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VACALEBRE |
Estremamente raro, potrebbe essere specifico della zona dello
stretto di Messina, con presenze anche nelle vallate a sud del
Piemonte (Briga Alta e Olivetta San Michele), secondo alcuni
deriverebbe da un termine grecanico con il significato di
cattiva farina,
ma l'ipotesi più accreditata indica che il cognome dovrebbe
derivare dal vocabolo provenzale
vaca =
vacca, mucca
e lebre
= tipo di vacca bretone,
ed essere frutto di una emigrazione di un nucleo occitano verso
Guardia Piemontese (CS) in Calabria e paesi limitrofi. Si fanno
risalire alla seconda metà del secolo X1I° (secondo altre fonti
invece al XV° secolo) le prime emigrazioni dal nord Italia verso
la Calabria, composte da gruppi di profughi occitani piemontesi
delle valli Pellice e Angrogna, di religione valdese,
provenienti originariamente dalla Provenza e sfuggiti alle
persecuzioni della Chiesa cattolica. Gli occitani rimasti in
Calabria sono gli eredi di quanti scamparono alle successive
decimazioni ordinate dalla Chiesa nel 1560, quando le truppe del
Cardinale Ghislieri occuparono Guardia Piemontese, irrompendo da
una delle porte (chiamata da allora Porta del Sangue) del
Castello di Guardia e facendo strage di quanti più Valdesi fosse
possibile. Il primo documento storico dove compare il cognome
Vacalebre nel reggino risale al 15 giugno 1577, nel paese di
Motta S. Giovanni, quando Antonio Vacalebre assieme ai
capifamiglia del paese, chiede un intervento governativo.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Vacalebre secondo G. Rohlfs 191 e G. Caracausi II 1676, questo
cognome messinese ma anche di Reggio Calabria viene forse da un
antico soprannome nella zona grecofona di Bova:
Cacalevri
= mala farina,
per decenza alterato e trasformato in Vacalebre. |
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VACANTE
VACANTI |
Vacante, tipicamente siciliano, ha un ceppo a Lentini e
Carlentini nel siracusano, uno a Palermo, a Catania, a Ribera
nell'agrigentino ed a Comiso nel ragusano, Vacanti ha anch'esso
un ceppo a Lentini e Carlentini, a Palermo ed a Santo Stefano
Quisquina nell'agrigentino, un'ipotesi ne propone la derivazione
da un'alterazione dialettale del termine italiano
vagante,
con il significato di privo di un proprio collocamento fisso,
cioè che vaga, secondo un'altra ipotesi deriverebbe invece da un
termine arcaico per mandriano. |
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VACCA
VACCHINA |
Vacca è molto diffuso in tutt'Italia, Sardegna compresa,
Vacchina sembra invece specifico del Piemonte, derivano
direttamente o tramite ipocoristico da soprannomi legati al
termine vacca
(mucca),
spesso con questo epiteto si individuavano i proprietari di
bestiame, quindi delle persone benestanti.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
VACCA: vacca e deriva dal latino vacca, la femmina del toro =
taurus. Per il fenomeno del betacismo, qui in Campidano diciamo
comunemente bacca,
"sa bacca",
per distinguerla da su boi
= il toro, il bue (bos). Il cognome Vacca, anche se in uscite
diverse, è presente nelle carte antiche. Tra i firmatari della
Pace di Eleonora, del 1388, figurano: Vaca Dominico, majore(
responsabile dell'amministrazione della villa = sindaco) ville
Putu Majore (Pozzomaggiore - Contrate Caputabas); Vacca Matheo,
jurato( collaboratore del majore) ville Gononò (Gonnosnò -
Partis de Montibus); Vaccha Deusdadu (Deodato), ville Selluri(
Seddòri - Sanluri); Vaccha Guantino, ville Macumerii; Vacha
Petro, ville Ribechu(attuale Rebecu. Curatorie de Costa de
Valls) ; Vacha Francisco, jurato ville Sii Majore, (odierno
Siamaggiore - Campitani Majoris); Vacha Francisco, jurato ville
Tintura. (* Tinura...Tinura o Tinnura - Castri Serravallis);
Vacha Xpoforo, jurato ville Nuraci de Pische. (* villaggio
distrutto - Campitani Majoris). Nel Condaghe di San Nicola di
Trullas, *CSNT XI°, XII° sec., troviamo 14 Vacca (Bacca e Vacca,
talvolta riferito alla stessa persona), tra i quali citiamo:
Vacca Iorgi, armentariu( (sovrintendente generale, preposto
all'amministrazione del patrimonio fiscale) di San Nicola.
Nella storia attuale ricordiamo: Vacca Antonino, nato a Quartu
S. E. nel 1934, ordinato sacerdote a soli 23 anni, nel 1993 è
stato eletto vescovo di Alghero Bosa. Attualmente il cognome
Vacca è presente in 816 Comuni italiani. Non si tratta di un
cognome solo sardo, poiché è largamente diffuso anche nel
meridione d'Italia. In Puglia ad esempio, è presente in 61
Comuni su 258, tra i quali Bitonto, con 268 conta il maggior
numero di "Vacca", seguito da Bari con 200, etc. E' presente in
tutte le regioni italiane. Roma, nel continente, ne conta il
maggior numero con 362, seguono Napoli 313, Bitonto 268, Bari
200, Genova 97, Milano 90, Gela 74, Firenze 15, Verona 15,
Potenza 9, etc. In Sardegna lo troviamo in 176/377 Comuni, con
maggior diffusione nel meridione dell'isola, per un totale di
4735 circa. |
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VACCARELLI
VACCARELLO
VACCARETTI
VACCARETTO
VACCARI
VACCARIELLO
VACCARINI
VACCARINO
VACCARO
VACCARONE
VACCARONI
VACCAROTTI
VACCAROTTO |
Vaccarelli ha un ceppo a L'Aquila ed uno in Puglia a Massafra
nel tarentino ed a Mola di Bari nel barese, Vaccarello è
decisamente siciliano, con un ceppo principale nell'agrigentino
ad Aragona ed Agrigento, e rami a Vittoria nel ragusano ed a
Palermo, Vaccaretti, assolutamente rarissimo, è specifico del
vicentino, Vaccaretto, quasi unico, sembrerebbe del veronese,
Vaccari è estremamente diffuso in tutta la parte centrale
dell'Italia settentrionale, Vaccariello è tipicamente campano,
di Rotondi e Cervinara nell'avellinese, di Napoli e di Sessa
Aurunca nel casertano, molto raro Vaccarini, potrebbero
individuarsi due ceppi, nel riminese e nell'anconetano, con un
nucleo secondario nel milanese, Vaccarino sembrerebbe siciliano
con ceppi nel messinese a Messina, Pace del Mela, Santa Lucia
del Mela, San Filippo del Mela e Barcellona Pozzo di Gotto e
ceppi probabilmente non secondari a Palermo e San Cipirello nel
palermitano, a Vittoria nel ragusano ed a Siculiana
nell'agrigentino, Vaccaro è diffuso in tutto il centrosud,
Vaccarone, molto molto raro, sembrerebbe della zona tra
alessandrino e pavese, Vaccaroni è assolutamente rarissimo,
forse originario del milanese, Vaccarotti, rarissimo,
sembrerebbe laziale, Vaccarotto, estremamente raro, sembrerebbe
del padovano, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite
vari tipi di forme ipocoristiche, da soprannomi basati dal
mestiere del vaccaro
(guardiano di vacche)
svolto probabilmente dai capostipiti. Nel 1500 troviamo come
Vescovo della diocesi di Ventimiglia un Domenico Vaccari, nel
1600 a Napoli è protonotario apostolico Monsignor Ercole
Vaccari, a Castellamare di Stabia nel 1500 troviamo il nobile
Fabio Vaccaro. |
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VACCAREZZA |
Vaccarezza è specifico della zona di Chiavari e Lavagna,
dovrebbe derivare dal toponimo Vaccarezza (GE).
integrazione di Andrea
Ferreri
Diffuso nel genovese (Lavagna, Chiavari, Cogorno, Sestri
Levante, Carasco) e nel savonese (Alassio). Deriva dal toponimo
genovese Vaccarezza, frazione del comune di Savignone o anche
dal toponimo piacentino Vaccarezza, frazione di Bobbio. |
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VACCARGIU |
Vaccargiu è tipico di Guspini e Gonnosfanadiga nel Medio
Campidano e di Terralva nell'oristanese.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
Vaccargiu significa vaccaio,
guardiano delle vacche; dal
latino vaccarius.
Braccaju
in campidanese; baccardzu
in logudorese. Non lo troviamo nelle carte antiche, quindi
pensiamo ad un cognome di recente creazione probabilmente
originario del territorio di Guspini, che annovera da solo quasi
la metà dei Vaccargiu presenti in Sardegna. A prova i guspinesi,
che oggi sono grandi allevatori di bestiame minuto, per lo più
ovino, nonostante nel secolo scorso fossero più conosciuti come
minatori, erano allora tra i più grandi allevatori in Sardegna
di bestiame grosso, bovino soprattutto. Il cognome è presente in
44 Comuni del territorio nazionale, di cui 23 della Sardegna.
*Curiosità: a Gonnosfanadiga abitava, in via Cagliari, nel XIX°
secolo( morì all'età di 90 anni) un certo signor Francesco
Vaccargiu, che per la sua straordinaria somiglianza con Vittorio
Emanuele II di Savoia, 1° re d'Italia (del quale tra l'altro era
coetaneo), fu soprannominato su Rei Vaccargiu. Pertanto la
fontana pubblica sita di fronte alla casa dove abitava (in Via
Cagliari) fu chiamata "sa Funtàna de su Rei", che ancora oggi
mantiene tale nome. Per la cronaca il sig. Francesco Vaccargiu
era nonno di mia nonna, che ha trasmesso, anche a me, quindi, un
po' del suo sangue blu!!! |
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VACCHELLI |
Tipico dell'area cremonese bresciana Vacchelli sembra originario
di Cremona, ma con presenze originarie anche nel pavese,
dovrebbe derivare dal nome medioevale
Vachellus
di cui abbiamo un esempio in uno scritto pisano del 1295: "In
Dei nomine, amen. Anno a nativitate domini nostri Ihesu Christi,
millesimo ducentesimo nonagesimo quinto, indictione VIII, die XX
mensis septembris. Per presens publicum instrumentum pateat
omnibus evidenter, quod in presencia mei notarii publici
infrascripti et testium subscriptorum, discretus vir dominus
Thomas Grassus, civis acconensis, fecit, constituit et ordinavit
suum verum et legittimum procuratorem ac nuncium specialem
dominum Cholum de Benencasa, consanguineum eius, ad requirendum
et petendum jura sua que sibi debentur, et maxime ea que
percipere et habere debet in novem karobis de quadam navi que
vocatur la Vachella que habet et tenet dominus Vachellus de
Gliati de Ancona, et ad recipiendum et de receptis finem
quitacionem et refutacionem ei vel eis...", tracce di questa
cognominizzazione le troviamo a Cremona nella seconda metà del
1500 quando opera un Thomaso
Vacchello, libraro in Cremona. |
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VACCHI
VACCHIO |
Vacchi è specifico del ferrarese e del bolognese, Vacchio ha un
piccolo ceppo nel romano, ma il ceppo principale è a Durazzano
nel beneventano ed a Napoli, dovrebbero derivare da nomi di
località come Vacchio nel perugino o altre simili, o anche da
soprannomi originati dal termine italiano arcaico
vacchino
per registro delle messe, nome attribuito a quei libricini con
la rilegatura in pelle di vacca, sui quali si prendeva nota
normalmente del carico e scarico, forse ad indicare nel
capostipite un sagrestano o un commerciante o comunque qualcuno
che avesse a che vedere con registrazioni di tipo
amministrativo, con il termine campano
vacchio
si chiamava un tipo di rete da lancio per la pesca. |
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VACCHIANI
VACCHIANO |
Vacchiani, estremamente raro sembrerebbe friulano dell'udinese,
Vacchiano sembrerebbe campano del napoletano, di Cicciano,
Roccarainola, Acerra, Camposano e Nola, anche se presenta un
piccolo ceppo in Friuli, perlomeno il ceppo friulano dovrebbe
venire da un'alterazione dialettale della contrazione del
termine Valacchi
(popolo dell'est europeo).
integrazioni fornite da
Michele Vacchiano
Vacchiano è cognome diffuso soprattutto nell'entroterra campano
(in particolare nel paese di Cicciano). Dalla Campania infatti
derivano tutti i Vacchiano d'Italia. Il cognome deriva
dall'antico spagnolo Baquiano
(che si trova anche scritto
Vuaquiano o
Vaqueano).
Era il nome dato dagli spagnoli conquistadores agli indigeni
delle Antille, con il significato di
indigeno,
ma anche esperto dei luoghi,
guida,
esperto del territorio.
Evidentemente gli spagnoli giunti in Italia diedero questo nome
anche agli autoctoni che si dimostravano esperti dei luoghi e
facevano loro da guida. Oggi scomparso dallo spagnolo parlato in
Spagna, il termine Baquiano è rimasto in Argentina e in Cile:
nei grandi parchi nazionali i guardaparchi esperti sono chiamati
Baquianos dalle giovani reclute. |
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VACCHIOTTI |
Vacchiotti, assolutamente rarissimo è del torinese, potrebbe
derivare da un'italianizzazione e contrazione del cognome
francese Vacherot.
integrazioni fornite da
Alessandro Vacchiotti
Famiglia che fu iscritta alle matricole mercantili di Cremona
con un Mattia nel 1487 ed un Camillo nel 1552, e nel collegio
dei notai con dieci membri, dei quali altro Mattia ne fu il
primo che rogò dal 1520 al 1558. Luigi, giureconsulto e
consigliere aulico presso l'I.R. Tribunale Supremo di terza
istanza del regno Lombardo-Veneto in Verona, il 31 gennaio fu
decorato dall'Imperatore Ferdinando I° dell\'Ordine Equestre
della Corona di Ferro di terza classe e della dignità di
cavaliere dell'I.A. per sè e discendenti d'ambo i sessi per
continuata linea diretta mascolina in infinito. La famiglia è
iscritta nell'elenco Ufficiale Nobiliare Italiano col titolo di
Cavaliere dell'Impero Austriaco, in persona di Giovanni.
Attualmente sono presenti Vacchiotti in Piemonte, provincia di
Torino ad Almese, Alpignano, Avigliana, S.Ambrogio di Torino e
Borgone Susa, a Catania, in Sicilia ed in Francia nella Savoia. |
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VADA
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Vada è
tipicamente piemontese, di Asti in particolare, dovrebbe
derivare da una forma aferetica dialettale riferita al nome del
paese alessandrino di Ovada, probabile luogo d'origine del
capostipite. |
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VADACCA |
Vadacca è
tipico del leccese, di Carmiano in particolare e di San Donaci
nel brindisino, dovrebbe derivare dal nome della Masseria
Vadacca situata nel territorio di Cavallino nel leccese,
probabile luogo d'origine del capostipite. |
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VADALA
VADALA' |
Vadala è tipico del reggino e del catanese, Vadalà è specifico
della Sicilia orientale e del reggino, dovrebbero tutti derivare
dal nome arabo Abdallah
servo di Dio,
(da cui è derivato il più comune
Abdul). |
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VADILONGA |
Vadilonga è specifico di Cagliari, dove è molto diffuso, e del
cagliaritano, di difficile individuazione, la sua origine
etimologica potrebbe risalire al cognome Vallilonga e Vallelonga
con caratteristica trasformazione sarda delle prime due elle
nella consonante d (vedi VALLELONGA).
integrazioni fornite da
Guido Massacci
I Vadilonga sardi discendono da Vincenzo Vallelonga, proveniente
da Trapani, vivente a Cagliari già nel 1817. Il cognome divenne
Vadilonga intorno al 1850, attraverso i passaggi Baddilonghi,
Badilonghi, Valilonga (in lingua sarda
badde =
valle). |
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VAENTI
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Vaenti, estremamente raro, è del cesenate, dovrebbe derivare da
una forma contratta del nome latino
Valens,
Valentis,
probabilmente portato dal capostipite. |
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VAGHETTI
VAGHI |
Vaghetti, molto raro, presenta un ceppo pisano ed uno nel
sudmilanese e lodigiano, Vaghi è tipico del nord milanese e
comasco. Nel 1400, a Milano, in un atto relativo ad una lite
leggiamo: "...Gravamentum contra Cristoforum de Vagis...-..sub
pallatio magno positi in broletto novo", nel 1700 troviamo a
Como un Domenico Vaghi in qualità di segretario del feudatario
Giovanni Battista Premorlani.
integrazioni fornite da
Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
Molto probabilmente il cognome Vaghi deriva dalla
toponomastica. Dante Olivieri indica nel suo dizionario
toponomastico almeno quattro parole che derivano dal dialetto
lombardo "vagh" col significato di "posto a tramontana" e più
raramente "luogo incolto". |
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VAGLICA |
Vaglica è specifico del palermitano, di Monreale, Palermo e
Belmonte Mezzagno, dovrebbe risalire all'epoca aragonese e
derivare da un'alterazione grecanica del cognome spagnolo
Ballega,
una forma dialettale per ballena
(balena). |
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VAGLIO
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Raro
dovrebbe avere un ceppo nel torinese, che deriva dal toponimo
Vaglio (VC), ed uno nel Salento. |
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VAI
VAIO |
Vai
è tipicamente lombardo, dell'area milanese, pavese, con un ceppo
anche tra torinese ed astigiano, uno nel bolognese ed uno nel
livornese a Marciana e Portoferraio sull'Isola d'Elba, Vaio ha
un ceppo nel torinese a Torino ed a Romano Canavese, ed a
Cocconato nell'astigiano ed un ceppo a Napoli ed a Grazzanise
nel casertano, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Vaius
di cui abbiamo un esempio in uno scritto del 1358 nel trentino:
" In Christi nomine. Amen. Anno ab eiusdem Nativitate millesimo
trecentesimo quinquagesimo octavo, undecima indictione, die
martis quartodecimo intrante mense iunii, in Monte Alochi vallis
Flemarum tridentinae diocesis, in loco vocato Rivus de Alocho.
Praesentibus.. ..Simeon quondam Maltinpini de Mazugno, Otto
Personela, Vaius Finae, ser Dominicus de Gredena ..", ma è pure
possibile che i ceppi meridionali derivino da soprannomi
originati dalla voce greca
phaios (grigio,
brizzolato) o anche dal
vocabolo vaio
( tipo di scoiattolo la cui
pelliccia veniva usata per fare capi d'abbigliamento). |
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VAIANI
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Potrebbe avere un ceppo milanese ed uno fiorentino. In una
sentenza del tribunale di Spoleto, risalente all'aprile 1299 si
legge: "Nos Angelus de Reate legum doctor et Petrus Vaiani de
Urbe ducatus Spoleti Judices et vicari generales per magnificum
et potentem virum dominum..", nel 1476 in un atto notarile, a
Firenze, si legge di Giovanni d'Antonio di Jacopo Vaiani il
quale confessa d'aver ricevuto...in dote da tal Donna Lucrezia
di Bartolomeo di Giovanni Funaiolo...".
integrazioni fornite da
Aldo Piglia
Vaiani è un classico toponimico con vari ceppi che corrispondono
alle località con questo nome, cioè:
- Vaiano (PO), cui corrisponde l'attuale distribuzione in
Toscana (43%: PO, FI, ecc.);
- Vaiano (LO) e Vaiano Cremasco (CR), cui corrisponde l'attuale
distribuzione in Lombardia (30%: MI, CR, ecc.) e nelle zone
vicine delle regioni confinanti;
- Vaiano (PG), cui corrisponde la distribuzione in Umbria (4%)
ed a Roma (11%). |
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VAILATI |
Tipico
della zona che comprende le province di Bergamo, Cremona e
Milano, dovrebbe derivare dal toponimo Vailate (CR). |
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VAIR
VAIROLI |
Vair è tipico di Bussoleno, Borgone Susa, Chianocco ed Almese
nel torinese, Vairoli, assolutamente rarissimo, è del verbanese,
dovrebbero derivare, direttamente o da aggettivi derivati, dal
termine medioevale vair,
forma tronca del vocabolo medioevale francese
vairié (screziato,
chiazzato, macchiato), forse a
caratterizzare il fatto che il capostipite possedesse delle
particolari macchie o voglie ben visibili. |
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VAIRETTI |
Decisamente raro è tipico della Valtellina, zona di Talamona
(SO), |
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VAIRETTO |
Rarissimo
è tipico della zona di Ivrea (TO), dovrebbe derivare dal nome di
località Castel Vairo (TO) |
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VAIRO
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Sembra
avere almeno due ceppi, uno nel foggiano ed uno nel salernitano,
probabilmente anche uno nel torinese (nel 1600 ad Azzano (AT)
troviamo un tal Rolando Vairo), la derivazione è incerta anche
se si può presumere derivi da un nome di località, perlomeno per
il ceppo torinese, (vedi anche VAIRETTO e VAIR). Personaggio
importante è stato Leonardo Vairo, vescovo di Pozzuoli ( 1587 -
1603 ). |
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VAJNA
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Praticamente unico forse di origine slava.
integrazioni fornite da
Eugenio Vajna de Pava
Il cognome (Vajna de
Pava) non è di origine slava, ma ungherese, di Székely di
Transilvania oggi rumena, la famiglia è italiana solo dal 1888 ,
il nome originario era Pàvai Vajna, o Vajna del
ramo proveniente da
Pàva,vicino a Brasov. |
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VALAGUSA
VALAGUSSA
VALAGUSSI
VALAGUZZA |
Valagusa
è unico ed è probabilmente una forma arcaica di Valagussa che è
tipicamente lombardo di Milano, Besana in Brianza e Concorezzo
nel milanese e di Cernusco Lombardone, Merate, Missaglia,
Lomagna, Montevecchia, Casatenovo, Osanago, Lecco e Cassago
Brianza nel lecchese, Valagussi, quasi unico, è del varesotto,
Valaguzza, molto molto raro, è della zona tra milanese e
bergamasco, potrebbero tutti derivare direttamente o tramite
modificazioni dialettali dal fatto di essere il capostipite
proveniente dalla vallata di cresta Aguzza nel sondriese, tracce
di queste cognominizzazioni le troviamo a Milano fin dal 1400
con Giorgio Valagussa un erudito milanese allievo di Guarino
Veronese e precettore dei figli di Francesco Sforza. |
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VALANDRO
VALANIA |
Valandro è specifico del basso trentino e soprattutto del
padovano, Valania, quasi unico, è lombardo, dovrebbero entrambi
derivare da un soprannome originato dal termine medioevale
germanico wallan
(cuocere, bollire)
o da wallanti
(colui che
cucina), forse ad indicare nel
capostipite un cuoco
od un cuciniere. |
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VALASSI |
Valassi,
molto molto raro, è tipico della provincia di Lecco, dovrebbe
derivare dal nome della valle di Asso nel vicinissimo comasco ed
indicarla come luogo d'origine del capostipite. |
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VALBUZZI |
Tipico di Bianzone (SO) comune nei pressi di Tirano, deriva dal
nome della località contrada Valbuzzi di Bratta di Bianzone, è
tra i più importanti cognomi di Bianzone pur essendo scarsamente
diffuso in Valtellina; originarie di Bianzone sono comunque le
famiglie Valbuzzi residenti a Cantù e nel Varesotto, qualche
famiglia che porta questo cognome la si trova anche in Francia.
informazioni fornite da
Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO) |
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VALCARENGHI |
Specifico
del cremonese, Abbiamo tracce di questo cognome già nella
seconda metà del 1500, quando il soresinese G.Antonio
Valcarenghi,. fonda l'Ospedale di S.Croce di Soresina (CR). |
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VALCASALI |
Assolutamente rarissimo è tipico del ravennate.
integrazioni fornite da
Andrea Germi-Valcasali
E' originario della zona di Brisighella e fin dall 1300 vi sono
notizie negli archivi di Stato di Faenza e Ravenna. Questa
nobile famiglia ha conservato fino al 1800 vastissimi
possedimenti nella zona di Riolo Terme - Brisighella. Dopo il
1840 è iniziato il declino a causa di alcuni fatti relativi al
Risorgimento: da allora la famiglia si è disgregata. |
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VALCAVI |
Valcavi è
specifico del reggino, potrebbe derivare dalla Corte di Valcava
nell'appennino reggiano. |
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VALDAMERI |
Molto
raro è tipico del cremonese, dovrebbe derivare dal nome gotico
Valdamerca. |
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VALDATA
VALDATI
VALDATTA |
Valdata è
tipico di Voghera, Casteggio e Pavia nel pavese, con un ceppo
anche a Genova, Valdati, estremamente raro, è del pavese,
Valdatta, assolutamente rarissimo è tipico dell'area che
comprende il lodigiano, il pavese ed il piacentino, l'origine di
questi cognomi dovrebbe essere da nomi di località. |
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VALDEM
VALDEMI |
Valdem, quasi unico, sembrerebbe del bresciano, Valdemi,
estremamente raro, è della zona che dal genovese, attraverso il
piacentino, comprende il lodigiano ed il cremonese, dovrebbero
derivare dal nome medioevale germanico
Waldem,
una forma apocopaica del nome
Waldemar con il significato di
Re glorioso e coraggioso. |
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VALDEMARIN |
Molto raro è tipico di Trieste e del goriziano, dovrebbe
derivare dal nome medioevale
Valdemarus originato a sua
volta dall'antico nome germanico
Waldomar
(celebre e glorioso re),
ricordiamo con questo nome nel 1200 "Valdemarus Dei gracia
Danorum Slauorumque rex, et dux Estonie". |
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VALDENASSI
VALDENASSO |
Valdenassi, molto molto raro, è dell'area alessandrino,
genovese, così come l'assolutamente rarissimo Valdenasso,
entrambi dovrebbero derivare da un nome di località
identificabile come valle dei
Nassi, voce italiana arcaica e
dialettale ligurepiemontese con la quale si indicavano i
Tassi
(un tipo di conifera)
probabilmente particolarmente presenti in quella valle, tanto da
darle il nome. |
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VALDES
VALDEZ |
Valdes è
un cognome tipico del sud della Sardegna, Valdez è assolutamente
rarissimo, sicuramente spagnolo, dovrebbero essere di origini
spagnole derivando dal toponimo Valdés del principato delle
Asturie nel nord della Spagna, ed avere probabili lontane
origini ebraiche, ma è pure possibile una derivazione ligure,
provenzale e che derivino dal fatto di essere le famiglie di
religione valdese. |
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VALDISERI
VALDISERRI
VALDISSERI
VALDISSERRI |
Valdiseri è assolutamente rarissimo, come Valdisseri, mentre
Valdisserri, comunque molto raro, è specifico di Castel di Casio
nel bolognese e Valdiserri, il più comune, è sempre tipico del
bolognese, di Bologna, Castel di Casio, Porretta Terme e
Granaglione, si dovrebbe trattare di variazioni per betacismo
del nome di origine ebraica
Baldissero, un'alterazione del
più moderno Baldassarre,
(vedi anche BALDISSER). |
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VALENA
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Molto
molto raro è tipico della zona di Morbegno (SO), diffuso in
particolare nei comuni di Cino, Dubino e Mantello, dovrebbe
derivare dalla toponomastica locale, tracce di località con
questo nome si trovano già nel 1600 in un atto redatto nel 1655
a Tirano (SO) viene citato un luogo detto Valena. La parola
valena nei dialetti della provincia di Sondrio indica una
piccola valle, non necessariamente percorsa da un ruscello o da
un torrente. Il cognome Valena è presente anche in Francia e
negli Stati Uniti, seppure in modo molto sporadico. Si dovrebbe
trattare di discedenti di emigranti valtellinesi o forse
spagnoli perche sembrerebbe che un nome analogo esista anche in
Spagna. |
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VALENARI |
Assolutamente rarissimo, forse veronese, potrebbe derivare dal
cognomen latino Valens, ma anche dal franco Valenod. |
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VALENT
VALENTINI
VALENTINO |
Valent, poco diffuso, è specifico dell'udinese, Valentini è
diffusissimo in tutto il centronord , in Molise ed in Puglia,
Valentino è diffusissimo al sud, a Roma e nel torinese,
dovrebbero derivare direttamente o per contrazione del cognomen
latino Valentinianus
ricordiamo ben 3 imperatori romani con questo nome o di
Valentinus,
uso di cui si hanno tracce in molte iscrizioni medioevali. |
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VALENTE
VALENTI |
Cognomi panitaliani, con prevalenza al sud per Valente ed al
centro nord e Sicilia per Valenti, derivano dal cognomen latino
Valens. |
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VALENTINELLI
VALENTINOTTI |
Valentinelli, estremamente raro, è specifico del Trentino,
Valentinotti è anch'esso tipicamente trentino, di Caldes
soprattutto e di Levico Terme, Rovereto e Cles, si dovrebbe
trattare di una forma patronimica in
-elli o
in -otti,
riferita a capostipiti, i cui padri si chiamassero con un
ipocoristico del nome Valentino. |
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VALENZA
VALENZI |
Valenza ha un ceppo nell'alessandrino e genovese, che
probabilmente deriva dal toponimo Valenza Po' (AL), ceppi nel
mantovano, tra la provincia di Roma e quella di Latina, ceppi in
Puglia ed un nucleo importante nella Sicilia centrooccidentale,
Valenzi è tipico della provincia di Roma, dovrebbero derivare
dal nomen latino Valentius
di cui troviamo un esempio in questa antica lapide latina:
"...Q(uintus) Herennius Etruscus Messius Decius nobilissimus
Caes(ar) et C(aius)Valentius Hostilianus Messius Q(uintus)
nobil(issimus) Caes(ar) ...", anche se in qualche caso è
possibile una derivazione da uno dei tanti toponimi con la
radice -valenza. |
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VALENZANI |
Valenzani, abbastanza raro è tipico del varesotto e del vicino
novarese, potrebbe derivare dall'etnico di Valenza
nell'alessandrino, ma è molto probabile anche una derivazione da
nomi di località come ager
valentianus (campi di
Valentius) individuati dal nome latino dell'antico proprietario. |
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VALENZANO |
Valenzano
ha un ceppo tra alessandrino ed astigiano ed uno nel barese, il
ceppo piemontese potrebbe derivare dall'etnico di Valenza
nell'alessandrino, mentre quello barese è molto probabile che
derivi dal toponimo Valenzano (BA). |
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VALENZIA |
Assolutamente rarissimo probabilmente siciliano, quasi
scomparso, dovrebbe essere di origine spagnola e derivare dal
toponimo Valencia, meno probabile una derivazione dal toponimo
calabrese Vibo Valenzia. |
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VALENZIANI
VALENZIANO |
Valenziani è quasi unico, Valenziano ha un ceppo a Roma, uno
piccolo a Napoli, uno a Trani nel barese, ed uno in Sicilia a
Cefalù nel palermitano ed a Catania, potrebbe derivare dal nome
personale latino Valentianus,
ricordiamo con questo nome anche l'Imperatore del Sacro Romano
Impero d'occidente Flavius Valentianus (321.375), ma in molto
casi può stare ad indicare la provenienza dei capostipiti dalla
città di Vibo Valentia o da antiche località come un
ager valentianus
(proprietà terriera di un
Valentius), anche se molto meno
probabile, potrebbero anche, in qualche caso, derivare dal nome
dell'etnico della città spagnola di Valencia. |
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VALERA
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Valera è
tipico del nordmilanese, di Milano, Rho e Concorezzo, dovrebbe
derivare da toponimi come Valera di Arese (MI) o Valera Nuova e
Valera Vecchia di Varedo (MI). |
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VALERANI |
Tipico
dell'area tra sudmilanese, lodigiano e cremonese, dovrebbe
derivare dall'etnico di toponimi come Valera Fratta (LO). |
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VALERI
VALERIA
VALERIO |
Valeri è tipico della fascia centrale che comprende Toscana,
Marche, Umbria, Lazio ed Abruzzo, con un ceppo anche nella zona
che comprende le province di Treviso, Venezia e Pordenone,
Valeria è estremamente raro, Valerio ha un ceppo veneto, uno
torinese ed è poi ben distribuito in Lazio, Abruzzo, Molise e
Puglia, con presenze significative anche nel napoletano e nel
palermitano, dovrebbero tutti derivare dalla
Gens romana Valeria
, ma è pure possibile che derivino dal nomen latino
Valerius,
ricordiamo ad esempio Publio Valerio Flacco le cui navi nella
seconda guerra punica sconfissero la marina fenicia: "...quoque
Valerius Flaccus secundi Punici belli temporibus luxu perditam
adulescentiam inchoauit. ceterum a P. Licinio pontifice maximo
flamen factus, quo facilius a uitiis recederet...". |
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VALERIANA
VALERIANI
VALERIANO |
Valeriana, assolutamente rarissimo, sembrerebbe emiliano,
Valeriani occupa l'areale che comprende l'Emilia e la fascia
dell'Italia centrale, Valeriano, molto molto raro, sembrerebbe
specifico di Formia, derivano dal cognomen latino
Valerianus,
di cui abbiamo un esempio con
Publius Licinius Valerianus
imperatore romano dal 253 al 260, ma è pure possibile che in
alcuni casi derivino da nomi di località come San Valeriano in
Lunigiana, tracce di questa cognominizzazione le troviamo in
Veneto nel 1500 con Ioannes Petrus Valerianus Bellunensis, nel
1700 troviamo nella provincia romana i fratelli pittori Giuseppe
e Domenico Valeriani. |
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VALESI
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Valesi, molto raro, dovrebbe essere originario del reggiano, una
possibila ipotesi è la derivazione dal toponimo Valestra (RE),
ma la più probabile è una derivazione dal nomen latino
Valesius
di cui abbiamo un esempio nel
Valeri Maximi factorum et dictorum memorabilium,
scritto da Valerio Massimo nel primo secolo dopo Cristo: "...Et
quia ceteri ludi ipsis appellationibus unde trahantur apparet,
non absurdum uidetur saecularibus initium suum, cuius [generis]
minus trita notitia est, reddere. Cum ingenti pestilentia urbs
agrique uastarentur, Valesius uir locuples rusticae uitae duobus
filiis et filia ad desperationem usque medicorum laborantibus
aquam calidam iis a foco petens, genibus nixus lares familiares
ut puerorum periculum in ipsius caput transferrent orauit....",
tracce di questa cognominizzazione le troviamo fin dal 1100,
come possiamo leggere in questo scritto
DE SANCTO BERNARDO CONFESSORE PRIMO
CLARAE-VALLENSI ABBATE, PATRE AC DOCTORE ECCLESIAE:
"...In Historia, inquit, Segoviae nuper edita de exordio et
progressu sanctissimae familiae, quam sub invocatione sacrae
Triados fidelibus captivis redimendis A Deus providit, notatum
lego, unum e primis illius institutoribus Hugonem Valesium
(Theobaldi comitis nepotem ex sorore) qui post Felix Valesius
dictus est, atque una cum beato Joanne, dicto de Matha, insignis
operis fundamenta felicia jecit;...". |
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VALESIN |
Valesin, molto raro, è tipicamente veneziano, dovrebbe derivare
da un soprannome originato dal vocabolo dialettale
valesin (portalettere,
addetto al recapito dei pacchi e della corrispondenza
che nello Repubblica Veneta era normalmente contenuta in una
grossa valigia trasportata appunto dal
valesin). |
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VALESINI |
Valesini
sembrerebbe specifico di Ponte In Valtellina (SO), potrebbe
derivare dall'aferesi dell'etnico di Cavalese (TN), ma anche, e
più probabilmente, potrebbero derivare da una forma dialettale
per valligiani. |
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VALFRE' |
Valfrè
sembrerebbe tipicamente piemontese, di Torino e torinese e di
Asti, ma presenta anche un ceppo siciliano a Mazara del Vallo
nel trapanese, si dovrebbe trattare di una forma dialettale
contratta del nome Walfredus di cui abbiamo un esempio in un
atto del 1025: "...in loco Coniolo in via Publica in presencia
Ottoni comes Palacii et comes istius comitatu ubi ipse in
iudicio residebet iusticiam faciendam ac deliberandam
resedentibus cum eo Walfredus Ardericus Adam qui et Lanfrancus
Joannes Wilelmus Teudaldus et Aribertus iudices sacri Palacii
Rodulfus Adelgisus et Adelbertus legem viventes Ribuariorum...". |
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VALGOLIO |
Estremamente raro, forse originario dei monti bresciano
trentini,potrebbe derivare dal toponimo Malgolo (TN). |
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VALGUARNERA |
Valguarnera è tipicamente siciliano, di Palermo, Catania ed
Enna, potrebbe derivare dal toponimo Valguarnera Caropepe
nell'ennese, ma in alcuni casi si potrebbe invece trattare di
una discendenza diretta dai marchesi Valguarnera che hanno dato
il nome a quel paese, una famiglia nobile catalana che fin dalla
seconda metà del 1300 detenne importanti feudi in Sicilia. |
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VALIANI |
Valiani ha un ceppo in Toscana, a Cortona nell'aretino, a
Poggibonsi nel senese, a Grosseto, a Monsummano Terme e Pistoia
nel pistoiese ed a Firenze, uno umbro a Perugia, uno a Roma ed
uno molto piccolo nel leccese, a Morciano di Leuca, Lecce e
Corsano, potrebbe derivare dal nome del dio della religione
celta Valianus,
un dio preposto alla guarigione dei malati, da cui sarebbe poi
derivato il nome francese
Valjean, altra possibile fonte
originaria del cognome, ma l'ipotesi più probabile è che invece
derivi dal nome di un fundus
Valianus , cioè dal nome di un
luogo così chiamato in quanto proprietà terriera di un
Valius,
nome tardo latino del medioevo italiano. |
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VALIANTE
VALIANTI |
Valiante ha un ceppo nel salernitano, nel Basso Molise e nel
Lazio, Valianti, assolutamente rarissimo, sembrerebbe
marchigiano, dovrebbero derivare dal nome germanico Wallie o dal
normanno Walliant.
integrazioni inserite da
Fabio Paolucci
Il cognome Valiante è rappresentato da più ceppi sparsi in
Italia, tra i quali i più consistenti sono individuabili al Nord
nelle città di Torino e Milano, al Centro a Roma, mentre al Sud
nei comuni di Notaresco (in provincia di Teramo), Jelsi (in
provincia di Campobasso), e nel Salernitano soprattutto nei
centri di Centola, Celle di Bulgheria e Pisciotta. Dal punto di
vista etimologico possono essere formulate più ipotesi circa la
formazione del cognome Valiante: la prima prende in analisi la
derivazione dal toponimo siciliano Valiano (SI), ipotesi
scartabile per l'assenza di ceppi Valiante in Sicilia; la
seconda ipotesi considererebbe Valiante come derivato dalla
cognominizzazione del nome personale Valeriano; la terza tesi,
più convincente delle precedenti, farebbe risalire Valiante ad
una variante della forma cognominale Valenti o Valente. Valenti
continua il cognomen o signum augurale
Valens, Valentis,
derivato dal participio presente del verbo latino
valeo, es, ui, valiturus, ere
con il significato di valente,
robusto, forte, gagliardo, vigoroso, in buona salute, sano,
energico, efficace, potente. Il
nome Valente divenne in antichità comune soprattutto in ambienti
militari fra i veterani delle province romane: Valente era,
secondo la tradizione cultuale, l'eroe arcadico padre di uno dei
Mercuri. Non dimentichiamo che Valente fu anche il nome di un
Imperatore Romano. Una famiglia Valiante si distinse a Jelsi
(CB), dove si può ancora ammirare il palazzo Valiante - Capozio,
di notevole pregio architettonico. |
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VALLANTE |
Vallante è un cognome tipicamente campano, di Caivano, Crispano
e Napoli nel napoletano e Vairano Patenora nel casertano,
dovrebbe derivare da un'alterazione dialettale del nome
medioevale Valente
(vedi VALIANTE). |
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VALLANZASCA |
Vallanzasca, assolutamente rarissimo, ha un piccolo ceppo a Lesa
nel novarese, dovrebbe derivare dal nome della Valle Anzasca,
una delle valli trasversali della Val d'Ossola nel verbanese,
probabile area d'origine del capostipite. |
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VALLARINI
VALLARINO |
Vallarini
è assolutamente rarissimo, Vallarino è tipico ligure, del
genovese e del savonese, dovrebbero derivare dal fatto che la
famiglia era originaria delle valli, ma non si può assolutamente
escludere che possa invece trattarsi di una forma etnica
indicante dei capostipiti provenienti dal paese francese di
Vallauris (vedi VALLAURI). |
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VALLAROLO |
Vallarolo, molto molto raro è piemontese, dell'area torinese,
astigiana.
