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LA
BADESSA
LABADESSA |
La
Badessa, assolutamente rarissimo, sembra essere tipicamente
calabrese, Labadessa, molto molto raro, è meridionale,
dovrebbero derivare dal nome di Badessa, una frazione di
Cosenza. |
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LABADINI |
Dovrebbe
essere originario del parmense, dovrebbe derivare da
modificazioni del vocabolo abate, sia inteso come uomo da
rispettare sia per rapporti con lo stato di abate secolare
(regolarmente sposato). |
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LA
BANCA
LABANCA
LA BANCHI |
La
Banca, il meno diffuso dei due, ha il ceppo principale nel
potentino, a Latronico, Lauria e Terranova di Pollino, ma
presenta un piccolo ceppo anche a Cassano allo Ionio nel
cosentino, Labanca è specifico del potentino, di Lauria,
Rivello, Lagonegro, Terranova di Pollino, Moliterno, Latronico,
Castelluccio Inferiore e Superiore, e Nemoli, La Banchi, molto
molto raro, è del napoletano, tutti questi cognomi dovrebbero
derivare da nomi di località o contrade contenenti la radice
Banca
o Banchi. |
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LA
BARBERA
LA BARBIERA |
La
Barbera sembrerebbe specifico della Sicilia occidentale, dove è
diffusissimo, la variante La Barbiera, estremamente rara, è
tipica del palermitano, di Bolognetta e Palermo, dovrebbero
entrambi derivare da un soprannome collegato al mestiere di
barbiere o da una capostipite femmina che svolgesse appunto
quella professione. |
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LABARDI
LABARDO |
Labardi è specifico di Firenze e del fiorentino, Labardo, quasi
unico, è probabilmente dovuto ad un'errata trascrizione del
precedente, potrebbe trattarsi di una forma aferetica di
Alabardi
(vedi ALABARDI). |
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L'ABATE
LABATE |
Labate ha
un nucleo a Reggio Calabria ed uno nel barese concentrato a
Putignano, L'Abate, molto più raro sembrerebbe di Locorotondo
(BA), derivano da soprannomi legati alla parola abate, o per il
comportamento o per la località di provenienza. |
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LABBIA
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Labbia, ormai quasi scomparso, parrebbe originario del
plermitano, di Corleone in particolare, dovrebbe derivare dal
termine spagnolo labia
(usato per loquacità
ed abilità dialettica). |
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LA
BELLA |
Potrebbe
avere più ceppi, il più consistente nel Lazio, nella provincia
di Agrigento e in quella di Vibo Valenza, deriva dal nome
medioevale Bella. |
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LABEMANO |
Labemano è specifico di Polaveno nel bresciano, di origini
etimologiche oscure, potrebbe derivare dal termine germanico
labemann
(ristoratore,
persona che aiuta gli altri nel momento del bisogno). |
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LA
BIANCA
LABIANCA |
La Bianca
ha ceppi in tutta la Sicilia, soprattutto nel palermitano a
Bagheria, Palermo e Ficarazzi, ma ha ceppi anche nel siracusano,
catanese, messinese, ennese e trapanese, si individua anche un
ceppo pugliese, in particolare nel barese a Giovinazzo ed a
Foggia, ed uno a Prata Sannita nel casertano, Labianca è
decisamente pugliese, di Bitonto, Bari, Giovinazzo, Gravina di
Puglia, Trani, Barletta ed Adelfia nel barese, e di Trinitapoli,
Foggia e San Ferdinando di Puglia nel foggiano, si dovrebbe
trattare di famiglie di origini ebraiche, risalenti al XV°
secolo, in molti casi convertite al cattolicesimo, dedicate
all'artigianato tessile, ed in particolare al candeggio e
sbiancatura dei tessuti, da questo genere di attività dovrebbero
aver preso appunto il loro cognome, ma in alcuni casi potrebbero
derivare anche da nomi di contrade contenenti la radice Bianca,
dove forse risiedevano o avevano avuto origine i capostipiti. |
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LABIENI |
Labieni sembrerebbe specifico del cagliaritano, dovrebbe
derivare dal cognomen latino
Labienus, ricordiamo Titus
Atius Labienus (100a.C. - 45a.C.) uno dei luogotenenti di Caio
Giulio Cesare che lo tradì per passare nelle schiere dei seguaci
di Gneo Pompeo, dal De Bello
Gallico di Cesare leggiamo:
"...Labienus interitu Sabini et caede cohortium cognita, cum
omnes ad eum Treverorum copiae venissent, veritus ne, si ex
hibernis fugae similem profectionem fecisset, hostium impetum
sustinere non posset..:". |
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LA
BIONDA
LA BIUNDA |
Sia
La Bionda che La Biunda, assolutamente rarissimi, sono
siciliani, il suffisso La-
dovrebbe avere valore matronimico ed intendersi come riferito al
figlio di o della, riferito a
capostipiti che fossero figli di una bionda di capelli, o che si
chiamasse Bionda di nome. |
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LABO'
LABORI |
Labò è tipico dell'area che comprende il milanese, il pavese ed
il piacentino, Labori, quasi unico, è del nord Italia,
dovrebbero entrambi derivare da corruzioni dialettali del nome
medioevale Laborio,
un'alterazione del più comune cognomen latino
Liborius. |
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LABONI
|
Laboni sembrerebbe essere lombardo, di Cassano d'Adda nel
milanese, dovrebbe derivare dal nomen latino
Labonius
portato ad esempio dal magistrato del III° secolo d.C. Publius
Labonius Institor, che troviamo citato su di una lapide
commemorativa: ".[quod p]o[s]t[ulan]t[e univ]erso populo
promiserunt P(ublius) Labonius P(ublii) f(ilius) Iinstitor
et M(arcus) Aebutius---f(ilius) Honoratus ---Pacatianus aediles
s(ua) p(ecunia) f(ecerunt) et ded(icaverunt).". |
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LABONIA |
Labonia dovrebbe essere calabrese, del cosentino a Rossano,
Crosia e Cariati e del crotonese a Crotone e Crucoli, dovrebbero
derivare dal nome del casale di
Labonia nelle vicinanze di
Scandale nel territorio di Santa Severina nel crotonese,
probabile località originaria dei capostipiti. |
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LABRIOLA |
Tipico di
Potenza e Ripacandida (PZ), ha ceppi anche in Puglia a Bari,
Taranto e Trepizzi (LE), deriva dal toponimo Abriola (PZ),
personaggio di rilievo è stato nella seconda metà del 1800
Antonio Labriola esimio storico, filosofo marxista, nato a
Cassino il 2 luglio del 1843. |
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LABRUZZO
LABBRUZZO |
Labruzzo e Labbruzzo sembrano essere tipicamente siciliani, del
palermitano in particolare, di Palermo e Corleone, Labruzzo ha
ceppi anche a Partanna ed Alcamo nel trapanese e a Bivona
nell'agrigentino, potrebbero derivare da soprannomi originati da
caratteristiche fisiche del capostipite, come ad esempio il
labbro leporino, improbabile una correlazione con la regione
Abruzzo, molto difficile anche un collegamento con il nome
Brutius
o Brutus. |
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LA BUA
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La
Bua è specifico di Palermo, con un ceppo anche a Termini Imerese
nel palermitano, potrebbe derivare da un'italianizzazione del
termine greco βοΰς bus (bue,
vacca), forse ad intendere che
i capostipiti fossero dei vaccari, come potrebbe anche derivare
dal cognome albanese Bua
(vedi BUA). |
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LA
CAITA
LACAITA |
La Caita,
quasi unico, dovrebbe essere una variante del più cune Lacaita,
che è tipicamente pugliese del tarantino, in particolare di
Torricella, con presenze anche a Lizzano e Manduria ed a
Brindisi, e che dovrebbe essere di origini albanesi e derivare
da un soprannome grecanico con il significato di affidabile,
sincero. |
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LACALAMITA |
Lacalamita è specificatamente pugliese, del barese in
particolare, di Modugno, Bari, Barletta, Altamura, Giovinazzo e
Trani, potrebbe derivare dall'etnico dell'isola di Kalamos in
Grecia. |
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LACARBONARA |
Lacarbonara è diffusissimo a Martina Franca nel tarentino,
dovrebbe derivare dal Toponimo Carbonara nel barese. |
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LA
CATENA
LACATENA |
La
Catena, estremamente raro, ha un piccolo ceppo nel napoletano ed
uno pugliese che è probabilmente dovuto ad errori di
trascrizione di Lacatena che è tipicamente pugliese, del barese
soprattutto, del tarentino e del brindisino,
Integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale
Catena,
che, in ambito cristiano, allude al culto per la
Madonna della Catena
(per una spiegazione più approfondita, vedi il cognome Catena).
In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei
nomi personali dei capostipiti, anche se in alcuni casi non è
esclusa una derivazione da soprannomi ad essi attribuiti. |
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LA
CAVALLA
LACAVALLA |
Entrambi
pugliesi, La Cavalla ha un piccolissimo ceppo a San Severo nel
foggiano e qualche presenza a Bisceglie nel barese, Lacavalla,
più diffuso, è tipico di Barletta e di Bisceglie nel barese,
dovrebbero derivare da soprannomi attribuiti forse ad un
mercante di cavalle, o ad un addetto di stalla. |
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LACCHINI |
Ha due
ceppi, uno nel forlivese e ravennate ed uno nel milanese,
lodigiano e cremonese, potrebbe derivare da una contrazione del
nome medioevale Burlamacco, ma in qualche caso è probabile una
derivazione dal toponimo Lacchiarella (MI). |
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LA
CHIANA |
La
Chiana, assolutamente rarissimo, sembra essere specifico di
Campobello Di Mazara nel trapanese, dovrebbe derivare dal
termine dialettale arcaico la
chiana (il
pianoro, la pianura), troviamo
tracce di questa cotgnominizzazione tra la seconda metà del 1500
e la prima del 1600 con il sacerdote della Compagnia di Gesù,
matematico e scrittore Girolamo La Chiana di cui ricordiamo tra
l'altro gli epigrammi. |
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LACONI
|
Tipico
della Sardegna sudorientale, potrebbe derivare, come la
nobilissima famiglia sarda de Lacon-Serra già potente nel X°
secolo, dal nome del popolo greco dei Laconi, (la Laconia è una
zona del Peloponneso in Grecia), ma in alcuni casi potrebbe
discendere dal toponimo Laconi (NU). |
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LACOPO
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Specifico
calabrese della zona di Locri e Gerace (RC), deriva dal nome
medioevale Lacopo, diversa forma del nome Iacopo: "..., messere
sancto Giovanni Batista et de' beati messere sancto Lacopo et
Senone avocati protettori e difensori del popolo et Comune del
Montale ...". |
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LA
CORTE
LACORTE |
La
Corte è tipicamente meridionale, ha un ceppo a Roma, uno piccolo
a Chieti, uno nel salernitano ad Olevano sul Tusciano ed Eboli,
uno nel tarantino a Sava, Grottaglie e Taranto ed uno, il più
consistente, in Sicilia, a Palermo, Monreale, Bagheria,
Partinico, Caccamo e Ciminna nel palermitano, a Messina, a San
Giovanni Gemini e Cianciana nell'agrigentino, a Catania ed a
Siracusa, Lacorte è tipicamente pugliese, di Ostuni, Brindisi,
Villa Castelli e Ceglie Messapica nel brindisino e di Sava,
Grottaglie, San Marzano di San Giuseppe e Lizzano nel tarentino,
dovrebbero stare ad indicare l'appartenenza dei capostipiti ad
una corte
(comunità agricola
di origine franca) (vedi DELLA CORTE). |
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L'ACQUA
LACQUA |
L'Acqua,
molto raro ha un piccolo ceppo in Liguria ed in Sicilia, Lacqua
ha un ceppo in Liguria ed in Piemonte ad Acqui Terme (AL),
Torino e Nizza Monferrato nell'astigiano, dovrebbero derivare da
nomi di località caratterizzati dalla presenza di una fonte. |
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LA
CROCE
LACROCE |
Lacroce,
molto raro sembra specifico del catanzarese, La Croce, oltre al
ceppo catanzarese, sembrerebbe averne anche uno in Sardegna nel
basso nuorese, dovrebbe derivare da nomi beneauguranti
appartenenti alla tradizione cristiana. |
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LADALARDO |
Ladalardo è specifico di Baronissi nel salernitano, sembrerebbe
essere di origine franco, normanna, dovrebbe derivare dal nome
franco Adelard
o dal nome normanno
Adalardus
entrambi composti dai termini germanici medioevali
adal o
adel
(nobile)
con l'aggiunta del suffisso hard
(duro
e forte), con il significato di
di ferma nobiltà. |
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LADDOMADA |
Laddomada
è specifico del tarentino, di Crispiano e Martina Franca in
particolare, con un ceppo anche a Locorotondo nel barese,
potrebbe derivare da un'italianizzazione del nome turco
Abdülhamîd. |
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LADINI
LADINO |
Ladini è un cognome raro forse di origine veneta, Ladino è
praticamente unico, potrebbero entrambi derivare dall'etnico
ladino,
al plurale ladini,
popolazione caratterizzata
dalla parlata ladina,
enclave insediata nelle Dolomiti trentino venete nonchè nel
cantone dei Grigioni in Svizzera. |
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LADISA
LADISI |
Ladisa è tipico del barese, di Bari in particolare, Ladisi,
molto molto più raro, è sempre specifico del barese, dovrebbero
derivare dal nome slavo Ladis
(forma contratta di Ladisio e Ladislao) con il significato di
Signore armonioso e bello. |
|
LADU |
Diffuso in tutta la Sardegna, soprattutto nelle province di
Nuoro ed Oristano, deriva da un soprannome originato dal
vocabolo sardo ladu
(largo)
derivato dal latino latus,
tracce di questa cognominizzazione le troviamo nella prima metà
del 1600 nella zona di Scano di Montiferro (OR) dove un certo
Giovanni Maria Ladu viene citato in un atto del 1665. |
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LAERA
|
Laera è
tipicamente pugliese, dell'area che comprende il barese, il
brindisino ed il Tarantino, particolarmente tipico del barese di
Putignano, Noci e Castellana Grotte. |
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LA
FALCE |
La Falce
ha un ceppo romano, uno piccolo a Buccino nel salernitano, uno
nel cosentino a Castrovillari e Terranova da Sibari ed alcune
presenze tra messinese e catanese, dovrebbe derivare da un
soprannome originato dal mestiere dei capostipiti, visti
probabilmente come contadini nell'atto di falciare l'erba nei
campi, ma non si escvlude una derivazione toponomastica. |
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LA
FATA |
La Fata è
un cognome tipico del palermitano, di Palermo, Carini, Cinisi,
Partinico, Terrasini e Trappeto, con presenze significative
anche nel siracusano, soprattutto a Carlentini e Lentini, si
potrebbe trattare di un matronimico riferito all'attività di
maga o guaritrice svolto dalla capostipite. |
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LA
FERRERA
LAFERRERA |
La
Ferrera è tipico siciliano, di Gagliano Castelferrato (EN) in
particolare, con un ceppo, probabilmente secondario, a Catania,
Laferrera è praticamente unico, in alcuni casi potrebbe derivare
dal toponimo Ferrera (ME), ma più probabilmente è nato da
località dove si trovava una cava di materiale ferroso.
integrazioni fornite da
Andrea Ferreri - Milano
La Ferrera è un cognome siciliano diffuso nelle province di Enna
e Catania. Epicentro nel comune ennese di Gagliano Castelferrato
(2° cognome in ordine di frequenza), Laferrera si è formato per
errore di trascrizione di La Ferrera. Rarissimo, presente solo a
Gagliano Castelferrato. |
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LAFFRANCHI
LAFFRANCHINI
LAFRANCHI
LAFRANCONI |
Laffranchi è tipicamente del bresciano, Laffranchini è specifico
anch'esso del bresciano, di Esine, Pian Camuno ed Edolo,
Lafranchi, praticamente unico, sembrerebbe anch'esso del
bresciano, Lafranconi è specifico di Mandello del Lario, con un
piccolo ceppo anche ad Abbadia Lariana, sempre nel lecchese,
dovrebbero derivare, direttamente o attraverso forme
ipocoristiche o accrescitive, dal nome medioevale germanico
Lanfrancus
(vedi LANFRANCHI), tracce di queste cognominizzazioni le
troviamo a Brescia nel 1500 con Battista Laffranchi di Lovere,
fabro a violinis,
nel contado di Bormio nel 1600 nei
Quaterni inquisitionum:
"... in stuffa domus habitationis mei Sermondi cancellarii
sedentibus, denuntiando comparuerunt videlicet: Laurentius
quondam Ioannis Laffranchi et Andreas quondam magistri Nicolini
Morselli de Semogo Communis Burmii...". |
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LAGANA
LAGANA'
LAGANARA |
Lagana è specifico di Reggio Calabria, Laganà è la forma più
diffusa, sempre reggina, ma con presenze significative anche
nella Sicilia orientale e nel resto della Calabria, Laganara,
assolutamente rarissimo, sembrerebbe pugliese, dovrebbero
derivare dal vocabolo greco
lacanas (ortolano),
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Reggio Calabria
nella prima metà del 1600 con il notaio Livio Laganà che il 3
maggio dell'anno 1640 redisse l'atto di presa di possesso della
Baronia di Sambatello da parte della città di Reggio. |
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LAGGETTA |
Laggetta,
assolutamente rarissimo, è un cognome tipico del Salento. |
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LAGHEZZA |
Originario del brindisino, può discendere da un nome greco
Lagos, con modificazioni dialettali. |
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LAGORIO |
Tipico
della Liguria, dovrebbe derivare da un soprannome legato al
vocabolo dialettale ligure lagö (sorta di lucertolone). |
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LAGOMARSINI
LAGOMARSINO |
Lagomarsini è tipico dello spezzino, di Ameglia e Castelnuovo
Magra in particolare, Lagomarsino è specifico del genovese, di
Genova, Uscio, Lumarzo, San Colombano Certeno, Chiavari, Recco e
Camogli, derivano entrambi dal toponimo Lagomarsino (GE). |
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LAGOSTENA
LAGOSTINA
LAGOSTINI
LAGUSTENA |
Lagostena
è tipico di Genova e Campomorone (GE), Lagostina è specifico di
Gravellona Toce (VB), Lagostini è praticamente unico, Lagustena,
assolutamente rarissimo, è sempre del genovese, dovrebbero
derivare da etnici dell'isola di Lagosta (in croato Lastovo)
appartenente al teatro dell'aspra guerra nel 1293 tra le
Repubbliche marinare di Genova e Venezia per il predominio sul
mar Mediterraneo, dove i genovesi catturarono Marco Polo: "...On
10 June 1396, "Laurentius dictus Lauriça de Siruga de Ragusio,
nunc habitator insule Laguste (Lastovo) omnium ... suorum
sotiorum de Lagusta qui recuperaverunt cum magnis laboribus et
periculis aliqua coreda, res et bona unius magne navis a duabus
arboribus et duobus timonis...". |
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LA
GRECA
LAGRECA |
Lagreca è specifico di Gravina di Puglia, con un piccolo ceppo
anche a Montesano sulla Marcellana nel salernitano, La Greca,
molto molto raro, è specifico del barese, in particolare di
Gravina di Puglia,
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel soprannome o nome
medievale Greca,
che allude chiaramente a una provenienza dalla Grecia (per una
spiegazione più approfondita, vedi il cognome Greca). In
conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei
soprannomi o nomi personali dei capostipiti. |
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LAGRINI |
Cognome
assolutamente raro, a livello di pura ipotesi si può ipotizzare
un origine milanese ed una derivazione dall'aferesi del nome
bizantino Philagrius. |
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LAGROTTERIA
LA GROTTERIA |
Sembrano
entrambi specifici della provincia di Vibo Valentia e Reggio
Calabria, derivano dal toponimo Grotteria (RC). |
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LA
GRUTTA
LA GROTTERIA |
La Grutta
ha un ceppo lucano a San Martino d'Agri nel potentino ed uno
siciliano a Marsala, Mazara del Vallo e Trapani nel trapanese ed
a Palermo, dovrebbe derivare dalla forma dialettale di località
individuate dal termine Grotta, come ne esistono pressocchè
ovunque in Italia. |
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LA
GUARDIA
LAGUARDIA |
La
Guardia ha vari ceppi, uno a Roma, uno tra teatino e
campobassano, uno nel salernitano, uno nel materano e barese ed
uno nel ragusano, Laguardia è caratteristico della Basilicata,
sia del potentino, dove è più diffuso, che del materano, con una
presenza consistente anche in Puglia, in particolare nel barese,
brindisino e tarentino, possono derivare dal nome di molti paesi
in Italia contenenti il termine
Guardia, come Guardia Perticara
nel potentino, Guardia Sanframondi nel beneventano, Guardia
Vomano nel teramano, Guardiabruna o Guardiagrele nel teatino,
Guardialfiera nel campobassano e così molti altri, tutti
possibili luoghi d'origine delle famiglie, ma potrebbero anche
in qualche caso derivare dalla condizione di guardia feudale,
imperiale o vescovile svolta dai capostipiti.
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LAGUZZI |
Specifico
dell'alessandrino, zona di Alessandria, Predosa e Novi Ligure,
potrebbe derivare dall'aferesi di nomi come Vincilago. |
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LAI
LAY |
Lai, specifico sardo, è diffusissimo in Sardegna, Lay,
decisamente più raro, ha un ceppo a Sassari ed uno nel
cagliaritano, dovrebbero derivare dal toponimo Alà dei Sardi
(SS) per aferesi, ma è anche possibile una derivazione, sempre
per aferesi, del nome Nicola.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
LAI: significato ed etimologia. I lai, in italiano, sono i
lamenti, voci meste e dolorose. Dal celtico lai. Laòs in greco
significa popolo: de Lai = dal popolo? Lallai o Lallau o Lallao
deriva da Nicolau/o: tziu Lallau/o = tziu Nicolau. In verità si
tratta di un cognome, che per significato ed etimologia mantiene
molte incertezze. Nelle carte antiche lo troviamo nel *LPDE del
1388, cioè tra i firmatari della Pace di Eleonora: Lai Comita,
majore(sindaco) ville Sia Sancti Nicola (odierno Sia Piccina o
Piccìa. Contrate Campitani Simagis); Lai Gonnario, jurato ville
Capriles(villaggio distrutto - Contrate Campitani Simagis).
Nella storia ricordiamo Lai Enrico, cagliaritano (1842 - 1892),
docente di diritto commerciale all'Università di Cagliari,
assessore comunale e deputato al Parlamento nel 1889, fondatore,
nello stesso anno del quotidiano L'Unione Sarda. Attualmente il
cognome Lai è presente in Sardegna in 234 Comuni su 377, con
uniforme diffusione nel territorio. Nel Continente ha maggiore
diffusione nel centro nord., con Roma in testa, con 374.
Seguono: Torino 110, Genova 85, Milano 60, Firenze 58. In USA è
presente in tutti gli Stati (non di provenienza sarda), con
oltre 1000 nuclei familiari in California, circa 180 nuclei
familiari in Texas, New York, Hawaii, Illinois, Massachusetts,
New Jersey, etc. etc. Se la voce
lai è da
intendersi( con molte probabilità) con la nasalizzazione della
"i", per caduta della "n" intervocalica -
làî -
siamo in grado di sciogliere le incertezze sul termine. Infatti
làî
sta per
lani o
lana -
làâ
= lana,
che qui da noi, in Campidano, viene soprattutto dagli anziani,
chiamata sa làâ
- lana o sa làî
- lani.
Sa làâ o più spesso sa làî de
perda è il
muschio
(lana di pietra). La lepre dai cacciatori viene chiamata
pe(s)de làî
(pedewàî)= piedi di lana. |
|
LAINO
LAJNO |
Laino è tipico di Napoli e del napoletano, e di San Giovanni a
Piro nel salernitano, di Paterno, Marsico Nuovo, Lagonegro,
Maratea, Pignola e Rotonda nel potentino e Ferrandina nel
materano, di Grottaglie nel tarentino e di Francavilla Fontana
nel brindisino, ma il nucleo principale è nel cosentino a
Tortora, Maierà, Belvedere Marittimo, Laino Borgo, Cetraro,
Praia a Mare, Francavilla Marittima, Cerchiara di Calabria,
Castrovillari, Albidona, Diamante, Laino Castello e Cosenza e di
Crotone, Lajno è praticamente unico, dovrebberop derivare dal
nome dei paesi di Laino Borgo e Laino Castello nel cosentino,
che a loro volta possono derivare da un'alterazione del nome
latino Lavinius,
un'altra ipotesi propone una derivazione dal nome dell'antico
popolo anatolico dei laini
giunti nella Magna Grecia assieme ad altri Ioni. |
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LAIOLO
LAJOLO |
Laiolo è
tipico della zona tra Acqui Terme (AL) ed Asti, Lajolo molto più
raro, diffuso principalmente a Torino, dovrebbe avere le stesse
origini astigiane, dovrebbero derivare da un soprannome legato
al vocabolo dialettale lajo (ramarro), tracce di questa
cognominizzazione si trovano in atti a Tigliole (AT) dove figura
il decesso il 27 1 1632 di un tal Michele Laiolo di anni 39, a
Mombercelli (AT) esiste anche una località chiamata Laioli. |
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LAISO
|
Molto
raro, sembrerebbe avere due ceppi, nel napoletano e nel barese,
dovrebbe derivare dal nome greco Laisus. |
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LAITA
LAITI |
Laita, rarissimo, ha un piccolo ceppo veronese ed uno a Tursi
nel materano, Laiti è specifico del veronese, dove è abbastanza
diffuso, la zona di maggior distribuzione è quella di San'Anna
di Alfaedo, Verona e Negrar, l'area originaria dovrebbe essere
quella di San'Anna di Alfaedo e Breonio, chiara l'origine
cimbrica per il nucleo veneto, che dovrebbe derivare dal
vocabolo in lingua cimbrica
laita (riva,
sponda, pendio), forse ad
indicare che i capostipiti provenissero dalla zona della riva
dell'Adige situata nei pressi.
ipotesi fornite da Fausto
Giacomelli
Laiti è il cognome di mia nonna. sembra derivare da
un'italianizzazione del cognome Leitner. Originario della Zona
montuosa della Lessinia. Vi è una località che porta il nome
Laita. Dove mia nonna (1901) dice si sia fermato un graduato
Austro-ungarico e qui abbia formato famiglia. |
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LALA
|
Lala, ha un ceppoa Lecce e Bari, uno piccolo a Napoli e Procida,
ed in Sicilia invece è ben presente nel palermitano a Contessa
Entellina, Mezzojuso e Palermo e nell'agrigentino a Porto
Empedocle e Raffadali, dovrebbe derivare dal nome turco
Lale
italianizzato in Lala,
di quest'uso abbiamo un esempio ne
Il doge Leonardo Donà
(anno 1596) di Federico Seneca: "...La Sultana sua madre è in
età di anni cinquanta in circa, et è donna, come si dice, di
animo molto altiero et dal figliuolo assai rispettata. Onde ella
volontiera s'arroga quella autorità maggiore che può, et per
essere si può dir sola che habbia parata l'orecchia del figliolo
a tutte le hore, si giudica che l'intercessione et li pareri
suoi habbino appresso di lui molto vigore. Ma, con tutto ciò,
dalla elettione, che il Gran Signor improvisamente fece del Lala
primo Visir senza alcuna participatione sua, anzi con suo non
pocco disgusto, et dalla morte che fu data a Ferrat Bassà da lei
molto favorito, si comprende non essere l'autorità di lei di
quella suprema forza appresso il Signore che communemente tanto
si predica....". |
|
LA
LEGGIA |
La
Leggia è tipicamente siciliano, di Mazzarino nel nisseno e di
San Cono nel catanese, potrebbe derivare da un toponimo come
contrada Acqua Leggia di Ventimiglia di Sicilia nel palermitano,
ma più probabilmente deriva da un soprannome originato dal
termine siciliano leggia
(leggera),
secondo alcuni il cognome sarebbe semplicemente dovuto ad
iniziali errori di trascrizione del cognome La Loggia (vedi LA
LOGGIA) attribuito a dei trovatelli. |
|
LA
LEGNAME |
Assolutamente rarissimo, sembrerebbe siciliano, potrebbe
derivare da un soprannome. |
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LALINGA |
Cognome
molto raro originario della provincia di Matera, non è da
escludersi un collegamento con il toponimo Spilinga (VV) con
modificazioni dell'aferesi dello stesso. |
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LALLA
LALLI
LALLO |
Lalla è specifico dell'area teatina, campobassana e foggiana, di
Vasto, Liscia e San Buono nel teatino, di Riccia in Molise e di
San Giovanni Rotondo nel foggiano, Lalli è tipico della zona
centrale, con un ceppo a Firenze e Pisa, uno a Perugia, uno nel
Lazio, soprattutto a Roma, ma anche ad Orte nel viterbese, a
Cottanello nel reatino ed a Guidonia Montevelio, Nettuno e
Tivoli nel romano, un ceppo in Abruzzo nel teatino a
CastiglioneMesser Marino, Vasto, Chieti, San Salvo e
Casalbordino, a L'Aquila ed a Pescara, e nel Molise a
Campobasso, Termoli e Bonefro nel campobassano ed a Sessano del
Molise ed Isernia nell'iserniese, Lallo ha un piccolo ceppo a
Larino nel campobassano, ed a San Nicandro Garganico nel
foggiano, un ceppo ad Avellino ed uno a Rapolla nel potentino,
dovrebbero derivare da forme ipocoristiche aferetiche riferibili
a capostipiti i cui nomi fossero stati, al maschile o al
femminile, Antonello,
Graziello,
Raffaello
o altri simili. |
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LALLAI
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Lallai è
tipicamente sardo, specifico del cagliaritano di Silius,
Cagliari, Selargius e Quartu Sant'Elena, dovrebbe derivare da un
soprannome dialettale sardo per bighellone, di uno che conclude
poco. |
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LA
LOGGIA |
Tipico
di Barrafranca (EN) e di San Cono (CT), dovrebbe derivare
dallo stato di bambino abbandonato sulla Loggia Municipale,
quindi in un certo senso anche questo è un cognome che trae
origine dal luogo di provenienza. |
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LAMA
LAMI |
Lama ha nuclei nel milanese e bresciano, nel bolognese e
ravennate e nel napoletano e casertano, Lami ha un ceppo in
Toscana, uno nel modenese ed uno a Roma, potrebbero derivare da
toponimi come Lama di Marzabotto (BO), Lama Mocogno (MO), Lama
Polesine (RO), Lama (AR) o Lama (PV), ma è pure possibile una
derivazione dalla famiglia tardo latina Lamia, appartenente alla
Gens Aelia, discendente dal mitico Lamus, il mitologico figlio
di Poseidone e re dei Lestrigoni fondatore di Formia, ricordiamo
nel I° secolo d.C. Lucius Aelius Lamia console di Roma nell'anno
3 d.C., che troviamo nel De
Oratore di Cicerone:
"...Crassus apud M. Perpernam iudicem pro Aculeone cum diceret,
aderat contra Aculeonem Gratidiano L. Aelius Lamia, deformis, ut
nostis; qui cum interpellaret odiose, "audiamus" inquit...",
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nel 1700 con lo
scrittore toscano Giovanni Lami (1697-1770). |
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LA
MACCHIA |
Due i
ceppi, uno nel messinese ed uno nel foggiano, potrebbe derivare
da soprannomi legati a toponimi come Borgo Macchia (MT), Macchia
(FG), San Cosimo alla Macchia (BR), Macchia di Giarre (CT), ma
in alcuni casi, non è da escludere una derivazione da aferesi di
nomi greci come Kallimachos, Lysimachos ecc.. |
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LAMALFA
LA MALFA |
Assolutamente rarissima la forma non staccata, sono specifici
del messinese, dovrebbero derivare dal toponimo Malfa (ME)
sull'isola di Salina (una delle Eolie), nome che probabilmente
deriva dall'essere questa località una colonia dell'antica
Amalfa o Amalfia, l'attuale Amalfi (...Inde vero Amalfia ab
Amalfitanis est nominata. ...); esiste anche un'ipotesi che
propone una derivazione dal nome della gens latina del I° secolo
Amarphia, molto meno probabile la teoria che propone una
derivazione dal nome greco Malfia (si ricorda ad esempio Malfia
figlia del principe di Melitene). Sono abbastanza comuni nel
meridione località il cui nome sia basato sul vocabolo antico
malf (cavità, conca), Melfi (PZ), Molfetta (BA), Amalfi (SA). |
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LA
MAGNA
LAMAGNA
LA MANNA
LAMANNA |
Lamagna è tipico di Napoli, con ceppi anche nel materano, La
Magna molto più raro ha un ceppo a Napoli ed uno nel catanese,
La Manna è presente in tutto il sud, Lamanna è tipico del sud
peninsulare, possono derivare sia da attributi di grandezza
relativi a zone o a caratteristiche fisiche la
magna
(grande) casa, persona, o altro, come è pure possibile che
derivino da modificazioni di termini longobardi come
arimanno
o dal nome della nazione di provenienza
Alamagna
(Germania). |
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LA
MAIDA |
Molto
molto raro è tipico di Teggiano (SA), potrebbe derivare dal
toponimo Maida (CZ). |
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LAMANO
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Lamano ha un ceppo a Schiavi d'Abruzzo nel teatino ed uno a
Roma, potrebbe derivare da una forma aferetica del termine
alamano
o alemanno
(tedesco),
ma molto più probabilmente deriva invece dal nome latino
Lamanus,
probabilmente portato dal capostipite. |
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LA
MANTIA
LAMANTIA |
La Mantia
è decisamente siciliano, soprattutto di Palermo, con ceppi nel
palermitano a Monreale, Bagheria e Termini Imerese,
nell'agrigentino a Canicattì e Agrigento, nel trapanese a
Marsala e Trapani, a Catania e nel nisseno, Lamantia,
assolutamente rarissimo, sempre siciliano, è probabilmente
dovuto ad errori di trascrizione del precedente, dovrebbero
derivare dal toponimo calabrese di Amantea, ma, molto più
probabilmente derivano dal nome dell'antica città illirica
(albanese) di Amantia, che occupata dai turchi nel XVI° secolo
venne abbandonata dagli abitanti cristiani che si trasferirono
in Sicilia. |
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LA
MARCA
LAMARCA |
La
Marca è molto diffuso nel napoletano, nel foggiano ed in
Sicilia, in particolare nel palermitano, agrigentino, nisseno e
catanese, ma con buone presenze in tutto il sud ed a Roma,
Lamarca, più raro, ha un piccolo ceppo nel napoletano ed uno,
più consistente, nel barese a Corato, Gravina in Puglia e
Barletta, dovrebbero derivare dal termine medioevale longobardo
marka
(terra,
zona di confine), forse ad indicare che i capostipiti abitassero
nelle zone di confine di un feudo, o anche semplicemente che
facessero i fattori di case nobili. |
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LAMARINA |
Lamarina
è tipicamente pugliese, di Latiano nel brindisino, di Brindisi,
di Martina Franca e Manduria nel tarantino e di Squinzano nel
leccese, potrebbe prendere il nome dalla Masseria Lamarina nella
zona di Ceglie Messapica nel brindisino, secondo un altra
ipotesi deriverebbe invece da una forma etnica relativa a chi
fosse provenuto dal paese di Lama nel tarantino. |
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LA
MARMORA
LAMARMORA
MARMORA |
Entrambi assolutamente rarissimi, La Marmora ha un piccolo ceppo
a Castelvetrano nel trapanese ed a Vittoria nel ragusano,
Lamarmora invece, sempre molto molto raro, è specifico del
brindisino, di Mesagne ed Oria, Marmora è presente nell'area che
comprende il salernitano, il potentino ed il barese, questi
cognomi dovrebbero derivare da nomi di località contenenti il
termine dialettale marmora
(marmoreo, simile al marmo),
probabilmente il luogo di provenienza dei capostipiti. |
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LA
MASTRA
LAMASTRA |
Lamastra, assolutamente rarissimo, è dell'area tra potentino e
barese, La Mastra, più diffuso, ha un piccolo ceppo a Molfetta
nel barese ed uno più consistente nel catanese a Raddusa,
Ramacca, Catania e Trecastagni, dovrebbe trattarsi di
matronimici riferiti a capostipiti che di mestiere facessero le
maestre, il termine mastra
starebbe infatti per maestra,
trattandosi di una forma dialettale arcaica del termine
medioevale magistra. |
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LAMATRICE |
Molto
raro è originario del foggiano. |
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LA
MATTINA
LAMATTINA |
Tipico
siciliano La Mattina, di Palermo in particolare, specifico di
Caggiano (SA) Lamattina. |
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LAMBARDI
LAMBARDO |
Lambardi è tipico toscano, della zona che comprende il
livornese, il grossetano ed il senese, Lambardo è praticamente
unico ed è dovuto probabilmente ad un errore di trascrizione del
precedente, derivano dal nome medioevale
Lambardus
derivato da langobardus,
utilizzato allora per indicare uno stato di nobiltà, Ludovico
Muratori scrive: "...Farulfo et Teudegrimo germanis quondam
Farolfi, de quibus descendunt Lambardi quidam de Sancto Miniate,
scilicet Cavalca Lambardus et filii...". |
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LAMBERTENGHI |
Molto
molto raro è tipico lombardo, nome di origini longobarde
derivato dal nome Lambert, tracce di questa cognominizzazione le
troviamo in provincia di Como nel 1200, nel 1222 un certo
Bernardo Lambertengo da Vico (CO) lega i suoi diritti di decima
in Viganello all' Ospedale di S. Maria, a Milano nel 1500
troviamo l'erudito Johannes Stephanus Lambertengus, in provincia
di Sondrio nel 1600: "...Libro delli atti della magnifica
comunità di Villa e Stazzona per il 1665 et 66 scritti per me
Luigio Lambertengo et per me Iacomo Lambertengo successore,
successivamente il remanente ...". |
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LAMBERTI
LAMBERTINI
LAMBERTO
LAMPERTI |
Lamberti è diffuso in tutto il nord centrooccidentale,
Lambertini è tipico emiliano, della zona che comprende il
ferrarese ed il bolognese, potrebbe avere un ceppo anche nel
genovese ed uno nel novarese, Lamberto, molto raro, ha un ceppo
tra messinese e reggino ed uno forse non secondario nel
torinese, Lamperti è decisamente lombardo, del milanese e
varesotto in particolare e del comasco, derivano tutti dal nome
franco Lambert
o Lampert.
Tracce di questo nome si trovano ad esempio nella seconda metà
del VI° secolo: "...Anno domini 570 rex Lambertus destruxit
Mediolanum in die sancti Julii. eo anno..." e nel IX° secolo con
il longobardo Lambertus Duca di Spoleto negli Annales Regni
Francorum , dove si può leggere: "...Ita etiam Formosus papa
Arnulfum in Urbem vocavit, et imperatorem constituit, nullo
populi spectato consensu, et Lambertus Spoleti comes instabat
clerum, ut se imperatorem et Augustum conficerent, ut docet
Sigonius ...", nel 1200 a Bologna in un atto di compravendita si
legge: ". Lambertinus, Palmirolus et Gerardus fratres, filii
condam.". Esempio di questa cognominizzazione la troviamo a
Riva del Garda (TN) nel 1200 con Bonzenone Lamberti da Verona
citato come testimone in un atto, a Bologna nella Matricola dei
Mastri Muratori del quarterio porte Sancti Proculi si trova il
Mastro Çagni Lambertini Bricii,
a San Miniato nel 1500 troviamo il Giudice Pietro
Lamberti da Firenze. Il personaggio più famoso è stato
sicuramente il bolognese Cardinal Prospero Lambertini che
divenne Papa Benedetto XIV° (1675-1758) la cui origine si narra
fosse da Petrone, duca nel secolo X da cui discese un Lamberto
detto Lambertino (1166),a Bologna ebbero molti consoli e Decani,
assunsero nel 1484 il grado senatorio. |
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LAMBIASE |
Tipico
campano del napoletano e salernitano, di Cava dei Tirreni (SA)
in particolare. |
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LAMBRA
LAMBRI
LAMBRO |
Lambra e
Lambro, estremamente rari, sembrerebbero del pavese, Lambri è
tipico dell'area tra Milano e Piacenza, derivano dal nome del
fiume Lambro, o dal fatto che il capostipite abitava nelle
vicinanze del fiume, o lavorava sul fiume. |
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LAMBRUSCHI
LAMBRUSCHINI |
Lambruschi . molto raro, è specifico del reggiano e del massese,
Lambruschini è tipico della zona di Sestri Levante e Lavagna nel
genovese, tracce di queste cognominizzazioni si trovano a Sestri
fin da epoca medioevale, un Monsignor Lambruschini che nella
seconda metà del 1500 è incaricato Pontificio presso la corte
fiamminga, ricordiamo inoltre il Cardinale Luigi Emmanuele
Nicolo Lambruschini nato a Sestri Levante nel 1776 nunzio
apostolico a Parigi. |
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LA
MENDOLA |
La
Mendola è tipicamente siciliano, dell'agrigentino e palermitano
in particolare, dovrebbe derivare da nomi di località (vedi
MENDOLA). |
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LAMERA
LAMERI |
Tipicamente lombardi, Lamera è molto diffuso nel bergamasco, a
Romano di Lombardia, Martinengo, Cortenuova, Bergamo, Bariano,
Cividate al Piano e Calcio, Lameri, più raro, ha un ceppo nel
cremonese a Ripalta Cremasca e Castelleone ed a Tavazzano nel
lodigiano, dovrebbero derivare da un soprannome originato dal
termine dialettale lamèra
(lamiera),
forse determinato dal mestiere di
lattoniere
probabilmente svolto dal capostipite. |
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LAMETTA |
Lametta,
molto molto raro, è tipicamente campano, di Napoli ed Avellino,
potrebbe derivare da un soprannome originato dal termine
italiano lametta (lama da barba), forse ad indicare che il
capostipite facesse il mestiere del barbiere. |
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LAMIA
|
Lamia è decisamente siciliano, del trapanese a Marsala, Trapani,
Mazara del Vallo, Petrosino, Erice, Alcamo e di Palermo,
potrebbe derivare dal nome della famiglia tardo latina
Lamia,
appartenente alla Gens Aelia
(vedi LAMA), ma è pure possibile una derivazione toponomastica
dal nome della città greca di Lamia capoluogo della perifereia
della Grecia Centrale e del nomo della Ftiotide, o anche, ma
molto meno probabile, dal nome greco
Lamia,
Lamia era la bellissima regina della Libia, cui Era uccise tutti
i figli e che impazzita dal dolore prese a divorare bambini e si
trasformò in una specie di orribile Furia, in grado però di
trasformarsi ancora in una bellissima donna per sedurre gli
uomini.
integrazioni fornite da
Stefano Fontana
Le sue origini risalgono ad una casa dell'antica aristocrazia
militare, che perdette la maggior parte dei suoi benefici per
aver partecipato alla guerra contro la seconda invasione
aragonese capeggiata da Martino di Monblanc nel 1392. Dimora dei
Lamia era stata Catania, dove avevano conosciuto i loro fasti,
ma anche a Trapani la famiglia aveva mantenuto la più modesta
dignità di barone di Canpioppo. Lo stemma della casa è retto da
due nerboruti guerrieri armati di clava e coperti da una
pelliccia, perchè i Lamia facevano risalire la loro origine a
Lamis, che aveva guidato attorno al 730 a.c., da Megara, una
delle primissime colonie greche in Sicilia. Lamis era un
eraclide, poichè discendeva da Lamo, figlio di Ercole. I
nerboruti personaggi che reggono l'arma dei Lamia sono dunque
Ercole e Lamo. |
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LA
MICELA
LAMICELA |
La
Micela, abbastanza raro, è del sud della Sicilia, di Scicli nel
ragusano, di Militello in Val di Catania nel catanese e di
Francofonte nel siracusano, Lamicela, decisamente più raro del
precedente, e di cui ne è una forma contratta, è tipico del
catanese, di Catania e di Militello in Val di Catania, dovrebbe
derivare da un'alterazione dialettale arcaica del nome
Michela
(vedi MICELA), l'articolo davanti al cognome iniziale è
abbastanza diffuso in tutto il sud. |
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LAMILLO |
Estremamente raro, è presente solo nella zona tra Melegnano e
Lodi, un'ipotesi credibile è che derivi da una modificazione
dialettale meridionale dell'aferesi del nome Gerolamo. |
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LAMINA
LAMINI
LAMINO |
Lamina, assolutamente rarissimo, dovrebbe essere siciliano,
della zona litoranea orientale dell'isola, Lamini, altrettanto
raro, sembrerebbe dell'Italia centrosettentrionale, Lamino ha un
piccolo ceppo a Napoli, questi cognomi dovrebbero derivare dai
nomi tardo latini Laminus,
Lamina,
che sembrerebbero di origini celtibere. |
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LAMON
|
Specifico
di Venezia e dell'entroterra veneto, dovrebbe derivare da
modificazioni dialettali del nome Girolamo, improbabile una
connessione con il nome del paese bellunese di Lamon. |
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LAMONATO |
Lamonato è tipico del trevisano, di Valdobbiadene, Giavera del
Montello e Villorba, dovrebbe indicare la provenienza dei
capostipiti dal paese bellunese di Lamon, il suffisso
-ato in
veneto indica provenienza, anche in senso patronimico, in questo
caso sta per cittadino di-,
riferito al Lamon che precede il suffisso. |
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LA
MONACA
LA MONICA |
La
Monaca è molto poco comune, ha un ceppo nel milanese, nel
teatino, nel foggiano ed in Sicilia, La Monica, tipicamente
siciliano ha un ceppo probabilmente secondario in Campania,
derivano da soprannomi legati al fatto di essere originariamente
vicini ad un monastero o alle sue dipendenze; un principio di
questa cognominizzazione lo troviamo nel
Codice Diplomatico della Lombardia
medievale sotto l'anno 1178:
"...Anno ab incarnatione domini nostri Iesu Christi millesimo
centesimo septuagesimo octavo, decimus kalendas madii, inditione
undecima.... Interfuerunt Bernardus de la Monica, Carnelevarius
de Burgo, Marabottus de Milano..." e sotto l'anno 1191: "...Anno
dominice incarnacionis millesimo centesimo nonagesimo primo,
indicione nona, tercio die mensis decembris. Iuraverunt Iohannes
Desparius et Tebaldus archipresbiter et Aglerius Grossus et
Ru|finus Marisanus et Ugo de Curte et Robertus de la Monaca et
Petrus Senex...". |
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LA
MONTAGNA |
Abbastanza raro è tipico del napoletano. (vedi Montagna) |
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LAMORTE |
Abbastanza raro è tipico dell'alto potentino, dovrebbe essere di
origine normanna e derivare dal cognome francese
Lamort
originario della Manche in Normandia, a sua volta derivato da un
soprannome Lamour
stante ad indicare un carattere dolce.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
La Morte, diffuso in Campania, Basilicata, Puglia, è la
cognominizzazione del soprannome apotropaico
Lamorte,
composto da articolo + sostantivo 'morte', dato a un figlio per
scongiurarne il decesso. |
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LAMOTTA |
Abbastanza raro La Motta ha più ceppi. nel milanese, in
Campania, nel reggino e nel palermitano, dovrebbe derivare da
uno dei tanti toponimi contenenti il termine Motta come ce ne
sono ovunque in Italia, la Motta era una collinetta costruita
dall'uomo, spesso con intendimenti difensivi. Potrebbe anche in
alcuni casi, soprattutto in Campania, derivare dal cognome
normanno Lamotte con la stessa origine. |
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LAMPEDECCHIA |
Specifico di Bisceglie (BA) dovrebbe derivare da un soprannome
originato da un vocabolo dialettale per avaro, originato dal
termine latino impeticula
(eruzione cutanea)
esteso poi al significato di chi neppure si lava pur di
risparmiare. |
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LAMPIS
|
Specifico del sud della Sardegna, dovrebbe derivare dal nome
bizantino Eulampios, ricordiamo il Santo martire Eulampio ucciso
a Nicomedia nel 310, tracce di questa cognominizzazione le
troviamo in Sardegna nella seconda metà del 1500 con lo scultore
Gian Pietro Lampis di Laconi.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
LAMPIS: lampu
= fulmine;
lampare, lampai
=
lampeggiare. In greco abbiamo
lampàs
(lampas) = fiaccola
o anche balenìo:
su lampalùxi, su 'igu marras. In latino làmpas = fiaccola.
Lampare, in latino = brillare: dalla radice lamp = luce. Il
cognome è presente in Sardegna sin dai tempi antichi. Tra i
firmatari della Pace di Eleonora del 1388, ci sono 7 Lampis:
Lampis Gadducio, ville Ecclesiarum(villa di Chiesa - Iglesias);
Lampis Guingiano, ville Sellùri( Seddòri - Sanluri); Lampis
Joanne, ville Ecclesiarum; Lampis Joanne, ville Sellùri; Lampis
Mariano, jurato ville Salanis(villaggio distrutto - Campitani
Majoris); Lampis Pucio, ville Ecclesiarum; Lampis Saraceno,
jurato ville Nurghillo (Norbello - Partis de Guilcier). Nel
Condaghe di San Nicola di Trullas *CSNT XI°, XII° sec., abbiamo
3 Lanpis (con la n: probabilmente tutti e tre parenti):
Gosantine, Ianne e Maria, servi nella domo de Olvesa(località
sita nei pressi del Santuario di S. Nicola di Trullas.
Attualmente il cognome è presente in 82 su 377 Comuni della
Sardegna, con maggiore frequenza nel Medio Campidano: Arbus 218,
Cagliari 135, Guspini 111, Quartu S.E. 59, Carbonia 53, Serrenti
47, Villasor 43, Sanluri 35, Sassari 29, etc. Nel territorio
nazionale è presente in 231 Comuni: nel continente ha maggiore
diffusione nel centro nord: Roma 65, Torino 46, Genova 27, etc.
In USA lo troviamo in 4 Stati: Arizona, Texas, Missouri, New
Jersey, con un solo nucleo familiare. |
|
LAMPREDA |
Lampreda,
assolutamente rarissimo, è specifico del vicentino, di
Montecchio Maggiore in particolare, dovrebbe derivare dal nome
del Castello di Lampredo o Lampreda tra vicentino e bellunese. |
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LAMPREDI |
Lampredi è tipicamente toscano, di Firenze e Scandicci nel
fiorentino, di Livorno e di Orbetello nel grossetano, dovrebbe
derivare dal nome rinascimentale
Lampredus,
anche attraverso un genitivo patronimico, di questo nome abbiamo
un esempio nel dodicesimo secolo nel
Laurentii de Monacis Veneti Cretae
cancellarii Chronicon de rebus Venetis:
"...cum Ungarica rabies occupasset Tragurium, Sibinicum , &
pleraque alia oppida Dalmatina , Jadraque cum Insulanis
civitatibus Sub Ducali protectione manerent, grandis inter eas
civitates fuit orta dissensio; tunc Lampredus Episcopus Jadrae
praesidio Ducis obtinuit per privilegium abAnastasio Papa , ut
Jadrensis Ecclesia Metropolis, & palliata esset; eidemque
insularum Ecclesias Catedrales, quae Romanae parebant Ecclesiae
subiecit. ..", l'uso di questo nome in centro Italia lo
troviamo tra la fine del 1200 e gli inizi del 1300 con il
condottiero di Ventura Lampredo Orsini. |
|
LAMPUGNANI
LAMPUGNANO |
Lampugnani è tipico lombardo, Lampugnano è rarissimo ed è
probabilmente dell'areale milanese. Questi cognomi derivano dal
toponimo Lampugnano, centro ora fagocitato dalla metropoli
milanese. La famiglia Lampugnani è di origini antiche, le prime
tracce risalgono al 1000, ma è con Umbertino da Lampugnano,
lettore di diritto canonico all'Università di Pavia dal 1372 al
1381 e dal 1395 Maestro Generale delle entrate e Consigliere
ducale, che iniziano riferimenti storici importanti. Moltissimi
atti notarili riportano traccia dei Lampugnani o Da Lampugnano,
come ad esempio quest'atto del 1108: "Anno ab incarnacione
domini nostri Iesu Christi milleximo centeximo octavo, mense
aprilis, indicione prima. Ego Guitardus filius quondam Anselmi
qui vocor da Lampugnano, de civitate Mediolani, qui professus
sum lege vivere Langobardorum, presens presentibus dixi:
'Dominus omnipotens ac redemptor noster animas quas condidit ad
studium salutis semper invitat'. Et ideo ego qui supra Guitardus
volo et iudico seu per hanc paginam iudicati et ordinationis mee
inviolabiliter confirmo ut presenti die et hora post meum
dicessum omnes universe res teritorie iuris mei reiacentes in
loco et fundo Rosxate, qui est non multum longe ab loco qui
dicitur Comacio, et in eius territorio deveniant in iure et
proprietate ecclesie et cannonice Sancti Georgii constructa
intra suprascriptam civitatem Mediolani, ad locum ubi dicitur in
Palacio, faciendum exinde ad eorum usum et sumptum canonici et
presbiteri seu officiales eiusdem ecclesie de frugibus et
redditibus ipsarum rerum quod voluerint et de ordinacione et
locacione earum sicut eis melius provisum fuerit pro mercede et
remedio anime mee. Quia sic decrevit mea bona voluntas. Actum
suprascripta civitate.
Signum + manus
suprascripti Guitardi qui hanc cartam iudicati et ordinacionis
ut supra fieri rogavit.
Signum + + + manus Pagani
et Pollentionis, patrui et nepotis, qui vocantur Girengelli,
atque Romedii qui dicitur Corbo, testium.
Ego Marinus notarius
sacri palacii scripsi, post traditam complevi et dedi.". |
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LA
MURAGLIA
LAMURAGLIA |
La
Muraglia è quasi unico, dovrebbe trattarsi di un'errata
trascrizione di Lamuraglia, che è tipico del barese, di Gravina
in Puglia in particolare, con molta probabilità dovrebbero
derivare dal fatto che a famiglia abitasse in prossimità di un
muraglione o delle mura cittadine. |
|
LANA
LANARI
LANARO
LANERA
LANERI
LANERO |
Lana potrebbe avere diversi nuclei, nell'agrigentino, nel Lazio
e nel maceratese, nel padovano, nel mantovano e nel novarese e
varesotto, Lanari è tipico della fascia centrale che comprende
Marche, Umbria e Lazio, Lanaro è di probabili origini vicentine,
Lanera è tipicamente pugliese del barese, di Bari, Valenzano e
Putignano, Laneri ha ceppi sparsi per l'Italia, nel cuneese, nel
genovese, nel pavese, nel romano, nel napoletano, nel sassarese
ed in Sicilia nel catanese ed ennese, Lanero, molto raro, ha un
ceppo nell'astigiano e nel genovese ed uno a Cagliari. Questi
cognomi probabilmente derivano da soprannomi dialettali connessi
con il mestiere di filatore o
tessitore di lana, ma è pure
possibile una derivazione da toponimi ora scomparsi, come Lanero
nell'astigiano, in qualche caso può anche essere disceso
dall'aferesi del nome germanico
Gailana. |
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LANATI
LANATTI |
Lanati è tipico del pavese, Lanatti, quasi unico, parrebbe del
comasco, dovrebbero derivare dal cognomen latino
Lanatus
di cui abbiamo un esempio nel De
Viris Illustribus Urbis Romae:
"...Menenius Agrippa cognomento Lanatus dux electus adversus
Sabinos de his triumphavit. Et cum populus a patribus
secessisset, quod tributum et militiam toleraret, nec revocari
posset, Agrippa apud eum...", ma è pure possibile una
derivazione da un soprannome originato dal mestiere di finitore
di lane o di mercante delle stesse. |
|
LANCELLA
LANGELLA
LANGELLI
LANGELLO |
Langella è un cognome molto diffuso, con un grosso nucleo
campano, soprattutto nel napoletano e nel salernitano, a Torre
del Greco (NA), Napoli, Boscoreale (NA) e Scafati e San Marzano
sul Sarno (SA), un ceppo nel Lazio centromeridionale, e ceppi
sparsi al nord e nel sassarese, Lancella ha un ceppo romano ed
uno napoletano, Langelli e Langello sono praticamente unici e
dovrebbero essere dovuti ad errori di trascrizione del
precedente.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Panitaliano ma molto frequente in Campania e nel Lazio. Potrebbe
essere la cognominizzazione del soprannome
Langella,
che ha alla base il sostantivo
langella, forse dal latino
volgare lancella
= piattino,
o dal napoletano lancella
= attrezzo da pesca formato da
un vaso di creta, tenuto sul fondo marino per adescare i polipi,
orciolo. Potrebbe derivare
anche dall'omonimo vocabolo antico del dialetto foggiano =
brocca di creta per serbarvi
l'acqua, oppure dal
vezzeggiativo del cognome Lange
(Lancia). |
|
LANCELLOTTA
LANCELLOTTI
LANCELLOTTO
LANCELOTTI
LANCEROTTI
LANCEROTTO
LANCILLOTTI
LANCILOTTI
LANZELLOTTA
LANZILLOTTA
LANZILOTTA |
Lancellotta ha un ceppo a Fornelli nell'iserniese ed uno a
Belvedere Marittimo nel cosentino, Lancellotti, abbastanza
comune, ha un ceppo nel bresciano, uno nel modenese, uno a Roma,
uno tra napoletano e salernitano ed uno nel potentino a Oppido
Lucano in particolare, Lancerotti, quasi unico, è del padovano,
Lancerotto è tipicamente veneto, di Campolongo Maggiore nel
veneziano, di Verona, di Montagnana nel padovano e di Lonigo nel
vicentino, Lanzellotta, molto raro, ha un ceppo pugliese a
Fasano nel brindisino, Lanzillotta, abbastanza diffuso, ha un
ceppo pugliese, a Taranto e Martina Franca nel tarentino e nel
barese a Bitetto, Polignano a Mare, Castellana Grotte e
Conversano, ed un ceppo nel cosentino a Fuscaldo, San Marco
Argentano, Paola, Cassano allo Ionio e Cosenza, Lanzilotta ha un
ceppo a Castellana Grotte nel barese, Lancellotto, Lancilotti e
Lancillotti sono quasi unici, Lancelotti è tipico di Gardone Val
Trompia nel bresciano, Lancillotta, quasi unico, sembrerebbe del
cosentino, dovrebbero tutti derivare, anche attraverso modifiche
di tipo dialettale, dal nome francese, di origine bretone,
Lancelot,
nome che deriva dal termine francese
ancel a
sua volta derivato dal latino
ancilla (serva)
di cui ancelot
è una forma ipocoristica che è divenuta
l'ancelot
e quindi Lancelot,
con il significato di Cavalier servente. |
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LANCI
LANCIA |
Lanci è tipico del teatino e del romano, Lancia, molto più
diffuso, è specifico dell'Italia centrale, di Umbria, Lazio ed
Abruzzo, ma in particolare del romano e del frusinate, con ceppi
anche in Piemonte, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Lancia,
ma è pure possibile una derivazione da soprannomi originati dal
mestiere di lanciere o soldato munito di lancia. Tracce di
queste cognominizzazioni le troviamo a Pamparato nel cuneese con
il signore Manfredi Lancia, marchese di Busca sempre nel
cuneese. |
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LANCIANI
LANCIANO |
Lanciani
ha un ceppo a Roma ed a Guidonia Montecelio (RM), Lanciano ha un
ceppo a Roma, uno calabrese a Cassano allo Ionio ed a
Castrovillari nel cosentino ed a Catanzaro e Badolato (CZ) ed in
puglia a Barletta (BA) ed a Cursi (LE), dovrebbero derivare dal
toponimo Lanciano (CH) o Pescolanciano (IS). |
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LANCIOTTI
LANCIOTTO |
Lanciotti
è specifico della fascia centrale che collega Roma al
maceratese, Lanciotto sembrerebbe del reggino, dovrebbero
derivare da una forma ipocoristica del nome medioevale Lancia,
ma è pure possibile che si tratti di una contrazione del cognome
Lancillotti o Lancellotti. |
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LANCUSO |
Assolutamente rarissimo, originario del salernitano, deriva dal
toponimo Lancusi (SA), si hanno tracce nel 1600 dove troviamo
come regio giudice un certo Giovan Domenico de Vito de li
Lancusi operante a Montefusco (AV). |
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LANDA
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Landa ha un piccolo ceppo a Partinico (PA) ed anche uno a
Mondragone (CE), l'ipotesi di una derivazione dal termine
germanico land
(terra)
non è del tutto da trascurare e potrebbe indicare un origine
risalente al periodo dell'imperatore Federico, ma è sicuramente
più probabile una derivazione matronimica dall'aferesi di nomi
come Iolanda. |
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LANDE
LANDIS |
Entrambi tipicamente sardi, Lande è tipico di Orani nel nuorese,
Landis, più raro, è tipico invece del cagliaritano, di San
Sperate e Cagliari e di Carbonia, dovrebbero derivare da
soprannomi basati sul termine sardo
lande (ghianda)
o landis
(ghiande),
probabilmente indicando nei capostipiti dei raccoglitori di
ghiande, forse per l'uso antico di consumare una specie di
polenta fatta sostanzialmente con questo frutto, considerato
anticamente una prelibatezza, uso citato già da Plinio il
Vecchio, che lo descrive come pane di ghiande, e che persiste
tutt'oggi, soprattutto durante le feste paesane.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
LANDE; LANDIS: su lande
in logudorese, su landi(ri)
in campidanese è la ghianda
e viene dal latino glandis.
È il frutto della quercia e del leccio, che un tempo veniva
raccolto per i maiali. Nei periodi di grande fame e miseria le
ghiande diventavano cibo anche per gli esseri umani:
su landiri a famini parrit castangia
(vedi nel Web –
Giuseppe Concas – Dicius e proverbi del
Campidano di Sardegna). La voce
è attestata negli antichi documenti della lingua e della storia
della Sardegna. Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, CSMB,
XI, XIII secolo al capitolo 34 troviamo: in nomine domini amen.
