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FA
FAA
FAÀ |
Fa
è tipico di Pula e Cagliari nel cagliaritano, Faa è tipico di
Cagliari e del cagliaritano, Faà, molto più raro, ha un ceppo
piemontese con ramificazioni sarde, dovrebbe derivare, almeno il
ceppo originario piemontese dal vocabolo dialettale
faa (fata),
richiamando l'immagine presente sullo stemma del casato, il
ceppo sardo oltre a poter essere derivato da quello monferrino,
potrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo sardo
faa
(fava).
Nel 1570 il nobile nobile Giovanni Matteo Faà, Signore di
Fontanile (AT), acquistò dalla famiglia Scarampi una buona parte
del loro feudo nel Monferrato diventando poi nel 1580 signore di
Bruno (AT) con il titolo di Marchese.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
FA; FAA;: sa fa
= la fava
e viene dal latino faba.
Is/sas faas;
is fais
(o semplicemente,
sa fa) =
le fave.
In linguaggio fonetico: sa vã
= la fava
(le fave).
Sulla "fava" esistono parecchie espressioni e detti, più o meno
seri. Quando ci chiedono in francese: "Coment sa va"! Noi
rispondiamo tranquillamente: "Su pisurùci"! = il pisello! Come a
dire: "Bene"! Gli abitanti di Sanluri (oggi capoluogo, insieme a
Villacidro, della nuova provincia del Medio Campidano), in tutta
la Sardegna sono conosciuti come grandi mangiatori di fave ed è
tipica l'espressione: "Seddorèsu pappa fa"! = sanlurese mangia
fave. L'espressione: "pappai fa", significa anche ricevere un
sacco di botte! Un'ottima vivanda sono la favette col lardo (in
puré). ed ha riscontro nel detto: " Sa dì chi hat a proi fa cun
lardu"! = il giorno in cui scenderanno dal cielo fave e
ciccioli: sarà un giorno miracoloso; per i poveri, è chiaro!
Altra espressione è: "Toccat sempri a mimi a scroxài sa fa"!
"Tocca sempre a me sbucciare la fave"! Come a dire: "Tottu pagat
Pantaloni"! "Tutto paga Pantalone", e nell'antica Roma: "Istaec
in me cudetur faba"! "Dovrò io pagare le spese"! Sempre nei
tempi antichi: ai Pitagorici (della Scuola di Filosofia di
Pitagora), l'uso delle fave, come cibo, era proibito; vuoi
perché esse sono di difficile digestione, vuoi perché
intorpidiscono la mente! Ed ancora, durante le cerimonie
religiose (latine), il Flamen Dialis (il sacerdote di Giove),
non doveva né toccare, né nominare la fava"!!! Nelle carte
antiche della Sardegna ritroviamo il cognome nell'uscita Faa e
Fay. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, *LPDE del 1388,
troviamo: Faa Nicolao, ville Genadas (villaggio distrutto
-Laconi ..Contrate partis Alença); Fay Giorgio, ville
Selluri(Sanluri - Seddòri); Fay Michele, ville Sammungleo; Fay
Nicolao, ville Selluri; Fay Simone, ville Selluri. Attualmente:
FA, è presente in 18 Comuni d'Italia, di cui 11 in Sardegna:
Pula 26, Cagliari 11, Nuoro 6, Assemini3, Marrubiu 3, etc.; FAA,
è presente in 37 Comuni italiani, di cui 23 in Sardegna:
Cagliari 32, Villaputzu 23, Sadali 15, Mores 9, Sanluri 9, etc.; |
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FABBI
FABI
FABIA
FABIO
FABIS |
Fabbi ha un ceppo nel vicentino, uno nel nel reggiano, uno nel
bolognese, uno nel perugino ed uno a Roma, Fabi è tipico della
fascia centrale che comprende Marche, aquilano, Umbria e Lazio,
Fabia sembrerebbe unico, Fabio ha un ceppo nel potentino, uno
tra catanzarese e crotonese ed uno nel messinese, Fabis,
assolutamente rarissimo, parrebbe avere un ceppo nel cosentino
ed uno tra aretino e fiorentino, dovrebbero tutti derivare dalla
Gens
latina Fabia
o dal nomen Fabius,
Fabia, è pure possibile
un'origine più recente dal nome italiano Fabio. |
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FABBIANELLI
FABBIANI
FABBIANO
FABIANELLI
FABIANI
FABIANO |
Fabbianelli, quasi unico, sembrerebbe toscano, Fabbiani
appartiene all'areale compreso tra Emilia, Toscana e Liguria,
Fabbiano, molto raro, è specifico del tarentino, Fabianelli è
tipico dell'aretino, di Castiglion Fiorentino, di Arezzo e di
Cortona, con un ceppo anche a Prato, Fabiani, molto più diffuso
è presente in tutto il centro nord, con particolare evidenza in
Romagna, Toscana, Marche, Umbria e Lazio, Fabiano è tipico del
sud peninsulare, tutti questi cognomi dovrebbero derivare,
direttamente o tramite una forma ipocoristica, dal cognomen
latino Fabianus,
attribuito normalmente ai liberti od ai clientes della
gens Fabia. |
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FABBRESCHI
FABRESCHI |
Fabbreschi, molto molto raro, è specifico del grossetano, di
Roccalbegna, Grosseto e Scansano, Fabreschi, praticamente unico,
è una forma alterata del precedente, si dovrebbe trattare di una
forma in -eschi,
indicante appartenenza, probabilmente ad indicare un ramo
cadetto di una famiglia nobile Fabbri. |
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FABBRI
FABBRIS
FABBRO
FABRIS |
Fabbri è diffuso in tutto il centro nord, con massima
concentrazione in Emilia e Toscana, Fabbris è sicuramente
settentrionale, più caratteristico del torinese, del milanese e
del padovano e veneziano, Fabbro è specifico delle tre Venezie,
con massima concentrazione in Friuli, Venezia Giulia, Fabris
sembrerebbe specifico delle Venezie, ma potrebbe esserci un
nucleo anche nell'area definita dalle provincie di Milano e
Varese. Derivano tutti, anche attraverso varie alterazioni, dal
nome di mestiere del faber,
probabile occupazione svolta dai capostipiti, il mestiere di
faber
corrispondeva a quello di
artigiano, dal fabbro al falegname, al muratore:
"...faber vel fabricator qui bona produxit vel fabricat,..".
integrazione fornita da
Francesco Fabbris
In Veneto il cognome Fabris non ha attinenza con il mestiere di
fabbro, ma con il mestiere di muratore. In latino
faber
significa colui che ha costruito.
Il corrispettivo di fabbro in Veneto è Favero o Favaro o Faveri.
stemma fornito da Armando
Milani |
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FABBRICA |
Un ceppo
in provincia di Forlì, uno in provincia di Agrigento e forse uno
nel milanese, dovrebbe derivare da soprannomi legati o a
toponimi contenenti il vocabolo Fabbrica o a collegamenti ad
esempio con l'opera della Fabbrica del Duomo. |
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FABBRICI |
Estremamente raro, sembrerebbe settentrionale, potrebbe derivare
dal nomen latino Fabricus
(vedi Fabbrici).
integrazione dovuta a
Gabriele Fabbrici
Il cognome Fabbrici, di rara diffusione nelle province di Reggio
Emilia, Mantova, Bologna e Roma, documentato almeno dall'inizio
del Quattrocento, deriva dal toponimo Fabbrico (RE), località da
cui ha avuto orgine la famiglia. L'attuale denominazione
dialettale del Comune presuppone un
fabricus
per fabbro.
Quindi il toponimo potrebbe procedere da una formazione
altomedioevale costruita direttamente sul nome di persona, o dal
mestiere, del possessore del fondo. |
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FABEN
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Tipico
dell'area di Casaleone e Cerea (VR) dovrebbe derivare da un
soprannome dialettale con il significato di fatto bene
(Benfatto). |
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FABILLI
FAVILLA
FAVILLI
FAVILLO |
Fabilli, quasi unico è del centro Italia, Favilla ha un ceppo
toscano, soprattutto nel lucchese, uno nel romano ed uno nel
foggiano, Favilli è decisamente toscano, soprattutto nel pisano
e nel livornese, Favillo sembrerebbe unico, dovrebbero tutti
derivare, direttamente o attraverso una forma di betacismo, dal
cognomen latino Fabillus,
Fabilla
(vedi FAILLI). |
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FABRELLI
FABRELLO |
Fabrelli, quasi unico, sembrerebbe romagnolo, Fabrello è invece
specifico del vicentino, in particolare di Arsiero, Piovene
Rocchette, Marano Vicentino, Velo d'Astico, Dueville e Santorso,
dovrebbero derivare da forme ipocoristiche originate dal
vocabolo medioevale faber
(fabbro,
ma anche più genericamente
artigiano), probabilmente ad
indicare così l'attività dei capostipiti. |
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FABRIANI
FABRIANO |
Fabriani è tipicamente laziale di Roma, Palestrina e Gallicano
nel Lazio nel romano, di Fara in Sabina nel reatino e di Monte
Romano nel viterbese, Fabriano, quasi unico, è molto
probabilmente dovuto ad errori di trascrizione del precedente,
dovrebbero derivare dal cognomen latino
Faberianus,
derivato dal nomen Faberius,
di questo cognomen abbiamo un esempio nelle epistole di Cicerone
ad Attico: "...reliquum est, si Faberius nobis nomen illud
explicat, noli quaerere quanti; Othonem vincas volo. nec tamen
insaniturum illum puto; nosse enim mihi hominem videor. ita male
autem audio ipsum esse tractatum ut mihi ille emptor non esse
videatur. quid enim? pateretur? sed quid argumentor? Si
Faberianum explicas, emamus vel magno; si minus, ne parvo quidem
possumus....". |
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FABRICI |
Tipico di Clauzetto (PN) e della provincia di Pordenone,
dovrebbe derivare dal nomen latino
Fabricus
di cui abbiamo un esempio in Gaius Fabricus Luscinus console
romano all'epoca delle guerre contro Pirro re dell'Epiro, un
esempio illustre di questa cognominizzazione l'abbiamo nel
celebre studioso Hieronymus Fabricus ab Aquapendente professore
di anatomiaall'università di Padova. |
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FABRIZI
FABRIZIO
FABRIZZI |
Fabrizi è molto diffuso nella fascia centrale, Toscana, Marche,
Umbria e Lazio, Fabrizio è molto diffuso in Lazio, Abruzzo,
Molise, Campania centrosettentrionale, Puglia e Basilicata,
Fabbrizi è proprio delle Marche e Umbria, derivano dal nomen
latino Fabricius
e sue modificazioni medioevali, di questo nome abbiamo un
illustre esempio: "...Qui ab hoste Pyrrho approbatus hoc est
eulogio descriptus. Cum Fabricius quendam Philippum Pyrrhi
medicum domino suo vinctum mitteret...". |
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FACCARDI |
Faccardi, assolutamente rarissimo, è un cognome tipico del basso
bresciano, dovrebbe derivare da una modificazione patronimica in
-ardi
del nome medioevale di origine germanica
Faccus
(vedi FACCHETTI), originato dal termine medioevale, sempre
germanico, fah
(ostile). |
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FACCELLO
FACCINI
FACELLI
FACELLO
FACINI
FACINO |
Faccello, praticamente unico, è del savonese, Facelli è
tipicamente piemontese, con un ceppo a Vercelli ed uno a Torino
e Ciriè nel torinese, Facello, molto raro, ha un piccolo ceppo a
Torino e Collegno nel torinese ed alcune presenze nel cuneese e
savonese, Faccini è tipico del nord Italia, con ceppi importanti
nel milanese, nel parmense, nel veronese e nel ferrarese,
Facini, molto raro, sembrerebbe del nord Italia, ha un ceppo
forse originario nell'udinese, ad Artegna in particolare,
Facino, molto più raro, ha un ceppo a Crotone, dovrebbero tutti
derivare da varie forme ipocoristiche del nome medioevale
Faccio
o Facino,
a sua volta derivato dall'aferesi del nome
Bonifacio,
di cui abbiamo un esempio nel
Codice diplomatico della Lombardia medievale
a Brescia nell'anno 1186: "...iacet in villa de Rothina et de
ista non pertinet Facino ubi medietatem: a mane ser Cotum, a
sera Lanfrancus Lupus,...", ricordiamo come personaggio famoso
il Capitano di Ventura Facino Cane che nacque a Casale
Monferrato probabilmente tra il 1350 e il 1360. |
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FACCENDINI |
Ha un
ceppo in Lombardia, a Magenta (MI) e nel cremasco ed uno a
Foligno (PG). Nel 1400 troviamo il condottiero e capitano di
ventura al servizio degli Sforza Giorgio da San Severino detto
il Faccendino. |
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FACCHETTI
FACCO |
Facchetti, decisamente lombardo, della zona che comprende le
province di Milano, Bergamo e Brescia, Facco ha un nucleo nelle
province di Padova e Venezia ed un ceppo nel genovese,
dovrebbero derivare dal nome italo germanico
Faccus di
cui abbiamo un esempio nel 1500: "...Apollonius Rhodius Graeco,
et Valerius Faccus, Latino carmine, descripserunt. Igniarium
quod in Aureo torque Equitum illorum intertextum velleri
conspicitur...".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Facchetti cognome lombardo che viene dal nome longobardo
Facco. |
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FACCHIN
FACCHINETTI
FACCHINI
FACCHINO
FACHIN |
Facchin è tipico del Veneto e del Friuli, Facchinetti oltre al
nucleo principale tra le province di Milano, Bergamo, Brescia e
Verona, ha un ceppo anche nel goriziano, Facchini sembra
specifico dell'area che dal Trentino, attraverso il bresciano ed
il mantovano, arriva al modenese e alla Romagna, ma potrebbero
esserci anche un ceppo nel barese ed uno nel Lazio, Facchino,
rarissimo, parrebbe originario del Gargano, Fachin è specifico
dell'udinese, in particolare della zona di Socchieve, dovrebbero
tutti derivare da forme ipocoristiche del nome italo germanico
Faccus
(vedi FACCHETTI). Troviamo una famiglia Facchini a Brumano (BG),
fin dal 1400, nel 1430 un componente di questa famiglia, tal
Filippo Facchini si trasferì a Venezia e di lì in Istria, nel
1451 in un atto scritto nel trevisano troviamo citato un ser
Basso Fachin: "...pustam vochatam la Cha Bianca positam in villa
Tessarie Tervisine diocesis cum una domo murata et cohoperta
cupis et una teçia etiam cupis cohoperta, cum pratis et pasculis
suis secundum et prout tenet et possedit ser Basso Fachin.".
integrazioni fornite da
Andrea Balzarotti
La famiglia Facchinetti può annoverare tra i suoi antenati anche
Gian Antonio Facchinetti (Papa con il nome di Innocenzo IX) nato
il 20 luglio 1519 a Bologna. Era un uomo buono e mite, ma anche
decisamente abile in diplomazia. Pio V lo aveva inviato quale
nunzio apostolico a Venezia per allestire la Lega Santa che a
Lepanto, nel 1571, sconfisse i turchi. Quando fu eletto papa era
già anziano e malato. Il suo pontificato durò due mesi (1591).
Prima di morire beneficò due suoi nipoti, uno nominandolo
cardinale e l'altro comandante supremo della flotta. Lo stemma
della famiglia consiste in una pianta al naturale, sradicata, su
campo argento.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Facchini è la cognominizzazione del sostantivo 'facchino'
< latino medievale 'fakinum'
che viene dall'arabo 'faqīh'
= 'giureconsulto, teologo'.
La sua degradazione semantica a 'portatore
di pesi' sarebbe avvenuta nei
secoli XIV-XV quando, in seguito alla grave crisi economica del
mondo arabo-islamico, gli antichi funzionari furono costretti a
dedicarsi al piccolo commercio di stoffe che essi stessi
trasportavano a spalla di piazza in piazza. |
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FACCI
FACCIO
FACCIONE
FACCIONI
FACI
FACIONE
FACIONI |
Facci è tipico di Trento e del trentino, del veronese, di
Verona, Castel d'Azzano, San Giovanni Lupatoto e Buttapietra,
del vicentino, di Schio, Santorso, Valli del Pasubio,Marano
Vicentino e Thiene, di Farra di Soligo nel trevisano e di
Grantorto nel padovano, Faccio sembrerebbe avere due ceppi, uno
nel Veneto occidentale e confini della provincia di Brescia,
l'altro in Piemonte, Faccione e Facione, quasi unici,
sembrerebbero del frusinate e del napoletano, Faccioni è del
veronese, di Verona, Roverchiara, San Pietro di Morubio,
Legnago, Isola Rizza, Angiari e Cerea, con un ceppo anche a
Civitanova Marche nel maceratese, Faci è praticamente unico,
Facioni è tipicamente laziale del romano, di Roma, Roccagiovine
e Tivoli, dovrebbero derivare, direttamente o tramite
accrescitivi, dall'aferesi del nome
Bonifacio. |
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FACCIDOMO |
Faccidomo, assolutamente rarissimo, è della zona tra palermitano
ed agrigentino, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul
termine dialettale siciliano
facci d'omo (gufo,
barbagianni). |
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FACCILONGO |
Faccilongo è tipicamente piugliese, ha un ceppo a Bari ed uno a
Lucera nel foggiano, dovrebbe derivare da un soprannome basato
sul termine dialettale facci
longo (viso
lungo, magro e stretto),
probabilmente una caratteristica dell'aspetto del capostipite. |
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FACCINCANI
FACINCANI |
Entrambi specifici del veronese di Villafranca Di Verona in
particolare, derivano dal nome medioevale composto dal nome
Facino e Cane tipico del veronese, ricordiamo il condottiero e
capitano di ventura
Facino Cane
nato intorno al 1360 da una famiglia nobile.
integrazioni fornite da
Gianni Faccincani
Il cognome Facincani o Faccincani è originario della città di
Villafranca in provincia di Verona. Infatti in un documento del
1447 viene nominato "Johanne filio di Jacobo dicto Facinchani q.
Johannes de Villafrancha" Perciò il cognome può essere fatto
risalire al 1360-1380. In un altro documento del 1427 (ramo
cadetto), vengono invece nominati Bartolomeo, Nascimbeno e
Floris di Johanne de Villafranca. |
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FACCIOLI
FACCIOLINI
FACCIOLO |
Faccioli ha più ceppi, uno nel Veneto occidentale e provincia di
Brescia, uno in provincia di Bologna e forse uno in Lombardia e
Piemonte, Facciolini è tipico abruzzese, dell'area tra teramano
e pescarese, Facciolo ha un ceppo nel padovano ed uno nella
Calabria occidentale, potrebbero derivare da un diminutivo
dell'aferesi del nome Bonifacio.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Molto raro, tipicamente abruzzese, dovrebbe derivare
dall'ipocoristico aferetico del nome benaugurale
Bonifacio,
col significato di che abbia un
buon destino, un buon fato (dal
latino bonum fatum,
buon destino) |
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FACCITONDO |
Faccitondo è specifico di Bari, dovrebbe derivare da un
soprannome dialettale originato probabilmente da una particolare
rotondità della faccia del capostipite. |
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FACECCHIA |
Facecchia è specifico di Mesagne nel brindisino.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Facecchia, derivato foggiano del cognome base Faccia, origina
dal sostantivo 'faccia'
< latino parlato '*faciam'
per il classico 'faciem'
= volto, viso,
inteso come soprannome dato a chi dimostrava arditezza e
sfacciataggine. Minervini 192. |
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FACHINAT |
Fachinat, assolutamente rarissimo, è tipico del basso trentino,
dovrebbe trattarsi di una forma patronimica dialettale riferita
ad un capostipite il cui padre si chiamasse
Faccus
(vedi FACCHETTI). |
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FADA
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Molto molto raro è tipico del bresciano, potrebbe derivare da un
soprannome originato dal vocabolo fata, ha qualche rara presenza
in Sardegna.
integrazioni fornite da
Luigi Colombo
questo cognome non è solo bresciano, ma potrebbe essere in parte
di origine campana, lo si deduce leggendo il sito di Ellis
Island (www.ellisisland.org). I Fada emigrati negli USA
verrebbero da Sessa Aurunca (CE), è probabile che qualche
famiglia campana sia emigrata anche al Nord, oltre che andare in
America. In ogni caso il cognome Fada nel bresciano è venuto
probobilmente dalla toponomastica: una Val Fada esiste nella
bassa Valcamonica (Angolo Terme).
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
Fada: sa fada,
sia in Campidano che in Logudoro è la
fata incantatrice. In Sardegna
centro nord è più usato il termine jana o yana, sempre col
significato di fata. Dal Latino fata. In senso spregiativo è
detta sa coga, sa brùsa (bruscia, bruja in spagnolo, proprio nel
significato di strega). Citiamo inoltre la voce sarda fadu >
destino, dal latino fatum, che al plurale da fata > fada;
malafadau = sfortunato. In alcuni paesi del centro Sardegna
viene usato il termine fada per fava = fava. Come cognome è
presente negli antichi documenti della lingua e della storia
della Sardegna. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del
1388, figurano: Fada Andrea, ville Gonnos de Tramacia; Fada
Petro, ville Gonnos de Tramacia (* Gonnos de
Tramacia.Gonnostramatza. Partis de Montibus). Attualmente il
cognome Fada è presente in 15 Comuni italiani, di cui 1 in
Sardegna: Isili con 3. Per il resto lo ritroviamo in 14 Comuni
del Bresciano. Non è del tutto fuori luogo l'ipotesi che i Fada
del bresciano provengano dalla Sardegna, tenendo in
considerazione la presenza del cognome nei documenti antichi
sardi, il fatto che il termine fada e i suoi derivati (in tutti
i sensi) sono ancora molto usati in Sardegna e l'arrivo nel
bresciano di tantissimi emigrati sardi. |
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FADANELLI |
Fadanelli è tipico di Trento, Cembra, Rovereto e Riva del Garda,
dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo
trentino fadanel
(fanello,
tipo di uccello). |
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FADANI
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Fadani ha un ceppo lombardo nel bresciano a Brescia, Manerbio e
Castel Mella, e nel cremonese a Gussola, ed un ceppo emiliano a
Colorno nel parmense, dovrebbe derivare dal nome della località
Fadano di Guiglia nel modenese, o Fadano di Brentonico nel basso
trentino, anche se non si può escludere una derivazione da un
soprannome originato dal termine dialettale arcaico, dell'area
lombardo, emiliana, fadan
(grosso rospo, mago, stregone). |
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FADDA
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Molto diffuso è tipico della Sardegna, potrebbe derivare da una
modificazione dialettale con raddoppio della consonante (tipico
sardo) del termine fada
(fata),
ma è pure possibile che derivi da un soprannome originato dal
vocabolo dialettale sardo fadda
(errore).
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
FADDA: etimologia e significato incerti. Abbiamo intervistato
diverse persone, che portano questo cognome, ma nessuna ha
saputo dare valide indicazioni, su estimo e significato della
voce. Potrebbe derivare dal latino
falla, che sta per
fallacia
= cose false, ingannevoli, ma è solo una ipotesi e, del resto,
come cognome non avrebbe senso e sarebbe comunque troppo
pesante, visto che a portarlo sono veramente in tanti,
soprattutto in Sardegna. Pertanto è impensabile che si tratti di
un semplice soprannome. Rimaniamo in attesa di nuovi sviluppi e
quindi di eventuali future integrazioni. Intanto il cognome è
presente nelle carte antiche con l'uscita Falla tra i firmatari
della Pace di Eleonora, LPDE del 1388: Falla Bernardo, ville
Ecclesiarum (** Villa Ecclesiarum.odierno Iglesias. Et ego De
Nelli Pelipaparius Ludovicus, civis et habitator terre et Ville
Ecclesiarum.sindicus, procuratoruniversitatis Ville
Ecclesiarum.in posse Virde Andree, quondam Virde Joannis de
Civitate Sasseri.nona die januarii 1388); Falla Gonario, jurato
ville Urune( * Urune.attuale Orune ( Oruni). Curatorie de
Anella); Falla Juliano, ville Ecclesiarum; Falla Sthefanus - de
Aristanni (*** Aristanni: elenco dei nomi dei firmatari della
PETIZIONE. Omnes cives mercatores et habitatores dicte
civitatis.nisi pastores bestiaminum et quorum dificulter
demorari non poterant.congregati. Porta la data : die XIIII
mensis Januarii M°. CCC°. LXXXVIII° et etc). Nella storia
ricordiamo Fadda Gavino, nato a Sassari nel 1757. Visse in
epoca sabauda del Regno di Sardegna. Seguace di Giommaria
Angioy, fu a Cagliari nel 1795, come portafoce del partito
democratico sassarese. Svolse una intensa propaganda
antifeudale. La reazione dei nobili e della chiesa sarda fu
violenta e dovette scegliere la via dell'esilio nella Penisola.
Con l'Angioy e col Mundula tentò di attirare l'attenzione di
Napoleone, ma nel suo rientro in Sardegna fu arrestato
nell'isola di Capraia e portato ad Alghero e poi a Sassari, dove
fu impiccato. Attualmente il cognome Fadda è presente in 570
Comuni italiani, di cui 210/377 in Sardegna: Cagliari 563,
Sassari 482, Nuoro 211, Quartu 197, Oristano 146, etc. |
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FADIN
FADINI
FADINO |
Fadin, molto molto raro, parrebbe del padovano, Fadini ha un
ceppo lombardo soprattutto nell'area delle province di Mantova,
Cremona, Brescia e Bergamo, con massima concentrazione nel
vicino veronese, ed un ceppo nell'udinese, Fadino, quasi unico,
è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione dei precedenti,
dovrebbero derivare da forme ipocoristiche del termine
dialettale fada
(fata),
che ha dato anche luogo al nome Fadino di cui abbiamo un esempio
in un atto di vendita del 1352 a Bergamo la parte acquirente è
un certo Giovanni fu Fadino de Molonio di borgo Santo Stefano,
ma potrebbero anche derivare dall'aferesi di nomi come
Bonfadinus,
forma alterata di Bonfantinus
(vedi BONFADINI). |
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FAEDDA
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Tipicamente sardo, dovrebbe derivare da un soprannome originato
dal vocabolo sardo faeddu
(parola) di qualcuno che parlava troppo o che era molto bravo
con le parole.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
FAEDDA: faedda
> favedda
> favella
(parola, voce)
da faeddare
> faveddare
> favellare
in centro nord; faeddu
>fuèddu
>fueddài
in Campidano = parlare.
Dal latino fabella,
che però ha il significato di
piccolo racconto, piccola
narrazione. Come cognome è presente negli antichi documenti
della lingua e della storia della Sardegna. Tra i firmatari
della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, figurano: Faella
Francisco, jurato ville Ribechu (* Ribechu.attuale Rebecu.
Curatorie de Costa de Valls) ; Faella Guantino, ville Macumerii
(*** MACUMERII et Curatorie de Marghine de Gociano.Macomer etc.
In posse Chelis Simonis, notarii publici...die XII Januarii
1388); Faella Juliano, jurato ville Silanus ( * Silanus.odierno
Silanus. Castri Montis de Verro); Faella Matheo, ville Cerchillo
( * Cerchillo... attuale Berchidda. Curatorie de Costa de
Valls). Attualmente il cognome Faedda è presente in 173 Comuni
italiani, di cui 74 in Sardegna: Sassari 229, Cagliari 89,
Oristano 71, Bonorva 65, Olbia 43, etc. |
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FAEDI
FAEDO |
Faedi è specifico del forlivese, di Cesena, Gambettola,
Montiano, Cesenatico e Savignano sul Rubicone, di Cervia nel
ravennate e di Rimini, Faedo è tipico del veronese e del
vicentino, di Chiampo, Sossano, Pojana Maggiore, Arzignano e
Sarego nel vicentino e di Verona e Montecchia di Crosara nel
veronese, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine
sia veneto che romagnolo faedòn,
o faetòn
una sorta di calesse leggero sia a due che a quattro ruote,
indicando così probabilmente che i capostipiti conducessero un
simile tipo di mezzo di trasporto. |
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FAETA
FAETI
FAIETA
FAIETI
FAJETI |
Faeta,
quasi unico, è del napoletano, Faeti ha un ceppo romagnolo a
Cesena e Mercato Saraceno nel cesenate, ed uno a Pomezia nel
romano, Faieta è tipicamente abruzzese, del pescarese, di
Pescara, Pianella, Moscufo, Montesilvano, Cappelle sul Tavo e
Spoltore, e del teatino, di Chieti, di San Giovanni Teatino e di
Casoli, Faieti è praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad
un'errata trascrizione del cognome Fajeti, che è specifico di
Reggio Emilia, tutti questi cognomi dovrebbero derivare da nomi
arcaici di località che dovevano il loro nome alla presenza di
una faggeta, come, solo a titolo di esempio, la Contrada Fajeta,
chiamata in un secondo tempo Faeta, situata nel comune di Conca
della Campania nel casertano. |
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FAENZA
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Abbastanza raro, parrebbe originario della Romagna e dovrebbe
derivare dal toponimo Faenza (RA), sono presenti ceppi
probabilmente secondari nell'aquilano e nel casertano e
napoletano. Personaggio rinomato di questa famiglia è stato il
pittore del 1700 Vincenzo Faenza. |
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FAES
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Specifico
della zona di Trento e del suo circondario occidentale, dovrebbe
derivare da nomi di località legati alla presenta di un faggeto
(faes). Tracce di questo cognome le troviamo in un atto della
seconda metà del 1600 in Tirolo con: "...Idem pro eadem ex parte
eiusdem de hereditate Engberti Faes generi Laurentii de Baest,
III denarios novos....". |
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FAGA
FAGA' |
Faga secondo un'ipotesi sarebbe originario del Piemonte,
trasferitosi in Calabria nel XIII° secolo avrebbe generato il
molto più raro Fagà, secondo altri sarebbe autoctono calabrese e
deriverebbe da un soprannome legato alla vicinanza con un
faggeto, una terza ipotesi, meno probabile li farebbe derivare
dal cognomen latino Faganus.
Integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Fagà dovrebbe, in realtà, essere un cognome autoctono calabrese,
formatosi all'interno dei dialetti greci del Sud: alla sua base,
infatti, si trova il termine greco
faghas,
col significato di goloso,
mangione (voce ancora in uso
nel greco moderno, con lo stesso significato). Ciò non esclude,
però, che le famiglie Faga calabresi (senza l'accento sulla a)
abbiano in effetti delle remote origini piemontesi e, quindi,
che il loro cognome abbia una diversa etimologia. |
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FAGAN
FAGANELLI
FAGANELLO |
Fagan ha qualche presenza nel mantovano, ed un ceppo veneto nel
vicentino, padovano e trevisano, Faganelli, rarissimo,
sembrerebbe mantovano, Faganello invece, sempre raro, dovrebbe
essere trevisano, dovrebbero derivare, direttamente o
attraverso ipocoristici, dal cognomen latino
Faganus
di cui si hanno tracce ad esempio nel II° secolo quando il santo
monaco Faganus
viene inviato in missione dal Papa Eleuterio in Britannia.
Tracce di queste cognominizzazioni si trovano nel 1700, in un
atto del 1708 stilato a Foza nel vicentino, dove si può leggere:
"...di campi duecento et quarantadue, tavole 169 per me
infrascritto Nodaro, Domino Domenigo Faganello...". |
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FAGGI
FAGGINI
FAGINI |
Faggi è
fiorentino, con un ceppo anche nel forlivese, Faggini e Fagini
sono quasi unici, dovrebbero derivare da nomi di località
caratterizzate dalla presenza di un faggeto. |
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FAGIANA
FAGIANELLA
FAGIANELLI
FAGIANI
FAGIANO |
Fagiana, quasi unico, è siciliano, Fagianella, praticamente
unico, è marchigiano, Fagianelli, quasi unico, sembrerebbe
dell'Italia centromeridionale, Fagiani ha un ceppo nel
bergamasco, a Sorisole, Almenno San Salvatore, Almenno San
Bartolomeo e Brembate di Sopra, ed un ceppo nella fascia
centrale che comprende il Piceno, l'Umbria ed il Lazio,
Montegiorgio, Falerone, Sant'Elpidio a Mare, Fermo e Monte Urano
nell'ascolano, Gubbio e Perugia nel perugino e Terni in Umbria e
Roma ed Anguillara Sabazia nel romano e Rieti, Fagiano ha un
ceppo nel torinese, presenze nel napoletano ed un piccolo ceppo
nel brindisino, dovrebbero derivare, direttamente o tramite
ipocoristici, dal nome medioevale
Fagianus, Fagiana,
o da nomi di località come, a solo titolo di esempio citiamo da
uno scritto dell'anno 768: ".. qualiter ab Anspert et
Guandilpert prepositorum ipsius celle fuit directa uel possessa,
tam in ipso loco Classicelle uel ubi ipse Anspert casas habuit,
leuatas et terras; seu et aliam cellam in finibus Ueterbensium,
in loco qui dicitur Fagianus, cum omnibus suis pertinentiis in
integrum, qualiter ab Anselm de Ueterbo et Aimone genero eius
fuit possessa ..". |
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FAGIOMUZZI |
Fagiomuzzi è un rarissimo cognome della Valtellina, potrebbe
derivare dal nome medioevale composto da
Fagus, un
cognomen latino e Mutius
un nomen della Gens Mutia,
ma molto più probabilmente si tratta di un cognome composto dai
cognomi Faggio e Muzzi entrambi abbastanza diffusi in Lombardia. |
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FAGNANI
FAGNANO |
Fagnani ha ceppi nel milanese, nel varesotto, nel veronese, nel
bolognese e nel lucchese, in Abruzzo e Molise e nel Lazio,
Fagnano ha un ceppo a Chieti, nel teatino e nel vicino
pescarese, uno a Campobasso, ed uno nel basso potentino,
dovrebbero derivare dai molti toponimi Fagnano che si trovano in
provincia di Milano, Varese, Verona, Bologna, Lucca, l'Aquila,
Pescara e Cosenza, ma è pure possibile che derivino da proprietà
terriere della Gens Fannia,
i cui abitanti potevano essere identificabili con il nome di
Faniani,
o che i capostiti siano stati dei liberti o comunque dei
clientes di un Fannius. |
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FAGO
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Fago è tipico di Taranto, dovrebbe derivare da uno dei vari
toponimi contenenti il termine Fago di cui si fa menzione ad
esempio in questo scritto medioevale: "...XII kal. Octobris,
obiit Morvannus, vicecomes de Fago, anno Domini M° CC°
XVIII°....".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Fago, attestato a Taranto, è la cognominizzazione del toponimo
Fago del Soldato (CS), che deriva dal latino 'fagu(m)'
= faggio.
Minervini 193. |
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FAI
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Fai
ha un ceppo sardo nell'iglesiente a Sant'Antioco e Giba ed uno
pugliese nel leccese a Veglie e Nardò e ad Avetrana nel
tarantino, dovrebbero entrambi derivare da voci dialettali per
fave. (vedi anche FA e FAIS)
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
is fais
sono le fave
in sardo. |
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FAIDUTTI |
Originario della Venezia Giulia, una possibile derivazione
potrebbe essre un soprannome dialettale indicante quelli del
faggeto o dal nome di origine greca Phaidon. |
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FAIA
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Faia,
tipicamente siciliano, ha un ceppo a Catania ed uno a Palermo,
dovrebbe derivare da un soprannome grecanico con il significato
di scintilla, lucente, brillante. |
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FAIELLA
FAIELLI
FAIELLO |
Faiella ha un ceppo a Roma, uno nell'aquilano ad Introdacqua,
Sulmona e Bugnara, uno piccolo a Carpino nel foggiano ed uno in
Campania nel salernitano, a Nocera Inferiore, Cava de' Tirreni,
Salerno, Nocera Superiore, Scafati, Angri, San Marzano sul
Sarno, Roccapiemonte, Roccadaspide, Battipaglia ed Eboli, ed a
Napoli e Capri, Faielli è praticamente unico ed è del
salernitano, Faiello ha un ceppo a Napoli e nel salernitano a
Battipaglia e Sicignano degli Alburni, ed un ceppo a Locri ed
Ardore nel reggino e ad Andali nel catanzarese, potrebbe essere
di origini medioevali francesi e derivare dal termine franco
fajel
(faggio),
o da un'alterazione del suo equivalente occitano
fajol. |
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FAILLA
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Failla è decisamente siciliano, dovrebbe derivare da soprannomi
legati al termine siciliano
failla (favilla,
scintilla). |
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FAILLI
FAILLO |
Failli è proprio della Toscana centro orientale, Faillo è quasi
unico, possono derivare o da un'aferesi del nome medioevale
Raffaello o da modificazioni del cognomen latino
Fabillus
di cui abbiamo un esempio nel De
Vita Adriani: "...Nam usus est
magistro Graeeco litteratore Fabillo, cuius epigrammata Graeca
multa et extant, maxime in imaginibus ipsius pueri....", o da
modificazioni del nomen Flavilla. |
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FAINA
FAINELLA
FAINELLI
FAINELLO
FAINI |
Faina ha un ceppo nel lucchese a Villa Basilica e Camaiore, uno
nel perugino a Perugia, Corciano e Deruta ed a Terni, uno a
Fermo nel Piceno e ad Ortucchio nell'aquilano ed uno a Roma, a
Capodimonte nel viterbese ed a Latina, Fainella, quasi unico, è
del centro Italia, Fainelli ha un ceppo veneto nel veronese, a
Verona, San Pietro in Cariano e Bussolengo, ed uno laziale nel
reatino, ad Antrodoco e Rieti, ed a Roma, Fainello, abbastanza
raro, ha un piccolo ceppo nel veronese, a Verona ed a San
Giovanni Lupatoto, ed a Venezia, Faini dovrebbe essere di
origine bresciana, ma esiste forse un ceppo nel milanese e forse
uno in Romagna e Marche, la derivazione è di difficile
interpretazione, una possibile, anche se improbabile lo fa
derivare, direttamente o tramite forme ipocoristiche, da un
soprannome legato al nome dell'animale
faina,
un'altra lo potrebbe far discendere da un'alterazione del nomen
latino Fannius,
un'altra ancora lo ricondurrebbe al vocabolo dialettale
fai (faggio)
e indicherebbe i capostipiti, se così fosse, come quelli del
faggeto. |
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FAINO
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Faino è
tipicamente campano del salernitano, di Giffoni Valle Piana, di
Montecorvino Rovella e di Pontecagnano Faiano, potrebbe derivare
dall'alterazione dialetytale del nome del paese di Faiano nel
salernitano (vedi anche FAINA). |
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FAIOLA
FAIOLI
FAIOLO |
Faiola è tipicamente laziale, del romano, latinense e frusinate,
di Fondi soprattutto, Sperlonga, Terracina, Sonnino e Latina nel
latinense, di Roma e Marino nel romano e di Frosinone e Pastena
nel frusinate, Faioli, assolutamente rarissimo, ha un piccolo
ceppo nel campobassano ed uno ancora più piccolo nel cremonese,
Faiolo è praticamente unico, questi cognomi in alcuni casi
potrebbero derivare dal toponimo ternano di Faiolo, o da altri
toponimi o nomi di località, come la foresta della Faiola nel
romano ad un miglio di distanza da Marino, l'origine comune è
comunque il termine dialettale
faiola per
faggiola
o di faggi,
tracce antiche di queste cognominizzazioni le troviamo in un
atto datato 1343 dove tra gli altri si menziona un Guillelmo
Arnaldi de Faiola notario provenzale, un Arnaldo de Faiola ed un
Ademario de Faiola domicelli, alla fine del 1600 a Livorno
troviamo un certo Anselmus Faiolus, mercante francese. |
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FAIS
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Fais è distribuito in modo omogeneo in tutta la Sardegna, ma la
massima diffusione è su tutta la costa occidentale, dovrebbe
derivare da un soprannome originato dal vocabolo sardo
fai (fava). |
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FAITA
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Molto
raro sembra avere un nucleo nel bresciano, uno nel massese, uno
nella penisola salentina ed uno nel cosentino, potrebbe derivare
da toponimi legati come Faeto (FG), Faedo (TN) o comunque da
nomi di località legati al vocabolo dialettale faedo, faito
riferito ad un faggeto. |
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FALA'
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Falà ha un ceppo nel teramano, a Roseto degli Abruzzi,
Giulianova e Teramo, con un piccolo ceppo anche in Sicilia a
Misterbianco nel catanese, dovrebbe trattarsi di un soprannome
basato su di una forma aferetica del termine grecanico
cefalàs
(testa grossa, testone). |
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FALACE
FALLACE
FALLACI
FARACE |
Falace è specifico del casertano, di Sant`Arpino e di
Castellammare di Stabia nel napoletano, Fallace è tipicamente
campano di Napoli e di Fragneto Monforte nel beneventano,
Fallaci invece è tipicamente toscano di Firenze, Farace ha un
ceppo campano ad Anacapri, Napoli ed Ercolano nel napoletano ed
a Salerno, ed un ceppo cosentino a Santa Maria del cedro,
Verbicaro ed Orsomarso, dovrebbero derivare dal soprannome poi
divenuto nome medioevale Fallax,
Fallacis
di cui abbiamo un esempio in "...Tetbaldus, dictus Fallax vel
Tricator, comes Carnotensis...".
integrazioni fornite da
Fabio Paolucci anticipazione dal suo Dizionario Ragionato dei
Cognomi del Sannio in corso di pubblicazione
Falace - Fallace - Fallaci - Farace
Falace è un cognome tipicamente campano, diffuso prevalentemente
nel Casertano, nei comuni di Sant'Arpino, Orta di Atella e
Gricignano di Aversa, nel Napoletano a Castellammare di Stabia e
nello stesso capoluogo partenopeo, con propaggini anche nel
Salernitano.
Fallace, variante di Falace, è presente a Napoli e nel
Beneventano, dove è registrato con maggiore intensità nel comune
di Fragneto Monforte.
Diversa sembrerebbe l'origine per la forma pluralizzata Fallaci,
con ogni probabilità da ricondurre allo stesso etimo di Falace e
Fallace, ma attestato soltanto in Toscana, a Firenze, dove con
ogni probabilità si è originato, e nell'Aretino, nonchè in
Emilia Romagna a Bologna e nel comune di Casalecchio di Reno.
Dal punto di vista etimologico, è possibile congetturare diverse
ipotesi di derivazione per i cognomi Falace, Fallace e Fallaci.
In prima analisi, si potrebbe considerare il verbo latino
fallere
(ingannare),
e quindi i derivati falli
(essere ingannato, ingannarsi),
fallax, acis
(fallace, ingannatore,
fraudolento, ipocrita, ingannevole)
e fallacia, ae
(inganno, frode, intrigo,
trappola). Una seconda
interpretazione muoverebbe a considerare una possibile
connessione con il termine greco
fallos,
con significato di "membro
virile", come base di
derivazione per un personale di origine greca creato con
funzione di propiziare virilità e fecondità, in virtù degli
antichi culti fallici rimasti per secoli riti di carattere
apotropaico ancora praticati presso comunità rurali fino
all'alto medioevo e, nelle campagne del Meridione d'Italia, fino
a tempi recentissimi.
Meno probabile è invece la derivazione dal termine latino
fala
(o phala, ae),
che poteva indicare sia una
torre di legno adoperata negli
antichi assedi, sia una delle
sette colonne che, piantate
sulla "spina" del circo, servivano a contare il numero dei giri
dei corridori.
Ancora, da tenere in considerazione è una possibile connessione
con il vocabolo germanico Fara:
celebre resta la definizione "Farae,
hoc est generationes" adoperata
da Paolo Diacono nella sua Historia Langobardorum per indicare
nel diritto longobardo i gruppi
gentilizi o parentali-familiari in cui era suddiviso il suo
popolo, costituiti dalle
famiglie e dagli individui discendenti da un capostipite comune
o aggregati in base a vincoli convenzionali, diretti a creare
rapporti analoghi a quelli agnatizi. Le Farae longobarde erano
veri e propri organismi politico-militari, e col tempo il nome è
assunto ad indicare anche il territorio abitato dal gruppo,
dando origine a numerosi toponimi quali ad esempio Fara d'Adda,
Fara in Sabina, Fara Filiorum Petri, etc., derivati appunto
dallo stanziamento di antiche genti longobarde in detti luoghi.
Ragionando in tal senso, è possibile congetturare una
derivazione delle forme cognominali prese in esame dal termine
Fara,
trasformatosi in Farace,
e quindi per corruzione anche in
Falace, Fallace e Fallaci.
Un orientamento più sicuro indurrebbe invece a considerare i
cognomi Falace, Fallace e Fallaci come originati dalla forma
cognominale Farace,
diffusa in Italia in molteplici nuclei localizzabili nel Lazio a
Roma, in Calabria nel Cosentino (nei comuni di Santa Maria del
Cedro, Verbicaro, Orsomarso e Scalea), in Campania tra
Napoletano e Salernitano (Anacapri, Salerno, Napoli, Ercolano,
Capri e Portici, in ordine di diffusione) e in Sicilia dove
risulta presente a macchia di leopardo, nonché nelle aree
centrale e settentrionale della Penisola per effetto dei flussi
migratori provenuti dal Mezzogiorno soprattutto a partire dagli
anni Cinquanta del XX secolo.
Il cognome Farace, dal punto di vista etimologico, sembrerebbe
il risultato di un fenomeno di cognominizzazione in senso
patronimico di un personale di origine italica, greca o, più
probabilmente greco-araba.
Tale ipotesi sembra essere corroborata dall'attestazione in
antichità, nelle aree dell'Italia Meridionale, di personali
quali il greco Phalaecus
(Faleco),
che fu anche nome del famoso poeta greco che diede vita all'endecasillabo
falecio, l'italico
Falacer, cris
(Falacre),
nome di un mitico eroe italico, uno dei 15 flamini (secondo
Varrone, "flamen Falacer a divo
patre Falacre") e l'arabo e
greco Faras,
tradotto appunto come Farace.
Proprio il personale Faras
sembrerebbe all'origine del cognome Farace: Faras è tuttora un
nome di persona arabo di origine greco ellenistica, ed il
termine faras
in lingua araba assume il significato di "cavallo".
Ancora, Faras
era anche il nome dell'antica capitale della "Nobatia",
ovvero della Nubia,
regione attualmente comprendente l'Egitto Meridionale ("Bassa
Nubia") lungo le rive del Nilo, e la parte Settentrionale del
Sudan ("Alta Nubia").
In Conclusione, il cognome Farace, e le varianti sopraccitate
Falace, Fallace e Fallaci sembrerebbero riconducibili al
personale Farace, nome di origine greca, diffuso nel mondo arabo
in epoca ellenistica e importato nel Sud Italia fin dalle prime
incursioni arabe (625 d.C) e radicatosi nell'onomastica
meridionale a partire dalle conquiste islamiche della Sicilia
(conquistata dalle campagne arabe iniziate nell'827 e conclusesi
nell'878 con la presa di Siracusa e la successiva costituzione
di un Emirato islamico indipendente sotto la guida dei Klabiti,
la cui dominazione resistette fino al 1060). Proprio dalla
Sicilia, il nome Faras - Farace
si sarebbe irradiato nel resto dell'Italia meridionale, e
soprattutto nelle aree costiere tirreniche, assumendo anche
forme onomastiche nuove derivate: a corroborare tale tesi di
origine e irradiazioe delle forme cognominali Farace, Falace e
Fallace dalla Sicilia araba sembrerebbe l'attuale diffusione dei
citati cognomi, localizzabili proprio nei territori maggiormente
colpiti dalle continue incursioni islamiche e soprattutto
influenzate culturalmente dal mondo arabo (Costiera Amalfitana,
Sorrentina e zone circostanti). In ultima analisi, soltanto il
cognome Fallaci sembra avere una origine diversa in Toscana, ma
non si può escludere a priori una connessione con i ceppi
Farace, Falace e Fallace dell'Italia Meridionale: ulteriori
mirate ricerche archivistiche da effettuare in territorio
tosco-emiliano potrebbero sciogliere ogni dubbio e fare
chiarezza circa l'effettiva origine dei nuclei Fallaci. |
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FALAGUERRA |
Falaguerra, molto molto raro, ha un ceppo nell'alessandrino ed
uno nel potentino, dovrebbe derivare dal nome medioevale
Falaguerra,
di cui abbiamo un esempio nel 1500 a Celleno nel viterbese
nell'atto con il quale si sancisce l'avvenuta pace con Civitella
d'Agliano: "...Il documento in mezzo alla piazza vicino al detto
paese e presso la casa di Bozachi,davanti al signore magnifico
Ferdinando,al suddetto Commissario come sopra, con i venerabili
frati presenti e il religioso maestro Luca,frate predicatore, e
il presbitero Salvato Antoni Grossi di Sipicciano,e il
presbitero Bartolomeo di Tuscanella, e frate Andrea di
Bagnoreggio, Domenico Macari di Montefiascone e Falaguerra di
Civitella, testimoni dell'accordo,chiamati disposti e richiesti.
E io Florio Dominici di Fabrica pubblico notaio per autorità
imperiale e giudice ordinario,e per ora Autorità e Castellano di
Celleno,fui chiamato e richesto da tutti,mentre si decidevano e
accadevano queste cose, e ora sono stato richiesto di scrivere
queste cose con ser Giovanni Francisci,Giovanni Bruni notaio di
Tuderto; ho scritto e ho pubblicato,ponendo a garanzia di tutti
il mio sigillo con sotto il mio nome comune...". |
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FALAMISCHIA |
Falamischia, assolutamente rarissimo, è tipico dell'Italia
settentrionale, l'origine etimologica è oscura, anche se
possiamo pensare che possa derivare da un soprannome medioevale
riferito ad un capostipite particolarmente combattivo. Troviamo
tracce di questa cognominizzazione tra gli uomini d'arme del
condottiero italiano del 1400 Federico da Montefeltro, Duca di
Urbino, nelle cui schiere milita il suo conestabile (capo delle
scuderie) Falamischia da Bagno. |
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FALANGA
SFALANGA |
Falanga ha un ceppo a Roma ed uno a Gaeta nel latinense, uno,
molto consistente, a Torredel Greco , Napoli, Boscoreale,
Pozzuoli, Boscotrecase, Pompei, Ercolano, Torre Annunziata e
Casalnuovo di Napoli nel napoletano e di Scafati nel
salernitano, ha un ceppo a Genzano di Lucania nel potentino, ed
in Sicilia ha ceppi a Palermo, a Paternò e Catania nel catanese
e nel messinese a Messina, Taormina e Lipari, Sfalanga, molto
più raro, ha un ceppo in Sicilia, a Gela nel nisseno, dovrebbe
essere semplicemente il primo cognome con l'aggiunta di una
s-
iniziale epentetica, cognome che dovrebbe derivare da un
soprannome basato sul termine latino
phalanga
(rullo di legno
usato per facilitare il trasporto di imbarcazioni o di oggetti
molto pesanti, soprannome probabilmente legato al mestiere dei
capostipiti. |
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FALAPPI
FELAPPI |
Falappi è tipico di Brescia e dintorni, Felappi è anch'esso del
bresciano.
integrazione fornita da
Flavio Falappi
per il ramo originario del bresciano, i primi Falappi pare
fossero residenti nella valle Trompia in provincia di Brescia.
In particolare a Pezzoro e Pezzase dove in passato c'erano delle
miniere, forse erano anche galeotti perchè nelle miniere
venivano mandati i prigionieri ai lavori forzati. Un'altra
informazione sui Falappi, pare che all'anagrafe in passato,
attorno all'inizio ottocento sia stato fatto un errore di
scrittura o di registrazione, in origine forse i Falappi erano
Felappi. Nel paese di Fraine c'è un'alta concentrazione di
Felappi. Per il ramo della famiglia di Marcheno, il bisnonno era
Falappi Bortolo, che ha generato Falappi Luigi, Che ha generato
Falappi Emilio ( vivente che ha generato Falappi Flavio (il
sottoscritto) che ha generato Falappi Giovanni e Falappi
Francesca. Da Marcheno la famiglia si è spostata a Mocasina e
poi a Desenzano del Garda nelle sue varie generazioni. Altri
Falappi ci sono in provincia di Brescia, a Travagliato, a
Bagnolo e a Capriano del Colle. |
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FALASCA
FALASCHI |
Falasca è specifico del Lazio, Abruzzo e Molise, Falaschi è
tipico della fascia che comprende Toscana, Romagna Marche fino
al maceratese, Umbria ed alto Lazio, potrebbero derivare da una
modificazione dell'etnico falisci (popolazione originaria del
centro italia) o anche derivare da un soprannome originato dal
vocabolo falasca (sorta di paglia utilizzazta per produrre sedie
, fiaschi e damigiane, o da nomi di località. Traccia di questa
cognominizzazione la troviamo a Roma nel 1600 con il frate
domenicano Basilius Falasca.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Falasca è cognome anche lucano. Secondo G. Rohlfs viene dal
calabrese 'falasca'
= 'sorta di graminacea'. |
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FALBO
FALVO |
Falbo è tipicamente calabrese, di Sersale, Catanzaro, Cropani,
Lamezia Terme e Sellia Marina nel catanzarese, di Cosenza,
Luzzi, Cassano allo Ionio, Rende, Villapiana, Rossano, San Marco
Argentano e Zumpano nel cosentino, e di Crotone, Caccuri e Cutro
nel crotonese, Falvo ha un ceppo a Napoli, ma il nucleo
principale è in Calabria, soprattutto a Lamezia Terme nel
catanzarese, dove è molto presente anche a Gizzeria, Catanzaro,
Feroleto Antico, Serrastretta e Soveria Mannelli, questi cognomi
dovrebbero derivare da soprannomi basati sul termine latino
falbus
(giallo),
forse ad indicare l'appartenenza dei capostipiti a comunità
ebraiche, non si può comunque del tutto escludere l'ipotesi di
una derivazione dal nome punico
Fuabal.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Falbo è cognome calabrese che viene dall'antico aggettivo 'falbo'
= giallo scuro,
originato dal germanico 'falp'. |
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FALCE
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Originario del salernitano, deriva dall'antico nome greco
Phalces o dal cognomen latino Falx. |
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FALCHE
FARCI
FRACI |
Falche, quasi unico, è del sassarese, Farci è tipico del sud
della Sardegna, dovrebbe derivare da un soprannome originato
dalla voce verbale sarda farci
connessa con la pesca con la lampara, Fraci, quasi unico,
sembrerebbe specifico della Sardegna sudoccidentale.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
FARCI; FRACI: sa farke, sa
farci, sa fracci, è
la falce.
Dal latino falx.
Sa fraci furistera è la falce da fieno, a manico lungo: detta
furistera = forestiera, perchè introdotta di "recente"
(all'inizio del XIX° secolo) in Sardegna. Nelle carte antiche,
come cognome è presente in diverse uscite. Tra i firmatari della
Pace di Eleonora, LPDE del 1388, troviamo: Falce Midralle, ville
Macumerii. *** MACUMERII et Curatorie de Marghine de
Gociano.Macomer etc. In posse Chelis Simonis, notarii
publici...die XII Januarii 1388 ; Falche Angelo, jurato ville de
Lecon. * Lecon.distrutto. Contrate Montis Acuti (Salto di
Pattàda); Falche Bidocio, ville Birore. * BIRORE.odierno Birore.
Curatorie de Marghine de Gociano; Falche Furadu, ville
Zaramonte * Zaramonte... odierno Chiaramonte. Contrate de
Anglona - Chiaramente; Falche Furato - ville de Lecon; Falche
Gavino, jurato ville de Lecon; Falche Guantino - ville de
Gucizle * Gucizle.distrutto - Diocesi di Galtellì (Contrate
Montis Acuti); Falche Joanne - ville de Nule * Nule .Nuli
(Contrate Montis Acuti - Ozieri); Falche Joanne, jurato ville
Fonte * Fonte.distrutto .della Diocesi di Dolia. Barbagie
Ollolai et Curatorie Austis; Falche Joanne, jurato ville Orteddi
* Orteddi.Oroteddi.odierna Orotelli. Curatorie Dore; Falche
Joanne, major ville de Lecon (salto di Pattada); Falche
Parisono, ville Sorradili * Sorradili.odierno Sorradile.
Contrate Partis Varicati - Barigadu; Falche Petro, ville
Lequeses * Lequeses...Lachesos...villaggio distrutto della
Diocesi di Sorres( Meylogu). Contrate Ardar et Meylogu; Falche
Petro, ville Zaramonte; Falci Joanne, jurato ville de Sardara **
SARDARA MONTIS REGALIS...11 GENNAIO 1388, et ego...Gadulesu
Margiano habitator velle Sardara, sindicus actor et procurator
universitatis Contrate Montis Regalis et villarum et etc. In
posse Virde Andrea, Virde Joanne, de Civitate Sasseri, notarii
publici, die XI Januarii 1388; Falci Petrucio, Ville Ecclesiarum
** Villa Ecclesiarum.odierno Iglesias. Et ego De Nelli
Pelipaparius Ludovicus, civis et habitator terre et Ville
Ecclesiarum.sindicus, procurator universitatis Ville
Ecclesiarum.seu a Formenyino Joanne, capitano, camerlengo Ville
Ecclesiarum di Sigerro. Omnibus habitatoribus dicte terre Ville
Ecclesiarum, congregatis in Curia Magna.in posse Virde Andree,
quondam Virde Joannis de Civitate Sasseri.nona die januarii
1388. Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, CSNT, XI°, XIII°
secolo, figurano: Falce (o Falke) Dorgotori (174 - 180); nel 174
vende servi in Mularia (attuale Mulargia): comporaili a
Dorgotori Falke die(una giornata di servizio - la settimana) de
Goantine d'Arjolas et mesa die de su fillu ( mezza giornata di
servizio del figlio) etc. Testes Petru de Monte et Petru de
Nurki et Petru d'Iscanu; figura poi come teste in una
transazione, al 180° capitolo: positinke Helene de Gitil muiere
de Petru de Nurki minore, die (un giorno di servizio la
settimana) de Furata Littera .Testes: Petru de Nurki mannu, et
Dorgotori Falce (Falke). Attualmente il cognome Farci è presente
in 162 Comuni italiani, di cui 72 in Sardegna: Cagliari 384,
Quartu 238, Mara 136, Assemini 99, Sinnai 79, Muravera 70, etc.
Il cognome Fraci è presente in soli 3 Comuni sardi: Gonnesa 3,
Fluminimaggiore 2, Piscinas 2. Solo ad Alghero è presente il
cognome Falche (10): unico posto in cui ha mantenuto l'antica
uscita. |
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FALCHERO |
Falchero è specifico del torinese, di Torino, Settimo Torinese,
Viù e Venaria Reale, potrebbe derivare da un soprannome
dialettale riferito al mestiere di chi falcia il fieno, ma il
falchèr
indica anche quelle funi o
catene che aggiogano i buoi
tenendoli fermi e ben connessi al giogo, ma non si può escludere
che possa derivare anche da un soprannome dialettale legato
all'attività di falconiere. |
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FALCHETTI
FALCHETTO |
Falchetti
sembra essere del perugino, con un possibile ceppo in provincia
di Roma, Falchetto estremamente raro sembrerebbe avere due
ceppi, nel veronese e nel trevigiano, possono derivare da un
diminutivo del nome longobardo Falk latinizzato in Falcus, ma è
pure possibile che discendano da un soprannome legato in qualche
modo al falco. |
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FALCHI
FALCO
FALCON
FALCONCINI
FALCONE
FALCONETTI
FALCONI
FALCONIERI |
Falchi è sardo, ma con ceppi anche in Toscana, Umbria e Lazio,
Falco è presente in tutt'Italia, tranne che Sardegna e fascia
centrale, Falcon è tipico della zona di Portogruaro (VE),
Falconcini, assolutamente rarissimo, è tipico del pisano, di
Palaia e Pontedera in particolare, Falcone è di tutto il centro
sud, Falconetti potrebbe essere laziale e barese, Falconi è del
centro nord e Sardegna, Falconieri è della penisola salentina,
questi cognomi hanno molteplici derivazioni, possono derivare,
direttamente o tramite ipocoristici o accrescitivi, dall'antico
nome greco Phalces
o dal tardo latino Falco
e Falconius,
al Falcard
dei Franchi, al Falk
germanico, al medioevale Falco
e Falcone,
così come alcuni invece derivano da toponimi quali: Falconara
Albanese (CS), Falconara (AN) e Falcone (ME), altri infine
possono discendere dall'attività di falconiere, cioè di chi
addestra i falchi alla caccia. |
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FALCIATORE
FALCIATORI |
Falciatore, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del centrosud,
Falciatori ha un piccolo ceppo a Terni ed uno a Roma, potrebbero
derivar |
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FALCINELLI
FALCINI
FALCINO
FALCIONE
FALCIONI |
Falcinelli è specifico della fascia centrale che comprende
forlivese e riminese, pesarese ed anconetano, Toscana orientale,
Umbria e Lazio centrosettentrionale, con massima concentrazione
nel perugino ad Assisi, Bastia e Spoleto, Falcini ha un ceppo a
Forlì, uno a Firenze e nel fiorentino, a Campi Bisenzio e
Pontassieve, ed a Prato, ed uno nel perugino a Città di Castello
ed Umbertide, Falcino è praticamente unico, Falcione sembra
avere un ceppo romano ed uno molisano, Falcioni è tipico
marchigiano, con un ceppo nell'agro romano ed uno nel verbanese,
dovrebbero derivare, direttamente o attraverso forme
ipocoristiche, dal termine ed anche nome proprio
Falcio, Falcionis,
che aveva in epoca medioevale, nel centro Italia, il significato
di esattore:
"...hoc quod nullam quantitatem pecunie dictus Falcione ...".
Traccia di questa cognominizzazione si trova nella seconda metà
del 1300 nello spezzino con il notaio Nicolao de Falcio. |
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FALCIOLA
FALCIOLI |
Falciola ha un piccolo ceppo ad Imperia, uno nel verbanese a
Stresa, Belgirate e Verbania e ad Armeno nel novarese, ed uno,
il più consistente, a Milano, Falcioli è quasi unico e dovrebbe
essere il frutto di un'errata trascrizione del precedente, il
luogo originario sembrerebbe essere stato il paese di Belgirate
nel verbanese, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal
termine falciola
(falcetto,
piccola falce)
da usare ricurvi per tagliare l'erba, indicando probabilmente
che il mestiere dei capostipiti fosse quello dei contadini. |
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FALCOMATA' |
Specifico del reggino.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Originario del reggino, questo cognome deriva dal termine greco
chalkomatas,
che indicava un tempo il mestiere del
calderaio.
Si tratta, dunque, della cognominizzazione di un nome di
mestiere attribuito al capostipite. |
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FALCOMER
FALCONER |
Falcomer
è tipico della zona di Portogruaro (VE) e dell'area friulana
limitrofa, Falconer, assolutamente rarissimo, è probabilmente
dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, dovrebbe
derivare dall'attività di falconiere. |
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FALDA
FALDI
FALDINI
FALDINO
FALDO |
Falda ha un piccolo ceppo piemontese, nel verbanese a Cesara e
Villadossola, ed uno ancora più piccolo nel Veneto ad Albettone
nel vicentino e Cologna Veneta nel veronese, Faldi è specifico
di Firenze e Prato, Faldini ha piccolissime presenze nel
bolognese e nel palermitano, con sparsi riscontri unici in giro
per l'Italia centrosettentrionale, Faldino e Faldo sono quasi
unici, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite
ipocoristici, dal nome germanico
Faldus,
Falda,
esistente sia come nome a se stante, sia come forma aferetica di
nomi come Mafalda,
Barufaldus,
Strufaldus
o simili, dell'uso di questo nome abbiamo un esempio in una
registrazione della seconda metà del 1200 a Montaperti nel
senese: "..Die iovis presentavit salmam j panis. Die lune
infrascripta presentavit salmam j panis et anone. Die lune xxx
agusti presentavit salmam j panis. Faldus Mellioris. ..". |
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FALENA
FALLENA |
Falena, estremamente raro, parrebbe del centro Italia, così come
il quasi unico Fallena, potrebbero derivare dal termine
phalena
(farfalla notturna),
nome che traduceva in latino anche il termine greco Silfide,
spirito femminile dei boschi e dell'aria e che, con quel
significato, veniva usato come nome. |
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FALERI
FALERIO |
Faleri ha un nucleo senese ed uno romano, Falerio è quasi unico,
dovrebbero derivare dalla Gens
Faleria, o direttamente o
attraverso il toponimo Faleria (VT), a sua volta derivata dalla
popolazione dei Falisci:
"...Arqui si Phaliscam illam à Solino memoratam & Haleso Duce a
Phaliscis conditam Phaliscorum gentis caput constituamus,
oportet ei quoque Falerium vel Falerios nomen fuisse; Livius
enim aliique rerum Romanarum scriptores, qui maximi Camilli res
gestas & domitorum ab eo Phaliscorum historiam literis
consignarunt, unam principem ejus populi urbem Falerios sive
Falerium nominant..:", tracce di queste cognominizzazioni le
troviamo fin dal 1100 con il Vescovo di Venezia: "...fr.
Bonifacius Falerius, qui anno 1120 Venetiarum Episcopus electus
fui...". |
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FALETTI
FALETTO
FALINI
FALINO
FALLETTI
FALLETTO |
Faletti è tipicamente settentrionale, dell'area lombardo
piemontese, di Torino, Asti e Novara e di Cazzago San Martino
nel bresciano, dove è ben presente anche a Capriolo ed a Brescia
e ad Urgnano nel bergamasco, Faletto è decisamente del torinese,
di Torino, Busano, Rivarolo Canavese e Castellamonte, con un
piccolo ceppo anche nel napoletano, Falini è tipico della
Toscana meridionale. di Cortona nell'aretino e di Grosseto e del
perugino, a Marsciano, Perugia, Todi e Castiglione del Lago, con
un ceppo anche tra teramano e pescarese, Falino, estremamente
raro, è dell'Italia centromeridionale, Falletti è tipicamente
piemontese, di Pertusio, Torino e Collegno nel torinese, di
Soglio nell'astigiano e di Monticello d'Alba nel cuneese,
Falletto, meno diffuso, anch'esso piemontese, è di Torino e di
Priocca nel cuneese, questi cognomi dovrebbero derivare da forme
aferetiche di ipocoristici, anche alterati dal dialetto, del
nome Cristofalo
(vedi CRISTOFALETTI). |
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FALLACARA |
Di
origine della provincia di Bari. |
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FALLAI
|
Fallai,
molto raro, è tipico di Firenze, potrebbe derivare dal nome del
passo Fallaio in Liguria. |
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FALLARA |
Fallara è un tipico cognome calabrese del reggino, di Montebello
Ionico in particolare e di Gioia Tauro e Melito di Porto Salvo,
potrebbe derivare da un antico nome di località, come ad esempio
Fallari nel vibonese, non si può comunque escludere una
derivazione da un soprannome originato dal termine italiano
arcaico fallare
(sbagliare). |
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FALOIA
|
Faloia, molto molto raro, parrebbe tipico del perugino di
Marsciano e di Perugia, potrebbe derivare dalla
Gens Faluia
così come dal nome femminile romano antico
Faluia,
ricordiamo con questo nome la moglie di Antonio: "...Eiusdem
Antonii uxor Fuluia caput ipsum maledictis ac diris execrata
est, demum inspuens gremio suo apposuit, acriusque inspiciens
linguam illi e faucibus evellit, eamque frequenter confodit
acicula, qua tunc ad ornamenta capitis utebatur..". |
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FALONE
FALONI |
Falone è tipicamente abruzzese del pescarese, di Pescara,
Montesilvano, Penne, Rosciano e Loreto Aprutino, e del teramano,
di Teramo e di Roseto degli Abruzzi, Faloni ha qualche rara
presenza in Abruzzo ed un ceppo a Roma, dovrebbero derivare dal
nome gotico Falone,
di cui possiamo leggere in un testo medioevale: "..Post aliquot
annos, princeps ille Erik, ad aetatem adultiorem iam provecto,
cum Falone et militibus de cunctis fere provinciis borealibus
revertens regem Suercherum in proelio in paroechia Lena vicit
anno 1208. Hic Fale Bure iunior postea arcem in Byrestad
construxisse dicitur...". |
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FALORNI |
Falorni è
tipicamente toscano dell'area coperta dalle province di Firenze,
Siena, Pisa e Livorno, potrebbe derivare dal toponimo Falorni di
Santa Maria a Monte nel pisano, troviamo tracce di questa
cognominizzazione a Firenze almeno dal 1700 con un certo
Giovanni Vincenzo Falorni. |
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FALSETTI |
Un nucleo
in provincia di Cosenza ed uno nell'area delle provincie di
Firenze, Arezzo e Siena, potrebbe derivare dal nome greco
Phileas |
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FALSONE
FALSONI |
Falsone,
molto raro è tipico dell'agrigentino, Falsoni è assolutamente
rarissimo. |
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FALZETTI
FALZETTO |
Falzetti ha un ceppo marchigiano a Matelica ed Esanatoglia nel
maceratese ed a Fabriano nell'anconetano, ed un ceppo a Roma,
Falzetto, praticamente unico, sembrerebbe romano ed è
probabilmente dovuto ad un'errata trascrizione del precedente,
che dovrebbe derivare da una forma etnica riferita alla regione
tedesca dello Pfalz
nella zona sudorientale della Germania, area che potrebbe essere
quella di provenienza dei capostipiti, forse dei pronipoti di
legionari germanici. |
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FALZON
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Falzon è assolutamente rarissimo, questa nobile famiglia maltese
annovera tra i suoi membri oltre a prelati e nobili, anche un
santo, il Beato Nazju Falzon (1813-1865).
integrazioni fornite da
Serge Falzon Montpellier France
Falzon è derivato dal cognome Falsone , Antonio Falsone giunse a
Malta nel 1399 e il cognome si modificò in Falzon dopo l'unione
con il casato degli Aragona. |
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FALZONE
FALZONI |
Falzone è
tipicamente siciliano, Falzoni ha un ceppo nella zona che
comprende il bolognese, il ravennate ed il ferrarese, un ceppo
nel pavese ed uno nel veronese, derivano da un soprannome
originato dal vocabolo dialettale falzon (grossa falce). |
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FAMA'
|
Famà, tipico siciliano, della zona che comprende il messinese,
il catanese e il sud della Calabria, potrebbe derivare dal
cognomen latino Famia,
ma molto più probabilmente si tratta di un'alterazione del
cognome greco Phamias.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Famà è cognome ampiamente diffuso nelle province di Catania,
Messina, Siracusa. Secondo G. Rohlfs viene da Famà, contrada di
Alì Terme (ME) o dall'omonimo toponimo nei pressi di Arena (CZ).
