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RABAGLIATI
REBAGLIATI |
Rabagliati è tipico dell'area genovese alessandrina, di
Occimiano e Casale Monferrato (AL) e di Genova e Chiavari,
Rebagliati è specificatamente ligure dell'area savonese e
genovese di Savona, Celle Ligure e Stella in particolare,
derivano da forme arcaiche dialettali derivate dal termine
italiano rapaglio
(rapa). |
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RABAI
RABBAI |
Rabai è tipico di Roccalbegna e Grosseto nel grossetano, Rabbai
è specifico di Canale Monterano e Manziana nel romano, l'origine
etimologica è controversa, potrebbero derivare da
un'italianizzazione del nome germanico
Ratbald,
a sua volta derivato dai termini germanici
rat (Consiglio)
e bald
(audace),
ma non si può escludere una derivazione dal nome ebraico
Rabbah,
che diventa addirittura più probabile per il ceppo laziale.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Rabai è forse cognome francese. Nella diocesi di Vigevano
attestazioni di "Raballius",
"Rabaius"
e gli italianizzati "Rabaio",
"Rabaj",
"Rabay". |
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RABATTI |
Rabatti sembrerebbe tipicamente toscano di Firenze, Reggello ed
Incisa In Val D`Arno nel fiorentino e di Castelfranco Di Sopra
nell'aretino, presenta un ceppo, probabilmente secondario, a
Cagliari, dovrebbe derivare da un soprannome originato dalla
voce dialettale toscana
rabattino (persona
che si adopera per ottenere vantaggio da ogni piccola cosa, che
non trascura nulla), forse per
evidenziare caratteristiche comportamentali del capostipite. |
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RABBI
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Rabbi è tipico del bolognese, si dovrebbe trattare di un cognome
di origini ebraiche, derivato dal termine ebraico
rabbi (maestro,
titolo onorifico dei maestri ebrei della Legge)
o dal nome Rabbi
da esso derivato. |
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RABBOLINI
RABOLINI |
Rabbolini è specifico di Villa Cortese e Legnano nel milanese,
Rabolini è specifico del nord milanese e varesotto, in
particolare dell'area che comprende Busto Arsizio e Castellanza
nel varesotto e Legnano nel milanese, dovrebbero derivare da un
soprannome originato dal termine lombardo
rabbol (piccola
pialla), forse ad indicare che
il capostipite di professione facesse il falegname o il
carpentiere, ma è pure possibile una derivazione diversa, il
termine infatti assumeva spesso anche il significato di
monello,
perchè la piccola pialla sfuggiva abbastanza spesso al controllo
di chi la usava richiamando un comportamento dispettoso da
monello, quindi per estensione con il termine
rabbol o
rabbot
si chiamavano appunto i monelli. |
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RABELLINI
RABELLINO |
Rabellini, quasi unico, è del savonese, Rabellino è tipico del
savonese, di Dego, Savona ed Albisola Superiore, con un ceppo
anche a Torino e ad Alba nel cuneese, potrebbe derivare da un
soprannome basato sul verbo medioevale francese
rhabiller
(rammendare, aggiustare),
forse ad indicare nei capostipiti dei lavoranti di sartoria. |
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RABITA
RABITE
RABITI
RABITO |
Rabita sembrerebbe originario dell'ennese, di Barrafranca,
Pietraperzia e Piazza Armerina, Rabite è praticamente unico,
Rabiti ha un ceppo romagnolo nel ravennate e forlivese, a Forlì
e Ravenna in particolare, ed uno a Castiglione della Pescaia nel
grossetano, Rabito è tipicamente siciliano, di Pachino nel
siracusano, di Ragusa e Comiso nel ragusano, di Niscemi nel
nisseno e di Santa Margherita di Belice nell'agrigentino, con un
piccolo ceppo anche in Veneto ad Isola Vicentina nel vicentino,
questi cognomi dovrebbero essere di origini bizantine o
neogreche e deriverebbero da un soprannome originato dal termine
greco ράβδος rabdos (verga,
bacchetta), forse ad indicare
nei capostipiti dei rabdomanti o semplicemente dei pastori, ma è
anche possibile una derivazione dal nome medioevale
Rabitus
di cui abbiamo un esempio d'uso in un atto pisano dell'anno
1196: "..Presentibus Rabito quondam Guidonis Nani et Rainerio
quondam Marthucci et Gerardo quondam Conetti et Stefano judice
et notario rogatis testibus..". |
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RACALMUTO |
Racalmuto, pressocchè unico, sicuramente siciliano, deriva dal
toponimo Racalmuto nell'agrigentino. |
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RACANA
RACANO |
Racar, Rakar e Raccar, quasi unici, sono del goriziano, Raccaro,
molto molto raro, è dell'udinese, di origini slovene, dovrebbero
derivare dal cognome sloveno abbastanza diffuso Rakar, che
deriva dal termine slavo rak
(gambero)
e starebbe ad indicare il mestiere di pescatore di gamberi
d'acqua dolce. |
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RACAR
RACCAR
RACCARO
RAKAR |
Racana, molto raro, è lucano di Potenza, Racano ha un ceppo nel
teatino, a Vasto e Fresagrandinaria, ed uno in Puglia nel
foggiano a San Severo e Foggia, e nel barese ad Acquaviva delle
Fonti, Cassano delle Murge e Palo del Colle, dovrebbero derivare
dal termine arabo arcaico rahan
(macinare)
indicando probabilmente nei capostipiti dei mugnai. |
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RACCA
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Racca è tipicamente piemontese, del cuneese, di Fossano, Marene,
Cuneo, Savigliano, Bra, Cavallermaggiore, Racconigi, Sanfrè,
Centallo, Saluzzo, Moretta, Sommariva del Bosco e Genola, e di
Torino e del torinese, di Volvera, None, Vinovo, Moncalieri,
Beinasco, Nichelino, Piossasco e Rivoli, dovrebbe derivare dal
nome medioevale di origine germanica
Racha, a
sua volta derivato dal nome medioevale germanico
Ragwald,
composto dai termini ragin
(Consiglio, Dieta)
e wald
(governo),
ma è pure possibile una derivazione da una forma apocopaica di
nomi come il gotico Racharedus:
"..Per idem tempus isdem Gregorius papa Augustinum, Melitium et
Iohannem cum aliis pluribus monachis timentibus Deum in
Brittanniam misit eorumque predicatione ad Christum Anglos
convertit. Racharedus rex Gothorum, frater Herminigildis
martyris, per predicationem Leandri episcopi ad fidem catholicam
convertitur. Gens Anglorum ad Christum convertitur, Edilbertus
rex eorum baptizatur...". |
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RACCHELLA
RACCHELLI
RACCHELLO
RACHELLA
RACHELLI
RACHELLO |
Racchella ha sparute presenze qua e là nel centronord, Racchelli
ha qualche presenza sparsa nel settentrione d'Italia, Racchello,
quasi unico, è del trevisano, e dovrebbe trattarsi di una forma
alterata del cognome Rachello, che è specifico del trevisano, di
Quinto di Treviso e Treviso in particolare, Rachella, quasi
unico, sembrerebbe dell'area vicentino, padovana, Rachelli,
assolutamente rarissimo, sembrerebbe lombardo, tutti questi
cognomi dovrebbero derivare dall'italianizzazione arcaica del
nome ebraico Rachel,
che in ebraico significa agnello. |
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RACCHETTI |
Molto
raro, sicuramente lombardo, probabilmente del mantovano, ma
potrebbe essere anche originario del sudmilanese e cremasco.
Troviamo nei primi anni del 1700 un Giuseppe Racchetti parmense
pittore a Reggio Emilia e poi a Brescia. |
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RACCIO
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Raccio è
specifico di Gioia Sannitica nel casertano, con buone presenze
anche a San Potito Sannitico, Alife e Calvi Risorta, sempre nel
casertano, dovrebbe derivare da un nome di località, come Raccio
di Dragonea nel salernitano. |
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RACCIS
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Specifico del cagliaritano, dovrebbe derivare da una
modificazione del termine rais
(capo dei pescatori di una barca), ma potrebbe anche derivare
dall'aferesi del nome Graccis,
una forma alterata del nome medioevale
De Graciis,
attribuito ad un figlio considerato un dono insperato del
Signore. |
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RACCUIA
RACCUJA |
Raccuia è
tipico di Raccuia (ME) e del messinese, Raccuja, sempre
siciliano, è assolutamente rarissimo dovrebbero derivare dal
toponimo Raccuia. |
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RACCHINI
RACHINI
RACHINO |
Racchini, molto raro, è tipico del pesarese, Rachini, molto raro
anch'esso, è tipicamente toscano, della zona tra aretino e
senese, di Cortona ed Arezzo nell'aretino e di Montepulciano nel
senese, Rachino, quasi unico, è specifico del basso cuneese,
dovrebbero derivare dal nome e soprannome medioevale
Rachinus,
di cui abbiamo un esempio d'uso in trentino in un atto della
seconda metà del 1400: "Anno 1481, indictione 14, die 12
novembris. In domo ser Antonii Set de Plebe, praesentibus
magistro Bulfo cerdone de Tonedico, ser Antonio Nicolao de
Imero, praefato ser Antonio Set, ser Bartholomaeo dicto Rachino,
omnibus habitatoribus in valle Primerii, Iacobelus filius
quondam ser Antonii de Simonetis habitator in villa Tonedici
vendidit spectabili viro domino Iohanni Lupo benemerito in
praesentiarum capitaneo, et Vicario castri Primerii, vice, ac
nomine magnifici, ac potentis viri domini Hosbaldi..". |
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RACIOPPA
RACIOPPI
RACIOPPO |
Racioppa è specifico del foggiano, di Manfredonia, Vieste,
Foggia, Lucera e Troia, Racioppi ha ceppi nel romano e
latinense, in Campania, nell'avellinese soprattutto, in
Basilicata, in particolare nel potentino, e nel barese, Racioppo
ha un ceppo a Deliceto nel foggiano ed uno nel siracusano ad
Avola e Siracusa, dovrebbero derivare da un soprannome originato
dal nome di una varietà di olive tipicamente pugliesi, la
Racioppa,
Racioppo
o Coratina, varietà di Corato nel barese coltivata soprattutto
in Molise e nel Gargano, soprannome probabilmente attribuito ad
un coltivatore di quel tipo di ulivi. |
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RACITI
RACITO |
Raciti è tipico della Sicilia orientale, del catanese
soprattutto, ma con una presenza massiccia anche nel messinese e
nel siracusano, Racito, quasi unico, è delle stesse località e
si tratta con molta probabilità di una forma dialettale del
primo, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal termine
greco rachis
(rachitico),
secondo alcuni invece starebbe ad indicare che il capostipite al
momento della nascita aveva offerto la schiena. |
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RADAELLI |
Assolutamente lombardo, tipico dell'areale che comprende le
province di Milano, Varese, Como, Lecco e Bergamo, si hanno
tracce di questo cognome fin dal 1500, nel registro dei
battesimi di Cormano, il primo battesimo registrato è del 1595 e
riporta: "Al dì ultimo di aprile 1595 è stata battezzata
Barbara, figliola di Francesco Radaello e di Angela sua
consorte. Battezzai io prete Paolo Corbetta, compadre (padrino)
fu Stefano de Lepore, comadre Giovannina de Folgia". Esiste
un'ipotesi, citata da un ramo della famiglia Redaelli che
ritiene che derivi da un soprannome lusinghiero (re) e dal nome
del paese d'origine (Ello); quindi separatamente: Re da Ello
(LC) che poi si sarebbe saldato in una sola parola. Ello è un
vocabolo di origine tardo latina che significa campo di forma
irregolare, a triangolo o a trapezio, nel '200 lo troviamo
scritto "Hello" e nel '400 "Ellum". Un'altra ipotesi lo vuole
derivare dal diminutivo dell'aferesi di nomi germanici quali:
Adalrad o Heldrad. |
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RADASSAO |
Radassao
è tipico di Cercemaggiore in provincia di Campobasso,
sembrerebbe di origini slave, dovrebbe essere derivato da una
italianizzazione del nome slavo Radoslav. |
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RADATTA
RADATTI |
Radatta, molto raro, è specifico di San Felice del Molise nel
campobassano, Radatti ha un ceppo a Roma ed uno nel foggiano a
San Marco in Lamis, Manfredonia e Monte Sant'Angelo.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
D'origine slava (come testimoniano gli studi del Dr. Smodlaka),
i cognomi Radatta e Radatti dovrebbero nascere da un adattamento
del cognome slavo Radat,
che, con l'aggiunta del suffisso
-at,
sembra riflettere un ipocoristico del nome slavo
Rado,
anche noto nelle forme Rade
e Rados
(per una spiegazione più approfondita, vedi Rada e Rados). In
conclusione, dunque, si tratterebbe delle cognominizzazioni dei
nomi personali dei capostipiti. |
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RADDAVERO |
Raddavero, estremamente raro, è tipico dell'alessandrino e di
Genova, potrebbe derivare dal nome di una località nel
tortonese. |
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RADDRIZZANI
RADRIZZANI |
Raddrizzani, estremamente raro, è del milanese, Radrizzani è
tipicamente lombardo, del varesotto ad Uboldo, ma anche di
Saronno ed Origgio, e del milanese, di Milano e Nerviano e di
Cantù nel comasco, potrebbero derivare da alterazioni dialettali
originatesi dal nome Radericus,
una variante del più comune
Rodericus,, o direttamente da
una forma patronimica in -ani,
basata sul nome germanico
Raderitz. |
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RADEGHIERI
RADIGHIERI
REDEGHIERI
REDIGHIERI
RODEGARI
RODEGHIERI
RODEGHIERO
RODIGARI
RODIGHIERI
RODIGHIERO |
Radeghieri è specifico di Correggio (RE), Radighieri è specifico
dell'area che comprende le province di Modena e Reggio Emilia,
Redeghieri è tipico di Reggio Emilia e provincia, Redighieri è
estremamente più raro, Rodegari è specifico di Pontoglio nel
bresciano, Rodeghieri è praticamente unico, e sembrerebbe del
veronese come il quasi unico Rodighieri, Rodeghiero ha un ceppo
nel vicentino, soprattutto ad Asiago, con presenze apprezzabili
anche a Vicenza e Villaverla, ed uno molto piccolo nel
bolognese, Rodigari è tipicamente lombardo, specifico del
sondriese, con un grosso ceppo a Livigno ed a Valdisotto, ed un
ceppo anche a Valbondione nel bergamasco, Rodighiero è il più
diffuso in tutto il Veneto, massimamente nel vicentino,
veronese, padovano e veneziano, dovrebbero tutti derivare da
varie forme di scrittura del nome medioevale di origine
germanica Rotgerius,
di cui abbiamo un esempio a Pavia in una
Notitia pro securitate
dell'anno 972: "Dum in Dei nomine civitate Papia, in curte
propria abitacionis Adami qui et Amiço iudex, per eius data
licencia in iudicio adesent Vualterii, iudex et missus domni
Hottonis imperatoris, iusticias faciendas ac deliberandas
adesent cum eo Agelmundus, Liutardus, Benço, Vualpertus,
Andreas, Adelmus, Sigefredus, Cunibertus, Aldo, Lanfrancus,
Gerolimus, Lanfrancus et Adelbertus, iudices sacri palacii, et
Boniprandus, notarius idem sacri palacii, et reliqui plures,
ibique eorum venerunt presencia Rotgerius, filius quondam
Romaldi, et Ermengarda, filia quondam Gaidulfi, iugalibus, et
ostenserunt ibi cartula una donacionis...". |
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RADA
RADE
RADETTI
RADI
RADIN
RADINI
RADINO
RADO
RADONE
RADONI
RADUCCI
RADUZZI |
Rada, assolutamente rarissimo, sembrerebbe dell'area piemontese,
lombarda, Rade, altrettanto raro, parrebbe delle veneto,
Radetti, leggermente meno raro, ha un piccolissimo ceppo
giuliano a Trieste e Doberdò del Lago nel goriziano, Radi ha un
ceppo tra grossetano e senese ed uno nell'urbinate, Radin ha un
ceppo nel vicentino a Vicenza, Breganze e Valdagno, ed uno molto
significativo a Trieste, con presenze anche a Duino Aurisina nel
triestino ed a Monfalcone nel goriziano, Radini, molto molto
raro, è presente a macchia di leopardo nell'Italia
settentrionale, Radino ha un ceppo nell'alto potentino ed uno
nel siracusano, Rado è tipicamente veneto, del veneziano in
particolare, Radone è praticamente unico, Radoni ha un piccolo
ceppo a Venezia ed uno nell'anconetano ad Ancona e Falconara
Marittima, Raducci, estremamente raro, parrebbe abruzzese,
Raduzzi, quasi unico, è del veneziano, potrebbero tutti
derivare, direttamente o tramite forme ipocoristiche o
accrescitive, dal nome medioevale di origine germanica
Rado
derivato dall'antico alto tedesco
rad (consiglio)
l'attuale rat, è pure possibile una derivazione dall'aferesi del
nome Corrado; di quest'uso abbiamo esempi nel
Codice Diplomatico della Lombardia
Medioevale in una
Cartula comutacionis
dell'anno 966 a Cremona dove si può leggere: "...Ego Radinus
rogatus testis subscripsi..." e in una
Breve ostensionis terrarum
del 1176 a Mondonico troviamo: "... Interfuerunt Bonussenior
Bassus de Montedonico , Oddo de Iohanne Radino atque
suprascriptus Albericus avocatus testes. ...".
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Sull'origine di questi cognomi confluiscono per lo meno due
ipotesi, che, per quanto diverse l'una dall'altra, non si
escludono necessariamente a vicenda - più che altro, vanno
ritenute valide a seconda della diversa provenienza di queste
famiglie. Da una parte, innanzitutto, è molto probabile una
derivazione dal nome medievale
Rado, che, come giustamente
indicato, dovrebbe nascere da un adattamento del personale
germanico Rad,
parte integrante del più comune
Konrad (l'italiano
Corrado);
in alternativa, però, non è esclusa una relazione col nome
medievale Radeghiero,
anch'esso d'origine germanica (vedi Radeghieri). Passando ora
alla seconda ipotesi, va osservato che in diversi casi dei
cognomi quali Rado, Radin, etc nascondono in realtà un'antica
origine slava (più probabilmente slovena in Friuli), derivando
cioè dal nome slavo Rado,
che, assieme alle varianti Rade
e Rados,
significa letteralmente allegro,
felice (vedi Allegra, Felice e
Rados): la radice del nome, in effetti, è il termine proto-slavo
rad
(allegro, gioioso),
piuttosto frequente nell'onomastica dell'Est Europa - ad
esempio, si pensi ai nomi
Radomir,
Radoslav,
Radovan,
etc. Questa fonte slava, per la precisione, non vale soltanto
nel Friuli Venezia Giulia (per ovvi motivi geografici), ma, in
linea teorica, lungo tutta la fascia orientale della penisola
italiana, dal nord al sud del paese (fin nelle Puglie, di
fatto). Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si
tratterebbe delle cognominizzazioni dei nomi personali dei
capostipiti, anche se, in casi minori, va detto che non sono
escluse delle ipotesi alternative - ad esempio, si pensi
all'esistenza di cognomi quali Radda e Raddi, anch'essi
variamente interpretabili (talvolta anche sulla base della
toponomastica).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Radin, oltre all'ovvia aferesi dal nome Corrado, bisogna
considerare che esiste anche un cognome croato
Ràdin / Ràdina
dal nome Ràdin / Ràdina
derivato da 'ràdin'
= laborioso,
a sua volta da 'rad'
= lavoro.
Fonte: M. Bonifacio, Cognomi triestini, p. 219.
Radino è cognome lucano che viene probabilmente dal nome
francone Radwinus
attestato nel secolo VIII in Francia. |
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RADICCHI |
Abbastanza raro ha un nucleo tra l'anconetano e la provincia di
Perugia, un ceppo nel fiorentino ed uno nel carrarese, si nota
poi una presenza apprezzabile nella provincia di Roma. |
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RADICE
RADICI |
Radice è specifico dell'area che comprende le province di
Milano, Como e Varese, ha un possibile ceppo secondario nel
napoletano, Radici ha un grosso nucleo lombardo, soprattutto
nelle province di Milano, Bergamo e Brescia, ma presenta anche
un ceppo romano ed uno nel messinese, dovrebbero derivare dal
nome tardo latino di origini trace
Radicius,
di cui abbiamo un esempio: "..Postero die, quo memoria Divi
Stephani, primi regis Vngariae, colitur, concessa est edicto
principis militibus cuiusvis nationis oppugnandi oppidi
facultas; non tamen ex aequo, sed distinctis ordinibus, ita, ut
Germani & Vallones uno eodemque agmine, Galli atque Itali
altero, maenia invaderent, tertia pugna ab Vngaris iniretur. Nec
mora tubis ac tympanis concrepantibus maenia invaduntur, Galli &
Itali magna virtute conscendentes, signa in summo vallo figunt.
Vngari pari fortitudine vallum superant, primusque Radicius
Thrax, militum centurio, pinnas comprehendit; nec Germani
aemulatione alienae virtutis sibi desunt. ...". |
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RADIF
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Radif, quasi unico, ha qualche sparuta presenza valdostana e
ligure, potrebbe derivare dal termine persiano
radif (ordine)
che da il nome ad un particolare sistema musicale, forse si
tratta di un cognome attribuito ad un fanciullo abbandonato. |
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RADINA
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Radina è
specifico dell'alto Friuli, di Arta Terme e Tolmezzo
nell'udinese, dovrebbe derivare dall'italianizzazione del nome
dei paesi sloveni di Radna, nei pressi di Ljubljana ne esistono
due con lo stesso nome, probabilmente il luogo d'origine dei
capostipiti. (vedi anche RADA) |
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RADOANI |
Radoani è tipico di Condino nel basso trentino ai confini con il
bresciano, potrebbe derivare da una forma patronimica in
-ani,
con il significato di quelli di,
riferita ad un capostipite il cui padre si chiamasse
Rado,
nome medioevale di origine germanica (vedi RADI). |
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RADOS
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Rados, molto raro, sembrerebbe specifico di Trieste.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
D'origine slava (più probabilmente slovena), il cognome Rados
nasce da un adattamento del cognome slavo
Rados,
che, tratto dall'omonimo nome di persona (con varianti in
Rade e
Rado),
significa letteralmente allegro,
felice (per una spiegazione più
approfondita, vedi Rada). In conclusione, dunque, si tratta
della cognominizzazione del nome personale del capostipite. |
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RAELE
RAELI
RAHELI |
Raele è tipico della zona tra basso salernitano, potentino ed
alto cosentino, Raeli ha un ceppo siracusano, uno salentino ed
uno romano, Raheli è specifico del Salento, dovrebbero tutti
derivare da forme contratte del nome
Rachele,
di quest'uso abbiamo un esempio a Ceccano negli
Annales Ceccanenses
sotto l'anno 1209: "Anno dominicae incarnationis 1209,
pontificatus domni Innocentii III. papae anno eius 12, mense
Decembris die 6, Iohannes de Ceccano dilecto familiari suo
Raheli et Iohanni filio eius salutem et amorem...". |
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RAFAEL
RAFAELE
RAFAELI
RAFAELLI
RAFFAEL
RAFFAELA
RAFFAELE
RAFFAELI
RAFFAELLA
RAFFAELLI
RAFFAELLO |
Rafael, Rafaeli e Rafaelli sono quasi unici, Rafaele, oltremodo
raro, sembra specifico di Altamura nel barese, Raffael, molto
raro, è tipico di Venezia e del vicino trevisano, Raffaela
sembrerebbe unico, forse siciliano, Raffaele è molto diffuso in
tutto il centrosud, Raffaeli ha un ceppo tra milanese e
cremonese, un ceppo nel veronese, uno nelle Marche e nel
perugino, uno a Roma ed uno nel foggiano, Raffaella è
assolutamente rarissimo, Raffaelli è diffusissimo in tutto il
centronord, Raffaello ha un ceppo nel vicentino ed uno nel
brindisino.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome
Raffaele
o Raffaello,
l'italianizzazione cioè del personale ebraico
Refa'el,
che, composto dagli elementi
rapha' (guarire)
e El
(Dio),
può essere tradotto come Dio
guarisce (sottinteso, dai mali
della vita): in questo contesto, infatti, va ricordata la figura
dell'arcangelo Raffaele, a cui la Bibbia attribuisce miracolose
facoltà di guarigione (nel Libro di Tobia, ad esempio, Raffaele
guarisce Tobia dalla sua cecità). Per quanto riguarda i cognomi
in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi
personali dei capostipiti. |
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RAFALDI
RAFFALDI
RAFFALDO |
Raffaldi,
molto raro, è tipico del sudmilanese, pavese, alessandrino e
lodigiano, Rafaldi e Raffaldo, pressocche unici sono quasi
sicuramente dovuti ad un errore di trascrizione del cognome
Raffaldi, derivano dal nome longobardo Raffhald. |
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RAFFA
RAFFELLI
RAFFI
RAFFINI
RAFFINO
RAFFO |
Raffa ha un ceppo tra messinese e reggino, uno nell'avellinese
ed uno a Roma, Raffelli è tipicamente lombardo di Rodengo Saiano
nel bresciano, Raffi ha un ceppo nel basso bresciano, uno nel
carrarese, uno nel grossetano ed uno a Roma, Raffini è specifico
della zona tra bolognese e fiorentino, di Imola e Bologna nel
bolognese e di Firenze, Firenzuola e Palazzuolo sul Senio nel
fiorentino, Raffino è tipicamente siciliano, di Gagliano
Castelferrato nell'ennese, Raffo ha un ceppo tra genovese,
spezzino e carrarese, uno romano, uno nel tarentino, uno nel
ragusano ed uno probabilmente secondario a quello ligure nel
cagliaritano, dovrebbero derivare, direttamente o tramite varie
forme ipocoristiche, dal nome medioevale
Raffus
derivato dal nome longobardo
Raffhald, di cui abbiamo un
esempio a Genova nel 1360 co un certo Raffus Maffonus "...Raffus
Maffus, q. Nicolai, civ. Ianue..:" e le troviamo a Pisa agli
inizi del 1300 in un atto di procura: "...Pisis et ubique
locorum et terrarum, ad exigendum et recipiendum a Raffo Longo
Franciscino Veçoso, a domino Petro de Rivello ianuensibus et
quibuscumque aliis personis...". |
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RAFFAGHELLI
RAFFAGHELLO |
Raffaghelli, assolutamente rarissimo, sembrerebbe
dell'alessandrino, è probabilmente dovuto ad errori di
trascrizione del cognome Raffaghello che è specifico dell'area
alessandrino, genovese, in particolare di Novi Ligure e Molare
nell'alessandrino e di Genova, si dovrebbe trattare di
un'italianizzazione arcaica del nome di origine ebraica
Raphael
che significa il conforto, le
cure del Signore, tracce di
queste cognominizzazioni le troviamo a Genova fin dal XVII°
secolo. |
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RAFFAGLIO |
Raffaglio, rarissimo, è specifico del sudmilanese potrebbe
derivare da un soprannome dialettale derivato da un termine
lombardo arcaico raffaji
per rapa,
anche se non si può escludere un collegamento con il nome
longobardo Raffhald. |
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RAFFANTI |
Raffanti è particolare dell'area pisano, lucchese, di Capannori
nel lucchese in particolare, potrebbe derivare dal nome
medioevale francese Raphanaud,
forse derivato da un soprannome attribuito ad un coltivatore di
rafano o di rapanelli, non si può escludere anche una possibile
derivazione dal nome longobardo
Raffhald. |
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RAGAINI |
Ragaini è specifico delle Marche, con un ceppo a Loreto
nell'anconetano ed uno a Fano, Pesaro e Cartoceto nel pesarese,
si dovrebbe trattare di una forma contratta
dell'italianizzazione di un ipocoristico del nome medioevale
Ragacius
(vedi RAGAZZI), ma è pure possibile una derivazione da un
soprannome originato dal termine romagnolo
ragajo (la
stanga dove si attaccavano le corde nei carri trainati dai buoi,
situata nella parte posteriore del carro),
forse ad indicare nel capostipite un trasportatore che
utilizzasse quel tipo di carri. |
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RAGAIOLI
RAGAIOLOI |
Ragaioli, quasi unico, è del veronese, Ragaiolo, molto raro, è
tipico del veronese, di Cerea, Verona e Roverchiara, dovrebbero
derivare da soprannomi basati sul termine veneto arcaico
ragàr
(cimare, tagliare dalle viti le
parti da ringiovanire),
probabilmente ad indicare nei capostipiti dei bravi potatori di
viti o dei vignaioli. |
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RAGAZZI
RAGAZZINI
RAGAZZO
RAGAZZONE
RAGAZZONI |
Ragazzi è tipico emiliano, del modenese in particolare. con
ceppi anche nel bolognese, ferrarese, rovigoto e veneziano,
mantovano, milanese e pavese, Ragazzini è romagnolo, del
ravennate e del forlivese, Ragazzo ha un ceppo nel veneziano, in
Irpinia, nel materano e nel cagliaritano, Ragazzone, molto raro,
potrebbe essere della zona tra pavese ed alessandrino, Ragazzoni
ha un ceppo nel varesotto, uno nel modenese ed uno nelle
province di Roma e di Rieti, dovrebbero tutti derivare dal nome
medioevale Ragacius, Ragatius
o Regatius,
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Venezia nella
seconda metà del 1400 con l'editore e stampatore Ioannes
Regatius o Zan Regazo, a Bormio agli inizi del 1600 in un
processo inquisitorio viene citato: "...Christoforus Ragacius de
Burmio dedit securitatem manutenendi pacem et treguam ac
querelam datam...", è pure possibile una derivazione da un
soprannome originato dal mestiere di garzone o
ragacius
svolto dal capostipite. |
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RAGGI
RAGGIO |
Raggi è
diffuso in Lombardia, Liguria, Emilia e Romagna, Toscana,
Marche, Umbria e Lazio, Raggio sembrerebbe del genovese, con un
ceppo secondario in Sardegna ed uno nel napoletano, il nucleo
genovese potrebbe derivare dall'aferesi del nome del toponimo
Paraggi (GE), per tutti gli altri si può parlare di una
derivazione dal nome medioevale Ragius di cui si ha un esempio
nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale sotto l'anno
1199 a Vimercate (MI): "...dixerunt et guarentaverunt
suprascripti Petrus et Aribertus seu Manescottus et Ragius esse
datos in terra empta ab Alexandro maiore et ministro ...". |
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RAGGIOTTI
RAGGIOTTO
RAGIOTTO |
Raggiotti, estremamente raro, è perugino, Raggiotto, altrettanto
raro, è specifico di San Dona' Di Piave (VE), Ragiotto, quasi
unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del
precedente.
integrazioni fornite da
Fabio Paolucci
Il cognome Raggiotto è tipico di San Donà di Piave (VE), dove si
sembrerebbe formato in epoca medievale dalla cognominizzazione
del nome di persona Ragio
o Ragius.
Un altro ceppo, dello stesso etimo ma di origine differente, è
quello dei Raggiotti, presente solo a Perugia. Una variante di
Raggiotto è Ragiotto, molto rara e presente sempre nell'area
veneziana, originata da un errore di trascrizione anagrafica del
cognome. |
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RAGNI
RAGNO |
Ragni ha ceppi in Lombardia, nel bresciano in particolare, nel
bolognese, nelle Marche ed in Umbria, nel teramano, nel romano e
nel campobassano, Ragno,abbastanza raro, presenta più ceppi
sparsi per l'Italia, uno nel barese, uno nella zona dello
stretto di Messina, uno nel napoletano ed uno nel Lazio,
potrebbero derivare da forme apocopaiche dal nome
Ragnfred
in uso presso i Franchi o dal nome normanno
Ragnar . |
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RAGO
RAGONE |
Rago è tipico di tutto il sud, ma in particolare del salernitano
e del cosentino, con un piccolo ceppo anche nell'alessandrino,
Ragone ha un ceppo piccolo ceppo nel riminese, uno a L'aquila ed
a Roma, ha un grosso ceppo nel salernitano a Salerno, Cava de'
Tirreni, Teggiano, Nocera Inferiore, Vietri sul Mare, Eboli,
Pontecagnano Faiano, Rofrano e Battipaglia, ed a Napoli, ha un
ceppo a Potenza e nel materano a Ferrandina, Salandra, Matera e
Montalbano Ionico, e un grosso nucleo nel barese, ad Altamura,
Bari, Adelfia, Mola di Bari, Triggiano, Noicattaro, Modugno e
Rutigliano ed a Foggia e Cerignola nel foggiano, l'origine è
sicuramente molto varia, potrebbero in alcuni casi derivare dal
nome turco Ragö,
o dal nome medioevale germanico
Rago,
Ragonis,
a sua volta derivato dalla radice
ragin (Consiglio),
è pure possibile una derivazione da una forma sincopata del nome
longobardo Raginperto
o anche dall'apocope del nome normanno
Ragonaldo,
possibile anche una derivazione dall'apocope dell'etnico
aferetico ragonese
(di Aragona). |
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RAGONA
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Ragona è
tipicamente siciliano, ha un ceppo nella parte sudoccidentale
dell'isola a Marsala, Alcamo e Gibellina nel trapanese, a
Partinico e Palermo nel palermitano, ed un ceppo a Niscemi nel
nisseno ed a Vittoria nel ragusano, dovrebbe derivare da una
forma aferetica del nome del paese di Aragona nell'agrigentino o
del nome della regione spagnola omonima. |
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RAGONESE
RAGONESI |
Ragonese è tipicamente siciliano, soprattutto del catanese,
Ragonesi ha un ceppo romagnolo che potrebbe derivare dall'etnico
del toponimo Ragone (RA), un ceppo viterbese ed uno nel
catanese, che potrebbe derivare dal toponimo Aragona (AG).
integrazioni fornite da
Andrea Ferreri
Ragonesi è diffuso in Sicilia nel catanese (Acireale, Catania),
nel Lazio a Viterbo, in Emilia Romagna nel forlivese (Cesena,
Forlimpopoli) e nelle Marche nel pesarese (Fossombrone). Deriva
dal nome della regione spagnola Aragona, Stato indipendente fino
al 1479. |
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RAGONI
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Ragoni è tipicamente toscano, molto raro, ha un piccolo ceppo a
Firenze, uno a Rosignano Marittimo nel livornese ed uno a
Capannoli e Pontedera nel pisano, dovrebbe derivare da una forma
genitiva patronimica riferita a capostipiti il cui padre si
fosse chiamato con il nome medioevale germanico
Rago
(vedi RAGO). |
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RAGOZINI
RAGOZINO
RAGOZZINI
RAGOZZINO |
Ragozzini è caratteristico di Napoli, Ragozzino è tipicamente
campano, di Capua, Caserta, Santa Maria Capua Vetere,
Marcianise, Pontelatone, San Prisco, Casagiove e Castel di Sasso
nel casertano, di Napoli, Ercolano e Pozzuoli nel napoletano e
di Scafati nel salernitano, Ragozini e Ragozino, quasi unici,
sono forme alterate dei precedenti, potrebbero derivare da
ipocoristici del nome medioevale germanico
Ragotz
basato sul termine medioevale a.a.t.
rahho (fauci,
gola), o del nome
Ragotius
o Ragottus
da quello derivati. |
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RAGUNI
|
Raguni,
assolutamente rarissimo, parrebbe del catanese, potrebbe
derivare da una modificazione dialettale del toponimo Aragona
(AG). |
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RAGUSA
RAGUSEO
RAGUSI
RAGUSIN
RAGUSINI
RAGUSO |
Ragusa è
specifico siciliano, e deriva dal toponimo siciliano omonimo,
così pure il ceppo messinese del cognome Ragusi, mentre il ceppo
adriatico ha probabilmente le stesse origini dei cognomi
seguenti, Raguseo è tipico di Molfetta (BA), Ragusin,
assolutamente rarissimo, sembrerebbe triestino, Ragusini è
ancora più raro, Raguso è diffuso a Gravina di Puglia (BA) ed a
Martina Franca (TA), dovrebbero derivare dal toponimo dalmata
Ragusa, l'attuale Dubrovnik, e starebbe ad indicare mercanti
dalmati insediatisi sulla costa adriatica ed in Puglia. Tracce
di questa cognominizzazione le troviamo in un atto scritto a
Solofra nel 1521 dove compare come teste un tal Galante de
Raguso. |
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RAHO
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(vedi DE RAHO) |
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RAI
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Rarissimo sembra originario del piacentino e sudmilanese,
potrebbe derivare da un dialettale rai (ragli) stante ad
indicare una confluenza di strade, probabilmente da un celticho
rhaudi, ma potrebbe pure derivare da un raudii latino plurale di
raudius (famosi i Campi Raudii vicino a Vercelli, dove il
console romano Mario nel 105 A.C. sconfisse i Cimbri).
integrazioni fornite da
Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
Il cognome Rai è di difficile interpretazione. Non si potrebbe
escludere anche un'italianizzazione di un cognome francese o
spagnolo tipo Ray. .E' certo che i Rai esistono in provincia di
Piacenza almeno dalla seconda metà dell'800. Da lì alcuni di
loro sono emigrati verso la fine di quel secolo partendo da
Pianello Val Tidone (PC). A puro titolo di curiosità si può
aggiungere che il cognome Rai è discretamente diffuso in Romania
dove il vocabolo rai significa paradiso. |
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RAIA
|
Sembra avere più ceppi, in Sicilia e nel napoletano, potrebbe
essere di origine lusitano-spagnola, derivando dal nome di una
zona del Portogallo (Raia, Plan de Raia) al confine con
l'Estremadura in Spagna.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Secondo G. Rohlfs, Dizionario storico dei cognomi nella Sicilia
orientale, p. 156, Il cognome Raia (Raja) viene dal vocabolo
siciliano 'raja' che significa 'razza', un tipo di pesce. |
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RAIANI
RAIANO
RAJANI |
Raiani è quasi unico, Raiano è tipicamente napoletano, con
piccoli ceppi a Giugliano in Campania ed a Marano di Napoli,
Rajani ha qualche presenza a Roma e nel crotonese, questi
cognomi dovrebbero derivare da soprannomi basati sul termine
arabo raya
(vessillo, stendardo, insegna),
probabilmente ad indicare che i capostipiti fossero dei
vessilliferi o portainsegne. |
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RAIMONDI
RAIMONDO |
Entrambi panitaliani, derivano dal nome italo germanico
medioevale Raimondo e al sud dal nome normanno Raimund. Tracce
di questa cognominizzazione si hanno a Milano con Giacomino
Raimondi Capitano della Martesana nel 1452/1454.
integrazioni fornite da
Fabio Paolucci
il nome di origine germanica Raimondo, deriva dalla fusione dei
termini ragan
o ragin,
col significato di consiglio, decisione ispirata dagli
dei, e munda,
col significato di protezione, protettore. Raimondo
deriverebbe in tal senso dall'espressione
che protegge con il consiglio degli dei
o protezione divina.
Rachimondus è già presente in un documento longobardo di Farfa
Sabina dell'anno 806. |
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RAINA
RAINI
RAININI
REINA
RAINO
RAINONE
RAINONI |
Raina ha un ceppo lombardo a Milano e Voghera ed uno piemontese
a Dronero (CN), Vercelli, Alessandria e Torino, Raini, molto
molto raro ha un piccolo ceppo nel milanese ed uno nell'aretino,
Rainini, assolutamente rarissimo, è specifico del milanese, di
Trezzo sull'Adda e Milano, Raino, molto molto raro, è di Taviano
nel leccese, Rainone ha un ceppo a Prato, uno a Roma, uno
princiopale in Campania, in particolare a Palma Campania,
Napoli, San Gennaro Vesuviano, Casoria, Nola e Carbonara di Nola
nel napoletano, a Sarno, Mercato San Severino e Battipaglia nel
salernitano, a Frasso Telesino nel beneventano, ad Orta di
Atella nel casertano e a Calitri nell'avellinese, e nel foggiano
a Foggia e Panni, Rainoni, molto molto raro, è lombardo, in
particolare di Vailate nel cremonese, Reina ha un grosso ceppo
nella zona coperta dalle province di Milano e Varese, dovrebbero
tutti derivare, direttamente o tramite ipocoristici o forme
accrescitive, dal nome longobardo
Ragin che
deriva dal termine longobardo
ragin (consiglio
divino, illuminato) un suo
derivato è Raginperto
nome portato dal Re longobardo degli anni 700 e 701, l'uso di
questi nomi lo troviamo ad esempio nel 1320 in Valtellina in un
atto di compravendita che cita un certo Orsatto e Petruzio
Tigiurtinus fu Raino di Grosotto, che vendono a Nicola
Lambertengi di Federico, di Vico di Como, abitante a Grosotto,
un fondo sempre in Grosotto, troviamo esempi dell'uso di questi
ipocoristici od accrescitivi ad esempio nel 1100 nel Sannio con
il feudatario Rainone Brettone, e agli inizi del 1200 con
Rainone della Tolta che viene scomunicato nel 1230 da Gregorio
IX, i Reina che nascono come de Regna e poi come de Regnis già
nel 1200 facevano parte del Patriziato milanese, nel 1519
troviamo Azzone Rejna in qualità di Vicario di Provisione, nel
1650 a Melchiorre Reina viene affidato il feudo di Cassina de'
Ferrari (MI). |
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RAINALDI |
Rainaldi è tipico di Roma e della sua provincia, ha un ceppo
significativo anche nell'aquilano, a L'Aquila e Pescocostanzo,
deriva del nome medioevale
Rainaldus di cui abbiamo un
esempio nel Codice Diplomatico Pavese a pavia nell'anno 1014:
"...in iudicio adesse domnus Otto comes palacii et comes uius
comitatu Ticinensis iusticiam faciendam ac deliberamdam, adesse
cum eo Arnaldus Ravanensis archiepiscopus, Rainaldus uius
Ticinensis, Petrus Novariensis episscopi,...", di un principio
di questa cognominizzazione abbiamo un esempio nel
Codice Diplomatico della Lombardia
Medioevale a Cerreto nell'anno
1117: "Anno ab incarnatione domini nostri Iesu Christi millesimo
centesimo septimo decimo, mense iunii, indicione decima. Placuit
atque convenit inter Ardericum, filium quondam Auberti, et
Donumdeum, filium quondam Ribaldi, consanguinei et abiatici
quondam Obizonis Rainaldi de civitate Laude, nec non et domnum
Girardum, abatem monasterii Sancti Petri de loco Cereto...". |
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RAINE'
|
Quasi
unico, praticamente presente solo nel sudmilano, dovrebbe
derivare da una forma tronca dialettale del nome Rainerius. |
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RAINERI
RANERI
RANIERI |
Raineri
ha alcuni ceppi nell'Italia settentrionale centrooccidentale ed
uno in Sicilia probabilmente originario del palermitano, Raneri
ha almeno due ceppi in Sicilia, nel messinese e catanese ed uno
nel trapanese, Ranieri è panitaliano. Questi cognomi derivano
dal nome medioevale italiano Rainerius. Santo Rainerius pisanus
del XII° secolo è un riferimento importante. Dal Codice
Diplomatico Bresciano, gennaio 1150 leggiamo: "...prepositus de
ecclesia Sancti Petri in Oliveto, nomine ac vice suprascripte
ecclesie investivit Rainerium, filium quondam Rainerii qui
dicebatur Paleaculi..." dal che si evince essere il nome Raineri
già consolidato a quell'epoca anche al nord. A Roma nel 1119 ,
all'epoca di Papa Callisto III° in un elenco di presbiteri e
cardinali leggiamo: "...Rainerius abbas Sancti Basilii...". |
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RAINIS
|
Rainis è tipicamente friulano, di Tolmezzo ed Amaro
nell'udinese, questo paese sembrerebbe essere stato il luogo
originario della famiglia, vi si trova un antico mulino con
questo nome Rainis, ma è esistito anche un ceppo istriano a
Capodistria ed a Cittanova (Novigrad), dovrebbe derivare da una
forma ipocoristica slava derivata dal nome germanico
Rainer (Ranieri),
troviamo tracce di questa cognominizzazione agli inizi del 1700
con il giurista Giovambattista Rainis. |
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RAINOLDI
RANOLDI |
Rainoldi è tipico del nordmilanese, comasco e sondriese,
Ranoldi, quasi unico, è dovuto ad errori di trascrizione del
precedente, derivano dal nome medioevale di origine franca
Rainoldus,
di cui abbiamo un esempio nel
Gesta Francorum: "...Elegerunt
Lombardi et Longobardi seniorem super se, cui nomen Rainoldus,
Alamanni similiter. ...". Il casato dei Rainoldi amministrò dal
1600 il feudo di Caronno nel varesotto. |
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RAIOLA
RAIOLO
RAJOLA |
Raiola è tipicamente campano, del napoletano, di Torre del
Greco, Napoli, Torre Annunziata, Boscoreale, Trecase, San
Giorgio a Cremano, Nola, Boscotrecase, Ercolano e Pompei, e del
salernitano, di Scafati, Angri e Salerno, Raiolo, molto raro, è
del cosentino, di Terravecchia e Rossano, Rajola è specifico di
Napoli, dovrebbero derivare da un antico soprannome basato sul
termine catalano rajola
(piastrella, maiolica),
forse ad indicare il mestiere dei capostipiti. |
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RAIS
|
Rais è tipicamente sardo, con un ceppo nel meridione dell'isola,
a Cagliari e Sinnai nel cagliaritano, ed uno settentrionale a
Porto Torres e Sassari nel sassarese, dovrebbe derivare dal
termine marinaresco campidanese
rais (capo
barca, padrone della barca),
che dovrebbe derivare dalla voce fenicia
Ŕs (capo,
testa), ma che potrebbe anche
essere stato originato dall'aferesi del termine sardo
arràis (capitano
di un'imbarcazione), voce
derivata dall'arabo arra'is,
con il medesimo significato. |
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RAISE
RAISI |
Raise è decisamente veneto, di Rovigo, Monselice (PD) ed Este,
sempre nel padovano, Raisi è specifico della zona tra ferrarese
e rovigoto, di origini oscure, potrebbe derivare dal termine di
origine araba rais
(capobarca),
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Ravenna nella
seconda metà del 1300 con Jacopo Raisi quale esponente di una
congiura volta a cacciare Ostasio da Polenta e consegnare la
città di Ravenna alla Repubblica di Venezia. |
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RAISONI |
Raisoni è tipicamente lombardo, di Livigno nel sondriese, con un
piccolissimo ceppo anche a Malnate nel varesotto, dovrebbe
derivare dal nome francone
Raison, probabilmente una forma
alterata derivata dal nome germanico
Rago, Ragonis,
a sua volta derivato dal termine medioevale germanico
ragin (consiglio,
saggezza). |
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RALLI
RALLO |
Ralli ha un ceppo nell'aretino ed uno nel viterbese, Rallo ha un
ceppo nella Sicilia occidentale, nel napoletano, nel genovese e
a Venezia, dovrebbero derivare dall'aferesi del nome e cognome
medioevale Tarallo (vedi), troviamo tracce di questa
cognominizzazione a San Mauro Cilento (SA) nel 1400 ed a
Siracusa agli inizi del 1500 con il comandante di vascello
Costantino Ralli.
integrazioni fornite da
Antonino Rallo
Rallo in Sicilia occidentale probabilmente proviene dalla parola
araba rahl,
che corrisponde a casale. |
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RAMA
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Rama è tipico Di Verona e del veronese, di Colognola ai Colli e
Tregnago, con un ceppo nel bergamasco ed uno nel vercellese,
un'ipotesi è che si tratti della cognominizzazione di
Rama un
nome di origine biblica, utilizzato in particolare presso i
Catari ed i Valdesi, ricordiamo che Rama era un paese della
Palestina, come possiamo leggere nella
Bibbia
nel libro dei Giudici: "...clamaveruntque filii Israhel ad
Dominum nongentos enim habebat falcatos currus et per viginti
annos vehementer oppresserat eos erat autem Debbora prophetis
uxor Lapidoth quae iudicabat populum in illo tempore et sedebat
sub palma quae nomine illius vocabatur inter Rama et Bethel in
monte Ephraim ascendebantque ad eam filii Israhel in omne
iudicium quae misit et vocavit ...", e nel vangelo di Matteo si
legge: "...Vox in Rama audita est, ploratus et ululatus multus:
Rachel plorans filios suos, et noluit consolari, quia non sunt".