Ego Petrus de Lacon iudex et rex arborensis et visconte de Basso
(si tratta di Pietro II d’Arborea, figlio di Ugo de Basso, che
morendo, nel 1211 lasciò il trono al figlio Pietro II de Bass –
Lacon - Serra), cun boluntade de Deus et de Sancta Maria etc.
…et confirmolli saltu de cannas de su Iehsu(?) pro”lande” et
pro pastu (per ghiande e per pascolo)…Al capitolo 145, troviamo
di nuovo il vocabolo: …appant (riga 16) inde prode usqui in
seculum monagos qui hant servire in issa bbadìa (in quel
monastero – di Santa Maria) pro anima mea et de parentes meos et
de pastu et de aqua et de “(g)lande” et…I cognomi sardi Lande e
Landis, derivanti come detto dal latino glandis hanno ben poco a
che fare con la voce inglese land = terra e col cognome anglo
americano Landis. Vi racconto un aneddoto, la cui sostanza
potrebbe essere stata causa di ipotesi errate: “La signorina
Anna Maria Landis, ottima insegnante di matematica nonché
eccellente preside dell’Istituto Tecnico Minerario di Iglesias,
un tempo uno dei più rinomati Istituti Minerari d’Europa, per la
sua “grinta” e per il suo eccellente portamento nel gestire
tale Istituto, conosciuta ed apprezzata in tutta la Sardegna, la
quale personalmente ho avuto modo di conoscere come giovanissimo
insegnante della sua Scuola e come Commissario di Lingua e
Letteratura Italiana, per ben tre volte, nelle Commissioni di
Maturità Tecnica da Lei presiedute, fu da me simpaticamente e
scherzosamente soprannominata, nella stampa locale, “Signorina
Léndis”, la preside di ferro, ad imitazione della “Thatcher
inglese”!
Attualmente il cognome Lande è presente in 15 Comuni italiani,
di cui 6 in Sardegna: Orani 31, Oliena 3. Porto Torres 3, etc.
Il cognome Landis è presente in 15 Comuni d’Italia, di cui 9 in
Sardegna: San Sperate 14, Carbonia 8, Cagliari 8, P. Torres 6,
etc. |
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LANDI
LANDO |
Landi
sembra essere specifico della zona che comprende l'Emilia e
Romagna e la Toscana, ma potrebbe esserci anche un nucleo in
Campania, Lando molto più raro è tipico del padovano, deriva
dall'aferesi di nomi medioevali come Orlando o Rolando. |
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LANDINI
LANDONE
LANDONI |
Landini ha forse diversi ceppi nel quadrilatero avente ai
vertici Genova, Como, l'aretino e il pesarese, Landoni e Landone
sono specifici della zona tra comasco e varesotto, derivano dal
nome medioevale Lando,
Landonis
di cui abbiamo un esempio nel IX° secolo nella
Historia Langabardorum Beneventarnorum:
"...Huic ergo Lodoguico augusto suppliciter relatum est per
Landonem comitem Capuanum, filium Landolfi supradicti viri, et
per Ademarium iam fatum virum...", o da aferesi di nomi come
Orlando. Il conte Landone (843-860), contribuì alla
ricostruzione della città di Capua sulle rive del fiume
Volturno; verso la fine del IX° secolo il longobardo Landone di
Vescovio, vescovo di Civitate Sabinense divenne Papa. |
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LANDOLFI
LANDOLFO
LANDULFO |
Landolfi
è tipico campano, Landolfo ha un ceppo nel napoletano ed uno nel
leccese, Landulfo, estremamente raro, sembra essere del
salernitano, derivano dal nome longobardo Landulfus di cui
abbiamo un esempio nella vita di San Tommaso D'Aquino: "...In
nomine domini nostri Iesu Christi. anno incarnacionis eius
millesimo ducentesimo tricesimo primo, regnante domino nostro
Frederico Dei gratia Romanorum imperatore semper augusto,
Ierusalem et Sicilie rege, mense madii, tercio die eiusdem
mensis, indictione quarta. Nos Landulfus Dei gratia Casinensis
abbas, adtendentes quod propter frequentes et diversas undique
turbationes plurimas necessitates ...". Troviamo traccia di
queste cognominizzazioni a Solofra (AV) fin dal 1100, I Landolfi
nel 1300 sono iscritti all'albo dei maggiorenti della città: |
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LANDRA
LANDRI
LANDRO |
Landra è piemontese, di Cuneo, Vernante e Borgo San Dalmazzo nel
cuneese e di Torino e Volpiano nel torinese, Landri è campano,
di Cava de' Tirreni e Salerno nel salernitano, Landro ha un
ceppo genovese,uno in Calabria a Zambrone e Briatico nel
vibonese ed uno in Sicilia nel messinese, a Messina, Ficarra e
Santa Domenica Vittoria, e nel catanese ad Acireale e
Fiumefreddo di Sicilia, potrebbero derivare
dall'italianizzazione di nomi germanici medioevali come
Landdrud,
formato dai termini land
(terra, paese)
e drud
(amico),
o come Landric, composto da land
aggiunto a ric
(ricco, potente),
ma potrebbe anche derivare dal cognome francese
Landrau,
che potrebbe esserersi originato dal nome
Andrè,
non si può inoltre escludere che in qualche caso possano essere
derivati medioevale italiano
Landro, forma arcaica del nome
Leandro
(vedi anche DE LANDRO). |
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LANDRIANI |
Originario del pavese, deriva dal toponimo Landriano (PV).
Famiglia milanese, nota già dal XII secolo. Blasone stemma
araldico: d'oro al castello d'azzurro, torricellato di due
pezzi, ognuno merlato di due alla ghibellina, aperto sul campo e
sormontato da un'aquila di nero, coronata nel campo. |
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LANDRISCINA |
Tipico
della zona che comprende il basso foggiano ed il barese,
potrebbe derivare da una modificazione dell'etnico di Salandra
(MT), secondo altri deriverebbe da un soprannome bizantino
indicante fattezze femminee in un uomo. |
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LANFRANCHI
LANFRANCHINI
LANFRANCO |
Lanfranchi è tipico della Lombardia e alta Emilia, con un ceppo
anche nel fiorentino, Lanfranchini, molto molto raro,
sembrerebbe specifico del vercellese, della zona di Valduggia e
Borgosesia, Lanfranco è specifico del Piemonte
centrooccidentale, derivano, direttamente o tramite
ipocoristici, dal nome medioevale di origine germanica
Lanfrancus,
di cui si hanno tracce ad esempio a Modena nel 1000 con
l'architetto Lanfrancus che tra il 1099 ed il 1106 costruì la
Cattedrale di Modena, nel 1130 tra i Capitanei di Milano si cita
Lanfrancus Ferrarius, nel Codice Diplomatico Bresciano è
conservato un atto del 1147 stilato da : "Ego Lanfrancus
notarius sacri palaccii rogatus scribere unc breve scripsi et
interfui." e, un atto del 1185 redatto da: "...Ego Lanfrancus
Mazaperlinus notarius interfui et rogatus scripsi.". Esempio
della nascita di questa cognominizzazione si ha a San Casciano
(PI) nel 1200 dove si trova citato un de domo Lanfranchi, de
domo Lanfrancorum e de Lanfrancis tra le famiglie della città e
a Firenze, sempre nel 1200 dove troviamo un Ugo filius Guidi
Lanfranchi. |
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LANFRANCONI |
Tipico
del comasco e lecchese, deriva da una variazione del nome
germanico Lanfrancus. (vedi Lanfranchi). Troviamo questa
cognominizzazione già presente nel 1500 nel lecchese a Rongio di
Mandello del Lario (LC) ed elencata tra i maggiorenti e
proprietari terrieri della zona. |
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LANFREDA
LANFREDI |
Lanfreda, praticamente unico, dovrebbe essere il frutto di
un'errata trascrizione del cognome Lanfredi, che ha un ceppo
lombardo nell'area bresciano, mantovana, a Ghedi e Leno nel
bresciano ed a Mantova, Suzzara, Marmirolo, Goito e Porto
Mantovano nel mantovano, ed un ceppo a Vairano Patenora nel
casertano, e che dovrebbe derivare dal
Landefredus
o Lanfredus,
di cui abbiamo un esempio d'uso in una
Cartula offertionis
del 1017 a Iseo nel bresciano: "In Christi nomine. Heinricus
gracia Dei imperator augustus, anno imperii eius quarto, quarto
kalendas genuarius, indicione ... ecclesia Sancti Alexandri que
est constructa foris prope civitate Pergamo, ubi requiescit
ipsius corpus sancti Alexardri ego Landefredus presbiter filius
quondam Adelberti de locus Clugiane, qui professo sum ex natione
mea lege vivere Langobardorum presens ...", nome a sua volta
derivato dal nome germanico
Landfrid, ricordiamo il Duca di
Alamannia sotto i Franchi
Landfrid, morto nell'anno 730. |
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LANFRESCHI |
Lanfreschi, assolutamente rarissimo, è specifico di Ischia,
sull'isola omonima del napoletano, potrebbe essere di origini
sveve e derivare dal nome germanico
Landfrid,
ma, molto più probabilmente deriva dall'italianizzazione del
nome normanno Lanfrik,
ricordiamo di questa famiglia il figlio del marchese di
Bellarena in Molise, Giacomo Lanfreschi, arcivescovo di Matera
ed Acerenza, l'ischitano Francesco Lanfreschi (Ischia 1691 -
Matera 1772) che ricoprì la sede arcivescovile dal 1738 al 1754,
dopo essere stato Vescovo di Gaeta. |
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LANFRI
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Lanfri, molto molto raro, è tipico del lucchese, di Villa
Basilica in particolare, dovrebbe trattarsi di una forma
apocopaica contratta del nome germanico
Landfrid
dal quale è derivato il nome medioevale Lanfredus. |
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LANG
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Tipico
cognome altoaltesino soprattutto di Renon, Laion e Bolzano,
deriva dal cognome tedesco Lang con il significato di lungo,
legato probabilmente a caratteristiche fisiche del capostipite. |
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LANGARO |
Langaro è tipicamente veneto, assolutamente rarissimo,
sembrerebbe del vicentino, dovrebbe derivare da un soprannome
originato dal termine veneto arcaico
langaro (ramarro),
forse a sottolineare un atteggiamento molto scontroso del
capostipite, o una sua particolare reattività, tipica di quel
tipo di sauro. |
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LANGE
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Cognome molto raro forse del varesotto, potrebbe derivare dal
nome Longobardo Langel.
integrazioni fornite da
Giacomo Ganza / Villa di Tirano (Sondrio)
il cognome in oggetto può essere trovato in qualsiasi dizionario
tedesco sotto Lang (lungo), esiste anche la variante Lange.
Secondo una classifica attribuita al Prof. Ernest Thode,
rintracciabile nel sito the most common german surnames, Lange
tra tutti i cognomi tedeschi è al 25° posto. In Lombardia i
cognomi tedeschi sono molto frequenti: in provincia di Sondrio
se ne contano almeno uno per comune. Anche a Milano e provincia
se ne contano diversi. Sono il frutto di un'immigrazione di
Austriaci tra il '700 e l'800, di Svizzeri e Tedeschi dalla
seconda metà del '800 in poi. |
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LANGE'
|
Estremamente raro, sembra specifico di Robecchetto Con Induno
(MI) dovrebbe essere molto antico e risalire almeno al 1500,
secondo alcuni potrebbe derivare da modificazioni dialettali del
tedesco lang, ma, molto più probabilmente deriva da un
soprannome dialettale di origine francofona, come potrebbe
essere l'aferesi del termine
boulangere (pasticcere). |
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LANGIANNI |
Langianni
è caratteristico di Prato e della sua provincia, di Vernio,
Vaiano e Cantagallo, dovrebbe derivare dalla contrazione di un
nome composto da un nome come Lanberto, Landolfo o altri simili
e Gianni. |
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LANGIU
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Langiu è tipico della Sardegna settentrionale, di Olbia,
Oschiri, Tempio Pausania e Monti in Gallura, di Sassari ed
Ozieri nel sassarese e di Nuoro, dovrebbe derivare da un
soprannome basato sul termine sardo
làngiu (magro,
secco, smunto), probabilmente a
sottolineare una particolare magrezza dei capostipiti. |
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LANINI
LANINO
LANNINI
LANNINO |
Lanini è tipicamente toscano di Firenze e Scandicci nel
fiorentino, di Castel San Niccolò, Arezzo, San Giovanni
Valdarno, Bibbiena, Loro Ciuffenna e Montevarchi nell'aretino,
di Asciano nel senese e di Grosseto, con un ceppo a Genova ed
uno a Roma, Lanino, quasi unico, ha un piccolissimo ceppo
piemontese, a Torino e Vercelli, e presenze sparse in Toscana e
Lazio, Lannini, assolutamente rarissimo, ha presenze nel romano,
Lannino è tipicamente siciliano, di Palermo, dovrebbero
derivare, anche alterazioni dialettali, dal mestiere di
lanaiolo
che in epoca medioevale veniva indicato come
laninus,
troviamo ad esempio citato nella
Historia fiorentina
un Antonius Bartholi Lemmi laninus nel Registrum Vexilli Clavium
Quarterii Sancti Iohannis septem Maiorum Artium del giorno otto
febbraio 1381, esiste anche la possibilità che possa derivare
dal cognomen latino Laninus, probabilmente una forma medioevale
del cognomen Ianinus, tracce di queste cognominizzazioni le
troviamo ad esempio a Vercelli nel 1500 con un tale Magister
Bernardinus Laninus pictor. |
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LANNI
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Tipico
del frusinate e della Campania centro-settentrionale. |
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LA
NOCARA |
La
Nocara, tipicamente calabrese, quasi unico, ha qualche presenza
solo nel cosentino, dovrebbe derivare dal nome del paese di
Nocara appunto nel cosentino, o anche dal mestiere di
raccoglitrice di noci svolto dalla capostipite. |
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LANOSA
|
Lanosa,
quasi unico, sembrerebbe originario di San Marco La Catola nel
foggiano. |
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LANTELLA |
Lantella,
assolutamente rarissimo, tipico dell'area laziale, campana,
dovrebbe derivare da errori di trascrizione del più comune
Langella. |
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LANTICINA |
Lanticina
sembrerebbe specifico di Magenta nel milanese, potrebbe derivare
da un antico toponimo di cui si siano perse le tracce. |
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LANZA
LANZETTA
LANZETTI
LANZI |
Lanza è molto diffuso sia al sud che al nord, Lanzetta ha un
importante nucleo nel napoletano e alto salernitano, un piccolo
ceppo nel reggino ed uno nel palermitano, Lanzetti ha un ceppo
piemontese, uno nel riminese ed uno nel bresciano, Lanzi occupa
l'areale che comprende Lombardia, Emilia, Toscana, Umbria e
Lazio, dovrebbero derivare da soprannomi legati alla forma
arcaica del vocabolo lancia, ad indicare probabilmente il
mestiere dell'uomo d'armi o più semplicemente la funzione di
portatore d'armi. ma è pure probabile una derivazione diretta o
dall'ipocoristico del nome medioevale
Lanza di
cui abbiamo un esempio nel
Codice Diplomatico Bresciano in
una Cartula offertionis
dell'anno 1131 redatta in Brescia: "...a mane et meridie
etmonte Sanctus Gosmas, a sera suprascriptum flumen; casa vero
iacet in loco Porcecalia, coheret ei: a mane Lanza, soror
suprascripti Lanfranci, a meridie Ariprandus Faba, a sera filii
Walderici, a monte via...".
Già nel XII° secolo c'è un Francesco Lanza feudatario di
Rosolini (SR) e una famiglia Lanzi è annoverata tra la nobiltà
ghibellina di Trescore (BG), nel 1400 troviamo Blasco Lanza,
Dottore in legge che sposa Rosa, Baronessa di Mojo, nel 1500 il
Barone Cesare Lanza è feudatario di Carini (PA).
Una famiglia Lanza è annoverata nel patriziato di Capua dal XV°
secolo, trasse il nome da un fatto d'armi in epoca aragonese.
Feudataria, fece parte del Consiglio dei Quaranta della città;
annoverò regi Familiari e continui Commensali degli Asburgo,
diplomatici, regi Governatori, ufficiali borbonici. Ammessa nel
S.M.O. di Malta, nel 1815 ospitò presso Capua il Trattato di
Casalanza che restaurò il trono dei Borbone e che da essa prese
il nome.
Informazioni tratte da:
Libro d'Oro della Nobiltà Italiana
(1923-'25); Annali di Capoa (G.A. Manna, 1588)
|
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LANZAFAME
LANZAFAMI |
Lanzafame è un cognome decisamente siciliano, molto diffuso a
Catania, ma ben presente anche a Messina, a Mazzarino, Gela e
Caltanissetta nel nisseno ed a Trecastagni, Gravina di Catania,
Biancavilla,Aci Sant'Antonio, Aci Catena, Mascalucia,
Tremestieri Etmeo, Acireale e San Gregorio di Catania,
Lanzafami, quasi unico, è probabilmente dovuto ad errori di
trascrizione del cognome precedente in uffici anagrafici
piemontesi, l'origine etimologica potrebbe essere collegata
secondo Caracausi ad un soprannome originato dal termine
dialettale lanzafami
(fannullone),
secondo il Rohlfs invece deriverebbe da un nome composto dai
vocaboli Lanza
(lancia)
e Fame. |
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LANZANI |
Lanzani è
tipicamente lombardo, soprattutto del milanese, di Milano, Meda,
Seveso, San Colombano al Lambro, Paderno Dugnano, Bovisio
Masciago, Barlassina e Nova Milanese, e di Brescia e Bagnolo
Mella nel bresciano, dovrebbe derivare dal nome del paese di
Lanzano, una frazione di Tribiano nel milanese, ma anche una
frazione di Besana Brianza sempre nel milanese, probabile luoghi
d'origine dei capostipiti. |
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LANZARA
LANZARI
LANZARO |
Lanzara
ha un grosso ceppo romano, ed uno campano, nel salernitano a
Nocera Inferiore, Salerno, Castel San Giorgio, Battipaglia,
Salento ed Eboli, a Nola e Napoli nel napoletano, ed a Solofra
ed Avellino nell'avellinese, Lanzari è praticamente unico,
Lanzaro è anch'esso campano, di Napoli soprattutto e di San
Paolo Bel Sito, Marano di Napoli, Giugliano in Campania, Nola ed
Ottaviano nel napoletano, tutti questi cognomi dovrebbero
derivare dal nome del paese di Lanzara, una frazione del paese
di Castel San Giorgio nel salernitano, un principio di queste
cognominizzazioni le troviamo fin dal 1179 come De Lanzara. |
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LANZAROTTI
LANZAROTTO |
Lanzarotti sembra avere due ceppi, uno genovese ed uno pavese,
Lanzarotto è tipico veronese, dovrebbero derivare dal nome
rinascimentale Lanzarottus (Lancelot o Lancillotto). Troviamo
tracce di questo nome nel 1200 con il navigatore genovese
Lanzarotto Marocello, scopritore delle Canarie. |
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LANZAVECCHIA |
Tipico
dell'alessandrino di Predosa ed Alessandria in particolare, ha
un ceppo anche a Genova, deriva da un soprannome legato al
vocabolo lanza (lancia), probabilmente riferito al mestiere
delle armi, tracce di questa cognominizzazione le troviamo alla
terza ed alla quarta Crociata con insigni uomini d'arme, nella
seconda metà del 1400 con il notaio Bernardo Lanzavecchia
operante a Varese. |
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LANZIELLO |
Lanziello, molto molto raro, è tipico dell'area casertano,
napoletana, di Capua nel casertano in particolare, potrebbe
trattarsi di una forma ipocoristica dialettale del nome
longobardo Lantzo,
ma potrebbe anche trattarsi di una forma dialettale del cognome
Lancella
(vedi LANCELLA), o di una modificazione dialettale del nome
bretone Lancelot
(vedi LANCELLOTTI). |
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LANZO
LANZON
LANZONE
LANZONI |
Lanzo ha un ceppo nel tarantino, uno nel catanzarese ed uno tra
milanese e varesotto, uno nel torinese ed uno nell'imperiese,
Lanzon è assolutamente rarissimo, Lanzone ha un grosso nucleo
pugliese, ed in provincia di Campobasso, un ceppo nel cosentino,
uno nel romano, uno tra torinese e cuneese, uno nel genovese ed
uno nel milanese, Lanzoni è diffusissimo nell'area lombardo,
emiliana, ma con ceppi in tutto il nord, alcuni potrebbero
derivare dal nome di toponimi come Lanzo di Martina Franca (TA),
Lanzo d'Intelvi nel comasco, o Lanzo Torinese (TO), ma l'origine
più probabile è una derivazione dal nome medioevale
Lanzo, Lanzonis
di cui abbiamo un esempio in una
Cartula commutationis
dell'anno 1039 a Bergamo: "...Quidem ad vicem recepit ipse
domnus Ambrosius episcopus a partem eiusdem sui episcopatii
Lanzo comutatore suo, similiter in causa comutacionis nomine,
presenti die iuris predicti sui episcopatii abendum, meliorata
rex sicut abet,...". |
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LANZOTTA
LANZOTTI
LANZOTTO |
Lanzotta è unico, Lanzotto, quasi unico è campano, Lanzotti ha
un ceppo emiliano nel modenese a Sassuolo, Serramazzoni, Modena
e Formigine ed uno campano tra beneventano Montesarchio e San
Giorgio del Sannio, avellinese San Martino Valle Caudina e
Napoli, dovrebbero tutti derivare dal nome rinascimentale
Lanciottus,
forma contratta del più famoso
Lancelotus ricordiamo
l'alessandrino Lancellottus Gallia illustre giureconsulto del
1500. |
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LANZUISE
LANZUISI |
Lanzuise è tipico di Napoli e di Mugnano di Napoli ed Arzano nel
napoletano, Lanzuisi è specifico di San Felice Circeo nel
latinense, dovrebbero derivare dall'italianizzazione del nome
germanico Lanzwies,
composto dai termini a.a.t.
lanze (lancia)
e wiese
(saggio),
nome che dovrebbe significare la
saggia lancia. |
|
LAO
LAÒ |
Lao è
tipicamente siciliano, di Rosolini nel siracusano e di Palermo,
Laò, quasi unico, è siciliano anch'esso, potrebbero derivare da
una forma aferetica di nomi di origine greca come Agelao,
Ermolao, Menelao o altri nomi simili. |
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LAPA
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Cognome
molto raro di probabile origine reggina, potrebbe derivare dal
nome medioevale Lapo, come pure dal toponimo Lappano (CS). |
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LA
PADULA
LAPADULA |
La
Padula è specifico dell'area che comprende napoletano,
salernitano, Lucania e cosentino, con massima concentrazione nel
salernitano a Eboli e Polla, Lapadula occupa quasi lo stesso
areale ma senza il cosentino e con in aggiunta il barese, il
tarentino ed il brindisino e massima concentrazione in
Basilicata a Moliterno e Rionero in Vulture nel potentino ed a
Pisticci nel materano, dovrebbero indicare la provenienza del
capostipite da paesi come Padula nel salernitano o Padula di San
Pietro nel cosentino, ma è possibile anche che derivino dal
termine latino palus
(palude)
ad indicare le caratteristiche del luogo di abitazione della
famiglia. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nella
Descriptio Feudorum sub rege
Friderico del 1335: "...Heredes
quondam Gentilis de la Padula de Calatagirono, idest Guglielmus
de Padula, pro feudis Chanzerie, et Fabare Calatagironi oz
100...". |
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LAPAI
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Cognome quasi scomparso.
integrazioni fornite da
Giacomo Ganza / Villa di Tirano (Sondrio)
si potrebbe anche trattare di un cognome Russo. Nel sito di
Ellis Island, tra gli immigrati europei a New York si ritrovano
anche tre Russi con questo cognome. |
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LA
PALOMBARA |
La
Palombara è specifico di Vasto nel teatino, potrebbe derivare
dal nome delle località omonime presenti nel ternano, nel
teramano o nel frusinate, ma è possibile anche una derivazione
dal termine medioevale latino
palumbarius (falcone),
forse ad identificare nell'allevamento dei falchi da caccia il
mestiere della famiglia. |
|
LA
PAROLA
LAPAROLA |
La Parola
è specifico di Palermo, Laparola, praticamente unico, dovrebbe
essere una forma alterata del precedente, dovrebbe trattarsi di
un soprannome attribuito ad un prete ortodosso, considerato la
parola di Dio, o di un cognome attribuito ad un trovatello. |
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LA
PASTINA |
La
Pastina è specifico di Castellabate nel salernitano, potrebbe
derivare dal toponimo Pastina nell'avellinese, forse il luogo
d'origine del capostipite. |
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LA
PENNA
LAPENNA |
La Penna
ha un nucleo nelle province di Roma e Latina, uno probabilmente
secondario nel napoletano ed uno nel foggiano, Lapenna è
specifico delle Puglie, Molise e Basilicata, dovrebbero derivare
da soprannomi probabilmente legati al mestiere di scrivano o di
amministratore. |
|
LA
PENTA
LAPENTA |
La
Penta, assolutamente rarissimo è campano, mentre Lapenta è
tipicamente lucano, dovrebbero derivare dal nome grecanico
Penta,
una variazione del nome greco
Pentheus, attribuito a volte
alla quinta figlia, o anche da italianizzazioni del nome slavo
Pentcha,
con il medesimo significato. |
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LA
PERA |
Molto
molto raro sembrerebbe originario del catanese, potrebbe
derivare da una modificazione dialettale del nome Petrus, ma è
pure possibile che derivi dal nome di uno strumento di tortura,
"La Pera", che, aperto con un giro di vite da un minimo, a un
massimo dei suoi segmenti, all'estremità dei quali aveva dei
rebbi, veniva inserito in bocca o in altri orifizi, per
strappare e lacerare la gola o gli intestini che venivano così
orrendamente mutilati fino a condurre alla morte del torturato. |
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LAPETTI
LAPI
LAPINI
LAPO
LAPPONI
LAPUCCI |
Lapi è tipicamente toscano, del fiorentino in particolare,
Lapetti è unico, Lapo è assolutamente rarissimo, Lapini è sempre
toscano, specifico del fiorentino, dell'aretino, del pistoiese e
del senese, Lapponi ha un ceppo a Macerata ed uno a Roma,
Lapucci è anch'esso tipicamente toscano, di Firenze e Pisa, del
fiorentino e del senese, tutti questi cognomi dovrebbero
derivare, direttamente o tramite varie alterazioni
ipocoristiche, dal nome medioevale
Lapus di
cui abbiamo un esempio nella seconda metà del 1200 in un atto:
"...Pro Girolamo Beliocti Girolami, consignavit Lapus eius nepos
et filius Berlinghieri umun equum pili nigri frontium balzanum
de omnibus pedibus marcatum in spatula destra...", nome che
dovrebbe essere dovuto ad una contrazione ipocoristica
medioevale del nome Iacopus.
Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Firenze nel
1600 con un certo "Ser Giovanni Lapi, notaio alla mercanzia". |
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LA
PIANA |
La Piana
è tipicamente siciliano, ha ceppi a Palermo, nel nisseno a
Vallelunga Pratameno e Mussomeli, ma soprattutto nel catanese a
Catania, Randazzo e Misterbianco, dovrebbe derivare dal fatto
che i o le capostipiti provenissero dalla piana di Catania, la
Piana per eccellenza in Sicilia. |
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LA
PICCA
LAPICCA |
La
Picca è quasi unico, ha sparute presenze a Genova ed in
Sardegna, Lapicca, molto molto raro, ha qualche presenza in
Liguria ed in Sardegna a Carloforte nell'iglesiente, dovrebbero
derivare da soprannomi originati probabilmente dal fatto che i
capostipiti portassero la picca
(una specie di lancia recante in cima una sorta di lama), nella
loro attività, probabilmente quella di guardie cittadine o di
soldati picchieri, cioè portatori di picche, spesso utilizzati
come corpo di rappresentanza. |
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LA
PICCIRELLA |
Cognome molto raro, tipico della zona di San Severo e San Paolo
Di Civitate (FG).
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
di origini foggiane, ha alla base un soprannome attribuito alla
capostipite, probabilmente a causa della sua bassa statura. |
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LA
PIGNOLA
PIGNOLA |
La
Pignola, molto raro, è tipico del napoletano, sembrerebbe di
Pozzuoli, Pignola è quasi unico, potrebbero entrambi derivare da
un soprannome originato dal toponimo Pignola nel potentino,
forse ad indicarlo come luogo d'origine del capostipite. |
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LAPOLLA |
Specifico
della Basilicata, dovrebbe derivare dalla trasformazione del
toponimo Rapolla (PZ). |
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LA
PORTA
LAPORTA |
La Porta
è molto diffuso in tutto il meridione, in Campania, Molise,
Puglia, Calabria e soprattutto Sicilia, Laporta, decisamente
meno diffuso ha un ceppo trietino ed è ben radicato in tutta la
Puglia, questi cognomi dovrebbero derivare dal fatto che le
famiglie risiedessero in prossimità della porta del paese o
della città, se non che ne fossero addirittura i guardiani. |
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LA
QUINTANA
LAQUINTANA |
Laquintana sembrerebbe specifico di Monopoli (BA), La Quintana
sembra essere dovuto a modi diversi di trascrizione, potrebbero
derivare dal fatto di abitare la famiglia tra il quinto ed il
sesto sestile di una città ossia sulla via quintana, come veniva
chiamata questa strada in epoca medioevale. |
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LA
RAIA
LARAIA |
Laraia, molto molto raro, ha un ceppo a Trani (BA) ed uno tra
Potenza e Venosa (PZ), La Raia, quasi unico, è probabilmente
frutto di errori di trascrizione del precedente, potrebbero
derivare da toponimi come Raia Carbone (PZ).
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Laraia è diffuso soprattutto a Trani (BA) e nel potentino, La
Raia, rarissimo, potrebbe essere un errore di trascrizione del
primo, questi cognomi dovrebbero entrambi derivare dal termine
raia
o raja,
che presenta due diversi significati: in una prima accezione,
raia è una voce arcaica che corrisponde all'odierna razza, una
specie di pesce dalla caratteristica forma piatta e allungata
(dal latino raia);
in una seconda accezione, raia è, invece, un vocabolo dialettale
del sud che indica una generica pianta spinosa, un rovo (dal
termine prelatino e latino radia).
Nel primo caso, allora, Laraia e La Raia potrebbero essere
derivati da nomi di mestiere, come quello del pescatore o del
pescivendolo, o da particolari caratteristiche fisiche o
comportamentali del capostipite; nel secondo caso, invece,
potrebbero riferirsi alla località di provenienza (esistono,
infatti, toponimi come Monte Raia Lunga (SA), Raia dei Carboni
(PZ), Raia della Petina (SA), etc.) o, comunque, alla
conformazione del territorio in cui il capostipite viveva (ad
es., nei pressi di una macchia spinosa, di un roveto, etc.). |
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LARAI
|
Assolutamente rarissimo, forse di origini ungheresi, è presente
solo nel rietino. |
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LARAS
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Laras è
un cognome quasi unico, presente sporadicamente nel nord Italia,
dovrebbe essere di origine greca. |
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LARCERI |
Assolutamente raro |
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LARCINESE
LARCINESI |
Larcinese, molto molto raro, è tipico del chietino, di
Gessopalena (CH) in particolare, Larcinesi, quasi unico, è
probabilmente dovuto ad errori di trascrizione del precedente,
potrebbe avere un origine legata a località caratterizzate dalla
presenza di larici, per assonanza con il fungo che nel dialetto
dell'Italia centrale viene chiamato
lercino (il
cosiddetto porcino dei larici).
Tracce di questa cognominizzazione si trovano a Gessopalena fin
dagli inizi del 1500.
integrazioni fornite da
Matthew Francesco Larcinese
Un documento notarile del 1580 redatto in Chieti colloca un
Bernadino de Larcenese nel paese di Gessopalena verso il 1520
come proprietari di terreni fra cui un colle dell'Arcinni (o
Arcioni, Arcione, Arcini) il cognome Larcinese deriverebbe
quindi dal nome di questo colle e nascerebbe come l'Arcinese. |
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LARDI'
|
Lardì, abbastanza raro, è specifico del catanzarese, di
Vallefiorita in particolare, l'origine è oscura, potrebbe
trattarsi di una forma ipocoristica dialettale aferetica di nomi
come Gilardo. |
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LARDON
LARDONE
LARDONI |
Lardon parrebbe del torinese, Lardone ha un ceppo piemontese,
uno toscano ed uno nel napoletano, Lardoni è quasi unico,
parrebbe originario della zona di Massarosa nel lucchese,
dovrebbero derivare dall'antico termine
lardone o
pacca di lardo
che intende una metà del lardo d'un maiale salata in un solo
pezzo, riferendosi probabilmente all'attività del capostipite.
Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo verso la fine del
1400 a Cherasco nel cuneese con un certo nobiluomo Guglielmo
Lardone, nel 1753 e nel 1763 a Recco (GE) è consigliere Angelo
Francesco Ignazio Lardone. |
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LA
REGINA |
Un nucleo
importante nel cosentino, verso i confini con la Basilicata e
forse un altro nel salernitano, dovrebbe derivare dal toponimo
Regina (CS), ma non è da escludere una derivazione dal cognomen
latino Reginus, Regina. |
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LARI
|
Cognome
tipicamente toscano, potrebbe derivare dal toponimo Lari (PI) ma
è pure possibile una derivazione dalla modificazione
dell'aferesi di un nome come Ilario. |
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LARIA
|
Molto
raro dovrebbe essere calabrese della zona di Vibo Valentia e
Catanzaro, dovrebbe derivare da una modificazione del cognome
Lauria. Tracce di questa cognominizzazione si trovano nel 1700
con il reverendo Giovan Domenico Laria parroco di San Nicolo' di
Ricadi (CZ). |
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LARIZZA |
Larizza
ha un ceppo pugliese nel tarentino, a Taranto e Palagianello, e
nel barese, a Gioia del Colle, Bari e Rutigliano, ed un ceppo
calabrese a Bova Marina, Palizzi e Scilla nel reggino, dovrebbe
trattarsi di un matronimico riferito ad una capostipite,
probabilmente caratterizzata dal fatto di avere i capelli ricci. |
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LAROBINA |
Molto
raro. sembra tipico della provincia di Vibo Valentia di Arena
(VV) in particolare. |
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LA
ROCCA
LAROCCA |
La
Rocca è diffuso in tutto il centrosud, in Campania ed in Sicilia
in particolare, Larocca è specificatamente lucano, in
particolare della zona di Calvello e Abriola (PZ), derivano da
toponimi contenenti la radice
rocca, come ce ne sono
moltissimi in Italia. |
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LA
ROSA
LAROSA |
La Rosa è
tipico siciliano e della zona calabrese dello stretto di
Messina, Larosa molto più raro, ha un ceppo nel reggino ed uno
nel barese, derivano entrambi dal nome personale latino Rosa. |
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LA
ROSSA
LAROSSA
LA RUSSA
LARUSSA |
La
Rossa, molto molto raro, sembrerebbe dell'area che comprende la
Campania costiera ed il potentino, Larossa ha un ceppo a Filiano
nel potentino, con un piccolo ceppo nel foggiano, La Russa è
siciliano, mentre Larussa è tipico di Catanzaro, dovrebbero
derivare da soprannomi, anche dialettali, originati da
caratteristiche della località d'origine,
quelli della casa rossa,
o da caratteristiche fisiche, come ad esempio
quelli della rossa
(di capelli), riferito probabilmente alla madre dei capostipiti. |
|
LARVA
|
Oltremodo raro, si ipotizza un'origine nel Salento, dovrebbe
derivare dal termine latino
larva (spettro,
fantasma, mostro) usato anche
raramente come nome in epoca medioevale: "...Cum vero incertum
est, quae cuique eorum sortitio evenerit, utrum Lar sit an
Larva, nomine Manem deum nuncupant...". |
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LASAGNA
LASAGNI
LASAGNO |
Lasagna ha vari ceppi in giro per l'Italia, uno
nell'alessandrino, uno nel mantovano, uno nel perugino ed uno
nel ragusano, Lasagni è molto diffuso nell'area reggiano,
modenese, e nel fiorentino, Lasagno, molto raro, è specifico del
torinese, dovrebbero derivare da soprannomi originato dal
vocabolo lasagna
(tipo di pasta molto ricca e
condita), forse ad indicare nei
capostipiti dei ghiottoni o dei ristoratori. |
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LASARACINA |
Tipico
del barese, di Noci e di Bari, dovrebbe derivare da un
matronimico originato da un soprannome legato o all'origine
medioorientale della capostipite o a caratteristiche
comportamentali della stessa o ad episodi che la collegassero in
qualche modo ai saraceni. |
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LASCA
LASCHE
LASCHI
LASCO |
Lasca è tipicamente marchigiano dell'anconetano, di Osimo in
particolare, Lasche è praticamente unico, Laschi è decisamente
toscano, di Prato, Lucca, Firenze, Siena, Agliana nel pistoiese
e Follonica nel grossetano, Lasco ha un ceppo a Roma, Uno nel
casertano a Marcianise, Recale, Capodrise e Carinola, e Napoli,
un ceppo nel potentino a Viggiano, Calvello e Potenza, ed uno a
Melito di Porto Salvo nel reggino, tutti questi cognomi
dovrebbero derivare dal nome medioevale Lascus, di cui abbiamo
un esempio nel 1500: "...Hoc mihi solum natale es in quo et
lucem primum vidi et educatus sum: ubi et pater meus et avus
paternus, et proavus, et avia quoque paterna, et aviae pater, et
patris mei avunculus eodem mecum nomine et cognomine dictus,
nati fuêre omnes inter suos honorati, et possessiones soli
ibidem tenentes. Pater ei fuit Emmo Diken, Ecclesiae Iesu
Christi ibidem per annos complures sidus minister, vir et
eruditione et vita Theologus, M. Lutheri et Phil. Melanchthonis
quondam discipulus, obdoctrinam, pietatem singularem morumque
modestiam carus imprimis ac familiaris Iohanni a
Lasco Polono,
viro maximo, omnium Ecclesiarum toto agro isto sparsarum tum
temporis Ephoro. ..". Tracce di queste cognominizzazioni le
troviamo a Venezia nella
Relazione di Francia di Matteo
Dandolo del 1547: "...Andai indi a pigliare l'istessa licenza
dalla cristianissima regina, e medesimamente dalla serenissima
madama Margherita, le quali mi usarono le istesse molto buone
parole, che io ho detto avere ricevute nel mio andarvi; le quali
avendo io scritte ben due fiate all'eccellenze vostre, sarebbe
un attediarle il replicargliele. Ma nell'ultimo ritirarmi, la
serenissima regina mi ferma pregandomi a raccomandare in nome
suo alla serenità vostra il capitano Niccolò Lasco da Vicenza, e
con molta istanza, e fu il medesimo del quale la mattina
seguente il signor contestabile mi mandò una polizza da parte
del re. ..". |
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LA
SCALA
LASCALA |
Entrambi
tipicamente calabresi, del catanzarese, del reggino e del
vibonese, La Scala è di Lamezia Terme nel catanzarese e di
Mileto nel vibonese con presenze nel reggino, Lascala è di
Mileto nel vibonese e di Bianco nel reggino, potrebbero derivare
dal nome del paese di Scala Coeli nel cosentino, forse il luogo
d'origine dei capostipiti. |
|
LASCARI
LASCARO |
Lascari
estremamente raro è tipico del messinese, mentre Lascaro,
altrettanto raro, è tipico del materano, dovrebbero derivare dal
casato greco bizantino dei Laskaris, ricordiamo nel 1200 Teodoro
I° Laskaris. |
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LASCIALFARE
LASCIALFARI |
Lascialfare, quasi unico, è quasi sicuramente dovuto ad errori
di trascrizione di Lascialfari, che è toscano, con un grosso
ceppo a Firenze e nel fiorentino, a Barberino di Mugello, Sesto
Fiorentino, Calenzano, Scandicci, Campi Bisenzio, San Piero a
Sieve e Fiesole, a Prato ed a Livorno, l'unica assonanza
fonetica la troviamo con il nome semita
Alshafar,
anche se non abbiamo trovato elementi di conferma della
derivazione, un'altra connessione potrebbe essere di tipo
toponomastico con l'antico paese spagnolo di Alzafar nei pressi
di Valencia. |
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LA
SELVA |
Tipico
pugliese, della zona di Conversano e Polignano a Mare, ha un
ceppo anche a Pescara, potrebbe derivare da nomi di località
come Bosco Selva (BA) o simili. |
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LASIO
LASIU |
Lasio è specifico del sud della Sardegna, di Serramanna nel
Medio Campidano in particolare, ma anche di San Sperate,
Villasor e Cagliari nel cagliaritano, Lasiu, più raro, è tipico
di Nurachi nell'oristanese, dovrebbero derivare, anche tramite
un processo di italianizzazione da soprannomi originati dal
termine sardo arcaico lasiu
(laccio
usato per catturare gli animali), forse ad identificare nei
capostipiti dei cacciatori. |
|
LA
SPADA
LASPADA |
La Spada
sembrerebbe originario della Sicilia sudorientale, del
messinese, di Messina, Milazzo e Barcellona Pozzo di Gotto,
Laspada è quasi sicuramente dovuto ad errori di trascrizione,
dovrebbe derivare da soprannomi originati fprse dal fatto che i
capostipiti utilizzavano o bene o spesso la spada. |
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LA
SPIA
LASPIA |
Laspia è quasi unico, La Spia, comunque molto raro, è
decisamente siciliano, ha un ceppo a Partinico nel palermitano,
l'origine etimologica sembrerebbe poter derivare da un
soprannome originato dal termine dialettale siciliano
spiari (chiedere),
forse legato ad un mestiere di esattore svolto dal capostipite. |
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LA
SPINA
LASPINA |
Tipici
della Sicilia orientale, Laspina è decisamente estremamente più
raro della forma La Spina specifico del catanese, dovrebbero
derivare dal nome mediovale Spina. |
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LASSANDRO |
Lassandro è tipico del barese, di Sant'Eramo in Colle in
particolare, con buone presenze anche a Bari, Acquaviva delle
Fonti, e Cassano delle Murge.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Con buona probabilità, questo cognome deriva direttamente dal
nome medievale Lassandro,
forma dialettale del più comune
Alessandro (vedi Alessandrella
e Lisciandra). In conclusione, dunque, si tratterebbe della
cognominizzazione del nome personale del capostipite. |
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LA
STELLA
LASTELLA |
Entrambi
tipicamente pugliesi, La Stella ha un ceppo a Corato nel barese
ed a Cerignola nel foggiano, Lastella, decisamente più comune è
specifico di Corato, con un ceppo importante anche a Bari,
Minervino Murge e Molfetta, sempre nel barese ed a Cerignola nel
foggiano, potrebbero derivare da un nome di località, ma
l'ipotesi più probabile è che derivino dal nome Stella e che si
tratti di matronimici indicanti che la capostipite si chiamasse
appunto Stella. |
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LASTRAI |
Lastrai,
ormai quasi scomparso, sembrerebbe originario della zona di
Tarquinia, il cognome dovrebbe derivare da un soprannome basato
sul mestiere del capostipite, probabilmente quello di produttore
di lastre in marmo o altre pietre. L'esistenza di questa
cognominizzazione nell'areale di Tarquinia si trova fin dalla
seconda metà del 1700, ma molto probabilmente è più antica. |
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LA
TARGIA
LATARGIA
TARGIA |
Latargia, praticamente unico, dovrebbe essere il frutto di
un'errata trascrizione di La Targia, che è del palermitano, di
Villabate, Palermo e Ficarazzi, Targia è specifico di Palermo,
dovrebbero stare ad indicare la provenienza dei capostipiti da
una località chiamata Targia, come ad esempio si chiama una
frazione di Siracusa, ma La
Targia è anche l'antico nome di
uno stretto passo tra i monti che circondano Palermo, nel
Vocabolario siciliano etimologico
dell'abbate Michele Pasqualino
del 1790 leggiamo: "...Targia nomen loci seu viae inter Montes
iuxta ... Arabice taragia et per sincopen targia est abscondere,
et targia est locus leonum procedens ab eadem radice taragia
abscondere...", passo che è probabilmente il luogo d'origine dei
capostipiti. |
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LATERZA |
Specifico pugliese, deriva dal toponimo Laterza (TA).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Laterza è cognome frequente nell'Italia peninsulare ma
soprattutto in Puglia. Deriva dal toponimo Laterza (TA),
probabilmente riferito a un luogo coltivato da 'tertiatores'
d'epoca longobarda, secondo l'Olivieri. Impadronitisi di alcuni
territori, i Longobardi trasformarono gli stessi coloni, già 'conductores'
o fittavoli,
in 'tertiatores';
questi ultimi restarono cioè sulle terre occupate che vennero
divise tra i guerrieri invasori ma con l'obbligo di pagare un
tributo annuo che era la 'tertia
pars frugum',
un terzo della loro produzione. |
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LATIN
LATINA
LATINI
LATINO |
Latin, assolutamente rarissimo è triestino, Latina sembra
specifico del siracusano, Latini è tipico della fascia
dell'Italia centrale, Latino, tipico del sud, ha ceppi in
Sicilia, nel Salento, nel Gargano e nell'iserniese, dovrebbero
derivare dal cognomen latino
Latinus, citato ad esempio da
Virgilio nell'Eneide: "...Rex arua Latinus et urbes - iam senior
longa placidas in pace regebat...", questa cognominizzazione era
già presente in Toscana in epoca medioevale, si ricorda il
Brunetto Latini (1220-1295) citato da Dante nella Divina
Commedia nel girone dei sodomiti. |
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LATO
|
Lato ha un ceppo nel casertano a Galluccio ed uno in Puglia tra
tarantino e leccese, in particolare a Ruffano (LE), dovrebbe
derivare da soprannomi originati dal termine medioevale
latus
(largo)
con riferimento alla corporatura del capostipite. |
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LA
TORRACA
LATORRACA |
La
Torraca è molto raro ed è specifico del salernitano e potentino,
Latorraca un pò meno raro è specifico della zona che comprende
Basilicata, barese e tarentino, dovrebbero derivare dal toponimo
Torraca (SA). |
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LA
TORRATA
LATORRATA |
La
Torrata, quasi unico, è dovuto ad errori di trascrizione del
cognome Latorrata che è specifico della provincia di Taranto, di
Mottola, Palagiano, Massafra e Palagianello, e dovrebbe derivare
dal toponimo La Torrata, località molto antica, risalente ad
epoca precristiana, il cui nome deriva dalla
Torre Nova delli porcili
fatta costruire verso la metà del 1500 da
Tiberio Domini Roberti, feudatario del castello di Palagianello
e dei territori circostanti, si tratta dunque di un soprannome,
attribuito al capostipite, indicante la località d'origine dello
stesso, il cognome risale quindi ad un periodo posteriore al
XVI° secolo. |
|
LA
TORRE
LATORRE |
Latorre è
un cognome tipico dell'area che comprende la Basilicata, il
barese, il tarentino ed il brindisino, La Torre è molto diffuso
nel centrosud, soprattutto nel foggiano, nel casertano e
napoletano, nel potentino, in Sicilia e nel reggino, potrebbero
derivare da nomi di località caratterizzati dalla presenza di
una torre, come ne esistono ovunque in Italia. Esistono varie
famiglie nobili con questo cognome. |
|
LATROFA |
La
Trofa è quasi unico, Latrofa sembra specifico di Noicattaro nel
barese, potrebbe derivare da un soprannome originato dal
vocabolo greco trofos,
τροφός (infermiere),
forse dal fatto che il capostipite svolgesse funzioni di
infermiere o addetto alla sanità in un corpo militare.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
La Trofa, rarissimo, sembra essere originario di Biccari (FG),
Latrofa è tipico del barese, entrambi questi cognomi dovrebbero
derivare dalla voce dialettale
trofa, col significato di
cespo, mazzo
(di verdura, specialmente di lattuga): l'origine del termine va
ricercata nel greco tryphos,
che letteralmente significa pezzo, cosa staccata (in riferimento
al cespo strappato dal terreno). Molto probabilmente, allora, si
tratta delle cognominizzazioni di nomi di mestiere attribuiti ai
capostipiti (forse degli ortolani o dei verdurieri). |
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LATTANZI
LATTANZIO |
Lattanzi
è specifico della fascia centrale che comprende Marche, Umbria,
Abruzzo e, soprattutto Lazio, con un ceppo anche nel barese,
Lattanzio, molto meno diffuso, è tipico di Abruzzo, Molise,
foggiano e barese, deriva dal cognomen latino Lactantius,
ricordiamo lo scrittore latino Lucius Caelius Firmianus
Lactantius (240 - 320). |
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LATTARI
LATTARO |
Lattari è
tipico calabrese, del cosentino in particolare, ha un ceppo
probabilmente secondario a Roma, Lattaro sembrerebbe tipico
napoletano e dovrebbe derivare dal nome del monte Lattaro,
vicino al Vesuvio. |
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LATTARULA
LATTARULI
LATTARULO |
Lattarula, praticamente unico, dovrebbe essere stato originato
da un'errata trascrizione dei successivi, Lattaruli è specifico
di Mola di Bari, Lattarulo ha un piccolissimo ceppo a Bisaccia
nell'avellinese, uno a Bernalda nel materano, ma il grosso è in
Puglia, nel barese, a Bari, Gioia del Colle, Polignano a Mare,
Putignano, Aquaviva delle Fonti e Castellana Grotte, nel
tarentino, a Mottola, Taranto, Laterza e Palagiano ed a
Stornarella nel foggiano, potrebbero derivare da forme etniche
dialettali riferite alla zona del Monte Lattaro all'interno
della penisola sorrentina. Tracce di queste cognominizzazioni
le troviamo a Putignano nel barese fin dal 1700. |
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LATTES
|
Molto
raro, di origine ebraica, arriva nel torinese dalla Linguadoca e
dalla Provenza nel 1500 a seguito delle persecuzioni religiose,
dovrebbe derivare dal toponimo Lattes nei pressi di Montpellier. |
|
LATTISI |
Parrebbe
originario del basso Trentino. |
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LATTUADA |
Specifico del nord milanese e del basso varesotto soprattutto
nella zona di Saronno e Caronno Pertusella, tracce di questa
cognominizzazioni le troviamo a Milano nel 1500 con il Nobile
Luigi Lattuada, sempre a Milano nella prima metà del 1600
troviamo il giureconsulto Giuseppe Lattuada.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Lattuada è un cognome lombardo. Per Lurati viene dal nome di
luogo La Tuada,
la zona dove si scava il tufo;
il dialettale 'tüf, tüv'
si riscontra in diverse località lombarde. La Tuada (tufatta)
era la zona dove affiorava e si cavava il tufo. |
|
LATTUCA |
Lattuca è un cognome siciliano specifico dell'agrigentino,
soprattutto di Agrigento, Raffadali ed Aragona, con ceppi
secondari anche a Palermo e Catania, un'ipotesi proporrebbe la
derivazione dal termine dialettale siciliano
lattuca
derivato a sua volta dal latino
lactuca (lattuga),
come soprannome attribuito al capostipite o alla capostipite, i
motivi possibili potrebbero essere, nel caso di una capostipite,
il fatto di tenere a balia più bambini e di cibarsi per questo
motivo principalmente di lattuga, il nome latino della pianta ha
la stessa radice di latte proprio perche già i latini ritenevano
che mangiarne in abbondanza contribuisse a rendere copiosa la
produzione di latte da parte delle donne. |
|
LAUCELLI
LAUCELLO
LAUCIELLO |
Laucello è assolutamente rarissimo, Lauciello ha un ceppo a
Genova, uno a Roma e provincia, uno a Potenza e Campomaggiore
sempre nel potentino ed uno a Ruvo di Puglia nel barese,
dovrebbero derivare direttamente o tramite modificazioni
dialettali dal nome medioevale
Laucellus di cui abbiamo un
esempio in un atto di successione dell'anno 822 in Castiglia
(Spagna) dove viene citato un abate Laucellus fra i testimoni,
ma è pure possibile una derivazione da alterazioni dialettali
dalla Gens Lucilia. |
|
LAUDA
|
Lauda, molto molto raro, è della zona che comprende il
campobassano, il foggiano, l'avellinese ed il napoletano, con un
piccolo ceppo ad Ururi nel campobassano, a Foggia e Troia nel
foggiano, a Greci nell'avellinese ed a Napoli, dovrebbe derivare
da una forma troncata del nome gratulatorio medioevale
Laudadeo. |
|
LAUDADIO
LAUSDEI |
Laudadio
ha un nucleo abruzzese a Lama Dei Peligni (CH) ed altri in
Puglia, nel barese soprattutto, Lausdei ha un ceppo ad Ancona ed
uno a Roma, di probabile origine ebraica, derivano dal nome
gratulatorio Lausdei (sia lode al signore) tipicamente
attribuito a figli molto attesi e desiderati. |
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LAUDAMO
LAUDANI
LAUDANO |
Laudamo, quasi unico, sembra siciliano, Laudani è tipico del
catanese, tra Paternò, Belpasso, Acireale e Catania, Laudano,
più raro, è specifico della costiera amalfitana, potrebbero
derivare da modificazioni del termine
laudamus
usato spesso per indicare un trovatello, tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo a Napoli nel 1500 con lo scultore
Angelo Laudano. |
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LAUDATI
LAUDATO
LAUDITI
LAUDITO
LODATI
LODATO |
Laudati è tipicamente campano, del napoletano, avellinese e
salernitano, con un ceppo anche a Roma, Laudato, ben diffuso in
tutta la Campania è particolarmente presente nel salernitano,
Lodati, quasi unico, è probabilmente dovuto ad un'errata
trascrizione del cognome Lodato, che ha un grosso ceppo nel
salernitano ed uno in tutta la Sicilia, in particolare nel
palermitano, Lauditi, quasi unico, potrebbe essere abruzzese,
anche se presenta forse un ceppo nell'imperiese, Laudito,
assolutamente rarissimo, sembra tipico di Torino e del torinese,
dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite modificazioni
più o meno dialettali, dal nome gratulatorio medioevale
Laudatus
(Lauditus)
o Laudato,
attribuito in onore di Cristo, con riferimento al famoso
Cantico delle Creature
scritto da San Francesco nel 1226: "...Laudato sie, mi' Signore
cum tucte le Tue creature, spetialmente messor lo frate Sole, lo
qual è iorno, et allumini noi per lui...". |
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LAUDI
LAUDO |
Laudi ha due ceppi distinti, uno nell'area del nordmilanese e
varesotto ed uno nel ternano, a Narni, Terni ed Amelia, Laudo,
assolutamente rarissimo, è del barese, dovrebbero entrambi
derivare dal nome medioevale di origine franca
Laudus,
dell'uso di questo nome abbiamo un esempio a Pisa, dove nel 1318
un certo Laudus Grassus è citato in una transazione commerciale
con la Sardegna. |
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LAUDICINA
LAUDICINI
LAUDICINO |
Laudicina è decisamente siciliano, del trapanese in particolare
dfi Marsala, ma anche di Petrosino, Trapani, Mazara del Vallo,
Calatafimi ed Erice, e di Palermo, Laudicini è praticamente
unico, Laudicino, molto molto raro, sembrerebbe tipico del
napoletano, dovrebbe trattarsi di una forma ipocoristica
derivata dal nome latino
Laudicius o
Lauditius,
di cui abbiamo un esempio nella
Vita sancti Severini: "...Tunc
et Laudicius quidam caecus, inopinato psallentis populi clamore
perculsus, sollicite suos, quid esset, interrogat.
Respondentibus, quod cuiusdam sancti Severini corpus transiret,
compunctus ad fenestram se duci rogat, de qua poterat a sanis
eminus multitudo psallentium atque vehiculum sancti corporis
contemplari. Cumque fenestrae nixus incumberet et oraret,
protinus vidit, singillatim demonstrans omnes notos atque
vicinos. Quo facto cuncti, qui audierant, gratias Deo
lacrimantibus gaudiis retulerunt....", è pure possibile possa
trattarsi di soprannomi attribuiti a quanti potessero
somministrare il laudano
(un prodotto erboristico usato anticamente come lenitivo e
calmante del dolore). |
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LAUDISA
LAUDISI
LAUDISIO |
Laudisa, molto raro, è tipico di Lecce, Laudisi, assolutamente
rarissimo, potrebbe essere dell'Irpinia, Laudisio, molto raro,
sembra specifico del napoletano, salernitano e potentino,
dovrebbero derivare dal nome medioevale di origine franca
Laudus
di cui abbiamo un esempio in un atto del 1355 dove è citato un
ser Laudus Lambardo. Troviamo tracce di questa cognominizzazione
a Salerno in un atto di conferimento della rettoria parrocchiale
di S. Angelo in Solofra al sacerdote Pietro de Laudisio di
Montoro (AV). |
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LAURA
LAURI
LAURO |
Laura,
molto raro sembra essere specifico della provincia di Imperia,
Lauri è diffuso nella fascia centrale che comprende Umbria,
Marche, Lazio e Abruzzi, con un ceppo anche nel napoletano,
Lauro è tipico del napoletano, dovrebbero derivare dal nome
latino Laurus (consacrato ad Apollo) citato ad esempio in questo
cenotafio di epoca longobarda: "...Laurus eras, Umfrede, tuas
academia frondes iactavit merito, serta superba, diu...", è pure
possibile, in alcuni casi, una derivazione da toponimi come
Lauro (AV) e (CE) e simili. Tracce di questa cognominizzazione
si trovano sia a Fano (PS), che a Macerata fin dal 1500. |
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LAURANTONI |
Laurantoni, quasi unico, sembrerebbe del Piceno, dovrebbe
derivare dal nome del capostipite composto dai nomi
Lauro ed
Antonio. |
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LAUREANTI
LAURIANTI |
Laureanti
dovrebbe essere originario del catanese, Laurianti, quasi unico,
è probabilmente solo una diversa forma del primo, potrebbe
derivare da un toponimo come Laureana di Borello (RC). |
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LAURENDI |
Laurendi
è tipico del reggino, di Bagnara Calabra in particolare,
dovrebbe trattarsi di una forma dialettale dell'etnico della
città di Laureana. |
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LAURENTI
LAURENZI
LAURENZIO |
Laurenti sembra essere di origine umbra e laziale con ceppi nel
nord Italia dal Piemonte al Veneto, Laurenzi è tipico della
fascia che comprende l'aretino, l'Umbria, le Marche, l'Abruzzo
ed il Lazio, Laurenzio è specifico di Carema nel torinese,
dovrebbero tutti derivare dal cognomen latino
Laurentius,
originato in alcuni casi probabilmente dall'antico toponimo
Laurentium nel Lazio occidentale. |
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LAURENZANA |
Laurenzana è tipicamente lucano, di Potenza e Tito nel potentino
e di Stigliano e Garaguso nel materano, dovrebbe derivare dal
toponimo Laurenzana nel potentino. |
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LAURENZANO |
Laurenzano ha un ceppo campano ed uno calabrese a Rossano e
Caloveto nel cosentino ed a Condofuri nel reggino, dovrebbe
derivare dal nome medioevale
Laurentianus o anche
dall'essere il capostipite originario di proprietà di un
Laurentius
o di essere alle dipendenze di un
Laurentius. |
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LAUREOLA |
Cognome assolutamente rarissimo, quasi estinto, dovrebbe
derivare dal cognomen latino Laureola, probabilmente insediatosi
inizialmente nel livornese, dov'è tuttora presente, potrebbe
aver generato un ceppo che, emigrò in Sicilia dando luogo alla
stirpe dei Lauricella.
integrazioni fornite da
Enzo Lauricella |
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LAURIA
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Diffuso
al sud, in Basilicata, Calabria, Campania e Sicilia, dovrebbe
derivare dal toponimo Lauria (PZ), traccia di questo cognome la
troviamo con il famoso Ruggiero Lauria ammiraglio della flotta
siciliana che sconfisse carlo D'Angiò nel 1284. |
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LAURICELLA |
Originario della Sicilia, provincia di Agrigento, potrebbe
derivare da un diminutivo del cognomen latino Laureola. Famiglia
proveniente dalla Catalogna (Spagna) con i Mango di Casalgerardo
(PA), ed imparentata con Ruggiero di Lauria (PZ).
