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IABICHINO |
Iabichino è tipico di Modica nel ragusano, con buone presenze
anche a Scicli e Ragusa, dovrebbe derivare dall'ipocoristico di
un soprannome originato o dal termine spagnolo
jabeca o
dal corrispondente termine arabo
shabaka (un
tipo di rete da pesca), forse
ad indicare nel capostipite un pescatore.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Iabichino, Jabichino è cognome siciliano trasposizione di
Jacobino/Jacopino,
diminutivo di Jacupu
= Giacomo.
Rohlfs 105. |
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IABONI
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Specifico
del lazio, del frusinate e di Veroli in particolare, potrebbe
derivare da una contrazione del nome Jacopo. |
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IACCARINI
IACCARINO |
Iaccarini ha un ceppo a Roma ed uno a Bari, Iaccarino è
tipicamente campano, con un grosso ceppo a Napoli, Piano di
Sorrento, Pozzuoli, Meta, Sant'Agnello, Castellammare di Stabia
e tutto il napoletano, con grosse presenze anche nel salernitano
ed un ceppo in Puglia nel foggiano, a Manfredonia e Foggia ed a
Taranto, dovrebbero derivare da forme ipocoristiche del nome
composto dalla forma contratta e apocopaica del nome
Giovanni
unita al nome Caro,
formando prima Giovancaro,
poi Giaccaro
e quindi Iaccaro,
di qui l'ipocoristico Iaccarino,
nome probabilmente portato dai capostipiti. |
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IACCHELLI
IACHELLI
IACHELLO |
Iacchelli, quasi unico, sembrerebbe dell'ascolano, Iachelli,
molto molto raro, ha qualche presenza nel bolognese, ma
sembrerebbe di origini siciliane avendo dei piccolissimi ceppi a
Francofonte nel siracusano ed a Catania, Iachello, ancora più
raro, ha un minuscolo ceppo a Francofonte, l'origine di questi
cognomi potrebbe essere da una forma contratta del nome
medioevale Iacobello,
ma non si può anche escludere che possa trattarsi di una forma
ipocoristica contratta del nome
Isacco. |
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IACCHETTI
IACCHINI
IACCONI
IACHETTI
IACHINI |
Iacchetti, tipico lombardo, sembrerebbe originario di
Castelleone (CR), Iacchini forse ha due origini, una nel
vercellese ed una nel marchigiano, Iacconi ha un ceppo nel
modenese a Pavullo nel Frignano, Lama Mocogno e Serramazzoni,
con un piccolo ceppo a Cesena ed uno nel lucchese, in
particolare a Castelnuovo di Garfagnana, Iachetti sembrerebbe
del centro Italia, Iachini è originario della zona che va dalla
provincia di Ascoli Piceno a quella di Pescara, dovrebbero tutti
derivare da forme contratte di ipocoristici o accrescitivi del
nome biblico Isacco,
dell'uso di questi nomi abbiamo un esempio nell'Orlando
innamorato di Matteo Maria
Boiardo: "...E Iachetto con seco e 'l franco Guido. - Ciascun sì
crudamente i Pagan taglia, - Che sino al cel se odiva andare il
crido;...". |
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IACCINO |
Iaccino è specifico del cosentino, di Celico, Cosenza, San Marco
Argentano e Cervicati, dovrebbe derivare da
Iaccino,
una forma arcaica del nome
Gioacchino, di quest'uso
abbiamo un esempio nel cosentino nel 1600 nel
Registro degli Introiti
e dei Beni del Monastero di Santa Chiara di San Marco Argentano:
".. sotto Sant'Antuoni; finis est ab uno latere possessio que
fuit Domini Jaccini de Santu, ad alio latere menia sive muraglia
Civtis, à parte inferiori ..".
integrazioni fornite da
Andrea Ferreri
potrebbe derivare dal nome Giacomo o dall'aferesi di altri nomi.
integrazioni fornite da
Pasquale arch. Lopetrone
Gli abitanti di Celico nel cosentino, sostengono che il cognome
Iaccino è strettamente imparentato con l'abate Gioacchino da
Fiore, nato a Celico, citato da Dante Alighieri nel XII canto
del Paradiso. In questo paese sostengono che gli Iaccino sono
discendenti diretti della famiglia dell'Abate Calabrese,
notissimo teologo e fondatore della Congregazione Florense. |
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IACO
IACOE
IACOI |
Iaco è praticamente unico, Iacoe è assolutamente rarissimo,
Iacoi estremamente raro, sono tipici della zona di Rossano (CS)
e Longobucco (CS), dovrebbero derivare dall'aferesi di nomi
d'origine greca come Kyriacos,
ma è pure possibile una derivazione dal nome ebraico
Yaaqobh,
potrebbe anche derivare da un soprannome originato dal termine
greco ΐακος iakos (dedicato
a Bacco). Tracce di questa
cognominizzazione nel cosentino le troviamo fin dal 1600, a
Grimaldi con il regio notaio Giovanni Iacoe.
Integrazioni fornite da
Claudio Antimi
potrebbe venire da Iago o Jago, cristiani novelli, mi sembra che
Colafemmina (e non solo) lo includa nel suo libro "Per la
storia degli ebrei di Calabria". |
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IACOBELLI
IACOBELLIS
IACOBELLO |
Iacobelli è tipico del Lazio, delle province di Roma e di
Frosinone in particolare, Iacobellis è senz'altro pugliese, di
Bari e del barese, di Adelfia, Palo Del Colle e Gioia Del Colle,
Iacobello, molto molto raro, è proprio di Militello In Val Di
Catania (CT), dovrebbero derivare da nome medioevale
Iacobello
derivato a sua volta dal nome
Giacobbe, ricordiamo con questo
nome lo scultore veneziano della seconda metà del 1300 Iacobello
Dalle Masegne e agli inizi del 1400 il pittore sempre veneziano
Iacobello del Fiore. |
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IACOBI
IACOBINI
IACOBINO
IACOBO
IACOBONE
IACOBONI
IACOBUCCI
IACUBINO
JACOBI
JACOBINO |
Iacobi, assolutamente rarissimo, è del fiorentino, Iacobini ha
un grosso ceppo a Roma, uno molto piccolo a Leonessa nel reatino
ed a Cassano allo Ionio nel cosentino, Iacobino è specifico del
tarantino, di Palagiano, Taranto e Mottola, Iacobo è quasi
unico, Iacobone ha ceppi a Roma e ad Alvito nel frusinate, ed a
Canosa di Puglia e Bari nel barese, Iacoboni è tipico dell'area
coperta dall'aquilano, dal reatino. dal romano e dal frusinate,
di Avezzano e Tagliacozzo nell'aquilano, di Rieti, di Roma e di
Frosinone, Iacobucci è molto diffuso nella fascia che comprende
Abruzzo, Lazio, Molise e Campania centrosettentrionale, in
particolare l'aquilano ed il romano, con presenze significative
anche nel latinense, frusinate, casertano, napoletano e
campobassano, Iacubino è tipico del foggiano, di Apricena e San
Severo, Jacobi, assolutamente rarissimo, ha presenze in Veneto,
Jacobino, quasi unico, sembrerebbe pugliese, tutti questi
cognomi derivano, direttamente o tramite forme ipocoristiche o
accrescitive, dal nome medioevale
Iacobus (Iacopo),
una forma arcaica del nome
Giacomo. |
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IACOLUCCI |
Iacolucci è oggi presente solo a Roma e nel romano, ma
sembrerebbe essere stato originario di Vinchiaturo nel
campobassano e di Castel di Sangro nell'aquilano, dovrebbe
trattarsi di una contrazione di una forma ipocoristica del nome
medioevale Iacobus
(Iacopo).