19 Defuncto autem Herode, ecce apparet angelus Domini in somnis
Ioseph in Aegypto 20 dicens: "Surge et accipe puerum et matrem
eius et vade in terram Israel; defuncti sunt enim, qui
quaerebant animam pueri...", bisogna anche considerare che
secondo alcuni sarebbe esistita anticamente in Val di Susa una
città chiamata Rama. |
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RAMACCIONI |
Ramaccioni è tipico di Umbertide e di Città di Castello nel
perugino, dovrebbe derivare da un soprannome basato su di una
forma accrescitiva del termine medioevale italiano
ramaccio
(rumore di foglie e di rami che
si spostano bruscamente), forse
a sottolineare una particolare irruenza del capostipite. |
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RAMACCIOTTI
RAMACIOTTI |
Ramacciotti è tipicamente toscano, di Viareggio, Porcari, Lucca,
Capannori, Massarosa e Camaiore nel lucchese, di Livorno e di
Grosseto, Ramaciotti, estremamente raro, è una forma alterata
del precedente, dovrebbe derivare da un soprannome basato su di
un termine toscano arcaico
ramacciotto (il
rumore di una baruffa o di gente che si accapiglia),
a sua volta derivato come diminutivo dal termine medioevale
italiano ramaccio
(rumore di foglie e di rami che
si spostano bruscamente). |
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RAMAGLIA
RAMAGLIE
RAMAGLI |
Ramaglia ha un nucleo importante tra Napoli e Casoria ed un
ceppo in Basilicata a Tito (PZ), Ramaglie è unico, Ramagli,
assolutamente rarissimo, potrebbe avere oltre al ceppo
napoletano dovuto probabilmente ad errori di trascrizione anche
uno toscano a Livorno ed Empoli.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Ramaglia è tipicamente napoletano, con un ceppo minore nel
potentino, questo cognome deriva dal termine
ramaglia
(l'insieme, cioè, dei rami secchi tagliati da un albero), ad
indicare molto probabilmente l'attività di ramagliatura o
ripulitura degl'alberi o, in alternativa, quella di raccolta di
ramaglie. Si tratta, dunque, della cognominizzazione di un nome
di mestiere attribuito al capostipite. |
|
RAMAIOLI |
Molto
raro è specifico del sudmilanese, lodigiano e alto pavese,
dovrebbe derivare da un soprannome legato al mestiere della
famiglia, cioè di acquaioli (il ramaiolo è il mestolo per
prendere dell'acqua). |
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RAMALLI |
Ramalli, tipicamente toscano, è specifico di Prato, Firenze e
Campi Bisenzio e Signa nel fiorentino, dovrebbe derivare dal
nome medioevale spagnolo Ramallo,
ma non si può escludere una derivazione da soprannomi originati
dal termine latino medioevale
ramale,
ramalis (diramazione,
corso secondario), troviamo
tracce di questa cognominizzazione in Spagna in uno scritto
sulla Compagnia di Gesù del 1549: "... Reuersus ad S. Vincentium
optata cum praeda, qui barbarorum manus, et saeuitiam famis
euaserat, parum abfuit, quin impotentium Christianorum
immanitate concideret. Ioannem Ramallum hominem publice vetustis
criminibus infamem, et anathemate obligatum moneri iusserat, vt
a templo facesseret, quo peragi sacrificium rite posset. Is cum
paruisset, duo eius filij ex Brasilia matre suscepti, materna
barbarie Sacerdotem ad templi fores opperiuntur armati; vixque
ille apparuerat, ...". |
|
RAMAZZINA |
Ramazzina
è tipico di Rovigo, del rovigoto e del vicino veronese, dovrebbe
derivare dal nome della località Ramazzina nel comune di Ronco
all'Adige nel veronese. |
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RAMAZZOTTI |
Ha
un nucleo nell'anconetano ed uno a Roma.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Cognome diffuso maggiormente nell'anconetano e nel romano,
deriva dal termine ramazza, col significato di spazzino o, più
in generale, di addetto alle pulizie all'interno di diversi
ambienti. Si tratta, dunque, della cognominizzazione di un nome
di mestiere attribuito al capostipite. |
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RAMBALDI
RAMBALDO
RAMBAUD
RAMBAUDI
RAMBAUDO
RAMBOTTI
ROMBALDI
ROMBALDO |
Rambaldi ha un nucleo principale tra bolognese e ferrarese, un
ceppo in provincia d'Imperia ed uno nel padovano, Rambaldo,
molto più raro ha un ceppo nel padovano ed uno nel salernitano a
Futani, Pisciotta ed Eboli, Rambaud, molto molto raro, è di
Pinerolo (TO), Rambaudi ha un ceppo a Sanfrè (CN) e nel cuneese
ed uno probabilmente secondario nel torinese ed a Torino,
Rambaudo, assolutamente rarissimo è del cuneese, Rambotti ha un
ceppo nel bresciano a Lonato e Desenzano Del Garda, Rombaldi,
estremamente raro, sembrerebbe veneto, in particolare del
bellunese, Rombaldio, praticamente unico, è forse del cuneese,
dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite modificazioni
dialettali, dal nome germanico
Hrambald ottenuto dalla fusione
dei termini hramn
(cesto,canestro)
e bald
(coraggioso, audace)
con il senso di Ricco di audacia.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale
Rambaldo,
l'italianizzazione cioè del personale germanico
Rambald,
che, composto dagli elementi
ragin (consiglio)
e bald
(fiero, coraggioso),
può essere tradotto come colui che consiglia con fierezza (in
questo caso, il termine consiglio va probabilmente
contestualizzato in ambito politico o militare). Per quanto
riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle
cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti. |
|
RAMELLA
RAMELLI
RAMELLO |
Ramella è tipico della Lombardia occidentale, del Piemonte e
della Liguria, Ramelli sembrerebbe originario del parmense e
piacentino, Ramello è decisamente piemontese, del torinese e del
cuneese, dovrebbero derivare da soprannomi legati al vocabolo
ramo, o con riferimento a caratteristiche del luogo o a
decorazioni della loro abitazione, un'altra ipotesi è che
derivino da modificazioni del nome tardo latino
Armella.,
ma l'origine più probabile è che si tratti di forme
ipocoristiche del nome medioevale
Ramus di
cui abbiamo un esempio nelle lettere senesi dell'anno 12814:
"...Magister Ramus Quondam Paganelli qui fuit Civis Senensis
modo venit de Ultramontis & est de bonis intagliatoribus &
sculptoribus de Mundo prò servitio Operis..". |
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RAMERINI
RAMERINO |
Ramerini, molto molto raro, è tipicamente toscano del
fiorentino, di Empoli, Certaldo e Montespertoli, Ramerino,
assolutamente rarissimo, sembrerebbe di origini liguri, dovrebbe
derivare da un soprannome, originato dal termine arcaico
ramerino
(rosmarino),
le cui motivazioni sono oscure, non si può comunque escludere
che possano anche derivare dalla contrazione di ipocoristici del
nome gotico Radmir,
o del germanico Rathmer. |
|
RAMES
|
Rames, quasi unico, sembrerebbe del napoletano, dovrebbe
derivare dal cognome spagnolo
Rames di cui abbiamo tracce in
un atto della Sacra Inquisizione spagnola del 1436, dove
possiamo leggere: "... mensis januarii miserunt et uterque eorum
misit diversas artellarias tam ferri, fili, cordarum et aliarum
rerum, puta limarum habilium ad limandum seu corrodendum ferrum
sive frangendum illud, necnon dederunt auxilium, consilium seu
favorem, ut dicti capti sive incarcerati, frangendo carcerem,
necnon compedes ed cathenas, quas portabant, exierunt de dicto
carcere et unus eorum ab lo pern del grillò percussit Iohannem
Rames, custodem sive carcerarium dicti carceris, quem dicta
Violans tenebat amplexum aperte, retro percussit in capite
tribus ictibus, quam letaliter...". |
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RAMETTA
RAMETTO |
Rametta è tipicamente siciliano, del siracusano soprattutto, di
Avola, Siracusa, Noto, Solarino e Floridia, di Partanna nel
trapanese, di Palermo e del catanese, di Catania, Riposto e
Santo Stefano Quisquina, con piccoli ceppi anche nel Salento, a
Sanarica e Campi Salentina nel leccese, ed in Calabria a Lamezia
Terme nel catanzarese e ad Amantea nel cosentino, Rametto, quasi
unico, dovrebbe essere dovuto ad errate trascrizioni del
precedente, che dovrebbe derivare da un'italianizzazione del
cognome francese Ramette,
che dovrebbe derivare da nomi di località particolarmente
boscose, ma è anche possibile, per i ceppi siciliani, una
derivazione da un'alterazione dialettale del nome del paese di
Rometta nel messinese. |
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RAMINI
RAMINO |
Ramini ha un ceppo tra ferrarese e bolognese, uno nel Piceno ed
uno romano, Ramino è quasi unico ed è probabilmente dovuto ad
errori di trascrizione del precedente, dovrebbero derivare dal
nome medioevale Raminus
di cui abbiamo un esempio nel Codice diplomatico della Lombardia
medievale in una Carta investiture nomine massaritii dell'anno
1194 a Milano: "...quod pratum ipse Mainfredus habere visus est
in territorio de loco Linate: coheret ei ad supertotum a mane
Raminus Longus, a sero ecclesie Sancti Zenonis; et est circa
iugera quinque ad supertotum, vel plus aut minus in hoc
massaricio permaneat; eo salvo quod ipse Mainfredus retinuit in
se totum lignamen suprascripti prati; eo tenore uti amodo in
antea usque ad annos sex proximos habere et tenere...". |
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RAMIREZ |
Ramirez è tipico del meridione, in particolare della Puglia e di
San Pietro In Lama (LE), è sicuramente di origini spagnole, si
tratta della cognominizzazione del nome di origine germanica
Ramiro,
a sua volta derivato da Raginmir. |
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RAMOLIVAZ |
Ramolivaz, assolutamente rarissimo, è tipico valdostano,
potrebbe derivare dal nome di una località valdostana. |
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RAMOLIVO |
Ramolivo, che sembrerebbe unico, dovrebbe trattarsi
dell'italianizzazione del cognome valdostano
Ramolivaz
(vedi RAMOLIVAZ). |
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RAMON
RAMONI |
Ramon ha
un ceppo veneto tra vicentino, trevisano, padovano e veneziano
ed uno molto piccolo nel napoletano, Ramoni, molto raro, sembra
avere un ceppo al nord nel verbanese ed uno nel Lazio tra
Viterbo e Roma, con un possibile ramo secondario nel teramano,
una possibile ipotesi è la derivazione per entrambi dal nome
spagnolo Ramon, ma per il ceppo veneto è molto probabile una
derivazione di tipo toponomastico, dal nome del paese di Ramon
di Loria nel trevisano. |
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RAMONDA
RAMONDI
RAMONDINI
RAMONDINO
RAMONDO |
Ramonda è tipicamente piemontese, del cuneese, di Busca, Cuneo,
Verzuolo, Dronero, Caraglio, Costigliole Saluzzo e Savigliano,
Ramondi è quasi unico, Ramondini, molto raro, ha ceppi molto
piccoli in Piemonte, presenze in Liguria ed in Campania,
Ramondino ha un piccolo ceppo a Napoli e ad Avellino, presenze
nel reggino e vibonese ed un piccolo ceppo a Palermo, Ramondo ha
un piccolo ceppo nell'imperiese, uno a Casoli nel teatino ed uno
a Torre del Greco nel napoletano ed a Centola nel salernitano,
dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dal
nome medioevale francese Ramond
o dal nome galiziano
Ramonde,
entrambi a loro volta derivati dal nome germanico medioevale
Ragimund,
composto dai termini ragin
(consiglio, saggezza)
e mund
(protezione, tutela),
con il significato di protettore
della ragione. |
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RAMORINI
RAMORINO |
Ramorini è specifico di Arluno nel milanese, Ramorino è
tipicamente ligure, di Genova e di Stella ed Urbe nel savonese,
dovrebbero derivare da soprannomi originati dal termine
dialettale arcaico per rosmarino,
ricordiamo Letizia Ramorino (1750 - 1836) la madre di Napoleone
Bonaparte. |
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RAMPAZZO |
Rampazzo, tipicamente veneto, del vicentino, padovano e
veneziano, dovrebbe derivare dal toponimo Rampazzo (VI), ma è
pure possibile derivi in alcuni casi da nomi di località
identificabili da una salita molto ripida (appunto un rampazzo),
non è da escludere poi una derivazione da un ipocoristico del
nome germanico Rampo
(vedi RAMPI). |
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RAMPI
RAMPIN
RAMPINI
RAMPINO
RAMPO
RAMPON
RAMPONE
RAMPONI |
Rampi è tipico del pavese, Rampin, decisamente veneto, ha un
ceppo a Padova e, nel padovano, a Ponte San Nicolò, Conselve e
Albignasego, nel veneziano a Venezia, Camponogara, Campolongo
Maggiore e Mira ed a Pederobba nel trevisano, Rampini è diffuso
a macchie di leopardo in tutto il centronord, Rampino è
decisamente pugliese, del foggiano, del brindisino e soprattutto
del leccese e di Trepuzzi in particolare, Rampo è invece tipico
di veronese e vicentino, Rampon è tipicamente veneto, di Schio
nel vicentino, di Iesolo nel veneziano in particolare, Rampone
ha un ceppo campano ed uno piemontese, Ramponi invece
sembrerebbe specifico del Lombardoveneto e del bolognese,
dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici o
accrescitivi, anche dialettali, dal nome medioevale germanico
Rampus
di cui abbiamo un esempio in una
Cartula venditionis
del 1172 a Pavia già in forma cognominale:
"...Dominus Alinerius, filius quondam Iohannis Presbiteris, qui
profesus est ex nacione sua lege vivere Romana, vendidit et
tradidit ad proprium Rufino Lando, filio quondam Uberti Rampi,
pecias tres terre aratorie iuris sui positas in terratorio
Sartirane....". |
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RAMPINELLI |
Probabilmente di origini bergamasco bresciane, dovrebbe derivare
da soprannomi legati al mestiere o a elementi A Travagliato
(BS), nel 1600, troviamo la nobile famiglia dei Marchesi
Rampinelli, originaria di Gardone Valtrompia (BS), impegnata in
uno scontro sanguinoso con un'altra famiglia nobile, i
Ferraglio, |
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RAMPOLDI |
Specifico
del milanese e comasco, deriva dal nome longobardo Rambold
(Rhambald), composto da rham (il Consiglio) e baltha, che
significa ardito. Il nome Rambaldo lo troviamo anche nel 959,
fonti storiche riportano che la corte di Lovadina fu assegnata
in investitura dai re longobardi al Conte Rambaldo di Treviso,
uno dei capostipiti della famiglia dei Conti di Collalto. |
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RAMPOLLA
RAMPULLA |
Rampolla oltre al ceppo palermitano, ne ha uno piccolissimo a
Salerno, Rampulla sempre siciliano, ha un ceppo a Mistretta,
Pettineo e Patti nel messinese, uno a Palermo, uno a Pachino nel
siracusano, uno a Nicosia nell'ennese, ed a Catania e
Caltanissetta, esistono due ipotesi di possibili derivazioni
etimologiche, da un soprannome ipocoristico basato sul termine
dialettale rampa
(zampa),
o da diminutivi del nome longobardo
Rampho di
cui abbiamo un esempio d'uso nel
Chronicon salernitanum:
"..E contrario ab uno ex hiis astantibus, cui nomen Rampho fuit,
qui preerat ipso tempore Cumpsinis, est ei responsum: » Talia
minime, domine mi, peragamus; meliusque multo est pugnando mori
quam hic infelicius viveret...". |
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RAMUNDO |
Cognome
abbastanza raro proprio del sud Italia, deriva dal nome normanno
Raimund. |
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RAMUNNI
RAMUNNO |
Ramunni è specifico del barese, di Conversano in particolare e
di Bari ed Alberobello, Ramunno ha un ceppo abruzzese, uno
piccolo in Molise e nel casertano ed è ben diffuso in Puglia, in
particolare nel foggiano, nel potentino e nel cosentino, si
dovrebbe trattare di una derivazione da modificazioni dialettali
del nome normanno Raimund.,
tracce di questa cognominizzazione le troviamo ad Aversa fin dal
1200, in un atto del 1266 tra i testi si firma: "Ego Thomas
Ramunno interfui et subscripsi". |
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RANA
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Rana sembrerebbe tipicamente pugliese, del barese in
particolare, potrebbe derivare dall'apocope del nome medioevale
Ranaldus una forma paricolare
del più comune Rainaldus
a sua volta contrazione di Raginaldus, di quel nome abbiamo un
esempio in un atto del 1268: "Ego Petrus, Dei gratia Gerundensis
episcopus, subscribo.Testes sunt huius rei Ranaldus de
Juviniano, canonicus Gerundensis, Berengarius de Cistella et
Guillelmus de Valle Danielis, clerici Gerundenses...". |
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RANALDI
RANALDO
RANALLI
RANALLO |
Ranaldi è tipicamente laziale, soprattutto del romano e del
frusinate, con un piccolo ceppo nelle Marche, nel napoletano e
nel tarentino, Ranaldo ha un grosso ceppo a Ginosa nel tarentino
ed uno a Paduli nel beneventano, Ranalli è diffusissimo in
Abruzzo e nel romano, con ceppi anche nell'ascolano, nel
reatino, nel frusinate, nel campobassano e nel foggiano,
Ranallo, decisamente meno comune del precedente, ha un ceppo
nell'aquilano e nel romano, nel teatino e nel campobassano,
dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite alterazioni
dialettali, dal nome medioevale
Ranaldus (vedi RANA). Tracce
di queste cognominizzazioni le troviamo nel Lazio fin dal 1500,
ad esempio a Canemorto un paesino dell'Alta Sabina dove compare
in un atto un certo Ludovico Ranaldi sposo di un' Artemisia
Basilici. |
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RANCATI |
Specifico dell'area che comprende il sudmilano, il lodigiano e
il cremonese, dovrebbe derivare da un toponimo come Ranco (VA),
ma può anche discendere da una modificazione di Brancati, che
deriva a sua volta da Brancatius, nome medioevale derivato dal
nome bizantino Pancratius.
integrazioni fornite da
Giuseppe Rancati
Il cognome è specifico non solo delle aree citate ma anche
dell'intera città di Milano, dove risulta presente già
all'inizio del XV° secolo (fonte Istituto Genealogico Italiano
di Firenze), e del pavese, dove è presente almeno dal XVIII°
secolo (fonti Atti parrocchiali). Il cognome deriva dal
toponimo Rancate (fonte Istituto Genealogico di Firenze) che è
molto diffuso nei territori che appartennero al Ducato di
Milano: a San Giuliano milanese, a Triuggio, a Concorezzo, nel
lecchese e nel Canton Ticino (CH), si trovano diverse località e
cascine con questo nome. Nel XIII° secolo a Milano, fuori Porta
Nuova, esisteva il Corpo Santo di Borgo Rancate, poi andato
distrutto (fonte Treccani: Storia di Milano). Dal toponimo
Ranco (VA) deriverebbe invece il cognome Ranca (da Ranca), che
non è una forma tronca di Rancati ma è un vero e proprio cognome
per suo conto. In epoca antica Rancati era preceduto dalla
particella nobiliare "de" e si scriveva de Ranchatis, ben
distinto dunque dal coevo cognome da Ranca (fonte Stemmario
Trivulziano del XV sec - Milano: Biblioteca Trivulziana). E'
certo che un ramo dei Rancati ha goduto in passato di nobiltà,
perché il cognome ed il relativo stemma gentilizio figurano
nello Stemmario Trivulziano citato sopra, dove sono riportati
circa 2000 stemmi di altrettante famiglie nobili del Ducato
milanese. Lo stemma dei Rancati è: "d'argento, a sei trifogli
con i gambi accerchiellati (cioè estirpati) di verde,3,2,1". E'
uno stemma parlante: dal. pavese rancà estirpare, svellere. Nel
pavese i Rancati sono amichevolmente appellati Rancà. In quanto
poi al discendere da una modificazione di Brancati, per ciò che
riguarda l'Italia settentrionale non ho trovato nulla che possa
avvalorare tale ipotesi. Ho trovato invece alcune notizie, per
altro di fonte poco attendibile, circa l'esistenza di un'antica
famiglia Rancati a Siena. E' possibile che essendo Brancati
tipico del centro-sud, abbia originato appunto per errori di
trascrizione o modificazioni varie, un casato Rancati senese che
nulla avrebbe a che fare con l'omonimo casato lombardo, le cui
origini sono accertate e attestate dall'Istituto Genealogico
Italiano e dalla Biblioteca Genealogica Guelfi Camajani di
Firenze. Nella parte del sito dedicata alla storia dei Prelati
di Melegnano, si cita il prevosto Giovanni Rancati che resse la
parrocchia dal 1501 al 1503 e che nei documenti dell'epoca è
chiamato de Rancate, a conferma di quanto detto sopra. |
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RANDELLI
RANDELLINI
RANDELLO |
Randelli ha un ceppo a Firenze e Scandicci nel fiorentino ed a
Prato e Carmignano nel pratese, un ceppo a Roma, uno piccolo a
Cerchiara di Calabria nel cosentino ed uno in Sicilia a Troina
nell'ennese, Randellini è tipico dell'aretino, di Arezzo e
Civitella in Val di Chiana, Randello è tipicamente siciliano di
Licodia Eubea nel catanese, potrebbero derivare da forme
aferetiche, anche composite di nomi medioevali come
Morando,
o anche da forme rinascimentali contratte del nome
Rinaldo. |
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RANDI
RANDO |
Randi ha un nucleo romagnolo concentrato nel ravennate a
Ravenna, Lugo, Bagnacavallo, Fusignano e Faenza, un piccolo
ceppoa Bologna, uno nel padovano, uno a Roma e nel latinense,
probabilmente dovuto all'emigrazione veneta del secolo scorso ed
uno a Palermo, Rando ha un ceppo a Rovigo e nel rovigoto e
padovano, ha un nucleo a Messina e nel messinese, uno nel
nisseno e nel catanese, questi cognomi dovrebbero derivare da
forme aferetiche di nomi di origine germanica come
Bertrand, Morand,
o anche come Brandus
e
Ferrandus e per i ceppi
siciliani è pure possibile una derivazione per aferesi dal nome
saraceno Harandi. |
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RANDON
RANDONE
RANDONI |
Randon è tipicamente veneto, del vicentino, in particolare di
Valdagno, Randone ha un ceppo nel siracusano e catanese ed uno
tra imperiese e cuneese, Randoni, molto raro, è tipico del
bergamasco, di Stezzano soprattutto, dovrebbero derivare da
forme accrescitive dell'aferesi di nomi come
Bertrando,
Ferrando o simili (vedi RANDI),
per il ceppo ligure piemontese si può anche ipotizzare una
derivazione da toponimi come Chateauneuf de Randon in
Linguadoca, ma la probabilità è veramente molto bassa. |
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RANDAZZO |
Cognome
tipico siciliano, molto diffuso, deriva dal toponimo Randazzo
(CT), secondo alcuni potrebbe derivare dal nome bizantino
Randaches, ma questa ipotesi sembra altamente improbabile. |
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RANELLUCCI |
Ranellucci, estremamente raro, è specifico della zona che
comprende Lazio, Abruzzo e Molise, dovrebbe trattarsi di
un'alterazione di una forma ipocoristica dell'apocope di un nome
come Ranaldus. |
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RANFAGNI |
Ranfagni è tipicamente toscano, specifico di Firenze, con
presenze significative anche a Scandicci, Bagno a Ripoli,
Pontassieve e Sesto Fiorentino, sempre nel fiorentino, dovrebbe
trattarsi di una forma ipocoristica arcaica del nome medioevale
longobardo Ranfus,
una forma alterata del nome
Raffus (vedi RAFFA), nome
probabilmente portato dal capostipite, troviamo un esempio
dell'uso di questo nome nel XII° secolo a Mandello del Lario nel
comasco con un certo Ranfus
iudex potestatis lanuensis. |
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RANGHETTI
RANGHETTO
RANGHINI
RANGHINO
RANGONE
RANGONI |
Ranghetti è tipico della zona tra milanese, bergamasco e
bresciano, Ranghetto, assolutamente rarissimo, sembrerebbe
specifico di Maserà di Padova nel padovano, Ranghini, quasi
unico, è dell'alessandrino, Ranghino è piemontese, di Vercelli,
Novara e di Casale Corte Cerro nel verbanese, Rangone, molto
raro, è specifico dell'alessandrino, Rangoni è tipico del
bolognese, quest'ultimo potrebbe derivare in alcuni casi dal
toponimo Rangone nel modenese, ma molto più probabilmente
dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite varie forme
ipocoristiche, dal nome medioevale germanico
Rango,
Rangonis,
di cui abbiamo un esempio d'uso a Firenze nel 1200: "...In dei
nomine amen. Tempore nobilium virorum Jacopini Rangonis de
Mutine...", troviamo traccia di questa cognominizzazione nel
1300, quando i Rangoni diventano feudatari di terre modenesi,
proprietà conservata fino in epoca napoleonica, e danno il loro
noem ai toponimi Castelnuovo Rangone (MO), Levizzano Rangone
(MO), ecc. |
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RANIERI |
vedi
RAINERI |
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RANISE
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Assolutamente rarissimo Ranise è tipico della zona di
Pietrabruna e Dolcedo nell'imperiese, potrebbe derivare dal nome
francese Ranise. (vedi anche RANOISIO) |
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RANNISI |
Rannisi è caratteristico di Catania e del catanese, dovrebbe
derivare da una forma dialettale siciliana del cognome
Ranise
(vedi RANISE). |
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RANOISIO |
Ranoisio, praticamente unico, sembrerebbe ligure, dovrebbe
derivare dall'italianizzazione del nome francese
Ramnoux,
a sua volta derivato dal nome germanico
Hramnwulf,
derivato da hramn
(corvo)
e da wulf
(lupo), nome che riuniva due simboli totemici primari dei
popoli germanici. |
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RANONE
|
Ranone, quasi unico, parrebbe originario del potentino, di
Spinoso in particolare, dovrebbe derivare da una forma
accrescitiva della troncatura del nome medioevale
Ranaldus,
tracce di quest'uso le troviamo nel 1500 con un Giovanni Carlo
oste figlio di un certo Ranoni che compare in una registrazione
comunale cremonese del 1556, a Spinoso la famiglia Ranone aveva
posto tra i maggiorenti della città nel 1700. Il Palazzo Ranone
di Spinoso è uno splendido edificio realizzato nel 1700 che si
trova sull'attuale Via Vittorio Emanuele. |
|
RANU'
|
Ranù è tipico del materano, di Nova Siri e del vicino cosentino,
di Rocca Imperiale in particolare, potrebbe derivare da un
soprannome originato dal termine greco
ràmnos (pruno
spinoso), è pure possibile una
derivazione da un soprannome originato dal termine dialettale
siciliano arannu
(pioppo bianco),
l'ultima ipotesi è che si possa trattare dell'aferesi di
Arannu
(modificazione dialettale del nome germanico
Harand. |
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RANUCCI
RANUCCIO |
Ranucci è specifico della zona che comprende Umbria, Abruzzo,
Lazio e Campania settentrionale, Ranuccio, assolutamente
rarissimo, sembrerebbe di Palmi nel reggino, si dovrebbe
trattare di forme ipocoristiche dell'apocope di nomi come
Ranaldus
(vedi RANA). |
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RANZANI |
Sembra specifico del milanese, ma potrebbe esserci un ceppo
nella zona del delta del Po, potrebbe derivare da toponimi quali
Ranzanico (BG) o Baranzate (MI).
ipotesi fornita da
Claudia Ranzani
Ranzani potrebbe derivare dal termine ranza, genere di falciotto
bergamasco, e, quindi, indicare l'attività contadina svolta
dalla famiglia.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Ranzani è proprio del nord, riflette toponimi vari del tipo
Ranzo (TN, IM), Ranzano (PN, PR), Ranzi (SV); ma potrebbe avere
alla base il soprannome formato dal termine dialettale
veneto-emiliano 'ranzo'
= "rancido",
riferito a persona vecchia, antiquata, sorpassata, con idee
'rancide'. |
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RANZATI
RANZATO |
Ranzati, quasi unico, dovrebbe essere dovuto ad errate
trascrizioni di Ranzato, che è tipicamente veneto, di
Vigodarzere, Padova, Piove di Sacco, Cadoneghe e Campodarsego
nel padovano e di Chioggia, Venezia e Campolongo Maggiore nel
veneziano e di Vicenza, potrebbe trattarsi di un indicatore di
provenienza dei capostipiti dal paese di Ranzo in trentino, ma
potrebbe anche derivare da un soprannome originato dal termine
veneto ranzo
(rancido, rancoroso). |
|
RAO
RAU |
Rao
ha un ceppo in provincia di Roma, uno nel casertano ed un grosso
nucleo in Sicilia ed in Calabria, Rau ha un ceppo nel sassarese,
tra Tempio Pausania e Berchidda, un ceppo a Paternò nel catanese
ed uno tra la provincia di Roma e quella dell'Aquila, potrebbero
derivare da una contrazione del nome latino
Raulus
forma troncata di Raulandus.
I Rao sono menzionati tra i casati nobili di Sicilia. |
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RAPA
RAPELLI
RAPELLO |
Rapa ha vari ceppi, in Piemonte, nel savonese, nel varesotto,
nel pesarese, in Campania, soprattutto nel casertano ed
avellinese, e nel catanese, Rapelli, molto raro, ha un nucleo
nel torinese settentrionale ed uno nel sudmilanese e lodigiano,
Rapello è specifico del torinese, di Volpiano, Ala di Stura,
Moncalieri e Torino, dovrebbero derivare, direttamente o
attraverso un ipocoristico, da soprannomi connessi con il
vocabolo rapa,
ricordiamo che anticamente la rapa era l'alimento principale
della popolazione meno abbiente. |
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RAPACCI
RAPACCINI
RAPACCIO
RAPACCIONI |
Rapacci,
molto raro, ha un piccolissimo ceppo nel Piceno ed uno a Sutri
nel viterbese, Rapaccini ha un ceppo in Toscana nel fiorentino e
nell'aretino, in Umbria e nel maceratese e nel Lazio nel romano
e nel frusinate, Rapaccio, praticamente unico, è del casertano,
Rapaccioni ha un ceppo a San Severino Marche nel maceratese ed
uno a Roma e Civitavecchia nel romano, tutti questi cognomi
dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici o
accrescitivi, dal nome dialettale di vari tipi di vegetali
commestibili, come il ravizzone o varie erbe delle crocifere,
probabilmente indicando così nei capostipiti dei raccoglitori di
quel tipo di piante o radici. |
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RAPAGLIA
RAPAGLIA' |
Rapaglia, momlto molto raro, è tipicamente siciliano, del
ragusano, Rapaglià, molto più raro, sembrerebbe del siracusano,
dovrebbero derivare da siprannomi originati da alterazioni
dialettali del termine italiano arcaico
rapaglio
(rapa),
probabilmente identificando dei capostipiti dei coltivatori di
rape, cibo molto diffuso in epoche antiche anche per
l'alimentazione umana. |
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RAPAGNA
RAPAGNA'
RAPAGNI |
Rapagna
ha un ceppo a Teramo ed a Montesilvano nel pescarese ed un
piccolo ceppo a Roma, Rapagnà ha un ceppo nel teramano a Roseto
degli Abruzzi, Tortoreto e Teramo, Rapagni, che sembrerebbe
essere unico, è del teramano, dovrebbe trattarsi di soprannomi
originati dalla provenienza dei capostipiti dal paese ascolano
di Rapagnano. |
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RAPAGNANI |
Ha un
ceppo nella zona di Civitanova Marche (AN), una a Teramo ed uno
a Roma, dovrebbero derivare dal toponimo Rapagnano (AP). |
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RAPALLO |
Ha
un nucleo ligure a Rapallo ed un ceppo forse secondario a Salemi
(TP), deriva dal toponimo omonimo.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Molto raro, presenta due ceppi maggiori, uno ligure, nel
genovese, e l'altro siciliano, nel trapanese, deriva dal
toponimo Rapallo (GE). |
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RAPARELLI
RAPARI
RAPARO |
Raparelli, rarissimo, potrebbe essere originario della provincia
di Roma, con un possibile ceppo secondario nella zona di confine
tra il rietino e l'aquilano, Rapari e Raparo, molto rari, sono
caratteristici della provincia di Macerata, di Corridonia,
Pollenza, Macerata. Morrovalle, Mogliano e Loro Piceno il primo
e di Montegranaro, nel Piceno e Macerata il secondo, dovrebbero
derivare, direttamente o tramite ipocoristici, da soprannomi
originati dal mestiere di coltivatore di rape, probabilmente
svolto dai capostipiti. |
|
RAPETTI
RAPETTO
REPETTI
REPETTO |
Rapetti è specifico dell'Italia nordoccidentale, potrebbe avere
tre ceppi, nel genovese e alessandrino il principale e nel
torinese e milanese lodigiano gli altri due, Rapetto è tipico
dell'area che comprende il savonese soprattutto, l'alessandrino
ed il genovese, Repetti è tipico della zona che comprende il
genovese, l'alessandrino ed il piacentino, Repetto è tipico del
genovese e dell'alessandrino, con un ceppo secondario di origine
genovese a Carloforte (CA), potrebbero derivare da soprannomi
connessi con il vocabolo rapa.
integrazioni fornite da
Vittorio Ghio
il cognome Rapetti o Repetto (rat
petit francese ,
topolino)
dovrebbe corrispondere a gente cacciata dalla Spagna al tempo
della cacciata dei mori e degli ebrei , a lungo fermatasi poi
in Camargue (ivi assumendo nomi francesi), molto probabilmente
si tratta di zingari sinti. A Bosio (AL) si trova qualche
Repetto che dovrebbe avere quest'origine- il nome della tribù
sinti è Ghio.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Rapetto e Rapetti sono famiglie piemontesi (torinesi)
trasferitesi (Rapelli) anche in Lombardia e Veneto nell'1800.
Discostandosi dal De Felice che li fa derivare da "rapa",
"abitanti in luoghi o
esercitanti attività connesse con le rape",
Lurati li riconduce ad un personale germanico
Rappo,
Rappold. |
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RAPISARDA
RAPISARDI
RAPISARDO |
Rapisarda, di origine siciliana, è probabilmente catanese, così
come il molto meno diffuso Rapisardi, Rapisardo, quasi unico, è
dovuto probabilmentead un errore di trascrizione, dovrebbero
derivare da un soprannome legato all'attività di pescivendolo,
rapi sarda
sarebbe originato da apri
con inversione dialettale delle lettere e
sarda
(pesce). |
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RASA
RASI
RASIN
RASINI
RASINO
RASO |
Rasa ha un ceppo veneto a Venezia ed a Rocca Pietore e San
Tommaso Agordino nel bellunese ed uno in Sicilia ad Altofonte e
Palermo nel palermitano ed a Catania, Rasi è presente a macchia
di leopardo al nord, nel forlivese e nel romano, Rasin è
praticamente unico, e sembra essere dovuto ad un errore di
trascrizione di Rasini che, molto raro, parrebbe lombardo,
soprattutto del mantovano e del milanese, Rasino, molto molto
raro, ha un piccolo ceppo nel torinese ed uno nel napoletano,
Raso è diffuso nell'Italia settentrionale occidentale, nel
Lazio, in Campania, nel barese, in Calabria ed in Sicilia,
dovrebbero derivare dal nome medioevale
Rasa,
Rasus
di cui abbiamo un esempio a Lodi nel 1178 nell'Ordinamentum,
laudamentum et decretum parium curiae episcopalis,
o da suoi ipocoristici: "...et Petrus de Meleto et Guidottus
Malbertus et Malsperonus Soricus et Lafrancus de Palatino et
Martinus de Patherno et Iohannes Denarius et Presbiter de
Salarano et Rasus de Rainoldis et Ardericus de Merlino et
Martinus de la Contesa...", in qualche caso potrebbero anche
derivare da antichi nomi di località, come quello citato in una
Carta investiture et dati del 1180 a Velate nel milanese: "Anno
dominice incarnacionis milleximo centeximo octuageximo,
quintodecimo die mensis lullii, indicione tertiadecima. Cum
ligno et carta que sua manu tenebat domina Biriana relicta
quondam Loterii de Bugniela de loco Vellate, una cum consensu
Guillielmoti filii sui de eodem loco Vellate, investivit et a
presenti die et ora dedit in manu domini presbiteri Uberti
ecclesie Sancte Marie de Monte Vellate, ad partem eiusdem
ecclesie, nominative de tota illa terra de la Rasa, que fuit de
Galiate, de territorio de Castibenno ...". |
|
RASORE
RASORI
RAZORE
RAZORI |
Rasore è tipico di Sant'Olcese nel genovese e di Genova, Rasori
, ha un ceppo a Massa, uno piccolissimo nel mantovano, uno
leggermente meno raro nel reggiano, a Reggio Emilia, Correggio e
Bagnolo in Piano, ed a Parma, è pure possibile un ceppo
marchigiano tra Pesaro ed Ancona, ed uno a Roma, Razore è
specifico di Genova, Razori, estremamente raro, è dello
spezzino, dovrebbero derivare tutti da soprannomi originati dal
termine latino rasorius
(rasoio)
e per estensione barbiere,
come ci conferma questo scritto del 1272: "...Noverint universi
quod nos Iacobus dei gracia rex etc. per nos et nostros damus et
concedimus tibi, Mosse el Neyto Iudeo Iacce, in tota vita tua
scribaniam Almudini et officium rasore ipsius Almudini ville
Iacce. Ita scilicet quod tu toto tempore vite tue, dum bene et
fideliter in ipso officio te habueris, scribas ea que scribenda
fuerint in ipso Almudino vel racione ipsius; et radas mensuras
bladi et aliorum que in dicto Almudino mensurabuntur et radi
debebunt; et exerceas predicta sicut alii ipsa tenentes
temporibus preteritis ea melius exercere consueverint....", ma
non si può escludere una possibile derivazione dal nome di
origine franca Rasorius
di cui abbiamo un esempio con il nobile franco Hubertus Rasorius
(985-1016), tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a
Parma nel 1700 con il capomastro Angelo Rasori architetto
progettista dell'ospedale di Fidenza e del Palazzo Sanvitale di
Parma. |
|
RASPA
|
Raspa ha
un ceppo nel perugino, uno tra teatino e campobassano, uno a
Roma e nel romano, uno a Sant'Antioco nel carboniense, uno nel
catanzarese ed uno tra messinese ed ennese, dovrebbe derivare da
un soprannome basato sul termine raspa, attrezzo del falegname,
probabilmente ad indicare nei capostipiti degli artigiani del
legno (vedi anche RASPI). |
|
RASPI
RASPO
RASPONE
RASPONI |
Raspo, molto raro, è tipicamente piemontese, di Savigliano e
Fossano nel cuneese, Raspi, assolutamente rarissimo, sembrerebbe
toscano, Raspone sembrerebbe pugliese, ha un ceppo a Vico del
Gargano nel foggiano ed a Bari, e presenze in Calabria, Rasponi
ha un ceppo a Cesena, dovrebbero derivare, direttamente o
tramite accrescitivi, dal nome medioevale
Raspus,
di cui abbiamo un esempio d'uso con un certo Raspus da
Villamontagna in Trentino, o dal soprannome
Raspo di
cui abbiamo un esempio in questo testo medioevale: "..Huius
familiâ in Henrico II. exstinctâ, Conradus Salicus Imperator
consobrino Ludovico Barbato Comiti, ex Aurelianensium Principum
domo, provinciam dedit, cuius posteri Landgraviorum titulô (quô
primum Ludovicum Barbari nepotem Socer Lotharius Imperator
ornavit) ad saeculum usque XIII. eam tenuêre. In postremis
Hermannus fuit, cui duo filii, Henricus Raspo dictus, et
Ludovicus, filia praeterea, cui Iudithae nomen, Theodorico
Misniae Marchioni elocata. Atque istis suô fatô, nullâ relictâ
masculâ sobole, defunctis, inde Henricus Illustris, Theodorici
ex Iuditha filius, hinc Sophia Ludovico nata, opulentam adeo
hereditatem ex asse utraque sibi asseruit ..", nome e soprannome
originati dal nome germanico
Rasp, con il significato di
colui che raccoglie, nome a sua volta originato dal termine
germanico rasper,
sostantivo derivato dal verbo medioevale, sempre germanico,
raspon
(raccogliere, accumulare,
cercare).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Raspo è cognome piemontese, ligure e toscano che ammette una
varietà di ipotesi: 1.variante del cognome base
Raspa che
potrebbe derivare dal sostantivo femm. 'raspa'
deverbale del verbo 'raspare
< germanico 'raspôn'
= grattare.
P. Minervini, 411. 2. 'tipo di tridente con i rebbi piegati a
squadra' anch'esso dal germanico 'raspôn'.
DEI, 4, 1035. 3. M. Francipane 614 assimila il cognome
Raspa/Rasponi al cognome Rastelli individuandone anch'egli la
derivazione dal germanico 'raspôn'. |
|
RASSU
|
Rassu, molto raro, è specifico del sassarese, dovrebbe derivare
da un soprannome basato sul termine sardo
rassu (grasso
come un maiale), probabilmente a sottolineare una caratteristica
fisica del capostipite. |
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RASTELLI
RASTELLINI
RASTELLINO
RASTELLO
RASTIELLO
RASTRELLI
RASTRELLO |
Rastelli
è distribuito nella fascia che comprende il Piemonte
occidentale, la Lombardia, l'Emilia, le Marche e l'Abruzzo
settentrionale, Rastellini, assolutamente rarissimo, sembrerebbe
del teramano, Rastellino, altrettanto raro, potrebbe essere
della zona tra milanese e pavese, Rastello è tipicamente
piemontese, Rastiello è tipico di San Giuseppe Vesuviano (NA),
Rastrelli, molto raro, è fiorentino, Rastrello, estremamente
raro, è del viterbese, dovrebbero tutti derivare da soprannomi
originati dal vocabolo rastrello (attrezzo usato in
agricoltura), ma è pure possibile, ed in alcuni casi molto
probabile, una derivazione da toponimi come Rastellino (MO),
Rastello (CN). |
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RATINI
RATINO
RATTINO |
Ratini è specifico dell'area che comprende il ternano, il
reatino ed il romano, Ratino e Rattino sono praticamente unici,
potrebbero derivare dal nome medioevale
Ratinus
di cui abbiamo un esempio d'uso ad Anagni nel 1348 in un atto:
"..Testes: Ratinus calsolarius et Stephanus frater eius de
regione Pinee ad hec vocati et rogati. In presentia mei notarii
et testium Matheus dictus alias Moscone de marchia Ananie, sua
bona volumptate, fecit suum procuratorem Lellum Pilellam
notarium de regione Pinee..", potrebbero anche derivare dal nome
della località Ratino sul monte Terminillo, o da una forma
arcaica contratta per reatino
(abitante di Rieti). |
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RATTA
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Ha un
ceppo importante nel Salento nella zona di Leverano (LE), uno
nel bolognese ed uno nella zona di Catanzaro, dovrebbe derivare
da connessioni con i Della Ratta (vedi) o perche alle loro
dipendenze o perchè sottoposti alla loro giurisdizione. |
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RATTABALLI |
Rattaballi, quasi unico, è siciliano, dovrebbe derivare da un
soprannome dialettale siciliano, basato sul termine arabo
tabal (strumento misicale a
percussione, tamburo), forse ad indicare nel capostipite un
suonatore di quel tipo di strumento. |
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RATTI
|
Si
individua un nucleo importante in Lombardia particolarmente
concentrato nel milanese, bergamasco, comasco e lecchese, un
altro ceppo nella zona che comprende le province di La Spezia e
Massa Carrara, ma è comunque ben rappresentato in tutta l'Italia
settentronale occidentale. Deriva o da soprannomi legati al
vocabolo dialettale ratt (topo) stante probabilmente ad
identificare la capacità di scattare o di correre velocemente, o
da toponimi quali: Pian dei Ratti (GE), Borgoratto (AL) - (PV) o
Torre de' Ratti (AL). |
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RATTICHIERI |
Assolutamente rarissimo, potrebbe essere la fusione tra i due
cognomi Ratti e Chieri (cognome quasi scomparso che dovrebbe
derivare dal toponimo Chieri (TO). |
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RATTO
|
Ratto è tipico dell'area ligure, piemontese che comprende le
province di Alessandria, Savona e Genova, ha ceppi,
probabilmente secondari, anche nel romano, nel napoletano ed in
Sicilia, potrebbe derivare da un nome, soprannome, il cui uso
possiamo riscontrare in un atto del 1338: "...in burgo de
Lemine, ad domum Alberti qui dicitur Rattus filius quondam
Bertrami de Zeresollis de Lemine...", ma è pure possibile che
derivi dal termine germanico Rat
(consiglio)
ad intendere forse un rappresentante importante della comunità,
l'ipotesi comunque più probabile è che derivi per aferesi dal
toponimo Borgoratto nell'alessandrino. |
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RAUCH
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Rauch è tipico della provincia di Bolzano, dovrebbe derivare da
un soprannome originato dal vocabolo tedesco
rauch (fumo). |
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RAUDINO
RAUDO |
Raudino è tipicamente siciliano, di Catania e di Carlentini,
Siracusa, Ferla e Noto nel siracusano, Raudo è quasi unico,
dovrebbero derivare da una forma ipocoristica italianizzata del
nome germanico Hrodhari,
a sua volta composto da hrod
(gloria)
aggiunto ad hari
(esercito),
con il significato di gloria
dell'esercito. |
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RAUSA
RAUSI
RAUSO |
Rausa ha un ceppo salentino, a Scorrano, Casarano e Poggiardo
nel leccese in particolare, ed uno siciliano, a Piazza Armerina
ed Aidone nell'ennese e ad Acquedolci nel messinese, Rausi,
molto più raro, è specifico di Catania, Rauso ha un ceppo
romano, uno nel Molise a Campobasso e Riccia nel campobassano ed
uno, il più consistente, a Santa Maria Capua Vetere nel
casertano con buone presenze anche a San Tammaro e Capua, sempre
nel casertano.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Sull'origine di questi cognomi confluiscono per lo meno due
ipotesi, da ritenersi valide a seconda della diversa provenienza
di queste famiglie. In Sicilia, innanzitutto, è molto probabile
che Rausa e Rausi nascano da una pronuncia dialettale del
toponimo Ragusa (Raùsa
in dialetto siciliano), ad indicare o la provenienza o
direttamente il nome personale dei capostipiti - secondo una
formula molto diffusa nell'onomastica antica, in cui la
toponomastica faceva spesso da ispirazione ai nomi di persona
(vedi Ragusa). Passando ora alla seconda ipotesi, invece, va
notato che in molti casi i cognomi Rausa e Rauso derivano sì
dalla toponomastica, ma non da quella italiana: in ambito
peninsulare, infatti, questi cognomi alludono più spesso a
un'origine ragusea per le famiglie in questione, ovvero a
un'antica provenienza dalla Repubblica di Ragusa - regione
storica dell'area adriatico-balcanica, oggi appartente alla
moderna Croazia (vedi Ragusa e Rausei). Va ricordato, a questo
proposito, che in epoca antica la Repubblica di Ragusa era
un'illustre repubblica marinara nei Balcani occidentali - dal
XIV secolo al 1808 - e il suo territorio occupava il bacino
geografico della Dalmazia meridionale e delle isole Elafiti: la
capitale della Repubblica, anche nota come Repubblica Ragusea o
Repubblica di Dubrovnik, era per l'appunto la città di Ragusa
(Dubrovnik in croato), il cui nome, nel corso della storia, ha
subito diversi mutamenti linguistici, spesso anche dialettali
(per una spiegazione più approfondita, vedi Di Rauso). |
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RAUSEI
RAUSEO |
Rausei, quasi unico, dovrebbe essere dovuto ad errate
trascrizioni di Rauseo, che è tipico della zona tra avellinese,
potentino e foggiano, a Scampitella, Vallata, Trevico e
Vallesaccarda nell'avellinese, a Melfi nel potentino ed a
Cerignola e Foggia nel foggiano, potrebbe essere di origini
francesi e derivare dal termine occitano
raus (roseto),
ma molto più probabilmente si tratta di forme arcaiche
dell'etnico della città dalmatica di Ragusa, l'attuale Dubrovnik
nella Croazia meridionale, anticamente chiamata
Rausa,
Raugia
in veneziano antico.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel termine
rauseo
(forma dialettale di raguseo),
che, nell'ambito dei nomi etnici, significa letteralmente
raguseo, proveniente dalla
Repubblica di Ragusa (per una
spiegazione più approfondita, vedi Ragusa e Rausa): ancora oggi,
in effetti, i cittadini di Ragusa di Dalmazia - un tempo
capitale della Repubblica di Ragusa - son detti appunto
ragusei,
tant'è che la regione stessa in cui abitano è nota proprio come
regione raguseo-narentana. In casi minori, ad ogni modo, non è
escluso che i cognomi Rausei e Rauseo derivino invece dalla
Ragusa siciliana (soprattutto in ambito siculo-calabrese),
tenendo presente che, nei dialetti grecanici del Meridione, il
suffisso -eo è piuttosto comune nella formazione dei nomi etnici
- ad esempio, si pensi ai cognomi Cotroneo e Messineo, tratti
appunto dalla pronuncia grecanica degli etnici di Crotone e
Messina. |
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RAVA
RAVI
RAVO
RAVONE
RAVONI
RAVOTTI
RAVOTTO |
Rava è molto diffuso in Piemonte e Lombardia ed in Romagna, in
particolare nel ravennate, Ravi è quasi unico, Ravo,
estremamente raro, ha un piccolo ceppo nel sondriese, uno nel
parmense ed uno significativo nel napoletano a Casalnuovo di
Napoli e Napoli, Ravone è raro, ha un piccolo ceppo a Napoli e
San Giorgio a Cremano nel napoletano ed uno a Brindisi, Ravoni,
molto raro, potrebbe avere un ceppo fiorentino ed uno del
viterbese e agro romano, Ravotti ha un piccolo ceppo a San Remo
nell'imperiese, uno piemontese nel cuneese a Mondovì, San
Michele Mondovì e Vicoforte, ed uno a Baiano nell'avellinese,
Ravotto ha un ceppo a Garessio nel cuneese e nel vicino
imperiese a Pontedassio, dovrebbero derivare, direttamente o
tramite ipocoristici o accrescitivi, da soprannomi connessi con
l'aggettivo latino ravus,
rava
(di colore beige scuro o
marroncino chiaro): "..:
"...Quare Tibullus proprie sidera fulva appellavit. Est et
aureolae species arenae, quam fulvam dixit Virgilius: et genus
quoddam aquilae ab Aristotele maxime celebratum, colore etiam
fulvo. Qui si obtusus quodammodo est, atque obscuratus, vocatur
ravus....", o con il termine latino
ravis (con
voce roca), o anche con il
sostantivo latino dialettale
rava (rapa),
in alcuni casi è possibile anche che derivino, direttamente o
attraverso alterazioni, dal nome medioevale germanico
Ravo di
cui abbiamo un esempio in questo scritto del 1358: "In die
dominica, die Katherine.. ..Et cum Hinricus dux, filius Alberti
Magnopolensis, placitavit cum duce Saxonie in Ghodebutze,
consumpserunt. Item, cum Albertus Magnopolensis fuit in
Ghodebutze, consumpserunt. Item dominus Ravo de Barnekowe et
Putzekouwe equitaverunt versus Criwitze et placitaverunt ibi pro
captivitatibus ..". |
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RAVAGLI
RAVAGLIA
RAVAGLIO
RAVAGLIOLI |
Ravagli è molto diffuso nell'area del ravennate, con Faenza,
Bagnacavallo e Ravenna, a Rimini, a Bologna ed Imola nel
bolognese, Modigliana, Savignano sul Rubicone e Forlì nel
forlivese, ed anche nella zona di Pistoia, Prato e Marradi e
Firenze nel fiorentino, Ravaglia è specifico dell'area emiliano,
romagnola, del bolognese, ferrarese, ravennate e forlivese, con
un piccolo ceppo anche a Genova, Ravaglio, praticamente unico, è
molto probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del
precedente, Ravaglioli è specifico del forlivese, di Forlì,
Castrocaro Terme e Dovadola, e del ravennate a Ravenna e Faenza,
dovrebbero derivare direttamente o attraverso forme
ipocoristiche da soprannomi originati dal termine italiano
arcaico rapaglio
o ravaglio
(rapa),
forse ad indicare i capostipiti come coltivatori di
quell'alimento. |
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RAVAGNAN
RAVAGNANI
RAVAGNIN
RAVAGNINI
RAVEGNANI
RAVIGNANI |
Ravagnan è tipico del veneziano, Ravagnani sembrerebbe del
rovigoto, Ravagnin, molto molto raro è veneziano, Ravegnani,
molto raro, è della zona del forlivese e ravennate, Ravignani e
Ravagnini sono è assolutamente rarissimi e si tratta molto
probabilmente di un errore di trascrizione dei precedenti,
dovrebbero tutti derivare da
ravinianus l'etnico di Ravenna:
"...quinquagesimo fere miliario a Ravennantium urbe. Egressis
autem de civitate Raviniani, viri atque mulieres ...", così il
Muratori chiam i ravennati: "...la formola per più secoli
adoperata dagli Arcivescovi Ravegnani nel concedere beni in
enfiteusi...". Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a
Venezia in un testamento del 1510 dettato da Lodovica Ravagnan
da S. Severo. |
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RAVAGNATI
ROVAGNATI |
Ravagnati, molto raro, è tipico del milanese, zona di Cesano
Maderno, Milano, Bovisio Masciago e Settimo Milanese, Rovagnati,
un poco meno raro, è dell'area milanese, comasco, lecchese,
dovrebbero entrambi derivare dal toponimo Rovagnate nel
lecchese, di cui Ravagnate è una forma arcaica usata ad esempio
negli Annali d'Italia dal
principio dell'era volgare sino all'anno 1750
di Di Lodovico Antonio Muratori: "...Per cagion di questa lega
adirato Facino Cane si diede a bloccar Milano. Pandolfo e Carlo
de' Malatesti, che regolavano dianzi quegli affari, prevalendo
presso il viziosissimo duca gli adulatori, e il partito dei
guelfi, l'un dietro 1'altro disgustati si ritirarono anch'essi
da Milano. E però Pandolfo in Brescia sua città fatta una gran
massa di gente, per vendicarsi di chi l'avea forzato ad
abbandonar Milano, e passato il fiume Adda , s'inoltrò ne' monti
di Brianza, e nella Martesana. Ma ecco venire contro di lui
Facino Cane, già dichiarato conte di Biandrate, Teodoro marchese
di Monferrato , ed Astorre Visconte con esercito poderoso,
Fecesi un caldo fatto d'armi fra loro nel dì 7 aprile giorno di
pasqua nella valle di Ravagnate,
senzaché la vittoria si dichiarasse per alcun d'essi ..". |
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RAVANELLI
RAVANELLO |
Ravanelli
sembrerebbe avere più ceppi, nel milanese e bergamasco, in
trentino e nel bolognese, Ravanello molto raro è tipico
veneziano, derivano da soprannomi originati dal termine rapa, si
hanno tracce di questo cognome fin dal 1500 con un Petrus
Ravanellus scrittore. |
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RAVANETTI
RAVANI |
Ravanetti
è molto raro e specifico del parmense, Ravani, molto raro
anch'esso, sembrerebbe avere un ceppo nel milanese e cremasco ed
uno nel ferrarese, dovrebbero derivare da soprannomi connessi
con il vocabolo dialettale rava (rapa). |
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RAVASCHIO |
Ravaschio è tipico di Genova, potrebbe derivare da un soprannome
originato da un'italianizzazione betacistica del termine
medioevale francese rabache
(sorta di pantaloni lunghi),
forse abbigliamento abituale del capostipite. |
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RAVASI
RAVASIO |
Ravasi, abbastanza poco diffuso è specifico dell'area che
comprende le province di Milano, Lecco, Bergamo e Cremona,
Ravasio è specifico dell'area milanese, lecchese e bergamasca,
dovrebbero derivare dal nome medioevale
Ravaxius
o Ravasius,
basato sul termine medioevale germanico a.a.t.
rāwa (pace,
riposo), con il probabile
significato di Pacifico,
portatore di pace, potrebbero però anche derivare da soprannomi
connessi con il vocabolo dialettale
rava (rapa).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Ravasi e Ravasio - L'origine è alquanto incerta, secondo
l'Olivieri è da collegare a 'rapa';
secondo il Cherubini il "pomm
ravas" è una
mela rossa grossa
quanto una rapa e bislunga, estiva. |
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RAVAZZANI
RAVAZZINI
RAVEZZANI |
Ravazzani, molto raro, è tipico del nordmilanese e varesotto,
Ravazzini è decisamente raro, Ravezzani, assolutamente molto
raro, sembrerebbe specifico di Robecchetto Con Induno (MI),
dovrebbe essere originario del reggiano, dovrebbero derivare da
soprannomi connessi con il vocabolo dialettale
rava (rapa). |
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RAVAZZOLI
RAVAZZOLO
RAVIZZOLI |
Ravazzoli, molto raro, è lombardo, con un piccolo ceppo nel
bresciano ed uno nel pavese, Ravizzoli, ancora più raro, sempre
lombardo, è specifico del varesotto, Ravazzolo è tipicamente
veneto, di Padova, Cadoneghe, Albignasego, Mestrino e
Vigodarzere nel padovano, di Vedelago nel trevisano e di
Vicenza, con un ceppo secondario anche nel romano e nel
latinense originato dall'emigrazione veneta in occasione della
bonifica Pontina, dovrebbero tutti derivare da soprannomi basati
sul vocabolo dialettale rava
(rapa),
che in epoca antica era la base dell'alimentazione povera dei
contadini e delle classi meno abbienti. |
|
RAVEGLIA |
Raveglia,
abbastanza raro, è tipico del comasco, di Santa Maria Rezzonico
e Cantù in particolare, dovrebbe derivare dal toponimo Raveglia
di San Maurizio d'Opaglio nel novarese. |
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RAVELLI
RAVELLO |
Ravelli è tipico lombardo, Ravello, assolutamente rarissimo,
sembrerebbe piemontese o veneto, dovrebbero derivare in alcuni
casi dal toponimo Ravello (MI), in altri da soprannomi, tracce
di questa cognominizzazione le troviamo a Brescia nella seconda
metà del 1700 con il notaio Petrus Ravellus.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Ravello è cognome abruzzese e campano che viene forse dal
toponimo Ravello (SA). Medievale
Rebellum
> Rebello
> Raviello.
