivare da un epiteto scherzoso o beffardo: da "tetà",
tettare (farsi allattare) e "mans", o toro; cioè di uno che
cerca di ciucciare il latte da un toro, col significato dunque
di sciocco.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Tettamanzi, Tettamanti risultano composti da due parole e
significano "colui che dà da
mangiare ai manzi". Sono una
variante del termine 'tettavacch'
che nel dialetto milanese indicava il
vaccaro
(così come 'straciavaca'
e 'straciaporcus'
indicavano gli attuali macellai,
specialisti del singolo animale). La prima forma (Tettamanzi) è
quella originaria, la seconda deriva da trascrizione
ecclesiastiche e notarili. |
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TETTEI
|
Tettei, assolutamente rarissimo, è del basso sassarese, dovrebbe
derivare da un soprannome originato da una variazione del
termine sardo tettò
(poppare)
ad indicare forse una particolare ingenuità del capostipite. |
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TEUTSCH |
Teutsch, assolutamente rarissimo, è della provincia di Bolzano,
dovrebbe derivare da un soprannome e nome originato dal termine
dialettale teutsch,
derivato dal vocabolo medioevale m.a.t
tiutsch
che si è poi evoluto in deutsch
(tedesco). |
|
TEVENINI |
Tevenini,
assolutamente rarissimo, quasi unico, è specifico del
bergamasco, dovrebbe derivare dal nome del paese di Teveno, una
frazione di Vilminore di Scalve nel bergamasco. |
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TEVINI
|
Tevini,
molto raro, è tipico dell'area bresciano, trentina, di Pompiano
ed Edolo nel bresciano e di Commezzadura nel trentino, i due
ceppi sembrerebbero completamente separati ed autonomi, il primo
potrebbe derivare dal toponimo bergamasco di Teveno, il secondo
deriva probabilmente dalla forma ipocoristica dell'aferesi di un
nome. |
|
TEZZELE |
Tezzele molto raro è circoscritto alla zona di Trento e Bolzano,
dovrebbe essere di origini tedesche e derivare dal cognome
Tetzel originario di Pirna in Sassonia ai confini con la
Polonia, a Pirna troviamo tracce di questa cognominizzazione già
nel XV° secolo con il monaco domenicano Johannes Tetzel che
nacque nel 1465 e che nel 1509 diventò Grande Inquisitore della
Polonia e morì a Lipsia nel 1519.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Tezzele è un cognome diffuso a Folgaria (dove si trova l'abitato
di Tezzeli), è ritenuto dal Lorenzi un diminutivo alla tedesca
(con la desinenza -ele)
del termine trentino 'tezza',
derivato dal gallico '(at)tegia',
con cui si indica il sottotetto
dove viene collocato il fieno o vengono depositate le cose
vecchie. È probabile che il cognome provenga dall'abitato di
Tezze, nel comune di Grigno, in Valsugana. Va però ricordato che
anche a Luserna esiste una frazione con questo nome. Lorenzi
stesso, però, propone anche un'altra interpretazione di questo
cognome, considerandolo derivato dal nome di persona
Tassilo,
o Tacilo,
dal gotico 'deds'
attraverso l'antico tedesco 'that'
= opera, azione. |
|
THALER
|
Thaler è tipicamente altoaltesino, molto diffuso a Sarentino,
Bressanone, Bolzano, Nova Ponente, Chiusa e Merano, ma ben
presente in tutta la provincia di Bolzano, dovrebbe derivare da
un soprannome tedesco per
valligiano, riferito
probabilmente a capostipiti provenienti da una valle. |
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THE
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Assolutamente rarissimo, probabilmente del nord Italia. |
|
THERMES |
Thermes, ora presente quasi esclusivamente a Roma, è un cognome
francese, dovrebbe derivare da uno dei molti toponimi francesi
contenenti quella radice, personaggio di rilievo è stato nel
1500 il Generale dell'Esercito toscano Paul de Thermes agli
ordini del Re di Francia, nel 1500 i Signori di Thermes in
Piemonte esercitavano potestà feudale su molte terre.
integrazioni fornite da
Giovanni Cacciola (Mascali)
Si tratta dell'originaria forma dell'attuale cognome
Termine.
Un Ioan Dalmao Narbona nell'anno 912, acquistò la signoria di
Thermes, con l'acquisto di detta signoria la famiglia mutò il
suo cognome in Thermes. Si può verificare il tutto dall'opera
del Mugnos:"Teatro genologico delle famiglie nobili...opera del
1606. Ristampa anastatica Forni Bologna |
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THEVENET |
Thévenet
è un cognome estremamente raro in Italia, di chiare origini
francesi, molto probabilmente originario della Borgogna,
dovrebbe derivare da una forma ipocoristica francese del nome
Etienne, è anche possibile si tratti di una forma aferetica
ipocoristica del nome Etève. |
|
THIELLA |
Specifico di Thiene, Montecchio Precalcino, Sarcedo e Schio nel
vicentino, potrebbe derivare da una forma latinizzata femminile
del nome germanico Thiel
di cui troviamo un esempio in questo
scritto del 1550: "...Epitaphium cuiusdam Thilonini fatui,
vulgo, Thiel von der Lerchen...", o anche potrebbe derivare
semplicemente dal cognome tedesco Thiel, meno facile, ma
possibile una derivazione dalla forma arcaica Thiel del nome
della città olandese di Tiel tra Utrecht e Nijmegen, abbastanza
vicina all'area cimbrica.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Cognome veneto matronimico e aferetico, deriva dal personale
Matteo.
Secondo D. Olivieri 145, n. 76 : "La
th- iniz.
avrà quella stessa ragione che vale anche per il nome locale
Thiène, come già avvertì Carlo Salvioni, cioè quella di evitare
la risoluzione palatina." |
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THOMAIN |
Thomain, quasi unico, è tipicamente valdostano, dovrebbe
derivare dal nome medievale franco
Thomain,
una forma ipocoristica del nome di origini ebraiche
Thomas
(Tommaso). |
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THOMATIS |
Thomatis, assolutamente rarissimo, sembrerebbe tipico del
ponente ligure, dovrebbe derivare da modificazioni arcaiche del
nome ebraico Thomas. |
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THUEGAZ |
Thuegaz, molto molto raro, è specifico di Saint Vincent in Val
d'Aosta, si potrebbe trattare di una forma ipocoristica
dialettale arcaica del nome di origine francogermanica
Thuard
originato dal vocabolo theud
(popolo). |
|
THUN
|
Thun è
assolutamente rarissimo ed è tipico del Trentino, la discendenza
dalla famiglia boema dei Thun, trasferitasi nel trentino nel
1187, a Vigo di Ton che deve il proprio nome proprio a quella
famiglia nobile. Personaggi importanti sono, nel 1298, Erasmo di
Thun, vicario per Federico conte di Tirolo, nel 1372 Guarimberto
di Thun, vicario delle valli; nel 1412 Baldessare Thun, capitano
di Castelselva e così via occupando posizioni di rilievo nel
contesto della loro regione trentina. |
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TIANA
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Tiana è decisamente sardo, di Bono Sassari e Bultei nel
sassarese e di Nurachi, Cabras ed Oristano nell'oristanese,
dovrebbe derivare dalla toponomastica.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
TIANA: rispondono a questo nome tre toponimi: 1) - Tìana,
piccolo centro abitato della provincia di Nuoro; in periodo
medioevale fu “villa” appartenente alla Curadorìa di Barbagia di
Ollolai, nel regno giudicale di Arborea, sino al 1420,
allorquando passò al regno catalano aragonese di Sardegna. Si
trova alla confluenza di due piccoli fiumi, il Tino ed il
Torrei: …in qua duo currunt flumina et tria extant oppida,
Tetis, Tianae et Austis ( al capitolo – de Arborea Aristanique
urbe et diocesis del “In Sardiniae Chorographiam” di G.
Francesco Fara); 2) - Tiana città spagnola, catalana, di 6 mila
abitanti, della provincia di Barcellona; 3) – Tìana città greca
della antica provincia romana della Cappadocia – Τύανα - . Per
quanto riguarda l’origine del toponimo sardo, i linguisti
suggeriscono diverse ipotesi, tra le quali quella del canonico
Giovanni Spano, che lo fa derivare da Tinia, divinità etrusca;
altri dal fiume Tino, che attraversa il paese, altri ancora
dalla divinità pagana Diana, per la”possibile” vicinanza dei
resti di un tempio a lei dedicato. Il cognome “parrebbe”
documentato nelle carte medioevali della lingua e della storia
della Sardegna: in due documenti, nei quali però la voce non è
completa; nel Condaghe di San Nicola di Trullas, CSNT, XI, XIII
secolo, al capitolo 162 figura un certo Petru de Tian(a),
cognato di Elena de Thori: (in una donazione) positinke donna
Elene de Thori, muliere de Dorgotori de Carbia, dessas tres
partes sa .I. de omnia cantu li ditabat …la donazione viene
contestata da Petru de Tian, su connata…Nel Condaghe di San
Pietro di Silki, CSPS, XI, XIII secolo, al capitolo 186,
troviamo: (in una donazione)…cun boluntade dessa fiia e dessos
nepotes de Petru de Cupellu et de Petru de Tian… Attualmente
il cognome Tìana è presente in 53 Comuni italiani, di cui 20 in
Sardegna: Bono 31, Nurachi 28, Sassari 20, Carbonia 15, etc. |
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TIANI
TIANO |
Tiani ha un ceppo a Minervino Murge nel barese, ed uno nel
reggino, Tiano ha un ceppo nel napoletano, soprattutto a Bacoli,
ma anche a Napoli e Pozzuoli ed uno a Pagani nel salernitano,
uno a Cerignola nel foggiano, uno nel cosentino a San Giovanni
in Fiore, Cosenza, Belsito e Rogliano ed a Crotone, ed uno a
Messina, potrebbero derivare dal termine ebraico
dayanim (giudice)
ed essere quindi di origine ebraica.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Tiani è cognome lucano, pugliese, siciliano e napoletano; cfr.
Tyanus
nel 1314 nome di un monaco in zona di Brìndisi,
Tigano
cognome in Calabria: calabrese 'tianu'
= 'tegame di creta'.
G. Rohlfs, Dizionario storico dei cognomi in Lucania 1985.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
TIANO: non si tratta in effetti di un cognome sardo, perché è
presente in 122 Comuni italiani, di cui uno solo in Sardegna, a
Calangianus e con un solo nucleo familiare: ed è senza dubbio un
cognome importato dall’Italia meridionale o dalla Sicilia. Ma è
presente nei documenti medioevali della Sardegna, pur nella
variante sarda Tianu, oggi scomparso dai registri anagrafici,
dove invece è presente il cognome Tiana, per il quale però
facciamo un discorso a parte (vedi Tiana). Nel Condaghe di San
Pietro di Silki, CSPS, XI, XIII secolo, al capitolo 41, in una
donazione di servi alla chiesa di San Pietro figura un certo
Tianu Petru: Positivi a Scu. Petru, donna Jorgia ave Turthevi, a
Bonisinda de Silki, et Petru Tianu, et a fiiu d’Andria
Pelegrine, cun parthone issoro - con la loro parte -(Turtheve
era un centro abitato medioevale, appartenente alla Curadorìa di
Romangia, nel regno giudicale di Torres, oggi non esiste più
perché è stato assorbito dal centro di Sassari, del quale è
rimasto uno dei nuclei storici.). Il significato di Tiano e
Tianu viene verosimilmente dal greco τηγάνον o τήγανον =
tegame o
padella,
generalmente di ceramica (vedi Paderas, Padella). La maggiore
presenza del cognome si registra in Italia meridionale: Bacoli
(prov. di Napoli) 228, Messina 73, San Giovanni in Fiore
(Cosenza) 67, Roma 27, etc. |
|
TIBERI
TIBERIO |
Tiberi è diffuso in tutta la fascia centrale che comprende
Marche, Umbria, bassa Toscana, Lazio e Abruzzi, Tiberio, molto
meno comune, ha un nucleo nel chietino e ceppi sparsi in giro
per tutta l'Italia, dovrebbero derivare dal nomen latino
Tiberius,
ricordiamo l'imperatore romano Tiberio (42 a.C. - 37 d.C.); dal
De Vita XII Caesarum
C. Suetonii Tranquilli:
"...Tiberius Nero advenientem ex Hispania cum ingentibus copiis
Hasdrubalem, prius quam Hannibali fratri coniungeretur,
oppressit...". |
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TIBOLLA |
Tibolla è
specifico del bellunese, dell'agordino, di Taibon Agordino,
Sedico, Sospirolo e Canale d'Agordo, dovrebbe derivare dal nome
della Val Tibolla, indicando probabilmente un'origine dei
capostipiti da quei luoghi. |
|
TIBOLLO |
Assolutamente rarissimo, forse pugliese, dovrebbe derivare dal
cognomen latino Tibullus. |
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TIBURCIO
TIBURZI
TIBURZIO |
Tiburcio, quasi unico è probabilmente dovuto ad errori di
trascrizione di Tiburzio che ha un ceppo a Codroipo nell'udinese
ed uno in Abruzzo ad Avezzano, mentre Tiburzi è proprio della
fascia centrale che comprende Lazio, Marche meridionali, Umbria
ed Abruzzo, dovrebbero derivare tutti dal nomen latino
Tiburtius
di cui abbiamo un esempio nel De
bello civili di Giulio Cesare:
"...quae ille obtectus armis militum vitavit; vulnerantur tamen
complures, in his Cornelius Balbus, M. Plotius, L. Tiburtius,
centuriones militesque nonnulli. ...", ricordiamo Tiburzio santo
martire di Roma sotto Diocleziano, o anche dall'etnico
tiburtinus
(abitante di Tivoli. |
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TICCA
|
Ticca è decisamente sardo, con un ceppo consistente a Nuoro, ma
ben presente nel nuorese anche ad Oliena, Dorgali e Macomer, con
un ceppo anche a Sassari ed a Cagliari, dovrebbe derivare da un
soprannome basato sul termine sardo
ticca (rifiuto,
ma anche piccone), forse ad
indicare che il capostipite facesse uso di un piccone per il suo
lavoro, o semplicemente che fosse un tipo ostinato.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
TICCA: ticca,
in logudorese è la gallina
(voce infantile): ticca, ticca! Si tratta ovviamente di una
onomatopea, presente in alcuni dialetti dell'Italia Meridionale,
ad esempio in Lucania. In campidanese il termine
ticca è
sinonimo di piccu
= diniego, rifiuto:
pigai ticca o pigai piccu, hanno il significato di rifiutarsi,
essere in dissenso con. No abbiamo trovato il cognome nelle
carte antiche della lingua e della storia della Sardegna, da noi
consultate. Attualmente il cognome Ticca è presente in 30 Comuni
italiani, di cui 15 in Sardegna: Nuoro 193, Oliena 54,
Sassari35, Cagliari 21, etc. Nella penisola, Roma con 20, conta
il numero più alto. |
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TICCHI
TICCHIO
TICHI |
Ticchi è specifico di Rimini, del riminese e del pesarese,
Ticchio, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del potentino,
Tichi, quasi unico, è del forlivese, potrebbe derivare da una
forma etnica arcaica francese riferita ai tedeschi
tiesche
alterata in ticke
e quindi in ticchi, ma il ceppo potentino potrebbe derivare dal
nome del monte Tichius
uno dei due contrafforti delle Termopili. |
|
TICCI
TICI |
Ticci è tipicamente toscano, ha ceppi a Firenze, Prato ed a
Siena e Poggibonsi nel senese, Tici, sempre toscano,
praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad un errore di
trascrizione del precedente, che dovrebbe derivare da una forma
alterata Ticius
del nomen latino Titius. |
|
TIDDIA
|
Tiddìa, quasi unico, ha qualche presenza nel fiorentino ed in
Sardegna.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
TIDDIA: significato ed etimologia permangono nell'incertezza..
Potrebbe derivare da tittìa
= esclamazione per esprimere la sensazione di freddo. Un
incrocio tra il centrale tittìa ed il logudorese biddìa ? Oppure
potrebbe essere il diminutivo di
tidu =
colombaccio
(vedi Tidu cognome): tidìna > tidĩa. Attualmente il cognome lo
troviamo però con due "d", ma nelle carte antiche è anche con
una sola "d" > Tidia. O potrebbe derivare da
titta =
mammella,
al diminutivo > tittìna > tiddìna > tiddĩa. C'è poi dida e
didìna o diddìna (diddĩa) nel significato di balia o qui da noi
in Campidano anche di madrina. Inoltre tzinnìga, tzinnìa, tinnìa
sono voci che identificano il giunco. Sono solo ipotesi.
Abbiamo intervistato diverse persone che portano quel cognome,
ma nessuna ha saputo dare chiarimenti. Il cognome è presente nei
documenti medioevali. Tra i firmatari della Pace di Eleonora,
LPDE del 1388, figurano: Tiddia Gunnario, jurato ville de Sancto
Gavino, * Sancto Gavino. San Gavino Monreale. Montis Regalis;
Tidia Cogono, jurato ville Margini, * Margini .distrutto. Partis
de Montibus; Tidia Joanne, ville Gonnos de Codina, * Gonnos de
Codina.Gonnoscodina. Partis de Montibus; Tidia Paulo, ville
Gonnos de Codina. Attualmente il cognome Tiddìa è presente in 85
Comuni italiani, di cui 39 in Sardegna: Cagliari 78, Serrenti
58, Sarroch 48, Gonnesa 46, Teulada 32, Carbonia 28, etc. Nella
penisola Roma ne conta 25, Torino 13, etc. In USA è presente,
con un solo nucleo familiare nello Stato del Massachusetts. |
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TIDILI
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Assolutamente rarissimo è specifico di Nuraminis (CA), deriva da
un soprannome originato dal vocabolo sardo
tidìli (cercine)
il cerchio di stoffa che le donne mettevano sul capo per
facilitare il trasporto di orci o altri pesi.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
TIDILI: tidìli
in campidanese, tetìle
nei dialetti centrali, tedìle
in logudorese è il cercine,
ma non deriva chiaramente dal latino
circinus,
bensì da una combinazione del verbo latino
tegere =
coprire
e dal sostantivo texstilis
= drappo:
> tegetexstile
> tegetile
> tetile.
Esiste anche la voce kirkìle, sempre col significato di cercine,
ma che deriva chiaramente dal latino circinus, o tutto al più
dall'italiano cercine. Col tidìle (cercine) si portano in testa
( o meglio si portavano) le ceste (cròbis, crobèddas, cadìnus e
canistèddas), di vivande ad esempio, ma anche i contenitori con
i panni, da lavare e lavati, scivèddas e bagnèras. Non abbiamo
trovato il cognome negli antichi documenti da noi consultati.
Attualmente il cognome Tidìli è presente in 12 Comuni italiani,
di cui 7 in Sardegna: Nuraminis 25, Cagliari 16, Sestu 3, etc. |
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TIDU
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Cognome tipico di Cagliari e del cagliaritano con un ceppo anche
a Teti (NU), dovrebbe derivare da un soprannome originato dal
vocabolo sardo tidu
(colombaccio, piccione selvatico).
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
TIDU: colombaccio, piccione selvatico. Qui da noi in Campidano,
piccioni aresti
= piccione selvatico
(columba palumbus),
ma a Villacidro anche tidòni.
Alcuni studiosi lo fanno derivare dal nome latino
Titus. In
latino ed anche in italiano esiste il verbo tubare ( da tuba =
tuba, tromba), che è proprio dei piccioni in amore. In latino
come in italiano c'è altresì il verbo titubare = essere
indecisi, ma lo possiamo intendere come frequentativo di tubo.
In greco la civetta (appartiene ai titonidi o tidonidi) è detta
τυτώ (titô).
Non abbiamo altro! Lo troviamo negli antichi documenti, come
Tidu o anche Titu, riferito alle stesse persone; ciò che
confermerebbe la derivazione dal greco τυτώ, o anche dal nome
latino Titus. Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, *CSMB,
XI°, XIII° secolo, abbiamo: Titu (o Tidu)Gosantine (100), figlio
a (di )Iorgia, in una spartizione di servi: Ego Thomas, conbersu
de Bonarcado, facio recordatione dessa partizione dessa domo
d'Austis, ka mi mandait iudice sere Ugo de Bassu, cun su
curatore donnu Bonnaccorsu a partire sos homines ki aviamus in
comune in Austis." - "Io Thomas, converso(frate laico, in questo
caso con funzioni di ambasciatore) di Bonarcado, faccio
ricordare la spartizione della casa di Austis, poiché fui
incaricato dal giudice ser (signore) Ugo de Bassu, col curatore
(amministratore generale) donnu (nobile) Bonaccorsu, per
spartire gli uomini (servi), che avevamo in comune ad
Austis."(segue un lungo elenco).et in cambiu de custu levait
iudice a Goantine Tidu, fiiu de Iorgia Tidu.e in cambio di
questo, il giudice prese Goantine Tidu, figlio di Iorgia Tidu.
Titu (Tidu) Vera (76, 151), figlia a (di) Iohanne, madre a
Iorgi, Iusta, Mariane, Peruki(in una spartizione di servi): (76)
Ego Armannus prior de Bonarcatu, partivi fiios de Iohanne Tidu
et de Margarita Galare, cun su conte. Clesia levavit a Iorgia
et issu conte a Bera .= Io Armanno priore di S. M. di Bonarcado,
ho diviso i figli di Iohanne Tidu e di Margarita Galare col
conte (probabilmente il giudice Barusone). La chiesa ha preso
Iorgia e il conte Vera( che erano figlie di Iohanne e di
Margarita). Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, *CSNT XI°,
XIII° sec. troviamo: Titu (oTidu) Petru (143), in una
spartizione di servi; "partivi homines ki avea cun presbiteru
Romanu de Akeptas, filios de Petru Titu. Ditavatili ad isse
Simione Macara: deitimilu a voluntate sua bona; et ego deililu a
Iohanne su frate."( ho diviso gli uomini che avevo col prete
Romano de Akeptas, i figli di Petru Titu. Spettava a lui Simione
Macara: me lo ha dato spontaneamente; e io gli ho dato Iohanne,
il fratello). Attualmente il cognome Tidu è presente in 68
Comuni d'Italia, di cui 36 in Sardegna: Cagliari 87, Monserrato
63, Sestu 30, Teti 22, Maracalagonis 20, etc. |
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TIERA
TIERI
TIERO |
Tiera, quasi unico, parrebbe calabrese, Tieri ha un ceppo a
pescara e nel teatino ad Atessa, Tornareccio, Casalbordino e
Lanciano, un ceppo a Coreno Ausonio nel frusinate ed a Roma ed
uno a Napoli e San Giorgio a Cremano, ed uno a Corigliano
Calabro (CS), Tiero, assolutamente raro, è proprio di
Castelforte (LT), dovrebbero tutti derivare dall'aferesi di nomi
come medioevali Altieri o Gualtiero, di quest'uso abbiamo un
esempio nei fragmenta historiae
pisanae
Ludovici Antonii Muratorii:
"...Poi di po' Nona intendendo l'Arcivescovo, e li dicti capi de
i Ghibellini, che Brigata era andato al Ponte de la Spina, e
avea con suoi fanti prese iscafe per volere mettere dentro
Messere Tieri da Bientina, ch'era venuto ben con mille homini
inanti del Conte...". |
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TIERNO
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Cognome
molto raro, specifico del salernitano, dovrebbe derivare
dall'aferesi del toponimo Matierno (SA). |
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TIEZZI
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Tipico
toscano, più propriamente della zona che comprende l'aretino ed
il senese. |
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TIGLI
TIGLIO |
Tigli è tipicamente toscano dell'aretino, di Terranuova
Bracciolini, Laterina, Civitella in Val di Chiana, Cavriglia e
Monte San Savino, con piccoli ceppi a Grosseto e Siena, Tiglio,
molto molto raro, ha sporadiche presenze sparse qua e là per
l'Italia, si possono formulare due ipotesi, la prima consiste in
una derivazione dal nome di una località nota per la presenza di
alberi di tiglio,
la seconda riconduce ad una forma aferetica dialettale originata
da un'alterazione del nome
Attilio. |
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TILELLI
TILETTI
TILLA
TILLI
TILLO |
Tilelli, assolutamente molto raro, sembrerebbe calabrese, di
Strongoli nel crotonese, Tiletti, chesembrerebbe unico, è
probabilmente dovuto ad un'errata trascrizione del precedente,
Tilla e Tillo sembrerebbero quasi unici, dell'area tra Lazio e
Campania, Tilli ha un ceppo toscano, soprattutto nel fiorentino,
uno nel romano ed uno jnel teatino, campobassano e foggiano,
questi cognomi dovrebbero derivare da forme ipocoristiche
semplici o composte dell'aferesi di nomi come il latino
Domitius,
Equitius,
Statius,
Tatius
o altri simili.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Tilli è cognome pugliese (Foggia), è la cognominizzazione del
nome latino Tillius
oppure forma aferetica del nomen latino
Vitilli.
Potrebbe avere origine anche dal greco 'thylas'
= otre.
Minervini 482. |
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TILLOCA
TILLOCCA
TILOCA
TILOCCA |
Tilloca è specifico di Alghero nel sassarese, Tillocca è
praticamente unico, sempre del sassarese, Tilocca è tipico del
sassarese occidentale, Sassari, Alghero e Burgos, Tiloca è del
sassarese, di Alghero, Villanova Monteleone e Sassari,
dovrebbero tutti derivare da un soprannome dialettale originato
dal vocabolo protosardo
thiliocca (vortice,
mulinello), indicando forse
delle caratteristiche della località di provenienza o di
abitazione delle famiglie. |
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TILOTTA |
Tilotta è tipico della Sicilia occidentale, del trapanese e di
Castelvetrano in particolare, ma anche di Erice, Trapani e
Mazara del Vallo, dovrebbe trattarsi di una forma etnica
grecanica stante ad indicare la provenienza dei capostipiti
dall'isola greca di Tilos nel Dodecanneso.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Tilotta è cognome siciliano che per Rohlfs 185 viene da
Atilina,
vezzeggiativo di Adele,
per Caracausi 1619 è diminutivo del cognome
Tella che
viene da un toponimo omonimo. |
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TIMEO
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Timeo è tipico di Bari e del barese, dovrebbe derivare dal nome
latino di origine greca Timaeus,
ma è pure possibile una derivazione diretta dal nome greco
Timeos
ricordiamo il famosissimo Timeo uno dei Dialoghi socratici di
Platone che probabilmente coinvolge un filosofo della Magna
Grecia, di Locri, appunto con questo nome. |
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TIMILLERO |
Timillero, molto molto raro, è specifico di Vicenza e del
vicentino, di difficile interpretazione, si può prendere in
considerazione una derivazione dal verbo cimbro
timmilg (fare
baccano), in questo caso il
cognome avrebbe avuto origine da un soprannome del capostipite
con il significato di fracassone,
un'altra ipotesi coinvolge il verbo medioevale germanico
dimmir
(diventare scuro),
se così fosse il cognome potrebbe indicare una provenienza della
famiglia, da una valle particolarmente angusta, anche se molto
improbabile si deve prendere in considerazione anche una
possibile derivazione dal termine spagnolo
timillo (timo). |
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TIMI
TIMINI
TIMO
TIMON
TIMONE
TIMONI |
Timi ha un ceppo nel perugino, a Foligno, Perugia, Nocera Umbra,
Assisi e Bastia, con presenze anche nel maceratese e nel romano,
Timini, molto molto raro, ha un piccolo ceppo veneziano e
presenze nel basso bresciano, Timo ha un piccolo ceppo ad
Alessandria e nell'alessandrino, ed uno più consistente nel
leccese a Lecce e Taviano, Timon è quasi unico, Timone ha un
piccolissimo ceppo a Genova ed uno ancora più piccolo a Reggio
Calabria, Timoni, quasi unico, ha qualche presenza nel padovano
e nel piacentino, tutti questi cognomi dovrebbero derivare,
direttamente o tramite forme ipocoristiche o accrescitive,
dall'apocope di nomi medioevali come
Timotheus,
o dal nome normanno Thim
o del turco Timur. |
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TIMOTEI
TIMOTEO |
Entrambi assolutamente rarissimi, Timotei parrebbe toscano,
mentre Timoteo, leggermente meno raro, sembrerebbe del teramano,
dovrebbero derivare dal nome medioevale Timoteus a sua volta
derivato dal nome greco Timotheos formato dalla fusione dei
termini greci timan
(che onora, che reca gloria)
e theos
(Dio),
con il significato di che reca
gloria a Dio. |
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TIMPANARI
TIMPANARO |
Timpanari, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del
cagliaritano, mentre Timpanaro è molto difuso in Sicilia,
soprattutto a Catania e nel catanese a Castel di Judica,
Paternò, Ramacca ed Adrano, dovrebbero derivare dal mestiere del
capostipite, che probabilmente faceva il suonatore di timpani o
era un artigiano che li costruiva. |
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TIMPERI
TIMPERO |
Timperi è tipicamente laziale, ha un grosso ceppo a Roma,
Tivoli, Subiaco e Ciciliano nel romano, a Paliano nel frusinate
ed a Tarquinia nel viterbese, Timperio ha un ceppo a Miglianico
nel teatino ed a Sant'Eufemia a Maiella e Pescara nel pescarese,
ha un ceppo a Roma, ha un piccolo ceppo a Campobasso ed uno a
Cerignola nel foggiano, per questi cognomi si possono ipotizzare
almeno due ipotesi di origine etimologica: la prima propone una
derivazione da una forma dialettale del nome latino
Tiberius,
che, con l'aggiunta di una -m-
epentetica e la mutazione della
-b- in
-p-
diviene Timperius,
la seconda propone una derivazione da un soprannome originato
dal termine dialettale abruzzese e laziale
timperia
(brutto tempo, tempesta). |
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TINAGLI |
Tinagli è tipicamente toscano, con un ceppo ad Empoli e Lastra a
Signa nel fiorentino, a Viareggio nel lucchese ed a Livorno,
Cecina e Campiglia Marittima nel livornese, dovrebbe derivare da
un soprannome originato dal termine arcaico
tinaglio
(tenaglia, uno strumento
utilizzato dagli archibugeri),
identificando forse così il mestiere dei capostipiti. |
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TINAGLIA |
Tinaglia è tipicamente siciliano, con un ceppo a Palermo e
Vicari nel palermitano ed uno a Favara ed Agrigento
nell'agrigentino, dovrebbe derivare da un soprannome originato
dal termine dialettale siciliano
tinagghia
(tenaglia),
probabilmente un arnese usato dal capostipite nel suo mestiere. |
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TINARI
TINARO |
Tinari è un cognome specifico della fascia che comprende il
teatino, il pescarese, l'aquilano ed il romano, con massima
concentrazione nel teatino a Guardiagrele e Pollutri, Tinaro,
molto più raro, è specifico di Atessa e Vasto nel teatino,
dovrebbero entrambi derivare dal nome turco, arabo ed albanese
Tinar. |
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TINAZZI
TINAZZO
TINELLA
TINELLI
TINELLO
TINETTI
TINETTO
TINI
TINO
TINOZZI |
Tinazzi ha un ceppo tra veronese e mantovano, uno nel trevisano
ed uno nel romano, Tinazzo ha un ceppo tra mantovano, rovigoto e
padovano ed uno, probabilmente secondario, nel romano, Tinella è
tipicamente pugliese, di Palagiano e Taranto nel tarantino, di
San VIto dei Normanni e Fasano nel brindisino, e di Noci e Gioia
del Colle nel barese, Tinelli ha un ceppo al nord tra
alessandrino, genovese, spezzino, piacentino e parmense,
Lombardia e veronese, ha un ceppo tra Umbria, viterbese e romano
ed uno tra barese e tarentino, Tinello ha un ceppo tra
alessandrino e genovese, uno nel padovano ed uno nel
catanzarese, Tinetti, molto raro, ha un piccolo ceppo a
Castellamonte e Torino nel torinese, Tinetto, assolutamente
rarissimo, sembrerebbe anch'esso del torinese, Tini è specifico
della fascia centrale della penisola, del perugino in
particolare, del viterbese e del romano e del teramano e
pescarese, Tino, decisamente meridionale, ha un ceppo nell'area
che comprende il casertano, il napoletano, il beneventano,
l'avellinese ed il foggiano, con un ceppo anche tra vibonese e
catanzarese, Tinozzi ha un piccolo ceppo a Perugia e nel
perugino ed uno più consistente a Roma, tutti questi cognomi
dovrebbero derivare, direttamente o tramite varie forme
ipocoristiche, anche femminili, dall'aferesi di ipocoristici di
nomi come Benedetto,
Umberto,
Alberto
o simili, ad esempio da Benedetto si ha l'ipocoristico
Benedettino che per aferesi diventa Tino e per eventuale
ulteriore ipocoristico Tinello. |
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TINOR
TINORI |
Tinor,
estremamente raro, è tipicamente friulano, del pordenonese, così
come il praticamente unico Tinori, dovrebbero derivare da forme
aferetiche del nome di origine greca Antinore (vedi ANTENORA). |
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TINTERI |
Tinteri, assolutamente rarissimo, è tipicamente sardo, del
sassarese, di Porto Torres, Sassari, Olmedo e Valledoria,
dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo sardo
tintèri
(calamaio),
forse ad indicare nel capostipite uno scrivano od un maestro di
scuola. |
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TINTA
TINTI
TINTINO
TINTO |
Tinta è specifico di Trieste e di Duino Aurisina nel triestino,
Tinti potrebbe avere più ceppi, nel bresciano, nel bolognese in
provincia di Firenze e Arezzo, nell'anconetano e nel sud della
Sardegna, Tintino, quasi unico, parrebbe partenopeo, Tinto ha un
ceppo a Roma ed uno a Napoli ed a Succivo (CE), dovrebbero
derivare dal cognomen latino
Tinctus,
Tincta o
dal suo ipocoristico Tintinus,
si hanno tracce intorno al 1000 di un Tintinus, grande
latifondista e nella seconda metà del 1200 a Perugia troviamo un
Tinctus Bendefende notarius.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Tinti è il latino tinctus
«intinto, immerso»
(part. passato del verbo tingere),
con la precisa significazione cristiana di «battezzato»,
cioè tinctus aqua salutis
aeternae, che vuol dire «immerso
nella acqua dell'eterna salvezza».
La diffusione del cognome, sinonimo di «cristiano»,
è larga in Italia, discreta nel Modenese. Designava anche una
delle famiglie dell'antica Partecipanza nonantolana. F. Violi,
Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996. |
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TINTORI |
Si
individua un nucleo nel bergamasco ed uno in provincia di Lucca,
deriva dal mestiere appunto di tintore. |
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TINUNIN |
Tinunin, estremamente raro, sembrerebbe dell'area veneziano
friulano, giuliana, dovrebbe trattarsi di un ipocoristico
dialettale dell'accrescitivo dialettale di una forma aferetica
di nomi come Agostino,
Martino
o altri che comunque terminino per
-tino,
partendo ad esempio da Martino,
per aferesi si ottiene Tino,
il cui accrescitivo dialettale è
Tinun,
che diventa Tinunin
al diminutivo. |
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TIOLI
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Tioli è
tipico del modenese, di Mirandola e di Modena stessa, dovrebbe
derivare dall'aferesi di Mattiolo, un'ipocoristico del nome
Matteo. |
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TIOZZI
TIOZZO |
Tiozzi è specifico di Cervia (RA), Tiozzo, decisamente veneto, è
originario di Chioggia, dovrebbero derivare dall'aferesi di
modificazioni ipocoristiche del nome Matteo, ma potrebbero anche
derivare da modificazioni del termine Chiozzoto (etnico di
Chioggia).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Tiozzo, Tiozzi è cognome veneto dal nome antico
Teozo che
deriva da Teuzo,
Förstemann 1417. Olivieri 166. |
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TIRABASSI
TIRABASSO |
Tirabassi è specifico del Piceno, di Ascoli Piceno, Sant'Elpidio
a Mare, Monte Urano, Colli del Tronto e Porto sant'Elpidio,
dell'aquilano, di Celano, Avezzano, Sulmona e Cerchio, e di Roma
e del romano, Tirabasso ha un piccolo ceppo nel Piceno, uno a
Roma ed uno nel campobassano a Campobasso, Oratino e
Ripamolisani, la loroa origine secondo alcuni deriva da
un'alterazione del nome illirico
Ziraxes,
secondo altri è invece di origine longobarda e deriva da
un'alterazione del termine
tierwysch (esperto
di bestiame), probabile
attività del capostipite. (vedi anche TIRABOSCHI) |
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TIRABOSCHI
TIRABOSCO |
Tiraboschi è tipicamente lombardo, soprattutto del bergamasco,
di Oltre il Colle, Serina, Selvino, Bergamo, Zogno, Dalmine,
Stezzano, Oneta e Scanzorosciate, con un ceppo anche ad
Agnadello nel cremonese ed a Milano, presenta anche un ceppo a
Palazzo San Gervasio nel potentino, Tirabosco, molto molto più
raro, ha un ceppo a Bolzano, uno a Bagnoli di Sopra nel padovano
ed a Vicenza ed uno molto piccolo nel catanzarese, dovrebbero
derivare dal termine germanico
tierbursch (giovane
mandriano o pastore) o anche
dal termine longobardo tierwysch
(esperto di bestiame),
possibili mestieri dei capostipiti. |
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TIRAFERRI |
Tiraferri, abbastanza raro, ha un ceppo a Rimini e nel riminese
ed uno a Roma e Albano Laziale nel romano, dovrebbe derivare da
un soprannome originato dal mestiere di lavorante di bottega di
un fabbro, probabilmente svolto dal capostipite. |
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TIRALONGO |
Tipico della città di Avola (SR), dovrebbe derivare da un
soprannome.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Tiralongo è cognome lucano e siciliano: 'dura
a lungo'. G. Rohlfs, Dizionario
storico dei cognomi in Lucania 1985. |
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TIRAMANI |
Tiramani
è specifico del piacentino, di Piacenza, Morfasso e Lugagnano
Val d'Arda, dovrebbe derivare dal nome della località Tiramano
della Val Nure nel piacentino. |
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TIRANZI
TIRANZONI
TIRINZONI |
Tiranzi, assolutamente rarissimo, è del milanese, Tiranzoni,
quasi unico, è sicuramente lombardo, forse bergamasco, potrebbe
derivare dal toponimo Tirano (SO), Tirinzoni è specifico di
Talamona (SO), dovrebbero derivare direttamente o tramite forme
accrescitive dal nome rinascimentale
Tirantus,
abbastanza diffuso in Spagna, di cui leggiamo ad esempio in
questo libro del 1523: "...Tum et de pestiferis libris,
cuiusmodi sunt in Hispania: Amadisus, Splandianus, Florisandus,
Tirantus, Tristanus, quarum ineptiarum nullus est finir;
quotidie prodeunt novae: Coelestina laena, nequitiarum parens,
Carcer Amorum....".
integrazioni fornite da
Gigi
Sembra proprio che Tiranzoni sia un cognome di origine
Valtellinese, con origne a Tartano di Morbegno (SO). Si
tratterebbe della vecchia forma del cognome Tirinzoni, oggi
cognome di Talamona, grosso borgo della bassa Valtellina, quasi
unito a Morbegno, situato a una decina di chilometri dal lago di
Como. I Tiranzoni sono "scesi" a Talamona dalla montagna di
Taratano verso il 1700 "ribattezzandosi" Tirinzoni.