Personaggi notevoli di questa casata sono:
Baldassarre, pittore di paesaggi assieme ai suoi figli Filippo e
Francesco, alla maniera fiamminga, Vincenzo Cardinale e
scrittore, Gregorio, Vescovo di Ripatransone, Antonio, nobile
che nel 1710 alzò stemma gentilizio, da S.Cataldo (CL) si
trasferì a Villalba (PA), Giuseppe,scienziato e docente (AG),
ottenne la cattedra universitaria di matematica e scienze
infintesimali , presso l'università di Catania, Giuseppe,
sacerdote e scrittore(AG), Salvatore, varie volte deputato
regionale, presidente dell'assemblea regionale
siciliana,sottosegretario al ministero del tesoro, Carlo,
pittore di fama europea e professore all'accademia di belle arti
(PA). Ferdinando Lauricella propone un'ipotesi diversa per
l'origine del cognome, dovrebbe derivare dalla fusione dei
cognomi Lauri e Cella, ha trovato tracce di una famiglia di
Patrizi anagnini Lauri-Cella nel 1600 (come risulta dall'Elenco
Ufficiale Italiano - CONSIGLIO ARALDICO ITALIANO) e aggiunge di
aver trovato nell'Archivio Araldico Nobiliare notizie inerenti
alla nobile famiglia Lauri, nobili di origini marchigiane e
Patrizi di origine laziale, e alla famiglia Cella nobili di
origini lombarde ed emiliano romagnole.
integrazioni fornite da
Enzo Lauricella |
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LAURINI |
Non
comune, ha un nucleo nel parmense, uno tra senese e perugino,
zona di Chiusi e Castiglion del Lago ed uno a Roma.
integrazioni fornite da
Robert Laurini Lyon France
Esistono parecchie ipotesi sul significato e sull'origine del
cognome Laurini, la prima è che derivi dal latino
laurinus,
cioè relativo all'alloro (Laurus), la seconda lo fa derivare da
un diminuitivo del nome di battesimo Lauro, un'altra lo fa
risalire ad un nome di località, a Roma nel centro storico
esiste una strada chiamata "Via Laurina" citata in alcuni libri
già dal 1614 (Theatrum Urbis di Pompeo Ugonio), le origini di
questo nome sono incerte, probabilmente derivava da una località
chiamata anticamente "Laurina", per la quale passavano i
pellegrini in arrivo dal nord. |
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LAURINO |
Molto
raro è tipico del potentino, dovrebbe derivare dal toponimo
Laurino (SA). |
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LAURIOLA |
Lauriola è specifico del foggiano, diffusissimo a Manfredonia,
Foggia e Monte Sant'Angelo, ma ben presente anche a San Giovanni
Rotondo ed Apricena, potrebbe trattarsi di un matronimico e
derivare da una capostipite di nome
Lauriola,
nome tardo latino molto in uso in epoca medioevale, derivato da
un'alterazione dialettale del cognomen latino
Laureola,
ma è pure possibile possa derivare da un nome di località come
la Lauria potentina o altre. |
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LAURITA
LAURITO |
Laurita è specifico di potenza e di Pietragalla nel potentino,
Laurito è specifico della zona tra salernitano e cosentino,
dovrebbero derivare dal toponimo Laurito nel salernitano, che a
sua volta starebbe ad indicare un luogo pieno di lauri o
laureto,
in latino lauretum,
che al plurale fa laureta. |
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LAURORA |
Sembra
essere originario del barese, potrebbe derivare dal nome
medioevale Aurora |
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LAUTERI
LAUTERIO |
Lauteri ha un ceppo laziale nel romano a Roma, Civitavecchia e
Marino ed a Vejano nel viterbese ed uno umbro a Spoleto (PG),
Lauterio, molto molto raro, è tipicamente abruzzese, dovrebbero
derivare dal nome franco
Lauterius di cui abbiamo un
esempio in un testo della seconda metà del 1500: "...Hanovii
Comitis longum hoc testabitur Aula, Praeside quaeque ipso Curia
tuta fuit. Testis Lauterius fama generosus avorum....", o anche
agli inizi del 1600 in una lapide che cita: "..Stephanus
Lauterius, prior secundus.." e che corrisponde al germanico
Lothar, ricordiamo il re franco Lotario nipote di Carlomagno. |
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LAVAGETTI
LAVAGETTO
LAVAGGI
LAVAGI |
Lavagetti
è assolutamente rarissimo e sembrerebbe dello spezzino,
Lavagetto è tipico di Genova e di Serra Ricco (GE), Lavaggi
sembra specifico di Sestri Levante (GE), Lavagi ha un piccolo
ceppo ligure a Serra Ricco e Genova ed uno livornese, potrebbero
derivare, direttamente o tramite ipocoristici, da forme etniche
di località come Lavaggiorosso di La Spezia o simili.. I Lavagi
o Lavaggi appartengono ad un nobile casato genovese che risale
almeno al 1400 che ottenne il titolo di Conti; alla fine del
1700 un tal Domenico Lavaggi era Console della Repubblica ligure
presso la Repubblica Romana. |
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LAVAGNINI
LAVAGNINO |
Lavagnini
ha un ceppo a La Spezia e Porto Venere nello spezzino, ed uno el
mantovano a Suzzara, Castel d'Ario, Porto Mantovano e San
Benedetto Po, ed a Leno nel bresciano, Lavagnino è tipico di
Genova e Sestri Levante nel genovese e di Maissana nello
spezzino, con un ceppo anche ad Asti, dovrebbe trattarsi di
forme etniche arcaiche riferibili al nome di paesi come Lavagna
nel genovese o nel lodigiano e Lavagno nel veronese. |
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LAVAIA
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Lavaia,
quasi unico, è del materano, l'origine è assolutamente oscura,
si potrebbe supporre una provenienza da un antico nome di
località. |
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LA
VANGA
LAVANGA |
Lavanga è
tipicamente meridionale, ha un piccolo ceppo a Mondragone nel
casertano ed uno a Scampitella nell'avellinese e nel vicino
foggiano a Castelluccio dei Sauri, ed un ceppo nel potentino ad
Anzi e Potenza, La Vanga, meno diffuso, è specifico di
Scampitella nell'avellinese, questi cognomi dovrebbero derivare
da un soprannome originato dal mestiere del capostipite,
probabilmente un lavoratore della terra. |
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LA
VARRA
LAVARRA |
Lavarra è
tipicamente pugliese, del barese, a Castellana Grotte, Bari e
Putignano, e del tarentino, a Mottola, Castellaneta e Massafra,
La Varra, quasi unico, dovrebbe essere una forma alterata del
precedente, dovrebbe derivare da una forma arcaica alterata del
nome Navarra, una regione franco, ispanica a cavallo dei Pirenei
con capitale Pamplona e di ceppo basco. |
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LA
VECCHIA
LAVECCHIA |
La
Vecchia è un cognome decisamente meridionale, distribuito a
macchie di leopardo in tutto il sud, con ceppi particolarmente
nell'area che comprende la Campania, il campobassano, il
foggiano, il potentino, il cosentino ed il catanzarese e
soprattutto la Sicilia con massima concentrazione nel catanese,
agrigentino e palermitano, Lavecchia, sempre meridionale, è
specifico dell'area che comprende il salernitano, la Basilicata,
il barese ed iul catanzarese, ed, in misura minore, il tarentino
e brindisino, il cosentino ed il valentiano, potrebbero derivare
da toponimi contenenti la radice
vecchia,
ma è pure possibile una derivazione da caratteristiche dei
capostipiti, come quello di essere figli di una particolare
vecchia. |
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LA
VELLA
LAVELLA |
La
Vella è specifico di Sulmona nell'aquilano, Lavella ha un ceppo
a Vieste nel foggiano, con presenze anche nel potentino, dove
potrebbe derivare dal nome del paese di Avella nell'avellinese,
gli altri ceppi potrebbero indicare un'origine andorrana dei
capostipiti, che potrebbero essere stati originari della città
vella
o velha
(vecchia)
per eccellenza, cioè Andorra, ma non si può non considerare una
possibile origine occitana e la
vella starebbe anche in questo
caso ad indicare la vecchia. |
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LAVELLI |
Lavelli è
specifico dell'area che comprende il milanese, il lecchese ed il
bergamasco, con maggiore concentrazione a Milano, Bergamo,
Ponteranica e Sorisole nel bergamasco e Imbersago, Lecco e
Molteno nel lecchese, dovrebbe derivare dal nome del paese di
Lavello nel lecchese, probabile luogo d'origine dei capostipiti. |
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LAVELLO |
Lavello,
quasi unico, originario dell'area lucano, campana, dovrebbe
derivare dal nome del paese di Lavello nel potentino. |
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LAVESI
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Rarissimo, forse è originario della zona di confine tra
lodigiano e piacentino, potrebbe derivare dall'aferesi del
toponimo Villavesco (LO). |
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LAVEZZARI
LAVEZZARO
LAVIZZARI
LAVIZZARO |
Lavezzari ha un ceppo tra milanese e varesotto ed uno nel
genovese, Lavezzaro è tipico dell'alessandrino, Lavizzari
sembrerebbe tipicamente del milanese, Lavizzaro è praticamente
unico ed è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione,
dovrebbero derivare da toponimi come Borgolavezzaro (NO) o
Pietralavezzara (GE), ma è anche sostenibile una tesi che li
colleghi ad un nome di mestiere, cioè di artigiano che lavora
una particolare pietra ollare detta
lavezzo
(termine dialettale) per farne vasi o stoviglie. |
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LAVEZZI
LAVEZZO |
Lavezzi ha un ceppo a Milano e tra Vigevano (PV) e Pavia, ed un
ceppo tra rovigoto e ferrarese a Rovigo, Castelmassa e
Occhiobello nel rovigoto e ad Argenta e Ferrara nel ferrarese,
Lavezzo ha un ceppo a Rovigo e Badia Polesine (RO) con presenze
significative anche a Chioggia ed un ceppo tra milanese, pavese
ed alessandrino, potrebbero derivare da soprannomi originati dal
termine lavezzo
(tipo di pietra ollare
una varietà molto tenera di
serpentino, con un'alta percentuale di talco o clorite) o da
lavezzi recipienti da fuoco,
troncoconici torniti di pietra
ollare, probabilmente riferiti ad artigiani specializzati nella
loro lavorazione o commercianti che vendevano quel tipo di
prodotto. |
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LAVIA
LAVIANI
LAVIANO
LAVIO |
Lavia ha
un ceppo nell'udinese che potrebbe derivare dal toponimo Lavia,
località di Fagagna (UD) ed uno nel cosentino, Lavio e Laviani
sono assolutamente rarissimi, Laviano, abbastanza raro, ha un
ceppo a Napoli, uno nel potentino ed uno in Sicilia nel catanese
e a Francavilla di Sicilia (ME), potrebbe derivare in alcuni
casi dal toponimo Laviano (SA), ma più probabilmente derivano
dalla gens latina Lavia. Tracce di questa cognominizzazione le
troviamo a Genzano di Lucania (PZ) fin dal 1600, dal 1615 al
1625 è infatti podestà della città Don Tiberio Laviano. |
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LAVIER
LAVIERE
LAVIERI
LAVIERO |
Laviere parrebbe unico, così come Lavier, Lavieri è tipico del
potentino, di Tramutola in particolare e di Marsicovetere e
Corleto Perticara, Laviero è sempre lucano, ma più specifico di
Salandra nel materano, dovrebbe trattarsi di cognomi derivati
dall'italianizzazione del cognome francese di Borgogna
Lavier,
probabilmente di origini normanne, cognome che a sua volta
dovrebbe derivare dal termine medioevale francese
lave (piatto,
pietra piatta) e sarebbe stato
ad indicare il mestiere di cavatore di pietre forse svolto dai
capostipiti. |
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LA
VOLPICELLA
LAVOLPICELLA |
Cognome rarissimo La Volpicella, di cui è impossibile
identificare un areale di provenienza, si può ipotizzare un
errore di trascrizione del cognome Lavolpicella (tutto
attaccato) che è di origini baresi. La derivazione dovrebbe
essere da soprannomi originati dall'astuzia del capostipite.
integrazioni fornite da
Enzo Lauricella
Famiglia di origine pugliese, facente parte della Nobiltà
Molfettana. |
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LAVORE
LAVORI
LAVURI |
Lavore è tipicamente siciliano, di Gela e Mazzarino nel nisseno
e di Piazza Armerina nell'ennese, Lavori, quasi unico, è
anch'esso siciliano, Lavuri è specifico di Piazza Armerina
nell'ennese, dovrebbero tutti derivare da un soprannome
originato, direttamente o attraverso alterazioni, dal termine
dialettale siciliano lavuri
(fieno fresco ancora da tagliare),
forse ad indicare che i capostipiti fossero dei lavoranti
agricoli. |
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LAZARA
LAZARI
LAZARO
LAZZARA
LAZZARI
LAZZARIN
LAZZARINI
LAZZARINO
LAZZARO
LAZZARONE
LAZZARONI |
Lazara, quasi unico, sembrerebbe siciliano, probabilmente del
catanese, così come l'altrettanto raro Lazaro, Lazari è
tipicamente pugliese, di Galatina nel leccese, Lazzara sembra
essere specifico siciliano, Lazzari è diffusissimo in tutto il
nord, nelle Marche, in Umbria e nel Salento, Lazzarin
sembrerebbe avere due ceppi uno veneto tra le province di
Padova, Venezia e Rovigo ed uno tra Lombardia occidentale e
Piemonte orientale, Lazzarini è diffuso in tutto il nord,
Lazzarino è tipico del basso Piemonte, Lazzaro è diffuso nel
centro sud, nel Veneto, nel genovese e nel cuneese, Lazzarone è
piemontese, dell'astigiano e del torinese, Lazzaroni è lombardo,
con un piccolo ceppo anche a Bologna. Questi cognomi sembra
derivino da toponimi come Lazzaro nel reggino, o Borgo San
Lazzaro nel salernitano, San Lazzaro nel parmense, ma anche nel
vicentino e nell'urbinate, e molti altri, ma potrebbero pure
essere stati originati dal nome medioevale
Lazzaro o
da suoi ipocoristici.
Considerando la distribuzione geografica della maggior parte di
questi cognomi la probabilità che alcuni di essi possano
derivare secondo l'ipotesi sottoriportata è estremamente
ridotta.
ipotesi fornite da
Lazzari Maksy
I lazzari (o anche lazzaroni) erano giovani della classe
popolare della Napoli del XVII-XIX secolo. Particolarmente
famoso fu il ruolo da loro svolto durante la Repubblica
Napoletana del 1799. Grazie alle favorevoli condizioni
climatiche e al rapporto privilegiato con la campagna
circostante, benché miseri, riuscivano a sopravvivere senza
doversi preoccupare eccessivamente per questioni di cibo e
vestiario. Soventemente sfaccendati, si adattavano a compiere
qualsiasi mestierie che si prestasse loro occasionalmente, non
disdegnando talvolta di compiere qualche piccolo furto o raggiro
e, più spesso, mendicando. Per questo motivo il termine
lazzarone, che ha origine dallo spagnolo lazaros (con
riferimento al Lazzaro evangelico e agli stracci di cui era
avvolto) è sinonimo nell'italiano comune di persona pigra o di
poco di buono.4w |
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LAZZARETTI
LAZZARETTO
LAZZERETTI
LAZZERI
LAZZERINI
LAZZERO
LAZZERONI |
Lazzaretti è presente in Lombardia, Emilia e Romagna, Veneto e
Lazio, Lazzaretto è tipicamente veneto del padovano soprattutto,
Lazzeretti ha un ceppo nel fiorentino tra Fucecchio, Vinci e
Lastra A Signa, ed uno a Pontedera (PI), con un ceppo
probabilmente secondario a Roma, Lazzeri ha un ceppo toscano ed
uno trentino, Lazzerini è tipico della Toscana e del perugino,
Lazzero è torinese, Lazzeroni è toscano, specialmente di Arezzo
e Pisa, dovrebbero derivare da nomi di località come i vari
Lazzaretti o Lazzeretti presenti in tutt'Italia a causa delle
varie pesti, ma potrebbero pure essere stati originati
direttamente o tramite ipocoristici dal nome medioevale
Lazzerus,
in un elenco dei cittadini pisani del 1405 viene citato un tal
Lazzerus Bacciamei de Oliveto. |
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LAZZAROTTI
LAZZAROTTO |
Lazzarotti è molto raro ed è specifico di Massa, Lazzarotto è
tipico della zona che comprende il basso vicentino ed il
padovano, dovrebbero derivare dal nome medioevale Lazzarotto, di
cui si hanno tracce ad esempio nel 1400 con Lazzarotto da
Montecuccolo, signore di alcuni territori nel modenese. |
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LAZZO
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Lazzo,
molto molto raro, ha un piccolo ceppo nel napoletano, uno nel
materano ed uno nel barese, di origini etimologiche oscure. |
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LEALE
LEALI
LEALINI |
Leale ha un ceppo tra genovese ed alessandrino, uno nel
cosentino e reggino ed uno nel palermitano e trapanese, Leali è
tipicamente lombardo, in particolare è diffuso nel bresciano e
nel mantovano, Lealini, assolutamente rarissimo sembrerebbe del
vicentino, di Brogliano e Vicenza in particolare, dovrebbero
derivare direttamente o tramite ipocoristici dal nome
medioevale Leal,
Lealis,
di cui abbiamo un esempio a Firenze nel 1268 con: "Cerbolinus
filius Lealis de Duomo,.. ..Infrascripti sunt confinati extra
civitatem in comitatu," tracce di queste cognominizzazioni le
troviamo ad esempio a Palermo dove nel 1549 muore Antonino Leale
proprietario di una casa turrita citata in un atto, e nel 1578
Giovanni Filippo Leale, figlio di Antonino, "soggioga un censo a
Blasi Piazza: super quoddam tenimento magno domorum cum eius
turrim in diversis corporibus existens situm et positum in
quarterio Yhalcie in strata mastra per quam tenditur versus
conventus S. Francisci.". |
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LEANDER
LEANDRI
LEANDRO |
Leander, quasi unico, è tipicamente milanese ed è una forma
dialettale di Leandri, che ha un piccolo ceppo nel veneziano,
uno nel perugino a San Giustino, Deruta, Perugia, Città di
Castello e Gualdo Cattaneo, ed uno nel romano, Leandro, molto
più raro, ha un piccolo ceppo tra padovano e veneziano ed uno in
Puglia tra barese e tarentino, dovrebbero tutti derivare dal
nome di origini greche Leandro,
a sua volta originato da
Leiandros dall'unione dei
termini greci leios
(tranquillo)
e andros
(uomo)
con il significato di uomo
tranquillo o da
Leandros
dall'unione dei termini greci
laos (popolo)
e andros
(uomo)
con il significato di uomo del
popolo. |
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LEANI
LEANO |
Leani,
estremamente raro, sembrerebbe avere un ceppo triestino ed uno
cremonese, Leano, assolutamente rarissimo, sembrerebbe
napoletano, di dubbia derivazione, potrebbero derivare
dall'aferesi di variazioni del cognomen latino Mallea, anche
attraverso antichi toponimi derivati dallo stesso (i vari
Magliano). |
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LEANTE
LEANTI |
Leante, molto molto raro, ha ceppi nel Salento e secondari a
Roma, nel milanese e nel torinese, Leanti è assolutamente
rarissimo ha presenze nella Sicilia meridionale e secondarie tra
Modena e Bologna e nel torinese, dovrebbero derivare dal nome
medioevale di origine greca
Leante. |
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LEANZA
LEANZI |
Ha
un nucleo importante in Sicilia, soprattutto nel catanese, ad
Adrano, Catania, Bronte, Paternò e Biancavilla, ha un ceppo nel
Salento a Scorrano e Maglie (LE), un ceppo a Casalnuovo di
Napoli e ceppi probabilmente secondari a Roma e Milano, Leanzi,
praticamente unico è probabilmente dovuto ad un errore di
trascrizione del precedente, potrebbero derivare da un
soprannome o da un nome augurale,
Alleanza
(stante ad indicare quello dell'alleanza, cioè quello che ha
portato in dote un appoggio importante), secondo alcuni invece
si tratterebbe di matronimici derivati da una deformazione
dell'aferesi del nome femminile medioevale
Allegrantia
(Allegranza)
di cui abbiamo un esempio in una
Carta vendicionis
dell'anno1159 a Vimercate (MI): "Anno dominice incarnationis
milleximo centeximo quinquageximo nono, mense marcii, indicione
septima. Constat me Alegrantiam relictam quondam Micherii qui
dicebatur de Magrello de loco Vicomercato...". |
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LEARDI
LEARDINI
LEARDO
LIARDI
LIARDO |
Leardi ha ceppi nell'alessandrino e genovese, nel pescarese, nel
romano e nel casertano, Leardini ha un grosso ceppo nel veronese
e nel vicino mantovano, uno nel riminese, con presenze
significative anche nel bolognese, ravennate, forlivese e
pesarese, ed uno a Roma e nel viterbese e latinense, Leardo,
assolutamente rarissimo, parrebbe del messinese, Liardi, molto
molto raro, sembrerebbe avere un ceppo nel pescarese ed uno nel
napoletano, Liardo è tipico del napoletano, con un ceppo anche
nel fiorentino, si dovrebbe trattare di forme aferetiche, anche
ipocoristiche, del cognome
Aleardi o
Aliardi
(vedi ALEARDI ) o direttamente derivare dall'aferesi di nomi
longobardi come Aleardus,
probabilmente portati dai capostipiti. |
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LEBANI
LEBANO |
Lebani ha un ceppo triestino ed uno salernitano, Lebano è
decisamente campano, del napoletano e del salernitano, potrebbe
derivare dal nome Lebanius,
ricordiamo con questo nome un famoso filosofo sofista di
Antiochia e retore del IV° secolo, ma potrebbe anche
caratterizzare alcuni esuli dal Libano o riferirsi addirittura
al periodo delle Crociate. |
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LEBANTI |
Lebanti è un cognome torinese, praticamente unico.
informazioni fornite da
Mario Lebanti
si tratta di un cognome di fantasia attribuito a mio nonno,
trovatello, dal comune di Torino. |
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LECCA
LECCARDI |
Lecca è
originario del cagliaritano, Leccardi è tipico della zona tra
Milano e Lodi, La derivazione di Leccardi potrebbe essere da un
soprannome derivante dal termine arcaico italiano leccardo
(goloso). |
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LECCADITA
LECCADITO
LEUCADITO
LICCADITO |
Leccadita è praticamente unico, così come Leucadito e Liccadito,
Leccadito, assolutamente rarissimo, è del cosentino, di Lungro e
Spezzano Albanese in particolare,
ipotesi fornite da
Stefano Ferrazzi
'origine arbëreshë (più probabilmente greco-albanese), i cognomi
Leccadito, Leucadito, etc sembrano derivare dal termine
lefkaditis,
che, in greco moderno, ha il significato di
leucadita,
abitante della Leucade
(una delle Isole Ionie, nell'ovest della Grecia): l'isola di
Leucade, in effetti, è conosciuta con diversi nomi, fra i quali
Leukas,
Lefkas
e Lefkada,
in cui il suono del dittongo -eu- viene alterato in un moderno
-ef- (si tratta di un fenomeno molto comune nella lingua
neogreca). |
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LECCE
|
Lecce è
abbastanza diffuso in tutto il centrosud, deriva ovviamente dal
nome della città di Lecce, sembrerebbe non essere di origini
ebraiche. |
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LECCESE
LECCESI
LECCISI
LECCISO
LICCESE |
Leccese è
essenzialmente pugliese, ma presenta ceppi significativi anche
nel teatino e nel molisano, nel romano e nel latinense e
nell'alta Campania, Leccesi, estremamente raro, è dell'area che
comprende le Marche meridionali ed il reatino, Leccisi, quasi
unico, ha un ceppo nel Salento ed uno nel basso Lazio, Lecciso,
molto raro, è specifico del leccese, Liccese, altrettanto raro,
parrebbe lucano, tutti questi cognomi derivano da varie
modificazioni dialettali della forma etnica leccese, cioè
starebbe ad indicare che il capostipite era originario di Lecce
o della sua provincia, un'ipotesi non trascurabile fa
considerare possibile anche un collegamento con aree popolate da
lecci (quercus ilex), che avrebbero caratterizzato, in questo
caso, la zona d'abitazione della famiglia. |
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LECCI
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Un
ceppo originario nel salento e forse uno in provincia di
Firenze, dovrebbe derivare dal fatto che presso il luogo
d'abitazione del capostipite si trovassero delle piante di
leccio
(quercus ilex),
un tipo di pianta di quercia sempreverde. |
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LECCIS
LECIS |
Entrambi tipicamente sardi, Leccis è presente nel sud della
Sardegna, nel cagliaritano, nell'iglesiente e nel Medio
Campidano, Lecis è molto diffuso nel cagliaritano a Cagliari,
Assemini, Soleminis e Monserrato, e nel Medio Campidano a
Serrenti, Gonnosfanadiga e Samassi, dovrebbero derivare da una
forma aferetica sarda del nome
Alessio.
integrazioni fornite da
Luciano Lecis
Distribuito in una sorta di quadrilatero constituito da Cabras,
Escalaplano, Isili ed Ussaramanna, Lecis ha origine comune a
Leccis, stanno ad indicare con il suffisso -s, un plurale di
famiglia, soprattutto nel Campidano, con probabile origine dal
nome Alesci, Alessio, di bizantina memoria Alexis. Documentato
in saggi antichi sardi CDS II 44, anno 1410 come Lexis.
(M.Pittau, origine dei cognomi) |
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LECCIOLI |
Leccioli, molto molto raro, ha presenze nel milanese e nel
pavese, un piccolo ceppo ad Adria nel rovigoto e presenze nel
ferrarese, potrebbe derivare da un toponimo od un idronimo,
forse situato in una località ricca di
lecci (quercus
ilex), un tipo di pianta di
quercia sempreverde. |
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LEDDA
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Decisamente sardo, dovrebbe derivare dal nome di una località
che anticamente esisteva nella zona di Ozieri (SS) e che si
chiamava appunto Ledda, secondo un'altra ipotesi potrebbe
derivare dall'essere il capostipite nato nel mese di ottobre
chiamato in sardo ledàmine
per contrazione ledda.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
LEDDA: nella lingua sarda, con questa voce, abbiamo il nome di
un antico centro abitato scomparso e di un monte. Nel
"Vocabolario Sardo Geografico patronimico ed Etimologico" di
Giovanni Spano leggiamo: Ledda: Villaggio distrutto nella
diocesi di Plaghe, ora nome di monte, che ha preso tutta la
contrada. Il nome antico è Lella, che sembra orientale, da
Laila
= notte,
perché sito a tramontana (sic)". Nell'opera di Giovanni
Francesco Fara, "In Sardiniae Chorographiam", al capitolo "de
Fluviis" (i corsi d'acqua) leggiamo: Flumen aliud oriens ex
monte Leddas et Magolla, decurrit per (scorre attraverso)
regionem Anglonis inter oppida Martis et Nulvi (tra i centri
abitati -fortificati - di Martis e di Nulvi) et iuxta (nei
pressi) Perfugi oppidum (Perfugas) decurrit in flumine Cocinae
(confluisce nel fiume Coghinas). Nel testo del Fara Ledda è
citato solo come monte. Per la voce "ledda" o meglio "lella" non
conosciamo altro etimo diverso da quello indicato dal canonico
G. Spano. Come cognome è copiosamente presente in tutte le
carte antiche da noi esaminate: tra i firmatari della Pace di
Eelonora, LPDE del 1388, compare in diverse uscite; De Leda
Francisco, ville Culleri (** CULLERI.(attuale Cuglieri) CASTRI
MONTIS DE VERRO. congregatis in villa de Guilciochor .in posse
Salari Arsoci, habitatoris Bose .notarii publici et etc. die X
januari 1388); De Ledda Camputani, ville de Sardara (** SARDARA
MONTIS REGALIS...11 GENNAIO 1388, et ego...Gadulesu Margiano
habitator velle Sardara, sindicus actor et procurator
universitatis Contrate Montis Regalis et villarum et etc. In
posse Virde Andrea, Virde Joanne, de Civitate Sasseri, notarii
publici, die XI Januarii 1388); De Ledda Dominigo - de Bosa. (**
Bosa: omnibus civibus et habitatoribus civitatis
Bose.nisipastores.congregatis intus Ecclesiam Beate Marie
Virginis .die XV Januarii 1388) ; De Ledda Guantino - de Castri
Januensis (** Castri Januensis Civitas (Castel Genovese - Castel
Sardo). Omnibus habitantibus .in ville de Coginas ... die
undecima januarii .1388, in posse De Valle Anthoni filii) ; Leda
(de ) Anthonio, jurato ville Calcargia (* Calcargia.villaggio
distrutto (Contrate Partis Milis); Leda (de) Andrea, majore
(amministratore, sindaco) ville Floxio ( * Floxio.odierna
Flussio. Contrate Castri Montis de Verro); Leda (de) Anthonio,
jurato ville Tramaça ( * Tramaça...odierno Tramazza(Contrate
Partis de Milis); Leda (de) Ciperi, jurato ville Seuis (*
Seuis.odierno Seuis (Laconi.Contrate partis Alença); Leda (de)
Dominico, ville Seercela (* Seercela.distrutto. Sarcela -
Serzele. Partis de Montibus); Leda (de) Francisco, jurato ville
Pauli (* Pauli ...odierno Paulilatino. Contrate Partis de
Guilcier); Leda (de) Joanne, jurato ville Nuraci Niello (*
Nuraci Niello.odierno Nuraxinieddu. Campitani Majoris); Leda
(de)Andrea, majore ville Baugadi (* Baugadi.Bangadi -
Bauyadi.villaggio distrutto? (Contrate Partis Milis); Leda
Traode - ville de Billuchara ( * Billuchara . distrutto.
Contrate Montis Acuti (Salto di Pattàda); Leda(de) Barono,
jurato ville Nuraci de Pische ( * Nuraci de Pische.distrutto.
Campitani Majoris); Leda(de) Nicolao, jurato ville Giavi ( *
Giavi.odierno Giave. Contrate Caputabas); Leda(de) Petro - ville
de Ulusufe (* Ulusufe.distrutto Usulife[Spano](Contrate Montis
Acuti); Leda(de) Salvator, jurato ville de Nule ( * Nule .Nuli
(Contrate Montis Acuti - Ozieri); Ledda (de) Georgio, ville
Telluri (** Selluri - Sedduri - Seddori: odierno Sanluri. Et ego
Capula Marcus .sindicus, actor et procurator ville Selluri.seu a
Petro De Castay, locuntenente capitanei et Margiano Costa,
locuntenente potestatis terre Selluri et omnibus habitatoribus
dicte terre, congregatis. X die januarii 1388); Ledda (de)
Margiano, ville Sellur; Ledda (de) Nicolao, jurato ville Uta (*
Uta .distrutto(non si tratta dell'odierna Uta), Contrate Partis
Varicati - Barigadu); Ledda (de) Simono, ville de Sardara (**
SARDARA MONTIS REGALIS...11 GENNAIO 1388, et ego...Gadulesu
Margiano habitator velle Sardara, sindicus actor et procurator
universitatis Contrate Montis Regalis et villarum et etc. In
posse Virde Andrea, Virde Joanne, de Civitate Sasseri, notarii
publici, die XI Januarii 1388); Ledda (de) Stephano, jurato
ville Uta; Ledda (de) Vincencio, ville Gonnos de Tramacia(
Gonnostramatza - Partis de Montibus); bLedda(de) Comita, Burgi
Castri M. Regalis ( ** Burgi Castri Montis Regalis - Castello
di Monreale (Sardara); Ledda(de) Joanne, jurato ville Baratil (*
Baratili.odierno Baratili. Campitani majoris); Ledda(de)
Margiano, jurato ville Gemessi ( * Gemussi.distrutto: Jemussi o
Gimussa? Partis de Montibus); Ledo (de) Laurencius, ville
Algueri ( * Algueri.odierno Alghero. Die sexta febroarii 1388);
Ledu (de) Petro, jurato ville Sancto Haeru ( * Sancto
Haeru...odierno San Vero (Contrate Partis de Milis); Ledu(de)
Joanne, jurato ville Sancto Haeru; Lella (de) Agustinus, ville
Sasseri (** Sasseri.Sassari. Et nos Pugioni Anthonius et De
Lacon Salatinus, cives Sasseri, sindici, actores et
procuratores.Marringoni Arsòcus potestas ac capitanus civitatis
Sasseri. Omnes cives congregatis in civitate Sasseri, apud
ecclesiam Sancte Caterine.presentibus Corda Jacobo, Magnispesa
Francisco, De Mascara Francisco. In die XIII mensis Januarii
MCCCLXXXVIII - 1388); Lella (de) Arsoco, ville Ollolà ( *
Ollolà.odierna Ollolai. Barbagie de Ollolai et Curatorie
Austis); Lella (de) Saio, jurato ville Usthei ( * Usthei
...villaggio distrutto della Diocesi di S. Giusta. Contrate
Partis de Guilcier). Nel Con daghe di San Pietro di Silki, XI°,
XIII° secolo, abbiamo: Lella (de) Furata(122), postura =
donazione: positinke a scu. Petru (ha donato a San Pietro) donna
(nobildonna) Furata De Lella sa parte sua dessa terra ki
fekimus a binja (coltivata a vigna), tenende assa de Gosantine
Saraca (confinante con la vigna di Gosantine Saraca); e issa
parte dessos fiios comporailla (ho comprato la parte dei miei
figli) e deuilis in cumone .j. uoe (e ho dato loro, in società -
in comune - un bue); Lella (de) Gosantine(104), teste in una
lite per la spartizione della servitù; Lella (de) Gunnari,
pupillu (96), coinvolto in una compera (compòru):.aterminande
pupillos(i padroni)dessu saltu: Gunnari de Castavar e Gunnari de
Lella, e.; Lella (de) Petru(97), coinvolto in uno scambio o
permuta di servi (tramutu): Ego apatissa Massimilla, tramutai
homines cun donnu Goantine de Cannetu, visdominu
dess'arkipiscopatu(vicario dell'arcivescovado). Ego deili (gli
diedi) latus (la metà - del servizio)in Gosantina fiia de Maria
Pithiris e de Janne Albu e isse deitimi( mi diede in cambio)
latus d'Elene Culurione, fiia de Furata Culurione e de Gavini
Kitera...a boluntade de.Testes: donnu Gosantine de Martis, su de
Silki, e Petru de Lella; Lella (de)Mariane(100), coinvolto in
una lite per la spartizione della servitù - kertu de servis.
Nel Con daghe di San Nicola di Trullas, XI°, XIII° secolo
abbiamo: sos de Lella(209) coinvolti in una compera
(comporailis) di servi: comporailis assos filiastros ded Petru
de Monte .III: pedes (tre quarti - del servizio) dessu filiu
Iohanne et latus (la metà) in Susanna; et a Petru de Nurki et a
totos .III. sos connatos comporailis su pede (un terzo) de Iorgi
Gulpio, ki li avea conporatu, ca mi lu lebarum (me lo presero)
sos de Lella. Sos de Lella per indicare i figli di, o gli
abitanti di?; de Lella Comita(297), prete in Puço Maiore, teste
in una compera di servi (comporaili): comporaili a Furatu de
Gunale, su de Sasalu(villa - bidda medioevale, oggi scomparsa;
apparteneva alla Curadorìa di Romangia), .I. die(unn giorno di
servizio, la settimana) in Comita Marradu, et .I. die in so
fiiu. Et Ponet (lo dona) a Sanctu Nichela pro s'anima sua,
.Testes: previteru (prete) Comita de Lella, su de Puço
Maiore(Pozzomaggiore), et previteru Gosantine Aketu et donnu
Mariane de Thori Oglospintos(Occhipinti) etc. etc.; De Lella
Gosantine e de Lella Dorgotori (87) (fratelli) ambos maiores de
Scolca (ambedue comandanti della guardia armata di confine);
etc. etc. Nel Condaghe di Santa Maria di Bonbarcado, CSMB, XI°,
XIII° secolo abbiamo: de Lella Comita(180), teste in una
donazione di terre di Furadu Decori a Santa Maria; De Lella
Goantine, prete(12, 26, 202), teste in una donazione: .et posit
(Goantine Tamaglu), prossa anima sua sa parzone sua dessa domo
de Bonarcado et ipsa binia sua tota.Nell'opera di Francesco Fara
"De rebus Sardois II°", alla fine del capitolo "Pisani,
Genuenses et Musactus", dove sono registrati i vescovi di
Sardegna, figura, nell'anno 1187: Costantinus de Lella episcopus
Plovacensis (di Ploaghe). Citiamo Gavino Ledda (Siligo- SS -
1938) autore di diverse opere letterarie, tra cui quella
autobiografia,"Padre padrone". Prese la laurea in Glottologia,
alla Sapienza di Roma nel 1969. Nel 1971, allorché sostenni
l'esame di "linguistic sarda", all'Università di Cagliari,
Facoltà di Lettere, era assistente per "filologia romanza e
linguistica sarda", del Prof. Sanna Antonio. Il cognome Ledda
attualmente è presente in 428 Comuni italiani, di cui 155 in
Sardegna: Sassari 327, Cagliari 276, Macomer 168, Quartu 150,
etc. |
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LEFEBRE
LEFEVRE |
Lefebre è una variazione per betacismo di Lefevre, cognome molto
diffuso in Francia che deriva a sua volta per betacismo dal
termine latino faber
(fabbro, chi costruisce qualcosa). |
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LEFONS
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Lefons è
tipico del leccese e di Calimera in particolare. |
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LEGATI
LEGATO
LIGATO |
Legati,
molto molto raro sembra lombardo, sia Legato che Ligato sono
abbastanza rari e tipici calabresi, del reggino in particolare,
dovrebbero derivare dallo stato di Legato (delegato, inviato,
ambasciatore) del capostipite o dallèessere stati comunque
connessi con un Legato, è pure possibile che derivino da
soprannomi originati da episodi particolari. |
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LEGE'
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Specifico
dell'oltrepo pavese è assolutamente rarissimo, dovrebbe derivare
da un soprannome dialettale (vedi LEGENA), estremamente
improbabile che derivi dal toponimo francese Legè paese della
Loira atlantica. |
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LEGENA
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Legena, molto molto raro, sembrerebbe specifico di Sellero nel
bresciano, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine
dialettale medioevale lombardo
legena (secchia
per la mungitura),
probabilmente ad indicare che il capostipite svolgesse quel tipo
di compito. |
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LEGGIO
LIEGGIO
LIGGIO |
Leggio, tipicamente siciliano, molto diffuso soprattutto a
Ragusa, ma comunque ben presente anche a Palermo, Isnello,
Corleone e Partinico nel napoletano, Santa Ninfa, Castelvetrano
e Trapani nel trapanese, a Siracusa, a Vittoria e Modica nel
ragusano ed a Sambuca di Sicilia e Sciacca nell'agrigentino,
presenta anche un ceppo salentino a San PIetro Vernotico nel
brindisino ed a Surano e San Cassiano nel leccese, Lieggio è
quasi unico, Liggio, sempre siciliano, è specifico di Palermo e
Corleone nel palermitano, questi cognomi dovrebbero derivare da
soprannomi originati dal termine dialettale, che varia
lievemente a seconda delle zone,
lièggiu,
lìggiu,
lèggiu
(leggero, superficiale, poco
affidabile), esprimendo forse
così un giudizio poco lusinghiero sui capostipiti. |
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LEGNAME
LEGNAMI |
Legname è
molto raro e sembrerebbe originario della provincia di
Caltanissetta, Legnami, assolutamente rarissimo è quasi unico,
potrebbero derivare da soprannomi. |
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LEGNANI
LEGNANO |
Legnani è
tipico del nordmilanese, Legnano, assolutamente rarissimo, è
dovuto probabilmente ad un errore di trascrizione del primo,
derivano dal toponimo Legnano (MI), tracce di questa
cognominizzazione le troviamo a Milano nel 1600 quando Giulio
Cesare Legnani, è menzionato fra i Patrizi Milanesi. |
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LEGNANTE |
Legnante,
abbastanza raro, è tipico dell'area casertano, napoletana, di
Frattamaggiore (NA) e di Sant`Arpino (CE) in particolare,
dovrebbe derivare da un soprannome originato dal mestiere di
raccoglitore di legna in boschi di proprietà altrui. |
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LE
GROTTAGLIE
LEGROTTAGLIE |
Entrambi pugliesi, Le Grottaglie, il più raro dei due, ha
piccoli ceppi a Fasano ed Ostuni nel brindisino, a Bari ed a
Mottola nel tarentino, Legrottaglie è specifico del brindisino,
di Fasano e Ostuni, con piccoli ceppi anche a San Vito dei
Normanni, Carovigno e Cisternino e a Mottola nel tarentino ed a
Bari e Palo del Colle nel barese.
integrazioni fornite da
Srefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nella toponomastica
tarantina e, più precisamente, nel comune di Grottaglie, che, in
terra pugliese, è anche noto come
Le Grottaglie
- Li Vurtagghj,
secondo la pronuncia dialettale. |
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LEGORATI
LEGORATTI |
Entrambi assolutamente rarissimi, Legorati è della zona
lodigiano, cremonese, con presenze nel novarese, Legoratti ha
presenze nel pavese, nel novarese e nel vercellese, dovrebbero
derivare da soprannomi basati sul termine dialettale lombardo
legoratt
(leprotto),
forse ad indicare una particolare vivacità o velocità del
capostipite. |
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LEGULEO |
Una
sola presenza a Melegnano e in nessun'altra parte d'Italia,
dovrebbe derivare dal termine leguleio (avvocatucolo).
originr suggerita da
Gianna Ferrari De Salvo |
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LEI
LEY |
Lei
ha un ceppo nel modenese a Modena, Formigine, Sassuolo e
Prignano sulla Secchia ed uno nel sassarese a Ploaghe e Nulvi,
Ley è assolutamente rarissimo, il ceppo sardo potrebbe derivare
dall'aferesi del nome Mallei
(Maddalena
in sardo) o da un soprannome originato dal termine sardo
lei (legge,
diritto). |
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LEITA
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Leita ha un ceppo a Pasian di Prato nell'udinese ed uno in
trentino, dovrebbero avere origini diverse, il ceppo trentino
potrebbe derivare dal vocabolo cimbro
leit o
lait
(declivio)
identificando caratteristiche morfologiche della zona di
provenienza, il ceppo friulano è invece di origini incerte,
anche se potrebbe anche avere la stessa origine. |
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LELARIO |
Lelario ha un ceppo a Barletta nel barese ed uno nel potentino
ad Avigliano e Potenza, potrebbe trattarsi di un'alterazione del
cognome francese di Picardia
Leloir (pronunciato
leluar),
che a sua volta deriva da un soprannome originato dal termine
francese loir
(ghiro),
forse attribuito a chi dormisse molto, cognome probabilmente
giunto in Italia al seguito degli angioini. |
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LELLI
LELLIS
LELLO |
Lelli è
diffusissimo in tutto il centro Italia, Lellis assolutamente
rarissimo e Lello, molto raro, sono probabilmente originari del
sud, derivano dal nome medioevale Lello, diminutivo di nomi come
Raffaello, Gabriello ecc.. Si hanno tracce di questo cognome
fin dal medioevo, nella seconda metà del 1200, nell'avellinese
troviamo un tal De Lellis che pratica l'attività di notaio. |
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LEMBO
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Diffuso
in tutto il sud, non si hanno ipotesi valide sull'origine del
nome, tranne forse, ma da prendere in considerazione a puro
livello teorico, la derivazione dal nome longobardo Erlembald o
dalla modificazione e contrazione del nome Guglielmo (Lelmo,
Lembo). |
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LEMMA
LEMME
LEMMI
LEMMO |
Lemma ha
un nucleo tra basso Lazio ed alta Campania, un ceppo nel barese
e presenze significative in Calabria e Basilicata, Lemme, molto
raro, ha un ceppo tra Abruzzo meridionale e Molise, Lemmi è
tipico dell'alta Toscana e dell'Umbria, Lemmo, molto molto raro,
è campano, dovrebbero tutti detivare da modificazioni
dell'aferesi del nome Guglielmo, di quest'uso abbiamo un esempio
a Pisa nel 1330, negli Annales Pisani infatti si può leggere:
"... prima era (siccome abbiamo veduto) che Pisa dovesse mandare
a papa Giovanni XXII ond'esser rimessa nel seno della Chiesa. A
questo effetto inviarono in Avignone Lemmo Guinicello
Buzzaccherini, Niccolò Gualandi ed Albizzo da Vico, ...". |
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LENA
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Lena è ben presente in tutt'Italia con una distribuzione a
macchie di leopardo, ben presente in Sicilia, nel Lazio,
nell'alta Toscana ed in Liguria ed in tutto il settentrione,
dovrebbe derivare da forme aferetiche di nomi come il medioevale
Alena,
Magdalena
o simili. |
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LENARDI
LENARDIS
LENARDUZZI
LEONADI
LEONARDELLI
LEONARDI
LEONARDINI
LEONARDO
LONARDELLI
LONARDI
LONARDO
LUNARDELLI
LUNARDELLO
LUNARDI
LUNARDO
LUNARDON
LUNARDONI |
Lenardi è tipico friulano, delle province di Udine e Gorizia,
Lenardis, più raro, è specifico dell'alto udinese, Lenarduzzi è
decisamente friulano, di San Giorgio della Richinvelda,
Spilimbergo e Zoppola nel pordenonese e di Trieste, Leonardelli
è caratteristico del trentino, di Pergine Valsugana, Baselga di
Pinè, Coredo, Trento e Bosentino, Leonadi, praticamente unico,
dovrebbe essere dovuto ad un'errataregistrazione di Leonardi,
che è molto diffuso in tutt'Italia, Leonardo, decisamente meno
comune, è più propriamente del sud, Campania, Calabria
meridionale e Sicilia, Leonardini abbastanza poco diffuso è
specifico della Liguria orientale e dell'alta Toscana
occidentale, Lonardelli ha un ceppo nel veronese ed uno tra
Terlizzi e Bitonto (BA), Lonardi è tipico del veronese, Lonardo
è decisamente campano particolarmente presente nelle aree di
Caianello (CE), Montesarchio (BN) e di San Gregorio Magno (SA),
Lunardelli è specifico della zona tra trevigiano, veneziano e
basso pordenonese, Lunardello, rarissimo, parrebbe del
vicentino, Lunardi è molto diffuso in tutto il Veneto e nella
Toscana settentrionale, Lunardo è tipico siciliano di Enna con
un ceppo secondario a Palermo, Lunardon, decisamente veneto, è
del vicentino e di Bassano del Grappa e Marostica in
particolare, Lunardoni, praticamente unico, è dovuto ad errori
di trascrizione, derivano tutti direttamente, o attraverso
modificazioni o ipocoristici, dal nome di origine germanica
Lionhardus
di cui abbiamo un esempio in una
Charta Manumissionis
redatta in Cremona nel maggio del 754: "...Ghodiperth, Ilmeri et
Aicardo de eadem curte Gussala, nec non Lionhardus subdiaconus,
Amiso lector, Ridulphus et Urso ostiarii ...". Tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo ad esempio a Foza nel vicentino in
un atto redatto dal notaio Marco Lunardi nel 1678: "...messer
Zuanne Horo detto il Peranzan, messer Benedetto di Piero
Lunardi, messer Benedetto quondam Francesco di Lunardi...". |
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LENASSI |
Lenassi, assolutamente rarissimo, sembrerebbe tipicamente
triestino, dovrebbe derivare da una forma diminutiva dialettale
del nome Leone.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Lenassi è una variante di "Leonardi".
Nome d'origine germanica e di tradizione francone. Dal tedesco "Löwe"
è prestito germanico al latino "Leo,
leonis" che poi con "hardus"
- "duro, forte , valoroso",
farà "Leonardus, Linardus,
ecc.". |
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LENCI
LENCIO
LENCIONE
LENCIONI |
Lenci ha un ceppo toscano nel lucchese a Lucca Capannori e
Viareggio, uno nell'anconetano a Senigallia, Corinaldo, Arcevia
e Fabriano, uno nel romano a Roma, Velletri, Marino e Zagarolo,
ed uno a Napoli, Lencio, quasi unico, ha qualche presenza tra
romano e latinense, Lencione, praticamente unico, potrebbe
essere il risultato di un'errata trascrizione di Lencioni, che è
tipicamente toscano del lucchese, di Capannori, Lucca, Camaiore,
Viareggio, Massarosa e Porcari, dovrebbero derivare,
direttamente o tramite una forma accrescitiva, dal nome
medioevale italiano Lencio,
una forma dialettale contratta, tipicamente toscana, del nome
Lorenzo. |
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LENHARDY |
Lenhardy, molto molto raro, è specifico di Napoli, sembrerebbe
essere di primitiva origine sveva e derivare da una successiva
alterazione brettone del nome medioevale germanico
Leonhard,
a sua volta derivato dal termine latino
leo,
leonis
(leone)
e dal germanico hard
(duro). |
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LENI
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Di
origini bresciane, deriva dal toponimo Leno nel bresciano, ma
potrebbe anche derivare dall'aferesi del nomen latino
Alenus. |
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LENOCI
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Lenoci è tipicamente pugliese, di Canosa di Puglia, Acquaviva
delle Fonti, Monopoli e Bari nel barese, di Martina Franca,
Massafra, Taranto e Crispiano nel tarantino, di Cerignola el
foggiano e di Ceglie Messapica nel brindisino, dovrebbe derivare
da un soprannome legato al mestiere del capostipite,
probabilmente un lenocinor
(mercante di schiave
o tenutario di bordello). |
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LENSI
LENZI |
Lensi è tipicamente toscano del fiorentino con presenze anche
nel pratese, pistoiese, lucchese, pisano e livornese ed un
piccolo ceppo anche nel perugino, Lenzi ha un nucleo principale
molto diffuso tra bolognese e tutta la Toscana, con ceppi
probabilmente autoctoni anche in Trentino, in Lombardia ed a
Roma, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Lenzo, di
cui abbiamo esempi diversi in Toscana, ad esempio con Lenzo di
Corsinetto procuratore del paese di Boccheggiano (GR) nel 1400
in una controversia con la Repubblica di Siena, cui si sottomise
accettando il Vicario senese, tracce di questa cognominizzazione
le troviamo a Pisa in una lettera del 1399, dove si può leggere:
"...Dimi se mai sentisti nuove de' Lenzi, chi e dov'egli è, che
mai vidi più tristo huomo, che mai non ne sento...", ed anche a
Firenze nel 1400 si legge di un certo
Angelus Niccolai Lenzi populi Sancti,
in quell'epoca i Lenzi erano una famiglia nobile estremamente
agiata.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Il cognome Lenzi deriva da Lenz,
abbreviazione del nome di persona tedesco
Lorenz (Lorenzo).
Sia il tedesco Lorenz che l'italiano Lorenzo derivano dal latino
Laurentius,
che indicava provenienza dalla città di
Laurentium,
un antico centro preromano di cui non si hanno tracce e che era
sorto, come dice Virgilio nell'Eneide, in un luogo dove cresceva
in abbondanza la sacra pianta dell'alloro (laurus).
Nel Trentino, il nome è diffuso a Lavarone (Lenzi è anche il
nome di una delle frazioni del comune di Lavarone), nella Valle
dei Mocheni e nella zona di Pergine, dove è particolarmente
comune. Altra ipotesi: Lenzi ha alla base il soprannome derivato
dal sostantivo Lenza,
"sottilissima cordicella di
seta, crine di cavallo o nylon,
alla quale si congiunge il finale recante l'amo, usata dai
pescatori". |
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LENTA
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Lenta è
tipico del cuneese della zona di Cherasco e Bra, dovrebbe
derivare dal toponimo Lenta (VC). |
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LENTI
LENTO
LENTULO |
Lenti ha ceppi nell'alessandrino a Valenza e Bassignana, a Jesi,
a Taranto e nel tarentino oltre che nel barese e nel foggiano, a
Napoli, a San Lucido e Fiumefreddo nel cosentino ed a Roma,
Lento è specifico del cosentino, Lentulo è assolutamente
rarissimo, potrebbero derivare da modificazioni o contrazioni
del cognomen latino Lentulus
di cui abbiamo un illustre esempio con Publius Cornelius
Lentulus il governatore della Giudea prima di Ponzio Pilato, i
Lentuli erano una delle famiglie più antiche ed importanti della
gens Cornelia. |
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LENTINI |
Di
origini siciliane, deriva dal toponimo Lentini (SR). Esiste un
ceppo secondario lucano, trasferitosi poi a Monopoli, si hanno
tracce verso la fine del 1600 di un gabelliere daziario di nome
Giovanni Battista Lentino, la cui famiglia acquistò poi nel
tempo caratteri nobiliari, tant'è che nel registro della nobiltà
del 1754 viene citato, a Monopoli, un Barone Giovanni Battista
Lentini. |
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LENTISCO |
Lentisco, estremamente raro, sembrerebbe centromeridionale,
forse originario di Castelforte nel latinense ai confini con il
casertano, dovrebbe derivare da un soprannome originato forse
dalla presenza di un bosco o di una siepe di
lentischio
(pistacia lentiscus)
nella zona d'abitazione della famiglia, ma è pure possibile che
con quel nome si indicasse invece nel capostipite un
raccoglitore di mastiha
(mastice), la mastiha è una resina aromatica che cola dalle
incisioni praticate tre volte all'anno dall'albero di lentisco. |
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LENZO
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Originario del messinese, dovrebbe derivare dalla contrazione
del nome Lorenzo.
originr suggerita da
Gianna Ferrari De Salvo |
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LEO
LIO |
Leo
è diffuso in tutto il sud, Sicilia e nel sud della Sardegna, Lio
ha un ceppo tra cosentino e catanzarese ed uno nel palermitano,
derivano dal nome medioevale Leo
Leonis o
Lio Lionis
che si traducono come Leone. |
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LEOCATA |
Tipico
del catanese, specificatamente della zona che comprende Adrano
(CT) e Biancavilla (CT), con un ceppo secondario nel ragusano,
deriva dalla forma medioevale del toponimo Licata (AG). |
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LEODORI
LIDORI
LIODORI |
Leodori ha un ceppo molto piccolo a Maltignano nel Piceno ed a
Teramo ed uno nel romano a Roma, Rocca Santo Stefano e Tivoli,
Liodori, quasi unico è del Piceno, di San Benedetto del Tronto e
Monteprandone, Lidori è praticamente unico, dovrebbero derivare
dal nome medioevale Liodorus
o dalla sua alterazione Leodorus,
forme aferetiche del nome bizantino
Heliodorus. |
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LEOFANTE
LEOFANTI
LEONFANTI
LIOFANTE |
Leofante, ormai praticamente scomparso, sembrerebbe essere stato
siciliano, ma di origini francesi, Leofanti, assolutamente
rarissimo, è toscano del lucchese, Leonfanti è quasi unico,
forse marchigiano, Liofante è praticamente unico, dovrebbero
tutti derivare, direttamente o tramite varie alterazioni, dal
nome medioevale Leofante
(Elefante),
di cui abbiamo un esempio d'uso in un atto del 1421 dove figura
tra i testimoni: ".. Ego Alferius de Leofante testor. ..". |
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LEOGRANDE |
Tipico
del Barese e del tarentino, in particolare di Putignano,
Acquaviva Delle Fonti e Casamassima nel barese e di Laterza,
Mottola e Taranto nel tarentino, Leogrande dovrebbe derivare
dal nome composto Leo, come contrazione di Leone o di Leonardo,
cui si è aggiunto l'attributo di grande, si dovrebbe percio
trattare di un patronimico cioè che il nome del capostipite
doveva essere appunto Leogrande. |
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LEON
|
Leon ha un ceppo nel pordenonese a San Giorgio della
Richinvelda, dovrebbe derivare da una forma dialettale del nome
Leone,
ma è pure possibile che derivino dal nome di località
Campo del Leon
posto nel comune di San Giorgio della Richinvelda (PN). |
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LEONCINI
LEONE
LEONETTI
LEONI |
Leoncini
ha un nucleo tra la provincia di Genova e l'Alessandrino, ma
esiste anche un ceppo fiorentino, Leone è assolutamente
panitaliano, Leonetti sembra avere un ceppo nel barese, uno nel
cosentino, uno nel napoletano ed uno nel Lazio, Leoni è del
centro nord e Sardegna. L'origine di questi cognomi è diversa,
possono essere legati a soprannomi legati a caratteristiche
comportamentali, all'essere nell'ambito di qualcuno nel cui
stemma comparisse uno o più leoni, oppure in altri casi possono
derivare dal nome medioevale Leone. o dal nomen latino Leon. |
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LEONELLA
LEONELLI
LEONELLO
LIONELLI
LIONELLO |
Leonella è quasi unico e dovrebbe derivare da un errore di
trascrizione di Leonello, che, molto raro, è tipico calabrese
della zona di Sinopoli e Delianuova (RC), Leonelli ha un ceppo
emiliano ed uno tra ternano e provincia di Roma, Lionelli, molto
raro, ha un ceppo ad Ostiano (CR) ed uno a Napoli e Caivano
(NA), Lionello parrebbe veneto, ha ceppi a Venezia, Porto Viro e
Rosolina (RO) e, nel padovano a Torreglia, Galzignano Terme ed
Albignasego e a Fonte (TV), ma è presente un ceppo nel torinese
ed uno nel napoletano, dovrebbero tutti derivare dal nome
medioevale Leonellus
di cui abbiamo un esempio a Ferrara nel 1500: "...Magnificus
Dominus Leonellus Catabenus de Ferraria, magister domus ac
generalis administrator Illustrissimi Domini Domini Ludovici
Pici, Mirandulae Domini et Concordiae comitis...." o anche dal
suo derivato Lionellus:
"...In perpetuan rei tam foriter quam faeliciter gestae memoriam
hic, publicae gratitudinis monumentum fundaminibus ipse suis
posuit Lionellus Dux Dorsetiae...". |
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LEONTI
LEONZI
LEONZIO
LIONTI
LIONZO |
Leonti, molto raro, è siciliano di Mazzarrà Sant`Andrea (ME),
Leonzi, abruzzese, è tipico del teramano, di Pineto, Silvi ed
Atri, Leonzio è specifico di Francavilla al Mare (CH) e del
chietino, Lionti è senz'altro siciliano, di Raffadali e Licata
(AG), di Delia, Gela e Niscemi (CL), di San Michele di Ganzaria
(CT) e di Piazza Armerina (EN), Lionzo, molto molto raro, è
tipico di Megliadino San Fidenzio (PD) e di Dueville (VI),
dovrebbero derivare dal nome greco
Leonte,
ricordiamo Leonte re di Sparta raccontato da Erodoto o anche dal
nome latino Leontius
da lui derivato, ricordiamo San Leonzio (Leontius episcopus
Arelatensis) vescovo di Arles in Provenza nel V° secolo,
leggiamo dagli atti del Concilio di Calcedonia del 451: "...Sunt
hic episcopi Asianae diocesis. Veniant, et probamus, quae nostra
sunt. Est episcopus Magnisiae Leontius, Meonius episcopus
Nissae, Proterius episcopus Smirnae et ceteri, qui hic
sunt...:". |
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LEOPARDI
LEOPARDO |
Leopardi è presente a macchia di leopardo in tutta l'Italia
peninsulare con una grossa concentrazione a Roma, Leopardo,
molto molto più raro, ha piccoli ceppi a Roma, nel napoletano e
nel tarentino, dovrebbero derivare dal nome medioevale italiano
Leopardus di cui abbiamo un esempio a Pisa nel 1400 con
"Leopardus condam domini Iacobi del Fornaio" a sua volta
derivato dal nomen latino omonimo, della cui esistenza abbiamo
un esempio in un'antica lapide romana: "D(is) [M(anibus)]
B(a)ebio Capr[i]olo filio dulcissimo q(ui) vixit ann(os) VIII
[menses] II b(onae) m(emoriae) filio Leopardus pater m(emoriam)
f(ieri) f(ecit)".
integrazioni fornite da
Andrea Ferreri - Milano
Il poeta Giacomo Leopardi nacque a Recanati il 29 giugno del
1798, primogenito della più illustre casata del piccolo centro
marchigiano. Mori' a Napoli il 14 giugno del 1837. Il cognome è
diffuso sporadicamente in tutta la penisola. Dalla Lombardia
all'Emilia sino al Veneto. In Italia Centrale ad esclusione
della Toscana. In Campania, Puglia e Sicilia. Ha alla base in
parte il nome di animale leopardo, ritenuto un ibrido di leone e
pantera, ed in parte il nome personale Leopardus documentato a
partire dalla metà dell'VIII secolo. Da chiarire l'origine della
frazione Leopardi di Torre del Greco (Napoli). |
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LEOPIZZI |
Originario della penisola salentina, potrebbe derivare dal nome
composto medioevale Leonpizzo (Leone + Opizzo). |
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LEOTTA
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Leotta è tipico del catanese, dovrebbe derivare dall'aferesi del
nome medioevale Galeotto.
integrazioni proposte da
Giovanni Francesco Leotta
il cognome Leotta sarebbe una trascrizione errata di Liotta,
entrambi assai diffusi in Sicilia. Nel Volume
Il Blasone in Sicilia,
raccolta Araldica con dizionario delle famiglie nobili
siciliane, autore V. Palizzolo Gravina, Barone di Ramione, ed.
