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BERA
BERRA |
Bera ha un ceppo piemontese, soprattutto nel torinese, ed uno
lombardo nell'alto bresciano, Berra è tipico dell'Italia
settentrionale, ha ceppi sia in Piemonte, che in Lombardia, nel
Veneto e nel Friuli, tutti questi ceppi dovrebbero derivare
direttamente, o tramite una modificazione, dal nome medioevale
germanico Bera
di cui abbiamo un esempio in quest'atto del 1246: "..de prefatum
preceptum, huno hore responderunt atque manifestaberunt ante
prefatum seniore, quod hoc quod supra dicitur Bera essent, qui
dum prefatus comes fecit toti suprascripti qui continunt eadem
preceptum guadiam dare ut retderent sortio qui fuit iamdicti
disideo et Iohannis, et nobis precepit ut exinde hanc cartulam
firmaret...". |
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BERALDI
BERALDINI
BERALDO |
Beraldi è tipico del cosentino, Beraldini, assolutamente
rarissimo, sembrerebbe veneto, Beraldo, è specifico del Veneto,
del trevisano in particolare, dovrebbero derivare dal nome
medioevale Beraldus
di cui abbiamo un esempio in questa recensione del 1534: "...Nicolai
Beraldi Aurelii dialogus quo rationes quaedam explicantur quibus
dicendi ex tempore facultas parari potest....". |
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BERANI
BERRANI
BERRANINI |
Berani e Berrani sono praticamente unici, Berranini, comunque
assolutamente rarissimo, è specifico della zona del varesotto e
lecchese, dovrebbero derivare direttamente da soprannomi
originati dal termine nordmilanese arcaico
beranìn (agnellaio),
probabilmente intendendo che il mestiere dei capostipiti fosse
quello del pastore, con il compito specifico di macellare e di
vendere le carni degli agnelli più giovani. |
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BERARD
BERARDELLI
BERARDI
BERARDINI
BERARDINO
BERARDO
DE BERARDIS |
Berard,
molto raro, è tipicamente valdostano, Berardelli ha un ceppo nel
bresciano, a Brescia e Travagliato, e nel bergamasco a Dalmine e
Fonteno, uno a Roma, uno piccolo a Napoli ed uno in Calabria a
San Mango d'Aquino nel catanzarese ed a Cosenza, Berardi è
diffuso notevolmente in tutt'Italia, Berardini ha un ceppo ad
Ascoli Piceno, uno in Abruzzo, a Gioia dei Marsi e Carsoli
nell'aquilano, uno piccolo a Campobasso, uno grosso a Roma ed
uno ad Adelfia nel barese ed a Lecce, Berardino ha un ceppo a
Roma, uno nell'avellinese ad Atripalda ed Avellino, ed uno in
Puglia, ad Andria, Casamassima, Bari ed Adelfia nel barese ed a
Foggia, Berardo ha un ceppo nel Piemonte occidentale, uno nel
veronese, uno in provincia di Campobasso ed uno a Roma e Latina,
De Berardis ha un piccolo ceppo in Val D'Aosta ed uno in Abruzzo
a Teramo, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite
varie forme ipocoristiche, dal nome di origine germanica
Baerhard
da baer
(orso)
e hard
(forte, duro, possente)
con il significato quindi di
forte ors, o dal suo derivato
francese Bérard. |
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BERBENNI |
Berbenni
è tipicamente lombardo, specifico del sondriese di Bormio,
Valdidentro e Sondrio, con un ceppo anche a Serina nel
bergamasco, dovrebbe derivare dal nome di paesi come Berbenno di
Valtellina nel sondriese o Berbenno nel bergamasco, probabili
luoghi d'origine dei capostipiti. |
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BERCELLESI |
Bercellesi, assolutamente rarissimo è specifico del milanese,
possibile una derivazione dall'etnico della località Bercelli di
Valeggio sul Mincio nella bassa veronese, ma potrebbe anche
trattarsi di una forma betacistica dell'etnico della città
piemontese di Vercelli. |
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BERCHICCI |
Berchicci è specifico della provincia di Campobasso, di
Petacciato, Palata, Termoli, Guglionesi e Montecilfone.
informazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
D'origine slava, il cognome Berchicci sembra nascere da un
adattamento del cognome slavo
Brkić, che, per tramite del
suffisso -ić,
può essere tradotto come figlio
di Brko o
Berko: il
prefisso Brk-,
in effetti, dovrebbe riflettere una contrazione dell'originale
Berk-,
secondo una pronuncia tipica di diverse lingue slavo-meridionali
- tanto per fare un esempio, si pensi al cognome slavo
Bernardić,
anche noto nella forma Brnardić
per l'appunto. Ora, dal punto di vista etimologico, esistono
almeno due ipotesi sul significato di
Brko/Berko,
molto diverse l'una dall'altra. A una prima lettura,
innanzitutto, si può pensare a una connessione col termine
brk
(brki
in sloveno), che, sia in serbo che in croato, significa
letteralmente baffi, mustacchi:
a questo proposito, va detto che il soprannome
Brko -
nel vero e proprio senso di
baffone o
persona coi baffi
- viene effettivamente usato ai giorni nostri nella Penisola
Balcanica, come dimostrano anche dei casi di cronaca moderna.
Nonostante ciò, nell'ambito dei cognomi, è più verosimile una
derivazione dal nome slavo Berko,
che, per tramite del suffisso
-ko, va ad abbreviare nomi
quali Bernard
(l'italiano Bernardo) e Bertalan
(l'italiano Bartolomeo): l'onomastica slava, in effetti, ricorre
spesso al suffisso -ko
in funzione ipocoristica, basti pensare a nomi quali
Miroslav/Mirko,
Stanislav/Stanko, Zlatan/Zlatko,
etc. Prima di concludere, ad ogni modo, va aggiunta un'ultima
informazione riguardo all'etimologia del nome Berko: nell'Est
Europa, il nome Berko è in uso anche presso la comunità ebraica
e, in ambito ebreo-slavo, viene accostato per lo più al nome
ebraico Baruch,
col significato letterale di
benedetto (per una spiegazione
più approfondita, vedi Barucca). |
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BERETTA |
Specifico
del nord, questo cognome potrebbe aver avuto origine da un
soprannome legato ad un termine dialettale per berretto. |
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BERGAGNA
BERGAGNI |
Bergagna sembra avere un ceppo in Piemonte nel torinese a
Monastero di Lanzo, Ciriè e Torino, un piccolissimo ceppo ad
Udine ed uno ancora più piccolo a Trieste, Bergagni, quasi
unico, sembrerebbe piemontese, dovrebbero derivare da soprannomi
derivati dal termine tedesco
berg (montagna)
e dovrebbero indicare una provenienza montanara dei capostipiti,
in Piemonte potrebbero anche derivare da una forma arcaica
dialettale bergagna
(abito grossolano da lavoro
indossato dai contadini). |
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BERGAGNIN
BERGAGNINI |
Bergagnin è specifico di Santo Stefano di Cadore (BL),
Bergagnini invece è specifico di Arta Terme (UD), ma è comunque
ben presente in tutta la provincia di Udine, dovrebbero derivare
da soprannomi originati dal termine dialettale arcaico
bergagnin
stante ad indicare l'allevatore di vacche da latte, solito
portare le stesse nei pascoli alpini durante il semestre estivo. |
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BERGALLA
BERGALLI
BERGALLO |
Bergalla,
assolutamente rarissimo, sembrerebbe del basso cuneese, Bergalli
è praticamente unico, Bergallo, sempre estremamente raro, è
tipico del savonese, dovrebbero derivare dal toponimo Bergalla
(SV), tracce di queste cognominizzazioni le troviamo già nel
1600 con un certo Bartolomeo Bergallo citato tra gli
amministratori di Albenga (SV). |
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BERGAMASCHI
BERGAMASCO
BERGOMI |
Diffuso
in tutto il centro nord, ma con particolare presenza in
Lombardia Veneto ed Emilia Bergamaschi e al nord ed al sud
Bergamasco, mentre è decisamente lombardo Bergomi, derivano
tutti dal toponimo Bergamo e dal suo dervato bergamasco
(cittadino di Bergamo). |
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BERGAMI
BERGAMO |
Bergami è
tipico emiliano, della zona che comprende il bolognese ed il
ferrarese, Bergamo è molto presente nelle Tre Venezie,
dovrebbero derivare dal toponimo lombardo Bergamo, al sud sono
presenti ceppi del secondo nel Salento, nel salernitano ed in
Sicilia, più probabilmente questi cognomi derivano dal toponimo
Pergamo (Bergamo) importante città dell'impero bizantino (in
Turchia). |
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BERGAMIN
BERGAMINI
BERGAMINO |
Bergamin è veneto, del padovano e trevisano in particolare,
Bergamini è presente in tutto il nord, Lombardia ed Emilia in
particolare, Bergamino, molto meno diffuso, sembrerebbe
piemontese, potrebbero derivare dal toponimo Bergamo, ma in
molti casi, più probabilmente deriva dal termine
bergamino
(mandriano che cura le vacche da latte così chiamato perchè la
transumanza aveva spesso come traguardo appunto le prealpi
bergamasche). |
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BERGANDI
BERGANDO
BERGANTE
BERGANTI |
Bergandi, molto raro, è del torinese, di Mazzè in particolare,
Berganti, quasi unico, è probabilmente semplicemente dovuto ad
errori di trascrizione del precedente, Bergando, estremamente
raro, è dell'area che comprende il biellese con Coggiola ed il
vercellese con Gattinara, Bergante, assolutamente rarissimo, è
tipico di Casale Monferrato, nell'alessandrino, questi cognomi
potrebbero derivare da soprannomi dialettali originati dal
vocabolo tedesco berg
(montagna)
ed avrebbero il significato di montanaro, è pure possibile una
derivazione dal vocabolo catalano
bergant (brigante)
o dall'occitano bregand
con il medesimo significato, non si può inoltre escludere che
possa in alcuni casi trattarsi di un'alterazione del nome di
origini germaniche Berigand. |
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BERGER
BERGERA
BERGERI
BERGERO
BERGIA |
Berger
ha un ceppo in provincia di Bolzano ed uno nel torinese,
Bergera, assolutamente rarissimo è del torinese, Bergero ha un
ceppo nel savonese ed uno nel torinese, Bergeri, quasi unico, è
probabilmente dovuto ad errori di trascrizione dei precedenti,
Bergia è decisamente piemontese dell'area cuneese di Bernezzo,
Cuneo e Racconigi e del torinese di Carmagnola e Torino,
potrebbero essere di origine provenzale ed identificare
un'origine pastorizia della famiglia derivando i cognomi dal
termine berger
(pastore),
ma è pure possibile una derivazione germanica dal termine
berge
(montagne)
ipotizzando quindi un'origine montanara. Il casato nobile dei
Bergera conti di Brassicarda e Marene e signori di Beinasco e
Piobesi Torinese, acquisirono anche nonchè il baronato di Cly
tramite il matrimonio di Maria Margherita Roncas figlia del
barone con un Conte Bergera il dominio del casato si estenderà
quindi dal cuneese alla Val d'Aosta, un Bergera fu arcivescovo
di Torino agli inizi del 1600. Anche i Bergia annoverano
personaggi di rilievo nella loro storia, quali ad esempio
Chiaffredo Bergia che nacque a Paesana (CN) il primo gennaio
1840 e, da aspirante carabiniere che all'età di 23 anni era già
riuscito ad ottenere una medaglia d'argento al valore, fece
carriera tanto da arrivare al grado di capitano dell'arma e
medaglia d'oro ricevendo la Croce di cavaliere dell'Ordine
Militare dei Savoia. |
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BERGINC |
Berginc è
un cognome molto raro, tipico del goriziano e del trietino,
dovrebbe derivare dal toponimo sloveno Breginj vicino a
Caporetto. |
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BERGNACH |
Bergnach,
molto molto raro, è tipico della valle del Natisone
nell'udinese, dovrebbe derivare da modificazioni slave del nome
Bernardo. |
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BERGNESI |
Molto
raro sembrerebbe riminese. |
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BERGO
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Tipico del Veneto zona che comprende il rovigoto, il padovano e
la provincia di Venezia, dovrebbe derivare dall'aferesi di
toponimi come Spilimbergo (PN) o Solimbergo (PN), ma è pure
possibile che derivi da soprannomi legati al vocabolo germanico
berg (monte). Troviamo nel Codice Diplomatico della Lombardia
Medioevale, già nel 1170 citata questa cognominizzazione: "...et
Albertus qui dicitur Marratius Bergo, Ambrosius qui dicitur de
Ronco...".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Bergo è un cognome veneto che deriva dal personale
Beriko.
Olivieri 157. Per altri origina dalla parola germanica "Berg"
(monte). |
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BERGOGLIO
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Bergoglio
è specifico del torinese, di Torino, Santena, ma presente anche
a None e Collegno, e di Robella nell'astigiano e di Portula nel
biellese, Bergolo, quasi unico, potrebbe essere piemontese e
deriverebbe come Bergoglio dal nome dell'antica località di
Bergolio nell'alessandrino, di cui abbiamo una citazione in una
lettera del novembre 1496 al Duca di Milano: "...Item
aricordiamo ala V. Ex. ultra la ruyna del ponte dessa cita ; il
Tanaro è stato in periculo grandissimo di submergere il loco de
Bergolio et venendo una altra volta a crescere per ogni modo
rumpera li muri desso loco et lo ruynerà se la S. V. non li
prouede. La quale suplicamo se degna de concederne che se ne
faccia uno argeno de fora de la fossa desso loco, et uno
terragio de dentra apresso ele mure et a questo fare sieno
astricti li homini de le ville ...", o dal toponimo Bergolo
Cortemilia nel cuneese. |
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BERGOLI |
Bergoli è rarissimo e sembra tipico del bresciano di Passirano e
Cazzago San Martino dovrebbe derivare da un soprannome legato al
vocabolo veneto bergolo
(uomo instabile, leggero; di
poco senno). |
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BERGONZI
BERGONZINI
BERGONZONI |
Bergonzi ha una presenza decisamente lombarda e piemontese,
Bergonzini, decisamente emiliano, è soprattutto del modenese, ma
con presenze anche nel bolognese e nel ferrarese, Bergonzoni,
che occupa lo stesso areale, è però soprattutto del bolognese,
questi cognomi dovrebbero tutti aver avuto origine, sia
direttamente sia attraverso forme ipocoristiche, dal vocabolo
germanico berg
(monte),
quindi indicare una derivazione geografica di gente che provenga
appunto dalle montagne sarebbe quindi un equivalente ad esempio
di Montanini.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Bergonzoni - È sicuramente la cognominizzazione del nome
personale medievale Bergonçonus,
che compare in una carta modenese del 13 aprile 1182. Assai più
diffuso di questo cognome, nella nostra area, è Bergonzini, a
lui strettamente legato. L'ipotesi più plausibile è che entrambi
i cognomi muovano da un derivato in -one ed in -ino del
personale latino Ver(e)cundius,
dall'agg. verecundus
«morigerato; venerabile»,
presto entrato anche nella onomastica cristiana, in forza del
vescovo africano Verecondio , fiorito nel sec. VI e ricordato
negli annali della Chiesa. Dal punto di vista fonetico è
normale il passaggio di V- in B- e la risoluzione del nesso -dj-
in -z-, come avviene nel nome locale piacentino Bergonzo, che è
appunto un Ver(e)cundius, e nel nome locale reggiano Bergonzano
(com. di Quattrocastella), che è un Ver(e)cundianus fundus.
Mi riesce invece arduo pensare ad un nome personale *Bergundius
per Burgundius dall'etnico Burgundi, quando l'esito italiano di
Burgundia è Borgogna e di Burgundiones è Borgognoni. Se poi il
suono originale, rappresentato dalla -c- era sordo (ma
resterebbe un dilemma il suono sonoro attuale), si potrebbe
pensare a derivati del nome proprio latino
Bregontius
(CIL, V, 3729), divenuto *Bergontius
per metatesi e per l'incontro col personale latino
Bergonius
(CIL, IX, 1644). Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel
Modenese, 1996. |
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BERICI
BERICO |
Berici,
quasi unico, è ora presente praticamente solo nel milanese,
mentre Berico è di fatto unico, dovrebbero derivare da una
possibile origine dalla zona dei monti Berici nel vicentino. |
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BERINI
|
Berini ha un ceppo friulano tra udinese e goriziano, ed uno
romano, dovrebbe derivare dal nome tardo latino
Berinus
di cui abbiamo un esempio in questo epigramma: "...Pegaseo dum
se miratur fonte Berinus, interiit misere captus amore sui...",
ricordiamo il Vescovo Berinus che battezzò nel 635 il Re sassone
Guinigildo. Personaggio di rilievo è stato il dotto friulano
Giuseppe Berini, storico e botanico vissuto a cavallo tra il
1700 ed il 1800. |
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BERINO
BERRINI
BERRINO |
Berino, quasi unico, sembrerebbe dell'area ligure, piemontese,
Berrini è caratteristico del varesotto, di Taino ed Angera con
sparute presenze nel vicino novarese, Berrino ha un ceppo
piemontese, soprattutto a Bra nel cuneese, ed in Liguria a
Cogoleto e Genova nel genovese ed a Savona ed Alassio nel
savonese, dovrebbero derivare da forme ipocoristiche derivare
dal vocabolo sia lombardo che piemontese
bero (montone,
agnello), di cui
berin (agnellino)
è la forma ipocoristica, indicando forse così che i capostipiti
fossero dei pastori. |
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BERISSO |
Tipico
della zona di Chiavari e Lavagna è molto raro, potrebbe essere
di origine spagnola e derivare da un nome proprio, meno
probabile una derivazione dal toponimo Berissa in Asia Minore. |
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BERLANDA
BERLANDI
BERLENDA |
Berlanda è un cognome tipicamente trentino, di Trento, Pergine
Valsugana, Arco, Isera e Cavedine in particolare, Berlandi,
quasi unico, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione
del precedente, Berlenda è quasi unico, esistono varie teorie
sull'origine etimologica di questi cognomi, che vanno dalla più
probabile, cioè una cognominizzazione del nome medioevale
germanico Beriland
composto dal termine ber
(orso)
con land
(paese, terra),
ad una derivazione da un soprannome legato al vocabolo tirolese
wallender
(vagabondo)
attraverso varie corruzioni italiane fino a giungere al vocabolo
dialettale trentino balandra
(bizzarro)
e di qui al termine berlanda.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Berlanda è un cognome originario della Valle dei Laghi. La sua
etimologia è incerta: potrebbe derivare dal nome germanico
Perelant
(composto da 'berra'
= "guerra"
e 'lanth'
= "ardito",
col significato di "audace in
guerra"); ma potrebbe anche
essersi originato dal germanico 'wallen'
= "andare in pellegrinaggio,
camminare", da cui si è
prodotto Wallender
"girovago, vagabondo",
poi corrotto in Ballender,
Balandro, Balandra, Berlanda.
In effetti, il dialettale "balandra"
significava "stravagante,
volubile, sbalestrato". Da
Wallender è derivato anche il cognome VALANDRO, diffuso in
Valsugana. |
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BERLANGERI
BERLANGIERI
BERLINGERI
BERLINGERO
BERLINGHIERI
BERLINGIERE
BERLINGIERI |
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Berlangeri, unico, si trova solo a Platania (CZ), Berlangieri,
rarissimo, è presente soprattutto in Campania, Berlingeri, oltre
al ceppo calabrese, presenta nuclei originari anche nel nord del
paese, per lo più nel genovese, Berlingero, unico, si riscontra
solo a Vallecrosia (IM), Berlingiere, anch'esso unico, si trova
soltanto a Cosenza, Berlingieri è diffuso soprattutto nel
cosentino, nel napoletano e nell'isernino, Berlinghieri ha un
ceppo maggiore nel messinese e ceppi minori anche nel nord,
tutti questi cognomi si prestano ad almeno due ipotesi riguardo
al loro significato. Una prima interpretazione li fa derivare
dal nome provenzale Berenger
o Bellenger,
col significato di valoroso
combattente (alcuni, tuttavia,
ritengono che il nome sia d'origine germanica, formato dai
termini beran,
orso,
e gaira,
lancia,
col significato, dunque, di orso con la lancia o lancia
dell'orso, in relazione alla forza di questo animale). Un'altra
interpretazione li fa invece derivare dalla voce arcaica
berlingiere
(o da sue varianti), col significato di
chiacchierone, ciarlone:
l'origine del termine va ricercata nell'antico francese
brelenc
o berlenc
(tavola da gioco o da pranzo), da cui l'italiano
berlengo,
di uguale significato, e dunque il verbo berlingare, cioè
chiacchierare, spettegolare, così che il berlingiere è
letteralmente colui che chiacchiera molto. In definitiva, si
tratta allora di cognomi derivati o dai nomi personali dei
capostipiti o da soprannomi loro attribuiti.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Berlingeri, frequente a Catania città e Berlinghieri a Messina
città e provincia, oltre che in Calabria, nel Salento e a
Napoli. Nel 1158 è attestato ad Adernò un Willelmus
Berlingerius. Cfr. Berlingiero
nell'Orlando Furioso che potrebbe avere alla base l'antico
francese bellengier
= giocatore ai dadi,
o l'antico italiano berlinghiere
= chiacchierone.
Rohlfs, 50. |
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BERLINGUER |
Specifico
della Sardegna, deriva dal nome catalano Berenguer che deriva
dal nome alto medioevale germanico Berengar (Berengario) in uso
presso i Franchi. |
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BERLINGUER |
Specifico
della Sardegna, deriva dal nome catalano Berenguer che deriva
dal nome alto medioevale germanico Berengar (Berengario) in uso
presso i Franchi. |
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BERLOCCO
BERLOCO |
Berlocco, praticamente unico, è probabilmente dovuto ad
un'errata trascrizione di Berloco, che è caratteristico di
Altamura nel barese, e che potrebbe essere di origini normanne e
derivare dal nome del paese di
Berloch, una frazione di
Languidic, un paese francese della Bretagna, come è pure
possibile una derivazione in epoca successiva dal nome del paese
di Brloh
chiamata nel 1300 Berloch,
di paesi con questo nome ne esistono almeno tre nei pressi di
Praga, paesi che potrebbero essere state le località d'origine
del capostipite. |
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BERLOCHI
BERLUCCHI |
Berlochi è praticamente unico, Berlucchi, abbastanza poco
comune, è tipico del bresciano, di Brescia, Urago d'Oglio e
Corte Franca, dovrebbero derivare dal nome medioevale
francogermanico Berluc,
che dovrebbe aver avuto il significato di
pieno di fascino,
prezioso. |
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BERLUSCONI |
Ha
origine probabilmente dal vocabolo del dialetto milanese
berlusch (strabico, storto) ed è situato nelle provincie
settentrionali della Lombardia. |
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BERNA
BERNI
BERNO |
Berna ha un ceppo lombardo, in particolare nel bresciano, uno in
centro Italia ed uno nell'area dello stretto, nel messinese e
nel reggino, Berni ha un piccolo ceppo triestino, ma il nucleo è
situato tra Emilia e Romagna, Toscana e Lazio, Berno,
decisamente veneto, è in particolare del padovano e delle vicine
aree trevigiane e vicentine, tutti questi cognomi dovrebbero
derivare dal nome medioevale
Bernus o
Berno
derivato dal nome germanico Bern
(Orso),
di cui abbiamo un esempio in un documento pisano dell'anno 1161:
"In nomine domini nostri Ihesu Christi Dei eterni. Anno ab
incarnatione eius millesimo centesimo sexagesimo primo, decimo
kalendarum aprilium indictione VIIII. Manifestus sum ego Allone
filius quondam Berni quia tu Glandulfus abbas consentiente tibi
omnibus fratribus tuis monachis ecclesie et monasterii Sancti
Nicholai per hanc cartam libellario nomine ad censum
persolvendum dedisti michi unam petiam de terra ..", o anche in
una Carta venditionis
dell'anno 1182 a Velate (MI): "Anno dominice incarnacionis
milleximo centeximo hoctuageximo secondo, mensse agusti,
indicione quintadecima . Cartam vendicionis ad propium fecit
Berno filius quondam Anselmi de loco Casgiago , qui vivit lege
Longobarda , in manum Varixii filius quondam Paganus Millicie
de loco Varixii et nunc abitatorem loco Vellate..", ma è pure
possibile che possa trattarsi in alcuni casi di contrazioni del
nome Bernardo.
Tracce illustri di queste cognominizzazioni le troviamo con il
poeta Francesco Berni (1498-1535). |
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BERNABOVI |
Bernabovi, estremamente raro, specifico del sudmilanese e
pavese, e del massese, dovrebbe derivare da una forma arcaica
del nome Bernabò
(vedi Barnabè), di quest'uso abbiamo un esempio nel Ducato di
Milano in epoca viscontea: "...Dum tandem impositam gauderent
pendere multam. Elisabetha, quinta Ludo. Sponsi atavia: filia
Bernabovis Ducis Mediolanensis e Regina, Beatrice comite Scalana
: neptis Stephan. proneptis Mathai Vice comitum Mediolanensium
Uxor Elisa tibi, quam casto in amore marito Bernabovi peperit,
Scalanae gloria gentis Regina: Stephano comiti proavoque
Mathaeo. Insignem pietate nurum: qua flumine magno Populifer,
maris Adriaci delatus in undas, It Padus: et longis habitata
Insubria Bardis, Anguigeris quondam iussa est parere Dynastis.
...". |
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BERNACCHI
BERNACCHINI
BERNACCHIONI |
Bernacchi ha un ceppo lombardo tra nordmilanese e varesotto, un
ceppo toscano tra lucchese, pistoiese e pisano, uno nell'aretino
e perugino, ed uno romano, Bernacchini ha un piccolo ceppo in
Toscana a Certaldo nel fiorentino ed a Orbetello nel grossetano,
ed un ceppo più consistente nel maceratese a Montelupone,
Macerata e Corridonia, Bernacchioni ha un ceppo toscano nel
fiorentino, a Firenze, Reggello, Bagno a Ripoli e Figline
Valdarno, ed un piccolo ceppo a Montecopiolo nell'urbinate,
dovrebbero derivare, direttamente o tramite forme ipocoristiche
diminutive o accrescitive, dal nome gallico
Bernach
latinizzato in Bernacus,
ricordiamo con questo nome il santo contemporaneo di San
Patrizio che evangelizzò il Galles, potrebbe anche derivare da
soprannomi originati dal termine provenzale
bernache
(tipo di anatra),
tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Perugia in un
atto del 1347 dove si cita Bartolus Bernacchi canonico del
Capitolo del convento della chiesa perugina. |
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BERNAGOZZI |
Bernagozzi è tipicamente emiliano, di Bologna e San Lazzaro di
Savena nel bolognese, di Ferrara e del ferrarese, dovrebbe
derivare dall'italianizzazione del nome medioevale germanico
Bernegaudus,
in epoca medioevale leggiamo di un tale Bernegaudus Ferrariensis
autore di una Expositio super
septem visiones libri Apocalypsis. |
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BERNARD |
Distribuito su tutto l'arco alpino, deriva dal nome Bernardo.
integrazioni fornite da
Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
presente in modo significativo in almeno cinque province del
nord Italia: Torino, Bolzano, Trento e Belluno. Cognome a
diffusione regionale, in ognuna delle province questa forma
cognominale è il prodotto di tradizioni locali diverse: quella
provenzale e occitana della parte montana della provincia di
Torino, quella tedesco-tirolese della provincia di Bolzano e
infine la realtà veneta bellunese, in
una provincia, quella di Belluno, dove i cognomi di tipo
dialettale sono particolarmente numerosi. Per curiosità si può
anche ricordare che Bernard, come ortografia almeno, è identico
in diversi paesi europei: Italia, Francia, Belgio, Germania,
Austria, Gran Bretagna più qualche paese slavo. |
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BERNARDAZZI |
Ormai scomparso in Italia, Bernardazzi rimane ancora vivo in
Francia ed in Svizzera, deriva da un ipocoristico del nome
Bernardus.
integrazioni fornite da
Giovanni Panzera
La famiglia Bernardazzi é presente nel Ticino meridionale da
circa tre secoli. Oggi é diffusa in Ticino in varie regioni. Nel
secolo scorso un ramo della famiglia ha impiantato una fornace
ad Alice Bel Colle (AL) chiusa verso il 1910/1920. Fra i vari
membri annotiamo la presenza di Carlo Bernardazzi impresario
costruttore in Cordoba (Argentina) negli anni '20 del 1900. |
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BERNARDELLI
BERNARDI
BERNARDINELLI
BERNARDINELLO
BERNARDINI
BERNARDINO
BERNARDO
BERNARDONE
BERNARDONI |
Presente in tutto il nord Bernardelli e in tutta la penisola, ma
particolarmente al centro nord Bernardi ed al sud Bernardo,
Bernardini è tipico del bolognese, Romagna e della fascia
dell'Italia centrale, Bernardinelli, molto raro, parrebbe del
veronese, Bernrdinello, più comune, è tipico dell'area che
comprende il veneziano, il padovano ed il rovigoto, Bernardino,
assolutamente rarissimo, potrebbe essere meridionale, Bernardo è
molto diffuso in Campania, Calabria, Basilicata e nel Salento ed
è presente in modo significativo a Pantelleria, Bernardone,
molto molto raro, ha un ceppo abruzzese ed uno nel trapanese,
Bernardoni, ha nuclei tra Milano e Varese, tra mantovano,
modenese e bolognese, nel fiorentino e nel senese, questi
cognomi hanno origini diverse tra le quali possiamo ritenere
valide la derivazione dal nome tardo latino
Bernardus
o Bernardinus
oppure dal germanico Baerhard
(forte orso).
notizie ulteriori
fornite dal barone Ugo Antonio Bella
Diffuso e molto frequente in tutta l'Italia nel tipo
"Bernardi", con punte massime in Lombardia, nel Veneto e in
Emilia, è proprio della Toscana e del centro (ma anche
dell'Emilia e della Venezia Giulia, dove è specifica la variante
Bernich. Alla base è il nome di origine germanica Bernardo, già
frequente e documentato in italia dell'Alto Medio Evo, ma
affermatosi nel XII e XIII secolo per il prestigio e il culto di
San Bernardo di Chiaravalle, e l'ipocoristico apocopato Bèrna e
Bèrno (Bernus è attestato a Firenze nel 997). Bernardo è
l'adattamento del nome franco Bernhard, formato dal germanico
"beran - orso, e hardhu - duro, fortte, valoroso". Significato
originario quindi " forte, valoroso come un orso". |
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BERNARDESCHI |
Bernardeschi è tipicamente toscano, dell'area livornese e
pisana, di Livorno, Rosignano Marittimo e Cecina nel livornese e
di Capannoli, Pontedera, Pisa e San Miniato nel pisano, con una
presenza importante anche a Lucca, indica con il suffisso
-eschi,
una modificazione di stampo germanico della forma latina in
-esi,
l'appartenenza ad un ceppo, probabilmente cadetto, dei Bernardi,
tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel senese agli
inizi del 1200, infatti in un atto del 1220 si legge: "..tertiam
partem pro indiviso terre poste in loco qui dictum est
Molendinum Bernardesarum in fluvio Merse in vado Bonacheta ad
construendum et rehedificandum ibi molendinum ..". |
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BERNASCA
BERNASCHI
BERNASCO
BERNASCONE
BERNASCONI |
Bernasca che Bernasco sono quasi unici e sembrerebbero lombardi,
Bernaschi oltre al piccolissimo ceppo lombardo ne ha uno a
Frascati (RM) ed a Roma, Bernasconi, presente in tutt'Italia,
soprattutto in quella settentrionale, è prevalente in Lombardia
e Piemonte, ma con ceppi significativi anche in Umbria e Lazio,
potrebbero essere stati originati da nomi di località come
Bernasca di Besano (VA) in Valceresio, Bernasca di Camnago nel
sondriese dove esiste l'Alpe Bernasca, o anche Prà Bernasca di
Rivalta nel torinese, consideriamo inoltre che a Pombia nel
novarese esiste un'area con questo nome, il vocabolo
bernasca
è di origine celta e significa
valle o costa degli orsi, è
pure probabile una derivazione da alterazioni del nome Bernardo.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Bernasconi, Bernascone sono cognomi lombardi, derivano da
Bernasca,
frazione di Cannago Faloppio (CO), a sua volta da un nome
gallico Barna;
è diffuso soprattutto nella Lombardia nord-occidentale, anche se
presenze più rare si trovano in tutta Italia e specialmente in
Liguria. Lurati propende però a collegarlo, così come
Ber(r)a,
al germanico 'Bär'
= orso,
nonostante l'invitante correlazione al dialettale 'ber,
bera' =
ariete, pecora.
Attestazioni scritte si hanno a partire dal 1577. |
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BERNAUDO |
Bernaudo ha qualche presenza campana, un ceppo nel foggiano a
Castelnuovo della Daunia ed uno nel cosentino a Rogliano,
Cosenza, Mangone e Rende, dovrebbe derivare dal nome medioevale
germanico Bernaudus,
una forma alterata arcaica del più comune
Bernardo,
nome che troviamo in un testo della seconda metà del 900:
"...Simili modo Girberto abbati Sancti Maxentii successit
Bernaudus, qui recepit donum ab Aldearde vicecomitissa de
coenobio Sancti Leodegarii, quod erat antiquitus juris Sancti
Maxentii, post sepulturam mariti sui Arberti vicecomitis, et pro
anima sua et filii Aimerici. ...". |
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BERNAZZANI |
Bernazzani è tipicamente lombardo, potrebbe essere stato
originato dai toponimi Bernate (CO), (MI), (PV), o anche da
forme etniche di aree del Bernina, ma è pure probabile una
derivazione da alterazioni del nome Bernardo. |
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BERNAZZI
BERNIZZONI
BERNUZZI
BERNUZZO |
Bernazzi,
molto raro, è del senese, della zona di Monteroni D'Arbia e
Montalcino (SI), Bernizzoni, molto raro, è del piacentino,
Bernuzzi ha un nucleo nel pavese ed un ceppo non secondario nel
parmense, Bernuzzo, estremamente raro sembrerebbe del vercellese
o biellese, derivano tutti da modificazioni del nome Bernardo. |
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BERNELLI
BERNELLO |
Bernelli, molto raro, è specifico di Mondovì e Pianfei nel
cuneese, con un piccolo ceppo ad Afragola nel napoletano,
Bernello, molto molto raro, ha un piccolo ceppo nel cuneese ed
uno a Cavarzere nel veneziano ai confini con il rovigoto, si
dovrebbe trattare di forme contratte di
Bernardello,
l'ipocoristico di Bernardo
(vedi BERNARDELLI ), ma è pure
possibile possa trattarsi di forme ipocoristiche del nome
medioevale Berno
(vedi BERNA). |
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BERNERI
BERNERIO
BERNERO |
Berneri è tipicamente lombardo, di Brescia, Milano e Pieve Porto
Morone nel pavese, Bernerio, quasi unico, è del milanese nella
zona di confine con il novarese, Bernero, molto raro, ha un
piccolo ceppo a Borzonasca e Chiavari nel genovese di Levante,
dovrebbero derivare da Bernerius
una forma betacistica del nome medioevale
Vernerius,
una latinizzazione del nome germanico
Werner
originato dalla fusione dei termini medioevali germanici
warin
(protettore)
ed hari
(esercito),
con il significato di colui che
protegge l'esercito, dell'uso
di questo nome abbiamo un esempio in questo scritto medioevale:
"..Apud Cartiniacum debebant monachi Sancti Albini duos solidos
de censu uxori Herberti, Arenburge, et filiis suis. Sed
Bernerius, monachus Sancti Albini et prepositus illius
obedientie1, redemit illum censum de Arenburga et filiis suis,
redactum ad sex denarios, uno quoque anno solvendos..". |
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BERNICH |
Molto
molto raro è tipico triestino e dovrebbe essere di origini
slovene e corrispondere al cognome Bernik derivato a sua volta
dal latino Bernardus. (vedi Bernardi) |
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BERNIERI
BERNINI |
Emilia e
Toscana sono le aree dove Bernieri è più presente mentre Bernini
lo si trova in tutto il centro nord, questi cognomi hanno
origini diverse tra le quali possiamo ritenere valide la
derivazione dal nome tardo latino Bernardus o Bernardinus oppure
dal germanico Baerhard (forte orso) con varie modificazioni
dialettali. |
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BERNOCCHI
BERNOCCO |
Bernocchi,
presente solo in Lombardia ed in Toscana, Bernocco ha un ceppo
piemontese nel cuneese a Cherasco, Bra, Fossano e Racconigi, con
un ceppo anche a Torino e nel barese ad Andria, Ruvo di Puglia,
Corato e Bari, possono derivare da alterazioni del nome tardo
latino Bernardus
o Bernardinus,
oppure dal germanico Baerhard
(forte orso),
ma la cosa più probabile è che derivino dal nome germanico
Bernoch,
nelle lingue longobarde, la parola
bar o
ber
significa orso
e la parola noch
o nok
significa testa, capo, cima,
se consideriamo una derivazione longobarda, si può ritenere
quindi che Bernocchi significasse "testa
d'orso" o "cima
dell'orso". |
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BERNOLA |
Bernola è un cognome tipico del basso Lazio, di Sezze nel
latinense e di Supino nel frusinate, potrebbe derivare da una
forma ipocoristica del nome medioevale
Berna
(vedi BERNA), ma è pure possibile possa trattarsi di una forma
dialettale del nome Bernalda. |
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BEROLDI
BEROLDO |
Beroldi, assolutamente rarissimo, è specifico della zona
individuata dal pavese, alessandrino, genovese e savonese,
Beroldo, abbastanza raro, è specifico del genovese, di Vobbia,
Crocefieschi e Genova, dovrebbero derivare dal nome di origine
franca Beroldus,
una variante del più comune
Bertholdus, dell'uso di questo
nome abbiamo un esempio in una
Carta venditionis
del 1154 a Rosate nel milanese: "Anno dominice incarnationis
milleximo centeximo quinquageximo quarto, undecimo die mensis
marcii, indictione secunda. Constat nos Beroldum qui dicor de
Morcianum, de loco Roxate, et Adelaxiam, iugalis, qui professi
sumus lege vivere Longobardorum, michi que supra Adelaxie
consentiente suprascripto Beroldo iugali et mondoaldo meo, ut
lex est, per interrogatione de propinquioribus parentibus meis,
de quibus interrogata et inquisita et in eorum presentia et
testium professa sum quod nullam patior violenciam, sed sponte
hanc cartam vendicionis facere visa sum ...". |
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BERRETTA
BERRETTI
BERRETTINI
BERRETTINO
BERRETTO |
Berretta
ha vari ceppi sparsi qua e là in Italia, uno nel cuneese,
alessandrino, savonese e genovese, uno nel bolognese,
fiorentino, pisano e livornese, uno nel pesarese, perugino,
ternano, viterbese e romano ed uno nel catanese, Berretti ha un
piccolo ceppo nel reggiano, un ceppo romagnolo nel ravennate,
forlivese e riminese ed uno in Toscana in particolare nel
fiorentino e nel grossetano, Berrettini ha un ceppo nell'area
che comprende il senese, il perugino, il maceratese e
l'anconetano, ed uno a Roma, Berrettino, quasi unico, è
meridionale, Berretto, molto molto raro, è tipicamente siciliano
di Vizzini nel catanese, dovrebbero derivare da soprannomi
originati dal fatto di essere i capostipiti dei produttori di
berretti o di avere gli stessi l'abitudine di indossarne di
particolari. |
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BERRETTARI |
Berrettari, quasi unico, è dell'area fiorentino, aretina,
dovrebbe derivare da un soprannome del capostipite,
probabilmente un fabbricante di berretti. |
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BERRI
|
Specifico
del pavese, dovrebbe derivare indicare una provenienza dalla
provincia francese del Berry o essere legato in qualche modo al
casato nobile dei Duchi di Berri di cui si ricorda il mecenate
Jean de France, duc de Berri (1340-1416) zio di Carlo VI°.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
II cognome Berri, poco rappresentato nel Modenese, richiama i
nomi locali Berri savonese e Berri cuneense e ad essi andrà
congiunto. Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese,
1996. |
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BERRIGHI |
Berrighi, non comune, è tipico del livornese, di Campiglia
Marittima in particolare e di Castagneto Carducci e Piombino,
dovrebbe derivare dal nome medioevale germanico
Baldrich
composto dall'unione dei termini
bald (coraggio)
e rich
(ricco),
attraverso una modificazione dialettale. |
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BERRO
|
Berro, molto raro, sembrerebbe originario della zona di
Bordighera nell'imperiese, dovrebbe derivare da un soprannome
basato sul vocabolo ligurepiemontese
bero (montone,
agnello), indicando forse così
che il capostipite facesse di mestiere il pastore. |
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BERRUTI
BERRUTO
BERRUTTI
BERRUTTO |
Cognome tipico dell'area ligure piemontese Berruti, tipico del
torinese Berruto, Berrutti, assolutamente rarissimo e Berrutto
quasi unico, sono dovuti molto probabilmente ad errori di
trascrizione dei precedenti, dovrebbero derivare da soprannomi
originati dal vocabolo tardo latino
berrutum
(biroccio, carretto)
ed essere quindi legati all'attività di carraio. Già nel 1300
tra i nobili tortonesi troviamo i Berruti che sedevano al
Consiglio dei Savi, alla Credenza e al Consiglio generale della
città. |
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BERSAN
BERSANI
BERSANO |
Bersan è specifico del veronese, Bersani è tipico del nord
Italia con epicentro in Emilia e nel sud della Lombardia,
Bersano è decisamente piemontese, derivano dal nome medioevale
Bersanus
di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico Bresciano in
una Cartula Venditionis del 15 marzo 1198 redatta a Nuvolento
(BS): "...Signum + manum testium ibi fuerunt Bersanus conversus
et Iohannes Verone, Leonardus atque Truckellus de Cuncis testes
rogati..." . Nel 1436 Chilisto de Bersani da Brescia viene
eletto Podestà di Scalve direttamente dalla Repubblica Veneta,
nei primi anni del 1700 troviamo un Giulio Cesare Bersani Croce
capitaneo della città di Monza.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Come i cognomi Bresciani e Bressàn (d'area veneta) indicano la
loro provenienza da Brescia, così pure il modenese Bersani, che
è la forma dialettale emiliana
bersàn «bresciano».
Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996. |
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BERSANTI |
Bersanti, estremamente raro, dovrebbe essere una forma alterata
del cognome Barsanti
(vedi BARSANTI). |
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BERSELLI
BERSELLINI
BERSELLINO |
Berselli è tipico della fascia che comprende le province di
Reggio, Modena e Bologna, Bersellini è molto raro ed è specifico
del parmense, Bersellino è ormai quasi scomparso, potrebbero
derivare dal toponimo Bersellus (la moderna Brescello).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Berselli è un cognome diffuso soprattutto in area
modenese-reggiana. Deriva dal toponimo Brescello (RE), nel
dialetto bersèl,
ed indica gli oriundi di detto centro, l'antico
Brixellum,
filiazione di Brixia,
Brescia, città dei Galli Cenomani. Fonte: F. Violi, Cognomi a
Modena e nel Modenese, 1996. |
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BERSEZIO |
Tipico di
Cuneo, deriva dal toponimo Bersezio di Argentera (CN). |
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BERT
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Bert è tipicamente piemontese del torinese, di Torino, Villar
Dora, Pinasca, Bricherasio, Almese, Caprie e Pinerolo, con un
ceppo a Mezzolombardo in Trentino e presenze sparse nel Friuli,
dovrebbe derivare dal nome germanico
Berth
originato dal termine medioevale germanico
berth (lucente,
splendido, splendore). |
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BERTACCA |
Bertacca
è specifico di Viareggio nel lucchese, dovrebbe derivare da nomi
di località come Cà Bertacca nello spezzino o Bertacca di
Castell'Arquato nel piacentino, o altre simili. |
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BERTACCHI
BERTACCHINI
BERTACCO |
Bertacchi
ha un ceppo fra Milano e Bergamo ed uno tra Modena e Bologna,
Bertacchini, molto diffuso nel modenese e nelle zone limitrofe
del reggiano e del bolognese, ha un ceppo anche nel bresciano a
Caino nel bresciano ed uno ad Aulla nel massese, Bertacco è
tipicamente veneto, del vicentino in particolare, di Marostica,
Conco, Trissino, Vicenza e Bressanvido, derivano tutti da
modificazioni dell'aferesi di nomi come
Roberto,
Alberto
o Umberto,
nel 1500 troviamo troviamo tracce di queste cognominizzazioni a
Vagli nel lucchese dove il parroco si chiama Petrus Bertachius,
nella seconda metà del 1500 Dominicus Bertacchius nato a
Camporgiano (LU) è il Medico personale di Alfonso II° d'Aragona,
nel 1600 Carolus Bertacchius di Modena è noto come
giureconsulto. |
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BERTACCI
BERTAZZI
BERTAZZO |
Bertacci è specifico del bolognese, di Camugnano, Castel di
Casio, Casalecchio di Reno e Bologna, Bertazzi è specifico del
bresciano, di Polpenazze del Garda, Desenzano del Garda e
Brescia, con un ceppo importante anche a Milano, Bertazzo ha un
ceppo tra Piemonte e Lombardia, nell'area che comprende
l'alessandrino, il novarese, il vercellese, il pavese. il
varesotto ed il milanese, ed un ceppo in Veneto, tra vicentino e
padovano soprattutto, dovrebbero derivare da una forma aferetica
di un ipocoristico del nome
Alberto, prima passando per
Albertaccio, poi Albertazzo e quindi Bertazzo, nome
probabilmente portato dai capostipiti. |
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BERTAGLIA |
Bertaglia sembrerebbe specifico dell'area ferrarese, rovigota,
con ceppi forse non secondari anche in Piemonte, si dovrebbe
trattare di una forma patronimica del nome
Berto, il
suffisso -aglia
sta ad indicare il gruppo dei
figli di un Berto (vedi BERTE'),
abbiamo tracce di questa cognominizzazione a Cento nel bolognese
nel 1403: "Nativitati ejusdem Anno Millesimo quadrigentesimo
tertio.. ..Congregatis simulque coadunati Hominibus Castri Centi
Dioecesis Bononiensis ad Arengum, et Concionem sono Campanae et
voce praeconis super Domum Commumis .et mandato Discretorum
Virorum Guidanis Jacobi de Busigattis, et Antonij Ser. Goannis
de Baschinis Confulum dicti Castri, nec non Benedicti quandam
Martini Gucy de Bertaglia ejusdem Castri.". |
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BERTAGNA
BERTAGNI
BERTAGNIN
BERTAGNINI |
Bertagna ha un ceppo tra bresciano, mantovano e veronese, uno
nel torinese ed uno tra spezzino, massese e lucchese, Bertagni
ha un ceppo a Genova ed uno nel lucchese, Bertagnini, molto
raro, sembra essere tipico di Carrara (MS), Bertagnin ha un
nucleo tra San Bonifacio (VR) e Legnago (VI), ed uno a Calalzo
Di Cadore (BL), sembra improbabile una derivazione da
Bertagna,
forma arcaica per Bretagna, dovrebbero derivare da nomi gotici,
longobardi e germanici contenenti la radice germanica
bertha
(luminoso) o quella celtica bert
(portatore). Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a
Pisogne (BS) nella seconda metà del 1700, in un atto viene
citato un certo Giovan Battista Bertagni di Pisogne. |
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BERTAGNOLI
BERTAGNOLLI
BERTAGNOLLO
BERTAGNOLO |
Specifico della provincia di Verona Bertagnoli, Bertagnolli
invece è del Trentino Alto Adige, Bertagnolo e Bertagnollo,
praticamente unici, sembrerebbero del rovigoto, potrebbero
derivare dall'etnico di Bertagna,
forma alterata di Bretagna usata nel Veneto nel 1500 come
dimostra questo pezzo tratto dal
Relazione di Francia
di Marino Giustinian del 1535: "...E perché le cose di Milano
hanno certa colliganza con vostra serenità, perché, o ad una via
o all'altra, esse ponno alterare la fortuna sua, dico che se
bene il re cristianissimo ha per principale obietto la grandezza
di Cesare, non però si parte dalle ragioni di successione che
egli dice avere nello stato di Milano e nella contea d'Asti:
aggiognendovi il gran desio che egli ha di allogare monsignor
d'Orliens in quello stato, per il dubio che ha che egli non
vogli aver la duchea di Bertagna. Della recuperazione dello
stato di Milano sua maestà ha avuto diverse speranze...."., ma
possono anche derivare da variazioni di nomi gotici, longobardi
e germanici contenenti la radice germanica bertha (luminoso) o
quella celtica bert (portatore) ...berto. (vedi Bertagna) |
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BERTAGNON
BERTAGNONI |
Molto
molto raro Bertagnon sembrerebbe del padovano, Bertagnoni,
ancora più raro, parrebbe vicentino, dovrebbero derivare da nomi
gotici, longobardi e germanici contenenti la radice germanica
bertha (luminoso) o quella celtica bert (portatore) ...berto. |
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BERTAINA |
Bertaina è tipico di Cuneo e dei paesi vicini, dovrebbe derivare
dal nome medioevale Berteraymus
(Bertaino)
di cui abbiamo un esempio a Celano (AQ) nel 1200:
"...Berteravmus Berlingerio, Milis habet in donum medietatem
Turris Montanarii de comitatu Celani, propter rebellionem
Montanari de Palena ...", ma è pure possibile che derivi in
alcuni casi da toponimi come Bertaina, frazione di Bernezzo
(CN). |
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BERTANI
BERTANO |
Bertani è un cognome tipicamente emiliano, ma con ceppi anche in
Liguria, Lombardia e Veneto, Bertano, assolutamente rarissimo,
sembra specifico di La Spezia, derivano dal nome medioevale
Bertanus
di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia
Medioevale in una Charta Consensi scritta nell'anno 1197 a
Varese: "...Guifredus de Henduno et Bertanus de Aci, omnes
vicini de loco Galliate, et Gualbertinus Birianus et Ardicionus
Birianus, item vicini de ipso loco, dixerunt omnes et
consentierunt per omnia in electione sacerdotis...", troviamo
tracce di queste cognominizzazioni a Venezia nella seconda metà
del 1500 con il libraio tipografo Ioannes Antonius Bertanus. |
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BERTANZA
BERTANZETTI
BERTANZI |
Bertanza
è specifico del bresciano della zona di Concesio, Bertanzetti,
estremamente raro e Bertanzi, ancora più raro, sembrano essere
originari della Val Sabbia gardesana nel bresciano, dovrebbero
derivare dal nome germanico Berthans; tracce di questa
cognominizzazione le troviamo a Capovalle fin dal 1600, e sul
Garda fin dal 1500, personaggio famoso è stato il pittore
cinquecentesco Giovanni Andrea Bertanza nativo di Padenghe (BS). |
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BERTARELLI
BERTARINI
BERTATINI |
Specifico
dell'Emilia e Romagna Bertarelli, dell'Emilia e della Lombardia
Bertarini, presente solo in provincia di Milano Bertatini
(probabile un errore di trascrizione del cognome Bertarini),
tutti questi cognomi derivano da variazioni di nomi gotici,
longobardi e germanici contenenti la radice germanica bertha
(luminoso) o quella celtica bert (portatore) ...berto. |
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BERTASI
BERTASINI
BERTASO |
Bertasi ha un ceppo nel milanese, uno tra bresciano, mantovano e
veronese, ed uno tra rovigoto e ferrarese, Bertasini è specifico
del veronese, di Villafranca di Verona, San Giovanni Lupatoto,
Verona e Sommacampagna, Bertaso è specifico del veronese, di
Verona, San Bonifacio e Grezzana, dovrebbero derivare,
direttamente o tramite un ipocoristico, da una latinizzazione
del nome germanico Berhtwald,
composto dai termini berhta
(luce, brillante, splendente)
con l'aggiunta del termine wald
(governo),
con il significato di chi governa in modo illuminato, nome
probabilmente portato dai capostipiti. |
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BERTE'
BERTI
BERTO |
Bertè è abbastanza raro, sembrerebbe avere 3 ceppi nel
messinese, nel piacentino e nel Trentino, Berti è diffuso in
tutta l'Italia centro settentrionale, Berto presenta un ceppo
Veneto ed uno lombardo piemontese, possono derivare dall'aferesi
del nome latino Libertus
(tipico di schiavo messo in libertà) come possono pure derivare
dal nome medioevale Bertus
a sua volta proveniente dal vocabolo longobardo
bertha (luminoso)
o dal celtico bert
(portatore),
o anche dall'aferesi di nomi come
Adalberto, Giselberto, Otberto
e simili; l'uso di questo nome è presente ad esempio a Firenze
nel 1300, dove troviamo un Bertus de Busticis. Tracce di questa
cognominizzazione si trova in un manoscritto del 1404 dove si
legge: "...per me Iohannem Bertum de Foroiulii (Cividale)
scripturae finem adumpsit 1404 fluente mensis augusti luce 19
dum Bononiae in domo spectabilium militum Domini Melchionis et
Barptolomei de Mozolis de Bononia permanerem....".
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BERTEA
|
Tipico
piemontese, di Pinerolo (TO) e dintorni, è molto molto raro,
dovrebbe derivare da una modificazione dell'aferesi di nomi come
Alberto; tracce a Pinerolo di questo cognome si hanno almeno dal
1700. |
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BERTELLA
BERTELLE
BERTELLI
BERTELLINI
BERTELLINO
BERTELLO
BERTELLONI
BERTELLOTTI |
Bertella ha un ceppo bresciano a Toscolano Maderno, Gargnano,
Gardone Val Trompia, Gardone Riviera, Villanuova Sul Clisi e
Brescia, ed un ceppo nello spezzino a Lerici, Arcola,
Castelnuovo Magra e La Spezia, Bertelle è specifico veneto, del
bellunese in particolare, di Pedavena, Feltre, Lozzo Atestino,
Fonzaso e Seren del Grappa, Bertelli è diffuso in tutto il nord,
Lombardia Emilia, Veronese e Toscana settentrionale in
particolare, Bertellini è specifico del mantovano di Suzzara,
Gonzaga e Pegognaga, Bertellino sembrerebbe tipico di Nole (TO),
Bertello è caratteristico del piemonte occidentale, di Torino,
Bra (CN), Moncalieri (TO) e Montaldo Roero (CN), Bertelloni
sembrerebbe specifico di Massa e della sua provincia,
Bertellotti è specifico della provincia di Lucca, di Pietrasanta,
Stazzema, Forte dei Marmi e Seravezza, derivano tutti da forme
ipocoristiche, anche complesse, del nome medioevale
Bertus (vedi
BERTE'), ma è pure possibile una derivazione da toponimi come
Casa Bertella (PV), Fontana Bertelli (BG) citata ad esempio in
un Iudicatum
del 1023 a Bergamo: "...videtur non multum longe da Fontana que
Bertelli dicitur..." o anche altri, come leggiamo in una
Cartula commutationis
del 1059 sempre a Bergamo: "...in loco qui dicitur Castanee
Bertelli prope Calfe...". |
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BERTENI |
Berteni è tipicamente lombardo, di Manerbio, Angolo Terme e
Carpenedolo nel bresciano e di Castiglione delle Stiviere nel
mantovano, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine
dialettale arcaico basato sul termine
bertenna
(della vacca),
probabilmente indicante il mestiere di
mandriano
o di addetto alle stalle
svolto dal capostipite. |
|
BERTERAME
BERTERAMO |
Berterame ha un piccolo ceppo ad Empoli ed uno nel potentino ad
Abriola, Potenza e Viggiano, Berteramo ha un ceppo a Cerignola
nel foggiano.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale
Berterame,
che, assieme alla sua variante
Berteramo, nasce da un
adattamento del personale germanico
Bertram,
col significato di corvo
splendente o illustre (vedi
Beltrama). Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque,
si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei
capostipiti. |
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BERTESI |
Bertesi, sicuramente del modenese, sembrerebbe originario della
zona di Carpi, il suffisso-esi
dovrebbe stare ad indicare
quelli del Berto
(vedi BERTE') e riferirsi quindi alla discendenza di un certo
Berto. |
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BERTIN
BERTINA
BERTINELLI
BERTINETTI
BERTINETTO
BERTINI
BERTINO |
Bertin,
tipico veneto, sembra essere particolarmente diffuso nel
padovano, Bertina, assolutamente rarissimo, parrebbe piemontese,
Bertinelli ha vari piccoli ceppi in Lombardia ed in Emilia, con
un ceppo significativo nel parmense e nel bolognese, un ceppo
nel perugino ed uno a Roma, Bertinetti è tipicamente piemontese,
specifico di Torino e di Baldissero torinese, Buttigliera Alta e
Castiglione Torinese nel torinese e di Mongrando nel biellese,
Bertinetto è specifico del Piemonte occidentale, di Cavour,
Torino, Villafranca Piemonte e Piossasco nel torinese, Bertini
è diffuso in tutto il centronord, particolarmente in Toscana,
Bertino ha un nucleo piemontese, nel torinese in particolare ed
uno siciliano, tra messinese e catanese, derivano tutti,
direttamente o tramite alterazioni dialettali o ipocoristiche,
dal nome medioevale Bertinus,
di cui abbiamo un esempio nel Monferrato nel 1300: "Anno domini
millesimo cccv, indizione tercia, die martis VIII mensis marcii,
in burgo Tridini sub caxina marchionatus, presentibus... ...Thome
de Guasto, Bertino de Castagnolio, et pluribus aliis testibus
vocatis et rogatis...", nome che deriva a sua volta da un
ipocoristico del nome Berto
(vedi BERTE'). Troviamo tracce di queste cognominizzazioni a
Lucca fin dal 1400. |
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BERTINAT |
Bertinat, assolutamente rarissimo, sembrerebbe specifico di
Bobbio Pellice e Torre Pellice nel basso torinese, dovrebbe
derivare da un'alterazione dialettale del nome francese
Bertinaud, una forma ipocoristica del nome
Bertinus
(vedi BERTIN), ma non si può escludere anche una possibile
derivazione dal nome del paese francese di Bertinat in Aquitania. |
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BERTOCCHI
BERTOCCHINI
BERTOCCHIO
BERTOCCO |
Bertocchi
ha un nucleo lombardo tra le province di Milano, Bergamo e
Brescia. un ceppo toscoemiliano nella fascia tra le province di
Massa, Lucca e Bologna ed un nucleo a Trieste, Bertocchini,
molto raro, è tipico del lucchese, Bertocchio, assolutamente
rarissimo, è specifico della zona tra Pinerolo e Perosa
Argentina, Bertocco, sicuramente veneto, è tipico del padovano e
veneziano, derivano da modificazioni dell'aferesi di nomi come
Roberto, Alberto, Umberto o Ruperto. Tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo a Bologna nella seconda metà del
1400 con il letterato Dionysius Bertochus. |
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BERTOGLI
BERTOGLIA
BERTOGLIO
BERTOLLI
BERTOLLINI
BERTOLLO |
Bertogli, molto raro, è tipico del modenese, di Palagano e
Modena in particolare, Bertoglia è quasi unico, Bertoglio è
tipico dell'Italia settentrionale centroccidentale, del
bresciano, del milanese, del pavese, del lodigiano e del
cremonese, del genovese e savonese, del vercellese, torinese e
cuneese, Bertolli sembra avere oltre ad un ceppo nel milanese e
varesotto, anche uno nel pistoiese ed uno nel trentino, Bertollo
è tipico del vicentino e padovano, Bertollini molto raro è della
provincia di Roma, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Bertolius,
una variazioni del nome medioevale
Bertus a
sua volta proveniente dal vocabolo longobardo
bertha (luminoso)
o dal vocabolo celtico bert
(portatore),
del nome Bertolius
abbiamo un esempio ad Aquileia datato 1619 un opera lignea dovew
si può leggere "Bertolius ligno incidit". |
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BERTOLA
BERTOLAIA
BERTOLAN
BERTOLANI
BERTOLAZZI
BERTOLETTI
BERTOLI
BERTOLIN
BERTOLINI
BERTOLINO
BERTOLO
BERTOLONE
BERTOLONI
BERTOLOTTI
BERTOLOTTO
BORTOLI
BORTOLINI
BORTOLINO
BORTOLAZZI
BORTOLO
BORTOLOT
BORTOLOTO
BORTOLOTTI
BORTOLOTTO |
Bertola e Bertolotti sono tipici della zona centrooccidentale
dell'Italia settentrionale, Bertolaia, rarissimo, è tipico
milanese, Bertolan, quasi unico, sembrerebbe veneto, Bertolani è
tipico del modenese e delle vicine province di Mantova, Reggio
Emilia e Lucca, Bertolazzi ha un ceppo nel milanese, uno tra
veronese e bresciano ed uno nel parmense, Bertoletti,
tipicamente lombardo è specifico della zona che comprende
bresciano, bergamasco, milanese e cremasco, Bertoli, Bertolini e
Bortolotti sono diffusi in tutto il nord, Bertolin è tipicamente
veneto, particolarmente diffuso nel padovano e nel veneziano,
Bertolino è tipicamente piemontese, Bertolo ha un ceppo nel
torinese ed uno nel Veneto, Bertolone ha un ceppo piemontese, in
particolare tra vercellese, biellese e torinese, un ceppo
genovese ed uno siciliano, soprattutto nel nisseno e nel
catanese, Bertoloni è invece tipico del bresciano, di Mazzano,
Brescia e Travagliato, Bertolotto è decisamente pimontese e
ligure, del torinese, cuneese, savonese, genovese e spezzino in
particolare, Bortoli ha un ceppo vicentino ed uno modenese,
Bortolazzi ha un ceppo veronese ed uno emiliano, Bortolini ha un
ceppo nel basso trentino, uno veneto, in particolare nel
trevigiano, ed uno tra modenese e bolognese, Bortolino è quasi
unico, Bortolo, assolutamente rarissimo, parrebbe del milanese,
Bortolot è specifico di Vittorio Veneto nel trevisano e di Zoppè
di Cadore e Lentiai nel bellunese, Bortoloto, praticamente unico,
è probabilmente dovuto ad un'errata trascrizione di Bortolotto
che ha un nucleo veneto in particolare a Resana, Castelfranco
Veneto, Conegliano, Vittorio Veneto e Treviso nel trevisano, a
Padova, Maserà di Padova, Albignasego ed Abano Terme nel
padovano, a Vicenza ed a Venezia, derivano tutti, direttamente o
tramite modificazioni ipocoristiche o accrescitive, dal nome
medioevale Bartolus,
Bertolus
o Bortolus
(Bartolomeo)
di cui abbiamo un esempio in questi atti medioevali: "...Postquam
super venit Bartolus predictus filius dicti Sanctis...", "...Bertolus
filius quondam Petri de Ceronibus, Zeninus dictus Cuchetus de
Buscho,..." ed a Trento nel 1649 leggiamo: "...Spectabiles
domini notarii Bortolus Nicolini de Prasio et Felix Honoratus de
Bono ambo Iudicariarum...", o da variazioni come questa in una
Cartula Donationis
dell'anno 1165 a Pavia: "Anno ab incarnatione domini nostri Iesu
Christi millesimo centesimo sexagesimo quinto, quarto die mensis
septembris, indictione tercia decima. Tibi Ottoni de Bibiano,
filio quondam Rufini, nos Bertolottus, filius quondam item
Rufini de Gumberto, et Sigebaldus, pater et filius, qui professi
sumus ex nacione nostra lege vivere Longobardorum, ipso genitore
meo mihi consentiente et subter confirmante, amici et
benecupientes atque donatores tui presentes presentibus dicimus...".
Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio nella
seconda metà del 1700 nel Trentino con il conte Lodovico
Bertolazzi di Trento e in Valtellina dove Andrea Bertola fu
Santino di Bianzone è Decano della magnifica comunità di
Bianzone per l'anno 1796. |
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BERTOLDI
BERTOLDO |
Bertoldi
è diffuso in tutto il centro nord ed è probabilmente originario
del Veneto occidentale e del Trentino, Bertoldo sembra avere un
ceppo nel cuneese, uno nel nord milanese ed uno nel Veneto e
Lombardia orientale, derivano dal nome medioevale di origini
longobarde Bertholdus di cui ad esempio si hanno tracce nel 1100
nel Codice Diplomatico della Lombardia Medioevale, dove si legge:
"...predictus Otto dedit vuadiam in manu suprascripti Anselmi et
ad partem suprascriptorum germanorum suorum tamquam ad suam, ita
ut postquam Bertoldus et Incaldia, germani infantuli, nepotes
ipsius Ottonis et fillii quondam Arderici,..." e nel 1200 a
Cividale (UD) come prototipo di cognominizzazione: "...D.
Bertoldus Dei gratia S. Sedis Aquilegensis Patriarcha investivit
Magistrum Valterium scutarium eiusque liberos et heredeset omnes
ex eo descendentes in perpetuum de quadam domo sita in curia
Patriarchali ante solarium civitatense...". |
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BERTOLERO |
Bertolero, estremamente raro, è tipicamente piemontese, del
torinese, dovrebbe trattarsi di una forma patronimica riferita
ad un capostipite il cui padre si fosse chiamato
Bertolo,
tracce di questa cognominizzazione le troviamo agli inizi del
1700 con lo stampatore Francesco Bernardo Bertolero. |
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BERTOLIZIO
BERTOLIZZI
BERTOLUCCI
BERTOLUZZI
BERTOLUZZO |
Sia
Bertolizio che Bertolizzi sono quasi unici, sicuramente del nord
Italia, Bertoluzzi, assolutamente rarissimo, è leggermente meno
raro, Bertoluzzo, molto molto raro, ha un ceppo tra vicentino e
padovano ed uno tra cuneese e savonese, Bertolucci è sicuramente
il più diffuso, tipico della Toscana nordoccidentale, delle
province di Massa e Lucca soprattutto, dovrebbero tutti derivare
dal nome medioevale Bertolicius
o Bertolutius,
di cui abbiamo un esempio in un atto dell'anno 1301: "Questio
domini Bertolutii de Pretis doctoris legum disputata sub MCCCI
die tertia intrante apreli. In nomine Patris et Filii et
Spiritus Sancti amen. Questio talis est: cavetur in statuto
communis Bonon. In alio cavetur quod nullus de lingua forasteria
possit habere officium. ...". |
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BERTOLUSSO |
Bertolusso è tipicamente piemontese, di Sommariva Perno nel
cuneese in particolare, dovrebbe derivare da una forma
ipocoristica dialettale del nome medioevale
Bartolus
(vedi BARTALI), da Bartolo a Bertolo, poi Bertoluccio e di lì a
Bertolusso, o anche da forme aferetiche di nomi di origine
franca terminanti per -berto, come ad esempio Guiniberto o
Ariberto. |
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BERTOMORO |
Cognome
apparentemente di origine veneta, ma presente anche in provincia
di Milano ed in Piemonte e Liguria, potrebbe essere stato
originato da un Berto il Moro soprannome indicante uno scuro di
capelli o di carnagione. |
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BERTON
BERTONA
BERTONE
BERTONI |
Berton
è tipico veneto, Bertona è specifico della zona di Borgomanero e
Cressa nel novarese, Bertone è tipico del Piemonte e Liguria
occidentali, con un ceppo anche nel napoletano ed iserniese,
Bertoni è tipico di Lombardia, Emilia e Liguria orientale, con
ceppi anche nella Toscana nordoccidentale e nell'udinese,
derivano da modificazioni del nome medioevale
Bertus
(vedi Bertè), modificazione di cui abbiamo tracce già in epoca
longobarda, come possiamo leggere in un atto del 753 stilato in
Piacenza, dove si può leggere: "...Signum + manus Bertoni filio
quondam Antonino uiri honesti exercitalis testis...", potrebbero
anche derivare dal termine
bertone che in epoca medioevale
indicava chi avesse le orecchie mozzate o anche chi fosse figlio
di una donna di malaffare.
integrazioni fornite da
Daniele Zaia
Etimologia alternativa per questi cognomi potrebbe essere
riferito al termine medioevale
bertone, con questo termine gli
italiani fino al 1400 indicavano i mercanti provenienti dal Nord
Europa. |
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BERTONATI
BERTONATTI |
Bertonati è decisamente ligure, caratteristico dello spezzino,
di La Spezia in particolare e di Riccò del Golfo di Spezia e
Riomaggiore, Bertonatti è praticamente unico, dovrebbero
derivare da un'italianizzazione del nome franco, provenzale
Bertonnaud,
una forma ipocoristica del nome germanico
Berthon,
che origina dal termine medioevale germanico
berht (brillante,
luminoso). |
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BERTONCELLI
BERTONCINI |
Bertoncelli ha un ceppo nel novarese, uno nel veronese e vicino
bresciano ed uno nel modenese e bolognese, Bertoncini è tipico
dell'area che dal piacentino arriva al pisano, tramite il
parmense, il massese ed il lucchese, derivano da una variazione
ipocoristica di un accrescitivo del nome
Bertus
(vedi Berton) |
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BERTORELLA
BERTORELLI
BERTORELLO |
Bertorella è unico, Bertorelli è specifico del parmense, di
Bardi, Parma e Salsomaggiore Terme con ceppi anche a Piacenza e
nel pavese, Bertorello ha un grosso nucleo genovese ma presenta
ceppi anche piemontesi a Paesana, Revello e Rifreddo nel cuneese
ed a Torino, derivano dal nome medioevale
Bertorellus,
di cui abbiamo traccia nel Monferrato fin dal 1300, si tratta di
una forma ipocoristica del nome
Bertus. |
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BERTOS
BERTOSSI
BERTOSSIO
BERTOSSO
BERTOZZI
BERTOZZO |
Bertòs,
molto molto raro, è tipico delle province di Gorizia e Trieste,
Bertossi è molto diffuso in tutto l'udinese, Bertossio è
specifico di Tricesimo (UD), Bertosso, estremamente raro,
parrebbe veneto, Bertozzi è molto diffuso in Emilia, Toscana
settentrionale e pesarese, con un ceppo anche tra milanese e
novarese e nel bresciano, ed uno a Roma, Bertozzo, molto raro, è
specifico dell'area che comprende il veronese ed il vicentino,
dovrebbero derivare tutti da modificazioni dialettali
dell'aferesi di forme ipocoristiche di nomi come Alberto,
Umberto, Roberto ecc. |
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BERTOTTI
BERTOTTO |
Bertotti sembrerebbe avere due ceppi, uno trentino ed uno
piemontese, Bertotto è tipico veneziano con un ceppo,
probabilmente secondario, in Piemonte, derivano dal nome
medioevale Bertus a sua volta proveniente dal vocabolo
longobardo bertha (luminoso) o dal celtico bert (portatore).
notizie ulteriori
fornite da Luca Bertotti
per approfondimenti:
http://www.bertotti.it/storia.asp
La Storia della Famiglia Bertotti inizia alla fine del 1400 in
una località ancora oggi chiamata Oltrecastello di Povo che, a
quel tempo, faceva parte del distretto e della giurisdizione di
Trento. Oltrecastello, a quel tempo, contava sì e no una
cinquantina di abitanti e tra questi vi era già formata una
famiglia: i Bonvecchio, ancora oggi esistente. Tra i membri di
questa famiglia c'era un personaggio nato attorno al 1468 di
nome Berto, che diede origine al cognome che ancora oggi i
Bertotti portano. Berto nel 1493 diventò padre di Cristoforo ,
il quale assieme a dei fratelli, è menzionato in una pergamena
del 1541 per una vertenza con il Comune di Povo, con la quale,
il Massaro Vescovile autorizza i detti fratelli a far pascolare
solo per 12 giorni l'anno le loro 400 pecore, pagando una tassa
per quelle condotte dal Mantovano, che saranno poi tenuti a
foraggiare con fieno proprio. Nel 1547 Cristoforo, indicato
nell'Atto Notarile "Ser Cristophoro f.q. Berti dicti de
Bovechio", acquista del terreno "arativo, vineato e rabullato
(prativo)", come si soleva scrivere, a Povo in località detta
"Cornicchio" per la somma di 447 Ragnesi (fiorini del Reno),
pagando in "ducati aurei" e fiorini d'argento, acquistando dagli
eredi del fu Nobile Signore Giovanni Battista de Geremia,
Consigliere di Sua Maestà del Sacro Romano Impero. Questo è
l'inizio del cognome Bertotti. Cristoforo per la prima volta è
indicato con il patronimico latino derivato dal nome del padre e
quindi i figli di Berto sono divenuti i Bertoti. E' in questo
periodo che i cognomi della gente comune si definiscono e anche
per i Bertotti la necessità di distinguersi dal resto della
Famiglia Bonvecchio ne fa assumere uno proprio.
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BERTRAND
BERTRANDA
BERTRANDI
BERTRANDO |
Bertranda, quasi unico, è del Piemonte occidentale, Bertrandi,
altrettanto raro, è del nord Italia, sia Bertrand che Bertrando,
assolutamente rarissimi, sono del torinese, con presenze anche
nel milanese, dovrebbero derivare dal nome germanico
Bertrand
composto dai termini berht
(luminoso)
e hramn
(corvo),
l'uso di questo nome sia al maschile che al femminile lo
troviamo in un testo del 1200: "...Anno quo supra nonas iulii
Bertranda uxor quondam Bertrandi de Mons, uxor Iordani de
Lantario t.i. nichil. Dixiit tamen quod vidit Alamandum de
Roaxio de h. cond. in domo i.t. apud Tholosam et resalutavit
ipsum et rogavit i.t. quod rogaret maritum suum pro ipso, quod
ipsa facere noluit, sed dixit viro suo sic: "Alamandus rogavit
me quod rogarem vos pro ipso". Aliter non rogavit ipsum virum
suum pro dicto heretico....".
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BERTUCCELLI
BERTUCCI
BERTUCCIO |
Bertuccelli ha un ceppo tra lucchese e massese ed uno nel
messinese, Bertucci ha ceppi nel genovese, nel lucchese, nel
Lazio, in Calabria ed in Sicilia, Bertuccio, molto più raro, ha
un nucleo nel messinese ed un ceppo nel genovese, derivano da
modificazioni ipocoristiche semplici o composite del nome
Berto
(vedi BERTE'), o dall'aferesi di diminutivi di nomi come
Lamberto,
Roberto o simili, tracce di
queste cognominizzazioni le troviamo a Roma nel 1400 con il
Notario Apostolico Lamberto Bertucci. |
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BERTUGLI
BERTUGLIA |
Bertuglia, molto raro, sembra originario del trapanese,
Bertugli, ancora più raro, sembrerebbe del modenese. |
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BERTULLI
BERTULLO |
Bertulli, molto raro, ha un ceppo nel bresciano ed uno nelle
Marche tra Pesaro e Fano, Bertullo, praticamente unico, potrebbe
essere del reggino, derivano da modificazioni del nome
medioevale Bertus (vedi Bertè).
notizie ulteriori
fornite da Cesare Bertulli
Verosilmilmente, data la radice, il nome è di origine Carolingia
o Longobarda. A Travagliato (Brescia) I Bertulli sono già
presenti alla fine del 1400 e numerosi Bertulli risultavano in
Brescia, città della cui cittadinanza godevano. La genealogia
dei Bertulli di Travagliato è già stata ricostituita dalla fine
del XV° secolo. La presenza di numerosi Bertulli a Fano e Pesaro
è probabilmente dovuta a Pandolfo Malatesta che fu Signore di
Brescia dal 1402 al 1420. Alcuni Bertulli potrebbero averlo
seguito a Fano (unitamente ai Coradelli che però rientrarono a
Travagliato nel 1424) dopo la sua sconfitta a Montichiari ad
opera del Carmagnola nel 1420. Fonti sono sia l'Archivio
Notarile di Brescia presso ASB e gli estimi del tempo e, a
partire dal 1570, l'Archivio Parrocchiale di Travagliato. Un
Bertulli (o Bertul, genitivo Bertulis) risulta essere stato
Console e Sindico del Paese nell'anno 1534. I Bertulli di
Brescia avevano il titolo di Dominus e quelli di Travagliato di
Dominus o Magister.
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BERTUOL
BERTUOLO |
Bertuol è tipico di San Pietro di Feletto, Preganziol e di
Carbonera nel trevisano, di Lentiai nel bellunese e di Iesolo,
Bertuolo, assolutamente molto raro, è tipico del rovigoto, con
un ceppo anche nel varesotto, Bertuol è una forma dialettale
lombardoveneta del nome Bertoldo,
si tratta quindi della cognominizzazione del nome del
capostipite. |
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BERTUZZI
BERTUZZO |
Bertuzzi
è tipico del nord, con un ceppo importante in Lombardia, uno
nell'Emilia centroorientale ed in Romagna ed uno nel Friuli,
Bertuzzo, meno comune, è specifico del vicentino, dovrebbero
derivare da modificazioni del nome Berto (vedi Bertè), in alcuni
casi possono derivare da nomi di località come Valle Bertuzzi
nel bolognese. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a
Vicenza in un atto del 1545 dove viene citato il
consegliere del Comun Lorenzo Bertuzzo,
nel 1700 è famoso il pittore anconetano Nicola Bertuzzi
(1710-1777) operante soprattutto a Bologna. |
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BERUTI
BERUTO
BERUTTI
BERUTTO |
Beruti, estremamente raro, è ligure, Beruto, leggermente meno
raro, oltre al piccolo ceppo ligure ne ha uno piemontese nel
torinese, Berutti, abbastanza raro, sembra avere 3 ceppi, uno
nel torinese, uno nel basso cuneese e genovese ed uno nel
cagliaritano, quest'ultimo dovrebbe essere proveniente da quello
genovese, Berutto molto raro è tipico del torinese, potrebbero
derivare da soprannomi (vedi BERRUTI), in qualche caso magari
anche dall'aferesi di ipocoristici di nomi derivanti dal
cognomen latino Hiberus,
o da modificazioni sempre ipocoristiche del nome germanico
Bero.
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BERZI
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Tipico
bergamasco, deriva dal toponimo Berzo S. Fermo (BG). |
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BESALDUCH |
Assolutamente rarissimo sembrerebbe originario di Sinnai (CA),
ma probabilmente trae origine dalla Spagna. |
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BESANA
BESANI |
Besana è
tipico del nordmilanese, lecchese, comasco e varesotto, Besani,
assolutamente rarissimo, è del varesotto, dovrebbero derivare da
toponimi come Besano (VA) o Besana in Brianza (MI). Il casato
dei De Besana o Da Besana, nobili milanesi di origini
longobarde diede a Milano anche alcuni Arcivescovi come
Varimperto o Gariberto di Besana Arcivescovo dal 918 al 921. |
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BESCA
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Besca,
molto molto raro, è del teatino, di San Salvo, Vasto e Cupello,
dovrebbe essere di origini croate e derivare dal nome di una
località dell'isola di Veglia in Croazia. |
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BESCAPE' |
L'origine
può essere o dal toponimo Bascapè (PV) o come modifica del
nobile cognome Basilica Petri. La distribuzione è limitata alle
provincie di Milano, Lodi e Pavia. |
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BESCHI
BESCO |
Beschi è tipico della zona tra il mantovano ed il bresciano,
area di Castiglione delle Stiviere e Castelgoffredo nel
mantovano, Carpenedolo e Montichiari nel bresciano, Besco è
vicentino della zona di Valdagno, dovrebbero essere di origini
germaniche e derivare dal cognome medioevale
Bescus,
ricordiamo l'editore di Lipsia del periodo tra 1400 e 1500
Julianus Bescus. |
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BESI
BESIA
BESIO |
Besi ha un ceppo toscano a Sansepolcro nell'aretino ed a Roma,
Besia, molto raro, sembrerebbe lombardo, abbiamo tracce di
questa cognominizzazione a Cannero Riviera con il Notaio Filippo
Besia, figlio del notaio Cristoforo Besia che esercitò agli
inizi del 1600 ed a Bianzone nel sondriese, in un atto di
compravendita del 1737 dove viene citato un certo Simone Besia,
della Compagnia di Gesù, Besio ha un ceppo ligure nel savonese,
a Savona, Albissola Marina e Vado Ligure, ed a Genova, ed uno in
Lombardia a Grosio e Tirano nel sondriese ed a Grandate nel
comasco, questi cognomi sono probabilmente derivati dal nomen
latino Besius
che farebbe riferimento alla
Gens Besia, la cui collocazione
geografica sarebbe stata anche in Brianza, ma potrebbero anche
essere derivati, pur essendo meno probabile, da un soprannome
originato dal termine dialettale settentrionale
besíūs (pungente,
ma anche sarcastico). |
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BESOZZI |
Distribuito in Lombardia e Piemonte, ma concentrato nelle
provincie di Como e Milano dovrebbe aver avuto origine dal
toponimo Besozza (VA). |
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BESSEGHINI |
Cognome tipico di Grosio (SO), deriva da un soprannome originato
dal vocabolo dialettale bessegh (mento prominente) e starebbe ad
indicare che il capostipite era affetto da prognatismo.
Troviamo tracce di questo cognome a Grosio nel 1600 con un certo
Francesco Besseghini, un certo Giovanni Besseghini è decano
della comunità agli inizi del 1700 come risulta da atti
dell'epoca.
informazioni fornite da
Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO) |
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BESSER
BESSERO |
Besser, quasi unico, sembrerebbe piemontese, Bessero,
assolutamente rarissimo, ha sporadiche presenze in Piemonte, in
Liguria e nel sud della Sardegna, potrebbero derivare dal
cognome francese Besserer,
a sua volta derivato da un termine medioevale per ufficiale
giudiziario, secondo un'altra ipotesi deriverebbero da un
soprannome medioevale provenzale originato dal fatto che i
capostipiti provenissero da un luogo caratterizzato dalla
presenza di un bosco di betulle. |
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BESSON
BESSONE |
Besson
rarissimo è tipico del cuneese, Bessone è tipico del Piemonte e
della Liguria occidentali, dovrebbero derivare dal nome franco
Bessone di cui abbiamo traccia in uno scritto del 531:
"...Amalaricus rex cum Hildiberto Francorum rege in Gallia
superatus Narbonensi in proelio Barcinonem fugiens venit ibique
a Franco nomine Bessone angone percussus interiit...", nome che
troviamo usato come cognome in Francia almeno dal 1400. |
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BESTA
BESTETTI
BESTI
BESTO |
Besta, assolutamente rarissimo, è tipicamente lombardo,
specifico della provincia di Sondrio, Besti è praticamente
unico, così come Besto, Bestetti, il più diffuso, anch'esso
lombardo, è tipico dell'area settentrionale della regione, del
varesotto, comasco, lecchese, sondriese, bergamasco e milanese,
dovrebbero derivare direttamente o tramite ipocoristici dal nome
germanico Besta,
che troviamo citato in uno scritto dell'anno 1059: "..Besta
Bladisthlabi filius, Prusiani frater..", che dovrebbe a sua
volta derivare dal termine medioevale germanico
best (treccia,
legaccio), troviamo tracce di
queste cognominizzazioni a Chiuro nel sondriese almeno dal 1600:
"..Confessio facta per illustrissimum dominum doctorem Philippum
Besta alias Tilii prestorem illustrissimo et excellentissimo
domino doctori Fabio Besta decano magnificis communitatis
Clurii, 1694 (in carica da
almeno 35 anni) ..".
integrazioni fornite da
Andrea Riva
Il cognome Bestetti deriva dalla località di Bestetto, oggi
frazione del comune di Colle Brianza (LC). |
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BETA
BETTA |
Beta è
quasi unico, probabilmente dell'area lombardo, emiliana, Betta,
tipico della provincia di Trento, ha un ceppo forse non
secondario in quella di La Spezia, dovrebbero derivare,
direttamente o tramite una modificazione dialettale,
dall'aferesi del nome Elisabetta. |
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BETTANIN
BETTANINI |
Bettanin è caratteristico del vicentino, della zona di Thiene e
Sarcedo, Bettanini, molto molto raro, è tipico della sponda
bresciana del lago di Garda, della zona di Tignale in
particolare, si dovrebbe trattare di forme ipocoristiche
dialettali, composite, relative al nome medioevale
Bettus
(vedi BETTI), tracce di queste cognominizzazioni le troviamo
nella prima metà del 1700 con lo scrittore veneto Homobonus
Bettaninus autore a Venezia del Novum Lexicum geographicum edito
nel 1738. |
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BETTARIN
BETTARINI
BETTARINO |
Bettarin e Bettarino sono praticamente unici, dovrebbero essere
dovuti ad errate trascrizioni di Bettarini, che è tipicamente
toscano, di Prato, del fiorentino, di Sesto Fiorentino, Firenze,
Campi Bisenzio, Calenzano, Fucecchio, Empoli e Certaldo, e di
Livorno, dovrebbero derivare da ipocoristici del nome medioevale
Bettus
(vedi BETTI)./font> |
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BETTAZZA
BETTAZZI
BETTAZZO |
Bettazza è molto molto raro ed è tipico del bresciano, Bettazzi
è specifico del pratese e del fiorentino, Bettazzo è ormai
scomparso in Italia ed è presente solo in America del sud,
derivano tutti dall'ipocoristico dell'aferesi di nomi come
Elisabetta.
ipotesi fornite da
Stefano Bettazzi
L'origine di questi cognomi, in realtà, va ricercata nel nome
medievale Betto o nel suo corrispettivo femminile Betta (anche
se, in quest'ultimo caso, non si può escludere una derivazione
dall'aferesi del nome Elisabetta): il suffisso -azzo o -azza ha
semplice valore accrescitivo o, in alcuni casi, peggiorativo.