integrazioni fornite da
Angelo Primiani
Tale cognome è originario del Comune di Vinchiaturo, Campobasso
Molise, sui registri parrocchiali ne risulta già la presenza fin
dal 1700. Tale cognome è ormai estinto nel paese di orgine
mentre se ne segnalano presenze a Toronto (terra di emigrazione
dei vinchiaturesi) ed anche a Roma. |
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IACONA
IACONELLI
IACONI
IACONIS
IACONO
JACONO |
Iacona è siciliano, Iaconelli sembra essere tipico della zona
meridionale della provincia di Frosinone, Iaconi ha un ceppo nel
reggino ed uno nel teramano, Iaconis è tipico calabrese,
soprattutto di Acquaro (VV), San Giovanni in Fiore (CS),
Laureana di Borrello e Giffone (RC), Iacono ha due ceppi
importanti, uno nel napoletano ed uno nella Sicilia meridionale,
Jacono sembra essere nato nel milanese, forse da diverse
trascrizioni del cognome precedente, la derivazione di tutti
questi cognomi dovrebbe essere da soprannomi indicanti la
posizione di Diacono
occupata dai capostipiti, anche se non si può escludere che in
qualche caso possa trattarsi di forme contratte
dell'accrescitivo del nome
Isacco. Tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo ad esempio ad Acquaro (VV) fin dal
1700 con il Prosindico Francesco Iaconis e a Mileto (VV) con
l'arciprete Pasquale Iaconis. |
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IACOPELLI
IACOPETTA
IACOPETTI
IACOPI
IACOPINI
IACOPINO
IACOPO
JACOPELLI
JACOPI
JACOPINI
JACOPINO
JACOPO
JACOPUCCI |
Iacopelli è specifico di Cinisi e Terrasini nel palermitano,
Jacopelli, estremamente raro, sembrerebbe siciliano anch'esso
del palermitano, Iacopetta, molto molto raro, è tipicamente
calabrese, di Rossano nel cosentino e di Placanica nel reggino,
Iacopetti, non molto comune, è decisamente toscano, di Massa e
di Capannori, Lucca ed Altopascio nel lucchese, Iacopi,
abbastanza raro, è tipico della provincia di Lucca, Jacopi,
assolutamente rarissimo, è anch'esso del lucchese, Iacopini, ha
un nucleo in Toscana, tra pisano e fiorentino ed un ceppo nel
maceratese, Jacopini ha un piccolo ceppo toscano ed uno a Roma,
Iacopino sembrerebbe calabrese, della zona di Reggio Calabria in
particolare, Jacopino, molto molto raro, è anch'esso calabrese,
Iacopo, estremamente raro è napoletano, così come il quasi unico
Jacopo, Jacopucci, molto raro, ha un ceppo a Tarquinia nel
viterbese, derivano tutti, direttamente o tramite ipocoristici
da italianizzazioni del nome medioevale
Iacopus,
di quest'uso abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della
Lombardia medievale dove sotto l'anno 1167 a Pavia, dove, in un
atto, si legge: "...Et inde dictus consul hanc cartam
autenticari iussit. Interfuerunt Iacopinus Porchus Carlini
Hençignerii inde testes ...". |
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IACOTUCCI |
Iacotucci, assolutamente rarissimo, probabilmente campano,
dovrebbe derivare dal nome composto dai nomi Iacopo, che viene
troncato e dal nome Tuccio forma ipocoristica dell'aferesi di
nomi come Donato. |
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IACOVANGELO |
Iacovangelo, molto molto raro, è specifico del foggiano,
dovrebbe derivare da un capostipite il cui nome sia stato
Iacopo
(Iacovo)
Angelo,
che per fusione è diventato appunto
Iacovangelo. |
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IACOVANTUONO |
Cognome
tipico di Spinete e Duronia in provincia di Campobasso, dovrebbe
derivare da una forma dialettale del nome composto dai nomi
Giacomo o Iacopo e Antonio. |
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IACOVACCI
IACOVAZZI
IACOVAZZO
IACOVELLA
IACOVELLI
IACOVELLO
IACOVETTA
IACOVETTI
IACOVIELLA
IACOVIELLO
IACOVINI
IACOVINO
IACOVITTI
IACOVONE
IACOVONI
IACOVOZZI
IACOVUZZI
JACOVITTI |
Iacovacci è specifico dell'area laziale che comprende il romano,
il latinense ed il frusinate, con massima concentrazione nel
latinense a Sonnino, Terracina, Monte Sam Biagio, Pontinia,
Iacovazzi, meno diffuso, è pugliese, con un ceppo a Fasano nel
brindisino ed a Turi, Valenzano e Bari nel barese, Iacovazzo,
oltre al ceppo pugliese a Conversano nel barese, ne ha anche uno
nel salernitano a Salerno, Vallo della Lucania e Montano
Antilla, Iacovella ha ceppi nel chietino, nel frusinate ed in
provincia di Roma e di Benevento, Iacovelli parrebbe di origine
pugliese, con un probabile ceppo in Campania, Iacovello,
assolutamente rarissimo, ha un ceppo in provincia di Latina ed
uno in provincia di Bari, Iacovetta, molto molto raro,
sembrerebbe specifico di Isernia e del Molise, Iacovetti, molto
raro sembra di origini pugliesi ed è un probabile errore di
trascrizione del cognome precedente, Iacoviella è praticamente
unico, Iacoviello è diffuso nell'area che comprende le province
di Benevento, Avellino, Potenza, Foggia e Bari, Iacovini è
assolutamente rarissimo ed è probabilmente dovuto ad errori di
trascrizione di Iacovino che ha un ceppo in Molise nella
provincia di Campobasso, a Montagano e Campobasso, ha un ceppo
principale in Basilicata, a Castelsaraceno e Latronico nel
potentino ed a Salandra e Montalbano Jonico nel materano, con
ceppi secondari anche a Bocchigliero (CS) e Montesano sulla
Marcellana (SA), Iacovitti parrebbe avere due ceppi, uno nel
frosinate ed uno nel chietino, Jacovitti, assolutamente
rarissimo, è dell'area laziale, abruzzese, Iacovone è molto
diffuso nella vasta area che comprende il romano, il frusinate,
l'Abruzzo, il Molise, il casertano, il foggiano, il barese e
soprattutto il materano, dove è massivamente concentrato a
Matera, Iacovoni, molto raro, ha un piccolo ceppo nel teramano
ed a Roma, Iacovozzi ha un ceppo nel pescarese a Cepagatti e
Pescara, Iacovuzzi è specifico di Matera, derivano tutti da
ipocoristici dialettali di modificazioni aferetiche del nome
Giacobbe
o Iacopo.