Clio (Brancato editore), alla voce Liotta si rimanda a
"Laliotta": "al dir di Mugnos famiglia parmigiana, recata in
Sicilia da un gentiluomo Guglielmo Laliotta, che militando ai
servigi di Re Federico II° n'ebbe la castellania della città di
Mazara, ove fondò sua famiglia, la quale col tempo si sparse in
Trapani, Marsala e Sciacca, prodotto avendo vari distinti
personaggi, che occuparono cariche importanti, tale un Guglielmo
giurato in Trapani 1394; un Francesco inviato ambasciatore di
detta città a re Martino 1404; altro Francesco prefetto in
Trapani 1447; ed un Antonio regio cavaliere giurato in Marsala
1516. Arma: scudo diviso; nel 1° d'azzurro, con un leone
nascente coronato d'oro, nel 2° d'oro, con tre bande di rosso,
ed una fascia dello stesso, attraversante sul diviso. Tav XLIII
10." Nello stesso volume è altresì citato un Liotta Gagliano (v.
voce Gagliano), valoroso capitano di re Alfonso: "Proveniente di
Francia questa illustre famiglia, stando al Mugnos, fu portata
in Sicilia da un Riccardo Gagliani o Gagliano barone di Picardia
sotto Federico II° imperatore, che gli concedette in feudo la
terra di Galippi pel mantenimento dè falconi, la cui caccia
molto dilettava questo rinomato sovrano e per servigi resi. Il
di lui figlio Olivio tramutò il nome di quel feudo nel suo
cognome di Gagliano, quale poi passò alla famiglia Castelli di
Genova. Un Liotta Gagliano fu valoroso capitano dal re Alfonso
inviato all'acquisto della terra di Limbari allora occupata dà
francesi; perlochè molti donativi e franchigie ottenne, 1432;
indi fu governatore della città di Mazzara, carica che fu poscia
occupata dal di lui figlio Nicolò 1469.". |
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LE
PERA
LEPERA |
Le Pera è
tipicamente calabrese, dell'area che comprende il cosentino
soprattutto, il catanzarese ed il crotonese, Lepera, decisamente
più raro, è specifico dello stesso areale, dovrebbero entranbi
derivare dal nome della contrada di Le Pera, una frazione di
Longobardi nel cosentino, frazione che deriverebbe il suo nome
dalla regione grecoalbanese dell'Epiro Ήπειρος. |
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LEPORA
LEPORE
LEPORI
LEPORINI
LEPRE
LEPRI |
Lepora è specifico dell'area vercellese, biellese, di Alice
Castello in particolare, Lepore è diffuso in tutta la penisola,
soprattutto al sud in Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia e
Basilicata, Lepori è diffuso in Sardegna, Toscana settentrionale
e Lazio, Leporini, molto raro, ha un ceppo nel pisano ed uno nel
cosentino, Lepre ha un ceppo friulano ed uno nel napoletano,
Lepri è tipico della fascia che comprende il bolognese, la
Toscana, il riminese, il pesarese, l'Umbria ed il Lazio,
dovrebbero tutti derivare dal nome medioevale
Lepus,
Leporis
o dalla sua forma successiva
Lepre o anche da soprannomi
originati da caratteristiche fisiche dei capostipiti. Tracce di
queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio in Piemonte
nell'area del feudo di Oglianico, dove già nella seconda metà
del 1300 si rilevano registrazioni riguardanti una famiglia
Lepora.
integrazioni fornite da
Vittorino Lepore
Dal latino lepus-lèporis
(lepre), oppure, anche se improbabile, da
lepor-lepòris
(grazia, eleganza, gentilezza, signorilità). Diffuso nella
fascia da Napoli a Bari e a Gemona del Friuli e nei paesi
vicini. L'origine del cognome nelle due zone di diffusione, è
quasi sicuramente diversa. Per la zona di Gemona, in un
documento del Patriarca di Aquileia Nicolò di Lussemburgo, nel
1352 viene nominato tale "Petrus quondam Venturini cives Terrae
deGlemona" (Pietro figlio del fu
Venturino). Il Venturino è con
buona probabilità da individuare in Venturinus da Monza giunto a
Gemona nel 1291 o in Venturinus da Como giunto nel 1293, al
seguito del Patriarca di Aquileia Raimondo della Torre,
milanese. In un atto notarile (patto dotale) del 1373 viene
nominato: "Venturinus dictus Lyeur" (lepre in friulano) che
sposa Betta figlia di Cuminuzza quondam Vuarentussio. I
discendenti del Venturinus Lyeur sono indicati per un certo
periodo come "Filius quondam Venturini" (figlio del fu
Venturino), poi vengono indicati come "Filius Leporis" (figlio
del Lepre). Nel Quattrocento il "cognome" Venturini scompare da
Gemona e ricompare solo nel 1592 proveniente da Osoppo (un paese
vicino a Gemona). Si può comunque ritenere che i Lepore e i
Venturini di Gemona abbiano una comune origine. Per tutto il
Quattrocento e nella prima metà del Cinquecento, veniva
variamente scritto nei documenti: Lier, Lieuro, Yeur, Hiieur,
Jeur, o tradotto in latino Leporis, de Lepore, a Lepore, Lepore.
All'inizio del 1600, una delle famiglie dei Lepore viene
indicata come Leporini All'inizio del 1700 questa famiglia si
estingue. Nei paesi della Carnia, a Nord di Gemona, si afferma
invece il cognome Lepre, dalla traduzione diretta in italiano,
dopo il Concilio di Trento, della parola friulana
Jeur. Per
quanto riguarda l'origine del cognome nella zona tra Napoli e
Bari possiamo citare il Chronicon Beneventanum (1102-1140 d.C.)
di Falcone di Benevento: "Anno millesimo centesimo trigesimo
tertio Dominicae Incarnationis [1133.14.15] Ioannem quidem de
Lepore, virum nefandae memoriae, prefati Crescentii fautorem,
capite verso in foveam mergi precepit, et pedibus in altum
levatis, heu miser, vitam inaudita morte finivit!". Un'altra
origine la troviamo forse nella storia della Baronia di Posada e
del Giudicato di Arborea, nel trattato di pace del 1388 tra
Eleonora d'Arborea e Giovanni I° d'Aragona, dove viene citato
come mediatore il gavoese "Bernardu Lepore (o Leporo)", che
ottenne da Eleonora per riconoscenza alcune agevolazioni fiscali
per Gavoi, oltre ad un alto patronato della Giudicessa, con
denaro, per l'istituzione di una corsa di cavalli che poi
sarebbe proseguita sino ai nostri giorni (oggi "su Palu", nella
sagra della Madonna d'Itria, nelle campagne di Gavoi). I gavoesi
ne ottennero anche una sorta di patente di commercio, un
salvacondotto generalizzato che avrebbe consentito loro in
seguito di sviluppare l'attività dei celebri
Zillonargios,
venditori ambulanti di selle, sproni, orbace, che presto tutta
l'Isola avrebbe conosciuto. Il Bernardu Lepore, dopo aver
presieduto anche alla firma del trattato di pace, si sarebbe poi
trattenuto a corte; da lui avrebbe avuto origine la stirpe dei
conti Lepore (forse sedicenti tali), in seguito trasferitisi
nel Continente a Napoli. Il loro stemma era contraddistinto da:
"verde con banda d'argento, giglio d'oro in capo e rosa rossa in
punta".
Per l'intera storia e Genealogia dei Lepore a Gemona vedi:
http://digilander.libero.it/vlepore47 |
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LEPORALE |
Leporale è tipicamente pugliese, del brindisino a Ceglie
Messapica e Villa Castelli, con un piccolissimo ceppo anche nel
tarentino a Taranto e Grottaglie, dovrebbe derivare da un nome
di località intestata ad un
Leporius, cognomen latino
abbastanza frequente in Puglia nel Salento. |
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LEPORANI |
Leporani,
praticamente unico, sembrerebbe pugliese, dovrebbe derivare dal
nome del paese di Leporano nel tarentino. |
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LERA
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Lera, molto raro, parrebbe tipico dell'area lucchese e
livornese, di Livorno e Piombino nel livornese e di Capannori e
Lucca nel lucchese, dovrebbe derivare dal nome femminile
medioevale Lera
di cui abbiamo un esempio in un atto del 1230: "...et Uberti
filii Guidone et Guidonis de Culoira et Vindemie de Culoira et
Maniboni de Nova et Drigognini de Arduino et de Lera et Granni
Scenardi de Obizini de ser Vallario et Iannarii et Martini
fìliorum quondam Pellicie et Martini qui omnes sunt de
Culoira...", difficile ipotizzare una derivazione dall'idronimo
Lera, torrente dell'alta provincia di Macerata o dall'oronimo
Lera, monte della Valle di Viù nel torinese, che è invece
ipotizzabile come origine per il ceppo valtellinese ormai da
tempo scomparso, bisogna però considerare che in tutto il nord
Italia esistono varie località di nome Lera, che possono
originare dal termine celtico
ler (mare).
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
LERA: uno strano cognome. Nel territorio italiano è presente in
58 Comuni. La sua maggiore frequenza si registra in Toscana,
nelle province di Livorno e Lucca. In Sardegna è presente solo
nella città di Quartu S. E.: 6 di numero. Non sappiamo che cosa
significhi lera in italiano, ma sappiamo benissimo che cosa
significa in sardo e ne conosciamo con certezza l'etimologia.
Nella lingua sarda lera
significa chiacchiera,
lerèdda
=cantilena
e viene dal verbo greco (lerèo)
ληρέω
= parlare stoltamente;
λήρος
= chiacchiera inutile.
Allereddai/re
= tentare di raggirare a
chiacchiere, confondere le idee.
Tipica l'espressione campidanese: "Chi
mi doy pongiu deu dhus fatzu a lèra"!
"Se mi ci metto, li stordisco a
chiacchiere"! "Esti
circhendi de nosi fai a lera"!
"Sta cercando di impappinarci a
chiacchiere"! Tra l'altro, pur
essendo attualmente presente nell'Isola in numero limitatissimo,
lo ritroviamo invece nei documenti antichi del sardo: nel
Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, *CSMB, XI°, XIII° secolo,
troviamo 3 Lera(205): Furatu, Iorgia e Goantine, in una
spartizione di servi, tra la chiesa di Santa Maria di Bonarcado
e la chiesa di Santa Maria di Aristanis (Oristano); donnu
(signore, nobile) Leras Gunnari, prete (196), teste in uno
scambio di terre. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, *LPDE
del 1388, abbiamo: Leras Guantino, majore ville Milis Picinnu.
(* .distrutto - Contrate Partis de Milis); Leras Thomasio,
jurato ville Bonorcato(Bonarcado). |
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LERCARA |
Tipico
del palermitano, deriva dal toponimo Lercara Friddi (PA), paese
che prese il nome Lercara dalla famiglia Lercari Ventimiglia
feudataria di quelle terre. |
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LERCARI
LERCARO |
Lercari,
molto raro, sembra tipico ligure, con un ceppo a Genova ed uno a
Ventimiglia (IM), Lercaro, molto più raro, parrebbe genovese,
dovrebbero derivare dal nome della valle di Lerca o da toponimi
come Lerca di Cogoleto (GE). I Lercari furono presenti a Genova
almeno dal 1200, nel 1500 furono annoverati tra le 28 famiglie
nobili del Libro d'oro della nobiltà genovese, Francesco Maria
Imperiale Lercari fu Doge della Repubblica di Genova dal 1683 al
1685. |
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LERMA
|
Lerma ha
un ceppo tra Montaldeo e Ovada nell'alessandrino ed a Genova,
dovrebbe derivare dal nome del paese alessandrino di Lerma
vicino a Montaldeo e ad Ovada, probabile località d'origine dei
capostipiti. |
|
LERNA
|
Specifico
della zona tra Ceglie Messapica (BR) e Francavilla Fontana (BR),
dovrebbe derivare dal nome di un antico toponimo brindisino, la
traduzione di uno scritto del 1100 così recita: "Nel 1100 ...Io,
Accardo ... signore di Ostuni, affermo che ... Ser Pagano,
figlio del signore del Castello di Ceglie ... lamentossi con noi
perché dei nostri uomini invadevano la sua terra ... ordinai di
andare diligentemente e incominciare dagli stessi confini che si
dice di Lerna, con lo stesso Ser Pagano, ...". |
|
LE
ROSE
LEROSE |
Le Rose è
tipico del materano, di Scanzano Jonico, Tursi e Grassano, e
della Calabria centrosettentrionale, di Crotone, Cutro,
Roccabernarda, Cirò, Cirò Marina, Mesoraca e Strongoli nel
crotonese e di Castrovillari, Rossano e Rocca Imperiale nel
cosentino, Lerose ha un ceppo a Grassano e Matera nel materano
ed uno a Crotone e Cutro nel crotonese ed a Campana nel
cosentino, dovrebbe derivare dal toponimo Rose nel cosentino,
indicandolo come probabile località d'origine dei capostipiti. |
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LERZA
|
Tipico
abruzzese, dell'aquilano. |
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LESCHIUTTA |
Leschiutta è tipicamente friulano, di Arta Terme e Zuglio
nell'udinese e di Valvasone e casrsa della Delizia nel
pordenonese, dovrebbe derivare da una forma ipocoristica o
patronimica friulana riferita ad un capostipite il cui padfre
fosse conosciuto con il nome o soprannome
Lesica,
dal termine sloveno lesica
(volpe). |
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LESICA
LESIZZA |
Lesica è assolutamente rarissimo, Lesizza, molto raro, è
tipicamente friulano dell'udinese, zona di Cividale del Friuli,
del goriziano e del triestino, dovrebbero derivare da soprannomi
originati dal termine sloveno
lesica (volpe),
la pronuncia slava èmolto simile a lesiza. |
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LESIGNOLI |
Lesignoli è specifico di Parma, potrebbe trattarsi di una forma
etnica dialettale del toponimo Lesignano sempre nel parmense, ma
non si può escludere una possibile derivazione da un
ipocoristico dialettale del nome latino
Licinius. |
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LESINA
|
Abbastanza raro sembra essere della zona tra Alessandria e
Genova, potrebbe derivare dall'aferesi del cognomen latino
Telesinus, ma potrebbe anche essere un soprannome legato al
mestiere di ciabattino o alla spilorceria del capostipite. |
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LESMO
|
Specifico
milanese, deriva dal toponimo omonimo del milanese. |
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LESSA
LESSI
LESSIO
LESSO |
Lessa è del barese, Lessi ha un piccolo ceppo tra trevisano e
veneziano ed un nucleo nel livornese, Lessio è diffuso in tutto
il Veneto ed il Friuli e nell'alessandrino, Lesso è quasi unico,
tutti questi cognomi dovrebbero essere derivati da forme
aferetiche di nomi come Alessa
o Alessio,
l'altra ipotesi che li colleghi al termine latino
lessus (pianto,
lamento funebre) è abbastanza
improbabile. |
|
LESTINGI |
Lestingi è tipico del barese, di Conversano e Trani in
particolare, potrebbe derivare da modificazioni del nome greco
Lasthenes,
nella tragedia de i Sette contro
Tebe di Eschilo, Lasthenes
partecipa alla guerra dalla parte di Eteocle difendendo la porta
Omoloide attaccata da Anfiarao. |
|
LETE
|
Lete,
assolutamente rarissimo, parrebbe del napoletano, dovrebbe
derivare dal nome del fiume Lete il cui corso si sviluppa nel
casertano, ad indicare forse quella come località d'origine
della famiglia. |
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LETI
|
Leti ha un ceppo nel barese, uno nel Piceno ed uno tra rietino e
romano, dovrebbe derivare dal nome latino
Laetus
(vedi LETO). |
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LETIZI
LETIZIA
LETIZIO |
Letizi ha un ceppo nel pesarese, in particolare a Cartoceto,
Fano e Mondolfo, ed uno a Roma, Letizia è molto diffuso a Roma,
nel napoletano e casertano, in Puglia, soprattutto nel
tarentino, brindisino e leccese, ed in Sicilia, in particolare
nel messinese, Letizio, assolutamente rarissimo, sembrerebbe
campano, dovrebbero derivare dal nome latino
Laetitius,
Laetitia,
con il significato di
felicissimo/a. |
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LETO
|
Leto è un cognome tipico della Sicilia e del crotonese, con un
ceppo anche nel napoletano, potrebbe derivare dalla contrazione
del toponimo Letojanni (ME), ma molto più probabilmente dovrebbe
derivare dal nome latino Laetus
(si pronuncia Letus e significa
lieto, felice), di cui abbiamo
un esempio in questo scrtto di epoca imperiale romana: "...Tunc
Pertinax interficiendi Commodi conscientiam delatam sibi ab
aliis non fugit. Commodo autem interempto Laetus praef(ectus)
praet(orius) et Eclectus cubicularius ad eum venerunt...".
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Cognome diffuso prevalentemente in Sicilia, con nucleo maggiore
nel palermitano, sebbene un ceppo minore si riscontri anche in
Calabria, nel crotonese, deriva dal nome
Leto,
formatosi dal latino laetus,
col significato di felice. |
|
LETTA
|
Tipicamente abruzzese, della zona di Avezzano, Aielli e Celano.
integrazioni fornite da
Andrea Ferreri
Tipico dell'Abruzzo, il cognome è diffuso nella provincia
dell'Aquila nei comuni di Aielli (24 occorrenze, 3° in ordine di
frequenza), Avezzano (17 occorrenze) e Celano (14 occorrenze).
Da notare che tra i primi cognomi di Aielli figura Coletta e il
cognome Ranalletta è il 1° a Celano e tra i primi 30 ad
Avezzano. La mia idea è che Letta possa derivare dall'aferesi di
nomi quali Nicola, Rinaldo, etc. In effetti il cognome potrebbe
anche derivare dal verbo latino
lego, is, legi, lectum, ere con
il significato principale di
cogliere, raccogliere in
relazione probabilmente all'attività del capostipite, è pure
possibile una derivazione da
lectus,a,um =
scelto, eletto, distinto, eccellente,
esemplare. |
|
LETTERA |
Lettera ha un ceppo nel casertano, soprattutto a Sant'Arpino,
con presenze anche a Gricignano d'Aversa ed Orta di Atella, e
nel napoletano a Napoli, Frattaminore, Frattamaggiore , Grumo
Nevano, Casoria e Caivano, e qualche presenza anche nel
cosentino, potrebbe derivare da un soprannome arcaico usato per
indicare nei capostipiti dei letterati, ma secondo un'altra
ipotesi si tratterebbe invece dell'italianizzazione del cognome
francese Letour,
stante ad indicare i fanciulli abbandonati nella ruota degli
esposti. |
|
LETTIERI
LETTIERO |
Lettieri è tipico della fascia litoranea che comprende Roma,
frusinate, Campania, potentino, cosentino e crotonese, Lettiero,
molto raro è specifico del napoletano, dovrebbero derivare dal
nome medioevale Litterius. Tracce di questa cognominizzazione
le troviamo a Solofra nel 1300 dove il casato dei Lettieri è
annoverato fra le trenta più antiche famiglie del Regno
angioino, nel 1600 con Don Marcello Lettieri Principe di
Pietrastornina (FR) e sempre nel 1600 con Tommaso Lettiero
feudatario di Novella e Montecorice (SA).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Il cognome Lettieri è presente in tutto il Sud in numerose
varianti (Letteri, Litteri, Litterio) tutte derivate da
Eleuterio. Sant'Eleuterio, toponimo in provincia di Benevento. |
|
LEUCHI
|
Estremamente raro, attualmente presente nel comasco, dovrebbe
derivare da un antico toponimo medioevale Leuco (Lecco), di cui
abbiamo una traccia in un charta
venditiones del 975 a Calco
(BG): "...venditio Attonis comitis de Leuco de pluribus praedis
in variis territorii bergomatis viciis....", ed in una pergamena
del 1146 dove viene citato un converso originario delle campagne
ad oriente di Como: "Lanterius de Leuco", una seconda ipotesi lo
fa derivare dall'etnico leuki,
una popolazione celtica,
potrebbe derivare dal nomen latino Leucus di cui abbiamo un
esempio nella Guerra civile di Ennio Lucano: "...et Biturix
longisque leues Suessones in armis, optimus excusso Leucus
Remusque lacerto, optima gens flexis in gyrum Sequana frenis,
...".
ipotesi fornite da Ubaldo
Leuchi
La presenza nel comasco è una discendenza, come tutte quelle
presenti in Italia Francia e California, del ceppo originario di
Filattiera (MS) in Lunigiana. Uno dei primi Leuchi fu un notaro
Matheus Leuchi che rogò un atto dei Marchesi Malaspina del ramo
Lunigianese.Successivamente furono Vessilliferi sempre di tali
marchesi. Caduti in disgrazia furono per tre secoli mezzadri
della famiglia Ferrari il cui storico Pietro Ferrari verbalmente
disse al mio bisnonno che il primo Leuchi in Lunigiana era la
trasformazione di un cognome originario della Pannonia che
portava un soldato stabilitosi a Filattiera.
ipotesi fornite da Carlo
Ferrari
Leuchi sembrerebbe derivare dal colore dei capelli,
leucos in
greco significa bianco, e probabilmente era il nome dato a una
famiglia di longobardi talmente biondi da sembrare bianchi.
(maggiori dettagli sono ricavabili dall'Historia
Longobardorum di Paolo Diacono.
I discendenti Leuchi di Filattiera sono tutt'ora prevalemente
biondi. |
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LEUCI
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Specifico pugliese, deriva da toponimi come Marina di Leuca (LE)
o Morciano di Leuca (LE), ma è pure possibile che derivi invece
da soprannomi originati dal termine greco
leukos (bianco). |
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LEVA
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Un ceppo
tra milanese, pavese ed il Piemonte e forse un altro nel Lazio e
nel casertano, diverse le origini, probabilmente da toponimi
come Levaldigi (CN) o Levata (CR). |
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LEVAN
LEVANI
LEVANO |
Levan, assolutamente rarissimo, sembrerebbe friulano, Levani,
molto molto raro, è tipico del reggiano, di Fabbrico in
particolare, Levano, ancora più raro, è specifico dell'area
napoletano, casertana, potrebbero derivare dal nome medioevale
Levanus
originato dal nome brettone
Levan, ricordiamo Sanctus
Levanus di origini irlandesi. |
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LEVANTE
LEVANTI |
Levante,
ha un ceppo nel napoletano, uno nel Salento ed uno a Scicli
(RG), dovrebbe derivare da un indicativo del luogo d'origine,
Levanti rarissimo dovrebbe essere di lontana origine ligure, in
Liguria verso la fine del 1400 troviamo un Tommaso Levanti,
probabilmente così chiamato perchè proveniente da levante.
Trasferitasi in Sicilia nel 1500 la famiglia patrizia si
inserisce in posti di potere a fianco della nobiltà del luogo. |
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LEVANTESI
LEVANTINI |
Levantesi
ha un ceppo nell'ascolano a Fermo, Sant'Elpidio a Mare e Porto
Sant'Elpidio, ed a Civitanova Marche nel maceratese, ed un ceppo
a Roma, Levantini, molto raro, ha presenze minime in Toscana,
ancora minori nelle Marche ed in Abruzzo, con un piccolo ceppo a
Roma e dintorni, potrebbe trattarsi di varie forme etniche
riferita a capostipiti provenienti dalla città spezzina di
Levanto, ma non è escluso che stia ad indicare una provenienza
orientale, dalle terre di Levante. |
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LEVANTINO |
Sembrerebbe originario del palermitano, potrebbe discendere dal
toponimo Levanzo del trapanese, ma potrebbe pure essere di
origine Normanna dal nome Levan.
ipotesi fornita da Gianna
Ferrari de Salvo
il cognome deriverebbe dal nome personale Levantino, o dal
vocabolo dialettale siciliano livantinu (lunatico, estroso,
volubile) (Girolamo Caracausi, Dizionario
onomastico della Sicilia, Palermo 1994). |
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LEVATI
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Levati è
tipicamente lombardo del milanese in particolare, di Milano,
Vimercate, Monza, Gorgonzola, Cernusco sul Naviglio e
Concorezzo, con un piccolo ceppo anche a Levate, Seriate e
Dalmine nel bergamasco, dovrebbe derivare da nomi di paesi come
Levate nel bergamasco o Levata nel cremonese. |
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LEVATO
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Levato è tipicamente calabrese, del catanzarese, di Catanzaro,
Sellia Marina, Cropani, Magisano e Simeri Crichi, e del
crotonese, di Verzino, Crotone, Savelli e Strongoli, potrebbe
derivare dal termine latino
levatus (allevato),
forse ad indicare il fatto che il capostipite fosse un fanciullo
abbandonato ed allevato da un istituto di carità. |
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LEVERATTO |
Leveratto è specifico dell'area alessandrino, genovese, in
particolare di Genova, dovrebbe derivare da un soprannome
dialettale con il significato di panettiere
addetto alla levitazione del pane,
secondo altri deriverebbe invece da un soprannome con il
significato di leprotto. |
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LEVI
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Insediato prevalentemente in Lombardia è tipicamente ebraico
derivando dal nome ebraico Levi
che diede il nome alla Tribù che ottenne dal Signore la
primogenitura sacerdotale e cui appartenne anche Mosè.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Levi oltre che alla trascrizione di un nome ebraico, può essere
un esito ipocoristico per dei trovatelli :
(Diotal)levi. |
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LEVO
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Dovrebbe
essere originario della zona di Acqui Terme (AL) dovrebbe
derivare da toponimi come Levo (VB) o simili, ma è pure
possibile che derivi da soprannomi originati dal carattere
bizzarro del capostipite o dall'essere lui mancino (laevus=
bizzarro, mancino). |
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LEVONI
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Levoni è specifico del modenese, di Modena, Castelnuovo Rangone,
Maranello, Sassuolo e Formigine, dovrebbe derivare dal nome
medioevale Levonius,
di cui abbiamo un esempio d'uso in uno atto del 1214, dove tra i
testimoni possiamo leggere: "..Ad cujus rei confirmationem
presentis scripti paginam regali feci sigillo meo aureo
sigillari , et Uleris rubeis mea manu scriptis propria roboravì
et approbatione jussi subscriptorum testium confirmari. Hujus
rei sunt testes: - Senescale p[ro]ximos Armenie. — Levonius de
Biulum. — Iozulinus frater marescalci. — Yalletus miles. ..". |
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LEVORATO |
Levorato è tipicamente veneto, soprattutto del padovano e del
veneziano, si dovrebbe trattare di una forma patronimica in
-ato,
tipicamente veneta, dove il suffisso sta per
figlio di,
riferito al padre del capostipite di nome o cognome
Levore
(variante veneta per lepre). |
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LEVRA
LEVRI
LEVRINI
LEVRINO
LEVRO
LEVRONE
LEVRONI |
Levra, molto molto raro, è del torinese, Levri, quasi unico,
potrebbe essere del basso trentino, Levrini è emiliano, di
Castellarano e Reggio Emilia nel reggiano e di Sassuolo e
Fiorano Modenese nel modenese, Levrino è tipicamente piemontese,
del torinese, di Cumiana e Torino in particolare, Levrone, molto
molto raro, è piemontese, del cuneese, di Fossano in
particolare, Levroni, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del
pesarese, tutti questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente
o tramite ipocoristici od accrescitivi, dal nome e soprannome
medioevale Levro,
attribuito a capostipiti probabilmente veloci come lepri. |
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LEZZA
LEZZO |
Lezza
sembra essere originario della provincia di Taranto, Lezzo è
assolutamente raro, presente solo a Melegnano. |
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LIA
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Lia
sembrerebbe tipicamente meridionale, della Sicilia, Calabria e
del Salento, con un ceppo anche nel latinense, si dovrebbe
trattare di un matronimico e derivare dalla forma aferetica di
nomi come Rosalia o simili. |
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LIANTONIO |
Liantonio è specifico del barese, soprattutto di Palo del Colle
e Bari.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questo cognome va ricercata nel nome medievale
Liantonio,
nato dall'unione dei nomi Lia
(aferesi di Elia)
e Antonio.
In conclusione, dunque, si tratta della cognominizzazione del
nome personale del capostipite (vedi anche Eliantonio). |
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LIBANORA
LIBANORE
LIBANORI
LIBANORO |
Libanora, quasi unico, parrebbe veneto del rovigoto, Libanore ha
un ceppo nel rovigoto a Rovigo, Guarda Veneta ed Arquà Polesine,
ed a Venezia e Ferrara, Libanori ha un piccolo ceppo nel
rovigoto, uno a Bologna e Ferrara ed uno a Latina e nel romano
ad Albano Laziale e Roma, Libanoro, quasi unico, è del rovigoto,
dovrebbero derivare dal nome medioevale
Libanorus,
di cui abbiamo un esempio in un atto del 1316: "..Libanorus q.
Tonni de Galisterna permutavit petiam terre in terra Galisterne
in loco qui voc. Rivola: a uno latere iura S. Martini..", nome
portato anche da un Re del Portogallo, come possiamo leggere nel
libro di Andrea da Barberino (~1370-1432)
i Reali di Francia:
"... Essendo Gisberto perduto nell'amore di Sibilla, tanto che
aveva dimenticato il suo proprio regno, intervenne che uno
famiglio, buffone del re Libanorus di Lusintania, fratello che
fu del re Carianus, andò, come vanno e' buffoni, in Sibilla; e
quando vidde Gisberto, subito lo riconobbe, e, tornato in
Lusintania, disse al re Libanorus come quello che aveva morto il
suo fratello e aveva tolta Sibilla per moglie, era Gisberto, re
di Franza, e dissegli della lebra, e perché s'era partito, e che
in Franza si credeva che egli fosse morto. ...".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Alla base del cognome Libanori vi è il toponimo veneto Libano
nel bellunese, ma può essere derivato, attraverso appellativi e
soprannomi scherzosi o spregiativi, dati in rapporto alle
caratteristiche somatiche o caratteriali o alla provenienza, dal
coronimo Libano. |
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LIBARDI
LIBARDO
LIBARDONI |
Libardi ha un grosso ceppo a Levico Terme in Trentino, un ceppo
a Sant'Agata dei Goti nel beneventano ed uno a Manduria nel
tarentino, Libardo, assolutamente rarissimo, ha sparute presenze
sparse qua e là per l'Italia, ma parrebbe avere una prevalenza
meridionale, Libardoni ha un ceppo sempre a Levico Terme in
Trentino, dovrebbero derivare, direttamente o tramite una forma
accrescitiva, dal nome medioevale
Libardus
(una forma arcaica per Leopardo)
di cui abbiamo un esempio in quest'ode: "... Inter quos mihi
surnmus atque priuius - Gontherus memorandus est Libardus -
Boesinghae vigil et plus sacerdos - Plebem sidereo liquore
pascens - Ut clarus lilteris sacriqus juris - Factus Lovanii
licentiatus, - His sacris quoque juris utriusque - Instructus
Htteris, locoque fratris -Dilectus varies mihi per annos ...". |
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LIBE'
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Specifico
del piacentino, nella zona al confine con la provincia di Lodi. |
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LIBENER |
Libener, assolutamente rarissimo, è specifico del trentino,
dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine
medioevale germanico a.h.d.
lîbnerî (stipendiato),
anche se si potrebbe ipotizzare una derivazione da un termine
dialettale liebner
(amabile, amante),
molto meno probabile, non è possibile inoltre escludere che
possa invece trattarsi di una germanizzazione del nome
medioevale Libanorus
(vedi LIBANORA). |
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LIBERA
LIBERI
LIBERO |
Libera parrebbe tipico dell'area compresa tra le province di
Sondrio e di Trento, Liberi sembra avere due nuclei uno nel
basso trentino ed uno tra Pescara e Chieti, Libero ha un nucleo
importante nel padovano, ma potrebbero esistere anche dei ceppi
nell'Italia meridionale. Dovrebbero tutti discendere dal
cognomen latino Liberalis.
Giacomo Ganza di Villa Di
Tirano (SO) aggiunge:
Il cognome Libéra è tipico della zona tra Sondrio e Morbegno
nella media Valtellina. |
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LIBERALATO
LIBRALATO |
Entrambi decisamente veneti, Liberalato ha un ceppo a Venezia ed
uno nel travisano, in particolare a Castelfranco Veneto,
Libralato, più diffuso, ha un ceppo nel padovano a Trebaseleghe
e Piombino Dese ed uno nel trevisano a Vedelago, Quinto di
Treviso, Resana e Castelfranco Veneto, si dovrebbe trattare di
forme patronimiche in -ato,
tipicamente venete, dove il suffisso sta per figlio di, riferito
a padri dei capostipiti di nome
Liberale (vedi LIBERALE). |
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LIBERALE
LIBERALI
LIBERALON
LIBERALOTTO
LIBRALON |
Liberale, abbastanza raro, ha un ceppo nell'udinese, in
particolare a Cividale del Friuli ed Udine, uno a Sulmona
nell'aquilano ed uno tra napoletano, avellinese e salernitano,
Liberali ha un ceppo tra milanese e pavese, uno nel trevigiano
ed uno a Roma, Liberalon e Liberalotto, assolutamente
rarissimi, parrebbero veneti come Libralon, che veneto lo è
sicuramente e presenta un ceppo nel padovano ed uno nel
rovigoto.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale
Liberale,
che, nell'onomastica arcaica, assume il significato di generoso,
d'indole liberale (da intendere chiaramente in senso augurale);
in alternativa, però, non è escluso che Liberale sia una
variante del nome Libero
(vedi Libera), tenendo conto che, in latino, il suffisso
-ale
indica una generica relazione, spesso con valore d'appartenenza
(come dimostrano, ad esempio, i cognomina Iuvenalis e Martialis,
che, in italiano, sono meglio conosciuti come Giovenale e
Marziale). Dal punto di vista storico, comunque, un esempio
famoso è offerto dallo scrittore e grammatico greco Antonino
Liberale (vissuto all'incirca nel II secolo d.C.), la cui fama,
ai giorni nostri, si deve soprattutto all'opera Le metamorfosi
(da non confondere, però, con le opere omonime di Ovidio e di
Apuleio). Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si
tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei
capostipiti, anche se, in alcuni casi, non è esclusa una
derivazione da soprannomi ad essi attribuiti. |
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LIBERALESSO
LIBRALESSO |
Entrambi decisamente veneti, Liberalesso ha un ceppo a Venezia e
Spinea sempre nel veneziano, Libralesso, più diffuso, ha un
ceppo a Martellago nel veneziano, dove è ben presente anche a
Venezia, Salzano, Spinea e Scorzè, nel trevisano a Quinto di
Treviso e Morgano e nel padovano a Trebaseleghe.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale
Liberale,
che, con l'aggiunta del suffisso
-esso,
assume il significato di figlio
di
Liberale
(vedi Liberale e Liberalato): dal punto di vista etimologico,
infatti, il suffisso -esso
nasce da una forma dialettale del suffisso
-esco,
che, nell'onomastica arcaica, sottintende un rapporto di
parentela (come si evince, ad esempio, dai cognomi
Carlesco/Carlesso, Gianneschi/Giannessi, Giorgeschi/Giorgessi,
etc). |
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LIBERATA
LIBERATI
LIBERATO |
Liberata
è quasi unico, Liberati è tipico dell'Italia centrale, Liberato
rarissimo ha un ceppo abruzzese ed uno campano, in alcuni casi
può derivare da toponimi come San Liberato (TR), ma nella
stragrande maggioranza dovrebbe derivare dal nome tardo latino
Liberatus portato ad esempio da San Liberato Martire del VI°
secolo. |
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LIBERATORE
LIBERATORI |
Liberatore è tipico della fascia che comprende Abruzzo, Lazio e
Molise, con ceppi anche nel napoletano e nel potentino,
Liberatori ha un ceppo nell'aretino soprattutto ad Arezzo e
Cortona ed uno laziale a Roma ed a Ferentino, Anagni e
Collepardo nel frusinate, dovrebbero derivare entrambi dal nome
Liberatore, ricordiamo San Liberatore martirizzato
dall'imperatore Adriano nel 130. |
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LIBERIO |
Liberio è un cognome tipicamente pugliese, della provincia di
Bari, di Modugno in particolare, ma anche di Bari ed Altamura,
dovrebbe derivare dal cognomen latino
Liberius
portato ad esempio dallo scrittore Petrus Marcellinus Felix
Liberius (465 - 554), ricordiamo con questo nome anche un Papa
dal 352 al 366. |
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LIBERTI |
Diffuso
in tutta l'Italia centro meridionale, dovrebbe essere di origine
molto antiche e derivare dal cognomen latino Libertus o da
identificativi dello stato sociale di liberto (schiavo
liberato). |
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LIBONATI
LIBONE
LIBONI |
Libonati è specifico della zona di confine tra Castrovillari e
Spezzano Albanese nel cosentino e Rotonda e Viggianello nel
potentino, Libone, assolutamente rarissimo, sembrerebbe lucano,
Liboni ha un ceppo nella zona tra rovigoto e ferrarese ed uno,
forse secondario, a Verona, dovrebbero derivare dal cognomen
latino Libonius
di cui abbiamo un esempio in Lucius Scribonius Libonius
condottiero romano del I° secolo a.C.: "...legiones decretae:
praetoribus M. Marcio urbana, L. Scribonio Liboni peregrina et
eidem Gallia, M. Pomponio Mathoni Sicilia, Ti. Claudio Neroni
Sardinia euenit....", ma è pure possibile che derivi dal nome
greco Libon, nome di un architetto del V° secolo a.C.. |
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LIBORIO |
Estremamente raro, ha un nucleo nel bergamasco, deriva dal nome
medioevale Liborius; ricordiamo nel IV° secolo San Liborius che
fu il secondo vescovo della città di Le Mans in Francia:
"...Beatus Liborius vir pretiosissimus ex Galiis originem ducens
...". |
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LIBRANDI
LIBRANDO |
Librandi è tipicamente calabrese, del cosentino, di Castiglione
Cosentino, Rose, Rossano e Cosenza e di Cirò Marina nel
crotonese, con un ceppo anche a Genova ed a Roma, Librando,
molto più raro, ha un ceppo nel leccese, in particolare a
Melissano ed uno piccolissimo a Catania, dovrebbero derivare
dall'aferesi di nomi medioevali di origine germanica come
Alibrandus
(vedi ALIBRANDI ), dell'uso di questa forma aferetica abbiamo un
esempio in un
atto
dell'anno 1025 a Comazzo: "..in via publica in iudicio aderunt
cum eo Adam qui et Lanfrancus Daiberbus Atto Anselmus Librandus
iudices sacri palacii. Adroaldus, Alricus. Unipertus.
Constantius. legem viventes Rubuariorum. Albericus de Goldenica.
Vitus et Sjgeradus. Unifredus de Carcani...". |
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LIBRENTI |
Librenti è caratteristico di Bologna, di origine etimologica
oscura. Esiste l'ipotesi che possa trattarsi di una form
alterata di Librandi,
una forma aferetica patronimica del nome
Alibrandus. |
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LIBRIZZI |
Sembra
avere oltre al ceppo principale in Sicilia, probabilmente
originario del messinese, anche uno secondario nell'alto
bresciano, deriva dal toponimo Librizzi (ME). |
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LIBURNI
LIBURNO |
Assolutamente rarissimo Liburni parrebbe romagnolo o
marchigiano, Liburno, ancora più raro, invece sembrerebbe
dell'Italia nordoccidentale, potrebbero derivare dal nome dei
Liburni,
un popolo illirico dell'Adriatico dedito alla pirateria che
aveva occupato anche alcune zone del Piceno, ma molto più
probabilmente derivano dal nomen latino di origini etrusche
Leburnius,
Liburnius
di cui abbiamo un esempio in un cippo marmoreo, di epoca
imperiale romana, sito sulla via Flaminia che cita: "Liburnius
Romanus beneficiarus tribuni cohortis VI vigilum", potrebbe
anche stare ad indicare l'appartenenza alla
Gens Liburnia. |
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LICANDRI
LICANDRO |
Licandri è specifico del catanese, di Paternò e Belpasso,
Licandro è tipicamente siciliano, di San Pietro Clarenza,
Catania e Mascalucia nel catanese, di Messina e di Palermo, con
un ceppo anche nel reggino, secondo alcuni deriva da un
soprannome originato dai termini greci
lykos (lupo)
ed andras
(uomo),
con il significato di licantropo o uomo lupo, ma, molto più
probabilmente, deriva da una modificazione dialettale del nome
Nicandro (vedi NICANDRI). |
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LICARI
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Licari è un cognome tipicamernte siciliano, con massima
concentrazione nella Sicilia occidentale a Marsala, ottima
diffusione anche a Petrosino e Mazara del Vallo nel trapanese e
nel palermitano, l'origine etimologica è controversa, la prima
ipotesi è una derivazione dal nome greco
Licarius,
ricordiamo con questo nome l'ammiraglio bizantino che conquistò
nel 1269 le isole Cicladi e che divenne Triarca della Calcide
nel 1279 fino al 1296, ma potrebbe anche derivare per aferesi
dal vocabolo greco arcaio
alykares (lavoratore
delle saline o venditore di sale)
e sottinterebbe che quello fosse stato il mestiere del
capostipite, come potrebbe derivare dal termine greco
lycos (lupo)
ad indicare che il capostipite era invece un cacciatore di lupi. |
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LICASTRO |
Licastro è tipico di Delianova nel reggino con un ceppo
secondario a Messina ed uno a Napoli, si possono fare due
ipotesi, la prima, e più probabile, è che derivi da una
modificazione dialettale del toponimo Nicastro nel catanzarese,
la seconda è che possa derivare dal vocabolo greco arcaico
alykàres
(lavoratore alle saline)
che sarebbe il possibile mestiere del capostipite. |
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LICATA
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Tipicamente siciliano deriva dal toponimo Licata (AG). |
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LI
CAUSI
LICAUSI |
Li
Causi è specifico della Sicilia occidentale, di Palermo e del
trapanese, di Marsala, Castelvetrano, Partanna, Santa Ninfa,
Trapani, Erice e Valderice, Licausi, molto raro, parrebbe
anch'esso di origini siciliane, del trapanese. in particolare
della zona di Santa Ninfa, Partanna e Marsala e di Sciacca
nell'agrigentino, potrebbero derivare da soprannomi originati
dall'espressione greca lykoi
àndres (uomini
lupo), ma è pure possibile che
derivi invece dal termine greco arcaico
alykàres
(operatore delle saline)
mestiere forse svolto dal capostipite, non si può comunque
ignorare la possibilità che derivino da forme patronimiche
riferite a capostipiti i cui padri si fossero chiamati con il
nome greco Kaousios
latinizzato in Causius. |
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LICCARDI
LICCARDO
LICCIARDELLO
LICCIARDI
LICCIARDIELLO
LICCIARDO
LICCIARDO' |
Liccardi e Liccardo sono specifici del napoletano, con piccoli
ceppi anche in Sicilia ed in Puglia, Licciardello sembra
specifico del catanese, così come Licciardo che ha però anche un
ceppo napoletano, Licciardò è quasi unico, forse cagliaritano,
Licciardi è molto diffuso in tutta l'Italia del sud anche
insulare, Licciardiello è un ipocoristico tipicamente
napoletano.
integrazioni fornite da
Da Fabio Paolucci (Salerno)
Liccardo, come la variante più moderna Liccardi, è un tipico
cognome napoletano, diffuso nel resto della Penisola per
effetto della migrazione dal Sud verso il mondo industrializzato
del Nord. Sicuramente tale forma cognominale deriva dal cognome
base Riccardo (o anche Ricciardo, di derivazione franca, le cui
varianti sono Licciardo, Licciardi, Licciardello e
Licciardiello) per trasformazione della
R in
L.
Il nome, poi cognominizzato, Riccardo, di tradizione tedesca
(non franca come Ricciardo, proveniente appunto da
Richard)
trae origine dal germanico
Rikhard composto da
Rikia e
Hardhu,
che significano rispettivamente
potente e
forte, audace, valoroso.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Liccardo è cognome calabrese che viene dalla voce dialettale 'liccardu'
= goloso.
Un Likkardos è presente in un diploma siciliano nel 1103. Rohlfs
147.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Licciardi è anche cognome calabrese e in questa zona è
cognominizzazione del cognome francese
Léchard
dal francese dialettale 'lichard'
= ghiotto'. |
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LICCHELLI |
Specifico
del leccese, potrebbe derivare dall'aferesi di un indicativo di
provenienza dal toponimo Gallicchio (PZ). Un'interessante teoria
viene proposta dal Sig. Marco Licchelli, secondo la quale
Licchelli potrebbe anche derivare dall'unione di "li" che nel
dialetto salentino sta per l'articolo i e ilcognome Cheli ,
assai diffuso nell'Italia centrale. La doppia c e la doppia l
potrebbero essere dovute al naturale raddoppiamento delle
consonanti nel dialetto salentino. |
|
LICHELLI |
Rarissimo
è quasi certamente dovuto ad un errore di trascrizione del
cognome Licchelli. |
|
LICHERI |
Tipicamente sardo, dovrebbe derivare dal toponimo oggi scomparso
Lokeri situato nella valle del Tirso. |
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LICI
LICIA |
Lici, molto molto raro, è tipicamente toscano del fiorentino, di
Calenzano in particolare, Licia, sempre toscano, è praticamente
unico, dovrebbero derivare dal nome latino
Licius, Licia,
di cui abbiamo un esempio d'uso nel
Comentum super Dantis Aldigherij Comoediam
diBenvenuto da Imola: "..Unde dicit: ov'è il buon Lizio, quasi
dicat, non est alius similis; et vere fuit bonus et prudens
miles, nec reliquit ex se haeredem. Nam dominus Licius de
Valbona, nuntiata sibi morte unius sui filii imbecillis, non
mutato vultu, dixit: hoc non est mihi novum, quia semper fuit
mortuus; sed nuntia mihi pro novo si est sepultus..". |
|
LICINI
|
Tipico
del bergamasco ha anche un ceppo nel bellunese, dovrebbe
derivare dal nomen latino Licinius, anche indirettamente,
attraverso l'antico toponimo lombardo Forum Licini (Foro di
Licinio) che si potrebbe identificare con l'attuale Lecco,
citato anche da Plinio nella sua Naturalis Historiae:
"...Oromobiorum stirpis esse Comum atque Bergomum et Licini
Forum aliquotque circa populos auctor est Cato...". Tracce di
questa cognominizzazione le troviamo nel 1200 a Gromo (BG)
quando Federico II° ne affida il feudo ai Ginami dei Licini, le
troviamo anche in un testamento di un certo fra Eustachio Licini
da Poscante (BG), stilato il 3 maggio 1451, in favore della
locale chiesa di S. Bernardino. |
|
LICINIO |
Decisamente raro, non è possibile identificare un areale di
provenienza, anche se si potrebbe ipotizzare un'origine pugliese
nella provincia di Bari, deriva dal nomen latino Licinius. |
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LICOFONTE |
Licofonte, praticamente unico, dovrebbe derivare dal nome
omerico Licofonte,
un troiano ucciso da Teucro, il cui nome deriva da λΰκος
lycos (lupo)
e da -φόντης -fontes (uccisore),
con il significato di "colui che
uccide i lupi", non si può
escludere che possa trattarsi di un cognome attribuito ad un
trovatello. |
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LICOMATI |
Licomati, estremamente raro, è tipico di Palagiano nel
tarantino.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
D'origine arbëreshë (più probabilmente greco-albanese), il
cognome Licomati deriva dell'espressione greca
lykomati,
che, composta dai termini lykos
(lupo)
e mati
(occhio),
può essere tradotta come occhio
di lupo (vedi Occhilupo). In
conclusione, dunque, si tratterebbe della cognominizzazione di
un soprannome attribuito al/la capostipite. |
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LICORDARI |
Licordari, abbastanza raro, ha un piccolo ceppo nel cosentino a
Scalea e Praia a Mare, ma il ceppo più importante è nel reggino
a Melito di Porto Salvo, dovrebbe derivare da un soprannome
originato dal fatto che la famiglia facesse il mestiere di
produttori di corde.
integrazioni fornite da
Guido Licordari
Il cognome nasce quasi sicuramente da una località con lo stesso
nome, non segnalata sulle mappe ma conosciuta dai suoi abitanti,
nel territorio di Roccaforte del Greco (a circa 4 km a sud-ovest
del paese), nell'interno della costa jonica, in particolare
sulla via che da Melito si inoltra nell'interno.
Trattandosi di area grecanica dove ancora oggi si parla un
dialetto greco, l'origine del nome non va ricercato nei dialetti
del sud , ma dalla lingua greca dove il termine lykos significa
lupo, e sicuramente a questa etimologia va collegato il cognome
in oggetto. Sarebbe ben strano fra l'altro che i Licordari che
abitavano sull'Aspromonte a decine e decine di km dal mare
fabbricassero corde e reti utilizzate soprattutto dai pescatori.
Molto più probabile, invece, che avessero a che fare con i lupi
(in greco il verbo dero o deiro significa scuoiare), frequenti
in queste terre montane e selvagge dove l'attività economica
principale era la pastorizia. |
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LICURSI |
Licursi ha un ceppo nel campobassano ad Ururi, Santa Croce di
Magliano e Portocannone, ed un ceppo nel cosentino a
Castroregio, Scalea e Mongrassano.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
D'origine arbëreshë, il cognome Licursi sembra derivare dalla
toponomastica albanese e, più precisamente, dall'antico
villaggio di Lekursi
(anche noto come Lekurësi),
che, un tempo, apparteneva alla prefettura di Valona: ancora
oggi, in effetti, il territorio della vecchia Lekursi ospita il
castello di Lekursi, in prossimità della città di Sarandë (una
delle più note mete turistiche nella Riviera Albanese). |
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LI
DESTRI
LIDESTRI |
Li
Destri, molto raro, sembrerebbe tipicamente siciliano, in
particolare di Mazzarino nel nisseno, Lidestri, assolutamente
rarissimo, dovrebbe essere dovuto ad un erore di trascrizione
del precedente, potrebbero derivare dal fatto di essere il
capostipite un figlio di uno chiamato con il nome tardo
medioevale Dester
o Destro
(vedi Dester). |
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LI
DONNI |
Li
Donni è tipicamente siciliano, ha un ceppo sull'isola di Lipari
nel messinese ed uno a Palermo, dovrebbe derivare da una forma
contratta, alterata dialettalmente, di
Li Domini
(i Signori),
famiglia nobile, di cui troviamo tracce durante la dominazione
spagnola, quando ebbe incarichi importanti, ricordiamo, agli
inizi del 1500, l'Inquisitore don Giovanni Li Donni di Noto nel
siracusano.
stemma fornito da Claudio
Li Donni |
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LIECHTI |
Di una
rarità notevole non si trovano elementi che consentano
l'identificazione di una possibile origine, che dovrebbe
comunque non essere italiana. |
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LIETTI
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Tipico
della zona tra Milano e Como, potrebbe derivare dal nome
femminile germanico Lietgarda. |
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LIFFREDI
LIFFREDO
LIFREDI
LIFREDO |
Liffredo, assolutamente rarissimo è dell'area piemontese, sia
Lifredi che Liffredi sono quasi unici ed anche loro sicuramente
piemontesi, Lifredo non risulta più presente in Italia,
dovrebbero tutti derivare da una modificazione aferetica del
nome medioevale di origine germanica
Galifridus,
o Galifredus,
di cui abbiamo un esempio in un testamento dell'anno 1277:
"...Omnibus Christi fidelibus ad quos presens scriptum
pervenerit, Galifridus de Thorp, salutem. Noverit universitas
vestra me concessisse et presentí carta mea confirmasse Deo et
Sancta Mariae et Sancto Johanni Baptistae et Beato Godrico et
Priori et monachis ...". |
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LIGABO'
LIGABUE |
Ligabò,
molto raro, è tipico della zona tra mantovano e veronese,
Ligabue è caratteristico della zona che comprende il reggiano,
il modenese ed il mantovano, in particolare Reggio Emilia,
Correggio, Modena, Scandiano e Carpi, dovrebbero derivare da
soprannomi più o meno dialettali originati dal mestiere di
mandriano o agricoltore, cioè di chi lega il bue. |
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LI
GAMBI
LIGAMBI |
Entrambi
assolutamente rarissimi e specifici del nisseno, Li Gambi ha un
piccolissimo ceppo a Mazzarino, Ligambi ha solo qualche sparuta
presenza, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale
siciliano originato da una caratteristica del capostipite, forse
quella di avere delle gambe molto lunghe o di essere molto
veloce. |
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LIGAS
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Ligas è molto diffuso in tutta la Sardegna, soprattutto nel
nuorese, medio Campidano e nel cagliaritano.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
LIGAS: liga
significa legaccio
e deriva direttamente dallo spagnolo
liga; dal
verbo latino ligare
= legare, allacciare.
Qui in campidano il legaccio per le scarpe o anche per legare i
covoni lo chiamiamo liòngiu,
o ligòngiu,
sempre dal latino ligare.
Tra i sottoscrittori della Pace di Eleonora, *LPDE del 1388
abbiamo: Liga Guiglelmo - de Castri Januensis (Castelsardo);
Ligas Laurencio, ville Laconi; Ligas Margiano, ville Laconi.
Attualmente il cognome è presente in 115 Comuni del territorio
nazionale, di cui 56 in Sardegna: Cagliari 127, Ninnai 92,
Lanusei 74, etc. |
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LIGIA
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Ligia, molto raro, ha un ceppo a Zeddiani nell'oristanese,
Oristano e Cagliari.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
LIGIA: da ligio,
nel significato di giglio,
dal latino lillium
= giglio.
In Campidano il giglio lo chiamiamo comunemente
su lillu,
più vicino al latino. Ligia
(logudorese) dovrebbe esser il plurale di
ligio,
quindi dal latino lillia.
Molti cognomi derivano da nomi di piante o fiori: esempio,
Sitzia = margherita; Gravellu = garofano; Lillu = giglio; Zanda,
Tanda e Pubusa = papavero; Altea = altea; Chessa e Gessa =
lentischio; Mura = mora; Fenu = fieno; Figus = fico; Orrù =
rovo; Cherchi = quercia; Pisu, Piseddu, Castangia, Concudu,
Garzia, Pibiri, Porru, Sainas, Uda e tanti altri. È presente nei
documenti antichi: tra i firmatari della Pace di Eleonora
figurano 1 Liggia e 5 Ligia: Liggia (de) Molentino, ville
Barbagiana. (* distrutto, Contrate Partis Varicati - Barigadu);
Ligia (de) Andrea, jurato ville Nurapulia(* odierno Narbolia -
Contrate Partis de Milis) ; Ligia (de) Benedicto, ville
Lunamadrona; Ligia (de)Mariano, majore(sindaco, amministratore)
ville Meana(Meana Sardo); Ligia(de) Sthefano, jurato ville
Semestene(* odierno, Curatorie de Costa de Valls) ;
Ligia(de)Petrus - de Aristanni(Oristano). Nel Condaghe di Santa
Maria di Bonarcado, abbiamo: Liia (de) Torbeni (108), prete,
testimone in una spartizione di servi. Nella storia medioevale
della Sardegna ricordiamo Ligia Bernardo, figlio del
"maggiordomo" di Mariano IV d'Arborea (il padre di Eleonora)
Valore, a sua volta figlio di Giovanni sempre maggiordomo dei
regnanti d'Arborea. Attualmente i Ligia in Italia sono presenti
in 26 Comuni, di cui 14 in Sardegna: Zeddiani 31, Cagliari 19,
Oristano 18, Iglesias 11, etc |
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LIGIOS
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Ligios è tipico del sassarese e della Gallura.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
LIGIOS: per significato ed etimologia vedi "Ligia". Lo troviamo
nelle carte antiche della lingua sarda: tra i firmatari della
Pace di Eleonora sono presenti: Ligios (de) Benedicto, jurato
ville Sedilo; Ligios (de) Michele, majore ville de Villa Dura.
(* distrutto - Contrate Montis Acuti); Ligios (de) Petro, ville
Solgono(Sorgono); Ligios(de) Joanne - de Bosa ;
Ligios(de)Joanne, jurato ville de Nughedu (*Nughedu.San Nicolò:
diocesi di Ozieri - Contrate Montis Acuti); De Ligios Joanne,
ville Ecclesiarum; ed infine: Lillos (de) Gunnario, ville
Lunamadrona. Nella storia della Sardegna ricordiamo: Ligios
Antonio, nativo di Oristano, vescovo della diocesi di Bosa nel
1402. Dei contemporanei citiamo Ligios Giosuè (Bitti 1928),
politico della Democrazia Cristiana, deputato, senatore e
parlamentare europeo. Fino all'età di 20 anni ha svolto
l'attività di pastore, poi ha iniziato la carriera scolastica
sino alla Laurea in Agraria alla Università Cattolica di
Milano. Il cognome Ligios attualmente è presente in 44 Comuni
d'Italia, di cui 24 in Sardegna: Sassari 71, Alghero 31, Olbia
25, Osilo 18, Buddusò 13, etc. |
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LIGORIO |
Specifico
pugliese del brindisino e tarantino, deriva dal nome medioevale
Ligorius di cui abbiamo questo esempio: "...Anno 1018.
Indictione prima descendit Basilius Catapanus, qui et Bugianus
et Abalautius Patricius mense Decembris et Ligorius Tepoteriti
fecit proelim Trani et occisus est ibi Joannatius Protospata et
Romoald captus est et in Constantinopilim deportatus est. ...",
tracce di questa cognominizzazione la troviamo a Napoli dove
nasce nel 1513 Pirro Ligorio illustre pittore di affreschi e
decoratore di facciate. |
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LI
GRESTI
LIGRESTI |
Li
Gresti, assolutamente rarissimo, sembrerebbe di Paternò,
Ligresti è tipicamente siciliano, del catanese e di Paternò,
Fiumefreddo di Sicilia e Catania, dovrebbe derivare da un
soprannome stante ad indicare la provenienza agreste (contadina)
della famiglia. |
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LIGUORI
LIGUORO
LIQUORI |
Liguori è decisamente panitaliano con un fortissimo nucleo in
Campania, Liguoro è specifico del napoletano, Liquori ha un
ceppo nel napoletano, uno a Roma ed uno nel Salento, potrebbero
discendere dal cognomen latino
Ligur,
Liguor,
ma è pure possibile una derivazione da una corruzione del nome
Ligorius
(vedi Ligorio).
integrazioni di Fabio
Paolucci
Da ricordare è Sant'Alfonso Maria de'Liguori (Napoli,1696 -
Pagani,SA,1787). Di famiglia nobile, teologo e moralista, fondò
la Congregezione del Santissimo Redentore, i cui componenti,
detti anche "liguorini", avevano la missione di dedicarsi ai
poveri e agli ammalati. Sant'Alfonso de'Liguori fu anche vescovo
di Sant'Agata dei Goti (BN).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Liguori è cognome molto difficile da decifrare. Gli studiosi dei
cognomi meridionali trovano Liguori assieme a Ligori, nel
Salento, in Calabria e nel Napoletano. E' opinione comune che
venga dal toponimo San Ligorio (LE), dal Sanctus Logorius dal
quale nascono anche Liborio e Licorio. Per alcuni l'origine
potrebbe essere il latino 'liquor/liquoris'
col senso di 'sostanza liquida,
bevanda corroborante', per
altri corruzione di Lidorius
col senso di 'colui che colpisce',
per altri ancora potrebbe essere in relazione col nome degli
antichi Liguri. |
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LIISTRI
LIISTRO
LISTRI |
Listri,
estremamente raro, è tipico di Pachino (SR), Liistri, un pò meno
raro, è tipico di Siracusa e dintorni, Liistro è un cognome
specifico di Siracusa e del siracusano, di Solarino, Avola,
Palazzolo Acreide e Priolo Gargallo, dovrebbero derivare dal
cognome greco Liistros. |
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LILLI
LILLO |
Lilli è
originario del centro Italia, specificatamente umbro, mentre
Lillo è pecifico pugliese, dovrebbero entrambi derivare dal nome
medioevale italiano Lillo. |
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LILLIU
LILLU |
Lilliu, diffuso nella Sardegna sudoccidentale, parrebbe
originario del cagliaritano, Lillu, estremamente raro, ha
presenze in Gallura e nel cagliaritano, dovrebbero derivare dal
nome medioevale italiano Lillo
o dal nome latino Lilium,
modificati dal dialetto.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
LILLIU; LILLU: come Ligia e Ligios, derivano dal latino
lilium
= giglio.
Più propriamente Lillu
deriva da
lilium,
mentre Lilliu
deriva dal latino lilinus
= piccolo giglio:
in sardo lillinu.
Quindi anche la pronuncia del cognome è nasale. In linguaggio
fonetico scriviamo lillĩu per il fenomeno di caduta della nasale
intervocalica, ma la pronuncia è sempre lillinu. Non si tratta
di un fenomeno della sola lingua sarda, ma si ritrova anche nel
portoghese, gallego, guascone, asturiano, andaluso, francese ed
anche in alcuni dialetti siciliani, etc. Sono tantissimi i
fiori sardi che portano il nome di lillu o lillixéddu; ne
citiamo alcuni: su lillixéddu asulu = iris selvatico > iris
sisyrinchium; su lillixéddu grògu = gagea > gagea arvensis; su
lillu = il giglio comune > lilium; su lillu aresti = latte di
gallina > gladiolus communis; su lillu biancu = il giglio
stellato > pancratium illyricum; su lillu de acqua = ninfea >
nynphaea alba; su lillu sposu = gladiolo selvatico > gladiolus
segetum, etc. etc. Il cognome trova la sua massima diffusione
nell'area campidanese. Nelle carte antiche ritroviamo il cognome
nelle uscite logudoresi Li(g)gia e Li(g)gios ( vedi i cognomi
Ligia e Ligios). Tra i firmatari della Pace di Eleonora LPDE,
del 1388, figura: Lillos (de) Gunnario, ville Lunamatrona
(Lunamatrona - Contrate Marmille). Nel condaghe di San Pietro di
Silki, CSPS, XI°, XIII° secolo lo troviamo nell'uscita Liios:
Liios (de) Comita (123), citato in una compera: comporaili a
Janne d'Olivas sa parte sua dessa terra, termen assa de Comita
de Liios, et ego deindeli .j. uoe domatu. Testes.= (ho comprato
da Janne d'Olivas la sua parte di terra confinante con quella
di Comita de Liios; Liios Gunnari de Sorso (104), kertu de
servis(lite per la spartizione della servitù): ego presbiteru
Ithoccor de Fraville; vocaitime a corona Gunnari de Liios su de
Sorso = io prete Ithoccor de Fraville (in qualità di
responsabile per il convento di San Pietro) sono stato citato in
tribunale da Gunnari de Liios , quello di Sorso...per il
possesso di Kipriane Murtinu (per il servizio), etc. Nel
Condaghe di San Nicola di Trullas, CSNT, XI°, XIII° secolo,
troviamo ancora il cognome nell'uscita Liios: Dericor de Liios
(244), in una donazione al convento: positinke Dericor de Liios
prossa anima sua (per la sua anima) .I. die de Iusta Plana (un
giorno di servizio, la settimana di Iusta Plana (che
evidentemente era sua serva). Testes.