Dal punto di vista etimologico, esistono due diverse teorie
riguardo questo nome: alcuni, infatti, ritengono si tratti d'una
variante del nome Berto/a, il quale a sua volta trae origine dal
personale germanico Bertho/a, col significato di splendente,
illustre, famoso (dall'antico tedesco bertha); altri, invece,
sostengono si tratti semplicemente della contrazione del nome
Benedetto o Benedetta (allo stesso modo in cui dal nome Giovanni
si sarebbe formato, per contrazione, il nome Gianni). In ogni
caso, dunque, si tratta di cognomi derivati dai nomi personali
dei capostipiti. |
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BETTE' |
Cognome
tipicamente milanese, potrebbe essere una corruzione dialettale
del vocabolo germanico contenente la radice germanica bertha
(luminoso) o quella celtica bert (portatore), come potrebbe
derivare dal nome Benedetto troncato e trasformato dal dialetto. |
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BETTEGA
BETTIGA |
Bettega sembra avere un ceppo nel vicentino e trentino, ed uno
nel lecchese, Bettiga è specifico di Colico (LC), dovrebbero
derivare da una variazione dell'aferesi del nome Elisabetta.
integrazioni fornite da
Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
La singolarità dei Bettega è quella di vivere in piccoli centri,
con la sola eccezione dei Bettega vicentini dei quali un ceppo
vive ad Arzignano (VI), oggi importante centro industriale, che
conta più di 20.000 abitanti. Anche se la maggioranza dei
Bettega vive in Trentino: in Val Cismon, sono da
considerarsi veneti, poiché di fatto questa valle è da
considerarsi un'appendice del Feltrino (BL). Del tutto
indipendente è il ceppo lombardo dei Bettega, che sembrerebbe
avere le sue origini a Dorio (LC) e si sarebbe poi ramificato
nelle vicine Dervio e Colico. Anni fa il grande giornalista
Gianni Brera parlando del famoso calciatore Roberto Bettega
(Bettega è di origine feltrina), avanzò l'ipotesi che il cognome
derivasse dal verbo bettegà (balbettare), parola che è usata in
tutti i dialetti lombardi, ma che è simile anche nel veneziano
(bettegar). L'ipotesi di Brera potrebbe essere verosimile, ma è
da verificare. Invece in Trentino trova credito un'altra
supposizione: il cognome deriverebbe dalla parola barbabietola o
meglio dalla parola veneta che indica la barbabietola. |
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BETTI
BETTIN
BETTINELLI
BETTINI
BETTINO
BETTO
BETTON
BETTONI
BETTOSCHI |
Diffusi al nord, con prevalenza nel Veneto per Bettin ed in
Lombardia per Bettinelli, ed al centro nord con prevalenza in
Toscana, Umbria, Marche e Lazio per Betti, Bettini è
diffusissimo in tutto il centronord, Bettino, molto raro, ha un
ceppo a Piedimonte Matese nel casertano ed uno a Messina, Betto
è tipicamente veneto, del padovano in particolare, di San
Giorgio delle Pertiche, Campo San Martino, Padova e Castelfranco
Veneto nel trevisano, Betton rarissimo è del trevigiano, Bettoni
è specifico lombardo della zona che comprende le province di
Milano, Bergamo, Brescia, Mantova e Cremona, Bettoschi è un
tipico cognome di Trescore Balneario nel bergamasco, questi
cognomi potrebbero derivare da modificazioni, ipocoristiche,
accrescitive o patronimiche, del nome medioevale
Bettus,
di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia
medievale in un atto di vendita dell'anno 1180 redatto a Varese,
dove leggiamo: "...Cartam vendicionis ad proprium fecit Braggius
filius quondam Arnulfi qui dicebatur Bettus de burgo
Varisio...", o anche potrebbero essere una corruzione dialettale
di vocaboli contenenti la radice germanica bertha (luminoso) o
quella celtica bert (portatore), come potrebbero pure derivare
dal nome Benedetto troncato e trasformato dal dialetto. |
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BETTINESCHI |
Bettineschi è tipicamente lombardo, del bergamasco soprattutto
ed in particolare di Colere, ma anche di Bergamo, Costa Volpino
ed Azzone, e del bresciano, a Darfo Boario Terme e Piancogno,
dovrebbe trattarsi di una forma patronimica, dove il suffisso
-eschi
stia per,
dei figli non primogeniti di un
Bettino
(vedi BETTI). |
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BETTINZOLI |
Bettinzoli è tipico di Brescia e del bresciano, di Lumezzane,
Lodrino e Flero, dovrebbe derivare da una forma arcaica del nome
del paese bresciano di Bedizzole, probabile zona d'origine dei
capostipiti. |
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BETTIO
BETTIOL
BETTIOLO |
Bettio è
specifico del padovano, Bettiol è tipico della zona di Treviso e
dintorni, Bettiolo molto raro è veneziano, derivano tutti da
modificazioni dialettali del nome Benedetto, di quest'uso si
hanno tracce ad Oderzo (TV) in una sentenza del 1354 dove si
parla di un tale Bettio di Saccon (località di Oderzo). |
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BETTOLA |
Bettola
ha un ceppo nel milanese e basso piacentino ed uno a Bergantino
(RO), dovrebbero derivare da uno dei molto toponimi come Bettola
(PC) o i vari Bettola (MI) ne esistono almeno quattro, o Bettola
(BS) e molti altri. |
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BETTOLINI |
Bettolini
è tipico del milanese, dovrebbe derivare da toponimi locali come
Bettolino di Mediglia, Bettolino di Pogliano Milanese o
Bettolino di Usmate Velate. |
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BEUZER |
Molto
molto raro è tipico della zona di Cividale del Friuli (UD) e
dintorni, dovrebbe derivare dal toponimo sloveno Beuzarji nei
pressi di Kambresko in Slovenia. |
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BEVACQUA
BIVACQUA |
Bevacqua
è tipico dell'area che comprende la Calabria e la Sicilia,
particolarmente diffuso a Gangi (PA), a Messina, Tortorici e
Castell`Umberto nel messinese ed in Calabria a Tiriolo,
Catanzaro e Motta Santa Lucia nel catanzarese, a Villa San
Giovanni nel reggino ed a Cosenza, Bivacqua è una forma dello
stesso cognome tipico di Tostorici, dovrebbero derivare da
soprannomi probabilmente scherzosi attribuiti a chi invece aveva
la passione per il vino o anche a chi era stranamente astemio. |
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BEVERINA |
Molto
raro è tipico di Besozzo (VA). |
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BEVILACQUA |
Assolutamente
panitaliano, può derivare sia da soprannomi probabilmente legati
ad un amore particolare per il vino, sia da toponimi come
Bevilacqua (FE) - (VR) - (BO) o altri; esempio di questa
consuetudine si trova in uno scritto del 1050 dove si legge:
"...Gregorius qui dicitur bibit aquam ...". La nobile famiglia
veronese dei Bevilacqua è originaria di Ala (TN) Guglielmo
divenne nel 1300 Vassallo del Vescovo di Verona; alla Corte
degli Scaligeri il suo casato crebbe d'importanza con Francesco
che come ambasciatore dei Della Scala ricevette onorificenze dai
Visconti, dai Carraresi, dagli Estensi e dal papa Clemente VI°. |
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BEVINI
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Bevini è specifico di Modena e Nonantola, con un ceppo anche a
Parma, dovrebbe derivare dal nome longobardo
Bevinus,
che troviamo menzionato in un atto a Pavia, e che dovrebbe
derivare dalla latinizzazione del termine medioevale germanico
bewen
(pronto ad agire). |
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BEZZI
BEZZO |
Bezzi è diffuso nel basso trentino, Lombardia ed Emilia, ha
anche un ceppo a Firenze ed uno a Roma, Bezzo, molto raro, è del
nord Italia, dovrebbero derivare da nomi di località come Bezzo
frazione di Rivoli Veronese (VR) o Pian di Bezzo nel cesenate o
Bezzo (SV), potrebbero anche derivare da soprannomi originati
dal nome di un'antica moneta veneziana il bezzo. Un principio di
queste cognominizzazioni lo troviamo nell'elenco dei parroci di
Rovetta (BG) con Padre Lorenzo da Bezzo parroco dal 1471 al
1489.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Bezzi è diffuso anche in Romagna. Secondo alcuni autori, sarebbe
forma derivata dal personale germanico
Obizzo, Opizzo.
Tale nome deriva dal personale longobardo
Audo che
viene a sua volta da un germanico *audha
= ricchezza
(ant. sassone Od, ted. Hort) e si può ritrovare anche in nomi
franchi come Audbert
o burgundi come Audiberths. |
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BEZZOLA
BEZZOLI |
Bezzola,
estremamente raro, sembrerebbe del milanese, Bezzoli, ancora più
raro, dovrebbe essere del verbanese, potrebbero derivare da una
modificazione del toponimo Bettola (MI). |
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BIA
|
Ha un
nucleo a Parma ed uno probabilmente non secondario a Modugno
(BA) e a Matera. |
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BIACCA
BIACCHI
BIACCO |
Biacca ha un piccolissimo ceppo nel milanese a Cesano Maderno e
Milano, un ceppo a Parma e Collecchio nel parmense ed a
Brescello nel reggiano, ed un piccolissimo ceppo a Reggio
Calabria, Biacchi ha un ceppo lombardo a Menaggio nel comasco, a
Milano, a Viadana nel mantovano ed a Casalmaggiore nel cremonese,
ed uno a Parma e Colorno nel parmense ed a Brescello nel
reggiano, Biacco, quasi unico, sembrerebbe del padovano,
dovrebbero derivare dal nome medioevale
Blaccus
di origine slava, probabilmente dacia, che a sua volta sarebbe
la latinizzazione del termine
Vlach o
Blach (valacco,
rumeno, ma anche gallico),
forse a denunciare un'origine del capostipite dalla Dacia. |
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BIADEGO
BIADICO
BIADIGO |
Biadego, quasi scomparso parrebbe veneto, Biadico e Biadigo
sempre rarissimi sono tipici del milanese, dovrebbero indicare
la condizione di nipoti di particolari nonni forse importanti,
si tratterebbe di una deformazione dialettale del termine
medioevale latino ablatichus
(nipote)
dal latino avia
(nonna)
un esempio di quest'uso lo abbiamo nel 1515 in un atto a Bormio:
"...loquendo verba nequam et suprascripta Clareta fuit in stuffa
suprascripti Thonii et quedam puella ablaticha seu nepotis
ipsius Thonii..." da si sarebbe arrivati in dialetto lombardo al
termine arcaico biàdich
(nipote). |
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BIAFORA
BIAFORI |
Biafora è tipicamente calabrese, di San Giovanni in Fiore nel
cosentino e di Scandale nel crotonese, Biafori è quasi unico e
dovrebbe essere dovuto ad un'errata trascrizione del precedente,
che dovrebbe essere di origini francesi e che dovrebbe derivare
da un soprannome originato probabilmente dal fatto di essere il
capostipite un cittadino addetto alle grida, in epoca medioevale,
verso il 1100, 1200 in Francia il grido
biafora
era il segnale con il quale si dichiarava il coprifuoco e si
dava avvio alla caccia ai malfattori. |
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BIAGETTI
BIAGIOTTI |
Biagetti
è tipico della fascia che comprende le Marche, l'Umbria e l'alto
Lazio, Biagiotti è tipico della fascia che comprende Toscana,
pesarese e perugino con un ceppo probabilmente secondario in
provincia di Roma, derivano da modificazioni del nome Biagio
(vedi Biagi), troviamo tracce di questa cognominizzazione nel
1500 con la marchesa Euridice Biagiotti di Terrarossa (MS). |
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BIAGGI
BIAGGIO
BIAGI
BIAGINI
BIAGINO
BIAGIO
BIAGIONE
BIAGIONI |
Biaggi ha un ceppo lombardo ed uno laziale a Roma e provincia ed
a Viterbo, Biaggio, decisamente lombardo di Legnano (MI) e di
Pontevico (BS), Biagi e Biagini sono propri della fascia che
comprende Liguria, Emilia e Romagna, Toscana, Marche, Umbria ed
alto Lazio, Biagino, assolutamente rarissimo, è del napoletano,
così come l'altrettanto raro Biagione, Biagio è assolutamente
rarissimo, Biagioni è molto diffuso nel modenese, in tutta la
Toscana, in particolare nella fascia settentrionale, nel
pesarese, nel perugino, nel viterbese e nel romano, derivano
tutti, direttamente o tramite ipocoristici o accrescitivi, dal
nomen latino Blasus
o dal praenomen Blaesus
(con il significato di balbuziente), tracce di questi cognomi si
trovano a Lucca nel 1300, la famiglia de' Biagini viene citata
in una lettera di Bernardino Baroni Arciprete della locale
Cattedrale ed a Brescia nel 1500, in una lettera del 1568 viene
citato: "Ioseffo quondam Francesco Biagini in Bressa sonador di
violino". |
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BIALE
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Biale è tipicamente ligure di Savona e della provincia, di
Albisola Superiore, Varazze e Stella, potrebbe derivare da una
italianizzazione del cognome francese
Bial,
come potrebbe anche se non è molto probabile derivare dal nome
medioevale di origine germanica
Bilawald con il significato di
colui che governa con dolcezza. |
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BIAMONTE
BIAMONTI |
Biamonte, molto raro, è specifico calabrese, di Catanzaro e
dintorni con un ceppo anche nel cosentino, Biamonti, anch'esso
molto raro, è tipico della provincia di Imperia, zona di
Ventimiglia, Bordighera e dintorni, derivano dal nome medioevale
Baiamons (tis). (vedi Baiamonti) Traccia di questa
cognominizzazione la troviamo a Crotone nel 1600 con una certa
Porzia Biamonte.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Biamonte è un cognome calabrese e napoletano, attestato come
Baimundos nel 1188 a Oppido, deriva dal germanico
Boiamund.
Rohlfs 48. Il primo elemento del nome risale alla tribù dei
Boi,
il secondo alla voce 'munt'
= protezione. |
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BIANCA
BIANCACCI
BIANCARELLI
BIANCHELLA
BIANCHELLI
BIANCHESSI
BIANCHET
BIANCHETTA
BIANCHETTI
BIANCHETTO
BIANCHI
BIANCHIN
BIANCHINI
BIANCO
BIANCOTTI
BIANCOTTO
BIANCU
BIANCUZZI
BIANCUZZO |
Derivano
dal vocabolo bianco
usato come nome o come soprannome derivante da una
caratteristica fisica, i capelli, il colore della carnagione o
da una caratteristica ambientale, case bianche, o da un
toponimo, o dal nome di una zona, ecc. Bianca ha un ceppo
siciliano, soprattutto nel siracusano e catanese, con un ceppo
anche nel palermitano, ed un ceppo nel napoletano, Biancacci,
molto molto raro, sembrerebbe tipico della zona che comprende il
Piceno ed il teramano, Folignano nel Piceno e Sant`Egidio alla
Vibrata nel teramano, Biancarelli è caratteristico del perugino,
di Gubbio e di Perugia, Bianchella è specifico dell'anconetano,
di Ancona e Falconara Marittima, Bianchelli ha un piccolo ceppo
a Finale Ligure ed uno ad Ancona e nell'anconetano a Jesi e
Falconara Marittima, Bianchessi, già documentato in epoca
medioevale, è presente solo in Lombardia ed è probabilmente di
origine cremonese, Bianchet è specifico del bellunese edella
vicina area trevigiana, pordenonese ed udinese, Bianchetta,
decisamente del torinese, è tipico di Salassa (TO), Bianchetti
ha un ceppo lombardo, soprattutto a Brescia e nel bresciano, ma
anche nel milanese e nel cremonese, un piccolo ceppo tra
anconetano e maceratese, uno tra reatino e romano ed uno nel
napoletano, Bianchetto ha un ceppo nel vercellese ed uno tra
vicentino, padovano e veneziano, Bianchino è tipico della zona
tra barese, potentino e salernitano, Bianchi, Bianchini e Bianco
sono diffusi fortemente in tutto il territorio nazionale, con
prevalenza al centro nord per Bianchini ed al centro sud e
Piemonte per Bianco, Bianchin è tipico dell'area veneto,
friulana, dove è molto diffuso, Biancotti ha un ceppo a Villa di
Tirano e Tirano in Valtellina ed uno nel Livornese a Piombino,
Livorno e Portoferraio, Biancotto ha un ceppo a Demonte e Aisone
nel cuneese ed a Beinasco e Torino nel torinese ed uno nel
veneziano a San Donà di Piave ed a Torre di Mosto e Musile di
Piave, Biancu è molto diffuso, in modo omogeneo, in tutta la
Sardegna, Biancuzzi, molto molto raro, è specifico dell'udinese,
Biancuzzo sembrerebbe specificatamente siciliano, di Messina in
particolare, ma anche di Capo d`Orlando e Villafranca Tirrena.
I Bianchi di Firenze risalgono almeno al 1000, nel 1200 sono
inseriti fra le casate nobili consolari, cioè la classe di
ricchi e potenti feudatari più aristocratica di Firenze. Il
casato Bianchi di Milano dovrebbe provenire da Bologna, il
capostipite sembra sia stato Ugolino Bianchi, che nel 1390 Gian
Galeazzo Visconti nominò Maresciallo del Ducato di Milano. |
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BIANCALANA
BIANCALANI |
Biancalana ha un ceppo ligure a Genova, uno nel lucchese a
Viareggio, Lucca, Capannori e Massarosa, uno nel perugino a
Perugia, Corciano e Marsciano e ad Orvieto nel ternano, ed uno
a Roma ed a Nepi e Montefiascone nel viterbese, Biancalani è
tipico del pratese, di Prato, Vaiano e Montemurlo, del
fiorentino, di Firenze, Calenzano, Sesto Fiorentino e Barberino
Di Mugello e di Quarrata, Montale ed Agliana nel pistoiese,
dovrebbero derivare dal mestiere di preparatore, lavatore e
sbiancatore della lana svolto dal capostipite. Tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo ad esempio ad Urbino nel 1610 in
un Diploma in Iure pontificio et caesareo rilasciato a Curzio
Merluccius da San Leo, dove fra i promotori figura un certo
Federico Biancalana. |
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BIANCARDI
BIANCARDO |
Traggono origine dal nome germanico
Blankhard
(bianco duro, bianco forte)
o dal cognome francese Blanchard;
Biancardi è presente in tutta Italia, ma con forte prevalenza al
nord ed in Campania, con particolare intensità in provincia di
Milano e di Napoli, Biancardo, molto molto raro, è del
napoletano ed avellinese. |
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BIANCAT
BIANCATI
BIANCATO |
Biancat è rarissimo ed è presente solo ad Aviano (PN) ed a
Venezia, si tratta della forma dialettale del più comune
Biancato, che è specifico di tutta l'area che comprende le
province di Padova, Treviso e Venezia, Biancati, praticamente
unico, è sicuramente dovuto ad un'errata trascrizione del
precedente, potrebbero derivare da modificazioni del nome
medioevale Blancus
di cui abbiamo esempio nel
Codice Diplomatico della Lombardia medievale
sotto l'anno 1170 in una Cartha investiturae redatta in Cremona:
"...Die dominico primo intrante mense februarii, in burgo Sancti
Michaelis. Presentia bonorum hominum quorum nomina subter
leguntur, cum ligno quod in sua tenebat manu Blancus qui dicitur
Pistor de suprascripto burgo, verbo et consensu Gontilde,
abatisse monasterii Sancti Leonardi...".
integrazioni fornite da
Alessandro Biancat
Dal catapan della parrocchia di Aviano (PN) luglio 1653 risulta
che la famiglia Blanchiat pagava messa in perpetuo per il signor
Marchet per campo ricevuto. Ora io abito ad Aviano in Via
Biancat, dove i Biancat possegono ciò che rimane di una braida
di terra. L'origine etimologica del cognome Biancat e della
successiva italianizzazione Biancato potrebbe essere francese
(GATTO BIANCO) O gallicana (BLANC=BIANCO CATUS= AUDACE) o una
trasformazione dialettale del comune cognome friulano Del
Bianco. |
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BIANCHEDI |
Molto
raro è tipico di Faenza, deriva da un soprannome dialettale
originato dal vocabolo bianco, personaggio di rilievo è stato il
converso domenicano frà Girolamo Bianchedi (1802-1849)
architetto di Faenza. |
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BIANCHERI
BIANCHIERI |
Biancheri ha un ceppo nell'imperiese, a Bordighera in
particolare ed a Ventimiglia, San Remo, Vallecrosia, Seborga,
San Biagio della Cima, Soldano, Camporosso ed iMperia, con un
ceppo anche a San Cataldo nel nisseno, Bianchieri, quasi unico,
dovrebbe essere dovuto ad un'errata trascrizione del precedente,
che dovrebbe derivare dall'italianizzazione del termine
provenzale blanquier
(conciatore di pelli),
probabile occupazione dei capostipiti. |
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BIANCIFIORI
BIANCOFIORE |
Biancofiore è tipicamente pugliese, di San Giovanni Rotondo e
Cerignola nel foggiano, e di Bari, Noicattaro, Capurso,
Triggiano e Trani nel barese e di Martina Franca nel tarantino,
Biancifiori ha un ceppo a Terni ed uno più piccolo a Roma,
dovrebbero derivare, direttamente o tramite alterazioni
dialettali, dal nome medioevale Biancofiore, in uso sia al
femminile, usato ad esempio nel
Filocolo (un romanzo
avventuroso scritto dal Boccaccio), sia al maschile. |
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BIANCOLELLA
BIANCOLILLA
BIANCOLILLO
BIANCULLI
BIANCULLO |
Biancolella, molto molto raro, è tipico di Mugnano di Napoli nel
napoletano e di Aversa e Cancello ed Arnone nel casertano,
Biancolilla, ancora più raro, parrebbe del siracusano,
Biancolillo sembrerebbe del barese, con un ceppo anche a Roma ed
uno a Trieste, Bianculli è specifico della zona tra salernitano
e potentino, di Montesano sulla Marcellana e Sanza nel
salernitano e di San Martino d`Agri, Moliterno e Grumento Nova
nel potentino, Biancullo è specifico di Battipaglia nel
salernitano, dovrebbero tutti derivare da forme ipocoristiche
dialettali meridionali del nome
Bianco o
Blancus
(vedi Bianca). |
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BIANCOLI
BIANCOLIN
BIANCOLINI
BIANCOLINO |
Biancoli è tipico dell'area bolognese e ravennate, Biancolin è
tipico della zona che sta tra il trevisano ed il pordenonese,
Biancolini ha un ceppo tra carrarese, reggiano e modenese, uno
tra senese e grossetano ed uno nel romano, Biancolino ha un
ceppo a Moggio Udinese in Friuli, tutti questi cognomi
dovrebbero derivare da forme ipocoristiche dialettali
toscoemiliane o venete del nome
Bianco o
Blancus
(vedi Bianca). |
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BIANCON
BIANCONE
BIANCONI |
Biancon è tipico di Caorle nel veneziano, Biancone ha un ceppo
tra romano ed aquilano ed uno nel palermitano, Bianconi è
diffusissimo nell'area che comprende la Lombardia, il Veneto
occidentale, l'Emilia, la Toscana, l'Umbria , le Marche ed il
Lazio, tutti questi cognomi dovrebbero derivare da forme
soprannominali accrescitive derivate dal nome
Bianco o
Blancus
(vedi Bianca), forse a caratterizzare la mole imponente del
capostipite o la sua particolare bonarietà. |
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BIANCUCCI |
Biancucci
è tipico del centro Italia, sembrerebbero esserci tre ceppi uno
nelle Marche sud orientali con epicentro nel maceratese, uno nel
senese ed uno nel Lazio, l'origine del cognome dovrebbe essere
derivata da una caratteristica fisica, i capelli, il colore
della carnagione o da una caratteristica ambientale, case
bianche, o da un toponimo, o dal nome di una zona, ecc. Tracce
di questa famiglia si trovano in Toscana già dal 1300, in un
atto del 1389 leggiamo: "...domus et terre contigue in Villa
Lavachi districtus Masse..., locata ad un certo Iacobuccio et
Fosco del fu Biancucci del Comune di San Vitale (sottoposta alla
signoria di Lucca)". Nelle Marche, a Senigallia, parroco della
chiesa di Santa Maria della Neve nella seconda metà del 1600 è
un tale don Pierfrancesco Biancucci che si ricorda soprattutto
per avere lui fondato nel 1669 la Compagnia della "Santissima
Trinità del Riscatto". |
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BIASIBETTI |
Di
probabile origine veneta, potrebbe essere l'unione di due
cognomi Biasi (vedi) e Betti (vedi). |
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BIASI
BIASINI |
Chiara
l'origine, dal nome latino Blasus o dal prenome Blaesus (con il
significato di balbuziente), presenti in tutt'Italia, ma
prevalente nelle Venezie, nelle Puglie ed in Piemonte Biasi e
nel Lazio e nella pianura padana Biasini. |
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BIASIO
BIASIOTTO |
Biasio è specifico della zona tra Villafranca Padovana e
Piazzola sul Brenta (PD) ai confini con il vicentino, Biasiotto
è tipico dell'area che comprende il trevisano ed il veneziano,
di Mira (VE), Venezia e Valdobbiadene (TV), con presenze
significative anche nel padovano, derivano, direttamente o per
ipocoristici, da modificazioni dialettali del nome medioevale
Blasius
di cui abbiamo un esempio in un atto del 1390: "...dictis
nominibus seu monacis capitulo et conventu monasterij predicti
fideiussi extitissent Blasius et Curadinus fratres de Casternago
filij quondam Adanij...". |
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BIASUTTI
BIASUTTO |
Biasutti ha un ceppo a Venezia, ma il nucleo principale è in
Friuli nell'udinese ad Udine, Forgaria nel Friuli, Castions di
Strada e San Daniele del Friuli, e nel pordenonese a Casarsa
della Delizia, Aviano e Pordenone, Biasutto, meno comune, ha
piccoli ceppi nel veneziano, a Venezia e San Donà di Piave, ed a
Meduna di Livenza nel trevisano, una piccola presenza a
Chiusaforte nell'udinese ed a Valvasone nel pordenonese, si
dovrebbe trattare di forme patronimiche veneto, friulane, dove i
suffissi -utti
ed -utto
stanno per uno dei figli di,
riferito a capostipiti, il cui padre si chiamasse
Biagio. |
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BIASUZ
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Assolutamente rarissimo, sembrerebbe del bellunese e dovrebbe
derivare da modificazioni dialettali del nome Biagio. |
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BIAVA
BIAVATI
BIAVASCHI |
Biava ha
un nucleo lombardo, nel bergamasco ed uno nel torinese,
Biavaschi rarissimo è tipico della zona di Chiavenna e Gordona
(SO), Biavati, molto poco comune, è tipico di Bologna e della
zona di Argenta e Portomaggiore nel ferrarese, dovrebbero
derivare da soprannomi connessi con il vocabolo medioevale
dialettale biava (biada) di cui abbiamo un esempio nel Codice
Diplomatico della Lombardia medievale all'anno 1136: "...reddunt
fictum omni anno ad mensuram Mediolanensem de biava modios
quinque...", ma Biava era anche un nome diffuso nel bergamasco
nel tardo medioevo, si ricorda ad esempio nei primi anni del
1400 il notaio Biava Savioni di Taleggio (BG), a Gordona (SO)
nella seconda metà del 1700 è procuratore della comunità
Bernardino Biavaschi. |
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BIBBIANI |
Bibbiani è tipicamente toscano, di Cecina nel livornese e di
Pisa, Volterra e Pontedera nel pisano, potrebbe derivare da
toponimi come Bibbiana nel fiorentino o Bibbiano nel senese o
nell'aretino, ma è pure possibile che possa derivare dal nome
latino Bibianus
(vedi BIBBIANO). |
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BIBBIANO |
Bibbiano, quasi unico, ha un piccolissimo ceppo nel napoletano
ed uno nel leccese, dovrebbe derivare dal nome latino
Bibianus
, un nome personale della Gens
Baebia, ricordiamo con questo
nome San Bibiano (Viviano): "..S. Bibianus sequitur S.
Eutropium. Eum aiunt ex comite Santonensi factum esse monachum,
& monasterium condidisse juxta urbem, sub titulo S. Petri : nunc
est prioratus conventualis canonicorum Regular. S. Augustini qui
nunc unitus est seminario clericorum. Olim non longe ab hoc
monafterio erat ecclefia & adjunctum coenobium S. Seronio ..". |
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BIBBO'
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Cognome tipico di Castelvetere In Val Fortore (BN).
integrazioni fornite da
Fabio Paolucci
cognome tipico dell'area compresa tra Capitanata e Sannio, è
specifico dei comuni di Castelvetere in Val Fortore, dove è
primo in ordine di frequenza, Volturara Appula nel Foggiano e
Tufara in provincia di Campobasso. Tra le molteplici ipotesi da
me formulate, quelle che ritengo più accreditate sono:
1) la derivazione etimologica dal nome di persona greco
Biblos,
romanizzato nella forma Bibulus
e divenuto Bibbò nel latino popolare parlato; con il termine
biblos
era anche designato il papiro, o meglio, la membrana della
corteccia da cui si ricavava il papiro.
2) una possibile conseguenza della cognominizzazione di un
soprannome canzonatorio derivato dal verbo latino di terza
coniugazione bibo, is, bibi,
bibitum, ere, attribuito al
capostipite del ceppo con specifico riferimento alla sua
propensione a bere vino; va ricordato, che veniva definito
bibosus
colui che era avido di bere,
ubriacone, mentre il vocabolo
bibo, onis
dava il nome ad un moscerino del vino.
3) l'origine del cognome dal termine italiano "bibelot",
derivato dal termine dialettale francese di origine onomatopeica
pronunciato bi'blò
e adoperato per designare un oggettino di poco conto, un
ninnolo. |
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BIBLICO |
Biblico è praticamente unico, sembrerebbe originario di Napoli,
potrebbe derivare dal fatto di essere stato il capostipite un
biblicus
o lector Bibliae
(lettore della Bibbia presso un
convento). |
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BIBINI
|
Bibini, abbastanza raro, è specifico delle province di Macerata
ed Ascoli Piceno, di Tolentino nel maceratese e di Fermo nel
Piceno, dovrebbe derivare dal nome tardo latino
Bibinus,
ma è pure possibile che origini invece dalla
Gens Baebia
o Bebia,
una Gens plebea che annoverò alcuni pretori e consoli e che ebbe
una larga diffusione in Emilia, Romagna, Marche ed Abruzzo. |
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BIBIRI
PIBIRI |
Entrambi tipicamente sardi del sud dell'isola, Bibiri è quasi
unico, mentre Pibiri è ben presente nel cagliaritano a
Selargius, Cagliari, Uta, Quartu Sant'Elòena, Monserrato,
Samatzai e Sinnai, e nel Medio Campidano a Villacidro e
Serrenti, dovrebbero derivare da un soprannome originato dal
termine sardo pibiri
(pepe),
ma è pure possibile un significato diverso, collegato con
l'espressione sarda pibiripibiri
(suscettibile, che non accetta
scherzi o prese in giro).
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
BIBIRI: pepe,
sta per Pibiri, ( probabile errore anagrafico) vedi Pibiri.
Bibiri è presente in soli 7 Comuni italiani, di cui 3 della
Sardegna: Goni 11
PIBIRI: pepe,
dal latino piper.
Su pìbiri
è detto inoltre il pizzicore
d'amore: portat pìbiri.
Pibirùda
è sinonimo di civettuola
> in andaluso mujer pipirìta.
Pibirudu
= spiritoso.
Il cognome è presente nelle carte antiche. Tra i firmatari della
Pace di Eleonora, LPDE del 1388 figurano: Pibiri Nicolao,
jurato(aiutante del majore) ville Petra Veurra. * Petra
Veurra.villaggio distrutto. Campitani Majoris; Pipiri Silvestro,
majore (sindaco, amministratore) ville Jenuri. * Jenuri.odierno
Gennuri. Contrate Marmille. Attualmente è presente in 103 Comuni
italiani, di cui 56 in Sardegna: Selargius 116, Cagliari 78, Uta
75, Quartu S. E. 55, Monserrato 54, Villacidro 42, etc. |
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BICA
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Bica è decisamente siciliano, della zona sudoccidentale
dell'isola, di Valderice, Trapani, Custonaci, Erice e Buseto
Palizzolo nel trapanese, dovrebbe derivare da nomi di località
galiziane, o portoghesi, in galiziano ed in portoghese il
termine bica
significa fragolino. |
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BICCARI
BICCARINO
BICCARIO |
Biccari
ha un piccolo ceppo a Gubbio nel perugino, uno a Roma ed uno a
Foggia e San Severo nel foggiano, Biccarino, assolutamente
rarissimo, sembrerebbe del foggiano, Biccario, quasi unico,
parrebbe del barese, dovrebbero derivare, direttamente o tramite
ipocoristici etnici, dal toponimo Biccari nel foggiano. |
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BICCHEDDU
BICCU |
Entrambi tipicamente sardi, Biccheddu è specifico di Porto
Torres e Sassari nel sassarese, Biccu è invece caratteristico di
Lei nel nuorese.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
BICCU; BICCHEDDU: becco,
dal latino beccus.
Biccai/re
= beccare,
"Pilloni ki no biccat hat
biccadu" (vedi
Dicius di Giuseppe Concas). Da
noi in Campidano è sinonimo di
su pitzu.
Su pitzu(g)russu
o su biccu (g)russu
= il beccofrosone
(un uccello della famiglia dei fringillidi). In tono scherzoso
su biccu
è anche la bocca umana:
"Serra su biccu"!
= "Chiudi il becco"!
Su giogu de is biccus,
per noi bambini sardi di 40, 50 anni fa, era
il gioco dei birilli, di pietra.
Biccheddu
è , nel ricamo, l'orlo a becco -
a frastaglio. Non figurano
negli antichi documenti. Attualmente il cognome Biccu è presente
in 6 Comuni italiani, di cui 4 in Sardegna: Lei 25, La Maddalena
4, Oristano 3, Sindia 2. Biccheddu è presente in 9 Comuni
italiani, di cui 6 in Sardegna: P. Torres 36, Sassari 35,
Carbonia 5, Cagliari 3, etc. |
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BICCONE |
Assolutamente rarissimo, tipicamente sardo, deriva da un
soprannome originato dal vocabolo sardo
biccuni (grande
becco), probabilmente nato da
un naso molto pronunciato del capostipite. |
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BICEGO
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Specifico
del veronese e vicentino. |
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BICOCCHI |
Cognome
di origine tosco emiliana, può aver avuto origine da un
soprannome (quelli delle bicocche) o da una pratica agraria. |
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BIDDAU
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Biddau è molto diffuso nella Sardegna centrosettentrionale, a
Sassari, Ittiri, Uri, Ozieri e Olmedo in particolare, ma con
ceppi rappresentativbi anche nell'oristanese a Bosa e Modolo,
dovrebbe derivare da un soprannome in lingua sarda originato dal
termine biddau
(abitante del villaggio,
contadino).
integrazioni di Giuseppe
Concas
BIDDAU: biddâu
sta per biddànu
= villano,
dal latino villanus
= abitatore della villa
= villaggio.
Qui in Campidano, noi abitanti dei paesi, usiamo il termine
biddùncu,
per distinguerci da is
casteddàius,
abitanti della città di Cagliari
(Castèddu).
Nelle carte antiche non troviamo Biddàu, troviamo invece il
cognome Villan (oggi presente soprattutto in Veneto, tipico di
Chioggia). Tra i firmatari della Pace di Eleonora, *LPDE del
1388, troviamo Villan Andrea potestate burgi de Osilo; Villan
Marcho - de Bosa; Villan Martinus, ville Sasseri. Si tratta
senza dubbio di persone provenienti dalla penisola -
terramannèsus, continentàlis. Il cognome Biddâu è attualmente
presente in 76 Comuni italiani, di cui 37 in Sardegna: Sassari
92, Ittiri 46, Uri 36, Ozieri 35, etc. |
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BIDDIRI |
Biddiri è
assolutamente rarissimo, dovrebbe essere di origini sarde e
derivare da un soprannome basato su di un termine sardo arcaico
per abbeveratoio, forse presente nel luogo d'abitazione del
capostipite. |
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BIDDOCCU |
Biddoccu, molto raro, è del sassarese, dovrebbe derivare da un
soprannome originato da una variazione ipocoristica del termine
sardo beddu
(bello),
ma non si può escludere una possibile derivazione da un altro
soprannome in lingua sarda originato dal termine
bidduncu
(abitante di un villaggio,
contadino). |
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BIDUT
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Bidut, molto molto raro, è friulano dell'udinese, di Cervignano
del Friuli e Terzo d`Aquileia, potrebbe derivare da un
soprannome originato da una specie di participio passato della
voce cimbrica bidan
(torcere),
forse ad indicare che la famiglia filava la lana. |
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BIELLA
BIELLI
BIELLO |
Biella è
tipico lombardo, Bielli ha un ceppo laziale, uno nel
nordmilanese e varesotto ed uno nel vercellese, Biello,
abbastanza raro, sembra avere un ceppo vercellese ed uno nel
Molise, potrebbero in alcuni casi derivare dal toponimo Biella,
ma più spesso derivano da forme arcaiche del nome medioevale
Bellus di cui abbiamo un esempio a Clusone nel 1500 con un certo
Biello Fanzago citato in un testamento. Tracce di questa
cognominizzazione le troviamo nel 1800 con Pietro Biello, Regio
Giudice del Circondario di Calabritto (AV). |
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BIFARA
BIFARI
BIFARO |
Bifara è tipicamente siciliano, ed è specifico di Partinico nel
palermitano, Bifari, quasi unico, è meridionale, Bifaro ha un
ceppo a Napoli ed a Benevento ed uno in Puglia, a Cerignola nel
foggiano ed a San Vito dei Normanni nel brindisino, dovrebbero
derivare da un soprannome basato sul termine dialettale
grecanico bifara
(naso grosso),
forse a sottolineare una particolarità fisica dei capostipiti. |
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BIFARELLA
BIFARELLI
BIFARELLO |
Bifarella, molto molto raro, è tipicamente siciliano, del
nisseno in particolare di Sommatino e Caltanissetta, Bifarelli,
quasi unico, dovrebbe essere il frutto di errate trascrizioni
del precedente, così come il praticamente unico Bifarello,
dovrebbe derivare da un soprannome basato su di un ipocoristico
del termine dialettale grecanico
bifara (naso
grosso), forse a sottolineare
una particolarità fisica dei capostipiti. |
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BIFFI
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Di
origine lombarda questo cognome è di derivazione incerta,
potrebbe aver avuto origine dal vocabolo milanese arcaico biff
(paline.pertiche) con riferimento al mestiere di agrimensore,
come potrebbe essere una derivazione dal latino bifer (che
fruttifica due volte) sempre legato ad una qualifica agraria,
oppure potrebbe derivare da un vocabolo catalano (dominazione
spagnola) bifi (labbro in fuori) ed essere quindi un soprannome
legato ad un carattere fisico.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Biffi è un cognome frequentissimo nel Nord per il quale si
postulano diverse ipotesi: per O. Lurati 130 è un plurale
metafonetico di 'beffa'
e di 'beff'
= persona che inclina a scherzare. Per S. Pieri 329 verrebbe
dall' italiano 'biffa'
= asta dell'agrimensore,
da cui anche il toponimo Biffa (La), poggio, Sociville, (SI).
Per Francipane 333 dalla voce 'biffa'
di origine germanica che in toponomastica significa 'segno
di confine' e in dialetto
calabrese 'naso grosso'.
Quest'ultima ipotesi è attestata anche dal Rohlfs. |
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BIFOLCHI
BIFOLCO
BIFULCA
BIFULCO |
Bifolchi ha un ceppo a Perugia ed Umbertide sempre nel perugino
ed uno a Sora nel frusinate ed a Roma, Bifolco, decisamente
campano, ha un ceppo a Pagani e Sarno nel salernitano ed a
Napoli ed Ercolano (NA), Bifulca sembrerebbe unico, Bifulco è
tipicamente campano, del casertano, del napoletano soprattutto e
del salernitano.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Sull'origine di questi cognomi confluiscono perlomeno due
ipotesi, entrambe valide a spiegare la loro diffusione.
Cominciando con la prima, innanzitutto, è facile immaginare una
relazione diretta col mestiere di
bifolco,
termine che, alla lettera, significa semplicemente
bovaro o
mandriano di buoi:
dal punto di vista etimologico, infatti, questa parola deriva
dal latino bufulcus
(variante fonetica di bubulcus,
probabilmente di origine greca), col significato letterale di
custode di bovini
(vedi anche Boero e Vaccaro). Passando invece alla seconda
ipotesi, va detto che in molti casi questi cognomi derivano dal
nome medievale Bifolco,
che, aldilà del suo significato originale, va probabilmente
letto nella stessa simbologia del nome medievale
Pastore
(per una spiegazione più approfondita, vedi il cognome Pastore).
Dal punto di vista storico, infatti, tracce di questo nome si
riscontrano più di una volta nella Siena del '200, con
personaggi quali Bifolco del fu Riccio di Chiusdino, Bifolco di
Bandino e un certo notaio Bifolco. Per quanto riguarda i cognomi
in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni o dei
nomi personali dei capostipiti o di soprannomi o nomi di
mestiere ad essi attribuiti. |
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BIGANZOLI |
Biganzoli
è specifico del varesotto, di Bardello, Jerago con Orago,
Gavirate, Cardano al campo e Varese, dovrebbe derivare dal nome
del paese di Biganzolo, una frazione di Verbania. |
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BIGARAN
BIGARANI |
Bigaran ha un ceppo nell'area che comprende il trevisano, il
pordenonese ed il veneziano, Motta di Livenza nel trevisano,
Cordenons nel pordenonese e Santo Stino di Livenza, San Michele
al Tagliamento e Torre di Mosto nel veneziano, con presenze
anche a Trento e nell'udinese, Bigarani è tipico di Massa,
dovrebbero derivare da un soprannome basato sul termine
veneziano arcaico bigaran
(pane di altissima qualità
confezionato a piccoli panini uniti fra loro),
forse ad indicare che il capostipite fosse un'ottima persona, o
più se,plicemente un bravo panificatore. |
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BIGATTI
BIGATTIN
BIGATTINI
BIGATTO
BIGATTON |
Bigatti è tipicamente lombardo del milanese, bergamasco e
bresciano, Bigattin, quasi unico, è friulano, Bigattini,
assolutamente rarissimo, sembrerebbe del centro Italia, Bigatto,
molto molto raro, parrebbe dell'alessandrino, Bigatton è
specifico di Maniago e Pordenone nel pordenonese, dovrebbero
tutti derivare, direttamente o tramite ipocoristici o
accrescitivi, da un soprannome originato dal vocabolo dialettale
bigatt (baco),
il che starebbe ad indicare probabilmente che il mestiere del
capostipite fosse quello di allevatore di bachi da seta. |
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BIGAZZI
BIGOZZI |
Entrambi tipicamente toscani, Bigazzi, il più diffuso, è
soprattutto specifico di Firenze e del fiorentino in particolare
di Reggello, Certaldo, Castelfiorentino, Empoli, Rignano
sull'Arno e Montaione, di Cecina, Rosignano Marittimo, Livorno
nel livornese, di Volterra e Peccioli nel pisano, di
Castelfranco di Sopra, Montevarchi, San Giovanni Valdarno e Pian
di Sco nell'aretino e di San Gimignano nel denese, Bigozzi ha un
ceppo a Foiano della Chiana nell'aretino, uno a Grosseto ed uno
a Firenze e Rufina nel fiorentino, ed a Torrita di Siena nel
senese, questi cognomi dovrebbero derivare da forme contratte di
nomi come Balderigo,
Bigotius,
ma si deve anche considerare l'ipotesi che possano pure derivare
dal termine medioevale Bigoz,
Bigaz
usato in Provenza per indicare i Brettoni o Normanni, soprannome
originato dalla consuetudine di questi di utilizzare, come
intercalare, il termine bî got
(by God in inglese), che sembrava suonare all'orecchio dei
provenzali circa come bigaz o bigoz, troviamo tracce di questa
cognominizzazione nel Registro dei Mandati di Pagamento
dell'ospedale di S. Giacomo di Roma., dove sotto l'anno 1583
viene indicata una somma pagata all'infermiero Filippo Bigazzi
Fiorentino. |
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BIGGI
BIGGIO
BIGI
BIGIO
BIGIOLI
BIGIOLLI
BIGIOTTI |
Biggi ha un ceppo nella Liguria centrorientale, nel carrarese ,
nel parmense, nel piacentino e nel pavese, Biggio ha un ceppo
nel genovese ed uno nel cagliaritano, Bigi è molto diffuso iun
Emilia, soprattutto nel reggiano e nel modenese, in Toscana nel
fiorentino ed aretino ed in Umbria, Bigio, estremamente raro, ha
un ceppo a San Remo (IM) ed uno a Portoferraio (LI), Bigioli è
caratteristico di Pieve Santo Stefano (AR), Bigiolli, molto
molto raro, è tipico della zona di Dubino in Valtellina, tracce
di questo cognome nel sondriese si trovano fin dal 1600,
Bigiotti ha un ceppo a Buglio In Monte (SO, uno a Firenze ed uno
a Grotte di Castro (VT), tutti questi cognomi dovrebbero
derivare, direttamente o tramite ipocoristici, da soprannomi
originati dal termine bigio
(grigio)
forse dovuto al fatto che il capostipite aveva i capelli o la
barba grigi. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a
Roccatagliata nel genovese in un atto del 1468, dove figurano
tra i sottoscrittori Longo dei Biggi, Giacomino dei Biggi,
Pasquale Antonio e Bernardo dei Biggi, Guglielmo dei Biggi,
Marco e Giacomino dei Biggi, Nicolao dei Biggi, tutti cittadini
di Fontanigorda sempre nel genovese, in un atto del 1767 a
Priosa d'Aveto sempre nel genovese troviamo 19 famiglie Biggio. |
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BIGGIOGERO
BIGGIOGGERO
BIGIOGERO
BIZOZZERO
BIZZOZERO
BIZZOZZERO |
Cognomi tipici della provincia milanese e del varesotto,
potrebbero derivare dal toponimo Bizzozero (VA), toponimo già
presente in età medioevale, come possiamo vedere nel Codice
Diplomatico della Lombardia Medioevale in quest'atto di vendita
del 1189: "Anno dominice incarnacionis milleximo centeximo
octuageximo nono, die martis, quinto die decembris, indicione
octava. Vendicionem fecerunt ad libellum dominus Obizo et
Honricus nepos et Rugerius quondam Obizonis, omnes de loco
Bexozaro , domino Algixio prepossito ecclesie Sancti Victoris de
Varixio...", è anche possibile che questi cognomi possano avere
una derivazione da un vocabolo dialettale milanese, nel 1850
bigiogin
(guercino)
stava ad indicare uno dalla vista molto corta, nulla vieta
pensare che precedentemente si dicesse
biggioger
in dialetto per indicare uno molto miope. un'altra possibilità,
ma molto meno probabile, è che il cognome derivi da Bigio
(antica riduzione di Luigi). |
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BIGIARINI |
Bigiarini
è tipicamente toscano, dell'aretino, di Bibbiena, Poppi, Pieve
di Santo Stefano, Arezzo, Caprese Michelangelo e Montevarchi,
con un ceppo anche a Firenze ed uno a Capalbio nel grossetano,
dovrebbe derivare dal nome della località Bigiarino frazione di
Caprese Michelangelo nell'aretino, probabile luogo di
provenienza dei capostipiti. |
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BIGLIA
BIGLINO |
Tipici
cognomi piemontesi e liguri con presenze anche in Lombardia (i
conti Biglia di Milano furono feudatari di Casalmaiocco),
possono aver avuto origine da un tardo latino billia (legni
utilizzati per serrare le some) o dal francese bille (mazza)
oppure dal nome germanico Willian (volontà) da cui deriva il
nome italiano Guglielmo. |
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BIGLIARDI
BIGLIARDO
BILIARDI |
Bigliardi è tipicamente emiliano, di Reggio Emilia in
particolare e di Parma, ben presente nel reggiano a Novellara,
Montecchio Emilia, Poviglio, Boretto, Cavriago, Quattro
Castella, Bagnolo in Piano e Sant'Ilario d'Enza, ed a Modena e
Formigine nel modenese, mentre Bigliardo, molto raro è tipico di
Acerra nel napoletano, Biliardi è quasi unico, tutti questi
cognomi dovrebbero derivare da italianizzazioni betacistiche del
nome germanico Wilhard
con il significato di fortemente volitivo, ma potrebbero anche
derivare dal nome germanico
Bilihard, composto dai termini
bili
(dolce, tenero)
e hard
(duro, forte)
con il significato di
affettuosamente fermo nel carattere,
il ceppo campano potrebbe derivare dal cognome francese Billard,
giunto al seguito degli angioini. |
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BIGLIETTO |
Biglietto
è specifico di Napoli, dovrebbe trattarsi di un cognome
attribuito a dei trovatelli durante il periodo borbonico. |
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BIGNAMI
BIGNAMINI |
Diffuso
in tutto il centro nord Bignami e tipicamente lombardo
Bignamini, la derivazione dal nome Beniamino è evidente. |
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BIGNARDELLI
BIGNARDI |
Bignardelli è quasi unico, Bignardi è tipicamente emiliano del
modenese, di Modena e Mirandola, Bologna e con un ceppo che si
spinge fino al rovigoto a Fiesso Umbertiano, dovrebbero
derivare, direttamente o tramite ipocoristici, da una
modificazione dialettale del nome medioevale
Binardus,
forma non rarissima del nome medioevale di origine germanica
Bernardus
(vedi anche BERNARDELLI). |
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BIGNAZZI |
Bignazzi, assolutamente rarissimo, è tipicamente lombardo, forse
del pavese, dovrebbe derivare da una forma contratta di un
ipocoristico dell'apocope del nome ebraico
Benjamin. |
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BIGNOTTI
BIGNOTTO |
Sono entrambi specifici della zona che comprende bresciano e
mantovano, potrebbe derivare dal nome di località Bigno, ne
esiste una nel varesotto. Tracce di questa cognominizzazione le
troviamo a Pavia con un tal Bignotto de Zimenasco, console di
giustizia di Pavia; in un atto del 1194 si può leggere: "...Interfuere
Bignottus de Ciminassco, Montenarius Porcus adque Bergondius de
Macucco testes...."
integrazioni fornite da
Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
Bignotti è piuttosto diffuso nel bresciano e nel Mantovano, ma è
presente anche in provincia di Milano. Rarissimo invece nel
Bergamasco e in provincia di Sondrio dove però è presente in
maniera stabile a partire dalla seconda metà dell'Ottocento a
Villa di Tirano. Fuori dalla Lombardia le presenze di questo
cognome sono di scarso rilievo e si limitano al Piemonte e
all'Emilia Romagna
Secondo alcuni studiosi bresciani Bignotti deriverebbe da un
soprannome che ha alla base la parola del dialetto bresciano "bignù",
bubbone, ma lo ritengo improbabile. |
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BIGNU
BIGNU'
BIGNUCOLO |
Bignu, praticamente unico, è probabilmente un errore di
trascrizione di Bignù, che, molto raro, è tipico del trevigiano,
Bignucolo, altrettanto raro, è sempre del trevigiano, questi
cognomi dovrebbero derivare da soprannomi dialettali originati
dal termine dialettale veneto
bignucolo (bernoccolo,
foruncolo, bubbone). |
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BIGOGNO |
Tipico
del milanese, Bigogno dovrebbe derivare dal toponimo Bigogno
d'Agra nel Canton Ticino. |
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BIGOLIN |
Bigolin è tipicamente veneto, di Galliera Veneta nel padovano,
di Rossano Veneto nel vicentino e di Arcade, Spresiano e Treviso
nel trevisano, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal
termine dialettale veneto arcaico
bigolin (vermicello,
spaghetto), probabilmente
originato dalla struttura fisica del capostipite, forse molto
secco di corporatura. |
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BIGOLOTTI |
Presente
solo nella provincia di Milano, Lodi ed in Emilia, potrebbe
essere originato dal termine milanese arcaico bigolott (mestiere
di merciaio ambulante). |
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BIGONZI |
Bigonzi ha un ceppo nel pesarese a Pergola, Serra Sant'Abbondio
e Pesaro ed uno nel romano a Roma e Marino, dovrebbe derivare da
un soprannome originato dal termine arcaico
bigonzio
(bigoncio,
vaso di legno principalmente usato per la vendemmia, ma anche
unità di misura per liquidi), forse motivato dal fatto che il
capostipite facesse il coltivatore di viti. |
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BIGOTTO |
Bigotto, molto raro, è caratteristico dell'area veneto, friulana,
con presenze significative a Padova e nel padovano ed a Teor
nell'udinese, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal
termine veneziano bigòto
(baciapile,
bigotto,
falsamente devoto). |
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BILARDI
BILARDO |
Bilardi ha vari ceppi a Genova, Roma, ad Alghero nel sassarese,
a Casoria, Ischia e Napoli nel napoletano, a Crotone ed a Gela e
Riesi nel nisseno ed a Palermo, Bilardo ha un ceppo a Genova e
Roma, ma il nucleo principale è in Sicilia, a Barcellona Pozzo
di Gotto, Messina, Milazzo e Patti nel messinese, a Mazzarino,
Caltanissetta e Gela nel nisseno, a Palermo ed a Piazza
Armerina nell'ennese, dovrebbero derivare dal nome germanico
Bilihard
composto dai termini bili
(dolce, amabile)
e hard
(duro, forte)
con il significato di dal
carattere dolcemente fermo. |
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BILECI
BILLECI |
Bileci, molto molto raro, è tipicamente siciliano, di Palermo,
di Trapani e del trapanese, Billeci è tipicamente siciliano, di
Palermo in particolare e di Isola delle Femmine, Capaci e
Monreale nel palermitano, di Lampedusa e Linosa nell'agrigentino
e di Trapani, dovrebbero derivare da un'alterazione apocopaica
dilettale derivata dal nome medioevale
Belingerius
(vedi BELINGERI), secondo un'altra ipotesi deriverebbero invece
da un'alterazione del nome
Belice, forse area d'origine
del capostipite. |
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BILIBIO |
Bilibio è
specifico del trevisano, di Vedelago in particolare, secondo
alcuni deriva dal toponimo spagnolo Bilibio in Navarra. |
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BILLAI
|
Billai, assolutamente rarissimo, sembrerebbe sardo del
cagliaritano, di Assemini, Settimo San Pietro ed Uta.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
BILLAI: di etimo e significato incerto.
Billai in
Campidano significa vegliare,
stare svegli;
bitzare
in Logudoro. S'abillai
= svegliarsi;
abillu
= sveglio.
Nel testo del Wagner troviamo il nome sardo dell'usignolo: su
passarillanti, del quale ricostruisce l'etimo passari(b)illanti
> passero che veglia? Il cognome non è presente nelle carte
antiche da noi consultate. Attualmente è presente in 24 Comuni
italiani, di cui 12 in Sardegna: Assemini12, Settimo 10, Uta 9,
etc |
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BILLE'
|
Tipico messinese, potrebbe derivare da una modificazione del
nome germanico Willian.
integrazioni fornite da
Fabio Paolucci
Il cognome Billè è tipico dello stretto di Messina, ma presenta
nuclei consistenti anche nel resto della Sicilia e in Italia
peninsulare probabilmente per effetto della migrazione dal Sud.
Etimologicamente Billè può derivare dall'attività di selliere
billia
erano nella tarda antichità i legni utilizzati per serrare le
some o di pastore bille
significa in francese mazza
(vedi Biglia). Più plausibile
per Billè è la derivazione dai nomi medievali Ghiglia, Guiglia,
Viglia e Biglia, documentati fin dal IX° secolo, che
rappresentano l'ipocoristico, abbreviato per apocope, del nome
germanico Guglielmo (da wilian,
ovvero volontà,
in tedesco appunto Wille).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Billè Cfr. Bellè. |
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BILLERA
BILLERI
BILLERO |
Billera, molto molto raro, parrebbe del perugino, con un ceppo
anche nell'agrigentino, Billeri è tipicamente toscano di Empoli
e Fucecchio nel fiorentino e di San Miniato, Pontedera e Santa
Croce sull`Arno nel pisano, Billero, assolutamente rarissimo, ha
un ceppo secondario nel pistoiese ed uno originario in Sicilia,
tutti questi cognomi potrebbero derivare da soprannomi
attribuiti ai capostipiti originati dal termine arcaico italiano
billera
(burla, affronto scherzoso),
ma è anche possibile che derivino invece per betacismo dal
termine villero,
una forma arcaica per villano,
cioè abitante del contado. |
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BILLI
BILLO
BILLO'
BILLONE
BILLONI |
Billi è tipico dell'area che comprende il bolognese, la Romagna,
la Toscana ed il Lazio, con un ceppo anche nel napoletano, nel
palermitano e nel sassarese, Billo è tipico del veronese e
vicentino, Billò, assolutamente rarissimo, ha un ceppo nel
bellunese ed uno nel cuneese, Billone è siciliano, con un ceppo
a Nicosia nell'ennese, a Castel di Lucio nel messinese ed a
Gangi nel palermitano,i, quasi unico, sembrerebbe
settentrionale, forse il frutto di un'errata trascrizione del
precedente da parte di ufficiali anagrafici avvezzi a cognomi
terminanti per -i, potrebbero derivare da modificazioni
dialettali, anche accrescitive, del nome
Bellus, è
anche possibile che derivino dall'apocope di nomi medioevali
come Billiricus
di cui abbiamo un esempio in un Breve investiture del 1122 a
Pavia: "...Iamdicta pecia de prato cum area sua iacet iusta
Causta; coheret ei: de una ipsa Causta, de alia terra Armanni,
de tercia Simeon Balbo, de quarta Billirici de Mangano....", o
anche da toponimi come Billi, l'attuale Pennabilli (PU).
integrazioni fornite da
Franco Menci
per le varianti toscane si può anche tenere presente il fatto
che in toscano il billo corrisponde al tacchino. |
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BILOTTI
BILOTTO |
Bilotti è presente in tutto il territorio nazionale, ma
soprattutto in Lombardia, Romagna, Lazio, Campania e Calabria,
Bilotto, molto raro, ha un ceppo in Irpinia ed uno nel
cosentino, dovrebbero avere diverse origini, al sud potrebbero
derivare dal nome medioevale
Bilottus originato da
variazioni dell'aggettivo bello di questo nome abbiamo un
esempio a Castrovillari (CS) in un atto del 1378: "...Item legat
siri Bilotto Ferrari de Castrovillari Cassani canonico ius
patronatus, quos habet idem testator in ecclesia Sancte
Catherine edificate de novo per testatorem eundem intus eandem
terram Castrovillari in loco, ubi dicitur la Iudeca...".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Secondo Rohlfs 48 potrebbe essere l'italianizzazione del cognome
francese Billotte,
derivato probabilmente da un toponimo evocante una foresta, un
bosco o per connotare comunque chi forniva legno. Si potrebbe
inoltre pensare a una forma aferetica di
Robillot,
diminutivo di Robert. |
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BIMBATI
BIMBATO
BIMBATTI |
Tutti molto rari, Bimbati è tipico dell'area che comprende il
mantovano, il rovigoto ed il ferrarese, Bimbato è specifico del
veronese, Bimbatti è specifico dell'area di confluenza delle
province di Mantova, Ferrara e Rovigo, si dovrebbe trattare di
forme patronimiche in -ati
od in -ato,
che vanno intese come figlio di
uno chiamato Bimbo
(vedi BIMBI), il capostipite doveva quindi probabilmente essere
figlio di uno che di nome o come soprannome veniva riconosciuto
come Bimbo. |
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BIMBI
BIMBO |
Bimbi è
tipicamente toscano, dell'area che comprende le province di
Firenze, Lucca, Pisa e Livorno, Bimbo ha un ceppo
nell'anconetano, uno nel romano ed uno nel barese, dovrebbero
derivare da soprannomi, divenuti in qualche caso nomi, forse
attribuiti al capostipite per una sua immagine particolarmente
giovanile. |
|
BIN
|
Bin
sembrerebbe tipico delle tre Venezie, del rovigoto, veronese,
padovano, veneziano e trevisano soprattutto, del pordenonese ed
udinese in particolare e del triestino, con ceppo anche nel
varesotto, potrebbe derivare da forme aferetiche dialettali di
nomi come Albino
o Giacobino
o di forme apocopate di nomi come il nome medioevale di origine
germanica Bindus,
di cui abbiamo un esempio negli archivi pisani in un atto del
1275: "In eterni Dei nomine, amen. Ex hoc publico instrumento
omnibus pateat evidenter quod Bindus barlectarius de cappella
Sancti Georgii Pordemaris civitatis pisane, qui moratur in
Sassari, quondam Venture, coram me Henrico notario et testibus
infrascriptis recepit et habuit ab Henrico Sannuto de
Baldovinaschis quondam item Henrici libras viginti
denariorum...". |
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BINA
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Ha
un nucleo a Travedona Monate (VA), uno nel mantovano ed uno nel
bolognese, dovrebbero tutti derivare dall'appartenenza della
famiglia ai maggiorenti del paese, in epoca medioevale la
Bina
era un Minor Consiglio di 12 anziani scelti tra i componenti del
Maggior Consiglio, esiste anche la possibilità che in alcuni
casi derivino dall'aferesi di nomi come Albina, Colombina e
simili. |
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BINACCHI |
Binacchi è tipico della zona tra mantovano e reggiano, di
Suzzara e Motteggiana nel mantovano e di Luzzara e Guastalla nel
reggiano, con un piccolo ceppo anche nel parmense a Borgo Val di
Taro, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine
dialettale emiliano arcaico
binach o
binaca (serpentina,
un tipo di pianta con le radici lunghissime, così resistenti da
arrivare ad impedire l'avanzamento dell'aratro, chiamata anche
arrestabue),
probabilmente ad indicare nei capostipiti tipi molto testardi,
ostinati e caparbi. |
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BINAGHI
BINAGO |
Binaghi è
tipico del nordmilanese, varesotto e comasco, di Busto Garolfo
(MI) in particolare, di Milano, di Vedano Olona (VA), di
Guanzate (CO) e di Como, Binago è quasi unico, dovrebbero
derivare dal toponimo Binago (CO). |
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BINARELLI |
Binarelli
è tipico dell'area che comprende la Toscana meridionale, il
senese in particolare, Montepulciano, Chianciano Terme e Torrita
Di Siena, l'Umbria, Perugia e Terni ed il Lazio, Roma e
Manziana, potrebbe derivare da forme ipocoristiche dell'aferesi
di nomi come Albino, Colombino o simili. |
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BINASCO |
Tipico
dell'alessandrino, di Novi Ligure (AL) in particolare, deriva
dal toponimo Binasco (PV). |
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BINCI
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Binci è specifico dell'anconetano, di Osimo in particolare, ma
anche di Ancona, Jesi e Castelfidardo, presenta un ceppo
secondario anche a Roma, dovrebbe derivare dal nome medioevale
Bincius
di cui abbiamo un esempio in un atto dell'anno 1345: "Anno
Domini millesimo trecentesimo quadragesimo quinto, indictione
tertia decima, die quarta decima mensis madii. Pateat omnibus
evidenter quod Guelfus domini lacobi Gualterotti de Lanfranchis
de Pisis pro se ipso et suo proprio et privato nomine ac etiam
vice et nomine domine Ceche uxoris sue, filie olim et nunc
universalis heredis Petruccii Berengherii de Grosseto civis
pisani, pro qua de rato et rati habitatione promisit sub
infrascripta pena, et Andreas domini Fredi de Tholomeis de Senis
procurator dictorum Guelfi et domine Ceche et utriusque eorum in
solidum ad infrascripta solenniter constitus, ut patet in
publico instrumento facto manu lacobi filli Lapi condam Binci de
Certaldo notarii, procuratorio nomine pro eis et utroque ipsorum
in solidum omni via et modo quibus melius potuerit ..". |
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BINDA
BINDI |
Cognomi presenti in tutto il nord, ma con una concentrazione
assoluta di Binda in Lombardia e di Bindi in Toscana. La
derivazione più probabile è come diminutivo di nomi longobardi
(branda = spada) o germanici (brand = spada) terminanti per
-brando (Aldobrando, Ildebrando ecc.).
integrazioni fornite da
Luigi Colombo
Varesino di Cittiglio, Alfredo Binda ha vinto 5 giri d'Italia e
una quarantina di tappe della "corsa rosa". Pochissimi hanno
fatto meglio di lui al "Giro". Naturalmente Binda ha vinto
diverse altre corse, tra queste spiccano tre campionati del
mondo. Non ha mai vinto il "Tour de France": strano destino per
uno come lui, che aveva vissuto a Nizza per diversi anni, a
partire dagli anni '20, lavorando come stuccatore e decoratore,
e , proprio in Francia aveva iniziato a correre e a vincere,
seguendo le orme del fratello Primo. Insomma al Tour partecipò
praticamente una sola volta, ma senza fortuna, si ritirò quasi
subito. Binda ha smesso di correre nel 1936, a causa di un
incidente durante una gara. Tra i grandi campioni ciclisti di
tutti i tempi il sito americano "The Cycling Hall of Fame" lo
classifica al 15° posto, solo quattro campioni italiani lo
precedono: nell'ordine, Coppi, Bartali, Gimondi e Moser.Alfredo
Binda è scomparso nel 1986, a 84 anni. |
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BINETTI
BINETTO
BINI
BINO
BINOTTI
BINOTTO |
Binetti sembra avere un ceppo lombardo, probabilmente bresciano
ed uno pugliese, Binetto, praticamente unico, dovrebbe essere un
errore di trascrizione dl Binetti, Bini è diffuso in tutto il
centro nord, con un ceppo anche nel barese, Bino, molto raro, ha
un ceppo bresciano ed uno bellunese, Binotti, molto molto raro,
parrebbe romagnolo, Binotto è specifico della zona che comprende
il vicentino, il padovano ed il trevigiano, dovrebbero derivare
dal nome medioevale Binus ottenuto per aferesi di nomi come
Albinus, Cerbinus ed altri, uso che si può vedere in questo
scritto dell'XI° secolo: "...Cerbínus qui Binus dicitur filius
Guidi Saltetelli...", nome già utilizzato nel 1300 come vediamo
in quest'atto del marzo del 1310 redatto a Gemona:
"...Presentibus Reverendo viro domino Gualione archidiaconus
Aquilegiensis......Jacobutio de Glemona domicello dicti
archidiaconis et Bino de Sancto Miniato. Testibus vocatis et
rogatis...". troviamo traccia di questa cognominizzazione a
Firenze in quest'atto del 1308: "...Actum apud dictam ecclesiam
Sancte Marie, presentibus testibus ser Iohanne Gini notario,
Goccio Vengne et Manecto Bini de Calenzano ad hoc habitis et
vocatis...".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Binetti è un cognome pugliese formato dal toponimo Binetto (BA). |
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BIOLATTO |
Biolatto,
assolutamente rarissimo, è tipico del cuneese, potrebbe derivare
da una forma aferetica dell'etnico di toponimi come Gabiola nel
cuneese, ma potrebbe anche trattarsi di un'italianizzazione del
cognome francese Biolet. (vedi comunque anche BIOLLA) |
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BIOLLA
BIOLLINO
BIOLLO |
Biolla ha
qualche presenza nel biellese ed un piccolo ceppo in Sardegna a
Terralba nell'oristanese, Biollino, estremamente raro, è
caratteristico del biellese, Biollo, altrettanto raro, ha
presenze nell'alessandrino e nel veneziano, questi cognomi
dovrebbero tutti essere di origini piemontesi e derivare da un
nome di località come Biolla, una frazione di Coggiola nel
biellese, o, col lo stesso nome, una frazione del paese di
Montegrosso d'Asti nell'astigiano, o da sue forme etniche,
indicando probabilmente la provenienza dei capostipiti da uno di
quei paesi. |
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BIONAZ
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Bionaz è
tipicamente valdostano di Aosta in particolare, deriva dal
toponimo Bionaz (AO). |
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BIONDA
BIONDELLI
BIONDELLO
BIONDETTI
BIONDI
BIONDILLO
BIONDIN
BIONDINA
BIONDINI
BIONDINO
BIONDO
BIONDOLINO
BIONDUCCI |
Bionda ha
un ceppo nella provincia di Verbania ed uno tra quella di Como e
Milano, Biondelli, molto raro, è specifico della zona che
comprende il basso bresciano, il mantovano ed il ferrarese,
Biondello, assolutamente rarissimo, sembrerebbe piemontese,
Biondetti, estremamente raro, dovrebbe essere del veronese,
Biondi è assolutamente panitaliano, Biondillo è specifico del
casertano, di San Felice a Cancello, Santa Maria a Vico e Baia e
Latina, Biondin è friulano, di San Giorgio di Nogaro, in
prossimità del veneziano, Biondina, praticamente unico è
meridionale, Biondini è ben presente nella fascia centrale che
comprende il modenese appenninico, la Romagna, l'aretino,
l'anconetao, il maceratese e l'Umbria, il romano ed il
latinense, Biondino ha un ceppo a Torre del Greco nel
napoletano, a Trentola e Ducenta nel casertano ed a Pagani nel
salernitano, un piccolo ceppo nel leccese ed in Calabria, Biondo
ha un ceppo siciliano ed uno veneto, Biondolino, quasi unico,
parrebbe toscano,Bionducci è quasi scomparso, dovrebbero tutti
derivare da soprannomi originati dal fatto dell'avere i
capostipiti i capelli biondi e o la carnagione chiara. |
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BIONDAN
BIONDANI |
Biondan, molto molto raro, è della bassa veronese, si dovrebbe
trattare di una forma dialettale del cognome Biondani, che è
specifico di Verona, ma è presente in tutto il veronese,
potrebbe derivare da un'italianizzazione del termine medioevale
germanico blantan
(dai capelli speziati di grigio),
forse ad indicare che il capostipite aveva questa caratteristica
fisica.
integrazioni fornite da
Francesco Biondani
In provincia di Verona esistono varie località che si chiamano
Bionda. Nella Biblioteca Capitolare di Verona esiste un atto
notarile dell'anno 882 sullo scambio alla pari di due
appezzamenti di terreno uno dei quali denominato Biunda o
Bionda. E' facile allora pensare che i Biondani, o Biondan come
in uso in Veneto, non siano altro che gli abitanti della Bionda.
Bionda è uin nome di origine germanica che designava un campo
recintato e coltivato. In un'epoc in cui il terreno era spesso
incolto la Biunda designava un appezzamento di terra con case di
contadini che traevano sostentamento da questo stesso, terreno
che, per motivi di sicurezza, era spesso recintato e difeso con
un muro.
N.d.R. il termine bionda
dovrebbe derivare dal longobardo pionte con il medesimo
significato. |
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BIOSA
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Tipico del sassarese, dovrebbe derivare da una modificazione del
soprannome dialettale originato dal vocabolo catalano diosa
(dea), troviamo i Biosa a Bonorva (SS) fin dal 1700 dove si
distinsero nell'allevamento dei cavalli.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Biosa è un cognome sardo che potrebbe corrispondere al
sostantivo italiano antiquato 'bioscia'
= brodaglia
o al piemontese 'biocia'
= piccolo ritaglio di stoffa.
Fonte: M. Pittau, Cognomi di Sardegna, 1, 110. |
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BIRAGHI |
Cognome
decisamente lombardo concentrato nella provincia di Milano,
derivante probabilmente dal toponimo Birago (MI). |
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BIRAL
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Biral,
estremamente raro è del trevigiano. |
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BIRARDI |
Birardi,
molto molto raro, è tipico della zona che comprende Casamassima
(BA), Palo del Colle (BA) e Bari, deeriva dal nome germanico
Baerhard. (vedi Berardi) |
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BIRIBO' |
Biribò, assolutamente rarissimo, sembrerebbe toscano, circa le
sue origini etimologiche si possono formulare due ipotesi: la
prima è che derivi da un soprannome generato da un'alterazione
dialettale del termine provenzale
birebent
(martin pescatore),
in Toscana non sono poche le tracce provenzali, ma l'ipotesi più
probabile è che si tratti di un'italianizzazione del cognome
francese Birembeaux
(pronuncia Birembò), a sua volta probabilmente derivato dal
cognome germanico ebreo askenazita
Birnbaum
(albero di pere). |
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BIROCCHI
BIROCCI
BIROCCIO
BIROCCO |
Birocchi, molto molto raro, ha un piccolo ceppo in Lombardia ed
uno nel cagliaritano, Birocci, quasi unico, ha qualche presenza
nel pavese e piacentino e nel riminese, Biroccio, estremamente
raro, è specifico di Reggio Calabria, Birocco, assolutamente
rarissimo, è piemontese, del vercellese e del torinese,
dovrebbero derivare da soprannomi originati dal termine italiano
biroccio
(calesse
o carro a due ruote)
o dalla sua versione dialettale
biroch. |
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BIROLI
BIROLLA
BIROLLI
BIROLLO
BIROLO |
Biroli ha un ceppo milanese ed uno veronese, Birolla, quasi
unico, è del triveneto, Birolli, assolutamente rarissimo,
sembrerebbe dell'area veronese, Birollo è specifico di Fontaniva
nel padovano, Birolo ha un ceppo piemontese a Torino ed a San
Sebastiano da Po nel torinese, ed uno veneto a Cavarzere nel
veneziano e ad Adria e Pettorazza Grimani nel rovigoto,
potrebbero derivare da nomi di località, o anche da soprannomi
originati dal termine dialettale veneto
birol (piccolo
spavento) o dal termine
dialettale settentrionale birlo
(trottola). |
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BIROLINI |
Originario della provincia di Bergamo questo cognome potrebbe
essere derivato da un vocabolo dialettale birlo (trottola)
tramite un soprannome. |
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BIRTIG
|
Molto molto raro è tipico della zona di Pulfero e San Pietro al
Natisone nell'udinese, dovrebbe derivare dal vocabolo tedesco
wirt
indicante il mestiere di
locandiere, o, più
probabilmente dal termine dialettale sloveno
birt (oste)tracce
di questa cognominizzazione si trovano in zona fin dalla seconda
metà del 1500. |
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BIRTOLA
BIRTOLI
BIRTOLO |
Birtola, quasi unico, è del palermitano, Birtoli, estremamente
raro, ha qualche sparuta presenza nel varesotto e nel leccese,
Birtolo è tipico del brindisino, di Francavilla Fontana, Torre
Santa Susanna ed Oria e di Monteiasi e Crispiano nel tarentino,
dovrebbe trattarsi di forme ipocoristiche del termine dialettale
sloveno birt
(oste),
indicando così sia una provenienza slava dei capostipiti, sia il
loro probabile mestiere. |
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BISACCHI
BISACCO
BISSACCO
BISSACO
BISSACOT |
Bisacchi è romagnolo, del ravennate, forlivese e riminese, di
Cesena, Cesenatico, Gambettola e Savignano sul Rubicone nel
cesenate in particolare e di Rimini, Bisacco, molto raro e
Bissaco, ancora più raro, dovrebbero essere originati da
un'errore di trascrizione del più comune Bissacco sono tutti
tipici del padovano, Bissacot, assolutamente rarissimo, è del
bellunese, potrebbero derivare da soprannomi dialettali
originati dal vocabolo bissa
(biscia, serpente).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Bisacco è un cognome padovano derivato dal nome antico
Byxacus,
che risale all'italiano 'bisacca'
'bisaccia'.
Olivieri 236. |
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BISACCI
BISACCIA
BISACCIO |
Bisacci, estremamente raro, ha un ceppo a Pistoia e presenze
sparse nelle Marche, Bisaccia è un cognome meridionale, ha un
ceppo campano a Napoli e Portici nel napoletano ed a Volturara
Irpina nell'avellinese, ed in Basilicata ha un ceppo nel
potentino a Potenza e Vaglio Basilicata e ad Irsina nel
materano, presenta poi anche un ceppo siciliano a Ravanusa e
Favara nell'agrigentino, Bisaccio, quasi unico, è del
napoletano, potrebbero derivare dal nome del paese di Bisaccia
nell'avellinese, o anche dall'italianizzazione betacistica del
nome longobardo Wisewach
con il significato di mandriano,
o anche da un soprannome come troviamo in questa lettera del
1421 a Firenze: "..vocato Bisaccia de Terranova anno proxime
preterito vigore gravationum factarum in dicto loco per Antonium
Berti dicti officii tunc exactorem exegit et recepit pro
ecclesia Sancti Laurentii de Plano Trevigne ..". |
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BISANTE
BISANTI |
Bisante,
assolutamente rarissimo parrebbe della zona tra Lazio e
Campania, Bisanti, un pò meno raro, è tipico del sud, della
penisola salentina in particolare, con ceppi anche nel
palermitano e nel napoletano, derivano dal nome medioevale
Bisante a sua volta derivato dal nome di una moneta d'oro
dell'impero romano d'Oriente di Bisanzio, il bisante appunto.
Traccia di questo cognome la troviamo nel 1500 con il vescovo
dalmata Trifone Bisanti. |
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BISARO
BISSARO |
Bisaro, molto raro, è specifico di Spilimbergo (PN), Bissaro,
ancora più raro, sembra del padovano, dovrebbe derivare da un
soprannome dialettale medioevale bisarius o bissarius, originato
dal vocabolo bissa (biscia, serpente), come ad esempio in questa
lettera scritta a Vicenza nel 1451: "...Magnifico et
prestan(tissi)mo militi d. Francisco Bar. Matheus Bisarius...."
integrazioni fornite da
Renè Bisaro
Bisaro e un cognome molto diffuso solo nella zona di Spilimbergo
(Gradisca) (PN). Don Bisaro Antonio nato nel 1682 era il
Reverendo di Gradisca di Spilimbergo. Ci sono numerose famiglie
Bisaro a Gradisca. |
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BISCARDI
BISCARDO
VISCARDI
VISCARDO |
Biscardi ha un ceppo fiorentino, uno tra le province di Napoli,
Caserta e Benevento, uno a Bari ed un nucleo principale a
Terranova da Sibari (CS), Biscardo e Viscardo sono quasi unici,
Viscardi ha un nucleo tra le province di Milano, Lecco e
Bergamo, uno a Napoli ed uno nel tarentino, dovrebbero tutti
derivare da modificazioni del nome germanico
Wiscard
originato dai termini medioevali germanici
wisi (saggezza,
conoscenza) ed
hard (forte,
duro), con il significato di
fortemente saggio
o molto sapiente,
nome latinizzato in Viscardus
o Biscardus,
grazie ad una trasformazione della
V in
B
per il fenomeno del betacismo, e nome in uso anche presso i
normanni, soprattutto nella forma alterata
Guiscard,
a seguito della trasformazione del fonema germanico
w- nei
fonemi romanzi gh-
o gu-;
del nome Viscardus
abbiamo un esempio in una Pagina
privilegii Milonis Mediolanensis archiepiscopi
a Milano nel 1193 dove un testimone così si firma: "...Ego
Viscardus presbiter subscripsi....". Tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo fin dal 1500 in Val Brembana (BG). |
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BISCARI
BISCARO |
Biscari, molto molto raro, sembrerebbe avere tre piccoli ceppi,
uno tra viterbese e romano, uno nel Gargano ed uno nel ragusano,
Biscaro sembrerebbe tipicamente veneto, con ceppi anche in
Piemonte e nel Lazio, potrebbero derivare da soprannomi
originati dal termine arcaico
bischero o
biscaro (piolo,
legnetto colindrico), usato,
soprattutto in Toscana, con il significato di persona sciocca o
peggio, ma più probabilmente si tratta di forme alterate da
betacismo del nome germanico
Wiscard, il ceppo siciliano
potrebbe invece derivare dal toponimo Biscari, antico nome di
Acate nel ragusano. |
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BISCEGLIA
BISCEGLIE
BISCEGLI |
Bisceglia è tipico di Manfredonia, Monte Sant`Angelo, Cerignola,
San Giovanni Rotondo e Foggia nel foggiano, con presenze anche a
Terlizzi (BA) e Lavello (PZ), Bisceglie è tipico del barese,
Trani, Corato, Bari, Bitonto e Ruvo Di Puglia, Biscegli, quasi
unico, è dovuto ad errori di trascrizione, dovrebbero tutti
derivare dal toponimo Bisceglie (BA), una derivazione diretta
come per il toponimo dal vocabolo latino
vigiliae
= sentinelle, veglie
è molto azzardata come ipotesi. |
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BISCELLA |
Biscella
è specifico di Cislago nel varesotto, dovrebbe derivare da un
soprannome dialettale attribuito ad un capostipite dai capelli
mossi come una biscia, cioè riccioluti in modo scomposto. |
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BISCHETTI |
Bischetti è tipicamente laziale, probabilmente del reatino, di
Rocca Sinibalda e Poggio Mirteto, dovrebbe derivare da un
soprannome originato dal termine italiano arcaico
bischetto
(piccolo desco da lavoro del
calzolaio, tavolino),
probabilmente ad indicare che il capostipite facesse il
calzolaio. |
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BISCIONE
BISCIONI |
Biscione è tipico del potentino, di Potenza e Cancellara e di
Vaglio Basilicata e Pietragalla, Biscioni è invece toscano di
Firenze, con un piccolo ceppo anche a Pontremoli nel massese,
l'origine etimologica dovrebbe essere dal termine
biscione
(grossa biscia
o serpente),
la motivazione è oscura. |
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BISCOLA
BISCOLO
BISCUOLA
BISCUOLI
BISCUOLO |
Biscola, assolutamente rarissimo, è specifico del veronese, così
come il quasi unico Biscolo, Biscuola è specifico della zona tra
padovano e rovigoto, a Merlara nel padovano, ed a Lendinara e
Rovigo nel rovigoto, Biscuoli, quasi unico, e Biscuolo,
estremamente raro, son specifici del rovigoto, dovrebbero tutti
derivare da un soprannome originato dal termine dialettale
veneto biscola
o biscuola
(altalena),
difficile individuare i possibili motivi di un simile
soprannome, che potrebbero andare da episodi giovanili a
caratteristiche comportamentali dei capostipiti. |
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BISCONTI |
Diffuso in tutt'Italia, ma particolarmente in Sicilia, Puglie e
Toscana, questo cognome è una modificazione betacistica di un
originario Visconti. Deriva dal latino
vice comes
(sostituto del conte),
funzionario imperiale o vescovile, il cognome può essere anche
originato da un soprannome legato al lavorare presso dei
Visconti o abitare in proprietà di Visconti. |
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BISCONTRI
VISCONTRI |
Biscontri è tipicamente toscano, di Grosseto e di Sorano nel
grossetano, sempre della stessa zona sembrerebbe originario il
praticamente unico Viscontri, l'origine etimologica è oscura,
l'unica ipotesi che ci sentiamo di formulare è quella di
un'errata trascrizione del nome medioevale
Visconte. |
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BISDOMINI |
Bisdomini, molto raro, ha un piccolo ceppo a San Quirico d'Orcia
nel senese, a Grosseto e Campagnatico nel grossetano ed a
Corciano e Perugia nel perugino, si dovrebbe trattare della
forma betacistica del termine medioevale
visdominus
con il quale si individuava un alto funzionario medioevale, cioè
un vero e proprio aiutante del feudatario o del Vescovo, o anche
l'ufficiale laico comandante degli armati, che agiva per conto
del vescovo e che, in alcuni casi ,era anche un magistrato (vedi
VICEDOMINE). |
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BISESTI
BISESTO |
Bisesti
ha un ceppo a Trento ed Aldeno nel trentino, uno ad Ardea e
Pomezia nel romano ed uno a Napoli, Liveri e Sant'Antimo nel
napoletano, Bisesto, molto più raro, ha un ceppo a Grazzanise
nel casertano, dovrebbero derivare da un soprannome, nome
attribuito a capostipiti nati in un anno bisestile. |
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BISETTI
BISI
BISINI
BISINOTTO
BISIO
BISO |
Bisetti, molto molto raro, ha un piccolo ceppo nel novarese ed
uno ancora più piccolo nel modenese, Bisi è tipicamente
emiliano, del piacentino e del modenese in particolare, con
ceppi anche nel genovese, nel mantovano, ferrarese e rovigoto,
Bisini, estremamente raro, è del modenese, di Soliera in
particolare, Bisinotto sembrerebbe ormai scomparso in Italia,
dovrebbe essere stato originario del rovigoto, Bisio è tipico
dell'area milanese, pavese, Alessandrino, genovese, Biso è
tipico dello spezzino, dovrebbero derivare, direttamente o
tramite forme ipocoristiche anche complesse, dal nome medioevale
Bisus
di cui abbiamo un esempio in questo scritto relativo all'anno
630: "...Sed Bisus a Foelice quartus, cum aetate ingravescente
et adversa valetudine, tantae provinciae minime par esset, in
duas sedes divisit: altera vero in hac permansit, alteram in
North Elmehom opidulo constituit. Rege Guilielmo Primo regnante,
CCXXXVI burgenses habuit, pauperes 100, valebat 30 libras et
sexaginta millia allectum de dono, sic in censuali Angliae
tabula legitur....". Un esempio di queste cognominizzazioni le
troviamo a Trento in un atto del 1488: "Ego Bernardinus filius
quondam Iohannis de Biso publicus imperiali autoritate notarius
suprascriptum exemplum sumptum et extractum ex autentico
originali litterarum apostolicarum per suprascriptum ser
Franciscum de la Strucha...".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Bisetti, Bisi e Bisini sono cognomi diffusi in tutto il
Modenese, muovono dall'aggettivo italiano
bigio,
usato come soprannome per chi aveva «capelli
e/o barba grigi». Il soprannome
divenne nome proprio e poi cognome. Fonte: F. Violi, Cognomi a
Modena e nel Modenese, 1996. |
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BISETTO |
Bisetto è tipico della provincia di Treviso, di Carbonera in
particolar modo, ma con presenze significative anche a Treviso,
Breda di Piave, Maserada sul Piave, Vedelago e Villorba,
potrebbe derivare da un soprannome originato dall'ipocoristico
del termine veneto bissa
(biscia, serpente),
ma è pure possibile una derivazione da un ipocoristico del
termine veneto biso
(pisello). |
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BISIACH |
Molto raro è specifico di Gorizia, secondo alcuni deriverebbe
dal latino bis aquae,
fra la due acque,
e starebbe ad indicare gli abitanti della zona tra l'Isonzo ed
il Timavo, secondo altri deriverebbe da un soprannome legato al
termine bislacco,
ma l'ipotesi più probabile è che derivi dal vocabolo sloveno
bezjak
(transfuga, profugo).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
La base del cognome Bisiach è lo sloveno
bezják/bizják
(sciocco)
e il croato bezják
(villano, rozzo, zoticone)
cioè 'bisiàco/bislàco'
con contaminazione di bislacco
(stravagante)
(a sua volta incrocio di 'bilènco'
(storto, sbilanciato a sinistra)
col detto aggettivo sloveno/croato
bezják),
riferito alle popolazioni di confine nel Friuli (si vedano i
Bisiachi o Bisiacchi del Monfalconese tra l'Isonzo e il Timavo)
e in Istria (ove si vedano i croati Besiachi del Montonese e
Pisinese e i Fučki del Pinguentino). Fonte: M. Bonifacio,
Cognomi triestini, p. 63 |
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BISIGNANO |
Bisignano
è tipicamente meridionale, ha ceppi a Fragagnano e Taranto nel
tarentino, in Basilicata, a Stigliano e Policoro nel materano,
nel cosentino, a Bisignano ed Acri, ed in Sicilia, a San Pietro
Patti nel messinese, a Catania, Palermo, Siracusa e Gagliano
Castelferrato nell'ennese, dovrebbe derivare dal nome del paese
di Bisignano nel cosentino, probabile luogo d'origine dei
capostipiti. |
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BISOFFI |
Bisoffi è tipicamente trentino, di Trambileno e Rovereto in
particolare, dovrebbe trattarsi dell'italianizzazione del
termine tedesco Bischof
(Vescovo),
forse motivato dal fatto che il capostipite fosse alle
dipendenze di un Vescovo o che ne fosse figlio illegittimo. |
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BISOGNI
BISOGNO |
Bisogni ha un piccolo ceppo nel piacentino, ne ha vari in
Toscana, uno nel perugino, uno a Roma, uno tra napoletano e
salernitano ed uno nel valentiano, Bisogno è tipico del
napoletano e soprattutto del salernitano, si dovrebbe trattare
di cognomi attribuiti a trovatelli, indicando in alcuni casi,
soprattutto per i ceppi meridionali, che il bambino era
probabilmente il figlio di un militare spagnolo, con il termine
bisoños
venivano indicate, in epoca aragonese, le reclute spagnole
inviate come rincalzi dalla Spagna (vedi DE BISOGNO). |
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BISOGNOSI
BISOGNOSO |
Sia
Bisognosi che Bisognoso sono quasi unici, probabilmente
originari della Sicilia, si dovrebbe trattare di cognomi
attribuiti a dei trovatelli, ad indicarne probabilmente lo stato
d'indigenza in cui si trovavano. |
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BISON
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Tipico
veneto delle province di Padova, Venezia e Treviso. deriva da un
soprannome dialettale originato da caratteristiche fisiche
legate al vocabolo biso (grigio). |
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BISONNI |
Bisonni, tipico dell'Italia Centrale, ha un ceppo a San Severino
Marche e Macerata nel maceratese ed uno piccolo ad Ascoli
Piceno, un ceppo a Terni ed Acquasparta nel ternano ed uno a
Roma e Zagarolo nel ternano ed a Fara in Sabina nel reatino,
potrebbe derivare da un soprannome originato dal termine
dialettale arcaico bisone
(grigione),
usato per indicare uno grigio di capelli e di corporatura
massiccia, ma, molto più probabilmente deriva dal nome
galloromano Bessonius
o
Bissonius, possibile anche una
derivazione da un toponimo: "...Frater Johannes de Bisonio
Bituricensis diocesis dixit quod vult defendere suo posse. ..". |
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BISONTE
BISONTI |
Sia
Bisonte che Bisonti sono quasi unici, sembrerebbero entrambi del
casertano, dovrebbero derivare da soprannomi abbastanza recenti. |
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BISORTOLE |
Bisortole, molto molto raro, è specifico dell'area vicentino,
padovana, potrebbe derivare da un soprannome originato da un
termine dialettale arcaico stante ad indicare un tipo di legume
molto povero simile al pisello, usato come mangime per i
piccioni. |
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BISSON
BISSONE
BISSONI |
Bisson è tipicamente veneto, del vicentino, padovano e
trevigiano, Bissone ha un ceppo nel torinese, ma è probabilmente
di origini venete ed è dovuto ad errori di trascrizione del
precedente, Bissoni è romagnolo, soprattutto di Cesena,
dovrebbero derivare da soprannomi originati da un accrescitivo
del termine dialettale bissa
(biscia),
probabilmente grazie a caratteristiche comportamentali del
capostipite. |
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BISSOLO |
Tipico del basso veronese.
integrazioni di Giovanni
Vezzelli
Bissólo (con accento sulla prima o) è un cognome veronese e
trentino. Viene dalla voce trentina.
bissól
che designa un afide, il gorgoglione. Olivieri 212
|
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BISTERZO |
Bisterzo, sicuramente settentrionale, forse veneto, potrebbe
derivare da un soprannome originato da un'italianizzazione del
termine veneto bisteto
(matassina,
ma anche fronzolo),
esiste anche la possibilità che derivi invece da un nome
attribuito al sesto figlio, cioè al figlio
due volte
(bis)
terzo, nome probabilmente portato dal capostipite. |
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BISTOLFI
BISTOLFO |
Bistolfi ha un ceppo tra alessandrino Casale Monferrato, Acqui
Terme e Prasco, Genova e Savona, Bistolfo è assolutamente
rarissimo, dovrebbe derivare da una forma modificata del nome
medioevale Guisulfus
, in un atto del 1327 Guisulfus Cottalorda (Sindaco di Breil)
firma un importante accordo di pace con Tenda, passando
probabilmente per il nome
Wisulfus e quindi per
sostituzione (molto comune) della
w con la
b. |
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BISUTTI
BISUTTO |
Bisutti è tipicamente friulano, di San Giorgio della Richinvelda
nel pordenonese in particolare, Bisutto, assolutamente
rarissimo, è probabilmente una variazione veneta del precente,
dovrebbe trattarsi di forme patronimiche friulane in
-utti e
-utto
(molto meno diffusa), che stanno per
il figlio di, riferite a
capostipiti i cui padri venissero chiamati con il soprannome di
derivazione veneta bís
(grigio),
probabilmente per indicare che avesse i capelli grigi. |
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BITETTA
BITETTO |
Bitetta
è specifico di Venosa nel potentino, Bitetto è tipico del
barese, dovrebbero derivare dal toponimo Bitetto nel barese
cognome di cui si hanno tracce molto antiche, nasce inizialmente
come Da Bitetto (indicando chiaramente la derivazione dal
toponimo), si ricorda a titolo di esempio un Frà Antonio Da
Bitetto vissuto nel 1400,riportato nell'archivio della Curia. |
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BITI
|
Biti, molto raro, sembra avere due ceppi, nel pratese e nel
perugino, dovrebbe derivare dalla forma etrusca
Bitus del
nomen latino Vitus,
di questo uso si hanno tracce ad esempio in un atto del 1086
dove si legge: "In nomine Sancte et Individue trinitatis Anni ab
incarnatione domini nostri ihesu christi millesimo hoctogesimo
sesto... ...qui supra comes est pertinente da Maraldo filii
Biti. et...". |
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BITONTE
BITONTI
BITONTO |
Bitonte,
molto molto raro, è tipico del materano, di Policoro e Valsinni
in particolare, Bitonti ha un grosso ceppo calabrese soprattutto
a San Giovanni in Fiore (CS) a Catanzaro ed a Cotronei (KR) ed
un ceppo salentino a Montesano Salentino (LE) e, sempre nel
leccese, a Nardò e Taurisano, Bitonto ha un ceppo nel materano a
Montescaglioso e Ferrandina ed in Puglia nel barese a Barletta,
Ruvo Di Puglia, Bisceglie, Bari ed Andria, a Trinitapoli e
Lucera nel foggiano ed a Taranto, l'origine più probabile di
tutti questi ceppi è quella dal toponimo Bitonto (BA). |
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BITTARELLI |
Di
origine umbra questo cognome potrebbe essere una deformazione da
Vitus nome latino equivalente quindi a Guidarelli. |
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BITTELLI
BITTI
BITTO |
Bittelli, estremamente raro, sembrerebbe emiliano, Bitti ha un
ceppo laziale a Roma, Vejano nel viterbese ed Aprilia nel
latinense, e presenta anche un ceppo sardo, soprattutto nel
sassarese, a Sassari, Nule e Castelsardo ed un ceppo secondario
a Nuoro, Bitto ha un ceppo nel trevisano ed uno nel messinese,
si potrebbe trattare, direttamente o attraverso ipocoristici, di
forme betacistiche del nome Vito,
probabilmente portato dai capostipiti, con il raddoppio
dialettale della consonante t. |
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BITTU
|
Bittu, molto molto raro, ha un ceppo a Samugheo nell'oristanese
ed uno a Badesi in Gallura, dovrebbe derivare da un soprannome
originato dal vocabolo sardo
bittu (capriolo),
forse per la leggiadria del capostipite o per la sua timidità o
velocità di riflessi. |
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BIUNDO
|
Biundo è caratteristico della Sicilia, di Gela nel nisseno, di
Cinisi, Castelbuono, Palermo e Terrasini nel palermitano, di
Vittoria nel ragusano, di Partanna e Castelvetrano nel trapanese
e di Messina.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questo cognome va ricercata nel soprannome o nome
medievale Biundo,
termine che, nel linguaggio arcaico o dialettale, significa
letteralmente biondo, dai
capelli dorati (vedi Bionda).