Difficile pensare che Tirinzoni derivi dal nome della cittadina
di Tirano (una cinquantina di chilometri più a Est). Questo
borgo divenuto verso la metà del '500 polo fieristico
importantissimo, non ha mai "prodotto" cognomi, diversamente da
altri paesi vicini: Ponte, Mazzo, Grosio, Tovo o Bormio. |
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TIRAPELLE |
Tirapelle è specifico del veronese, in particolare di Roncà, ma
anche di Verona e Zimella e di Montecchio Maggiore nel
vicentino, potrebbe derivare da un'italianizzazione del vocabolo
cimbro traupe
(grappolo)
o di traupiglja
(ribes),
ma, molto più probabilmente deriva da un'alterazione
italianizzata del vocabolo medioevale germanico
trappe (laccio,
trappola), forse ad indicare
nel capostipite un cacciatore. |
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TIRELLI |
Un nucleo
importante nella zona che comprende la Lombardia l'Emilia ed il
veronese, un probabile ceppo nell'udinese e piccoli nuclei nel
napoletano e nel foggiano. |
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TIRENDE
TIRENDI
TIRENNA
TIRENNE
TIRENNI |
Tirende è unico, parrebbe siciliano, Tirendi è specifico del
catanese di Maletto e Misterbianco, Tirenna ha un ceppo a
Paternò (CT) ed uno un pò meno importante a Palermo, Tirenne,
quasi unico è del catanese, Tirenni è tipico di Centuripe (EN) e
di Misterbianco (CT), dovrebbe trattarsi di forme dialettali del
nome latino Terentius
o direttamente derivate dal nome greco
Terentes. |
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TIRINATO |
Tirinato è specifico della provincia di Catanzaro,di Catanzaro e
Satriano, dovrebbe trattarsi di una forma etnica arcaica
riferita a capostipiti provenienti dal paese di Nocera Tirinese
nel catanzarese, paese che anticamente veniva chiamato
Terina
o Tirina,
da cui la forma etnica grecanica di
terinate
o tirinate,
per indicarne gli abitanti. |
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TIRINI
TIRINO |
Tirini, molto raro, sembrerebbe avere un ceppo a Bologna, Tirino
è invece specifico del beneventano, di Moiano ed Airola, con un
ceppo anche a Napoli, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Tirinus,
probabilmente portato dal capostipite, di questo nome abbiamo un
esempio nel 1000: "Saeculo undecimo Georgius Cedrenus synopsin
historiarum scripsit, a condito mundo usque ad initia lsaacii
Comneni, sive annum Christi M LVII productam.. ..et Tirinus
aiunt, eum anno MLXX mortuum ...".
integrazioni fornite da
Sandro Tirini
dalla consultazione dei registri di battesimo, matrimoni e morte
della Chiesa parrocchiale di Pieve di Cento, che era utilizzata
anche dai territori circostanti, dall'archivio notarile e
comunale della zona ho avuto certezza che la mia ascendenza
Tirini, dettagliata fino al 1540, sia specifica della zona in
provincia di Bologna, nel triangolo Pieve di Cento - Mascarino
(fraz. Di Castello d'Argile) - Cento. Dagli archivi notarile e
comunale ho trovato riferimenti a persone con il mio cognome in
atti di vario tipo (contratti matrimoniali, acquisto e vendita
terreni, opere di bonifica collettive, Catasti, ..) fin dal 1200
circa. |
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TIRLI
TIRLONI |
Tirli,
praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad un'errata
trascrizione di Tirloni, che è tipico del bergamasco, di
Treviglio, Bergamo, Caravaggio, Cologno al Serio, Ghisalba e
Morengo, con un ceppo anche a Garbagnate Milanese nel milanese,
e che dovrebbe derivare da un soprannome dialettale arcaico con
il significato di molto scuro, probabilmente riferito alla
carnagione di capostipiti avvezzi a vivere all'aperto, o al
colore dei loro capelli. |
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TIRO
TIRONE
TIRONI |
Tiro, molto molto raro, è del genovese, di Masone e Genova,
Tirone ha un ceppo in Irpinia, uno nell'agrigentino ed uno tra
le province di Roma e dell'Aquila, Tironi è tipico lombardo, del
bergamasco in particolare, dovrebbero derivare il ceppo
settentrionale da modificazioni dell'aferesi del nome Gualtiero
e quello meridionale più probabilmente dal vocabolo latino
tiro, tironis
(giovane milite, recluta)
o dal nomen Tiro
(Tironis)
di cui abbiamo un esempio nel liberto di Cicerone: "...Quid Tiro
Tullius, Ciceronis libertus, reprehenderit in M. Catonis
oratione, quam pro Rhodiensibus in senatu dixit; et quid ad ea,
quae reprehenderat, responderimus...", è pure possibile un
collegamento con l'etnico della città di Tiro. |
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TISAT
TISATO
TISATTO |
Tisat,
estremamente raro, è tipico di Feltre e Seren del Grappa nel
bellunese, Tisato, meno raro, è tipico del vicentino, di Schio,
Valli del Pasubio, Torrebelvicino e Lonigo, di Padova e Verona,
Tisatto, quasi unico, è probabilmente dovuto ad un errore di
trascrizione del precedente, di etimologia oscura, si potrebbe
pensare ad errori di trascrizione di Tosato, anche se non si può
escludere la connessione, tramite un soprannome, al termine tisi
(tubercolosi). forse per l'aspetto particolarmente emaciato dei
capostipiti. |
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TISI
TISO
TISON
TISONE
TISONI |
Tisi ha vari ceppi, uno nel basso trentino, uno nel bresciano e
mantovano, uno nell'anconetano e nell'ascolano, uno a Roma, uno
piccolo nel foggiano, ed uno nel salernitano, Tiso ha un ceppo
nel torinese, uno veneto, nel veronese, vicentino, padovano
soprattutto e veneziano, uno a Roma, uno piccolo nel foggiano ed
uno tra beneventano ed avellinese, Tison è caratteristico del
bellunese, di Belluno, Trichiana e Santa Giustina, Tisone, quasi
unico, sembrerebbe abruzzese, Tisoni è specifico anch'esso di
Belluno, dovrebbero derivare, anche attraverso una forma
apocopaica dialettale dal nome medioevale
Tiso,
Tisonis,
di cui abbiamo un esempio in un atto del 1223, dove come
testimone compare un certo Tiso de Francha de Vulnico, o anche
in un atto del 1276 dove "Bartolomeo da Castelfranco d'ordine di
Tisone decano della chiesa Trevigiana - sede vacante - , Alberto
figlio quondam Zano, Benincasa detto Bataya, Nascimbene figlio
quondam Belegoto, Negro figlio quondam Miglioranza, Bocio figlio
quondam Mano, Wido detto Sarletto, Bonaccorso detto Laurello
giurano dinnanzi ai Consoli di Castelfranco...", ricordiamo che
Tiso di Camposampiero, nobile germanico al seguito di Enrico II°
ricevette da questi nel 1013 un feudo nei territori di
Camposampiero nel padovano, esteso fino a comprendere terre del
trevigiano. |
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TISCI
TISCIA
TISCIO
TISCIONE
TISCIONI |
Tisci ha un ceppo a Napoli ed in Puglia nel barese a Canosa di
Puglia, Gravina in Puglia, Aquaviva delle Fonti, Bari e Cassano
delle Murge, con piccoli ceppi a Taranto ed a San Ferdinando di
Puglia nel foggiano, Tiscia è speccifico del foggiano, di San
Nicandro Garganico e San Marco in Lamis, Tiscio, assolutamente
rarissimo, è del napoletano, Tiscione è specifico del casertano,
di Caserta, San Nicola La Strada e Marcianise, con un piccolo
ceppo anche a Palermo e Catania, Tiscioni, quasi unico,
sembrerebbe laziale, potrebbero derivare da nomi di località, o,
più probabilmente dal nome medioevale
Tiscio,
Tiscionis,
a sua volta derivato dal termine latino
titio,
titionis
(tizzone ardente),
o forse da un soprannome analogo tendente magari a sottolineare
un carattere particolarmente focoso dei capostipiti. |
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TISSOT
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Tissot, molto molto raro, con rare presenze in tutto il nord,
dovrebbe derivare da una voce dialettale francese per
tessitore. |
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TITI
TITINI
TITINO
TITO
TITONE
TITONI |
Titi, molto raro, ha un ceppo romano, uno nel perugino ed uno
nel brindisino, Titini, assolutamente rarissimo, è del centro
Italia, Titino, quasi unico, è del sud, Tito ha un ceppo nel
napoletano, uno nel potentino ed uno nel tarentino, Titone è
specifico del trapanese, Titoni, estremamente raro, parrebbe del
veronese, tutti questi cognomi derivano, direttamente o tramite
diminutivi o accrescitivi, dal nomen latino
Titus o
Titinus
o dalla Gens Titia
o dalla Gens Titinia.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Tito è cognome lucano ma anche barese, napoletano e nel Salento;
cfr. calabrese (CS) 'titu'
= 'piccolo',
ma anche Tito comune in provincia di Potenza. G. Rohlfs,
Dizionario storico dei cognomi in Lucania 1985. |
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TITTARELLI |
Tittarelli ha un ceppo nell'area che comprende il pesarese,
l'anconetano, il maceratese, il perugino ed il ternano, ed un
ceppo tra romano e latinense, potrebbe derivare da un soprannome
originato da un doppio ipocoristico del nome
Battista,
o anche da un ipocoristico del termine dialettale
titta (fanciullo). |
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TIUSSI
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Tiussi, molto raro, è tipico del basso udinese, dovrebbero
derivare dall'aferesi della forma patronimica veneto friulana in
-ussi
del nome Matteo, da Mattiussi (i
piccoli, i figli, di Matteo),
perdendo la prima sillaba, sarebbe rimasto Tiussi. |
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TIVEGNA |
Molto
raro è tipico di Bolano (SP), dovrebbe derivare dall'aferesi del
nome augurale medioevale Bentivegna. (vedi Bentivegna) |
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TIVOLI
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Tivoli.
molto molto raro, decisamente laziale, dovrebbe derivare dal
toponimo Tivoli (RM). |
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TIZI
TIZIO |
Tizi è diffuso nelle province di Roma, Viterbo, Terni, Perugia e
nel Piceno, Tizio, assolutamente rarissimo, ha un ceppo nel
Molise ed uno nel salernitano, evidente una derivazione dalla
Gens romana Titia,
una delle più antiche, o dal nome gentilizio
Titius. |
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TIZIANA
TIZIANI
TIZIANO |
Tiziana, quasi unico, è dell'Italia settentrionale, Tiziani ha
un ceppo nel varesotto, uno veneto, in particolare nel
bellunese, ed uno friulano nell'udinese, Tiziano, pur essendo
molto raro, ha piccolissimi ceppi un pò in tutt'Italia, derivano
tutti dal cognome latino
Titianus,
Titiana,
caratteristico della Gens Titia. |
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TIZZA
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Tizza, assolutamente rarissimo, sembrerebbe specifico della
Sicilia meridionale, ma le origini più antiche si riferiscono
alla zona del napoletano ed al beneventano.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Tizza è cognome siciliano di Niscemi (CL), dal femminile del
nome personale Tizio,
che continua il latino Titius.
Caracausi, II, 1629. |
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TIZZANI
TIZZANO |
Tizzani è tipico dell'area che comprende il campobassano, il
foggiano, il beneventano ed il napoletano, con ceppi a
Campobasso ed Oratino nel campobassano, a Manfredonia nel
foggiano , a Massa Lubrense e napoli nel napoletano ed a
Pietrelcina nel beneventano, Tizzano ha un ceppo a Foggia, ma il
nucleo più consistente è a Napoli e Massa Lubrense nel
napoletano, con buone presenze, sempre nel napoletano, anche a
Capri, Pozzuoli, Casoria, San Giorgio a Cremano, Sorrento e
Brusciano, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Tizanus,
un'alterato derivato dalla Gens
Titia, dell'uso di questo nome
abbiamo un esempio nel napoletano, dove, in un atto, leggiamo:
"..Salernitanus ...... quia exemtus Tizanus per taxare Dominus
vicerex Locumtus et Capus generalis ... mihi Ludovico de Lobera
Per secretio. In privilegiorum...". Tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo a Napoli in un atto del 1542:
"Prefati RR DD commissarii, continuando visitationem,
personaliter coniunctim accesserunt ad ecclesiam Sancti Joseph,
de Neapoli. Et existentes in dicta ecclesia, animo illam
visitandi, comparuerunt infrascripti personaliter, videlicet:
magister Terentinus de Acampora, magister Bartholomeus Tizanus,
magister Marianus Bonocore, magister Ferdinandus Crisconus ...". |
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TOAIAR
TOAIARI
TOAJARI |
Toaiar e Toajari sono assolutamente rarissimi e specifici del
basso veronese, Toaiari, abbastanza raro, è tipico della zona
tra Bovolone e Salizzole (VR), dovrebbero derivare da
modificazioni dialettali del termine tovagliari (fabbricante o
venditore di tessuti).
integrazioni fornite da
Gianni Faccincani
Il cognome Toaiar è originario della zona del Legnaghese della
provincia di Verona. Nel corso degli anni il cognome ha subito
delle varianti come: Toagiari -Toajari - Tovajari - Tovaggiari
ecc. Nel più antico documento trovato nell'Archivio di Stato di
Verona risalente al 1424, vieve nominato Antonj q. Dominici
Toagiarij di Leniaco (Legnago Vr). |
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TOBIA
TOBIELLO
TOBINI
TOBINO
TOBIO |
Tobia è un cognome panitaliano, ha ceppi nel bresciano, nel
savonese e nel torinese, a Roma ed in Abruzzo, nel salernitano
ed in Sicilia nel trapanese e nel palermitano, Tobiello,
estremamente raro, è del casertano, Tobini, assolutamente
rarissimo, parrebbe del centro Italia, Tobino, altrettanto raro,
sembra dell'area che comprende lo spezzino, il carrarese ed il
lucchese, Tobio è quasi unico, tutti questi cognomi derivano,
direttamente o attraverso ipocoristici più o meno dialettali,
dal nome Tobia
derivato dal nome biblico
Tobijah (che
piace al Signore) |
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TOCCAFONDI
TOCCAFONDO |
Toccafondi è tipicamente toscano, della zona che comprende il
pratese ed il fiorentino, di Prato in particolare e di Vernio,
Vaiano e Cantagallo nel pratese, di Firenze, Barberino di
Mugello, Borgo San Lorenzo, Campi Bisenzio e Scandicci nel
fiorentino, Toccafondo, molto più raro, sembrerebbe avere un
ceppo nel pisano, in particolare a San Giuliano Terme,
dovrebbero derivare da soprannomi originati forse da esperienze
di vita dei capostipiti particolarmente sfortunate, ma è pure
possibile che derivino da soprannomi originati dal gioco del
toccafondo,
una sorte di gioco della morra a tre, in cui il vincitore tra i
primi due contendenti gioca con il terzo, soprannome forse
motivato dall'abitudine del capostipite per questo genere di
gioco. |
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TOCCHI
TOCCHINI
TOCCO
TOCCOLI |
Tocchi ha un piccolo ceppo nel bolognese, uno altrettanto
piccolo nell'aretino ed uno tra viterbese e romano, Tocchini ha
un ceppo a Nave nel bresciano, ed uno nella zona che comprende
il livornese ed il lucchese, a Livorno ed a Porcari, Capannori,
Altopascio e Montecarlo nel lucchese ed a Firenze, Tocco ha un
ceppo nel sud della Sardegna, uno nella zona di Terrasini nel
palermitano, uno nel Piemonte occidentale ed uno nel pescarese,
Toccoli ha un ceppo in Trentino a Dro, Cavedine, Arco e TRrento,
ed uno piccolo a Terni, questi cognomi dovrebbero derivare,
direttamente o tramite varie forme ipocoristiche, dal nome
medioevale di origine germanica
Tocchus, o
Tocco, ma
in qualche caso possono anche essere derivati dal nome dei paesi
di provenienza dei capostipiti, come potrebbero essere stati
Tocco in Valtellina o Tocco Castiglione e Tocco da Casauria nel
pescarese.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
TOCCO: può derivare dal verbo
toccare: toccato o anche tocco.
Che viene usato nei diversi valori. Quando, ad esempio, si dice
di uno: "E' un po' tocco"! - Si vuole indicare una persona fuori
della norma, svitata, lunatica (in sardo "toccu"! Tocco è anche
l'atto del toccare: un tocco alla porta; un tocco di bacchetta
magica; un tocco di pennello (in pittura); un tocco di
scalpello(in scultura); un buon tocco di palla (nel gioco del
calcio); etc. etc. Il termine tocco definisce inoltre un bel
pezzo di pane, di formaggio o anche un pezzettino (es.
spezzatino di carne). Il tocco è infine un copricapo maschile
rotondo senza tesa, usato ancora oggi dai magistrati, dagli
avvocati e dai docenti universitari, quando vestono la toga: in
araldica è la berretta di velluto posta nell'interno delle
corone dei re e dei principi; viene dal francese toque. Il verbo
toccare e tutti i suoi derivati sono di chiara origine
onomatopeica (toc, toc). Non ci è dato di sapere quale valore
semantico attribuire al cognome Tocco. È presente negli antichi
documenti della lingua e della storia della Sardegna. Tra i
firmatari della Pace di Eleonora, LPDE, del 1388, figurano: Toco
Angelo, ville Septem Fontanis, * Septem Fontanis.distrutto :
Siete Fuentes - Septem Fontanis Sancti Leonardi. Ubicato in agro
di Santulussurgiu, il villaggio è nominato per la prima volta
nel Condaghe di San Nicola di Trullas, di cui, al capitolo 278,
troviamo(si tratta di una donazione),: ego (donna) Pretiosa
d'Athen, ki ponio sos saltos meos(le mie terre) de Nurcar a
Sanctu Nichola de Trullas, cum boluntade de maritu meu et cun
boluntade de fiias meas.et in serra de Sete Fontanas, etc.; Toco
Barsolo, ville Septem Fontanis. Nella storia rimane famoso un
certo Tocco Giuseppe, sudditto del regno giudicale d'Arborea,
implicato in uno strano caso di spionaggio, durante la guerra
tra il regno d'Arborea e il regno catalano aragonese di Sardegna
(Dizionario Storico Sardo, di Francesco Cesare Casula). E'
interessante inoltre la figura di Tocco Giuseppe di Iglesias
(1912 - ?) : laureato in lettere ; iscritto all'albo dei
giornalisti pubblicisti della Sardegna ; uomo politico,
militante del Partito Socialista Italiano (PSI), consigliere
regionale, deputato al Parlamento e senatore della Repubblica.
Sottosegretario di Stato. Si è poi ritirato dalla vita politica
attiva, ma nel 1996 ha ripreso a fare politica, fondando il
nuovo Partito Socialista Sardo, sulle ceneri del PSI di Bettino
Craxi. Attualmente il cognome Tocco è presente in 306 Comuni
italiani, di cui 76 in Sardegna( è senzaltro la regione italiana
con la maggiore diffusione del cognome, soprattutto in
percentuale al numero di abitanti): Cagliari 165, Quartu 149,
Iglesias 88, Terralba 77, Monserrato 54, etc. tra le altre
regioni italiane con maggiore presenza è la Sicilia(prov. di
Palermo) : Terrasini 135, Palermo 112, etc. Nella penisola Roma
ne conta 73, Genova 40, Alanno (Pescara) 34, Torino 28, Milano
16, etc.
informazioni e stemma
forniti da Juan Carlos Marino-Montero
La famiglia Tocco è di antica nobiltà, i cui rami abitarono a
Napoli, Venezia, Benevento, Capua, Tropea, Chieti e Nicotera,
ottennero il titolo di Granduca e l'Ordine spagnolo del Toson
d'Oro, estesero la loro potestà alle isole ioniche di Zante e
Cefalonia. Tra i personaggi degni di nota c'è Ugolino Tocco,
podestà napoletano nel 1195, Carlo Tocco verso il 1200 scrisse
di giurisprudenza longobarda, Riccardo Tocco si distinse con
Carlo I° d'Angiò nella guerra di Tracia, Leonardo Tocco nel 1357
fu inviato da Filippo Principe di Taranto a conquistare l'Etolia
e le isole ioniche, si dice che furono i Tocco a far edificare
la città di Cefalonia di cui furono Signori fino al 1517,
Ludovico Tocco nel 1415 fu Capitano Generale e Grand'Ammiraglio
della Regina Giovanna IIa di Spagna, ecc. |
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TOCCI
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Tocci ha un nucleo nell'area coperta da Abruzzo e Lazio, un
ceppo nel tarentino ed uno nel cosentino, si dovrebbe trattare
di forme aferetiche di ipocoristici di nomi come Roberto,
Umberto, Lamberto o altri terminanti per
-berto.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Secondo G. Rohlfs, Dizionario storico dei cognomi in Lucania,
Tòcci è un cognome lucano e calabrese ma di origine albanese.
Cfr. Toci villaggio e cognome albanese.
integrazioni fornite da
Andrea Manni
Toqi e Toçi sono effettivamente cognomi presenti in Albania e
nei paesi dove è radicata una forte comunità albanese: Macedonia
e Kossovo. E' molto più probabile un'origine alloctona e
arbereshe per i ceppi calabresi e pugliesi. Il cognome Tocci è
presente anche in Toscana dove è decisamente più probabile in
questo caso un'origine locale e autoctona, cognome derivato
dall'aferesi di ipocoristici di nomi personali terminanti in
-berto
(dal germanico: Bertha che significa "illustro, splendente"):
Roberto, Alberto, Lamberto, da cui Rober-toccio, Alber-toccio,
Lamber-toccio. Toccio come nome personale è variamente attestato
sin dall'alto medioevo. Esempi storici di Toccio come nome
personale sono Toccio degli Ilperini (o Alberini) a Tivoli
(Roma) nel 1400 e Toccio de' Gherardini a Firenze nel 1300.
Nella famiglia Gherardini di Firenze Toccio risulta un nome
piuttosto ricorrente (Eugenio Gamurrini Istoria Genealogica
delle Famiglie Nobili Toscane et Umbre, vol. II, pp.111-138, in
Fiorenza 1671); un Tommaso Gherardini era detto Toccio, un
Toccio di Boccaccio Gherardini viene menzionato nelle "Croniche"
di Giovanni di Iacopo e di Lionardo di Lorenzo Morelli (Firenze,
1785). In Toscana è presente anche il cognome Toci (vedi Toci)
decisamente toscano diffuso solo in questa regione. Di origine
autoctona dovrebbero essere anche i Tocci del ceppo laziale (il
ceppo più grande nel centro Italia) e in molti casi anche quelli
abruzzesi. Esempio storico di questa cognominizzazione è Pier
Francesco Tocci, erudito fiorentino e canonico di San Lorenzo
vissuto in Toscana tra la fine del 1600 e la prima metà del
1700, autore di alcune pregevoli opere a carattere storico e
letterario. In alcuni casi il cognome Tocci potrebbe derivare
per errore di trascrizione o cambiamento grafico più o meno
consapevole dal cognome Tucci (vedi Tucci). |
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TOCE
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Specifico di Corleto Perticara (PZ), potrebbe derivare da un
soprannome dialettale.
integrazioni fornite da
Fabio Paolucci (Salerno)
Toce è un tipico cognome lucano, in particolare del comune di
Corleto Perticara nel Potentino. Circa l'origine etimologica
possiamo formulare più ipotesi: la prima prende in
considerazione la derivazione dall'idronimo Toce, fiume che
scorre in Piemonte affluente del Lago Maggire, o dai toponimi
piemontesi Toceno o Gravellina Toce, in provincia del
Verbano-Cusio-Ossola. La seconda ipotesi prende in analisi il
cognome francese Tocquè (cognome del grande pittore Louis T.;
Parigi, 1696-1772), che potrebbe essere giunto in Italia con la
dominazione francese e italianizzatosi nella forma Toce. La
terza ed ultima mia ipotesi riguarda la possibile derivazione
dal termine latino tocullio,
onis, col significato di
usuraio,
che potrebbe essere rimasto nel dialetto lucano e poi attribuito
al capostipite per una sua losca attività o per una sua
caratteristica comportamentale che dimostrava di essere
particolarmente avvezzo al denaro.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Secondo G. Rohlfs, Dizionario storico dei cognomi in Lucania,
Toce è un cognome lucano derivato da Tòcci, anch'esso cognome
lucano e calabrese ma di origine albanese. Cfr. Toci villaggio e
cognome albanese. |
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TOCI
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Toci è un cognome tipicamente toscano, del pistoiese, di
Montecatini, Buggiano, Monsummano Terme e Massa e Cozzile, con
un ceppo anche ad Altopascio nel lucchese.
integrazioni fornite da
Andrea Manni
Il cognome Toci è decisamente toscano, ha un ceppo principale
nel pistoiese, ed è diffuso anche nel lucchese, nel fiorentino,
nell'aretino e nel pisano. In questa regione sono presenti anche
altri cognomi che sembrano simili (in alcuni casi parònimi) come
Tosi (diffuso anche al nord), Taci (Toscana, Veneto), Tuci,
Teci, e quasi unico il cognome Tici. Questi ultimi tre cognomi
sembrano attualmente presenti solo in Toscana. Come i ceppi
autoctoni del cognome Tocci (vedi Tocci), il cognome Toci
potrebbe derivare dall'aferesi di ipocoristici di nomi personali
terminanti in -berto
(dal germanico: Bertha
che significa "illustro,
splendente"): Roberto, Alberto,
Lamberto... Da Rober-toccio, Alber-toccio, Lamber-toccio
deriverebbe il nome Toccio e il cognome Tocci che per
scempiamento (la doppia consonante si riduce a semplice) si
trasforma in Toci. Si tratta quindi della cognominizzazione del
nome o soprannome di un capostipite. |
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TODARI
TODARO
TODER
TODERI
TODERO |
Todari, quasi unico, potrebbe essere marchigiano, Todaro
sembrerebbe specifico del sud Italia, Sicilia soprattutto, ma si
individuano nuclei anche al nord, nel Veneto e in Liguria,
Toder, praticamente unico, è delle tre Venezie, Toderi
,certamente marchigiano, ha un ceppo importante in quel di
Castelleone Di Suasa (AN), Todero, più raro, ha un ceppo veneto
friulano, un ceppo campano ed uno nel catanese, derivano dal
nome medioevale Todaro,
di cui abbiamo traccia ad Avellino nel XII° secolo con Todaro fu
Costantino arcipresbitero di rito greco, Tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo tra la fine del 1400 e l'inizio
del 1500 a Naso (ME) con il notaio Pietro Todaro. Il nome
Todaro
nasce da una modificazione del nome latino di origine greca
Theodorus. |
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TODDE
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Tipico sardo, del cagliaritano e del nuorese, deriva da un
soprannome originato da modificazioni dialettali del vocabolo
latino tollere,
secondo altri deriverebbe dal cognome medioevale sardo Totolle
di origini incerte. |
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TODESCHI
TODESCHIN
TODESCHINI
TODESCHINO
TODESCO
TODISCO
TUDISCO |
Todeschi è specifico dell'area che comprende il TrentinoAlto
Adige, il veronese ed il mantovano, Todeschin, molto raro, è
specifico del vicentino, di Thiene e Montecchio Precalcino,
Todeschini è molto diffuso nella Lombardia centrosettentrionale,
nel bergamasco in particolare, in Trentino, in Veneto, in
particolare nel veronese, Todeschino, molto raro, sembrerebbe
tipico dell'alessandrino, Todesco ha un grosso ceppo veneto ed
in Friuli, a Roma ed in Sardegna in Gallura, Todisco dovrebbe
essere di origini pugliesi, ma con un ceppo anche nel
napoletano, ma di probabili origini lucane, Tudisco oltre al
nucleo siciliano ha un ceppo napoletano ed uno leccese,
dovrebbero derivare, direttamente o tramite modificazioni
ipocoristiche, da una variazione dialettale dell'etnico
tedesco
(di Germania o di origine
germanica), identificando così
probabilmente l'origine dei capostipiti. Tracce illustri di
queste cognominizzazioni si hanno nel 1500 con il pittore
Giovanni Todisco nato a Abriola (PZ) nel 1545, autore di
innumerevoli affreschi. |
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TODI
TODINI
TODINO
TUDINI
TUDINO |
Todi, molto molto raro, parrebbe laziale, di Prossedi e Sezze
nel latinense e di Roma, Todini, è ben diffuso nell'area che
comprende il maceratese al confine con il perugino, l'Umbria, il
viterbese, l'aquilano ed il romano, Todino ha un ceppo romano,
uno a Napoli ed a Montesarchio nel beneventano, Tudini ha un
ceppo nell'aquilano a Pescassseroli e Montereale, ed uno a Roma,
Tudino ha un ceppo nel frusinate a Sant`Ambrogio sul Garigliano
ed a Roma, uno a Sessa Aurunca nel casertano ed uno a
Ripalimosani nel campobassano, dovrebbero derivare dal nome
medioevale Todus
e dal suo ipocoristico Todinus
o Tudinus
di cui abbiamo un esempio a Foligno nelle
Marche in un atto del 1206: "...Actum in civitate Fulginei, in
claustro Sancti Nicolai, indictione predicta. Prenominati
emphyteotecarii hanc apperam scribere mandaverunt. Cresci de
Mainardo, Guinammus de Capocio, Todinus de Grimaldone huius rei
rogati sunt testes. Ego Topatius imperialis aule notarius iussu
et voluntate predictorum emphyteotecariorum hanc apperam scripsi
et subscripsi....", ma è pure possibiule una derivazione dal
toponimo Todi (PG) o dal suo etnico. |
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TODON
TODONE
TODONI |
Todon,
molto raro. è del basso udinese, Todone è specificodella zona
che comprende Manzano (UD) e San Giovanni Natisone (UD), Todoni
è quasi unico, dovrebbero derivare dal nome medioevale Todone di
cui abbiamo tracce ad esempio in una charta donationis del 742
dove si legge: "...Signum + manus Fortini uiri deuoti filius
Todoni de Ceciliano, testis..." e nel Codice Diplomatico della
Lombardia medievale dove sotto l'anno 1039 in un atto si legge:
"...quod ego aquistavit de Arialdino de eodem loco Lixago, ipsis
rebus de masaricio de Todone, ideo ut dictum est, tam casis cum
sediminibus seu terris...". |
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TOFANELLI
TOFANELLO
TOFANI
TOFANO
TOFFANELLI
TOFFANELLO
TOFFANETTI
TOFFANIN
TOFFANINI
TUFANI
TUFANO |
Tofanelli ha un ceppo fiorentino nell'area fra le province di
Lucca e Firenze ed uno umbro nell'area perugina ai confini con
l'aretino, Toffanelli, assolutamente rarissimo, è probabilmente
dovuto ad errori di trascrizione del precedente, Tofani è molto
diffuso nel Lazio, soprattutto nella provincia di Roma, presenta
inoltre un ceppo nel fiorentino, Tofano è assolutamente
rarissimo, forse della zona tra Toscana ed Abruzzo, Toffanetti è
rarissimo, forse emiliano, Toffanello è veneto così come il
quasi unico Tofanello, Toffanin è specifico dell'area che
comprende il padovano e le zone limitrofe del vicentino e del
veneziano, Toffanini è praticamente unico, Tufani, quasi unico,
è campano, Tufano è caratteristico del napoletano, di Napoli,
Acerra, Saviano, Nola, Boscoreale, Somma Vesuviana, Marigliano,
Sant'Anastasia, Pompei, Pomigliano d'Arco, Pozzuoli, Ottaviano,
San Giuseppe Vesuviano, Afragola, Torre Annunziata,
Boscotrecase, Poggiomarino e San Gennaro vesuviano, con un ceppo
anche a Scafati nel salernitano, dovrebbero tutti derivare,
direttamente o attraverso ipocoristici o modificazioni
dialettali, dall'aferesi del nome
Christophanus
o del suo diminutivo o vezzeggiativo, dell'uso di questo nome si
ha un esempio a Pisa in un albo civico del 1298, dove compare un
certo Tofanus Talenti. |
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TOFFALETTI
TOFFALI
TOFFALIN
TOFFALINI
TOFFALO
TOFFALONI
TOFFOLETTI
TOFFOLETTO
TOFFOLI
TOFFOLIN
TOFFOLINI
TOFFOLO
TOFFOLON
TOFFOLONI |
Toffaletti è tipico di Verona e del veronese, Toffali, molto
raro, è veronese, Toffalin, quasi unico, sembrerebbe del
rovigoto, Toffalini è dell'area tra mantovano e veronese, in
particolare di Villafranca di Verona e Sommacampagna, Toffalo è
quasi unico, Toffaloni, estremamente raro, è del veronese,
Toffoletti è tipicamente friulano di Tarcento (UD) ed Udine in
particolare, Toffoletto è tipico dell'area veneziano,
trevigiana, di Venezia e San Donà di Piave nel veneziano e di
Nervesa della Battaglia, Villorba, Mogliano Veneto, Volpago del
Montello, Treviso ed il trevigiano, con un piccolo ceppo anche a
Trasaghis nell'udinese, Toffoli è specifico del trevigiano,
bellunese e basso Friuli, Toffolin, quasi unico, è del
trevigiano, Toffolini, molto molto raro, sembra essere di
Coseano nell'udinese, Toffolo è tipico della zona che comprende
le province di Venezia, Treviso e Pordenone, Toffolon è
specifico dell'area che comprende le province di Venezia,
Treviso e Pordenone, con presenze comunque significative anche
nel vicentino e nel padovano, Toffoloni, molto molto raro,
sembrerebbe più lombardo che veneto, ma comunqua del nord,
derivano tutti, direttamente o tramite varie forme ipocoristiche
o forme accrescitive familiari più o meno dialettali,
dall'aferesi del nome
Christobolus o
Christopholus.
Troviamo tracce di questo cognome verso la fine del 1500 in un
atto conservato nell'archivio di stato di Treviso dove viene
citato tal Giovanni Toffolo da Fontigo. |
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TOGNAZZI
TOGNERI
TOGNETTI
TOGNETTO
TOGNI
TOGNIN
TOGNINI
TOGNOLI
TOGNOLIN
TOGNOLINI
TOGNOLO
TOGNOLONI
TOGNON
TOGNONI
TOGNOZZI
TOGNUTTI |
Tognazzi ha un ceppo bresciano a Botticino e Brescia, un ceppo
toscano nel senese a Siena, Montalcino e Monteroni d'Arbia, a
Grosseto ed a Cavriglia nell'aretino, ed un ceppo a Tivoli e
Roma nel romano, Togneri è specifico della provincia di Lucca,
di Barga, Coreglia Antelminelli, Bagni di Lucca e Molazzana,
Tognetti è diffuso in Emilia e Toscana con ceppi anche nel
genovese, in Lombardia e nel Veneto, Tognetto, molto raro, è
tipico del Veneto centro occidentale, Togni, tipicamente
lombardo, ha ceppi in Romagna, nell'anconetano e tra modenese e
lucchese, Tognin, molto raro, è tipico del padovano, Tognini ha
un ceppo in Valtellina ed uno nel massese, Tognoli è decisamente
lombardo, Tognolin, assolutamente rarissimo, sembrerebbe
dell'area padovano, rovigota, Tognolini è lombardo, dell'area
tra sondriese e bresciano, di Tirano, Delebio e Teglio nel
sondriese e Brescia, Tognolo parrebbe veneto, soprattutto del
padovano,Tognoloni ha un ceppo a Gubbio nel perugino, ma anche a
Sigillo, Perugia e Gualdo Tadino, con un ceppo anche a Roma,
Tognon è tipico veneto soprattutto di Padova e del padovano, ma
anche del vicentino e del trevisano, con ceppi anche in Friuli
particolarmente a Grado nel goriziano ed a Trieste, Tognoni
sembrerebbe soprattutto toscano, ma con ceppi anche a Genova,
nel reggiano, nel milanese e nel comasco, Tognozzi è decisamente
toscano, del pistoiese in particolare, di Monsummano Terme,
Pistoia e Montecatini Terme, con un ceppo anche a Firenze,
Tognutti, quasi scomparso è lucchese, dovrebbero tutti derivare
da varie modificazioni, accrescitivi od ipocoristici dialettali
o in lingua dell'aferesi del nome
Antonio,
che il dialetto trasforma prima in
Togn, cui
seguono poi le varie forme ipocoristiche, o accrescitive e
successive italianizzazioni. Troviamo tracce di questa
cognominizzazione ad esempio a Pontremoli nel massese fin dalla
fine del 1400, in un elenco dei focolari cittadini viene
indicato quello dei Tognini, in un atto del 1585 scritto in
Borgo di Terzo (BG) viene citato un certo Giovanni Francesco
Togni. |
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TOIGO
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Toigo è specifico del bellunese, in particolare di Fonzaso e
della frazione Arten soprattutto, con discrete presenze anche a
Feltre, sempre nel bellunese, ed a Roncade e Silea nel
trevigiano, di difficile interpretazione etimologica, si può
ipotizzare una derivazione da un soprannome originato da una
distorsione del termine ladino arcaico
togo (martello
da boscaiolo), a sua volta
derivato dal vocabolo medioevale germanico
(a.h.d.)
tokko
(mazza). |
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TOJA
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Molto
raro, probabilmente del torinese, con un possibile ceppo
secondario nel milanese. |
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TOLA
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Tipico sardo, potrebbe derivare da un antico toponimo, se ne
trovano tracce fin dal 1300 a Oristano dove podestà della città
è un certo don Aquano de Tola, si hanno tracce di una nobiltà di
origine spagnola con Giordano Tola domicello e feudatario di
Pietro IV° d'Aragona nella seconda metà del 1300.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
TOLA; TOLU: tola
e tolu,
in lingua sarda, hanno valore semantico simile e la stessa
etimologia. Derivano dal piemontese
tolé, che
a sua volta deriva dal francese
tole =
latta, lamiera.
Sempre in francese, tolier
è il lattoniere;
tolerie
è la fabbrica di latta, di
lamiera. In sardo campidanese
lo stagnino o lattoniere
è detto tolaiu,
ki fait is - a tolas = che fa i recipienti di latta. Ma
tolu
prende anche il significato di
costola del coltello o della spada
= su tolu.
Li troviamo come cognomi nei documenti antichi della lingua e
della storia della Sardegna. Tra i firmatari della Pace di
Eleonora figurano: Tola (de) Petro, majore (sindaco,
amministratore) ville Gistorlu, * Gistorlu...villaggio
distrutto(Anglona). Contrate de Anglona - Chiaramonte; Tola
Francisco Jurisperitus castri Callari, *** Castri Callari.
Joveri Marcus et Roig Franciscus, sindici ac procuratores Castri
Callari. testibus Bertran Natale de Callari et Iacobo De
Maiolica.et Mironi Petro, De Osona Bartholomeus, crolli Arnaldo.
In die XVIII mensis decembris, anno MCCCLXXXVII (1387);
convenerunt et interfuerunt venerabiles ( omnes jurati et
habitatores Castri Callari: segue il lunghissimo elenco dei
firmatari); Tola Nicolao, ville Nuor, * Nuor.odierna Nuoro.
Curatorie Dore; Tola(de) Petro, jurato ville Tiesi, *
Tiesi.odierno Tiesi. Contrate Caputabas; Tolu Mariano, jurato
ville Nuor. Nel Condaghe di San Pietro di Silki, CSPS, XI°,
XIII° secolo, abbiamo: Tola (de) Gosantine, testis, porcariu
nostru (apatissa Theodora, scu. Pedru(96), è il capo mandria
della chiesa; teste in una compera - compòru -.et Goantine Tola,
porcariu nostru, ki lis davat sos porcos. Nel Condaghe di San
Nicola di Trullas, CSNT, XI°, XIII° secolo, figura: Tola Gavini
(321), prete, teste in una compera: Ego Iacobo priore de Trullas
, comporailis ad Barusone de Sibila et assa sorre et a fiios de
donnu Ithoccor de Sedilo, de tres partes .I. (di tre parti una)
dessu saltu de Monticlu Calbosu (monte Calvoso, nelle vicinanze
di Trullas). Et ego deindeli .I. libra d'arientu(argento), et
una eba(puledra)bona, in mesa libra et binu, et tridicu ( e vino
e grano), ki valeat mesa libra..Testes: Gunnari de Serra Utre,
donnu Gavini de Tola, su previteru et donnu Barusone d'Athen.
Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, CSMB, XI°, XIII°
secolo, troviamo: Tolu Comida (169), prete, in una lite (kertu)
per una spartizione di terre. Tolu Elene (118), in una donazione
di servi a Santa Maria: posit iudice Petrus homines ad Sancta
Maria de Bonarcado: ad Elene Tolu et assu fillu et a Furadu
Mameli et a Paganellu cun su fiiu. Testes:.(ha fatto dono il
giudice Pietro di servi a Santa Maria di Bonarcado: Elene Tolu,
ed il figlio, Furadu Mameli e paganellu e il figlio.