L'origine sarebbe il nome di persona greco
Famàis,
presente in molti papiri. |
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FAMEGLI
FAMIGLI
FAMIGLIETTI
FAMIGLIO |
Fameglio, assolutamente rarissimo, ha qualche presenza
nell'alessandrino e qualcuna nel romano e nel frusinate,
Famigli, molto molto raro, sembrerebbe del modenese, Famiglietti
ha un ceppo toscano nel pisano, a Santa Maria a Monte,
Castelfranco di Sotto e Volterra, ed uno, decisamente più
consistente, campano, soprattutto nell'avellinese, a Frigento e
Sturno, ma con buone presenze anche a Castel Baronia, Avellino,
Grottaminarda, Gesualdo, Villamaina, Carife e Solofra sempre
nell'avellinese ed a Napoli, Famiglio, quasi unico, è specifico
del torinese, dovrebbero derivare, direttamente o tramite una
forma ipocoristica, da soprannomi basati sul termine arcaico
famiglio
(servo, domestico, persona di
servizio), indicando così
probabilmente che i capostipiti fossero stati al servizio di
persone di un certo livello. |
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FAMELI
FAMILI
FAMILIA
FAMILIO |
Fameli ha un piccolissimo ceppo ligure, a Genova ed a San Remo
nell'imperiese, uno romano ed uno calabrese nel reggino, a Palmi
ed a Caulonia e San Ferdinando, Famili è quasi unico, così come
Familia, Familio, molto raro, è specifico di Napoli, dovrebbero
derivare da soprannomi basati sul termine medioevale
famelius
o familius,
a loro volta derivati dal vocabolo latino
famulus, famula
(servo o serva, domestico,
persona di servizio in casa),
indicando così probabilmente che i capostipiti fossero stati
collaboratori famigliari di qualche persona agiata. |
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FANALE
FANALI |
Fanale è
di Palermo e del palermitano, Fanali è laziale, di Montefiascone
nel viterbese, di Roma e Civitavecchia nel romano e di Fiuggi
nel frusinate, con presenze anche a Perugia ed a Marsciano nel
perugino, potrebbero derivare da nomi di località caratterizzati
dalla presenza di torri con fanali, probabilmente per le
segnalazioni navali o terrestri, luoghi presso i quali dovevano
abitare o dalle quali dovevano provenire i capostipiti. |
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FANARA
|
Fanara è tipicamente siciliano, di Favara nell'agrigentino in
particolare, ma anche di Agrigento, Aragona, Canicattì, Ribera
sempre nell'agrigentino, di Palermo e di Trapani, Erice e
Calatafinmi nel trapanese e di Messina, potrebbe derivare da un
soprannome originato da un'alterazione del termine greco
φανερά fanerà (aperto,
chiaro, visibile), forse da un
nome di località antico, con la caratteristica di luogo aperto. |
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FANARI
FANARIS |
Fanari è tipicamente sardo, della parte sudoccidentale, di
Baratili San Pietro, San Nicolo` D`Arcidano, Oristano e Villa
Sant`Antonio nell'oristanese, di Cagliari e di Guspini e
Pabillonis nel Medio Campidano, Fanaris sembrerebbe quasi unico,
dovrebbero derivare dall'antico toponimo di villa Fanaris del
Giudicato di Cagliari che doveva essere situato tra Villasor e
Decimoputzu.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
FANARI: è un cognome attualmente presente in 137 Comuni
italiani, di cui 61 in Sardegna: Cagliari 92 Guspini 91,
Baratili San Pietro 72, Sassari 32, Oristano 30, Pabillonis 30,
Sinnai 22, etc. Nei documenti antichi lo troviamo tra i
firmatari della Pace di Eleonora, *LPDE, del 1388: Fanari (de)
Jacobo, ville de Sardara(SARDARA MONTIS REGALIS...11 GENNAIO
1388, et ego...Gadulesu Margiano habitator ville Sardara,
sindicus actor et procurator universitatis Contrate Montis
Regalis et villarum et etc. In posse Virde Andrea, Virde Joanne,
de Civitate Sasseri, notarii publici, die XI Januarii 1388);
Fanari (de) Laurencio, ville de Sardara; Fanari (de) Petro,
ville de Sardara. Sempre nel*LPDE lo troviamo nella variante
"de" Fenari(i): Fenari(de) Francisco - de Bosa. (** Bosa:
omnibus civibus et habitatoribus civitatis Bose.nisi
pastores.congregatis intus Ecclesiam Beate Marie Virginis .die
XV Januarii 1388) ; Fenarii(de) Petrus - de Aristanni. ( ***
Aristanni: (segue elenco dei nomi dei firmatari della
PETIZIONE). Omnes cives mercatores et habitatores dicte
civitatis.nisi pastores bestiaminum et quorum dificulter
demorari non poterant.congregati. (Porta la data) : die XIIII
mensis Januarii M°. CCC°. LXXXVIII° et etc. Fanari è il nome di
un antico centro abitato, abbandonato, suddiviso in due
frazioni: Fanari de Jossu,
Fanari de Susu, siti in agro di
Vallermosa. Tutto il territorio è disseminato di evidenti resti
nuragici, tra cui il bellissimo Pozzo Sacro di Matzanni, esempio
notevole della grandezza della civiltà nuragica. I due centri
avevano presumibilmente origini preistoriche, ma noi abbiamo
notizie certe solo a partire dal Medioevo. Fanari de Jossu è
registrato come villa (bidda) appartenente alla Curadorìa di
Gippi o Parte Ippi, nel regno giudicale di Càlari. Passò poi al
regno di Arborea, quindi alla Repubblica di Pisa. Poi al regno
catalano aragonese di Sardegna. Verso la fine del XV° secolo, il
villaggio fu abbandonato. Fanari de Suso (anche essa villa -
bidda - medioevale) è la parte più antica di Fanari; di origini
preistoriche: il suo territorio, come già detto per Fanari de
Jossu è ricco di resti della civiltà nuragica. Nell'opera di
Giovanni Francesco Fara "In Sardiniae Coroghaphiam" troviamo:
Intus deinde sequitur regio partis Hipis, tota fere plana,
sarmentosa quidam et gregum copia frequens, pabulum ubertim
suppeditas et aquas stagnantes set irriguas, frigidas set
callidas.iacent oppida.Fanaris Superioris, Fanaris Inferioris,
Leni, Hispidi, Aquensa (vedi il cognome Achenza).Il vocabolario
sardo, Geografico, Patronimico ed Etimologico del canonico
Giovanni Spano, recita: Fanaris villaggio distrutto, nella
diocesi di Cagliari. Ne esistevano due, inferiore e superiore.
Voce fenicia, apparizione, veduta. In verità se vogliamo dare
credito alla tesi dello Spano la parola non deriva dal fenicio,
ma dal greco φάινω (faino),
mostro, appaio, splendo
etc. Noi invece crediamo che la voce
fanari
derivi dal latino fenarius
o faenarius
e quindi faenarii
o fenarii,
nel senso comune di raccoglitori
di fieno. Tale persuasione ci
deriva dal fatto che nei tempi antichi il territorio era e lo è
tuttora ricchissimo di pascoli e di greggi. |
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FANCELLA
FANCELLI
FANCELLO
FANCELLU
FANCIULLACCI
FANCIULLI
FANCIULLINI
FANCIULLO |
Fancella è praticamente unico, Fancelli è tipico dell'area
tosco, umbra, laziale, Fancello, tipicamente sardo, e in
particolare del nuorese, Fancellu è più specifico dell'area
sassarese, Fanciullacci è tipico del fiorentino, pratese e
pistoiese, Fanciulli è specifico dell'area grossetano, senese,
viterbese e romana, Fanciullini, rarissimo, è della zona aretino
senese, Fanciullo è tipico del Salento, di San Pietro Vernotico
nel brindisino e, nel leccese, di Botrugno, San Cassiano,
Giurdignano e Salve.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale
Fanciullo,
che, assieme al suo arcaismo in
Fancello, nasce come variante
del più comune Fante
(vedi Fanti): dal punto di vista etimologico, infatti, i termini
fancello
e fanciullo
consistono in un diminutivo del termine
fante,
derivando entrambi dalla contrazione del vocabolo
fanticello
(che, dapprima, dà origine a
fancello e poi, attraverso una
corruzione popolare, a fanciullo).
Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta
delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti,
anche se in alcuni casi non è esclusa una derivazione da
soprannomi ad essi attribuiti; come sostenuto dal sig. Milani
(vedi FANCIULLETTI), inoltre, non è improbabile che questi nomi
fossero attribuiti a dei trovatelli, proprio perché privi di un
nome di battesimo. |
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FANCIULLETTI |
Assolutamente molto molto raro.
integrazioni fornite da
Roberto Milani
esclusivo del basso grossetano (zona intorno al Monte Amiata),
si dice che sia legato alla nobile famiglia Piccolomini. Pare
che da relazioni extraconiugali di membri maschi della famiglia
Piccolomini con donne del popolo siano nati numerosi figli
(ovviamente non riconosciuti come propri dai Piccolomini), che
un'Opera pia accolse tra gli orfanelli. La gente del
posto chiamò tali bambini Fanciulletti e da lì l'origine
dell'omonimo cognome. Pare infine che in seguito ci siano state
anche contestazioni tra i Piccolomini ed i Fanciulletti in
merito ad alcune disposizioni testamentarie non chiare relative
a possedimenti di terreni e fabbricati. |
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FANELLA
FANELLI
FANELLO |
Fanella è raro ed è specifico del Lazio centro meridionale,
molto diffuso in tutt'Italia Fanelli, Fanello molto più raro ha
un ceppo in Calabria, e possibili ceppi in Liguria, Venezia e
Roma, dovrebbero derivare da forme ipocoristiche dell'aferesi
del nome Stefano,
possono anche derivare dal cognomen latino
Fannius,
ma è pure possibile che derivino dall'aferesi di toponimi come:
Sacrofano (RM). Traccia di questa cognominizzazione si trova a
Perugia dove nell'albo degli scolari della locale università
nell'anno 1585 si trova un Victorius Fanellus.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Fanelli, oltre che ipocoristico aferetico del nome Stefano,
potrebbe anche derivare dall'uccello chiamato "fanello"
o dal latino "fanum"
= tempio. |
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FANESE
FANESI |
Fanese è
tipicamente abruzzese di Pescara, Fanesi è tipico di Ancona,e
Falconara Marittima (AN) e del teramano, dovrebbero derivare
dall'etnico di Fano, probabile la nascita di queste
cognominizzazioni in occasione delle purghe effettuate dal
Vescovo Riccardo Vescovo di Fano dal 1214 al 1223: "...Hic ille,
qui pro libertate suae Ecclesiae contra Fanenses cives, et
potestatem usque ad dirissimas censuras decertavit, quas etsi
dissolvit id protestando, fecit metu mortis...". |
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FANETTI |
Ha
un ceppo in Valtellina e nel bresciano ed uno in Toscana tra
fiorentino, aretino e senese, dovrebbe derivare dall'aferesi di
un diminutivo del nome Stefano, di quest'uso troviamo un esempio
nel Baldus
(1517) di Teofilo Folengo: "...Ille est Fanettus, tibi filius et
mihi frater...". Tracce di questa cognominizzazione si trovano
in Valtellina fin dal 1500. |
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FANFANI
FANFANO |
Fanfani è specifico di Firenze e del fiorentino, di Scandicci,
Lastra a Signa, San Casciano in Val di Pesa, Bagno a Ripoli,
Sesto Fiorentino ed Impruneta, di Livorno e di Prato, Fanfano ha
un ceppo a Castiglione del Lago e Città della Pieve nel
perugino, dovrebbe derivare dal nome arcaico
Fanfano,
ma è pure possibile una derivazione da soprannomi originati dal
termine toscano fanfano
(di una persona che parla a
vanvera, senza pensare a quello
che dice). |
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FANFULLA
FANFULLI |
Fanfulla ha un ceppo nel barese, a Bari, Modugno e Palo del
Colle, Fanfulli è quasi unico e dovrebbe essere dovuto ad errori
di trascrizione, dovrebbero derivare dal nome
Fanfulla
originato dal soprannome di Bartolomeo Tito Alon, il famoso
Fanfulla da Lodi, uomo d'armi e capitano di ventura che si fece
onore in Puglia, partecipando nel 1503 alla battaglia di
Cerignola ed alla famosissima disfida di Barletta nel barese, la
fama delle sue gesta eroiche condusse alcuni pugliesi suoi
coetanei a chiamare Fanfulla
il proprio figlio, uno dei quali potrebbe essere stato il
capostipite di queste famiglie. |
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FANGI
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Assolutamente rarissimo, sembrerebbe originario del biellese, di
questa nobile e potente famiglia si ricorda il Beato Agostino
Fangi nato a Biella nel 1430 e morto a Venezia nel 1493. |
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FANGIO
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Fangio, molto molto raro, ha un ceppo a Livorno ed uno a
Castiglione Messer Marino e Francavilla al Mare nel teatino, di
difficile interpretazione, si può ipotizzare un collegamento con
il nomen gentilizio latino
Fannius, portato ad esempio da
Caius Fannius Strabo console romano nel 161 dopo Cristo, o anche
da Publius Fannius Synistor del quale possiamo ammirare la villa
del I° secolo a Boscoreale negli scavi di Pompei. |
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FANI
FANNI
FANO |
Fani è
tipico del centro, del fiorentino e dell'aretino in particolare,
Fanni è specifico della Sardegna centromeridionale, Fano ha un
ceppo nel veneziano, uno a roma ed uno nel barese, dovrebbero
derivare dall'aferesi di nomi come Stefano. |
|
FANIA
|
Cognome
specifico del foggiano, dovrebbe derivare dal nome della Gens
Fania la gens di Zenone imperatore d'oriente, ma è pure
possibile un collegamentocon l'aferesi del nome Epifania
attribuito anticamente a bambini nati il 6 gennaio. |
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FANIN
FANINI |
Fanin ha
un ceppo nel vicentino ed uno nel basso udinese e goriziano,
Fanini, ha un nucleo veronese ed un ceppo nel perugino,
dovrebbero derivare da modificazioni dialettali dell'aferesi di
un diminutivo del nome Stefano. |
|
FANIO
FENIO |
Fanio, quasi unico, è del leccese, Fenio, quasi altrettanto
raro, è invece del padovano, con un piccolissimo ceppo nel
salernitano, potrebbero derivare dal nome della
Gens Fania
o Foenia,
o dai nomen da questa derivati (vedi FANIA). |
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FANIS
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Fanis, assolutamente rarissimo, è specifico di Alghero nel
sassarese, potrebbe derivare dall'aferesi di nomi come
Stefano. |
|
FANIZZA
FANIZZI
FANIZZO |
Fanizza è decisamente pugliese, di Fasano e Francavilla Fontanan
el brindisino, di Mola di Bari e Bari nel barese, di Porto
Cesareo nel leccese e di Taranto, Fanizzi è anch'esso pugliese,
dinversano e Monopoli nel barese in particolare, di Taranto,
Foggia e Fasano nel brindisino, Fanizzo, quasi unico, è dovuto
ad errate trascrizioni del precedente, questi cognomi dovrebbero
essere di origine slava e derivare da alterazioni dell'aferesi
di Stefanic,
una forma patronimica in -ic
del nome Stefano. |
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FANNA
|
Fanna è
tipicamente friulano, di Cividale del Friuli e Moimacco
nell'udinese e di Montereale Valcellina nel pordenonese,
dovrebbe derivare dal nome del paese di Fanna in provincia di
Pordenone a circa 6 chilometri da Montereale, probabile luogo
d'origine dei capostipiti. |
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FANT
FANTACCI
FANTE
FANTELLI
FANTETTI
FANTI
FANTICELLI
FANTILLI
FANTO'
FANTOLI
FANTOLINI
FANTOLINO
FANTON
FANTONE
FANTONI
FANTOZZI
FANTUCCI
FANTUZ
FANTUZZI
FANTUZZO |
Fant ha un ceppo nel bellunese ed uno nell'udinese, Fantacci ha
un ceppo toscano ed uno tra romano, rietino ed Abruzzo, Fante,
abbastanza raro, sembrerebbe di origine veneta, ma è possibile
che ci sia un nucleo anche nel Lazio, Fantelli ha un piccolo
ceppo nel trentino ed uno nel bolognese, Fantetti ha un ceppo
tra romano e latinense ed uno tra le province di Campobasso e
Foggia, Fanti è molto presente in tutta l'Italia
centrosettentrionale e Sardegna, Fanticelli, molto molto raro, è
dell'aretino, Fantilli ha un ceppo a Roma ed uno tra teatino e
Molise, Fantò è specifico di Caulonia nel reggino, Fantoli,
molto raro, è del verbanese, Fantolini, rarissimo, è di Livorno,
Fantolino, tipico piemontese, è di Torino e Costigliole d'Asti
(AT), Fanton, veneto, è proprio della zona che comprende le
provincie di Vicenza, Padova e Venezia, Fantone ha un ceppo nel
Piemonte occidentale ed uno in Abruzzo e Molise, Fantoni è molto
diffuso al nord ed in Toscana, Fantozzi è molto diffuso in
Emilia e Romagna, in Toscana, nel Lazio soprattutto, ed in
Abruzzo e Molise, Fantucci ha un ceppo nel fiorentino, nel
perugino e tra viterbese e romano, Fantuz è tipico dell'area che
comprende il pordenonese, il veneziano e soprattutto il
trevisano, in particolare Gaiarine, Codognè, Mareno di Piave e
San Vendemiano nel trevisano, Fantuzzi è decisamente emiliano,
Fantuzzo, assolutamente rarissimo, è della zona tra veneziano e
trevisano, derivano direttamente o tramite troncature
dialettali, o diminutivi, accrescitivi, vezzeggiativi o
dispregiativi dal nome medioevale
Fante o
Fantino,
derivato dal termine latino
infans, infantis =
ragazzo o
dall'aferesi di nomi come
Bonfante. La cognominizzazione
di Fante risale almeno al 1100, come si evince dal testo di un
atto conservato in San Giorgio in Palazzo a Milano, dove compare
un Azzone Fante e che risale al 1150: "...ex quibus fuerunt
solidi viginti de illis libris tribus quas Azo Fante dedit ei
pro modio uno ficto, et solidi quindecim quos Veglo de Bollate
dedit ei pro rebus de Albiate quas emit, et libre tres et
dimidia de terra ...". |
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FANTAPPIE
FANTAPPIE' |
Fantappie, quasi unico, è toscano, dovrebbe trattarsi di
un'errata trascrizione di Fantappiè, che, anch'esso toscano, è
specifico del fiorentino, di Firenze, San Casciano in Val di
Pesa ed Impruneta, e che dovrebbe derivare da un soprannome
originato dal mestiere di
militare di fanteria svolto dai
capostipiti, dei fanti a piedi. |
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FANTASIA |
Fantasia ha vari ceppi nell'Italia centromeridionale, nel Lazio
soprattutto nel latinense, in particolare a Gaeta, ma presente
anche a Formia, Latina e Terracina, ed a Roma, ha un ceppo nel
teatino ad Atessa e San Salvo, in Campania ha un ceppo ad Angri
nel salernitano, a Montesarchio e Ceppaloni nel beneventano ed a
Napoli, in Puglia ha un grosso ceppo a Conversano nel barese ed
a San Severo e Foggia nel foggiano, in Calabria a Crotone ed in
Sardegna ad Ozieri nel sassarese e ad Olbia, dovrebbe derivare
dal nome rinascimentale sia maschile che femminile
Fantasia,
attribuito probabilmente ai capostipiti in epoca rinascimentale,
troviamo tracce di quest'uso nel 1559 a Firenze con lo
scalpellino Johannis figlio di un certo Fantasia, citato come
testimone in un atto. |
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FANTATO |
Fantato, abbastanza raro, è tipico dell'area veronese, padovana,
rovigota e veneziana, si dovrebbe trattare di una forma
patronimica in -ato
del nome Fante, si riferisce quindi a famiglie di figli di un
Fante. |
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FANTECCHI
FANTECHI |
Fantecchi, quasi unico, è dovuto ad errori di trascrizione di
Fantechi, che è un cognome tipico di Firenze e del fiorentino,
di Pontassieve, Bagno a Ripoli, Pelago, Sesto Fiorentino e
Scandicci, si dovrebbe trattare di una forma ipocoristica
toscana del nome medioevale
Fante, derivato a sua volta dal
termine latino infans,
infantis
(ragazzo)
o dall'aferesi di nomi come
Bonfante (vedi anche FANT). |
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FANTIN
FANTINI
FANTINO |
Fantin è specifico del Veneto, Fantini è tipico di tutto il
centro nord, Fantino, tipico del Piemonte occidentale,
sembrerebbe avere un ceppo anche nell'udinese, dovrebbero tutti
derivare dal nome medioevale Fantino di cui si hanno tracce già
prima del 1000, verso la fine del VI° secolo a Monreale si trova
citato in alcune lettere il Defensor (avvocato) Fantinus,
ricordiamo poi San Fantino di Calabria morto verso la fine del
IX° secolo e Fantino Dandolo vescovo di Padova nel 1400. Esiste
anche la possibilità che alcuni di questi cognomi derivino da
soprannomi come ad esempio quello di Ascensidonio Spacca detto
il Fantino (1557-1646), pittore in Trevi (PG), dove fantino,
derivato dall'infans latino starebbe ad indicare un aspetto
molto giovanile, o da toponimi anche solo rionali come Campo San
Fantino di Venezia. Tracce della cognominizzazione di Fantini la
troviamo nel Veneto a Portogruaro nel 1500 con il Gastaldo De
Fantino (o Fantini).
integrazioni fornite da
Sergio Fantini
Un ceppo di Fantini ( De Fantinis ) esisteva già dal 1600 nella
Bergamasca come si riscontra dai libri parocchiali di Brembilla,
si può anche osservare lo stemma di Famiglia sulla lapide in
sasso di fra Cristoforus De Fantinis di Alzano Lombardo che
esiste ancora. |
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FANTINATI |
Fantinati, è tipico dell'area che comprende le province di
Bologna, Ferrara e Rovigo, si dovrebbe trattare di una forma
patronimica romagnola in -ati
del nome Fantin o Fantino, si riferisce quindi a famiglie di
figli di un Fantin. |
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FANTINATO |
Fantinato, è tipico dell'area vicentino, padovana, rovigota e
vaneziana, si dovrebbe trattare di una forma patronimica veneta
in -ato
del nome Fantin
o Fantino,
si riferisce quindi a famiglie di figli di un
Fantin. |
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FANUCCI
FANUZZI |
Fanucci
ha un nucleo umbro nella zona di Gubbio e Scheggia E Pascelupo
(PG) ed uno in Toscana nella zona di Montecatini (PT), Fanuzzi,
molto molto più raro, potrebbe essere emiliano, dovrebbero
derivare dall'aferesi del nome Stefano, di quest'uso abbiamo un
esempio a Pisa in un atto del luglio 1308, dove viene citato un
tal Fanuccius Ianuarii de Campo. Tracce di questa
cognominizzazione le troviamo a Pisa nel 1300 in un atto
leggiamo: "...Acta Fanucci notarii filii Iacobi quondam Fanucci,
civis Pisani, de omnibus cartis et factis monasterii SS. Marie
et Gorgonii de insula Gorgona Pisane diocesis,...", ed a Siena
nella seconda metà del 1500 con lo scrittore Camillo Fanucci. |
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FANZAGA |
Specifico
bergamasco, tracce importanti di questo cognome risalgono al
1500. Nel 1589 Pietro Fanzago, insigne matematico clusonese,
creatore dell'orologio planetario locale, muore nel suo paese di
nascita; nel 1591 quando risulta dagli atti che nasca a Clusone
(BG) Cosimo Fanzaga, architetto e scultore molto quotato e
riferimento principe per il barocco.. |
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FANZINI |
Di
origine piacentina, dovrebbe essere una modificazione
dell'aferesi del cognome parmense Avanzini. |
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FAORO
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Faoro è
tipicamente veneto del bellunese, di Lamon ed Arsiè soprattutto,
ma anche di Feltre e Fonzaso, dovrebbe derivare da un soprannome
dialettale ladino indicante una sorgente. |
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FAPPANI |
Assolutamente dell'area tra Brescia e Cremona |
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FARA
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Tipicamente sardo dovrebbe derivare da un soprannome originato
dal vocabolo sardo fara
(messaggero, corriere).
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
FARA: su vara
in Logudorese, su fara
in Campidanese antico è
l'usciere o
messo del tribunale ecclesiastico.
Ancora oggi, a Cagliari e dintorni
is varas
o faras
sono gli uomini, incaricati
dalla parrocchia, che regolano le processioni.
Il termine viene dal catalano
vara:
bastòn que por insignia de autoridad
usaban los ministros de justicia.
Oggi qui da noi l'usciere incaricato dai tribunali civili è
chiamato su scicutadòri
(dal latino executor
> exequor
= esecutore di un ordine),
scicutài = eseguire l'ordine del tribunale, pignorare. Il
cognome Fara è presente nelle carte antiche della lingua e della
storia della Sardegna. Tra i firmatari della Pace di Eleonora,
LPDE del 1388 figurano: Fara Anthonio - de Castri Januensis;
Fara Jacobo - de Castri Januensis ; Fara Matheo - de Castri
Januensis ( ** Castri Januensis Civitas (Castel Genovese -
Castel Sardo). Omnibus habitantibus .in ville de Coginas ... die
undecima januarii .1388, in posse De Valle Anthoni filii). Nel
Condaghe di San Nicola di Trullas, CSNT, XI°, XIII° secolo sono
presenti: Fara Gavini (266), teste in una compera (compòru):
Comporaili a Ythoccor Icalis sa fune de sa terra de anniles in
Collectariu.Testes : Mariane de Carvia e Gavini Fara et maistru
Vivenzu; Fara Ythoccor (289)- donnu - prete.Teste in una
compera.comporaili a Goantine d'Athen.Testes : donnu Ythoccor
Fara su previteru.Nella storia ricordiamo Giovanni Francesco
Fara (Ioannes Franciscus Fara) autore del De Rebus Sardois e
del De Chorographia Sardiniae, opere tantissime volte citate in
questa nostra ricerca. Nacque a Sassari nel 1543 da illustre
famiglia. Studiò a Bologna e a Pisa, dove si laureò « in utroque
iure » nel 1567. Fu anche a Firenze e a Roma e proprio qui
grazie all'aiuto del maiorchino Miguel Thomas de Taxaquet,
vscovo di Lerida e consigliere regio ebbe fonti e documenti
sardi dell'Archivio della Corona d'Aragona, ad integrazione
degli « annali » di Gerolamo Zurita. Fu poi a Sassari,
asssistente presso il tribunale ecclesiastico turritano e poi ad
Alghero : nel frattempo fu ordinato sacerdote e nel 1572 fu
canonico nella cattedrale di Alghero. Nel 1583 fu a Cagliari, ai
lavori del Parlamento, come rappresentante del Capitolo
Turritano. Infine, nel 1591 fu nominato vescovo della Diocesi di
Bosa, che tenne per soli 7 mesi, a causa dell'improvvisa morte
sopraggiunta il 15 novembre dello stesso anno, all'età di soli
48 anni. Attualmente il cognome Fara è presente in 216 Comuni
italiani, di cui 87/377 in Sardegna : Sassari 208, Sennori 123,
Cuglieri 95, Macomer 70, Cagliari 51, etc. |
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FARABEGOLI |
Farabegoli è specifico del forlivese e ravennate di Cesena,
Cesenatico, Gambettola nel cesenate e di Cervia nel ravennate,
potrebbe derivare dall'unione del termine longobardo
fara (comunità),
unito al vocabolo dialettale
begoli, per il quale si può
ipotizzare il significato di
bachi, ma la cosa più probabile
è che invece derivi dal termine medioevale
begolo o
begolardo
(uomo di corte,
buffone, pagliaccio),
termine di cui abbiamo un esempio d'uso nel Reggimento de'
principi di Egidio Romano del 1288: "..Appresso die guardare che
elli doni per bene quello che elli dona, e non per altra cosa. E
tutte le volte che 'l re od altri dona ai
begolardi
o agli uomini di corte, o a cui ellino non debbono, ellino non
sono più larghi né liberali. Ché i giocolari e i bordatori, e
molte maniere di genti debbono meglio essere pòvari che
ricchi...", in questo caso il cognome assumerebbe il senso di
buffone di corte o del villaggio. |
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FARABOLI
FARAVELLI
FARAVOLO
FERABOLI
FERRABOLI |
Faraboli, molto molto raro, è tipico di Parma e del parmense,
Faravelli è ben diffuso nel pavese, in particolare nell'Oltrepo,
a Santa Maria della Versa, Pavia, Voghera, Broni, Stradella e
Montecalvo Versiggia, Faravolo è praticamente unico, Feraboli è
un cognome tipicamente lombardo, diffuso soprattutto a Cremona e
nel cremonese, Ferraboli, leggermente più raro, è tipico di
Brescia e del bresciano, in qualche caso potrebbero derivare,
direttamente o tramite delle varianti, dal nome medioevale
Faravellus,
di cui abbiamo tracce in registrazioni milanesi risalenti al
1260, potrebbero però altrettanto spesso derivare da un termine
arcaico che ha dato poi origine al vocabolo
farabolone
(imbroglione, ma anche
chiaccherone, chi parla molto e non si da da fare concludendo
poco o nulla), troviamo tracce
di queste cognominizzazioni agli inizi del 1300 a Verona dove si
trovano atti scritti da un certo notaio veronese "Ser Barchinum
quondam filìum Magistri Uliveti de Feraboli notarium Verone", ed
anche nella seconda metà del 1600 con Bartolomeo Ferabolus fu
Gaspare Notaio principale citato tra i notai operanti nelle
terre bergamasche soggette alla Repubblica Serenissima di
Venezia, dalla qualcosa si evince che si tratta di una famiglia
di notai che continuò ad operare dall'epoca medioevale fino
almeno al 1700. |
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FARABONE
FARABONI
FRABONI |
Farabone ha qualche presenza nel Piemonte nordorientale e nella
Lombardia occidentale, Faraboni, estremamente raro, ha un
piccolissimo ceppo a Novara, Fraboni ha un ceppo nel bolognese a
Bologna e Medicina, uno nelle Marche nell'anconetano, a
Senigallia soprattutto, con piccolissimi ceppi anche a Fabriano,
Jesi, Corinaldo e Castel Colonna ed un ceppo nel romano a Roma
ed a Mentana, dovrebbero essere di origini longobarde e derivare
da un nome composto dall'unione del termine longobardo
fara (stirpe,
famiglia, clan) e del termine
latino bona
(i beni, le ricchezze)
con significato quindi di il
bene della famiglia, la massima ricchezza della stirpe.
(vedi però anche FARABOLI) |
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FARABOSCHI |
Faraboschi, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del nord
Italia, potrebbe essere di origini longobarde ed indicare che i
capostipiti vivevano in boschi demaniali, questo dovrebbe essere
il significato del termine, cioè nei boschi della
Fara,
cioè di proprietà della comunità. |
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FARACE
FARACI |
Farace ha vari ceppi, in Campania, nel napoletano ad Anacapri,
Napoli, Ercolano e Capri ed a Salerno, in Calabria nel cosentino
a Santa Maria del Cedro, Verbicaro, Orsomarso e Scalea ed in
Sicilia a Trapani ed Altavilla Milicia nel palermitano, Faraci,
di origine siciliana, è diffusissimo in tutta l'isola, con
massima concentrazione a Barrafranca nell'ennese, ad Alcamo nel
trapanese, a Palermo e Monreale nel palermitano, a Gela e
Mazzarino nel nisseno ed a Floridia nel siracusano, dovrebbero
derivare da soprannomi originati dal vocabolo arabo
faragh (felice,
contento).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Farace è cognome siciliano, calabrese e napoletano dal toponimo
(valle) Farace vicino a Castroreale (ME), dal greco 'charaki'
= incisione,
oppure, secondo G.B. Pellegrini, dall'arabo 'farağ'
= gioia. |
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FARAGASSO |
Faragasso è specifico del cosentino di Acri in particolare e di
Luzzi, potrebbe derivare da un'italianizzazione dialettale di
nomi come il rumeno Fargas
o l'ungaro Farakas,
entrambi con il significato di
lupo, anche se non è possibile
escludere un'origine araba legata al termine
farah (gioia,
gioiello). |
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FARALDI
FARALDO
FARALLI
FARALLO
FERALDI |
Faraldi sembrerebbe originario della provincia d'Imperia,
Faraldo ha un ceppo nel casertano a Trentola-Ducenta ed a
Caserta ed un ceppo a Pignola nel potentino, Faralli ha un
nucleo toscano, soprattutto ad Arezzo e nell'aretino a
Castiglion Fiorentino, Cortona, Civitella In Val Di Chiana e
Marciano della Chiana, ed uno nell'iserniese a Monteroduni,
Farallo ha un ceppo a Giuliano di Roma nel frusinate ed a Roma
ed uno a Molfetta nel barese, Feraldi, praticamente unico,
sembrerebbe romano, dovrebbero tutti derivare da modificazioni
del nome medioevale Faraldus
derivato dal germanico Farawald
composto dai termini fara
= famiglia, dominio
e wald
= governo,
con il significato di colui che
governa la famiglia o la comunità,
è anche possibile, soprattutto per il primo una derivazione dal
nome medioevale francese Fallard. |
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FARANDA |
Originario della Sicilia orientale, potrebbe essere una
modificazione dialettale del nome medioevale Ferrando
(Ferdinando).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Faranda è un cognome del Messinese, del Catanese e del Reggino.
Dovrebbe venire dal toponimo in zona etnèa Faranda o dall'altro
Faranda, contrada di Ucrìa (ME). Potrebbe però anche essere
formato, in relazione alla località di provenienza, dalla
denominazione Faro o Fara. Numerosi sono i toponimi Faro o Fara
sparsi in tutta l'Italia,. Non è da escludersi, per Faranda, il
significato di una terra "molto illuminata". |
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FARAON
FARAONE
FARAONI |
Faraon è decisamente veneto, del trevisano e del veneziano, in
particolare a Vittorio Veneto e Tarzo nel trevisano e ad Eraclea
e spinea nel veneziano, Faraone è tipico del centrosud con una
grossa concentrazione in Sicilia e nel palermintano a Palermo in
particolare, Faraoni è specifico di Toscana, Marche e Lazio,
possono derivare dal nome medioevale
Faraon, Faraonis
di cui abbiamo un esempio nell'Historia
Longobardorum di Paolo Diacono:
"...Tunc filius eius Aripert iterum bellum parans, pugnavit cum
Liutperto rege aput Ticinum cumque Ansprando et Atone et Tatzone
necnon et Rotharit ac Faraone. ..", ma è anche possibile che
provengano da soprannomi originati da nomi di località come ad
esempio vediamo possibile già nell'anno 971 a Montoro (AV):
"...Memoratorium factum a me Maraldus presbiter filius Lanfrid
(...) michi dedit Petrus filius Musi (...) tenere ad sue
potestati terris bacue, et castanieta, et abellanieta, et
arvustum, quod pars ecclesie Sancti Maximi habet in locum
Muntoru finibus rotensis, et illut qui dicitur da Faraone, idest
da bia que est supra casa de filii Adelgardi et usque ribus
siccu ..." o da toponimi come Faraone (TE). |
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FARCI
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(vedi
FALCHE) |
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FARDIN
FARDINI |
Fardin è tipicamente veneto, di Scorzè, Venezia, Martellago e
Noale nel veneziano, di Trebaseleghe e Villanova di
Camposampiero nel padovano e di San Fior, Vittorio Veneto,
Sarmede, Mogliano Veneto e Conegliano nel trevisano, Fardini è
quasi unico, dovrebbero derivare, direttamente o tramite apocope
dialettale, dall'aferesi del cognome
Bonfardini
(vedi BONFADINI). |
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FARE'
|
Specifico
del milanese e varesotto, dovrebbe derivare dal vocabolo latino
faber (fabbro) modificato dal dialetto,o da soprannomi legati ad
un toponimo come Fara Gera d'Adda (BG) o Fara Novarese (NO).
Fara in longobardo indicava un corpo di spedizione e spesso un
villaggio, come nucleo mobilitabile in guerra, questo cognome
pertanto potrebbe essere di origine longobarda, ed indicherebbe
l'appartenenza ad una fara. |
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FARESE
|
Di
origine campana delle provincie di Napoli ed Avellino, dovrebbe
derivare dal termine longobardo fara (corpo di spedizione
militare). |
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FARETRA |
Faretra ha un ceppo a Grottaminarda nell'avellinese ed uno a
Corato e Bari nel barese e ad Orta Nova nel foggiano, potrebbe
derivare da un antico soprannome originato dal mestiere del
capostipite, forse un artigiano costruttore di
faretre,
cioè i cilindri, normalmente di pelle, usati come
contenitori per frecce
o dardi per archi o balestre, o forse un addetto al rifornimento
delle frecce per gli arcieri o balestrieri in battaglia. |
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FARFAGLIA |
Farfaglia
è tipicamente calabrese, della zona tra catanzarese e vibonese,
dovrebbe derivare da un soprannome basato su di un termine
dialettale per farfalla. |
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FARGION |
Fargion è
un tipico cognome ebraico con un ceppo a Milano ed uno a Roma. |
|
FARGIONE |
Fargione
sembrerebbe tipicamente siciliano, di Modica nel ragusano,
dovrebbe derivare dal nome della contrada Fargione appunto di
Modica. |
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FARIA
FARIAS
FARIELLO
FARII
FARIO |
Faria è pressocchè unico, Farias, assolutamente molto raro, è
specifico di Napoli, Fariello ha un piccolo ceppo a Vasto nel
teatino, uno nel barese a Corato e Toritto, ed uno nella fascia
campana che comprende il salernitano, con Cava de' Tirreni,
Salerno, Nocera Inferiore, Roccadaspide e Pisciotta ed il
napoletano con Napoli, Bacoli, Pozzuoli e Quarto, Farii,
praticamente unico, sembrerebbe pugliese, Fario è assolutamente
rarissimo, dovrebbero derivare, direttamente o tramite una forma
ipocoristica dialettale, da una forma apocopaica del nome
medioevale germanico Fariaricus,
derivato dal nome celta Fariarix
(il Re dei Fari). |
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FARINA
FARINACCI
FARINACCIO
FARINARI
FARINARO
FARINATI
FARINAZZO
FARINELLI
FARINETTI
FARINI |
Farina è diffuso in modo notevole in tutt'Italia, Farinacci ha
un ceppo umbro a Terni ed a Gualdo Tadino nel perugino, uno a
Chieti ed uno a Roma, Farinaccio è specifico della provincia di
Campobasso, di Gildone e della stessa Campobasso, Farinari è
quasi unico ed è probabilmente dovuto ad una diversa
trascrizione di Farinaro che sembrerebbe specifico del
casertano, di Aversa in particolare, Farinati ha un ceppo a
Verona ed a Rovereto nel trentino ed uno a Mirano nel veneziano,
Farinazzo è tipicamente veneto del veronese e del padovano,
Farinelli è molto diffuso in tutta l'Italia
centrosettentrionale, con massima concentrazione nella fascia
che comprende la Romagna, le Marche, l'Umbria ed il Lazio, e con
piccoli ceppi anche nel sassarese e nel napoletano, Farinetti è
specifico della zona che comprende il torinese, il cuneese,
l'astigiano, l'alessandrino ed il genovese, Farini sembrerebbe
avere un ceppo nel bolognese a Bologna, Monghidoro e San
Benedetto Val di Sambro, uno nell'aretino a Poppi, Arezzo,
Cortona e Chiusi Della Verna, ed in Sicilia a Mezzojuso (PA),
dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite variazioni
ipocoristiche o simili, da soprannomi legati al mestiere di
mugnaio o di lavorante presso un mugnaio derivanti dal termine
latino medioevale farinarius
(mugnaio). |
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FARIOLI
FARIOLO |
Farioli
ha un nucleo nel nordmilanese e varesotto ed uno in Emilia,
soprattutto nel reggiano, Fariolo è praticamente unico,
dovrebbero derivare da nomi di località derivati dal termine
tardo latino fariolus (chi dice il vero, chi pronuncia
vaticinii), nel reggiano è presente una località del comune di
Castelnovo ne' Monti (RE) chiamata Fariolo, con lo stesso nome
si chiama una località di Cravegna (VB), tracce di questa
cognominizzazione le troviamo nel casertano con il sacerdote
Iohannes Fariolus, che nella prima metà del 1300 è parroco in
una chiesa di Orta di Atella, a Bologna nella seconda metà del
1300 con un certo Philippus Fariolus citato in un testo del
1403: "...et maxime infrascripti, quorum nomina sunt ... ...
Paulus de Galexio, Philippus Fariolus, Petrus Francisci de
Bonandreis...". |
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FARISEI
FARISELLI
FARISEO |
Farisei molto raro sembrerebbe del viterbese, Fariselli invece è
specifico della zona che comprende il bolognese ed il ravennate,
Fariseo, rarissimo è tipico del pavese al confine con
l'alessandrino, dovrebbero derivare da un soprannome originato
dal vocabolo fariseo; traccia di questa cognominizzazione si
trova a Melegnano nel 1400 con il sacerdote
Donato Farisei
parroco dal 1450 al 1455. |
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FARNE'
FARNIA
FARNIANI |
Farnè è molto diffuso a Bologna e nel bolognese, a Castel San
Pietro Terme, Casalecchio di Reno e San Lazzaro di Savena,
Farnia, assolutamente rarissimo, è veneto, Farniani è
praticamente unico, tutti questi cognomi dovrebbero derivare da
aree come il Frignano nel modenese, o da nomi di località
caratterizzati dalla presenzia di un bosco di
farnie (tipo
di quercia). |
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FARNELLA
FARNELLI
FARNELLO |
Farnella sembrerebbe unico, Farnelli ha varie e sparute presenze
sparse ed un piccolo ceppo a Perugia, Farnello sembrerebbe ormai
scomparso in Italia, dovrebbero derivare da un soprannome
medioevale basato su di un ipocoristico del termine tardo latino
farnus
(farnia,
o farnello,
un tipo di quercia ghiandifera, il quercus peduncolata dei
botanici), ma non si può escludere che possa derivare da un nome
di località che faccia riferimento alla presenza di un bosco di
farnie o di farnelli. |
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FARNESE
FARNESI |
Farnese è
molto raro, forse umbro, marchigiano, mentre Farnese sembra
essere specifico pisano, con ceppi in Umbria e Marche,
dovrebbero avere origini da un soprannome legato alla vicinanza
ad un bosco di farnie (un genere di quercia). La nobile
famiglia Farnese inizia ad essere menzionata nel 1300, quando
acquista un rango nobiliare e riceve un proprio feudo, per
servizi resi al Papato, i Farnese oltre a vari alti prelati e
principi, annoverano anche un Papa il cardinale Alessandro
Farnese che fu fatto Papa con il nome di Paolo III. |
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FARNETI
FARNETTI |
Farneti è
tipico del forlivese e dovrebbe derivare dal nome di località
Monte Farneto (FO), con un ceppo anche in Umbria che dovrebbe
derivare dal toponimo Farnetta Montecastrilli (TR), mentre
Farnetti, molto raro, sembrerebbe laziale e dovrebbe derivare
dal toponimo Farneto in Ciociaria, elemento comune è comunque la
derivazione originaria del nome dalla presenza nelle vicinanze
di boschi di querce farnie. Tracce di questo cognome si hanno
già con Petrus de Farneto che combatté in Sicilia i Normanni nel
1134, nel ravennate nel 1302 venne stipulato un contratto di
affitto tra il Vescovo e un certo prete Pino di Farneto. |
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FARNOCCHI
FARNOCCHIA |
Farnocchi, assolutamente rarissimo, sembrerebbe come Farnocchia,
meno raro, tipico del lucchese, della zona di Camaiore e
Viareggio, potrebbero derivare da soprannomi originati dal
vocabolo latino farnus
(frassino)
forse per la presenza di un piccolo bosco di questi alberi nelle
vicinanze dell'abitazione della famiglia.
integrazioni fornite da
Franco Pettinato
Deriva dal toponimo Farnocchia (fraz. del comune di Stazzema-LU)
ovviamente da riferire a farnia
altro nome del frassino in latino
farnus. |
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FAROLDI
FAROLDO
FEROLDI |
Faroldi è tipico del parmense, di Fidenza, Parma, Soragna e
Busseto, Faroldo invece sembrerebbe unico ed è probabilmente
dovuto ad errori di trascrizione, Feroldi invece sembra
specifico del bresciano e del cremonese, in particolare di
Bagnolo Mella (BS) e di Ostiano (CR), dovrebbero tutti derivare
dal nome medioevale di origine longobarda
Feroldus
o Faroldus,
di cui abbiamo un esempio in quest'atto del 1096: "Sacrosancte
ecclesie in honore Dei et genitricis sue atque Beati Vincentii
(martiris) dicate, quam domnus ac venerabilis Berardus episcopus
ad regendum habere videtur. Ego Wilelmus de Toria reminiscens
antecessorum meorum injurie, veniens in presentiam supradicti
presulis et canonicorum suorum, scilicet in capitulo, reddidi
potestatem Odromari et ecclesiam Beati Andree, cum terris et
decimis et oblationibus, pratis, silvis, aquis aquarumque
decursibus. Hoc donum et redditionem fratres sui Ugo et
Bernardus confirmaverunt et laudaverunt. Hujus rei testes sunt
Letaldus, Feroldus, Rodulfus Trioli, Wilelmus archipresbiter.",
un inizio di queste cognominizzazioni lo troviamo in una
Carta guadie et promissionis
del 1170 a Milano: "...Signa manuum eorum qui pro testibus
interfuerunt: Rogerius Vicecomes, Rogerius de Mamma, Rogerius
Marcellinus, Lafrancus Litta, Gandolfus et Iohannes qui dicuntur
Faroldi fratres, Galdinettus Bottacius, Ambrosius Faroldus,...". |
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FAROLI
FAROLINI |
Faroli è praticamente unico, Farolini, assolutamente rarissimo,
è del parmense, si dovrebbe trattare di forme ipocoristiche
semplici o doppie del nome medioevale di origine germanica
Farus,
derivato dal nome medioevale tedesco
Fahre,
nome che è stato originato dal termine medioevale germanico
fahrer
(guida, duce),
che ha prodotto il vocabolo tedesco moderno
führer. |
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FARONATO
FARRONATO
FERONATO
FERRONATO |
Faronato, assolutamente rarissimo, è probabilmente dovuto ad
errori di trascrizione del cognome Farronato che è un cognome
tipico del vicentino, Feronato, estremamente raro è
probabilmente un errore di trascrizione di Ferronato che è molto
diffuso tra padovano e vicentino, si dovrebbe trattare di una
forma patronimica tipicamente veneta in
-ato,
dove il suffisso sta per il figlio di, riferito ad un
capostipite, il cui padre si chiamasse
Ferrone
(vedi FERRONE).
integrazioni fornite da
Gabriele Farronato
Il cognome Farronato è tipico di Romano d'Ezzelino (VI) dove
però nel 1410 figura come Dal nerva. due di questa famiglia si
sono trasferiti nell'area più verso monte del paese, probabile
sede della Farra
longobarda. da qui il soprannome
De Faronatis:
la forma con doppia è dell'Ottocento, mentre quella di Faronato
e la variante Ferronato sono dello stesso periodo. Vale a dire
che la grafia del cognome per questa zona si scrive come è stata
registrata dai comuni con gli atti napoleonici di stato civile a
partire dal 1806. |
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FARRE
FARRIS |
Farre, abbastanza raro, è specifico del sassarese, Farris è
particolarmente diffuso nel cagliaritano, derivano dal vocabolo
sardo farre
- farris
(farina d'orzo, semolino),
quindi indica il mestiere o di mugnaio o di venditore di farina
o è originato da un soprannome legato a caratteristiche
comportamentali del capostipite. |
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FARRI
FARRO |
Farri è specifico del raggiano, Farro è tipico campano, con un
ceppo nella zona di Battipaglia (SA) ed uno a Bacoli (NA),
dovrebbero derivare da un soprannome originato o dal vocabolo
latino far-farris
(farro),
tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel 1500 a Fano
(PU) con il libraio e stampatore Domenico Farri. |
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FARRUGGIA
FARRUGGIO
FARRUGIA |
Tutti tipici della Sicilia, dell'agrigentino in particolare,
sono di origine maltese e dovrebbero derivare da un soprannome
originato dal vocabolo arabo
farrug o
farrudja
(pollastro),
troviamo tracce di questa cognominizzazione a Malta nel 1400 in
un atto: "...Nos Manfreddus Axach Judex annalis curie Civilis
Civitatis Maltae Laurentius Farrugius Civitatis et Insularum
Maltae et Gaudisii et Reginalis Cammare publicus notarius et
testes subscripti..:".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Farruggio è un'altra forma del cognome siciliano Ferruggia che
viene dalla voce calabrese 'ferrùggia'
= ferula
(n.d.r. Bacchetta usata un tempo per
castigare gli scolari). |
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FARSURA |
Farsura, assolutamenre rarissimo, è specifico dell'area
vicentino padovana, dovrebbe derivare da un soprannome originato
dal termine semidialettale contratto arcaico
farsura (farcia,
farcitura), probabilmente
attribuito ad un capostipite che di mestiere facesse il cuoco o
il rosticcere. |
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FARUFFINI |
Specifico
delle provincie di Milano e Lodi, dovrebbe derivare da un nome
in uso presso i Franchi: Fardulf. |
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FARUSI
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Farusi ha un ceppo a Massa, potrebbe derivare dal nome francese
Faroux
o potrebbe anche essere di origini longobarde e derivare da un
soprannome originato dal vocabolo longobardo
fara (clan,
villaggio, gruppo famigliare)
con il significato quindi di appartenente ad una particolare
fara
riferito al capostipite. |
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FARUSSI |
Farussi ,ormai scomparso in Italia, sembrerebbe un cognome del
centro Italia abruzzese, della zona di Rivisondoli (AQ), e del
rietino della zona di Montasola, dovrebbe derivare dal vocabolo
longobardo fara
(clan, villaggio, gruppo
famigliare) con il significato
quindi di appartenente ad una particolare
fara
riferito al capostipite. |
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FASANA
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Fasana è tipico di Cernobbio nel comasco, dovrebbe derivare da
un soprannome originato dal vocabolo dialettale
fasana (fagiana),
forse a sottolineare una notevole tendenza a pavoneggiarsi dea
parte del capostipite, tracce di questa cognominizzazione le
troviamo a Lignana nel vercellese fin dalla seconda metà del
1200, quando un Fasana fonda il locale ospedale di Santa Maria
detto poi dei Fasana. |
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FASANI
FASANELLI
FASANELLO
FASANO |
Fasani ha due nuclei, uno nelle provincie di Milano e Pavia che
dovrebbe derivare da un soprannome legato al termine dialettale
fasan
(fagiano),
ed uno nelle provincie di Brescia e Verona, quest'ultimo,
assieme al ceppo trentino di Pomarolo e Rovereto del cognome
Fasanelli, dovrebbe derivare dal toponimo Fasano del Garda nel
bresciano, Fasanelli ha anche un ceppo pugliese a Canosa di
Puglia e Noci nel barese ed a Francavilla Fontana nel
brindisino, assieme a Fasano, che dovrebbe essere tipico del sud
ed in particolare delle Puglie, Campania e Calabria, dovrebbe
discendere da toponimi come Fasana nel salernitano o Fasano di
Brindisi nel brindisino, da cui dovrebbe discendere
l'assolutamente rarissimo Fasanello, anch'esso pugliese. |
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FASCIA
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Fascia ha un ceppo a Roma, uno a Venafro e Sesto Campano
nell'iserniese, uno nel napoletano, a Portici, Napoli e San
Giorgio a Cremano, ed uno a Foggia, San Marco la Catola e
Calenza Valfortore nel foggiano, dovrebbe derivare da nomi di
località, come ad esempio la frazione Fascia di Priverno nel
latinense, o la Contrada Fascia di Ielsi nel campobassano, ma è
pure possibile che derivi da un'alterazione dialettale del nome
medioevale Fassia,
Fassius
(vedi FASSI). |
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FASIELLO |
Fasiello è specifico del Salento, di Vernole, Lecce, Melendugno
e Surbo nel leccese e di Torchiarolo nel brindisino, dovrebbe
derivare da una forma ipocoristica del nome latino medioevale
Fasius,
una forma aferetica del nome
Bonifasius, secondo un'altra,
molto meno probabile, ipotesi potrebbe invece trattarsi di un
soprannome stante ad indicare un'origine del capostipite dalla
città marocchina di Faas
(Fez). |
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FASO
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Faso è tipicamente siciliano, del palermitano, di Caccamo.
Termini Imerese, Palermo, Montemaggiore Belsito, Cerda e
Bagheria, si possono formulare almeno tre ipotesi circa la
possibile origine del cognome, da un soprannome basato sul
termine dialettale fauso
(finto, falso)
contratto in faso,
la seconda ipotesi propone una derivazione da una forma
aferetica del nome Bonifaso
(Bonifacio),
la terza ipotesi propone una derivazione da un soprannome
grecanico basato sul termine greco antico φάσεως faseos
(parole),
forse ad indicare che il capostipite fosse un facondo parlatore. |
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FASOLI
FASOLO |
Di
Fasoli si individuano 3 ceppi, uno nelle provincie di Como,
Milano, Lodi e Cremona, uno nel veronese, uno nel chietino,
Fasolo invece è decisamente veneto, di Padova e del padovano in
particolare, potrebbero essere originati da un soprannome legato
al termine dialettale antico
fasolo (fagiolo),
che è poi divenuto oggi fasoj,
derivato dal latino faseolus,
il soprannome potrebbe essere nato o in memoria di qualcosa, o
per esserne il capostipite un coltivatore. |
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FASSA
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Tipico
veneto, di probabili origini trentine, dovrebbe prendere il nome
da uno dei vari toponimi della Val di Fassa (TN). |
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FASSETTA |
Ha un
nucleo non secondario nel torinese, zona di Cumiana e Giaveno,
che dovrebbe derivare dal toponimo Fassetta di Giaveno, un ceppo
a Montereale Valcellina (PN) ed uno a Venezia. |
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FASSI
FASSIO |
Fassi è specifico delle province di Milano e Bergamo, potrebbe
avere un ceppo anche in Piemonte, Fassio è tipicamente
piemontese, di Asti soprattutto e di Rocca d'Arazzo
nell'astigiano e di Torino, Collegno e Chivasso nel torinese,
con un ceppo anche a Genova ed in Liguria, dovrebbero derivare
dal nome medioevale Fassius
di cui abbiamo un esempio d'uso nel 1197 in una
Cartula pacti et conventionis in loco
Purbiane, nel territorio di
Vallio nel bresciano: ".. Et ibi statim Baiamundus et Favazius
consules tunc eligerunt et decernerunt hos duodecim homines qui
debent dicere et manifestare et laudare operas et labores quos
aut quas villani de Bernaco facere debent ad casstrum, silicet
Canesster de Su(m)vico et Ra(m)paius et Temonus de Suvernicho et
Dominicus et Bellesanus et Bec de Casstutino et Ioh(anne)s
Cerreti et Acerbus et Fassius de Porle et Grep de Vighole et
Abas de Novolare et Mazoc de Oriolo. ..", ma non è impossibile
anche una derivazione da un soprannome originato dal vocabolo
tedesco fass
(barile),
o fassen
(prendere). |
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FASSINA |
Fassina ha un ceppo lombardo a Milano, Vigevano, Trivolzio,
Garlasco, Bereguardo e Pavia nel pavese ed a Lodi, ed uno
veneto, in particolare nel padovano, a Padova, Vigonza,
Vigodarzere, Campodarsego, Borgoricco, Cadoneghe, Campo San
Martino e Trebaseleghe, a Venezia e Marcon nel veneziano ed a
Montebelluna e Castelfranco Veneto nel trevisano, dovrebbe
derivare da un soprannome dialettale basato sul termine
lombardoveneto fassina
(fascina),
forse attribuito a capostipiti che di mestiere facessero il
boscaiolo o andassero per i boschi a raccogliere legna. |
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FASSINO |
Specifico delle province di Torino e Cuneo, dovrebbe derivare da
un soprannome originato dal vocabolo tedesco
fass (barile)
o fassen
(prendere). |
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FATIGATI |
Un nucleo
nel napoletano ai confini col casertano ed uno nell'aquilano,
dovrebbe derivare dal nome medioevale Fadigato (ottenuto con
fatica), dato probabilmente ad un figlio dal parto difficile. |
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FATTACCIO |
Fattaccio
è un cognome tipico del sassarese, in particolare di
Castelsardo, l'origine di questo cognome è oscura, potrebbe
derivare da un soprannome attribuito ad un capostipite
riconosciuto come quello del fattaccio, ma è una pura ipotesi
senza nessun elemento di supporto. |
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FATTORE
FATTORI |
Fattore
ha due ceppi distinti, uno nell'alta Campania, Molise, Abruzzo e
Lazio, ed uno in Veneto, Fattori è diffuso in tutto il centro
nord, derivano dal mestiere di fattore (gestore di un podere). |
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FATUZZO |
Fatuzzo, tipicamente siciliano, ha un ceppo nel ragusano a
Vittoria, Chiaramonte Gulfi, Modica e Comisao, ed uno a
Caltagirone nel catanese, dovrebbe derivare da un soprannome
dialettale originato da un ipocoristico del termine siciliano
fata (farfalla,
ma anche maga), forse sottolineando una caratteristica
comportamentale del capostipite. |
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FAULI
|
Assolutamente rarissimo, probabilmente toscano, dovrebbe
derivare dal nome longobardo Faulo, di cui si hanno tracce fin
dall'anno 650. |
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FAURI
FAURO |
Fauri è
trentino della zona a nord di Trento, Bresimo in particolare,
Fauro è assolutamente rarissimo ed è molto probabilmente veneto,
potrebbero derivare dal nome longobardo Faulo, tracce di questa
cognominizzazione le troviamo in un atto processuale del XVII°
secolo a Valmareno (TV), dove si legge: "...quella portar da
Virgoman a Visnà nell'orto di mastro Giacometto Fauro...". |
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FAUSTI
FAUSTINELLI
FAUSTINI
FAUSTINO
FAUSTO |
Fausti ha un ceppo nel bresciano ed uno nell'ascolano e nel
ternano, Faustinelli, abbastanza raro, è tipico di Ponte di
Legno nell'alto bresciano, diFaustini ha un nucleo tra
bresciano, trentino e veronese, ed un ceppo tra le province di
Roma e Frosinone, Faustino, assolutamente rarissimo, è del sud,
Fausto, molto raro, ha un ceppo a Orvieto (TR) ed uno secondario
a Bagnoregio (VT), e presenta un piccolo nucleo anche tra
napoletano e salernitano, derivano tutti dal nome
Fausto,
che a sua volta deriva dal cognomen latino
Faustus,
ma, soprattutto i ceppi bresciani più probabilmente derivano dal
nome di San Faustino,
patrono della città di Brescia, o da un suo ipocoristico. |
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FAVA
|
Diffuso
in tutt'Italia, ma prevalentemente nel centro nord, dovrebbe
derivare da soprannomi legati al vocabolo fava, quindi indicanti
il mestiere dell'agricoltore o riferentesi ad un aneddoto che
sia collegato alle fave, potrebbe in alcuni casi derivare da
toponimi che contengano la radice Fava-. Nel 1400 troviamo ad
Alba (CN) come esempio di questa cognominizzazione Giovannino
Fava de Alladio, che ricopriva la carica di siniscalco e mastro
di casa del marchese Bonifacio IV°. |
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FAVALLI |
Sembra
originario dell'area che comprende le provincie di Brescia,
Verona e Mantova, ma potrebbe esserci un ceppo anche nell'area
tra Pavia e Milano (vedi Fava) |
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FAVALORO |
Specifico del palermitano, messinese ed Eolie, dovrebbe derivare
da un soprannome legato al vocabolo fava, ma potrebbe pure
derivare da un nome di località come punta Favaloro (Lampedusa).
Presenti a Lipari fin dalla prima metà del 1500, forse
provenienti dalla Calabria.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Favaloro è cognome messinese, calabrese e napoletano, viene
dalla voce dialettale siciliana 'favaloru'
= scroccone. |
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FAVARA
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Specifico
siciliano, deriva dal toponimo Favara (AG) il cui nome trae
origine dal vocabolo arabo Rohal-Fewwar (pozza d'acqua). |
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FAVARETTO
FAVARO
FAVARON
FAVAROTTO
FAVERO |
Favaretto è molto diffuso nell'area che comprende il padovano,
il veneziano ed il trevisano, Favaro, ancora più diffuso, occupa
la stessa area, Favaron, decisamente meno diffuso, forse è più
specifico di padovano e veneziano, Favarotto, molto più raro, è
specifico di trevisano e veneziano, Favero oltre che in
quell'area è ben presente anche nel Trentino ed in Friuli, La
zona d'origine di questi cognomi dovrebbe essere tra le
provincie di Padova, Venezia e Treviso, potrebbero derivare dal
termine dialettale antico favaro
o favero
(fabbro)
o dal toponimo Favaro Veneto (VE) o Faver (TN), il ramo
trevigiano dei Favero, che dovrebbe provenire da Favro di
Solighetto (TV), nel 1200 fece parte del Maggior Consiglio della
Serenissima Repubblica di Venezia.
integrazioni fornite da
Gabriele Favaretto
la famiglia Favaretto è originaria di Preganziol (TV), da
ricerche e consultazioni presso l'archivio della Parrocchia di
Preganziol ho appurato che la famiglia è sempre risieduta in
quel comune almeno dal 1500.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
M. Francipane, ricalcando De Felice fa derivare il cognome
Favaretto da 'fabbro'.
Invece F. Pittau nel "Dizionario dei cognomi di Sardegna" II,
p. 25, lo dice derivato dal sostantivo "fava". |
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FAVARO' |
Favarò è
un cognome tipico di Palermo e del palermitano, con ceppi anche
nell'agrigentino, potrebbe derivare da una forma etnica
dialettale del toponimo Favara nell'agrigentino. |
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FAVASULI |
Molto raro è tipico del reggino.
Integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Originario del reggino, questo cognome deriva da due voci
dialettali di origine greca e, cioè, il verbo
fagheo e
il sostantivo fasoulos,
col significato di mangia
fagioli. Si tratta, dunque,
della cognominizzazione di un soprannome attribuito al
capostipite. |
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FAVATI
FAVATO |
Favati è tipicamente toscano, del pisano e livornese ed in
particolare di Pisa, Favato, molto più raro, ha un piccolissimo
ceppo nel padovano ed uno nell'avellinese, potrebbero derivare
dal termine favata
(sorta di minestra fatta con
puree di fave), tracce di
queste cognominizzazioni le troviamo almeno dal 1500 a Pisa con
la famiglia benestante dei Favati. |
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FAVAZZA
FAVAZZI
FAVAZZO |
Favazza
ha un piccolo ceppo nel veronese, uno nello spezzino, uno a Roma
ed uno in Sicilia a Bonte, Catania e Maletto nel catanese, uno a
Terrasini e Palermo nel palermitano ed uno a Leonforte
nell'ennese, Favazzi ha un ceppo lombardo a Vigevano nel pavese
ed a Bergamo, e presenze in Sicilia, probabili errori di
trascrizione del precedente, o del successivo, Favazzo è
tipicamente siciliano, di Tortorici, Capo d'Orlando e San
Fratello nel messinese, dovrebbero derivare da soprannomi basati
sul mestiere di coltivatori e venditori di fave probabilmente
svolti dai capostipiti. |
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FAVENTE
FAVENTI
FAVENTO
FAVENZI |
Favente praticamente unico, è del salernitano, Faventi, quasi
unico, è dell'Italia centrale, Favento è specifico di Trieste,
Favenzi, assolutamente rarissimo, parrebbe del Friuli, Venezia
Giulia, dovrebbero tutti derivare dal nome latino
Faventius,
di cui abbiamo un esempio d'uso in un'epistola degli inizi del
quinto secolo: "Si ab ista causa dissimulavero, de qua tuae
religioni ecce iterum scribo; non solum Eximietas tua, sed etiam
ipse, quisquis ille est, in cuius causa Faventius sic raptus
est, merito me culpabit, et recte reprehendet: iudicans utique,
si etiam ipse ad auxilium Ecclesiae confugisset, si ei simile
aliquid accidisset, ita me fuisse ab eius necessitate et
tribulatione dissimulaturum....", ed un esempio illustre nello
scrittore latino Marcus Cetius
Faventius che ci tramandò il
suo compendio sul De
Architectura di Vitruvio,
tracce di questa cognominizzazione le troviamo agli inizi del
1500 con il matematico Benedictus Victorius Faventius. |
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FAVERIO |
Dovrebbe
essere di origine del comasco, dovrebbe essere una distorsione o
un errore di trascrizione del nome Saverio (anticamente s ed f
erano molto simili). |
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FAVI
FAVIA |
Favi è tipicamente toscano, di Prato, Firenze, Quarrata nel
pistoiese e Sarteano nel senese, Favia ha un nucleo pugliese,
soprattutto a Bari, con presenze significative anche a
Valenzano, Acquaviva delle Fonti, Modugno, Adelfia, Cassano
delle Murge e Noicattaro, sempre nel barese, un ceppo a Roma ed
uno a Bolognetta nel palermitano, si dovrebbe trattare di forme
betacistiche derivate dal nome della
Gens Fabia
o dal nomen latino Favius,
di cui abbiamo un esempio d'uso nel De Origine actibusque
getarum: "..qui septima sui alvei parte per mediam influit
civitatem, ad ostia sua amoenissimum portum praebens, classem
ducentarum quinquaginta navium Dione referente tutissima dudum
credebatur recipere statione, qui nunc, ut Favius ait, quod
aliquando portus fuerit, spatiosissimus ortus ostendit arboribus
plenus..". |
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FAVIANI
FAVIANO |
Faviani, assolutamente rarissimo, ha qualche presenza
nell'aretino e nell'ascolano, Faviano è quasi unico, dovrebbero
derivare da una forma betacistica del cognomen latino
Fabianus,
originato dal nome gentilizio della
gens Fabia. |
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FAVIERI
FAVIERO |
Favieri, molto molto raro, sembrerebbe tipico del paese di Praia
a Mare nel cosentino, Faviero, assolutamente rarissimo, quasi
unico, sembrerebbe lucano, potrebbe derivare dal cognome
francese Favier,
che sembrerebbe originato dal mestiere di coltivatore di fave,
ma non si può escludere possa anche trattarsi di un errore di
trascrizione o del cognome
Faverio o di
Favero. |
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FAVINI
FAVINO |
Favini è decisamente lombardo, di Milano, Lainate, Rho e
Cornaredo nel milanese, di Lodi e di Cremona, e del Piemonte
orientale, con massima concentrazione a Varallo Pombia nel
novarese, Favino, decisamente meno comune, ha un ceppo nel
novarese a Trecate e Novara, uno a Roma ed uno a Foggia,
dovrebbero derivare dal nomen latino
Favinus,
uno dei nomi gentilizi della
Gens plebea
Fannia,
ricordiamo con questo nome lo scrittore latino del IV° secolo
Remmius Favinus, l'autore del De
ponderum deque mensurarum vocabulis carmina. |
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FAVONE
FAVONI
FAVONIO |
Favone, assolutamente rarissimo, sembrerebbe originario del
catanese, Favoni, altrettanto raro, è invece settentrionale,
Favonio, leggermente meno raro, sembrerebbe pugliese, dovrebbero
derivare dal nomen latino
Favonius, il personale della
Gens Favonia,
in latino il favonius
o zephirus era il nome del vento oggi chiamato più
europeisticamente foehn:
"... Ventorum quattuor principales spiritus sunt. Quorum primus
ab oriente Subsolanus, a meridie Auster, ab occidente Favonius,
a septentrione eiusdem nominis ventus adspirat; habentes geminos
hinc inde ventorum spiritus. ...". |
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FAVOT
FAVOTTI
FAVOTTO |
Favot è tipico della provincia di Pordenone, di San Vito al
Tagliamento, Fiume Veneto, Casarsa della Delizia, Chions, Azzano
Decimo e Pordenone, Favotti, quasi unico è dell'udinese, Favotto
oltre ad un piccolo ceppo nell'udinese, ha un ceppo
significativo nel trevisano a Paese (vedine una
storia),
e presenze a Trevignano, Treviso e Volpago del Montello,
potrebbe derivare da una forma contratta di un soprannome
dialettale ipocoristico originato dal mestiere di
favaro o
fabbro. |
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FAVRE
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Favre è
tipico valdostano e della Savoia, deriva dal termine francese
fabre (fabbro). |
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FAVRET
FAVRETTI
FAVRETTO |
Favret, molto raro, è circoscritto alla bassa provincia di
Pordenone, Favretti invece ha un ceppo veneto tra pordenonese,
bellunese, trevigiano e veneziano ed uno emiliano tra ferrarese
e bolognese, Favretto, il più diffuso, ha un ceppo tra
trevigiano, pordenonese e veneziano, con massima concentrazione
nel trevigiano a Castelfranco Veneto, Asolo, Riese Pio X°,
Altivole e Mogliano Veneto ed a Venezia, a dovrebbero derivare
da un soprannome dialettale originato dal mestiere di
favaro o
fabbro. |
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FAZARI
FAZZARI |
Entrambi tipici della Calabria meridionale, tracce di queste
cognominizzazioni si trovano a Gerocarne (VV) fin dal XIII°
secolo in un testo del 1265 leggiamo: "...Iohannes Fazarus
tenet... in casali Gerocarne bone pheudalia valentia...".
integrazioni fornite da
Andrea (Milano)
potrebbe avere alla base il nome Fazio, ipocoristico aferetico
di Bonifazio, è diffuso principalmente in Valle d'Aosta (31%).