(vedi anche GIACOBAZZI) |
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IACUANIELLO
IAQUANIELLO |
Iaquaniello è caratteristico di Sant'Elia Fiumerapido e Cassino
nel frusinate, con un piccolo ceppo anche a Bacoli e Napoli nel
napoletano, Iacuaniello è del napoletano di Pozzuoli soprattutto
e di Napoli e Bacoli, dovrebbero derivare dal nome composto
dall'unione del nome Gioacchino
ed Aniello,
probabilmente portato dal capostipite. |
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IACUMIN |
Iacumin è
decisamente friulano dell'udinese in particolare, di Aquileia e
Fiumicello, dovrebbe derivare da una forma dialettale di un
ipocoristico del nome Giacomo. |
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IACUZIO
IACUZZI
JACOUZZI
JACUZIO
JACUZZI |
Iacuzio, molto raro, tipico campano , sembrerebbe originario di
Mercato S. Severino nel salernitano, Jacuzio, praticamente
unico, è una forma arcaica del precedente, Jacouzzi, ormai
scomparso in Italia, sembrerebbe essere stato originario di
Ruoti nel potentino, Jacuzzi è friulano, molto raro, dovrebbe
trattarsi della forma arcaica di Iacuzzi, che è molto diffuso
nell'udinese, con presenze significative anche nel pordenonese,
assolutamente improponibile una derivazione dalla regione russa
della Iacuzia, dovrebbero derivare invece da forme ipocoristiche
arcaiche del nome Jacopo,
probabilmente portato dai capostipiti. |
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IADISERNIA |
Iadisernia è specifico di Isernia in Molise.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Sull'origine di questo cognome si possono trarre almeno due
ipotesi, dovute all'ambiguità del prefisso
Ia- -
piuttosto comune nei cognomi del centro-sud. Cominciando con la
prima ipotesi, innanzitutto, si può pensare che Iadisernia nasca
da un'agglutinazione di Ianni di
Isernia, in cui
Ianni
(forma arcaica di Gianni) indicherebbe il nome del capostipite e
Isernia la sua città natale - sul modello di cognomi quali
Marcotriggiano e Pasquadibisceglie. Passando alla seconda
ipotesi, invece, non è improbabile che il prefisso
Ia-
rifletta un arcaismo dell'avverbio
già (dal
latino iam)
e, in questo senso, Iadisernia indicherebbe che il capostipite
era un certo signor D'Isernia, ovvero il già D'Isernia o fu
D'Isernia - qualora si tratti di un matronimico, il cognome
andrebbe letto come la già D'Isernia o la fu D'Isernia (per
questo genere di cognomi, vedi Quondam). |
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IAFISCO |
Iafisco è specifico del foggiano, di San Severo ed Apricena,
potrebbe derivare da una forma aferetica e contratta del nome
composto dai nomi Johannes
e Franciscus. |
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IAGROSSI
IAGROSSO
JAGROSSI |
Iagrossi, molto raro, è tipicamente campano, di San Lorenzello
nel beneventano e di Caiazzo e Ruviano nel casertano, Iagrosso,
quasi unico, è dell'area molisano, campana, Jagrossi sembrerebbe
unico, dovrebbero derivare da capostipiti, che probabilmente
venivano chiamati Giovanni il
Grosso, o al genitivo
(caratteristica la i finale), di
Giovanni il Grosso, nome, che
per aferesi e contrazioni, è poi diventato
Ia (Gianni)
grossi
(il grosso). |
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IAGULLI
JAGULLI |
Iagulli è
del foggiano, Jagulli rarissimo dovrebbe essere un diverso modo
di scrivere il cognome precedente, dovrebbe derivare da
alterazioni del nome di origine spagnola Jago (Giacomo). |
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IAIA
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Decisamente del Salento, Iaia ha un nucleo pugliese, nell'area
che comprende il brindisino soprattutto, il leccese, il
tarantino ed il barese, ed un piccolo ceppo anche in Sicilia tra
ragusano e siracusano, potrebbe derivare dal nome albanese
Jahja
ma è pure possibile che derivi dal nome latino
Iaia, di
cui abbiamo un esempio nella Historia Naturalis di Plinio il
Vecchio (23 d.C. - 79 d.C.): "...Aristarete, Nearchi filia et
discipula, Aesculapium. Iaia Cyzicena, perpetua virgo, M.
Varronis iuventa Romae et penicillo pinxit ...".
integrazione fornita da
Gaetano Iaia
un'altra probabile etimologia è quella suggerita dal prof.