Testimoni:.seguono i nomi. Tolu Iorgi (83), servo di Santa
Maria, in una partizione di servi. Tolu Troodori (72) mandatore
de rennu (era incaricato delle ambasciate e delle citazioni
regie), testimone in uno scambio di servitù, tra il monastero ed
il giudice. La storia inoltre ricorda molti personaggi illustri
col cognome Tola, fra cui citiamo: Tola Giacomo, canonico della
Cattedrale di Cagliari e poi vescovo di Terralba dal 1436 al
1443; Tola Diego, nobile, ottenne per matrimonio la baronia di
Pozzomaggiore e la contea di Bonorva, nel 1650; Tola Francesco
Maria, vescovo della diocesi di Bosa dal 1823 al 1843; infine
Tola Pasquale, storico della Sardegna (Sassari 1800 - Genova
1874 - la sua salma fu poi traslata a Sassari); di famiglia
patrizia, conseguì a 18 anni la laurea in Teologia e in seguito
in Giurisprudenza. Seguì l'esempio dello storico Giovanni
Francesco Fara e di Francesco Vico. Collezionò vastissimo
materiale sulla storia della Sardegna. Fu ingiustamente
coinvolto in un processo e mandato in esilio ad Alghero. In
seguito fucilarono il fratello Efiso, militare, accusato di
essere affiliato alla Giovine Italia di Mazzini. Nel 1837/38
pubblicò il Dizionario Bibliografico degli Uomini Illustri di
Sardegna. Nel 1842 fu al seguito di Carlo Alberto in Sardegna,
nella funzione di vero e proprio "Cicerone". Nel 1847 fu
invitato a Torino a far parte della Commissione incaricata di
modificare il Codice Civile, Penale e Commerciale. Tornò a
Sassari dove fu membro della Corte d'Appello e poi preside
dell'Università. Scrisse tante altre opere tra cui ricordiamo il
celeberrimo, "Codex Diplomaticus Sardiniae, i cui primi due
volumi furono pubblicati rispettivamente nel 1861 e nel 1868: il
terzo volume è ancora inedito. Ebbe poi numerosi titoli e
riconoscimenti. Nella storia ricordiamo inoltre Tolu Salvatore,
di Cardèghe, canonico della Cattedrale di Sassari e poi nominato
arcivescovo di Arborea nel 1899 al 1910. Per suo intervento fu
adottata in Sardegna la Riforma dei Seminari, introdotta da Pio
X°. Lasciò la cattedra per motivi di salute. Morì nel 1914.
Attualmente il cognome Tola è presente in 199 Comuni italiani,
di cui 84 in Sardegna: Sassari 241, Cagliari 67, Narbolìa 51,
Borore 50, etc. Nella penisola Partinico (PA) ne conta 85, Roma
65, Genova 29, Torino 22, Milano 9, etc. Il cognome Tolu è
presente in 196 Comuni italiani, di cui 87 in Sardegna: Sassari
77, Cagliari 59, Guspini 57, Fonni 54, etc. |
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TOLARO
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Tolaro, decisamente siciliano, ha un ceppo a Vittoria nel
ragusano ed uno a Pietraperzia nell'ennese, potrebbe derivare da
un soprannome originato dal termine greco
thòlos (cupola,
ogiva), forse ad identificare
il mestiere di mastro edile svolto dal capostipite. |
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TOLAZZI
TOLAZZO |
Tolazzi è tipicamente friulano dell'udinese, di Moggio Udinese,
Tolmezzo ed Udine, Tolazzo, quasi unico, è sempre dell'udinese,
dovrebbero derivare da Tolač
una forma aferetica slovena di un ipocoristico del nome
Bertolazzo o Bartolazzo, un'alterazione di Bartolomeo. |
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TOLDO
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Specifico
veneto, del vicentino, della zona di Valdastico (VI) in
particolare, deriva dall'aferesi di nomi medioevali di origini
longobarde come Tetholdus o Bertholdus. (vedi Bertoldi) Tracce
di questa cognominizzazione le troviamo nel vicentino a Rotzo
nel 1700 con il notaio della Repubblica Serenissima Antonio
Toldo fu Battista di S. Pietro. |
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TOLEDO
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Assolutamente molto raro, presente nell'Italia meridionale, è di
origine spagnola e deriva dal toponimo omonimo. |
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TOLENTINI
TOLENTINO |
Tolentini, assolutamente rarissimo sembrerebbe lombardo, forse
del bresciano, Tolentino è presente soprattutto a Roma e Milano,
con ceppi anche in Puglia nel barese in particolare, si dovrebbe
trattare di cognomi israelitici derivanti dal toponimo Tolentino
(MC), cognome acquisito intorno alla seconda metà del 1500,
quando alcuni ebrei sefarditi (spagnoli) fuggiti dalla Spagna
nel 1492 dopo lunghe peripezie attraverso il Portogallo giunsero
a Livorno e di lì nelle Marche. |
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TOLETTI |
Assolutamente rarissimo, forse lombardo, deriva dall'aferesi del
nome Bertolo. |
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TOLFA
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Tolfa ha un ceppo a Roma ed uno a San Marco in Lamis nel
foggiano, potrebbe derivare dal nome del paese romano di Tolfa,
ma è anche possibile una derivazione da un'alterazione
dialettale del nome longobardo
Ataulfus. |
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TOLFI
TOLFO |
Tolfi, estremamente raro, ha sparute presenze nel romano (vedi
TOLFA) ed in Friuli, Tolfo, abbastanza raro, è veneto, con un
piccolo ceppo nel vicentino a Rosà e Bassano del Grappa ed uno,
ancora più piccolo, a Motta di Livenza nel trevisano, dovrebbero
derivare da un'alterazione dialettale del nome longobardo
Ataulfus,
o da una forma aferetica del nome
Astolfo,
il nome di un paladino di Carlo Magno e personaggio di poemi
cavallereschi come l'Orlando
innamorato di Matteo Maria
Boiardo e l'Orlando furioso
di Ludovico Ariosto. |
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TOLI
TOLIN
TOLINI
TOLINO
TOLO |
Toli, assolutamente rarissimo, è dell'area tra viterbese e
ternano, Tolin è veneto, dell'area che comprende il padovano ed
il veneziano, Tolini, quasi unico, è del nordovest, Tolino è
sicuramente campano, del napoletano, salernitano ed avellinese,
Tolo, veramente rarissimo, ha un piccolo ceppo nel veronese ed
uno nel campobassese, tutti questi cognomi dovrebbero derivare,
direttamente o tramite ipocoristici, dall'aferesi di nomi
medioevali come Bertolus,
Fantolus
o da loro ipocoristici come ad esempio
Fantolinus
di cui abbiamo una citazione ne le
Antichità italiane
di Ludovico Antonio Muratori dove possiamo leggere:
"...Nell'archivio di San Zenone di Verona v'ha uno strumento del
1178, scritto mentre Grimerio Visconte Piacentino era podestà di
quella città. Ivi si leggono queste parole: Ante ipsum
(Grimerium) Domnus Gerardus Abbas Sancti Zenonis ostendit
chartam quandam, in qua continebatur, Domnum Ratoldum quondam
venerabilem Episcopum Veronensem, commutationis nomine accepisse
ab Excellentissimo Pipino Lombardorum Rege, ex jure Regio,
Curtem unam in finibus Veronensis, que appellatur Manticus, ec.
Ego Fantolinus
Notarius Domini Welfonis Ducis, et ab Imperatore Frederico
confirmatus postea...". |
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TOLISANO |
Tolisano
è caratteristico di Saracena nel cosentino, potrebbe trattarsi
di una forma etnica arcaica. |
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TOLLARDO |
Tollardo
è tipico del bellunese, di Lamon e Feltre, con un piccolo ceppo
anche a Salgareda nel trevisano, dovrebbe derivare dal nome
della località Tollard di Lamon. |
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TOLLEDI |
Praticamente unico, dovrebbe essere di origine spagnola e
derivare dal toponimo Toledo. |
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TOLLINI |
Tipico
della zona di Casaleone e Cerea (VR) dovrebbe derivare da una
modificazione dell'aferesi del diminutivo del nome Bertolo. |
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TOLOMEI
TOLOMI
TOLOMIO |
Tolomei molto raro ha un nucleo nel lucchese e probabili ceppi
secondari in provincia di Venezia e nel Lazio,Tolomi è unico e
si dovrebbe trattare di un errore di trascrizione del
precedente, Tolomio è specifico dell'area che comprende il
padovano, il trevisano e soprattutto il veneziano, dovrebbero
tutti derivare, direttamente o tramite modificazioni arcaiche,
dall'aferesi del nome
Bartolomeus. |
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TOLOMEA
TOLOMEO |
Tolomea, praticamente unico, sembrerebbe siciliano, Tolomeo,
abbastanza raro, sembra avere due ceppi, uno nel catanzarese ed
uno nel barese, dovrebbero derivare dal nome greco
Ptolomaeus. |
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TOLONI
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Toloni è tipicamente lombardo, di Temù nell'alto bresciano,
dovrebbe derivare da un soprannome dialettale basato sul termine
tolon
(grossa latta, secchio da
mungitura), forse ad indicare
nel capostipite un addetto alla mungitura ed al governo delle
mucche. |
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TOLOTTI
TOLOTTO |
Tolotti è
tipico lombardo, con un ceppo anche nel trentino, Tolotto,
rarissimo, sembrerebbe trevigiano con un ceppo forse originario
nel veronese, derivanodall'aferesi del cognome Bertolotti e
Bertolotto (vedi) |
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TOLU
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Tipicamente sardo, potrebbe derivare da un nome di località con
un tempio rotondo: "...Unde et fastigium templi rotundi, tolus
vocatur...:", famiglia nobile che nel 1605 ottenne il rango di
cavaliere dal Re Filippo III° di Spagna. (vedi anche TOLA) |
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TOMA
TOMACCI |
Toma è tipico pugliese, del Salento in particolare, ha ceppi
anche nel Gargano e tra carrarese e piacentino, Tomacci,
praticamente unico, sembrerebbe del potentino, dovrebbero
derivare, direttamente o tramite una forma ipocoristica, dal
nome medioevale Toma
(una variante di Tommaso) italianizzazione del nome bizantino
Thomàs,
di quest'uso abbiamo un esempio a Solofra (AV) nel 1500:
"...Toma Papa, et compluribus aliis in numero copioso majorem et
saniorem predicti homini predicta terra congregati et radunati
in dicto loco ad sonum campane...". |
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TOMADIN
TOMADINI |
Tomadin è tipico del goriziano, di Cormons in particolare,
Tomadini è tipico dell'udinese, di Udine, Pasian di Prato,
Dignano e Flaibano e di Pordenone, dovrebbero derivare da forme
ipocoristiche, anche dialettali, del nome latino medioevale
Tomadius,
una forma arcaica di Tommaso,
nome di cui abbiamo un esempio d'uso in una
Cartula comutationis
del febbraio 1091 a Bergamo: "In Christi nomine. Anno ab
incarnatione domini nostri Iesu Christi millesimo nonagesimo
primo, mense febroarius, inditione quartadecima. Comutatio bone
fidei nosscitur esse contracta ut vice emptionis obtineat
firmitatem eodemque nexu obligat contraentes. Placuit itaque
bona convenit voluntas inter Ambrosium presbiterum et prepositum
de ordine Sancti Alexandri Pergamensis Ecclesie , nec non et
inter Leonem filium quondam Tomadi, de loco Scano, qui professi
sunt lege vivere Romana , ut in Dei nomine debeant dare ...". |
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TOMAIN
TOMAINI
TOMAINO |
Tomain, assolutamente rarissimo, decisamente veneto, ha un
piccolo ceppo nel padovano ed uno, ancora più piccolo nel
rovigoto, Tomaini, molto molto raro, è del rovigoto, Tomaino è
tipicamente calabrese, del catanzarese, di San Pietro Apostolo,
Decollatura, Lamezia Terme, Catanzaro, Amato e Carlopoli,
dovrebbe derivare dal nome medievale
Thomainus,
o dal nome franconormanno
Thomain, entrambi forme
ipocoristiche del nome di origini ebraiche
Thomas (Tommaso). |
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TOMANIN |
Tomanin è
specifico dell'area del rovigoto ai confini con il veronese, in
particolare di Lendinara nel rovigoto e di Castagnaro nel
veronese, si dovrebbe trattare di una forma ipocoristica della
contrazione dialettale del nome Tommaso. |
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TOMARCHI
TOMARCHIO |
Tomarchi è quasi unico, Tomarchio è specifico del catanese,
dovrebbero derivare dal termine bizantino
turmarco,
carica in uso presso l'esercito dell'Impero romano d'Oriente che
identificava chi era al comando di una
torma o gruppo di trenta
cavalieri (turma archè
= a capo di una torma d'uomini).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Tomarchio è un cognome della Sicilia orientale ed è una variante
del cognome Trimarchi che deriva dal greco bizantino
tumàrchis
= governatore di un distretto.
Rohlfs, 188. |
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TOMASELLI
TOMASELLO
TOMMASELLI
TOMMASELLO
TOMMASETTI
TOMMASETTO |
Tomaselli è diffuso in tutt'Italia, Tomasello sembra siciliano,
Tommaselli sembra tipico del napoletano e beneventano,
Tommasello è assolutamente rarissimo, Tommasetti, molto molto
raro, tipico dell'Italia centrale, ha qualche sparuta presenza
nelle Marche, in Abruzzo e Molise, nel Lazio e nel napoletano,
Tommasetto è praticamente quasi unico, dovrebbero derivare da
forme ipocoristiche del nome medioevale Thomasus. (vedi Tomasi)
integrazioni e stemma
forniti da Antonio Tomaselli
il cognome Tomaselli deriva da tempi assai remoti è di origine
ebraica deriva dal nome dell'Apostolo Thomas, il cui significato
è gemelli. |
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TOMASI
TOMASSETTI
TOMASSI
TOMASSO
TOMMASI |
Sia
Tomasi che Tommasi sono diffusi in tutto il nord Italia, con
probabili ceppi anche nel cagliaritano, nel Salento e nella
Sicilia meridionale, Tomassetti è molto diffuso nella fascia
centrale che comprende le Marche, l'Umbria, il Lazio, e
l'Abruzzo, Tomassi è specifico dell'area che comprende l'Umbria,
il Lazio e l'aquilano, con massima concentrazione a Roma e nel
romano a Palestrina ed a Sora, Cervaro, Strangolagalli, Cassino
ed Aquino nel frusinate, Tomasso è specifico della zona che
comprende il frusinate, con Vallerotonda, Cassino ed
Acquafondata, Roma ed il Molise, con Montagano e Campobasso nel
campobassano e Venafro nell'iserniese, Tommasi ha anche un ceppo
in Toscana, derivano, attraverso modificazioni dialettali, anche
ipocoristiche, dal nome medioevale
Thomasus;
famoso San Thomasus aquinensis.
Esempi di questa cognominizzazione si hanno nel diploma di Re
Carlo 1° d'Angiò, rogato a Capua nell'agosto 1267, dove
leggiamo: "...Tertia pecia terra est ubi dicitur ad Patronillum
et hes habet fines: ab uno latere et uno capite est finis terra
ecclesiae sancte Marie de Ponte Latroni, ab alio latere est
finis terra Thomasi de Airola...", in un atto dell'imperatore
Federico III° datato 13 settembre 1373 si legge: "...Item lego
Margaritae puellae filiae quamdam Thomasij Busco salmatam unam
Terras Magnae mensurae Maltae ad arbitrium dictorum fidei
commissariorum...", in un atto del 1447 redatto a Gubbio nel
perugino si legge: "...olim de Forbello, incolis de Eugubio
(Gubbio), presentibus, stipulantibus et recipientibus pro eis et
ipsomum heredibus et vice et nomine Angeletti Pauli, olim de
Forbello, et vice et nomine Piermathey Tomassi et Lodovici et
Nardi, filiorum dicti Angeli, et filiorum et heredum cuiuscumque
ipsorum, unum pilum, alias sepulturam, existentem in ecclesia
dicti loci, ...", tracce al nord si trovano in un atto redatto
in Milano nel 1476 dove si legge: "...Ego Giroldinus de Portu,
filius Domini Thomasi porte Vercelline.".
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
TOMASI; TOMMASI: derivano dal nome
Tommaso.
Si tratta di nome ebraico, infatti deriva dalla radice "ta'am",
che appunto in ebraico significa
gemello.
I Vangeli ricordano Tommaso Apostolo, il pescatore. Quando Gesù
decise di andare a Gerusalemme, Tommaso l'avvisò del fatto che
era per lui troppo pericoloso, ma vista la sua ferrea decisione,
aggiunse, rivolto anche agli altri apostoli: "Andiamo anche noi,
moriremo con te"! Fu colui che dubitò della resurrezione del
Maestro: "Apostulus ille dibitans, dum in magistro suo vulnera
palpat carnis, in nobis vulnera sanat infidelitas" San Giovanni
nel vangelo lo chiama Didimo, che significa appunto gemello.
Altro Tommaso famoso è Tommaso d'Aquino (1225-1274), "Il
Teologo"della Religione Cattolica; Doctor Universalis della
Chiesa; punto di raccordo tra la cristianità e la filosofia
classica (vedi nel Web -Tommaso d'Aquino). Nella storia della
Sardegna con il nome Tommaso ricordiamo: Tommaso (1°),
arcivescovo dell'antica diocesi di Caralis, in periodo
bizantino, attestato prima (ante) il 593: si tratta, molto
probabilmente, del primo arcivescovo cristiano della Sardegna.
Il suo successore fu Gianuario ed è proprio in una lettera a
Gianuario che il pontefice Gregorio Magno ricorda il defunto
vescovo Tommaso. Tommaso (2°), arcivescovo della diocesi di
Caralis, secondo con quel nome, attestato nel 787.(et locum
tenens Thomae santissimi archiepiscopi Sardiniae.). Fra'
Tommaso vescovo della diocesi di Bosa dal 1259 al 1264 (Di. Sto.
Sa. di Francesco Cesare Casula). Infine, gli abitanti dei paesi
del Medio Campidano di Sardegna ricordano monsignor Severino
Tomasi(1893 - 1969), per i suoi preziosissimi "Appunti di Storia
Diocesana" pubblicati nella rivista diocesana "Nuovo Cammino"
negli anni 50 del XX° secolo, etc. (vedi nel Web -Giuseppe
Concas -Almanacco di Novembre).
Attualmente il cognome Tomasi è presente in 778 Comuni italiani,
di cui 28 in Sardegna: Gonnosfanadiga 82, Cagliari 37, Uras 33,
Pabillonis 23, Arbus 19, etc. Nella penisola la più forte
presenza su registra in Emilia Romagna, con Comacchio 358, in
Veneto, soprattutto nelle province di Treviso e Vicenza. Am c'è
una forte presenza anche nel resto del nord Italia: Brescia 146,
Torino 101. Roma ne conta 101. Buona presenza del cognome si
registra inoltre in Puglia, provincia di Lecce ed in Sicilia,
provincia di Ragusa. Negli USA è presente in 37 Stati. Il
cognome Tommasi è presente in 636 Comuni italiani, di cui solo 5
in Sardegna: Arbus 5, Olbia 3, etc. Nella penisola ha la sua
maggiore presenza in Puglia, provincia di Lecce, con Callimera
572. In Veneto con Verona 314. Roma ne conta 242, Milano 125,
Torino 55. in Sicilia Pachino ne ha 32. In USA è presente in 19
Stati. |
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TOMASICH |
Estremamente raro è tipico triestino, è una forma slava derivata
dal nome Tommaso come contrazione del cognome croato Tomasovich
(figlio di Tommaso).
stemma fornito da João C.
Tomasich - (Brazil) |
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TOMASICCHIO
TOMMASICCHIO |
Tomasicchio è tipico di Bari, con presenze significative anche a
Modugno nel barese, a Cerignola nel foggiano ed a Taranto,
Tommasicchio, estremamente raro, è anch'esso del barese.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata o nel nome medievale
Tomasicchio
(ipocoristico dialettale del nome
Tommaso)
o in un'italianizzazione del cognome slavo
Tomasic,
che, composto dalla radice Tomas
(l'italiano Tommaso)
e dal suffisso -ic
(con valore d'appartenenza), può essere tradotto come
figlio di Tommaso
(vedi Tomasich e De Tomasi). In conclusione, dunque, si tratta
della cognominizzazione dei nomi personali dei capostipiti.
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TOMASIN
TOMASINI
TOMASINO
TOMASSINI
TOMMASINI
TOMMASINO
TOMMASSINI |
Tomasin è specifico dell'area che comprende il rovigoto, il
padovano, il veneziano, il trevisano, l'udinese, il goriziano ed
il triestino, Tomasini è tipico della fascia centroorientale del
nord Italia, Tomasino ha un nucleo nel palermitano e ceppi
autonomi nell'udinese, nel barese e nel salernitano, Tomassini è
proprio delle Marche, Umbria e Lazio, Tommasini è specifico
delle Tre Venezie e del bolognase, Tommasino è tipico della
fascia tirrenica dalla provincia di Latina a quella di Salerno,
Tommassini rarissimo sembrerebbe tipico del grossetano, tutti
derivano da variazioni del nome
Thomasinus, riscontrabile in
vari atti medioevali, derivato come ipocoristrico dal nome
latino di origine greca Thomas.
Nel 1225~ troviamo un Thomasinus
abate a Roma, nel 1252 il Consiglio Maggiore di Verona giura
alleanza ad Uberto Pelavicino e al comune di Cremona, presenti
Thomasinus de Grezano e Mozocanus de Mozocanibus. Nel 1432 a
Firenze in un atto di affido di un'abitazione, troviamo già il
cognome Tomasini: "Item consignaverunt ser Antonio vocato ser
Masseyno cappellano ecclesie maioris florentine domum in qua
stat ad presens ser Tomasinus cappellanus dicte ecclesie, de
voluntate et consensu dicti ser Tomasini, pro eius habitatione
eo tempore quo placuerit eorum offitio.". Nel 1582, troviamo
studente a Perugia il marchigiano Scipio Tommassinus. |
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TOMASONE
TOMASONI
TOMASSONE
TOMASSONI
TOMMASONE
TOMMASONI
TOMMASSONE
TOMMASSONI |
Tomasone e Tommasone sono tipici dell'area che comprende le
province di Caserta, Campobasso, Foggia, Avellino e Napoli,
Tomasoni è specifico di tutta la Lombardia, il novarese ed il
basso trentino, Tommasoni è veneto del veronese in particolare,
Tomassoni è tipico della fascia che comprende Marche, Umbria,
Lazio ed Abruzzo, Tommassoni è probabilmente semplicemente un
errore di trascrizione di quest'ultimo, Tomassone ha un ceppo in
Molise ed uno nel torinese a Bussoleno in particolare,
Tommassone è dovuto ad un errore di trascrizione di
quest'ultimo, derivano tutti dall'accrescitivo del nome
medioevale Thomasus.
(vedi Tomasi) Tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo ad esempio in un resoconto
giudiziale del 6 giugno 1606 a Caravaggio (BG) "...Alatrino
iuris utriusque doctore iudice palatino in Urbe ordinario et
curiae causarum primo collaterali pro tribunale seden super
quadam sede lignea etc. deputavit etc. dd. Olimpia de luvencis
de Thomassonibus mater q. d. Rainutii Tomassoni et Lavinia
lugali de Thomassonibus ...". |
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TOMASUTTI |
Tomasutti è tipicamente veneziano, si dovrebbe trattare di una
forma patronimica tipicamente veneto, friulana, dove il suffisso
-utt-
sta per il figlio di,
riferito ad un capostipite, il cui padre si chiamasse
Tommaso.
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TOMATI
TOMATIS
TOMATO
TUMATIS |
Tomati,
assolutamente rarissimo, parrebbe del ponente ligure, Tomatis è
invece tipico del Piemonte occidentale, torinese e cuneese,
Tomato è quasi unico, Tumatis, assolutamente estremamente raro,
sembrerebbe del cagliaritano, dovrebbero derivare da
modificazioni arcaiche del nome Tommaso, tracce di questa
cognominizzazione le troviamo in un atto del 1328 a Bergamo dove
viene citata la suora conversa Gislina de Tomatis, in Liguria
fin da 1500 con i Thomatis Conti di Chiusavecchia, di Cellarengo
e Menabò, uno di loro, Giovanni Thomatis, viene nominato
Capitano delle Milizie del Maro con Lettere Patenti del
5-1-1576, più tardi a Roma nella prima metà del 1600 in un atto
un certo Bruto Tomatis risulta essere creditore nei confronti di
tali Giovanni Battista Panezio e Bernardino Cortani. |
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TOMBARA
TOMBARI |
Tombara,
praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad un errore di
trascrizione di Tombari, che è specifico dell'area che comprende
il riminese, il pesarese e l'anconetano, di Cattolica nel
riminese, di Fano, Pesaro, Saltara, Montemaggiore al Metauro e
Mondolfo nel pesarese e di Senigallia e Jesi nell'anconetano, e
che dovrebbe derivare dal mestiere di addetto alle sepolture
svolto dai capostipiti. |
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TOMBESI |
Specifico
marchigiano è tipico della zona di Macerata, ma sembrerebbe
originario di Ferrara, tracce di questa cognominizzazione le
troviamo nella seconda metà del 1400 con il capitano Gorlino
Tombesi.delle milizie di Marco Palatini da Martinengo, e a
Ferrara sempre nel 1400 i Tombesi occupano tra le famiglie
patrizie un ruolo finanziario di primo piano, nel 1500 troviamo
il ferrarese Ercole Tombesio vescovo di Ravello nel salernitano. |
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TOMBOLA
TOMBOLI |
Tombola è specifico di Padova e del padovano, Tomboli, quasi
unico, sembrerebbe dell'Alto Adige, dovrebbero derivare da
soprannomi dialettali basati sul termine
tombola (capitombolo),
forse legato ad un episodio capitato ai capostipiti. |
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TOMBOLATO |
Abbastanza raro è tipico del padovano, potrebbe trattarsi di una
forma patronimica in -ato,
dove il suffisso stesse per il
figlio di, riferito ad un
capostipite, il cui padre fosse stato soprannominato
Tombola
(vedi TOMBOLA). |
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TOMBOLONI |
Tomboloni, quasi unico, è del fiorentino, potrebbe derivare da
un soprannome originato dal termine dialettale
tombolone
(capitombolo),
forse in memoria di un particolare episodio occorso al
capostipite. |
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TOME'
TOMEI
TOMEO |
Tomè è
tipico dell'area veneta che comprende le province di Treviso,
Pordenone e Belluno, Tomei è tipico dell'area che comprende
l'aquilano e le province di Roma, Frosinone e Latina, ha un
ceppo anche nel lucchese, Tomeo, meno diffuso, Tomeo ha un ceppo
nel chietino, uno nel Lazio ed uno in Campania, dovrebbero
derivare tutti da forme anche aferetiche a volte, ma sempre
contratte di nomi come Bartolomeo o Tommaseo. |
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TOMESANI |
Tomesani
è tipicamente emiliano, di Bologna in particolare, con buone
presenze anche a Crespellano nel bolognese ed a Castelfranco
Emilia nel modenese, di origini oscure, si potrebbe forse
ipotizzare che possa trattarsi di una forma etnica riferita al
paese di San Tomè nel forlivese, probabile luogo d'origine dei
capostipiti. |
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TOMEZZOLI |
Tomezzoli è tipico del veronese, di Verona, Cerea, Sona,
Casaleone e Pescantina, dovrebbe derivare da una forma
ipocoristica dialettale del nome
Thomas (Tommaso)
o del suo alterato germanico
Thomez. |
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TOMI
TOMO |
Entrambi
rari, Tomi è tipico della zona tra veronese e rovigoto, Tomo
parrebbe avere un ceppo nel napoletano ed uno nel reggino,
potrebbero derivare da forme aferetiche di nomi come Crisostomo,
ma è pure possibili che derivino da forme aferetiche contratte
del nome Bartolomeo. |
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TOMIO
TOMIOTTI
TOMIOTTO |
Tomio,
molto raro, sembra avere un ceppo trentino ed uno trevisano,
Tomiotti e Tomiotto sono entrambi praticamente unici, dovrebbero
essere veneti o friulani, derivano dal nome medioevale veneto,
derivato dal nome Tommaso, Tomio, di cui abbiamo un esempio in
questo scritto del 1600: "...Nel Nome del Signore Dio, l'anno di
salute 1631, indizione 14, in giorno di luni 24 del mese di
novembre. Presenti missier Nicolò Candioto quondam Batista,
missier Gerolamo quondam Tomio da Cividal, missier Matio et
Bastian fratelli quondam Silvestro Vacilotti, e Francesco
Zorzeto quondam Zuane...". |
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TOMMASOMORO |
Tommasomoro, ormai ridotto a pochissime unità, sembrerebbe
genovese, dovrebbe derivare dal nome Tommasomoro, a sua volta
derivato dall'italianizzazione di Thomas More (1478 - 1535),
Lord Cancelliere d'Inghilterra tra il 1529 e il 1532 sotto
Enrico VIII°, che rifiutando l'obbedienza al Re, non accettò di
sottoscrivere l'atto di supremazia del Re sulla Chiesa Cattolica
d'Inghilterra, venne fatto santo ed il suo nome e cognome venne
venerato come nome unico, nome, probabilmente portato dal
capostipite, che diede luogo probabilmente a questo cognome. |
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TONA
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Tona, abbastanza raro, è presente in zone molto lontane fra
loro, dal trevisano, con probabili origini slave,
all'agrigentino, dove potrebbe essere disceso dall'aferesi del
cognome Antona
, un'ipotesi sul ramo trevisano è la discendenza dalla famiglia
boema dei Thun,
trasferitasi nel trentino nel 1187, a Vigo di Ton che deve il
proprio nome proprio a quella famiglia nobile. Tona, quindi
potrebbe essere un ramo cadetto dei Thun o starebbe ad indicare
un legame, di vario genere, con quella famiglia, ma il cognome è
presente con un ceppo anche ad Asti ed a Villa di Tirano nel
sondriese, per questi ceppi si potrebbe ipotizzare un origine da
forme apocopaiche del nome
Antonio. Personaggi importanti
sono, nel 1298, Erasmo di Thun, vicario per Federico conte di
Tirolo, nel 1372 Guarimberto di Thun, vicario delle valli; nel
1412 Baldessare Thun, capitano di Castelselva e così via
occupando posizioni di rilievo nel contesto della loro regione
trentina. |
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TONANI
TONARELLI
TONELLA
TONELLI
TONELLINI
TONELLO
TONETTI
TONETTO
TONINI
TONINELLI
TONINO
TONION
TONOLI
TONOLINI
TONON
TONUCCI
TUNINETTI |
Tonani è specifico del sudmilanese, lodigiano e cremasco,
Tonarelli è tipico della fascia nord occidentale della Toscana,
provincia di Massa e Pistoia in particolare, Tonelle ha due
ceppi, uno nel trevigiano ed uno milanese e varesotto, Tonelli è
molto diffuso al centro nord, Tonellini è praticamente unico,
Tonello sembra specifico dell'area che comprende Veneto e
Friuli, Tonetti ha un ceppo tra Piemonte nordorientale e
Lombardia, nel milanese e nel bergamasco e bresciano, nel
veneziano e nell'udinese, nel massese e lucchese, nel forlivese,
ed in Lazio, nel viterbese e romano, Tonetto è tipicamente
veneto, del padovano e del trevisano e veneziano in particolare,
con un piccolo ceppo anche in Friuli, Tonini è diffusissimo in
tutto il centronord, Toninelli sembra avere due ceppi, nel
bresciano e da Piombino al grossetano, Tonino, è tipico
dell'udinese, Tonion, assolutamente rarissimo, è specifico di
Treviso e Quinto di Treviso, Tonoli è del bresciano così come
Tonolini che è tipico di Brescia e Serle nel bresciano, Tonon è
specifico delle province di Venezia, Treviso e Pordenone,
Tonucci, molto raro è tipico del pesarese, Tuninetti è specifico
dell'area torinese e del vicino cuneese. Tutti questi cognomi
dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici
semplici o composti, dall'aferesi, con o senza modificazioni
dialettali, del nome Antonio,
in alcuni casi potrebbe esserci una derivazione dal nome rumeno
o slavo Anton.
Tracce dell'uso del nome Tonon si trovano ad esempio a Livigno
in un atto del 1617: "...Coram ut supra citatus fuit Ioannes
quondam Adami de Tonon de Livigno, testis ut ante etc. Et qui
fuit citatus per Nicolam Rampam servitorem...".
integrazioni fornite da
Raffaele Tonon
Ho condotto degli studi sull'origine della mia famiglia. La
famiglia Tonon è arrivata in Italia solo nel 1806 (il mio
trisnonno) proveniente dalla Savoia (Annecy) durante
l'occupazione napoleonica. Si tratta di una famiglia ebraica ed
il cognome deriva dalla città di Thonon nell'alta Savoia. |
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TONANTE
TONANTI |
Entrambi quasi scomparsi, Tonante sembrerebbe di origini
siciliane, mentre Tonanti dovrebbe essere settentrionale, questi
cognomi dovrebbero derivare dai nomi dei capostipiti, l'uso di
Tonante
come nome si rifà alla mitologia grecolatina,
il Tonante
era chiamato Giove, il massimo dio romano, ma era anche un
attributo di Dioniso e di Thor il dio dei germani. |
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TONDI
TONDIN
TONDINI
TONDINO
TONDO
TUNDO |
Tondi ha vari ceppi in giro per l'Italia, nel milanese e pavese,
nel modenese e bolognese, in Toscana, soprattutto nel senese,
tra Piceno e teramano, tra viterbese e romano, nel napoletano e
nel leccese, Tondin, assolutamente rarissimo è dell'area
trentino, vicentina, Tondini ha un ceppo lombardo ed uno
nell'area che comprende il ravennate, il bolognese, il
fiorentino ed il pistoiese, Tondino è quasi unico, Tondo ha un
grosso ceppo nel Salento, in particolare nel leccese, un ceppo
nel napoletano, uno nell'agrigentino ed uno nel siracusano,
Tundo ha un ceppo importante nel leccese, tutti questi cognomi
dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, anche
dialettali, da forme aferetiche del cognomen latino
Rotundus
(vedi ROTONDI). |
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TONDOLO |
Tondolo ha un ceppo a Buia nell'udinese ed uno molto
significativo ad Andria nel barese, dovrebbe derivare dal nome
medioevale Tondolus,
di cui abbiamo un esempio in una
condempnatione
dell'anno 1279 a Perugia, dove un certo Tondolus Geremie viene
condannato a pagare una multa al Comune di Perugia, il nome
Tondolus in Puglia dovrebbe a sua volta derivare dal nome
Tundulus
originato dal nome normanno e anche germanico
Tnugdalus.,
potrebbe anche, in alcuni casi, derivare da forme ipocoristiche
dell'aferesi del cognomen latino
Rotundus
(vedi TONDI). |
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TONDON
TONDONE |
Tondone, praticamente unico, è forse dovuto ad un'errata
trascrizione di Tondon, che è tipicamente friulano, di Gonars e
San Giovanni al Natisone nell'udinese, dovrebbe derivare da una
forma aferetica dell'accrescitivo del nome medioevale
Rotondo,
l'italianizzazione del cognomen latino
Rotundus
(vedi ROTONDI), si tratta di un cognome seicentesco appartenente
alla Confraternita udinese dei Calzolai. |
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TONEGATO |
Estremamente raro, decisamente veneto, Tonegato parrebbe tipico
soprattutto di Montecchio Maggiore (VI), dovrebbe derivare
dall'essere stato il capostipite figlio di un
tonega
(portatore di tonaca, o perche ecclesiastico o perchè incaricato
di pubblici uffici) o lui stesso fosse uso indossare la tonaca. |
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TONERO
|
Tonero, assolutamente rarissimo, è specifico dell'udinese,
dovrebbe trattarsi dell'italianizzazione del cognome tedesco
Thonar
o Thanner,
cognome a sua volta derivato dal nome del dio dei fulmini e del
tuono germanico, tracce di questa cognominizzazione le troviamo
nel XV° secolo in Friuli ad Attimis nell'udinese con il pittore
Zuan Paolo Tonero di Cividale. |
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TONGHINI |
Tonghini è tipicamente lombardo, di Cremona e del cremonese in
particolare, potrebbe derivare da un soprannome dialettale
basato sul termine arcaico, della zona tra cremonese e parmense,
tonga
(tonaca),
probabilmente originato dal modo di vestire del capostipite. |
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TONI
|
Molto
diffuso in Emilia e Romagna, Toscana e Roma, è presente in modo
significativo anche a Genova, deriva dall'aferesi del nome
Antonio. |
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TONIATI
TONIATO
TONIATTI
TONIATTO |
Toniati, assolutamente rarissimo, è veneto, e dovrebbe trattarsi
di diverse registrazioni del cognome Toniato, che, decisamente
veneto anch'esso, è specifico del padovano soprattutto e delle
province limitrofe di Vicenza, Treviso e Venezia, Toniatto è
praticamente unico e dovrebbe essere dovuto ad un'errata
trascrizione del precedente, Toniatti ha un ceppo a Valfurva nel
sondriese e nelle vicine province di Trento, in particolare a
Riva del Garda e Tiarno Di Sotto, e di Bolzano, questi cognomi
dovrebbero derivare da forme patronimiche, dove il suffisso
-ato,
sta per il figlio di,
riferito a capostipiti, il cui padre si fosse chiamato
Tonio,
forma aferetica del nome Antonio. |
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TONIOLI
TONIOLO
TUGNOLI
TUGNOLO
TUNIOLI |
Tonioli sembra limitato al ferrarese, Toniolo è molto diffuso in
tutto il Veneto, Tugnoli è tipico del bolognese, Tugnolo ga un
ceppo nel rovigoto ed uno nel torinese, Tunioli, molto raro, è
dell'area che comprende bolognese e ferrarese, dovrebbero
derivare dal nome medioevale
Tuniolus (diminutivo di Tonio o
Antonio) di cui abbiamo un esempio ad Imola agli inizi del 1300.
Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Bormio nei
Quaterni inquisitionum del 1617: "...nominatus in depositione
Iacobi quondam Baptiste Tonioli de Livigno suprascripto, de qua
sub die sabbati proxime preterita....". |
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TONIUTTI
TONIUTTO |
Toniutti
è specifico dell'udinese, di Ragogna, Udine, San Vito di
Fagagna, Rive D`Arcano e Tarcento, Toniutto, molto più raro, è
specifico di Palazzolo dello Stella e Latisana sempre
nell'udinese, derivano dal diminutivo friulano dell'aferesi del
nome Antonio. |
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TONLORENZI |
Tonlorenzi è specifico di Massa in Toscana, dovrebbe derivare
dal nome composto dai nomi
Antonio, che per aferesi
divenne Tonio,
troncato poi in Ton-,
aggiunto al nome Lorenzo,
nome composto probabilmente portato dal capostipite. |
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TONSI
TONSO |
Tonsi è tipico del bresciano, di Pisogne, Saviore Dell`adamello
e Darfo Boario Terme, con presenze significative anche a Costa
Volpino nel bergamasco, Tonso è decisamente piemontese, del
torinese in particolare, di Montalenghe, Torino, Ivrea e San
Giusto Canavese, dovrebbero derivare dal soprannome, nome
medioevale Tonsus
(rasato, chi è stato sottoposto
alla tonsura per la consacrazione a Dio),
di quest'uso abbiamo un esempio in una
Cartula venditionis
dell'anno 1168 a Casei Gerola (PV): "Anno dominice incarnacionis
millesimo centesimo sexagesimo octavo, nono die mensis
decembris, indictione prima. Constat nos Gilionem de Sancto
Mauricio et Marescottum et Girardum iermanos filios quondam
Petri et Petrum filium quondam Nicholai et Guilielmum filium
quondam Uberti , qui professi sumus lege vivere Longobardorum,
accepisse nos comuniter sicuti in presentia testium accepimus a
te Petro Astexano solidos quadraginta sex Papiensis monete,
finito precio, pro pecia una de prato in loco et fundo Caselle,
ad locum ubi dicitur Pradolassca, et est pertice .IIII.; coheret
ei: ab una parte Lanfrancus da Puteo, de alia Andreas Tonsus, ex
tercia Petrus Gastaldus, ex quarta Carrocius de Campese...". |
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TONUT
TONUTTI
TONUTTO |
Tonut è tipico del goriziano, di Monfalcone e Capriva del Friuli
e di Trieste, Tonutti e Tonutto sono di Udine e dell'udinese, il
primo è il più diffuso dei due, si tratta di forme dialettali
patronimiche dove le terminazioni in
-ut,
-utti,
-utto
stanno per figlio di
un capostipite, il cui nome doveva essere
Antonio,
Tonio per aferesi e, con la complicità del dialetto,
Ton-. |
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TOPI
TOPO |
Topi ha un ceppo tra bolognese e fiorentino, uno tra livornese e
grossetano, uno nel riminese e pesarese, uno a Viterbo ed uno a
Roma. Topo ha un ceppo nel napoletano, a Napoli soprattutto, a
Villaricca, Marano di Napoli, Giugliano in Campania e Qualiano,
ed uno a Martina Franca nel tarantino, dovrebbero derivare dal
nome Topus
in uso presso gli ebrei, nome di un artigiano dello zucchero,
che troviamo riportato in un atto del 1417 in Sicilia. |
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TOPRAN
|
Topran,
estremamente raro, parrebbe tipico del Cadore, dovrebbe derivare
da una forma aferetica tronca del nome medioevale germanico
Ottoprando composto dalla fusione dei nomi Otto e Prando. |
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TORACCA
TORRACCA |
Toracca è
specifico di La Spezia e Santo Stefano di Magra nello spezzino,
con un piccolo ceppo anche a Massa e nel massese, Torracca,
leggermente più raro, è specifico anch'esso di La Spezia,
dovrebbero derivare dal nome dei paesi di Toracca Inferiore e
Superiore nello spezzino. |
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TORACCHI
TORACCHIO |
Toracchi, estremamente raro è laziale, dovrebbe essere una forma
alterata del cognome Toracchio, che è specifico del teatino, di
Chieti, Bucchianico e Casalincontrada, potrebbe essere di
origini albanesi e derivare dal nome albanese
Tarek o
Tariq,
ma non è possibile escludere l'ipotesi che possa trattarsi di
una forma ipocoristica dialettale dell'aferesi del nome
Salvatore. |
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TORASSA
TORRASSA |
Tipico
del torinese e del genovese Torassa, specifico del genovese
Torrassa, il ceppo piemontese dovrebbe derivare da toponimi come
Torrazza Piemonte (TO) il ceppo genovese, potrebbe essere
secondario a quello piemontese, ma è più probabile che derivi in
modo autonomo da un nome di località individuato da una torre o
torrazzo. |
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TORBOL
TORBOLI |
Torbol,
molto raro, è del basso trentino, così come Torboli, sono
entrambi specifici di Riva del Garda (TN) e di Arco (TN),
derivano dal toponimo bresciano Torbole sul lago di Garda. |
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TORCHI
TORCHIO |
Torchi,
molto raro, ha un ceppo a bologna ed un piccolo ceppo a Genova,
Torchio è tipicamente piemontese, di Torino, Collegno e
Nichelino nel torinese, di Asti, San Damiano d'Asti, Tigliole e
Celle Enomomdo nell'astigiano, di Alba nel cuneese, di
Serravalle Sesia e Vervelli nel vercellese, di Alessandria e di
Novara, ha un discreto ceppo anche il Lombardia a Milano,
Gussago e Cazzago San Martino nel bresciano, ed a Pavia e
Belgioioso nel pavese, potrebbe derivare da nomi di località
come Torchio nel novarese, da nomi di frazioni o contrade con
questo nome, o da posti individuabili dalla presenza di un
torchio per la pigiatura dell'uva. |
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TORCHIANA
TORCHIANI
TORCHIANO |
Torchiana
è tipicamente lombardo, di Nesso e Caglio nel comasco e di
Seregno e Milano nel milanese, Torchiani sembrerebbe dell'area
bresciana, di Adro ed Orzinuovi, con un ceppo anche a Roma,
Torchiano ha qualche presenza nel napoletano ed un piccolo ceppo
a Modugno nel barese, potrebbero derivare da nomi di località
come Torchiane nel sondriese, Torchiana nel massese e nel
salernitano, Torchiale nel nord della Lombardia, o altre simili,
probabilmente individuabili un tempo dalla presenza di un
torchio, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad
esempio nella seconda metà del 1600 a Como dove è Notaio della
curia vescovile di Como un tale Bernardo Torchiana fu Curzio. |
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TORCOLACCI
TORCOLETTI
TORCOLI
TORCOLO |
Torcolacci ha un ceppo nell'urbinate ad Urbania e Fermignano ed
uno romano, Torcoletti è un cognome tipico di Fano nel pesarese,
Torcoli ha un ceppo nel bresciano, a Gardone Val Trompia,
Cazzago San Martino, Lumezzane, Sulzano, Erbusco e Sarezzo, ed
uno a Venezia, Torcolo, decisamente più raro, è tipico di
Perugia, questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o
tramite ipocoristici o peggiorativi, dal nome medioevale
Torcolus
di cui abbiamo un esempio nelle carte di S. Pietro in Monte
Ursino del Codice Diplomatico
Bresciano nelle
Attestationes testium
dell'anno 1184 a Brescia: "Zucca de Goiono iuratus testatur se
vidisse die lune proximo transacto Gandulfinum et Vuizardum de
Cantarina de Buthezolis supra capud cluse abbatis Sancti Petri
in Monte et prohiciebat lapides cluse huc et illuc, et hoc fuit
summo mane, et dicit quod nocte illa venit aqua zusum per
clusam, et dicit quod Torcolus de Goiono erat cum se teste, quia
iverant ad molinum mazinare....". |
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TORDELLA
TORDELLI
TORDI
TORDO |
Tordella ha un ceppo nel torinese ed uno nel romano, Tordelli,
assolutamente rarissimo, parrebbe dell'Italia centrale, Tordi ha
un ceppo nel riminese, uno in Umbria, uno nel romano ed uno
nell'agrigentino, Tordo ha un piccolo ceppo nel varesotto, uno
in Umbria ed uno a Crosia nel cosentino, tutti questi cognomi
dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dal
nome medioevale Tordo. |
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TOREGIANI
TORREGGIANI
TORREGIANI |
Toregiani praticamente unico dovrebbe essere un errore di
trascrizione di Torreggiani ha un nucleo in Emilia e mantovano,
uno nell'anconetano ed uno nel Lazio, Torregiani ha un nucleo in
provincia di Roma, uno nelle Marche tra pesarese ed anconetano e
forse uno non secondario nel pavese e sudmilanese, dovrebbero
derivare da toponimi contenenti la radice Torre..., possono
anche derivare da un soprannome dialettale originato dall'essere
la famiglia abitante in un torre da difesa o campanaria o legata
in qualche modo a chi abitava in una torre o aveva in qualche
modo rapporti con una torre. Personaggio famoso è stato nel
1700 l'architetto bolognese Alfonso Torreggiani.
integrazioni fornite da
Federico Torregiani
Il cognome Torregiani, oltrechè del centro-Italia, è tipico
dell'Oltrepò pavese e del Piacentino; anticamente (1600 e 1700)
il cognome era Toresani e si tratta di un'italianizzazione del
dialettale Tursan, che il Maragliano
(Maragliano Alessandro.
Dizionario dialettale vogherese. Pàtron, Bologna, 1976)
riporta come sostantivo con il significato
di "torrigiano", e cioè "antico custode delle torri". In questo
caso, come riferisce il Lurati
(Lurati Ottavio. Perché ci
chiamiamo così? Cognomi tra Lombardia, Piemonte e Svizzera
italiana. Macchione, Varese, 2000)
a proposito del cognome Torreggiani, con il termine "torre" si
intendeva dalle nostre parti in particolar modo la torre
campanaria, cioè il campanile. |
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TORELLI |
Diffuso in tutta l'Italia peninsulare, dovrebbe derivare
dall'aferesi di diminutivi di nomi come
Salvatore, Vittore, Nestore
o Astore
o anche derivare da toponimi quali Masi Torello (FE), Torello di
Melizzano (BN), Torelli di Mercogliano (AV), Torella del Sannio
(CB), ecc.. Il nome Torello lo si trova anche citato nel
Decamerone di Boccaccio.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Torelli: in una carta modenese del 1159 registriamo il nome
proprio Taurellus,
cioè «piccolo toro»,
di evidente derivazione soprannominale. Non tutti però i cognomi
Torelli, esistenti nel Modenese, hanno questa origine, ma
diversi possono essere forma aferetica di
(Salva)torelli,
dal personale Salvatore.
F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996. |
|
TORIBIO |
Quasi
unico, potrebbe derivare dal nome Turibius, in uso presso alcune
nobili famiglie di Spagna, si ricordano, un nobile spagnolo
Turibius che nel V° secolo approdò in Terra Santa, dove tutelò
le reliquie di Sant'Elena e venne fatto Vescovo, il nobile
spagnolo Alphonsus Toribius de Mogrovejo nato a Mayorga nel
1538, che divenne arcivescovo del Perù e fu caconizzato nel 1706
"...quibus beatus Toribius archiepisc. ...". |
|
TORINO
|
Torino, è tipicamente meridionale, ha un piccolo ceppo a Roma,
ma la massima concentrazione è in Campania, soprattutto nel
napoletano e salernitano, con piccoli ceppi nel leccese, nel
reggino e nel nisseno, in rarissimi casi potrebbe trattarsi di
famiglie di origini ebraiche, ma molto più spesso derivano
dall'usanza tarda medioevale di attribuire al proprio figlio il
nome di una città italiana importante.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Torino è cognome siciliano. Oltre che dal capoluogo piemontese,
potrebbe essere il diminutivo di
Tore,
ipocoristico aferetico di
Salvatore. Caracausi, II, 1632. |
|
TORLASCHI
TORLASCO |
Torlaschi è tipicamente lombardo dell'area milanese e pavese, di
Milano e di Rivanazzano, Pavia e Casteggio nel pavese, Torlasco
è caratteristico invece dell'area pavese, alessandrina, di
Voghera, Godiasco e Rivanazzano nel pavese e di Tortona e
Alessandria nell'alessandrino, potrebbero derivare da un
soprannome basato sul termine arcaico dialettale alessandrino
torlasc
(tumefatto, bozzoloso,
bitorzoluto), che starebbe
probabilmente a sottolineare una caratteristica fisica dei
capostipiti probabilmente originari della zoan di confine tra
pavese ed alessandrino. |
|
TORLI
|
Torli, molto molto raro, è del basso bresciano, potrebbe
derivare da un soprannome dialettale basato sul termine
dialettale arcaico torli
(archetto,
trapano a mano), forse ad
identificare un capostipite che ne facesse uso nel suo mestiere. |
|
TORLO
|
Torlo ha un piccolissimo ceppo a Trieste ed uno a Torre del
Greco nel napoletano, a Napoli e ad Eboli nel salernitano,
potrebbe derivare da un soprannome basato sul termine
torlo per
tuorlo (d'uovo), forse motivato
da una carnagione giallastra dei capostipiti. |
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TORMEN
TORMENA
TORMENE |
Tormen è
specifico di Belluno e del bellunese, di Trichiana, Limana e
Santa Giustina, Tormena ha un ceppo nel trevisano a Farra di
Soligo in particolare, ma anche a Vidor, Valdobbiadene e
Montebelluna, e nella vicina Pordenone friulana, Tormene è
padovano, dovrebbero derivare dal toponimo Tormeno di Arcugnano
nel vicentino o direttamente dal nome del Monte Tormeno o anche
da toponimi come Tormine (VR) o Tormene di Monte Nuvolà (BL). |
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TORNABONI
TORNABUONI
TORNABUONO |
Tornaboni, assolutamente rarissimo, è dell'area tosco laziale,
Tornabuoni, assolutamente rarissimo, sembrerebbe toscano,
Tornabuono è quasi unico, dovrebbero derivare dal nome
gratulatorio medioevale
Tornabonus, esempio illustre di
queste cognominizzazioni le troviamo a Firenze dove Lucrezia
Tornabuoni (1425 - 1482), figlia di Francesco Tornabuoni, fu la
moglie di Piero di Cosimo de' Medici e madre di Lorenzo il
Magnifico. |
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TORNAGHI
TORNAGO |
Tornaghi
è tipicamente lombardo del milanese e monzese, di Bernareggio,
Milano, Monza, Carugate, Cernusco sul Naviglio, Vimercate e
Villasanta, Tornago, assolutamente rarissimo, è settentrionale,
dovrebbero derivare dal nome del paese di Tornago, una frazione
di Renate nel milanese, paese di cui abbiamo menzione almeno dal
1200, come si evince da un atto del 1215 a Monza: "MCCXV. Die
dominico penultimo die augusti idem dominus archipresbiter
investivit ad massaricium Grigorium de Lanfrancho de loco
Cassago nominative de petia una terre iacente in territorio de
Tornago ubi dicitur ad raxellum cui est a mane ipsius Grigorii a
meridie Guidoti de Tornago a monte Iacobi de .... Arnaldo a sero
sancti Iacobi de Pontia ad solitum fictum prestandum omni anno
ipsi ecclesie secundum quod concadit. ...". |
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TORNAINCASA
TORNINCASA |
Tornaincasa è quasi scomparso ed è decisamente campano,
Tornincasa è specifico dell'area che comprende Montenero Val
Cocchiara nell'iserniese e Casal di Principe nel casertano, nel
casertano e nel napoletano è comunque abbastanza diffuso,
dovrebbero derivare dal nome tardomedioevale Tornaincasa, nome a
volte attribuito ad un figlio arrivato dopo la prematura
scomparsa di un altro figlio. |
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TORNATI
TORNATO |
Tornati è specifico del pesarese, è abbastanza raro, Tornato,
ancora più raro, sembrerebbe dell'alessandrino, potrebbero
derivare dal mestiere di tornitore svolto dal capostipite.
integrazione dovuta a
Alberto Tornato
Tornato è un cognome localizzato per lo più in Piemonte e
particolarmente nella zona dell'Alto Monferrato, a cavallo tra
le province di Asti ed Alessandria. L'origine potrebbe risalire
al mestiere del tornitore (lat.
tornator). |
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TORNATORE
TORNATORI
TORNITORE
TORNITORI |
Tornatore ha ceppi nella Liguria occidentale, a Napoli ed in
Irpinia, a San Chirico Raparo (PZ) ed in Sicilia, Tornatori è
quasi sicuramente dovuto ad errori di trascrizione, Tornitore,
estremamente raro, parrebbe avere un ceppo nella Sicilia
nordorientale ed uno lombardo, mentre Tornitori, assolutamente
rarissimo, parrebbe lombardo.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Tornatore è più tipicamente meridionale, con ceppi maggiori nel
catanese, nel palermitano, nel napoletano, nell'avellinese e nel
potentino, ma con un ceppo minore anche nell'imperiese,
Tornatori, unico, si riscontra soltanto a Roma, Tornitore,
rarissimo, è prevalentemente siciliano, con un nucleo principale
nel catanese, Tornitori, quasi unico, si riscontra soltanto in
Lombardia ed Emilia Romagna, tutti questi cognomi derivano dal
mestiere di tornitore, l'artigiano cioè che lavora al tornio
oggetti di diverso materiale (legno, metallo, etc): la variante
arcaica tornatore, infatti, trae origine dal latino medievale
tornator, col medesimo significato. Si tratta, dunque, delle
cognominizzazioni di nomi di mestiere attribuiti ai capostipiti. |
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TORNESE
TORNESI
TURNISI |
Tornese sembrerebbe tipico del Salento, ma presenta ceppi anche
nel reggino, in Sicilia e nel basso Lazio, Tornesi, più raro, ha
un nucleo in provincia di Latina, Turnisi è quasi unico,
dovrebbero derivare da soprannomi originati dalla moneta
angioina tornese
(nome derivato dal fatto di essere stata coniata a Tours in
Francia e chiamata anticamente
tourneis). |
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TORNELLI
TORNELLO
TORNIELLI |
Tornelli è tipicamente lombardo del cremonese, di Castelleone e
Formigara, Tornello ha un ceppo siciliano nel catanese a
Grammichele, Caltagirone e Catania ed a Lentini nel siracusano,
Tornielli, molto raro, e tipicamente della provincia di Pavia e
Novara, in alcuni casi i ceppi lombardi potrebbero derivare come
ipocoristici di provenienza dal nome del paese di Torno nel
comasco, l'ipotesi più generica è che derivino dal nome e
soprannome tardo medioevale
Tornellus, troviamo tracce di
queste cognominizzazioni, in Pietro l'Aretino, che cita,
riferito all'anno 1134, un conte Filippo Torniello, poi nel 1400
a Novara troviamo un Hieronymus de Torniellis, e risale al 1600
un vescovo Torniello nel vercellese. |
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TORNO
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Specifico
della zona tra milanese e varesotto, di Turbigo e Castano Primo
(MI) fino a Busto Arsizio (VA), dovrebbe derivare dal toponimo
Torno (CO). |
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TORNUSCIOLO |
Estremamente raro è tipico dell'avellinese. |
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TORO
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Toro è un cognome abbastanza comune in Italia, con ceppi
significativi nel cagliaritano, nel catanese, siracusano e
ragusano, nel salernitano, nel barese, nell'Abruzzo costiero ed
a Roma, dovrebbe derivare dal nome medioevale
Taurus o
Toro
attribuito a figli per i quali si auspicava potessero avere la
forza e la potenza del toro.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Toro, forse anche dalla città di Toro in Abruzzo, derivato dal
latino "torus"
= rialzo di terra. |
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TORRACA |
Torraca è specifico del salernitano, di Gioi, Salerno e Torre
Orsaia, con un ceppo anche a Napoli ed a Grumento Nova e Spinoso
nel potentino, dovrebbe derivare dal nome del paese di Torraca
nel salernitano.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Torraca è cognome campano e lucano che significa "torre
antica" dal latino 'turris'
= "torre"
e greco 'archè'
= "antica",
fusione dovuta alla presenza delle due culture classiche, la
latina e la greco-bizantina. Probabilmente deriva dal toponimo
Torraca (SA). Sembra che il paese fosse stato ricostruito nel
basso Medioevo presso i resti di un antico villaggio lucano. Un
gruppo di abitanti della costiera giunsero qui per costruire una
sede più sicura dalle incursioni dei saraceni, e chiamarono
Torraca il luogo. Nei documenti antichi compare anche come
Turraca. |
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TORRE
TORRI
TORRIANI |
Torre è
decisamente panitaliano, Torri dovrebbe avere più ceppi, in
Lombardia ed in Emilia e Romagna, con possibili nuclei anche nel
genovese, nell'alta Toscana e nel Lazio, Torriani è specifico
dell'areale milanese, derivano da caratteristiche della
località d'origine, in alcuni casi da elementi dello stemma
nobiliare se presente, I Torriani erano di origine longobarda
di Mendrisio, località appunto dove si era insediata una Fara
longobarda, insediatisi questi a Como pur mantenendo il nucleo
principale a Mendrisio, diedero vescovi alla chiesa e podestà al
comune, furono signori di Melzo e di Milano, schierati con la
parte guelfa. |
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TORREGROSSA
TORREGROSSO |
Torregrossa è tipicamente siciliano di Palermo in particolare,
ma con ceppi importanti anche nell'agrigentino e nel nisseno,
Torregrosso, è unico, ed è probabilmente dovuto ad un errore di
trascrizione, dovrebbe derivare da un nome di località. |
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TORRENTE
TORRENTI
TORRENTINO |
Torrente
ha un ceppo a Valdagno nel vicentino, uno a Napoli e
Sant'Antonio Abate nel napoletano ed a Cava de' Tirreni nel
salernitano, ed uno nel trapanese, a Favignana, Trapani, Erice,
Marsala, Petrosino ed a Palermo, Torrenti ha presenze sparse in
tutt'Italia, soprattutto al nord, Torrentino, quasi unico, ha
qualche presenza in Campania ed in Sicilia, facile l'ipotesi che
possano derivare da soprannomi originati dal fatto che i
capostipiti abitassero in prossimità di un torrente, o che
provenissero da una località che all'interno del proprio nome
contenesse il vocabolo Torrente, come, a solo titolo di esempio,
Montagna Torrente Botte in Molise. |
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TORRES
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Ha un
nucleo nel barese ed uno nel palermitano che dovrebbero essere
di origine spagnola e derivare dal cognome omonimo, mentre il
ceppo bellunese e trevigiano probabilmente deriva dal toponimo
Torres di Pieve d'Alpago (BL), tracce di questa
cognominizzazione le troviamo nel 1552 a Roma dove nasce quello
che diventerà il Cardinale Arcivescovo di Monreale (PA) Ludovico
de Torres di famiglia originaria di Malaga. |
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TORRESAN
TORRESANI
TORRESE
TORRESEL
TORRESETTI
TORRESI
TORRESIN
TORRESINI |
Torresan è tipico del vicentino e trevigiano, Torresani è tipico
dell'arco che dal Trentino, attraverso il veronese, il mantovano
ed il cremonese arriva al milanese, Torrese ha un ceppo nel
teatino e pescarese ed uno nel napoletano, Torresel è
tipicamente veneto, orami praticamente unico, Torresetti,
estremamente raro, parrebbe della provincia di Macerata, Torresi
è tipico della fascia dell'Italia centrale che comprende parte
della Toscana, le Marche, il perugino, il teramano ed il Lazio,
con massima concentrazione nelle province di Macerata ed Ascoli
Piceno, Torresin è tipico della zona che comprende le province
di Padova, Venezia, Vicenza, Treviso e Pordenone, Torresini,
estremamente rari, sono dell'area tra Padova e Venezia,
potrebbero derivare tutti, direttamente o tramite varie forme
ipocoristiche, da forme arcaiche o dialettali per
torrigiani,
cioè di chi vive vicino a delle torri, intese sia come
postazioni di difesa che come torri campanarie, ma in alcuni
casi si tratta di forme etniche di città come Torre Annunziata o
Torre del Greco entrambi del napoletano. Personaggi famosi sono
stati nel 1500 i fratelli pittori veronesi Lorenzo e Bartolomeo
Torresani. |
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TORRETTA
TORRETTI |
Torretta
non comune è presente a macchia di leopardo in tutt'Italia, si
individuano ceppi nel palermitano. nel torinese, nella Lombardia
occidentale, in Abruzzo ed in Puglia, Torretti sembrerebbe
specifico di Marche ed Umbria, con un ceppo nel Salento,
dovrebbero derivare da toponimi come Torretta (PA), Torretta
Terme (Bo), Torrette di Ancona (AN), borgo della Torretta
località di Ceva (CN) e simili, come è possibile pure che
derivino dal nome di alcune località identificate dalla presenza
di una torre. |
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TORRICELLA
TORRICELLI |
Torricella ha un ceppo a San Salvo nel teatino ed in Puglia a
Martina Franca nel tarantino ed a Morciano di Leuca nel leccese,
Torricelli è molto più diffuso, in Emilia, soprattutto nel
modenese ed in Romagna nel forlivese, in Toscana nel fiorentino,
aretino e senese, in Umbria, nel viterbese e nel romano,
dovrebbero derivare dai molti toponimi Torricella presenti ad
esempio nel tarentino, nel latinense, nell'urbinate e pesarese,
nel perugino, nel parmense, nel reatino, nel, teatino, ed altri
ancora, ma è pure possibile che derivino da un soprannome
attribuito al capostipite perchè abitava in prossimità di una
piccola torre o semplicemente perchè molto alto. Tracce di
queste cognominizzazioni le troviamo nel senese in un testamento
del 1219 con il quale si attribuisce un lascito ad un certo
Rustichello Durelli dala Torricella, nel teatino almeno dal
1600 ad Ortona dove i Torricella sono una delle famiglie
notabili della città, nella prima metà del 1700 troviamo Nicolò
Torricella in qualità di sindaco della città di Chiavenna nel
sondriese. |
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TORRIERE
TORRIERI
TORRIERO |
Torriere, quasi unico, è del napoletano, Torrieri è tipico della
costa abruzzese, di Guardiagrele nel teatino, di Montesilvano e
Pescara nel pescarese e di Giulianova, Pineto, Teramo, Atri e
Castiglione Messer Raimondo nel teramano, con un ceppo anche a
Roma, Torriero ha un ceppo a Lanciano ed Orsogna nel teatino ed
uno a Roma e Roccasecca nel frusinate, dovrebbero derivare dal
termine arcaico torriere,
ufficiale posto a guardia di una
torre costiera, normalmente
edificata per poter controllare che dal mare non arrivassero
pirati saraceni o turchi nel XV° e XVI° secolo, probabilmente
funzione svolta dai capostipiti. |
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TORRISI
TURRISI |
Assolutamente catanese il primo, siciliano e salentino il
secondo, derivano da uno dei vari toponimi come Torre Archirafi
(CT), Torre Normanna (PA), Torregrotta (ME), Torre Cesarea (LE),
Torre S. Susanna (BR), ecc. |
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TORRU
TURRISI |
Torru ha un ceppo a Sassari ed uno tra Oschiri e Monti in
Gallura, dovrebbe derivare da un soprannome dervante dal termine
sardo torru,
che significa ostinato,
tertardo, caparbio,
probabilmente a sottolineare una caratteristica comportamentale
del capostipite, caratteristica peraltro non certo rara tra il
popolo sardo. |
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TORSELLI
TORSELLO |
Torselli parrebbe toscano, del pistoiese in particolare, è molto
raro, Torsello, invece è più diffuso soprattutto in Puglia ed in
particolare nel Salento, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Torsellus
di cui abbiamo un esempio nello spezzino in un atto del XIII°
secolo dove compare come teste un certo "Torsellus quondam
Oberti de Afrecano", a Fabriano nelle Marche è Console nel 1221
un certo Torsellus, un'altra ipotesi è che i cognomi derivino
dalla voce medioevale torsellus
o torsellum
che Ludovico Muratori così descrive nella sua dissertazione
De' Mercati e della Mercatura
dei secoli rozzi: "...Altro non
è torsello che un volume o rotolo di qualche tela o panno; e noi
tuttavia diciamo un torsello di panno, un torsello di tela. Il
Menagio nelle Origini della Lingua Italiana la deriva da tortus,
torsus, torsellus: poco felicemente. Più tosto penso io che
discenda da tyrsus, onde torso: col qual nome indichiamo una
statua mancante di capo, braccia e coscie, quasiché qualche
similitudine passi fra essa e un rotolo di panno. Nelle carte
Franzesi trosellus lo stesso è che il nostro torsello. ...", in
questo caso identificherebbe forse il mestiere del capostipite. |
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TORTA
TORTO |
Torta è tipicamente piemontese, di Torino, Chieri, Riva presso
Chieri, Reano e Carmagnola nel torinese e di Cherasco, Fossano,
Bra e Bene Vagienna nel cuneese, Torto, quasi unico, sembrerebbe
avere qualche presenza in Piemonte ed in Abruzzo, dovrebbero
derivare da un soprannome originato dal vocabolo medioevale
francese tort
(sbagliato, deviato),
o anche dall'italiano torto
nel senso di storto, malformato,
ma è pure possibile che derivino dal cognome francese
Tortay. |
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TORTELLA
TORTELLI
TORTELLO
TORTI |
Tortella ha un ceppo nel veronese, uno tra viterbese e romano,
uno nel teramano e nel teatino ed uno nel barese e tarantino,
Tortelli ha un ceppo nel bresciano, uno nel lucchese e
fiorentino, uno nel grossetano, nel romano e reatino ed uno nel
barese, Tortello, molto raro, ha un ceppo nel torinese, uno nel
genovese ed uno nel rovigoto, Torti ha un nucleo importante
nell'area che comprende le province di Milano, Pavia ed
Alessandria, esistono poi vari ceppi lungo un ideale percorso
che da Firenze arriva al Molise, attraverso Umbria e Abruzzi,
dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, da
soprannomi basati sul termine italiano
torto nel
senso arcaico di storto,
malformato, probabilmente
motivati da un difetto dei capostipiti nel loro aspetto fisico o
nel portamento. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo
ad Arezzo nel 1400 con il letterato e scrittore Giovanni
Tortelli, autore fra l'altro i Commentarî - De Ortographia
dictionum edito a Bologna nel 1462.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Tortelli è un cognome diffuso in tutta Italia, tranne le isole.
Per M. Francipane sarebbe una variante del cognome base
Storti,
da un soprannome fisio-anatomico originato dall'aggettivo 'storto'.
Il cognome lombardo Torti e il suo diminutivo Tortelli potrebbe
però anche designare la provenienza dalla Val Torta (valle
tortuosa) nell'alta Val Brembana. A tal proposito cfr. O.
Lurati, p. 473. |
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TORTORA
TORTORE
TORTORELLA
TORTORELLI
TORTORELLO
TORTORI
TORTORIELLO
TORTURIELLO
TURTORA
TURTURA
TURTURIELLO |
Tortora e Tortorella sono diffusi in tutto il centrosud, ma
particolarmente in Campania, Tortorelli è più tipico del sud, di
Matera e del materano in particolare, Tortorello è quasi unico,
Tortore, molto raro, parrebbe del cuneese, Tortori è rarissimo,
sembrerebbe della zona tra aretino e perugino, Tortoriello
sembra specifico del napoletano e salernitano, Torturiello,
quasi unico, potrebbe essere del potentino, Turtora,
assolutamente rarissimo, è del sud, Turtura parrebbe bolognese,
Turturiello, molto raro, ha un piccolo ceppo a Napoli ed a
Ricigliano nel salernitano, ma il nucleo principale è a Bavano
nel potentino, dovrebbero tutti derivare o direttamente o
tramite ipocoristici o modifiche più o meno dialettali, dal nome
medioevale Turtora
o Turtura,
come simbolo cristiano di innocenza e purezza, in alcuni casi
possono derivare dai toponimi Tortora nel cosentino o Tortorella
nel salernitano, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo
fin dal medioevo, ad esempio nel
Codice diplomatico della Lombardia
medievale in una
Carta venditionis et finis
del 1183 a Casaletto leggiamo: "...et est illud prebendum in
quatuor petiis: prima petia est in Campo de la Porta et est
novem pertice et quinque tabule, a mane filii Alberti
Bonisenioris, a meridie via, a sero monasterium, a monte
Vuilielmus Turtura; quarta petia est in Vulpinera et est decem
viginti pertice plus minusve sic...". |
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TORTORICI
TORTURICI
TURTORICI
TURTULICI
TURTURICI |
Torturici e Turtorici sono assolutamente rarissimi, si tratta di
forme modificate dei cognomi Turturici e Tortorici, Turturici
particolarmente diffuso a Sciacca e Caltabellotta
nell'agrigentino ed a Trabia nel palermitano, Tortorici è tipico
di Ribera, Sciacca, Agrigento e Caltabellotta sempre
nell'agrigentino, di San Marco d`Alunzio nel messinese, di
Castelvetrano nel trapanese, ma soprattutto di Palermo,
Turtulici, molto molto raro, è del ragusano, di Comiso e di
Ragusa, tutti questi cognomi derivano dal toponimo Tortorici nel
messinese, il cui nome sembrerebbe essere derivato da
Turris Orice
(nome della principessa che avrebbe fondato la città). |
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TORTUL
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Tortul, molto molto raro, è specifico del basso udinese e
goriziano, potrebbe derivare da un soprannome originato dal
termine latino tortulus
(intrecciato, avvoltolato,
ritorto). |
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TORZA
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Estremamente raro, è tipico del milanese, dovrebbe essere di
origine ungara, ed essere arrivato da noi proprio a seguito
dell'invasione degli ungari nel X° secolo, la derivazione
sarebbe quindi dal toponimo ungherese Torza (Torschau). Un altra
ipotesi, anche se non molto probabile è la derivazione dal
vocabolo medioevale torza (torcia), così in uno scritto di
Leonardo: "...le quale nimphe havevano zaschuna de loro una
torza bianca in mano.". |
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TOSA
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Molto
raro sembra avere un ceppo autoctono nel bresciano a Saviore
Dell'Adamello (BS), uno a Genova e nell'astigiano, dovrebbe
derivare da nomi di località deputate alla tosa degli ovini,
tracce di quest'uso le troviamo nel Codice Diplomatico Bresciano
in un atto scritto in Brescia nell'anno 1186: "...prima pecia
iacet ad Pudossolum: a mane Pelacanus, a sera Lanfrancus Lupus,
a meridie Albericus Beioli, a monte --- secunda pecia iacet ad
Ferrum: a mane Tosa, a sera Rogerius, a monte Rogerolus
similiter, a meridie nepotes Facini...", un esempio di questa
cogomizzazione la troviamo anche nel fiorentino in uno scritto
della fine del 1200 relativo al casato guelfo dei Della Tosa:
"...Circa secundum nota quod domus sua vocatur de la Tosa, et
ideo quantum ad hoc bene dicitur quod totonderunt eum...". |
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TOSADORI |
Tosadori
è specifico della zona tra bresciano, mantovano e veronese, di
Castiglione delle Stiviere nel mantovano, di Desenzano del Garda
e Lonato nel bresciano e di Verona e Colognola ai Colli nel
veronese, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale stante
ad indicare il mestiere di tosatori lanaioli o pastori. |
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TOSATI
TOSATO
TOSATTI
TOSATTO |
Tosati, assolutamente rarissimo, è del ferrarese, Tosato è
decisamente veneto, Tosatti è dell'area che comprende il
modenese, bolognese, ferrarese e rovigoto, Tosatto ha un nucleo
nel trevisano ed uno nel torinese, dovrebbero derivare dal
termine dialettale tosatt /
tosatto (ragazzo, sbarbato). |
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TOSCA
TOSCANI
TOSCANINI
TOSCANINO
TOSCANO
TUSCANO |
Tosca è abbastanza raro ed è tipico del piacentino, Toscani
sembra essere specifico della fascia che comprende il milanese,
il lodigiano, il piacentino ed il parmense, Toscanini è
specifico dell'area che comprende il pavese, l'alessandrino ed
il genovese, Toscanino è quasi unico, Toscano è proprio del
centro sud, Tuscano sembra specifico di Bova Marina nel reggino,
dovrebbero derivare, direttamente o tramite forme ipocoristiche,
dall'indicatore etnico toscano,
gente di Toscana
originaria di quella regione. Personaggio di rilievo è stato il
direttore d'orchestra parmense Arturo Toscanini nato a a Borgo
San Giacomo nel 1867. |
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TOSCHES |
Tosches è un cognome tipico di Casalvecchio di Puglia nel
foggiano, di origini albanesi è presente nel foggiano almeno
dalla seconda metà del 1500.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Tosches è cognome pugliese che per Minervini 487 è una variante
del cognome Toscano. |
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TOSCIRI
TOXIRI |
Tosciri è un cognome molto raro specifico dell'Ogliastra in
Sardegna, di Baunei, Tortolì e Lotzorai, Toxiri, ancora più
raro, è specifico di Tortolì, dovrebbero derivare da un
soprannome originato dal vocabolo sardo
tosca (pomice),
forse ad indicare che il capostipite estraeva o lavorava la
pomice.
integrazioni fornite da
Luca Porru
La prima attestazione di queste cognominizzazioni risale al XVI°
secolo, nei capitoli di grazia della contea di Quirra in cui è
citato un Nicolaum Toxeri
incaricato di rappresentare la villa di Baunei per le richieste
dei vassalli baunesi ai feudatari di Quirra. Un ramo Toxiri da
Tortoli si radica a Lotzorai nell'Ogliastra nel XVII° secolo. |
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TOSELLI
TOSELLO
TOSETTI
TOSETTO
TOSI
TOSO |
Toselli ha un ceppo piemontese e lombardo, uno emiliano
concentrato nel bolognese e ferrarese, ed uno laziale, Tosello
ha un ceppo veneto tra padovano e trevisano ed uno piemontese,
soprattutto nel cuneese, Tosetti dovrebbe essere di origini
comasche, Tosetto è decisamente veneto, Tosi e Toso sono diffusi
in tutto il nord Italia, dovrebbero derivare, direttamente o
tramite ipocoristici, dal vocabolo dialettale
toso (ragazzo)
a sua volta derivato dal latino
tonsus (rasato),
probabilmente per la consuetudine di tagliare molto corti i
capelli dei ragazzi, in alcuni casi possono però anche derivare
da nomi di località, come questa citata in un atto del 1222 nel
bergamasco: "...cum casa una plodata que erat quinque tegetibus
super que erat spacia viginti quinque et que erat imparte
aratoria que jacet in Tosilio..." è pure possibile che in alcuni
casi derivino da soprannomi originati dal termine arcaico
tosello
(baldacchino)
forse ad indicare nel capostipite una persona particolarmente
tronfia. Traccia di questo cognome si trova a nel senese nel
1200 con un certo Ugolinus de Toso de Montemasso. |
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TOSIN
TOSINI
TOSINO |
Tosin è specifico del vicentino, di Bassano del Grappa in
particolare, Tosini, tipicamente bresciano, ha ceppi anche nel
parmense e nel rovigoto, Tosino, estremamente raro, sembrerebbe
dell'alessandrino, potrebbero derivare da una contrazione del
diminutivo di Tommaso,
o anche da soprannomi dialettali originati dal vocabolo
toso
(ragazzo), tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a
Vicchio (FI) fin dal 1300, nel 1387 vi nasce Guido Tosini, che
diverrà poi il Beato Angelico, a Brescia nella seconda metà del
1400 opera l'editore e libraio Evangelista Tosini. |
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TOSOLIN
TOSOLINI
TOSOLINO |
Tosolin, estremamente raro, è triestino, Tosolini è specifico
della zona di Udine, Tricesimo e Tavagnacco, dove il cognome è
presente almeno dal 1600, Tosolino, praticamente unico, è dovuto
probabilmente ad un errore di trascrizione, derivano tutti da
soprannomi dialettali, riferentisi a caratteristiche giovanili
del capostipite, originati da diminutivi del vocabolo
toso. (vedi TOSI) Nella seconda
metà del 1700 a Rive d'Arcano (UD), troviamo un certo Girolamo
Tosolini sposare la Nobile Giulia d'Arcano. |
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TOSON
TOSONE
TOSONI |
Toson è tipico del padovano, Tosone ha un ceppo friulano ed uno
abruzzese, Tosoni, oltre al grosso ceppo tra romano e reatino,
ha un ceppo nell'area che comprende il bresciano, il veronese,
il mantovano ed il cremonese, uno in Friuli, uno nel senese ed
uno tra maceratese e Piceno, dovrebbero derivare da soprannomi
dialettali originati da forme ipocoristiche accrescitive del
termine dialettale toso
(ragazzo, imberbe),
ma potrebbero anche derivare da toponimi come Prato Tosone in
Friuli, improbabile un qualsiasi collegamento con l'onorificenza
del Toson d'Oro. |
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TOSSUT
TOSSUTI
TOSSUTO |
Tossut, estremamente raro, è tipico del pordenonese, e del
vicino trevisano ed udinese, Tossuti e Tossuto sono praticamente
unici, si dovrebbe trattare di forme contratte della forma
ipocoristica intesa in senso patronimico di
Tomasutto,
che può valere sia come il
piccolo Tommaso che ,
soprattutto al plurale, come il
figlio di Tommaso (vedi
TOMASUTTI). |
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TOSTI
TOSTO |
Tosti è specifico dell'Umbria, Abruzzo e del Lazio e potrebbe in
alcuni casi derivare dal toponimo Campotosto (AQ), Tosto è
catanese, con un ceppo anche nel cosentino, potrebbero derivare
dal nome gallico Tosto
(Tostonis)
di cui si hanno tracce ad esempio nella storia dei Germani di
Saxo Gramaticus scritta verso la fine del 1100, dove si legge:
"...Eodem tempore Tosto quidam, obscuro Iutiae loco ortus,
ferocitate clarus emersit... ...Nec Tostoni in vindictam sui
animus defuit.Nam cum ob accepti vulneris magnitudinem
reparandarum intra patriam virium copiam non haberet...", negli
altri casi dovrebbero derivare da un soprannome legato al
carattere particolarmente duro del capostipite. Troviamo questa
cognominizzazione in Calabria nel 1400, alla guida della guerra
contro gli Aragonesi c'è infatti il Capitano cosentino Cola
Antonio de Caroleis, detto Cola Tosti.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Tosto è cognome siciliano dal dialettale 'tostu'
= duro, sfacciato.