Storicamente, un esempio famoso del nome Biondo si ha con lo
storico e umanista romagnolo Biondo Biondi (Forlì, 1392 - Roma,
1463), passato alla storia con lo pseudonimo di Flavio Biondo -
Flavio è semplicemente un latinismo del nome Biondo, in quanto
il suo etimo risiede proprio nel latino flavus (biondo): da
molti considerato come il precursore degli studi archeologici,
Flavio Biondo fu autore di celebri opere di carattere storico,
fra le quali si può citare Italia illustrata e Historiarum ab
inclinatione Romanorum imperii decades - in quest'ultima opera
Biondo definisce per la prima volta il concetto di Medio Evo,
nel senso storico da noi tutti conosciuto ai giorni nostri. In
conclusione, dunque, si tratta della cognominizzazione del
soprannome o del nome personale dei capostipiti. |
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BIVI
BIVIO |
Bivi è un cognome specifico della zona tra veneziano ed udinese,
di San Michele al Tagliamento nel veneziano in particolare, e di
Lignano Sabbiadoro nell'udinese, Bivio è quasi unico, potrebbero
derivare dal fatto che i capostipiti abitassero in prossimità di
un bivio, ma è pure possibile che derivino dal nome medioevale
istriano e dalmata Bivius. |
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BIVONA
|
Bivona è tipicamente siciliano, di Adrano, Catania e Biancavilla
nel catanese, di Palermo, Marineo e Bolognetta nel palermitano,
di Sciacca e Menfi nell'agrigentino, di Gibellina, Salemi,
Mazara del Vallo e Castelvetrano nel trapanese, di Caltanissetta
e di Messina, dovrebbe derivare dal nome della città di Bivona
nell'agrigentino, probabile luogo d'origine dei capostipiti, il
cui nome secondo alcuni dovrebbe derivare dal nome greco
Hipponium,
mentre secondo altri deriverebbe dal latino
bisbona (due
volte buona). |
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BIXIO
|
Bixio è
tipicamente ligure del genovese in particolare, di Genova e di
Sestri Levante, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale
dovuto probabilmente al fatto di avere il capostipite i capelli
grigi (bigi). |
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BIZ
|
Il
cognome Biz è specifico del trevisano, di Vittorio Veneto,
Cordignano, Follina, Orsago, Conegliano, Nervasa della Battaglia
e Sernaglia della Battaglia e di Belluno, potrebbe derivare da
un soprannome originato dal termine medioevale germanico
(a.h.d.)
biz
(morso,
puntura d'insetto,
ma anche sasso
o pietra). |
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BIZANTINO
BIZZANTINI
BIZZANTINO |
Sia
Bizantino che Bizzantini sono quasi unici, Bizzantino è
specifico di Salerno, potrebbero derivare dall'etnico di
Bisanzio, non tanto in quanto originari di quella città, quanto
dai territori dell'impero d'oriente. |
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BIZARRI
BIZARRO
BIZZARI
BIZZARO
BIZZARRA
BIZZARRI
BIZZARRINI
BIZZARRO |
Bizarri e Bizarro sono quasi unici, Bizzarra, molto molto raro,
è tipica del tarantino, di Taranto e di San Marzano Di San
Giuseppe, Bizzari è rarissimo, probabilmente del centro Italia,
Bizzarrini, molto raro, ha un ceppo nel ternano ad Allerona, con
presenze anche nel viterbese, Bizzaro è tipicamente veneto, di
Monselice e Solesino (PD) e di Concordia Sagittaria e Cavarzere
(VE), Bizzarri è tipico dell'Italia centrale, Emilia e milanese,
Bizzarro è campano, soprattutto del napoletano e casertano,
derivano, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome tardo
medioevale Bizarus o Bizarrus
derivato probabilmente da un soprannome, un esempio di questa
cognominizzazione lo troviamo già nella seconda metà del 1500
con Petrus Bizarrus
autore tra l'altro del Senatus
Populique Genuensis Rerum Domi Forisque Gestarum Historiae Atque
Annales.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Bizzarri e Bizzarrini sono cognomi veneti dall'italiano
bizzarro,
in veneto anche bizarin
(agnelletto).
Olivieri 221. |
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BIZZETI
BIZZETTI |
Cognomi
pochissimo diffusi, ma presente in Piemonte, Liguria, Toscana e
Sicilia Bizzetti e in Toscana Bizzeti, potrebbero essere
derivati da soprannomi legati alla bassa statura o alla
corporatura minuta, tramite un pizzetti dialettale per piccini. |
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BIZZINI |
Bizzini ha un ceppo emiliano, a Bolkogna e Modena in
particolare, uno abruzzese a L'Aquila ed uno siciliano, il più
consistente a Caltagirone nel catanese, con ceppi anche a Gela
nel nisseno ed a Catania, che dovrebbe derivare dall'antico nome
arabo Bizini
della città di Vizzini nel catanese, ma può anche trattarsi di
una forma betacistica successiva. |
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BIZZOCA |
Bizzoca è un cognome tipicamente pugliese, specifico di
Barletta, dovrebbe trattarsi di un matronimico e derivare da un
soprannome basato sul termine arcaico
bizzoca (monaca
di casa, una donna devota
spesso appartenente ad ordini come Terziarie). |
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BIZZOTTI
BIZZOTTO |
Bizzotti
è romano e dovrebbe trattarsi di una forma alterata di Bizzotto,
che è tipicamente veneto, del vicentino, di Rosà, Bassano del
Grappa, Cassola, Rossano Veneto, Tezze sul Brenta, Romano
d'Ezzelino, Cartigliano, Mussolente, Pove del Grappa, Marostica
e Vicenza, del padovano a Cittadella, Tombolo, Fontaniva,
Piazzola sul Brenta, San Martino di Lipari, di Vigonza e Padova,
e di Castelfranco Veneto e San Zenone degli Ezzelini nel
trevisano, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale veneto
arcaico con il significato di agnelletto, forse riferito al
mestiere di pastore dei capostipiti. |
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BLAIOTTA |
Molto
raro è tipico calabrese della zona di Frascineto nel cosentino
al confine con la Basilicata questo cognome è di origine
albanese. |
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BLANC
BLANCA
BLANCHET
BLANCHETTI
BLANCHI
BLANCHINI
BLANCO
BLANCONE
BLANCUZZI |
Blanc è specifico della Val d'Aosta e del torinese, Blanca è
tipico del messinese e catamese, Blanchet, assolutamente
rarissimo, è tipico della Val d'Aosta, Blanchetti ha un ceppo a
Niardo nel bresciano ed uno a Lodi, Blanchi ha un ceppo nel
torinese ed uno tra romano e reatino, Blanchini, estremamente
raro, è dell'udinese, Blanco ha un grosso ceppo siciliano
nell'area che comprende il nisseno, il catanese, il ragusano ed
il siracusano, ha un piccolo ceppo nel napoletano ed avellinese
ed uno nel leccese, Blancone, molto molto raro, è del
salernitano e Blancuzzi, estremamente raro, è dell'udinese.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale
Blanco,
che, nell'onomastica arcaica, consiste in una variante del più
comune Bianco
(vedi Bianca): va notato, infatti, che l'aggettivo
bianco
nasce da un adattamento del basso latino
blancus
(dall'antico alto tedesco blanch)
e solo in un secondo momento la consonante
-l- ha
lasciato il posto alla vocale
-i- nella sillaba iniziale
(secondo un principio altamente riscontrabile nella
trasposizione latino - italiano moderno). E' anche vero, però,
che questa spiegazione non esclude una parziale origine spagnola
per il cognome Blanco (si tratta probabilmente di una
discendenza ebreo-sefardita), mentre nel caso di Blanc bisogna
pensare per lo più a un'influenza francese, almeno per ciò che
riguarda i ceppi valdostani e piemontesi. Prima di concludere,
ad ogni modo, va aggiunta un'ultima ipotesi riguardo a questi
cognomi (anche se, probabilmente, si tratta di una fonte
secondaria): in alcuni casi è possibile che Blanco e le sue
varianti nascano da una corruzione del nome medievale
Branca,
se si tiene conto del fenomeno del rotacismo (vedi Blancato);
quest'ipotesi, in effetti, è avvalorata dalla stessa
distribuzione geografica del cognome Blanca, riscontrabile
principalmente nella provincia messinese (in una zona molto
simile a quella del ceppo messinese delle famiglie Branca). Per
quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle
cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti, anche se,
in alcuni casi, non è esclusa una derivazione da soprannomi ad
essi attribuiti (soprattutto in relazione al significato di
bianco). |
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BLANCARDI |
Blancardi, molto molto raro, specifico della provincia di
Imperia, dovrebbe derivare dal cognome francese
Blanchard. |
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BLANCATO |
Blancato è specifico del sud della Sicilia, di Sortino nel
siracusano in particolare, ma anche di Caltagirone nel catanese,
Catania e Siracusa.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questo cognome va ricercata nel nome medievale
Blancato,
che, a causa del fenomeno del rotacismo, nasce come variante del
più comune Brancato
(vedi Brancati). Nel nord Italia, tuttavia, non è escluso che il
cognome Blancato derivi talvolta dal nome medievale
Blanco
(vedi Blanc), tenendo conto che in queste aree del paese il
suffisso -ato
assume spesso un valore patronimico o matronimico (da
confrontare col cognome Biancat). In conclusione, dunque, si
tratta della cognominizzazione del nome personale dei
capostipiti. |
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BLANCHOD |
Blanchod è tipicamente valdostano, sembrerebbe specifico di
Chatillon, dovrebbe trattarsi di una forma diminutiva arcaica
del nome francoprovenzale Blanc
(Bianco). |
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BLANDI
BLANDINI
BLANDINO
BLANDO |
Blandi ha un ceppo a Palermo, con presenze significative a
Sant'Agata di Militello nel messinese ed a Lattarico nel
cosentino, Blandini ha un ceppo a Siracusa e nel catanese a
Palagonia e Catania, ed uno nel leccese a Seclì, Blandino,
sempre siciliano, di Modica nel ragusano, ha ceppi interessanti
anche nel siracusano ad Augusta e Siracusa, a Palermo e Monreale
nel palermitano, a Caltanissetta e Messina e nel ragusano a
Ragusa e Scicli, presenta inoltre un ceppo a Rocca di Neto nel
crotonese, Blando, anch'esso siciliano, è del palermitano, di
Gangi e Bagheria, ma, anche se in misura decisamente ridotta, di
Cefalù e Palermo, potrebbero derivare, direttamente o tramite
ipocoristici, dal nomen latino
Blandus, ricordiamo con questo
nome Gaius Rubellius Blandus, di una famiglia equestre
dell'antica Roma del primo secolo dopo Cristo, che ricoprì
cariche consolari, fu questore, pretore e nel 36 d.C. proconsole
in Africa, può anche derivare dal nome medioevale
Blando
con il significato di colmo di carezze, o del nome medioevale
Blandinus
(forma ipocoristica del precedente), di cui abbiamo un esempio
in questo scritto del 761: "Evoluto anno, id est, anno decimo
regni ipsius, omnes optimates Francorum ad Dura in pago
Riguerinse ad Campo Madio, pro salute patriae et utilitate
Francorum tractanda, placito instituto ad se venire praecepit.
Dum haec agerentur, Waifarius inito iniquo consilio, contra
Pippinum regem Francorum insidias parat, exercitum suum cum
Uniberto comite Bitorino et Blandino comite Arvernico, qui dudum
ante annum superiorem ad praedictum regem Pippinum cum
Bertellanno episcopo Bitoricae civitatis missus fuerat...". |
|
BLANZAN |
Blanzan è tipico dell'udinese di Paularo in particolare, deriva
da un soprannome originato dal termine friulano
blanz (bianco)
ad indicare una caratteristica probabilmente fisica del
capostipite, forse un precoce incanutimento. |
|
BLASETIG
BLAZETIC
BLASUTTIG |
Blasetig, assolutamente rarissimo è tipicamente friulano,
Blazetic è praticamente unico, Blasuttig è molto molto raro ed è
specifico della valle del Natisone, dovrebbero tutti derivare
dal patronimico in -ic
o -ig
del nome slavo Blaze, Blazeta
(Biagio),
ad indicare la famiglia dei figli di un figlio di un Biagio, o
da un suo diminutivo dialettale in
-utti ad
indicare la famiglia del figlio del piccolo Biagio. |
|
BLASI
BLASIO
BLASO |
Blasi è un cognome distribuito in tutt'Italia, ma
prevalentemente al centro sud, Blasio è più tipicamente campano,
del napoletano e del salernitano, Blaso, estremamente raro,
parrebbe avere un ceppo nel beneventano e forse uno nel barese,
hanno tutti origine, dal nome latino
Blasus o
dal prenome Blaesus
(con il significato di balbuziente). |
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BLASINGER |
Assolutamente rarissimo è tirolese, dovrebbe derivare da una
modificazione del nomen latino Blasus.
integrazioni fornite da
Gigi Colombo
può essere una derivazione dalla variante tedesca del nome
Biagio, è stato italianizzato talvolta in Di Biasi o Debiasi. |
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BLASON
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Blason è tipicamente friulano, di Trieste, Gradisca d`Isonzo,
San Lorenzo Isontino e Monfalcone nel goriziano e Talmassons
nell'udinese, dovrebbe derivare da una variazione maggiorativa
di una modificazione dialettale del nome
Blasius (Biagio). |
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BLAU
|
Blau è assolutamente rarissimo.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
BLAU; (BRAU): brau
in Campidano ed in Barbagia significa
celeste, azzurro;
blau
in Logudoro. Viene dal catalano
blau, con lo stesso
significato. Biaittu
= celestino.
Il cognome Brau è presente in 59 Comuni italiani, di cui 32/377
in Sardegna: Orotelli 61, Oniferi 42, Nuoro 35, San Gavino
Monreale 32, Sassari 27, Caglairi 24, Carbonia 19, Sardara 15,
etc. Nella Penisola, in 6 Comuni è presente il cognome Blau,
probabilmente con lo stesso significato e la stessa provenienza
linguistica: 2 in Liguria, 1 in Lombardia, 1 Piemonte, 1 Em.
Romagna, Trieste.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Blau è un cognome tedesco che potrebbe derivare dal nome del
colore 'blau'
= blu, azzurro,
o dall'idronimo Blau che è un affluente del Danubio nel
Baden-Württemberg. |
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BLEDIG
|
Assolutamente rarissimo, sembrerebbe specifico della zona di San
Leonardo (UD), dovrebbe derivare da un soprannome originate da
caratteristiche della carnagione del capostipite essendo legato
al vocabolo sloveno bled
(pallido, smorto)
Bledig starebbe ad indicare il
figlio dello smorto. |
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BLEFARI |
Blefari è tipicamente calabrese, di Bovalino e Benestare nel
reggino, di Cirò e Cirò Marina nel crotonese e di Crosia e
Rossano nel cosentino, dovrebbe derivare da un soprannome
grecanico originato dal termine
blefares (palpebra). |
|
BLEVE
BLEVIO |
Bleve è tipico della zona di Corsano nel leccese, Blevio, quasi
unico, è del cosentino.
integrazioni fornite da
Cosimo De Giovanni Centelles
Bleve deriverebbe dal francese blé (=grano). Secondo alcuni
sarebbe di origine celtica. Il ceppo è tipicamente di origine
salentina. Localizzato in Montesardo, Corsano, Alessano e
Gagliano - tutti nella provincia di Lecce. Infatti ultimo
sindaco nel XVI° secolo dell'Università di Valiano (LE) oggi
scomparso, sarebbe stato un tal don Sebastiano Bleve. Nelle
località menzionate ha goduto di nobiltà fregiandosi dei titoli
di don
ma non esiste certezza sulla loro nobiltà. A mio avviso questo
sarebbe sì di derivazione francese, ma stanziatosi in Salento
con la discesa delle truppe di Carlo Magno sul luogo di Campo Lo
Re per combattere le truppe di re Desiderio. In Corsano i due
rami che hanno goduto di nobiltà sono quello del cav. Vito fu
Biagio e quello di d. Luigi fu Biagio. gli altri rami sarebbero
una maggiore proliferazione e diffusione del ceppo originario
stanziatosi nella cittadina nella prima metà del sec. XVIII°.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Bleve è un cognome lucano presente a Policoro, Scanzano, ma
anche siciliano e nel Salento (in particolare diffusione),
attestato come Blevio in Calabria. Secondo G. Rohlfs deriva
dall' antico francese "blef
" = blu. |
|
BLINI
BLINIO
BLINO |
Blini è tipico del bergamasco, di Calvenzano, Treviglio e
Casirate d'Adda, Blinio, quasi unico, è piemontese, così come il
quasi unico Blino, potrebbero derivare dal nome della Valle di
Blenio in Canton Ticino o dal nome del comune svizzero di
Blenio, o anche dal nome medioevale latino
Blinius. |
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BLO
|
Blo
è caratteristico di Bondeno nel ferrarese, di origini
etimologiche oscure, potrebbe trattarsi di una forma apocopaica
del termine germanico blond
(biondo). |
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BLOISE
|
Tipico del cosentino, zona di Cassano Calabro, Castrovillari e
Morano Calabro (CS).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Bloise potrebbe essere l'italianizzazione del cognome francese
Blois
che può designare una persona originaria di Blois (Rohlfs 49).
Blois potrebbe però anche venire dall'antico francese
blois (persona
che balbettava o parlava bleso),
oppure dall'aggettivo "bloi"
= biondo,
o ancora da una variante del nome personale
Blaise. |
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BLONDA
BLONDI
BLONDO
BLUNDA
BLUNDI
BLUNDO |
Blonda è tipicamente pugliese, del brindisino in particolare, di
Cisternino, Fasano ed Ostuni, Blondo, quasi unico, dovrebbe
essere dovuto ad un'errata trascrizione del precedente, Blondi,
assolutamente molto raro, è tipico del parmense, Blunda è tipico
del trapanese, di Alcamo, Salemi, Trapani ed Erice, Blundi è
praticamente unico, Blundo ha un ceppo nell'avellinese, ad
Ariano Irpino e Montecalvo Irpino, ed uno nel sud della Sicilia,
nel siracusano a Siracusa, Pachino e Sortino, e nel ragusano a
Ragusa, Santa Croce Camerina, Modica e Vittoria, tutti questi
cognomi dovrebbero derivare da una latinizzazione dell'aggettivo
germanico blond
(biondo),
derivato dal vocabolo medioevale germanico a.a.t.
blantan (mischiare,
detto anche di capelli chiari), o direttamente dal termine tardo
latino blundus,
dallo stesso blond
derivato, probabilmente ad identificare il fatto che i
capostipiti o le capostipiti avessero i capelli biondi o fossero
di carnagione chiara. |
|
BO
BÒ |
Bo sembra essere
tipico del Piemonte, con un ceppo importante a Sestri Levante
(GE) e Genova, a Milano, a Parma e Guastalla (RE), a Olbia (SS)
e Ala dei Sardi (SS), Bò, molto molto raro, parrebbe del
milanese e del genovese, si dovrebbe trattare di forme
dialettali contratte del termine bove usate anticamente ad
indicare una certa agiatezza della famiglia. |
|
BOAR
BOARA
BOARI
BOARO
BOER
BOERA
BOERCHI
BOERCHIO
BOERETTO
BOERI
BOERO
BOVERI
BOVERIO |
Cognomi legati a
soprannomi relativi al vocabolo latino
bovarius (relativo ai buoi)
o al vocabolo italiano bove,
quindi correlati con il lavoro agricolo o di mandriano, oppure
derivati da uno dei molti toponimi correlati con la parola Bove,
i ceppi liguri, piemontesi potrebbero anche derivare dal termine
francese arcaico bouvier
(bovaro,
mandriano), o dal termine catalano antico
boher (guardiano
dei buoi), in alcuni casi è possibile inoltre che
derivino da alterazioni del nome medioevale germanico
Bodhari, originato a sua volta
dall'unione dei termini medioevali germanici
bod (messaggero)
ed hari (esercito),
con il significato di portaordini,
messo militare, alfiere. Boar, quasi unico,
sembrerebbe piemontese, Boara, assolutamente rarissimo, parrebbe
del milanese, Boari ha un ceppo nel milanese, uno tra bolognese
e ferrarese, ed uno nell'area che comprende l'anconetano, il
maceratese ed il perugino, Boaro ha un ceppo nel trevisano, uno
nell'udinese ed uno nell'anconetano, Boer è tipicamente veneto
mentre Boera, Boerchi e Boerchio sono tipici dell'area milanese,
pavese e delle provincie limitrofe, Boeretto, estremamente raro,
parrebbe originario del veneziano, Boeri ha un ceppo
nell'astigiano a Costigliole d`Asti in particolare, un ceppo nel
piacentino a Piacenza ed a Ferriere, ma il nucleo principale è
in Liguria nell'imperiese soprattutto, a Badalucco, Taggia e San
Remo, Boero è ligure piemontese con un ceppo anche a Agliari ed
a Capoterra nel cagliaritano, concentrato in particolar modo a
Torino, Asti, Mazzè nel torinese ed a Genova soprattutto, Boveri
proviene dall'alessandrino, ma diffuso molto anche nelle
provincie di Pavia e Piacenza, Boverio, assolutamente rarissimo,
è tipico dell'area alessandrino, pavese. Nel 1568 a Saluzzo nel
cuneese troviamo Zaccaria Boverio che diventerà padre cappuccino
e ci lascerà scritti di teologia. |
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BOASSA
BUASSA |
Boassa, molto raro,
è tipicamente sardo, di San Nicolò d'Arcidano, Uras e Terralba
nell'oristanese, di Serramanna nel Medio Campidano e di Cagliari,
Buassa è praticamente unico.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
BOASSA; BUASSA: boassa o
buassa in Campidano,
buatta in Logudoro, è riferito
a malattia esantematica simile al
morbillo, ma più grave: lo si chiama anche
vaiolo benigno! Il vocabolo
deriva da bua, voce
infantile onomatopeica per indicare
il
dolore. Mentre il vero
vaiolo viene comunemente chiamato
sa pigòtta o
sarrosa cun su cristallu mascu.
Sa buatta è inoltre
la "veste" della pannocchia del granoturco,
ma deriva dal francese boite
= involucro o anche scatola;
buatta o boatta anche in italiano (region.). Buattone in
Logudorese è il fantoccio di carnevale e buatta o buattina è una
bambola di stracci o cenci; così anche in piemontese. Il cognome
Boassa è attualmente presente in 21 Comuni italiani, di cui 14
in Sardegna: San Nicolò Arcidano 34, Serramanna 28, Uras 14,
Cagliari 13, Terralba 13, etc. La variante Buassa è presente
solo nel Comune di Gonnosfanadiga (un nucleo familiare) e si
tratta evidentemente di trascrizione anagrafica errata, perché
i Buassa di Gonnosfanadiga hanno dichiarato di provenire dalla
zona di Arcidano -Terralba. |
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BOASSO
BUASSO |
Boasso è
tipicamente piemontese, di Torino, Carmagnola e Collegno nel
torinese e di Alba, Fossano e Grinzane Cavour nel cuneese, con
un piccolo ceppo anche a Genova, Buasso, quasi unico, è del
cuneese, dovrebbero derivare da un soprannome dialettale basato
sul termine dialettale piemontese arcaico
böass (grosso
bue), forse a sottolineare l'imponenza del
capostipite. |
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BOATI
BOATO
BOATTI
BOATTO |
Boati e Boatti
sono tipici del milanese e del pavese, Boato è tipicamente
veneto, dell'area veneziano, trevisana, Boatto, oltre al ceppo
veneziano, ne ha uno nell'alessandrino e nel pavese, tutti
questi cognomi nascono da soprannomi dialettali aventi per
argomento il bove, sia per il mestiere del capostipite legato a
quelle bestie, sia anche per una particolare forza o costanza. |
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BOBBA |
Bobba, decisamente
piemontese, in particolare del vercellese, di Cigliano, Saluggia,
Bianzè e Vercelli, dovrebbe derivare da un soprannome provenzale
originato dal termine bobe,
un'alterazione del latino balbus
(balbuziente), forse ad
indicare che il capostipite fosse affetto da questo tipo di
difetto. |
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BOBBIESE
BOBBIESI |
Entrambi molto
molto rari sono tipici del pavese, dovrebbero derivare
dall'etnico di Bobbio nel piacentino. |
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BOBBIO |
Bobbio ha un ceppo
principale tra pavese, alessandrino e genovese, con massima
concentrazione ad Alessandria e Novi Ligure ed uno nel torinese
tra Torino e San Benigno Canavese, e nel novarese a Novara e
Cameri, tutti i ceppi dovrebbero derivare dalla toponomastica,
da Bobbio Pellice nel torinese o dai Piani di Bobbio nel
piacentino, tracce di questa cognominizzazione le troviamo a
Soncino (CR) tra la fine del 1500 e gli inizi del 1600 con il
notaio Gianbattista Bobius, circa cinquant'anni dopo troviamo
nel bresciano un certo Gerolamo Bobius pretore di Pumenengo
(BG). |
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BOCA |
Tipico del
novarese, deriva dal toponimo Boca (NO). |
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BOCALETTI
BOCALETTO
BOCCALETTI
BOCCALETTO |
Bocaletti e
Bocaletto sono quasi unici, Boccaletti è specifico della zona di
confine tra modenese, reggiano e mantovano, zona di Novi di
Modena e Carpi (MO), Boccaletto, rarissimo, è tipico della zona
tra trevisano e veneziano, dovrebbero derivare da soprannomi
forse legati al mestiere di oste.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
II cognome Boccaletti è di derivazione soprannominale e deriva
dal nome medievale bucaletus
«piccolo boccale», ad
indicare forse «persona piccola e
grossa». È d'area modenese-reggiana. Fonte: F. Violi,
Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996. |
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BOCCA |
Tipico del nord
ovest ha un nucleo a Vigevano nel pavese e nell'alessandrino, ha
un ceppo anche a Torino, dovrebbe derivare da nomi di località
quali lo sbocco di un torrente o di un fiume come Bocca D'Adda e
simili. |
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BOCCACCI
BOCCACCIO
BOCCADORO
BOCCATO
BOCCHETTA
BOCCHETTI
BOCCHETTO
BOCCHI
BOCCHINI
BOCCHINO
BOCCHIOLA
BOCCHIOLI
BOCCIARELLI
BOCCON
BOCCONE
BOCCONI
BOCCOTTI
BOCCUCCI
BOCCUCCIA
BUCCIARELLI
BUCCUCCIA |
Tutti questi
cognomi dovrebbero derivare da soprannomi originati da
caratteristiche fisiche legate all'aspetto o all'uso della
bocca, ma in alcuni casi possono anche essere collegati al luogo
di dimora della famiglia collocato nelle vicinanze di una bocca
o sbocco di un fiume o comunque di un corso d'acqua, ma è pure
possibile che derivino direttamente o tramite accrescitivi od
ipocoristici dal nome medioevale di origine germanica
Bocco,
Bocconis, di cui
abbiamo un esempio in questo scritto del 1610: "..Consimilis
est Bocco
Humalda, vir devotus, modestus, ac sobrius, cum quo tuo te posse
conversari existimo. Lamberti nuncii illius, quem nosti, aedes
quantum potes fugias...". Boccacci ha un ceppo nel
parmense, uno nell'anconetano ed il nucleo principale nel Lazio,
Boccaccio particolarmente presente in Piemonte, Liguria, Puglie
e Sicilia, Boccadoro in tutto il centro nord, ma particolarmente
in provincia di Milano, solo al nord, ma con forte
concentrazione nel Veneto ed in Lombardia e Piemonte Boccato, in
tutto il centro nord Bocchi, ma soprattutto in Lombardia ed
Emilia, Bocchetta, abbastanza raro, ha un piccolo ceppo nel
perugino, uno a Roma, uno a Cagliari, uno nel napoletano ed uno
nel potentino, Bocchetti ha un grosso ceppo a Napoli e nel
napoletano, ed a Roma, e nel viterbese, Bocchetto, quasi unico,
parrebbe avere un piccolissimo ceppo nel veneziano ed uno
altrettanto piccolo nel napoletano, Bocchini, massimamente
concentrato nel forlivese, è ben diffuso in tutta l'area che
comprende le Marche, l'Umbria, il viterbese ed il romano,
Bocchino ha un nucleo campano, particolarmente nel beneventano,
uno nel ternano, viterbese e romano, uno nell'astigiano ed uno
nel catanzarese, Boccon, molto molto raro, è del padovano,
Boccone ha un ceppo nel genovese ed uno secondario a Carloforte
(CA), Bocconi ha un ceppo emiliano tra parmense e reggiano ed
uno fiorentino, originari dell'area milanese Bocchiola,
Bocchioli e Boccotti, piacentino Bocciarelli, Bucciarelli invece
oltre al ceppo nel reggiano, è ben diffuso in Toscana, Marche,
Umbria, Abruzzo, Lazio e Campania, Boccucci è del casertano, di
Sessa Aurunca in particolare, Boccuccia è specifico del romano,
di Cave e di Roma, Buccuccia, quasi unico, è laziale. Giovanni
Boccacci (il famoso Boccaccio del
Decamerone) scrittore, nasce nel 1313 a Parigi, ma da
padre originario di Certaldo (FI).
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Bocchi è cognome veneto, presente nel secolo XII come
Bocho, Buco, Bocco, viene dal
nome germanico Bocco, Buchilo
registrato in Förstemann 344. Fonte: Olivieri 157. Secondo F.
Violi è invece la cognominizzazione del nome personale medievale
Boca, dal lat.
bucca «bocca»,
con valore soprannominale, documentato nel Modenese dal 1164. La
sua diffusione è maggiore nel Mirandolese. |
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BOCCADIFUOCO |
Boccadifuoco è
tipicamente siciliano, di Siracusa e di Vittoria, Pozzallo e
ragusa nel ragusano e di Butera nel nisseno, si dovrebbe
trattare di un soprannome attribuito a capostipiti
particolarmente adusi all'alterco, in molti casi si può trattare
anche di un cognome attribuito a trovatelli dai funzionari degli
orfanotrofi borbonici. |
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BOCCAFUSCA
BUCCAFUSCA
BUCCAFUSCHI
BUCCAFUSCO |
Boccafusca,
praticamente unico, parrebbe campano, Buccafusca ha un ceppo
calabrese a Nicotera nel vibonese ed uno siciliano a Palermo e
Milazzo nel messinese, Buccafuschi, quasi unico è del
palermitano, Buccafusco, abbastanza raro, ha un ceppo a Palermo,
dovrebbero derivare da soprannomi dialettali originati
probabilmente dal compostamento del capostipite, forse aduso a
parlar male degli altri, o a rispondere in modo ombroso, in
molto casi si potrebbe trattare di cognomi attribuiti da
funzionari borbonici a dei fanciulli abbandonati. |
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BOCCALARI
BOCCALINI |
Cognomi derivati
probabilmente dal termine spagnolo bocal (brocca) tramite
soprannomi relativi al mestiere di oste o di servitore.
Tipicamente dell'area milanese, pavese e mantovana Boccalari,
mentre è specifico dell'Italia centrale Boccalini. Nella
seconda metà del 1500 troviamo a Carpi l'architetto Giovanni
Boccalini. |
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BOCCANEGRA
BOCCANERA |
Boccanegra è
specifico genovese anche se ora è presente soprattutto a
Venezia, Boccanera è tipico del centro, ha vari ceppi nelle
province di Roma, Rieti, Macerata ed Ancona, dovrebbero derivare
da soprannomi originati dal nome medioevale Bocca o Bucca o
anche da toponimi contenenti la radice Bocca come ne esistono
molti in tutto il paese, tracce illustri di queste
cognominizzazioni le troviamo nel 1200 a Genova con il Capitano
del Popolo Guglielmo Boccanegra di una ricca famiglia di
mercanti e nel 1300 con suo nipote Simon Boccanegra primo Doge
di Genova eletto il 24 Settembre 1339. |
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BOCCANFUSA
BOCCANFUSO |
Boccanfusa è quasi
unico, Boccanfuso è specifico dell'isola d'Ischia, di Ischia,
Barano di Ischia, Forio e di Napoli, presenta inoltre un ceppo a
Taranto, si dovrebbe trattare di cognomi attribuito a dei
trovatelli, individuati dal funzionario dell'orfanotrofio come
bocca bagnata,
'nfuso o
'nfoso in dialetto campano
significa appunto bagnato. |
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BOCCARDI
BOCCARDO
BOCCIARDI
BOCCIARDO
BUCCARDI
BUCCARDO |
Boccardi ha vari
ceppi in giro per l'Italia, dal torinese alla Toscana, al Lazio,
al Molise e alla Puglia, Boccardo ha un nucleo genovese e ceppi
sparsi sia al nord che al centrosud, Bocciardi, molto molto
raro, è toscano di Santa Croce Sull`Arno e Castelfranco Di Sotto
nel pisano in particolare, Bocciardo è specifico di Genova,
Buccardi e Buccardo sono quasi unici, dovrebbero derivare dal
nome medioevale germanico Burghard.
attraverso la sua versione latina
Bociardus di cui abbiamo un esempio a Milano in una
Sententia dell'anno 1138: "...Et
ibi statim, per laudamentum ipsorum consulum, iuraverunt ipsi
testes, ad sancta Dei Euvangelia, ita esse verum, sicut supra
testificati sunt, et ipse Bociardus
insuper iuravit, in suo sacramento, quod habet valente libras
septem et dimidiam denariorum Mediolanensium...". |
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BOCCHICCHIO
BOCHICCHIO |
Bocchicchio ha un
ceppo a Prato ed a Cascina nel pisano, ed uno a Panni nel
foggiano ed a Montecalvo Irpino nell'avellinese, Bochicchio è
tipico della zona di Potenza ed Avigliano nel potentino,
dovrebbe derivare da un soprannome dialettale anche se la
presenza di una località Bochicchi di Morcone (BN) potrebbe far
erroneamente pensare ad una derivazione dalla toponomastica, (in
realtà il toponimo deriva dal nome della famiglia colonica che
vi abitò) (vedi anche BUCCHICCHIO).
ricerche fornite da Fabio
Paolucci (Salerno)
Il cognome Bochicchio deriva da un'antica famiglia di origine
albanese, i Bosichio, che trapiantatisi in Lucania tra Potenza e
Avignano italianizzarono la propria forma cognominale in
Bochicchio. Il ceppo Bochicchio di Forenza annovera nell'800
molte figure di spicco come i fratelli patrioti Antonio, Nicola
e Vincenzo (figli di Canio Bochicchio, benestante di Forenza),
Francesco Saverio, Michele Antonio Gaetano e Vincenzo Antonio
Francesco (figli di Giuseppe), Gabriele fu Vincenzo Antonio e
Nicola fu Pasquale. |
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BOCCI
BOCCIA
BOCCIO |
Bocci è molto
diffuso nella fascia centrale che comprende la Toscana, le
Marche, l'Umbria ed il Lazio, con piccoli ceppi in Emilia, a
Genova ed a San Giovanni Rotondo e Monte Sant'Angelo nel
foggiano, Boccia è panitaliano, ma la sua massima concentrazione
la troviamo tra Lazio e Campania, Boccia è panitaliano, ma la
sua massima concentrazione la troviamo tra Lazio e Campania,
Boccio ha un ceppo nel ternano ed uno a Roma, dovrebbero
derivare dal nome medioevale Boccio,
Boccia di cui abbiamo un
esempio a S.Giovanni Valdarno nel 1401 con Boccia di Niccolò
del Rosso eletto Commissario della Repubblica Fiorentina, nome
esistente sia in forma autonoma, che come apocope di nomi come
Bocciardo. |
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BOCCIANTI
BUCCIANTE
BUCCIANTI
BUCCIANTINI |
Boccianti,
estremamente raro, sembrerebbe dovuto ad un errore di
trascrizione, Bucciante ha un solo ceppo nel teatino a
Fossacesia, Buccianti è tipico del fiorentino, Bucciantini,
sicuramente toscano, parrebbe più tipico del pistoiese, tutti
questi cognomi dovrebbero derivare dal nome medioevale
Bocciante o
Bucciante derivato da una
modificazione dell'aferesi del nome
Iacobus, tracce di queste cognominizzazioni le
abbiamo a Firenze ad esempio in questo contratto dell'anno 1446:
"...Facemo novo contratto, dove si
chiarisce come Piero detto è tenuto per di qui a x anni proximi
a venire a rivendermi detta casa a ogni mia richiesta per detto
prezo di f. d, pagandogli ne' tenpi e termini si saranno
ricevuti da lui come dovere, benché nel contratto non si
chiarisce. E dal dì ch'io la ricomperassi glela debbo apigionare
per 5 anni e per f. 24, e f. jº per la casetta overo striscia di
sopra nominata. E in caso ch'io in detti x anni non la
ricomperassi, volendola vendere in tra[n]sattione, m'obligo
darla a detto Piero per f. secento, computandovi detti f. d di
prima ricevuti, o per quel pregio più che se ne trovassi da
altri. Rogato ser Matheo di ser
Batista Bocciante da Pisa e ser
Piero di Michele di messer Rinaldo Partigiani da Sa·Miniato...",
agli inizi del 1800 troviamo a Fossacesia nel teatino il Gran
Maestro della Carboneria Nicolantonio Bucciante. |
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BOCELLI |
Bocelli ha un
ceppo a Parma ed uno in Toscana nel livornese, a Rosignano
Marittimo, Campiglia Marittima e Cecina, a Lajatico, Volterra e
Pisa nel pisano, ed a Grosseto, dovrebbe derivare dal nome
medioevale Bocellus, di cui
abbiamo un esempio d'uso in un testo rinascimentale: "..
et aliquot regij milites duce Cantoclaro sacrifico, qui
aggredienteis Protestanteis aliquanto tempore morati, quosdam
etiam ex illis interfecerunt. qua re iritati Bocellus et
Siluagius praecipui Protestantium duces maiore vi inuecti
templum et circumpositas porticus perrumpunt ..". |
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BOCOLA |
Molto raro, sembra
specifico del foggiano, di San Severo in particolare, dovrebbe
derivare da un soprannome originato dal vocabolo latino bucula
(giovane mucca). |
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BODDI |
Boddi è tipico del
fiorentino, di Firenze, Bagno a Ripoli e Reggello, di Ponsacco
nel pisano, di Piombino (LI, e di Follonica e Massa Marittima
nel grossetano, secondo alcuni deriverebbe dalla voce celtica
boddi (che
sommerge, sommerso), nel Glossario delle antiche voci
Celtiche del Boxhornio boddi
significa sommergere, ma è altamente improbabile. |
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BODEI |
Bodei è specifico
del bresciano, di Serle e Novolento in particolare, ma anche di
Nuvolera, Mazzano, Brescia, Bedizzole, Gavardo, Paitone e Vallio
Terme, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine
dialettale bodei (budelli),
probabilmente ad indicare che il o i capostipiti facessero di
mestiere i salumai, cioè utilizzassero appunto i budelli di
animale per insaccare i loro prodotti, nella zona di Serle è
molto antica la tradizione della produzione di salumi, ma
potrebbe anche derivare da modificazioni del nome celtico
Boduos (il
vincitore). |
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BODI
BODO |
Bodi è tipico di
Cavallino-Treporti nel veneziano, Bodo, decisamente più comune,
ha un ceppo nel padovano, e nel bellunese ed uno tra novarese e
vercellese, dovrebbero derivare da Bodo, antico toponimo celtico
del vicentino, Castello ormai scomparso con feudo annesso in
prossimità di Sarcedo (VI), questo toponimo celtico è abbastanza
diffuso: "...Bodo
enim vel bodum
profundum antiqua Gallorum lingua significare author est
Plinius, unde Bodincomagus
urbs, ut habet ille, ubi maxima Padi altitudo,..." , ma
potrebbero anche derivare da modificazioni del nome celtico
Boduos (il
vincitore). |
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BODINI |
Cognome tipico del
lombardo veneto potrebbe derivare dalla parola latina botellus
(budello) usato anticamente per fare sanguinacci, quindi
identificante, come soprannome, un mestiere, ma più
probabilmente potrebbe anche essere un ipocoristico del nome
celtico Boduos (il
vincitore). |
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BODRATI
BODRATO |
Bodrati, quasi
unico, è ligure, piemontese, Bodrato ha un ceppo ad Ovada
nell'alessandrino ed a Torino, ma il nucleo principale è
genovese, con un piccolo ceppo anche ad Urbe nel savonese,
dovrebbero derivare dal nome medioevale di origini germaniche
Boderatus, di cui abbiamo un
esempio d'uso a Roma nell'anno 901, quando tra gli
iudices domni imperatoris
compare un certo Vivencius alias
Boderatus, in uno scritto del 1343 ad Avignone
troviamo citato un tale Bodratus
Malabayla di Asti, questo nome dovrebbe essere nato
da una latinizzazione del nome germanico
Edelrad, composto dai termini
edel (nobile)
e rad (Consiglio),
con il significato di nobile
Consigliere, potrebbe anche in qualche caso derivare
dal toponimo tedesco Edelrath., secondo un'altra ipotesi
deriverebbero invece dal nome medioevale germanico
Bodhard, composto da
bod (messaggero)
ed hard (duro,
deciso). |
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BODRITI
BODRITO |
Bodriti, quasi
unico, è piemontese, così come il più diffuso Bodrito, che ha un
ceppo a Vesime nell'astigiano ed a Torino, dovrebbe trattarsi di
forme alterate derivate dal nome medioevale e di origini
germaniche Boderatus (vedi
BODRATI).
su suggerimento di Daniele Zaia |
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BOE
BOI |
Boe ha un ceppo a
Cagliari, a Dorgali, Orosei (NU) ed a Nuoro, a Ghilarza (OR),
Boi è molto diffuso in tutta la Sardegna, ma nel cagliaritano in
modo particolare, derivano da soprannomi originati dal vocabolo
sardo boi
(bue),
soprannomi che caratterizzavano normalmente persone abbienti.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
BOE; BOI: hanno in comune significato ed etimo:
boe in Logudoro e
boi in Campidano =
bue e derivano dal latino
bos o dal greco
βοΰς. Su
boe/i marinu è
la foca
monaca;
su boi tomasu
è lo scarabeo unicorno, che
io ho ribattezzato: bombus rinoceronticus;
s'erbiòi (erba
'e boi) è
il rosolaccio;
s'oghiòi (ogu
'e boi) è
un uccellino:
testa di moro, altrimenti detto
su kerri (onomat.).
Boinargiu =
allevatore o custode di buoi:;
dal greco βόες +
άρχω (boes
+ arko) =
guido, conduco buoi.
Soprattutto Boi è presente in tutta la Sardegna (con maggior
diffusione in centro sud). Boe è molto meno diffuso ed ha
maggiori presenze nel centro nord. Nelle carte antiche è invece
più frequente Boe. Tra i firmatari della Pace di Eleonora,
*LPDE, del 1388, figurano: Boe Arsòco, ville Uta (*distrutto.
Contrate Partis Varicati - Barigadu - non si tratta quindi
dell'attuale Uta); Boe Barono, ville Gonnos de
Codina(*Gonnoscodina - Contrate Partis de Montibus); Boe
Gonnario, jurato ville Palmas de Ponte(* distrutto: Isca de su
Ponti. Contrate Campitani Simagis); Boe Guantino, jurato ville
Leonessa(* distrutto..Lunissa (Atzàra). Mandrolisay o Barbagia
di Belvì); Boe Joanne, ville Genone (* odierno Genoni - Contrate
Laconi et Partis Alença); Boe Margiano, jurato ville Nuradau (*
odierno Nurallao - Contrate Partis Alença); Boi Comita, jurato
ville Uta (* l'attuale Uta - Curatoriae Decimi (Decimomannu).
Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, *CSNT, XI°, XIII° sec.,
troviamo: Boe Iusta(18), serva in Usune (villa - l'attuale
Usini, la cui chiesa di San Pietro era associata a quella di San
Nicola - * Il Condaghe di San Nicola di Trullas - a cura di
Paolo Merci ; Ed. Delfino - ): - donazione (cap. 18)-
positinke(donò) donna Elene de Bosove, ki fuit muliere de donnu
Yçoccor de Athen .IIII.(4) homines a Sanctu Nicola, cun
boluntade dessu maridu, cando es morta.et de cussos .IIII.
homines deitnosinde su maritu .II.(di quei 4, 2 celi diede il
marito) : a Presnaki Manicas et a Iusta Boe.; Gosantine Boe(cap.
151), servo rapisce in moglie Elene Manicas, serva di San
Nicola, ma ne è allontanato dal priore, il quale non aveva dato
il consenso: Ego Petrus Prior (di San Nicola di Trullas) ponio
intu Condace pro Elene Manicas, ki mi levait a llarga(rubò)
Gosantine Boe, kene boluntade mea et de armentariu meu (né del
mio amministratore).Al cap. 290, sempre del *CSNT, abbiamo uno
scambio(tramutu) di servi:.ego Petru Manno, prior de S.N. .
Tramutai cum Petru de Serra Boe(un nobile, proprietario
terriero) homines: isse deitimi pede(egli mi diede un quarto -
del servizio)in Mariane Lasso, et pede in Manikella, fiia de
Petru d'Orane, servu de Sanctu Nichela; et ego deitili (gli
diedi in cambio) latus (la metà- del servizio) in Maria Virrake,
fiia de Iorgi Virrake.seguono i testimoni. Il cognome Boe è
attualmente presente in 43 Comuni italiani, di cui 22 in
Sardegna: Sassari 63, Orosei 31, Oliena 21, Nuoro 18, Lula 15,
etc. Boi è invece presente in ben 378 Comuni italiani, di cui
130 in Sardegna: Cagliari 696, Quartu S. E. 308, Oliena 138,
Iglesias 113, Guspini 100, etc. Nella storia contemporanea
ricordiamo Boi Antonio, storico autodidatta, di Sassari, 1912 -
1958 ( Dizionario Storico Sardo, di Francesco Cesare Casula). |
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BOEDDU |
Tipico sardo di
Dorgali (NU), Sant`Antonio Di Gallura (SS) e Ghilarza (OR)
dovrebbe derivare dal diminutivo del vocabolo sardo
boe (bue)
forse in quanto il capostipite era o figlio di un Boe o Boi o
era moderatamente agiato, secondo alcuni deriverebbe da
soprannomi originati dal vocabolo sardo
boidu (vuoto)
è starebbe ad indicare invece una persona dappoco.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
BOEDDU: boèllu, diminutivo di boe = piccolo bue? In latino
bovillus per
bubulus =
bovino. Improbabile da metatesi
di boddèu (gruppo
di persone o di case - furriadròxus). È un cognome
raro, assente nelle carte antiche, attualmente presente in 28
Comuni italiani di cui 14 in Sardegna: Dorgali 59, Ghilarza 34,
Nuoro 23, Bolotana 10, etc. |
|
BOEM
BOEMO
BOHM |
Boem è veneto del
veneziano, ha un ceppo importante a San Donà di Piave e ceppi ad
Eraclea, Iesolo e Musile di Piave, ed uno a Codroipo
nell'udinese, Boemo sembrerebbe più tipicamente friulano, di
Grado nel goriziano e di Carlino ed Udine nell'udinese, Bohm,
molto molto raro, è triestino, dovrebbero tutti derivare da
soprannomi originati dal fatto di essere i capostipiti
provenienti dalla Boemia,
una regione dell'attuale Repubblica Ceca. |
|
BOEMI |
Boemi è siciliano,
ha un ceppo importante a Messina ed uno a Catania, dovrebbe
derivare da un soprannome originato dall'essere stato il
capostipite un agente daziario, bisogna sapere che in Sicilia i
boemi erano gli incaricati della riscossione dei dazi e del
plateatico (diritto di superficie) nei mercati. |
|
BOEZI
BOEZIO |
Boezi è tipico di
Alatri (FR), di Roma e del frusinate, Boezio ha un ceppo a
Gemona del Friuli (UD) e nell'udinese ed uno a Capurso (BA) e
nel barese, dovrebbero derivare dal nome tardo latino
Boetius o
Boethius derivato dal
greco Boethus, ricordiamo
con questo nome il famosissimo Anicio
Manlio Torquato Severino (480-526), l'autore del
De consolatione philosophiae,
meglio conosciuto come Severino Boezio: "...ego
Boetius
qui quondam tempore prosperitatis studio meo florente, peregi,
idest composui, carmina, supple delectabilia et jucunda, nunc
tempore adversitatis, flebilis, idest dignus ut defleam. Vel
flebilis, idest tristis, cogor inire, idest inchoare moestos
modos, idest tristia metra de mea miseria....". |
|
BOERIO |
Tipico del
Canavese, dovrebbe derivare dal cognomen latino
Boerius (Boverius),
tracce di questa cognominizzazione si hanno nel 1300 con Pietro
Boerio vescovo d'Orvieto e nel 1500 con lo scrittore di
Montpellier Nicolò Boerio: "...Nicolaus
Boerius dicit, id quod Cornelius
Tacitus de Germanis quoque scribit, Franciae consuetudine,
uxorem a matito postulatam adulterii, et convictam, tonderi, et
capillis...". |
|
BOF
BOFF
BOFFI
BOFFO |
Bof, tipicamente
veneto, è specifico dell'area trevisano, bellunese, di Seren del
Grappa, Feltre e Lentiai nel bellunese e di Mareno di Piave,
Montebelluna e Segusino nel trevisano, Boff è quasi unico, Boffo
è tipico di Dueville nel vicentino, di San Zenone degli
Ezzelini, Chiarano ed Asolo nel trevisano, e di Mestrino nel
padovano, Boffi sembrerebbe tipicamente lombardo di Giussano,
Milano, Lentate Sul Seveso e Varedo nel milanese, di Lodi e
Dalmine nel bergamasco, con un ceppo anche nel Lazio a Roma ed
Arce nel frusinate, dovrebbero derivare, direttamente o tramite
forme apocopate dialettali, dal nome medioevale
Boffus, di cui abbiamo un
esempio nelle Cronache fermane sotto l'anno 1383: "..
Eodem millesimo et die viii februarii , foro cohadunato,
Pucciarellus Vannis de Firmo, spiritu diabolico instigatus, in
platea magna, percussit Antonium Vannis Case Marchitti, in gula
post auriculam dexteram; et cecidit in terra semivivus; et
demum, non contentus predictis, in dicto impetu, percussit
Stephanum Thome de Gruptis in capite; et non cecidit: et
Franciscus Vagnotii domini Dominici percussit, in dieta platea
et in dicto contextu, magistrum Dominicum de Tolentino medicum
communis, credens ipsum occidisse: et demum dictus Franciscus
cucurrit per stratam et venit in Campiletium, dicendo: « che
facete? pigliate l'armi perchè in piazza se grida - viva lo
populo -, et sunt interfecti sex cives ». Et dictus Pucciarellus
subito exivit plateam, et in introita, sive via per quam itur ad
Sanctum Dominicum, stabant quam plures, et maxime Sirectus
magistri lannetti, Boffus Coluctii
Paccarò, Trintia lustiniani de
Firmo et Ranaldus de Monte Florum, Grassus de Cosignano, armati
ad faciendum spallas predictis, et dicentes: « viva lo populo »;
et feribantur cives stantes in platea videntes predicta
obstupefacti. Aliqui cucurreruut retro ipsum Pucciarellum
dicendo: « pigliatelo »; sed supradicti , qui faciebant spallam
cum bergamaschis in manibus , retinuerunt gentes, et tunc dum
Vannes Cisci Marchitti, et dominus Vannes Andreutii Andree
fuerunt versus predictos ...", e nel 1400 con il capitano
Boffo Grillo di Salerno reggente di Montefuscoli nel Sannio dal
1425.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Boffo è un cognome veneto dal termine valsuganese 'boffo'
= gonfio. Olivieri 222. |
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BOFONDI |
Bofondi, quasi
unico, sembrerebbe essere di origini illiriche e derivare
dall'albanese pa fundi (senza
sedere, dal sedere piatto), indicando probabilmente
così una caratteristica fisica del capostipite. |
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BOGANI
BOGGI
BOGGIA |
Due ceppi per
Bogani uno dell'area nord milanese l'altro toscano. Presente
sopratutto nel sud milanese e nella Toscana e Lazio occidentali
e nelle Marche Boggi, Boggia ha un ceppo nel nord della
Lombardia, uno tra spezzino e carrarese, uno napoletano ed uno
brindisino, tutti questi cognomi dovrebbero derivare da un
soprannome come ne abbiamo esempio in una
Carta investiture per massaricium
del 1161 a Milano: "...suprascriptum
Arduinum interim esse tacitum et contentum in suprascripta
investitura; et sic posuit fideiussorem Azonem qui dicitur
Bogia,
de ipsa civitate...", o da nomi di località come ne
troviamo ad esempio in Valtellina. |
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BOGETTI |
Bogetti è tipico
del cuneese, di Cherasco, Brà, Fossano e Sanfrè, si dovrebbe
trattare di una forma ipocoristica del nome medioevale germanico
Bogius, una latinizzazione
di Bogio (vedi
BOGGIONI), dell'uso di questo nome/cognome abbiamo un
esempio nel 1376 nell'obituario della Collegiata di San Lorenzo
a Cuvio nel varesotto: "...MCCCLXXVI VII
mensis aprilis. ...Obiit Guarimbertus de Vercelio qui iudicavit
predium suum Cuveli. Obiit Dominicus de Ranzio: denarios II.
Obiit Domina Franda de Brincio que iudicavit solidos X. Obiit
Ugo Bogius
qui iudicavit culcidram I et pulvinum I et linteamina II:
valentia libras III....". |
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BOGGIONI |
Estremamente raro
è tipico del sudmilanese e del pavese orientale, dovrebbe
derivare dal nome medioevale germanico
Bogio (Bogionis)
di cui abbiamo traccia ad esempio in una lapide tardo latina: "Teutio
Verco[n] Bogionis
f(ilius)
magis(ter)
structorum Aravisco h(ic)
s(itus)
e(st)" e nel
Codice Diplomatico della Lombardia
medievale in un atto di vendita del 1145, dove si legge:
"...Signa + + + + + manuum Alberti de Vila
et Ambroxi Bogioni et Alegri et Bruni Spiringoni et
Vuilitioni et Alberti, testium...".
Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Chiavenna (SO)
nel 1500 dove in un atto leggiamo: "...Domenico
Bogioni del Toscho di Giovanni e
Giovan Pietro dell'Olzadello ..:". |
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BOGHI
BOGO
BOGONI |
Boghi ha un
piccolo ceppo romagnolo ed uno a Roma ed a Tivoli, Bogo ha un
ceppo a Genova ed uno a Belluno e nel bellunese, in particolare
a Limana e Sedico, Bogoni è tipicamente veneto, in particolare
del veronese di Verona e di Monteforte d'Alpone, ma anche di
Rovolon nel padovano e di Vicenza e Lonigo nel vicentino,
dovrebbero derivare dal nome germanico
Bogo,
Bogonis, di
cui abbiamo un esempio d'uso in uno scritto del 1200: "Querela
Comitis Cornubiae, versus Bogonem
de Clare & Priorem Sanctae
Trinitatis London, quòd ipsi tempore Parliamenti ipsum comitem
in medio aulae Westm' ad procurationem ipsius Bogonis
citaverunt, quòd compareret coram Archiepiscopo Cantuar' &c.
Ipse prior venit & Bogo
similiter, & ponunt se in gratiam, misericordiam, & voluntatem
Regis de alto & basso, ob quod mandantur turri London: Postea
venit dictus Bogo & finem fecit domino regi pro praedicta
transgressione per duas mille marcas, &c. & quoad praedict'
Comitem respondeat Comiti 1000. li. pro transgressione sibi
fact', &c. & praedictus Prior mittitur ibidem ad faciend'
secund? quod thesaurius ei dicet ex parte dñi Regis.". |
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BOGNANNI
BOGNANNO |
Bognanni ha un
ceppo a Genova ed uno in Sicilia nel nisseno in particolare a
Mazzarino con presenze significative anche a Riesi,
Caltanissetta e Gela, Bognanno è assolutamente rarissimo,
dovrebbero derivare con una lieve modifica dialettale, dal nome
medioevale Bonusannus, (vedi
BONANNI) |
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BOIAN
BOIANI
BOIANO
BUIANO |
Boian sembra
essere unico ed è probabilmente dovuto ad un errore di
trascrizione di Boiani, che ha un ceppo valtellinese ad Ardenno
(SO), uno a Novara ed uno ad Arquata Scrivia nell'alessandrino,
uno nel bolognese ed uno a Fano e Pesaro nel pesarese, Boiano è
tipicamente campano, del napoletano soprattutto, di Napoli,
Portici ed Ercolano e del casertano di Gallo Matese e San
Gregorio Matese, Buiano, molto raro, specifico del napoletano è
una forma modificata del precedente, dovrebbero derivare dal
nome medioevale Boianus di cui abbiamo un esempio in un Breve
immissionis in tenutam dell'anno 1191: "..Alla
Lama, pertice quinque et plus. Et sedimen quod tenet Girardus de
Solperto, pertice IIIIor et plus, inter sedimen et subter In
Pratello, unum sedimen, tabula una. In Castello, a monte portus.
Et sedimen quod tenet Ugo de Solperto Ferarius de Rainer. Et
sedimen quod tenet Boianus..
..Anno Domini factum est MC nonagesimo primo, suprascripto die,
indictione X...", ma ricordiamo anche che con il nome di
Bos Boianus si
identificavano in epoca medioevalei bufali e che quindi i ceppi
campani potrebbero derivare proprio dall'attività di allevatore
di bufali svolta dal capostipite. |
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BOIARDI
BOIARDO
BOJARDI |
Boiardi è
tipicamente emiliano, di Piacenza e reggioemilia e relative
province, Bojardi, praticamente unico, è una forma arcaica del
precedente, Boiardo, quasi unico, è probabilmente dovuto ad un
errore di trascrizione, dovrebbero derivare dal nome medioevale
di origine germanica Boiardus,
un importantissimo esempio di queste cognominizzazioni le
troviamo con Matteo Maria Boiardo, l'autore del romanzo
cavalleresco Orlando innamorato,
nato a Scandiano (RE) nel 1441 e morto a Reggio Emilia, nel
1494. |
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BOIERI
BOIERO |
Boieri è specifico
di Novara, Boiero è specifico del Piemonte di Cavour, Pinerolo e
Luserna San Giovanni nel torinese e di Bagnolo Piemonte nel
cuneese, dovrebbero derivare dal nome tardo medioevale
Boierus di cui abbiamo un
esempio nel Iacobi Augusti Thuani
Historiarum sui temporis: "...itaque
arx Damuillae tradita est, quam ille cum diu postea tenuisset,
tandem Ioannes Bellofortius Alesiae vicecomes cum ipso
transegit, et permutationis titulo Sergij fanum in Aruernis ab
Astremonio Boiero
homine vanitatis insulsae olim Momorantio patri donatum pro
Alesia accepit...". |
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BOIN
BOINI
BOINO |
Boin è tipicamente
veneto, con un ceppo nel trevisano a Vedelago, Altivole e
Castelfranco Veneto, uno a Cinto Euganeo nel padovano e Cassola
e Rosà nel vicentino, Boini, quasi unico, sembrerebbe emiliano,
Boino, altrettanto raro, è piemontese e dovrebbe essere di
origini venete e dovuto ad errori di trascrizione, dovrebbero
derivare da un soprannome veneto originato dal vocabolo
boin (bulino,
attrezzo per intagli o intarsi su metallo), forse ad
identificare i capostipiti come artigiano del rame o di altri
metalli, non si può comunque escluderer che possa in alcuni casi
trattarsi di una forma aferetica, anche dialettale, del nome
medioevale longobardo Albwin
italianizzato in Alboino,
nome probabilmente portato dai capostipiti. |
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BOIOCCHI |
Presente
nell'Italia settentrionale occidentale, ma con massima
concentrazione in Lombardia, questo cognome dovrebbe derivare da
soprannomi legati al vocabolo baiocco (denaro) o ad un
dialettale boiocch (rapa, navone). |
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BOLATTI
BOLATTO |
Molto molto rari
sembrerebbero entrambi originari del torinese, potrebbero
derivare da forme locali derivate dal nome di origine franco
germanica Bolland
(generato
dalla fusione dei termini bolo
(amico) e
land (terra,
paese) con il significato forse di
conterraneo o derivato forse
dal nome germanico Bolohard. |
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BOLA
BOLI
BOLLA
BOLLI
BOLLO
BOLO |
Bola, quasi unico,
è dell'Italia settentrionale occidentale, Bolla è molto diffuso
in Piemonte, nel savonese e nel genovese, nella Lombardia
occidentale e nel Veneto, soprattutto nel veronese, ma anche nel
vicentino, padovano e veneziano, Bolli ha presenze in Lombardia,
nel milanese, cremonese e bresciano e nel centro, nella fascia
che comprende l'anconetano, il perugino, il ternano ed il
romano, Bollo è tipicamente piemontese, del torinese e
dell'alessandrino, biellese e vercellese in particolare, Bolo,
quasi unico, sembrerebbe piemontese, Boli, altrettanto raro è
dell'Italia centrale, tutti questi cognomi dovrebbero derivare
dalla cognominizzazione di nomi germanici come
Bolland, derivato dall'unione
dei termini bol[o] (amico)
e land (terra,
patria) o come
Bolo
(amico). |
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BOLDI
BOLDIN
BOLDINI
BOLDINO
BOLDO
BOLDONI |
Boldi è
tipicamente lombardo, soprattutto del bresciano e del milanese,
con un ceppo anche in Toscana, Boldin è quasi unico, così come
Boldino, Boldini, particolarmente lombardo del bresciano, ha un
ceppo nel verbanese e novarese ed uno nel bolognese, Boldo è
tipicamente veneto del bellunese in particolare, con un ceppo
forse non secondario anche nel milanese, Boldoni, abbastanza
raro, è del milanese, potrebbero derivare da toponimi come San
Boldo nel trevigiano, ma molto più probabilmente derivano,
direttamente o tramite ipocoristici, dall'aferesi di nomi come
Uboldus o
Ramboldus o simili, portati dal
capostipite, di quest'uso abbiamo un esempio in un Atto
d'Investitura dell'anno 1152 a Brescia: "...decima
iacet in Camolengo, iuxta fossatum quod vadit versus montem,
tabule centum .XXII. et duo pedes: a mane fossatum, ab omnibus
partibus Sancti Cosme, a meridie
Boldus et Raimundus et Codeporci
tenent, a sero et monte Rastel tenet; undecima iacet in
Camolengo...". |
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BOLDRIN
BOLDRINI |
Boldrin è di
origine veneta, Boldrini è diffuso in tutto il centronord,
dovrebbero discendere da Boldrinus nome derivato da uno dei nomi
con terminazione boldo (baldo) o poldo (Uboldo, Leopoldo ecc.)
che derivano da un nome germanico composto con bald (baldo,
coraggioso), esempio di questo nome lo abbiamo verso la fine del
1300 con Boldrino da Panicale, famoso capitano di ventura;
tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Venezia nel
1500 con l'incisore Nicolaus Boldrinus.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Boldrini è un cognome veneto dal termine veronese 'boldro'
(sboldro) =
enfiato. Olivieri 222. Secondo
Bongioanni (Nomi e cognomi, Torino, 1928 p. 128) deriverebbe
invece dal pers. germ. *Waldhari
evolutosi poi nella forma Walther
da aat. 'waltan' =
reggere, governare + aat. 'heri'
= esercito. Tali forme si
sono latinizzate in Vualterius,
Gualterius, Walterius in età franca, ma in quella
longobarda avevano avuto esiti come:
Waltarius, Gualtarius, originando cosi il cognome
base Gualtieri (cfr.) da cui
discenderebbero anche i derivati
Baldari, Baldorini. Significato approssimativo:
capo dell'esercito. |
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BOLELLI |
Bolelli è
specifico di Bologna soprattutto e di Modena, si dovrebbe
trattare di una forma ipocoristica dell'aferesi del nome
medioevale Christobolus, che
dapprima per aferesi sia divenuta
Bolus
e quindi, tramite una forma sia diminutiva che vezzeggiativa,
Bolellus,
Bolello è però anche una forma
utilizzata, anche se raramente, in alternativa al termine e nome
Bellino. |
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BOLETTI |
Cognome di origine
bresciana, dovrebbe essere originato dal nomen latino Paulus,
Paoletti, Poletti . |
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BOLGAN |
Bolgan è specifico
del veneziano, di Salzano, Venezia, Spinea e Mira, dovrebbe
derivare da un soprannome basato su di un termine arcaico per
identificare un piccolo pesce d'acqua dolce, per estensione, una
cosa da poco. |
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BOLIA |
Tipico della
Liguria di ponente, in particolare nella zona di Albenga è
assolutamente rarissimo.
Integrazioni fornite da Eugenio
Bolia
Famiglia ligure di origine provenzale, risulta derivare dalle
variazioni subite da Boglio, antichissima stirpe viscontile di
Nizza che godette la Signoria del feudo omonimo. Un ramo della
famiglia successivamente si trova a Carrara, dove era iscritta
fra le famiglie nobili, come appare dagli almanacchi di Corte
Estiensi e dai Libri d'Oro della città. Si è divisa poi in due
rami il primo dei quali è passato in Firenze. Nel XVII sec. la
Famiglia Bolia è presente nella Liguria di ponente,
nell'entroterra di Albenga, dove fu particolarmente fiorente a
Bosco di Casanova Lerrone con Lazzaro, considerato il
capostipite del ramo "Ingauno".
Ulteriori Informazioni inviate dal Sig
Eugenio Bolia:
Antica famiglia ligure il cui cognome trae origine dal toponimo Castrum Boliacum, successivamente italianizzato in Boglio.
Situato nelle Alpi Marittime, Castrum Boliacum fu occupato dai Romani e i Liguri che l'abitavano furono deportati in gran numero; questo luogo divenne da allora posizione strategica per il passaggio degli eserciti romani sulla strada che dalla città romana di Cemenelum, al di sopra di Nizza, conduceva attraverso le Alpi alla Gallia Cisalpina e alle regioni transalpine.
Nel Medioevo la Baronia di Boglio, composta di numerose terre (Boglio, Robbione, Toetto, Tornaforte...), appartenne all'illustre Casata (de) Boglio, il cui capostipite fu Rostagno, visconte di Nizza.
Nel XVII secolo la Famiglia Bolia è presente a Bosco di Casanova (dall'8 aprile 1863 Casanova Lerrone), nell'entroterra di Albenga, dove fu particolarmente fiorente con G. Battista (nato nel 1661), considerato il capostipite del ramo ingauno, ossia del ceppo stanziatosi nella Riviera di Ponente.. |
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BOLIGNANI < br>
BOLIGNANO |
Rarissimi sono
specifici del reggino, non è probabile una derivazione dal
toponimo Bolignano nelle Marche (località di Ancona). |
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BOLIS |
Tipico dell'area
che comprende le province di Milano, Como, Bergamo e Brescia,
dovrebbe derivare dal nome latino Bolo di cui si hanno tracce ad
esempio nel I° secolo a.C. con il filosofo, medico e fisico Bolo
di Mende l'uso successivo lo si può ad esempio trovare ad Albino
(BG) nel 1500 dove in un atto del 1545 si parla di un Bolo fu
Giovanni Maria dell´Omo sottopriore del convento di S. Maria
della Ripa di Albino. Traccia di questa cognominizzazione si
trova a Bergamo nel 1500 , in un atto del 1583 viene citato un
certo Martino de Bolis Giudice dei pubblici incanti . |
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BOLLATI |
Concentrato
nell'Italia settentrionale occidentale, con massima presenza
nella provincia di Milano e Cuneo dovrebbe avere origini
diversificate, dal toponimo Bollate (MI) e dal vocabolo latino
bullatus (ornato di borchie) tramite un soprannome. |
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BOLLETTIN
BOLLETTINI |
Bollettin è
caratteristico del padovano, di Conselve, Arre, Correzzola e
Selvazzano Dentro, Bollettini è tipico di San Benedetto del
Tronto nel Piceno, dovrebbero derivare da soprannomi originati
dal termine veneziano bollettin
(atto di convocazione giudiziaria o
anche atto di pignoramento), forse ad indicare così
nei capostipiti degli Ufficiali Giudiziari della Repubblica
Veneta. |
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BOLLINA
BOLLINI
BOLLINO |
Bollina è un
cognome non molto diffuso e concentrato nelle province di
Milano, Lodi e Bologna, così come il più rappresentato Bollini
che ha un grosso ceppo nel milanese, varesotto e comasco, uno
nel mantovano ed uno nel bolognese e nel vicino ravennate, ha
presenze anche a Genova, nel fiorentino, nel riminese e nel
teramano, Bollino che ha un nucleo nel foggiano e nel barese,
presenta ceppi, probabilmente secondari anche nel torinese, nel
milanese e nel romano, ed un piccolo ceppo a Palermo, dovrebbero
derivare dal nome medioevale Bollinus,
Bollina, formae
ipocoristiche del nome germanico
Bollo,
derivato dal termine medioevale germanico a.a.t
bollo (freccia,
dardo, proiettile). |
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BOLOGNA |
Deriva
direttamente dal toponimo Bologna, questo cognome non compare
fra quelli degli ebrei safarditi, ma non è impossibile qualche
ceppo ebreo. |
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BOLOGNANI |
Specifico
trentino, di Cavedine nel trentino in particolare, deriva dal
toponimo Bolognano in provincia di Trento. |
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BOLOGNESE
BOLOGNESI
BOLOGNINI |
Diffuso in
tutt'Italia, ma prevalentemente al sud Bolognese ed al centro
nord Bolognesi e Bolognini, tutti questi cognomi derivano dai
toponimi Bologna, Bolognano nel pescarese, Bolognetta nel
palermitano, o Bolognola nel maceratese. |
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BOLOGNI
BOLOGNO |
Bologni ha un
piccolissimo ceppo a Prato ed a Carmignano nel pratese, ed a
Certaldo e Firenze nel fiorentino, un ceppo decisamente più
consistente a San Giustino nel perugino, ed uno a Roma e Latina,
Bologno ha qualche rara presenza nel biellese e nel vercellese,
dovrebbero derivare dal nome medioevale
Bolognius o
Bolonius, di cui abbiamo un
esempio nella Hierographia
del Concilio di Nicea nell'anno 325: "..
Sic tua nos virtus quemcunqe tandem Mysta affatur trahit,
rentinet, deuincit sibi ; quemadmodum Scombrus Alausas ducit, &
quo vult amore sui ductas rapit. Quod satis causae visum est
Gallis, ut narrat Bolonius,
has virgines, melius meretrices, illum Leonem si digne,
appellandi, quanquam nonnulli dubitent ...", e nel 1187
con il crociato Godfridus Bolonius vittorioso sui saraceni
invasori del Santo Sepolcro. |
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BOLZAN |
Bolzan è tipico
veneto delle province di Belluno, Pordenone, Treviso, Vicenza e
Venezia, dovrebbero derivare da toponimi come Bolzano di Belluno
(BL) o Bolzano Vicentino (VI). |
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BOLZICCO |
Bolzicco è
specifico dell'udinese, di Buttrio, Corno di Rosazzo, San
Giovanni al Natisone ed Udine, dovrebbe derivare da un nome di
località o forse da un'alterazione del nome del paese di
Bonzicco di Dignano, sempre nell'udinese. |
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BOLZONARO |
Molto raro è
tipico della zona tra padovano e rovigoto, dovrebbe derivare dal
toponimo Bolzano Vicentino (VI).
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Bolzonaro è un cognome veneto che potrebbe significare 'fabbricante
di balestre', dal termine veneto 'bolzon'
= 'dardo' 'balestra'. |
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BOLZON
BOLZONI |
Bolzon,
decisamente veneto, ha un ceppo a Castello di Godego,
Castelfranco Veneto e Resana nel trevisano, uno a Trissino,
Castelgomberto e Sovizzo nel vicentino ed a San Martino di
Lupari nel padovano, ed un ceppo friulano a Bucinicco
nell'udinese, Bolzoni è un cognome molto diffuso in Lombardia,
nel piacentino, parmense, reggiano e modenese e nel veronese e
rovigoto, può essere derivato da toponimi, ma non è improbabile
anche una derivazione da un soprannome originato dal vocabolo
veneto bolzon (punzone,
ma anche zimbello
ed ariete
per rompere le mura), forse a ricordare il mestiere
di orafo o argentiere svolto dai capostipiti, o la loro
particolare irruenza, o dal vocabolo lombardo
bolson (cuneo,
ma anche colui che cava d'impaccio gli
altri).
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Bolzoni è un cognome veneto che deriva dal termine veneto 'bolzon'
= 'dardo' 'balestra'.
Cfr. Bolzonaro. Olivieri 236. |
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BOMBA |
Bomba è specifico
di Lanciano nel teatino, dovrebbe derivare dal nome del paese di
Bomba sempre nel teatino, situato ad una trentina di chilometri
da Lanciano, probabile paese d'origine del capostipite o dal
fatto che questi provenisse dalla zona bagnata dal lago omonimo. |
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BOMBARDELLI |
Bombardelli è
tipico del trentino, di Arco, Drena, Trento e Riva del Garda,
dovrebbe derivare da una forma ipocoristica del nome medioevale
Bombardus di cui abbiamo un
esempio in uno scritto del 1600: "...Quas
Praeside Clariss. Viro, Bombardo
Strevarzio, Clarefortensi,
Defendere conabitur, Buldrianus Sclopetarius, Blesensis...",
ma è pure possibile che derivi semplicemente da un soprannome,
troviamo tracce di questa cognominizzazione nel bresciano a San
Gervasio Bresciano agli inizi del 1600 con il
malgese et fattore Giovanni Bombardello,
a Rovereto, nel trentino, troviamo una causa del 1649 "Pro
domina Margarita Benvenuta contra dominum Georgium Bombardellum
et eius uxorem". |
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BOMBARDI |
Cognome tipico
romagnolo può essere legato a soprannomi relativi o al mestiere
di soldato o altro. Tracce di questo cognome si trovano a
Firenze nel 1400 con un certo Jacopo Bombardi. |
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BOMBARDIERE
BOMBARDIERI |
Bombardiere è
rarissimo, sembrerebbe calabrese, Bombardieri è tipico lombardo,
potrebbe esserci un ceppo secondario nel reggino derivato dal
primo, dovrebbero derivare da soprannomi legati forse alla
funzione di servente o di costruttore di bombarde (tipo di
cannone). Tracce di questa cognominizzazione le troviamo in
Valcamonica nel 1500 con il mastro ferraio Venturino
Bombardieri, a Sondrio si trovano tracce di una famiglia
Bombardieri dalla metà del 1600.
integrazioni fornite da Giacomo
Ganza / Villa di Tirano (SO)
Cognome presente in Lombardia, soprattutto nel Bergamasco e meno
frequentemente in provincia di Sondrio, Brescia, Milano, Varese,
presente anche in Calabria. Molto più sporadico nel Lazio e in
Piemonte. In provincia di Sondrio è presente soprattutto a
Tirano e
Chiuro. Deriva dal nome di un corpo degli eserciti di molti
secoli fa, quelli che usavano le bombarde (prima dell'avvento
del cannone). |
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BOMBASSEI |
Bombassei,
assolutamente rarissimo, tipico del bellunese, dovrebbe derivare
da un soprannome originato da una specie di italianizzazione del
plurale del termine veneto antico
bombaser (mercante di cotone
e bambagia), mestiere probabilmente svolto dal
capostipite. |
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BOMBELLI |
Cognome
tipicamente lombardo può derivare da un nome tardo latino
Bonusbellus (buono e bello). |
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BOMBEN |
Bomben è specifico
di Pordenone e di Zoppola, Fiume Veneto, Cordenons e Roveredo in
Piano nel pordenonese, potrebbe derivare da una forma dialettale
apocopaica del nome tardo latino
Bonusbellus (vedi BOMBELLI),
ma, molto più probabilmente, deriva da un soprannome originato
dal termine dialettale bomben
(tipica carrozza bassa e panciuta),
ma potrebbe anche sottolineare un aspetto rotondetto del
capostipite, bisogna inoltre considerare che la voce
bombèe indicava in maniera
infantile e scherzosa il vino,
e potrebbe essere stata usata per prendere in giro capostipiti
che indulgessero nel bere. |
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BOMBINI |
Specifico di
Bisceglie (BA), ha pure un ceppo cosentino, il ceppo pugliese
dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo
dialettale bommìne (bambini),
tracce di questa cognominizzazione le troviamo su di una lapide
del 1700 conservata nella Cattedrale di Cosenza: "...CONSENTINUS
EQUES THOMAS BOMBINUS...",
personaggio di rilievo è stato lo storiografo gesuita cosentino
Pietro Paolo Bombini (1575 - 1648). |
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BOMBOI |
Bomboi è
tipicamente sardo, specifico di Siniscola nel nuorese, dovrebbe
derivare da un soprannome in lingua sarda basato sul termine
dialettale nuorese bomboi (sciocco). |
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BOMBONATI
BOMBONATO
BOMBONATTI |
Bombonati ha un
ceppo milanese ed uno nel rovigoto tra Fiesso Umbertiano e
Canaro, Bombonatti è dovuto ad un errore di trascrizione del
precedente, Bombonato ha un ceppo tra milanese e bergamasco ed
uno nella provincia di Rovigo tra Rovigo, Lendinara e
Pontecchio Polesine, derivano dal nome gratulatorio medioevale
Bonattus di cui abbiamo un
esempio: "...De Pineo geniti sunt Iafus et
Guidolus laici et Bonattus
clericus Iafus pro parte sua acepit quattuor solidos a
canonicis..." con il rafforzativo
Bonus ottenendo
Bonus Bonattus come nome di
buon auspicio. |
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BOMBONE
BOMBONI
BOMBONINI |
Bombone, quasi
unico, parrebbe del sud, Bomboni è assolutamente rarissimo,
parrebbe toscano, Bombonini è praticamente unico, dovrebbero
derivare dal nome medioevale Bonusbonus
o Benebonus forma
rafforzativa del nome Bonus,
quest'uso abbiamo un esempio in una Carta venditionis del 1194 a
Rosate (MI): "...Revegiadus et Ugetus et
Gervasinus, filii quondam Anselmi de Castelleto, omnes de loco
Gudi Antibiago, qui professi sunt lege vivere Longobardorum,
quibus videlicet Maiorice et
Gervasino Mainfredus Benbonus,
missus donni Flederici imperatoris, licentiam et auctoritatem
tribuit, in manibus fratris Martini de Garbaniate et fratris
Ugonis de Gudi...". |
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BOMPADRE
BONPADRE
BUONPADRE |
Bompadre, molto
raro, ha piccoli ceppi nelle Marche, in particolare a Civitanova
Marche nel maceratese, a Foligno, Spoleto e Trevi nel perugino e
nel romano, Bonpadre e Buonpadre, quasi unici, sono dovuti ad
errate trascrizioni del precedente, dovrebbe derivare dal nome
augurale medioevale Bonuspater
(Buonpadre), con il quale si
augurava al proprio figlio che il Padre Eterno fosse buono con
lui, in qualche caso potrebbe anche trattarsi di un cognome
attribuito ad un fanciullo abbandonato. |
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BOMPEDE
BONPEDE
BUOMPEDE
BUONPEDE |
Bompede, Buompede,
Bonpede e Buonpede sono quasi unici, l'origine sembrerebbe
essere campana, potrebbero aver avuto origine da soprannomi, ma
la cosa più probabile è che si tratti invece di cognomi
attribuiti anticamente a dei trovatelli, l'uso di dare ai
bambini abbandonati cognomi, che descrivessero qualche loro
qualità o difetto, era molto diffuso in Campania in epoca sia
angioina che aragonese, dato il loro elevatissimo numero, negli
orfanotrofî i funzionari furono costretti a far ricorso a tutta
la loro fantasia pur di poter differenziare questi poveri
fanciulli ed evitare di attribuire loro un marchio. |
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BOMPENSIERO
BONPENSIERO
BUOMPENSIERO
BUONPENSIERO |
Bompensiero,
Buompensiero e Bonpensiero sono praticamente unici, Buonpensiero
ha un ceppo a Napoli ed uno, più importante, a Foggia, si tratta
con molta probabilità di cognomi attribuiti a dei trovatelli, ma
è pure possibile che possano in qualche raro caso derivare da
nomi di località di cui non siamo però riusciti a trovare
traccia nelle zone dove questi cognomi vengono riscontrati. Un
personaggio interessante con questa cognominizzazione lo
troviamo a Giovinazzo nel barese nella seconda metà del 1700 con
lo scultore Nicola Buonpensiero. |
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BON
BONIN |
Bon
è tipico del Veneto e basso Friuli, Bonin è anch'esso veneto con
un ceppo triestino, dovrebbero derivare direttamente
dall'aggettivo veneto e friulano
bon (buono)
e dal suo diminutivo bonin,
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Venezia in atti
registrati agli inizi del 1300 dal notaio Nicolò Bon e
all'inizio del 1400 da un certo notaio Moretto Bon, il primo
Capitano e Podestà di Mestre fu nel 1338 il veneziano: Francesco
Bon da San Cassiano. |
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BONA
BONACINA
BONACINI
BONI
BONI'
BONO |
Bonacina è un cognome presente in tutto il nord nel Lazio ed in
Sicilia, Bonacini sembrerebbe tipicamente emiliano, del reggiano
e del modenese, Bona, in tutto il centro nord, Boni e tipico
della Lombardia settentrionale (provincie di Como, Varese,
Milano, Bergamo, Brescia), Bonì, molto raro, è tipicamente
siciliano, del trapanese e di Alcamo in particolare, Bono è
diffusissimo in Piemonte, Liguria e Lombardia, nelle province di
Roma e latina, nel Salento, in Calabria ed in Sicilia. Tutti
questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o tramite
ipocoristici o alterazioni dialettali, dal nome latino
Bonus
passato in uso anche presso i barbari conquistatori,
Bono è
anche nome longobardo, di cui abbiamo un esempio a Pavia in una
Cartula venditionis
del 1144: "...manuum suprascriptorum iugalium qui hanc cartulam
vendicionis fieri rogaverunt et suprascriptum precium acceperunt
et ipse Bonus Iohannes eidem coniux sua consensit ut supra...",
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo già nel 1204 a
Cesena nel Convento di Santa Maria dove uno dei frati citati in
uno scritto si chiama Joanne Bono ed a Verona dove nel 1500 si
legge: "...interrogatus Dominus Julius Bonaccinus, veronensis,
rector dictae ecclesiae, super primum capitulum dixit...". |
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BONACCHI
BONACCI
BONACCIO
BONASSI
BONASSO |
Bonacchi è tipico della zona tra Agliana e Pistoia, Bonacci,
presente soprattutto nell'Italia centrale, ha un ceppo anche a
Decollatura (CZ), Bonaccio, molto raro è tipico di Pastorano
(CE), Bonassi ha un grosso ceppo tra bergamasco e bresciano, un
ceppo nel parmense ed uno in Friuli, Bonasso ha un ceppo a
Torino ed uno a San Giovanni in Fiore nel cosentino, derivano,
direttamente o tramite alterazioni dialettali, dal nome
medioevale Bonaccius,
di cui abbiamo un esempio nel 1100 con Bonaccius padre del
famoso matematico Leonardo di Pisa, alias Fibonacci, un esempio
di questa cognominizzazione si ha in un atto del 1164 a Pisa
dove si legge: "...Ugo Buccha dictus filius quondam Rainerii
Bonacci...". |
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BONACCORDI
BONACCORDO |
Sia
Bonaccordi, che Bonaccordo sono quasi unici, è dell'Italia
centrale il primo, probabilmente siciliano il secondo,
dovrebbero derivare dal nome medioevale italiano
Bonaccordo,
troviamo un esempio di questo nome in un atto del 1287 a Padova,
dove leggiamo di un Antonio figlio quondam Bonaccordo di Cornolo,
figlio quondam Pietro di Cornolo, notaio da Piove di Sacco. |
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BONACCORSI
BONACCORSO
BONACORSI
BONACORSO
BUONACCORSI
BUONACCORSO |
Presenti in tutta Italia, ma di origine prevalentemente
siciliana sia Bonaccorsi che Bonaccorso, Bonacorsi è specifico
del modenese, Bonacorso, quasi unico è dovuto ad un errore di
trascrizione del cognome Bonaccorso, Buonaccorsi è decisamente
toscano, di Viareggio e Capannori nel lucchese e di Livorno, con
presenze anche a Roma e nel romano, Buonaccorso è tipicamente
siciliano di Palermo, tutti questi cognomi dovrebbero derivare
dal nome bene augurale tardo latino
Bonacusrsus.