Gerhard Rohlfs nel suo
Dizionario storico dei cognomi salentini
(Terra d\'Otranto): il cognome deriverebbe
da Dzaja, proprio di alcune famiglie slave della Dalmazia
stabilitesi poi in Salento (intorno presumibilmente alla fine
del secolo X°) allorquando gli
Schiavoni o
Slavoni,
scampati alle persecuzioni dei Saraceni, si stabilirono in
quella terra. |
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IALACQUA
IELACQUA |
Ialacqua
è specifico di Spadafora nel messinese, Ielacqua, quasi unico,
dovrebbe essere una forma alterata del precedente, probabilmente
dovuta ad errori di trascrizione, Ialacqua dovrebbe derivare da
un soprannome basato su di una forma contratta dialettale con il
significato di colui che sciala l'acqua, riferendosi
probabilmente ad un capostipite che di mestiere avesse fatto
l'acquaiolo. |
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IALLORENZI |
Iallorenzi ha un piccolo ceppo ad Empoli ed uno nel potentino a
Sant`Angelo Le Fratte e Satriano di Lucania, dovrebbe derivare
da modificazioni dialettali del nome composto Gianlorenzo. |
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IAMARINO
IAMMARINO |
Iamarino è assolutamente rarissimo, parrebbe originario di Colle
Sannita (BN), Iammarino ha un ceppo a Foggia, uno a Ripalimosani
(CB) ed uno nel napoletano, potrebbe derivare da una
modificazione del nome Gianmario o Gianmarino (fusione dei nomi
Gianni e Marino).
integrazioni fornite da
Fabio Paolucci da: - i Cognomi di Colle Sannita, dello stesso -
(di prossima pubblicazione)
Iamarino sembrerebbe tipico di Colle Sannita, ma è riscontrabile
anche in altri comuni della provincia di Campobasso: la forma
cognominale trae origine dalla fusione del suffisso IA- con il
cognome Marino (anch'esso presente a Colle). Interessanti
ipotesi possono essere formulate circa l'origine etimologica del
suffisso "IA-". Potrebbe infatti trattarsi, in prima analisi,
dell'espressione di un patronimico, intendendo quindi il ceppo
familiare come discendente dal capostipite "Ianni"
(Giovanni), in forma abbreviata appunto
IA :
citando un esempio, un tale "Pietro
di Ia: Marino", cioè figlio di
Ianni Marino, poteva essere poi trascritto nei registri dello
Stato delle Anime
o nei Libri Baptizatorum
come Pietro di IaMarino
o Pietro Iamarino.
Una seconda ipotesi consisterebbe nell'identificazione del
rafforzativo Ia- come semplice prostesi, intendendo con questo
termine lo sviluppo, all'inizio di un cognome, di un elemento -
per lo più vocalico - non etimologico; verrebbe però in tal caso
da interrogarsi sul perché dell'uso costante nei secoli scorsi,
in un'area geografica così circoscritta fra Molise, Sannio e
Capitanata, sempre dello stesso rafforzativo prostatico
Ia- e
non di altri suffissi vocalici (altri esempi sono: Ia-Zeolla,
Ia-Marino, Ia-Pozzuto, Ia-Pezzuto, Ia-Grosso, Ia-Muccio,
Ia-Palucci, Ia-Cocca, Ia-Pinto, Ia-Maso o Ia-Masi, Ia-Marco,
Ia-Frate, Ia-Danza etc.). Da non scartare è anche
l'interpretazione etimologica che protende nel considerare
Ia-
come il risultato di una antico termine dialettale ormai caduto
in disuso, ma che in passato doveva probabilmente indicare
l'appartenenza ad un gruppo familiare. A Colle Sannita Iamarino
è registrato fin dal 1588 come cognome appartenente a diverse
famiglie locali: tra di esse una (estinta già nella seconda metà
del Seicento) era molto in vista e godeva di ottimo prestigio. |
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IAMELE
IAMELI
JAMELE |
Iamele è caratteristico di Celenza Valfortore nel foggiano ai
confini con il Molise, Iameli, praticamente unico, dovrebbe
essere dovuto ad un'errata trascrizione del precedente, Jamele,
anch'esso quasi unico, dovrebbe essere una forma arcaica del
primo, che sembrerebbe derivare da una forma contratta del nome
biblico Ismaele,
secondo un'altra ipotesi derivarebbe da un'alterazione del nome
arabo Imad Alì
che significa il sostegno di
colui che è alto., un'ultima
ipotesi propone una derivazione dal nome arabo
Jamal che
significa bellezza
o Jamil
che significa invece bello. |
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IAMMAZZO |
Iammazzo è quasi unico, dovrebbe trattarsi della
cognominizzazione del nome del capostipite, per aferesi del nome
medioevale Gianmazzo,
composto dal nome Gianni,
forma contratta di Giovanni
unito al nome Mazzo
(vedi MAZZI). |
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IAMPIS
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Presente
solo a Melegnano |
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IANDIORIO
JANDIORIO |
Iandiorio è specifico di Avellino e dell'avellinese, di
Manocalzati, Montefredane e Atripalda, Jandiorio è praticamente
unico, dovrebbero derivare dal nome composto da una forma
aferetica contratta del nome
Iohannes (Giovanni),
nome probabilmente portato dal capostipite, unito al fatto di
essere questi figlio di un
Iorio (forma arcaica di
Giorgio). |
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IANDOLO |
Tipico di Avellino, e dell'avellinese,
integrazioni fornite da
Fabio Paolucci
è un tipico cognome campano, proveniente dal capoluogo e dalla
provincia di Avellino, ma discretamente diffuso anche a Napoli.
L'origine del cognome andrebbe a mio avviso collegata all'unione
del suffisso latino Ia
o Iam
(già) con il nome Dolfo
(da Adolfo, divenuto Dolo per trascrizioni errate). (Per
comprendere il significato e le ipotesi circa l'origine del
suffisso Ia-
si legga Iamarino). Un'altra ipotesi indurrebbe a considerare
semplicemente Iandolo come il risultato dell'aferesi apportata
al termine coriandolo, attribuito forse al capostipite
per l'atteggiamento mattacchione e carnevalesco. |
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IANEZ
JANEZ |
Assolutamente rarissimo Janes, un pò meno raro Ianes, sono
tipici del Trentino di Castelfondo (TN) in particolare,
dovrebbero derivare da modificazioni dialettali del nome
Johannes. |
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IANICH
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Cognome estremamente raro tipicamente dell'udinese, potrebbe
derivare da modificazioni del nome Giovanni.