Rohlfs 187. |
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TOTA
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Originario delle Puglie, della provincia di Bari in particolare,
dovrebbe derivare da una contrazione del nome greco
Theodorus
(Totorus).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Tota è cognome pugliese che può avere alla base l'aggettivo 'toto'
latino 'totum'
= tutto, intero,
oppure derivare da un ipocoristico dei personali
Antonio, Salvatore,
ecc. Minervini 488. |
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TOTARO
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Specifico
pugliese, dovrebbe derivare da una contrazione del nome greco
Theodorus (totorus) |
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TOTI
TOTO
TOTO'
TOTTI |
Toti sembra avere un ceppo in Toscana ed uno nel Lazio, Toto è
ben diffuso in tutto il centrosud peninsulare, Totti ha un
nucleo tra Bologna e Firenze ed un ceppo secondario, forse, nel
vicentino, Totò è specifico del Piceno, di Fermo, Porto
Sant`Elpidio e Civitanova Marche, dovrebbero derivare dal nome
medioevale italiano Toto,
abbreviazione aferetica del nome
Benedetto
e in alcuni casi del nome Salvatore. Troviamo nel bergamasco uno
Zanillo de Tottis verso la fine del 1500, nel 1600 Felice Toti,
o de Totis è notaio della Camera Apostolica Romana.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Totti, diffuso dall'Abruzzo, è formato dal toponimo Tottea (TE)
e dal suo etnico. |
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TOTUNNO
TUNNO |
Totunno è ormai quasi scomparso, Tunno ha un ceppo a L'Aquila ed
a Roma, uno nel leccese, soprattutto a Taviano, ma anche ad
Alliste, Racale e Muro Leccese, ed uno in Sicilia a Ravanusa
nell'agrigentino, dovrebbe derivare da una forma aferetica
dell'ipocoristico dialettale meridionale
Totunno
del nome Antonio,
probabilmente portato dai capostipiti. |
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TOVAGLIARI |
Molto
raro, probabilmente originario del parmense, potrebbe derivare
da un soprannome legato al mestiere di artigiano che produceva e
vendeva tovaglie. Nel 1832 a Parma viene fondata la casa
editrice musicale Tovagliari M. & Comp. da Flaminio Tovagliari
(1806 - 1883) di San Secondo Parmense (PR), Primo flauto del
Teatro Ducale di Parma ed insegnante del "Convitto Maria
Luigia", con il fratello Massimiliano, violinista e con il
fratello Luigi, cornista. |
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TOVAN
TOVANI
TOVANO |
Tovan è
unico, così come Tovano, cognome ligure, che lo è quasi, Tovani
è tipicamente toscano, di Carrara, Lucca e Pisa, con qualche
presenza anche nel riminese e nel pesarese, questi cognomi
dovrebbero derivare dalla forma etnica riferita al paese di Tovo
San Giacomo nel savonese o di un'altra località non meglio
identificabile. |
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TOVI
TOVINI
TOVO |
Tovi è assolutamente rarissimo, Tovini, estremamente raro,
potrebbe essere del bresciano, di Darfo Boario Terme in
particolare, Tovo, abbastanza raro, ha un ceppo nel vicentino
nel quadrante a nordovest di Vicenza ed uno probabilmente
secondario nel torinese, potrebbero derivare dal toponimo Tovo
di S. Agata (SO) da Tovo frazione di Grone (BG) o dalla Val di
Tovo nel vicentino.
integrazioni fornite da
Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
Tovini è piuttosto conosciuto negli ambienti cattolici bresciani
a causa di Don Giuseppe Tovini (1841-1897) beatificato di
recente.
integrazioni fornite da
Mario Tovo
Per quanto ne so, e per quanto mi diceva mio nonno, il nostro
cognome, Tovo, è originario della val Cerrina (vicino a Casale
Monferrato) con estensioni nel Vercellese. L'origine sarebbe il
piemontese tuv,
(tufo).
Bisogna inoltre considerare che vi sono in Piemonte tre montagne
chiamate monte Tovo, una all'imbocco della Valsesia una nel
Canavese, una sopra Biella, inoltre in provincia di Imperia c'è
il comune di Tovo san Giacomo. |
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TOZZI
TOZZINI
TOZZO |
Tozzi è tipico della larga fascia che dalla Liguria ed Emilia,
arriva alla Campania e Puglia, Tozzini è tipicamente toscano del
pisano, con presenze anche nel fiorentino, nel livornese e nel
grossetano, Tozzo ha un ceppo veneto, soprattutto nel vicentino,
uno piccolo nell'anconetano, uno nel romano ed uno tra
catanzarese e vibonese, potrebbero derivare dall'aferesi di nomi
medioevali come Lutozzo,
o da forme aferetiche di ipocoristici di nomi come
Alberto,
Roberto,
Dagoberto
o altri simili. |
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TRABACCHI |
Trabacchi sembrerebbe specifico di Piacenza, potrebbe derivare
da un soprannome originato dal vocabolo
trabacca
o trabacco
dal latino trabacus
(ricovero , baracca fatta di
travi ed assi), ad identificare
forse un luogo o la tipologia di abitazione della famiglia. |
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TRABALDO
TRABALZA
TRABALZINI
TRABAUDO
TRIBAUDI
TRIBAUDINO
TRIBOLDI |
Trabaldo, assolutamente molto raro, è caratteristico del
vicentino, Trabalza è specifico di Foligno nel perugino e
dintorni, Trabalzini è tipicamente toscano, molto diffuso nel
senese a Montepulciano, ma anche a Chianciano Terme ed a Chiusi,
con un ceppo anche a Roma, Trabaudo, ormai quasi scomparso in
Italia, sembrerebbe del torinese, di Rubiana in particolare,
Tribaudi, assolutamente rarissimo, è dell'area piemontese che
comprende le province di Biella e di Vercelli, Tribaudino,
abbastanza raro, è tipicamente piemontese, del torinese e del
cuneese, Triboldi, decisamente lombardo è specifico di Tignale
nel bresciano, tutti questi cognomi dovrebbero derivare,
direttamente o tramite variazioni dialettali o ipocoristiche, da
forme aferetiche del nome longobardo
Atripaldus,
a sua volta derivato dai termini germanici
atar (veloce,
ma anche intelligente) e da
pald,
un alterato di bald
(coraggioso, audace),
nome di cui abbiamo un esempio d'uso in questo scritto dell'anno
952: ".. Unde ad vicem recepi ego Dagibertus abba ab jam dicto
Atripaldo pro omnibus suprascriptis terram et vineam cum pomis
et arboribus suis qui ibi stare videntur in fundo Angano cum
terris et vineis sylvis et campis vel pascuitibus et pomis
fructiferis vel infructiferis et cultum vel incultum aquis et
fontibus vel decursibus aquarum per designata loca a capite
limitem qui est super ipsas vineas a pede fossatum ab uno latere
fossatum ab alio latere limitem et tenentem Palumbum. ..". |
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TRABATTONI
TRAPATTONI |
Trapattoni è tipico della zona di confine tra milanese e
bergamasco, è molto raro, Trabattoni è più tipico del milanese,
potrebbero derivare da un soprannome legato al vocabolo francese
trapu
(tozzo).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
E' un cognome che ha a che fare con l'attività contadina. Deriva
da trabatto
cioè crivello
(tardo latino cribellum;
è un arnese formato da un telaio diviso in più parti con fondo
in lamina perforata) e il termine significa vagliare, far
passare attraverso un crivello per la selezione di materiali ed
eliminare impurità e scorie; in sintesi, un
setaccio.
Crivello è connesso con
trabattere =
trebbiare;
in dialetto milanese il
trabattin era il
crivello
che serviva a separare i grani (di frumento e simili) dalla pula
e trabattà
significava trebbiare.
Trabattoni è un accrescitivo di 'trabatto' e indica qualcuno che
o era molto alto oppure un lavoratore infaticabile. |
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TRABONA |
Trabona è tipicamente siciliano, di Vallelunga Pratameno nel
nisseno e di Palermo, potrebbe derivare da un soprannome basato
sul termine dialettale trebona
(mantello, pastrano),
forse per l'abitudine del capostipite di indossare un simile
tipo di indumento. |
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TRABONI
TRIBONI |
Traboni, assolutamente rarissimo, è tipico della zona tra
frusinate ed aquilano, Triboni, altrettanto raro, ha qualche
sparuta presenza nel romano ed in Abruzzo e Molise, forse
originari del Piceno o del teramano, dovrebbero derivare, anche
attraverso alterazioni, dal nomen latino
Trebonius,
il personale della Gens plebea
Trebonia. |
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TRABUCCHI
TRABUCCO |
Trabucchi ha un nucleo importante in provincia di Sondrio a
Valdidentro, un ceppo nel sudmilanese e piacentino ed uno in
provincia di Roma, Trabucchini, quasi scomparso, potrebbe essere
marchigiano, Trabucco ha ceppi sparsi per l'Italia, nel
veneziano, nel cuneese e torinese, nel genovese, nel pescarese,
ed in Campania, possono derivare dal nome medioevale Trabuccus
di cui si ha un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia
medievale sotto l'anno 1189 a Brescia: "...Trabuccus de
Trescorio de Navis iuratus testatur...", ma è molto probabile
derivino in Liguria ed nelle Marche da soprannomi originati dal
termine trabucco (tipo di rete da pesca genovese), in Lombardia
invece possono derivare dal termine
trabucco
(unità di misura di superficie), ma è pure possibile una
derivazione da soprannomi legati al termine trabucco, macchina
da guerra che lancia pietre utilizzando una grossa trave munita
di contrappeso. Personaggio famoso fu il Conte Cesare Trabucco
di Castagnetto segretario del Re Carlo Alberto nella seconda
metà del 1800. |
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TRACANELLI
TRACCANELLI |
Tracanelli è tipicamente friulano, con un ceppo nel pordenonese,
in particolare a San Vito Al Tagliamento, Traccanelli, quasi
unico, dovrebbe essere dovuto ad un'errata trascrizione del
precedente, che dovrebbe derivare da un soprannome basato sul
verbo dialettale veneto tracanàr
(tracannare, bere smodatamente),
forse ad indicare che il capostipite avesse questo vizio. |
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TRACCITTO
TRACITTO |
Traccitto, molto raro, è tipicamente laziale, del latinense e di
Priverno, Pontinia e Terracina in particolare, Tracitto, quasi
unico, è dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, di
origini etimologiche oscure, potrebbero derivare da un nome di
località ora scomparsa. |
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TRACLO
TRACLO' |
Traclo è praticamente unico, sempre comunque del reggino, dove
Traclò è presente anche se in misura molto minimale, dovrebbero
derivare da un soprannome grecanico, forse basato sul termine
greco antico τράχηλος tracelos (collo),
magari a sottolineare che il capostipite fosse dotato di un
forte collo taurino, secondo un'altra ipotesi deriverebbe invece
dal termine grecanico traclòs
(storpio)
ed indicherebbe un difetto del capostipite. |
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TRADII
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Tradii è
tipico della zona dell'appennino toscoemiliano, tra Castiglione
dei Pepoli e Camugnano nel bolognese e Prato, di origini
etimologiche oscure. |
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TRADORI |
Tradori, estremamente raro, è presente nella parte meridionale
della Sardegna.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
TRADORI: deriva dal nome
Trogodòrio (bizantino), assai
presente, soprattutto come nome di persona, in tutti i documenti
della Sardegna medioevale. Ma Trogòdori o Tradori o Tratòri è
anche nome di un villaggio scomparso. Era ubicato in località
San Nicolò, in agro di Samatzai. In periodo medioevale
appartenne alla Curadorìa di Nuraminis, nel regno giudicale di
Calari. Dal 1258 fece parte del regno giudicale d'Arborea. Per
mantenerne il possesso il regno d'Arborea entrò in guerra col
regno catalano aragonese di Sardegna. Per questa guerra senza
fine la "villa" andò spopolandosi e verso il 1350 il villaggio
fu definitivamente abbandonato. Nel Condaghe di Santa Maria di
Bonarcado, CSMB, XI°, XIII° secolo, troviamo: Trogodòri
arcivescovo d'Arborea (24), citato come teste in una lite tra la
chiesa di Santa Maria e Guantine Formiga, che aveva occupato
parte delle terre appartenenti alla chiesa in agro di Miili
Pikinnu (abitato oggi scomparso, le cui rovine si trovano a tre
chilometri a nord di Milis, ma in agro di Seneghe): ego
Nicolaus, prior de Bonarcado, facio recordationem de kertu
(lite) ki feci cun Guantine Formiga, ka bennit isse assa billa
(villa) de Miili Pikinnu et fraigait (ha fabbricato) domo et
ortu et binnias et arbores posuit a tortu desso priore de
Bonarcado (senza il permesso del priore di Bonarcado), etc.
Testes: iudice Mariano (d'Arborea) et donnu Trogodori,
arkipiscopu d'Arabaree, etc. etc. Al capitolo 143 troviamo un
altro Trogodori, prete (in una donazione a Santa Maria): posit
(ha dato) Cipari Arranca, vinea a Clesia pro anima sua in erriu
de Alantru (probabilmente in agro di Bonarcado). Testes: Francu
Iorca et iacunu Paule et presbiteru Trogodori. La villa di
Trogodori è citata anche nell'opera "In Sardiniae Chorographiam"
di Giovanni Francesco Fara ( 216/22). - Doliae civitas et
diocesis - .extant oppida Samassai.Trugudoris. Attualmente il
cognome Tradori è presente in 23 Comuni italiani, di cui 13 in
Sardegna: Quartu S. Elena 26, Cagliari 13, Gonnosfanadiga 12,
San Nicolò Gerrei 10, etc. |
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TRAETTINI
TRAETTINO
TRAETTO
TRAIETTO |
Traettini è quasi unico e dovrebbe trattarsi di un'errata
trascizione del cognome Traettino, che è specifico del
casertano, di Castel Volturno,Villa di Briano, San Marcellino e
Sessa Aurunca, Traetto è caratteristico solo di Castel Volturno,
Traietto, quasi unico, è laziale, questi cognomi dovrebbero
derivare dall'antico nome
Traetto o
Traietto
della città di Minturno nel latinense, probabile luogo d'origine
dei capostipiti, il nome arcaico in fu in uso per circa un
millennio fino al 1879 quando riprese l'antico nome romano di
Minturno. |
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TRAFFICANTE
TRAFFICANTI
TRAFICANTE
TRAFICANTI |
Trafficante ha un ceppo a Bussi sul Tirino nell'aquilano ed uno
in Sicilia, a Sciacca e Burgio nell'agrigentino ed a Palermo,
Traficante ha un ceppo a Sulmona nell'aquilano, uno, il più
consistente, a Rionero in Vulture e Baragiano nel potentino ed
uno in Sicilia nel palermitano a Palermo ed a Bisacquino, sia
Trafficanti, che Traficanti sono quasi unici e sembrerebbero
siciliani, dovrebbero derivare da un soprannome attribuito a chi
praticasse il commercio, probabile occupazione dei capostipiti. |
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TRAIANI
TRAIANO |
Traiani, assolutamente rarissimo, sembrerebbe avere un ceppo
nell'urbinate e presenze nell'aretino, Traiano ha qualche
presenza nel napoletano ed un piccolo ceppo a Foggia, dovrebbero
derivare dal nome latino
Traianus, ricordiamo con questo
nome l'Imperatore romano Marcus Ulpius Nerva Traianus (53-117),
noto come Traiano, famoso per le guerre Daciche da lui
combattute e vinte. |
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TRAINA
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Specifico siciliano del palermitano ed agrigentino, potrebbe
derivare dal nomen tardo latino
Trainus. (vedi Traini)
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Traìna è cognome siciliano presente anche a Taranto: viene da
Troìna (dialettale Traìna) comune in provincia di Enna. |
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TRAINI
TRAININI |
Traini sembrerebbe specifico del Piceno, con un possibile ceppo
nel bergamasco, Trainini è tipico della bassa bresciano,
dovrebbero derivare,direttamente o tramite ipocoristici dal
nomen tardo latino Trainus,
di cui si hanno tracce nel centro Italia nel 150d.C. ad esempio
in: "...sed virtute venisse ad eum locum, quem avus meus
Hadrianus, quem Trainus proavus non nisi exploratissimis
dabat...", ma per i ceppi bergamasco e bresciano si deve
prendere in considerazione anche una possibile derivazione da un
soprannome dialettale traài,
travaglio
in italiano, cioè il gabbiotto dove il maniscalco mette i
cavalli da ferrare per poterli immobilizzare, in questo caso si
potrebbe ipotizzare che il mestiere del capostipite fosse
appunto quello del maniscalco. Il nome Trainus proseguì nel
medioevo abbiamo a Pisa nel 1200 un "...Trainus Ugolini de
populo Sancti Micaelis de Iscalzi ..". |
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TRAINO
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Molto
raro è tipico napoletano, dovrebbe derivare dal nomen tardo
latino Trainus, (vedi Traini). |
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TRAISCI |
Estremamente raro è tipico di Carapelle (FG) dovrebbe derivare
dalla forma medioevale dell'etnico tracio (abitante della
Tracia) di cui abbiamo un esempio in un antico testo: "...Nec
non Traicius longa cum veste sacerdos obloquitur numeris septem
discrimina vocum...". |
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TRALICE |
Tralice, quasi unico, sembrerebbe campano, del napoletano in
particolare, dovrebbe trattarsi di un cognome attribuito ad un
trovatello, il cui comportamento non fosse piaciuto al
funzionario borbonico che lo aveva in gestione, tanto da
portarlo ad attribuirgli un cognome basato sul termine italiano
tralice,
usato solo nella forma guardare
qualcuno in tralice con il
significato di guardarlo di
sottecchi,
guardare con diffidenza,
forse anche con malanimo. |
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TRAMACERE |
Tramacere
è tipicamente pugliese, del leccese, di Aradeo, Leverano, Campi
Salentina, Squinzano, Lecce, Lequile, San Pietro in Lama,
Collepasso, Guagnano e Gallipoli, dovrebbe derivare dal nome del
paese di Tramacere vicino a Copertino nel leccese. |
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TRAMAGLI
TRAMAGLINI
TRAMAGLINO |
Tramagli, Tramaglini e Tramaglino sono tutti estremamente rari,
il fatto che il Manzoni abbia usato questo cognome per il
famosissimo Renzo dei Promessi Sposi fa pensare che anticamente
questi cognomi fossero un poco meno rari, anche se adesso
Tramaglino parrebbe meridionale e più che altro siciliano o del
cosentino, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite
ipocoristici da soprannomi originati dal termine
tramaglio
(sorta di rete molto fitta
composta di tre strati sovrapposti usata sia per la pesca che
per catturare volatili come ad esempio quaglie),
forse ad indicare la professione del capostipite. |
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TRAMONTANA
TRAMONTANI
TRAMONTANO |
Tramontana ha un nucleo nella Sicilia orientale e nel reggino e
ceppi probabilmente non secondari anche al nord, Tramontani,
molto molto raro, sembrerebbe romagnolo, Tramontano è campano,
del napoletano e salernitano, possono derivare da soprannomi
originati o dal fatto di provenire da zone aldilà di monti o da
località poste a tramontana, cioè a settentrione, o anche da
toponimi come Tramontana (AL) o Tramonti (SA). |
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TRAMONTE
TRAMONTI
TRAMONTIN
TRAMONTINA
TRAMONTINI |
Tramonte ha un nucleo nel trapanese, uno nel veneziano e,
probabilmente, anche uno secondario a Roma, Tramonti è specifico
dell'area che comprende il ravennate, il forlivese ed il
fiorentino, Tramontin è tipico friulano, così come Tramontina,
che sembrerebbe specifico dell'pordenonese, di Maniago in
particolare, ma Tramontin oltre che nel pordenonese, a San
Giorgio della Richinvelda, San Vito al Tagliamento e Cavasso
nuovo, è ben presente anche nel bellunese, a Belluno, Soverzene
e Pontenelle Alpi, ed a Venezia, Tramontini, rarissimo, è
dell'udinese, in alcuni casi possono derivare da toponimi come
Tramonte nel lucchese, e nel padovano,Tramonti (UD), (PN), (FR),
(CS) e (SA), indicando così un'origine dei capostipiti da quei
paesi.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Tramonti è cognome romagnolo e toscano, presente sparsamente nel
resto d'Italia. Viene dal latino 'intra
montes' = "tra
le montagne". Toponimo:
Tramonti (SA). |
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TRANCHIDA |
Tranchida decisamente siciliano, del messinese e del trapanese
in particolare, dovrebbe derivare dal nome medioevale
Tranchedus
una forma metatetica del nome
Tancredi, probabile nome del
capostipite, di quest'uso abbiamo un esempio a Bologna nell'anno
1312 in uno scritto: "...Et quod dominus potestas, dominus
capitaneus, anciani et consulles presentes eorum nomine et eorum
successorum promiserunt et asseruerunt vinculo iuramenti
predictos superius nominatos et quemlibet predictorum cogere
realiter et personaliter de iure et de facto ad omnia
suprascripta, predicti ser Gerardus, ser Salvi et dominus
Tranchedus sindici ut supra iuraverunt corporaliter ad sancta
Dei Evangelia se non separare de civitate Bononie et atendere et
observare omnia predicta sub pena decem millia librarum
bononinorum et obligatione omnium omnium bonorum suorum ...". |
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TRANFA
TRANFAGLIA
TRANFO |
Tranfa ha un ceppo a Vasanello nel viterbese ed uno a Ceppaloni
nel beneventano, Tranfaglia ha un ceppo nell'avellinese a
Mirabella Eclano e Taurasi e nel beneventano a Paduli, San
Giorgio del Sannio e Benevento, Tranfo ha un ceppo a Roma ed
uno, molto piccolo a Cittanova nel reggino, dovrebbero derivare
dal nome di un gioco medioevale d'azzardo di origini spagnole,
la tranfa,
troviamo nella seconda metà del 1500 i Tranfo in qualità di
feudatari nel reggino. |
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TRANI
|
Ha un
ceppo nella fascia che comprende le province di Roma, Latina e
Napoli ed uno nel tarentino, dovrebbe derivare dal toponimo
Trani (BA). |
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TRANQUILLA
TRANQUILLI
TRANQUILLINI
TRANQUILLINO
TRANQUILLO |
Tranquilla, assolutamente rarissimo, è del reggino, Tranquilli è
molto diffuso nelle Marche, nell'aquilano e in tutto il Lazio,
Tranquillini ha un ceppo trentino, a Mori, Rovereto e Trento, un
piccolo ceppo a Venezia ed uno a Trieste, Tranquillino ha
qualche presenza nell'area napoletana, un ceppo a Taranto e
qualche presenza nel barese, Tranquillo è specifico di San
Nicola la Strada e Caserta nel casertano, dovrebbero derivare,
direttamente o tramite forme ipocoristiche, dal cognomen latino
Tranquillus,
o dalla sua versione femminile, ricordiamo con questo cognomen
lo storico latino Gaius Svetonius Tranquillus (c.71-c.135),
l'autore del De Vita Cesarum,
la Vita dei dodici Cesari. |
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TRANSERICI
TRANSERICO
TRANSIRICO |
Transerici ha un piccolo ceppo a Monte Compatri ed a Roma nel
romano, Transerico è apparentemente unico, Transirico,
assolutamente rarissimo, ha qualche presenza in Toscana, in
Campania ed in Sicilia, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Transericus,
in uso presso antichi popoli germanici come i Vandali e gli
Alani, nome di cui troviamo un esempio d'uso a Spoleto in uno
scritto dell'anno 1193: "...Tempore Federici Imperatoris, et D.
Henrici Romanorum Regis Indictione 8 Mensis Iulij Transericus
Rustici de Battiferro in Concione Spoletana dat, concedit
consulibus Spoletanis scilicet Clopeo, Homodeo, Dopplino,
Berardo, Rainaldo, Bernardino, Atto, Barone, Pelaloso, Rainerio
et toto populo Spoletano totam sua partem, quam habet in castro
Battiferri, confirmat et ratam facir donationem prefati Castri a
suis majoribus, avo et proavo suo tempore...". |
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TRAPANESE
TRAPANESI |
Trapanese
è tipicamente campano, di Cava de` Tirreni nel salernitano e di
Napoli, con un piccolo ceppo anche a Palermo ed Agrigento,
Trapanesi, assolutamente rarissimo, sembrerebbe di Civitavecchia
(RM), dovrebbero derivare dall'etnico di Trapani. |
|
TRAPANI |
Diffuso a macchia di leopardo in tutt'Italia, particolarmente
concentrato in Sicilia, dovrebbe derivare dal toponimo omonimo.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Trapani, oltre che cognome, è il toponimo siciliano Trapani, dal
latino Drepanum,
a sua volta dal greco antico 'drépanon'
= falce. |
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TRAPASSI
TRAPASSO |
Trapassi ha un ceppo emiliano, a Parma ed a Tronchio delle Corti
nel parmense, ed uno toscano nel senese, a Siena, Asciano,
Sovicille e Monteriggioni, Trapasso è tipicamente calabrese, del
catanzarese, soprattutto di Catanzaro e di Gimigliano, ma anche
di Tiriolo e Settingiano, e di Crotone e Cirò Marina nel
crotonese, questi cognomi dovrebbero derivare da soprannomi
basati sul termine italiano
trapasso, con il significato di
cessione, trasferimento o dipartita, non è difficile intuire a
cosa potrebbero riferirsi, probabilmente al mestiere di addetto
alle esequie funebri. |
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TRAPE'
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Tipico di
Montefiascone (VT) sembra avere un ceppo, forse non secondario,
nel maceratese. |
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TRAPELLA
TRAPELLI
TRAPPELLA
TRAPPELLI |
Trapella è specifico dell'area che comprende ferrarese e
rovigoto, a Ferrara, Mesola, Codigoro e Jolanda di Savoia nel
ferrarese e Porto Viro ed Ariano Polesine nel rovigoto, con un
ceppo secondario nel romano e latinense, giunto probabilmente
dal Veneto in occasione della bonifica delle Paludi Pontine,
Trapelli, quasi unico ha qualche presenza nel bresciano ed in
Emilia, Trappella, ancora più raro, sembrerebbe emiliano,
Trappelli è proprio unico, questi cognomi potrebbero derivare da
soprannomi originati dal vocabolo dialettale lombardoveneto
trapel
(piccolo inganno,
ma anche tralcio novello di una
vite), probabilmente attribuito
in tono scherzoso ed affettuoso al capostipite, ma potrebbe
anche derivare invece dal termine arcaico
trapello
(sorta di telo di sacco con
uncini usato per trascinare
cose pesanti), in questo caso starebbe ad indicare forse il
mestiere di uomo di fatica
svolto dai capostipiti. |
|
TRAPPOLI
TRAPPOLINI
TRAPPOLINO |
Trappoli, assolutamente rarissimo, è probabilmente il frutto di
errate trascrizioni di Trappolini, che ha un piccolo ceppo
marchigiano tra anconetano e maceratese, a Fabriano e Filottrano
nell'anconetano ed a Cingoli nel maceratese, un ceppo ancora più
piccolo a Todi nel perugino e ad Orvieto nel ternamo, ed un
ceppo a Ronciglione nel viterbese, ed a Roma e Pomezia nel
romano, Trappolino, quasi unico, dovrebbe essere dovuto ad un
errore di registrazione del precedente, che, secondo il
Muratori, dovrebbe derivare da un soprannome, come leggiamo
nella sua Dissertazione
Dell'origine de' Cognomi:
"..Per questa via si formarono in Padova le famiglie de'
Maltraversi, Pappafava, Frigimelega, Scalzi, Cathari,
Trappolini, ed altre..", ricordiamo anche che
Trappolino
era una delle maschere della Commedia dell'Arte italiana che
raffigurava uno delle tante figure di
zanni (servi)
simili ad Arlecchino. |
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TRASATTI
TRASATTO |
Trasatti
è specifico della fascia centrale che comprende il maceratese,
il Piceno, il teramano, il pescarese, l'aquilano ed il romano,
Trasatto è quasi unico, dovrebbero derivare dal nome della città
croata di Trsat, l'antica Trasatto illirica, dove la tradizione
racconta che, dopo la cacciata dei cristiani dalla Palestina da
parte dei Musulmani, venisse trasportata nel 1291 la Casa della
Madonna, che tre anni più tardi, nel 1294, venne traslata a
Loreto dove si trova il Santuario, un esempio di queste
cognominizzazioni le troviamo a Perugia nell'elenco degli
scolari per l'anno 1583 con un certo Fatius Trasattus del Regno
di Sicilia. |
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TRASENTE |
Trasente,
assolutamente rarissimo, specifico dell'avellinese, sembrerebbe
originario della zona di Atripalda, di Manocalzati in
particolare. |
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TRASFORINI |
Molto
raro è tipico del ferrarese. |
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TRASI
|
Estremamente raro, sembra avere un ceppo nel milanese ed uno in
Campania, potrebbe derivare dall'aferesi del nomen latino
Peltrasius. |
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TRASINO
TRAXINO |
Estremamente raro Trasino è specifico genovese così come
l'appena più diffuso Traxino, potrebbero derivare dall'aferesi
del nomen latino Peltrasius,
come è pure possibile che derivino dal toponimo Traso di
Barzagli (GE), un pò meno probabile un collegamento con Trasio,
l'odierna Tresio (CN); troviamo tracce di questo cognome nel
quartiere genovese di Quezzi nel 1600, in uno scritto risalente
al 1652 vengono individuati almeno otto persone con questo
cognome partecipanti ad una riunione presso la Chiesa della
Natività di Maria di Quezzi. |
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TRASTU
TRASTUS |
Entrambi tipici della Sardegna meridionale, Trastus è quasi
unico mentre Trastu sembrerebbe specifico di Villamassargia
nell'iglesiente.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
TRASTU: è un cognome molto raro, con due ceppi: uno sardo e
l'altro piemontese. Qui in Sardegna con
su trastu
(o trasto) si indica un arnese,
un attrezzo, da lavoro, o da
cucina o qualsiasi; altrimenti
detto "su it'est chi di nànta" = "il come si chiama". Potrebbe
derivare dal latino transtrum,
che è il banco trasversale delle
imbarcazioni, il cosiddetto
banco o tavolone dei rematori: il trasto? Oppure potrebbe essere
l'errata trascrizione anagrafica di Crastu! (vedi Crastu). In
Sardegna è presente in 4 Comuni: Villamassargia 36, Iglesias 5,
Orani 3, Portoscuso 3. Torino ne conta 4.
TRASTUS: è il plurale di trastu (vedi Trastu). Qui in Campidano
is trastus
(con valore plurale) sono gli
attrezzi o
arnesi vari,
ma spesso il termine è usato per significare qualcosa che
disturba, che impedisce di passare liberamente: "Liamìndhi tottu
cussus trastus"! "Toglimi tutte quelle cianfrusaglie"! E' un
cognome molto raro, presente solo in 4 Comuni della Sardegna:
Piscinas 11, Cagliari 8, Gonnesa 3, Giba 3. Potrebbe essere
l'errata trascrizione anagrafica di Crastus! (vedi Crastus). |
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TRAVAGLIA
TRAVAGLI
TRAVAGLINI
TRAVAGLINO
TRAVAGLIO |
Travaglia ha un ceppo nel nordmilanese e varesotto, uno a
Cavedine nel basso trentino ed uno forse non secondario a
Leonforte (EN) e nel messinese, Travagli sembrerebbe della zona
tra rovigoto e ferrarese, Travaglini è diffuso in tutto il
centronord, con massima concentrazione in Abruzzo , nel Piceno e
nel romano, Travaglino ha un ceppo nell'alessandrino ed uno nel
napoletano, Travaglio ha un nucleo a Triggiano (BA) ed uno
probabilmente secondario nel torinese, il ceppo varesino
potrebbe derivare dalla Valtravaglia (VA), gli altri ceppi
potrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dal
nome medioevale Travalius
di cui abbiamo un esempio nel
Codice Diplomatico della Lombardia medioevale
in un atto di vendita fatto a Pavia dell'anno 1175: "...Anno
dominice incarnacionis millesimo centesimo septuagesimo quinto,
die dominico quarto decimo mensis septembris, indictione octava.
In urbe Papia.... ...Mediacorda, filius quondam (...), qui
professus est lege vivere Romana, vendidit Travalio de Oclabiano
petiam unam de vitibus que est...".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Travaglia è cognome messinese che viene dal siciliano 'travàgghia'
= apparecchiatura per tenere
fermo il cavallo indocile mentre si ferra.
Rohlfs 187. Per Caracausi II 1644 potrebbe venire anche dal
sostantivo italiano 'travaglio'
= molestia, affanno, lavoro
affannoso, dal francese 'travail'
dal latino *tripaliare
= tormentare col tripalium,
strumento di tortura
formato di tre pali.
Travaglio è cognome lucano dalla voce calabrese
travagliu
= 'lavoro'.
G. Rohlfs, Dizionario storico dei cognomi in Lucania 1985. |
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TRAVAGLIANTE
TRAVAGLIANTI |
Travagliante è decisamente siciliano, tipico di Paternò
soprattutto e di Bronte e Grammichele sempre nel catanese,
Travaglianti è tipico di Cesarò nel messinese e, nel catanese,
di Catania e Paternò, dovrebbero derivare da soprannomi
originati dal vocabolo travagliare (lavorare) ad indicare
probabilmente l'attività di lavoratore manuale del capostipite. |
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TRAVAiN
TRAVAINI
TRAVAINO |
Travain ha un ceppo a Portogruaro nel veneziano ed a Precenicco
nell'udinese, Travaini è tipico dell'area tra Piemonte
nordorientale e Lombardia nordoccidentale, di Gattico,
Borgomanero, Arona e Fontaneto d'Agogna nel novarese, e di
Milano, Villa Cortese e Parabiago nel milanese, di Busto Arsizio
nel varesotto e di Buglio in Monte nel sondriese, Travaino,
quasi unico, è piemontese, dovrebbero derivare dal termine
dialettale lombardoveneto arcaico
travaijn
(levatore,
operaio, delle cartiere e del tessile, addetto a spostare i
prodotti). |
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TRAVAN
TRAVANI |
Entrambi
decisamente friulani, Travan ha un ceppo a Trieste e nel
goriziano, soprattutto a Monfalcone, Travani è assolutamente
rarissimo della zona di Azzano Decimo nell'udinese, si dovrebbe
trattare di una forma etnica del paese di Trava di Lauco
nell'udinese. |
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TRAVELLA
TRAVELLI |
Travella
è tipico del comasco, di Carlazzo, Tremezzo, Grandola e Como,
Travelli ha delle presenze nel bergamasco ed un ceppo a Firenze,
dovrebbero derivare da nomi di località non meglio
identificabili. |
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TRAVERSA
TRAVERSI |
Traversa è tipico dell'area ligure, piemontese, con un ceppo
snche nel napoletano ed uno in Puglias, soprattutto nel barese,
Traversi è diffuso a macchia di leopardo in tutt'Italia,
potrebbe avere almeno quattro ceppi, nel milanese, nel
fiorentino, a Roma e nel foggiano, le derivazioni di questi
cognomi sono ovviamente molteplici, come da soprannomi o da
toponimi come Traversa (FI), o dal nome medioevale
Traversus
(vedi TRAVERSO). Esempi remoti di cognominizzazione del nome
Traverso si hanno ad esempio nel 1600 con Giovanni Andrea
Traversus, capitano di valle, in Valtellina.
ntegrazioni fornite da
Pietro Giovanni Traversa
Studio il cognome Traversa di Bari e provincia. Andando a
ritroso mi sono accorto che Andrea Traversa, mio antenato
diretto, sposatosi con quel nome e cognome nel 1707, nel 1685
nasce come Andrea D'Aversa. Suo padre Martino, nato nel 1652, è
sempre D'Aversa, così come suo nonno Andrea sposatosi nel 1649.
Ho approfondito e credo di aver capito che verso l'inizio del
1600 c'erano già dei Traversa a Bari (non molti, forse
discendenti dei Traversa arrivati in città, dal nord, nel
periodo di Bona Sforza), in quegli anni arrivò un D'Aversa e ben
presto nel giro di due generazioni il cognome fu trasformato
dagli amanuensi in Traversa. Oggi in Bari il cognome Traversa è
molto diffuso,mentre non ci sono D'Aversa, ma non tutti sanno
che i Traversa che hanno avuto origine dai D'Aversa in Bari sono
veramente tanti, lo ho verificato, avendo costruito un'enorme
albero genealogico dei Traversa. |
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TRAVERSANI
TRAVERSARI |
Traversani, ormai praticamente scomparso, potrebbe derivare dal
termine medioevale francese
traversain
(elemento o trave di legno che attraversa
qualcosa, ad esempio la trave a vista di supporto di un tetto),
o dal suo equivalente latino medioevale
traversanus |
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TRAVERSARI |
Traversari ha un piccolo ceppo a Chiari nel bresciano, un ceppo
a Forlì e nel ravennate a Faenza e Russi, un ceppo, il più
consistente, in Toscana, a Marliana e Pistoia nel pistoiese, a
Prato, ad Empoli e Firenze nel fiorentino ed a Follonica nel
grossetano, con qualche presenza anche in Sardegna, potrebbero
derivare dal termine latino medioevale
traversarius
(produttore di travi per
edilizia), tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo a cavallo tra il 1100 ed il 1200:
"..Cum autem ei sua penitus deficerent, filios amicorum et
fidetium acquisivit, promittendo patribus quod eos ad militarem
gloriam promoveret. Ivit postmodum, omnesque pigneri obligavit.
Sicque congregato exercitu, venit iuxta Ravennam, ubi reperit
Petrum Traversarium, nobilissimum ravennatem civem, qui partem
cancellarii fovebat, et congregaverat multos milites ut
impediret exercitum istius. ..", ed anche tra la fine del 1300 e
la prima metà del 1400 con l'erudito toscano frate camaldolese
Ambrosius Traversarius impegnato in azioni diplomatiche per
conto di Papa Eugenio IV°, i Traversari furono nel 1200 un ricco
casato nobile di Ravenna e del pesarese.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
TRAVERSARI: non si tratta di cognome sardo, in quanto importato
dalla penisola, dalla Toscana e precisamente dalla provincia di
Pistoia. I Traversari arrivati in Sardegna verso la metà del
XIX° secolo, erano tagliaboschi e carbonai e poi minatori. I
primi giunsero ad Arbus, paese, che domina la bellissima Costa
Verde, di circa 7 mila abitanti, della provincia del Medio
Campidano (vedi nel Web - Arbus). Il termine
traversari
deriva chiaramente dal tardo latino "transversa",
deverbale di "transversare",
nel suo antico significato, con le varie sfumature avute nel
tempo Il significato del cognome è legato probabilmente al
mestiere del capostipite: ad esempio,
fabbricante di traverse!
I Traversari della penisola hanno alla base un nobile e
blasonato casato, che trova in Ambrogio Traversari (1386 -
1439), insigne teologo, generale dell'Ordine dei Camaldolesi,
legato pontificio al Concilio di Basilea, il personaggio più
illustre con quel nome (vedi nel Web - Ambrogio Traversari).
Attualmente il cognome Traversari è presente in 110 Comuni
italiani, di cui 3 in Sardegna: Arbus 11, Guspini 6,
Gonnosfanadiga 4. Nella penisola è la provincia di Pistoia ad
avere il numero più alto di Traversari, con Marliana, 52; Roma
ne conta 30. |
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TRAVERSINI |
Abbastanza raro è tipico della zona di Città di Castello in
Umbria, dovrebbe derivare dal nome medioevale Traverso (vedi). |
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TRAVERSINO |
Assolutamente rarissimo, dovrebbe essere piemontese e potrebbe
derivare dal toponimo Traversella (TO). |
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TRAVERSO |
Di
origine decisamente ligure, dovrebbe derivare da un soprannome
dialettale legato al vocabolo
travèrsu (massiccio o anche
corrucciato); in epoca tardo medioevale era in uso in Italia il
nome proprio Traversus,
come si evince dal testo di questo atto notarile del 1179,
rogato in Milano e conservato negli archivi di San Giorgio in
Palazzo: "Gaidus qui dicitur Faxiolus civitatis Mediolani
accepisse a te domno Gibuino preposito ecclesie Sancti Georgii
que dicitur de Pallazo ex parte ipsius ecclesie argenti
denariorum bonorum Mediolanensium nove monete libras trecentas
et sexaginta et tres finito pretio, sicut inter nos convenit,
pro campo uno quem habere visus sum in territorio loci de la
Turre, qui est non multum longe ab ipsa civitate, coheret eidem
campo qui est prope ipsum locum a mane via et in parte ecclesie
Sancti Michaelis, a meridie Ambrosii Suganapi, a sero eiusdem
ecclesie Sancti Georgii, a monte via, et est iugera viginti et
septem et pertice due, vel si amplius infra ipsas coherentias
inventus fuerit predictus campus, in hac sit venditione in
integrum. Quem autem campum venditum superius dictum ab hac die
ego predictus Gaius vobis qui supra domino Gibuino ad partem
ipsius ecclesie vendo et trado, ut fatiatis exinde cum vestris
successoribus et cui pars iamdicte ecclesie dederit proprietario
aut libellario iure, secundum quod inventus fuerit, quicquid
volueritis cum omnibus finibus et accessionibus suis et iure et
usu eidem fundo vendito pertinenti sine alicuius contradictione.