integrazioni fornite da
Daniele Zaia
Vallarolo è un raro cognome piemontese, proprio di Cocconato ed
Aramengo. Dalla voce piemontese "vallareu"
o "valareu",
abitante della valle. |
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VALLARSA |
Vallarsa è tipico del vicentino, di Arzignano e Valli di
Pasubio, dovrebbe derivare dal nome della zona d'origine dei
capostipiti, il paese trentino di Vallarsa o meglio la Vallarsa,
che deve il suo nome all'aspetto riarso del suo territorio, o,
secondo un'altra ipotesi, la valle potrebbe derivare dal termine
cimbro ars
(sedere). |
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VALLAURI |
Vallauri
è un cognome specifico del cuneese, di Robilante, Vernante,
Cuneo, Boves, Borgo San Dalmazzo e Costigliole Saluzzo, dovrebbe
derivare dal nome del paese francese di Vallauris in Provenza,
situato tra Cannes ed Antibes. |
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VALLE
VALLETTA
VALLI |
Valle è
diffuso in tutto il nord, con un nucleo nel Lazio e nell'alta
Campania, Valletta è caratteristico della fascia che comprende
il Lazio, gli Abruzzi, la Campania, il Molise e la Puglia, Valli
è più propriamente della fascia che comprende Lombardia, Emilia
e Toscana, derivano tutti da uno dei vari toponimi contenenti la
radice Vall... |
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VALLEBONA
VALLEBUONA |
Vallebona, molto raro, è specifico ligure, così come Vallebuona
che è tipico di Genova, potrebbero derivare dal toponimo
Vallebona (SV). o dal nome di località Vallebuona, frazione di
Lumarzo (GE), o da Vallebona (IM). |
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VALLEFUOCO |
Vallefuoco è specifico del napoletano, in particolare di Mugnano
di Napoli e di Qualiano, Napoli, Marano di Napoli, Giugliano di
Campania, Sant'Antimo, Villaricca, Calvizzano e Pozzuoli,
potrebbe trattarsi di un soprannome originato dalla traduzione
italiana di un termine grecanico πΰράγκος (pyragkos)
utilizzato come insulto, o anche di provenire dai Campi Flegrei,
ma è pure possibile possa trattarsi di un cognome attribuito a
dei trovatelli in epoca borbonica. |
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VALLELONGA
VALLILONGA |
Vallilonga, quasi unico, è probabilmente dovuto ad alerazioni
dialettali del cognome Vallelonga, che è specifico del reggino,
di Caulonia e Roccella Ionica, di Crotone e del valentiano,
dovrebbe derivare dal nome del paese di Vallelonga nel
valentiano. |
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VALLENARI |
Vallenari
è specifico del veronese, di Sant'Anna di Alfaedo, Verona e
Buttapietra in particolare, dovrebbe derivare da una forma
etnica per indicare la provenienza della famiglia dal paese di
Vallene, una frazione montana di Sant'Anna di Alfaedo. |
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VALLERO |
Vallero è
decisamente piemontese, del torinese, di Torino,
Valperga,Salassa, San Maurizio Canavese, Cuorgnè e Foglizzo,
potrebbe derivare da un soprannome piemontese indicante gli
abitanti di una valle (vedi VALLAROLO), ma non si può escludere
che possa trattarsi della deformazione di un nome di località
(vedi VALLAURI). |
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VALLESE
VALLESI |
Vallese
ha un ceppo veneto nell'area veneziano, padovano, rovigota un
ceppo tra Piceno, teramano, , pescarese e teatino ed un piccolo
ceppo nel napoletano, Vallesi ha un ceppo toscano tra fiorentino
e pisano, uno marchigiano tra maceratese e Piceno, ed uno tra
romano e viterbese, dovrebbero derivare dal fatto che le
famiglie arrivate a fondovalle probabilmente provenivano da
valli interne. |
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VALLISNERI |
Estremamente
raro è tipico del reggiano, deriva dal toponimo Vallisnera di
Collagna (RE), nobile casato di origine longobarda del parmense
Signori fin dal 1107 del feudo di Vallisnera e Valbona, verso la
fine del 1600 troviamo lo scienziato: "...Antonius Vallisnerius
de Nobilibus de Vallisneria Publicus Medicinae Practicae
Extraordin. Profess....". |
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VALLON
VALLONE
VALLONI |
Vallon,
assolutamente rarissimo, sembrerebbe del triestino, Vallone è
molto diffuso in tutto il centrosud, con massima concentrazione
nel Lazio, nel romano e frusinate, in Campania, nel casertano,
napoletano e salernitano, in Calabria, nel vibonese, catanzarese
e crotonese, ed in Sicilia nel trapanese e palermitano, Valloni,
abbastanza poco comune, ha un ceppo nel riminese ed uno nel
romano e reatino, con piccoli ceppi nel perugino e teramano,
potrebbero derivare dal nome di paesi come Portovallone nel
ferrarese, Vallone nel rovigoto, nel frusinate, nell'anconetano,
Vallone Cupo nel cosentino e nel catanzarese, Valloni
nell'iserniese e nel teatino, o altri simili, ma è pure
possibile che stiano ad indicare, come soprannomi, dei
capostipiti originari di grosse valli. |
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VALLONCINI
VALONCINI |
Valloncini è tipico del bresciano, di Passirano, Paderno
Franciacorta e Rodengo Saiano, Valoncini, assolutamente
rarissimo, decisamente lombardo anch'esso, dovrebbe essere però
del bergamasco, dovrebbero derivare da un soprannome dialettale
riferito a quanti provenissero da un
vallon (gola
profonda, forra). |
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VALLORTIGARA |
Vallortigara è tipico del vicentino, di Schio, Torrebelvicino,
Valdagno e Piovene Rocchette, dovrebbe derivare dal nome della
valle Ortigara o del monte Ortigara nel vicentino, nella zona
dei sette comuni, probabili luoghi d'origine del capostipite. |
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VALMAGGIA
VALMOGGIA |
Valmaggia è assolutamente rarissimo, tipico della zona tra
verbanese e varesotto, Valmoggia, quasi unico, è lombardo,
sembrerebbe dell'area comasca, dovrebbero derivare dal nome
della Val Maggia ticinese, probabile luogo d'origine dei
capostipiti, un'area tra il locarnese e l'ossolano, chiamata in
dialetto nordmilanese Val Moggia,
una caratteristica della zona comasca è l'estrema chiusura della
lettera -a-
nella pronuncia dialettale, fino ad arrivare a pronunciarla come
una -o-. |
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VALMORA
VALMORE
VALMORI |
Valmora e Valmore, praticamente unici, dovrebbero essere dovuti
ad errori di trascrizione di Valmori è un cognome specifico
dell'area che comprende il modenese, il bolognese, il
fiorentino, il ravennate ed il forlivese, con massima
concentrazione a Forlì e Ravenna, ma ben presente anche a Faenza
e Lugo nel ravennate ed a Predappio nel forlivese, con un
piccolo ceppo anche a Pavullo nel Frignano nel modenese,
dovrebbe derivare dal nome medioevale
Valmoro
che sembrerebbe essere dovuto ad un'alterazione del nome
albanese di origine gotica
Valmir. |
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VALPREDA |
Molto raro, probabilmente di origina pavese, astigiana, dovrebbe
derivare dal vocabolo arcaico dialettale
preda (pietra)
e starebbe ad indicare la provenienza da una valle pietrosa, nel
nord Italia le località chiamate Preda non sono una rarità, è
possibile un riferimento diretto alla Valle di Preda Rossa (PV).
ipotesi fornite da Aldo
Piglia, Milano
Diffuso in Piemonte, soprattutto in provincia di Asti. Potrebbe
derivare dal nome longobardo
Walfrit, italianizzato in
Valfrido e Valfredo. Esistono dei rarissimi cognomi collegati
come Valfredi, Valfredini e Valfredo, anche loro soprattutto
piemontesi.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Valpreda viene dal germanico
Gualfredo, Valfredo, "protettore
del bosco". |
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VALSECCA
VALSECCHI |
Valsecca
è praticamente unico, Valsecchi è decisamente lombardo, con
nucleo originario tra Como, Lecco e Bergamo, dovrebbe derivare
dal toponimo Valsecca nel bergamasco, anche se il nucleo
principale sembra essere in provincia di Lecco. |
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VALSERIATI |
Molto raro è tipico di Brescia e del suo immediato circondario,
potrebbe derivare dal nome della Valseriana.
integrazioni fornite da
D. Valseriati Brescia
Tra le famiglie più antiche di Brescia, già nel 1488 a Cellatica
(BS) figurava un Bartolomeo Valseriati agricoltore. Non è
possibile sapere con certezza da dove derivi questo cognome,
possono ritenersi accettabili due ipotesi, dalla vicina
Valseriana, o anche dall'antica popolazione alemanna dei Valser.
per approfondimenti
http://www.valseriati.it/origini.php |
|
VALSESIA |
Valsesia
è tipicamente piemontese, della provincia di Novara, di
Borgomanero, Gattico, Cureggio, Castelletto sopra Ticino,
Fontaneto d'Agogna e Cressa, dovrebbe ovviamente derivare dal
fatto che i capostipiti provenissero dalla Valsesia, una valle
alpina della parte settentrionale del vercellese e del novarese. |
|
VALTANCOLI |
Abbastanza raro, potrebbe essere originario della zona tra
ravennate e forlivese. |
|
VALTELLINA
VALTOLINA
VALTOLLINA |
Tipicamente lombardo, Valtellina è specifico di Bergamo e del
bergamasco, Valtollina, praticamente unico è bergamasco e
dovrebbe essere una forma dialettale del precedente, così come
Valtolina che è invece molto più diffuso nel milanese, ma anche
nell'alto cremonese, nel bergamasco, nel lecchese e nel comasco
orientale, tutti questi cognomi derivano sia direttamente, sia
attraverso modificazioni dialettali dal nome della Valtellina
nel sondriese. |
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VALTERI
VALTERIO |
Valteri, estremamente raro, sembrerebbe specifico di Ponte
Buggianese nel pistoiese, Valterio ha un ceppo ad Antrona
Schieranco ed aree viciniori nella Val d'Ossola ed uno ad
Orvieto ed Alviano nel ternano, dovrebbero derivare dal nome
medioevale Valterius
(una forma del nome Gualtiero)
di cui abbiamo un esempio in un atto dell'anno 1146 a Soltarico
nel lodigiano: "In Christi nomine. Placuit atque convenit inter
Ubertus, filius quondam Ubertus, qui dicitur da Caseti, nec non
et Iohanne, filius quondam Valterius de loco Sancti Martini qui
dicitur in Strata, ut in Dei nomine debeat dare sicut a presenti
dedit ipse Uberto eidem Iohanne ad fictum censum reddendum...". |
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VALTORTA |
Tipico
della zona tra milanese e bergamasco, deriva dal toponimo
Valtorta (BG). |
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VALUGANI |
Valugani,
assolutamente rarissimo, è specifico del varesotto, potrebbe
derivare dal monte Valuga in Germania, ma è estremamente
improbabile, si potrebbe trattare di una forma dialettale
dell'etnico della Valganna, ma non esistono riscontri in tal
senso. |
|
VALUSSI
VALUSSO |
Entrambi specifici dell'udinese, Valussi è assolutamente
rarissimo, mentre Valusso sembrerebbe avere un ceppo originario
a Martignacco, dovrebbero derivare dalla contrazione
Valus del
nome Valentinus. |
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VALVASSORE
VALVASSORI
VAVASSORI |
Valvassore, assolutamente rarissimo, è presente solo
nell'alessandrino, Valvassori ha un ceppo a Pordenone ed un
nucleo in Lombardia soprattutto nel bergamasco a Brignano Gera
D`adda, Medolago e Treviglio ed a Crema (CR), esiste anche un
piccolo ceppo nel latinense originario di Sesto al Reghena nel
pordenonese, originato dall'emigrazione forzata di veneti in
occasione della famosa bonifica pontina, Vavassori è molto
diffuso nell'area che comprende il milanese, il bergamasco ed il
bresciano, derivano dal termine latino
vassus vassorum
(vassallo dei vassalli)
o valvassore, carica feudale intermedia, titolare di un feudo
minore, soggetta al Signore feudale ed equivalente in seguito al
titolo di Barone. |
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VALZ
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Assolutamente rarissimo, sembrerebbe del biellese, originario
del Cantone de Jumeaux in Svizzera trarrebbe il nome dal
toponimo Valz-sous-Châteauneuf. |
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VALZELLI |
Valzelli è specifico del bresciano, di Borgosatollo e Brescia in
particolare, dovrebbe derivare da nomi di località chiamate
Valzello
(per betacismo da balzello
o piccola balza di terra),
come quella ad esempio citata in un atto di vendita del 1737 a
Vigano San Martino nel bergamasco: "Istromento di vendita di
pertiche undeci, tavole sei cerca di terra poste nel comune di
Vigano nel luogo ove si dice Il Valzello, fatta dal signor Conte
Antonio Mosconi Arciprete della Cattedrale al signor Antonio
Terzi del Borgo di Terzo ..", o come il Valzello della
Crapa di Fonteno sempre nel bergamasco, o altri simili. |
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VANACORE
VANOCORE |
Vanacore ha un ceppo nello spezzino ed uno tra casertano,
napoletano soprattutto, e salernitano, Vanocore, praticamente
unico, si dovrebbe trattare di deformazioni dialettali per
betacismo del cognome Bonocore
(vedi BONCORE). |
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VANARA
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Vanaria e Vanario, quasi unici, sembrerebbero lombardi,
dovrebbero derivare da alterazioni dialettali del verbo latino
venari
(cacciare, andare a caccia),
probabilmente ad identificare nei capostipiti dei cacciatori. |
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VANARIA
VANARIO |
Vanara è tipicamente piemontese, di Torino e Volvera nel
torinese e di Cortazzone nell'astigiano, potrebbe derivare da
nomi di località come Vanara di Cortazzone nell'astigiano, ma è
pure possibile che derivino da soprannomi originati dal termine
piemontese vanè
(setacciare),
forse ad indicare un particolare tipo di lavorazione locale. |
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VANASCO |
Vanasco è decisamente siciliano, assolutamente rarissimo,
sembrerebbe aver avuto un ceppo a Misilmeri nel palermitano ed
uno nel messinese a Patti, potrebbe derivare da un nome di
località.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Vanasco è cognome siciliano variante di
Venasco
presente ad Aidone (EN). Secondo G. Rohlfs 193 e G. Caracausi II
1693 dovrebbe venire dal toponimo Venasca in provincia di Cuneo,
probabilmente di origine preromana. |
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VANAZZI
VANELLA
VANELLI
VANELLO
VANI
VANIN
VANINI
VANINO |
Vanazzi, molto raro, è tipico cremonese, Vanella è tipicamente
siciliano, ha un ceppo nel catanese a Grammichele, uno a Palermo
ed uno nel trapanese a Marsala, Salemi e Mazara del Vallo,
Vanelli ha un ceppo lombardo nella fascia che dal varesotto,
attraverso il milanese ed il lodigiano arriva al cremonese, un
ceppo nel bolognese ed uno nel carrarese, Vanello è specifico
della zona tra Ameglia e Castelnuovo Magra nello spezzino e
Carrara (MS), Vani è tipicamente laziale, di Roma, Prossedi nel
latinense e Broccostella e Fontechiari nel frusinate, Vanin è
tipicamente veneto, soprattutto del veneziano e del trevisano,
con buone presenze anche in Trentino Alto Adige ed in Friuli,
Vanini ha un nucleo importante nel comasco, uno tra Verona e
Mantova ed uno nel fiorentino, Vanino, assolutamente rarissimo,
parrebbe friulano, potrebbero tutti derivare dall'aferesi del
nome Giovanni
o del nome Silvano
o da loro modificazioni ipocoristiche.
integrazioni fornite da
Giovanni Vanini
il cognome Vanini è nato intorno al Cinquecento a Valmadre nel
sondriese da Vanino de Belico de la Costa. Antonio Vanini de
Belico, nel 1663, uccide Gaspare Marciotti "'famulus curialis"
del governatore Grigione della Valtellina Giovanni Salis, e
fuggirà nella repubblica Veneta, a Branzi. I suoi discendenti si
trasferiranno poi a Carona e a Lodi |
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VANDELLI
VANDELLO
VANDI
VANDINI
VANDINO
VANDO
VANDONE
VANDONI |
Vandelli è tipicamente emiliano, del modenese soprattutto, di
Modena, Sassuolo, Maranello, Vignola, Castelvetro di Modena e
Formigine in particolare, Vandello è praticamente unico, Vandi è
specifico di Rimini e Riccione (RN), Vandini ha un ceppo nella
zona che comprende il modenese, il bolognese, il ferrarese ed il
ravennate, con un ceppo anche nel pesarese, Vandino è unico,
Vando parrebbe friulano, con un ceppo anche a Roma, Vandone,
molto raro, è dell'area che comprende il pavese, il novarese, il
vercellese e l'alessandrino, Vandoni, leggermente meno raro, è
dell'area che comprende il milanese, il comasco, il varesotto ed
il novarese, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite
ipocoristici, dal nome medioevale germanico e longobardo
Wando,
Wandonis,
di cui abbiamo un esempio nel VII° secolo: "...Plura enim
virtutum miracula et in itinere dum ad eam iret, et in eadem
gente per eum fiebant. Ex quibus unum memoriae tradere et
posteris intimare commodum duximus. Denique fratres qui eum
familiariter noverunt, et coram quibus patratum est, dicere
solent, maxime vir reverentissimus Wando, tunc temporis diaconus
et cooperator ejusdem praesulis in verbo Dei, postea autem
presbyter et succedenti tempore abbas ejusdem monasterii
Fontinellensis in quo educatus erat....". |
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VANESI
VANESIO |
Vanesi è praticamente unico, Vanesio, assolutamente rarissimo,
parrebbe avere un piccolo ceppo a Maglie nel leccese, dovrebbero
derivare dal nome settecentesco
Vanesio, probabilmente
attribuito al capostipite e desunto dall'opera
Larinda e Vanesio
di Johann Adolf Hasse con libretto scritto da Antonio Salvi, che
si basò sullo schema dell'opera
Le bourgeois gentilhomme di
Molière. |
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VAGNILUCA |
Vagniluca, molto molto raro, tipicamente umbro, sembrerebbe di
Corciano, dovrebbe derivare dal nome composto da
Vagni,
una forma aferetica dialettale del nome
Giovanni,
aggiunto al nome Luca,
nome probabilmente portato dal capostipite. |
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VAGNONE
VAGNONI
VANNONE
VANNONI
VANONE
VANONI |
Vagnone, forse piemontese, è quasi unico, Vagnoni ha un ceppo
romagnolo a Rimini ed a Sarsina nel forlivese, ha presenze in
Toscana ed un ceppo a Città di Castello nel perugino, un ceppo,
il più consistente è nel Piceno, Ad Ascoli, San Benedettoi del
Tronto, Castel di Lama, Grottammare, Cupra Marittima, Spinetoli,
Ripatransone, Monteprandone, Porto San Giorgio ed Acquaviva
Picena, e nel vicino teramano a Martin Sicuro, Giulianova e
Colonnella, ed un ceppo è a Roma e Viterbo, Vannone è quasi
unico, Vannoni ha un nucleo riminese ed uno tra fiorentino e
senese, Vanone, molto molto raro, è della zona orientale
dell'udinese, Vanoni ha un ceppo tra milanese e varesotto ed uno
tra veronese e mantovano, dovrebbero tutti derivare da
modificazioni, anche dialettali, dell'accrescitivo dell'aferesi
Vanni
del nome Giovanni.
Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo in Umbria nella
seconda metà del 1300: "...Bictus Vagnoni de Monte Sancto
locavit et arrendavit Petrutio Andree de Monte Sancto medietatem
baylie Eugubii pro Ordine sancti Antonii pro indivisa cum ipso
Bicto pro tribus annis pro pretio censu et pensione quolibet
anno XX florini auri ...", ed a Somma Lombardo nel 1600 dove in
un atto si cita tal Girolama Galla Vanona, ed in Valtellina
nella seconda metà del 1700 con il notaio Giuseppe Antonio
Vanone. |
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VALLERANI
VALLERANO |
Vallerani, molto molto raro, ha presenze nel Piemonte
nordorientale, in Toscana, nelle Marche, e nel Lazio,Vallerano è
praticamente unico, dovrebbero derivare da un soprannome arcaico
per valligiano,
indicando cioè che i capostipiti provenissero da una valle, in
qualche caso potrebbero indicare una provenienza dal comune di
Vallerano nel viterbese, non è comunque da escludere una
derivazione dal nome tardo latino
Valeranus,
una forma alterata derivata dal nome della
Gens Valeria. |
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VANGELI
VANGELIO
VANGELO |
Vangeli ha un ceppo tra spezzino e carrarese, a Sarzana nello
spezzino ed a Fivizzano e Carrara nel carrarese, ed un ceppo nel
vibonese a Mileto e Cessaniti, Vangelio, quasi unico,
sembrerebbe del leccese, Vangelo ha un piccolissimo ceppo a
Palermo, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Vangelius,
ricordiamo IL Vangelius citato in una lapide del quarto secolo a
Vibo Valentia: "D.M. S. VANGELIUS FELIX VIXIT ANN XXXVIIII". |
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VANGI
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Un
nucleo nel barese a Corato (BA) ed uno a Firenze e suo
circondario, dovrebbero derivare dal cognomen latino di origine
germanica Vangio di cui abbiamo un esempio negli
Annales
di Tacito: "...Per idem tempus Vannius Suebis a Druso Caesare
impositus pellitur regno, prima imperii aetate clarus
acceptusque popularibus, mox diuturnitate in superbiam mutans et
odio accolarum, simul domesticis discordiis circumventus.
Auctores fuere Vibilius Hermundurorum rex et Vangio ac Sido
sorore Vannii geniti....". |
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VANIA
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Vania ha un ceppo a Padova e nel padovano ed uno a Trani (BA) ed
a San Ferdinando Di Puglia (FG), potrebbe derivare dalla Gens
Vagnia, ma più probabilmente si tratta di un patronimico e
deriva dal nome slavo Vania,
ricordiamo lo Zio Vania di Checov, per il ceppo pugliese si
potrebbe prendere in considerazione anche l'ipotesi di una forma
matronimica dal nome biblico di origine greca
Vania. |
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VANNA
VANNELLA
VANNETTA
VANNETTI
VANNI
VANNICELLI
VANNINI
VANNINO
VANNUCCHI
VANNUCCI
VANNUCCINI
VANNUZZI |
Vanna, assolutamente rarissimo, ha un piccolo ceppo nel veronese
ed uno nel barese, Vannella sembrerebbe tipicamente pugliese, di
Barletta nel barese in particolare, di Fasano nel brindisino e
di Lucera e Foggia nel foggiano, Vannetta è praticamente unico,
Vannetti, decisamente toscano ha un ceppo a Firenze e provincia
ed uno a Colle Di Val D`Elsa (SI), Vanni è tipico della Toscana,
ma è presente in tutto il centro Italia e nella Liguria
orientale, Vannicelli, molto raro, ha un ceppo tra perugino e
reatino ed uno a Roma, Vannini è più specificatamente toscano ed
emiliano, Vannino quasi unico è probabilmente dovuto ad errori
di trascrizione, Vannucchi è tipicamente toscano,
particolarmente concentrato nell'area che comprende il lucchese,
il pistoiese, il pratese ed il fiorentino, Vannucci èanch'esso
toscano, con un ceppo non secondario nel riminese, Vannuccini,
meno comune, è tipico della zona tra aretino e senese, Vannuzzi
è anch'esso specifico del senese e del fiorentino, derivano
tutti, direttamente o tramite modificazioni ipocoristiche,
dall'aferesi del nome Giovanna,
o Giovanni.
Un principio di queste cognominizzazioni l'abbiamo nella seconda
metà del 1300 con il pittore senese Francesco di Vannuccio,
ricordiamo poi il famosissimo Pietro di Cristoforo Vannucci
detto il Perugino
(1445-1523) natico di Città della Pieve (PG). |
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VANNICOLA |
Cognome tipico del Piceno, con un ceppo anche in provincia di
Roma, nella zona di Civitavecchia.
integrazioni fornite da
prof. Walter Angelini
Il cognome deriva dal patronimico Vanni (abbr. di Giovanni) di
Cola ( abbr. di Nicola). Notabile e storica famiglia, originaria
di Offida (AP). Il capostipite risulta (dagli archivi
parrocchiali della Chiesa della Collegiata) essere Cesare
(1563-1643) sposato con Donna Vannola. Domenico,(1619-1689) fu
valente Capitano della Milizia Civica Offidana. Nicola
(1896-1990) prese parte a entrambe le Guerre Mondiali e fu
decorato con la medaglia al valore e col Cavalierato
dell\'Ordine di Vittorio Veneto. Il figlio, di nome Primo, (nato
nel 1916) fu Sergente Maggiore nella bgt.Julia e disperso in
Russia nel 1943. |
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VANOSSI |
Tipico
della provincia di Como, in particolare di Erba, Canzo, Caslino
D`Erba e Ponte Lambro con un ceppo anche a Campodolcino in
provincia di Sondrio, relativamente recente, dovrebbe risalire
al 1700, dovrebbe derivare dall'ipocoristico dell'aferesi di
nomi come Silvano, tracce di questa cognominizzazione le
troviamo nella seconda metà del 1700 a Cividale, come si evince
da questo scritto del 1752: "Reformatio studiorum pro gymnasiis
Scholarum Piarum, facta Viennae et nobiscum communicata (missa
ab aula ad consistorium, a consistorio communicata Antonio
Vanossi collegii academici rector..." ed in Valtellina, nel 1781
Matteo Vanossi è console della comunità di Chiavenna. |
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VANOTTA
VANOTTI
VANOTTO |
Vanotta, praticamente unico, è dell'alessandrino, Vanotti è
tipicamente lombardo, della Valtellina in particolare, di
Berbenno di Valtellina, Piateda,Sondrio e Torre di Santa Maria
nel sondriese, e di Berbenno, Almenno San Salvatore, Bergamo e
Brembilla nel bergamasco, Vanotto, assolutamente rarissimo, è
del torinese, dovrebbe trattarsi di forme aferetiche di
ipocoristici del nome Giovanni,
che prima diventa Giovannotto e quindi per aferesi Vanotto,
Vanotti, Vanotta. |
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VANTAGGI
VANTAGGIO |
Vantaggi è tipicamente umbro, del perugino in particolare, di
Gubbio e Perugia soprattutto, ma anche di Spoleto e Gualdo
Tadino e di Terni, con un ceppo anche a Roma, Vantaggio, più
raro, ha un ceppo romano ed uno a Salve nel leccese, questi
cognomi dovrebbero derivare dal nome arcaico
Vantaggio,
forma aferetica contratta del nome medioevale Avvantaggiato,
attribuito al proprio figlio, cui si augurava un percorso di
vita con una marcia in più rispetto agli altri. |
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VANZ
VANZA
VANZETTI
VANZETTO
VANZI
VANZIN
VANZINI
VANZO
VANZULLI |
Vanz,
molto molto raro, è tipico della zona di Sedico e Trichiana
(BL), Vanza unico e Vanzan sono veneti, Vanzi è tipico toscano,
del fiorentino in particolare, Vanzin è trevisano, Vanzini è del
reggiano, Vanzo è tipico della zona che comprende il vicentino
ed il trentino, Vanzulli è specifico del nordmilanese e del
varesotto, di Gerenzano (VA) in particolare, derivano tutti
dall'aferesi di nomi come Avanzo o Diotavanzi, ma è pure
possibile una derivazione da toponimi come Davanzo di Musile di
Piave (VE), Vanzo di San Pietro Viminario (PD), Vanza di
Trambileno (TN) ecc. (vedi Avanzi). |
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VANZAN
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Vanzan è tipicamente veneto, del veneziano e padovano in
particolare, ma anche del vicentino e del rovigoto, seppure in
minor misura, si potrebbe trattare di una forma etnica
dialettale per abitante di Vanzo
(PD) attribuito al capostipite per indicarne il luogo di
provenienza, ma la cosa più probabile è che si tratti di una
forma tronca dialettale derivata dal nome tardo latino
Vantianus
o da modificazioni dialettali dell'aferesi di nomi come
Avanzo
o Diotavanzi. |
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VARACCHI |
Assolutamente rarissimo Varacchi sembrerebbe del parmense, di
Albareto in particolare, vicino ai confini con Liguria e
Toscana, potrebbe derivare da un soprannome dialettale arcaico
con il significato di butterato,
forse una caratteristica del capostipite reduce da una forma
vaiolosa. |
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VARALDA
VARALDI
VARALDO |
Varalda sembrerebbe specifico di Vercelli, Varaldi è molto raro,
Varaldo sembrerebbe caratteristico della zona di Savona e Cairo
Montenotte (SV), dovrebbero derivare dal nome longobardo
Varald
a sua volta originato dal nordico
Warwald (wara
= protezione, tutela
+ waldan
= governo, comando). |
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VARALLI
VARALLO |
Varalli è tipico della zona di confine tra novarese e varesotto,
Varallo ha un ceppo nel novarese, dovrebbero entrambi derivare
dal toponimo Varallo Pombia (NO), Varallo ha un nucleo anche
nella zona tra la provincia di Avellino e quella di Potenza, che
dovrebbe derivare dal nome longobardo
Varald. |
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VARANA
VARANELLI
VARANI
VARANO |
Varana,
quasi unico, potrebbe essere del lombardoveneto, Varanelli,
assolutamente rarissimo, sembrerebbe del foggiano, Varani ha un
ceppo emiliano, nel reggiano soprattutto, un ceppo genovese, uno
a cavallo tra Piceno e teramano ed uno romano, Varano oltre al
nucleo calabrese, parrebbe avere un ceppo romano, potrebbero
derivare da toponimi come Cagnano Varano (FG), San Varano (FC),
Varano (AN), (MC), (AP), Varano Borghi (VA), Varano de' Melegari
(PR), e così altri, ma è pure possibile una derivazione dal
cognomen latino Varanus
di cui abbiamo un esempio in un'antica lapide: "...C(aius)
Val(erius) Varanus / et Nanea Galli sibi vive / f(aciendum)
c(uraverunt) ...", tracce di queste cognominizzazioni le
troviamo a Milano in un atto del 1491, dove come teste viene
citato: "...Bertolameus Varanus filius quondam..." e nelle
Marche verso la metà del 1200 con Gentile da Varano che diviene
Signore di Camerino, il massimo spledore il casato dei Varano lo
raggiunse nel 1400 con Giulio Varano Signore di Camerino: "Sixti
IV tempore ... ...sub nomine pacis Spoletium perducti fuerunt,
ubi Julius Varanus Camertii dominus, qui cum magno equitato a
Legato arcessitus aderat...".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Varano, due sono le ipotesi di origine per questo cognome
diffuso sporadicamente in tutta Italia e con maggiore frequenza
in Emilia-Romagna e nelle Marche: può arrivare da un toponimo
(esistono Varano in provincia di Varese, Vicenza, Parma e
Ancona) oppure può derivare da un antico personale "Varano",
molto probabilmente alterazione di "Verano".
Altra ipotesi: frequente in Calabria, Lazio e Campania, forse
dal toponimo Varano (NA), frazione di Castellammare di Stabia.
Toponimo di area latina, prediale dal nome personale latino
Varus. |
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VARASCHIN
VARASCHINI |
Varaschin
è tipicamente veneto del trevisano, di Vittorio Veneto in
particolare e di Montebelluna e Valdobbiadene, Varaschini,
assolutamente rarissimo, sembrerebbe anch'esso veneto, e
dovrebbe essere dovuto ad un'alterazione del precedente, che
dovrebbe derivare da un soprannome dialettale, stante ad
indicare la provenienza dei capostipiti dal paese di Varago nel
trevisano, ma potrebbe anche nascere da un soprannome dialettale
originato da un termine che indica la ticchiolatura della
frutta, cioè la comparsa delle macchie nerastre, forse a
caratterizzare un particolare aspetto della pelle del
capostipite. |
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VARBA
VARVA |
Varba è unico del napoletano, Varva, assolutamente rarissimo, ha
un piccolo ceppo a Troia nel foggiano, dovrebbero derivare da
soprannomi dialettali originati dal termine
varba,
varva
(barba),
probabilmente ad indicare che i capostipiti avessero appunto una
barba caratteristica. |
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VARDANEGA |
Cognome tipico di Possagno (TV).
notizie ulteriori
fornite da Giancarlo Cunial
Il cognome deriva da una modificazione del vocabolo longobardo
indicante un posto di guardia. |
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VARDARO |
Vardaro ha un ceppo nel casertano a San Prisco, Macerata
Campania e Caserta, a Napoli, a Roma ed a Mileto (VV), dovrebbe
derivare dal termine dialettale campano
vardaro (costruttore
di basti e selle adatte agli asini ed ai muli)
a sua volta derivato dal vocabolo
bardella,
vardella
o varda"
una specie di sella, meno rustica del comune basto, questo ad
indicare probabilmente il mestiere del capostipite. |
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VARDEU
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Vardeu è decisamente sardo del nuorese, di Orosei e Posada,
potrebbe derivare da un soprannome dialettale nuorese per
verdone
(l'uccello), o anche da un'alterazione del termine sardo
gallurese varru
(inverno,
ma anche maiale),
forse intendendo che il capostipite fosse un allevatore di
maiali. |
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VARDIERO |
Estremamente raro, sembrerebbe della zona di Noale nel
veneziano, potrebbe derivare dall'aferesi del nome Adovardo di
cui abbiamo un esempio nei registri della Opera di Santa Maria
del Fiore di Firenze agli inizi del 1400 con un certo Adovardo
Giachinotti de Tornaquinciis. |
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VARESE
VARESI
VARESIO
VARISI |
Varese ha ceppi in Lombardia, Piemonte, Liguria, nel napoletano
ed in Puglia, Varesi sembra essere specifico del sud Milano,
piacentino e parmense, Varesio è senz'altro piemontese,
dell'astigiano e del torinese, Varisi è quasi unico, potrebbero
derivare da toponimi quali Varese (VA) o Varese ligure (SP), ma
più probabilmente derivano da modificazioni del nome di origini
celtiche Varisius di cui abbiamo un esempio in una Carta
venditionis dell'anno 1161 a Belforte nel varesotto: "Anno
dominice incarnacionis millesimo centesimo sexagesimo sesto,
mense septembris, indicione quintadecima. Cartam vendicionis ad
proprium fecit Varisius filius quondam Petri Starroni de Busti,
qui vivebat lege Longobardorum, in manu Guerre filii quondam
Iohannis Gezonis de eodem Busti, nominative de campi pecia una
iuris ipsius Varisii reiacenti in suprascripto loco de Busti et
dicitur ad Campum Maiorem...", troviamo tracce di queste
cognominizzazioni nell'Italia settentrionale almeno fin dagli
inizi del 1600.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Varese, Varesi derivano da Varese, che si fa risalire al celtico
'var'
riferito alla vicinanza del lago o a
Variensis
dal nome gentilizio latino
Varius. E' anche cognome
siciliano che secondo Caracausi II 1687 potrebbe venire
dall'etnico di Bari . |
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VARETTI
VARETTO |
Varetti, molto molto raro, sembrerebbe piemontese, come il
decisamente più diffuso Varetto, che è tipico del torinese, di
Torino, Chieri, Pavarolo, Settimo Torinese, Castiglione
Torinese, Gassino Torinese, San Mauro Torinese, Baldissero
Torinese e Brandizzo e Racconigi nel cuneese, dovrebbero
derivare da soprannomi basati sul termine occitano
varet (maggese,
terreno momentaneamente a riposo dal ciclo di coltivazione). |
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VARGAS
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Vargas è tipico del casertano, di Aversa, Frignano, San Cipriano
d'Aversa, San Marcellino e Casaluce, dovrebbe essere di origini
spagnole e derivare dal cognome spagnolo
Vargas, a
sua volta derivato dal termine omonimo visigoto con il
significato di buon padre.
Questo nobile casato ebbe fin dal 1300 un castello a Vatolla nel
salernitano, lo stesso castello dove verso la fine del 1600
dimorò il filosofo Giovan Battista Vico. |
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VARGIOLU |
Vargiolu, decisamente sardo, è tipico di Tertenia nell'Ogliastra
e del cagliaritano, soprattutto di San Vito, Villasimius e
Quartu Sant`Elena.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
VARGIOLU: bargiòlu, argiòlu,
orgiòlu =
orzaiolo.
In latino per orzaiolo abbiamo due termini:
varulus,
diminutivo di varus
= pustola,
ed hordeolus,
da hordeum
= orzo.
Vargiòlu appare come frutto della contrazione tra varus ed
hordeolus. Attualmente il cognome è presente in 41 Comuni
d'Italia, di cui 22 in Sardegna: Tertenia 33, San Vito 24,
Villasimius 21, Quartu S. E. 18, Carbonia 14, Muravera 11,
Cagliari 11, etc. |
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VARGIU
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Tipicamente sardo, deriva da un antico toponimo del sassarese,
nella Curatoria di Anglona, Giudicato di Torres, esisteva Vargiu
una villa ora scomparsa.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
VARGIU: variu, valgiu, bargiu,
braxu (Campidano),
bardzu (Logudoro) =
azzurrognolo
e viene dal latino varius
= di vario colore, screziato,
variopinto.
Ogus braxus
(bardzus)
= occhi chiari.
S'olia est imbraxendi
= le olive stanno cambiando
colore (da verdi, azzurrognole
e poi nere: in maturazione). Dal latino
variare,
che al passivo, variari,
significa essere diverso.
Qui da noi, quando uno è impazzito si dice anche: "Est
variau"! = "è
diverso, è diventato scemo"!
Per le mucche pazze, ad esempio, ma ancor più per le pecore si
dice: "Bacca o berbei (berbeghe)
media o anche
varia". =
mucca o pecora pazza.
Il cognome probabilmente deriva dal colore degli occhi: ogus
braxus. È presente negli antichi documenti della lingua sarda:
tra i firmatari della Pace di Eleonora troviamo 3 Vargiu:
Vargiu Barisone, jurato (collaboratore del maiore) ville Putu
Majore(* Pozzomaggiore - Contrate Caputabas); Vargiu Barisono,
ville Selluri(* Sanluri - Seddori); Vargiu Laurencio - de Castri
Januensis(*Castelsardo). Il termine varia o baria è citato nel
Condaghe di San Nicola di Trullas (199), *XI°, XIII° sec., in
una donazione: "deili unu caballu albu et una culcitra varia" =
(diedi un cavallo bianco ed una coltre variopinta). Nella storia
ricordiamo: Vargiu frà Simone, francescano, eletto vescovo della
diocesi Di Solci (di Sulcis - era allora la più povera d'Italia;
oggi di Tratalias - Iglesias), nel 1487. Vargiu Pietro vescovo
della diocesi di Ales Terralba, dal 1842 al 1866. Attualmente il
cognome Vargiu è presente in 339 Comuni italiani, di cui 150 in
Sardegna, con distribuzione per lo più omogenea: Sassari 208,
Cagliari 206, Olbia 121, Quartu S. E. 120, Narbolìa 72,
Guamaggiore 69, Sarroch 64, Thiesi 62, Quartucciu 57, etc. In
Usa è presente, con un solo nucleo familiare, nello Stato di New
York. |
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VARI
VARO |
Vari è tipico del romano e del frusinate, di Roma Segni,
Colleferro e Frascati nel romano e di Anagni nel frusinate, Varo
ha un ceppo veneto nel vicentino a Villaverla, con presenze
apprezzabili anche nel trevisano, ed un ceppo a Torre del Greco
nel napoletano, dovrebbero derivare dal nome della
Gens Varia
o dal suo gentilizio Varus,
di cui abbiamo un esempio nell'Ab
Urbe condita di Tito Livio:
"...si consulem manere ad urbem senatu placuisset. praetores M.
Sextius anno praefuerat; Cn. Tremellius Siciliam, ut a P. Villio
Tappulo praetore prioris anni provinciam et duas legiones
acciperet; Villius pro praetore viginti navibus longis, Galliam
est sortitus, ut duas legiones provinciamque traderet ei
P(ublius) Quintilius Varus; C. Livius Bruttios cum duabus
legionibus, quibus P. Sempronius proconsul priore multibus mille
oram Siciliae tutaretur; ..". Troviamo tracce di queste
cognominizzazioni ad Orsara di Puglia nel 1700 con il benestante
Gaetano Varo che figura in un atto di compravendita. |
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VARIPAPA |
Molto
raro è specifico del crotonese, dovrebbe derivare da un
soprannome grecanico con il significato di capobarca, marinaio
anziano. |
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VARISANO |
Varisano è tipicamente siciliano, di Favara nell'agrigentino e
di Enna, potrebbe derivare dal nome di un
ager varisanum,
cioè di una proprietà terriera della
Gens Varia,
che aveva vari possedimenti in Calabria, in Campania ed in
Sicilia, l'ipotesi che propone una derivazione da una forma
betacistica del termine latino per abitante di Bari sembra molto
improbabile. |
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VARISCHETTI |
Molto raro è tipico della Valtellina e del bergamasco
integrazioni fornite da
Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
Varischetti è uno di quei cognomi che si trova sia sul versante
valtellinese che quello bergamasco delle Orobie. Il cognome è in
pratica concentrato in soli due comuni: a Colorina (SO) e Gorno
(BG), praticamente una ventina di famiglie in entrambi i paesi.
Il cognome esiste anche nel Milanese, ma è solo lombardo.
personaggio noto, almeno in Valtellina è stato Don Lino
Varischetti, uno storico locale. |
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VARISCHI
VARISCO |
Varischi, quasi unico, dovrebbe essere lombardo, Varisco, più
diffuso, sembra specifico del milanese, potrebbero derivare dal
cognomen latino Varus.
integrazioni fornite da
Alessandra Gobbi
Secondo una nostra lettrice, l'origine del nome non sarebbe
latina, bensì slava (polacca o bielorussa: in russo "varit' " è
un verbo e significa "cuocere, far bollire" e "varen'e", sempre,
in russo significa marmellata, nel senso di frutta fatta cuocere
nello zucchero):
"Varischi" - in alternanza con la variante "Varisco" sarebbe
l'italianizzazione del cognome "Warizky o Variskij"
integrazioni fornite da
Marco Varisco (Milano).
Secondo un altro nostro lettore, è abbastanza probabile che
Varisco sia un patronimico slavo, derivante dal nome proprio
Jari e dal suffisso patronimico -isk, Jarisk poi italianizzato
nel tempo in Varisco. La diffusione a Venezia e Chioggia di
questo cognome fà ipotizzare che sia arrivato in Italia
attraverso la Repubblica Veneta infatti Si trovano famiglie
Varisco nelle Redecime (elenchi di chi pagava le tasse) di
Venezia già nel '500.
integrazioni fornite da
Carlo Varisco (Milano).
Secondo un altro nostro lettore la derivazione ovvia è dal
termine guerresco.
integrazione di Ada
Varisco
Ritengo che la più attendibile derivazione del cognome Varisco
sia dal vocabolo guerresco.
Sono infatti documentati i cognomi: Varisco, Guarisco,
Guarischi, Guareschi, Guerreschi, Guerresco, ed è nota nelle
lingue indoeuropee l'intercambiabilità delle sillabe
va e
gua come ad esempio in:
Gualtiero- Valter, Guasco- Vasco, vastare (lat)- guastare, e
infine guerra- werra (altotedesco)- war (inglese). Segnalo
inoltre l'esistenza a Venezia di una Casa editrice-tipografia
Varisco nel 1500.
integrazione fornita da
Aldo Piglia - Milano
il prof. Riccardo Brondolo, autore di
Questioni di nomi e di terre
(da "L'Ancora, settimanale d'informazione", 2004) ritiene che
Varisco, così come Varini, potrebbe essere un esito del
germanico Guarino, da Warinus
(= che ti protegge, difende, guarisce); o ancora un riflesso
dell'epica medioevale, da Guerrino.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Varischi, rarissimo, si raggruppa soprattutto nella zona sud
occidentale della Lombardia ed è individuato da Francipane come
una variante locale dal ceppo "Guerra" o meglio dal suo derivato
"Guareschi". Secondo Lurati invece deriverebbe dal personale
germanico "Warinus".
Il cognome è comunque attestato in Lombardia, nella forma
"Varisco", almeno dal Trecento.
Varisco è cognome veneto venuto da Bergamo nel XV secolo. Dal
nome antico Verisco
: forse vanno con milanese
guarisk = 'guidalesco'.
Cfr. anche Varisco, antico cognome di Santhià nel sec. XVI.
Anche il piemontese ha variscio
'guidalesco' (parola dell'italiano antico che significa 'escoriazione
o piaga prodotta per lo più da attrito di cinghie e simili').