integrazioni fornite da
Aldo Ianich
Famiglia originaria dalla Polonia, mercanti di vetri, si
trasferirono prima in Austria e nel 1750 Bartolo si sposò a
Preone, in provincia di Udine. Da qui si divisero in due filoni:
uno in provincia di Pordenone a S.Giorgio della Rinchinvelda
(dal quale ricordiamo Franco giocatore del Bologna e della
Nazionale Italiana degli anni 60 ed Edoardo, noto pittore) e
l'altro rimase a Preone. Attualmente troviamo degli Ianich a
Preone, Tolmezzo, Pagnacco e Fiumicello in provincia di Udine;
Turriaco (GO), S.Giorgio della Rinchinvelda (PN), Bologna,
Casale Monferrato, Fidule (AL), Cormayeur (AO), Roma. |
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IANNACCI
IANNACCIO
IANNACCO
IANNACO
JANNACCI
JANNACCIO
JANNACCO
JANNACO |
Iannacci ha un ceppo nel pescarese a Montebello di Bertona ed a
Montesilvano, e a L'Aquila, uno ad Ururi nel campobassano e nel
foggiano a Rignano Garganico, Iannacco, molto molto raro, è
caratteristico di Capaccio nel salernitano, mentre Iannaco,
sempre assolutamente rarissimo, è riscontrabile nel napoletano,
salernitano ed avellinese, Jannacci, assolutamente rarissimo
sembrerebbe una forma milanese proveniente da una vecchia
immigrazione dal sud, Jannaccio è praticamente unico, così come
Jannaco e Jannacco, Iannaccio ha un ceppo veneziano ed uno
romano, ma il nucleo originario parrebbe della provincia di
Campobasso, di Campobasso, Montagano e Termoli, dovrebbero tutti
derivare da forme arcaiche, contaminate dal dialetto, di
ipocoristici del nome Iohannes
o Giovanni. |
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IANNACCONE
IANNACONE
JANNACCONE
JANNACONE |
Iannaccone, tipico dell'area che comprende il Lazio meridionale,
il casertano, il napoletano, l'avellinese ed il foggiano,
Iannacone è tipico della provincia di Isernia, del casertano del
campobassano e del foggiano, Jannaccone è assolutamente
rarissimo, Jannacone è quasi unico, si dovrebbe trattare di
forme accrescitive di nomi come
Iannaccio (Giovannaccio). |
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IANNANTUONO |
Specifico
dell'area tra il Molise ed il foggiano, deriva dal nome
Giovannantonio. |
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IANNARELLI
JANNARELLI |
Iannarelli ha un piccolo ceppo abruzzese a Popoli nel pescarese
ed a L'Aquila e Barisciano nell'aquilano, un ceppo a Roma, uno
nel frusinate a Belmonte Castello, Cassino e Villa Santa Lucia
ed uno nel latinense a Latina, Terracina e Bassiano, un piccolo
ceppo nel casertano a Piedimonte Matese ed uno in Basilicata a
Senise e Lauria nel potentino ed a Colobraro nel materano,
Jannarelli estremamente raro, ha presenze a Roma, dovrebbero
derivare da una forma ipocoristica dialettale del nome
Giovanni,
nella sua forma contratta Ianni,
aferesi di Gianni. |
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IANNE
IANNI
JANNE
JANNI |
Ianne è specifico del Salento, di Carmiano, Monteroni di Lecce,
Salice Salentino e Guagnano nel leccese, Ianni sembra tipico
della fascia che comprende Abruzzi e Lazio, con un ceppo anche
nel cosentino, Janne, assolutamente rarissimo, è del leccese,
Janni ha un ceppo milanese ed uno romano, dovrebbero derivare da
una modificazione dialettale di forme contratte del nome
Johannes
o di forme aferetiche del nome
Giovanni di cui si ha esempio
in un testo del 1308, che riporta: "...quilibet eorum in solidum
stipulatione solemni promiserunt et convenerunt Ianni
Bonaccursi, civi et mercatori florentino de societate Macciorum
de Florentia stipulanti ..." |
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IANNELLA
IANNELLI
IANNELLO
IANNICELLI
IANNICELLO
IANNIELLI
IANNIELLO
IANNILLI
IANNILLO
JANNELLI
JANNELLO
JANNIELLO |
Iannella ha un ceppo a L'Aquila, uno nel Lazio a Formia e Latina
nel latinense, a Roma e Monterotondo nel romano ed a San Giorgio
a Liri nel frusinate, un grosso ceppo in Campania nel
beneventano a Torrecuso, Benevento e Ponte, a Sant'Andrea di
Conza, Avellino e Fontanarosa nell'avellinese ed a Napoli, un
ceppo lucano a Castelsaraceno nel potentino ed a Policoro nel
materano ed un piccolo ceppo a Bonifati nel cosentino, Iannelli
è tipico del centrosud, della Campania in particolare, Jannelli
è una variante molto molto più rara, Iannello è siciliano e
dell'area di Reggio Calabria, Jannello è una diversa
trascrizione del cognome precedente, Iannicelli ha un ceppo
campano tra napoletano e salernitano ed uno nel cosentino,
Iannicello, assolutamente rarissimo, è probabilmente dovuto ad
errori di trascrizione del precedente, Iannielli è del
potentino, Ianniello è tipico campano, Iannilli è specifico di
Roma, San Gregorio da Sassola (RM) e Tivoli (RM), Iannillo,
assolutamente rarissimo, parrebbe tipico dell'Irpinia, Janniello
è una diversa trascrizione del cognome Ianniello, derivano tutti
da modificazioni dialettali di diminutivi di forme aferetiche
arcaiche del nome Giovanni,
di quest'uso abbiamo un esempio nel 1400: "...Jannellus de
Cuchis de Martinengo barbitonsor civitatis Pergami...". Tracce
di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio a Itri (LT)
nel 1369 in un atto viene citato in giudizio un certo Giacomo
d'Andrea Iannelli, a Caira di Cassino (FR) dove nel 1643 il 30
ottobre Papa Urbano VIII conferì ad Antonio Iannelli il
canonicato della Chiesa di S. Basilio. |
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IANNETTI
IANNOTTI |
IIannetti ha un ceppo abruzzese, nel teramano e nel pescarese,
un ceppo romano e piccoli ceppi nel latinense, ed un ceppo nel
foggiano e nbel barese, Iannotti ha un ceppo ad Avezzano
nell'aquilano ed Ari nel teatino, uno a Roma, Rocca Priora nel
romano e Latina, ma il ceppo più importante è in Campania a San
Lorenzo Maggiore nel beneventano, Benevento, Dugenta e Melizzano
sempre nel beneventano ed a Napoli, Caserta e Vallo della
Lucania nel salernitano, si tratta di una forma arcaica di forme
ipocoristiche della contrazione del nome
Johannes,
di quest'uso abbiamo un esempio nel 1360 in un atto dove vengono
citati: "...Iannotus (Ianotus) de Fonte Maroso (Fonte Maruso) q.