Preterea ego Gaius Faxiolus una cum meis heredibus promitto et
omnes res meas pignori obligo vobis predicto preposito ad partem
eiusdem ecclesie, ita quod omni tempore defendere et guarentare
habeo supradictum campum venditum ab omni homine et spetialiter
ab uxore mea, usque in pena dupli, si lis aut placitum de
predicto campo ullo tempore apparuerit. Insuper ibi statim
guadiam dedit sepedictus Gaius venditor eidem preposito ita quod
omni defendere habet suprascriptum campum ut supra continetur.
Et de illis omnibus adinplendis posuit fideiussores Rogerium qui
dicitur Tinctor et Guilielmum de la Porta et Chunradum Faxolum,
de eadem civitate, qui pro uxore ipsius Gaidi perpetuo se
obligaverunt, ab aliis hominibus ad annos quinque de his
discordiis que infra ipsum terminum apparuerint. Et in predicto
campo sunt date ille libre treginta et dimidia quas accepit a
Traverso Prealloni pro pretio rerum de Ardexesio, quas eidem
Traverso vendidit sicut in carta adquistus continetur. Quia sic
inter eos convenit.".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Traverso è frequentissimo in Liguria (Genova). In origine doveva
essere il soprannome 'travèrso'
(ligure 'travèrsu')
nel significato di "tarchiato,
largo di spalle". Possibile
anche l'altro significato, più raro e antico, di "guercio". |
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TRAVUZZI |
Travuzzi, quasi unico, è specifico del piacentino, dovrebbe
derivare da una forma betacistica del nome medioevale
Trabutius,
probabilmente portato dal capostipite. |
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TREACHI
TRIACA |
Treachi, molto molto raro, è tipicamente lombardo, del
bresciano, di Darfo Boario Terme e Piancogno in particolare,
Triaca, anch'esso lombardo, è molto raro, ed è diffuso nel
sondriese, comasco e milanese, con un ceppo anche a Roma, questi
cognomi dovrebbero derivare da soprannomi, originati dal termine
treàca
derivato dal vocabolo italiano arcaico
triaca,
o da quel termine stesso, che indicava un antico rimedio contro
i morsi degli animali velenosi, termine originato dal greco
antico ψηριακή theriaki (rimedio),
si trattava di una preparazione e composizione molto elaborate
che si basavano fondamentalmente sulla carne di vipera aggiunta
a moltissimi altri componenti abbastanza variabili,
probabilmente il soprannome stava ad indicare un antico
produttore di farmaci, una specie di alchimista, o uno che da
quel tipo di farmaco fosse stato salvato. |
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TREBALDI |
Trebaldi assolutamente rarissimo sembrerebbe della zona
vercellese lomellina, pare discendere da
Thibaut (Teobaldo
o Teodebaldo)
nome di un cavaliere franco giunto in Italia nella zona di
Lomello vicino a Pavia.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Trebaldi è cognome veneto derivato dal personale germanico
Atarbald,
Adroald
Förstemann 184. |
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TRECCA
TRECCHI
TRECCO |
Trecca ha un ceppo a Roma ed uno ad Orta Nova nel foggiano,
Trecchi, molto molto raro, è lombardo, dell'area varesotto,
comasca, di Como in particolare, Trecco, anch'esso rarissimo, è
del vicentino, di Marano Vicentino, Schio e Montecchio Maggiore,
tutti questi cognomi dovrebbero derivare dal nome medioevale di
origini germaniche Trechus
o
Treccho,
di cui abbiamo un esempio in un atto del 1319: "In Christi
nomine amen. Anno eiusdem millesimo tricentesimo decimo nono,
indicione secunda, die tertio mensis septembris. In palacio
castri Clavassii, in solerio superiori. Ibidem convocato et
congregato colloquio et parlamento generalí ordinato per
illustrem et magnificum virum d. Theodorum marchionem
Montisferrati .. ..Et de predictis omnibus et singulis preceptum
fuit mihi Francisco Trossello notario ipsius d. marchionis unum
intrumentum et plura fieri et resci, semel et pluries, ad
consilium sapientes. Nomina predictorum vassallorum et nobilum
sunt hec.. ..Oddoninus et Petrus de Brusascho, Trechus de
Monteacuto, Nicolinus de Labriano..", troviamo tracce di queste
cognominizzazioni nei Carmina
illustrium poetarum italorum,
dove leggiamo: "Ad Hieronjmum Trecchum // Aera mihi non sunt, et
debeo plurima Treccho // Quid faciam, ingrati ne puter esse
animi? // Sarcinulas vendam? nihil est: brevis austio fist //
Ruris? erit nobis haec quoque summa levis. ...".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Trecca è cognome veneto derivato dall'antico personale
Trecchus,
nome milanese attestato nel 1266 : cfr. il bolognese
tréccol
= 'rivendugliolo'.
Olivieri 210. |
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TRECCANI |
Specifico
della zona tra bresciano e mantovano. |
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TREDICI
TREDICINI
TREDICINO
TREDICUCCI |
Tredici ha un ceppo toscano, in particolare a Pistoia e nel
pistoiese, un piccolo ceppo romano, uno napoletano ed uno
tarentino, Tredicini, assolutamente rarissimo, parrebbe
dell'area tra teatino, molisano e Campania settentrionale,
Tredicino, se possibile, è ancora più raro, Tredicucci, molto
molto raro, è specifico del pesarese, di Fano in particolare,
tutti questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o tramite
forme ipocoristiche, dal nome arcaico
Tredici,
normalmente attribuito a volte solamente al tredicesimo figlio. |
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TREFOLINI
TREFOLONI |
Trefolini, praticamente unico, è probabilmente dovuto ad un
errore di trascrizioine di Trefoloni, che è tipicamente toscano,
dell'aretino, ed in particolare di San Giovanni Valdarno,
Cavriglia e Montevarchi, con ceppi anche a Siena, Sesto
Fiorentino nel fiorentino e Quarrata nel pistoiese, potrebbe
derivare da un soprannome originato dal termine arcaico
trefolo
(filo ritorto a tre o più capi,
con il quale si costruiscono le funi)
e potrebbe indicare l'attività di cordaio svolta dal
capostipite, ma non si può escludere anche la possibilità che
derivi invece dal sostantivo
trefola,
trifola o
trufola
(tartufo). |
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TREGAMBE |
Tregambe
è specifico del bresciano, di Brescia e Gussago in particolare,
dovrebbe derivare da un soprannome forse originato dalla
velocità nella corsa sviluppata dal capostipite. |
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TREGATTINI |
Rarissimo, potrebbe essere cremonese. |
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TREGLIA |
Sembra avere, oltre al ceppo più importante nella provincia di
Latina e Caserta, che dovrebbe derivare dal toponimo Treglia nel
casertano, il cui toponimo dovrebbe derivare dal nome della
città sannita di Trebula, anche un nucleo probabilmente
secondario nel Salento, traccia di questa cognominizzazione si
trova a Napoli tra la fine del 1600 e gli inizi del 1700 con il
mastro argentiere campano Matteo Treglia.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Treglia è cognome pugliese variante di Triglia, dal nome del
pesce marino. Minervini 491. |
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TRELLA
TRELLINI |
Trella,
molto molto raro, ha un piccolo ceppo a Pescasseroli
nell'aquilano ed a Roma, Trellini, praticamente unico, parrebbe
laziale, potrebbero prendere il nome dalla zona frusinate del
Monte Trella o della Valle Trella. |
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TREMARI |
Tremari è
specifico del comasco, di Montemezzo in particolare. |
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TREMEA
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Molto
raro è tipico bellunese, probabilmente originario della zona di
Lentiai (BL) e Mel (BL), potrebbe derivare dal toponimo Tremea
(BL). |
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TREMOLADA |
Specifico del nordmilanese.
integrazioni fornite da
Andrea Ferreri - Milano
Cognome diffuso in Brianza, particolarmente nei comuni di Monza,
Arcore e Lissone. Ha alla base ii toponimo milanese Tremolada di
Veduggio con Colzano (MI). |
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TREMOLATERRA |
Tipico napoletano.
integrazioni fornite da
Fabio Paolucci
è un cognome tipico della città di Napoli, dove la sua
diffusione risulta discreta. Dal punto di vista etimologico esso
dovrebbe trarre
origine dall'espressione tremo
(nel senso di lavoro, smuovo) la terra;
quindi deriverebbe da un soprannome legato all'attività agricola
del capostipite. Altra ipotesi, da corroborare con opportune
ricerche archivistiche, mi indurrebbe a considerare il cognome
come derivato da un soprannome legato, piuttosto che al faticoso
lavoro dei campi, ad una peculiarità caratteriale vivace e
irruenta del capostipite. |
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TREMONTE
TREMONTI |
Tremonte, molto raro, è specifico di San Marco Dei Cavoti nel
beneventano, Tremonti, altrettanto raro, e tipico del Cadore, di
Lorenzago Di Cadore nel bellunese in particolare, dove tracce di
questo casato si trovano fin dal 1500, dovrebbero derivare da
nomi di località individuabili dal fatto di essere
inter montes,
cioè tra i monti. |
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TRENTA
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Trenta ha
un ceppo a Genova, uno a Ravenna e Bologna, uno nell'ascolano ad
Arquata del Tronto, Ascoli Piceno e Venarotta, uno in Umbria, a
Lugnano in Teverina, Amelia e Terni nel ternano ed a Città della
Pieve nel perugino, uno a Roma e Velletri nel romano ed a
Latina, uno a Calimera, Melendugno e Nardò nel leccese ed uno
molto piccolo in Sicilia, tutti questi ceppi dovrebbero derivare
dall'appartenenza dei capostipiti ad un Consiglio dei Trenta, in
molte città italiane la struttura del governo cittadino,
prendendo esempio dall'Atene classica, prevedeva dei Consigli
composti da trenta anziani o saggi, o notabili, cui erano
demandate alcune funzioni amministrative; troviamo una simile
struttura ad esempio nel 1200 in Liguria, a Bologna nel 1300, a
Roma e nel romano nel 1400, a Pisa, sempre nel 1400 a Napoli e
così un pò in tutt'Italia. |
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TRENTI
TRENTIN
TRENTINI
TRENTO |
Trenti ha
un ceppo originario nel Trentino ed uno nel modenese, Trentin è
tipico dell'area che comprende le province di Trento, Vicenza,
Treviso e Padova, Trentini è tipico dell'area che dal Trentino,
attraverso il veronese, il mantovano ed il modenese, arriva al
bolognese e ferrarese, Trento è più proprio del Vicentino,
padovano e trevigiano, derivano dal toponimo Trento e dal suo
etnico. |
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TREQUATTRINI |
Abbastanza raro, sembra avere due ceppi, nel perugino e in
provincia di Roma.
integrazioni fornite da
Pierluigi Trequattrini
Cognome umbro più frequente nella provincia di Perugia.
Possibile il collegamento alla Guerra del sale combattuta dai
Perugini, nobili e popolani, nel 1540 contro il Papa Paolo III°,
che per rimpinguare le cassa pontificie aumentò la tassa sul
sale di tre quattrini la libbra. Trequattrini sarebbero stati
soprannominati i popolani che parteciparono alla ribellione e
che successivamente si dispersero per il contado perugino, per
sottrarsi alle persecuzioni delle truppe pontificie. |
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TRE RE
TRE RE'
TRERE
TRERE' |
Tre
Rè, e Tre Re quasi unici, dovrebbero essere il frutto di errate
trascrizioni del cognome Trerè, che sembrerebbe tipico del
ravennate, di Ravenna, Faenza, Russi, Conselice e Castel
Bolognese, e nel bolognese, di Imola e Medicina, con presenze
anche nel napoletano, Trere, assolutamente rarissimo, dovrebbe
essere il frutto di errori di trascrizione del precedente, che
dovrebbe derivare dal nome greco Τρήρες Trères (Treri),
nome di un popolo della Tracia assoggettato dai romani, che
entrò a far parte dell'esercito imperiale bizantino, come
potrebbero anche derivare dal nome bizantino Τρήρος Trèros
(Trero). |
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TREROTOLA
TREROTOLI |
Trerotola è specifico di Solofra nell'avellinese, Trerotoli, più
raro, è di Grumo Appula nel barese, di origini etimologiche
oscure, potrebbero derivare da un'italianizzazione del nome
greco Theoros. |
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TRES
|
Tres è un cognome tipico della provincia di Belluno di Lentiai
in particolare, difficile l'individuazione dell'origine,
un'ipotesi è che si tratti di una modificazione dialettale
dell'etnico di Tremea nel bellunese.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Tres potrebbe derivare dal toponimo Tres (TN) in Val di Non. |
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TRESANINI |
Tresanini, assolutamente rarissimo, tipico dell'area tra
parmense, carrarese e spezzino, dovrebbe derivare dall'etnico
del paese di Tresana in provincia di Massa. |
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TRESOLDI |
Si
individua un nucleo tra milanese e bergamasco ed uno nel
padovano, deriva probabilmente da un soprannome. Troviamo nel
1600 una famiglia Tresoldi a Gessate (MI). |
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TRESTIN
TRESTINI
TRESTINO |
Trestin, assolutamente rarissimo, è dell'area veronese,
vicentina, così come Trestini ,che ha un ceppo in particolare a
Montecchia di Crosara e Ronco d'Adige nel veronese, con presenze
anche nel vicentino e nel bolognese, Trestino, quasi unico,
sembrerebbe anch'esso del veronese, dovrebbero tutti derivare da
una forma dialettale di
triestino, l'etnico di Trieste,
probabile città d'origine dei capostipiti. |
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TREU
|
Tipico friulano, della zona di Moggio Udinese (UD), è possibile,
ma non probabile, una derivazione dal vocabolo tedesco
treu,
che però si pronuncia troi, con il significato di fedele,
un'altra ipotesi lo farebbe derivare dal vocabolo
trevo
che significa vela quadra, un'ultima teoria lo farebbe derivare
dal cognomen latino Trebius
di cui abbiamo un esempio nel Ab
Urbe condita di Tito Livio:
"...Compsanus erat Trebius nobilis inter suos; sed premebat eum
Mopsiorum factio, familiae per gratiam Romanorum potentis....". |
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TREVES
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Diffuso
tra Piemonte e Valdaosta, ha un ceppo anche a Milano, di origini
israelitiche dovrebbe derivare da modificazioni dell'etnico
della città tedesca di Treviri da dove si trasferirono prima in
Francia e quindi in Val d'Aosta e Piemonte. |
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TREVISAN
TREVISANI |
Trevisan
è specifico del triveneto, dove è diffusissimo, Trevisani è ben
diffuso nel veronese, nel padovano, nel rovigoto, nel ferrarese,
nel bolognese e nel modenese, con un ceppo anche nell'udinese,
derivano dall'etnico del toponimo Treviso, ad indicare
probabilmente l'origine delle varie famiglie con questi cognomi
dall'area trevisana. |
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TREVISANUTTO |
Trevisanutto, molto molto raro, parrebbe originario dell'area
veneziano, pordenonese, con ceppi secondari nel latinense ed in
Piemonte, si dovrebbe trattare di una forma patronimica veneto,
friulana in -utto,
relativa ad un capostipite, il cui padre fosse noto come
il trevisano,
probabilmente ad indicarne l'origine da quei luoghi. |
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TREVISI
TREVISO |
Trevisi ha un piccolo ceppo nel trevisano, uno in Emilia tra
reggiano, modenese, bolognese e ferrarese ed uno in Puglia,
soprattutto nel leccese, Treviso, molto più raro, ha un piccolo
ceppo nel barese ed uno a Palermo e nel palermitano, questi
cognomi potrebbero derivare dal nome medioevale
Trevisius,
troviamo tracce di queste cognominizzazioni nel
Rerum Sicularum
di Saba Malaspina del XIII° secolo: "..Post modicum vero
temporis rege in Apuliam redeunte, dum Petrus de Vico et
Franciscus Trevisius cum stipendiariis regiis in quodam castro
ipsius Petri, quod Blevium dicitur, morarentur, et comes
Anguillariae cum comitiva sua, et copiosa equitum multitudine
lombardorum, quam domnus Urbanus summus pontifex sub magistratu
cujusdam Pipionis nomine de Liguria, et vicarius Urbis etiam
eidem comiti destinarant, apud castrum Vetrallae, quod tribus
fere millibus distat ..". |
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TREZZA
TREZZI |
Trezza
sembrerebbe specifico del salernitano, Trezzi occupa l'areale
del bergamasco, milanese e comasco e dovrebbe derivare dal
toponimo Trezzo Sull'Adda (MI) e Trezzone (CO). |
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TRI
TRIO
TRIONE
TRIONI |
Tri, apparentemente unico, dovrebbe essere una forma apocopata
di Trio, che, molto raro, ha un piccolo ceppo a Roma, uno a
Surbo nel leccese, ma il più significativo è a Milazzo nel
messinese, con presenze anche a San Filippo del Mela e Messina,
Trione ha un ceppo nel torinese a Cuorgnè, Pont Canavese e
Castellamonte, uno piccolo a Roma e nel napoletano ed uno nel
barese a Bisceglie, Bari e Trani, Trioni, molto molto raro, è
specifico del basso bresciano e cremonese, dovrebbero tutti
derivare dal fatto che i capostipiti avessero il nomen latino
Trio,
Trionis,
citato ad esempio da Tacito nei suoi Annales: ".. Postera die
Fulcinius Trio Pisonem apud consules postulavit. contra
Vitellius ac Veranius ceterique Germanicum comitati tendebant,
nullas esse partis Trioni; neque se accusatores sed rerum
indices et testis mandata Germanici perlaturos. ille dimissa
eius causae delatione, ut priorem vitam accusaret obtinuit,
petitumque est a principe cognitionem exciperet, quod ne reus
quidem abnuebat, studia populi et patrum metuens: contra
Tiberium spernendis rumoribus validum et conscientiae matris
innexum esse; ..". |
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TRIARICO |
Triarico
è tipico del brindisino, di Ostuni in particolare, dovrebbe
derivare da una modificazione di una forma Trierarico del
toponimo Tricarico, forma di cui abbiamo tracce negli annali
della nobiltà napoletana fin dalla seconda metà del 1100, quando
nel 1188 c'è traccia del matrimonio di Mobilia filia Landulfi de
Ceccano con comiti Iacobo de Triearico. |
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TRIBERTI |
Triberti ha un ceppo piemontese nell'astigiano a Castelnuovo
Calcea, Asti e Nizza Monferrato, ed un ceppo a Torino ed a
Genova, dovrebbe derivare dal nome franco
Tribert,
a sua volta derivato dal nome medioevale germanico
Tritberht,
con il significato di opaco. |
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TRIBUZI
TRIBUZIO |
Tribuzi è tipico della fascia centrale che comprende Marche,
Umbria, Abruzzo e Lazio, Tribuzio ha un ceppo nel latinense ed
uno nel barese, dovrebbero derivare dal nome medioevale tardo
latino Tribuzius,
a sua volta derivato dal termine romano
tributius,
un ufficiale eletto dai legionari, con compiti di
rappresentanza, che oggi chiameremmo sindacale..
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Tribuzio è cognome lucano ma anche napoletano e nel Salento.
Corrisponde al cognome lombardo
Trivulzio =
Trivòlzio
comune in provincia di Pavia (De Felice 252). |
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TRICARICO |
Un nucleo
originario in Puglia e Basilicata, che dovrebbe derivare dal
toponimo Tricarico (MT), ed un ceppo secondario nel napoletano,
probabilmente risalente al periodo del 1300 in cui la Basilicata
è coinvolta nelle lotte di successione al trono di Napoli. |
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TRICERRI |
Tipico
del vercellese e novarese, deriva dal toponimo Tricerro (VC). |
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TRICHILO |
Trichilo è specifico del reggino, di Siderno in particolare, ma
con ceppi anche a Locri e Gioiosa Ionica, dovrebbe derivare da
un soprannome originato dal termine latino
trichila
(pergolato d'uva),
o forse invece dal termine latino
trichilum
(fonte o cascatella a tre bocche
d'uscita), forse ad indicarne
una caratteristica del luogo dell'abitazione della famiglia. |
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TRIDA
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Molto molto raro è tipico della zona tra mantovano e veronese,
dovrebbe derivare da un nome di località, che potrebbe essere il
monte Trida, citato ad esempio nel Codice Diplomatico della
Lombardia medievale in un atto del XII° secolo: "...a montibus
via que vocatur Trida, et est ipse bosco per mensura iugeras
viginti et sex et perticas duo et tabulas decem et septem. Et
recepit ipse monasterius ab ipso Obizone Avocato illud totum
quod habet et detinet a fossato quod dicitur Roncoclauso in
sursum usque ad viam illam que vocatur Trida...".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Trida è un cognome veronese dall' italiano 'trita'.
Olivieri 250. |
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TRIDICO |
Tridico è un cognome calabrese specifico del cosentino, di
Rossano, Campana e Terranova da Sibari, con un ceppo anche a
Cirò Marina nel crotonese, potrebbe essere di origine greco
albanese e derivare da un'italianizzazione del termine albanese
tridhjete
(trenta). |
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TRIESTINI
TRIESTINO |
Triestini
,quasi unico, è forse dell'Italia centrale, Triestino,
estremamente raro, sembrerebbe presente qua e là in Italia,
dovrebbero tutti derivare dall'etnico di Trieste, probabile
città d'origine dei capostipiti. |
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TRIFARO'
TRIFERO'
TRIFILO
TRIFILO'
TRIFIRO
TRIFIRO' |
Trifarò, assolutamente rarissimo, è dell'area siculo calabrese,
Triferò altrettanto raro, è del catanese, Trifilo, quasi unico,
è del messinese, così come Trifilò, che è specifico di Rodì
Milici, Terme Vigliatore, Barcellona Pozzo di Gotto, Castro
Reale e Capo d'Orlando sempre nel messinese, Trifirò, molto
diffuso in Sicilia, soprattutto nel palermitano, messinese ed
ennese, nella stessa area è presente anche il rarissimo Trifiro,
dovrebbero tutti derivare da variazioni dialettali della voce
greca tryferòs
(dai modi effeminati),
probabile soprannome attribuito al capostipite per i suoi
atteggiamenti.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
D'origine grika o, meno probabilmente, greco-albanese, i cognomi
Trifirò, Triferò, etc nascono da un adattamento dell'aggettivo
tryferòs,
che, in lingua neogreca, ha il significato di
dolce, tenero
(vedi Dolce e Tenerelli). In conclusione, dunque, si tratta
delle cognominizzazioni dei soprannomi o dei nomi personali dei
capostipiti. |
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TRIFOLI |
Trifoli, estremamente raro, dovrebbe derivare dal termine
dialettale trifola
(tartufo),
probabilmente ad indicare nel capostipite un raccoglitore di
quel tipo di fungo sotterraneo. |
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TRIGGIANI
TRIGGIANO
TRIGIANI |
Triggiani ha un ceppo a Napoli, uno a Lavello nel potentino ed
in Puglia un grosso nucleo a Bari e ceppi nel foggiano ad
Ischitella, Lucera e Manfredonia, e nel barese a Triggiano e
Molfetta, Triggiano ha un ceppo a Salerno ed uno nel barese, a
Bari, Triggiano e Modugno, Trigiani è specifico di Manfredonia e
di Foggia nel foggiano, dovrebbero derivare dal nome del paese
barese di Triggiano, il cui toponimo sembrerebbe derivare da un
prediale latino ager Trebianus
(possedimento agricolo di un
Trebius). |
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TRIGILI
TRIGILIA
TRIGILIO |
Tipicamente siciliani, Trigili è tipico di Buccheri nel
siracusano e di Palermo, Trigilia è di Siracusa, con un ceppo
anche a Vittoria nel ragusano, Trigilio è del siracusano, di
Augusta e Siracusa, dovrebbero derivare dall'antico nome di una
baia, Trigilos, del grande porto di Siracusa, ai tempi di
Dionisio, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo agli
inizi del 1600 in graffiti nel monastero di Sant'Antonio situato
nel deserto egiziano, dove il fra Bernardo più avanti citato
passò il suo tempo a scrivere il proprio nome sui muri e ad
inciderlo sulle travi delle balaustre della chiesa: "Frater
Bernardus Trigilius Ferulensis (di Ferla nel siracusano) Ordinis
Minorum de Observantia Provinciae Siculae ". |
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TRIGLIA |
Dovrebbe
avere un nucleo nella zona dello stratto di Messina ed uno nel
lucchese. |
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TRIGOSO |
Praticamente unico, dovrebbe essere del genovese, deriva dal
toponimo Riva Trigoso (GE). |
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TRILLI
TRILLINI
TRILLINO
TRILLO |
Trilli è presente in modo sporadico in centro Italia, con un
ceppo a Roma, Trillini è specifico dell'anconetano, di
Filottrano, Jesi, Osimo, Falconara Marittima e Castelfidardo,
Trillino, quasi unico, è del latinense, Trillo ha un piccolo
ceppo a Roma e nel Lazio meridionale, uno a Bagnoli Irpino
nell'avellinese ed a Napoli, uno a Potenza ed uno a Bari,
dovrebbero derivare direttamente o tramite ulteriori
ipocoristici da forme aferetiche del nome
Petrillus,
un ipocoristico di Petrus. |
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TRIMARCHI
TRIMARCO |
Trimarchi è originario del messinese e reggino, Trimarco
sembrerebbe specifico di Buccino (SA), derivano entrambi dal
termine Turmarco,
carica bizantina di chi era al comando di trenta cavalieri (turma
archè =
a capo di una torma d'uomini),
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nell'atto di un
lascito del 1075 a Larino (CB) dove è testimone tale Maraldo
Trimarco, nel 1500 nel messinese troviamo il notaio Antoniello
Trimarchi. |
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TRINCA
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Si
individua un ceppo importante nella provincia di Roma, uno nel
trevigiano ed uno nel palermitano, potrebbe derivare da un
soprannome originato dall'imponenza del capostipite o da suoi
trascorsi gladiatorii, infatti
Trincus o
Trinquus
era il nome di un tipo di gladiatore.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Trinca è cognome veneto dall'italiano 'trinca'
= 'specie di fune da vela'.
Olivieri 250. |
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TRINCALI
TRINGALI |
Trincali, quasi unico, dovrebbe essere dovuto ad errate
trascrizioni del cognome Tringali, che è tipicamente siciliano,
della parte sudorientale dell'isola, di Augusta, Siracusa, Avola
e Noto nel siracusano, di Catania e Pelagonia nel catanese, di
Messina, con un ceppo anche ad Ispica nel ragusano, e nel
reggino a Bova Marina e Melito di Porto Salvo, circa l'origine
di questo cognome si possono formulare almeno due ipotesi, la
prima propone una derivazione dall'italianizzazione del cognome
greco Tringalas,
la seconda suggerisce la possibilità di una derivazione da un
soprannome dialettale nato da un'alterazione del termine
medioevale francese antico
trigal (
rumore, baccano, strepito,
ma anche baruffa e sbando). |
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TRINCHERA
TRINCHERI
TRINCHERO |
Trinchera ha un ceppo pugliese nel leccese a Copertino e Nardò e
nel brindisino a Ceglie Messapica, Ostuni e Brindisi, ed un
piccolo ceppo a Messina, Trincheri, decisamente più raro, ha
qualche presenza nell'alessandrino ed un piccolissimo ceppo
ligure a Dolcedo ed Aurigo nell'imperiese ed a Savona, Trinchero
è decisamente piemontese, di Torino, Collegno, Poirino e
Moncalieri nel torinese, di Asti, Cellarengo, Valfenera, San
Martino Alfieri e Canelli nell'astigiano, di Camo ed Alba nel
cuneese e di Acqui Terme nell'alessandrino, dovrebbero derivare
da un soprannome legato al mestiere dei capostipiti, originati
dal termine occitano trincar
(tagliare, fare a fette)
o dal termine sempre provenzale
trincaire,
trinchere
(boscaiolo, tagliaboschi). |
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TRINCHI
TRINCHITELLA |
Molto
molto rari, Trinchi potrebbe avere un'origine nel sudmilanese e
Trinchitella in Basilicata, ma non è assolutamente da escludere
vi siano altre zone di provenienza. |
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TRINCIAVELLI |
Trinciavelli è tipicamente toscano, forse fiorentino, dovrebbero
derivare da un soprannome originato dall'attività di lanieri,
molto fiorente e redditizia in epoca medioevale, richiamando nel
nome l'attività di tosatore di pecore, tracce di questa
cognominizzazione le troviamo tra le famiglie importanti a
Firenze in epoca consolare, provenienti dalla contrada di
Mosciano di Scandicci (FI), la famiglia è citata in un atto del
1201, quello della pace firmata dai cittadini fiorentini con i
senesi, dove tra i cittadini fiorentini firmatari figura un
Trenciavellia Trinciavelli, i Trinciavelli sono citati tra le
famiglie guelfe importanti del sesto di S. Pancrazio, il Villani
così li descrive nella sua Nuova
Cronica: "...Di quegli del
quartiere di porta San Brancazio. Nel quartiere della porta di
San Brancazio erano grandissimi e potenti la casa de' Lamberti,
nati per loro antichi della Magna; gli Ughi furono antichissimi,
i quali edificarono Santa Maria Ughi, e tutto il poggio di
Montughi fu loro, e oggi sono spenti; i Catellini furono
antichissimi, e oggi non n'è ricordo: dicesi che' figliuoli
Tieri per bastardo nati fossono di loro lignaggio; i Pigli
gentili uomini e grandi in quegli tempi, Soldanieri, e
Vecchietti; molto antichi furono quegli dell'Arca, e oggi sono
spenti; e' Migliorelli, che oggi sono niente; e' Trinciavelli da
Mosciano furono assai antichi....". |
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TRINCO
TRINKO |
Trinco è tipicamente friulano, dell'udinese e di Cividale del
Friuli in particolare e di Andreis nel pordenonese, Trinko è una
forma tipicamente triestina dello stesso cognome, dovrebbero
essere derivati da ipocoristici di troncature dell'aferesi del
nome Katerine
(in slavo il suffisso -ko
ha valore diminutivo). |
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TRIOLO
|
Triolo ha
un ceppo nel reggino ed in Sicilia nel messinese e catanese, nel
palermitano, trapanese ed agrigentino, dovrebbe derivare per
contrazione dal toponimo Tiriolo (CZ). Casato nobile siciliano
cui fu concesso il titolo baronale verso la metà del 1600;
Benedetto, Giuseppe e Stefano Triolo, baroni di Sant'Anna,
durante il Risorgimento siciliano, ebbero posizioni di massimo
rilievo. |
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TRIPALDI |
Tripaldi è tipicamente meridionale, ha un ceppo ad Avigliano,
Potenza e Montalbano Jonico nel potentino, uno nel tarentino a
Manduria, Lizzano, Taranto, Maruggio e Sava, ed uno a Limbadi
nel vibonese ed a Crotone, dovrebbe stare ad indicare una
provenienza dei capostipiti dalla città di Atripalda
nell'avellinese, anticamente chiamata
Tripaldo. |
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TRIPI
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Tipico
siciliano, dovrebbe derivare dal toponimo Tripi (ME). |
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TRIPICCHIO |
Tipico del cosentino, di Cetraro in particolare.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Cognome calabrese del Cosentino (Cosenza, Acquappesa, Cetraro,
Malvito), è probabilmente il diminutivo vezzeggiativo del
cognome siciliano e napoletano TRIPI, che è un toponimo in
provincia di Messina e viene dal greco
trypa,
trípi
= apertura, buco. |
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TRIPODI
TRIPODO
TRIPUDIO |
Tripodi è presente nella fascia occidentale dell'Italia
settentrionale, a Roma, Napoli ed in Calabria, in particolar
modo, nel reggino a Bagnara Calabra, Montebello Ionico,
Sant`Eufemia d`Aspromonte e Melito di Porto Salvo, e a Messina
nella Sicilia sudorientale, Tripodo, molto più raro, è tipico di
Messina e della zona tra reggino e messinese, Tripudio è
estremamente raro.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Tripodi è più tipicamente calabrese, con ceppi maggiori nel
reggino, nel vibonese, nel cosentino e nel catanzarese, ma ceppi
secondari si riscontrano anche nel messinese, nel catanese, nel
napoletano, nel salernitano e un po' in tutto il nord e centro
nord del paese, Tripodo, meno comune del precedente, ha un
nucleo principale fra il messinese e il reggino, Tripudio,
rarissimo, è presente quasi esclusivamente nel cosentino e nel
beneventano, tutti questi cognomi derivano dal nome antico
Tripodi
(con varianti in Tripodo,
Tripodio e
Tripudio), l'italianizzazione,
cioè, del personale greco
Tripodis: nato nell'antichità
classica, sullo sfondo dei culti religiosi greci, e portato in
Italia probabilmente dalle colonie greche del Meridione (è qui,
infatti, che si ha la massima concentrazione di famiglie
Tripodi), questo nome si presta in realtà a una difficile o per
lo meno ambigua interpretazione. Innanzitutto, è abbastanza
certo che gli elementi di base siano i termini
tria (tre)
e podi
(piede),
ma va detto che esistono due parole composte appunto da questi
elementi e, cioè, tripode
e tripudio,
entrambe ricche di significati simbolici e religiosi presso gli
antichi greci e, dunque, entrambe valide a spiegare questo nome
di persona. Cominciando con la prima ipotesi, il nome Tripodi
potrebbe derivare dal termine
tripode, che letteralmente
indica un oggetto sostenuto da
tre piedi, ma, nell'ambito
dell'antichità classica, aveva un valore sia religioso che
onorifico: gli antichi greci, infatti, usavano offrire dei
tripodi (vasi a tre piedi) alle divinità da loro venerate,
facendone dono ai templi, o ancora vi premiavano i vincitori
delle gare sportive, come simbolo d'onore e gloria; inoltre,
sempre secondo le antiche credenze, era su un tripode (in tal
caso uno sgabello a tre piedi) che sedeva la Sibilla delfica
quando pronunciava i suoi oracoli e, da qui, il termine assunse
anche il significato figurato di oracolo (come risulta, per
esempio, dal latino mittere ad
tripodas, cioè
mandare qualcuno a consultare l'oracolo).
In questo contesto, infatti, il numero tre assume anch'esso un
valore simbolico, alludendo cioè alle tre virtù divinatorie del
dio Apollo, relative alla conoscenza del passato, del presente e
del futuro. Passando alla seconda ipotesi, invece, il nome
Tripodi potrebbe derivare dal termine
tripudio,
che originariamente indicava una
danza a tre tempi
(ritmata da tre battiti del piede per terra) e caratterizzava
sia un tipo di danza guerresca (propriamente dei Galli e degli
Ispani) sia un tipo di danza sacra (quella, ad esempio, dei
sacerdoti Salii dell'antica Roma o delle Baccanti in ambito
greco-romano): siccome Tripodi è un nome d'origine greca,
allora, si può ipotizzare un nesso fra il termine tripudio e il
culto del dio Bacco, qualora Tripudio fosse usato addirittura
come epiteto per il dio del vino (anche ricordato, infatti, come
simbolo del tripudio e della ricchezza della natura). Un altro
spunto per l'origine di questo nome, inoltre, lo si trova nel
linguaggio divinatorio, dove il termine tripudio veniva usato
per indicare il buon auspicio tratto dall'avidità dei polli
sacri nel mangiare il loro becchime. In conclusione, dunque, i
cognomi Tripodi, Tripodo e Tripudio derivano dai nomi personali
dei capostipiti. |
|
TRIPOLONE
TRIPOLONI |
Tripolone, assolutamente rarissimo, è tipico del messinese e
catanese, Tripoloni, quasi unico è dovuto ad errori di
trascrizione di ufficiali d'anagrafe del nord, dovrebbero
derivare da un accrescitivo di un soprannome originato dai
toponimi Tripoli di Libia, Tripoli di Siria o Tripoli del
Libano, ad indicare probabilmente sia ina grossa corporatura del
capostipite, sia la sua provenienza da una di quelle città. |
|
TRIPOLI |
Tripoli è
tipicamente siciliano, con un ceppo anche nel Salento, dovrebbe
derivare dai toponimi Tripoli di Libia, Tripoli di Siria o
Tripoli del Libano, ad indicare probabilmente la provenienza del
capostipite da una di quelle città. |
|
TRIPUZZI |
Tripuzzi,
estremamente raro, è specifico del tarentino, di San Giorgio
Ionico e Carosino, dovrebbe derivare, attraverso una
modificazione dialettale, dal nome del paese di Trepuzzi nel
leccese. |
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TRISCHITTA
TRISCHITTI |
Trischitta è siciliano, di Messina e Fossa d'Agrò nel messinese
e di Santa Maria di Licodia e Giarre nel catanese, Trischitti,
quasi unico, è del catanese, dovrebbero derivare da un
soprannome grecanico originato da un termine per bastone a tre
punte o tridente, forse ad identificare nei capostipiti dei
pescatori. |
|
TRISCIUZZI |
Trisciuzzi è tipicamente pugliese, di Fasano nel brindisino in
particolare, con buone presenze anche nel Tarantino a Martina
Franca e Taranto ed a locorotondo e Bari nel barese, di origine
etimologica oscura, si può solo ipotizzare possa trattarsi di
una deformazione dialettale del nome del paese di Trepuzzi nel
leccese. |
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TRISOLI
TRISOLINI
TRISOLINO |
Tipicamente pugliesi, Trisoli sembrerebbe unico, Trisolini ha un
grosso ceppo nel barese a Noci, ha un ceppo a Taranto,
Palagiano, Castellaneta e Mottola nel tarantino, con buone
presenza anche a Putignano nel barese ed a Brindisi, Trisolino
ha un ceppo a Francavilla Fontana nel brindisino ed uno a
Taviano, Matino e Melendugno nel leccese, dovrebbero derivare
dal nome medioevale latino
Trisolinus una forma alterata
ipocoristica originatasi dal nome greco antico Τρυφον, Τρυφονος,
Trifon, Trifonos (Trifone). |
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TRITONE
TRITONI |
Entrambi assolutamente rarissimi, Tritone è tipico dell'area che
comprende Abruzzo, Lazio e Campania, Tritoni è più della fascia
che comprende Marche, Umbria ed alto Lazio, dovrebbero derivare
dal nome latino Triton,
Tritonis,
a sua volta derivato dal nome di una semidivinità marina, così
Virgilio scrive nell'Eneide: "..Sic ait, et dicto citius tumida
aequora placat, // collectasque fugat nubes, solemque reducit.
// Cymothoe simul et Triton adnixus acuto // detrudunt navis
scopulo; levat ipse tridenti; // et vastas aperit syrtis, et
temperat aequor, // atque rotis summas levibus perlabitur undas.
..", un esempio dell'uso di questo nome lo abbiamo nella seconda
metà del II° secolo in Africa con
Longinus Triton miles vexillationis. |
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TRIULCIO |
Assolutamente rarissimo parrebbe avere origini lombarde,
trasferito circa 500 anni fa a Bagnara Calabra (RC), dovrebbe
derivare dalla forma arcaica Trivulcio del nome Trivulzio o
Triulzio di cui abbiamo traccia in una lettera per il Duca di
Melfi: "...Questa copia m(ano)s(cripta) mi fo data p(er) messer
Jo Frac(esc)o, f(ilius) q(uondam) d(omi)no Andrea q(uondam) de
Dominico di Vicenty de Gottalengo, il qual m(on)s(ignor)
Andrea, fo sepulto in la ghiesia de s(an)to Hieronymo, posta
fora dela terra de Gottalengo; il q(u)al era en(tia) lo
ill(ustrissimo) s(ign)or Jo Jacomo Triulcio, capitanio dela
maystà de Re Ludovico, Re de Franza, nel tempo ch(e) lo dicto
Re era a Pischera in lo campo...". |
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TRIULZI
TRIULZIO
TRIVULZIO |
Abbastanza raro il primo, assolutamente rarissimi il secondo ed
il terzo, sono specifici del nord milanese, con un possibile
ceppo secondario in Valtellina dove furono anche feudatari i
Trivulzio, potrebbe derivare dal toponimo medioevale
Trivultius. I Trivulzio compaiono, come nobilissima famiglia
del milanese, attorno al 1000, nel 1509, un Giovan Giacomo
Triulzio (Gian Giacomo Magno) fu capitano dell'esercito
istituito dal Re di Francia per combattere Ludovico il Moro.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Trivulzio è cognome lombardo, va collegato ai toponimi Triulzio
Inferiore (MI) e Trivolzio (PV), in dialetto
Trivols,
dal latino 'trifurcium'
= incontro di tre strade.