Seguono Calabria 28%, Piemonte 21%, etc. Il cognome reggino
Fazari è presente nell'Italia nord-occidentale con il 62% delle
occorrenze. Si conferma il trend immigratorio. Fazari ha una
maggiore diffusione percentuale in Piemonte ed in Valle d'Aosta.
Fazari è il 1° Cognome in ordine di frequenza nella città di
Aosta.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi è, in realtà, da ricercare nel
vocabolo greco fassa,
col significato di colombo
selvatico, palombo, ad indicare
così il mestiere di cacciatore di palombi. Fazari e Fazzari
dovrebbero, infatti, essere cognomi nati all'interno dei
dialetti greci del Sud, come spesso avviene proprio nel reggino:
si tratterebbe, allora, della cognominizzazione di nomi di
mestiere attribuiti ai capostipiti. |
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FAZI
FAZII
FAZIO
FAZZI
FAZZIO |
Fazi è tipico della fascia dell'Italia centrale che comprende
Marche, Umbria, Lazio, ed aquilano, Fazii è quasi unico, Fazio è
presente in tutta l'Italia meridionale e settentrionale, Fazzi,
più raro, ha ceppi nel Salento, nell'ennese, in Toscana e nel
nord, Fazzio, rarissimo è del catanese, derivano dal nome
medioevale Fatius
aferesi del nome medioevale
Bonifatius,
di cui abbiamo un esempio con Bonifazius (Bonifatius) da Canossa
feudatario dell'imperatore Ottone III° nel XI° secolo. |
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FAZZALARI
FAZZALARO
FAZZOLARI |
Fazzalari è tipico della zona di Taurianova e Cittanova (RC),
Fazzolari, sempre tipico del reggino, è della zona tra
Taurianova e Gioiosa Ionica, Fazzalaro è quasi unico e dovrebbe
trattarsi di un errore di trascrizione del cognome fazzalari.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Fazzalari e Fazzolari sono tipici del reggino, mentre Fazzalaro,
rarissimo, è originario del catanzarese. Per quanto riguarda la
loro etimologia, questi cognomi derivano tutti dal termine
dialettale fazzalaro
o fazzolaro,
che, nei dialetti greci del Sud, indicava il mestiere di
cacciatore di colombi selvatici, palombi. Alla base di queste
voci dialettali si trova, infatti, il vocabolo greco
fassa,
col significato appunto di palombo, colombo selvatico. Si
tratta, dunque, della cognominizzazione di nomi di mestieri
attribuiti al capostipite. |
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FAZZINI
FAZZINO |
Fazzini
sembra avere più ceppi, nel nordmilanese e lecchese, nel
veronese, nel fiorentino e nel Piceno, Fazzino molto raro
dovrebbe essere siracusano, derivano dal nome medioevale Fatius
(Fazio, aferesi di Bonifazio) di cui si hanno tracce nel 1100,
ricordiamo il veronese San Fazio (1190-1272) e lo troviamo a
Pisa nel 1300 con: " Fatius de comitibus de Donoratico, germanus
fratris Gaddi superius nominati....". |
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FEA
|
Fea
dovrebbe essere nato nel cuneese, dove ha un ceppo, in
particolare a Fossano, Bene Vagienna, Savigliano, Narzole e
Scarnafigi, con presenze secondarie a Torino e ad Asti, potrebbe
derivare dall'antico termine francese medioevale
feal (fedele,
leale), forse una
caratteristica specifica dei capostipiti.
integrazioni fornite da
Daniele Zaia
Cognome astigiano. Dalla voce piemontese "feja",
pecora. |
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FEBI
FEBO |
Febi ha un ceppo a Fermo nel Piceno, ed uno a Roma e Vicovaro
nel romano, Febo è tipicamente abruzzese, della provincia di
Pescara in particolare, di Pescara, Spoltore, Montesilvano,
Città Sant'Angelo e Moscufo, e di Chieti ed Ortona nel teatino,
dovrebbero derivare dal nome latino
Foebus (Febus)
di origine greca, derivando a sua volta dal nome del dio greco
del sole, un attributo di Apollo, nome probabilmente portato dai
capostipiti. |
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FEBBRAIO
FEBBRARO |
Febbraro ha un ceppo tra ternano, viterbese e romano, uno nel
napoletano ed uno in Puglia nel brindisino e leccese, Febbraio è
specifico di Napoli e Casoria nel napoletano e di Santa Maria a
Vico e Caserta nel casertano, dovrebbe derivare
dall'italianizzazione del termine latino medioevale
febrarius
(febbraio),
a sua volta derivato dal latino
februarius, con il medesimo
significato di mese delle febbri, difficile ipotizzarlo come
nome attribuito a bambini nati in quel mese, si potrebbe
trattare di un cognome attribuito a dei trovatelli abbandonati
durante il mese di febbraio. |
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FECAROTTA |
Di
origine palermitana, potrebbe derivare dal toponimo Ficarazzi di
Palermo (PA), ma non sembra molto probabile.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Fecarotta è un cognome palermitano trasformato per decenza da
Ficarotta. Deriva dalla voce 'ficara'
= pianta che produce fichi. |
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FEDA
FEDERELLA
FEDI |
Fedi è decisamente toscano, molto diffuso a Pistoia, Prato,
Firenze, Livorno e Grosseto e nelle loro province, Feda e
Federella sono entrambi estremamente rari ed è impossibile
identificare una loro area di origine. Una possibile derivazione
potrebbe essere dal nomen latino
Fadia o
Fadius
modificato dal dialetto, un'altra ipotesi, più probabile,
potrebbe essere una derivazione dal vocabolo medioevale
feda,
fedus
(brutta, brutto). |
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FEDALTO |
Fedalto è tipicamente veneto dell'area trevigiano, veneziana, di
Venezia e, nel trevigiano, di Quinto di Treviso, Morgano e
Preganziol in particolare, dovrebbe derivare dal nome medioevale
Fedaldo
di cui abbiamo un illustre esempio nel piacentino Fedaldo
Visconti, che divenne papa Gregorio X° (1271-1276). |
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FEDE
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Abbastanza raro, sembra tipico della Sicilia sud orientale. |
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FEDELE
FEDELI |
Fedele è
diffuso in tutta Italia, Fedeli è proprio del centro nord,
deriva dal nome Fedele che a sua volta deriva dal cognomen
latino Fidelis. |
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FEDERICI
FEDERICO |
Federici
è molto diffuso in Liguria, Lombardia, Emilia e Romagna, Marche,
Umbria e Lazio, Federico è diffuso in tutto il centrosud,
derivano dal nome medioevale germanico Fridericus, tracce di un
principio di questa cognominizzazione le troviamo a Foligno nel
1300 con: "Federicus quondam Federici de Fulgineo prior".
(vedi anche FEDERIGHI) |
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FEDERIGHI
FEDERIGO
FEDRIGA
FEDRIGHI
FEDRIGO |
Federighi è specifico della Toscana nordoccidentale, di San
Vincenzo nel livornese, di Lucca, di Santa Maria a Monte nel
pisano, di Pistoia e di Massa e Firenze, Federigo, assolutamente
rarissimo, sembrerebbe avere un piccolissimo ceppo a Napoli,
Fedriga è tipico del bresciano, di Piancogno in particolare,
Fedrighi ha un ceppo nel bresciano a Borno ed uno nel veronese a
San Pietro in Cariano e Negrar, Fedrigo è molto diffuso in tutto
il lombardoveneto, dovrebbe trattarsi di nomi probabilmente
portati dalla o dal capostipite, forme derivate dal nome
medioevale di origine germanica
Frithurik, composto da
frithu
(pace)
e rikia
(ricco),
che significa perciò ricco di
pace, da cui sono poi derivati
Friderigus
e poi Federigus,
di cui abbiamo un esempio negli
Epigrammi di Ugolino Verino
(1438-1516): "..Te quoque terribilem sensit Germania regem, ipse
licet Caesar sumptis invaserit armis pannonios Federigus agros;
Venetusque superbus, nequa tuas merces deferri possit in
urbes... |
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FEDON
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Fedon, non comune, è specifico del bellunese, di Domegge di
Cadore in particolare, di origine etimologica oscura, potrebbe
derivare da un'alterazione accrescitiva del termine ladino
feder
(coltello per scuoiare gli
animali), ma quest'ipotesi è da
considerare solo come larvata possibilità. |
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FEDRIGOTTI |
Fedrigotti, che sembrerebbe specifico di Tiarno di Sotto in
Trentino, ha anche un piccolo ceppo a Caldaro sulla Strada del
Vino in Alto Adige, dovrebbe derivare da forme ipocoristiche
dialettali derivate dal nome medioevale
Fedrericus
(Federico). |
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FEDRIZZI |
Fedrizzi è specifico di Trento e del trentino, di Ton, Nanno,
Segonzano, Lona-Lases e Cles e di Bolzano, con un ceppo
secondario anche nel veronese, dovrebbe derivare da
un'italianizzazione del nome germanico
Fritz (Friedrich).
Troviamo tracce di questa cognominizzazione a Roncogno di
Pergine Valsugana (TN) in un testamento del 1698 dove è
testimone un certo don Nicola Fedrizzi curato di Roncogno. |
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FEDUZI
FEDUZZI |
Feduzi ha un ceppo nel pesarese a Fermignano, Pesaro ed Urbania,
ed uno a Roma, Feduzzi, più raro, dovrebbe essere una forma
alterata del precedente, che dovrebbe derivare da un soprannome
medioevale derivato dal termine latino
foedus (patto
di alleanza), probabilmente ad
indicare nei capostipiti dei federati, forse di origine illirica
o dalmatica, troviamo tracce di queste cognominizzazioni a Roma
fin dal 1700 con un certo Giovanni Feduzi accusato di
giacobinismo e registrato tra gli indagati da parte della
Republica Romana. |
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FEFE
FEFE' |
Fefe, quasi unico, è dovuto ad errori di trascrizione dove è
stato omesso l'accento, Fefè invece è diffuso soprattutto al
centro con un ceppo nel fiorentino, uno nel maceratese ed uno
nel romano.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale
Fefé,
che, almeno in un primo momento, dovrebbe nascere da
un'abbreviazione del nome Raffaele (vedi RAFAEL): oggigiorno,
comunque, va notato che Fefé è usato come abbreviazione di
diversi nomi, che spesso iniziano con la
F-
(secondo un criterio simile a quello del nome Totò, che alcuni
ricollegano al nome Salvatore ed altri ad Antonio). Per quanto
riguarda i cognomi in questione, comunque, si tratta delle
cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti. |
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FEI
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Fei
è tipicamente toscano, di Firenze ed Arezzo in particolare, e di
Roma e Rocca di Papa nel romano, dovrebbe derivare da una forma
aferetica del nome Maffeo
(vedi FEO). |
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FELAPPI |
Sembrerebbe tipico della zona di Pisogne (BS). |
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FELETTI
FELETTO
FELLETTI
FELLETTO |
Feletti ha un ceppo nell'alto trevigiano zona di Vittorio Veneto
ed uno a Ravenna e dintorni, Feletto è tipico del trevigiano e
della parte confinante della provincia di Pordenone, Felletti è
molto diffuso nel ferrarese con un ceppo forse non secondario
nel torinese, Felletto, praticamente unico, dovrebbe essere
dovuto ad un errore di trascrizione, dovrebbero tutti derivare
da toponimi come San Pietro di Feletto (TV) e Feletto (TO).
integrazioni fornite da
Fabio Paolucci
Feletti è la forma pluralizzata dell'originario cognome Feletto;
Feletti è diffuso in maniera consistente in Veneto, nella
provincia di Treviso, ed in Romagna, a Ravenna, mentre un altro
nucleo è presente a Milano. Feletto sembrerebbe tipico dell'area
compresa tra Treviso e Pordenone, dove è localizzato: ciò, oltre
all'etimologia del cognome, farebbe intuire che andrebbe
individuato proprio in quest'area il punto d'origine e di
irradiazione dei Feletto e dei Feletti. Infatti è presente nella
zona, in provincia di Treviso, il comune di San Pietro di
Feletto, che indurrebbe a considerare il cognome come derivato
dalla toponomastica. Feletto può avere due origini
etimologiche: potrebbe derivare dal verbo latino
flere,
con il significato di piangere,
oppure, ipotesi più accreditata, da
filices e
filictum,
ossia luogo pieno di felci.
La regione media del Friuli risulta appunto ricca di questa
pianta, e da qui si desume che Feletto significhi
un abitato entro un bosco di felci.
Il termine toponomastico è citato già in un documento del 1293
in cui è scritto "..in loco qui dicitur Felet infra terram
dominarum S. Quirini.." e, in seguito, nel 1300 con
l'espressione "in Villa de Feleto": entrambi i documenti
indicavano il borgo di San Pietro di Feletto. Un altro centro,
sito a pochi chilometri di distanza da Torino, si chiama
Feletto, ma è ovvia l'estraneità di questo toponimo al fenomeno
di origine del cognome di ceppo veneto e friulano. |
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FELICE
FELICI
FELICINI
FELICINO
FELICIONE
FELICIONI |
Felice ha un ceppo friulano, uno tra molisano e teatino ed è poi
ben distribuito tra Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e
Sicilia, Felici è invece tipico dell'area che comprende Emilia,
Toscana, Marche, Umbria e Lazio, Felicini, estremamente raro, ha
un piccolo ceppo nel perugino ed uno ancora più piccolo nel
catanese, Felicino è praticamente unico, Felicione, estremamente
raro, sembrerebbe del teramano, Felicioni, un poco più diffuso,
è tipico della fascia centrale, delPiceno, teramano, perugino,
reatino, romano e viterbese, derivano tutti, direttamente o
tramite ipocoristici o accrescitivi, dal nome italiano
Felice. |
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FELICIANA
FELICIANI
FELICIANO
FELIZIANI |
Feliciana, praticamente unico, è probabilmente dovuto ad un
errore di trascrizione di Feliciani che è tipico della fascia
centrale che comprende le Marche, l'Umbria, il Lazio e l'Abruzzo
settentrionale, Feliciano ha un ceppo a Roma ed uno nel
napoletano a Napoli e Pollena Trocchia, Feliziani è specifico
della fascia che comprende le Marche, l'Umbria ed il Lazio,
dovrebbero tutti derivare dal cognomen latino
Felicianus,
ricordiamo San Feliciano martire sotto Diocleziano: "..Intra
urbem in monte Coelio sunt martyres Ioannes et Paulus in sua
domo quae facta est ecclesia post eorum martyrium et Crispinus
et Crispinianus, et s. Benedicta. In eodem monte est ecclesia s.
Stephani protomartyris et ibi reconditi sunt martyres Primus et
Felicianus; in monte ave s. Bonifatius et in monte Nola s.
Taciana...". Tracce di questa cognominizzazione le troviamo ad
esempio nel 1700, famosa risulta la Lorenza Feliciani che andò
in sposa al famosissimo Giuseppe Balsamo, soprannominato Conte
di Cagliostro. |
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FELISA
FELISI |
Felisa è
parmigiano, Felisi è del milanese e lodigiano, dovrebbe derivare
dal cognomen latino Felix o anche da Felissimus. |
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FELITTI
FELITTO |
Felitti
sembrerebbe tipicamentelucano della zona di Vietri di Potenza e
Savoia di Lucania nel potentino, Felitto, quasi unico, è
probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del
precedente, che dovrebbe derivare dal toponimo Felitto (SA). |
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FELLA
FELLE
FELLI
FELLO |
Fella ha un ceppo tra romano, frusinate ed iserniese, uno nel
salernitano ed uno nel tarentino, brindisino e leccese, Felle,
molto molto raro è della zona tra tarantino e brindisino, Felli
ha un ceppo nel varesotto, uno nel basso trentino, uno a Firenze
e dintorni, ed uno nel ternano, nel romano, nel reatino,
nell'aquilano e nel frusinate, Fello, quasi unico, sembrerebbe
pugliese, tutti questi cognomi dovrebbero derivare da soprannomi
basati sul termine basso latino
felo con il significato di
ribelle,
perfido,
termine che potrebbe spiegarsi come una latinizzazione
dell'antico sassone felen,
fellan
(cadere, errare, ingannare),
termine da cui è derivato il moderno
fellone (ribaldo,
empio, scellerato), difficile è
ipotizzare la possibile origine motivazionale di questo tipo di
soprannome. |
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FELLET
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Molto
molto raro sembra essere specifico della zona di confine tra
pordenonese e trevigiano. |
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FELLINI |
Abbastanza raro, ha un ceppo nel forlivese, ed uno probabile
nell'aquilano, dovrebbero derivare dal nomen tardo latino
Felinus, di cui abbiamo un esempio nel 1400 con lo scrittore
ferrarese Felinus Sandeus autore de l'Epitoma de regno Apuliae
et Siciliae.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Fellini è cognome riminese. Potrebbe avere la stessa origine del
microtoponimo Fellina, frazione di Castelnuovo nei Monti (RE)
che per Olivieri (Nuova serie di appunti toponomastici emiliano-
romagnoli in : Joanni Dominico Serra ex munere laeto inferiae.
Raccolta di studi linguistici in onore di G.D. Serra, Liguori,
Napoli, 1959, p. 293) deriva dal lat.
figlina =
fabbrica di terrecotte.
Non si dimentichi che Rimini era famosa in epoca romana proprio
per tali fabbriche. Altro toponimo: Felline, in provincia di
Lecce. Per M. Francipane deriverebbe invece dal cognome
Raffaeli. |
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FELLUS
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Fellus,
estremamente raro, è romano, di origini ebraiche, cognome che
potrebbe prendere il nome dalla località irachena di Fellugia. |
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FELTRE
FELTRIN
FELTRINELLI
FELTRINI
FELTRINO |
Feltre è tipicamente veneto, soprattutto del vicentino, Feltrin
è diffuso nel bellunese e nel trevigiano, Feltrini e Feltrino
sono assolutamente rarissimi, quasi unici, Feltrinelli,
estremamente raro è tipico dell'alto bresciano, ai confini con
il Trentino nella zona del Garda, dovrebbero derivare tutti
direttamente o tramite ipocoristici da forme etniche o
direttamente dal toponimo Feltre (BL).
integrazioni fornite da
Giacomo Ganza / Villa di Tirano (Sondrio)
Feltrinelli è un cognome originario della provincia di Brescia,
precisamente di Gargnano, dove tuttora famiglie Feltrinelli sono
presenti. Arricchitasi col commercio del legname la nota
famiglia Feltrinelli si è successivamente dedicata all'editoria. |
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FELLUGA
FERLUGA |
Felluga è tipicamente triestino così come Ferluga, dovrebbero
derivare da modificazioni dialettali di patronimici originati da
variazioni del nome medioevale
Florius, con l'aggiunta del
suffisso accrescitivo sloveno in
-uga. |
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FENARI
FENAROLI |
Fenari, assolutamente rarissimo, è lombardo, così come il meno
raro Fenaroli, che è specifico della zona che comprende
milanese, bresciano e bergamasco soprattutto, a Tavernola
Bergamasca, Predore, Sarnico, Villongo, Solto Collina e Roncola,
nel bresciano lo troviamo in particolare a Pisogne, Brescia,
Passirano, Marone, Corte Franca ed Iseo, e nel milanese a Milano
e Monza, dovrebbero derivare, direttamente o tramite una forma
ipocoristica, da un soprannome dei capostipiti, originato da un
mestiere legato al fieno, quale coltivatore o commerciante di
fieno. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Bergamo
fin dal 1500, nel 1521 un certo Donato Fenaroli è priore del
convento dei Crociferi di San Leonardo, possiamo leggere nel De
Origine et Temporibus Urbis Bergomi, Venetiis, per Iohannem
Antonium et fratres de Sabio, 1532: "...Ventura Fenarolus ex
coniuratis unus, servituti mortem anteponens gladio Catonis
uticensis exemplo, se se transfodit. ...", nel 1700 i nobili
Fenaroli sono proprietari terrieri ad Adro (BS).
integrazioni fornite da
Giacomo Ganza / Villa di Tirano (Sondrio)
questo cognome è abbastanza diffuso in Lombardia, soprattutto
nelle province di Bergamo e Brescia, ma anche nel Milanese,
invece nelle altre regioni italiane è più sporadico. Studi
recenti attestano la sua importanza e diffusione in provincia di
Brescia: soprattutto a Brescia città, Pisogne, Iseo e Marone.
Peraltro il capostipite dei Fenaroli bresciani è bergamasco, è
Giacomo di Tavernola Bergamasca, segnalato in quella zona già
nel 1200. Il cognome deriva da una vecchia professione, quella
dei mercanti di fieno. |
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FENATI
FENATO |
Fenati è specifico di Ravenna e del ravennate, di Lugo,
Bagnacavallo, Russi, Faenza e Fusignano, Fenato, molto più raro,
è del trevisano, di Montebelluna in particolare, dovrebbero
derivare da soprannomi medioevali legati al termine latino
foenus
(fieno),
ad indicare forse che i capostipiti fossero dei lavoranti agrari
addetti al taglio ed alla conservazione e distribuzione del
fieno. |
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FENDERICI
FENDERICO |
Fenderici, praticamente unico, è probabilmente dovuto ad un
errore di trascrizione di Fenderico, che è specifico di Napoli.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale
Fenderico,
che, nell'onomastica antica, nasce da una variante del più
comune Federico
(vedi Federici): dal punto di vista etimologico, infatti, va
notato che il nome Federico era conosciuto principalmente come
Frederico
o Frederigo
nell'Italia medievale (derivando dal germanico
Friedrich)
e, in questo senso, la pronuncia Fenderico risente di una
metatesi della sillaba Fre-,
trasformata appunto in Fer-
- il passaggio da Fer-
a Fen-
è dovuto probabilmente a un indebolimento della -r- di fronte
alla -d- che segue, assecondando una pronuncia di stampo
dialettale. In conclusione, dunque, si tratta delle
cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti. |
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FENECH
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Estremamente raro è tipico palermitano, di origine maltese
dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo della
lingua maltese fenech
(coniglio)
o, meno probabilmente, dal termine arabo
fennech (la
volpe del deserto). |
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FENELLI
FENI
FENINI
FENINO
FENO |
Fenelli, molto molto raro, ha un piccolo ceppo nello spezzino, a
Vernazza in particolare ed uno a Napoli, Feni è quasi unico,
dovrebbe essere lombardo, Fenini abbastanza raro è tipico del
sudmilanese e pavese, Fenino, rarissimo è milanese, Feno, ancora
più raro, forse è torinese, dovrebbero derivare da soprannomi
legati al vocabolo latino fenum (fieno), ma è anche possibile
che derivino dall'aferesi del nomen latino
Alfenus
(vedi Fenucci). |
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FENILE
FENILI |
Fenile, assolutamente rarissimo, ha qualche presenza in Piemonte
e nel teramano, Fenili, ha un ceppo lombardo nel bergamasco, a
Bergamo, Dalmine, Zanica ed Osio Sopra, uno toscano nel
lucchese, a Capannori, Lucca e Camaiore, ed uno romano,
dovrebbero derivare da soprannomi o nomi di località originati
dal termine latino medioevale
fenile, fenilis (fienile),
forse ad indicare che i capostipiti producessero o
commerciassero foraggi. |
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FENOCCHI
FENOCCHIO
FENOGLI
FENOGLIETTI
FENOGLIETTO
FENOGLIO |
Fenocchi, molto raro, è distribuito sulla linea che congiunge
Milano a Pesaro, con maggiori presenze nel lodigiano, modenese e
pesarese, Fenocchio è tipico del Piemonte occidentale e del
savonese, con ceppi anche nel cremonese e bresciano, Fenoglio è
specifico del Piemonte occidentale, torinese e cuneese,
Fenoglietto è tipico del torinese e di Foglizzo in particolare,
Fenogli e Fenoglietti sono quasi unici, dovrebbero derivare da
soprannomi medioevali originati dalla vicinanza con luoghi di
coltivazione dei finocchi.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi, in effetti, va ricercata in
varianti arcaiche o dialettali del nome medievale
Finocchio,
in cui il riferimento all'omonima pianta va inteso in senso
simbolico (per una spiegazione più approfondita sull'origine del
nome, vedi il cognome Finocchio). In conclusione, dunque, si
tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei
capostipiti, anche se in alcuni casi non è esclusa una
derivazione da soprannomi o da nomi di mestiere (come quello del
finocchiaro o coltivatore di finocchi). |
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FENOTTI |
Fenotti sembra specifico di Nave nel bresciano con ceppi anche
nella vicina Concesio, si può ipotizzare una derivazione dal
cognome francese Fenot,
giunto nel bresciano all'epoca della fuga dei Catari dalla
Francia verso l'Italia, o ai tempi dell'arrivo dei valdesi
sempre nel bresciano. |
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FENU
|
Tipico della Sardegna, dovrebbe derivare da una modificazione in
lingua sarda del vocabolo latino
fenum (fieno),
o dal sardo fenu
(erba palustre),
estremamente improbabile una derivazione dal vocabolo latino
fenus
(interesse),
possibile che in qualche caso derivi da un antico toponimo come
ad esempio Nuraxi Fenu o Fenugheddu (OR). |
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FENUCCI
FENUCCIO |
Fenucci, estremamente raro, ha un ceppo nell'anconetano ed uno a
Roma, Fenuccio è assolutamente rarissimo, dovrebbero derivare
dalla modificazione dell'aferesi del nomen latino
Alfenus,
dalle Historiae di Tacito leggiamo: "...Publilium Sabinum
praetorii praefectum ob amicitiam Caecinae vinciri iubet,
substituto in locum eius Alfeno Varo...". |
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FENZI
FENZINI
FENZO |
Fenzi ha
un ceppo nel genovese, uno nel livornese ed uno tra veronese e
rovigoto, Fenzini, è praticamente unico, Fenzo è tipicamente
veneziano, dovrebbe derivare, direttamente o tramite
ipocoristici, dal nome Fenzo, una forma contratta del nome
Fiorenzo o del nome Fidenzio, di cui abbiamo un esempio illustre
nella parrocca di San Fenzo (Fidenzio) a Baone nel padovano,
troviamo tracce di queste cognominizzazioni a Venezia nella
seconda metà del 1700 con Modesto Fenzo pregiato tipografo ed
editore. |
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FEO
FEOLA
FEOLI |
Feo è
tipico della Campania e Basilicata, con ceppi anche nel
palermitano e nel reggino, Feola è tipico campano, Feoli è
specifico del Lazio, del beneventano ed avellinese, dovrebbero
derivare da una modificazione dell'aferesi del nome Maffeo, di
cui abbiamo un esempio nella seconda metà del 1200 a Siena con
Feus filius Angelerii dottore in legge e procuratore legale:
"...Appareat omnibus evidenter quod Feus filius Angelerii,
procurator Jacobi Ranuccini et Neri...", troviamo queste
cognominizzazioni in una sentenza del 1799 a Napoli con un certo
Francesco Feola di Procida. |
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FERAGOTTI
FERAGOTTO
FEREGOTTI
FEREGOTTO |
Feragotti, decisamente friulano, quasi unico, è dell'udinese,
Feragotto, abbastanza raro, è specifico di Gemona del Friuli
nell'udinese, Feregotti è praticamente unico e dovrebbe essere
dovuto ad un errore di trascrizione di Feregotto, tipico della
zona di Trasaghis e di Osoppo (UD), tutti questi cognomi
dovrebbero derivare da ipocoristici di una modificazione
dialettale del nome Federico. |
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FERALDESCHI
FERRALDESCHI |
Feraldeschi, praticamente unico, è del ternano, Ferraldeschi ha
un ceppo umbro a Perugia e Marsciano nel perugino ed a Parrano
nel ternano, ed un piccolo ceppo anche a Roma, dovrebbero stare
ad indicare l'appartenenza, sostenuta dal suffisso di
appartenenza -eschi,
dei capostipiti ad un ramo collaterale di una famiglia
Feraldi
o Faraldi
(vedi FARALDI)
a sua volta derivata dal nome del capostipite, il nome
medioevale Faraldus
derivato dal nome medioevale germanico
Farawald. |
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FERAZZOLI
FERAZZOLO
FERRAZZOLI
FERRAZZOLO |
Ferazzoli
è specifico di Monte San Giovanni Campano nel frusinate,
Ferrazzoli ha un ceppo a Roma, uno a Ripi, Monte San Giovanni
Campano ed Isola del Liri nel frusinate ed uno a Sezze nel
latinense, Ferazzolo e Ferrazzolo sono praticamente unici e
dovrebbe trattarsi di errori di trascrizione dei precedenti, che
dovrebbero derivare da soprannomi originati dal mestiere di
fabbro svolto dai capostipiti, anche se non si può escludere
un'origine etnica dialettale dal nome del paese di Ferrazzano
nel campobassano. |
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FERDEGHINI |
Ferdeghini è tipico di Vezzano Ligure e di La Spezia nello
spezzino, di origini etimologiche oscure, si potrebbe ipotizzare
una derivazione da una forma ipocoristica di un alterato del
nome Federigo. |
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FERDICO |
Ferdico è tipicamente siciliano, specifico di Palermo, dovrebbe
derivare da una forma arcaica alterata contratta, derivata da
un'alterazione del nome Federico. |
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FERDINANDI
FERDINANDO
FERNANDA
FERNANDI
FERNANDO |
Ferdinandi è tipico del Lazio, di Roma in particolare e del
romano, di Tivoli e Mentana, e del frusinate, di Pontecorvo,
Piedimonte San Germano e Pignataro Interamna, Ferdinando è quasi
unico, Fernanda è quasi unico, Fernandi, assolutamente
rarissimo, è del nord Italia, Fernando ha un ceppo a Milano, uno
a Roma ed uno a Napoli.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale
Ferdinando
(con una variante in Fernando),
l'italianizzazione cioè del personale germanico
Frednand,
che, composto dagli elementi
fried (pace)
e nand
(audace, ardito),
può essere tradotto come ardito
e risoluto nella ricerca della pace
(un significato affine a quello del nome
Federico).
Nonostante la sua origine germanica, però, va notato che il nome
Ferdinando/Fernando appartiene per lo più alla cultura iberica,
che, nel corso dei secoli, ha avuto una certa influenza
sull'onomastica italiana (tanto per fare un esempio si pensi al
nome Diego, importato direttamente dalla Spagna): in particolar
modo, è importante ricordare che Ferdinando e Fernando furono i
nomi di molteplici sovrani spagnoli e portoghesi, che, in
diversi casi, regnarono anche nel nostro paese, soprattutto nel
sud Italia. Un'ultima cosa prima di concludere: nel caso di una
discendenza iberica, non è escluso che alcune di queste famiglie
abbiano un'origine ebreo-sefardita, tenendo presente che cognomi
quali Fernàndez, Hernàndez, etc sono anche dei cognomi
ebreo-spagnoli - a Roma, a dire il vero, l'origine ebraica delle
famiglie Fernando e Fernandes è attestata anche nelle
documentazioni ufficiali. |
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FERGNANI
FERNIANI |
Fergnani sembrerebbe specifico di Ferrara e di Vigarano Mainarda
nel ferrarese, Ferniani, molto raro, è specifico di Faenza (RA),
potrebbero derivare dall'etnico latino
fernianus
(abitante della Fernia),
forse per aver partecipato il capostipite alla campagna di
Britannia, la Fernia Circaria era in Scozia, è pure possibile
una derivazione dal nome della zona del Frignano, che prese il
nome dalla tribù ligure dei
Friniati (vedi FRIGNATI) che
occuparono le terre dell'appennino modenese in epoca
preistorica, ma non si può escludere una possibile derivazione
da nomi di località caratterizzate dalla presenzia di un bosco
di farnie
(tipo di quercia),
traccia dei Conti Ferniani a Faenza si trovano già nel 1500. |
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FERIGATO
FERIGATTO
FERRIGATO
FERRIGATTO |
Ferigato, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del veronese,
Ferrigato, diffuso nell'area veneta è particolarmente presente
nel veronese, Ferigatto e Ferrigatto sono praticamente unici, si
dovrebbe trattare di forme patronimiche venete in
-ato,
riferite a capostipiti il cui padre si chiamasse
Ferigo o
Federico, le varianti in -atto
sono alterazioni dialettali dei
cognomi precedenti. |
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FERIGHETTI
FERIGHI
FERIGO
FERRIGHETTI
FERRIGHI
FERRIGO |
Ferighetto è quasi unico, Ferrighetto, comunque assolutamente
rarissimo, parrebbe del bellunese, Ferighi quasi unico è del
rovigoto, così come il meno raro Ferrighi che è presente anche
nel veronese, Ferigo è tipico dell'alto udinese zona di Paularo,
Ferrigo, molto molto raro, è dell'area padovana, dovrebbero
tutti derivare, direttamente o tramite forme ipocoristiche,
dalla contrazione del nome
Federigo, abbiamo un esempio a
Rovigno dove nel 1740/41 è podestà un certo Ferigo Bonlini, ma è
pure possibile un collegamento con un soprannome connesso con la
lavorazione del ferro. |
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FERILLI
FERRILLI |
Ferilli
ha un ceppo a Fiano Romano (RM) ed uno nel Salento, soprattutto
a Casarano, a Gagliano Del Capo e a Morciano Di Leuca (LE),
Ferrilli parrebbe abruzzese, dovrebbero derivare da soprannomi
originati dal mestiere di artigiano del ferro. |
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FERILLO
FERRIELLO
FERRILLO |
Ferillo,
molto molto raro è di Santa Maria Capua Vetere, estremamente
raro Ferriello è tipico del napoletano e deve considerarsi una
variante del cognome Ferrillo, decisamente più diffuso e
specifico di Calvizzano (NA) e dei limitrofi Marano di Napoli e
Mugnano di Napoli, dovrebbero derivare da soprannomi originati
da mestieri collegati al trattamento del ferro, tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo ad Afragola (NA) nel 1400 con un
certo Carrafello Ferrillo proprietario terriero e ad Acerenza
(PZ) agli inizi del 1500 con il conte Giacomo Alfonso Ferrillo
di origini napoletane. |
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FERINI
FERINO
FERINU |
Ferini ha un piccolissimo ceppo a Tarcento nell'udinese ed uno,
leggermente più consistente, a Semproniano nel grossetano,
Ferino ha un ceppo nell'udinese, a Lestizza, Pasian di Prato e
Santa Maria la Longa, che potrebbero derivare dal nome
medioevale Ferinus,
ma Ferino ha anche un ceppo sardo a Cagliari ed Iglesias,
Ferinu, assolutamente rarissimo, sembrerebbe specifico del
sassarese, questi potrebbero derivare da soprannomi basati sul
termine sardo ferinu
(ferino, bestiale).
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
FERINU; FIRINU: derivano probabilmente dalla voce latina “ferinus”,
nel significato di selvatico
o anche timido, schivo.
Noi qui in Campidano usiamo la voce “sirbonàtzu”, che è proprio
del cinghiale, oppure arèsti (vedi il cognome Arèsti). Si
tratta di cognomi poco diffusi e soprattutto Ferinu è molto
raro. Firinu è attualmente presente in 84 Comuni italiani, di
cui 41 in Sardegna: Narbolia 97, Cabras 39, Oristano 35, etc.
Nella penisola è Roma con 27 ad avere il numero più alto. Ferinu
è presente in 7 Comuni d’Italia, di cui 5 in Sardegna: Sorso 5,
Sedini 5, P. Torres, Narbolia ed Osilo con un solo nucleo
familiare. |
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FERIOZZI |
Feriozzi ha un ceppo nel Piceno a San Benedetto del Tronto,
Ascoli Piceno, Colli del Tronto e Castel di Lama, e nel vicino
Abruzzo, ed un ceppo a Roma e ad Orte nel viterbese, potrebbe
derivare da un'italianizzazione del nome latino
Fereolus,
nome di un soldato martirizzato nel terzo secolo, non si può
escludere anche una possibile derivazione dal cognome francese
Fériaux
(pronuncia Feriò). |
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FERLA
LA FERLA |
Ferla ha un ceppo certo in provincia di Siracusa, così come La
Ferla, che ha ramificazioni anche nel ragusano e nel vicino
catanese, dovrebbero derivare dal toponimo Ferla nel siracusano.
In origine Ferla si chiamava Ferula dal vocabolo latino
ferula
(verga, bastone). |
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FERLAINO |
Ferlaino è tipicamente calabrese del catanzarese, di San Mango
d'Aquino, Nocera Terinese e Lamezia Terme, dovrebbe derivare da
una forma ipocoristica dialettale del nome medioevale spagnolo
Ferlan,
di cui abbiamo un esempio in uno scritto dell'anno 1033:
"...Albariz posuit ferme per mulierem suam supradictum Acenar
Exemenones, et Ferlan Petriz posuit ferme per suam mulierem
supradictum Sancium Exemenones...". (vedi anche FERLINI) |
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FERLENGA
FERLENGHI |
Ferlenga, molto molto raro, sembrerebbe tipico dell'area tra
mantovano e bresciano, presenta un ceppo a Castiglione delle
Stiviere, Volta Mantovana e Monzambano nel mantovano ed a
Desenzano sul Garda nel bresciano, Ferlenghi ha un ceppo a
Cremona e nell'area cremonese ai confini con il piacentino,
dovrebbero derivare dal termine medioevale latino
ferlengus
o ferlingus
derivato a sua volta dal nome della moneta tedesca
ferling,
equivalente ad una quarta parte
di danaro o di asse romano,
quartino
(vedi FERLINI), ipotizzando quindi che il capostipite potesse
essere un manovale, ma il
ferlingus era anche un'unità di
misura del terreno: "..Ferlingus terrae continet 32 acras...",
secondo altri corrispondeva invece a 10 acri di terra, in questi
casi si dovrebbe allora ipotizzare una ben diversa posizione
sociale della famiglia, perchè possidente di un discreto fondo
agricolo. |
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FERLINI
FERLINO |
Ferlini sembrerebbe specifico del bolognese, di Imola e Bologna
e di Argenta nel ferrarese, Ferlino sembrerebbe invece tipico di
San Severo nel foggiano, dovrebbero derivare dal soprannome e
poi nome medioevale Ferlinus,
a titolo di esempio citiamo un Notaio, tale Guglielmo de
Piperellis fu Giovanni Antonio detto Ferlinus di Chiavenna che
operava tra la fine del 1500 e gli inizi del 1600, tale
soprannome derivava dalla moneta
ferlino a
sua volta derivata dall'antico alto tedesco
feordha (quarto)
e che rappresentava un quarto di danaro, con un etimologia
quindi simile al quattrino. Il
ferlino o
ferling era anche una specie di
moneta di piombo che veniva data a mò di contrassegno ai
lavoranti per dar loro il diritto di riscuotere la paga, quindi
per estensione il soprannome
ferlino potrebbe anche indicare
dei manovali o comunque l'appartenenza ad una bassa forza di
lavoro. |
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FERLISI |
Ferlisi è
tipicamente siciliano con ceppi nel nisseno a Milena, Sutera,
Campofranco e Caltanissetta, nell'agrigentino, ad Agrigento,
Racalmuto, Casteltermini e Canicattì, a Palermo, a Marsala nel
trapanese, e ad Ispica nel ragusano, potrebbe trattarsi di una
forma etnica dialettale che indicasse nei capostipiti gente
proveniente da Ferla nel siracusano. |
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FERLITA
FERLITO |
Entrambi
siciliani, Ferlita è specifico di Santo Stefano Quisquina
nell'agrigentino, Ferlito è proprio del catanese e di Catania in
particolare, dovrebbero derivare dall'etnico grecanico di Ferla
nel siracusano (vedi Ferla). |
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FERLONE
FERLONI |
Ferlone, quasi unico, sembrerebbe genovese, Ferloni è tipico del
comasco, di Lurate Caccivio, Bulgarograsso, Como, Olgiate
Comasco ed Appiano Gentile, potrebbero derivare da soprannomi
originati dall'accrescitivo contratto del termine
ferula (verga,
sferza), forse a sottolineare
la consuetudine dei capostipiti di portare con se una bacchetta,
forse dei pedagoghi o precettori. |
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FERMAGLIO |
Fermaglio è unico.
integrazioni fornite da
Valter Fermaglio
cognome unico in Italia, assegnato a mio nonno trovatello, nato
nel cuneese nel 1900, figlio di "donna nubile che non intende
essere riconosciuta".
Stupisce per la sua unicità, atipica nei cognomi assegnati. |
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FERMAN
FIRMAN |
Ferman è tipico del basso udinese e goriziano, Firman è quasi
unico, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Fermanus
o Firmianus,
di cui abbiamo un esempio nello scrittore latino Firmianus
Lactantius: "...per annos circiter tercentos ante Troianum
bellum, ut de eis meminit Firmianus Lactantius in fine primi
libri hicque Hercules computationem Olympiadum constituit ac
Olympiacum ludum multaque laudanda Graecis reliquit, propter
quae ab indocta multitudine deus putatus est...", si ricordi San
Fermano del VI° secolo. |
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FERMANI
FIRMANI
FIRMANO |
Fermani è
tipico della zona tra maceratese e Piceno, Firmani ha un ceppo
nel Piceno ed in Abruzzo a Pescara, Giuliano Teatino (CH),
Miglianico (CH) e Teramo, Firmano è quasi unico, dovrebbero
tutti derivare dall'etnico di Fermo (AP) indicandone quindi
probabilmente la provenienza del capostipite. |
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FERMI
FERMO |
Fermi è tipico di Piacenza e del piacentino, Fermo ha un ceppo a
Milano e dintorni, uno a Trieste, uno a Formia, uno ad Ischia ed
uno a Tito (PZ), potrebbero derivare da toponimi come San Fermo
(MI), ma più probabilmente derivano dal nome latino Firmus di
cui abbiamo un esempio nelle
Historiae di Ammiano Marcellino
(330 ca - 395): "...e quibus Zammac comiti nomine Romano
acceptus, latenter a fratre Firmo peremptus discordias excitavit
...", dell'uso in epoca medioevale abbiamo un esempio in un atto
del 770 che in calce recita: "...Ego qui supra Firmus notarius
pos traditione conpleui et emisi".
integrazioni fornite da
Andrea Ferreri - Milano
Fermi è un cognome particolarmente diffuso nel piacentino, con
qualche significativa presenza anche nel milanese, trevigiano,
genovese e chietino. L'epicentro di diffusione è la zona che
comprende i comuni di Piacenza, Cortemaggiore, Fiorenzuola
d'Arda e Monticelli d'Ongina. Secondo il glottologo Emidio De
Felice (Dizionario dei cognomi italiani) il cognome ha alla base
il toponimo marchigiano Fermo. Non escluderei, però, altre
ipotesi di derivazione.
Enrico Fermi
naque a Roma il 29 Settembre 1901. Sin da bambino mostrò grande
interesse e propensione per la matematica e la fisica. La sua
preparazione proseguì al liceo, ove si diplomò nel 1918, e
successivamente presso la scuola normale di Pisa.
Durante gli studi universitari Enrico Fermi si dedicò ad una
intensa attività di ricerca sui caratteri distintivi del suono e
della diffrazione dei raggi X da parte dei cristalli. Insieme ad
un gruppo di giovani laureati Fermi potè compiere gli studi che
lo portarono alla formulazione della teoria matematica del
decadimento di Beta e alla scoperta dei neutroni lenti. L'enorme
valore della scoperta fruttò a Fermi l'assegnazione del Nobel
per la fisica nel 1938. Successivamente si dedicò, fino al
momento della sua morte sopraggiunta nel 1954, allo studio della
struttura subatomica e all'analisi delle reazioni fra Pioni e
Nucleoni. Per omaggiare il suo enorme contributo alla fisica
mondiale, quando si scoprirono particelle subatomiche ancora
ignote, venne dato loro il nome di Fermioni. |
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FERNANDES
FERNANDEZ |
Fernandes
è specifico di Napoli, del caserano e del napoletano, Fernandez
è presente in Sicilia, soprattutto nel palermitano, nel
napoletano, a Roma e nel romano a Palestrina, Mentana e Montorio
Romano, entrambi i cognomi sono di chiara origine spagnola,
derivando dai cognomi spagnoli omonimi che sono dei patronimici
del nome Ferdinando. |
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FERNICOLA
SARNICOLA
SERNICOLA |
Fernicola è specifico del salernitano, di Buccino in particolare
e di San Gregorio Magno e Contursi Terme, Sarnicola è anch'esso
caratteristico del salernitano di Agropoli e Vallo della
lucania, Sernicola ha un ceppo a Roma e Magliano Sabina nel
reatino ed uno nel salernitano a Cava de' Tirreni e Salerno ed a
Napoli, tutti questi cognomi dovrebbero derivare da capostipiti,
persone di rispetto, tanto da essere chiamati
Ser, di
nome Nicola,
la prima forma dovrebbe derivare da un'errata lettura della
S
iniziale scritta con grafia arcaica, molto simile alla
f, il
secondo da un semplice errore di interpretazione della seconda
lettera del cognome, anche se, in alcuni casi, può trattarsi di
un'errore di trascrizione della terza lettera da
n ad
r,
in questo caso la derivazione sarebbe da uno dei tanti toponimi
San Nicola. |
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FEROLA
FERULA |
Ferola è tipicamente campano, di Sorrento e Portici nel
napoletano, Ferula, assolutamente rarissimo, ha un ceppo nel
latinense ed uno nell'agrigentino, dovrebbero derivare da
soprannomi originati dal termine latino
ferula (sorta
di verga o bacchetta utilizzata ad esempio dai precettori)
forse ad indicarne l'uso frequente da parte del capostipite
nella sua funzione di precettore o educatore. |
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FEROLETO |
Feroleto è un cognome calabrese della provincia di Catanzaro di
Lamezia Terme, Catanzaro, Cortale e di Amantea (CS), dovrebbe
derivare da toponimi come Feroleto Antico (CZ) o Feroleto Della
Chiesa (RC), possibile anche se improbabile una derivazione
diretta dal termine latino
feruletum (canneto)
o dal vocabolo latino ferula
(canna). |
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FERRACCI
FERRACCIO
FERRI
FERRO
FERRU
FERRU'
FERRULLI
FERRULLO |
Ferracci ha un ceppo in Umbria ed uno tra romano, frusinate e
latinense, Ferraccio, quasi unico, sembrerebbe dell'area
umbromarchigiana, Ferri è estremamente diffuso in tutta la
penisola, Ferro è presente in tutta la nazione, Ferru è
tipicamente sardo del cagliaritano, Ferrù, è praticamente unico,
Ferrulli.è tipicamente pugliese, del barese in particolare, e
specificatamente di Altamura e di Acquaviva delle Fonti, con
buone presenze anche a Gravina di Puglia, Bari e Sant'Eramo in
Colle, Ferrullo, molto più raro, è specifico di Altamura, tutti
questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o tramite
ipocoristici o dispregiativi, dal nome medioevale
Ferro ,
attribuito a figli cui si augurasse la tempra e la resistenza
del ferro, o anche da soprannomi legati al lavoro,
all'estrazione o alla fusione del ferro.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Assieme alle sue varianti e alle relative forme ipocoristiche,
il cognome Ferro si presta per lo meno a due interpretazioni,
che, sommate l'una all'altra, ne giustificano l'altissima
frequenza nell'intero paese. In alcuni casi, infatti, è
possibile che questi cognomi derivino dal mestiere esercitato
dai capostipiti (più probabilmente dei fabbri o, comunque, degli
addetti alla lavorazione del ferro), qualora il termine ferro
fosse utilizzato, in senso metonimico, come nome di mestiere. Va
detto, infatti, che l'attività del fabbro o mastro ferraio
godeva un tempo di molta stima, sia per l'importanza che la
lavorazione del ferro ha assunto nella storia dell'umanità
(basti pensare che un'intera epoca, l'Età del Ferro, prende il
nome da questo minerale) sia per la vasta gamma di compiti ai
quali i fabbri erano spesso chiamati (costruzione di oggetti per
uso domestico, lavori architettonici, forgiatura delle armi,
etc). Passando ora alla seconda ipotesi (probabilmente la più
adatta a spiegare la frequenza e la varietà di questi cognomi,
soprattutto considerando le loro forme ipocoristiche), in molti
casi Ferro e le sue varianti derivano dal nome medievale
Ferro,
che, nonostante il suo chiaro significato letterale, si presta
in realtà a un'ambigua interpretazione. Da una parte, infatti,
si può pensare a una diretta connessione fra il nome di persona
e l'omonimo metallo, per gli stessi motivi sopra citati (quelli,
cioè, relativi all'importanza del ferro e della sua
lavorazione): fin dai tempi antichi gli uomini hanno ritenuto il
ferro un minerale prezioso, sostenendo talvolta che si trattasse
di un dono degli Dei o, comunque, credendo in una sua origine
astrale, dovuta cioè alla caduta dei meteoriti; in questo
contesto, inoltre, è interessante notare che il termine greco
sideros,
cioè ferro,
deriva dalla stessa radice del latino
sidus, sideris,
col significato di stella, astro,
come a voler indicare un'origine celestiale o addirittura divina
per questo metallo. Se così fosse, allora, il nome Ferro
rientrerebbe all'interno di una particolare categoria di nomi
medievali, quelli cioè ripresi dal mondo minerale (solo per fare
alcuni esempi, si possono citare Argento, Diamante, Oro, Rubino,
Smeraldo, etc). Al di là della simbologia antica e medievale,
comunque, va detto che il nome Ferro potrebbe anche far
riferimento alle qualità più spesso riconosciute a questo
metallo, quali la durezza, la compattezza, la solidità (per fare
delle similitudini, basti pensare a vecchi nomi quali Durante,
Fermo, Costanzo o, ancora, il singolare Ferrigno). Un'ultima ma
non meno valida interpretazione, infine, farebbe derivare questo
nome non tanto dall'omonimo metallo, quanto dall'antico
significato figurato di spada, lama o, comunque, arma da taglio,
che il termine ferro ha spesso assunto in passato (come risulta
ancora oggi da frasi quali incrociare i ferri, venire ai ferri,
mettere a ferro e fuoco, etc). Se così fosse, allora, il nome
Ferro rientrerebbe all'interno di un'altra categoria di nomi
medievali, nati spesso in ambito guerriero-cavalleresco o,
comunque, resi noti dall'epica cavalleresca (fra i tanti esempi,
si possono citare Ferracuto, Tagliaferro, Maccaferro, Lancia,
Battaglia, Guerra, Guerriero, etc, tutti nomi piuttosto diffusi
un tempo). In conclusione, dunque, il cognome Ferro e le sue
varianti derivano più spesso dalle cognominizzazioni dei nomi
personali dei capostipiti, anche se in alcuni casi non è esclusa
una derivazione da soprannomi o da nomi di mestiere. |
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FERRACCIOLI
FERRACCIOLO |
Ferraccioli ha un piccolo ceppo nel mantovano, a Sermide in
particolare, e nel vicino rovigoto a Bergantino e Caltelnovo
Bariano, ed uno nel frusinate a Pofi e Pastena, Ferracciolo è
quasi unico e dovrebbe trattarsi di errori di trascrizione del
precedente, che dovrebbe derivare da un soprannome legato al
mestiere del fabbro probabilmente svolto dal capostipite. (vedi
anche FERRAIOLI) |
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FERRACINI
FERRACINO |
Ferracini è abbastanza diffuso nell'area che comprende modenese,
bolognese, ferrarese e rovigoto, con un ceppo anche tra
trevisano e pordenonese ed in provincia di Bolzano, Ferracino,
quasi unico, parrebbe dovuto ad errori di trascrizione del
precedente, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Feracinus,
personaggio di rilievo del 1700 è stato l'ingegnere bassanese
Bartolommeo Ferracino. |
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FERRACUTI
FERRAGUTI
FERRAGUTO
FERRAGUTTI
FERRAGUTTO
FERRAO
FERRAU
FERRAÚ
FERREGUTI
FERREGUTTI
FERRIGUTTI |
Ferracuti sembra avere oltre al ceppo principale nel Piceno,
anche uno in provincia di Roma, Ferraguti ha un ceppo emiliano
ed uno laziale, Ferraguto, molto raro, ha un ceppo tra Diamante
e Maiera nel cosentino ed uno in Sicilia tra Melilli (SR),
Siracusa e Canicattì, Ferragutti, Ferragutto, Ferreguti,
Ferregutti e Ferro sono quasi unici, Ferrau, assolutamente
rarissimo, sembra specifico di Villacidro (CA), Ferraù, molto
molto raro è tipico di Messina e Tortorici (ME), Ferrigutti è
unico, presente solo a Melegnano, derivano tutti dal nome
medioevale Ferracutus,
nome reso famoso da una chanson de geste del XII° secolo dove si
può tra l'altro leggere: "...Tunc Ferracutus eiecit ictum spata
sua super ...", nel 1400 a Brisighella (RA) troviamo un mastro
muratore identificato come Ferracuto di Brisighella.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Ferracuti è tipico dell'ascolano e del romano, Ferraguti è
maggiormente diffuso nel modenese, nel parmense, nel romano e
nel frusinate, Ferraguto ha un ceppo nel siracusano e uno nel
cosentino, Ferragutti, rarissimo, è forse originario del
Piemonte, Ferragutto, unico, lo si riscontra solo a Minturno
(LT), Ferraù ha un nucleo maggiore nel messinese, Ferreguti,
anch'esso unico, lo si trova solo a Piove di Sacco (PD),
Ferregutti, quasi unico, pare essere originario del padovano,
Ferrigutti, unico, è presente solo a Melegnano (MI), tutti
questi cognomi derivano dal nome medievale Ferracuto o
Ferraguto, col significato letterale di ferro acuto: questo
nome, nato come epiteto attribuito a valorosi guerrieri (il
ferro acuto è naturalmente l'arma del
cavaliere), si diffuse anche grazie all'epica cavalleresca e, in
età rinascimentale, lo si ritrova poi nelle celebri opere del
Boiardo e dell'Ariosto (rispettivamente l'Orlando Innamorato e
l'Orlando Furioso), sia come Ferraguto che come Ferraù. |
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FERRAIOLI
FERRAIOLO
FERRAIUOLO
FERRAJOLI
FERRAJOLO |
Ferraioli ha un ceppo a Roma e Nettuno e nel latinense a
Terracina, ma il nucleo principale è nel salernitano ad Angri,
Pagani, Sant`Egidio del Monte Albino, Nocera Inferiore, Scafati
e Salerno, Ferraiolo, più raro, ha un piccolo ceppo a Roma, a
Caserta, Napoli e Salerno, Ferraiuolo è molto diffuso nel
casertano e nel napoletano, un pò meno nel salernitano, in
Basilicata e nel cosentino, con un ceppo anche nel catanzarese,
Ferrajoli, assolutamente rarissimo, è del salernitano,
Ferrajolo, molto molto raro, ha un piccolo ceppo a Caserta e
Napoli, potrebbero derivare dal mestiere di fabbro svolto dal
capostipite, come è pure possibile che derivino da soprannomi
originati dal termine ferrajolo
(sorta di mantello di color rosso o viola, di stoffa pregiata,
panno o seta) derivato a sua volta dal termine arabo
faryul,
forse ad indicare una carica religiosa o civile del capostipite,
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nel salernitano
almeno dal 1500. |
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FERRAIS |
Ferrais, molto raro, è tipicamente veneto, del veronese in
particolare di Verona, Lavagno e Grezzana, dovrebbe derivare da
una modificazione dialettale forse con influssi cimbri del
termine latino faber ferrarius
(fabbro)
ad indicare probabilmente l'attività svolta dal capostipite. |
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FERRAMOSCA
FERRAMOSCHE
FIERAMOSCA |
Ferramosca ha un ceppo a Foggia, ma il ceppo più considerevole è
nel leccese a Tricase, Maglie, Matino, Lecce, Giurdignano ed
Aradeo, Ferramosche, assolutamente rarissimo, sembrerebbe
specifico del perugino, Fieramosca, estremamente raro, è
decisamente meridionale, dovrebbero tutti derivare, direttamente
o tramite modificazioni dialettali, da un soprannome attribuito
a capostipiti, che si ritenessero poco validi e dediti a lavori
iconcludenti o impossibili, ma anche forse tanto rapidi da
riuscire ad afferrare le mosche. I Ferramosca Conti di Mignano
costituirono una famiglia nobile originaria di Capua che risale
almeno al periodo svevo, era schierata con la Corte aragonese,
nel 1400, quando, verso la fine del secolo, Ettore Ferramosca,
ricordato come Fieramosca, acquisì il comando di una schiera di
balestrieri a cavallo combattendo per Ferdinando II° contro Re
Carlo III° d'Angiò, dopo alterne vicende fece parte della
squadra di tredici Cavalieri italiani che combattè contro
tredici francesi in quel duello, che oggi ricordiamo come la
Disfida di Barletta del 1503. Nel vicentino troviamo nel 1500
un casato Ferramosca, di probabili origini longobarde, il cui
più famoso elemento è il nobile giureconsulto e cavaliere
vicentino Girolamo Ferramosca, per il quale l'architetto
Vincenzo Scamozzi, allievo del Palladio, costruì, a Barbano di
Grisignano di Zocco nel vicentino, nel 1560, una lussuosissima
villa di stile palladiano, non sembrano esserci state
connessioni tra i due casati.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Fieramosca, diffuso sporadicamente in tutta l'Italia, è cognome
imperativale: 'ferra
(afferra)
la mosca'. |
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FERRANDA
FERRANDE
FERRANDELLI
FERRANDELLO
FERRANDI
FERRANDINI
FERRANDINO
FERRANDO
FERRANDU |
Ferranda, estremamente raro, parrebbe del sassarese, Ferrandu,
altrettanto raro, dovrebbe essere del centronord della Sardegna,
Ferrande e Ferrandello sono praticamente unici, Ferrandelli,
quasi unico, sembrerebbe siciliano, Ferrandi sembrerebbe
originario del milanese, Ferrandini, molto molto raro, presente
in modo sporadico nell'Italia settentrionale, ha un piccolo
ceppo a San Remo nell'imperiese, Ferrandino è molto diffuso ad
Ischia, Barano d'Ischia e Casamicciola Terme sull'isola
d'Ischia, ma è ben presente anche ad Aversa nel casertano, a
Solofra nell'avellinese, ed a Napoli, Sant'Antimo e Torre del
Greco nel napoletano, Ferrando del genovese e alessandrino,
tutti questi cognomi derivano o da modifiche del nome
Ferdinando
o della sua contrazione Fernando,
o, molto più probabilmente, dal nome medioevale francese
Ferrant,
potrebbe anche trattarsi di una derivazione da un soprannome
originato dal fatto che il capostipite avesse i capelli color
grigio ferro.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale
Ferrando
(variante del più comune
Ferrante), che, per tramite del
francese Ferrant
o dello spagnolo Ferrando,
nasce da una contrazione dell'originale
Fernando
(vedi Ferdinandi, Ferrandes e Ferranta): dal punto di vista
etimologico, in effetti, il passaggio da Fernando a Ferrando è
dovuto a un'assimilazione della -n- al suono della -r- che la
precede, secondo un fenomeno avvenuto anche nell'onomastica
franco-spagnola - lo stesso Fernando, d'altronde, nasce da una
contrazione dell'originale Ferdinando (sia nell'onomastica
italiana che in quella spagnola). A questa interpretazione, ad
ogni modo, va aggiunta una seconda ipotesi riguardo all'origine
del nome Ferrando/Ferrante: alcuni studiosi, in effetti,
sostengono che questo nome possa derivare anche dall'aggettivo
ferrante,
che, nell'idioma arcaico, indicherebbe un colore
grigio-rossastro (simile alla ruggine del ferro). Va notato, per
la precisione, che questo significato rimanda chiaramente
all'epica cavalleresca medievale, in cui Ferrante era il nome di
diversi destrieri citati nei racconti della Tavola Rotonda: la
scelta del nome, in effetti, era dovuta proprio al manto dei
cavalli (di color ferrante), anche se, a dire il vero, non è
escluso che già allora si trattasse di una lettura
paretimologica - adattata proprio a scopo letterario. Per quanto
riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle
cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti, anche se,
in alcuni casi, non è esclusa una derivazione da soprannomi ad
essi attribuiti. |
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FERRANDES
FERRANDIS
FERRANTES |
Ferrandes ha un ceppo importante sull'isola di Pantelleria, ed
uno a Latina e Nettuno ed Anzio nel romano, Ferrandis, quasi
uncio, sembrerebbe anch'esso di Pantelleria, Ferrantes,
praticamente unico è di Latina, per questi ultimi due cognomi si
tratta probabilmente di un errore di trascrizione del
precedente.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
D'origine spagnola (più probabilmente ebreo-sefardita), i
cognomi Ferrandes, Ferrandis, etc nascono dall'italianizzazione
del cognome spagnolo Ferràndez
(con una variante in
Ferràndiz),
che, composto dalla radice
Ferrando (l'italiano Ferrante o
Ferrando) e dal suffisso -ez/-iz
(con valore d'appartenenza), può essere tradotto come
figlio di Ferrante o Ferrando
(vedi Ferranda e Ferranta). In conclusione, dunque, si tratta
delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti. |
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FERRANTA
FERRANTE
FERRANTELLI
FERRANTELLO
FERRANTI
FERRANTIN
FERRANTINI
FERRANTINO
FERRANTONE |
Ferranta è quasi unico, Ferrante è diffuso in tutt'Italia, ma
particolarmente nel centro sud, Ferrantelli è specifico della
Sicilia occidentale, di Alcamo e Castellammare del Golfo nel
trapanese, di Burgio nell'agrigentino e di Palermo e del
palermitano, Ferrantello è specifico di Mazara del Vallo nel
trapanese, Ferranti ha un ceppo emiliano tra bolognese e
ferrarese, ha un grosso nucleo nella fascia che comprende le
Marche, l'Umbria ed il Lazio, un piccolo ceppo a Napoli ed uno
in Sicilia, Ferrantin, estremamente raro, sembrerebbe originario
del padovano, Ferrantini ha un ceppo nell'area fiorentina ed uno
nella zona che comprende il ternano, il viterbese ed il romano,
Ferrantino ha un ceppo campano a Torre del Greco e Procida nel
napoletano, ad Avellino e Sant'Angelo dei Lombardi
nell'avellinese ed a Salerno ed Aversa nel casertano, presento
inoltre un ceppo, anche più importante, nel foggiano a Monte
Sant'Angelo, Foggia, Manfredonia e Mattinata, Ferrantone,
estremamente raro, è del teatino, tutti questi cognomi
dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici od
accrescitivi, dal nome medioevale francese
Ferrant,
potrebbe anche trattarsi di una derivazione da un soprannome
originato dal fatto che il capostipite avesse i capelli color
grigio rossastro, color ruggine. |
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FERRARA |
Cognome
molto diffuso in tutt'Italia, può derivare dal toponimo omonimo
o da un medioevale ferraria (fucina) e indicherebbe quindi o il
mestiere o la vicinanza con una fucina. |
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FERRARESE
FERRARESI
FERRARETTO |
Ferrarese
parrebbe di origine veneta, ma con possibili ceppi in Puglia,
Ferraresi è tipicamente emiliano, con un grossonucleo nel vicino
basso Veneto ed uno in Lombardia, Ferraretto è assolutamente
veneto dovrebbero essere forme etniche, italiane o dialettali,
della città di Ferrara. (vedi Ferrara) |
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FERRARI
FERRARINI
FERRARIO
FERRARIS
FERRARO
FERRAROTTO
FERRAZZANO
FERRIERI
FERRIERO |
Ferrari è diffuso in tutt'Italia, ma è diffusissimo al nord,
Ferrarini è tipico della zona che comprende l'Emilia, il Veneto
occidentale e la Lombardia orientale, Ferrario è assolutamente
lombardo, Ferraris è tipico della fascia occidentale dell'Italia
settentrionale, Ferraro è molto diffuso, in modo omogeneo in
tutt'Italia, Ferrarotto ha un piccolo ceppo nel bresciano, uno
ancora più piccolo nel vicentino, ma il ceppo più consistente è
in Sicilia a Catania ed a Capo d'Orlando nel messinese,
Ferrazzano parrebbe originario del foggiano, Ferretti, diffuso
in tutta la penisola, sembra più concentrato nel centro nord,
Ferrieri dovrebbe essere originario del barese, Ferriero ha un
ceppo tra casertano, napoletano ed avellinese ed uno nel
leccese. Tutti questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente
o attraverso ipocoristici o alterazioni varie, da soprannomi
legati al mestiere di fabbro
(dal latino faber ferrarius)
o di lavorante all'estrazione o alla fusione del ferro. |
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FERRATA
FERRATI
FERRATO |
Ferrata
probabilmente del centronord, è assolutamente rarissimo, Ferrati
ha un ceppo originario nel fiorentino ed uno nel rovigoto,
Ferrato ha un ceppo nel padovano ed uno piemontese, nelle
province di Torino, Asti e Cuneo, dovrebbero tutti derivare dai
moltissimi tiponimi, o nomi di monti e località contenenti il
termine ferrato o ferrata, come Grottaferrata (RM), i vari xxxx
Monferrato come ad esempio Casale Monferrato (AL), Sassoferrato
(AN) e simili, ma è pure possibile un riferimento a mestieri di
artigiani del ferro o ad una condizione tanto agiata da potersi
permettere di indossare il ferrato, sorta di tabarro di lana o
di seta, indice di una condizione sociale di rilievo. |
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FERRAZZA
FERRAZZI
FERRAZZO |
Ferrazza è tipico di Rpoma e dell'aquilano, Ferrazzi, tipico del
nord, ha un ceppo anche a Roma, probabilmente dovuto a
modificazioni del più comune Ferrazza, Ferrazzo oltre al ceppo
veneziano ad Eraclea, Campo San Martino ed Iesolo, ne ha uno
autonomo nel crotonese a Mesoraca ed uno probabilmente
secondario a Rombiolo (VV), potrebbero derivare da toponimi come
Ferrazza (VI) o Ferrazze (VR), o aanche da soprannomi originati
da località o professioni, tracce di queste cognominizzazioni le
troviamo a Foza (VI) nella seconda metà del 1400 con il notaio
B.Ferrazzi di Valstagna (VI), e nella seconda metà del 1500 con
il notaio Battista Ferrazzi.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Ferrazza ha il suo epicentro nel romano ma presenta nuclei
secondari anche nel casertano, nell'aquilano e fra il nord e il
centro nord del paese, Ferrazzi è più tipicamente laziale e
lombardo-veneto, con ceppi maggiori nel romano, nel varesino,
nel milanese, nel vicentino e nel ferrarese, Ferrazzo ha due
nuclei principali, uno in Veneto, per lo più nel veneziano, e
l'altro in Calabria, fra il crotonese e, in misura minore, il
vibonese, tutti questi cognomi traggono origine dal nome
medievale Ferrazzo,
variante accrescitiva del più comune
Ferro,
che, nonostante il suo chiaro significato letterale, si presta
in realtà a un'ambigua interpretazione (per una spiegazione più
approfondita sull'origine del nome, vedi il cognome Ferro); in
alcuni casi, tuttavia, non si può escludere una derivazione da
un soprannome o da un mestiere (anche per questo rimando al
cognome Ferro). In conclusione, dunque, i cognomi Ferrazza,
Ferrazzi e Ferrazzo derivano più spesso dalle cognominizzazioni
dei nomi personali dei capostipiti, anche se in alcuni casi non
è esclusa una derivazione da soprannomi o da nomi di mestiere. |
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FERRE'
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Tipico del milanese, deriva da un soprannome originato dal
termine dialettale ferè
(fabbro), un esempio di questa cognominizzazione la troviamo nel
Codice Diplomatico della
Lombardia medievale sotto
l'anno 1192: "Anno dominice incarnationis milleximo centeximo
nonogeximo secundo, duodecimo kalendas agusti, indicione decima.