Altrimenti si può pensare a un
Werisk da
Werra,
nome personale germanico. Olivieri 250. |
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VARLERIO
VARLIERO |
Varlerio è unico e dovrebbe essere il frutto di un errore di
registrazione, Varliero ha un piccolo ceppo nel riminese a
Rimini e a Sant'Arcangelo di Romagna, dovrebbe derivare dal nome
medioevale germanico Warlier,
che dovrebbe derivare dalle radici medioevali germaniche
wari (la
verità) e
leren (che
insegna, che educa), con il
significato di colui che educa
alla verità, secondo altri
invece si tratterebbe di una forma alterata del nome latino
Valerius. |
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VARNAVA
VARNAVA' |
Varnava sembrerebbe unico, Varnavà lo è quasi, dovrebbero essere
della zona tra barese e potentino, dovrebbero essere forme
betacistiche grecaniche del nome ebraico
Barnabas,
probabilmente portato dal capostipite. |
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VARNER
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Assolutamente rarissimo ha un ceppo a Lavis (TN) ed uno a
Bolzano, dovrebbe derivare dal toponimo Varna (BZ), possibile
anche una derivazione dal nome tedesco Werner, Warner. |
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VAROLI
VAROLO |
Varoli è specifico di Parma con un piccolo ceppo a Faenza nel
ravennate, uno a Genova ed uno a Pontremoli nel massese,
potrebbe derivare da forme aferetiche di toponimi come Rivarolo
nel genovese o nel parmense, ma, molto più probabilmente,
deriva, come Varolo, che, assolutamente rarissimo, ha un piccolo
ceppo piemontese ed uno nel rovigoto, da una forma ipocoristica
Varolus
del nome latino Varus
(vedi VARI). |
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VARONE
VARONI
VARRONE
VARRONI |
Varone è molto diffuso nella zona che comprende il romano, il
latinense, il frusinate, l'iserniese, il casertano, il
napoletano ed il salernitano, con un ceppo anche nel barese ed
in Calabria, nel reggino, vantiano e catanzarese, Varoni,
assolutamente rarissimo, sembrerebbe dovuto ad errori di
trascrizione arcaici del precedente o del cognome Varroni, che
ha un ceppo nel modenese, a Spilamberto e Vignola, ed uno a
Terracina nel latinense, Varrone ha un ceppo piemontese nel
torinese e cuneese ed uno tra romano, latinense, casertano,
beneventano e napoletano, dovrebbero derivare dal cognomen
latino Varro, Varronis
(Varrone),
ricordiamo a titolo di esempio Gaio Terenzio Varrone, il console
sconfitto dai Cartaginesi a Canne nel 216 a.C.:
"...Quingentesimo et quadragesimo anno a condita urbe L.
Aemilius Paulus P. Terentius Varro contra Hannibalem mittuntur
Fabioque succedunt, qui abiens ambo consules monuit, ut
Hannibalem, callidum et inpatientem ducem, non aliter vincerent,
quam proelium differendo. Verum cum inpatientia Varronis
consulis contradicente altero consule..", o il poeta e
scrittore del primo secolo dopo Cristo Marco Terenzio Varrone
Reatino autore tra l'altro del
De vita populi Romani.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Varone, cognome calabrese, siciliano e pugliese, viene da
Barone.
(cfr.) |
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VAROTTA
VAROTTI
VAROTTO |
Varotta è quasi unico, Varotti ha un ceppo a Novafeltria, in
Emilia ed a Viadana (MN), Varotto ha un grosso nucleo a Padova,
con importanti concentrazioni in tutto il padovano ad
Albignasego, Ponte San Nicolò, Abano Terme, Rubano e Selvazzano,
questi cognomi potrebbero derivare da ipocoristici dell'aferesi
di nomi come Alvaro o da modificazioni del nome di origine
francese Varaud
(pronuncia Varò),
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nei registri
della Repubblica Serenissima fin dal 1700, personaggio illustre
del 1700 è stato il pittore bolognese Giuseppe Varotti (1715 -
1780). |
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VARRA
VARRA' |
Varra, assolutamente molto molto raro, ha presenze nel
napoletano ed a Galatone nel leccese, Varrà, molto raro, è
calabrese, di Rosarno nel reggino in particolare, dovrebbe
derivare da un soprannome originato dal termine dialettale
calbrese varra
(bastone, randello, sbarra),
forse ad indicare che il capostipite provenisse da un luogo di
confine. |
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VARRIALE |
Varriale è specifico napoletano, Varriali, pressocchè unico, è
dovuto ad un errore di trascrizione.
integrazioni fornite da
Fabio Paolucci
più ipotesi possono essere formulate circa l'origine del cognome
Varriale. Una prima ipotesi può essere avanzata considerando il
cognome latino della gens romana Varia, i cui membri più
illustri furono Quinto Vario Ibrida, tribuno della plebe, e
Lucio Vario, poeta amico di Virgilio e di Orazio. Da considerare
è anche Varrone, cognome della gens Terenzia. La derivazione
del cognome Varriale è a mio avviso riconducibile al termine
latino varo
(o varro),
varonis,
col significato di balordo, rozzo. Un'altra ipotesi può essere
formulata considerando il termine
verga, in
dialetto napoletano varra: Varriale potrebbe in tal senso
derivare dall'attività pastorale svolta dal capostipite.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Varriale è cognome napoletano ma anche siciliano. Viene dal
catalano e/o spagnolo Barrial
che deriva da 'barrial'
= argilloso, terreno melmoso,
a sua volta da 'barro'
= fango,
termine prelatino. Caracausi II 1688. |
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VARRICA |
Varrica, molto raro, è tipicamente siciliano, con un ceppo
palermitano e piccolissimi ceppi nel messinese e catanese,
dovrebbe derivare da un soprannome originato da una
modificazione per betacismo del termine francese
barrique
(piccola botte o barile),
che anticamente era una misura di capacità in uso in Francia
pari a circa 225 litri, soprannome attribuito forse per
caratterizzare una corporatura grassottella del capostipite.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Varrica è un cognome siciliano equivalente di Barrica e Barreca,
anch'essi siciliani, che si riferiscono al vocabolo dialettale 'barreca'
= persona panciuta.
Rohlfs, 48. |
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VARRICCHIO |
Varricchio è tipicamente campano, di Benevento e San Leucio del
Sannio nel beneventano con un ceppo anche a Napoli e Roma,
dovrebbe derivare da un soprannome dialettale originato da una
modificazione per betacismo del termine francese
barrique
(piccola botte o barile).
(vedi VARRICA) |
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VARTOLO |
Vartolo ha un piccolo ceppo calabrese nel reggino e catanzarese
ed uno a Roma, si dovrebbe trattare del nome
Vartolus,
una forma modificata per betacismo del nome medioevale
Bartolus
(vedi BARTALI), dell'uso di questo nome abbiamo un esempio in
questo scritto del 1201: "..Data in platea Sancti Laurentij in
parlamento publico coram Benvegiate Bernardi Uguicionis, Johanne
Bonicomitis, Gualterio Mercadamtis, Jacobo Alberici, Bernardino
Janci Raini, Vartolo Mengonis, Latino judice, Ugone Marcoaldi,
Bolognino judice, Martolo Bertranni, Ugolino Buccellate, et
aliis pluribus, Anno domini Millesimo ducentesimo primo, XII
Kalendas Julij, Indictione quarta...". |
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VARUZZA |
Varuzza ha un ceppo a Brugnera e Pordenone nel pordenonese ed
uno a Teggiano nel salernitano, potrebbe derivare da una forma
ipocoristica slava derivata dal nome latino
Varus. |
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VARVAROTTO |
Varvarotto è specifico di Palermo, dovrebbe derivare da un
soprannome dialettale originato dal termine siciliano
varvarotto
(gargarozzo, gola),
forse ad indicare nel capostipite un forte bevitore. |
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VASALLI
VASALLO
VASELLI
VASELLO |
Vasalli e Vasallo sono quasi unici, potrebbero essere dovuti ad
alterazioni del cognome Vaselli, che è tipico dell'area che
comprende la Toscana, il pesarese, l'Umbria ed il Lazio
centrosettentrionale, Vasello, quasi unico anch'esso,
sembrerebbe campano, dovrebbero derivare dal nome latino
Vasellus
(un'alterazione betacistica del nome
Basilus)
di cui abbiamo un esempio nel
Bellum contra Mitridatem:
"..Vasellus aeque unus de percussoribus Cesaris servorum suorum
manu necatus est. Fugatus Antonius amissoque exercitu in
Hispanias confugit ad Lepidum, qui Cesaris magister equitum
fuerat et tum magnas militum copias habebat. A quo Antonius
susceptus est ...", ma è anche possibile una derivazione dal
termine medioevale vasellus
(vassallo suddito),
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Voghera nel
pavese in una Carta
Commutationis del 1200: ".. Et
quidem ad invicem suprascriptus Oliverius dedit suprascripto
Petro in conmutacione, nomine pontis, peciam unam terre
aratorie, iuris illius, que iacet ad Pignol et est pertice
septem et dimidiam; coheret ei: a mane terra Sancti Bobonis, a
meridie Stradella, a sero Ubertus Vasellus, a nulla ora magister
Albertus, seu ibi alie sint coherencie, et omnia con omnibus
suis pertinenciis, in integrum. ..".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Vaselli è cognome riminese. Probabile derivazione con aferesi
dal nome Gervàsio
di origine germanica: longobardo 'gair'
= lancia
(francone 'gêr')
+ 'vasu'
da 'vasjan'
= essere potente, valere. |
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VASAPOLLI
VASAPOLLO |
Vasapolli è siciliano, di Caltanissetta e San Cataldo nel
nisseno, di Pietraperzia nell'ennese e di Palermo, Vasapollo è
tipicamente calabrese, di Cutro e Crotone nel crotonese e di
Catanzaro, dovrebbero essere di origine greca o grecanica e
derivare dal nome greco Βασόπουλος
Vasopoulos,
la lettera beta si legge come una v-, composto dalla radice
Vaso,
forma apocopaica di Vassiliki
(Basilio),
e dal suffisso poulos
(figlio),
dovrebbe quindi trattarsi di un patronimico riferito ad un
capostipite il cui padre si fosse chiamato Basilio. |
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VASCHETTA
VASCHETTI
VASCHETTO |
Vaschetta è quasi unico, sia Vaschetti che Vaschetto sono
tipicamente piemontesi, dell'area tra torinese e cuneese, sono
chiaramente forme ipocoristiche del nome latino
Vascus,
di cui abbiamo un esempio in questo scritto relativo al III°
secolo: "...Passus est
tunc Iulianus et Basilissa cum aliis pluribus et Marinus miles
et Lucius papa et Priscus,
Vascus et Alexander et Zenonus
episcopus et Agapitus et Secundinus episcopi....". |
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VASCHI
VASCIO
VASCO
VASCONI |
Vaschi è assolutamente rarissimo, Vascio, praticamente unico,
sembrerebbe siciliano, Vasco ha un piccolo ceppo a Nola nel
napoletano, un ceppo a Gioia del Colle nel barese, a Taranto ed
a Foggia, ed in Sicilia a Naro nell'agrigentino, ad Enna ed a
Modica nel ragusano, Vasconi ha un nucleo tra varesotto e
milanese ed uno nel grossetano, possono derivare, direttamente o
tramite ipocoristici sia dal nome rinascimentale di origine
iberica Vasco
(Vasco de Gama navigatore portoghese), sia dal termine etnico
vasco
(basco, delle regioni basche)
o vascone
(della
Guascogna regione francese). |
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VASCIAVEO |
Vasciaveo è specifico di Cerignola nel foggiano, di origine
etimologica oscura, anche se si potrebbe ipotizzare un
collegamento con la Gens latina
Vascia. |
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VASCOTTO |
Vascotto è caratteristico di Trieste e Muggia nel triestino,
dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine dialettale
veneziano arcaico vascoto
(guascone,
con il significato anche di
cortigiano, di
bravaccio,
di ragazzotto
ed in qualche caso anche di
magistrato di poco conto). |
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VASETTI
VASSETTA
VASSETTI |
Vasetti, molto molto raro, è del fiorentino, Vassetta,
assolutamente rarissimo, è molisano, Vassetti, sempre molto
raro, è tipico del napoletano, derivano dall'aferesi del nome
Gervaso.
integrazioni fornite da
Fabio Paolucci
Vassetta è un cognome molto raro, forse appartenente ad un unico
ceppo familiare. E' presente in piccoli nuclei isolati in
Molise, nella provincia di Campobasso, e in Piemonte, nella
provincia occidentale torinese confinante con la Francia, ma la
sua provenienza è meridionale. Con ogni probabilità, Vassetta è
una variante locale ottenuta per errore di trascrizione
anagrafica del cognome napoletano Vassetti, ipocoristico
aferetico del nome di persona Gervasio, in senso affettivo
Gervasietti (da cui Gervassetti, poi Vassetti). |
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VASI
VASIN
VASINI
VASINO
VASO
VASON
VASONE
VASONI |
Vasi ha un ceppo in Romagna ed uno nel messinese tra Sant'Agata
di Militello e San Fratello, Vasin è praticamente unico, forse
lombardo, Vasini è specifico di Bellaria Igea Marina (RN),
Vasino, molto raro, è piemontese, Vaso, quasi unico, sembrerebbe
campano, Vason è veneto di Rovigo in particolare, Vasone, molto
raro, è tipicamente piemontese, con presenze anche in Liguria,
Vasoni, assolutamente rarissimo, è settentrionale, derivano
tutti, direttamente o attraverso forme ipocoristiche o
accrescitive, dall'aferesi del nome
Gervaso,
dal nome di origini nordiche
Vaso,
Vasonis,
o anche dal cognomen latino
Vassinus o
Vasinus
di cui abbiamo un esempio nel II° secolo d.C. con lo scrittore
di Alessandria Caius Julius Vasinus, di quest'uso abbiamo anche
un esempio nel 1600: "...Ordinatum fuit quod magister Vasinus
Gaglia tamquam tutor Elisabeth filie quondam Francisci ...". |
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VASIENTE
VASIENTI
VASIENTO |
Sia
Vasiente che Vasienti e Vasiento, sono praticamente unici e
sembrerebbero pugliesi, probabilmente del barese, dovrebbero
derivare dalla voce dialettale pugliese Vasient' che indica il
Basentello, torrente affluente del fiume Bradano, uno dei
principali fiumi della Basilicata, la valle del Basentello è
nella zona a confine tra Puglia e Basilicata e dovrebbe essere
l'areale d'origine dei capostipiti, ma con lo stesso nome
dialettale si dovrebbe chiamare anche il Basento fiume
completamente lucano. |
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VASILE
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Vasile ha un nucleo specifico a Trivento (CB), un ceppo nel
barese, ceppi in Sicilia a Vittoria (RG), a Siracusa e Floridia,
nel ragusano e nell'agrigentino, il cognome deriva da una
modificazione del nome greco Basileios.
integrazioni fornite da
Prof Vito Zullo
il cognome Basile o Vasile è descritto, alternativamente, in un
atto notarile del 1572 rogato dal notaio Stefano de Riccha seu
de Baccilleriis di Cassano (ora delle Murge - Bari). Nell'atto
si legge (nella prima parte): "...ex una parte et Venerabiles
virj Francescus et
Marinus Stephanj de Basile fres^(fratelli)...", (seconda parte):
"...sup.ti (sopradetti) Francescus et Marinus Stephanj de Vasile
fres^...", (infine): "...legatam p.to (predetto) monasterio p.
quondam Basilius de Basile eius de terre et p.ti (predetti)
fres^(fratelli) Stephj de Vasile et Angeli de Vasile...". |
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VASQUES
VASQUEZ |
Vasques è tipico del siracusano, di Siracusa, Solarino e
Canicattini Bagni, Vasquez ha un ceppo napoletano ed uno
siciliano nel siracusano a Siracusa e Noto, a Catania ed a
Troina nell'ennese, cognomi di origine spagnola, forma
patronimica in -es
o -ez
del nome spagnolo Vasco
(Guascone)
(vedi VASCHI). |
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VASSALLI
VASSALLO |
Vassalli
ha un nucleo lombardo, uno nel ferrarese, uno ligure ed uno nel
barese, Vassallo ha un nucleo ligure piemontese, uno campano ed
uno siciliano, deriva dal nome Vassallus derivante dal termine
medioevale che indicava un uomo libero sottoposto al Re, o ad un
nobile signore, o ad un vescovo, esempio di quest'uso si ha nel
Codice Diplomatico della Lombardia medievale dove, in un atto
del 1196 rogato a Milano si legge: "...Actum in Mediolano.
Interfuerunt Otto et Petrus qui dicuntur de Dexio et Vassallus
Pelluccus testes. Ego Rogerius qui dicor Palliarius notarius
sacri palacii tradidi et scripsi."; tracce di questa
cognominizzazione si hanno in un atto d'indulto di Roberto
d'Angiò ai cittadini di Montoro (AV) datato giugno 1340, nel
quale si legge tra l'altro: "...Principalis clemencia dum
censure iuris per lenitatis intuytum se amabiliter obicit
rigorem iusticie cum moderamine librate provisionis ...
...Iohannes de Solofra, Philippus Vassallus, Nicolaus Magistri
Martutij de Montorio...", tracce in Piemonte le troviamo nella
seconda metà del 1600 con Vittorio Vassallo dei conti Bruno di
S. Samone architetto insigne. |
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VASSENA |
Vassena è
tipicamente lombardo, molto diffuso nel lecchese, in particolare
a Valmadrera e Lecco, ma anche a Malgrate, con un ceppo anche a
bBesana Brianza e Milano nel milanese, dovrebbe derivare dal
nome dell'antico paese di Vassena del vicariato di Mandello
sulla sponda del ramo di Lecco del lago di Como. |
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VASSURA
VASSURI
VASURI |
Vassura è specifico del ravennate, di Ravenna, Faenza,
Alfonsine, Lugo e Russi, Vassuri, decisamente più raro, è
anch'esso del ravennate, di Russi in particolare, Vasuri è quasi
unico, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Vasura,
di origini gotiche, o dal nome
Vaxur usato in Pannonia e forse
portato in Italia da un legionario originario di quella regione. |
|
VASTA
|
Vasta sembra avere un ceppo nel brindisino, che potrebbe
derivare dal toponimo Vaste (LE), uno nel catanzarese ed uno in
Sicilia nel catanese, che potrebbero derivare dall'aferesi del
cognome Savasta.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Per P. Minervini (Diz. cogn. pugliesi, 501) il cognome Vasta
potrebbe derivare dal toponimo Vasto (CH) o dal latino 'vastus'
= vuoto spopolato,
incrociatosi poi con l'a.a.t. 'wuosti'
= vuoto, deserto.
Per G. Rohlfs (Diz. storico dei cogn. nella Sicilia orientale,
192) deriverebbe invece dal cognome spagnolo
Basta. |
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VASTANTE |
Vastante è specifico di San Tammaro nel casertano, potrebbe
derivare da un'alterazione del nome latino medioevale
Vastanus,
un'alterazione del nome ebraico
Vashti. |
|
VATINNO |
Vatinno, abbastanza raro, è tipicamente pugliese, di Bari e
Modugno nel barese, dovrebbe derivare dal nomen latino
Vatinnus,
nome personale della Gens
Vatinia, la cui zona
d'influenza, ai tempi di Cesare, era il beneventano ed il
barese. |
|
VAUDAGNA
VAUDAGNOTTI
VAUDAGNOTTO |
Vaudagna è tipicamente piemontese, di Torino, Maglione e
Carignano nel torinese, Vaudagnotti e Vaudagnotto sono
assolutamente rarissimi ed anch'essi piemontesi, dovrebbero
derivare, sia direttamente che attraverso una forma etnica in
-otti/-otto,
da antichi nomi di località come il provenzale Vodjean o il
germanico Waudejean, entrambi hanno il significato di
valle di Gianni,
e potrebbero essere i nomi dei probabili luoghi d'origine dei
capostipiti, da uno di questi antichi toponimi ha preso il nome
il paese di Vaudagne nell'alta Savoia. |
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VAVOTICI |
Vavotici
è quasi unico, dovrebbe essere l'italianizzazione del rarissimo
cognome slavo Vavotic, un'alterazione del cognome dalmata
Voivodic. |
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VAZZOLA |
Vazzola
ha un ceppo originario nel trevigiano concentrato in San Pietro
di Feletto ed un ceppo probabilmente secondario a Jesolo (VE),
dovrebbe derivare dal toponimo Vazzola (TV). |
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VAZZOLER |
Vazzoler
è specifico trevigiano, di Treviso e della zona che comprende
Musile di Piave, Susegana e Motta di Livenza, dovrebbe derivare
dall'etnico dialettale del toponimo Vazzola (TV), stando ad
indicare quindi una provenienza originaria del capostipite da
quel paese. |
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VECCHI
VECCHIA
VECCHIARELLI
VECCHIARIELLO
VECCHIARINI
VECCHIARINO
VECCHIATI
VECCHIATINI
VECCHIATO
VECCHIATTI
VECCHIATTINI
VECCHIATTO
VECCHIERELLI
VECCHIET
VECCHIETTI
VECCHIETTINI
VECCHIETTO
VECCHINI
VECCHIO
VECCHIOLA
VECCHIOLI
VECCHIOLLA
VECCHIONE
VECCHIONI
VECCHIOTTI
VECCHIUTTI |
Vecchia ha un ceppo a San Benigno Canavese nel torinese, uno
nell'area che comprende il bresciano, il mantovano ed il
veronese, con un piccolo ceppo anche a Roma e nell'avellinese,
Vecchiarelli è specifico della fascia che comprende la Toscana,
il Piceno, il Lazio, il Molise, il casertano ed il napoletano,
Vecchiariello, molto molto raro, è specifico del napoletano,
Vecchiarini, quasi unico, è anch'esso del napoletano,
Vecchiarino, assolutamente rarissimo, ha un piccolo ceppo nel
casertano ed uno nel foggiano, Vecchiati, molto molto raro, ha
un ceppo nel bresciano, uno nel rovigoto ed uno nel modenese,
Vecchiatini è specifico di Ferrara e Bologna, Vecchiattini,
decisamente più diffuso, è anch'esso specifico del ferrarese, di
Ferrara, Codigoro, Massa Fiscaglia,Lagosanto, Portomaggiore ed
Jolanda di Savoia, Vecchiatti, molto molto raro, è tipico di
Ficarolo nel rovigoto e di Costabissara nel vicentino, Vecchiato
è molto diffuso in tutto il Triveneto, in particolare nel
padovano, trevisano, veneziano ed udinese, Vecchiatto,
estremamente raro, è specifico di Udine, Vecchierelli è
decisamente del bergamasco, di Martinengo in particolare e di
Bergamo e Romano di Lombardia, Vecchiet, non molto raro, è
tipico di Trieste e di Capriva del Friuli, Gorizia, Moraro,
Cormons e Ronchi dei Legionari nel goriziano,Vecchietti ha un
ceppo nel bolognese ed uno nelle Marche, Vecchiettini,
rarissimo, è del bolognese, Vecchietto, assolutamente
estremamente raro, è del veronese, Vecchini parrebbe del
veronese, Vecchi è in tutto il nord, con un ceppo fondamentale
in Emilia, Vecchio è tipico del centro sud, vecchione è
decisamente campano, Vecchiola è specifico del Piceno, di Porto
San Giorgio e San Benedetto del Tronto, Vecchiolla è
caratteristico del beneventano, di Montefalcone di Val Fortore e
Castelfranco in Miscano, Vecchioli ha un piccolissimo ceppo
marchigiano, uno nell'aquilano a L'Aquila e Tornimparte, ed a
Roma, Vecchioni ha un ceppo nell'anconetano ed uno in provincia
di Roma, Vecchiolini, molto molto raro, è del bresciano,
Vecchiotti, molto raro, potrebbe essere laziale o abruzzese,
Vecchiutti, molto molto raro, è dell'udinese, derivano tutti
dall'aggettivo vecchio,
usato probabilmente come soprannome. Personaggi di rilievo sono
stati Giovanni Vecchi (1536-1614) di Borgo San Sepolcro pittore
a Roma, Orazio Vecchi modenese (1551-1605) compositore e
musicista e Luigi Vecchiotti ( 1804-1863) di Castelclementino di
Fermo (AP) compositore, musicista e scrittore.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel soprannome o nome
medievale Vecchio,
che, di regola, veniva attribuito al più vecchio o al più grande
fra due parenti con lo stesso nome (ad esempio al più vecchio
fra due fratelli o, ancora, al padre rispetto al figlio o al
nonno rispetto al nipote, etc): un tempo, a dire il vero, questa
usanza era molto diffusa in Italia e, a ben vedere, un po' in
tutta l'Europa, tenendo presente che i nomi di persona si
tramandavano spesso di generazione in generazione (come ben
noto, si tratta di una pratica ancora viva ai giorni nostri). Da
questo punto di vista, allora, dei soprannomi o dei nomi quali
Vecchio, Giovane, Grande, Piccolo, etc sono da considerarsi come
una valida alternativa ai nomi in forma ipocoristica, che spesso
riflettevano proprio un legame di parentela - ad esempio, il
figlio di un certo Gianni poteva chiamarsi Giannino o Gianni
piccolo, mentre il padre poteva essere chiamato Giannone o
Gianni vecchio. Dal punto di vista storico, un esempio famoso di
questa usanza è offerto dalle figure di Plinio il Vecchio e
Plinio il Giovane, che effettivamente erano imparentati l'uno
con l'altro (Plinio il Vecchio era sia lo zio sia il padre
adottivo di Plinio il Giovane). Detto questo, però, va notato
che nel sud Italia il cognome Vecchio può nascondere anche
un'origine straniera, più probabilmente albanese o
greco-albanese - anche se non è esclusa una discendenza spagnola
o ebreo-sefardita (dal cognome iberico
Viejo):
nel caso arbëreshë, ad ogni modo, Vecchio potrebbe tradurre o il
cognome albanese Plaku
(dall'albanese plak,
vecchio)
o i cognomi greci Yeros
e
Paleos (dal greco
yèros e
paleòs,
anch'essi traducibili come
vecchio). Un'ultima ipotesi
prima di concludere: in alcuni casi, non è escluso che Vecchio e
le sue varianti siano legati alle famiglie Del Vecchio, che,
molto spesso, hanno un'antica origine ebraica (per una
spiegazione più approfondita, vedi Del Vecchio).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Vecchi è cognome d'origine soprannominale, indicante la
«priorità nell'età di un uomo rispetto ad altri». Muove dal
personale medievale Vetulus,
presente anche in una carta modenese del vescovo Egidio, del 10
gennaio 1198, come confinante del terreno oggetto del contratto
d'affitto nella località di Porcile (oggi Portile), dove erano
ampie proprietà «iuris Sancti Geminiani», cioè del patrimonio
della chiesa modenese. Cospicua la diffusione del cognome nel
Modenese, insieme a Vecchio, Vecchiati, Vecchietti, Vecchiè. F.
Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996.
integrazioni fornite da
Silvia Vecchia
Il cognome Vecchia è diffusissimo a San Benigno Canavese nel
torinese. Facendo un giro al cimitero si vede che in quasi tutte
le tombe di famiglia qualcuno si chiamava Vecchia (i nomi poi
erano sempre gli stessi, schiere di Giuseppe, Antonio, Giovanni,
Carlo, Angelo, Luigi . Un mio antenato, tal Vecchia Antonio,
sindaco di S.Benigno, nel 1706 fu incarcerato dai Savoia in
quanto, essendo S. Benigno territorio direttamente dipendente
dalla Santa Sede, si rifiutava di pagare le tasse ai Savoia. (il
piccolo feudo passò allo stato Sabaudo poi nel 1741, regnante
C.Emanuele III) |
|
VECCHIES
VECCHIESSO |
Vecchies è tipico del pordenonese, di Prata di Pordenone e
Pordenone, con presenze nel trevisano e nel vicino veneziano,
Vecchiesso, quasi unico, è del trevisano, dovrebbero derivareda
un soprannome riduttivo basato sul termine veneto
vecchiesso
(vecchierello)
o sull'equivalente friulano
vecchiès. |
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VECELLI
VECELLIO |
Vecelli, molto molto raro, parrebbe di Thiene nel vicentino,
Vecellio invece sembrerebbe tipico del Cadore, di Vigo di Cadore
e Auronzo di Cadore (BL), dovrebbero derivare dal cognomen
latino Vecellius
o Vegellius
di cui abbiamo un esempio in questa lapide romana di epoca
imperiale: "P(ublio) Vegellio P(ubli) f(ilio) Pub(lilia) Primo,
/ eq(uiti) R(omano), II vir(o), q(uaestori) al[i]m(entorum),
cur(atori) pec(uniae) / annon(ariae), q(uaestori) aerar(ii)
arcae pu/b(licae), cur(atori) r(ei) p(ublicae) Trebanorum
ex/semplis munif[ic]entiae sua/e optime merent[i], collegius
(sic) i/uvenum patrono dignissimo / ob renovatam (sic) ab eo
lusus (sic) iuve/num, quod vetustate temporum / fuerat
obliteratum, ob quam hon/oris huius oblationem die nata/lis sui
eidem collegio, V kal(endas) Oct(obres)".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Vecelli è cognome del Padovano; Vecèllio è cadorino (forma
letteraria), derivano dal personale germanico
Wizelo,
Förstemann 1628. |
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VECIL
|
Vecil, molto molto raro, sembrerebbe tipico della provincia di
Pordenone, di difficile interpretazione, potrebbe derivare come
forma alterata dal vocabolo friulano
vicjàri (vicario),
ma è pure possibile un'origine dal vocabolo ladino
viec (canna
di rame) forse ad intendere che
il capostipite faceva il lattoniere. |
|
VEDANA
|
Vedana è
specifico del bellunese, di Sospirolo e Sedico, dovrebbe
derivare dal nome della località Vedana di Sospirolo, località
sovrastata dal Piz di Vedana, probabile luogo d'origine dei
capostipiti. |
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VEDDA
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Tipico
siciliano della zona di Caltanissetta ed Agrigento, dovrebbe
derivare, attrraverso una modificazione dialettale dal nome
Bella (vedi Vella). |
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VEDOVA
VEDOVATI
VEDOVATO |
Tipico trevisano Vedova, del bergamasco Vedovati e specifico del
padovano e veneziano Vedovato, dovrebbero derivare da un
indicatore di stato del capostipite come figlio di una vedova o
per essere stato vedovato
(privato)
di qualche privilegio o proprietà, come potrebbero pure derivare
dal nome del paese di Vedovato, vicino a Camposampiero nel
padovano. |
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VEDOVELLI
VEDOVELLO |
Vedovelli
è proprio dell'alto veronese zona di Torri Del Benaco, Garda e
Bardolino e del basso trentino, Vedovello è tipico della zona di
Cerea e Legnago (VR), deriva da soprannomi stanti ad indicare
figli di una vedova. |
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VEDOVOTTO |
Vedovotto è specifico di Borso del Grappa nel trevisano,
dovrebbe trattarsi di una forma diminutiva del termine
vedovo,
probabilmente con funzione patronimica, cioè dove il suffisso
-otto
stia per il figlio di, riferito a capostipiti il cui padre fosse
appunto un vedovo. |
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VEGA
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Ha
un ceppo a Candida (AV) ed uno a Nicosia (EN) ed a Palermo
dovrebbe essere di origine spagnola.
ipotesi fornite da
Stefano Ferrazzi
Tipico per lo più dell'avellinese, del messinese e dell'ennese,
ma presente anche nel nord e centro nord del paese, Vega è molto
probabilmente un cognome d'origine straniera, importato cioè
dalla penisola iberica durante l'epoca dell'occupazione
spagnola: è proprio in Spagna, infatti, che il cognome è
maggiormente diffuso (e naturalmente anche in America Latina,
nonché negli USA, in seguito alla forte ondata d'emigrazione di
sudamericani verso gli Stati Uniti). Per quanto riguarda il suo
significato, questo cognome trae origine dalla toponomastica:
numerose, infatti, sono le località spagnole col nome di Vega o
La Vega, termine che letteralmente indica una prateria
(originariamente aveva significato di terra fertile o irrigata). |
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VEGETTI
VEGEZIO
VEGEZZI |
Vegetti ha un ceppo nel milanese, a Milano, Monza, Sesto San
Giovanni, Bollate e Nerviano, ed uno a Bologna e nel bolognese,
Vegezio è praticamente unico, Vegezzi è tipico del milanese, in
particolare di Pregnana Milanese e di Nerviano, con un piccolo
ceppo anche a Casalnoceto nell'alessandrino, derivano tutti dal
cognomen latino Vegetius
di cui abbiamo un esempio nello
scrittore latino del IV° secolo
Flavius Vegetius Renatus autore
tra l'altro dell'Epitoma rei
militaris: "Flavius Vegetius
Renatus, comes sacrarum largitionum, fortasse Christianus,
floruit circa annum 390 post Christum natum. Auctor est epitomae
rei militaris...". |
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VEGHINI
VIGHINI |
Sia
Veghini che Vighini, molto molto rari, sono tipici dell'area
veronese, mantovana, dovrebbero derivare da forme ipocoristiche,
anche dialettali, dell'aferesi del nome Ludovigo. |
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VEGRO
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Vegro è tipicamente veneto, del padovano, di Agnaa, Conselve,
Padova, Albignasego, Anguillara Veneta e Bagnoli di Sopra,
dovrebbe derivare da un soprannome aatribuito probabilmente al
capostipite, basato sull'antico termine dialettale veneto
vegro
(incolto, sodo e duro da
dissodare). |
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VEI
VEY |
Vei
ha presenze nel cremonese e lodigiano, Vey, praticamente unico,
è del piacentino, dovrebbero derivare da forme arcaiche
dialettali per vecchi,
anche se non si può escludere possa trattarsi di una forma
apocopaica del nome medioevale francese
Veix o
del nome medioevale tedesco
Veith. |
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VELARDI
VELARDO |
Velardi ha ceppi in Sicilia nel palermitano, nel reggino, nel
brindisino, nel napoletano e beneventano e nel Lazio, Velardo
sembra avere un ceppo principale nel frusinate a Cassino, nel
casertano, napoletano e beneventano, ed uno nel reggino,
derivano da una modificazione dell'aferesi del nome franco
germanico Abelardus,
ricordiamo lo scrittore Petrus Abelardus (1079 - 1142):
"...Petrus qui Abelardus. a plerisque Baiolardus dicitur....".
Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Caira (FR) fin
dal 1700.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Velardi a Maratèa, Matera, anche cal. sic. nap. e nel Salento. -
Corrisponde a Bélard
cogn. in Francia, nome dissimilato di
Bérard,
in Italia Berardi; cfr. Berardus
e Berhardus
sec. IX in Francia. |
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VELASCO |
Velasco ha ceppi in Toscana, ad Orbetello nel grossetano ed a
Portoferraio sull'Isola d'Elba nel livornese, nel napoletano, a
Torre del Greco ed a Napoli, ed in Sicilia nel siracusano a
Palazzolo Acreide e Siracusa, dovrebbe essere di origini
spagnole e derivare dal nome basco
Velasco,
a sua volta derivato dal termine basco
bela (corvo). |
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VELASI
VILASI |
Velasi è quasi unico, Vilasi è specifico di Reggio Calabria,
dovrebbero derivare da un soprannome originato dal termine greco
Βέλος belos (freccia,
dardo), forse ad identificare
nel capostipite un arciere o un cacciatore.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Vilasi è cognome calabrese, forma dialettale di
Biagio,
latino Blasius.
Rohlfs 275. |
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VELASQUEZ
VELAZQUEZ |
Velasquez, quasi unico, è di origine spagnola, Velazquez è
unico, si tratta di una forma patronimica spagnola, dove il
suffisso -ez
sta per il figlio di,
riferito a capostipiti i cui padri si fossero chiamati
Velasco,
nome spagnolo, prevalentemente basco (vedi VELASCO). |
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VELENO
VELENOSI |
Veleno
è rarissimo e sembrarebbe originario della zona di Campobasso,
mentre Velenosi ancora più raro è probabilmente originario del
Piceno, potrebbero entrambi derivare da un soprannome.
integrazioni e stemma
forniti da Quinto Massimo Velenosi
lo stemma della famiglia Velenosi si può vedere nella chiesa di
San Lorenzo a Paggese (comune di Acquasanta Terme (AP)), il
cognome dovrebbe essere originario specificamente di quel
ristretto territorio. |
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VELEZ
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Velez
è un cognome rarissimo tipico del sud Italia originario della
Spagna, dovrebbe derivare dal toponimo Velez nei pressi di
Malaga in Spagna, ricordiamo Piero Fuxardo Ziiniga y Requesens
de Los Velez Vicerè di Sicilia per conto di FilippoIV° di
Spagna.
integrazioni fornite da
Mario D'Angelo
Antica ed illustre famiglia di origine spagnola, che rappresenta
il ramo siciliano di un importante casato spagnolo "Velez de
Guevara, conti di Ognate,che si è fregiata del titolo di vicerè
e molteplici alte cariche.Originaria della Spagna del
nord-ovest, Navarra, diramatasi nel XV° secolo nell'Italia
meridionale al seguito di Alfonso V° d'Aragona per la conquista
del regno di Napoli, si ritiene sia pervenuta in Sicilia nel
XVI° secolo, ove godette di nobiltà in molteplici luoghi. Mango
nel nobiliario di Sicilia cita un Francesco Velez della Pegna ,
Capitano di Giustizia a Patti (1645,1646), un Marcello nominato
Maestro Razionale e Conservatore del real patrimonio con real
cedola del 20/12/1679, un Ignatio Capitano di Giustizia a Cefalù
(1695 1696). Il Villagianca menziona un Antonino, Giurato ad
Alcamo (1746-1748) e poi Giurato delle appellazioni(1750,1752),
indicato come Velez de Guevara y de la Pegna, barone di
Pedagaggi, seguono altri giurati, per poi vedere i Velez
trasferirsi a Palermo nel XIX° secolo. |
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VELLA
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Vella
è specifico siciliano, dovrebbe derivare da una variazione
arcaica del vocabolo bella, esistono vari intrecci tra la
Sicilia e Malta relativi a questa famiglia nobile con il titolo
di Baroni di San Giovanni, Giuseppe Vella, di Malta, si insediò
in Sicila, dove suo figlio Giovanni Vella, nel 1674, divenne
membro dell'Ordine di San Giacomo, la
famiglia si imparentò poi con i Marchesi di Taflia e con i Conti
di San Paolino d'Aquileja.
integrazioni fornite da
Fausto Vella
Il Giovanni di cui
sopra in effetti era un Vella-Varrios, morto il 10 gennaio 1674,
del quale ancora si conserva una lapide sepolcrale presso la
chiesa della Magione di Palermo, adorna dello stemma gentilizio
qui riprodotto.
integrazioni fornite da
Giovanni Vella
Secondo il Libro d'Oro di Melita i Vella di Malta sono originari
della Spagna. Il capostipite, Don Tarquino Vella Cavaliere di
Castiglia, si stabilì a Malta all'inizio del 1400. In catalano
vella
significa vecchia.