Fonte: O. Lurati, Perché ci chiamiamo così, 2000, p. 476. |
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TRIVELLATO |
Specifico
del padovano. |
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TRIVIGNI
TRIVIGNO |
Trivigni, quasi unico, è oggi presente solo nel varesotto, ma
dovrebbe trattarsi di un'errata trascrizione locale del cognome
Trivigno, originario del potentino, dove è diffuso a Potenza,
Laurenzana, Castelmezzano, Campomaggiore e Pignola, con un ceppo
nel materano a Garaguso ed Accettura, che dovrebbe derivare dal
nome del paese potentino di Trivigno, il cui toponimo dovrebbe
originare dal termine tardo latino
trilvinea
(pergolato, vigneti a pergola),
motivato dai tipici vigneti locali. |
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TRIVISANI
TRIVISANO |
Sia
Trivisani che Trivisano sono decisamente pugliesi, Trivisani è
tipico del tarantino, di Montemesola, Grottaglie e Taranto, con
un ceppo anche a Noci ed Alberobello nel barese, Trivisano oltre
al ceppo a Martina Franca e Montemesola nel tarantino, ha anche
un ceppo nel foggiano a Orsara di Puglia, Foggia e Troia, tutti
questi cognomi farebbero ipotizzare un'origine trevisana delle
famiglie, rifacendosi al termine medioevale
trivisanus
usato per indicare i nativi della città di Treviso e dintorni:
"Franciscanus Trivisanus patricius Venetus Dei & apostolicae
sedis gratia episcopus Cenetensis, comes Tartii, &c. dilectis
fratribus & filiis, clero, & populo civitatis, & Dioecesis
Cenetensis salutem in Domino sempiternam ..". |
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TRIZZINO |
Trizzino sembrerebbe tipicamente siciliano, di Palermo e di
Bivona e Ribera nell'agrigentino, potrebbe derivare dal nome
della frazione Trizzino di Reggio Calabria, ma molto più
probabilmente deriva da un soprannome dialettale grecanico
originato dal termine greco τρίχινως trichinos (capelli),
forse ad indicare che il capostipite fosse dotato di una chioma
particolarmente folta.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Trizzino è cognome siciliano che dovrebbe essere diminutivo di
Trizza che viene dal siciliano 'trizza'
= treccia.
Caracausi 1656. |
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TROBIANO
TROPEANO
TROPIANO
TRUPIANO |
Trobiano,
quasi unico, sembrerebbe del salernitano, Tropeano è specifico
del reggino, di Cinquefrondi, Rizziconi, Varapodio, Cittanova,
Rosarno, Stilo ed Antonimina, con un ceppo anche nel cosentino a
Cosenza e Rende, uno molto consistente a Grottolella
nell'avellinese ed a Napoli ed Avellino, Tropiano ha un ceppo a
Teggiano nel salernitano, uno a Monopoli nel barese, uno nel
catanzarese a Santa Caterina dello Jonio e Catanzaro, a Siderno
e San Giorgio Morgeto nel reggino e nel crotonese, Trupiano ha
un ceppo a Napoli ed uno in Sicilia nel palermitano, a Cinisi,
Terrasini e Palermo, ad Alcamo nel trapanese e ad Agrigento,
dovrebbro derivare, direttamente o attraverso vari tipi di
alterazioni dialettali da forme etniche riferite alla città di
Tropea nel vibonese o di Tropeani nell'avellinese. |
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TROCELLO |
Assolutamente rarissimo, sembrerebbe del cuneese, dovrebbe
drivare da Trocello, un nome di località di Bagni di Vinadio
(CN), ma potrebbe anche derivare dal cognome francese Trochu. |
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TROFI
TROFINI
TROFINO |
Trofi, assolutamente rarissimo, è specifico di Marano di Napoli,
dovrebbe essere una forma tronca di Trofini, che è praticamente
unico, e dovrebbe essere una forma alterata di Trofino, che è
specifico di Vasto, Roccaspinalveti e San Salvo nel teatino,
potrebbero derivare dal nome del paese di Trofigno, una frazione
di Penne nel pescarese, ma, più probabilmente, dovrebbero
derivare da un soprannome di origine greca, stante ad indicare
il mestiere di allevatore di animali, dal greco antico τροφεύς
trofeys (allevatore),
forse svolto dal capostipite. |
|
TROGA
|
Troga è specifico della Sardegna meridionale, di Teulada nel
cagliaritano e di Villaperuccio nell'iglesiente, dovrebbe
derivare da un soprannome basato sul termine sardo
troga (prestesto,
scusa)
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
TROGA: cognome raro, diffuso quasi esclusivamente nel Basso
Sulcis. Troga deriva da trogare,
trogai nel significato di
attorcigliare, avvolgere
qualcosa con un filo o con una corda o con altro. Dalla radice
latina torq/c,
come torquere.
Si può fare l'accostamento etimologico con il cognome Trogu, ma
non ha lo stesso valore semantico. L'espressione sarda:
abarrai trogamidha, troga,
ha il significato di ingarbugliare sempre di più una
questione. Tanto è che troga prende anche il significato di
pretesto, inganno, ad esempio in un caso giudiziario. In
spagnolo esiste la voce droga
= embuste, trampa.
Tràmpa è anche termine sardo ereditato dallo spagnolo, nel
significato di imbroglio. Trampéri = imbroglione. Ritroviamo il
cognome nelle carte antiche. Tra i firmatari della Pace di
Eleonora, LPDE del 1388, figura un certo, Troga Arcus - de
Aristanni, *** Aristanni: (elenco dei nomi dei firmatari della
PETIZIONE). Omnes cives mercatores et habitatores dicte
civitatis.nisi pastores bestiaminum et quorum dificulter
demorari non poterant.congregati. Porta la data : die XIIII
mensis Januarii M°. CCC°. LXXXVIII° et etc. Nel Condaghe di San
Nicola di Trullas, XI°, XIII° secolo, troviamo: Troga Kipriane
(58), testimone in una vendita(compòru): comporaili a Ianne
Mordace et a Gosantine su frate fundamentu de una domo de .IIII.
birgas in Borgonani, in corte de su serbu meu Iorgi de Nurra ;
et deili tremisse de labore. Testes Kipriane Troga et Ianne
Trogas(sic). = ho comprato da Ianne Mordace e dal fratello
Gosantine un terreno, con la casa e tutto il resto, di 4 «
verghe »(misura di lunghezza, non ben chiara), a Borgonani
(villa scomparsa, non ben localizzata, in Curadorìa di
Caputabas), etc. Attualmente il cognome Troga è presente in 16
Comuni italiani, di cui 10 in Sardegna : Teulada 29,
Villaperuccio 16, Castiadas 5, Piscinas 5, etc.. |
|
TROGU
|
Tipico sardo del centrosud dell'isola, dovrebbe derivare da un
soprannome originato dal vocabolo sardo campidanese
trogu (truffa,
imbroglio, inganno), ma non si
può escludere una derivazione dal cognomen latino
Trogus,
di cui abbiamo un esempio nello storico di epoca augustea
Gnaeus Pompeius Trogus,
tracce di questo cognome nel nuorese si trovano almeno dal 1700.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
TROGU: la voce trògu
può derivare da tròcco, tòrco,=
argilla;
terra arrùbia,
= argilla rossa,
o anche argilla nera
terra màina,
comuni a tutta la Sardegna; oppure da
tròccu, tròcu, trògu,
che significano baratro, burrone
luogo scosceso, contorto.
L'etimologia della parola rimane incerta. Sia tròccu che tròcco
potrebbero avere la stessa radice, ma non vi è rapporto
semantico tra i due. In spagnolo esiste la voce
tòrco o
tòrca
nel significato di
luogo scosceso.
Potrebbe trattarsi di un deverbale dal latino
torqueo,
nel significato di strettoia,
luogo contorto! Di conseguenza
il cognome Trogu potrebbe qualificare la persona che lo porta:
contorto, scorbutico, riservato,
riferito all'aspetto fisico o alla psicologia della persona! Ma,
almeno qui da noi, in Campidano, le persone riservate e
"contorte" le distinguiamo come "tròttu che s'annàda mala" =
storto come l'annata brutta! Troviamo il cognome nei documenti
medioevali della Sardegna. Tra i firmatari della Pace di
Eleonora LPDE del 1388 figurano: Trocchu Petro, jurato ville de
Sardara, ** SARDARA MONTIS REGALIS...11 GENNAIO 1388, et
ego...Gadulesu Margiano habitator velle Sardara, sindicus actor
et procurator universitatis Contrate Montis Regalis et villarum
et etc. In posse Virde Andrea, Virde Joanne, de Civitate
Sasseri, notarii publici, die XI Januarii 1388. (ricordiamo in
proposito che proprio Sardara è il paese dell'argilla rossa);
Trochu Anthioco, jurato ville Solarussa, * Solarussa .odierno
Solarussa. Campitani majoris; Trochu Pareso, jurato ville
Cerfallio; * Cerfallio.odierno Zerfaliu. Campitani Majoris. Nel
Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, CSMB, XI°, XIII° secolo,
troviamo: Trogu Limpiia(128), in una donazione: morivit enea
(nubile, priva di figli)Limpida Trogu et posit (donò) s'ortu de
Miili piccinnu (centro abitato scomparso, sito in agro di Milis,
confinante col territorio di Seneghe)ad Sanctu Pedru de Mili
Piccinnu (esiste ancora oggi la chiesa di San Pietro, nelle
vicinanze del nuraghe omonimo), pro s'anima sua ( per la sua
anima) kena (senza) aer parte peruna frate suo (suo fratello).
Testes: Petru Seke, Torbini Cara, Furadu Manca. Nel Condaghe di
San Nicola di Trullas, troviamo: Troccu o Trocco Goantine(300),
prete di Amendulas (villa abbandonata, in agro di Mores. Era la
residenza privata di donna Muscu d'Athen -164-); si tratta di
una lite per il possesso della servitù (kertu pro fetu: per i
figli di Susanna Capax, ankilla di S. Nicola): Ego priore Ubaldo
kertai cun su previteru d'Amendulas Goantine Trocco ca: > segue
il motivo della lite: il prete di Amendulas reclama il "feto" (i
figli) di Susanna, in tutto o almeno in parte, perché incinta ad
opera di un suo servo, etc. Attualmente il cognome Trogu è
presente in 124 Comuni italiani, di cui 65 in Sardegna: Cagliari
111, Cabras 64, Oristano 53, Macomer 52, etc. nella penisola
Roma ne conta 27, Milano 16, etc. In USA è presente in 7 Stati. |
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TROIA
TROJA
TROYA |
Troia ha un ceppo pugliese, soprattutto nel barese, uno tra le
province di Roma e Frosinone, uno nel napoletano, uno nel
potentino ed un grosso nucleo in Sicilia nel palermitano e tra
catanese e siracusano, Troja, molto più raro, ha un ceppo nel
palermitano, uno nel messinese ed uno nel siracusano, Troya è
assolutamente rarissimo, in alcuni casi potrebbero derivare dal
toponimo Troia, paese del foggiano, è pure possibile una
derivazione da soprannomi che abbiano una connessione con il
vocabolo troia
(scrofa).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Troia è cognome lucano ma anche calabrese e nel Salento,
Johannes de Troia nel 1266 a Bari (Cod. bar. XIII) = Troia
comune in provincia di Foggia. G. Rohlfs, Dizionario storico dei
cognomi in Lucania 1985. |
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TROIAN
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Troian è tipico dell'area che comprende il bellunese, l'udinese,
il goriziano ed il triestino, si dovrebbe trattare di una forma
dialettale del nome medioevale
Troianus (vedi TROIANI). |
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TROIANI
TROIANO
TROJANI |
Troiani è tipico della fascia che comprende Lazio ed Abruzzo,
Troiano è specifico di Molise, Puglia, Campania e Basilicata,
Trojani è estremamente raro, ha un ceppo non significativo a
Roma, dovrebbero derivare dall'etnico di Troia nel foggiano, ma
è pure possibile una derivazione dal nome medioevale
Troianus
di cui abbiamo vari riscontri tra gli iscritti all'Ateneo di
Perugia nella seconda metà del 1500 ad esempio con un certo
Troianus Francucius. |
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TROISE
TROISI
TROISIO
TRUISI |
Specifici
del napoletano i primi due, probabilmente del Salento il terzo,
Truisi è invece specifico di Licata (AG), potrebbero derivare
dall'antico nome greco Tros. Si hanno tracce di questo cognome
fin dal 1500, ad esempio in un atto redatto a Solofra (AV), si
legge: "...terre Solofre proprie in loco ubi dicitur li casali
delli Burrelli iuxta bona venerabilis ecclesia Monasteri S.
Augustini, iuxta bona magistri Robini de Petrone, iuxta bona
Conforto de Troisio, iuxta bona heredi quendam Nicolai de
Troisio...". Un giudice con questo nome è sempre indicato a
Solofra nel 1500: "... In nomine nos Mattius Troisius de ditta
terra Solofre et ipsius terre annalis litteratus judex ordinatus
et creatus per Universitatem dicte terre pro ...".
integrazioni fornite da
Luciano Troisio
È stata documentata
l'origine normanna del cognome Troisio, risalente a Troisio de
Rota, avventuriero giunto in Italia al seguito dei Normanni
Altavilla, e conquistatore della cittadina ora chiamata Mercato
S.Severino (Salerno). Il cognome Troisio è documentato dal 14°
secolo. Le varianti Troisi e Troise sono piuttosto diffuse,
mentre l'originario Troisio, quasi estinto dal Settecento,
sopravvive soltanto in 70 famiglie nei comuni di Taurisano e
Ugento (Lecce).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Troise, Troisi e Troisio secondo G. Caracausi, II, 1658
verrebbero dal nome di provenienza normanna
Turgisius.
Secondo G. Rohlfs, Dizionario storico dei cognomi in Lucania
1985, Troìsi, cognome lucano ma anche calabrese, siciliano e nel
Salento, con particolare frequenza a Napoli, significherebbe
invece 'gente di Troia'
(cfr.) |
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TROLESE
TROLESI |
Trolese è
tipico delle province di Padova e Venezia, Trolesi,
assolutamente rarissimo, dovrebbe essere dovuto ad un errore di
trascrizione del primo, sulla sua origine si possono solo
formulare ipotesi azzardate, quale ad esempio quella che
derivino dall'etnico Tirolese. |
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TROMBA
TROMBETTA
TROMBETTI
TROMBIN
TROMBINI
TROMBINO |
Tromba ha
un piccolo ceppo nel veronese, uno nel triestino ed uno nel
campobassano a Toro e Campobasso, Trombetta è panitaliano anche
se è più diffuso al centrosud ed in Sicilia, Trombetti ha un
ceppo nel bolognese, uno nel romano ed uno tra casertano e
napoletano, Trombin ha un ceppo veneto nel rovigoto ad Adria e
Porto Tolle in particolare, un ceppo a Novara, Alessandria e
Casale Monferrato ed uno a Latina, probabile conseguenza del
trasferimento di contadini veneti all'epoca della bonifica
pontina durante il periodo fascista, Trombini ha un nucleo
emiliano nel ferrarese, rovigoto e ravennate con ceppi anche nel
bresciano, cremonese e mantovano, Trombino ha un ceppo nel
cosentino ed uno in Sicilia, derivano da soprannomi originati
probabilmente dal mestiere di banditore cittadino, che era
solito annunciarsi con un suono di tromba, ma è pure possibile
che il soprannome invece intendesse canzonare il capostipite a
causa di un suo difetto fisico o comportamentale, personaggio di
rilievo è stato Cesare Trombini (1835 - 1898) celebre violinista
e direttore d'orchestra. |
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TROMBADORE
TROMBADORI
TROMBATORE |
Trombadore e Trombatore, assolutamente rarissimi, sono specifici
dell'estremo sud della Sicilia, ragusano e siracusano,
Trombadori è quasi scomparso, dovrebbe derivare da un soprannome
originato dal vocabolo con il significato di suonatore di
tromba, probabilmente sinonimo del mestiere di banditore
cittadino. |
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TROMBY
|
Assolutamente rarissimo, probabilmente di origini calabresi,
traccia di questo cognome si ha nella seconda metà del 1700 con
il frate certosino calabrese Dom Benedetto Tromby, troviamo dal
1831 al 1833 Domenico Tromby Podestà di Monterosso Calabro (VV). |
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TRONCATI
TRONCATO
TRONCATTI |
Troncati, quasi unico, sembrerebbe lombardo, Troncatti è
specifico del bresciano, di Ono San Pietro e Corteno Golgi,
Troncato, assolutamente rarissimo, dovrebbe essere napoletano,
potrebbero derivare da soprannomi basati sul termine latino
truncatus
o troncatus
(tronco, mozzato),
forse originati da menomazioni subite dai capostipiti. |
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TRONCHIN
TRONCON |
Troncon è molto raro, Tronchin è più diffuso, sono specifici del
trevigiano.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Alla base del cognome Troncon vi è il soprannome
Troncone
dato a persone fisicamente robuste, fusti, con "tronco,
fusto eretto". |
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TRONCI
TRONCIA |
Tronci ha un ceppo sardo, soprattutto al sud, un ceppo nel
pistoiese, uno a Roma ed uno nel Salento, Troncia è tipicamente
sardo, di Cabras, Masullas e Villa Verde nell'oristanese e di
Pabillonis nel Medio Campidano, potrebbero derivare da
soprannomi legati a vocaboli dialettali come
troncio (tronco)
o al sardo tronciu
(torsolo),
probabilmente legati o a caratteristiche del luogo di abitazione
o fisiche del capostipite.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
TRONCI; TRONCIA: u' trònciu de
pani =
un tozzo di pane.
Qui da noi, in Campidano, si dice anche u' strònciu. Dallo
spagnolo "trozo"
= pezzo, tozzo.
Troncho
in spagnolo significa propriamente
gambo, stelo:
de las hortalizas (degli ortaggi); che deriva chiaramente dal
latino truncus.
Ma in alcuni paesi dell'America latina "troncha"
, in altri "troncho",
prendono il significato di
tozzo, pezzo. Nelle carte della
Sardegna medioevale troviamo la voce come cognome,
sufficientemente diffuso. Tra i firmatari della Pace di
Eleonora, LPDE del 1388, figurano: Tronce Antiocho, ville
Selluri, ** Selluri - Sedduri - Seddori: odierno Sanluri. Et ego
Capula Marcus .sindicus, actor et procurator ville Selluri.seu a
Petro De Castay, locuntenente capitanei et Margiano Costa,
locuntenente potestatis terre Selluri et omnibus habitatoribus
dicte terre, congregatis. X die januarii 1388; Tronce Deusdadu,
jurato ville Baradili, * Baradili.odierno Baradili. Contrate
Marmille; Tronce Giuddu, jurato ville Gestori, * Gèstori.odierno
Gesturi. Contrate Marmille; Tronce Joanne, ville Mahara, **
Contrate Marmille.et ego Ferrali Agustinus, sindicus etc. etc.
Contrate Marmille.seu a Nicolao Longhu, castellano Contrate
Marmille.habitatoribus, congregatis in dicta villa Mahara
Barbaraquesa (Villamar) ante ecclesiam Sancti Saturnini (nisi
pastores bestiarum) .in posse Virde Andrea, civitate Sasseri,
Virde Joannis filii.die XII januarii 1388; Tronce Joanne, ville
Selluri; Tronce Joanne, ville Selluri; Tronce Joanne, ville
Selluri; Tronce Joannes - de Aristanni, *** Aristanni: elenco
dei nomi dei firmatari della PETIZIONE. Omnes cives mercatores
et habitatores dicte civitatis.nisi pastores bestiaminum et
quorum dificulter demorari non poterant.congregati. Porta la
data : die XIIII mensis Januarii M°. CCC°. LXXXVIII° et etc ;
Tronce Petro, ville Selluri; Tronce Salvatore, jurato ville
Gononò, * Gononò.Gonnosnò; Gonnunou. Partis de Montibus; Tronchi
Anthiocus - de Aristanni ; Tronci Gunnario, ville Oruinas, *
Oruinas...odierno Ruinas (Contrate Laconi - Partis Alença);
Tronci Jacobo, jurato ville Curchuris, * Curchuris.Curcuris:
Partis de Montibus; Tronci Murronus - de Aristanni; Tronci
Salvat Te Deo, ville Iscopediu; * Iscopediu.odierno Escovedu.
Partis de Montibus. Attualmente il cognome Tronci è presente in
284 Comuni italiani, di cui 85 in Sardegna: Cagliari 143, Sinnai
47, Sanluri 47, Baunei 42, etc. Nella penisola Roma ne conta 63,
Pistoia 46, Lecce 27, Milano 20, Torino17, etc. Il cognome
Troncia è presente in 57 Comuni italiani, di cui 22 in Sardegna:
Cabras 36, Pabillonis 17, Masullas 14, etc. |
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TRONCONI |
Dovrebbe
avere due nuclei, uno nel sudmilanese e pavese ed uno nel
ravennate e fiorentino. |
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TRONU
|
Tronu è specifico di Cagliari, dovrebbe derivare da un
soprannome originato dalla voce sarda
tronu (tuono),
forse ad indicare che il capostipite avesse una voce
particolarmente potente. |
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TRONZA
|
Tronza,
quasi unico, sembrerebbe tipicamente sardo, dovrebbe derivare
dal nome della località Tronza nell'area del comune di Milis
nell'oristanese. |
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TROPEA
|
Tipico
della Calabria e dell'area catanese della Sicilia deriva dal
toponimo Tropea (VV). |
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TROPEO
TROPI
TROPIA
TRUPIA |
Tropeo sembrerebbe pugliese, del barese, Tropi, quasi unico, è
siciliano, Tropia è specifico di Canicattì nell'agrigentino,
Trupia è ben presente in Sicilia, nell'agrigentino in
particolare, ad Agrigento, Favara, Canicattì, Palma di
Montechiaro e Porto Empedocle, di Palermo, di San Michele di
Ganzaria nel catanese, e di San Cataldo e Caltanissetta nel
nisseno, dovrebbero tutti derivare da nomi o soprannomi
originati dal termine greco τρόπαιον tropaion (trofeo). |
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TROPEPI |
Tropepi, quasi unico, è specifico del reggino, dovrebbe derivare
da un soprannome grecanico basato sul termine greco antico
tropè
(fuga, cambiamento, perforazione). |
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TROPINI |
Tropini è tipico del cuneese, di Bra, Savigliano e Tarantasca.
ipotesi fornita da
Riccardo Tropini
deriva da tros pins
(tre pini
in piemontese arcaico) il ceppo originario è di Sambuco piccolo
villaggio piemontese sulla statale che porta al colle della
Maddalena. |
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TROSINI |
Trosini,
assolutamente rarissimo, parrebbe del teramano, di Arsita e
Basciano, potrebbe derivare dal toponimo Castel Trosino nel
vicino Piceno. |
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TROSINO |
Trosino è assolutamente rarissimo, parrebbe del beneventano,
potrebbe trattarsi di una forma aferetica del cognome Petrosino.
ipotesi fornita da
Alessandro Trosino
Il cognome Trosino è di origini campane ed è probabilmente il
troncamento del cognome Petrosino. |
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TROTTA
TROTTI
TROTTO |
Trotta è panitaliano, molto diffuso soprattutto al sud
peninsulare, Trotti, molto più raro, ha vari ceppi in Lombardia,
in particolare nel varesotto, milanese e bresciano, nel vicino
veronese, nel ternano, nel romano, nel napoletano e nel barese,
Trotto, anch'esso raro, ha ceppi nel vicentino, nel romano e nel
frusinate, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Trottus,
Trotta,
troviamo nel 1100 a Salerno un medico chiamato appunto Trotta,
che sembra sia stata il primo medico donna della storia, questo
nome ha origine dal nome germanico
Druht o
dal suo alterato Trutten,
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nel 1300 con il
piacentino Albertus Trottus , dottore in legge e professore a
Ferrara, nel 1500, come leggiamo in una lapide nel Vescovado di
Alessandria: "Guarneris Trottus decimus quartus episcopus, vir
omni politicarum et christianorum virtutum absolutissimus verus
patriae, pauperum, pupillorum, ac viduarum pater: creatus fuit
anno MDLXXII".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Trotta è cognome frequentissimo in tutta l'Italia e specialmente
al sud. Secondo P. Minervini (Diz. cogn. pugliesi, 492) è la
cognominizzazione del soprannome 'Trotta',
deverbale di 'trottare',
dato a chi 'era portato ad agire in fretta'. Secondo G. Rohlfs
(Diz. cogn. calabresi, 266) deriva invece dal termine calabrese
'trotta'
= trota. |
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TROVA
TROVATELLI
TROVATELLO
TROVATI
TROVATO |
Trovatelli, molto raro, è toscano, del pisano soprattutto,
Trovatello è tipico di Taranto, con ceppi anche a Misilmeri
(PA), Catania e Santo Stefano di Camastra (ME), Trovati è tipico
del centronord, di Perugia e Magione (PG), di MIlano e del
cremonese, Trovato è tipico della Sicilia orientale, Trova,
molto molto raro, sembrerebbe sardo, dovrebbero essere cognomi
dati da comunità religiose a bambini abbandonati o appunto
trovati pensare ad esempio al termine italiano
trovatelli
usato appunto per definire lo stato di bambini abbandonati. |
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TROVARELLI
TROVARELLO |
Molto
rari, è specifico degli Abruzzi, pescarese, e chietino in
particolare, il primo, specifico del chietino il secondo,
dovrebbero essere cognomi dati da comunità religiose a bambini
abbandonati, ma nel tardo medioevo lo troviamo anche come nome,
il capitano di ventura Trovarello di Paolo di San Ginesio (1416
- 1449), che combattè al seguito di Braccio di Montone, ne è una
dimostrazione. |
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TROVESI |
Tipicamente lombardo Trovesi dovrebbe derivare dal toponimo
Trovo nel pavese, indicandolo come probabile luogo di
provenienza del capostipite. |
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TRUBIANI
TRUBIANO |
Trubiani ha un piccolo ceppo a Torre de' Passeri nel pescarese,
Trubiano ha un piccolo ceppo nel pescarese, in particolare a
Castiglione a Casauria e Pescara, ed uno a Sambuca di Sicilia
nell'agrigentino, dovrebbe derivare da antichi nomi di località
individuabili coma titolo di esempio un
ager trubianus,
cioè come possedimenti terrieri di un
Trubius,
cognomen romanodi cui abbiamo conoscenza fin dal primo secolo d.
C.. |
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TRUCCA
TRUCCHI
TRUCCO |
Trucca,
molto molto raro, parrebbe della zona tra ternano e viterbese,
Trucchi è tipico di Ventimiglia (IM), Trucco è molto diffuso tra
torinese e cuneese ed in Liguria, potrebbero derivare da
toponimi come Trucchi (CN), Trucco di Ventimiglia (IM) o Trucco
(TO), ma è pure possibile una derivazione da soprannomi. |
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TRUDDA
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Trudda, assolutamente rarissimo, è tipico della Gallura e del
confinante nuorese, dovrebbe derivare da un soprannome basato
sul termine sardo logodurese
trudda (mestolo).
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
TRUDDA: trudda, turudda
(vedi il cognome Turudda),
tirudda, trulla, tulla, turla, turra
(in campidanese) era anticamente un
cucchiaione di legno
= il
mestolo, che oggi è
generalmente di metallo. Non bisogna confondere
sa turudda o turra o trudda
= mestolo
(per la forma), con "su cragallu", anch'esso grosso cucchiaio di
legno, a forma proprio di cucchiaio. Ti donu una struddàda a
conca = ti do una mestolata in testa. Ninu truddòni = Nino
mestolone = Nino grassone, perché amico del mestolo! Dal latino
trulla
= cucchiaione.
Ma in lingua sarda trulla
è anche voce (greco latina) col significato di
vaso, misura, volta, cupola.
Trullas inoltre è il nome di un antico villaggio scomparso, nel
cui territorio era il monastero benedettino (camaldolese) di San
Nicola di Trullas(come dall'omonimo Condaghe: CSNT, XI°, XIII°
secolo). Il villaggio fu abbandonato verso il 1350, in seguito
ad un lungo periodo di carestia e a causa della guerra tra il
regno d'Arborea e il regno catalano aragonese di Sardegna. Non
abbiamo trovato il cognome Trudda nelle carte antiche, dove
invece è presente Trulla e Trullas, come toponimo e nome di
villaggio. Attualmente il cognome Trudda è presente in soli 8
Comuni italiani, di cui 7 in Sardegna: San Teodoro 9, Budoni 8,
Loiri Porto San Paolo 5, Olbia 3, etc. |
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TRUDDAIU |
Truddaiu è tipicamente sardo, di Sassari, Martis e Chiaramonti
nel sassarese e di Olbia, dovrebbe derivare da un soprannome
originato dal termine sardo
truddaiu (venditore,
produttore di mestole),
probabile occupazione del capostipite, ma potrebbe anche
derivare da truddai
(sconvolgere, oltre che
mescolare) e, in questo caso,
il soprannome potrebbe indicare una caratteristica
comportamentale sempre del capostipite. |
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TRUDU
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Tipico del cagliaritano, di Cagliari, Assemini, Monserrato e
Nuragus in particolare, dovrebbe derivare da un soprannome
originato dal vocabolo sardo
trudu (tordo).
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
TRUDU: turdu, trudu
= tordo;
dal latino turdus.
Truduînu
(da trudu suerinu)
= tordella.
Troviamo il cognome nelle carte medioevali della Sardegna. Tra i
firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, figura: Turdu
Joanne, jurato(collaboratore del maiore - guardia giurata) ville
de Dure, * Dure.distrutto - salto di Bitti ( Contrate Montis
Acuti - Ozieri). Attualmente il cognome Trudu è presente in 128
Comuni italiani, di cui 66 in Sardegna (per lo più nell'area
cagliaritana): Cagliari 132, Nuragus 91, Monserrato 75, Assemini
75, etc. Nella penisola Milano ne conta 29, Roma 22, Torino 13,
etc.Nuraminis 25, Cagliari 16, Sestu 3, etc. |
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TRUFFA
TRUFFI
TRUFFO |
Truffa ha ceppi piemontesi ed uno, molto piccolo nell'urbinate,
assolutamente rarissimi, Truffi e Truffo, che dovrebbe essere
torinese, dovrebbero derivare da un soprannome basato sul
termine medioevale francese
trufe,
trufle (ingannatore,
beffardo), probabilmente a
sottolineare un particolare modo di fare del capostipite, ma non
si può escludere che possano anche derivare
dall'italianizzazione del cognome francese
Truffaut,
con la medesima origine etimologica. In un atto notarile del
128, nelle cinque terre in Liguria, troviamo un Vivaldo de
Truffo da Corniglia, i cui figli vendono a tal Guglielma, vedova
di Ventura, loro fratello, terre in Corniglia nel luogo detto
Gauzonam e ad Colegnam. In un atto notarile steso nel 1264 a
Poschiavo in Svizzera leggiamo: "...Milleximo ducenteximo
sexageximoquarto die martis ultimo exeunte septembre indictione
octava. Contentus et confessus fuit omni occaxione remota ser
Vivianus filius condam domini Petri Baçi de Bellaxio missus et
nonçius Iohannis filii condam Guiffredi Truffi ut dixit ibi se
recepisse et habuisse a nomine dicti Iohannis ab Pagano filio
Boni Manuisse de Pussclavio starios decem domege et imperiales
XXIIII in denariis, nominative pro ficto istius anni proximi
preteriti et curssuri usque ad sanctum Martinum proximum
venientem de illis terris quas tenet a predicto Iohanni in loco
de Pussclavio.". |
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TRUFFOLO
TRUFOLO |
Truffolo è praticamente unico, ed è forse dovuto ad un'errata
trascrizione di Trufolo, che ha un piccolo ceppo a Novara, uno
molto piccolo nell'Abruzzo settentrionale, ed uno a Gela nel
nisseno, e che dovrebbe derivare dal termine dialettale
trufola
(tartufo),
originato dal termine provenzale
trufa, o
dal termine tedesco trüffel
entrambi con il significato di
tartufo, probabilmente ad
indicare nei capostipiti dei raccoglitori di tartufi. |
|
TRUGLI
TRUGLIO |
Trugli è specifico di Palombara Sabina nel romano, Truglia ha
ceppi nel Lazio a Roma, Frosinone e Blera nel viterbese, un
ceppo a Paduli nel beneventano ed uno nel catanzarese a
Palermiti, Catanzaro, Vallefiorita e Botricello, Truglio è
siciliano con ceppi a Galati Mamertino e Montalbano Elicona nel
messinese, a Santa Ninfa e Mazara del Vallo nel trapanese, a
Paternò e Catania stessa nel catanese, presenta anche ceppi
probabilmente secondari a Fondi nel latinense ed a Napoli,
dovrebbero derivare da soprannomi originati dalla voce
dialettale meridionale trugghio
o
trugghiu (
panciuto, gonfio),
in alcuni casi possono derivare da toponimi come Truglio di
Capri (NA), o da nomi di località come Santo Stefano del Truglio
(RM). Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Mazara
del Vallo (TP) fin dal 1500 con il notaio Orlando lo Truglio ivi
operante nella prima metà del secolo. |
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TRULLU
|
Trullu, decisamente sardo, è specifico della provincia di
Carbonia, di Sant'Antioco e Perdaxius, dovrebbe derivare da un
soprannome originato dal termine sardo
trullu (torbido),
difficile immaginare la causa di un soprannome simile. |
|
TRUNGADI |
Trungadi, molto molto raro, sembrerebbe specifico del reggino,
dovrebbe derivare da un soprannome grecanico derivato dal verbo
greco τρυγάω trugaô con il significato di
maturo,
ma anche rinsecchito,
che potrebbe essere stata una caratteristica fisica del
capostipite.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Trungadi è cognome calabrese. Sono i discendenti della famiglia
Tronga presente a Catanzaro fin dal secolo XVIII. Rohlfs 266. |
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TRUPIANO |
Molto
raro, dovrebbe essere originario del palermitano, dovrebbe
derivare da un nome di località, ma è pure possibile che derivi
dal vocabolo dialettale trupianu (vino trebbiano). |
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TRUSGNACH |
Trusgnach è tipico dell'udinese, di Cividale del Friuli,
Grimacco, Drenchia e San Pietro al Natisone, dovrebbe derivare
dall'etnico del toponimo Trusgne frazione di Drenchia (UD) (trusniaco). |
|
TRUSSI
TRUZZI |
Trussi ha ceppi a Venegono Inferiore nel varesotto, Milano e
Voghera nel pavese, Truzzi è dell'area lombardo, emiliana, del
mantovano in particolare e del vicino reggiano e modenese,
dovrebbero derivare dal nome medioevale
Trussus,
Trussonis,
di cui abbiamo vari esempi nel
Codice Diplomatico della Lombardia medioevale,
ad esempio in un Ordinamentum,
laudamentum et decretum parium curiae episcopalis
dell'anno 1178 a Lodi: "...Albertus de Gavazo iudex, ex parte
episcopi, ex parte vero suprascriptorum germanorum Albertus de
Trexeno capitaneus et Trussus de Boldonis iudex..." o anche in
una Carta venditionis et finis
et dati de feudo del 1183 a
Cologno : "...a monte Amiçonis Colzavaca et Anselmi Richi,
pertice sex et tabule due et est feudum; campus dicitur in
Gradasca, a mane Trussi Lantelmi, a meridie accessium, a sero
heredis Beaque...", o anche dalla versione più tarda
Trutius,
di cui abbiamo vari esempi nel 1500.. |
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TRUSSO
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Specifico di Tortorici (ME), dovrebbe derivare da un soprannome
originato dal vocabolo dialettale
trussu
(torsolo) legato forse a caratteristiche fisiche del
capostipite.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Trusso è cognome siciliano. Secondo Rohlfs 189 dal dialetto 'trussu'
= torso
di cavolo o di frutto. Per Caracausi II 1661 dal francese
Trousse
= borsa,
nome di mestiere. |
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TUA
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Tua
è piemontese, di Occhieppo Superiore nel biellese e di Torino e
Montanaro nel torinese, dovrebbe trattarsi di una forma
dialettale alterata del nome francese
Tual, a
sua volta derivato dal nome franco
Tugdual
originatosi dall'unione dei termini franchi
tud (popolo)
ed uual
(valore). |
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TUCCERI |
Assolutamente rarissimo, sembrerebbe specifico abruzzese, della
zona tra Cerchio (AQ) ed Avezzano (AQ), potrebbe derivare dal
nome medioevale Tuccio. (vedi Tuccio) |
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TUCCI
TUCCIO |
Tucci è
molto diffuso in tutta l'Italia peninsulare, Tuccio è abbastanza
raro, sembrerebbe di origine sicula, dovrebbero derivare dal
nome medioevale Tuccio, di cui si trovano varie tracce, ad
esempio nel grossetano, a Montieri, nel 1300 c'è un Ser Tuccio
in qualità di vicario vescovile, a Firenze sempre nel 1300
troviamo un fra Giovanni di Tuccio degl'Infangati, potrebbe
anche derivare in molti casi dall'aferesi di vezzeggiativi di
nomi come Alberto, Roberto, Santo o Vito, un esempio di queste
cognominizzazioni lo troviamo nella seconda metà del 1500 a
Narni (TR), dove si trova un magistrato: "...Illustri et
excellenti domino Eugenio Tuccio...". |
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TUCCILLO |
Tuccillo è tipicamente campano del napoletano, di Afragola,
Napoli, Casoria, San Gennaro Vesuviano, Nola, Acerra, Casalnuovo
di Napoli, Cardito, Ottaviano, Casavatore, Ischia e Palma
Campania, con buone presenze anche nel latinense a Spigno
Saturnia, Cisterna di Latina e Latina, ed a Roma, dovrebbe
trattarsi di una forma ipocoristica dialettale campana del nome
medioevale Tuccio
(vedi TUCCI ed anche TUCI). |
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TUCCONE
TUCCONI |
Tuccone,
assolutamente rarissimo, è specifico della Gallura, di Budoni in
particolare, Tucconi è tipicamente sardo, con un ceppo in
Gallura ad Olbia e Padru, ed uno a Torpè nel nuorese, potrebbero
derivare da soprannomi dialettali forse tendenti ad indicare che
i capostipiti commerciassero in zucchero. |
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TUCI
|
Tuci è tipicamente toscano di Pistoia in particolare e di
Quarrata, Pieve a Nievole, Monsummano Terme e Serravalle
Pistoiese nel pistoiese, di Prato, di Castagneto Carducci e
Livorno nel livornese e di Firenze, dovrebbe derivare dal nome
Tucius,
Tucia,
di cui abbiamo un esempio in Tertulliano: "..Nota haec sunt
omnia ex historicis et commentatoribus, de nuntiis victoriae
Macedonicae, virginibus Vestalibus, Tucia et Claudia, et Domitio
Aenobarbo, quem respiciens Martialis scribit ..", o dal nome
della Gens Tucia,
dobbiamo inoltre considerare che l'Etruria in epoca romana era
chiamata anche Tucia:
"..Tercia dicta fuit Berta ex Tucia oriunda..".
integrazioni fornite da
Andrea Manni
Il cognome Tuci è presente solo in Toscana, tipico del
pistoiese, del pratese, del fiorentino e del livornese. Potrebbe
derivare dal nome medievale
Tucio,
Tucius-Tucii
in latino. Il nome Tucio si può anche ritenere variante grafica
di Tuccio
(Tuccius),
che può essere aferesi di vezzeggiativi come
Albertuccio, Robertuccio, Donatuccio.