Tracce di questo cognome si hanno già nel 1100 a Brescia con il
notaio Bonacursus, dal 1272 arcivescovo di tiro è Franciscus
Bonacursus, in un atto del 1279 stilato in Sarzana si legge:
"...Ego Bonacursus, filius Petri notarii de castro Sarzane,
notarius sacri pal....", negli anni 1324-1325 a Tricarico viene
fatto vescovo un Bonacursus. |
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BONACCORTI |
Bonaccorti è quasi unico, e sembrerebbe dell'Italia
centrosettentrionale, dovrebbe derivare dal nome medioevale
italiano Bonaccorto,
di cui abbiamo un esempio d'uso con Bonaccorto Ghiberti, il
padre dello scultore ed orafo medioevale fiorentino Lorenzo
Ghiberti. |
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BONACETO |
Bonaceto sembrerebbe specifico di Barcellona Pozzo di Gotto nel
messinese, dovrebbe trattarsi di una forma ipocoristica
dialettale del nome di origine greca
Bonakis. |
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BONACOLSI |
Casata nobile, ormai estinta in Italia, di origine mantovana,
troviamo già nel 1272 un Pinamonte Bonacolsi rettore del comune
di Mantova in qualità di Capitano del Popolo che divenne poi nel
1291 Capitaneus et Rector Perpetuus. Nel 1328 Rinaldo detto il
Passerino, l'ultimo dei Bonacolsi, fu ucciso durante una rivolta
popolare fomentata dai Gonzaga. Il cognome Bonacolsi dovrebbe
derivare da un nome medioevale con il senso di
bene accolto,
riferito evidentemente al capostipite, un figlio probabilmente
molto atteso. |
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BONACQUISTI
BONACQUISTO
BUONACQUISTI
BUONACQUISTO |
Bonacquisti ha un piccolo ceppo nel bergamasco ed il nucleo
principale è laziale, a Ferentino (FR) ed a Roma, Bonacquisto ha
un ceppo nel frusinate, ma il nucleo principale è a Francofonte
nel siracusano, sempre laziali sono Buonacquisti e Buonacquisto,
probabilmente dovuti o ad errori di trascrizione o derivati dal
toponimo Buonacquisto (TR), dovrebbero tutti derivare dal nome
medioevale Bonacquisto nome stante ad indicare il nuovo nato
come un beneaugurato buon acquisto per la famiglia, tracce di
queste cognominizzazioni le troviamo a roma fin dal 1600 con il
padre dell'ordine ospedaliero camilliano Giulio Bonacquisto. |
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BONADDIO |
Specifico
di Lamezia Terme (CZ), dovrebbe derivare dal nome medioevale
Bonadeus. (vedi Bonadei) |
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BONADEI
BONADEO
BONADIA
BONADIO |
Bonadei è tipico del bergamasco e del bresciano al confine con
il bergamasco, Bonadeo sembra avere due ceppi, in Valtellina e
nell'alessandrino, Bonadia è assolutamente rarissimo,
probabilmente originario della zona che comprende Campania,
MOlise, Abruzzo e Lazio, Bonadio oltre ad un ceppo veneto,
sembra averne anche uno calabrese, dovrebbero derivare dal nome
medioevale Bonadeus,
o da sue alterazioni successive, di questo nome si hanno tracce
ad esempio nel 1180 a Isola di Capo Rizzuto dove troviamo come
vescovo un certo Bonadeus de Negronibus, esempio di questa
cognominizzazione si ha nella seconda metà del 1400 nel
bergamasco, dove a Ponte San Pietro come parroco c'è: "Bonadeus,
presbiter et beneficialis ecclesje S. Petri", in Valtellina nel
1600 come esattore delle gabelle del comune di Bianzone (SO)
troviamo un certo Lorenzo Bonadeo. |
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BONADDUCE
BONADUCE |
Molto raro Bonadduce, leggermente più diffuso Bonaduce, sono
entrambi specifici del teramano, derivano dal nome medioevale
beneaugurale Bonaduce.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Bonaduce da una espressione latina corrotta che forse
sottintende "bona duce fortuna"
= "con buona fortuna come vostra
guida". |
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BONADONNA |
Tipico
del palermitano, deriva dal nome medioevale Bonadonna di cui
abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia
medievale nell'anno 1197, dove in un atto di compravendita
leggiamo: "...vendicionem fecerunt ad proprium Nicola Gariverti
et Bonadonna eius uxor, qui professi sunt se lege vivere
Longobardorum...". |
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BONAFE
BONAFE'
BONAFEDE
BONAFIDE
BUONAFEDE |
Bonafe, estremamente raro è una forma errata di Bonafè che ha un
ceppo nel bolognese ed uno nel rovigoto, presenta inoltre una
diffusione significativa nella fascia che comprende le province
di Milano, Pavia ed Alessandria, Bonafede ha un nucleo siciliano
soprattutto tra palermitano e trapanese, un ceppo romano e
presenze significative nel bresciano, milanese e torinese,
Bonafide, assolutamente rarissimo, parrebbe del torinese,
Buonafede, molto raro, parrebbe avere un ceppo nel napoletano ed
uno nel ferrarese, derivano tutti dalla forma diretta o
contratta del nome medioevale
Bonafides di cui abbiamo un
esempio negli Annali Spoletani sotto l'anno 1180: "Anno domini
Millesimo CLXXX. Indictione XIII mense Januarij, temporibus
Alesandri tertij, Summi Pontificis et Frederici Imperatoris...
...Ofreducius avultrinus, Bonafides,Amedeus henrici, Jacobus
Judex, Transaricus albertucij cives spoletani...", tracce di
queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio nel
Codice diplomatico della Lombardia
medievale sotto l'anno 1188 in
un atto di Iuramenta fidelitatis
hominum Paxilliani, Montis, Casalis et aliorum locorum:
"...Interfuerunt testes Ardericus Nasus, Benno Curtus,
Montenarius Iudex, Rogerius Rigizonus, Otto Plattus et
Ariprandus Bonafides et quamplures alii de civitate
Mediolani....". |
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BONAFFINE
BONAFFINI
BONAFINE
BONAFINI
BONFINE
BONFINI
BUONAFFINI |
Bonaffine e Buonaffini sono praticamente unici, Bonaffini ha un
ceppo a Pioltello nel milanese, probabilmente frutto
dell'immigrazione dal sud, ed uno siciliano nell'ennese a
Barrafranca e Pietraperzia, a Messina e nel nisseno a Niscemi,
Caltanissetta e Mazzarino, Bonafine sembra specifico dell'area
al confine tra Basilicata e Calabria soprattutto a Viggianello
(PZ), Bonafini è tipico dell'area che comprende il bresciano, il
veronese ed il mantovano, Bonfine è praticamente unico, Bonfini
ha un ceppo tra ascolano e teramano ed uno nel romano, derivano
tutti dal nome augurale medioevale
Bonafinis
con il significato di buon
parente, cioè di buon acquisto
per la famiglia, o anche dal nome medioevale
Bonafine
nel senso che il proprio figlio consegua dei
buoni risultati.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Bonafini, presente anche in Trentino (Giudicarie), deriva dal
nome Bonafine
buon esito;
ma è anche possibile che sia stato composto con
Fina,
diminutivo di Serafina
(Bonafina
la buona Serafina). |
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BONAFIGLIA
BUONAFIGLIA |
Bonafiglia è tipico del casertano, di Riardo e Pietramelara,
Buonafiglia, quasi unico, è una diversa forma del precedente, si
dovrebbe trattare di cognomi attribuiti a delle fanciulle
abbandonate, da funzionari di istituti di assistenza borbonici. |
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BONAFORTUNA
BUONAFORTUNA |
Bonafortuna, assolutamente rarissimo, è panitaliano,
Buonafortuna ha qualche presenza in Abruzzo, e qua e là nel
meridione, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Bonafortuna,
di cui abbiamo un esempio d'uso in un atto del 1263: "..Ego
Bonafortuna domini regis Conradi notarius autenticum huius
exempli vidi et legi et ut in eo continebatur ita et in
suprascripto legitur exemplo, nichil plus vel minus adens nec
diminuens quod sententiam muttet, signum meum apposui et me
subscripsi...". |
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BONAGIUNTA
BONAGIUNTI
BUONAGGIUNTA
BUONAGIUNTA
BUONAGIUNTO |
Bonagiunta è praticamente unico, Bonagiunti, assolutamente
rarissimo, è del veronese, Buonaggiunta, quasi unico,
sembrerebbe del napoletano, così come Buonagiunta che è
praticamente unico, Buonagiunto, solo leggermente meno raro, è
del salernitano, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Bonajonta
o Bonejonte
(Bonagiunta),
di cui abbiamo un esempio a Spoleto in un atto di donazione
dell'anno 1293: "nostra plana et spontanea voluntate vobis
dominis Symoni, Petro Transarici, Munaldo Transarici, atque
Bonajonte Oderisij, consulibus civitatis Spoleti existentibus et
pro ipsa civitate et comunitate ipsius recipientibus titulo
donationis inter vivos et inrevocabiliter damus...", questo nome
veniva attribuito al figlio molto desiderato ed il cui arrivo
era veramente una buona aggiunta alla composizione della
famiglia. |
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BONAGURA
BONAGURI
BONAGURO
BONAUGURI
BONAUGURO
BUONAUGURA
BUONAUGURIO
BUONAUGURO |
Bonagura è tipico di Poggiomarino e Torre del Greco nel
napoletano, Bonaguri è tipico di Forlì, Bonaguro sembrerebbe
specifico di Caltrano nel vicentino, con ceppi anche tra
rovigoto e ferrarese, Bonauguri e Bonaugurio sono quasi unici,
Buonagura è specifico di Palma Campania (NA), Buonauguro è di
Nola (NA), Buonagurio, estremamente raro, sembrerebbe campano,
dovrebbero tutti derivare dal nome gratulatorio medioevale
Bonaugurius,
tracce di queste cognominizzazioni nella zona vicentina dei
sette comuni cimbri le troviamo in un atto del 1632: "... Quia
coram nobis conquestus est Ioannes de Bonaguro de Caltrano
Juridictionis Scledi nobis comissae qualiter per nonnulos
subditos spectabilitatis Vestrae in pertinentiis septem Comunium
jurisdictionis Vestrae comissae...". |
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BONAITA
BONAITI
BONAIUTI
BONAIUTO
BONAJUTO
BUONAIUTI
BUONAIUTO |
Tipicamente lombardi Bonaita e Bonaiti, Bonaita è del bergamasco
in particolare, di Martinengo, Romano di Lombardia e Bergamo,
Bonaiti è molto diffuso soprattutto nel lecchese, a
Calolziocorte, Lecco, Carenno e Torre de' Busi, ed a San
Giovanni Bianco, San Pellegrino Terme, Cisano Bergamasco e
Caprino Bergamasco nel bergamasco, toscano Bonaiuti, Buonaiuti,
rarissimo, è di Firenze, caratteristico di Prato e del
fiorentino, di Firenze, Pontassieve, Sesto Fiorentino e
Calenzano, con un ceppo anche nel bolognese, a Casalecchio di
Reno e Bologna, siciliano Bonaiuto, specialmente del siracusano,
di Siracusa, Palazzolo Acreide, Canicattini Bagni e Pachino, di
Nicosia nell'ennese e di Pachino nel catanese, rarissimo e di
origini antecedenti Bonajuto, Buonaiuto è specifico di Sarno nel
salernitano, con un ceppo importante anche a Napoli, Saviano,
San Gennaro Vesuviano, Scisciano e Nola nel napoletano, tutti
questi cognomi dovrebbero derivare dai nomi medioevali
Bonaita
o Bonaiutus,
un nome medioevale bene augurale tardo latino, composto dai
termini bon o buon per buono e aita o aiuto per aiuto, nome
attribuito ai propri figli nella speranza che gli stessi
costituissero un buon aiuto per la famiglia. |
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BONALDA
BONALDI
BONALDO |
Bonalda è tipicamente lombardo, Bonaldi oltre al ceppo lombardo,
soprattutto nel bergamasco, ha anche un ceppo veneto, uno nel
lucchese ed uno nell'aquilano,Bonaldo è tipicamente veneto,
anche se presenta un ceppo probabilmente secondario in provincia
di Latina, probabilmente frutto dell'emigrazione veneta in epoca
fascista in occasione della bonifica Pontina, dovrebbero tutti
derivare dal nome mediovale
Bonaldus, nato dalla
latinizzazione del nome germanico
Bonwald,
di questo nome abbiamo un esempio d'uso in un atto dell'anno
993: "..Isti monachi semper habebunt totam terram raptam
(ruptam) et nos qui dicimur Vestitores, quandoque erimus illusi
nihil habentes, etc. Domine abba, colligite me in medietatem
terræ, et vestite me in tali conventione ..... Domine abba, isti
vestri Vestitores exhibuerunt vobis umquam mel vel ceram
Bonaldus debet ipsam terram Vestire et edificare, ..", troviamo
una prima traccia di queste cognominizzazioni in una
Carta venditionis
del 1198 a Comabbio nel varesotto, dove compare come teste:
"..Interfuere ibi testes dominus Teitus et Gisolfus eius filius
et Bovuus filius quondam Iniberti de Besoço, de loco Comabio, et
Petrus Bonaldus, de loco Marcallo. Ego Guilielmus iudex qui
dicor de Lonate tradidi et scripsi hanc cartam.". |
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BONALUCE
BONALUME
BONALUMI |
Bonaluce,
quasi scomparso, è del nord Italia, Bonalume, estremamente raro,
sembra specifico del lecchese, Bonalumi è tipico del bergamasco
e del milanese, dovrebbero derivare da nomi gratulatori
medioevali. |
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BONAMICI
BONAMICO
BUONAMICI
BUONAMICO |
Bonamici ha un ceppo emiliano tra Berra (FE e Forlimpopoli (FC),
uno a San Giuliano Terme (PI) e nel pistoiese a Monsummano Terme
e Montecatini Terme, ed uno a Roma, Magliano Sabina (RI) e
Acquapendente (VT), Bonamico ha un nucleo siciliano tra Melilli
(SR), Militello In Val di Catania e Catania, con ceppi
probabilmente secondari in Piemonte ed a Roma, Buonamici
parrebbe toscano con ceppi a Ponte Buggianese (PT), Lucca e
Firenze, Buonamico è specifico di Bari, derivano tutti dal nome
gratulatorio medioevale
Bonamicus di cui abbiamo un
esempio nel 1200 a Volterra (PI): "...Item confirmavit dictus
sindicus, nomine et vice comunis dicti castri et ratificavit
supradicto domino Rainerio potestati et capitaneo vulterani
comunis recipienti pro ipso comuni vulterano et ipsi comuni
vulterano suppositiones, omnes promissiones et obligationes
factas a Bonamico Pastriccie sindico comunis dicti castri de
Monteviridi ..." |
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BONAMIGO |
Bonamigo è tipico del vicentino, di Bassano del Grappa
soprattutto, ma anche di Cassola e Rosà e del vicino trevisano
come Castello di Godego, si tratta della forma dialettale veneta
del cognome Bonamico (vedi BONAMICI) e deriva anch'esso dal nome
gratulatorio medioevale
Bonamicus., esempi dell'uso del
nome Bonamigo
li troviamo ad esempio in un atto del 1346 a Dermulo in
trentino, personaggio di rilievo con questo cognome è stato
l'umanista Lazzaro Bonamigo (1479-1552) di Bassano del Grappa
(VI). |
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BONAMINI
BONAMINO |
Bonamini ha un ceppo nello spezzino soprattutto a La Spezia ed
Arcola ed uno a Verona e nel veronese a Tregnago, Illasi, San
Martino Buon Albergo e Zevio, Bonamino è tipico
dell'alessandrino, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Bonaminus,
una variante del nome Beniamino,
troviamo tracce di queste cognominizzazioni a Pergine Valsugana
in trentino nel 1555, in un atto si legge che Pietro Fitzer,
vicario della giurisdizione di Pergine, su istanza di ser
Lorenzo Planitzer, sindaco della chiesa di S. Maria di Pergine,
dà mandato a Michele Bonaminus, giurato della curia di Pergine,
di pignorare un bosco sito nel territorio di Madrano, in un
fascicolo processuale veneziano del 1629 leggiamo: "...È vero
che avanti che togliesse per marito il detto signor Francesco
Bonamin, hebbi intentione di maritarmi in un giovane greco
mercante, il quale mi diede simplicemente annello, mentre io ero
in monastero delle donne di San Zorzi qui a Venetia. ..". |
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BONANDI
BUONANDI
BUONANDI' |
Bonandi, molto molto raro, ha un ceppo nell'area bresciano,
mantovana, ad Asola (MN) e nel bresciano a Visano e Gottolengo,
ed uno nell'area forlivese, riminese, Buonandi, ancora più raro,
sembrerebbe del napoletano, come il praticamente unico Buonandì,
dovrebbero derivare dal nome medioevale augurale
Bonandus,
di cui abbiamo un esempio a Rimini in un atto del 1279 dove un
certo Bonandus quondam Ugolini Bonandi cede a domno Alberto,
priore dell'Ospedale di S. Spirito di Rimini, due orti posti in
civitate Arimini, l'uno in contrada S. Giorgio antico, e l'altro
in contrada S. Maria in Trivio, et Broilo, si potrebbe anche
trattare, in qualche caso, di cognomi attribuiti a dei
trovatelli come augurio bivalente "che
ti vada bene la vita" o anche "che
tu vada verso il bene". |
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BONANNI
BUONANNO |
Bonanni è
molto diffuso in tutto il centro Italia, ha ceppi anche nel
fiorentino, nella Liguria centro orientale e nell'udinese,
Buonanno è specifico della Campania, delle province di Caserta,
Napoli e Benevento, dovrebbero tutti derivare dal nome augurale
Bonusannus. Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a
Pisa nel 1130 con il letterato Buonanno Bonanni, in Friuli a
Cividale nel 1300, in Irpinia nel 1600 con la famiglia Buonanno
che si insedia a Solofra proveniente dalla Toscana, in Sicilia
nel 1600 con il pittore Giuseppe Bonanni, nella seconda metà
del 1600 a Paganica (AQ) con un Cesare Bonanni, citato in una
lapide: "...cum beneficio Cesaris Bonanni de Paganica..:",
questo cognome a Paganica è comunque presente fin dalla fine del
1200. |
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BONANNO |
Cognome
siciliano di probabile origine pisana (vedi Bonanni) deriva dal
nome augurale Bonusannus, le prime tracce dei Bonanno in Sicilia
si trovano a Caltagirone nella seconda metà del 1200, quando
Giangiacomo Bonanno fu promosso a gran cancelliere del regno
dall'imperatore Federico II°, personaggio degno di nota è stato
Filingieri Bonanno che nel 1700 fu capitano di Giustizia di
Palermo e Governatore della nobile compagnia della Pace. |
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BONANOMI |
Bonanomi è molto diffuso in Lombardia, soprattutto nel lecchese
a Merate, Santa Maria Hoè, Lomagna, Olgiate Molgora, Osnago,
Lecco, Cernusco Lombardone e Monte Marenzo, nel milanese a
Milano, Triuggio, Cinisello Balsamo, Muggiò e Cassano d'Adda, ad
Erba nel comasco ed a Bergamo, dovrebbe derivare da una forma
alterata del nome augurale medioevale
Bonushomus
(buonuomo)
(vedi anche BONOMI). |
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BONAPACE |
Molto raro sembra essere di origini trentine, deriva dal nome
beneaugurale medioevale Bonapasia (Bonapace), tracce di questo
cognome le troviamo a Rovereto (TN) nel 1500 con ser Antonio
Bonapace, notaio di Roncone (TN).
approfondimenti forniti
da Massimiliano Bonapace
Bonapace è un patronimico che deriva dall'antico nome
beneaugurale tedesco Hud fried'u
ovvero Pace di Dio
che venne poi italianizzato in
Goffredo o tradotto in
Bonapace.
I Bonapace di tutto il mondo discendono da Bonapasium de
Tocculis, nato a Ledro nel 1342 e morto nel 1391. Il vero
cognome de Torcolo venne perso con la Rivoluzione Francese. |
|
BONAPERSONA |
Bonapersona, estremamente raro, sembrerebbe avere un ceppo
veneto ed uno nel varesotto, deriva da un soprannome originato
da caratteristiche comportamentali del capostipite divenuto
anche nome in epoca rinascimentale. |
|
BONARDELLI
BONARDELLO
BONARDI
BONARDINI
BONARDO
BONIARDI |
Bonardelli, molto raro, ha un ceppo nel bresciano ed uno nel
messinese, Bonardello, altrettanto raro, è specifico di Dronero
nel cuneese, Bonardi è tipico della parte occidentale
dell'Italia settentrionale, ma prevalentemente lombardo,
Bonardini, quasi unico, sembrerebbe dell'Italia settentrionale,
Bonardo è decisamente piemontese, di Torino e nel cuneese di
Mondovì, Fossano e Bra, Boniardi, molto raro, è specifico del
milanese, e basso varesotto, possono derivare, direttamente o
tramite forme ipocoristiche, da soprannomi originati dal nome
bonarda
(tipo di vino dell'oltrepò), ma, molto più probabilmente,
derivano dal nome longobardo
Bono con l'aggiunta di un
hard
(duro, coraggioso). |
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BONAROTA
BONAROTI
BONARROTI
BUONAROTA
BUONAROTI
BUONARROTA
BUONARROTI |
Bonarota sembrerebbe specifico di Formello (RM), Buonarota è
tipico di Foggia, Bonaroti, Bonarroti, Buonaroti, Buonarrota e
Buonarroti, sono assolutamente estremamente rari, dovrebbero
tutti derivare dal nome medioevale
Bonarrota
con il significato di ringraziamento per la
buona aggiunta
al nucleo famigliare.
integrazione dovuta a
Stefano Ferrazzi
Buonarota ha un nucleo maggiore nel foggiano, Buonarrota, unico,
si riscontra soltanto a Loreto Aprutino (PE), Buonaroti,
rarissimo, è un errore di trascrizione di Buonarroti, che,
anch'esso molto raro, sembra avere due ceppi, uno nel fiorentino
e uno fra il trapanese e il ragusano, tutti questi cognomi
derivano dal nome medievale
Buonarrota, che letteralmente
significa buona aggiunta (dal latino
arrogere
o arrogare,
col significato di aggiungere, integrare): così come Buonaccorso,
Buonacquisto, Buonguadagno, Buonaggiunta, etc, anche Buonarrota
rientra nella categoria dei nomi gratulatori, nati cioè come
espressione di gioia e gratitudine per l'arrivo (o l'aggiunta)
di un nuovo membro nella famiglia. Per quanto riguarda i cognomi
in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi
personali dei capostipiti. |
|
BONASEGALE |
Bonasegale è tipicamente lombardo, di Magenta nel milanese in
particolare, dovrebbe derivare dal nome medioevale
Bonasegale,
attribuito ad un figlio cui si augurava di essere un buon uomo,
una pasta d'uomo. |
|
BONASERA
BUONASERA |
Sia
Bonasera che Buonasera sembrerebbero tipici di Messina, anche se
il primo è molto più diffuso, con ceppi anche ad Enna e Palermo,
entrambi presentano un ceppo anche nel pisano soprattutto a San
Giuliano Terme e Pisa.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Bonasera è più tipicamente siciliano, con ceppi maggiori nel
messinese, nell'ennese e nel nisseno, ma ceppi minori si
riscontrano anche fra il nord e il centro nord del paese,
Buonasera, più raro del precedente, è diffuso maggiormente nel
messinese, ma, come Bonasera, è presente a bassissima frequenza
anche nell'area settentrionale e centro settentrionale della
penisola, entrambi questi cognomi derivano dal nome medievale
Bonasera,
nato in senso gratulatorio e commemorativo per celebrare la sera
in cui è stato partorito il bambino (così come i nomi medievali
Bongiorno
e Bonanotte).
Si tratta, dunque, delle cognominizzazioni dei nomi personali
dei capostipiti. |
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BONASORTE
BONASORTI
BUONASORTE |
Bonasorte,
assolutamente rarissimo, parrebbe del sud, così come il cognome
Buonasorte, un pò meno raro, che sembrerebbe campano, Bonasorti
invece è quasi unico, tutti questi cognomi dovrebbero derivare
da nomi beneaugurali attribuiti al proprio figlio come viatico
per la vita futura o da cognomi attribuiti a bambini abbandonati
perchè possano avere miglior sorte nella vita. |
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BONATI
BONATO
BONATTI
BONATTO |
Bonati è tipico della parte occidentale dell'Italia
settentrionale, ma prevalentemente concentrato nel milanese e
nel bergamasco con presenze significative anche in Emilia ed in
Liguria, Bonato è specifico del Veneto, del Trentino e del nord
della Lombardia, Bonatti è molto diffuso nell'area che comprende
il bresciano, il mantovano, il veronese ed il Trentino, ha ceppi
nel milanese, varesotto e comasco, nel piacentino, parmense
spezzino e carrarese, e nel fiorentino, Bonatto, molto più raro,
è specifico del torinese, dovrebbero tutti derivare da
modificazioni del nome medioevale
Bonatus
di cui abbiamo un esempio in questo scritto del 1531 nel Canton
Grigioni a Brusio: "...omnes consiliarii dicte vicinantie de
Bruxio et cum eis affuerunt hii infrascripti videlicet Bonatus
filius quondam Iohannis de Gasparro, Petrus et Betinus eius
fratres,...", in alcuni casi deriva dal nome latino Bonus
passato in uso anche presso i barbari conquistatori, Bono è
anche nome longobardo mentre il ceppo bergamasco potrebbe
derivare dal toponimo Bonate (BG). |
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BONAVENA |
Bonavena
ha un piccolo ceppo in Calabria nel vibonese, a Cessaniti e
Briatico in particolare, potrebbe avere diverse origini
possibili, la prima consiste nell'identificare il bona vena come
buon carattere e potrebbe essere stato sia un nome attribuito ad
un figlio particolarmente tranquillo, sia un cognome attribuito
ad un trovatello, la seconda ipotizza una derivazione da un nome
di località caratterizzata da una buona vena d'acqua o minerale,
la terza, ed anche la meno probabile, propone una derivazione da
un nome di località caratterizzata dalla produzione di un tipo
di avena particolarmente gradita. |
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BONAVENTURA
BONAVENTURI
DI BONAVENTURA |
Bonaventura sembra avere tre ceppi autonomi, tra le province di
Venezia e Treviso, in quelle di Viterbo, Roma e l'Aquila ed in
Sicilia nel catanese, Bonaventuri, praticamente unico, parrebbe
toscano, Di Bonaventura è specifico di Teramo, Roseto degli
Abruzzi e del teramano, derivano dal nome beneaugurale
Bonaventura, di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico
della Lombardia medievale in un atto del 1184 redatto in
Brescia"...Ego Bonaventura notarius interfui et rogatus hoc
breve scripsi..." e anche in uno scritto del 1261 a Firenze:
"...Tunc florebat in ordine fratrum minorum frater Bonaventura,
patria Tuscus et magister in theologia,..." Tracce di questa
cognominizzazione le troviamo ad esempio nell'archivio di Stato
di Modena dove nel repertorio dei Notai del 1200 troviamo un
notajo Albertino Bonaventura. |
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BONAVERA
BONAVERI |
Bonavera è un cognome non comune, ma presente a macchia di
leopardo in tutta la penisola, dove la zona di massima
concentrazione è la Liguria, Bonaveri ha un ceppo piemontese a
Torino ed a Buttigliera Alta nel torinese, ed uno emiliano, a
Bologna e Minerbio nel bolognese, la derivazione dal nome
Bonavera,
(veramente buona),
sembrerebbe la più plausibile per entrambi, ma non è improbabile
anche una possibile derivazione dal nome augurale medioevale
Bonavere,
con il quale i genitori auguravano ai propri figli un avvenire
ricco di beni, nome derivato da
bona plurale di
bonum
cioè beni e da un avere,
che stesse per che potesse avere. |
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BONAVIA
BUONAVIA |
Bonavia è
specifico del nordovest, del cuneese, di Cuneo, Genola e
Savigliano e dell'imperiese, di Imperia e Bordighera, Buonavia è
quasi unico, dovrebbero derivare dal nome augurale medioevale
Bonavia, attribuito a figli cui si augurava una buona via, cioè
un buon cammino nella vita. |
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BONAVIGO |
Bonavigo
ha un ceppo nel vicentino ed uno nel rovigoto a Guarda Veneta,
dovrebbe derivare dal toponimo Bonavigo nel veronese. |
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BONAVITA
BONAVITE
BUONAVITA |
Bonavita è diffuso in Romagna, a Roma, in Campania, Puglia,
Basilicata, Calabria, Bonavite è sicuramente una forma dovuta ad
un errore di trascrizione del precedente, Buonavita, molto raro,
è tipicamente campano.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Bonavita, presente dal nord al sud del paese, è più tipicamente
meridionale, con ceppi maggiori nel cosentino, nel reggino, nel
foggiano, nel potentino, nel materano, nel messinese e un po' in
tutta la Campania, ma con un ceppo non secondario anche nel
forlivese e cesenate, Bonavite, praticamente unico, dovrebbe
essere un errore di trascrizione del precedente, Buonavita,
piuttosto raro, si riscontra a bassa frequenza dal nord al sud
della penisola, con una concentrazione maggiore in Campania,
tutti questi cognomi derivano dal nome medievale
Bonavita,
che, al pari di altri nomi quali Bonifacio, Bonaventura,
Bontempo, etc, veniva attribuito al neonato come augurio di
buona vita. In conclusione, dunque, si tratta delle
cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti. |
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BONAVITACOLA |
Bonavitacola è tipico dell'avellinese, di Montella e Bisaccia in
particolare, dovrebbe derivare da un capostipite cui era stato
imposto il nome composto dai nomi Bonavita e Nicola, la fusione
del primo con l'aferesi del secondo ha dato luogo prima al nome
e quindi al cognome. |
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BONAVOGLIA
BUONAVOGLIA |
Bonavoglia sembrerebbe tipico dell'area barese, ma presenta
ceppi anche a Taranto, nel leccese, a Roma, nel napoletano e nel
salernitano e potentino, Buonavoglia ha un ceppo a Bari e nel
barese, uno nel potentino ed uno a Napoli e nel napoletano,
dovrebbero derivare dal nome medioevale
Bonavolia
di cui abbiamo un esempio in un documento pisano del 1227:
"...Rainerii Marcii constituit et ordinavit atque creavit,
nomine comunis Pisane civitatis et pro ipso comuni, Ricomannum
de Sancta Christina quondam Roboani et Bonavoliam filium
Guicciardi absentes, sindicos et actores ac procuratores et
speciales nuntios ad exigendum et petendum et recipiendum nomine
dicti comunis Pisani et pro ipso comuni solutionem ...". Tracce
di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio a Conversano
(BA) in un atto del 1645 che cita: "...pro Ersilia Bonavoglia
contra don Lonardum, e don Givanni Lazza...". |
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BONAVOLTA
BUONAVOLTA |
Bonavolta, molto molto raro, ha un piccolo ceppo a Maniago nel
pordenonese ed uno a Napoli, Buonavolta, quasi unico, parrebbe
del napoletano, dovrebbero derivare dal nome augurale medioevale
Bonavolta
di cui abbiamo un esempio nel
Petri Cantinelli Chronicon
degli inizi del 1300 dove viene citato un certo Dominus
Bonavolta Tuçimaninus de Malavoltis. |
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BONAZZA
BONAZZI |
Bonazza
sembra avere un ceppo nel ferrarese, uno a Trieste ed uno tra
basso Trentino e bresciano, Bonazzi è tipico dell'area che
comprende la Lombardia orientale, il veronese e l'Emilia,
derivano dal nome latino Bonus o dal longobardo Bono. Tracce di
questa cognominizzazione le troviamo in un atto del 1183 a
Sartirana (PV) conservato nel Codice Diplomatico della Lombardia
medievale: "...a mane Uberti Bonatii, a meridie de Zaziis, a
sero illorum de Floa, a monte Ottonis Iudicis...", o a Viadana
(MO) nel 1400 con Don Cavalerio de' Bonazzi investito nel 1442
della rettoria.della chiesa di San Martino di Viadana, o a
Bologna nel 1500 con un Andrea Bonazzi ripetitore di Retorica
all'Università di Bologna. |
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BONAZZOLA
BONAZZOLI
BONIZZOLI |
Bonazzola è tipico del lecchese, di Dervio, Sueglio e Vestreno,
Bonazzoli, più diffuso, oltre al ceppo lombardo dell'area che
comprende il cremonese, il bresciano ed il mantovano, ha un
piccolo ceppo nel pesarese, Bonizzoli, una forma arcaica del
precedente, è abbastanza raro ed è tipico di Pralboino e Brescia
nel bresciano, dovrebbe trattarsi di forme ipocoristiche
originate dal nome medioevale
Bonizzo (vedi BONISOLI). |
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BONCI
BONCIO
BONZI
BONZO |
Bonci è
diffuso in centro Italia, Boncio molto raro è umbro, Bonzi
sembra avere due ceppi, nell'area che comprende il milanese, il
bergamasco ed il bresciano, e nel bolognese, Bonzo rarissimo
sembrerebbe del torinese ed astigiano, derivano tutti dal nome
medioevale Boncius, un esempio di questa modificazione si ha nel
Codice Diplomatico della Lombardia medievale, sotto l'anno1175,
a Brescia, dove, in una testimonianza, si legge: "...Marchesium
Peccorarium custodire illam silvam per Sanctum Petrum et per
vicinos de Nuvolera; et post istos vidit Bonzolum et Scaliam et
alios quamplures, scilicet Walterium et Rubeum, custodire
similiter illam silvam per vicinos ...". Traccia di questa
cognominizzazione la troviamo nell'elenco degli allievi
dell'Università di Perugia dove, sotto l'anno 1577, compare un
certo Mercurius Boncius, o a San Giovanni Bianco (BG) dove nel
1718 diventa Parroco della locale chiesa di San Gallo un certo
Don Vittorio Bonzi. |
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BONCOMPAGNI
BUONCOMPAGNI |
Boncompagni è tipico della fascia che comprende la Toscana
centroccidentale, l'Umbria, le province di Roma e di Rieti,
Buoncompagni è originario dell'area compresa tra le Marche e la
Toscana, derivano dal nome
Boncompagnus e dalla forma
gratulatoria (che tu abbia buoni compagni), abbiamo un esempio
di quest'uso: "...Ego, Boncompagnus video et considero, quod
homo derivatus ab humo subiacet vanitati Dies Domini sicut fur
venit et repente concludit,...". Personaggio importante con
questo cognome è stato il cardinale bolognese Ugo Boncompagni
(1502-1585) che divenne nel 1572 Papa Gregorio XIII, la cui
famiglia era originaria della zona di Norcia. |
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BONCONTE
BONCONTI
BONINCONTRI
BONINCONTRO
BUONICONTI
BUONINCONTI
BUONINCONTRI
BUONINCONTRO |
Sia
Bonconte che Bonconti sono quasi unici, Bonincontri è specifico
di Tignale nel bresciano, Bonincontro è tipicamente siciliano,
di Barrafranca nell'ennese e di Scicli nel ragusano, con piccoli
ceppi anche a San Cono nel catanese ed a Gela nel nisseno,
Buoninconti è specifico dell'area casertano, napoletano,
salernitana, di Aversa (CE), Castellammare di Stabia (NA),
Napoli e Nocera Inferiore e Sant`Egidio del Monte Albino nel
salernitano, si tratta, come per Buoniconti, che occupa lo
stesso areale, di forme alterate del cognome Buonincontri che
assieme a Buonincontro è sempre tipico del napoletano di
Marigliano il primo e di Acerra il secondo, dovrebbero tutti
derivare direttamente o attraverso modificazioni e corruzioni da
trascrizione dall'antico nome gratulatorio medioevale
Bonincontro
o
Buonincontro, nome attribuito
come augurio al neonato, sia nel senso che lui fosse sempre
fonte di buoni incontri sia che potesse essere lui stesso
considerato dagli altri come un buon incontro, un esempio
dell'uso di questo nome lo troviamo ad esempio agli inizi del
1300 con Buonincontro da Fiorano, Vescovo di Modena, un altro
esempio lo possiamno vedere in quest'atto del 1348 nel trentino:
"Anno 1348, indictione 1, die 28 iulii. Super castrum de Besseno
Tridentini episcopatus. Praesentibus Bonincontro quondam ser
Cerboni a Vulpe de Rovredo, Iohanne dicto Longino quondam Lotti
de dicto loco de Rovredo, et Nasinbeno quondam Calzabrunae de
burgo Avollani dicti episcopatus, egregia domina, domina Florida
filia quondam et heres nobilis militis domini Alberti dicti
Vivarii de Vivario, constituit discretum virum dominum Nicolaum
de Gosmaris de Verona, habitatorem Vincentiae, suum nuncium,
missum, et procuratorem ad omnes suas causas, lites, et
controversias in quacumque Curia civitatis Vincentinae, et
cuiuslibet alterius civitatis, et loci coram domino protestate
Vincentiae, et coram quocumque iudice, et officiale tam
ecclesiastico, quam saeculari. ...". |
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BONCORAGGIO
BUONCORAGGIO |
Boncoraggio, quasi unico, sembrerebbe siciliano, forse del
siracusano, Buoncoraggio ha un piccolissimo ceppo genovese ed
uno piccolissimo nel ragusano, dovrebbero derivare dal nome
augurale medioevale Boncoraggio,
attribuito a figli cui si augurasse di avere nella vita tanto
coraggio da poterla tranquillamente affrontare. |
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BONCORDI
BONCORDO |
Boncordi è quasi unico, Boncordo, molto molto raro, è
sicuramente siciliano, con un piccolo ceppo a Messina ed uno
ancora più piccolo a Siracusa, dovrebbe trattarsi di un cognome
attribuito a fanciulli abbandonati affidati secondo il modo di
dire latino bono cordi
(al buon cuore)
della gente. |
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BONCORE
BONOCORE
BUONCORE
BUONCUORE
BUONOCORE |
Boncore, molto raro, è panitaliano, con un ceppo a Genova ed uno
a Reggio Emilia, Bonocore, assolutamente rarissimo, sembrerebbe
panitaliano, Buoncore, estremamente raro, parrebbe dovuto a
diverse trascrizioni di Buonocore, che è invece molto diffuso,
soprattutto nel napoletano e nel salernitano, ma è comunque
presente in misura significativa in tutt'Italia, Buoncuore ha un
ceppo a Taranto ed in Sicilia a Caltagirone nel catanese ed a
Corleone e Palermo nel palermitano, dovrebbero tutti derivare
dal nome medioevale Bonocore,
ma è pure possibile che in alcuni casi si tratti di cognomi
attribuiti a fanciulli abbandonati, affidati al buon cuore di
chi li ha trovati, troviamo tracce di queste cognominizzazioni
in una registrazione del 1451 a Castellammare di Stabia (NA):
"Item VI de agusto donay ad mastro Costanzo Bonocore e ad mostro
Trophonello de Balsano de Vico magistri intallyaturi de petra
per succurrimento delo escunalio e doye porte e lo bastione
dela Torre Alfonsina quactro alfonsinj secundo appare per
contracto per mano de notare Jacobo Coppola de Castelloamare", o
anche in uno scritto del 1527 a Solofra (AV), dove viene citato
un certo artigiano napoletano Sebastiano Bonocore battargento
(che lavora l'argento). |
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BONCRISTIANI
BONCRISTIANO
BUONCRISTIANI
BUONCRISTIANO |
Boncristiani ha un piccolo ceppo a Fucecchio nel fiorentino ed
uno ancora più piccolo a Roma, Buoncristiani ha un ceppo nel
pisano a Castelfranco di Sotto e Pisa, uno a Foligno nel
perugino ed uno a Roma, Boncristiano sembrerebbe originario di
San Severo nel foggiano, Buoncristiano oltre al ceppo nel
foggiano a San Severo e San Nicandro Garganico ne ha uno anche a
Potenza, dovrebbero tutti derivare dal nome medioevale
Boncristiano,
ma è pure possibile che in alcuni casi si possa trattare di
cognomi augurali attribuiti da istituti confessionali a dei
trovatelli.
integrazioni e stemmi
forniti da Giovanni Boncristiani - Pisa
Il cognome relativo al casato Boncristiani è quasi sicuramente di origine
toscana, ciò si evince anche dalla troncatura tipica del parlato
toscano che traduce un più corretto
buoncristiani
in quello sopra indicato. Si trovano tracce di tale cognome
nella Pisa del duecento relativamente all'Anziano Leopardus
Bonaccorsi Boncristiani consigliere al governo pisano nel 1256.
A Firenze è presente tra il 1306 ed il 1313 Vannes Boncristiani
come indicato su un testo dell' Archivum Fratrum Praedicatorum -
Archivio Domenicano tra XIII e XIV secolo. Altra personalità
nota è tale Andrea Boncristiani (1343) pittore pisano alla corte
sabauda, fidanzato con Maria appartenente al prestigioso casato
Savoia. Nel 1400 ca. i Boncristiani sono banchieri a Certaldo
Fiorentino che, successivamente, si spostano a Verona per motivi
politici (guelfi-ghibellini). Notai in Firenze risultano
Boncristiani Virgilio (1571 - 1577) di Bastiano da Santa Croce e
Boncristiani Giovanni Battista di Raffaello (1569 - 1606). Più
recentemente si possono trovare tracce del casato in sudamerica
(Brasile) probabilmente a causa delle migrazioni di fine
ottocento, in Francia e negli Stati Uniti. L'attuale Arcivescovo
di Siena è il Monsignor Antonio Boncristiani.
Sono presenti due stemmi di detto casato, il primo assimilabile
alla città di Pisa l'altro al ceppo fiorentino. L'arma del
primo, come rilevato dal testo
Dizionario Storico Blasonico delle Famiglie Nobili e Notabili
Italiane dell'araldista Giovan
Battista di Crollalanza recita:
d'azzurro, alla banda d'argento accompagnata da una croce
trifogliata dello stesso in punta.
La croce trifogliata è ancora oggi presente nello stemma della
città di Pisa. L'altro stemma, quello riferibile al ceppo
fiorentino, recita in Blau 3
liegende silberne Halbmonde (rilevato
da una traduzione tedesca di un testo fiorentino, probabilmente
il famoso Stemmario Fiorentino) è di colore azzurro con tre
mezzelune poste a triangolo di color argento. Nella cittadina di
Cingoli (Marche) in via filati c'è il palazzo Boncristiani. |
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BONDANZA |
Cognome
poco diffuso che parrebbe avere più di una zona d'origine, la
provincia di Milano, di Genova e forse anche nelle Puglie.
Parrebbe derivare da un nome augurale tardo latino Abundantia (abbondanza). |
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BONDAVALLI |
Cognome
originario della zona tra le provincie di Mantova, Reggio e
Modena potrebbe derivare dai toponimi Bondeno di Gonzaga (MN) o
Bondanello (MN). |
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BONDI
BONDINI
BONDINO |
Toscoemiliano Bondi, tipicamente romagnolo di Cesena Bondini con
ceppi anche a Ferrara ed a Ronciglione nel viterbese, Bondino,
rarissimo, ha ceppi nel torinese e nell'udinese, dovrebbero
derivare direttamente o tramite ipocoristici dall'aferesi del
nome medioevale Abundius
di cui abbiamo un esempio in un atto del 1600: "...Coram domino
Joanne Petro Zenono regente, citatus fuit Abundius quondam
Joannis del Sertor de Semogo...".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
è anche possibile una derivazione dal nome proprio medievale
Bonadies,
Bondie, Bondi, cioè «buon dì»,
che si dava ai neonati come augurio per il loro ingresso nella
vita. Il corrispondente meridionale di questo cognome è
Buongiorno. Anche questo nome, usato in ambiente cristiano con
significato morale, era di buon auspicio preconizzando al
neonato «abbondanza di doni celesti». |
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BONDIOLI |
Lombardo emiliano con due distinte aree di concentrazione, la
provincia di Modena e Bologna e quella di Milano, parrebbe
derivare da un nome augurale tardo latino Abundantia (abbondanza)o
dalla sua corruzione dialettale bondant (abbondante).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
è cogn. ligure - toscano, derivato dal cognome Bondi (vedi) |
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BONDIONI |
Bondioni
è specifico di Niardo nel bresciano, dovrebbe derivare, o dal
nome dell'antico paese di Bondione, in Alta Val Seriana,
l'attuale frazione del paese di Valbondione, situato nel
bergamasco, o anche dal nome dei territori vicini al lago di
Bondione o al torrente omonimo. |
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BONDONNO
BUONDONNO |
Bondonno è decisamente piemontese, del vercellese e di Alice
Castello in particolare, Buondonno è specifico del napoletano,
di Pompei, Torre Annunziata, Castellammare di Stabia e Santa
Maria la Carità, e del salernitano, soprattutto di Scafati,
entrambi questi cognomi dovrebbero derivare dal nome medioevale
Bonusdominus
(buon signore),
nome a volte attribuito in epoca medioevale ad ebrei, di questo
nome abbiamo un esempio a Casalmaggiore (CR) in un atto del 1417
dove compare come teste un certo Bondomino Camisa Pilipacio. |
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BONELLI
BONELLO |
Bonelli è molto diffuso in tutt'Italia, con prevalenza in quella
centro settentrionale, Bonello è più tipicamente piemontese, con
un ceppo anche nel padovano ed uno nel palermitano, dovrebbero
derivare da forme ipocoristiche del nome latino
Bonus
passato in uso anche presso i barbari conquistatori,
Bono è
anche nome longobardo; l'ipocoristico di Bonus è anche diventato
un nome e cognome medioevale
Bonellus del cui uso abbiamo un
esempio nel Liber de Regno
Siciliae di Hugo Falcandus: "..Matheus
ergo Bonellus, prout ei imperatum fuerat, in secretiore domus
parte militibus convocatis, rem eis totam exponit, paucisque
admonet ut audaci fortique sint animo ..". In Val Seriana
troviamo una famiglia Bonelli nel 1400, nel piacentino la
nobile famiglia Bonelli possedeva terreni e castelli, nel 1500
il Cardinale piemontese Michele Bonelli era legato pontificio. |
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BONERA
BONORA
BONORI
BONORINO
BONORO
BUONORA |
Bonera è tipico di Brescia e del bresciano, di Collebeato
soprattutto, ma anche di Rezzato, Castel Mella, Castenedolo e
Manerbio, Bonora è molto diffuso in tutto il nord centrorientale,
ha un forte nucleo nel bolognese e ferrarese ed aree circostanti,
uno nel Triveneto con massima concentrazione nel trevigiano, uno
nella Lombardia orientale ed uno nel tarentino, Bonori molto
raro è tipico del bolognese, Bonorino, quasi unico, è della zona
tra astigiano, alessandrino e savonese, Bonoro, quasi unico, è
meridionale, Buonora, sempre rarissimo, ha piccoli ceppi nel
salernitano, nel tarentino e nel siracusano, dovrebbero derivare,
direttamente o attraverso forme ipocoristiche, dal nome
medioevale Bonera
e Bonora
di cui abbiamo un esempio nel documento con il quale nell'agosto
1228 quattromilaetrecento Pisani giurano di mantenere l'alleanza
fatta con Siena, Pistoia e Poggibonsi, nell'elenco compare tra
gli altri un certo Bonera De populo Sancti Salvatoris in Ponte ,
in un praeceptum dell'anno 1280 a Guzzanica di Dalmine nel
bergamasco si legge di un Alberto figlio di Bonera di borgo
Sant'Alessandro in Colonna in qualità di procuratore della
chiesa di S. Giacomo della Porta, i nomi
Bonera,
Bonora
e Buonora
dovrebbero essere un'alterazione del nome medioevale più antico
Bonahora
(ora buona, cioè che sia
fortunato) attribuito a figli
molto desiderati. Tracce di questa cognominizzazione l'abbiamo
ad esempio a Rimini nel 1400 con un eremita di nome Ondidei
Bonora che diede il nome al famoso Santuario della Madonna di
Bonora di Montefiore Conca nel riminese. |
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BONERBA
BUONERBA |
Bonerba è tipicamente pugliese, con un ceppo a Bari ed uno a
Squinzano nel leccese, Buonerba ha un ceppo a Napoli e Pompei
nel napoletano ed a Salerno, ed uno molto piccolo a Castellana
Grotte nel barese ed a Lecce, questi cognomi potrebbero essere
derivati dal nome medioevale
Bonerba, che tenda ad
identificare i capostipiti come di buona razza, troviamo un
principio di queste cognominizzazioni in un atto del 1384: "In
nomine Domini amen. Anno Incarnationis 1384 mense Julii III
Indictionis. Regnante Serenissima nostra Regina Maria Dei gratia
inclita Regina Siciliae, ducissa Athenarum et Neopatriae Regni
ejus anno VIII feliciter . Amen. Nos Franciscus Golochianus et
Petrus de Petroconte judices terrae S. Philippi de Argirione,
Donadeus Bonerba Regius Publicus Civitatem terminum et locum
Castri Joannis et Demine nec non et ipsius terrae S. Philippi
Notarius, et testes subscripti ad hoc vocati specialiter et
rogati pp. scripto publico transumpto notum facimus et testamur
quod ad nostram accedendo praesentiam ..", più tardi, agli
inizi del 1600 troviamo il frate agostiniano Raphael Bonerba
Argyrensis che studiò teologia prima a Palermo e poi a Milano e
Bologna, non si può ignorare che è anche possibile, che possa
trattarsi di cognomi di fantasia attribuiti a fanciulli
abbandonati da funzionari borbonici, i quali avevano la
consuetudine di attribuire dei cognomi beneauguranti, o che
rispecchiassero particolari qualità o difetti del trovatello. |
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BONESCHI |
Tipico
delle provincie di Milano e circostanti, deriva dal nome latino
Bonus passato in uso anche presso i barbari conquistatori, Bono
è anche nome longobardo. |
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BONESSI
BONESSO |
Bonessi
ha un ceppo nell'udinese, uno nel savonese ed uno nel crotonese,
Bonesso è tipicamente veneto del veneziano e del trevisano, si
dovrebbe trattare di una forma patronimica dialettale veneta in
-esso ed indicherebbe quindi il fatto che i capostipiti fossero
figli di un Bono o di una Bona. |
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BONETTI
BONETTO
BONOTTI
BONOTTO |
Bonetti è diffuso in tutt'Italia, con forte prevalenza nella
fascia centrale dell'Italia settentrionale, Bonetto invece ha un
ceppo piemontese ed uno veneto, Bonotti ha un ceppo a Chiari nel
bresciano, uno a Massa e Carrara ed uno a Roma, Bonotto è
decisamente veneto, di Mogliano Veneto, Vazzola, Cimadolmo, San
Polo di Piave, Treviso ed Oderzo nel trevisano, di Venezia e
Marcon nel veneziano, di Marostica, Bassano del Grappa, Molvena
e VIcenza nel vicentino, dovrebbero tutti derivare da
modificazioni ipocoristiche del nomen latino
Bonus,
passato in uso anche presso i barbari conquistatori,
Bono
infatti è anche nome longobardo. |
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BONEVENTO
BONIVENTI
BONIVENTO |
Bonevento
è unico, Boniventi, assolutamente rarissimo, è della provincia
romana, Bonivento invece ha un ceppo a Roma ed uno a Trieste, ma
la massima concentrazione è a Venezia e Chioggia, dovrebbe
derivare dal nome augurale medioevale Bonevento con la duplice
funzione di definire la nascita del figlio come un buon evento
ed anche con lo scopo di augurare una buona fortuna al neonato. |
|
BONEZZI |
Bonezzi ha un ceppo a Cremona e nel cremonese ed uno a Reggio
Emilia e nel reggiano ed a Modena e nel modenese, dovrebbe
trattarsi di una forma patronimica riferita a capostipiti i cui
padri si chiamassero con il nomen latino
Bonus o
con il nome longobardo Bono,
la terminazione in -zzi
è di tipo aggregativo o cumulativo, indica cioè coloro che
appartenevano al gruppo dei
Bone-, cioè quelli della
famiglia di un Bonus o di un Bono, si potrebbe considerare un
equivalente dei prefissi o suffissi di clan. |
|
BONFA'
BONFANT
BONFANTE
BONFANTI
BONIFANTE
BONIFANTI
BUONFANTE
BUONFANTI |
Bonfà sembra tipico dell'area che comprende il veronese, il
rovigoto, il mantovano, il modenese ed il reggiano, Bonfant è
quasi unico ed è probabilmente dovuto ad un errore di
trascrizione di Bonfanti che è diffuso in tutt'Italia, con forte
prevalenza nella fascia individuata dalla Lombardia Emilia,
Toscana e Lazio, con un ceppo anche in Sicilia, Bonfante ha un
nucleo importante in Veneto, soprattutto nel veronese, un ceppo
nell'imperiese ed in Sicilia, Bonifante è del centro Italia e
sembrerebbe praticamente unico, Bonifanti, molto molto raro, ha
un piccolo ceppo piemontese ed uno laziale, Buonfante,
assolutamente rarissimo, ha varie presenze qua e là per
l'Italia, con il ceppo più rappresntativo, comunque minuscolo,
nel napoletano, Buonfanti, quasi unico, ha qualche presenza
anch'esso nel napoletano, sembrano derivare, direttamente o
tramite apocope, dal nome augurale tardo latino
Bonusinfans
(buon fanciullo).
Le prime tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Genova
con un Bonusinfans cancellarius, che opera dal 1132 al 1141 in
qualità di cancelliere comunale, una specie di notaio consolare. |
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BONFADINI
BONFADINO
BONFANTINI
BONFANTINO
BONFARDINI
BUONFANTINI
BUONFANTINO |
Bonfadini è tipico bresciano, Bonfadino, praticamente unico, è
anch'esso bresciano, Bonfantini, rarissimo, sembrerebbe comunque
lombardo, Bonfantino, quasi unico, è della zona tra Puglia e
Basilicata, Bonfardini, estremamente raro è veneto e dovrebbe
essere dovuto ad una forma epentetica del primo, Buonfantino è
specifico di Napoli e di Portici nel napoletano, così come
l'assolutamente rarissimo Buonfantini, dovrebbero tutti derivare
dal nome beneaugurale medioevale
Bonfantinus
(buon bambino),
esempio di questo nome si trova a Firenze verso la fine del 1200
con un "frater Bonfantinus Florentinus". (vedi anche BONFA')
integrazionie fornite da
Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
Bonfadini è un cognome regionale della Lombardia,
particolarmente presente nel Bresciano, in provincia di Milano,
Bergamo e Sondrio. Bonfadini valtellinesi originari di Boffetto
(comune di Piateda), sono attualmente presenti soprattutto a
Sondrio città. Cognome derivato da un antico nome augurale,
significato "il destino ti sia propizio". |
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BONFERRARO
BONFIRRARO |
Bonferraro, assolutamente rarissimo, è tipico dell'agrigentino,
zona di Casteltermini e Santa Elisabetta, Bonfirraro, meno raro,
è dell'ennese, di Barrafranca in particolare e di Pietra perzia,
dovrebbero derivare da soprannomi originati dal mestiere del
capostipite, a quanto sembra, un buon fabbro ferraio. |
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BONFICHI |
Bonfichi,
molto molto raro, decisamente lombardo, è tipico del milanese,
potrebbe derivare da un soprannome originato dal fatto che il
capostipite possedesse una pianta che producesse fichi
particolarmente gustosi, ma non si deve escludere che possa
trattarsi di una forma alterata, a seguito di un'errata
trascrizione, del cognome Bonfigli. |
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BONFIGLI
BONFIGLIO
BONFIGLIOLI
BONFIGLIUOLI
BUONFIGLI
BUONFIGLIO
BUONFIGLIOLI
BUONFIGLIUOLI |
Bonfigli ha due ceppi, uno nella provincia di Massa ed uno tra
maceratese e Piceno, Bonfiglio sembrerebbe siciliano, ma con un
nucleo probabilmente autonomo in Liguria ed uno nel milanese,
Bonfiglioli è specifico del bolognese, Bonfigliuoli, molto molto
raro, sembrerebbe del modenese, Buonfigli, assolutamente
rarissimo, parrebbe del marchigiano, in particolare del Piceno,
Buonfiglio ha un ceppo nel romano, uno tra napoletano e
salernitano, uno nel foggiano ed uno tra nisseno e catanese,
Buonfiglioli, rarissimo, è del bolognese, Buonfigliuoli è quasi
unico, tutti questi cognomi dovrebbero derivare dal nome
beneaugurale medioevale
Bonfilius; esempio di questo
nome si ha nel XI° secolo con San Bonfilius nato a Osimo nel
Piceno e divenuto vescovo benedettino di Foligno nel 1078, l'uso
del nome Bonfilius
come inizio di cognominizzazione si ha ad esempio nel Codice
Diplomatico della Lombardia medievale dove in un atto del 1186
si legge: "Anno dominice incarnacionis milleximo centeximo
octuageximo sesto, duodecimo die mensis februarii, indicione
quarta. Vendicionem ad proprium sub dupla defensione fecit Otto
filius quondam Iohannis qui dicebatur Bonfilius de loco
Albariate in Arderico qui dicitur de Moecia de civitate
Mediolani pro accepto precio argenti denariorum bonorum
Mediolanensium nove monete...". Tracce di questa
cognominizzazione si trovano nel 1600 ad Arezzo con lo scultore
Jacopo Bonfiglioli di Arezzo. |
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BONFITTO |
Bonfitto è tipico del foggiano e in particolare di San Marco in
Lamis, di San Nicandro Garganico e di Foggia, dovrebbe derivare
da una forma contratta del cognomen tardo romano
Bonifitus,
un'alterazione del più antico
Bonifatius, ricordiamo con
questo nome il generale romano che negli anni 423, 425 prese il
controllo del nord Africa e che in alcuni testi è indicato come
Bonifitus. |
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BONFORTE
BONFORTI
BONIFORTE
BONIFORTI |
Bonforte
e Bonforti, assolutamente rarissimi, sembrerebbero lombardi,
Boniforte, assolutamente rarissimo, è tipico di Osasio (TO),
Boniforti è specifico del milanese, derivano dal nome medioevale
Boniforte di cui abbiamo un esempio a Brescia nel 1500:
"...Magistro Petro quondam magistri Arusini de Salinis de
Placentia et magistro Boniforte, fratres, magistri a liriis...". |
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BONFRATE
BONFRATELLO
BONFRATI
BUONFRATE |
Bonfrati, praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad un
errore di trascrizione di Bonfrate, che è specifico dell'area
tarantina, di Grottaglie, Taranto e Crispiano e di Cellino San
Marco e San Donaci nel brindisino, Buonfrate della stessa zona,
è specifico di Martina Franca, Taranto e Manduria nel tarentino
e di Monteroni di Lecce nel leccese, Bonfratello, estremamente
raro, parrebbe caratteristico di Marsala nel trapanese, questi
cognomi dovrebbero derivare dal nome medioevale
Bonusfrater,
attribuito ai propri figli con l'augurio che fossero dei buoni
ragazzi, bisogna però considerare che forse in alcuni casi
potrebbe anche derivare da un soprannome tratto dal portoghese
bonifrate
(marionetta, burattino). |
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BONFRISCO
BUONFRISCO |
Bonfrisco
è tipico di Magliano Vetere, Capaccio e Battipaglia nel
salernitano, Buonfrisco, della stessa zona, è dovuto ad errori
di trascrizione, dovrebbe derivare da nomi dialettali di
località. |
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BONGARZONE
BUONGARZONE |
Bongarzone, ha un ceppo a Roma e nel viterbese a Civita
Castellana e Fabrica di Roma, ed a magliano Sabina nel reatino,
un secondo ceppo si trova in Calabria a Vallefiorita ed Amaroni
nel catanzarese, Buongarzone è un cognome ormai quasi scomparso
in Italia, presente in misura accettabile solo a Macerata e
nella sua provincia, dovrebbe essere originario della provincia
di Catanzaro, zona di Vallefiorita e Palermiti, entrambi
dovrebbero derivare dal nome e cognome medioevale
Buongarzone,
inteso come auspicio che il bambino possa diventare da grande un
bravo ragazzo, appunto un buon garzone, nome e cognome
attribuito a dei trovatelli. |
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BONGIANNI
BONGIOANNI
BONGIOVANNI |
Bongianni ha un ceppo lombardo a Piuro e Chiavenna nel
sondriese, uno a Sesto Fiorentino (FI) e San Giuliano Terme
(PI), ed a Roma, Bongioanni è tipico del cuneese, Bongiovanni
sembrerebbe avere più ceppi, in Sicilia, in Piemonte e Liguria,
nel bolognese ed in Lombardia e basso Veneto, deriva dal nome
medioevale Bonus Johannes.
Tracce di questa cognominizzazione la si trova a Piacenza nel
1100 con il notaio Bonus Johannes, si ricorda inoltre il
Cardinale di Mantova fatto poi Beato Bonus Johannes
(1168-1249). |
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BONGIORNI
BONGIORNO |
Bongiorni è specifico di Piacenza e del piacentino con un ceppo
anche a Massa, Bongiorno è tipico siciliano ha un ceppo,
probabilmente secondario in Puglia, derivano dal nome
beneaugurale medioevale Bongiorno.
integrazioni fornite da
Cosimo De Giovanni Centelles
La famiglia Bongiorno è molto diffusa nel Sud Italia soprattutto
nel Siciliano con larga presenza in Messina Catania e Paesi
limitrofi. Secondo il Crollallanza - ed altri valenti studiosi -
essa deriverebbe da Patti o da Lentini ottenendo privilegi da
parte dei sovrani aragonesi per i servigi resi. Secondo altri
sarebbe di origine spagnola e scesa in Italia sul terminare del
secolo XV°. Pare che un ramo abbia ottenuto il titolo di
Baroni di Santo Stefano e il governatorato della Città di
Messina. Un tal Alfonso Bongiorno di Aci Reale si è unito con
una discendente dei Borboni delle Due Sicilie del ramo dei Conti
di Roccaguglielmina, la cui discendenza ancora esiste. A Gangi
esiste tuttora il Palazzo Bongiorno del XVIII° secolo. Presente
nel comune di Giarre e di Riposto (CT) rappresentato dalla
signora donna Venera Bongiorno Buscemi fu Isidoro. |
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BONGIOVI
BONGIOVI' |
Bongiovi è tipico di Sciacca (AG), Bongiovì ha presenze
significative a Caltabellotta sempre nell'agrigentino, a Palermo
ed a Villarosa (EN).
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Più tipicamente siciliani, ma presenti anche nel nord e centro
nord del paese, entrambi questi cognomi derivano dal nome
medievale Bongiovi
o Bongiovì,
che, assieme a Bongianni,
Bongioanni, Bonzanni, etc,
nasce come forma contratta o dialettale del nome
Bongiovanni,
un tempo piuttosto diffuso nel nostro paese (per lo più in
Sicilia e nel nord Italia). Per quanto riguarda i cognomi in
questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi
personali dei capostipiti. |
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BONICCHIO
BONICHI |
Bonicchio è specifico di Seriate nel bergamasco, Bonichi,
estremamente raro, ha qualche presenza in Piemonte, in Liguria
ed in Toscana, dovrebbe trattarsi di forme ipocoristiche con
suffisso diminutivo germanico
-ich del nome longobardo
Bono
(vedi BONA), dando luogo ai vari nomi
Bonicho,
Bonichio,
Bonicchio,
di cui abbiamo un esempio d'uso in una lettera commerciale del
1260 spedita da un mercante senese: "...E anche intendemo da te
per la detta tua lettara, chome tu e Talomeo Pelachane eravate
istati a Bonicho Maniardi, e avàteli detto come voi volavate
andare a Leona, per sapere se voi poteste trare achordo o chapo
neuno cho lui; e el detto Bonichio vi rispose e disse, che voi
andaste in buonora, che egli no pagarebe de le spese neuna
chosa, se Mino Pieri no li li mandasse dicendo...". |
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BONICELLI |
Tipico
dell'Italia settentrionale, con buona presenza nella provincia
di Bergamo, deriva dal nome latino Bonus passato in uso anche
presso i barbari conquistatori, Bono è anche nome longobardo. |
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BONIFACCI
BONIFACI
BONIFACINI
BONIFACINO
BONIFACIO
BONIFAZI
BONIFAZIO
BONIFAZZI |
Bonifacci ha un piccolo ceppo nel mantovano ed uno a bologna e
nel bolognese, Bonifaci, rarissimo sembra avere un ceppo nel
vicentino ed uno in Abruzzo, Bonifacini, quasi unico è
dell'Italia settentrionale centroccidentale, Bonifacino è
specifico del savonese, di Cairo Montenotte in particolare,
Bonifacio è diffuso in tutta Italia, Bonifazi è specifico della
fascia che comprende Marche, Umbria e Lazio, Bonifazio sembra
avere un ceppo nel torinese, uno nel savonese, uno nel crotonese
ed uno in Sicilia, Bonifazzi, molto raro, è specifico del
ferrarese occidentale, di Bondeno, Sant'Agostino e Poggio
Renatico e del bolognese settentrionale, derivano, direttamente
o tramite ipocoristici o alterazioni dialettali, dal nomen
latino Bonifatius
(buona fortuna)
di cui si ha un esempio con il Papa del VII° secolo Bonifatius
natione Marsorum (Bonifacio IV°) o dalla forma medioevale
Bonifazio.
Tracce di questa cognominizzazione si trovano nel 1300 con ser
Pietro di Giovanni de' Bonifazi da Cascia citato come giudice a
Firenze in alcune sentenze del 1340 e seguenti. |
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BONINA
BONINI
BONINO |
Bonina è tipicamente siciliano, delle province di Enna, Catania
e Messina, Bonini è presente in modo significativo in Lombardia,
Emilia, Toscana e Lazio, Bonino è tipicamente piemontese,
derivano dal nome medioevale
Boninus,
Bonina di
cui abbiamo un esempio nello scrittore del XIII° secolo
Boninus Mombritius,
autore del de dominica passione:
"...quate Boninus Mombritius, qui ut alias dixi, acta Sanctorum
duobus tomis impresserat...", tracce di queste cognominizzazioni
le troviamo a Verona nella seconda metà del 1400 con il
letterato Boninus de Boninis. |
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BONINSEGNA
BONINSEGNI
BONSEGNA |
Trento, Brescia, Verona e Bologna sono le province dove si
riscontrano le massime concentrazioni del cognome Boninsegna,
diffuso in tutta l'Italia settentrionale, Boninsegni è
tipicamente toscano delle province di Firenze ed Arezzo,
Bonsegna è specifico del leccese, in particolare di Nardò,
questi cognomi hanno origine dal nome augurale medioevale
Boninsegna
con il significato di segnato dal bene, dalla fortuna, di questo
nome abbiamo un esempio, in un atto notarile del 1218 dove si
legge: "...silicet Ildebrandino et Jacopo Cavalcantis et Ranerio
Ranucci pro tertia parte et Gundo et Ranuccino et Bencivenni
Gislincionis recipientibus pro se et Boninsegna predicto ...". |
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BONIOLI
BONIOLO |
Bonioli parrebbe del veronese, di Verona in particolare, Boniolo
è tipico di Rovigo, di Padova e del padovano, di Castelbaldo e
Boara Pisani, dovrebbero derivare da soprannomi originati da una
forma ipocoristica di appartenenza dell'aferesi del termine
dialettale veneto imbonio
(zona ripianata, interrata,
recuperata dai fiumi),
probabilmente ad indicare che i capostipiti provenissero da aree
bonificate o recuperate di quel tipo. |
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BONIPERTI |
Molto raro è specifico di Barengo nel novarese, deriva dal nome
longobardo Bonipertus, di cui si hanno tracce ad esempio nel
Codex Diplomaticus Longobardorum nell'anno 770 a Chiusi si
legge: "...Dilectissimis mihi semperque amantissimis Bonipertulo
et Leopert neputibus meis...." e nel 950 nel Codex Cavensis
Diplomaticus si legge: "...qui fuit bisabio mulieri nomine
grusu, que est uxor predicti ursi, can dede bonipertus de uniano
cum uxore et filiis et omnia eius pertinentia. cum autem
precepta illa relegere fecimus,...". Tracce di questa
cognominizzazione la si trova a Cravegna ora integrata nel
comune di Crodo (VB) nella seconda metà del 1500 era vicario
generale della diocesi un certo Carlo Boniperti.
integrazioni fornite da
Andrea Manni
Il cognome Boniperti deriva dal nome
Boniperto,
un ibrido latino-longobardo composto dal latino
bonus (in
uso anche presso i Longobardi) e dal germanico
pertus o
bertus
da Bertha
(luminoso).
Il nome Boniperto è attestato nel 762 a Grosseto, nel 770 a
Brioni, nel 771 a Chiusi (Cfr. Nicoletta Francovich Onesti,
L'incontro fra le culture latina e germanica nell'Italia
longobarda alla luce dell'antroponimia, in D. Hägermann, W.
Haubrichs, J. Jarnut (a cura di), Akkulturation. Probleme einer
germanisch-romanischen Kultursynthese, Berlin/New York, Walter
de Gruyter , 2004, p. 207) |
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BONISIOL
BONISIOLI |
Bonisiol, quasi unico, è del trevigiano, Bonisioli, unico, è
veneziano, questi cognomi dovrebbero derivare da alterazioni
dialettali venete dell'ipocosristico
Bonizolo
del nome medioevale Bonizzo,
derivato a sua volta dal nome longobardo
Bono
(vedi BONA). |
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BONISOLI |
Molto raro, è tipico della zona che comprende il cremonese, il
mantovano ed il reggiano, potrebbe essere originario della bassa
veronese, deriva dal nome medioevale Bonizzo (vedi Bonizzi),
tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Lonigo (VR) con
l'umanista Ognibene de' Bonisoli (1412-1474), detto
"Leonicenus", che insegnò retorica alla Scuola Pubblica di
Vicenza, a Cremona nel 1633 nasce il famoso pittore
di storia e ritratto
Agostino Bonisoli (1633 - 1700).
integrazioni fornite da
Alfredo Bonisoli
la casata Bonisoli ha lasciato antiche ed illustri memorie a
Cremona, dove Lanfranco Bonezolo nel 1211 fece acquisto di un
terreno e nel 1219 altro Lanfranco, qualificato Chierico della
Pieve di Casalbuttano.Giovanni, la cui iscrizione sepolcrale
datata 1511 si vede nella chiesa S.Agata,fu padre di Giovanni
Battista, abitante col fratello Paolo, nelle vicinanze di San
Leonardo. Da Giovanni Battista discese Prospero, che nel 1594
figura aggregato al Collegio dei Notai, e dal quale discese
Giovanni Battista, che fu padre di Agostino, nato nel 1638,
valente pittore. |
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BONISSONE
BONISSONI
BONIZZONE
BONIZZONI |
Bonissone è tipico della zona tra alessandrino e genovese, di
Spineto Scrivia (AL) in particolare, Bonissoni, molto molto
raro, è lombardo, dell'area bergamasco bresciana, Bonizzone,
assolutamente rarissimo, potrebbe essere genovese, Bonizzoni è
tipico lombardo del pavese, milanese e cremonese, derivano
tutti, direttamente o tramite modificazioni dialettali, dal nome
medioevale Bonizzone,
citato ad esempio in un atto redatto a Cremona nel 753, dove si
legge: "...manibus testi Gyselprando et Ildeprando germanis, seu
Bonifredo et Eldefrido atque Uuini zonis et Amezonis atque
Bonizonis, huius ciuitatis habitatoribus, rogati sunt testes.
...". Traccia di questa cognominizzazione si trova in un atto
di vendita del 1154 scritto in Milano, dove si legge: "...manuum
Uberti Bonizoni, Iohannis Cagadenarii...". |
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BONITATIBUS |
Molto
raro è tipico abruzzese, della zona circoscritta al comune di
Sulmona e Pettorano sul Gizio, deriva dal termine tardo latino
bonitas (bontà) potrebbe essere riferito ad un nome di località
Bonitatibus Divinis (Alle Bontà Divine) forse per la presenza di
un monastero od un'opera pia, può anche derivare da
caratteristiche caratteriali del capostipite. |
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BONITI
BONITO |
Boniti, quasi unico, sembrerebbe umbro, Bonito è tipicamente
meridionale, diffuso in Campania a Minori nel salernitano, a
Montefusco e Montemiletto nell'avellinese ed a Napoli, con un
piccolo ceppo a Termoli nel campobassano e nel foggiano ad
Accadia, Foggia e Zapponeta, ed un ceppo a Palermo, dovrebbero
derivare dal nome tardo latino
Bonitus, di cui abbiamo un
esempio d'uso in un testo di epoca imperiale latina:
"...Claudius Regaliano multam salutem. felicem rem publicam quae
te talem virum habere in castris bellicis18 meruit, felicem
Gallienum, etiamsi ei vera nemo nec de bonis nec de malis
nuntiat pertulerunt ad me Bonitus et Celsus, stipatores
principis nostri, qualis apud Scupos in pugnando fueris, quot
uno die proelia et qua celeritate confeceris. dignus eras
triumpho, si antiqua tempora exstarent...". |
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BONIZZARDI |
Bonizzardi è tipico del bresciano, di Prevalle, Brescia e
Gavardo, dovrebbe derivare da una forma di appartenenza con
suffisso in -ardi
riferito a capostipit,i che fossero appartenuti ad una famiglia
il cui capostipite fosse stato riconociuto dal nome medioevale
Bonizzo
(vedi BONIZZI) |
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BONIZZI |
Cognome
lombardo veneto con un ceppo originario nella provincia di
Cremona, deriva dal nome medioevale Bonizzo derivato dal nome
longobardo Bono, nome di cui abbiamo tracce nel milanese in un
atto di vendita del 1084 dove si legge: "...mea bona et
spontanea voluntatem, accepisemus sicuti et in presencia testium
accepimus ad vos Ato et Bonizo iermanis, filii quondam Enrici,
per miso tuo ipso Ato...". |
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BONMASSAR
BONMASSARI |
Bonmassar è tipicamente trentino, di Trento, Gargazzone,
Civezzano ed Arco, Bonmassari sembrerebbe unico ed è
probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del
precedente, dovrebbe essere originario del basso Trentino e
derivare da un soprannome che esalti le qualità di
massaro (fattore)
del capostipite. |
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BONOLI
BONOLIS
BONOLO |
Bonoli è tipico del forlivese, soprattutto della zona di
Cesenatico, Cesena e Forlì e di Ravenna, Bonolis, molto più
raro, ha un piccolo ceppo nel teramano, a Roma ed a Napoli,
Bonolo è specificatamente romano, dovrebbero derivare dal nome
medioevale Bonolus,
nella prima metà del 1300 a Caldes (TN) opera ad esempio il
notaio Bonolus da Idullo. |
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BONOMETTI
BONOMETTO
BONOMI
BONOMINI
BONOMO
BUONOMINI
BUONOMO
BUONUOMO |
Bonometti è tipicamente lombardo dell'area bresciana in
particolare, ma anche del bergamasco, mantovano e cremonese, con
espansione anche nel vicino veronese, Bonometto, molto raro, è
veneziano, Bonomi è diffuso in tutta l'Italia centro
settentrionale con grossa prevalenza nella zona centro
settentrionale (Milano, Como, Varese, Bergamo, Brescia, Sondrio,
Trento, Verona), Bonomini è specifico del bresciano, Bonomo ha
un nucleo siciliano, uno laziale ed uno nel veronese, Buonomini
è tipico della Toscana, Buonomo ha un ceppo nell'area che
comprende il romano, il latinense, il casertano, il napoletano
ed il salernitano, ha un ceppo nel tarentino ed uno in Sicilia
tra siracusano e ragusano, Buonuomo, assolutamente rarissimo, è
del ragusano, tutti questi cognomi traggono origine,
direttamente o tramite alterazioni ipocoristiche, dal nome
augurale medioevale Bonushomus
(buonuomo)
o da sue modificazioni più o meno dialettali, quali ad esempio
quella che troviamo in un atto di vendita del 1144 redatto in
Pavia: "Constat nos Bonumiohannem, filium quondam Donumdei de
Valli , et Purpuram iugalis, filia quondam Niger Bonum Marro,
qui professi sumus ambo ex nacione nostra lege vivere
Longobardorum ipso namque iugale et mundoaldo meo mihi
consençiente et subter confirmante et iusta ex meam lege una cum
noticia propinquorum parentum meorum qui supra Purpura visi sunt
Lanfranco germano meo et Vasallo consobrino meo, in quorum
presentia et testium certam facio professione quod nullam me
pati violentiam ad quopiam hominem nec ab ipso iugale et
mundoaldo meo nisi mea bona et spontanea voluntate, accepisse
communiter sicuti et in presentia testium accepimus a te Oberto
presbitero canonice Sancte Marie de loco Lomello, a parte ipsius
ecclesie Sancte Marie argenti denariorum bonorum Papiensium
libras decem, finito precio pro pecia una de terra aratoria
iuris nostri, quam habere visi sumus super fluvio Ticini in loco
et fundo Octabiano et in eius territorio ad locus ubi dicitur
Plozone, et est pecia ipsa de terra aratoria per mensuram iustam
iugeas duas....", o nella forma corretta in un atto dell'anno
1166 tratto dal Codice
Diplomatico della Lombardia medievale
dove leggiamo: "...inter Bonomum qui dicitur da Syrone germanum
suum de loco Salvano ut in Dei nomine debeat dare, sicut a
presenti dedit, ipse presbiter Arnoldus eidem Bonomo germani suo
...". Abbiamo tracce inoltre di un Giovanni Francesco Bonomi
nel 1536, Vescovo di Vercelli e letterato. |
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BONONCINI
BONONI |
Bononcini è tipico della provincia di Modena e Bologna, Bononi
ha un ceppo tra alessandrino e genovese, uno tra reggiano e
modenese, ed uno tra padovano, rovigoto e ferrarese, dovrebbero
derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome
medioevale Bononius,
ricordiamo con questo nome il santo del 1000, discepolo di San
Romualdo, o anche dall'antico nome latino
Bononia
della città di Bologna. Nel 1640 abbiamo a Modena un Giovanni
Maria Bononcini, celebre violoncellista e compositore. |
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BONSAVER |
Bonsaver, molto molto raro, è specifico del veronese, di
Pescantina, Pastrengo e Caprino Veronese, dovrebbe derivare da
una forma dialettale tronca del nome medioevale
Bonsaverio,
composto dall'aggettivo bon
(buono)
unito al vocabolo saver
(sapere),
nome che auspicava per il proprio figlio un domani di conoscenza
e preparazione, di questo nome abbiamo un esempio d'uso a
Trento, in un atto del 1305, dove si dice che un certo
Bonsaverio detto Pesatino del fu Pesato da Trento, abitante
nella contrada di Santa Maria Maddalena, riconsegna un terreno
ai canonici Gislimberto da Brentonico e Guglielmo figlio di
Alberto da Rovione, che agiscono in rappresentanza del Capitolo
della Cattedrale. |
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BONSERVIZI |
Bonservizi, quasi unico, parrebbe marchigiano, probabilmente di
Urbisaglia nel maceratese, dovrebbe derivare dal nome medioevale
Boniservizi
attribuito ad un figlio sul quale si faceva affidamento, tracce
di questa cognominizzazione le troviamo nel 1800 con il fabbro
di Urbisaglia Adolfo Bonservizi. |
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BONSI
BONSO |
Bonsi ha un ceppo tra bresciano e veronese ed uno tra ferrarese
e bolognese, Bonso, tipicamente veneto, è del padovano e
veneziano, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Bonso, di
cui abbiamo un esempio a Vallombrosa nel fiorentino nella
seconda metà del XI° secolo, quando tra i notai roganti è
indicato un certo Bonso, e qualche secolo dopo a Firenze, dove
nel 1346 troviamo un tale Bonso Bianchi elencato fra i
Consiliari Communis Florentiae, possono anche derivare da nomi
di località come quella citata in questo testo emiliano del
1400: ".. Et causa adveniente quod predicta uxor sua pacifice
non posset, vel stare nollet cum dicto eius herede, eidem
reliquit, toto tempore vite sue, usufructum, redditus et
proventum molendini ipsius testatoris siti in villa Sabloni,
necnon possessionis site in territorio Scandiani, in loco dicto
Al Bonso quod molendinum et qua possessio ibidem pro legitime
expressis et confinatis haberi voluit. ..", un esempio di queste
cognominizzazioni lo troviamo nel 1700 con il Prepositus
fiorentino Bonso Pio Bonsi, autore di una volgarizzazione degli
inni sacri del breviario romano. |
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BONSIGNORE
BONSIGNORI |
Bonsignore è tipicamente siciliano, Bonsignori è toscano, di
Livorno in particolare, con un ceppo anche a Pontedera e nel
pisano, derivano dal nome medioevale
Bonussenior
(Buonsignore), di cui abbiamo un esempio nel
Codice Diplomatico della Lombardia
Medioevale in uno scritto del
1115 a Milano: "...Mediolani, in burgo Porte Ticinensis, prope
ecclesia Sancti Laurentii, necnon et inter Ugonem filium quondam
Vuariberti qui fuit dictus de Sabladore et Bonumseniorem filium
quondam item Bonisenioris qui dicitur Guita de Auro de
suprascripta civitate...". |
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BONTEMPI
BONTEMPO
BUONTEMPO |
Esistono diversi ceppi, nelle Marche, nel Lazio, in provincia di
Brescia e di Milano per Bontempi, mentre è diffuso in tutta
Italia Bontempo, Buontempo è distribuito a macchia di leopardo
al centrosud, in particolare nel chietino ed in provincia di
Roma, derivano dal nome augurale medioevale
Bontempo
(che il tempo ti sia propizio),
in molti casi può trattarsi di cognomi attribuiti come augurio a
dei trovatelli. |
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BONUCCELLI
BONUCELLI |
Bonuccelli è tipico della provincia di Lucca, di Camaiore,
Viareggio, Pietrasanta e Massarosa, Bonucelli, assolutamente
raro, è tipico della provincia di Massa, dovrebbero derivare dal
nome medioevale composto dai nomi
Bono e
Uccello.