A Barcellona c'è la Ciutat Vella che significa città vecchia, il
nome ufficiale di Andorra è Andorra la Vella (letteralmente,
Andorra la Vecchia). I Vella di Malta giunsero in Sicilia come è
stato ricordato con Giuseppe Vella. Un Giovanni Vella-Varrios de
Espriella fu maestro razionale supernumerario del tribunale del
Real Patrimonio nel 1664; i Vella di Comitini Baroni di Biggini
sono una diramazione dei Vella-Varrios. Anche in ambito
siciliano, da un punto di vista linguistico, quando non si
dovesse rintracciare un legame con i Vella di Malta, il cognome
Vella potrebbe essere comunque di origine spagnola o catalana. |
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VELLANI
VELLANO |
Vellani è tipico dell'area che comprende il reggiano e
soprattutto il modenese, Vellano, decisamente più raro, è tipico
dell'alessandrino e del torinese, dovrebbero derivare dal nome
celta Vellanus,
l'equivalente di Marte per gli antichi romani, il nome del dio
della guerra latino.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
II cognome Vellani, ben rappresentato a Modena ed a Carpi, si
lascia agevolmente ricondurre all'etnico del nome locale
Avella
(AV), cioè (A)vellani,
con afèresi, ad indicare gli oriundi di quel centro. Ma
ugualmente possibile è l'origine dalla località di
Vellano,
fraz. di Pescia (PT). Non va escluso nemmeno che taluni Vellani
altro non siano che il cognome Villani, dal personale medievale
Villanus
(vedi Villani) per errata trascrizione. Anche per Vellani solo
la storia particolare di ogni singola famiglia di tale nome,
corroborata da adeguata documentazione, potrà dire la verità sul
significato. F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996. |
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VELLETRI |
Velletri
ha vari ceppi, tra romano e latinense, tra barese e brindisino,
nel cosentino e nel palermitano, alcuni ceppi dovrebbero essere
di origini ebraiche, prende il nome dalla città di Velletri in
provincia di Roma. |
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VELLI
VELLO |
Velli ha un piccolo ceppo nell'avellinese ed uno nel Lazio, tra
Roma ed il frusinate, Vello ha un ceppo nel Veneto orientale ed
in Friuli, con massima concentrazione a Lentiai (BL), ed un
ceppo nel napoletano, dovrebbero derivare da forme aferetiche di
ipocoristici di nomi come Iacovo
(Iacopo), da Iacovello a Vello. |
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VELLOTTA
VELLOTTI
VELLOTTO
VELOTTA
VELOTTI
VELOTTO |
Vellotta, praticamente unico, parrebbe molisano, Vellotti,
abbastanza raro, ha un ceppo nel napoletano, a Napoli e Torre
del Greco, ed uno nel leccese, Vellotto, quasi unico, è
dell'area casertano, napoletana, Velotta, molto raro, ha un
ceppo a Baranello e Campobasso nel campobassano ed uno a Napoli,
Velotti ha un ceppo nel romano a Civitavecchia ed a Roma ed uno
molto più consistente nel napoletano, a Napoli soprattutto, ma
anche a Casalnuovo di Napoli, Ercolano, Nola, Volla, San Giorgio
a Cremano e Torre del Greco, Velotto è specifico di Napoli, dove
è molto diffuso, potrebbero derivare dal nome medioevale
Veloctus,
un Rinaldus de Velocto è menzionato in un testamento del 1200, o
dal nome francese Velotte,
citato in un atto del 1277, dove troviamo un Jean de Velotte, o
dalla forma betacistica di ipocoristici di nomi medioevali come
Bellus
e Bella. |
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VELLUSI
VELLUSO |
Vellusi, molto molto raro, è del napoletano, di Napoli in
particolare, Velluso sembrerebbe specifico proprio di Napoli,
dovrebbe derivare da un soprannome generato dal termine
dialettale vellusu
(peloso),
forse originato dalla notevole pelosità del capostipite. |
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VELLUTI
VELLUTO |
Velluti è un cognome specificatamente romano e di Cave e
Palestrina sempre nel romano, Velluto ha un ceppo nel pescarese
a Brittoli e Pescara ed uno più significativo in Puglia a Troia
nel foggiano ed a Taranto e Bari, dovrebbero entrambi derivare
dal nome gentilizio romano
Velutius, ricordiamo con questo
nome il decemviro Pontius Velutius Modus. |
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VELO
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Velo è tipicamente veneto, del vicentino, trevisano e padovano
in particolare, dovrebbe derivare da toponimi come Velo d'Astico
(VI) e Velo Veronese (VR).
suggerimento di Fabiana
Velo |
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VELOCCI
VELOCCIO
VELUCCI |
Velocci è tipicamente laziale, del frusinate in particolare,
soprattutto di Monte San Giovanni Campano e di Veroli, con
presenze altamente significative anche a Roma ed a Terracina e
Fondi nel latinense, Veloccio, praticamente unico, è romano,
Velucci, anch'esso praticamente unico, sembrerebbe del
latinense, dovrebbero derivare dalla forma ipocoristica
medioevale del nome Novello,
di cui abbiamo un esempio in Cecco d'Ascoli: "...Qui Paolo non
veggo, nè Francesca, / Delli Manfredi non veggo Alberigo, / Che
colse amari frutti da dolc'esca; / Del Mastin nuovo e vecchio, e
di Veluccio, / Che fece di montagna più non dico, Nè di
Franceschi il sanguinoso mucchio...", o anche del cognomen
latino Velus. |
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VELTRE
VELTRI
VELTRO
VELTRONI |
Veltre ha un nucleo nel casertano a Pastorano, Pignataro
Maggiore e Capua, con un ceppo anche a Sant`Angelo a Cupolo
(BN), Veltri è tipico del cosentino, di Amantea, Belmonte
Calabro, San Giovanni in Fiore e Cosenza, Veltro è tipico del
beneventano, di Benevento e Castelpoto in particolare, Veltroni,
tipico toscano, dell'aretino, parrebbe originario di Monte San
Savino (AR), dovrebbero derivare dal nome medioevale
Veltro di
cui abbiamo un esempio negli Annales Pisani nell'anno 1166: "...
exceptis Gerardo de Vallechia nobili milite, qui in fide stetit
et Pisas cum uxore et filiis et familia venit habitare, P. Corso
et filiis Veltri, et quibusdam de Garfagnana...." e in
Garfagnana in un atto del 1266: "...in orto Vinciguerrae quondam
domini Veltri olim de Castello Aghinolfi...", nome che ha
origine dal veltro, elegantissimo e velocissimo cane da caccia
simile al levriero, specializzato nella caccia agli orsi ed ai
cinghiali, quindi nome augurio di eleganza, forza ed ardimento. |
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VENAFRA
VENAFRI
VENAFRO |
Venafra,
molto raro, è tipico di Paternopoli nell'avellinese, Venafri
sembrerebbe quasi unico, Venafro ha un ceppo nel potentino tra
Rapolla e Lavello, uno a Napoli ed uno a Isola del Liri nel
frusinate, dovrebbero tutti derivare dal toponimo molisano
Venafro (IS) nella valle del Vulturno. |
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VENANZI
VENANZINI
VENANZIO
VENANZONE
VENANZONI |
Venanzi è specifico della fascia centrale che comprende
l'anconetano, il perugino, il ternano, il viterbese ed il romano
con ceppi significativi anche nel vicino Abruzzo, Venanzini,
molto molto raro, ha un ceppo nel pesarese ed uno nel romano,
Venanzio ha un ceppo a Sorrento e Massa Lubrense nel napoletano
ed uno a Bagheria (PA), Venanzone sembra essere unico, Venanzoni
ha un ceppo marchigiano ed uno romano, derivano tutti
direttamente o tramite ipocoristici dal nome latino
Venantius,
nome con il significato di
cacciatore, portato ad esempio
da Venanzio Fortunato (ca. 530 - ca. 600) poeta di Valdobbiadene
(TV) che divenne vescovo di Poitiers, (da Wikipedia): "Venantius
Honorius Clementianus Fortunatus (natus Ravennae inter annum
p.C.n. 530 et 540) erat poeta qui per Europam ad septentriones
vergentem totam vagatus scripsit poemata praeclarissima ad Deum
laudandum et ad res sua aetate gestas commemorandas.". |
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VENARUZZO |
Venaruzzo è tipico della zona tra veneziano, pordenonese ed
udinese, di Gruaro e San Michele al Tagliamento nel veneziano,
di San Vito al Tagliamento nel pordenonese e di Latisana
nell'udinese, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale
veneziano arcaico che indica il
mungitore, non si può comunque
escludere una derivazione da una forma ipocoristica del nome
Venario,
una forma alterata del più comune Venerio. |
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VENCELLI
VINCELLI |
Vencelli è praticamente unico e, molto probabilmente, è dovuto
ad un errore di trascrizione, Vincelli ha un ceppo nel
campobassano, in particolare a Casacalenda, Campobasso e Larino,
ed uno a San Pietro Apostolo nel catanzarese ed a crotone e
Castrovillari nel cosentino, dovrebbero derivare dal nome
medioevale Vincelius
che dovrebbe essere una forma latinizzata del nome normanno
Vince. |
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VENCHIARUTTI |
Specifico della zona di Osoppo e Gemona Del Friuli (UD),
dovrebbe derivare dal vocabolo dialettale
vincjàri
(vicario) e starebbe ad indicare la famiglia di un piccolo
vicario o di un piccolo congiunto di un vicario. |
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VENDEMMIA |
Vendemmia, estremamente raro, ha un piccolo ceppo nel casertano
ed uno nel catanese, si potrebbe trattare di un cognome
attribuito da qualche ufficiale all'anagrafe o impiegato di un
ente assistenziale ad un trovatello, abbandonato durante il
periodo appunto della Vendemmia, cioè verso la terza e quarta
settimana di settembre e la prima di ottobre. |
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VENDITTI
VENDITTIS
VENDITTO
VENDITTOZZI |
Venditti è molto diffuso in Lazio, Abruzzo, Molise, casertano e
napoletano, Vendittis, quasi unico, sembrerebbe della zona tra
la provincia di Latina e quella di Caserta, Venditto,
decisamente più raro, ha un ceppo a Roma ed uno tra casertano e
napoletano,Vendittozzi, assolutamente rarissimo, è specifico di
Roma e Nettuno, derivano, direttamente o tramite un
ipocoristico, da modificazioni dialettali del nome
Benedictus,
prima il nome diventa Bendictus,
poi grazie al fenomeno del betacismo
Vendictus,
che diventa poi in italiano
Venditto. |
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VENDRAME
VENDRAMI
VENDRAMIN
VENDRAMINETTO
VENDRAMINI |
Tutti
tipicamente veneti, Vendrame è specifico dell'area che comprende
il trevisano ed il veneziano, di Conegliano, Maserada sul Piave,
Carbonera, Oderzo, Cimadolmo, Mareno di Piave, Silea, Vittorio
Veneto, Treviso, Ormelle e Vazzola nel trevisano e di Venezia,
Portogruaro, Santo Stino di Livenza, Concordia Sagittaria e
Fossalta di Portogruaro nel veneziano, Vendramin ha un grosso
ceppo nel trevisano, a Treviso, Paese, Quinto di Treviso e
Pederobba, a Venezia ed Iesolo nel veneziano, a Padova,
Carmignano di Brenta, Piombino Dese e Ospedaletto Euganeo nel
padovano, ed a Montecchio Precalcino nel vicentino, Vendramini,
leggermente meno comune, ha un ceppo nel trevisano, a Mansuè,
Montebelluna, Caerano di San Marco, Gorgo al Monticano, Oderzo,
Motta di Livenza, Moriago della Battaglia e Meduna di Livenza,
uno a San Donà di Piave nel veneziano, ed uno nel veronese, a
Verona ed a San Giovanni Lupatoto, Vendrami è specifico di Mel
nel bellunese, Vendraminetto, molto raro, è tipico di Meolo e
Musile di Piave nel veneziano, dovrebbero tutti derivare,
direttamente o tramite forme ipocoristiche anche composite, dal
nome medioevale Vendramus
di cui abbiamo un esempio a Costalta (BL) in un atto del luglio
del 1292: "...omnes terras et possessiones quas habent, tenent
aut laborant, per quas olim reddebant decimam dominis Girardino
et Articho dicto Lillo et Vendramo de Vallesella fratribus et
nepotibus dicti domini Vendrami, et que decima nunc est Odorici
Malnepotis de Viale...", tracce di queste cognominizzazioni nel
trevigiano e nel veneziano le troviamo fin dal 1400, Andrea
Vendramin fu il 71° Doge di Venezia dal 1476 al 1478.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Vendrame e Vendramini derivano dal personale germanico
Bertram,
composto da antico alto tedesco 'beraht'
= splendente, illustre
+ 'hraban'
= corvo. |
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VENDRUSCOLO |
Molto
raro è specifico del basso Friuli, nella zona di Sacile e
Pordenone, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale, forse
legato all'attività di piccolo commerciante ambulante. |
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VENERE
VENERI
VENIER
VENIERI
VENIERO
VENIR |
Venere, rarissimo, dovrebbe essere pugliese, Veneri sembra
essere tipico del veronese e mantovano, con un probabile ceppo
secondario in Toscana, che dovrebbe derivare dal toponimo Veneri
nel pistoiese, Venier è tipico veneto, Venieri è specifico del
ravennate, Veniero ha un ceppo nel napoletano a Piano di
Sorrento ed a Meta, ed un ceppo a Palermo, Venir è tipicamente
friulano, di Basiliano, Majano ed Udine, dovrebbero derivare
tutti, direttamente o tramite alterazioni dialettali, dal nome
medioevale Venerius
(dedicato a Venere).
Il personaggio più famoso fu sicuramente il Doge di Venezia
Antonio Venier (Doge dal 1382 al 1400). Nella seconda metà del
1400 podestà di Padova è un certo Francesco Venier, nel 1478, a
bergamo, Nicolò Cocco, Alvise Muazzo, Francesco Venier e Nicola
Delfino sono capitani del popolo, nel 1548, a Livigno si trova
Venier delli Brivoni, in un atto del 1634, a Chiavenna (SO),
Pellizzario de Pellizzariis, commissario reggente di Chiavenna,
e Luigi Vertemanno a Franchis di Piuro, arbitri nella causa tra
Vener de Veneri, console, e Giovan Donato Rodli, delegato della
comunità di Samolaco, da una parte, e i consoli Pietro Antonio
Peverello, Battista Rebiatto, Giorgio Schenardo e Tomaso
Biancho, rispettivamente delle comunità di Chiavenna, Mese,
Gordona e Prata, per i quali agisce il procuratore Antonio
Soldano, dall'altra, emettono sentenza, sentito il parere di
Giovan Battista Stampa di Gravedona, circa il diritto di pascolo
nei prati "alla palude della Copella", con cui vengono
riconosciute come proprie della comunità di Samolaco le ragioni
di tale diritto, non facendo parte detti prati dei pascoli
comuni a tutta la giurisdizione. Notaio Baldassarre Pestalotius
fu Filippo di Chiavenna.
integrazioni fornite da
Guido Baffo
Si attribuisce l'ascendenza della famiglia Venier alla Gens
Aurelia a cui apparteneva l'imperatore romano Valeriano. Da
Bisanzio questa famiglia, si portò prima a Pavia e
successivamente a Venezia dove nell'anno 821 si ritrova un
Venier patriarca di Grado. Numerosi e illustri personaggi
produsse questa casata fra cui, tre Dogi; Antonio
Venier(1382-1400), Francesco Venier (1554-1556) ed il più famoso
Sebastiano Venier(1577-1578). l'eroe della battaglia di Lepanto. |
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VENERITO |
Venerito è decisamente pugliese, specifico del brindisino, di
Ceglie Messapica, San Michele Salentino ed Ostuni e di Martina
Franca nel tarentino, dovrebbe derivare da una grecanicazione
del nome tardo latino Venerius,
forma maschile del più comune, ma femminile, Venere, troviamo
tracce di questo cognome a Brindisi in un testamento del 1748,
dove tra i beneficiari risultano anche un certo Stefano e
Domenico Venerito. |
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VENERUSO |
Veneruso, decisamente napoletano, è molto diffuso a Napoli,
Ercolano, Portici e San Giorgio a Cremano, ma è presente in modo
decisamente significativo anche a Volla, Torre del Greco,
Casalnuovo di Napoli e Pollena Trocchia, dovrebbe derivare da
una modificazione dialettale campana del nome tardo latino
Venerius
(vedi Venere). |
|
VENEZIA |
Venezia
sembrerebbe un cognome tipicamente meridionale, molto diffuso in
Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e soprattutto in Sicilia,
potrebbe derivare dal toponimo omonimo, magari in ricordo di
partecipazioni a campagne marittime al servizio di Venezia. |
|
VENEZIANI
VENEZIANO |
Veneziani
ha un ceppo nel piacentino ed uno nel barese, Veneziano è molto
diffuso in tutto il sud, derivano dall'etnico del toponimo
Venezia. |
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VENIANI |
Veniani,
assolutamente rarissimo, è caratteristico del verbanese e del
nordmilanese, dovrebbe derivare dal nome del paese comasco di
Veniano. |
|
VENIN
VENINI
VENINO |
Venin, quasi unico, dovrebbe essere veneto, Venini è decisamente
lombardo, dell'area comasco lecchese e di Mandello del Lario
(LC) e Griante (CO) e Menaggio (CO) in particolare, con presenze
significative anche a Milano e nel milanese dove è specifico il
molto più raro Venino, in particolare a Brugherio, dovrebbero
tutti derivare da modificazioni per betacismo di ipocoristici
del nome medioevale Bene
(vedi BENE). Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad
esempio già verso la fine del 1600 a Dervio (LC), in un
censimento del 1738 è citato l'ultrasessantenne Paol'Antonio
Venini q.m Bartolomeo. |
|
VENNERI |
Esistono
due ceppi, uno cosentino, probabilmente derivato, ed uno
principale salentino con ramificazioni anche nel tarentino,
potrebbero derivare da modificazioni del nome medioevale
Venerius
(dedicato a Venere),
ma molto più probabilmente prendono il nome da antiche località,
come si evince da quest'atto di matrimonio del 1575: "Adj 11
dezembre 1575 Pomponio de Dom.co de Franco della terra de
Venneri piglia per Sua leg.ma sposa Pronentia figlia del quondam
Pet.i de Ruscitto de Circhio".
Integrazioni e stemma
forniti da Marco Venneri
Della famiglia Venneri di Cariati (CS), originaria di Gallipoli
(LE), se ne hanno traccie a Cariati già nel 1554 con Silvestro
Venneri, poi agli inizi del 1660 tra le cronache locali appaiono
tra i nobili o magnifici del luogo Marco Venneri, Nicola Venneri
e Vincenzo Venneri annoverati come membri del Collegio dei
Possidenti della Calabria Citeriore nei primi del 1800. Lo
stemma è costituito da tre stelle in capo d'azzurro, al centro
leone rampante al naturale verso il sole e sotto scaccato.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Venneri è cognome lucano presente a Aliano, Potenza, nel sec. 18
Vènnera
e Vènere
a Sala Consilina (ST), Vènneri
anche cal. e nel Salento; cfr. cal.
vènnari 'venerdì'
(dies Veneris). |
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VENOSA
VENOSO
VENUSO |
Venosa è
tipico della fascia campana che comprende il casertano, il
napoletano ed il salernitano, il potentino ed il barese, Venoso
è tipico di Bellona nel casertano, Venuso è tipico di Napoli e
di Marigliano (NA), dovrebbero tutti derivare, direttamente o
attraverso modificazioni dialettali, dal toponimo Venosa nel
potentino, probabile luogo d'origine del capostipite. |
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VENTA
VENTI
VENTO |
Venta, quasi unico, parrebbe abruzzese, Venti sembrerebbe
specifico della zona che comprende Umbria, Abruzzo e Lazio, in
particolare di Perugia e Gualdo Tadino (PG), di Sulmona e Luco
dei Marsi nell'aquilano, di Roma e Riano (RM), con un piccolo
ceppo anche nel nisseno, soprattutto a Serradifalco, Vento ha un
ceppo originario nel Lazio a Roma e nel latinense a Spigno
Saturnia e Minturno, ed un nucleo principale in Sicilia a
Messina, Milazzo (ME), Palermo, Lercara Friddi e Giuliana nel
palermitano, Castelvetrano e Mazara del Vallo in provincia di
Trapani, e Sciacca e Ribera nell'agrigentino.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Venta, rarissimo, si riscontra quasi esclusivamente
nell'aquilano, Venti è tipico per lo più del centro Italia, con
ceppi maggiori nel romano, nell'aquilano e nel perugino, ma con
ceppi minori anche fra il nisseno e l'ennese e nel nord del
paese, Vento, praticamente panitaliano, è diffuso maggiormente
fra il sud e il centro Italia, con nuclei principali nel
messinese, nel palermitano, nell'agrigentino, nel trapanese, nel
napoletano, nel latinense e nel romano, tutti questi cognomi
derivano dal nome medievale
Vento, nato per aferesi dal
nome Benevento
o Bonivento,
col significato letterale di
benvenuto (da intendersi in
senso affettivo o gratulatorio; vedi anche Benvenuto e Venuto).
Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta
delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Il cognome Venti è presente in 79 comuni italiani, la maggior
parte dei quali sono ubicati nella zona di Roma, nel Lazio
meridionale, nell'Abruzzo centro-occidentale e in Umbria (zona
di Perugia). Qualche piccolo gruppo è presente anche in Sicilia,
Lombardia e Piemonte. Quasi certamente corrisponde al numero
cardinale. Rohlfs 194 attesta infatti il cognome Vinti a Messina
e Siracusa. Ne presenta anche molti altri di questo tipo:
Cinque, Tredici, Trentanove, Quarantotto, Cinquanta,
Cinquantaquattro, Sessanta. Inoltre : Chinnici, Dòdisi, e gli
ordinali Dècimo, Lo Terzo, Sesto, Settimo. De Felice attesta
l'esistenza di Venticinque e Quaranta. Secondo Rohlfs 114, tutti
i cognomi composti da un numero "sembrano riportarsi a un tratto
caratteristico o a un episodio di cui ignoriamo i particolari". |
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VENTALORO
VINTALORO |
Ventaloro, abbastanza raro, è specifico di Catania, Vintaloro è
un cognome raro, tipicamente siciliano di Corleone nel
palermitano.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Ventaloro viene dal termine dialettale siciliano 'vintaloru'
= sorta di mantello, ferraiolo. |
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VENTIMIGLIA |
Ventimiglia è diffusissimo in Sicilia, con un ceppo
nell'imperiese, uno nel cosentino ed uno a Napoli, dovrebbe
prevalentemente derivare dal nome delle città di Ventimiglia
nell'imperiese o di Ventimiglia di Sicilia nel palermitano, ma
il casato dei Ventimiglia, che diede il nome alla città
siciliana, risalivano alla dinastia normanna degli Altavilla, ed
erano di origine ligure, Conti di Geraci ottennero dal Re svevo
Manfredi privilegi e feudi. |
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VENTOLA |
Ventola è
tipico del barese, con un ceppo secondario anche in Irpinia,
dovrebbe derivare dal toponimo Ventola di Altamura (BA). |
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VENTRE
VENTRONE |
(vedi
BONVENTRE). |
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VENTRELLA
VENTRELLI
VENTRELLO |
Ventrella
è tipicamente pugliese, di Bari, Putignano, Turi, Modugno,
Barletta, Triggiano, Valenzano, Gioia del Colle e Castellana
Grotte nel barese, di Lucera, Cagnano Varano, Ischitella e
Cerignola nel foggiano, di Fasano nel brindisino e di
Castellaneta nel tarantino, con un ceppo a Vasto nel teatino,
Ventrelli, molto più raro, ha un ceppo pugliese a Bari e Taranto
ed a Montescaglioso nel materano, Ventrello, quasi unico, è del
foggiano, dovrebbero derivare da soprannomi attribuiti a
capostipiti di corporatura abbastanza grassa. Tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo nel barese a Conversano fin dalla
seconda metà del 1600. |
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VENTRESCA |
Ventresca ha un ceppo nell'aquilano a Bugnara, Sulmona ed
Introdacqua, qualche presenza in Molise ed un ceppo a Roma,
dovrebbe derivare da un soprannome dialettale abruzzese, basato
sul termine ventresca
(lardo),
forse ad indicare che i capostipiti allevassero maiali e
producessero un lardo particolare. |
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VENTRICE
VENTRICI |
Ventrice e Ventrici sembrano specifici della Calabria
meridionale.
integrazioni ed ipotesi
fornite da Giuseppe Ventrìce
Ventre è termine latino, che deriva dalla radice indoeuropea
wet, nella sua variante con infisso nasale went, che significa
cavità addominale, ventre, utero. Quest'ultimo vocabolo infatti
deriva dalla stessa radice indoeuropea al grado ridotto ut. E'
facile osservare infatti una certa somiglianza delle due parole
ventre ed utero che In latino vengono pronunciate come uènter ed
ùter. Il cognome che ne deriva è del tipo con suffisso
-ice,-ace, -ece (loquace, pugnace). Il significato semantico del
cognome dovrebbe essere quello di panciuto e dovrebbe trattarsi
pertanto di un soprannome. Esistono varianti del cognome nel
Meridione d'Italia (Ventrelli, Ventrella, Ventricelli); ciò
farebbe supporre che anche la famiglia che lo porta sia
originaria del Regno di Napoli. Dagli archivi araldici risulta
aver portato questo cognome una famiglia di Otranto, diramata in
Bari, Barletta, Lecce e in diverse località della Calabria. In
particolare, nel 1505 un Michele fu camerlengo del Gran
Giustizierato di Bari. Un Giampanella fu maestro dei Templari,
un Antonio fu vescovo di Amalfi. |
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VENTRICINI |
Ventricini, estremamente raro è tipico della zona dell'aquilano,
potrebbe derivare da un soprannome originato dal termine
abruzzese ventricini per frattaglie di pollo. |
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VENTRIGLIA
VENTRIGLIO |
Ventriglia sembra essere tipico del casertano, mentre Ventriglio
è decisamente più raro ed è specifico del foggiano, dovrebbero
derivare da soprannomi; tracce importanti di questo cognome si
hanno nel 1600 con il vescovo di Caserta G. B. Ventriglia. |
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VENTRUDO |
Ventrudo, assolutamente rarissimo, forse del foggiano,
sembrerebbe di origini spagnole e deriverebbe da un soprannome
originato dal termine catalano
ventrudo (panciuto),
probabile caratteristica fisica del capostipite. |
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VENTURA
VENTURELLA
VENTURELLI
VENTURELLO
VENTURI
VENTURIN
VENTURINI
VENTURINO
VENTUROLI |
Ventura
è panitaliano, Venturella è siciliano, del palermitano in
particolare, di Monreale, Palermo, Castelbuono e Campofelice di
Roccella, mentre Venturi e Venturini sono tipici del centro
nord, Venturin è decisamente veneto, delle province di Venezia,
Padova, Treviso e Belluno, Venturelli è tipico della Lombardia,
del veronese e delle province emiliane di Modena e Bologna,
Venturello sembra essere piemontese, di Torino ed Asti,
Venturino ha un ceppo tra savonese e genovese, uno a Roma, uno
in Campania, uno nel crotonese ed uno nel catanese, Venturoli è
specifico del bolognese, di Bologna in particolare, ma anche di
Budrio, Castel Maggiore, Molinella, Granarolo dell'Emilia, San
Pietro in Casale e Casalecchio di Reno, e di Ferrara, dovrebbero
tutti derivare, direttamente o tramite ipocoristici,
dall'aferesi del nome medioevale
Bonaventura,
probabilmente portato dai capostipiti, ma è pure possibile che
derivino dal nome medioevale
Ventura, sempre anche tramite
ipocoristici, nome peraltro molto raro, nome imposto come
augurio sottintendendo che la ventura dovesse essere buona,
l'uso medioevale di questo nome lo troviamo nel Codice
Diplomatico della Lombardia medievale sotto l'anno 1152 a
Castelnuovo: "...In presencia bonorum hominum corum nomina
subter leguntur, investivit Ventura, filius quondam
Iohannisboni Mazaboe, cum lingno et bergamena quod in sua manu
tenebat, Bovum, filius quondam Arderici,...". Nel giugno 1259
in un atto redatto a Portovenere (SP) si legge di un Prete
Ventura, ministro della chiesa di San Martino di Biassa, che
dichiara che Tedaldino di Biassa e Tedaldino di Casen del fu
Giovanni Buxoni si sono resi fideiussori per lui verso Meliorato
Caramella, e s'impegna a serbarli indenni dalla malleveria
prestata. In un atto del 1279 redatto a Sarzana, si legge:
"...Isti sunt homines de Brina qui iuraverunt precepta et
sequimenta ven. patris domini Henrici lun. ep. et eius ep. lun.
et eius curie et vicarie in manibus meis Fantinelli Melioris pro
supr. dom. ep° not.ii supr. vicarie recipientis vice et nomine
ipsius domini ep. et eius ep. et supr. vicarii et eius curie et
vicarie supr: ... Dominicus Bonacursi, Giafferrus q. Bosi, Conte
q. Juncte, Pruinus Campi, Corsus q. Oliverii, Ruffaldus q.
Dominici,Ventura q.Caruttii...". Nell'archivio di Stato di
Firenze, anno 1371 si legge: "...fior. due d'oro pagati dì 4° di
maggio anno 1371, carta per mano di ser Piero di ser Grifo detto
della tassagione, e di ser Anbruogi notaio alora a la Camera
dell'Arme. Poi si fé carta della lezione di Cipriano detto dì 5
° d'aprile anno 1371a consigliare la detta monna Sandra per ser
Niccholò di ser Ventura Monachi loro notaio de' Priori come si
contiene nella detta riformagione più chiaramente Nolfo di San
Ginese qui in questa memoria. ...".
integrazioni fornite da
Vittorino Lepore
Il cognome Venturini in Friuli ha origine da vari personaggi di
nome Venturinus
o Vinturinus,
giunti in Friuli dalla Lombardia (Como, Monza, Bergamo) tra il
1280 e il 1300 al seguito del Patriarca di Aquileia Raimondo
Della Torre, milanese, dopo la sconfitta dei Della Torre (o
Torriani), guelfi, da parte dei Visconti, ghibellini, nella
lotta per la supremazia nel Ducato di Milano. I figli di costoro
vengono invariabilmente identificati come "filius Venturini" o
semplicemente "Venturini". Da uno di questi Venturini,
soprannominato Lyeur
(lepre in friulano), prende origine il cognome Lepore a Gemona
del Friuli. Per l'intera storia e Genealogia dei Lepore a Gemona
vedi:
http://digilander.libero.it/vlepore47
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VENTURATI |
Venturati ha un piccolo ceppo nel bergamasco a Treviglio e
Caravaggio, ed un ceppo, leggermente più consistente a Piacenza,
dovrebbe trattarsi di una forma patronimica dove il suffisso
-ati
sta per il figlio di,
riferito a capostipiti che fossero figli di un padre di nome
Ventura
(vedi VENTURA). |
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VENTURATO |
Venturato è tipicamente veneto, di Trevignano e Montebelluna nel
trevisano, di Musile di Piave nel veneziano, di Padova,
Bovolenta e Vigonza nel padovano e di Verona, dovrebbe trattarsi
di una forma patronimica tipicamente veneta dove il suffisso
-ato
sta per il figlio di,
riferito a capostipiti che fossero figli di un padre di nome
Ventura
(vedi VENTURA). |
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VENTUROSI
VENTUROSO |
Venturosi, che sembrerebbe emiliano è ormai praticamente quasi
scomparso, Venturoso, molto molto raro, parrebbe friulano della
provincia di Pordenone, potrebbero entrambi derivare dal nome
arcaico Venturoso,
portato ad esempio agli inizi del 1600 dal Capitan Venturoso di
cui si riportarono le gesta in Italia dal Sudamerica e che
potrebbe aver stimolato l'emulazione in un padre che augurasse
al figlio una vita d'avventure, come potrebbero anche essere
cognomi attribuiti a trovatelli. Un rappresentante insigne è
stato Angelo Venturosi (1749-1821), di Medicina nel bolognese,
uno dei più affermati architetti italiani della fine del 1700 ed
inizi del 1800. |
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VENUDO
|
Venudo, molto molto raro, è specifico dell'area veneziano,
friulana, di San Michele al Tagliamento nel veneziano e di
Latisana, Morsano al Tagliamento e Lignano Sabbiadoro
nell'udinese in particolare, si dovrebbe trattare di una forma
aferetica dialettale del nome
Benvenuto, probabilmente
portato dal capostipite. |
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VENUTI
VENUTO
VENUTTI |
Venuti è
molto diffuso nell'udinese, nel fiorentino e nell'aretino, a
Roma, in Puglia ed in Sicilia , soprattutto nel messinese,
Venuto sembrerebbe tipico della zona del golfo di Messina, con
un probabile ceppo nell'udinese, Venutti, estremamente raro,
sembrerebbe dell'area delle tre Venezie, dovrebbero tutti
derivare, direttamente o tramite modifiche dialettali,
dall'aferesi del nome augurale Benvenuto portato dal
capostipite. |
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VENZA
|
Molto
raro, dovrebbe avere due ceppi, nel trapanese e nel tarentino,
potrebbe derivare da un nome di località, come ce ne sono
diverse in Italia, nelle Marche, nel Lazio, in Lombardia, nel
Veneto |
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VENZI
VENZO |
Venzi ha vari ceppi, uno a Lanzada nel sondriese, uno a San
Pietro in Gu nel padovano, uno a Cesena, Forlì e Ravenna ed uno
a Roma, Venzo invece è decisamente veneto, del vicentino, di
Bassano del Grappa, Villaverla e Vicenza, potrebbero derivare
attraverso il fenomeno del betacismo dal nome medioevale
Benzo
(vedi BENZI), ma è pure possibile una derivazione da forme
contratte del nome Vincenzo
o Vincentius,
di quest'uso abbiamo un esempio in uno scritto del 1279: "...d.
Rozerius de S. Blasio stetit et presentavit coram dicto
iudice.in mane et sero usque ad campanam pulsatam.et
presentavit. testes suos quos vult producere in placito quod
habet cum Venzo de Ramazano ...".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Venza è cognome pugliese che per G. Rohlfs, Dizionario dei
cognomi salentini, 261 deriva dal toponimo
Avenza in
zona di Massa Carrara. Per Minervini Diz. Cogn. Pugl. 511 è
invece un abbreviato del cognome
Vincenzi.
Per Caracausi Diz. Onomastico Sicilia II 1697 sono valide
entrambe le ipotesi. |
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VERA
VERI
VERINI
VERINO
VERO |
Vera ha un piccolo ceppo a Demonte nel cuneese, uno, ancora più
piccolo, a Sarule nel nuorese, uno a Pozzilli nell'iserniese, ed
uno, veramente minuscolo, nel foggiano, Veri ha un ceppo toscano
nell'aretino, a Sansepolcro, Pieve Santo Stefano ed Arezzo, ed
uno piccolissimo a Grosseto, un ceppo nel teatino a San Vito
Chietino, Rocca San Giovanni ed Ortona ed a Pescara, uno molto
piccolo a Roma, ed uno a Melendugno nel leccese, Verini ha
qualche presenza tra mantovano ed Emilia, a Genova, nel
fiorentino, in Abruzzo, in particolare nel teatino, e nel
romano, Verino, assolutamente rarissimo, ha un piccolo ceppo nel
torinese e presenze nel napoletano, Vero ha un ceppo piemontese
nel cuneese ad Alba, Levice e Cortemilia, uno in Puglia a Palo
del Colle, Giovinazzo e Grumo Appula, nel barese, a Manfredonia
e Foggia nel foggiano ed a Scorrano nel leccese ed a Brindisi,
uno a Catanzaro e Taverna nel catanzarese, ed uno in Sicilia a
Ragusa e Siracusa, questi cognomi potrebbero derivare,
direttamente o tramite ipocoristici, dal cognomen latino
Verus,
Vera,
ricordiamo con questo nome
Marcus Annius Verus senatore
romano di una famiglia di origine hispanica del I° secolo dopo
Cristo e Lucius Verus
coimperatore romano dal 161 al 169 con Marco Aurelio che
proseguì come imperatore unico fino al 180. |
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VERACHI
VERACI |
Verachi è tipico di Nuoro e di Fonni nel nuorese, Veraci quasi
unico, parrebbe toscano, dovrebbero entrambi derivare dal nome
personale latino medioevale
Veracius, probabile nome del
capostipite. |
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VERALDI
VERARDI
VERARDO |
Veraldi ha un ceppo a Catanzaro e nel catanzarese ed uno, forse
non secodario, nel bresciano, Verardi ha un nucleo bolognese, un
ceppo laziale ed uno tra la puglia centromeridionale, il
materano ed il cosentino, Verardo sembrerebbe avere tre ceppi,
nel Salento, nel genovese e nel trevigiano, dovrebbero derivare
dall'aferesi modificata del nome germanico
Everhart
(Everardo).
In documenti veneziani del 1307 è citata la deposizione di tal
Marco Verardo, nel 1400, a Sarzana (SP), troviamo Everhardus
Heydnus, cappellano del vescovo Niccolò Albergati. |
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VERANI
VERANO |
Verani ha un ceppo a Milano e Giussano (MI), uno a Piacenza, uno
a Cecina ed a Rosignano Marittimo nel livornese, a Montescudaio,
Pisa e Volterra nel pisano, a Firenze ed uno a Roma ed a Paliano
nel frusinate, Verano è assolutamente rarissimo, potrebbero
derivare dai molti toponimi Vorano o contenenti la radice Verano
come ce ne sono molti in giro per l'Italia, Verano di Podenzano
o Verano Ravine nel piacentino, Verano Brianza nel milanese o
anche direttamente dal nome della
Gens Verania
o dal personale latino Veranus di cui abbiamo un esempio in
epoca Franca: "...Eo anno Childebertho rege alius filius natus
est, quem Veranus Cavelonensis episcopus suscipiens a lavacro,
Theodorici nomen inposuit....". |
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VERANOLI |
Veranoli, praticamente unico, presente solo nel sudmilano
dovrebbe derivare da una forma ipocoristica latina del nomen
Veranus,
il personale gentilizio della
Gens Verania. (vedi VERANI) |
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VERBALE |
Verbale,
molto molto raro, sembrerebbe del napoletano, potrebbe trattarsi
di un cognome di fantasia attribuito ad un trovatello da un
funzionario borbonico. |
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VERCELLESE
VERCELLESI
VERCELLI
VERCELLINI
VERCELLINO
VERCELLONE
VERCELLONI |
Vercellese, estremamente raro, è tipico dell'alessandrino,
Vercellesi, sempre molto raro, sembrerebbe tipico della zona tra
Milano e Pavia, Vercelli, abbastanza diffuso, è piemontese,
Vercellini è specifico del comasco, di Cantù e di Olgiate
Comasco, Vercellino è molto diffuso a Vercelli, a Torino,
Collegno, Santena e Condeve nel torinese ed a Zubiena nel
biellese, con un ceppo anche a Genova ed a Savona, Vercellone è
tipicamente piemontese, del vercellese in particolare,
Vercelloni ha un ceppo nel novarese ed uno nel milanese,
dovrebbero derivare tutti, direttamente o tramite ipocoristici o
accrescitivi, da soprannomi originati o dall'etnico del toponimo
piemontese Vercelli o direttamente dal nome del toponimo, spesso
usato, in epoca medioevale, in Piemonte, come nome.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Vercelli è cognome dal toponimo piemontese che secondo la
tradizione fu così denominata dai Galli che la fondarono. Il
nome avrebbe il valore di "Rocca
dei Celti". |
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VERCESE
VERCESI |
Vercese è praticamente unico, Vercesi è specifico dell'area
milanese e pavese, con presenze significative anche nel
piacentino e nel genovese, improbabile una derivazione dal nome
della località di Vercesio nel savonese o di Verceia nel
sondriese, potrebbe derivare, attraverso modificazioni, dal
termine latino quercus
(quercia)
indicando famiglie che abitavano nei pressi di querceti.
integrazioni fornite da
Gianpaolo Vercesi
Vercesi dovrebbe derivare dall'antico
versesi,
cioè della valle della Versa
(piccolo affluente del fiume PO). La maggioranza dei Vercesi
infatti si trova nel Comune di Montù Beccaria (PV) e limitrofi
proprio dove scorre il fiume Versa. |
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VERDA
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Molto raro, presenta un nucleo importante in provincia di
Imperia, un ceppo nel vicentino ed uno probabile nel torinese,
di origini molto antiche, dovrebbe risalire all'epoca longobarda
e deriverebbe dal nome longobardo
Vert (Vertha
cioè il benvenuto).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Verda dal nome di donna germanico
Verda,
matronimico medievale, da 'werd'
= "degno",
che fu molto diffuso. Nel 1571 è documentato, quale testimone di
un atto rogato in Vesime, un Verda di Gandria ("laci Lugani"). |
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VERDE
VERDELLI
VERDI
VERDINA
VERDINI
VERDINO
VERDOLIN
VERDOLINI
VERDOLINO
VERDONA
VERDONE
VERDONI
VERDUCCI |
Verde dovrebbe essere tipico del napoletano e casertano, con
possibili ceppi secondari in Puglia ed in Sicilia, Verdelli ha
un ceppo tra il cremonese ed il bergamasco ed uno nell'aretino,
Verdi ha un ceppo tra milanese e pavese, uno in Emilia ed uno
fiorentino, Verdina ha un ceppo nel varesotto e piccoli ceppi
sparsi in Lombardia, Toscana e Sicilia, Verdini è ben diffuso
nelle Marche e nel romano, Verdino è più tipicamente campano,
con un ceppo anche in Liguria, Verdolin è decisamente del
veronese, Verdolini ha un ceppo nell'area delle province di
Ancona, Macerata e Perugia, con un ceppo anche a Roma,
Verdolino, abbastanza raro, è del napoletano, Verdona,
estremamente raro, parrebbe del genovese, Verdone è tipico
dell'area che comprende il romano, il latinense, il frusinate,
il casertano ed il napoletano, con un ceppo anche nel
palermitano, Verdoni, abbastanza raro, parrebbe romano, Verducci
è tipico di Marche, Umbria e romano, con un piccolo ceppo anche
nel Salento, derivano tutti, direttamente o tramite forme
ipocoristiche o accrescitive, da soprannomi legati al colore
verde, esiste anche la possibilità che derivino dal nome
longobardo Vert,
forma derivata per betacismo dal nome
Bert.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi, in effetti, va ricercata nel nome
medievale Verde,
l'italianizzazione cioè del personale germanico
Bert, col
significato letterale di splendente e, in senso lato, illustre
(si tratta di una variante del nome Berto): dal punto di vista
etimologico, l'adattamento in Verde risente di un accostamento
col sostantivo verde, dovuto sia al fenomeno del
betacismo
(sostituzione della B- con la V-)
che al fenomeno del tetacismo
(sostituzione della -t- con la
-d-). Storicamente, comunque,
tracce del nome Verde si riscontrano a Siena nel corso del 1200,
con personaggi quali Verde di Gargonsino, vedova di Tebaldo,
Verde del fu Guido di Petrignori e Verde, moglie di Bifolco di
Bandino. Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si
tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei
capostipiti, anche se in alcuni casi non è esclusa una
derivazione da soprannomi ad essi attribuiti (in connessione al
colore verde).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Verde è uno dei pochi nomi di colore di origine latina. Viene
infatti dal lat. 'viride(m)'
nel suo esito popolare 'virdem'. |
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VERDERAMA
VERDERAME
VERDERAMO
VERDIRAME
VERTERAME
VERTERAMO |
Verderama, quasi unico, è probabilmente campano, Verderame ha un
ceppo in Campania, nel napoletano, salernitano ed avellinese, ed
uno siciliano, tra trapanese, agrigentino, nisseno e catanese,
Verderamo, assolutamente rarissimo, parrebbe del leccese,
Verdirame, anch'esso raro, ha un ceppo tra ragusano e catanese,
Verterame è di Isola di Capo Rizzuto nel crotonese, Verteramo,
sempre calabrese, è di Siderno e Locri nel reggino.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale
Verderame,
che, assieme alle sue varianti
Verderamo,
Verdirame,
Verterame
e Verteramo,
nasce da un adattamento del personale germanico
Bertram,
col significato di corvo
splendente o illustre (vedi
Beltrama e Berterame). Per quanto riguarda i cognomi in
questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi
personali dei capostipiti.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Errata l'interpretazione del Bongioanni che fa derivare il
cognome Verderame dal germanico
Bertram. In realtà questo
cognome è un composto di 'verde'
(lat. 'viridem')
+ 'rame'
(lat. parlato 'arāmen'). |
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VERDERIO |
Molto
raro è tipico del milanese, deriva dal nome del paese di
Verderio in provincia di Lecco. |
|
VERDICCHI
VERDICCHIO |
Verdicchi, estremamente raro, ha presenze nell'anconetano e nel
romano, Verdicchio ha un ceppo nel maceratese a Corridonia, Loro
Piceno e Mogliano, uno a Roma ed uno in Campania nel casertano,
a San Felice a Cancello, Maddaloni, Santa Maria a Vico, Arienzo,
Caserta e Casagiove, a Napoli ed a Benevento, dovrebbero
derivare dal nome medioevale
Verdicchio, un ipocoristico del
nome Verde,
anche se i ceppi marchigiani potrebbero più probabilmente
derivare dal fatto che i capostipiti producessero vino di tipo
verdicchio,
molto diffuso appunto nelle Marche. |
|
VERDICHIZZI |
Verdichizzi è un cognome tipico di Ustica, isola al largo di
Palermo, dovrebbe derivare da una forma ipocoristica dialettale
di Verdicchio,
un ipocoristico del nome medioevale
Verde
(vedi VERDE). |
|
VERECONDI
VERECONDO |
Verecondi sembrerebbe toscano ed è assolutamente rarissimo,
Verecondo, quasi unico, sembrerebbe del leccese, questi cognomi
dovrebbero derivare dal nome latino medioevale
Verecundus:
"..Macerabatur anxitudine Verecundus de isto nostro bono, quod
propter vincula sua, quibus tenacissime tenebatur, deseri se
nostro consortio videbat. Nondum christianus coniuge fideli ea
ipsa tamen artiore prae ceteris compede ab itinere, quod
aggressi eramus, retardabatur nec christianum esse alio modo se
velle dicebat quam illo, quo non poterat ..", ricordiamo con
questo nome Sanctus Verecundus vescovo di Verona in epoca
gotica. |
|
VERGA
VIRGA |
Verga ha un nucleo lombardo ed uno siciliano, Virga è tipico
della Sicilia centrooccidentale, dovrebbero derivare da
soprannomi originati dal mestiere di pastore caratterizzato
dall'uso appunto di una verga (virga
in dialetto siciliano) per controllare e guidare gli armenti,
personaggio di rilievo è stato Giovanni Verga (1840-1922) il
famoso scrittore catanese de I
Malavoglia. |
|
VERGANI |
Specifico
della zona che comprende le province di Varese, Milano, Como,
Lecco e Bergamo, dovrebbe derivare dal toponimo Vergano (CO). |
|
VERGARA
VERGARI
VERGARO |
Vergara ha un ceppo nel napoletano a Frattamaggiore,
Sant`Antimo, Grumo Nevano, Crispano e Frattaminore, uno a Lecce
ed a Taranto ed uno a Diamante nel cosentino, Vergari ha un
nucleo nella fascia centrale che comprende il riminese, le
Marche, l'Umbria, il grossetano ed il Lazio centrosettentrionale
ed un nucleo nel Salento in particolare a Lecce, Botrugno,
Melendugno, Nardò, Casarano e Nociglia nel leccese e San Pietro
Vernotico, San Pancrazio Salentino e Brindisi nel brindisino,
Vergaro ha un piccolo ceppo tra viterbese e ternano ad Orvieto,
Castel Giorgio nel ternano e Bolsena nel viterbese ed un nucleo
nel Salento a Ruffano e Galatina nel leccese ed a Torre Santa
Susanna nel brindisino, tutti questi cognomi dovrebbero derivare
dal nome arcaico di mestiere
vergaio o
vergaro
(pastore, mandriano) termine anticamente utilizzato per indicare
il capo pastore, cioè colui che con la verga (fuscello,
ramoscello) guidava le pecore, mestiere probabilmente svolto dal
o dalla capostipite.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Per Rohlfs, Cognomi Salentini 261 Vergara è un cognome spagnolo
che in Spagna è spesso anche toponimo. Per Minervini 506 viene
invece dal sostantivo 'verga'
= bacchetta, scettro, bastone. |
|
VERGERIO |
Vergerio è tipico del bellunese, di Vas soprattutto e di
Lentiai, dovrebbe derivare dal nome medioevale germanico
Vergerius,
a Siena nel 1231 in un atto si cita come teste un certo
Bartolomeus qondam Vergerii.