Sorto nel sec. XI sulla amena collina Torello per iniziativa di
un gruppo di abitanti di Amalfi che si erano ribellati al
governo della loro città di origine. Il nuovo paese venne
fortificato per paura di attacchi da parte degli amalfitani, i
quali chiamarono il luogo appunto "Rebello",
centro di ribellione alla loro città. (Altra nuova e più recente
ipotesi etimologica: dal latino 'rivus'
e diminutivo). Lo stesso cognome esiste anche in Piemonte,
Friuli e Romagna, ma in questi casi si tratta probabilmente di
una derivazione da RAPA
> RAVELLI. |
|
RAVENNA
RAVENNI |
Ravenna
ha ceppi sparsi, ma ha un nucleo principale a Carrara (MS),
Ravenni sembrerebbe toscano di Firenze e di Colle Di Val D'elsa
(SI), Derivano dal toponimo Ravenna, in molti casi sitratta di
famiglie di origine israelitica che hanno preso il nome dalla
città di provenienza. |
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RAVERA
|
Sembra originario del Piemonte e della Liguria, dovrebbe
derivare da soprannomi connessi con il vocabolo dialettale
rava
(rapa),
probabilmente attribuito a coltivatori o commercianti di rape,
un nutrimento estremamente importante nelle fasce povere della
popolazione dei tempi antichi, ma può anche, in alcuni casi,
derivare dal toponimo Villa Raverio nel milanese. |
|
RAVESE
RAVESI |
Ravese è
calabrese del reggino, di Gioia Tauro e Sant'Eufemia
d'Aspromonte, mentre Ravesi, altrettanto raro, sembrerebbe
siciliano, di Messina e Catania, potrebbe derivare da soprannomi
originati dal mestiere di coltivatore o venditore di rape. |
|
RAVIDA
RAVIDA' |
Ravida, assolutamente rarissimo, è della Sicilia orientale, ed è
un'errata trascrizione di Ravidà, che è specifico del messinese,
di Castroreale in particolare, e di Barcellona Pozzo di Gotto e
Mandanici, dovrebbe derivare dal cognome greco Ραβδάς Ravdàs
(ricordiamo che il segno β in greco si pronuncia come una
v). |
|
RAVIELE |
Rarissimo
dovrebbe essere originario del casertano. |
|
RAVIOLA
RAVIOLI
RAVIOLO |
Raviola è tipicamente piemontese, di Asti in particolare,
presenta un ceppo anche a Genova, Ravioli, molto più raro, ha un
piccolo ceppo nell'alessandrino, uno in Lunigiana, soprattutto
ad Aulla e Villafranca In Lunigiana (MS) ed uno a Roma, Raviolo
ha un ceppo piemontese a Torino e Chieri ed uno a Barge (CN) ed
a Bagnasco (CN) ed un altro a Novi Ligure (AL), a Genova ed a
Portovenere (SP), secondo alcuni il termine ravioli, la
famosissima pasta ripiena di forma triangolare, nascerebbe dal
cognome di Un Tal Ravioli dell'alessandrino, ma si parla già di
ravioli nel Liber de ferculis
di Giambonino da Cremona, che riporta le ricette di un celebre
gastronomo arabo morto nel 1100, quindi si potrebbe ipotizzare
che sia il cognome ad essere derivato dal nome del raviolo,
forse perchè le famiglie si caratterizzavano per l'uso di
produrre appunto quel tipo di pasta, quest'ipotesi è ancora meno
probabile della precedente. Questi cognomi dovrebbero derivare
invece da ipocoristici del nome medioevale di origine germanica
Ravius
di cui abbiamo un esempio nel 1600: "...Cum gladio rumpit. fato
huic obversus iniquo, ter sine profectu Ravius nitentia movit
bracchia: sed gladium tamen uno perdidit ictu...". |
|
RAVIZZA |
Non
comune, è concentrato in Lombardia, con un nucleo nel milanese e
un possibile ceppo secondario in Piemonte e Liguria, dovrebbe
derivare dal nome medioevale Ravizza, tracce importanti del qual
nome troviamo nel 1328 quando i Ghibellini di Franchino Rusca
assediano Sondrio guidati dal fratello Ravizza Rusca. |
|
RAVIZZINI |
Assolutamente rarissimo, dovrebbe essere tipico del milanese,
potrebbe derivare dal nome medioevale Ravizza. |
|
RAVVEDUTO |
Ravveduto, assolutamente rarissimo, parrebbe del salernitano, si
dovrebbe trattare di un cognome attribuito in orfanotrofio ad un
trovatello; in Campania, dato l'altissimo numero di fanciulli
abbandonati, era molto diffuso l'uso di dare ai trovatelli non
solo cognomi beneauguranti, ma anche altri che rispecchiassero
il loro stato (ad esempio di espositi), una loro qualità o un
loro difetto. |
|
RAZA
|
Raza è un cognome specifico del bresciano, in particolare di
Pezzaze, Marcheno, Gardone Val Trompia, Brescia, Villa Carcina e
Sarezzo, dovrebbe trattarsi di un matronimico e derivare dal
nome femminile medioevale Raza,
di cui abbiamo tracce in Lombardia almeno dal 1000, ma potrebbe
anche derivare da un soprannome originato dal termine medioevale
raça
o raza
(una varietà di pianta di olivo
tipico dell'area gardesana), o anche da
raza
(ruota fiammeggiante a 8 o 10 raggi utilizzata in alcuni stemmi
viscontei). |
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RAZETI
RAZETO |
Entrambi
tipici del genovese, dovrebbero derivare dal nome di una
località medioevale Razetum una località con questo nome esiste
ad esempio nei pressi di Mondonio nell'astigiano, tracce
dell'uso di un simile nome di località come identificativo le
troviamo in Calabria a Mileto in un atto del 1439 avente un
certo Giacomo di Garzona come giudice e tale Nicola di Razeto
come notaio. |
|
RAZIONALE |
Razionale
ha un ceppo abruzzese a Lanciano, Paglieta e Casalbordino nel
teatino ed uno a San Severo nel foggiano, dovrebbe derivare da
un termine arcaico che identificasse una specie di furiere, o
provveditore, cioè un addetto alla distribuzione di razioni
alimentari, non solo nell'esercito. |
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RAZZA
RAZZI
RAZZO |
Razza ha un ceppo triestino, uno romano, uno nel casertano a
Carinola e Mondragone, uno molto piccolo in Calabria nel
vibonese, ed uno in Sicilia a Gela nel nisseno ed a Catania, San
Cono e Caltagirone nel catanese, Razzi, ha un ceppo toscano, tra
fiorentino e senese ed uno tra grossetano, viterbese e romano,
ha un piccolo ceppo nel pesarese ed uno nel teatino, Razzo,
molto molto raro, è sicuramente veneto, potrebbero derivare dal
nome Razo
in uso presso i Franchi, o anche, soprattutto per i ceppi
triestino, teatino e del meridione, dal nome turco
Rðza. |
|
RAZZANI
RAZZANO |
Razzani è specifico del cesenate, di Cesenatico e Cesena, con
qualche presenza anche in Abruzzo, Razzano è tipicamente
campano, di Maddaloni, Cervino, Caserta e Santa Maria a Vico nel
casertano, di Sant'Agata dei Goti e Durazzano nel beneventano e
di Napoli, Casamicciola Terme e Grumo Nevano nel napoletano,
dovrebbero derivare dall'italianizzazione del nome e cognome
medioevale Rantzanus,
una latinizzazione del nome germanico
Rantzan,
che dovrebbe originare dal nome del paese tedesco di
Rantzau
nello Schleswig-Holstein. |
|
RE
REALACCI
REALE
REALI
REALINI |
Re e
Reale sono presenti in tutt'Italia, hanno un grosso nucleo nella
parte centrooccidentale dell'Italia settentrionale, un probabile
ceppo nelle Marche, nel Lazio ed in Campania, uno nel Salento ed
alcuni in Sicilia, Realacci è tipicamente laziale, di Roma e
Frascati nel romano, di Vallecorsa nel frusinate e di Maenza e
Pontinia nel latinense, Reali è più specifico del centro,
Realini, molto raro è specifico dell'altomilanese e varesotto,
tutti questi cognomi possono derivare, direttamente o attraverso
ipocoristici o peggiorativi, da soprannomi legati all'essere
stati ad esempio i capostipiti Rè di una festa, o anche essere
stati gli stessi legati all'avere servito nell'esercito o tra i
servi di un Rè, o anche per una caratteristica del portamento o
del carattere. |
|
REA
|
Tipico
della fascia che dalla provincia di Roma arriva all'alto
salernitano, deriva dal nomen latino Rea. |
|
REANI
REANO |
Reani è specifico del veronese, di Verona, Casaleone, Cerea, San
Giovanni Lupatoto, Legnago e Isola della Scala, Reano ha un
ceppo nel torinese, a Foglizzo, Castellamonte, Torino, Ciconio e
Chivasso, ed uno a Casamassima nel barese, questo sembrerebbe
logicamente derivare dal nome del paese di Reano nel torinese,
ma è pure possibile, come per gli altri ceppi, una derivazioni
da nomi di località proprietà di un
Reius,
quindi da un non meglio identificato
ager reianus,
il ceppo pugliese potrebbe anche derivare dal nome provenzale
Rainard
o dal vandese Réau. |
|
REATI
|
Molto
raro è tipico del sudmilanese, potrebbe derivare dal nome
etrusco Rea (divinità = Gran Madre Terra), o perchè vicini ad un
tempio, o perchè legati a dei sacerdoti o dei servi di Rea. |
|
REBASTI |
Rebasti, molto raro, è specifico dell'area milanese, pavese,
dell'Oltrepo pavese in particolare, dovrebbe derivare da un
soprannome originato dal termine spagnolo
rebastar
(averne più che a sufficienza),
entrato nel XVII° secolo nell'uso dialettale lombardo per
indicare una persona con un tenore di vita migliore del normale. |
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REBAUDENGO |
Tipicamente piemontese, del torinese e cuneese.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
ha alla base un soprannome, già documentato dal IX° secolo nella
forma latinizzata Ribaudus,
formato da ribaldo
che indicava originariamente i soldati o i servi addetti ai
compiti più pericolosi, al saccheggio e alle devastazioni, e
assunse poi il significato figurato di
predone, rapinatore.
Il cognome è un prestito dal provenzale e dal francese antico
ribaud
di origine germanica. (De Felice 209) |
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REBECCA
REBECCHI
REBECCHINI
REBECCHINO
REBECCO |
Rebecca. molto molto raro, è tipicamente veneto, della zona che
comprende il vicentino, il padovano, il veneziano ed il
trevisano, Rebecchi sembra specifico dell'area che comprende il
genovese, lo spezzino, il carrarese, il lucchese, il sud della
Lombardia e l'Emilia, con massima concentrazione nel piacentino
e nel modenese, Rebecchini, molto molto raro, sembra invece
specifico del centro Italia, di Roma in particolare, Rebecchino
e Rebecco sono quasi unici, potrebbero derivare dal nome di
origine ebraica Rebecca
,
Rebecco o anche in alcuni casi
da toponimi come Rebecco di Guidizzolo (MN) o dal nome di
antiche località come quella citata ad esempio in una
Cartula offersionis
scritta in Cremona nell'anno 1140, dove
tra l'altro leggiamo: "...in castro Rebechi dela Cavata...".
Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio nel
1500 a Genova dove opera il notaio Andrea Rebecco.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Rebecchi è uno dei cognomi maggiormente presenti nell'area
modenese ed è di origine locale. Rispecchia infatti il topònimo
Rebecco, tanto mantovano (com. di Guidizzolo), quanto bresciano
(com. di Bovegno), o il cremonese Robecco. La voce, propria del
sistema difensivo militare, indica una
controridotta
(costruzione
difensiva da ultima risorsa).
Fonte: F. Violi. Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996. |
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REBECCU |
Rebeccu,
quasi unico è del sassarese, deriva dal toponimo Rebeccu di
Bonorva (SS). |
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REBELLI
REBELLO
RIBELLI
RIBELLO |
Rebelli,
quasi unico, parrebbe triestino, Rebello, ancora più raro, è
forse friulano, Ribelli ha un piccolo ceppo nel bresciano, uno
nel perugino ed uno tra viterbese a Ronciglione e Roma e romano,
Ribello, molto più raro, è tipico di napoletano e casertano,
potrebbero essere di origini angioine e derivare da toponimi
francesi, come si potrebbe evincere da questo atto dell'ottobre
1253 riferito ad Ugo IV° Duca di Borgogna: "...in montana
sittis, excepta foresta nostra prout dependet super Eduam a
foresta capituli usque ad forestam que fuit domini Guidonis de
Ribello militis defuncti, ad usum dicti decani et omnium et
singulorum canonicorum, presbiterorum et clericorum ad servitium
matris ecclesie Eduensis deputatorum, et ad domos suas...", ma
molto più probabilmente derivano da soprannomi originati dal
comportamento o dal carattere dei capostipiti. |
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REBIZZI
REBIZZO |
Assolutamente rari entrambi, Rebizzi potrebbe essere originario
della zona tra il fiume Po e il sudmilano, Rebizzo potrebbe
essere ligure, potrebbe derivare dal nome medioevale spagnolo
Rebizo |
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REBOLDI |
Tipico del bresciano, parrebbe originario di Gussago, anche se
esistono presenze molto significative anche a Nave, Concesio,
Villa Carcina, Travagliato e Castegnato, dovrebbe derivare dal
vocabolo tardo latino ribaldus
(ribaldo). (vedi Riboldi). |
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REBOLLO |
Rebollo, molto molto raro, è tipico del napoletano, potrebbe
derivare dal nome medioevale longobardo
Rebollus
di cui abbiamo un esempio nel
Codice Diplomatico della Lombardia Medioevale
in una Cartula investiture
dell'anno 1194 a Pavia: "...donna Paciencia, donna Leticia,
sororibus suis, a parte ipsius monasterii investivit Sozonem
Rebollum de tercia porcione pro indiviso totius illius terre
supra quam sunt vites, que remansit suprascripto monasterio
citra fossatum prope Sanctum Gervasium...", ma molto più
probabilmente è di origini spagnole e deriva dal cognome Rebollo
a sua volta derivato da toponimi spagnoli come Rebollo nella
provincia di Segovia o Rebollo de Duero in Castilla y León o
altri simili. |
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REBONATI
REBONATO
RIBONATO |
Rebonati, assolutamente rarissimo, parrebbe friulano, Rebonato è
specifico soprattutto di Verona, ma anche di Cerea, Vigasio,
Ronco all'Adige e Zevio nel veronese, Ribonato è praticamente
unico, si dovrebbe trattare di forme patronimiche in
-ato,
tipicamente venete, suffisso che sta per
figlio di,
riferite al nome medioevale
Horabona (vedi ORABONA),
probabilmente portato dalla madre dei capostipiti. |
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REBONI
|
Reboni, molto molto raro, parrebbe del bresciano, si dovrebbe
trattare della forma aferetica dialettale del nome medioevale
Horabona,
probabilmente portato dalla capostipite (vedi ORABONA). |
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REBOSIO |
Rebosio
ha un ceppo tra milanese e varesotto ed uno nel genovese,
potrebbe essere di origini spagnole. |
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REBUFFI
REBUFFINI
REBUFFO
RIBUFFI
RIBUFFO
ROBUFFI
ROBUFFO |
Rebuffi ha un ceppo nel milanese ed uno nel veneziano,
Rebuffini, molto molto raro, è del bergamasco, Rebuffo è tipico
del cuneese, di Camerana, Roccabruna e Dronero, con un ceppo
probabilmente non secondario a Genova, Ribuffi , molto molto
raro, è specifico di Civitavecchia nel romano, Ribuffo, molto
raro, ha un ceppo a Roma, uno a Scilla nel reggino ed uno a
Palermo, Robuffo, estremamente raro, potrebbe essere abruzzese,
della provincia di Pescara, esiste anche un ceppo nel pavese,
dove troviamo anche il quasi scomparso Robuffi, dovrebbero
derivare direttamente o tramite lievi modificazioni dal nome
medioevale Rebufus
o Robufus
di cui abbiamo un esempio a Milano in una
Cartula investiture
del 1173: "...de quibus suprascriptus quondam Mainfredus et ipse
Gallucius et Rebuffus filii eiusdem Mainfredi, et Sibiria coniux
ipsius Mainfredi, et Tutiore uxor ipsius Gallucii, et Pisana
coniux ipsius Rebuffi, fecerunt cartam venditionis ...", ma
potrebbero anche derivare da soprannomi legati a modificazioni
dialettali del vocabolo rabbuffo
(rimprovero effettuato in modo anche duro), forse per episodi,
forse per caratteristiche comportamentali, forse relative al
mestiere di sovrintendente o capo di un gruppo di lavoranti,
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nella seconda
metà del 1500 con il giurista e scrittore Petro Rebuffo de
Montepessulano autore del
Tractatus de decimis feudalibus et novalibus, De alienatione
rerum ecclesiasticarum, De congrua portione beneficiorum. |
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REBUGHINI |
Rarissimo
è specifico del lodigiano. |
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REBUSCHI
REBUSCO |
Rebuschi,
molto molto raro, è del bresciano, così come il leggermente meno
raro Rebusco, che è specifico di Salò, potrebbero derivare per
metatesi dal nome del paese bresciano di Erbusco. |
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REBUZZI |
Un ceppo
nella valle del Serio a Brusaporto (BG) in particolare ed uno a
San Benedetto Po (MN), potrebbe derivare dal nome medioevale di
origine celtica Rebutus. |
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REBUZZINI |
Assolutamente raro è specifico del milanese
integrazioni fornite da
Sergio Fantini
Verso la metà del 1500 un certo Jò Mariam Rebuzzini abitava a
Olda in val Taleggio (BG), il cognome nel 1700 fu cambiato in
Rebuccini. Gli attuali Rebuccini della Bergamasca discendono in
buona parte da lui. |
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RECAGNI
RECAGNO
RECCAGNI
RICAGNI
RICAGNO
RICCAGNI
RICCAGNO |
Entrambi molto rari, Recagni è specifico del sud milanese,
Reccagni della bassa bresciana, Recagno è specificatamente
ligure di Varazze (GE), Genova e Savona, mentre Ricagno è tipico
dell'alessandrino di Sezzadio e Alessandria in particolare con
diramazioni nel genovese, così come Ricagni che è sempre
dell'alessandrino, ma di Alessandria e Castellazzo Bormida in
particolare, Riccagni e Riccagno sono quasi unici e sono
probabilmente dovuti ad errori di trascrizione dei precedenti,
potrebbero tutti derivare da modificazioni del nome medioevale
del XII° secolo Rechus,
Recchus,
o del nome medioevale Ricandus
di cui abbiamo un esempio in
questo scritto dell'anno 868: "...Notitia in quorum presentia
qualiter interpellavit Ricandus abbas et suum monachum (sic)
alfret Machtiern, filium Jostin propter monachiam Sancti
Salvatoris, quam injuste per vim tenebat quasi sub censu....",
come potrebbero in alcuni casi derivare da una forma etnica del
paese di Recco nel genovese, troviamo tracce di queste
cognominizzazioni all'inizio del 1700 nel carrarese con il
notaio Bernardo Recagno, a Recco regge il Capitanato nella
seconda metà del 1700 il Capitano Tomaso Bernardo Recagni. |
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RECALCATI |
Cognome tipicamente lombardo specifico del milanese, con un
ceppo forse secondario nel genovese, deriva dal nome medioevale
Recalcato
di cui si ha un esempio nel XII° secolo con il Console
ammiraglio genovese Recalcato, personaggio noto con questo
cognome è stato il pittore del periodo a cavallo tra 1300 e 1400
Giovanni Recalcato.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Recalcati viene dal soprannome
Recalcatus che significa "calcato
due volte", quindi una persona
di piccola statura. |
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RECANATI |
Recanati
ha un ceppo tra anconetano e maceratese ed uno nel bergamasco,
dovrebbero derivare dal toponimo Recanati (MC). |
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RECCHI
RECCO |
Recchi è tipico dell'area che comprende Marche in particolare
Ancona, Umbria a Perugia e nel perugino e Lazio, con un ceppo
anche in Molise a Termoli (CB), Recco, molto raro, sembra
specifico di Formia, dovrebbe derivare dal praenomen tardo
latino Areccus
(vedi ARECCHI) per aferesi, tracce di queste cognominizzazioni
le troviamo a Vibo Valentia in Calabria fin dalla seconda metà
del 1400 con due Recco che si ribellano al Principe Pignatelli e
vengono quindi giustiziati, nel 1600, nel foggiano i Recco sono
una delle famiglie nobili Signori di Accadia (FG). |
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RECCHIA
RECCHIONE
RECCHIONI |
Recchia è
molto diffuso nel veronese, nel Lazio ed in Puglia, con piccoli
ceppi anche in Abruzzo, Recchione, molto molto raro, sembra
tipico del teatino, Recchioni è ben presente nell'area che
comprende le province di Macerata, il Piceno ed il teramano, con
un grosso ceppo a Roma, dovrebbero derivare, direttamente o
tramite forme accrescitive, da soprannomi originati o da
orecchie particolarmente grandi del capostipite, o da un suo
udito molto fine o da simili elementi. Troviamo tracce di
queste cognominizzazioni nel barese agli inizi del 1600 con il
sacerdote Don Gaspare Recchia ed a Putignano nella seconda metà
del 1600 con un certo don Domenico Antonio Recchia citato in un
atto. |
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RECEPUTI
RECEPUTO
RECIPUTI
RECIPUTO
RICEPUTI
RICEPUTO
RICIPUTI
RICIPUTO
RICEVUTI
RICEVUTO
RICIVUTO |
Receputo, assolutamente rarissimo, sembrerebbe siciliano,
probabilmente della provincia di Catania, Reciputo, quasi unico,
è probabilmente dovuto ad una diversa trascrizione del
precedente, Riciputo, sempre molto molto raro, ma meno dei
precedenti, è specifico del catanese, di Adrano, Catania,
Gravina di Catania e di Augusta nel siracusano, Riceputo,
sempre rarissimo, è esclusivo di Catania, Receputi,
assolutamente rarissimo, sembrerebbe dell'area toscoemiliana,
Riciputi ha un ceppo nel bergamasco, in particolare a Carona, ed
uno tra ravennate e forlivese, soprattutto a Cesena, Mercato
Saraceno, Sarsina e Forlì ed a Ravenna, Reciputi, estremamente
raro, ha un piccolo ceppo nel savonese ed uno nel forlivese,
Ricevuti ha un ceppo nel pavese ed uno nel palermitano, Ricevuto
ha un piccolo ceppo nel reggino, uno a Trapani ed Erice nel
trapanese ed a Palermo, ed uno a Cagliari e nel cagliaritano,
Ricivuto, praticamente unico, sembrerebbe del catanese, tutti
questi cognomi dovrebbero derivare dal nome medioevale
Receputo
o da sue alterazioni o traduzioni moderne come
Ricevuto,
questo nome deriva dal verbo latino
recipere,
o meglio dal suo participio passato
receptus,
che significa ricevuto,
accolto,
probabilmente perchè i genitori dei capostipiti intendevano così
esprimere il proprio ringraziamento al Signore per il figlio,
visto come un vero e proprio
dono ricevuto da Dio. |
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RECH
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Rech è molto diffuso nell'area veneto, tridentina, che copre le
province di Treviso, Vicenza, Trento e soprattutto Bolzano e
Belluno, potrebbe derivare da un soprannome originato dal
termine cimbro rech
(rastrello)
o dal termine medioevale germanico
reh (capriolo),
o meglio da un nome di località individuabile dalla presenza di
una rupe
o rech
in tedesco medioevale, ma non si può escludere possa trattarsi
di un'alterazione dialettale dell'aferesi di nomi medioevali
germanici come Odorich,
Haimrich,
Frithurich
o altri simili.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Rech è un cognome veneto, per il quale si possono fare tre
ipotesi: 1. dal nome personale germanico
Recho,
forma abbreviata di un personale composto con
rahha =
vendetta
(ted. mod. Rache)
2. nomignolo per uno che era timido o veloce nella corsa, dal
medio alto tedesco rech
= capriolo
(tedesco moderno Reh)
3. Toponimo vicino a Coblenza (Germania). |
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RECINA
RECINE |
Recina è
assolutamente rarissimo. Recine è tipico del frusinate, nella
zona di Ripi e Pofi, ha un ceppo anche a Rionero In Vulture
(PZ), dovrebbero derivare da un toponimo latino come Helvia
Recina (Macerata). |
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RECUPERI
RECUPERO
RICUPERI
RICUPERO |
Il
cognome Recuperi, praticamente unico, e l'altrettanto unico
Ricuperi, dovrebbero essere dovuti ad un'errata trascrizione di
Recupero, che è decisamente siciliano, con ceppi molto
consistenti nel messinese a Barcellona Pozzo di Gotto, Messina,
Terme Vigliatore, Furnari, Milazzo e Castroreale, nel catanese a
Catania. Belpasso, Motta Sant'Anastasia e Misterbianco, ed a
Palermo, con un ceppo anche nel barese a Polignano a Mare e
Conversano, o di Ricupero, che ha anch'esso un ceppo siciliano
nel siracusano a Siracusa, Pachino e Canicattini Bagni, a
Trapani, a Palermo ed a Scordia nel catanese, dovrebbe trattarsi
di cognomi derivati dal nome medioevale
Recuperus,
probabilmente attribuito ai capostipiti da genitori che
vedessero il quei figli una forma di consolazione e di recupero
di un figlio precedentemente perso prematuramente, dell'uso di
questo nome abbiamo un esempio nel 1200 in Sicilia, con
Recuperus de Mazaria Regius puplicus predicte terre Corilioni
notarius. |
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RECUPIDO |
Recupido
sembrerebbe specifico di Montella nell'avellinese, il cognome si
trova nella vicina Solofra (dista una ventina di chilometri in
linea d'aria, almeno dal 1600, infatti nel catasto onciario del
1754 a Solofra risulta vivere tal Giuseppe Forna del fu Michele
servitore di 46 anni, che vive con la moglie, Filippa Perrullo
di 45 anni, e con la madre, Orsola Recupido di 70 anni. |
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REDA
REDI
REDO |
Reda è tipico del cosentino, con un ceppo anche nel palermitano,
nel napoletano, salernitano ed avellinese, nel viterbese e
romano e nel maceratese, Redi è presente a macchia di leopardo
un pò in tutta Italia, con ceppi tra alessandrino e pavese, tra
vicentino, padovano e veneziano, tra fiorentino, senese ed
aretino, con presenze apprezzabili anche nel livornese e
grossetano, nel romano, tra casertano e napoletano, nel
brindisino, nel vibonese e nel catanese, Redo è invece specifico
del trevisano e veneziano, dovrebbero derivare da forme
aferetiche di nomi come il latino
Aluredes,
il normanno Aubreda
o Enoredus,
il longobardo Reccared,
o il provenzale Sered,
o da forme tronche di nomi come
Redolfus o altri simili, anche
se non si può escludere una derivazione da soprannomi originati
dal termine medioevale redo
(agnello, vitellino,
ma anche erede).
Ricordiamo Francesco Redi Gentiluomo aretino, Accademico della
Crusca, scrittore e scinziato del 1600. |
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REDAELLI |
Specifico
dell'alto milanese e Lombardia settentrionale. (vedi Radaelli) |
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REDAVID |
Tipico
del barese, di Rutigliano in particolare, dove si hanno tracce
di questo casato fra i notabili ecclesiastici fin dal XVIII°
secolo, dovrebbe derivare da un soprannome, mentre è improbabile
una derivazione dai nomi o cognomi congiunti Re e David. |
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REDIGONDA |
Assolutamente rarissimo, sembra specifico della provincia di
Pordenone, di San Vito al Tagliamento in particolare, dovrebbe
derivare dal nome germanico Fredigonde o da un suo derivato il
nome medioevale italiano Radegonda. |
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REDIVO
|
Assolutamente rarissimo, potrebbe derivare dal toponimo Redivo
nell'alta Val Brembana. |
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REDOLFI |
Molto
raro è specifico della bergamasca e del bresciano, deriva dal
nome gotico Redulf o Rodulf, diffuso già nel IX°secolo. |
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REDONDI |
Molto
raro sembrerebbe di origine bergamasca, potrebbe derivare da un
soprannome dialettale o da un toponimo come Redondesco (MN) o l'
ispano portoghese Redondo. |
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REDUZZI |
Reduzzi è tipicamente lombardo del bergamasco, di Castel
Rozzone, Calvenzano e Casirate d'Adda, potrebbe derivare
dall'italianizzazione di un ipocoristico dell'apocope del nome
germanico Reduin
, originato dal termine rad
(Consiglio)
aggiunto a win
(amico),
una seconda ipotesi lo considera come una forma ipocoristica di
una possibile aferesi di nomi come
Ansefredus,
Argefredus,
Alfredus,
Baldefredus
o altri simili, da Redus,
Reduccius. |
|
REGA
|
Rega, tipicamente meridionale, ha ceppi in Abruzzo a Roseto
degli Abruzzi nel teramano ed a Pescara, nel Lazio, a Roma e
Ciampino nel romano, a Latina ed a Pontecorvo nel frusinate,
con un grosso ceppo in Campania, nel napoletano a Giugliano in
Campania, Castello di Cisterna, Napoli, Striano, Pomigliano
d'Arco, Palma Campania, Brusciano, Nola, Somma Vesuviana,
Portici, Afragola,Marigliano, Marano di Napoli, Casavatore,
Ottaviano, Castellammare di Stabia, Qualiano e Carbonara di
Nola, a Lauro, Domicella e Quindici nell'avellinese, nel
salernitano a Mercato San Severino, Sarno, Salerno, Battipaglia,
Angri, Giffoni Valle Piana e San Mango Piemonte, e nel casertano
a Sant'Angelo di Alife e Valle di Maddaloni, ed in Puglia a
Bari, a Foggia ed a Taranto, dovrebbe derivare da un soprannome,
probabilmente scherzoso, basato su di una forma dialettale
medioevale Rega
per Re: "...de Senis partus Imperiali auctoritate notarius et
Iudex Ordinarius....annus domini MDX Indictione xiii die xviii
mensis Iulii, Regnantibus papa Iulio ii, Et Maximiliano Cesare
Romanorum Rega, a Laus Deo...". |
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REGALDI
REGALDINO
REGALDO |
Regaldi molto raro, è del vercellese, di Varallo e di
Cravagliana, Regaldino, quasi unico, sembrerebbe siciliano,
Regaldo è specifico del torinese, di Torino, San Francesco al
Campo, Corio e Ciriè, dovrebbero derivare, direttamente o
tramite una forma ipocoristica dal nome medioevale di origine
franca Regaldus,
di cui abbiamo un esempio d'uso in questo scritto relativo al
XII° secolo: "...Erat autem frater Regaldus ex Ordine fratrum
Minorum et Rotomagensis archiepiscopus et unus de maioribus
clericis de mundo. Magister cathedratus fuit Parisius et multis
annis legit theologiam in domo fratrum. ...", ma è pure
possibile una derivazione da un'alterazione del nome germanico
Reghard,
a sua volta originatosi dall'unione dei termini
rehhan (vendetta)
e hart
(duro),
con il significato di
Vendicatore. |
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REGALLI
REGALLO |
Regalli ha un ceppo piemontese, a Cavaglio d'Agogna nel novarese
ed a Valenza nell'alessandrino, ed uno a Salsomaggiore Terme nel
parmense ed a Fiorenzuola d'Arda nel piacentino, Regallo, molto
più raro, ha presenze in Piemonte ed in Lombardia, dovrebbero
derivare da una forma alterata del nome medioevale di origine
franca Regaldus
(vedi REGALDI) o da forme aferetiche di toponimi come Ceregallo
o Peregallo nel milanese. |
|
REGATTIERI
RIGATTIERI |
Regattieri ha un ceppo tra mantovano e modenese con nucleo a
Concordia sulla Secchia (MO) ed uno a Verona e nel veronese,
Rigattieri è tipicamente emiliano, di Reggio Emilia, Ferrara e
Parma, si tratta di tipici cognomi derivati dal mestiere del
capostipite, che molto probabilmente faceva appunto il
rigattiere, anticamente chiamato regattiere, che indica chi
commerciava in roba usata. |
|
REGAZZETTI
REGAZZI
REGAZZIN
REGAZZINI
REGAZZO
REGAZZOLA
REGAZZONI |
Regazzetti è molto raro ed è tipico del sudmilanese e cremasco,
Regazzi ha due nuclei distinti, nel bergamasco e nel bolognese,
Regazzini e Regazzin sono estremamente rari, forse del veronese,
Regazzo, abbastanza raro, è tipico delle province di Padova e
Venezia, Regazzola, quasi unico, potrebbe essere del sudmilano,
Regazzoni è specifico lombardo del nordmilanese e del
bergamasco, tutti questi cognomi derivano dal termine tardo
latino ragatius
(garzone, mozzo).
Abbiamo tracce di questo genere di cognomi già verso la fine del
1300, con Franciscus Ragatius de Cremona dottore di teologia e
Vescovo di Bergamo, nella seconda metà del 1600 Giacomo Antonio
Regazoni è uno dei Consules
mercatorum Bergomi, i tre
consoli della congregazione dei mercanti della città di Bergamo. |
|
REGE
REGI
REGO |
Rege è tipicamente piemontese, di Giaveno e Coazze nel torinese
e di Mosso e Veglio nel biellese, Regi ha un piccolo ceppo
fiorentino ed uno a Pineto nel teramano, Rego, quasi unico
sembrerebbe piemontese, questi cognomi dovrebbero derivare da
italinizzazioni del termine Rix
gallico o Regis
latino, entrambi con il significato di
Re o di
Capo di una comunità. |
|
REGGIANI |
Tipico
emiliano, dovrebbe derivare dal toponimo Reggio Emilia. |
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REGGIARDI
REGGIARDO
REGIARDO |
Reggiardi
e Regiardo assolutamente rarissimi, dovrebbero essere un ceppo
secondario il primo e il secondo un errore di trascrizione di
Reggiardo, che è tipico dell'area centro settentrionale del
genovese, dovrebbero derivare da da una variazione del nome
germanico Reginwalt (Reginardo o Reginaldo), troviamo il nome
Reginardo citato in atti già dal 1100. |
|
REGGIO
|
Reggio è
presente in modo saltuario in tutta l'Italia, ha ceppi
piemontesi, lombardi, liguri, veneti, friulani, laziali,
campani, pugliesi e calabresi, dovrebbero tutti derivare dai
molti toponimi contenenti la radice Reggio. |
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REGINA
REGINI
REINA
REINI |
Regina è tipico del sud, di Napoli, Mormanno (CS), Grumo Appula
(BA), Castel di Lucio (ME), Siracusa ed Alcamo (TP), Regini è
più dell'Italia centrale, Toscana, Marche e Lazio, con un ceppo
anche nel veneziano, Reina sembrerebbe originario della Sicilia
occidentale, ma esistono ceppi lombardi trattati a parte, Reini
è quasi unico, derivano o direttamente o dalla forma dialettale
del nome tardo latino Regina
(riferito alla Madonna = regina
coeli). |
|
REGIS
|
Regis è molto diffuso in tutto il Piemonte, anche se
particolarmente presente nel torinese e nel cuneese, presenta
inoltre un piccolo ceppo nell'udinese, potrebbe derivare dal
nome Regis,
particolarmente presente in Francia. |
|
REGITANO
REITANO
RIGGITANO
RIGITANO
RIITANO
RIJTANO
RISITANO
RISSITANO
RIZITANO
RIZZITANO |
Regitano è praticamente unico ed è o una forma arcaica di
Reitano o un errore di trascrizione di Rigitano, Reitano è
specifico del reggino, del messinese e del catanese, Riggitano è
rarissimo ed è un'altra forma di Rigitano, che è tipico della
Calabria meridionale, Riitano è specifico della provincia di
Catanzaro e di Guardavalle in particolare, Rijitano, forma
arcaica del precedente, è assolutamente rarissimo, Risitano è
tipico di Messina, Rissitano e Rizitano, praticamente unici,
sono dovuti probabilmente ad un errore di trascrizione,
Rizzitano è specifico dell'area dello stretto di Messina di
Messina e di Palmi (RC), tutti questi cognomi derivano da forme
dialettali dell'etnico di Reggio Calabria come ad esempio
reggitanu
o rigghitanu. |
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REGNANI |
Tipico di Scandiano e Reggio Emilia nel reggiano, dovrebbe
derivare dal toponimo Regnano (RE), secondo alcuni potrebbe
derivare dal nome medioevale
Regnanus, ma è altamente
improbabile. |
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REGNASCO |
Regnasco, assolutamente rarissimo, è tipico del savonese, di
Varazze in particolare, potrebbe derivare da un toponimo ora
scomparso, ma è pure possibile che derivi dal nome francese
medioevale Régnier,
anche se la terminazione in asco, tipica dell'antico ligure, fa
propendere per la prima ipotesi. |
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REGNI
REGNO |
Regni è tipico della fascia centrale che comprende l'anconetano,
il perugino, il viterbese ed il romano, in particolare Perugia e
Gubbio nel perugino, Corinaldo e Senigallia nell'anconetano,
Tuscania e Monte Romano nel viterbase e Roma, Regno è diffuso
nella medesima zona con un piccolo ceppo anche nel cosentino,
un'ipotesi propone una derivazione dal nome medioevale francese
Régnier,
o per apocope dal nome medioevale germanico
Regnolfus,
secondo altri si tratterebbe invece di un nome medioevale
italiano originato dall'apocope del nome
Regnulus,
la latinizzazione del nome gotico
Rain o
Rahne,
un'altra ipotesi suggerisce che derivino da nomi che augurassero
il Regno dei Cieli ai neonati, che sarebbero poi diventati i
vari capostipiti, un'ultima ipotesi propone che possa invece
trattarsi di cognomi attribuiti a dei trovatelli. |
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REGOLI
REGOLINI
REGOLINO
REGOLO |
Regoli è diffuso nel bolognese, in Toscana, a Roma e nella zona
di Acquasanta Terme (AP) e Norcia (PG), Regolini ha un ceppo a
Mori (TN), uno a Chianni (PI) ed a Livorno ed uno a Roma,
Regolino, quasi unico, è dovuto da un errore di trascrizione del
precedente, Regolo è molto molto raro, dovrebbero derivare dal
cognomen latino Regolus,
ricordiamo Marco Attilio Regolo, console romano attorno al 267
a. C.: "Cum esset consules Lucius Manlius Vulso et Marcus
Atilius Regulus, Romani in Africam bellum transtulerunt et
contra Hamilcarem, Carthaginensium ducem, terra marique
pugnaverunt ...". |
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REGONDI |
Regondi ha un ceppo lombardo nel milanese a Varedo, Bovisio
Masciago e Cesano Maderno, ed un piccolissimo ceppo a Piacenza,
dovrebbe derivare dal nome portato dal capostipite, il nome
medioevale Regundus,
a sua volta originato dal termine latino medioevale
regundus,
una forma arcaica di regendus,
che significa da governare, ricordiamo con questo nome un
cavaliere al seguito di Carlomagno primo in ordine d'importanza
fra i cavalieri al seguito del Re. |
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REGONESI |
Regonesi è tipicamente lombardo del bergamasco, in particolare
di Verdello, Verdellino, Bergamo e Dalmine, con ceppi anche a
Vailate nel cremonese, si dovrebbe trattare di una forma etnica
di toponimi come Regona nel bresciano, o Regona nel cremasco,
che a loro volta dovrebbero derivare da una voce dialettale
lombarda reeguna
che indica il terreno soggetto a periodiche inondazioni,
normalmente perchè in prossimità di un corso d'acqua. |
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REGORDA |
Rarissimo
è specifico del lodigiano, ma dovrebbe derivare dal toponimo
Regorda, località di Rota d'Imagna (BG). |
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REGOSA
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Regosa è
specifico di Brescia e Manerbio nel bresciano, dovrebbe derivare
da un nome di località sull'Adamello, sempre nel bresciano. |
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REHO
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(vedi DE RAHO
) |
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REINAUD
REINAUDI
REINAUDO
REYNAUD
REYNAUDI
REYNAUDO |
Tutti questi cognomi sono specifici del Piemonte occidentale,
Reinaud e Reinaudi, assolutamente rarissimi, sono del torinese,
Reinaudo è di Barge nel cuneese e di Torino, Pinerolo e
Moncalieri nel torinese, Reynaud, molto molto raro, è tipico del
torinese, così come l'ancora più raro Reynaudi, Reynaudo invece
è più specifico del cuneese, di Piasco e Fossano,
integrazione fornita da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale
Reinaudo
(con una variante in Reynaudo),
che, per tramite del francese
Reynaud, nasce da
un'italianizzazione del nome germanico
Reinwald,
meglio conosciuto nella forma
Rinaldo (vedi Rinaldelli). In
conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi
personali dei capostipiti. |
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REINERI
REINERO
REYNERI
REYNERO |
Reineri è tipico del basso cuneese, Reinero, più raro, è tipico
del torinese, Reyneri e Reynero sono assolutamente rarissimi e
dovrebbero essere anch'essi piemontesi, dovrebbero derivare dal
nome medioevale di origine germanica
Reinerus
(variante del più diffuso in Italia
Rainerius),
di cui abbiamo un esempio nel 1100 a Figline (FI) con "...In
presentia Catinatci et Rolandini de Licingnano et Ildebrandini
Tedericoli et Reineri Bentii et Butti filii Tegrimuli et
Teutionis et Gozi de Castellatti et Iohannis Gerardini et
Ardimanni Banduli et Brunitti de Galllanella...". |
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REIS
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Reis, assolutamente rarissimo, non ci risulta essere un cognome
italiano, ma estero di recente importazione, l'eventuale origine
italiana, in qualche rarissimo caso, potrebbe dipendere da
un'alterazione anagrafica del cognome
Rais
(vedi RAIS). |
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RELA
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Rela ha
un ceppo a Genova, uno molto piccolo a Borgo a Mozzano nel
lucchese ed a Livorno ed uno ad Asiago nel vicentino, dovrebbe
derivare da nomi di località chiamate Rela come quella nel
vicino trentino, o come quella presente in Valtellina a Mazzo, o
altre simili. |
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REMEDI
REMEDIA
REMEDIO |
Remedi ha un ceppo ligure nello spezzino a La Spezia, Bolano e
Vezzano Ligure, un ceppo nel lucchese soprattutto a Massarosa ed
uno nelle Marche a Pesaro ed a Morro d`Alba nell'anconetano,
Remedia ha un ceppo a Piobbico nell'urbinate ed a Pesaro, ed uno
a Roma, Remedio, molto più raro, parrebbe lombardo, dovrebbero
derivare dal nome medioevale
Remedius,
Remedia,
ricordiamo con questo nome San Remedius Vescovo gallico morto
tra la fine del 700 e gli inizi dell'800 (vedi anche RIMEDIO). |
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REMERSARO |
Remersaro, assolutamente rarissimo, è dell'area tra alessandrino
e genovese, probabilmente originario della Val Vobbia e del
comune di Vobbia nel genovese. |
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REMI
REMO |
Remi,
molto raro, è del centronord, con un ceppo tra bresciano e
mantovano, uno nel bolognese, uno tra pesarese ed aretino, ed
uno a Roma, Remo, veramente raro, è specifico di Reggio
Calabria, con un piccolo ceppo anche ad Enna, dovrebbero
derivare dal nome latino Remus, lo stesso portato dal fratello
di Romolo, il fondatore di Roma. |
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REMIGI
REMIGIO |
Remigi ha un ceppo a Roma, uno a Gualdo Tadino (PG) ed uno
secondario a Terni, uno in puglia nel Salento a Specchia (LE) ed
uno a Zugliano nel vicentino, Remigio è tipicamente abruzzese,
della provincia di Pescara, Montesilvano, Pescara e Citta`
Sant`Angelo e nel chietino di Francavilla al Mare, derivano dal
nome medioevale Remigius
di cui abbiamo un esempio in un
Praeceptum Lotharii I imperatoris
dell'anno 841 a Cremona: "...HLOTHARIUS SERENISSIMI AUGUSTI
REMIGIUS NOTARIUS AD INVICEM AGILMARI RECOGNOVI...". |
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REMONDI
REMONDINI
REMONDINO |
Remondi, molto raro, ha un ceppo ad Albino (BG), uno nella zona
di Mirandola e San Felice Sul Panaro (MO) ed uno a Roma,
Remondini ha un nucleo tra Mapello e Palazzago (BG) ed uno a
Imola (BO), Remondino è tipico del torinese, derivano dal nome
medioevale Remondus
di cui abbiamo un esempio nel 1500: "...Ego Remondus Comes et
uxor mea infanta dona Urraca, Adephonsi regis filia,...", tracce
di queste cognominizzazioni le troviamo a Scalve (BG) nel 1300
con il notaio Martino de Remondi ed a Venezia nel 1600 con il
libraio editore Antonius Remondinus.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Remondi, col derivato Remondini, muove dal personale longobardo
Raginmund
(dal germ. *ragin
- «consiglio; decisione ispirata
dagli dei» e da *munda-
«protezione; protettore»),
donde anche il cognome Raimondi, col probabile significato di «protezione
divina» (De Felice). Il
personale Ragimundus compare in carte modenesi dal 1005;
Raimundus dal 1025; Raimundinus dal 1143. Fonte: F. Violi,
Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996. |
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REMORINI
REMORINO |
Remorini,
abbastanza raro, è tipicamente toscano, presente con piccoli
ceppi a Carrara, a Suvereto nel livornese, e nel pisano a Pisa,
Santa Croce sull'Arno e San Giuliano Terme, Remorino,
assolutamente rarissimo, ha un piccolissimo ceppo genovese ed
uno napoletano, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal
termine dialettale per rosmarino. |
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REN
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Ren
è tipico del bellunese, di Gosaldo, Agordo e Sedico e di
Montebelluna nel trevisano.
integrazioni fornite da
Andrea Ren
cognome proveniente dalla località Ren nelle vicinanze di
Gosaldo (BL), vicino ad Agordo (BL). Da qui si ha notizie di
un'emigrazione di famiglie verso la pianura, nel trevigiano e
nel vicentino, verso la metà dell'800. |
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RENA
RENI
RENIS
RENO |
Rena, molto raro, ha un ceppo piemontese, soprattutto nel
torinese, con presenze anche in Lombardia, Reni è se possibile
ancora più raro, parrebbe emiliano o toscano, Renis ha un ceppo
campano tra napoletano e salernitano ed uno salentino, Reno,
assolutamente rarissimo, parrebbe del Salento, potrebbero
derivare dalla Gens Renia
o dal nomen latino Renus,
Rena
di cui abbiamo un esempio nello scrittore Renus Savinus, ma è
pure possibile un origine ottenuta dall'aferesi di nomi come
Tirrenus
o Serenus. |
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RENAI
RENAIOLI |
Renai è
tipicamente toscano del fiorentino in particolare, di Firenze,
Pontassieve e Pelago, Renaioli, sempre toscano, è del
grossetano, di Grosseto e Sorano, dovrebbero derivare dal
mestiere di cavatore o mercante di sabbia o rena. |
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RENDA
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Tipico
meridionale, ha un nucleo in Sicilia ed un ceppo in Calabria,
dovrebbe derivare dall'aferesi di una variazione dialettale del
nome greco Layrentios (Lorenzo). |
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RENDE
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Specifico
del cosentino, deriva dal toponimo Rende (CS). |
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RENDINA
RENDINE |
Tipici meridionali, Rendina sembra avere più ceppi, nel
napoletano, nel foggiano ed in Basilicata, Rendine invece è
tipico di Foggia e del foggiano, dovrebbero derivare alcuni
dall'aferesi di una variazione dialettale del nome greco
Layrentios
(Lorenzo),
altri da nomi di località, come Rendina dal fiume omonimo
nell'alta Murgia in Puglia. o Rendina in Basilicata.