Per la "cronaca" ricordiamo Giovanni Lilliu (Barumini 13 marzo
1914.), archeologo e massimo conoscitore della Civiltà Sarda dei
Nuraghi. Già docente di Antichità Sarde, nuovo corso di studi
(ideato da lui) inserito nella Facoltà di Lettere Filosofia,
presso l'Università Degli Studi di Cagliari, già preside della
Facoltà di Lettere; dal 1990 fa parte della prestigiosa
Accademia del Lincei; nel 2007 la Regione Autonoma della
Sardegna lo ha insignito della massima onorificenza sarda, col
titolo "Sardus Pater". Sono tante le sue opere, per la maggior
parte sulla Civiltà Sarda dei Nuraghi. Personalmente provo per
lui grande stima, anche perché sono stato suo allievo
all'Università ed è proprio con lui che ho predisposto la mia
tesi in Antichità Sarde per la Laurea in Lettere Antiche.
Attualmente il cognome Lilliu è presente in 132 Comuni italiani,
di cui 64 in Sardegna: Cagliari 160, Villacidro 115, Terralba
104, Guasila 78, Samassi 70, Quartu 53, etc. Nella penisola è
Roma, con 25, ad avere il numero più alto di presenze; segue
Torino con 22, etc. Il cognome Lillu è presente in 19 Comuni
italiani di cui 12 in Sardegna: Monastir 15, Budoni 8, Ussana 6,
Cagliari 5, etc. |
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LI
MANDRI
LIMANDRI |
Li
Mandri è tipicamente siciliano, di Palermo e di Marsala nel
trapanese, Limandri, quasi unico, è una forma alterata del
precedente, che dovrebbe essere una forma patronimica dove il
Li-
stia per dei figli di,
riferito ad un capostipite, il cui padre si fosse chiamato
Mandro,
forma aferetica del nome greco
Anassimandro, ricordiamo con
questo nome un antico filosofo greco presocratico. |
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LIMARDI
LIMARDO |
Limardi sembrerebbe di origini calabresi, assolutamente
rarissimo, con sparute presenze a San Pietro a Maida ed Jacurso
nel catanzarese ed a Paola nel cosentino, Limardo, anch'esso
raro, ha un ceppo nel valentiano a Limbadi e Briatico ed a
Soverato nel catanzarese, potrebbero derivare dal termine greco
λήματος (lìmatos)
con il significato di coraggiosi,
potrebbero però anche derivare dal cognome francese
Limard, a
sua volta derivato dal toponimo Haut-Limard presso Angerville
Bailleul in Normandia, cognome che potrebbe essere così giunto
in Calabria proprio con i Normanni. |
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LIMATOLA |
Limatola è tipico di Napoli e del napoletano, come San Giorgio a
Cremano, Frattamaggiore e Casalnuovo di Napoli e del vicino
casertano, come Orta di Atella, sembrerebbe derivare dal
toponimo beneventano di Limatola, potrebbe risalire al periodo
della peste del 1656 quando molti cittadini di Limatola ne
fuggirono via.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Limatola è cognome napoletano dal toponimo omonimo in provincia
di Benevento. Significa: "terra
alluvionata". Il paese si è
sviluppato nei tempi longobardi, come molte altre località
abitate della campagna beneventana. Il nome risale circa all'
VIII secolo, da 'limo',
latino 'limus'
che si formava in quelle pianure per gli allagamenti del
Volturno. |
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LIMENA
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Limena è tipicamente veneto di Este e di Padova nel padovano,
dovrebbe derivare dal nome del paese di Limena ad una decina di
chilometri a settentrione di Padova, il cui toponimo dovrebbe
derivare dal termine latino
limen (confine)
o nella sua forma plurale limina
(confini). |
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LIMONGELLA
LIMONGELLI
LIMONGELLO
LIMONGI |
Limongella, che sembrerebbe unico, parrebbe del napoletano,
Limongelli è specifico dell'area campano, pugliese, con ceppi a
Napoli, Pozzuoli e Mugnano di Napoli nel napoletano, a Paduli
nel beneventano e ad Altavilla Irpina ed Atripalda
nell'avellinese, ed in Puglia nel barese a Bari, Minervino Murge
e Canosa di Puglia, Limongello, assolutamente rarissimo, è di
Napoli ed Arzano nel napoletano, Limongi è specifico della zona
tra salernitano, potentino e cosentino, di Sapri nel
salernitano, di Tortora e Praia a Mare nel cosentino, e
soprattutto di Lauria e Maratea nel potentino dove è ben
presente anche a Trecchina e Castelluccio Superiore, tutti
questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o tramite
ipocoristici, dal termine francese medioevale di origini
celtiche limoge
(olmeto, bosco di olmi),
che potrebbe essere stata una caratteristica del luogo d'origine
dei capostipiti, secondo un'altra ipotesi deriverebbero invece
dal nome della città di Limoges,
che a sua volta deriverebbe dal nome gallo latino
Lemovicus
composta dalla base celtica lemo
o limo
(olmo)
e dal termine latino vicus
(villaggio, paese),
non si può escludere un collegamento con le piante di limone, ma
la cosa è poco probabile. |
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LIMONTA |
Tipico
dell'area che comprende le province di MIlano, Lecco e Bergamo,
dovrebbe derivare dal toponimo Limonta nel lecchese. |
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LIMOSANI
LIMOSANO |
Limosani
è caratteristico del Gargano, di San Marco in Lamis, San
Giovanni Rotondo, San Nicandro Garganico, Foggia e San Severo
nel foggiano, Limosano, praticamente unico, è sempre del
foggiano, dovrebbero derivare dal nome del paese molisano di
Limosano situato nel campobassano, probabile luogo d'origine dei
capostipiti. |
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LI
MULI |
Li Muli è
tipicamente palermitano, dovrebbe derivare da un soprannome
forse originaato dal fatto che il capostipite fosse dedito
all'allevamento e commercio dei muli, l' uso dei quali era in
passato molto frequente per il trasporto di salmerie, di legna e
di altri beni di consumo. |
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LINALDEDDU |
Molto
raro è tipico della zona di Tempio Pausania (SS), dovrebbe
derivare da un diminutivo in lingua sarda del nome Leonardo. |
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LINALE
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Linale,
estremamente raro, è tipico del genovese, di Cogorno, Lavagna e
Chiavari, potrebbe derivare da un antico nome di località. |
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LINARI
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Presente nell'area che comprende, ravennate, bolognese, modenese
e fiorentino, a ceppi anche in Liguria e nel Lazio, potrebbe
derivare da una modificazione del nome
Leonardo,
ma più probabilmente deriva dal toponimo Linario (FI) toponimo
già presente in un atto fiorentino del 1438: "...Petro Martini
de Florencia archipresbitero dicti loci, ser Antonio Recevuti de
Linario...", secondo alcuni deriverebbe dall'abitare la famiglia
in località di confine da
lineari cioè abitanti della
zona sulla linea di confine.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Linari è frequente in Emilia, Toscana, Lazio. Per S. Pieri 188,
deriverebbe dal latino 'linum'
= lino.
Toponimo Linari, Gaiole (SI). |
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LINASSI
LINUSSI |
Linassi,
assolutamente rarissimo, sembrerebbe tipicamente veneziano,
Linussi, quasi unico, sembra invece triestino, derivano da forme
ipocoristiche dialettali dell'aferesi di diminutivi di nomi come
Angelo, da Angelo si va ad Angelino, quindi a Lino e di lì a
Linassi o Linussi. |
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LINATI
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Caratteristico del milanese, deriva dal toponimo Linate NEL
MILANESE. |
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LINCHI
|
Linchi, assolutamente rarissimo è presente oggi solo a Roma e
nel romano.
integrazioni fornite da
Giorgio Sergio Carlo Linchi
Il cognome Linchi, molto raro in Italia, credo vi sia solo la
mia famiglia, originaria della Lombardia (Magenta e poi Milano),
deriva da Lynch
o De Lince, per via di Edward Lynch, giunto a Magenta a metà del
1800 dall'Irlanda, e precisamente dalla cittadina di Galway,
dove la famiglia Lynch (de Lince) era una delle principali
famiglie della città, come testimonia il Castello dei Lynch, in
pieno centro ed i numerosi stemmi e lapidi che commemorano
diversi esponenti della mia famiglia. Solo più di recente il
cognome originale è stato italianizzato in Linchi. |
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LINCIANO |
Linciano è tipicamente pugliese del leccese in particolare, di
Lizzanello, Lecce, Cavallino, Vernole, Galatina, San Donato di
Lecce, Galatone e Sternatia, dovrebbe derivare dal cognomen
latino Lincianus,
troviamo tracce di questa cognominizzazione nella seconda metà
del 1500 con Guglielmo Linciano vescovo di Ruremonda in Olanda. |
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LINDIRI |
Lindiri, abbastanza raro, è tipico dell'iglesiente nel sud della
Sardegna, di San Giovanni Suergiu, e Carbonia e di Cagliari.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
LINDIRI: è un cognome abbastanza strambo, perché
su lìndiri
in campidanese, so lèndine
in logudorese è il lendine,
dal latino lendis;
nome comune delle uova del
pidocchio dell'uomo. È un
cognome raro, non l'abbiamo riscontrato nei documenti antichi in
nostro possesso. Su lìndiri mi fa tornare alla mente
circostanze, non tanto simpatiche, del secondo dopoguerra:
eravamo tutti, bambini, bambine e donne (il pidocchio non
attacca i maschi adulti), con la testa piena di
priogu e
di lìndiri
(pidocchi e uova di pidocchio):
tanto è che, per noi bambini, al primo sole primaverile era
opportuna la visita dal barbiere, per il taglio a zero dei
capelli, e non era di moda! Pertanto non si può dire che tale
cognome sia stato affibbiato ai portatori di lìndiri, perché le
uova dei pidocchi, ce le avevamo tutti! Attualmente lo troviamo
in 22 Comuni italiani di cui 10 in Sardegna: S. Giovanni Suergiu
23, Carbonia 19, Cagliari 16, Narcao 12, Portoscuso 8, Iglesias
8, etc. |
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LINDOLFO |
Lindolfo è assolutamente rarissimo, quasi unico, dovrebbe
derivare da un'alterazione del nome
Landulfus
di cui abbiamo un esempio a Cassino negli
Acta de usufructu donationis
del 1231: "...Nos Landulfus Dei gratia Casinensis abbas,
adtendentes quod propter frequentes et diversas undique
turbationes plurimas necessitates fratres nostri qui Deo et
beato Benedicto in nostro monasterio serviunt, patiuntur, pro
pietate et fratrum caritate providimus...". |
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LINETTA
LINETTI
LINI
LINO |
Linetta è unico, Linetti ha un ceppo nel bresciano, a Brescia,
Concesio, Palazzolo sull'Oglio e Flero, Lini ha più ceppi
autonomi, tra bresciano e mantovano, nel perugino, tra le
province di Roma e Velletri e nelle Marche, Lino sembrerebbe
originario del palermitano, possono derivare, direttamente o
tramite un ipocoristico, sia dal nome medioevale italiano
Lino,
sia dall'aferesi di diminutivi di nomi come
Angelo, Paolo, Agnolo, Pasquale,
ecc. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio a
Pisa in un atto del 1227: "...Actum Pisis in ecclesia Sancti
Petri in Palude in consilio, presentibus Nicholo Lini et Symone
Rustici camerariis Pisane civitatis et Guiscardo et Grasso
Pisane civitatis cancellariis et Benencasanotario, testibus ad
hec rogatis...". |
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LINGIARDI
LINGIARI |
Lingiari sembra di origini cremonese e così pure la sua variante
Lingiardi, molto molto raro, dovrebbero derivare da un nome di
località.
integrazioni fornite da
MarcoGiovanni Migliorini, archivista - paleografo (Trigolo, Cr).
il libro Dalle origini al '400:
tra tanti problemi e poche certezze, in Pianengo nelle pieghe
del tempo, Crema, 1996
di J.Schiavini Trezzi, a pag. 18 cita:
"territorio de Inglaro" e ancora "Gerardo de Inglaro de Crema";
a pag. 20 cita: "toponimo l'Ingiàr" nell'estimo
di Pianengo del 1685"; a pag.
24 cita: i de Inglaro come già presenti dal 1361. A pag. 30,
nota 73 "Il toponimo Ingiaro deriva sicuramente da
glarea-gera ossia terreno ghiaioso tipico delle aree in
prossimità dei fiumi". |
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LINTAS
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Lintas è specifico di Sassari, con un piccolo ceppo anche a
Cagliari e ad Olbia, potrebbe derivare da un soprannome
originato dal termine sardo
lintu (pulito). |
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LINZ
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Assolutamente rarissimo, sembrerebbe friulano, ma di origine
austriaca, deriverebbe dal toponimo tirolese Linz. |
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LIOCE
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Lioce è tipicamente pugliese, di Foggia, con presenze anche a
Rutigliano, Noicattaro e Molfetta nel barese ed a Lucera e San
Severo nel foggiano, dovrebbe derivare da un soprannome
grecanico basato su di un'alterazione del termine greco antico
λευκός leykos
(pallido, sbiancato),
identificando forse così una particolarità dell'aspetto dei
capostipiti, secondo un'altra ipotesi starebbe invece ad
indicare una provenienza da antichi paesi come Leuca nel
leccese. |
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LIOI
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Lioi ha
un nucleo importante in Basilicata, nel potentino, tra Melfi ed
Oppido Lucano, con un ceppo, forse secondario, nella zona di
Squillace (CZ). |
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LION
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Lion è tipicamente veneto, dell'area che comprende le province
di Venezia, Treviso e soprattutto Padova, dovrebbe derivare dal
nome medioevale veneto Lion
(Leone)
o anche dalla apocope del nome
Lionardo, molto diffuso
nell'area della Serenissima Repubblica Veneta, tracce di questa
cognominizzazione le troviamo ad esempio presso la corte dei
Visconti nel 1355 con l'ambasciatore veneziano Niccolò Lion o
sempre a Venezia nella prima metà del 1400 quando compare tra i
senatori della Repubblica Giovanni Lion di Nicolò. |
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LIONETTI
LIONETTO |
Lionetti
è tipico pugliese, con ceppi anche nell'avellinese che
deriverebbero dal toponimo Lioni (AV), Lionetto, molto molto
raro, è specifico di Maglie nel Salento, dovrebbero derivare da
modificazioni del nome normanno Lion, o dal nome medioevale
italiano Lionetto, derivato dal nome Leone, dell'uso di questo
nome abbiamo un esempio nel 1300 a Salerno con Lionetto, figlio
di Bertrando signore di Caiazzo e di Serre. |
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LIORI
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Tipico sardo del nuorese in particolare, dovrebbe derivare da un
soprannome originato dal vocabolo logodurese
liori (campo
seminato a grano o cereali), ma
è pure possibile che derivi da idronimi come Canale di Liori
(CA).
ipotesi fornite da
Antonangelo Liori
credo che il cognome derivi dall'ebraico lihori.potrebbe infatti
derivare dalla fusione delle due radici
l' e
hr,
che vorrebbero dire
illuminato da Dio,
oppure luce di Dio,
il cognome è presente in Sardegna dal 1365 proveniente dalla
Spagna. Oggi in Sardegna è un nome totemico della volpe e del
diavolo. |
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LIOTTA
LIOTTI
LIOTTO |
Liotta è specifico della Sicilia, Liotti ha un ceppo nel
napoletano, uno nel crotonese ed uno nel palermitano, mentre
Liotto ha un ceppo originario ad Aversa (CE), ma esiste un
ceppo, forse non secondario a Vicenza, dovrebbero derivare
dall'aferesi del nome medioevale italiano
Galiottus
di cui abbiamo un esempio in Romagna in uno scritto del 1278:
"...Eodem anno, die martis XXIV mensis maii, comes Manfredus
potestas Faventie, cum tota milicia et populo civitatis eiusdem,
et dominus Galiottus de Pipinis capitaneus partis Lanbertaciorum
Faventie commorantium, cum tota militia et populo dicte partis,
post terciam dicti diei, equitaverunt versus civitatem
Imole...", ma è pure possibile che si tratti di forme
ipocoristiche di aferesi di nomi come Rosalia o Elia, tracce di
questa cognominizzazioni le troviamo a Solofra fin dal XVII°
secolo. |
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LIPARA
LIPARI |
Tipici
siciliani e del reggino, quasi scomparso Lipara, derivano dal
toponimo Lipari (ME), isola delle Eolie, o dal suo nome antico
Lipara. |
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LIPAROTA
LIPAROTI
LIPAROTO |
Liparota
è specifico di Lamezia Terme nel catanzarese, Liparoti ha un
piccolo ceppo nel a Trapani e San Vito lo Capo nel trapanese ed
a Gela nel nisseno, ed uno nel cosentino in particolare a
Roggiano Gravina, Cetraro, Cosenza e Fagnano Castello, Liparoto
ha un piccolo ceppo a Borgetto nel palermitano ed uno a
Belvedere Marittimo nel cosentino, questi cognomi dovrebbero
derivare dalla forma etnica grecanica che identificava i nativi
dell'isola di Lipara, l'attuale Lipari, probabile luogo
d'origine dei capostipiti. |
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LIPPELLI |
Lippelli,
assolutamente estremamente raro, sembrerebbe avere un ceppo
calabrese ed uno napoletano, potrebbe derivare da una forma
aferetica dell'ipocoristico del nome Filippo. |
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LIPPI
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Specifico toscano, deriva dall'aferesi del nome Filippo, se ne
trovano tracce ad esempio nel 1300 a Lucca con il notaio
Francischo Lippi e nel 1500 con un Ser Lippi de Prato Veteri che
fa da testimone per il testamento di Niccolò Machiavelli.
Personaggio famoso è stato nel 1400 il pittore pratese Filippino
Lippi (1457-1504).
integrazioni fornite da
Alessandro Benfatto
cognome iscritto nell'Albo d'Oro dei Nobili d'Italia ed é stato
fregiato con il titolo di Barone di Firenze. |
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LIPPO
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Abbastanza raro, probabilmente tarentino, deriva dall'aferesi
del nome Filippo. Troviamo a Solofra (AV) nel 1400 un Ser Lippo
De Guarino citato in un atto notarile. |
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LIPPOLI
LIPPOLIS |
Lippoli, assolutamente rarissimo, è dovuto probabilmente ad
errori di trascrizione di Lippolis, che è molto diffuso in
Puglia, soprattutto nel barese in particolare a Putignano e
Noci, nel tarentino e nel brindisino, con un ceppo anche nel
napoletano a Napoli e Portici, dovrebbero derivare da un
ipocoristico di una forma aferetica del nome
Philippus
(→ Lippus → Lippolus),
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio a
Putignano (BA) nel 1700 in un testamento di un certo Pietro
Lippolis. |
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LIPRANDI |
Liprandi, molto molto raro, è tipicamente piemontese, del
cuneese in particolare, di Cuneo, Frabosa Soprana, Mondovì e
Priola, dovrebbe derivare dalla forma aferetica del nome
medioevale germanico Aliprandus,
una forma corrotta del più comune
Alibrandus
(vedi ALIPRANDI). |
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LIRI
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Liri, abbastanza raro, è specifico di Arezzo, si possono
formulare due ipotesi circa l'origine di questo cognome, la
prima consiste in una derivazione dal nome del fiume Liri, che
scorre tra aquilano e frusinate, la seconda propone una
derivazione dal nome celta Lir,
il nome del dio del mare. |
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LI
ROSI |
Li Rosi è
decisamente siciliano, del catanese in particolare di Vizzini,
Catania, Grammichele e Licodia Eubea, dovrebbe derivare dal
termine rosa (fiore) ad indicare la presenza forse di un grande
roseto nelle vicinanze dell'abitazione della famiglia. |
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LISANDRELLI
LISANDRI
LISANDRINI
LISANDRINO
LISANDRO
LISANDRONI
LISSANDRELLI
LISSANDRELLO
LISSANDRI
LISSANDRIN
LISSANDRINI
LISSANDRO |
Lisandrelli ha un ceppo a Scheggia e Pascelupo nel perugino, ed
uno a Roma, Lisandri, molto molto raro, parrebbe lombardo,
Lisandrini, molto molto raro, ha un piccolo ceppo marchigiano ed
uno romano, Lisandrino, quasi unico, parrebbe del sassarese,
Lisandro, molto molto raro, ha un piccolo ceppo a Portogruaro
nel veneziano ai confini con l'udinese, Lisandroni è quasi
unico, forse marchigiano, Lissandrelli ha un piccolo ceppo nel
verbanese ed uno nel basso potentino, Lissandrello è decisamente
siciliano, di Ragusa soprattutto, ma con buone presenze anche ad
Ispica e Giarratana sempre nel ragusano, Lissandri, molto raro,
è forse padovano, originario del padovano Lissandrin, specifico
veronese Lissandrini, Lissandro, assolutamente rarissimo, ha un
piccolo ceppo nel cuneese ed uno tra padovano e veneziano, tutti
questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o tramite
modificazioni dialettali, ed in alcuni casi ipocoristiche o
accrescitive, da forme aferetiche del nome Alessandro,
ricordiamo ad esempio che Alessandro Manzoni veniva normalmente
chiamato Don Lisander, Lisandro è un personaggio particolare del
Terenzio di Goldoni. |
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LISARI
LISARIO |
Lisari, molto raro, è tipico di Gallese nel viterbese, Lisario,
quasi unico, parrebbe del mantovano, dovrebbero derivare da una
forma aferetica del nome
Belisario, probabilmente
portato dai capostipiti. |
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LISBONA |
Lisbona,
molto molto raro, ha un piccolo ceppo ad Aversa nel casertano ed
a Napoli ed uno a Monopoli nel barese, dovrebbe essere di
origini sefardite e prendere il nome dalla città portoghese di
Lisbona, il luogo di provenienza dei capostipiti. |
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LISCA
|
Due
possibili ceppi, uno nel sassarese ed uno nel pavese,
sicuramente l'origine dei due cognomi è diversa, mentre per il
nucleo pavese si può ipotizzare una derivazione dal nome gotico
Arnegliscus o Hernegliscus per aferesi, per il ceppo sassarese
non possediamo elementi.
Gianna Ferrari De Salvo
ci propone:
il Pittau (Massimo Pittau, "I cognomi della
Sardegna", Carlo Delfino Editore, Roma 1992) ipotizza la
corrispondenza con il sost. lisca (lisca del lino o del pesce),
che
deriva dal tardo lat. lisca; aggiungendo che può
trattarsi di un cognome propriamente italiano e, quindi, di
significato e origini uguali. |
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LISCAI
LISCAIO |
Liscai è
quasi unico, dell'area perugina ai confini con il senese,
Liscaio, leggermente meno raro, occupa lo stesso areale,
dovrebbero derivare dal nome di Monte Liscai una località del
senese. |
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LISCI
LIXI |
Lisci è tipico della Sardegna sudoccidentale, Lixi è anch'esso
tipicamente sardo, di San Gavino Monreale e Gonnosfanadiga nel
Medio Campidano, di Cagliari e di Carbonia, potrebbero derivare
da modificazioni dell'aferesi del nome
Aloisius,
o anche del nome Elisius.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
LISCI; LIXI: alcuni fanno derivare il cognome dal latino
ilex - ilicis
= leccio
(molto comune nella flora sarda), ma appare strana la caduta
della vocale i iniziale, che si mantiene tanto in
ilixi,
quanto in ixili
> leccio.
A Gonnosfanadiga, come del resto negli altri centri del Medio
Campidano, dove trova maggior diffusione il cognome LIXI., nella
sua forma più antica e LISCI, nella variante recente, viene
pronunciato dagli anziani Pixi
(pron. Piji con la j come
quella francese, che in linguaggio fonetico chiamiamo fricativa
palatale sonora); quindi etimo e significato di Lixi, potrebbero
derivare dal latino pix - picis
= pece.
In Campidano e non solo, per definire il colore piuttosto bruno
di un oggetto o di animale o anche di persona si usa
l'espressione "nieddu che sa
pixi" =
nero come la pece.
Non è oltremodo cervellotico ipotizzare che i due cognomi, di
cui, come detto, Lixi è la variante autentica, abbiano avuto il
capostipite o i capostipiti dal colorito bruno oscuro della
pelle. La labiale "p" del latino, però, quasi mai muta in "l",
nella lingua sarda. Sempre in latino esiste la voce
lix =
cenere,
una glossa su cui non si è ancora indagato abbastanza, ma
probabilmente derivata da cinis lixiva = liscivia = sa lissìa in
sardo(in tutte le varianti linguistiche). Sappiamo però che dal
latino lixiva o lixivia (sa lissìa) derivano i cognomi Liscia,
Lixia e Lissìa (vedi Liscia). Non avendo trovato i cognomi Lisci
e Lixi nelle carte antiche della lingua e della storia della
Sardegna (in nostro possesso), ci porta a credere che siano
relativamente recenti. Per il momento non sappiamo altro.
Attualmente il cognome Lisci è presente in 150 Comuni italiani,
di cui 55 in Sardegna (meridione): Gonnosfanadiga 180 ( la
presenza di diversi nomignoli o soprannomi per distinguere le
diverse diramazioni, che però noi pensiamo derivino da un ceppo
unico, lascia supporre che il cognome abbia avuto origine in
questo centro), Guspini 43, Pabillonis 41, Serramanna 40, San
Sperate 35, Cagliari 35, etc. Nella Penisola, Roma ne conta 60,
Milano 16, Genova 15, Torino 11, etc. Il cognome Lixi è presente
in 32 Comuni italiani, di cui 16 in Sardegna (meridione): San
Gavino 70, Cagliari 24, Carbonia 22, Gonnosfanadiga 18, Terralba
10, Pabillonis 9, etc. Nella Penisola Roma ne conta 10; 4 li
troviamo in provincia di Milano, 2 in provincia di Torino, etc. |
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LISCIA
LIXIA |
Entrambi tipicamente sardi, Liscia è tipico di Guspini nel Medio
Campidano, Lixia, quasi unico, è del cagliaritano.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
LISCIA; LIXIA: attualmente la pronuncia è
lìscia o
lìxia
(con "sc" o "x" = fricativa palatale sonora come la "j"
francese), ma all'origine era senz'altro lixìa (x = fric. pal.
son.). deriva dal latino lixivia
o lixivus
o lixivius
(cinis = cenere) ed ha il significato di
liscivia
- it. antico liscìa (soluzione ottenuta con acqua bollente e
cenere di legno, usata per lavare i panni: l'antico sapone): sa
lissìa in tutte le varianti della lingua sarda (vedi il cognome
Lissìa). Come detto per Lisci e Lixi (vedi Lisci), in latino
esiste la glossa lix = cenere. Non abbiamo trovato i cognomi
negli antichi documenti della lingua e della storia della
Sardegna, da noi consultati. Attualmente Liscia è presente in 33
Comuni italiani, di cui 14 in Sardegna(meridione): Guspini 137,
Cagliari 19, Arbus 8, Gonnosfanadiga 6, etc. Il cognome Lixia è
presente in 2 Comuni della Sardegna: Cagliari 10, Guspini 8. |
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LISCIANDRA
LISCIANDRELLI
LISCIANDRELLO
LISCIANDRO |
Tutti decisamente siciliani, Lisciandra è specifico di
Castelvetrano nel trapanese e di Gela nel nisseno, Lisciandrelli
e Lisciandrello sono specifici di Palermo, il secondo è ben
presente anche a Marineo e Bolognetta, sempre nel palermitano,
Lisciandro è specifico di Palermo con un ceppo anche a Gioiosa
Marea nel messinese ed a Messina.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Di stampo dialettale, i cognomi Lisciandro, Lisciandrello, etc
derivano tutti dal nome medievale
Alessandro,
che, in dialetto siciliano, suona appunto come
Lisciandro
(vedi Alessandrella e Lisandrelli): la pronuncia Lisciandro, per
la precisione, è dovuta sia a un'aferesi della A- iniziale (così
come in Lissandro/Lisandro) sia a un influsso dei dialetti
grecanici, in cui il nome Alessandro, a livello fonetico,
rievoca direttamente l'originale
Alexandros,
soprattutto nel suono della -x-
- un tempo, la consonante -x-
si pronunciava in maniera simile alla
-sc-
fricativa postalveolare sorda, come dimostrano diversi cognomi
sparsi per l'Italia (ad esempio, si pensi ai cognomi
Craxi/Crasci, Maxia/Mascia, Moxedano/Moscedano,
Puxeddu/Pusceddu, Ximenes/Scimenes, etc). Nel caso di
Lisciandra, tuttavia, non è esclusa una derivazione dalla
toponomastica siciliana, ovvero dal comune di Alessandria della
Rocca (AG), che, nel dialetto locale, è anche noto come
Lisciànnira di la Rocca. |
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LISI
LISO |
Lisi è molto diffuso in tutto il centrosud, particolarmente in
Toscana, Lazio e Puglia, Liso ha un ceppo romano, ma il nucleo
principale è nel barese ad Andria e Bari, con ceppi importanti
anche a Bitonto, Modugno, Mola Di Bari e Trani, dovrebbero
derivare da una contrazione modificata del nome
Aloisi
(il moderno Luigi) o anche dall'aferesi del nome
Fiordaliso.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Per il cognome Liso, parallelamente all'ipotesi di una
derivazione da Aloisio,
non se ne può escludere un'altra: quella che
Liso sia
un abbreviato ipocoristico del cognome
Elisabetta
che, poco diffuso nella forma base, è alquanto frequente in
Puglia non tanto negli abbreviati
Elisa, Elisi, Lisa, Lisèi,
quanto negli altri abbreviati
Lisèna, Liseno, Lisi, Lisino, Lizzini. Lizzio, Lizzo.
Il cognome Elisabetta è naturalmente la cognominizzazione del
nome personale Elisabetta, che è di origine ebraica ed è
composto da El(ohîm)
= Dio
e sheba
= giuramento,
col senso quindi di 'Dio è
giuramento'. Qualche altro
studioso intende invece sheba
come 'sette',
numero perfetto, e allora il senso sarebbe 'Dio
è perfezione'. |
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LISITANO |
Lisitano è siciliano, con un ceppo a Messina ed uno ad Augusta
nel siracusano, dovrebbe derivare da una forma arcaica per
lusitano,
cioè abitante o proveniente dalla Lusitania, un'antica regione
della Penisola Iberica che corrispondeva pressapoco all'attuale
parte centromeridionale del Portogallo e dell'Estremadura in
Spagna, troviamo tracce di questa cognominizzazione a Messina
fin dal 1400 quando in un atto compare citato il nome di
Nicolaus Lisitanus abitante di Casale di Larderia di Messina. |
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LISMA
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Lisma è specifico di Mazara del Vallo nel trapanese, potrebbe
trattarsi di un'italianizzazione del cognome spagnolo
Lesmas,
anche se l'ipotesi più probabile è che si tratti di
un'italianizzazione del nome maschile albanese
Lulzima,
nome probabilmente portato dal capostipite. |
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LISSIA
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Lissia, tipicamente sardo, è specifico della Gallura, di
Calangianus in particolare.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
LISSIA: (pronuncia lissìa)
Deriva dal latino lixivia
(vedi Liscia). Sa lissìa
= la liscivia
(soluzione ottenuta con acqua bollente e cenere di legno), usata
anticamente per lavare i panni: il sapone antico. Nella storia
della Sardegna Contemporanea ricordiamo Pietro Lissìa di
Calangianus (1877 - 1955)). Politico sardo, ricoprì incarichi di
grande importanza, a livello regionale e nazionale: nel 1914 fu
capo divisione al Ministero dell'Interno e nel 1919, direttore
generale e successivamente nel Consiglio di Stato. Partecipò
alla Prima Guerra Mondiale: ferito ben tre volte, pluridecorato
al valor militare. In politica militò tra le file giolittiane e
partecipò alle competizioni elettorali. Nel 1919 fu eletto
membro del Parlamento tra le file del cosiddetto "fascio
liberale", ma si iscrisse poi al gruppo dei radicali. Nel 1921
fu rieletto nel gruppo liberale. Ricoprì l'incarico di
sottosegretario di Stato alla Guerra nel prima gabinetto Facta.
Nel 1922 ebbe direttamente da Mussolini l'incarico di "mettere
in pace" in Sardegna fascisti con sardisti. Nel 1924 fu di nuovo
eletto parlamentare nel "listone" fascista: risultò il più
votato in tutta l'Isola. Nel 1929 fu nominato senatore del
Regno. Ricoprì incarichi politici sino al febbraio 1943 (
Di.Sto.Sa. di Francesco Cesare Casula). Attualmente il cognome
Lissìa è presente in 19 Comuni italiani, di cui 12 in Sardegna
(Gallura): Calangianus 30, Olbia 21, Tempio 14, etc. |
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LISSONE
LISSONI |
Lissone è assolutamente rarissimo, Lissoni è specifico del
milanese, derivano dal toponimo Lissone (MI).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Lissoni deriva dal toponimo Lissone che viene da
Lixono
d'antichissima memoria. Il Serra suppone che il nome abbia la
stessa base onomastica di altri nomi locali quali Lissago
(Varese), Lissaga (Cantù), Lissolo (Como), quindi dal nome
latino Licius.
L'Olivieri, per contro, lo fa derivare dalla base "ilicea",
latino 'ilex',
cioè elce
o leccio. |
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LISTA
LISTI |
Lista ha
un nucleo laziale tra Soriano nel Cimino e Viterbo ed a Roma, ha
un'importante nucleo a Napoli ed uno a Casal Velino (SA), ha
ceppi a Senise (PZ) e nel materano a Valsinni e Policoro, nel
cosentino a Trebisacce e Montalto Uffugo, Listi è tipico di
Corleone (PA), dovrebbero derivare dall'aferesi del nome
Evangelista tipico della devozione cristiana in epoca
rinascimentale. |
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LITRI
LITRICO |
Litri è
quasi unico, Litrico è tipico di Catania e del catanese, di
Gravina di Catania, Tremestieri Etneo e Portopalo di Capo
Passero, dovrebbero derivare dal fatto di essere il capostipite
originario della regione dell'Africa settentrionale chiamata
anticamente Litri: "...in qua patria sunt montes qui dicuntur
Tuliatodi. in qua patria litus Oceani item fluvius Ger
turbulentus currit. cuius Biblobatis spatiosissimae patriae ad
frontem, immensis prae medio spatiis, ut dicamus litus maris
magni, tota Africana ponitur regio et Numidia atque Mauritania
Caesariensis. Septima ut hora diei Mauritania ascribitur Perosis
vel patria salinarum. in qua patria iterum maxima caumata esse
videntur in qua maximum deserti spatium est et montes qui
dicuntur Litri (litricus), post terga patriae procul infra
Oceanum tres magnae insulae inveniuntur...". |
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LITTA
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Litta è
tipico di Roma, Mazzano Romano, Palestrina e San Cesareo, con un
ceppo anche nel milanese, Litti ha un ceppo a Pesaro ed uno in
Puglia nel Salento, nella Storia della Colonna Infame del
Manzoni si riporta questo cognome all'epoca della peste a
Milano nel 1600: "...Il giorno dopo il confronto, il commissario
chiese d'esser sentito; e, introdotto, disse: il Barbiero ha
detto ch'io non sono mai stato a casa sua; perciò V.S. esamini
Baldassar Litta, che sta nella casa dell'Antiano, nella Contrada
di S. Bernardino, et Stefano Buzzio, che fa il tintore, et sta
nel portone per contro S. Agostino, presso S. Ambrogio, li quali
sono informati ch'io sono stato nella casa et bottega di detto
Barbiero...". I Litta lombardi, Patrizi milanesi, Marchesi di
Gambolò e Visconti di Arese, annoverano un Cardinale il milanese
Lorenzo Litta (1756 - 1820). |
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LITTERA |
Littera sembrerebbe tipico della Sardegna meridionale, ma
presenta un ceppo anche nel casertano, dovrebbe derivare dal
cognomen latino Littera. |
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LITTERI
LITTERIO |
Litteri è tipicamente siciliano di Valguarnera Caropepe e
Leonforte nell'ennese e di Catania, Litterio ha un ceppo
nell'area teatina a Lanciano, Atessa e Vasto, uno a
Pescopennataro nell'iserniese ed a Campobasso ed uno a Roma,
dovrebbero derivare dal nome medioevale
Litterius,
del cui uso abbiamo un esempio nell'atto con il quale,
nell'estate dell'anno 1228, 4300 cittadini pisani giurarono di
mantenere l'alleanza fatta con Siena, Pistoia e Poggibonsi,
nell'atto tra i sottoscrittori compare un certo Litterius
Tellandi De populo Sancti Maczei. Un principio di queste
cognominizzazioni le troviamo a Solofra in un atto del 1556
leggiamo: "..In terra Solofre, et proprie intus in claustris
venerabilissimo monasterij Sancti Augustini dicte terre in loco
solito et consueto, requisitia nobis judice notario et testibus
infrascriptis .... Innocentius de Todaro, Gaminedus de
Guerrerio, Joannes Paulus de Litterio, not. Aurelio Ronca,
Delettusius de Guarino, Angelus de Pacifico, Abundantius de
Giaquinto..". |
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LIUTI
LIUTO |
Liuti è tipico dell'Italia centrale, ha un ceppo a Jesi e
Falconara Marittima nell'anconetan, qualche sparuta presenza in
Umbria ed un ceppo a Roma, ha un piccolo ceppo anche a Brindisi,
Liuto, quasi unico, è del romano, dovrebbero derivare dal nome
medioevale Liutus,
di cui abbiamo un esempio in un atto di donazione del 1159 ad
Anagni nel frusinate, dove si legge che il donatore è un certo
Liutus miles trivensis. |
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LIUZZI
LIUZZO |
Liuzzi è specifico e molto diffuso in Puglia e Basilicata, con
un piccolo ceppo tra napoletano e salernitano, Liuzzo invece è
tipico della Sicilia orientale e del reggino, si dovrebbe
trattare di forme ipocoristiche del nome Leo, forma contratta di
Leone, o dell'aferesi del nome Elia.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Liuzzi è cognome prevalentemente pugliese. E' un derivato del
cognome Leùci
presente a Potenza, Rionero in Vùlture e nel Salento. Un
Leucius
nel 1107 era archiepiscopus a Brindisi (Cod. brind. I): è
vezzeggiativo di Leo;
v. anche Leòci. Secondo P. Minervini: ".. Può essere la
cognominizzazione dei toponimi Liuzzo Orto (ME) o di S. Liuzzo
(nei pressi di Molfetta, BA) oppure l'aferesi del personale
Eliuzzo
(con la caduta per aferesi della vocale E) dal greco 'èlios
= sole."
Nessun dubbio invece sull'origine ebraica del cognome. |
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LIVERANI |
Specifico della zona che comprende le province di Bologna,
Ravenna e Forlì, dovrebbe derivare da modificazioni dialettali
del toponimo Livergnano (BO).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Liverani deriva dal nome personale
Oliviero. |
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LIVERIO |
Rarissimo
tanto da potersi considerare presente solo a Melegnano, si può
ritenere un errore di trascrizione del più diffuso cognome
Oliverio e dovrebbe derivare dal nome rinascimentale, tratto
dalla Chanson de Roland, Olivere. |
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LIVEROTTI |
Liverotti, molto raro, sembrerebbe dell'area tra maceratese ed
ascolano, di Pollenza e Colmurano nel maceratese e Massa Fermana
nel Piceno in particolare, dovrebbe derivare dal nome medioevale
Liverotto
(Leprotto),
di cui abbiamo un esempio d'uso nell'ascolano con
Liverotto da Fermo,
citato da Niccolò Machiavelli nel suo
Del modo tenuto dal duca Valentino ...
: ".. Fatto questo accordo,
Guidubaldo duca d'Urbino di nuovo si fuggì e ritornossi a
Vinegia, avendo prima fatto ruinare tutte le fortezze di quello
stato, perché confidandosi ne' populi, non voleva che quelle
fortezze ch'egli non credeva potere defendere, el nimico
occupassi e mediante quelle tenessi in freno gli amici sua. Ma
el duca Valentino, fatta questa convenzione, avendo partite
tutte le sua genti per tutta la Romagna con gli uomini d'arme
franzesi, a l'uscita di novembre si partì da Imola e ne andò a
Cesena; dove stette molti giorni a praticare con mandati de'
Vitegli e degli Orsini, che si trovavono con le loro genti nel
ducato d'Urbino, quale impresa di nuovo si dovessi fare. E non
concludendo alcuna cosa, Liverotto da Fermo fu mandato a
offerirli che se voleva fare la 'mpresa di Toscana, ch'erano per
farla; quando che no, andrebbono a la espugnazione di
Sinigaglia. Al quale rispose el duca che in Toscana non voleva
muover guerra, per essergli e Fiorentini amici, ma che era bene
contento che andassino a Sinigaglia. ..". |
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LIVI
LIVIA
LIVIO |
Livi è molto diffuso in Toscana, nel fiorentino in particolare,
nel pesarese ed a Roma e provincia, Livia è tipicamente romana,
Livio oltre al ceppo romano ne ha uno importante nel comasco ed
a Napoli, dovrebbero derivare o direttamente dalla
Gens Livia,
una gens plebea comunque tanto importante da annoverare parecchi
Tribuni della Plebe, o da patronimici derivati dal nomen latino
Livia,
Livius. |
|
LIVIERI
LIVIERO |
Livieri ha un ceppo veneto, nel veneziano, a Campagna Lupia,
Mira, Campolongo Maggiore, Venezia e Camponogara, ha presenze
nelle Marche ed in Umbria, un ceppo a Roma, uno a Napoli ed uno
in Puglia a Mesagne nel brindisino ed a Nardò nel leccese,
Liviero è tipicamente veneto, di Cittadella, Solesino e Padova
nel padovano, di Castelfranco Veneto e Riese Pio Decimo nel
trevisano, di Mira, Cavarzere e Salzano nel veneziano e di Rosà
nel vicentino, con un ceppo anche a San Nazzaro ed a San Giorgio
del Sannio nel beneventano, dovrebbero derivare da forme
aferetiche del nome Oliviero,
probabilmente portato dai capostipiti. |
|
LIVIGNI
LIVINI |
Livigni ha un ceppo a Roma, uno a Napoli ed uno a Palermo,
Livini ha un ceppo a Foggia, dovrebbero derivare dal nomen
latino Livinius,
o dal nome della Gens Livineia. |
|
LIVOLSI |
Molto
raro, è difficile individuare una zona originaria anche se
sembra possano esserci due ceppi, uno in Sicilia ed uno in
Toscana. |
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LIVONE
LIVONI |
Livone è praticamente unico, Livoni, molto molto raro, ha un
piccolissimo ceppo emiliano, soprattutto nel bolognese, ed uno
nell'udinese, in particolare a Trivignano Udinese, Corno di
Rosazzo ed a San Giovanni al Natisone, secondo alcuni
deriverebbe dal nome della Livonia una regione lituana e sarebbe
arrivato in Italia con i goti, o con gli ungari, ma non si può
escludere che possa trattarsi di una forma accrescitiva del nome
Livio. |
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LIVORI
|
Assolutamente rarissimo, quasi scomparso, potrebbe essere di
origini toscane, dovrebbe derivare dal nome medioevale Liborius.
(vedi Liborio)
integrazioni proposte da
Massimo Livori:
insieme ad un amico spagnolo, Juan Carlo Libori ( in Spagnolo la
B si pronucia V ), ho constatato che il cognome Livori si può
trovare in località Portuali.Personalmente sono di Livorno ed
il mio amico di Barcellona, ho trovato Livori a Messina,a
Cagliari e esistono molte persone di nome Livori in Malta (da
cui penso provenga il ceppo iniziale).Esiste anche un numeroso
nucleo familiare a Melbourne in Australia.Questo fa pensare ad
origini levantine del nome. Non essendo un nome nobile,
gli unici documenti reperibili si trovano nelle Curie
Vescovili, ma la loro datazione, per quanto ho potuto
constatare, si ferma al massimo alla fine del 1700. |
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LIVORNESE
LIVORNESI |
Livornese
è specifico di Formia nel latinense, Livornesi è quasi unico,
dovrebbero derivare dal fatto che il capostipite fosse
originario di Livorno. |
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LIVORNI |
Livorni, assolutamente rarissimo, è dell'Italia centrale,
esistono due ipotesi, la prima è che derivi dal toponimo
Livorno, la seconda è che si tratti di una forma di betacismo
del nome latino di origini etrusche
Liburnius
(vedi LIBURNI), è importante sapere che lo
stesso nome della città di Livorno deriva da un arcaico
Leburna. |
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LIVRAGHI |
Squisitamente tipico dell'area milanese lodigiana, deriva dal
toponimo Livraga (LO). |
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LIVRIERI |
Potrebbe essere di origini pugliesi, dovrebbe derivare da un
soprannome connesso con il vocabolo levriere (razza canina).
origine suggerita da
Gianna Ferrari De Salvo |
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LIZI
LIZIO
LIZZIO |
Lizi, molto molto raro, è specifico di Roma, Lizio ha un piccolo
ceppo campano, a Napoli e Casavatore nel napoletano ed a
Mirabella Eclano nell'avellinese, in Sicilia ha un ceppo a
Ramacca nel catanese, a Catania e Messina e nelle rispettive
province, Lizzio è decisamente siciliano, con un grosso ceppo a
Catania e presenze significative ad Acireale, Giarre, Aci
Catena, Misterbianco, Mascali e Mascalucia, sempre nel catanese
ed a Messina, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Litius,
un'alterazione del cognomen latino
Lydius,
molto più noto nella sua versione femminile Lidia. (vedi anche
LISI) |
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LIZZA
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Possibili
ceppi in Campania, in Veneto ed in Liguria, sicuramente diverse
le origini dei vari ceppi, poco probabile la derivazione dal
nome medioevale italiano Lizia o Liza, mentre sono attendibili
derivazioni aferetiche tronche da toponimi come Melizzano (BN),
Pellizzano (TN) e Calizzano (SV) o località simili. |
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LIZZI
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Lizzi ha un ceppo friulano a Fagagna, Udine, Majano, Colloredo
di Monte Albano e ragogna ed uno giuliano a Trieste, ha un ceppo
a Narni e Terni nel ternano, uno nel teatino a Monteodorisio,
Guilmi, Carpineto Sinello e San Salvo, uno a Roma, uno a Napoli
e Caivano nel napoletano, uno nel foggiano a Troia e Foggia ed
in Calabria nel reggino a Siderno e Gerace, oltre all'origine
dal nome medioevale Litius
(vedi LIZI), in molti casi si può prendere in considerazione una
derivazione dal cognome slavo
Lisčic, forma ipocoristica e
patronimica del nome Lech. |
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LOALDI
LUALDI |
Loaldi, molto raro, è tipico del milanese, della zona di
Marcallo Con Casone (MI) in particolare, Lualdi, decisamente più
diffuso, è specifico del basso varesotto, nella zona ai confini
del milanese, Busto Arsizio in particolare, dovrebbero derivare
dall'aferesi del nome longobardo
Adaloaldus,
ricordiamo con questo nome il figlio di Agilulfo e re dei
longobardi Adaloaldo (603 - 625) di cui Paolo Diacono scrive:
"...Filius Agilolfi regis Adaloaldus baptizatur, et a servo Dei
Secundo Tridentino episcopo de fonte suscipitur. ...". |
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LOASES
LOASSES |
Loases è
praticamente unico, Loasses è specifico di Napoli e di Roma,
dovrebbero essere di origine spagnola e derivare dai ceppi
spagnoli dei cognomi Loaces, Loases, Loasses o Loazes, tutti
originati dal toponimo Luaces nei pressi di Mosteiro ad oriente
di Lugo, nella comunità autonoma della Galizia. |
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LO
BASCIO
LOBASCIO |
Lo
Bascio, non molto comune, è specifico di Napoli, Lobascio è
decisamente del barese, di Ruvo di Puglia e Corato in
particolare, con un grosso ceppo anche a Bari, dovrebbe derivare
da un soprannome dialettale lo
bascio (il
basso), attribuito forse ai
capostipite per la loro bassa statura, ma molto più
probabilmente si tratta di cognomi attribuiti a dei fanciulli
abbandonati da funzionari di istituti borbonici, che non
rinunciavano ad identificare i trovatelli con dei cognomi che li
caratterizzassero per loro caratteristiche fisiche. |
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LOBBIA
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Molto raro sembra avere oltre al nucleo nel sudmilanese e
lodigiano, anche un ceppo nel vicentino, dovrebbe derivare da
nomi di località, come ad esempio la frazione Lobbia di Caldogno
(VI). Tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel 1600
nel vicentino con un certo mastro muratore Zamaria Lobbia di
Asiago.
integrazioni fornite da
Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
Quasi sicuramente il cognome Lobbia deriva dalla toponomastica.
Dante Olivieri segnala una frazione di Brugherio (Mi) chiamata
Lobbia. Nelle vecchie case contadine di Lombardia la lobbia era
la terrazza o ballatoio o loggia. |
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LO
BELLO |
Tipico
siciliano, del palermitano, dell'agrigentino e del siracusano in
particolare, dovrebbe derivare da un soprannome legato a
caratteristiche fisiche del capostipite. |
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LOBERTI
LOBERTO
LOPERTO
LUBERTI
LUBERTO
LUPERTI
LUPERTO |
Loberti ha un ceppo a Ferrara ed a Vigarano Mainarda nel
ferrarese, Loperto, praticamente unico, è probabilmente dovuto
ad un errore di trascrizione di Loberto, che ha un ceppo
pugliese, in particolare a Canosa di Puglia nel barese ed uno a
Curinga nel catanzarese e nel cosentino, Luberti ha un piccolo
ceppo a Montegranaro nel Piceno, uno a Roccamontepiano nel
teatino ed uno a Roma e Segni sempre nel romano, Luberto ha un
ceppo ad Aosta, uno a Carinola nel casertano ed a Monte Procida
nel napoletano, uno a San Pancrazio Salentino nel brindisino e
ad Aradeo nel leccese, e un ceppo nel cosentino a Cosenza, San
Marco Argentano e Rende, Luperti ha un piccolo ceppo a Carovigno
nel brindisino e Luperto ha un ceppo importante nel leccese, a
Lecce, Martano, San Cesario di Lecce, Lequile, Carpignano
Salentino, Galatone, Veglie e Lizzanello, tutti questi cognomi
dovrebbero derivare dal nome medioevale
Lubertus,
originato dal nome franco
Lucebert, di questo nome
abbiamo un esempio in quest'atto del 1218: "...et sigilli nostri
impressione roborari iussimus. Si qua igitur secularis
ecclesiasticaue persona suadente diabolo aut propria fallente
iniquitate hoc monasterium in his aliisque suis prediis vel in
antefato contractu gravare aut molestare attemptaverit,
omnipotentis dei et eius genitricis perpetue virginis Marie et
b. Petri principis apostolorum et b. Pancratii eiusdem ecclesie
patroni et nostram indignationem incurrat, et nisi citius reatum
recognoscens resipiscat , perpetuo anathemati subiaceat, et a
corpore s. matris ecclesie se precisum sentiat et in extremo
magni iudicii die cum filiis Sathane perpetuo puniendus eterne
dampnationis hereditatem possideat. Huius rei testes sunt
Cunradus maior Coloniensis ecclesie decanus, Heinricus Bûnnensis
prepositus Coloniensis archidiaconus, Heinricus abbas de valle
s. Pétri, Godefridus capellarius, Lubertus decanus s. Marie in
gradibus, Thomas, Duto, Cunradus Sibergensis ecclesie priores,
Wolframmus elemosinarius , et ex laicis Cristianus nobilis homo
de Blankinberg, Roricus, Heinricus advocatus , Theodericus de
Othinbach , Heinricus miles de Pleysa, Bruno de Cassele,
Pilegrimus de Tuicio, Leo de Kipenhagin. Actum et confirmatum
est hoc anno dom. incarnationis M.CC.XVIII., indictione VI.,
romane sedi presidente papa Honorio, romanorum rege Friderico,
régnante vero domino nostro Jesu Christo per infinita secula
seculorum Amen.".
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale
Loberto,
che, assieme alle varianti
Luberto, Loperto e Luperto,
consiste in un arcaismo del nome
Roberto
(vedi Roberti): nell'onomastica arcaica, in effetti, è piuttosto
comune il fenomeno del rotacismo (sostituzione della R- con la
L-), come dimostrano anche i nomi Riccardo/Liccardo,
Raineri/Laineri, Rodorigo/Rodolico, etc. Per quanto riguarda i
cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni
dei nomi personali dei capostipiti. |
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LO
BIANCO
LOBIANCO |
Lo Bianco
è tipico della Calabria, provincia di Vibo Valentia in
particolare e della Sicilia, palermitano in particolare,
Lobianco, assolutamente rarissimo, è probabilmente dovuto ad
errori di trascrizione, derivano da soprannomi originati da
caratteristiche fisiche della persona o del luogo di abitazione
(vedi Bianchessi), troviamo tracce di questa cognominizzazione a
Messina nel 1500, in un'atto della Sacra Inquisizione datato 25
gennaro 1516 un certo Antonino Lo Bianco "...fu per sentenza
lata a rilassato in persona al braccio secolare con
confiscazione di beni...". |
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LO
BIONDO
LO BIUNDO |
Lo
Biondo è tipicamente siciliano di Palermo, Monreale, Belmonte
Mezzagno e Partinico nel palermitano, Lo Biundo, sempre del
palermitano, è specifico di Partinico, Altofonte e Palermo, il
suffisso Lo-
potrebbe avere valore patronimico ed intendersi come
il figlio di o del,
riferito al nome Biondo.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel soprannome o nome
medievale Biondo,
che, assieme alla variante
Biundo, allude chiaramente al
colore dei capelli - di tinta bionda per l'appunto (vedi Bionda
e Biundo). In conclusione, dunque, si tratta delle
cognominizzazioni dei soprannomi o dei nomi personali dei
capostipiti. |
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LOBINA
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Tipico del cagliaritano e nuorese deriva dal vocabolo catalano
lobina
(varietà di pesce persico). |
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LO
BONO
LO BUONO
LOBONO
LOBUONO |
Lo
Bono, assolutamente rarissimo, è tipico del palermitano, Lobono,
ancora più raro, è specifico di Crotone, Lo Buono, oltre al
ceppo nel palermitano, a Trabia, Termini Imerese e Palermo, ha
anche un ceppo a Bisaccia nell'avellinese, ed in Puglia a Bari e
Foggia, Lobuono è decisamente pugliese, di Bari e del barese e
di Brindisi, si dovrebbe trattare di forme derivate dal nome
medioevale Buono
(vedi BUONI). |
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LO
BOSCO |
Lo Bosco
ha un ceppo tra Campania e Basilicata, a Sala Consilina e
Battipaglia nel salernitano ed a Roccanova, Sant'Arcangelo e
Montemurro nel potentino, ed un ceppo più consistente in Sicilia
ad Altavilla Milicia, Palermo e Monreale nel palermitano ed a
Raffadali e Licata nell'agrigentino, dovrebbe derivare da un
soprannome stante ad indicare che il capostipite fosse indicato
come quello del bosco, o perchè originario di un'area boschiva o
perchè di mestiere lavorasse nei boschi. |
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LO
BRUTTO |
Tipico
siciliano, dell'agrigentino in particolare, dovrebbe derivare da
un soprannome legato a caratteristiche fisiche del capostipite,
tracce di questo cognome le troviamo nel 1600 a Casteltermini
(AG) con il notaro G. B. Lo Brutto. |
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LO BUE
LOBUE |
Lobue
parrebbe siciliano, è assolutamente rarissimo, Lo Bue invece è
decisamente siciliano, del palermitano in particolare, dovrebbe
derivare da soprannomi originati o dalla prestanza fisica del
capostipite o dalla sua forza. |
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LO
CANE
LOCANE |
Entrambi tipicamente calabresi, Lo Cane, quasi unico, è del
vibonese, così come il leggermente meno raro Locane, questi
cognomi dovrebbero derivare da un soprannome basato sul termine
arabo qaani
(rosso),
forse ad indicare che il capostipite fosse rosso di capelli. |
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LOCARDI
LOCARDO |
Locardi potrebbe essere originario della zona tra Milano ed
Alessandria, ma molto più probabilmente deriva da un'alterazione
del cognome Locardo, che è specifico di Noci nel barese, e che
dovrebbe essere il risultato dell'italianizzazione del cognome
Lochard
o Louchard,
che a loro volta derivano da un soprannome che indicasse che i
capostipiti fossero affetti da strabismo. |
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LOCARNINI |
Locarnini
è svizzero, tipico del Canton Ticino, di Contone e di Monte
Carasso nei pressi di Locarno, il cognome indica una provenienza
dei capostipiti dalla città di Locarno. |
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LOCASALE |
Estremamente raro è specifico di Montecalvo Irpino (AV),
dovrebbe derivare da un nome di località o frazione chiamata
appunto Casale, come ne esistono moltissime in Campania.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Lo Casale deriva dall'aggettivo latino medievale 'casale(m)'
= "cascina, casale".
Cognome che per metonimia significa "agricoltore
residente in un casale". Il
casale era una vasta abitazione con varie pertinenze (stalle,
fienili, ecc) al centro di un'azienda agricola di epoca
longobarda. I casali furono i punti di aggregazione di molte
nuove comunità italiane appunto nei territori dei ducati
longobardi, e anche dopo la loro caduta. Sopravvivono con questo
nome numerose comunità nella toponomastica italiana: Casale
Monferrato, Casale di Principe, ecc.). |
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LO
CASCIO |
Specifico
della Sicilia nord occidentale, potrebbe derivare da un
soprannome legato al vocabolo dialettale casciu (caseificio,
cacio), ma e forse è più probabile, dalla gens Cascia, a titolo
di esempio riportiamo il contenuto di una lapide di epoca romana
che cita personaggi appartenenti a questo clan: "D(is) M(anibus)
A(ulus) Cascius Marcianus matri suae Casciae Capriolae
pientissim(a)e b(ene)m(erenti) p(osuit)". Tracce di questa
cognominizzazione a Palermo si hanno a Palermo nel 1600: "...Nos
praeteritis rivulis istis omnibus, puriorem ex fonte aquam
porrigimus; neque gravitier ferimus ad manus nostras non
pervenisset vitam, quam (eodem Vincentio teste) Jacobus Cascio
Thermitanus Panormi edidit anno MDCXI...". |
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LO
CASTRO |
Tipico
siciliano, del catanese in particolare, tracce di questo cognome
le troviamo a Palermo in un atto del 1631 il Senato commissiona
al Mastro argentiere Matteo Lo Castro alcune opere. (vedi
Castro) |
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LOCATELLI
LOCATELLO
LOCATI |
Il
primo e l'ultimo sono entrambi decisamente lombardi e derivano
dai toponimi Locate Bergamasco nel bergamasco, Locate Triulzi
nel milanese, Locate Varesino nel comasco e Locatello anch'esso
nel bergamasco, Locatello è invece specifico di Puos d'Alpago
nel bellunese, di Venezia e di Verona.
integrazioni fornite da
Sergio Fantini
I Locatelli di Bergamo prendono il nome del paese Locatello in
Valli Imagna, nel 1500 1600 quando si trasferivano in altro
paese venivano chiamati De Locatellis. Famiglie molto numerose e
per distinguerle si dividevano in De Locatellis, De Locatellis
Lupo o De Lupatellis Malos in seguito persero il doppio cognome. |
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LOCCA
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Locca, molto raro, è tipicamente sardo di Cagliari ed Ussana nel
cagliaritano e di Iglesias, dovrebbe derivare da un soprannome
basato sul termine sardo di origini spagnole
loca (sciocca). |
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LOCCHI
LOCCO |
Locchi ha un ceppo a Firenze e nel fiorentino, uno a Perugia,
Città di Castello, Magione e Umbertide nel perugino ed uno a
Roma, Locco, molto molto raro, è tipico del cosentino, di
Bisignano in particolare, potrebbero derivare da una forma
aferetica usuale del termine
allocco (sorta
di uccello notturno),
utilizzato come soprannome atto ad indicare una particolare
goffaggine, o anche come nome in epoca medioevale, meno
probabile, ma pur sempre possibile una derivazione dal termine
arcaico locco
(denso sciroppo alla liquerizia
che veniva prescritto ai malati di gola). |
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LOCCI
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Tipico
della Sardegna, ha dei ceppi anche in Toscana ed in Liguria, il
ceppo sardo dovrebbe derivare dal nome spagnolo Eloche, troviamo
tracce di questo cognome a Cagliari nel 1300 e a Genoni (NU) nel
1600 con Padre Pietro Locci primo superiore del locale Convento
dei Minori Osservanti, in Toscana troviamo a San Gimignano (SI)
nel 1300 un Ser Silvestro Locci. |
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LO
CHIANO |
Molto
raro è tipico della provincia di Caltanissetta, dovrebbe
derivare dall'aferesi del nome tardo latino di origine iberica
Eutychianus; Chianus come nome venne utilizzato dai Longobardi,
ma potrebbe anche essere originato da un soprannome dialettale.