Nicholai (Nicolai); Ianotus de Guisulfis...". |
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IANNICOLA |
Assolutamente rarissimo, potrebbe essere originario della zona
tra il basso Lazio e la Campania, dovrebbe derivare dal nome
composto Giovannicola Ianni per Giovanni e Cola per Nicola. |
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IANNONE
IANNONI |
Iannone è diffuso nel Lazio, Abruzzo meridionale, Molise,
Puglia, Campania e Calabria, Iannoni, abbastanza raro, sembra
laziale, con un ceppo importante a Vallecorsa (FR), derivano da
modificazioni del nome Giovanni. Troviamo tracce di questa
cognominizzazione a Pontremoli nel 1500 con una famiglia Iannoni
e nella seconda metà del 1700 a Solofra (AV) con un tal
Fortunato Iannone citato fra i capifamiglia della città.
integrazioni fornite da
Adolfo Iannone
il cognome Iannone è presente in Spiano di Mercato San Severino
(SA) già dal 1500 come risulta dai registri parrocchiali. |
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IANNOPOLLO |
Iannopollo è specifico di Siderno nel reggino, dovrebbe derivare
dall'italianizzazione del cognome greco
Ianapoulos
o Iannopulos
che significa il figlio di
Giovanni. |
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IANNUARIO
IANUARI
IANUARIO
JANNUARIO
JANUARIO |
Iannuario è specifico di Foggia, Ianuari, praticamente unico, è
abruzzese, Ianuario ha un piccolo ceppo nel teatino a Pollutri e
Vasto, ed uno a Cancello ed Arnone nel casertano ed a Casoria
nel napoletano, Jannuario e Januario, sono unici, potrebbero
essere originari del napoletano, questi cognomi dovrebbero tutti
derivare dal nome latino
Iannuarius o
Januarius,
che significa gennaio,
letteralmente il portiere, colui
chi apre le porte dell'anno nuovo,
forma arcaica del nome Gennaro,
tracce dell'uso di questo nome le troviamo in una lapide
medioevale corsa dove viene citato un Caius Flavius Iannuarius
ed in una lapide del primo secolo dopo Cristo a Pola: "Vibia Sp
f Maxima // v f sibi et L Vibio patri et // Voesiae Tertiae
matri et l Vibio Phaedimo vi // et Aniceto lib // et Optato lib
// et Didoni lib // et L Vibio Ianuario // et Ephesiae lib //
lib lib". |
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IANNUCCI
IANNUCCILLI
IANNUCCILLO
IANNUCCIO |
Iannucci
è specifico della zona che comprende Lazio, Abruzzi e Campania,
Iannuccilli è decisamente campano, probabilmente del casertano,
così come il quasi unico Iannuiccillo, Iannuccio, praticamente
unico, è napoletano, sono tutte modificazioni di ipocoristici
dell'aferesi del nome Giovanni. |
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IANNUZZELLI
IANNUZZI
IANNUZZO
JANNUZZI
JANNUZZO |
Iannuzzelli, molto raro, ha un ceppo a Napoli ed uno a
Sant'andrea Di Conza (AV) e Castelnuovo Di Conza (SA) , Iannuzzi
è tipicamente campano e del cosentino, Iannuzzo sembrerebbe
specifico di Fontanarosa (AV), Jannuzzi e Jannuzzo, rarissimi,
sono probabilmente dovuti a errori di trascrizione, derivano
tutti da modificazioni dialettali del nome Giovanni.
integrazioni fornite da
Fabio Paolucci
Iannuzzi è stato da me studiato con apposite ricerche
d'archivio: deriva dalla forma cognominale Iannuzzo (variante
della forma dialettale Ianni, derivata a sua volta dal nome
Giovanni), trasformatasi in Iannuzzi tra '800 e '900, (ma è
ancora esistente per alcuni rami la forma Iannuzzo). Il cognome
in Campania proviene dalla provincia di Avellino, dalla zona del
comune di Pietrastornina e dintorni, e dal Salernitano dalla
Piana del Sele: i due rami in questione sembrerebbero
appartenere ad un unico ceppo proveniente dalla vicina Puglia
(con ogni probabilità i Iannuzzi e i Iannuzzo campani discendono
da due fratelli emigrati nel '600 dalla Puglia per motivi ancora
poco chiari e datisi all'attività agricola nei luoghi -nel
salernitano e nell'avellinese- dove si stanziarono: gli studi in
merito sono ancora in corso). Altri ceppi consistenti sono oggi
presenti in Puglia e in Calabria nel cosentino, ma non sarei in
grado di stabilire correlazioni fra essi. Tra le famiglie
Iannuzzi e Iannuzzo emigrate in altri Stati dall'Italia, molte
hanno modificato il cognome in Januzzi/o o Jannuzzi/o, oppure in
Yannuzzi/o o Yanuzzi/o. Anche nel nostro paese sono registrate
famiglie Jannuzzi: è questo ad esempio il caso dell'illustre
giornalista e politico On. Lino Jannuzzi, originario di
Grottolella in provincia di Avellino (la variazione del cognome
in questo caso è dovuta ad errore di trascrizione anagrafica da
Iannuzzo a Iannuzzi, al plurale per indicare tutto il nucleo
familiare, divenuto infine Jannuzzi). |
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IANTOMASI |
Iantomasi
è un cognome tipicamente molisano, sembrerebbe specifico di
Santa Croce di Magliano (CB), deriva dal nome composto dai nomi
Giovanni, nella forma aferetica dialettale Ian, e dal nome
Tommaso. |
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IAPINO
JAPINO |
Iapino, assolutamente rarissimo, sembrerebbe campano, del
napoletano e del salernitano, Japino, quasi unico, dovrebbe
essere una forma arcaica del precedente, si dovrebbe trattare di
forme contratte dell'ipocoristico del nome
Jacopo,
Iacopo. |
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IAPICCA
IAPICCO
JAPICCA |
Iapicca, tipicamente campano, è di Torre Annunziata e Napoli nel
napoletano e di Pratola Serra e Mirabella Eclano
nell'avellinese, Iapicco, anch'esso campano, è specifico di
Nocera Inferiore nel salernitano, Japicca è assolutamente
rarissimo, secondo Guglielmo Peirce (LE
ORIGINI PREISTORICHE DELL'ONOMASTICA ITALIANA)
dovrebbero derivare da Gianni il
Picca o il Picco, cioè da un
Giovanni soprannominato Picca,o Picco, forse per il suo tipo di
mestiere. |
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IAQUINANDI |
Iaquinandi è specifico di San Marzano sul Sarno nel salernitano,
dovrebbe derivare dal nome composto dall'unione del nome