Personaggio famoso fu nel 1600 il lucano Rendina, autore di una
"Istoria della città di Potenza", i Conti Rendina divennero
nella seconda metà dello stesso secolo feudatari e signori
dell'area di Campomaggiore (PZ). |
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RENDINI |
Molto
raro è tipico della provincia di Roma, potrebbe derivare
dall'etnico Laurentini dal latino Laurentes (popolo laziale
preromano). |
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RENIER
RENIERI
RENIERO |
Renier è tipico veneziano, Renieri è specifico del basso
fiorentino nella zona tra Empoli e San Gimignano, Reniero è
specifico di Valdagno (VI), derivano dal nome medioevale
Renierus (Ranieri) di cui abbiamo un esempio illustre con il
Doge veneziano Renierus Zen nel 1200 e nel volterrano sempre nel
1200 con il notaio Renierius: "...Ego Renierius notarius ut
supra continetur. rogatus scribere illis interfui et eadem in
publica forma redegi. ...".
integrazioni fornite da
http://www.casatoboffo.it
Da Ragusa( l'attuale Dubrovnik, in Croazia) la famiglia Reniero
, o Renier, venne a Venezia nell'anno 1092. Assunta da principio
al Consiglio, ne rimase esclusa nel 1297 con la serrata del
Maggior Consiglio voluta dal Doge Pietro Gradenigo, che definì i
limiti del patriziato con le sole famiglie che in quel momento
erano presenti con propri membri nel supremo organo della
Repubblica.Solo nel 1381 vi fu riammessa dopo che Nicolò Renier,
< patron de nave > , pagò i soldati, e fece altre offerte alla
Repubblica nella guerra contro i Genovesi. Egli abitava in calle
S. Pantaleone, il che fa sospettare che fino a quell'epoca la
sua famiglia avesse abitato proprio lì. |
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RENNA
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Tipico di
Campania, Puglia e Sicilia, dovrebbe derivare da una
modificazione del nome greco Rhendes, in alcuni casi può anche
derivare da toponimi, in alcuni casi scomparsi, come Renna di
Casal di Principe (CE), Renna (RG), Renna (BR), Renna (CS),
Selva Renna (AV) o molti altri, troviamo tracce di questo
cognome nel 1500 a Tricase (LE) con 'architetto Antonio Renna
che nel 1524 condusse la costruzione del castello di Caprarica
(LE). |
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RENNE
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Molto
raro è specifico dell'alto cosentino, zona di Amendolara (CS) e
comuni circostanti, potrebbe derivare dal toponimo Rende (CS). |
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RENOLDI
RINOLDI |
Renoldi è tipicamente lombardo, del milanese e varesotto
soprattutto e dell'area bergamasco bresciana, Rinoldi,
rarissimo, forse di origini cremonesi o mantovane, derivano dal
nome medioevale italo germanico
Renoldus di cui troviamo tracce
nel Codice Diplomatico Bresciano
a Brescia in un atto del 1116: "...quae pecia de terra iacet in
territorio suprascriptae civitatis, in loco ubi dicitur Mezane;
coheret ei: a mane est flumen et suprascripti Oddonis, a meridie
Renoldi, a sera via et in parte Milonis et Muscardi...", ed
anche in uno scritto del 1148 :"...Eodem anno et eadem
expeditione intrante Augusto, cum esset estus intolerabilis,
nebulosa et pestilens aura, multi de primoribus regni obierunt,
inter quos Renoldus, Coloniensis archiepiscopus, Daniel,
Pragensis episcopus, ibidem mortui sunt,...". |
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RENZI
RENZINI
RENZINO
RENZO
RENZONE
RENZONI |
Renzi è molto diffuso in tutto il centronord, Renzini è tipico
del perugino, Renzino è quasi unico, Renzo, abbastanza raro, è
del sud, del cosentino, in particolare di Rossano, Calopezzati e
Corigliano Calabro, e di Messina, Renzone, molto raro, ha un
ceppo nel foggiano, a Motta Montecorvino e Lucera, Renzoni è
tipico della fascia centrale, con un piccolo ceppo nello
spezzino, vari ceppi in Toscana,uno tra riminese e pesarese ed
uno tra viterbese e romano, dovrebbero tutti derivare,
direttamente o tramite forme ipocoristiche od accrescitive,
dall'aferesi del nome Lorenzo. |
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REPACI
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Repaci è specifico del reggino, di Campo Calabro, Palmi, Villa
San Giovanni e Fiumara, dovrebbe derivare dall'italianizzazione
del cognome greco Repakis. |
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REPOLE
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Repole, specifico dell'area campano, potentina, di Sant'Angelo
dei Lombardi nell'avellinese e di Rapone nel potentino, con
piccole presenze nel cosentino, potrebbe derivare dal nome della
località Repole nel crotonese o dal nome di altre località
sempre basate sul termine greco antico ρέπω repo (stare
in basso). |
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REPOSSI |
Molto
raro è tipico del sudmilanese e pavese, troviamo a Melegnano nel
1683 il curato della chiesa di S. Giovanni, don Repossi e
sempre verso la fine del 1600 esistono atti che riguardano
proprietà in Melegnano redatti dal notaio Andrea Repossi. |
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REPUPILLI |
Assolutamente rarissimo, sembrerebbe marchigiano, probabilmente
della zona di Corridonia (MC) e Petriolo (MC), dovrebbe derivare
dal nome romano Popilius, ricordiamo Marcus Popilius Laenas più
volte console e pretore, leggiamo in Ab Urbe condita di Tito
Livio: "...consules creati Cneus
Cornelius Scipio Hispallus Quintus Petilius Spurinus. praetores
inde facti Marcus Popilius Laenas Publius Licinius Crassus ...",
il nome starebbe ad indicare proprietà di Popilio, cioè res
Popilii. |
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RESA
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Quasi
unico sembrerebbe tipico del milanese. |
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RESASCO |
Resasco è
tipicamente ligure, di Vernazza e Genova nel genovese e di La
Spezia, potrebbe derivare da una forma aferetica riferita al
nome del luogo di provenienzaa dei capostipiti, probabilmente il
paese di Boresasco sull'appennino parmense ai confini con la
Liguria. |
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RESCALDINA |
Assolutamente rarissimo, dovrebbe derivare dal nome del paese di
Rescaldina nel milanese. |
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RESCHIOTTO |
Reschiotto, quasi unico, è specifico della zona tra trevisano e
pordenonese, potrebbe derivare da un soprannome dialettale
veneto arcaico basato sul termine
reschioto
(avventato, che agisce senza
considerazione, precipitoso). |
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RESCIGNO |
Abbastanza raro è tipico della zona tra napoletano e
salernitano, dovrebbe derivare dal toponimo Roscigno (SA), ma è
pure possibile una derivazione da soprannomi originati dal
vocabolo dialettale rescignolo
o roscignolo
(usignolo)
forse grazie a particolari caratteristiche canore del
capostipite. |
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RESCONI |
Molto
raro e specifico del bresciano, dovrebbe discendere da un
soprannome legato al vocabolo dialettale resca (lisca di pesce). |
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RESEGOTTI |
Molto raro è tipico del milanese, deriva da un soprannome
dialettale originato dal vocabolo
resegà (segare)
e starebbe ad indicare probabilmente il mestiere di falegname. |
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RESIMINI |
Resimini, quasi unico, sembrerebbe del veronese, dovrebbe
trattarsi di una forma ipocoristica alterata derivata dal nome
Erasmo
(vedi ERAMI). |
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RESSIA
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Ressia è tipicamente piemontese, del torinese, di Torino e
Collegno, del cuneese, di Alba e Santa Vittoria d'Alba, di
Alessandria e di Candelo nel biellese.
integrazioni fornite da
Daniele Zaia
Deriva dal termine dialettale piemontese
ressia (speciale
sega montata su di un telaio di legno). |
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RESTA
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Presente
soprattutto in Puglia, ha ceppi anche nel ravennate, nell'alta
Lombardia e nel torinese, l'ipotesi più plausibile è una
derivazione dal nome latino Restus di cui abbiamo un esempio in
un'antica lapide: "...Tiburtinus decanus hab(et) / filium
adcrescentem / Ianuarius circit(or) sine / filiis / Restus
circit(or) hab(et) / filios IIII Sabatium / qui et ipse hab(et)
fil(ios) Restu/tum et Augurinum ...", potrebbe anche derivare da
un nome di località. |
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RESTELLI |
Specifico della zona che comprende le province di Milano, Varese
e Como, dovrebbe derivare da soprannomi originati dal termine
arcaico restello
(zona di sosta, ostello di
quarantena), con riferimento
forse alla località di origine del capostipite o a particolari
caratteristiche di ospitalità dello stesso.
integrazioni fornite da
Aldo Piglia, Milano
Potrebbe derivare dal termine dialettale
restell
cioè rastrello (cfr.Dizionario Milanese-Italiano di Cletto
Arrighi, Milano 1896). Si tratterebbe quindi di una derivazione
dalla professione (contadino) del capostipite. Questa ipotesi è
avvalorata dalla distribuzione di questo cognome soprattutto
nelle zone ex-rurali. |
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RESTIVO |
Tipico
siciliano, deriva da un soprannome legato al vocabolo dialettale
restivu (di carattere chiuso, schivo) originato evidentemente da
una caratteristica caratteriale del capostipite. Troviamo già
nel 1600 un mastro operaio di nome Restivo, citato in un
contratto d'appalto redatto a Siracusa. |
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RESTORI
RISTORI
RISTORO |
Restori è tipico del parmense, di Parma in particolare, ma anche
di Fornovo di Taro e Salsomaggiore Terme, Ristori e tipicamente
toscano, molto diffuso a Firenze, ma con buone presenze anche a
Empoli, Figline Valdarno, Bagno a Ripoli, Sesto Fiorentino e
Pontassieve nel fiorentino, a Livorno e Rosignano Marittimo nel
livornese, a Bibbiena, e Pratovecchio nell'aretino, a Pontedera
e Pisa nel pisano, a Prato, a Follonica nel grossetano ed a
Poggibonsi nel senese, Ristoro, assolutamente rarissimo,
sembrerebbe dovuto ad un'errata trascrizione del precedente,
questi cognomi dovrebbero tutti derivare dal nome medioevale
Restorus,
di cui abbiamo un esempio con Restorus de populo Sancti Ambrosii
pisano, nel trattato di pace siglato tra il balivo e i consoli
di Montpellier ed il procuratore e nunzio del podestà di Pisa
nel 1225, questo nome veniva attribuito probabilmente ai
capostipiti da genitori, che, avendo subito la perdita
precedente di un figlio, trovassero, con la nascita del nuovo
figlio, appunto un ristoro per il proprio dolore ed una sorta di
sostituzione del figlio perso. |
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RESTUCCI
RESTUCCIA
RESTUCCIO |
Restucci, molto raro, è del napoletano, Restuccia è tipico della
Sicilia orientale, del reggino e del vibonese, particolarmente
diffuso a Messina, Lipari e Furci Siculo nel messinese, ad
Avola, Siracusa e Lentini nel siracusano, a Catania ed a
Palermo, a Joppolo, Rombiolo, Nicotera e San Calogero nel
vibonese ed a Rosarno e Cosoleto nel reggino, Restuccio, quasi
unico, è meridionale, dovrebbero derivare da soprannomi
originati dal termine arcaico
restuccia o
restuccio,
stante ad indicare dei piccoli
campi adibiti pascolo. |
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RETTORE
RETTORI |
Rettore è
tipico del padovano, mentre Rettori è fiorentino, derivano
entrambi dalla carica di Rettore o Reggitore, che già nel
medioevo stava ad indicare un magistrato cittadino. |
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RETUS
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Assolutamente rarissimo, presente solo nel nord Italia, un
nostro lettore, Aldo Retus di Lodi, ci suggerisce i risultati
delle sue ricerche: Retus (da cui deriverebbero anche i cognomi
Retusi, Rethus e Rectus, Retussi, Rhetus e altre varianti ),
compare in questa forma (Iohannes Retus) già nel XII° secolo,
attestato da un Regesto per il pagamento di tasse di fodro e di
giogatico delle terre site fra Pavia e Milano (Pavia, Biblioteca
Civica Bonetta). In Svizzera Retus è comune come nome di
battesimo (spesso nella forma Reto) soprattutto nel Cantone dei
Grigioni, inesistente invece come cognome.
I Grigionesi sono di
lingua reto-romancia, ed il nome Retus-Reto indica proprio
l'appartenenza a quelle popolazioni (v. anche il latino classico
Raetus o Raeticus = retico, abitante delle Alpi Retiche).
Alcuni esperti di Coira
propendono per la derivazione del cognome Retus dal nome di
battesimo o dal luogo di provenienza (fenomeni frequentissimi in
onomastica: vedi i vari Degli Antoni, Di Pietro, Angela;
Veronese, Bergamaschi, Tedeschi ecc.). Retus, quindi, originario
della Rezia. Scomparse le tracce nella storia, soccorre la
leggenda, che fa discendere le popolazioni della Rezia da un
principe etrusco, Rhaetus, proveniente dalla pianura Padana nel
VII sec. a.C., raffigurato in una antica stampa di cui ho
casualmente trovato una copia. |
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RETUSI
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Assolutamente rarissimo, quasi unico, sembra essere tipico del
sudmilanese, lodigiano, potrebbe derivare da un soprannome
legato al vocabolo latino retusus (ottuso, spuntato). Un'altra
ipotesi è quella del Sig. Aldo Retus: che ci dice di questo
cognome che esso: Compare in questa forma a partire dal '700,
probabile italianizzazione (o plurale) di Retusius, presente in
altri documenti, questo a sua volta frutto della
"latinizzazione" di Retus da parte di qualche parroco
iperzelante che volle rendere più "latino" un nome che latino (o
etrusco?) era già ad abundantiam. |
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REUTER
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Reuter, estremamente raro, ha qualche sporadica presenza in
Lombardia ed in Toscana.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Quanto a Reuter, sono possibili diverse ipotesi:
- da uno dei numerosissimi toponimi Reutte, Reuthe, ecc.
- dal medio alto tedesco riute
= appezzamento di terreno reso
coltivabile con il dissodamento
- dal medio alto tedesco ritoere
= cavaliere
- dal medio alto tedesco
riutoere =
colui che dissoda. |
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REVALOR |
Assolutamente rarissimo, del torinese, potrebbe derivare dal
toponimo Rivarolo Canavese (TO), ma potrebbe essere anche di
origine francese e derivare da un soprannome originato dal fatto
che la famiglia abitava sulla riva di un corso d'acqua, o
derivare direttamente da un'alterazione del cognome francese
Revarole, difficile una derivazione dal nome francese Revaud
(Rivaud). |
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REVELANT |
Tipico
della zona di Magnano in Riviera e Tarcento (UD), dovrebbe
derivare da un soprannome dialettale originato dal carattere
particolarmente ribelle del capostipite |
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REVELLI
REVELLO |
Entrambi
tipici del cuneese, derivano dal toponimo Revello (CN), I
Revello, nobilissima famiglia furono feudatari di terre nel
cuneese fin dal medioevo, nel 1600 a Varallo (VC) troviamo un
Pietro Paolo Revelli in qualità di fabbricere del Sacro Monte. |
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REVELLINO |
Revellino, molto molto raro sembrerebbe specifico di Torino e
del torinese, dovrebbe derivare da un nome di località originato
da un diminutivo del termine celta
roa (ghiaieto,
frana), riferito forse a
caratteristiche del terreno di abitazione, ma è pure possibile
una derivazione longobarda dal termine
rebæ (copertura,
tetto, abitazione), intendendo
forse una casa isolata. |
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REVERE
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Assolutamente rarissimo, potrebbe essere lombardo e dovrebbe
derivare dal toponimo Revere (MN).
ipotesi suggerita da Aldo
Piglia - Milano
il cognome è tipico di Trieste. Le attestazioni sono due:
Giuseppe Revere (Trieste, 1812-1889), letterato e patriota
collaboratore di G. Mazzini; un altro Giuseppe Revere legionario
a Fiume assieme a G. D'Annunzio. |
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REVERSI
REVERSO |
Reversi, tipico dell'Italia centrale, ha un ceppo a Fabriano
nell'anconetano, uno a Montalto di Castro nel viterbese ed uno,
il più consistente, a Roma, Reverso è tipicamente piemontese,
del torinese e dell'alessandrino, dovrebbero derivare dal
termine latino reversus
(ritornato),
probabilmente riferito a pellegrini o crociati dopo il loro
insperato ritorno dalla Terra Santa. |
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REVERZANI |
Assolutamente rarissimo potrebbe essere emiliano o lombardo,
potrebbe derivare dal toponimo Revere (MN). |
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REY
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Rey
ha ceppi in Piemonte a Torino, Salbertrand nel torinese e Ronco
Biellese, in Val d'Aosta a Courmayeur, Nus e Cogne ed a Napoli,
dove è probabilmente di origini spagnole, il cognome
settentrionale è di origini savoiarde, dovrebbe derivare da
soprannomi originati dal termine
rey (re)
ad indicare caratteristiche comportamentali del capostipite o
riferirsi ad episodi dove lo stesso ha occupato un posto di
particolare rilievo. |
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REZA
REZZA |
Reza è unico e dovrebbe essere il frutto di un'errata
registrazione del cognome Rezza, che ha un ceppo a Vische nel
torinese ed a Cigliano nel vercellese, uno molto piccolo nello
spezzino, uno a Roma e Velletri nel romano ed a Roccasecca nel
frusinate, uno ad Acerra nel napoletano, uno nel barese a
Modugno e Bari, ed uno a Palermo, cognome che potrebbe derivare
dal nome ebraico Rhesa
o dal suo alterato turco Rheza,
e dal derivato arabo Reza,
o anche dal nome albanese Rezzan. |
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REZOAGLI
REZZOAGLI |
Molto
raro Rezoagli, un pò meno Rezzoagli, sono entrambi tipici del
piacentino, della zona appenninica di Ferriere (PC) in
particolare, dovrebbero derivare dal toponimo Rezzoaglio (GE)
sull'appennino ai confini tra genovese e piacentino. |
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REZZAGHI |
Molto
molto raro è tipico del milanese e della zona tra mantovano e
bolognese, dovrebbe derivare dal toponimo Rezzago (CO). |
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RHO
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Rho è
tipico del milanese, con presenze significative, oltre alla
provincia di Milano, in quasi in tutta la Lombardia, varesotto,
lecchese, bergamasco, cremonese, lodigiano e pavese, deriva dal
toponimo Rho (MI). |
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RHODIO
RODIA
RODIO |
Rhodio, tipicamente romano, è una forma arcaica del cognome
Rodio che è tipico della Puglia, di Guagnano nel leccese, di
Locorotondo nel barese, di Martina Franca nel tarentino, di
Ceglie Messapica ed Ostuni nel brindisino, ma è ben diffuso in
tutta la regione al di fuori del foggiano, Rodia ha un ceppo
campano a Serino nell'avellinese ed a Napoli, ed uno pugliese
nel brindisino, a Francavilla Fontana e Latiano, dovrebbero
derivare dal nome greco Ρόδιος Ròdios o della sua
versione latina Rhodius,
abbiamo un illustre esempio nell'erudito scrittore classico
greco Apollònios Ròdios
(Aπολλώνιος Pόδιος) Rettore
della Biblioteca di Alessandria nel III° secolo a. C., potrebbe
però anche derivare dal fatto di essere il capostipite
originario della città di Rodi, fatto più probabile per il ceppo
pugliese: "Rhodianus, insulae Rhodi incula, qui Rhodius
Rhodiensis, Rhodiacus etiam dicitur....", difficile ipotizzare,
anche se non impossibile, una derivazione dal toponimo Rodio nel
salernitano. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad
Ostuni nel brindisino nella seconda metà del 1700 con il locale
sindaco Donato Rodio. |
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RIA
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Ria
è specifico del Salento, particolarmente della zona di
Sannicola, Tuglie, Parabita e Matino (LE).
integrazioni fornite da
Da Fabio Paolucci (Salerno)
Ria è un tipico cognome leccese, diffuso anche a Roma, Livorno e
Milano per effetto del fenomeno migratorio. Dovrebbe derivare
dall\'aferesi del nome personale femminile Rosaria, oppure dal
nome greco Rhianus, nome anche di un famoso poeta epico del III°
sec. a. C. |
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RIANI
RIANO |
Riani è tipico della zona che comprende il parmense, il massese
ed il lucchese, Riano, molto raro, è del napoletano, dovrebbero
derivare dal nome medioevale
Rianus, una forma aferetica di
nomi latini come Valerianus,
Marianus,
Florianus,
Hadrianus,
o altri simili, in qualche caso possono derivare da nomi di
località come ad esempio Riano nel parmense, o nel romano, o
altri simili. |
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RIAVEZ
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Assolutamente rarissimo è tipico dell'udinese della zona
orientale ai confini con la Slovenia, di origini slave, deriva
da un soprannome determinato dal vocabolo slavo
rjáv (bruno,
di carnagione olivastra). |
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RIBALDI
RIBALDO
RIBAUDO
ROBALDO
ROBAUDO |
Ribaldi ha un piccolo ceppo tra mantovano e modenese ed uno
romano, Ribaldo, assolutamente rarissimo, è del ragusano,
Ribaudo, di origine siciliana, specifico delle province di
Palermo e Messina, Robaldo è piemontese, del cuneese in
particolare, mentre Robaudo, quasi unico, è più ligure,
dovrebbero derivare tutti da soprannomi legati al vocabolo
arcaico ribaldo
o al dialettale ribaudo
o robaudo
(ribaldo, inteso agli inizi come
soldato sprezzante del pericolo, con compiti particolarmente
pericolosi, ed in un secondo
tempo, come brigante),
nel Lexico militari
di Carlo D'Acquino del 1100 leggiamo: "...
ribaldi milites qui primi proelia tenebant, quibus accidit quod
tyrannus apud Graecos et latronibus apud Latinos, ut qui sua
institutione probi essent princeps militesque in deteriorem
postea acceptionem et famam abierint ...". |
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RIBBA
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Ribba, molto molto raro, è tipico del torinese, si dovrebbe
trattare di una forma dialettale aferetica tronca del nome
Garibaldi
(vedi GARIBALDI). |
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RIBBISI
RIBISI |
Ribbisi, assolutamente rarissimo, è dovuto ad errori di
trascrizione, Ribisi, molto raro, è specifico di Palma di
Montechiaro (AG), ma ha presenze significative anche nel
palermitano.
integrazioni fornite da
Franco Pettinato
Un'ipotesi che pare sostenuta fra l'altro dalla presenza
contemporanea a Palma di Montechiaro (AG) del cognome Rìbbisi
insieme a Rìbisi, farebbe pensare verosimile la derivazione da
Ribes (pianta), in siciliano
rìbbisi. Ribes è parola del
latino medievale che si rifà all'arabo
ribas (rabarbaro)
Un certo Adalmau de Ribes è citato (a. 1417) nel
Codice diplomatico Amalfitano
Fonte "Diz. Onomastico Sicilia" di G.
Caracausi
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
entrambi rarissimi, sono originari di Palma di Montechiaro (AG),
dovrebbero tutti derivare dal termine ribes (ribisi in dialetto
siciliano), ad indicare probabilmente l'attività di coltivatore
o venditore di ribes svolta dal capostipite delle relative
famiglie. In tutti e due i casi si tratterebbe di cognomi
derivati da nomi di mestiere attribuiti ai capostipiti. |
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RIBECAI |
Ribecai è tipicamente livornese, potrebbe essere di origini
ebraiche e dovrebbe derivare dal nome ebraico
Rebekah o
Ribekah,
che ha il significato di paffutello, nella seconda metà del 1600
troviamo a Vico Pisano Lodovico di Bastiano Ribecai governatore
rappresentante la potesteria di Vico Pisano. |
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RIBECCA |
Ribecca è tipicamente siciliano, di Sciacca e Caltabellotta
nell'agrigentino, potrebbe derivare da un'alterazione dialettale
del nome ebraico Rebekah,
il nome della moglie biblica di Isacco, o dal nome e soprannome
Ribekah,
che ha il significato di paffutello. |
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RIBERTI
RIBERTO |
Riberti
ha un ceppo a Ferrara e nel ferrarese ed uno piccolo a Umbertide
nel peruginoed uno a Fano nell'anconetano, Riberti
o ha un ceppo nel rovigoto ed uno nel milanese, dovrebbero
derivare da forme aferetiche del nome Aribertus, ricordiamo il
famosissimo arcivescovo di Milano Ariberto d'Antimiano nato
verso la fine del X° secolo, dell'uso di questa forma aferetica
abbiamo un esempio verso la fine del 1100: "...Heinricus
Leodiensis ecclesie maior prepositus, Symon decanus, Amalricus,
Balduinus, Rodulphus archidiaconi, Ribertus cantor, Egidius
comes de Durachio...". |
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RIBET
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Ribet è specifico del torinese, di Inverso Pinasca, San Germano
Chisone, Perrero, Pomaretto, Pinerolo, Villar Perosa, Perosa
Argentina e Torino, si potrebbe trattare di un'italianizzazione
del cognome francese Ribeaut,
a sua volta derivato dal nome germanico
Ricbald
originato dall'unione dei termini
ric (ricco,
potente) e
bald (audace),
o anche derivare dalla contrazione del nome franco
Ribert
ottenuto dalla fusione dei termini germanici
ric (ricco,
potente) e
berth (brillante,
splendente). |
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RIBEZZI
RIBEZZO |
Ribezzi è tipico del brindisino di Brindisi, Latiano e Mesagne
in particolare, anche Ribezzo è tipico della stessa zona di
Francavilla Fontana, Oria e Brindisi con presenze significative
anche nel tarentino a Manduria, dovrebbero derivare da
un'italianizzazione dialettale del nome greco
Ribes. |
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RIBOLA
RIBOLI
RIBOLINI
RIBOLLA |
Ribola è tipico di Monte Isola (BS), Riboli è tipico della zona
che comprende il cremonese e la bassa bergamasca, Ribolini ha un
ceppo tra milanese e lodigiano ed uno tra spezzino e massese,
Ribolla ha un ceppo nel bergamasco, di Calcio ed Antegnate, ed
uno nel carrarese a Pontremoli, che potrebbe forse derivare dal
toponimo Ribolla nel grossetano, dovrebbero tutti
prevalentemente derivare, attraverso il fenomeno del betacismo,
da soprannomi originati dalla presenza di un
rivolus (ruscello)
nelle vicinanze delle abitazioni dei capostipiti, tracce di
queste cognominizzazioni si hanno a Robbiate (MI) fin dal X°
secolo: "..Anno 960 mense maio actum Ayruno... ...In loco
Robiati, Antonio Riboli de Villa abitante in loco Ronco Plebis
Vicomercati ...".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Ribolla è frequente in Lombardia e Toscana. Da 'bullam'
= bolla.
In questo caso: ri(o) + bolla.
Toponimo Ribolla (La -), torrente, Roccastrada GR (Pieri 287). |
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RIBOLDI |
Tipico
del milanese e del lodigiano, dovrebbe derivare dal vocabolo
tardo latino ribaldus (ribaldo, inteso agli inizi come soldato
sprezzante del pericolo, con compiti particolarmente pericolosi
ed in un secondo tempo, come brigante). Le prime tracce del nome
Riboldus si hanno a Brescia dove Riboldus de Salis era console
di Giustizia:"In Cristi nomine. Die dominico secundo intrante
mense septembris. In loco contionis Brixie. Horum hominum
presentia quorum inferius continentur nomina, dominus Ribaldus
de Salis, consul iusticie Brixie, dedit mihi Lafranco de Odolo
autenticas attestationes, quas confessus fuit latas fuisse de
placito, quod sub se vertebatur, inter Prandones, scilicet
Anselmum, Danesium et Graciadeum, ex una parte, et Acerbum de
Pospenzo, ex altera, ad perpetuandas et in publicam formam
transformandas, verba quarum attestationum continentur in hunc
modum. Testes Acerbi contra Prandones. Die sabati ultimo exeunte
iunio.", in un atto notarile del 1196, a Milano, un Riboldus
Pelluccus viene citato come teste: "Anno dominice incarnacionis
millesimo centesimo nonagesimo sexto, undecimo kalendas marcii,
indicione quartadecima. Investivit et in suum locum posuit
Roxius Pristinarius Guidonem qui dicitur Buzus nomine domine
Zaccarie abbatisse monasterii Sancte Margaritte ad partem ipsius
monasterii, omnes de civitate Mediolanensi, nominative de libris
sex nove monete Mediolanensis, quas Iohannes qui dicitur de
Campo de loco Maconago dare debebat eidem Roxio et de quibus
denariis erat fideiussor et debitor post terminum Oldratus qui
dicitur Borgarus de loco Veglantino, per brevem factum millesimo
centesimo nonagesimo tertio, undecimo die aprilis, indicione
undecima, quem brevem ibi reddidit eidem Guidoni ad partem
ipsius domine abbatisse. Quos denarios ipse Roxius confessus
fuit se accepisse ab eodem Guidone ex parte ipsius domine
abbatisse, et quos denarios ipsa domina abbatissa solvit de
pretio terre quam emit ad partem ipsius monasterii ab eodem
Iohanne de Campo, ita ut ipsa domina abbatissa seu ipsum
monasterium per omnia habeat illud idem ius et actiones in ipsis
Iohanne et Oldrato et in eorum rebus pro defensione ipsius
terre, quod et quas ipse Roxius usque modo habebat pro exigendis
ipsis denariis. Quia sic inter eos convenit. Actum in
suprascripta civitate. Interfuerunt Martinus et Otto qui
dicuntur de Baregazo et Landulfus Ferrari et Riboldus qui
dicitur Pelluccus rogati testes.
Ego Rogerius qui dicor
Palliarius notarius sacri palatii tradidi et scripsi.". Un
Riboldus sacerdote e praepositus lo troviamo nel 1312 nella
Pieve di Nembro (BS). |
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RIBON
RIBONE
RIBONI |
Ribon è tipicamente veneziano di Mirano e Venezia, Ribone,
assolutamente rarissimo, presente solo in Piemonte, dovrebbe
essere dovuto ad un'errata trascrizione di Riboni, che è
tipicamente lombardo, essendo molto diffuso a Milano, Lodi,
Varese, Pavia, Cremona e Brescia, ed in Piemonte a Colazza nel
novarese ed a Verbania, dovrebbero derivare dall'aferesi di una
modificazione del nome augurale medioevale
Horabona,
di cui troviamo tracce già dal 935 in un atto notarile, dove un
tal Leovigildo e sua moglie Horabona cedono al monaco Adolino
alcune proprietà, si dovrebbe trattare di famiglie di origine
ebraica. |
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RIBOTTA |
Ribotta è tipicamente piemontese, del cuneese, di Bagnolo
Piemonte, Barge, Saluzzo, Envie e Cuneo, dovrebbe derivare da un
soprannome basato sul termine italiano
ribotta (bisboccia,
riunione goliardica, scorpacciata),
termine preso in prestito dal verbo francese
riboter (agire
in maniera dissoluta). |
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RIBUL
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Ribul, estremamente raro, parrebbe tipico del Cadore, di Padola
di Comelico (BL) in particolare, dovrebbe derivare da una
soprannome dialettale originato, attraverso un betacismo, dal
vocabolo latino rivulus
(ruscello),
ad indicare probabilmente che la famiglia originaria abitava nei
pressi di un ruscello. |
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RIBUSTINI |
Ribustini, forse della zona di Monte Urano nel Piceno, con un
ceppo anche a Roma, dovrebbe essere una forma alterata del
cognome ferrarese Robustini
(vedi ROBUSTELLI). |
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RICABONI
RICCABONI
RICCOBENE
RICCOBON
RICCOBONI
RICCOBONO
RICCOBUONO |
Ricaboni, assolutamente rarissimo, parrebbe del lodigiano e
dovrebbe essere una forma arcaica del più comune Riccaboni che è
specifico dell'area pavese, lodigiana e sudmilanese, Riccobene
sembrerebbe siciliano, con ceppi importanti tra Trapani ed
Erice, a Palermo, ad Enna, tra Riesi, Caltanissetta e Delia nel
nisseno, Riccobon, assolutamente rarissimo, è sicuramente
veneto, Riccoboni, molto molto raro, sembrerebbe della zona tra
padovano e veneziano, Riccobono parrebbe del palermitano,
Riccobuono, quasi unico, sembra dovuto ad errore di trascrizione
del precedente, derivano tutti dal nome augurale medioevale
Riccobonus
o Richelbonus,
cioè Ricco di ogni bene, di cui abbiamo un esempio in un atto
d'investitura del 1195 a Brescia: "...In ecclesia Sanctorum
Martyrum Cosme et Damiani de civitate Brixie. In presentia
Zuliani Scorezarii, Gaimarini filii quondam Richelboni de Porta,
Ottonis filii Boccavellie atque Iohannis Agnetis de Salodo...". |
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RICARDI
RICARDO
RICCARDELLI
RICCARDI
RICCARDINI
RICCARDINO
RICCARDIS
RICCARDO |
Ricardi, molto raro, potrebbe essere dell'area lombardo
piemontese, Ricardo è assolutamente rarissimo, Riccardelli è
specifico di Minturno e Formia nel latinense, con un ceppo anche
a Roma ed uno a Caserta, Riccardi è estremamente diffuso in
tutta l'Italia peninsulare, Riccardini sembrerebbe del perugino,
di Città di Castello, Umbertide e Perugia, Riccardino, molto
molto raro, è del torinese, Riccardis, assolutamente
estremamente raro, parrebbe del casertano, Riccardo è presente
in Lazio, ha un ceppo nel napoletano e casertano, uno nel
Salento, nella zona di Supersano e Ruffano (LE) ed uno a
Manfredonia (FG), derivano tutti, direttamente o tramite
ipocoristici, dal nome di origine germanica
Riccardo
forma italiana del germanico
Ritchard. |
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RICASOLI |
Tipico
della zona tra Lucca e Firenze, questa nobile casata con Ranieri
dei Ricasoli da Cacchiano, ad opera di Cristiano vescovo di
Magonza e vicario imperiale ottenne nel 1167 la signoria sulle
terre del Chianti. |
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RICATTI
RICATTO |
Ricatti ha un piccolo ceppo a Trieste, ma sembrerebbe specifico
di Barletta (BA), con un ceppo probabilmente secondario a
Taranto, Ricatto, assolutamente rarissimo è forse veneto o
piemontese.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale
Ricatto,
col significato letterale di
ripreso, recuperato (dal latino
recaptum,
participio passato del verbo
recapere, cioè
riprendere):
al pari di altri vecchi nomi quali Recupero, Ristoro, Restauro,
Cambio, etc, anche Ricatto rientra infatti nella categoria dei
nomi affettivi o gratulatori, che in questi casi venivano
attribuiti a bambini nati dopo la scomparsa di un figlio
precedente. Per quanto riguarda i ceppi settentrionali e centro
settentrionali, tuttavia, questi cognomi potrebbero anche
derivare dal nome medievale Rico
o Rigo,
l'italianizzazione cioè del personale germanico
Ric o
Rig,
col significato di potente,
ricco (si tratta spesso
dell'aferesi di nomi come Arrigo, Enrico, Federico, etc, tutti
d'origine germanica): in questo contesto, infatti, il suffisso
-atto
(anche noto come -ato)
assume un valore patronimico o matronimico e sta a significare
figlio di Rico o Rica
(esattamente come nei cognomi Rigato, Rigatto, Rigatti, etc). Ad
ogni modo, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi
personali dei capostipiti.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Ricatto è la cognominizzazione del soprannome RICATTI che deriva
probabilmente dal sostantivo 'ricatto'
(deverbale di 'ricattare'
dal latino volgare *recaptare
= prendere con forza)
= 'riscatto,
intimidazione di carattere morale o materiale'. Potrebbe anche
alludere a un nome augurativo dato a un figlio con la speranza
che riscattasse i genitori da non floride condizioni economiche.
Fonte: P. Minervini, Diz. dei cogn. pugliesi, 416. |
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RICCA
RICCHETTA
RICCHETTI
RICCHETTO
RICCHI
RICCO
RICCONE
RICCONI |
Ricca è molto diffuso in Campania, Calabria e Sicilia, ma anche
a Roma ed in Piemonte, Liguria e Lombardia, Ricchetta e
Ricchetto, quasi unici, sono settentrionali, Ricchetti ha un
ceppo nell'area che comprende lo spezzino, il parmense, il
reggiano ed il modenese, un piccolo ceppo tra napoletano e
beneventano ed uno nel foggiano e barese, Ricchi è tipico
dell'area che comprende il modenese, il bolognese ed il
fiorentino, Ricco è più propriamente meridionale, con un nucleo
nelle Puglie ed uno in Campania, Riccone è specifico di Ercolano
nel napoletano, Ricconi è praticamente unico, tutti questi
cognomi dovrebbero derivare, direttamente o attraverso
ipocoristici o modificazioni accrescitive, dal nome medioevale
propiziatorio Riccus,
Ricca
di cui si hanno tracce ad esempio a Roma del IX° secolo con un
Caius Riccus e, più tardi, in un atto redatto in Pisa nel 1228
nel quale vengono citati un Riccus de Corvaria ed un Riccus
tabernarius, questi cognomi possono pure derivare a volte
dall'aferesi di nomi come Ulderico, Federico, o simili. |
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RICCADONNA |
Riccadonna ha un ceppo a Verona, uno, il più consistente in
Trentino, a Bleggio Superiore, Bocenago, Trento e Lomaso, ed a
Bolzano, dovrebbe derivare dal nome medioevale di origine
longobarda Ricadonna,
ricordiamo con questo nome, nella seconda metà del 1300,
Ricadonna Saiguini de' Valvassori di Medolago nel bergamasco,
moglie di Paolo Colleoni detto Puho, e madre del più famoso
Bartolomeo Colleoni, uno dei più famosi condottieri medioevali
italiani. |
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RICCELLI
RICCETTI
RICCI
RICCIARELLI
RICCIARELLO
RICCIO |
Riccelli sembra originario della provincia di Catanzaro,
Riccetti è molto raro e sembra avere più ceppi, nella zona di
Pisa e Livorno, nell'anconetano, nel teramano e nel cosentino,
Ricci è diffusissimo in tutta la penisola, Ricciarelli è
toscoumbro, in particolare della provincia di Pistoia e di
Perugia, Ricciarello è quasi unico, Riccio è diffuso in tutta
l'Italia peninsulare, con un nucleo principale in Campania,
derivano tutti da soprannomi legati a caratteristiche fisiche
del capostipite, l'avere i capelli ricci o da nomi propri
medioevali come Ricciarellus
di cui abbiamo un eaempio nel 1200 a Montieri (SI) con
Ricciarellus Caligarie consul de
Monterio. |
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RICCHIARDI
RICCHIARDONE
RICHIARDI
RICHIARDONE |
Ricchiardi, molto raro, decisamente piemontese, ha un ceppo a
Torino e Cuneo, Ricchiardone, assolutamente rarissimo, è
piemontese, Richiardi è specifico del torinese, di Torino,
Ciriè, San Carlo Canavese, Villanova Canavese, San Francesco al
Campo e Lanzo Torinese, Richiardone, anch'esso tipico del
torinese, è specifico di Pinasca.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale
Richiardo
(con una variante in Ricchiardo),
l'italianizzazione cioè del personale germanico
Richard,
che, nell'onomastica italiana, è conosciuto principalmente nella
forma Riccardo (vedi Ricardi): in questo contesto, per la
precisione, va notato che la pronuncia Richiardo/Ricchiardo
riflette un antico influsso dell'onomastica francese (dal
francese Richard),
tenendo presente che il suono della
-ch-
francese ha subito regolarmente l'adattamento in
-chi- nei
cognomi piemontesi (ad esempio, si pensi ai cognomi
Achard/Acchiardo, Bouchard/Bocchiardo, Chabert/Chiaberto,
Charles/Chiarle, etc). In conclusione, dunque, si tratta delle
cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti. |
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RICCHITELLI |
Cognome tipico del barese, dovrebbe derivare da un soprannome
originato dall'italianizzazione del termine dialettale
recchietédde
(orecchiette),
forse riferito a chi produceva appunto questo tipo di pasta
locale.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Ricchitelli è un cognome tipico del Barese, variante del cognome
base Ricco, che viene dal soprannome 'Ricco'
di trasparente significato augurale. In qualche altro caso può
essere anche l'incrocio dell'ipocoristico germanico *Rikko
di nomi composti abbreviati in
-rico o
Ricco-
oppure con *rikja
= potente, signore.
Fonte: P. Minervini, Diz. dei cogn. pugliesi, 416. |
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RICCHIUTI
RICCHIUTO |
Ricchiuti
è tipico di Bisceglie nel barese e del tarentino, Ricchiuto è
anche lui tipico pugliese, del Salento in particolare della zona
di Triggiano, Specchia e dintorni, dovrebbero derivare da
soprannomi legati a caratteristiche fisiche, ma è pure possibili
che derivino da nomi di località come monte Ricchiuto. |
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RICCIOLUTI |
Riccioluti è praticamente unico, tipico del romano, potrebbe
trattarsi di un cognome attribuito ad un trovatello. |
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RICCIONE
RICCIONI |
Riccione, molto raro, sembrerebbe avere un ceppo nel teatino,
Riccioni ha un ceppo nel bolognese, uno nel fiorentino ed uno
tra pisano e livornese, un ceppo marchigiano, nell'anconetano
maceratese e Piceno e nel vicino teramano, e un grosso ceppo nel
romano e viterbese, questi cognomi dovrebbero derivare da
soprannomi originati dal fatto che il capostipite, oltre
all'avere i capelli ricci, o chiamarsi
Riccio di
nome, fosse anche di corporatura imponente. |
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RICCIARDI
RICCIARDO |
Ricciardi è assolutamente panitaliano, Ricciardo è specifico
della zona di Brolo e Ficarra (ME), derivano dal nome medioevale
Ricciardus,
derivato dal nome germanico
Richard, di cui abbiamo un
esempio in uno scritto di Leon Battista Alberti: "...Ricciardus
nepos meus natus est Florentie in domo avi mei die primo
Ianuarii 1429, die Dominica in nocte ante lune ...". |
|
RICCIARDIELLO |
Ricciardiello è specifico dell'area campana, di Marano di
Napoli, Napoli, Calvizzano, Qualiano, Mugnano di Napoli e
Villaricca nel napoletano e di Calvizzano e Montecorvino Rovella
nel salernitano, dovrebbe essere una forma ipocoristica
dialettale campana del nome
Ricciardus (vedi RICCIARDI). |
|
RICCIUTI
RICCIUTO |
Ricciuti
sembra avere un ceppo in Abruzzo e Molise, uno nel napoletano ed
uno nel potentino e cosentino, Ricciuto molto raro è molisano,
derivano da soprannomi legati a caratteristiche fisiche della
famiglia, l'avere i capelli ricci, troviamo tracce di questa
cognominizzazione ad Altilia (CS) in Calabria nel 1600 con il
priore Gregorio Ricciuto, nel potentino nel 1700 con il notaio
Ricciuti. |
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RICCO'
|
Tipico dell'area che comprende le province di Parma Reggio,
Modena e Mantova ai confini con l'Emilia, può derivare
dall'aferesi di nomi come Federico, Alarico, Ulderico ecc. o
dalla tmesi di nomi come Riccobono o Riccomanno di cui si è
persa la seconda parte.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Riccò è un cognome modenese che deriva dal toponimo Riccò nel
Frignano, sull'alto Appennino modenese che si chiama appunto
Frignano dal nome dei Friniates, una tribù ligure storicamente
attestata fra Modena e Lucca. |
|
RICCOBALDI |
Riccobaldi è tipico dello spezzino, di La Spezia e di
Riomaggiore, dovrebbe derivare dal nome medioevale franco di
origini germaniche Richbald,
di cui abbiamo un esempio nel conte Richbald von Breisgau
(690-761) antenato della casa Altdorf.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questo cognome va ricercata nel nome medievale
Riccobaldo,
l'italianizzazione cioè del personale germanico
Ribald,
che, composto dagli elementi rig
(potente, ricco)
e bald
(coraggioso, audace),
può essere tradotto come potente
e coraggioso. Dal punto di
vista storico, tracce di questo nome si trovano a Siena nel
1225, quando in un atto di compravendita viene citato un certo
Riccobaldo di Forese. Per quanto riguarda il cognome in
questione, dunque, si tratta della cognominizzazione del nome
personale del capostipite. |
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RICCUCCI |
Tipico
toscano probabilmente originario del senese, dovrebbe derivare
dal nome medioevale Riccuccio (derivato da Riccus) di cui si
hanno tracce ad esempio a Firenze nel 1200 nel testamento di un
certo Riccuccio di Puccio. (vedi Ricucci) |
|
RICE
|
Assolutamente rarissimo. |
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RICETTI |
Specifico
di Sondalo (SO), dovrebbe derivare da modificazioni dell'aferesi
del nome Enrichetto, ma secondo un'altra ipotesi accreditata
potrebbe derivare da un soprannome come riportato ad esempio in
un atto del 1613 a Bianzone: "...in contrada de Canova in ipso
Valzello supra strata regia Giovanni Richelda fu Stefano, detto
Ricettus...", tracce di questa cognominizzazione le troviamo a
Tirano nella seconda metà del 1700 con un certo Giuseppe
Ricetti, abitante a Tirano procuratore del comune. |
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RICETTO |
Assolutamente rarissimo è tipico di Concordia Sagittaria (VE),
dovrebbe derivare da modificazioni dell'aferesi del nome
Enrichetto, ma secondo un'altra (improbabile) ipotesi
deriverebbe da nomi di località adibite a ricovero (ricetto). |
|
RICHELDA
RICHELDI |
Richelda, assolutamente rarissimo, è della striscia più
settentrionale della Lombardia, Richeldi è specifico di Modena e
del modenese, di Castelnuovo Rangone e Formigine, dovrebbero
derivare dal nome medioevale di origine germanica
Richeldus
e Richelda,
italianizzazione del longobardo
Richeldis del cui uso abbiamo
tracce in un Breve investiture
del 1149 a Brescia: "In Christi nomine. Die iovis qui est de
mense iunii, secundo die kalendas iulii. Presentia bonorum
hominum quorum nomina subter leguntur, per lignum quod sua
tenebat manu domna Richeldis,
abbatissa monasterii Sancte Iulie, presbiteris suis presentibus
et consentientibus videlicet presbitero Lanfranco et Ardengo et
Iohanne, investivit Oddonem filium quondam Giselberti, de
Calvisiano, de casa una solariata qui est prope suprascripti
monasterii,...".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Richeldi è la cognominizzazione del personale medievale
Richildus
(Richilda
era il nome della prima moglie di Bonifazio di Toscana, padre
della contessa Matilde di Canossa), che a sua volta risale al
nome proprio longobardo Rîhwald
(dal germ *rikja-
«potente»
e da *waldaz-
«capo, comandante»),
cioè «capo potente». Fonte: F. Violi Cognomi a Modena e nel
Modenese, 1996. |
|
RICHELMI
RICHELMY |
Richelmi ha un ceppo nel cuneese ed uno nel bergamasco, mentre
Richelmy è specifico del torinese, dovrebbero entrambi derivare
dal nome medioevale Richelmus
originato dal nome medioevale germanico
Richelme,
originato dall'unione dei termini
ric (potente,
ricco) ed
helm (elmo),
di questo nome abbiamo un esempio a Brescia nel 1100: "...Teuzo
et Elinandus de comitatu Parmensi, Richelmus de comitatu
Brisiense, Willinus de comitatu Bergomense,...", ma per il ceppo
piemontese è pure possibile una derivazione dal cognome francese
Richelme con la stessa derivazione iniziale. |
|
RICHETTA
RICHETTI
RICHETTO
RICHI
RICHINI
RICHINO
RICO |
Richetta, è tipico del torinese, Richetti, molto raro,
sembrerebbe avere due ceppi, nel bresciano e nel modenese,
Richetto è tipico della Val Susa, Richi, quasi unico,
sembrerebbe del centro Italia, Richini è tipicamente lombardo,
di Piancogno e Darfo Boario Terme nel bresciano in particolare,
Richino, ormai quasi scomparso, è specifico dell'area genovese,
Rico, specifico della fascia centromeridionale della penisola,
ha un ceppo abruzzese, a Popoli nel pescarese e nell'aquilano ad
Aielli ed Avezzano, ed un ceppo a Bojano nel campobassano,
dovrebbero derivare, direttamente o tramite forme ipocoristiche,
dall'aferesi di nomi come
Enrico, Federico, Alarico, Ulderico
o altri simili, troviamo un esempio d'uso di queste forme in
quest'atto di compravendita dell'anno 872 a Salerno: ".. Signum
manus Landerici ex genere Romanorum. Richinus rogatus a
supradicto Petro testis subscripsi. Agelmundus Notarius Domnni
Imperatoris in hac charta venditionis rogatus a supradicto Petro
testis subscripsi. ..". |
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RICHIEDEI |
Richiedei è specifico del bresciano, di Pezzase, Brescia,
Gardone Val Trompia, Bagolino, Marcheno e Bagnolo Mella,
dovrebbe derivare dal nome medioevale
Richus in Deo
(ricco in Dio),
nome attribuito anche a dei trovatelli come augurio di fede. |
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RICOTTA
RICOTTI
RICUCCI |
Ricotta
ha un ceppo siciliano tra palermitano, agrigentino e nisseno,
uno nel potentino ed uno nel napoletano, Ricotti sembrerebbe di
origini pavesi, Ricucci è tipico del foggiano, dovrebbero tutti
derivare da forme ipocoristiche dell'aferesi di nomi come
Enrico, Federico, Alarico, Ulderico ecc. |
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RIDOLFI
RIDOLFO
RIDULFO
RODOLFI
RODOLFO |
Ridolfi è molto diffuso in tutto il centronord, Ridolfo ha un
grosso ceppo nella Sicilia centrorientale ed uno in Friuli,
Ridulfo ha un ceppo a Corleone nel palermitano ed uno in Friuli,
Rodolfi è specifico dell'area lombardo, emiliana, Rodolfo, molto
molto raro, ha un ceppo nel pavese, ma difficilmente originario
del luogo, dovrebbero tutti derivare dal nome del capostipite,
il medioevale Rodulfus,
a sua volta originato dal nome medioevale germanico
Hrodulf
composto dai termini hroth
(gloria)
e wulfa
(lupo)
con il significato di lupo
glorioso, di questo nome
abbiamo un esempio in una Charta
venditionis dell'anno 1116 a
Gudo nel milanese: "Anno dominice incarnationis millesimo
centesimo sexto decimo, mense octubris, indictione decima.
Constat me Rodulfum, filium quondam Ambrosii, de loco Gudi
Antibiago, qui professus sum lege vivere Longobardorum,
accepisse sicuti et in presentia testium manifestus sum quod
accepi a te Anselmo iudice, filio quondam Iohannis Baioarii, de
civitate Mediolani , argenti denariorum bonorum solidos
quinquaginta et quinque...". |
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RIEFOLI
RIEFOLO |
Molto
rari sono tipici del barese. |
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RIELLI
RIELLO |
Rielli ha un piccolo ceppo nel lucchese e nel fiorentino ed uno
nel leccese, Riello ha un ceppo nel bresciano, uno nel veronese,
e vicentino e padovano soprattutto, uno secondario nel latinense
ed uno nel casertano, dovrebbero derivare da un soprannome
originato dal termine veneto arcaico
rièlo (ruscello,
canaletto), forse ad indicare
che nei pressi della casa dei capostipiti si trovasse un
ruscello. |
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RIENZI
RIENZO |
Rienzi
sembra avere tre ceppi distinti, uno forse secondario nel
torinese, uno nel Lazio a Roma e Tivoli (RM) ed uno in
Basilicata tra Cancellara (PZ), Potenza e Stigliano (MT), Rienzo
ha un ceppo campano tra Napoli, Santa Maria Capua Vetere (CE) e
Casaluce (CE) ed uno nel barese tra Altamura, Bitonto e Bari,
dovrebbero derivare da forme dialettali dell'aferesi del nome
Lorenzo. |
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RIFICI
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Rifici è tipicamente siciliano del messinese, di Sant'Angelo di
Brolo, Messina, Brolo, Naso, Lipari e Capo d'Orlando, dovrebbe
derivare da una forma apocopaica ed aferetica del termine
medioevale aurificis
(dell'orefice),
indicando probabilmente, con un genitivo patronimico, che i
capostipiti fossero figli di un orefice. |
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RIGA
RIGHI
RIGO |
Riga ha vari ceppi ad Udine e nell'udinese, a Roma ed in
Abruzzo, a Montesilvano nel pescarese ed a L'Aquila, in Calabria
soprattutto, a Crotone, nel catanzarese a Cortale, Catanzaro e
Lamezia Terme, a Parenti nel cosentino ed a Briatico nel
vibonese, ed a Catania, Righi è diffuso in tutto il centro nord,
Rigo è tipico del Triveneto, dovrebbero tutti derivare
dall'aferesi di nomi come
Amerigo,
Federigo,
Oderigo
o simili, o dalla loro versione femminile. |
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RIGAMONTI |
Rigamondi, molto molto raro, è tipico lombardo del milanese in
particolare, Rigamonti, molto più diffuso è distribuito
nell'area che comprende il milanese, il comasco, il lecchese ed
il bergamasco, con buone presenze anche nel varesotto e nel
bresciano, dovrebbero derivare da un'alterazione del nome
medioevale Richamundus
o Rigamundus,
derivati dal germanico
Richmundus di cui abbiamo un
esempio in questo testo medioevale dell'inizio del XIV° secolo:
"...Hoc ego Richmundus feci Clementis alumpnus. Scripsi devote
Horberto patre jubente...". |
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RIGANELLA
RIGANELLI
RIGANELLO
RIGANO
RIGANO' |
Riganella, quasi unico, parrebbe umbro, Riganelli è specifico
della fascia centrale che comprende il maceratese, il perugino,
il viterbese ed il romano, Riganello è tipico della Calabria, ha
un ceppo importante a Crotone ed uno piccolo a Locri nel
reggino, Rigano è decisamente siciliano, del palermitano,
messinese e catanese, Riganò, assolutamente rarissimo,
sembrerebbe del reggino, dovrebbero derivare, direttamente o da
forme ipocoristiche, dal nome medioevale sassone
Riganus
citato da Saxo Grammaticus (~1160 - ~1220) nel suo
Gesta Danorum,
ma è pure possibile un collegamento con il nome germanico
Raginhari
nato dalla fusione del termine
ragin (consiglio)
con hari
(esercito, armata),
in qualche caso potrebbero anche derivare da un soprannome
legato al vocabolo dialettale per origano.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Riganello è cognome calabrese dal termine dialettale 'rìganu'
= origano.
Rohlfs 224. |
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RIGANTE
RIGANTI |
Rigante,
molto molto raro, è del barese, Riganti ha un nucleo lombardo,
tra varesotto e milanese ed uno foggiano, dovrebbero derivare da
modificazioni dell'aferesi di nomi come Arrigo, federigo, ecc.
Troviamo nel 1600 un certo Bartolomeo Rigante Guardiano in Roma
della Casa della Congregatione dell'Arciconfraternita di S.