In presentia Capellini et Lafranchi Lodexani et Girardini Ferre,
cartam iudicati seu firmationis iudicati fecerunt Iohannes
Rubeus, de Gudi Antibiago, et Revegladus et Ughetus qui dicontur
de Casteletto...". |
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FERREA
FERRERA |
Ferrea, molto raro, è genovese, Ferrera ha un ceppo siciliano,
uno laziale nelle province di Roma e Frosinone ed uno nel
genovese a Genova ed a Lumarzo.
integrazioni fornite da
Andrea Ferreri - Milano
avrebbero alla base toponimi largamente distribuiti nell'Italia
nord-occidentale, mentre il cognome siciliano Ferrera è molto
probabilmente una variante di Ferreri (vedi FERRERI). Il ceppo
laziale, infine, al pari del ceppo siciliano, dovrebbe avere
alla base il catalano ferrer
(fabbro ferraio). |
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FERREOLI |
Sembra
avere due ceppi, nel bolognese e ferrarese e nel nordmilanese,
novarese e varesotto, questo ceppo dovrebbe derivare dal
toponimo Feriolo (NO), potrebbero entrambi derivare dal cognomen
latino Ferreolus, ricordiamo Tonantius Ferreolus Console nel 453
a.C. o San Ferreolus martirizzato nel 304 sotto Diocleziano:
"...Quia cum esset apud beatissimum Ferreolum, iam tunc martyrii
odore flagrabat...". |
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FERRERI
FERRERIO
FERRERO |
Ferreri ha un nucleo importante nel Piemonte occidentale, uno
nel milanese ed uno nella Sicilia occidentale, Ferrerio, molto
raro è specifico del milanese, Ferrero è tipico del cuneese e
torinese, derivano da soprannomi legati al mestiere di fabbro
(dal latino faber ferrarius),
i ceppi meridionali possono anche, e con maggior probabilità,
derivare dal vocabolo spagnolo (o meglio catalano)
ferrer (fabbro),
questo a causa delle dominazioni spagnole che hanno
particolarmente interessato il Sud Italia dal XII° al XVIII°
secolo. Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Milano
in uno scritto del 1512: "...Odettus Vasco castellanus pro Rege
Francorum in Capella, sciens Franciscum fratrem suum castellanum
Leuci se dedisse Bartolomeo Ferrerio nomine Mediolanensium...",
e nella seconda metà del 1500 a Torino con il letterato Johannes
Ferrerius.
integrazioni fornite da
Andrea Ferreri - Sesto San Giovanni (MI)
Fonte: Archivi Parrocchiali di Monforte d'Alba (CN) e Serravalle
Langhe (Cn).
In Piemonte il cognome Ferreri, diffuso prevalentemente nel
cuneese e torinese, è una variante di Ferrero, tra i più tipici
cognomi piemontesi. Le due forme cognominali erano
interscambiabili sino alla seconda metà del XIX° secolo. La
forma al singolare indicava un singolo componente della famiglia
(il Ferrero), la forma al plurale la globalità della famiglia (i
Ferreri). Nei citati archivi parrocchiali i Ferrero/Ferreri, nel
corso dei secoli, vennero così registrati:
Ferrerius
(sino alla metà del XVII sec.);
De Ferreris (dal 1650 c.a. al
1750 c.a.); Ferreri
(dal 1750 al 1850 c.a.); con la stabilizzazione e la fissazione
dei cognomi la forma al singolare prese di gran lunga il
sopravvento, mentre i Ferreri (piemontesi) ne costituiscono una
variante. |
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FERRETI
FERRETO
FERRETTI
FERRETTO |
Ferreto e
Ferreti dovrebbero essere errori di trascrizione degli altri due
cognomi, Ferretti è molto diffuso in tutto il centro nord con un
ceppo anche in Puglia, Ferretto è specifico veneto, padovano in
particolare, con un ceppo anche nel genovese, derivano dal nome
medioevale Ferretus di cui si ha un esempio nel Codice
Diplomatico della Lombardia medievale in uno scritto del 1131:
"...Petrus Basca et Ferretus de Puteo, pro terra Azonis Basca
IIII. staria sigalis et starium ...". Tracce di questa
cognominizzazione le troviamo a Perugia nel 1200 con Padre
Ottaviano Ferretti insigne Teologo. |
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FERRIGNI
FERRIGNO |
Ferrigni ha un ceppo importante a Bari ed uno forse secondario a
Napoli, Ferrigno sembra avere due ceppi, uno sul litorale
campano ed uno in Sicilia, potrebbero derivare da una variazione
del nome Normanno Ferry,
o anche da un soprannome legato al mestiere di fabbro.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Ferrigno, presente un po' in tutto il paese, è più tipicamente
meridionale, con ceppi maggiori nel napoletano, nel salernitano,
nel barese, nel tarantino e praticamente nell'intera Sicilia,
Ferrigni, molto più raro del precedente, ha un nucleo principale
nel barese e uno secondario fra il napoletano e il beneventano,
ma si riscontra a bassissima frequenza in diverse parti
d'Italia, entrambi questi cognomi derivano dal nome medievale
Ferrigno,
che va inteso nel senso figurato di forte, robusto, resistente
come il ferro; in alcuni casi, tuttavia, non si può escludere
una derivazione dallo stesso aggettivo ferrigno, ad indicare
particolari caratteristiche fisiche o comportamentali. Ad ogni
modo, allora, si tratta delle cognominizzazioni o dei nomi
personali dei capostipiti o di soprannomi loro attribuiti. |
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FERRI
MARINI |
Quasi
unico, si tratta di un nome composto, probabilmente a seguito
dell'estinzione di un ramo maschile della famiglia Marini,
essendo entrambi i cognomi componenti molto diffusi, risulta
impossibile individuare la zona d'origine, anche se l'ipotesi di
un'origine nell'aretino, ai confini con la provincia di Pesaro è
la più probabile. |
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FERRINI
FERRINO |
Ferrini è tipico della fascia che comprende Toscana e Romagna,
regioni dove è molto più diffuso, Marche, Umbria e Lazio,
Ferrino è tipico del Piemonte occidentale, dovrebbero derivare
dal nome medioevale Ferrinus,
o anche da un soprannome originato dall'attività di fabbro,
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo già nel 1158 in
una Carta venditionis,
investiture et guadie redatta a
Gudo (MI): "...Et ibi dedit guadiam iamdictus Albertus Ferrinus
eidem Belvisae, coniugi suae, de dandis et reddendis eidem
Belvisae coniugi suae vel suis heredibus solidos tres et
denarios octo, qui fuerunt precium de sua porcione que supra
Belvise, suprascripte vendiçionis...". |
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FERRIO
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Ferrio ha un antico ceppo siciliano e calabrese che ora
sembrerebbe estinto ed un ceppo piemontese, nel cuneese, a Vezza
d'Alba in particolare, dovrebbe derivare dal nome latino
Ferrius,
nome originario della penisola iberica, giunto in Italia portato
forse da legionari di Pompeo. |
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FERRISE
FERRISI |
Ferrise è abbastanza raro ed è specifico del catanzarese, zona
di Lamezia Terme (CZ), Ferrisi è molto raro forse siciliano,
derivano dal nome medioevale
Ferrisio di cui si ha un
esempio in un certo Ferrisio Contestabile fatto Cavaliere dal
re di Napoli, nel 1282.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Ferrise è un cognome diffuso nel Catanzarese, è un etnico della
località chiamata Ferro in provincia di Catanzaro.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Ferrisi è un cognome siciliano, che deriva dalla voce 'ferrisi/firrisi'
= gente oriunda di Ferla,
comune in provincia di Siracusa. |
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FERRITTI
FERRITTO |
Ferritti è specifico di Isernia, Ferritto è tipico dell'area tra
frusinate, iserniese e casertano, di Cassino nel frusinate, di
Rionero Sannitico nell'iserniese e di San Gregorio Matese, Baia
e Latina, Letino e Presenzano nel casertano, dovrebbero
dialettali da forme dialettali campane del nome medioevale
Ferretus
(vedi FERRETI). |
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FERRON
FERRONE
FERRONI |
Ferron, decisamente veneto, è specifico dell'area che comprende
il veronese, vicentino soprattutto e padovano, presente in
particolare a Grancona, Lonigo e Sarego nel vicentino ed a
Verona, Ferrone, abbastanza raro, è specifico della zona che
comprende Abruzzo, Molise, foggiano e Campania settentrionale,
Ferroni è comune in tutto il centronord, dovrebbero derivare da
una forma accrescitiva, anche dialettale, del nome medioevale
Ferrus
di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia
medievale all'anno 1175 in Milano: "...per feudum in loco et
territorio Moirago ab illis dominis de Berenzago, cui Ugoni ipse
Ferrus successit in ipsum feudum...", tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo in Toscana nel massese nel 1500,
in un atto di compravendita, dove un certo Rodolfo Ferroni
compra un podere posto nel popolo di S. Gervasio. |
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FERROSI
FERROSO
FERRUSI
FERRUSO |
Ferrosi è praticamente unico, Ferroso lo è quasi, dovrebbe
trattarsi di forme alterate dei cognomi Ferrusi, molto molto
raro, che è specifico dell'aquilano, di Sulmona in particolare,
e di Ferruso, ormai praticamente scomparso, che sembra essere
stato di origini calabresi e siciliane, all'origine di questi
cognomi sembrerebbe esserci stato un soprannome medioevale,
probabilmente divenuto nome
Ferrusus o
Ferrosus,
con il senso di duro come il
ferro, ad indicare una
resistenza fisica o caratteriale dei capostipiti. |
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FERRUA
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Ferrua è ben diffuso nel torinese a Torino e Settimo Torinese,
nel cuneese, a Mondovì, Carrù, Fossano, Cuneo, Trinità e
Cherasco, e nel savonese, ad Albenga ed Erli, dovrebbe derivare
dall'italianizzazione del nome francese
Ferruaud,
una forma ipocoristica del nome francese
Ferru,
equivalente all'italiano Ferro
(vedi FERRI). |
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FERRUCCI
FERRUCCIO
FERRUZZI
FERRUZZO |
Ferrucci è tipico della fascia che comprende la Romagna, la
Toscana, le Marche, l'Umbria, il Lazio, la Campania
centrosettentrionale e la Puglia, Ferruccio, molto raro,
sembrerebbe panitaliano, Ferruzzi ha un ceppo tra ravennate e
fiorentino, uno romano ed uno nel salernitano, Ferruzzo,
estremamente raro, parrebbe specifico di Castellabbate nel
salernitano, tutti questi cognomi dovrebbero derivare da
ipocoristici del nome medioevale Ferro, come
Ferruccius
o Ferrutius
che hanno assunto essi stessi la dignità di nome, ricordiamo il
santo, martire sotto Diocleziano, Ferruccio di Magonza degli
inizi del IV° secolo, di questo nome abbiamo un esempio in un
atto del giugno 1393 redatto dal notaio: "...Ego Ferruccius de
legum doctore et Magne Curie judex predictis instrumentis...". |
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FERRUGGIA
FERRUGIA |
Ferruggia è specifico di Palermo, Ferrugia, quasi unico, è
sempre del palermitano, potrebbe trattarsi di una forma alterata
del cognome Farruggia
(vedi FARRUGGIA).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Il cognome siciliano Ferruggia deriva dalla voce calabrese 'ferrùggia'
= ferula
(n.d.r. Bacchetta usata un tempo per
castigare gli scolari). |
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FERRUTI |
Ferruti, molto molto raro, è tipico del rietino, dovrebbe
derivare dal nome medioevale
Ferrutus, santo martire,
potrebbe in alcuni casi derivare da Ferruti, nome di una
frazione del comune di Montopoli Sabina nel reatino. |
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FERSINI
FERSINO |
Fersini è specifico del leccese, in particolare di Castro e
Gagliano del Capo, con ottime presenze anche ad Alliste,
Collepasso, Tricase, Matino, Presicce, Castrignano del Capo e
Lecce, ed a Brindisi, Fersino, decisamente meno diffuso, è
anch'esso salentino, di Castrignano del Capo nel leccese,
dovrebbero derivare da una modificazione dialettale del cognomen
latino Felsinus,
di cui abbiamo un esempio d'uso nell'Argonauticon:
"... Non secus ac florens pubenti Felsinus ovo, cui céleres ad
cuncta pedes oculusque manusque, gestit, et enodes undantis
corporis artus in rapidam studet iré pilam , tenerosque sodales
provocat, et grato fírmat sua robora ludo...", troviamo tracce
di queste cognominizzazioni a Melpignano, sempre nel leccese,
nella visita pastorale del 1522, dove viene citato il diacono
Nicola Fersino. |
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FESSIA
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Sembra
avere due ceppi nel Canavese e nella zona di Monticello d'Alba
(CN), dovrebbe derivare dal nomen latino Fessius, abbiamo un
Marcius Fessius nelle guerre sannitiche nel IV° secolo a.C. |
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FESTA
FESTI
FESTO |
Festa è molto diffuso in tutta l'Italia peninsulare, sia al nord
che al sud, Festi ha un ceppo nell'area che comprende il
trentino, il bresciano ed il veronese, con un ceppo anche nel
bolognese e ferrarese, Festo, assolutamente rarissimo, è tipico
della zona garganica, possono derivare dal nome
Festus,
ricordiamo il santo campano Festus, il cui nome dovrebbe essere
derivato dal vocabolo tardo latino
festus (festivo)
usato come nome per dei bambini nati in un giorno di festa, o
attribuito come augurio di una vita festosa. |
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FESTARI
FESTARO |
Festari è un cognome tipicamente lombardo del cremonese, di
Capergnanica, Crema, Montodine ed Offanengo, Festaro è
praticamente unico, potrebbero derivare da un soprannome
attribuito al capostipite, originato probabilmente dal termine
dialettale cremonese arcaico
festàa (fare
festa, smettere di lavorare, organizzare una festa paesana),
forse caratterizzando un comportamento festaiolo del
capostipite, o indicando che fosse l'oincaricato
dell'organizzazione della festa del paese. |
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FETTOLINI |
Di
origine bresciana, un'ipotesi sulla possibile derivazione è di
un'italianizzazione del nome celtico Fertuinne. |
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FEUDI
FEUDO |
Tipicamente laziali, Feudi è specifico di Terracina, Sonnino e
Pontinia nel latinense e di Ceccano nel frusinate, Feudo lo è di
Sezze, Terracina, Pontinia e Fondi nel latinense, di Amaseno nel
frusinate e di Roma e Velletri nel romano, dovrebbero derivare
dal nome di paesi come uno dei vari Feudo nel teatino, o nel
teramano o Feudi nel teramano e nel campobassano, o altri
simili. |
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FEULA
|
Assolutamente rarissimo è specifico di Fondi (LT), si può
ipotizzare un'origine francese, essendoci in Francia alcuni
cognomi con la radice Feul. |
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FEZZOLI |
Probabilmente lombardo, potrebbe derivare da modificazioni
derivate dal termine latino
fetiolus da
fetialis,
sorta di officiante di un culto pagano, e potrebbe indicare
un'origine legata appunto o alla condizione di sacerdote o
all'ieraticità del capostipite.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Fezzoli è un cognome lombardo, che potrebbe essere forma
aferetica del cognome Maffezzoli (vedi MAFFEZZOLI). |
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FIABANE |
Molto
raro è specifico di Belluno e comuni vicini a ovest sudovest
della città, potrebbe derivare da un soprannome dialettale. |
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FIACCADORI |
Fiaccadori è tipico della zona tra mantovano e reggiano, di
Suzzara (MN), com presenze significative, sempre nel mantovano,
anche a Virgilio, Mantova e Curtatone e nel reggiano a Reggio
Emilia, Guastalla, Scandiano e Castelnovo di Sotto, esistono
varie ipotesi circa l'origine di questo cognome, una derivazione
dal mestiere di cocchiere o postiglione cioè di conduttore di
fiacchere (carrozza a cavalli, dal francese fiacre), o più
probabilmente dal mestiere di sfiancatore o domatore di cavalli,
ma l'ipotesi più probabile è che derivi da una deformazione del
mestiere di produttori di fiaschi.
integrazioni fornite da
Paolo Fiaccadori
Per quanto mi risulta i Fiaccadori sono attualmente concentrati
tra le province di Reggio Emilia e Mantova e sopprattutto nella
zona di Guastalla. Lo stesso mio bisnonno (nato nel 1839) era di
Pieve di Guastalla. Qui, nell'archivio parrocchiale ho trovato
un Fiaccadori nato il 21 aprile del 1580. Alcune ricerche fatte
da alcuni della famiglia riconducono il nome a: Fiaccatori come
fabbricanti di fiaccole, oppure a Fiaccatori come fiaccatori o
addestratori di cavalli selvatici ed infine a Fiascatori come
fabbricanti di fiasche. |
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FIACCAVENTO
FLACCAVENTO |
Fiaccavento, assolutamente rarissimo, è probabilmente una forma
più recente di Flaccavento che sembrerebbe specifico del
ragusano di Comiso in particolare, ma anche di Ragusa, Vittoria
e Chiaramonte Gulfi, dovrebbero derivare da soprannomi o legati
a nomi di località o a caratteristiche di particolare tenacia
del capostipite. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo
a Comiso (RG) almeno dal 1600, verso la metà del 1600 Don
Filippo Fiaccavento era maestro notaro della Curia Vicariale di
Comiso.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Fiaccavento è cognome della Sicilia orientale che significa 'spezza
vento'. |
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FIALDINI |
Fialdini ha un ceppo a Massa e nel lucchese, zona di Torre del
Lago e Viareggio, dovrebbe derivare dal nome medioevale
Fialdinus,
un ipocoristico del nome di origini franche
Fialdo,
portato ad esempio in Sardegna Dal Giudice Fialdo di Gallura nel
X° secolo. |
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FIAMINGO
FIAMMINGO |
Fiamingo
ha un ceppo ad Aci Catena (CT), Catania e nel catanese, con
presenze non significative anche in Calabria, Fiammingo, molto
più raro, sembrerebbe avere un ceppo calabrese ed uno siciliano,
potrebbero derivare dall'etnico delle Fiandre (fiammingo) la
parte settentrionale dell'attuale Belgio. |
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FIANCHI
FIANCO |
Fianchi, assolutamente rarissimo è del frusinate ed è
probabilmente dovuto ad errori di trascrizione del cognome
Fianco che ha un ceppo a Verona e nel veronese ed uno a Roma e
nel frusinate a Serrone, potrebbero derivare da modificazioni
del nomen latino Flaccus
o dal nome medioevale Fianco
a sua volta derivato dal nome gentilizio latino
Plancus. |
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FIANDACA |
Fiandaca è tipicamente siciliano, in particolare del nisseno, di
Santa Caterina Villarmosa, Caltanissetta e Riesi, e di Palermo,
la famiglia ha dato il nome al toponimo Fiandaca di Acireale nel
catanese, l'origine etimologica potrebbe essere da una
modificazione dialettale del nome arabo
Fayyad.
integrazioni fornite da G. Vezzelli
il cognome dovrebbe derivare da una modificazione del termine
siciliano ciannacca
a sua volta derivato dal vocabolo arabo
hannaka (collana),
forse a caratterizzare una particolare abitudine del capostipite
ad indossare un'appariscente collana. |
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FIANDANESE |
Fiandanese ha un ceppo nel barese ad Andria, potrebbe trattarsi
di una forma etnica arcaica riferita ad un capostipite
originario delle Fiandre. |
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FIANDRA
LA FIANDRA
LAFIANDRA |
Fiandra ha un ceppo a Torino, uno a Lanuvio (RM) ed uno tra
Pozzuoli ed Acerra (NA), La Fiandra è quasi unico, Lafiandra ha
un ceppo a Corato (BA), potrebbero derivare sia dal nome della
regione fiamminga che dal nome medioevale
Fiandra,
un esempio del cui uso abbiamo a Milano in una
Charta libelli
contenuta nel Codice Diplomatico
della Lombardia Medioevale
dell'anno 1135: "Anno dominice incarnationis milleximo centeximo
trigeximo quinto, secundo die mensis ianuarii, indictione
terciadecima. Placuit atque convenit inter Pirotum, filium
quondam Bombelli Tinctoris, de civitate Mediolani, et Ysabellam,
matrem et filium, atque Fiandram, coniugem suprascripti
Piroti...".
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
La Fiandra, rarissimo, sembra essere originario di Anzio (RM),
Lafiandra, più diffuso del precedente, ha un nucleo principale a
Corato (BA), ma è presente anche nel nord e nello stesso Lazio,
soprattutto a Roma, entrambi questi cognomi derivano dalla
regione storica della Fiandra (altrimenti nota come le Fiandre),
che in passato formava un'importante contea nel nord Europa e si
estendeva dal nord est della Francia fino a sud ovest dei Paesi
Bassi, attraversando parte del Belgio; le attuali Fiandre,
invece, hanno confini molto più circoscritti e costituiscono
solo una delle tre regioni dello stato belga. In conclusione,
allora, i cognomi La Fiandra e Lafiandra nascono sulla base di
soprannomi etnici attribuiti ai capostipiti, che avevano appunto
origini fiamminghe. |
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FIANI
FIANO |
Fiani ha un ceppo a Bagnoregio (VT) ed a Roma ed uno a
Frosolone (IS), Fiano ha un ceppo a Roma ed in Puglia a Mesagne
(BR) e a San Severo e Stornara (FG), dovrebbe derivare da nomi
di località a loro volta derivate da
Fundus Flavianus
contratto poi in Fianus, una derivazione diretta dal nome
Flavianus
contratto in Fianus
è pure possibile: "...Consilii auctores, Berettius atque Fianus,
perfidiam, cum tempus erit, post ambo piabunt, in quos haec
recidet moles, et lerna malorum....". |
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FIASCHI
FIASCHINI
FIASCO
FIASCON
FIASCONI |
Fiaschi è tipicamente toscano, molto diffuso a Prato, nel
fiorentino a Firenze, Campi Bisenzio, Castelfiorentino,
Certaldo, Signa, Montespertoli, Empoli, Fucecchio e Scandicci,
nel pisano a San Miniato, Pisa e San Giuliano Terme, a Carrara,
a Quarrata nel pistoiese, a Poggibonsi, Siena e Colle in Val
d'Elsa nel senese, a Piombino, Livorno, Cecina, e Rosignano
Marittimo nel livornese, Fiaschini, molto raro, ha ceppi nel
ternano, viterbese e romano, ed a Palermo, Fiasco ha un ceppo
nel romano a Palestrina, Roma, Castel San Pietro Romano e
Zagarolo, ed uno nel salernitano a Laurino e Castel San
Lorenzo, Fiascone, estremamente raro, parrebbe abruzzese,
Fiasconi, quasi unico, è toscano, dovrebbero derivare,
direttamente o tramite forme ipocoristiche, dal nome e
soprannome medioevale Fiasco,
Fiasconis,
di cui abbiamo un esempio d'uso in un atto dell'anno 1275 a
Sassari: "... nomine possidere. Et taliter hec omnia
suprascripta dicti contraentes me Henricum notarium scribere
rogaverunt. Actum Sassari in domo curie regni, presentibus
Barnardo dicto Fiasco quondam Bonaventure de Avane et Dilio
caseareo de cappella Sancti Georgii Pordemaris quondam Landonis,
testibus ad hec rogatis. Dominice incarnationis anno millesimo
ducentesimo septuagesimo quinto, indictione tertia, decimo
kalendas novembris. Ego Henricus filius quondam Sesmondini de
Camuliano hanc cartam a me rogata, rogatus, scripsi et firmavi.
". |
|
FICARA
FICARRA |
Ficara ha un ceppo nella Calabria meridionale, uno tra
siracusano e catanese ed uno tra palermitano e trapanese,
Ficarra è tipico siciliano, diffuso in tutta l'isola, dovrebbero
derivare, direttamente o tramite modificazioni dialettali, dal
toponimo Ficarra (ME), come si potrebbe dedurre ad esempio da un
testamento del 1354 dove tra i beneficiari si legge: "...Item
legavit Ioanni de Ficarra uncias duas...", ma è pure possibile
una derivazione da un soprannome, poi divenuto nome, originato
dal vocabolo arabo fakhar
(glorioso, meritevole di ogni
stima).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Ficarra è cognome siciliano che viene dalla voce dialettale
siciliana 'ficarra'
= albero di fico. |
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FICARAZZI |
Assolutamente rarissimo, dovrebbe essere siciliano e derivare da
un toponimo come Ficarazzi (PA) o Ficarazzi (CT). |
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FICCARDI |
Estremamente raro sembrerebbe originario del maceratese o del
Piceno, dovrebbe derivare dal toponimo Ficcardo (MC). |
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FICHERA
FIGHERA |
Fichera è
un cognome originario della Sicilia orientale, Fighera è
specifico del trevisano, di Istrana in particolare, ma anche di
Vittorio Veneto e Preganziol, dovrebbero derivare dal mestiere
di venditore o coltivatore di fichi o dal fatto che la famiglia
abitava nei pressi di una grossa concentrazione di fichi. |
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FICHI
FICO |
Fichi,
molto raro, parrebbe pisano, con un ceppo anche nel bolognese,
Fico, tipicamente meridionale, ha ceppi nel basso Lazio, nel
napoletano, nel barese e tarentino, nel cosentino e crotonese,
dovrebbero derivare da soprannomi forse motivati dalla presenza
di un albero di fico presso l'abitazione delle famiglie, o anche
dal fatto che coltivassero, raccogliessero o conservassero i
fichi. |
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FIDANZA
FIDANZI |
Fidanza ha un ceppo nella zona delle province di Teramo,
L'Aquila e Roma ed uno tra foggiano e potentino, Fidanzi è
tipicamenbte toscano della zona di Volterra e Pomarance nel
pisano, di Piombino (LI) e di Massa Marittima nel grossetano.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale
Fidanza,
nato in ambito religioso col significato letterale di
fede
(termine che, in italiano antico, suona appunto come fidanza;
vedi anche Fede, Bonafede e Fedele). In conclusione, dunque, si
tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei
capostipiti. |
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FIDECARO |
Fidecaro, assolutamente rarissimo, è siciliano, dovrebbe
derivare da un nome medioevale ottenuto dalla contrazione
dell'aggettivo fidelis
(fedele)
e carus
(caro). |
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FIDELIO
FIDILI
FIDILIO |
Fidelio è tipico di Ispica nel ragusano, ma è ben presente anche
a Siracusa e Pachino nel siracusano, Fidili, quasi unico,
sembrerebbe del palermitano, Fidilio è specifico del sud della
Sicilia, di Pachino nel siracusano e di Vittoria nel ragusano,
dovrebbero derivare dal nome latino
Fidelius,
usato in epoca medioevale prevalentemente dalle popolazioni
germaniche, con il significato di
il più fedele in Dio. |
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FIDERIO |
Fiderio è tipicamente siciliano del ragusano, di Modica, con
ceppi anche a Vittoria e Ragusa, dovrebbe derivare dal nome
germanico Fiderius,
variante di Fidelius
(vedi FIDELIO), di cui abbiamo un esempio nel
De fidelitate & pudore foeminarum:
"...Erat tunc temporis in huius aula regina Cocorae, unà cum
liberis, tanquam obses: Rex autem illius nimirum maritus,
sequebatur Ongoschionis partes contra Fiderium. Quo cognito
Caesar metuens reginae fugam, ut arctiori eam custodiâ
asservaret, iussit illi mandare, ut in arcem cum liberis suis se
conferat. Regina habita Caesari debitâ reverentiâ recusavit id
hisce verbis: Serenissime Caesar, uxor ego cum sim, non minus
imperium mariti mei agnosco, quàm maritus meus Vestrae
Maiestatis imperium observare tenetur....". |
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FIDUCIOSI
FIDUCIOSO |
Fiduciosi è unico, Fiducioso, che lo è quasi sembra campano,
dovrebbero derivare dal nome medioevale italiano
Fiducioso,
assegnato dai genitori ad un figlio cui si augurava così di
essere fiducioso in Dio. |
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FIERI
FIERO |
Fieri, molto molto raro, ha presente in Toscana e nel Lazio,
Fiero, altrettanto raro, è presente in tutta Italia, ma in
particolare in Campania, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Fiero,
con il significato di fiero in
Dio, cioè di essere fiero di
essere cristiano, o anche come forma aferetica di soprannomi
come staffiero
(vedi STAFFIERE). |
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FIERRO
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Tipico
campano con ramificazioni anche nel foggiano, deriva da
soprannomi dialettali contaminati dallo spagnolo originati dal
mestiere di fabbro. |
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FIGALLO |
Molto
raro è specifico ligure della zona di Rapallo, Camogli e Santa
Margherita ligure, potrebbe essere di origini spagnole e
derivare da toponimo Ficallo in Spagna, ricordiamo ad esempio
Don Juan de Borja, Conte di Mayalde y de Ficallo, troviamo la
famiglia Figallo nel Liber Nobilitatis Genuensis fin dal 1500. |
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FIGARI
FIGARO |
Figari
molto raro è tipico del genovese, Rapallo e Camogli in
particolare, Figaro, estremamente più raro dsembrerebbe avere un
ceppo padovano ed uno napoletano, derivano dal mestiere di
barbiere, il vocabolo arcaico figaro aveva appunto quel
significato. |
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FIGINI
FIGINO |
Figini è
specifico dell'areqa che comprende le province di Milano,
Varese, Como e Lecco, con un ceppo, forse secondario,
nell'alessandrino, Figino è assolutamente rarissimo e potrebbe
trattarsi di una forma arcaica del primo, dovrebbero derivare
dal toponimo Figino Serenza (CO) o Figino (MI), come si può
ipotizzare facilmente da un atto del 1200 scritto a Milano e
così firmato: "Ego Paganus de Figino notarius civitatis
Mediolani porte Cumane iussu suprascripti notarii scripsi.".
Tracce di questa cognominizzazione si trovano a Milano nella
seconda metà del 1400 con Pietro Figino, un ricco e potente
commerciante che fece costruire nel 1472 il famoso Coperto dei
Figini in piazza del Duomo a Milano. Personaggio famoso con
questo cognome è stato il pittore Giovanni Ambrogio Figino
(1553-1608). |
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FIGLIOLA
FIGLIUOLA |
Figliuola, praticamente unico, è probabilmente dovuto ad un
errore di trascrizione di Figliola, che ha il ceppo più
importante nel teramano, in particolare a Tortoreto, un ceppo a
San Martino in Pensilis in Molise, uno nel foggiano ed uno ad
Agropoli nel salernitano, potrebbe derivare dal toponimo
Figliola nel teramano, probabile luogo d'origine dei
capostipiti, in alcuni casi può derivare dal nome medioevale
femminile italiano Figliola. |
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FIGLIOLI
FIGLIUOLO |
Figlioli ha un ceppo ad Anagni ed a Sora nel frusinate ed uno a
Pozzuoli nel napoletano, Figliolo, assolutamente rarissimo,
potrebbe essere del potentino, Figliuolo è originario della zona
compresa tra la provincia di Avellino e di Potenza, dovrebbero
derivare dal toponimo Figlioli nell'avellinese, in alcuni casi
possono derivare dal nome medioevale italiano
Figlio,
Figliolo o
Figliuolo. |
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FIGLIULO |
Figliulo, molto raro, è di Valva nel salernitano, dovrebbe
trattarsi di una forma dialettale campana del nome medioevale
italiano Figliuolo
(vedi FIGLIOLI) |
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FIGLIUZZI |
Figliuzzi è un cognome calabrese, con massima concentrazione nel
vibonese a Serra San Bruno, a Crotone ed a San Giovanni in Fiore
nel cosentino, presenta un ceppo consistente anche a Roma,
potrebbe derivare da una forma ipocoristica del nome medioevale
Figlio,
ma in molti casi si dovrebbe trattare di un cognome attribuito
da istituti borbonici a dei trovatelli. |
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FIGONE
FIGONI |
Figone,
molto raro, sembra avere un ceppo nel genovese, Figoni oltre al
nucleo principale nel sassarese, dovrebbe averne anche un ceppo
nel piacentino, le derivazioni potrebbero essere duplici, dal
nome celtico Figol i ceppi continentali e come modificazioni del
cognome Figus quelli sardi. |
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FIGUERA
FIGURA |
Figuera è
specifico di Acireale e Catania nel catanese, Figura è tipico
della Sicilia meridionale, di Ispica e Pozzallo nel ragusano, e
di Rosolini, Siracusa e Noto nel siracusano, con un ceppo anche
a Palermo, dovrebbe derivare da un toponimo locale con nome
spagnolo, come potrebbe essere stato Figueras, attribuito ad una
località ricca di piante di fico. |
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FIGUS
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Tipico del cagliaritano ed oristanese, deriva da soprannomi
originati dal vocabolo sardo
figus (fico),
ma in alcuni casi potrebbe derivare da nomi di località come
Nuraxi Figus nel cagliaritano. Tracce molto antiche di questa
cognominizzazione le troviamo in un processo per stregoneria
istruito dalla Sacra Inquisizione nel 1543 a Cagliari contro una
certa Domenica Figus. |
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FILABOZZI |
Filabozzi
è tipico di Montelibretti e Roma nel romano, potrebbe derivare
dal mestiere di filatore di seta svolto forse dal capostipite,
in questo caso il cognome sarebbe non molto antico, risalendo la
coltura dei gelsi nel Lazio, per l'allevamento dei bachi da
seta, all'epoca rinascimentale. |
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FILACE
FILACI |
Filace ha un ceppo a Napoli ed uno a Rapolla nel potentino,
Filaci, assolutamente rarissimo, è dell'area laziale, campana,
dovrebbero derivare da un soprannome grecanico basato sul
termine greco antico φυλακή filake (custode),
probabilmente il mestiere del capostipite. |
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FILADELFIA |
Caratteristico di Avigliano nel potentino in Lucania, potrebbe
derivare dal toponimo Filadelfia (VV), ma molto più
probabilmente deriva dal toponimo omonimo in Asia Minore e
potrebbe risalire all'epoca della sconfitta dei cristiani ad
opera dei saraceni nel 1390. |
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FILANGERI
FILANGIERI
FILINGERI
FILINGIERI |
Filangeri, molto molto raro, sembrerebbe siciliano di Palermo,
Filangieri ha un ceppo a Napoli ed a Circello nel beneventano,
ed uno a Manduria in provincia di Taranto, Filingeri è una
variante arcaica del precedente ed ha un ceppo a Palermo, uno
nel trapanese a Trapani ed Erice ed a Noto e Siracusa nel
siracusano, Filingieri è praticamente unico, dovrebbe derivare
dal nome personale germanico
Fillinger che dovrebbe avere il
significato di colui che incute
paura, troviamo un esempio
antico di queste cognominizzazioni con Riccardus Filangerius,
imperialis marescalcus che nella prima metà del 1200 è
Bailo
(governatore o vicerè
di Federico II°) di Gerusalemme, più tardi di lui leggiamo:
"...Jam tota Sicilia in pacis reformatione disposita, et
Frederico praedicto domesticis restituto solatiis, Richardus
Filangerius, comes Marsici, ad ejusmodi regimen deliberatione
provida destinatur. Dum autem Richardus idem officii sui partes
impleret, et rex Manfredus in Apulia feliciter ageret, credens
sic omnia in regno disposita, ut ex nulla timeri posset parte
turbatio, novus et inopinatus in Siciliae partibus ignaviae
morbus invaluit, et erroris mirabilis stupor irrepsit. ..".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Filangeri e Filingeri sono un cognome siciliano che significa 'figlio
di Angieri'. Cfr. il cognome
napoletano Angieri
da Angerio,
nome proprio di un normanno giunto nell'Italia meridionale con
Roberto il Guiscardo. |
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FILANINO
FILANNINO |
Filanino, quasi unico, dovrebbe essere dovuto ad un errore di
trascrizione di Filannino, che è specifico di Barletta nel
barese, dove è diffusissimo, potrebbe trattarsi di una forma
ipocoristica dell'italianizzazione del nome cartaginese
Filenos
o dell'equivalente greco
Filannos, nome probabilmente
portato dal capostipite. |
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FILATI
FILATO |
Sia
Filati che Filato sono assolutamente rarissimi, potrebbero
essere di lontane origini ebraiche, dovrebbe trattarsi di una
forma alterata del nome latino
Pilatus: ".. Prima est ex
proprietate Hebraicae linguae, in qua p non exprimitur, sed loco
eius ph ponitur. Unde Pilatum dicunt Philatum. ...". |
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FILE'
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Filè è specifico del pavese, di Pavia in particolare, potrebbe
derivare da un soprannome basato sul termine
filè, un
tipo di lavoro ad uncinetto, una sorta di ricamo usato per
impreziosire le coperte ed i copriletti. |
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FILEMONE
FILEMONI
FILOMENE
FILOMENI |
Filemone e Filemoni sono quasi unici, Filomene, molto molto
raro, parrebbe di Napoli, Filomeni, altrettanto raro, è del
Piceno, dovrebbero derivare dal nome latino di origine greca
Philemon
di cui abbiamo un esempio nel De
vita Caesarum di
Gaius Suetonius Tranquillus
(ca. 70 - ca.130) (Svetonio): "...numquam nocere sustinuit;
Philemonem a manu servum, qui necem suam per venenum inimicis
promiserat, non gravius quam simplici morte puniit; in Publium
Clodium Pompeiae uxoris suae adulterum atque eadem de causa
pollutarum caerimoniarum reum testis citatus negavit se quicquam
comperisse...". |
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FILIA
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Filia è tipico sardo, ha un ceppo a Bolotana (NU) ed uno a
Illorai (SS), dovrebbe derivare dal vocabolo latino
filia (figlia),
potrebbe trattarsi di un matronimico. |
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FILÌA
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Filìa ha un piccolo ceppo nel catanese, a Grammichele,
Caltagirone e Catania, dovrebbe derivare da un nome originato
dal termine greco filìa
(amicizia). |
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FILIALI |
Cognome
rarissimo di cui è quasi impossibile arrivare a dedurre la
provenienza, potrebbe essere una modificazione di una
derivazione dal nome medioevale Figlio o da un precedente
Filius. |
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FILIBERTI
FILIBERTO |
Filiberti
è molto raro, sembra specifico del basso parmense al confine con
il genovese, Filiberto, rarissimo, sembra del palermitano,
derivano dal nome germanico Filibert. |
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FILIDEI |
Filidei è tipico del pisano di Pisa e Pontedera in particolare,
dovrebbe essere un cognome attribuito da una comunità
ecclesiastica a dei trovatelli e deriverebbe da
filii Dei
(dei figli
di Dio). |
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FILIDORO |
Filidoro, assolutamente molto molto raro, è di Venosa e Rionero
in Vulture nell'area potentina, con presenze anche in Calabria,
dovrebbe derivare dal nome rinascimentale italiano
Filidoro,
probabilmente attribuito ad un capostipite dai capelli molto
biondi, o che era tanto desiderato da essere considerato un
figlio d'oro, fili(us). |
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FILIGHEDDU |
Filigheddu sembra essere tipico di Olbia, Sant`Antonio Di
Gallura e Palau nell'olbiese, potrebbe derivare da un soprannome
generato da un ipocoristico del vocabolo sardo
filuga (tipo
di imbarcazione), ma secondo
altri deriverebbe invece da una modificazione dialettale del
nome Filangeri.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
FILIGHEDDU: filike, filixi,
fixili, fixibi, 'ilike: è la
felce,
dal latino filex.
Molti cognomi sardi derivano da nomi di fiori, piante, arbusti,
etc. Filighèddu
nella variante linguistica del Logudoro e della Gallura. In
botanica è l'adiantum capillus
veneris =
capelvenere, adianto.
Qui in Campidano il Capelvenere lo chiamiamo
Fixibèddu
(è la variante meridionale di filigheddu). È un cognome raro,
diffuso in Gallura. Nel territorio nazionale è presente in 33
Comuni, di cui 19 in Sardegna: Arzachena 132, Olbia 31, Sassari
27, Palau 25, Santa Teresa 19, La Maddalena 12, Tempio 12, San
Teodoro 9, etc. |
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FILINDEU |
Filindeu
è specifico del nuorese, di Orgosolo e di Galtelli, dovrebbe
derivare da un soprannome originato dal nome di un tipo speciale
di pasta, per la quale si utilizzano sottili fili di pasta di
semola di grano duro fatti essiccare, che viene utilizzata in
Barbagia per fare una minestra fatta con brodo di pecora e
formaggio fresco. |
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FILIPAZZI
FILIPELLI
FILIPPAZZI
FILIPPELLI
FILIPPETTI
FILIPPI
FILIPPINI
FILIPPO
FILIPPONE
FILIPPONI
FILIPPOZZI |
Filipazzi è specifico dell'area coperta dalle provincie di
Milano, Lodi e Piacenza, Filipelli, molto molto raro, è tipico
del genovese e dello spezzino, di Varese Ligure (SP) in
particolare, Filippazzi dovrebbe essere del piacentino,
Filippelli ha vari ceppi sparsi, nel bolognese, pratese,
pistoiese e fiorentino, nello spezzino, piacentino e massese,
nel romano, nel napoletano, beneventano e casertano e nel
cosenrino e crotonese, Filippetti ha un ceppo nel bolognese, ma
il nucleo è nell'area che comprende le Marche, l'Umbria, il
viterbese ed il romano, Filippi è diffuso in tutt'Italia, con
prevalenza al centro nord, Filippini è tipico del centro nord,
Filippo ha un ceppo nel Salento, uno nel potentino, uno nel
cosentino ed uno nell'udinese, Filippone è decisamente
panitaliano, con la massima concentrazione al sud, in
particolare in Sicilia, Filipponi è invece tipico della fascia
centrale che comprende le Marche, il teramano, l'Umbria ed il
Lazio, con un ceppo anche nel fiorentino ed uno nel cremonese,
Filippozzi è specifico del veronese, derivano tutti,
direttamente o tramite variazioni ipocoristiche, accrescitive o
peggiorative, anche dialettali, con senso patronimico, dal
cognomen latino di origine greca
Philippus,
ricordiamo con questo nome il Re macedone padre di Alessandro
Magno. |
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FILIPIC
FILIPIG
FILIPPIG |
Filipic è quasi unico, Filipig, assolutamente rarissimo,
sembrerebbe della zona di Cividale del Friuli, Filippig, sempre
friulano, è più tipico della zona di Povoletto e Taipana, sempre
nell'udinese, dovrebbero derivare da patronimici sloveni del
nome slavo Filip
(Filippo),
determinati dalle terminazioni
-ic o
-ig che
stanno per figlio di. |
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FILIPPUTTI
FILIPUTTI |
Filiputti, molto raro, ha un ceppo in Friuli a San Giorghio di
Nogaro, Porpetto e Torviscosa ed un ceppo a Trieste e Muggia nel
trietino, Filipputti, assolutamente rarissimo, dovrebbe essere
friulano, entrambi questi cognomi dovrebbero derivare da una
forma patronimica dialettale tipicamente friulana e giuliana,
dove il suffisso -utti
sta per il figlio di,
riperito a capostipiti, il cui padre si fosse chiamato con il
nome Filippo. |
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FILISETTI |
Filisetti è caratteristico del bergamasco, di Ardesio, Sovere,
Clusaone, Bossico, Nembro e Fino del Monte, circa l'origine
etimologica si possono formulare più ipotesi: potrebbe derivare
da un soprannome originato dal termine dialettale
filesel (il
filaccio di lana ottenuto dalla prima lavorazione dei fiocchi),
in questo caso si potrebbe supporre che il soprannome stesse ad
indicare la professione del capostipite, filatura che, ad
esempio, era molto diffusa presso le famiglie contadine della
zona di Ardesio, oppure potrebbe derivare da un soprannome
originato dal termine dialettale
filis (felce),
le foglie di felce anticamente venivano utilizzate, nelle
località montane della bergamasca, per preparare la lettiera
delle vacche, e si potrebbe allora ipotizzare che il capostipite
fosse un lavorante addetto al bestiame o che allevasse mucche,
un'ulrima ipotesi propone una derivazione da una forma
ipocoristica dialettale derivata dal nome
Felice. |
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FILIZIU |
Filiziu, molto raro, è tipicamente sardo del sassarese, di Erula
e Perfugas in particolare, dovrebbe derivare da un soprannome
dialettale sardo arcaico con il significato di
pigro,
probabilmente attribuendo al capostipite questa caratteristica
comportamentale. |
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FILOCAMO
FILOGAMO
FILOCOMO |
Filocamo
è tipico della zona dello stretto, Messina e reggio Calabria,
Filocomo, molto molto raro sembrerebbe tipico di Schiavonea
(CS), Filogamo è napoletano, dovrebbero derivare dal cognomen
latino Philocomus, leggiamo nel De Grammaticis di Svetonio:
"...Vargunteius annales Ennii, quos certis diebus in magna
frequentia pronuntiabat; ut Laelius Archelaus Vettiasque
Philocomus Lucilii satyras familiaris sui, quas legisse se apud
Archelaum Pompeius Lenaeus, apud Philocomum Valerius Cato
praedicant...", troviamo tracce di una famiglia Filocamo a
Reggio fin dal 1500. |
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FILOMARINO |
Filomarino, tipico del meridione con presenze sia nel napoletano
che nel tarentino, si dovrebbe trattare di una forma
ipocoristica del nome di origine greca
Philomarus,
è una nobile ed antica origine, questo casato annovera un
Cardinale citato in una lapide del Duomo di Napoli: "Ascanius
Philamarinus S. R. E. Cardinalis. Archiepiscopus Neapolitanus;
Pontificale Templum à Carolo I. & II. Andegauensibus Regibus
constructum, Sollemni Ritu Consecrauit. Die XXIV. Aprelis Anno
M. DC. XLIV.". |
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FILOMENA
FILOMENI
FULIMENI |
Filomena ha un ceppo nell'avellinese, uno nel cosentino, ma il
nucleo è a Martina Franca nel tarentino con presenze
significative anche nel brindisino, Filomeni, molto raro è del
Piceno come Fulimeni che sembra specifico di Porto Sant'Elpidio
derivano tutti dal nome di origine greca
Filomena
o Filomeno
che significa amante del canto. |
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FILOSI
FILOSINI
FILOSO |
Filosi,
molto raro, ha un ceppo nel basso trentino con uno,
probabilmente secondario, nel bresciano, ed uno nel Lazio,
Filosini, ancora più raro è romano, Filoso, molto raro, è tipico
padovano, potrebbero derivare dall'aferesi di nomi medioevali
come Teofilo o Panfilo. |
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FILZ
FILZI |
Filz, estremamente raro, sembra tipico di Folgaria (TN), Filzi è
rarissimo, solo a titolo di lontana ipotesi si potrebbe
considerare una derivazione dal nome germanico Fitzil.
integrazioni fornite da
Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
Potrebbe essere un'italianizzazione del cognome tedesco Filz. In
effetti entrami i cognomi, Filz e Filzi sono presenti in
Italia, seppure rarissimi. Il cognome tedesco deriva dalla
parola filz (feltro), che dovrebbe riferirsi a una
professione:che ha a che fare col feltro, come ad esempio un
venditore di cappelli.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
FILZ, FILZI - Sono almeno tre le interpretazioni proposte per
questo cognome cimbro, originario di Folgaria. Innanzi tutto,
può derivare da Filizo
o Filzo,
forme diminutive del nome di persona
Filiberto.
Il nome, di origine germanica, è composto da 'filu'=
"molto"
(nel tedesco moderno 'viel')
e 'bertha'
= "splendente, illustre",
con il significato complessivo di "molto
illustre, famoso". Un Maso
Filzi si trova a Serrada, frazione di Folgaria; il Lorenzi
ritiene che il nome del maso sia derivato da un nome di persona
(Filizo) "all'usanza dei masi cimbrici". Ma il cognome può
derivare anche dal germanico 'vilz',
che ha due possibili significati. Può indicare un "prato
paludoso", un "pantano"
(con questo senso ricorre più volte nella toponomastica trentina
e tirolese), oppure è il termine che indica il "feltro"
('Filz'
nel tedesco moderno). Questa, che vede il cognome collegato con
la lavorazione della lana, è l'ipotesi più probabile, almeno per
i cognomi di Folgaria. Nella Val dei Mocheni il soprannome
Filzer
(che dà anche nome a un maso di Fierozzo) significa "lanaiolo";
il tirolese 'filzer'
significa "pettinatore di lana".
In ladino fassano 'filz'
è il "feltro, pressato di peli e
di lana per la suolatura delle pantofole".
E in cimbro 'vilzar'
è il "pettine a denti larghi".
Variante: FILZI (Folgaria e Roveretano). |
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FIMELLI
FIN
FINA
FINACCI
FINAZZI
FINAZZO
FINELLA
FINELLI
FINELLO
FINETTI
FINI
FINIS |
Cognome rarissimo che dovrebbe essere originario del milanese,
Fimelli, potrebbe essere dovuto ad un errore di trascrizione di
Finelli, che è invece originario del bolognese, ma ha anche un
ceppo importante nella zona che comprende la Campania, il
foggiano e la provincia di Potenza ed un probabile ceppo a
cavallo tra il milanese ed il comasco, Fin è tipicamente veneto,
di Cornedo Vicentino, Valdagno, Vicenza, Brogliano e Malo nel
vicentino, di Meolo nel veneziano e di Pressana nel veronese,
Fina è diffuso a macchia di leopardo in tutt'Italia, ha ceppi in
Sicilia, Puglia, Campania, Lazio, Abruzzo, nel vicentino e nel
Piemonte occidentale, Finacci è unico, Finazzi è molto diffuso
in Lombardia, particolarmente nel bergamasco, a Chiuduno,
Grumello del Monte, Bergamo, Calcinate, Romano di Lombardia,
Trescore Balneario, Ghisalba, Seriate, Palosco, Bolgare e
Telgate, e nel bresciano, Finazzo è siciliano, del trapanese e
soprattutto del palermitano, di Cinisi, Carini, Palermo,
Partinico e Terrasini, Finella, assolutamente rarissimo,
sembrerebbe campano, Finello è specifico del torinese, con un
possibile ceppo forse secondario nel vicentino, Finetti è ben
diffuso in tutta l'Italia settentrionale, in Emilia e Romagna in
particolare, Fini è assolutamente emiliano, Finis, molto raro,
sembrerebbe calabrese, di Caulonia nel reggino dove è ancor oggi
più diffuso. Fini e Finelli derivano in alcuni casi da toponimi
con Fino, come, a solo titolo di esempio, Fino Mornasco nel
comasco, in altri casi dal nome medioevale
Finus,
Fina
o dal suo ipocoristico Finellus,
in altri ancora possono derivare dall'aferesi di nomi come
Serafino,
Rufino,
Adolfino,
Pandulfinus
o altri nomi longobardi, di quest'uso abbiamo un esempio a
Verona nel 1262: "...ubi mox civium munificentia, magnifica
extruitur Ecclesia, ac monasterium ad Athesim peramplum, in quo
opere non parum desudavit P. Finus de Buris, et Theobaldus
Veronensis, tunc Sacerdos iuvenis, cujus tanta erat in dicendo
facundia...". In un atto del 1168 conservato nell'archivio
della Plebe di Bollate (MI) compare già la cognominizzazione
Finelli: "...Algisi Finelli, Petri de Garbaniate et Machi et
Parazoli de Paderno et Iohannis Sigibaldi et Mainfredi testium.
...".
integrazioni fornite da
Fabio Paolucci da I cognomi di Colle Sannita, di F. Paolucci.
Il ceppo campano dei Finelli di Colle Sannita discende dal più
antico ceppo dei Finella, derivato dal nome medievale Finella,
diminutivo di Serafina (Serafinella). A Colle Sannita i Finella
sono attestati fin dalle prime documentazioni cinquecentesche
dell'archivio parrocchiale di San Giorgio Martire; verso i primi
decenni dell'Ottocento alcuni rami, per errata trascrizione
anagrafica, modificarono il proprio cognome originando la forma
cognominale pluralizzata Finelli. Ancora oggi nel medesimo borgo
sannita risiedono famiglie Finelli e Finella.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
Fini, non si tratta di un cognome sardo, deriva da fine,
sottile, delicato, ma anche acuto o di qualità. Dal latino
finis,
che però significa limite,
termine. In italiano fine
significa inoltre esito, riuscita, scopo. In sardo
fini
significa sottile, delicato:
finigosu
vuol dire sottile;
infinigai
significa rendere sottile.
Fine preceduto dall'articolo femminile sta a significare la
morte, la fine di tutto, il termine ultimo: the end.
Onnya cosa tenit fini
= tutte la cose hanno un termine,
recita un detto sardo. Come già detto, Fini non è un cognome
sardo, ma d'importazione ed è presente in soli 9 Comuni dei 377
della Sardegna. Nel territorio nazionale è presente in 432
Comuni, per lo più del centro nord. Pensiamo che sia originario
dell'Emilia Romagna, considerato il numero delle presenze in
quella regione. |
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FINAMORE |
Finamore è molto diffuso in tutta l'area che comprende il
romano, l'aquilano, il pescarese, il teatino, l'iserniese, il
campobassano, il foggiano, il barese, l'avellinese, il
napoletano, il salernitano, il materano, il tarentino ed il
leccese, dovrebbe derivare dal nome composto dal nome
imedioevale Finus,
Fina
o dall'aferesi di nomi come
Serafino,
Rufino,
Adolfino, Pandulfinus, a cui sia stato aggiunto
dai genitori il suffisso Amore, dell'uso di questo nome abbiamo
un esempio in un testamento del 1604 a Taranto dove si può
leggere: "...Item dice haver avuto esso testatore e ricevuto da
certi detentorj de bonj di essa Franzonia della terra di
Palommanno parecchi docatj del che se ne ricorda ma n'appare
polise fatta per mano di esso testatore e per mano di notaro
Angelo di Mascio di Finamore de Palummano alle quali s'habbia
relazione e quelle da mò esso testatore ratifica et accetta...",
tracce di questa cognominizzazione le troviamo presso l'Archivio
di Stato di Avellino in una registrazione del 1764 a Frigento
(AV), dove viene citato un tale Notar Michele Finamore. |
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FINCATI
FINCATO |
Entrambi sicuramente veneti, Fincati è specifico dell'area
padovano, vicentina, Fincato, molto diffuso nel padovano e
vicentino in particolare, dovrebbe essere originario del
padovano, una possibile origine è il nome celtico
Finched.
integrazioni fornite da
M. F.
Fincato e Fincati, tipici del vicentino, derivano dal tedesco
fink
(fringuello),
in alcune zone del Veneto il fringuello viene detto finco. |
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FINCO
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Finco, decisamente veneto, è particolarmente diffuso tra
vicentino e padovano, dovrebbe derivare da un soprannome
originato dal termine dialettale veneto
finco (fringuello),
che però ebbe in passato anche il significato di
scaltro e
accorto. |
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FINDANNA
FINDANNO |
Entrambi
assolutamente rarissimi, derivano dal nome arcaico Findanno che
veniva molto raramente attribuito ai figli nati a Capodanno. |
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FINESCHI |
Cognome
tipico del senese, dovrebbe derivare dal nome medioevale Fino,
tracce di questa famiglia le troviamo nel 1700 a Radda in
Chianti (SI) dove i Fineschi sono una famiglia facoltosa, una
delle quattro con una propria cappella nella chiesa di san
Niccolò e con il diritto di sepoltura privata nella stessa. |
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FINIZI
FINIZIA
FINIZIO |
Finizi, quasi unico, è dell'Italia centrale, Finizia, molto
molto raro, è dell'area molisana e campana, Finizio ha un ceppo
a Roma, uno ad Ortona nel teatino, uno a Carpino e Lucera nel
foggiano, uno molto consistente a Napoli, con ottime presenze
anche a Giugliano in Campania, Pozzuoli, Casoria, Castellammare
di Stabia, Casalnuovo di Napoli e Melito di Napoli nel
napoletano ed a Salerno, ed uno a Potenza e Venosa nel
potentino, dovrebbero derivare dal nome latino
Finitius,
Finitia,
del cui uso abbiamo un esempio a Magonza in Germania, dove, su
di un'antica lapide romana si può leggere: "I(ovi) O(ptimo)
M(aximo) / et Iun(oni) Reg(inae) / Finitius Fi / delis mil(es) /
n(umeri) Cadda/rensium / in suo / pos(u)it / Fusco et / Dextr(o)
co(n)s(ulibus)". |
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FINOCCHI
FINOCCHIETTI
FINOCCHIO |
Finocchi è tipico della fascia centrale, Toscana, Marche,
Umbria, Abruzzo e Lazio, Finocchietti ha un piccolo ceppo a
Genova e nel genovese, nel livornese ed a Roma, Finocchio è
tipico invece di Abruzzo, Molise, Lazio ed in Sicilia, di
palermitano e messinese soprattutto, dovrebbero derivare,
dirattamente o attraverso una forma ipocoristica, dal nome
medioevale Finochio
(da intendersi come occhio fino, dalla vista acuta), di cui
abbiamo un esempio d'uso in un registro contabile medioevale nel
pistoiese: "..Finochio colo nipote medietate decima. Castagniolo
similit(er) decima. Lo filio Carandini similit(er)...".
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Finocchi è più tipicamente centro settentrionale, con ceppi
maggiori nel romano, nel viterbese, nell'aretino, nel pistoiese,
nel perugino, nel maceratese, nel pesarese e nel pescarese,
Finocchio, presente da nord a sud del paese, ha un nucleo
principale fra il pescarese e il chietino e ceppi non secondari
nel messinese, nel palermitano, nel romano e nel frusinate,
entrambi questi cognomi derivano dal nome medievale
Finocchio,
in cui il riferimento all'omonima pianta va inteso più
probabilmente in senso apotropaico (allo scopo, cioè, di tener
lontano gli influssi maligni): va ricordato, infatti, che la
simbologia medievale attribuiva al finocchio la facoltà di
allontanare le forze negative (come, ad esempio, il malocchio)
e, in questo senso, fra l'altro, il finocchio veniva utilizzato
anche come amuleto per la protezione dei bambini e delle case.
Al di là di questo particolare significato, inoltre, va detto
che il finocchio, nel tempo, ha assunto diversi valori
simbolici, che potrebbero aver contribuito alla formazione di
questo nome: gli antichi romani, ad esempio, vedevano in questa
pianta un simbolo di forza e gli stessi gladiatori usavano sia
nutrirsene (per accrescere la loro forza fisica) sia cingersene
il capo; sempre nell'antichità classica, inoltre, il finocchio
era considerato un simbolo di fertilità (in questo senso,
infatti, era l'emblema dei culti dionisiaci nell'antica Grecia);
nella simbologia cristiana, infine, il finocchio (assieme al
rosmarino) richiama alla mente gli oli aromatici usati dalle
donne per ungere il corpo di Cristo, dopo che Egli venne deposto
dalla croce. A titolo informativo, tracce di questo nome si
trovano a Lucca nei primi del '300, con un certo Ser Finocchio
Martini, di professione notaio. Per quanto riguarda i cognomi in
questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi
personali dei capostipiti, anche se in alcuni casi non è esclusa
una derivazione da soprannomi o da nomi di mestiere (come quello
del finocchiaro o coltivatore di finocchi). |
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FINOCCHIARO |
Originario della Sicilia orientale, dovrebbe derivare da un
soprannome legato o alla vicinanza con campi di finocchi o al
mestiere di coltivatore o venditore di finocchi. |
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FINOS
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Finos, molto raro, è tipicamente friulano, di Camino al
Tagliamento nell'udinese e, del pordenonese, di San Vito al
Tagliamento e Zoppola, dovrebbe derivare da una forma aferetica
friulana di un nome come
Serafino, o di ipocoristici di
nomi di origine longobarda come
Adolfo o con la stessa
terminazione. |
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FINOTELLI
FINOTELLO
FINOTTELLI
FINOTTELLO
FINOTTI
FINOTTO |
Finotelli è tipico dell'area che comprende il rovigoto, il
ferrarese, il forlivese ed il ravennate, Finottelli,
praticamente unico, del ferrarese, dovrebbe essere una forma
alterata del precedente, Finotello ha due ceppi, uno tra
Piemonte occidentale e Lombardia orientale ed uno nell'area
veneta che comprende il rovigoto, il veneziano, il padovano ed
il trevisano, Finottello è unico del pavese e dovrebbe essere
dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, Finotti
sembra avere due grossi nuclei, nell'area che comprende la
fascia che va dal torinese al milanese e nella zona che
comprende rovigoto e ferrarese, Finotto ha un ceppo tra
padovano, trevisano e provincia di Venezia, dovrebbero tutti
derivare da forme ipocoristiche, anche doppie, del nome
medioevale Fino,
ma è pure possibile che siano originati da ipocoristici
dell'aferesi di nomi come
Ruffino,
Delfino,
o altri simili; esempio di questo nome si trova in un atto del
1164 conservato presso l'archivio vescovile di Pavia, dove si
legge: "...ibi prope filius Buauzia pertice III et tab III,
coheret Martinus Biffa et filius Arpini et Finus filius Arpini
ibi prope unam peciam, coheret via et rivulus et sunt X pertice;
ibi prope Iohannis de Valle, Falcio, Obertus Ferrarius unam
peciam,...". Tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel
ternano a Narni verso la fine del 1500 con il magistrato
governatore Lelius Finus. |
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FINOZZI
FINOZZO |
Tipici della zona di Thiene e Marano Vicentino (VI), Finozzo è
quasi unico, dovrebbero derivare dall'aferesi di nomi come
Serafino, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nel
1500 a Castelvecchio di Valdagno (VI) con don Matteo de'
Finozzi rector ecclesiae
S. Thomei de Castroveteri. |
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FINZI
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Finzi è un cognome ebraico con vari ceppi nel centronord, a
Milano, Torino, Trieste, Bologna, Foligno nel perugino e Roma,
potrebbe derivare da un'italianizzazione del nome ebraico
Phinehas,
a Padova troviamo una famiglia di banchieri con questo cognome
fin dal 1400. |
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FIOCCHI
FIOCCO |
Fiocchi sembrerebbe avere tre ceppi, uno nell'area milanese e
pavese, uno nel bolognese ed uno nella zona dell'Umbria ai
confini col rietino e nel rietino stesso, Fiocco ha vari ceppi,
nel bresciano, veronese, padovano e rovigoto, nel Lazio, nel
romano in particolare, nel teatino, campobassano, foggiano, nel
casertano, napoletano e salernitano ed uno nel messinese e
catanese, la derivazione potrebbe essere da alterazioni del
cognomen latino Flaccus.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Fiocchi ha alla base gli antichi soprannomi formati da 'fiocco',
attraverso nomi di mestiere (chi raccoglie e vende fiocchi di
lana o seta, o che produceva una pasta di media pezzatura a
forma di fiocco), o anche usi figurati, scherzosi e allusivi
(chi portava un cravattino o fiocco annodato alla camicia, chi
aveva una barca con il fiocco, cioè una vela triangolare
collocata a prora, ecc.) |
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FIONI
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Molto
raro, potrebbe essere lombardo. |
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FIOR
FIORE
FIORETTI
FIORI
FIORIO
FIORONI |
Fior è tipico dell'area veneto, friulana, con buone presenze nel
vicentino e veneziano, ma soprattutto nel padovano, trevisano,
pordenonese ed udinese, Fiore è decisamente panitaliano,
Fioretti è diffuso in tutt'Italia, con nuclei importanti in
Campania, Puglie, Marche, Umbria, Lazio e Toscana, Fiori in
tutto il centro nord e la Sardegna, Fioroni è ben presente in
Lombardia, soprattutto quella settentrionale, nel reggiano, e
nell'area che comprende l'aretino, il perugino, il reatino ed il
romano, Fiorio ha un ceppo tra veronese e vicentino, con
presenze anche nel basso trentino, ha un ceppo secondario nel
latinense, ma sempre di origini venete ed ha un ceppo nel
torinese. Tutti questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente
o tramite ipocoristici o accrescitivi, o dal cognomen latino
Florens
o dal nomen
Florius o
dal medioevale Fiore
o anche dai molti toponimi o nomi di contrada contenenti la
radice fiore come San Giovanni in Fiore, Santa Maria del Fiore o
simili, dell'uso di questo nome abbiamo un esempio a Cividale
nel 1409: "...Florius foroiuliensis de liberis de ciuidato
austrie aquilegensis diocesis, quondam domini benedicti
progenitus..:", così tradotto in volgare: "...De mille
quatrocento e noue a di . X . de lo mese de febraro fo
principiada de mi Fior furlano de i liberi de Ciuidal..:". |
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FIORA
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Fiora è
specifico di Lombardia e Piemonte, deriva normalmente dal nome
medioevale italiano Fiora, ma è pure possibile una derivazione
da toponimi contenenti la radice Fiora, come ad esempio Santa
Fiora (AR), (GR), o La Fiora (GR), (LT), o anche la radice
Fiorano come ce ne sono moltissimi un pò in tutt'Italia, tracce
di queste cognominizzazioni le troviamo nel 1500 nel Varesotto
con il sarto Beltramo da Fiora di Maccagno Inferiore. |
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FIORAMONTE
FIORIMONTE
FIORMONTE |
Fioramonte, quasi unico, sembrerebbe del reggino, Fiorimonte,
praticamente unico sembra essere dovuto ad un'errata
trascrizione di Fiormonte, che , leggermente meno raro del
primo, sembra essere laziale, di Roma e Collepardo nel
frusinate, dovrebbero derivare dal nome francese
Florimond,
nome presente in molte commedie del 1700, fatto che ne ha
favorito l'uso e la successiva diffusione, soprattutto presso le
classi elevate. |
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FIORANI |
Occupa
una striscia lungo la via Emilia, da Milano e poi fino alle
Marche, difficile in questa zona individuare il ceppo primitivo,
il cognome può derivare da soprannomi legati a nomi di toponimi
quali: Fiorano Canavese (TO), Fiorano al Serio (BG) e Fiorano
Modenese (MO), ma può anche discendere dal cognomen latino
Florianus. |
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FIORAVANTE
FIORAVANTI
FIORAVANZI
FIORAVANZO |
Fioravante, molto raro è tipico del centro sud continentale,
Fioravanti è diffuso in tutto il centro nord, Fioravanzi
rarissimo è milanese, Fioravanzo, molto molto raro, è tipico del
vicentino, derivano dal nome medioevale Fioravante, di cui si ha
esempio in un testamento del 1533 a Solofra (AV) dove si legge:
"...per lassito confirmato per condam messere Fioravante de
Maffeis mio patre...", tracce di questa cognominizzazione si
trovano a Bologna verso la fine nel 1400 con l'architetto
Fioravante Fioravanti costruttore tra l'altro del palazzo
comunale di quella città.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Fioravanti deriva da Florabant,
nome di un saraceno nell'antica epopea francese. |
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FIORDALISI
FIORDALISO
FIORDELISI |
Fiordalisi, molto raro, sembrerebbe tipico del cosentino, di
Montegiordano (CS) in particolare, Fiordaliso, anch'esso molto
raro, è distribuito a macchia di leopardo nell'Italia
meridionale, Fiordelisi ha un ceppo a Napoli, con discrete altre
presenze in Campania, ed un ceppo a Stornarella nel foggiano,
derivano dal nome medioevale
Fiordaliso.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Fiordalisi deriva dalla voce 'fiordaliso',
dal francese 'fleur de lis'
= fiore di giglio,
insegna dei reali di Francia. Esiste anche un toponimo
Fiordelisi in provincia di Foggia. |
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FIORDIGIGLI
FIORDIGIGLIO |
Fiordigigli è tipico de L'Aquila, Fiordigiglio è assolutamente
rarissimo ed è presente nell'aquilano, tra Napoli e Salerno e
nel Salento.
integrazioni fornite da
Fabio Paolucci
Fiordigiglio è un cognome abruzzese, diffuso prevalentemente a
L'Aquila, variante del più diffuso Fiordigigli, derivano dalla
cognominizzazione del nome medievale Fiordigiglio, assegnato ai
neonati in senso augurale. |
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FIORDILINO |
Fiordilino, abbastanza raro, tipicamente siciliano, ha un ceppo
tra trapanese e palermitano, a Castellammare ed Alcamo nel
trapanese ed a San Cipirello e Casteldaccia nel palermitano,
dovrebbe derivare dal nome medioevale Fiordilino, attribuito al
proprio figlio come augurio di bellezza. |
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FIOREBIANCO |
Fiorebianco, quasi unico, è del palermitano, dovrebbe derivare
dal nome medioevale Fiorebianco,
una diversa forma del nome
Biancofiore (vedi BIANCOFIORE). |
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FIORELLA
FIORELLI
FIORELLO
FIORILLI
FIORILLO |
Fiorella ha un ceppo a Ripi nel frusinate ed a Roma, un grosso
ceppo in Puglia a Barletta nel barese, con presenze anche a
Trani, sempre nel barese, ed a Biccari, Cerignola e Foggia nel
foggiano, ed uno in Sicilia a Palermo, Fiorelli è tipico della
fascia che comprende Marche, Umbria e Lazio, ma presenta anche
un ceppo non secondario a Val Masino (SO), Fiorello è specifico
della Sicilia, Fiorilli, ha un ceppo nel romano ed uno nell'area
che comprende il campobassano, il foggiano ed il beneventano,
Fiorillo è molto diffuso in tutta la fascia che comprende il
Lazio, la Campania soprattutto e la Calabria, derivano tutti,
direttamente o attraverso modificazioni dialettali, dal nome
medioevale Fiorello,
Fiorella,
forme ipocoristiche maschili e femminili del nome
Fiore,
tracce di questa cognominizzazione le troviamo in Veneto nel
1600 con l'erudito frate Iacobus Fiorelli, sempre nel 1600 a
Torre del Greco, dove i Fiorillo occupano posizioni rilevanti al
servizio del regno, e nel 1700 a Rutigliano nel barese troviamo
I Fiorilli come benefattori del locale patronato laico.
integrazioni forniti da
Ivano Fiorelli
il cognome Fiorelli è presente dalla prima metà del 1600 nel
Comune di Valmasino ( So), portato da un fiorentino trasferitosi
in quell'occasione (dati arch. parrocchiale). |
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FIORELLINETTO |
Fiorellinetto, sembra essere unico, doppio ipocoristico del nome
Fiore
(vedi FIORELLA), dovrebbe trattarsi di un cognome attribuito ad
un trovatello. |
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FIORENTINA
FIORENTINI
FIORENTINO |
Fiorentina è molto raro,ma potrebbe essere di origine pugliese,
Fiorentini è diffuso intutto il centro nord, Fiorentino in tutto
il centro sud, questi cognomi derivano per lo più dai nomi
bizantini Florentinus e Florentius quelli di origine centro
meridionale e dal toponimo Firenze, Fiorentino (RSM),
Fiorenzuola d'Arda (PC) o Fiorenzuola di Focara (PS), gli
altri. |
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FIORENZA
FIORENZI
FIORENZO
FLORENZA
FLORENZI
FLORENZO |
Fiorenza è molto diffuso in Sicilia, nel reggino, nel Salento,
in Campania e nel romano e basso Lazio, Fiorenzi, molto raro, ha
un ceppo nel romano ed uno nell'aquilano, Fiorenzo, è
meridionale, Florenza, quasi unico, è probabilmente dovuto ad
errori di trascrizione del precedente, Florenzi, assolutamente
rarissimo, ha un ceppo nel romano e nel reatino, Florenzo è
quasi unico, tutti questi cognomi dovrebbero derivare dal
cognomen latino Florentius,
Florentia
di cui abbiamo un esempio nel
Res Gestae a Fine Corneli Taciti
di Ammiano Marcellino: "...nam et horrea veloci opere
surrexerunt alimentorumque in isdem satias condita, et civitates
occupatae sunt septem: Castra Herculis, Quadriburgium,
Tricensimae, Novesium, Bonna, Antennacum et Bingio, ubi laeto
quodam eventu etiam Florentius praefectus apparuit subito partem
militum ducens et commeatuum perferens copiam sufficientem
usibus longis. ..". |
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FIORENZANI
FIORENZANO
FLORENZANI
FLORENZANO |
Fiorenzani ha un ceppo tra livornese e grossetano ed uno nel
senese, Fiorenzano, molto raro, ha un ceppo a Napoli ed uno a
Maratea, Florenzani, molto raro è romano, Florenzano ha un ceppo
a Rivello nel potentino ed uno nel napoletano, dovrebbero
derivare dal nome medioevale Florentianus derivato a sua volta
dal nomen latino Florens (Florentis) di cui abbiamo un esempio
con Quintus Septimius Florens Tertullianus nato a Cartagine nel
160 d.C., ricordiamo san Florenziano martire del 400. |
|
FIORESE
FIORESI |
Fiorese è
tipico del vicentino, Fioresi è più propriamente emiliano,
dovrebbero derivare dal nome medioevale Florensis derivato dal
cognomen latino Florens, ma è pure possibile che derivino da
toponimi come Belfiore d'Adige (VR) o Montefiorino (MO). |
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FIORIBELLO |
Fioribello, assolutamente rarissimo, è panitaliano, dovrebbe
derivare dal nome medioevale
Fioribello, attribuito ad un
figlio considerato bello come un fiore. |
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FIORIN
FIORINELLI
FIORINELLO
FIORINI
FIORINO |
Fiorin è tipicamente veneto, del padovano in particolare,
Fiorinelli è molto raro ed è specifico del casertano,
Fiorinello, assolutamente rarissimo, quasi unico dovrebbe essere
un ramo arcaico del precedente, Fiorini è molto diffuso in tutto
il centronord, mentre Fiorino è specifico del centrosud,
derivano direttamente, tramite forme tronche dialettali, o
tramite ipocoristici dal cognomen latino
Fiorinus
portato ad esempio da un generale di Giulio Cesare, l'uso di
questo nome è riscontrabile ad esempio anche a Siena nel 1400,
dove troviamo Iacopo Fiorino de Boninsegni letterato e poeta e a
Brescia nel 1500 con il mastro liutaio Fiorino Inverardi, è pure
possibile una derivazione da soprannomi originati dal vocabolo
fiorino, moneta medioevale spesso aurea o argentea, in uso ad
esempio nella Toscana medicea, forse ad indicare una condizione
particolarmente agiata. |
|
FIORITI
FIORITO |
Fioriti ha un ceppo nel perugino, uno nel romano ed uno tra
teatino e pescarese, Fiorito sembra avere più ceppi, nel
napoletano, in Abruzzo e Molise, nel Salento, nel cosentino ed
in Sicilia, il casato dei Fiorito dovrebbe derivare dalla
presenza di alcuni fiori nel suo stemma, tracce di questa
cognominizzazione si trova nell'agrigentino nel 1600, quando una
nobildonna Antonia Celidonie Fiorito si congiunge in matrimonio
con Baldassare Naselli, principe di Aragona (AG) e del suo
territorio.
su suggerimento di
Stefano Ferrazzi
dovrebbero derivare dal nome medievale
Fiorito,
abbiamo un esempio in un atto del 1377 a Capodistria dove ad un
tale Fiorito del fu Manfredino de Casto il 28/8/1377 la
Serenissima Repubblica di Venezia accorda di succedere al
defunto padre nell'ufficio di uno dei 4 giustizieri di
Capodistria. |
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FIOROT
|
Fiorot è
tipico del trevisano, di Vittorio Veneto, Colle Umberto e
Fregona, dovrebbe derivare da una forma dialettale ipocoristica
del nome Flor o Fiore. |
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FIORUCCI |
Tipico del perugino e del Lazio centrosettentrionale, deriva da
un vezzeggiativo del nome medioevale Fiore, nelle seconda metà
del 1500 troviamo a Pietralunga (PG) Giovan Giacomo Fiorucci,
detto il Magnifico e suo fratello Don Orazio è Arciprete di
Pietralunga.
integrazioni fornite da
Fiorucci
Il cognome Fiorucci ha origine a Campo Colici, vicino al Comune
di Pietralunga (a nord-est della provincia di Perugia). La
radice del cognome significa fiore ed ha origine da uno stemma
di famiglia che ornava un camino e in cui era rappresentata una
mano femminile che stringeva il gambo di tre fiori, ovvero il
simbolo dell'amore materno per i suoi tre figli (Calorio,
Pinello, Simone). |
|
FIRENZE |
Ha vari
ceppi in Sicilia, nella penisola salentina ed a Genova, diverse
sono le probabili origini che vanno dagli esuli in Liguria da
Firenze a seguito della repressione della congiura dei Pazzi a
ceppi di ebrei sefarditi divenuti fiorentini a semplici
derivazioni dal toponimo omonimo. |
|
FIRINAIU
FIRINU |
Firinaiu, assolutamente rarissimo, è specifico della Gallura, di
Olbia in particolare, Firinu è tipico anch'esso della Sardegna,
della zona di Oristano e di Narbolia (OR) in particolare,
dovrebbero derivare da soprannomi originati da modificazioni del
vocabolo latino ferinus
(bestiale, selvaggio).