(vedi BONA e UCCELLI ) |
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BONUCCI |
Bonucci è tipico di Toscana, Umbria e Lazio
centrosettentrionale, dovrebbe derivare dal nome medioevale
Bonuccius
di cui abbiamo un esempio nell'anno 1301 dove tra gli Anziani
della città di Pisa incaricati dell'Ordine di Controllo per il
mese di novembre è annoverato Bonuccius de Brachiis, tracce di
questa cognominizzazione le troviamo a Roma nella prima metà del
1500 con il Padre Servita Agostino Bonucci Servita, generale
dell'ordine e teologo, e più tardi, sempre nel 1500 con Stefano
Bonucci aretino, prima vescovo di Arezzo dal 1574 al 1589 poi
cardinale. |
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BONUGLI
BONUGLIA |
Bonugli, assolutamente rarissimo, sembrerebbe originario di
Fosciandora in Garfagnana in provincia di Lucca, Bonuglia,
decisamente più diffuso è specifico di Roma e di Olevano Romano
nel romano, questi cognomi dovrebbero derivare da
un'italianizzazione del casato nobile francese
De Bonnelles,
originato dal toponimo Bonnelles di Yvelines, a sud di
Versailles, vicino a Chartres, secondo altri deriverebbe invece
dal casato de Bonneuil, originato dal nome del paese francese
Vouneuil-sous-Biard, situato presso Vienne, tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo a Roma in una lettera del Cardinal
Bentivoglio datata novembre 1620: "Or ora parte da me il nostro
Signor di Bonuglio, che è venuto a rallegrarsi meco in nome del
Signor Duca di Luines di questo felice successo di Boemia,
avendomi fatto dire il medesimo Signor Duca, che il Re n' ha
sentita allegrezza grandissima. ...". |
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BONURA
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Bonura è decisamente siciliano, del palermitano e del trapanese,
si dovrebbe trattare di una forma dialettale del nome medioevale
Bonora
probabilmente portato dal capostipite,
Bonura
era un nome femminile in uso in Sicilia almeno dalla seconda
metà del 1300, quando vediamo, in un testamento, citata come
beneficiaria una certa Bonura Mayda.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Bonura è un cognome siciliano che significa 'ora
buona'. Rohlfs 52. |
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BONUSI
BONUSO |
Bonusi sembra specifico del bresciano, di Lodrino e Gardone Val
Trompia, Bonuso ha un piccolissimo ceppo nel napoletano, uno nel
leccese a Copertino, Galatina e Nardò, ed uno a Palermo,
dovrebbero entrambi derivare dal nome medioevale
Bonuso,
attribuito al proprio figlio augurandogli che possa fare un buon
uso della propria vita, i ceppi meridionali potrebbero essere
cognomi attribuiti a trovatelli da funzionari borbonici. |
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BONVEGNA |
Sembrerebbe siciliano, del mesasinese e di Catania in
particolare, si tratta di una modificazione del cognome
Bencivegna (vedi Bencivegna). |
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BONVENTRE
BUONVENTRE
LO VENTRE
LOVENTRE
VENTRE
VENTRI
VENTRONE |
Bonventre
ha un ceppo romano, uno nel napoletano, ma il nucleo principale
è nel trapanese ad Alcamo, Trapani, Castellammare del Golfo,
Erice, Marsala, Calatafimi e Valderice, Buonventre, estremamente
raro è del napoletano, Loventre, molto raro, è tipico di Napoli,
Lo Ventre è quasi unico e sempre del napoletano, Ventre è molto
diffuso nel Lazio centromeridionale, in Campania, in particolare
nel casertano, napoletano e salernitano, nel potentino ed in
Calabria nel cosentino, ma soprattutto nel reggino, Ventri,
praticamente unico, è probabilmente dovuto ad un errore di
trascrizione del precedente, Ventrone ha un ceppo a Roma, uno a
Latina, ed il ceppo principale in Campania nel casertano a
Maddaloni, Curti, Santa Maria Capua Vetere, Casapulla,
Mondragone e Macerata Campania, tutti questi cognomi hanno in
comune la radice in un soprannome probabilmente attribuito ai
capostipiti per la loro capacità o abitudine di mangiare
oltremodo o per un'adipe molto prominente, si tratta in molti
casi di cognomi attribuiti a dei trovatelli da funzionari di
orfanotrofi che così intendevano meglio caratterizzare i loro
assistiti. |
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BONVICINI
BONVICINO |
Bonvicini è diffuso in tutto il centro nord, con nuclei
importanti in Emilia Romagna e, a seguire, Lombardia e Veneto,
Bonvicino dembrerebbe avere un'origine nella fascia
centrooccidentale dell'Italia settentrionale, ma con presenze
anche al sud, questi cognomi possono avere diverse origini, dal
nome augurale Bonvicinus o
Bonovesinus, di cui abbiamo un
esempio in una Cartula
vinditione del 1070 a Grumello
del Piano: "...Constat nos Bonovisino et Alberto seu Petro
germanis et filiis quondam Vualperti, de loco Gromole, qui
profesi summus ex natione nostra legem vivere Langobardorum ,
accepisemus nos communiter sicuti et in presentia testium...",
ricordiamo lo scrittore milanese
Bonvicinus de Rippa
meglio noto come Bonvesin della
Riva (~1240 -1315), al
soprannome alla derivazione dal toponimo Bonvicino (CN). Pietro
e Alessandro Bonvicini, figli di Moretto di professione lanaiolo,
furono pittori a Brescia nel 1400. |
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BONVINI
BONVINO |
Bonvini è distribuito al centro nord con massima concentrazione
in Lombardia, ma con un ceppo importante nelle Marche ed alcuni
non trascurabili in Liguria, Bonvino invece sembra tipico di
Giovinazzo (BA) e di Pietramontecorvino (FG), potrebbero
derivare da un soprannome collegato alla qualità dei vini della
zona o al mestiere di oste, come potrebbe essere originato dalla
contrazione di nomi come
Bonvicino, intorno al 1450
opera a Genova il notaio Jacobo Bonvino, nella seconda metà del
1500 troviamo a Bisceglie (BA) un certo Marco Bonvino, a Fano in
un registro si legge: "Adì 25 giugno 1634 ho pagato scudi
quattro a Tomasso Bonvino per avere fatto buttare giù et
accatastato migliara di pietra rotta e ottocento matoni sani
della torre del Molino del Metaro". |
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BONVISSUTO |
Bonvissuto è Stipicamente siciliano, di Licata nell'agrigentino
e di Gela nel nisseno, con un ceppo significativo anche a
Palermo.
ipotesi fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questo cognome va ricercata nel nome medievale
Bonvissuto,
che, nell'onomastica augurale, assume il significato di
che tu abbia una buon vissuto,
una buona vita (vedi Bonavita). In conclusione, dunque, si
tratta della cognominizzazione del nome personale dei
capostipiti. |
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BONZI
BONZIN
BONZINI
BONZO |
Bonzi, tipico lombardo, ha un nucleo nella zona che comprende il
varesotto, il milanese, il bergamasco ed il bresciano, ha anche
un ceppo non secondario nel bolognese, Bonzin è praticamente
unico, Bonzini, molto raro è specifico del varesotto, Bonzo,
molto molto raro sembrerebbe dell'astigiano.(vedi
Bonci)
notizie ulteriori
fornite da Daniele Todeschini
Il cognome Bonzi deriva dalla nobile e potente famiglia Bonghi
o Bongis che nel medioevo aveva palazzo in citta alta e che
godeva dei diritti feudali su buona parte di Dossena. Le persone
e le famiglie soggette al feudo erano chiamate
boncio o
bonci, la Famiglia faceva parte
della compagnia dei Bastazi della dogana di Venezia. La Famiglia
vanta illustri personaggi nel campo della medicina e della
giurisprudenza.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Bonzo, Bonzi, Bonzini - Dal nome medievale 'Boncius'
diffuso in Lombardia e derivato dal latino 'bonus'
che può essere riferito sia a qualità morali che fisiche. Ad
esempio troviamo a Brescia nel 1175 "Bonzulum".
Bonzini è il diminutivo è può riferirsi sia a un avo di piccola
statura sia a un nucleo familiare numeroso il cui capostipite
era un Bonzo.
Questa forma la troviamo anche in dialetto:
i figli di Bonzo
sono "i Bunzit". |
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BOR
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Bor,
tipicamente piemontese, ha un ceppo nel vercellese a Santhià ed
Alice Castello ed a Biella, dovrebbe essere di origini francesi
e derivare dal nome di paesi come Bor-et-Bar a nordest di
Toulose o Bor à Plaigne a sud di Limoges. |
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BORA
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Bora è tipicamente marchigiano di Tolentino, Treia e Appignano
nel maceratese, e di Sirolo e Montemarciano nell'anconetano,
potrebbe derivare dal toponimo Bora di Mercato Saraceno nel
cesenate, secondo alcuni potrebbe derivare da un soprannome
originato dal fatto che il capostipite proveniva dal levante (direzione
del vento di bora), ma è pure possibili che derivi dal nome
medioevale germanico Bora
(vedi BORI). |
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BORACCHI
BORACCO |
Boracchi è tipicamente lombardo, Boracco, molto più raro, è
dell'area piemontese, lombarda, dovrebbero derivare da un
soprannome originato dal termine dialettale lombardo piemontese
arcaico borach
(ometto, omuncolo, bassottello),
forse ad indicare che i capostipiti fossero abbastanza piccoli
di statura e di corporatura minuta. |
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BORAGINA
BORAGINE
BORAGINI
BORRAGINE |
Boragina, molto molto raro, sembrerebbe tipicamente calabrese,
del vibonese, con un ceppo anche a Genova, Boragine ha qualche
presenza nel Lazio, un ceppo a Teano e Sant'Arpino nel casertano
ed uno a Terlizzi nel barese, Boragini, estremamente raro,
sembrerebbe del bolognese, Borragine, quasi unico sembrerebbe
laziale, tutti questi cognomi dovrebbero derivare da soprannomi
originati dal nome della pianta di
borragine
(borago officinalis),
una tra le piante selvatiche più utilizzate in cucina, molto
utilizzata anche in erboristeria per le sue proprietà diuretiche,
decongestionanti, depurative ed antiflogistiche. |
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BORAGNI
BORAGNO |
Boragni è
assolutamente rarissimo e anche Boragno è molto raro, dovrebbero
essere originari del savonese, della zona tra Finale e Pietra
Ligure, dovrebbero derivare da Boragni, località di Finale (SV),
a Boragni si trova la lunga falesia che si vede arrivando da
Savona. Tracce di questa cognominizzazione le troviamo nelle
Cinque Terre nella seconda metà del 1200 con il notaio forse
genovese Simone Boragno. |
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BORASI
BORASO |
Borasi ha un ceppo a Villaromagnano (AL) con diramazioni a
Genova, Boraso è invece veneto, delle province di Verona, Padova
e Venezia, potrebbero derivare da soprannomi originati o da voci
dialettali per Borraggine (Borrago officinalis, pianta
alimentare) o per borace (un minerale, borato idrato di sodio,
utilizzato nell'artigianato vetrario).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Boraso è diffuso nel nord-est d'Italia, dovrebbe avere alla base
il sostantivo Bora,
"vento di est-nord-est
freddo, secco, violento, che scende dalle Alpi orientali sul
golfo di Trieste", quindi 'boraso'
assumerebbe il significato di
luogo dove soffia particolarmente vento freddo. |
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BORDALOTTA |
Bordalotta, assolutamente rarissimo, è specifico del cuneese,
dovrebbe derivare da un antico soprannome basato sul termine
medioevale francese bordelon,
che identificava una piccola
fattoria, probabilmente a
caratterizzare così le caratteristiche abitative del capostipite.
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BORDANI |
Bordani è
un cognome del foggiano, praticamente unico. |
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BORDI
BORDIN
BORDINI
BORDINO
BORDO
BURDIN
BURDINO |
Bordi ha un ceppo nel parmense e nel vicino piacentino e
genovese, ed ha un nucleo nella fascia centrale che comprende le
Marche, l'Umbria ed il Lazio, Bordin è molto diffuso in tutto il
Veneto, con un ceppo anche a Bolzano e Brunico (BZ), Bordini ha
un ceppo nella fascia che comprense mantovano, reggiano,
modenese, bolognese e ravennate ed un ceppo nel perugino e nel
romano, Bordino ha un ceppo piemontese tra torinese e cuneese,
uno tra ternano, viterbese e romano ed uno nell'agrigentino e
nel palermitano, Bordo ha un ceppo nel genovese e savonese, uno
nell'area che comprende il grossetano, il viterbese soprattutto
ed il romano, ed uno nel foggiano e barese, Burdin è quasi unico,
Burdino, molto raro, ha un ceppo a Girifalco (CZ) ed uno in
Piemonte, tutti questi cognomi potrebbero derivare direttamente
o tramite ipocoristici del praenomen latino
Burdus (
vedi BURDO), ma in alcuni casi potrebbero anche derivare dal
nome medioevale germanico di origine burgunda
Bordinus
o Burdinus,
di cui abbiamo un esempio in un atto del 1090: "...Hujus rei
testes sunt ex sua parte: Winerannus de Parvoponte, Aszo
panetarius; Bernerius, Fulbertus de Stampis; Amalricus viator,
Burdinus frater ejus..."; un esempio di queste cognominizzazioni
lo troviamo nell'Antipapa Gregorio VIII°
Mauritius Burdinus
posto sul seggio papale dall'imperatore Enrico V° il giorno 8
Marzo 1118, questi interrogato dall'imperatore rispose come
riportato in questo testo: "Quem ellectum imperator duxit in
pulpitum, ubi ipse ellectus interrogantibus de nomine suo dixit:
"Meum nomen est Burdinus; sed quando papa Urbanus ordinavit me
episcopum, nominavit me Mauritium".". |
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BORDIGA
BORDIGHI
BORDIGONI |
Bordiga è tipicamente lombardo, in particolare del bresciano, di
Bagolino, Brescia, Erbusco, Castelcovati, Orzinuovi ed
Orzivecchi, Bordighi, praticamente unico, è valtellinese,
Bordigoni ha un ceppo tra spezzino e massese, a La Spezia e
Pignone nello spezzino ed a Massa e Carrara, oltre ad avere un
piccolo ceppo a Cagliari, potrebbero derivare, direttamente o
tramite un accrescitivo, da un soprannome originato dal termine
dialettale sia ligure che lombardo
bordega (macchia,
sbrodolamento), ma potrebbero
anche derivare da soprannomi originati dal termine medioevale
bordigare
(rimestare nel torbido, ordire
imbrogli, tramare), verbo di
cui abbiamo un esempio in questa poesia del 1311: "...Ché atrui
ponze e peciga / en [ tuto] zo che lo meschin / fa, tegnando tal
camin; / e 'n tuto zo ch'elo bordiga / conseigo lo paire liga, /
che de paga à tar quartim / che tristo quelo a la fim / chi so
fijo mar noriga...", tracce di questa cognominizzazione le
troviamo nei verbali di un processo per stregoneria nel contado
di Bormio nel 1630: ".. Die jovis 21 mensis novembris 1630.
Antonius del Cotolo addidit: Io sentii de Andrea Bordiga,
pegoraro che alpegiava in Dosdé, qual mi disse: Questa Domeniga
è una vera et grande stria. Ho visto cose che la tengo proprio
per una strega. Essendo venuta in casa mia Martholina, circa un
mese avanti fosse fatta prigione, col solo vederla mi spaurii
talmente, che mi durò per quattro o 5 giorni tal paura. Et io
sospettai di lei, non essendo mai solita venir in casa mia.
Ritrovandosi Antonio della Moniga et io insieme, dissi che sì,
che vengono ancora a tuorre Martholina. Lui disse: Vorrei
giocare 50 scudi. Et io li giocai, così burlando. ..". |
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BORDIGION
BORDIGIONI
BORDIGNON
BORDIGNONI
BORTIGNON
BORTIGNONI |
Bordigion e Bordigioni sono dovuti a diverse trascrizioni del
cognome Bordignon, che è tipicamente veneto, della zona che
comprende le province di Vicenza, Treviso e Padova, è
probabilmente originario del vicentino di Romano d'Ezzelino in
particolare, Bordignoni, assolutamente rarissimo, dovrebbe
essere dovuto ad errori di trascrizione del precedente,
Bortignoni, quasi unico, è probabilmente dovuto ad errori di
trascrizione di Bortignon, che è molto diffuso nel vicentino e
nel vicino trevigiano, dovrebbero derivare da un soprannome.
integrazioni fornite da
Gabriele Farronato
questi cognomi derivano dal nome
Bartolomeo
che in Veneto si dice Bortolo,
per distinguere un ceppo famigliare dagli altri si è fatto
ricorso a varie modificazioni soprannominali com Bortoli,
Bortignoli, Bortignon con successivo mutamente della dentale in
d. da Bordignon derivano anche le varianti Bordigion e
Bordigioni. |
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BORDON
BORDONI |
Bordon è tipicamente veneto, di Rovigo e di Iesolo e Campolongo
Maggiore nel veneziano, Bordoni è diffuso in tutto il centro
nord con nuclei importanti in provincia di Sondrio, di Milano,
di Rimini, in Umbria e nel Lazio, potrebbero derivare da
soprannomi legati a vocaboli tardo latini quali
burdonem
(asino selvatico)
o al medioevale bordone
(bastone da pellegrino, sostegno).
integrazioni fornite da
Riccardo Bordoni
la famiglia Bordoni in Firenze è sempre stata di primaria
importanza e di indiscussa fede guelfa (neri); ha avuto
importanti cariche cittadine nell'età comunale fino all'avvento
della dinastia Medicea per poi continuare ad essere una
ragguardevole stirpe di possidenti nel contado Fiorentino
gestendo ampie fattorie e ville signorili. Nella storia
ricordiamo Gherardo Bordoni che combatte al fianco di Corso
Donati, (illustrato pure dal Villani dove si vedono i due
cavalieri con i relativi stemmi delle famiglie sugli scudi da
guerra). Ricordiamo che la famiglia contribuisce generosamente,
assieme ad altre nobilissime famiglie fiorentine , alla
edificazione di Santa Maria Novella , il famoso palazzo Antinori
nella piazza omonima di Firenze viene costruito sulle case
comprate da messer Lionardo Bordoni, la via accanto al palazzo,
fino a cento anni fa ha portato il nome di questa storica
famiglia per poi '"forse" trovare maggior lustro diventando via
degli Antinori. Lo stemma , codificato gia dal 1292 ,è così:
d'argento al lupo rapace d'azzurro. Nel 1500 circa , (come
lamenta il Borghini nei suoi studi sull' arme Fiorentine) ,per
dare forse più importanza al loro stemma , aggiungono un '"
bordone d'oro in palo '" e rimane invariato fino ai giorni
d'oggi. |
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BOREA
|
Borea ha un ceppo a San Remo nell'imperiese, uno nel
cagliaritano a Quartu Sant'Elena, Cagliari ed Assemini, uno a
Roma, uno a Calitri, Manocalzati, San Mango sul Calore
nell'avellinese, uno a Orta Nova nel foggiano, ed uno a Fardella
e Roccanova nel potentino, dovrebbe derivare dal nome latino
Borea
di origine greca, così veniva chiamato nella mitologia greca il
vento del nord (la tramontana), impersonificato nel figlio del
titano Astreo e dell'Aurora, è pure possibile che il cognome
abbia avuto origine da un soprannome attribuito ai capostipiti
in quanto provenienti da regioni settentrionali, da dove appunto
spira la tramontana o borea. |
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BOREALE
BOREALI
BORREALE |
Boreale ha qualche presenza nel napoletano e nel ragusano con un
piccolo ceppo nel barese, Boreali è unico, Borreale, quasi
unico, è del napoletano, potrebbero derivare da un soprannome
attribuito ai capostipiti in quanto provenienti da regioni
settentrionali o boreali,
dove spira appunto la tramontana o
borea, ma
potrebbero anche derivare dal nome catalano
Borreil o
Boreil. |
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BOREANAZ |
Boreanaz, molto molto raro, è tipico dell'udinese, della zona di
Ponteacco e Premariacco, si dovrebbe trattare della forma
dialettale del cognome sloveno
Borjanac, dove il suffisso
-ac
sta ad indicare provenienza,
ed è riferito al toponimo sloveno di Borjana, zona di Kobarid,
vicina il confine con l'Italia. |
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BOREL
BORELLA
BORELLI
BORELLO
BORIELLI
BORIELLO
BORRELLA
BORRELLI
BORRELLO
BORRELI
BORRELO
BORRIELLI
BORRIELLO |
Borelli, cognome molto comune, è decisamente panitaliano,
distribuito in tutt'Italia, ma particolarmente presente nel
Piemonte occidentale ed in Calabria Borello, tipici dell'Italia
centro meridionale Borrelli e Borrello, quest'ultimo
particolarmente in Sicilia e Calabria, con chiara derivazione
dai toponimi Borrello di Catania (CT), Borrello d San Mauro (PA)
e Laureana di Borrello (CZ), tipicamente campano Borriello. La
derivazione di questi cognomi, oltre che da toponimi potrebbe
essere ascritta al termine borro
(torrente, orrido, crepaccio),
o anche in alcuni casi dal vocabolo celtico
borro (altero,
fiero), che sembra aver anche
generato il nome medioevale
Borellus, di cui abbiamo un
esempio in quest'atto di vendita del 24 giugno 1010: "In nomine
Domini, ego Borellus vobis emtoribus meis Bernard et filiis suis
Onoffredus et Dominico. Per hanc scripturam vindicionis mee
vindo vobis .I. sorte de terra cum suis arboribus que est in
valle Nepetana, in ipso Vilare, et est ad ipsos .", che sembra
essere l'origine più probabile di questi cognomi.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Borel, quasi unico, sembra essere originario del torinese,
Borella, molto più comune, ha una vasta concentrazione nel nord
del paese, Borelli, anch'esso diffuso per lo più nel nord e
centro nord, presenta ceppi secondari anche nel sud, soprattutto
nel catanzarese e nel leccese, nonché nel Lazio, fra il romano e
il latinense, Borello è prevalentemente piemontese, ma ha un
ceppo originario anche nel vibonese, Borielli, unico, è
probabilmente un errore di trascrizione di Borrielli,
concentrato per lo più nel sassarese, Boriello, rarissimo, è
anch'esso un errore di trascrizione di Borriello, che, presente
un po' in tutto il paese, ha un largo epicentro nel napoletano,
Borrel, unico, si riscontra soltanto a Collegno (TO), Borrelli,
distribuito più o meno in tutta Italia, ha una maggiore
frequenza nel napoletano, Borrello ha ceppi maggiori nell'area
siculo-calabrese, nonché nel leccese, e ceppi minori sparsi per
l'intera penisola, Borrelo, unico, si riscontra solo ad
Altomonte (CS), per Borreli e Borrella, quasi unici, è invece
molto difficile indicare una precisa provenienza. Per quanto
concerne l'aspetto etimologico, si possono trarre diverse
ipotesi riguardo a tutti questi cognomi, anzi, data la loro
grande varietà, è molto probabile che non tutti condividano la
stessa origine: per alcuni, cioè, può essere valida
un'interpretazione in senso topografico o toponomastico, per
altri una derivazione da un vecchio soprannome e per altri
ancora (probabilmente la maggior parte di essi) può infine
valere la cognominizzazione di un antico nome di battesimo.
Iniziando con la prima categoria, quella cioè relativa alla
toponomastica o a identificatori di località, bisogna ricordare
che nel nostro paese numerosi sono i toponimi contenenti i
termini borello, borella e simili (solo per citarne qualcuno,
Borrello (CH), Borella (PD), Valle del Borello, nell'Appennino
Romagnolo, etc.): alla loro base si trova spesso (ma non sempre)
il termine borro, col quale si indica o un burrone o un luogo
scosceso attraversato dall'acqua. In tal caso, allora, il
cognome potrebbe derivare o direttamente dalla toponomastica o
dall'abitare i capostipiti nei pressi di un borro. Come ho già
detto prima, però, alcuni dei suddetti toponimi non traggono
necessariamente origine dal termine borro. Interessante, ad
esempio, è la storia del comune di Borrello, un tempo parte
della cosiddetta Terra Borrellense: estesa fra l'Alto Molise e
il chietino, questa terra, in effetti, era un grande
possedimento feudale appartenente a una potente famiglia franca,
che portava il nome di Borrello (l'italianizzazione, cioè, del
francese Borel; per chiunque fosse interessato alla storia della
Terra Borrellense, si può consultare il sito
www.borrellosite.com/fidibo.htm). In particolari casi, allora,
non si può escludere una discendenza diretta da alcuni rami dei
cosiddetti Figli di Borrello o, comunque, dall'aver lavorato i
capostipiti presso tale famiglia. La seconda ipotesi, quella
cioè relativa alla derivazione da un soprannome, prende in
considerazione i diversi significati che, nel corso del tempo,
hanno assunto i termini burella o burello (di cui borella,
borello e simili potrebbero essere varianti): con burella, ad
esempio, si intendeva un corridoio sotterraneo, angusto e buio
e, per estensione, il termine veniva usato anche nel significato
di carcere; in un'altra accezione di significato, poi, il
vocabolo burella era anche sinonimo di budella, intestino;
burello, infine, era il nome dato a un tipo di panno scuro e
grezzo. A mio parere questa seconda ipotesi è quella che gode di
minore validità poiché, data l'alta diffusione e varietà di
questi cognomi, pare strano che essi possano trarre origine da
termini così specifici; tuttavia proprio questi termini mi
aiutano a introdurre la terza e ultima ipotesi, che ritengo
essere la più probabile o, per lo meno, quella che meglio
giustifica la varietà e la frequenza dei cognomi presi in esame.
Nella maggior parte dei casi, infatti, Borello, Borriello e
simili dovrebbero derivare dal nome medievale Borellus: si
tratta di un personale piuttosto comune nel Medioevo, non solo
in Italia a dire il vero (in Francia, ad esempio, era conosciuto
come Borel, Bouriel, etc., in Spagna come Borrell e Burrel, nei
paesi anglofoni come Borel, Burrel, etc. e così via). Secondo
un'interessante teoria, l'origine di questo nome (di cui,
tuttavia, non si hanno certezze assolute) dovrebbe essere
ricercata nel termine tardo latino burrus (di cui burellus o
borellus sono forme ipocoristiche), col significato di rosso
fuoco, fiammeggiante (in latino, in realtà, il termine ha
assunto anche l'accezione di rosso cupo, tetro): burrus, mutuato
dal greco pyrrhos, è la stessa voce che ha dato origine anche ai
vocaboli burella e burello sopra citati, nonché al termine buio
(che, nell'italiano arcaico, era infatti conosciuto come buro).
Per riassumere, allora, il nome Borellus non significherebbe
altro che rossiccio, rossastro e equivarrebbe al nome greco
Pyrrhos (noto in Italia come Pirro); se si pensa, ora,
all'altissima diffusione di nomi e cognomi derivati dall'antico
nome e soprannome italiano Rosso (Rossi, ad esempio, è il
cognome più diffuso in tutta Italia), si capisce allora perché
Borello, Borriello e simili siano così largamente presenti nel
nostro paese (e anche all'estero). A conferma di questa teoria,
in conclusione, si può citare un illustre personaggio francese
del XI secolo: Oddone I, meglio conosciuto col soprannome di
Borel, cioè il Rosso, fu duca di Borgogna dal 1079 al 1103. |
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BORESTA
BORESTI |
Boresta è assolutamente rarissimo, tipicamente marchigiano
dell'area pesarese, anconetana, Boresti, quasi unico, è
probabilmente dovuto ad errori di trascrizione del precedente,
che dovrebbe derivare da un'alterazione del nome medioevale
Borista
citato in un Dialogo di Giordano Bruno: "Amice Borista, in
lectione Circaei cantus, eiusdémque fictorum successuum, exigui
quo uti licet temporis trivisse partem, non potest metedere. Ibi
non modicam rerum conspicio varietatem, ibi multos in ipso
verborum cortice sensus explicitos: intentiones quoque
medullitus implicitas, innumeras esse coniicio, de quibus
omnibus id quod seriosum est atque praecipuum, ignorare me
fateor...", o da italianizzazioni di ipocoristici del nome slavo
Borislav. |
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BORGATELLI
BORGATELLO
BORGATI
BORGATO
BORGATTI
BORGATTO |
Borgatelli, assolutamente rarissimo, sembrerebbe dell'area tra
vercellese, alessandrino e pavese, Borgatello ha qualche
presenza nel vercellese ed un piccolo ceppo nel padovano, a
Legnaro in particolare, ed uno ancora più piccolo a Merano in
Alto Adige, Borgati è assolutamente rarissimo, Borgatti è invece
molto diffuso in Emilia, soprattutto nel bolognese e nel
ferrarese, Borgatto sembrerebbe unico ed è probabilmente dovuto
ad errori di trascrizione di Borgato che è decisamente veneto
del veneziano e del rovigoto e soprattutto del padovano,
dovrebbero tutti derivare da forme semipatronimiche derivate,
direttamente o tramite ipocoristici, dal termine
borgo (villaggio
rurale) originato dal celtico
borg
(luogo fortificato, paese),
stanti ad indicare famiglie originarie del borgo o di figli del
borgo. |
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BORGES
BORGIS |
Borges,
quasi unico, sembrerebbe dell'area lombardo, piemontese, Borgis
è tipico del torinese, di Bruzolo, Bussoleno, Torino e Rivoli,
dovrebbero essere di origini provenzali e derivare dal fatto di
essere i capostipiti originari di un Borgo. |
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BORGESE
BORGESI |
Borgese sembrerebbe tipico dell'area calabro, siciliana, con
ceppi nel reggino nel palermitano e nel ragusano, presenta anche
dei ceppi a Napoli e soprattutto a Roma, Borgesi, estremamente
raro, è tipicamente siciliano, di Catania, dovrebbero derivare
dal termine dialettale arcaico
borgese (abitante
del borgo, ma poi divenuto un
equivalente di appartenente alla Borghesia,
benestante). |
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BORGHERO |
Abbastanza raro sembra avere due ceppi, uno padovano ed uno
cagliaritano, quest'ultimo originario della Liguria si sarebbe
insediato nella zona di Carloforte (CA) nel 1700.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Borghero, cognome veneto che per Olivieri 185 deriverebbe
dall'etnico 'Bulgarus'
che ha dato anche il cognome Bulgarelli (Bulgarellus).
Di diversa opinione M. Pittau (Cognomi sardi) per il quale
significa 'abitante di uno dei
tanti centri chiamati Borgo'
Questa seconda ipotesi sembrerebbe la più corretta. |
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BORGHESAN
BORGHESANI
BORGHESANO |
Borghesan
è tipicamente veneto, del padovano in particolare, di Padova,
Santa Margherita d'Adige e Casale di Scodosia, di Breganze nel
vicentino e di Noale e Dolo nel veneziano, Borghesani ha un
piccolissimo ceppo tra mantovano e veronese ed uno nel
bolognese, a San Giovanni in Persiceto e Bologna, Borghesano è
praticamente unico, dovrebbe derivare dal fatto che i
capostipiti fossero abitanti del Borgo, cioè non fossero dei
campagnoli. |
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BORGHESE
BORGHESI |
Borghese
ha ceppi nel Piemonte occidentale, a Milano, in Friuli, a Roma,
a Napoli e nella Sicilia orientale, Borghesi è molto diffuso in
tutto il centronord, sono cognomi originati probabilmente da una
provenienza cittadina, in contrasto con l'ambiente villano,
probabilmente come soprannome prima e poi come indicativo di
appartenenza famigliare, ricordiamo il nobile casato dei
Principi Borghese iniziato con Agostino Borghese che nel 1432
divenne Conte del Sacro Romano Impero e nel 1458 fu fatto Conte
Palatino del Laterano 1458 e Patrizio di Siena, a questo casato
appartenne il Papa Paolo V°. |
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BORGHESU |
Borghesu, quasi unico è sardo.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
BORGHESU: cognome presente in soli due Comuni della Sardegna:
Guspini (VS) con 6, Aggius (OT) con 5. Può derivare
dall'italiano borghese,
cioè abitante del borgo,
per distinguerlo dagli abitanti del contado. Ma può avere anche
il significato di appartenente o sostenitore della borghesia, o
anche di civile, non militare, in abiti borghesi. A Guspini,
storico centro minerario della Sardegna sud-occidentale,
dall'ultimo '800 sin quasi ai giorni nostri (2009), chi non era
politicamente schierato con la cosiddetta "classe operaia", era
ritenuto un "borghese", cioè sostenitore della politica della
"borghesia" e quindi "nemico" del popolo.
ipotesi fornita da
Elisabetta Borghesu
I Borghesu di Guspini sono otto e sono tutti originari di
Sennori nel sassarese. Mio nonno, nato e vissuto a Sennori si
trasferì a Guspini nel Medio Campidano per lavorare in miniera.
L'origine del cognome è probabile che derivi da Burgos, e che
stia quindi per abitante di Burgos, piccolo comune in provincia
di Sassari. E' inoltre molto probabile che i Borghesu di Aggius
siano lontani parenti dei Borghesu di Guspini. |
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BORGHETTI
BORGHETTO
BORGHEZIO |
Borghetti
ha un ceppo nel milanese e nord della Lombardia, uno nel
bresciano ed uno tra le province di La Spezia e Massa, Borghetto
è sicuramente veneto, Borghezio, molto raro è tipico di Rivoli e
Torino, dovrebbero derivare dal fatto di abitare la famiglia in
borgo, cioè in contrade periferiche, tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo nel 1600 a Lissago (VA) dove è
console un certo Carlo Borghetti: "...Dicta die perventus ad
locum Lissaghi plebis suprascriptæ, assumptus fuit per dictum
Ostiarium Carolus Borghettus Consul et habitator suprascripti
loci iuratus...". |
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BORGHI
BORGO |
Borghi,
abbastanza diffuso, ha un nucleo importante nell'area che
comprende le province di Varese, Como e Milano ed un ceppo nella
zona che dal mantovano e ferrarese comprendendo il reggiano, il
modenese ed il bolognese arriva nel fiorentino e nel senese,
Borgo è diffuso in tutto il nord, con un ceppo anche a Roma e
nel napoletano, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal
nome di uno dei tanti toponimi che contengono la radice Borgo,
come ad esempio: Borgo Capanne (BO), Borgo Castelletto (MN),
Borgo Lombardo (MI), Borgo Rivola (RA) e moltissimi altri, o
anche da una delle moltissime contrade paesane e cittadine
denominate il Borgo. |
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BORGHINI
BORGHINO
BORGIANI |
Borghini è distribuito in tutta l'Italia centro settentrionale,
ma soprattutto in Toscana ed Emilia, Borghino, decisamente più
raro, è tipicamente piemontese, del cuneese in particolare,
Borgiani ha un ceppo nel maceratese ed uno nel romano,
dovrebbero tutti derivare dal fatto di abitare le famiglie in un
borgo o in una località con quel nome, anche Melegnano possiede
un rione con questa denominazione, ma in epoca medioevale
Borghinus
era anche un nome e potrebbe essere questa l'etimologia più
corretta, dell'uso di questo nome abbiamo un esempio a Firenze,
dove dal 15 agosto al 14 ottobre 1298 è Priore Borghinus del
Bieco Baldovinetti. Tracce di queste cognominizzazioni le
troviamo ad esempio a Firenze nella seconda metà del 1500:
"..etiam Raph. Borghinus qui eodem tempore corrigebat vitam
beati Jo: Gualberti ab eo in meliorem formam redactam quis
correctores tenentur etiam denuo corrigere opera ab auctoribus
vel ab aliis eorum nomine correcta quia ut superius dixit ..". |
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BORGI
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Borgi ha un ceppo toscano tra fiorentino e pratese, con massima
concentrazione a Prato ed uno tra romano, ad Allumiere e
Civitavecchia ed aquilano, dove è ben presente a Carsoli,
dovrebbe derivare dalla forma genitiva del termine medioevale
borgus
(borgo, contrada),
indicando così che il capostipite era quello del borgo. |
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BORGIA
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Presente a macchia di leopardo in tutta Italia, con ceppi
importanti al sud, soprattutto in Puglia e nel Lazio. Il casato
dei Borja o Borgia, di origine spagnola, il cui nome deriva dal
termine arabo burj
(torre),
era già nel 1400 tra i più nobili e potenti di Aragona,
un'antica città vicino a Saragoza, l'antica Bursao, chiamata
Burija dagli arabi (città della torre) porta il loro nome e da
quel toponimo possono essere derivati alcuni ceppi italiani.
Questo casato ha dato i natali a Papi, come Callisto III° e
Alessandro VI°, a Cardinali e principi come Cesare Borgia, detto
il Valentino, famosissima fu Lucrezia Borgia (1480-1519) figlia
di Papa Alessandro VI°, a questa famiglia appartiene anche
Francisco de Borja (1510 - 1572) che fu dichiarato santo da
Clemente X nel 1671.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Borgia è l'italianizzazione del cognome spagnolo
Borja. Il
cognome potrebbe però anche derivare dal toponimo omonimo in
provincia di Catanzaro, fondato per iniziativa del principe
Borgia di Aragona.
integrazioni fornite da
Daniele Borghini
Il cognome Borgia, in alcuni casi specifici, può essere
l’italianizzazione del cognome spagnolo “Borja”. Il cognome
Borja in Spagna ha più ceppi distinti e più derivazioni, la
celebre famiglia italiana di origine spagnola dei Borgia
derivava da uno di questi ceppi, per la precisione da una
famiglia valenciana-catalana di antiche origini aragonesi (Borja
è toponimo in Aragona). Inoltre nel sud Italia, soprattutto in
Sicilia (Piana degli Albanesi, Contessa Entellina), Borgia è
anche l’italianizzazione di un cognome greco-albanese (“Tre
millenni di storia linguistica della Sicilia\": atti del
Convegno della Società italiana di glottologia, Palermo, 1983).
Tuttavia, essendo il cognome Borgia diffuso praticamente in
tutta Italia con ben 1163 (Pagine Bianche del 2010), non si può
assolutamente escludere che per la maggioranza dei ceppi di
cognome Borgia presenti in Italia (difficilmente legati alla
celebre famiglia Borgia di origine valenciana-catalana che
dovrebbe essere estinta) esistano altre spiegazioni, oltre a
quella spagnola e a quella greco-albanese. A mio modesto parere,
Borgia nella maggioranza dei casi in Italia ha un legame
etimologico con la parola latina “borgus”,
che ha generato i cognomi Burgisi, Borghi, Borghetti, Borghese,
Borgese. |
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BORGIN
BORGINI
BORGINO |
Borgin è praticamente unico, Borgini ha un ceppo a Novara ed a
Garbagna novarese, con presenze anche in Lombardia, Borgino ha
qualche presenza a Novara, dovrebbero derivare da un soprannome
basato sul termine dialettale piemontese arcaico
borgìn,
che assume almeno due diversi significati, uno di
borsellino
e potrebbe così stare a sottolineare forse una certa tirchieria
del capostipite, mentre l'altro significato è quello di
abitante del borgo,
cioè di paesanotto. |
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BORGNA
BORGNI
BORGNINI
BORGNINO
BORGNO |
Borgna è molto diffuso in Liguria a Genova, Savona, Albenga
(SV), San Remo (IM) ed Imperia, ed in Piemonte dove il nucleo
principale è nel cuneese a Mondovì, Garessio, Ceva, Albaretto
della Torre e Cuneo, con un ceppo anche a Torino, ha un ceppo
nell'udinese a Fagagna ed uno nel viterbese a Caprarola ed a
Roma, Borgni, molto molto raro, ha un ceppo nell'aretino a
Cortona, Mentre Borgnini, ancora più raro, è del perugino,
Borgnino ha un ceppo torinese ed uno astigiano, Borgno,
assolutamente rarissimo, ha un ceppo nel cuneese occidentale,
dovrebbero tutti derivare o direttamente o tramite ipocoristici
dal termine dialettale settentrionale
borgno
derivato dal francese borgne
(guercio)
probabilmente causato da un difetto fisico del capostipite. |
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BORGOBELLO |
Borgobello è tipicamente friulano, di Udine, Casarsa della
Delizia e Palazzolo dello Stella, dovrebbe derivare dal nome del
toponimo Borgobello di Tricesimo, probabile luogo d'origine del
capostipite. |
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BORGOGNA
BORGOGNI
BORGOGNO |
Borgogna ha un piccolo ceppo nel novarese, uno nel bresciano,
uno nel maceratese ed uno tra casertano e napoletano, Borgogni è
tipicamente toscano, di Arezzo in particolare e di Montevarchi,
Terranuova Bracciolini, Monte San Savino, Cavriglia e Bucine
nell'aretino, di Siena e Poggibonsi nel senese, Di Firenze e di
Grosseto, Borgogno ha un grosso ceppo piemontese nel torinese a
Torino, Pinerolo, Volvera, Collegno e Castagnole Piemonte, nel
cuneese a La Morra, Alba e Bra, ad Asti e Roasio nel vercellese,
e nell'imperiese a Perinaldo e San Remo, ed uno in trentino a
Telve di Sopra, Borgo Valsugana e Trento ed a Bolzano in Alto
Adige, dovrebbero derivare dal termine francese
Bourgogne
(Borgogna)
ed indicarne probabilmente la provenienza dei capostipiti,
probabilmente di razza burgunda,
i Burgundi, una popolazione germanica di origini scandinave, che
divenne foederata di Roma ed acquisì il diritto di stanziarsi
tra la Savoia, e l'attuale Svizzera francese, regione da cui
facilmente arrivarono nel Piemonte occidentale, in Liguria e di
lì in Toscana. |
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BORGOGNONE
BORGOGNONI |
Borgognone ha un ceppo tra l'agrigentino ed il palermitano ed
uno in Piemonte, Borgognoni ha un ceppo nel bolognese, uno
nell'anconetano ed uno nel Lazio.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale
Borgognone,
col significato di nativo o
proveniente dalla Borgogna
(regione storica della Francia, un tempo suddivisa fra il Ducato
di Borgogna e la Contea di Borgogna). Dal punto di vista
storico, tracce di questo nome si trovano a Siena nel corso del
1200, con personaggi come Borgognone di Lotringo, Borgognone di
Luttieri, Borgognone di Vernaccio, Borgognone del fu Guido, etc.
Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta
delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti,
anche se in alcuni casi non è esclusa una derivazione da
soprannomi ad essi attribuiti. |
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BORGONOVI
BORGONOVO |
Borgonovi
ha un ceppo nel milanese e tra reggiano e mantovano, soprattutto
a Toano, Reggiolo e Rottofreno nel reggiano, Borgonovo invece è
tipico del milanese, di Cesano Maderno, Milano, Seregno, Verano
Brianza, Meda, Giussano, Monza, Sesto San Giovanni e Bovisio
Masciago, e nel comasco di Mariano Comense, Cabiate ed Erba, con
un piccolo ceppo anche a Genova, potrebbero derivare da uno dei
molti toponimi contenenti la radice Borgonovo. |
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BORGU
BORGU' |
Borgu sembrerebbe unico e dovrebbe essere una forma alterata del
cognome Borgú, che, assolutamente rarissimo, è tipico
dell'udinese centrorientale, dovrebbero derivare dal termine
tedesco burg
(paese, città)
ed indicare un'origine cittadina dei capostipiti. |
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BORI
BORO |
Bori, molto raro, è piemontese, con un ceppo a Torino e Chieri
nel torinese ed a Savigliano nel cuneese, ha anche un piccolo
ceppo in Umbria, a Gualdo Tadino e Perugia, Boro, ancora più
raro, ha un piccolo ceppo nel vicentino a Montecchio Maggiore,
dovrebbero derivare dal nome medioevale germanico
Boro,
probabilmente portato dal capostipite, nel 1319 troviamo un Boro
condam Saffiri Giudice ad Arezzo citato nel contratto di
matrimonio tra sua figlia Bora ed un certo Angelus Bindi Vachi
di Castiglione Ugolino. |
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BORIA
BORJA |
Boria ha un ceppo nell'udinese in particolare a Verzegnis,
alcuni nella fascia centrale che comprende le Marche, l'Umbria
ed il Lazio, nell'anconetano ad Ancona, Jesi, Senigallia e
Chiaravalle, nel ternano a Narni e Terni, ed a Roma, ed uno a
Caltagirone nel basso catanese, Borja è quasi unico, potrebbero
derivare da un soprannome originato dal termine, in antico alto
tedesco, borjan
(innalzare, elevare)
o anche dal gotico bairan
(trasportare),
e fare così riferimento al mestiere del capostipite; in alcuni
casi si potrebbe trattare di collegamenti antichi con il casato
dei Borgia. |
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BORIANI
BORIOTTI |
Tipico
delle provincie di Milano e Lodi, con ceppi consistenti anche in
provincia di Bologna, di Como, nelle Marche e nel Lazio per
Boriani, mentre Boriotti è limitato alle provincie di Milano,
Lodi e Piacenza. La derivazione è incerta, potrebbero derivare
da soprannomi dialettali legati in qualche modo alla famiglia
Borja spagnola o al carattere. |
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BORIN
BORINI
BORINO |
Borin è molto diffuso in tutto il Veneto, Borini ha un ceppo tra
veronese, mantovano e rovigoto, uno nel forlivese ed uno
nell'anconetano, Borino ha un ceppo tra casertano e beneventano
ed uno nel palermitano, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Borinus
di cui abbiamo un esempio in un atto del 1216 nel torinese:
"...dominus Hanricus et nepos eius Borinus investiverunt...", o
anche dal termine tardo latino
borinus (settentrionale,
che proviene dal nord). |
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BORINATO |
Borinato, molto raro, sembrerebbe tipico del vicentino,
Borinatto è praticamente unico, e potrebbe essere dovuto ad un
errore di trascrizione del precedente, potrebbe trattarsi di una
forma patronimica tipicamente veneta con suffisso in
-ato, che
assume il valore di il figlio di,
riferito ad un capostipite il cui padre si chiamasse
Borinus
(vedi BORIN), ma non si può escludere che in qualche caso possa
derivare dal termine veneto antico
borinato
(che stringe il vento, che va
diretto alla meta), ma potrebbe
anche essersi originato dal termine sempre veneto antico
borina
(brina),
forse ad indicare nel capostipite uno dai capelli grigi.
integrazione fornite da
Francesco Borinato
la zona di origine del cognome è quella di Pozzolo di Villaga in
provincia di Vicenza, è un cognome poco diffuso che, secondo
l'opinione comune, deriva dal nome proprio Liborio, poi Borio e
diminutivo Borin, quindi nato da Borin. |
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BORIO
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Cognome decisamente piemontese.
integrazioni fornite da
Roberto Borio di Tigliole
cognome di sicure origini esclusivamente piemontesi. Appare nel
1149 nel primo documento sulla composizione del consiglio
comunale di Torino. Deriverebbe o dal sostantivo provenzale
"borio" che vuol dire maniero, cascinale o stazzo oppure dal
sostantivo romano "boria" caverna. Nel Piemonte occidentale si
ritrovano alcuni agglomerati urbani dal nome Borio, Boria,
Bosia. |
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BORIOSI |
Boriosi ha un ceppo tra aretino e perugino, ad Anghiari e
Sansepolcro nell'aretino ed a Città di Castello soprattutto e
San Giustino nel perugino, dovrebbe derivare da un soprannome
basato sul termine italiano
borioso (arrogante,
altero, superbo). |
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BORLA
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Borla è
tipicamente piemontese, ha un ceppo a Torino e nel torinese a
Lanzo Torinese, Ciriè, Caselle Torinese, Condove e San Maurizio
Canavese ed a Trino nel vercellese, dovrebbe prendere il nome
dalla località Borla tra Fiano e Robassomero, a nordovest di
Torino nel torinese, si trovano tracce di questa
cognominizzazione a Chivasso già nel 1600. |
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BORLANDI
BORLANDO
BURLANDI
BURLANDO |
Borlandi e Burlandi sono assolutamente rarissimi, Borlando,
molto raro, sembrerebbe tipico del novarese, Burlando,
decisamente il più diffuso, sembrerebbe specifico di Genova,
dove è largamente presente, con piccoli ceppi nel torinese e
nell'alessandrino, tracce di queste cognominizzazioni si hanno
nel Canavese in Piemonte fin dalla seconda metà del 1400, quando
troviamo un de la Facia alias
Burlandus, proseguito poi come
Burlandus,
che sembra originato da un soprannome collegato al mestiere del
capostipite, probabilmente un cacciatore, che acchiappava le
volpi servendosi di burelle
(trappole),
ma le prime tracce di questo cognome si hanno con lo scrittore
Hadrianus Burlandus, che nell'anno 869 scrive, a Bressanone, di
una pioggia rossa durata tre giorni, le tracce storiche a Genova
risalgono ai tempi della prima Crociata. |
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BORLENGHI
BORLENGO |
Borlenghi
è tipico del piacentino e del parmense con un ceppo anche nel
milanese e nel cremonese, Borlengo, molto raro, è tipico del
Piemonte occidentale, potrebbe derivare dal toponimo Borlengo
della Pieve di Brivio nel lecchese, ma è pure possibile una
derivazione da forme etniche di toponimi come Borla nel
piacentino, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo
nell'anno 1133 a Vimercate in un Libellum: "...Prima petia terre
iacet ad locum ubi dicitur a Canova et Turrigla: coheret ei a
mane Petri da Cambiago, a meridie Stefanardi et in aliquo Petri
da Buirade, a sero Grimerrii Pamporro, et in aliquo Iohannis
Balla, a monte Petri Borlengo. ..". |
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BORLINI |
Cognome
lombardo presente anche nella provincia di Novara potrebbe
derivare da un soprannome dialettale, come da una contrazione di
Bortolini (vedi Bertoli). |
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BORMETTI |
Tipica famiglia valtellinese, dovrebbe derivare dal toponimo
Bormio (SO) ipotesi
suggerita da Giacomo Ganza / Villa di Tirano (Sondrio. |
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BORMIOLI |
Bormioli è tipico di Altare nel savonese, dovrebbe derivare da
Bormia,
il nome arcaico della val Bormida, probabile luogo d'origine del
capostipite. |
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BORMOLINI |
Tipica famiglia valtellinese, dovrebbe derivare dal toponimo
Bormio (SO) ( ipotesi
suggerita da Giacomo Ganza / Villa di Tirano (Sondrio)
), presente a Livigno fin dal 1600 come si
evince dagli atti di un processo del giugno 1651 dove viene
citato un tal Martino Bormolini. |
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BORNAGHI
BORNAGO |
Bornaghi
è specifico di Treviglio nel bergamasco e di Cassano d'Adda nel
milanese, Bornago, assolutamente rarissimo è tipico del milanese
verso il bergamasco, dovrebbero derivare dal nome del paese di
Bornago situato nel milanese lungo la strada per Treviglio,
probabile luogo d'origine dei capostipiti. |
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BOROMEI
BORROMEI |
Boromei,
molto molto raro, ha un piccolo ceppo nel riminese ed uno nel
Piceno, Borromei, assolutamente rarissimo, parrebbe marchigiano,
si dovrebbe trattare di rami cadetti della famiglia milanese dei
Borromeo. |
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BOROTTO |
Cognome
di origine veneta dovrebbe derivare dalla contrazione di
Bortolotto (vedi Bertoli). |
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BORRA
BURRA |
Borra è molto diffuso in Piemonte, soprattutto nel torinese e
cuneese, in Lombardia, in Liguria, nel genovese in particolare,
e nel piacentino e parmense, con un ceppo anche a Porto Torres
nel sassarese, Burra, molto molto raro, è specifico
dell'udinese, potrebbero derivare da un'italianizzazione del
nome germanico Bodrad,
a sua volta derivato dall'unione dei termini
bod (messaggero,
ma anche bolla
o editto)
e rad
(consiglio, organo di governo),
con il significato di voce del
governo, ma potrebbe anche
derivare da un'alterazione del vocabolo latino
burra (stoffa
pesante di lana). |
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BORRACCI
BORRACCIA
BORRACCIO
BORRASSO |
Borracci è tipico della zona di Noicattaro e Rutigliano nel
barese, ma ha anche un ceppo, forse secondario, nel Piceno,
Borraccia è specifico di Pisticci (MT), Borraccio, quasi unico,
è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione, Borrasso,
molto molto raro, sembrerebbe specifico di Santa Maria Capua
Vetere (CE), potrebbero derivare dal nome normanno
Bourachot,
o dal nome di origine slava
Borya, ma è pure possibile che
derivino dal nome arabo Bourach. |
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BORRASSA |
Nel
1530 Monopoli viene ceduta da Venezia a Carlo V. Nella città
entrano gli spagnoli. Tra di essi Diego Borrassa o Borrassà, ,
nobile di Valencia, ma discendente della famiglia Borràs o
Borrasà di Majorca (è documentato), cui viene affidato il
comando "nella torre dell'Ancina territorio di Monopoli". Nel
1563 tale Matteo Borrassa compera una casa da Antonio Lorusso
dove c'era, vicino al Castello di Carlo V, "la torre et chiesa
di S.Nicola della pinna". Nel 1593 Giulio Cesare Borrassa,
figlio della nobile spagnola Margherita Moncon, sposo di
Raimonda De Magistris, lascia al figlio Gio.Giacomo metà delle
sue terre in Locorotondo. Al secondogenito Gio.Geronimo lascia
proprietà varie in Cisternino e, al terzogenito Gio.Battista,
ulteriori beni nello stesso paese. Alla moglie lega la seconda
metà dei beni in Locorotondo. Denari ed altri beni lascia alle
figlie Vittoria, Beatrice, Giustina, Lucrezia e Laura, nonché
alla sorella Antonia. Ordina, quindi, a tutti, lasciando
opportuni mezzi, di costruire una cappella di famiglia nella
Cattedrale. Nel 1604 la famiglia Borrassa compera dalla famiglia
Figueroa la metà del feudo di Locorotondo essumendone la baronia
e il sindacato. Il loro stemma viene riprodotto, assieme a
quelli delle maggiori famiglie, all'interno del chiostro di
S.Francesco di Paola in Monopoli: "Di azzurro al leone d'oro
tenente nella branca destra un giglio d'oro".
Successivamente, in seguito ad una furiosa lite fra i Borrassa e
il vescovo di Monopoli Francesco Surgente (1640-1651), la moglie
di Gio.Battista viene scomunicata. Nel 1645 i Borrassa devono
vendere la baronia di Locorotondo per debiti contratti con
l'Ospedale e Banco della Santissima Annunziata di Napoli.
Comprano feudo e baronia i Caracciolo. Di qui inizia un veloce
declino del casato. Alla fine del '600 la famiglia Borrassa è
ancora annoverata fra le famiglie nobili della prima piazza di
Monopoli, ma nella prima metà del secolo successivo scompare
nel nulla. Nel 1750, nel corso di una radicale ristrutturazione
della Cattedrale, fu distrutta anche la cappella di famiglia dei
Borrassa che ospitava il quadro della Madonna della Madia, la
maggior reliquia di Monopoli. La famiglia Borrassa, nel corso di
due secoli, si era imparentata con le maggiori famiglie nobili
di Monopoli
informazioni fornite da
Ezio Simini |
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BORRECA |
Borreca
ha un ceppo a Roma, uno campano a Pannarano nel beneventano, a
Cervinara (AV) ed a Napoli, a Lagonegro nel potentino ed a
Foggia, dovrebbero tutti derivare dal toponimo Borreca Caputi di
Pannarano (BN). |
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BORRERI
BORRERO |
Borreri, estremamente raro, sembrerebbe del parmense, Borrero è
praticamente unico, dovrebbero derivare da un soprannome basato
sul termine dialettale parmigiano
borrer (scovare
la selvaggina, far levare gli uccelli),
forse attribuito ad un guardiacaccia o guardiaboschi ducale. |
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BORRI
BORRINI
BORRINO
BORRO
BORRONE
BORRONI |
Borri è diffuso in tutta l'Italia centrale e nella parte
occidentale dell'Italia settentrionale, Borrini ha ceppi in
Lombardia tra varesotto, milanese e cremonese, nel piacentino,
carrarese e spezzino ed a Roma, Borrino e Borrone sembrano
specifici di Pozzuoli (NA), Borro, presente a Santhià e Tronzano
Vercellese nel vercellese ed a Garbagna (AL), ha un ceppo a San
Remo e Vallecrosia (IM) e nel savonese a Pallare, Carcare e
Pietra Ligure, ma il nucleo principale è a Velletri (RM),
Borroni ha il nucleo principale in Lombardia nel milanese a
Milano, Solaro, Lainate, Cesate, Cogliate, Legnano, Bollate,
Garbagnate Milanese e Rho, e nel varesotto a Saronno, Origgio,
astellanza, Caronno Pertusella ed Uboldo, e nel comasco a
Turate, ha un piccolo ceppo a Trieste ed uno , probabilmente
secondario, nell'anconetano, dovrebbero derivare dal soprannome
medioevale, poi divenuto nome,
Borro, Borronis di cui abbiamo
un esempio a Milano in un Breve
investiture feudi del 1150:
"...Anno dominice incarnationis milleximo centeximo
quinquageximo, mense februarii, indictione tertiadecima.
Presentia bonorum hominum, quorum nomina subter leguntur, per
lignum et pergamenum, quod in sua tenebat manu, Guidottus qui
dicitur Borro,
filius quondam Alberti, investivit per feudum Guasconem ...", in
alcuni casi potrebbero anche derivare dai toponimi Borro (AR) o
Borroni (PG) o anche dal termine
borro (grande
fossato) forse ad indicarne una
vicinanza di un grosso fossato o canale all'abitazione della
famiglia. |
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BORROMEO |
Tipica famiglia nobile milanese, dovrebbe discendere come ramo
cadetto dal casato dei Vitaliani di Padova assumendo
l'identificativo di Vitalianus
Bonus Romeus (buon pellegrino)
trasformatosi poi nel tempo in Borromeo, di lì si trasferirono a
San Miniato (PI) dove come banchieri di fede ghibellina
accumularono grandi sostanze, con la vittoria dei guelfi nel
1370 vennero privati dei loro beni e mandati in esilio
arrivarono nel milanese a Lainate (MI), troviamo tracce di
questo casato in un atto del 1422 dove si legge: "...Vitalianum
de Vitalianis dictus de Borromeis filius quendam domini
Joacob...nominatiae de sedime jacens in loco Leynate plebis...";
il Visconti fece Vitaliano Borromeo proprio feudatario della
contrada di Arona nel 1439 e gli conferì il titolo di Conte nel
1445. Il personaggio più famoso di questa famiglia fu San Carlo
il milanese Carolus Borromeus (1538-1584) arcivescovo di Milano.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Il cognome Borromei deriva dalla nobile famiglia milanese i cui
membri più insigni furono il cardinale Federico Borromeo e San
Carlo Borromeo, la cui origine è da ricercare nei Vitaliani di
Padova; infatti il banchiere Vitaliano Vitaliani prese nel 1406
il cognome Borromeo
dalla famiglia della madre. Per l'etimologia: 'Buon
Romeo', cioè
buon pellegrino diretto a Roma. |
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BORROMINI |
Borromini è un tipico cognome valtellinese, che sembrerebbe
specifico di Buglio in Monte nel sondriese, dovrebbe derivare
dal toponimo Bormio (SO).
integrazioni fornite da
Giacomo Ganza / Villa di Tirano
personaggio famoso è stato Francesco Borromini (1559 -1667), il
famoso architetto originario di Bissone nel Canton Ticino, che
iniziò a Milano, probabilmente come scalpellino nel cantiere
della Fabbrica del Duomo, per poi trasferirsi a Roma dove
esercitò al massimo livello la professione di architetto, lavorò
anche in San Pietro. |
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BORSA
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Borsa è
tipico della Lombardia centroccidentale, del milanese e del
pavese soprattutto, con piccoli ceppi anche nell'aquilano, nel
latinense, nel napoletano e nel salernitano, dovrebbe derivare
da soprannomi originati dal mestiere di produttore di borse, ma,
soprattutto per il ceppo lombardo potrebbe trattarsi di
soprannomi originati dall'attività di banchiere o usuraio svolta
dal capostipite. |
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BORSACCHI
BURSACCHI |
Borsacchi
è specifico di Prato e Carmignano nel pratese e di Pisa,
Bursacchi è corso, quest'ultimo potrebbe derivare da
un'alterazione del primo, ma, molto più probabilmente deriva da
una forma indicante la provenienza dalla città ora turca di
Bursa, Borsacchi potrebbe derivare da nomi di località, come,
solo a titolo di esempio, il teramano Borsacchio, un Parco
abruzzese. |
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BORSANI |
Tipico del basso varesotto e nordmilanese, zona di Uboldo,
Saronno, Castellanza (VA) e Legnano, Parabiago (MI), dovrebbe
derivare dal toponimo Borsano (VA), tracce di questa
cognominizzazione le troviamo a Milano nel 1500 con il patrizio
milanese Gian Ambrogio Borsani.
integrazioni fornite da
Mario Colombo - Gruppo Ricerche Storiche Borsano
Nel Trecento erano numerosi i borsanesi residenti a Milano per
lavoro (artigiani tessitori), e sono noti i seguenti personaggi,
nativi di Milano e con cognome Borsano-Brossano: Francescuolo,
genero del Petrarca, Simone, cardinale e arcivescovo di Milano,
Beltramo o Bertrando, vescovo di Parma e poi di Como, e Luchino,
pure vescovo di Como.
Parenti di Beltramo Borsano rimasero a Parma dopo la sua nomina
a vescovo di Como. Alcuni si trasferirono a Piacenza, dove il
cognome è ancora presente. Uno di loro, notaio, acquistò sui
monti di Calestano (PR) un casale che diventò Villa Borsana e
poi crebbe diventando l'attuale borgo di Borsano (12 case). Il
cognome Borsano è attestato nei dintorni di Calestano almeno
fino al 1600. |
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BORSARI
BORSARO |
Borsari è
tipicamente emiliano, di Modena in particolare e del modenese,
di Carpi, Mirandola, Finale Emilia, Nonantola,San Giovanni in
Persiceto, Formigine, Crevalcore, San Felice sul Panaro e
Medolla, con ramificazioni nel mantovano a Bagnolo San Vito e
Moglia, e con un ceppo secondario importante a Bologna ed a
Ferrara, Borsaro, molto raro, è specifico di Verona e del
veronese, dovrebbe trattarsi di soprannomi legati al fatto che
il mestiere dei capostipiti, probabilmente consisteva nel
produrre e vendere borse. Tracce di queste cognominizzazioni le
troviamo nell'archivio dei notai della Serenissima, dove un
Antonio de Borsari esercita la professione notarile dal 1358 al
1377. |
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BORSATI
BORSATO
BORSATTI
BORSATTO |
Borsati è tipico del veronese, Borsato è molto diffuso nella
zona che comprende il vicentino, il padovano, il veneziano e
soprattutto il trevisano, Borsatti ha un ceppo nel pordenonese
ed uno tra mantovano e ferrarese, Borsatto è specifico dell'area
vicentino, padovana e trevisana, possono essere forme
patronimiche in -ati
ed in -ato
del nome medioevale Borso,
che avrebbero la funzione di figlio di, ma potrebbe pure
trattarsi di soprannomi originati dal mestiere di fabbricante di
borse svolto dai capostipiti. |
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BORSELLINI
BORSELLINO
BORSI
BORSO
BORSOI |
Borsellini ha un ceppo a Gubbio nel perugino, con presenze anche
in Toscana, Borsellino è tipicamente siciliano, dell'area
agrigentina in particolare e del palermitano, Borsi è molto
diffuso in Lombardia, in Emilia, nel goriziano e triestino e nel
pistoiese, Borso è tipico del vicentino mentre Borsoi lo è del
trevigiano, dove potrebbe anche derivare dal toponimo Borso del
Grappa (TV), ma presenta un ceppo anche a Grignasco nel
novarese, la più probabile derivazione per tutti questi cognomi
è, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome medioevale
Borso,
che dovrebbe essere una forma contratta del nome medioevale
italiano Bonaccorso,
del nome Borso
abbiamo un esempio in uno scritto del 1200: "Anno incarnationis
domini MCCLIIII, VIII Kal. Februarii Borso nobilis vir detentus
est...", ricordiamo con questo nome il Duca di Modena e Ferrara
del 1400 Borso d'Este,
non si può comunque escludere che in alcuni casi si tratti di
cognomi derivanti da soprannomi originati dal mestiere di
produttore artigianale di borse o anche da aspetti particolari
di tirchieria o , al contrario, di liberalità del capostipite. |
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BORSETTI
BORSETTO
BORSOTTI
BORSOTTO |
Borsetti h un ceppo piemontese, nel torinese, biellese e
vercellese, un ceppo nel rovigoto, ferrarese e bolognese ed uno
a Roma, Borsetto ha un piccolo ceppo nel varesotto, ma il grosso
è in Veneto, a Padova, Solesino, Albignasego e Maserà di Padova
nel padovano, di Santa Maria di Sala, Mirano e Scorzè nel
veneziano e di Rovigo, Villadose e San Martino di Venezze nel
rovigoto, Borsotti è diffuso in Lombardia ed in provincia di
Piacenza con un ceppo anche in Toscana, Borsotto è tipico del
cuneese, di Cuneo, Bernezzo e Caraglio, dovrebbero derivare da
varie forme ipocoristiche del nome medioevale
Borso
(vedi BORSELLINI). |
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BORSIER
BORSIERI |
Borsier
sembrerebbe unico, Borsieri, assolutamente rarissimo, parrebbe
toscano, forse di Comano (MS) o di Firenze, ma potrebbe anche
avere un ceppo lombardo, dovrebbero derivare dal nome del
mestiere svolto dal capostipite, quello di artigiano produttore
di borse. |
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BORTINI |
Cognome
bolognese presente anche nelle provincie limitrofe potrebbe
derivare da una contrazione di Bortolini (vedi Bertoli). |
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BORTOLATO
BORTOLATTO |
Bortolato è specifico del veneziano, soprattutto di Noale,
Venezia, Scorzè e Salzano, con un'ottima distribuzione anche a
Mira, Santa Maria di Sala, Mirano, Spinea e Martellago, con un
ceppo anche a Zero Branco nel trevisano e Campodarsego,
Massanzago, Trebaseleghe, Padova e Borgoricco nel padovano,
Bortolatto è specifico di Scorzè nel veneziano, si dovrebbe
trattare di forme patronimiche in
-ato o
-atto,
tipicamente venete, dove il suffisso sta per
quelli di o del,
cioè i figli di o del,
riferito a capostipiti i cui padri si chiamassero
Bortolo
(vedi BERTOLA). |
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BORTOLUSSI
BORTOLUSSO
BORTOLUTTI |
Bortolussi è tipico dell'area veneto, friulana, del veneziano,
pordenonese ed udinese, Bortolusso è caratteristico della zona
di confine tra veneziano ed udinese, Bortolutti è assolutamente
rarissimo, si dovrebbe trattare di forme patronimiche
tipicamente friulane con suffisso
-uss- ed
-utt- che
stanno per il figlio di,
riferito a capostipiti i cui padri si fossero chiamati
Bortolo
(vedi BERTOLA). |
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BORTONE
BORTONI |
Bortone è tipico del Lazio centromeridionale, della Campania,
del casertano in particolare, e della Puglia, Bortoni,
assolutamente rarissimo, è probabilmente dovuto ad errori di
trascrizione del precedente, si dovrebbe trattare di corme
contratte dell'accrescitivo del nome
Bortolo,
da Bortolone, per contrazione Bortone. |
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BORTOT
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Bortot è molto diffuso nel Veneto, in particolare nel bellunese
e trevisano, a Belluno, Ponte nelle Alpi, Sedico, Limana nel
bellunese ed a Conegliano, Sernaglia della Battaglia e
Montebelluna nel trevisano, dovrebbe derivare dal nome veneto
Bortot,
una forma ipocoristica dialettale derivata dall'apocope del nome
Bortolo,
o anche una forma dialettale contratta dell'ipocoristico
Bortolotto. |
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BORZACCHIELLI
BORZACCHIELLO |
Borzacchielli, quasi unico, è una forma alterata di
Borzacchiello, che è decisamente campano, di Sant'Antimo,
Casalnuovo di Napoli, Napoli, Giugliano in Campania e Casandrino
nel napoletano e di Cesa, Lusciano, Aversa, Trentola Ducenta e
Santa Maria a Vico nel casertano, dovrebbero derivare da una
forma ipocoristica dialettale basata sul termine grecanico
βύρσης byrsis (cuoiame),
forse ad indicare il mestiere di pellettiere svolto dai
capostipiti. |
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BORZELLI
BORZILLI
BORZILLO |
Borzelli,
abbastanza raro, ha un ceppo romano ed uno napoletano, Borzilli
è praticamente unico, Borzillo, assolutamente rarissimo, è
tipico della Campania centrosettentrionale, dovrebbero derivare
da una modificazione dialettale del nome medioevale Bortius. (vedi
Borzi) |
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BORZI
BORZINI |
Cognomi molto rari, per Borzi si individua un ceppo nel
catanese, uno in provincia di Roma e forse uno nel milanese e
comasco, per Borzini forse uno nel novarese ed uno nel ternano,
dovrebbero derivare entrambi dal nome medioevale
Bortius
(derivato dal nome gentilizio latino
Portius),
ma per il ceppo catanese è pure possibile ipotizzare una
derivazione la mestere di conciatore di pellami (byrseos
in greco). |
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BORZI'
BURZI' |
Borzì è specifico del catanese, di Paternò, Belpasso, Acireale,
Catania e Nicolosi in particolare, ma ben presente anche a
Misterbianco, Mascalucia, Aci Catena e Sant'Alfio, sempre nel
catanese e di Messina, Burzì ha un ceppo a Joppolo nel
valentiano ed uno a Rizziconi nel reggino, presenta inoltre
qualche piccola presenza nell'ennese, dovrebbero derivare da
soprannomi grecanici svuluppati attorno al termine greco βύρσης
byrsis (cuoiame),
forse ad indicare il mestiere di pellettiere svolto dai
capostipiti.
integrazioni fornite da
Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
secondo il Dott. Alfio Borzì professore all'Università di Graz
in Austria, il cognome sarebbe di origine albanese e
significherebbe "neve nera" (bor -zi) si tratterebbe della neve
dell'Etna dopo le eruzioni. I Borzì sarebbero originari di
Belpasso (CT) e di un altro comune.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Borzì, Burzì - Cognome frequente nel Messinese e nel Catanese,
presente anche in Calabria, che riproduce il cognome greco
Βουρτζής (Burźís).
Rohlfs 55. |
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BOSA
BOSELLI
BOSELLO
BOSI
BOSO
BOSONE
BOSONI |
Bosa ha un ceppo tra vicentino, padovano e soprattutto trevisano
ed uno nell'udinese, diffuso in tutta la pianura padana Boselli,
nel padovano e veneziano Bosello, in tutta l'Italia centro
settentrionale, ma particolarmente in Emilia e Romagna Bosi,
Boso ha un ceppo in Trentino a Castello Tesino ed uno nel
veneziano, ad Eraclea e San Donà di Piave, ed a Padova, Bosone è
essenzialmente del napoletano, di San Gennaro Vesuviano e di
Napoli, Bosoni ha ceppi in Lombardia, Piacenza, Alessandria e
Genova. Tutti questi cognomi hanno diverse zone di origine e
diverse derivazioni che vanno da distorsioni del nome latino
Ambrosius
a modifiche del nome germanico
Boso (declinato
Bosoni) a
soprannomi originati dal vocabolo germanico
böse (superbo),
a derivazione da toponimi quali Bosi (CN) e (TO), ma è anche
possibile una derivazione da soprannomi originati
dall'ipocoristico del vocabolo latino
boscus.
Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio a
Zogno in Val Brembana già nella prima metà del 1600 con il
Vicario Iohannes Baptista Bosellus |
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BOSATRA |
Tipico
del milanese, lodigiano e pavese.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Tipicamente lombardo, con un ceppo maggiore nel milanese e ceppi
minori nel pavese e nel lodigiano, questo cognome dovrebbe
derivare dal termine
bosadra
o bosatra,
variante arcaica o dialettale dell'aggettivo bugiarda: l'origine
di questo vocabolo, infatti, va ricercata nel tedesco
bösartig,
col significato letterale di
malvagio, cattivo
(solo in italiano il termine ha poi assunto, per estensione, il
significato di falso,
ingannevole). Si
tratta, dunque, della cognominizzazione di un soprannome
attribuito alla capostipite. |
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BOSC
|
Bosc,
molto molto raro, ha presenze in Val d'Aosta ed in Piemonte,
dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine dialettale
piemontese, ma anche occitano
bosc
(bosco),
ad indicare probabilmente che i capostipiti provenissero da una
zona boschiva. |
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BOSCA
|
Specifico
piemontese, tipico dell'area che comprende torinese, astigiano e
cuneese, deriva da un soprannome legato al vocabolo bosco, cioè
di uno che fa il boscaiolo od abita nei pressi o all'interno di
un bosco o ci ha comunque a che fare. Tracce di questo cognome
le troviamo a Sondalo nella seconda metà del 1700 con il Notaio
Matteo fu Domenico della Bosca. |
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BOSCAGLIA |
Boscaglia
ha ceppi sparsi a macchia di leopardo in tutt'Italia anche se in
modo rado, dovrebbe derivare o da toponimi come Boscaglie (VI) o
dal fatto che la famiglia abitava all'interno od in prossimità
con un bosco. |
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BOSCARATO |
Boscarato
è un cognome tipicamente veneto, del trevisano e veneziano in
particolare, si dovrebbe trattare di una forma patronimica in
-ato riferentesi a figli di un Boscaro, da intendersi sia come
cognome che come boscaiolo. |
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BOSCARDELLI
BOSCARDI |
Entrambi
quasi scomparsi potrebbero essere emiliani o mantovani, derivano
dal nome medioevale Boscardus di cui abbiamo un esempio nel 1500
con il monaco Carolus Boscardus. |
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BOSCARELLI
BOSCARELLO |
Boscarelli, pur molto raro, sembra avere tre ceppi, nel
beneventano, nel cosentino e nel catanese, Boscarello oltre al
ceppo catanese, parrebbe avere anche un nucleo nel vicentino,
dovrebbero derivare da soprannomi originati dal vivere o presso
boschi o dal lavorare nei boschi. Tracce di questa
cognominizzazione le troviamo nel 1600 a Caltagirone con
l'illustre medico Gian Leonardo Boscarelli, medico personale di
Donna Giovanna d'Austria, figlia di Giovanni d'Austria, il
vincitore della battaglia di Lepanto. |
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BOSCARI
BOSCARO
BOSCHERI
BOSCHERO
BOSCHIERI
BOSCHIERO |
Boscari,
molto molto raro, è tipico dell'area vicentino, padovano,
veneziana, Boscaro è invece molto diffuso in tutto il Veneto, in
particolare nel padovano e nel veneziano, Boscheri è tipicamente
trentino di Egna in Alto Adige e di Trento in trentino,
Boschero, molto molto raro, è piemontese, del cuneese, di Busca,
Piasco e Saluzzo, Boschieri, molto raro, ha un piccolo ceppo nel
bolognese ed uno nel vicentino, Boschiero, anch'esso veneto, è
specifico del vicentino, trevisano e veneziano, dovrebbero tutti
derivare da soprannomi originati dall'attività di
boscaiolo
svolta dal capostipite, il ceppo piemontese potrebbe derivare da
una forma etnica dialettale del paese di Busca. |
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BOSCARIOL
BOSCARIOLO |
Boscariol
è tipico del trevigiano e della provincia di Pordenone, in
particolare della zona di Oderzo e dintorni, Boscariolo è
assolutamente rarissimo, derivano da un soprannome dialettale
originato dal mestiere di boscaiolo. |
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BOSCATI
BOSCATO |
Boscati,
estremamente raro, parrebbe del milanese, Boscato invece è
tipicamente veneto, del vicentino, si dovrebbe trattare di forme
patronimiche in
-ati
o in
-ato
riferentesi a figli di un Bosco,
soprannome che probabilmente si riferiva ad un boscaiolo. |
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BOSCH
BUSCH |
Bosch è specifico di Romans d'Isonzo nel goriziano, Busch,
assolutamente rarissimo, sembrerebbe dell'area toscoemiliana,
dovrebbero derivare, direttamente o attraverso un'alterazione
dialettale, da un soprannome basato sul termine germanico
busch
(bosco),
ad indicare probabilmente che i capostipiti provenissero da una
zona boschiva. |
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BOSCHETTI
BOSCHETTO
BOSCHI
BOSCHIN
BOSCHINI
BOSCHIROLI
BOSCO |
Diffusi
in tutt'Italia, ma particolarmente al centro nord Boschetti è
egualmente presente in tutto il centronord, Boschetto è
tipicamente veneto, Boschi è tipico lombardo, Boschin è veneto,
friulano, con ceppi a Salzano, Noale,e Portogruaro e a Trieste,
Boschini con un ceppo nel bergamasco ed uno nel mantovano,
soprattutto al sud ed al nord Bosco, tipicamente lombardo
Boschiroli, questi cognomi dovrebbero derivare dall'attività di
tagliaboschi o dal luogo d'origine o da soprannomi relativi ad
un carattere ombroso. |
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BOSCHIGLIA |
Boschiglia, quasi unico, parrebbe del vicentino, dovrebbe
derivare da un nome di località. |
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BOSCHIGLIO
BOSCIGLIO |
Boschiglio, praticamente unico, è siciliano, e dovrebbe essere
una forma alterata di Bosciglio, che, molto molto raro, è
tipicamente siciliano, di Cianciana nell'agrigentino, che
dovrebbe derivare da un soprannome grecanico originato dal
termine greco antico βόσκω bosko (condurre
al pascolo), probabilmente
motivato dal fatto che il capostipite facesse il pastore. |
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BOSCOLO |
Tipico
veneto è molto diffuso dal rovigoto all'alto veneziano, dovrebbe
derivare da soprannomi legati al vocabolo bosco o al mestiere di
boscaiolo, tracce di questa cognominizzazione le troviamo a
Firenze nel 1400 è famosa la congiura antimedicea di Pier Paolo
Boscolo di cui fu sospettato di far parte anche il Macchiavelli. |
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BOSCOSCURO |
Boscoscuro è specifico di Torrebelvicino nel vicentino, dovrebbe
derivare da un nome di località con quel nome. |
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BOSETTI
BOSETTO |
Bosetti
sembra avere due ceppi nel nord milanese e varesotto e nel
bresciano e basso Trentino, Bosetto rarissimo parrebbe avere un
ceppo torinese ed uno veronese, potrebbero derivare da nomi di
località, come Bricco Bosetto frazione del comune di Cassinasco
(AT), ma è pure possibile che derivino dal nome italo germanico
Bosius, di cui abbiamo tracce ad esempio nel cremonese nel 1281,
in un atto infatti si legge: "...MCCLXXXI,
indictione X, die veneris penultimo ianuarii dominus Bosius de
Dovaria, civis et nobilis civitatis Cremone...". |
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BOSIA
BOSIO
DE BOSIO |
Bosia è
tipicamente piemontese di Asti, con ceppi anche a Genova, Bosio
ha ceppi in Piemonte, Lombardia ed in provincia di Verona, De
Bosio, assolutamente rarissimo, sembrerebbe della zona tra
nordmilanese e varesotto, potrebbero derivare da toponimi come
Bosia (CN) o Bosio (AL). (vedi anche Boselli) Tracce di questa
cognominizzazione si trova a Vicenza nel 1600, in un atto si
legge: "...Alexander Bosius filius quondam Curtii cancellarius
archivii scripturarum notariorum defunctorum magnificæ civitatis
Vincentiæ...". |
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BOSINCO
BOSINCU
BUSINCO
BUSINCU |
Tutti estremamente rari e tipicamente sardi, Bosinco è specifico
di Sassari, Bosincu, quasi unico, è sempre del sassarese,
Businco è di Cagliari, mentre Busincu è di Porto Torres, sempre
nel sassarese.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
BOSINCO; BOSINCU; BUSINCU: cognomi rarissimi.
Bosinco, Bosincu o Busincu
= di Bosa, proveniente da..
Bosa, bellissima cittadina
della costa occidentale, di 8.000 abitanti, della provincia di
Oristano, della regione Planargia. Trae origine da Bosa Manna o
Vetusta (antica). Dal fenico bos
= stanziamento, agglomerato di
case, secondo il canonico
Giovanni Spano; fondata, secondo la leggenda, da Calmedia,
figlia dell'eroe Sardus, della stirpe di Ercole! Nel Medioevo fu
capoluogo della Curadorìa di Planargia. Fu abbandonata verso
l'inizio del XII° sec .ma di li a poco fu fondata Bosa nuova,
l'attuale. Bosa nuova continuò la storia dell'antica; assurse a
grande importanza durante tutto il periodo medioevale e fu sede
inoltre di una importante Diocesi Ecclesiastica, oggi fusa con
quella di Alghero( per saperne di più vedi Bosa nel Dizionario
Storico Sardo di F. C. Casula o visita il sito Web, Bosa; vedi
inoltre nei dicius di Giuseppe Concas:
Fai accumenti fainti in Bosa!).
Nei documenti antichi non troviamo Bosinco, Bosincu o Busincu,
ma de Bosa.
Tra i firmatari della Pace di Eleonora, *LPDE del 1388 troviamo:
De Bosa Petro e Mele Margiano, majoribus ville de Sardara(**
SARDARA MONTIS REGALIS...(11 GENNAIO 1388), et ego...Gadulesu
Margiano habitator ville Sardara, sindicus actor et procurator
universitatis Contrate Montis Regalis et villarum et etc. In
posse Virde Andrea, Virde Joanne, de Civitate Sasseri, notarii
publici, die XI Januarii 1388). Nel Condaghe di San Nicola di
Trullas, CSNT, XI°, XIII° sec. troviamo: de Bosa Petru (131,
132, 133, 134), teste in due vendite (comporaili) ed in due
scambi (tramutai) di terre in agro di Kerki, villa (bidda)
scomparsa, in agro di Usini, presso il monte Kerkos. De Bosa
Furatu (24), teste in una vendita (comporaili)di una vigna, in
territorio di Balle de Nuce(valle di Nuce o Nuke): in agro
d'Iscano (probabilmente l'attuale Scano Montiferro). Nel
Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, *CSMB, XI°, XIII° secolo,
figurano: de Bosa Costantine, prete (208): ego Perdu, priore de
Bonarcado, fatzo regordatione pro kertu ki feci pro fundamentu
ki poserat Mariane d'Orruu de Nuragi de vinias ad Sancta Maria
de Bonarcado in Villa Longa(* Ville Longe.Villalonga: distrutto.