Maria di Loreto. |
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RIGATELLI
RIGATI
RIGATO
RIGATTELLI |
Rigatelli, specifico del veronese, è una forma ipocoristica del
più comune Rigato, che è decisamente veneto, dove è molto
diffuso, soprattutto nel padovano, Rigati è assolutamente
rarissimo come Rigattelli, dovrebbero tutti derivare
dall'aferesi di nomi come Arrigo,
Federigo,
Oderigo
e simili con il suffisso -ato,
che sta per figlio di
e starebbe ad indicare la famiglia del figlio di Arrigo o
simili, le forme ipocoristiche spesso stanno ad indicare la
caratteristica giovanile di un ceppo. |
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RIGGIO |
Sembra
essere specifico della Sicilia e del reggino, dovrebbe derivare
dal toponimo Reggio (Calabria) nella sua variante dialettale. |
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RIGGIONE |
Assolutamente rarissimo, dovrebbe essere campano, probabilmente
dell'avellinese. |
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RIGHES |
Righes è
tipico di Belluno e del bellunese, di difficile interpretazione,
potrebbe derivare dal toponimo Righe nel veneziano. |
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RIGHETTI
RIGHETTO
RIGHINI
RIGHINO |
Righetti è molto diffuso in tutto il centronord, Righetto è
decisamente veneto, del padovano e veneziano soprattutto,
Righini sembra avere un nucleo tra il modenese, il bolognese e
la provincia di Firenze e forse un ceppo secondario
nell'udinese, Righino, assolutamente rarissimo, parrebbe del
torinese, dovrebbero tutti derivare da forme ipocoristiche
dell'aferesi di nomi come
Amerigo,
Federigo,
Oderigo
o simili. |
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RIGOBELLI
RIGOBELLO |
Rigobelli, praticamente unico, è del ferrarese, Rigobello,
sicuramente veneto, parrebbe del rovigoto, di Rovigo, Lendinara,
Costa di Rovigo, e Badia Polesine, dovrebbe derivare da un nome
di località di Ferrara, citata nel
Compendio della storia sacra e politica di
Ferrara: "...Eglino però
ingrati alla generosità del loro Signore macchinaron di nuovo
contro di lui nel 1273; ma scoperta l'indegna trama di questi
sleali, e fuggiti costoro fuor dello Stato, ordinò il Marchese
che fossero demolite le loro case e venisse innalzata con que'
materiali una torre nella piazza sul canto della strada, che
conduce alla chiesa di San Paolo, che fu poi detta la torre di
Rigobello, o sia de' ribelli. ...", o dal fatto di essere stati
i capostipiti dei ribelli contro gli Estensi esuli dalla città
di Ferrara. |
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RIGOLETTI
RIGOLETTO
RIGOLI
RIGOLIN
RIGOLINI
RIGOLINO
RIGOLO |
Rigoletti, molto raro, è tipicamente piemontese del torinese,
Rigoletto, sempre piemontese, è specifico di Torino, Rigoli è
diffuso sia al nord che al centro ed al sud, anche se in modo
abbastanza sporadico, Rigolo è invece specifico di Pordenone e
del pordenonese, Rigolin ha un ceppo nel rovigoto, a Rovigo,
Villanova del Ghebbo e Lendinara, Rigolini, assolutamente
rarissimo, sembrerebbe del milanese, Rigolino, molto molto raro,
ha un piccolo ceppo a Vercelli ed uno nel reggino a Villa San
Giovanni e Melito di Porto Salvo, dovrebbero derivare,
direttamente o attraverso varie forme ipocoristiche, dal nome
medioevale Rigolus
di cui abbiamo un esempio d'uso in una registrazione dei fuochi
a Gubbio nell'anno 1251: "...42) filii ranaldi berardi videlicet
vita iuntolus agura et pitriolus - 43) rigolus berardi ventura
iuntolus et acurrimbonus eius filii - 44) ranerius bartoli
bartolutius et sagnus eius filii ...", nome a sua volta derivato
da una forma ipocoristica aferetica di nomi come ad esempio
Arrigus. |
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RIGON
RIGONE
RIGONI |
Rigon è tipico della zona che comprende padovano e vicentino,
Rigone, assolutamente rarissimo, dovrebbe essere della zona tra
milanese e pavese, Rigoni, diffuso in tutto il nord Italia, ha
un ceppo importante nel milanese e ovest Lombardia ed uno nel
veronese, vicentino e padovano, derivano da forme accrescitive,
anche dialettali, dell'aferesi del nome
Arrigo,
tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Milano nel 1500
con il notaio Alessandro Rigone che scriverà nel 1550 il
testamento del
Medeghino. |
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RIGONAT |
Rigonat è tipicamente friulano, di Ruda, Villa Vicentina,
Fiumicello nell'udinese e di Villesse nel goriziano, si dovrebbe
trattare di una forma patronimica dialettale, riferita a
capostipiti il cui padre si fosse chiamato
Rigon (Arrigone)
(vedi RIGON). |
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RIGOTTI
RIGOTTO
RIGUCCI
RIGUCCIO |
Rigotti ha un nucleo principale nel trentino, un ceppo nel
torinese e nell'alto novarese ed uno tra Gorizia e Trieste,
Rigotto, molto più raro, è del vicentino, Rigucci, molto raro, è
tipico della zona centrale d'Utalia, del perugino in
particolare, con presenze nell'anconetano ed un ceppo anche nel
romano, Riguccio, quasi unico, sembrerebbe siciliano, dovrebbero
tutti derivare da modificazioni ipocoristiche dell'aferesi del
nome Arrigo
(vedi ARRIGHI), troviamo tracce di questa
cognominizzazione nel 1600 con Giovanni Rigotti Pretore di Riva
del Garda dal 1628 al 1634.
integrazioni fornite da
Francesca Mucignato
il ceppo triestino dei Rigotti ha comunque origini trentine. |
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RIGUER
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Assolutamente rarissimo, sembrerebbe sardo.
integrazioni fornite da
Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
Più che di un cognome sardo si tratta di un cognome francese, è
probabile che si tratti di sardi di orgine francese. I Riguer si
trovano in Bretagna (Francia) gia nel 1890. |
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RIGUTTI |
Rigutti è tipico di Trieste, si dovrebbe trattare di una forma
patronimica friulana e giuliana, dove il suffisso
-utti sta
ad indicare il figlio di,
riferito probabilmente ad un capostipite il cui padre si
chiamasse Arrigo,
Federigo
(vedi RIGHI), o con nomi simili, anche se non lo si può
escludere, ritenendolo improbabile, si può anche considerare che
possa derivare dal nome medioevale
Rigutus
(vedi RIGUTTO).. |
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RIGUTTO |
Rigutto, molto raro, è specifico della provincia di Pordenone,
di Arba in particolare e di Maniago e Spilimbergo, con presenze
anche a Cavallino Tre Porti nel veneziano, dovrebbe derivare dal
nome medioevale Rigutus,
che troviamo in un atto del 1219 , dove come teste figura un
Rigutus magister, come forma aferetica dell'ipocoristico del
nome Arrigus. |
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RIILLO
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Riillo è tipicamente calabrese, del catanzarese e crotonese
soprattutto, dovrebbe derivare dalla forma aferetica di un
soprannome originato dal termine dialettale calabrese
iurillo (fiorellino). |
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RIINA
|
Tipico
del palermitano, deriva da una modificazione dialettale del nome
Regina. (vedi REGINA) |
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RIMEDIO |
Molto
raro, sembra originario del cosentino, dovrebbe derivare dal
nome medioevale Rimedio, o dall'aferesi del nome greco
Perimedes. Ricordiamo san Remedius (394-419) vescovo di Gap in
Francia e troviamo pure un Remedius vescovo alla fine del VIII°
secolo: "'Memento Domine Famuli tui Remedii Episcopi et..." |
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RIMINI |
Rimini,
oltre al ceppo tosco-romagnolo ne ha uno nel leccese a Trepuzzi
e Specchia ed a San Pietro Vernotico nel brindisino e molti
altri in Liguria, Piemonte, Lombardia ed a Roma, si tratta
prevalentemente di un cognome ebraico che trae origine dal
toponimo omonimo, ricordiamo che la comunità ebraica di Rimini,
che si era insediata e vi aveva fatto fortuna, venne a più
riprese colpita da decreti di allontanamento come ad esempio
avvenne nel 1569 ad opera di Papa Pio V° che il 26 febbraio di
quell'anno mile al bando gli Ebrei e più tardi, nel 1615 il
ghetto degli ebrei di Rimini viene distrutto spingendo molte
famiglie ebraiche ad emigrare, mantenendo traccia delle loro
origini riminesi nel proprio cognome. |
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RIMOLA
RIMOLI
RIMOLO |
Rimola è tipico del cosentino, della zona tra Spezzano Albanese
e Castrovillari, Rimoli è della zona di Cassano Allo Ionio (CS)
Rimolo è specifico di Morano Calabro sempre nel cosentino, la
radice di questi cognomi è comune e potrebbe essere albanese
essendo specifici di una zona d'influenza di questa etnia.
integrazioni fornite da
Alberto Rimola
A me Rimola risulta essere presente nella zona di Trecate (NO)
almeno dal 1600.
integrazioni fornite da
Antony Rimoli
la mia famiglia Rimoli risulta essere originaria di Scanzano
Jonico almeno dal 1329 secondo degli antichi documenti di
famiglia. |
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RIMOLDI |
Rimoldi è tipico della zona che comprende il lecchese, il
comasco ed il milanese, dovrebbe derivare dal nome medioevale
Remoldus.,
ma in alcuni casi non si può escludere che possa trattarsi di
una forma aferetica del nome
Ghirimoldus o
Grimoldus
(vedi GHIRIMOLDI). Troviamo tracce nel 1376 a Turate (CO) di un
Giacomo Rimoldo fra i notabili della città. |
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RIMONDI
RIMONDINI
RIMONDO |
Rimondi è
specifico del bolognese e ferrarese, Rimondini, più raro, è
tipico del bolognese, Rimondo molto raro potrebbe essere
padovano con un possibile ceppo nel milanese, dovrebbero tutti
derivare dal nome medioevale Rimondo (modificazione del nome
Raimondo). Tracce di questa cognominizzazione si hanno nel
Veneto nel 1500 ad Adria (RO) dove troviamo messer Lorenzo
Rimondo in qualità di Rettore di Adria e mecenate delle arti e
del teatro. |
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RINA
RINI
RINO |
Rina ha un ceppo a Vibonati nel salernitano, uno a Nova Siri nel
materano, ed un ceppo in Sicilia a Menfi nell'agrigentino, Rini
ha un ceppo in Lombardia nel sondriese, a Valdidentro e Bormio,
uno nel Salento, a Mesagne e Brindisi nel brindisino ed a
Spongano nel leccese, ed uno nel palermitano, a Palermo,
Caccamo, Ficarazzi, Termini Imerese e Ventimiglia di Sicilia,
Rino, il più raro di questi, ha un piccolissimo ceppo a Napoli
ed uno nel cosentino ad Aiello Calabro e Cleto, questi cognomi
dovrebbero derivare da forme aferetiche italianizzate del nome
medioevale di origini greche
Catharino,
Catharina
(vedi CATARIN), o, in alcuni casi, del nome medioevale germanico
Katherin,
Katherine. |
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RINALDELLI
RINALDETTI
RINALDI
RINALDIN
RINALDINI
RINALDINO
RINALDIS
RINALDO
RINALDONI
RINALDUCCI
RINALDUZZI |
Rinaldelli ha un ceppo toscano nel fiorentino, uno nel
maceratese a Potenza Picena, Macerata e Civitanova Marche, ed
uno a Matera, Rinaldetti, estremamente raro, è dell'Italia
centrale, Rinaldi è panitaliano, Rinaldin, tipicamente veneto,
in particolare dell'area trevigiano, veneziana, Rinaldini ha un
ceppo nel bresciano, uno nel reggiano ed uno nel forlivese,
cesenate e riminese, Rinaldino, quasi unico, è probabilmente
dovuto ad errori di trascrizione del precedente, Rinaldis ha un
ceppo friulano, in particolare a Trieste, uno genovese, uno
romano, una presenza significativa a Napoli ed un ceppo a Gerace
nel reggino, Rinaldo dovrebbe avere un ceppo nel Veneto ed uno
in Sicilia, Rinaldoni, molto molto raro, ha un ceppo tra
anconetano e maceratese, Rinalducci è decisamente umbro,
specifico del perugino e di Gualdo Cattaneo e Perugia in
particolare, Rinalduzzi è laziale, soprattutto di Montopoli
Sabina nel reatino e di Roma e Rieti, dovrebbero derivare dal
nome medioevale italo germanico
Rhinaldo o
Rinaldus
eroe delle canzoni cavalleresche, nome derivato dal nome
medioevale Reginaldus,
una latinizzazione del nome di origine germanica
Raginwald,
composto dai termini ragin
(consiglio)
e da wald
(governo)),
con il significato augurale di essere un uomo di governo adatto
al comando. |
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RINARELLI
RINARELLO |
Rinarelli, molto raro, sembrerebbe originario della Calabria,
del vibonese in particolare di Sorianello e del vicino
Gerocarne, Rinarello, quasi unico, è della stessa zona,
l'origine etimologica è oscura, poco convincente, ma comunque
possibile, la derivazione da una forma ipocoristica del nome
Rino,
forma aferetica del nome
Katherinos. |
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RINAUDI
RINAUDO |
Rinaudi è
tipico del cuneese come pure Rinaudo che ha anche un ceppo
importante in Sicilia, derivano dal nome medioevale italo
germanico Rhinaldo. |
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RINCHIUSA |
Rinchiusa, ormai quasi scomparso, sembrerebbe originario della
Sicilia, dell'area tra palermitano ed ennese, l'origine
etimologica è oscura, anche se si pensa possa derivare da
un'alterazione del nome di una località. |
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RINDONE
RINDONI |
Rindone è specificatamente siciliano, dell'area che comprende il
nisseno, Riesi in particolare, l'ennese a Leonforte,
Pietraperzia ed Enna soprattutto, ed il catanese a Catania e San
Cono, Rindoni, quasi unico, è quasi sicuramente dovuto ad errori
di trascrizione di ufficiali anagrafici del nord, dovrebbe
derivare da un soprannome originato da una modificazione
dialettale del termine latino
hirundo, hirundinis (rondine). |
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RINERI
RINIERI |
Rineri è
quasi scomparso, Rinieri è specifico del forlivese, derivano dal
nome medioevale Rinierius o Rinerius (una delle molte varianti
di Ranieri) dell'uso di questo cognome abbiamo un esempio a
Volterra nel 1206, nell' Archivio di Stato di Firenze leggiamo:
"...MCCLXXXXVII, ind. X, tempore Bonifatii VIII, die II
augusti... ...Dominico Rinierii. Capracio de dicto heremo...",
tracce di questa cognominizzazione la troviamo a Bologna nel
1500 con lo scrittore Valerio Rinieri. |
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RINUCCINI |
Una fra
le più antiche famiglie fiorentine che vantava addirittura
origini romane o longobarde, deriva dal nome Rinuccio e
Rinuccino diffusi nel medioevo soprattutto in Toscana, Rinuccino
è anche il nome di una località di Fiesole (FI). Dell'uso di
questo nome nel medioevo si hanno tracce ad esempio nel 1180 con
Rinuccino Antinori Signore del castello di Cambiate di
Calenzano (FI). Esempi di questa cognominizzazione si hanno nel
1300 con il poeta Cino Rinuccini (1350 - 1417), nel 1625
Giovanni Batista Rinuccini (1590-1653) viene fatto Arcivescovo
di Fermo. |
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RINZIVILLO |
Rinzivillo è siciliano, dell'area nissena e ragusana in
particolare, di Gela nel nisseno e di Modica, Pozzallo, Comiso,
Scicli e Vittoria nel ragusano, dovrebbe derivare
dall'alterazione dialettale del cognome francese Ringeval
derivato dal nome del paese di
Rincheval in Picardia, in
Francia, cognome probabilmente giunto in Sicilia con gli
angioini, una seconda ipotesi propone invece un collegamento con
gli svevi ed un'origine dal nome medioevale germanico
Rindwildi
composto dai termini a.a.t. rind
(animale)
e wildi
(selvaggio)
con il significato di animale selvaggio, o dal suo derivato
Rintzwild. |
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RIO
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Estremamente raro sono presenti più ceppi nel siracusano, nel
cosentino e nel salernitano. |
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RIOLDI
|
Rarissimo
è specifico del sudmilanese, dovrebbe derivare dal nome Rioldus
in uso presso i Franchi, se ne hanno tracce in un atto del 1080. |
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RIOLI
|
Tipico
del modenese, potrebbe derivare da un toponimo come Riola (BO). |
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RIOLO
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Sembra avere oltre ai due ceppi siciliani, nel palermitano e nel
catanese, anche uno a Crotone, che potrebbe derivare
dall'aferesi del toponimo Tiriolo (CZ) o Oriolo (CS).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Riolo è cognome della Sicilia orientale, anche calabrese e
tarantino: cfr. il siciliano 'ariolu
/ riolu' =
rigogolo,
dal latino aureolus.
Rohlfs, 160. |
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RIONDINA
RIONDINI
RIONDINO
RIONTINO |
Riondina è praticamente unico, così come Riondini, entrambi
dovrebbero essere dovuti ad errate trascrizioni del cognome
Riondino, tipicamente pugliese, di Margherita di Savoia nel
foggiano, di Taranto e di Barletta nel barese, Riontino è
specifico del foggiano, di Margherita di Savoia, Zapponeta, San
Ferdinando di Puglia e Trinitapoli, dovrebbe trattarsi di forme
ipocoristiche contratte del nome
Raimondo,
anche attraverso alterazioni dialettali. |
|
RIOTTA
RIOTTI
RIOTTINI
RIOTTINO
RIOTTO |
Riotta è specifico di Palermo, Riotti, molto molto raro, è
dell'area lombardo, piemontese, Riottini, quasi scomparso,
sembrerebbe abruzzese, della provincia di Pescara, Riottino,
praticamente unico, parrebbe del barese, Riotto ha un ceppo
romano, probabilmente secondario ed uno calabrese a Palmi nel
reggino, potrebbero derivare, direttamente o tramite ulteriori
ipocoristici, da forme aferetiche di ipocoristici di nomi come
Dario
o Mario,
o anche da forme aferetiche contratte di ipocoristici del nome
Arrigo
o Federigo.,
ma esiste anche una teoria che ne propone una derivazione da
soprannomi originati dal termine medioevale francese
riot (disputa,
contesa), o anche dal termine
burgundo (francese di Borgogna)
riot (ruscello),
probabile elemento toponomastico del luogo d'origine dei
capostipiti. |
|
RIPAMONTI |
Specifico
lombardo, della zona che comprende le province di Milano,
Varese, Como, Lecco e Bergamo, dovrebbe derivare da un
indicatore di località di provenienza, probabilmente da una riva
o ripa situata dalla parte dei monti. Giuseppe Ripamonti
(1577-1643) nacque a Tegnone una frazione di Nava in Brianza fu
creato Dottore della Biblioteca Ambrosiana dal cardinal Federigo
Borromeo, sue opere principali furono le Historiae Ecclesiae
Mediolanensis, il De peste Mediolani e le Historiae Patriae. |
|
RIPARI
|
Ripari è tipico di Civitanova Marche (MC) con un ceppo non
secondario anche nel cremonese, dovrebbe derivare dall'etnico
Riparius o Ripuarius, dal popolo gallico abitante nella zona tra
i fiumi Reno, Mosa e Mosella, i Riparii arrivarono come truppe
ausiliarie al seguito del generale romano Ezio: "...Hi enim
affuerunt auxiliares: Franci, Sarmatae, Armoriciani, Liticiani,
Burgundiones, Saxones, Riparii, Olibriones (quondam milites
Romani, tunc vero jam in numero auxiliorum exquisiti), aliaeque
nonnullae Celticae vel Germanicae nationes.".
integrazioni fornite da
Marco Giovanni Migliorini, archivista paleografo (Trigolo, Cr)
Di origine antica, Ripari (anticamente anche Riparii) diffuso al
Nord, in area cremonese sono documentate famiglie già dal IX°
secolo, in quella zona può derivare dal vocabolo medioevale
riparius: il riparius era l'addetto alla sorveglianza ed alla
riscossione dei diritti di attracco delle navi sul fiume Po
(cfr. Aldo A. Settia, L'età carolingia e ottoniana, in Storia di
Cremona, dall'Alto Medioevo all'età comunale, a cura di G.
Andenna, Cremona, 2004, p.42). |
|
RIPEPI
TRIPEPI |
Ripepi, abbastanza raro, è specifico del reggino, di Campo
Calabro, Cardeto, Calanna, Oppido Mamertina e Villa San
Giovanni, Tripepi, un poco più raro, è tipico di Villa San
Giovanni e Calanna.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Cognome calabrese, napoletano e siciliano. Viene dal greco 'theoprepès'
= 'degno di dio'.
Fonte: G. Rohlfs, Diz. cogn. in Calabria, 1979, p. 265. |
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RIPETTI
RIPI |
Ripetti, quasi unico, sembrerebbe dell'Italia settentrionale,
Ripi, molto molto raro, è tipico dell'area fiorentino, aretino,
perugina, è difficile, anche se non impossibile, ipotizzare una
derivazione dal toponimo Ripi del frusinate, ma diventa più
facile considerare la zona delle Ripi nelle vicinanze di Corvaro
nel reatino, o anche più semplicemente considerare che il
termine ripi
era, in epoca medioevale, usato per denominare le rive dei
fiumi, come possiamo ad esempio leggere in questo testo di
Angelo di Capua del 1300: "...Nixunu di nui avi propia
habitacioni, però ki nui abitamu in li obscuri boski, et li ripi
sunu nostri lecti et abitamu ancora in li parti virdi per li
ripi et flumi....", non si può, da ultimo, escludere che possa
derivare dal nome medioevale
Ripus di cui abbiamo un esempio
in questo scritto del XIV° secolo: "..Ioannes Ripus ad LXXX
altitudinis gradum, Hemskerkius ad LXXVI versus Septentrionem
prosecutus. Immami cum frigore conflictati nautae Batavi,
pereuntibus plerisque desperatae temeritatis esse docuerunt, per
Septentrionem in Orientem navigationem moliri. ..". |
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RIPOLI
|
Assolutamente rarissimo ha un ceppo nel materano tra Rotondella,
Policoro e Scanzano Jonico con derivazioni nel nord del
cosentino ed un ceppo toscano, dovrebbero derivare da toponimi
omonimi o da nomi di località identificati da una ripa (riva). |
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RIPONI
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Assolutamente rarissimo è forse di origini emiliane dovrebbe
derivare da nomi di località identificati da una ripa (riva). |
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RIPPA
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Rippa è tipicamente napoletano con buone presenze anche a Somma
Vesuviana, dovrebbe derivare da un soprannome basato su di
un'alterazione italianizzata del termine medioevale francese
rippe
(rogna, rognoso),
esiste anche un ceppo in Trentino a Pieve Tesino, che potrebbe
derivare da un soprannome basato sul termine tedesco
rippe (costola,
costato). |
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RISALITI |
Risaliti
è decisamente toscano, soprattutto di Prato, Livorno e Firenze e
di Agliana nel pistoiese, dovrebbero derivare da un soprannome
stante ad indicare che la famiglia fosse riuscita a riacquistare
importanza dopo un periodo di disgrazia, antica famiglia
toscana, se ne hanno tracce fin dal 1200 a Vicchio nel
fiorentino, troviamo elencati tra i Priori di Firenze un Duccius
Risaliti nel 1303, un Buosus Risaliti ed un Barone Risaliti nel
1309, un Bardus Ricchi Risaliti nel 1326 e così via. |
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RISARI
RISARO |
Risari è
tipicamente lombardo, di Chignolo Po nel pavese e di Milano,
Risaro, assolutamente rarissimo, è del pavese, dovrebbero
derivare da un soprannome originato dal mestiere di coltivatore
di riso svolto dal capostipite. |
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RISCALDINA |
Assolutamente rarissimo, dovrebbe derivare dal toponimo
Riscaldina nel torinese. |
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RISCHIO |
Rischio,
assolutamente rarissimo, è tipico del napoletano, potrebbe
derivare da un soprannome basato sul termine arabo rizq (tassa),
ma più probabilmente si dovrebbe trattare di un cognome di
fantasia attribuito da un funzionario borbonico ad un
trovatello. |
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RISI
RISINI
RISINO
RISO
RISOLINI
RISOLINO
RISONE
RISONI |
Risi, molto diffuso, presenta più ceppi, nel milanese, nel
veronese, nel bolognese, nella fascia tirrenica da Roma a
Salerno e nel Salento, Risini è quasi unico, Risino sembrerebbe
siciliano, del catanese e del siracusano, Riso oltre ad un ceppo
salentino ne ha uno napoletano ed uno nel reggino ed in Sicilia,
Risolini è praticamente unico, Risolino, assolutamente
rarissimo, ha un piccolissimo ceppo nel potentino, con qualche
presenza nell'area veneta, Risone e Risoni sono assolutamente
rarissimi, quasi unici, è sembrerebbero settentrionali,
potrebbero tutti derivare, direttamente o tramite forme oblique
o ipocoristiche, dal nome germanico
Riso, Risonis,
di cui si hanno tracce ad esempio nel Codex Cavensis (Cava dei
Tirreni) nel 900, dove si legge: "...mediatore mihi posui Riso
diacono filio quondam Johanni; ..." o nel 1100 a Suessa (Sessa
Aurunca (CE)), dove in un atto si può trovare traccia di queste
cognominizzazioni con un certo Franco Riso: "..Alio latere fine
terra predicta ecclesia sancti Johannis. et terra de heredes
quondam Risi Franki. habet inde passus quinquaginta quinque.". |
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RISIO
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Risio ha un ceppo a Cocullo, probabile località di origine, ed a
Sulmona nell'aquilano, ma sembra presentare un piccolo ceppo
,ora scomparso, anche nel messinese, dovrebbe derivare da una
forma aferetica di nomi come
Gaiderisius,
Oderisius,
Charisius
o altri simili, tracce antiche di questa cognominizzazione le
troviamo nel 1500 a Narni nel ternano con il notaio Romolus
Risius. |
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RISMONDO |
Rismondo, molto raro, ha un ceppo triestino, dovrebbe trattarsi
di una forma aferetica di nomi Goti come
Thorismundus,
con questo nome ricordiamo
Torismondo Re dei Visigoti in
Spagna, figlio di Teodorico re degli Ostrogoti : "...Altera
autem die Thorismundus, filius Theodorici, regis Gotthorum,
ultum iri cupiens necem genitoris, contra Attilam acies
instruebat. ...". |
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RISOLUTI
RISOLUTO |
Risoluti sembrerebbe aver avuto un ceppo a Fano Adriano nel
teramano, ed ha ancora oggi un ceppo a Soriano nel Cimino nel
viterbese ed a Roma, Risoluto, assolutamente rarissimo,
sembrerebbe del napoletano, dovrebbero derivare dal soprannome e
nome medioevale Resolutus,
di cui abbiamo un esempio d'uso: "...a loco natali (quae nunc
equestris prosapiae Hydonorum sedes est) nominatus, vir eo
seculo eruditione tam varia et recondita ut in summa admiratione
apud Italis fuerit, et Doctor
Resolutus vulgo vocaretur...",
nome probabilmente attribuito dai genitori a figli cui si
augurasse un coraggio ed una determinazione superiore alla
propria. |
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RISSO
RISSOLO
RISSONE |
Risso è molto diffuso nel milanese, pavese, in tutto il Piemonte
e soprattutto in Liguria, dovrebbe derivare da una forma
dialettale del termine riccio
(riccioluto),
usato sia come soprannome che come nome, Rissolo, assolutamente
rarissimo, tipico del torinese, dovrebbe essere una forma
ipocoristica del precedente, Rissone, che ha un grosso ceppo ad
Asti e nell'astigiano ed a Torino e nel torinese, con una
piccola rappresentanza anche a Genova, dovrebbe essere una forma
accrescitiva del primo. |
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RISPOLA
RISPOLI
RISPOLO |
Rispola e Rispolo quasi unici sono dovuti ad errori di
trascrizione di Rispoli che è tipico del napoletano e
salernitano con un ceppo anche a Roma, tracce di questa
cognominizzazione le troviamo a Napoli nell'elenco dei
collaboratori della locale Zecca dell'anno 1325, tra l'altro, si
legge: "...Gullielmus Trocullus et Nicolaus Rispolus incisores
cuneorum...", nel 1400 i Rispolo sono una importante famiglia di
ricchi mercanti stanziatisi a Malta, nel 1800 Vincenzo Rispoli è
feudatario di Oria nel brindisino.
integrazioni fornite da
Fabio Paolucci
è un cognome abbastanza diffuso in Italia, ma caratteristico
della Campania Tirrenica, del Napoletano e del Salernitano. Dal
punto di vista etimologico, dovrebbe derivare dal nome medievale
Rispolo, cognominizzato in senso patronimico. Il cognome ha
origini longobarde; nel Codex
Cavensis Diplomaticus (Codice
Diplomatico proveniente dalla Badia di Cava de' Tirreni, che
contiene documenti a partire dall'VIII° secolo) si legge: "(...)
signum BENEDICTI filii TOLOMEI RISPOLO et Brandolo filii Pauli
Ladolo filii Maiuni Iuanne filii Domneca (...) Ermecasti
Mauretano filii Domnirisi(...)". |
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RITA |
Presenta
tre ceppi, nelle Marche con probabile origine nel maceratese,
nel Lazio e nell'alto potentino. |
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RITORTO |
Molto raro, dovrebbe essere originario del reggino.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Ritorto è cognome calabrese e siciliano che significa 'ripiegato'.
Rohlfs 225. |
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RITROVATI
RITROVATO |
Ritrovati è assolutamente rarissimo, Ritrovato, tipico
meridionale, ha un ceppo a San Giovanni Rotondo nel foggiano,
uno a Catanzaro ed a Gioiatauro (RC) ed uno a Caltagirone (CT).
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Ritrovati, molto raro, si riscontra a bassissima frequenza fra
il nord e il centro nord del paese, Ritrovato è tipico per lo
più del foggiano e dell'area siculo-calabrese, dove è
maggiormente presente nel catanzarese, nel cosentino e nella
Sicilia meridionale, in entrambi i casi si tratta di cognomi
attribuiti a dei trovatelli, spesso da parte di ecclesiastici o,
talvolta, anche di ufficiali dello stato civile (sono
chiaramente delle varianti di cognomi quali Trovato e Trovati,
nonché naturalmente dei diffusissimi Esposito, Proietti,
Innocenti, etc).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Ritrovato è un cognome calabrese che, insieme a Ricùpero, è un
nome dato a un figlio nato dopo la perdita del figlio
precedente. De Felice 210. |
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RITZU |
Abbastanza raro, sembrerebbe tipico di Quartucciu (CA) e di
Cagliari, deriva dal vocabolo sardo
ritzu (riccio,
dai capelli ricci). |
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RIVA |
Diffuso in tutto il nord Italia, deriva da uno dei vari toponimi
contenenti il vocabolo riva,
come: Riva del Garda (TN), Riva del Sole (GR), Riva di Pinerolo
(TO), Riva di Solto (BG) e tantissimi altri o anche dall'abitare
il capostipite nei pressi della riva di un fiume, tracce di
questa cognominizzazione in Lombardia si hanno almeno fin dal
1200. |
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RIVADOSSI |
Specifico della zona di Borno (BS) da dove si è insediato anche
nell'area di Lumezzane (BS) deriva dalla toponomastica locale.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Alquanto raro, tipico del bresciano, deriva dal toponimo
Rivadossa (BS).
integrazioni fornite da
Luigi Colombo
Nel comune di Borno (Brescia) si trova una località chiamata
Rivadossa. "Riva" perché e sulle sponde di un torrentello,
"dosso" perché questa il posto è formato da una specie di
collina. |
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RIVALTA
RIVOLTA |
Rivalta abbastanza raro, sembra avere due ceppi, nel ravennate e
nel torinese, Rivolta tipico lombardo, dovrebbero derivare da
uno dei tanti toponimi come Rivalta (RE), Rivalta Bormida (AL),
Rivalta di Torino (TO), Rivolta d'Adda (CR), Rivalta sul Mincio
(MN), ecc. La cognominizzazione inizia come identificativo di
località, Da Rivalta per poi perdere la preposizione, tracce di
questa denominazione si hanno ad esempio nel 1235 a Mantova con
il Console Ubaldo da Rivalta.
integrazione fornita da
Alberto Rivolta
il toponimo del paese di Rivolta d'Adda, ha la sua origine
etimologica dall'unione dei due vocaboli di lingua
lombarda-occidentale (Insubre) riva + vòlta = alta riva, ad
intendere probabilmente che la riva del fiume in quel punto è
più alta del normale. |
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RIVANO
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Molto raro dovrebbe essere originario del cagliaritano, dovrebbe
derivare dalla posizione della località di origine del
capostipite, vicinanze della riva di un fiume, del mare ecc.
Il sig Pier Franco Rivano
ci suggerisce:
un'origine ligure e più propriamente da Pegli
(GE), che risalirebbe al 1700.
Si sono trovate tracce del capostipite Giovanni
Rivano che si sarebbe imbarcato da Genova sul checcio (tipo di
imbarcazione ligure del XVI°-XVIII° secolo) chiamato Ancilla
Domini. |
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RIVAROLA |
Tipico di Genova. deriva dal toponimo Rivarola (GE), è
originario di Chiavari dove fin dal 1500 si trovano i Rivarola
tra le famiglie più antiche di notai, nel 1600 eccelle tra i
letterati il Dottore in Teologia
Joannes Antonius Rivarola Genuensium
Patriciis. Nel 1800 i Rivarola
diedero alla chiesa romana anche un Cardinale, Mons. Augustino
Rivarola elevato all'alta carica da Leone XII° nel 1824. |
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RIVAROLI |
Rivaroli
è dell'area lombardo, emiliana, ha un ceppo più consistente a
Cremona ed a Ferrara, Finale Emilia nel modenese e Cento nel
ferrarese, dovrebbero derivare da un soprannome stante ad
indicare chi provenisse o abitasse nelle zone costiere del fiume
Po, o anche chi fosse originario di paesi come Rivarolo del Re
nel cremonese, o Rivarolo Mantovano nel mantovano. |
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RIVELLA |
Rivella è
tipicamente piemontese, di Castagnole delle Lanze
nell'astigiano, di Alba e Barbaresco nel cuneese e di Torino,
dovrebbe derivare dal nome della frazione Rivella di Castagnole
delle Lanze. |
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RIVELLI
RIVELLO |
Rivelli ha un ceppo marchigiano, nel pesarese e nel maceratese,
uno nel napoletano ed uno nel potentino, Rivello, molto molto
più raro, ha un piccolo ceppo nel salernitano a Caselle in
Pittari ed Angri ed uno a Siracusa, in alcuni casi potrebbero
derivare dal toponimo Rivello (PZ), o da località con lo stesso
nome ora scomparse, un'ipotesi collega questi cognomi con la
Gens Rubellia
attraverso un betacismo ed una modificazione dialettale, ma è
pure possibile una derivazione dal nome rinascimentale
Rivelius,
è pure possibile, anche se non molto probabile, una derivazione
dal termine arcaico revello
o
rivello (fortificazione
con scarpata di protezione) in
questo caso dipenderebbe da caratteristiche del luogo di
abitazione della famiglia. Tracce di queste cognominizzazioni le
troviamo a Pisa agli inizi del 1300 in un atto di procura:
"...Pisis et ubique locorum et terrarum, ad exigendum et
recipiendum a Raffo Longo Franciscino Veçoso, a domino
Petro de Rivello
ianuensibus et quibuscumque aliis personis...". |
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RIVERA
RIVERI
RIVERO
RIVIER
RIVIERA
RIVIERI
RIVIERO |
Rivera ha un ceppo tra alessandrino e genovese ed uno nel
frusinate, Riveri è unico, Rivero, molto molto raro, è del
cuneese, Riviera è tipicamente lombardo, dell'area bresciano,
mantovana, Rivier sembrerebbe unico, Rivieri è specifico del
parmense e del massese, Riviero, molto raro, è del veneziano,
potrebbero derivare dal nome di origine spagnola
Rivero,
ma è pure possibile che il cognome derivi dal fatto che la
famiglia abitava in prossimità o direttamente sulla riva di un
corso d'acqua, o da uno dei molti nomi di località contenenti la
radice Riviera.,
come, a solo titolo di esempio, Riviera del Garda. |
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RIVERSI
RIVERSO |
Riversi è specifico della provincia di Roma, di Tolfa in
particolare e di Civitavecchia, Riverso sembrerebbe tipico del
catanzarese, di Satriano e Catanzaro, dovrebbero derivare da
soprannomi originati dal vocabolo tardo latino
riversus
inteso come rovesciato, al
contrario, forse per
caratteristiche fisiche del capostipite o del luogo d'abitazione
della famiglia. |
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RIVETTI
RIVETTO |
Rivetti
potrebbe avere un ceppo tra Piemonte Liguria e Lombardia ed uno
nel napoletano e casertano, Rivetto, molto raro, è decisamente
piemontese, del torinese in particolare, dovrebbero derivare da
un toponimo come: Riva di Pinerolo (TO), Riva di Solto (BG),
Riva Ligure (IM), Riva Trigoso (GE) o simili. |
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RIVIELLO |
Riviello è tipico della zona che comprende il salernitano, il
potentino ed il barese, dovrebbe derivare da una forma
metatetica del nome rinascimentale
Rivelius,
o da un'alterazione dialettale del cognome francese
Rivel. |
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RIVOIRA
RIVOIRO |
Rivoira è
tipico del cuneese e torinese. Rivoiro è molto raro ed è tipico
del torinese, dovrebbero derivare da toponimi come Rivoira (CN)
o Rivoira frazione di Perrero (TO). |
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RIVOLA
RIVOLI
RIVOLINI
RIVOLO |
Rivola ha un ceppo a Costa di Mezzate, Alvino e Villa di Serio
nel bergamasco ed a Milano ed uno ad Imola e Bologna nel
bolognese e nel ravennate a Riolo Terme, Faenza, Ravenna e
Casola Valsenio, Rivoli è presente in modo sporadico in
tutt'Italia, si possono però individuare un ceppo a Milano ed a
Roma, probabilmente secondari ed uno in Sicilia nell'ennese a
Piazza Armerina, Agira e Valguarnera Caropepe, Rivolini è quasi
unico, Rivolo sembrerebbe invece specifico di Palermo e del
palermitano, dovrebbero tutti derivare da soprannomi originati
dalla presenza di un rivolus
(ruscello)
in prossimità dell'abitazione delle famiglie. |
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RIVOLIN |
Rivolin,
quasi unico, sembrerebbe del torinese e dovrebbe derivare da una
forma etnica dialettale del toponimo Rivoli nel torinese. |
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RIVOLTELLA |
Cognome
tipico di Treviglio, dovrebbe derivare dall'antico toponimo
Rivoltella sul Garda (BS) esistente fin dal 1200 ed ora, dopo
700 anni, ridotto al rango di frazione di Desenzano. |
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RIVOSECCHI |
Rivosecchi è tipico del Piceno, soprattutto di Grottammare e di
San Benedetto del Tronto, con un ceppo anche a Roma, dovrebbe
derivare da un nome di località probabilmente prossima al
torrente Rivosecco nel vicino Abruzzo, o dal paese di Rivosecco
nel perugino, probabili luoghi d'origine dei capostipiti. |
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RIZZA
RIZZI
RIZZO
RIZZOLI
RIZZOLO |
Rizza ha
un nucleo importante in Sicilia, soprattutto nella parte
meridionale, un ceppo nel catanzarese e crotonese ed uno nel
Lazio, molto diffuso al nord, con un ceppo nella Puglia e
Basilicata ed uno nel Lazio Rizzi mentre Rizzo è assolutamente
panitaliano, Rizzoli ha un ceppo nel bergamasco a Romano Di
Lombardia e Martinengo, nel Trentino a Trento, Cavalese, Giovo e
Lavis, in Emilia nel bolognese tra Bologna, Castenaso, San
Lazzaro di Savena e Budrio, ed a Parma, Rizzolo ha un ceppo
principale a Misilmeri (PA), e ad Alessandria della Rocca (AG),
ed in Campania a Calabritto (AV), un ceppo nell'astigiano oltre
che a Torino e Genova, in Veneto a Camposampiero (PD) e Lusiana
(VI), derivano tutti da soprannomi legati a caratteristiche
fisiche del capostipite, i capelli ricci o da loro ipocoristici. |
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RIZZARDI
RIZZARDINI
RIZZARDO |
Rizzardi
è tipico della zona tra bresciano veronese e trentino, ha un
ceppo secondario importante nel milanese, Rizzardini ha un ceppo
nel bellunese, uno a Venezia ed uno nel bresciano, Rizzardo è
specifico trevigiano della zona di Volpago Del Montello (TV),
derivano dal nome medioevale Rizzardus di cui abbiamo un esempio
a Grosio (SO) nella seconda metà del 1500: ""...1582 quaternus
fictorum et legatorum capituli elemosinae comunis et hominum
Grosij exigend per notarium infrascriptum regente [....]
Rizzardus Pinus notarius et scriba scribebat...", troviamo
tracce di questa cognominizzazione nel 1600 a Verona con i conti
Rizzardi. |
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RIZZARI |
Assolutamente rarissimo, è specifico catanese, dovrebbe derivare
da un soprannome dialettale originato dall'avere il capostipite
dei capelli riccioluti. Casato nobile di cui si hanno tracce
fin dal 1500 a Catania. |
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RIZZATI
RIZZATO |
Rizzati è
tipico della zona che dal veronese arriva al rovigoto e
ferrarese, Rizzato è tipicamente veneto, ma con un ceppo
autonomo nel Salento, derivano da modificazioni del termine
riccio cioè dai capelli ricci, tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo ad esempio a Venezia negli archivi
dei notai della Serenissima nel periodo 1475-1491 viene elencato
il notaro Rizzati Giambattista, a Bergamo nel 1559 vicario
pretorio è tra gli altri un certo Antonio Rizatus o Rizzatus. |
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RIZZELLI
RIZZELLO
RIZZETTI
RIZZETTO
RIZZIN
RIZZINI
RIZZOTTI
RIZZOTTO
RIZZUTI
RIZZUTO |
Rizzelli
sembrerebbe tipico della Puglia, di Corato (BA), di Foggia e di
Andrano, Spongano, Lecce, Nardò, Sanarica, Poggiardo e Uggiano
La Chiesa nel leccese, Rizzello è tipico del Salento, di
Taurisano, Spongano, Ruffano, Montesano Salentino, Porto Cesareo
e Minervino Di Lecce, Rizzetti è molto raro ed è tipico del
cremonese e del bresciano, Rizzetto è veneto, Rizzin,
assolutamente rarissimo, parrebbe del veneziano, Rizzini è
tipico del bresciano, in particolare di Gardone Val Trompia,
Monticelli Brusati, Brescia, Marcheno, Castelcovati e Rovato, e
di Villafranca di Verona nel veronese, Rizzotti ha un ceppo
lombardo, uno veronese, uno friulano ed uno nella Sicilia
orientale, Rizzotto ha un ceppo veneto ed uno siciliano, Rizzuti
è calabrese, Rizzuto ha ceppo nel cosentino ed uno nella
Sicilia occidentale, derivano tutti da soprannomi originati
dall'essere il capostipite dai capelli ricci, o da ipocoristici
degli stessi, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a
Mazzo (SO) nella seconda metà del 1500 con un certo Giovannino
Rizzettus. |
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RIZZICO |
Rizzico, molto molto raro, sembrerebbe di origini siciliane,
dell'area palermitano, agrigentina, presenta un piccolo ceppo a
Cammarata e San Giovanni Gemini nell'agrigentino e Termini
Imerese nel palermitano, potrebbe derivare da un soprannome
originato dal termine albanese
rishiko (controllo),
o dallo slavo riziko
(rischio). |
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ROANI
ROANO |
Roani è molto molto raro e sembrerebbe della zona di Foligno nel
perugino, Roano è ancora più raro ed è forse piemontese,
potrebbe derivare dal toponimo Rouen, non molto probabile una
derivazione dal toponimo Roano nel comasco, ma per entrambi la
derivazione più probabile dovrebbe essere dal nome medioevale
Roano
di cui abbiamo un esempio nel Principe di Macchiavelli: "...E di
questa materia parlai a Nantes con Roano, quando il Valentino,
che cosí era chiamato popularmente Cesare Borgia, figliuolo di
papa Alessandro, occupava la Romagna...", ma è pure possibile
che derivi dal nome di una località, come Monte Roano (LT). |
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ROASIO
ROVASIO |
Roasio è tipicamente piemontese, di Verzuolo, Savigliano e
Saluzzo nel cuneese, di Asti e Montafia nell'astigiano e di
Torino, Rovasio, molto più raro, è anch'esso piemontese,
potrebbero tutti derivare da modificazioni del nome tardo
medioevale Rubasius
di cui abbiamo un esempio in questa cronaca del 1582: "... illuc
una cum Rubasio, equitum Magistro, confestim advolat: videt
nihil pacata ad Imperatoris praesentiam Legione, inter minas
strepitusque et concussiones armorum ...", ma è molto più
probabile anche una derivazione dal toponimo Roasio nel
vercellese o Bricco Roasio nell'astigiano.
integrazioni fornite da
Daniele Zaia
Etimo alternativo potrebbe essere la voce piemontese
ruai,
roveto, sterpeto, nel senso di gerbido (con il termine
gerbido
si indicavano le terre più ventose, più fredde e pertanto
incolte). |
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ROBBIA
RUBBIA |
Robbia e Rubbia sono assolutamente rarissimi, dovrebbero
derivare dal cognomen latino
Rubius. un illustre esempio di
questa cognominizzazione l'abbiamo nel 1400 con il famosissimo
scultore fiorentino Luca Della Robbia: "Lucas Rubius Florentinus
ex aurifice plastes, cuius inventum, fictile opus encausto
pingi". |
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ROBBIANI |
Tipico del milanese e del comasco dovrebbe derivare dal toponimo
Robbiano nel milanese.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Robbiani si possono formulare più ipotesi:
- 1) agionimico da San Rubiano;
- 2) da toponimi (Piemonte, Lombardia e Ticino) prediali
costruiti sul gentilizio latino Rubius;
- 3) da robbia, pianta che serviva a tingere di rosso le stoffe.
Le tre proposte di Lurati qui indicate lasciano aperta la
discussione sulla base di componenti locali. |
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ROBBIATI |
Abbastanza raro, tipico del varesotto e nord milanese, dovrebbe
derivare dal toponimo Robbiate (LC). |
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ROBBIO
RUBBIO |
Robbio ha un nucleo nel matese, zona di Pietravairano e Vairano
Patenora (CE), Rubbio, molto raro, sembra avere un ceppo
palermitano, uno nel napoletano ed uno nel foggiano, potrebbero
derivare dall'aferesi di nomi di località contenenti il termine
carrubio
o carrobbio
(incrocio di quattro strade)
o semplicemente dall'abitare la famiglia in prossimità di un
quadrivio, è pure possibile una derivazione dal cognomen latino
Rubius. |
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ROBECCHI |
Abbastanza raro, è specifico del milanese e delle zone della
bergamasca e del pavese confinanti con la provincia di Milano,
dovrebbe derivare da toponimi quali Robecco sul Naviglio (MI),
Robecco Pavese (PV) e Robecco d'Oglio (CR). |
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ROBELLA |
Robella, assolutamente molto raro, è tipicamente piemontese, del
torinese ed astigiano.
integrazioni fornite da
Daniele Zaia
Robella è un cognome astigiano. Dal toponimo "Robella", piccolo
comune del nord della Provincia di Asti, ai confini con la
provincia di Torino. |
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ROBELLI
ROBELLO |
Robelli è
specifico di Venezie, Robello è invece caratteristico del
genovese, di Arenzano e Genova, dovrebbero derivare dal nome
medioevale Robellus, di cui abbiamo un esempio d'uso in un testo
latino di epoca tardo medioevale: "..Ante alios iuvenum
certamina ludicra cursus Contendit rapidis passibus ire viam.
Quisquis enim viridem cupit obtinuisse coronam, non piger ad
stadium, nec sit oportet iners. Ac memini, quoties caeli
revolubilis orbes, ortaque natali sidera clara meo Volfius
astrorum scrutator, et ipse Robellus excuterent iustis per rata
monstra notis; eventus mihi felices praedicere utrumque,
fatidicae inspectis Sortis originibus. ..", ma il ceppo ligure
potrebbe anche essere stato originato dalla toponomastica,
probabile un riferimento, attraverso un betacismo, al nome del
paese di Rovello Inferiore nell'alessandrino. |
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ROBERTELLI
ROBERTELLO
ROBERTI
ROBERTINI
ROBERTINO
ROBERTO
ROBERTONE
ROBERTUCCI
ROBERTUCCIO
ROPERTI
ROPERTO
RUBERT
RUBERTELLI
RUBERTI
RUBERTO
RUBERTUCCI
RUPERTI
RUPERTO |
Robertelli, assolutamente rarissimo, è panitaliano, Robertello,
quasi unico, sembrerebbe veneto, Roberti è presente a macchia di
leopardo in tutta la penisola, presenta certamente più ceppi,
nel milanese, bergamasco e bresciano, nel torinese, nel pesarese
ed altri ancora, Robertini, estremamente raro, è panitaliano,
Robertino, quasi unico, potrebbe essere dovuto ad errori di
trascrizione del precedente, Roberto è molto presente in tutto
il sud, Robertone, assolutamente rarissimo, sembrerebbe lucano,
del materano in particolare, Robertucci, molto molto raro, è
specifico dell'area di Torre del Greco e Napoli, Robertuccio è
praticamente unico ed è anch'esso dell'area campana e lucana,
Roperti, molto raro, sembra essere della provincia di Catanzaro
tra Conflenti, Martirano e Lamezia Terme, Roperto, molto molto
raro, dovrebbe essere di Lamezia Terme (CZ), Rubert,
assolutamente rarissimo, è della zona tra trevisano e
pordenonese, di Gaiarine e Motta di Livenza nel trevisano e di
Sacile e Brugnera nel pordenonese, Rubertelli, abbastanza raro,
ha un ceppo a Parma ed a Montecchio Emilia, Reggio Emilia e
Castelnovo ne' Monti nel reggiano ed uno a Napoli, Ruberti ha
ceppi nel milanese, nel mantovano, nel veneziano, nel pisano, a
Roma, nel casertano e nel Salento, Ruberto è più tipico del sud,
pur avendo ceppi in Piemonte, Lombardia, Liguria e Toscana e
Roma, ha una grossa concentrazione tra avellinese e foggiano,
nel Salento, tra le province di Catanzaro e Crotone e nella
Sicilia orientale, Rubertucci, estremamente raro, è del
campobassano, Ruperti è assolutamente rarissimo potrebbe essere
del nord Italia, è probabilmente dovuto ad errori di
trascrizione, Ruperto ha un ceppo tra Roma e Monterotondo ed uno
tra Crosia e Caloveto nel cosentino con presenze anche a
Crotone, Lamezia Terme e Falerna (CZ), derivano tutti,
direttamente o tramite modificazioni dialettali, ipocoristici o
accrescitivi, dal nome italo germanico
Hrodebert
latinizzato in Rudpertus
e quindi in Rupertus,
Rihpertus
ed infine in Roberto, derivante dal vocabolo longobardo
hroth-
(gloria)
aggiunto al vocabolo berth
(splendente, lucente),
nome che augurava a chi lo portava di essere quindi un guerriero
che raggiunga una fulgida gloria), di questi nomi abbiamo
moltissimi esempi, ad esempio in un atto di donazione dell'anno
967: "In nomine sanctae et individuae Trinitatis, Otto divina
favente clementia Rex. Noverint omnes in Regno nostro
circumquaque fideles, praesentes scilicet et futuri, qualiter
venerabilis nomine Rihpertus...", in un atto di nomina del 1138:
"...Rudpertus de Cambe, Pertholdus de Cansa. Laici autem, qui
aderant, sunt hi:...", Ruperti e Ruperto potrebbero anche
derivare dal nome germanico
Ruphert italianizzato in
Rupertus,
da cui è derivato poi Roberto, nome di cui abbiamo un esempio in
un testamento scritto nel 693 a Cremona: "...Et ut nec mihi plus
liceat nolle per tempora futura quod nunc uolui, tibi beatissimo
Ruperto diacono fratri meo hanc paginam hordinationis mee
scribere rogaui...". Tracce di queste cognominizzazione la
troviamo nelle Marche nel 1400 con il podestà di Tolentino (MC)
ser Ludovico Ruperti, e in Lombardia nel 1500 con Boneto Ruperti
Contestabile in una porta di Bergamo: "...Par dicto Boneto
Ruperti vegni cerchato per esser retenuto da quelli capi de
fantarie, come è el Bergomo, Cagnolo et altri; et voleno far
trar la gente per questo mezo, dicendo loro detto Boneto esser
franzese...". |
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ROBLES
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Robles è tipico di Bitonto nel barese con un ceppo anche a Bari
ed a Trinitapoli nel foggiano.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
D'origine spagnola (probabilmente ebreo-sefardita), questo
cognome deriva direttamente dal cognome spagnolo
Robles,
che, tratto dalla radice roble
(quercia, rovere),
allude quasi sicuramente alla toponomastica spagnola - ovvero a
uno dei diversi toponimi contenenti il termine
robles,
quali ad esempio Robles de Laciana e Robles de la Valcueva (in
provincia di León). |
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ROBUSCHI |
Robuschi è specifico del parmense, di Farma, Fidenza, Medesano,
Sorbolo e Salsomaggiore, dovrebbe derivare dal nome medioevale
germanico Robuscus,
troviamo un tale cavaliere Robuscus milici agli inizi del 1400 a
Stralsund in Germania. |
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ROBUSTELLI
ROBUSTI
ROBUSTINI |
Robustelli è molto diffuso a Sarno (SA), ma esiste un ceppo
autonomo anche a Grosotto (SO), estremamente rari Robusti
sembrerebbe del cremonese, Robustini del ferrarese,
probabilmente derivano da nomi medioevali come Robusto e
robustino, possono anche derivare da soprannomi che facciano
riferimento a caratteristiche fisiche del capostipite. Esempi
insigni di queste cognominizzazioni le troviamo nel 1500 con il
famosissimo pittore veneziano Iacopo Robusti detto il Tintoretto
(1518-1594) e nel 1600 a Grosotto con Giacomo Robustelli capo
della rivolta cattolica valtellinese scoppiata a Tirano nel 1620
contro il governo svizzero, rivolta che sarà denominata "Sacro
Macello". |
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ROCA
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Tipico della Puglia, di Bari e Foggia e delle rispettive
province, e, in Campania, di Avellino.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Cognome prevalentemente campano e pugliese, con ceppi maggiori
nell'avellinese, nel barese e nel foggiano, potrebbe essere
d'origine spagnola e derivare dalla toponomastica della penisola
iberica (Roca è, infatti, un cognome principalmente spagnolo)
oppure potrebbe derivare dalla toponomastica italiana ed essere,
dunque, una variante del molto più diffuso Rocca; da non
sottovalutare, però, anche una possibile origine dal termine
rocca o roca, un arnese usato per la filatura costituito da
un'asta di legno sottile che termina con un'estremità più
grossa, attorno alla quale veniva un tempo disposto il materiale
da filare. In tal modo, il cognome Roca potrebbe derivare o
dalla toponomastica (spagnola oppure italiana) o da un nome di
mestiere, quello cioè relativo all'attività di filatore.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Roca è un cognome pugliese che ha alla base il toponimo Ròca,
ora scomparso in Terra d'Otranto, città fortificata da Gualtiero
di Brienne tra il XIII e XIV sec. e fatta distruggere dal
preside Loffredo, per essere divenuto un comodo covo di pirati.