Il nome personale Tucio è menzionato in merito a un Tucio di
Simone nei "Documenti per la storia dell'arte senese" di Gaetano
Milanesi (Pubblicato da O. Porri, Siena 1854, Vol. II, p. 30)
che riporta un estratto dell'Archivio delle Riformagioni datato
7 febbraio 1407 (Archivio delle Riformagioni di Siena, Libro
d'Entrata e Uscita del Camarlingo). Da notare come nello stesso
documento il nome venga riportato in entrambe le versioni, Tucio
e Tuccio: « Maiestro Tadeio di Bartalo, dipentore die avere a dì
vij di Feraio 1407 fior: vinti sanesi per la dipentura di san
Christofano, e quelo che più dichiarrà Bartolommeo di Giovanni
Ciechi e Tucio di Simone, in chui fu chomeso, quando sarà trato
a fine la detta fighura. E la detta fighura la de' mettare a oro
fino e azuro oltramarino. -- A dì xj d'Aprile lodaro Tuccio di
Simone e Bartalomeo di Giovanni Ciechi, che maestro Taddeo
avesse per l'oro e per l'azurro, fior: tredici sanesi. ». |
|
TUFANISCO |
Tufanisco è assolutamente rarissimo, sembra essere tipico di
Genzano di Lucania (PZ), tracce di questo cognome a Genzano le
troviamo già nel 1800 con medici e consiglieri.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Tufanisco è cognome lucano presente a Potenza: appartiene alla
famiglia Tufano che deriva dal toponimo omonimo nel Lazio e
nelle Marche. G. Rohlfs, Dizionario storico dei cognomi in
Lucania 1985. |
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TUFAROLI
TUFAROLO |
Tufaroli
è quasi unico, Tufarolo sempre molto raro parrebbe originario
del viterbese e della zona di Tarquinia in particolare,
un'ipotesi fa derivare questi cognomi dal mestiere di estrattore
di mattoni o blocchi di tufo dalle cave presenti appunto
nell'area di Tarquinia, secondo altri deriverebbero invece dal
toponimo Tufara (CB). |
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TUFARULO |
Tufarulo,
assolutamente rarissimo, sembrerebbe originario dell'area
pugliese, lucana, potrebbe trattarsi di una forma etnica
dialettale per un capostipite proveniente dal paese molisano di
Tufara. (vedi anche TUFAROLI) |
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TUFI
TUFO |
Tufi è
specificatamente laziale, Tufo ha ceppi nell'aquilano, in
provincia di Latina, nel napoletano ed avellinese, nel foggiano
e nel cosentino, dovrebbero derivare dai vari toponimi come Tufo
di Minturno (LT), Tufo (AV) e Tufo Alto o Basso (AQ). |
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TUIS
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Tuis è un tipico cognome veneto, di San Donà di Piave e San
Stino di Livenza nel veneziano ai confini con il trevigiano,
dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine
dialettale veneto arcaico tuio
(stanco morto, senza forze),
probabilmente un soprannome scherzoso attribuito al capostipite. |
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TULIO
TULLIO |
Tulio è estremamente raro, si tratta di una forma dialettale del
cognome Tullio, che è tipico del Lazio, in particolare del
frusinate, derivano dal nomen latino
Tullius,
ricordiamo la Gens Sabina Tullia
e con questo nome il leggendario terzo re di Roma
Tullius Hostillius. |
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TULLI
TULLO |
Tulli è
tipico della fascia centrale che comprende le Marche
centromeridionali, l'Umbria, il Lazio e l'Abruzzo
settentrionale, Tullo sembra avere due ceppi, nel barese e nel
molisano, dovrebbero tutti derivare dal cognomen latino Tullus;
ricordiamo il famoso Re di Roma Tullus Hostilius. |
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TUMA
TUMA' |
Sia
Tuma che Tumà sono specifici del leccese, assolutamente
rarissimo il primo, quasi unico il secondo, dovrebbero derivare
dalla contrazione del termine grecanico
tùreuma (cacio
fresco) che avrebbe la stessa
radice del termine piemontese
toma con il medesimo
significato, indicando forse così che il capostipite facesse di
mestiere il produttore di cacio o il pastore. |
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TUMEDEI
TUMIDEI |
Entrambi tipici del forlivese, Tumedei è tipico di Forlì, Cesena
e Forlimpopoli, Tumidei, il più diffuso a Forlì, e tipico anche
di Predappio e di Ravenna, dovrebbero essere derivati da
alterazioni arcaiche del nome greco
Timotheos
formato dalla fusione dei termini greci
timan (che
onora, che reca gloria) e
theos
(Dio),
con il significato di colui che
reca gloria a Dio. |
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TUMELLO |
Assolutamente rarissimo, forse di origini siciliane, dovrebbe
derivare dalla contrazione del nome Tumasello. |
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TUMIATI |
Cognome tipico di Ferrara e dintorni.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Cognome tipicamente romagnolo, con maggiori presenze nel
ferrarese, Tumiati deriva probabilmente dal nome Tomeo, che a
sua volta deriva dal nome Tommaso o Bartolomeo (anche nella sua
variante Tolomeo). |
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TUMINELLI
TUMINELLO
TUMMINELLI
TUMMINELLO
TUMMINIA
TUMMINO |
Sia
Tuminelli che Tuminello sono rarissimi, Tuminello sembrerebbe
originario del ragusano, Tumminelli sempre siciliano è del
nisseno, Tumminello è tipico della Sicilia occidentale, del
Palermitano in particolar modo, Tumminia è decisamente
palermitano, Tummino è specifico del ragusano e dell'ennese,
tutti questi cognomi potrebbero derivare da ipocoristici
dialettali di modificazioni e contrazioni dell'aferesi del nome
Bartolomeo, ma, molto più probabilmente dovrebbero derivare
invece dal termine greco treis
menaios (tre
mesi), all'epoca della Magna
Grecia veniva coltivato il
trimenaios,
grano a ciclo trimestrale,
seminato a marzo, che veniva chiamato in dialetto
timminia,
trimminia
e tumminia,
una delle principali località di coltivazione di questo grano
erano i campi Leontinoi, una delle prime colonie greche della
Sicilia, cioè la siracusana Lentini.
su suggerimento di
Emanuele Tumminia |
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TUMMOLO |
Tipico della zona di confine tra potentino e foggiano.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Originario del potentino, dovrebbe derivare dal vocabolo
dialettale tummolo
(tomolo), che indica un'antica unità di misura agraria adoperata
in molte aree del meridione. Molto probabilmente si tratta della
cognominizzazione di un soprannome attribuito a una o più
famiglie alle quali fu assegnato un tomolo di terreno da
coltivare. |
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TUNDIS
TUNDISI |
Tundis è specifico di Cetraro nel cosentino, Tundisi, quasi
unico, è anch'esso del cosentino, potrebbero derivare dal
termine latino tundus
(rotondo),
ad indicare forse nel capostipite una certa obesità, ma è pure
possibile possa trattarsi di alterazioni di una forma aferetica
di nomi come il latino Metunus,
il turco Eflatun,
lo spagnolo Fortun,
o Urtun,
o da alterazioni dei nomi turchi
Tunay o
Tunç.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Cognome calabrese che, come denuncia chiaramente la desinenza
-isi,
significa "gente della famiglia
Tundo". |
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TUNESI
|
Tunesi è
tipicamente lombardo del milanese, di Arluno, Santo Stefano
Ticino, Vittuone, Corbetta, Milano, Ossona, Canegrate, Magenta,
Parabiago, Cornaredo, Busto Garolfo, Settimo Milanese e
Boffalora Sopra Ticino, ed uno a Domaso nel comasco, questo
cognome dovrebbe riferirsi ad una forma etnica riferita a
capostipiti che probabilmente provenissero dall città svizzera
di Thun. |
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TUNIZ
|
Molto
raro è tipico dell'udinese, deriva da una forma dialettale
dell'aferesi del nome Antonio. |
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TUON
|
Tuon, molto molto raro, è specifico della provincia di Treviso,
di Breda di Piave e San Biagio di Callalta in particolare,
potrebbe derivare da un antico soprannome dialettale basato sul
termine tuon
o tuun
termine onomatopeico riferito al rumore di uno sparo
d'archibugio, forse legato ad esperienze militari del
capostipite o al suo mestiere di cacciatore, improbabile
l'ipotesi che possa trattarsi di una forma dialettale aferetica
tronca del nome Antonio. |
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TUOTI
TUOTO |
Tuoti è praticamente inesistente in Italia, Tuoto sembra
specifico della zona di Fagnano Castello e Verbicaro nel
cosentino, potrebbero derivare dal nome medioevale Tuoto di cui
abbiamo un esempio in questo scritto del 901 tratto dal
C O D E X CHRONOLOGICO DIPLOMATICUS
EPISCOPATUS RATISBONENSIS:
"...Hujus traditionis testes per aures tracti: Sarhilo comes,
Theomar, Tagini, Anno, Uualtheri, Timo, Papo, Rodperht,
Engilmar, Egilolf, Tuoto, Orendil, Isanrih, Wirunt, Leoparto,
Huichram, Ugo, Udalrih, Heinpreht, Gotedieo, Reginpreht,...", ma
molto più probabilmente dovrebbero derivare da soprannomi
originati da contrazioni del nome Salvatore.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Tuoto, molto raro, è un cognome tipico del cosentino, mentre
Tuoti, ormai scomparso in Italia, sopravvive ancora all'estero
(negli USA è presente, a bassissima frequenza, in California,
Arizona, Florida, New York, Connecticut, Rhode Island e New
Hampshire). Per quanto riguarda il loro significato, a mio
parere sia Tuoti che Tuoto potrebbero essere varianti dialettali
del nome Toto, a sua volta derivato da nomi quali Salvatore,
Benedetto, etc.: il dittongo 'uo' al posto di 'o', infatti, è
tipico dei dialetti campani e, vista la relativa vicinanza del
cosentino alla Campania, mi sembra abastanza probabile
l'adattamento del nome Toto in Tuoto. |
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TUOZZI
TUOZZO |
Tuozzi è
assolutamente rarissimo, Tuozzo, molto molto raro, è tipico del
basso salernitano della zona di Buccino e Sala Consilina,
potrebbero derivare da soprannomi originati da contrazioni di
nomi come Benedetto. |
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TUPPONI |
Tupponi è tipico del nuorese, di Nuoro e di Oliena, dovrebbe
derivare da un soprannome originato dal vocabolo sardo
tupponi
(tappo),
che potrebbe essere legato sia alla lavorazione del sughero per
la produzione di turaccioli , sia a caratteristiche fisiche del
capostipite. |
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TUPPUTI |
Specifico di Barletta.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Tipico di Barletta (BA) ma presente anche nel centro nord del
paese, questo cognome deriva dal vocabolo dialettale
tupputo,
col significato di capellone, persona dai folti capelli:
l'origine del termine va ricercata nella voce dialettale
tuppe
(dall'antico francese toup),
che indica sia il ciuffo di capelli che le donne annodano dietro
il capo sia un generico ciuffo, anche maschile. Si tratta,
dunque, della cognominizzazione di un soprannome attribuito al
capostipite. |
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TURA
|
Sembrerebbe avere oltre al ceppo principale nel bolognese,
ferrarese e ravennate, anche un ceppo nel riminese e nel
vicentino, potrebbe derivare da un toponimo scomparso o da una
modificazione dell'aferesi del nome Salvatore. Tracce di questa
cognominizzazione le troviamo nel 1300 a Siena con il cronista
Agnolo di Tura e nel 1400 con l'insigne medico Bartolo di Tura,
nel 1400 a Ferrara con il pittore Cosme Tura (1430-1495) e nel
1500 a Solofra (AV) leggiamo: "...magnifici Joseph accolito
Petrone, Dominico di Tura, et Basilio Giliberti...".
integrazioni fornite da
Aldo Piglia, Milano
Tura dovrebbe derivare per aferesi da
Bonaventura,
nome molto in voga durante il Medio Evo, con un processo già
documentato per un altro pittore del Trecento, il senese Segna
di Bonaventura detto anche Segna di Tura (notizie 1298-1331)
(cfr. Enciclopedia dell'Arte - compact, Ed. De Agostini). |
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TURATELLO
TURATI
TURATO |
Turatello, molto raro, è padovano, Turati è tipico del comasco e
dovrebbe derivare dal toponimo Turate (CO), Turato dovrebbe
essere originario delle province di Padova e Vicenza, una
possibile origine comune di questi cognomi, potrebbe essere dal
vocabolo tardo latino turritus (munito di torri), ed essere
quindi accomunati da un'indicazione di località, cioè originari
di un posto con delle torri. (vedi anche Tura)
integrazionie fornite da
Alessandro Turato
l'origine del cognome Turato potrebbe derivare dall'aferesi del
vocabolo ventura o venturato, attribuito a soldati di ventura;
un'indagine eseguita nei documenti dell'archivio di Stato di
Padova riporta la presenza di questo cognome almeno dal 1418,
nell'Estimo di quell'anno vengono citati il signor Giacomo
Turato e Pasquale Turato di Pernumia, nel 1443 in un documento
viene riportato che il signor Bartolomeus Turatus pagava
regolarmente le tasse dovute alle autorità. Molto diffuso,
inoltre, il cognome nella zona di Arquà Petrarca (PD) con
documenti ritrovati fin dal 1500. |
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TURBA
|
Molto
raro, potrebbe essere dell'alto milanese e comasco, forse
originato dal cognome germanico Turba. |
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TURBIGLIO |
Turbiglio, assolutamente rarissimo è piemontese del cuneese e
dell'imperiese, dovrebbe derivare dal nome della località di
Turbiglio una frazione del comune di Roccabruna nel cuneese. |
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TURCATO |
Turcato è molto diffuso in tutto il Veneto, si dovrebbe trattare
di una forma patronimica dialettale in
-ato che
starebbe quindi ad indicare le famiglie dei figli di un
Turco
(vedi Turchi), nome acquisito forse dal padre del capostipite
proprio combattendo per la Serenissima contro i Turchi. |
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TURCHET
TURCHETTA
TURCHETTI
TURCHETTO |
Turchet è tipicamente friulano, del pordenonese in particolare,
di Porcia, Pordenone, Cordenons, Fontanafredda, Brugnera, Azzano
Decimo e Maniago, Turchetta è tipico laziale, di Roma e di
Pontecorvo (FR), Turchetti ha un ceppo nell'udinese, ed uno
nella fascia che dalla Romagna va alle Marche, all'Umbria ed al
Lazio, Turchetto è tipico veneto dell'area che comprende
padovano, trevigiano e provincia di Venezia, dovrebbero derivare
dal nome medioevale Turchettus,
una derivazione dell'etnico
turcus, ricordiamo che in epoca
medioevale non era difficile trovare una simile etnia tra gli
equipaggi o i comandanti della flotta mercantile e militare
della Serenissima, ma è pure possibile che in alcuni casi
derivino da nomi di località come Ara della Turchetta nel
reatino, traccia di queste cognominizzazioni la troviamo a
Padova nel 1400 con Antonius Turchettus docente di diritto
civile e canonico alla locale Università.
integrazioni fornite da Pietro Turchetti
la famiglia Turchetti risale al 1200 con Jacobus detto "il
turco" comandante di navi della Serenissima, è ascritta nel
patriziato di Padova, ebbe titoli di conte e principe di
Adorgnano, la famiglia intorno al 1500 si divide nei
rami:Piemonte,Toscana,Emilia,Marche.
Blasonatura :CrollalanzaDizionario Storico-Blasonico
delleFamiglie nobili e notabiliItaliane
integrazioni fornite da
Aldo Banti
Turchetti è una famiglia veneta le cui origini risalgono al 1200
con il turco
capitano di nave della Serenissima, intorno al 1300 risultano
iscritti alla Mastra Nobile di Padova come conti palatini e
conti di Adorgnano; la famiglia di antica nobiltà generosa
diede tra gli altri Franciscus (1371) ambasciatore, Antonius
famoso jureconsulto, Bernardino (1505) capitano di S.S.Paolo II
Barbo. La famiglia intorno al 1500 si divise in vari rami dei
quali il solo fiorente risulta essere quello marchigiano nobile
di Numana che diede Aldo Mario (1909) emerito professore di
Clinica Medica presso le università di Palermo e Roma Cavaliere
di Gran Croce della Repubblica e medaglia d'oro alla sanità ed
alla cultura. |
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TURCHI
TURCI
TURCO
TURCONE
TURCONI |
Turchi è diffuso in Emilia, Toscana, Marche, con un ceppo non
secondario nel chietino ed in provincia di Roma, Turci è
specifico dell'Emilia e Romagna con nuclei nel modenese e nel
forlivese, Turco è specifico del sud Italia, Turcone è
assolutamente rarissimo, Turconi è tipico delle province di
Varese, Como e Milano, derivano dal nome
Turcus
derivato dall'etnico turco, di cui abbiamo un esempio nel Codice
Diplomatico della Lombardia medievale sotto l'anno 1176 dove in
un atto leggiamo: "...Ego Turcus qui dicor de Lomatio, notarius
sacri palatii, hoc exemplum ab autentico exemplavi ..."ma stanno
anche a significare un'origine non cristiana, mussulmana o
saracena, può anche essere originato da caratteristiche
comportamentali del capostipite, traccia di questa
cognominizzazione la troviamo a Frattamaggiore (NA) in uno
scritto del 1708 si legge: "...Ad Orazio Turco d. venti e per
esso al Conte Nicola Malinconico e sono a compimento di d.
duecento per lo quadro fatto all'Intiempiatura della Venerabile
Chiesa dello Spirito Santo della terra di S. Antimo...".
integrazionie fornite da
Ezio Simini
La famiglia Turco è una nobilissima famiglia comitale di Verona,
assurta a grande importanza già dal 1400. Lo stemma è anche
riprodotto fra gli stemmi araldici nei loggiati dell'università
padovana del Bo, infatti un Turco vi studiò e vi si laureò |
|
TURCINO
TURCINOVICH |
Turcino è assolutamente rarissimo, e probabilmente deriva da
Turcinovich che lo è un pò meno, sono originari dell'Istria,
derivano dal termine tardo latino
turcinus
(originario della Turchia). |
|
TURDI
TURDO |
Turdi, praticamente unico, dovrebbe essere il risultato di
un'errata trascrizione di Turdo, che , abbastanza raro, ha un
ceppo lucano a Picerno e Potenza nel potentino, ed uno siculo,
nel palermitano a Cefalù, Palermo, Monreale, San Giuseppe Jato e
Partinico, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Turdus (tordo),
in epoca tardo latina, e successivamente in maggior misura,
fiorì l'uso di attribuire ai propri figli nomi di uccelli. |
|
TUREL
TURELLA
TURELLI
TURELLO |
Turel, quasi unico, è del goriziano e triestino, Turella ha un
ceppo nel basso trentino a Mori con diramazioni anche nel
veronese, ed uno laziale a Roma ed a paliano nel frusinate,
Turelli ha un ceppo nel basso bresciano ed uno tra pisano e
livornese, Turello ha un ceppo nell'udinese ed uno tra torinese
ed astigiano, potrebbero derivare dal nome medioevale
Turellus
un ipocoristico dell'aferesi del nome Ventura o del nome
Salvatore, di cui troviamo molte tracce in atti pisani
dell'inizio del 1300, ma è pure possibile che si tratti
dell'aferesi di cognomi come Venturelli. |
|
TURI
|
Turi è molto diffuso in tutta la Puglia, con un ceppo anche nel
napoletano, salernitano e potentino, potrebbe derivare in
qualche caso dal toponimo Turi nel barese, ma, molto più
probabilmente deriva da una variazione aferetica dialettale del
nome Salvatore. |
|
TURIBI
TURIBIO
TURRIBI
TURRIBIO |
Turibi e Turribi sono ormai quasi scomparsi, Turibio,
assolutamete rarissimo sembrerebbe siciliano, così come Turribio
che è però anch'esso quasi scomparso, dovrebbero derivare dal
nome medioevale di origine spagnola
Turibius
(vedi TORIBIO).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Turibio è cognome palermitano dal catalano e spagnolo
Toribio
che deriva dal greco 'thoribios'
= rumoroso.
Caracausi II 1666. |
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TURIELLO |
Molto raro probabilmente di origini campane, dovrebbe derivare
da modificazioni dialettali dell'aferesi del nome Salvatore.
ipotesi fornita da Fabio
Paolucci
Osservando la distribuzione geografica del cognome in Italia,
risulterebbero individuabili due ceppi principali: il primo nel
Meridione, soprattutto nella città di Napoli, il secondo in
Lombardia, con maggiore concentrazione a Milano. Si potrebbe
ipotizzare che il ceppo originario sia quello meridionale, data
la tipica inflessione dialettale Turiello può riflettere nella
sua forma base l'ipocoristico aferetico Tore o Turi (Tore in
napoletano, Turi in siciliano e calabrese) del nome Salvatore.
Salvatore, nome (e anche cognome) frequente nel Sud, continua il
nome latino di devozione cristiana "Salvator, Salvatoris", da
"Salvator", traduzione del greco Sòtè'r, salvator, epiteto (e
anche traduzione del nome ebraico Gesù) di Cristo, appunto, "il
salvatore".
Si possono tuttavia vagliare altre ipotesi sull'origine
etimologica del cognome Turiello: esso può derivare dagli
ipocoristici Toro e Torello dei nomi Ristoro (Ristorello) o
anche Vittorio o Vittore (Vittoriello e Vittorello). Un'altra
valida ipotesi potrebbe collegare il cognome Turiello
all'ipocoristico aferetico del nome Bonaventura o Ventura (da
cui Bonaventuriello o Venturiello). E' infatti Ventura un
cognome assolutamente panitaliano. L'ipotesi più plausibile
sembra fino a questo punto essere quella che fa derivare
Turiello dall'ipocoristico Turi di Salvatore: il cognome Turi è
diffuso in tutto il territorio nazionale, ma la sua
concentrazione più assoluta è in Puglia, nei territori del
Salento. E' forse in Italia Meridionale che andrebbe ricercata
l'origine del cognome Turiello, come variante del più diffuso
Turi (in Puglia anche come derivato del toponimo Turi -BA-).
Dal punto di vista araldico, non è stato individuato alcun ceppo
aristocratico dei Turiello e, di conseguenza, non è stato
individuato alcuno stemma nobiliare con relativo blasone. Ciò
non esclude però la possibilità che possa esistere uno stemma
Turiello: un ramo potrebbe avere infatti creato la propria
effige familiare, come spesso accadeva presso le famiglie
borghesi nel '700 e nell'800 (se così fosse, allora lo scudo
sarebbe rigorosamente senza corona). Ancora da non
sottovalutare è il possibile legame col nome medievale (poi
anche cognome) Santoro. |
|
TURIGLIATTO |
Turigliatto, molto raro, è tipico del canavese in Piemonte, di
Pratiglione e Forno Canavese, si dovrebbe trattare di una forma
patronimica in -atto,
dove il suffisso sta per figlio
di, riferito ad un capostipite
il cui padre si chiamasse forse
Ventura o
Bonaventura,
che per aferesi sono diventati
Tura, il cui ipocoristico
Turello
ha dato luogo all'identificativo Turigliatto. |
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TURIN
TURINA
TURINI
TURINO |
Turin è rarissimo, potrebbe avere un ceppo nel torinese ed uno
secondario nel padovano, Turina, abbastanza raro, ha un ceppo
nel torinese, uno nel bresciano ed uno a Gorizia, Turini è
tipicamente toscano, Turino ha un nucleo nel napoletano ed uno
probabilmente non secondario nel torinese, potrebbero derivare
dal toponimo dialettale Turin
(Torino), ma più probabilmente da modificazioni dell'aferesi del
nome medioevale Bonaventura,
in alcuni casi è pure possibile una derivazione da nomi di
località come ad esempio poggio di Turina (TO), ipotesi che non
si deve tralasciare è anche quella di una derivazione dal
cognomen latino Thurinus,
ricordiamo che anche il grande Augusto imperatore lo portò,
citiamo Svetonio nel De Vita
Cesarum liber secundus,
dedicato ad Augusto: "...Thurinum cognominatum satis certa
probatione tradiderim, nactus puerilem imagunculam eius aeream
veterem, ferreis et paene iam exolescentibus litteris hoc nomine
inscriptam, quae dono a me principi data inter cubiculi Lares
colitur. ..." . Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo
ad esempio nel 1600 a Ciriè (TO) con il Nobile Turina Capitano
delle Armate Ducali.
integrazioni fornite da
Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
l'ipotesi di derivazione dal toponimo Torino difficilmente regge
a possibili critiche. Invece il nome Turin è probabilmente una
variante di Venturin, un cognome veneto che si è diffuso a
Torino (v. E.De Felice) a partire dall\'inizio del 1900.
Attenzione però che Turin è anche un cognome francese piuttosto
diffuso oltralpe: non è escluso che qualche famiglia transalpina
possa essersi stabilita in Italia...anche in tempi lontani.
Turin in Francia può essere derivato da nomi come Mathurin (vedi
sito www.jtosti.com/noms), nome poco conosciuto in Italia. |
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TURLE
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Assolutamente rarissimo, potrebbe essere originato da un
soprannome derivato dal vocabolo dialettale ligure turle
(ravioli di patate). |
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TURLETTI
TURLETTO |
Turletti
e Turletto, molto raro, sono tipici della zona tra il basso
torinese e l'alto cuneese, potrebbero derivare da nomi di
località come monte Turlo nel torinese o Colle del Turlo tra
vercellese e verbanese, troviamo i Turletti tra i notabili di
Savigliano (CN) fin dal XVIII° secolo. |
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TURLON
TURLONI |
Turlon ha un ceppo nel padovano, in particolare a Montegrotto
Terme e presenze nell'udinese, Turloni, molto molto raro, è
speciifco dell'udinese, dovrebbero derivare da soprannomi
originati dal termine veneto
turlon (la
parte più alta di un campanile,
la torretta campanaria), forse ad indicare nei capostipiti delle
persone molto alte o anche, in qualche caso, dei campanari. |
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TURO
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Turo, assolutamente rarissimo, è specifico del napoletano, in
particolare di Arzano e Napoli, dovrebbe derivare da una
variazione aferetica dialettale del nome
Salvatore,
ridotto prima a Salvaturo,
quindi per aferesi a Turo. |
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TURONE
TURONI |
Turone raro è siciliano, Turoni, assolutamente rarissimo,
parrebbe originario dell'isola d'Elba, con un probabile ceppo
secondario nel forlivese, dovrebbero derivare dal nome
Turone
(un etnico dai Galli Turoni) in uso ad esempio presso i Franchi
nel 600, ricordiamo il beato Turone: "...ipsoque rogante
expensasque prebente universas, tumulum beati Martini Turonis ex
auro et lapidibus preciosis composuisse..".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Turone è cognome siciliano accrescitivo di
Tura o
Turi,
oppure dal francese Touron,
Turon,
dal toponimo 'collina'.
Caracausi II 1667. |
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TUROTTI
TURRA |
Turotti è
molto molto raro, dovrebbe essere originario del bresciano,
Turra potrebbe avere un nucleo ferrarese ed uno nel bresciano,
potrebbero derivare dal nome medioevale italiano Tura o Turi,
nome di cui si hanno tracce ad esempio, nelle Cronache della
Peste a Siena (1347 - 1350) vi troviamo infatti un Agnolo di
Tura che così testimonia: "... io Agnolo di Tura, detto il
Grasso, sotterrai 5 miei figliuoli co' le mie mani; e quelli che
rimasero merano come disperati e quasi fuore di sentimento; e
abandonarse molte muraglie e altre cose, e di tutte le cave
dell'ariento e oro e rame, che erano in quel di Siena ,
s'abandonarono come si vede; imperochè nel contado morì molta
più gente, che tere e ville s'abandonarono che non vi rimase
persona.", in un atto di compravendita del 1433: "... a Nani di
Tura del popolo di Santo Martino Lobacho sono per una soma di
charboni chonperò Jachopo fabro...". |
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TURRER
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Assolutamente rarissimo, quasi scomparso, dovrebbe essere
trentino, dovrebbe derivare dall'aferesi del nome medioevale
Bonaventura, tracce di questa cognominizzazione le troviamo a
Pergine Valsugana (TN) fin dal 1500.
integrazioni fornite da
Magda Lúcia Turrer Rodrigues
Cognome originario di Pergine Valsugana (TN) e Sant'Orsola Terme
(TN) e di Valle dei Mocheni dove si hanno tracce fin dall'anno
1325, i Turrer furono tra i più antichi abitanti del Trentino. |
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TURRI
TURRO |
Turri è
diffuso in tutto il nord con un ceppo tra Lazio ed aquilano,
Turro assolutamente rarissimo sembra avere un ceppo nel
bellunese ed uno nel reggino, in alcuni casi potrebbero derivare
da toponimi come Turro di Monvalle(VA), Turro di Milano, Turro
di Berceto (PR), Turri (PZ) e simili, come ad esempio, nel
Codice Diplomatico della Lombardia medievale anno 1148 si legge:
"...Prima petia de campo et prato iacet ad locum ubi dicitur in
Bixi, coheret ei a mane Guilielmi de Turri, a meridie flumen, a
sero Pagani...", in altri casi potrebbe derivare dall'aferesi di
nomi come Arcturus o Maturus, il ceppo cosentino potrebbe
derivare da un toponimo citato in un atto del 1081: "...Calvum
cum Turri Francolisi ..:", o dall'aferesi del nome dialettale
Salvaturi (Salvatore). Tracce di questa cognominizzazione le
troviamo fin dal 1200 a Monterosso (SP) con un certo Guglielmo
de Turri, milite dei capitani del popolo. |
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TURRIBI |
Turribi è
unico, si dovrebbe trattare di un cognome di fantasia attribuito
nel 1917 a Bologna ad un orfanello. |
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TURRINA
TURRINI
TURRINO |
Turrina è specifico del veronese, Turrini è molto diffuso nella
zona che comprende il basso trentino, il bresciano, il veronese,
il mantovano, il reggiano, il modenese ed il bolognese, Turrino,
assolutamente rarissimo è probabilmente dovuto ad errori di
trascrizione, deriva molto probabilmente dal cognomen latino
Turrinus
di cui abbiamo un esempio nel Maioris controversiarum liber di
Lucio Aenneo Seneca: "...Turrinus contra nihil probare nisi
tutum, non quia imbecillus erat sed quia circumspectus. causas
nemo diligentius proposuit...", è anche possibile una
derivazione da soprannomi originati da caratteristiche della
località d'origine come la presenza di una piccola torre. |
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TURRIZIANI |
Turriziani è specifico di Frosinone, dovrebbe derivare dallo
stato di torregiani, cioè di abitanti o difensori di una torre
avendone la responsabilità di comando.
integrazioni e stemma
forniti da Erminio Turriziani Colonna
Famiglia nobile di Frosinone stabilitasi nel XVI° secolo ad
Alatri poi tornata a Frosinone. Diede podestà, deputati,
funzionari e patrioti allo Stato Pontificio. Nello stemma
campeggia in cielo la torre tra due leoni e sormontata da tre
stelle in fascia. |
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TURSINI |
Tursini ha un ceppo a L'Aquila e Barisciano nell'aquilano, ed
uno a Roma, dovrebbe derivare dal nomen latino
Tursinius
di cui abbiamo esempi su varie lapidi relative a legionari
romani dove troviamo tra gli altri un Tursinius Adauctus ed un
Tursinius Valentinus. |
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TURTULA
TURTULLI |
Turtula sembrerebbe un cognome specifico di Comiso nel ragusano,
Turtulli, che appare unico, è probabilmente dovuto ad un errore
di trascrizione del precedente, dovrebbero derivare dal nome
medioevale Turtura
(vedi TORTORA), modificato dal fenomeno
del rotacismo che in questo caso sostituisce la elle alla
seconda erre. |
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TURTUR
TURTURO
TURTURRO |
Turtur sembrerebbe tipico di Molfetta e Bari nel barese,
Turturo, sempre del barese, è più tipico di Ruvo Di Puglia e
Gravina In Puglia, Turturro è invece specifico di Giovinazzo e
di Canosa Di Puglia.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata in forme arcaiche o
dialettali del nome medievale
Tortora (o, forse più
propriamente, della sua variante maschile
Tortore;
per una spiegazione più approfondita sull'origine del nome, vedi
il cognome Tortora): dal punto di vista etimologico, infatti, i
termini tortora e tortore derivano dal latino
turtur
(questo spiega la singolare variante in Turtur) e, detto questo,
è facile intuire l'equivalenza fra i nomi Turturo e Tortore (in
italiano, la desinenza -o
rende più spesso il genere maschile di un sostantivo rispetto
alla desinenza -e);
passando invece alla variante Turturro, va detto che qui si
assiste a un fenomeno tipico dell'antica onomastica italiana,
che consiste nel raddoppiamento di alcune consonanti per motivi
probabilmente fonetici (a titolo d'esempio, basti pensare ai
nomi Gaspare/Gasparre, Ettore/Ettorre, Davide/Davidde, etc, che,
proprio come Turturro, prevedono anche lo spostamento
dell'accento su un'altra sillaba). Per quanto riguarda i cognomi
in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi
personali dei capostipiti. |
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TURUDDA |
Turudda, assolutamente rarissimo, è tipico del nuorese, dovrebbe
derivare da un soprannome basato sul termine sardo logodurese
turudda
(mestolo).
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
TURUDDA: turudda, trudda
(vedi il cognome Trudda),
tirudda, trulla, turla, tulla, turra
( in campidanese), è l'antico
cucchiaione di legno o mestolo
(anche per la forma), oggi generalmente di
metallo; da non confondere con "su cragàllu", che è un grosso
cucchiaio di legno a forma proprio di cucchiaio. Turudda,
trudda, tirudda, turra etc. derivano dal latino trulla.
Attualmente il cognome Turudda è presente in 5 Comuni italiani,
di cui 3 in Sardegna: Nuoro 9, Oliena 3, Assemini 3. |
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TUSCOLANO
TUSCULANO |
Tuscolano, assolutamente rarissimo, parrebbe del romano, così
come il quasi unico Tusculano, dovrebbero derivare dal toponimo
Tusculum, l'odierna Frascati, è anche possibile che possano
derivare da nomi di località, indicate come proprietà di un
Tusculus,
nome gentilizio plebeo di cui abbiamo un esempio nel
De Bello Alessandrino:
"...Concurritur ad Cassium defendendum: semper enim Berones
compluresque evocatos cum telis secum habere consueverat: a
quibus ceteri intercluduntur, qui ad caedem faciendam
subsequebantur: quo in numero fuit Calpurnius Salvianus et
Manilius Tusculus. Minutius inter saxa, quae jacebant in
itinere, fugiens opprimitur ...". |
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TUSO
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Tuso è siciliano, specifico di Cerda nel palermitano, dovrebbe
derivare da un soprannome basato sul termine dialettale
siciliano tùsu
(tosato, rasato),
probabilmente ad intendere che il capostipite fosse solito
rasarsi i capelli. |
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TUSSI
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Assolutamente rarissimo, forse di origini pugliesi. |
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TUTEL
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Tutel è tipicamente valdostano, assolutamente rarissimo,
sembrerebbe di Nus, potrebbe derivare da un soprannome basato
sul termine medioevale francese
tuter, con il significato di
bere, bevitore. |
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TUTI
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Ha un
nucleo nella zona di Vinci ed Empoli (FI), uno a Roma ed uno a
Gemona Del Friuli (UD), dovrebbe derivare da una contrazione di
Diotaiuti. |
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TUTTOBENE |
Tuttobene, molto raro, è presente in modo sporadico in
tutt'Italia, ma con un ceppo significatico a Catania e
nell'ennese a Valguarnera Caropepe, Assoro ed Aidone, dovrebbe
derivare da una recente italianizzazione del nome medioevale
Omnibonus
(vedi Ognibene).
ipotesi fornite da
Stefano Ferrazzi
Più tipicamente siciliano, con ceppi maggiori fra il catanese,
l'ennese e il palermitano, ma presente anche fra il nord e il
centro nord del paese, questo cognome deriva dal nome medievale
Tuttobene,
che, al pari di altri nomi quali Bonaventura, Bonavita,
Ognibene, etc, veniva attribuito al neonato come augurio di
benessere e di serenità. In conclusione, dunque, si tratta delle
cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti. |
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TUTTOILMONDO
TUTTOLOMONDO |
Tuttolomondo è specifico della Sicilia e dell'agrigentino in
particolare, di Raffadali, Agrigento, Porto Empedocle, Realmonte
e Montallegro, Tuttoilmondo, meno diffuso, è specifico di
Palermo.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Secondo un'ipotesi interessante, l'origine di questi cognomi
andrebbe ricercata nel nome medievale
Tuttoilmondo
o Tuttolomondo,
che, attraverso la mediazione del francese
Toulemonde,
dovrebbe nascere da un adattamento del personale germanico
Thurmond
o, meno probabilmente, Tedmond:
nel primo caso, il nome Thurmond
è composto dagli elementi Thor
(il nome del Dio del Tuono e
della Guerra nella mitologia
germanica) e mund
(protezione)
e può essere tradotto come
protetto da Thor; nel secondo
caso, invece, il nome Tedmond
è composto dagli elementi theod
(popolo)
e mund
(protezione)
e può essere tradotto come il
protettore del popolo. Ora, per
capire meglio come sia nato il cognome Tuttoilmondo o
Tuttolomondo, bisogna innanzitutto considerare il cognome
francese Toulemonde
(portato in Sicilia probabilmente in seguito alla conquista
normanna): il nome francese Toulemonde, in effetti, richiama
piuttosto fedelmente l'originale Thurmond o Tedmond, ma va
notato che la pronuncia del nome è praticamente identica a
quella dell'espressione tout le monde (letteralmente tutto il
mondo, anche se i francesi la usano nel senso di tutti, tutti
quanti); nel passaggio dal francese all'italiano, invece, è
chiaro che l'adattamento in Tuttoilmondo o Tuttolomondo si
discosta di parecchio dal germanico Thurmond o Tedmond, in
quanto traduce letteralmente il nome francese Toulemonde
(tenendo conto esclusivamente della pronuncia piuttosto che del
significato originale, probabilmente ignorato o comunque
trascurato). Ad ogni modo, per quanto riguarda i cognomi in
questione, si tratterebbe delle cognominizzazioni dei nomi
personali dei capostipiti. |
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TUTTOPETTO |
Tuttopetto sembrerebbe originario di Cave nel romano, dovrebbe
derivare da un soprannome originato dall'atteggiamento o dal
portamento del capostipite, non si può escludere che possa anche
trattarsi di un cognome attribuito ad un trovatello. |
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TUVERI
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Tuveri, decisamente sardo, è molto diffuso a Cagliari, Quartu
Sant'Elena, Assemini, Villasor, Capoterra e Selargius nel
cagliaritano, a Guspini, Sardara, Collinas, Lunamatrona,
Serramanna ed Arbus nel Medio Campidano, a Marrubiu, Oristano,
Terralba ed Uras nell'oristanese, dovrebbe derivare da un
soprannome originato dal termine sardo campidanese
tuvera (cannella
del mantice), forse ad indicare
che la professione dei capostipiti fosse quella del lavorante
presso un fabbro. |
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TUZI
TUZZA
TUZZI |
Tuzi è tipico aquilano e della zona che comprende le province
laziali da Roma in giù, Tuzza, molto raro, è siciliano, Tuzzi,
più raro, è romano, con un ceppo anche nell'udinese e goriziano,
dovrebbero derivare dall'aferesi di diminutivi di nomi come
Sante, Vito, Berto ecc, ma è pure possibile che derivino dal
nome medioevale Tutius
(vedi TUZIO). |
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TUZIO
TUZZIO |
Tuzio e Tuzzio, molto più raro, sono specifici del potentino,
dovrebbero derivare dal nome medioevale
Tutius
(Tuzio), di cui si ha un esempio in questo scritto del 1444,
dove leggiamo: "In nomine domini nostri Jesu Christi Amen. Anno
a nativitate sua, Millesimo Quadragesimo quarto Regnante
Serenissimo et Illustrissimo domino nostro domino Alfonso dei
gratia Aragonum... ...Nos frate Tutius de ytro abas Monasterii
sancte Marie de faifolis testis sum...".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Tuzio è cognome lucano presente a Lagonegro, Montalbano, Sapri,
Senise e spesso altrove. Si tratta della sincope dei cognomi
Tibuzio
o Tribuzio.
Fonte: G. Rohls, Dizionario storico dei cognomi in Lucania,
1985. |
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TUZZEO
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Tuzzeo è specifico di Mussomeli nel nisseno, potrebbe derivare
da un'alterazione grecanica del nome greco antico
Tùdeus o
del termine e nome greco antico
tuxaios (fortunato),
o, meno probabilmente, da una forma contratta del nome
medioevale Tibuzio. |
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