Campitani Majoris). Kertei in Corona de Logu in Aristanis, sendo
in kida de Berruda Toroodori Seke. Kertei cun sos homines
c'aviant levadu custu fundamentu: preideru Costantine de Bosa et
Mariane de Sivi et Costantine d'Orruvu de Villalonga et ipsos
frades et Pedru de Vrca etc. etc. Trad : io Pietro, priore di
Santa Maria di Bonarcado faccio presente la lite che feci per il
"fondamento"(su fundamentu è il nucleo patrimoniale di una
collettività di un villaggio, comprensivo di terre e d'animali
etc.), che diede Mariane d'Orrùu de Nuragi a Santa Maria, in
Villalonga. Feci causa nel tribunale di Oristano, nella
settimana di vigilanza di Troodori Seke. Feci causa agli uomini
che avevano preso questo "fondamento":..Attualmente il cognome
Bosinco è presente in 18 Comuni italiani, di cui 7 in Sardegna:
Sassari 35, Laerru 5, Sennori 3, Olbia 3, etc. Bosincu è
presente in 4 Comuni italiani, di cui 3 in Sardegna: Alghero 5,
Sassari 3, Pozzomaggiore 2. Busincu è presente in 5 Comuni
italiani, di cui 4 in Sardegna: Porto Torres 15, Olbia 3,
Sassari 3, Nulvi 3. |
|
BOSIS
DE BOSIS |
Bosis è tipicamente lombardo, del bergamasco in particolare e
delle zone viciniori del milanese e del bresciano, De Bosis,
assolutamente rarissimo, ha un piccolo ceppo nel teatino ed uno
a Roma, dovrebbero derivare dal nome germanico
Boso
(vedi BOSELLI), tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a
Lovere in un Instrumentum
cessionis del 1474:
"...Cessione di Battista fu Oliviero de Guinizonibus di Crema,
ab. a Lovere, a Giovanni fu Bartolomeo de Bonaldis, ab. a
Lovere, di ogni suo diritto verso Matteo fu Marchisio de Bosis
di Bergamo in ragione di ducati d'oro 95 e carantani d'argento
40, dovuti da Matteo a Battista. notaio: Celeri (de Celeris
Giuseppe fu Giovanni..." e in Val Seriana nel 1616 è Vicario di
Nembro un tale Castellus Cararia de Bosis. |
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BOSSA
|
Bossa ha ceppi a Paesana nel cuneese, a Roma, ad Ercolano,
Napoli ed Afragola nel napoletano, a Melissa nel crotonese ed a
Messina, potrebbe trattarsi di un matronimico da una forma
femminile del nome medioevale germanico
Bosso,
Bossonis,
(vedi BOSSO). |
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BOSSERO |
Bossero, ormai quasi scomparso in Italia, dovrebbe essere
originario di Boissano nel savonese, dovrebbe derivare da un
soprannome originato dal termine medioevale francese, di origini
brettoni, bosser
(macellaio),
una forma dialettale del francese
boucher
(sempre macellaio),
indicando così probabilmente l'occupazione del capostipite. |
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BOSSETTI
BOSSETTO |
Molto
raro Bossetti sembrerebbe tipico bergamasco, anche Bossetto è
raro, ma parrebbe del torinese, potrebbero derivare da
modificazione del cognome Bossi. |
|
BOSSI
|
Bossi, presente praticamente in tutt'Italia, anche se le aree di
elezione sono il Piemonte e la Lombardia, l'origine potrebbe
essere dal nome germanico Boso,
anche se si potrebbe anche ipotizzare una connessione con le
caratteristiche della vegetazione della località d'origine. Le
tracce del cognome sono antichissime, un'iscrizione su di un
sigillo di ferro avente l'insegna di un bue riporta incise:
BEN.US BOSS. EPISC. MED, che starebbe per
Benignus Bossius Episcopus Mediolanensis
e determina così lo stemma di San Benigno Bossi, che fu
arcivescovo di Milano dal 465 al 472. Nell''Archivio Capitolare
di S. Vittore a Varese, è conservato un atto di compravendita
risalente al giugno 1173, con il quale Stefano, Corbella e
Lanfranco Bossii de Aciate (Azzate (VA))vendono una vigna.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Lurati indica il cognome Bossi, diffusissimo in area lombarda,
come esito di Jacobossi,
da Jacopo
(Giacomo). Si chiarirebbe così, in area piemontese, con
l'invalsa desinenza in -o, anche Bosso. Altra ipotesi: variante
del ceppo "Bosio"
che deriva dal personale medioevale "Boso"
(cfr.) |
|
BOSSIO
|
Bossio ha un piccolo ceppo piemontese a Valenza
nell'alessandrino ed un ceppo calabrese nel cosentino ad
Amantea, Belmonte Calabro e Crosia, e nel crotonese a Cirò
Crucoli e Verzino, dovrebbe derivare dal nome medioevale
Bosius
originato dal nome germanico
Boso. |
|
BOSSO
BOSSONE
BOSSONI |
Bosso è tipico ed è molto diffuso in Piemonte e nel genovese, ma
presenta un grosso ceppo anche nel napoletano, soprattutto a
Napoli, Bossone ha piccoli ceppi piemontesi a Torino, a Pieia
nell'astigiano ed a Domodossola nell'ossolano, ed un ceppo a
Lauro e Pago del Vallo di Lauro nell'avellinese ed a Napoli,
Bossoni è tipico del bresciano, di Brescia, Salò, Verolanuova,
Azzano Mella, Gottolengo, Pontevico e Quinzano d'Oglio,
potrebbero derivare, in qualche raro caso, dalla troncatura del
toponimo Bossolasco nel cuneese, ma molto più probabilmente
derivano da modificazioni del nome germanico
Bosso,
Bossonis
, di cui abbiamo un esempio in una
Charta venditionis
dell'anno 1198 a Comabbio (VA): "...et ita possuere
fideiussores, omni tempore defensores, Iohannem Ruinum et
Ianuarium Bossonem, consules de loco Comabio, et Tempinum,
deganum ipsius loci...", o da alterazioni del nome medioevale
germanico Bozo
o Bozzo
(vedi BOZZA), o potrebbero anche derivare da soprannomi in
qualche modo legati alla pianta del bosso. |
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BOSSOLA
BOSSOLETTI
BOSSOLI
BOSSOLINI
BOSSOLO |
Bossola, abbastanza raro, è tipico piemontese, con un ceppo a
Vercelli ed uno forse secondario a Torino, Bossoletti, molto
molto raro, è tipico dell'anconetano, Bossoli, altrettanto raro,
dovrebbe essere toscano, Bossolini, assolutamente rarissimo,
parrebbe avere un ceppo nel pavese a Retorbido, ormai scomparso,
ed uno toscano tra senese, area di Torrita di Siena, ed aretino,
area di Foiano della Chiana, Bossolo, estremamente raro,
sembrerebbe piemontese, dovrebbero tutti derivare, direttamente
o tramite ipocoristici, dal nome medioevale
Bosolus,
anch'esso un ipocoristico del nome medioevale germanico
Boso,
Bosonis
(vedi BOSELLI), dell'uso di questo nome
abbiamo un esempio ad Arezzo in uno scritto del 1476:
"...Cunizellus clericus iudicavit canonicis medietatem su partis
eiusdem altaris; pro alia medietate filius eius Bosolus et
nepotes sui, filii Brittoli, acceperunt XII solidos ab ipsis.",
o anche da nomi di località originati dalla presenta di piante
di bosso, ma è pure possibile che derivino da nomi di località
come Bossola (AT), Bossola di Castelnoceto (AL) o Bossolasco
(CN).
integrazioni fornite da
Daniele Zaia
Bossola potrebbe derivare anche da due altri toponimi, una
frazione del Comune di Nizza Monferrato (AT) e una frazione del
Comune di Carmagnola (TO). |
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BOSURGI |
Abbastanza raro è tipico della zona dello stretto di Messina,
dovrebbe derivare dal cognome arabo Buzurg ricordiamo Kiya
Buzurg Ummid persiano del 1100 studioso che contribuì a
costruire un governo ismailita in Persia, ma è pure possibile
una connessione con un soprannome derivato dall'arabo
busurg o
buzurg
(grande,
grosso). |
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BOTER
BOTERI
BOTERO
BOTTER
BOTTERI
BOTTERO |
Boter è praticamente unico, Boteri è piemontese ed è
praticamente unico, Botero è quasi unico, Botter ha un ceppo
lombardo nell'area bergamasco, bresciana ed uno veneto nel
trevisano, a Treviso, Asolo, San Zenone degli Ezzelini e Silea,
e nel veneziano, a San Donà di Piave, Venezia, Caorle e
Portogruaro, Botteri ha un ceppo tra pavese e piacentino, dove è
più diffuso, ed uno a Trieste, Bottero è tipico del Piemonte
centromeridionale, in particolare del cuneese, e della Liguria
centrooccidentale, con un ceppo tra trevisano e padovano,
dovrebbero derivare dal termine medioevale
boterus o
botterus
(chi svolgeva il mestiere di
bottaio o
fabbricante di botti),
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nel 1500 con lo
scrittore e storico Giovanni Botero (1543-1617) originario di
Bene Vagienna (Cuneo). |
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BOTRUGNO |
Abbastanza raro è tipico della zona dello stretto di Messina,
dovrebbe derivare dal cognome arabo Buzurg ricordiamo Kiya
Buzurg Ummid persiano del 1100 studioso che contribuì a
costruire un governo ismailita in Persia, ma è pure possibile
una connessione con un soprannome derivato dall'arabo
busurg o
buzurg
(grande,
grosso). |
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BOTTA
BOTTI
BOTTO |
Botta è diffuso nella fascia centro occidentale dell'Italia
settentrionale, ma sono presenti ceppi importanti anche in
Campania, in Puglia ed in Sicilia, Botti è molto diffuso in
Lombardia, Liguria, Emilia ed alta Toscana, con ceppi anche nel
Lazio ed in Campania, Botto è specifico di Piemonte e Liguria,
dovrebbero derivare dal nome medioevale
Bottus di
cui ad esempio si hanno tracce nel Codice Diplomatico della
Lombardia medievale, dove, in un atto del 1169 si legge:
"...Albertum qui dicitur de Rivolta et Bottum qui dicitur
Salinarius de Meleniano, nominative de ponte de Meleniano
edificato supra flumen Lambri et de omnibus rebus territoriis et
buschis...". Tracce di questa cognominizzazione si trovano ad
esempio ad Ardesio (BG) nel 1500 con il notaio Agostino Botto di
Giovan Antonio di Ardesio e a Milano nel 1502 con Bergonzio
Bottus uno dei conduttori delle entrate dello stato di Milano.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Botti è un cognome veneto che secondo Olivieri 158 deriva dal
personale germanico 'Boto,
Botgis'. (Förstemann 323).
Invece per F. Violi è la cognominizzazione del nome personale
medievale Bottus
che muove dal mediolatino 'buttis'
= botte,
usato come soprannome a indicare 'persona
tozza e corpulenta'. |
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BOTTA'
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Molto raro sembra specifico della Valtellina.
integrazioni fornite da
Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
deriverebbe da una parola dialettale che significa "persona
grassoccia". |
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BOTTAI
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Tipico
della zona che comprende le province di Pisa, Livorno e Firenze,
deriva dal nome di mestiere di bottaio (costruttore e riparatore
di botti). |
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BOTTAIOLI |
Bottaioli, assolutamente rarissimo, ha un piccolo ceppo a
Cremona ed uno ad Anagni nel frusinate, dovrebbe derivare dal
nome del mestiere del capostipite che, molto probabilmente
costruiva e riparava botti. |
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BOTTALICO |
Bottalico ha un grosso ceppo a Bari ed a Manfredonia nel
foggiano, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal fatto
che i capostipiti lavorassero ai
bottali,
dei tipici contenitori utilizzati nella conciatura delle pelli,
composti da sorte di botti cilindriche sdraiate e ruotanti. |
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BOTTAMEDI |
Bottamedi
è specifico di Andalo in trentino, di origini etimologiche
oscure. |
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BOTTAN
BOTTANI
BOTTANO |
Bottan ha
il ceppo originario tra la provincia di Treviso e quella di
Venezia, con un ceppo secondario nel latinense, dovuto
all'esportazione di manodopera veneta per la bonifica delle
paludi Pontine, Bottani è concentrato in Lombardia anche se
presente in Piemonte, Liguria, province di Treviso, Roma e
Cagliari, Bottano sembrerebbe quasi unico, questi cognomi
dovrebbero derivare dal mestiere di bottai o costruttori di
botti. |
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BOTTARELLI
BOTTARELLO
BOTTARI
BOTTARIN
BOTTARINI
BOTTARO |
Bottarelli ha un ceppo lombardo a Bedizzole e Brescia nel
bresciano, a Milano, a Covo e Bariano nel bergamasco, a Canneto
sull'Oglio nel mantovano ed a Cremona, ed un ceppo emiliano, nel
parmense, a Parma, Salsomaggiore Terme, Fidenza e Fontanellato,
e ad Alseno nel piacentino, Bottarello, praticamente unico, è
dovuto ad un'errata trascizione del precedente, Bottari è
presente a macchia di leopardo in tutt'Italia, in Emilia, in
Toscana, in Abruzzo, in Puglia, nel reggino e soprattutto nel
messinese, Bottarin è rarissimo e dovrebbe essere trentino,
Bottarini, molto raro, è specifico del varesotto, Bottaro ha un
grosso ceppo ligure, uno veneto, uno napoletano ed in Sicilia,
nel messinese, nel siracusano e nell'agrigentino, tutti questi
cognomi derivano direttamente o tramite ipocoristici da
soprannomi derivanti dal mestiere di
bottaio o
bottaro,
cioè fabbricante di botti,
svolto dal capostipite. |
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BOTTAZZI
BOTTAZZO |
Bottazzi
è molto diffuso in Lombardia ed in Emilia, nell'alessandrino e
nel genovese, Bottazzo ha un ceppo veneto nel padovano e
veneziano ed uno pugliese soprattutto nel leccese, questi
cognomi potrebbero essere derivati da un soprannome
caratterizzato dalla corporatura grassoccia dei capostipiti,
tale da richiamare l'immagine della botte, o anche, ma meno
probabilmente, dall'attività di bottai. |
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BOTTECCHIA |
Bottecchia sembra specifico del trevisano, di Colle Umberto,
Vittorio Veneto e Conegliano, dovrebbe derivare da un soprannome
originato probabilmente dalla conformazione fisica del
capostipite che forse era leggermente grassottello. Personaggio
famoso è stato il corridore ciclista Ottavio Bottecchia di San
Martino di Colle Umberto (TV), prima muratore, poi medaglia al
valore militare durante la prima guerra mondiale vinse il Tour
de France nel 1924 e nel 1925.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Bottecchia è derivato del cognome base
Botti,
viene dal latino 'butticùla'
= botticella. |
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BOTTEGA |
Tipico
del trevigiano, tra Conegliano e Vittorio Veneto, potrebbe
derivare da un nome di località. |
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BOTTICELLA
BOTTICELLI |
Botticella è specifico di Sant'angelo a Cupolo (BN), Botticelli
presente in tutta la penisola, dovrebbe essere originario del
Lazio, anche se è ben rappresentato anche nelle Marche,
potrebbero essere derivati dal mestiere del bottaio, o più
probabilmente da un soprannome, come fu il caso nel 1400 del
famoso pittore Sandro Filipepi detto il Botticello (Botticelli
il famoso autore della Primavera
e della Nascita di Venere). |
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BOTTIGLI
BOTTIGLIO
BOTTIGLIONE
BOTTIGLIONI
BUTTIGLI
BUTTIGLIO
BUTTIGLIONE
BUTTIGLIONI |
Bottigli, assolutamente rarissimo, è presente nel perugino e nel
livornese, Bottiglio è praticamente unico, Bottiglione ha un
piccolo ceppo a Pescara e all'Aquila ed uno a Taranto,
Bottiglioni, abbastanza raro, ha presenze significative nello
spezzino, nel lucchese e nel senese, Buttigli, molto molto raro,
è di Perugia, Buttiglio è praticamente unico, Buttiglione è
tipicamente pugliese, del barese e del tarentino, Buttiglioni,
unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del
precedente, potrebbero derivare dal nome di una località come
Monte Bottigli nel grossetano o anche, sia direttamente che per
accrescitivi, dal nome medioevale
Bottilio
di cui abbiamo un esempio in un documento pisano del 1185:
"...Presentibus Bottilio quondam Rubi de Cologole et Ciabatto
pellario quondam Pinthuli et Ventura calsulario filio Moretty
pellarii ...".
integrazioni fornite da
Ubaldo Bottigli
Cognome presente in Umbria (in particolare Perugia) e Toscana.
Il cognome è presente in un catasto del 1427 a Firenze.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Buttiglione è un cCognome frequente nel Barese, è un derivato
accrescitivo di 'bottiglia'
(la forma 'buttiglione' è dei dialetti meridionali). In senso
metaforico come soprannome potrebbe indicare
una persona bassa e tozza,
dal collo particolare. Minervini 109. |
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BOTTIN
BOTTINA
BOTTINELLI
BOTTINERI
BOTTINI
BOTTINNERI
BOTTINO |
Tutti questi cognomi dovrebbero derivare da un diminutivo del
nome medioevale Bottus
(vedi BOTTA), di quest'uso abbiamo un esempio nel
Codice Diplomatico della Lombardia
Medioevale in una
Carta venditionis
scritta in Nerviano (MI) nel 115 si legge8: "Anno dominice
incarnationis millesimo centesimo quinquagesimo octavo, primo
die mensis februarii, indictionæ sesta. Constat me Massium
filium quondam Alkerii qui dicebatur de Fargano de loco
Parabiago qui professus sum lege vivere Longobardorum,
accepisse, sicuti et in presentia testium manifestus sum quod
accepi, a te Bottino filio quondam Amizonis qui dicebatur Botto
de loco Axillano...".
integrazioni fornite da
Andrea Ferreri - Milano
Bottineri e Bottinneri, quasi unici, sono presenti solo a
Messina, Bottina, assolutamente rarissimo, si trova solo a
Vigevano (PV) è si è probabilmente formato per un errore di
trascrizione del cognome Bottini, Bottin è diffuso nel padovano,
trevigiano e veneziano, con epicentro nel comune di Due Carrare
(Padova), Bottinelli, tipicamente lombardo, è diffuso tra le
province di Como e Varese (Olgiate Comasco-Co, Cagno-Co,
Solbiate-Co, Appiano Gentile-Co, Malnate-Va, Besano-Va,
Viggiù-Va, Vedano Olona-Va) con un nucleo nel bergamasco
(Lurano, Brignano Gera d'Adda, Treviglio), e nel sud-milanese
(Lacchiarella). Discreta la presenza del cognome nel Piemonte
nord-orientale (vercellese e verbano), nella Liguria
centro-orientale e nel grossetano, Bottini è diffuso nell'Italia
centro-settentrionale con ceppi significativi nella quasi
totalità delle province lombarde, con maggior frequenza tra le
province di Milano e Varese (Busto Arsizio-Va, Lonate
Pozzolo-Va, Solbiate Olona-Va, Busto Garolfo-Mi, Casorezzo-Mi,
Inveruno-Mi, Legnano-Mi, Parabiago-Mi), in Piemonte è presente a
Torino, nel verbano e nel novarese. In Liguria a Sanremo
(Imperia), nel genovese e a Varese Ligure (La Spezia). In Emilia
Romagna nel parmense (Salsomaggiore Terme) e nel ferrarese
(Codigoro). In Umbria a Perugia. In Abruzzo nel pescarese. Nel
Lazio nelle province di Frosinone (Alatri, Anagni) e Roma,
Bottino è diffuso in Liguria, Piemonte, Sicilia, Campania e
Calabria, in Liguria è tipico del genovese e del Ponente ligure,
in Piemonte è presente a Torino e nel Canavese,
nell'alessandrino ed astigiano, in Sicilia particolarmente nel
catanese (Acireale e dintorni), in Campania principalmente nel
napoletano, in Calabria nel cosentino. Alla base di tutti questi
cognomi dovrebbe esserci un soprannome legato al mestiere del
bottaio (chi fabbrica, ripara e vende botti). |
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BOTTONARO |
Probabile
l'origine dal mestiere del fabbricante di bottoni, è molto raro
ed è presente solo in provincia di Milano e di Napoli. |
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BOTTONE
BOTTONI |
Bottone è
tipico del napoletano e salernitano, Bottoni è presente in tutta
Italia, con zona prevalente nel Lazio, ma anche in provincia di
Milano, Ferrara, Bologna, nelle Marche ed in Toscana, l'origine
del cognome può essere dal mestiere di fabbricante o venditore
di botti o di bottoni o da un soprannome transitato dal
dialetto. Tracce di questa cognominizzazione si trova a Cento
(FE) fin dal 1200 dove opera Gioanni di Jacopo Bottoni Notajo
del Vicario Generale di Bologna. |
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BOTTOS
BOTTOSSO |
Entrambi dell'area veneto, friulana, Bottos è di Caorle, Gruaro
e Venezia nel veneziano e di Treviso, e di Azzano Decimo,
Pasiano di Pordenone, Pordenone, Pravisdomini e San Vito al
Tagliamento nel pordenonese e di Codroipo nell'udinese, Bottosso
è del veneziano, di Portogruaro, Santo Stino di Livenza, Ceggia,
San Donà di Piave e Fossalta di Portogruaro, con un piccolo
ceppo a Pordenone, dovrebbero derivare da forme ipocoristiche
del nome germanico medioevale
Boto, di cui abbiamo un esempio
in una Carta venditionis
del 1152 a Magenta nel milanese: ".. Ego Petrus, notarius sacri
palaci, scripsi, post tradita complevi et dedii. Ibi statim
coram ipsis testes, in ipso die, ligno et carta que sua tenebat
manum, suprascripto Massio invistivit suprascripto Amizo dicitur
Boto de loco Axiglane, nominative de suprascriptorum camporum et
prato et sedimen que leguntur suprascripta carta, sicut
dicernitur in suprascriptas coerentias in tali tenore ad
tenendum et ad ficto redendum homnique anno argentum denariorum
bonorum solidos decem per omnem festum sancti Martini usque ad
annos quatuor...", nome a sua volta derivato dal termine
germanico bod
(messaggero),
potrebbero però anche derivare da un soprannome basato su di una
variazione dialettale del termine veneto
boto (botta,
scoccare delle ore, fracasso),
improbabile, ma non impossibile, un collegamento con il termine
gotico bauths
(stupido, ottuso). |
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BOTTURA
BOTTURI
BOTURA |
Bottura è tipico del mantovano, veronese e basso trentino,
Botturi del basso bresciano e mantovano, Botura, quasi unico,
sembrerebbe veneto, dovrebbero derivare da soprannomi legati al
mestiere di bottaio, tracce di queste cognominizzazioni le
troviamo fin dal XVII° secolo a Rovereto (TN) con varie famiglie
Bottura ed a Calcio (BG) con dei Botturi, a Malcesine (VR) nasce
nel 1770 Antonio Bottura insigne poeta.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Bottura è la cognominizzazione del nome proprio medievale
augurativo Bonaventura,
abbreviato per sincope in Botura. |
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BOVA
|
Tipico
calabrese, dell'area del reggino, ha un ceppo secondario nel
palermitano ed uno nel napoletano e casertano, deriva dal
toponimo Bova (RC), si ha traccia di questa cognominizzazione
fin dal 1700 ad Aversa (CE). |
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BOVE
|
Tipico di
Lazio e Campania e Puglie, dovrebbe derivare o da soprannomi
legati alla parola bove, ad esempio indicatori del mestiere di
bovaro, o da toponimi simili a Bova (RC). Riferimenti storici
di questo cognome si trovano ad esempio a Solofra (AV) fin dal
1700 quando i Bove risultano fra i notabili della città. |
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BOVI
BOVO
BOVONE
BOVONI |
Bovi ha vari ceppi, nel veronese a Verona, Illasi e Badia
Calavena, a Ferrara, Bologna e Luzzara nel reggiano, a Roma ed a
Sgurgola nel frusinate, e nel salernitano a Battipaglia, Acerno
e Pontecagnano Faiano, Bovo è tipicamente veneto, ma presenta
ceppi anche a Torino, Alessandria, Cossato nel biellese ed a
Genova, Bovone è specifico dell'alessandrino, di Alessandria,
Tortona, Novi Ligure e Pozzolo Formigaro, Bovoni è praticamente
unico, dovrebbero tutti derivare dal nome medioevale
Bovo, Bovonis,
di cui abbiamo un esempio d'uso nel pavese in un
Breve investiture
del 1152: "Die dominico qui est sesto kalendas iunii, in loco
Castello Novo. In presencia bonorum hominum corum nomina subter
leguntur, investivit Ventura, filius quondam Iohannisboni
Mazaboe, cum lingno et bergamena quod in sua manu tenebat,
Bovum, filius quondam Arderici, nominative de sedimine uno quod
est de suo feodo ex parte, quod iacet in loco et fundo
suprascripto Castello Novo infra ipsum burgum et est per
mensuram iustam pertica una, coheret ei a mane Arialdi et
Bovonis fratres, a meridie et a sero via ..." o dal nome
Bovus,
citato nello stesso documento o di cui abbiamo un esempio anche
in una Carta refutationis
dell'anno 1143 a Milano: "...Presentia bonorum hominum quorum
nomina subter leguntur, per lignum et cartam quam sua tenebat
manu, Bovus, filius quondam Ariprandi Advocati, de civitate
Mediolani, qui refutavit hereditatem patris sui, fecit finem et
refutationem in manu Petri qui dicitur Brullia, de suprascripta
civitate...", in alcuni casi potrebbero derivare da toponimi
come San Bovio nel milanese, San Bovo nel cuneese, o Bovo nel
veronese. |
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BOVINA
BOVINI |
Bovina è
decisamente del bolognese, Bovini è molto raro sembra avere
oltre alceppo emiliano, tra ferrarese e bolognese, anche un
ceppo nel senese, dovrebbero derivare da soprannomi legati a
mestieri collegati con il vocabolo bove. |
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BOVINO
|
Sembra
tipico della Puglia, con un ceppo anche nel beneventano,
dovrebbero derivare dal toponimo Bovino (FG). |
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BOVIO
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Bovio è tipicamente piemontese e dell'area nordoccidentale della
Lombardia, ha un ceppo anche nel napoletano e nel beneventano ed
uno nel barese, dovrebbe derivare dal cognomen latino
Bovius di
cui abbiamo un esempio in Lucius Bovius della tribù Falerna
duumvir quinquenalis, augur , praefectus fabrum, tribuno
militare della terza legione cirenaica in epoca augustea citato
in una stele funeraria: "Lucius Bovius L(uci) l(ibertus) Lucrio,
Barbia T(iti) f(ilia) Maxuma v(iva) f(ecit) sib(i) et suis
libertis libertabus. L(ocus) p(edum) q(uadratorum) XVI". |
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BOVISIO |
Bovisio,
assolutamente rarissimo, è tipico dell'area che comprende il
bergamasco ed il milanese, dovrebbe derivare dal nome del comune
di Bovisio nel milanese. |
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BOVOLENTA |
Originario delle provincie di Rovigo e Ferrara un ceppo e
cuneese l'altro, questo cognome è presente in tutto il nord
Italia, potrebbe essere originato dal toponimo Bovolenta (PD) in
alcuni casi e, in altri, dal termine latino benevolentia
(indulgenza) usato come nome augurale. |
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BOZ
|
Originario della provincia di Udine potrebbe essere di origine
slava, dal nome croato Boz,
o anche derivare dall'apocope del nome germanico
Bozo
(vedi BOZZA). |
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BOZA
BOZI
BOZO |
Boza è unico, Bozi lo è quasi, Bozo sembrerebbe scomparso ormai
in Italia, dovrebbero derivare dal nome medioevale germanico
Bozo
(vedi BOZZA). |
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BOZANO
BOZZANO |
Bozano, molto molto raro, è ligure, di Busalla e Genova, Bozzano
è tipico di Genova, ma è comunque diffuso in tutto il genovese e
savonese, con un ceppo anche a Imperia, dovrebbero derivare dal
nome medioevale Bozanus,
un' alterazione del nome germanico
Bozo (vedi
BOZZA), tracce di questa cognominizzazione le troviamo nella
descrizione della guerra contro i turchi della seconda metà del
1500: "...Tria haec agmina, centum, vna ac sexaginta triremibus
constabant, et ita instructa erant, vt media acies cum binis
cornibus iuxta se vtrinque positis, aequis passibus
progrederentur: tantum aunt distabant cornua ab acie media, vt
interponi potuissent in illud spacium ternae quaternaeve
triremes: idque in eum finem relictum erat, vt singula agmina,
prout vsus postularet, sese conuertere possent. Subsidiorum
agmini Aluarus Bozanus S. Crucis Marchio imperabat, cuius signum
album erat dissectum in puppi. Caeterum habebat hoc agmen
triginta et octo triremes: ex quibus octo vniuersam classem
praeuidendi caussa, sub Ioanne Cardona duce, viginti circiter
aut viginti quinque passuum millibus praecedebant...", non si
può anche escludere una possibile derivazione dal toponimo
Bozano Pisanis, l'Attuale Bozzano (LU) o da Bossaneu, il nome
ligure di Bolzaneto (GE).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
BOZANO, BOZZANO - Cognome ligure caratteristico di Voltri e
delle sue valli (Mele), e di qui diffusosi da Genova verso ovest
fino a Savona (più sporadicamente fino ad Albenga) e con minore
frequenza nella Riviera di Levante. Per l'etimo, è da connettere
con l'altro cognome ligure Bozzo,
che riprende l'aggettivo bozzo
= 'acerbo'. |
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BOZIC
BOZICH |
Entrambi tipicamente friulani, Bozich è praticamente unico,
Bozic, comunque assolutamente rarissimo, e tipico di Trieste.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
D'origine slava, i cognomi Bozic e Bozich nascono da un
adattamento del cognome slavo
Bozic, col significato
letterale di Natale
(per una spiegazione più approfondita, vedi Natale). Secondo
un'ipotesi alternativa, invece, Bozic sarebbe la
cognominizzazione del nome slavo
Bozo o
Boza,
abbreviazione di nomi quali
Bozidar (dono
divino),
Bogdan (dono
di Dio),
Bogomil (caro
a Dio),
Boguslav
(gloria di Dio),
etc: va notato, infatti, che in questo caso il suffisso
-ic
assumerebbe un valore d'appartenenza - come avviene di frequente
nei cognomi slavi - e il cognome Bozic andrebbe così tradotto
come figlio di Bozo o Boza.
In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei
nomi personali dei capostipiti, anche se, in alcuni casi, non è
esclusa una derivazione da soprannomi ad essi attribuiti. |
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BOZZA
BOZZETTI
BOZZETTO
BOZZI
BOZZINI
BOZZINO
BOZZO |
Bozza e Bozzi sono diffusi in tutta l'Italia peninsulare,
Bozzetti è tipicamente lombardo, con un ceppo anche nel
vicentino, Bozzetto è decisamente veneto, diffuso in particolare
nel vicentino, nel trevisano e nel veneziano, è ben presente
anche nel pordenonese nel vicino Friuli, Bozzini è
settentrionale, dell'area che comprende il genovese, la
Lombardia, il veronese ed il piacentino, Bozzino è assolutamente
rarissimo, Bozzo ha un nucleo importante in Liguria ed in
Piemonte, uno nel Veneto, uno nel cosentino e con presenze
significative un pò in tutt'Italia, potrebbero derivare dal nome
medioevale Bozo
(famoso è il Bozo
o Bozzo
reggitore di Bologna per conto dell'Imperatore che nel 1165
viene ucciso dai cittadini di quella città),
Bozo è la
modificazione in volgare del cognomen latino
Butius;
in un atto di vendita del 1361 rogato a Roma dal notaio Paulus
Serromani si cita un certo Tebalduccio che eredita il patrimonio
di famiglia dal padre Butius Annibaldi, può anche derivare dal
medioevale Boetius,
famoso è Anicio Manlio Torquato Severino (480-526), l'autore del
De consolatione philosophiae. tracce di queste cognominizzazioni
si trovano in Valtellina nel 1700 in un atto del comune di
Bianzone (SO) si legge: "...1771 li gienaro nota del maneggio
fatto da me Pietro quondam Giovanni Giacomo Bozzo di Bianzone
per il deganato del suddetto anno come segue tanto per il speso,
et ricavato...", nel vicentino a Nogarolo, in un atto del 1658
si legge: "...citado Mattio Bozzo instò predetto essersi
sentenziato in £ire 31...". |
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BOZZATO |
Bozzato è tipicamente veneto, del veneziano in particolare, di
Cavallino Treporti, Chioggia, Campagna Lupia, Venezia,
Portogruaro, Iesolo, Teglio Veneto, Concordia Sagittaria e
Caorle, e del padovano, di Arzergrande, Padova e Piove di Sacco,
dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine veneto
arcaico bozzato
(operatore di porto addetto alle
gomene, ma anche
apicultore). |
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BOZZOLI
BOZZOLO |
Bozzoli è
tipico del mantovano e delle zone limitrofe come modenese e
bolognese, Bozzolo sembra avere un ceppo nel genovese ed uno nel
veronese e vicentino, derivano dal toponimo Bozzolo (MN). Tracce
di questa cognominizzazione si trovano a Bedizzole (BS) nel 1600
dove troviamo: "...Pietro Belotto, Giulio Bozzolo e Bartolomeo
Buono, deputati alla carità del comune di Bedizzole...". |
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BRACACCIA |
Cognome
di origine umbro laziale, potrebbe derivare da un soprannome. |
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BRACAGLIA
BRAGAGLIA
BRAGUGLIA |
Bracaglia è specifico del Lazio, di Frosinone in particolare,
Bragaglia ha un ceppo emiliano a Bologna e Malalbergo nel
bolognese ed a Ferrara, ed uno a Roma, con presenze
significative anche a Frosinone e Ceccano nel frusinate ed a
Viterbo, Braguglia, assolutamente rarissimo, sembrerebbe romano,
potrebbero derivare da soprannomi originati dal termine
medioevale bracale
(sorta di alta cintura di stoffa
che avvolge le reni), forse ad
identificare nei capostipiti delle specie di bellimbusti.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Bragaglia è un cognome diffuso specialmente in Emilia e nel
Lazio, deriva probabilmente dal termine latino mediato dal
celtico 'bracae'
= pantaloni.
Tale voce ha originato il cognome base Braga con i derivati
Bragoni, Braguglia, Braghetta, ecc. |
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BRACALE |
Bracale è specifico di Napoli e del napoletano, potrebbe
derivare da un nome di località, uso riscontrabile in epoca
medioevale in quest'atto dell'anno 1094 a Calcinate nel
bergamasco: "...sicut inter nobis convenit pro peciis duabus de
terra aratories iuris megi quam abere viso sum in suprascripto
loco Sosiago. Prima pecia de terra iaceat allo cus ubi dicitur
Bracale, et est per mensura iusta pertices legiptimes iuiales
trex et tabules legiptimes viginti et una et pedes legiptimes
novem...", in Toscana in un atto del 1250 è citato un certo
Uguccione del fu Ranieri da
Bracale, ma è pure possibile
che il cognome possa derivare da un soprannome originato dal
termine medioevale bracale
(sono le brache o larghi
pantaloni dell'epoca), dell'uso
di questo termine abbiamo un esempio nel Processo ai Templari
del 1309: "...qui recepit eum in quadam capella dicte domus, cum
idem testis exuisset sibi omnes vestes quas deferebat, exceptis
camisia et bracis, tradidisse sibi vestes ordinis et mantellum;
et quod inmediate fuit osculatus eundem testem, primo in ore,
secundo in umbilico, tertio in spina dorsi, supra locum quo
defertur bracale, dicens quod idem frater P. levavit vestes ipsi
testi ante et retro, quando fuit eum osculatus in umbilico et in
spina dorsi predictis...", non deve stupire che un soprannome
possa nascere da un simile termine, in un'epoca in cui l'uso
delle brache era abbastanza insolita, preferendo gli uomini
l'uso di tuniche o di sai, tracce di questa cognominizzazione le
troviamo a Vietri nel salernitano, nella seconda metà del 1600,
con il produttore laniero Alessio Bracale di Acquamela (SA).
ipotesi fantasiosamente
suggerita da Raffaele Bracale
la strada che mi sembra la piú percorribile è quella che lega
bracale
all'antico verbo bracare
=
dissodare e per estensione
scavare,
ed anche investigare
su fatti e cose altrui;
il verbo bracare (che è da un antico tedesco
brahon)
indicò un mestiere quello appunto di dissodatore e poi quello di
investigatore e come indicatore di mestiere e/o arte ben si
prestava a diventar cognome; né può lasciar dubbiosi il fatto
che un bracare abbia prodotto un bracale, atteso che in campo
linguistico non fa meraviglia l'alternanza tra le liquide r e l. |
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BRACALONE
BRACALONI |
Bracalone, quasi unico, sembrerebbe laziale, Bracaloni è
decisamente toscano, in particolare del pisano, di Pontedera,
Pisa, Ponsacco e Cascina e di Livorno, dovrebbero derivare da
soprannomi originati dal termine arcaico
bracalone
(detto di chi ha le brache molto
larghe soggette a cascare). |
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BRACARDI |
Bracardi, assolutamente rarissimo, sembrerebbe di Perugia, si
dovrebbe trattare di una forma alterata derivata dal nome
Brocardus
(vedi BROCARDO). |
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BRACCA
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Bracca,
molto raro, è tipicamente lombardo del bresciano, dovrebbe
derivare dal nome del paese bergamasco di Bracca, probabile
luogo d'origine dei capostipiti. |
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BRACCHI
BRACCHITTA |
Diffuso
in tutto il centro nord con prevalenza in Lombardia ed in
provincia di Bergamo in particolare Bracchi, mentre Bracchitta
sembra essere specifico del Piemonte, entrambi questi cognomi
potrebbero derivare da un nome tardo latino Brachius (Braccio) o
anche qualche ceppo dal toponimo Bracchio (NO) o Bracca (BG). |
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BRACCI
BRACCIO |
Bracci, molto comune nella fascia centrale, Braccio sembra avere
più ceppi, nelle Puglie, in Campania ed in Calabria, derivano
dall'aferesi del nome medioevale
Fortebraccio,
troviamo tracce di questo uso ad esempio nel 1400 con Braccio di
Fortebraccio da Montone Capitano di Ventura comandante delle
milizie al soldo delle signorie bolognesi e dei mercenari del
Papa.
integrazioni fornite da
Mario Bracci Devoti
La prima traccia documentata, "alias Bracciu" a San Giorgio di
Cascia 1447, abitante in una masseria fortificata detta "casa di
Braccio". Il figlio Bartolomeo Bracci 1469, Agostino Domenico
dei Bracci 1553, Bartolomeo Bracci 1640 si trasferisce a Roma
con il figlio Pietro sotto la protezione del cardinale Poli suo
conterraneo. Il figlio Bartolomeo Cesare abita a palazzo Lante a
Sant'Eustachio. Il figlio Pietro (1700-1773) massimo scultore
romano autore della fontana di Trevi. il figlio Virginio
(1748-1815) architetto principe del consiglio del buon governo.
Il figlio Emilio alto funzionario vaticano. Il figlio Luigi
Nicola avvocato dello Zar presso il vaticano, cavaliere di prima
classe dell'ordine di Sant'Anna. Il figlio Costantino
Bracci-Devoti cavaliere della corona d'Italia e dell'ordine dei
SS Maurizio e Lazzaro. Il figlio Carlo alto funzionario del
ministero dell'areonautica. Lo scrivente, architetto Mario
Bracci-Devoti. La memoria storica della famiglia fa risalire il
capostipite, Bracciu, da una relazione tra Fortebraccio ed una
Trinci di Foligno. La casa di Braccio a Cascia, di cui i Trinci
erano signori, la forte amicizia tra le due famiglie ed il nome
Bartolomeo, come il conte Bartolomeo Trinci ucciso a tradimento
nel 1421, sono elementi a riprova di una memoria tramandata in
via orale da molti secoli. |
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BRACCIAFORTE
BRACCIFORTI
BRANCAFORTE
BRANCIFORTE
BRANCIFORTI |
Bracciaforte, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del
cosentino, Bracciforti, estremamente raro, dovrebbe essere
lombardo, Brancaforte ha qualche presenza nel napoletano e
presenze nel sud della Sicilia, in particolare a Noto nel
siracusano, Branciforte è siciliano, di Catania e Mirabella
Imbaccari nel catanese, di Melilli nel siracusano, di Enna e di
Vittoria nel ragusano, Branciforti è anch'esso siciliano, con il
ceppo principale a Caltagirone nel catanese, dove è ben presente
anche a Catania ed a Mirabella Imbaccari, con un ceppo anche a
Mazzarino nel nisseno, tutti questi cognomi dovrebbero derivare
da nomi augurali attribuiti a figli cui si auguravano braccia
forti che permettessero loro di affrontare le difficoltà della
vita, o cui si augurava che abbracciassero con forza la fede in
Dio. |
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BRACCIALE
BRACCIALI |
Bracciale ha un ceppo ad Ortona, Chieti e San Salvo nel teatino
ed a Pescara, un ceppo laziale a Fondi nel latinense, a Roma ed
a Cervaro nel frusinate, un ceppo a Torre del Greco ed Ercolano
nel napoletano ed uno a San Pietro Vernotico nel brindisino ed a
Squinzano nel leccese, Bracciali ha un ceppo toscano ad Arezzo,
Monte San Savino, Foiano della Chiana, Civitella in Val di
Chiana e Marciano della Chiana nell'aretino, a Sinalunga,
Torrita di Siena e Siena nel senese, a Grosseto e nel pistoiese
ad Agliana, dovrebbero derivare da soprannomi basati sul termine
tardomedioevale arcaico
bracciale (manovale,
bracciante, lavoratore agricolo),
probabile mestiere dei capostipiti. |
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BRACCO
|
Bracco è un cognome ligure piemontese, dovrebbe derivare dal
nome medioevale germanico
Brachus, ma in molti casi
potrebbe derivare da un nome di località come Bracco di Moneglia
nel Levante ligure, o come Monte Bracco nel cuneese,
cognominizzazione molto antica già presente nel 1172 come
riporta un atto nel Codice
Diplomatico della Lombardia medievale:
"Oprandum iudicem qui dicitur Braccus de civitate Mediolani et
Amizonem iudicem qui dicitur Daiberti, ambo de civitate
Mediolani, necnon et inter domnum Guifredum prepositum ecclesie
Sancti Georgii que dicitur in Palatio...".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Bracco è un cognome presente anche nella Sicilia orientale, in
Calabria ed a Napoli. In queste regioni viene dalla voce
calabrese 'braccu'
= basso e paffuto'.
Rohlfs 53 |
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BRACESCHI |
Si
individuano due ceppi uno in provincia di Verona ed uno in
provincia di Piacenza entrambi dovrebbero avere in comune
l'origine dal nome medioevale Braccio o dall'aver militato sotto
ad un Braccio o ad un Fortebraccio. |
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BRACONE
BRACONI |
Bracone è
specifico della provincia di Campobasso in Molise nella zona che
comprende Termoli, Palata e Petacciato, Braconi è tipico della
fascia centrale che comprende Toscana, Marche, Umbria e Lazio,
potrebbe derivare dal nome normanno Bracon. |
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BRADI
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Bradi, molto molto raro, è tipicamente sardo di Alghero,
potrebbe derivare da un soprannome dialettale sardo con il
probabile significato di smargiasso, ma potrebbe anche derivare
da una forma apocopaica del termine sardo
bradinu (acquitrino),
in questo caso si farebbe forse riferimento a caratteristiche
del luogo di provenienza del capostipite. |
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BRAGA
BRAGALINI
BRAGATO
BRAGHIERI |
Diffuso in tutto il nord Braga, specifico delle provincie di
Milano e Cremona Bragalini, decisamente veneto Bragato,
piacentino Braghieri. Tutti questi cognomi hanno diverse origini
ma potrebbero avere in comune una derivazione celtica sia dal
vocabolo brac (palude) che dal vocabolo braca (calzoni). Circa
l'antichità del cognome Braga, in un atto di cessione di
terreni, risalente all'anno 1136, leggiamo: "Duodecima iacet in
via de Cario et est pertice .V.; ab una parte terra Bernardi
Braga, ab alia Pagani clerici, a tercia via de Aqua Longa.
Tercia decima petia iacet in via de Cario, in loco Candiani et
est pertice .X.; ab una parte terra Bernardi Braga, ab alia
Pagani clerici, a tercia Sancte Marie."
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
BRAGA: non è propriamente un cognome sardo, ma del nord Italia:
Veneto, Lombardia, Piemonte, etc. Attualmente Verona ne conta
220, Milano 181, Torino 68, Genova 29, Ferrara 32, etc.
Braga
è la variante antica di braca.
È un vocabolo di origine gallica, usato per lo più al plurale:
bracae - arum.
Nome con cui si indicava un tempo (soprattutto nel medioevo) un
indumento maschile simile ai calzoni, ma più corto e meno ampio.
Dalle brache o meglio braghe hanno tratto origine i "mutandoni"
maschili! È tipica l'espressione, "calarsi le brache", nel
significato di sottomettersi, cedere vilmente, per paura! In
Sardegna il cognome è presente solo in due centri: Cuglieri 2,
Stintino 2. anche se di poca consistenza, per numero s'intende,
il ceppo sardo ci pare autoctono, o se si tratta di
importazione, questa risale ai primi secoli del secondo
millennio. Infatti ritroviamo il cognome negli antichi documenti
della lingua sarda da noi consultati. Tra i firmatari della Pace
di Eleonora, *LPDE del 1388, figurano: Braga Nicolao - de Castri
Januensis. ** Castri Januensis Civitas (Castel Genovese - Castel
Sardo). Omnibus habitantibus .in ville de Coginas ... die
undecima januarii .in posse De Valle Anthoni filii); Braga
Joanne - ville Terrenove et Fundi Montis. ** Terranova et Fundi
de Montis (Olbia e Monti). Sempre De Yola Petro et Filio
Guantino di Sassari, notai imperiali( 15 - gennaio - 1388).
Habitatoribus Fundi Montis...XV Januarii 1388; in posse ...). Ed
ancora nel Condaghe di San Nicola di Trullas, *XI°, XIII°
secolo, troviamo Braca Mariane (190), di Kilemuli (odierna
Cheremule già villa (bidda) medioevale appartenente alla
Curadorìa di Caputabas, nel regno giudicale di Torres), in una
donazione di servi: positinke donna(nobildonna) Secuçana (de
Athen)a Gosantine (Braca), fiiu de Mariane Braca, su de
Kilemuli, pro s'anima sua - diede donna Secutana de Athen,
Gosantine, figlio di Mariano braca, per(salvare) l'anima sua.
Nella lingua sarda, sa braga
(raramente is bragas)
è un indumento caratteristico
dei sardi, oggi non più usato
se non da pochissimi anziani pastori di Barbagia. È comunque
parte integrante dei costumi antichi sardi, che possiamo
osservare nelle sfilate durante le sagre o le feste popolari e
religiose, o nelle manifestazioni canore e di balli sardi.
È il gonnellino nero di orbace,
sotto cui sono i calzoni bianchi di lino. |
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BRAGADIN
BRAGADINI |
Bragadin, assolutamente rarissimo, è veneto, in particolare del
padovano e veneziano, Bragadini, molto molto raro, è di Parma e
del parmense, dovrebbero derivare dal mestiere di
calafatore
(chi impermeabilizza con il
catrame le imbarcazioni) svolto
dal capostipite, dal termine medioevale
brago (catrame,
ma anche melma), ricordiamo che
famosissimo fu il veneziano Marcantonio Bragadin (1523 - 1571),
Capitano Generale di Famagosta del corpo dei Fanti da Mar della
Serenissima Repubblica di Venezia, che ricoprì la carica di
Governatore di Cipro e la difese contro i turchi passando alla
storia sia per la sua bravura, capacità organizzativa e
coraggio, che per la morte orrenda che il comandante turco
Mustafà Pascià gli inflisse tradendo la parola data. Nonostante
il trattato di resa stabilisse che i militari superstiti
potessero ritirarsi a Candia con i civili, il Bragadin, dopo una
lunga serie di umiliazioni, fu sottoposto ad un orribile
supplizio: lo scorticamento da vivo. Le sue membra squartate
vennero distribuite tra i vari reparti dell'esercito e la pelle,
riempita di paglia e ricucita, venne rivestita delle insegne
militari e portata a cavallo di un bue in corteo per Famagosta
(tratto da
Wikipedia).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Bragadin è un cognome veneto dal latino 'bracatus'
= vestito con calzoni
ma anche forestiero'.
Olivieri 222. |
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BRAGAGIA |
Bragagia, estremamente raro, sembrerebbe originario del
trevigiano o comunque del Veneto, dovrebbe derivare da un
soprannome dialettale probabilmente originato dall'abitudine del
capostipite ad indossare una sorta di braghe larghe e corte, ma
è pure possibile che il soprannome si rifaccia ad alterazioni
dell'antico termine veneziano
bragagnar (stazzonare,
palpeggiare). |
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BRAGAGLIO
BREGAGLIO |
Bragaglio
è lombardo del bresciano, in particolare di Nave, di Brescia,
Mairano e Lonato, Bregaglio, sempre lombardo, è specifico di
Lecco, dovrebbero derivare dalla Val Bregaglia, nella fascia
svizzera della valle di Chiavenna (SO). |
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BRAGAJA |
Bragaja è quasi unico, sembrerebbe del veronese, potrebbe
derivare da una forma etnica dialettale del paese di Braga nel
veronese, ma è pure possibile, se non più probabile, che derivi
da un soprannome originato dal termine dialettale lombardoveneto
arcaico bragaja
(finimenti dei cavalli da tiro),
forse ad indicare il mestiere del capostipite. |
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BRAGHINI
BRAGONE
BRAGONI |
Braghini ha un ceppo lombardo, a Brescia, Gussago e Rodengo
Saiano nel bresciano, uno a Vergiate, Varese e Somma Lombardo
nel varesotto, con presenze anche nel bergamasco e nel
mantovano, ha un ceppo emiliano a Ferrara ed Imola nel bolognese
ed uno laziale, a Velletri e Roma nel romano ed a Sabaudia nel
latinense, Bragone è quasi unico, Bragoni ha un ceppo a La
Spezia e nello spezzino con presenze sporadiche nella fascia che
comprende il marchigiano, l'Umbria ed il Lazio, potrebbero
derivare da soprannomi originati da forme ipocoristiche o
accrescitive del termine celta
braca (sorta
di larghi calzoni). |
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BRAIDA
BRAYDA
BRAYDE |
Braida è
tipico dell'udinese, presenta un ceppo forse secondario nel
milanese, Brayda estremamente raro, e Brayde praticamente unico
sono tipici della Val di susa nel torinese, derivano tutti dal
termine longobardo breda o braida equivalente al latino proedium
(podere, prato), come pure può derivare dai molti toponimi
contenenti il termine Braida, come San Giorgio in Braida (UD),
Braida di Valperga (TO), Braida di Vaglio Serra (AT), ecc.. In
un atto rogato a Tortona si legge che ilgiudice e vicario del
vescovo Pietro Busseti il 24 ottobre 1234 sentenzia ed arbitra
una vertenza sorta tra i fratelli De Braida ed il Monastero di
S. Eufemia in merito ad una vigna, un rinomato pittore genovese
del 1500 fu Giovanni Battista Braida. |
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BRAINA
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Braina è specifico di Ozieri nel sassarese.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
BRAINA: in logudorese settentrionale significa
pozzanghera, acquitrino
e deriva dal toscano antico
braina. È un cognome raro,
presente in 18 Comuni d'Italia, di cui 9 in Sardegna: Ozieri 30,
Cagliari 8, Arbus 6, etc. Non è presente nelle carte antiche da
noi consultate. Pensiamo si tratti di un cognome arrivato in
Sardegna con i toscani tagliatori di sughero e carbonai verso la
seconda metà del XIX° sec. Per il momento non abbiamo altri
suggerimenti. |
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BRAITO
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Braito è decisamente trentino, di Daiano, Trento, Denno e
Cavalese e di Bolzano, dovrebbe derivare da un soprannome
originato da un'alterazione dialettale del termine medioevale
germanico braidus,
detto probabilmente indicando chi abitava in un'estesa zona
pianeggiante dell'altopiano. |
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BRAJ
BRAY |
Molto
rari sono tipici del Salento di Martignano e Lecce in
particolare, Braj sembra dovuto ad errori di trascrizione del
cognome Bray che potrebbe derivare dalla regione gallica Bray:
"...Nominis reliquiae supersunt planissime, Bibracte Galliae
etiam nunc in Bray contrahitur, et non procul hinc Caesar
Tamisim cum suis transmisit ...", ma più probabilmente discende
dal nome normanno Bray derivato appunto da Bray in Normandia.
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BRAMANTA
BRAMANTE
BRAMANTI |
Bramanta, quasi unico, parrebbe piemontese, Bramante ha ceppi
nel foggiano, nel siracusano e nel torinese con particolare
concentrazione a Giaveno, presenta ceppi probabilmente secondari
anche a Roma, Napoli e Milano, Bramanti ha un piccolo ceppo a
Romagnese (PV), a Pietrasanta (LU) ed a Firenze ed un nucleo
importante tra siracusano e ragusano a Modica (RG), Augusta e
Priolo Gargallo (SR), dovrebbero tutti derivare dal nome
soprannome medioevale Bramante
di cui abbiamo un illustre esempio nel famosissimo pittore ed
architetto Donato di Angelo di Pascuccio, detto il Bramante
(1444 - 1514), l'autore del progetto originario della Basilica
di San Pietro a Roma, il nome
Bramante si trova nella forma
femminile anche nei poemi cavallereschi come l'Orlando
furioso di Ludovico Ariosto.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
BRAMANTE, BRAMANTI - Etimologicamente risale al participio
presente del verbo 'bramare'
= desiderare intensamente,
dal germanico *brammōn
= muggire. |
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BRAMATI
BRAMATO |
Bramati è specifico di Monza e della bassa bergamasca, ma ha un
ceppo che sembrerebbe non secondario a Monte Compatri (RM),
Bramato è tipico del Salento, di Tricase e di Miggiano (LE,
potrebbe derivare da un nome medioevale
Bramatus
(molto desiderato, molto atteso).
il ceppo lombardo potrebbe, in alcuni casi, anche derivare da
una contrazione del cognome Brambati. |
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BRAMBATI
BREMBATI |
Specifico
della provincia di Milano Brambati e della provincia di Bergamo
Brembati, hanno origine dal toponimo Brembate (BG) |
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BRAMBILLA
BREMBILLA |
Specifico lombardo, anche se presente in modo significativo
anche in Piemonte e Liguria Brambilla mentre è assolutamente
bergamasco Brembilla che dovrebbe derivare dal toponimo omonimo.
integrazione di Sergio
Fantini
Nel 1300 gli abitanti di Brembilla in Val Brembilla (BG) erano
feroci Ghibellini e alleati dei signori di Milano contro tutto
il vicinato Guelfo fedele ai Veneziani. Dopo la pace di Verona
tra Venezia. e Milano nel 1441, Milano cedette Brembilla a
Venezia. Ogni occasione era buona per provocare Venezia, finchè
nel 1443, furono convocati i capi Brembillesi in Bergamo, dove
vennero arrestati e un messo intimò che tutti i Brembillesi se
ne andassero da Brembilla per cento anni, questo doveva essere
attuato in tre giorni altrimenti gli ostaggi sarebbero stati
giustiziati. Quasi tutti si trasferirono nel milanese accolti
molto bene e anche se avevano tanti nomi come Carminati,
Pesenti, ecc, furono soprannominati tutti Brambilla o Brembilla
che rimasero loro come cognomi. |
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BRAMBILLASCA |
Brambillasca è specifico dell'area che comprende Carugate,
Agrate Brianza e Monza, il suffisso
-asca si
riferisce alla radice Brambilla con il significato di
appartenenza o partecipazione, potrebbe perciò riferirsi a
capostipiti provenienti dalla
Valle Brembilla o dal paese di
Brembilla nel bergamasco, con apertura dialettale della
e fino
a farla diventare una a,
è pure possibile un riferimento al toponimo Brambilla di
Concorezzo, ma molto meno probabile. |
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BRAMINI
BRAMINO |
Bramini, tipicamente lombardo, di Casalpusterlengo nel lodigiano
e del milanese, Bramino, praticamente unico, è probabilmente
dovuto ad un errata trascrizione del precedente, dovrebbero
derivare da soprannomi dialettali originati dal termine milanese
bràmina
(nuvolaglia grigiastra che
anticipa i temporali, ma anche acquerugiola tipica autunnale)
e per estensione i mandriani che con l'inizio della stagione
autunnale riportano le vacche alle stalle in pianura. |
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BRANCA
BRANCHI
BRANCO |
Branca è molto diffuso in tutto il sud ed in Sardegna, Branchi
ha ceppi nel bresciano, nel parmense, nel fiorentino ed in
Toscana ed a Roma, Branco ha un piccolo ceppo tra veronese e
vicentino, uno a Roma ed uno nel casertano, dovrebbero derivare
dal nome medioevale Branca
o Branco,
in una Cartula iudicati
del 1106 a Teglio (SO) leggiamo: "...Signa manuum Ottoni de
Cluri et Iohannis de Veridha et Venerandi de Pradho et
Giaselberti Branco et Adammi testium. ...", nel 1300 leggiamo
invece di un: "...miles Branca Frumentinus...", ma è pure
possibile una derivazione da nomi di località come ad esempio
Branca (PG) o Branco (UD).
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
BRANCA: cognome attualmente presente in tutte le regioni
italiane, con ceppi più o meno consistenti: Roma 179, Specchia
(Lecce) 139, Milano 91, Napoli 55, Torino 48, Genova 47, Messina
44, M. San Giovanni (R. Calabria) 36, etc. Ha diversi
significati, tutti più o meno simili:
zampa di animale, munita di artigli;
mano avida;
tentacolo del polipo;
branche delle tenaglie;
ramo portante di un albero;
suddivisione, ripartizione, in scienze, letteratura, arte, etc;
etc. Il vocabolo deriva dal tardo latino
branca =
zampa.
Nella lingua sarda il significato è simile a quello italiano:
branca = zampa, branca. In bràncas o meglio, in farrùncas = tra
le mani o meglio zampe, in senso spregiativo. Is brancas o
meglio is francas, sono le branche uncinate (gen. di ferro), che
servono per ripescare qualcosa che è caduto nel pozzo, esempio,
il secchio. Maria Farrànca, personaggio delle leggende e fiabe
di Sardegna, è una strega che ruba, abbranca i bambini. Una
farrancàda è una giumella, una manciata piena, di sabbia, di
farina, di monete, o d'altro. Il cognome è attualmente presente
in 44 Comuni della Sardegna: Sassari 140, Cagliari 49, Sennori
40, Ossi 28, Dorgali 26, Cheremule 25, etc. Nei documenti
antichi della Sardegna, non abbiamo trovato il cognome Branca,
se non legato ai Doria (Brancadoria) e alla loro potente
famiglia, di origine genovese: i Doria ebbero un ruolo
importantissimo nella storia medioevale di Sardegna; il più
famoso di loro fu forse Brancaleone Doria, marito di Eleonora
regina di Arborea (vedi: Dizionario. Storico. Sardo. di
Francesco Cesare Casula). Nella storia moderna ricordiamo:
Branca, Alfredo Pino, storico. La sua opera principale, "La
politica economica del governo sabaudo in Sardegna - 1773 -
1848"; e "Vita economica della Sardegna Sabauda". Altro famoso
Branca fu Sebastiano (1738 - 1812), poeta nazionale, conosciuto
in Sardegna per le sue rime in lingua sarda, in dialetto
sassarese. |
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BRANCACCI
BRANCACCIO |
Brancacci è assolutamente rarissimo, Brancaccio ha un nucleo
romano, uno campano tra casertano,napoletano e salernitano con
massima concentrazione a Napoli, Torre del Greco (NA), Orta di
Atella (CE) ed a Scafati (SA), ed ha un ceppo anche nel barese
a Modugno ed a Martina Franca (TA)possono derivare da
modificazioni del nome medioevale
Branco
(vedi BRANCA), tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad
esempio nel 1294 quando Celestino V° consacra cardinale
Landulfus Brancaccius di illustre famiglia napoletana.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Brancaccio è un cognome presente nella Sicilia orientale, in
Calabria ed a Napoli. È una corruzione di
Pancrazio,
latino Pancratius.
Rohlfs 53. |
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BRANCADORE
BRANCADORI
BRANCADORO |
Brancadore è quasi scomparso, Brancadori, molto molto raro, ha
un ceppo nel maceratese ed uno nel romano, Brancadoro ha un
ceppo a Roma ed uno a Pescara, dovrebbero derivare dal termine
arcaico semidialettale
branchador (colui
che acchiappa, che prende),
usato nel periodo rinascimentale anche come nome. |
|
BRANCALEONE |
Molto
raro sembra avere due nuclei, uno nel bellunese ed uno in
Campania; dovrebbe essere derivato dalla fusione di due nomi
medioevali Branca e Leone personaggio famoso con questo nome
composto fu nel 1300 il capitano di ventura Brancaleone Doria;
nel 1200 troviamo già la cognominizzazione di questo nome con il
Cardinale Leone Brancaleone, originario della provincia di
Latina, nel 1500, nel beneventano, troviamo il medico e
filosofo Giovanfrancesco Brancaleone. |
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BRANCALION |
Originario della provincia di Rovigo dovrebbe essere derivato da
una modificazione dialettale della fusione di due nomi
medioevali Branca e Leone. |
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BRANCATELLI
BRANCATELLO |
Brancatelli sembrerebbe tipicamente siciliano, soprattutto del
messinese, Brancatello, decisamente più raro, è del palermitano,
si dovrebbe trattare di forme ipocoristiche del nome tardo
latino Brancatius
(vedi BRANCATI). |
|
BRANCATI
BRANCATO
BRANCAZI
BRANCAZIO |
Brancati, molto raro, è presente nella provincia di Siracusa,
Reggio Calabria, Catanzaro, in Basilicata ed in Campania,
Brancazi sembra essere specifico di Roviano in provincia di
Roma, Brancazio, assolutamente rarissimo, è del casertano,
Brancato è specifico siciliano con un ceppo nel potentino e nel
napoletano che potrebbero derivare dal toponimo San Brancato
(PZ), gli altri dovrebbero tutti derivare dal nome tardo latino
Brancatius,
che discende dal nome bizantino
Pancratius (Pancrazio),
di questo nome abbiamo un esempio nel 1500: "...Te prima doctae
gloria Purpurae Franciscus Maria Card. Brancatius Brancatiorum
gloria fascium, Orbique Praesul sat regendo Saepe oculis leget
eraditis...". Tracce di questa cognominizzazione si trovano a
Malta fin dal 1500: "...quod tota hereditas predicta devolvatur
hori Petro Brancato ipsius testatricis patruo et...". |
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BRANCATISANO |
Questo raro cognome potrebbe indicare una provenienza del
capostipite dal paese di San Brancato nel potentino, secondo
un'altra ipotesi starebbe invece ad indicare una provenienza dal
paese di Brancaleone nel reggino.
integrazioni fornite da
Alessio Bruno Bedini
Cognome diffuso in modo esclusivo nella zona Locri (RC) - Gerace
(RC). Risulta una nobile famiglia originaria di Samo (RC).
integrazioni fornite da
Alessio Bruno Bedini
integrazioni fornite da
Antonio Brancatisano
Da notizie tramandate il ceppo è unico e proviene da Papanice
nel crotonese. Agli inizi 1600 quando avvenne la migrazione
della verso il sud della Calabria ad un certo punto, la
famiglia, si divise: una parte andò verso la costa jonica, come
segnalato, ed un'altra parte si stabilì in S. Cristina
d'Aspromonte el reggino. Famiglia, quest'ultima, di ricchi
proprietari terrieri. |
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BRANCIANI |
Branciani, assolutamente rarissimo, ha qualche presenza nel
maceratese e nel romano, dovrebbe derivare da un'alterazione
dialettale del nome del paese romano di Bracciano. |
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BRANDALESE
BRANDALISE
BRANDOLESE
BRANDOLESIO
BRANDOLISI
BRANDOLISIO |
Brandalese, molto molto raro, ha un ceppo nel padovano ed uno
nel pavese, Brandalise è tipico del bellunese, di Arsiè in
particolare, Brandolese è un cognome tipico del rovigoto, di
Lendinara (RO) in particolare, Brandolesi e Brandolesio sono
probabilmente dovuti ad un errore di trascrizione del primo e di
Brandolisio che ha un ceppo a Maniago (PN), uno a Trieste ed uno
a Venezia e Mestre, derivano dal nome tardo medioevale
Brandalisius
o Brandolisio
una variante di Brando
, di cui abbiamo un esempio in un atto del 1308: "...Et de
predictis omnibus et singulis preceptum fuit mihi Francisco
Trossello notario ipsius d. marchionis unum intrumentum et plura
fieri et refci, semel et pluries, ad consilium sapientes. Nomina
predictorum vassallorum et nobilum sunt hec.. ..Henricus
Thalomeus et Brandalisius de Cochonato fratres...", queste
cognominizzazioni si riscontrano a Padova fin dalla seconda metà
del 1700 con un libraio ed editore chiamato Pietro Brandolese.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Secondo Olivieri 158 Brandalise deriva dal personale germanico
Brando,
Förstemann 234. |
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BRANDANO |
Tipico sardo della Gallura di Olbia, San Teodoro e Loiri Porto
San Paolo, potrebbe derivare dal nome medioevale
Brandanus
di cui abbiamo un esempio nel 1500: "...Bartholomaeus Brandanus
Carosius, Senensis, in loco natus, cui vulgare nomen erat
Palatium de Manacia in municipio Montis Fullonici;...", poco
probabile, anche se non impossibile, una connessione con il
vocabolo gallurese brandali
(alare del cammino, treppiede). |
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BRANDELLI
BRANDELLO
BRANDINI
BRANDINO
BRANDONE
BRANDONI |
Brandelli, assolutamente rarissimo, sembra essere del centro
Italia, Brandello, ancora più raro, forse potrebbe essere
casertano, Brandini molto meno raro è toscano, Brandino è
piemontese, Brandone, assolutamente rarissimo, ha un ceppo tra
basso Piemonte e Liguria ed uno in Molise, Brandoni ha un ceppo
nell'anconetano ad Ancona, Castelfidardo, Osimo e Camerano ed
uno a Viterbo ed a Roma, derivano tutti, attraverso ipocoristici
o accrescitivi, dal nome medioevale di origine germanica
Brando
(vedi BRANDI), tracce di queste cognominizzazioni si trovano nel
1300 a Firenze, come possiamo leggere nella Cronica delle cose
occorrenti ne' tempi suoi di Dino Compagni: "...Vermiglio
d'Iacopo Alfani, e Piero Brandini Gonfaloniere di Giustizia; i
quali come furono tratti, n'andarono a Santa Croce, però che
l'uficio degli altri non era compiuto...". |
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BRANDI
BRANDO |
Brandi è diffuso in tutta l'Italia peninsulare, Brando
sembrerebbe avere due nuclei, uno nel napoletano ed uno nella
zona costiera di confine tra Basilicata, Calabria e Campania,
derivano dal nome medioevale di origine germanica
Brando,
di cui abbiamo un esempio in un atto scritto a Ravenna nel 1081:
"...Innovacio Ungani et Brandi germanorum facta Scole piscatorum
de omnibus iuribus suis que habebant in valibus Iusverti et
Fenarie, sub pensione omni anno sacharum triginta piscium...",
anche attraverso l'aferesi dei suoi composti come Ildebrando
ecc. Questo nome, abbastanza diffuso nel tardo medioevo venne
portato ad esempio nel 1400 dal Cardinal Brando Brancacci. |
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BRANDIMARTE |
Tipico
della zona costiera tra il Piceno ed il pescarese, deriva dal
nome medioevale Brandimarte, reso famoso dalla Chanson de
Roland e dall'Ariosto. L'uso di questo nome lo troviamo ad
esempio in un atto della seconda metà del 1500 stilato in
Cremona, dove viene citato il canonico Brandimarte Brunelli
prevosto della chiesa dei SS. Maria e Sigismondo di Rivolta
d'Adda (BG). |
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BRANDOARDI
BRANDOVARDI
BRANDUARDI |
Brandoardi e Brandovardi sono quasi unici, Branduardi è più
diffuso, sono tutti specifici del milanese, dovrebbero derivare
dal nome germanico Brandward. |
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BRANDOLINI |
Si
individuano tre ceppi uno nelle provincie di Pavia e Milano, uno
in Romagna ed uno nel Lazio e Abruzzi, dovrebbe derivare da nomi
germanici composti con Brando (Aldobrando, Ildebrando ecc) o da
soprannomi legati alla stessa radice.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Brandolini è derivato diminutivo del cognome
Brandoli,
attestato a Modena da gran tempo, si lascia ricondurre al
personale longobardo Brandilo,
da cui muove anche il toponimo Bràndola (in com. di Polinago
modenese) nominato dal 1001, che potrebbe, per altro, essere
all'origine del cognome stesso. |
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BRANZANI
BRANZI
BRANZINI |
Branzi ha un piccolo ceppo a Verona e neò veronese ed uno nel
fiorentino e nel pisano, Branzini è praticamente unico, così
come Branzani, dovrebbero derivare direttamente o tramite
ipocoristici dal nome medioevale
Branzo, a
sua volta derivato dal nome celtico
Brancus,
nell'Archivio di Stato di Venezia, fra i titolati ai feudi
troviamo un certo Branzo de Loschi di Vicenza. |
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BRARDINONI |
Brardinoni, molto molto raro, è specifico di Urbania nel
pesarese, si dovrebbe trattare di una forma accrescitiva di un
ipocoristico del nome Berardo
derivato derivare dal nome di origine germanica
Baerhard.
(vedi BERARD) |
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BRASA
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Brasa è
specifico del bolognese, di Gaggio Montano in particolare,
dovrebbe derivare dal nome della vicina località di Passo Brasa
a qualche chilometro dal paese, ma a poco più di un chilometro
in linea d'aria. |
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BRASCA
BRASCHI
BRASCO |
Brasca è un cognome presente a macchia di leopardo in tutta la
parte continentale d'Italia ha la sua massima concentrazione in
provincia di Milano e nelle provincie lombarde, ma è presente in
modo significativo anche in Piemonte, Liguria, Marche e
Calabria, Braschi ha ceppi soprattutto in Romagna ed in Toscana,
con buone presenze anche nel genovese, nel bolognese, nel romano
e nel foggiano, Brasco è quasi unico. L'origine dovrebbe essere
dal vocabolo gotico brakia
(lotta)
tramite un soprannome, o da un'alterazione del termine
medioevale germanico *brahsinoo
(merluzzo),
secondo un'ipotesi giuntaci recentemente, che difficilmente può
essere estesa a tutti i casi, potrebbe anche trattarsi di una
derivazione dal vocabolo dialettale lombardo, piemontese e
ligure brasca
(brace,
anche un tipo di fungo). |
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BRASCIOLU |
Brasciolu, assolutamente rarissimo, tipicamente sardo, potrebbe
derivare da un soprannome originato dal termine gallurese
braciolu
(bracciolo)
o dal termine nuorese brasciolu
(culla, lettino). |
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BRASI
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Ha un
ceppo bergamasco nella zona di Clusone ed uno a Venezia,
potrebbe derivare da un antico nome di località, come quello
citato in un testo del 1251: "...fratris Hilarij Prioris S.
Salvatoris de Cavina, alias de Cassina; fratris Bonavogliae
Prioris Eremi de Brasi, alias de Buyo; fratris Huguccionis
Prioris de Corbaria, alias Cerbaria...", , un'altra ipotesi è
che derivi dal nome medioevale Blasius (vedi Biasio) di cui
abbiamo un esempio in uno scritto del 1563 a Pavia: "...Ego
Blasius, filius egregii Baptiste de Saliis de Auxiliano, ducalis
et appostolicus notarius, habitans in civitate Vercellarum et in
vicinia Sancti Laurenti...". |
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BRASILE
BRASILI
BRASILIO |
Brasile ha vari piccoli ceppi, nel teatino, nel napoletano, nel
catanzarese, nel catanese e soprattutto nel palermitano, Brasili
ha un ceppo nelle Marche, nell'anconetano, maceratese ed
ascolano, ed uno nel viterbese e nel romano, Brasilio, quasi
unico, è del casertano, si dovrebbe trattare di forme alterate
dialettalmente del nome Basilio,
o da forme arcaiche, anch'esse alterate, del più comune cognome
Basile,
che dovrebbe derivare dal termine greco
basileios
(regale),
forse a sottolineare un portamento particolarmente imponente dei
capostipiti. |
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BRASIOLI
BRASOLA |
Brasioli, molto raro, sembrerebbe veneto, del veronese in
particolare, Brasola, molto raro anch'esso, è specifico del
padovano, dovrebbero derivare da un soprannome basato sul
termine veneto arcaico brasiola
(braciola,
per estensione una persona dal volto di colore rosso vivo),
forse ad identificare nei capostipiti dei ristoratori, o persone
molto timide. |
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BRATTA
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Bratta è
specifico di Bari, potrebbe derivare da un soprannome originato
dal vocabolo dialettale bratta = scarafaggio. |
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BRATTI
BRATTO
BRATUS |
Bratti, è tipico della zona che comprende le province di Modena,
Bologna, Ferrara, Ravenna e Forlì, con un ceppo forse non
secondario nel Friuli, Bratto è assolutamente rarissimo, Bratus,
estremamente raro, è istriano, dalmata, dovrebbero derivare dal
nome tardo latino Brattus
derivato dal celtico Brath
o anche direttamente da quest'ultimo, Tracce di questa
cognominizzazione le troviamo a Umago in Istria nel 1200 con il
nobile Almerigo Bratti e nel 1300 a Carpi (MO) troviamo il
giureconsulto Ingrano Bratti.
integrazioni fornite da
Marco Pasquali - Roma
BRATUS oltre che istriano è anche dalmata, e potrebbe derivare
dal nome greco Brathos
dell'odierna isola di Brazza. |
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BRATTULICH
BRATULIC
BRATULICH |
Brattulich, Bratulich e Bratulic sono tutti quasi unici,
dovrebbe trattarsi di forme patronimiche riferite a capostipiti
i cui padri si fossero chiamati con il nome slavo di origini
rumene Bratul,
tracce importandi di queste cognominizzazioni le troviamo nel
1600 con Simone Bratulich, nativo di Zagabria, dove ne divenne
vescovo. |
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BRAU
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Brau, tipico sardo, ha un ceppo tra Orotelli e Oniferi nel
nuorese ed uno nel cagliaritano, dovrebbe derivare da un
soprannome dialettale legato al termine
brau (blù,
turchino), ma potrebbe anche
essere di origine occitanica o basca e deriverebbe dal termine
occitanico brau
(torello,
o anche grezzo, duro).
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
BRAU; (BLAU): brau
in Campidano ed in Barbagia significa
celeste, azzurro;
blau
in Logudoro. Viene dal catalano
blau, con lo stesso
significato. Biaittu
= celestino.
Il cognome Brau è presente in 59 Comuni italiani, di cui 32/377
in Sardegna: Orotelli 61, Oniferi 42, Nuoro 35, San Gavino
Monreale 32, Sassari 27, Caglairi 24, Carbonia 19, Sardara 15,
etc. Nella Penisola, in 6 Comuni è presente il cognome Blau,
probabilmente con lo stesso significato e la stessa provenienza
linguistica: 2 in Liguria, 1 in Lombardia, 1 Piemonte, 1 Em.
Romagna, Trieste. |
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BRAVETTI
BRAVI
BRAVIN
BRAVINI
BRAVO |
Distribuito in tutt'Italia con una prevalenza nel centro nord
Bravi. più specifico del centro Bravetti, Bravin è del Friuli e
del vicino trevisano, Bravini è tipico del ternano, del
viterbese e del romano, Bravo è ben presente in tutta l'Italia
settentrionale, nel Lazio ed Abruzzo e nel palermitano,
dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite ipocoristici,
dal termine rinascimentale bravo
(guardia),
incarico spesso caratteristico di gente di ceppo germanico, a
volte anche semplicemente come soprannome originato da
atteggiamenti del capostipite, ma è pure possibile che derivino
dal nome Bravo entrato in uso in Italia in epoca tardo
rinascimentale. |
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BRAZALE
BRAZZALE
BRAZZALI |
Brazzale è specifico del vicentino, di Calvene, Sarcedo, Thiene,
Zanè, Dueville, Zugliano, Lugo di Vicenza, Fara Vicentino,
Caltranò, Villaverla, Schio, Vicenza e Malo, con piccoli ceppi
anche in Val d'Aosta, nel verbanese e nel varesotto, Brazzali,
estremamente raro, sembrerebbe dell'area trentina, Brazale è
praticamente unico, dovrebbero derivare da un soprannome
originato probabilmente dalla consuetudine dei capostipiti di
indossare il bracciale,
cioè un'antica armatura protettiva del braccio, normalmente
utilizzata dagli arceri. |
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BRAZZIT |
Brazzit, assolutamente rarissimo, sembrerebbe specifico del
pordenonese, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal
termine dialettale brazzit
(braccino, braccio corto),
che potrebbe essere stato originato da una caratteristica fisica
del capostipite, ma, molto più probabilmente, sottolineerebbe
invece la caratteristica comportamentale del risparmiatore,
probabilmente un poco tirchio. |
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BREDA
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Breda ha un nucleo lombardo tra milanese, bergamasco e bresciano
ed uno veneto tra padovano e trevisano, deriva o da toponimi
come Breda di Piave nel trevisano, Breda Libera nel bresciano o
da nomi di località, originate dal termine di origine longobarda
brayda
che nel basso medioevo aveva il significato di
campo erboso. |
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BREDY
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Bredy, specifico della Valle d'Aosta, dovrebbe derivare da un
soprannome basato sul termine francese medioevale
bredeler
(balbettare),
forse a sottolineare così un difetto del capostipite. |
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BREGALDA |
Bregalda, molto molto raro, è specifico del vicentino,
sembrerebbe originario di Castelgomberto (VI), dovrebbe
trattarsi di un matronimico derivando dal nome medioevale
Beregalda,
forma arcaica del nome
Berengaria, femminile del più
diffuso Berengario. |
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BREGALINI
BREGALLINI |
Bregalini
è praticamente unico, Bregallini sembrerebbe prevalentemente
dell'anconetano, in alcuni casi può trattarsi di un errore di
trascrizione del cognome Bragalini (vedi), ma per il ceppo di
Fabriano (AN) è più probabile un'origine differente. |
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BREGLI
BREGLIA
BREGLIO |
Bregli ha un piccolissimo ceppo romagnolo a Forlì, Breglia è
tipicamente meridionale, ha un ceppo a Napoli e Vico Equense nel
napoletano ed a Castel San Lorenzo e Sanza nel salernitano, un
ceppo nel potentino a Senise e Teana ed uno pugliese a Molfetta
nel barese, a Foggia ed a Taranto, Breglio è quasi unico,
potrebbero derivare da un soprannome originato dal termine
arcaico breglia
(briglia),
ma è molto probabile anche una derivazione da nomi di località,
bisogna inoltre considerare la possibilità di un'origine slava e
di una derivazione dal nome e cognome sia saraceno che slavo
Brelius. |
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BREGOLA
BREGOLI |
Bregola è specifico dell'area rovigoto, ferrarese, di
Castelmassa e Trecenta nel rovigoto e di Ferrara in particolare,
Bregoli ha un ceppo nel bresciano ed uno nel ferrarese, con
presenze significative anche nel mantovano, nel modenese e nel
bolognese, potrebbero derivare da nomi di località come Bregolo
nel vicentino, ma è pure possibile una derivazione dalla
contrazione di una modificazione tronca di nomi medioevali come
Beregaldus,
una delle tante modificazioni del nome
Berengarius,
in un atto del 1475 si legge: "...Beregaldus Notarii Litterae ad
fratres provinciae Provinciae contra equitationis excessus...".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
BREGOLI, BREGOLA - Alla base di questo cognome dovrebbe esserci
un soprannome derivante dal termine dialettale 'bregola',
con il quale si identifica un
bastone usato per aiutarsi a camminare su terreni non regolari,
tipo le stradine di montagna, ma usato un tempo anche in
campagna. |
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BREMBI
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Limitato
alla provincia di Milano e Cremona, molto raro potrebbe derivare
dal toponimo Brembio (LO). |
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BREME
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Breme, quasi unico, presente oggi tra Pavese e milanese,
dovrebbe essere di origini germaniche, potrebbe derivare dal
nome medioevale germanico Brehm,
ma, molto più probabilmente deriva dal nome della città di
Bremen (Brema) in Germania. |
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BRENA
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Brena è tipicamente lombardo del bergamasco, di Bergamo, Ponte
San Pietro, Mozzo, Scanzorosciate e Ranica, dovrebbe derivare da
un soprannome originato dal termine dialettale arcaico
brena
(briglia),
probabilmente ad indicare che il capostipite facesse il
carrettiere o il vetturino. |
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BRENCA
BRENGA |
Brenca è
tipico di Roccadaspide nel salernitano e di Capaccio, Salerno e
Battipaglia, sempre nel salernitano, Brenga è tipico di
Altavilla Silentina ed Eboli, sempre nel salernitano, dovrebbero
derivare, direttamente o tramite una modificazione dialettale,
dal nome del paese di Brenca Canne, una frazione del comune di
Roccadaspide nel salernitano. |
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BRENCI
BRENCIO |
Brenci,
rarissimo, sembra del perugino, Brencio, molto molto raro,
sembra tipico di Fabriano (AN), anche se potrebbe avere un ceppo
nell'alessandrino. |
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BRENDANI
BRINDANI |
Brendani, molto molto raro, è tipico dell'area genovese,
spezzina, Brindani, più diffuso, è tipico del reggiano,
Montecchio Emilia, Reggio Emilia e Bibbiano e del parmense, di
Parma in particolare, dovrebbero entrambi derivare dal nome
medioevale Brendanus
a sua volta derivato dal nome brettone Brendanig, ricordiamo con
questo nome il Sanctus Brendanus, irlandese, del VI° secolo:
"Sanctus Brendanus filius Finloca nepotis Alti de genere Eogeni
stagnili regione Mumenensium ortus fuit. Erat vir magnae
abstinentiae et in virtutibus clarus trium milium fere
monachorum pater...".
integrazioni fornite da
Romano Brindani
ho effettuato una ricerca genealogica sul cognome Brindani,
cognome che mi risulta essere derivato dalla cognominizzazione
del nome, del primo ascendente, Brendano de Palude (1315-1398ca)
(Quattro Castella) discendente dalla storica famiglia reggiana
Da Palude. (NdR = Con il toponimo De Palude ci si riferiva
anticamente all'area di Fabbrico nel reggiano) |
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BRENDOLINI |
Abbastanza raro originario della Liguria e provincia di
Alessandria (vedi Brandolini). |
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BRENGOLA |
Brengola,
quasi unico presente nel latinense e nel salernitano, potrebbe
derivare da un nome di località come la barese Torre di
Brengola, o, più probabilmente, potrebbe trattarsi di una forma
etnica dialettale riferita al paese di Brenca Canne nel
salernitano. |
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BRENNA
BRENNI
BRENNO |
Brenna ha un nucleo tra milanese, varesotto e comasco, un ceppo
a Roma ed uno a Rionero in Vulture nel potentino, sia Brenni che
Brenno sembrano quasi unici, dovrebbero derivare da toponimi
come Brenna nel comasco o Brenno Useria nel varesotto,
potrebbero anche derivare dal nome celtico
Brennus,
che significa capo, ricordiamo il purtroppo famoso: "Brennus rex
Gallorum, qui apud Senonas urbem regnabat, cum trecentis milibus
Gallorum Senonum ad Italiam venit eamque usque ad Senogalliam,
quae a Gallis Senonibus vocitata est, occupavit....", ma non si
può escludere anche una possibile derivazione dal termine
dialettale arcaico brenna
(rastrelliera, greppia,
dove si pone il fieno per gli animali). |
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BRENNER
BRENNERI
BRENNERO |
Brenner, assolutamente rarissimo è altoaltesino, Brenneri e
Brennero sono praticamente unici e dovrebbero essere dovuti ad
un'italianizzazione del precedente, che dovrebbe derivare dal
nome del paese di Brennero in provincia di Bolzano, paese che
dovrebbe trarre il suo nome da quello della tribù alpina dei
Breuni,
che sembrerebbero essere stati di origini illiriche. |
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BRENTAZZOLI
BRINTAZZOLI |
Rarissimo Brentazzoli, molto raro anche Brintazzoli, sono tipici
del bolognese, derivano da un soprannome originato dal vocabolo
dialettale arcaico brintazzo
(recipiente di legno per il
trasporto del vino), forse ad
indicare la professione di vinaio del capostipite.
integrazioni fornite da
Angela Bonora
a seguito di ricerche storiche relative alla provincia di
Bologna ho scoperto che nel Medioevo XII sec. esisteva già nel
Bolognese la zona di Brento vicino a Pianoro. Era zona vinicola,
inoltre con il termine
brentatori venivano chiamati i
trasportatori di uve entro cesti (brenti)
o altri contenitori a spalla. Brintazzoli è un cognome della mia
famiglia (bolognese) ed alcuni componenti portavano il cognome
Brentazzoli alternativamente. |
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BRERA |
Brera è specifico del milanese e pavese, deriva da nomi di
località, brera è l'antica corruzione dialettale milanese del
termine di origine longobarda
brayda che nel basso medioevo
aveva il significato di campo erboso. |
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BRERO |
Brero è
tipico del torinese e alto cuneese, deriva da nomi di località
come Brero di Lagnasco (CN). |
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BRESCELLI
BRESCELLO |
Brescelli è quasi unico, Brescello, assolutamente rarissimo,
sembrerebbe avere un ceppo nel padovano ed uno nell'area
bergamasca, milanese, una prima ipotesi porterebbe ad una
derivazione di questi cognomi dal toponimo Brescello nel
reggiano che, in epoca romana prima e medioevale poi, aveva
raggiunto ragguardevoli dimensioni ed un altrettanto ricca
popolazione, ma l'ipotesi più probabile resta quella di una
derivazione dal nome medioevale
Brixellus di cui abbiamo un
esempio in questo scritto della prima metà del XII° secolo: "Ut
autem hec concordia robustior esset, II kalendas julii, id est
die translationis Sancti Albini, venit ipse Gaufridus in
capitulum nostrum cum Agnete, uxore sua, et Rotberto, filio suo,
ibique pariter predictam superfluitatem dimiserunt, et terram et
pratum de quibus sermo est, sicut suprascriptum est, Sancto
Albino concesserunt, et de sua concessione domnum Rotbertum
abbatem cum uno rotulo revestierunt, et eundem rotulum super
altare Sancti Albini detulerunt. Hoc viderunt et audierunt: Ex
parte ejus: Johannes de Rupeforti, Corbinus, Rainaldus de
Vileriis. Ex parte nostra: Guiddo Carbonellus, Brixellus,
Peregrinus, Rotbertus Ortolanus.". |
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BRESCI
BRESCIA |
Bresci ha un nucleo toscano nelle province di Firenze, Prato e
Pistoia, ed un piccolo ceppo nel cosentino, Brescia è
diffusissimo in Puglia con un probabile ceppo secondario nel
napoletano e nel catanzarese, dovrebbero derivare dal toponimo
Brescia.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Sull'origine di questi cognomi confluiscono perlomeno due
ipotesi, che, sommate l'una all'altra, ne giustificano l'alta
diffusione all'interno del paese (soprattutto nel sud Italia).
Cominciando con i ceppi settentrionali e centro-settentrionali,
è molto probabile una connessione col toponimo lombardo Brescia,
che, in realtà, può valere anche per diverse famiglie
meridionali. Nel Meridione, tuttavia, va detto che in molti casi
i cognomi Bresci e Brescia non sono d'origine italiana, bensì
albanese, e nascono da un'italianizzazione del termine
Arbëreshë
o Arbresha
(anche usato come nome di persona), che in
lingua madre significa appunto
albanese: dal punto di vista
etimologico, comunque, va notato che l'adattamento in Brescia
nasce in realtà dall'aferesi di
Abbrescia (vedi Abbrescia),
anche se il richiamo al toponimo lombardo ha permesso al cognome
Brescia di diffondersi in misura maggiore; solo per curiosità,
inoltre, si può aggiungere che esiste uno stretto rapporto fra i
cognomi Albanese e Brescia, nati entrambi dallo stesso termine,
nonostante il primo risenta di una vera e propria latinizzazione
piuttosto che di un adattamento popolare. Prima di concludere,
comunque, è importante precisare che il termine
Arbëreshë
non si applica ai moderni albanesi (che si definiscono col
termine Shqiptar),
ma solo a quelle famiglie che, in seguito all'occupazione
ottomana dell'Albania (1478), decisero di abbandonare il loro
paese e di emigrare in Italia, fondando delle grandi comunità
albanesi-italiane per lo più nel Meridione (in realtà pare che
quest'emigrazione fosse già in atto in un'epoca precedente alla
guerra contro gli Ottomani).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Nel suo Toponomastica italiana
§ 79, G.B. Pellegrini connette
Brixia (Brescia)
con una nota voce celtica, affine a
briga.
Anche l'Olivieri, DTL 109, accenna a tale nome e ad altri di
origine verosimilmente celtica come
Brexa in
Spagna, Bressa
in Gallia e Bressanone
(Alto Adige). Ma molti studiosi, tra i quali soprattutto Alessio
1948, tendono a riportare tale tema toponimico nel senso di
rocca,
altura
al preceltico preindeuropeo. Il Gröhler I, 198 sotto il gallico
Brixus,
Brixius =
saltus,
riportato al gallico brica,
briga,
menziona anche la nostra Brixia.