Esempio di questo nome è il Papa (275-283) San Eutychianus. |
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LOCHE
LOCHI |
Loche è tipico del centro sud della Sardegna, Lochi ha un ceppo
in Sardegna nell'oristanese a Nurachi, Riola Sardo e Cabras ed
uno in Puglia a Manduria nel tarentino, dovrebbero entrambi
derivare dal nome personale di origine spagnola
Eloche,
che significa pazzo. |
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LOCHIS
|
Molto
raro. sembrerebbe specifico del bergamasco, la famiglia Lochis
faceva parte della nobiltà bergamasca con il rango di Conti,
nella metà del 1800 un Guglielmo Lochis è podestà di Bergamo. |
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LOCOROTONDO |
Tipico
della zona tra Bari, Brindisi e Taranto, deriva dal toponimo
Locorotondo (BA). |
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LOCRI
|
Locri,
assolutamente rarissimo, è specifico del reggino, deriva dal
toponimo Locri, probabilmente perchè era appunto Locri il paese
di provenienza della famiglia. |
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LO
CURATOLO
LOCURATOLO |
Lo
Curatolo, assolutamente rarissimo, dovrebbe essere dovuto ad
un'errata trascrizione di Locuratolo, che è tipico della zona
tra barese e potentino, di Bari e Minervino Murge nel barese e
di Melfi e Potenza nel potentino, e che dovrebbe derivare dal
termine dialettale calabrese
curatolo, a sua volta derivato
dal termine greco bizantino
kourator (intendente),
stante ad indicare il
responsabile di una fattoria o di un allevamento di bovini,
mansione probabilmente svolta dal capostipite (vedi CURATOLA). |
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LO
CURCIO
LO CURTO
LOCURCIO
LOCURTO |
Locurcio è specifico del foggiano, Lo Curcio è siciliano o più
propriamente palermitano, Lo Curto, decisamente sicilòiano, ha
la maggiore concentrazione nella parte sudoccidentale
dell'isola, in particolare nel palermitano, Locurto è
assolutamente rarissimo e dovrebbe essere dovuto ad errori di
trascrizione del precedente, dovrebbero tutti derivare da
soprannomi legati al vocabolo dialettale
curcio o
curto
(corto, basso di statura). |
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LODA
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Esclusivo
del bresciano, troviamo tracce di questa cognominizzazione già
nel 1600 con Don Antonio Loda Arciprete di Salò. |
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LODDE
LODDI
LODDO |
Lodde, decisamente sardo è tipico della Sardegna settentrionale,
di Sassari in particolare, Loddi è dell'iglesiente, Loddo è
tipico della Sardegna meridionale, potrebbero derivare da
toponimi come Loddus di Gesturi (CA), ma più probabilmente
derivano da soprannomi originati dal vocabolo dialettale sardo
logodurese lòdde
(volpe),
dal gallurese loddi
o da una sua modificazione dialettale meridionale.
integrazioni fornite da
Davide Loddo
da fonti d'archivio medioevali risulta che il cognome Loddo è
una variante del cognome Lollo, presente già in età tardo antica
e molto diffuso in Sardegna durante l'età giudicale. La doppia d
ha preso il posto della l per una particolare regola della
fonetica sarda. |
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LODESERTO |
Lodeserto è un cognome tipicamente pugliese, si dovrebbe
trattare di un cognome attribuito a dei trovatelli,
lo deserto
sta infatti per l'abbandonato,
dal verbo latino desero,
deseris,
deserui,
desertum,
deserere,
che significa abbandonare. |
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LODETTI |
Tipico
lombardo, della zona tra Milano e Bergamo, dovrebbe derivare dal
toponimo Lodi. |
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LODI
LODIGIANI |
Lodi ha
più ceppi, uno sicuramente nell'area della province di Ravenna,
Bologna, Modena, Mantova Reggio Emilia e Cremona, l'altro nella
zona tra Lodi e Milano, Lodigiani è specifico delle province di
Milano, Pavia, Lodi e Cremona. Entrambi questi cognomi derivano
dal toponimo Lodi e dal suo indicativo di provenienza
"lodigiano". |
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LODOLA
LODOLI
LODOLO |
Lodola ha un ceppo nel pavese, uno nello spezzino ed uno nel
ravennate, Lodoli è raro ha un ceppo nel romano, uno in Romagna
ed uno nel Veneto, Lodolo è di origine friulana, tipico di Udine
e dell'udinese, dovrebbero derivare dal nome medioevale Lodolus,
Lodola di cui abbiamo un esempio in un
Breve confessionis
dell'anno 1190 a Valenza (PV): "...Interfuerunt dominus
Ferrandus, Gualfredus de Torrexella, Bellatus de Papia,
Guilielmus de Bova, Lodolus testes rogati. Ego Martinus sacri
palacii notarius interfui et hoc breve post traditum conplevi
dedique.", potrebbero derivare anche da soprannomi originati dal
termine medioevale lodola
(allodola)
dell'uso di questo termine possiamo leggere in un antico testo
Historiae animalium liber III qui est de Avium natura del 1555:
"...et creditur esse avis illa quae Venetis lodola (id est
alauda, alias capelluta, id est alauda cristata) appellatur...",
è pure possibile una derivazione da nomi di località. |
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LODOVICHI
LODOVICI
LODOVICO
LODOVISI |
Lodovichi è specifico dell'aretino e del perugino, di Cortona,
Monte San Savino ed Arezzo e di Castiglione Del Lago (PG),
Lodovici ha un ceppo nel bergamasco soprattutto a Bonate Sopra,
Bottanuco e Capriate San Gervasio, uno a Carrara, uno a Pesaro e
Fabriano (AN) ed uno a Rivodutri nel rietino oltre che a Roma,
Lodovico è assolutamente rarissimo, Lodovisi ha un ceppo a
Camugnano nel bolognese, uno a Poggio Moiano nel rietino ed uno
a Roma, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Lodovisius
(forma arcaica di Ludovisius)
(vedi LUDOVICI) o dal nome
Lodovicus da questo derivato. |
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LOERO
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Loero, molto molto raro, sembrerebbe decisamente ligure di
Genova e Sestri Levante in particolare, dovrebbe derivare da un
soprannome originato dal termine arcaico
loero (affitto),
forma contratta dell'espressione
lo avero,
somma
cioè che si deve avere,
la motivazione di questo soprannome potrebbe essere quella del
mestiere di affittacamere o magazzini per le merci, svolta dal
capostipite. |
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LO
FARO
LOFARO |
Lo Faro,
sembra avere un ceppo nel reggino ed uno nel catanese, Lofaro,
estremamente raro, è tipico del reggino, dovrebbero derivare da
un nome di località identificato dalla presenza di un faro di
segnalazione. |
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LO
FASO
LOFASO |
Lo
Faso è tipicamente siciliano, del palermitano, di Marineo,
Bolognetta, Palermo e Roccapalumba e di Canicattì
nell'agrigentino, Lofaso, quasi unico, dovrebbe essere dovuto ad
un'alterazione dovuta ad un errore di trascrizione del
precedente, si possono formulare almeno tre ipotesi circa la
possibile origine del cognome, da un soprannome basato sul
termine dialettale fauso
(finto, falso)
contratto in faso,
la seconda ipotesi propone una derivazione da una forma
aferetica del nome Bonifaso
(Bonifacio),
la terza ipotesi propone una derivazione da un soprannome
grecanico basato sul termine greco antico φάσεως faseos
(parole),
forse ad indicare che il capostipite fosse un facondo parlatore. |
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LOFIEGO |
Lofiego è
tipicamente lucano, molto raro, ha ceppi sia in provincia di
Potenza a Castelsaraceno, Francavilla in Sinni e Latronico, che
nel materano a Ferrandina, difficile identificarne l'origine
etimologica. |
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LOFFREDI
LOFFREDO |
Loffredi è tipicamente laziale delle province di Roma, Latina e
soprattutto Frosinone, Loffredo è tipico campano, con
ramificazioni anche nel potentino e nell'alta Puglia e Calabria,
derivano da una modificazione del nome
Goffredo,
tracce di questo cognome si trovano nel brindisino dove nel
1492, il feudo di Carovigno (BR) viene concesso dal Re
Ferdinando I° d'Aragona a Giovan Gaspare De Loffredo, un
principio di questa cognominizzazione la troviamo anche a
Bovalino (RC) nella seconda metà del 1500 con il notaio
Sigismundo Loffredo (o De Loffredo), e nel napoletano, nel 1700
si fa notare Don Francesco Loffredo Duca di Cardito (NA). |
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LO
GATTO |
Tipicamente meridionale ha un ceppo napoletano ed uno calabrese
a Paola (CS) ed a Vibo Valentia (VV), dovrebbe derivare da un
soprannome. |
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LO
GERFO |
Lo
Gerfo è tipicamente siciliano, di Misilmeri nel palermitano e di
Palermo, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine
dialettale siciliano gèrfu
(acerbo, aspro). |
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LOGGIA
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Loggia è
tipico dell'agrigentino e del nisseno, con un ceppo secondario
nel torinese, dovrebbe derivare dallo stato di bambino
abbandonato sulla Loggia Municipale, stato nel quale sembrerebbe
essersi trovato il capostipite (vedi anche LA LOGGIA). |
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LO
GIACCO |
Lo
Giacco, molto molto raro, è tipicamente calabrese, di Briatico
nel vibonese in particolare, potrebbe derivare da un soprannome
originato dal termine tardo medioevale militaresco
giacco
(sorta di celata metallica
portata a difesa del corpo da alcuni militari), ma potrebbe
anche derivare da un capostipite che si fosse chiamato
Giacomo,
diventato Giacco
per apocope. (vedi anche GIACCHETTI) |
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LO
GIODICE
LOGIODICE
LO GIUDICE
LOGIUDICE
LOIODICE
LOIUDICE
LOJODICE
LOJUDICE |
Logiodice
è specifico di Corleto Perticara nel potentino, così come la
forma quasi unica di Lo Giodice, Logiudice, molto molto raro, è
specifico del reggino, Lo Giudice è molto diffuso in tutta la
Sicilia ed in Calabria, Loiodice è tipico di Corato (BA),
Loiudice è specifico di Altamura (BA), Lojodice e Lojudice,
assolutamente rarissimi, sono specifici del barese, dovrebbero
tutti derivare dall'aver avuto i capostipiti la responsabilità
di giudice, che nel passato remoto non solo si occupava solo di
amministrare la giustizia, ma anche di gestire
amministrativamente un territorio, è anche possibile però che si
tratti invece, in alcuni casi, di soprannomi attribuiti ai
capostipiti, degni evidentemente di essere chiamati con quel
titolo. |
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LOGOLUSO |
Molto
raro è tipico di Bisceglie nel barese, potrebbe derivare da un
soprannome. |
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LO
GRECO
LO GRIECO
LOGRECO
LOGRIECO |
Lo
Greco ha un ceppo siciliano tra palermitano ed agrigentino ed
uno piccolo a Troia nel foggiano e nel barese, Logreco è
specifico del barese, della zona di Noicattaro, Conversano e
Turi, Lo Grieco, sicuramente pugliese, è quasi unico, Logrieco è
specifico di Bitonto nel barese e di Bari.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel soprannome o nome
medievale Greco,
che, assieme alla variante
Grieco, può alludere o a una
provenienza dalla Grecia oppure a una discendenza
grika o
grecanica
(per una spiegazione più approfondita, vedi il cognome Greca).
In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei
soprannomi o nomi personali dei capostipiti. |
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LO
GROI |
Lo
Groi, molto molto raro, è tipicamente siciliano, di Cammarata e
San Giovanni Gemini nell'agrigentino, dovrebbe derivare da un
soprannome basato su di un'alterazione dialettale del termine
greco arcaico sgurós
(riccioluto, con i capelli a
boccoli). |
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LO
GUASTO |
Lo
Guasto è tipicamente siciliano dell'alto agrigentino, di
Cammarata e San Giovanni Gemini, dovrebbe derivare da un
soprannome riferito ad una località,
guasto
sarebbe infatti dovuto all'alterazione dialettale del termine
latino castrum
(accampamento militare,
ma anche in epoca medioevale
castello (vedi CASTRO). |
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LO
GUERCIO
LOGUERCIO |
Lo
Guercio, molto raro, è di Caselle in Pittari nel salernitano,
Loguercio è tipico dell'area tra Campania e Basilicata, di
Caselle in Pittari e Sanza nel salernitano di Avellino e di
Genzano di Lucania nel potentino in particolare, dovrebbero
derivare da un soprannome originato probabilmente da un difetto
fisico del capostipite, probabilmente orbo di un occhio o
guercio. |
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LO
GUZZO |
Lo
Guzzo è tipicamente siciliano, specifico di Mazzarino nel
nisseno, ha un piccolissimo ceppo a Nicosia nell'ennese ed a
Catania, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine
dialettale siciliano guzzu
(cane rabbioso di piccola
taglia, botolo ringhioso),
probabilmente a sottolineare un aspetto del carattere del
capostipite. |
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LOI
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Tipico del centrosud della Sardegna, deriva dall'aferesi del
nomignolo campidanese Balloi vezzeggiativo di Sarbadori
(Salvatore), in alcuni casi può derivare da nomi di località
come ad esempio Su Loi frazione di Capoterra (CA). Tracce di
questa cognominizzazione le troviamo ad esempio nel 1700 con
Antioco Loi sindaco di Sestu (CA).
integrazioni fornite da
Fabia Loi
il cognome Loi si è diffuso nei secoli verso il sud della
Sardegna, ma la sua origine è da individuarsi a Posada (Nu).
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
Loi in sardo significa Salvatore e deriva dal nome. Solitamente
troviamo de Loi
(di Salvatore),
come anche per de Tori
o più spesso Dettori.
Son due cognomi che hanno la stessa origine. Mentre Loi è
diffuso nel centro sud dell'isola, Dettori, nel centro nord. Nel
territorio nazionale Loi è presente in 604 Comuni. Roma, con i
suoi 270 Loi, ha il maggior numero di presenze nella Penisola.
Seguono: Milano 111, Genova 94, Torino 44, Pistoia 15, etc.etc.
Negli USA è presente in 31 stati, con numerose presenze in
California, oltre 500, e meno numerose in altri Stati: New York
con 3 nuclei familiari ; Texas, Hawaii, Pennsilvania, Ohio,
Massachussetts, Indiana, Georgia, con 2 ; gli altri con 1. I Loi
in USA provengono per la maggior parte dall'America Latina. In
Sardegna è presente in 207 Comuni su 377. Nelle carte antiche
troviamo spesso l'uscita in y (Loy). Tra i firmatari della Pace
di Eleonora, *LPDE del 1388, troviamo 6 Loi e 4 Loy, dei quali
ricordiamo: Loi (de) Galluro, majore (sindaco) ville Gonnos de
Codina (Gonnoscodina - Contrate Partis de Montibus); Loi (de)
Nicolao, jurato (guardia giurata, collaboratore del majore)
ville Nuraci Niello (Nuraxinieddu - Campitani Majoris); Loy (de)
Dominighu, jurato ville Baradili (Contrate Marmille); Loy
Gantino, jurato ville Acene (villaggio distrutto- Contrate
Marmille); Loy Margiano, ville Selluri (Sanluri - Seddori); Loy
(de) Gantino, Burgi Castri M. Regalis (Castello di Monreale).
Nel Condaghe di S. M. di Bonarcado, *CSMB, figurano 3 Loy: Loy
(de) Barisone(14) teste in una donazione; Loy (de) Comita, teste
in una donazione; Goantine de Loy, su de Sancte Eru (San Vero),
coinvolto in un processo per affidamento( o spartizione) di
servi. (vedi DETTORI). |
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LOIA
LOIO
LOJA
LOJO |
Loia ha un ceppo a Capranica nel viterbese ed a Roma ed uno nel
beneventano, a Tocco Caudio, Cautano e Benevento, Loio e Lojo
sembrerebbero unici, Loja, quasi unico, ha rare presenze sparse
qua e là, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Loio,
Loia,
forme aferetiche dei nomi francesi
Aloy ed
Aloya,
forme arcaiche del nome Luigi e Luigia, ricordiamo Santa Loia
protettrice degli animali, in qualche caso potrebbero anche
derivare da soprannomi originati da alterazioni dialettali del
termine grecanico leòs
(popolo). |
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LO
IACONO
LO JACONO
LOIACONO
LOJACONO |
Decisamente di origini siciliane tutti tranne Loiacono che
sembrerebbe avere due ceppi, uno calabro ed uno nel barese.
Tutti questi cognomi derivano da soprannomi indicanti la
funzione caratteristica di Diacono. |
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LO
IERO
LOIERO |
Loiero è tipicamente calabrese, del catanzarese, di Catanzaro,
Satriano e Badolato, e del reggino, di Monasterace e Siderno, Lo
Iero, quasi unico, è del reggino, dovrebbero derivare da un
soprannome arcaico originato dal termine grecanico ίερεύς
iereus (sacerdote),
probabilmente riferito ad un capostipite che fosse prete
ortodosso. |
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LOLLI
LOLLIA
LOLLIO
LOLLO |
Lolli è molto diffuso in Emilia, fiorentino, Piceno, teramano,
perugino, aquilano, frusinate e romano e nel Salento, Lollia è
praticamente unico, Lollio è del bergamasco, di Costa Volpino in
particolare, Lollo ha un ceppo veneto, uno nel Lazio tra
frusinate e latinense ed uno nel napoletano e nel messinese,
dovrebbero derivare dalla Gens
Lollia, ma potrebbero anche
derivare da soprannomi originati dal termine
lollium (loglio,
erba infestante o zizzania),
forse ad indicare caratteristiche non proprio apprezzabili del
capostipite. |
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LOMA
|
Loma,
ormai quasi scomparso in Italia, sembrerebbe originario della
Sicilia e della Calabria, anche se si hanno tracce nel varesotto
fin dagli inizi del secolo scorso, dovrebbe derivare da un nome
di località. |
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LO
MANTO
LOMANTO |
Lo
Manto è tipicamente siciliano, di Mussomeli nel nisseno, di
Canicattì e Casteltermini nell'agrigentino, di Enna, di Palermo
e di Siracusa, Lomanto è caratteristico di Mussomeli nel
nisseno, con un ceppo anche a Paterno nel potentino, dovrebbero
derivare da soprannomi basati sul termine greco μάντις, μάντεως
mantis, manteos (mago,
indovino, profeta), ad indicare
che i capostipiti esercitasero il mestiere di indovini. |
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LOMARTIRE |
Cognome
tipico della penisola salentina. |
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LO
MASCOLO
LOMASCOLO |
Lo
Mascolo è decisamente siciliano, dell'agrigentino, di Raffadali
ed Agrigento, Lomascolo è specifico di Fasano nel brindisino e
di Monopoli nel barese, dovrebbero derivare dal nome medievale
Mascolo
(vedi MASCOLI). |
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LOMASTRO
LOMASTO |
Lomastro,
molto raro è tipico di Taranto, Lomasto, altrettanto raro è
specifico di Napoli, derivano da soprannomi stante ad indicare
il mestiere di mastro artigiano o magister di un'arte o
mestiere. |
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LOMAZZI |
Lomazzi è
tipico del nordmilanese, comasco e varesotto, deriva dal
toponimo Lomazzo (CO), tracce di questa cognominizzazione le
troviamo a Venezia nel XVII° secolo, come si evince dagli Annali
di Pietro Gradenigo conservati presso la Biblioteca Marciana di
Venezia: "...Sostituito nel carico di Vice Capitano della
sbirraglia, in luogo del poco fa deposto, Michiele Trinca, un
tale Sebastiano Lomazzi, nipote del giubilato Capitan Grande,
Matteo Varuti; oggi secondo li metodi consueti, fece la sua
comparsa nel Ghetto delli ebrei, e per li sestieri, con seguito
di moltissimi sbirri. ....". |
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LOMBARDELLI
LOMBARDELLO
LOMBARDI
LOMBARDINI
LOMBARDINO
LOMBARDO |
Lombardelli è ben presente nel centronord, con ceppi nel
piacentino, nel ferrarese, presenze in Toscana e nelle Marche,
un ceppo nel viterbese ed uno nel romano, Lombardello, quasi
unico, dovrebbe essere il frutto di errate trascrizioni del
precedente, Lombardi è assolutamente panitaliano, mentre
Lombardo è più propriamente siculo calabro, Lombardini ha ceppi
in Lombardia, nel parmense e nel reggino, nel bolognese,
ravennate, forlivese, riminese, pesarese, fiorentino, aretino,
senese, perugino e ternano, nel reatino e nel romano, con un
piccolo ceppo anche nel cagliaritano, Lombardino è siciliano,
del trapanese e palermitano. Questi cognomi hanno molte origini,
dalla derivazione dai molti toponimi quali: Alzano Lombardo nel
bergamasco, Martirano Lombardo nel catanzarese, San Vito dei
Lombardi nell'avellinese ecc., alla cognominizzazione del nome
medioevale italo germanico
Lombardo, al soprannome
indicante la provenienza regionale o etnica
lombardo
come forma contratta di
longobardo, cioè di
appartenente al popolo dei Longobardi o di proveniente dalla
Lombardia. |
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LOMBARDIA |
Lombardia
è un cognome quasi unico, si può ipotizzare una derivazione da
un soprannome originato dalla regione di provenienza del
capostipite, ma è pure possibile si possa trattare di un cognome
attribuito ad un trovatello. |
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LOMBINI
LOMBINO |
Lombini è un cognome tipicamente romagnolo di Forlì, Ravenna e
Faenza nel ravennate, Lombino è specifico di Palermo e
dell'agrigentino, di San Giovanni Gemini, Cammarata e Palma di
Montichiaro, dovrebbe trattarsi di forme aferetiche di
Colombini
o Colombino
e potrebbe stare ad indicare che i capostipiti fossero dei
trovatelli, spesso nel settentrione d'Italia veniva imposto un
cognome come Colombi, Colombini, o suoi derivati meno
trasparenti, ai bambini abbandonati, proprio a sottolinearne
l'innocenza e la purezza, ma nel 1800 l'usanza potrebbe essersi
tramessa anche al sud. Personaggio di rilievo è stato lo
scrittore statunitense di origini italiane Salvatore Lombino,
meglio noto come Ed McBain, autore fra l'altro di molte
scenografie dei film di Hitchcock, ad esempio del film "Gli
Uccelli". |
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LOMELLINI |
Attualmente occupa l'areale mantovano, ma dovrebbe essere
originario della Lomellina (PV), è comunque abbastanza raro. |
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LOMI
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Forse ha
due nuclei, uno tra Milano e Lodi ed uno tra Firenze e Pistoia,
dovrebbe essere derivato dall'aferesi di cognomi come Bellomi.
(vedi BELLOMI) |
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LO
MONACO
LOMONACO |
Lo Monaco
è decisamente siciliano, mentre Lomonaco è più raro ed è
presente a macchia di leopardo nel sud Italia, deriva da un
soprannome legato al fatto di essere originariamente vicini ad
un monastero o alle sue dipendenze. Personaggio famoso fu
l'erudito settecentesco Francesco Lomonaco di Montalbano Jonico. |
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LO
MONTE |
Estremamente raro, sembrerebbe siciliano, ha un ceppo a
Mezzoiuso (PA) e a Palermo stessa, dovrebbe derivare da un
indicatore di località. |
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LO
MUZIO |
Caratteristico di Foggia Lo Muzio dovrebbe derivare dal nome
latino Mutius
(vedi MUZI). |
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LO
NARDO |
Lo
Nardo ha un piccolo ceppo a Taranto ed uno più consistente a
Palermo, con presenze anche a Campobello di Licata
nell'agrigentino ed a Messina, dovrebbe derivare dal nome
medioevale italiano Nardo,
aferesi di nomi come Leonardo
e Bernardo
(vedi NARDACCHIONE ), probabilmente portato dal capostipite. |
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LONATI
|
Lonati è
tipico del bresciano, dove è molto diffuso e dovrebbe derivare
dal toponimo Lonato nel bresciano, presenta un ceppo anche nel
nord milanese, varesotto e comasco, dove potrebbe derivare dal
toponimo Lonate Ceppino o Lonate Pozzolo entrambi nel varesotto,
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo in provincia di
Sondrio fin dal 1500 con Pietro Antonio Lonato titolare di terre
in Valtravaglia. |
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LONDA
LONDI |
Londa è
assolutamente rarissimo, Londi è specifico del pratese, di Prato
e Carmignano e del fiorentino, di Montelupo Fiorentino, Empoli,
Lastra a Signa e Signa, dovrebbero derivare dal nome del paese
di Londa nel fiorentino alle falde del Falterona, probabile
luogo d'origine dei capostipiti. |
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LONDINI
LONDINO |
Londini, assolutamente rarissimo, presente in misura molto
rarefatta in tutta l'Italia peninsulare, potrebbe derivare da
errate trascrizioni di Londino, che è specifico di Mesoraca nel
crotonese, potrebbe essere di origini normanne e derivare dal
nome, sia bretone, che celta,
Londinos, a sua volta derivato
dal vocabolo celta lond
(selvaggio),
o potrebbe anche derivare dal nome medioevale latino
Londinus
di cui abbiamo un esempio in un'antica lapide datata 1071: "Hic
jacet Joannes Londinus mercator, ac balius hujus civitatis; qui
obiit anno Dom. 1071. Aetatis suae 44.". |
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LONG
LONGA
LONGATI
LONGATO
LONGATTI
LONGETTI
LONGHETTI
LONGHI
LONGIS
LONGO
LONGU
LUONGO |
Long è tipico del torinese, di San Germano Chisone, Pinerolo e
Pramollo, Longa ha un ceppo a Casazza nel bergamasco ed uno a
Livigno nel sondriese, Longati, molto molto raro, è del nord
Italia, Longato è tipicamente veneto, dell'area che comprende le
province di Padova, Treviso e Venezia, Longatti ha un ceppo tra
lecchese e sondriese ed uno tra mantovano e ferrarese, Longetti,
molto raro, è tipico del perugino, Longhetti, molto molto raro,
è tipico della zona tra novarese e varesotto, Longhi è limitato
al nord, mentre Longo è largamente diffuso in tutt'Italia,
Longis, assolutamente rarissimo, è tipico valdostano, Longu,
tipicamente sardo, ha un ceppo a Bolotana nel nuorese ed uno
nell'iglesiente a Sant'Antioco e San Giovanni Suergiu, Luongo è
tipico del sud, di Campania e Basilicata in
particolare,dovrebbero derivare da variazioni, da forme
patronimiche e da ipocoristici del nome medioevale
Longus,
variazione di cui abbiamo un esempio nella Vita di Ubertino da
Carrara del 1300 scritta dal Vergerio: "...Longettus erat
hereditarius servus, et semper una nutritus..:", dell'uso di
questo tipo di cognominizzazione troviamo un esempio nel Codice
Diplomatico della Lombardia medievale nell'anno 1172 a Milano:
"...Et ad hanc previdendam causam interfuerunt duo estimatores,
scilicet Albertus Longus et Iohannes Crozorinus qui estimaverunt
hanc commutacionem proficuum esse ecclesie....", in alcuni casi
potrebbero pure derivare da soprannomi legati al vocabolo
"lungo" e probabilmente condizionati dall'altezza e dalla
magrezza del capostipite.
le integrazioni e lo
stemma qui sottoriportate sono fornite da Lorenzo Longo de
Bellis
Longo è un'antichissima famiglia di origine napoletana; ebbe
nella tradizione orale per capostipite il console romano Tito
Sempronio Longo, certamente si può affermare che la famiglia
Longo fu nota nel napoletano sin dall'epoca normanna trovandosi
don Marino Longo tassato tra i baroni del Regno da Guglielmo
II° per il feudo di Nardò nel 1187. La Casata occupò cariche
importanti e possedette feudi e titoli. Fu Signora di nove feudi
e due marchesati tra i quali il marchesato di Vinchiaturo (don
Federico) e di Cosentino (castello del barone s.Lorenzo del
Vallo - Spezzano) nel 1626. Ha goduto nobiltà in Napoli fuori
seggio e venne ricevuta all'Ordine di Malta nel dicembre del
1578. Diede alla Chiesa alcuni Santi tra cui il beato Filippo e
il Santo Sulpizio. Un ramo di questa famiglia si trasferì in
Puglia intorno al 1400 con Mercurio Longo in Modugno,
diramandosi anche in Castellana. Arma: d'azzurro alla fascia
d'oro accompagnata da tre stelle dello stesso due nel capo ed
una in punta.Cimiero: una branca d'orso impugnante una cometa
d'argento.Motto: meritos ad astra suos. Le insegne di questa
famiglia sono anche inserite nel Blasonario Gen. delle Terre di
Bari di E. Noja di Bitetto. Della famiglia Longo si ricordano
in Modugno: Mons.Giovanni Longo-arciprete ante1492 //
Mons.Mercurio Longo n.1717-arciprete di
Modugno1796-1820,canonico,dottore in teologia e
diritto,protonotario apostolico // Magnifico Angelantonio Longo
fu Andrea n.1750-Regio Tavolario // Cav.dr. Nicola Longo nato il
23/04/1789,figlio del Magnifico d. Angelantonio Longo,Regio
Tavolario, e della nob. Emmanuella Risotti,e coniugato con la
nob.Chiara Cesena fu Carlo di Modugno .L'illustre medico fu
fervente patriota e simpatizzante garibaldino fece della sua
casa il q.g. della carboneria. Fu Presidente del 1° Consiglio
Provinciale del Nuovo Regno d'Italia. Per i servigi resi sia
come clinico che come politico il Re gli conferì il titolo di
Cavaliere della Corona.Distintosi nell'epidemia del colera del
1836 fu Presidente del consiglio sanitario della Provincia. La
sua vita è legata al singolare episodio del 1859 quando
Ferdinando II° di Borbone ,giunto a Bari, fu costretto a
trattenersi vittima di un grave male. don Nicola ,chiamato a
consulto varie volte, per le sue alte qualità morali e
scientifiche, predisse la morte imminente del Sovrano se Egli
non si fosse fatto operare urgentemente. Ferdinando morì a
Caserta, don Nicola invitato dalla Regina a far parte della
Corte rinunziò.Morì il12/06/1877. // Cav.Andrea Longo-sindaco
nel 1821,promosse provvidenze a favore dei bisognosi e delle
famiglie dei legionari per l'Unità d'Italia. // Cav.Giuseppe
Longo-sindaco1867/69 e 1886/87 // Cav.Andrea Longo -
sindaco1914/16. // Cav.Angelo Longo,agronomo,coniugato con la
nob. Lucrezia Netti di Mola ,originaria di Santeramo. Fu sindaco
emerito della città dal 1861 al-1866 si occupò della pubblica
istruzione e della sistemazione di Piazza Sedile. |
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LONGAGNANI
LUNGAGNANI |
Longagnani è tipicamente emiliano della zona che comprende il
reggiano ed il modenese, Modena e Reggio Emilia in particolare,
Lungagnani è assolutamente estremamente raro, dovrebbero
derivare dal toponimo Lungagnano Superiore, una frazione di
Monchio delle Corti nel parmense.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
II cognome Longagnani è verosimilmente d'origine soprannominale,
da 'lungo'
con doppio suffisso (- anio +
ano), ad indicare persona «lenta,
pigra». Ricordo al proposito la
voce dialettale reggiana
lungagnàn, designante «uomo
inconcludente, indeciso, ecc.».
L'ipotesi di una derivazione locale non ha fondamento per
l'inesistenza, per quanto mi consta, di un toponimo Longagnano.
Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996. |
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LONGANESI |
Longanesi
è tipico del ravennate, di Bagnacavallo e Faenza in particolare,
dovrebbe derivare dall'etnico del toponimo Longana di Ravenna,
anche se non si può del tutto escludere che possa trattarsi in
qualche caso di soprannomi indicanti nel capostipite una statura
superiore alla media ed una corporatura snella. |
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LONGARETTI
LONGARI
LONGARO |
Longaretti è tipicamente lombardo, con un ceppo a Milano, uno
nel bergamasco a Levate, Treviglio e Bergamo ed uno a Spino
d'Adda nel cremonese, Longari dovrebbe avere un nucleo tra
Milano, Lodi, Cremona e Parma ed uno in Umbria, Longaro è unico
ed esiste solo nel triestino. Questi cognomi dovrebbero
derivare, direttamente o tramite una forma ipocoristica, da
soprannomi dialettali legati al vocabolo dialettale
longh (lungo)
e probabilmente condizionati dall'altezza e dalla magrezza del
capostipite. (vedi anche LONGARINI) |
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LONGARINI
LONGARINO
LUNGARINI |
Longarini è specifico della fascia centrale che comprende le
Marche, l'Umbria ed il Lazio, in particolare Fano nel pesarese,
Macerata e Senigallia nell'anconetano, e Terracina nel
latinense, Roma e Poggio Mirteto nel reatino, Longarino,
praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad un'errata
trascrizione del precedente, Lungarini è specifico di Velletri e
Roma nel romano e di Amaseno nel frusinate, ed ha un
piccolissimo ceppo a Fano nelle Marche, dovrebbero derivare da
forme ipocoristiche derivate dal nome illirico
Longarus,
ricordiamo con questo nome un Re dei dardani, un'antico popolo
illirico che viveva al nord della Macedonia, come leggiamo nell'Ab
Urbe condita di Tito Livio:
"..Hac satis felici expeditione bello commisso reguli ac
principes accolae Macedonum in castra Romana ueniunt, Pleuratus
Scerdilaedi filius et Amynander Athamanum rex et ex Dardanis
Bato Longari filius: bellum suo nomine Longarus cum Demetrio
Philippi patre gesserat. pollicentibus auxilia respondit consul
Dardanorum et Pleurati opera, cum exercitum in Macedoniam
induceret,..", nome portato anche dal padre di un capo dei
dalmati. |
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LONGAVITA
LUNGAVITA |
Sia
Longavita che Lungavita, quasi unici, probabilmente dell'Italia
centromeridionale, dovrebbero derivare da un nome augurale
medioevale che augurasse al proprio figlio una lunga vita,
troviamo nel XIII° secolo nel senese un notaio Longavita, a
Nocera, nel 1600 troviamo un Longavita di Medici proprietario
terriero. |
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LONGERI |
Specifico
piacentino, potrebbe essere la cognominizzazione di un cognome
tedesco derivato dal toponimo Longerich (Colonia). |
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LONGHINI
LONGHINO
LONGIN
LONGINI
LONGINO |
Longhini ha un ceppo nel pesarese, uno nel vicentino, uno nel
mantovano ed uno tra milanese e varesotto, Longhino, molto raro,
è specifico dell'udinese, Longin, estremamente raro, è del
vicentino, Longini, estremamente raro, potrebbe essere
originario della zona tra Lombardia, Emilia e Toscana, Longino,
assolutamente rarissimo, sembrerebbe del centrosud, dovrebbero
tutti derivare da variazioni del nome medioevale
Longinus,
di cui abbiamo un esempio in epoca longobarda nella
Historia Langobardorum
di Paolo Diacono: "...Igitur Helmichis, extincto Alboin, regnum
eius invadere conatus est. Sed minime potuit, quia Langobardi,
nimium de morte illius dolentes, eum moliebantur extinguere.
Statimque Rosemunda Longino praefecto Ravennae mandavit, ut
citius navem dirigeret, quae eos suscipere possit. Longinus tali
nuntio laetus effectus, festinanter navem direxit, in quam
Helmichis cum Rosemunda, sua iam coniuge, noctu fugientes
ingressi sunt. Auferentesque secum Albsuindam regis filiam, et
omnem Langobardorum thesaurum, velocius Ravennam
pervenerunt....". |
|
LONGHITANO
LONGITANO |
Longhitano è specifico di Bronte e di Catania nel catanese, con
un ceppo anche a Centuripe nell'ennese e nel resto del catanese,
Longitano, quasi unico, dovrebbe essere dovuto ad errori di
trascrizione del precedente, dovrebbero derivare dal vocabolo
latino popolare longhitanus
o longitanus
(lontano, chi è proveniente da
lontano) usato per indicare uno
straniero del luogo, ma è pure possibile, anche se molto meno
probabile, che il termine stia ad indicare un abitante di Longi
vicino a Tortorici nel messinese, caratterizzando così il luogo
di provenienza del capostipite. |
|
LONGOBARDI
LONGOBARDO |
Longobardi è diffusissimo in Campania e a Roma, Longobardo,
abbastanza raro è del napoletano, risale all'uso medioevale che
considerava la Longobardia fino alla Campania e alla Puglia,
pertanto Longobardo era un abitante di questa regione e non
necessariamente un discendente del ceppo germanico. |
|
LONGON
LONGONE
LONGONI |
Longon,
molto molto raro, è veneto, Longone è specifico di Taranto,
Longoni è tipico del nordmilanese, varesotto e comasco e
potrebbe derivare dal toponimo Longone al Segrino (CO), la
derivazione probabile di questio cognomi è da un soprannome
legato alle caratteristiche fisiche del capostipite, tracce di
Longoni si trovano a Seregno (MI) fin dal 1400. |
|
LONGORDO |
Longordo, molto molto raro, ha presenze nell'imperiese, nel
romano e nel reggino, a Gioia Tauro, Scilla e Maropati, si
dovrebbe trattare di una forma etnica dialettale spagnola per
chi provenisse dalla zona di Langreo nelle Asturie, esiste anche
l'ipotesi che derivi invece da un soprannome dialettale che
tendesse a sottolineare l'obesità del capostipite, dalla voce
medioevale gordo
o ngordo
per goloso, avido, ingordo. |
|
LONI
LONIS |
Loni ha un ceppo sardo a Quartucciu (CA) ed a Portoscuso (CI),
ed uno a Pisa, Lonis ha un ceppo nel cagliaritano a Senorbì,
Sarroch e Barrali, ed uno a San Nicolò D`Arcidano (OR), i ceppi
sardi dovrebbero derivare da soprannomi originati o dal termine
sardo oliòni
(corbezzolo)
o da modificazioni di ipocoristici dialettali del termine sardo
olía
(ulivo, oliva). |
|
LO
NIGRO |
Tipico
del palermitano, di Altofonte e Palermo in particolare, dovrebbe
derivare da soprannomi originati da caratteristiche fisiche del
capostipite. (vedi Nigro) |
|
LOOS
LOOSE
LOOZ |
Loos,
quasi unico parrebbe siciliano, del sud dell'isola, Loose è
proprio unico, Looz è specifico di Monte di Procida nel
napoletano, dovrebbero essere di origini alsaziane e derivare
dal nome della Contea di Looz, l'attuale Loon, probabile zona
d'origine del capostipite, ricordiamo Otto di Looz, figlio di
Giselberto Conte di Looz nel XI° secolo: "..Ottonem comitem
Durachii, fratrem Emmonis comitis de Looze..". |
|
LO
PARCO
LOPARCO |
Lo
Parco, assolutamente rarissimo, con qualche rara presenza
nell'area brindisino, tarentina, dovrebbe essere una forma
alterata del cognome Loparco, che è tipicamente pugliese, in
particolare di Cisternino ed Ostuni nel brindisino, di
Locorotondo nel barese, di Martina Franca nel tarentino e, nel
brindisino, anche di Fasano, Ceglie Messapica, San Vito dei
Normanni e Carovigno, e che dovrebbe derivare da un soprannome
basato sul termine parco,
che ha il significato di
risparmiatore, frugale, ma
anche di tirchio ed avaro, ad identificare forse così un
particolare atteggiamento del capostipite. |
|
LOPARDO |
Tipico di
Brienza nel potentino e della vicina Sala Consilina nel
salernitano, dovrebbe derivare dal nome tardo latino Lopardus di
cui abbiamo un esempio in una Charta Donationis del 752 scritta
in Valdottavo (LU): "...nec non et Lopardo presbitero iuidem
serbientem, hoc est casa ubi abitare uisa sum...". |
|
LO
PARRINO
PARRINO |
Lo
Parrino è un cognome molto raro di cui non si riesce ad
individuare un'origine, anche se l'ipotesi più plausibile lo
indica come siciliano, mentre Parrino è sicuramente e
decisamente siciliano. A puro titolo di ipotesi proponiamo una
derivazione, con modificazione dialettale, dal diminutivo del
nome medioevale siciliano
Asparru (derivato a sua volta
dall'italiano Gaspare).
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Questo cognome, probabilmente originario del messinese, dovrebbe
derivare dal vocabolo dialettale
parrino,
col significato di padrino, da intendere o come un prete o come
una personaggio di spicco che assume la protezione di altre
persone.
integrazioni fornite da
Nicola Parrino
il cognome Lo Parrino è derivante dal dialetto siciliano Lu
Parrino ( Il Prete ) con l'andare del tempo modificato in
Parrino, è molto diffuso nella Sicilia occidentale in
particolare nei paesi tutt'oggi con riti religiosi Greco -
Albanese( Palazzo Adriano, Piano degli Albanesi ecc.....), ma si
può anche trovare in Calabria o in Puglia proprio perchè
d'origine Greco Albanese. Parrino è derivante dalla parola Greco
- Albanese Prifft, che sta a significare in italiano Prete in
dialetto siciliano Parrino. I preti Greci - Albanesi di rito
ortodosso hanno la facoltà di sposarsi, per cui dall'arrivo
degli albanesi nel regno delle Due Sicilie e anche prima; hanno
proseguito sino a tutt'oggi la propria generazione, ma con il
cognome Parrino. |
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LO
PERFIDO
LOPERFIDO
PERFIDO |
Lo
Perfido, quasi unico, è pugliese, così come il molto più diffuso
Loperfido, che ha un ceppo a Taranto e nel barese, in
particolare a Noci, con buone presenze anche ad Alberobello,
Bari, Monopoli, Castellana Grotte e Putignano, Perfido, sempre
del barese, è specifico di Turi e Bari con presenze anche a
Brindisi, potrebbe derivare da soprannomi basati sul termine
latino perfidus
(incredulo),
che in epoca medioevale assunse il significato anche di
infedele,
fatto che potrebbe fare anche supporre un'origine saracena o
ebraica dei capostipiti. |
|
LO
PERGOLO
LOPERGOLO |
Lopergolo è specifico del materano, di Miglionico, Matera e
Grottole, Lo Pergolo, praticamente unico, dovrebbe essere dovuto
ad un'errata trascrizione del precedente, che dovrebbe essere di
origini toponomastiche e derivare da nomi di località come
potrebbe essere stato il paese di Pergola, una frazione di
Marsico Nuovo nel potentino, o altri simili, ma è pure possibile
una derivazione da un soprannome basato su caratteristiche
dell'abitazione del capostipite, forse caratterizzata dalla
presenza di un pergolon
che in grecanico indicava un
ballatoio, un
largo davanzale. |
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LOPES
LOPEZ
LOPS |
Lopes ha un ceppo a Roma, uno a Napoli, uno a Carapelle (FG), ma
il nucleo principale è siciliano a Palermo, Siracusa ed a Scicli
(RG), anche Lopez probabilmente ha più ceppi, è distribuito in
modo importante in Puglia, Calabria e nel napoletano, Lops è
tipicamente pugliese, del barese, di Corato, Andria, Trani, Bari
e Canosa di Puglia e di Foggia e del foggiano, derivano tutti
dal cognome spagnolo Lopez,
sia come eredità della presenza spagnola come truppe di
occupazione, sia come cognomi di ebrei safarditi fuggiti dalla
Spagna, dopo l'editto di espulsione degli ebrei del 1492, questo
cognome è un patronimico del nome spagnolo
Lope, nel
caso di Lopes e Lopez pugliesi e di Lops è più probabile una
derivazione da soprannomi originati dal termine albanese
lopë (vacca).
ipotesi suggerita da
Florindo Cerreta
LOPEZ (e la variante LOPS) molto spesso è di origine albanese.
La forte presenza di questo cognome in Puglia (vedi Bari)
sarebbe una comprova di questa origine, essendo, come anche
oggi, la Puglia punto di approdo degli esuli albanesi di secoli
fa. |
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LO
PETRONE
LOPETRONE |
Molto raro è tipico del cosentino, dovrebbe derivare da una
variazione dialettale del cognomen latino Petrus.
integrazioni fornite da
Pasquale Lopetrone
Da una ricerca fatta presso i registri parrocchiali ho potuto
accertare che il cognome Lopetrone è un cognome alterato perché
i preti aggiunsero nel corso del 1600, nelle loro registrazioni,
al cognome PETRONE l'articolo LO, pertanto i PETRONE di San
Giovanni in Fiore divennero LOPETRONE. Posso ancora documentare
che tutti quelli che si chiamano LOPETRONE hanno origini in San
Giovanni in Fiore, poiché l'aggiunta del prefisso (LO) avvenne
in questo paese del cosentino. |
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LO
PINTO |
Lo
Pinto ha un ceppo importante in Sicilia, a Pantelleria, isola
del trapanese, a Palermo, Marineo e Termini Imerese nel
palermitano ed a Bivona nell'agrigentino, presenta inoltre un
ceppo nel latinense, a Latina ed Aprilia, ed a Roma, dovrebbe
trattarsi di una forma patronimica, dove il
Di- sta
per il figlio di,
riferito a capostipiti il cui padre portasse un soprannome
originato dalla tinta scura della sua carnagione, dal latino
pinctus
(tinto, colorito),
ma potrebbero anche essere di origine spagnola. |
|
LO
POLITO
LOPOLITO |
Lo
Polito è tipico di Foggia, Lopolito invece è specifico di
Bisceglie nel barese, dovrebbero entrambi derivare dal termine
greco polites
(cittadino),
indicando probabilmente un'origine bizantina del capostipite,
anticamente così come Roma era l'Urbe
(città) per eccellenza, Bisanzio era considerata la
Polis
(città) nelle aree di influenza dell'Impero romano d'Oriente, e
così polites
identificava persone originarie di Bisanzio. |
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LOPOMO
|
Lopomo è
molto raro ed è tipico di Palazzo San Gervasio (PZ), potrebbe
derivare dall'aferesi contratta del nome greco Philopoemon. |
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LO
PORTO
LOPORTO |
Lo Porto
è tipicamente siciliano, di Palermo, Monreale ed Alimena nel
palermitano, di Gela, Delia, Santa Caterina Villarmosa,
Resuttano e Caltanissetta nel nisseno, di Alcamo nel trapanese e
di Favara nell'agrigentino, Loporto, assolutamente rarissimo,
dovrebbe essere dovuto ad errate trascrizioni del precedente,
che si dovrebbe riferire a capostipiti che fossero giunti da un
passo,da un valico o dalla zona del porto cittadino. |
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LO
PREATO
LOPREATO
LO PREIATO
LOPREIATO
LO PREJATO |
Lo
Preato e Lopreato sono praticamente quasi unici, Lo Preiato ha
qualche presenza nel savonese e nel casertano, ma il ceppo più
consistente è nel vibonese, così come Lopreiato che ha un ceppo
a Sant'Onofrio e San Gregorio d'Ippona nel vibonese, Lo Prejato,
estremamente raro, sembrerebbe avere presenze nel casertano e
napoletano e nel savonese, l'origine etimologica potrebbe essere
da un'alterazione dialettale del termine
prelato (del
clero) e secondo questa ipotesi
i capostipiti sarebbero appartenuti al clero ortodosso, una
seconda ipotesi propone una derivazione da soprannomi originati
dal termine dialettale calabrese
prejatu (pregiato),
forse ad indicare nei capostipiti dei benestanti. |
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LO
PRENCIPE |
Loprencipe, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del brindisino,
dovrebbe derivare da un soprannome scherzoso attribuito al
capostipite. |
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LO
PRESTE
LO PRESTI
LOPRESTE
LOPRESTI |
Lo
Presti è assolutamente siciliano, Lopresti è una forma
cognominale derivata specifica del reggino, Lopreste e Lopreste,
quasi unici, sono dovuti ad errori di trascrizione, derivano da
modificazioni del vocabolo latino
presbyter
(prete)
che starebbe ad indicare una connessione non necessariamente
parentelare con un prete. |
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LO
PRETE
LOPRETE |
Loprete è
abbastanza raro, sembra avere oltre al nucleo calabrese, anche
un ceppo brindisino, Lo Prete, sempre molto raro, oltre al
nucleo calabrese, ha anche un ceppo nel foggiano, dovrebbero
derivare da soprannomi legati al vocabolo prete. (vedi Prete),
ma secondo un'ipotesi molto concreta deriverebbero dal cognome
albanese Prifti diffusosi in Grecia nel 1500 e giunto poi di lì
in Italia. |
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LO
PRIENO
LOPRIENO |
Lo
Prieno è quasi unico, Loprieno è specifico del barese, di Bari,
Trani, Gravina in Puglia, Bisceglie e Corato, dovrebbero
derivare da un soprannome dialettale con il significato di
pregno, incinto, grasso come se
aspettasse un bambino,
probabilmente a sottolineare uno stato particolarmente obeso del
capostipite. |
|
LO
PROTO |
Lo
Proto, assolutamente rarissimo, sembrerebbe panitaliano dovrebbe
derivare dal mestiere di proto
magister o
architetto
di una fabbrica edile ed anche
capomastro, svolto dal
capostipite. |
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LORA
|
Lora ha un ceppo piemontese ad Alba e Guarene nel cuneese ed a
Torino e Pralormo nel torinese ed uno veneto, nel vicentino a
Valdagno, Vicenza, Costabissara, Montecchio Maggiore e Trissino,
a San Bonifacio e Cologna Veneta nel veronese ed a Merlara nel
padovano, dovrebbe derivare da una forma contratta del nome
Laura,
probabile nome della caposrtipite. |
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LORAI
LORRAI |
Lorai, molto molto raro, ha un ceppo a Tetenia ed uno a Narcao
nell'iglesiense, Lorrai è un cognome tipicamente sardo
dell'Ogliastra in particolare di Urzulei e Tertenia, ma anche a
Gairo e Cardedu, con ceppi nel cagliaritano a Cagliari ed a
Sant`Andrea Frius e Burcei, si potrebbe ipotizzare una
connessione con il termine sardo
lòri (grano,
cereali, biada), forse ad
indicare una famiglia benestante.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
LORAI; LORRAI: deriva dal nome di un centro abitato scomparso,
Lorrai, più conosciuto come Sorrài. Era sito a ovest di Neoneli
( Comune di 791 abitanti, della Provinicia di Oristano), dove si
trovano ancora i visibili resti. Appartenne alla Curadorìa di
Barigadu, nel Regno Giudicale di Arborea. I suoi rappresentanti
furono firmatari della Pace di Eleonora del 1388: "Item a
Mariano de Uta majore ville Sorrai - juratis (collaboratori del
majore): Petro Mancha, Petro Marras et Joanne Mula -
habitatoribus(ville Sorrai): Filuccio de Caton, Dominico Lodde,
Joanne de Pira, Comita de Unali, Barisono Marras, Joanne Marras,
Dominico Murgia et Fiindeo Pisu". ..(segue la data della
firma).XV die januarii (MCCCLXXXVIII)- 1388. Attualmente LORRAI
è presente in 62 Comuni italiani, di cui 33 in Sardegna:
Cagliari 108, Urzulei 68, Quartu S. E. 35, Gairo 30, Burchi 29,
etc. LORAI (probabile errore anagrafico per Lorrai)) è presente
in 14 Comuni d'Italia, di cui 6 in Sardegna: Narcao 18, Iglesias
8, Tertenia 5, Quartu 3, Carbonia 3, Bonarcado 3. |
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LORANDI
LORANDINI
LORANDO |
Lorandi è particolarmente diffuso in Lombardia, nel bresciano a
Brescia, Nuvolera, Bagnolo Mella, Castel Mella, Leno, Orzinuovi
e Villa Carcina, nel bergamasco, a Sovere, Costa Volpino e
Lovere, ed a Milano, ha un ceppo nel vicentino a Villa Verla ed
uno in trentino, a Trento, Cimone e Rovereto, Lorandini è
tipicamente trentino di Taio e Spormaggiore, Lorando, quasi
unico, ha sparute presenze nel trentino e veronese ed in
Piemonte, dovrebbero derivare, direttamente o tramite un
ipocoristico, dal nome medioevale
Lorandus,
di cui abbiamo un esempio d'uso in questo atto di conferimento
di beni del 1270: "..cum omnibus utilitatibus, et cum Ilbou
insula, pro qua quaestionem moverat Laurentius Palatinus, filius
Keme, quam investigata profundius veritate comperimus pertinere
ad magnam insulam regiae Maiestatis, quas terras Lorandus,
filius Garae, de nostra olim possederat collatione, qui commissa
infidelitate de nostro aufugerat regno, cum eisdem metis et
terminis, quibus dictus Lorandus possederat, donavimus, dedimus,
et contulimus Monasterio Sanctae Mariae de insula leporum, ubi
filia nostra Charissima, ac aliae sorores Ordinis Praedicatorum,
Deo iugiter famulantes, commorantur, perpetuo et irrevocabiliter
possidendas...". |
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LO RE
LORE
LORE' |
Lo
Re è molto diffuso in tutta la Sicilia, con un piccolo ceppo
anche nel brindisino, Lore è invece molto molto raro ed è del
barese, Lorè, decisamente più diffuso, è tipico di Altamura e
Monopoli nel barese, di Palagiano e Pulsano nel tarentino e di
San Vito dei Normanni nel brindisino, dovrebbero tutti derivare
da un soprannome stante ad indicare che il capostipite occupava
una posizione di rilievo, come ad esempio quella di capobarca, o
rais,
o rè,
quest'ipotesi è la più probabile, ma non è ovviamente l'unica,
potrebbero anche derivare da un soprannome motivato dagli
atteggiamenti imperiosi o altezzosi del capostipite. |
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LOREDAN
LOREDANI |
Loredan,
estremamente raro, dovrebbe essere istriano triestino, Loredani,
quasi scomparso è probabilmente una trascrizione del primo,
derivano dal nome medioevale Lauretanus, di cui abbiamo un
esempio con il procuratore della Serenissima (podestà Alvise
Loredan ) Aloysius Lauretanus citato nel De bello
Constantinopolitano da Paolo Ramusio nel 1500, famiglia nobile
istriana con possedimenti feudali fin dal 1500, ebbero
personaggi importanti in tutto il territorio della Serenissima. |
|
LORELLA
LORELLI
LORELLO |
Lorella è quasi unico, Lorelli, abbastanza raro, sembrerebbe
specifico di Amantea nel cosentino, Lorello ha un ceppo laziale
nel latinense, a Fondi, Itri, Cisterna di Latina, Aprilia e
Formia, un piccolo ceppo nel cosentino, in particolare a Cleto,
Acri ed Amantea, ed un ceppo in Sicilia a Palermo ed Altofonte
nel palermitano, ed a San Fratello e Tusa nel messinese,
potrebbero derivare da forme ipocoristiche del nomen latino
Loreius
o Loreia,
ma anche in alcuni casi da un'italianizzazione del nome francese
Lorel
o Laurel,
si dovrebbe sempre comunque trattare di cognominizzazioni
originate dal nome dei capostipiti. |
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LORENTI |
Dovrebbe
essere di origini calabresi, una possibile derivazione è dal
nome normanno Lorente, potrebbe anche derivare da una variazione
del cognome Laurenti (vedi).
quest'ultima ipotesi è
suggerita da Gianna Ferrari De Salvo |
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LORENZANI
LORENZANO |
Lorenzani
sembrerebbe specifico dell'area che comprende le province di
Parma Reggio Emilia e Massa, Lorenzano invece ha un ceppo nel
crotonese a Cutro e Crotone ed uno in Sicilia ad Aragona
nell'agrigentino con presenze anche a Noto nel siracusano, il
ceppo settentrionale potrebbe derivare da toponimi come
Lorenzana (MS) o (PI), il ceppo meridionale potrebbe derivare
dal toponimo Laurenzana nel potentino, mentre il ceppo siciliano
potrebbe essere originario della Toscana. Tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo nel periodo a cavallo tra il 1500
ed il 1600 con il musicista Paolo Lorenzani, di origini toscane. |
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LORENZATO |
Lorenzato è un tipico cognome veneto, di Vigodarzere, Piazzola
sul Brenta e Villa del Conte nel padovano, e di Cassola, Romano
d'Ezzelino, Rosà, Velo d'Astico, Arsiero, Vicenza, Monteviale e
Bassano del Grappa nel vicentino, con piccoli ceppi anche ad
Asti e Torino, il ceppo veneto dovrebbe derivare da una forma
patronimica con suffisso -ato,
tipicamente veneto, che sta per
il figlio di, riferito a
capostipiti il cui padre si fosse chiamato
Lorenzo.
integrazioni fornite da
Luis Roberto Lorenzato - Brasil
La mia Famiglia é originaria della zona del Canavese, antica e
sovrana contea del Piemonte. Il cognome ha origine nella forma
di LAURENCIACUM ora LORENZADIUM , LORENZADIO, LAURENSADO e
LORENZATTO/LORENZATO che è il nome del castello e feudo CASTRUM
LORENZATE secondo il famoso storico Piertro Azario nel 1300
libro "Guerra nel Canavese", che oggi é il Comune di Loranzè,
molti Lorenzato sono emigrati in altri comuni del Piemonte come
ad esempio a Valperga, dove erano nobili e consoli giá nel
1440, a Barge ecc. I Lorenzato del Veneto in qualche caso sono
provenienti dal Canavese, come ad esempio il Bonifacio Lorenzato
dei Conti di San Martino, che fù Podesta di Padova nel secolo
tredicesimo. La prima citazione antica conosciuta della mia
famiglia in Piemonte precisamente a Vercelli è del 10 novembre
dell'anno 1190: "... interfuerunt pro paribus Curiae Jacobus de
Lorenzato, Philippus Griva ...". |
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LORENZETTI
LORENZETTO
LORENZI
LORENZIN
LORENZINI
LORENZO
LORENZON
LORENZONE
LORENZONI
LORENZOTTI |
Lorenzetti è diffuso in tutto il centro nord, Lorenzetto è
tipicamente veneto, del trevisano e padovano, Lorenzi è più
tipico del lombardo veneto, Lorenzin, decisamente veneto,
parrebbe specifico dell'area che comprende le province di Padova
e Vicenza, Lorenzini pur essendo diffuso nel centro nord, sembra
essere originario della fascia centrale, Lorenzo è molto diffuso
nel salernitano, nel potentino e nel Salento, Lorenzon è tipico
veneto, del veneziano e del trevigiano in particolare,
Lorenzone, assolutamente rarissimo, è del nord, Lorenzoni è
diffuso in tutto il centronord, Lorenzotti, molto raro, ha un
ceppo romano, uno marchigiano ed uno tra alessandrino e
genovese, tutti questi cognomi derivano o direttamente o
attraverso diminutivi, vezzeggiativi o accrescitivi del nome
Lorenzo. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad
esempio nel trevigiano a Cison nel 1600 dove in un atto è
menzionato come parte lesa un certo Lorenzo figliolo di
Francesco Lorenzone. |
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LOREO
LORIO |
Loreo è quasi unico, potrebbe essere piemontese, Lorio,
estremamente raro, ha un ceppo nel Piemonte orientale ed uno a
Lecce, il ceppo friulano sembra ormai scomparso, potrebbero
derivare da una distorsione del nomen latino Laurus o del nome
medioevale Lauretus, ricordiamo un Lauretus Magister
Iustitiarius in Puglia nel 1500, è anche probabile una
derivazione dall'aferesi del nome tardo latino Ilarius si
ricordi il Papa con questo nome il cui pontificato durò dal 461
al 468. Tracce di questa cognominizzazione le troviamo ad Udine
con Pietro Lorio, stampatore dal 1609 al 1629 e con il pittore
udinese Camillo Lorio della seconda metà del 1600.
informazioni fornite da
Laura Lorio
Lorio è un cognome presente in molti stati europei, ma non molto
frequente. Potrebbe derivare dal nomen latino
Loreius
(casa di Marcus Loreius Tiburtinus a Pompei); nelle ricerche
genealogiche ho scoperto che questo cognome a volte era Lorio,
a volte Loreo. In Italia esistono vari ceppi, in Piemonte,
Lombardia, Veneto, Emilia, Italia meridionale, ma il più
numeroso è in Piemonte, soprattutto nella zona di Vercelli.
Molti Lorio si trovano nel nord della Francia, in particolare
nella zona di Calais. Presso l'archivio parrocchiale di
Asigliano Vercellese troviamo un Antonio Hieronimus Lorio, morto
nel 1629 all'età di 5 anni, figlio di Andrea Lorio e Margherita
Costanza. Nel 1349 Pietro Luerus con Guglielmo e Guarnerio de
Lueris fu investito dal vescovo Giovanni Fieschi di Vercelli del
feudo di Asigliano. |
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LORETANI
LORETANO |
Loretani, molto raro, è tipicamente marchigiano, dell'area tra
anconetano e maceratese, Loretano è quasi unico, sembrerebbe
abruzzese è potrebbe derivare dall'etnico del toponimo Loreto
Aprutino (PE), dovrebbero derivare dalla forma etnica medioevale
lauretanus,
indicando probabilmente che l'origine del capostipite era dal
paese di Loreto nell'anconetano. |
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LORETI
LORETO
LORETTI
LORETTO |
Loreti ha un ceppo bolognese, ed è molto diffuso nella fascia
dell'Italia centrale, Loreto ha un ceppo a Roma, uno nel
napoletano ed uno nel siracusano, Loretti, molto molto raro, ha
presenze sparse qua e là per l'italia, particolarmente in
Lombardia, Toscana e foggiano, Loretto, estremamente raro,
sembrerebbe piemontese, tutti questi cognomi potrebbero derivare
dal nomen latino Lauretus,
ma è pure molto probabile una derivazione da uno dei molti
toponimi contenenti la radice
Loreto, presenti in modo
diffuso un pò in tutt'Italia. Tracce di queste cognominizzazioni
le troviamo a Rieti nel 1500 con Petrus Thomas Lauretus
governatore di Rieti nel 1520. |
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LORI
LORINI
LORINO
LORO |
Lori ha un ceppo tra parmense, carrarese, spezzino e genovese,
uno tra pistoiese e fiorentino, uno marchigiano, uno nel ternano
e grossetano ed uno nel romano, Lorini ha un ceppo lombardo nel
bresciano, a Chiari, Brescia, Coccaglio, Castelcovati, Rudiano,
Cologne e Ospitaletto, ha qualche presenza in Veneto, un ceppo
in Toscana, nel fiorentino a Firenze, Certaldo, Borgo San
Lorenzo ed Impruneta, a Poggibonsi nel senese, a Loro Ciuffenna
nell'aretino ed a Pisa, ed un ceppo nel frusinate a Castelliri,
Cassino e Roccasecca, ed a Roma, Lorino ha un ceppo romano ed
uno siciliano a Bisacquino e Palermo nel palermitano ed a
Messina, Loro è tipicamente veneto, in particolare del veronese,
vicentino, trevisano e padovano, con un piccolo ceppo anche
nell'avellinese, dovrebbero derivare, direttamente o tramite
ipocoristici, dal nome medioevale
Lorus di
cui abbiamo un esempio in un documento del 1357 a Genova: "In
nomine Domini. Amen. Magniflcus et potens dominis dominus Simon
Boccanigra Dei gratia dux Januensium et popull defensor, et
consilium duodecim antionorum comunis Janue , in quo interfuit
legitimus et sufficiens numerus ipsorum consiliarorum et erum
qui interfuerunt nomina sunt haec. Nicolaus de Caneto prior , D.