Tracce di questa cognominizzazione le troviamo in Istria con lo
scrittore, filosofo e teologo Petrus Paulus Vergerius
(1370-1444) nativo di Capodistria. |
|
VERGILI
VIRGILI
VIRGILIA
VIRGILIO |
Vergili, molto raro, parrebbe romano, Virgili è molto diffuso
soprattutto nelle Marche e Lazio, ma è ben presente anche nel
ferrarese, in Toscana ed in Umbria, Virgilia è quasi unico,
Virgilio è diffusissimo in Puglia, nel trapanese, nel napoletano
e casertano, nel sassarese ed in provincia di Roma, anche al
nord sono presenti parecchi ceppi, probabilmente secondari,
derivano dal nome latinoVergilius
o Virgilius
ricordiamo Publius Vergilius Maro natus Idibus Octobribus Crasso
et Pompeio consulibus, il famosissimo poeta Virgilio (70 a.C. -
19 a.C.) autore dell'Eneide. |
|
VERGINE
VERGINI
VIRGINI |
Vergine
ha un ceppo nel Salento ed uno nel basso bresciano, Vergini,
decisamente più raro, ha un ceppo nel perugino ed uno a Roma,
Virgini, estremamente raro, è tipico dell'anconetano, di Osimo e
di Castelfidardo, tutti questi cognomi dovrebbero derivare da
nomi dedicati al culto della Santa Vergine attribuiti ai
capostipiti. |
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VERGNA
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Vergna è
tipico del mantovano, di Castel Goffredo, Medole e Guidizzolo,
dovrebbe derivare da un nome di località, ma è pure possibile
che si tratti invece di famiglie provenienti dal nord. |
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VERGNAGHI
VERNAGHI |
Vergnaghi è tipico dell'area del milanese e lodigiano, Vernaghi,
molto molto più raro, è sempre del milanese, dovrebbero derivare
dall'essere le famiglie originarie di una località chiamata
Vernago o Vergnago, cioè essere di pertinenza dei terreni di un
certo Vernus,
ma è pure possibile che si tratti invece di famiglie provenienti
dal nord. |
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VERGORI
VERGURA |
Vergori è tipico della penisola salentina, di Carmiano, Lecce,
Arnesano, Monteroni di Lecce e Veglie nel leccese, Vergura è
tipico della penisola garganica, di San Giovanni Rotondo, Monte
Sant'Angelo, Manfredonia, Vieste e Foggia, di difficile
interpretazione, si potrebbe ipotizzare una derivazione da una
forma arcaica del cognome slavo
Verkore, ma, molto più
probabilmente dovrebbero derivare da modificazioni del nome e
cognome spagnolo Vergorio,
o, meno probabilmente, da un soprannome originato da una
variazione del vocabolo vergaro
(mandriano).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Vergori è cognome salentino che per Minervini 506 deriva da
Verga
(cfr.). |
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VERGOTTINI |
Vergottini sembrerebbe tipico di Bellano (LC) e della provincia
di Lecco, con presenze significative anche nel milanese, ma
presenta un ceppo anche a Canicattì (AG), mentre il ceppo
lombardo potrebbe derivare da ipocoristici di soprannomi
originati dal vocabolo dialettale
vergott (proprio
niente), forse per
caratteristiche particolarmente parsimoniose del capostipite, o
anche essere originatoda toponimi come Vergo (MI), Vergobbio
(VA) o Pieve Vergonte (VB), il ceppo siciliano è probabilmente
una variante ipocoristica di Verga. |
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VERLANGIERI
VERLINGERI
VERLINGHIERI<
VERLINGIERI |
Verlangieri e Verlingeri sono praticamente unici, Verlinghieri è
assolutamente rarissimo, Verlingieri, molto molto raro,
sembrerebbe tipico di Paduli (BN).
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Verlangieri è quasi unico, Verlingeri, forse scomparso dal
nostro paese, potrebbe essere un errore di trascrizione di
Verlingieri, diffuso per lo più nel beneventano e nell'aquilano,
Verlinghieri, rarissimo, si riscontra soprattutto nel romano,
tutti questi cognomi si prestano ad almeno due ipotesi riguardo
al loro significato. Una prima interpretazione li fa derivare da
varianti del nome provenzale
Berenger o
Bellenger,
col significato di valoroso
combattente
(alcuni, tuttavia, ritengono che il nome sia d'origine
germanica, formato dai termini
beran,
orso, e
gaira,
lancia,
col significato, dunque, di orso con la lancia o lancia
dell'orso, in relazione alla forza di questo animale). Un'altra
interpretazione li fa invece derivare dalla voce arcaica
berlingiere
(o da sue varianti), col significato di chiacchierone, ciarlone:
l'origine del termine va ricercata nell'antico francese
brelenc
o berlenc
(tavola da gioco o da pranzo),
da cui l'italiano berlengo, di uguale significato, e dunque il
verbo berlingare, cioè chiacchierare, spettegolare, così che il
berlingiere è letteralmente colui che chiacchiera molto. In
definitiva, si tratta allora di cognomi derivati o dai nomi
personali dei capostipiti o da soprannomi loro attribuiti. |
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VERLATO |
Verlato è decisamente veneto, specifico del vicentino, con
piccoli ceppi anche nel veronese e padovano ed uno secondario
nel ferrarese, dovrebbe trattarsi di una forma etnica veneta,
stante ad indicare che il capostipite provenisse dal paese
vicentino di Villaverla situato a nord di Vicenza a meno di
dieci chilometri da Thiene.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Verlato è cognome trentino formato dal toponimo Verla (TN).
Invece secondo Olivieri 218 verrebbe dal vicentino
vèrla = 'bisciola',
cfr. nome locale Verlàra ecc. |
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VERLENGIA |
Molto raro è tipico della zona litoranea dell'Abruzzo e Molise,
potrebbe derivare da soprannomi originati da modificazioni del
termine medioevale tardo latino
berlenghum (tavola mensa) o più
tardi verlengo
con il significato anche di chiaccherone. |
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VERME
VERMI
VERMO |
Verme ha un ceppo nel torinese ed uno nel trapanese, Vermi ha un
ceppo nel bresciano, uno nel piacentino ed uno nell'agrigentino,
Vermo, molto raro, ha un ceppo nel catanese, dovrebbero derivare
dal nome medioevale Verme
o Vermo,
di probabile origine franca, di cui abbiamo un esempio in Vermo
Marchese di Ceva, che nell'ottobre 1197 sottoscrisse l'alleanza
tra Alessandrini ed astigiani. |
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VERMIGLI
VERMIGLIO |
Vermigli
è tipicamente toscano del fiorentino, di Firenze, San Casciano
in Val di Pesa, Tavarnelle Val di Pesa, impruneta e Greve in
Chianti, Vermiglio ha un piccolo ceppo nel frusinate, uno tra
napoletano e salernitano, dovrebbero derivare da un soprannome
probabilmente motivato dal colore rosso vermiglio dei capelli
dei capostipiti. |
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VERNA
VERNI
VERNO |
Verna è panitaliano, con ceppi soprattutto in Piemonte, in
Lombardia, nel Veneto, in Romagna e nel pesarese, ma la massima
concentrazione è in Abruzzo e nel romano, con un importante
ceppo anche nel barese, Verni ha un ceppo nell'area che
comprende il bolognese, il fiorentino, il ravennate, il
forlivese, il riminese ed il pesarese, ha un ceppo anche nel
teramano, a Roma e nel barese, Verno, estremamente raro, ha un
piccolo ceppo ad Oderzo nel trevisano, dovrebbero tutti derivare
dal nome latino Vernus,
Verna,
con il significato di Primavera,
ma è pure possibile una derivazione da toponimi come Verna di
Cumiana nel torinese, Verna nel comasco, Verna di Roccadaspide
nel salernitano, Verna nell'aretino, Verni nel lucchese o Vernio
nel pratese, è pure possibile che derivino da soprannomi
originati dal fatto che il capostipite provenisse dal
settentrione.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Verna deriva dalla radice celtica 'verna'
= ontano |
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VERNACCIA |
Assolutamente rarissimo, potrebbe derivare dal toponimo Vernazza
(SP), come pure da uno dei tanti toponimi contenenti la radice
Verna. |
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VERNALE
VERNALI |
Vernale, assolutamente rarissimo, ha qualche presenza nel
napoletano, in Calabria ed in Sicilia, Vernali ha qualche
presenza nel casertano ed un ceppo nel siracusano a Floridia e
Siracusa, dovrebbero derivare da soprannomi motivati
probabilmente dal fatto che il luogo di provenienza dei
capostipiti fosse ricco di ontani dal termine celta
verna (ontano),
o che fosse a settentrione, non si può comunque ignorare la
possibilità che si tratti in qualche caso di forme etniche
riferite ai paesi di provenienza dei capostipiti, come a titolo
di esempio Verna nel salernitano. |
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VERNALEONE |
Vernaleone, assolutamente rarissimo, sembrerebbe pugliese,
dovrebbe derivare dalla fusioni dei due nomi medioevali latini
Veranius
e Leone,
o anche dalla Gens Verania
e dal cognomen Leo,
Leonis,
si hanno tracce di questa cognominizzazione le troviamo a
Gallipoli nella seconda metà del 1500, quando è sindaco Giovanni
Paolo Vernaleone, troviamo poi i Vernaleone Baroni e feudatari
di Miggiano nel leccese, in un processo per stregoneria svoltosi
nella diocesi di Lecce nel 1698, tra gli imputati figura il
notaio Donato Maria Vernaleone di Galatina. |
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VERNASSA |
Ha un
ceppo a Fossano nel cuneese, uno, probabilmente secondario, a
Sanremo (IM) ed uno a Livorno, è comunque molto raro, dovrebbe
derivare da un soprannome dialettale legato al vocabolo
vernaccia, un tipo di vitigno e di vino ligure. |
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VERNAZZA |
Ha un
ceppo nel genovese ed uno nel parmense, dovrebbe derivare dal
toponimo Vernazza (SP) o anche da un soprannome dialettale
legato al vocabolo vernaccia, un tipo di vitigno e di vino
ligure. |
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VERNENGHI
VERNENGO |
Vernenghi, quasi unico è probabilmente dovuto ad un adattamento
del cognome Vernengo che ha un ceppo ligure, in quel di Moneglia
nel genovese, ed uno siciliano a Palermo, l'origine di questo
cognome potrebbe essere dal termine tardo latino
verna (schiavo
nato nella casa del padrone) ed
indicare quindi lo stato di liberto del capostipite, ma è pure
possibile che derivi invece dal termine medioevale
verno
derivato dal latino hibernum
(inverno),
usato anche per indicare gente proveniente dal nord, quindi
forse evidenziando l'origine settentrionale del capostipite.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Vernengo è cognome siciliano che deriva dal personale germanico
Brining,
Förstemann 336, o Warning,
femm. Werninga,
ib. 1540-1541. Caracausi, 1700. |
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VERNOCCHI |
Vernocchi ha un ceppo lombardo, a Gallarate e a Cardano al Campo
nel varesotto, ed uno romagnolo, a Ravenna e nel forlivese a
Forlì, Savignano sul Rubicone, Gambettola, San Mauro Pascoli,
Gatteo e Longiano, ed a Rimini, dovrebbe trattarsi di una forma
betacistica derivata dal nome longobardo
Bernoch
(vedi BERNOCCHI) con il significato di
testa d'orso. |
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VERNOLA
VERNOLI |
Vernola è specifico del barese, di Bari, Modugno e Molfetta,
Vernoli, assolutamente rarissimo, presente solo in settentrione,
dovrebbe essere il frutto di errate trascrizioni del precedente,
che dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine latino
vernula
(servo, aiutante di casa),
forse ad indicare il mestiere del capostipite. |
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VERNOLE |
Vernole, molto raro, è specifico del leccese, di Zollino e
Lecce, dovrebbe derivare dal nome del paese leccese di Vernole,
meno probabile una derivazione da un soprannome basato sul
termine latino vernula
(servo, aiutante di casa). |
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VEROLA
VEROLI
VEROLO |
Verola è
estremamente raro, Veroli ha un ceppo nel ravennate, uno
nell'anconetano ed uno a Roma, Verolo, rarissimo, è tipico della
zona tra anconetano e maceratese, dovrebbero derivare da
toponimi come Veroli (FR) o località con nomi simili. |
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VERONA
VERONELLI
VERONESE
VERONESI |
Verona ha
un ceppo nel mantovano, uno nel lucchese ed uno nel
cagliaritano, Veronelli molto raro è dell'alto milanese e
comasco, Veronese è diffusissimo in tutto il Veneto
centromeridionale, Veronesi è tipico di una vasta zona che dal
Trentino, attraverso il bresciano, il veronese,il mantovano, il
reggiano, arriva al modenese e bolognese, derivano tutti dal
toponimo Verona o dal suo etnico. Alcuni ceppi sono israeliti. |
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VERONICA
VERONICI
VERONICO |
Veronica, molto raro, è tipico della provincia di Catania, della
zona di Palagonia in particolare, Veronici è quasi unico,
Veronico è specifico di Bari, dovrebbero tutti derivare dal nome
Veronico,
Veronica,
a loro volta originati dal nome femminile greco Berenice, nome
della figlia di Lago e di Antigone che nel IV° secolo a.C.
divenne la prima regina Tolemaica d'Egitto, nome anche di una
città egiziana e di quella libica, che, dopo l'invasione ed
occupazione araba, sarebbe diventata la città di Bengasi. |
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VERRANDO |
Tipico
della zona tra Ventimiglia e Sanremo (IM), dovrebbe derivare dal
francese verrou e starebbe ad indicare il mestiere di fabbro,
tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Triora (IM) fin
dal 1200, in un atto del 1267 viene citato un certo Raimondo
Verrando. |
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VERRASTRO |
Verrastro è un cognome tipicamente lucano, del potentino, di
Potenza ed Avigliano soprattutto, ma anche di Filiano e
Pietragalla, di origine etimologica oscura, si potrebbe
ipotizzare un collegamento con il termine italiano
verro (maschio
del maiale da riproduzione). |
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VERRAZZANI |
Abbastanza
raro tipico dell'aretino, è di origine molto incerta, potrebbe
derivare dal toponimo Verrazzano (FI), o dal nome latino
Veratius di cui abbiamo tracce già nel 85 a.C. nelle Noctes
atticae di Aulo Gellio: "... Lucius Veratius Quadratus fuit
egregie homo inprobus atque inmani vecordia. Is pro delectamento
habebat os hominis liberi manus suae palma verberare...". La
Famiglia Da Verrazzano inizia con un insediamento longobardo
risalente al VII° secolo secondo alcuni o al IX° secondo situato
appunto nel Castello di Verrazzano. Personaggio più famoso fu
quel Giovanni da Verrazzano che per incarico di Francesco I° re
di Francia scoprì la baia dell'attuale New York assieme a buona
parte della costa orientale degli USA. |
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VERRE
VERRI
VERRIELLO
VERRINA
VERRINI
VERRINO
VERRO |
Verre ha un ceppo a Roma, uno a Napoli, uno a Tiriolo nel
catanzarese, a Cosenza e Rende nel cosentino, Verri ha un nucleo
lombardo, uno emiliano, soprattutto nel ferrarese, ed uno nel
Salento, Verriello è specifico di Bitonto nel barese, Verrina ha
un nucleo a Genova ed un ceppo nel cosentino a Mandatoriccio e
Rossano, Verrini ha un grosso ceppo a Carpi, Verrino ha un ceppo
a Zagarise nel catanzarese, Verro, molto raro, ha un ceppo a
Palermo e Trapani, ma è presente in modo significativo anche in
Calabria e Lazio, dovrebbero tutti derivare dal cognomen latino
Verres,
o da suoi ipocoristici, anche dialettali, ma è pure possibile
che derivino da soprannomi originati dal vocabolo
verre o
verro
(maiale atto alla riproduzione,
inteso soprattutto come maschio
virile), ricordiamo l'Orazione
di Cicerone contro Verre: "...Haec omnia quae dixi signa,
iudices, ab Heio e sacrario Verres abstulit; nullum, inquam,
horum reliquit neque aliud ullum tamen praeter unum pervetus
ligneum, Bonam Fortunam, ut opinor; eam iste habere domi suae
noluit....". Nobile casato milanese quello dei Verri che diede i
natali al famoso giurista, filosofo ed economista del 1700
Pietro Verri. |
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VERRIGNI
VERRIGNO |
Verrigni è decisamente abruzzese, di Pineto e Roseto degli
Abruzzi nel teramano e di Montesilvano e Pescara nel pescarese,
Verrigno, molto molto raro, parrebbe palermitano, l'origine di
questi cognomi dovrebbe essere da un possessivo derivato dal
cognomen latino Verres,
intendendo forse una derivazione da un liberto del famosissimo
propretore Gaio Verre governatore della Sicilia, contro il quale
si scateno l'arte oratoria di Cicerone in un processo per
concussione, ma, per il ceppo abruzzese si può ipotizzare una
derivazione dai toponimi abruzzesi di Verrico o Verrecchia o di
Castelverrino nell'iserniese. |
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VERRUA
|
Tipico piemontese, ha un ceppo nel Monferrato a Scurzolengo (AT)
ed uno a Torino, dovrebbe derivare dal toponimo monferrino
Verrua Savoia (TO), ma è pure possibile una derivazione
direttamente dalla contrazione del termine latino
verruca (escrescenza,
posizione elevata), utilizzato
anche per indicare una località collinare. |
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VERSACE
VERSACI |
Versace ha un ceppo a Taranto, ma il nucleo principale è nel
reggino, a Villa San Giovanni, Bagnara Calabra, Rizziconi,
Africo, Bianco, Gioia Tauro, Taurianova e Polistena, Versaci,
oltre al ceppo nel regginoa Calanna, Benestare, San Luca ed
Africo, ne ha alcuni in Sicilia a Messina, San Fratello,
Acquedolci e Galati Mamertino ed a Palermo, secondo alcuni si
tratta di una derivazione da un cognome greco, secondo altri si
tratta della grecanizzazione del patronimico del nome latino di
origine germanica Versus.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Versace deriva dal cognome greco
Bersàkis,
si ricorda che in greco la lettera
β- (beta)
si pronuncia come la v-
italiana. È anche una contrada di Motta S.Giovanni e di S.
Procopio |
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VERSARI |
Versari è specifico dell'area che comprende la Romagna, il
fiorentino e l'aretino, diffusissimo a Forlì ed a Ravenna, e nel
forlivese è ben presente a Forlimpopoli, Meldola, Cesena,
Civitella di Romagna, Predappio e Mercato Saraceno, ha un ceppo
a Firenze e nell'aretino ad Ortignano Raggiolo ed Arezzo, con un
ceppo anche a Roma ed a Pomezia nel romano, di difficile
interpretazione, potrebbe derivare da una forma aferetica del
nome del paese di Traversara nel ravennate, indicandolo forse
come luogo di provenienza dei capostipiti, potrebbe derivare da
una forma aferetica del termine avversario, usato per indicare
chi appartenesse ad un partito avverso, ma esiste anche la
possibilità che possa invece derivare dal termine medioevale
versarius
(coppiere),
forse il mestiere dei capostipiti. |
|
VERTA
VERTI
VERTO |
Verta è tipicamente calabrese del cosentino, di Cetraro,
Altomonte, Belvedere Marittimo, San Marco Argentano, Bonifati,
Roggiano Gravina e Santa Caterina Albanese, Verti sembrerebbe
siciliano di Catania, ma presenta un ceppo anche a Parma ed a
Medesano nel parmense, Verto, praticamente unico, sembrerebbe
campano, potrebbero derivare dal nome longobardo Vert, ma non si
può escludere una possibile derivazione da un soprannome basato
sul termine dialettale albanese
vërt (verità). |
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VERTECHI
VERTECCHI |
Vertechi, assolutamente rarissimo è tipicamente laziale,
probabilmente romano, Vertecchi, decisamente più diffuso, ha un
ceppo romano ed uno a Cascia nel perugino, dovrebbero derivare
da un soprannome dialettale originato dal termine laziale
vertecchio
(piccolo cerchio pesante, che si
mette in fondo al fuso perchè possa girare filando),
termine presente in un sonetto del Belli dal titolo
Monziggnor tesoriere:
"C'è stato a Rroma a ttempo der vertecchio // Un abbate fijjol
d'un rigattiere, // Che ddoppo d'avé ffatto er mozzorecchio //
Se trovò de risbarzo Tesoriere. = E ssiccome era fijjo der
mestiere, // Vedenno in cassa tant'oraccio vecchio, //
Coll'ajjuto de costa der cassiere // Tutta l'aripul¡ ccom'uno
specchio. = Ma er Papa ch'era un omo duzzinale, // Pijanno
cuella cosa in mal umore, // Lo creò pe ggastigo cardinale. = E
accus¡ se pò dd¡ de Monziggnore // Cuello che ddimo noi de fra
Ccaviale: // La fesce sporca, e ddiventò ppriore.". |
|
VERTEMATI |
Specifico del nordmilanese, originario presumibilmente della
Valtellina, dove ne esistono tracce almeno dal 1600, deriva dal
toponimo Vertemate nel comasco, in uno Sponsionis instrumentum
del 1683 a Piuro (SO) si legge: "...al Ronchasso de Bassani ...
attachata alla vigna de Novario, sopra la vigna da guipedo delli
signori Vertemati...".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Vertemati da Vertemate in provincia di Como e luogo
d'antichissima memoria. E' un toponimo prediale che contiene il
nome gallico Vertamos;
il suffisso -ate
è caratteristico di Lombardia, parte del Piemonte e del Canton
Ticino ed indica generalmente una derivazione da nome personale
o gentilizio oppure indica una tipica connotazione geologica del
territorio. |
|
VERTICALE |
Quasi
unico, sembrerebbe originario del napoletano. |
|
VERTOLA |
Assolutamente rarissimo, potrebbe avere un ceppo nel napoletano,
dovrebbe derivare da una modificazione dialettale del nome
Berto. |
|
VERTOLOMO |
Vertolomo, molto molto raro, ha un ceppo a Sant'Antonio Abate
nel napoletano ed uno ad Angri nel salernitano, dovrebbe
derivare da un alterazione dialettale betacistica del nome
Bartolomeo. |
|
VERTOVA
VERTUA |
Vertova è
abbastanza raro e sembra specifico del bergamasco, di Treviglio,
Vertua è anche lui tipicamente lombardo, del bresciano in
particolare, di Chiari, Cologne, Brescia ed Orzinuovi,
dovrebbero derivare direttamente o tramite una modifica
dialettale bresciana dal toponimo Vertova nel bergamasco. |
|
VERZA
|
Molto raro, dovrebbe essere padovano, potrebbe derivare da un
nome di località.
integrazioni fornite da
Bruno Fracasso
Esiste un cognome Verza nel comune di Chiampo (Vi)
effettivamente poco diffuso. Una radice di questo cognome
proviene da San Giovanni Ilarione nel veronese.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Verza ha alla base antichi nomi di mestiere e soprannomi formati
da 'verza',
attraverso nomi di località dove crescono verze, o nomi di
mestiere, cioè di chi raccoglie e vende verze, o anche usi
figurati, scherzosi e allusivi. |
|
VERZEGNASSI |
Tipico
del Friuli orientale di Trieste, Udine, Ruda (UD) e Monfalcone
(GO), sembrerebbe originario di Cervignano del Friuli (UD),
dovrebbe derivare dal toponimo Verzegnis (UD), paese nelle
vicinanze di Tolmezzo ad indicarne in dialetto friulano
l'etnico. |
|
VERZELLONI |
Verzelloni è tipico dell'area mantovano, reggiana, modenese, di
Reggio Emilia, Fabbrico, Cavriago e Correggio nel reggiano e di
Campogalliano, Modena e Carpi nel modenese, dovrebbe trattarsi
di una forma dialettale, ipocoristica accrescitiva del nome
latino Vergelius
o della sua forma, modificata dalla parlata germanica,
Verzelius. |
|
VERZIAGI |
Verziagi,
estremamente raro, sembrerebbe del pordenonese, potrebbe
trattarsi di una forma etnica arcaica del paese di Verzegnis in
Carnia, nell'udinese, nelle vicinanze di Tolmezzo. |
|
VERZOBIO |
Verzobio,
assolutamente rarissimo, è specifico del veronese, potrebbe
derivare da un nome di località ora scomparso. |
|
VESCE
VESCI
VESCIA
VESCIO |
Vesce, molto raro, è tipico del napoletano e del beneventano,
parrebbe originario della zona di Calvi e San Giorgio Del Sannio
(BN), Vesci ha un ceppo a Lamezia Terme nel catanzarese, Vescia,
anch'esso raro, è specifico del Gargano di Peschici (FG), Vescio
è molto diffuso a Lamezia Terme, con buone presenze anche a
Serrastretta, Gizzeria, Conflenti, Nocera Terinese, e Pianopoli,
nel catanzarese, potrebbero derivare da un soprannome legato al
vocabolo latino viscilium
(tipo di vischio parassita della quercia) o dal nome del fungo
vescia,
ma molto più probabilmente derivano dal toponimo Vescia, la
città principale degli Aurunci, situata ai confini del Lazio con
la Campania.
integrazioni fornite da
Pierangela Ferraris
la famiglia Vescia è originaria di Ravenna, da dove si trasferì
a Forlì intorno al 1600. |
|
VESCERA |
Vescera è specifico del foggiano, di Vieste in particolare,
Vescere, quasi unico, dovrebbe essere una forma alterata del
precedente, dovrebbe derivare dal nome della città romana di
Vescera,
l'attuale Biskra in Algeria situata a circa quattrocento
chilometri a sudest di Algeri, probabilmente giunto nel Gargano
a seguito dell'invasione vandalica o di quella araba. |
|
VESCHI
VESCO |
Veschi è raro, sembra avere un ceppo nel lucchese, uno
nell'aretino ed uno nell'anconetano, Vesco ha un nucleo nel
torinese ed uno nel veneziano, con ceppi probabilmente non
secondari nello spezzino e nel palermitano, derivano da
soprannomi legati al vocabolo latino
episcopus
(vescovo). |
|
VESCOVI
VESCOVO
VISCOPO
VISCOVI
VISCOVO |
Vescovi è
presente a macchia di leopardo in tutta l'Italia centro
settentrionale, Vescovo ha un ceppo veneto, uno
nell'alessandrino ed altri forse non secondari nell'anconetano,
Viscovi quasi unico, sembrerebbe veneto o friulano, Viscopo,
praticamente unico, è probabilmente dovuto ad errori di
trascrizione, Viscovo invece è decisamente di Napoli e del
napoletano, dovrebbero tutti derivare, direttamente o attraverso
modificazioni dialettali, da soprannomi legati a rapporti di
vario genere, quali dipendenza o vicinanza con un vescovo o
anche a caratteristiche fisiche o comportamentali. |
|
VESCOVICH
VISCOVICH |
Vescovich, praticamente unico, è del triveneto, probabilmente si
tratta di un errore di trascrizione di Viscovich, che è
triestino, ha un piccolo ceppo veneziano, ma anch'esso
originario di Trieste, si dovrebbe trattare di forme
patronimiche slavizzate, dove il suffisso ipocoristico
-ich
assume valore patronimico, originato dal nome o soprannome del
padre dei capostipiti, legato a rapporti di vario genere, quali
dipendenza o vicinanza con un vescovo o anche a caratteristiche
fisiche o comportamentali che richiamassero, magari anche in
modo scherzoso, l'imponenza di un alto prelato. |
|
VESE
|
Vese è un
cognome tipicamente salentino, tipico di Brindisi e nel leccese
di San Donato Di Lecce e Trepuzzi. |
|
VESENTIN
VESENTINI |
Vesentin,
quasi unico, è del veronese, e dovrebbe essere una forma
corrotta di Vesentini che è oltremodo diffuso nel veronese
soprattutto e nel mantovano, dovrebbero derivare da una forma
dialettale dell'etnico della città di Vicenza. |
|
VESPA
VESPE
VESPI
VESPO |
Vespa è
diffuso tra provincia di Roma e dell'Aquila, ha un ceppo nel
torinese, uno nel napoletano, uno nella Sicilia meridionale ed
uno nel cagliaritano, a Genova e a La Spezia, Vespe,
assolutamente rarissimo, potrebbe essere lucano, Vespi,
rarissimo, parrebbe della zona tra Romagna e Toscana, Vespo,
estremamente raro, sembra del catanese, dovrebbero derivare dal
praenomen latino requirerent, excusavit Vespa Terentius, Vespa,
di cui abbiamo un esempio nel De Oratore di
Cicerone:"...requirerent, excusavit Vespa Terentius,..." o dalla
contrazione del cognomen latino Vespasianus. |
|
VESPASIANI
VESPASIANO |
Vespasiani ha un piccolo ceppo a Monte Argentario nel
grossetano, ed a Poggibonsi nel senese, un ceppo a San Benedetto
del Tronto, Grottammare, Montefiore dell`Aso e Ripatransone
nell'ascolano e ad Ancona, un ceppo a Roma ed uno a Pescara e
Montesilvano nel pescarese e ad Ocre nell'aquilano, Vespasiano
ha un ceppo nel teatino a Celenza sul Trigno, Ortona e San
Salvo, ed a Pescara, un ceppo a Casoria nel napoletano ed uno a
Cosenza, questi cognomi dovrebbero derivare dal cognomen latino
Vespasianus,
probabilmente portato dai capostipiti, ricordiamo il celebre
imperatore romano Vespasiano reso celebre dalla sua
tassa sugli orinatoi. |
|
VESPIGNANI |
Vespignani
parrebbe tipicamente romagnolo, con un ceppo a Faenza (RA),
Forlì, Bologna, Bagnacavallo (RA), Castrocaro Terme e Terra del
Sole e Riolo Terme (RA), presenta anche un piccolo ceppo
fiorentino che potrebbe prendere il nome da Colle di Vespignano
luogo natale di Giotto, mentre il ceppo romagnolo dovrebbe
derivare dal toponiumo Vespignano (RA) tra Brisighella di Faenza
e Riolo. |
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VESPUCCI |
Estremamente
raro è originario di Peretola (FI), deriva da nomi medioevali
come Vespino o Vespuccio, la famiglia Vespucci, il casato del
famoso navigatore Amerigo, si trasferisce a Firenze da Peretola
agli inizi del 1300. |
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VESSECCHIA
VESSICCHIO
VISICCHIO
VISSICCHIO |
Vessecchia, molto raro, è tipicamente campano di Circello nel
beneventano, Vessicchio è campano, con un piccolo ceppo ad
Agropoli nel salernitano, Visicchio è tipicamente pugliese, di
Bari e Ruvo di Puglia nel barese, Vissicchio ha qualche presenza
in Campania ed in Puglia, con un piccolo ceppo in Calabria a
Pizzo nel vibonese ed a Crotone, dovrebbero tutti derivare da
soprannomi dialettali originati dal termine dialettale
meridionale vessecchia
o vessicchio
(vescichetta),
o a sottolineare una particolarità dell'aspetto fisico dei
capostipiti, o loro difetti comportamentali. |
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VESSELLA
VESSELLI |
Vessella ha un ceppo laziale nel frusinate a Roccasecca e
Pontecorvo, nel latinense a Monte San Biagio e Fondi, a Roma ed
a Corchiano nel viterbese, ed un ceppo nel casertano a
Pietravairano ed Alife, Vesselli, quasi unico, sembrerebbe del
romano, potrebbero essere di origini francesi e derivare dal
nome e cognome francese Vesselle,
derivato a sua volta dal termine
vesselle
(vaso),
forse attribuito a capostipiti che producessero vasi. |
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VESTA
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Vesta, assolutamente rarissimo, sembrerebbe di origini campane,
dovrebbe trattarsi di un cognome di fantasia attribuito ad un
trovatello, molto meno probabile il riferimento al fatto che il
capostipite provenisse da una zona dove si fosse trovato un
antico tempio di Vesta,
la dea romana del focolare domestico, figlia di Saturno e di Opi
e sorella di Giove. |
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VESTALE
VESTALI |
Vestale,
assolutamente rarissimo, sembrerebbe di origini campane,
Vestali, altrettanto raro, sembrerebbe invece veneto dell'area
veronese, vicentina e padovana, dovrebbe trattarsi di cognomi di
fantasia attribuiti a dei trovatelli. |
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VESTRALI |
Vestrali
è unico, si dovrebbe trattare di un cognome di fantasia
attribuito ad un trovatello. |
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VESUVIO |
Vesuvio,
abbastanza raro, è specifico del napoletano, alla possibile
origine del capostipite dall'area vesuviana, si può affiancare
l'ipotesi possa trattarsi di un cognome attribuito da funzionari
borbonici ad un trovatello particolarmente vivace. |
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VETRANI
VETRANO |
Vetrani, estremamente raro, è dell'area che comprende Lazio,
Campania, Lucania e Puglia, Vetrano ha un ceppo a Roma, Anzio
(RM) ed Aprilia (LT), un ceppo nel napoletano a Napoli,
Camposano, Cicciano, Roccarainola e Cardito, uno nell'avellinese
a Sperone, Baiano ed Avella ed uno nel casertano a Teano e
Caserta, in Basilicata ha un ceppo a Spinoso nel potentino, in
Calabria a Guardavalle nel catanzarese ed a Crotone, in Puglia
nel Salento a Veglie e Leverano nel leccese, a Palagianello nel
tarentino ed a San Pancrazio Salentino nel brindisino, in
Sicilia ha un ceppo a Palermo e Bisacquino nel palermitano, a
Menfi, Caltabellotta, Agrigento e Sciacca nell'agrigentino ed a
Catania e Siracusa, l'origine di questo cognome dovrebbe essere
toponomastica, da toponimi come Avetrana (TA), Castelvetrano
(TP), Vetrano (MT) o dall'etnico di paesi che anticamente
avessere la radice vetere
o veteres
nel loro nome come Vietri di Potenza bel potentino, Vietri sul
Mare nel Salernitano, Castelvetere in Val Fortore nel
beneventano o Castelvetere sul Calore nell'avellinese, Cuccaro
Vetere nel salernitano e così molti altri. |
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VETRI
VETRO |
Vetri è tipicamente siciliano, con un ceppo principale ad Enna,
e con presenze significative anche a Valguarnera Caropepe
nell'ennese, a Catania e Palermo, Vetro, sempre siciliano, ha un
ceppo molto grande a Favara nell'agrigentino e, sempre
nell'agrigentino ad Agrigento, Porto Empedocle e Palma di
Montichiaro, con un ceppo anche a Palermo, dovrebbero derivare
dal nome gentilizio latino
Vetrius o
Vettrius,
non è però improbabile anche la possibilità, data l'area di
diffusione soprattutto del secondo, che si tratti di
un'italianizzazione del nome albanese
Veton.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Vetri è cognome siciliano derivato dal cognome
Vetere,
dal latino 'vetus/veteris'
= vecchio.
Caracausi II 1702. |
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VETRONE
VETRONI
VITRONE
VITRONI |
Vetrone è tipico del beneventano, di Benevento, Foglianise,
Cautano e Pesco Sannita, con un ceppo anche a Napoli, Vetroni,
quasi unico, è sempre campano, Vitrone è tipico di Napoli e di
Caserta, Vitroni, quasi unico, sembrerebbe del frusinate,
dovrebbero derivare dal nome medioevale
Vetrone o
Vitrone,
di cui abbiamo un esempio d'uso in un testo del 1384: "..Primo
mandatur. Item processus contra prelatos et canonicos ecclesie
Wyssegra densis dicta autoritate apostolica datus domino Vitrone
duntaxat excluso contra ..". |
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VETTORE
VETTORI |
Vettore
è tipicamente veneto, particolarmente diffuso a Padova e nel
padovano, Vettori, oltre al ceppo veneto, si estende anche nel
trentino a Rovereto, Trento e Mori, ha un ceppo nel parmense, ed
in Toscana, nel fiorentino e nel pistoiese in particolare, e nel
Lazio, tra viterbese e romano, dovrebbero derivare da
distorsioni del nome Vittorio, attribuibile ovviamente al
capostipite.
integrazioni fornite da
Tibère Gheno (France)
Fra i vari ceppi dei Vettori , c'è ne uno a San Nazario (VI) che
proviene dalla Valsugana e il cui trasferimento risale al 1600. |
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VETTRICI
VITRICI |
Vettrici
è praticamente unico, si tratta di un cognome attribuito ad un
trovatello intorno al 1900 nella forma Vitrici e quindi divenuto
Vettrici a causa di errate trascrizioni anagrafiche. |
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VETTURINI
VETTURINO |
Vetturini ha un ceppo nel perugino, a Foligno e Bastia, a Terni,
ed a Roma, Vetturino è unico, la prima ipotesi è che possano
derivare da un soprannome indicante il mestiere dei capostipiti,
ma riteniamo l'ipotesi poco probabile, molto più probabilmente
derivano da un'alterazione del cognome
Venturini,
derivato dall'ipocoristico aferetico del nome medioevale
Bonaventura
(vedi VENTURA), con eliminazione della lettera
-n- e
raddoppio della consonante successiva
-t-,
fenomeno abbastanza comune nel dialetto laziale. |
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VEZIO
VEZZI
VEZZIO
VEZZO |
Vezio, assolutamente rarissimo, sembrerebbe avere un ceppo
campano ed uno nel catanzarese a Lamezia Terme, Vezzi ha un
ceppo toscano ad Empoli e Firenze nel fiorentino ed a
Castelfranco di Sotto e San Miniato nel pisano, ed un ceppo a
Napoli e Torre Annunziata nel napoletano, Vezzio, molto molto
raro, è friulano dell'udinese, di Buia in particolare, Vezzo,
anch'esso molto raro, è specifico di Napoli e di Marano di
Napoli, dovrebbero tutti derivare dal nome latino
Vetius,
ricordiamo con questo nome Gaius
Vetius Aquilinus Iovencus che
riscrisse il Vangelo di Matteo in esametri tentando di
trasformarlo in un poema epico. |
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VEZZA
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Molto raro dovrebbe essere della zona di confine tra Lazio e
Campania, potrebbe derivare dal nome medioevale di origine
longobarda Vezia o Veza, ma più probabilmente deriva da un
toponimo come Seravezza (LU) come potrebbe pure essere legata ad
un nome di località (vedi ad Es. il torrente Vezza in Versilia)
nel 1600abbiamo tracce di questo cognome in Calabria.a Rossano
(CS), dove si menziona l'abbate Giacomo Vezza che presiede
l'abbazia di S. Giovanni Calabita nella diocesi di Rossano.
integrazioni fornite da
Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
Il cognome Vezza del nord Italia potrebbe derivare anche dal
nome di due comuni Vezza d'Oglio (BS) e Vezza d'Alba (CN). |
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VEZZALI |
Vezzali è tipicamente emiliano, del modenese in particolare, di
Vignola, Modena, Carpi, Spilamberto e Savignano sul Panaro, del
reggiano, a Reggio Emilia, Correggio e Rio Saliceto, di Bologna
e di Copparo e Ferrara nel ferrarese, dovrebbe derivare da un
nome di località riferibile alla
Gens Vettia
o Vezzia,
un non meglio identificabile
ager vezzalis, troviamo tracce
di questa cognominizzazione fin dalla seconda metà del 1200 con
un Angelus de Vezzalis che consegna una "cedola" al notaio Lucas
domini Johannis Baccani, in un atto del 1334 a Brescello nel
reggiano si trova una famiglia Vezzali piccola proprietaria
terriera. |
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VEZZANI |
Tipico
emiliano e delle province di Pistoia e Prato, potrebbe derivare
dal nome di un toponimo come Vezzano (PR) o Vezzano sul Crostolo
(RE), come è pure possibile una derivazione dal cognomen latino
Vetius. |
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VEZZARI
VEZZARO |
Vezzari, molto raro, è specifico del veronese, Vezzaro è tipico
del vicentino, con un ceppo probabilmente secondario nel
varesotto, potrebbe derivare da soprannomi originati dal
vocabolo dialettale avèsh
(abete),
ma è pure possibile una derivazione dal toponimo Vezza d'Oglio
(BS). |
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VEZZELLI |
Vezzelli è tipicamente modenese, dovrebbe derivare da un
ipocoristico del nome longobardo
Veza o
del nome latino Vetius,
la cui pronuncia era Vezius, di cui abbiamo un esempio in epoca
classica: "...Vetius Heliogabalus: milites Caesaris, non
accipere, sed dare salutem assuerus...", o anche da un
diminutivo dell'aferesi dell'etnico
helvetius
(proveniente dall'Helvetia, l'attuale Svizzera).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Vezzelli è un cognome modenese. Nell'elenco telefonico di Modena
vi sono almeno cinquanta occorrenze. Muove dal personale latino
Vettius,
che ha originato anche diversi toponimi, poiché in epoca romana
la 'gens Vettia'
era una delle più famose e ramificate. Uno dei più prestigiosi
sarcofagi di tale 'gens' è per l'appunto conservato nel Museo
Lapidario Romano di Modena. Un altro piccolo ceppo di tale
cognome è ligure e anche per esso è presumibile la stessa
derivazione. |
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VEZZOLI
VEZZULI
VEZZULLI |
Vezzoli è tipicamente lombardo, del milanese, bergamasco e
bresciano in particolare, con un ceppo anche nel veronese,
Vezzuli, molto raro, specifico di Milano, dovrebbe essere dovuto
ad una diversa trascrizione del cognome Vezzulli, che ha un
ceppo nel lodigiano a San Rocco al Porto ed a Milano ed uno a
Piacenza, potrebbe trattarsi di forme etniche arcaiche, anche
dialettali, del toponimo Vezza d'Oglio (BS) o del toponimo Vezia
nell'attuale Canton Ticino, ma è anche possibile una derivazione
da un ipocoristico dialettale del nome longobardo
Veza o
Vezia. |
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VEZZONI |
Ha un
nucleo importante nel cremonese nella zona tra Rivarolo Del Re
(CR) e Casalmaggiore ed un ceppo, probabilmente non secondario,
nel lucchese, potrebbe derivare dal nome medioevale di origine
longobarda Vezia o Veza, il ceppo toscano probabilmente deriva
dal toponimo Seravezza (LU) ma potrebbe anche essere connesso
con il torrente Vezza in Versilia. |
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VEZZOSI |
Sembrerebbe specifico fiorentino, con un possibile ceppo
secondario nel reggiano, dovrebbe derivare da un soprannome. |
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VHO
VHÒ
VO
VÒ |
Vho,
assolutamente rarissimo, è specifico della provincia cremonese,
Vhò, quasi unico, è del sudmilanese, Vò e Vo, estremamente rari,
dovrebbero essere forme alterate del primo, dovrebbero comunque
tutti derivare dal nome del paese Vhò di Tortona
nell'alessandrino, probabile luogo d'origine delle famiglie. |
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VIADANA |
Molto
raro probabilmente originario del mantovano, dovrebbe derivare
dal toponimo Viadana (MN), che deriva a sua volta dal cognomen
latino Vitellius. |
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VIAGGI
VIAREGGIO |
Viaggi ha
un ceppo tra spezzino e carrarese, a La Spezia e Carrara, ed un
piccolo ceppo nel bolognese, a Castenaso e Bentivoglio, potrebbe
derivare da una forma aferetica derivata dal toponimo
Buonviaggio nello spezzino, o dal nome di altre località simili. |
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VIALARDI |
Estremamente
raro è tipico del biellese, deriva dal nome medioevale
longobardo Widalhard (Guidolardo), di cui abbiamo traccia nel
1100 con Guidalardo feudatario di Verrone (BI), un principio di
cognominizzazione lo troviamo nel 1128: "...obiit Maifredus
Wercius de Vialardo nobilis et strenuus miles...". |
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VIALE
VIALI
VIALLI |
Viale è molto diffuso in Piemonte, Liguria, Lombardia
occidentale ed in Veneto, Viali decisamente meno comune, ha un
ceppo nel veronese, uno nel ferrarese, ed uno, il più importante
a Terni e nel ternano, Vialli, estremamente raro, ha presenze
sporadiche in Lombardia ed in trentino, questi cognomi
dovrebbero tutti derivare dalla contrazione del nome
Vitale,
probabilmente portato dai capostipiti, da Vitale per sincope
della consonante -t- si arriva appunto a Viale. |
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VIANA
|
Viana è specifico del vercellese e del biellese, di Candelo nel
biellese in particolare, si potrebbe ipotizzare trattarsi di un
matronimico, cioè che derivi dall'aferesi del nome
Viviana
portato dalla capostipite, ma è pure possibile una derivazione
dal nome dell'area del lago Viana o del torrente omonimo, tracce
di questa cognominizzazione le troviamo ad Arboerio nel
vercellese agli inizi del 1600 con i i maestri Pietro e Gio.