Se si vuole invece vedere in Brescia una origine albanese,
allora per F. Altimari Tracce
onomastiche albanesi nella comunità calabrese di Gizzeria
(http://www.catanzaroarberia.org/it/testi.php?id_section=3&id=14)
la forma cognominale Brescia
/Abbrescia,
presente anche in comunità albanofone di Calabria, rappresenta
sicuramente una forma di adattamento italianizzato, con scambio
delle liquide alveodentali l
~ r,
del cognome originario Blescia
[alb.
Blesha] e
non viene dall'etnonimo popolare
briesh
(m.) ~ bresh
(f.) - derivato a sua volta dall'etnico
interno
albanese (ar)bëresh
- diffuso nella Calabria settentrionale, in zona romanza e non
albanofona, per indicare l'albanese d'Italia. |
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BRESCIANI |
Deriva
ovviamente dal toponimo Brescia è distribuito in tutto il centro
nord Italia, ma la massima concentrazione è in Lombardia. |
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BRESCON
BRESKON |
Brescon è ormai quasi scomparso, Breskon, quasi unico, è
dell'udinese, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul
termine sloveno bréska,
che è il nome di un tipo di pecora, ma viene anche usato per
indicare i montanari, ed è questo probabilmente il significato
che ha dato origine al soprannome. |
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BRESOLIN |
Cognome
decisamente veneto di derivazione incerta. |
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BRESSAN
BRESSANI
BRESSANIN
BRESSANINI
BRESSANO |
Bressan è tipico del Veneto con ceppi anche nel nord milanese e
nel torinese, Bressani è tipico della Lombardia
centromeridionale, ma presenta anche un ceppo friulano,
Bressanin, decisamente veneto, è tipico di Arquà Petrarca nel
padovano, con un ceppo anche a Campagna Lupia e Venezia nel
veneziano, Bressanini ha un ceppo a Scurelle nel trentino, ed
uno molto piccolo nel bergamasco, Bressano, molto molto raro,
sembrerebbe del cuneese, dovrebbero derivare, direttamente o
attraverso forme ipocoristiche, o da soprannomi dialettali
originati da bressan,
l'etnico della città di Brescia (bresciano)
o direttamente dalla forma medioevale
bressanus,
appunto per indicare un'origine bresciana, di quest'uso abbiamo
un esempio nel 1100: "...Interim Anacleto Mortuo Victor IV.
surrogatus est, sed is moxsponte cessit. Conc. dein 2.
Lateranense habuit, A. C. 1139. quo Abaillardus et Arnoldus
Bressanus damnati. ..."; tracce di queste cognominizzazioni le
troviamo a Bergamo nella seconda metà del 1400 con lo scrittore
e poeta Ioannes Bressanus Bergomensis (1490-1560). |
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BRESSANELLI |
Deriva
dal toponimo Brescia ed è un cognome decisamente lombardo. |
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BRESSO
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Bresso sembrerebbe del torinese, di Torino, Verolengo, Pinerolo
e perosa Argentina, dovrebbe derivare dal nome medioevale
Bressus
o, più probabilmente, da un'italianizzazione del nome francese
Bresson,
nome portato ad esempio dal vescovo di Tours che successe a San
Martino alla fine del quarto secolo. |
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BREUSA
BREUZA |
Entrambi specifici del torinese, Breusa in particolare di
Pomaretto e di Perosa Argentina così come Breuza che è diffusa
anche a Pinasca, Perrero e Salza di Pinerolo sempre nel
torinese, dovrebbero essere originati dal mestiere di carbonari
e derivare da una distorsione del termine francese
braise (mercante
o produttore di carbone di legna). |
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BREVEGLIERI
BREVIGLIERI
BREVIGLIERO |
Breveglieri è decisamente emiliano, specifico dell'area che
comprende il modenese, il bolognese ed il ferrarese, Breviglieri
è specifico della zona che comprende il mantovano, il modenese,
l'alto bolognese ed il rovigoto, Brevigliero, assolutamente
rarissimo, è del rovigoto, potrebbe derivare dal fatto che i
capostipiti fossero cacciatori di uccelli con il
breviceglio
(sorta di bastone cosparso di
vischio), una seconda ipotesi
li farebbe addirittura derivare dal termine gallico
briva (ponte)
e vorrebbe che questi cognomi avessero origine dal mestiere di
addetto al controllo e manutenzione dei ponti svolto dai
capostipiti. |
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BRIANA
BRIANI |
Briana,
quasi unico, è del veneziano, Briani ha un ceppo in trentino a
Storo e Trento ed uno a Verona, potrebbero derivare dal nome del
paese di Brian o di Briana di Noale nel veneziano o di Cà Briani
nel veneziano e nel padovano. |
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BRIANESE |
Brianese
tipicamente veneto del trevisano in particolare e
specificatamente di Istrana, dovrebbe derivare dall'etnico del
toponimo Briana di Noale (VE). |
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BRIANO
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Briano è specifico di Savona, con ceppi nel savonese a Quiliano,
Cairo Montenotte, Albisola Superiore, Altare, Carcare, Vado
Ligure ed Albissola Marina ed a Genova, potrebbe derivare dal
nome del paese astigiano di Briano, o anche dal nome medioevale
Brianus,
di origini britanniche, ma molto più probabilmente deriva da un
soprannome originato dal termine provenzale arcaico
brian (piccolino),
forse ad indicare che il capostipite avesse una corporatura
minuta. |
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BRIANTA
BRIANTE |
Brianta
assolutamente rarissimo esclusivamente nel sudmilano, Briante
molto raro sembra avere un ceppo nell'udinese, uno nel
napoletano ed uno nel reggino, dovrebbe il primo derivare dal
nome geografico Brianza, il secondo probabilmente deriva dal
nome normanno Brian italianizzato in Briante. |
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BRIANZA
BRIANZOLI |
Brianza
ha un ceppo tra milanese e varesotto ed uno nel bresciano,
Brianzoli è esclusivamente milanese, derivano dal nome Brianza,
l'area geografica limitrofa al milanese. |
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BRIASCHI
BRIASCO |
Briaschi,
assolutamente rarisssimo, è tipico del lodigiano e sudmilanese,
Briasco è tipicamente genovese,di Arenzano, Genova, ma con
presenze significative anche a Varazze nel savonese, dovrebbero
derivare dal nome del monte Briasco in Valsesia nel vercellese,
probabile località d'origine dei capostipiti. |
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BRIATORE |
Briatore è un cognome tipicamente piemontese del cuneese, di
Garessio, Mondovì, Priola, Torre Mondovì, Pamparato e Ceva, ma
ben diffuso anche a Torino e nel torinese, a Savona, ad Imperia
e nell'imperiese, probabilmente originario proprio del cuneese,
dovrebbe derivare da un termine dialettale
brijador
per postiglione,
cioè chi regge le bria
(briglie)
di una carrozza, esiste, anche se ben poco condivisibile,
l'ipotesi di un riferimento alla regione francese de La Brie
posta a sudest di Parigi. |
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BRICCA
BRICCHI
BRICCO |
Bricca ha tre ceppi, in Umbria, Lazio e Piemonte, Bricchi è
tipico del sudmilanese, lodigiano, cremonese e piacentino,
Bricco ha un ceppo nel varesotto ed uno nel torinese, dovrebbero
avere diverse origini una delle quali è che possano derivare dal
termine celtico bri
(cima, rupe)
indicando un'origine montana del capostipite, un'altra li fa
discendere da soprannomi originati dal vocabolo germanico antico
bricho
(assaltatore, predone),
una terza, ma non ultima ipotizza una connessione con il termine
burìcco
(ronzino, piccolo asino) per contrazione.
integrazioni fornite da
Daniele Zaia
Bricco, cognome ormai molto raro, originario di Aramengo. Dalla
voce piemontese "bric",
collina. |
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BRICCARELLO |
Briccarello, sicuramente piemontese è specifico di Torino e
Moncalieri nel torinese e di Cortazzone nell'astigiano.
integrazioni fornite da
Daniele Zaia
Deriva dalla parola piemontese
bric (collina)
a sua volta originato dal celtico
brig (alto),
significa originario
o abitante delle colline.
Pare originario del piccolo comune di Cortazzone, in provincia
di Asti. |
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BRIENZA |
Tipicamente lucano, del potentino, di Potenza, Forenza e Rionero
in Vulture, deriva dal toponimo Brienza (PZ) nome di radici
germaniche simili a quelle di Brianza (territorio lombardo). |
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BRIGA
BRIGHI
BRIGO |
Briga, abbastanza raro, ha un piccolo ceppo a Pescara, uno a
Massafra nel tarantino ed uno in Sicilia, a Niscemi nel nisseno,
e ad Agira nell'ennese, Brighi ha un ceppo romagnolo, a Cesena
soprattutto, a Rimini ed a Cervia e Ravenna nel ravennate, a
Forlì, Cesenatico, Bertinoro e San Mauro Pascoli nel forlivese
ed a Sant'Arcangelo di Romagna nel riminese, Brigo è tipicamente
veneto, del padovano, di Anguillara Veneta, Vigonza, Tribano e
Monselice, di Verona, di Venezia, di Rovigo e di Schio nel
vicentino, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Briga,
Brigo,
del quale abbiamo un esempio d'uso a Besozzo nel milanese nella
seconda metà del 1500: "...Item dove se dice in Sorvia, campo
pertiche tre, conuerenza messer Giovanni Antonio de Daverii, et
messer Hercolo Besozzo et il signor Francesco Besozzo. et gli
heredi de Brigo delli Daverii de Bozzio. Item la selva detta
delli Morti, quasi tutta dissipata, de pertiche 12 vel circa, 5
conuerenza gli soprascritti heredi de Brigo da tre parti, et
dall'altra parte messer Giovanni Petro Soresina, et il signor
Francesco Besozzo. ..", o anche da antichi nomi di località
basati sul termine gallico briga
(rocca altura)
o sul germanico medioevale briha
(pietraia),
ma è pure possibile una derivazione da soprannomi basati sul
termine tardo latino briga
(contesa, rissa),
termine probabilmente nato dal gotico
brikan (rompere
spezzare, combattere), pensiamo
ad esempio al nome della famosa maschera Brighella, che ha avuto
origine proprio da quest'ultimo termine. |
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BRIGANTE
BRIGANTI
BRIGHENTI |
Brigante ha un ceppo nel Salento ed uno nel salernitano che si
allarga ai vicini napoletano e potentino, Briganti è
assolutamente panitaliano, Brighenti è tipico dell'area
lombardo, veneto, emiliana, con un ceppo anche nel romano e nel
latinense, probabile frutto dell'emigrazione veneta forzata,
indirizzata alla bonifica delle Paludi Pontine, tutti questi
cognomi dovrebbero derivare da soprannomi originati dal termine
italiano brigante
(attaccabrighe),
quello stesso termine in epoca medioevale era attribuito a
soldati di ventura inseriti in una forza di circa una trentina
di uomini al soldo di un Connestabile, mentre secondo altri il
termine deriverebbe dal celtico
briga (altura,
collina fortificata) e
intenderebbe un appartenente a forze militari medioevali alpine,
solamente in tempi posteriori il termine acquisì il senso di
grassatore e malandrino, probabilmente proprio a causa del
comportamento di quegli uomini armati prima citati, esiste però
anche la possibilità che si tratti di un nome proprio ispirato
alla dea celtica Brigantia,
protettrice dei fabbri.
integrazioni fornite da
Luciano Comelli
Il cognome Brighenti della zona di Latina non ha origini
venete, benchè effettivamente esista effettivamente anche in
Veneto e Trentino ed abbia un suono tipicamente veneto, che,
nella mia personale esperienza e non solo, ha tratto in inganno
proprio in questo senso. Il cognome BRIGHENTI presente a Latina
e dintorni è infatti storicamente originario del vicino comune
collinare di Sonnino, dove con la variante di Briganti risulta
molto diffuso, essendo molto probabilmente motivato dallo
storicamente ben documentato fenomeno del brigantaggio (il paese
si è trovato per secoli a ridosso della cosidetta terra di
nessuno, ampia fascia di confine tra stato pontificio e regno
borbonico meta e rifugio di briganti e fuorilegge: ancora oggi,
per scherzoso campanilismo, si è soliti chiamare briganti i
sonninesi in genere). Solo a partire da Sonnino, antico paese
collinare, il cognome si è quindi diffuso nel capoluogo con
un'emigrazione a carattere locale. Mi sento infine di escludere
che a fianco di Brighenti di origine sonninese, sicuramente
presenti in larga maggioranza, possa esistere un qualche nucleo
di origine veneta, poichè nell'elenco dei pionieri veneti (che,
vale la pena di puntualizzare per amor di storia, non emigrarono
affatto in modo forzato, se per forzatura non si considerano
fame e indigenza) ricostruito di recente dagli studi
dell'Associazione Veneti dell'Agro Pontino, tale cognome è
assente. Al contrario, almeno per quanto ne so, non è da
escludere che parte dei Brighenti presenti nella zona di
Pomezia, Ardea ed Aprilia abbiano lontane origini trentine: uno
studio completo sulle famiglie dei coloni trentino-bosniaci, per
quanto non tantissime, infatti non è stato fino ad oggi
approntato. |
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BRIGATI |
Brigati ha un ceppo a Piacenza e Ponte dell'Olio nel piacentino
ed a Tornolo nel parmense, uno a Bolgare nel bergamasco ed a
Cremona ed uno a Genova, dovrebbe derivare da soprannomi stanti
ad indicare nei capostipiti gente proveniente da zone collinari,
basandosi il soprannome sul termine celta
briga (collina)
e vorrebbe dire abitante delle colline. |
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BRIGATTI |
Tipico
della Lombardia nord occidentale e della provincia di Novara
dovrebbe derivare dal toponimo Briga Novarese (NO). |
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BRIGIDA
BRIGIDI
BRIGIDO |
Brigida ha un ceppo molto piccolo in Liguria a Genova ed a
Varazze nel savonese, un ceppo nel romano a Genazzano ed a Roma,
ed uno in Puglia a Manfredonia nel foggiano ed a monopoli nel
barese, Brigidi, molto raro, sembrerebbe dell'area tra Rimini e
Pesaro, Brigido è specifico di Polignano a Mare nel barese,
tutti questi cognomi derivano dal nome celtico
Brighid (eccelsa
somma). |
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BRIGLIADORI |
Brigliadori è tipicamente romagnolo, di Cesena, Savignano sul
Rubicone, Borghi e Roncofreddo nel cesenate, di Ravenna e di
Bellaria Igea Marina, Rimini e Santarcangelo di Romagna nel
riminese, con un ceppo anche a Roma, dovrebbe derivare da un
soprannome dialettale originato dal mestiere di postiglione,
cioè reggitore di briglie, probabilmente svolto dal capostipite. |
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BRIGNANI |
Brignani è tipicamente lombardo, del cremonese, bresciano
soprattutto e mantovano, di Ostiano nel cremonese, di Gambara,
Pavone del Mella, Brescia e Fiesse nel bresciano e di Cavriana,
Solferino e Casalromano nel mantovano, con un piccolo ceppo nel
ravennate a Lugo e Massa Lombarda, dovrebbe derivare dal nome
del paese Brignano Gera d'Adda nel bergamasco, probabile
località d'origine dei capostipiti, paese il cui nome dovrebbe
derivare da un ager brinnianus,
cioè proprietà agricola di un
Brinnius. |
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BRIGNARDELLI
BRIGNARDELLO |
Brignardelli ha un ceppo a Roma, Brignardello è tipico del
genovese, di Cogorno, Ne e Lavagna, dovrebbero derivare da forme
ipocoristiche di alterazioni del nome medioevale
Binardus
(vedi BIGNARDI), o anche da alterazioni dialettali del nome
Bernardello. |
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BRIGNOCCOLI
BRIGNOCOLI |
Brignoccoli, assolutamente raro, sembrerebbe dell'area romagnolo
marchigiana, Brignocoli è un cognome talmente raro da sembrare
unico, dovrebbero derivare da soprannomi dialettali originati
dal vocabolo italiano bernoccolo
a sua volta derivato dal prefisso peggiorativo
bar e dal
termine latino nucula
(piccola noce),
soprannome forse originato dalla presenza di significative
escrescenze che caratterizzavano il capostipite. |
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BRIGNOLE |
Brignole
è tipico di Genova e di Chiavari, sempre nel genovese, deriva
dal nome di località.Brignole nella riviera di levante, si hanno
tracce di questo cognome fin dal 1100, il casato venne ascritto
al Patriziato Genovese fin dal 1528, annovera dei Dogi di
Genova, il primo Doge fu Gian Francesco Brignole nel 1600. |
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BRIGNOLI
BRIGNOLO |
Brignoli è decisamente lombardo, in particolare del bergamasco,
di Scanzorosciate, Trescore Balneario, Bergamo, Peia, Nembro,
Cenate Sopra, Carobbio degli Angeli, Pedrengo, Palosco, Alzano
Lombardo, Urgnano, Gorlago, Villongo, Torre de' Roveri, Romano
di Lombardia e Gorle, di Milano, di Urago d'Oglio, nel
bresciano, di Voghera e Varzi nel pavese, Brignolo invece è
piemontese, di Torino e Collegno nel torinese, di Asti e di
Govone nel cuneese, dovrebbero derivare da
brignolus,
il nome arcaico delle piante di susine, tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo ad esempio nel
De bello italico,
storia delle campagne in Italia degli anni 1745 e 1746: "...Ipse
Dux Brignolus in tantâ rerum perturbatione, incredibili animi
robore, consiliique prostantiâ neque nimis populari concitationi
indulgebat, neque fatis repugnabat. Venientes enim ad se
cujuscumque generis homines, impotentissimumque Austriacorum
dominatum...". |
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BRIGNONE
BRIGNONI |
Brignone ha un ceppo a Cuneo e tra cuneese e savonese, in
particolare a Cairo Montenotte (SV), uno a Roma e Nettuno e nel
latinense ad Aprilia, Latina e Cisterna di Latina, ed uno nel
trapanese a Pantelleria, nell'agrigentino a Lampedusa e Linosa
ed a Palermo, Brignoni, molto molto raro, ha un piccolo ceppo a
Novara, dovrebbero derivare soprannomi originati dal vocabolo
italiano arcaico brignone
(varietà di prugna),
forse per l'abbondanza di questi frutti nella località
d'abitazione delle famiglie, tracce di queste cognominizzazioni
le troviamo nel ragusano a Modica nel 1500 con un certo
Magnificus Fredericus Brignone, in un atto del 1599 dove ad un
certo Francesco Brignone trapanese viene affidato un carato (un
ventiquattresimo) di una tonnara, a Savona ad esempio nella
seconda metà del 1600, quando Giovannantonio Brignone compare
tra gli amministratori della città. |
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BRIGONI |
Brigoni, molto raro, è specifico di Medole nel mantovano,
dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine celtico
briga
(collina, monte),
che al plurale fa brigoni,
indicando quindi un'antica provenienza da zone montane della
famiglia, ma è pure possibile una derivazione da un soprannome
originato dal termine gotico
brikan (rompere,
spezzare, combattere), forse ad
indicare un'origine guerriera del capostipite o anche a
stigmatizzare un comportamento da attaccabrighe dello stesso. |
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BRINA
BRINI
BRINO |
Brina ha un ceppo tra milanese e bergamasco, un nucleo nel
ferrarese e bolognese ed un piccolo ceppo nel genovese, Brini ha
un ceppo tra lecchese, milanese e bergamasco, un nucleo nel
bolognese nelle province emiliane e nel fiorentino ed un ceppo
importante in provincia di Roma, Brino, molto più raro, ha un
piccolo ceppo nel torinese ed uno ancora più piccolo tra
trevigiano e bellunese, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Brina o da località chiamate appunto Brino: "...quam fecit
Iohannes de terra de Brino..." o Brina: "...il 21 Agosto del
1389 il marchese Spinetta acquistò da Franceschino di Podenzana
le quote che questo marchese possedeva sul poggio di Brina nei
pressi di Ponzano...", tracce di un principio di queste
cognominizzazioni le troviamo nel
Codice Diplomatico della Lombardia
Medioevale in un atto del 1178
a Lodi: "...et Rogerius et Bellebonus et Boldo de Salarano et
Alliotto Brina et Mazo Piroldus et ...".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Brini è cognome principalmente emiliano. Risale ai nomi
personali medievali Brina e Bruina, allusivi alla freschezza e
al candore della carnagione. Dal latino 'pruina' = brina. Un
«Albertus Brina» è presente in una carta modenese del 1108. |
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BRIO
|
Brio ha un piccolo ceppo a Torino, probabilmente secondario, uno
a Mesagne nel brindisino, uno a Molfetta nel barese ed uno a
Lecce, uno a Crotone ed uno ad Adrano nel catanese, potrebbe
derivare dall'italianizzazione di ipocoristici medioevali
francesi di nomi come Aubry. |
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BRIOLA
BRIOLI
BRIOLO |
Briola, ha piccoli ceppi tra torinese ed astigiano, nel
bresciano, nel napoletano e nel potentino, Brioli, molto raro,
ha un ceppo a Rimini ed uno molto piccolo nel teramano a Silvi
ed Atri e nel pescarese, Briolo ha un piccolissimo ceppo nel
torinese, potrebbero derivare da nomi di località come quella
citata in questa Cartula
venditionis dell'anno 1028 nel
bergamasco: "In Christi nomine. Hcunradus gracia Dei imperator
augustus, anno imperii eius secundo, tercio die mensis aprelis,
indicione undecima. Constad nos Ambroxio filius quondam Iohanni
et similiter Iohanne et Raimpaldus diaconus germanis filii
quondam Petri de loco Leviate accepisemus sicuti et in presencia
testium accepimus ad vos Andrea et Petro germanis filii quondam
item Petri de loco Briolo argentum denarios bonos solidos novem,
finitum precium pro pecia una de terra aratoria iuris nostris
...", o da altre simili, sempre connesse con il termine celta
briva
(ponte). |
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BRIONE
BRIONI |
Brione è
praticamente unico, Brioni ha un ceppo nel bresciano ed uno tra
mantovano e reggiano, dovrebbero derivare da toponimi come
Brione (BS) o l'antica Brioni (LO). Troviamo il casato dei
Brioni come feudatari di Bovezzo (BS) nel 1200. |
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BRIOSCHI |
Specifico
della provincia di Milano e Bergamo dovrebbe derivare dal
toponimo Briosco (MI). |
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BRIOTTI |
Non
è stato possibile identificarne l'origine, sembra esserci un
ceppo in Valtellina ed uno in provincia di Roma, potrebbe
derivare da un soprannome originato dal termine latino
briotus
(carretto a due ruote).
integrazioni fornite da
Giuseppe Briotti
Sembra possibile il riferimento al toponimo Briotti frazione di
Ponte in Valtellina (SO), esiste inoltre nella zona di Nantes il
castello Briottieres.
integrazioni fornite da
Stefano Briotti
i Briott erano cesellatori della Lorena, poi ancora all'epoca in
cui la Savoia comprendeva i territori sul versante francese
delle Alpi, sembra si siano trasferiti nella zona della
Valtellina. Da lì, con la scesa dei piemontesi, hanno seguito le
sorti delle varie capitali; prima a Firenze, dove per qualche
tempo si sono stabiliti; poi a Roma, in particolare nella zona
tra Fiuggi e Palestrina. Il capostipite romano ed i suoi
successori hanno avuto molti figli, di primo e secondo letto;
alcuni di essi sono a Roma, altri nella zona tra Terni e
Perugia, alcuni sparsi per il mondo. Nel 1919 a Virgilio
Briotti è stato concesso di fregiarsi del titolo di Conte di
Bebbio. |
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BRIOZZI |
Estremamente raro è del vicentino, potrebbe derivare da un
soprannome originato dal termine latino
briotus
(carretto a due ruote). |
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BRIOZZO |
Specifico del savonese, di Calizzano in particolare, potrebbe
derivare da un soprannome originato dal termine latino
briotus
(carretto a due ruote).
integrazioni fornite da
Pier Luigi Briozzo
Cognome sicuramente originario di Mereta fraz. di Calizzano
(SV), dove 50 anni fà erano tutti Briozzo, tutta la frazione,
circa 300 persone. Tutti i Briozzo sparsi per l'Italia e nel
mondo sono di origine Meretese, secondo uno studio fatto da don
Pietro Suffia parroco di Calizzano negli anni 50. |
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BRISCA
BRISCAS |
Quasi scomparso Briscas, dovrebbe essere sardo, Brisca,
assolutamente rarissimo, è invece genovese, dovrebbero derivare
da un soprannome originato o da una voce dialettale per briscola
o dalla voce catalana brisca
(canaglia, birbante). |
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BRISCHETTA
BRISCHETTI
BRISCHETTO |
Brischetta, molto raro, ha un piccolo ceppo a Piazza Armerina
nell'ennese, Brischetti, estremamente raro, è del catanese,
Brischetto è tipico del catanese, di Acireale, Catania, Aci
Sant'Antonio, Mascali e Santa Venerina, questi cognomi
dovrebbero derivare da una forma ipocoristica del termine
catalano brisca
(canaglia, birbante),
con il significato di
birbantello, ma secondo
un'altra teoria si tratterebbe di un origine soprannominale
basata sul termine siciliano
brischettu (la
parte del quarto anteriore della carcassa della pecora o del
montone), in questo caso si
riferirebbe forse a dei capostipiti pastori. |
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BRISCIOLI |
Cognome
molto raro, presente solo in provincia di Milano e di Messina. |
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BRISINELLO |
Brisinello è specifico di Pontebba nell'udinese, potrebbe
derivare da un soprannome originato da una forma ipocoristica
del termine veneto brisìn
(pezzettino, cosa molto
minuscola), forse ad indicare
che il capostipite fosse molto piccolo di corporatura. |
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BRITELLI |
Britelli, assolutamente molo molto raro, sembrerebbe specifico
di Sacrofano nel romano, dovrebbe derivare dal nome medioevale
Britellus, una forma ipocoristica del cognomen latino
Britus (britannico
o brettone),
che potrebbe essere stato portato da un legionario romano
veterano della campagna in Britannia, o del nome germanico
Brito,
dell'uso di questo nome abbiamo un esempio : "... Verum, quod
rursus ad castrum seu oppidum, S. Bernardi natalitium, Fontanas
spectat, cavendum monet Manricus, ne ultra meritum nobilitetur,
et locis aliis eidem annexis locupletetur. «Recentiores, inquit,
dum oppidum patris legunt, comitatum confingunt, et plures alios
pagos illi adjungunt, queis e Fontanis Tescelinus jura daret,»
citatur ab ipso Brito, qui chronicon Cisterciense idiomate
Lusitano vulgavit, ...", troviamo un certo
Britellus de Ambreres
(Cambridge) tra la fine del 1200 e gli inizi del 1300. |
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BRITTI
BRITTO |
Britti sembrerebbe avere un ceppo romano ed uno calabrese a
Crucoli nel crotonese, Cariati nel cosentino e Montebello Ionico
nel reggino, Britto, assolutamente rarissimo, è del casertano,
potrebbe trattarsi di forme aferetiche del termine e cognome
Calabritto
(vedi CALABRITTO), ma è anche possibile, se non più probabile,
una derivazione dal termine celtico
britto (abitante
della Britannia) divenuto nome
acquisito come Brittus
da legionari romani provenienti appunto dalla Britannia. |
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BRIVIO
|
Decisamente lombardo ha origine dal toponimo Brivio (LC). Famosi
i conti Brivio e la loro Rocca in quel di San Giuliano. Si hanno
tracce di questo casato fin dal 1100 quando un casato di origine
germanica, di Brunswich in particolare, si stabilisce nel
milanese, nel 1377 troviamo i Brivio elencati tra i nobili
dell'elenco metropolitano, nel 1300 Franzino Brivio fu tra i
riformatori degli statuti milanesi e, nel 1400, Delfino Brivio è
uno dei più autorevoli collaboratori di Giangaleazzo Visconti, i
marchesi Brivio divennero signori di Casal Majocco, Roncoli,
Sordio e Isola Baìba. |
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BRIZI
BRIZIA
BRIZIO
BRIZZI
BRIZZIO |
Brizi è tipico della fascia centrale che comprende le province
di Roma e Viterbo soprattutto, nonchè il ternano, il perugino ed
il Piceno, Brizia è unico, Brizio è specifico del Piemonte
occidentale, Brizzi è diffuso in tutta Italia, Brizzio, molto
raro, è di Luino nel varesotto, dovrebbero tutti derivare dal
nome medioevale Britius,
nome portato ad esempio da Britius Visconti, poeta, podestà e
tiranno di Lodi nel 1339, era figlio naturale di Luchino
Visconti, signore di Milano, morì nel 1357. ma in alcuni casi
può anche essere possibile una derivazione da soprannomi
originati da caratteristiche fisiche del capostipite. Tracce di
queste cognominizzazioni le troviamo secondo Vincenzo Angius già
nella prima metà del 1100 ad Asti dove nel 1141 diventano
consoli della città i fratelli Grossolano e Ruffino Brizio, più
tardi, tra gli allievi dell'università di Perugia del 1561
troviamo un Paulus Britius originario della Tuscia. |
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BRIZIOBELLO |
Briziobello, assolutamente rarissimo, decisamente laziale,
dovrebbe derivare dal nome composto dall'aferesi del nome
Fabrizio
aggiunto al nome Bello. |
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BRIZZOLARA
BRIZZOLARI |
Brizzolara sembra essere specifico genovese con un ceppo
secondario nel parmense e piacentino, Brizzolari si distribuisce
sul percorso che da Genova arriva al padovano attraverso il
piacentino, il lodigiano, il milanese, il bergamasco, il
bresciano ed il veronese,
integrazioni fornite da
Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
Brizzolara è il cognome originario, tra i due il più diffuso
soprattutto in provincia di Genova. Deriverebbe dal toponimo
Brizzolara, frazione del comune di Borzonasca (GE). Il cognome
si è diffuso, secondo l'ORLANDI dapprima a Tornolo, nel Parmense
e successivamente in Lombardia. I Brizzolara sarebbero stati in
origine dei rifugiati politici dediti al commercio ambulante. In
seguito il nome è stato cambiato in Brizzolari. Ugualmente molto
sporadica la presenza dei due cognomi nel piacentino e nel
parmense. I primi Brizzolari arrivati in Lombardia si sono
stabiliti a Pasturo in Valsassina e poi in Brianza e altrove. |
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BROCARDO |
Brocardo è un cognome tipicamente piemontese, con un ceppo a
Murazzano nel cuneese ed uno probabilmente secondario a Torino,
dovrebbe derivare da Brocardus,
nome derivato dal nome provenzale
Brochart,
a sua volta derivato dal nome medioevale germanico
Burcard
composto da burg
(cittadella fortificata, rocca)
e hard
(duro, resistente)
dal significato quindi di forte
e duro come una rocca., un
esempio dell'uso di questo nome lo troviamo in una
cessionis et positionis in locum
del 1191: "...Petrus de Cremia et Dominicus Macius et Ambroxius
de Dubino et Brocardus filius Iohannis Ferrarii et Otta de
Montanea..." . |
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BROCCA
BROCCHETTA
BROCCHI
BROCCHIERI
BROCCHIERO
BROCCO
BROCHETTA |
Diffuso in tutta Italia, ma particolarmente in provincia di
Milano, Cremona, Venezia e Brindisi Brocca, pavese Brocchetta,
Brocchi è tipico della Toscana, Romagna, Urbinate ed alto Lazio,
dell'aretino in particolare, proprio delle provincie di Milano e
Cremona Brocchieri, mentre Brocchiero, molto molto raro, è
specifico del cuneese, di Verzuolo in particolare, Brocco ha un
ceppo veneto, uno abruzzese e laziale a Formia (LT), Veroli (FR)
e Roma, triestino Brochetta, tutti questi cognomi hanno diverse
origini che vanno dal soprannome legato al vocabolo
brocchia
(vaso con il beccuccio)
relativo al servizio in tavola, al
bucularius
(scudiero)
tramite la trasformazione spagnola in
broquer,
al vocabolo celtico brocc
(essere a punta)
relativo a caratteristiche fisiche del luogo di abitazione o di
provenienza della famiglia. |
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BROCCOLI
BROCCOLO |
Broccoli ha un ceppo a Bologna e tra Romagna e Marche, a Rimini
e Sant'Arcangelo di Romagna nel riminese, a Cesena e Savignano
sul Rubicone nel forlivese, ad Argenta nel ferrarese, ad Imola,
Crevalcore e Castel San Pietro Terme nel bolognese, a Pesaro, a
Fano nell'anconetano, ed a Città di Castello nel perugino, un
altro ceppo è invece collocato tra Lazio e Campania, a Roma, a
Sant'Ambrogio sul Garigliano e Sant'Apollinare nel frusinate, a
Vairano Patenora nel casertano, a Napoli ed a Forio d'Ischia nel
napoletano, Broccolo, molto più raro, ha piccoli ceppi a
Civitanova Marche nel maceratese, a Foligno nel perugino, a
Roma, a Rende, Santa Sofia d'Epiro e San Pietro in Guarano nel
cosentino, ed a Ciminna e Palermo nel palermitano, potrebbero
derivare da alterazioni per betacismo del nome medioevale
Procolus,
a sua volta derivato dal vocabolo latino
procul (lontano),
a volte attribuito a figli nati quando il padre era impegnato
lontano in campagne militari, ricordiamo con questo nome il
quarto vescovo di Verona (310-330 d.C.) poi divenuto santo ed il
santo martire del VI° secolo, patrono di Pozzuoli, di questo
tipo di alterazione abbiamo un esempio nella
Cronica fiorentina:
"... e giù per la via di Sa· Martino, e della Badia di San
Brocolo, rimanendo le dette chiese e più che mezzi i popoli loro
nel detto quartiere; e fu al diritto per la via di San Brocolo
per la Città Rossa..." e nella
Nuova Cronica di Giovanni
Villani possiamo leggere: "...Negli anni di Cristo MCCLXXV, del
mese di giugno, i Bolognesi per comune andarono ad oste in
Romagna sopra la città di Forlì e quella di Faenza, perché
riteneano i loro usciti ghibellini; e di loro era capitano
messer Malatesta da Rimine; dalla parte de' Romagnuoli era
capitano il conte Guido da Montefeltro, il quale col podere de'
Ghibellini di Romagna, e cogli usciti di Bologna, e cogli usciti
ghibellini di Firenze, ond'era capitano messer Guiglielmino de'
Pazzi di Valdarno, si feciono loro incontro al ponte a San
Brocolo aboccandosi a battaglia; nel quale aboccamento la
cavalleria de' Bolognesi non resse, ma quasi sanza dare colpo si
misono alla fugga, chi dice per loro viltà, e chi dice perché il
popolo di Bologna...". |
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BROCCU
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Broccu, estremamente raro, è tipico del nuorese, dovrebbe
derivare da soprannomi derivati dal termine sardo logodurese
broccu
(piolo, palo)
forse grazie all'estrema magrezza del capostipite o a
caratteristiche comportamentali dello stesso, come ad esempio la
cocciutaggine.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
BROCCU: su bròccu
o su ròccu
è un piolo,
un paletto;
ad esempio il paletto, infisso nel muro della stalla, sporgente
40 o 50 centimetri, per legarvi il cavallo. In latino abbiamo
l'aggettivo brocchus
o broccus
o broncus
= sporgente.
In sardo troviamo anche bruncu
= sterpo, ramo, brocco;
brunconi, brunkioni,
sempre sterpo, bronco.
Su bruncu,
su 'runcu
è anche il muso.
Quando uno è musone si dice: portat su (b)runcu. Quindi broccu
potrebbe stare per bruncu, ambedue dalla stessa radice latina.
Anche l'italiano brocco ha il significato di sporgente e deriva
sempre dal latino broccus. Il termine brocco, riferito a un
cavallo, ma anche a persona sta a indicare il poco valore: un
cavallo scheletrito, con gli ossi sporgenti.crediamo! Il sardo
bruncu, riferito a persona potrebbe indicare la caratteristiche
fisiche del capostipite: il muso sporgente, ben pronunciato; o
le caratteristiche abitudinarie: musone. Non abbiamo trovato il
cognome Broccu negli antichi documenti da noi consultati. È
molto raro; attualmente è presente in soli 5 Comuni italiani, di
cui 3 in Sardegna: Gadoni, 5, Siniscola 3, Posada 3, tutti nella
provincia di Nuoro. |
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BRODA
BRODI
BRODO |
Estremamente raro Broda e Brodo sembrerebbero del napoletano,
Brodi sempre rarissimo dovrebbe essere del perugino, dovrebbero
derivare da un soprannome. Tracce di questa cognominizzazione le
troviamo a Meleti (LO) nel Codice Diplomatico della Lombardia
medievale all'anno 1146: "...Ibi fuerunt Crispo de Mola et Ugo
Broda seu Petri Ungaronis, testes." e nel 1260 a Mairano (LO):
"...usque ad viginti novem annos proximos completos Martino
Brode et sui heredibus omnia novaria que modo sunt vel a modo
aparissent in loco et teritorio de Villa Rubra et in loco et
teritorio de Mayrano..." |
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BRODU
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Brodu, decisamente sardo, ha un ceppo nel nuorese a Desulo,
potrebbe derivare da un antico toponimo.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
BRODU: significa brodo e viene dall'italiano. In Logudoro si usa
il termine brou,
probabilmente dal catalano brou.
È un cognome presente solo in Sardegna, in 14 Comuni su 377:
Desulo 27, Domusnovas 6, Sardara 6, Decimoputzu 6, Assemini 6,
Pabillonis 6, Guspini 6, etc. In agro di Oniferi, in provincia
di Nuoro, esiste una località denominata
Brodu,
sede di una necropoli preistorica, caratterizzata da 4 grotte
ipogeiche artificiali del tipo delle domus de janas (vedi nell'
Web: Sardegna Cultura - Luoghi di Cultura, Monumenti - Oniferi,
Necropoli di Brodu). |
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BROGGI
BROGGIAN
BROGGIN
BROGGINI
BROGGIO
BROGI
BROGIN
BROGINI
BROGIO
BROGIONI |
Broggi è tipicamente lombardo, del milanese, comasco e lecchese
in particolare, Broggian è specifico del vicentino e padovano,
Broggin, assolutamente rarissimo, parrebbe del padovano,
Broggini ha un ceppo nel comasco e nel vicino nordmilanese,
Broggio, oltre al ceppo lombardo nel milanese e varesotto, ne ha
anche uno alto piemontese ed uno nel Veneto tra veronese e
padovano, Brogi è decisamente toscano, Brogin, molto raro, ha un
ceppo tra milanese e pavese ed uno nel padovano, Brogini,
decisamente toscano, è in particolare del fiorentino e del
senese, Brogio, molto molto raro, è del padovano, Brogioni,
anch'esso toscano, è specificatamente del fiorentino, tutti
questi cognomi derivano, direttamente o tramite ipocoristici e
accrescitivi, dall'aferesi del nome
Ambrogio,
o anche da relazioni di provenienza riferite a uno dei molti
paesi italiani dedicati a San'Ambrogio. |
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BROGLI
BROGLIA
BROGLIO |
Brogli, assolutamente rarissimo sembrerebbe del ferrarese,
Broglia è diffuso in tutto il centro nord, particolarmente
rappresentato in provincia di Milano e Pavia, Broglio ha un
nucleo nel nodmilanese ed un ceppo nel vicentino che potrebbe
derivare dal toponimo Bogliano (VI), possono essere derivati da
broglio
(luogo di adunanza dei mercanti), quindi inerente alla
professione oppure da broglio il
brollus
(bosco, frutteto) quindi derivato dalle caratteristiche di una
località. Tracce illustri di queste cognominizzazioni le
troviamo a Venezia nel 1700 con il Marchese Broglio Solari, nel
1600 è vescovo di Asti Ottavio Broglia. |
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BROGNARA |
Di
origine veronese potrebbe essere collegata alla radice del
toponimo Brognoligo (VR), un'interessante teoria di un cortese
lettore ipotizza una connessione con il vocabolo dialettale
brognara (susino). |
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BROGNI
BROGNOLI |
Brogni è tipico del bergamasco, potrebbe essere legato al nome
del toponimo Brigniano Gera d'Adda (BG), Brognoli è tipicamente
lombardo, del bresciano in particolare, dell'area di Orzinuovi,
Borgo San Giacomo, Brescia, con piccoli ceppi anche a
Villachiara, Quinzano d'Oglio ed Orzivecchi, dovrebbero
derivare, direttamente o tramite una forma ipocoristica da
soprannomi originati dal termine dialettale
brogneau
(prugna selvatica,
ma usato anche per indicare un
forestiero), forse ad indicare
che i capostipiti non fossero del posto. |
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BROGNO
|
Brogno è calabrese, del cosentino in particolare, di Luzzi,
Montalto Uffugo, Cosenza, Rende, Corigliano Calabro,
Castrolibero ed Acri, potrebbe derivare dall'italianizzazione
del nome slavo Bronius,
anticamente in uso anche presso le popolazioni germaniche,
sicuramente più diffuso nella forma
Bronislaw. |
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BROI
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Due ceppi
uno nel Cagliaritano, l'altro in provincia di Belluno, potrebbe
essere originato da un vocabolo dialettale. |
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BROILI
BROILO
BROLLO |
Entrambi assolutamente rarissimi, Broili è friulano, Broilo è
del Trentino al confine con il vicentino, Brollo è abbastanza
diffuso in Veneto nel veneziano e nel vicino trevisano ed in
Friuli nell'udinese e nel vicino pordenonese, derivano tutti da
nomi di località derivate a loro volta dal termine celtico
brogilos
(frutteto, giardino)
o dal suo derivato broglio
(territorio
di caccia, territorio chiuso).
Traccia di queste cognominizzazioni la troviamo in Carnia
nell'anno 1608 con un certo Leonardo Broili da Siaio, convocato
a Udine davanti alla Sacra Inquisizione, accusato, con altri
compaesani, di mancata osservanza dei Precetti della Santa Madre
Chiesa. |
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BRONDI
BRONDO
BRUNDI
BRUNDO |
Brondi è tipico dell'arco costiero che dal savonese arriva al
livornese, di Lerici nello spezzino in particolare e di Livorno,
Brondo è più specificatamente del savonese, di Quiliano
soprattutto, Brundi è quasi unico, Brundo ha vari piccolissimi
ceppi, a Cagliari, Roma, nel salernitano e nella Sicilia
orientale, dovrebbero derivare da una forma tronca del nome
germanico ed in particolare longobardo
Brondolf
o Brundulf,
ma potrebbero anche derivare da soprannomi originati dalla voce
dialettale arcaica brondo
(bronzo, pentola),
forse ad indicare che il capostipite lavorasse il bronzo o
producesse pentole. Ormai scomparso il ceppo sardo cagliaritano
dei Brondo, mercanti di origine ebrea originari dell'isola di
Maiorca ,che ottennero nel 1616 il titolo di conte di Serramanna
e nel 1629 quello di marchese di Villacidro. |
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BRONTE
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Tipicamente siciliano, ha un ceppo a Butera (CL) ed uno a
Palermo, deriva dal toponimo Bronte (CT). |
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BRONTESI |
Brontesi è tipicamente lombardo del bresciano, di Ghedi in
particolare e di Leno, Brescia e Montichiari, l'ipotesi che
possa trattarsi di un etnico della località trentina La Bronta è
poco plausibile, si può ipotizzare una derivazione da un
soprannome generato dal vocabolo latino
brontes (genere
di ciclopi che fabbricano folgori)
e quindi per estensione
fonditori o fabbri. |
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BROSEGHINI
BRUSEGHIN
BRUSEGHINI |
Broseghini è tipico di Baselga Di Pine' (TN), Bruseghin ha un
ceppo nella zona di Campo San Martino (PD) e San Giorgio Delle
Pertiche (PD), Bruseghini ha due ceppi, uno trentino a Rovereto
(TN) ed uno lombardo a Caspoggio (SO), potrebbero derivare
dall'etnico di Brusago (TN),difficile un collegamento con il
nome della località Bruseghin in Val Camonica, ma è pure
possibile derivino in alcuni casi da un soprannome originato dal
vocabolo dialettale bruseghin
(bruciore). |
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BROSOLO |
Brosolo, estremamente raro, è friulano, di Pinzano al
Tagliamento, Fiume Veneto e Pordenone nel pordenonese, di Udine
e di Trieste, potrebbe derivare da una forma aferetica del nome
medioevale Ambrosolus
(vedi AMBROSOLI), esiste una teoria, abbastanza improbabile, che
propone una derivazione dal nome del paese di
Brosolo
(oggi Brozolo) nel torinese. |
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BROTTI
BROTTO |
Brotti ha qualche presenza in Lombardia, nel sondriese e nel
bergamasco, potrebbe trattarsi di una forma etnica aferetica
riferita al paese bergamasco di Nembro, Brotto è tipicamente
veneto, di Cittadella, Galliera Veneta, Padova, Cadoneghe,
Fontaniva, Campodarsego, San Martino di Lupari, Campo San
Martino e Camposampiero nel padovano, di Tezze sul Brenta,
Rossano Veneto, Camisano Vicentino, Romano d'Ezzelino, Cassola,
Dueville, Bassano del Grappa e Rosà nel vicentino, di Venezia,
Verona e di Loria e Borso del Grappa nel trevisano, ha anche
qualche presenza nel goriziano e nell'udinese, l'origine di
questi nomi potrebbe essere dal nome medioevale germanico
Brotul,
o dal nome slavo di origini greche
Brotus, o
anche da una forma afereticadel nome medioevale
Nebrotto,
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Padova fin dal
1400 con lo stampatore Johanne Brotto. |
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BROTZA
BROTZU
BROZZU |
Brotza, molto molto raro, è di Nuoro e del nuorese, Brotzu è
specifico di Nuoro, Brozzu invece è del sassarese, di Sassari,
Nulvi e Castelsardo, dovrebbero derivare da un soprannome
originato dal termine sardo
bròtzu (coltello),
forse ad indicare che il capostipite era particolarmente abile
con il coltello o molto lesto a prenderlo in mano.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
BROTZU; BROZZU: bròttsu,
bròcciu, broccìttu, brocchìttu,
significano stocco, coltello,
lama, rasoio del ciabattino;
dallo spagnolo brotxa
- punxò deis sabaters.
Nell'italiano antico abbiamo
broccio =
stocco.
Nella lingua sarda esiste anche
bròtzu,
bròčču,
nel significato di ricotta,
quaglio; di etimo incerto. I
cognomi quindi possono essere riferiti sia al mestiere del
coltellinaio, sia a quello della preparazione del formaggio
(casàiu). Non li abbiamo trovati negli antichi documenti della
lingua sarda. Nella storia contemporanea ricordiamo Brotzu
Giuseppe, cagliaritano (1895 - 1976), politico, per diverse
volte assessore e presidente della Giunta Regionale della
Sardegna, ed infine sindaco di Cagliari. Attualmente il cognome
Brotzu è presente in 25 Comuni italiani, di cui 13 in Sardegna:
Nuoro 65, Quartu S.E. 6, Orgosolo 6, Santa Maria Coghinas 5,
Cagliari 5 - Roma 15. Brozzu è presente in 41 Comuni italiani,
di cui 14 in Sardegna: Sassari 62, Nulvi 52, Castelsardo 13,
Tempio 9, Sedini 8, etc. |
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BROVADAN
BROVEDAN
BROVEDANI |
Brovadan è quasi unico, Brovedan, assolutamente rarissimo, è
tipicamente friulano, così come il più diffuso Brovedani, che ha
un ceppo nel pordenonese, a Spilimbergo, Clauzetto e San Vito al
Tagliamento, ad Udine ed Venezia e Trieste, dovrebbero derivare
da un soprannome originato dal vocabolo dialettale friulano
brovada,
un cibo locale a base di rape messe sotto vinaccia, e potrebbe
stare ad indicare che i capostipiti fossero dei preparatori di
quel tipo di preparato alimentare. |
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BROVARONE |
Brovarone
cognome specifico dell'area biellese, di Vigliano Biellese in
particolare, dovrebbe derivare dal nome della località
Brovarone, una frazione di Vigliano Biellese, probabile luogo
d'origine dei capostipiti. |
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BROVELLI |
Brovelli è specifico della zona che comprende il verbanese,
soprattutto a Verbania, il novarese, ad Arona in particolare, il
varesotto ed il milanese, con massima concentrazione nel
varesotto ad Angera, Ranco, Taino e Luino, con un piccolo ceppo
secondario anche nell'oristanese, dovrebbero stare ad indicare
la provenienza dei capostipiti dal paese di Brovello nel
verbanese, il cui toponimo dovrebbe derivare
dall'italianizzazione del termine piemontese arcaico
brova o
brua
(confine, bordo, orlo). |
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BROZZONI |
Brozzoni
è tipico del bergamasco, di Zogno e di Costa Di Serina in
particolare, potrebbe derivare da una forma accrescitiva
dialettale dell'aferesi del nome Ambrogio, molto improbabile una
derivazione dal toponimo bresciano di Brozzo situato troppo
lontano dall'area bergamasca interessata. |
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BRUCCHIERI |
Brucchieri, molto raro, è siciliano, dell'area tra catanese ed
ennese, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine
dialettale siciliano brucchièri
(chi guida i mietitori, chi sta a capo dei mietitori). |
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BRUCCI
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Brucci sembrerebbe specifico di Acerra nel napoletano, dovrebbe
derivare da una forma aferetica di un ipocoristico del nome di
mestiere del fabbro,
che diventa fabbruccio,
per aferesi bruccio
e con il classico genitivo patronimico
Brucci. |
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BRUCCULERI |
Brucculeri è tipicamente siciliano, dell'agrigentino, di Grotte,
Castrofilippo, Agrigento, Racalmuto e Canicattì, con un ceppo
anche a Palermo, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale
per produttore o venditore di broccoli. |
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BRUFANI |
Brufani è
tipico del perugino, di Assisi in particolare e di Foligno e
Bastia, si dovrebbe trattare di una forma etnica del paese di
Brufa di Torgiano, sempre nel perugino. |
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BRUGALETTA |
Brugaletta è siciliano, di Ragusa in particolare, con presenze
anche a Vittoria, Santa Croce Camerina e Comiso nel ragusano,
potrebbe derivare dal nome di una non meglio identificata
località. |
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BRUGELLIS |
Brugellis è un cognome assolutamente rarissimo che sembrerebbe
calabrese, potrebbe derivare da un ipocoristico del termine
latino brugius,
una variante del vocabolo latino
phrygius
(abitante di una regione dell'Anatolia, la Frigia, nell'attuale
Turchia), meno probabile una derivazione dal termine
brugo,
una pianta simile all'erica. |
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BRUGGI
BRUGHI
BRUGI |
Bruggi,
molto molto raro, è tipico della zona tra milanese e pavese,
Brughi è quasi unico, Brugi è tipicamente toscano con un ceppo
nel lucchese a Minucciano, Coreglia Antelminelli, Lucca e
Capannori ed uno nel grossetano a Grosseto e Manciano,
dovrebbero derivare da termini caratterizzanti le località di
residenza delle famiglie probabilmente caratterizzate dalla
presenza di una brughiera. |
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BRUGHITTA |
Brughitta è tipicamente sardo, del cagliaritano, di Cagliari,
Quartucciu e Gergei, dovrebbe derivare da un soprannome
originato dal vocabolo cagliaritano, campidanese
brugu (borgo,
sobborgo) forse ad indicare la
tipologia del luogo di abitazione della famiglia. |
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BRUGNANO
BRUGNERA |
Brugnano, oltre al ceppo a Reggio nell'Emilia, è tipico
dell'area calabrese e palermitana, di Cutro nel crotonese in
particolare, di Locri nel reggino e di Partinico nel
palermitano, dovrebbe derivare da nomi di località originati da
dei possedimenti terrieri medioevali chiamati
ager apronianum,
cioè podere di Apronius. |
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BRUGNETTI
BRUGNOLA
BRUGNOLI |
Brugnetti
ha un ceppo nel bergamasco ed uno tra romano e frusinate,
Brugnola è rarissimo con ceppi in Friuli ed in Puglia, è diffuso
in tutta l'Italia centro settentrionale Brugnoli, tutti questi
cognomi derivano, tramite ipocoristici, dal nome Bruno, presente
nell'uso italiano dall'epoca medioevale ma già esistente presso
i Goti e i Franchi, o da un soprannome legato al colore della
carnagione o dei capelli. Testimonianze del cognome Brugnoli si
trovano in un atto notarile del 1262:"...interfuerunt ibi testes
ser Morandus et Casparus fratres filii condam ser Redulfi
Capitanei de Stazona et Bertramus filius condam Ottoboni
Brugnolli de Nobiallo qui stat Blazono. Ego Mayfredus notarius
filius condam Viviani Bazonis de Bellaxio hanc cartam tradidi et
scripsi.". |
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BRUGNONE
BRUGNONI |
Brugnone
ha un ceppo tra genovese ed alessandrino, un ceppo nel
napoletano ed uno tra trapanese e palermitano, Brugnoni
sembrerebbe tipico della fascia che comprende Marche, Umbria e
Lazio, del perugino in particolare di Gubbio, Perugia ed
Umbertide, dovrebbero essere modificazioni accrescitive del nome
Bruno. |
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BRUGO
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Brugo è tipico del novarese di Romagnano Sesia in particolare,
dovrebbe derivare dal nome del
brugo, pianta che ha dato
origine a vari toponimi ed al termine brughiera per indicare
un'area campestre dove appunto il brugo è diffusissimo e che
caratterizza la riserva delle Baragge appunto nella zona di
Romagnano Sesia. |
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BRUGORA |
Brugora è specifico del milanese, di Desio, Monza e Biassono in
particolare, dovrebbe derivare dal nome del paese di Brugora ,
una frazione di Besana Brianza nel monzese, toponimo che prende
il nome dal termine celta bruko
(erica),
probabilmente ad indicare che quella zona ne era infestata. |
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BRUMANA
BRUMANI
BRUMANO |
Brumana è specifico del bergamasco, di Costa Valle Imagna in
particolare, ma è ben presente anche a Varese, Como, Travagliato
nel bresciano e Premana nel lecchese, Brumani e Brumano, quasi
unici, sono probabilmente dovuti ad errori di trascrizione del
primo, che dovrebbe derivare dal toponimo bergamasco di Brumano,
ma è pure possibile una derivazione da soprannomi originati dal
termine arcaico bruma
o brum
(brina,
ma anche inverno,
freddo,
gelo)
ad indicare chi proveniva dal nord, a solo titolo di
informazione ricordiamo che con il termine
bruman o
brumanus,
in epoca medioevale, i Franchi indicavano dei fittavoli di
arcivescovi o di altri feudatari imperiali. |
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BRUN
BRUNA
BRUNACCI
BRUNATO
BRUNATTI
BRUNATTO
BRUNETTI
BRUNI
BRUNINI
BRUNINO
BRUNITTO
BRUNO
BRUNONE
BRUNONI
BRUNOTTI
BRUNOZZI
BRUNU |
Brun è molto diffuso nel settentrione d'Italia, nel triveneto in
particolare, Bruna è diffuso in Piemonte ed in provincia di
Ragusa, Brunacci è diffuso nel forlivese, riminese, fiorentino,
aretino, perugino, anconetano e maceratese, con un ceppo nel
romano ed uno nell'alto cosentino, Brunato è senz'altro veneto,
del trevisano in particolare, con un ceppo anche nell'udinese,
sia Brunatti che Brunatto sono molto rari e specifici del
torinese, molto presente in tutta la nazione Brunetti, Bruni e
Bruno, Brunini ha un ceppo tra milanese e varesotto, uno nel
lucchese ed uno nel bolognese, Brunino, assolutamente rarissimo,
è del padovano, Brunitto, molto raro, è tipico del casertano, di
Lusciano ed Aversa, con un ceppo anche a Giugliano in Campania,
Brunone. abbastanza raro, è diffuso a macchie di leopardo nel
meridione, Brunoni, anch'esso molto raro, ha un ceppo lombardo
ed uno toscano, Brunotti, specifico dell'Italia centrale, del
ternano, viterbese e romano, è particolarmente presente a Terni
e Narni nel ternano ed a Roma, Brunozzi, anch'esso della fascia
centrale, ha un ceppo ad Assisi nel perugino ed uno a Roma,
Brunu, estremamente raro, è sardo, tutti questi cognomi
derivano, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome Bruno.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale
Bruno, che, nell'onomastica descrittiva, allude o al colore dei
capelli o alla carnagione scura (vedi Fusca). In alcuni casi,
tuttavia, non si può escludere una connessione con la
toponomastica, considerando che in Italia vi sono diversi
toponimi contenenti la radice
brun- (soprattutto nel nord).
In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei
nomi personali dei capostipiti, anche se in alcuni casi non è
esclusa una derivazione da un soprannome (talvolta connesso con
la toponomastica nazionale). |
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BRUNALDI
BRUNIALDI
BRUNIALTI |
Brunaldi, molto molto raro, è specifico del ferrarese, di
Argenta Ferrara e Voghiera, Brunialdi, quasi unico, parrebbe
dell'area lombardo, piemontese, Brunialti invece, comunque molto
raro, è specifico dell'area trentino, vicentina, dovrebbero
tutti derivare dal nome medioevale
Brunealdus,
o Brunaldus,
italianizzazione del nome germanico
Brunalt. |
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BRUNATI |
Tipicamente comasco deriva dal toponimo Brunate (CO). |
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BRUNDO
BRUNDU |
Brundo, molto raro, è specifico del cagliaritano, Brundu, molto
più diffuso, è tipicamente sardo equamente distribuito in tutta
l'isola, derivano entrambi dal vocabolo sardo
brundu (biondo)
o da una sua italianizzazione.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
BRUNDU: biondo;
dallo spagnolo blondo.
Generalmente sta ad indicare il colore dei capelli. Mi viene in
mente un proverbio (vedi Dicius di Giuseppe Concas):
su civràxu fai beni su piu brùndu e s'ogu
bràxu: il pane nero fa
diventare i capelli biondi e gli occhi azzurri. Non l'abbiamo
riscontrato nei documenti antichi della lingua sarda.
Attualmente è presente in 152 Comuni italiani, di cui 66 della
Sardegna: Erula 91( in un paesino di 807 abitanti, della
provincia di Sassari, ben 91 portano il cognome Brundu!),
Sassari 86, Orani 69, Cagliari 56, etc. |
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BRUNELLA
BRUNELLI
BRUNELLO |
Brunella
è molto raro e sembrerebbe del varesotto, Brunelli è diffuso in
tutto il centro nord, Brunello è decisamente veneto, derivano
tutti dal nome Bruno o da soprannomi originati dal colorito
della pelle o dei capelli. Tracce di questa cognominizzazione le
troviamo a Cremona, dove troviamo una lettera di intimazione
della curia vescovile di Cremona datata 5 febbraio 1571, rivolta
ai canonici della chiesa dei SS. Maria e Sigismondo di Rivolta
d'Adda, per il versamento di lire 20 ciascuno a Brandimarte
Brunelli, prevosto della suddetta chiesa. Personaggio abbastanza
famoso fu il padre francescano Gregorio Brunelli insigne
predicatore e lettore nella provincia veneta confessore di
Silvestro Valerio Principe di Venezia. |
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BRUNENGO |
Brunengo ha un piccolo ceppo a Torino ed a Mondovì nel cuneese,
ha un ceppo importante ad Imperia e nell'imperiese a Pieve di
Teco e Chiusanico, un ceppo a Genova e ad Albenga nel savonese,
potrebbe derivare dal nome medioevale burgundo
Brunengus
o Bruningus
di cui abbiamo un esempio nel
Codice Diplomatico della Lombardia medievale
nell'anno 986 a Lodi: "...Andreas, episcopus episcopio sancte
Laudensis Ecclesie, nec non et Adam qui et Bruningus et
Gotefredus seu Raginpaldus germanis, filii quondam Rikerii, qui
professi sunt ipsis germanis ex nacione suorum legem vivere
Langobardorum....". |
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BRUNETTA
BRUNETTI
BRUNETTO |
Brunetta
ha un nucleo importante tra la provincia di Pordenone e quella
di Treviso, con un ceppo, probabilmente autoctono, a Carpignano
Salentino (LE), Brunetti è assolutamente panitaliano, Brunetto
ha un nucleo nel torinese, uno a Villafranca Di Verona (VR), uno
a Rialto (SV) e vari ceppi in Sicilia, derivano tutti dal nome
Brunetto, Brunetta di cui abbiamo un esempio nel famoso, notaio
e giudice di parte guelfa, Brunetto Latini (~1220 - 1294), che
fu guida di Dante Alighieri e che venne da lui citato nel canto
XIV° dell'Inferno: "... «Siete voi qui, ser Brunetto?». - E
quelli: «O figliuol mio, non ti dispiaccia - se Brunetto Latino
un poco teco - ritorna 'n dietro e lascia andar la traccia».
...". |
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BRUNOLI |
Brunoli è oggi tipicamente lombardo, tipico della provincia di
Sondrio, di Mello in particolare, dovrebbe derivare da un
soprannome Brunolus,
di cui abbiamo un esempio d'uso in una registrazione nel
padovano di epoca medioevale, dove viene citato un tale Petrus
dictus Brunolus quondam Çenari de Cona, o dal nome
Brunolus,
una forma ipocoristica del nome
Brunus, di questa
cognominizzazione abbiamo un esempio d'uso a Trento nel XVI°
secolo: "..Dictus fuit etiam Magnifcius iuris utriusaque doctor
dominus Gaspar Brunolus nobilis ferrariensis, honorandus Praetor
civitatis Tridenti. Idem fuit Tridenti non Praetor,sed
cancellarius, et secretarius principis episcopi tridentini
Christophori Madrutii anno 1545,..". |
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BRUSADIN
BRUSADINI
BRUSATIN |
Brusadin, presente nell'area che comprende il veneziano, il
trevisano e soprattutto il pordenonese, è molto diffuso a
Pordenone, ma con significative presenza anche a Fiume Veneto,
Brusadini è praticamente unico, Brusatin è presente nel
trevisano e veneziano con un ceppo molto piccolo anche a
Trieste, gli ultimi due dovrebbero essere stati originati da
italianizzazioni del precedente, che dovrebbe derivare da un
soprannome originato dal vocabolo veneto
brusadìn
(bruciaticcio, residuo di un
piccolo incendio), forse ad
indicare che i capostipiti avessero subito un piccolo incendio,
o anche che non eccellessero per la loro grande capacità
decisionale. |
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BRUSAFERRI
BRUSAFERRO |
Brusaferri è tipicamente lombardo, del sudmilanese, lodigiano e
cremonese, Brusaferro è presente qua e là nel settentrione,
soprattutto in Piemonte e nel Veneto, dovrebbero derivare da un
soprannome probabilmente attribuito ad un fabbro, anche se in
qualche caso possono derivare da nomi di località come l'antico
paese di Brusaferro "inter
curatiam Villazani et curatiam vallis Surdae",
una località anticamente esistente vicino al paese trentino di
Villazzano, personaggio di rilievo è stato il pittore veneziano
Girolamo Brusaferro (1679-1745). |
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BRUSAMENTO |
Brusamento è specifico di Montegrotto Terme nel padovano,
dovrebbe derivare da un soprannome basato su di un deverbale del
termine dialettale veneto
brusare (bruciare),
forse con riferimento ad un incendio o ad un particolare evento
bellico. |
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BRUSAMOLIN
BRUSAMOLINI
BRUSAMOLINO |
Brusamolin, molto raro, è tipicamente veneto di Padova e di
Piazzola sul Brenta nel padovano, con un piccolissimo ceppo
anche nel vicentino a Vicenza ed a Torri di Quartesolo,
Brusamolini è praticamente unico e dovrebbe essere dovuto ad
un'errata trascrizione del precedente, Brusamolino è specifico
del milanese, di Inzago, Cassano d'Adda, MIlano, Melzo e
Pozzuolo Martesana, dovrebbero derivare da soprannomi basati sul
termine sia lombardo che veneto
brusa (brucia,
ma anche marinare, abbandonare
temporaneamente), molto più
probabilmente basati sul secondo significato, sottintendendo
forse in modo scherzoso che i capostipiti non fossero dei gran
lavoratori. |
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BRUSASCHI
BRUSASCHETTO
BRUSASCO |
Brusaschi, praticamente unico, è tipico di Villa Tirano (SO) e
dovrebbe derivare dal toponimo Brusio (GR) a 5 chilometri da
Villa Tirano e attualmente in Svizzera, Brusaschetto, rarissimo,
e Brusasco, abbastanza raro, sembra abbiano due ceppi
nell'alessandrino, e nel torinese, derivano dai toponimi
Brusasco (TO) e Brusaschetto (AL).
Precisazioni fornite da
Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO) |
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BRUSATERRA |
Brusaterra è specifico del vicentino, di Thiene in particolare,
dovrebbe derivare da un soprannome probabilmente attribuito ad
un capostipite contadino solito al particolare uso della
bruciatura delle stoppie di grano, una pratica agricola molto
antica con lo scopo sia di concimare e di bonificare il terreno
da parassiti di ogni genere, sia per proteggere da rischi
d'incendio i boschi viciniori. |
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BRUSATI
BRUSATTI |
Brusati è tipico della zona tra novarese, Bellinzago novarese in
particolare, Novara ed Oleggio, e milanese, Milano soprattutto,
Brusatti, quasi unico, è una forma alterata probabilmente da
errori di trascrizione, le ipotesi possibili sono almeno due, la
prima è che si tratti di una forma patronimica in
-ati
riferita ad un padre dei capostipiti il cui nome fosse stato
Ambrogio,
che per aferesi e successiva modificazione dialettale sia
diventato Brös
e quindi, per successiva chiusura della vocale,
Brus, la
seconda ipotesi è che derivi dal fatto che la famiglia
provenisse da località che avessero subito un incendio, in
dialetto brüsad
(bruciate). |
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BRUSCA
BRUSCAGLIONI
BRUSCHETTA
BRUSCHETTI
BRUSCHETTO
BRUSCHI
BRUSCHINI
BRUSCHINO
BRUSCO
BRUSCONE
BRUSCONI |
Di
origine palermitana Brusca, Bruscaglioni è specifico di Firenze
e del fiorentino, molto raro e tipico di Rovereto, Bruschetta ha
un ceppo veneto, tra veronese, padovano e trevisano ed uno
siciliano nel messinese, Bruschetti, presente in misura
limitatissima anche in centro Italia, è presente nel centro
nord, Bruschetto, quasi unico, è siciliano, Bruschi, ma
particolarmente rappresentato nelle provincie di Milano e Lodi,
in Toscana, nelle Marche e nel Lazio, Bruschini, specifico della
fascia centrale che comprende le Marche, l'Umbria ed il Lazio, è
particolarmente concentrato nel romano, a Roma, Anzio, San Vito
Romano ed a Cori nel latinense, Bruschino, quasi unico,
sembrerebbe campano, Brusco ha un ceppo nell'area ligure,
piemontese, uno nella zona tra trentino e veronese, uno nel
napoletano ed uno nel cosentino, Bruscone è quasi unico ed è
probabilmente dovuto ad errori di trascrizione di Brusconi, che,
assolutamente rarissimo, è tipico dell'Italia centrale. Questi
cognomi possono derivare, direttamente o tramite ipocoristici o
accrescitivi, da soprannomi, transitati per il dialetto,
relativi ad aspetti del carattere o del mestiere
brusca (spazzola
per cavalli),
brusco (pungitopo)
e bruscare
(ripulire gli alberi),
o anche dal nome medioevale
Bruscus di cui abbiamo un
esempio nel trattato dell'anno 1209, con il quale si definisce
la pace tra Pisa e Marsiglia: "In nomine Patris et Filii et
Spiritus Sancti amen. Hec sunt nomina Pisanorum civium qui pacem
compositam inter civitatem Pisanam et civitatem Massilie
iuraverunt sicut in tenore pacis continetur.. ..Ugolinus
Cappellus, Treuguanus, Bernardus Pisani, Ugolinus Ferioli,
Rodione filius Alcherii, Albertus Rascha, Gerardus aurifex,
Blancus casearius, Guido Caccialoga, Boninsigna speciarius,
Petrus Bardellonis, Bruscus Paucefarine, Ventura erovarius,
Bonacursus massarius, Fredericus Blanci, Leonardus Galli,
Paganellus vinarius, Orlandus calthularius, Melanensis, ...". |
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BRUSCI
BRUSCIA |
Brusci è unico, Bruscia ha un ceppoa Rimini e nel pesarese, a
Fano, Pesaro, Cagli e Fermignano, ed un ceppo in Sicilia, a
Gela nel nisseno e nel palermitano a Palermo, Roccamena e Santa
Cristina Gela, dovrebbe essere di origini normanne e derivare da
un soprannome basato sul termine medioevale francese
brusse (spazzola,
pennello), forse ad indicare
nei capostipiti degli stallieri o degli imbianchini. |
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BRUSIN
BRUSINI |
Brusin, assolutamente rarissimo, è specifico dei San Vito al
Tagliamento nel pordenonese, Brusini ha un piccolo ceppo nel
mantovano a Goito, Guidizzolo e Mantova ed uno nell'udinese in
particolare a Cividale del Friuli, questi cognomi dovrebbero
derivare da un soprannome dialettale originato dal termine
veneto bruso
(al limite, alo sgocciolo),
forse ad indicare che il capostipite vivesse sempre in bilico
sulla lama di un rasoio, o per carattere o per il particolare
mestiere svolto. |
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BRUSON
BRUSONE
BRUSONI
BRUZONE
BRUZZONE |
Bruson è tipico del padovano e veneziano, Brusone, assolutamente
rarissimo sembra essere ligure come Bruzone che è praticamente
unico e dovrebbe derivare da un errore di trascrizione di
Bruzzone, che è molto diffuso e che occupa l'areale che
comprende le province di Savona, Genova ed Alessandria, Brusoni
è tipico del milanese e del pavese, dovrebbero tutti derivare da
modificazioni del nome medioevale italiano
Bruzzo
derivato dal cognomen latino
Brutus, ricordiamo il Bruzzo
figlio bastardo di Luchino Visconti messo da questi al governo
del lodigiano nel 1314 governo che Bruzzo detenne fino alla
morte di Luchino nel 1319, ma è pure possibile che derivino da
toponimi come Castello Bruzzo (AL) nel tortonese o anche da
soprannomi legati al vocabolo
bruzzo, sorta di ricotta tipica
dell'imperiese. troviamo tracce di questa cognominizzazione ad
Altare (SV) fin dalla seconda metà del 1400.
integrazioni fornite da
Pierluigi Bruzzone
cognome diffusissimo in tutta la Liguria e più precisamente
nella zona fra Varazze e Voltri. La sua origine secondo alcuni
potrebbe derivare dall'antico francese brusson (mirtillo). Punto
di partenza di questo cognome fu la località detta bruxinetti
nell'entroterra di Voltri. |
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BRUSSOLO |
Brussolo è specifico della zona che comprende il veneziano, in
particolare San Donà di Piave, Eraclea e Musile di Piave, ed il
pordenonese, a Sesto al Reghena, Azzano Decimo e San Vito al
Tagliamento, dovrebbe derivare da un soprannome veneziano
arcaico basato sul termine
brùssolo (cyprinus
amarus), che corrispondeva ad
un pesciolino d'acqua dolce dal sapore amaro e cattivo,
probabilmente ad indicare che il capostipite fosse un uomo molto
minuto, forse con un carattere scostante. Troviamo tracce dei
Brussolo a Portogruaro nel veneziano fin dalla seconda metà del
1600, quando li troviamo all'opera come mugnai. |
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BRUSTOLIN
BRUSTOLINI |
Brustolin è tipicamente veneto, di Vidor e Pieve di Soligo nel
trevisano e di Arsiè e Feltre nel bellunese, Brustolini,
assolutamente rarissimo, è del trentino, dovrebbero derivare da
soprannomi originati dal vocabolo veneto
brustolin
(sentore di bruciato, il tipico
sapore amarognolo di bruciaticcio che assume a volte il cibo che
si attacca al fondo della pentola),
difficile immaginare quale possa essere stata la motivazione
dell'attribuzione di un simile nomignolo. |
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BRUTI
BRUTO
BRUTTI
BRUTTO |
Bruti oltre al ceppo romano ne ha uno tra Orvieto (TR) e Bolsena
(VT), Bruto, assolutamente rarissimo ha un unico ceppo a
Manduria (TA) pur essendo presente in maniera sporadica in
Campania e Lazio, Brutti ha un ceppo tra veronese a Verona,
Isola della Scala e Zevio e mantovano a Goito e Porto Mantovano,
uno nell'anconetano a Falconara Marittima, Ancona e Jesi, ed uno
molto importante a Roma, Brutto ha un ceppo veneto a Verona ed a
Noventa Vicentina (VI) ed uno calabrese a Catanzaro e provincia,
dovrebbero tutti derivare dal praenomen latino
Brutus,
ma è pure possibile un collegamento con la
Gens
Bruttia. |
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BRUZICHE
BRUZICHES
BRUZZECHESSE
BRUZZICHES |
Bruziche, praticamente unico, è una forma alterata del cognome
Bruziches, che è specifico di Caprarola nel viterbese,
Bruzziches, oltre che a Caprarola è ben presente anche a Civita
Castellana sempre nel viterbese, Bruzzechesse è specifico di
Matelica nel maceratese, dovrebbero derivare da alterazioni del
cognomen latino Brutticus,
riferito ad un origine dei capostipiti dal vicino
Bruttius
(Abruzzo),
non risulta probabile un'origine germanica e neppure un'origine
spagnola proposta da alcuni. |
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BRUZZESE |
Presente
in tutt'Italia, ma senza una zona specifica che consenta di
identificarne l'origine, particolarmente presente in Piemonte,
Liguria e Calabria, potrebbe derivare dall'indicativo regionale
(bruzzese degli Abruzzi). |
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BRUZZI
BRUZZO |
Bruzzi,
tipicamente emiliano, ha un ceppo nel piacentino ed uno tra
modenese e bolognese, Bruzzo ha un nucleo importante a Genova ed
uno a Gambellara (VI), potrebbero derivare da toponimi come
Bruzzi di Boccolo Noce (PC), ma più probabilmente derivano o dal
nomen latino Brutius (pronuncia Bruzius) di cui abbiamo un
esempio: "...Sunt foederati plurimi, plures erunt, Iunget
Tarentum se mihi, et Graecae plagae, Samnisque, Lucanusque, et
audax Brutius, Iuncta Quirites oppriment mecum manu....", o dal
nome medioevale italiano Bruzzo. (vedi Bruzone) |
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BUA
BUO |
Bua
ha ceppi in Sardegna ed in Sicilia, con piccoli nuclei in
Calabria e nel basso Lazio, Buo, molto raro, ha un ceppo nel
napoletano ed uno nel foggiano, potrebbero derivare da
soprannomi originati dal vocabolo dialettale indicante il bove,
ma in alcuni casi è pure possibile una derivazione da una
modificazione dialettale del toponimo Bova (RC), o potrebbe,
soprattutto per i ceppi meridionali, derivare dal cognome nobile
albanese Bua,
nel 1400 i Bua sono Baroni di Morea, dal 1358 al 1400 Ghin Bua
Spatas è Despota di Angelocastro in Albania, tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo a Carolei (CS) in un atto del 16
novembre 1612: "...Horatio Belluccio sindico In p[ræ]sentis
dicti Casalis, Thodaro Buscia, M[agist]ro Fabio Squillizza et
Basile Bua electis dicti Casalis huius...".
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
BUA: voce infantile, onomatopeica, per significare
il dolore
> sa bùa
o sa bubùa
è il graffio
o la pustola
che causa dolore al bambino. Bua a Cagliari è la
boa, ma
significa anche donna grassa.
Attualmente il cognome Bua è presente in 227 Comuni italiani, di
cui 42 in Sardegna: Oschiri 62, Sassari 44, Olbia 37, Alà dei
Sardi 36, Orosei 31, etc. Non l'abbiamo trovato nelle carte
antiche da noi consultate.
integrazioni fornite da
Svetko Buha
Il cognome Bua deriva dal cognome bosniaco
Buha, a
seguito dell'invasione turca intorno al XV° secolo, molti
abitanti della Bosnia ed Erzegovina scapparono verso la Dalmazia
ed altre zone d'Italia. |
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BUCALOSSI |
Bucalossi
è tipicamente toscano, diffuso nel fiorentino a
Castelfiorentino, Gambassi Terme, Certaldo, Empoli, Vinci e
Firenze, a Cascina e Pomarance nel pisano ed a Poggibonsi e San
Gimignano nel senese, con un ceppo anche a Roma, dovrebbe
derivare da un soprannome, probabilmente attribuito ai
capostipiti a causa della loro indigenza che li costringeva ad
accontentarsi di spolpare gli ossi per sfamarsi, cibandosi di
midollo. |
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BUCCA
BUCCELLA
BUCCELLI
BUCCELLO
BUCCHI
BUCCO |
Bucca è
tipicamente siciliano, in particolare del messinese e di
Barcellona Pozzo di Gotto soprattutto, di Messina, Milazzo, San
Filippo del Mela, Merì, Terme Vigliatore, Pace del Mela e
Falcone, con un ceppo importante a Palermo ed a Mazara del Vallo
nel trapanese, Bucchi è diffuso nel bolognese e fiorentino, in
Romagna, Marche settentrionali, perugino e, soprattutto, a Roma,
Bucco ha un ceppo nel pordenonese ed uno nel teatino, Buccella
ha un ceppo nel basso trentino , uno nel basso bresciano, uno
nel pescarese, aquilano e romano ed uno nel salernitano,
Buccelli ha un ceppo nel basso bresciano, uno nel forlivese ed
uno nel napoletano, Buccello, quasi unico, è meridionale,
dovrebbero tutti derivare dal nome medioevale Bucca o da suoi
ipocoristici, ma è pure possibile una derivazioni da soprannomi
originati da forme particolarmente graziose o al contrario
esageratamente grandi della bocca dei capostipiti. |
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BUCCAFURI
BUCCAFURRI |
Buccafuri, molto raro è tipico di Lamezia Terme nel catanzarese,
mentre Buccafurri, altrettanto raro e sempre del catanzarese con
ceppi anche nel reggino, è più tipico di Sersale (CZ),
dovrebbero derivare da soprannomi dialettali con il significato
di bocca di forno,
forse ad indicare il mestiere del capostipite, tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo ad Oppido Mamertina (RC) nel 1700,
in un testamento ivi redatto nel 1757 si legge di un lascito ad
un certo Francesco Buccafurri. |
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BUCCARELLA
BUCCARELLI
BUCCARELLO |
Buccarella è tipicamente pugliese del leccese, di Gallipoli,
Nardò, Sannicola e Tricase, con un piccolo ceppo anche a
Monfalcone nel goriziano, Buccarelli, molto più raro, ha un
piccolo ceppo a Fossombrone nell'urbinate, ed uno ad Andrano nel
leccese, Buccarello è specifico del Salento, del leccese in
particolare, di Gagliano del Capo, Castrignano del capo, Lecce,
Alessano e Corsano, potrebbe trattarsi di forme ipocoristiche
stanti ad indicare la provenienza dei capostipiti da Bukar
nell'attuale Croazia, ricordiamo la famosa beffa di Buccari, tra
il 10 e l'11 febbraio del 1918, quando il capitano di fregata
Costanzo Ciano, con trenta uomini a bordo di tre M.A.S. (
motoscafi armati Svan, nome della ditta veneziana che li
produceva, e che più tardi vennero indicati come motoscafi anti
sommergibile) riuscirono a sgaiattolare per circa 45 miglia (83
chilometri circa), tra le difese costiere austriache e raggiunta
la baia di Buccari, lanciarono sei siluri contro alcune navi
avversarie, solo un siluro esplose, lasciando gli austriaci di
stucco, non si può comunque escludere anche la possibilità che
in alcuni casi derivino da soprannomi originati da una bocca
particolarmente piccola del capostipite. |
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BUCCETTI
BUCCI
BUCCIO
BUCETTI |
Presente in tutta Italia Bucci, umbro Buccetti e molto raro e di
origine non individuabile Bucetti, tanto da far pensare ad
errori di trascrizione della forma con due t, Buccio ha due
ceppi uno bresciano a Bagolino ed uno campano a San Nicola
Baronia (AV). L'origine potrebbe essere dal vocabolo latino
bucca
tramite un soprannome dialettale la finale in i identifica la
forma quelli della bocca.
ntegrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Bucci e Buccio vengono dal nome personale medievale
Buccio,
ipocoristico aferetico di
Giacobo, variante di Giacomo
che significa Dio ha protetto. |
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BUCCHERI
BURCHERI |
Tipicamente siciliano Buccheri, con grossi ceppi a Palermo, a
Catania e nel catanese, nell'agrigentino, a Siracusa e nel
siracusano, Burcheri è specifico di San Cataldo (CL), dovrebbero
derivare da soprannomi originati dal mestiere di beccaio o
macellaio attraverso il termine arabo
baker
(vaccheria), secondo altri deriverebbe dal termine francese
boucher
(macellaio).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Buccheri è un cognome siciliano, calabrese e napoletano,
potrebbe venire direttamente dal toponimo omonimo in provincia
di Siracusa o essere l'italianizzazione del cognome francese
Bouquier,
dalla voce 'boucher'
= macellaio.
Rohlfs 54 |
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BUCCHIANERI |
Bucchianeri, assolutamente rarissimo, è decisamente toscano, di
Capannori nel lucchese con presenze anche nella vicina Pescia
nel pistoiese, dovrebbe derivare dal mestiere del capostipite,
probabilmente pilota di un
burchio (antica
imbarcazione utilizzata per i trasporti fluviali),
o che vi lavorava come marinaio. |
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BUCCHIANICO
DI BUCCHIANICO |
Bucchianico è quasi unico, Di Bucchianico invece è molto meno
raro e sembra specifico di Lanciano nel teatino, dovrebbe
derivare dal nome del paese di Bucchianico nel teatino,
probabile luogo d'origine delle famiglie, che migrarono
probabilmente verso il 1500. |
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BUCCHICCHIO
BUCHICCHIO |
Bucchicchio, estremamente raro, parrebbe della zona tra teatino
e campobassano, Buchicchio ha un ceppo a Roma, uno nel foggiano
a Cerignola e Casalnuovo Monterotaro, ed uno nel potentino ad
Anzi, Potenza e Bella.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
D'origine arbëreshë, i cognomi Buchicchio e Bucchicchio nascono
come varianti dei cognomi
Bochicchio e
Bocchicchio,
che, il più delle volte, riflettono un'italianizzazione del
cognome albanese Bozhiqi
(per una spiegazione più approfondita,
vedi Bocchicchio e Buscicchi): per maggiore chiarezza, in
effetti, va notato che i documenti antichi riportano il cognome
nella forma Bosichio
- ad esempio, un certo Vreto Bosichio fu un capo degli stradioti
nella prima metà del Cinquecento - e, in questo senso, la
trasformazione in Bochicchio e nelle sue varianti è dovuta
probabilmente a un adattamento popolare del cognome Bosichio (in
seguito a un accostamento paretimologico col termine bocca).
Detto questo, ad ogni modo, bisogna aggiungere che, nel centro e
centro-nord Italia, i cognomi Bocchicchio, Bochicchio e
Buchicchio non sono necessariamente dei cognomi arbëreshë, ma
anzi la loro origine potrebbe essere ricercata nel nome
medievale Bocca (con una variante in Bocco), di cui si hanno
diverse testimonianze nei documenti antichi (vedi Boccacci): in
questo caso, infatti, il suffisso
-icchio
assumerebbe semplicemente un valore ipocoristico (derivando dal
latino -iculus),
come avviene di frequente nei cognomi centro-settentrionali. |
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BUCCIGROSSI |
Proprio
dell'area Lazio, Abruzzi e Molise, con presenza significativa
anche in Puglia deriva da soprannomi relativi alla forma della
bocca (vedi Buccetti), si può anche trattare di un cognome
attribuito ad un trovatello, comunque motivato dalla forma della
bocca del capostipite. |
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BUCCINI
BUCCINO
BUCCIONE
BUCCIONI
BUCCIOTTI |
Buccini è specifico della zona che comprende l'aquilano, il
reatino ed il romano, con un ceppo anche nel napoletano e
casertano, Buccino è tipicamente meridionale, con un ceppo
campano, soprattutto nel napoletano e salernitano, ed uno nel
foggiano, Buccione ha un ceppo abruzzese a Chieti e Pescara ed
uno campano a San Bartolomeo in Galdo nel beneventano ed a
Napoli, Buccioni ha un ceppo fiorentino ed uno a Roma e Rieti,
Bucciotti, estremamente raro, è tipico della zona tra ternano e
viterbese, questi cognomi potrebbero derivare da soprannomi
originati dall'avere il capostipite una bocca grossa, ma è più
probabile che derivino dal nome medioevale
Buccio,
una forma ipocoristica contratta di nomi come
Jacobo o
anche da alterazioni per contrazione del nome
Berto,
aferesi dei vari Alberto, Umberto, Lamberto ecc., da
Berto a
Bertuccio,
quindi per contrazione Buccio
e di lì Buccini,
Bucciotti
e Buccione,
dell'uso di questo nome abbiamo un esempio ad Ancona nella prima
metà del 1300 con Buccione Andree de Barnabeis esecutore degli
Ordinamenti di Giustizia della città, non si può poi escludere
una possibile derivazione da ipocoristici aferetici del nome
Jacobo, attraverso Jacobuccio, per aferesi Buccio, quindi per
ulteriore ipocoristico Buccino o con suffisso accrescitivo
Buccione ecc.. |
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BUCCOLIERO
BUCOLI
BUCOLIERO
BUCOLO |
Buccoliero è molto diffuso nel Salento, a Bucoliero è quasi
unico, entrambi siciliani gli altri due, Bucoli è praticamente
unico, Bucolo è tipico della Sicilia orientale, di Catania,
Calatabiano e Misterbianco nel catanese e di Falcone, Messina,
Mazzarrà Sant`Andrea, Giardini Naxos, San Filippo del Mela e
Furnari nel messinese, dovrebbero tutti derivare, direttamente o
attraverso francesismi normanni, da soprannomi originati dal
termine greco bukòlos
(pastore, guardiano di animali
da pascolo), probabilmente a
definire il mestiere del capostipite. |
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BUCHIGNANI |
Buchignani è tipicamente toscanodi Lucca, di Massarosa nel
lucchese e di San Giuliano Terme nel pisano, potrebbe derivare
da un nome di località come Bocchiniano nel reatino, o da un non
meglio specificabile ager
buchinianum, cioè dal nome
della proprietà terriera di un
Buchinus (cognomen tardo
latino) di cui abbiamo un esempio d'uso in questo scritto
dell'anno 836: "..Nam Buchinus ex gentili conversus, postea,
inquit, Venerabilis, id est monachus, exstitit, ac Ferrariensi
coenobio praefuit, et Thillo vernaculus Eligii, postmodum
venerabilem, id est, monasticam vitam duxisse dicitur..". |
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BUCHINIZ |
Assolutamente rarissimo, potrebbe essere friulano, dovrebbe
essere di origini slovene e derivare dal termine slavo bukev
(faggio). |
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BUDA
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Presente a macchia di leopardo in tutt'Italia, ha un grosso
nucleo siciliano, soprattutto nel catanese e messinese, e nel
reggino, un'altro nel forlivese, uno nel chietino, uno triestino
ed altri ancora, dovrebbe derivare da soprannomi originati dal
vocabolo tardolatino buda
(tipo di giunco utilizzato nelle impagliature) e starebbe
probabilmente ad indicare il mestiere del capostipite od il suo
carattere, potrebbe essere stato un raccoglitore di giunchi o un
produttore di sedie o di fiaschi, o anche un tipo
particolarmente flessibile. |
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BUDETTI |
Budetti, molto raro, è specifico del salernitano, potrebbe
derivare da una forma ipocoristica del nome catalano di origini
germaniche Budo
o Bodo,
originato dal termine germanico
bod (messaggero),
ma potrebbe anche derivare da modificazioni e ipocorismi dei
nomi normanni Budic
o Budin. |
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BUDRONI |
Budroni è specifico della Sardegna settentrionale, di Olbia ed
Oschiri in Gallura e di Sassari, Valledoria, Codrongianus,
Perfugas, Ploaghe e Porto Torres nel sassarese.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
BUDRONI: budròni, budròne,
burdòne, butròne, butròni, burdòni,
etc. = grappolo,
generalmente di uva. Qui in Campidano:
u''tròni;
u''dròni de axina
= un grappolo d'uva.