Fonte: P. Minervini, Diz. dei cogn. pugliesi, 419. |
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ROCCA
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Presente
in tutt'Italia, ha un nucleo importante in Calabria, uno nel
Lazio e più d'uno al nord, dovrebbe derivare dai molti toponimi
contenenti il vocabolo Rocca, come ad esempio Rocca di Neto
(KR), Rocca Imperiale (CS), Rocca di Cave (RM), Rocca de Giorgi
(PV), ecc. |
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ROCCABIANCA |
Sembrerebbe tipico della zona appenninica tra bolognese e
fiorentino, a Castiglione dei Pepoli (BO) in particolare,
dovrebbe derivare dal toponimo Roccabianca (PR) o da nomi di
località simili come Rocca Bianca nell'urbinate. |
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ROCCABRUNA |
Specifico
di Fornace (TN), altamente improbabile un collegamento con il
toponimo Roccabruna (CN), dovrebbe derivare invece dalle
caratteristiche cupe di un antichissimo castello costruito in
porfido e situato nell'area di Nogarè, il Casato dei Roccabruna
fu uno dei più antichi e nobili del Trentino, lo troviamo a
Fornace fin dalla seconda metà del 1100. |
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ROCCAFIORITA |
Roccafiorita, assolutamente rarissimo, è decisamente siciliano,
dovrebbe derivare dal toponimo Roccafiorita in provincia di
Messina, e dovrebbe avere origini posteriori al 1600. |
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ROCCAMATISI |
Roccamatisi è specifico del palermitano, di Palermo e Monreale,
di origine etimologica oscura, potrebbe derivare dalla
toponomastica. |
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ROCCASALVA |
Roccasalva è tipicamente siciliano, del ragusano in particolare,
soprattutto di Modica, dovrebbe derivare da un nome di località
ora scomparso, simile a Rocca Salva nel messinese a Fondachelli. |
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ROCCATAGLIATA |
Roccatagliata è tipicamente ligure, di Genova e Santa Margherita
Ligure, dovrebbe derivare dal toponimo Roccatagliata di Neirone
(GE), come possiamo ad esempio vedere in questa lettera
dell'anno 1269: "In nomme Domini, amen. Ego Andréas de
Rochataliata promitto et convenio vobis dominis magistro Henrico
de Campo Repulso Johanni, Pillavilano militi, et Guillelmo de
Mora, nunciis et ambaxatoribus serenissimi Régis Francie,
stipulatibus nomine ipsius domini Régis, quod faciam seu fieri
faciam et nunc ad meas expensas in dagena vel a dagona...", il
de indicava ovviamente la provenienza, con il passare del tempo
si è perso, così come Rochataliata si è modificato in
Roccatagliata. |
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ROCCATI
ROCCATO |
Roccati è tipico di Ferrara e di Torino, Chieri, Montaldo
Torinese e Collegno nel torinese, Roccato ha un ceppo ad Adria e
Rovigo nel rovigoto ed un ceppo secondario nel Lazio,
soprattutto a Latina, dovuto all'emigrazione per la bonifica
delle paludi Pontine, diverse sono le possibili origini,
dall'essere il capostipite figlio di un Rocca con la
caratteristica forma patronimica veneta in
-ato,
all'essere lo stesso originario di uno dei tanti toponimi
contenenti la radice Rocca, come ne esistono a bizzeffe in tutto
il paese. |
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ROCCELLA |
Roccella
è un cognome tipicamente siciliano, dovrebbe derivare dai vari
toponimi Roccella come ne esistono diversi nel palermitano,
Roccella di San Cataldo nel nisseno, o Roccella Valdemone nel
messinese. |
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ROCCELLI
ROCCELLO
ROCELLA
ROCELLI |
Roccelli, assolutamente rarissimo sembrerebbe avere qualche
presenza in Italia centrale ed in Campania, Roccello è unico,
forse piemontese, Rocella è unico, forse ligure, Rocelli,
assolutamente rarissimo, sembrerebbe di Venezia, dovrebbero
derivare dal nome medioevale
Rocelius o
Rocellus,
forme ipocoristiche nate dal nome germanico
Hrocho a
sua volta derivato dal termine medioevale germanico
hruk (corvo). |
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ROCCHETTA
ROCCHETTI
ROCCHETTO |
Rocchetta ha un ceppo nel milanese, uno nel piacentino ed uno
nel bolognese, Rocchetti oltre al nucleo nel centro Italia,
Marche, Umbria e Lazio, ha un ceppo lombardo nel bergamasco a
Bergamo, Paladina e Dalmine ed uno trentino a Trento e Lavarone,
Rocchetto è decisamente veneto di Venezia, Solesino (PD), Verona
e Vicenza, dovrebbero derivare da toponimi o nomi di località
come Chiavenna Rocchetta (PC), Piovene Rocchette (VI) o
Rocchetta, molto presente in tutta Italia, ma è pure possibili
che derivino da forme ipocoristiche del nome medioevale
Rochus
o Rocchus
di origine germanica (vedi ROCCHI). |
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ROCCHI
ROCCHIN
ROCCHINI
ROCCHINO
ROCCHIO
ROCCI
ROCCO
ROCCON
ROCCONI
ROCCUZZO
RUOCCO |
Rocchi è diffuso in tutto il centronord, Rocchin è quasi unico,
Rocchini ha un ceppo nel fiorentino ed uno nell'area che
comprende il perugino in particolare, il ternano, il viterbese
ed il romano, Rocchino, molto molto raro, ha un ceppo campano,
in particolare nel salernitano ed uno calabrese nel catanzarese,
Rocchio ha un ceppo tra casertano ed iserniese, con piccoli
ceppi anche in Abruzzo, Rocci ha un ceppo piemontese nel
torinese, uno nel maceratese, uno abruzzese, nel teramano e nel
teatino in particolare, uno nel romano, nel frusinate e nel
latinense ed uno tra barese e tarentino, Rocco è panitaliano,
Roccon, molto raro, è della zona tra bellunese e trevigiano,
Rocconi rarissimo è laziale, Roccuzzo ha un ceppo nel ragusano a
Monterosso Almo, Ragusa e Giarratana, A Caltagirone e Catania
nel catanese ed a Siracusa, Ruocco è tipicamente campano,
soprattutto del napoletano e salernitano, con un ceppo anche nel
foggiano ed a Roma, dovrebbero tutti derivare, direttamente o
tramite varie diverse forme ipocoristiche o accrescitive, con o
senza modificazioni dialettali, dal nome medioevale
Rochus,
Rochius
o Rocchus
di origine germanica originato dal termine germanico
hrock (corvo),
un esempio di questo nome lo abbiamo a Pavia alla fine del 1300:
"...Iohannes Rochus de Portijs Papiensis. Natus est Papiae anno
1391 ex nobili et antiqua Familia de Portijs..." e nel
Baldus
di Teofilo Folengo: "...Illico fra Rocchus spoiat de corpore
cappas, apparetque statim fans in giuppone galantus,...", in un
atto di vendita del 1199 a Milano troviamo già tracce di queste
cognominizzazioni: "...vigexima septima dicitur ad Crucem Petri
Iudicis, a mane Ruberti Rochi, a monte via, pertice tres et
tabule sex et pedes novem; vigexima octava dicitur ad
Crucem...". |
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ROCCOLANO |
Roccolano, assolutamente rarissimo, decisamente campano,
potrebbe essere dell'area casertano, napoletana, l'origine
etimologica è oscura, potrebbe trattarsi di una forma indicante
chi provenisse da paesi come San Rocco di Marano di Napoli nel
napoletano, ma no si può escludere che possa trattarsi di un
cognome di fantasia attribuito ad un trovatello. |
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RODA
RODELLA
RODELLI |
Roda ha un ceppo nel milanese e comasco, uno nel bresciano,
cremonese e piacentino ed uno nel bolognese, modenese
appenninico e ferrarese, Rodella, specifico del lombardoveneto,
ha un ceppo nel mantovano a Castel Goffredo e Castiglione delle
Stiviere, e nel bresciano a Brescia, Montichiari, Gottolengo,
Collebeato, Calcinato e Desenzano del Garda, ed uno in Veneto a
Verona, Legnago e Belfiore nel veronese, a Vigonza nel padovano
ed a Ceregnano, Adria e Rovigo nel rovigoto, Rodelli ha un
piccolo ceppo lombardo, uno veneziano ed uno, il più consistente
a San Severo nel foggiano, dovrebbero derivare da soprannomi
originati dal termine dialettale
roda (ruota)
e dal suo diminutivo rodella
(rotella),
forse ad indicare nei capostipiti degli artigiani produttori di
ruote e rotelle per i vari usi, potrebbero però derivare anche
da nomi di località come Rota d'Imagna nel bergamasco, il Col
Rodella in Trentino, o altre simili. |
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RODARI
RODARO
RODERI |
Rodari ha un ceppo tra varesotto e verbanese ed uno tra
bergamasco e bresciano, Rodaro sembra invece essere specifico
dell'udinese, Roderi, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del
sudmilanese, di Milano, Sant'Angelo Lodigiano e Villanova del
Sillaro nel lodigiano e di Crema nel cremonese, dovrebbero
derivare tutti dal mestiere di fabbricante di ruote
probabilmente svolto dal capostipite. Tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo in Valtellina verso la fine del
1400 con lo scultore Giacomo Rodari (1463 - 1527), nel goriziano
agli inizi del 1700 con il notaio Pietro Antonio Rodari.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Rodari è frequente in Lombardia e in Piemonte. Dal personale
germanico Ruidheri.
Toponimo Reodaro, Montepulciano, SI (Pieri 159). |
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RODIGLIANO |
Rodigliano è specifico di Ugento nel leccese, dovrebbe derivare
da un'alterazione del nome del paese barese di Rutigliano,
probabile luogo d'origine del capostipite. |
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RODIN
RODINI
RODINO
RODINO' |
Rodin, quasi unico, sembrerebbe del veronese, Rodini ha un ceppo
lombardo a Milano e Cremona, un piccolo ceppo nell'imperiese,
uno a Roma ed uno nel teatino, Rodino, assolutamente rarissimo,
sembrerebbe dell'alto potentino, Rodinò è specifico del reggino,
di Locri e Gerace, tutti questi cognomi dovrebbero derivare dal
nome medioevale latino Rodinus
, citato ad esempio in questo scritto dell'Historia
Francorum: "..Eo anno Rodinus
dux moritur, vir eleemosynarius, et bonitate plenissimus, justus
in cunctis, piissimus in pauperibus: qui dum quadam vice, ut
consueverat, mortuum sepelire praecepisset, et ad quoddam
monumentum cum cultris pueri fossam facerent, levato lapide
invenit mirae magnitudinis thesaurum, et solidorum multitudinem.
Hunc sibi proprium verum censuit , quem sine intermissione
fideliter pauperibus erogavit. Aequanimiter ea fide reddidit
hunc ei thesaurum, a quo acceperat. Multa signa et prodigia eo
anno in coelo sunt visa. Chilperico filius denuo nascitur, jubet
omnes carceratos laxare..", possono anche essere nati da
un'alterazione del nome germanico
Hrodhari,
a sua volta composto dai termini
hrod (gloria)
aggiunto ad hari
(esercito),
con il significato di colui che
rende gloria all'esercito. |
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RODOLATTI |
Praticamente unico, si può solo ipotizzare, ma senza nessuna
prova che possa derivare dal vocabolo tardo latino rodus
(approssimato, incompleto, imperfetto). |
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RODOMONTE
RODOMONTI |
Rodomonte, assolutamente rarissimo, parrebbe meridionale,
Rodomonti sembrerebbe specifico di Teramo, derivano dal nome,
tipico del poema cavalleresco,
Rodomonte, nome creato dal
Boiardo nell'Orlando innamorato
ed a cui si ispirò anche l'Ariosto nell'Orlando
furioso, o
Rodomons
di cui abbiamo un esempio nel Baldus di Teofilo Folengo:
"...Sacripas, et Rodomons, Baldo assistente, valerent, namque
ibi tam scuram coepit replicare baruffam, ut de ammazzatis in
poco tempore fit mons....". |
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RODOTA' |
Rodotà,
assolutamente estremamente raro, sembrerebbe dell'area
calabrese, dovrebbe derivare da un soprannome grecanico con il
significato di roseto, immerso nelle rose. |
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RODOTI
|
Rodoti è
specifico di Gela nel nisseno, dovrebbe indicare una provenienza
del capostipite dall'isola di Rodi. |
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RODRIGUES
RODRIGUEZ
RODRIGHI
RODRIGO
RODRIQUEZ |
Rodrigues
rarissimo è di origini portoghesi, Rodriguez, un pò meno raro, è
di origini spagnole, come Rodriquez, tipico del napoletano e del
trapanese, Rodrigo e Rodrighi, estremamente rari, potrebbero
derivare direttamente dal nome spagnolo Rodrigo dal quale
derivano anche i primi due, nome portato diffusamente da
famiglie italiane di origine spagnola, uno per tutti ricordiamo
Rodrigo Borgia (1431-1503) che divenne Papa Alessandro VI°. |
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ROFFI
ROFFINI
ROFFINO
ROFFO |
Roffi è un cognome che sembrerebbe specifico emiliano, con un
ceppo nel piacentino ed uno più importante nel bolognese,
sembrerebbe avere un nucleo anche nel livornese, Roffini è
unico, Roffino è decisamente piemontese, del torinese e del
biellese, Roffo, molto più raro, ha un ceppo nello spezzino ed
uno nel napoletano, potrebbero derivare, direttamente o tramite
ipocoristici, da una modificazione del nomen latino
Rufus o
del nome italo-germanico Rolfus,
nel Codex Cavensis Diplomaticus Longobardorum scritto nel
salernitano nell'anno 985 si può leggere: "...de capite fine de
heredes Wisenolfi, de alio latu fine Iamfrid et Roffi germani
filii Iohanni, quod emtum habunt da Iohannes genero predicti
odi...", in uno scritto del 1085 troviamo: "...Balduinus habet 1
mansionem quae vocatur Bosleia... hanc possunt arare 8 carrucae
et modo tenet eam Roffus de Balduino.". |
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ROFFINOT |
Roffinott, praticamente unico, sicuramente piemontese, dovrebbe
essere una forma ipocoristica dialettale piemontese del nome
medioevale Roffinus,
di cui abbiamo un esempio d'uso in una
Carta venditionis
del 1198 a Lodi: "Ego Bregondius Roffinus, notarius et missus
regis, autenticum huius exenpli vidi et legi et sic in eo
continebatur ut in hoc legitur exenplo preter literas plus
minusve et hoc exenplum exenplavi et me subscripsi. ...", nome a
sua volta identificabile come un ipocoristico di un'alterazione
dialettale del nome latino Rufus
(vedi ROFFI), secondo un'altra ipotesi, meno probabile, potrebbe
trattarsi di una forma ipocoristica ebraica con il significato
di medicastro. |
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ROFRANO |
Rarissimo, sembrerebbe specifico del potentino, dovrebbe
derivare dal toponimo Rofrano nel salernitano. |
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ROGANTE
ROGANTI |
Entrambi marchigiani, Roganti molto più raro del primo parrebbe
avere anche un ceppo lombardo, Rogante, che è comunque molto
raro, è specifico del Piceno, si può presumere una derivazione
dal nome bizantino Rogatus
(vedi ROGATI), ma è pure possibile che tale cognomi derivi dallo
stato di notaio rogante del capostipite, uso evidenziato in
questo scritto del 1600: "... de fori delle case de Roganti...",
traccia di questa cognominizzazione si trova ad esempio in
Valtellina nel XVIII° secolo a Piuro (SO) nel 1732 è Console un
certo Giovan Pietro Roganti.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
L'origine del cognome Roganti, raro nel Modenese, è
soprannominale ed è forma aferetica di
(ar)rogante,
dal lat. adrogans
«colui che chiede con prepotenza».
Difficile il ricorso al termine giuridico rogante. Fonte: F.
Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996. |
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ROGARI
|
Rogari sembrerebbe tipico di Gubbio nel perugino, ha un ceppo
secondario anche a Perugia ed uno a Roma, potrebbe derivare
dall'aferesi del nome longobardo
Heorogar,
probabilmente portato dal capostipite, nome che letteralmente
significa colui che bada ai
cervi, ma potrebbe anche
derivare dal fatto che al capostipite fosse proprio stato
affidato quel tipo di compito, bisogna considerare che i cervi
ed i daini ,che ancora oggi resistono sulle colline Eugubine, in
epoca medioevale erano molto diffusi e l'incarico di
guardiacervi, di conseguenza, era molto importante. |
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ROGATI
ROGATO |
Rogati, molto molto raro, ha un ceppo nell'area marchigiana ed
uno nel cosentino, Rogato ha un ceppo tra padovano e rovigoto,
uno, probabilmente secondario, tra romano e latinense, uno nel
foggiano, uno nel cosentino ed uno nel palermitano, dovrebbero
derivare dal nome bizantino
Rogatus, di cui abbiamo un
esempio in una iscrizione funeraria risalente circa al quarto
secolo, riferita ad un certo Publius Sulpicius Rogatus, ma
potrebbero anche derivare dalla trascrizione di atti notarili
riferiti ai genitori, trascritti da funzionari o sacerdoti, che,
trovando dopo il nome del padre il termine
rogato o
rogatus,
riferito al notaio trascrittore dell'atto stesso,
interpretassero quel termine come cognome attribuendolo quindi
al fanciullo nel momento della stesura dell'atto di nascita. |
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ROGGER
ROGGERI
ROGGERINI
ROGGERO
ROGGERONE
ROGGERONI
ROGGIERI
ROGGIERO |
Rogger, molto molto raro, è del Trentino, Roggeri è tipico del
bergamasco, di Foresto Sparso, Alzano Lombardo e Ranica,
Roggerini, un poco più raro, è tipico di Gorno sempre nel
bergamasco, Roggero è molto diffuso in Piemonte, soprattutto nel
torinese, cuneese ed alessandrino, Roggerone, molto molto raro,
è tipicamente genovese, Roggeroni, praticamente unico, è
probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del
precedente, Roggieri, quasi unico, è ligure o piemontese,
Roggiero, estremamente raro, è del casertano.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale
Roggero,
che, per tramite del francese
Roger, nasce da un adattamento
del personale germanico Rüdiger,
meglio conosciuto nella forma
Ruggero (vedi Rugger): va
notato, infatti, che anche in Germania esistono diverse varianti
del cognome Rüdiger, fra le quali Rödiger, Rüdger, Rüger,
Rödger, Röger, etc. In conclusione, dunque, si tratta delle
cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti. |
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ROGGIANI
ROGGIANO |
Roggiani
assolutamente rarissimo, potrebbe derivare dal toponimo Roggiano
Gravina (CS), Roggiano è molto molto raro parrebbe avere due
ceppi, uno nel modenese che potrebbe derivare dal toponimo
Cadiroggio (RE) ed uno nel varesotto. |
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ROGNONI |
Tipico
della zona che comprende le province di Pavia, Milano e Lodi,
dovrebbe derivare dal toponimo Rognano (PV). |
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ROI
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Molto
raro, potrebbe avere un ceppo nel forlivese e ravennate e forse
uno nel Salento, dove dovrebbe essere la contrazione di Erroi. |
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ROILA
|
Roila è tipico di Perugia e Corciano nel perugino, di primo
acchito sembrerebbe derivare da un nome gotico per la
caratteristica terminazione in
-ila, ma
Roila è
un nome anche unno, ricordiamo
Roila capo degli unni che
ottenne dall'imperatore Teodosio il Giovane un contributo annuo
di 350.000 libbre d'oro, più famoso è stato certamente suo
nipote Attila, non si può tralasciare una possibile, anche se
meno probabile, derivazione dal cognomen latino
Rogelius
per contrazione; a seguito delle invasioni barbariche sia degli
ostrogoti che degli unni, molti barbari si accasarono in terra
umbra e vi restarono procreando. |
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ROIN
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Roin, molto molto raro, è tipicamente veneto del padovano, si
dovrebbe trattare di un ipocoristico dialettale di una forma
aferetica di uno dei tanti nomi terminanti in
-aro,
come ad esempio Valdemaro
o simili. |
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ROIO
ROJO |
Roio è tipico di Pescara, Rojo è quasi unico, dovrebbero
derivare dal toponimo Roio del Sangro nel teatino, o da uno dei
toponimi, contenenti la radice Roio, presenti nell'aquilano.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Roio è cognome abruzzese che viene dal toponimo Roio (CH),
divenuto nel 1863 Roio del Sangro per la vicinanza del fiume
Sangro. Per l'etimologia di Roio si riconosce, almeno in
apparenza, un riflesso della voce latina
arrugia,
da cui l'italiano "roggia",
"canale per scorrimento di acqua". |
|
ROITER
|
Roiter è specifico di Meolo e Venezia nel veneziano, dovrebbe
derivare dall'italianizzazione del cognome tedesco
Reuter
che viene pronunciato in tedesco come l'italiano Roiter (vedi
REUTER). |
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ROLANDELLI
ROLANDI
ROLANDINI
ROLANDINO
ROLANDO |
Rolandelli è tipico dell'area ligure che comprende il genovese e
lo spezzino, in particolare la zona di Sestri Levante, Chiavari
e Lavagna, Rolandi, abbastanza raro, è tipico dell'areale delle
province di Alessandria, Pavia e Milano, Rolandini, molto molto
raro, è specifico dell'alessandrino, Rolandino, quasi unico,
probabilmente dovuto ad errori di trascrizione del precedente, è
anch'esso dell'alessandrino, Rolando è tipico del Piemonte e
della Liguria occidentale, derivano, direttamente o tramite
ipocoristici, dal nome medioevale
Rolandus
a sua volta derivato dal nome franco
Roland,
l'uso di questo nome si evince dal
Codice Diplomatico della Lombardia
Medioevale dove, sotto l'anno
1101 si può leggere: "...prope locum qui dicitur Carrubio, ut in
Dei nomine debeat dare, sicut a presenti dedit, ipse Rolandus
eidem abbatisse et sue succetrices ...". |
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ROLD
|
Tipico di
Belluno, dovrebbe derivare dall'aferesi del nome medioevale
germanico Harold. (vedi Da Rold) |
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ROLDI
|
Tipico
del milanese, potrebbe derivare dall'aferesi del cognome
Airoldi. |
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ROLDO
|
Sembrerebbe avere due ceppi, nel bellunese e nel veronese,
dovrebbe derivare dall'aferesi di nomi come Beroldo, Keroldo o
Turoldo, ma è pure possibile che derivi da un toponimo tedesco
Roldus. |
|
ROLF
ROLFI
ROLFINI
ROLFO |
Rolf è quasi unico, Rolfi ha un ceppo ad Arconate nel milanese,
uno nel bresciano a Rodengo-Saiano, Brescia e Roncadelle ed uno
a Foggia, Rolfini è specifico del ferrarese e del ravennate,
Rolfo è decisamente piemontese, del torinese di Torino,
Villafranca Piemonte e Vinovo e del cuneese, di Dogliani, Bra ed
Alba, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite
ipocoristici, dal nome medioevale germanico
Rulfus, o
anche dall'aferesi di nomi come
Gairulfus,
Warulfus,
Teuderulfus
e simili.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale
Rolfo,
l'italianizzazione cioè del personale germanico
Rohlf o
Rohloff,
che consiste in una contrazione dell'originale
Rudolf
(vedi Ridolfi). In conclusione, dunque, si tratta delle
cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti. |
|
ROLGI
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Assolutamente rarissimo, forse lodigiano. |
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ROLL
ROLLA
ROLLE
ROLLI
ROLLO |
Roll è quasi unico, Rolla ha ceppi nel torinese, nel genovese,
spezzino e nel vicino litorale toscano, Rolle ha un importante
nucleo torinese ed uno padovano, Rolli ha ceppi nel Salento, nel
goriziano e nel parmense, Rollo pur avendo ceppi nel ragusano,
nel napoletano ed a Roma, è soprattutto pugliese e della
penisola salentina in particolare.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Rolla è più tipicamente nord occidentale, con un nucleo
principale fra lo spezzino, il genovese, il milanese, il
torinese e l'astigiano e un nucleo secondario fra il massese e
il livornese, Rolli presenta ceppi maggiori nel leccese e nel
parmense e ceppi minori sparsi da nord a sud della penisola,
Rollo, presente un po' in tutto il paese, si concentra
maggiormente in Puglia, fra il leccese, il brindisino e il
foggiano, e, in misura minore, nel napoletano, nell'avellinese e
nel ragusano, tutti questi cognomi derivano dal nome medievale
Rollo, l'italianizzazione cioè del personale germanico
Roll
(altrimenti noto come Rolf):
si tratta, in realtà, di una forma contratta dell'originale
Rudolf,
che, composto dagli elementi
hrod (fama,
gloria) e
wulf (lupo),
significa letteralmente lupo
glorioso. In conclusione,
dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei
capostipiti.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
ROLLO - Francipane lo crede un cognome di mestiere derivato da
un prediale lat. areola
= piccola area, piccolo giardino.
Deriva invece probabilmente dal personale germanico
Roland
attestato in Italia dal secolo IX° nella forma
Rodolandus
e dal X° secolo in quella di
Rolandus. E' costituito da
roth-
(fama)
e nanthaz
(audace):
significa perciò che ha fama di
audace. Improbabile la
derivazione da Rudolf
per la presenza della dentale -d. |
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ROLLE'
|
Rollè è tipicamente piemontese, in particolare di Villafranca
Piemonte e Candiolo nel torinese, dovrebbe trattarsi di una
forma diminutiva francese del nome germanico
Roll
(vedi ROLL), o Roland,
questa forma ipocoristica è ancora usata in Lussemburgo ed in
Belgio e nelle aree nordoccidentali della Francia. |
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ROMA
|
Roma è un cognome panitaliano, con massima concentrazione in
Emilia, soprattutto nel ferrarese e nel vicino rovigoto, nel
romano e nel frusinate, nel latinense, in Campania ed in Puglia,
in particolare nel brindisino, ovvia l'origine dal toponimo
Roma, ma anche dal nome personale tardomedioevale
Roma,
anche se non è tipicamente ebraico è abbastanza diffuso tra le
famiglie di origine ebraica. |
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ROMAGNA |
Romagna è
presente nel pesarese dove dovrebbe essere autoctono e nel
latinense, dove potrebbe essere arrivato in epoca recente in
occasione della bonifica delle Paludi Pontine, dovrebbe indicare
la provenienza delle famiglie dalla terra di Romagna. |
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ROMAGNANI
ROMAGNANO |
Romagnani ha un ceppo nel reggiano ed uno nel pistoiese,
Romagnano, molto più raro parrebbe dell'area campano lucana,
dovrebbero derivare dal nome latino
Romanianus
di cui abbiamo un esempio in Sant'Agostino: "...Quam patri
similis est! quam ad me hoc non temere fama detulerat! Hic tu,
vel quis alius: Nosti enim Romanianum, bone homo? Non novi,
inquit: tamen similis eius mihi videtur...", ma potrebbero anche
derivare da toponimi come Romagnano (MS), o Romagnano al Monte
(SA). |
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ROMAGNINO
ROMANINO |
Romagnino ha un ceppo in Calabria nel catanzarese a Gimigliano e
Catanzaro, ed uno a Cagliari, Romanino ha un ceppo a Napoli, uno
a Crotone, uno a Sommatino nel nisseno ed uno a Sarroch nel
cagliaritano ed uno a Tempio Pausania, questi cognomi dovrebbero
derivare da ipocoristici del nome latino
Romanus,
transitati attraverso la forma spagnola, portata dalla
dominazione aragonese, che sostituisce la n con la tilde
-ñ- alla semplice
-n-
latina.
integrazioni fornite da
Guido Massacci
I cognomi Romagnino e Romanino sono presenti in Italia
meridionale (soprattutto in Calabria) e in Sardegna; è
presumibile che Romanino derivi dal precedente per caduta della
lettera g
(dove in passato era in uso la lingua spagnola, la scrittura
usata era Romañino).
I Romagnino sardi hanno però un'origine diversa da quelli
presenti nel resto d'Italia: discendono infatti dai
Ramognino
di Varazze, giunti a Cagliari nella prima metà del XVIII secolo,
il cui cognome fu trasformato nel corso dello stesso secolo in
Romagnino; i Varazzini Giuseppe Ramognino di Lorenzo, Rocco
Ramognino di Giacomo, Giuseppe Ramognino di Gian Battista, si
sposarono a Cagliari rispettivamente nel 1718, 1744, 1748. |
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ROMAGNOLI
ROMAGNOLO |
Romagnoli
è diffuso in tutto il centro nord, Romagnolo ha un nucleo a
Rovigo e provincia, un ceppo a Napoli, uno nel foggiano, ma il
ceppo principale in meridione sembrerebbe essere siciliano a
Palermo e messina, dovrebbero derivare dall'origine romagnola
della famiglia, troviamo tracce di queste cognominizzazioni in
un certificato battesimale del 8 ottobre 1755 a Masi (PD):
"...Cipriano figlio .. .. e di Giovanna del quondam Gio.Batta
Romagnolo Jugali, è stato battezzato da me ...". |
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ROMALDI
ROMALDINI
ROMALDO
ROMUALDI
ROMUALDO |
Sia
Romaldi che Romaldini hanno un ceppo ad Ancona e nell'anconetano
ed uno principale a Roma, Romaldo, assolutamente rarissimo,
potrebbe essere campano, come Romualdo che ha un ceppo a Napoli
e Marano di Napoli, Romualdi ha un ceppo tra fiorentino, aretino
e cesenate, uno nel grossetano tra Gavorrano e Grosseto, uno
abruzzese a teramo, Atri, Cortino, Pineto e Torricella Sicura,
ed uno a Roma, derivano tutti direttamente o tramite
ipocoristici dal nome longobardo
Romuald,
ricordiamo il ravennate Sanctus
Romualdus (951 - 1027): "...
Veniens itaque Romualdus Bifurcum, visis omnium fratrum cellis,
quia superstitione quadam ambitios? videbantur, in nulla earum
habere hospitium voluit nisi in illa solummodo in qua Petrus
venerabilis eius discipulus habitabat...". |
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ROMAN
ROMANELLI
ROMANI
ROMANIELLO
ROMANIN
ROMANINI
ROMANO
ROMANO'
ROMANONI |
Roman è specifico dell'area veneto friulana, Romanelli è
presente a macchia di leopardo in tutta l'Italia peninsulare,
Romani è del centro nord, Romaniello è tipico campano, del
salernitano in particolare, Romanin è tipicamente friulano e del
veneziano, Romanini è molto diffuso nel centronord, in Emilia in
particolare, ma anche in Lombardia, nel milanese soprattutto,
nel lucchese, nell'udinese, nel pesarese e nel romano, Romano è
assolutamente panitaliano, Romanò ha un nucleo nel milanese e
comasco ed uno nel reggino, Romanoni è decisamente milanese.
Dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite ipocoristici,
o dal nome di origine slava
Roman, o dal nome latino
Romanus
o da uno dei vari toponimi contenenti la radice
roman-
quali: Bassano Romano (VT), Casalromano (MN), Fusine in
Valromana (UD), Monteromano (RA), Roccaromana (CE), Romano'
Brianza (CO), Romano Canavese (TO), ecc.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Romanò è cognome tipicamente calabrese, per quanto diffuso
ampiamente, da molto tempo, anche nel Nord e in Lombardia. Siamo
in presenza della trasformazione in cognome di un etnico
neogreco "Néa Rhome"
che significa Nuova Roma
e si riferisce a Costantinopoli.
I Romanò sono oggi presenti, oltre che in Lombardia, anche nel
Novarese e nel Luganese. |
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ROMANALDI |
Romanaldi, quasi unico è del vicentino, dovrebbe derivare dal
nome originato dal nome di origine slava
Roman
aggiunto alla terminazione franca
-aldo. |
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ROMANATO |
Romanato è un cognome tipicamente veneto, del padovano in
particolare, di Padova, Brugine e Piove di Sacco soprattutto, si
dovrebbe trattare di una tipica forma patronimica veneta, dove
il suffisso -ato
stia per il figlio di,
riferito a capostipiti i cui padri si fossero chiamati
Romano. |
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ROMBOLA
ROMBOLETTI
ROMBOLI |
Rombola, assolutamente rarissimo,ha un piccolo ceppo nel
bergamasco ed uno nel valentiano, Romboletti, estremamente raro,
sembrerebbe avere un piccolissimo ceppo nel comasco, forse a
Cadorago, Romboli, il più diffuso, è tipico dell'area tosco,
romagnola, con maggior diffusione nel ravennate e soprattutto
forlivese ed uno nel livornese e pisano, questi cognomi
dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, da
soprannomi originati dal termine medioevale
rombola (fionda
o frombolo), da Vegezio:
"Rombola è quella, ch' è fatta di lino a tre tresoli, e gittano
le pietre ritonde, rotandola sopra capo una volta, e queste son
dette migliori", probabilmente ad indicare o che i capostipiti
fossero dei frombolieri
(fanti leggeri muniti di fionda),
o che fossero dei cacciatori particolarmente esperti nell'uso di
quell'arma. |
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ROMEI
|
Specifico
della zona che comprende le province di Reggio Emilia, Lucca,
Firenza ed Arezzo, deriva dall'appellativo etnico romei
(romani). |
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ROMEO
|
Molto diffuso, presenta un nucleo molto importante in Sicilia e
Calabria, un ceppo in Campania ed altri in giro per l'Italia,
deriva dal nome medioevale bizantino Romeo (i bizantini si
definivano .Romioi, cioè romani e le loro tracce in Sicilia e
Calabria sono numerosissime, anche tramite cognomi come Romeo).
ipotesi fornite da A.
Mazzuca
può derivare da "Romam eo", che è complemento di moto a luogo
(si trattava di pellegrini che andavano a Roma), oppure da
\"(ex)Roma eo\" che è complemento di moto da luogo (si trattava
di cavalieri, nobili che da Roma partivano per le crociate). |
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ROMERO
|
Romero ha un ceppo nel torinese a Torino, Carmagnola, Pinerolo e
Cumiana, a Silvano d'Orba nell'alessandrino ed a Fossano nel
cuneese, ed uno nel savonese a Cairo Montenotte, Savona e
Mallare ed a Genova, potrebbe derivare dal nome
Romerus
utilizzato in epoca medioevale per indicare i pellegrini verso
Roma, o anche, e più probabilmente, dal nome celta
Romeric
derivato da romen
(prodigio)
e ric
(ricco,
ma anche re),
con il significato di Re della
magia o di
prodigiosissimo. |
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ROMITA
ROMITELLI
ROMITI
ROMITO |
Romita è specifico del barese, in particolare di Modugno e Bari,
Romitelli è specifico della fascia centrale che comprende le
Marche, l'Umbria ed il Lazio centrosettentrionale, Romiti ha un
ceppo nell'appennino toscoemiliano, uno nell'anconetano ed uno a
Roma, Romito ha un nucleo importante a Bari, uno a Napoli, uno
nel basso Abruzzo ed in Sicilia, dovrebbero derivare,
direttamente o tramite ipocoristici, da soprannomi originati dal
vocabolo tardo latino romitus
(eremita,
isolato), è pure possibile una
derivazione da toponimi come Romita (RE), (FI), Romito (PI),
Ponteromito (AV), Romitello (PA). |
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ROMIZI
|
Romizi, abbastanza raro, è tipico di Firenze, Arezzo e Cortona
nell'aretino e di Castiglione del Lago e Perugia nel perugino,
deriva dal nome medioevale
Romitius, tracce di questa
cognominizzazione le troviamo nel 1583 nell'elenco degli scolari
di quell'anno dell'ateneo perugino, dove compare un certo
Thadeus Romitius. |
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ROMOLETTI
ROMOLETTO
ROMOLI
ROMOLINI
ROMOLINO
ROMOLO |
Romoletti, Romoletto e Romolino sono praticamente unici, Romoli
ha ceppi nel modenese, in Toscana, Marche, Umbria e Lazio,
Romolini è decisamente toscano, dell'aretino e fiorentino,
Romolo è specifico delle province di Roma, Frosinone,
Campobasso, Avellino e Reggio Calabria, dovrebbero tutti
derivare direttamente o tramite forme ipocoristiche, dal nome
latino Romulus,
ricordiamo che così si chiamava il fondatore e primo Re di Roma,
da Ab Urbe Condita
di Tito Livio:
"...Ita solus potitus imperio Romulus; condita urbs conditoris
nomine appellata...". |
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RONCA
RUNCA |
Ronca ha vari ceppi sparsi per l'Italia, in Lombardia nel
bergamasco, mantovano e bresciano, in Veneto nel veronese, in
Toscana nel fiorentino e nel grossetano, poi nel viterbese e nel
romano, nel teramano e pescarese, in Campania, soprattutto nel
salernitano ed in Puglia nel foggiano e nel barese, Runca,
assolutamente rarissimo, ha un piccolissimo ceppo nel lecchese
ed uno nel cosentino, in alcuni casi potrebbe derivare da
toponimi come Roncà nel veronese o simili, o da località come
quella citata in questa Carta
Venditionis dell'anno 1051 a
Levate nel bergamasco: "...Prima pecia est campiva locus ubi
dicitur Runca: coerit ei a mane et meridie via, a sera Auperti,
a montes vestra emtoris; et est ipsa pecia de terra campiva
porcio Bruningi et Dagiverti per mensura iusta pertices
legitimes trex et tabules quindecem...", ma è pure possibile che
derivino anche da soprannomi originati dal termine latino
runca
(area prativa disboscata)
o dal termine ronca
(piccolo falcetto). |
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RONCADA
RONCADE |
Roncada .
molto raro, è del bellunese, Roncade, praticamente unico, è
dovuto probabilmente ad un errore di trascrizione, potrebbero
derivare da toponimi come Roncade (TV) o Roncada (UD). |
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RONCAGLI
RONCAGLIA |
Roncagli è tipico emiliano, della zona tra Bologna, Ferrara ed
Argenta (FE), Roncaglia sembra specifico del modenese,
dovrebbero derivare da uno dei tanti toponimi con questa radice,
come ad esempio Roncaglia (PU) o (PC) e Roncaglio (RE),
personaggio di rilievo è stato il musicista e compositore
bolognese Francesco Maria Roncagli (1812 - 1896).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
II cognome Roncaglia, di larga diffusione a Modena, deriva dal
toponimo Roncalia,
Roncaglia,
diffuso a larga parte dell'Italia settentrionale, indicante «terreno
roncato» ossia «dato
a coltivazione dopo il disboscamento»,
da runcare
«disboscare».
Nel Modenese era celebre la corte di Roncaglia (sec. XI),
soggetta alla Abbazia di Nonantola, nella zona di S. Prospero
sulla Secchia. Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese,
1996. |
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RONCAIOLI |
Molto raro sembrerebbe originario della Valtellina da dove
alcuni si sarebbero trasferiti a Roma nel 1600, dovrebbe
derivare dall'antico toponimo Ronchiaglia di Voltolina o
Roncaglia di Civo (SO), ma potrebbe pure derivare direttamente
da un soprannome originato dal vocabolo celtico ronc (collina).
integrazioni fornite da
Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
E' un cognome di Dazio (So). E' presente anche a Morbegno (SO).
Sicuramente originari di Dazio sono anche una parte delle
famiglie di Roma che portano questo cognome. Un retaggio
dell'emigrazione tradizionale a Roma della gente di Dazio.
L'origine di Roncaioli è sicuramente nella toponomastica (cfr
parola dialettale "ronch" o "runch" ). |
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RONCALLI |
Tipico del bergamasco, dovrebbe derivare da un soprannome
originato dal vocabolo celtico
ronc (collina)
(vedi RONCHI), ma è pure possibile una derivazione dal toponimo
Roncallo frazione di Pontida (BG), presente fin dal
Rinascimento, ricordiamo il celebre pittore Cristoforo Roncalli
detto delle Pomarance [Pomarance (PI)], questo cognome è stato
reso famosissimo dal Papa Buono Giovanni XXIII°.
integrazioni fornite da
Andrea Ferreri
Angelo Giuseppe Roncalli nasce il 25 novembre 1881 a Brusicco,
frazione del comune bergamasco di Sotto il Monte. Terzogenito di
Giovanni Battista e di Marianna Mazzola, Don Angelo è ordinato
sacerdote il 10 agosto 1904. Con il nome di Giovanni XXIII°,
Roncalli divenne Papa Il 28 ottobre 1958. Roncalli è un cognome
bergamasco particolarmente diffuso nei comuni di Sant'Omobono
Imagna, Bonate Sopra, Sotto il Monte, Paladina e Bonate Sotto.
Il cognome ha alla base il toponimo bergamasco Roncallo Gaggio
di Pontida, a pochi chilometri di distanza da Sotto il Monte. |
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RONCALLO |
Tipico di
Genova, dovrebbe derivare dal nome della località Rocca di
Roncallo(GE), tracce di questa cognominizzazione si trovano a
Genova fin dal medioevo. |
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RONCAROLI
RONCAROLO |
Roncaroli è rarissimo sembrerebbe della zona tra alto pavese e
varesotto, Roncarolo è specifico di Vercelli, potrebbero essere
comunque originari del piacentino, dovrebbero derivare da un
soprannome originato dall'abitare in prossimità di una piccola
collina dal vocabolo celtico
ronc (collina), ma è anche
probabile una derivazione dal toponimo Roncaro (PV) o Roncarolo
)PC), tracce di questa cognominizzazione si hanno a Piacenza
almeno dal 1500, nel 1590 un atto di matrimonio congiunge il
nobile Rocco Landi con una certa Maddalena Roncaroli. |
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RONCASSAGLIA |
Roncassaglia è specifico del bolognese, di Imola e Castel San
Pietro Terme, di origini etimologiche oscure, potrebbe derivare
da un nome di località. |
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RONCATI
RONCATO |
Roncati,
molto raro, avrebbe un ceppo nell'alessandrino ed uno tra
modenese e bolognese, Roncato è specifico delle province di
Padova e Treviso, dovrebbero derivare da toponimi come Roncade
(TV), Ponte Ronca (BO) e Roncà (VR). |
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RONCHESE
RONCHESI |
Ronchese
è tipico della zona che comprende la provincia di Treviso, zona
di Oderzo e dintorni, e quella di Pordenone, Ronchesi è dovuto
ad un errore di trascrizione del precedente, dovrebbe derivare
da un soprannome originato dal fatto che la famiglia abitava su
di una piccola collina o ronco. |
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RONCHETTI
RONCHI
RONCHIN
RONCHINI
RONCHINO
RONCO |
Ronchetti è molto diffuso sia in Lombardia che in Emilia, con un
piccolo ceppo nel perugino ed uno a Roma, Ronchi è diffuso in
tutta la Lombardia, in Emilia e Romagna con ceppi anche nel
resto del centro nord e, sembrerebbe anche uno nel barese,
Ronchin è specifico dell'area che comprende il veneziano ed il
trevisano, Ronchini ha un ceppo nel bresciano, uno nelparmense,
uno nel bolognese ed uno tra grossetano, ternano, viterbese e
romano, Ronchino, quasi unico, forse è piemontese, Ronco,
diffuso in tutto il nord, con massima concentrazione in Piemonte
e con un ceppo anche nel barese (per il quale varrebbe la pena
di prendere in considerazione anche quanto scritto per il
cognome Ronca), dovrebbero derivare direttamente o tramite
ipocoristici, da un soprannome originato dal vocabolo celtico
ronc
= collina
o dal suo derivato dialettale, ma in molti casi può anche
derivare da uno dei tanti toponimi contenenti il vocabolo Ronco
o Ronchi. Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a
Scalve (BG) nel 1300, nel 1334 nel testamento di un tal Giovanni
fu Girardo Marone Ronchi, rogato ad Iseo il 13 novembre di
quell'anno e nel 1600 a Fusine (SO) con un Giovanni Antonio
Ronchus fu Giovanni Battista nominato nel 1634 procuratore della
comunità di Fusine dal sindico della quadra di Valmadre assieme
al sindico della quadra del Madrasco.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
II cognome Ronchetti, di larghissima diffusione, è d'origine
locale. Ricorderò, fra le località più prossime al Modenese,
Ronchetti, fraz. di S. Secondo Parmense, Ronchetto (Novara),
Ronchetto delle Rane e Ronchetto sul Naviglio (Milano). Come il
cognome Ronchi, anch'esso ben presente nel Modenese, muove da
runcus
«terreno dissodato».
Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996. |
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RONCIONI |
Assolutamente rarissimo, dovrebbe essere di origini toscane,
tracce di questo casato si trovano a Pisa fin dal 1100, sempre a
Pisa verso la fine del 1500 troviamo l'erudito Raffaello
Roncioni, autore di studi storici. |
|
RONCOLA
RONCOLI |
Roncola è quasi unico, dovrebbe essere settentrionale,
probabilmente del bergamasco, Roncoli, molto raro, ha un piccolo
ceppo nel bergamasco, uno nell'alessandrino e genovese ed uno
nel lucchese, dovrebbero derivare da toponimi come Roncola nel
bergamasco, Roncole nel vercellese e nel parmense, Roncolo nel
reggiano o altri simili, ma è anche possibile che derivino da
soprannomi originati dal fatto che le famiglie abitassero in
prossimità di una piccola collina dal vocabolo celtico
ronc (collina,
piccola altura). |
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RONCOLATO |
Specifico del veronese, dovrebbe derivare da un soprannome
legato al vocabolo roncola
(tipo di falcetto),
ma è pure possibile una derivazione dall'etnico del toponimo
Roncà (VR). |
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RONCONE |
Tipico
del barese, deriva dal nome medioevale Ronco (Ronconis),
troviamo traccia di questa cognominizzazione a Pisa nel 1200 ra
i cittadini che giurano di mantenere l'alleanza fatta con Siena,
Pistoia e Poggibonsi: "...In nomine domini amen. Hec sunt nomina
hominum civitatis Pisane, qui iuraverunt secundum modum et
tenorem infrascriptum:... Bartholomeus et Buonacorsus
Ronconis...". |
|
RONCONI |
Presente
a macchia di leopardo nel centro nord, può derivare dal vocabolo
roncone (arma medioevale, sorta di lancia uncinata) e starebbe
ad indicare un passato militare del capostipite, come pure
potrebbe derivare dal vocabolo dialettale ronco stante a
significare una zona incolta, normalmente una costa
sopraelevata, è anche possibile che derivi come Roncone dal nome
medioevale Ronco. |
|
RONCORONI |
Specifico
del milanese e comasco, dovrebbe derivare dal vocabolo
dialettale ronco stante a significare una zona incolta,
normalmente una costa sopraelevata. |
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RONDANA
RONDANINI
RONDANO |
Rondana
rarissimo è piemontese, Rondanini è tipico di Busto Garolfo
(MI), Rondano è di Casale Monferrato, derivano da modificazioni
dialettali del vocabolo rondine. |
|
RONDANI |
Rondani è
tipico parmense, potrebbe derivare dal toponimo Mezzano Rondani
(PR), ma è pure possibile un'origine da un soprannome originato
da una modificazione dialettale del termine rondine. |
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RONDANINA
RONDANINO |
Rondanina
è tipico genovese, Rondanino, assolutamente rarissimo è
probabilmente dovuto ad una trascrizione particolare del
precedente, derivano dal toponimo Rondanina (GE). |
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RONDENA |
Cognome tipico del milanese, di Corbetta e Magenta in
particolare, potrebbe derivare dal vocabolo gergale
settecentesco milanese rondena
per ronda
cioè la pattuglia che in epoca di dominio austriaco verificava,
soprattutto nottetempo che tutto fosse in ordine e tranquillo,
ma che significa anche rondine ed è questa la più probabile
origine del cognome.
integrazioni fornite da
Osvaldo Rondena
Questo cognome è presente in forma massiccia nella zona di
Magenta, mio zio parlando anni or sono con un'altro sig Rondena
(di Magenta) ha saputo che i Rondena provenivano dalla Spagna
esattamente dalla provincia di Barcellona, e comunque dalla
Catalogna, erano venuti in Italia e precisamente in Magenta per
la costruzione del canale Naviglio Grande che arriva sino a
Milano. |
|
RONDINA |
Tipico
del rovigoto e ferrarese, sembra avere anche un ceppo nel
pesarese, deriva da un soprannome dialettale originato dal
vocabolo rondine; tracce di questa cognominizzazione si trovano
in un atto redatto a Grosseto nel 1344, dove si può leggere:
"...Le ricolte san queste: Checcho del Rondina lanaiuolo,
Francescho di Tuccio di Simone, Lorenzo di Filippo de'
Buonensegna, Giovanni di Meo di Piero, Ghuasparre di Pasquino
balestriere, Daniello di Pietro pianellaio....". |
|
RONDINE
RONDINELLA
RONDINELLI
RONDINELLO
RONDINI
RONDINO
RONDINONE
RONDINONI |
Rondine è estremamente raro, Rondinella ha un ceppo tra
napoletano e casertano, uno tra foggiano e potentino, uno nel
leccese ed uno siciliano, nella parte centrorientale dell'isola
e nel trapanese, Rondinelli ha un ceppo tra Piemonte e
Lombardia, uno nel ravennate, uno nel Lazio centromeridionale,
uno nella fascia che comprende il salernitano, la Lucania, il
barese ed il tarentino, ed un ceppo nel catanzarese e
valentiano, Rondinello è quasi unico, Rondini ha un nucleo nel
reggiano, ed uno nella fascia che comprende pesarese, perugino e
Lazio settentrionale, Rondino, assolutamente rarissimo,
sembrerebbe campano, Rondinone ha un piccolo ceppo campano tra
casertano e napoletano ed un nucleo nel materano e barese,
Rondinoni, quasi unico, è probabilmente dovuto ad errori di
registrazioni effettuati da ufficiali all'anagrafe del
nord,derivano tutti, direttamente o tramite ipocoristici o
accrescitivi, dal nome medioevale
Rondinus
di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia
medievale in un atto dell'anno 1152 leggiamo: "...Martinus
Quaquara unam partem; Omodeus Pristinarius unam partem; Rondinus
unam partem; Rotefredus de Besade unam partem...". Tracce di
questa cognominizzazione le troviamo a Roma nel 1600 con il
notaio Battista Rondino. |
|
RONDININI |
Tipico del ravennate.
integrazioni fornite da
Andrea Germi-Valcasali
verso il 14° secolo, Fosco Crivelli, milanese, a causa di un
terribile fatto d'armi, fu costretto a scappare da Milano e a
rifugiarsi nelle
Romagne, tra Brisighella e Faenza. Cambiò cognome in Tramazzoni,
che in dialetto romagnolo significa
crivello,
setaccio.