Riccardus de Pessina legum doctor , Thomas de Levanto, Lorus
Morbiolus, Antonius Senestrarius, Dominicus Pezonus, ...". |
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LORIA
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Loria ha ceppi nel fiorentino, a Roma, nel sassarese, nel
salernitano, nel cosentino ed in Sicilia, potrebbe derivare
dalla Gens Loreia,
ma è pure possibile una derivazione dal toponimo andorrano Sant
Julia de Loria o, in alcuni casi, da alterazioni del nome del
paese di Lauria nel potentino.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
LORIA: Lorìa (da non confondere con Loria, diffuso nella
penisola, il cui centro di maggiore diffusione sono le province
calabre di Cosenza e Crotone).
Lorìa significa
piccola correggia
o piccolo anello di pelle
e deriva da loru
(vedi Loru). Da lorìa deriva il verbo
alloriaì/re,
col significato di prendere in
giro, creare fastidio;
scioloriàu
significa uscito di senno;
sciollòriu
= (makkìmini) scipitezza
Lo troviamo negli antichi documenti: Lorìa Anthonius - de
Aristanni. Attualmente è un cognome diffuso in 21 Comuni della
Sardigna: Sassari 45, Cagliari 22, Alghero 21, Senis 16, Thiesi
8, etc.
integrazioni fornite da
Pasquale Lopetrone
Nei registri parrocchiali dei primi anni del 1600, conservati
nella chiesa matrice di San Giovanni in Fiore (CS), compaiono
molte persone che portano il nome Lauria. Questo cognome Lauria,
nel corso del 1600, in quegli stessi registri viene trasformato
in Loria |
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LORIEDO |
Loriedo,
quasi unico, sembrerebbe originario di Eboli, dovrebbe derivare
da una forma arcaica per indicare la provenienza del capostipite
dal paese salernitano di Lauri, una frazione di Contursi Terme
ad una ventina di chilometri da Eboli. |
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LORIGA
|
Tipicamente sardo del nord della Sardegna in particolare, di
Alghero, Tergu e Osilo e Luras (SS), di Galtellì (NU), ma ha
presente significative anche a Cagliari, deriva da soprannomi
originati dal vocabolo sardo
loriga ( l'anello al quale si
legavano i buoi nella stalla).
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
LORIGA: (vedi Loru) anello di
cuoio e deriva dal latino
lorica,
che pur significa corazza, di
corregge di cuoio (a forma di
grossi anelli). In Sardegna
loriga o
lorica è
sinonimo di anedda
o anella (che è anche un cognome).
Is loritzinas
(altrimenti dette arraccàdas) sono
gli orecchini
(loriga + oritzinas
= anello + orecchio).
Troviamo Loriga nelle carte antiche: Tra i sottoscrittori della
Pace di Eleonora, *LPDE, del 1388, figurano: Loriga (de) Nicolao
- ville Terrenove et Fundi Montis (Olbia); Loriga Anthonius,
ville Sasseri; Loriga Arreguittu, ville Lequeses
(*Lachesos...villaggio distrutto della Diocesi di Sorres(
Meylogu). Contrate Ardar et Meylogu); Loriga Guantinus, ville
Sasseri; Loriga Nicolao, majore (amministratore, sindaco) ville
Lequeses. Nel Condaghe di San Pietro di Silki, *CSPS, XI°, XIII°
sec., troviamo: Lorica Petru(9), testimonius conporu apatissa
(abadessa di San Pietro di Silki) Massimilla, teste in una
vendita, in Biosevin(*abitato scomparso, sito in agro di Uri,
appartenne alla Curadorìa di Coros, nel Regno Giudicale di
Torres, abbandonato verosimilmente verso la fine del XIII° e
l'inizio del XIV° sec. per vicende sconosciute). Nel Condaghe di
San Nicola di Trullas, * XI°, XIII° sec., abbiamo: Lorica Elene
e Maria, sorelle, serve in Arcennor( Arkennor abitato scomparso,
appartenente alla Curadorìa di Costavalle, presso Semestene; del
centro abitato resta soltanto il nome del ruscello che lo
attraversava: Riu Alchennero); Lorica Petru (227), majore de
vulvare(bulbare), teste in una vendita(comporaili): il majore de
bulbare, era il capo della squadra di armati, al controllo dei
recinti del bestiame. Attualmente il cognome è presente in 91
Comuni del territorio italiano, di cui 42 in Sardegna: Sassari
208, Sennori, 76, Luras 44, Cagliari 41, Galtellì 36, Sorso 35;
come nelle carte antiche il cognome ha maggiore frequenza nel
nord dell'isola. |
|
LORIZZO |
Lorizzo è tipicamente pugliese, di Andria in particolare, di
Trani (BA) e di Ostuni (BR), dovrebbe derivare da un soprannome
dialettale originato dal fatto che il capostipite avesse i
capelli ricci e fosse quindi
rizzo. |
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LORU
|
Tipico del cagliaritano, di Villacidro in particolare, potrebbe
derivare da un soprannome originato dall'aferesi del termine
dialettale per alloro.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
LORU: significa correggia
e deriva dal latino lorum
o dal greco λώρον.
Su loru
è anche l'anello di cuoio
che si mette sotto il giogo dei buoi. Le corregge varie, che si
usano nel giogo sono dette sa
loramenta, dal latino
loramentum.
Da Loru derivano inoltre i cognomi, Lorìa e Lòriga. Troviamo
Loru nei documenti antichi della lingua sarda: tra i firmatari
della Pace di Eleonora, *LPDE, del 1388, sono presenti: Loru
Guantino, majore( amministratore, sindaco) ville Alas (Ales,
sede di una delle più antiche Diocesi della Sardegna - Contrate
Partis de Montibus); Loru Nicolao, ville de Sardara( Contrate
Montis Realis). Nella storia ricordiamo Loru Giovanni vescovo
di Santa Giusta, nel regno giudicale di Arborea, dal 1389, al
1400(Di.Sto.Sa). Attualmente il cognome Poru è presente in 75
Comuni Italiani, di cui 36 in Sardegna: Villacidro 173, Carbonia
31, Gonnesa 26, S. N. Arridano 25, Samassi 16, Gonnosnò 16,
Cagliari 16. |
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LORUSO
LO RUSSO
LORUSSO |
Lo Russo
è presente a macchia di leopardo nel centrosud, Lorusso invece è
tipicamente pugliese, Loruso è unico e si tratta probabilmente
di un errore di trascrizione del precedente, dovrebbero tutti
derivare da soprannomi dialettali legati ad una caratteristica
colorazione rossa dei capelli, o anche peculiarità della
località dove abitava la famiglia, come un casolare rosso o in
prossimità di elementi di colore rosso. Tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo in Puglia fin dalla seconda metà
del 1500, quando a Monopoli in un atto di compravendita viene
citato in qualità di venditore tale Antonio Lorusso. |
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LOSA
LOSSA |
Losa sembra essere tipico della zona tra Bergamo, Lecco e
Milano, Lossa, assolutamente estremamente raro, sembrerebbe o
lombardo o piemontese, è comunque un cognome antico visto che
già dal 1580 troviamo a Torino un certo Losa Bartolomeo in
qualità di rappresentante della città e, nel 1640 con la stessa
carica si trova il Cav. Aleremo Losa. Potrebbe derivare dal
vocabolo dialettale losa
(pietra)
o dall'aferesi di toponimi come Mandolossa (BS). |
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LOSANO
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Losano è un cognome tipico del torinese, di Torino, Pinerolo e
Roletto, potrebbe derivare da una modificazione del nome romano
Lusianus,
attribuito a liberti della Gens
Lusia, di cui abbiamo antiche
tracce nel vercellese, ad esempio, nell'antica chiesa di
S.Agnese a Vercelli, ora distrutta, era conservato un sarcofago
di epoca romana dove si poteva leggere: ""Lusiae Valentinae
honestissimae pudicissimae C.Arbussonius Candidus coniugi". |
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LO
SAPIO
LOSAPIO
LOSAPPIO
LO SAVIO
LOSAVIO |
Losapio è
specifico di Bisceglie e Corato nel barese, Losappio è
caratteristico di Andria in particolare e di Barletta nel
barese, Lo Sapio è tipico del napoletano, di Marigliano e Somma
Vesuviana, Losavio è tipico del barese meridionale, brindisino e
tarantino, Lo Savio è specifico di Taranto, dovrebbero tutti
derivare da un soprannome originato dall'essere stato il
capostipite persona di grande rispetto, facente parte dei decani
maggiorenti della città. |
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LO
SARDO |
Lo Sardo
ha un ceppo a Roma, uno piccolissimo a Napoli, uno nel
cosentino, in particolare a Cetraro, ed uno in Sicilia
nell'agrigentino a Cammarata, Canicattì, San Giovanni Gemini,
Palma di Montechiaro e Racalmuto, con presenze significative
anche a Palermo ed a Bompensiere nel nisseno, l'origine del
cognome sembrerebbe essere legata alla provenienza dei
capostipiti dall'isola sarda. |
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LO
SCALZO
LOSCALZO |
Lo
Scalzo, molto molto raro, tipicamente siciliano, ha piccoli
ceppi a Bivona nell'agrigentino, a Catania, a Vittoria nel
ragusano ed a San Fratello nel messinese, Loscalzo ha ceppi in
Basilicata nel materano ad Accettura, Oliveto Lucano e Matera, a
Potenza, ed a Taranto, questi cognomi potrebbero derivare da
soprannomi (vedi SCALZI). |
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LOSCHI
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Loschi ha un ceppo nel trevigiano e nell'udinese, uno nel
piacentino ed uno nel modenese, potrebbe derivare dal nome
medioevale germanico Losk,
a sua volta derivato dal vocabolo
losk (cuoio,
pelledura, resistente).
integrazioni fornite da
Andrea Manni
Il cognome Loschi ha un ceppo principale nel modenese, ed è
diffuso in tutta l'Emilia occidentale, nel parmense, nel
piacentino e nel reggiano. Ha un ceppo importante anche nel
Veneto, nel trevigiano, e in Friuli Venezia Giulia. A bassa
frequenza è diffuso anche in Lombardia, nel milanese e nel
mantovano, e in Piemonte. Il cognome Losco ha un ceppo
principale nel napoletano, e uno secondario nel romano. Un ceppo
più piccolo potrebbe essere radicato anche nel milanese. Il
cognome Loschi potrebbe derivare dal latino
Luscus
(probabile contrazione di
Luce-Captus) che significa
letteralmente 'cieco da un
occhio'.
Losco è
attestato anche come nome personale: Losco Caldogno fu un
aristocratico vicentino e ricco commerciante di seta vissuto
nella prima metà del 1500. Esempio di questa cognomizzazione è
il pittore carpigiano Bernardino Loschi (1460 - 1540) che si
firmava in latino 'Berdardinus Luscus'. Altro esempio di questa
cognomizzazione è il vicentino Antonio Loschi (1368-1441),
umanista, letterato e diplomatico vicino ai Visconti di Milano.
Antonio Loschi (talvolta scritto Luschi) fu probabilmente membro
di una nobile famiglia Loschi discendente dal condottiero
Bartolomeo Branzo de' Loschi, famiglia che ebbe un ruolo di
primo piano nella storia di Vicenza. Lucius Atilius Luscus fu un
tribuno militare del primo secolo avanti Cristo. Luscus era
anche un cognomen diffuso tra i romani. Dal termine latino
Luscus potrebbe derivare anche il cognome Luschi (vedi Luschi)
diffuso prevalentemente in Toscana, soprattutto nel livornese e
nel pisano. |
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LO
SCHIAVO
LO SCHIAVONE
LOSCHIAVO
LOSCHIAVONE |
Lo
Schiavo ha un ceppo nel napoletano a Napoli e Castellammare di
Stabia e nel salernitano a Castellabate ed Angri, in Calabria,
soprattutto nel reggino, ed in Sicilia a Messina, Lipari, Santa
Teresa di Riva ed Antillo, ed a Catania, Loschiavo, più raro, ha
un ceppo a Modugno nel barese, uno a Matera e nel reggino a
Taurianova, Lo Schiavone è quasi unico, Loschiavone,
estremamente raro parrebbe di Noicattaro (BA).
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Lo Schiavo, presente da nord a sud del paese, è più tipicamente
meridionale, con ceppi maggiori nel messinese, nel catanese, nel
vibonese, nel reggino, nel napoletano e nel salernitano,
Loschiavo, meno comune del precedente, si riscontra maggiormente
nel barese, nel materano e nel reggino, Lo Schiavone e
Loschiavone, rarissimi, sembrano essere entrambi originari del
barese, tutti questi cognomi derivano o dal nome medievale
Schiavo
o dallo stesso termine schiavo,
che in origine significava semplicemente
slavo
nativo o proveniente dai paesi slavi; storicamente, invece, il
significato attuale di servo nasce in seguito a una lunga guerra
condotta da Ottone il Grande e i suoi successori contro i popoli
slavi, in cui molti prigionieri di questi paesi, appunto,
vennero dapprima spartiti fra i guerrieri dell'impero germanico
e quindi ridotti in stato di schiavitù (così che, nel tempo, il
termine schiavo assunse il significato di servo per
antonomasia). Per quanto riguarda i cognomi in questione,
dunque, si tratta delle cognominizzazioni o dei nomi personali
dei capostipiti o di soprannomi loro attribuiti. |
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LO
SCIALE
LOSCIALE |
Lo
Sciale è una forma alterata, probabilmente da un errore di
trascrizione, del cognome Losciale, che è specifico di Bisceglie
con presenze significative anche a Trani e Barletta, dovrebbe
derivare dal nome di una contrada del comune di Monopoli, che ha
preso il nome dall'antica
masseria Losciale, che dovrebbe
il suo nome all'antico nome
Loscius, di origini sannite. |
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LOSCO
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Losco è un cognome tipicamente campano, dell'avellinese, di
Atripalda ed Avellino, del napoletano, di Napoli, Torre
Annunziata e Boscoreale, e di Benevento, si dovrebbe trattare di
un cognome attribuito a trovatelli, per i quali i funzionari
delle istituzioni che li avevano accolti, avevano fatto forse
riferimento all'aspetto di chi li aveva abbandonati, ma in
alcuni casi potrebbe anche trattarsi di forme aferetiche di
ipocoristici dialettali di nomi greci come
Aetolos,
Aischylos,
Attalos
o altri simili. |
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LOSETO
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Loseto è specifico di Bari, dovrebbe derivare dal nome di un
quartiere della periferia di Bari, chiamato appunto Loseto,
italianizzazione di Lusitum,
suo nome nel XII° secolo, quando era un Comune a se stante,
caratteristica che perse con un Regio Decreto del 1937, per
diventare una frazione del Comune di Bari. |
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LOSI
LOSO
LOSS
LOSSI
LOSSO |
Losi, oltre al grosso nucleo lombardo emiliano, ha ceppi in
Toscana, in Liguria e nella Sicilia orientale, Loss è tipico del
Trentino, di Canal San Bovo e Fiera di Primiero soprattutto,
Lossi ha un piccolo ceppo nel basso bresciano ed uno nel
lucchese, Loso, quasi unico, parrebbe campano, Losso ha un ceppo
tra le province di Bolzano e Belluno ed uno nel cosentino,
potrebbero derivare dal nome medioevale
Lossus di
cui abbiamo un esempio nel 1500: "...Lossus me puerum docuit,
quem tabida pestis hulcere septeno conficit emeritum....", ma è
pure possibile una derivazione da forme aferetiche di nomi
medioevali latini come Colossus. |
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LOSIO
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Dovrebbe
essere del bergamasco e probabilmente derivare dal toponimo Osio
Sopra (BG) o Osio Sotto (BG). |
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LOSNO
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Losno è specifico di Albenga e Vendone nel savonese.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Cognome ligure che potrebbe venire dal dialetto genovese antico
'losno'
= baleno, lampo.
Questa voce dialettale è comune in tutto il nord: p. es. a
Modena si dice 'lòsna',
come del resto anche in antico lombardo e anche 'lusnèda'
per dire 'lampo';
in piemontese 'slussié' = balenare, ecc. Ovviamente tutte queste
voci derivano dal latino lux,
lucis
= luce. |
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LOSTUZZI
LOSTUZZO |
Lostuzzi è quasi unico, dovrebbe trattarsi di una form alterata
del cognome Lostuzzo, che è specifico di Buia nell'udinese,
dovrebbero derivare da italianizzazioni del cognome sloveno
Lostič. |
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LO
STRANGIO
LOSTRANGIO |
Lo
Strangio è praticamente unico, Lostrangio è estremamente raro,
sicuramente meridionali, dovrebbero derivare da un soprannome
originato dal termine diialettale meridionale
strangio
(estraneo, straniero),
attribuito forse al capostipite in quanto straniero, o comunque
perchè proveniente da una diversa località. |
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LOTARI
LOTARIO |
Lotari è quasi unico, Lotario, assolutamente rarissimo, parrebbe
siciliano, ma con un piccolissimo ceppo anche nel cuneese,
Lotteri, sicuramente lombardo, ha un ceppo a Treviglio nel
bergamasco, con significative presenze anche a Milano e Cremona,
dovrebbero derivare dal nome medioevale franco
Lotharius,
ricordiamo Lotario I (829-855) imperatore e Re dei Franchi,
della cui morte leggiamo negli
Annales Marbacenses: "...Anno
domini DCCCLV Lotharius imperator, relicto mundo divisoque regno
inter filios, monachum se Brumie fecit et non multo post
migravit ad Dominum.". |
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LO
TAURO |
Lo
Tauro è tipicamente siciliano del catanese, di Militello in Val
di Catania, San Michele di Ganzaria ed Aci Catena, dovrebbe
derivare da capostipiti il cui nome fosse stato
Taurus
(vedi TAURI). |
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LOTITO
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Specifico
delle province di Foggia, Bari e Potenza, dovrebbe derivare dal
praenomen latino Titus. |
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LOTTA
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Lotta ha un ceppo in Sardegna a San Vero Milis e Bonarcado nel
Medio Campidano ed a San Gavino Monreale nell'oristanese, un
ceppo in Sicilia nel trapanese a Salemi e Trapani, a Messina ed
Agrigento, presenta inoltre un ceppo, il più consistente, nel
tarentino a Taranto, Monteiasi, Leporano e Grottaglie, potrebbe
derivare da forme aferetiche di nomi come
Carlotta,
o da ipocoristici di nomi come
Paola o
Orsola.,
il ceppo della Sicilia occidentale potrebbe anche derivare da
una forma aferetica del nome del paese di Caltabellotta
nell'agrigentino. |
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LOTTAROLI |
Lottaroli è tipico di Milano e di Casalpusterlengo e Tavazzano
nel lodigiano, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale
lodigiano lottarol,
originato dal termine meneghino
lottirö (gestore
di un botteghino del lotto),
probabilmente indicando che questa fosse l'attività del
capostipite. |
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LOTTERI
LOTTERIO
LOTTERO |
Lotteri, sicuramente lombardo, ha un ceppo a Treviglio nel
bergamasco, con significative presenze anche a Milano e Cremona,
Lotterio, sempre lombardo, è tipico del milanese, soprattutto di
Legnano e Milano, Lottero è specifico della fascia che comprende
il torinese, l'astigiano, l'alessandrino e soprattutto il
genovese, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Loterius
o Lotterius,
di cui abbiamo un esempio in un atto pisano del 1108: "...Pro
regno meo et vita quam recuperavi cum grandi honore atque
victoria, auxiliante atque concedente omnipotente Deo , et michi
subvenientibus et fortissime adjutorium praebentibus nobilissimi
et fortissimi cives iam dictae civitatis pisanae; scilicet
Gerardus, qui dicitur Gaetanus, filius Ugonis; et Lotterius
quondam Ioannis, et Indelbrandus filius Sibillae...", e anche in
un atto del 1179 a Brescia: "...Peregrinus iuratus testatur se
fuisse cum Dothone et Teutaldo de plebe ad rasonandum alodium
quod illi de Calcaria habebant in clauso Bonizonum, et dicit
quod alodium erat a meridiei parte clausi tantum iuxsta viam;
interogatus de quantitate, respondit se non recordari, et credit
fuisse plus .L. tabulis et minus .LX., et dicit se audisse a
Bonizo quod ipse tenebat de terra Ruzinasca, set non dixit sibi
quantam, et dicit quod Iohannes accepit suam partem predicti
alodii et Loterius et frater suam....". |
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LOTTI
LOTTO |
Lotti ha
un nucleo primigenio in Toscana, ma non sono da escludersi ceppi
in provincia di Brindisi ed in Emilia e Romagna, Lotto
sembrerebbe tipico veneto con un nucleo tra vicentino e padovano
ed uno nel bellunese, ma è presente anche un ceppo autoctono in
Sardegna nella zona di Villagrande Strisaili (NU), le ipotesi di
derivazione sono ovviamente moltepici e differenziate, esistendo
più ceppi originari, ma la più accreditata è la provenienza
dall'aferesi di nomi come: Paolotto, Lancillotto, Galeotto ecc.. |
|
LO
TUFO |
Lo Tufo,
molto molto raro, è tipico dell'alto cosentino, anche se si
trovano tracce ottocentesche nel valentiano, dovrebbe derivare
da un soprannome originato probabilmente dal fatto di essere il
capostipite un cavatore di pietra tufacea. |
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LO
TURCO |
Lo
Turco è tipicamente siciliano, del messinese, di Taormina,
Messina, Letojanni e Giardini Naxos, con presenze significative
anche a Catania, deriva dal nome medioevale
Turcus
derivato dall'etnico turco (vedi TURCHI), il prefisso
Lo è da
considerarsi come un indicatore di rispetto, indicando cioè che
ci si sta riferendo ad un particolare ed importante Turco. |
|
LOUVIER |
Louvier, assolutamente rarissimo in Italia, è specifico
dell'udinese, del goriziano e del triestino, dovrebbe derivare
dal cognome francese Louvier,
che potrebbe derivare dall'antico termine medioevale francese
louvier
(cacciatore di lupi)
o da toponimi come Louviers, Louviere o Louvieres, tutti ben
rappresentati in Francia. |
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LOVAGLIO |
Tipico
del potentino, dovrebbe derivare dal toponimo Vaglio Basilicata
nel potentino. |
|
LOVAGNINI |
Lovagnini, abbastanza raro, è tipico di Pavia e del pavese e di
Lodi, dovrebbero derivare dalla forma etnica dialettale del
paese di Lavagna di Comazzo nel lodigiano. |
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LOVATI
LOVATO |
Lovati è
decisamente proprio del milanese, Lovato è tipico veneto, delle
province di Verona, Vicenza e Padova, derivano dal cognomen
latino Lupus attraverso il nome medioevale Lupatus e poi Lupato
quindi Lovato. Esistono tracce già dal 1300, dove troviamo, a
Padova, un Lovato de' Lovati (1240-1309) scrittore e poeta, nel
milanese nella seconda metà del 1500 elencato tra i Patrizi
milanesi troviamo Giovanni Battista Lovati. |
|
LO
VECCHIO
LOVECCHIO |
Lo
Vecchio ha due piccoli ceppi in Puglia a Latiano nel brindisino
ed a San Giovanni Rotondo nel foggiano, ma il nucleo principale
è in Sicilia, a Messina, Palermo, Monreale e Gangi nel
palermitano, ed a Catania e Paternò nel catanese, Lovecchio è
tipicamente pugliese, molto diffuso soprattutto nel barese e nel
tarentino, ma anche nel foggiano, nel brindisino e nel materano,
dovrebbero derivare da soprannomi stanti ad indicare la famiglia
di un particolare vecchio, probabilmente una persona di
riguardo. |
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LOVERA
|
Tipico
del Piemonte occidentale, dovrebbe derivare da un arcaico
vocabolo per lupo, in alcuni casi può anche essere collegato al
toponimo Lovera di Bonvicino (CN), tracce di questa
cognominizzazione le troviamo nel 1600 con Giampietro Lovera,
Signore di Castiglione Falletto e Vignolo (CN). |
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LO
VERCIO
LOVERCIO
LO VERSO
LOVERSO |
Lovercio
e Lo Vercio, assolutamente rarissimi, sembrerebbero del
messinese, Loverso sembra tipico del reggino, di Laureana di
Borrello e di San Pietro di Caridà, Lo Verso è decisamente
palermitano, dovrebbero tutti derivare da soprannomi originati
dalla caratteristica del capostipite di essere guercio, quindi
starebbero ad indicare quelli del guercio, la famiglia del
guercio, attraverso modificazioni dialettali della parola. |
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LO
VERRO
LOVERRO |
Lo
Verro è quasi unico, Loverro è tipico del barese, di Bitetto,
Cassano delle Murgie e Modugno, dovrebbero derivare da un
soprannome originato dal termine
verro (maschio
del maiale da monta), forse
attribuito ad un capostipite molto prolifico, meno probabile una
connessione con il cognomen latino
Verres.
(vedi anche VERRE) |
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LOVINI
LOVINO |
Lovini è praticamente unico, Lovino è tipico del barese.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Lovini, quasi unico, si riscontra esclusivamente nel nord,
Lovino, molto più diffuso del precedente, è tipico per lo più
del barese, ma è presente a bassissima frequenza un po' in tutto
il paese, per entrambi questi cognomi si possono pensare ad
almeno due origini. Per quanto riguarda i ceppi settentrionali,
Lovini e Lovino derivano dal diminutivo del nome Lovo, variante
arcaica o dialettale del più comune Lupo: si tratta di uno di
quei nomi (piuttosto comuni un tempo) ripresi dal mondo animale,
come ad esempio Leone, Orso, Gatto, Cane, etc.; il lupo,
d'altronde, era un animale molto caro anche alla mitologia
germanica e questo spiega perché, presso i popoli nordici, fosse
molto diffuso il nome Wolf, cioè Lupo. Per quanto riguarda
invece i ceppi meridionali delle famiglie Lovino (e soprattutto
per il ceppo barese), il cognome dovrebbe trarre origine dal
termine vino, ad indicare o un nome di mestiere attribuito ai
capostipiti (forse dei vignaioli o dei produttori di vino)
oppure un soprannome dovuto a delle loro particolari abitudini
(forse perché persone dedite al bere). Questa ipotesi, in
effetti, è avvalorata dalla presenza di parecchie famiglie Vino
proprio nel barese, cosicché pare che Lovino non sia nient'altro
che una variante di Vino: il prefisso Lo, che in questo caso va
inteso come l'articolo il, è molto frequente nei cognomi del sud
Italia e la stessa unione dell'articolo e del sostantivo in
molti di questi cognomi non è affatto rara (si possono citare
tantissimi esempi, quali Lorusso, Larussa, Lorizzo, Larizza,
Lobello, Labella, Logatto, Lagatta, etc). |
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LOVISA
LOVISE
LOVISETTI
LOVISETTO
LOVISI
LOVISINI
LOVISO
LOVISON
LOVISONE
LOVISONI |
Lovisa è specifico della zona tra trevisano e soprattutto
pordenonese, in particolare di Azzano Decimo, Cavasso Nuovo, San
Giorgio della Richinvelda, Maniago e Chions nel pordenonese,
Lovise, estremamente raro, è del vicentino, Lovisetti, molto
molto raro, è dell'area lombardo, piemontese, Lovisetto è
tipicamente veneto, di Padova, Tombolo e Cittadella nel
padovano, di Silea, Treviso, Roncade e Monastier di Treviso nel
trevisano, di Vicenza, Costabissara e Thiene nel vicentino e di
Venezia, con un ceppo anche a Fondi nel latinense, probabile
frutto dell'emigrazione veneta in occasione della bonifica
Pontina, Lovisi ha un piccolo ceppo nel verbanese, uno
piccolissimo in Toscana ed uno più consistente nel salernitano a
Casaletto Spartano, Torraca, Casalbuono, Caselle in Pittari e
Montesano sulla Marcellana, Lovisini, quasi unico, sembrerebbe
veneto, Loviso, assolutamente rarissimo, sembrerebbe della zona
tra salernitano e potentino, Lovison è senz'altro veneto, del
padovano, a Padova, Piazzola sul Brenta, Rubano, Villafranca
Padovana e Campodoro, e del vicentino, a Vicenza, Mason
Vicentino, Fara Vicentino e Thiene, Lovisone è piemontese, di
Asti e Castell'Alfero nell'astigiano e di Torino, Lovisoni,
quasi unico, sembrerebbe friulano, tutti questi cognomi
dovrebbero derivare, direttamente o tramite forme ipocoristiche
o accrescitive, anche dialettali, da forme aferetiche alterate
del nome medioevale Alovisius,
da cui è derivato Alvise,
una forma arcaica del nome Luigi,
di questo nome abbiamo un esempio d'uso nel 1500 in un atto a
Trento: "...Magister Alovisius Cenagus sartor, dictus etiam
sutor...", ma non si può escludere che in qualche caso possa
derivare da soprannomi dialettali veneti con il significato di
lupacchiotto. |
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LO
VUOLO |
Lo
Vuolo è specifico di Paternopoli nell'avellinese, potrebbe
derivare da una dialettizzazione del nome germanico
Wallon,
basato sulla radice germanico medioevale
walah (straniero),
o da un soprannome basato sullo stesso termine germanico. |
|
LUBATTI |
Sembra
specifico della zona a nord di Mondovì (CN) tra Carrù e Magliano
delle Alpi. |
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LUBRANO |
Originario della zona tra Caserta e Napoli, non improbabile una
derivazione gotica, per aferesi da nomi appunto gotici come
Adubrano
o Alubrano.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Lubrano è un cognome frequentissimo in Campania ma presente
anche nel resto d'Italia. Viene probabilmente dal lat. 'delubrum'
= tempio.
Da esso, per aferesi, "Lobra"
e varianti vocaliche. A Massalubrense (NA) la chiesa di "Santa
Maria della Lobra" sorgeva infatti su un tempio pagano e 'lubrense'
era stato dapprima attributo del vescovo locale. Altra
interpretazione: formato dal toponimo Lubiana, adattamento e
variante fonetica italiani dello sloveno Ljubljana [pronome
l'ubl'ana], capitale della Slovenia. |
|
LUC
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Luc, estremamente raro, è tipicamente friulano, di Codroipo in
particolare, dovrebbe derivare da una forma tronca dialettale
del nome Luca,
nome probabilmente portato dal capostipite. |
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LUCA
LUCÀ |
Luca è diffusissimo in Sicilia, soprattutto nel messinese e
catanese, con un ceppo importante anche a Palermo, ha un ceppo
anche nel leccese, uno nel Piceno ed uno nell'udinese ed a
Trieste, Lucà è tipicamente calabrese diffuso a Petilia
Policastro (KR) e Ciro` Marina (KR) e nel reggino a Gioiosa
Ionica, Marina di Gioiosa Ionica e Bianco, dovrebbero derivare
da Loukàs
la forma greca del nome dell'evangelista Luca. |
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LUCADAMO |
Lucadamo, molto molto raro, è tipico di Calitri e Sant'Angelo
dei Lombardi nell'avellinese, potrebbe derivare dal nome
composto portato dal capostipite, formato dai nomi
Luca ed
Adamo. |
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LUCANERA
LUCANERO |
Sia
Lucanera che Lucanero sono assolutamente rarissimi, originari
della provincia di Macerata, potrebbero derivare da soprannomi
originati dall'attività di produttori di salsicce. |
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LUCANI
LUCANO |
Lucani ha un ceppo nell'aretino ad Arezzo e Castiglion
Fiorentino ed uno a Roma e Sant`Angelo Romano (RM), Lucano ha un
ceppo a Venezia ed uno a Caulonia e Roccella Ionica nel reggino,
dovrebbero derivare dal cognomen latino
Lucanus,
ricordiamo con questo nome lo scrittore latino Marcus Annaeus
Lucanus (39 - 65), non si può escludere che possano anche
derivare dall'etnico della Lucania o Basilicata.Lucani ha un
ceppo nell'aretino ad Arezzo e Castiglion Fiorentino ed uno a
Roma e Sant`Angelo Romano (RM), Lucano ha un ceppo a Venezia ed
uno a Caulonia e Roccella Ionica nel reggino, dovrebbero
derivare dal cognomen latino
Lucanus, ricordiamo con questo
nome lo scrittore latino Marcus Annaeus Lucanus (39 - 65), non
si può escludere che possano anche derivare dall'etnico della
Lucania o Basilicata. |
|
LUCANIA |
Lucania
ha un ceppo nel napoletano a Roccarainola e Pomigliano d'Arco,
ed uno in Sicilia a Palermo e Lercara Friddi nel palermitano, si
dovrebbe trattare di un indicatore di provenienza, indicando che
il capostipite provenisse da quella regione. |
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LUCARDI
LUCARDINI |
Lucardi, molto raro, ha presenze nell'alessandrino e genovese ed
un piccolo ceppo nell'udinese, a Montenars in particolare,
Lucardini, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del pavese,
potrebbero derivare, direttamente o tramite una forma
ipocoristica, in qualche caso dal nome del borgo di Lucardo in
Val d'Elsa, ma la cosa più probabile è che derivino dal nome
medioevale Lucardus,
un adattamento dal nome franco
Leocard o del nome germanico
Luckhard. |
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LUCARELLI
LUCARELLO
LUCARINI
LUCARINO
LUCCARELLI
LUCCARINI |
Lucarelli è molto diffuso in tutto il centro, in Molise,
Campania, Puglia e Basilicata, Lucarello è praticamente unico,
Lucarini è tipico delle Marche, Umbria e Lazio ed alta Toscana,
con un ceppo anche nel genovese, Lucarino, estremamente raro,
parrebbe della zona tra iserniese e Lazio, Luccarelli è
decisamente pugliese, del tarentino, di Crispiano, Massafra,
Grottaglie, Taranto e Statte, con un piccolisimo ceppo nel
cosentino ed uno ad Acireale nel catanese, Luccarini è tipico
della zona che comprende il bolognese, il modenese ed il
lucchese, con presenze anche nel pesarese ed anconetano e nel
romano, dovrebbero tutti derivare da forme ipocoristiche del
nome medioevale Luca
a sua volta derivato dal greco
Lukas. Tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo ad esempio a Trevi nel perugino
nel 1400 con il mastro tipografo Costantino di ser Giovanni
Lucarini, e a Perugia, dove nell'elenco degli scolari della
locale università dell'anno 1559 è citato un Cesar Lucarinus. |
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LUCAS
LUKAN |
Lukan è
ormai quasi estinto, Lucas è concentrato a Trieste e nel
triestino, derivano entrambi dalla forma slovena del nome Luca. |
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LUCATINI
LUCATINO
LUCATTINI |
Lucatini, assolutamente rarissimo, sembrerebbe avere sparute
presenze in Emilia e nel centro Italia, Lucatino è unico,
potrebbe trattarsi di forme alterate del cognome
Lucarini
(vedi LUCARELLI), ma potrebbero benissimo, e più probabilmente,
essere forme contratte a seguito di errori di trascrizione del
cognome Lucattini, che è ben presente in Toscana e nel
viterbese, e che dovrebbe derivare da una forma ipocoristica del
nome latino Lucatius,
ricordiamo con questo nome il console romano Lucatius Catulus
che nel 241 a. C. combattè la battaglia delle isole Egadi contro
Cartagine. |
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LUCATO
|
Lucato è tipicamente veneto, di Piombino Dese, Correzzola e
Loreggia nel padovano, di Montorso Vicentino, Cornedo Vicentino
e Valdagno nel vicentino e di Morgano, Resana, Castelfranco
Veneto e Castello di Godego nel trevisano, si dovrebbe trattare
di una caratteristica forma patronimica tipicamente veneta, dove
il suffisso -ato
sta per il figlio di,
riferito a capostipiti i cui padri si fossero chiamati
Luca. |
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LUCCA
LUCCHETTA
LUCCHETTI
LUCCHI
LUCCHINI |
Lucca
sembrerebbe avere più nuclei, uno nel casertano, uno nel
milanese, varesotto e comasco ed altri nel Veneto, Lucchetta ha
un ceppo principale veneto tra trevisano e veneziano, con ceppi
secondari, sempre di origine veneta, anche nel latinense,
presenta anche un ceppo originario a Montalto Uffugo (CS) e
Cosenza, Lucchetti potrebbe essere dell'Italia centrale, Lucchi
è tipico dell'Emilia e Romagna, ma presenta un ceppo anche tra
trentino e veronese, Lucchini dovrebbe essere invece del
lombardo-veneto. L'origine di questi cognomi è diversificata, ma
riconducibile a due fonti principali, che sono variazioni del
nome Luca e modificazioni derivanti dal toponimo Lucca. |
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LUCCETTI
LUCETTI |
Luccetti,
assolutamente rarissimo, è specifico di Massa, Lucetti, non
molto raro, è specifico della zona tra carrarese e livornese, di
Carrara in particolare, di Livorno e di Massa, dovrebbero
derivare da forme ipocoristiche del nome Luca. |
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LUCCHESE
LUCCHESI
LUCHESSI |
Sia
Lucchese che Lucchesi sono presenti a macchia di leopardo in
tutt'Italia, ma Lucchesi è più propriamente toscano, dove è
presente anche la forma alterata Luchessi.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata o nel nome medievale
Lucchese
o direttamente nell'etnico della città di Lucca, in Toscana; nel
caso dei ceppi siciliani, tuttavia, è anche probabile una
connessione con la città di Lucca Sicula, in provincia di
Agrigento (fino al 1863, infatti, questa città era chiamata
semplicemente Lucca). Dal punto di vista storico, comunque,
tracce del nome Lucchese si trovano a Siena nel corso del '200,
con personaggi come Lucchese di Bencivenne, Lucchese d'Ugolino,
Lucchese di Peruscino, Lucchese di Gianni da Ovile, etc. Per
quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle
cognominizzazioni o dei nomi personali dei capostipiti o di
soprannomi etnici ad essi attribuiti. |
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LUCCI
LUCCIO |
Lucci è diffuso in tutto il centro ed in provincia di Caserta,
potrebbe avere un ceppo secondario in provincia di Milano,
Luccio, molto più raro, sembrerebbe specifico del napoletano, di
Torre del Greco, la derivazione è dubbia, in quanto potrebbero
derivare da soprannomi legati ad episodi riguardanti dei pesci,
cosa non molto probabile, o derivare da alterazioni dialettali
del nomen latino Lucius.
integrazioni suggerite da
Andrea Manni
Oltre al già menzionato praenomen latino
Lucius,
secondo altra ipotesi il cognome Lucci potrebbe derivare dal
nome latino Luccius
(forma arcaica: Lucceius),
attestato in età imperiale come cognome. Molti linguisti
considerano infatti Lucius e Luccius due nomi distinti e
separati (A. E. Castellani Saggi di linguistica e filologia
italiana e romanza 1946-1976, 1980 p. 97). Questa ipotesi
potrebbe riguardare soprattutto i ceppi del centro-sud; la
presenza del cognome Luccius (Lucceius) in epoca romana è
infatti attestata (M. R. Torelli, Benevento romana, 2002 p. 396)
in Campania (Pompei, Capua, Pozzuoli, Cuma, Benevento), a
Sulmona (Abruzzo), a Lucera (Puglia), mentre testimonianze di
una gens Luccia
sono state ritrovate anche ad Ascoli (Marche), nei pressi di
Orte e a Cassino (Lazio). Come terza ipotesi, oltre ai nomi
latini Lucius e Luccius, il cognome Lucci potrebbe anche
derivare da Luccio in quanto aferesi dei vezzeggiativi
Bertoluccio, Bartaluccio, Paoluccio,
Belluccio, Carluccio, Nicoluccio.
Vezzeggiativi che hanno dato vita a forme cognominali come
Bertolucci, Bartalucci, Paolucci, Bellucci, Carlucci, Nicolucci
etc... Non si può escludere l'ipotesi che il cognome Lucci possa
anche derivare da alcuni toponimi presenti nell'Italia centrale
tra la Toscana, le Marche, l'Umbria e il Lazio (considerando che
in alcuni casi potrebbe essere vero il contrario, il toponimo
derivato dal cognome): Monte Luccio ai confini tra la provincia
di Arezzo e quella di Pesaro-Urbino, Montelucci (Pergine
valdarno, Arezzo), Luccimburgo (antico nome di Lucemburgo nel
comune di Sestino, Arezzo), Lucciano (Quarrata, Pistoia),
Lucciana (Casole d`Elsa, Siena), Villa Lucci frazione di
Leonessa (Rieti) ai confini con la provincia di Perugia,
Lucciano (Pieve Torina, Macerata). Tutte queste ipotesi
giustificano la diffusione del cognome Lucci nella penisola,
presente nell'Italia settentrionale con ceppi nel milanese e nel
torinese, nell'Italia centrale con ceppi in Toscana, in Umbria,
nelle Marche e il grande ceppo laziale, e nell'Italia
centro-meridionale con il ceppo abruzzese e quello della
Campania settentrionale. Esempi storici di questa
cognominizzazione sono il pittore fiorentino Filippo Lucci
attivò nel 1780 a Firenze e autore dei ritratti del granduca
Pietro Leopoldo e della moglie Maria Luisa d'Asburgo Lorena,
conservati nella Galleria d'Arte Moderna di Palazzo Pitti. Altri
esempi storici sono il beato Antonio Lucci (1682-1752) nato ad
Agnone (Isernia) e vescovo di Bovino appartenente all'Ordine dei
Frati Minori Conventuali, e il nobile di Cortona (Arezzo)
Niccolò Lucci canonico della Collegiata di San Eustachio a Roma
al quale è dedicata la parte seconda dell'opera del fiorentino
Giovan Battista Clemente Nelli (1725-1793) intitolata "Vita di
Galileo Galilei" pubblicata a Losanna nel 1793. |
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LUCCINI |
Luccini ha un piccolo ceppo lombardo nel cremonese a Cremona e
Castelleone, ed un ceppo tra spezzino e massese, a Licciana
Nardi nel massese in particolare, un'ipotesi ne propone
un'origine francese dal borgo medioevale di
Luccinus,
l'attuale Lucenay nei pressi di Lione, ma la cosa più probabile
è che possa trattarsi di una derivazione da una forma
ipocoristica del nome tardo medioevale
Lucinus,
di cui abbiamo un esempio d'uso negli atti di un processo
criminale del 1630 svoltosi a Milano contro un supposto untore:
".. Et cum coram dicto D. Præside, et Fis. Torniello fuisset
ductus dictus Lucinus, negavit ipse Lucinus suo iuramento
noscere dictum Plateam, qui Platea dixit, conosco ben io voi,
perche sete quello, che mi pagasti li danari à conto del Sig.
Gerolamo Turcone, e per segno l'habitatione vostra è quasi per
contro alla casa di detto Turcone, e per segno ancora fui
condotto à casa vostra dal giovine del Turcone, e là mi pagasti
il danaro, che hò deposto nel mio essame. ..". |
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LUCCITTI
LUCITI
LUCITO
LUCITTI |
Luccitti ha un ceppo nell'aquilano a Celano ed Avezzano, ed a
Roma e Mentana nel romano, Luciti e Lucitti, praticamente unici,
dovrebbero essere forme alterate del precedente, così come il
quasi unico Lucito, potrebbero derivare dal nome del paese
molisano di Lucito, come potrebbe trattarsi di una forma
ipocoristica dialettale del nome latino
Lucius. |
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LUCCO
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Lucco ha un ceppo a Torino ed uno a Napoli, si dovrebbe trattare
dell'italianizzazione del cognome provenzale
Lucq, a
sua volta originato dal termine latino
lucus (bosco
sacro), forse ad indicare che
il capostipite abitasse in prossimità di un querceto. |
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LUCENTE
LUCENTI |
Lucente è
tipico del centrosud peninsulare, Lucenti ha vari ceppi, nel
reggiano, nel pesarese, nel teramano, nel romano, nel napoletano
e nel ragusano e siracusano, dovrebbero derivare dai nomi
medioevali Lucens e Lucente, di cui abbiamo un esempio in una
lapide sepolcrale del 1487 ad Isernia: "Pascasius Garlon
alifarum Comes insigni Incliti Ferdinandi Regis Consiliarius,
Maiordomusque, ac primis Guardaroba, sibi, adhuc superstiti, ac
Lucente coniugi pudiciss. Ac. Dulciss. Natis pie ac religiose
condidit. An. Sal. 1487 Kal. Apr", ma è pure possibile una
derivazione da nomi di località, come ad esempio Lucente di
Caprarica (LE), citata in documenti del 1700 o Lucente nel
modenese. |
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LUCERA
LUCERI
LUCERINI
LUCERO
LUCIARINI |
Lucera ha un ceppo a Biccari e Foggia nel foggiano, con presenze
non secondarie anche a Bari, ed un ceppo anche a Palermo ed
Agrigento, Luceri, tipico del Salento, è molto diffuso nel
leccese, in particolare a Galatina, ma anche a martano, Lecce e
San Donato di Lecce, Lucerini, estremamente raro, sembrerebbe
abruzzese, Lucero è quasi unico, Luciarini, quasi unico è
laziale, dovrebbero derivare, direttamente o tramite forme
etniche, dal toponimo Lucera nel foggiano, ma non si può
escludere una derivazione, direttamente o tramite ipocoristici,
dal nomen latino Lucerius,
"Lucerius dictus est Iuppiter, a luce, quam hominibus praestare
putabatur, ut Iuno Luceria.", di origini etrusche il nome
potrebbe riferirsi all'antica tribù osca dei
Luceres o
anche riferirsi a Lucerius
il padre degli dei etruschi, lo
Juppiter latino (Giove),
ricordiamo anche la Gens Luceria,
così leggiamo nel Liber de
civitatis Florentiae famosis civibus
di Filippo Villani: "De Lucerio Romano Florentinorum Duce.
Primus ex nostris qui post conditam civitatem auspiciis bonis
spem fecerint urbem nostram aliquando in locum illustris
civitatis per rem bellicam evasuram, Lucerius fuit, qui, ut
refert in suis chronicis loannes patruus meus, vir fuit genere
nobilis, natione Romanus, natura acer et bellicosus, quique
manu, consilioque militaria facinora egregia plura perfecerit.
Is conditae Florentiae per Caesarem factus civis, eoque potens,
tempore quo idem Caesar, Magnusque Pompeius bellis civilis
saeviebant, Caesarianis adhaesit partibus...". |
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LUCESOLE
LUCESOLI |
Lucesole è caratteristico di Ancona, Lucesoli, decisamente più
diffuso, è anch'esso tipicamente marchigiano, di Ancona,
Camerano ed Osimo nell'anconetano, dovrebbero derivare dal nome
rinascimentale Lucesole,
attribuito ad un figlio considerato per la famiglia come la luce
del sole, quindi bellissimo ed indispensabile, troviamo tracce
di queste cognominizzazioni a Gualdo Tadino nel perugino fin
dalla fine del 1500, quando li troviamo come castellani del
Castello di San Pellegrino, una frazione di Gualdo Tadino. |
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LUCETTO
LUCIETTA
LUCIETTI
LUCIETTO |
Lucetto, estremamente raro è dell'area vicentino, padovana,
dovrebbe trattarsi di un errore di trascrizione del cognome
Lucietto, Lucietta, praticamente unico è probabilmente dovuto ad
errate trascrizioni di uno dei cognomi successivi, Lucietti,
molto raro, ha un piccolo ceppo tra trevisano e bellunese, in
particolare a Riese Pio X nel trevisano, Lucietto è
caratteristico del padovano, di Galliera Veneta e Piazzola sul
Brenta, tutti questi cognomi dovrebbero derivare da una forma
ipocoristica del nomen latino
Lucius, o dal nome della
Gens Lucia. |
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LUCHI
LUCHIN
LUCHINI
LUCHINO |
Luchi è decisamente toscano, di Firenze, Siena e Monsummano
Terme nel pistoiese, Luchin ha un ceppo a Mezzocorona in
Trentino ed uno a Badia Polesine nel rovigoto, Luchini ha vari
ceppi, uno molto piccolo nel basso trentino, uno friulano a San
Giorgio della Richinvelda nel pordenonese, uno nell'area
toscana, perugino marchigiana, con massima concentrazione a
Massarosa, Camaiore e Capannori nel lucchese, a Firenze ed a
Cortona nell'aretino, ed uno a Roma, Luchino, abbastanza raro, è
specifico di San Mauro Torinese e Torino, dovrebbero derivare
direttamente o tramite ipocoristici , anche dialettali, dal nome
Luca.
integrazioni fornite da
Andrea Manni
Il cognome Luchi è tipicamente toscano, e ha un ceppo principale
tra Siena, Firenze, Prato, Pistoia e Lucca; un ceppo secondario
si registra anche in Trentino, dove è presente anche la forma
Lucchi (diffusa anche in Emilia Romagna e nel veronese). Luchi
potrebbe derivare dal nome personale
Luca (Lucas,
Lucae o
Luce)
molto diffuso dall’epoca alto medievale in Toscana, o potrebbe
derivare dal nome latino della città di Lucca (Lucas,
Lucae). Il cognome Luchi viene
nominato da Giorgio Vasari nel suo “Vite
de' più eccellenti architetti, pittori, et scultori italiani”
a proposito dell’architetto e scultore fiorentino Luca Fancelli,
nato a Settignano nel 1430 circa, che si trasferì a Mantova
verso la seconda metà del XV secolo per collaborare con il
celebre Leon Battista Alberti: “E in quelli di Mantoa un Luca
fiorentino, che abitando poi sempre in quella città e morendovi
lasciò il nome, secondo il Filareto, alla famiglia de\' Luchi,
che vi è ancor oggi”. |
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LUCE
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Luce ha un piccolo ceppo veneziano, uno nella zona che comprende
l'aquilano, il reatino ed il romano, uno nel napoletano ed
avellinese ed uno pugliese nel foggiano, barese soprattutto e
tarentino, dovrebbe trattarsi di una forma patronimica dove
Luce
sarebbe una forma medioevale latina del genitivo del nome
Luca,
uso riscontrabile in questo scritto del 1279: "...bone memorie
dominus frater Latinus natione romanus, cardinalis et sedis
apostolice legatus, fundavit ecclesiam Sancte Marie Novelle
M°cc° septuagesimo ix° in festo sancti Luce...", non si può
escludere la possibilità che possa anche trattarsi di un
matronimico riferito a capostipiti le cui madri si fossero
chiamate Luce,
una forma arcaica del nome Lucia. |
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LUCERTI
LUCERTINI
LUCERTO |
Lucerti, quasi unico, è del centro Italia, Lucertini ha un ceppo
marchigiano, a Fano, Mondolfo e Pesaro nel pesarese ed a
Senigallia nell'anconetano, presenze nell'area tra Toscana
orientale ed Umbria ed un ceppo a Roma, Lucerto è praticamente
unico, dovrebbero derivare, anche tramite un ipocoristico, dal
nome medioevale latino Lucertus,
un alterato medioevale del nomen latino
Lucretius. |
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LUCI
LUCIO |
Luci sembra avere molti ceppi in giro per l'Italia, dal reggino
e cosentino, all'alto Lazio, al perugino, alla Toscana, alla
provincia di Imperia, Lucio è assolutamente rarissimo, derivano
dal praenomen latino Lucius di cui abbiamo un esempio in Vita
Tiberi di Svetonio: "...Cum praenominibus cognominibusque uariis
distingueretur, Luci praenomen consensu repudiauit...".
integrazioni fornite da
Andrea Manni
Il cognome Luci potrebbe derivare anche dal nome
Luca (Lucas,
Lucae) oltre che da
Lucio
(vedi Lucii). Il cognome di una nobile famiglia Luci di Colle
Val d'Elsa, con rami a Firenze e Siena, viene fatto discendere
da Luca figlio di Berto vissuto nel 1300 e riportato anticamente
sia come Luchi (vedi Luchi), Lucii e Luci. A questa famiglia
appartenne Emilio Luci nato a Colle Val d'Elsa nel 1546,
governatore di Siena e podestà di Orvieto. Altri esempi del
cognome Luci sono Lodovico di Mondino de' Luci vissuto nel 1300
a Lucca, il giudice Zaccaria de' Luci vissuto nel 1300 a
Ferrara. In Toscana il cognome Luci (oggi più tipico del
fiorentino, pisano e livornese) potrebbe derivare anche da un
toponimo riconducibile a un fondatore di nome Lucius più il
suffisso -anus che indica possesso: Luciana di Fauglia (Pisa),
Luciana di Vernio (Prato), Luciana di San Casciano (Firenze),
Lucciano di Poppi (Arezzo), Castello dei Luci (Pistoia).
Inoltre, in Etruria meridionale, tra la bassa Toscana, l'alto
Lazio e l'Umbria occidentale, Luvci (etrusco: Luvci, latino:
Lucius, umbro: Vuvçis, osco: Luvkis) è attestato sin dal V sec.
a.C. come gentilizio etrusco maschile e femminile, in
particolare a Tarquinia e Volsinii. Lucius fu anche un praenomen
diffuso nel mondo latino. Per il ceppo reggino e cosentino
esistono altre ipotesi; la derivazione indiretta dal cognome de
Luci (o Lucij) di una famiglia baronale normanna originaria di
Lucé in Normandia (Lucé da Lucius) arrivata nell'XI sec. nel sud
Italia con Gosbertus de Luci, sposato a una figlia di Ruggero I
d'Altavilla, che ebbe in feudo Luzzi nel cosentino a cui dette
il nome: Lucius>Lutius>Luzzi. I normanni de Luci sbarcati dopo
il 1064 in Inghilterra furono artefici della diffusione di
cognomi esistenti ancora oggi nel mondo anglo-sassone: Lucy,
Luce, Lucey. Secondo altra ipotesi nel reggino e nel cosentino
sarebbe l'italianizzazione di cognomi grechi o arbëreshë
(arvaniti) arrivati in Calabria dalla fine del XV secolo:
Loukis, Lushi, Lluçi. D'altra parte Lluçi in catalano è Lucio,
in Germania e Olanda esiste il cognome Lucius (forma antica
Luci) e Lučić deriva dai nomi latini Lucas e Lucius. Esempi del
cognome Lucio (presente a Venezia, Piemonte, Napoli, e
riscontrabile anche in Spagna come cognome) sono Giovanni Lucio
(1604-1679) storico dalmata nato nella Repubblica di Venezia,
Francesco Lucio (1628-1658) compositore veneziano. |
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LUCIA
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Lucia è
tipicamente meridionale, con ceppi anche nel Lazio, potrebbe
trattarsi di una forma matronimica, ma è pure possibile una
derivazione dai vari toponimi o dedicati a Santa Lucia o
comunque contenenti il nome Lucia, come ad esempio Motta San
Lucia (CZ), o i vari Santa Lucia estremamente diffusi
soprattutto al sud. |
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LUCIAN
LUCIANETTI
LUCIANI
LUCIANINI
LUCIANO |
Lucian, quasi unico, ha qualche presenza nel Veneto ed in
Trentino, Lucianetti ha un piccolo ceppo nel ternano, presenze
nell'anconetano e nel romano ed un piccolo ceppo nel pescarese,
Luciani è diffuso in tutto il centro nord, Lucianini è rarissimo
con due sole aree di minima presenza e sono Trapani e il
milanese, Luciano ha un nucleo principale in Campania, con ceppi
anche in Puglia, in Sicilia e nel sassarese, tutti questi
cognomi dovrebbero derivare dal cognomen latino
Lucianus
che troviamo citato in questo testo del 445 d. C. : "...Lucianus
presbyter vir sanctus, cui revelavit, Deus his consulibus, locum
sepulcri et reliquiarum corporis sancti Stephani primi martyris,
scripsit ipsam revelationem in Graeco sermone ad omnium
Ecclesiarum personas. ...", è anche possibile una derivazione
dal praenomen latino Lucius
o da antichi nomi di località, come ad esempio ne troviamo nel
Codice Diplomatico della
Lombardia Medioevale in un atto
del 1174: "...Albizo de Luciano et Petrus de Luciano et Iohannes
frater eius in veritate manifestaverunt sub debito sacramenti
quod pro estensione terrarum fecerunt...". |
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LUCIANAZ |
Lucianaz è tipicamente valdostano, di Charvensod in particolare,
il suffisso -az
sta ad indicare l'origine non francofona del cognome, era
consuetudine degli ufficiali di scrittura e dei magistrati
curiali, aggiungere una terminazione in -az ai cognomi italiani,
per sottolineare il fatto che l'accento non dovesse essere
collocato in fondo alla francese, ma su di un'altra vocale,
questo cognome dobvrebbe quindi derivare da capostipiti di nome
Luciano. |
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LUCIARDI |
Luciardi, molto raro, è tipico dello spezzino, di Riccò del
Golfo di Spezia e di La Spezia, dovrebbe derivare da una forma
dialettale del nome medioevale
Luxiardus (vedi LUSARDI). |
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LUCIBELLI
LUCIBELLO |
Lucibelli, assolutamente rarissimo, dovrebbe essere una forma
alterata del cognome Lucibello, che ha un ceppo in Campania nel
salernitano, ad Amalfi, Ravello, Salerno, Positano, Scala e
Pollica, presenze in Calabria ed un piccolo ceppo in Sicilia, ad
Acireale nel catanese, dovrebbero derivare da una delle molte
varianti di Lucifero, il nome medioevale
Lucibello,
nome attribuito anche al demonio citato nel processo del 1428 a
Benevento contro la strega Matteuccia di Francesco abitante a
Ripabianca presso Deruta. |
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LUCIDI
LUCIDO |
Lucidi è tipico della fascia centrale che comprende le Marche
centromeridionali, l'Umbria e l'alto Lazio, Lucido è specifico
della Sicilia occidentale, derivano dal nome medioevale
Lucidus
ricordiamo Sanctus Lucidus nato ad Aquara
(SA) nell'anno 960. |
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LUCIDONE
LUCIDONI |
Lucidone, praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad
un'errata trascrizione di Lucidoni, che è specifico di Teramo e
di Torricella Sicura nel teramano, e che dovrebbe derivare da
una forma accrescitiva del nome medioevale
Lucidus
(vedi LUCIDI). |
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LUCIELLI
LUCIELLO
LUCIELO |
Lucielli, quasi unico, sembrerebbe piemontese, Luciello e
Lucielo sono ormai scomparsi in Italia e sembrerebbero originari
del meridione, dovrebbero derivare da forme ipocoristiche, anche
dialettali, del nome Lucius,
ma è pure possibile possa trattarsi di forme contratte
originatesi dal nome medioevale
Lucibello (vedi LUCIBELLI ). |
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LUCIFERO
LUCIFORA
LUCIFORO |
Lucifero ha un ceppo a Roma, uno nel catanzarese ed uno in
Sicilia nel messinesae, a Sant'Angelo di Brolo e Piraino,
Lucifora è tipicamente siciliano, del ragusano in particolare,
di Modica, Ragusa, Chiaramonte Gulfi, Vittoria e Giarratana, del
catanese ad Adrano e Caltagirone ed a Pachino e Siracusa nel
siracusano, Luciforo è praticamente unico, tutti questi cognomi
dovrebbero derivare dal nome greco composto dai termini λύχνος
lycnos
(luce, lampada)
e φορεύς foreys
(colui che porta),
con il significato di colui che
porta la luce, l'illuminato. |
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LUCIFREDI |
Assolutamente rarissimo Lucifredi, che dovrebbe essere
originario della provincia di Savona, è una derivazione da una
forma arcaica del nome di origine germanica
Loffredo.
integrazioni fornite da
Andrea Manni
Il cognome Lucifredi potrebbe derivare dal nome personale
Lucifrido,
un ibrido latino-longobardo, composto dal nome latino
Lucius
(da lux, lucis)
che significa “luminoso”
più il nome germanico Fridu
(in latino Fridus,
anche Fredus)
che significa “Pace”.
Il nome personale Lucifrido è attestato a Siena nel 730, a Lucca
nel 737 e nel 772 (Cfr. Nicoletta Francovich Onesti, L\'incontro
fra le culture latina e germanica nell\'Italia longobarda alla
luce dell\'antroponimia, in D. Hägermann, W. Haubrichs, J.
Jarnut (a cura di), Akkulturation. Probleme einer
germanisch-romanischen Kultursynthese, Berlin/New York, Walter
de Gruyter , 2004, p. 207) |
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LUCIGNANI
LUCIGNANO |
Lucignani in Toscana ha un ceppo a Coreglia Antelminelli (LU)
dove dovrebbe derivare dal toponimo locale Lucignana, ed uno a
Monte Argentario (GR), che potrebbe derivare dal toponimo
Lucignano (SI), ha un ceppo a Roma ed a Civitavecchia (RM), a
Roma c'è anche un ceppo di Lucignano che è presente in misura
molto significativa anche nel napoletano a Pozzuoli, Napoli,
Bacoli e Giugliano in Campania, tutti questi ceppi dovrebbero
derivare dal nome latino
Lucinianus di cui abbiamo un
esempio in questa lettera di Sant'Agostino dell'anno 388:
"...Credo qui nesciunt quid ames, quid concupiscas. Nullusne
tibi est amicorum, qui eis amores referat tuos ? nec Romanianus,
nec Lucinianus ? Me certe audiant....". |
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LUCII
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Lucii è tipicamente toscano, di Poggibonsi e San Gimignano nel
senese e di Certaldo e Gambassi Terme nel fiorentino.
integrazioni fornite da
Andrea Manni
Il cognome Lucii è diffuso solo in Toscana, tipico del senese e
del fiorentino tra Poggibonsi, San Gimignano e Certaldo. Ceppi
secondari si trovano in provincia di Lucca, Pisa e Massa
Carrara. Il cognome Lucii potrebbe derivare dal nome personale
Lucio
(in latino Lucius,
Lucii),
di cui conserva ancora la doppia
-i- del
genitivo latino. Il cognome in passato si trovava anche nella
forma Lucij,
in molti casi la -i- lunga è caduta dando origine alla forma
cognominale Luci che ha vari ceppi in Toscana (vedi Luci). Un
Fulgenzio Lucii fu consigliere di stato di Ranuccio Farnese
(1569-1622), duca di Parma e Piacenza. L\'abate toscano Lorenzo
Lucii fu membro della settecentesca Accademia degli Apatisti,
accademia letteraria che aveva sede nello Studio Fiorentino.