(vedi anche FERINU) |
|
FIRMA
FIRMI
FIRMO |
Firma è quasi unico, Firmi, assolutamente rarissimo, sembrerebbe
avere due aree di distribuzione, il sud della Lombardia ed il
Lazio, Firmo è specifico del bresciano di Brescia, Gussago e
Cellatica, dovrebbero derivare dal nome medioevale italiano
Firmo,
una variante più antica di Fermo, di cui abbiamo un esempio in
un atto redatto in Trento nel 1517: "Anno 1517, indictione
quinta, die sabati 4 aprilis in civitate Tridenti, in contrata
Portellae, in domo habitationis infrascripti domini emptoris.
Praesentibus Firmo quondam Dominici Batayae Vallis Boni
habitatore in civitate Tridenti, Bernardino fornaserio quondam
Iohannis Negreli de Cadeno, hiis duobus testibus...". |
|
FIRMIANI
FIRMIANO |
Firmiani è quasi scomparso, Firmiano è assolutamente rarissimo,
potrebbero essere liguri, dovrebbero derivare dal nome latino
Firmianus,
ricordiamo con questo nome lo scrittore latino Lucius Caecilius
Firmianus Lactantius. |
|
FIRMINI
FIRMINO |
Sia
Firmini che Firmino sono quasi unici, dovrebbero derivare dal
nome medioevale Firminus,
di cui abbiamo un esempio nella
Historiarum Francorum:
"...Congregatos igitur Abitus archidiaconus clericis in ecclesia
Arverna nulla quidem promisit, sed tamen accepto consensu ad
regem petiit; voluitque ei tunc Firminus, qui in hac civitate
comitatum potitus fuerat, impedire; sed ipse non abiit....". |
|
FIRTI
|
Rarissimo, forse di origine dalle provincie di Padova e Rovigo,
potrebbe essere la trasformazione del nome ostrogoto Frithila. |
|
FISANI
FISANO
FISANOTTI
FISSANI |
Fisani, Fisano e Fissani, sono praticamente unici, Fisanotti è
piemontese, sembrerebbe originario dell'area torinese, di Caluso
in particolare, potrebbero derivare, direttamente o tramite
ipocoristici, da alterazioni del cognomen latino
Faesonius,
Fesonius,
o anche del cognomen Fessius. |
|
FISCALINI |
Fiscalini, tipico della zona di Locarno in Canton Ticino e del
suo entroterra, con piccole diramazioni nel novarese, potrebbe
derivare dalla Val Fiscalina nelle Dolomiti, ma la lontananza
della stessa dall'areale locarnese porterebbe ad escluderne la
correlazione, molto più probabilmente deriva dal termine
medioevale fiscalinus
(servo del fisco,
soggetto al Re, all'autorità ecclesiastica
o comunque ad un affittuario della massima autorità del posto,
che conduce dei terreni pagandone un affitto al legittimo
proprietario, spesso lo stesso Re), con privilegi superiori a
quelli dei normali servi delle gleba: "...in pago nuncupante
Fanomartinse, super fluvium qui vocatur Scaltus, mansum unum ex
fisco nostro Valentianas quem Valentinus nomine fiscalinus ad
deserviendum possidet, ispumque cum uxore sua et infantibus
illorum. ...". |
|
FISCHER |
Fischer è
molto diffuso in Alto Adige, trentino e veronese e nel milanese,
tipico cognome tedesco che deriva probabilmente dal mestiere di
pescatore svolto dal capostipite. |
|
FISCHETTI
FISCHETTO |
Fischetti ha un ceppo a Roma, un ceppo in Campania a Napoli, nel
beneventano a Sant'Angelo dei Lombardi, a Grottaminarda ed a
Benevento, a Santa Maria Capua Vetere nel casertano e
nell'avellinese, a Grottaminarda, Lioni, Vallesaccarda e
Monteforte Irpino, un ceppo in Puglia nel tarantino a Taranto,
Martina Franca, Lizzano, Fragagnano, Statte, Massafra e San
Marzano di San Giuseppe, a Manfredonia, Mattinata e Foggia nel
foggiano, ed a Bari, ed un ceppo nel catanese ad Acireale e
Catania, Fischetto ha un grosso ceppo salentino a Brindisi,
potrebbero derivare da soprannomi originati da un'alterazione
del termine medioevale francese
fichet (piantatore),
basato sul verbo medioevale francese
ficher (piantare,
di piante e culture erbicole), indicando forse così nei
capostipiti dei coltivatori, ma è anche possibile una
derivazione da soprannomi originati dall'italianizzazione di
termini francesi come fischer
(pescatore),
o del termine brettone fisher,
con il medesimo significato. |
|
FISCHI
FISCHIO
FISCO |
Fischi è specifico dell'area che comprende il fiorentino,
l'aretino ed il perugino, con massima espressione a Nocera Umbra
e ad Assisi nel perugino, Fischio è praticamente unico, Fisco ha
un piccolo ceppo a Sant'Anastasia ed Afragola nel napoletano, ed
uno più consistente in Sicilia a Sciacca e Caltabellotta
nell'agrigentino ed a Palermo, dovrebbero derivare da soprannomi
basati sul termine latino fiscus,
che ha sia il significato di
paniere di vimini o
cassa per la raccolta della frutta,
che quello di cassa erariale
o raccolta delle tasse,
lasciando quindi dubbi circa la possibile derivazione da
entrambi i significati, i capostipiti potrebbero sia essere
stati dei produttori di panieri
o casse, che dei funzionari
addetti alla riscossione delle tasse. |
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FISICARO |
Cognome
tipico del siracusano. (vedi FISICHELLA) |
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FISICHELLA |
Tipico di Catania e dintorni, dovrebbe derivare dall'attività di
fisicus
cioè di aiutante di un medicus o dall'essere moglie o figlia di
un fisicus. |
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FISSA
FISSI
FISSO |
Fissa e Fisso sembrerebbero unici, Fissi è toscano, del
fiorentino, di Firenze, Scandicci e Sesto Fiorentino e di Prato,
potrebbero derivare da un soprannome provenzale basato sul
termine fissa
o fisse
che indica un particolare tipo di roccia, uno
schisto di color nero,
forse ad indicare una particolarità della zona di provenienza
dei capostipiti. |
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FISSIRAGA |
Nobile
famiglia lodigiana risalente al X° secolo che prendendo
inizialmente il nome di De Fuxiraga dall'antico toponimo
Fuxiraga, l'attuale Pieve Fissiraga (LO), per poi trasformarsi
in Fissiraga, verso il 1150 si trasferirono a Lodi, dove
dettennero le cariche di console e di ambasciatore per arrivare
a Bongiovanni Fissiraga Vescovo di Lodi (1252-86), e ad Antonio
Fissiraga signore di Lodi nel 1327. |
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FITTIPALDI
FITTIPALDO |
Fittipaldi, abbastanza raro, sembra originario della zona a sud
di Potenza, Fittipaldo, praticamente unico, sembra tarentino,
dovrebbero derivare da una forma dialettale contratta che sta
per figlio di Teobaldo, da filius Teobaldi si sarebbe quindi
giunti a Fittipaldi. La famiglia dei Baroni Fittipaldi è stata
una rinomata famiglia patrizia del paese di Anzi (PZ); troviamo
un ceppo anche nella zona di Lauria (PZ) e comuni limitrofi,
come Trecchina (paese di origine della famiglia Fittipaldi, cui
appartiene il famoso campione di F1 Emerson Fittipaldi).
Personaggio rinomato fu Fittipaldi Michele Arcangelo archeologo
che partecipò ai moti carbonari napoletani del 1820. |
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FIUCCI
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Fiucci, estremamente raro, ha qualche presenza nel pescarese, a
Cepagatti e Moscufo, e ad Albano Laziale nel romano, dovrebbe
derivare dalla forma ipocoristica aferetica
Fiuccio
riferibile ad un nome come il latino
Fufius o
Rufius
o l'italiano Onofrio,
probabilmente portato dal capostipite. |
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FIUMANA
FIUMANI
FIUMANO |
Fiumana è
tipicamente romagnolo, di Forlì, Cesena e Ravenna, Fiumani,
assolutamente rarissimo sembrerebbe avere qualche presenza
nell'anconetano e nel romano, Fiumano, altrettanto raro è
probabilmente il frutto di errate trascrizioni del primo, che
dovrebbe derivare da nomi di località come Fumane di Modigliana
o Fiumana di Predappio nel forlivese. |
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FIUMARA |
Fiumara ha un ceppo secondario a Roma, uno nel salernitano ad
Angri e Pagani, in Calabria nel reggino a Rosarno, Feroleto
della Chiesa e Serrata, nel catanzarese a Chiaravalle Centrale e
Maida, e a Rende nel cosentino, ed in Sicilia un nucleo
principale a Messina, con ceppi ad Alì e Fiumedinisi nel
messinese ed a Catania, dovrebbero tutti derivare da uno dei
vari toponimi Fiumara, come ad esempio Fiumara (PZ), (RC), (RG),
(ME) ed altri, ma è pure possibile una derivazione da soprannomi
originati dalla presenza di una
fiumara (fiume
impetuoso, torrente) nella
prossimità dell'abitazione della famiglia. |
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FIUME
FIUMI |
Fiume ha
un nucleo in Puglia, soprattutto nel barese, e ceppi nel
napoletano e salernitano, in Calabria ed in Sicilia, Fiumi è
tipico dell'area che comprende le province di Bologna e Forlì,
possono derivare da uno dei tanti toponimi contenenti la radice
Fiume, come ce ne sono tantissimi in Italia, come è pure
possibile una derivazione da soprannomi legati in vario modo al
fiume. |
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FIUMEDINISI |
Fiumedinisi, assolutamente rarissimo, sembrerebbe tipico di
Francavilla di Sicilia nel messinese, dovrebbe derivare dal
toponimo Fiumedinisi nel messinese, che a sua volta prende il
nome dal torrente Fiumedinisi, che dovrebbe derivare da
flumen Dionysii
(fiume di Dionisio;
Dionisio è il nome di due Tiranni di Sicilia, il padre (432-367
a.C.) ed il figlio, che si sono succeduti tra il quinto ed il
quarto secolo a.C. al potere a Siracusa). |
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FIUMEFREDDO |
Specifico
siciliano, parrebbe originario della provincia di Palermo,
dovrebbe discendere dal toponimo Fiumefreddo di Sicilia (CT). |
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FLABOREA |
Flaborea è tipica di Concorda Sagittaria nel veneziano e della
vicina Portogruaro, con presenze anche nel goriziano a Grado,
dovrebbe derivare da un nome originatosi da un soprannome basato
sul termine latino flabra
(raffiche di vento),
probabilmente stante ad indicare la provenienza del capostipite
da un azona molto ventosa, troviamo tracce di questa
cognominizzazione nel 1668 quando un tale Giuseppe Flaborea
viene iscritto tra i locatari della Curia di Gruaro. |
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FLACCADORI |
Flaccadori è specifico del bergamasco di Gaverina Terme,
asazza, Ranzanico e Zandobbio, dovrebbe derivare dal mestiere
di produttore di fiasche. |
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FLACCHI
FLACCO |
Flacchi è
assolutamente rarissimo, Flacco, sempre molto raro, ha un ceppo
a Roma ed uno nella zona di Giuliano Teatino (CH), dovrebbero
derivare dal cognomen latino Flaccus di cui abbiamo un esempio
in uno dei più grandi poeti latini: "Quintus Horatius Flaccus,
poeta Romanus erat, natus die VIII mensis decembris anno LXV a.
Chr.n., mortuus die XXVII mensis novembris anno VIII a.Chr.n.". |
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FLACCOVIO |
Flaccovio, assolutamente rarissimo, sembrerebbe specifico di
Palermo, il cognome di cui non si riesce ad individuare una
storia, potrebbe essere di origini normanne e derivare da
un'italianizzazione del nome normanno
Flahauw,
che dovrebbe essersi originato da un'alterazione del nome
medioevale germanico Fladwulf,
a sua volta composto dai termini
flat (purezza)
e wulf
(lupo),
con il significato di Lupo di
razza pura, bisogna ricordare
che il lupo presso le popolazioni nordiche rappresentava la
forza, il coraggio e la famiglia, non si può escludere però che
possa trattarsi di un cognome di fantasia attribuito ad un
trovatello. |
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FLAIANI
FLAIANO
FLAJANI |
Flaiani, molto molto raro, è tipico della zona tra Piceno e
teramano, di Ascoli Piceno e Folignano in particolare, Flajani è
quasi unico, si dovrebbe trattare di una forma arcaica del
precedente, Flaiano, molto molto raro, è de L'Aquila, si
dovrebbe trattare di una forma alterata del cognomen latino
Flavianus,
o anche derivare da proprietà terriere della
Gens Flavia,
a solo titolo di esempio ricordiamo che il paese di Fiano Romano
anticamente si chiamava Fundus
Flaianus, appunto in quanto
proprietà della Gens Flavia, o dal nome di liberti sempre di
quella Gens. |
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FLAIM
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Cognome
specifico della zona del lago di Santa Giustina, comune di Revò
(TN), di origini ungariche è arrivato in Italia con gli scambi
sia culturali che militari tra ungheresi ed italiani nel XV°
secolo, ricordiamo che all'epoca moltissimi studenti ungheresi
frequentavano le università italiche è molti italiani
supportavano con la loro esperienza i militari ungheresi in
Ungheria. |
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FLAMIGNI
FLAMINI
FLAMINIA
FLAMINIO |
Flamigni è tipicamente romagnolo, di Forlì in particolare, con
ceppi anche a Ravenna e Meldola e Predappio nel cesenate,
Flamini è diffuso nella fascia che comprende il bolognese, la
Romagna, le Marche, L'umbria, il grossetano, il Lazio e
l'aquilano, Flaminia è praticamente unico, Flaminio ha un ceppo
a Napoli, uno a Lecce ed uno forse non secondario in Veneto,
dovrebbero derivare dalla Gens
Flaminia o dal nomen latino
Flaminius,
Flaminia
da essa derivato. |
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FLAMMIA |
Flammia è specifico dell'Irpinia, di Frigento, Grottaminarda e
Gesualdo nell'avellinese, dovrebbe derivare da un soprannome
originato dal termine latino
flammeus, flammea (fiammeo,
rosso fiamma) forse ad indicare
il colore dei capelli del o della capostipite. |
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FLANDINA |
Rarissimo, potrebbe essere di origini napoletane, deriva dal
nome medioevale Flandinus, di cui abbiamo un esempio in un testo
del 1508 dove viene citato Ambrogio Flandino (1460-1531) vescovo
di Mantova: "Flandinus Ambrosius, natione Italus, Patria
Neapolitanus, Alumnus Provinciae Terrae Laboris, Filius Coenobii
Neapolitani ... Lectorem Comitum Placentinorum de Landis...".
ipotesi fornita da Gianna
Ferrari De Salvo
cognome presente a Palermo secondo il Caracausi si tratterebbe
di un cognome di origine etnica significante fiamminga cioè
proveniente dalle Fiandre.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Frandina, come Flandina è cognome calabrese e siciliano che
secondo G. Rohlfs verrebbe dalla voce calabrese 'frandina'
= 'sorta di pannolino pesante'
< 'stoffa di Fiandra'. |
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FLAUTI
FLAUTO |
Flauti è
assolutamente rarissimo, probabilmente del centrosud, Flauto è
quasi scomparso, dovrebbero derivare da soprannomi originati o
da caratteristiche vocali del o della capostipite o da episodi
che possano direttamente o indirettamente ricordare il bel suono
o l'abilità nell'irretire. |
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FLAVI
FLAVIA
FLAVII
FLAVIO
FLAVIONI |
Flavi è un cognome tipico di Serrone (FR) e Roma, Flavia e
Flavii sono quasi unici, Flavio, rarissimo, parrebbe
meridionale, Flavioni è tipico di Terni in Umbria, dovrebbero
tutti derivare direttamente o tramite ipocoristici dalla Gens
Romana Flavia,
ma è pure possibile una derivazione dai nomi Flavia e Flavio da
essa derivati. |
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FLAVIANI
FLAVIANO |
Flaviani ha qualche presenza nel teramano, un ceppo a Roma ed
uno molto piccolo a Cagliari, Flaviano ha vari piccolissimi
ceppi a Roma, nel teatino, a Napoli e nel reggino, dovrebbero
derivare dal cognomen latino
Flavianus, tipico tra l'altro,
dei liberti della Gens Flavia./font> |
|
FLAVONE
FLAVONI |
Flavone è praticamente unico, Flavoni è tipicamente romano,
dovrebbero derivare dalla Gens
Flavonia o dal nomen romano
Flavonius
ricordiamo Caesar Marcus
Flavonius Victorinus Pius Felix Invictus Augustus. |
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FLEBUS
|
Flebus è
tipico dell'udinese, di Povoletto, Torreano e Faedis, dovrebbe
derivare dal nome del Borgo di Flebus, una Contrada del comune
di Torreano nell'udinese. |
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FLEMATTI |
Flematti è tipico di Sondrio, dovrebbe trattarsi di una forma
etnica dialettale indicante una provenienza dalla Val di Fiemme
(vali Flemarum),
probabile luogo d'origine dei capostipiti. |
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FLESSATI |
Flessati,
molto molto raro, è tipico del trentino, di Commezzadura,
Trento, Dro ed Arco, dovrebbe derivare dal nome del monte Fles
in alta Val Camonica. |
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FLOR
|
Flor è tipicamente trentino, di Revò, Cles e Trento nel trentino
e di Appiano sulla Strada del Vino ed Egna in provincia di
Bolzano, potrebbe derivare dalla
Gens Floria,
ma più probabilmente deriva dal nome della Val Floriana o dal
toponimo omonimo in provincia di Trento. |
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FLORA
FLORI
FLORO |
Flora ha più ceppi, nelle provincie di Napoli e Salerno, di Bari
e di Potenza, di Treviso e di Udine e Trieste, Flori ha ceppi in
Emilia, Toscana e Lazio, Floro ha un ceppo a Bari ed uno a
Falerna (CZ), derivano o dal cognomen latino
Florens o
dal nomen Florius
di cui abbiamo un illustre esempio: "...Florius fuit ultimus
Episcopus Carthaginis nouae: quia post excisam Carthaginem Sedes
illa Bigastrum, id est Murciam, translata est". |
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FLORAM
FLORAN |
Assolutamente rarissimi sia Floram che Floran sono tipici
dell'udinese, Floram potrebbe derivare da una modificazione del
nome slavo Floran
(Fiorano)
da cui deriva chiaramente il cognome Floran. |
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FLORE
FLORES
FLORIS |
Flore è tipicamente sardo, equamente diffuso in tutta l'isola,
Flores ha più ceppi, nel Salento e nella Sicilia occidentale,
nella Sardegna settentrionale, nel napoletano ed in provincia di
Genova, Floris è decisamente sardo. Questi cognomi derivano o
dal cognomen latino Florens
o dal nomen Florius
o dal toponimo Florinas (SS).
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
FLORIS: fiore, fiori;
frore/i
in sardo; dal latino floris.
Il cognome è presente , pur in misura modesta, negli antichi
documenti, nelle varianti Flores e Flore. Potrebbe trattarsi di
un cognome di origine spagnola. Tra i firmatari della Pace di
Eleonora, *LPDE del 1388 è presente Flore Aramo, jurato ville de
Ocieri (Ozieri); Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado,
*CSMB, XI°, XII° sec., figura un certo Fioru (de) Goantine,
donnu, vescovo (piscopu) di Terralba (178), teste in una lite
(kertidu) per la spartizione dei servi. Citiamo poi Flores
Francesco, arcivescovo dell'Archidiocesi di Oristano, dal 1406
al 1414, (Dizionario Storico Sardo,*DiStoSa). Nella storia
contemporanea ricordiamo Floris Mario, politico, già presidente
del Consiglio e della Giunta Regionale della Sardegna,
cagliaritano. Attualmente il cognome Floris è presente in 183 su
377 Comuni della Sardegna, con maggiore diffusione nel centro
sud: Cagliari 759, Quartu S. E. 379, Nuoro 277, Iglesias 230,
Guspini 192, Desulo 157, Arbus 156, Carbonia 129, Sassari 110,
etc. Nel territorio nazionale è presente in tutte le regioni,
con maggiore diffusione nel centro nord. È Roma ad avere il
primato con 220 Floris; seguono Genova 90, Torino 82, Milano 64,
Firenze 15, Bologna 8. etc. In USA è presente in 13 Stati:
California con 3 nuclei familiari, Louisiana e New York con 2,
gli altri con 1. |
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FLOREAN
FLOREANI
FLOREANO
FLORIAN
FLORIANI
FLORIANO |
Tutti e tre tipicamente friulani, Florean, molto molto raro, è
tipico di Aviano nel pordenonese, di Trieste e del goriziano,
Floreani è specifico dell'udinese, di Udine in particolare, di
Majano, San Daniele del Friuli, Treppo Grande, Tarcento e
Tavagnacco, Floreano, rarissimo, è specifico dei San Daniele del
Friuli nell'udinese, nell'area veneto, trentina sono invece
caratteristici Florian, Floriani e Floriano, Florian ha un ceppo
a Caldaro sulla Strada del Vino in provincia di Bolzano ed uno a
Pozza di Fassa nel trentino, un ceppo molto importante nel
trevisano a Zero Branco, Altivole, Treviso, Monastir di Treviso,
Istrana, Roncade e Montebelluna e nel veneziano a San Donà di
Piave, e Venezia, Floriani ha un ceppo a Trento e nel trentino a
Riva del Garda, Arco e Pergine Valsugana, un ceppo a Cison di
Valmarino nel trevisano e nel vicentino, Floriano, assolutamente
rarissimo, è meridionale, con un piccolo ceppo a San Felice a
Cancello nel casertano ed uno a Ruvo di Puglia nel barese,
dovrebbero tutti derivare dal cognomen latino
Floreanus
o Florianus,
di cui abbiamo un illustre esempio nel
de Caesaribus:
"..Tacitus post hunc suscepit imperium, uir egregie moratus; qui
ducentesimo imperii die apud Tarsum febri moritur. Huic
successit Florianus. Sed cum magna pars exercitus Equitium
Probum, militiae peritum, legisset, Florianus dierum sexaginta
quasi per ludum imperio usus incisis a semetipso uenis effuso
sanguine consumptus est. ..", ma, molto più probabilmente
derivano dai vari toponimi o dalla devozione, tipicamente veneto
friulana, a San Floriano, cui sono dedicati i nomi di paesi come
San Floreano di Buia nell'udinese, i vari San Floriano del
trevisano, San Floriano nel veronese e San Floriano del Collio
nel goriziano, Floriano era un un veterano dell'esercito romano
di stanza in Tirolo con il ruolo di princeps offici, che sotto
l'imperatore Diocleziano subì il martirio. |
|
FLOREANCIG |
Floreancig è tipicamente friulano di Cividale del Friuli e
dell'udinese, dovrebbe trattarsi di un tipico patronimico di
tipo slavo, la -ig
terminale ne è la testimonianza, derivato dal nome sloveno
Florjan
(Floriano). |
|
FLOREDDU |
Floreddu è tipicamente sardo, specifico dell'Ogliastra, di
Villagrande Strisaili in particolare, dovrebbe derivare da un
nome basato su di un soprannome dialettale sardo con il
significato di piccolo fiore. |
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FLORESTA |
Specifico
del catanese, area di Paternò e Adrano, dovrebbe derivare dal
toponimo Floresta (ME). |
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FLORESTANI
FLORESTANO |
Entrambi
assolutamente rarissimi, Florestani parrebbe toscano, mentre
Florestano è probabilmente meridionale, difficile ma proponibile
una derivazione dal toponimo Floresta (ME), più probabile una
derivazione dal nome medioevale Florestano di cui abbiamo un
esempio nel 1500 con un certo Florestano Pepe, nato a Squillace
(CZ), Vicario Generale dell'arcivescovo di Genova. |
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FLORIDIA |
Originario della Sicilia meridionale, provincie di Catania,
Siracusa e Ragusa, deriva da un soprannome legato al toponimo
Floridia (SR) |
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FLORIELLO |
Floriello, molto molto raro, è tipico del barese, di Bitonto in
particolare, dovrebbe derivare da una forma ipocoristica
dialettale del nome Florio. |
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FLORIN
FLORINI
FLORINO |
Florin,
quasi unico, parrebbe toscano, Florini è tipico dell'area
modenese e bolognese, in particolare di Pavullo nel Frignano,
Lama Mocogno e Castelnuovo Rangone nel modenese e di Bologna,
con un piccolo ceppo anche nel grossetano, Florino è invece
tipico dell'area napoletano, casertana, dovrebbero derivare dal
nome medioevale Florinus, particolarmente diffuso sia nell'area
germanica che settentrionale italiana in epoca medioevale, di
questo nome abbiamo un esempio in una Carta finis dell'anno 1174
a Milano: "Anno dominice incarnacionis millesimo centesimo
septuagesimo quarto, sesto kalendas magii, indicione septima.
Finem fecit Florinus qui dicitur Armanigra, de loco Villa Alba,
in domno Iohanne qui dicitur de Arzago, abbate monasterii Sancti
Ambrosii, ubi eius sanctum requiescit corpus, sciti infra
fossata Mediolani, ad partem et utilitatem ipsius
monasterii...". Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo
ad esempio a Bormio all'inizio del 1600 quando troviamo
registrata una causa tra un certo ser Nicola Florini e una certa
Caterina Gonnella. |
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FLORINDI |
Specifico
della zona tra Pescara e Chieti, deriva o dal nomen latino
Florius o dal nome medioevale Florindo. |
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FLORIO
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Molto diffuso in tutto il centrosud, dovrebbe derivare dal nome
medioevale latino Florius
di cui abbiamo un esempio in quest'atto ascolano del 1224:
"...Florius a serenissimo Friderico Romanorum imperatore
notarius constitutus rogatus a dicto domino Nycolao Esculano
episcopo, qui me scribere et in publicam formam redigere
rogavit...". |
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FLOSPERGHER |
Flospergher ha un ceppo nel vicentino ed uno nell'udinese, di
origini germaniche dovrebbe derivare da un soprannome divenuto
poi nome con il significato di fiore che svetta. |
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FLUMIAN
FLUMIANI |
Flumian, molto molto raro, è tipico dell'area del pordenonese al
confine con il veneziano ed il trevigiano, Flumiani, un attimo
meno raro, è invece specifico dell'udinese, dovrebbero entrambi
derivare, direttamente o dalla sua forma veneta tronca, dal nome
Flumiano,
santo cui era particolarmente devoto il popolo veneto, nell'Istoria
Sancti Allexi scritto in Veneto
nel 1439 si legge: "O Re de gloria altissimo Signore, padre
celestiale e dolze salvatore, a lo vostro nome voyo dire uno
sermone de Alexio, quelo verzene confessore. Sancto Alexio fo
alto Romano, fiolo che lo de lo sancto Re Flumiano. Per lo so
nome el fo glorificado...". Tracce di queste cognominizzazioni
le troviamo nell'udinese in un contratto del 1521 dove compare
un certo Michele Flumiano e ad Oderzo dove opera dal 1569 al
1574 il notaio Giacomo Flumian o Flumiano. |
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FOA
FOA'
FUA
FUA' |
Foa, assolutamente molto raro, è presente qua e là nell'Italia
centrosettentrionale, Foà, molto più comune ha un ceppo milanese
ed uno romano, Fua è praticamente unico Fuà è tipico di Roma, di
origine ebraico sefardita francese dovrebbero derivare dal
toponimo Foix
(pronuncia fuà) in Francia. |
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FOCA'
|
Molto
raro sembra tipico dell'estrema punta della Calabria nel
reggino, dovrebbe derivare da un toponimo San Focà presente un
tempo nella zona di Francavilla Angitola (VV). |
|
FOCACCIA |
Focaccia
è tipico di Ravenna e del ravennate, potrebbe stare ad indicare
il mestiere di focacciaro svolto dal capostipite, ma potrebbe
anche trattarsi di un nome medioevale Focaccia, usato per
augurare al proprio figlio (il futuro capostipite) un futuro
piacevole come appunto una focaccia. |
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FOCARDI
FOCCARDI |
Focardi è tipicamente toscano, del fiorentino in particolare, di
Firenze, Reggello, Rignano sull'Arno, Bagno a Ripoli, Sesto
Fiorentino, Incisa in Val d'Arno, Pontassieve, Greve in Chianti
e Scandicci, Foccardi, molto meno diffuso, è specifico di
Venezia, potrebbero derivare dal nome bizantino
Foca, con
l'aggiunta del suffisso -ardi,
indicatore di appartenenza, ricordiamo San Foca, di Antiochia,
martirizzato sotto l'imperatore Diocleziano, ma è anche
possibile una derivazione dal nome di origine germanica
Folchardus,
a sua volta latinizzazione del nome medioevale germanico
Volkhard
(si pronuncia folcart), composto dai vocaboli
volk (popolo)
e hart
(duro),
di questo nome abbiamo un esempio in un atto del 1160: "...Notum
sit omnibus tam futuris quam presentibus, qualiter Eberhardus de
Weiden ministerialis sancte Marie in Frisinga curtem suam
Mousach , quam hereditario iure possidebat , potenti manu sancto
Petro in Novo loco pro remedio anime sue & parentum suorum post
mortem suam tradidit & in beneficium a preposito eiusdem
Ecclesie suscepit : eo pacto ut singulis annis denarium aut
modium frumenti pro tributo daret. H. r. t, f. Harbo de Biburch,
... Roudegerus de Waltheriskirchen, Folchardus de Bachen. ..". |
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FOCHESATO |
Tipico della zona di Malo, Monte di Malo, Arzignano e Schio nel
vicentino.
integrazioni di Giovanni
Vezzelli
è cognome veronese e vicentino derivante dalla tradizione
religiosa: San Foca lavorava come giardiniere a Sinope (Ponto
Eusino), dove visse tra il I° e il II° secolo. Fu denunciato
come cristiano e quindi ricercato per essere messo a morte. Egli
stesso si denunciò e fu martirizzato. E' invocato contro il
morso dei serpenti ed è patrono dei marinai. Olivieri 137 |
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FODDAI
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Foddai è tipico di Sassari e della sua provincia di Sorso e
Giave, con un ceppo anche a Cagliari.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
FODDAI: (vedi Foddi) sta per
foddani o
foddanu
probabilmente nel significato di
foddèri,
cioè di artigiano che fa i mantici e deriva sempre da
fodde/i,
e quindi dal latino follis
(mantice).
Non dimentichiamo però che in alcune parti dell'isola
le foglie
(degli alberi) sono dette
sa fodda
per sa folla
che viene però dal latino folia.
Attualmente il cognome è presente in 76 Comuni del territorio
nazionale, di cui 25 della Sardegna. Nell'isola la maggiore
diffusione si registra nel nord. Nel continente è presente in 3
Comuni del Lazio (Roma 38), 5 della Liguria(Genova 4), 4 del
Piemonte(Torino 9), 9 della Lombardia( Milano 5), etc. In USA lo
troviamo in un solo Stato: New Jersey, con 1 nucleo familiare. |
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FODDE
FODDI
FODDIS |
Fodde è specifico della Sardegna centrosettentrionale, Foddi è
tipico di Gonnosfanadiga (CA) e di Cagliari, Foddis è tipico
della Sardegna centromeridionale, potrebbe derivare da
soprannomi originati dal vocabolo sardo
foddi (buccia
dell'uva, tasca della bisaccia, mantice)
probabilmente legati al mestiere del capostipite.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Foddis è cognome frequente in Sardegna, ma presente anche nel
Lazio, forse per movimenti migratori. È il plurale di famiglia,
di forma campidanese, del cogn. Fodde, Foddi, che corrisponde al
sostantivo fòdde,
foddi
(mantice),
che deriva dal lat. follis;
è documentato nel Condaghe di Trullas come Folle.
Fonte: M. Pittau, I cognomi
della Sardegna, 1990
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
FODDI: il mantice del fabbro
ferraio:
su foddi,
in campidanese; sa fodde
in logudorese. Is foddis
(campidanese) o
sas foddes
(logudorese). de sa bertula
sono le sacche o tasche della
bisaccia di orbace (sa bertula
de orbaci). In latino follis.
Cognome moderatamente diffuso nella parte meridionale
dell'isola. Mi viene in mente uno scioglilingua imparato da
bambino(imbabapippius), che vede protagonista un "Foddi":
"Coccòi Foddi, Coccòi Foddi, tàllat e còsit e còit a mòddi, e
ndi còit una bella pinjàda, Coccòi Foddi conca spinniàda"! Nelle
carte antiche c'è soltanto nella forma "Folle", che in tempi
recenti diventa Fodde (vedi Fodde). Attualmente il cognome Foddi
è presente in 38 Comuni d'Italia, dei quali 21 in Sardegna. Si
tratta di un cognome profondamente radicato nel centro abitato
di Gonnosfanadiga. (09035 - Medio Campidano), che da solo conta
quasi la metà dei Foddi di tutta la Sardegna. A prova, dove il
cognome ha messo profonde radici, si assiste alla diramazione
dello stesso in numerosi nomignoli o soprannomi. Nelle Regioni
del Continente lo troviamo in 2 Comuni della Liguria ( Genova
4), 5 della Lombardia (Milano 7), 1 del Piemonte (Torino 2), 1
della Toscana (Prato 3), 1 del Lazio (Roma 3).
FODDE: per significato ed etimologia vedi Foddi. Lo troviamo nei
documenti antichi della Lingua Sarda nella variante antica
Folle, tra i firmatari della Pace di Eleonora del 1388, *LPDE:
Folle Anthonio, ville Macumerii (Macomer); Folle Joanne, ville
Macumerii; Folle Mariano, ville Macumerii. Nel Condaghe di San
Nicola di Trullas, *CSNT XI°, XII° sec., al cap. 53/1 troviamo
Folle Andrìa e ai capp. 78, 83, 90,etc. Folle Gitimel Maiore
d'iscolca ( il maiore d'ìscolca o de scolca, nel periodo
giudicale era il capo delle guardie che presidiavano i confini
della Villa, cioè del centro rurale). Attualmente è presente in
65 Comuni del territorio nazionale, di cui 32 nella Sardegna con
maggior diffusione nella parte centro nord dell'isola. Nel
Continente è presente in 1 Comune dell'E. Romagna( Bologna 3), 5
del Lazio (Roma 13), 2 della Liguria (Genova 2), 5 della
Lombardia (Cologno Monzese 3), 6 del Piemonte (Collegno5), 2
della Toscana (Grossetto 3), etc. In USA lo troviamo in 2 Stati:
New York e Missouri con 1 o 2 nuclei familiari.
FODDIS: per significato ed etimologia vedi Foddi. È presente,
attualmente, in 111 Comuni del territorio nazionale, di cui 51
della Sardegna. Nella penisola lo troviamo in 4 Comuni del Lazio
(Roma 25), in 1 della Liguria (Genova 2), in 8 della Lombardia
(Milano 14), in 8 del Piemonte (Torino7), etc. |
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FOFANO
FOFFANI
FOFFANO |
Foffani, assolutamente rarissimo, è del padovano, Fofano, quasi
unico, è veneziano, Foffano è tipico del veneziano, di Venezia,
Spinea, Martellago e Salzano, con un ceppo anche a Mogniano
Veneto nel trevisano, dovrebbero derivare da un soprannome
attribuito ai capostipiti, originato dal termine veneziano
arcaico fòfano
(goffo, malfatto),
ma è anche cosi chiamato un tipo di anatra selvatica di scarso
pregio, forse ad intendere che il destinatario del soprannome
avesse questa caratteristica. |
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FOFI
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Fofi ha un ceppo a Gubbio nel perugino ed uno a Roma, dovrebbe
derivare dal nome medioevale
Phophus, probabilmente portato
dai capostipiti. |
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FOGAGNOLI
FOGAGNOLO |
Fogagnoli è assolutamente rarissimo, Fogagnolo invece è
specifico della zona tra ferrarese e rovigoto, di Jolanda di
Savoia nel ferrarese, ma soprattutto di Rovigo, Occhiobello,
Costa di Rovigo e Lendinara nel rovigoto, potrebbero derivare da
soprannomi inerenti al fogo
(fuoco)
(vedi FOGATI), ma molto più probabilmente deriva dal termine
dialettale fogagna,
stanza adibita al riscaldamento delle abitazioni signorili, in
questo caso il capostipite potrebbe essere stato quello che oggi
si chiamerebbe un fuochista, ma potrebbe pure essere una sorta
di etnico dialettale del toponimo Fogagna di Udine. |
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FOGAL
FOGALE
FOGALI |
Fogal, molto raro, è tipico del trevisano, di San Zenone degli
Ezzelini e di Loria, Fogale è sempre del trevisano, di Loria,
Castello di Godego e Riese Pio Decimo, Fogali, quasi unico, è
del ferrarese, dovrebbero derivare da soprannomi dialettali
basati sul termine dialettale trevigiano arcaico
fogal (fuochista,
chi manutiene le caldaie o i camini). |
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FOGAR
FOGARI |
Fogar è tipicamente friulano, di Cervignano del Friuli,
Fiumicello ed Aquilaia, e giuliano di Trieste e di Monfalcone
nel goriziano, Fogari, sempre friulano, assolutamente rarissimo,
è tipico del goriziano, dovrebbero derivare da soprannomi basati
sul termine friulano fogàr
(fuochista). |
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FOGAROLI
FOGAROLO |
Fogaroli è tipicamente lombardo, del bergamasco, di Costa di
Mezzate e Bergamo, Fogarolo è specifico del padovano, di Abano
Terme e Padova, dovrebbero derivare da soprannomi basati sul
termine lombardoveneto fogarol
(fuochista, ma anche chi lavora
ai fornelli ad esempio nella produzione della seta). |
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FOGATI
FOGATO |
Fogati è unico e si tratta probabilmente di un errore di
trascrizione di Fogato che è tipico del rovigoto, di Crespino,
Rovigo ed Adria, potrebbe derivare da soprannomi che siano in
qualche modo legati al fogo
(fuoco)
o perchè il capostipite lavorava per un fabbro e si occupava di
tenere vivo il fuoco, o per altri motivi. |
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FOGAZZARO
FUGAZZARO |
Fogazzaro, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del norditalia,
Fugazzaro ha un ceppo veneziano, uno tarantino ed uno emiliano.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Fogazzaro, quasi unico, si riscontra per lo più nel
lombardo-veneto, fra il milanese e il vicentino, Fugazzaro,
piuttosto raro, presenta ceppi maggiori nel veneziano, nel
tarantino e nel modenese, entrambi questi cognomi
derivano da varianti arcaiche o dialettali del termine
focacciaio. Personaggio famoso fu il romanziere e poeta veneto
Antonio Fogazzaro (nato a Vicenza nel 1842 e ivi morto nel
1911), autore del celebre romanzo Piccolo mondo antico. Per
quanto riguarda i cognomi Fogazzaro e Fugazzaro, si tratta
comunque delle cognominizzazioni di nomi di mestiere attribuiti
ai capostipiti. |
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FOGAZZI |
Dovrebbe
essere della zona compresa tra le provincie di Brescia e di
Cremona, una possibile derivazione potrebbe essere dal nome
franco Fulk o più probabilmente da soprannomi legati al vocabolo
dialettale fogassa, fogazza (focaccia), indicanti il mestiere di
focacciaro. |
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FOGHERI |
Fogheri, molto molto raro, tipicamente sardo, ha un piccolo
ceppo ad Oristano, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul
termine sardo meridionale
foghèri (fucile
a pietra focaia, acciarino). |
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FOGHER
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Fogher, quasi unico, è della zona tra cremonese, mantovano e
veronese, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine
lombardoveneto foghèr
(camino, focolare). |
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FOGLIANI
FOGLIANO |
Fogliani ha ceppi in Lombardia, nel modenese, nel perugino, nel
romano, nel messinese e nel catanese, Fogliano ha vari ceppi,
uno piemontese nel biellese a Biella e Sordevolo, uno umbro a
Terni e Todi nel perugino, uno a Napoli e nel napoletano ed uno
a Catania e Mascalucia nel catanese, dovrebbero tutti derivare
da toponimi come Fogliano nel perugino, Fogliano nel pavese,
Fogliano nel modenese o da altri nomi di località riconducibili
a proprietà della Gens Folia,
cioè ai vari ager folianus
presenti in Italia, ma è pure possibile che possano essere anche
ricondotti al cognomen latino
Folianus, tipico ad esempio di
liberti della Gens suindicata. |
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FOGLIAZZA |
Dell'areale piacentino lodigiano e cremonese, difficile
l'identificazione dell'origine. |
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FOGLIERI
FOGLIERO |
Sia
Foglieri che Fogliero sono quasi unici, apparentemente dell'area
romagnolo, umbro, marchigiana, dovrebbero derivare da una
modificazione del nome medioevale
Folcerius
(vedi FOLLIERO) |
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FOGLI
FOGLIA
FOGLIO |
Fogli è ben diffuso nel pisano, in Emilia e Romagna, soprattutto
nel ferrarese, bolognese e ravennate, con un ceppo anche nel
torinese, Foglia è molto diffuso in tutt'Italia, Foglio ha un
ceppo lombardo tra cremonese, bresciano e bergamasco ed uno
pugliese nel barese e soprattutto nel foggiano, potrebbero
derivare dal nome latino Follius,
Follia, o anche
Folius,
Folia,
di cui abbiamo un esempio citato da Livio nell'anno 256 in
Marcius. Follius
Magister Equitum: "...confestim Folius magisterio equitum;
primique apud consules iis enim ab senatu ...". |
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FOGNANI |
Fognani
ha un ceppo nell'aretino, a Bibbiena in particolare, a Castel
Focognano e Poppi, con presenze anche sull'appennino modenese,
esistono due ipotesi circa l'origine del cognome che sembra
comunque essere toponomastica, la prima propone una derivazione
dal nome del paese di Fognano, una frazione del comune di
Brisighella nel ravennate, mentre la seconda propone una
derivazione da una forma dialettale contratta del nome del paese
di Focognano nell'aretino. |
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FOGOLIN
FOGOLINI |
Fogolin è
caratteristico di San Michele al Tagliamento nel pordenonese,
Fogolini, assolutamente rarissimo, è anch'esso friulano,
dovrebbero derivare da un soprannome dei capostipiti, forse dei
fuochisti, o degli addetti al focolare di una casa padronale. |
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FOGU
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Fogu, tipicamente sardo, ha un ceppo in Gallura ad Oschiri e San
Teodoro, uno a Cagliari ed uno nell'iglesiente a San Giovanni
Suergiu ed Iglesias, dovrebbe derivare dal termine sardo
fogu (fuoco),
inteso forse come famiglia, forse ad indicare uno di casa, del
villaggio.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
FOGU: focu nelle parlate centrali;
fogu nel
campidanese = fuoco;
dal latino focus.
Il fuoco è il simbolo della vita; il vocabolo greco lampàs
(λαμπάς) = luce, fuoco
è anche allegoria del battesimo cristiano, ricordato nella
nascita di San Giovanni Battista - 24 giugno (Web: Giuseppe
Concas -
almanacco di giugno).
Il fuoco è inoltre una delle quattro sostanze, principi del
Cosmo: acqua, terra, aria, fuoco. Da cui si è originato il mondo
( il Big Bang): principio della nascita dell'Universo,
religiosamente inteso come Dio Creatore (vedi nell' Web _
Giuseppe Concas - rime "sa nea de su mundu"). Su fogu de
Sant'Antoni = il fuoco di Sant'Antonio è una malattia
esantematica, generalmente dell'età adulta, che si manifesta
con chiazze rosse(talvolta dolorosissime) sulla pelle - (vedi
nell'Web: Giuseppe Concas - almanacco di gennaio - 17 - S.
Antonio Abate). Gli arrossamenti della pelle sono detti
generalmente unu sfogu. A su pippìu dh'est benìu unu sfogu = al
bambino è sopraggiunto un arrossamento.o un erpete. Fogaritzu,
riferito a persona che s'infiamma, va su di giri, facilmente.
Affoghijai = dare fuoco o anche accendere. Fokìle o foghìle, al
centro, foxìli o foxìbi, in Campidano è il caminetto antico: era
ricavato al centro della casa e conteneva il fuoco, sempre
acceso: tipica struttura e usanza ereditate dalla Grecia Antica,
rappresentata dal Mègaron (μέγαρον), che, nell'edificio regale,
era costituito da uno spazioso ambiente o stanzone, quadrato o
rettangolare, al centro del quale c'era il focolare, col fuoco
sempre acceso, distinto da quattro colonne, e dove il re
pastore - guerriero (il Wanax) teneva le manifestazioni più
importanti e riceveva gli ospiti. Su foxìli oggi in Campidano è
comunemente chiamato sa forrédda. Su fogaròni o fogoròni è un
gran falò. "Abini dho-y hat fumu,dho-y hat fogu = dove c'è fumo
c'è fuoco; abini dho-y hat fogu, dho-y hat genti = dove c'è
fuoco c'è gente (vedi nell'Web - Giuseppe Concas :
detti e proverbi del Campidano di Sardegna).
Non abbiamo trovato il cognome nei documenti antichi da noi
consultati. Attualmente come cognome è presente in 53 Comuni
italian, di cui 23 in Sardegna: Oschiri 25, Cagliari 21, S.
Teodoro 15, San G. Suergiu 14, Iglesias 13. |
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FOINA
FOINI |
Foina è tipico del cremonese e lodigiano, Foini è originario
della zona che comprende le provincie di Milano e Bergamo,
potrebbero derivare da un soprannome dialettale legato al
vocabolo foina
(faina, furbo). |
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FOIS
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Molto diffuso è tipico sardo, dovrebbe derivare da una
modificazione del vocabolo latino bovis (bue), tracce di questa
cognominizzazione le troviamo nella seconda metà del 1500 con il
cavaliere Onofrio Fois di Bolotana (NU).
integrazioni fornite da
Massimo Fois
Il cognome Fois potrebbe derivare da
Foi cioè
Salvatore,
ma probabilmente deriva da Foix, casata nobile francese che fu
Re d'Aragona e Conte di Barcellona e da cui discende il primo
Fois giunto sull'isola nel 1300. |
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FOL
FOLIN
FOLINI
FOLINO |
Fol, assolutamente rarissimo, parrebbe del bellunese, Folin
invece è specifico di Venezia, Folini ha un ceppo nel sondriese,
soprattutto ad Ardenno, Chiuro, Sondrio e Ponte In Valtellina ed
uno nel lucchese a Seravezza e Forte dei Marmi, Folino invece
parrebbe calabrese del cosentino, crotonese e del catanzarese in
particolare, dovrebbero derivare da forme aferetiche, più o meno
tronche, o dei nomi o di ipocoristici di nomi come
Christofolus,
Garofolus
o Buffolus. |
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FOLADOR
FOLADORE
FOLADORI
FOLLADOR
FOLLADORE
FOLLADORI |
Folador, assolutamente rarissimo, ha un ceppo nel varesotto ed
uno nel veneziano, Foladore, molto raro, ha un ceppo nel
vicentino ed uno nell'udinese, Foladori, ancora più raro è della
zona tra veronese e basso trentino, Follador è soprattutto
trevisano, ma è ben rappresentato anche nel veneziano e nel
bellunese, Folladore è quasi unico, Folladori, è specifico di
Villa Di Chiavenna (SO), dovrebbero tutti derivare da
soprannomi, troviamo tracce di queste cognominizzazioni nella
seconda metà del 1600 in atti del tribunale di Rovereto, dove
viene citato tal Giovanni Foladori di Pomarolo (TN).
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Folador ha un ceppo nel veneziano e uno nel varesotto, Foladore
si riscontra soprattutto nel vicentino e nell'udinese, Foladori,
molto raro, si concentra quasi esclusivamente nel veronese e nel
trentino, Follador ha un nucleo maggiore nel Veneto
centrorientale, fra il trevigiano, il veneziano e il bellunese,
Folladore, rarissimo, è presente per lo più nel nord, ma ha un
ceppo anche nel cosentino, Folladori, infine, sembra essere
originario del sondriese, tutti questi cognomi derivano da
varianti arcaiche o dialettali del termine
follatore
(detto anche gualchieraio), colui cioè che si occupa delle
operazioni di follatura: con questo termine sia intende sia il
trattamento a cui vengono sottoposti i panni di lana o di feltro
(così da conferire loro maggiore morbidezza e compattezza) sia
il processo di pigiatura del mosto (al fine di ottenerne una
migliore vinificazione). Si tratta, dunque, delle
cognominizzazioni di nomi di mestiere attribuiti ai capostipiti. |
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FOLCHI
FOLCHINI
FOLCO
FULCHINI |
Folchi, abbastanza raro, ha un ceppo ferrarese ed uno romano,
Folchini sembrerebbe del milanese, Folco ha un ceppo nel
Piemonte occidentale, uno nel savonese, uno nel vicentino ed uno
nel Lazio, Fulchini è specifico dell'Irpinia, di Gesualdo (AV)
in particolare, questi cognomi derivano tutti, direttamente o
tramite ipocoristici, dal nome medioevale di origine germanica
Folcus
una variazione del più antico
Fulcus (vedi Fulco), con questo
nome ricordiamo Folco I° (+1128) Marchese d´Este. |
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FOLENA
FOLENI |
Folena è molto raro, probabilmente originario del livornese,
Foleni, quasi unico, è probabilmente dovuto ad errori di
trascrizione, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal
termine dialettale folena
(favilla,
ma anche
fuliggine), forse per
caratteristiche dovute al mestiere del capostipite, ad esempio
lo spazzacamino, o anche è possibile da caratteristiche fisiche
quali un colorito particolarmente scuro, il termine dialettale
folena
o fulena
ha pure un secondo significato cioè quello di
ragazzo vispo, sempre in movimento
e da queste caratteristiche potrebbe anche essere derivato il
cognome. |
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FOLETTI
FOLETTO
FOLLETTI
FOLLETTO |
Foletti è dell'areale tra le provincie di Milano e Lodi, Brescia
e Cremona e Piacenza, Foletto è specifico della zona di confine
tra veronese e vicentino, Folletti potrebbe avere un nucleo nel
lodigiano, uno in Emilia Romagna e forse uno in provincia di
Terni, Folletto, estremamente raro, dovrebbe essere meridionale,
forse siciliano e campano, dovrebbero tutti derivare
dall'aferesi di ipocoristici, o da soprannomi, originati da nomi
bizantini come Christoboulus
e Christopholus
o dei corrispondenti germanici
Töffel e
Stoffel.
(Cristofollett,
Stoffolett).
Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Lenna (BG) in
un atto del 1631 redatto dal Notaio Giovanni Domenico Foletto. |
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FOLGARAIT
FOLGHERAIT
FOLGHERAITER |
Folgarait
è specifico della zona di Terragnolo e Rovereto (TN),
Folgherait, assolutamente rarissimo, è della stessa zona,
Folgheraiter è specifico dell'areale che comprende Albiano,
Segonzano e Lavis (TN), derivano tutti dalla modificazione
tedesco dialettale dell'etnico di Folgaria. |
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FOLGORA |
Estremamente raro non è possibile individuare una zona
d'origine, si può solo ipotizzare una possibile derivazione dal
toponimo Folgaria (TN). |
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FOLIGNO
FOLLIGNO |
Foligno,
tipico cognome ebraico, ha un piccolo ceppo tra comasco e
milanese, uno nel campobassano ed uno nell'alto potentino,
Folligno, praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad errori
di trascrizione del precedente, dovrebbe derivare dal nome del
paese di Foligno nelle Marche, probabile luogo d'origine delle
famiglie, dovrebbe risalire a dopo il 1569, quando il Papa Pio
V° promulga il bando agli Ebrei da tutti i territori pontifici. |
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FOLLA
FOLLO
FULLA |
Di Folla
sembrano esserci almeno tre nuclei, nel basso Friuli, al confine
con la provincia di Gorizia, uno nell'alto ferrarese al confine
con il rovigoto ed uno nel napoletano, Follo ha un ceppo
nell'avellinese e beneventano ed uno in Piemonte, Fulla
assolutamente rarissimo è tipico dell'udinese, l'ipotesi che
derivino dal nome celtico Fola è forse sostenibile per il ceppo
ferrarese, più difficilmente si può allargare a quello udinese e
a quello napoletano che potrebbe invece far propendere per una
derivazione dal nome normanno Follan; la cosa più probabile è la
derivazione dal nome medioevale Follus di cui abbiamo ad esempio
tracce a Bergamo agli inizi del 1500 con Giacomo Follus Bolis,
causidico (patrocinatore legale) di Bergamo, o anche una
derivazione dal verbo tardo latino fullare (follare) e starebbe
ad indicare una connessione con un sito adibito alla follatura
(fulla) come leggiamo ad esempio in questa pergamena del 1570:
"...ad brolos seu ad fulla..." (dove fulla identifica una
stazione di follatura)-. |
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FOLLARI
FOLLARO
FOLLERI
FOLLERO |
Follari, molto molto raro, parrebbe panitaliano, anche se
attualmente il ceppo più significativo è palermitano, Follaro,
altrettanto raro, ha invece un ceppo romano, Folleri è
assolutamente rarissimo ed è panitaliano, Follero, molto molto
raro, sembrerebbe del napoletano, dovrebbero tutti derivale
dall'attività di magister
follarius (artigiano
follatore, preparatore e finitore di lana),
svolta dal capostipite. Tracce di queste cognominizzazioni le
troviamo ad esempio a Nicosia in un atto dell'anno 1295: "...Ego
Jacobus Follarius olim filius Marini Follari pisanus civis
imperatoris dignitate notarius, predictis omnibus interfui et
rogatus inde hanc cartam scripsi atque firmavi. ", nel 1500
Petrus Follerius a Venezia si occupa e scrive opre di Diritto
Criminale. Il casato nobile dei Follerio detenne il feudo di
Bisenti nel teramano nella seconda metà del 1200. |
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FOLLESE |
Follese, assolutamente rarissimo, sembrerebbe specifico del
cagliaritano, si dovrebbe trattare di un'italianizzazione
dell'etnico della località di Foddi, una frazione del comune di
Pabillonis nel cagliaritano, in sardo la doppia
-ll-
italiana si pronuncia come -dd-. |
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FOLLI
FOLLINI
FOLLIS |
Folli ha più ceppi, in Lombardia, Emilia e Romagna, provincia di
Genova, Toscana e Lazio, Follini è del piacentino e cremonese,
Follis, rarissimo è piemontese, della zona tra novarese e
torinese, dovrebbero derivare dall'aferesi di soprannomi
originati da nomi bizantini come Christoboulus e Christopholus o
dei corrispondenti germanici Töffel e Stoffel. (Cristofollin,
Stoffolin).
ipotesi fornite da Guido
Folli
Folli potrebbe anche derivare dal latino follis (mantice) o
anche da follis moneta romana del tardo impero. |
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FOLLIERO |
Presenta un ceppo a Lucera nel foggiano, uno a Napoli ed uno,
probabilmente secondario a Roma, dovrebbe derivare dal nome
medioevale di origine tedesca
Fulcherius o
Folcerius
di cui abbiamo un esempio in Romagna in questo scritto dell'anno
1294: "...captus fuit dominus Guido de Polenta, qui venerat
Forlivium ad faciendum officium capitanarie dicte civitatis, et
Ranbertus eius filius cum eo, et plures alii de Ravenna, et
Folcerius de Calbulo et Iohannes eius frater, et Nicolittus
filius Rainerii de Calbulo...".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Folliero è un cognome di Foggia; per Minervini, pag. 209, deriva
dal cognome base Folla
che viene dal verbo tardo latino 'follare'
nel senso di 'sgrassare i panni'. |
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FOLLINA |
Follina,
molto molto raro, è tipico di Nervesa della Battaglia nel
trevisano, dovrebbe derivare dal nome del paese di Follina ad
una trentina di chilometri da Nervesa della Battaglia. |
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FOLLONE
FOLLONI
FULLONE
FULLONI |
Follone, assolutamente rarissimo, parrebbe del palermitano,
Folloni è specifico dell'Emilia, dell'area che comprende il
parmigiano, il reggiano ed il modenese, Fullone ha un ceppo
pugliese tra tarentino e brindisino, uno nel cosentino ed uno
nel palermitano, Fulloni ha un piccolo ceppo tra reggiano e
modenese ed uno nel romano, tutti questi cognomi dovrebbero
derivare dal termine altomedioevale latino
follo, follonis
(meccanismo mosso da una ruota
idraulica, costituito da due martelli di legno, usato per
conferire compattezza e spessore, infeltrendoli, ai tessuti di
lana e per estensione colui che lavava le lane e le spurgava),
ma è pure possibile una derivazione da antichi nomi di località
come il fundus Follonis
in Abruzzo in un atto dell'anno 962 o il
Locus Follonis
nel parmense, che viene citato in un testo dell'anno 973, o
anche da toponimi o idronimi moderni come il il paese di
Mottafollone o il torrente Follone entrambi nel cosentino,
un'ipotesi che anche se non si può scartare è comunque molto
improbabile è che questi cognomi possano derivare da
accrescitivi dell'aferesi di nomi come
Christofolus.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
FOLLONI - Il cognome, presente soprattutto nella pianura
modenese, anche nella forma Fulloni, riflette il lat. fullo -
fullonis (lavandaio). Che i fullones (sgrassatori di pelli;
lavandai) prosperassero nella Modena del I° secolo di Cristo,
per il fiorire del mercato degli ovini, ce lo fa intendere anche
Marziale in un noto epigramma (III, 59). In esso il poeta latino
ricorda che un fullo
offrì ai Modenesi uno spettacolo gladiatorio. Fonte: Franco
Violi: Cognomi a Modena e nel Modenese, Aedes Muratoriana,
Modena, 1996 |
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FOLONARI
FOLONARO |
Folonari, estremamente raro, parrebbe lombardo, Folonaro, forse
ancora più raro, sembrerebbe della provincia di Sondrio,
dovrebbero derivare dal termine latino
fullonarius
(gualchieraio o follatore),
cioè chi possiede o governa una gualchiera (apparato per follare
la lana), indicando quindi l'attività del capostipite. |
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FON
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Fon, assolutamente rarissimo è friulano dell'udinese, potrebbe
derivare da forme contratte del nome latino
Fonteius
o da forme aferetiche del nome slavo
Trifon o
del nome greco Eriphon. |
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FONDA
|
Fonda è specifico di Trieste con un ceppo primario a Venezia,
dovrebbero derivare dalla Gens
latina Fundania
che da Fondi (LT) giunsero in epoca medioevale ad Aquileia prima
ed a Venezia dopo a seguito delle calate barbariche, a Trieste
si insediarono solo dopo il 1700.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Fonda è cognome triestino diffuso anche nel Veneto e
sporadicamente nel resto d'Italia. Si tratta di un cognome di
origine romana giunto attraverso Aquileia (ove un lontano avo -
Lucio Fundanio Rufo - era membro del Senato aquileiese), dopo la
distruzione di Attila nel 452, ossia i Fonda detti in origine
Fundani/Fondani, che discendono dalla gens romana
Fundania
trapiantata ad Aquileia, il cui nome è in realtà l'etnico e
aggettivo Fundano o Fondano = abitante di Fundi o Fondi,
cittadina costiera del Lazio fra Terracina e Formia da cui
deriva pure il cognome Fondi di Roma. M. Bonifacio, Cognomi
triestini, 124. |
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FONDERICO |
Fonderico è tipicamente del napoletano, di Villaricca, Giugliano
in Campania, Mugnano di Napoli ed Ottaviano, dovrebbe derivare
dall'italianizzazione del nome svevo
Fondrich. |
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FONDRINI |
Fondrini
è specifico del sudmilanese di Lodi, Pessano con Bornago e
Milano, si dovrebbe trattare di una forma aferetica del più
comune cognome Sfondrini (vedi SFONDRINI). |
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FONNESU |
Abbastanza raro è specifico del cagliaritano, potrebbe derivare
da una modificazione dialettale del toponimo Fonni (NU), ma più
probabilmente è connesso ad un soprannome stante ad indicare chi
abitava in prossimità di una fons (fonte).
integrazioni fornite da
Alida
il cognome è citato in testi relativi alla storia delle miniere
a Villacidro. pare che i primi Fonnesu o Funesu arrivassero dal
nord della Sardegna o dalla Spagna.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
FONNESU: di Fonni, proveniente
da Fonni. =
Fonnesu;
come del resto Forresu, Calaresu etc. Nel vocabolario sardo
geografico, patronimico ed etimologico del canonico Giovanni
Spano trovi: Fonne/Fonni - fonnese, fonnesu. - voce fenicia
phana
= altura, elevatezza.