Gioacchino e Nando, probabilmente portato dal capostipite. |
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IAQUINTA
IAQUINTI
IAQUINTO |
Iaquinta è specifico cosentino della zona di San Giovanni in
fiore, con un ceppo anche a Bisignano (CS), Iaquinti è quasi
unico, Iaquinto, molto molto raro sembrerebbe tipico di Moiano
(BN) con un ceppo probabilmente secondario a Napoli, dovrebbero
derivare dal nome greco Hyakinthos trasformato in Iaquintus in
epoca medioevale, come conferma questo documento beneventano di
epoca longobarda: "In nomine domini quadragesimo quarto anno
principatus domini Gisolfi... .... a domino protectione ac recta
in me cognosco abere memoria: quam et ego mulier nomine Iaquinta
filia quondam domini Iaquinti de Apusmonte (Roccapiemonte
(SA)) et uxor sum predicti
Ciceri nosque vir et uxor..." e come si legge in un atto del X°
secolo relativo al monastero di Rovigliano (NA): "...In nomine
domini undecimo anno principatus domini nostri Iohannis. et
sexto anno principatus domini Guaimarii ... ...ad ipsam
speluncam in monte Vesuveo. una cum Iaquintus clericus et
notarius. advocator de ipso sacro et venerabili monasterio...". |
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IARIA
IERA
IERAIA |
Iaria è tipico del reggino, di Melito di Porto Salvo, Condofuri,
Bova Marina, Roccaforte del Greco, Seminara, Bagnara Calabra e
San Lorenzo, Iera è specifico del catanzarese, di Gizzeria e
Lamezia Terme, Ieria, estremamente raro, è del reggino,
dovrebbero derivare da un soprannome originato dal vocabolo
greco iereia
(ιέρεια = sacerdotessa),
ad indicare probabilmente che si trattava di famiglie con una
capostipite nota per la sua ieraticità o perchè moglie di un
prete ortodosso. |
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IARLORI |
Iarlori è tipicamente abruzzese, specifico di Ortona nel
teatino, con un ceppo anche a San Vito Chietino, dovrebbe
derivare da una forma dialettale abruzzese del nome composto dai
nomi Johannes
(Giovanni)
ed Iorio
(Giorgio),
l'uso di queste forme contratte di nomi composti è abbastanza
frequente in Abruzzo. |
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IAROPOLI
IEROPOLI |
Iaropoli è tipico di Rosarno e Rizziconi nel reggino, Ieropoli è
specifico di Cimina sempre nel reggino, questi due cognomi
dovrebbero derivare dal termine grecanico ίερόπουλος
ieropoulos (figlio del
tempio, figlio della sacralità),
riferito probabilmente ad un capostipite figlio di un sacerdote
ortodosso. |
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IASELLA
IASELLI
IASI
IASIELLO
IASIO
IASIULO |
Iasella è specifico del leccese, di Poggiardo ed Uggiano la
Chiesa, Iaselli è specifico di Napoli ed Afragola nel napoletano
e di Caserta, Iasi ha un ceppo a Forenza nel potentino ed uno a
Neviano nel leccese, Iasiello ha un ceppo nel beneventano a
Benevento e Ceppaloni ed a Napoli, a Roma ed in Campania a
Iasio, molto molto raro, è tipicamente campano, di Avella
nell'avellinese, con piccoli ceppi anche a Napoli e ad Apice nel
beneventano, Iasiulo, quasi unico, è di Napoli, questi cognomi
dovrebbero derivare, direttamente o tramite forme ipocoristiche
anche dialettali, dal nome sia maschile che femminile greco
Iasios
e Iasos,
quest'ultimo, Iasos,
era il nome della figlia di Asclepio e di Epione, che
rappresentava il potere della guarigione, nella versione
maschile Iasios
è l'equivalente del nome dell'eroe greco Giasone, questi cognomi
potrebbero anche derivare dal nome dell'antica città di Iasos
nella Caria, una regione litoranea egea della Ionia (attuale
Turchia). |
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IATTONI
JATTONI |
Jattoni, è quasi unico, si tratta probabilmente della forma
arcaica di Iattoni che, tipicamente emiliano, è particolarmente
concentrato nella zona del modenese a Pavullo nel Frignano, con
diramazioni anche a Vignola, Modena e Sestola, dovrebbe derivare
dal nome di irigine longobarda
Atto, Attonis, di cui abbiamo
un esempio in un Breve investiture beneficiario nomine del XII°
secolo a Milano: "...Atto, patrus et nepos de civitate Laude,
investierunt Attonem qui habitare videtur civitate Mediolani et
Ambrosium qui dicitur de Gornade ...".
integrazioni fornite da
Massimiliano Jattoni
Il cognome Iattoni o Jattoni è un cognome raro presente in
Emilia e precisamente nei paesi limitrofi di Beduzzo e Antesica
(provincia di Parma) e a Pavullo nel Frignano (Modena). Deriva
dal patronimico longobardo
Attone (il documento più antico
da me trovato riguarda un atto notarile del mio trisavolo
Giovanni de Actonibus del 1462), già il figlio Ugolino assumeva
il cognome de Iactonibus. Dopo la morte di Mathilde di Canossa
(una Attoni) il possedimento di Antesica andò al ramo cadetto
degli Attoni, cugini di Matilde. Probabilmente gli Iattoni
discendono da questa famiglia. |
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IAVARONE
IAVARONI |
Iavarone è specifico del Casertano e del napoletano, Iavaroni è
praticamente unico e dovrebbe essere dovuto ad un errore di
trascrizione, dovrebbe derivare da una modificazione di Giovanni
Barone cioè l'uomo libero (baro,
baronis) Giovanni, tracce di
questa cognominizzazione le troviamo in quest'atto del 1749 a
Sant'Antimo (NA): "... per mano di me Notar Francesco Iavarone
della Terra di S. Antimo, et in fede richiesto ...". |
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IAVASILE |
Iavasile è un tipico cognome molisano, di Ururi nel campobassano
in particolare, ma anche di Campolieto e Campobasso, con un
ceppo anche nel beneventano a Reino e Colle Sannita, dovrebbe
trattarsi di una forma derivata da una modificazione betacistica
del nome greco Basileios
(vedi VASILE), con l'aggiunta della sillaba
Ia-
prostetica, espediente eufonico particolarmente in uso
anticamente in meridione. |
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IAZEOLLA |
Assolutamente
rarissimo è specifico del beneventano.