Dal latino botruus
= grappolo d'uva;
o botryonis
= graspo,
ma anche grappolo. Il cognome, fondamentalmente sardo, è
probabilmente legato all' attività di viticoltore. Lo troviamo
negli antichi documenti della lingua sarda. Nel Condaghe di San
Nicola di Trullas, *CSNT, XI°, XIII° secolo, figura: Butrone
Furatu(260), teste in una vendita di terre: Comporaili (ho
comprato) a Gosantine de Cappattennor sa parzone de su
nipote(la parte del nipote)sa ke li ditavat (quella che gli
spettava) in Frassinettu (località in agro di Cheremule), ca sa
sua mi aveat data innanti (la sua parte me l'aveva data in
precedenza), etc. etc. Fra i testimoni (testes) della vendita
c'è appunto Furatu Butrone. |
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BUEMI
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Buemi è tipicamente siciliano, del messinese, di Novara di
Sicilia, Messina, Barcellona Pozzo di Gotto, Fondachelli-Fantina
e Rodì - Milici, e del catanese, di Paternò e Catania, dovrebbe
essere di origine araba e si dovrebbe trattare di una forma
contratta del cognome Buscemi (vedi BUSCEMA).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Il cognome Buemi è siciliano, secondo Rohlfs 54 viene
dall'aggettivo 'boemo'. |
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BUFAINO
BUFALI
BUFALINI
BUFALINO
BUFALO
BUFALONI |
Bufaino, quasi unico, sembrerebbe del cosentino, Bufali è
specifico di Perugia e del perugino, Bufalini sembra specifico
dell'area che comprende Marche, Umbria e Toscana, Bufalino,
abbastanza raro, sembrerebbe originario del siracusano, con
possibili ceppi probabilmente secondari nel cosentino, Bufalo ha
vari ceppi, uno molto piccolo a Fano nel pesarese, uno a San
Severo nel foggiano ed uno a Brindisi, uno piccolissimo a Dinami
ed Acquaro nel vibonese ed uno a Lucca Sicula nell'agrigentino
ed a Palermo e Palazzo Adrano nel palermitano, Bufaloni,
assolutamente rarissimo, sembrerebbe umbro, di Terni e del
perugino, dovrebbero tutti derivare, sia direttamente che
tramite ipocoristici o accrescitivi, dal nome medioevale
Bufalus
di cui abbiamo esempio nel 1300 con
Bufalus de Cancellariis
sepolto nel 1404 in ecclesia in
platea Columnae a Roma.
Troviamo tracce di questa cognominizzazione a Città di Castello
(PG) nel XIV° secolo con il castellano Niccolò di Manno
Bufalini; personaggio famoso è stato l'architetto Francesco
Antonio Bufalini (1670-1716 ) che operò sia a Roma che a Urbino.
integrazioni fornite da
Vincenza Magi
una leggenda sulla famiglia Bufalini di San Giustino (PG), dice
che un cavaliere al servizio dell'imperatore di nome Paolo di
Riccomanno durante un torneo di caccia avrebbe ucciso una bufala
e ne avrebbe preso la testa come emblema della sua famiglia da
questo il soprannome Bufalino. I Bufalini furono signori di San
Giustino dove è visitabile il loro palazzo fatto erigere da loro
nel 1492, con tanto di giardino all'italiana con ancora intatto
il labirinto. Personaggi della famiglia più conosciuti sono: il
cardinale Giovanni Ottavio, Ortensia madre del famoso cardinale
Mazzarino e la poetessa Francesca Turina. La famiglia è
estinta,l o stemma è una testa di bufalo con anello al naso
nera, credo in campo dorato. |
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BUFANI
BUFANO |
Bufani è unico, Bufano invece è tipico del meridione, in
particolare della Puglia, del salernitano, del potentino e del
cosentino, potrebbero derivare dall'etnico latino
bufani,
una tribù germanica
citata anche da Cesare: "..C. Caecilius Plinius de avunculo ad
Marcum scribit, IIII historiae natur. c. XVII haec memoriae
prodit. Rhenum accolentes, Germaniae gentes in eadem provincia,
Nemetes, Triboci, Vangiones, hinc Ubii, Colonia Agrippinensis,
Guberni, Bufani, et quos in insulis Rheni diximus, hi sunt
Batavi, Cannefates, Frisii, Chauci, Frisiaboni, Sturii,
Morsatii..". |
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BUFFA
BUFFI
BUFFINI
BUFFINO
BUFFO |
Buffa ha svariati ceppi, nel trapanese e palermitano, nel sud
della Sardegna, nel catanzarese, nel romano, nel trentino ed in
Piemonte, Buffi ha un ceppo nel trentino a Tione di Trento in
particolare, uno nel mantovano a Gazoldo Degli Ippoliti
soprattutto, in Toscana a Firenze ed in Umbria a Nocera Umbra,
Buffini è tipico del pratese, di Prato e di Poggio a Caiano, con
presenze anche nel perugino, Buffino, quasi unico, è
probabilmente dovuto ad errore di trascrizione del precedente,
Buffo ha vari ceppi, nel torinese, nel veronese e nel
trevigiano, nel genovese, in Puglia nel foggiano e nel leccese,
dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici,
dall'aferesi del nome medioevale
Rebufus o
Robufus
(vedi REBUFFI).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
La radice del cognome Buffa è storicamente la seguente: dal
tedesco Büffel,
cioè bufalo.
I Büffel erano famiglie bavaresi trasferitesi in Italia,
esistenti ancor oggi in Baviera con lo stesso cognome. Nel 1050
un Oddo Buffa si distingueva già come guerriero. I Buffa si
stanziarono e si diffusero nella bassa Lombardia e nel
Piacentino. Nel basso Medioevo i Buffa li troviamo nel
Pinerolese e a Mondovì. Buffa è una frazione di Mondovì. È
possibile che dalla bassa Lombardia e dal Piacentino scendessero
per tutta l'Italia altre famiglie Buffa che italianizzarono il
cognome Büffel in altri modi: BUFALO (Messina), BUFALO o BUFALI
(Velletri), BUFALINI (Città di Castello), BUFARELLI (Velletri),
BUFFERI (Genova), BUFFI (Pesaro). Buffa è presente anche in
Sicilia e nel Napoletano, dove però viene dalla voce dialettale
'buffa'
= rospo.
Rohlfs 54 |
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BUFFELE
BUFFELE' |
Sia
Buffele che Buffelè sono quasi unici e tipicamente lombardi,
potrebbero derivare da un termine dialettale originato dal
vocabolo bufà
(soffiare)
oppure dal termine buffè
(credenza, dispensa),
ma non si può escludere una contaminazione del termine
ufelè
(pasticcere),
in tutti i casi sembrerebbe riferirsi al mestiere svolto del
capostipite. |
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BUFI
BUFIS
BUFO |
Bufi è tipico di Molfetta (BA), Bufis, molto molto raro, ha un
ceppo a Rodi Garganico (FG), Bufo ha un ceppo a Castiglione
Messer Raimondo (TE), uno a Roma, ma il grosso ceppo è in Puglia
nel barese tra Molfetta e Barletta, ed uno Margherita Di Savoia
e Cerignola nel foggiano, potrebbero derivare da soprannomi
originati dal termine latino
bufus (rospo),
dall'aferesi del nome medioevale
Rebufus
di cui abbiamo un esempio nel 1100: "...Rigizo qui dicitur de
Pettorano et Rebufus qui dicitur Ricius de suprascripta
civitate, et qui ambo dixerunt..:", tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo nel 1151 in una Carta donationis:
"...manus suprascripti Bernardi, qui hanc cartam donationis ut
supra fieri rogavit. Signa + + + manuum Anselmi de Ozano et
Alberti Bufo et item Alberti testium...". |
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BUGANE
BUGANE' |
Bugane,
quasi unico, dovrebbe essere dovuto ad un'errata trascrizione di
Buganè, che è tipico del bolognese, di Bologna, Monzuno, Loiano,
Pianoro ed Imola, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale
arcaico per lavandaia o lavandaio, indicando che questo era
probabilmente il mestiere del capostipite. |
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BUGATTI
BUGATTO |
Bugatti
ha un nucleo importante a Lumezzane nel bresciano, uno nel
milanese ed uno nell'anconetano, Bugatto, estremamente raro, è
del genovese. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo
nel bresciano fin dal XII° secolo, in un atto della seconda metà
del 1100 vengono citati degli Heredes Petri Bugatti, nel 1200
nell'estremità occidentale della Provenza, ai confini con
l'Italia troviamo in un atto: "...Actum fuit hoc .II. idus Iuni
anno Domini .M. CC. LXX. VII. Philipo regnante B. comite
Convenarum Raimundo episcopo Coseranensi Testes huius rei son
Amelis de Bugato Arnaldus de Sancto Saturnino presbiteri et
Arnaldus de Bugato Arnaldus Faber notarius publicus Vallis longe
scripsit...", nel 1400 a Milano il pittore ritrattista Zanetto
Bugatto è alle dipendenze di Francesco Sforza e decora fra
l'altro la cappella delle reliquie nel Castello di Pavia. |
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BUGEA
BUGIA |
Bugea è tipico di Agrigento, Bugia, decisamente più raro, ha un
ceppo a Palma di Montichiaro nell'agrigentino ed uno a
Caltanissetta, dovrebbero entrambi derivare, direttamente o
tramite un'alterazione dialettale, dal nome dell'antico toponimo
algerino Bugea, citato ad esempio da Matteo Bandello nelle sue
Novelle: "...Dopo questi vi furono aggiunti Serreffo, gran
dottore de la legge maometana, nato in Bugea, nobile cittá, ove
sogliono essere le publiche scole degli studi arabici. Questa
Bugea fu appo gli antichi Uzicata. ..." e di cui abbiamo traccia
già negli Annales Pisani:
"...Quedam alia galea de Porta Aurea Gigerim applicuit, cuius
galee homines capti pro piratis ducti sunti ad Bugeam, et omnes,
preter quatuor parvulos et XX alios quos fortuna liberavit,
truncati sunt. Alie vero XVIIII, nescientes de aliis quid inde
esset, infra XI dies Novembris Pisas cum triumpho de inimicis
rediere. A. D. MCLXVII, indictione XIIII, ..", probabilmente ad
indicare la provenienza del capostipite da quella città. |
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BUGELLA |
Bugella, quasi unico, è piemontese, dovrebbe derivare da
Bugella,
l'antico nome della città di Biella, probabilmente il paese
d'origine del capostipite. |
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BUGELLI |
Bugelli ha qualche presenza nel ferrarese, nel pistoiese, nel
livornese e nel grossetano, dovrebbe derivare da un nome di
località il cui nome potrebbe essere derivato dal celtico
buga (brughiera),
probabilmente indicando così una caratteristica del luogo
d'origine dei capostipiti. |
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BUGGE
BUGGE'
BUGGI' |
Bugge è praticamente unico, così come il calabrese Buggì, Buggè,
estremamente raro, è specifico dell'area reggino, messinese,
dovrebbero derivare da soprannomi basati su alterazioni del
termine dialettale calabro,siculo
buggìa (borsetta,
carniere), forse ad indicare
nei capostipiti degli artigiani produttori di borse o carnieri
da pesca o da caccia. |
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BUGGIANI
BUGIANI |
Buggiani
è tipicamente toscano, ha un ceppo a San Miniato nel pisano, a
Carrara ed a Fucecchio ed Empoli nel fiorentino, Bugiani è
tipico di Pistoia, Serravalle Pistoiese e Quarrata nel pistoiese
e di Prato, dovrebbero derivare dal nome del paese pistoiese di
Buggiano, probabile paese d'origine dei capostipiti. |
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BUGLI
BUGLIA
BUGLIAZZINI
BUGLIO
BUGLIONE
BUGLIONI |
Buglia, molto raro, è tipico della zona di Frascati e Monte
Porzio Catone nel romano, Bugli ha un grosso nucleo nel riminese
a Rimini, Riccione e Santarcangelo di Romagna, un piccolo ceppo
a Rignano Sull`Arno e nel fiorentino, Bugliazzini è specifico di
Canale Monterano nel romano, Buglio, molto raro ha un piccolo
ceppo ad Albosaggia nel sondriese, che potrebbe derivare dal
nome del paese Buglio in Monte sempre nel sondriese, uno
piccolissimo nel veronese ed uno a Catania, Buglione è ben
radicato in Campania, soprattutto nel casertano e napoletano, ed
in Basilicata nel potentino, Buglioni è specifico della fascia
centrale che comprende Marche, Umbria e romano, dovrebbero tutti
derivare, direttamente, tramite ipocoristici anche compositi, o
tramite accrescitivi, dal nome medioevale
Bullius
di cui abbiamo un riscontro ad Arcene nel bergamasco in una
Carta finis del 1157: "Carta finis, quam fecit Mazolus, filius
condam Marchixi qui dicebatur Bullius, de terris quas habebat |
in territorio de Baniollo, facta .MCLVII. in manu Ugonis qui
dicitur Platus et quorumdam aliorum ...", ma è pure possibile
una derivazione da un soprannome forse originato dal termine
dialettale settentrionale buiol
(sorgente calda, spesso
solforosa) o anche dall'antico
vocabolo italiano buglia
(confusione, gazzarra),
tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Siena in un
atto che riporta l'inventario dei beni del comune di Siena in
Montemassi (GR) nel 1381, dove si legge: "... L'eredi del Buglia
da Montemassi, del contado di Siena, anno terra e vignia posta
nela detta cortee luoco detto nela contrata di Battifolle...".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Bugli deriva probabilmente dall'antico italiano 'buglia'
= moltitudine confusa di persone
o cose, dal lat. 'bullare'
= far bolle, ribollire,
da cui anche le voci 'bugliolo',
'gar-buglio',
'sub-buglio'
= zuffa, quasi bollore di più
persone che fanno rumore. O
forse anche da un personale latino
Bullius.
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|
BUGLIANI |
Bugliani,
tipico di Massa, Carrara ed Aulla nel massese, potrebbe essere
di origini fiorentine e derivare dal nome del feudo fiorentino
di Bugliano, ma molto probabilmente deriva invece da una forma
arcaica del nome del paese pistoiese di Buggiano. |
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BUGLIARI
BUGLIARO |
Sia
Bugliari che Bugliaro, molto molto rari, sono tipici del
cosentino, si dovrebbe trattare di cognomi di origine albanese,
che potrebbero derivare da soprannomi originati dal termine
albanese bullgar
(bulgaro
o dal termine, sempre albanese,
bulijar (nobile,
persona di rilievo).
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BUGNA
BUGNI
BUGNO |
Bugna è
tipico di Bersone (TN), Bugni è un cognome abbastanza raro,
tipico del biellese, con un possibile ceppo secondario nel
mantovano, Bugno altrettanto raro è specifico della provincia di
Venezia, dovrebbero derivare da soprannomi originati o dal
termine bugna (arnia, bernoccolo) o dal vocabolo bugno (cesto,
qualcosa di convesso). I Bugni possedevano beni nelle Chiusure
di Cremona il notaio Giuseppe Bugni, figlio o nipote di Redulfo,
risultava operante nel 1270. Nel XIII° secolo a Pistoia si trova
un Meo di Bugno poeta e rimatore. |
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BUGNOLA
BUGNOLI
BUGNOLO |
Bugnola, quasi unico, sembrerebbe del veronese, Bugnoli ha un
ceppo emiliano nel ferrarese a Goro, Ferrara e Comacchio ed a
Ravenna ed un ceppo a Siena, Bugnolo, molto raro, è piemontese,
di Novara e Gattinara nel vercellese, potrebbero derivare da
nomi di località come Bugnolo nel senese, ma molto più
probabilmente derivano da soprannomi basati sul termine arcaico
bugnola
o bugnolo
(vaso di paglia usato per
tenervi dentro la biada). |
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BUGONI
|
Attualmente circoscritto al piacentino, zona di Nibbiano e
Pianello Val Tidone (PC), dovrebbe derivare dal nome medioevale
Bugo (Bugo filius quondam Arioaldi de loco Belusco anno 962) e
Bugone di cui abbiamo un esempio nel
Codice Diplomatico della Lombardia
Medioevale nell'anno 1030 a
Bergamo: "...Primo campo dicitur Mururano; coeret ei a mane
Vualpertii, a meridie Bugoni et Algisi germanis, et est campo
ipso per iustam mensuram perticas iugiales sex et tabulas
quattuor...". |
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BUI
BUY |
Bui
ha un ceppo tra bergamasco e bresciano, uno uno nel ferrarese,
uno tra senese e perugino ed uno romano, Buy è quasi unico,
l'origine di questi cognomi è incerta, potrebbero derivare da
una troncatura del nome celta
Buic, da forme aferetiche di
nomi come il franco Lebuin,
o da alterazioni sia aferetiche che apocopaiche del nome
longobardo Albuin. |
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BUIAN
BUIANI |
Buian,
quasi unico, è una forma arcaica del cognome Buiani che sembra
tipico di San Giovanni al Natisone e di Udine, dovrebbero
entrambi derivare dall'etnico di Buia (UD), tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo in un atto del 1213: "...Item
vendo vobis aliam domum cum pertinentiis suis, quam tenet Pierus
Orlandi homo quondam Teghiarii, cui ex duabus est via ex alia
parte tenet Filippus et ex alia tenet Iohannes Buiani et sunt
posite in dicto castello et has quas vobis vendo ego Falcone et
omnia que ambo nos Falcone et Ugolinus vendimus nomine dicti
Teghiarii vendimus vobis pro pretio ..:". |
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BUIZZA
|
Buizza è
tipicamente lombardo, specifico in particolare di Brescia e del
bresciano, di Paderno Franciacorta, Travagliato, Cazzago San
Martino, Ospitaletto, Rovato, Passirano e Castrezzato, di
origine etimologica oscura. |
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BULANTE
BULANTI |
Bulante, praticamente unico è valtellinese, Bulanti è specifico
di Morbegno, Talamona e Tartano nel sondriese, dovrebbero
derivare da un soprannome dialettale originato dalla forma
aferetica del termine ambulante,
probabilmente ad indicare che i capostipiti facessero di
mestiere i commercianti ambulanti, troviamo tracce di queste
cognominizzazioni in un atto del 1686 che cita un certo Battista
Bulante di Talamona. |
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BULDREGHINI
BULDRIGHINI |
Buldreghini, quasi unico è quasi sicuramente dovuto ad un errore
di trascrizione del pur rarissimo Buldrighini, che dovrebbe
derivare dall'ipocoristico del nome medioevale Buldrico di cui
si ha un esempio negli Annali Bertiniani dove si narra che "nell'anno
820 i popoli della Carniola e Carintia si diedero a Buldrico
marchese o duca del Friuli" citazione tratta da
Antichità italiane
di Ludovico Antonio Muratori. |
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BULF
BULFONE |
Bulf,
molto raro, è tipico di Taibon Agordino (BL), Bulfone,
abbastanza poco comune, è tipico friulano, della zona tra
Tavagnacco (UD), Fagagna (UD) e lo stesso capoluogo, qust'ultimo
potrebbe derivare dal toponimo Bulfons (UD), ma più
probabilmente derivano tutti da una modificazione del nome
germanico Wulf (lupo), Bulfone è da intendersi come
italianizzazione dialettale del nome germanico Wolfgang. |
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BULFAMANTE |
Bulfamante, assolutamente molto raro, è decisamente siciliano
del palermitano, dovrebbe derivare dal nome medioevale germanico
Bulfman,
forma betacistica alterata del nome
Wolfman (uomo
lupo). |
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BULGARELLI
BULGARELLO
BULGARI
BULGARINI
BULGARINO |
Bulgarelli è tipico della zona tra le province di Mantova,
Modena e Ferrara, Bulgarello sembra veneziano, Bulgari e
Bulgarini sono del bresciano, così come il rarissimo Bulgaro,
che è tipico del basso bresciano, Bulgari oltre che di Brescia è
anche tipico di Manerbio, Pavone del Mella, Milzano e Pontevico
sempre nel bresciano, Bulgarini invece è specifico di Pozzolengo
e Desenzano del Garda, sempre nel bresciano, Bulgarino,
assolutamente rarissimo, sembra cosentino, derivano,
direttamente o tramite ipocoristici, dal nome medioevale
Bulgarus
di cui abbiamo un esempio nel
Codice diplomatico della Lombardia medioevale
in una Cartula venditionis
scritta in Pavia nell'anno 1178: "...Bulgarus, filius quondam
Petri Ferrarii, et Airaldus Brugnolus , qui professi sunt vivere
lege Longobardorum, vendiderunt Bernardo de Montebello pro
precio librarum septem denariorum bonorum Papiensium nominative
casam unam...", o anche dal nome Bulgarellus, che troviamo in
uno scritto del 1100: "Per idem tempus invitatus est
reverentissimus Iohannes a Guilihelmo comite, qui et Bulgarellus
vocabatur, et a monachis Septimensis monasterii, quatenus id sub
regimine susciperet suo. ", i nomi provenivano dalla presenza di
mercenari unni al seguito dei longobardi. |
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BULGINI |
Bulgini, molto raro, è specifico di Porto San Giorgio
nell'ascolano, potrebbe derivare da un soprannome basato sul
termine dialettale bulgino
(foruncolo). |
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BULLA
BULLI
BULLO |
Bulla ha ceppi lombardi, soprattutto nel bresciano, a Roma, nel
catanese e nel nord della Sardegna, Bulli ha un ceppo nel
fiorentino ed uno romano, Bullo è tipico di Venezia e del
veneziano, dovrebbero derivare dal nome medioevale latino
Bullus,
Bulla
di cui abbiamo un esempio in questo epitaffio: "En carnifex
Bullus iacet sepultus hic, - Notus celebri in urbe furcifer
nimis. - Taurus (novum est) et carnifex una iacent, - Funus
cruentum! Hunc mortuum lugent viri...", potrebbero anche
derivare da modificazioni dell'aferesi del nome longobardo
Rebollus
(vedi REBOLLO), ma è pure possibile che derivino da un
soprannome legato al termine
bulla (bolla,
messa al bando).
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
BULLA: bulla
è la bolla:
una bubùlla de saboni
= una bolla di sapone.
Una bubùlla
o bubulùcca de sa peddi
= una grossa pustola.
Sa pinjàda fait bubullas
= la pentola bolle, fa le bolle.
Il cognome è presente negli antichi documenti della Sardegna. Il
cognome è presente nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado,
CSMB, XI°, XIII° secolo. Bulla Iohanne, sposo a Maria de Petra
ed a Maria Campana? (90): Ego Remundu, priore de Bonarcado, fazo
recordazione pro fiios de Iohanne Bulla, ki partivi cun
presbiteru Orzoco de Luketas. Ipse levedi a Iorgi fiiu de Maria
de Petra et ego levei a Petru fiiu de Maria Campana. Et Gregori
ladus a ladus; Bulla Petru e Bulla Iorgi sono i figli di
Iohanne. Attualmente il cognome Bulla è presente in 223 Comuni
italiani, di cui 20 in Sardegna: Sassari 59, Anela 19, Alghero
15. |
|
BULLIRI |
Bulliri, quasi unico, sembrerebbe della Sardegna sudoccidentale.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
BULLIRI: di etimo e significato incerti. Bùlliri potrebbe
derivare da bùllire,
che in logudorese settentrionale è sinonimo di
bullone =
pollone.
L'espressione bùlliri, bùlliri
significa "superficialmente";
si usa per dare significato ad un qualcosa di poco aderente,
che si sta per staccare dal suo sito, da un momento all'altro.Il
cognome Bùlliri è molto raro e presente in soli5 Comuni
italiani, di cui 2 in Sardegna: Serramanna 6, Marrubiu 3. |
|
BULTRINI |
Bultrini ha un piccolissimo ceppo a L'Aquila ed uno, molto più
consistente, a Roma, dovrebbe derivare dal nome medioevale
Bultrinus,
di cui abbiamo un esempio d'uso in questo scritto delle
Cronache Fermane
del 1386: "MCCCLxxxvi, de mense .februarii, dominus Gentilis et
Rodulfus de Camerino, cum gentibus de Camerino, expulerunt
Gentilem et Berardum domini Berardi de Camerino, et combuserunt
demos eorum et inceperunt guerram : qui Gentilis et Berardus
habuerunt ad eorum stipendium subito Bultrinum et Grassum cum
sexcentis equitibus vel circa, ut asserebant , in terra
Tolentini , et fecerunt guerras ad insimul...". |
|
BULUGGIU |
Assolutamente rarissimo, è tipico della Sardegna settentrionale,
dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo
dialettale buluzu
(nausea, subbuglio). |
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BULZI
|
Specifico
della provincia di Milano e Lodi. |
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BULZOMI |
Bulzomi,
assolutamente rarissimo, sembrerebbe originario del reggino in
Calabria, probabilmente del paese di Cinquefrondi. |
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BUONADONNA |
Deriva
dalla forma gratulatoria Bonadomina (buona signora), è presente
in tutta Italia a macchia di leopardo. Area geografica d'origine
probabilmente il sud. |
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BUONADOSA
BUONADOSE |
Buonadosa
e Buonadose, quasi unici, sembrerebbero campani, si tratta
probabilmente di cognomi attribuiti a dei trovatelli in epoca
borbonica. |
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BUONANNO |
vedi BONANNI |
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BUONASPEME |
Buonaspeme, assolutamente rarissimo, sembrerebbe specifico del
teramano, di Martinsicuro in particolare, dovrebbe trattarsi di
un cognome attribuito in epoca medioevale ad un trovatello cui
si augurava così una buona speme,
cioè una buona speranza
nel futuro. |
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BUONCAMMINO |
Buoncammino è estremamente raro ed è tipico del napoletano,
dovrebbe derivare dal nome augurale medioevale Buoncammino,
attribuito a figli cui si augurava un buon cammino nella vita. |
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BUONFIGLIO |
Tipico
del napoletano. (vedi Bonfigli) |
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BUONGIORNO |
Deriva
dal nome augurale omonimo, originario probabilmente del sud ha
come zona d'elezione le Puglie, anche se è diffuso in tutta
Italia. |
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BUONI
BUONO |
Buoni, molto raro, è tipico toscano, Buono è diffuso in Umbria e
in tutto il sud, derivano dal nome medioevale
Buonus
derivato a sua volta dal nomen latino
Bonus, ne
abbiamo un esempio in una lettera al podestà di Pistoia del
1432, dove si legge: "...Doni et Buonus Niccolai Buoni de
Businis ...".
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Come giustamente detto, l'origine di questi cognomi va ricercata
nel soprannome o nome medievale
Buono, che, nell'onomastica
arcaica, assume un chiaro valore augurale (vedi Bona). In questo
contesto, tuttavia, va notato che il cognome Buono non ha sempre
un'origine italiana, per lo meno non in senso stretto: alcune di
queste famiglie, infatti, sono di antica origine arbëreshë,
mentre altre hanno una lontana discendenza ebraica. Nel caso
arbëreshë, innanzitutto, pare che Buono traduca o l'albanese
mirë
o il greco kalòs,
che, nelle rispettive lingue, significano appunto
buono (in
greco antico, a dire il vero, l'aggettivo kalòs aveva diverse
sfumature, che spaziavano fra il concetto di bontà e il concetto
di bellezza): fra le due ipotesi, in effetti, la più probabile è
quella di un'origine arvanita
(greco-albanese),
se si pensa anche alla diffusione del cognome Calò nel sud
Italia (vedi Calò). Passando ora alla fonte ebraica, va notato
che qui bisogna distinguere fra almeno tre origini, a seconda
della diversa provenienza geografica. Nel caso il cognome sia
nato in Italia, infatti, è probabile che queste famiglie abbiano
adottato semplicemente un cognome italiano, sulla base
dell'onomastica nazionale: si tratta di un fenomeno molto
frequente nei cognomi ebreo-italiani, che, in molti casi, si
confondono facilmente con cognomi puramente italiani (per lo
meno, in senso linguistico). In alternativa, tuttavia, è anche
possibile che i Buono ebreo-italiani abbiano origini straniere,
in parte ashkenazite e in parte sefardite: nel primo caso, Buono
nascerebbe da una traduzione del cognome tedesco
Gut, che,
assieme alla variante Guth,
significa letteralmente buono
(questo cognome, in effetti, presenta anche una fonte ebraica,
nella fattispecie ashkenazita); nel secondo caso, invece, Buono
deriverebbe da un adattamento del cognome spagnolo
Bueno, di
evidente significato (Bueno, in questo senso, è anch'esso un
cognome ebraico, sefardita nello specifico). |
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BUONPASTORE |
Buonpastore sembrerebbe specifico di Montescaglioso nel
materano.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questo cognome va ricercata nel nome cristiano
medievale Buonpastore,
nato in chiaro riferimento alla figura di Gesù Cristo, il Buon
Pastore (per una spiegazione più approfondita sull'origine del
nome, vedi il cognome Pastore). Si tratta, dunque, della
cognominizzazione del nome personale del capostipite. |
|
BUORA
BUORO |
Buora, molto raro, è oggi distribuito in misura abbastanza
sporadica in tutto il settentrione, con presenze in Piemonte, in
Lombardia, nel Veneto e nel basso Friuli, Buoro è specifico del
trevisano, di Oderzo, Orsago, Ponte di Piave, Mareno di Piave e
Pieve di Soligo, i ceppi veneti dovrebbero derivare dal termine
veneziano arcaico buora
o buoro
(borea,
vento freddo del nordest) e potrebbe stare ad indicare la
provenienza dei capostipiti dalle regioni austriache, le
presenze piemontesi, ove, come sembra, non fossero gli esiti di
migrazioni interne dal Veneto, potrebbero derivare da un
soprannome basato sul termine dialettale arcaico
buora (zona
allagata, paludosa). |
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BUQUICCHIO |
Buquicchio è specifico del barese di Bitonto in particolare e di
Bari, dovrebbe trattarsi dell'italianizzazione del cognome
albanese Bozhiqi
(vedi BOCCHICCHIO). |
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BURANELLI
BURANELLO |
Assolutamente rarissimo Buranelli, meno raro Buranello sono
veneziani e derivano dal toponimo Burano (VE), tracce di questa
cognominizzazione le troviamo a Venezia nel 1500 quando troviamo
un certo Iseppo da Buran, detto Buranello, garzon de barca. |
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BURANA
BURANI |
Burana,
quasi unico, parrebbe del piacentino, Burani Sembra avere due
ceppi, uno tra Modena e Reggio ed uno in provincia di Perugia,
potrebbero derivare da toponimi come Burana (FE) o Burano
località di Cagli nel pesarese, ma più probabilmente deriva dal
nome medioevale germanico Bueren o Beuren citato ad esempio dal
Guicciardini nella sua Storia d'Italia: "...Espedí adunque,
Beuren, cameriere intimo e molto accetto, a notificare a'
capitani la sua deliberazione e a visitare in suo nome il re di
Francia,...". |
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BURASCA
BURASCHI |
Burasca, estremamente raro, ha qualche presenza in Emilia e
nelle Marche, Buraschi ha un ceppo lombardo nel milanese a Meda,
Milano, Cormano e Cinisello Balsamo, a Saronno nel varesotto ed
a Brescia ed Azzano Mella nel bresciano, ha presenze in Emilia,
in particolare a Carpi nel modenese, ed un ceppo a Castelmassa
nel rovigoto, dovrebbero derivare da soprannomi dialettali, che
potrebbo essere stati originati dal termine dialettale arcaico
bura
(terra magra),
forse ad indicare chi provenisse da una zona pietrosa o arida, o
dal termine dialettale medioevale
burass (setaccio),
che potrebbe indicare il tipo di mestiere dei capostipiti, che
probabilmente utilizzavano quel tipo di strumento. |
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BURATO
BURATTO |
Burato è tipicamente veneto, del veronese in particolare,di
Montecchia di Crosara, Verona, San Bonifacio, Arcole, Belfiore,
Soave ed Illasi, ma anche di Vicenza e Lonigo nel vicentino, di
Stanghella nel padovano e, soprattutto, di Eraclea, Meolo,
Venezia e San Donà di Piave nel veneziano, Buratto è specifico
anch'esso del Veneto, di Crocetta del Montello nel trevisano, di
San Donà di Piave nel veneziano e di Verona e Montecchia di
Crosara nel veronese, e di Pozzonovo nel padovano, dovrebbero
entrambi derivare dal termine medioevale
buratto (setaccio
fatto con un tessuto sottilissimo e rado chiamato
buro),
relativo al lavoro dei mugnai, potrebbe anche derivare
dall'essere produttori del buro,
cioè del tessuto per setacci. Troviamo tracce di questa
cognominizzazione in un atto di compravendita stilato a
Portogruaro (VE) nel 1618 da un certo Giovanni Buratto. |
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BURATTI
BURATTINI
BURATTINO |
Buratti è molto rappresentato in tutta l'Italia centro
settentrionale, Burattini è specifico della fascia centrale,
Burattino, molto molto raro, è specifico di orvieto nel ternano,
dovrebbero tutti aver avuto origine da soprannomi originati dal
termine medioevale buratto
(setaccio fatto con un tessuto
sottilissimo e rado chiamato buro)
relativo al lavoro dei mugnai, potrebbero anche derivare
dall'essere produttori del buro,
cioè del tessuto per setacci, come potrebbero in qualche caso
derivare da soprannomi scherzosi. Comunque sia questi cognomi
dovrebbero far riferimento ad una professione. |
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BURCHI
BURCHIO |
Burchi è tipico dell'area emiliana, del modenese in particolare,
e della toscana, nel fiorentino e nel pisano, Burchio,
estremamente raro, difficile individuarne la zona di origine,
potrebbero derivare dal termine medioevale
burchio (imbarcazione
utilizzata per i trasporti fluviali e in Adriatico sotto costa,
in questo caso, normalmente dotata di due alberi), forse ad
indicare che il capostipite lavorasse appunto su di un
burchio.
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BURDESE
BURDESI |
Burdese è
tipico del Piemonte occidentale, del cuneese in particolare, di
Bra, Alba e Sommariva del Bosco, e di Torino, Burdesi è unico,
dovrebbe trattarsi di una forma etnica riferita probabilmente a
capostipiti originari del paese di Crociera Burdina di Bra nel
cuneese. |
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BURDI
BURDO |
Burdi è specifico di Bari e Bitetto nel barese, con presenze
significative anche a Gravina di Puglia e Binetto, sempre nel
barese, Burdo, molto raro, sembra tipico della zona tra barese e
materano, soprattutto nella zona di Andria (BA) e di
Montescaglioso (MT), dovrebbero derivare dal praenomen latino
Burdus
di cui abbiamo un esempio in un'antica lapide di epoca romana:
"M(arcus) Valer(ius) / M(arci) f(ilius) / Burdo / Valeriae /
Inventae / coni(ugi) pientis(simae) / et Valeriis / Secundo /
Valeriano / Invento / collibertis / vi(vis) et sibi". |
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BUREI
BURELLI |
Molto raro Burei è sicuramente veneto sembrerebbe circoscritto
al trevisano con una concentrazione significativa a Spresiano
(TV), dovrebbe essere un'alterato di Burelli, che ha un ceppo a
venezia ed uno nell'udinese a Fagagna, Dignano e Rive d'Arcano,
potrebbero derivare da toponimi come Bure nel veronese, ma,
molto più probabilmente, derivano da soprannomi originati dal
termine veneto arcaico burèlo
(sorta di cilindretto di legno
a punta ovoidale usato dai carpentieri). |
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BURGASSI
BURGAZZI |
Burgassi
è tipicamente toscano, in particolar modo di Firenze e Greve In
Chianti (FI), Burgazzi è tipico di Piacenza e del piacentino, di
Fiorenzuola d`Arda, Cortemaggiore, Ponte dell`Olio e Vigolzone,
dovrebbero derivare da nomi di località come Burgazzi di
Vernasca (PC), tracce del cognome Burgassi si trovano nel pisano
già dal 1500. (vedi Borghi) |
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BURGHESU |
Burghesu, tipicamente sardo e molto raro, ha un piccolo ceppo a
Bonorva nel sassarese.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
BURGHESU: proveniente dal centro abitato e/o castello di Burgos.
Burgos attualmente è un piccolo centro abitato di 1051 abitanti,
della provincia di Sassari, in regione Goceano, a 500 m.
s.l.m.; di cui è frazione Foresta Burgos, una delle più belle
foreste dell'isola (visitare per credere). Il castello della
Burgos sarda, che si erge a un lato del centro abitato, fu
edificato, secondo Vittorio Angius, collaboratore sardo del
Dizionario geografico, storico, statistico, commerciale degli
Stati di S. Maestà il re di Sardegna di Goffredo Casalis, del
1841, nel 1134 per volere del re di Torres Gonnario II de Lacon
-Gunale al suo ritorno da Pisa. Il toponimo, a nostro giudizio,
non deriva direttamente dal latino burgus, come osservano alcuni
linguisti, bensì dalla città spagnola di Burgos, oggi centro e
capoluogo della omonima provincia, della regione autonoma
spagnola di Castilla y Leòn, città famosa per la sua cattedrale,
una delle più belle e significative dell'architettura gotica.
Negli antichi documenti della lingua e della storia della
Sardegna non abbiamo trovato il cognome Burghesu, ma figura fra
Giacomo de Burgos, (sarda o spagnola?), dell'Ordine di
sant'Agostino, eletto vescovo di Bisarcio (diocesi scomparsa),
nel 1394, dall'antipapa Benedetto XIII° . Fra Giacomo de Burgos
forse non occupò mai la diocesi, che nel 1412 vide insediato il
suo successore Cristoforo Jadra (Di.Sto.Sa. di F. C. Casula).
Attualmente il cognome Burghesu è presente in 13 Comuni
italiani, di cui 5 in Sardegna (centro nord): Bonorva 18,
Cossoine 5, Sassari 3, Bosa 3, Pozzomaggiore 2. |
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BURGHI
BURGIO
BURGO |
Burghi è quasi unico, forse del centro Italia, Burgio è
tipicamente siciliano, dove è molto diffuso in tutta l'isola, in
particolare a Palermo e nel palermitano, nell'agrigentino, nel
nisseno, nel ragusano, nel siracusano e nel catanese, Burgo,
decisamente meno comune, ha un ceppo nel siracusano ed uno nel
catanzarese e cosentino, dovrebbero derivare dal termine
germanico burg
(villaggio)
e starebbero probabilmente ad indicare che i capostipiti fossero
originari di un agglomerato agricolo, l'ipotesi più probabile è
però che derivino dal cognome francese arcaico
Burgeos,
Burgeoise,
e che siano quindi giunti in Sicilia con gli angioini, molto
meno probabile un collegamento con il nome germanico
Burgwin. |
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BURGNICH |
Burgnich,
molto molto raro è tipico della zona di Ruda e Cervignano del
Friuli (UD), dovrebbe essere di origini slovene e derivare da
Bergnach a sua volta derivato dal nome latino Bernardus. |
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BURICHETTI
BURICO
BURRICO |
Burichetti è toscano, con un piccolo ceppo a San Giuliano Terme
nel pisano, Burico sembrerebbe umbro, di Castiglione del Lago
(PG) in particolare, Burrico è quasi unico, dovrebbe derivare da
un soprannome, o da suoi ipocoristici, legato al termine tardo
latino buricus
(puledrino),
forse conseguente ad una struttura fisica particolarmente minuta
o all'attività di allevatore di cavalli. |
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BURLA
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Originario dell'area compresa tra Lazio ed Umbria |
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BURLO
BURLOVICH
BUROLO |
Molto molto raro Burlo ha un ceppo nel torinese ed uno
triestino, Burolo, estremamente raro, è triestino, dovrebbe
derivare dal personale latino
Burolus.
integrazioni fornite da
Denis Burolo
Cognome triestino molto raro di origine istriana, nella
fattispecie dalla zona di Umago (Croazia) il qual comune ebbe in
feudo Matterada e Carso, poi il suo territorio si estese
comprendendo Petrovia, San Lorenzo, Bassanìa, Zambrattìa, Metti,
Momo, Frattizzi e BUROLI. Località quest'ultima già documentata
sin dal 1614 con il nome di Contrà Borlovichio ( conosciuta
anche come casale dei Burlovich) ove vi era una stanzia (podere
con casa colonica) di proprietà di tale Matteo Borlovichio. Il
cognome inizia ad affermarsi come BUROLO verso la fine del 1700
ove è sicuramente documentata la presenza in Matterada di tale
BUROLO Maria (1778-1840) moglie di COSLOVICH Thomas e
successivamente con BUROLO Zuane (1806) per affermarsi
definitivamente nel 1833, contestualmente alla presenza nella
zona dell'Umaghese, dell'ultimo BURLOVICH tale Antonio figlio di
Antonio dei Buroli. Eventi questi che sono il risultato di una
lenta evoluzione del originario cognome triestino BURLO o de
BURLO (dapprima signori, poi conti palatini ed infine baroni
estinti come ramo nobile nel 1918 con la morte del Barone
Antonio de BURLO), già riportato nel 1246 nel novero della
"Vetustae Nobilitatis Tergestina Congregatio" con la presenza di
Tebaldo Burlo (peraltro proprietario di terre e di una casa
colonica ad Umago) figlio di Dominici e padre di Arno o Arnaldo,
il quale viene indicato in alcuni scritti del 1291 come
"mercator" o "peregrinus" e che sembrerebbe commerciasse il sale
dal Mare alla CARNIOLA, regione questa della odierna Slovenia in
cui si individua nella località di Castelnuovo d'Istria un punto
di partenza per l'espansione della famiglia Burlo nell'Istria
croata, avvalorata dalla presenza di tale Catarinus Burlo, che
nel 1428 risulta essere uno dei dodici che insieme al capitano e
Giudice avranno a nominare il Capitano di Castelnuovo dei Carsi
(oggi d'Istria), pel comune di Trieste. Qui il Catarinus sembra
stabilirsi con la famiglia e divenire successivamente anche lui
Capitano di Castelnuovo d'Istria e da qui inizia pure la
slavizzazione del cognome in Burlovic/Burlovich diffondendosi
così verso i primi del 1600 nella zona del Umaghese ove come già
preaccennato il cognome inizia ad assumere diverse varianti
quali Borlovicchio (1614), Burol (1629), Borlo (1744) ed infine
Burolo (1778) il quale quindi, non è altro che un riadattamento
romanzo-istriano di Burlovich/Burlovic e che a sua volta è la
slavizzazione di Burlo originariamente indicante un "burlatore,
burlone" oppure un "grassottello" (borlo) oppure nel personale
germanico di Buro/Burilo o infine nel personale latino di
Burriolus/Burolus. Va evidenziata la presenza già dal 1700 ad
Ercsi nella regione dello Fejer (Ungheria centrale) di una
propaggine, nella forma slavizzata di
BURLOVIC/BURLOVICH/BUROLOVIC/BUROLOVICH, dei Burlo/Burolo, si
consideri a riguardo che la Corona d'Ungheria nel 1687 viene
ereditata dagli Asburgo già protettori di Trieste dal 1382 e che
il Fejer è da sempre al centro di vie commerciali che proseguono
verso sud-ovest nella penisola balcanica. |
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BURLOTTI
BURLOTTO |
Burlotti, molto raro, è specifico dell'area bresciana, in
particolare di Sale Marasino e Darfo Boario Terme, Burlotto,
assolutamente rarissimo, parrebbe dell'area novarese e
verbanese, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal
termine dialettale burlott
(tappo della botte,
ma anche persona piccola e
grassottella), potrebbe anche
trattarsi di forme ipocoristiche derivate dal nome latino
Burolus,
sembra invece che nessun collegamento possa esserci con il
termine italiano arcaico
burlotto o
brulotto
(piccola imbarcazione piena di
materiale infiammabile utilizzata per tentare di bruciare le
navi nemiche). |
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BURNELLI |
Burnelli
ha un ceppo a Bologna e Molinella (BO) ed uno a Perugia,
dovrebbe derivare da una modificazione per metatesi del nome
Brunellus. |
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BURO
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La
derivazione dovrebbe essere dal termine buro (tessuto
sottilissimo e rado) quindi al fatto di essere produttori del
buro. Ha due aree d'origine, la provincia di Verona e la
Campania. |
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BURRO
BURRONE
BURRONI |
Burro è caratteristico del veronese, di Verona, Mezzane di
Sotto, Ronco d'Adige, Tregnago e San Martino Buon Albergo,
Burrone ha un ceppo principale nell'alessandrino a Parodi Ligure
e Novi Ligure, un piccolo ceppo a Garlasco nel pavese ed uno a
Genova, ha anche un piccolissimo ceppo nel napoletano, Burroni
ha un piccolo ceppo nel pavese a Voghera, Romagnese, Vigevano e
Pavia, un piccolo ceppo a Genova e La Spezia, ma il ceppo più
consistente è in Toscana, nel senese a Siena, Monteroni d'Arbia,
Sovicille, Castelnuovo Berardenga, Asciano, Monteriggioni e
Sinalunga, nell'aretino ad Arezzo, Cortona e Castiglion
Fiorentino, a Firenze ed Impruneta nel fiorentino, a Livorno ed
a Grosseto, queesti cognomi dovrebbero derivare dal nome
medioevale longobardo Burro,
Burronis, di cui abbiamo un
esempio d'uso in una Carta
donacionis dell'anno 1166 a
Lambrate nel milanese: "In nomine Domini. Anno dominice
incarnacionis milleximo centeximo sexageximo sexto, quarto die
mensis ianuarii, indicione quartadecima. Hospitali pauperum de
Brorio civitatis Mediolani ego in Dei nomine Ambrosius filius
quondam Baiguerii qui dicebatur de Vicomercato, de Mediolano,
qui professus sum lege vivere Longobardorum, dono et offero in
suprascripto hospitale .... Quia sic decrevi mea bona voluntas
pro salute anime mee et patris et matris mee. Actum in burgo
Lambrate. Signum + manus suprascripti Ambrosii qui hanc cartam
donacionis et offersionis ut supra fieri rogavit. Signum + + +
manuum Burronis Dionisii, Amizonis qui dicitur Cigada, Cazurani
testium. Ego Lanfrancus notarius sacri palatii tradidi et
scripsi.", troviamo tracce di queste cognominizzazioni a Firenze
fin dal 1400 con un certo Franciscus Burrone. |
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BURZA
BURZO |
Burza ha un ceppo a Cosenza e nel cosentino, Burzo ha un ceppo a
Pisticci nel materano ed uno a Napoli ed a Montesano sulla
Marcellana nel salernitano, dovrebbero derivare da modificazioni
dialettali del nome medioevale
Borsus, ricordiamo Borso d'Este
primo Duca di Modena e Reggio nel 1452, in alcuni casi
potrebbero derivare da soprannomi originati dal termine latino
bursa
(borsa per contenere denari)
probabilmente ad indicare lo stato di benestante del
capostipite: "Bursa vacans aere vetat inter vina sedere", è
anche possibile una derivazione dal toponimo turco Bursa. |
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BURZI
BURZIO |
Burzi sembra avere un ceppo bolognese ed uno aretino, Burzio è
tipicamente piemontese, tra torinese e cuneese, dovrebbero
derivare dal nome medioevale Burtius, tracce di queste
cognominizzazioni le abbiamo nella seconda metà del 1400 con il
musicista e scrittore parmense Nicolaus Burtius,
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Burzio è un cognome prevalentemente del torinese e cuneese,
dovrebbe derivare dall'aferesi del nome Tiburzio. |
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BUS
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Molto
molto raro, è tipico della zona di confine della Val d'Aosta con
il biellese, potrebbe derivare da una modificazione dialettale
del nome germanico Boso, ma può anche derivare da una
contrazione del cognome savoiardo Bussey. |
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BUSA
|
Busa ha il ceppo più importante nel vicentino, con un ceppo
secondario nel ravennate, uno piccolo nel cosentino ed uno nel
nord della Sardegna. Il cognome, che sembra essere di origine
vicentina, dovrebbe far riferimento alle caratteristiche della
località di provenienza del capostipite, quello della buca,
transitando dalla voce dialettale veneta
busa (buca,
ma anche località situata in
basso).
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
BUSA: il cognome Busa, pur presente in 99 Comuni italiani, può
contare su ceppi di scarso numero. In Sardegna lo troviamo in 7
Comuni: Sassari 18, Santa Giusta 6, Cagliari 5, etc. I ceppi più
consistenti (si fa per dire) delle altre regioni d'Italia li
troviamo a Messina 17, a Corigliano Calabro 10, a Chivasso 8
(Piemonte), a Monza (Lombardia), a Roma 7. In Sardegna
is busas
sono i ferretti per fare le
calze, quindi il cognome
potrebbe essere legato al fabbricante di buse, o al mestiere di
fare le calze. Crediamo che il vocabolo sia siciliano e derivi
dall'arabo bûs,
che corrisponde ad una cannuccia,
tratta dall'arundo aegyptiaca (canna egiziana), che serviva
appunto per fare le calze, sostituita poi dal ferretto. Ancora
oggi i ferretti sono chiamati busas o buse in Sardegna e
Sicilia. È probabile che il cognome si sia poi divulgato nel
resto d'Italia, più dalla Sicilia che dalla Sardegna; o che sia
addirittura arrivato dalla Sicilia anche qui nell'isola sarda.
Per ora non sappiamo altro. |
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BUSA'
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Busà è tipicamente siciliano, del messinese e del catanese,
dovrebbe derivare da un soprannome basato sul vocabolo arabo
bûs
(cannuccia utilizzata a coppie
per fare la maglia delle calze),
indicando così forse che i o le capostipiti producessero calze,
magari utilizzando come ferri quel tipo di canne. (vedi anche
BUSA) |
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BUSAGLIA
BUSSAGLI
BUSSAGLIA |
Bussagli è tipicamente toscano, ha un ceppo a Poggibonsi nel
senese, uno a Volterra nel pisano, uno a Certaldo nel fiorentino
ed uno a Piombino nel livornese, Bussaglia ha un ceppo a Pergola
ed a Fano nel pesarese ed uno a Roma, Busaglia, praticamente
unico, dovrebbe essere dovuto ad un'errata trascrizione del
precedente, potrebbero derivare dal nome della località di
Bussaglia
in Corsica, secondo un'altra ipotesi deriverebbero invece da
alterazioni dialettali del nome medioevale germanico
Bussa,
Busso,
di cui abbiamo un esempio d'uso: "...Magna suae Busso pondera
laudis habet. Marchia tunc equitum quo dicitur usa magistro,
Opposuit patriam cum Pomeranus opem. Alvensleviacam quod si
velit ordine gentem Verba ligans numeris Musa referre meis:
Ilias est magno sua condita qualis Homero, Moliri temere tale
viderer opus. ..". |
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BUSALACCHI |
Busalacchi è tipico di Palermo, potrebbe derivare dal nome della
località libica Sidi Bu Salah nei pressi di Bengasi.
ipotesi suggerita da
Carlo Barbieri
il cognome potrebbe derivare dall'arabo Abu Salah o Bu Salah. |
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BUSAN
BUSANA |
Busan,
assolutamente rarissimo, potrebbe essere friulano, Busana sembra
tipico del trentino, ma con ceppi non secondari anche nel
padovano e nel reggiano dove dovrebbe derivare dal toponimo
Busana (RE), tutti gli altri ceppi, secondo un'interessante
ipotesi deriverebbero dall'etnico busii (popolazione gallica),
ma è pure possibile che derivino dal nome Busius, modificazione
del nome germanico Boso (Bosonis) o Buso (Busonis), o da altre
località con un simile nome, come il castello che ad esempio
viene citato da Ammiano Marcellino del IV° secolo: "...cum prope
castella Romana venisset, quorum unum Reman, alterum Busan
appellatur...". |
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BUSATI
BUSATO
BUSATTI
BUSATTO |
Busati, assolutamente rarissimo, è dovuto ad errori di
trascrizione di Busato, che è tipico del Veneto, dove è molto
diffuso ovunque, come la forma Busatto, solo un attimo meno
diffusa, Busatti è invece specifico di Ferrara, si dovrebbe
trattare di tipiche forme patronimiche, con terminazione in
-ato
o -atto
le venete ed in -atti
le emiliane, del nome Boso
(vedi BUSI), modificato dal dialetto in
Buso,
probabile nome del padre del capostipite. Di queste
cognominizzazioni si hanno tracce a Martellago (VE) fin dalla
prima metà del 1400. |
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BUSCA
|
Sembra
avere un nucleo in Piemonte con un ceppo originario nel biellese
ed uno nel cuneese, uno nel milanese ed uno nel Pesarese, può
derivare da toponimi come Busca (CN) o Buscate (MI) ma in alcuni
casi deriva da soprannome legato al vocabolo bosco, cioè di uno
che fa il boscaiolo od abita nei pressi o all'interno di un
bosco o ci ha comunque a che fare. Tracce molto antiche di
questa cognominizzazione si hanno in un atto di vendita datato
15 dicembre del 1141 a Morimondo (MI), dove si legge: "...Baldo,
filio quondam Martini argenti denariorum bonorum Papiensium
libras duodecim, finito pretio, pro casa una murata et tuvata
cum area sua et curte uno tenente, iuris nostri, quam habere
visi sumus intra hanc Ticinensem civitatem, in porta Pertuso,
prope ecclesiam Sancte Eufemie>; coheret ei: a meridie Maraboti
de Volta, ab aquilone et sero Ricard Busca, a mane via publica
sive ibi alia sint coherentia, omnia cum omnibus ad ipsam casam
et curtem cum areis suis pertinentibus, inintegrum; quam autem
suprascrip>tam casam et curtem cum areis suis iuris nostri
superius dictam, una cum accessionibus et ingressibus seu cum
superioribus et inferioribus suis, qualiter supra legitur,
inintegrum, ab hac die tibi cui supra Baldo pro suprascripto
pretio vendimus, tradimus et mancipamus, nulli alii venditam,
donatam, alienatam, obnoxiatam vel traditam nisi tibi, et fatias
exinde a presenti die tu et heredes tui aut cui vos dederitis,
iuris proprietario nomine, quicquid volueritis, sine omni nostra
et heredum nostrorum contradictione....". Nel 1700 a Ceriano
(MI) si trovano i Marchesi Busca, il marchesato di Busca risale
al XII° secolo derivando dalla spartizione dei territori
posseduti dal Marchese Bonifacio Del Vasto . |
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BUSCAGLIA
BUSCAGLIONE
BUSCAGLIONI |
Buscaglia è tipico dell'area che comprende il milanese, il
pavese, l'alessandrino e la Liguria centrale, Buscaglione,
abbastanza raro, è tipico del biellese, Buscaglioni,
praticamente unico, è dovuto ad un errore di trascrizione del
precedente, derivano da soprannomi originati o da toponimi
contenenti la radice Bosco o dal nome di località individuabili
con il nome medioevale di
buscalia, come si può leggere
in una Carta commutationis del 1024 a Brescia: "...buscalia est
tabulas quattuor centi quadrainta ...". Il Casato dei Buscaglia
si espresse a Milano nel 1500 con il sovrintendente di Polizia
Pietro Francesco il cui figlio venne fatto Cavaliere di Santo
Spirito di Toscana, nel 1600 acquisì il feudo di Lamagna, nel
1661 Filippo IV° di Spagna concesse loro il rango nobiliare di
Marchesi. |
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BUSCEDDU
BUSEDDU |
Busceddu è tipico di Castelsardo (SS), Buseddu, assolutamente
rarissimo, sembrerebbe della zona di Alghero (SS), dovrebbero
derivare da un soprannome originato da una modificazione
dell'ipocoristico del termine sardo
buscia
(borsa) con il significato di borsellino ad indicare forse una
particolare disponibilità finanziaria del capostipite. |
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BUSCEMA
BUSCEMI
BUSSEMI |
Buscema è tipico della Sicilia meridionale, del catanese,
siracusano e ragusano in particolare, Buscemi è specifico di
tutta la Sicilia, Bussemi, quasi unico, è probabilmente dovuto
ad un errore di trascrizione del precedente, sono tutti cognomi
di origine araba derivando dal toponimo Buscemi (SR) e dalla sua
forma arcaica Bussema o Buscema.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Il cognome Buscemi ha un'altissima frequenza in tutta la Sicilia
orientale. Deriva dall'arabo:
abu-samah =
dal grosso neo.
Cfr. G. Rohlfs: Dizionario storico dei cognomi nella Sicilia
orientale, Palermo, 1984, p.55
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Sull'origine di questi cognomi confluiscono per lo meno due
ipotesi, che, sommate l'una all'altra, ne giustificano l'alta
frequenza nel territorio siciliano. Da una parte, infatti, è
piuttosto probabile una connessione col toponimo siracusano
Buscemi, d'indubbia origine araba (dovrebbe trattarsi di un
toponimo prediale). D'altra parte, però, va detto che in molti
casi questi cognomi derivano direttamente dal nome medievale
Buscema
o Buscemi,
l'italianizzazione cioè del personale arabo
Abu Shama,
che può essere tradotto come
l'uomo dal neo o
dalla voglia
(uno dei tanti epiteti, cioè, del Profeta Maometto): in questo
contesto, infatti, il termine
shama fa riferimento a quello
che i musulmani chiamano il
Sigillo della Profezia (Khatam
An-Nubuwwa), che consiste in un
neo o in una voglia che Maometto portava sulla schiena,
probabilmente in mezzo alle spalle; secondo un'interpretazione
tratta dalla Bibbia, infatti, i musulmani ritenevano che
l'Ultimo Profeta si sarebbe contraddistinto proprio tramite un
segno portato sulla spalla (il verso, tratto da Isaia 9:6, cita
"ci è nato un Bambino, ci è dato un Figlio: e il governo sarà
sulla sua spalla"); per questo motivo, allora, lo shama che
Maometto portava presso la spalla venne visto come la prova
fisica e concreta della Sua Elezione, il vero e proprio Sigillo
della Profezia (per saperne di più, vedi il sito
http://answering-islam.org/Index/S/seal_of_prophethood.html).
Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta
delle cognominizzazioni o dei nomi personali dei capostipiti o
di soprannomi ad essi attribuiti (in relazione al toponimo
siciliano Buscemi). |
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BUSCETTA
BUSETTA |
Buscetta è tipicamente siciliano, di Palermo e di Mazara del
Vallo nel trapanese, Busetta è anch'esso specifico della
Sicilia, di Palermo e del trapanese, di Pantelleria, Marsala e
Trapani, dovrebbero entrambi essere di origini arabe e derivare
dall'espressione araba Bu'sh
Sayid (padre
di Sayid).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Buscetta è cognome siciliano. Per Rohlfs 55 viene dalla voce
siciliana 'buscetta'
= pennello. |
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BUSCHETTU |
Assolutamente rarissimo, sembrerebbe specifico della provincia
di Oristano, potrebbe derivare da un nome di località.
integrazioni fornite da
Anna Maria Buschettu
L'origine del cognome sardo Buschettu,potrebbe essere dal
cognome catalano Busquets tipico di Barcellona e di Maiorca. Nel
1410 un Raimondo Busquets era responsabile delle rendite reali,
mentre il figlio Tommaso fu consigliere del Castello.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
BUSCHETTU: buscu, buschettu
= bosco, piccolo bosco
- italianismo. Non l'abbiamo ritrovato
nelle carte antiche in nostro possesso, ma nella storia
amministrativa di Cagliari figurano due Busquets (di origine
catalana): Raimondo Busquets, 1410 e Giovanni Busquets,
consigliere capo, 1535 - 1541 - 1545. Attualmente il cognome è
presente in 7 Comuni italiani, di cui 5 in Sardegna: Palmas
Arborea 21, Sassari 9, Cabras 6, etc. |
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BUSCICCHI
BUSCICCHIA
BUSCICCHIO
BUSICCHIO |
Sia
Buscicchi che Buscicchia sono quasi unici, Buscicchio è
specifico della Puglia, di Lecce, Monopoli nel barese, Brindisi,
Taranto e Foggia, Busicchio, assolutamente rarissimo, è quasi
certamente dovuto ad un errore di trascrizione del precedente.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
D'origine arbëreshë, i cognomi Buscicchio, Busicchio, etc
nascono dall'italianizzazione del cognome albanese
Bozhiqi,
sul cui significato si possono trarre almeno due ipotesi. Da una
parte, innanzitutto, non è esclusa una connessione con la
toponomastica albanese e, in particolar modo, con la località di
Bozhiq
o Bozhiqi
(anche nota come Bardhaj), che si colloca nella prefettura di
Lezhë. Più probabilmente, però, va notato che Bozhiqi dovrebbe
essere un cognome slavo-albanese - soprattutto se si considera
il suffisso -iqi (tipica albanesizzazione del suffisso slavo
-ić)
- e, in questo caso, l'ipotesi più probabile è che si tratti di
un adattamento del cognome slavo Bozić, presente dal nord al sud
della ex Jugoslavia (per una spiegazione più approfondita, vedi
Bozic). |
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BUSET
BUSETT
BUSETTI
BUSETTO |
Buset è caratteristico di Pordenone e di Pasiano di Pordenone ed
Aiello del Friuli nel pordenonese, Busett, praticamente unico, è
anch'esso del pordenonese e dovrebbe essere dovuto ad un'errata
trascrizione del precedente, , Busetti ha un ceppo lombardo nel
bergamasco, uno in Trentino ed uno tra trevisano, pordenonese e
veneziano, Busetto è tipicamente veneto, di Venezia in
particolare, con presenze, digran lunga inferiori, ma comunque
significative anche a Chioggia, Martellago, Spinea, Cavallino,
Marcon e Scorzè nel veneziano, a Padova, a Pieve di Soligo,
Gaiarine e Mogliano Veneto nel trevisano ed a Legnago nel
veronese, e nel basso Friuli, nel pordenonese, a Pordenone e
Sacile, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite
modificazioni dialettali o alterazioni italianizzanti, dal nome
di uno dei sestieri di Pellestrina, un'isola della laguna di
Venezia, chiamato appunto
Busetti, il cui nome si è
originato dal termine veneto
buseto (buchetto,
ma anche nascondiglio),
vocabolo che può aver dato luogo anche a soprannomi,
indipendentemente dal fatto che i capostipiti provenissero
dall'isola di Pellestrina. |
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BUSI
BUSO
BUSON
BUSONE
BUSONI |
Busi è molto diffuso sia in Lombardia che in Emilia, Buso è
specifico del Veneto, del padovano, veneziano e trevigiano in
particolare, Buson è tipicamente veneto, in particolare del
padovano, del vicentino e del rovigoto, Busone è praticamente
unico, Busoni sembra specifico della fascia che da Firenze
arriva a Livorno, potrebbero tutti derivare da una variazione
del nome germanico Boso
declinato Bosoni
(vedi Busan). Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad
esempio nel 1541 con il milite Stepano Busi tra le forze della
Repubblica Veneta sotto il comando del capitaneo Alessio
Gambiera. Personaggi di rilievo sono stati il pittore Giovanni
Busi (1480 circa - ? 1547) originario della Val Brembana ed il
compositore Ferruccio Busoni (1866-1924). |
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BUSILACCHI
BUSLACCHI |
Busilacchi, abbastanza raro, è specifico di Loreto
nell'anconetano, Buslacchi anch'esso rarissimo, è tipico di
Novara, si dovrebbe trattare di forme cumulative (quelli
dei) in
-acchi
riferite ad una variazione dialettale del cognomen latino
Bucius
o Buccius,
ma è pure possibile una derivazione da soprannomi originati dal
termine busillis
(problema spinoso e di difficile
soluzione, punto cruciale). |
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BUSILLI
BUSILLO |
Busilli, praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad un'errata
trascrizione di Busillo, che è tipicamente campano, del
salernitano in particolare, di Campagna, Eboli e Battipaglia, le
ipotesi possibili circa l'origine di questo cognome sono tre, la
prima è che possa trattarsi di una forma ipocoristica dialettale
del nome germanico Boso
(vedi BOSELLI), la seconda e che possa derivare da un soprannome
originato dal termine busillis
(problema),
divenuto busillo
per alterazione dialettale, la terza ipotizza possa trattarsi di
un cognome di fantasia attribuito ad un trovatello da qualche
funzionario di orfanotrofio borbonico. |
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BUSINAROLO |
Businarolo, molto raro, è specifico del padovano, di Este e di
Sant'Elena in particolare, dovrebbe derivare da un soprannome
originato dal termine dialettale padovano arcaico
businar (fischiare,
zufolare), forse a sottolineare
un'abitudine del capostipite, termine che a sua volta si è
originato dal termine latino
buccina o
bucina (strumento
bronzeo a fiato usato dalle
legioni romane per segnalazioni, come precursore della tromba). |
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BUSINELLI
BUSNE'
BUSNELLI |
Busnè è tipicamente milanese e lodigiano, Busnelli è specifico
dell'area che comprende il milanese, il varesotto ed il comasco,
Businelli, assolutamente molto molto raro, è dell'area
lombardoveneta, potrebbero derivare dal vocabolo dialettale
lombardo büseree
il cui ipocoristico era büsnèll
o businell
che indicava lo scaccino
(chi spegne le candele in chiesa
e provvede anche a mantenere pulito il pavimento della chiesa). |
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BUSIOL
BUZIOL |
Molto
rari sono entrambi specifici del trevigiano, dovrebbero derivare
da soprannomi legati a caratteristiche della località di
origine. |
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BUSOLIN |
Busolin, tipico dell'area veneziana e padovana, di Noale e
Venezia nel veneziano e di Trebaseleghe e Camposampiero nel
padovano, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal
termine veneto busolin
(piccolo buco). |
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BUSONERA
BUSONERO |
Busonera
è specifico di Cagliari e del cagliaritano, con un piccolo ceppo
anche a Sassari ed a Sant'Antioco nell'iglesiente, Busonero è
invece specifico di Monte Argentario e Grosseto nel grossetano,
dovrebbero derivare da soprannomi, anche di origine spagnola,.
la buzonera in catalano è la chiavica o pozzo nero, termini
probabilmente usati per definire il mestiere di chi si occupava
della pulizia di questo tipo di scarichi. |
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BUSSADORI |
Bussadori ha un piccolo ceppo a Genova, con presenze nel
mantovano e nel modenese, dovrebbe derivare da un soprannome
dialettale bussador
(scavabuche),
originato dal mestiere dei capostipiti, probabilmente degli
scavatori o manovali addetti a scavare buche. |
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BUSSO
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Si
individua un nucleo importante tra il torinese ed il cuneese ed
uno nel Veneto, potrebbe derivare dal vocabolo latino bussus che
sta per boscus (bosco) come potrebbe derivare dal toponimo
Bussoleno (TO) o Bussolino (TO) e per il ramo veneto da
Bussolengo (VR). Personaggio famoso fu il pittore Aurelio Busso
(nato attorno al 1500), discepolo di Raffaello e rinomato
affrescatore di palazzi a Roma, a Genova e anche a Crema. |
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BUSSOLA
BUSSOLI
BUSSOLIN
BUSSOLINI
BUSSOLINO
BUSSOLO
BUSSOLON |
Bussola sembra avere un nucleo principale nel veronese, uno nel
napoletano ed uno nel barese, Bussoli decisamente raro ha un
ceppo nel reggiano e modenese ed uno tra Abruzzo e Molise,
Bussolin è decisamente veneto, di Monselice e Tombolo nel
padovano e di Venezia, Bussolini, molto molto raro, ha un
piccolo ceppo a Pavia, ed uno nel perugino a Perugia, Corciano e
Magione, Bussolino è decisamente piemontese, di Torino e del
torinese e dell'astigiano, di San Martino Alfieri, San Damiano
d'Asti ed Asti, Bussolo molto molto raro parrebbe avere due
nuclei, nel padovano e nel torinese, Bussolon è caratteristico
di Padova, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite
modificazioni ipocoristiche o accrescitive, anche dialettali,
dal soprannome medioevale
bussulus (piccolo
bosso), forse collegato con la
lavorazione del legno di bosso da parte del capostipite, il
soprannome successivamente acquisì caratteristica di nome,
bisogna comunque considerare che abbiamo tracce di un nome tardo
latino Bussulus,
citato in un'iscrizione ritrovata alla base delle Alpi Cozie,
tracce di queste cognominizzazioni si trovano a Milano con un
tale Petrus Bussulus Mediolanensis, o anche a Vignola nel
modenese fin dal 1500. |
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BUSSOLETI
BUSSOLETTI
BUSSOLETTO |
Bussoleti, laziale, praticamente unico, dovrebbe essere dovuto
ad un'errata trascrizione di Bussoletti, che ha un piccolissimo
ceppo a Senigallia nell'anconetano, uno a Narni e Terni nel
ternano, ed uno a Roma, a Cave e Velletri nel romano,
Bussoletto, quasi unico, è veneto, dovrebbero derivare da
soprannomi basati sul termine medioevale, di origini bizantine,
bussoletus,
o busoletus
(ostensorio
composto da un vaso di cristallo contenuto all'interno di un
vaso metallico o eburneo, spesso dorato ed istoriato). |
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BUSSOLOTTI
BUSSOLOTTO |
Bussolotti è molto raro, sembra avere oltre al nucleo mantovano,
anche un ceppo nell'anconetano, Bussolotto ancora più raro
sembra avere un ceppo nel padovano ed uno nel maceratese,
dovrebbero derivare da soprannomi. |
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BUSSU
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Bussu è molto diffuso in tutta la Sardegna, ma particolarmente
nel nuorese ad Ollolai, con presenze significative anche a
Nuoro, Orani, Orotelli e Gavoi, a Sassari, nell'oristanese ad
Abbasanta e Oristano,, a Guspini in Medio Campidano, e ad Olbia.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
BUSSU: bùsu, bùsulu, bùssu,
bussulu =
bosso, bossolo
(arbusto della macchia mediterranea); dal
latino buxus.
Come cognome non è presente nei documenti antichi. Attualmente è
presente in 84 Comuni italiani, di cui 44, in Sardegna: Ollolai
196, Sassari 65, Nuoro 50, Abbasanta 21, Oristano 20, Cagliari
16, Guspini 14, etc. |
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BUSTI
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Busti
sembra avere più ceppi, nel milanese a Busto Garolfo in
particolare, ceppo che dovrebbe derivare proprio da questo
toponimo o da quello di Busto Arsizio (VA), nel veronese, nel
perugino ad Assisi ed a Perugia e nel Salento a Gallipoli (LE).
Un principio di questa cognominizzazione la troviamo nel Codice
Diplomatico della Lombardia medievale all'anno 1181:
"...consensu et parabola Ottonis et Designati et Iacobi, qui
omnes dicuntur de Busti...", nella seconda metà del 1400 è un
cognome consolidato, come dimostra la presenza di un Guido
Antonio Busti in qualità di canonico a Parabiago ed a
Gorgonzola. |
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BUSURGI |
Molto
raro è tipico della zona dello stretto di Messina, dovrebbe
derivare da un modo di dire latino boves urgere (spingere i
buoi) ed essere pertanto riferito ad un'attività di mandriano. |
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BUTELLI
BUTI
BUTINI |
Butelli, tipicamente toscano, ha un ceppo a Prato ed uno a
Grosseto, Buti, decisamente toscano, è molto diffuso in tutta la
regione, in particolare a Firenze, Sesto Fiorentino, Calenzano e
Fucecchio nel fiorentino, a Buti, Santa Maria a Monte e Santa
Croce sull'Arno nel pisano, a Livorno e Rosignano Marittimo nel
livornese, a Siena, a Follonica nel grossetano, a Viareggio nel
lucchese ed a Prato, Butini, anch'esso tipicamente toscano, è
specifico di Siena, Firenze e del fiorentino a Greve in Chianti
e Impruneta, e dell'aretino a Cavriglia, e San Giovanni
Valdarno, l'origine di questi cognomi dovrebbe essere da forme
sincopate del nome Benvenutus
e da suoi ipocoristici, in alcuni casi può però derivare dal
toponimo pisano di Buti, o da quello di Buto nello spezzino,
dell'uso di questa forma contratta
Butus o
Buto
abbiamo un esempio nel 1338 nei
Documenti pistoiesi:
"..Comperamo da Buto Baldi due anella uno diamante l'altro
smiraldo gostorono a piccioli fior. II d'oro e sol. XXV.." o
anche nei Documenta eugubina
in un testamento del 1341: "..dicens: quod in millesimo CCCXLI,
de mense decembri, Masscius Hoscy de Eugubio et quarterio S.ti
Petri, suum de iure vallidum condidit testamentum, in quo, inter
cetera per dictum testatorem disposita, reliquit D.ne Andriole
Hoscy, eius sorori, quoddam suum podere et possessiones, que
habet in villa Ansciani et in villa Montis Bertii, fines, a
primo [latere], via sive foce thiani; a secundo Landolus Bicci,
tunc et nunc eius successor; a tertio Butus Aiutoli, et a quarto
res ecclesie S.ti Felicismi et ecclesie S.te Crucis; donec ipsa
visserit, et post eius obitum deveniant dicte res in Nicolellum
Cole, filium dicte D.ne, si supervisserit; et si non
supervisserit, deveniant in D.num Francischum, si supervisserit;
et si non supervisserit, reliquit dictas res loco Fratrum S.ti
Agustini pro quadam capella construenda et edificanda in dicta
ecclesia ad honorem Dei et sue matris Virginis Marie..". |
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BUTERA
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Butera ha un grosso ceppo nel catanzarese ed uno ancora più
importante nella Sicilia centroccidentale, soprattutto nel
trapanese, palermitano, agrigentino e nisseno, potrebbero
derivare dal toponimo Butera in provincia di Caltanissetta, ma è
pure possibile che derivi da un'italianizzazione del nome arabo
Abu Tir,
o anche dal mestiere del capostipite espresso dal vocabolo arabo
butirah
(pastore)
o anche dal vocabolo greco
boutyras (venditore
di burro). |
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BUTTA
BUTTI |
Entrambi tipicamente lombardi, Butta è specifico dell'area
bergamasco, lecchese, di Calolziocorte e Lecco nel lecchese e di
Cisano Bergamasco, Palazzago, Pontida e Treviolo nel bergamasco,
Butti, molto più diffuso, oltre al ceppo lombardo, molto
consistente soprattutto a Como ed a Valmadrera nel lecchese, con
ottime presenze anche a Milano, San Fermo della Battaglia,
Carlazzo, Porlezza, Cavargna e Maslianico nel comasco ed a Lecco
e Calolziocorte nel lecchese, presenta un ceppo a Trieste ed uno
a Montevarchi nell'aretino ed a Figline Valdarno nel fiorentino,
dovrebbero derivare da un soprannome dialettale, probabilmente
legato al mestiere del bottaio, svolto dai capostipiti, o alla
cura della api, potendo derivare dal termine lombardo arcaico
butt
(sciame
di insetti o api). |
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BUTTA'
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Dovrebbe essere originario della provincia di Messina, deriva
probabilmente da un soprannome dialettale.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Frequente a Catania, Brolo, Caronìa, Naso, Librizzi e altrove.
Viene da bottaio.
Il suffisso à
è di origine greca e serve in molti casi per formare nomi di
mestiere. Cfr. G. Rohlfs, Dizionario storico dei cognomi nella
Sicilia orientale, Palermo, 1984, pp.35/55 |
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BUTTAFOCHI
BUTTAFOCO
BUTTAFUOCO |
Buttafochi, praticamente unico, è dovuto probabilmente ad errori
di trascrizione di Buttafoco che ha un ceppo a Terracina (LT) ed
uno a San Benedetto Del Tronto (AP), Buttafuoco sembrerebbe
siciliano di Menfi e Ribera (AG), di San Giovanni La Punta e
Misterbianco (CT), di Leonforte e Nicosia (EN) e di Mazara del
Vallo (TP), dovrebbe derivare da un nome medioevale di fantasia
Butafocus
o Butafogus
o da un soprannome, tracce di queste cognominizzazioni le
troviamo a Cremona nella seconda metà del 1300 con un Johannes
Butafogo, nel 1500 in Sicilia nell'agrigentino con il pittore
Magister Nicolaus Buttafoco julianensis e nelle Marche nella
seconda metà del 1500 con il Cardinale Costanzo Buttafoco da
Sarnano (MC).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Buttafuoco è un cognome della Sicilia orientale che viene dalla
voce siciliana 'buttafòcu'
= specie di salterio con tre
corde. Rohlfs 55 (n.d.r.
Il salterio è uno strumento musicale a corde che risale almeno
al III° secolo a.C. e che veniva usato per accompagnare il canto) |
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BUTTARA
BUTTARELLA
BUTTARELLI
BUTTARELLO
BUTTARI
BUTTARINI
BUTTARO |
Buttara e Buttarella sembrerebbero unici, Buttarelli ha un ceppo
lombardo, soprattutto nel mantovano, a Viadana, Rivarolo
Mantovano e Mantova, a Casalmaggiore e Rivarolo del Re nel
cremonese, a Milano ed a Bergamo, ed uno laziale, a Roma ed
Olevano Romano nel romano ed a Cisterna di Latina nel latinense,
Buttarello, molto molto raro, ha un piccolissimo ceppo nel
varesotto ed uno tra vicentino e padovano, Buttari ha un ceppo
nell'aquilano, ad Avezzano soprattutto, ed a Tornimparte, un
piccolo ceppo a Monteroduni nell'iserniese, uno a Roma e
Guidonia Montevelio nel romano ed a San Felice Circeo nel
latinense, ed uno molto piccolo a Barletta nel barese, Buttaro,
più raro, ha un ceppo a Gaeta e Formia nel latinense ed a Roma,
ed uno a Mola di Bari e Bari nel barese, Buttarini, ancora più
raro, è del perugino, tutti questi cognomi dovrebbero derivare,
direttamente o attraverso varie forme ipocoristiche, dal termine
arcaico buttaro
(chi produce le botti),
l'italianizzazione del vocabolo latino medioevale
buttarus,
con lo stesso significato, possiamo quindi ipotizzare che i
capostipiti svolgessero quel tipo di mestiere. |
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BUTTARAZZI
BUTTERAZZI |
Buttarazzi è specifico di Monte San Giovanni Campano nel
frusinate, Butterazzi, praticamente unico, napoletano, dovrebbe
essere dovuto ad un'alterazione anagrafica del precedente, che
dovrebbe derivare da un soprannome originato da una forma
semidispregiativa del termine dialettale laziale
buttaro (mandriano,
chi governa le mandrie), ma non
si può escludere un derivazione da un soprannome basato sul
vocabolo latino medioevale
buttarus (chi
produce le botti) (vedi anche
BUTTARA). |
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BUTTERI
BUTTERO |
Butteri, abbastanza raro, ha piccoli ceppi nell'alessandrino,
tra parmigiano e piacentino, tra fiorentino ed aretino, tra
livornese e grossetano, nel Piceno e nel viterbese, Buttero è
quasi unico, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal
termine italiano, ormai caduto pressocchè in disuso,
buttero,
che, soprattutto in Toscana, ha il significato di
mandriano a cavallo,
ma anche di cicatrice da vaiolo, forse a caratterizzare un
aspetto del capostipite o il suo mestiere. |
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BUTTICE' |
Butticè è tipicamente siciliano dell'agrigentino, di Raffadali
soprattutto e di Agrigento, Favara, Porto Empedocle e di
Palermo, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale originato
dal diminutivo del vocabolo
butti (botte),
forse a sottolineare l'aspetto grassottello del capostipite,
tanto da poterlo chiamare botticella. |
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BUTTIGLIERI |
Buttiglieri ha un ceppo siciliano, a Butera in particolare ed a
Gela e Riesi nel nisseno, si potrebbe anche ipotizzare una
derivazione da un soprannome per fabbricante di bottiglie, ma
molto più probabilmente si tratta di una forma etnica arcaica
riferita alla città di Butera. |
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BUTTIGLIERO |
Buttigliero assolutamente rarissimo, è piemontese, potrebbe
derivare da un soprannome per fabbricante di bottiglie, ma molto
più probabilmente origina dal nome di paesi come Buttigliera
Alta nel torinese o Buttigliera d'Asti nell'astigiano. |
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BUTTIGNOL
BUTTIGNOLO |
Buttignol è specifico dell'area trevisano, pordenonese, di
Orsago nel trevisano e di Pordenone Brugnera e Prata di
Pordenone nel pordenonese, Buttignolo, praticamente unico, è una
forma alterata del precedente, che dovrebbe derivare da un
soprannome dialettale arcaico con il significato di
bottoncino. |
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BUTTITTA |
Buttitta è tipicamente siciliano del palermitano, di Bagheria in
particolare e di Palermo, potrebbe derivare da un soprannome
ipocoristico dialettale con il significato di
botticella,
ad indicare forse una particolare rotondità e bassa statura dei
capostipiti, secondo un'altra ipotesi potrebbe derivare da un
alterazione ipocoristica dialettale del termine grecanico
botòn
(capo di bestiame). |
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BUTTO
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Assolutamente rarissimo è specifico della zona di Pozzuoli (NA). |
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BUTTU
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Assolutamente rarissimo Buttu è specifico del nuorese, di Gavoi
e Nuoro in particolare.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
BUTTU: su buttu de su carru,
è il mozzo della ruota del carro,
ad esempio, del carro a buoi. Secondo lo studioso M. L. Wagner
viene dal piemontese but,
di identico significato (But, inoltre, è un cognome presente in
19 Comuni del Nord Italia). Lo stesso Wagner fa notare che i
piemontesi introdussero( nel XVIII° sec.) in Sardegna le ruote
dei carri a raggi, che sostituirono quelle piene. Qui in
Campidano usiamo l'aggettivo
buttu per
bruttu,
per indicare oggetto, animale o
persona sporca. Non trovando il
cognome negli antichi documenti della lingua sarda, confermiamo
la prima ipotesi. Il cognome Buttu è presente in 17 Comuni
italiani, di cui 12 in Sardegna: Gavoi 49, Nuoro 17, Oristano 6,
Iglesias 5, etc. |
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BUTTURA
BUTTURI |
Buttura è
tipico del veronese, Butturi è specifico della zona di confine
tra mantovano e modenese, potrebbero derivare da soprannomi
originati dal vocabolo tardo latino buturum (burro), esempio di
questo uso in epoca latina si può vedere in un'iscrizione su di
una lapide, dove si legge: "D(is) M(anibus) s(acrum) Iulia
Buturaria v(ixit) a(nnos) XXXVI". Personaggio notevole è
stato lo scrittore e poeta Antonio Buttura nato a Malcesine (VR)
nel 1770. |
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BUZANCA
BUZZANCA |
Buzanca è praticamente unico, dovrebbe trattarsi di una forma
alterata di Buzzanca, che è tipico della Sicilia, con un grosso
ceppo nel messinese, a Gioiosa Marea, Patti e Montagnareale, ed
uno a Palermo, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal
termine arabo bu
(padre) e
zaqq (otre
rigonfio,
pancione)
e che in maltese significa
cornamusa, forse attribuito
perchè il capostipite era il padre di un figlio molto grasso o
perchè era lui stesso ad esserlo. |
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BUZIO
BUZZI
BUZZO
BUZZONI |
Buzio, tipicamente piemontese, è caratteristico
dell'alessandrino, si individuano 4 ceppi di Buzzi, nelle
province di Milano e Varese, in quella di Trieste, di Ferrara e
nel Lazio, Buzzo ha un ceppo genovese, uno veneziano, uno
anconetano, uno tra napoletano e beneventano ed uno cagliaritano,
Buzzoni ha un nucleo tra ferrarese e bolognese ed uno nella zona
che comprende le province di Milano, Lecco, Bergamo e Brescia,
dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite un
accrescitivo, dal cognomen latino
Butius,
ma è pure proponibile una derivazione da modificazioni
dell'aferesi di vezzeggiativi del nome
Ugo o
Arrigo.
(vedi Bozza)
integrazioni fornite da
Vittoriio Buzzi
Uno dei quattro ceppi del cognome Buzzi non è localizzato in
provincia di Trieste, come da Voi indicato, bensì in quella di
Udine e precisamente a Pontebba dove è molto diffuso. A Trieste
ci sono solo alcuni emigrati dal pontebbano. |
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BUZZAGO |
Buzzago, molto molto raro, è tipico del mantovano, di Piubega in
particolare, potrebbe derivare dal nome della località Bozzago
nell'alto Garda, ma non si può escludere una derivazione da un
soprannome originato o dal termine dialettale arcaico
buzzar (andare
a sbattere contro qualcosa) o
da un'alterazione del termine, sempre dialettale,
bozzago (poiana,
un uccello predatore). |
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BUZZARELLO |
Buzzarello, molto molto raro, è specifico del padovano, di
Sant`Angelo di Piove di Sacco in particolare, dovrebbe derivare
da un soprannome dialettale originato dal termine veneto arcaico
buzarelo,
buzareto
con il senso di persona piccola,
ma anche di uno che ti inganna,
ti buggera. |
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BUZZOLINO |
Molto
raro è scarsamente presente solo nelle provincie di Milano,
Imperia e Palermo. |
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BUZZONE |
Molto
raro è tipico della zona che comprende il catanese, l'ennese ed
il nisseno, potrebbe derivare da un soprannome originato dal
vocabolo arabo butah (casa colonica); tracce di questa
cognominizzazione le troviamo a Nicosia (EN) in quest'atto di
matrimonio del 1712: "...testibus Clerico D. Antonio Nigreli et
Clerico D. Sancto Buzzone et nonnullis alijs...". |
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