( Fonni,bellissimo paese di 4371 abitanti, è il più alto della
Sardegna, a 1000 metri s.l.m. Si trova al centro della Barbagia
in provincia di Nuoro. Per saperne di più, vedi Fonni,
abitato.nel Di.Sto.Sa di Francesco Cesare Casula, o visita il
sito internet "Fonni"). Nell'arco dei secoli e tuttora, per i
giovani pastori del centro Sardegna, la meta preferita, per gli
abbondanti e rigogliosi pascoli per le loro greggi, erano e sono
le vallate del Campidano e del Cixèrri ed i pendii montani del
Linas. Ecco giustificata la presenza dei "Fonnesu", come di
tantissimi altri cognomi di origine barbaricina, nei luoghi
citati e a ridosso del Monte Linas: Iglesias, Domusnovas,
Villacidro, Guspini, Gonnosfanadiga, Arbus etc. Quanto detto è
comprovato inoltre dalla presenza, in tutto l'arco della
montagna citata, di tanti toponimi che traggono origine dalle
parlate centrali dell'Isola. Nei documenti antichi della lingua
e della storia della Sardegna, da noi consultati, non abbiamo
trovato il cognome Fonnesu. Sappiamo che il paese, villa, bidda,
fu fondato nell'arco del XIV° secolo, probabilmente dagli
abitanti di Soràbile, centro romano e presidio militare di
controllo, del II° secolo d. Cr. Il sito è però ricchissimo di
resti di età prenuragica e nuragica. Attualmente il cognome
Fonnesu è presente in 54 Comuni italiani, di cui 23 in Sardegna:
Iglesias 41, Domusnovas 38, Villacidro 27, Alghero 26, Cagliari
22, etc. |
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FONSATI
FONSATO
FONSATTI
FONSATTO |
Fonsati,
molto molto raro, sembra tipico del ferrarese, così come
l'appena un poco più diffuso Fonsatti, Fonsato e Fonsatto sono
invece della zona limitrofa del rovigoto, dovrebbero derivare
dall'aferesi del patronimico del nome Alfonso e starebbero ad
indicare il figlio o i figli di un certo Alfonso. |
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FONTANA
FONTANARI
FONTANAZZA
FONTANAZZI
FONTANELLA
FONTANI |
Fontana è
assolutamente panitaliano, Fontanari è della provincia di
Trento, Fontanazza della provincia di Enna, Fontanazzi è del
modenese, Fontanella ha più nuclei , nel ragusano, nel
napoletano e casertano, nell'anconetano, nella provincia di
Venezia e nel bellunese, in Lombardia e nel genovese, Fontani è
decisamente tipico della Toscana, dove è molto diffuso. Tutti
questi cognomi dovrebbero essere derivati da soprannomi legati a
toponimi quali Fontana (PR) - (NA), Fontana di Montella (AV),
Fontana Liri (FR), Fontana Pradosa (PC), Fontanella (BG),
Fontanelle (CE) e moltissimi altri. |
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FONTANETO |
Abbastanza raro è circoscritto al novarese, dovrebbe derivare
dal toponimo Fontaneto d'Agogna (NO), tracce di questa
cognominizzazione si trova ad esempio a Venezia nel 1480 con un
certo stampatore piemontese Guglielmo di Fontaneto.
suggerimenti forniti da
Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO) |
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FONTANIVE |
Fontanive è specifico del bellunese, di Concenighe Agordino,
Sedico, Canale d'Agordo, Agordo, Falcade e Belluno in
particolare, dovrebbe derivare dal nome del piccolo borgo di
Fontanive una località di Alleghe nel bellunese, ma non si può
escludere una derivazione dal nome della famiglia padovana ormai
scomparsa dei Fontaniva,
che dovrebbe essersi originata dal nome del paese di Fontaniva
nel padovano, il cui toponimo dovrebbe essere a sua volta
derivato dal termine latino fons
viva (fontana
o fonte viva). |
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FONTANOT |
Fontanot è tipicamente giuliano, di Muggia e Trieste nel
triestino e di Ronchi dei Legionari e Monfalcone nel goriziano,
potrebbe derivare da un indicatore di provenienza da un luogo
dove fosse presente una fonte, o da una località contenente la
radice fontana,
cognome reso tristemente famoso dal nome delle brigate
partigiane comuniste titine
Fratelli Fontanot, che
entrarono a far parte organica dell'esercito jugoslavo di Tito,
propugnando l'annessione del Friuli e della Venezia Giulia al
territorio iugoslavo, tradendo così la propria Patria italiana
pur di inseguire la propria ideologia politica. |
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FONTE
FONTES
FONTI |
Fonte e
Fonti sono presenti a macchia di leopardo un pò in tutt'Italia,
Fontes è rarissimo e non è possibile identificare una zona
d'origine, dovrebbero derivare da toponimi quali: Fonte (TV) -
(SA), Fonte di Brescia (MC), Fonte di Papa (RM), Fonteblanda
(GR), Fontebuona (FI) e tanti altri. |
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FONTEBASSO |
Estremamente raro sembra essere tipico del trevigiano, in
particolare di Maserada Sul Piave e dintorni, deriva dal
toponimo Fonte Basso nel trevisano. |
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FONTEMAGGI |
Fontemaggi ha un ceppo a Rimini ed a Fano nel vicino pesarese,
ed uno a Roma, dovrebbe derivare dal nome della frazione
Fontemaggio del comune di Sigillo nel perugino. |
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FONTOLAN |
Fontolan, decisamente veneto, è specifico dell'area padovano,
veneziana, particolarmente presente a Cavarzere, Venezia, Mira e
Cona nel veneziano ed a Padova, Pontelongo, Anguillara Veneta,
Brugine e Conselve nel padovano, dovrebbe derivare dal termine
veneto arcaico fontolan
(fontaniere,
addetto alla fonte o al controllo delle chiuse dei fossi
irrigui). |
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FONZA
FONZI
FONZO |
Fonza, quasi unico, è campano, Fonzi è specifico della fascia
centrale, ha un ceppo nel teatino ad Ortona, a L'Aquila e
Scoppitto nell'aquilano ed a Pescara, ed uno molto consistente a
Roma, con un piccolissimo ceppo anche ad Amatrice nel reatino,
Fonzo ha varie presenze nel centrosud, ma presenta un piccolo
ceppo nel pescarese a Pescara e Salle, uno consistente a Roma ed
uno a Napoli e Casoria nel napoletano, a San Giorgio del Sannio
e Calvi nel beneventano ed a Vallata nell'avellinese, dovrebbero
derivare dal cognomen latino
Fontius, Fontia, di cui abbiamo
un esempio d'uso in una lirica medioevale: "..Est hic Landinus
magnique interpres Homeri,//Musarum aeternus Politianus
honor,//retor et insignis facundo Fontius ore //Marsiliusque hic
est, alter et ipse Plato.//Est hic Demetrius doctis oriundus
Athenis,//enodans quicquid scripsit Aristoteles.//Ni tibi
defueris, Syllae generosa propago,//romanos poteris equiperare
patres...". |
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FOPPA
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Due
nuclei, uno nella bergamasca ed uno tra le provincie di Belluno
e Bolzano, dovrebbe derivare da soprannomi legati al vocabolo
dialettale foppa (buca, fossa, cimitero) e starebbe ad indicare
caratteristiche fisiche della zona di provenienza (quelli della
buca, come riferimento ad un avvallamento del terreno o perchè
abitanti nei pressi di una fossa di sepoltura). |
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FOPPOLI
FOPPOLO |
Foppolo è tipico della bergamasca, Foppoli lo è anche dell'alto
bresciano e sondriese, derivano dal toponimo Foppolo (BG).
Tracce di questo cognome in Valtellina le troviamo a Mazzo (SO)
nel 1600 con il tenente militare Valentino fu Michele Foppoli di
Mazzo citato in un contenzioso con la Comunità di Mazzo.
integrazioni fornite da
Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
Cognome presente in Alta Valtellina e nella Bassa Valle Camonica
(Bs), nonché sulla sponda bergamasca del lago di Iseo, seppure
con bassissima frequenza. In Valtellina il cognome è concentrato
soprattutto a Mazzo in Valtellina, che in assoluto è il centro
con il più alto numero di Foppoli. In Valtellina Foppoli
risulta da un toponimo locale del tipo Foppa. nel Bresciano e
Bergamasco potrebbe venire dal toponimo Foppolo in Valle
Brembana. |
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FORAPAN
FORAPANI |
Forapan, quasi unico, è del veronese, Forapani è specifico
dell'area che comprende il mantovano ed il modenese soprattutto
ed il bolognese, potrebbero derivare da un soprannome basato sul
termine dialettale forapan
(cobite,
un pesciolino presente nelle acque del Po). |
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FORASSIEPI |
Forassiepi è un cognome abbastanza raro, tipicamente toscano del
lucchese, di Montecarlo in particolare e di Porcari ed
Altopascio, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal
termine dialettale arcaico
forassiepe (scricciolo,
sorta di piccolo uccello molto minuto), probabilmente ad
indicare che il capostipite fosse molto piccolo di corporatura. |
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FORASTIERE
FORASTIERI
FORASTIERO
FORESTIERE
FORESTIERI
FORESTIERO |
Forastiere, molto raro è tipico del potentino, Forastieri,
abbastanza raro, si trova a rade macchie di leopardo, rendendo
improponibile la definizione di una zona d'origine, l'area di
Lauria ai confini tra le provincie di Potenza e Cosenza
rappresenta la zona di nascita più probabile, Forastiero è
tipico del potentino ai confini con il cosentino, di Lauria,
Moliterno e Castelluccio Inferiore, Forestiere parrebbe
siciliano, della zona di Gangi e Palermo nel palermitano e di
Messina, Forestieri ha un ceppo nella zona del cosentino ai
confini con la Basilicata ed il salernitano, uno nel reggino ed
alcuni in Sicilia, Forestiero ha un piccolo ceppo a Napoli e nel
napoletano ed uno nel cosentino a Buonvicino, Cetraro e
Diamante. Dovrebbero tutti derivare da soprannomi stanti ad
indicare l'estraneità del capostipite, alla comunità di
residenza, probabilmente così definito per una facile
identificazione da parte del curato locale. |
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FORCATI |
Specifico
della zona delle provincie di Milano, Lodi e Cremona. |
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FORCELLA |
Forcella
è un cognome tipico del bergamasco, di Brembilla e di Bergamo,
il termine forcella nell'area delle Alpi e delle Prealpi
lombardovenete viene spesso indicato per indicare un passo in
alta quota, perciò si potrebbe trattare di un soprannome stante
ad indicare un origine montanara del capostipite. |
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FORCINITI
FORCINITO |
Forciniti
è specifico del cosentino, di Rossano in particolare e di Crosia
e Longobucco, Corigliano Calabro, Cropalati e Cariati, e nel
crotonese di Crucoli, Strongoli e Crotone, Forcinito, quasi
unico, sembrerebbe originario di Rossano nel cosentino,
dovrebbero nascere da una forma etnica grecanica, forse riferita
alla località Forcina di Grotta di San Donato di Ninea nel
cosentino, meno probabile un riferimento all'etnico del paese
beneventano di Forchia. |
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FORCIONE
FORCIONI
FORGIONE
FORGIONI |
Forcione è tipico della provincia di Campobasso, della zona di
Casacalenda, Montecilfone e Ururi, Forgione, molto più diffuso,
ha ceppi a Roma, nel basso Abruzzo, nel foggiano, in Campania e
nel reggino, Forcioni e Forgioni, assolutamente rarissimi,
sembrano dovuti ad errori di trascrizione.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Forcione, molto raro, ha un nucleo principale nel campobassano,
Forcioni, unico, si riscontra soltanto a Mafalda (CB), Forgione,
presente un po' in tutto il paese, è più tipicamente meridionale
e centro-meridionale, con ceppi maggiori nell'avellinese, nel
beneventano e nel romano e ceppi minori nel napoletano, nel
casertano, nel reggino, nel chietino, nell'aquilano e nel
foggiano, Forgioni, quasi unico, è un errore di trascrizione del
precedente, tutti questi cognomi derivano dalla voce arcaica o
dialettale forgione,
col significato di fabbro, mastro ferraio: l'origine del termine
va ricercata nel francese
forgeron (da
forge, la
fucina del fabbro), con uguale significato. Si tratta, dunque,
delle cognominizzazioni di nomi di mestiere attribuiti ai
capostipiti. |
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FORESE
FORESI
FORESIO
FORENSE
FORENSI |
Forese ha un ceppo nel padovano ed uno in Puglia, soprattutto
nel barese, Foresi è tipico della fascia centrale che comprende
Marche, Umbria e Lazio centrosettentrionale, Foresio, molto
molto raro, è tipico del sud, della Puglia in particolare,
Forense, assolutamente rarissimo, ha un ceppo piemontese ed uno
sardo, Forensi, ancora più raro è del nord.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel soprannome o nome
medievale Forese
(con una variante arcaica in
Forense),
termine che, in italiano antico, aveva significato di
straniero,
forestiero
e, talvolta, anche quello di
campagnolo,
contadino
(vedi Forestiere e Contadino): dal punto di vista etimologico,
il termine forese trae origine dall'aggettivo latino
forensis, a sua volta derivato
dall'avverbio foris,
l'italiano fuori
(come a voler indicare una persona che proviene dall'esterno di
una comunità). Ad ogni modo, tracce del nome Forese si trovano
già nella Siena del '200, con personaggi quali Forese di
Rustichello e Forese di Martino; sempre con questo nome,
inoltre, si può ricordare la figura di Forese Donati, che,
all'interno della Divina Commedia dantesca, fa la sua
apparizione nel cantico del Purgatorio (Forese, in realtà, era
il cugino della moglie di Dante). Per quanto riguarda i cognomi
in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni o dei
nomi personali dei capostipiti o di soprannomi ad essi
attribuiti. |
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FORESTA
FORESTI
FORESTO |
Foresta è tipico del sud, ha un ceppo tra napoletano e
casertano, uno tra le province di Crotone e Catanzaro ed uno in
Sicilia, Foresti sembra avere un nucleo importante in Lombardia
tra milanese, bergamasco e bresciano ed un ceppo nel bolognese,
Foresto ha un ceppo nel torinese ed uno in Veneto, dovrebbero
discendere dal nome medioevale
Forestus, portato nella seconda
metà del 400 anche da un duca d'Adria, ma potrebbe anche
derivare da toponimi come Foresta, come ne esistono moltissimi
in tutto il paese da Bolzano a Crotone, o come Foresto (VC),
(TO) o (CN) o come Foresto Sparso (BG), in Veneto potrebbe anche
derivare da un soprannome originato dal termine dialettale
foresto
(straniero),
tracce di questa cognominizzazione si hanno a Venezia verso la
fine del 1400 con lo scrittore Jacopus Philippus Forestus
Bergomensis (di Bergamo). |
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FORFARO |
Forfaro, praticamente unico, specifico del reggino, dovrebbe
derivare da un soprannome dialettale basato sul termine
calabrese fosfaru
(fiammifero, zolfanello)
(vedi anche FURFARI). |
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FORGHIERI |
Forghieri è tipico del modenese, di Carpi e Modena in
particolare, ma anche di Formigine e Spilamberto, con un ceppo
anche nel reggiano a Reggio Emilia e Correggio, dovrebbe
trattarsi di una forma alterata del nome medioevale
Frogerius
(vedi FRIGE'). |
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FORGI
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Forgi è un cognome ormai quasi scomparso, dovrebbe essere
originario della Calabria, forse del vibonese, potrebbe derivare
da un'alterazione dialettale del termine greco φορεύς (foreys)
che significa portatore,
facchino. |
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FORGNONE
FORGNONI |
Forgnone ha un piccolo ceppo nel biellese a Sagliano Micca ed
Andorno Micca, ed uno molto piccolo a Roma, Forgnoni è quasi
unico, forse emiliano, potrebbero derivare da un soprannome
basato sul termine francese medioevale
forjeron
(fabbro),
o su di un'alterazione dialettale del termine medioevale
italiano forgione
(fabbro, mastro ferraio),
probabilmente ad indicare che questa fosse stata l'attività del
capostipite. |
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FORGIARINI |
Specifico di Gemona Del Friuli (UD), dovrebbe derivare dal nome
dialettale degli abitanti di Forgaria nel Friuli (UD), esiste
anche un'ipotesi molto poco probabile che derivi dal termine
forgiarino
(colui che forgia oggetti metallici, armi, ecc.). |
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FORINI
FORINO
FURINI
FURINO |
Forini, molto raro, ha piccoli ceppi nel mantovano, veronese e
ferrarese ed in Umbria e nell'anconetano, Forino, decisamente
campano di Pagani nel salernitano in particolare e di Nocera
Inferiore, Angri e Salerno, sempre nel salernitano, di Napoli,
Nola, Casalnuovo di Napoli e Pomigliano d'Arco nel napoletano, e
di Monteforte Irpino ed Avellino nell'avellinese, Furini sembra
originario della zona tra il rovigoto ed il ferrarese, Furino,
molto raro sembrerebbe del napoletano, potrebbero derivare dal
nomen latino Furinus
si ricordi la dea infernale
Furina, ma è pure possibile che
derivino da un soprannome originato dal vocabolo latino
furinus
(ladro),
o anche ed è probabile per il ceppo napoletano dal toponimo
Furinus,
in epoca longobarda il distretto di
Furini et Sirini
nel salernitano si trovava a nordest di
Salerno. Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a
Firenze nel 1600 con il pittore Francesco Furini.
integrazioni fornite da
prof.Ciro Forino
Ho fatto una ricerca presso l'archivio della mia parrocchia
Corpo di Cristo di Pagani (SA) consultando il "Libro dei
battezzati", che arriva fino al 1485. Ho ricostruito il mio
albero genealogico ed ho notato che il cognome
Forino, a
partire dal 1600 in giù, si trasforma in
di Forino,
ipotizzo quindi che questo cognome indichi la provenienza
dall'omonimo paese Forino, in provincia di Avellino. |
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FORLANI
FORLANO |
Forlani sembra avere tre ceppi, nel bolognese e ferrarese, nel
nordmilanese e bergamasco, e nel riminese e pesarese, Forlano ha
un ceppo romano, uno a Guardiagrele nel teatino ed a Pescara,
uno nel salernitano a Postiglione, Battipaglia, Eboli e Serre,
ed a Torre del Greco nel napoletano, uno ad Andria nel barese ed
a Cerignola nel foggiano, ed uno a Paola nel cosentino,
dovrebbero derivare dal nome medioevale
Furlanus
originato dall'indicatore etnico
furlan (friulano),
esempio di questo nome si ha a Venezia nel 1400, in una lettera
del 1436 si legge: "...Petra quoque Sancta spem meam iam pridem
conceptam confirmabit, si cum pedestribus navalibusque copiis
genuensibus Italianus Furlanus magister equitum cum exercitu
populi florentini in tempore se coniunxerit....". |
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FORLE'
FORLEO |
Forlè, quasi unico, è del foggiano, Forleo sembra tipico
pugliese delle province di Taranto e Brindisi, a Francavilla
Fontana (BR) in particolare dovrebbe essere il nucleo
principale, ma con ceppi, probabilmente secondari anche nel
barese, foggiano, difficile individuare una possibile origine,
si potrebbe ipotizzare una derivazione dalla toponomastica, una
possibile connessione con l'etnico di toponimi come Forlì del
Sannio (IS), tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a
Francavilla già nel 1600, in un atto di donazione del 16 marzo
1656 i Fratelli Pio e Giambattista Forleo di Francavilla
donarono al convento dei frati domenicani: un frantoio oleario,
personaggio di rilievo è stato il capitano di ventura al seguito
delle truppe napoleoniche Giosuè Forleo.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Forleo è un cognome diffuso nel Brindisino e nel Tarantino, è
variante della forma base Forlé
che viene dal toponimo omonimo in provincia di Foggia. L'etimo
può essere messo in relazione con 'foro'
(< latino *for(u)lus,
deverbale di 'forare
= foro, gola)
= stretto passaggio.
Minervini 210. |
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FORLENZA |
Forlenza
è tipicamente campano del salernitano, di Contursi Terme, Eboli,
Battipaglia, Salerno e Bellizzi, dovrebbe derivare dal nome
della località Forlenza, una delle aree climatiche termali di
Contursi Terme, probabile zona d'origine dei capostipiti. |
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FORLI'
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Se
è corretta la derivazione dal toponimo omonimo dovrebbe essere
originario di Forlì (FO) oppure Forli' del Sannio (IS).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Forlì è un cognome che deriva dal toponimo romagnolo omonimo che
viene dal latino Forum Livi. |
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FORLIANI
FORLIANO |
Forliani
è praticamente unico e dovrebbe essere dovuto ad un errore di
trascrizione di Forliano, che ha un ceppo in Basilicata a Irsina
nel materano ed a Potenza ad uno a San Giorgio Ionico nel
tarantino, dovrebbe derivare da un nome di località come Forum
Iulianum, come ne esistono alcune in Italia. |
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FORMAGGI
FORMAGGIO |
Formaggi
ha un ceppo tra rovigoto e ferrarese ed uno tra romano e
frusinate, Formaggio è tipico dell'area che comprende il basso
vicentin, il basso padovano ed il rovigoto occidentale,
potrebbero derivare dal fatto che i capostipiti svolgevano
l'attività di produttori di formaggio. |
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FORMAGGIA |
Formaggia è tipicamente lombardo, dell'area che comprende il
milanese soprattutto, il pavese ed il comasco, dovrebbe derivare
da una forma dialettale arcaica del toponimo Formazza nel
verbanese o della Val Formazza anticamente indicata come
Val Formaggia,
probabile luogo d'origine dei capostipiti, ricordiamo ad esempio
che così la chiama il frate bolognese Leandro Alberti nel suo
Descrittione di tutta Italia:
"...Caminando lungo la valle Maggia ritrovasi Vegnoio, Cordauco,
Cono, Zumano, Sunco, Mogeno, Lavelera, Brontal, Marzono, Broilo,
Sornico, et Fusio. Alla sinistra di detto fiume vi è la contrada
Maggia, Verizzino, et Valle Rovana. Scendendo a Locarna, et
piegandosi alla destra si camina per la Valle Formaggia, et per
la valle di Antigorio....". |
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FORMATI
FORMATO |
Formato è tipicamente campano, con un ceppo anche a Roma e nel
latinense, Formati, molto più rara, è dell'area casertano,
napoletana, dovrebbero derivare dal nome medioevale italiano
Formatus
di cui abbiamo un esempio nel 1109 a Benevento come possiamo
leggere nel Chronicon
Beneventanum: "...Anno
millesimo centesimo nono, tertiae indictionis. Obiit Formatus,
Pascha accidit septimo kalendas Maias, et secundo die intrante
mensis Novembris combustus est thesaurus Sanctae Mariae. ..". |
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FORMELLA |
Formella
è un cognome ormai quasi scomparso in Italia, sembrerebbe
originario della zona tra frusinate e casertano, dovrebbe
derivare dal nome della località Formella di Rocca d'Evandro nel
casertano o dal nome del paese di Formello nel romano. |
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FORMENTI
FORMENTIN
FORMENTINI
FORMENTINO
FORMENTON
FORMENTONI |
Formenti dovrebbe essere originario della provincia di Milano,
Bergamo, Lodi, Formentin è specifico dell'area che comprende il
padovano, il veneziano, il trevisano, il pordenonese e
l'udinese, Formentini ha un ceppo nel bergamasco, uno tra
parmense, reggiano soprattutto e modenese, ed un ceppo tra
maceratese ed ascolano, Formentino sembrerebbe unico, Formenton
ha un piccolo ceppo nel milanese e pavese, ma il ceppo più
consistente è in Veneto, nel veneziano e rovigoto soprattutto,
con ramificazioni anche nel vicentino e padovano, Formentoni,
assolutamemnte rarissimo, è del milanese, dovrebbero tutti
derivare, direttamente o tramite forme ipocoristiche o
accrescitive, da un soprannome legato al vocabolo dialettale
settentrionale forment
(frumento),
forse starebbe ad indicare il mestiere di coltivatore o
commerciante di frumento, svolto dai capostipiti. |
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FORMIA
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Formia è tipicamente piemontese, di Mazzè nel torinese in
particolare, l'origine etimologica è oscura, l'unica
proponibile, anche se obiettivamente inspiegabile, è una
derivazione dal nome del toponimo laziale Formia, se l'accento
cadesse sulla i, si potrebbe ipotizzare una derivazione da un
soprannome dialettale originato da una storpiatura del vocabolo
formiga
(formica). |
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FORMICA
FORMICHETTI
FORMICHELLA
FORMICHELLI
FORMICHELLO
FORMICHI
FORMICHINI |
Formica è molto diffuso nel centrosud, in particolare nella
fascia che comprende Marche, Umbria e Lazio, in Puglia e
soprattutto in Sicilia, Formichella ha un ceppo a Roma, uno in
Campania, nel beneventano in particolare ed uno nel cosentino,
Formichelli è specifico di Isernia in Molise, Formichello,
praticamente unico, è del napoletano, Formichi è tipicamente
toscano, in particolare del senese, Formichetti è tipico
dell'area che comprende il Lazio, l'aquilano ed il ternano, con
massima diffusione nel rietino, Formichini, rarissimo, ha un
ceppo fiorentino ed uno livornese, dovrebbero derivare
direttamente o tramite varie forme ipocoristiche, da nomi di
località presenti in un discreto numero ad esempio in Toscana
come Torre della Formica a Livorno, il Colle della Formica ad
Anagni nel frusinate, la Cozzetta della Formica nell'aquilano, o
il Colle Formica nel pescarese e così molti altri,
Formica è
stato anche un nome e soprannome medioevale, di cui abbiamo un
esempio d'uso ne La Storia di
Girolamo Savonarola e de' suoi tempi:
"..Actum in aringheria magnificorus Dominorum nostrorum, et
presentibus testibus ser Fancisco ser Baronis, et ser Filipp
Dominici Morelli, civibus et notariis florentinis. Incamerata
per Lucam famulum dictum Formica, sub die 24 maii. ..". |
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FORMICOLA |
Cognome
tipico campano, del napoletano in particolare, deriva dal
toponimo Formicola (CE). |
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FORMIGARI
FORMIGARO |
Entrambi
rarissimi, Formigari è certamente del veronese, Formigaro
potrebbe avere un ceppo nell'alessandrino, potrebbero derivare
da toponimi come Formigara (CR), Pozzolo Formigaro )AL) o
simili. |
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FORMISANI
FORMISANO |
Formisani, estremamente raro, è tipico del Lazio meridionale e
della Campania settentrionale, Formisano è tipico dell'area che
comprende il romano, il latinense, il casertano, il napoletano
ed il sorrentino, con massima concentrazione ad Ercolano, Torre
del Greco, Napoli, Portici e San Giorgio a Cremano, potrebbero
derivare da una forma etnica arcaica della città di Formia,
probabilmente in occasione di un esodo massiccio, ricordiamo che
verso l'anno 842 i saraceni attaccarono e distrussero Formia
provocandone l'esodo degli abitanti verso lidi più sicuri. |
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FORNACIARI
FORNASARI |
Fornaciari è originario dell'area della provincia di Reggio
Emilia, Fornasari è emiliano, derivano da forme dialettali del
mestiere di fornaciaio (proprietario o lavorante alle fornaci).
Del cognome Fornasari si trovano tracce nell'elenco dei
benefattori dell'Ospedale di Piacenza dell'anno 1751. |
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FORNAI
FORNAIA
FORNAINI
FORNAIO |
Fornai è tipicamente toscano, del fiorentino, senese, lucchese,
livornese e soprattutto pisano, Fornaia è tipicamente siciliano,
di Enna e Palermo, Fornaini oltre ad un ceppo toscano
soprattutto nel fiorentino e nell'aretino possiede un ceppo
anche nel trevigiano, Fornaio è specifico di Martina Franca nel
tarantino, questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o
tramite una forma ipocoristica, dal termine
fornaio,
indicante probabilmente il mestiere dei capostipiti. |
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FORNARA
FORNARI
FORNARO
FORNAROLI
FORNARON
FURNARI
FURNARO |
Fornara ha due ceppi, uno del novarese ed uno del rietino,
Fornari che ha un nucleo importante nel parmense, sembrerebbe
avere altri ceppi nel mantovano e forse anche altri nel Lazio,
Fornaro è della penisola salentina, con altri ceppi al centro
sud e in Piemonte, Fornaroli è originario della zona tra la
provincia di Lodi e di Piacenza, Fornaron, assolutamente
rarissimo è veneziano, Furnari dovrebbe essere specifico della
Sicilia orientale, Furnaro, estremamente raro, sembrerebbe del
ragusano. Tutti questi cognomi derivano dal vocabolo medioevale
fornarius
o fornaro,
stante ad indicare il mestiere di fornaio, cioè l'addetto o il
titolare di un forno. |
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FORNARINI
FORNARINO |
Fornarini
è assolutamente rarissimo sembrerebbe romagnolo o marchigiano,
Fornarino sembrerebbe specifico dell'alessandrino, di Spigno
Monferrato (AL) in particolare, potrebbero derivare dal mestiere
di garzone o aiutante di fornaio. Tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo a Cesena nella seconda metà del
1400 con il maestro farmacista Antonio Fornarini. |
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FORNASIER
FORNASIERI
FORNASIERO |
Fornasier
è specifico del trevisano e della aree confinanti delle province
di Venezia e Pordenone, Fornasieri, molto raro sembra della
stessa area, Fornasiero è specifico del padovano ed aree
limitrofe, veneziano e rovigoto, derivano da forme dialettali
del mestiere di fornaciao o addetto alle fornaci. |
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FORNELLI
FORNELLO |
Fornelli
ha un ceppo nel torinese, nel savonese e nello spezzino ed uno
nel napoletano e tra potentino e barese, Fornello ha un ceppo
nel torinese, ma ha presenze qua e là in tutt'Italia, dovrebbero
derivare da nomi di località come Fornelli nel torinese, nel
savonese, nell'iserniese o nel salernitano, o Fornello nel
pistoiese, ma non si può escludere che in qualche caso possano
derivare da un soprannome originato dal mestiere dei capostipiti
(vedi FORNI). |
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FORNERA
FORNERI
FORNERIS
FORNERO
FORNERON
FORNERONE |
Fornera, molto raro è tipico di Piateda nel sondriese, Forneri e
Forneron sono quasi unici, Forneris è ben diffuso in tutto il
Piemonte occidentale, con presenze anche nella Liguria di
ponente, Fornero è specifico dell'alto cuneese e basso torinese,
Fornerone è tipico dell'area di Pinerolo nel torinese,
dovrebbero tutti derivare da soprannomi originati dal termine
dialettale fornè
o fournèr
che indica il mestiere di
fornaio, o da
fornèra (moglie
del fornaio). Tracce di questa
cognominizzazione si hanno in Provenza fin dal 1300, in un atto
del 1323 si può leggere: "...audivitdictus Bernardus, ut dixit,
quod unus de dictis condempnatis dictus Forneron de
Flornissiacho, ut sibi videtur, dicebat multa opprobria ...".
integrazioni fornite da
Piergiorgio Fornera
esiste un importante ceppo di Fornera a Losone in Svizzera. |
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FORNESI |
Sembrerebbe originario della provincia di Massa, dovrebbe
derivare dal toponimo Forno (MS). |
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FORNI
FORNO
FORNONE
FORNONI |
Forni ha un ceppo tra Lombardia e Piemonte orientale, uno
bolognese, uno fiorentino ed uno napoletano, Forno, tipicamente
piemontese, ha anche un ceppo in Valtellina ed uno nel genovese,
Fornoni è tipico del bergamasco, mentre Fornone, è quasi unico
ed è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del
precedente, dovrebbero tutti derivare dall'attività di fornai
svolta dalle famiglie identificandoli con il luogo di lavoro.
integrazioni fornite da
Andrea Balzarotti
Antichissima casata modenese, dei Forni si hanno notizie sin dal
XII°secolo Il fondatore della casata sembrerebbe identificarsi
con Ercole (seconda metà del XII° sec.), iscritto alle
corporazioni di Modena come fornaio (da cui forse la derivazione
del cognome). A lui fanno seguito Corrado, Ippolito e Francesco
(di cui non si hanno dati biografici certi). Figlio primogenito
di Francesco fu Alberto I (? 1296 - 1342), capitano del popolo
e podestà a Scandiano dal 1336 al 1342 per conto di Obizzo III
d'Este, Signore di Ferrara e di Modena. Non avendo costui avuto
eredi diretti, gli successe il fratello Ippolito (1307 - 1378),
fondatore della linea modenese che si dichiarò rinunciataria dei
diritti di successione della linea principale. Alla morte di
Aldobrandino (figlio di Ippolito) nel 1381, infatti i diritti
passarono al terzo fratello di Alberto I, Luigi I (1309 - 1382),
fondatore della linea piemontese. A lui successero Carlo (1344
- 1406), Ferrante (1373 - 1427), Alfonso (1391 - 1456), Ludovico
(1421 - 1482), Rinaldo (1455 - 1501), Lorenzo (1476 - 1513),
Luigi II (1504 - 1570), che ottenne numerose commende titolari
ad opera del Duca Carlo III il Buono di Savoia, e Alberto II
(1539 - 1593). Figlio di Alberto II fu Luigi Amedeo I (1557 -
1613) che, nel 1597 vestì l'abito di Malta. Da ricordare per
questo ramo nel sec. XIX il matrimonio di Luigi Amedeo III che
nel 1817 sposò Maria Giuseppina de Beauharnais, figlia di Eugène
(figlio di Alexandre e di Giuseppina de La Pagerie, prima moglie
di Napoleone Bonaparte) ed Augusta Amalia di Baviera. I rami
attualmente fiorenti sono da identificarsi in area piemontese e
modenese. La linea mirandolese ebbe origine nel XVII sec. e si
estinse nell'agnizione maschile nel 1805, cedendo i propri
titoli e diritti dinastici alla casata piemontese. A seguito
del riconoscimento "motu proprio" di S.M. Umberto I di Savoia
(R.D. 1884) i discendenti di questa casata godono dei titoli di
Conti di Vinadio, Conti di Sambuco, Conti di Isone, Conti di
Pietraporzio e Conti di Pombernardo, Patrizi di Ferrara e Nobili
di Mirandola. La casata modenese gode dei titoli di Conte,
Patrizi di Modena e Nobili di Bologna.
Lo stemma consiste in uno scudo inquartato col primo e terzo
quadrante di blu al barile fiammeggiante al naturale, il secondo
quadrante con una croce patente d'argento al campo di rosso
(detta di Savoia), mentre nel quarto quadrante figura un campo
d'oro caricato di un'aquila di nero all'antica rivoltata a
sinistra con una croce patente d'argento al campo di rosso
(detta di Savoia), in cuore.
integrazioni fornite da
Don Giancarlo Forni
Le famiglie con cognome Forni, ancor oggi dislocate in area
lombarda, lago Maggiore, Lomellina e Milano, sono originarie
della val Leventina-Gottardo-(Canton Ticino) e traggono il nome
dal Pizzo Forno (Monte di 2.907 mt.) vicino a Pollegio, Giornico
etc. (vedi Archivi parrocchiali ivi). Alcune scesero infatti
lungo la costa lombarda del lago Maggiore (Locarno, Angera,
Ispra etc.) dopo la metà del XVII° sec., stabilendosi a Milano e
nei paesi lungo la via commerciale del fiume Ticino, fino dove
questo si getta nel Po, cioè in Lomellina. Dalla documentazione
dell'Archivio di Stato di Milano (Fondo Araldica p.antica e
p.moderna) si rileva che anche la famiglia Forni di Milano, che
fu nobilitata il 7.12.1782 da Giuseppe II° d'Austria con il
titolo di Nobili (maschi e femmine), Don e Donna, è originaria
della Val Leventina (Pollegio). Gli esponenti di questa famiglia
sono ancor oggi residenti tra Milano e Varese (vedi Annuario
della Nobiltà Italiana. parte IV-Rietstap's General Armorial,
pag.CCCXLV-Elenco Uff.Nobiliare It.ed.1921 etc.etc.). Tra di
essi ricordiamo: Don Ulderico Carlo Alberto Forni (1913+1978) e
la consorte Donna Laura Elettra Bruni (1923+2008) da cui: Donna
Emanuela (n.1947 Milano) e il consorte March.Thierry Konarzewski
[Parigi.Milano], l'Ing.Don Giancarlo Forni (n.1951 Milano) e la
consorte Donna Maria Elisabetta Piana [Milano.Azzate di Varese],
oltre a Donna Olivia Anna Maria (n.1954.Varese)[Milano. Velate
di Varese]etc.etc. L'Arma di questa famiglia milanese è quella
concessa da S.M.I.R.A. Giuseppe II° d'Austria il
7.12.1782:"Inquartato:nel primo e nel quarto d'azzurro a due
leoni d'oro affrontati, sostenenti con le branche un forno ad
alveare, d'argento. Nel secondo e nel terzo: d'argento a tre
caprioli di rosso". (v.Arch.di Stato di Milano-Fondo Araldica,
Arch.Storico Civico di Milano-Trivulziana-Fondo Famiglie:
cartella 678, V.Spreti: "Enciclopedia Storico Nobiliare"
vol.III°, v."Dizionario Storico Blasonico"di G.B.di Crolla
Lanza-vol.II°-pag.424, etc.etc.). |
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FORNICOLA
FORNICOLI |
Fornicola quasi unico, parrebbe dell'area salernitano,
potentina, Fornicoli sembrerebbe unico, dovrebbe trattarsi di
errori di trascrizione del cognome campano
Formicola
(vedi FORMICOLA) |
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FORNINO |
Molto
raro è specifico del salernitano, di Sassano in particolare, con
un ceppo probabilmente non secondario nel livornese, che
dovrebbe derivare da un nome di località. |
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FORONI
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Originario dell'area che comprende le provincie di Reggio
Emilia, Modena, Mantova e Verona, dovrebbe derivare dall'aferesi
di soprannomi originati dal nome bizantino Christophorus o dal
nome medioevale Cristoforo (Cristoforoni), in qualche caso, ma è
improbabile, potrebbe discendere da variazioni del nomen latino
Floronius. |
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FORRESU |
Forresu è tipico della Sardegna meridionale, occidentale, della
provincia di Carboni ed Iglesia, di Gonnesa, Santadi e dei
capoluoghi.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
FORRESU: di Forru, proveniente
da Forru =
Forresu;
come Fonnesu, Calaresu, Sorresu ed altri. Nel vocabolario sardo
geografico, patronimico ed etimologico del canonico Giovanni
Spano troviamo: Forru, forresu: oggi Collinas. Centro abitato
(927 ab.) della Marmilla, nella provincia del Medio Campidano.
Il suo territorio è ricco di antiche testimonianze. In periodo
medioevale appartenne alla Curadorìa di Marmilla, prima e di
Parte Montis successivamente, nel regno giudicale di Arborea.
Nel 1388 i suoi abitanti parteciparono alla famosa Pace di
Eleonora. Ma esiste anche un'altra villa "bidda" col nome Forru,
Villanovaforru, confinante con la precedente, fondata, nel XII°
secolo, probabilmente dagli stessi abitanti della più antica
Forru. Anche gli abitanti di Villanovaforru, nel 1388, allora
Forru Villa Noa, parteciparono alla Pace di Eleonora. Non
abbiamo trovato il cognome Forresu nelle carte antiche della
lingua e della storia della Sardegna, da noi consultate.
Attualmente è presente in 27 Comuni italiani, di cui 15 in
Sardegna: Gonnesa 23, Santadi 20, Carbonia 19, Fluminimaggiore
8, etc. |
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FORSETTI |
Assolutamente rarissimo, dovrebbe essere lombardo. |
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FORTAREL |
Tipico di
Segonzano (TN), potrebbe derivare o da un soprannome legato al
nome di una località o da modificazioni dialettali del nome
medioevale Forte. |
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FORTE
FORTI |
Forte è
diffuso in tutt'Italia, con particolare concentrazione al centro
sud, Forti al centro nord, deriva dal nome medioevale Forte o da
contrazioni di nomi come Fortebraccio e simili. |
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FORTEGUERRA
FORTIGUERRA |
Forteguerra, praticamente unico, è molto probabilmente dovuto ad
un errore di trascrizione anagrafica del cognome Fortiguerra,
che, tipicamente meridionale, dovrebbe derivare dal nome
medioevale Fortisguerra
(con il significato di augurio che possa essere valoroso nei
combattimenti), nome che troviamo ad esempio agli inizi del XII°
secolo in un atto di donazione del 1118 a Montalcino che cita
come beneficiario dei proventi di una transazione Fortisguerra,
fratello di Bernardo degli Ardengheschi. |
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FORTELEONI |
Forteleoni, decisamente sardo, specifico della Gallura, è
particolarmente presente a Tempio Pausania, Luras, Calangianus
ed Olbia, dovrebbe derivare dal nome
Forteleone,
del cui uso abbiamo tracce in Corsica nel 1600, con un messer
Forteleone Rusterucci di Bocognano nella Corsica meridionale. |
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FORTEZZA
LA FORTEZZA
LAFORTEZZA |
Fortezza
ha un piccolo ceppo a Cecina nel livornese, uno a Napoli e
Bacoli nel napoletano ed a Minori nel salernitano, ed in Sicilia
a Monreale e Palermo nel palermitano, a Caltagirone nel catanese
ed a Siracusa, Lafortezza è tipicamente pugliese, di Bari,
Bitonto e Ruvo di Puglia nel barese, e di Taranto, La Fortezza è
sempre pugliese di Ruvo di Puglia e di Bari, questi cognomi
dovrebbero derivare da nomi di località individuate dalla
presenza di una fortezza o zona fortificata nelle vicinanze,
potrebbero forse essere legati alla vicinanza con il Castello di
Ruvo di Puglia. |
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FORTINI
FORTINO |
Fortini è
comune a tutta la fascia longitudinale che dalla Lombardia,
attraverso l'Emilia, la Toscana e l'Umbria arriva al Lazio,
Fortino è specifico del salernitano e cosentino, derivano dal
nome medioevale Fortino, un esempio di questo uso lo troviamo
già in epoca longobarda, in una charta donationis del 742 si
legge: "...Signum + manus Fortini uiri deuoti filius Todoni de
Ceciliano, testis..." e nel Codice Diplomatico della Lombardia
medievale in un atto dell'anno 1194 scritto in Vimercate (MI):
"In nomine Domini. Anno a nativitate domini nostri Iesu Christi
millesimo centesimo nonageximo quarto, quintodecimo die madii,
indicione duodecima... ...in predicto burgo in porta que dicitur
Sancti Damiani, cui est a mane Iohannis qui dicitur de Canova, a
meridie heredum Presbiteri Capitanii, a sero Gervasii, a monte
accessium et in aliquo Fortini qui dicitur Guarmasii...".
Traccia di questa cognominizzazione la troviamo in Toscana a
Castelfiorentino (FI) dove nel 1515 nasce Davitte Fortini che
diventerà poi un famoso maestro di opere idrauliche e militari
e, sotto i Medici, primo mastro costruttore al fianco di Giorgio
Vasari nella costruzione di ville e palazzi in tutta la Toscana. |
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FORTUGNO
FORTUNI
FORTUNIO |
Fortugno è specifico di Reggio Calabria e del reggino, Fortuni
ha un ceppo a Città di Castello nel perugino, uno a Montemonaco
e Montefortino nel Piceno, e nel Lazio a Roma, Latina e Grotte
di Castro nel viterbese, Fortunio, molto molto raro, ha un ceppo
romano ed uno calabrese, dovrebbero derivare dal nomen latino
Fortunius
di cui abbiamo un esempio in un'antica lapide funeraria romana:
"D(is) M(anibus) s(acrum) / M(arcus) Fortunius / Quintasius /
pius / v(ixit) a(nnos) LX".
integrazioni fornite da
Fabio Paolucci
Fortugno, cognome è un cognome tipico della Calabria
meridionale, soprattutto dell'area di Reggio Calabria e
provincia. Fortugno è una variante locale e dialettale del nome
augurale Fortunio, derivato dal nome personale latino di età
tarda Fortunius, imposto agli infanti come augurio per un futuro
felice, fortunato, gioioso. Escluderei l'ipotesi dell'origine
spagnola da Fortuno con la tilde sulla "n" per la assoluta
tipicità locale del cognome. |
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FORTUNA |
Fortuna è un cognome decisamente panitaliano.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questo cognome va ricercata nel nome medievale
Fortuna,
che, assieme alla sua variante
Buonafortuna, va inteso come
augurio per un buon avvenire (vedi Fortunata). Per quanto
riguarda il cognome in questione, dunque, si tratta della
cognominizzazione dei nomi personali dei capostipiti. |
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FORTUNATA
FORTUNATI
FORTUNATIS
FORTUNATO |
Fortunata, molto molto raro, sembra tipico dell'area campano,
pugliese, Fortunati è specifico del centronord, Fortunatis,
rarissimo, parrebbe palermitano, Fortunato è diffuso in
tutt'Italia, con particolare concentrazione al centro sud,
deriva dal cognomen latino
Fortunatus,
Fortunata
o dal suo derivato italiano Fortunato. |
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FORZAN
FORZANI
FORZANO |
Forzan è tipico del padovano, con un ceppo nel latinense frutto
dell'emigrazione forzata in epoca fascista per provvedere alla
bonifica delle paludi pontine, Forzani ha un piccolo ceppo nel
varesotto e nel vicino novarese ed uno nel ternano, Forzano ha
un ceppo nel cuneese, uno nel messinese ed uno secondario a
Roma, dovrebbero tutti derivare dal nome latino
Fortianus,
ma il ceppo piemontese potrebbe anche derivare dal toponimo
Forzo nel canavese e quello messinese dal toponimo Forza d'Agrò
nel messinese. |
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FOSCHI
FOSCHINI
FOSCO |
Foschi ha un nucleo tra bolognese, ravennate e forlivese ed uno
nel Lazio, Foschini ha un nucleo forlivese, uno nel beneventano
ed uno nel Lazio, Fosco è rarissimo e sembrerebbe laziale o
abruzzese, derivano dal cognomen latino
Fuscus,
di cui abbiamo un esempio nel
Codice Diplomatico della Lombardia medievale,
dove troviamo un'atto del 1145 rogato dal notaio Fusco: "...Ego
Fuscus iudex et missus domini secundi Cunradi regis scripsi,
post traditam complevi et dedi.". Tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo nel cesenate nel 1400 con
l'architetto Cristoforo Foschi che ha contribuito
all'edificazione di numerose rocche malatestiane come quella di
Fano o Castel Sismondo a Rimini.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Foschi è un cognome prettamente riminese. Soprannome di
carattere fisico e morale, origina dal lat. "fuscus"
= scuro,
di carnagione o di capelli scuri. In senso traslato:
persona ombrosa. |
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FOSCHIATTI
FOSCHIATTO |
Foschiatti, molto raro, è tipico della zona di Gemona Del Friuli
(UD), Foschiatto, molto più raro, sembrerebbe di Ravosa (UD),
derivano da modificazioni del nome Fosco. (vedi Foschi) |
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FOSCI
FOXI |
Fosci ha un ceppo a Bomarzo nel viterbese ed a Roma, ed uno a
Gonnofanadiga nel Medio Campidano e ad Uras nell'oristanese,
Foxi, quasi unico, è sardo.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
FOSCI; FOXI: fòke, fòge, fòxi
è la foce,
lo sbocco al mare
di un fiume ad esempio. Foneticamente la "x"sarda presente
soprattutto nelle parlate meridionali (campidanese), è una
fricativa palatale sonora e si legge quindi come la "j"
francese. Deriva dalla "x" latina, fox, come in pax, lux, pix,
nex, nux, vox, crux, etc. che danno pàxi (pace), lùxi (luce),
pìxi (pece), nèxi (colpa), nuxi ( noce), bòxi (voce), grùxi
(croce), etc. Ma non è la x latina che dà la fricativa palatale
sonora, ma è la "c" (affricata palatale sorda del genitivo
latino, di pacis, lucis, picis, vocis, necis etc. Mentre ad
esempio nix /nivis, da in campidanese nì, non nixi. Foxi è
presente nella Sardegna Meridionale come toponimo, esempi: su
mari de fòxi = l'uscita del Tirso a mare nella costa oristanese.
La torre antibarbaresca di Foxi, la cui costruzione risale al
periodo medioevale, si trova alla foce del rio omonimo(Rio
Foxi), nel Comune di Quartu Sant'Elena; etc. Foxìna, diminutivo
di fòxi ha il significato di pozzanghera: sa foxìna de su
sirboni = il rifugio del cinghiale, la buca melmosa dove si
avvoltola il cinghiale. Abbiamo detto che la "x" con valore
fricativo palatale sonoro è propriamente del campidanese,
infatti non è presente nelle parlate del centro nord e neppure
negli antichi documenti della lingua e della storia della
Sardegna, fuorché nella Carta de Logu di Eleonora d'Arborea.
Nella copia in nostro possesso, redatta dal giurista Filippo
Mameli, "Dotore de Decretu e de Lege", in lingua sarda, per
ordine del giudice Mariano IV°, padre di Eleonora, in 198
capitoli, nei primi anni 40 del 1300 e resa operante da Eleonora
nei primi anni 80 dello stesso secolo, la "x" è usata con tre
valori fonetici: col valore latino antico(cap.I° -expalesari),
col valore della "sc" italiane(cap. II° - istraxinàda) e con
valore fricativo palatale sonoro nel vocabolo "raxóni", più
volte con la "x" ma talora anche con la "j" (sempre col valore
fonetico anzidetto). Nelle carte antiche è più volte citato il
nome Luxorio o Luxuri(o), come santo o come nome di persona, nei
quali la "x" ha valore latino o tutto al più italiano "ss", mai
come fricativa palatale sonora; mentre ad esempio ad
Arbus(Sardegna sud occidentale), San Lussorio è Santu Luxòri con
la x fricativa palatale sonora. Il cognome è presente nelle
carte antiche da noi consultate, ma nelle sue varianti più
antiche. Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, XI°, XIII°
secolo figurano: de Foge Goantine (3, 209): (in una donazione
prima) - in nomine domini amen. Ego Goantine de Foge petivi
boluntade assu donnu meu sire Ugo de Basso, sa die de sancto
Marco de Sinnis.ki mi daret paraula d'offeremi(di offrirmi) a
Sancta Maria de Bonarcatu cun amnia kanto avia..(come data siamo
intorno all'inizio del XIII° secolo, primo perché è giudice
d'Arborea Ugone I° de Basso e poi per il fatto che sono presenti
come testi.donnu Bernardu arkipiscopu(arcivescovo) de Arbareèe
(dal 1200 -al 1223 ) e donnu Bonacorsu piscopu(vescovo)de Sancta
Iusta(nei primi anni del XIII° secolo). Al cap. 209, si ripete
in sostanza quanto è nel cap. 3, ma contiene la conferma del
giudice: In nomine domini amen. Ego Goantine de Foge petivilli
boluntade a su donnu meu.et isse naredimi ca(mi ha risposto
che): "Faguellu c'a mimi bene me plaguit et bonu mi parit et
paraula ti'nde do"!...(" fallo pure che a me piace e mi sembra
una cosa buona e quindi te ne do parola"!). Ai capp. 134 e 139,
sempre del CSMB figura de Foge Mele (in uno scambio(tramudu) di
terre): tramudeilli a Mele de Foge parzone sua (la sua parte),
quantu aviat in cussu ortu (la sua parte di quell'orto) et
deindelli (gli ha dato in cambio) intesiga vinia in
Istrampadoriu(località in agro di Bonarcado). Attualmente il
cognome Fosci(trascrizione errata per Foxi), è presente in 51
Comuni italiani, di cui 17 in Sardegna: Gonnosfanadiga 27, Uras
14, Terralba 6 Cagliari 5, etc. Gonnosfanadiga ospita il numero
più alto di persone che portano questo cognome: mia nonna,
Giuseppa Fòsci, mi diceva spesso che il loro capostipite
proveniva dalla zona di Oristano( quindi dalla terra della foce
del Tirso); con informazioni tramite telefono, anche i Fosci di
Uras e Terralba hanno confermato le ipotesi di nonna. Il cognome
Foxi è presente solo nel Comune di San Gavino Monreale, in un
solo nucleo familiare. Come anzidetto Foxi è il cognome
originale, contrariamente a quanto si può pensare. |
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FOSSAGHI |
Estremamente raro forse originario della provincia di Milano o
Bergamo, potrebbe essere derivato dal nome celtico Fursa con il
suffisso celtico ago indicante proprietà (quelli dei campi di
Fursa). |
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FOSSA
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Sembra
avere oltre al nucleo principale nel genovese, anche un ceppo
tra nordmilanese e varesotto, ed uno nel centro Italia,
dovrebbero derivare da nomi di località, uso riportato ad
esempio in questo documento del 1116 tratto dal Codice
Diplomatico della Lombardia medievale: "...Octavusdecimus campus
dicitur a la Fossa, et est pertica una et tabule viginti et due
et dimidia: est ei a mane Belloni, a meridie Petri, a monte
Ambrosii..."; tracce di questa cognominizzazione si hanno in
Abruzzo a Paganica (AQ) nel 1500 con il notaio Paolo da Fossa. |
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FOSSACESA
FOSSACESIA |
Fossacesa
e Fossacesia sono ormai scomparsi in Italia, sembrerebbe
molisano il primo, mentre è sicuramente abruzzese il secondo,
dovrebbero entrambi derivare dal nome del paese di Fossacesia
nel teatino, probabile luogo d'origine delle famiglie. |
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FOSSALE
FOSSALI |
Fossale, assolutamente rarissimo, sembra del basso novarese,
Fossali, molto molto raro, specifico di Venezia, potrebbe
derivare da toponimi come Fossalta di Portogruaro (VE) o simili
o anche da nomi di località individuati dalla presenza di
fossati o canali.
integrazioni fornite da
Alberto Ponce Fossali Uruguay
Fossali è un cognome originario della Val di Fassa dove la
famiglia è presente fin dal secolo XVII°, di lì si trasferirono
nel XVIII° secolo a Pieve di Cadore e a Belluno quindi di lì a
Venezia. Personaggi di rilievo sono stati: il pittore Antonio
Fossali, restauratore dell'Accademia di Venezia nella prima metà
del 1700 e Francesco Fossali vescovo di Belluno nel secolo XIX°. |
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FOSSATI
FOSSATO |
Fossati è
molto diffuso in Piemonte, Liguria e soprattutto in Lombardia,
con un ceppo anche nel fiorentino, quest'ultimo dovrebbe
derivare dal toponimo Fossato nel fiorentino, Fossato
sembrerebbe veneto, con un piccolo ceppo a Campagna Lupia nel
veneziano ed uno a Vicenza ed a Monteforte d'Alpone nel
veronese, tutti gli altri derivano da vari nomi di località
contenenti la radice fossato, molto diffusi nell'Italia nord
occidentale, come ad esempio si evince dal Codice Diplomatico
della Lombardia medievale, dove tra l'altro si può leggere:
"...a mane fossatus, Gandulfinus ... a sera fossatus. Martinus
penus ... ecc.". |
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FOTI
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Molto diffuso, sembra originario della Sicilia orientale e
Calabria meridionale, potrebbe derivare dalla troncatura del
nome medioevale Fotinus
di cui abbiamo un esempio nel V° secolo: "...consilio
episcoporum vel presbyterorum et cuncte ecclesie catholice
dyacono ecclesie Thessalonicensi nomine Fotino...", o dal nome
greco bizantino Fotius
ricordiamo Fotius patriarca di Costantinopoli e con lo stesso
nome l'esarca d'Italia nel VII° secolo. Il Casato dei Foti
ottenne nel 1717 dall'imperatore Carlo VI° il marchesato
d'Inardo, molti esponenenti di questa famiglia occuparono seggi
senatorii a Messina.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Foti è un cognome della Sicilia orientale, è l'italianizzazione
del cognome greco Photis
che viene dal vocabolo 'phôs'
= luce.
integrazioni fornite da
Giovanni Cacciola
Un ramo di questa famiglia passò anche a Riposto nel catanese
con un Antonino Foti, ne abbiamo traccia dalla metà del 1700
(vedi i registri di battesimo, matrimonio e morte della basilica
di San Pietro in Riposto), dove vissero da ricchi armatori e
comandanti della marineria mercantile. |
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FOTIA
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Fotia è specifico del reggino, di Cardeto e di Oppido
Mamertina,m dovrebbe derivare dal nome bizantino
Fotia
(vedi Foti), si tratterebbe quindi di un matronimico, tracce di
questa cognominizzazione le troviamo nella zona di Oppido
Mamertina almeno dal 1700.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Fotìa è cognome calabrese, è l'italianizzazione del cognome
greco Photias
dal vocabolo 'fotìa'
= fuoco. |
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FOZZATI |
Molto
raro sembra specifico della provincia di Rovigo, dovrebbe
derivare da un nome di località. |
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FRACANZANI |
Fracanzani, molto molto raro, ha un piccolo ceppo a Padova,
dovrebbe derivare da un soprannome del capostipite di nome
Canziano
o Cantianus,
che veniva chiamato fratello non tanto perchè portasse il saio,
ma probabilmente per distinguerlo da altri Canzani. |
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FRACASSI
FRACASSO |
Fracassi è del centro nord, Fracasso ha un grosso ceppo in
Veneto e nel Salento, ma presenta piccoli ceppi sparsi nel resto
della Puglia, in Campania, Molise, Abruzzo e Lazio, potrebbero
derivare dal cognomen latino
Fraucus o, quelli di
cognominizzazione più recente, potrebbero derivare dal
soprannome francese Frequesse
italianizzato in Fracass.
integrazioni fornite da
Gianna Ferrari De Salvo
dobbiamo pensare ad un derivato di fracassone con chiaro valore
di persona turbolenta e violenta, o per lo più anche nel senso
di spaccone, millantatore. Il soprannome e il cognome, prente
anche nella forma diminutiva plurale, sembra essersi diffuso
con la maschera della commedia dell'arte, il Capitan Fracassa e,
con il personaggio Fracasso, il gigante rozzo del Baldus di
Teofilo Folengo (questo secondo il De Felice). |
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FRACCACRETA |
Fraccacreta, estremamente raro, dovrebbe derivare da un
soprannome attribuito probabilmente ad un manovale addettoalla
produzione di mattoni. |
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FRACCARI
FRACCARO
FRACCAROLI
FRACCAROLO |
Fraccari, molto raro, è del veronese, Fraccaro invece,
decisamente più diffuso nel veronese e nel vicentino, ha un
ceppo principale nel trevisano, Fraccaroli sembra essere
specifico del veronese, così come Fraccarolo che è decisamente
molto più raro, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal
mestiere di conciatori di pellami, ma non si può escludere una
derivazione da una deformazione dialettale del nome
Fredericus,
di questi cognomi si hanno tracce nel vicentino almeno dal 1600,
anno in cui dovrebbe essere nato a Gallio (VI) il pittore
Domenico Fraccaro.
informazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Secondo D. Olivieri 'I cognomi della Venezia Euganea' p. 225,
Fraccàro, Fraccari, Fraccaróli, Fraccaròlli sono certamente da
confrontare con il termine veneto 'fracariól' = incubo. Per
altri tali cognomi sono invece derivati dal cognome base Fracca,
anch'esso veneto, che è una forma imperativale del verbo veneto
'fracare' = pressare. |
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FRACCHIOLLA |
Cognome tipico del barese.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
è diffuso a Taranto e a Palazzo San Gervasio (PZ) ed è un
toponimo in zona di Barletta (BA) (Rohlfs 93) |
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FRACCIONE |
Cognome
ormai scomparso sul territorio italiano. |
|
FRADA
|
Frada, assolutamente rarissimo, tipico del bellunese, dovrebbe
derivare dalla toponomastica, ricordiamo Frada, una frazione di
Ravecchia in Canton Ticino, ma è anche possibile una derivazione
da un soprannome basato sul termine medioevale germanico
frada
(zelante, premuroso, efficiente). |
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FRADELIZIO |
Cognome
molto raro originario della Val d'Ossola zona di Trontano (VB),
non ci sono ipotesi sulla possibile origine del cognome, se non
una possibile derivazione dalla famiglia di un tale di nome
Delizio. |
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FRAGALA
FRAGALÁ |
Fragala è assolutamente rarissimo ed è dovuto ad errori di
trascrizione di Fragalà che ha un ceppo a Pizzo (VV) ed uno a
Catania e nel catanese, dovrebbe derivare o dal cognome arabo
Faragallah
o direttamente dal nome arabo
Farahallah (gioia
di Allah). |
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FRAGALE |
Fragale è tipicamente calabrese, del cosentino, catanzarese e
crotonese, con ceppi anche in Sicilia, soprattutto nel
palermitano, dovrebbe derivare da un nome, soprannome originato
dal termine tardo latino
fragalis, fragale, (odoroso,
profumato), potrebbe, anche se
molto poco probabile, derivare da una modificazione del termine
arabo faragallah
o direttamente dal nome arabo
Farahallah (gioia
di Allah), tracce di questa
cognominizzazione le troviamo a Cetraro (CS) nel 1700 con il
mastro muratore Saverio Fragale nella seconda metà del 1700 era
decano della cattedrale di Belcastro (CZ) Monsignor Giuseppe
Fragale. |
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FRAGAPANE
FREGAPANE |
Fragapane
è siciliano di Santa Elisabetta (AG) in particolare, ma con
ceppi secondari anche a Roma, Fregapane molto raro è tipico di
Raffadali (AG), deriva da un soprannome di quest'uso abbiamo un
esempio già nel 1094: "...piae recordationis Domnum Papam
Urbanum in domo Johannis Frica-panem latitare, et contra
Guibertistam haeresim viriliter laborare...". |
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FRAGIACOMO |
Fragiacomo ha un importante ceppo triestino, un piccolo ceppo a
Venezia ed uno nel catanzarese a Gimigliano e Lamezia Terme,
dovrebbe derivare da un soprannome del capostipite di nome
Giacomo, che veniva chiamato fratello non necessariamente perchè
portasse il saio, ma anche forse per distinguerlo da altri
Giacomi. |
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FRAGNELLI
FRAGNOLI |
Fragnelli è specifico di Martina Franca e Crispiano nel
tarantino e di Ceglie Messapica nel brindisino, Fragnoli,
assolutamente rarissimo, è del casertano, dovrebbero derivare
dal nome medioevale Agnello
o Agnolo,
anche con il significato di
Angelo, con l'attributo
fra,
il cognome, con la terminazione genitiva in i, dovrebbe indicare
le famiglie dei figli di un Fratel Agnello o Agnolo, forse un
frate ortodosso. |
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FRAGOGNA
FRAGONA |
Fragogna, assolutamente rarissimo è veneziano, così come il
quasi unico Fragona, probabilmente derivato da un errore di
trascrizione del precedente, potrebbero derivare dal cognomen
latino Fraganius,
ma non si può escludere una derivazione da un soprannome
originato dal vocabolo latino
fragus (fragrante)
che potrebbe far pensare ad un capostipite, la cui professione
fosse quella di mercante di fragranti spezie. |
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FRAGUGLIA |
Tipico di Genova e di Propata (GE), potrebbe derivare da un
soprannome originato dal vocabolo genovese
fregüggia
(briciola),
ma più probabilmente deriva da una modificazione del cognome
ligure Fregoso (vedi). |
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FRAGOMENI
FRAUMENI |
Fragomeni è un cognome sicuramente originario della zona di
Siderno, Locri e Gerace nel reggino, dov'è tutt'oggi uno dei
cognomi più diffusi, è presente per immigrazione in Piemonte,
Liguria e Lazio, Fraumeni, assolutamente rarissimo ha sparute
presenze nel messinese e nel napoletano.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Fragomèni, Fracomèni e Fraumèni sono attestati in Calabria e
Sicilia, secondo G. Rohlfs potrebbero venire dal greco 'phragménos'
= barricato
(n.d.r.riparato dietro una
palizzata dal vocabolo greco
φράγμα fragma =
palizzata ) |
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FRAILIS |
Frailis, tipicamente sardo, della parte meridionale dell'isola,
di Cagliari e di Barumini e Gesturi nel Medio Campidano,
dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine sardo
logodurese fráile
(fucina),
la forma plurale famigliare in
-is starebbe ad indicare
quelli della fucina,
probabilmente ad indicare nel capostipite un fabbro od un
lavorante di un fabbro, una seconda ipotesi farebbe derivare
invece il cognome dal toponimo Lu Fraili di San Teodoro nel
nuorese, ma la cosa sembra veramente improbabile.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
FRAILIS: da frabu
o frau
= fabbro.
Dal latino faber.
Su fraìle
o frabìle
è la fucina del fabbro.
Il fabbro è detto inoltre su frailardzu, in Logudoro, su ferrèri
in Campidano. Il cognome è presente in quasi tutti i documenti
antichi della lingua e della storia della Sardegna da noi
consultati. In periodo medioevale era senz'altro più diffuso
rispetto al momento attuale. Non è del tutto opinabile l'ipotesi
che le fucine dei fabbri, is/sos frabiles o is/sos frabilis
avessero tanta importanza da distinguere l'arte del fabbro dalle
altre, come vero e proprio ceto sociale, non privo di certa
autonomia: la presenza sempre e comunque del "de" di provenienza
ne potrebbe essere una prova. Tra i firmatari della Pace di
Eleonora, LPDE del 1388, abbiamo Frailis (de) Comita, ville
Ecclesiarum (** Villa Ecclesiarum.odierno Iglesias. Et ego De
Nelli Pelipaparius Ludovicus, civis et habitator terre et Ville
Ecclesiarum.sindicus, procuratoruniversitatis . in posse Virde
Andree, quondam Virde Joannis de Civitate Sasseri.nona die
januarii 1388); Frailis (de) Joanne, jurato ville Nuraci Niello
(* Nuraci Niello.odierno Nuraxinieddu. Campitani Majoris);
Frailis (de) Maniele, ville Macumerii ( *** MACUMERII et
Curatorie de Marghine de Gociano.Macomer etc. In posse Chelis
Simonis, notarii publici...die XII Januarii 1388) ; Frailis (de)
Margiano, jurato ville Sini ( * Sini.odierno Sini. Contrate
Marmille). Nel Condaghe di San Pietro di Silki, XI°, XIII°
secolo, abbiamo: Frauile (de ) Ithoccor, presbiteru scu. Petru(
prete della chiesa di San Pietro) presente come testimone in
lite per la spartizione della servitù(kertu de servis), in
diversi capitoli del Condaghe (2, 82, 85, 95, 98, 102, 103, 104,
105, 107, 108). Nello stesso CSPS abbiamo de Frauile Furatu ,
testimoniu, in kertu de servis, buiakesu de iudike ( i buiakesos
facevano parte del corpo di guardia a protezione della persona
del Giudice - vere e proprie guardie del corpo). Sempre nel CSPS
sono nominati altri due de Frauile: Andria(111) e Kitrike (104),
come testimoni in scambi di servi. Nel Condaghe di San Nicola di
Trullas, CSNT XI°, XIII° secolo figurano: De Frabile o Fravile
Andria( 130), testimone in una compera: comporaili a Gavini
Tillis sa parte sua ki vi l'intravat in padule (confinante con
la palude).deili (gli ho dato in cambio)sa parte mea ki mi
intrabat de .III. pulletros (la parte che mi spettava di tre
puledri che avevamo in comune).Testes: Iorgi Muthis, Andria de
Fravile et Petru Falke. Sempre nel CSNT sono citati De Fravile
Cumine(46), servo nella domo di Borgonani; De Fravile Iohanne
(131), donatore a San Nicola di una serie di terre nelle
vicinanze di padule de Kerki. C'è un altro De Fravile Ihoanne(
300), prete in Amendulas( villa - bidda - oggi abbandonata, sita
in agro di Mores, nella Curadorìa di Meilogu). Attualmente il
cognome Frailis è presente in 23 Comuni italiani, di cui 13 in
Sardegna: Cagliari 24, Barumini 16, Gesturi 8, Assemini 6, etc. |
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FRAINETTI |
Frainetti è specifico del latinense, di Terracina, Latina e
Sezze, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine
frainetto
(quercus frainetto o farnetto,
un albero delle fagacee) forse
motivato dalla presenza di un bosco di questo tipo di quesce
nelle vicinanze dell'abitazione del capostipite. |
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FRAIOLA
FRAIOLI
FRAIOLO
FRAJOLI |
Fraiola e Fraiolo, quasi unici, sono probabilmente dovuti ad un
errore di trascrizione del cognome Fraioli, che è tipicamente
laziale, del frusinate in particolare di Roccasecca, Colfelice,
Arce, Rocca d'Arce, Frosinone, Cassino, ed Arpino, con una
presenza molto notevole anche a Roma, Frajoli, ormai quasi
scomparso, è una forma arcaica dllo stesso cognome, che dovrebbe
derivare dal nome della frazione di Rocca d'Arce chiamata
appunto Fraioli, il cui nome dovrebbe a sua volta derivare dal
nome di Fregellae,
Frajelle
in epoca medioevale, nome dell'antica oppidum volsca situata
dove oggi sorge Rocca d'Arce. |
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FRAIRIA |
Tipico di Campiglione-Fenile, Cavour e Porte nel torinese,
dovrebbe derivare da modificazioni dialettali del nome
Fraire,
forma arcaica del vocabolo francese
frère
(fratello) utilizzato anche come nome sia direttamente che
attraverso modificazioni come ad esempio Frérey o Frairey, è
pure possibile che si tratti di un'alterazione dialettale del
nome Frederich
o Fraidirich. |
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FRALICCIARDI
FRALLICCIARDI |
Fralicciardi, praticamente unico, dovrebbe essere una forma
alterata del cognome Frallicciardi, che è tipicamente campano,
di Siano e Mercato San Severino nel salernitano e di Napoli e
Pomigliano d'Arco nel napoletano, e che dovrebbe derivare dalla
fusione dell'apocope del termine
fratello
nella forma apocopaica frate
con il nome medioevale di origini franche
Ricciardo,
con trasformazione della R in L, il raddoppio della elle ha una
chiara funzione eufonica. (vedi LICCARDI) |
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FRALLONARDO |
Frallonardo è decisamente pugliese, di Castellana Grotte e
Conversano nel barese e di San Vito dei Normanni nel brindisino,
dovrebbe derivare dalla fusione dell'apocope del termine
fratello
o della forma apocopaica frate
con il nome Leonardo,
nella sua forma contratta
Lonardo, il raddoppio della
elle ha una chiara funzione eufonica. |
|
FRAMARIN |
Framarin è tipico del vicentino, soprattutto di Gambellara,
potrebbe derivare da una contrazione dell'unione del termine
medioevale frare
(fratello)
unito al nome veneto Marin,
probabile aferesi dialettale di nomi come
Valdemaro,
(per l'uso arcaico di frare
vedi FRARE) o simili. |
|
FRAMARTINO
FRAMMARTINO |
Framartino, praticamente unico, è una forma alterata di
Frammartino, che è tipicamente calabrese, con un ceppo nel
reggino a Bovalino, Caulonia e Locri, ed un ceppo a Rende nel
cosentino, e che dovrebbe derivare dalla fusione dell'apocope
del termine fratello
o della forma apocopaica frate
con il nome Martino, forse perchè il capostipite era un frate
ortodosso. |
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FRAMMOSA |
Frammosa è specifico di Torre del Greco, dovrebbe derivare da un
soprannome di epoca angioina
frambosse, con riferimento al
sesso femminile, originato da un'alterazione dialettale del
vocabolo francese framboise
(lampone). |
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FRANCA
|
Ha un
nucleo nel pesarese, un ceppo nel sassarese ed uno nel veronese,
deriva dal nomen latino Francus, dal nome germanico Frank o da
un soprannome derivato dall'essere la famiglia franca cioè
libera. |
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FRANCALANCI
FRANCALANCIA |
Francalanci è tipicamente toscano, di Firenze e di Pontassieve,
Reggello e Pelago nel fiorentino, di Montopoli in Val d`Arno nel
pisano e di Stia ed Arezzo nell'aretino, Francalancia, molto
raro, ha un ceppo in provincia di Macerata e nel Piceno dove
troviamo località con questo nome, ad esempio Francalancia di
Amandola (AP), un ceppo in quella di Roma, dove si trova un
toponimo con questo nome, frazione di Castelnuovo di Porto, e
tracce sono ancora presenti nella zona tra la provincia di
Campobasso ed il foggiano, l'origine di questi cognomi potrebbe
dipendere o dal nome medioevale
Francalancia, con l'intento di
augurare a chi lo porta di essere un guerriero coraggioso, o da
toponimi omonimi, a Toro (CB) tracce di questa cognominizzazione
si trovano fin dalla seconda metà del 1500. |
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FRANCAVILLA |
Decisamente pugliese, della provincia di Bari, dovrebbe derivare
da toponimi come Francavilla al Mare (CH), Francavilla Fontana
(BR) o Francavilla sul Sini (PZ). |
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FRANCES
FRANCESE
FRANCESI
FRANSESE
FRANZESE
FRANZESI |
Frances è
quasi unico, Francese ha un ceppo nel Piemonte nordorientale,
uno nel barese ed uno nel salernitano, Francesi, molto molto
raro, ha un piccolo ceppo tra novarese e varesotto, Fransese,
pressocchè unico, è dell'area campano, cosentina, Franzese è
specifico dell'area che comprende tutta la Campania, il
potentino ed il cosentino, Franzesi, assolutamente rarissimo, è
tipico di Salerno, dovrebbero tutti derivare direttamente o
tramite modificazioni dialettali dall'etnico di Francia e
richiamare probabilmente la nazione d'origine della famiglia.
Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio nel
registro degli atti civili datato 1631 a Conversano nel barese:
"...Atti pro don Petro Antonio Vavallo contra don Nicolaum
Franzese ...". |
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FRANCESCATI
FRANCESCATO |
Francescati, praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad
un'errata trascrizione di Francescato, che è tipicamente veneto,
di Enego nel vicentino, di Paese, Trevignano, Quinto di Treviso,
Castelfranco Veneto, Treviso e Morgano nel trevisano, di Teolo,
Padova e Trebaseleghe nel padovano e di Salzano nel veneziano,
con ceppi secondari ad Udine e Trieste ed a Sabaudia nel
latinense e Roma, dovuti questi all'emigrazione per la bonifica
Pontina in epoca fascista, dovrebbe trattarsi di una forma
patronimica tipica veneta, dove il suffisso
-ato sta
per il figlio di,
riferito a capostipiti il cui padre si fosse chiamato
Francesco. |
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FRANCESCHELLI
FRANCESCHELLO
FRANCESCHET
FRANCESCHETTI
FRANCESCHETTO
FRANCESCHI
FRANCESCHIN
FRANCESCHINI
FRANCESCHINIS
FRANCESCHINO
FRANCESCO
FRANCESCONI
FRANCESCUCCI |
Franceschelli è tipico del bolognese con ceppi anche nel
grossetano, nel romano e nel teatino, Franceschello, sembra
essere unico ed è probabilmente dovuto ad un errore di
trascrizione, Franceschet è caratteristico del trevigiano, di
Tarzo in particolare, e di Mareno di Piave, San Vendemiano,
Vazzola e Santa Lucia di Piave, Franceschetti è molto diffuso in
tutto il centronord e nel napoletano e casertano, Franceschetto,
decisamente veneto, è di Eraclea e San Donà di Piave nel
veneziano, di Vicenza, Barbarano Vicentino e Longare nel
vicentino, di Cervarese Santa Croce e San Giorgio in Bosco nel
padovano, Franceschi è ben presente in tutta l'Italia
centrosettentrionale ed in Sardegna, Franceschin è specifico
dell'area veneta che comprende il veneziano, il padovano ed il
trevigiano, Franceschini e Francesconi sono diffusi in tutto il
centro nord, Franceschinis è specifico dell'udinese,
Franceschino parrebbe della provincia di Catania, Francesco,
assolutamente rarissimo, è panitaliano, Francescucci, molto
molto raro, è dell'area abruzzese, laziale, con un piccolo ceppo
a Ceprano nel frusinate, tutti questi cognomi derivano,
direttamente o tramite ipocoristici o accrescitivi, anche
dialettali, dal nome Francesco
o da un soprannome dove
francesco sta a significare
di origini francesi.
Tracce di un principio di queste cognominizzazioni si trovano in
una lapide datata 1410 posta all'esterno della chiesa di San
Giorgio a Marano (VR): "ALNOMO DEO SIA MANIFESTO A CASCUNA
PER SONA CHE SER INALDO QUONDAM DE SER BONEFACIO DE MARAN
SI' ORDINA CHE 'L VOLO CHE LE SE' QUARTE DE FORMENTO CHE PAGA I
REXII DE FRANCESSCHIN DE BERTO DE MARAN SIA DESPENSE' PER UNA
CHARITA', CHE SIA FATA IN PAN E DA' PER L'AMOR DE DEO
HO DI' DE SAORIO; E QUANDO MANCHASE I REXI DE
FRANCESCHIN, EL CHOMUNO DE MARAN SOLICITA A FAR LA
SOPRASCRITA CHARITA' SI' FATA - MCCCCX".
integrazioni fornite da
Francesco Francesconi
Il cognome Francesconi è un accrescitivo alterato di Francesco
ed è indubbio che la casata tragga il proprio cognome da quello
di un suo figlio Francesco detto "Francescone". Infatti
"Francesconi" rientra nell'elenco dei cognomi derivati dal nome
del padre e significa "quelli del Francescone". Il nome
Francesco deriva da Franco che significa "Libero" e con tale
vocabolo nel medioevo s'intendeva dire "Cavaliere". Quindi
"Francescone" significava "Grande Cavaliere" e Francesconi
"quelli del grande cavaliere". Questo per quanto riguarda
l'origine più antica di questo cognome. |
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FRANCESIO |
Estremamente raro, sembra tipico del Canavese , dovrebbe
derivare dal nome Francesius, latinizzazione dell'etnico
Francese, di quest'uso abbiamo un esempio con Guglielmo
Francesco Francesio de Guidolardis vissuto a cavallo tra il 1100
ed il 1200 a Sandigliano (BI). |
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FRANCHELLA
FRANCHELLI
FRANCHELLO |
Franchella, molto raro, è tipico dell'area che comprende le
province di Chieti e Campobasso, Franchelli , assolutamente
raro, sembrerebbe avere un ceppo nel foggiano ed uno ligure,
Franchello, ancora più raro, parrebbe dell'area cuneese e
savonese, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Franchellus,
Franchella,
derivati da ipocoristici dei nomi
Francus e
Franca,
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Genova tra la
seconda metà del 1600 e la prima del 1700 con il tipografo ed
editore Baptista Franchellus,
autore tra l'altro del
Statutorum civilium Serenissimae Reipublicae Januensis,
dal 1668 al 1707 un certo Carlo Agostino Franchelli è notaio
della Podesteria di Calizzano dell'area di Finale nel savonese. |
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FRANCHETTI
FRANCHETTO
FRANCHI
FRANCHIN
FRANCHINI
FRANCHINA
FRANCHINO
FRANCO
FRANCUCCI
FRANCUCCIO |
Franchetti ha un ceppo nel sondriese, a Ponte in Valtellina,
Berbenno di Valtellina e Castione Andevenno, un ceppo nel
vicentino a Chiampo, Crespadoro, Brendola e Montecchio Maggiore,
e ad Albignasego nel padovano, un ceppo nel senese a Castiglione
d'Orcia, Torrita di Siena e Montepulciano, uno a Vejano nel
viterbese ed a Roma, Riano e Tivoli nel romano, ed uno a
Taurianova nel reggino, Franchetto ha un ceppo veneto, a
Vedelago, Quinto di Treviso e Resana nel trevisano, a Roncà ed a
Monteforte d'Alpone nel veronese, unoad Orgiano e Vicenza nel
vicentino ed a Trebaseleghe nel padovano, ed uno piemontese ad
Ivrea nel torinese, sono diffusi in tutto il centro nord Franchi
e Franchini, che ha pure ceppi a Napoli e tra barese e
tarentino, Franchin è decisamente veneto soprattutto del
padovano e in secondo luogo del veneziano e trevisano, Franchina
sembrerebbe avere due ceppi separati, uno in Lombardia ed uno in
Sicilia, il ceppo lombardo è prevalentemente bergamasco, diu
Casnigo, Gandino e Parre, mentre il ceppo siciliano è del
messinese, di Galati Mamertino, San Salvatore di Fitalia,
Messina, Tortorici, Capo d'Orlando, Castell'Umberto, Capri
Leone, Naso, Sinagra, Sant'Agata di Militello e Torrenova, con
un ceppo secondario anche a Palermo, Franchino ha un nucleo
piemontese ed alcuni ceppi tra foggiano, Basilicata e cosentino,
Franco è decisamente panitaliano, Francucci sembrerebbe
specifico della fascia centrale che comprende anconetano e
maceratese, Umbria, aquilano e Lazio, Francuccio, praticamente
unico, sembrerebbe piemontese, hanno diverse origini: possono
derivare, direttamente o tramite forme ipocoristiche, dal nomen
latino Francus,
dal nome germanico Frank
o da un soprannome derivato dall'identificatore etnico
franco
(appartenente alla nazione dei
Franchi). Nel bergamasco si
trovano tracce del cognome Franchina almeno dalla fine del 1600.
integrazioni fornite da
Leonardo Franchini
il cognome Franchini appare in rogiti notarili ad Avio (Trento)
fin dal 1565. |
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FRANCI
FRANCIO
FRANCIONE
FRANCIONI |
Franci è tipicamente toscano, con un ceppo anche nel bolognese,
nel viterbese e nel romano, Francio, molto molto raro, ha un
piccolo ceppo nella bassa bresciana ai confini con il mantovano,
Francione ha un piccolo ceppo nel teatino, uno nel foggiano, ma
il nucleo è in Campania e nel materano, Francioni ha un piccolo
ceppo nel bresciano, ma il grosso è distribuito tra Toscana,
riminese, Marche e perugino, con un ceppo anche nel romano,
dovrebbero derivare, direttamente o tramite accrescitivi, dal
nome medioevale Francio,
di cui abbiamo un esempio in un antico testo medioevale sulla
storia dei Franchi: "...Eo anno (si riferisce al 607), mortuo
Betterico, Sisebodus successit in Spaniae regnum, vir sapiens et
per totam Spaniam laudabilis valde, pietate plenissimus. Nam et
adversus manum publicam fortiter dimicavit. Provinciam
Cantabriam Gotthorum regno subegit, quam aliquando Franci
possederant. Dux, Francio nomine, qui Cantabriam tempore
Francorum subexerat, tributo Francorum regibus multo tempore
impleverat. ..", tracce di queste cognominizzazioni le troviamo
nel 1520: "...Li Franci parimenti fiorirono nel borgo di Palanza
di antica e nobile famiglia, che da
Francio Castiglioneo
l'origine ha tratto. Questi dopo le celebri vittorie de'
Visconti, contro de' Torriani cacciati dal dominio di Milano,
l'armi de' quali seguiva, venne a Palanza già vecchio, ed ebbe
un figliuolo nominato Giovannino da Franceschina Barbavara, e
dal medesimo Francio
trasse il cognome la famiglia, quantunque dopo tallora Franchini
e de Francio si nominassero...". |
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FRANCIA |
Copre la
direttrice che dalla provincia di Torino e di Imperia arriva a
Rimini, passando per Vercelli e Novara, Pavia e Milano,
Piacenza, il resto dell'Emilia e la Romagna, di lì ad Ancona,
Foligno, Terni ed infine il Lazio, dovrebbe essere legato ad
un'origine francese del capostipite, probabile frutto della
passione di un militare francese per una bella italiana. |
|
FRANCINELLA
FRANCINELLI |
Francinella, molto molto raro, è marchigiano, di Osimo
nell'anconetano e di Montefano e Montecassiano nel maceratese,
Francinelli invece, leggermente meno raro, è specifico del
bresciano, soprattutto di Vobarno ed Agnosine, dovrebbe
trattarsi di forme ipocoristiche doppie e contratte del nome
Francesco,
si tratterebbe quindi di un ipocoristico di
Franceschino,
che diventerebbe cioè
Franceschinello, contratto
quindi in Francinello,
di quest'uso abbiamo un esempio in provincia di Sondrio in un
processo per stregoneria del Contado di Bormio dell'anno 1597:
"...Et mi ritrovai messer Giovan Battista Agita et gli dissi che
di grazia, per opera di carità, dovesse dar di mano a suo
cugnato Francinello, et venir a visitarlo et dirgli: Iddio vi
dia la vostra sanità! Ma costui non volse mai venire...". |
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FRANCINI |
Decisamente toscano, dovrebbe derivare da soprannomi originati
dall'identificatore etnico francino (francese, di Francia). |
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FRANCIOLI
FRANCIOLLI |
Francioli
sembra avere tre ceppi, uno nell'alto novarese, uno in Toscana
ed uno nel ternano, Franciolli è invece rarissino, forse del
lodigiano, dovrebbero derivare da soprannomi originati
dall'identificatore etnico franciolino da francino (francese, di
Francia) . |
|
FRANCIOSA
FRANCIOSI
FRANCIOSO
FRANGIOSA
FRANGIOSO |
Franciosa è tipico di Lazio meridionale, Campania, Puglia e
Basilicata, Franciosi ha un importante nucleo emiliano con ceppi
presenti anche in Toscana e Lazio, Francioso sembra
caratteristico della penisola salentina, Frangiosa, molto raro,
tipicamente campano, è del beneventano, Frangioso, praticamente
unico, è napoletano, derivano tutti dall'indicatore etnico
francioso
per francese o da sue modificazioni; l'utilizzo di questo
identificativo etnico è riportato ad esempio nel 1300 da Dino
Compagni nella "Cronica delle cose occorrenti ne' tempi suoi",
dove si legge: "Ordinorono e procurorono i Guelfi neri, che
messer Carlo di Valos, che era in Corte, venisse in Firenze: e
fecesi il diposito, pel soldo suo e de' suoi cavalieri, di
fiorini LXXm; e condussollo a Siena. E quando fu quivi, mandò
anbasciadori a Firenze messer Guiglielmo francioso, cherico,
uomo disleale e cattivo, quantunque in apparenza paresse buono e
benigno, e uno cavaliere provenzale che era il contrario, con
lettere del loro signore." |
|
FRANCIOTTI |
Tipico
della zona fra la provincia di Teramo e quella di Chieti, anche
se forse è originario di Lucca, deriva dal nome medioevale
Franciotto. Nel 1468 Luchina Della Rovere si congiunge in
matrimonio con il nobiluomo Gian Francesco Franciotti (+1475),
nel 1469 Agostino Franciotti della Rovere è vescovo di
Trebisonda, questa famiglia annovera fra i suoi figli alcuni
Vescovi e Cardinali. |
|
FRANCOLA
FRANCOLI
FRANCOLINI
FRANCOLINO
FRANCOLLA |
Francola sembrerebbe specifico di Fabrica di Roma nel viterbese,
Francoli, molto più raro, ha un piccolo ceppo a Ghemme nel
novarese ed uno a Campodolcino nel sondriese, Francolini ha un
ceppo nel fiorentino ed uno tra riminese e pesarese, Francolino
ha un ceppo tra potentino, materano e cosentino, un ceppo nel
vibonese ed uno nell'agrigentino, Francolla, quasi unico, è
probabilmente dovuto ad errori di trascrizione del primo,
dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dal
nome medioevale Francolus,
Francola,
forma ipocoristica della contrazione del nome
Francesco,:
"..A Francis quoqueve derivata nomina propria, Francio,
Francilio, Francolus, ac demum Franciscus, corrupte pro
Francicus..", troviamo un esempio d'uso di queste forme nominali
nel Synodus Autissiodorensis dove uno dei firmatari è un certo
Francolus abba. |
|
FRANCOMANNO
FRANCOMANO |
Francomanno, estremamente raro, parrebbe dell'alto cosentino,
Francomano, più diffuso, è specifico di Cerchiara di Calabria,
Francavilla Marittima, Cassano allo Ionio, Castrovillari e San
Lorenzo Belizzi nell'alto cosentino, dovrebbero derivare dal
nome germanico Frankman,
latinizzato in Francomannus,
che deriva dal vocabolo medioevale germanico a.a.t.
*franka-
(libero, non servo)
e dalla voce *man,
originata dal germanico antico
*manōn (uomo),
con il significato di Uomo
libero, una seconda ipotesi
forma il vocabolo frankman
dall'antico germanico *frankō-
(lancia, giavellotto)
ed il senso finale diventa quello di
Uomo armato,
inteso come rafforzativo di uomo libero, in quanto addirittura
autorizzato a portare le armi, quindi maggiormente degno di
rispetto. |
|
FRANCONIERE
FRANCONIERI |
Franconiere è assolutamente rarissimo ed è calabrese come
Franconieri che ha piccoli ceppi nel catanzarese e nel reggino,
in particolare a Melicucco, dovrebbe derivare dal termine
medioevale germanico frankener
(francone)
per individuare un guerriero francone (di Franconia) e risalire
forse quindi all'epoca longobarda o a quella sveva, personaggio
di rilievo è stato il poeta dialettale calabrese Giuseppe
Franconiere (1767-1809).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Franconieri è cognome calabrese che secondo G. Rohlfs verrebbe
dal francese 'branconnier'
= cacciatore di frodo,
sulla scorta di un Kòstas
Brankunéres attestato in
Sicilia nel 1217. |
|
FRANDA
FRANDI
FRANDO |
Franda, assolutamente rarissimo, sembrerebbe emiliano, Frandi ha
un ceppo a Sarzana nello spezzino, ed uno molto piccolo nel
fiorentino a Firenze e Borgo San Lorenzo ed a San Giuliano Terme
nel pisano, Frando. quasi unico, è piemontese, dovrebbe
trattarsi di una forma italianizzata e contratta del nome
medioevale francese Ferrant
(Ferrando). |
|
FRANDINA |
Probabilmente originario del crotonese. (vedi anche FRANDINI)
ipotesi fornita da Gianna
Ferrari De Salvo
cognome presente a Palermo secondo il Caracausi si tratterebbe
di un cognome di origine etnica significante fiamminga cioè
proveniente dalle Fiandre.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Frandina, come Flandina è cognome calabrese e siciliano che
secondo G. Rohlfs verrebbe dalla voce calabrese 'frandina'
= 'sorta di pannolino pesante'
< 'stoffa di Fiandra'. |
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FRANDINI
FRANDINO |
Frandini è quasi unico, Frandino, abbastanza raro, è tipico di
Savigliano, Revello e Saluzzo nel cuneese e di Mosso nel
biellese, dovrebbero derivare da forme ipocoristiche contratte
del nome medioevale francese
Ferrant (vedi FERRANDA), o
dell'italiano Ferrando. |
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FRANGIPANE |
Ha un
nucleo a Catanzaro e a Ciminna (PA), ma è presente anche a
Napoli e Roma, deriva da un soprannome antico, si pensi che già
nel 1014 si leggeva: "...Leo, qui vocatur Frangepane, e
Benedictus qui supernomen Bocca-Pecu...", la famiglia nobile dei
Frangipane fu tra i piu' potenti sostenitori del papa durante
le lotte tra Guelfi contro Ghibellini, ebbe feudi un pò in
tutt'Italia. |
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FRANI
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Frani ha un ceppo a Cesena, Savignano sul Rubicone e Gambettola
nel cesenate, un ceppo abruzzese ad Avezzano (AQ) ed a
Casacanditella nel teatino, ed a Roma, dovrebbe derivare da una
forma aferetica del nomen latino
Afranius
di cui abbiamo un esempio nel primo libro del De bello civili di
Giulio Cesare: "...Ipse, cognita locorum natura, ponti
castrisque praesidio sex cohortes relinquit, atque omnia
impedimenta, et postero die omnibus copiis, triplici instructa
acie, ad Ilerdam proficiscitur, et sub castris Afranii constitit
et , ibi paullisper sub armis moratus , facit aequo loco
pugnandi potestatem. Potestate facta, Afranius copia educit, et
in medio colle sub castris constituit. ..". |
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FRANSIOLI
FRANZOLI
FRANZOLIN
FRANZOLINI |
Fransioli e Franzoli sono praticamente unici, Franzolin è
tipicamente veneto, del padovano in particolare, di Conselve,
Padova, Correzzola, Albignasego e Bagnoli di Sopra, Franzolini è
specifico di Udine, dovrebbe trattarsi di forme ipocoristiche
del nome tedesco Franz
(Francesco),
probabilmente portato dai capostipiti, ma è anche possibile che
possano derivare direttamente dal nome medioevale
Franzolus,
molto diffuso nel Medio Evo, dell'uso di questo nome abbiamo un
esempio a Rho nel 1332, quando un certo
Franzolus
ottiene la grazia per intercessione di Azzone Visconti, ed a
Melegnano nel 1443 nei
Documenti dell'Antica Collegiata di
Melegnano raccolti da Luigi
Bardelli si cita un tale: "..Franzolus de [Lo]matio fillius
quondam magistri Girardi..". |
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FRANZ
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Franz è tipico dell'udinese, di Moggio Udinese, Gonars, Tarcento
ed Udine soprattutto, deriva dal nome tedesco
Franz (Francesco),
probabile nome del capostipite. |
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FRANZA
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Franza ha
ceppi sparsi in giro per l'Italia, in Sicilia, soprattutto nel
siracusano, in Puglia soprattutto nel Salento, nel salernitano,
nel triestino, nel milanese e nel Piemonte, dovrebbe derivare da
soprannomi originati da una forma arcaica del vocabolo Francia,
probabilmente ad indicare un'origine della famiglia da quella
nazione o a caratterizzare il fatto che il capostipite era alle
dipendenze o al seguito dell'armata francese, un esempio di
quest'uso lo troviamo a Venezia agli inizi del 1400 quando vi
opera un tal "Zuane de Franza pentor da S. Aponal". |
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FRANZAROLI |
Franzaroli è tipico di Bologna e del bolognese e di Massa
Lombarda nel ravennate, dovrebbe derivare da un soprannome
dialettale originato dal termine arcaico bolognese
franzarol
(chi fabbrica le frange, chi
sfilaccia i tessuti). |
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FRANZE' |
Franzè è tipicamente calabrese, ha ceppi nel reggino a Galatro,
Feroleto della Chiesa e Caulonia, a Crotone, a Catanzaro e nel
vibonese a Dinami ed Acquaro, dovrebbe derivare da una forma
dialettale tronca del termine dialettale
franzeso
(francese),
probabilmente ad indicare che il capostipite fosse di
nazionalità francese o anche che fosse semplicemente al servizio
o un seguace degli angioini. |
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FRANZELLA
FRANZELLI |
Franzella è specifico di Palermo, San Giuseppe Jato e Monreale
nel palermitano, Franzelli è invece lombardo del bresciano, di
Roccafranca soprattutto e di Orzinuovi e Rudiano, dovrebbero
derivare dal nome medioevale
Franzellus, di cui abbiamo un
esempio nel Codice Diplomatico
Hungarico agli inizi del XII°
secolo con un Franzellus Comes Curiae, nome che non è altro che
la latinizzazione del nome medioevale germanico
Franzel,
con il significato di francese. |
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FRANZIN
FRANZINI
FRANZINO
FRANZON
FRANZONE
FRANZONI
FRANZOSI
FRANZOSO |
Franzin è tipico delle province di Treviso e Venezia, Franzini è
decisamente lombardo, Franzino sembra del Canavese, con un ceppo
anche a Cairo Montenotte (SV), Franzon è tipico del Veneto e del
basso Friuli, Franzone sembrerebbe avere due ceppi, uno in
Liguria ed uno in Sicilia, Franzoni è invece della zona compresa
tra le provincie di Brescia, Mantova e reggio Emilia, Franzosi è
tipicamente lombardo e della provincia di Novara, Franzoso,
oltre al ceppo veneto di Adria e nel resto del rovigoto, ne ha
uno nella zona di Torricelle e Manduria (TA), tutti questi
cognomi dovrebbero derivare da soprannomi originati
dall'identificatore etnico
franzino,
franzone
o franzoso
(francese, originario della
Francia). |
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FRANZO
FRANZOI
FRANZOIA |
Franzo, molto raro, è tipico del veneziano, Franzoi ha un grosso
ceppo nel trentino ed uno nel veneziano, Franzoia, molto molto
raro, ha un piccolo ceppo nell'alessandrino ed uno tra basso
bellunese e trevisano, questi cognomi dovrebbero derivare da
forme italianizzate dialettali del nome tedesco
Franz (Francesco),
ma è pure possibile che possano derivare da alterazioni
dialettali del vocabolo Francia o Franza intendendo forse che i
capostipiti provenissero da quella nazione o, più probabilmente,
avessero semplicemente relazioni d'affari che li portassero
spesso in Francia. |
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FRANZO' |
Franzò è tipicamente siciliano, del siracusano in particolare,
dovrebbe derivare da una forma dialettale tronca del termine
arcaico franzoso
(francese),
probabilmente ad indicare che il capostipite fosse di
nazionalità francese o anche che fosse semplicemente al servizio
o un seguace degli angioini. |
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FRAPPA
FRAPPI
FRAPPINI |
Frappa è tipicamente friulano, dell'udinese e di Camino al
Tagliamento,in particolare, Frappi è specifico di Castiglion
Fiorentino nell'aretino, Frappini, molto raro, è tipico del
perugino, di Gualdo Tadino in particolare, questi cognomi
dovrebbero derivare direttamente o tramite forme ipocoristiche
dal termine italiano arcaico
frappa (frangia,
ornamenti frastagliati per abiti),
forse ad indicare nei capostipiti dei sarti femminili o degli
elegantoni, ma non si può escludere anche la possibilità di
riferimenti al significato lato del vocabolo che sta per
inganno
o imbroglio. |
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FRAPPIETRI
FRAPPIETRO
FRATEPIETRO
FRATIPIETRO |
Frappietri, assolutamente rarissimo, sembrerebbe specifico di
Massafra nel tarentino, Frappietro è quasi unico, e sembrerebbe
sempre pugliese o campano, Fratepietro è tipicamente pugliese di
Cerignola nel foggiano e di Andria e Minervino Murge nel barese,
Fratipietro è specifico di Campobasso in Molise, dovrebbero
derivare dall'unione del termine latino
frater (fratello,
anche frate), anche modificato
dal dialetto e, a volte, troncato, aggiunto al nome
Pietro,
nel senso di fratello in Dio (fratello in senso cristiano) di
nome Pietro. |
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FRARE
FRARI |
Frare è tipico del trevisano, Frari è assolutamente rarissimo,
derivano o dall'esserci un frate in famiglia, o dall'uso di
chiamare nel medioevo frare
(fratello) qualcuno, come si evince da questa poesia della
seconda metà del 1100: "..Dulci cantu blandiuntur / ut Sirenes,
et loquuntur / primo quedam dulcia: / «Frare, ben je te
cognosco, / certe nichil a te posco, / nam tu es de Francia...",
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nel trevigiano, a
Fregona in una una causa del 1754 tra un certo Michele Frare,
gastaldo della Scuola dei Battuti e Valentin Perin Calderaro,
originario del Cadore. |
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FRARACCI
FRARACCIO |
Fraracci
è assolutamente rarissimo, Fraraccio sembra specifico di
Frosolone (IS). |
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FRASCA
FRASCHI
FRASCO |
Frasca, assolutamente panitaliano, con massima concentrazione
nel Lazio, in Abruzzo in Campania, nel foggiano e barese ed in
Sicilia, soprattutto nel ragusano e siracusano, Fraschi, molto
molto raro, sembrerebbe della zona tra emilia e Toscana, Frasco,
quasi unico, sembrerebbe essere dovuto ad un errore di
trascrizione del primo, dovrebbero derivare dal nome medioevale
maschile Frasca
di cui abbiamo un esempio in una trascrizione amministrativa
della prima metà del 1200: "...Giachopo Guarnieri die avere Ciii
li. x s. di pve. nela fiera di Bari in sesagiesimo secondo, d
àne carta p mano di Frasca notaio di Siena....", ma
Frasca è
anche un nome medioevale femminile, come possiamo riscontrare
nell'Obituario della chiesa pievana di S. Lorenzo di Cuvio nel
varesotto risalente al 1283: "...Frasca
conversa ecclesie de Cassiano dedit in vita sua solidos III et
denarios II. ...", probabile contrazione del nome
Francesca,
ma non si può escludere che questi cognomi possano anche
derivare da antichi nomi di località, come quelli riportati in
questo scritto dell'anno 1086: "1086, Ianuario, X, Fasanelae. In
nomine dei eterni et salvatoris nostri iesu christi. anno ab
incarnatione eius millesimo octogesimo sexto, temporibus domini
nostri rogerii gloriosissimi ducis, mense ianuario decime
indictionis, Dum residerem ego malfredus comes gloriosus intus
castellum quod vocatur fasanela, veniens ante me attanasius
presbiter et abbas petiit a me ecclesiam vocabulo sancti
nicolay, que sita est in loco ubi proprie frasca vocatur ad
construendum ibidem monasterium et nos spontanea et grata nostra
voluntate, sicut nobis placabile fuit, intuitu dei amoris, pro
remedio nostre anime ac parentum nostrorum tam vivorum quarti
defunctorum predicto attanasio, providentes utilitati anime
nostre et parentum nostrorum sicut superius scriptum est,
concessimus, donavimus et assignavimus prefatam ecclesiam et
locum iam dictum de frasca, cum molendino quod est in loco ubi
campus de lamia nuncupatur...". |
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FRASCA'
FRASCANI |
Frascà ha un ceppo a Torino, Collegno e San Benigno Canavese nel
torinese, uno a Bologna, uno a Roma ed uno nel reggino a
Roccella Ionica, Martone, Ardore e Siderno, ed a Badolato nel
catanzarese, Frascani, assolutamente rarissimo, parrebbe
dell'Italia centrale, questi cognomi dovrebbero derivare dal
termine Frater Scanus
(fratello Scano),
modo in cui probabilmente veniva indicato il capostipite, il che
farebbe pensare che il ceppo originario fosse stato quello
meridionale. |
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FRASCARI
FRASCAROLI
FRASCAROLO |
Frascari
è tipicamente emiliano, di Bologna, Molinella ed Imola nel
bolognese, di Reggio Emilia, Castellarano e Montecchio Emilia
nel reggiano e di Parma, Frascaroli è tipico del bolognese con
un ceppo anche nel pavese ai confini con l'alessandrino,
Frascarolo molto raro ha un ceppo nella zona di Valenza
nell'alessandrino ed uno a Torino, dovrebbero derivare da
toponimi come Frascarolo nel pavese o Frascaro
nell'alessandrino, ma anche nel reggiano, o località come
Frascarolo nei colli bolognesi, ma è pure possibile una
derivazione da soprannomi originati dal mestiere di boscaiolo o
di chi raccoglie legna secca per bruciare. Troviamo il casato
dei Frascaroli feudatari di Momperone (AL) nel 1300, nel 1400 i
Marchesi Frascaroli di Montacuto sono feudatari di terre nella
zona di Fabbrica Curone (AL). |
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FRASCATI |
Frascati
ha ceppi nelle province di Roma, Firenze, Perugia, Foggia, Bari
e Matera e nel reggino, dovrebbero tutti derivare dal toponimo
Frascati (RM). |
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FRASCHINI |
Specifico
dell'area tra Milano, Pavia e Lodi, potrebbe derivare da
soprannomi legati al toponimo Frascarolo (PV). |
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FRASCINI
FRASCINO |
Frascini, assolutamente rarissimo, è del cosentino, dovrebbe
trattarsi di una forma alterata di Frascino, che è tipico del
cosentino, di Castrovillari, Firmo, Spezzano Albanese e
Frascineto, e dovrebbe derivare dal termine latino
fraxinus
(frassino),
albero molto diffuso in zona, tanto da aver dato il nome al
paese di Frascineto; il fatto che nell'area si sia consolidata
una presenza albanese già dal 1500 farebbe ritenere i
capostipiti come appartenenti a quell'etnia. |
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FRASI
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Abbastanza raro, proviene forse dalla zona tra Firenze ed
Arezzo. |
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FRASISTI |
Estremamente raro, sembra specifico del nord milanese e
varesotto. |
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FRASSA
FRASSI
FRASSINI
FRASSINO
FRASSO
FRASSONE
FRASSONI |
Frassa, assolutamente rarissimo, è dell'area lombardo
piemontese, Frassi è lombardo forse anche con un ceppo tra Pisa
e Livorno, Frassini è specifico del milanese, pavese e
cremonese, Frassino, molto molto raro, ha un piccolo ceppo nel
savonese, uno nel napoletano ed uno tra potentino e cosentino,
Frasso, molto molto raro, sembrerebbe specifico dell'area
casertano, napoletana, Frassone, molto molto raro, è specifico
di Voghera nel pavese, Frassoni ha un ceppo genovese, uno tra
milanese, bergamasco e lecchese, in particolare a Calolziocorte,
Monte Marenzo e Lecco nel lecchese, ed uno nel vicentino,
dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici od
accrescitivi, dal nome medioevale
Frassus, Frassa
di cui si ha un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia
medievale in un atto di compravendita redatto a Pavia il 2
ottobre 1189, dove si può leggere: "...una cum noticia
propimquorum parentum ipsarum mulierum, hii sunt Saccus Tornator
et Frassus Garonus propinqui predicte Iordane..."
integrazioni fornite da
Giacomo Ganza / Villa di Tirano (Sondrio)
si potrebbe ipotizzare una derivazione dalla toponomastica.
Dante Olivieri segnala due località nei pressi di Casteggio (PV)
chiamate Frasso e ai Frassi. L'Olivieri ipotizza la derivazione
da Fraxinus, frassino. |
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FRASSINESI |
Frassinesi, molto molto raro, è tipico del pisano, dovrebbe
trattarsi della forma etnica del paese di Frassine nel
grossetano. |
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FRASSINETTI |
Molto
raro sembra essere dell'area che comprende Liguria, Emilia e
Toscana, dovrebbe derivare da nomi di località individuabili
dalla presenza di boschi di frassini o da toponimi come
Frassineta (BO) (AN), Frassineti (MO), Frassineto (BO) AN) (AR)
Frassinedolo (RE), Frassinello (GE) e similari. |
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FRASSU
|
Frassu, molto molto raro, è tipicamente sardo, di Ottana nel
nuorese e di Porto Torres nel sassarese, dovrebbe derivare da un
soprannome originato dal termine sardo
frassu (frassino),
a sua volta derivato dal latino
fraxus, forma contratta di
fraxinus.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
FRASSU: frassu
come aggettivo significa falso,
ma il cognome deriva senz'altro dal latino
fraxus
(da fraxinus)
= frassino.
Una matzòcca, unu talléri de frassu, etc. = un bastone, un
tagliere di frassino, etc. Anche nel corso meridionale è frassu;
frasso in piemontese etc. nei documenti antichi del sardo
troviamo fraxinu (Condaghe di Santa Maria di Binarcado, XI°,
XIII° secolo - 32 -(in una donazione alla chiesa da parte di
donnu Petru Murtinu): .donnu Petru Murtinu, ad oram de sa morti
sua.derectu assu crastu mannu ki est cabiza assa ena de su
fraxinu.(alla sorgente del frassino). Nel Condaghe di San Nicola
di Trullas XI°, XIII° secolo, ai capp. 19, 39 e 184, etc. è
citata la località Frassinetu ( in Campu Iavesu - in agro di
Giave). Come cognome non è presente nelle carte antiche della
lingua e della storia della Sardegna da noi consultate, me nella
Storia della Sardegna Sabauda ricordiamo Frassu Salvatore (Bono
1777 - 1857): partecipò al tentativo rivoluzionario di Giommaria
Angioy, del quale organizzò la fuga nel 1797, in Corsica dove i
fuoriusciti sardi entrarono in contatto con Letizia Bonaparte,
che degli esuli sardi fu protettrice e sostenitrice dei loro
progetti politici, presso il figlio Napoleone. Attualmente il
cognome Frassu è presente in 20 Comuni italiani, di cui 10 in
Sardegna: Ottana 12, P. Torres 12, Sorso 8, Olbia 3, etc. |
|
FRASTI
FRASTO |
Frasti e Frasto sono quasi unici, sicuramente meridionali,
dovrebbero derivare da soprannomi basati sul termine greco
antico φραστέον frastèon (interprete,
portavoce), indicando, in
questo modo, quale fosse stata l'occupazione dei capostipiti. |
|
FRATALOCCHI |
Fratalocchi ha un ceppo nell'ascolano, a Sant'Elpidio a Mare,
Fermo e Porto Sant'Elpidio, con un ceppo secondario anche a
Roma, l'origine etimologica è oscura, si può solo ipotizzare una
possibilke derivazione dall'unione del termine
frate (fratello,
frate) unito al nome medioevale
Aloco
o Alocco. |
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FRATAMICO |
Fratamico è tipicamente molisano, del campobassano ed in
particolare di Castelmauro, dovrebbe derivare da un capostipite
riconosciuto nel suo paese come
Fratello Amico, dal termine
latino frater
(fratello,
frate),
aggiunto al nome medioevale
Amico, nel senso di fratello in
senso cristiano, anche se non si può escludere, data la zona di
diffusione, che possa essere stato un frate o prete ortodosso
probabilmente di origini slave. |
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FRATANGELI |
Fratangeli è un cognome tipico di Frosinone, dovrebbe derivare
dall'unione del termine latino
frater (fratello,
anche
frate) aggiunto al nome
Angelus, il riferimento alla posizione di frate è improbabile,
più accettabile un riferimento al concetto cristiano di
fratellanza, fratel Angelo un pò come voler indicare il nostro
amico fraterno Angelo. |
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FRATANTONI
FRATANTUONO |
Fratantoni sembrerebbe siciliano, molto raro, è di Comiso nel
ragusano e di Santo Stefano di Camastra nel messinese,
Fratantuono ha un ceppo molisano a Fossalto e Campobasso ed uno
nel potentino a Marsicovetere, dovrebbero derivare dall'unione
del termine latino frater
(fratello,
anche
frate) aggiunto al nome
Antonius,
magari con modificazioni dialettali (vedi FRATANGELI). |
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FRATE
FRATI |
Frate ha
un ceppo in Lomellina, uno in Veneto e uno in Molise, foggiano e
napoletano, Frati è tipico della Lombardia, Emilia, Toscana e
Marche, deriva da soprannomi o dall'uso di chiamare qualcuno
frate per fratello. |
|
FRATELLO |
Un nucleo
nel foggiano uno nel trapanese, può provenire da soprannomi o da
modificazioni del non comune nome medioevale Fraterculus. |
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FRATER
|
Estremamente raro è tipico veneziano, dovrebbe derivare dal
termine latino frater
(fratello). |
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FRATERNALE
FRATERNALI |
Fraternale è tipico di Urbino e di Pesaro e Colbordolo nel
pesarese, mentre Fraternali, oltre che a Pesaro e nel pesarese a
Fermignano, Acqualagna e Sassocorvaro, è ben diffuso anche a
Rimini e nel riminese, a Morciano di Romagna, Riccione,
Montefiore Conca, Montegridolfo e Cattolica, dovrebbero derivare
dal termine fraternale
(del fratello, confratello),
forse ad indicare l'appartenenza dei capostipiti ad una
confraternita religiosa. |
|
FRATESI
FRATTESI |
Tipici
marchigiani della zona tra Pesaro e Falconara Marittima,
dovrebbero derivare dall'etnico di toponimi come Fratta Todina
(PG) o di Fratte di Montefano (MC) o anche e più probabilmente
di Fratte di Sassofeltrio e Fratte Rosa (PU). |
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FRATIA
|
Assolutamente rarissimo, parrebbe calabrese, del reggino in
particolare.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Rarissimo, originario del cosentino e del reggino, potrebbe
derivare dal termine frate, ad indicare o la presenza di un
frate in famiglia o il soprannome fratello, un tempo usato per
rivolgersi a qualcuno in senso anche affettivo.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Fratia è cognome calabrese che viene dalla voce siciliana 'fratia'
= 'tutti i frati di un convento'. |
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FRATIANNI |
Fratianni ha un ceppo nel campobassano a Ferrazzano e
Campobasso, ed uno nell'avellinese ai confini con il foggiano,
aBisaccia in particolare, dovrebbe derivare da capostipiti di
nome Johannes,
contratto in Ianni,
preceduto da un frater
(fratello),
probabilmente in segno di fratellanza cristiana, anche se non si
può escludere che possa trattarsi di religiosi ortodossi,
probabilmente di origine albanese. |
|
FRATINI
FRATTINI |
Fratini è
specifico della fascia che comprende Toscana, Marche, Umbria e
Lazio, Frattini tipico della Lombardia occidentale, ha ceppi
anche in Emilia, nelle Marche e nel napoletano, derivano o da
soprannomi (vedi Frate) o da toponimi come Cà dei Frati (RE),
Corte de' Frati (CR), Settefrati o Fontana Fratta (FR), Sasso
Frattino (AR), Fratta Todina (PG), Frattamaggiore (NA),
Ripafratta (PI) o Valera Fratta (LO). Tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo a Tirano (SO) nella seconda metà
del 1600 con il notaio Giacomo Frattinus. |
|
FRATTA
|
Ha
ceppi tra il bellunese e la provincia di Pordenone, nel foggiano
ed in Campania, dovrebbero derivare da toponimi come Fratta di
Maniago (PN), Pradella Fratta (BL) o Fratta di Oderzo (TV) o
anche Frattamaggiore (NA), anche il ceppo pugliese potrebbe
derivare da antichi nomi di località, in greco recinto di
pietra, stallo si dice fracta.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Fratta è diffuso e frequente in tutta l'Italia, è formato da
toponimi, e dai relativi etnici, che hanno alla base il vocabolo
'fratta'
= "luogo scosceso e impervio
ricoperto da una macchia intricata di pruni e sterpi". |
|
FRATTER |
Fratter, abbastanza raro, è tipico del veneziano, di Portogruaro
e Cavallino-Treporti, con ramificazioni anche a Preganziol nel
trevisano, si potrebbe trattare di forme indicanti la
provenienza del capostipite da paesi come Fratta di Fossalta di
Portogruaro, o Accoppè Fratte nel veneziano, Fratta di Oderzo, o
di Tarzo, o Fratte nel trevisano, o Fratta nel pordenonese, ma
ricordiamo che il termine italiano
fratta
indica un luogo impraticabile,
scosceso, ricco di arbusti, e
che quindi il termine potrebbe semplicemente indicare che la
famiglia abitava in una località con queste caratteristiche. |
|
FRATTIN |
Tipico
del trevisano dovrebbe derivare da toponimi come Fratta di
Oderzo (TV), Fratta di Tarzo (TV) o Fratta (PN). |
|
FRATTOLA
FRATTOLI |
Assolutamente rarissimo, Frattola parrebbe tipico del piacentino
ai confini con il pavese, Frattoli è praticamente unico,
dovrebbero derivare dal termine medioevale
fratta,
stante ad indicare un luogo selvatico ed impervio. |
|
FRATTURA
FRATTURATO
FRATTURO |
Frattura ha qualche presenza in Abruzzo, un ceppo a Roma ed uno
in Campania a Napoli ed a Zungoli nell'avellinese, Fratturato,
quasi unico, è tipico di Santa Marinella nel romano, Fratturo,
quasi unico, sembrerebbe del foggiano, dovrebbero derivare dal
toponimo Frattura a Scanno in provincia de l'Aquila, o da altri
simili, ma è anche possibili che derivino da nomi di località
originati dal termine medioevale
frattura,
stante ad indicare un luogo selvatico ed impervio, anche se non
si può escludere che in qualche caso possa trattarsi di una
forma arcaica dialettale per
Fratello o
Frate Salvatore
ridotto per aferesi e modificazioni dialettali a
Tura o
Turo.. |
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FRATUS
|
Fratus è tipicamente lombardo del bergamasco, di Martinengo,
Castelli Calepio, Bergamo, Bagnatica, Seriate, Ghisalba, Romano
di Lombardia, Calcinate, Chiuduno e Dalmine, con ceppi anche nel
bresciano a Palazzolo sull'Oglio e Coccaglio, potrebbe derivare
da un soprannome basato su di un vocabolo dialettale arcaico per
frattazzo
(strumento che i muratori
utilizzano per livellare la superficie dei muri). |
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FRAU
|
Estremamente diffuso in tutta la Sardegna, dovrebbe derivare dal
mestiere di fabbro, frau
in sardo.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
FRAU: significato ed etimologia.
Su frau è
il fabbro,
dal latino faber.
Su frau o su frabu. È famoso il detto: in domu de su frau
schidonis de linna = a casa del fabro, spiedi di legno. È
sinonimo, in tutta l'isola di ferreri, dal catalano ferrer. È
presente nei documenti antichi della lingua sarda. Tra i
firmatari della Pace di Eleonora del 1388, *LPDE, figurano 14
Frau, tra i quali ricordiamo: Frau Antiogho, ville
Selluri(Sanluri - Seddòri); Frau Bondy, ville Seuis (odierno
Seuis - Laconi.Contrate partis Alença); Frau Cippari, ville
Mahara(Villamar); Frau Comita, jurato ville Busache(Busachi -
Contrate Partis Varicati); Frau Gunnario, ville Laconi; Frau
Joanne, jurato ville Busache; Frau Joanne, jurato ville Petra
Veurra(distrutto - Campitani Majoris); Frau Joanne, ville Gonnos
de Tramacia; Frau Petro, ville Silano (distrutto - Curatorie de
Marghine de Gociano; da non confondere con l'odierno Silanus);
Frau Petrus, ville Sasseri. Nel Condaghe di Santa Maria di
Bonarcado, *CSMB, XI°, XII° sec., figura: Frau Iorgi, figlio a
Frau Gavini, sposato a Maria Sicuri (167). Si tratta di una
partizione di servi tra la chiesa di Santa Maria di Bonarcado e
Santa Maria di Aristanes(Oristano): .Et remaserunt depus custa
particione, ad comuni, Johanne et Torbini fiios de Comida Murra
e de Maria Orruia, et Iorgi Frau, fiiu de Gavini Frau e de Maria
de Sicuri.(E rimasero, dopo questa partizione, in comune,
Giovanni e Torbino figli di Comita Murra e di Maria Orruia, e
Giorgio Frau, figlio di Gavino Frau e di Maria de Sicuri.).
Attualmente il cognome è presente in Sardegna, in 185 su 377
Comuni, con maggiore diffusione nel centro sud: Cagliari 569,
Quartu S. E. 400, Selargius 196, Sassari 164, Serrenti 125,
Arbus 104, Oristano 96, etc. Nel continente è sempre Roma ad
avere il primo posto con 217 Frau; seguono Milano 82, Genova 67,
Torino 55, etc. |
|
FRAUS
FRAUSIN
FRAUSINI |
Fraus è quasi unico, apparentemente toscano, Frausin è tipico
del Friuli, Venezia Giulia, di Trieste e Muggia nel triestino,
di Grado e Monfalcone nel goriziano e del vicino udinese,
Frausini ha un piccolo ceppo a Fano nel pesarese, potrebbero
derivare direttamente o tramite forme ipocoristiche anche
dialettali da soprannomi basati sul termine latino
fraus (frode)
o su di una forma dialettale germanica originata dal termine
frau
(moglie, donna),
ma, molto più probabilmente, si tratta di una forma contratta
dialettale del nome Florianus. |
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FRAVIGA |
Fraviga è tipico di Vittuone e di Legnano nel milanese, è
un'antica nobile famiglia milanese, il cognome dovrebbe derivare
da un termine dialettale arcaico
fravegh,
per fabbro,
usato soprattutto per indicare dei
maestri argentieri,
probabile occupazione dei capostipiti. |
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FRAVILI |
Fravili è
specifico di Mentana, di origine etimologica oscura. |
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FRAZZETTO |
Rarissimo, sembrerebbe tipico del catanese, potrebbe derivare
dal toponimo Frazzanò (ME). |
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FRAZZI
FRAZZINI
FRAZZO
FRAZZONI |
Frazzi è specifico del parmense, di Parma, Fidenza, Busseto e
Soragna, Frazzini ha un ceppo a Roma ed uno a San Pietro
Avellana nell'iserniese, Frazzo, praticamente unico, è del
cuneese, Frazzoni è specifico del bolognese, di Baricella,
Bologna e Molinella, in alcuni casi potrebbero derivare dal nome
di frazioni come quella di Frazzo di Terracina in provincia di
Latina o Frazzo Sabino in quella di Rieti, o anche da soprannomi
dialettali derivati dal termine latino
fracidus
(fradicio),
ma, nella stragrande maggioranza dei casi, dovrebbero derivare
da ipocoristici o accrescitivi o direttamente da forme contratte
di alterazioni del nome
Francesco. |
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FRECAVALLI |
Frecavalli, cognome ormai scomparso, è tipico di Crema nel
cremonese, potrebbe stare ad indicare il mestiere di maniscalco
svolto probabilmente dal capostipite.
integrazioni fornite da
Marco Giovanni Migliorini archivista - paleografo Trigolo (Cr)
Frecavalli originatosi per aferesi dell'originario
Feracavalli,
quindi indicativo di una professione. Cfr. archivio gentilizio
dei conti Benvenuti di Ombriano di Crema, fondo membranaceo,
pergamena 1426 in cui sono citati i fratelli Cabrino e Fino
Feracavalli. |
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FRECCERI
FRECCERO |
Frecceri, quasi unico, sembrerebbe ligure, probabilmente si
tratta di una forma alterata del cognome Freccero, che è
specifico del savonese, di Stella, Savona , Albisola Superiore
ed Albisola Marina, dovrebbe trattarsi di una forma etnica
francesizzante di località chiamate
Freche,
il cui nome trae probabilmente origine dalla presenza in luogo
di frassini (frenes in francese). |
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FRECCHIAMI
FRECCHIANI |
Frecchiami è specifico di Treviglio nel bergamasco, Frecchiani,
quasi unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione
del precedente, l'origine etimologica è oscura., si può
ipotizzare una derivazione da un soprannome basato su di
un'alterazione del termine medioevale germanico
frehhii o
frekin
(avido, mosso da cupidigia). |
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FREDA
FREDDI
FREDI
FREDO |
Freda ha un nucleo in Campania e nel foggiano con ceppi forse
non secondari nel modenese e nel genovese, Freddi è molto
diffuso tra bresciano e mantovano, con ceppi anche nel milanese,
in Emilia, nell'anconetano e nel Lazio, Fredi, abbastanza raro,
sembra specifico di Manerbio (BS), Fredo, assolutamente
rarissimo, è veneto, dovrebbero tutti derivare dall'aferesi del
nome longobardo Gotefredus
di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia
medievale nell'anno 986 a Lodi: "...Andreas, episcopus episcopio
sancte Laudensis Ecclesie, nec non et Adam qui et Bruningus et
Gotefredus seu Raginpaldus germanis, filii quondam Rikerii, qui
professi sunt ipsis germanis ex nacione suorum legem vivere
Langobardorum....". |
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FREDIANI |
Frediani è tipico toscano, della zona che comprende le province
di Massa, Lucca, Pistoia, Pisa e Livorno, dovrebbe derivare
direttamente dal nome medioevale
Fredianus
originato dal germanico frithu
con il significato di amante
della pace, ricordiamo San
Frediano Vescovo di Lucca nel V° secolo. ma è pure possibile una
derivazione dal toponimo San Frediano (PI), (LU) e (PT). |
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FREGAPANE |
vedi
FRAGAPANE |
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FREGNA
FREGNI
FREGNO |
Fregna, molto raro, è tipico di Poggio Renatico nel ferrarese,
Fregni è tipico di Modena e del modenese, di Carpi, Bomporto,
Ravarino, Nonantola, San Felice sul Panaro, San Prospero e
Medolla, con presenze significative anche nel bolognese a
Crevalcore, Bologna e San Giovanni in Persiceto, Fregno è quasi
unico, potrebbero derivare da soprannomi originati dal termine
dialettale emiliano arcaico
frenna o
fregna (falce
da fieno), forse ad indicare
nei capostipiti dei contadini, una seconda ipotesi propone
sempre la derivazione da un soprannome , ma originato dalla
contrazione del termine dialettale
frègn per
ferrigno
(fatto di ferro,
ma anche fermo di carattere,
duro come il ferro), probabile
caratteristica caratteriale dei capostipiti.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Due sono le ipotesi che si possono avanzare circa l'origine del
cognome Fregni, ben distanti l'una dall'altra. La prima è che si
tratti di un patronimico dal nome proprio latino
Frennius
o Frenius,
raccolto anche in area riminese (CIL, XI, 6687). La seconda è
che si tratti di un soprannome:
férrigno, nel dialetto
frégn
«che ha la durezza e la
resistenza del ferro», quindi
detto di persona «saldo,
robusto; rigido, ostinato». |
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FREGONA |
Fregona è
tipicamente veneto del bellunese e del trevigiano, dovrebbe
derivare dai due toponimi con lo stesso nome Fregona (TV) e
Fregona di Canale d'Agordo nel bellunese. |
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FREGONESE
FREGONESI |
Fregonese
è tipico del Veneto orientale e del Friuli, in particolare di
San Donà di Piave, di Iesolo, di Fossalta di Piave, di Noventa
di Piave e di Venezia nel veneziano e di Oderzo, Fontanelle,
Zenson di Piave, Mottadi Livenza, Santo Stino di Livenza e
Treviso nel trevigiano, e del pordenonese, Fregonesi, quasi
unico, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione del
precedente, dovrebbero derivare da forme etniche dei due
toponimi Fregona (TV) e Fregona di Canale d'Agordo nel
bellunese, l'identità fregonese ebbe particolare importanza
nella Repubblica Serenissima di Venezia dopo che, nel 1509, un
corpo di cittadini, reclutati a Fregona nel trevisano da
Francesco Forte, capitano ai servizi della Serenissima, si
rivelò determinante per il recupero della città di Serravalle,
occupata da 800 soldati dell'imperatore Massimiliano d'Asburgo.
A seguito di questo fatto d'arme i fregonesi vennero esentati
dalle tasse e da altri dazi imposti dalla Serenissima, che inviò
al municipio di Fregona un decreto ducale di esenzione, ancora
conservato presso lo stesso municipio. |
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FREGONI |
Lombardo
di origine bresciana, dovrebbe derivare da un soprannome legato
al vocabolo dialettale fregon (canovaccio), o come riferimento
ad un mestiere o ad un aneddoto. |
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FREGOSI
FREGOSO |
Fregosi è concentrato nell'area che comprende le province di
Massa e di La Spezia, deriva da Fregoso che è originario della
provincia di LaSpezia, è un cognome antico, che dovrebbe
derivare dal nome di un borgo della zona di Ponente tra
Granarolo e Begato, importante per la nostra storia è
Antonietto Fregoso, poeta, figlio naturale di Spinetta Doge di
Genova, dopo un periodo d'oro alla corte milanese degli Sforza,
si ritirò nella sua villa di Colturano. I Fregoso dal 1300
compaiono tra i Dogi di Genova, La nobile famiglia Fregoso fu
tra i Signori del Montefeltro nelle Marche.
per approfondimenti:
http://www.geocities.com/Paris/Louvre/3987/Genova/famiglia_fregoso.htm |
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FREGUGLIA
FREGUIA
FREGUJA |
Freguglia, tipico del ferrarese e rovigoto, possiede forse un
ceppo non secondario nel varesotto e nel Canavese, Freguia,
molto raro, ha qualche presenza nella Lombardia occidentale, un
piccolissimo ceppo nel rovigoto a Porto Tolle e Porto Viro ed a
Venezia, Freguja, estremamente raro, è del veneziano, sembrano
essere nati come variante del nome
Frederico,
dovrebbero in qualche caso discendere da un ramo cadetto della
famiglia Fregoso (vedi FREGOSI) trasferitosi a Ferrara nel 1500
occupando un ruolo importante fra la nobiltà locale, non si può
escludere anche una possibile, e probabile, derivazione da un
soprannome dialettale basato sul termine
freguja o
freguglia
(briciola),
che potrebbe essere stato originato da una corporatura molto
minuta dei capostipiti. |
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FREI
FREO |
Frei è tipico della provincia di Bolzano, Freo, decisamente
veneto è soprattutto del padovano, potrebbero derivare da una
forma germanica del nome Libero,
ma più probabilmente si tratta di una forma contratta del nome
Frederich. |
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FRENI
FRENO |
Freni ha un ceppo siciliano a Messina e Catania e nel messinese
ad Itala ed Alì Terme e nel catanese a Paternò, con un ceppo
anche a Corigliano Calabro nel cosentino, Freno, più raro, ha un
ceppo a Villa San Giovanni nel reggino con qualche presenza
anche a Messina e Sant'Agata di Militello sempre nel messinese,
dovrebbero derivare da soprannomi originati dalla voce
dialettale meridionale frenu
(fieno),
forse ad indicare che i capostipiti svolgevano l'attività di
stalliere o avevano comunque a che fare con il fieno. |
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FRERI
|
Freri è specifico del cremonese, di Castelleone, Ripalta Arpina,
Crema e Casaletto Vaprio e di Bagnatica (BG), dovrebbe derivare
da modificazioni e sincopi del nome
Fredericus. |
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FRESCHI |
Proprio
dell'Italia settentrionale, dovrebbe derivare dal nome tardo
medioevale Fresco (Giovanni Villani cita già nel 1335 nella
"Nuova Cronica" al tomo terzo un meser Fresco). |
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FRESI
FRESU |
Fresi è specifico della Sardegna settentrionale, di Olbia,
Sant`Antonio Di Gallura, Arzachena, Loiri Porto San Paolo e
Luogosanto in Gallura, e di Alghero, Sedini e Valledoria nel
sassarese, Fresu è tipico della Sardegna settentrionale, di
Sassari in particolare e di Oschiri, Berchidda, Olbia, Monti e
La Maddalena in Gallura e di Cagliari e Nughedu San Nicolò,
Ozieri e Porto Torres nel sassarese, dovrebbero derivare da un
soprannome originato dal vocabolo sardo gallurese
fresi (fustagno,
orbace) forse ad indicare
l'attività del capostipite.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
FRESI; FRESU; FURESI: su/so
forési, furési, fresi/u (corso
meridionale e gallurese), è il
panno di lana di pecora tessuto in casa, bianco, ma generalmente
tinto di nero -
l'orbace.
Dal latino forensis,
ma anche dall'italiano antico
forese o
furese =
campagnolo, contadino.
L'area di maggior diffusione dei tre cognomi è l'alta Sardegna.
Anche in Campidano, comunque, l'orbace, o tela di lana di
pecora, viene comunemente chiamato su furèsi. Non li abbiamo
trovati nelle carte antiche della lingua e della storia della
Sardegna, da noi consultate. Attualmente il cognome Fresi è
presente in 102 Comuni italiani, di cui 40 in Sardegna: Olbia
217, Arzachena 134, Sassari 68, etc. Fresu è presente in 93
Comuni italiani, di cui 43 in Sardegna: Sassari 140, Aschiri 76,
Berchidda 59, etc. Furesi è presente in 24 Comuni italiani, di
cui 6 in Sardegna: Sassari 44, Alghero 41, Padru 25, Cagliari
16, etc. |
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FRESOLI |
Fresoli, assolutamente rarissimo, sembrerebbe toscano, della
provincia di Massa, potrebbe derivare da forme ipocoristiche del
cognomen latino Fresus,
ma molto più probabilmente indicano un origine dalla Fresia:
"...Anno DCCCLI. De Roma venerunt corpora sanctorum in Saxoniam,
Alexandri, unius ex septem fratribus, Romani atque Emerentianae.
Eodem anno nobilissima imperatrix nomine Irmingard, coniunx
Lotharii imperatoris, de hac luce migravit. Item Nordmanni in
Fresia et circa Rhenum fluvium nocuerunt. Ingens exercitus
congregatus est ad Albiam fluvium contra Saxones et civitates
eorum, aliaeque obsesse alieque succensae sunt igni...",
bisogna considerare che furono molti i legionari romani
reclutati in quella regione e che si stanziarono poi da veterani
in Italia. |
|
FREZZA
|
Frezza è molto diffuso un po' in tutta l'Italia, soprattutto nel
Veneto e Friuli, ed in Lazio, Abruzzo, Campania e Puglia,
potrebbe derivare dal nome e soprannome medioevale
Frezza,
inteso come freccia,
intendendo probabilmente veloce come una freccia o preciso come
una freccia, ma è pure possibile una derivazione dal nome
Frezza,
forma arcaica del nome Federica
(vedi FREZZI). |
|
FREZZATI
FREZZATO |
Frezzati, molto molto raro, sembrerebbe tipico del ferrarese e
rovigoto, Frezzato è specifico del rovigoto e veneziano, con un
ceppo anche nell'alessandrino, si dovrebbe trattare di un
patronimico identificato dalla terminazione in -ato di un
Frezzo
(forma arcaica per Federico).
(vedi FREZZI) |
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FREZZI
FREZZOLINI
FREZZOLINO
FREZZOTTI |
Frezzi
assolutamente rarissimo è specifico delle Marche, Frezzolini,
altrettanto raro, sembrerebbe laziale, Frezzolino è quasi unico,
Frezzotti ha un ceppo nell'anconetano a Jesi ed Arcevia ed uno a
Roma, dovrebbero tutti derivare da modificazioni anche
ipocoristiche del nome Federico. (vedi Frizzi) Tracce di questa
cognominizzazioni si trovano nel 1600 in un atto viene citato
come esecutore Alessandro Frezzi (1656-1737), Canonico decano
del Capitolo della Cattedrale di S.Andrea in Veroli (FR),
discendente di una famiglia originaria della città di Parma. |
|
FRICANO |
Fricano è specifico del palermitano della zona di Bagheria, di
Palermo e di Casteldaccia, dovrebbe derivare dall'aferesi del
cognomen latino Africanus,
traccia di questa cognominizzazione la troviamo nella seconda
metà del 1400 con il filosofo Jordanus Fricanus. |
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FRIDEGOTTO
FRITEGOTTO
FRITTEGOTTO |
Fridegotto, molto raro, ha un piccolo ceppo nel varesotto, nella
zona di Cassano Magnago, ed uno nel padovano, nella zona di
Rovolon, Fritegotto, ancora più raro, ha due piccolissimi ceppi
uno nel varesotto, uno a Padova ed uno a Pontinia nel latinense,
ma di probabile origine veneta, Frittegotto, quasi unico, è
probabilmente dovuto ad errate trascrizioni del precedente,
dovrebbero derivare da forme ipocoristiche dialettali derivate
dal nome medioevale Fridericus
(Federico).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Fritegotto, e Fridegotto sono un raro cognome lombardo e veneto
di origine germanica. Oltre a
Fedrigotti, che presuppone un
Fedrigotto, si potrebbe pensare al nome germanico Fridegoz,
attestato in Förstemann 533, composto da
frithu =
pace
+ Gaut/Gautz
che era l'epiteto di Odino e la denominazione della tribù dei
Goti.
Quanto al passaggio d > t, esso è dovuto alla seconda rotazione
consonantica. (Zweite deutsche Lautverschiebung). |
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FRIGATI
FRIGATO
FRIGATTI |
Frigati è tipico di Polesella nel rovigoto, Frigato è specifico
del rovigoto, soprattutto di Adria, con presenze significative
anche a Rovico, Villadose e Ceregnano, Frigatti, sempre del
rovigotto, è quasi unico, tutti questi cognomi dovrebbero
derivare da forme patronimiche in
-ato o
-ati,
tipicamente veneta la prima e specifica dell'area del Po la
seconda, relative al nome Frigo,
una forma contratta del nome Federigo (vedi FRIGHI). |
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FRIGAU
|
Frigau è un cognome tipico del cagliaritano della zona di Sinnai
e Dolianova., dovrebbe derivare dal verbo sardo
frigai
(lavare) e dal suo participio passato
frigau
(lavato). Verso il 1850 un certo Frigau Raffaele emigrò da
Sinnai a Villacidro dando origine al ceppo locale.
informazioni inviate da
Cosimo Frigau - Villacidro (CA)
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
FRIGAU: nelle parlate centrali dell'isola
fricare
significa strofinare, sfregare
.frigài in campidanese, i panni ad esempio. Ai lati del torrente
Rio Piras, qui a Gonnosfanadiga, sino ad alcuni decenni or sono,
disposti nelle vicinanze dell'acqua, c'erano ancora dei grossi
sassi, solitamente di granito, con una faccia liscia e piatta,
usati "po frigai sa roba"
= per lavare i panni,
dalle donne dei rioni adiacenti il torrente; ma venivano anche
dagli altri rioni del centro abitato. L'acqua corrente e pulita,
facilitava lo strofinamento col sapone ed il risciacquo dei
panni, che venivano stesi su "stendini" improvvisati e,
solitamente, si rientrava a casa coi panni freschi di bucato. A
frigai sa roba a frùmini = a lavare i panni nel torrente: le
madri portavano anche le bambine, che dovevano apprendere il
"mestiere". Ma poiché andavano appresso anche i bambini; questi
non facevano altro che rompere l'anima a relative madri e
sorelline lanciando sassi nell'acqua, allo scopo di far loro una
indesiderata doccia. Sfrigonjài significa strofinare con forza.
" Cuaddu friàu(frigàu) sa sedda dhi pitziat" = al cavallo
piagato la sella da fastidio(vedi nell'Web: detti e proverbi del
Campidano - Giuseppe Concas). La piaga era causata spesso dalla
stessa sella, soprattutto quand'era nuova. In latino abbiamo
fricare, sfregare, strofinare. Il participio passato del verbo
frigai > frigàu significa inoltre fregato nel senso di preso in
giro, imbrogliato, come del resto in italiano. Una grossa
fregatura = una bella frigàda! Non abbiamo trovato il cognome
nelle carte antiche consultate. Attualmente il cognome Frigau è
presente in 28 Comuni italiani, di cui 15 in Sardegna: Dolianova
52, Ninnai 50, Burchi 50, Villacidro 39 ( qui il vecchio
Lavatoio Comunale, con struttura in granito e ferro, è diventato
monumento nazionale), etc. |
|
FRIGENI |
Tipico
bergamasco, della zona di Treviolo, Bonate e Dalmine, dovrebbe
derivare dal cognomen latino Frigenius, di cui abbiamo un
esempio in una citazione di un certo Quadratus (liberto di
Frigenius) che dedica a Sestio Munigalico. |
|
FRIGENTI
FRIGENTO |
Frigenti è tipico del salernitano, di San Valentino Torio e
Nocera Inferiore, Frigento è quasi unico, dovrebbero derivare
dal nome goto Frigentus,
ricordiamo con questo nome il capo dei goti convertito al
cristianesimo, alleato di Bisanzio contro Athanarichus capo
della fazione pagana dei goti. |
|
FRIGE'
FRIGERI
FRIGERIO
FRIGGERI
FRUGGERI |
Frigè è specifico di Milano e del milanese e di Covo nel
bergamasco (vedi anche FRIGENI), Frigeri è mantovano ed
emiliano, Frigerio è lombardo delle provincie di Varese, Como,
Lecco, Bergamo, Brescia e Milano, Friggeri è specifico emiliano,
del reggiano in particolare, Fruggeri, molto molto raro, è
specifico dell'area modenese e bolognese, una possibile origine
è dal cognome austriaco
Fritscher (si pronuncia fricer
o friger), un'altra possibilità è la derivazione dal nome goto
Frigeridus
, meno probabile, vista l'attuale concentrazione e diffusione
una derivazione dal tardo latino
frigerius
(colui che fa fresco).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
II cognome Frigeri e Frigerio, al modo stesso di Frigieri,
Fruggeri e Forghieri (forma metatetica), riflette il personale
medievale Frigerius,
Frogerius
di derivazione franca (dal germ. *frithu
- «pace, amicizia»
e da *gaira
- «lancia»)
forse «amico della lancia».
Fonte: F. Violi. Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996.; il nome
Frogerius
potrebbe essere derivato dal personale germanico
Fridger.