Battista de Viana di Campertogno (VC) abili costruttori della
chiesa di San Quirico e Giulitta di Arboerio. |
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VIANELLA
VIANELLI
VIANELLO
VIANI |
Vianella è praticamente unico, Vianelli ha un ceppo nel
bresciano in particolare a Cazzago San Martino, Provaglio d'Iseo
e Paderno Franciacorta, ed uno nel veneziano a Chioggia e
Venezia, Vianello è specifico veneto, in particolare veneziano,
Viani ha un forte nucleo in Emilia, con un possibile ceppo nel
bresciano ed uno in Toscana, dovrebbero derivare dall'aferesi
del nome medioevale Viviano,
di quest'uso abbiamo un esempio a Venezia dove opera dal 1587 al
1620 il nodaro Vianello Baldissera, tracce di queste
cognominizzazioni nel veneziano le troviamo ad esempio in uno
scritto del dicembre 1671: "..utcunqve primo obtutu suspectas
vanitatis, semper spernendas. Petrus Eremita in Concilio
Claromontano Europam inflammavit ad bellum sacrum, qvam
prudenter non dicam. Hieronymi Vianelli hominis Itali consiliis
debent Hispani Oranum et Marzaqvibir, seu Portum magnum, et
caeterorum in Africa progressuum fundamenta. Nihil notissimos
orbis amplificatores, Columbum; Vesputium et Magellanum
memorabo...". |
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VIANO
|
Tipico
del torinese e cuneese, dovrebbe derivare da toponimi come Viano
(AT), antico nome di Vigliano d 'Asti, ma è pure possibile che
in alcuni casi derivi dall'aferesi di nomi come Flaviano od
Ottaviano, traccia di questa cognominizzazione la troviamo agli
inizi del 1500 nel basso Veneto: "...et Bartolomeus Vianus iam
in exercitu Venetorum imperator generalis electus Veronam versus
castra ducere nunciatur...". |
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VIAPIANA
VIAPIANO
VIAPPIANI |
Viapiana ha un ceppo tra mantovano e veronese, uno ad Oria nel
brindisino ed uno a Catanzaro e nel catanzarese, Viapiano è
tipicamente pugliese, di Cassano delle Murge nel barese e di
Taranto, Viappiani è emiliano, di Reggio Emilia, Bibbiano,
Castelnovo ne' Monti e Montecchio Emilia nel reggiano e di
Parma, dovrebbero derivare da alterazioni del nome medioevale
Vulpianus,
di cui abbiamo un esempio d'uso in questo scritto medioevale:
"..Praesidis nomen est generale, eo quod omnes provintias
regentes praesides appellantur". Insanis, immo magis conclamata
est insania, etsi Vulpianus te sanare conaretur. Nam praesides
provinciarum idem erant qui procuratores, nostrorumque
testimonio comprobabo..", nome che significa
furbo
(come una volpe), astuto,
ma in qualche caso potrebbero anche derivare da toponimi come
Via Piana presenti ad esempio nel teatino, nel forlivese,
Villapiana nel cosentino. |
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VIAREGGI
VIAREGGIO |
Viareggi,
assolutamente rarissimo, sembrerebbe del pistoiese, Viareggio è
quasi unico, dovrebbero derivare dal toponimo lucchese di
Viareggio. |
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VIARENGHI
VIARENGO |
Viarenghi, molto molto raro, è tipico del pavese, Viarengo,
tipico dell'astigiano, ha presenze significative anche
nell'alessandrino e nel genovese, si dovrebbe trattare di forme
etniche arcaiche del comune di
Viaris o
Viarix,
nell'astigiano, quello che attualmente si chiama Viarigi, e che
nel 1630 e 1635, a seguito di ua terribile peste, ridusse
drasticamente il numero degli abitanti, molti per morte, altri
perchè fuggiti nel vicino alessandrino e nel genovese. |
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VIARIGI |
Viarigi,
molto molto raro, è dell'astigiano e del torinese, dovrebbe
derivare dal toponimo astigiano Viarigi, tracce di un casato
nobile Viarizii si hanno con Guglielmo di Montemagno Marchese
Viarizii nel XII° secolo.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Viarigi è un raro cognome piemontese dal toponimo Viarigi (AT).
Deriva da "vicus Arigis"
dal nome personale germanico
Harigis,
Harichis,
con la radice 'hari'
= esercito. |
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VIARISIO |
Viarisio, molto molto raro, è tipico del torinese, dovrebbe
derivare dall'etnico medioevale del toponimo astigiano Viarigi,
che nel XII°/XIII° secolo veniva chiamato
Viarixius
o Viarizius,
si deve comunque considerare la possibilità che il cognome
derivi dal nome germanico
Vidaris latinizzato in
Vidarisius
e quindi in
Viarisius. |
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VIASSOLO |
Viassolo,
assolutamente rarissimo, è della provincia di Savona, di origini
etimologiche oscure. |
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VIATORE
VIATORI |
Viatore, molto molto raro, ha qualche presenza nell'imperiese ed
un piccolissimo ceppo a Bari, Viatori, assolutamente rarissimo,
sembrerebbe specifico della Venezia Giulia, dovrebbero derivare
dal nome medioevale italiano
Viator, ricordiamo Sanctus
Viator, Vescovo di Bergamo dal 343 al 370, anno della sua morte. |
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VIAVATTENE |
Viavattene, assolutamente rarissimo, sembrerebbe di origini
siciliane, potrebbe trattarsi di un nome attribuito ad un figlio
indesiderato, forse in quanto considerato frutto del demonio, ma
la cosa più probabile è che possa trattarsi di un cognome di
fantasia attribuito da un funzionario borbonico ad un fanciullo
abbandonato con un carattere particolarmente pestifero. |
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VIBI
VIVI |
Vibi, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del perugino, Vivi è
decisamente emiliano del modenese, di Maranello, Sassuolo,
Fiorano Modenese, Modena, Serramazzoni e Pavullo nel Frignano,
questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o attraverso
una modificazione betacistica, dal nomen latino
Vibius,
personale della Gens Vibia. |
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VICARI
VICARIO |
Vicari ha
un nucleo principale in Sicilia, con epicentro nel palermitano
ed uno in provincia di Roma, dovrebbe derivare dal toponimo
Vicari (PA) e Vicarello (Roma), Vicario ha un nucleo nel
varesotto, con ceppi nell'udinese, in provincia di Roma, nel
casertano e nel messinese, dovrebbe derivare dal termine
medioevale vicarius (funzionario esecutivo) cioè demandato
dall'autorità alla gestione di un certo potere. |
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VICECONTE
VICECONTI
VICICONTE |
Viceconte è molto diffuso nella zona che comprende il
salernitano, il potentino, in particolare Francavilla in Sinni,
Lauria, Lagonegro, Latronico ed Episcopia, il materano ed il
cosentino a Castrovillari ed Altomonte, Viceconti è diffusissimo
a Lauria nel potentino ed a Nemoli sempre nel potentino,
Viciconte è decisamente meridionale, dell'area salernitana e
cosentina, si dovrebbe trattare di forme arcaiche originate dal
vocabolo medioevale vice comes
(visconte),
in alcuni, rari, casi è un'effettiva attestazione di nobiltà,
più frequentemente è legato invece ad una qual relazione con una
famiglia vicecomitale, in qualità di servitori o di soldati al
suo servizio. (vedi VISCONTI) |
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VICENTIN
VICENTINI
VISENTIN
VISENTINI |
Specifici
veneti, derivano dall'etnico del toponimo Vicenza, sia nella
comune forma italiana che in quella dialettale veneta. |
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VICEDOMINE
VICEDOMINI
VICEDOMINO
VICIDOMINI
VISDOMINI |
Vicedomine, assolutamente rarissimo, è campano, Vicedomini è ben
diffuso nel napoletano e nel salernitano, Vicedomino è
praticamente unico, Vicidomini è il più diffuso ed è specifico
del napoletano e del salernitano, Visdomini, estremamente raro
parrebbe ligure, tutti questi cognomi dovrebbero derivare dal
fatto di essere il capostipite un alto funzionario medioevale,
cioè un vero e proprio aiutante del feudatario o del Vescovo,
con il termine visdominus
si individuava normalmente l'ufficiale laico comandante degli
armati, che agiva per conto del vescovo e che, in alcuni casi
,era anche un magistrato, il vocabolo deriva dal tardo latino
vicedominus
(colui che sostituisce il
signore feudale, il suo bracciodestro),
di questo titolo abbiamo un esempio in questo scritto di epoca
medioevale dell'anno 768: "...Sed et Vicedominus, dictus qundam
Massiliensis Iudex, qui sub Patricio provinciae ius dicebat, sic
ut ab eo ad Patricium provocatio esset, Guesnaius...". |
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VICELLI
VIECELI
VIECELLI
VIECILI |
Vieceli è specifico di Fonzaso nel bellunese, di Santa Giustina
e di San Gregorio nelle Alpi, sempre nel bellunese, Viecelli,
quasi unico, potrebbe essersi originato da un errore di
trascrizione del precedente, così come l'assolutamente rarissimo
Vicelli, o il praticamente unico Viecili, Vieceli potrebbe
derivare dal termine ladino arcaico
viec (brocca
o boccale di rame), forse ad
indicare che il mestiere dei capostipiti fosse quello di
cantinieri. |
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VICHI
VICO |
Vichi sembra tipico dell'area che comprende la Romagna, le
Marche settentrionali e la Toscana, Vico sembra avere un nucleo
importante tra torinese cuneese e savonese, uno nell'anconetano
ed uno nel cosentino, alcuni potrebbero derivare dai tanti
toponimi contenenti la radice Vico (villaggio), molti altri
dovrebbero derivare dal nome medioevale
Vicus a
sua volta derivato dall'aferesi di nomi come
Ludovicus
o Ollovicus.
Personaggio famoso è stato il filosofo e storico napoletano Gian
Battista Vico (1668 - 1744). (vedi De Vico) |
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VICINANZA |
Tipico di Salerno e del salernitano.
integrazioni fornite da
Fabio Paolucci
tipico delle colline di Giovi che sovrastano la città di
Salerno: da ricerche d'archivio sembrerebbe essersi formato in
epoca medievale per denominare nei censimenti tutti i coloni
agricoltori che occuparono i
vici di questi luoghi
(Vicinanza proverrebbe da Vicini,
ovvero abitanti dei Vici,
dei villaggi, delle contrade).Ancora oggi il 90% degli abitanti
delle contrade giovesi ha il cognome Vicinanza; anche una santa,
nativa del luogo, aveva questo cognome: Santa Maria
de'Vicinantia. E' ancora da aggiungere che un toponimo di
una zona di Giovi è Casa Vicinanza (dal cognome della famiglia
colonica che vi abitava) e un personaggio illustre della storia
di Salerno fu Giacinto Vicinanza, valoroso combattente del
Secondo Conflitto Mondiale. Una famiglia de' Vicinantia, forse
un altro ceppo ormai estintosi (non ho riscontrato legami fra
questo ceppo e quello di Giovi) fu facoltosa a Montecorvino
Rovella (Sa). |
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VICINELLI
VICINI |
Vicinelli è caratteristico di Bologna, Vicini si distribuisce
lungo la via Emilia, da Rimini fino a Milano, derivano,
direttamente o tramite ipocoristici, da un soprannome legato al
vocabolo vicino
(prossimo o perchè nelle vicinanze, o per affinità), potrebbe in
qualche caso derivare dall'aferesi di cognomi come
Bonvicini,
in molti casi può definire il fatto di essere abitanti di un
villaggio da vicus:
"...Vicus, ut praedictum est, ipsae habitationes urbis sunt;
unde et Vicini dicti....", come si legge nel De aedificiis et
agris Isidori Hispalensis Episcopi. |
|
VICOMANNI |
Vicomanni, assolutamente rarissimo, sembrerebbe romano, si
dovrebbe trattare di una forma molto antica usata per indicare
un abitante di Vico, nome di paese molto diffuso in Italia,
ricordiamo ad esempio nel frusinate Vico nel Lazio o Vico di
Gallinaro e così altri, non trascuriamo inoltre che con il
termine mann
di origine germanica si intende l'uomo, l'abitante quindi il
termine potrebbe essere anche utilizzato per indicare persone
provenienti da un non meglio identificato villaggio per
differenziarle dai cittadini romani. |
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VIDA
VIDI
VIDO |
Vida ha un piccolo ceppo a Lodi e Codogno nel lodigiano, a Porto
Mantovano e Sabbioneta nel mantovano ed uno più consistente in
Friuli Venezia Giulia, ad Udine, Gorizia e Trieste, Vidi ha un
ceppo a Pinzolo in Trentino ed uno piccolo ad Afragola nel
napoletano, Vido è decisamente veneto, del veneziano
soprattutto, ma anche del padovano e trevigiano, dovrebbero
derivare dal nome medioevale germanico
Wida o
Wido,
del cui uso abbiamo un esempio in una Carta venditionis
dell'anno 1104 a Comabbio nel varesotto: ".. Constat me Otonem
filium quondam Arderici, de loco Comabio, qui profesus sum legem
vivere Longobardorum, acepise sicuti et in presencia testium
manifestus sum quod accepi a vobis Petro et Wido germanis, filii
quondam Mi magistri de Sancto Sepulchro, argentum denarios
bonos solidos tres, finito precio, sicuti inter nos convenit,
pro mea porcione quod tercia pars de pecia una de campo et silva
cum area sua insimul tenente, iuris mei, quem habere visus sum
in loco et fundo Comabio ..". |
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VIDALI
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Parrebbe
avere due ceppi, nel sudmilanese e nella costa veneta da Trieste
al rovigoto, deriva dal cognomen latino Vitalis. |
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VIDILI
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Vidili è tipico dell'oristanese, di Oristano, Paulilatino,
Bonarcado e Bosa, con un ceppo anche a Sassari. (vedi il cognome
IDILE)
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
VIDILI: bidìle/i;
su idìle/i
= pozza d'acqua, acquitrino,
luogo paludoso, ma anche
sorgente,
sinonimo di sciòffa, buludrau, baulodru. Sos bidileddos =
località del Gennargentu. La parola è di etimologia incerta. Il
Wagner suggerisce il basco itìl,
che però significa mare,
ma concorda nella forma e nel significato. Altri studiosi fanno
riferimento al toponimo Gitil, presente anche come cognome nei
condaghi di San Pietro di Silki, CSPS, XI°, XIII° secolo e di
San Nicola di Trullas, CSNT XI°, XIII° secolo. Gitil è il nome
inoltre di un villaggio abbandonato, non ben identificato,
secondo alcuni ubicato in territorio di Mulargia. Sulla
derivazione di bidìli da Gitil non è d'accordo il Wagner, che
oltre alla voce del basco itìl suggerisce la voce latino
bibit -ile
(liberamente> luogo dove si beve)
foneticamente accettabile. Il cognome è presente nei documenti
medioevali. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del
1388, figura Bidili Nicolao - de Bosa ** Bosa: omnibus civibus
et habitatoribus civitatis Bose.nisi pastores.congregatis intus
Ecclesiam Beate Marie Virginis .die XV Januarii 1388. De Gitil è
invece presente nei su indicati Condaghi. Nel CSPS figurano :
Gitil (de) Dericcor, 85°; Gitil (de) Gosantine, testis, 93°;
Gitil Bosovekesu, testis, 93°. Nel CSNT sono presenti: de Gitil
Comita ( 43); de Gitil Furata (162/220); de Gitil Gunnari (
248/277/280/294/300), armentariu de sigillu (preposto
all'amministrazione del patrimonio fiscale); de Gitil Helene,
moglie di Petru de Nurki (180). Attualmente il cognome Vidili è
presente in 80 Comuni italiani, di cui 43 in Sardegna: Oristano
65, Paulilatino 65, Sassari 44, etc. |
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VIDMAR
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Vidmar è specifico di Trieste dovrebbe derivare dal nome slavo
di origine nordica Vadmar
(Vademaro o Vadimiro). |
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VIDON
VIDONI |
Entrambi friulani, Vidon è rarissimo, Vidoni è specifico della
zona di Udine, Forgaria Nel Friuli e Tarcento, ma è presente
anche a Trieste, derivano da modificazioni dialettali del nome
Vito,
o del nome Guido nella forma germanica
Wido, di
quest'uso abbiamo un esempio in una
charta venditionis
del 1285 a Pirano, allora parte della Repubblica Veneta, ora in
Slovenia: "...Ibique Vidonus filius Leonardi Nise per se suosque
herides ab odie in antea dedit, vendidit atque tradidit Iohane
Bono vino et suis heridibus medietatem vnius furnum et peciam
vnam terre....". |
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VIDOTTI
VIDOTTO |
Vidotti, molto molto raro, tipico dell'udinese, sembra specifico
di Pagnacco, Vidotto è ben diffuso nel Veneto, particolarmente
nel trevisano, a ponte di Piave, Trevignano, Gaiarine, Chiarano,
Povegliano, Treviso, Cimadolmo e San Polo di Piave, e nel
veneziano, a Iesolo, Caorle, San Donà di Piave, Santo Stino di
Livenza ed Eraclea, dovrebbero derivare da ipocoristici del nome
Guido
nella forma originale germanica
Wido. |
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VIEL
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Viel è decisamente veneto, in particolare del bellunese, di
Ponte nelle Alpi e di Belluno, con presenze significative anche
in Friuli, soprattutto nella provincia di Pordenone, potrebbe
derivare dal termine cimbro wel
(sbagliato),
assolutamente molto poco probabile una derivazione dal termine
tedesco viel
(molto)
che si pronuncia fil. |
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VIERI
VIERO |
Vieri è abbastanza raro è tipico fiorentino, Viero sembra avere
un nucleo vicentino ed uno nel varesotto, dovrebbero derivare
dall'aferesi del nome medioevale Oliverius, tracce di questo uso
le troviamo a Firenze nel 1400, in un atto conservato
nell'archivio di Santa Maria del Fiore si legge:"Operarii
suprascripti insimul ut et ubi supra congregati... ...Vierius
Guidi soldos quindecim..."
integrazionie fornite da
Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
cognome regionale toscano, fuori dalla regione, presente
praticamente solo a Roma. Al momento è forse uno dei cognomi
italiani più conosciuti nel mondo grazie al calciatore Bobo
Vieri. Ma anche un altro calciatore con lo stesso nome è stato
popolare, Lido Vieri.
integrazionie fornite da
Roberto Quaranta
Cristian Vieri è figlio di un famoso calciatore ma non di Lido,
bensì di Roberto (detto anche Bob), mezzapunta, che ha militato
nelle fila di Sampdoria, Fiorentina, Juventus, Roma e Bologna. |
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VIETRI
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Tipico
campano della zona che comprende avellinese e salernitano,
dovrebbe derivare dal toponimo Vietri sul Mare (SA). |
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VIEZZI
VIEZZOLI |
Viezzi, è specifico dell'udinese, di Majano, Udine, Fiumicello,
Colloredo di Monte Albano e Rive d'Arcano, e di Trieste,
Viezzoli è specifico di Trieste, dove è molto diffuso e di
Muggia, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite una
forma ipocoristica da un'alterazione dialettale del nome latino
Vetius
(vedi VEZIO) i Viezzi o Vezzi, originari della Carnia, furono
annoverati fra i patrizi Veneti.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Viézzoli è cognome triestino. La grafia Viezoli del 1521 passata
poi a Viezzoli nel 1593, si è imposta in quest'ultima forma solo
alla fine del '700 e come tale prosegue tuttora. Va inoltre
chiarito che in area italiana Viezzoli è cognome esclusivo di
Pirano e oggi, oltreché a Trieste e provincia, esso continua
specie nel Monfalconese e nel Goriziano e nelle due metropoli
italiane di Milano e Roma, nonché in altre località come Grado,
Venezia, Padova, Verona, Genova, Firenze, Rimini e Colle Marino
di Ancona (ove invece di Viézzoli o Vièzzoli viene pronunciato
Viezzòli). Il cognome piranese Viezzoli ha per base il nome di
origine germanica Wezelo/Vezelo
o Wecelo/Vecelo
(presente a Parenzo nel 1014), passato a
Vezolo,
derivato attraverso i vari adattamenti latini medioevali dal
personale germanico Wetzel
abbreviato di Werner.
M. Bonifacio, Cognomi triestini, p. 274. |
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VIGANEGO |
Viganego,
molto molto raro, sembrerebbe tipico di Genova, dovrebbe
derivare dal nome della frazione di Bargagli, chiamata appunto
Viganego, situata su di una collina a oriente ad una quindicina
di chilometri da Genova, collina da dove probabilmente proveniva
il capostipite. |
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VIGANI
VIGANO
VIGANO' |
Vigano e Viganò sono tipici della zona che comprende le province
di Milano, Varese, Como, Lecco e Bergamo, derivano dal toponimo
Viganò nel lecchese o Vigano S. Martino nel bergamasco da cui
derivano quasi sicuramente i Vigani. Traccia di questa
cognominizzazione la troviamo nel 1600 in Svizzera con Joannes
Franciscus: Vigani, autore tra l'altro della Appendix processuum
chymicorum.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Viganò deriva dalla località di Viganò (LC). Il toponimo è assai
antico - si tratta infatti, in origine, di un genitivo plurale
latino 'vicanorum'
(cioè dei vicani,
gli abitanti del vicus), in sintesi la comunità rurale medievale
già presente in epoca romana e preromana. Dunque una 'terra
vicanorum' cioè una
terra posseduta da tutti gli abitanti del
vicus. Nel tempo il toponimo
assume la forma di Vicanore,
Viganore
e, infine, Viganò. |
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VIGEVANI
VIGEVANO |
Vigevani
è tipico dell'area che comprende il milanese, il pavese, il
piacentino ed il parmense, con massima concentrazione a Milano,
a Monza ed a Piacenza, Vigevano, molto più raro, è tipico di
Milano, si tratta di tipici cognomi ebraici originati dal nome
della città pavese di Vigevano. |
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VIGGIANI
VIGGIANO |
Viggiani
sembra specifico del materano e potentino, Viggiano ha un ceppo
nel potentino, ma è presente in tutto l'arco da Caserta a Matera
e nel foggiano, derivano dal toponimo Viggiano (PZ), a sua volta
derivato dal cognomen latino Vigianus, tracce di questo nome si
trovano a Firenze dove nel 1365 il podestà si chiama Vigianus
Andree de Monticlo o a Napoli nel 1662 con il medico e filosofo
Vigiano autore tra l'altro del Sanitatis prodromus vitae nuncius
rurales lucubrationes pestilentiae tempore. |
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VIGHETTI
VIGHETTO
VIGHI
VIGO
VIGON
VIGONE
VIGONI
VIGOTTI |
Vighetti è specifico di Bussoleno nel torinese, Vighetto, molto
molto raro, è piemontese del torinese anch'esso, di Bussoleno ed
Almese, Vighi ha due ceppi, nel mantovano e parmense e nel
milanese, Vigo ha un nucleo genovese antecedente alla migrazione
dei genovesi in Sardegna, uno nel milanese e pavese ed uno nel
vicentino, ma potrebbe essercene uno anche nel torinese, Vigon,
molto raro, è specifico di Fenis (AO), Vigone è del torinese,
Vigoni è del pavese e milanese, Vigotti è specifico del
sudmilanese e lodigiano, dovrebbero tutti derivare, direttamente
o tramite forme ipocoristiche o accrescitive, da una
modificazione del termine latino
vicus (villaggio)
e stanno ad indicare la provenienza da un villaggio in
contrapposizione a quella dalla campagna, in alcuni casi, può
anche discendere da uno dei tanti toponimi contenenti la radice
Vico o Vigo, ma è pure possibile una derivazione dall'aferesi
del nome Ludovigo
(Ludovico). Tracce del cognome si hanno già nel 1512, quando il
comandante delle truppe veneziane antagoniste degli svizzeri,
così scrive: "... In questo mexe, per deliberation dil Consejo
di X, so mandato ducati 2000 a donar al cardinal sguizaro, el
qual non li volse aceptar, imo lo disse a Vigo di Campo San
Piero. Etiam, sono mandati a donar alcuni rasi a li capitani
sguizari et tratato con loro di tuorli a provision, maxime con
domino Jacobo Stafer. Etiam, so preso di donar Caravazo al
cardinal sguizaro si ne deva le terre nostre.... " e anche:
"...come il cardinal fa maloficio; e zercha darge le terre
nostre, mostra non aver auto letere di Roma di questo. Poi dice
fa a nostro proposito a non l'aver adesso Milan; e altre terre
pagino li taioni dati etc., ut in litteris. E' da saper, per il
Consejo di X fo mandato a donar ducati 2000 a dito cardinal, et
cussì il provedador ge li mandò e lui non li volse, dicendo non
vol sguizari sapi, e lo dise a Vigo da Campo San Piero, ch'è lì
in campo per nome dil marchexe di Mantoa, dicendo la Signoria
crede con darmi ducati 2000 far li dagi ste terre...". |
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VIGILANTE
VIGILANTI
VIGILE
VIGILI
VIGLIANTE
VIGLIANTI |
Vigilante ha un piccolo ceppo a Roma e nel latinense a Fondi e
Sperlonga, un piccolo ceppo a Pescara, uno a Termoli nel
campobassano, uno a Napoli e Portici nel napoletano, a Salerno e
nell'avellinese a Solofra, Avellino, Ariano Irpino e Nusco, uno
a Foggia, San Marco in Lamis, Rignano Garganico, San Severo, San
Nicandro Garganico e Torremaggiore nel foggiano ed a Spinazzola
nel barese, uno a Potenza ed uno nel cosentino a Corigliano
Calabro e San Basile, Vigilanti, assolutamente rarissimo, è
probabilmente dovuto ad errate trascrizioni del precedente,
Vigile ha qualche sparuta presenza in Campania, in Calabria ed
in Sicilia, Vigili, altrettanto raro, ha qualche presenza in
Lombardia, in Toscana e nel Lazio, Vigliante, assolutamente
rarissimo anch'esso, ha presenze nel Lazio, in Campania ed in
Calabria, Viglianti ha un ceppo a Veroli nel frusinate ed a
Roma, ed uno nel messinese a Castel di Lucio e Mistretta, tutti
questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o tramite
contrazioni dialettali, da soprannomi basati sul termine
vigilante
(colui che vigila, sentinella,
guardiano), indicando così
probabilmente il mestiere dei capostipiti. |
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VIGLI
VIGLIA
VIGLINI
VIGLINO
VIGLIO |
Vigli, Viglini e Viglio sono quasi unici, forse del nord, Viglia
è assolutamente rarissimo e parrebbe napoletano, Viglino è
tipico piemontese del torinese e cuneese, di Alba (CN) in
particolare, dovrebbero tutti derivare dal nome medioevale
Viglius di cui abbiamo un esempio nel 1500 in
Res imaginibus excultae et ornatae:
"..vir literarum amans Viglius Zuichemus Iurisconsultus Palladis
effigie literas suas obsignabat...".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Viglia è una variante del cognome Ghiglia. E' diffuso nella
forma Viglia in Piemonte, Emilia e Campania. Ha alla base i nomi
medievali Ghìglia, Guìglia, Vìglia e Biglia (cfr. il toponimo
Guiglia in provincia di Modena). Viene dal nome Guglielmo che, a
sua volta, viene dal personale germ. Wilhelm, composto da a.a.t.
willio
= volontà + a.a.t. helm
= elmo. Il significato è all'incirca:
elmo della volontà. |
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VIGNA
VIGNE |
Vigna ha
un nucleo molto importante in Piemonte, ma esistono ceppi
autonomi anche nel bolognese, nel cosentino e nel Salento,
Vigne, estremamente raro, ha un ceppo nel genovese ed uno nel
bellunese, dovrebbero derivare da nomi di località individuabili
dalla presenza in antico di particolari vigne oppure da toponimi
come Vigna (CN), Vigna (PN) e molti altri simili. |
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VIGNALI
VIGNOLI |
Entrambi tipici della fascia che comprende l'Emilia Romagna e
l'alta Toscana, con un nucleo secondario nel sudmilanese e
lodigiano, derivano dai molti toponimi contenenti la radice
Vigna, quali a titolo di esempio: Motta Vigna nel milanese,
Vignale nel novarese, Vignale Monferrato nell'alessandrino,
Vignale Riotorto nel livornese, ecc.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
II cognome Vignoli trae origine dai toponimi Vignola o Vignole o
Vignolo, largamente attestati in Italia. Fra i primi va
ricordato il Vignola modenese, dal lat.
vinea «vigna».
F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996. |
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VIGNATI
VIGNATO |
Vignati
sembra avere oltre al nucleo importante in Lombardia,
soprattutto nell'asse che dal varesotto arriva al milanese ed al
cremasco, anche un ceppo non secondario nel maceratese, il
nucleo lombardo potrebbe derivare dal toponimo Vignate (MI),
Vignato, abbastanza raro, è tipico veneto, della zona che
comprende il vicentino ed il padovano. Traccia di questo
principio di cognominizzazione la troviamo nel XII° secolo a
Lodi con Arderico di Vignate Conte Vescovo, nel 1400 sempre nel
lodigiano con il capitano di ventura Giovanni Vignate e nel 1500
a Torino con il giurista Ambrogio Vignati. |
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VIGNAZIA |
Estremamente raro è tipico del biellese potrebbe derivare dal
nome Vignatius
di cui abbiamo un esempio nel 1600 con il luogotenente Vignatius
Vignati di Todi citato in un atto scritto in Narni il 13 aprile
1627, ma è pure possibile una derivazione da nomi di località
come quella citata in una Carta
venditionis del 30 aprile 1195
nel Codice Diplomatico della
Lombardia Medioevale a Vedano
(MI): "...Mediolanensium novorum libras quinque, nominative de
campo uno iuris sui reiacente in territorio de Veddano, ubi
dicitur in Vignatia: coheret ei a mane Guiscardi ser Uberti, a
meridie et a monte accessium...".
integrazioni fornite da
Franco Vignazia
Vignazia è un cognome strettamente piemontese e in particolare
della zona di Crosa Mortigliengo. Tutt'oggi la sua diffusione è
limitata alla zona del biellese e Monferrato con sporadiche
presenze in Veneto e Romagna di famiglie collegate alla zona
d'origine.Forse legato alla vigna, è ipotizzata una ascendenza
ungherese derivata da un antico spostamento di famiglie legate
al commercio della lana. |
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VIGNERA
VIGNERI
VIGNERO
VIGNIERI |
Vignera è tipicamente siciliano, di Regalbuto e Troina
nell'ennese e di Catania, Vigneri ha un ceppo a Lecce, qualche
presenza nel cosentino ed alcuni ceppi in Sicilia, a Palermo e
Castelbuono nel palermitano, a Realmonte nell'agrigentino, a
Calascibetta nell'ennese ed a Messina, Vignero, praticamente
unico, è pugliese, Vignieri ha un piccolo ceppo nell'alto
cosentino ed uno a Castelbuono nel palermitano, tutti questi
cognomi dovrebbero derivare dall'italianizzazione del termine
francese arcaico vignier
(vignaiuolo),
probabilmente ad indicare così il mestiere dei capostipiti,
forse di origine francese. |
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VIGNOLA
VIGNOLE
VIGNOLI
VIGNOLO |
Vignola
ha un nucleo piemontese, ligure, lombardo, uno veronese ed uno
nella fascia che comprende napoletano, salernitano, avellinese,
Basilicata, barese, brindisino e tarentino, Vignole è quasi
unico, Vignoli è specifico della zona tra le province di
Bologna, Ravenna e Firenze, Vignolo ha un ceppo nel cuneese ed
uno in Liguria, dovrebbero derivare da toponimi come Vignola
(MO) - (CO) - (NA), Vignole (BL) - (AL), Vignoli (PG), Vignolo
(CN) - (SV). |
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VIGNON
VIGNONE
VIGNONI
VIGNONO |
Vignon, quasi unico, sembrerebbe ligure, Vignone ha un ceppo nel
savonese a Pietra Ligure, Tovop San Giacomo e Magliolo, un ceppo
a Sepino nel campobassano, ed un ceppo a Napoli, Vignoni ha un
ceppo nel bresciano a Pontoglio, Brescia, Palazzolo sull'Oglio,
Gottolengo, Castel Mella e Bagnolo Mella, ed a Castel Goffredo
nel mantovano, ed uno nell'anconetano, ad Ancona, Osimo,
Castelfidardo e Falconara Marittima, Vignono, assolutamente
rarissimo, è specifico della zona del biellese e del vicino
torinese, e potrebbe derivare dal nome del paese verbanese di
Vignone, tutti potrebbero derivare dal nome medioevale della
città francese di Avignone, potrebbero però anche derivare da
soprannomi basati sul termine
vigna (campo
coltivato a viti),
probabilmente ad indicare che i capostipiti fossero stati dei
vignaioli. |
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VIGORELLI |
Specifico del sudmilanese e lodigiano, si può desumere
un'etimologia simile a quella di Vigo e Vighi.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Vigorelli è un cognome tipicamente lombardo. Si tratta, con
molta probabilità, di una variante vezzeggiativa dal ceppo "Vigorito",
che diede già nel Medioevo, nomi propri di persona come
Vigoroso,
Vigore
e Vigorita.
Si è formato originalmente, come soprannome dato a persona piena
di energia, dal latino "vigor"
proveniente a sua volta dal verbo "vigere"
(invigorire, prendere forza):
la forma vezzeggiativa poteva avere una sfumatura caricaturale. |
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VIGORITI
VIGORITO |
Vigoriti, molto raro, è tipico di Napoli e del napoletano,
Vigorito, sempre campano, è molto più diffuso nella fascia
litoranea, a Cava de' Tirreni, Salerno, Corleto Monforte,
Capaccio e Centola nel salernitano, ed a Napoli ed Ercolano nel
napoletano, dovrebbero derivare dal nome arcaico
Vigorito,
attribuito a figli cui si augurava un notevole vigore
nell'affrontare la vita. |
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VILARDI
VILARDO |
Vilardi ha un nucleo importante tra palermitano e trapanese, con
ceppi forse non secondari nel napoletano, in Calabria e nel
barese, Vilardo ha un nucleo nel cosentino con ceppi non
secondari in Sicilia e nel napoletano, derivano dal nome
germanico Werhard
già presente in Italia nel IX° secolo, traccia di questa
cognominizzazione la troviamo a Roma bel 1400 con lo scrittore
Marcellinus Verardus.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Vilardi, Vilardo sono cognomi siciliani varianti di
Berardi.
Caracausi 1707. Per Rohlfs 194 sono varianti di
Bilardo. |
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VILLA
|
Sembrerebbe specifico della zona che comprende Piemonte,
Lombardia, Liguria ed Emilia, con epicentro nella Lombardia
occidentale, ma dovrebbero esserci ceppi qua e là per l'Italia,
nel Lazio e Abruzzi, nel Salento, nel napoletano ed in Sicilia,
deriva dai molti toponimi contenenti la radice Villa, presenti
ovunque in Italia. |
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VILLACCI |
Villacci è tipicamente campano, della zona tra beneventano ed
avellinese, di Cervinara nell'avellinese e di Montesarchio nel
beneventano, potrebbe derivare dall'italianizzazione del cognome
spagnolo Vilaceca
o del francese Villacèque.
(vedi anche VILLICICH) |
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VILLAGGIO |
Villaggio
è tipicamente siciliano, del catanese, di Catania in particolare
e di Mascalucia e Giarre, dovrebbe derivare da uno dei tanti
toponimi contenenti il termine villaggio. |
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VILLAMAGNA |
Villamagna, molto raro, sembrerebbe essere specifico di Vasto
nel teatino, dovrebbe derivare dal toponimo Villamagna (CH). |
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VILLAN
|
Tipico di
Chioggia (VE) è molto raro, è una forma dialettale della forma
Villani (vedi). |
|
VILLANI
VILLANO |
Villano
è molto diffuso nel basso Lazio, in Campania soprattutto, nel
potentino, nel cosentino ed in Sicilia a Palermo e nel catanese,
Villani è assolutamente panitaliano, possono derivare sia dai
vari toponimi contenenti la radice
Villa,
sia dallo stato di villanus,
o abitante del contado,
in contrapposizione al cittadino, come si evince da questo
scritto del 1200: "..., scilicet quod querens assisam portare
non possit quia villanus est et filius villani, poterit utrumque
esse verum, ...". Personaggio famoso di questa casata è stato:
Giovanni Villani, autore della Nova Chronica di Firenze ivi nato
nel 1276 e dove morì nel 1348 vittima della peste. |
|
VILLANOVA |
Presenta
un nucleo nel vicentino e trevigiano e ceppi nel pescarese, nel
napoletano ed avellinese e forse anche in Puglia, deriva dai
molti toponimi contenenti la radice Villanova, quali ad esempio:
Villanova di Composapiero (PD), Villanova Marchesana (RO),
Villanova del Battista (AV), Villanova (PE), ecc. |
|
VILLANTE
VILLANTI |
Villante ha un ceppo abruzzese a L'Aquila, Villanti è
tipicamente siciliano, di Palermo e Monreale nel palermitano e
di Gioiosa Marea, Lipari e Messina nel messinese, dovrebbero
derivare dal termine medioevale italiano
villante
(abitante di un piccolo
villaggio). |
|
VILLARI |
Villari ha un ceppo a Baronissi, Salerno, Pellezzano e Fisciano
nel salernitano, a Napoli, un grosso ceppo a Messina, con
presenze anche a Roccalumera, Alì Terme, Villafranca Tirrena e
Giardini Naxos nel messinese, a Catania, Palermo e Siracusa, ed
uno nel reggino a Sant'Eufemia d'Aspromonte, Villa San Giovanni
e Roccella Ionica, dovrebbe derivare da un soprannome originato
dal termine latino villarius
(abitante di una casa o paese di
campagna), o per betacismo dal
termine greco billares
con lo stesso significato. |
|
VILLA
SANTA
VILLASANTA |
Villa Santa ha un ceppo piemontese ed uno nel milanese che
dovrebbe derivare dal nome del paese milanese di Villasanta, con
qualche presenza in Sardegna, Villasanta, molto molto raro, ha
presenze nel sud della Sardegna.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
VILLA SANTA; VILLASANTA: la famiglia Villa Santa ha antiche
origini galiziane (Galizia: regione del nord ovest della Spagna,
con capoluogo Santiago de Compostela) trapiantata in Sardegna
nel XVI° secolo, nel periodo spagnolo del Regno di Sardegna.
Alcuni membri della famiglia Villa Santa si sono distinti
soprattutto in campo militare, nella prima metà del XX° secolo.