Partecipò ad alcune battaglie, sotto il vessillo dei Manfredi
faentini: durante la battaglia delle Scalelle, aiutò il Conte
Lando, parte avversaria, ferito mortalmente.Questo gli concesse
il suo titolo e molti possedimenti; inoltre l'imperatore Carlo,
venuto a Roma, gli concesse il titolo di Conte palatino. Ebbe
alcuni figli, tra cui Rondinino (perchè nato il giorno di
S.Benedetto): questo fu un grande condottiero e capitano di
ventura. La sua fazione era detta Rondinina. Catturò il
Piccinino e salvò Faenza dai Toscani. Fu coperto di onori e
titoli e acquistò molto potere
nella zona di Brisighella. Da qui si snodano alcuni rami : uno
romano che si fregiò del titolo di marchese (coloro che
commissionarono la Pietà a Michelangelo che ora è a Milano)
(ora march. Zacchia-Rondinini), uno si fregiò del titolo di
conte, mentre altri rimasero, pur mantenendo immensi
possedimenti, nella zona di Brisghella. Le notizie verificabili
nell'Archivio di Stato di Faenza e nel volume del Metelli
Storia della Val d'Amone. |
|
RONDON
RONDONE
RONDONI |
Rondon, molto molto raro, è veneto, del vicentino in
particolare, Rondone, molto raro, ha presenze nel napoletano,
nel palermitano ed un piccolo ceppo nel messinese, Rondoni ha un
ceppo nel verbanese, uno nel forlivese e ravennate, nell'aretino
e nel perugino ed uno nel romano, questi cognomi dovrebbero
derivare, direttamente o tramite alterazioni apocopaiche
dialettali, dal nome medioevale
Rondone, nome che troviamo ad
esempio citato in un atto del 3 giugno 1273 con il quale tale
Davanzino del quondam Rondone di
Davanzo e Azzo del quondam
Bonaccolto di Benone vendono a Liscio di Sto di Beringherio
delli lacoppi, un debito verso il comune di Poggibonsi di Lire
330 di danari Pisani vecchi in fiorini d'argento. |
|
RONGA
|
Ronga è tipicamente campano, di Napoli, Sant'Antimo, Mugnano di
Napoli, Nola e Giugliano in Campania, di Salerno, di Quindici
nell'avellinese e di Aversa nel casertano, dovrebbe derivare da
nomi dialettali di località, il cui nome sia riconducibile al
termine campano arcaico runga,
derivato dal latino medioevale
runca (area
prativa disboscata). |
|
RONGIOLETTI |
Abbastanza raro è specifico di Lucera nel foggiano, potrebbe
derivare da un soprannome originato da un nome di località. |
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RONGONE
RONGONI |
Rongone,
molto molto raro, sembrerebbe avere un piccolo ceppo a Napoli ed
uno a Bari, Rongoni ha un ceppo lombardo, tra bresciano,
cremonese e mantovano ed uno nel Piceno, potrebbe trattarsi di
forme dialettali dei cognomi Roncone e Ronconi (vedi RONCONE e
RONCONI). |
|
RONI
RONIA |
Roni ha un ceppo a Belluno ed uno nel lucchese a Forte dei
Marmi, Pietrasanta e Seravezza, Ronia, quasi unico, sembrerebbe
della Lombardia nordoccidentale, dovrebbero derivare dal nome
gotico Ronius,
di cui abbiamo un esempio d'uso nel testo del diario Isaaci
Casauboni: "...Primus sedebat Dux de Maiene, deinde alii
Lotharingiae Domûs Proceres: pone istos erant Regis Consiliarii,
et qui vocantur Officiers de la Couronne. Ronius in his,
Messaeus, Secretarii Regii duo, Villeroi, et de Fresne; Praeses
Janninus, alii multi. Pone Regem sedebant Archiepiscopus
Lugdunensis, Episcopus Nivernensis, Episcopus Bellovacensis,
Episcopus de Castris, et Abbates a tergo horum; itemque alii non
pauci. Omitto alios. ...", potrebbe anche derivare da forme
aferetiche di nomi medioevali come
Aronius,
Baronius
o Sempronius. |
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RONNE
RONNI |
Ronne,
quasi unico, è del cuneese, Ronni è praticamente unico,
dovrebbero derivare da una forma aferetica del nome biblico
Aronne. |
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RONZA
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Ronza
sembrerebbe originario del casertano, di Trentola Ducenta ed
Aversa in particolare, esiste un piccolo ceppo
nell'alessandrino, probabilmente secondario, dovrebbe derivare
dal nome dell'antica città di Ronza, distrutta assieme ad una
parte di Compsa, l'attuale Conza in Irpinia, nell'anno 990 da un
terremoto, chi tra i suoi cittadini ne uscì vivo emigrò
probabilmente conservando un indicatore della propria
provenienza geografica, indicatore che si sarebbe poi
trasformato in cognome, la posizione originaria di Ronza doveva
essere nell'avellinese, quasi al confine con la Basilicata. |
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RONZAN
RONZANA
RONZANI
RONZANO |
Ronzan, molto raro, ha un piccolo ceppo nel vicentino a
Monticello Conte Otto, Montecchio Maggiore e Vicenza, Ronzana,
assolutamente rarissimo, sembrerebbe piemontese, Ronzani ha un
ceppo nel biellese a Trivero, uno principale nel vicentino a
Lusiana, Isola Vicentina, Thiene, Vicenza, Sarcedo e Bassano del
Grappa ed a Padova, un ceppo a Bologna ed uno secondario a Roma
e Genazzano nel romano, probabile conseguenza dell'emigrazione
veneta in occasione della bonifica Pontina, Ronzano ha un ceppo
nel potentino a Forenza e Potenza, potrebbero derivare dal nome
di toponimi come Ronza in Irpinia, Ronzani nel vicentino o
Ronzano nel bolognese e nel teramano, o altri simili, troviamo
un indizio di questo tipo di cognominizzazione a San Marino in
un atto del 1320, dove tra l'altro si può leggere di uno
Zanutius de Ronzano e di uno Blaotius de Ronzano che assieme ad
altri si proclamano Reggenti del Capitanato di San Marino.
integrazioni di Giovanni
Ronzani
tracce del cognome Ronzani si possono trovare a Genazzano in
provincia di Roma, nello Stato
delle Anime della chiesa di S.
Maria del Buon Consiglio, dove un Ronzani Stefano risale alla
fine del 1700 (1789). |
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RONZINO |
Ronzino è tipicamente pugliese, con un ceppo a Margherita di
Savoia nel foggiano ed uno a Nardò nel leccese, potrebbe
derivare da forme aferetiche di nomi medioevali come
Abronzino
o di ipocoristici di nomi come
Oronzo. |
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RONZON
RONZONE
RONZONI |
Ronzon, assolutamente rarissimo, è tipicamente veneto, del
bellunese in particolare, che potrebbe derivare dal nome del
paese di Ronzone nel Trentino, Ronzone, quasi unico, ha un
piccolissimo ceppo nel pescarese, Ronzoni ha un ceppo lombardo,
in particolare nel milanese, bergamasco, varesotto, comasco e
lecchese, uno emiliano, nel parmense, reggiano e modenese, ed
uno laziale nel romano e latinense, dovrebbero derivare da
soprannomi originati dal termine dialettale settentrionale
ronzon
(pastinaca
un ortaggio, un tempo la
pastinaca era uno degli ortaggi più apprezzati in cucina, ma il
termine può definire anche una
sorta di fosso).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Ronzoni è cognome d'origine toponimica: dalla località di
Ronzone, in prov. di Trento. La sua presenza è documentata a
Campogalliano, a Carpi e a Modena. Fonte: F. Violi, Cognomi a
Modena e nel Modenese, 1996. |
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ROPOLO
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Cognome
molto raro specifico del torinese, deriva dal toponimo Roppolo
(BI). |
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ROPPOLO |
Cognome
molto raro tipico della Sicilia nord occidentale area tra
Corleone (PA) e Gibellina (TP), dovrebbe derivare dal nome greco
Rhodopoulos. |
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RORATO
RORATTO |
Rorato è tipico del trevisano, di Cessalto, Chiarano, Salgareda
e Motta di Livenza e di Noventa di Piave nel veneziano, Roratto,
quasi unico, dovrebbe essere una forma alterata del precedente,
che dovrebbe derivare da una forma patronimica veneta, dove il
suffisso -ato
starebbe per il figlio di,
riferito a capostipiti i cui padri si fossero chiamati con
modificazioni dell'aferesi di nomi come
Gasparo,
non si può escludere comunque una derivazione dalle voci
trevigiane rore
o dal più arcaico roro
che identificano per contrazione il rovere o quercia, in questo
caso il suffisso indicherebbe provenienza e starebbe ad indicare
che la zona d'origine dei capostipiti fosse ricca di questo tipo
di piante.
integrazioni fornite da
Claudio Rorato
La famiglia Rorato è di origine veneta e precisamente del
distretto di Oderzo in provincia di Treviso (Fossalta Maggiore,
Chiarano, Cavalier, Motta di Livenza, Gorgo, Ponte di Piave
ecc.) uno fra i documenti più antichi che la riguardano è il
catasto trevigiano del 1514 (Arch. Stato Treviso). Il cognome è
un fitonimo e deriva da roro
che in veneziano significa
rovere,
quercia.
L'accrescitivo Rorato
o Rorat
si riferisce ad una pianta di quercia antica e ragguardevole per
dimensione. La topografia locale registra diverse strade
denominate Via Roro, Rorato, Rorat La storia ricorda come gli
antichi Veneti venerassero queste querce colossali e le
considerassero sacre. Secondo una consuetudine veneta i Rorato
avevano anche un sopranome che era 'Agnolin' cioè Angelino, un
diminutivo del nome Angelo. Molti Rorato emigrarono dal Veneto a
partire dalla seconda metà del '800 e oggi questo cognome è poco
diffuso. Bibl. Vedi: Michele Zanetti, "Boschi e alberi della
pianura veneta orientale nella storia naturale, nel paesaggio,
nel costume contadino" ed. Ediciclo, 1985. |
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ROS
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Tipicamente veneto friulano della zona che comprende le province
di Pordenone e Treviso, dovrebbe derivare da nomi di località,
come Ros di San Vito al Tagliamento (PN) o Ros di Vito d'Asio
(PN) o altre simili. |
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ROSA
ROSI |
Rosa è
assolutamente panitaliano, Rosi è più concentrato nel centro
nord, dovrebbero derivare dal nome Rosa. Tracce di questa
cognominizzazione si hanno ad esempio a Bergamo, in un atto nel
quale si legge: "...Dato fatto per Pasi dol Barba di Rosi da
Berzo del campo di la Val Secha disegato ...". |
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ROSADA
ROSADO |
Rosada è
tipicamente veneziano, con ceppi anche a Gaiarine nel trevisano
ed a Musile di Piave nella zona di confine tra veneziano e
trevisano, Rosado, quasi unico, dovrebbe essere dovuto ad errori
di trascrizione del precedente, che dovrebbe derivare da un
soprannome originato probabilmente dal fatto che la casa della
famiglia fosse tinta di un rosso sbiadito o fosse caratterizzata
dalla presenza di un grosso roseto. |
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ROSADI
ROSATI
ROSATO |
Rosadi è specifico dell'aretino, di Arezzo, Laterina, Civitella
in Val di Chiana, Anghiari e Sansepolcro, Rosati è
particolarmente diffuso nell'Italia centrale, Rosato è diffuso
in tutto il centro sud, nel Veneto ed in Liguria, dovrebbero
derivare, direttamente o tramite alterazioni dialettali, dal
nome medioevale Rosatus
di cui abbiamo un esempio a Rimini con il Notaio Rosatus
Pamphilus operante nel 1600, o da soprannomi connessi con il
vocabolo rosa, sia nel senso di fiore che di colore.
integrazioni fornite da
Marco Rosati
La famiglia Rosati è di antica origine lombarda fu feudataria
della Pieve di Rosate e conosciuta anticamente cone De Rosate.
Tra il 1018 ed il 1031 l'Arcivescovo Arimberto d'Intimiano
investì i suoi advocatis del feudo sopra indicato. I de Rosate,
erano un ramo della potente famiglia dei signori de Besate di
origine longobarda e con la investitura ad Anselmo II a comes
capitaneus plebis Rosate assursero nella classe dei capitanei e
quindi divennero vassalli dell'Arcivescovo di Milano. Il
Magister Bartolomeus Johannis Rosati giunse agli inizi del 1400
a Fermo (AP) da lui nacque Ser Giannino, padre di ser Giacomo
Rosati trasferito a Montalto Marche (AP) da cui nacquero:
a) Ser Giannino o Giovanni, podestà di Monteprandone nel 1483 da
cui i conti Rosati di Monteprandone, (patrizi ascolani e di
Fermo, nobili di Montalto e signori di Villa Casaregnano che il
29 luglio 1780 ottennnero con Beneplacito Pontificio in
enfiteusi Pian di Mignano o Villa Piattoni di Castel di Lama (al
conte Giacomo Antonio Rosati)
b) Ser Marino (1487) che si trasferì provvisoriamente da
Montalto a Macerata quale Procuratore fiscale presso la Curia
Legatizia; costui venne ascritto anche al patriziato di Macerata
unitamente al figlio Vincenzo. Da Marino discendono i Rosati
Sacconi, Sacconi Rosati, estinti negli Ambrosi di Ascoli da cui:
Ambrosi Rosati Natali Sacconi, Ambrosi Rosati Sacconi, marchesi
di Cavaceppo, patr. di Ascoli.
c) Ser Antonio di Ser Giannino, rimasto a Fermo fu il
capostipite degli attuali Vitali Rosati, patr. di Fermo e di
S.Marino. Dal ramo di Montalto derivò il ramo di Matelica
ascritto alla nobiltà civica ed estinto con Filippo Rosati. Dal
ramo di Monteprandone derivarono i rami collaterali di Castel di
Lama e di Maltignano. |
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ROSALIA |
Molto
raro è tipico del catanese, dovrebbe derivare dal nome Rosalia. |
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ROSANI
ROSANNI
ROSANNO
ROSANO |
Rosani è tipico del nord Italia, del Trentino e del Friuli, di
Trieste in particolare, Rosano è un cognome presente nel
Piemonte occidentale, nel genovese e nel fiorentino, ma i ceppi
più importanti sono da Roma in giù, nel latinense, casertano,
napoletano e salernitano, in Puglia, nel materano, nel reggino,
ma soprattutto in Sicilia, Rosanni e Rosanno sono quasi unici,
potrebbero derivare dai vari toponimi come Rosano (AL) o (FI),
ma molto più probabilmente derivano dal nome medioevale
Rosanus,
di cui abbiamo un esempio nel trattato di Blois del 1504 tra il
Re di Francia Luigi XII° ed il re di Spagna Ferdinando il
Cattolico: "...Item, fuit concordatum quod primceps Rosani,
marchio Bitonti, Honoratus et Alphonsus de Sancto Seuerino et
Fabricius de Rezualdo et alii, cuiuscumque qualitatis, status et
nacionis fuerint,...". |
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ROSARI
ROSARIA
ROSARIO |
Rosari è tipicamente laziale di Mentana nel romano, Rosaria,
quasi unico e Rosario, appena meno raro, sembrerebbero
panitaliani, questi cognomi dovrebbero derivare dal nome del o
della capostipite, che probabilmente si chiamavano
Rosario o
Rosaria,
nomi derivati dalla devozione alla Madonna del Rosario. |
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ROSARNO |
Rosarno è
specifico di Rosarno nel reggino e deriva evidentemente dallo
stesso toponimo. |
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ROSAS
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Tipicamente sardo, presente in tutta l'isola è particolarmente
diffuso nell'area della vecchia provincia cagliaritana, è la
forma plurale sarda del nome Rosa, si tratta quindi di un
matronimico e sta ad indicare quelli di Rosa. |
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ROSASCO |
Tipico
del genovese, con un possibile ceppo arcaico in Lomellina,
quest'ultimo potrebbe derivare dal toponimo Rosasco (PV). |
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ROSCHI
ROSCHINI
ROSCI
ROSCIO
ROSCO |
Roschi, assolutamente rarissimo, è dell'area fiorentina,
Roschini, quasi altrettanto raro, sembrerebbe specifico di Nepi
nel viterbese, Rosci ha un ceppo nell'aquilano a Cappadocia ed
uno a Roma e nel romano, Roscio ha un nucleo nel torinese ed uno
secondario nel milanese e nel comasco, Rosco è quasi esclusivo
di Lavello nel potentino, dovrebbero derivare direttamente o
tramite ipocoristici, da variazioni del cognomen latino
Roscius,
di cui abbiamo un esempio nell'Orazione di Cicerone
Pro Sexto Roscio Amerino:
"... Sextus Roscius, pater huiusce, municeps Amerinus fuit, cum
genere et nobilitate et pecunia non modo sui municipi, verum
etiam eius vicinitatis facile primus, tum gratia atque hospitiis
florens hominum nobilissimorum. ...". |
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ROSCIGNO |
Molto
raro è tipico del salernitano, deriva dal toponimo Roscigno
(SA). |
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ROSE
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Rose è
specifico del cosentino, di Bisignano, San Demetrio Corone,
Corigliano Calabro e Rende, dovrebbe derivare dal toponimo Rose
sempre nel cosentino. |
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ROSELLI
ROSELLO
ROSIELLO |
Roselli è diffuso in tutta l'Italia centrale e
centromeridionale, potrebbe avere anche un ceppo a Trieste ed a
Genova, Rosello, quasi unico, sembrerebbe meridionale, Rosiello
è tipico dell'area campano, pugliese, potentina, derivano, anche
attraverso modificazioni dialettali, spesso dal nome tardo
latino Rosellus,
anche se in alcuni casi possono derivare da toponimi come
Rosello (CH), Roselle Terme (GR), Roselli (FR) o più antichi
come Mons Rosellus, l'attuale Monterusciello (NA) o simili, in
altri casi possono derivare da soprannomi originati dal vocabolo
tardo latino rosellus (canna) e starebbe ad indicare una
località vicina ad un canneto. Tracce di questo nome si trova ad
esempio a Firenze nel 1300 con un orefice di nome "...Ser
Rosellus, dictus Zellus..."; tracce di una simile
cognominizzazione si hanno nel 1300 a Firenze dove in un testo
leggiamo : "...religiosum et scientissimum birum dominum fratrem
Petrum Roselli, artis magistri Raymundi Lullii egregium
professorem ...", nel 1400 a Bologna tra i docenti universitari
c'è "Antonius de Rosellis de Aretio", a Bergamo nel 1500, dove
troviamo un Gerolamo Rosellus in qualità di giudice delle
vettovaglie. |
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ROSELLINI |
Sembra
originario della zona tra Lucca e Pistoia, potrebbe derivare dal
toponimo Roselle Terme (GR). |
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ROSETTI
ROSETTO |
Rosetti è
tipico della fascia che comprende la Romagna, le Marche ed il
perugino, Rosetto è invece tipico del viterbese, di
Montefiascone e di Viterbo, dovrebbero derivare dal nome
rinascimentale Rosetto un ipocoristico del nome Rosa al
maschile. |
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ROSI
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Diffuso
nel centro Italia dove potrebbe discendere dal toponimo Rosia
(SI), in Emilia e nel milanese. |
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ROSIGNOLA
ROSIGNOLI
ROSIGNOLO
ROSSIGNOL
ROSSIGNOLI
ROSSIGNOLO |
Rosignoli ha ceppi nel mantovano e nel ferrarese, nel senese e
nel perugino e nel romano, Rosignolo, assolutamente rarissimo è
probabilmente dovuto ad errori di trascrizione, Rossignol e
Rosignola sonounici, Rossignoli ha ceppi nel veronese, nel
romano e nel barese, Rossignolo ha un piccolo ceppo nel cuneese
ed uno tra vicentino e padovano, dovrebbero tutti derivare da
modificazioni del termine arcaico
rosignuolo
(usignolo)
forse come soprannome originato dalla bravura nel canto del
capostipite, dal suo modo di fischiare o proprio dal fatto di
allevare quegli uccelli canterini. |
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ROSIN
ROSINA
ROSINI
ROSINO |
Rosin è tipico dell'area veneto, friulano, giuliana, di Istrana
e Vedelago nel trevigiano, di Venezia, Musile di Piave e Iesolo
nel veneziano, di Padova, Villa Estense e Piazzola sul Brenta
nel padovano e di Monticello Conte Otto e Vicenza nel vicentino,
di Trieste, di Fiumicello, Aquileia e Cervignano del Friuli
nell'udinese e di San Canzian d'Isonzo e Ronchi dei Legionari
nel goriziano, Rosina ha un ceppo lombardo, piemontese, uno
veneto ed uno, probabilmente secondario nel Lazio, probabile
frutto dell'emigrazione veneta in occasione della Bonifica
Pontina, Rosini è diffusissimo in tutto il centronord, in
particolare in Toscana, Umbria, Marche Abruzzo e Lazio, Rosino è
quasi unico, potrebbero derivare da forme ipocoristiche del nome
Rosa,
in qualche caso possono anche derivare dal cognome tardo
medioevale Rosinus
originato dalla latinizzazione di cognomi germanici, quale ad
esempio Rosfeld,
i ceppi friulano, giuliani possono derivare da diminutivi
italianizzati con troncatura dialettale del soprannome sloveno
Ros
(rosso
di capelli). |
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ROSITA
ROSITI
ROSITO |
Rosita, quasi unico, è meridionale, Rositi, estremamente raro,
sembrerebbe abruzzese, dell'area pescarese e teatina, Rosito ha
un ceppo romano, uno nel napoletano, il ceppo più consistente in
Puglia, nel foggiano, nel barese, nel tarentino, e nel materano
ed un ceppo nel cosentino, tutti questi cognomi dovrebbero
derivare dal nome dei capostipiti, forse di origine spagnola,
portanti il nome Rosito
o Rosita,
forme ipocoristiche spagnole del nome
Rosa. |
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ROSMINI
ROSMINO |
Rosmini ha piccoli ceppi sparsi, nel mantovano, nell'aretino,
nel romano, nel casertano, nel reggino ed in particolare nel
perugino, a Città di Castello, Rosmino ha un ceppo a Torino ed
Asti ed uno a Genova, dovrebbero derivare da una forma
ipocoristica aferetica alterata del nome
Erasmo,
probabilmente portato dai capostipiti. |
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ROSOLEN |
Tipico del trevisano, dovrebbe derivare da un nome di località
come Rosole o Rosolo come ce ne sono molte nel Veneto con il
significato di piccola roggia, piccolo canale (vedi anche
GERUSALEM).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Rosolen è cognome veneto risalente agli antichi nomi
Gerusalemo
e Orsalemo,
presenti entrambi nel Codice diplomatico padovano, che si
riferiscono alla città di Gerusalemme. Linguisticamente
interessante notare la soppressione della iniziale
ji-
(Jerusalem). Olivieri 138. |
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ROSOLINO |
Molto
raro è tipico del napoletano, con un ceppo in Sicilia, dovrebbe
derivare dal nome italiano Rosolino. |
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ROSONE
ROSONI |
Rosone ha un ceppo abruzzese a L'Aquila, uno a Roma ed un ceppo
importante in Sicilia a Palermo, Rosoni, molto molto raro,
sembrerebbe del centro Italia, probabilmente una forma alterata
del precedente, che dovrebbe derivare dal nome medioevale
Rozone,
di cui abbiamo un esempio d'uso in una Charta vendicionis del
1109: "Anno ad incarnacione Domi nostri Ihesu Cristi millesimo
centesimo nono, sesto die mense ianuarii, indicione prima.
Constat nos Guido filius quondam Alberti et Richilda iugales
filia quondam Ariprandi et Otto filios quondam Rozoni et
Vualterius filius quondam Teizoni et Adelaxia filia quondam
Oddoni qui professi sumus nos lege vivere longobardorum ipsis
iugalibus et mundoaldis nostris nobis consencientibus
accepissemus sicuti et ...", dell'uso della forma
Rosone
del nome Rozone,
abbiamo un esempio in quest'atto del 1070: "Anno Incarnat. D. N.
Jesu Christi millesimo septuagesimo, quarto die mense julius.
indictione octava, constat me Ardicione filius quondam Rosoni,
qui professo sum ex nacione mea lege vivere Langobardorum
accepisse, sicuti et in praesentia testium accepit a te Vuido
comes filius quondam item Vuidonis, qui fuit item comes,
argentum denarios bonos libras trescentum finitum pretium pro
cunctis casis, castris, capellis, sediminibus, et omnibus rebus
..". |
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ROSPIGLIOSI |
Assolutamente rarissimo, dovrebbero essere di origini milanesi e
risalgono a prima del 1300, trasferitisi poi a Pistoia troviamo
Antonio Rospigliosi figlio di messer Iacopo venne menzionato fra
gli anziani della città di Pistoia nel 1388 e Taddeo suo figlio
fu nominato gonfaloniere nel 1449, troviamo i Rospigliosi
feudatari di alcune terre nel Lazio nel 1600, grazie anche al
pistoiese Cardinal Giulio Rospigliosi nato nel 1600 che poi
diventò nel 1667 Papa Clemente IX°. |
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ROSSANI
ROSSANO
RUSSANO |
Rossani, molto molto raro, sembrerebbe del barese, Russano ha un
ceppo nel casertano e napoletano, uno nel tarentino ed uno tra
cosentino e crotonese, dovrebbe trattarsi di una forma alterata
di Rossano, che sembrerebbe tipico del meridione, con un nucleo
importante in Puglia nel barese e nel tarentino, un ceppo nel
napoletano e casertano ed uno nel cosentino, quest'ultimo
probabilmente derivante dal toponimo Rossano Calabro, appunto
nel cosentino, ma tutti gli altri dovrebbero derivare dal nome
della gens Roscia,
o dal nomen e cognomen latino
Roscius, il suffisso
-ano
starebbe ad identificare proprietà di:
fundus Roscianus,
terreni di Roscius
o direttamente dal cognomen
Roscianus di cui abbiamo un
esempio con il praefectus Lucius Naevius Verus Roscianus citato
in una antica lapide a Piacenza: "L(ucius) Naevius Verus
Roscianus praef(ectus) coh(ortis) - Gall(orum) eq(uitatae) votum
ex Britannia rettulit l(ibens) m(erito)". Troviamo tracce di
questa cognominizzazione a Vico Equense (NA) nel 1500 con il
letterato Giovanni Antonio Rossano. |
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ROSSATO
ROSSETTO |
Specifico
dell'areale veneto, province di Verona, Vicenza, Padova e
Venezia Rossetti, e diffuso anche nel trevigiano Rossetto,
potrebbe derivare dal toponimo Rosa' (VI), l'origine è da
ritenersi legata per entrambi alla caratteristica della
colorazione dei capelli o della carnagione della famiglia
originaria. |
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ROSSELLI
ROSSELLINI
ROSSELLINO
ROSSELLO |
Rosselli
è presente a macchia di leopardo un pò in tutt'Italia,
Rossellini, assolutamente rarissimo, sembrerebbe fiorentino,
Rossellino è quasi unico, Rossello ha due nuclei autonomi, uno a
Savona e nel savonese ed uno nella Sicilia nordorientale,
derivano dal nome medioevale Rossellus e dal suo diminutivo, di
questo nome abbiamo un esempio in questo scritto dell'anno 1020:
"...inter Guitardum, abbatum, et homo nomine Rossello, ex alude
qui fuit de condam Igiga, quem relinquid ad domum Sancti..." e
in questo in volgare scritto in Pisa nell'anno 1333: "...l'acqua
intrò in Sancto Bastiano di Kinsica, e in Sancto Lorenso,
coprendo quazi la pietra dell'Autare, sì che nimo si faccia
meraviglia, che troppo fu maggior piena, ch' io non o contato.
Del qual tempo ci era Podestà Boccaccio Conte di Petroja,
Capitano Branca Cavalieri da Cardicieto, Ansiani in Ponte primo
Baudo Gatto, Vanni d'Arena Pannajuolo; in mezo Rossello
Pannajuolo...". Personaggio di rilievo è stato l'economista
Carlo Rosselli (1899-1937), ucciso in Francia ad opera di
fascisti. |
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ROSSET
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Ha un
ceppo valdostano ed uno a Trichiana (BL, Azzano Decimo (BL) e
Belluno, dovrebbero derivare da un soprannome dialettale
originato dall'essere il capostipite probabilmente rosso di
capelli. |
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ROSSETTI
ROSSETTINI
ROSSI
ROSSIN
ROSSINI
ROSSINO
ROSSO |
Rossetti e Rossi sono assolutamente panitaliani, Rossettini è
specifico del vicentino, soprattutto di Arzignano, Rossin,
tipico del settentrione, è soprattutto veneto, Rossini è più
tipico del centro nord, con un ceppo anche nelle Puglie, Rossino
ha un ceppo piemontese, nell'area che comprende il torinese
soprattutto, ma anche l'astigiano, il vercellese e
l'alessandrino, ha un ceppo nel potentino ed uno
nell'iglesiente, Rosso è decisamente panitaliano, anche se la
massima concentrazione la troviamo in Piemonte e nelle tre
Venezie, l'origine di tutti questi cognomi, sia diretta, sia
tramite ipocoristici anche complessi, è da ritenersi legata alla
caratteristica della colorazione dei capelli o della carnagione
della famiglia originaria, già presso i romani questa
caratteristica aveva originato il cognomen latino
Rossius,
in alcuni casi si può anche ipotizzare una derivazione diretta,
o tramite forme ipocoristiche, anche dialettali, da questo
cognomen, portato forse dal capostipite. La diffusione dei
capelli rossi nelle popolazioni celtiche preromane era notevole
e anche presso i latini troviamo molti personaggi con i capelli
di questo colore, uno per tutti il famosissimo Silla, quello del
celebre antagonismo con il pluriconsole romano Mario. |
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ROSSIT
ROSSITTI |
Rossit è tipicamente friulano, e del vicino veneziano, di San
Vito al Tagliamento, Chions e Pordenone nel pordenonese di
Trieste e dell'udinese, Rossitti, molto molto raro, ha un ceppo
nell'udinese ed uno nel catanese, dove è probabilmente dovuto ad
un'alterazione del cognome Rossitto (vedi ROSSITTO).
integrazioni fornite da
Pietro Bortolotti
Rossit è un cognome raro e tipicamente friulano;
rossit in
lingua friulana significa
pettirosso. |
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ROSSITTO
RUSSITTI
RUSSITTO |
Rossitto è tipicamente siciliano, del siracusano soprattutto e
di Avola in particolare, di Siracusa, Floridia, Noto, Lentini,
Solarino, Carlentini ed Augusta, con ceppi nel catanese a
Pelagonia e Catania, a Messina ed a Palermo, Russitti è unico,
Russitto, assolutamente rarissimo, ha un piccolo ceppo a Melilli
nel siracusano ed a Vittoria nel ragusano, dovrebbe trattarsi di
forme ipocoristiche dialettali originatesi dal nome latino
Rossius,
o Ruscius
o dal nome medioevale Rosso
o Russo. |
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ROSSOMANDI
ROSSOMANDO
ROSSOMANNO
ROSSOMANO
ROSSUMANDO
RUSSOMANDA
RUSSOMANDO
RUSSOMANNO
RUSSUMANNO |
Rossomandi è assolutamente rarissimo, Rossomando, molto raro,
parrebbe specifico di Montecorvino Rovella (SA) e dintorni,
Rossomanno, molto molto raro, ha un ceppo nel napoletano ed uno
nel catanzarese, Rossomano, Rossumando,Russomanda e Russumanno
sono praticamente unici, Russomando è caratteristico di Giffoni
Valle Piana (SA), Russomanno ha un nucleo a Caposele (AV) e nel
napoletano ed uno a Cardinale (CZ) ed a Catanzaro.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Rossomandi, rarissimo, è presente quasi esclusivamente nel
pratese e nel foggiano, Rossomando è più tipicamente
salernitano, Rossomanno ha due ceppi principali, uno a Davoli
(CZ) e l'altro nel napoletano, Rossomano, Rossumando, Russomanda
e Russumanno, unici, si riscontrano rispettivamente a Napoli, a
Salerno, a Cantagrillo (PT) e a Vallefiorita (CZ), Russomando ha
un nucleo maggiore nel salernitano e ceppi minori sparsi fra il
nord e il centro nord del paese, Russomanno è tipico per lo più
dell'avellinese, del napoletano e del catanzarese, ma è presente
anche nel nord e nel centro nord, tutti questi cognomi derivano
dal nome medievale Rossomanno
o Russomanno,
l'italianizzazione cioè del personale germanico
Rossmann
o Russmann,
dal significato incerto: il problema, infatti, è costituito
dalla radice Rosso-/Russo-,
che alcuni credono essere d'origine latina (dal latino
russus,
rosso)
e altri d'origine germanica (dall'alto tedesco antico
hrod o,
meglio, dal suo derivato hrotz
o hrotzo,
col significato di gloria, fama); ad ogni modo questo termine,
unito alla desinenza -mando
o -manno
(dal tedesco mann,
uomo),
formerebbe un nome così traducibile come
uomo rosso
(da intendersi, forse, come uomo
dai capelli rossi) oppure come
uomo glorioso,
d'alta fama.
Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta
delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
ROSSOMANNO - A mio parere si tratta di un composto
dell'aggettivo italiano 'rosso'
di origine germanica: antico alto tedesco e tedesco moderno 'rot'
+ antico alto tedesco 'man',
gotico 'manna',
tedesco moderno Mann
= uomo.
Se invece si vuole vedere in tale cognome l'equivalente italiano
del tedesco Roßmann
(pronuncia rossmann) allora la prima parte viene certamente dal
sostantivo Roß
= cavallo,
antico alto tedesco '(h)ros',
germ. *hersa
che ha dato l'inglese 'horse'.
Il nome designava perciò chi aveva a che fare coi cavalli:
uno stalliere,
un carrettiere,
un vetturale,
ecc. |
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ROSSON
ROSSONE |
Abbastanza rari, sono specifici della bergamasca, dovrebbero
derivare dal toponimo Rozzone (BG), che dovrebbe derivare a sua
volta dal nome medioevale Rozzone. Abbiamo tracce di un
Benedetto Rozzone, ricco maestro della zecca nel 1030 fondatore
della chiesa del Santo Sepolcro a Milano che venne ristrutturata
verso la fine dell'XI° secolo a spese di un Benedetto Rozzone,
probabilmente nipote del primo. |
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ROSSONI
ROZZONI |
Abbastanza rari, sono specifici della bergamasca, dovrebbero
derivare dal toponimo Rozzone (BG), che dovrebbe derivare a sua
volta dal nome medioevale Rozzone è pure possibile una
derivazione diretta dal nome medioevale
Rossone
(vedi ROSSON). Abbiamo tracce di un Benedetto Rozzone, ricco
maestro della zecca nel 1030 fondatore della chiesa del Santo
Sepolcro a Milano che venne ristrutturata verso la fine dell'XI°
secolo a spese di un Benedetto Rozzone, probabilmente nipote
del primo, nella seconda metà del 1200 troviamo un Dinus de
Rossonis toscano che nel 1279 è docente di giurisprudenza presso
l'università di Pistoia, nel 1281 insegna a Bologna, dove tra i
suoi allievi annovera Cino da Pistoia, e dal 1297 al 1303
insegna a Roma, per tornare poi definitivamente a Bologna. |
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ROSTAGNI
ROSTAGNO |
Rostagni è assolutamente rarissimo, Rostagno è tipico del
Piemonte occidentale, del torinese e cuneese, dovrebbero
derivare dal nome medioevale
Rostagnus di cui abbiamo un
esempio a Pisa in un atto del 1221: "...Rostagnus Arearum
publicus notarius prefatis omnibus interfui et hanc inde cartam
scripsi et firmavi et signavi hoc modo...", ma più probabilmente
derivano dal francese Rostan,
o Rostaing,
come è pure possibile una derivazione diretta dal nome germanico
Hrodstain,
da cui lo stesso nome francese è derivato, composto dai termini
hrod
(gloria)
e da stain
(pietra),
con il significato di pietra
della gloria; la stessa origine
ha il cognome Rostand, portato dall'autore del Cyrano de
Bergerac, Edmond Rostand (1868 - 1918). |
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ROSTELLATO |
Rostellato, tipicamente veneto, ha un ceppo nel padovano a Piove
di Sacco e Codevigo, con presenze anche a Campolongo Maggiore
nel veneziano ed a Castelguglielmo nel rovigoto, dovrebbe
derivare da un soprannome originato da una forma patronimica o
di appartenenza in -ato,
stante ad indicare un collegamento con una
rosta,
che in dialetto veneto arcaico era la
barriera
o staccionata
in legno utilizzata per partizionare e dirigere le acque di un
fiume o canale verso un mulino, potrebbe anche derivare da un
soprannome originato da un termine dialettale per
ingannato,
truffato. |
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ROSTI
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Rosti ha un ceppo nel milanese a Milano ed a Monza e Besate, con
una discreta presenza anche nel bergamasco a Dalmine ed a
Merlino nel lodigiano, dovrebbe derivare da un soprannome
dialettale originato dal mestiere del capostipite, forse un
rosticcere, il termine meneghino
rost
significa arrosto,
a Milano nel 1300, dice Pietro Verri nella sua
Storia di Milano:
".. Parmi che se le terre fossero state bastantemente feraci di
grano, si sarebbe dalla plebe domandata, non l'introduzione del
grano estero, ma del più vicino e nazionale, per assicurare
l'alimento alla città. Generalmente si mangiava in Milano pane
di mistura; e l'anno 1355 vi era in tutta la città un forno solo
che fabbricasse il pane bianco di puro frumento; pane che allora
era di lusso; e questo forno privilegiato chiamavasi il prestino
dei Rosti, ed era vicino alla piazza dei Mercanti.. ..". |
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ROSUCCI |
Assolutamente rarissimo, potrebbe essere originario della zona
dell'alta Basilicata, ai confini con la Puglia, potrebbe
derivare dal nome medioevale Rosuccio. |
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ROTA
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Molto diffuso in Lombardia, con massima concentrazione nel
bergamasco, si estende anche nell'alessandrino e nel genovese,
presenta ceppi anche nel napoletano e casertano e nel cosentino,
dovrebbe derivare da toponimi come Rota d'Imagna (BG), Rota
Greca (CS), Camerota (SA) e simili.
notizie ulteriori
fornite da Robert Invernizzi
Famiglie Rota (Valle Imagna - provincia di Bergamo) si
tratterebbe di una derivazione possibile dall'etimo tedesco
rode,
che vuole dire: campo dissodato, nuova terra. L'etimologia del
nome Rota potrebbe anche provenire da diversi personaggi, chi da
vicino, hanno fatto la storia dell'Italia settentrionale, il più
importante è Rotari, re longobardo (radici:
hrod =
gloria e hari
= esercito). Duca di Brescia, chiamato al
trono nel 636, morì nel 652. Segue: Rotarit, duca di
Bergamo, nel 702 tenta di farsi riconoscere come re al posto
d'Ariberto II, Rotarit sarà esiliato a Torino dove morì nel
702/703. Danisio detto Merlo, figlio di Giovanni
Guarinonum, sempre citato come
de Rotha de Valdimania, che
avrà vissuto circa tra 1320 e 1395, capo guelfo. Il figlio di
Danisio: Cristoforo, detto Tuzzano (circa 1350/1440)
abitando a Carenno e Mapello, prenderà fama nella lotta contro
le forze ghibelline, fu un tempo alleato del capitano di ventura
Giovanni Acuto (John Hawkwood), nella pace dell'agosto 1398
imposta da Gian Galeazzo Visconti è detto "...Tuzanus de Rotha,
sindicus Vallis Imanie, partis guelfae...". G.G.E.Mozzi nella
sua Antichità Bergamasche,
segnala diversi atti notarili datati 1284, 1288 nei quali si fa
menzione dei Rota di Valdimania
abitanti a Bergamo nel borgo S.Stefano, notizie riprese dallo
storico Angelo Mazzi. Nel 1280 troviamo: Petri detto Morettus
filius quondam Danisi Rota de Valdimania, nel 1286: Alberti
filius Maffei de Rothe, nel 1303: Petri detto Novellos filius
quondam Danis de Rota de Valdimania, è citato anche un Guilelmo
Rota nel 1107. E' d'obbligo ricordare l'irriducibile
combattente guelfo: Andrea Rota, ferito ad Almenno, morto
decapitato il 3 luglio 1404, con la sua testa verrà fatta sul
ponte della Regina una macabra partita di calcio.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Rota, Rotta è cognome derivato da toponimi (specie in Lombardia
e Ticino), a loro volta esiti di 'rupta'
= via, sentiero
- si noti il passo sul colle tra Vesime e S. Stefano Belbo,
incassato fra le rocce - el rute. Un'altra ipotesi lo vede da
(ar)rogita, -us,
"figlia, figlio, venuti ad
aggiungersi" (v. Bonarrota, -i,
"buona aggiunta"). Altra intepretazione: da Rota d'Imagna, nella
bergamasca. Il significato è comprensibile se si confronta con
il francese 'route'
= strada
(dal tardo latino 'rupta')
e con l'italiano 'rotta'
nel senso di percorso che compie
una nave. |
|
ROTELLA
RUTELLA |
Rotella sembrerebbe avere un ceppo calabrese nel catanzarese, a
Catanzaro, Gimigliano, Tiriolo, Settingiano e Marcellinara, con
presenze significative anche a Corigliano Calabro nel cosentino,
in Sicilia a Messina ed a Barcellona Pozzo di Gotto nel
messinese e nel napoletano a Capri ed a Napoli, è presente un
ceppo anche a Pesaro, che potrebbe derivare dal nome del paese
di Rotella nell'ascolano, Rutella è tipicamente siciliano, di
Enna, dovrebbero derivare da forme ipocoristiche del termine
medioevale rota
o rupta,
a loro volta derivati dall'italianizzazione del vocabolo
francese route
(strada),
risalendo probabilmente in molti casi all'epoca angioina,
secondo un'altra ipotesi potrebbero derivare
dall'italianizzazione di un termine grecanico basato sul
vocabolo greco antico ρυτήρος ryteros (briglie),
forse ad indicare che i capostipiti facessero di mestiere il
carrettiere. |
|
ROTELLI |
Rotelli è
abbastanza raro, non si individuano nuclei principali,
presentando piccoli ceppi sia nel parmense, che nell'aretino e
senese, nell'anconetano e a Roma e potrebbe derivare da toponimi
come Roteglia nel reggiano, Rotello nel campobassano o Rotella
nell'ascolano. |
|
ROTELLIO |
Rotellio,
oggi praticamente quasi scomparso, con una minima presenza a
Maslianico nel comasco, potrebbe essere di origini picene e
risalire al periodo settecentesco, si può ipotizzare una
derivazione dal nome del paese di Rotella nell'ascolano. |
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ROTI
ROTO |
Roti è un cognome molto raro con un piccolissimo ceppo trentino,
ed uno appena meno raro nel fiorentino a Calenzano e Campi
Bisenzio, Roto, quasi unico, parrebbe siciliano, dovrebbero
derivare, perlomeno il ceppo toscano, dall'aferesi di nomi
medioevali come Bonarrota
(vedi BONAROTA).
integrazioni fornite da
Massimiliano Vigo
Con l'avvento del fascismo molti cognomi stranieri provenienti
dai teritori acquisiti dopo la prima guerra mondiale vennero
italianizzati. Alcuni ex cittadini dell'impero asburgico,
sloveni o sud tirolesi, cambiarono il proprio cognome. In
quest'occasione il cognome Roth venne italianizzato in vari
modi, uno di questi, poco diffuso è Roti, fatto capitato ad
esempio a mio nonno. |
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ROTILI
ROTILIO |
Rotili è tipico della fascia centrale che comprendeanconetano,
maceratese, ascolano, ternano, reatino, aquilano, viterbese e
romano, Rotilio ha un ceppo a L'Aquila, un piccolo a Roma ed uno
a Reggo Calabria e Montebello Ionico nel reggino, dovrebbero
derivare da forme alterate del praenomen latino
Rutilius
(vedi RUTELLI). |
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ROTOLO
|
Presente a macchia di Leopardo al sud, ha un nucleo nella
provincia romana, nel napoletano, nel barese, nel reggino ed una
forte concentrazione tra palermitano ed agrigentino, potrebbe
derivare da un soprannome originato dal termine
rotolus (unità
di misura presente nel regno delle Due Sicilie pari a grammi
890,2). Tracce di questa
cognominizzazione le troviamo in Sicilia fin dal 1400 con lo
scrittore siciliano, autore di testi sacri, Philippus Rotolus
autore tra l'altro del Vita
Beati Corradi. |
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ROTONDI
ROTONDO
ROTUNDI
ROTUNDO |
Rotondi sembra avere più ceppi, in Lombardia, nel frusinate, nel
barese ed in Campania, Rotondo è molto diffuso in tutto il
centrosud, Rotundi ha un ceppo a Foggia ed uno a Roma, Rotundo
ha un ceppo molisano, uno nel napoletano, uno in Puglia,
soprattutto nel leccese ed uno, il principale, in Calabria con
massima concentrazione nel catanzarese, potrebbero tutti
derivare da toponimi come Vallerotonda (FR), Rotondi (AV),
Locorotondo (BA), Monterotondo (BS) o simili, ma è pure
possibile, e in alcuni casi anche più probabile, una derivazione
dal cognomen latino Rotundus
di cui abbiamo un esempio nella
Naturalis Historia di Plinio il
Vecchio: "...Claudii principatu servus eius Drusilianus nomine
Rotundus, dispensator Hispaniae citerioris, quingenariam lancem
habuit, cui fabricandae officina prius exaedificata fuerat,
...", in alcuni casi potrebbero pure derivare da Rotondi una
delle confraternite presenti nel novarese nel 1200. Tracce di
queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio nella seconda
metà del 1500 a Priverno (LT) dove in un testamento figura tra
gli ufficiali testimoni un certo Vincentius Rotundus. |
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ROTTA
|
Sembrerebbe specifico della Lombardia, ma esistono ceppi anche
nel veronese e nel torinese, potrebbe derivare da un soprannome
originato da un nome di località come Casarotta, Chiesarotta o
simili.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Rota, Rotta è cognome derivato da toponimi (specie in Lombardia
e Ticino), a loro volta esiti di 'rupta'
= via, sentiero
- si noti il passo sul colle tra Vesime e S. Stefano Belbo,
incassato fra le rocce - el rute. Un'altra ipotesi lo vede da
(ar)rogita, -us,
"figlia, figlio, venuti ad
aggiungersi" (v. Bonarrota, -i,
"buona aggiunta"). Altra intepretazione: da Rota d'Imagna, nella
bergamasca. Il significato è comprensibile se si confronta con
il francese 'route'
= strada
(dal tardo latino 'rupta')
e con l'italiano 'rotta'
nel senso di percorso che compie
una nave. |
|
ROTTIN
ROTTINI
ROTTINO |
Rottin è tipico di Villorba nel trevisano, Rottini, molto raro,
è specifico dell'area bergamasco, bresciana, di Romano di
Lombardia nel bergamasco e di Capriolo e Darfo Boario Terme nel
bresciano, Rottino ha un ceppo a Napoli ed uno a Patti nel
messinese ed a Regalbuto nell'ennese, dovrebbe trattarsi di
forme etniche riferite a capostipiti che fossero provenuti da
paesi contenenti la radice Rota
o Rotta,
come a puto titolo d'esempio Rota d'Imagna nel bergamasco,
esiste anche l'ipotesi che possa trattarsi di forme
ipocoristiche anche dialettali, derivate da una form aferetica
del nome medioevale Bonarrota
(vedi BONAROTA). |
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ROTTOLI |
Rottoli, molto raro, è specifico della zona tra bergamasca,
milanese e cremonese, diffuso in particolare a Presezzo nel
bergamasco, ma presente in modo significativo anche a Dalmine,
Ponte San Pietro e Bonate Sopra e Sotto, potrebbe derivare da
una forma ipocoristica latinizzata del nome celtico
Roth o
anche da una forma ipocoristica contratta del nome longobardo
Rothari,
un Casato Rottolo milanese lo si incontra in epoca medioevale e,
nel 1438 avviane il trasferimento di un certo Gaspare Rottolo in
Liguria dove la sua famiglia viene annoverata tra la nobiltà di
Genova. |
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ROTUNNO |
Rotunno, tipicamente meridionale, diffuso in Campania,
Basilicata e soprattutto in Puglia, con un ceppo anche tra
romano e frusinate, si dovrebbe trattare di una forma dialettale
derivata da una modificazione del cognomen latino
Rotundus
(vedi ROTONDI), tracce di questa cognominizzazione in Basilicata
nell'area del Volture si trovano fin dal 1700. |
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ROUBAUD |
Roubaud cognome quasi unico, di origini provenzali, dovrebbe
derivare dal nome germanico
Hrodbald a sua volta derivato
dall'unione dei termini hrod
(gloria)
e bald
(audace, coraggioso). |
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ROVARI
ROVARIS |
Rovari è assolutamente rarissimo e dovrebbe trattarsi di errori
di trascrizione del cognome Rovaris, specifico del bergamasco,
della zona di Dalmine, Verdello e Verdellino in particolare.
notizie fornite da Enzo
Suardi
La derivazione del nome è dall'albero di rovere. Lo stemmario
Camozzi li fa originari di Ponte S:Pietro - BG
Lo stemma : Albero di rovere sradicato passante la porta di un
castello merlato alla ghibellina.
Le radici affondano in acqua di fiume. In Bergamo città la
nobile famiglia Rovaris (citata dal capitano Mozzi nel suo
Antichità bergamasche) è presente sin dal '500, era proprietaria
di terreni sul colle d'Argon e sulle colline di Albano. Su
queste colline fece costruire una casa con torre che diede poi
il nome alla località: Torre dei Rovaris divenuto poi nel tempo
Torre de Roveri. Troviamo tracce della famiglia negli anni:
1708 - si delibera di costruire la chiesa di Ponte S.Pietro, tra
i firmatari il notaio Giuseppe Rovaris
1743 - Rovaris Carlo compra case in Sabbio dai monaci di Astino.
1798 - A Ponte s.Pietro il Notaio GioBatta Rovaris difende in
tribunale il parroco Locatelli denunciato dalle guardie
Napoleoniche per aver portato la Santa Comunione a due infermi
processionalmente contravvenendo così al divieto di far
processioni pubbliche.