Förstemann 532. |
|
FRIGHI
FRIGO |
Frighi, molto raro è tipico della zona tra Ferrara e
Portomaggiore nel ferrarese, Frigo è specifico della zona che
comprende il veronese, il vicentino ed il padovano, derivano
dalla contrazione del nome
Federigo. Tracce dell'uso di
questo nome ed anche di un principio di queste cognominizzazioni
le troviamo in questo scritto veneto dell'anno 1600: "..La qual
parte essendo cossì fu presa et hebbe per la admissione de voti
suprascritti et per la regitione voti nulla. Et cossì retto
presa et per ogni melior modo ... hano fatto ... procuratore il
soprascritto Piero quondam Frigho di Frighi, degan della deta
villa, qui presente..". |
|
FRIGNANI |
Frignani è tipicamente emiliano, di Ferrara, Carèi (MO), Forlì,
Modena, Bondeno (FE), Reggio Emilia e Bologna e del mantovano,
dovrebbe derivare dal nome della zona d'origine della famiglia,
la zona del Frignano, che prese il nome dalla tribù ligure dei
Friniati (vedi FRIGNATI) che occuparono le terre dell'appennino
modenese in epoca preistorica, si deve comunque anche prendere
uin considerazione una derivazione da nomi di località
caratterizzate dalla presenzia di un bosco di
farnie (tipo
di quercia).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Frignani è un patronimico dal nome proprio
Fregnanus,
registrato in carte modenesi dal 1193, a sua volta derivato dal
coronimo Feronianus
(Frignano). |
|
FRIGNATI |
Assolutamente rarissimo sembra tipico del sudmilanese, lodigiano
e cremasco, deriva dal nome dell'antica tribù ligure dei
Friniati stanziata in Emilia dal terzo millennio a.C., da Ab
Urbe Condita di Tito Livio: "...trans Appenninum Friniates
fuerant...". |
|
FRIJIO
FRIJO
FRIO |
Frijio, assolutamente rarissimo, ha sparute presenze tra
mantovano, reggiano e parmense ed in Calabria, Frijo, meno raro,
è tipico di Catanzaro e Taverna nel catanzarese, Frio ha
qualche presenza nel catanzarese e crotonese, l'origine di tutti
questi cognomi dovrebbe essere grecanica calabrese, forse da
un'alterazione dialettale del termine greco antico φρίξ frix
(brivido). |
|
FRILLICI |
Frillici ha un ceppo a Gualdo Tadino nel perugino ed uno a Roma,
dovrebbe derivare dal nome e soprannome medioevale
Frillicus,
che significa passero, uccellino. |
|
FRILLOCCHI |
Frillocchi, molto molto raro, sembrerebbe di origini
marchigiane, del maceratese in particolare, probabilmente della
zona di Pievebovigliana, dovrebbe derivare dal nome della
località Frillocco nel perugino o da un soprannome basato sul
nome dialettale di un tipo di uccello canterino. |
|
FRISA
FRISI
FRISO |
Frisa, molto raro, ha un ceppo in Abruzzo, uno in Sicilia ed uno
nell'alessandrino, Frisi è ancora più raro, Friso è invece ben
consolidato in Veneto, in particolare nel padovano, potrebbero
derivare da un nome Frisus
originato dall'etnico della
Frisia, una provincia del nord
dei Paesi Bassi, di quest'uso si ha un esempio: "...Spaen dictus
Friso procurator...", in uno scritto del 1500 si legge: "...Ecce
autem obscuro simulatus nomine Babo cum Brisca venit: et clarus
de gente vetusta Badigenum Frisus: celebris cui gloria patrum,
et generis cui certat honos, animosaque virtus....", molto meno
probabile un collegamento con il vocabolo latino
frisium
(fregio, ornamento normalmente in oro).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Frisa, Friso sono anche cognomi pugliesi che potrebbero avere
alla base il toponimo Frisa nel teatino, oppure il termine
dialettale 'frisa'
col significato di 'specie di
ciambella cotta al forno'.
Minervini, 216. |
|
FRISANCO |
Decisamente trentino, potrebbe derivare da un nome di località,
come Frisanchi di Centa San Nicolò (TN) o Frisanco (PN), ma più
probabilmente deriva da una storpiatura del nome medioevale
germanico Fridancus, ricordiamo a titolo di esempio Mafister
Fridancus monaco scrittore bavarese morto nel 1233. |
|
FRISENDA
FRISENNA
FRISINA |
Frisenda ha un ceppo nella penisola salentina a Leverano,
Copertino e Veglie nel leccese, ed uno in Sicilia, nel messinese
a Mirto, Galati Mamertino e Frazzanò, Frisenna ha un ceppo
pugliese a Gallipoli, Squinzano e Ruffano nel leccese ed a
Cerignola e Foggia nel foggiano, ed un ceppo a Paternò e Santa
Maria di Licodia nel catanese, Frisina ha un piccolissimo ceppo
a Bari, uno in Calabria nel reggino a Delianuova, Oppido
Mamertina, Gioia Tauro, Taurianova, Palmi, Cosoleto, Anoia e
Scido ed alcuni in Sicilia a Borgetto e Palermo nel palermitano,
a Palma di Montechiaro nell'agrigentino, ed a Catania e
Castiglione di Sicilia nel catanese, dovrebbero derivare
dall'italianizzazione del nome femminile germanico
Fredesindus
di cui abbiamo un esempio d'uso in quest'atto di epoca
medioevale: "Notus sum omnis sancio deus aecclesiae vivus, quod
Gualterius, filius Fledaldi, et uxor ejus Fredesindus, cum
assensu Gualterii de Alneto, de cujus fisco sum, sicut antea do
Berardus socer ejus, pro anima pater atque mater fratrisque
Guaningi interficio, vivo abbas Landrico, ita postea vivo abbas
Huberto, vicariam Abonis Villae et totus territorii ejusdem
villa...". |
|
FRISINGHELLI |
Dovrebbe
essere originario della zona di confine tra trentino e provincia
di Verona, deriva dal cognome austriaco Friesinger,
italianizzato. |
|
FRISON
FRISONE
FRISONI |
Frison è tipicamente veneto, del padovano e del vicentino in
particolare, Frisone ha un grosso nucleo a Messina, uno nel
barese, ed uno a Genova, Frisoni ha un nucleo in Emilia e
Romagna ed un ceppo, probabilmente secondario a Roma, dovrebbero
derivare dall'etnico di Frigia ad indicare una provenienza dal
popolo dei frisoni, a questo popolo appartennero vari corpi
legionari.
integrazioni fornite da
Pietro Frison
Si svolge una riunione annuale del clan Frison in cui viene
ripercorsa la storia del cognome. Sembra che questo provenga
effettivamente dalla Frisia (Isole Frisone) con origine
anteriore al 1300. I Frisoni si spostarono dalle isole nel
tardo '700 al seguito delle truppe napoleoniche e si fermarono
numerosi nel veneto dopo il trattati di Campoformido 17 ottobre
1797. Una enclave piuttosto numerosa si stabilì nell'Altipiano
dei sette comuni (Enego) per dedicarsi all'allevamento dei
bovini. Parte di questi si trasferì mano a mano in pianura. |
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FRIZZARIN |
Tipico
del padovano, deriva dal nome germanico Frithuric o da una
variazione della sua versione italiana Frederigo (Federico). |
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FRIZ
FRIZZA
FRIZZI
FRIZZINI
FRIZZO
FRIZZOTTI |
Friz, molto raro, ha un ceppo a Trento e Garniga Terme nel
trentino ed uno a La Valle Agordina nel bellunese, Frizza ha
ceppi nel bresciano, in particolare a Bagnolo Mella, Sonico e
Brescia, a Lucca ed in Umbria, a Orvieto nel ternano ed a
Perugia, Frizzi ha ceppi a Trento, Cimone e Tenno nel trentino,
in Lombardia ad Origgio nel varesotto, a Milano ed a Castel
Goffredo nel mantovano, in Toscana a Firenze e Scandicci nel
fiorentino, a Follonica nel grossetano ed a Chianciano Terme nel
senese, Frizzini è quasi unico, Frizzo è specifico del
vicentino, di Recoaro Terme, Arzignano, Schio, Valdagno,
Sovizzo,Vicenza e Santorso, Frizzotti, estremamente raro, sembra
originario della Lunigiana, dovrebbero tutti derivare,
direttamente o tramite ipocoristici dal nome germanico
Frithuric
o da una variazione della sua versione italiana
Frederigo,
Fricci
da
Federici quindi
Frizzi.
Personaggio famoso di questa famiglia fu Antonio Frizzi storico
di Ferrara della fine del 1600. Nel 1400 si hanno tracce di un
padre provinciale Vescovo di Foligno Fridericus Fricci (Foligno
1320 ca-Costanza 1416) poeta italiano, domenicano (quondam
Fri(deri)ci).
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi, in effetti, va ricercata nel nome
medievale Frizza
o Frizzo,
l'italianizzazione cioè del personale germanico
Fritz,
che, assieme alle varianti Fretz,
Fritsch,
Frisch,
Fretsch,
etc, viene spesso usato come abbreviazione di
Friedrich
(l'italiano Federico):
dal punto di vista etimologico, infatti, il nome Fritz è
composto dalla radice fried
(pace)
con l'aggiunta del suffisso -izo
(contratto in -tz),
che, nell'antica onomastica germanica, assume spesso un valore
ipocoristico. Da un punto di vista storico, comunque, un esempio
famoso dell'uso di questo nome viene da re Federico II di
Prussia, anche noto come Federico il Grande (nato a Berlino,
Prussia, nel 1712 e morto a Potsdam, Prussia, nel 1786): in
Germania, infatti, la figura di re Federico viene spesso
ricordata col soprannome di der
alte Fritz, che in tedesco
significa il vecchio Fritz.
Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta
delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti. |
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FROLA
FROLI
FROLLI
FROLLINI
FROLLINO
FROLLO
FROLO |
Frola è tipico del Canavese in Piemonte e di Montanaro nel
torinese in particolare ha un ceppo forse secondario anche a
Napoli, nobile casato è presente a Montanaro fin dal 1300, Froli
è pisano, Frolli, estremamente raro, è panitaliano, Frollini è
tipicamente romano, Frollino è unico, mentre Frollo, pur avendo
presenze molto modeste in Emilia, Marche, Lazio e Campania, ha
un ceppo a Venezia, Frolo, assolutamente rarissimo, potrebbe
essere meridionale, dovrebbero derivare, direttamente o tramite
ipocoristici, dal cognomen latino
Frolus,
Frollo
in volgare italiano, cognomen citato, ad esempio, nel libro
Vita di Mecenate,
del poeta perugino Cesare Caporali (1531 - 1601): ".. Stanca , e
non sazia ancor l' empia lor mente , giunser gli avvisi , come
messo insieme Bruto aveva un esercito possente alla cui nuova ,
a guisa di chi teme , Lepido si fe smorto , e torse il collo ,
che parea proprio una zucca dal seme . Ciò visto Ottavio , e
volto a Quinto Frollo , Costui , disse , si muor , mettil di
grazia nell' aceto rosato un poco a mollo. In tanto avendo già
per la Dalmazia con tre legion Turpilio innanzi spinto, (
Turpilio , che alle donne era in disgrazia,) e con tutto l'
esercito distinto marciava dopo in forma di battaglia , di armi
, e di ricche vesti ornato , e cinto, sopra un bajo corsier
coperto a maglia sol per affrontar Bruto, e far di nuovo del
buon sangue Latin correr Tessaglia. ..".
integrazioni fornite da
Daniele Zaia
per completezza segnalo che la voce "frola",
in dialetto piemontese significa "fragola". |
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FRONER
FRUNER |
Entrambi trentini, Froner sembra tipico di Pergine Valsugana
(TN), Fruner è della zona di Fiave' (TN) e Riva Del Garda.
studi forniti da Luigi
Fruner Sovizzo (VI)
Cognome di origine Mochèna, di lingua Cimbro-Bavarese simile al
Longobardo parlata fino al XIX° secolo, dalle popolazioni
tedescofone stabilitesi ai primi del 1200 e nel 1500 sui monti
ad Est e a Nord-Est di Pergine -TN- e nella Valle del Fersina
detta Valle dei Mocheni, dal tedesco
machen (fare),
comprendente gli abitanti di Vignola e Roveda. Nel 1504 a
Pergine venne istituito un giudice minerario che controllava,
oltre a tutte le miniere della valle dei Mocheni, anche i boschi
che servivano a fornire legnami per i sostegni e le impalcature
delle gallerie e come combustibile per i forni fusori. Risale
a questo periodo l' emigrazione di numerose famiglie di
provenienza e prevalenza (Cimbro - Bavarese e Boema),
imprenditori e minatori detti
Canopi
dal tedesco Knappen,
sudditi del Regno di Baviera ingaggiati dai Feudatari Tirolesi
perché più di altri avevano affinato capacità tecniche e
professionali nel settore minerario. (vedi Hall e Schwaz)
L'emigrazione degli antenati della famiglia Fruner, (minatori,
carbonai e boscaioli) nella valle del Fersina si fa risalire al
periodo che va dal 1550 al 1600, periodo di massimo splendore
dell'attività. Dal Roathof (Mappa catastale ) e dal "
Toponomastica Mochena " di E. Lorenzi edito nel 1930,
risulta che dal nome Frunt, abitante del Maso Frunthof (Maso di
fronte cioè, rivolto al sole), derivino diversi cognomi fra cui
i Frudner i Frontner, i Fruntner poi trasformati, dai notai
del tempo di cultura latina, in Froner e Fruner. Le notizie più
antiche sono relative ad un documento del 1647 nel quale il
Vescovo di Trento ordinò un censimento a scopo militare relativo
agli uomini e alle armi che possedeva a Frassilongo e sul
monte di Roveda, dove per la prima volta sono riportati
"Christan Fruntner, di anni 55, con manara, il figlio Battista
di anni 22, con badil, il figlio Domenego di anni 19, con
manara ed il figlio Domenego, di anni 23, con archibugio,
presunto padre di Christan Fruner da Vignola. Lo
sfruttamento indiscriminato delle miniere dette
Grua,
dei boschi , del torrente e del filone di rame, oro,
malachite, quarzo e le frequenti frane e rovine, fecero
allontanare numerose famiglie dalla valle durante tutto il
secolo XVII°, risale infatti a questo periodo di
emigrazione il mutamento del cognome.
(Vrount-Frunt-Fruntner-Fruner). Il primo Fruntner ad essere
registrato con il cognome Fruner si fa risalire a Christan
Fruntner o Cristoforo Fruner, di Roveda ( Oechlait ) padre
di Giovanni Fruner capostipite dei Fruner di Ballino -TN- ,
stabilitosi a Vignola (Valzurg) ai piedi del monte
Panarotta, ( località di 445 anime di lingua Mochèna) dove si
lavorava in miniera o si accudiva alla vigna del Vescovo di
Trento. Dall'estratto di matrimonio custodito a Ballino, si
risale quidi a Fruner Giovanni 1676 + 1758 figlio di Christan
o Cristoforo, sposato con Maria 1673 + 1757 stabilitosi a
Ballino, comune montano della provincia di Trento. Giovanni
ebbe numerosi figli: Cristoforo 1705 + 1789, Bartolomeo 1702 +
1769, Giovanni 1711 + 1791, Domenico 1723 + 1765 (da cui
derivano i Fruner di Tignale), Francesco Antonio 1714+1784 ,
Giuseppe 1723+1798, Lucia, Maria, Domenica, Barbara. Da questi
ceppi risalgono tutte le famiglie di Ballino: Stefen,
Cornai, Pastori, Remiti, Rauchi, Condi, e la famiglia dei
Perteghei di Tignale, Piovere, Sovizzo e Vicenza. |
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FRONGIA |
Frongia è tipicamente sardo, molto diffuso a Samugheo
nell'oristanese, dove è presente anche a Oristano, San Nicolò
d'Arcidano, Santa Giusta, a Cagliari e nel cagliaritano a
Capoterra, Quartu Sant'Elena, Siliqua, a Desulo ed Ortueri nel
nuorese, a Serramanna, Arbus, Villacidro, San Gavino Monreale ed
a Carbonia, ad Iglesias ed a Sassari, dovrebbe derivare da un
antico toponimo medioevale Frongia, nella zona di
Fluminimaggiore nel cagliaritano, ma potrebbe anche derivare da
un soprannome originato dal vocabolo sardo
frongia (frasca
o fronda), il motivo del
soprannome potrebbe essere vario, ad esempio che il capostipite
curasse dei boschi o che gli piacesse riposare sotto delle verdi
frasche.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
FRONGIA: frundza,
in logudorese, frongia
in campidanese è in genere un piccolo ramo, un germoglio di un
albero. Dal latino frondia;
o dall'italiano antico fronza.
Un ramo grosso è detto nai.
Sfrongiai
= togliere i rami, sfrondare.
Frongia è toponimo comune a tutta la Sardegna meridionale. È
anche il nome di un centro abitato (paese, villa, bidda)
medioevale scomparso. Appartenne alla Curadorìa di Cixèrri,
nella diocesi di Sulcis, del regno giudicale di Cagliari. Dal
1258 fece parte dei possedimenti di Ugolino della Gherardesca,
conte di Donoratico e successivamente dei territori oltremare
del Comune di Pisa. Infine andò a far parte del regno catalano
aragonese di Sardegna. Dal 1365 al 1409 fu parte del giudicato
d'Arborea e poi di nuovo del regno di Sardegna. Nel 1471 risulta
spopolato. Il paese era sito tra Tratalias e Villa di
Chiesa(Iglesias). Come cognome è presente nei documenti antichi
della lingua e della storia della Sardegna. Tra i firmatari
della Pace di Eelonora, LPDE del 1388, figurano: Frongia
Juliano, ville Leunelli ( * Leunelli.odierno Neonelli. Contrate
Partis Varicati - Barigadu); Frongia Leonardo, jurato ville
Capras( * Capras .odierno Cabras. Campitani Majoris); Frongia
Petro, ville Monte Santo ( * Monte Santo.distrutto. Contrate
Partis Varicati - Barigadu). Nel Condaghe di Santa Maria di
Bonarcado, XI°, XIII° secolo, è presente nella variante
Fronia(Fronja): Fronia Goantine (50) - in una compera:
comporeillis a Torbini Vulpia et fratres suos terra in Pubusone
(località sita in agro di Macomer). Testes: Goantine Fronia.
Fronia Gunnari (101)- in una spartizione di servi: Ego Brandus
priore de Bonarcadu, faccio recordatione pro servos c'aviamus in
pari cun donnu Barisone de Serra taliabuccone. Fiios d'Orzocco
de ...levet isse et clesia levait su ladus de Manina . Custa
partizione (de servis) fuit facta in masone de Cabras , daenanti
(alla presenza di) Ugo de Bassu iudice d'Arbaree ubi erat donnu
Barusone et Gunnari Fronia, maiore suo(luogotenente), et
Mariane de Funtana, armentariu suo (amministratore generale), et
Petru de Serra su fiiu(suo figlio). Attualmente il cognome
Frogia è presente in 183 Comuni italiani, di cui 89 in Sardegna:
Samugheo 159, Cagliari 149, Desulo 74, Serramanna 68, Arbus 60,
etc. Nella penisola Roma ne conta 53, Genova 24, Milano 23,
etc. |
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FRONTE
|
Fronte sembra specifico della Sicilia meridionale, di Pachino,
Noto, Siracusa ed Avola nel siracusano, e di Ispica e Modica nel
ragusano, potrebbe derivare dal nome medioevale
Fronte
con il significato di augurio che possa il capostipite essere un
baluardo della fede, ma è pure possibile possa invece trattarsi
di forme ipocoristiche di nomi medioevali come Malafronte o
Grandefronte. |
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FRONTEDDU |
Fronteddu è tipicamente sardo del nuorese, di Dorgali, Nuoro,
Siniscola, Galtelli ed Oliena, dovrebbe derivare da un
soprannome basato sul termine
frontèdhu che significa
sciancato, dal passo imbrogliato che
sembra incespicare, probabilmente motivato da una caratteristica
fisica del capostipite. |
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FRONTI
|
Fronti è
tipico del pavese, di Voghera in particolare, di Fortunago e
Ruino, dovrebbe derivare da un nome di località, come ad esempio
ne esistono nel torinese e nel parmense, e forse ne esistevano
anche nel pavese. |
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FROSI
FROSINI
FROSIO
FRUSIN |
Frosi è del cremonese, Frosini è tipico di Pistoia e del
pistoiese, Frosio del bergamasco e bresciano, Frusin, quasi
unico è originario del comasco, derivano tutti dal nome
medioevale Frosio, Frosinus di cui abbiamo un esempio nel
Codice Diplomatico Longobardo
in un atto di vendita del 760 dove si può leggere: "...omnia sit
in potestate eclesiae Sancti Donati, ubi Rachipert arcidiaconus
rector esse uidetur, et in ecclesia Sancti Georgi, ubi Frosinus
presbiter rector esse uidetur, in prefinito...", decisamente non
condivisibile l'ipotesi di una derivazione dal toponimo volscio
Frusinus (nome volscio dell'attuale città di Frosinone). |
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FROSONE
FROSONI
FRUSONE
FRUSONI |
Frosone, praticamente unico, è romano, Frosoni è specifico della
zona che comprende il grossetano con Manciano e Pitigliano, il
senese con San Casciano dei Bagni, il viterbese, il ternano con
un grosso ceppo a Castel Viscardo ed il romano a Roma ed Affile,
Frusone ha un ceppo ad Alatri nel frusinate ed a Roma, Frusoni,
quasi unico, è laziale, potrebbero derivare dal nome medioevale
Frosone,
derivato da fresus,
il participio passato del verbo latino
frangere,
da cui ha preso il nome l'uccello
frosone,
così chiamato per la sua abilità nello spezzare i noccioli delle
olive e delle ciliege, in latino
ossifragus,
una varietà di fringuello. |
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FRUMENTI
FRUMENTINI
FRUMENTINO
FRUMENTO |
Frumenti,
estremamente raro, ha oggi sparute presenze nell'anconetano e
maceratese con un ceppo a Roma, ma l'origine sembrerebbe umbra,
probabilmente del ternano, Frumentini e Frumentino sono
praticamente unici, Frumento ha un nucleo in Liguria, nel
savonese in particolare a Savona, Albisola Superiore, Quiliano,
Fiunale Ligure e Vado Ligure, a Genova ed a La Spezia, questi
cognomi dovrebbero derivare, direttamente o tramite forme
ipocoristiche, dall'attività di commercianti in frumento svolta
probabilmente dai capostipiti, ma bisogna comunque considerare
la possibilità che possa semplicemente trattarsi di soprannomi
riferiti a persone particolarmente agiate, l'abbondanza di messi
era in epoca medioevale sinonimo di ricchezza. |
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FRUSCA
|
Frusca è tipico del bresciano, di Brescia, Castenedolo, Flero,
Adro e Capriolo, dovrebbe derivare da un soprannome originato
dal termine dialettale arcaico bresciano
frosca (talea,
piccolo pezzo di pianticella da ripiantare),
probabilmente a sottolineare un'aspetto del mestiere del
capostipite. |
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FRUSCALZO |
Abbastanza raro è specifico del trevigiano. |
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FRUSCHI
FRUSCI
FRUSCIO
FRUSCIONE |
Fruschi e Frusci sono assolutamente rarissimi, Fruscio molto
raro ha un ceppo nel napoletano ed uno nel barese, Fruscione
molto raro è tipico della provincia di Caltanissetta, con un
ceppo anche a Salerno, dovrebbero derivare dal cognomen latino
Fruscus,
ricordiamo Cornelius Fruscus nella campagna in Britannia nel I°
secolo. |
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FRUSCIANTE |
Frusciante è tipicamente campano, di Apice, San Giorgio del
Sannio e Calvi nel beneventano, di Salerno e Battipaglia nel
salernitano e di Napoli, dovrebbe derivare da un soprannome. |
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FRUSCONE
FRUSCONI |
Fruscone, quasi unico, potrebbe essere dovuto ad un errore di
trascrizione di Frusconi, che, molto raro, è tipicamente
lombardo, del cremonese in particolare, e che dovrebbe derivare
da un soprannome basato su di una forma accrescitiva del termine
dialettale cremonese arcaico
frosca (frasca,
ramo fronduto), forse ad
indicare nel capostipite un coltivatore di alberi da frutta. |
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FRUSTACE
FRUSTACI |
Frustace, molto raro, ha un piccolo ceppo a Catanzaro ed uno
altrettanto piccolo nel crotonese a Cutro e Strongoli, Frustaci
è anch'esso tipicamente calabrese, del catanzarese, di Taverna,
Sant'Andrea Apostolo dello Jonio, Catanzaro e Davoli e di
Strongoli e Crotone nel crotonese, potrebbero derivare
dall'italianizzazione del cognome slavo
Frostaky,
o anche da un soprannome grecanico per guardiano delle spighe di
grano. |
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FRUSTERI
FRUSTIERI |
Frusteri è tipicamente siciliano, con ceppi a Palermo, a
Sant'Agata di Militello e longi nel messinese ed a Trapani ed
Erice nel trapanese, Frustieri, sempre siciliano del
palermitano, è assolutamente rarissimo, dovrebbero essere di
origini francesi e derivare dal termine medioevale francese
fruster
o frustier,
che serviva ad indicare un
carpentiere od un
falegname,
non si può escludere anche la possibilità che derivino dal
cognome provenzale Fruster
o Frustier
con la medesima origine. |
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FRUTTU
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Fruttu, assolutamente rarissimo, è della Sardegna meridionale.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
FRUTTU: su fruttu
= il frutto,
dal latino fructus
= frutto, guadagno, compenso,
etc . Per indicare la frutta (degli alberi ad esempio), qui in
Campidano diciamo sa frutta > italianismo. Nel Condaghe di San
Pietro di Silki, CSPS, XI°, XIII° secolo, al capitolo 420
troviamo il termine fructora, in una compera: Ego abatissa
Tedora qui ponio in ecustu Condake su qui conporai ad donna
Gitta de Kerqui, Comporaili.et issa parte de sa vinia de balle;
et ficu, et mela, et nuke, et omnia fructora. Non l'abbiamo
trovato come cognome nei documenti antichi della lingua e della
storia della Sardegna. È un cognome molto raro e presente solo
in 5 Comuni della Sardegna: Cagliari 5, Gadoni 5, Monserrato 3,
etc. |
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FRUZZETTI |
Fruzzetti è tipico della Toscana nordoccidentale, di San
Giuliano Terme, Pisa e Cascina nel pisano, di Massarosa e Lucca
nel lucchese e soprattutto di Massa, potrebbe derivare
dall'ipocoristico del nome gallo latino
Frutius,
possibile forma alterata, per inversione del fonema
-ur- con
-ru-,
del nome germanico Furtius,
ricordiamo con questo nome il Re dei Galli Quadi federato con i
romani che nell'anno 172 venne destituito, esiliato e sostituito
con Ariogaesus. |
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FUARDO
|
Fuardo, assolutamente rarissimo, sembrerebbe essere stato
originato da un errore di trascrizione del cognome Suardo (vedi
SOARDI), a seguito probabilmente di un'errata interpretazione
della consonante iniziale, in effetti la grafia antica dell
s-
era molto simile alla f-,
tanto da poter essere scambiate da parte di un ufficiale
anagrafico o di un sacerdote distratto. |
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FUBINI
|
Molto
molto raro è tipico di Torino, dovrebbe derivare dal toponimo
Fubine nell'alessandrino. |
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FUCA'
|
Fucà ha un nucleo principale nell'agrigentino ad Aragona,
Favara, Agrigento e Racalmuto ed un ceppo probabilmente
secondario nel reggino a Bagnara Calabra, dovrebbe derivare da
una modificazione dialettale del nome greco
Foca,
ricordiamo il santo martire Foca di Antiochia che subì il
martirio sotto l'imperatore Traiano nell'anno 107. |
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FUCARINI
FUCARINO |
Fucarini è praticamente unico, dovrebbe essere il frutto di
un'errata trascrizione del cognome Fucarino, che è tipicamente
siciliano del palermitano, di Prizzi, Palermo, Villafrati e
Bagheria, e che dovrebbe derivare da un soprannome grecanico
basato sul verbo greco antico φΰχάριζω fukarizo con il
significato di imbellettare, cospargere o farcire con le alghe,
ma anche rossiccio, cosa molto piùo probabile, forse ad indicare
che il capostipite avesse i capelli rossi, esiste anche
l'ipotesi che possa derivare da una forma ipocoristica del nome
Foca
(vedi FUCA'). |
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FUCCI
FUCCIO |
Fucci ha molti ceppi, uno nel ravennate, uno nel romano, ed uno
nell'area che comprende il casertano, il
napoletano,l'avellinese, il beneventano ed il barese in
particolare, il foggiano ed il potentino, Fuccio, molto meno
comune, ha un ceppo nel beneventano ed uno nel siracusano,
dovrebbe derivare da forme ipocoristiche contratte del nome
Ferruccio.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Fucci è cognome panitaliano. Potrebbe essere ipocoristico
aferetico da nomi come Arnolfo,
Adolfo,
ecc. Secondo Bongioanni 130 deriverebbe dal nome proprio
Guelfo. |
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FUCITO
|
Fucito è
un cognome tipicamente napoletano, con ceppi anche a Sorrento,
Piano di Sorrento, Meta, Vico Equense e Casavatore sempre nel napoletano,
il cognome sembra che possa derivare dal verbo "fare" latino
"facito", mentre geograficvamente potrebbe derivare dal nome della località Fucito nel foggiano, o
molto più probabilmente dal nome della località Fucito di San
Giorgio la Molara nel beneventano, o da altre località omonime.
NOTA della Signora Vittoria Fucito: Sembra che questo cognome proviene dalla Spagna. Infatti si hanno notizie di un certo Jacopo Fucito, giunto a Napoli nel 1600 grazie ad una guarnigione spagnola proveniente dalle Americhe. Stabilitosi a Napoli, intraprese l'attività di orafo. |
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FUGA
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Fuga è un cognome tipicamente veneto di Murano e Venezia in
particolare.
integrazioni fornite da
Giangiorgio Fuga
Famiglia prettamente presente nell'isola di Murano (Venezia) con
origini dalla romana Altinium
(Altino)
da dove "fuggirono" a seguito delle distruzioni operate da
Attila verso le isole della laguna veneta. Tale famiglia,
presente nel Libro d'oro delle famiglie nobili muranesi in seno
alla Serenissima Repubblica di Venezia, ha dato lustro all'arte
vetraria sin dalle sue origini con numerosi "maestri". Con la
fine della Repubblica di Venezia e la successiva occupazione
austriaca che prediligeva il cristallo di Bohemia rispetto al
vetro muranese, costrinse parte della famiglia Fuga, come molte
altre famiglie nella stessa situazione, ad emigrare prima verso
la "terra ferma" e poi, nella seconda metà dell'800 verso il
Brasile, dove esiste oggi una consistente presenza tra San Paolo
e lo stato del Rio Grande del Sud; e verso gli Stati Uniti. Tra
i Fuga più famosi si può citare l'architetto Ferdinando Fuga
(Firenze, 1699 - Roma, 1782) figlio di un muranese "fuggito" dal
rigido controllo della Serenissima, in quanto proibiva alle
famiglie vetrarie e di carpenteria di allontanarsi dalla laguna
di Venezia per non diffondere il "segreto di Stato" riguardanti
tali arti, grazie a Ferdinando dei Medici in visita a Venezia
che lo "assunse" come aiutante di camera. A Ferdinando Fuga si
devono molte opere tardo barocche a Roma, Napoli e Palermo (vedi
Wikipedia). |
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FUGAZZA
FUGAZZI |
Di
origine pavese Fugazza, mentre Fugazzi è della zona tra la
provincia di Piacenza e quella di Genova, questi cognomi
dovrebbero derivare da soprannomi legati al vocabolo dialettale
fugassa, fogassa (focaccia) stante ad indicare il mestiere di
focacciaro o a ricordare un'aneddoto ad esso riferito, ma è pure
possibile un collegamento con nomi di località come ad esempio
Cascina Fugazza di Cornate d'Adda (MI) o anche una derivazione
dal nome latino Fugatius, ricordiamo Sanctus Fugatius inviato
missionario in Britannia da Papa Eleuterio il cui pontificato
durò dal 175 circa al 189. Tracce di queste cognominizzazioni le
troviamo nell'elenco dei notai roganti dell'Archivio di Stato di
Bergamo con un Giovanni fu Bartolomeo de Fugatia, di Bergamo. |
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FUGGIGUERRA |
Fuggiguerra, ormai praticamente unico, dovrebbe derivare dal
nome medioevale Fuggiguerra,
attribuito dai genitori ad un figlio cui si augurava di poter
evitare ogni tipo di guerra. |
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FULCO
FULCON
FULCONE
FULCONI
FULCONIS |
Fulco è
presente a macchia di leopardo in tutto il centro sud, con un
ceppo sicuramente originario in Sicilia, sembrerebbe avere anche
dei ceppi nel torinese e forse in Liguria, Fulcon, Fulcone,
Fulconi e Fulconis sono assolutamente rarissimi, derivano tutti
dal nome medioevale di origine germanica Fulcus o dalla sua
forma indiretta Fulconis, di cui abbiamo un esempio nel 1098 in
Calabria in una lettera di Rogerius Calabrie ac Sicilie per dei
voluntatem Comes si può leggere: "...Hoc privilegium scriptum
est quarto Iunii mensis. in Cappella sancti martini. que sita
est in medio Civitatis Mileti. infirmo existente domino meo
Comite. per manus mei Fulconis Cappellani dicti domini Comitis
...", nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale, in un
atto di investituraa del 1197 si trova: "...quam dominus
Kiroldus, filius domini Fulconis, de Fabiano, solitus erat
habere et tenere in feudo ...". Tracce di questa
cognominizzazione le troviamo a Napoli agli inizi del 1500 con
l'artista Alessandro de Fulco. |
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FULCERI
FULCHERI
FULCHERO
FULCHIERI
FULCHIERO
FULGERI
FULGIERI |
Fulceri è tipicamente toscano, di Volterra, Lajatico, Pomarance
e Pisa nel pisano, di Lucca e Capannori nel lucchese e di
Livorno, Piombino, Cecina, Rosignano Marittimo e Castagneto
Carducci nel livornese, Fulcheri è tipico del cuneese, di
Mondovì, Pianfei, Cuneo e Villanova Mondovì, Fulchero
estremamente raro, sembrerebbe anch'esso del cuneese, Fulchieri,
assolutamente rarissimo, sembrerebbe dell'area emiliano,
toscana, Fulchiero, molto molto raro, è piemontese di Bianzè nel
vercellese, Fulgeri, molto raro, è del modenese, di Pavullo nel
Frignano in particolare, Fulgieri è caratteristico di Sant'Agata
dei Goti e di Limatola nel beneventano, dovrebbero tutti
derivare direttamente o attraverso alterazioni dialettali dal
nome medioevale di origini germaniche
Fulcerius,
ricordiamo con questo nome il Podestà di Firenze del 1302: "..
Et ad huius literae veram intelligentiam est breviter sciendum,
quod in MCCCII, cum pars Nigra esset reducta in Florentiam per
Carolum sine terra, sicut plene scriptum est capitulo VI
Inferni, principes partis ipsius Nigrae vivebant in magna
suspicione, quia sentiebant partem Albam esse potentem in
Florentia; et exules saepe scribebant civibus de parte sua. Ideo
dederunt operam quod Fulcerius de Calbulo tunc potestas
Florentiae, fultus favore eorum, subito cepit quosdam cives de
dicta parte Alba, inter quos fuerunt dominus Bethus de
Gerardinis, Masinus et Donatus de Cavalcantibus ..", nome
originato dall'italianizzazione del nome germanico
Fulcher,
Folckher,
composto dalle radici volk
(pronuncia folk), che voleva dire
popolo,
aggiunto ad hari,
che significava esercito,
con le stesse radici abbiamo anche il nome medioevale
Fulgerius,
di cui abbiamo un esempio d'uso in un atto del 1128: "...
Praeter episcopos et abbates eidem etiam concilio interfuere
Albericus Remensis et magister Fulgerius; et ex laicis comes
Theobaldus. comesque Nivernensis, et Andreas de Baudimento;
denique Hugo militiae magister cum aliquot e suis discipulis,
qui modum et observantiam instituti sui Patribus exposuit. ..",
ricordiamo con questo nome il monaco dell'ordine di San Bernardo
Fulgerius,
cappellano del convento di Nazareth, morto nel 1307, che lasciò
molti scritti sui vari santi appartenuti al suo ordine. |
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FULGHERI |
Fulgheri è tipicamente sardo, della parte meridionale
dell'isola, di Cagliari ed Assemini nel cagliaritano e di
Iglesias e Portoscuso nell'iglesiente.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
FULGHERI: significato ed etimo permangono nell'incertezza. Il
vocabolo fulghéri non esiste nel vocabolario sardo. Mentre
esiste fuléri,
che significa "truffatore,
imbroglione", dallo spagnolo
fullero,
probabilmente dal latino
fullonis, che però significa
lava panni,
fullone o follone: crediamo che fuléri abbia ben poco a che fare
con Fulgheri! Fulgheri, come anche Fulgeri (diffuso nel
modenese)e Fulgieri (diffuso a Sant'Agata - Benenvento),
potrebbero derivare, invece, dal verbo latino
fulgeo o
fulgesco,
nel significato di rilucere,
risplendere, come del resto il
nome Fulgenzio. I primi Fulgheri a Cagliari potrebbero essere
arrivati (in periodo sabaudo) dalla penisola: da Pisa; da
Genova; più probabilmente da Torino. Non abbiamo altri
suggerimenti. Nella storia della Sardegna ricordiamo Fulgheri
Francesco, cagliaritano, vissuto in periodo sabaudo, del regno
di Sardegna, che ottenne, insieme al fratello Ignazio, il
cavalierato ereditario e la nobiltà, nel 1766. e nel 1767, ebbe
in feudo il Salto di Oridda( vallata, che si trova sotto le
pendici sud occidentali del Monte Linas, confinante con il
territorio dei Comuni di Gonnosfanadiga, Villacidro, Domus
Novas, Fluminimaggiore) con il titolo di conte di San Giovanni
Nepomuceno e l'incarico di costruire un centro abitato nel
territorio di quel salto(vedi nell'Web: Oridda). Riuscì, a sue
spese, a portarvi 40 famiglie, ma ben presto il salto fu di
nuovo abbandonato. Nei registri della chiesa parrocchiale San
Giovanni Battista di Lunamatrona leggiamo: " La Terza Cappella
detta dell'Immacolata.nel 1753 viene posto il Paliotto (Vicario
Sisinnio Sechi). Il Sechi fu grande benefattore della Cappella e
qui fu sepolto. Vedovo, fu ordinato sacerdote; insieme alla
figlia Priama, sposata al conte Francesco Fulgheri, furono
costruttori della chiesa del Carmine o Santa Greca. La Quarta
Cappella reca la scritta:" Donna Priama Sechi di San Giovanni
Nepomuceno D.S.N.P. Madonna del Carmelo(dall'Opera "Chiesa
Parrocchiale "San Giovanni Battista" di Lunamatrona (CA - oggi
VS), del sacerdote don Giulio Marongiu).
Il territorio di Oridda( vedi nell'Web: Giuseppe Concas -
Racconti e Leggende del Campidano e Dintorni - Is Contus de
Ayayu.) è sempre stato ed è tuttora ricchissimo di selvaggina e
fa parte dell'Oasi Faunistica di Ripopolamento Linas -
Marganai. Il cognome Fulgheri attualmente è presente in 58
Comuni italiani, di cui 39 in Sardegna: Cagliari 43, Iglesias
27, Portoscuso 25, Assemini 21, etc. |
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FULGHESU |
Sembrerebbe tipico di Laconi nel nuorese con un ceppo anche ad
Assemini nel cagliaritano, secondo alcuni deriverebbe da
modificazioni del termine dialettale
burghisu
(abitante del borgo).
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
FULGHESU: non sappiamo esattamente che cosa significhi, né quale
sia il suo etimo. Come per "Fulgheri", suggeriamo il verbo
latino fulgeo
o fulgesco
= rifulgere, risplendere,
da cui anche il nome Fulgenzio. Non abbiamo trovato tracce del
vocabolo fulghesu nelle carte antiche della lingua e della
storia della Sardegna da noi prese in osservazione. Attualmente
il cognome Fulghesu è presente in 36 Comuni italiani, di cui 15
in Sardegna: Laconi 128, Iglesias 27, Portoscuso 25, Assemini
21, etc. |
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FULICI
FULICO |
Fulici, molto molto raro, è tipico del padovano, Fulico è ancora
più raro, derivano da modificazioni del nome medioevale di
origine germanica Fulcus di cui abbiamo un esempio nel
Codice Diplomatico Pavese
nel 1224 con Fulcus Papiensis episcopus (Folco vescovo di
Pavia). |
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FULVI
FULVIA
FULVIO |
Fulvi è specifico della fascia centrale che comprende le Marche,
l'Umbria, il Lazio e l'aquilano, Fulvia è quasi unico, Fulvio
sembrerebbe tipico di Guglionesi (CB), dovrebbero derivare o
direttamente dalla Gens Fulvia,
o dal nomen latino Fulvius
o da soprannomi originati dal fatto che il o la capostipite
erano dotati di una capigliatura
fulva
(rossa). |
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FUMAGALLI |
Assolutamente lombardo, potrebbe derivare da soprannomi
originati da una voce dialettale fumà (sottrarre, rubare) e
starebbe quindi per ladri di polli.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Fumagalli è un cognome lombardo, molto frequente nel bergamasco
e a Milano. Significa 'ladro di
polli', poiché in passato chi
si dedicava a questa attività era solito affumicare il pollaio
con zolfo e foglie umide allo scopo di stordire gli animali
impedendo così che starnazzassero. O. Lurati 247 non è d'accordo
con questa spiegazione perché dice che 'fumare' significava già
'rubare' in gergo. |
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FUMASI
FUMASONI |
Fumasi,
assolutamente rarissimo, è lombardo, del sondriese, del comasco
o del varesotto, Fumasoni, molto raro, ha un ceppo in Valtellina
a Berbenno Di Valtellina ed uno a Marino (RM) ed a Roma, i due
ceppi sembrerebbero assolutamente separati ed autonomi, il ceppo
valtellinese ha tracce sicure fin dal 1700 almeno nella prima
metà del secolo opera a Chiavenna (SO) il notaio Giovanni
Fumasi.
La derivazione di questi cognomi potrebbe essere da patronimici
di aferesi del nome Tommaso o di suoi accrescitivi (vedi anche
FUMEI). |
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FUMEI
FUMELLI
FUMELLO
FUMEO
FUMI
FUMO |
Fumei, assolutamente rarissimo, sembrerebbe veneto,
probabilmente del trevisano, Fumelli ha un ceppo a Roma e Marino
(RM) ed uno a Cagli nell'urbinate, Fumello è quasi unico, Fumeo,
molto molto raro, è tipico di Perledo (LC), Fumo parrebbe
specifico del golfo di Napoli e Salerno, Fumi ha un ceppo nel
piacentino, uno tra senese e grossetano ed uno nel Lazio, tracce
illustri di queste cognominizzazioni le troviamo a Perledo nella
seconda metà del 1500 con il pittore G.B. Fumeo.
integrazioni fornite da
Fabio Paolucci
derivano, direttamente o per ipocoristici, dal nome Fomeus, già
documentato nel 1240. Fumèo (o Fumè) è la variante regionale di
Tomèo, ipocoristico abbreviato di Bartolomeo o di Tommaseo (da
Tommaso). La variante riflette l'adattamento in "f"
del "th"
bizantino dei nomi originari, latinizzati in Bartholomaeus e
Thomasus. A Milano la chiesa di San Tommaso è chiamata, in
dialetto, san Fumè.
Integrazioni fornita da
Adolfo Iannone
il cognome Fumo è presente in una frazione di Baronissi (SA) già
nel 1700 con un Casal Fumo e dai registri parrocchiali è
documentata la nascita del celebre scultore Nicola Fumo
(1647-1725) morto a Napoli le cui opere sono sparse in tutta
l'Italia meridionale e la Spagna. |
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FUMER
FUMERI
FUMERO |
Fumer e Fumeri sembrerebbero unici, e dovrebbero essere dovuti
ad errate trascrizioni di Fumero, che è decisamente piemontese,
di Carmagnola, Torino e Carignano nel torinese e di
Cavallermaggiore e Savigliano nel cuneese, potrebbe trattarsi di
un'italianizzazione del cognome francese
Fumeron,
che, derivando dal termine
fumier (letame),
potrebbe indicare un capostipite che di mestiere facesse il
contadino. |
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FUMU
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Fumu, tipicamente sardo, è specifico di Buddusò in Gallura.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
FUMU: su fumu
= il fumo.
Dal latino fumus.
Fumare, fumai, fumiai
= fumare.
Affumare/ai = affumicare. Affumentare/ai = fare un suffumigio: a
brebus et affumentus = con preghiere e suffumigi. Affumentau
siast.che ti possano fare un suffumigi.(vedi nell"Web: Giuseppe
Concas Dicius:
detti e proverbi del Campidano di Sardegna).
S'andàda de su fumu, fàtzast (sa ia de su fumu pighist)=
l'andata del fumo, possa tu fare (che non ritorna più): un
malaugurio. Abini dho-y hat fumu, dho-y hat fogu = dove c'è
fumo, c'è fuoco ( che segna la presenza dell'uomo). Vedi inoltre
Fogu: abini dho-y hat fogu, dho-y hat genti = dove c'è fuoco c'è
gente. Si tratta di un cognome abbastanza raro; non l'abbiamo,
come cognome, negli antichi documenti della lingua e della
storia della Sardegna. Attualmente è presente in 13 Comuni
italiani, di cui 9 in Sardegna: Buddusò 27, Loiri 8, Sassari 6,
etc. |
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FUNAI
FUNAIOLI |
Funai, molto molto raro, è tipicamente toscano con un piccolo
ceppo nel livornese a Porto Azzurro e Piombino ed uno a Barga
nel lucchese, Funaioli, anch'esso toscano, ha ceppi nel pisanbo
a Pomarance e Volterra, nel senese a Poggibonsi, a Massa
Marittima nel grossetano ed a Piombino nel livornese, dovrebbero
derivare da un soprannome originato dal mestiere di
produttore di funi
svolto dai capostipiti, probabilmente appartenenti al ceto dei
funai o funaioli in quanto iscritti all'Arte
de' funai e canapai,
particolarmente importante in località di mare dove le funi o
canapi svolgevano un ruolo importante sulle imbarcazioni e sulle
navi. |
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FUNARI
FUNARO |
Funari è
tipico della fascia centrale che comprende Lazio, perugino e
maceratese, con un ceppo anche nel cosentino, Funaro ha molti
ceppi, uno principale a Roma e provincia, uno nel napoletano e
casertano, uno nel cosentino, nel genovese ed in Toscana,
derivano dal nome di mestiere funaro o costruttore di canapi e
funi, una contrada di Roma si chiama proprio de' funari; tracce
di questo cognome le troviamo a Grimaldi nel cosentino nel 1600
con lo scultore Aloisius Funarus. |
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FUNDONI |
Fundoni, abbastanza raro, è tipico dell'Ogliastra in Sardegna,
dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine
logodurese fundòni
(uomo
grosso), per identificare
probabilmente una caratteristica fisica del capostipite.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
FUNDONI: deriva da fùndu,
che significa fondo, profondità,
ma anche pianta, fusto, ceppo,
radice, dal latino
fundus.
U' fundu de temàtica
= una pianta di pomodori;
u' fundu de croccorìga
= una
painta di zucche;
u' fundu de perdinjànu
= una pianta di melanzane;
etc. U' fundàli è un avvallamento. Sa fundurùla è ciò che rimane
di scarto (la feccia) in un tino, in una botte, in un
contenitore qualsiasi. Fundòriu, soprattutto in Campidanese è
sinonimo di criterio; sfundoriàu = senza criterio: colui che
dice cose senza senso o fondamento alcuno. Ricordiamo inoltre
che: in periodo romano il fundus era il terreno circostante la
villa (bidda) = fondo inteso come estensione di terra.
Fundoni
è proprio del Logudorese e significa
dal sedere smisurato
( rispettabile): può essere riferito anche a
persona grassa.
Qui in Campidano diciamo (senza offesa), cul''e brògna( col
sedere grosso come un'anfora, orcio, giara, grossa pentola,
etc.). Nei limiti, fundoni
potrebbe significare anche
grosso fondo, grosso appezzamento di terra!
Il cognome potrebbe derivare da un soprannome, usato in uno dei
sensi sopraddetti. Non l'abbiamo trovato negli antichi documenti
della lingua e della storia della Sardegna da noi consultati.
Attualmente il cognome Fundoni è presente in 27 Comuni italiani,
di cui 10 in Sardegna(nord): Buddusò 27, Olbia 21, Sassari 20,
P. Torres 6, etc. |
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FUNES
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Funes è
tipicamente veneto, di Pieve d'Alpago e Chies d'Alpago nel
bellunese, di Montebelluna nel trevisano e di Venezia, dovrebbe
stare ad indicare la provenienza dei capostipiti dal paese di
Funes, una frazione di Chies d'Alpago nel bellunese, o anche
dalla Val di Funes in Alto Adige. |
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FUNETTA
FUNETTI |
Funetta,
molto raro, è specifico di Gioia del Colle nel barese, Funetti è
praticamente unico e dovrebbe essere dovuto ad un errore di
trascrizione del precedente, potrebbe derivare da un soprannome
originato dal termine italiano funetta o piccola fune. |
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FUOCOVIVO |
Fuocovivo, ormai praticamente unico, dovrebbe derivare dal nome
medioevale Fuocovivo,
attribuito dai genitori ad un figlio molto vivace. |
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FURCAS
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Furcas, tipicamente sardo, è tipico del meridione della
Sardegna, di Serrenti e Samassi nel Medio Campidano, di San
Nicolò Gerrei e Cagliari nel cagliaritano e di Terralba
nell'oristanese, dovrebbe derivare dal termine sardo
furcas (forche,
forcelle), forse legato alla
toponomastica.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
FURCAS: frùcca, fùrca, sa furca
è la forca,
nei vari sensi della parola. Dei quali il peggiore è il
capestro: "Bai in sa furca"! "Vai e impiccati"! Espressione
tipica sarda simile a: "Sa justizia o su Buginu t'impicchit"! E'
comune come cognome e come toponimo. Esempio: "Sa Matta de sa
furca o de s'impiccu; ( località sita in agro di Gonnosfanadiga,
in salto di Santa Maria); su bixinàu de sa furca o de
s'impiccu"! (uno dei rioni del paese citato), dove esiste ancora
sa perda de sa furca o de simpiccu. Nella Carta de Logu di
Eleonora d'Arborea(XIV° sec.) è più volte citato il verbo
infurcari = impiccare. Nel Condaghe di San Nicola di Trullas
(XI°, XIII° sec.) il termine furcari significa biforcarsi: ube
se furcant sas bias( dove si biforcano le strade), e furkillos
sono i bivi. Ma furcìdda, furca o furconi sono anche la forcella
e il forcone, dai molti usi, ad esempio: sa furcidda de su
tirallàsticu è la forcella della fionda; su furconi è usato in
agricoltura, per raccogliere, ad esempio, le balle di foraggio.
Sa furcàxa è una asta o ramo biforcuto di legno, di ferro o
d'altro, per i vari usi. Sa furkitta è la forchetta, anche da
tavola. In riferimento a persona, in senso spregiativo, si dice:
"Su tali esti "furca""! Per dire di una persona che non è
raccomandabile: "Lingua biforcuta"! - ad esempio. Infine non
bisogna assolutamente tralasciare un altro significato di sas
furcas, che riteniamo altrettanto valido quanto i precedenti:
sas furcas, costituite da bastoni di olivastro ad esempio o di
leccio o d'altro, infissi nel terreno, segnavano i confini di
uno stato, erano quindi limiti invalicabili, senza
lasciapassare, chiaramente, altrimenti detti lacanas o mulonis,
che generalmente erano invece di pietra. È quindi voce comune
diffusa come cognome ed anche come toponimo o altro sin dai
tempi antichi. Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, CSMB,
XI°, XIII° secolo, al cap. 132.sendi sos ferros cagentes et
issas furcas pesadas (con la forca già innalzata), bennit donna
Anna, sa mama et isculpit illos de no illos okier pro fide de
Sancta Maria de Bonarcatu ( pregò loro di non giustiziarli, nel
nome di Santa Maria di Bonarcado).Tra i firmatari della Pace di
Eleonora, LPDE del 1388, troviamo: Furca Anthonio, ville
Macumerii (*** MACUMERII et Curatorie de Marghine de
Gociano.Macomer etc. In posse Chelis Simonis, notarii
publici...die XII Januarii 1388); Furca Gonnario, ville
Macumerii; Furca Joanne - de Bosa. (** Bosa: omnibus civibus et
habitatoribus civitatis Bose. nisipastores. congregatis intus
Ecclesiam Beate Marie Virginis .die XV Januarii 1388); Furca
Joanne, ville Aricu (* Aricu.odierno Aritzo. Mandrolisay o
Barbagia di Belv); Furcha Furadu, jurato ville Zaramonte (*
Zaramonte... odierno Chiaramonte. Contrate de Anglona -
Chiaramonte); Furcha Angelo, ville Ecclesiarum (** Villa
Ecclesiarum.odierno Iglesias. Et ego De Nelli Pelipaparius
Ludovicus, civis et habitator terre et Ville
Ecclesiarum.sindicus, procurator universitatis Ville
Ecclesiarum.seu a Formenyino Joanne, capitano, camerlengo Ville
Ecclesiarum di Siger*ro. Omnibus habitatoribus dicte terre Ville
Ecclesiarum, congregatis in Curia Magna.in posse Virde Andree,
quondam Virde Joannis de Civitate Sasseri.nona die januarii
1388); Furcha Comita, jurato ville Urri ( * Urri.odierno Nurri.
Contrate Partis de Guilcier); Furcha Comita, ville Sagama( *
Sagama.oppidum. Contrate Castri Serravallis); Furcha Deodato,
jurato ville Nuruci ( * Nuruci...odierno Nureci
(Laconi.Contrate Partis Alença); Furcha Jampe, ville Macumerii;
Furcha Joanne, jurato ville Genone (Genone .odierno Genoni
(contrate Laconi et Partis Alença); Furcha Joanne, jurato ville
Ribechu ( * Ribechu.attuale Rebecu. Curatorie de Costa de
Valls); Furcha Laurencio, ville Genone; Furcha Parasono, ville
Bonorbe ( * Bonorbe...odierno Bonorva. Curatorie de Costa de
Valls); Furcha Petro, jurato ville Urri (* Urri.odierno Nurri.
Contrate Partis de Guilcier); Furcha Simeone, majore ville
Nuruci; Furcha Sisto - de Castri Januensis (** Castri Januensis
Civitas (Castel Genovese - Castel Sardo). Omnibus habitantibus
.in ville de Coginas ... die undecima januarii .1388, in posse
De Valle Anthoni filii). Nel Condaghe di San Nicola di Trullas,
CSNT, XI°, XIII° secolo, figurano: Furca Andrea(280) armentariu
de rennu ( preposto all'amministrazione del patrimonio fiscale
del giudicato) : funge da giudice ( Andrea Furca ki vi fuit pro
iudike) in una spartizione di servi, tra la chiesa di Trullas e
quella di Gunnannor (oggi Bonnannaro). Furca Furatu e Furca
Petru (37), fratelli (in una donazione): positinke Furatu Furca
latus (la metà del servizio) de Gosantine Gaçurra et issa fiia
intrega Bonisinda ( e la figlia Bonisinda a servizio intero).
Testes Petru Furca su frate (il fratello) et presbiter (prete)
Ianne de Cerone. Attualmente il congome Furcas è presente in 71
Comuni italiani, di cui 29 in Sardegna: Serrenti 198, San Nicolò
Gerrei 56, Cagliari 51, Samassi 30, etc. |
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FURCHI
FURCO
DE FURCO |
Furchi è tipico della zona di Tropea (VV), Furco, molto più
raro, è specifico della zona di Castellammare Del Golfo (TP) e
di Montemaggiore Belsito (PA), De Furco, praticamente unico è
calabrese, dovrebbero tutti derivare da modificazioni del nome
medioevale Fulcus
(vedi FULCO), anche se è possibile ipotizzare, anche se
improbabile, una derivazione da nomi di località caratterizzate
dalla presenza di una forcella o di una biforcazione. |
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FURCI
|
Furci è
tipicamente calabrese della parte meridionale della regione, di
Dinami, Mileto, Ricadi ed Joppolo nel vibonese, e di Taurianova
e Fiumara nel reggino, dovrebbe derivare dal nome del paese
siciliano di Furci Siculo nel messinese, probabile luogo
d'origine dei capostipiti. |
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FURDIANI |
Furdiani,
assolutamente rarissimo, è specifico del ferrarese, di origini
etimologiche oscure. |
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FURESI
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Furesi è tipico della Sardegna nordoccidentale, di Sassari ed
Alghero e di Padru in Gallura, dovrebbe derivare da un
soprannome originato dal termine sardo logudurese e sassarese
furesi
(orbace,
un tessuto di lana, tipicamente sardo, ottenuto mediante una
lavorazione particolare che risale ad epoche molto antiche),
forse indicando nei capostipiti o dei produttori di quel tipo di
tessuto o qualcuno che lo indossasse come una divisa consueta. |
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FURFARI
FURFARO |
Furfari ha un ceppo calabrese, a Lamezia Terme nel catanzarese
ed a Campo Calabro e Brancaleone nel reggino, ed uno, molto
piccolo, siciliano, a Barcellona Pozzo di Gotto nel messinese,
Furfaro è tipicamente calabrese del reggino, di Cittanova,
Taurianova, Mammola, Feroleto della Chiesa, Siderno, Gioia
Tauro, Laureana del Borrello, San Giorgio Morgeto, Roccella
Ionica, Locri, Rizziconi, Palmi, Agnana Calabra e Melicucco,
dovrebbero derivare da un soprannome dialettale basato sul
termine calabrese furfarèddru
(discolo, ragazzo troppo vivace,
detto di chi si accende come un fiammifero)
(vedi anche FORFARO). |
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FURGA
FURGHIERI |
Furga è unico ed è del mantovano, Furghieri, assolutamente molto
molto raro, è della zona tra mantovano e reggiano, di Suzzara e
San Benedetto Po nel mantovano e di Castelnovo di Sotto nel
reggiano, potrebbero derivare da soprannomi originati dal
termine dialettale arcaico furga
o furugada
(scompiglio, chiasso, parapiglia),
forse a ricordare dei fatti accaduti ali capostipiti, o loro
caratteristiche comportamentali. |
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FURGADA |
Furgada, molto molto raro, è specifico del cremonese, dovrebbe
derivare da un soprannome basato sul termine dialettale
cremonese arcaico furgada
(forcata, colpo dato con la
forca), probabilmente ad
indicare nel capostipite uno stalliere, che nel proprio lavoro
fosse solito dare colpi di forca. |
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FURI
FURIA
FURIO |
Furi è tipicamente toscano, di Siena e del grossetano, Furia è
panitaliano con ceppi sia al nord che alcentro ed al sud, Furio
ha un nucleo pugliese soprattutto nel barese a Mola Di Bari, ma
con ceppi anche a Noicattaro, Bari, Molfetta e Trani, dovrebbero
tutti derivare dalla Gens Furia,
una delle famiglie più importanti della romanità, o dal nomen
Furius,
Furia. |
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FURIAN
FURIANI
FURIANO |
Furian è tipicamente veneto, soprattutto del veneziano, Furiani
sembrerebbe tipico del perugino, di Perugia in particolare, ma
anche di Bastia e Corciano, Furiano è tipico di Napoli e del
napoletano, dovrebbero derivare dal cognomen latino
Furianus,
attribuito a liberti, a coloni di terreni od a clientes della
Gens Furia,
cognomen di cui abbiamo un esempio in questo scritto reperito a
Rimini e risalente al primo periodo imperiale romano: "L(ucio)
Betutio L(uci) f(ilio) / Pal(atina) Furiano / aedili cui et /
curulis i(uris) d(ictio) et / plebeia mandata / est plebs urbana
/ ex aere conlato / ob honorem ab eo / integre et sine /
ambitione / administratum / l(ocus) d(atus) d(ecreto)
d(ecurionum)", ma è pure possibile ipotizzare una derivazioni da
toponimi ora scomparsi come il Furiano citato in quest'atto del
1331 redatto in Toscana: "...Ego Ansalducius quondam Fererii de
Pino, sacri imperii notarius, hanc cartam scripsi sicud mihi
commisit in mano presbitero Boristorio de Furiano notarius ..",
che potrebbe semplicemente riferirsi ad un
agro furiano
(a proprietà terriere
appartenenti alla Gens Furia). |
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FURIOSI |
Originario del milanese e lodigiano, potrebbe derivare da un
soprannome legato al carattere, ma molto più probabilmente
derivano dal cognomen latino Furius. |
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FURLAN
FURLANETTI
FURLANETTO
FURLANI
FURLANO |
Furlan è diffusissimo nel triveneto, Furlanetti, quasi unico, è
dell'udinese, Furlanetto è invece molto diffuso nella zona che
comprende le province di Treviso, Venezia e Pordenone, Furlani
ha un importante nucleo nel trentino, nel veronese, nel
triestino, ma con presenze significative anche in tutto il
Friuli, nel mantovano, nel rovigoto e nel pesarese, Furlano ha
un ceppo a Fagagna e a Colloredo di Monte Albano (UD) ed uno a
Torano Castello (CS) ed a Capistrano (VV), sembrerebbe evidente
l'origine friulana, derivano infatti direttamente o tramite
ipocoristici dall'aggettivo dialettale
furlan (friulano). |
|
FURLOTTI |
Furlotti è specifico di Parma e di Langhirano e Noceto nel
parmense, e di Viadana nel mantovano, potrebbe derivare da un
soprannome dialettale originato dal termine parmigiano
furlon
o furlot,
una sorta di trapano ad archetto,
forse a caratterizzare il mestiere del capostipite che forse
faceva appunto uso di quello strumento. |
|
FURNO
|
Furno ha un ceppo piemontese a Torino, Bairo ed Agliè nel
torinese, a Biella e Vigliano Biellese nel biellese e ad Asti,
ed un ceppo campano a Benevento ed a San Leucio del Sannio ed
Apollosa nel beneventano ed a Pozzuoli e Napoli nel napoletano,
dovrebbe derivare dal nome medioevale
Furnus di
cui abbiamo un esempio d'uso nella scrittura di convalida
dell'anno 1268 di un
Instrumentum subiectionis
dell'anno 1175 a Voghera nel pavese: ".. Ego Furnus notarius
sacri palacii auctenticum huius exempli vidi et legi et sicum in
illo continebatur ita in hoc exemplo scripsi nisi litteram plus
vel minus vel indictione. Anno a nativitate Domini millesimo
ducentesimo sexagesimo octavo, inditione undecima, die lune
tercio kalendas augusti. In Papia. Iacobus Pasturinus, consul
iusticie Papie, ex parte publica precepit notario infrascripto
..". |
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FURONI
|
Pochissimo diffuso è di origine modenese ed è probabilmente un
errore di trascrizione del cognome Foroni o una modificazione
dialettale dello stesso. |
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FURRU
|
Furru, molto raro, è tipicamente sardo, sembrerebbe specifico di
Tula nel sassarese.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
FURRU: su forru,
in tutta la Sardegna è il forno,
dal latino fornus;
arcaico furnus.
Alcune parlate dell'alta Sardegna (gallurese) mantengono la
variante furru.
Sa forrèdda (su foxìli) è il focolare rustico ricavato nel mezzo
della cucina (vedi il cognome Fogu > foxìli). Inforrai =
infornare, il pane ad esempio. Su forràxi o su furràxi = la
fornace; ad esempio: de sa teula (per le tegole); po sa calcina
(per la preparazione della calce); su forraxéddu > è una piccola
fornace. Etc. E' un cognome molto raro; attualmente è presente
in 4 Comuni della Sardegna: Tula 23, Oliena 6, Sassari 3, Nuoro
3. |
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FUSAR
FUSARI
FUSARO
FUSAROLI
FUSARRI
FUSER
FUSERI
FUSERO |
Rarissimo Fusar è probabilmente triestino, Fusari sembrerebbe
avere più ceppi, in Lombardia, nel veronese e vicentino, in
Emilia e Romagna, nell'anconetano e nell'aquilano, Fusarri,
estremamente raro, è anch'esso lombardo, dell'area milanese e
bergamasca, Fusaro è presente tra Lombardia Veneto, Piemonte e
Liguria, ma i nuclei principali sono nel sud peninsulare,
Fusaroli è specifico di Cesena e Cesenatico e di Ravenna, Fuser
è della zona tra Venezia e Treviso, Fuseri, assolutamente
rarissimo è probabilmente dovuto a modificazioni di Fusero che è
tipico della zona tra torinese e cuneese. Questi cognomi
potrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, da
soprannomi legati a vocaboli dialettali stanti ad indicare che
il capostipite facesse il
fonditore di metalli o
lavorasse con i fusi, cioè fosse un
filatore
di qualche fibra tessile. |
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FUSARPOLI |
Raro
cognome di origine cremonese, probabilmente derivato dall'unione
dei due cognomi Fusar e Poli. |
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FUSCA
FUSCHI
FUSCO
FUSCONE
FUSCONI |
Fusca ha un ceppo a Cassaniti nel valentiano, uno a Noto nel
siracusano ed uno a Roma, Fuschi ha due probabili ceppi, uno tra
Pescara e Chieti ed uno nel palermitano, Fusco è molto diffuso
in tutt'Italia, con massima concentrazione nel Lazio e Campania,
Fuscone, estremamente raro, ha un ceppo nella zona tra Molise e
napoletano, Fusconi, oltre al ceppo romano, probabilmente
secondario, ha un ceppo romagnolo, in particolare a Ravenna e
Cervia nel ravennate ed a Cesena, dovrebbero tutti derivare,
direttamente o tramite forme accrescitive, dal cognomen latino
Fuscus,
Fusca,
di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia
medievale, dove troviamo un'atto del 1145 rogato dal notaio
Fusco: "...Ego Fuscus iudex et missus domini secundi Cunradi
regis scripsi, post traditam complevi et dedi.". |
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FUSELLA
FUSELLI
FUSELLO |
Fusella
ha un ceppo nel chietino a Chieti e dintorni ed uno nel
salernitano, Fuselli è specifico del maceratese, Fusello,
estremamente raro, parrebbe piemontese, potrebbero derivare dal
mestiere di filatore o ricamatrice, ma è pure possibile una
derivazione longobarda. (vedi Fusi) |
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FUSETTI
FUSETTO
FUSI
FUSILLI
FUSILLO
FUSO |
Fusetti ha un ceppo lombardo tra milanese, varesotto e comasco
ed un ceppo tra rovigoto e ferrarese, Fusetto, meno diffuso, è
tipico dell'area alessandrino, pavese, Fusi è diffuso in tutta
l'Italia centro settentrionale, Fusilli è del centrosud, del
romano, del pescarese ed in Puglia del foggiano e del barese,
Fusillo , oltre al ceppo romano, ha un nucleo pugliese e piccoli
ceppi nel potentino e nel siracusano, Fuso ha un ceppo a Roma,
uno nel perugino, uno nel napoletano ed uno nel Salento,
dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici,
dall'aferesi di nomi longobardi latinizzati come
Agilulfus,
Pandulfus,
Aistulfus,
Gilulfus
ecc. che hanno generato il soprannome dialettale
Fus e
Fusi
che starebbe ad indicare quelli del, i figli del
Fus, ma è
pure possibile una derivazione dal nome longobardo
Fuso,
Fusonis,
di cui abbiamo un esempio in una Charta donationis dell'anno 748
a Pistoia, dove tra i testimoni si legge: "Signum + manus Tatoni
uiri deuoti filio quondam Fusoni testis". |
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FUSINATO |
Sembrerebbe originario dell'altipiano di Asiago, potrebbe
derivare dal toponimo Fusine in Valromana nell'udinese o da
Fusine fraz. di Zoldo Alto nel bellunese. |
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FUSTEGATO |
Fustegato, quasi unico, è specifico del veronese, dovrebbe
derivare da un soprannome
fustegato (galeotto),
originato dal termine veneto
fusta (galera,
imbarcazione dove si imbarcavano i condannati al remo),
probabilmente ad indicare che al capostipite fosse capitata quel
tipo di disavventura. |
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FUSTI
FUSTO |
Fusti è assolutamente rarissimo, Fusto ha un ceppo calabrese tra
Lamezia Terme e Borgia (CZ) ed uno siciliano, dovrebbe derivare
da una modificazione antica del nome
Faustus,
l'aggettivo fustus
veniva a volte utilizzato in epoca medioevale al posto di
faustus,
come vediamo in quest'esempio: "...Annus Novus sit Tibi fustus
felixque iucundusque.Noli tardare ...". |
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FUSTINI |
Fustini sembrerebbe tipico di Bologna e Budrio (BO), dovrebbe
derivare dal cognomen latino
Fustinus, variazione del più
comune Faustinus, di quest'uso abbiamo un esempio:
"...Anastasius Episcopus sacrae pecuniae prodigus dilapidator,
causam tantae profusionis rogatus: Consumo, inquit, omnia, ne
Fustino Tyranno furti occasionem relinquam. ...". |
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FUZIO
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Cognome tipico di Andria (BA), dovrebbe derivare dal nomen
latino Futius
di cui abbiamo un esempio nell'antica lapide di un gladiatore
romano: "C FVTIVS HYACINTVS - DOCT(OR) OPL(OMACHORVM) - - FVTIA
C L(IBERTA) - PHILVRA - FECIT". |
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