Una primogenita Villa Santa, Giovanna, sposò Giovanni Riva,
maggiore della Brigata Sassari e morto in campo nel 1916,
durante la prima guerra mondiale. Il loro figlio Alberto Riva di
Villa Santa, arruolatosi volontario, è morto combattendo nel
1918, a soli 18 anni(medaglia d'oro alla memoria) 4 giorni prima
dell'armistizio. Nino di Villa Santa fratello di Giovanna,
soldato ufficiale della Brigata Sassari, raggiunse il grado di
generale nella Grande Guerra e fu segretario del comandante in
capo Emanuele Filiberto duca d'Aosta, sino alla morte del
principe. Il generale Nino Villa Santa, innamorato della
Sardegna, impiantò proprio a Sanluri una fattoria modello,
Azienda Villa Santa, e fu anche cittadino onorario di quel
centro. Nel 1924 ebbe modo di acquistare dagli Aymerich il
Castello Medioevale di Sanluri, che predispose, per consenso del
duca d'Aosta, per ospitare il Museo Nazionale del Risorgimento
Italiano, così come è tuttora. Nel 1946 Nino Villa Santa
ricevette il titolo di conte, che trasmise nel 1960 ai figli
Emanuele e Alberto, i due fratelli che oggi affettuosamente gli
abitanti di Sanluri chiamano i "Guardiani del Castello". (vedi
nel Web -Giuseppe Concas - Feste ed eventi di Sardegna - Il
Castello di Sanluri -). Il cognome Villa Santa è oggi presente
in 4 Comuni italiani, di cui 2 in Sardegna: Cagliari 3, Sanluri
2. Il cognome Villasanta è presente in 12 Comuni italiani di cui
8 in Sardegna: Villamar 5, Domusnovas 3, Selargius 3, etc. |
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VILLICICH |
Villicich, quasi unico, specifico dell'area giuliana, dovrebbe
derivare da una forma patronimica slava in
-cich,
che assume il significato di il
figlio di, di un'alterazione
del termine sloveno velik
(grande). |
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VILLORESI |
Rarissimo, sembrerebbe originario del fiorentino, con un
possibile ceppo secondario nel milanese, dovrebbe derivare dal
toponimo Villore (FI). |
|
VIMERCATI |
Specifico lombardo, con epicentro nel nordmilanese, deriva dal
toponimo Vimercate nel milanese.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Il cognome Vimercati deriva dal toponimo di Vimercate che appare
già in un documento longobardo del 745 con la forma "Vicomercado",
un luogo in cui si teneva, da tempi antichissimi, un mercato. Il
sottosuolo dell'attuale Vimercate in tal senso ha reso
abbondanti reperti attestanti l'antichità del sito, già forte
presenza in epoca romana. La forma corretta del nome sarebbe
Vicomercato,
divenuta poi Vimercate. |
|
VINAI
VINATTIERI |
Vinai
è specifico del cuneese e delle aree vicine del torinese,
imperiese e savonese, Vinattieri è tipico fiorentino, derivano
entrambi dal mestiere di produttori di vino e tavernieri, nel
1260 a Firenze viene istituita la corporazione dei Vinattieri,
(la prima delle arti minori), da cui avrà poi origine questa
cognominizzazione, la stessa cosa si può dire per la
corporazione dei vinai delle principali città cuneesi. |
|
VINAY
|
Vinay, molto raro, è specifico di Cuneo e del cuneese, potrebbe
derivare da una modificazione del nome germanico
Winhard. |
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VINCENTE
VINCENTI
VINCENTIS |
Vincente
e Vincentis sono quasi unici, Vincenti è panitaliano, derivano
da forme arcaiche del nome Vincenzo e, soprattutto al sud ,da
forme francesi come Vincent o spagnole come Vincente. |
|
VINCENZA
VINCENZI
VINCENZO |
Vincenza
è assolutamente rarissimo, quasi estinto, potrebbe essere
originario del sud, Vincenzi è molto diffuso, presenta un
importantissimo nucleo nella zona che comprende il veronese, il
mantovano, il modenese, il bolognese, il ferrarese e la Romagna,
parrebbe avere anche un ceppo nel Lazio ed uno nel cosentino,
Vincenzo, molto molto raro, oltre al ceppo cosentino sembra
averne uno anche nel salernitano, derivano dal cognomen latino
Vincentius |
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VINCERI
VINCIERI |
Vinceri sembrerebbe unico, dovrebbe essere una forma arcaica o
errata di Vincieri, che, quasi unico, è della zona appenninica
tra bolognese e Toscana, e che potrevve derivare da una forma
etnica medioevale riferita al paese di Vinci nel fiorentino,
forse il luogo d'origine dei capostipiti, molto meno probabile
una derivazione dal nome medioevale germanico
Winclerus. |
|
VINCI
VINCIS |
Vinci è tipico della Sicilia, reggino e Puglia
centromeridionale, con presenza significativa nel genovese e nel
sud della Sardegna, Vincis è specifico di Cagliari e aree
limitrofe, dovrebbero derivare dall'apocope di nomi medioevali
come Vincilago o Vinciguerra.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
VINCI; VINCIS: vinci,
dall'italiano vinci,
da vincere.
In sardo sarebbe bìnci
da
bìnciri in campidanese,
bìnkere
in logudorese. Non è certo che si tratti di cognome sardo e non
sappiamo con certezza né quando né da dove sia arrivato in
Sardegna. A proposito facciamo presente che è diffuso in tutta
Italia, con le punte più alte in Sicilia: Messina 426, Marsala
416, Siracusa 312, Palermo 274, etc; in Lazio, con Roma che
conta il numero più alto in Italia: 490; in Lombardia: Milano
155; in Piemonte: Torino130 etc. Abbiamo però una osservazione
da fare. Nelle carte antiche della lingua e della storia della
Sardegna troviamo il cognome anche nell'uscita Binci, che
potrebbe appunto farci pensare ad eventuale origine sarda. Ad
esempio tra i firmatari della Pace di Eleonora LPDE del 1388
troviamo le due uscite Binci e Vinci: Binci Guantino, jurato
ville Asune, * Asune... odierno Asuni. Contrate Partis Alença ;
Binci Joanne, ville de Sardara, ** SARDARA MONTIS REGALIS...11
GENNAIO 1388, et ego...Gadulesu Margiano habitator velle
Sardara, sindicus actor et procurator universitatis Contrate
Montis Regalis et villarum et etc. In posse Virde Andrea, Virde
Joanne, de Civitate Sasseri, notarii publici, die XI Januarii
1388; Binci Salvatore, ville de Sardara. Vinci Geminiano, ville
Gonnos de Tramacia, * Gonnos de Tramacia.Gonnostramatza. Partis
de Montibus. Nella storia ricordiamo Vinci Giovanni, sacerdote
di Oristano, eletto poi vescovo da papa Alessandro VI° Borgia,
l'8 gennaio del 1494 della Diocesi di Galtellì, della quale fu
l'ultimo vescovo. Morì 20 mesi dopo la nomina. Subito dopo il
papa Borgia con bolla pontificia Sacrosancta Romana Ecclesia -
11 settembre 1495 soppresse la diocesi, che fu annessa
all'Archidiocesi di Cagliari, con enorme estremo disagio per le
popolazioni della vecchia diocesi, tanto lontane da Cagliari.
Attualmente il cognome Vinci è presente in 860 Comuni italiani,
di cui 72 in Sardegna: San Nicolò d'Arcidano 89, Sanluri 74,
Cagliari 59, Sassari 32, etc. Il cognome Vincis è presente in 90
Comuni italiani, di cui 40 in Sardegna: Cagliari 130,
Assemini51, Pula 26, etc. |
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VINCIGUERRA |
Presente
a macchia di leopardo in Italia, dovrebbe avere più nuclei, dei
quali uno nella zona tra LaSpezia e Massa, uno nel basso Lazio
ed alta Campania, uno nel chietino ed uno in Sicilia, deriva dal
nome medioevale Vinciguerra. Troviamo questo nome soprattutto
fra le casate nobili, nel 1186 a Pavia, un notaio così si firma:
"Ego Vinciguerra imperialis aule notarius interfui et iussu
suprascripti Artuxii hanc cartam scripsi", nel 1200 un tal Prete
Vinciguerra e Armanno, figli del fu Alberto dei signori di
Lagneto hanno una lite a Vernazza (SP), verso la fine del 1300,
a Milazzo, in Sicilia, c'è un Vinciguerra de Aragona, nel 1400 I
Vinciguerra sono baroni di Naso (ME) e nel 1600, troviamo, a
Venezia, Scipione Vinciguerra di Collalto, in qualità di
ambasciatore in Francia. |
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VINCINI |
Vincini è tipico del piacentino, di Lugagnano Val d'Arda,
Piacenza, Vernasca e Fiorenzuola d'Arda, dovrebbe derivare dal
nome medioevale Vincinus,
ricordiamo il pittore e musicista pistoiese
Vincinus
della fine del 1200 di cui leggiamo: "...Vincinus pictor de
Pistorio filius Vannis, et Iohannes pictor filius Apparecchiati
de Luca coram me suprascripto Raineri notario sponte confessi
sunt se accepisse a suprascripto Operario libras VIII denarios
pisanos pro pretio colorum...". |
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VINCIO
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Vincio, assolutamente rarissimo, è presente in Toscana, dovrebbe
derivare da una forma contratta del nome medioevale
Vincencio,
di cui abbiamo un esempio d'uso in una
Carta Promissionis
dell'anno 1043 a Levate nel bergamasco: "Ani ab incarnacione
domini nostri Iesu Christi mileximo quadragesimo tercio, mense
iulius, indicione undecima. Promito adque spondeo me ego Bona et
Benedicto, sicut mater et filio, et Vincencio filio quondam
Andrei,...", ma potrebbe anche essere di origini toponomastiche
e derivare dal nome del paese di S. Pierino in Vincio nel
pistoiese. |
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VINCITORI
VINCITORIO |
Vincitori, molto molto raro, è toscano, Vincitorio è tipico di
Foggia e del foggiano, di San Marco in Lamis, Trinitapoli,
Rignano Garganico e San Severo, con un piccolissimo ceppo anche
a Napoli, dovrebbero derivare dall'antico nome italiano
Vincitorio,
una forma arcaica del nome Vittorio. |
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VINCIULLO |
Vinciullo, molto molto raro, è tipico dell'area che comprende il
messinese ed il catanese, dovrebbe derivare da un ipocoristico
di una forma contratta di Vincenzo.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Come prova la desinenza -ullo,
si tratta di un vezzeggiativo del cognome
Vinci. |
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VINCO
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Vinco è
specifico del veronese, dove è molto diffuso a Verona, ma è ben
presente anche a Bosco Chiesanuova, Pescantina, Grezzana, Cerro
Veronese, San Martino Buonalbergo e Negrar, di origini
etimologiche oscure, potrebbe forse derivare da un nome di
località. |
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VINDIMIAN |
Vindimian, molto raro, è specifico di Lavis in Trentino, la sua
origine dovrebbe essere dovuto ad un alterazione dialettale del
nome del paese di San Vendemiano nel trevigiano, probabile luogo
d'origine del capostipite, o del nome del colle di San
Vendemmiano in Trentino, in comune di Ivano Fracena, ma è pure
possibile, data la devozione in terra trentina per il culto di
San Vendemmiano che possa derivare direttamente dal nome del
capostipite cui fosse stato imposto proprio il nome di
Vendemiano,
divenuto poi per alterazioni dialettali
Vindimian. |
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VINGELLI |
Tipico di
Camerota (SA), diffusosi poi anche a Napoli, potrebbe derivare
da modificazioni del cognomen latino Virgelius. |
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VINOTTI
VINOTTO |
Vinotti,
molto raro, ha un ceppo nel savonese, uno nel pavese ed uno nel
basso trentino, Vinotto, altrettanto raro, è specifico dell'area
che comprende cuneese, savonese e genovese, potrebbero derivare
dall'aferesi di forme ipocoristiche del nome Giovine, tracce di
queste cognominizzazioni le troviamo nell'alessandrino a Merana
in un atto del 1674 quando risultano tra i capofamiglia un tale
Giovanni Battista Vinotto ed un Pietro Vinotto che giurano
fedeltà a Lelio Invrea feudatario del luogo, davanti al conte
Cesare Pietrasanta, conservatore del patrimonio, e al podestà di
Spigno. |
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VINTI
VINTO |
Vinti ha un ceppo importante a Perugia, presente anche nel
perugino, un piccolo ceppo a Napoli ed uno in Sicilia ad
Agrigento e Raffadali nell'agrigentino, a Palermo ed a Messina,
Vinto è assolutamente rarissimo, potrebbero derivare da
un'italianizzazione della contrazione aferetica del nome
germanico Svintruald,
o della forma apocopaica del nome sempre germanico
Vintharius,
di cui abbiamo un esempio nel X° secolo in un testo dell'Abbazia
di Chartres: "...Facit mannum opera; solvebat cc et xx
scintulos, pullos tres vestitos', requisitam avenae modium,
faciebat caplim; vinericia de carro dimidio. In Moris Villa
simili modo reddebant agricolae Balduinus, Vintharius,
Areharius, Fulcherius, Adalgrimus....".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Vinti è cognome siciliano che per Rohlfs 194 viene dal
siciliano 'vinti'
= venti. |
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VIO
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Specifico
veneziano, potrebbe prendere il nome dalla località San Vio di
Venezia. Tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel 1500
con il cardinale veneziano Tommaso De Vio. |
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VIOLA
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Assolutamente panitaliano, deriva dal nome Viola.
integrazioni fornite da
Andrea Balzarotti
La famiglia, di origine pugliese, divenne feudataria di
Terranova già nel 1537. Capostipite della casata fu infatti
Ferdinando I (1497 ? - 1556) che, distintosi nell'assedio
spagnolo di Tunisi del 1535 contro le armate del pirata Khair
ad-Din detto il Barbarossa, ottenne il riconoscimento di nobiltà
trasmissibile (R.I.D.1537). Suoi figli furono Valentina (1529 -
1556), Francesco (1536 - 1592) e Carlo (1538 - 1600), iniziatore
della linea siciliana. Figlo di Francesco fu Ferdinando II (1560
- 1615), padre a sua volta di Francesco I (1583 - 1647) che
sposò Maria Clementina Guarini, figlia di Guglielmo, e Ranieri
(1587 - 1642), iniziatore di un nuovo ramo che si stabilì a Roma
(non sussiste legame di parentela coi veneti Conti di
Campalto). Francesco I ebbe otto figli tra cui il primogenito
Carlo Filippo (1604 - 1671), a cui successe il figlio Francesco
II (1631 - 1695) che sposò Carolina Venturi, nata Baronessa di
Tuglie. A Francesco II seguirono Alfonso I (1663 - 1734),
Cesare Ferdinando (1684 - 1754), Alfonso II (1716 - 1778),
investito del Cavalierato del Sacro Militare Ordine
Costantiniano di San Giorgio su interessamento di Ferdinando
Vincenzo Spinelli, Principe di Tarsia, Ferdinando III (1742 -
1809), Cesare Luigi (1769 - 1837), Alfonso III (1803 - 1878),
Luigi Vittorio (1824 - 1888), segretario di Francesco di Paola
di Borbone - Napoli che fu Conte di Trapani e figlio di
Francesco I di Borbone - Napoli, arrivando sino ai giorni nostri
con la conservazione di tutti i rami. A seguito delle
deliberazioni del Regno d'Italia, con R.D. 1881, i discendenti
di tale casata godono dei titoli di Barone di Terranova, Signore
di San Simone, Signore di Masseria Donna Laura, Nobile, Nobile
Cittadino di Galatina, Nobile Cittadino di Nardò, Nobile
Cittadino di Collepasso. La baronia di Terranova venne concessa
il 12 Luglio 1692 su interessamento del Principe Antonio Carlo
Pignatelli d'Aragona che procedette al riconoscimento presso la
Santa Sede con autorizzazione di Innocenzo XII, anch'egli
appartenente ai Pignatelli di Spinazzola. La casata siciliana
gode del titolo della baronia di Fontana Rossa mentre quella
romana ha ottenuto da Clemente IX il privilegio del titolo della
contea di Castelforte.
Lo stemma consiste in un campo rosso all'albero di verde,
sradicato, sostenuto da due leoni controrampanti d'oro,
accompagnati in capo da due roselle canine con cinque petali al
naturale; il tutto è sormontato dal Capo dell'Impero su sfondo
d'oro all'aquila nera coronata e rivoltata a sinistra con le ali
abbassate. |
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VIOLANTE
VIOLANTI |
Violante è tipico del sud Italia, Violanti, molto più raro,
sembrerebbe laziale, derivano dal nome medioevale
Violante,
tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Solofra (AV)
nel 1500: "... Solofra steano ricchissimi de passa 12.000 ducati
come era mag. Geronimo de Violante, messere Berardino de
Violante et altri ricchissimi citatidini ...".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Violante è cognome calabrese e napoletano. Cfr.
Violand
cognome in Francia, Violant
in Catalogna. Rohlfs 275. |
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VIOLI
VIOLIN
VIOLINI
VIOLO
VIOLONI |
Violi ha un ceppo emiliano, soprattutto concentrato nel
parmigiano, reggiano e modenese, un ceppo romano ed un ceppo nel
reggino, Violin è tipico dell'area veneto, friulana, del
padovano e veneziano e del pordenonese ed udinese, Violini ha un
ceppo lombardo,piemontese, nella zona tra novarese, varesotto,
verbanese e comasco, un ceppo marchigiano, tra pesarese ed
anconetano, un ceppo romano ed uno nel nisseno, Violo è
specifico dell'area che comprende le province di Roma, Latina,
Frosinone e Caserta, con un ceppo anche nel trevisano ed uno nel
nisseno, Violoni, molto raro, ha un ceppo nel Piceno ed uno nel
romano, tutti questi cognomi, direttamente o tramite
ipocoristici o accrescitivi, dovrebbero derivare dal nome
medioevale, anche maschile,
Viola, nome che veniva usato
dai popoli germanici in epoca medioevale: "...Thorstein et
Thurida multos liberos habuerunt; Olavus Feilan, Viola dictus
est filius eorum...", a Roma, in epoca rinascimentale leggiamo
di un certo Nicola di maestro Antonio da Faenza dictus Viola,
macellaio, questi cognomi potrebbero in altri casi derivare
anche da nomi di località come la Val Viola in alta Lombardia,
il paese di Viola in Piemonte, nell'udinese e nel cosentino,
Viole nel perugino,Valle Viola nel latinense, Villa Viola nel
teramano o Piano Viole nel beneventano, o altri simili.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
II cognome Violi, documentato da diversi secoli tal quale, è
d'area emiliana. Non molto diffuso nel Modenese; registra
qualche presenza a Milano. Più che muovere dal nome proprio
Viola,
anche se nel dialetto il cognome suona
vjóla, o
dallo strumento, o dal nome locale
Viola,
sembra invece essere una forma aferetica del personale medievale
(Ga)viulus
(vedi Gavioli): quindi un patronimico. Fonte: Franco Violi:
Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996. |
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VIOTTI
VIOTTO |
Viotti è
abbastanza raro, con ceppi al nord in Piemonte, Liguria e
Lombardia, con ceppi anche nel Lazio ed in Calabria, Viotto ha
un ceppo nel torinese ed uno tra trevigiano e veneziano, in
alcuni casi potrebbero derivare da nomi di località come Viotto
di Scalenghe (TO), ma più probabilmente derivano da
modificazioni del nome medioevale Vitus. Tracce di questa
cognominizzazione le troviamo a Parma nella seconda metà del
1400 con lo il libraio e stampatore Zan Maria Viottus in uno
scritto si legge che nel 1507 esisteva in Parma, vicino alla
piazza Grande: "...una bottega degli heredi di Zan Maria Viotto
libraro...". |
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VIRDE
VIRDI
VIRDIS |
Tutti probabilmente sardi, Virde è specifico del nuorese, di
Silanus, Nuoro e Macomer, con presenze anche nell'oristanese e
nel Medio Campidano, Virdi, molto più raro, ha qualche presenza
in Sardegna e qua e là per l'Italia, Virdis è un cognome
tipicamente sardo, diffuso in tutta la Sardegna soprattutto nel
lato occidentale, dovrebbe trattarsi di una forma matronimica o
patronimica riferentesi alle famiglie dei figli di una o di un
Verde
nome medioevale italiano sia femminile che maschile, che
dovrebbe aver dato origine ai primi due, l'uso di questo nome
sia in Toscana che in Sardegna è riscontrabile almeno dal 1200.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
VIRDE; VIRDI; VIRDIS: virde,
birde, birdi, virdi, bidri, irdi, irde
(Irde è cognome) = verde;
dal latino viridis.
Imbirdigài = inverdire; concaìrdi (testa verde)= germano reale,
detto anche pibidoni. Su verdarollu = il verdone (uccellino).
Virde, Virdi e Virdis sono presenti come cognomi nei documenti
sardi sin dal periodo medioevale. Tra i firmatari della Pace di
Eleonora, LPDE, del 1388, troviamo: Virde Andrea, notario
civitate Arestanni *** Aristanni = Oristano: oltre l'elenco dei
nomi dei firmatari della PETIZIONE, segue. Omnes cives
mercatores et habitatores dicte civitatis.nisi pastores
bestiaminum et quorum dificulter demorari non
poterant.congregati. Porta la data : die XIIII mensis Januarii
M°. CCC°. LXXXVIII° et etc ; Virde Anthonio, ville Macumerii.
Virde Aramo, ville Macumerii; Virde Comita, jurato ville
Chelemale, * Chelemale.odierno Cheremule. Contrate Caputabas;
Virde Francisco, majore ville Silanus, * Silanus.odierno
Silanus. Castri Montis de Verro; Virde Joanne, jurato ville
Bonorbe, * Bonorbe...odierno Bonorva. Curatorie de Costa de
Valls; Virde Joannes, ville Sasseri, ** Sasseri.Sassari. Et nos
Pugioni Anthonius et De Lacon Salatinus, cives Sasseri, sindici,
actores et procuratores.Marrangòni Arsòcus potestas ac capitanus
civitatis Sasseri. Omnes cives congregatis in civitate Sasseri,
apud ecclesiam Sancte Caterine.presentibus Corda Jacobo,
Magnispesa Francisco, De Mascara Francisco. In die XIII mensis
Januarii MCCCLXXXVIII - 1388; Virde Juliano, majore ville Burgi,
* Burgi de Gociano...odierna Burgos - fondata da Mariano IV,
padre di Eleonora. Curatorie de Anella; Virde Margiani - ville
de Balamic, * Balamic.distrutto - Balamune? (Contrate Montis
Acuti); Virde Michele, ville Semestene; * Semestene...odierno
Semestene. Curatorie de Costa de Valls ; Virde Petro, jurato
ville Cossein, * Cossein.odierno Cossoine. Contrate Caputabas;
Virde Petro, majore curie de Sacargia; * Curie de Sacargia.curia
di Saccargia: distrutto - presso Codrongianus (Spano); Virdi
Arsoco, ville Muores * Muores...odierno Mores(Meylogu). Contrate
de Ardar et Meylogu ; Virdi Gavino, jurato ville Muores ; Virdi
Luisio, jurato ville Oddini; * Oddini .distrutto (anche Ollini),
del Salto di Orotelli. Curatorie Dore; Virdi Nicolao, jurato
ville Fodorachi; * Fodorachi.distrutto: villaggio del Meylogu.
Contrate de Ardar et Meylogu; Virdi Nicolao, ville Gunnannor; *
Gunnannor.odierno Bonnannaro(Meylogu). Contrate de Ardar et
Meylogu; Virdis Lunario, Burgi Castri M. Regalis; ** Burgi
Castri Montis Regalis - Castello di Monreale (Sardara); Virdis
Matheo, ville Poupo; * Poupo. o Pupus? Distrutto. Partis de
Montibus; Virdu (sic) Joanne - de Castri Januensis ; ** Castri
Januensis Civitas (Castel Genovese - Castel Sardo). Omnibus
habitantibus .in ville de Coginas ... die undecima januarii
.1388, in posse De Valle Anthoni filii. Nel Condaghe di San
Nicola di Trullas, CSNT, XI°, XIII° secolo, troviamo: Virde
(Birde) Comita (317/318): è membro della Commissione che
stabilisce il prezzo della terra, in una compera (318):
comporaili a Furatu Pianu binia (una vigna) in Balle de Nuke
(probabilmente in territorio di Semestene), termen (confinante)
a ssa de Sanctu Nicola ; et ego deivili .I. boe domatu et .I.
bacca (ed io gli diedi in cambio un bue domato ed una vacca).
Testes (testimoni) ki apprethavan sa vinia( che stabilivano il
prezzo della vigna) : Comita Virde e Petru Virde, socroniu
(consuocero) di Furatu Pianu. Nel CSNT sono pure citati, Virde
Furata, serva di S.N. in comproprietà con donnu Petru d'Athen ;
Virde Maria, serva di S. N. insieme alla sua figliolanza (su
fetu); Virde Presnaki, che dona una vigna in Consedin (l'attuale
Cossoine) a San Nicola. Nel Condaghe di Santa Maria di
Bonarcado, CSMB, XI°, XIII° secolo è citato Virdis (Birdis)
Furatu (23/ 221): ego Furadu Birdis, ki mi converso ego et
mugere mia ( insieme a mia moglie, mi rimetto nelle mani di Dio
e di Santa Maria) a boluntade de pari, in manu de Deus e de
Sancta Maria de Bonarcadu, et de issu priore donnu Nicolau et
dessos managos suos pro sa vida et pro sa morte ponimus omnia
appidu cantu amus poter acatare finas a sa morte nostra (tutto
quanto possediamo) ; domos et corte ki amus sa villa de Senuski
terras e binias et causa canta amus avere intro de domu (case e
cortili nel villaggio di Senuski terre e vigne etutto ciò che
abbiamo in casa etc.) intro de domo e foras de domo totu lu
damus a sancta Maria de Bonarcadu.
Nella storia viene ricordato Virde Antioco, sassarese, figlio
del nobile Andrea, visse in periodo spagnolo del Regno di
Sardegna. Nel 1547 acquistò dai Villamari, l'incontrada di Oppia
che in seguito passò ai Manca Cedrelles. Ricordiamo inoltre
Virde Giovanni Francesco, di Sassari, vissuto nel periodo
spagnolo del Regno di Sardegna ; nel 1580 ereditò il feudo di
Pozzomaggiore dai Melone. Nel 1585 acquistò il salto della
Minerva (una bellissima tenuta di 2 mila ettari in territorio di
Villanova Monteleone). La famiglia si estinse nel XVII° secolo e
i feudi dei Virde passarono , per matrimonio ai Ledà, potente e
nobile famiglia sassarese del periodo sapgnolo e poi sabaudo del
Regna di Sardegna. Attualmente il cognome Virde è presente in 28
Comuni italiani, di cui 11 in Sardegna : Silanus 34, Nuoro 23,
Macomer 11, etc. Nella penisola roma ne conta 5. Il cognome
Virdi è presente in 14 Comuni italiani, di cui solo uno in
Sardegna : Cagliari con 3. Il cognome Virdis, il più diffuso dei
tre, è presente in ben 269 Comuni italiani, di cui 112 in
Sardegna: Sassari 241, Cagliari 124, Usini 80, Ittiri 69,
Guspini 65, etc. Nella penisola Roma ne conta 103, Torino 24,
Milano 23, Genova 9, etc. |
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VIRDONE |
Virdone, estremamente raro, è siciliano, della parte meridionale
del catanese, potrebbe essere di origini germaniche e derivare
da una forma accrescitiva del termine germanico
wirt (oste),
indicando forse che il capostipite fosse un cantiniere piuttosto
grosso di corporatura. |
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VIRGILLITO
VERGILLITO |
Vergillito, quasi unico, è dovuto probabilmente ad un errore di
trascrizione di Virgillito che è specifico del catanese, di
Paternò in particolare, dovrebbe derivare da una modificazione
dialettale del nome Virgilio o meglio da una forma patronimica e
il suffisso -ito
starebbe per figlio di. |
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VIRGINIO |
Virginio è tipicamente friulano, di Bagnaria Arsa nell'udinese
in particolare, dovrebbe derivare dal cognomen latino
Virginius,
probabilmente portato dal capostipite o dal nomen gentilizio
della Gens Virginia.,
una gens patrizia risalente almento al V° secolo a. C.. (vedi
anche VERGINE) |
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VIRGOLA
VIRGOLI |
Virgola, assolutamente rarissimo, potrebbe essere del centro
Italia, Virgoli, altrettanto raro, sembrerebbe del parmense, con
qualche presenza a Neviano degli Arduini e Traversetolo,
dovrebbero derivare da un soprannome derivato da un diminutivo
del vocabolo latino virga
con il significato di piccola
verga o frusta, forse riferito
a capostipiti che di mestiere facessero i pastori e fossero
soliti usare una piccola verga nel loro lavro. |
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VIRGULTI
VIRGULTO |
Virgulti ha un ceppo ad Ascoli Piceno ed uno a Guidonia
Montecelio e Roma nel romano, Virgulto, molto più raro, ha
qualche presenza nel Lazio, un piccolo ceppo a Lecce e presenze
in Sicilia, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Virgultum,
con il significato di giovane
erede di una famiglia. |
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VIRI
|
Viri, assolutamente rarissimo, è laziale, di Roma ed Affile nel
romano e di Ripi nel frusinate, dovrebbe derivare dal termine
latino Vir,
Viris
(uomo nel senso migliore del
termine), forse a
caratterizzare il capostipite come una persona decisamente
degna. |
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VIROLI
|
Specifico
del forlivese e cesenate, dovrebbe derivare da un nome di
località Virolo o Virola, come ne esistono in Toscana ed in
Emilia oltre che in altre regioni italiane. |
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VIRTUANI |
Molto
raro è specifico del sudmilanese. |
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VIRZI
VIRZÌ
VIRZIO
VIRZO |
Virzio ormai scomparso è originario del Friuli, Virzi è molto
raro, dovrebbe trattarsi di un errore di trascrizione del molto
più comune Virzì che è sicuramente di origine siciliana, Virzo
assolutamente rarissimo sembra essere napoletano, dovrebbero
derivare dal cognomen latino
Virzius (Virtius),
di cui si hanno tracce fin dal primo secolo dopo Cristo, in
un'ara funebre, in Friuli, compare il nome di Lucio Virzio
Albino e nell'eruzione vesuviana del 79 d.C. perisce un tal
Marco Virzio che viene commemorato in un monumento funebre
dell'epoca: "mil(iti) [l]eg(ionis) I Traian(ae) annor(um) XXI
M(arcus) Virtius Procu(lus) pater fecit ", si deve prendere
anche in considerazione una non solo possibile, ma addirittura
probabile, derivazione da una modificazione dialettale del
termine grecolatino birseus
(conciatore, chi concia le pelli)
e starebbe quindi ad indicare il mestiere del capostipite. |
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VISALLI |
Visalli ha un grosso ceppo a Messina e nel messinese, a Rometta,
Milazzo, Monforte San Giorgio e Torregrotta, con un ceppo anche
a Palermo ed a Catania e Siracusa, potrebbe derivare dal nome
arabo Wisal,
o anche dall'italianizzazione del cognome spagnolo
Visalho,
che sembrerebbe da quello derivato. |
|
VISANI
VISANO |
Visani è tipico dell'area che comprende l'alto fiorentino, il
bolognese, il forlivese e cesenate ed il ravennate e dovrebbe
derivare dal nome del paese di Visano vicino a Palazzuolo sul
Senio nel ravennate, con un piccolo ceppo anche nel basso
bresciano e mantovano, che potrebbe derivare dal toponimo Visano
nel bresciano, Visano, quasi unico, sembrerebbe dell'udinese,
che potrebbe derivare da un'alterazione del cognomen latino
Vipsanius. |
|
VISCA
VISCHI
VISCO |
Visca ha un ceppo ligure,piemontese ed uno nell'aquilano e
nell'area laziale del romano, latinense e frusinate, Vischi ha
un ceppo pugliese a Bari, Visco è tipicamente campano, molto
diffuso a Napoli e Vico Equense nel napoletano, a Cervino nel
casertano ed a Salerno, Agropoli, Angri e Battipaglia nel
salernitano, dovrebbero derivare da soprannomi legati a forme
dialettali aferetiche originate da alterazioni del vocabolo
latino episcopus
(vescovo).
(vedi anche VESCHI) |
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VISCIDI
VISCIDO
VISCITO |
Viscidi, estremamente raro, è probabilmente dovuto ad errori di
trascrizione di Viscido, che è tipicamente campano, del
salernitano in particolare, di Salerno, Olevano sul Tusciano,
Battipaglia, Pontecagnano Faiano, Acerno e Montecorvino Rovella,
con un ceppo anche a Calabritto nell'avellinese ed a Napoli e
Casalnuovo di Napoli, Viscito è specifico del salernitano, di
Cava de' Tirreni in particolare e di Salerno, dovrebbero
derivare, anche attraverso modificazioni dialettali, dal
soprannome e nome medioevale
Viscidus di cui abbiamo un
esempio in un atto del 1176 a Cava de' Tirreni: "...Matheus qui
dicitur Viscidus filius quondam Ademarii qui fuit filius
Landukfi comitis coniunctus...". La casata dei Viscido, di
origine longobarda, con il titolo di Conti tenne il feudo di
Nocera fin dal XII° secolo.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Viscido è cognome lucano presente a Lauria, Vìscito a Potenza,
Sapri, Vìscido a Lauria; cfr. Vìscido cogn. anche cal. e a
Napoli: cal. vìscitu
'viscido'.
Rohlfs, Cognomi lucani. |
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VISCONTI
VISCONTINI
VISCONTINO |
Visconti
ha un nucleo nell'Italia nordoccidentale, ma presenta ceppi
anche nel Lazio, in Campania, in Puglia ed in Sicilia,
Viscontini, estremamente raro sembrerebbe tipico del sudmilanese
e cremasco, Viscontino decisamente rarissimo dovrebbe essere
tipico del biellese.
Tutti
questi cognomi derivano dal vocabolo medioevale vice comes
(visconte), in alcuni, rari, casi è un'effettiva attestazione di
nobiltà, più frequentemente è legato invece ad una qual
relazione con una famiglia vicecomitale, o in qualità di
servitori o di soldati, in alcuni casi deriva da toponimi quali:
Castelvisconti (CR), Grazzano Visconti (PC), Gudo Visconti e
Motta Visconti (MI), Massino Visconti (NO), ecc. |
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VISCUSI
VISCUSO |
Viscusi sembrerebbe tipicamente campano, del beneventano in
particolare parrebbe proprio di Sant`Agata De` Goti, Frasso
Telesino, Moiano e Limatola, con presenze significative anche a
Caserta e Napoli, con ceppi anche nel Lazio a Roma, Latina,
Pomezia, Aprilia e Frascatied uno a Monsummano Terme nel
pistoiese, Viscuso è invece decisamente siciliano, soprattutto
del catanese, di Catania, Aci Castello, Mascalucia e
Misterbianco e di Bagheria (PA) e Palermo, l'origine di questi
cognomi è oscura, si potrebbe ipotizzare una derivazione da nomi
di località caratterizzati dalla presenza di un bosco,
attraverso betacismo di una forma dialettale, ma è un'ipotesi
tutta da confermare, un'altra ipotesi potrebbe essere quella di
una connessione con il termine latino
episcopus
dopo profonde modificazioni dialettali.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Viscuso è presente a Catania, Messina, Mascalucia. Viene dal
siciliano 'viscusu'
= viscoso,
tenace.
Cfr. Viscusu è anche contrada di Ucrìa (ME) Rohlfs 195. |
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VISENTIN
VISENTINI
VISINTIN
VISINTINI |
Visentin
è tipico veneto, Visintin è più friulano e triestino, Visentini
oltre al basso Veneto occupa anche il mantovano ed il ferrarese,
Visintini è friulano e triestino, dovrebbero derivare
dall'etnico dialettale veneto vicentini. Tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo in un atto processuale del 1614 a
Venezia relativo ad un fatto avvenuto a Raspo in Istria,
leggiamo: "...tanto che trattenuto dal quondam messer Gierolimo
Visentin...con dir che forse esso dottor l'haverebbe messa
all'honor del mondo. Et così essa mia figliola finalmente fece
una putta, latandola buon...". |
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VISICARO
VISOCARO |
Visicaro è tipicamente siciliano di Messina, Visocaro è
tipicamente siciliano anch'esso, di Mezzojuso nel palermitano e
di Palermo, dovrebbero derivare dal nome arcaico
Visocaro
attribuito a figli molto attesi e molto amati.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Visocaro è cognome di Palermo da 'viso
caro' o piuttosto forma
corrotta da Fisicaro
attraverso il cognome Visicaro.
Caracausi 1714. |
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VISIGALLI |
Tipico
del sudmilanese, lodigiano e cremonese, potrebbe derivare da un
nome come Vincigalli, cioè colui che ha battuto i Galli. |
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VISIOLI |
Visioli è specifico di Casalmaggiore nel cremonese, con ceppi
secondari anche a Milano, Viadana nel mantovano e Castelnuovo
Bocca d'Adda nel lodigiano, ed a Parma, potrebbe derivare da un
ipocoristico di una forma aferetica del nome
Alvise,
se così fosse si potrebbe ipotizzare un'origine emiliana. |
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VISMARA |
Tipico delle province di Milano, Bergamo, Lecco e Como, dovrebbe
derivare dal nome beneaugurale tardo latino
Vincimala
(che vince i mali). |
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VISOCCHI |
Visocchi
è tipico del frusinate ai confini con l'iserniese, di Atina e
Cassino nel frusinate e di Venafro nell'iserbniese, dovrebbe
essere di origini istriane e derivare da Visoki un paese
dell'attuale Bosnia, probabilmente il luogo d'origine dei
capostipiti. |
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VISONA
VISONA' |
Visona,
estremamente raro, tipico di Valdagno, è un alterato di Visonà,
che è caratteristico del vicentino, di Valdagno in particolare e
di Vicenza, Cornedo Vicentino, Schio, Villaverla e Montecchio
Maggiore, e che dovrebbe derivare dal nome della contrada
Visonà, una frazione di Valdagno posta a circa due chilometri ad
ovest del centro cittadino. |
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VISONE
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Visone è
tipico di Napoli, Casalnuovo di Napoli, Pomigliano d'Arco,
Ottaviano, Pozzuoli, Sant'Anastasia, Marano di Napoli e di tutto
il napoletano. |
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VISSANI |
Abbastanza raro è tipico del maceratese, dovrebbe derivare dal
toponimo Visso (MC).
integrazionie fornite da
Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
cognome regionale delle Marche, presente però anche se molto
sporadico in Umbria. E' diventato noto grazie al cuoco
Gianfranco Vissani. In passato però l'aggettivo vissano era
attribuito a una razza di pecore provenienti in origine da Visso
(MC). |
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VISSIO
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Vissio è un cognome specificatamente piemontese, del cuneese e
di Fossano in particolare con presenze significative anche a
Sant`Albano Stura, Bene Vagienna e Salmour, potrebbe derivare
dal nome latino Vicius,
ma molto più probabilmente deriva dall'aferesi del nome
medioevale Ludovisius. |
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VISTARINI
VISTARINO |
Vistarini, molto raro, ha un ceppo a Rivanazzano nel pavese, con
presenze nel lodigiano e nel milanese, Vistarino, praticamente
unico, dovrebbe essere dovuto ad un errore di trascrizione del
precedente, che dovrebbe derivare dal nome del paese di
Vistarino nel pavese, il cui toponimo potrebbe derivare dal
cognomen latino Vestorinus.
L'ipotesi di una derivazione da un'ipotetica frase del
Barbarossa che avrebbe ordinato "vi
starete" ad un suo cavaliere
con l'ordine di fermarsi in una località è priva di qualsiasi
fondamento perchè il Barbarossa si sarebbe espresso in latino
hic manete
(rimanete qui),
o in tedesco beiton
(voce a.a.t divenuta poi bleiben
(restate)
hera
(voce a.a.t divenuta poi hier
(qui). |
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VISTORI |
Vistori, quasi unico, sembrerebbe specifico dello spezzino,
dovrebbe derivare dal nomen latino
Vistorius,
ricordiamo con questo nome Caius Vistorius Prisco ricordato in
una lapide nel napoletano, esiste anche la possibilità che
derivi dal nome arcaico del paese di Vistrorio nel torinese. |
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VITA
VITI
VITO |
Vita è presente a macchia di leopardo in tutt'Italia, e potrebbe
derivare da toponimi come Vita (TP) o altre località contenenti
quella radice, Viti, abbastanza comune, è tipico della Toscana e
del Lazio, Vito, molto meno diffuso, è specifico del napoletano
e casertano, con un ceppo anche nel cosentino, che potrebbe
derivare da toponimi come Rovito (CS) o Malvito (CS), sono molto
antichi e dovrebbero prevalentemente derivare dal cognomen
latino Vitus
o dall'apocope di nomi come
Vitale
o dall'aferesi di nomi come
Bonavita
. In un atto del mese
di maggio del 1061 conservato nell'archivio di stato di Brescia,
si legge: "...cum confinibus, terminis, accessionibus et cetera,
et ut in ipso instrumento rogato per Vitum notarium et
transcripto per Benevenutum Oxelle et Ubertum de Dario ...".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Viti è cognome d'origine patronimica, dal nome proprio medievale
Vitus,
lat. (A)vitus. |
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VITACCA
VITACCHI
VITACCHIO
VITACCO |
Vitacca ha un ceppo a Calvello nel potentino ed uno a Ginosa e
Taranto nel tarentino, Vitacchi è unico, Vitacchio, estremamente
raro, sembrerebbe del vicentino, Vitacco, quasi unico, parrebbe
lucano, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Vitachus,
Vitacha,
di cui abbiamo un esempio d'uso in questo atto del 1084: "..Alio
ero, qui misit domina Vida ad latus domino Vitaco. Alio ero
inter ambos rivos ad latus domino Vitaco. Alia serna in arenalem
inter ambas vias. Alia serna in ripa Velita, Alia serna in costa
de Arco. Alia serna iuxta via de mercato. ..", nome che deriva
da una forma ipocoristica medioevale in
-cchio
riferita al nome medioevale latino
Vitus o
al nome germanico Wido. |
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VITAGLIANA
VITAGLIANI
VITAGLIANO
VITALIANI
VITALIANO |
Vitagliana è quasi unico, Vitagliani, assolutamente rarissimo,
parrebbe avere un ceppo nell'aquilano ed uno nel foggiano,
Vitagliano ha un ceppo campano, soprattutto concentrato nel
napoletano, un piccolo ceppo nel foggiano e nel barese ed in
Sicilia uno nel catanese ed uno nel palermitano, Vitaliani ha un
piccolo ceppo veneto nell'area padovano, vicentino, veneziana,
uno a Forlì ed uno a L'Aquila, Vitaliano ha un ceppo romano, uno
nel salernitano a Cava de` Tirreni, Nocera Superiore e Nocera
Inferiore ed uno a Girifalco nel catanzarese, dovrebbero
derivare dal cognomen latino
Vitalianus di cui abbiamo un
esempio in un'antica lapide romana di età imperiale: "ex
coh(orte) (milliaria) Mauro/rum vixit annos LX / Cla(udius)
Vitalianus mil(es) / coh(ortis) N filius et Fl(avia) Mar/cella
coniux posuit / Ael(ius) Iucundianus Ael(ius) / Valerianus
milites". |
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VITALE
VITALETTI
VITALI
VITALINI
VITALONE
VITALONI
VITALUCCI |
Vitale è panitaliano, con prevalenza al sud, Vitaletti ha un
ceppo nell'anconetano, in particolare a Sassoferrato, ed uno a
Roma, Vitali è specifico del centro nord, Vitalini è rarissimo è
sembra specifico del sondriese, Vitalone ha un nucleo napoletano
ed uno calabrese a Sinopoli (RC), Vitaloni, molto raro, ha un
nucleo nel sudmilanese e lodigiano, con possibili ceppi
nell'anconetano, nel massese e nel ternano, Vitalucci, molto
raro, è decisamente marchigiano, di Frontone e Serra
Sant'Abbondio nell'urbinate, derivano tutti, direttamente o
tramite ipocoristici, dal cognomen latino
Vitalis o
Vitalianus.
Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio in
Calabria a Sinopoli nella prima metà del 1600 un certo Gustino
Vitalone e Maestro e Procuratore della Confraternita del Santo
Spirito. |
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VITANTONI
VITANTONIO |
Vitantoni, assolutamente rarissimo, è di probabili origini
molisane come Vitantonio che sembrerebbe specifico di
Ripalimosani (CB), dovrebbero derivare dal nome Vitantonio,
comparso sembra attorno alla fine del 1500, composto da Vito ed
Antonio, di quest'uso abbiamo un esempio a Monopoli (BA) in uno
scritto del 1610: "...Cajasso ne fe l'appaldo per la costruzione
della medesima con i murarj Vitantonio, e Giannantonio
Maiellaro..:". |
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VITARI
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Molto
raro è sicuramente lombardo, dovrebbe derivare dal cognomen
latino Vitus. |
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VITATERNA |
Vitaterna, molto molto raro, è specifico del Lazio, dovrebbe
derivare da un nome gratulatorio medioevale,
Vitaaeterna,
attribuito al figlio come augurio di una vita eterna nella
Grazia del Signore. |
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VITE
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Vite, assolutamente rarissimo, parrebbe originario del
cosentino, di Rende e Marano Marchesato, presenta anche un
piccolissimo ceppo in Sicilia nel palermitano, potrebbe derivare
da forme alterate del nome Vito
(vedi VITA), ma è pure possibile che derivi da un soprannome
legato al termine vite
(pianta che produce l'uva). |
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VITELLESCHI
VITELLI
VITELLIO
VITELLO
VITELLOZZI |
Assolutamente
rarissimo Vitelleschi è forse laziale, tipico del centrosud
Vitelli, rarissimo è più propriamente del sud Vitellio, Vitello
è tipico siciliano, dell'agrigentino in particolare, Vitellozzi,
molto raro, ha un ceppo nell'aretino ed uno a Roma, dovrebbero
derivare dal nomen latino Vitellius, portato ad esempio da Aulus
Vitellius (15-69 dC) che venne fatto imperatore di Roma nel 69
d.C., tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Perugia
nel 1200 con il cancelliere del Comune di Perugia Bovicello
Vitelli, nel 1300 Bonifacio Vitelleschi è Castellano di Corneto
in Cencelle (RM), più tardi, in Toscana verso la metà del 1500
il marchese Chiappino Vitelli è signore di Cetona (SI) su
cessione del Granduca di Toscana Cosimo De Medici, dal 1599 al
1603 in Abruzzo il Barone Ferrante Vitelli tiene il feudo di
Paganica (AQ).
integrazioni fornite da
Vincenza Magi
I Vitelli furono prima di tutto signori di Città di Castello
dove si trovano i loro bellissimi palazzi rinascimentali; la
famiglia ha origine nella frazione di Selci del comune di San
Giustino umbro, divenuti ricchissimi con il commercio di
bestiame si trasferirono nella vicina Città di Castello dove
risultano già fin dal medioevo e dove parteciparono alle varie
lotte per il governo della città, combattendo anche contro il
papa,un componente della famiglia di nome Vitello diede il
cognome ai discendenti. Appartennero alla famiglia famosi
condottieri di ventura i più conosciuti sono Niccolò, Vitellozzo
fatto uccidere da Cesare Borgia e Alessandro che fece costruire
per la moglie Angela dei Rossi di San Secondo il bel palazzo ora
pinacoteca comunale, suo figlio fu il cardinale Vitellozzo. La
famiglia è estinta nei Boncompagni Ludovisi. Da un ramo
collaterale ha origine la famiglia Vitelleschi. |
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VITERBI
VITERBO |
Viterbi,
assolutamente raro, parrebbe del milanese e dovrebbe trattarsi
di una modificazione in sede di trascrizione del cognome
Viterbo, che ha un ceppo a Bari e nel barese ed un ceppo a
Lamezia Terme nel catanzarese, tipico cognome ebraico, deriva
dal nome della città di Viterbo. |
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VITIELLO |
Specifico
del litorale Lazio-campano, dovrebbe derivare dal cognomen
latino Vitelius. |
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VITOLI
VITOLO
VITULLI
VITULLIO
VITULLO
VITULO |
Vitoli, quasi unico, è probabilmente dovuto ad un'errata
trascrizione di Vitolo, che è tipicamente campano, del
casertano, napoletano e salernitano in particolare, Vitulli ha
un ceppo tra teatino e campobassano, uno tra barese, tarentino e
materano, uno a Napoli ed uno a Roma, Vitullio è praticamente
unico, Vitullo ha un ceppo romano ed uno tra teatino ed
iserniese, Vitulo, molto raro, è tipicamente veneto, dovrebbero
derivare da forme ipocoristiche più o meno dialettali del nome
Vito,
ma è anche possibile, ed in alcuni casi probabile, un'origine
più antica dal nome latino
Vitulus (vitello)
di cui abbiamo un esempio nell'Ab
Urbe condita di Tito Livio:
"...Sacerdotes publici ea pestilentia mortui sunt, Cn. Servilius
Caepio pontifex, pater praetoris, et Ti. Sempronius Ti. f.
Longus decemvir sacrorum, et P. Aelius Paetus augur, et Ti.
Sempronius Gracchus, et C. Mamilius Vitulus curio maximus...",
l'alta diffusione , in epoca romana, del cognomen
Vitulus
in tutto il Sannio ed anche nel Veneto fa propendere per questa
seconda ipotesi. |
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VITRANI |
Vitrani ha un ceppo in Puglia nel barese a Barletta in
particolare, ma è ben presente anche a Canosa di Puglia e Bari,
esiste anche un ceppo triestino, dovrebbe derivare da Vetrana,
il nome antico dell'odierna Avetrana nel tarantino, ma è pure
possibile una derivazione, più probabile per il ceppo triestino,
dal nome medioevale latino di origine gotogermanica
Vitranius,
nome portato ad esempio dal prelato che fu vescovo di Treviri in
Germania dal 365 al 384, e successivamente da un importante
storico medioevale.
informazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Vitrani è cognome barese derivato dalla forma base
Vetere,
dal latino vetus/veteris
= vecchio.
Minervini 508. |
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VITRANO |
Vitrano,
è specifico dell'area siciliana del palermitano di Palermo e
Misilmeri in particolare, dovrebbe derivare dall'antico nome di
Castrum vitranum, l'attuale Castelvetrano nel trapanese,
indicandolo probabilmente come il luogo d'origine dei
capostipiti. |
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VITTI
VITTO |
Vitti sembrerebbe di origini pugliesi, anche se potrebbe essere
presente anche un ceppo nel frusinate, Vitto è decisamente
pugliese, del barese e del leccese, dovrebbero derivare da una
variazione del cognomen latino
Vitus, viene anche proposta
un'improbabile teoria che lo farebbe derivare dal vocabolo
latino victi
(vinti).
Un possibile ceppo secondario in Lombardia si potrebbe
ipotizzare, vista la presenza nel 1600, nella città di Bergamo,
di uno scrittore di nome Ottavio Vitti. Sembrerebbe esistere
anche un ceppo trentino che potrebbe anche non essere
secondario, ma connesso al ceppo bergamasco.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Vitti e Vitto sono cognominizzazioni del nome apocopato
Vittorio
oppure dal soprannome Vitto
da 'vitto'
(< lat. victum,
derivato di 'vivĕre')
= cibo,
dato forse a un bambino che sarebbe divenuto il sostegno (vitto)
della famiglia. Fonte: P. Minervini, Diz. cogn. pugliesi, 515. |
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VITTONE
VITTONI |
Vittone è tipicamente piemontese, del torinese e cuneese
soprattutto, Vittoni ha un ceppo nel verbanese e novarese ed uno
lombardo nel bresciano, dovrebbero derivare da modificazioni
dialettali del nome personale germanico
Wido,
Widonis. |
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VITTORE
VITTORI
VITTORINI
VITTORINO
VITTORIO |
Vittore è tipico del barese, di Sammichele di Bari in
particolare, Vittori, molto più diffuso, ha ceppi in Lombardia,
in Friuli nel goriziano e nel triestino, in Romagna nel
forlivese, cesenate e riminese, e soprattutto è molto radicato
nella fascia che comprende il Piceno, l'Umbria e tutto il Lazio,
Vittorini ha un ceppo nel maceratese, uno importante abruzzese a
L'Aquila, Teramo e Vasto nel teatino ed uno a Roma e nel romano,
Vittorino, abbastanza raro, ha un ceppo nel salernitano, uno nel
cosentino ed uno in Sicilia tra palermitano e trapanese,
Vittorio ha un ceppo nell'udinese, uno a Roma, uno a Napoli e
nel napoletano ed uno a Catania e nel catanese, dovrebbero tutti
derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dal cognomen
latino Victor
che significa il vincitore, il
vittorioso, o dai suoi derivati
italiani Vittore
o Vittorio,
non è da escludere anche una possibile derivazione dai molti
toponimi dedicati a San Vittore, come a solo titolo di esempio
San Vittore (FC), (PG) o (AN) o San Vittore del Lazio nel
frusinate e San Vittore Olona nel milanese. |
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VITTORIA |
Vittoria
ha un ceppo a Forno di Zoldo nel bellunese, uno a Roma, uno a
Palena nel teatino, uno a Napoli, con presenze significative
anche a Marano di Napoli e Pozzuoli nel napoletano ed uno ad
Avella nell'avellinese ed a Maddaloni nel casertano, ed uno a
Comiso, Vittoria e Santa Croce Camerina nel ragusano ed a Castel
di Iudica nel catanese, dovrebbero derivare dai vari toponimi
contenenti la radice Vittoria presenti in tutt'Italia, come
Vittoria nel ragusano, o Madonna della Vittoria nel teatino o
altri simili, ma è pure possibile che in alcuni casi si tratti
di forme matronimiche originati da capostipiti di nome Vittoria. |
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VITTORIANO |
Assolutamente rarissimo, deriva dal cognomen latino Victorianus. |
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VITTORIOSA
VITTORIOSI
VITTORIOSO |
Vittoriosa, quasi unico, dovrebbe essere meridionale,
Vittoriosi, assolutamente rarissimo, ha qualche presenza in
Toscana, nell'iserniese e nel napoletano, Vittorioso, abbastanza
raro, ha un ceppo a Roma, uno piccolissimo in Campania e
presenze in Puglia, in Calabria ed in Sicilia, potrebbe
trattarsi di forme etniche riferite a capostipiti provenienti da
paesi contenenti la radice Vittoria nel loro nome, ma potrebbero
anche derivare dal nome e soprannome medioevale
Victoriosus,
di cui abbiamo un esempio d'uso a Pisa nel 1300 con un tale
Victoriosus Ser Guidonis de Cascina, citato in un atto. |
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VITUCCI
VITUCCIO |
Vitucci ha un piccolo ceppo abruzzese, tra teatino ed aquilano,
un ceppo romano, uno napoletano, ma il nucleo è nel barese con
piccole presenze anche in Basilicata, Vituccio, praticamente
unico, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione,
dovrebbero derivare da modificazioni ipocoristiche del cognomen
latino Vitus
(vedi anche VITA). |
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VITULANO |
Vitulano è diffuso in Campania, in particolare a Boscotrecase,
Boscoreale e Napoli nel napoletano, a Morcone nel beneventano ed
a Scafati nel salernitano, ed in Puglia a Manfredonia e San
Severo nel foggiano e Molfetta nel barese, dovrebbe derivare dal
toponimo Vitulano nel beneventano, probabile luogo d'origine
della famiglia.
informazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Vitulano, frequentissimo in Puglia e Campania, forse dal
toponimo Vitulano nel beneventano. In passato detta
Viturano,
dal latino Veturianum,
derivato da un nome di famiglia, quello dei
Veturii
romani. |
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VIVALDI
VIVALDINI
VIVALDO |
Vivaldi sembra avere due nuclei, uno trentino ed uno in Liguria
ed alta Toscana tirrenica, Vivaldini parrebbe del mantovano,
Vivaldo, rarissimo, sembra decisamente ligure della zona al
confine con il cuneese, derivano dal nome medioevale germanico
Vivaldus che si è poi trasformato in Vivaldo e quindi in Ubaldo,
si ricorda san Vivaldo vissuto alla fine del 1200. Personaggio
famosissimo fu Antonio Vivaldi, compositore e violinista, che
nacque a Venezia nel 1678. In un atto conservato presso
l'Archivio Arcivescovile di Pisa si legge: "...«Vivaldus
camerarius (...) relocavit et relocationis titulo dedit et
firmavit Gualando, baractulario...".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Vivaldi deriva dal personale germanico
Vivard,
dalle radici 'viv'
di difficile interpretazione +
hardu =
duro. |
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VIVANTE
VIVANTI |
Vivante sembrerebbe di origini abruzzesi, di Manoppello nel
pescarese e di Chieti, Vivanti è decisamente laziale, di Roma in
particolare, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Vivantius,
ricordiamo con questo nome
Vivantius episcopus di Vergiac
nella metà del 1100. |
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VIVARDI |
Assolutamente rarissimo, sembra napoletano, dovrebbe derivare
dal nome germanico Wivhard. |
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VIVENTI
VIVENZA
VIVENZI
VIVENZIO |
Viventi,
rarissimo, sembra specifico del viterbese, Vivenza, rarissimo,
sembra del torinese, Vivenzi è raro ed è tipico del bresciano,
Vivenzio, più raro sembra essere napoletano, derivano dal nome
latino Viventius di cui si hanno tracce nel IV° secolo come
viene riportato nelle Historiae di Ammiano Marcellino
:"...advenit successor eius ex quaesitore palatii Viventius
integer et prudens Pannonius, cuius administratio quieta fuit
..."; (Viventius originario di Siscia (la Segestica dei Celti),
l'attuale Sisak in Croazia, fu questore del sacro palazzo e
divenne prefetto urbano nel 366 d.C.). |
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VIVIAN
VIVIANA
VIVIANI
VIVIANO |
Vivian
è decisamente venetyo, del vicentino e del veneziano, con ceppi
anche tra trevisano e pordenonese, Viviana è quasi unico,
Viviani è tipico della Lombardia orientale e veronese, ha un
nucleo anche nella fascia che va da La Spezia a Firenze, Viviano
ha un ceppo nel salernitano ed uno nella Sicilia
centrooccidentale, nel palermitano in particolare, derivano dal
cognomen tardo latino, di derivazione gallica
Vivianus,
Viviana
di cui abbiamo un esempio in una
Carta commutationis
dell'anno 1170 a Brebbia (VA): "...Unde due carte uno tenore
scripte sunt, et ibi astante et confirmante Lanfrancus de
Cillina et Vivianus Spiringoni de ipso loco, qui estimaverunt et
dixerunt quod hec comutatio legibus fieri posit ...". Tracce di
queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio in un processo
per stregoneria del 1631 nel comune di Bormio dove il notaio
officiante è appunto unm Viviani: "...Ego Franciscus Vivianus,
filius quondam ser Petri, Communis Burmii, publicus imperiali
auctoritate Burmii et notarius, presentem supplicationem tutele,
una cum sequenti ratificatione eiusdem et aliis ut supra
contentis requisitibus notavi, scripsi et pro fide premissorum
subscripsi.". Nel 1200 a Firenze, in un atto si legge:
"...Manfredo quondam Grunei Banduccii, di Leopardo tabernario
quondam Viviani Canni, di Ugolinus calafatus quondam Periccioli
Guardaipolli...". Personaggio famoso fu a Firenze il matematico
Vincenzo Viviani (1622 - 1703).
integrazioni fornite da
Gabriele Farronato
Vivian è cognome assai diffuso tra i fiumi Brenta e Piave: a
Pederobba e nella zona di Bassano, pur non essendo fra loro
imparentati. il cognome è patronimico dal ripetersi di Viviano
fra i nomi di battesimo fin dal secolo XIV°. A Bassano sono in
buona quantità quelli detti Berna.
informazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Viviani, diffuso soprattutto in Toscana, Liguria e Veneto,
deriva da Vivianus,
nome augurale di "lunga vita al
neonato". Si è affermato in
Italia solo tra l'XI e il XII secolo, per influsso del nome "Vivien"
che appare spesso nella poesia epico-cavalleresca francese. |
|
VIVINO
VIVO |
Vivino sembrerebbe di origini calabresi, cel catanzarese e
crotonese, Vivo ha un ceppo campano nel napoletano, a
Marigliano, Napoli, Portici, Anacapri e Volla, ed uno pugliese
ad Andria nel barese ed a Castellaneta nel tarantino, dovrebbero
derivare, anche attraverso un ipocoristico, dal nome medioevale
Vivo,
nome dato dai genitori al proprio figlio con l'augurio che
restasse vivo, probabilmente da loro attribuitogli dopo aver
subito l'esperienza della perdita di un precedente figlio.
informazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Vivino è cognome calabrese dal dialetto 'vive
vino' =
beve vino.
Rohlfs 277. |
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VIZIO
|
Molto
raro è specifico del cuneese, tipici del cuneese sono cognomi
originati da soprannomi, come Trucco, Vizio ecc. |
|
VIZZARI |
Vizzari è specifico del reggino, di Scilla, San Roberto, Bagnara
Calabra e Villa San Giovanni, dovrebbe essere di origini
albanesi e derivare dal nome della città di Vizhari nella
provincia de Qarku i Beratit in Albania, probabile luogo
d'origine del capostipite.
informazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Vizzari è cognome calabrese e siciliano dal greco *Bizaris
= popputo.
Caracausi 1717. |
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VIZZI
VIZZIELLI
VIZZIELLO
VIZZINO
VIZZO
VIZZONE
VIZZONI
VIZZOTTO |
Vizzi ha ceppi a Roma, nel Salento a Corigliano D` Otranto e
Lizzanello ed in Sicilia a Licata, Raffadali e Campobello di
Licata nell'agrigentino ed a Palermo, Vizzielli è specifico di
Ginosa nel tarantino, Vizziello è caratteristico di Matera dove
è molto diffuso, Vizzino è decisamente salentino del leccese, di
Uggiano la Chiesa, Giurdignano, Supersano, Minervino di Lecce,
Salve e Vernole, Vizzo è tipico del potentino, di Potenza e
Pignola, Vizzone ha un ceppo romano ed una presenza
significativa in Calabria, Vizzoni sembrerebbe specifico di
Camaiore (LU), Vizzotto è di origini venete, dell'area che
comprende il padovano, il veneziano ed il trevisano, dovrebbero
derivare tutti, direttamente o tramite varie forme ipocoristiche
o accrescitive, anche dialettali, da soprannomi originati dal
termine italiano arcaico vizzo
(avvizzito, flaccido),
forse ad identificare una caratteristica fisica dei capostipiti.
informazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Vizziello è cognome lucano presente a Matera, Pisticci,
Policoro, Stigliano e spesso altrove, sporadicamente a Lecce,
Vizzielli a Taranto = Vizziello top. in prov. di Bari: 'figli
del Vizzo'. (v.).
Vizzo è cognome lucano presente a Pignola, Potenza; cfr. Vizzi
cal. e nel Salento: tosc. vizzo
'che ha perduto la sua
freschezza'. |
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VIZZINI |
Vizzini è
decisamente siciliano, molto diffuso a Palermo, Cefalù, Petralia
Soprana e Blufi nel palermitano, a Grotte, Palma di Montechiaro
e Racalmuto nell'agrigentino, a Gela, Caltanissetta e Niscemi
nel nisseno, a Pachino nel siracusano, ed a Catania, dovrebbe
derivare dal nome del paese catanese di Vizzini. |
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VOCCIA
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Voccia è tipico dell'area napoletano, salernitana, di Scafati
nel salernitano in particolare, è difficile definire una
possibile etimologia, si potrebbe trattare di una forma
ipocoristica dell'aferesi del nome normanno
Ivo, o
anche di una modificazione del cognomen latino
Vocula, o
di una contrazione del cognomen femminile latino
Volturcia. |
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VOCE
VOCI |
Voci è tipicamente calabrese, in particolare di Catanzaro e del
catanzarese, di Montepaone, Garperina, Soverato, Sant`Andrea
Apostolo dello Ionio, Botricello, Stalettì e Sellia Marina,
l'origine etimologica è oscura, anche se si può ipotizzare che
possa trattare di una forma ipocoristica dell'aferesi del nome
normanno Ivo,
ma quest'ipotesi è ben poco probabile. |
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VODOPIVEC |
Molto
molto raro è tipico triestino, di origini slovene è
l'equivalente slavo del cognome italiano Bevilacqua e sarebbe
derivato da soprannomi scherzosi attribuiti a chi abitualmente
beveva vino e disdegnava l'acqua. |
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VOERZIO |
Voerzio è specifico del cuneese, di La Morra e di Alba, dovrebbe
derivare dal nome medioevale
Voersius, di cui abbiamo un
esempio d'uso relativo al periodo carolingio: ".. e Gallia cum
Berta Caroli Magni sorore aufugiens, cum ambo ad Sutrium
pervenissent diu in quoddam specu, quod adhuc ibi ab incolis
monstratur, latuerunt, ubi Berta Orlandum peperit Paladinum. At
Voersius haud bene meminit Contarini aetatem, nec Aledrami
historiam ab eo narratam. ..". |
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VOGHERA |
Voghera è
tipicamente piemontese, di Neive, Baldissero d'Alba ed Alba nel
cuneese, dovrebbe derivare dal nome della città di Voghera,
probabile luogo di primo insediamento dei capostipiti, che
potrebbero essere stati degli ebrei fuggiti dalla Francia a
seguito della loro messa fuori legge a partire dal 1394. |
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VOGLI
VOGLIA
VOGLINI
VOGLINO
VOGLIO |
Vogli, decisamente emiliano è tipico del bolognese, di Bologna,
Budrio, Malalbergo e Molinella, Voglia, molto raro, è di
Portoferrara nel ferrarese, Voglino è tipicamente piemontese,
dell'area che comprende il cuneese, il torinese, l'alessandrino
e soprattutto l'astigiano, dove è particolarmente presente a
Castagnole delle Lanze, Asti e Costigliole d'Asti, Voglio e
Voglini sono quasi unici, dovrebbero derivare, direttamente o
tramite una forma ipocoristica, dall'aferesi di nomi medioevali
come Bentivoglio
(vedi BENTIVOGLI) o
Bonavolia
(vedi BONAVOGLIA). |
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VOGRIC
VOGRIG |
Vogrig è tipico dell'udinese, di Cividale del Friuli e Grimacco,
Vogric, molto più raro, è specifico di Gorizia e San Floriano
del Collio (GO), dovrebbero derivare dal patronimico slavo
dell'attributo etnico friulano
voger (ungaro,
ungherese) e starebbe ad
indicare nel capostipite il figlio di un ungaro. |
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VOLARIC
VOLARIG |
Sia
Volaric che Volarig sono assolutamente rarissimi e sembrerebbero
specifici del Friuli più orientale, dovrebbero derivare da un
patronimico del nome slavo Volar
(Ilario) starebbe quindi ad indicare la famiglia di un figlio di
un Ilario. |
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VOLI
VOLIO
VOLLI |
Volli e Volio sono quasi unici, Voli, sempre rarissimo,
sembrerebbe campano e del romano, questi cognomi dovrebbero
tutti derivare da forme aferetiche di nomi come
Avolius
(vedi AVOGLIO), nome probabilmente portato dai capostipiti, o
direttamente dal nome.personale latino
Vollius,
di cui abbiamo un esempio in questo scritto latino del XVII°
secolo: "..Idem observatum in sacris Matris Phrygiae seu Cybeles
seu Rheae, in cuius Sacerdotibus ac famulis novem ista praecipue
spectata olim fuisse, anotavit Vollius, evirationem, furorem,
vestem versicolorem, capitis iactationem, capillorum
inunctionem, mollitiem incessus, lacertorum sectionem...". |
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VOLIANI |
Voliani è specifico di Livorno, dovrebbe derivare dal nome
Volianus
in uso presso i galli, che avevano una divinità con questo nome,
anche se secondo alcuni il nome latino
Volianus
sarebbe dovuto alla fusione della radice
vol-,
forma apocopaica di volet
(lo vuole),
unito a Ianus
(Giano),
il dio romano della pace e della guerra, il protettore di tutti
gli inizi. |
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VOLO
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Tipico siciliano, di Carini (PA) e del nisseno, potrebbe
derivare dal praenomen latino
Volus o
Volusius
di cui abbiamo traccia in un antica lapide: "D(is) M(anibus) /
L(ucio) Volus(io) L(uci) f(ilio) Vol(tinia) / Severiano
IIIIvir(o) c(olonia) I(ulia) Apt(a) II / et flam(ini) item
IIvir(o) c(olonia) I(ulia) / Had(riana) Auenn(iensi) et
pontif(ici) / sacerdot(i) urbis Rom(ae) / aetern(ae) Vol(usia)
Severiana / patri incomparabili".
informazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Volo è cognome siciliano forse da
Bolo che
viene dal greco antico 'bòlos'
= zolla, gleba.
Caracausi 166. |
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VOLONA' |
Volonà è assolutamente rarissimo, di origini siculo calabresi,
dovrebbe derivare da una modificazione per betacismo del
vocabolo greco belonàs
(chi vende gli aghi),
identificando così probabilmente il mestiere del capostipite. |
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VOLONGHI |
Molto
molto raro sembra di origini cremonesi o bresciane, dovrebbe
derivare dal toponimo, Volongo (CR). |
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VOLONTE' |
Specifico
del varesotto, comasco e altomilanese, deriva da un soprannome
dialettale originato da una notevole disponibilità del
capostipite o anche dall'essersi prestato volontariamente a
qualche cosa. |
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VOLPAT
VOLPATI
VOLPATO
VOLPATTI
VOLPATTO |
Volpat sembra essere unico ed è probabilmente dovuto ad un
errore di trascrizione di Volpato, Volpati sembrerebbe specifico
del pavese, zona di Vigevano e Cassolnovo, Volpato è decisamente
veneto, soprattutto dell'area che comprende le province di
Venezia, Padova, Treviso e Vicenza, Volpatti, tipicamente
friulano, di San Giorgio della Richinvelda (PN) e di San Martino
al Tagliamento (PN), Volpatto invece sembra tipico del torinese,
di Settimo Torinese in particolare, dovrebbero derivare da
soprannomi dialettali stanti spesso ad indicare il figlio o i
figli della Volpe inteso sia come cognome che come soprannome o
anche da soprannomi derivanti dal vocabolo dialettale piemontese
volpatt
(furbastro). |
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VOLPE
VOLPES
VOLPI
VOLPIN
VOLPINI
VOLPINO
VOLPON
VOLPONE
VOLPONI
VULPETTI |
Volpe è
panitaliano, ma con prevalenza al sud, Volpes è tipicamente
palermitano, Volpi è tipico dell'Italia centrosettentrionale,
Volpin è tipico del padovano, di Maserà di Padova, Albignasego,
Padova, Casalserugo e Selvazzano Dentro, Volpini sembra tipico
della fascia centrale, Toscana, Marche, Lazio e Umbria, Volpino,
assolutamente rarissimo, potrebbe essere del pavese, Volpon,
molto molto raro, è del bellunese, di Trichiana e Belluno,
Volpone ha un piccolo ceppo in Liguria, uno più consistente nel
pescarese, a Penne, Collecorvino e Pescara, ed uno a Sora nel
frusinate, Volponi ha qualche presenza in Lombardia, nel
modenese, nel fiorentino, con un ceppo nelle Marche, ad Ancona
Ascoli Piceno e Pesaro, ed uno, il più significativo, a Roma e
Guidonia Montecelio nel romano ed a Ferentino nel frusinate,
Vulpetti, assolutamente rarissimo anch'esso, sembrerebbe
originario del trapanese. Tutti questi cognomi dovrebbero
derivare, direttamente o tramite varie forme ipocoristiche o
accrescitive, da soprannomi legati a caratteristiche somatiche o
comportamentali legati al concetto di furbizia, astuzia, e
velocità tipiche della volpe. |
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VOLPIANA |
Specifico
della zona di Arzignano e Chiampo nel vicentino, potrebbe
derivare dal nome della località Volpiana di Crespadoro (VI). |
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VOLPIANO |
Specifico della zona di Torino e di Torino (AT), potrebbe
derivare dal nome della località Volpiano del basso Canavese, ma
è pure possibile una derivazione diretta dal nome tardolatino
Vulpianus
di cui abbiamo un esempio in epoca imperiale: "...Fabius Cilo is
est, qui Imperante Severo, bis Urbi praefuit, ut Dion,
Spartianus et Vulpianus tradunt, cuius et nos vetus elogium et
inscriptionem retulimus...", il significato del nome era quello
di furbo come una volpe.
Tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel 1500 nel
Piceno con un certo frater Franciscus Vulpianus de Apponiano
guardiano del convento di Ascoli.
informazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Volpiano è cognome piemontese dal toponimo omonimo in provincia
di Torino. Deriva probabilmente da un gentilizio latino: quello
della 'gens Ulpia'. |
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VOLPICELLA
VOLPICELLI |
Volpicella abbastanza raro è tipico della provincia barese,
Volpicelli ha vari ceppi, i più importanti dei quali si trovano
nel romano ed in Campania, nel casertano, napoletano e
salernitano, dovrebbero tutti derivare da forme ipocoristiche di
un soprannome originato forse da una particolare furbizia del
capostipite (vedi VOLPE). |
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VOLSA
VOLSI
VOLSONE
VOLZA
VOLZI
VOLZONE |
Volsa, quasi unico, sembrerebbe del barese, Volsi, altrettanto
raro, sembrerebbe del napoletano, Volsone, che sembrerebbe
unico, sembrerebbe del romano, Volza è tipicamente pugliese, con
un ceppo a Turi e Casamassima nel barese ed uno a San Severo nel
foggiano, Volzi, praticamente unico, sempre pugliese, dovrebbe
essere dovuto ad un errore di trascrizione del precedente,
Volzone è tipicamente campano del salernitano, di Olevano sul
Tusciano e Battipaglia, potrebbero essere forme etniche riferite
a capostipiti appartenuti all'antica razza dei
Volsci,
un popolo italico della zona del romano e del frusinate
confinante con i sanniti. |
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VOLTA
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Volta è molto diffuso nell'area che comprende il Piemonte, la
Liguria, la Lombardia e l'Emilia, con massima concentrazione nel
bolognese, si possono formulare due ipotesi, la prima è che
possa trattarsi di una forma aferetica di nomi medioevali come
Bonavolta
(vedi BONAVOLTA), o Malavolta
(vedi MALAVOLTA), portati forse dal capostipite, la seconda è
che derivino invece dai molti toponimi contenenti la radice
Volta, come ad esempio Volta Bresciana, Volta Mantovana, Volta
di Saltino nel modenese o altri simili, possibili luoghi
d'origine delle famiglie. |
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VOLTAGGIO
VULTAGGIO |
Voltaggio
è quasi unico, ha presenza nell'alessandrino ed in Sicilia,
Vultaggio è tipicamente siciliano del trapanese, di Trapani,
Erice, San Vito lo Capo, Alcamo, Calatafimi, Marsala, Paceco,
Valderice, Buseto Palizzolo e Custonaci, con un ceppo anche a
Palermo, dovrebbero derivare dal nome del paese alessandrino di
Voltaggio, essendo probabilmente giunti in Sicilia al seguito
dei Ventimiglia. |
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VOLTERRA |
Volterra
ha un ceppo a Roma ed uno a Milano, potrebbe essere di origini
ebree sefardite, deriva dal nome della città di Volterra nel
pisano. |
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VOLTERRANI |
Volterrani è tipicamente toscano, delle province di Livorno,
Pisa e Firenze, di Cecina nel livornese, di Volterra e Pisa nel
pisano e di Castelfiorentino e Firenze nel fiorentino,
dovrebbero derivare dall'etnico di Volterra (PI). |
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VOLTOLINA
VOLTOLINI |
Voltolina sembrerebbe veneto principalmente della provincia di
Venezia, Voltolini sembra trentino, si potrebbe ipotizzare
un'origine valtellinese, la Valtellina era chiamata Voltolina
nei tempi remoti, come possiamo leggere in uno scritto di
Leonardo da Vinci: "...Voltolina, com'è detto, valle circundata
d'alti e terribili monti...".
integrazioni fornite da
Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
Questi cognomi sono diffusi più o meno nella stessa area
geografica del Nord Italia, Lombardia, Veneto,Piemonte, però
Voltolini si trova anche in Toscana e nel Lazio. In origine
questi cognomi significano "Valtellinese".
informazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Voltolina è cognome polesano formato dal toponimo Volto di
Rosolina nel rovigoto. In alcuni casi può derivare da soprannomi
derivati dal 'voltolino',
un uccelletto di palude,
bruno e notturno.
Voltolini è cognome d'arte o mestiere; da
vo1tolino
«voltacoppi»
nome dato a chi voltava o sostituiva la copertura di un tetto
per analogia col «voltolino»
o «téccola»,
l'uccello che voltola i ciottoli col becco in cerca d'insetti.
La sua diffusione nel Modenese è molto modesta. F. Violi,
Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996. |
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VOMERA
VOMERE
VOMERI
VOMERO
VOMMERA
VOMMERO |
Vomera è specifico di Melicucco nel reggino, Vomere è unico,
Vomeri lo è quasi, Vomero ha un piccolo ceppo a Guardia
Perticara e Potenza nel potentino, ed in Calabria a Melicucco
nel reggino ed a Roggiano Gravina nel cosentino, Vommaro è
specifico del cosentino, di San Lucido, Paola, Cerisano,
Fiumefreddo Bruzio e Falconara Albanese, Vommero, assolutamente
rarissimo, è specifico del cosentino, questi cognomi dovrebbero
derivare da soprannomi basati su alterazioni dialettali del
termine latino vomer, vomeris
o dell'equivalente italiano
vomere, con il quale si indica
la lama dell'aratro,
probabilmente ad indicare che i capostipiti di mestiere
facessero i contadini. |
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VONA
VONO |
Vona è molto diffuso nel Lazio, in particolare nel romano,
frusinate e latinense, ma ha presenze significative anche nel
potentino, nel crotonese ed in Sicilia, in particolare nel
ragusano, Vono è decisamente calabrese, del catanzarese
soprattutto, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Vonus,
Vona,
di cui abbiamo un esempio ad Afragola in un atto dell'anno 1028:
"...Vonus filius quidem Petrucci Caputi pro vice sua et pro vice
Gregorii, qui nominatur Insertavinea, uterini germani sui et
Iohanne qui nominatur Boso filio q. Stephani Pectinato, seu
Sergio qui nominatur Coppula abitatores in loco qui vocatur
Arcupintum...", è anche possibile che derivino per betacismo dal
nome medioevale Bonus,
Bona. |
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VONGHIA |
Vonghia
è specifico di Galatone nel leccese, con un ceppo molto piccolo
anche a Brindisi, dovrebbe prendere il nome dalla zona del corso
del torrente Vonghia nel salernitano, un affluente del fiume
Sele.
integrazioni e stemmi
forniti da Pietro Paolo Vonghia
Vonghia è una famiglia di origine greca. Insediatasi in Campania
in tempi remoti ha assunto, secondo la tradizione ellenica, il
cognome dal toponimo del torrente Vonghia sito nel Comune di
Contursi (SA). Documenti attestano che già nel 1255 apparteneva
ad una delle sei famiglie acquarie del Regio di Porto in Napoli.
Un Egidio nel 1268 fu Giustiziere di Terra di Lavoro del Contado
di Molise. Francesco, quale agente del principe di Taranto, si
trasferisce prima dalla Campania a Cremona e da lì il 13/10/1332
a Galatina (LE). (arch.stor.Lecce,not.95/4,Attanasi di Soleto).
Nei secoli le generazioni dei Vonghia si estendono
principalmente in Puglia: un ramo nel Salento (Galatina,
Galatone, Nardò, Novoli, Brindisi) ed un'altro nelle provincie
di Bari e Taranto dove, si presume per un errore di censimento
anagrafico (considerata l'origine greca la "V" iniziale viene
censita in "D'"), si cambia in D'Onghia. Il Palazzo Vonghia di
Galatina (via Cavour,33) edificato nel cinquecento, fu
ristrutturato nel 1710 dai maestri muratori Lazzaro e Nicola De
Giovanni. Di particolare interesse artistico è il portale
bugnato con sovrastante il blasone (nella foro a destra) ed il
ligneo portone seicentesco con la lunetta caratterizzata da
mensole poste a reggiera con motivi fito-antropomorfi.
informazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Vonghia è cognome salentino variante di
Vogna,
che viene dal toponimo omonimo in Piemonte. Rohlfs Cognomi
salentini, 265. |
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VORABBI |
Estremamente raro è tipico di Rimini e del riminese, troviamo
tracce di questa cognominizzazione fin dal 1500 a Vergiano di
Rimini, dove i Vorabbi venivano annoverati tra i maggiorenti
della città.
integrazioni fornite da
Andrea
Ci sono tracce di questo cognome in alcune antiche case di
campagna del riminese e precisamente su laterizi con su scritto
VORABBI FECIT.
Credo si tratti di un costruttore di casolari e stalle. Dovrebbe
essere di origine araba... |
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VORICH
VUERICH |
Vorich, assolutamente rarissimo, è del triestino, Vuerich è
molto diffuso in tutto il Friuli, in particolare nell'udinese a
Pontebba, Tarvisio, Malborghetto Valbruna ed Udine, potrebbero
derivare da contaminazioni ladine del termine sloveno
voger (ungherese),
ad indicare forse un'origine ungarica del capostipite, ma è pure
possibile una derivazione da modificazioni del nome goto
Wudericus
o anche dal nome medioevale germanico
Wodrich o
Wudrick
latinizzati in Wulricus
di cui abbiamo un esempio in
quest'atto dell'anno 1002: "Anno incarnationis dominicae
millesimo .ii. titulata est huius muneris donatio, his unanimi
conspirantibus consensu quorum uocabula hinc profundius annotata
esse conspiciuntur... ...Ego Godwinus + abbas Ego Wulricus +
abbas Ego Ælferus + abbas...". |
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VOTA
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Vota ha un ceppo nel salernitano e potentino zona di
Montecorvino Rovella (SA), Vietri sul Mare (SA) e Vietri di
Potenza(PZ) ed un ceppo probabilmente secondario nel torinese,
soprattutto a Rivarolo Canavese, dovrebbe derivare da un
soprannome legato ad un'indicazione di località forse
caratterizzata da una svolta della strada, molto meno probabile
una connessione con il termine
vota (vuota). |
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VOTTARI |
Vottari è caratteristico di San Luca nel reggino, dovrebbe
trattarsi di una forma betacistica del cognome
Bottari
(vedi BOTTARELLI), cui l'uso grecanico di pronunciare la b come
se fosse un β beta greco, che si pronuncia appunto come
una v, ha prodotto una mutazione di consonante. |
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VOTTI
VOZZI
VOZZO |
Votti è quasi unico, Vozzi, molto raro, ha un ceppo a Roma ed
uno lucano tra Chiaromonte nel potentino e Policoro e Tursi nel
materano, con una presenza significativa anche a Napoli, Vozzo
ha un ceppo a Napoli ed uno nel reggino a Caulonia ed a Roccella
Ionica, dovrebbero derivare dal prenomen latino
Vottius
di cui abbiamo un esempio nel tribuno militare Vottius Crispinus
operante sotto Domiziano in Britannia, ma è pure possibile una
derivazione da una modificazione dell'aferesi del cognomen
latino Evodius.
informazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Vozzi è cognome lucano presente a Chiaromonte, Montalbano,
Policoro, Potenza e altrove; cfr.
Vozza
cal. sic. nap. e nel Salento; cal.
vozza 'alto
vaso di creta per serbare il vino'.
Rohlfs, Cognomi lucani. |
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VUCH
VUK |
Vuch, un poco più presente, è tipico di Trieste e dell'udinese
più orientale, Vuk, assolutamente rarissimo, occupa la stessa
area, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal termine
slavo vuk
(lupo),
forse per definire le caratteristiche comportamentali del
capostipite. |
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VUDAFIERI |
Vudafieri, molto molto raro, sembrerebbe specifico di
Castelfranco Veneto, dovrebbe derivare dal nome medioevale
germanico Wodafir,
a sua volta composto da Wodan
(Odino,
il re degli dei germanici) e fir
(interprete,
ma anche guida),
con il significato di guidato da
Odino o
colui che parla a nome di Odino. |
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VUERLI
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Vuerli è specifico dell'alto udinese, di Paularo in particolare,
potrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo
longobardo worila
(gora, chiusa),
ma è pure possibile un collegamento con il vocabolo medioevale
germanico wurgil
o con l'antico germanico
wergila,
con il significato di strettoia,
strozzatura,
piegatura,
forse ad indicare una caratteristica fisica del luogo di origine
o di abitazione del capostipite, si può anche prendere in
considerazione la possibilità che derivi da una modificazione
ipocoristica dialettale del nome medioevale germanico
Wuelrich. |
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VULCANO |
Casato
tipico calabrese, cognome diffuso in tutto il cosentino e nel
crotonese, potrebbe derivare o da riferimenti geografici o da
soprannomi originati da caratteristiche comportamentali del
capostipite.
informazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Vulcano, diventato presto cognome in Calabria, soprattutto nella
zona di Cosenza e Catanzaro, ma venuto sicuramente dalla
Campania. Il cognome, di ovvio significato, è attualmente
presente in tutta Italia. Curiosa la storia del sostantivo 'vulcano'
: infatti esso è di origine spagnola poichè, durante la scoperta
dell'America centrale, gli Spagnoli chiamarono 'volcan'
cioè col nome dell'isola delle Eolie Vulcano, denominata in tal
modo fin dall'antichità come sede del dio Vulcano, il primo
vulcano che videro e poi anche gli altri, così che il sostantivo
divenne un appellativo comune trasferendosi in seguito in
Francia e Italia. |
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VULLO
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Vullo è un tipico cognome siciliano, diffuso nell'agrigentino a
Favara, Agrigento, Ribera e Sant'Angelo Muxaro, a Palermo e nel
nisseno a San Cataldo, Mussomeli, Caltanissetta, Vallelunga
Pratameno, Marianopoli e Gela, dovrebbe derivare da un
soprannome dialettale basato sul termine dialettale
vullo (bollore),
soprannome che potrebbe originare da caratteristiche
comportamentali dei capostipiti. |
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VULPIANI
VULPIANO |
Vulpiani ha un ceppo a Terni, uno ad Avezzano nell'aquilano, ma
il grosso si trova a Roma e nel reatino a Fara in Sabina, Rieti,
Pescorocchiano e Borgorose, Vulpiano, quasi unico, è del
ternano, dovrebbero derivare dal nome tardolatino
Vulpianus
(vedi VOLPIANO). |
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VUOLI
VUOLO |
Vuoli, quasi unico, sembrerebbe essere dovuto ad errate
trascrizioni di Vuolo, che è tipicamente campano, di Napoli e
del napoletano, di Gragnano, Lettere, Castellammare di Stabia,
Pimonte, Casamicciola Terme ed Ischia, e del salernitano, di
Pagani, Salerno, Tramonti, Nocera Inferiore, Amalfi, Vietri sul
Mare e Praiano, con un ceppo anche a Roma e Civitavecchia nel
romano ed a Fondi e Terracina nel latinense, ed un piccolo ceppo
anche a Taranto, di origine etimologica oscura, si possono
formulare ipotesi circa una derivazione dal nome francese
Vuillot
o dal nome germanico Wallon,
basato sulla radice germanico medioevale
walah (straniero),
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nell'avellinese
nel 1700 a Villamaina dove nel 1739 nasce il frate Ludovico
Vuolo dell'ordine dei Celestini. |
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VUOSO
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Vuoso, abbastanza raro, è specifico dell'isola d'Ischia, nel
napoletano, di Barano d'Ischia in particolare, di origini
etimologiche oscure , potrebbe derivare da un soprannome
originato dal termine napoletano arcaico
vuoso (voglio,
voce del verbo volere), forse a sottolineare un carattere del
capostipite particolarmente prepotente.
ipotesi fornita da
Carmela Vuoso
ci tramandiamo la notizia che il cognome Vuoso dovrebbe derivare
dal termine dialettale 'nzevoso'
(unto
o sporco),
motivato probabilmente dai mestieri umili svolti in passato,
quale il carbonaio o l'untore di saracinesche. |
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