1873 - Marco Rovaris di Sabbio emigra in Brasile dove farà
fortuna divenendo anche Console, fece costruire ospedali,
scuole, ferrovie, case per i lavoratori italiani. A Crisciuma
nello stato di S.Caterina vi è ancora un villaggio Rovaris. I
Rovaris oggi nel territorio di Dalmine sono 65 famiglie. |
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ROVARETTO |
Rovaretto, molto molto raro, è tipico dell'area biellese e
torinese, dovrebbe derivare da un toponimo che potrebbe essere
Rovarey (AO). |
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ROVAROTTO |
Assolutamente rarissimo, potrebbe essere di origini padovane. |
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ROVATI
|
Si
individua un nucleo nel bresciano, che dovrebbe derivare dal
toponimo Rovato (BS) ed uno nel milanese e pavese, il cognome
potrebbe derivare da soprannomi originati o da rovus (rovo) o da
ruatus (rovinato, in disuso), e starebbe ad indicare la zona
d'origine, vicina ad un roveto o ad un campo militare latino
abbandonato (castrum ruatum). |
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ROVATTI |
Specifico del modenese, una possibile derivazione potrebbe
essere da toponimi quali Rovolo (MO), ma potrebbe pure derivare
da soprannomi originati o da
rovus (rovo
) o da ruatus
(rovinato, in disuso),
e starebbe ad indicare la zona d'origine, vicina ad un roveto o
ad un campo militare latino abbandonato (castrum
ruatum).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Rovatti è cognome diffuso in tutta la pianura modenese. La sua
origine è sicuramente locale, da una località Rovato, con la -t-
duplicata per errore curialesco, dal lat.
rubus «pruno,
spino». Probabilmente da Rovato
bresciano. Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese,
1996. |
|
ROVEDA
ROVIDA |
Diffusi
nella zona che dal varesotto, milanese e lodigiano arriva al
pavese e all'alessandrino, dovrebbero derivare da soprannomi
legati al vocabolo rovus (rovo) e starebbe ad indicare la
caratteristica dell'abitare la famiglia originaria nelle
prossimità di un roveto. |
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ROVEGNO |
Abbastanza raro è tipico del genovese, deriva dal toponimo
Rovegno (GE). |
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ROVEI
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Rovei, molto raro, è specifico del torinese, dovrebbe derivare
dal nome della Borgata Rovei di Torino, ma potrebbe anche
derivare dal termine francese medioevale
rovin (rossastro),
forse ad indicare che il capostipite avesse i capelli rossi,
termine a sua volta derivato da un'alterazione del latino
rovellum
(rubellum),
con il medesimo significato, una seconda ipotesi lo farebbe
invece derivare dal termine provenzale
rouve,
che indica un tipo di quercia o
rovere. |
|
ROVELLI |
Specifico
dell'areale che comprende le province di Milano, Bergamo, Como e
Lecco, dovrebbe derivare dal toponimo Rovello Porro (CO). |
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ROVER
|
Cognome tipico della zona tra Caneva e Sacile (PN), dovrebbe
derivare da toponimi come quello citato in questo atto del 1129
tratto dal Codice Diplomatico Bresciano: "...Eo vero ordine
fecerunt hanc investituram quod ipsi receperunt peciam unam de
terra in iamdicto loco Pontecarali, loco ubi dicitur Rover
Prandonis, iuris Sancti Petri Oliveti, cuius coherentie
decernuntur...", abbiamo un esempio di cognominizzazione nel
1300: "...Johannes Rover miles habet...".
notizie ulteriori
fornite da Giancarlo Cunial
nobile famiglia di origine germanica scesa con gli Ottoni in
Veneto subito dopo il Mille, vi è anche la frazione Rover di
Possagno (TV). |
|
ROVERATI |
Roverati
è tipicamente emiliano, di Ostellato ed Argenta nel ferrarese,
potrebbe derivare dal nome del paese di Roverato, una frazione
di Noale nel veneziano, probabilmente il luogo d'origine del
capostipite. |
|
ROVERE
ROVERI |
Rovere ha
un ceppo nell'udinese ed uno tra cuneese e Liguria occidentale,
Roveri è tipico emiliano del bolognese in particolare,
dovrebbero derivare da nomi di località legati alla presenza,
almeno un tempo, di querceti (rovere = quercia), pensiamo a
Roveredo (UD), Rovereto (AL) e molti altri. |
|
ROVERSI
ROVERSO |
Roversi è specifico della zona che comprende le province di
Brescia, Mantova, Modena, Bologna e Ferrara, Roverso, molto
molto più raro, è tipico della zona tra veronese e vicentino,
dovrebbero derivare da soprannomi originati dal vocabolo tardo
latino roversus
inteso come non diritto. |
|
ROVETTA |
Rovetta, decisamente lombardo, è tipico del bresciano e del
bergamasco, di Brescia, Castenedolo, Concesio, Bovezzo, Rezzato
e Villa Carcina nel bresciano, di Bergamo, Chiuduno e Carobbio
degli Angeli nel bergamasco e di Milano e Monza, dovrebbe
derivare dal nome del paese bergamasco di Rovetta, probabile
luogo d'origine dei capostipiti, paese il cui nome deriva dal
termine dialettale roèta
(rovere)
ad indicare una notevole presenza di quell'essenza arborea nel
suo territorio. |
|
ROVI
|
Rovi è
specifico della provincia bolognese, potrebbe derivare da un
nome di località. |
|
ROVISCALLI |
Rarissimo, quasi unico, potrebbe essere di origini pavese e
derivare dal toponimo Rovescala (PV). |
|
ROVITO
|
Tipico
del cosentino, deriva dal toponimo Rovito (CS). I Rovito,
appartennero alla nobiltà campana, tennero feudi nel
salernitano. |
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ROZZA
ROZZI
ROZZO |
Rozza è abbastanza raro, ha un nucleo nella zona che comprende
le province di Milano, Pavia e Lodi, e presenta un ceppo nel
napoletano, Rozzi ha più ceppi, nel parmense, nel maceratese ed
ascolano, tra l'Abruzzo ed il Lazio e forse anche nel casertano,
Rozzo ha un ceppo piemontese, uno romano, uno nel tarentino ed
uno nel sassarese, in particolare a Sassari, Nulvi e ad
Arzachena in Gallura. Questi cognomi dovrebbero derivare dal
nomen latino Rotius
e Roscius,
ma potrebbero derivare anche da soprannomi dialettali originati
dal fatto che il o la capostipite fosse rosso di capelli e
magari essere, in alcuni casi, un'italianizzazione del francese
Roux. |
|
ROZZARINI |
Assolutamente rarissimo, dovrebbe essere settentrionale. |
|
RUA
RUÀ |
Rua
è piemontese, del torinese, in particolare di Torino,
Castellamonte ed Agliè, Ruà oltre al ceppo torinese, ne ha anche
uno nel cosentino a Lattarico e San Vincenzo la Costa,
dovrebbero derivare dall'italianizzazione del nome celta
R(i)ual
composto dall'unione dei termini
ri
(contrazione di rix
o rige,
che significano Re)
aggiunto a ual
(valoroso),
con il significato di valoroso
condottiero o
Re, anche
il ceppo calabrese è di origini piemontesi, risalendo al tardo
medioevo, quando il nobile lombardo Bernardo Zanino del Poggio
ricevette, per meriti di guerra, da Carlo I° d'Angiò, allora Re
di Napoli, alcuni possedimenti in Calabria, dove lo stesso
condusse le popolazioni valdesi di origini occitane provenienti
dalle piemontesi Val d'Angrogna e Val Pragelato, dove avevano
trovato momentaneamente rifugio. |
|
RUANI
RUANO |
Ruani è molto raro ed ha un ceppo nel maceratese a Treia,
Urbisaglia, Tolentino, Morrovalle e Civitanova Marche, ed un
ceppo romano, Ruano è ancora più raro e sembrerebbe del teatino,
di Bucchianico e di Villamagna, dovrebbero derivare da
un'alterazione dialettale del nome medioevale
Roano
(vedi ROANI), ma è pure possibile una derivazione dalla
contrazione del nome latino
Rubianus. |
|
RUBAGOTTI |
Tipicamente lombardo, del bresciano in particolare di Palazzolo
Sull`oglio, Chiari, Cologne e Coccaglio, dovrebbe derivare da un
soprannome scherzoso con il senso di uno che si approfitta degli
amici scroccando bevute di vino. |
|
RUBANO
|
Molto
raro, si individuano due ceppi, nel salernitano e nel foggiano,
dovrebbe discendere dal cognomen latino Rubius, poi trasformato
in Rubianus o Robianus, che stava ad indicare una capigliatura
rossiccia. |
|
RUBANU
|
Abbastanza raro, tipico del nuorese, dovrebbe derivare da una
forma dialettale del nome Urbanus. |
|
RUBATTI
RUBATTINO
RUBATTO |
Rubatti, assolutamente rarissimo, parrebbe piemontese,
Rubattino, molto raro, è genovese, Rubatto è specifico del
torinese, secondo un'ipotesi abbastanza condivisibile possono
derivare, direttamente o tramite una forma ipocoristica, da
un'alterazione aferetica dialettale del nome medioevale
Garibaudo,
ottenuto dall'italianizzazione del germanico
Haribald
composto dai termini medioevali germanici
hari (esercito)
e bald
(coraggioso),
con il significato di
combattente coraggioso.. Tracce
di queste cognominizzazioni le troviamo a Torino nella seconda
metà del 1600 con l'Ingegner Rubatto cui viene affidato dai
Savoia il progetto di nuove macine atte alla produzione di
polvere da sparo nell'Arsenale Militare di Borgo Dora a Torino,
il cognome Rubattino è famoso per l'armatore Raffaele Rubattino
che concesse a Garibaldi l'uso dei due vapori Piemonte e
Lombardo che partirono da Quarto alla volta della Sicilia.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Rubatto è tipico del torinese, deriva da un antico vocabolo
dialettale, rubat,
che, in ambienti contadini, indicava il rullo per spianare i
campi. Si tratta, quindi, della cognominizzazione di un
soprannome derivato da un mestiere.
integrazioni fornite da
Francesco Maria Rubatto
il rubat
in piemontese era anticamente anche il mulino per le granaglie. |
|
RUBBIATI |
Assolutamente rarissimo, dovrebbe essere del lodigiano, dovrebbe
discendere dal cognomen latino Rubius, poi trasformato in
Rubianus o Robianus, che stava ad indicare una capigliatura
rossiccia. |
|
RUBBINO |
Rubbino è tipicamente siciliano, di Palermo e di Randazzo e
Catania nel catanese, con un piccolo ceppo anche a Castelvetrano
nel trapanese ed a Noto nel siracusano, si dovrebbe trattare di
un'alterazione dialettale dell'aferesi di nomi come
Cherubino. |
|
RUBBIU
RUBIU
RUGGIU
RUGIU
RUIU
RUJU
RUYU |
Rubbiu, sicuramente sardo è quasi unico, Rubiu è tipico della
Sardegna centromeridionale in particolare di Dolianova, Sinnai,
e Ussaramanna (CA), Ruggiu è molto diffuso in tutta la
Sardegna, soprattutto a Scano Di Montiferro (OR) e Cagliari, ha
un ceppo consistente nel sassarese, Rugiu, assolutamente
rarissimo è del cagliaritano, Ruiu e Ruju, entrambi tipici della
Sardegna settentrionale, Ruyu è praticamente unico, dovrebbero
derivare tutti da soprannomi dialettali originati da
caratteristiche fisiche dei capostipiti derivati dal vocabolo
latino rubeus
(di colore rosso),
tracce di questa cognominizzazione si trovano in Barbagia fin
dal 1400.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
RUIU: (rubiu, ruyu, ruju, ruggiu, rugiu) significato ed
etimologia: orrubiu, arrubiu
significano rosso,
dal latino ruber
(rosso)
o rubeus
(rossiccio).
Genti arrubia
(in campidanese), sono i
fenicotteri rosa.
Orrubiori
(logodurese), arrubiori(campidanese)
significano rossore.
Arrubiu ke su fogu
significa rosso come il fuoco.
Nelle carte antiche lo troviamo nelle uscite Ruiu, Ruyu, Rubiu.
Tra i firmatari della Pace di Eleonora (*LPDE del 1388),
figurano 3 Rubiu: Rubiu Barsòlo, ville Ecclesiarum (Villa di
Chiesa - Iglesias); Rubiu Joanne, ville Guilciochor (*
Guilciochor.villaggio distrutto, conosciuto col nome di
Borticoco: diocesi di Ottana . Curatorie de Anella); Rubiu
Salvator - de Aristanni; Ruiu (de) Nicolao, ville Montis Leonis;
Ruiu (de) Petro, ville Gulcei (* Gulcei.odierno Bultei. Contrate
de Anglona); Ruyu Manuele - de Bosa; Ruyu Petro, jurato ville
Gorare (* Gorare...Odierna Borore - Marghine de Gociano). Nel
Condaghe di Santa maria di Bonarcado *CSMB XI°;XII° sec. (39)
c'è Rubiu Goantine, mandatore de rennu (il
mandatore de rennu
era incaricato delle ambasciate,
dei messaggi e delle citazioni regie); teste nella richiesta,
accordata, di una terra (confinante con le terre della chiesa)
da parte del priore della chiesa di Bonarcado Iohanne, al
Giudice Barusone. Nel Con daghe di San Nicola di Trullas *CSNT
XI°; XII° sec.(81), è citato Rubiu Ic(i)occor, genero di Comita
Ac(i)orce, al quale vende alcuni servi, in terra di Borconani
(villaggio scomparso, non ben localizzato: il Terrosu Asole lo
situa nella Curatoria di Caputabbas (Contrate Caputabbas et
Montis Leonis). Attualmente lo troviamo in 83 su 377 Comuni
della Sardegna, con maggiore diffusione nel centro nord. Nel
territorio nazionale è presente in 199 Comuni, per lo più nel
centro nord. In USA lo troviamo in 4 Stati: California,
Virginia, New York, New Jersey con un solo nucleo familiare.
RUBIU: Attualmente si trova in 32 su 377 Comuni della Sardegna,
diffusi, per lo più, nella parte meridionale dell'isola, RUJU:
Attualmente è presente in Sardegna in 8 Comuni su 377, per un
totale di 30: Alghero 10, Cagliari 11, Nuoro 3, Posada 2,
Sassari 1, Serramanna 1, Siniscola 1, Selargius 1. RUGGIU: è la
versione moderna dei precedenti, Rubiu, Ruiu, Ruyu o Ruju.
Attualmente si trova in 67/377 Comuni sardi. Nel territorio
nazionale è presente in 139 Comuni. RUGIU: errore anagrafico per
Ruggiu; è presente in 16 Comuni italiani, di cui 7 sardi, 3 del
Lazio, 2 del Veneto, 1 della Lombardia, 1 della Campania, 1
della Sicilia. In Sardegna Quartu S. E. ne conta 19, Sassari 5,
Sanluri 3, Carbonia 3, Lunamatrona 2, Sangavino 1. |
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RUBBOLI |
Rubboli è tipicamente romagnolo, di Ravenna e Cervia nel
ravennate, di Forlì e del riminese, dovrebbe derivare dal nome e
soprannome medioevale Rubolus,
forma contratta del termine latino
rubeolus
(rossastro),
forse ad indicare che i capostipiti fossero di carnagione o
capigliatura rossastra. |
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RUBECHI
RUBECHINI |
Rubechi abbastanza raro, ha un ceppo nell'aretino, a Caprese
Michelangelo, Sansepolcro ed Arezzo, ed a Città di Castello nel
perugino, Rubechini è tipicamente toscano, di Arezzo, Poggibonsi
e Sinalunga nel senese e di Firenze, dovrebbero derivare da
soprannomi basati sul nome medioevale di un antico strumento a
corde la ribeca
o rubeca,
probabilmente ad indicare nei capostipiti degli utilizzatori di
quel tipo di strumento. |
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RUBES
|
Rubes è un cognome lombardo, dell'area bresciano, mantovana, di
Asola e Canneto sull'Oglio nel mantovano e di Isorella e
Montichiari nel bresciano, dovrebbe derivare da un nome tedesco
Rube
prodottosi da un soprannome denigratorio generatosi sul termine
tedesco rübe
(rapa),
la -s
finale sarebbe un genitivo patronimico e starebbe per
il figlio di. |
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RUBIN
RUBINACCI
RUBINELLI
RUBINI
RUBINO |
Rubin dovrebbe essere specifico veneto, del padovano e della
provincia di Venezia, Rubinacci parrebbe di Napoli e del
napoletano, Rubinelli ha un ceppo nel novarese, uno nel
bresciano e nel veronese ed uno nel lucchese, Rubini è tipico
dell'Italia centro settentrionale, con un probabile ceppo anche
nel barese, Rubino è diffusissimo in tutto il sud, dovrebbero
derivare, direttamente o tramite varie forme ipocoristiche, dal
nome medioevale Rubinus
di cui abbiamo un esempio agli inizi del 1500 nel
Baldo di
Teofilo Folengo: "...Haec quoque gratificat complexio diva
Seraphum, egregiasque facit, prout chiedunt tempora, provas. Cui
Rubinus erat nomen, cognomen Ubaldus....", è pure possibile una
derivazione dall'aferesi del nome Cherubino, tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo in un atto del 1697 a Vercelli:
"Ego Ioannes Maria Rubinus, filius quondam Ioannis Antonii,
civis Vercellarum, habitans in vicinia Sancti Laurentii, etatis
annorum quinquaginta quattuor, receptus et admissus fui in
venerando colleggio nobilium notariorum dictæ civitatis ...". |
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RUBUANO |
Molto
raro, probabilmente del messinese, dovrebbe discendere dal
cognomen latino Rubius, poi trasformato in Rubianus o Rubuanus,
che stava ad indicare una capigliatura rossiccia. |
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RUCCHI
RUCCO |
Rucchi è ormai praticamente unico, sembrerebbe marchigiano o
tutt'al più abruzzese, Rucco ha un ceppo a Roma, uno tra
casertano e napoletano ed uno, il più consistente, nel Salento,
nel tarentino, brindisino e soprattutto leccese, dovrebbero
derivare dal nome medioevale di origini germaniche
Ruccus,
nome portato ad esempio da Ruccus Bandi (S. Pancratii) uno dei
Priori di Firenze del periodo a cavallo tra il 1319 ed il 1320,
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nelle Marche in
una lettera del 1646, dove viene citata una tal Suor Francesca
Rucchi del monastero delle Umiliate di Urbino. |
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RUCCHIN
RUCHIN |
Rucchin, assolutamente rarissimo, è dell'udinese e goriziano,
così come il più raro Ruchin, questi cognomi dovrebbero essere
delle forme ipocoristiche, italianizzate e modificate dal
dialetto, del nome slavo Rok
(Rocco),
probabile nome del padre del capostipite, ma è pure possibile
una derivazione dal nome della località Rucchin o Rukin frazione
di Grimacco nell'udinese, località che ha preso il nome da San
Rocco. |
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RUDA
|
Ruda è decisamente sardo, di Thiesi e Sassari nel sassarese con
un ceppo anche a Cagliari, dovrebbe derivare da un soprannome
originato dal termine sardo ruda
(scoria,
ma anche ruta, l'insalatina fetida). |
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RUDEL
|
Rudel è presente oggi particolarmene a Roma, dovrebbe essere di
origini provenzali e derivare da un toponimo, relativo a paesi,
forse a pianta circolare, basato sul termine occitano
ruda (ruota),
si deve comunque anche considerare una possibile origine
germanica essendo il cognome Rudel presente anche in quella
nazione, ricordiamo a titolo di esempio Hans Ulrich Rudel asso
della Luftwaffe. |
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RUDI
RUDONI |
Rudi ha un ceppo lombardo, a Milano e Lainate nel milanese ed a
Locate Varesino ed Oltrona di San Mamette nel comasco, uno a
Verona ed uno calabrese, a Badolato e Santa Caterina dello
Ionio nel catanzarese e Monasterace nel reggino, Rudoni è
tipicamente lombardo del milanese, di Castano Primo, Robecchetto
con Induno, Turbigo, Cuggiono e Buscate, dovrebbero derivare dal
nome longobardo Rudo, Rudonis,
a sua volta originato dal termine medioevale germanico
rudo (lupo),
potrebbero anche derivare da nomi di località basati sui termini
Rudo,
come ad esempio il monte Rudo sulle Dolomiti, o
Rudone,
corso d'acqua, che esisteva ad esempio a Nuvolento nel
bresciano, difficile non considerare inoltre la possibilità di
un collegamento con soprannomi basati sul termine dialettale
lombardo rudo
(letame). |
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RUFA
RUFFA
RUFFI
RUFFO
RUFI
RUFO |
Rufa è specifico di Veroli nel frusinate, Ruffa ha un ceppo tra
torinese ed astigiano, uno nel pistoiese, uno a Roma ed uno in
Calabria, soprattutto nel valentiano, Ruffi, molto molto raro,
parrebbe panitaliano, Ruffo possiede un forte nucleo in
Calabria, nel napoletano e nel Salento, ma è presente un ceppo
anche nel veronese, Rufi, molto molto raro, è proprio dell'area
toscolaziale, Rufo è specifico ed è molto diffuso nell'area che
comprende il romano, il latinense, il frusinate, l'aquilano e
l'iserniese, tutti questi cognomi dovrebbero tutti dalla
Gens Rufia,
per appartenenza alla stessa Gens o in quanto da essa
dipendenti, o anche dal nomen e cognomen latino
Rufus.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Ruffo è un'antichissima famiglia stabilitasi in Calabria fin dal
secolo XI. A Messina era presente nel 1170 un Goffridus Ruffus.
Un Paolo Ruffo era governatore di Reggio nel 1529. Si tratta di
una famiglia di stirpe normanna: cfr.
Rouff,
cognome francese (= Rodolfo e Rolfo in Piemonte). Rohlfs 228. |
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RUFFATI
RUFFATO |
Ruffati, quasi unico, è probabilmente dovuto ad errate
trascrizioni di Ruffato, che ha un piccolo ceppo nel varesotto,
ma è tipicamente veneto, del padovano in particolare, di
Camposampiero, Santa Giustina in Colle, Padova, San Martino di
Lupari, Campodarsego, Vigonza, Loreggia, Villanova di
Camposampiero e Borgoricco, con un ceppo anche a Venezia e nel
veneziano a Santa Maria di Sala, Dolo e Mira, e che dovrebbe
essere una tipica forma patronimica veneta dove il suffisso
-ato
sta per il figlio di,
riferito a capostipiti i cui padri si fossero chiamati
Ruffo
o Ruffus
(vedi RUFA). Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a
Prata nel sondriese nel 1600, dove un certo Giovanni Ruffatto
viene citato in un atto in qualità di consigliere comunale. |
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RUFFINENGO |
Ruffinengo è tipicamente piemontese, dell'area che comprende il
torinese, l'astigiano ed il cuneese, dovrebbe derivare dal nome
della località Ruffinengo di Envie nel cuneese. |
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RUFFINI
RUFFINO
RUFFINONI
RUFINI
RUFINO |
Ruffini è specifico del nord con ceppi anche nell'anconetano e
maceratese, nel teramano e nel Lazio, Ruffino ha un ceppo
piemontese, forse non secondario, un ceppo romano, uno
napoletano ed uno, molto importante in Sicilia, Ruffinoni,
rarissimo, è specifico della zona tra Milano, Lecco e Bergamo,
Rufini è tipico dell'Italia centrale, dell'Umbria, del
viterbese, del romano in particolare e dell'aquilano, Rufino è
invece specifico del napoletano, derivano tutti dal cognomen
latino Rufus
e, attraverso questo, dal nome medioevale italiano
Rufinus
suo ipocoristico, di cui abbiamo un esempio a Pavia in un
Breve investiture
dell'anno 1131: "...Ego Rufinus Manicella sacri palacii notarius
auctenticum huius exempli huius exempli nel sopralineo vidi et
legi et sic in eo continebatur ut in hoc legitur exemplum preter
litteram plus minusve et preter id quod erat lesum et corrossum
quod legi non poterat et hoc exemplum scripsi...". Circa
l'antichità dei cognomi Ruffini e Ruffinoni, in un atto di
cessione di terreni, risalente all'anno 1136, leggiamo:
"...Quinta iacet a Bremedasca et est pertice .VII.; ab una parte
terra Rufini Gumberti, a secunda Petri Vecia, a tercia via.
Sexta iacet a la Turrisella et est pertice .V.; ab una parte
terra Petri Vecia, a duabus via Bremedasca et alia via...." e
più avanti: "... Quarta decima iacet in Pascario de Solora et
est pertice octo; ab una terra Sancti Michaelis, ab alia Uberti
Rufinoni, a tercia Petri Flaccacicer...". |
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RUGA
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Ruga ha un nucleo piemontese in particolare nel novarese a
Gozzano e Borgomanero e nell'ossolano a Domodossola (VB) ed a
Premosello-Chiovenda, ed uno calabrese a Catanzaro, l'origine
del ceppo piemontese dovrebbe derivare dal termine dialettale
ruga
(vicolo, simile al caruggio
genovese) ad indicare
probabilmente caratteristiche del luogo dove abitava la
famiglia. |
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RUGGER
RUGGERI
RUGGERINI
RUGGERO
RUGGERONE
RUGGERONI
RUGGIERI
RUGGIERO |
Rugger è specifico di Venezia e del veneziano, assolutamente
panitaliano Ruggeri anche se più diffuso al centronord, più raro
con un ceppo veneto ed uno siciliano, ma con presenze un pò in
tutto il sud e nella Sardegna settentrionale Ruggero, Ruggerone,
molto raro, è specifico del novarese, soprattutto di Trecate,
mentre Ruggeroni è quasi unico, probabilmente lombardo, Ruggieri
è molto comune anche se prevalentemente diffuso in Lazio,
Abruzzo e Puglia, Ruggiero è assolutamente diffusissimo in tutto
il centrosud, in Campania in particolare, Ruggerini è tipico
dell'area che comprende il mantovano, il reggiano ed il
modenese, in particolare di Rubiera (RE) e di Modena, derivano,
direttamente o tramite ipocoristici, dal nome longobardo
Hrodgaer
derivati dal longobardo hroth"
(fama, gloria)
unito a gaira
(lancia),
divenuto Rotecherius
e quindi Rogerius
o Rugerius.
Famoso il santo vescovo Ruggero nato a Canne (in Puglia) tra il
1060 e il 1070.
integrazioni fornite da
Fabio Picolli
Ruggiero è una famiglia di origine normanna già feudataria nel
XIII° secolo. Giovanni de Ruggiero nel 1295 fu inviato con
Riccardo Damnesco da Salerno dal papa per pregarlo di non
investire del regno il Duca di Calabria alla morte di suo
padre.nel registro delle Piazze chiuse di Salerno la si trova
annotata col cognome de Ruggieri. |
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RUGGI
RUGGIA
RUGGIO
RUGI |
Ruggi, molto raro, ha un ceppo nel modenese ed un piccolo nucleo
nella provincia di Campobasso ed uno nel tarantino, Ruggia ha un
ceppo a Roma, uno ad Eboli e Campagna nel salernitano, uno a
Locri nel reggino ed uno a Menfi nell'agrigentino, Ruggio ha un
ceppo a Roma ed uno nel leccese a Novoli, Surbo, Carmiano e
Lecce, Rugi è tipicamente toscano, del fiorentino, di Signa,
Campi Bisenzio e Borgo San Lorenzo, e del senese, di Siena,
Poggibonsi, Monteriggioni e Colle di Val d'Elsa, potrebbero
derivare dal nome normanno
Rouger o dal germanito
Roger,
contrazione del nome Rodigerius,
ricordiamo con questo nome il Marchese del Monferrato aglli
inizi del 1200. Personaggio famoso è stato il marchese Ruggi
d'Aragona, a Salerno nel XVIII° secolo.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Ruggia: Lurati non ne propone l'etimo, che potrebbe accostarsi
alle variazioni di Rossi (v.). Famiglia originaria di Morcote
(1400); un ramo si trasferisce nel Seicento a Pura, Malcantone,
da dove risulta provenire un Ruggia attestato a Vesime
nell'Ottocento. A Canelli, sulla strada per Nizza, è una câ 'd
Rügia, casa Ruggia. |
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RUGGINENTI
RUGINENTI |
Rugginenti è tipico, del sudmilanese e lodigiano, di Milano, San
Colombano al Lambro (MI) e Lodi, Ruginenti, quasi unico, è
dovuto ad errori di trascrizione del precedente, potrebbero
derivare da soprannomi originati dal termine dialettale
rugginent
(arrugginito),
attribuito al capostipite forse per il color ruggine dei suoi
capelli, l'utilizzo anche in italiano di questo termine lo
troviamo ne Il Candelaio
di Giordano Bruno (1548-1600): "... li quali ancor aveano la
provisione infilzata; ed il tavernaio corre a prendere un
partesanone; e dui di suoi servitori due spadi rugginenti. Noi,
benché fussimo sei con sei spedi più grandi che non era la
partesana, presimo delle caldaia, per servirne per scudi e
rotelle...". Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nel
milanese fin dal 1700. |
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RUGHETTI
RUGHI
RUGHINI
RUGO
RUGONI |
Rughetti è tipico dell'Italia centrale, di Montecchio e Terni
nel ternano, di Roma, Guidonia Montecelio e Mentana nel romano e
di Fiamignano, Rieti e Poggio Moiano nel reatino, Rughi ha un
ceppo a Rimini e Sant'Arcangelo di Romagna nel riminese ed uno a
a Gubbio e Foligno nel perugino, Rughini, quasi unico, è
dell'Italia centrale, Rugo è tipico del Friuli Venezia Giulia,
con un ceppo nel pordenonese a Tramonti di Sotto e Maniago,
nell'udinese a Ragogna, Enemonzo ed Udine ed a Trieste, e
presenze nella Lombardia nordoccidentale, Rugoni, assolutamente
rarissimo, probabilmente lombardo, dovrebbero derivare,
direttamente o tramite forme ipocoristiche, dal nome medioevale
germanico Rugo,
Rugonis,
di cui abbiamo un esempio d'uso in un atto del 1201: "...Nos
autem ad petitionem utriusque partis ut omnis tollatur occasio
malignandi, recognitionem islam litteris duximus annotari et
sigilli nostri appensione muniri, hujus recognitionis testes
fuerunt : Theobaldus præpositus et Theobaldus archidiaconus
Ambianensis et præcantor, et magister Petrus canonicus
Senonensis. Magister Radulphus de Arigo. Magister Joannes de
Rugo. Datum per manum cancellarii, anno Verbi incarnati
millesimo ducentesimo primo", una seconda ipotesi lo farebbe
derivare qualche volta dal cognome medioevale provenzale
Rougon. |
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RUGILO
RUGOLINO
RUGOLO |
Rugilo, assolutamente rarissimo, potrebbe essere originario
della Basilicata, Rugolino, estremamente raro, sembrerebbe avere
un ceppo nel reggino, mentre Rugolo, più diffuso, ha un ceppo
calabrese, in particolare nel reggino ad Oppido Mamertina e
Gioia Tauro ed a Nicotera nel valentiano, ed uno siciliano a
Nicosia nell'ennese, nel catanese a Catania e Gravina di
Catania, e nel messinese a Barcellona Pozzo di Gotto, Messina e
Milazzo, potrebbero tutti derivare, direttamente o tramite un
ipocoristico, da un cognomen tardo latino.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Rùgilo è un cognome attestato a Potenza; la variante Rùgolo in
Calabria, in Sicilia e a Taranto e Rugolino a Valsinni (MT).
L'etimo è per tutti la voce calabrese 'rùvulu'
= rovere. |
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RUGOLIN |
Rugolin è un cognome quasi scomparso in Italia, decisamente
veneto, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine
dialettale veneto arcaico rugolo
(zoccolo, basamento di una
colonnina, ma anche
gemito). |
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RUINA
RUINI
RUINO |
Ruina ha piccoli ceppi emiliani nel piacentino, parmense e
reggiano ed un ceppo a Roma, Ruini è anch'esso emiliano, del
reggiano, di Casalgrande, Scandiano, Reggio Emilia,
Castellarano, Novellara e Rubiera, e del modenese, di Sassuolo,
Formigine, Fiorano Modenese e Modena, con un ceppo anche a
Bagnolo Cremasco nel cremonese, Ruino, quasi unico, dovrebbe
essere una forma alterata meridionale dei precedenti, dovrebbero
derivare dal nome medioevale
Ruinus, esistente sia a se
stante che come forma aferetica del nome
Garuinus,
una seconda ipotesi propone una derivazione dal nome franco
Rovin,
Rowena,
a sua volta derivato da un soprannome con il significato di
rosso vermiglio,
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo con un Carolus
Ruinus eminentis scientiae doctor all'Università di Bologna tra
la fine del 1400 e gli inizi del 1500. |
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RULLENT |
Rullent, molto molto raro, è tipico di Val della Torre e di
Grugliasco nel torinese, potrebbe derivare da variazioni
dialettali francofone del nome germanico
Hrodilin
ipocoristico dal termine germanico
hrod (gloria)
o da variazioni del nome sempre germanico
Hrodland
(patria della gloria). |
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RULLI
RULLO |
Rulli è presente a macchia di leopardo nell'Italia centrale, a
Pesaro, Firenze, Roma in particolare, Manoppello, Scafa e
Pescara nel pescarese, Castel Frentano, Lanciano e Chieti nel
teatino, con ceppi anche a Napoli e nel napoletano e nel reggino
ad Antonimina e Locri, Rullo è molto diffuso nel centrosud
peninsulare, a Roma in particolare, nel teatino, in Abruzzo, a
Guardiagrele, Lanciano e Chieti, in Campania nel napoletano in
particolare a Casoria, e anche a Napoli, Afragola e Cardito,
nell'avellinese a Nusco, Atripalda ed Avellino, e a Santa Maria
Capua Vetere nel casertano, e nel reggino a Caulonia, Placanica,
Monasterace, Riace e Giffone, potrebbero derivare dal cognomen
latino Rullus,
di cui abbiamo un esempio nel De
viris illustribus urbis Romae
di Aurelius Victor Sextus : "...Quintus Fabius Rullus, primus ex
ea familia ob virtutem Maximus, magister equitum a Papirio ob
Samnitem victoriam securi paene percussus, primum de Apulis et
Nucerinis, iterum de Samnitibus, tertio de Gallis Umbris Marsis
atque Tuscis triumphavit. Censor libertinos tribubus amovit.
Iterum censor fieri noluit dicens non esse ex usu reipublicae
eosdem censores saepius fieri.....". |
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RUM
|
Rum ha un
ceppo sardo nel sassarese a Porto Torres, in Toscana ha un ceppo
a Livorno ed uno nel grossetano ad Isola Del Giglio ed uno
romano, l'origine dovrebbe essere anatolica dal Sultanato di Rum
più noto come Sultanato d'Iconio occupato dai crociati di
Goffredo di Buglione, dopo la rioccupazione saracena vi furono
molti esuli che si dispersero in varie parti del mediterraneo. |
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RUMBO
RUMBOLO |
Rumbo, estremamente raro, ha presenze in Calabria ed in Sicilia,
Rumbolo sembrerebbe tipico del cosentino, di Sant'Agata di Esaro
e Belvedere Marittimo, con un ceppo anche a Palermo, dovrebbero
derivare da soprannomi basati sul termine grecanico
rumbos (trottola). |
|
RUMI
RUMO |
Rumi è tipicamente lombardo, in particolare del comasco e di
Dongo, con un ceppo significativo anche a Botticino e Palazzolo
sull`Oglio nel bresciano, Rumo è assolutamente rarissimo,
potrebbero derivare dal nome medioevale
Rumus o
Rumulus,
ricordiamo che l'antico nome del Tevere era Rumus dall'etrusco
Rumon, ma il ceppo bresciano potrebbe derivare più probabilmente
dal toponimo Rumo nel trentino ed anche il ceppo comasco
dovrebbe derivare da un toponimo, come lascerebbe intendere ad
esempio un atto del 1423 dove viene citato Bernardo de Rumo fu
Filippo, console della comunità di Gordona (SO), ricordiamo che
un'insenatura del Lago di Como ospita il comune di Consiglio di
Rumo, nome che risale almeno al 1200. |
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RUNDEDDU |
Molto raro è tipico sardo del cagliaritano, ma ha un ceppo anche
a Stintino (SS), dovrebbe derivare da un soprannome originato
dal vocabolo sardo rundiu
(rotondo) e starebbe per rotondetto, cicciottello. |
|
RUNGO
|
Rungo,
assolutamente rarissimo, sembrerebbe siciliano, potrebbe
trattarsi di un cognome attribuito ad un trovatello da qualcuno
che si può essere ispirato al nome della parrocchia di Rungo in
Congo. |
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RUOLA
|
Ruola, quasi unico, decisamente veneto, dovrebbe derivare da un
soprannome originato dal termine dialettale arcaico
ruola (piccola
ruota, carrucola), forse ad
indicare il mestiere del capostipite, che potrebbe essere stato
un addetto al sollevamento di materiali. |
|
RUOPPO
RUOPPOLI
RUOPPOLO |
Ruoppo è esclusivo del napoletano, di Napoli, di Marano di
Napoli, di Sorrento e di Mugnano di Napoli, Ruoppoli,
estremamente raro, è del napoletano, dovrebbe trattarsi di una
forma alterata del cognome Ruoppolo, che è tipico del
napoletano, di Napoli soprattutto, Qualiano e San Giorgio a
Cremano, con un ceppo anche ad Agrigento, la derivazione di
questi cognomi è abbastanza oscura, anche se possiamo formulare
l'ipotesi che possano derivare, direttamente o tramite
ipocoristici, da un'alterazione dialettale del nome medioevale
germanico Rupus,
forse una modificazione del più comune nome latino
Rufus, il
casato dei Ruoppolo appartenne al patriziato napoletano. |
|
RUOSI
RUOSO |
Ruosi ha un ceppo modenese tra Concordia sulla Secchia e
Mirandola ed uno nel casertano a Carinola ed a Napoli, Ruoso è
tipico del trevisano, della zona dei comuni di Orsago, Gaiarine
e San Vendemiano, potrebbe derivare da una variazione del nome
latino Roscius,
di cui abbiamo un illustre esempio nell'Orazione di Cicerone
Pro Sexto Roscio Amerino:
"... Sextus Roscius, pater huiusce, municeps Amerinus fuit, cum
genere et nobilitate et pecunia non modo sui municipi, verum
etiam eius vicinitatis facile primus, tum gratia atque hospitiis
florens hominum nobilissimorum. ...". |
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RUOTOLO |
Specifico del napoletano e casertano, deriva da soprannomi
legati al vocabolo dialettale ruotolo (rotolo = unità di misura
diffusa fino al secolo scorso nel napoletano pari a grammi
890,2). Tracce di questa cognominizzazione si trovano in Puglia
a Conversano almeno dal 1700, di un procedimento del 1750 si
legge: "Civilia pro Francesco Paolo Ruotolo contra don Angelum
Fanelli» per ottenere il pagamento di un debito di 48 ducati per
l'acquisto di bovini".
informazioni e stemma
forniti da Juan Carlos Marino-Montero
sono risalito fino a Don Raffaele Ruotolo nato a Casalnuovo (NA)
circa nel 1785. |
|
RUOZI
RUOZZI |
Molto rari, sono specifici emiliani e più propriamente del
reggiano. potrebbero derivare da una variazione del nome latino
Roscius.
(vedi RUOSI) |
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RUPENA
|
Assolutamente rarissimo, probabilmente triestino, sembrerebbe
essere di origini ungheresi. |
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RUPIL
|
Rupil è
decisamente friulano, di Prato Carnico, Tolmezzo ed Udine
nell'udinese e di Gorizia e Trieste in Venezia Giulia, l'origine
etimologica è oscura. |
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RURALE
RURALI |
Rurale ha
un ceppo nel milanese a Concorezzo, Cologno Monzese, Vimercate e
Cernusco sul Naviglio, ed uno a Teramo, Rurali, leggermente più
raro, è specifico di Vimercate e Milano, si dovrebbe trattare di
cognomi derivati da soprannomi attribuiti ai capostipiti in
quanto provenienti dalla campagna. |
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RUS
|
Rus, assolutamente rarissimo, quasi unico, dovrebbe essere di
origini slave e derivare dal termine sloveno
rus (rosso),
probabilmente ad identificare il capostipite come una persona
rossa di capelli. |
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RUSCA
|
Sembra avere oltre al ceppo lombardo uno genovese ed uno
probabilmente secondario veneziano, dovrebbe derivare dal
termine rusca
o scheggia di legno, ma c'è chi lo fa discendere dal cognomen
latino Roscius
o Ruscius
della gens Ruscia,
ma potrebbe anche derivare dall'aferesi del vocabolo latino
cheruscus derivato dal nome del popolo barbaro germanico dei
Cheruschi sia come riferimento etnico sia stante ad indicare ad
esempio una vittoria su quel popolo, di questo uso si hanno
tracce ad esempio nel 10 d. C. con Hermannus Arminius Cheruscus
che sconfigge il generale Romano Quintilio Varo a Teutoburgo;
troviamo nel 1175 Bernardo Rusca podestà di Como, il nobile
casato ghibellino dei Conti Rusca esercitò poi con Franchino
Rusca dal 1300 la Signoria su Como e sui comuni lariani.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Rusca è cognome dal dialettale 'rüsca'
= scorza, corteccia,
necessaria per la concia delle pelli; lo si pensa di conseguenza
collegato al mestiere di conciatore. Da notare che in Emilia la
parola dialettale 'rósch'
significa pattume. |
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RUSCALLA |
Ruscalla,
assolutamente rarissimo, è tipico di Asti e dell'astigiano,
dovrebbe derivare dal toponimo Ruscalla di Cogorno nel genovese. |
|
RUSCI
RUSCIO |
Rusci, molto raro, è tipico del grossetano, Ruscio ha un ceppo a
Roma, uno a Pontecorvo nel frusinate ed a Celano nell'aquilano
ed un ceppo in Calabria nel catanzarese, soprattutto a Curinga,
dovrebbe derivare da una variazione semidialettale del cognomen
latino Roscius,
ma è pure possibile che derivi da un soprannome dialettale
originato dal fatto che il capostipite fosse rosso di capelli. |
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RUSCIGNO |
Tipico di Acquaviva Delle Fonti (BA) e di Sannicandro Di Bari,
potrebbe derivare da un soprannome originato dal termine
ruscigno
(usignolo),
tracce di questa cognominizzazione le trovimo in Lucania nel
1600 con il notaio Ruscigno che esercita a Laurenzana (PZ). |
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RUSCONE
RUSCONI |
Ruscone è
rarissimo e sembrerebbe torinese, Rusconi è decisamente
lombardo, dovrebbero dal termine rusca o scheggia di legno,
tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel 1600 con il
notaio sondriese Giovanni Antonio Rusconus. |
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RUSICH
RUSIG
RUZIC |
Rusich, molto molto raro, è tipico di Trieste, Rusig,
assolutamente rarissimo, è del goriziano, Ruzic è quasi unico,
questi cognomi dovrebbero tutti essere varie forme patronimiche
tipicamente slave, riferite a capostipiti i cui padri fossero
rossi di capelli (vedi RUS), il suffisso
-ic è una
chiara italianizzazione del suffisso patronimico slavo
ič,
che come -ig
significa il figlio di,
il suffisso -ich
è una contrazione austriaca dei suffissi precedenti. |
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RUSPAGGIARI |
Ruspaggiari è tipico del reggiano, di Reggio Emilia, Bagnolo in
Piano, Castelnovo di Sotto e Correggio e di Modena, dovrebbe
derivare da un soprannome dialettale attribuito a capostipiti,
il cui mestiere fosse quello degli allevatori di polli, o
comunque dei contadini. |
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RUSPANTI
RUSPANTINI
RUSPANTINO |
Ruspanti, quasi unico, è dell'Italia centrale, Ruspantini
sembrerebbe laziale, di Roma, di Ceccano nel frusinate e di
Grotte di Castro e Viterbo nel viterbese, Ruspantino apparirebbe
come unico, dovrebbero derivare, direttamente o tramite forme
ipocoristiche, da soprannomi basati sul termine
ruspante
(burino, incolto),
probabilmente ad indicare un'origine contadina di un capostipite
privo di cultura. |
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RUSPI
RUSPINI
RUSPINO |
Ruspi ha un ceppo nel milanese a Solaro e Cesate, uno a Origgio
nel varesotto e nel Lazio a Roma e ad Anagni (FR), Ruspini
sembrerebbe avere un ceppo nel varesotto e comasco, uno nel
veronese ed uno nel pesarese, nel comasco, Ruspino,
assolutamente rarissimo, potrebbe essere dell'area lombardo
piemontese, dovrebbero derivare direttamente o tramite
ipocoristici da soprannomi originati dal termine germanico
ruspan
(rozzo, ruvido, crespo),
forse a caratterizzare l'aspetto del capostipite, come ad
esempio i capelli crespi o il suo carattere particolarmente
duro, il casato dei Ruspini, di probabile origine varesotta, si
distingue fin dal 1600 come appartenente ai notabili ed al
decurionato del comasco. |
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RUSSA
RUSSETTI
RUSSI
RUSSINO
RUSSO
RUSSOLO
RUSSOTTI
RUSSOTTO
RUSSU |
Russa, molto raro, è tipico dell'agrigentino, Russetti,
assolutamente rarissimo, è del leccese, Russi sembrerebbe
specifico delle Puglie, mentre Russo è molto diffuso in
tutt'Italia, Russino ha un ceppo nel ragusano, uno in Gallura ed
uno a Roma, Russolo è tipicamente veneto, dell'area che
comprende il trevigiano, il pordenonese ed il veneziano,
Russotti, decisamente siciliano, è piu che altro del messinese,
mentre Russotto, sempre siciliano e decisamente più comune è più
che altro dell'agrigentino, palermitano e nisseno, Russu è
specifico della Gallura, derivano tutti da soprannomi dialettali
legati alla caratteristica della colorazione dei capelli o della
carnagione del capostipite. Tracce di questo cognome si hanno
già nel 1200, in un atto del 7 febbraio 1279 redatto in
Lunigiana viene citato un giudice Russo con un figlio notaio, vi
si legge infatti: "...bona fide et sine fraude in omnibus et per
omnia, pres. supr. iudice, coram dom. Russo iudice et
Francischino not.° eius filio in curia...". Nel 1400 a Napoli
troviamo un notaio Francesco Russo, nel XVI° secolo, in Sicilia,
a Militello si trova un tal frate Bernardo Russo, erudito
francescano che insegnò nelle principali cattedre dell'Ordine,
facendosi apprezzare per le suevaste conoscenze.
integrazioni fornite da
Alessandro Russi
esiste un ceppo friulano del cognome Russi che era
originariamente Rusig, poi italianizzato durante il ventennio in
Russi, è presente soprattutto nella parte Isontina della Venezia
Giulia nella cosidetta Bisiacaria e in particolare nelle
frazioni di Pieris e Begliano del comune di San Canzian d'Isonzo
(fonti orali di famiglia ne attestano la presenza da almeno 200
anni), di quasi certa origine ungherese.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Sull'origine di questi cognomi confluiscono per lo meno tre
ipotesi, che, sommate l'una all'altra, ne giustificano la
diffusione nell'intero paese (il solo Russo, ad esempio, è il
secondo cognome più diffuso d'Italia). Secondo l'ipotesi più
accreditata, innanzitutto, i cognomi Russa, Russi, Russo, etc
deriverebbero dal soprannome o nome medievale
Russo,
che, assieme alla variante Rosso,
allude probabilmente al colore dei capelli (seguendo l'esempio
di nomi quali Bruno, Fosco, Fulvio, Moro, Nero, etc): la
caratteristica della colorazione rossa, in effetti, pare fosse
molto comune un tempo, anche se, nel corso dei secoli, è andata
notevolmente diminuendo (a livello statistico, questo fenomeno è
avvenuto tanto in Italia quanto nel mondo intero); nell'ambito
della cultura medievale, inoltre, va ricordato che la
colorazione rossa dei capelli era fonte di superstizione e
pregiudizio, secondo dei ragionamenti pseudo-religiosi che sono
sopravissuti per molti secoli a venire (in questo senso, è
indimenticabile la novella verghiana Rosso Malpelo, tipico
esempio di stigmatizzazione del capello rosso). Passando ora
alla seconda ipotesi, va notato che, in diversi casi, questi
cognomi nascono da un adattamento del personale germanico
Rotz o
Rutz,
che, composto dalla radice hrod
(gloria, fama),
può essere tradotto come
glorioso, famoso (la stessa
radice, ad esempio, si trova in nomi quali Roberto, Rodolfo,
Ruggero, Rolando, etc): dal punto di vista etimologico, infatti,
la desinenza -tz
è una ripresa più moderna del suffisso
-izo,
che, nell'antica onomastica germanica, assume spesso un valore
ipocoristico. Quest'ultima ipotesi, tuttavia, presenta una certa
ambiguità, qualora si pensi ai cognomi tedeschi Ross e Russ: in
alcuni casi, infatti, questi cognomi vengono accostati al
personale Rotz o Rutz (considerando il suffisso
-ss come
un addolcimento del suono -tz),
mentre, in altri casi, si pensa che Ross e Russ derivino o
direttamente dal latino russus
o dal suo corrispettivo tedesco
rot (tornando così alla prima
ipotesi di significato). A titolo informativo, comunque, va
aggiunto che questa fonte germanica vale anche per diverse
famiglie ebreo-askenazite, la cui emigrazione in Europa, com'è
noto, ha toccato anche il nostro paese. Passando all'ultima
ipotesi, infine, non è escluso che talvolta i cognomi Russa,
Russi, etc derivino dall'etnico della Russia, usato sia come
soprannome che come nome di persona (sul modello dei tanti
cognomi d'origine etnica, quali Albanese, Francese, Greco,
Inglese, Saraceno, Schiavo, Tedesco, Turco, etc). Prima di
concludere, comunque, va aggiunta un'ultima considerazione: un
po' in tutta Europa, di fatto, esistono diversi cognomi che
corrispondono all'italiano Russo e alle sue varianti, di modo
che tutte queste ipotesi finiscono spesso col mescolarsi e
confondersi l'una con l'altra (non è escluso, d'altronde, che
esistano delle ulteriori fonti rispetto a quelle proposte). |
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RUSSILLO |
Russillo,
decisamente lucano, è tipico di Picerno nel potentino, con
presenze significative anche a Potenza, Baragiano e Rionero in
Vulture, dovrebbe derivare da un soprannome originato
probabilmente dal colore rosso dei capelli del capostipite,
probabilmente di origini normanne. |
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RUSSOLILLO |
Russolillo è un cognome tipicamente campano, di Napoli e del
napoletano e dell'avellinese, dovrebbe trattarsi di una forma
ipocoristica dialettale del termine russo o perchè il
capostipite era rosso di capelli o perchè era un figlio di uno
che si chiamava Russo. |
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RUSSONE
RUSSONI |
Russone è praticamente unico, Russoni, quasi unico, potrebbero
essere dovuti ad un'errata trascrizione del cognome
Rossoni,
come è pure possibile che si tratti di una forma accrescitiva
del soprannome Russo
(vedi RUSSA). |
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RUSTICHELLI
RUSTICHELLO
RUSTICHINI
RUSTICI
RUSTICO
RUSTICONE
RUSTICONI |
Rustichelli sembra avere oltre ai due ceppi, nel reggiano e
modenese e nell'anconetano e maceratese, anche uno nel torinese,
Rustichello è rarissimo e sembrerebbe torinese, Rustici è di
Umbria e Toscana, con ceppi anche in Romagna ed a Roma,
Rustichini, decisamente toscano è specifico dell'aretino,
Rustico ha un ceppo a Roma, uno nel barese ed uno tra ragusano e
siracusano, Rusticone è praticamente unico, Rusticoni,
assolutamente rarissimo, è ligure, lombardo, dovrebbero tutti
derivare, direttamente o tramite varie forme ipocoristiche anche
accrescitive, dal nome medioevale
Rustichus
o da Rustichellus
che ne è l'ipocoristico, pur esistendo anche proprio come nome,
come si legge ad esempio in un testo medioevale conservato a
Bologna: "...existentibus consulibus Rustichello di Pogio et
Albertino Sanfreducci et sociis maioribus...", e come è
tramandato dal famosissimo Rustichello da Pisa che ci trasmise
il racconto di Marco Polo. Tracce di questa cognominizzazione
si trovano nel 1200 in un atto redatto a Montieri (GR):
"...Actum in burgo de Monteri in domo Johannis de Suceto. coram
Mercatante Lutterii. Sigherio de Montalcino testibus vocatis. a.
D. M°. CC.° XXI.° die VIIª. Idus. madii. ind. VIIIª.
......Johanni Capra. Renerius de Montelatrone. Jacomo
Rustichelli. Renuldus de Butignano...". |
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RUTA
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Molto raro, è tipico del sud, con ceppi in Molise, Puglia,
Campania e Lazio.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Sull'origine del cognome Ruta potrebbero confluire per lo meno
due ipotesi, entrambi riconducibili probabilmente a un nome di
persona. Innanzitutto, va detto che il termine
ruta
indica una piccola pianta che, in Italia, cresce più spesso
spontanea (tranne nelle isole, dove viene invece coltivata); si
tratta di una pianta fortemente aromatica, che nella medicina
popolare veniva spesso utilizzata per le sue proprietà
terapeutiche (fra i suoi diversi usi, ad esempio, la ruta era
adoperata anche contro i veleni e la peste). Queste qualità, da
un punto di vista onomastico, sono probabilmente alla base del
nome medievale Ruta,
attribuito al neonato o alla neonata in senso affettivo o
augurale (così come i nomi Rosa, Margherita, Viola, Giacinto,
etc., anch'essi nati in epoca medievale); in alternativa, però,
si può anche pensare a un soprannome o a un nome di mestiere
connesso con l'uso della ruta. Una seconda ipotesi, invece,
riconduce il cognome Ruta al nome ebraico
Ruth,
attraverso una sua italianizzazione (in questo senso,
d'altronde, il nome Ruta è usato come variante di Ruth anche al
di fuori dell'Italia); dal punto di vista etimologico, il
personale ebraico Ruth (reso noto dal Libro di Ruth dell'Antico
Testamento) viene tradotto più spesso come amica, anche se
alcuni credono che significhi visione di bellezza. Ad ogni modo,
dunque, il cognome Ruta dovrebbe derivare o dai nomi personali
dei capostipiti o da soprannomi o nomi di mestiere ad essi
attribuiti. |
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RUTELLI
RUTILI
RUTILIO
RUTILLI |
Rutili è tipico di Spoleto (PG) e di Roma, Rutelli è rarissimo
e, probabilmente è dovuto ad un errore di trascrizione del
precedente, Rutilio è assolutamente rarissimo, Rutilli, molto
molto raro, sembrerebbe del mantovano, potrebbero derivare dalla
Gens Rutilia
dell'antica Roma, Gens cui appartenne ad esempio
Lucius Rutilius Minervalis
Propretore in Gallia. ma è pure possibile un collegamento con il
cognomen latino Rutilus
o dal praenomen
Rutilius, ricordiamo lo
scrittore tardo latino del 400
Rutilius Claudius Namatianus.
Nel 1596 troviamo Bonaventura da Rotello, ultimo Custode e primo
Ministro Provinciale della Custodia (provincia ecclesiastica) di
Sant'Angelo (Molise) parte della Regione pontificia "Pennensis
seu Aprutiorum". |
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RUTIGLIANO |
Tipico
pugliese, deriva dal toponimo Rutigliano (BA). |
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RUVOLI
RUVOLO |
Ruvoli, quasi unico, potrebbe essere emiliano, Ruvolo è
specifico della Sicilia.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Ruvoli, quasi unico, si riscontra esclusivamente nel bolognese,
Ruvolo è prevalentemente siciliano, con ceppi maggiori nel
messinese e nel palermitano, entrambi questi cognomi derivano
dal termine arcaico o dialettale
ruvolo
(forse attraverso il francese rouvre), col significato di
rovere, ad indicare o il luogo presso cui abitavano i
capostipiti di tali famiglie (un rovereto, per esempio) oppure
un soprannome attribuito a un individuo noto per la sua forza
fisica o morale (pari, appunto, a quella di un rovere) o,
ancora, un nome di mestiere per un falegname (da questo albero,
infatti, si ottiene un legno particolarmente robusto e pregiato,
adoperato proprio nei lavori di falegnameria). Si tratta, in
ogni caso, delle cognominizzazioni di soprannomi o nomi di
mestiere attribuiti ai capostipiti. |
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RUZZA
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Cognome
abbastanza diffuso nel Veneto nelle province di Rovigo, Padova e
Venezia, nella Lombardia occidentale, nel torinese, nel Lazio
centro meridionale ed in Irpinia, nel Veneto potrebbe derivare
da soprannomi originati da vocaboli dialettali, in dialetto il
termine ruza (ruzza) significa rumore molesto, nel Lazio ed in
Campania potrebbe derivare dall'aferesi di modificazioni del
nome Maria (Maruzza). |
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RUZZANTE
RUZZANTI |
Ruzzante è tipicamente veneto, della zona di Torreglia (PD) e
Padova in particolare, Ruzzanti è unico ed è quasi certamente
dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, dovrebbero
derivare dal nome o soprannome
Ruzante, inventato dal
commediografo padovano Angelo Beolco (1500 ca - 1542) detto
appunto il Ruzzante. |
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RUZZENE |
Ruzzene è decisamente veneto, di Venezia, Annone Veneto e Mira
nel veneziano e di Vicenza, dovrebbe derivare da un soprannome
originato dal termine veneziano arcaico
ruzzene (ruggine),
forse ad indicare che i capelli del capostipite fossero appunto
di color ruggine. |
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RUZZICONI |
Ruzziconi è tipico di Sassoferrato e di Arcevia nell'anconetano,
con un ceppo anche a Roma, dovrebbe derivare da un soprannome
dialettale originato dal termine latino
ruscus (pungitopo),
forse ad indicare nel capostipite un tipo particolarmente
scorbutico o scostante. |
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RUZZOLINI
RUZZOLINO |
Ruzzolini, assolutamente rarissimo, parrebbe avere un ceppo nel
senese ed uno nel romano, Ruzzolino che ormai sembra essere
scomparso in Italia parrebbe essere stato di origini siciliane,
non si può escludere una derivazione dal toponimo Ruzzolino nel
messinese. |
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