Altro esempio di questa cognominizzazione si ha con Girolamo
Magni, pievano di Popiglio (Pistoia) nato nel 1531 che nel suo
«libro dei ricordi» (1555-1595) si presenta come « Girolamo
(figlio) di maestro Salimbeno di Gerolamo di Lorenzo Magni
Vannini Lucii, il quale (con tutti questi cognomi) rappresenta
il ramo più antico dei Magni di Popiglio » (Cfr. Wim Janse,
Barbara Pitkin, The Formation of Clerical and Confessional
Identities in Early Modern Europe, Boston: Brill, 2006, p. 375.
Cfr Franca Falletti, Il diario del Pievano Girolamo Magni. Vita,
devozione e arte sulla montagna pistoiese nel Cinquecento, Pisa,
1999, pp. 89-90 ). |
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LUCILLA
LUCILLI
LUCILLO |
Lucilla, quasi unico, sembrerebbe marchigiano, Lucilli,
leggermente meno raro, è dell'Italia settentrionale, Lucillo,
quasi unico sembrerebbe del salernitano, dovrebbero derivare dal
praenomen latino Lucillus,
Lucilla,
forme ipocoristiche latine dei nomi
Lucius,
Lucia,
dell'uso di quell'ipocoristico troviamo vari esempi tra l'altro
anche nelle epistole di Seneca e di Symmachus: "..Taceat prodiga
laudis vetustas, quae Apellem, Zeuxim, vel horum similes, ut
quemque aetas tulit, voluminum honore dignata est. Mihi erga
Lucilli praedicationem sermo parcior, fides major est. Quid enim
juvat indulgere verbis, cum rem liceat experiri? Sit igitur de
hoc tua existimatio, qui bonarum artium spectator semper fuisti.
Ego Lucillum modestiae merae atque honestatis astipulor.
Videturne tibi dignus esse, quem diligas, cujus gravitas
sponsore me nititur, ars et eruditio te ipsum judicem meretur?
Vale..". |
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LUCIN
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Lucin è
tipicamente trentino, di Trento soprattutto e di Lavis, dovrebbe
derivare dal nome di un paese tedesco citato in questo testo del
1284: "..Nos Elena dei gratia Relicta Theoderici Marchionis de
Landesberc, Nosque eadem gratia Katherina Relicta Friderici
quondam Misnensis orientalis et de Landesberc Marchionis bone
niemorie recognoscimus tenore presentium protestantes, quod
hominum et fidelium nostrorum mediante consilio cum venerabili
domino Heinrico Merseburgensi Episcopo tractavimus, quod idem
dominus Episcopus suo et Ecclesie sue nomine Civitatem Lypzk cum
districtibus judiciorum quatuor sedium judicialium videlicet
sedis ante Civitatem Lypzk super fossato, quod steingrube
dicitur, sedis in Rotowe, sedis in Ranstete, sedisque in Lucin
et bonis solutis in Lypzk et in predictis districtibiis
sitis,..", probabilmente il luogo d'origine del capostipite.
(vedi anche LUCINI) |
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LUCINI
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L'area originaria è compresa tra Cremona e Lodi, il milanese, il
comasco ed il varesotto, dovrebbe derivare dal nome medioevale
italiano Lucino.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Lucini è un cognome lombardo. Viene dal toponimo Lucino (CO) =
piccolo bosco,
dal latino 'lucus'
= bosco sacro. |
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LUCIOLI |
Lucìoli ha un ceppo nell'aretino e nei vicini fiorentino, senese
e perugino, con un piccolissimo ceppo nell'anconetano ed uno nel
romano, dovrebbe derivare dall'ipocoristico latino
Lucìolus,
derivato dal praenomen Lucius. |
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LUCIONE
LUCIONI |
Lucione è quasi unico, Lucioni ha un ceppo lombardo nel
varesotto a Castiglione Olona e Varese, a Mozzate nel comasco ed
a Milano, ha inoltre un piccolissimo ceppo nell'anconetano ed
uno a Terni e nel ternano, dovrebbero derivare dal nome
medioevale Lucione,
Lucionis
di cui abbiamo un esempio d'uso in un
Breve guadie
a San Sepolcro di Ternate nel varesotto, nell'anno 1104, dove
come testimone compare: "..Signum ++ manuum Lucionis et Adammi,
qui hunc brevem ut supra fieri rogaverunt...".
integrazioni fornite da
Andrea Manni
Il cognome Lucioni ha un ceppo principale in Lombardia, tra
Milano e Varese; ceppi secondari si trovano in Val d’Aosta,
Piemonte, Marche, Umbria e Toscana (Cfr. Worldnames). Fuori
dall’Italia, un ceppo significativo si trova anche in Corsica,
dove sono tuttora molto diffusi cognomi di origine italiana, e
in particolare di origine "toscana". Come ipotesi etimologica,
il cognome Lucioni potrebbe derivare dal nome personale
Lucione,
variante di Lucio
(Lucius).
Il nome personale Lucione è attestato in Lombardia attorno al
750 (VIII secolo d.C) durante il regno longobardo in una
sentenza in cui un giudice "delegato" deve stabilire se tale
Lucione sia uomo libero o servo di Totone Campilionese: « Et
quia jussis intitis novis per indigandum de LUCIUNE ut
iniquireremus de livertatem eius et de violentia que ei TOTO DE
CAMPELLIUNI faceret (…) » (Codice diplomatico longobardo dal
DLXVIII al DCCLXXIV, con note storiche, osservazioni e
dissertazioni di Carlo Troya, tomo 4, Napoli: Stamperia Reale,
1854, p. 354). Esempi di questa cognominizzazione si hanno con
Brandale Lucioni (conosciuto anche come Branda de’ Lucioni),
maggiore dell’esercito austriaco nato in Boemia nel 1740 da una
famiglia lombarda originaria di Abbiate Guazzone, frazione del
comune di Tradate (Varese). Altro personaggio storico è stato il
patriota còrso Giuseppe Lucioni che nell’aprile del 1792 è
compagno d’armi del giovane tenente colonnello Napoleone
Buonaparte nel 2° Battaglione dei volontari còrsi, il
Battaglione d’Ajaccio e Tallano (Arthur Chuquet, La jeunesse de
Napoléon, Parigi: Armand Colin et Cie, 1897-1899, p. 347). |
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LUCIOTTI
LUCIOTTO |
Luciotti, estremamente raro, è presente in modo sporadico, ma
significativo, in Abruzzo, Luciotto sembrerebbe specifico di
Palermo, dovrebbero derivare da forme ipocoristiche riferite al
praenomen latino Lucius,
probabilmente portato dai capostipiti. |
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LUCIS
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Lucis, abbastanza raro, è tipico dell'udinese, potrebbe
trattarsi di un'alterazione del nome sloveno
Lukas.
integrazioni fornite da
Andrea Manni
Il cognome Lucis, diffuso in Friuli nella provincia di Udine,
potrebbe derivare dal cognome sloveno e croato
Lučić.
Sia a nord che a sud del Danubio sono diffusi infatti
Lučić,
Lucich,
Luchic,
Lukic,
patronimici del nome Luka
che deriva dal nome latino Lucas
in stretta relazione con il latino
Lucius e
il greco Loukas.
Secondo altre ipotesi Lučić
potrebbe essere anche matronimico di
Lucija,
dal nome latino Lúcia.
Non si può escludere tuttavia per il cognome Lucis un'origine
dialettale da una forma locale friulana. |
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LUCISANI
LUCISANO |
Lucisani, quasi unico, è del reggino, Lucisano è tipicamente
calabrese, di Catanzaro e di Villa San Giovanni, Africo, Santo
Stefano in Aspromonte e Delianuova nel reggino, potrebbe
derivare da un nome prediale o da un cognomen servile
Lucisanus
riferito ad un liberto di un
Lucisius, nome di cui abbiamo
esempio in una lapide a Genova: "...SCEPTRA TULI GALYOT CUM MEUS
NON VIVERET HERES // PRO CONSANGUINEO LUCA ET TERDONA GERARDO //
PAREBANT FRATÎ: SATUS HINC LUCISIUS INDE EST // CAROCIUS GENITOR
IACOBI QUI HANC EXTULIT EDEM // QUINTA VIRI EXPECTAT FASTIGIA
POSTUMA POMPAM ".
integrazioni fornite da
Franco Lucisano
la spiegazione più probabile a mio modesto parere la fornisce lo
studioso Giuseppe Pensabene nel suo "Cognomi e toponimi in
Calabria: nuove chiavi di lettura con grammatica per i passaggi
dalle lingue classiche a quelle romanze" (pag. 81 e seguenti,
1987). Secondo Pensabene Lucisano sarebbe un cognome etnico che
indica la provenienza dal comune di Sant'Alessio, a pochi
chilometri da Reggio Calabria (Sant'Alessio in Aspromonte),
attraverso questo iter linguistico:
Sant'Alessio>
Alescio>
Alescitano>
Lescitano>
Lucisano
(Lucisano = "abitante di
Sant'Alessio"). Secondo
Pensabene, la 'a' iniziale sarebbe caduta in quanto non coperta
da protesi, 'le' è diventato 'lu' per apofonia, la metatesi ha
portato ha portato da 's' a 't' e infine c'è il classico
suffisso locativo latino in ano (anus). Anche le mie ricerche
genealogiche confermano la provenienza originaria dei Lucisano
da Sant'Alessio in Aspromonte (RC), dove ancora oggi sopravvive
un nutrito numero di Lucisano. Numerosi nuclei di Lucisano si
sono radicati nel corso dei secoli in altre località limitrofe
del reggino, incluso il capoluogo Reggio Calabria. |
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LUCONE
LUCONI |
Lucone è praticamente unico, Luconi è ben distribuito in
Toscana, a Parato, Cortona, Castiglion Fiorentino ed Arezzo
nell'aretino, a Pistoia e Firenze, nelle Marche ad Ancona, Jesi,
Chiaravalle, Osimo, Falconara Marittima, Castelbellino e
Maiolati Spontini nell'anconetano ed a Tolentino nel maceratese,
in Umbria a Spoleto nel perugino, ed a Roma, dovrebbero derivare
dal nome personale latino
Luconius, di cui abbiamo tracce
in una lapide funeraria: "Caius Luconius eques cohortis I
Flaviae Cilicum equitatae turma Scaevae hic situs est. Sit tibi
terra levis".
integrazioni fornite da
Andrea Manni
Il cognome Luconi è diffuso principalmente nelle Marche (Ancona,
Macerata) e in Toscana (Firenze, Pistoia, Arezzo). Ceppi più
piccoli sono presenti nel Lazio e in Umbria. A bassa frequenza è
diffuso anche in Liguria, Emilia Romagna e Lombardia. Il cognome
Luconi potrebbe derivare dal nome
Lucone,
forma ipocoristica di Luca
(in latino Lucas
a sua volta dal greco Loukas).
Si può anche ipotizzare che il cognome Luconi possa derivare da
qualche toponimo locale che richiami il nome Lucone, toponimi
derivati dalla parola latina
lucus che vuol dire "bosco
sacro". |
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LUCS
LUKS
LUX |
Luchs e Luks sono praticamente unici, Lux è un cognome
rarissimo, che sembrerebbe caratteristico dell'area tra Piemonte
nordorientale e Lombardia nordoccidentale, si possono formulare
due ipotesi, una dal nome francese
Lukas
come forma dialettale contratta ed una dal soprannome e nome
tedesco Luchs
(lince, con il significato anche di furbo e scaltro,
estremamente improbabile una derivazione dal latino
lux (luce). |
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LUCULLI |
Luculli, assolutamente mlto raro, ha un piccolo ceppo a Tuoro
sul Trasimeno nel perugino, dovrebbe derivare dal cognomen
latino Lucullus,
ricordiamo con questo nome il generale romano Lucius Licinius
Lucullus vissuto a cavallo tra il secondo ed il primo secolo
avanti Cristo, che fu uomo di grande cultura ed umanità, uno
stretto collaboratore di Silla, che lo nominò tutore dei suoi
figli, condusse la terza guerra mitridatica dove sconfisse
Mitridate, re del Ponto, e Tigrane, re d'Armenia, venne
sconfitto dagli affaristi, dai politici e dai demagoghi essendo
vittima di una persecuzione mascherata da processi giudiziari. |
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LUDOVICI
LUDOVICO
LUDOVISI |
Ludovici
è tipico dell'area che comprende le province di Roma, Frosinone
e L'Aquila, Ludovico ha un nucleo nelle Puglie tra Bari e
Taranto ed un ceppo nel Molise, Ludovisi è specifico della
provincia di Roma, derivano dal nome medioevale Ludovicus o
dalla sua forma arcaica Ludovisius di cui abbiamo un illustre
esempio nel 1600 con il: "Presbyter Cardinalis Ludovisius
nuncupatus de Sancte Romane Ecclesie Camerarius", tracce di
queste cognominizzazioni le troviamo nel 1300 a Bologna con la
nobile Bartolomea Ludovisi. |
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LUGANO
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Tipico dell'alessandrino, dell'area di Tortona e paesi
dell'hinterland orientale, ha anche un ceppo, probabilmente
secondario a Genova ed uno, probabilmente primario,
nell'udinese, dovrebbero tutti derivare da un soprannome
originato dall'abitare la famiglia in prossimità di un
lucus
(bosco
nel medioevo o bosco sacro
nella tradizione celtica). |
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LUGARI
LUGARO |
Lugari è
specifico del modenese e reggiano, Lugaro è assolutamente
rarissimo, sembrerebbe avere due ceppi, nel savonese e nel
palermitano. Troviamo tracce di questa cognominizzazione a
Genova nel 1500 con l'architetto Rocco Lugaro, che costruisce
nel 1564 palazzo Grimaldi. |
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LUGAS
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Tipico sardo, particolarmente diffuso in provincia di Oristano a
Tramatza soprattutto, potrebbe derivare dal plurale del vocabolo
sardo lughe
(luce, lume)
e potrebbe indicare caratteristiche o consuetudini del luogo
d'origine del capostipite, così come anche ad indicare il
mestiere di produttore di lumi, ad olio ad esempio, svolto dal
capostipite. |
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LUGATO
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Tipico di
Venezia, dovrebbe derivare dall'etnico di Lugo (VE). |
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LUGGESI
LUGGISI |
Sia
Luggesi che Luggisi sono quasi unici, tipicamente siciliani,
probabilmente del catanese, dovrebbero derivare dallo stato di
bambino abbandonato del capostipite (vedi
La Loggia) che avrebbe quindi
la caratteristica di essere dei cittadini della Loggia o, in
dialetto, luggisi. |
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LUGHI
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Lughi,
abbastanza raro, sembrerebbe specifico di Cesena e del cesenate,
dovrebbe derivare dal nome del paese di Lugo nel ravennate,
probabile luogo d'origine del capostipite. |
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LUGLI
LUGLIENGO
LUGLIO |
Lugli è
tipico dell'area che comprende le province di Reggio Emilia,
Modena, Bologna, Mantova e Ferrara, Lugliengo è assolutamente
rarissimo, tipico del Piemonte occidentale, Luglio, sicuramente
meridionale, ha un ceppo a Napoli e Massa di Somma (NA) ed uno a
Lauria (PZ), dovrebbero tutti derivare dall'essere nato il
capostipite nel mese di luglio. |
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LUGO
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Lugo ha
un ceppo nel veronese, che potrebbe derivare dal toponimo Lugo
di Grezzana nel veronese o Lugo di Vicenza nel vicentino, ed uno
genovese, che dovrebbe invece derivare dalla forma dialettale
del nome di Lu nel Monferrato alessandrino. |
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LUGRINI |
Estremamente raro è presente solo nel sud milanese, potrebbe
derivare da un soprannome dialettale collegato con la funzione
di accenditore di lumi,
ceri o simili lüghèe
o lügrèe
(da lüghèra
= scintilla).
integrazioni fornite da
Aldo Piglia
Questo cognome potrebbe essere anche collegato all'attività del
capostipite. Per Cletto Arrighi (Dizionario Milanese-Italiano,
Milano 1896) lugher,
in un gergo triviale e furbesco, significa
guardia di questura
(ed i suoi figli potevano essere definiti
lugherinn).
Come esempio C. Arrighi cita: "Gh'è
intorno di lugher" (le
guardie fanno la ronda). |
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LUI
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Lui
è caratteristico del mantovano, di Gonzaga, Mantova, Suzzara,
Pegognaga e Bagnolo San Vito, si dovrebbe trattare di una forma
tronca del nome spagnolo Luius,
o anche del nome Luigi. |
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LUIGI
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Luigi,
cognome rarissimo panitaliano, deriva dal nome italiano omonimo,
probabilmente portato dal capostipite. |
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LUINI
LUINO |
Luini è tipico di Milano e del milanese e di Varese e del
varesotto in particolare, Luino, molto raro, sembrerebbe
specifico di Caramagna Piemonte (CN) e di Torino, dovrebbero
entrambi derivare dal toponimo Luino (VA).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Luini è un cognome lombardo, deriva dal toponimo Luino (VA) che
viene dal dialettale 'lüina',
plurale 'i lüinn'
= scoscendimento. |
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LUIS
LUISE
LUISI
LUISINI
LUISON |
Luis, molto raro, è tipico del Friuli sudorientale, Luise ha un
grosso ceppo veneto concentrato soprattutto nel padovano e
veneziano, ed un ceppo campano, particolarmente presente nel
napoletano, Luisi ha un nucleo lucchese nella zona di
Pietrasanta, Seravezza e Forte dei Marmi ed uno tra Campania e
Puglia, Luisini, assolutamente rarissimo, parrebbe foggiano,
Luison è tipico del trevisano, dovrebbero tutti derivare
dall'aferesi del nome Aloise
o Aloisi
(antica forma per Luigi)
anche se i ceppi meridionali possono derivare direttamente dal
nome spagnolo Luis.
Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Spoleto dove
nel 1285 viene data mansione di Podestà a Guidone de' Luisini. |
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LUITPRANDI |
Luitprandi, assolutamente rarissimo, sembrerebbe avere un
piccolissimo ceppo a Pegognaga nel mantovano.
integrazioni fornite da
Andrea Manni
Luitprandi è un cognome rarissimo, presente ai confini tra
Emilia e Lombardia, tra Mantova, Reggio Emilia e Modena, e in
Toscana in provincia di Lucca. Il cognome Luitprandi dovrebbe
derivare dal nome personale germanico
Luitprando
o Liutprando
diffuso tra i Longobardi. Il nome germanico
Luitprand
(in latino: Luitprandus
o Liutprandus)
è composto da *leut
(popolo)
e *prand/brand
(spada
splendente) e significa la spada
del popolo. Luitprando (o
Liutprando) era il nome di un celebre Re dei Longobardi che fu
Re d'Italia dal 712 al 744. |
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LULI
LULLI
LULLO
LULY |
Luli è quasi unico, Lulli ha un ceppo nel genovese, uno
nell'area che comprende il fiorentino, il pratese, il pistoiese
ed il pisano, ed uno a Palestrina (RM) ed a Roma, Lullo ha tre
ceppi possibili, nel salernitano, nel barese ed in Emilia, Luly
ha un ceppo a Roma ed uno a Crotone, dovrebbero tutti derivare
dal nome Lull
in uso presso i Franchi, ma è pure possibile da una forma
diminutiva familiare di nomi come
Paulus o
Carolus. |
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LUMARE
LUMARI
LUMARO |
Lumare è specifico di Crotone, Lumari, quasi unico, è del
crotonese, Lumaro, praticamente unico, è del messinese,
potrebbero derivare dall'italianizzazione del cognome slovacco
Lumar
o dell'equivalente greco
Lumareos, ma è anche possibile,
se non addirittura più probabile, una derivazione da un
soprannome basato sul termine dialettale
lumaru (venditore
di lumi e lucerne). |
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LUMIA
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Tipicamente siciliano, deriva da un soprannome originato dal
vocabolo siciliano lumia
(varietà di limone). |
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LUNA
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Ha quasi
certamente più ceppi originari, nel vicentino, nell'area tra
Perugia ed Ancona e probabilmente anche al sud, dovrebbe
derivare dal cognomen latino Lunaris. |
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LUNADEI |
Lunadei
ha un ceppo romano ed un piccolissimo ceppo tra riminese e
pesarese, l'origine di questo cognome è incerta, l'ipotesi che
possa derivare dal Luna deus caldeo è abbastanza remota,
troviamo a Città di Castello nel perugino tracce di questo
cognome fin dal 1700 con il medico Giovanni Battista Lunadei. |
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LUNALBI |
Lunalbi, assolutamente rarissimo, tipico di Matera, è un cognome
dato a bambini abbandonati, il significato richiama un
latineggiante chiaro di luna. |
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LUNARDELLI
LUNARDELLO
LUNARDI
LUNARDINI
LUNARDINO
LUNARDO |
Lunardelli ha un ceppo trevigiano nella zona di Oderzo e
dintorni ed uno a Nodica (PI), Lunardello, assolutamente
rarissimo, è del vicentino, Lunardi è molto diffuso nel Veneto,
nell'alta Toscana ed in Lombardia, Lunardini ha un ceppo
lucchese ed uno romagnolo, Lunardo parrebbe avere un ceppo
siciliano a Enna ed uno nel Veneto, derivano tutti da
modificazioni del nome Leonardo,
tracce di quest'uso si hanno ad esempio in un atto del 1391 a
Ferrara: "...Ancora ave da Opecino famio de messer Lunardo per
orço ch'el ge vendè libre vij,..." o nel 1431 a Rimini:
"...Fuorono alcune ribellioni et combustione de libri in
Arimino, Pesaro, Fano, Fossombrone, et fuorono remossi de Rimini
Giohanne de Lamberto e Lunardo Rovello...".
integrazioni fornite da
Franco Lunardi
Lunardi è un cognome caratteristico di Foza. Tratteggiare, sia
pure per sommi capi, la storia di questa famiglia di Foza è come
riprendere per mano la storia di tutto il paese... Come quella
di quasi tutte le famiglie di Foza, anche quella dei Lunardi si
rifà ad un capostipite di nome
Leonardo (non si deve
dimenticare che nel Medioevo San Leonardo di Passiria era uno
dei santi più conosciuti e venerati nei nostri paesi e il suo
santuario uno dei più frequentati...). La documentazione non ci
riporta direttamente al capostipite, bensì al figlio di costui;
Jacobus filius Leonardi, presente il 15 giugno 1491, insieme a
tanti altri capifamiglia di Foza, all'assemblea generale del
comune per deliberare in materia di pascoli. Va ad onore di
questa stirpe l'aver dato, oltre a qualche bravo sacerdote,
anche tre notai.
fonte Signori, Franco - FOZA, UNA COMUNITÁ, UNA STORIA -
Edizione a cura del Comitato Promotore per la storia di Foza,
1991 |
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LUNATI
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Lunati è tipico dell'area che comprende il genovese,
l'alessandrino e l'est della Lombardia, dovrebbe derivare da
forme dialettali riferite a toponimi come Casanova Lonati nel
pavese, Lonate Ceppino o Lonate Pozzolo nel varesotto, probabili
luoghi d'origine dei capostipiti.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Lunati è cognome lombardo, piemontese e ligure da un toponimo
Lunato (es. Riolunato MO). Certo dal lat. 'lunatus'
per dire «in forma di luna,
falcato». |
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LUNGAROTTI |
Decisamente raro non consente di individuare un areale
originario, a solo titolo di ipotesi potrebbe essere la
provincia di Perugia o quella di Pesaro, potrebbe derivare dal
nomen latino Longinus. |
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LUNGAVIA |
Lungavia,
quasi unico, sembrerebbe di origini siciliane, dovrebbe derivare
da un nome augurale arcaico, attribuito ad un figlio cui si
augurasse una lungo percorso nella strada della vita. |
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LUNGHI
LUNGHINI
LUNGO |
Si
individuano più ceppi di Lunghi, nelle province di Milano Lodi,
Cremona e Pavia, nel ferrarese, nelle province di Firenze e
Prato e in quelle di Roma e Frosinone, Lunghini ha un ceppo
emiliano a Ferrara ed a Castel San Pietro Terme, Medicina e
Bologna nel bolognese, un ceppo a Cortona nell'aretino, uno a
Grosseto ed a Sinalunga nel senese, ed uno a Roma, Lungo ha
ceppi nel Lazio a Latina e Santi Cosma e Damiano nel latinense
ed a Mondragone nel casertano, ai confini con il latinense,
dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, da
soprannomi collegati con l'altezza del capostipite,
probabilmente superiore alla media. |
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LUNZ
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Lunz è
tipico del Trentino Alto Adige, dovrebbe derivare dal nome della
frazione di Lunz, vicino a Pederoa in Val Badia. |
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LUONI
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Luoni è
tipico del varesotto, di Cassano Magnago, Busto Arsizio,
Gallarate e Cairate e del vicino Legnano nel milanese e Lezzeno
nel comasco, potrebbe derivare da una modificazione del nome del
toponimo Luino (VA), famiglia nobile di scultori del ramo
occidentale del lago di Como risale almeno al 1400, un
Cristoforo Luoni, tagliapietre, figura tra gli artisti che nella
seconda metà del 1400 lavorò i marmi della Certosa di Pavia e
nel 1483 Policleto Luoni fu tra gli scultori che lavorarono a
Milano alla costruzione del Portale della facciata della Chiesa
di Santa Maria Podone. |
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LUPARDI
LUPARDINI |
Lupardi è specifico del foggiano di Apricena, Lupardini,
decisamente laziale, è specifico di Rocca di Papa e Roma nel
romano, dovrebbero derivare, direttamente o tramite una forma
ipocoristica da una contrazione arcaica del nome
Leopardo.
integrazioni fornite da
Andrea Manni
Lupardi ha un ceppo principale in Puglia, in provincia di
Foggia, e in bassa frequenza è presente anche in Emilia Romagna
e Lombardia. Potrebbe derivare dal nome medievale “Lupardo”
(in latino “Lupardus”)
che è probabile variante di
Leopardo (in latino “Leopardus”),
o frutto della commistione tra “Lupus”
e “Pardus”.
Esempi del nome Lupardo si hanno con il pittore lucchese Lupardo
di Benincasa (nato nel 1234 circa e morto nel 1258), e con la
famiglia toscana « Lupardo o Leopardo di Pisa che ha dato
quattro anziani al Comune di Pisa tra il 1299 ed il 1380 » (Cfr.
Giovanni Battista di Crollalanza, Dizionario storico blasonico
delle famiglie nobili e notabili italiane, estinte e fiorenti,
A. Forni, 1965, Volume 2 p. 40). (vedi Leopardi). |
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LUPARINI
LUPERINI |
Luparini,
molto raro, sembrerebbe del perugino, Luperini, altrettanto raro
è del pisano, derivano dal nome medioevale Luparinus, un
Luparino figura fra gli ostaggi presi da Federico Barbarossa nel
1155 dopo aver raso al suolo Spoleto (PG), tracce di questa
cognominizzazione le troviamo tra i personaggi arrestati e
giustiziati dalla Santa Inquisizione nel giugno 1590, dove è
presente un Fulvio Luparino. |
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LUPI
LUPINI
LUPO
LUPPI
LUPU |
Lupi è molto diffuso in tutto il centro nord, Lupini parrebbe
avere due ceppi, uno nel bergamasco ed uno nel perugino, Lupo è
panitaliano, Luppi ha un forte nucleo originario nell'area che
comprende le province di Mantova, Modena e Bologna ed un altro
ceppo nel milanese e comasco, Lupu, quasi unico, sembrerebbe
dell'area molisano, pugliese. Tutti questi cognomi hanno diverse
origini, dal cognomen latino
Lupus è la più consistente, da
toponimi contenenti il termine Lupo o Lupi, come San Lupo nel
beneventano, Morlupo nel romano, Montelupo presente sia nel
fiorentino che nel cuneese e tanti altri, ed è pure possibile la
derivazione da soprannomi legati ad incontri o fatti occasionali
connessi con dei lupi. |
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LUPIERI |
Lupieri è tipicamente friulano, di Preone, Udine, Tolmezzo ed
Enemonzo nell'udinese e di Trieste e Romans d`Isonzo nel
goriziano, ha un ceppo anche a Viterbo, dovrebbe derivare
dall'antico mestiere di luparius
italianizzato in lupiere
(cacciatore di lupi), figura necessaria per proteggere greggi ed
abitazioni di un luogo, il Friuli che era molto ricco di quelle
bestie feroci. |
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LUPIS
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Ha
un ceppo genovese ed uno calabrese.
integrazioni fornite da
Marco Lupis Macedonio Palermo di Santa Margherita
Antichissima famiglia originiaria della Puglia e dirmatasi in
Calabria, in Sicilia e in Dalmazia In Terra di Bari, nel XII
secolo, i Lupis vennero ascritti al patriziato di Giovinazzo e
nel1282 vennero iscritti anche tra le famiglie nobili di
Molfetta, sul registro di Re Carlo I fascicolo 1, foglio 6,
qualificati "... de genere mílitum, nobili antiqussimi - dei
Nobili dell'antique famiglie nobili de Giovenazzo". Già in
quell'epoca, infatti, un ramo si era stabilito a Molfetta. Il
Carabellese nel suo "La Puglia e il suo Comune nel secolo XV"
definisce i Lupis di Giovinazzo "...tra le famiglie più
doviziose e illustri di tutta la Puglia, che gareggiavano (...)
nell'arringo civile ed economico del Rinascimento." (Bari, 1905,
pag. XV). La genealogia di questa linea è stata ricostruita da
Monsignor Filippo Roscini sulla base delle pergamene
dell'archivo della Cattedrale di Giovinazzo. Tutti i documenti a
corredo dell'intera genealogia pugliese, a partire dal
capostipite documentato, il giudice imperiale Simeone Lupis di
Giovinazzo (n. ca 1170), figlio del giudice imperiale Roberto o
Eberto, figlio di Guido de'Lupis (Wido o Widone, Marchese di
Soragna nel 1198), sono stati pubblicati dallo stesso don
Roscini nel suo volume Bisanzio Lupis, poeta e cronista nella
Puglia cinquecentesca. Giovinazzo, 1974. Del titolo di Marchese
di Soragna, dato sempre sotto forma di investitura feudale di
origine imperiale, sono sempre stati investiti tutti i
rappresentanti maschi della famiglia, fino al 13-6-1495, quando
Bonifacio de' Lupis (+ 24-1/4-2-1497), Marchese di Soragna,
istituisce la primogenitura a favore del figlio Diofebo. I
discendenti di Roberto (detto Eberto) Lupis,marchese di Soragna,
trasferitosi in Puglia dopo la nomina a Giudice Imperiale e
divenuto "capostipite dei Lupis di Puglia, Calabria e Sicilia",
abbandonarono il predicato di Soragna (che continuò nel ramo del
fratello Guido di Soragna), "per conservare il titolo di
Marchese, cui hanno quindi diritto tutti i rappresentanti maschi
delle tre linee indicate in quanto esse linee si divisero dal
tronco comune prima del 13-6-1495, quando Bonifacio de' Lupis (+
24-1/4-2-1497), Marchese di Soragna, istituì la primogenitura a
favore del figlio Diofebo, limitando così la successione dei
titoli ai soli maschi primogeniti". Il Giudice Imperiale Lupo o
Lupone (1210-1271), figlio del giudice imperiale Simeone Lupis,
a sua volta figlio del citato Roberto o Eberto Lupis di Soragna,
fu Primo Ministro e consigliere dell'imperatore Federico Il di
Svevia e fece parte di quella commissione di giuristi inviati
dall'imperatore al pontefice Gregorio IX per difendere e
sostenere le tesi imperiali, che portò alla pubblicazione del
"Manifesto" del 25 aprile 1239 col quale l'Imperatore,
dichiarandosi pienamente indipendente dal Papa ed appellandosi
ad un concilio generale, cacciò dal Regno di Sicilia e di Puglia
tutti i frati francescani e domenicani, come nemici del Regno
insorti a fianco del Pontefice. Fu amico e collaboratore del
dantesco Pier Delle Vigne. Nel secolo XV Pavo o Pavone Lupis
venne nominato Regio Giustiziere (Viceré) in Calabria alla corte
di re Alfonso I d'Aragona e Podestà di Firenze. Antonello, nel
1390, venne ascritto tra i familiari di re Ladislao. Marino de
Lupis fu vescovo di Molfetta e Lattanzio nominato commendatore
dell'Ordine di San Lazzaro nel 1541 e nel 1549 eletto Almirante
del Mare (Grande Ammiraglio) della provincia di Bari, dal re di
Spagna. Figura di rilievo nell'originario ceppo giovinazzese fu
Bisanzio Lupis, storico e poeta, nato a Giovinazzo nel 1478 e
morto ivi nel 1555; sposò la nobile Antonia Elefante. Scrisse le
"Cronache di Giovinazzo" dalle origini ai suoi tempi, date alle
stampe dal de Ninno nel 1880, e le "Rime", raccolta di
composizioni poetiche che costituiscono una delle prime prove
dell'editoria cinquecentesca in Puglia. La Linea di Molfetta
(BA) Nel ramo trasferitosi a Molfetta (BA) si distinsero ancora
Padre Domenico Lupis, priore dell'ordine dei Celestini, che fu,
nel 1656, creato arcivescovo di Conza, in Campania; ricordato
dal Von Ranke nella sua "Storia dei Papi" (Sansoni 1965) a
pagina 832 del secondo volume, quale confidente e consigliere di
Papa Urbano VIII. Ma il personaggio più noto di questo ramo fu
senz'altro Antonio Lupis, figlio di Flaminio e Maria de Ceglia,
nato a Molfetta il 16 febbraio 1649, morto a Bergamo nel
dicembre 1701. Trasferitosi a Venezia in gioventù, fu colà
scrittore estremamente prolifico. Produsse più di quaranta
opere, spaziando in vari campi: dalla poesia al romanzo, dalle
opere latine agli studi storici. Nella città lagunare strinse
profonda amicizia con i Tiepolo e con Giovan Francesco Loredan,
principe dell'Accademia degli Incogniti, della quale fece parte.
Scrisse la vita dello stesso Loredan, ed una sua opera,
"L'amazzone scozzese", fu ridotta in dramma dal poeta Francesco
Petrobelli di Bari e rappresentata per oltre un secolo nel
teatri italiani con buon successo. All'alba del secolo XVI la
famiglia si diramò poi in due linee con i fratelli Paolo (nobile
messinese, nato nel 1549) e Ferrante (morto nel 1595) i quali
discendevano dal capostipite Simeone attraverso Lupone,
Goffredo, Nicola, Lorenzo, Goffredo II, Domenico, Blasio, Luca
ed Ippolito. Questi due fratelli fondarono le linee calabrese e
sicula della famiglia. L'arma usata anticamente era "d'azzurro
al lupo d'oro rampante, accompagnato nel canton destro del capo
da una rosa di rosso". Le Linee di Dalmazia e Fiume Attorno al
XIII secolo alcuni Lupis passarono dall'avita Giovinazzo
all'altra sponda dell'Adriatico, fondando così il ramo Dalmata
della famiglia. Esso, illustrato dai fratelli Lorenzo e Manfredi
Lupis, notai imperiali di Ragusa (Dubrovnik) il 22 gennaio 1291
e da Nicola Lupis, notaio imperiale il 25 gennaio 1383, si
diramò in Sebenico col notaio Giovanni Lupis, documentato dal
1510 al 1529. I Lupis Dalmati godettero nobiltà in parecchie
località, tra le quali Lesina, Lissa, Parenzo, Stagno ed altre.
Un giornale polacco, il "Kurier literazki naukovni", scrivendo
dei Lupis di Moldavia e Valacchia, derivati da questo ramo
dalmata, ricorda Maria Mogilanka Lupis, figlia del principe
Basilio Lupis, che fu governatore di Moldavia negli anni
1634-1653, moglie del principe Radziwill, e ne riproduce una
xilografia. Un ramo della famiglia si unì alla nobile famiglia
Dojmi, con il matrimonio di donna Onofria, figlia del conte
Nicolò de Lupis, nobile di Parenzo, morto il 6 febbraio 1725 col
nobile Stefano Dojmi. A Lissa esiste ancora un palazzo
appartenuto alla famiglia fino ai recenti mutamenti politici.
Giovanni Lupis von Rammer 1813-1875Un altro ramo, "slavizzò" il
cognome in "Vuk -Vukic" o "Vukassinovich" (Lupo o Lupi in
illirico), come si trova ripetutamente documentato. Trasferitosi
poi a Fiume nel corso del XVIII secolo, ritradusse il cognome in
Lupis o Luppis, con il nobile Luca Luppis, marito della nobile
Francesca Craglievich. Tale ramo fu illustrato da Giovanni
Luppis o Lupis, inventore del siluro (nato a Fiume il 27 agosto
1813, morto a Milano l'11 gennaio 1875) , marito di Elisa dei
baroni De Zotty, nominato perciò nobile col predicato "von
Rammer" (affondatore) con diploma dato in Vienna il 1 agosto
1869 dall'Imperatore Francesco Giuseppe. I Lupis ebbero due
palazzi in Fiume, posti alle estremità del porto e, fino ai
tempi recenti, furono armatori con una propria flotta. La Linea
Siciliana Dal summenzionato don Paolo Lupis, attraverso Giuseppe
(sp. donna Vincenza Spata) , Vincenzo Stefano, Gianbattista,
Stefano II, Paolo II, discendono per linea diretta i fratelli
Sebastiano e Giuseppe II Lupis di Ragusa in Sicilia. Il primo fu
capitano di Giustizia a Ragusa nel 1765 e 1770 (sposato con la
nob. donna Teresa Casa-Bertini) e il secondo venne investito del
titolo di barone del Carrozziero il 1 aprile 1758. Da detto
Sebastiano, attraverso Emanuele (sp. nob. D. Marianna Casa), e
Gaetano (sp. nob. Donna Francesca Scrofani Ottaviano) discendono
gli attuali rappresentanti la linea di Ragusa in Sicilia,
illustrata anche dall'ex Ministro della Marina Mercantile e del
Turismo e Spettacolo, Giuseppe Lupis del Carozziero. La Linea
Calabrese Fu il marchese Ippolito Lupis il primo a trasferirsi a
Grotteria in Calabria dall'avita Giovinazzo nelle Puglie,
proveniente da Nicastro-Amantea, al seguito del principe di
Roccella don Giovanbattista Carafa, con l'incarico di
Procuratore della famiglia Carafa e amministratore del vasto
Stato Feudale degli stessi principi Carafa in Calabria
Ulteriore. L'abate Orazio Lupis, nato a Martone (antico casale
di Grotteria) il 19 marzo 1736, morto a Catanzaro il 14 giugno
1816, fu storico e poeta in Napoli, dove strinse profonda
amicizia con gli esponenti del locale fermento illuminista.
Pasquale Lupis (1753-1802), dottore in utroque iure, governatore
di Squillace, il 28 gennaio 1781 risulta visconte (viceconte) di
Condoianni. Orazio II (1752-1799), fratello del precedente, fu
nel 1787 governatore e giudice di Siderno. L'avvocato Domenico,
del ramo Lupis-Crisafi, fu uno storico locale e scrisse la
"Cronaca di Grotteria", pubblicata postuma. A Giovinazzo esiste
ancora Palazzo Lupis. A Grotteria il Palazzo, risalente al XVI
secolo, si trova in piazza Matteotti, già piazza Domenico Lupis.
La nobiltà dei Lupis di Grotteria è stata riconosciuta tra gli
altri anche dall'Ordine di Malta (S.M.O.M.) che ammise il loro
quarto alle Prove di Nobiltà della nobile Donna Maria Teresa
Scaglione, dama di Onore e Devozione, figlia di Giacomo e di
donna Anna Lupis Crisafi. I Lupis di Grotteria sono presenti
nell'Edizione XIX del Libro d'Oro della Nobiltà Italiana, volume
20, pagg. 1807-1813 Il ramo di Grotteria è rappresentato oggi
dal 13° duca di San Donato (di Ninea), nobile dei principi di
Santa Margherita, marchese dott. don Marco II Lupis Macedonio
Palermo di Santa Margherita (de Luna d'Aragona Sanseverino di
Calvera e San Donato), 13° duca di San Donato (di Ninea), nobile
dei principi di Santa Margherita, marchese e patrizio di
Giovinazzo, che vive ad Hong Kong. Giornalista, corrispondente,
stringer e inviato speciale dall'Estremo Oriente per i maggiori
giornali italiani (Panorama, Corriere della Sera, L'Espresso, La
Repubblica etc.) e per la RAI-Radiotelevisione Italiana (un
articolo di Marco Lupis). Dal 2005 è Presidente Onorario
dell'Istituto Internazionale di Palazzo Lupis per lo Studio dei
Ceti Dirigenti del Mediterraneo, che ha sede nell'antico Palazzo
che tuttora appartiene alla sua famiglia. Con sentenza del
Consiglio di Stato n. 515 del 3 giugno 1997 e successivo decreto
del Ministro di Grazia e Giustizia dell'11 febbraio 1998, Marco
Lupis Macedonio Palermo di Santa Margherita è stato riconosciuto
unico erede e autorizzato ad aggiungere i cognomi delle
famiglie: Macedonio duchi di Grottolella, marchesi di Ruggiano,
Oliveto Citra, Capriglia e Tortora, baroni di Poligori, signori
dell'isola di Nisida nel Golfo di Napoli a seguito della morte
senza discendenza del 6°ed ultimo duca di Grottolelle del ramo
napoletano, don Francesco III Macedonio e Berio di Salza (nato a
Napoli il 4 sett. 1783), con la scomparsa del quale il titolo e
la successione del cognome sono passati alla linea agnatizia di
Grotteria, a sua volta estintasi nel ramo primogenito il 13
aprile 1838, con la morte della trisava del marchese Marco
Lupis, donna Lauretana Macedonio di Poligori e Ferrari-Spina, da
Grotteria.: Palermo principi di Santa Margherita e Santo
Stefano, marchesi di Calorendi, Pari del Regno di Sicilia come
baroni di Martini, a seguito della morte senza discendenza a
Messina, il 13 novembre 1922, del 17° barone e 8° principe di
Santa Margherita, don Tommaso III Palermo e Caronia, con la
scomparsa del quale il titolo di nobile dei principi di Santa
Margherita e la successione del cognome sono passati alla linea
agnatizia di Grotteria, a sua volta estintasi il 24 giugno 1936
con la morte della bisnonna del marchese Marco Lupis, donna
Dorotea Palermo di Santa Margherita e Macedonio di Poligori, da
Grotteria. |
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LURAGHI
LURAGO |
Luraghi è
specifico del nordmilanese e comasco, Lurago, molto molto raro,
sembrerebbe specifico di San Vittore Olona (MI), dovrebbero
derivare da toponimi come Lurago d'Erba o Lurago Marinone (CO). |
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LURASCHI
LURASCO |
Luraschi
è specifico del comasco e del nordmilanese, Lurasco,
praticamente unico, sembrerebbe dovuto ad errori di
trascrizione, dovrebbero derivare dall'etnico del toponimo Lura
(CO), tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Viboldone
(MI) fin dal 1500 con il praepositus Giorgio Lurasco. |
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LURATI
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Abbastanza raro sembra tipico del comasco, di Uggiate Trevano,
Parè, Como e Olgiate Comasco, deriva dal toponimo Lurate
Caccivio (CO). |
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LUSARDI
LUSSARDI
LUSUARDI
LUXARDI
LUXARDO
LUZARDI
LUZARDO
LUZZARDI |
Lusardi è specifico della zona che comprende la Lombardia
meridionale, le province di Piacenza e Parma e quella di La
Spezia, Lussardi, estremamente raro, parrebbe dell'area
lombardoveneta, Lusuardi è tipico del reggiano e modenese,
Luzardi e Luzardo sono assolutamente rarissimi e sembrerebbero
lombardi, Luzzardi è molto raro e sembra tipico del sud della
Lombardia, Luxardi è assolutamente rarissimo, Luxardo è
abbastanza raro, sembrerebbero tipici del genovese, di Genova
soprattutto, dovrebbero tutti derivare dal nome medioevale
Luxiardus
di cui abbiamo un esempio nel parmense in un atto testamentario
dell'anno 1022 con il quale Plato de Plati lascia ai figli
Luxardo, Alenerio, Rolandino, Franzoto, Begarolo e Antonio le
sue proprietà: "...Nobiles Domini Allinerius, Franzotus,
Rolandinus, Luxiardus, Begarolus et Antonius, filii quondam
strenui militis domini Plato de Platis et egregiae dominae
Methodie, comitisse, filia quondam domini Luciani militis et
comitis de Pomello....". Tracce di queste cognominizzazioni le
troviamo nel parmense almeno dal 1400, quando i Lusardi,
discendenti dagli Obertenghi conti di Lavagna, avevano
costruito, in accordo con altri Signori locali, una rete di
castelli atti a presidiare le strade ed i valichi che
permettevano la comunicazione del parmense con Liguria e
Toscana. |
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LUSCHI
LUSCHINI
LUSCO |
Luschi è tipicamente toscano, del livornese e del pisano, con
presenze anche nel grossetano, Luschini, assolutamente
rarissimo, è del lucchese, Lusco, estremamente raro, ha un
piccolissimo cepponel torinese ed uno a Cefalù nel palermitano,
potrebbero derivare, direttamente o attraverso un ipocoristico
dal nome medioevale Luscus,
di cui abbiamo un esempio in una
Cartula venditionis
del 1169 a Milano, dove tra i testimoni troviamo: "..
Interfuerunt testes Iohannes et Gualterius fratres qui dicuntur
Guarini, Petracius et Luscus de Ovreno . ..", tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo in un testo medioevale: "..
Antonius Luscus, vir facetissimus ac doctissimus, cum ei notus
quidam litteras apud Pontificem expediendas obtulisset, atque
ipse in certo loco corrigere atque emendare jussisset; ille
autem postridie litteras easdem retulisset, veluti emendatas,
inspectis litteris: 'Tu me,' inquit, 'Jannotum Vicecomitem
forsitan putasti.' Cum quaereremus quidnam hoc dictum sibi
vellet: 'Jannotus,' ait, 'olim Praetor fuit noster Vincentinus,
homo bonus, sed corpore et ingenio crasso. ..".
integrazioni fornite da
Andrea Manni
Il cognome Luschi è tipicamente toscano, diffuso soprattutto nel
livornese e pisano. Luschini è raro ed è presente solo nel
lucchese. Il cognome Lusco ha un piccolissimo ceppo in Sicilia,
a Cefalù nel palermitano. Il cognome Luschi (ma anche le forme
Luschini e Lusco) potrebbe derivare dal latino
Luscus
(probabile contrazione di
Luce-Captus) che significa 'cieco
da un occhio'. Dal termine
latino Luscus potrebbe derivare anche il cognome Loschi (vedi
Loschi), diffuso principalmente in Emilia Romagna, Veneto e
Lombardia. Un esempio storico di questa cognomizzazione è
Domenico di Piero Luschi (1596-1597), camarlingo di
Montebicchieri (San Miniato, Pisa). Esempio del cognome Luschini
è Messer Andrea di Chimenti Luschini, canonico pratese vissuto
agli inizi del XVI secolo. Luschi è anche la forma cognominale
con la quale si trova talvolta riportato Antonio Loschi,
umanista e diplomatico vicentino vissuto tra il XIV e il XV
secolo. In Lombardia, Piemonte e Liguria, raro e quasi unico,
esiste anche il cognome Beluschi, probabile derivato di Luscus.
Lucius Atilius Luscus fu un tribuno militare del primo secolo
avanti Cristo. Luscus era anche un cognomen diffuso tra i
romani. |
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LUSETTI |
Lusetti ha piccoli ceppi nell'area bresciano, mantovana, ma il
nucleo principale è nel reggiano e modenese, a Reggio Emilia,
Novellara, Cadelbosco di Sopra, Scandiano, Correggio, Bagnolo in
Piano, Castelnovo di Sotto ed Albinea nel reggiano e di Carpi,
Modena, Formigine e Sassuolo nel modenese, dovrebbe trattarsi di
una forma ipocoristica dialettale dal nomen latino
Lusius,
come potrebbe essersi originata dal fatto di essere i
capostipiti appartenenti o, più probabilmente clientes della
Gens Lucia. |
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LUSINI
|
Tipico
della zona tra Arezzo e Siena, potrebbe derivare dal nomen
latino Lusius, ma è pure possibile che derivi da un nome di
località, come Monte Lusino nel reggiano. |
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LUSITANI
LUSITANO |
Lusitani ha un piccolissimo ceppo a Piacenza e nel piacentino,
Lusitano, estremamente raro, ha qualche presenza in Piemonte e
sporadiche presenze al sud, dovrebbero derivare dal termine
lusitano,
cioè abitante o proveniente dalla Lusitania, un'antica regione
della Penisola Iberica che corrispondeva pressapoco all'attuale
parte centromeridionale del Portogallo e dell'Estremadura in
Spagna. |
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LUSITI
|
Presente
solo a Melegnano, è impossibile effettuare qualsiasi tipo di
ipotesi. |
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LUSSIGNOLI |
Lussignoli è tipicamente lombardo del bresciano, di Brescia,
Ghedi, Erbusco, Collebeato, Montichiari, Capriano al Colle,
Barbariga e Cologne, dovrebbe derivare da un soprannome basato
su di un termine dialettale arcaico per portatore di lucerna,
cioè di qualcuno che illumina la via, secondo un'altra ipotesi
deriverebbe da un soprannome basato sul termine bresciano
arcaico lussìn
(leccio,
quercus ilex) e starebbe ad indicare che i capostipiti fossero
delle specie di legnaioli o falegnami. |
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LUSSIN
LUSSINI |
Sia
Lussin che Lussini sono quasi unici, sicuramente giuliani, del
goriziano e del triestino, dovrebbero essere di origini croate e
derivare dal nome dell'isola di Lussin o Losinj, appunto in
Croazia. |
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LUSSO
LUSSU
LUTZU |
Lusso ha un ceppo nel sud della Sardegna ed uno in Piemonte,
Lussu è specifico del cagliaritano, Lutzu è tipico del centrosud
della Sardegna, i ceppi sardi dovrebbero derivare da
modificazioni del nome latino
Lucius, ma è pure possibile una
derivazioni da una troncatura del toponimo Santu Lussurgiu
nell'oristanese. |
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LUSSORI
LUSSORO
LUXORO |
Lussori, praticamente unico, sembrerebbe ligure, Lussoro,
assolutamente rarissimo, è di Carloforte in Sardegna, Luxoro ha
un piccolo ceppo a Genova ed uno più consistente a Carloforte
nell'iglesiente, dovrebbero tutti derivare dal nome latino
Luxorius,
ricordiamo con questo nome Sanctus Luxorius cagliaritano,
martirizzato in Sardegna all'epoca dell'imperatore Diocleziano,
fatto che ha molto contribuito alla diffusione del nome presso i
fedeli dell'area meridionale della Sardegna. |
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LUSTRA
LUSTRI
LUSTRO |
Lustra, praticamente unico, sembrerebbe del napoletano, Lustri
ha un piccolissimo ceppo a Larciano nel pistoiese, uno
nell'aquilano, a Capistrello ed Avezzano, ed uno a Roma e nel
latinense a Formia ed Aprilia, Lustro è specifico di Scafati nel
salernitano, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Lustrus, Lustra,
in uso presso le famiglie ebree di Alife nel casertano verso la
fine del 1400, come adattamento del nome ebraico
Lystra,
(la pronuncia della -y- greca corrisponde a quello della lettera
italiana -u-), una seconda ipotesi ne propone la derivazione dal
nome e cognome francese Lustre,
che dovrebbe nascere da un'alterazione della radice medioevale
francogermanica lust
(gioia). |
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LUSVARDI |
Molto raro è specifico dell'alto modenese, potrebbe essere di
origine armena e deriverebbe dal nome proprio Lusvard diffuso in
quella regione, ma è pure possibile che possa trattarsi di una
diversa forma del cognome Lusuardi (vedi LUSARDI), ricordiamo
che anticamente, nella grafia medioevale, tra
V ed
U
non si faceva distinzione.
integrazione fornita da
www.comunitaarmena.it (a mezzo Dr. Andrea Malavolti)
Molto probabilmente è così: Lusvard è un nome diffuso in
Armenia (luys
= luce ; Vard
=Rosa). |
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LUSZACH |
Assolutamente rarissimo è tipico dell'udinese, di origine
slovena dovrebbe derivare dal toponimo Luza un paesino nelle
vicinanze di Costne e Grimacco (UD). |
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LUTI
|
Luti è tipicamente toscano, della fascia costiera che comprende
il lucchese, il pisano, il livornese ed il grossetano in
particolare, con un ceppo a Gavorrano e Massa Marittima,
dovrebbe derivare da una forma patronimica genitiva del nome
medioevale Lutius
(vedi LUZI).
integrazioni fornite da
Andrea Manni
Il cognome Luti, presente soprattutto in Toscana (nel
grossetano, nel livornese, nel pisano, nel lucchese) con un
ceppo minore in Lombardia (nel milanese), deriva dal nome latino
Lutius (Lutius-Lutii) che è una variante medievale del nome
Lucius (Lucius-Lucii). Il cognome di una storica famiglia Luti
di Siena si trova infatti attestato in vari documenti anche con
l\'antico cognome Luci (Famiglia Luti di Siena, Fondo Ceramelli
Papiani, Archivio di Stato di Firenze, Fascicolo: 5882). Altre
varianti probabili del cognome Luti presenti in Italia sono i
cognomi Luzi e Luzzi (già presenti nel sito), il cognome Lutti
(diffuso principalmente in Emilia Romagna con un ceppo
principale nel modenese e nel bolognese), il cognome de Lutti
che ha un piccolo ceppo in Friuli, il cognome Leuti (diffuso nel
Lazio ma che potrebbe anche derivare da forme ipocoristiche del
nome Leo), il cognome de Lutiis (diffuso in Abruzzo) e il
cognome De Lutio che ha un piccolo ceppo in Campania. Esempi di
questa cognominizzazione sono il pittore fiorentino Benedetto
Luti (1666 -1724), il senese Alessandro Luti Capitano del Popolo
a Siena nel 1573 e membro del Monte dei Riformatori, e il
celebre giurista senese del \'400 Pietro Luti che insegnò
Diritto Canonico all\'Università di Siena. Inoltre una storica
famiglia Luti di Trento (anche Lutti e de Lutti) originaria
della Toscana, che si diramò anche a Verona, annovera fin dal XV
secolo un Giovanni de Luti o de Lutti che fu "primus Decurio
nelle armate imperiali" (Francesco Schröder, Repertorio
genealogico delle famiglie confermate nobili e dei titolati
nobili esistenti nelle provincie venete, Venezia 1830). |
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LUTRI
LUTRO |
Lutri è tipicamente siciliano, ha un ceppo a Scicli nel
ragusano, a Castel di Lucio e Mistretta nel messinese, a
Siracusa ed a Catania, Lutro, praticamente unico, è cel
cosentino, dovrebbero derivare da un soprannome basato sulla
voce dialettale siciliana e calabrese
lùtru (fango),
probabilmente ad intendere che i capostipiti per mestiere ne
avessero a che fare. |
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LUVARA' |
Abbastanza raro sembrerebbe originario della zona dello stretto
di Messina tra Sicilia e Calabria, dovrebbe derivare dal cognome
patrizio Luverà risalente almeno al 1500, le prime tracce di
Luvarà risalgono alla visita pastorale a Radicena del 1753 dal
quale verbale risulta che "nella Chiesa di San Basilio Magno
l'altare di San Francesco da Paola era sotto lo ius patronatus
del "magnifico Antonio Luvarà".
Un'ipotesi alternativa circa l'origine di questo
cognome lo farebbe derivare dal vocabolo siciliano lùvaru (sorta
di pesce).
quest'ultima ipotesi è
suggerita da Gianna Ferrari De Salvo |
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LUVIERI |
Luvieri, molto raro, ha un ceppo nel sudmilanese e lodigiano ed
uno nel pesarese, circa la possibile origine etimologica
esistono due ipotesi: la prima consiste in una derivazione da
una forma aferetica alterata del nome
Oliviero,
la seconda propone invece un'italianizzazione del cognome
francese Louvier,
che potrebbe derivare dall'antico termine medioevale francese
louvier
(cacciatore di lupi)
o da toponimi come Louviers, Louviere o Louvieres, tutti ben
rappresentati in Francia. |
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LUZI
LUZIO
LUZZETTI
LUZZI
LUZZIO |
Luzio ha un ceppo abruzzese, uno pugliese nel leccese in
particolare a Matino e Carpignano Salentinoed uno siciliano a
palermo e San Cataldo (CL), Luzi e Luzzi sono tipici della
fascia che comprende Marche, Umbria, Lazio ed Abruzzo, Luzzetti
ha un ceppo a Grosseto, uno a Canepina e Soriano nel Cimino nel
viterbese ed uno a Civitavecchia e Roma nel romano, Luzzio,
assolutamente rarissimo, parrebbe siciliano, derivano tutti,
direttamente o tramite ipocoristici, dal nome medioevale
Lutius,
di cui abbiamo molti esempi fra gli scolari dell'Università di
Perugia nel 1500, dove troviamo: Lutius Catalanus, Lutius
Niccolai de Castro Panicali, Lutius Centoflorenus e molti altri
con questo nome, tracce di questa cognominizzazione le troviamo
a Bologna nel 1306 quando si laurea in Medicina e Filosofia un
certo Luzio Luzzi.
integrazioni fornite da
Andrea Manni
Il nome latino Lutius (si legge Luzius) è una variante medievale
del nome Lucius. Il nome Lùzio è inoltre considerato una
variante dialettale di Lùcio, nello specifico una forma
dialettale veneziana (cfr. Michele Frangipane, Dizionario
ragionato dei cognomi italiani, Rizzoli, Milano, 2005 p. 81). Un
esempio di questa relazione ce la fornisce Liuzzo de' Luzzi (o
de' Liuzzi), medico bolognese di origine fiorentina vissuto nel
XIII secolo riportato in un documento censuario del 1281 come
"Lucius medicus" (cfr. Piero Giorgi, "Biografia di Mondino de'
Liuzzi da Bologna", Università degli Studi di Bologna). A
conferma di questo, anche il cognome del nipote di Liuzzo de'
Luzzi, il celebre anatomista Mondino de' Liuzzi o (de' Luzzi)
(XIII secolo-1326), viene riportato nei documenti "con
un\'ortografia del nome che varia tra Liucci, Luzzi e dal Luzzo"
(Cfr Piero Giorgi), mentre in latino si trova riportato come
\"de Liucciis, de Luciis, Lutiis\". Altro esempio della
relazione tra Lutius e Lucius è rappresentata dal giurista
Orazio Luzi (1541-1569) nato a Cagli (Pesaro-Urbino) che studiò
legge a Padova e Bologna e fu nominato preposto di Vimercate da
San Carlo Borromeo. Orazio Luzi viene infatti riportato in
latino sia come Horatius Lutius e sia come Horatius Lucius (cfr.
Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle biblioteche),
mentre nelle "Memorie Storiche della Diocesi di Milano" (Milano
1967, vol. XIV, pag. 235) viene riportato come Orazio Luci. I
cognomi Luzi, Luzzi, Luzio, Luzzio, Luzo, Luzzo, possono essere
quindi considerati varianti ortografiche a tutti gli effetti di
altri cognomi generalmente fatti derivare dal nome latino
Lucius: Lucio, Luci, Lucii, Lucci e Luccio (vedi anche Lucci e
Luci). |
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LUZZATTI
LUZZATTO |
Luzzatti è estremamente raro ed è presente solo nel milanese,
Luzzatto potrebbe essere concentrato nel Veneto e a Trieste. Il
ceppo originario di tutti questi cognomi dovrebbe provenire
dalla regione della Lusazia
ai confini fra la Germania e la Polonia. Nel 1400, con
l'invasione turca, furono in molti, tra gli abitanti di quelle
terre invase, a cercare scampo fuggendo verso altre zone
d'Europa, ed alcuni arrivarono nelle zone dell'Italia
settentrionale sopra indicate. Luzzatto dovrebbe essere ebraico;
un David Luzzatto nasce a Trieste nel 1800 si distingue come
insigne poeta e cultore dei sacri testi ebraici diventando
insegnante del Collegio Rabbinico di Padova. |
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LUZZINI |
Luzzini è specifico del milanese, di Milano, Limbiate, Paderno
Dugnano, Bollate e Garbagnate Milanese, dovrebbe derivare da un
soprannome dialettale basato sul termine milanese arcaico
luzzin
(elce, quercia),
forse ad indicare un capostipite particolarmente robusto o
semplicemente uno che di mestiere facesse il falegname. |
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LUZZITELLI |
Luzzitelli è caratteristico di Capranica nel viterbese, potrebbe
derivare da una forma ipocoristica del nome gentilizio latino
originato dalla Gens Lusia
o Luxia,
come potrebbe anche derivare dal nome medioevale latino
Lutius,
di cui abbiamo un esempio nell'elenco degli scolari dello Studio
di Perugia, che nell'anno 1572 certifica la presenza di un certo
Lutius Victorius originario della provincia romana e nel 1577
indica la presenza di un certo Lutius Niccolai de Castro
Panicali originario della Tuscia. (vedi anche LUZI) |
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