integrazioni e stemmi
forniti da Fabio Paolucci
La famiglia Iazeolla di San Giorgio La Molara (BN) vanta
antichissime e nobilissime origini. Non è a San Giorgio che va
individuato il ceppo d' origine, ma nel vicino centro di Colle
Sannita, distante dal primo appena 13 Km. Gli Iazeolla
impiantarono la propria dinastia prima a Colle Sannita nel 1495,
e successivamente nel 1684 a San Giorgio La Molara. Secondo il
parere di accreditati storici locali (cifr. Rosati), Capostipite
degli Iazeolla sarebbe stato il principe banchiere di origine
inglese Jazier, giunto a Napoli nel 1495 al seguito del Re di
Francia Carlo VIII al fine di partecipare alla fulminea campagna
d' Italia del febbraio/giugno 1495 per attuare la rivendicazione
del Regno di Napoli dagli Angioini. Giunto in Campania il
giovane Re, allora appena ventiseienne, fu costretto subito a
risalire precipitosamente la Penisola sotto la minaccia di
complicazioni internazionali. Gran parte del suo seguito non lo
seguì, preferendo rimanere a Napoli. Così fece anche il principe
Jazier, che a causa delle persecuzioni politiche contro i
seguaci del Re Carlo VIII, fu costretto poi a riparare a Colle
Sannita, dove il suo cognome fu italianizzato in Iazeolla. A
Colle gli Iazeolla diedero inizio ad una florida e nobile
dinastia sannita: un suo discendente, Carlo (1615 - 1661), nel
1647 collaborò a domare la rivolta di Masaniello, meritando il
titolo di Duca dalla Casa regnante spagnola del Re Filippo IV
d'Asburgo, rappresentata in Napoli dal Viceré Duca d'Arcos.
Figlio del Duca collese Carlo Iazeolla fu Carlo II, nato a Colle
Sannita nel 1661, che apena laureato "Dottore Fisico" in
medicina, a soli 24 anni, volle abbandonare il natio borgo per
stabilirsi a San Giorgio La Molara, dove fu ospite dei nobili
coniugi dott. fisico Geronimo Modena e Diana Chirico, dei quali
sposò la figlia nobildonna Caterina e rimase erede del grande
Castello dei nobili Modena, tutt'ora di proprietà degli
Iazeolla. A San Giorgio il Duca Iazeolla si interessò di
commercio internazionale: import-export per il Regno di Napoli,
cosa che evidentemente faceva anche il padre, e attività che
richiedeva un vastissimo giro di capitali. Ma gli investimenti,
anche se rischiosi, erano ben remunerati. Per questo motivo le
già enormi ricchezze del Duca Iazeolla aumentarono ancora
rapidamente. Insieme alle basi economiche, Carlo si preoccupò di
far fiorire l'albero genealogico, dando alla luce ben otto
figli, sei donne e due maschi. Consapevole dell'importanza degli
imparentamenti, il Duca si impegnò affinché le figlie facessero
matrimoni di rango: così delle figlie, Donna Giuditta sposò
Donato Marano dei marchesi di Petruro, Donna Angela il nobile
Nicola Palmieri di Colle Sannita, Donna Grazia sposò Domenico de
Paolis feudatario di Orsara di Puglia e Donna Felicia sposò il
nobile Girolamo Iansiti di San Marco dei Cavoti, discendente
dall'illustre giureconsulto Giacinto Iansiti. Dei maschi, Don
Girolamo (1692 - 1760) sposò la nobile Petronilla Palmieri di
Colle Sannita (figlia dei "gentili" Don Fabrizio e Donna Dianora
Alderisio, sorella del già citato Don Nicola) mentre Don Urbano
(1706 - 1775) sposò la nobile napoletana Lucia Tardioli, di
famiglia di grande rilievo sociale nel Patriziato della
Capitale. Il Duca Carlo Iazeolla morì a San Giorgio nel 1724 e
fu sepolto nella chiesa dell'Annunziata presso il monastero dei
Padri Domenicani, nella tomba sotto l'altare gentilizio
segnalata dagli stemmi della Casa Iazeolla. Tra i discendenti
più illustri di questa antica e nobilissima Casata, fregiata con
i titoli di Duca, Marchese e Barone, ricordiamo il marchese
Carlo III Iazeolla (1747 - 1818), tra i capi rivoluzionari
promotori della Repubblica Partenopea del 1799, il cui nome è
inciso sulla prima delle due lapidi affisse ai lati
dell'ingresso principale di Palazzo San Giacomo, Municipio di
Napoli, tra i nomi dei martiri della libertà contro l'
oppressione dei Borboni, il Capitano Don Luigi Iazeolla (1792 -
1849), cospiratore dei moti carbonari nella prima metà
dell'Ottocento, l' architetto gesuita Don Giovan Battista
Iazeolla (1806 - 1859), attivo nella prima metà del XIX secolo,
il Capitano Don Giuseppe Iazeolla (1819 - 1872), Capo dello
Stato Maggiore dei Cacciatori Irpini e ribelle liberale. Nel
corso dei secoli, tale illustre e aristocratica Casata, ha
intrecciato rapporti sociali e finanziari con le più potenti
famiglie del Regno di Napoli, quali i principi di Gerace, i
Duchi di Marigliano, i Conti di Montescaglioso, il banchiere
Delahante, e parentele con personaggi di spicco come il ministro
Zurlo, e con nobili famiglie come i Borghi, i Baroni Rossi di
Grisolia, i Marchesi Frangipane, i Baroni Massone, i Marchesi
Riccardi, etc. Gli Iazeolla sono inoltre progenitori di illustri
Casate Sannite, come i Baroni di Ginestra, i nobili Palmieri,
Del Grosso, Paolucci, Meomartini, de Paulis, Alderisio di Colle
Sannita e di molte delle più potenti Casate del Mezzogiorno
italiano. È ancora ammirabile, nel suo splendore, il Castello
Iazeolla sito a San Giorgio La Molara, nel Beneventano.
Informazioni di
notevole interesse sulla Famiglia Iazeolla si devono all'amore
per la ricerca storica e alla dedizione allo studio del dott.
Ermanno Iazeolla (1919 - 1993), autore del testo
Storia della Famiglia Iazeolla, nel sogno
della Repubblica Napoletana. |
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IBBA
|
Ibba è molto diffuso in tutta la Sardegna, nel cagliaritano a
Quartu Sant'Elena, Cagliari, San Sperate, Selargius, Vallermosa,
Monserrato, Capoterra, Assemini e molti altri, nel sassarese ad
Alghero, Sassari, nell'Ogliastra a Ilbono, nel Medio Campidano a
Sardara, Villanovaforru, Samassi, San Gavino Monreale, Sanluri,
nell'oristanese a Bosa, Uras, Oristano, Ardauli, nell'iglesiente
a Carbonia e Gonnesa.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
IBBA: potrebbe derivare da
v-illa =
abitato
(latino villa),
che produce, quasi sempre, bidda
o anche idda.
Non trascuriamo l'avverbio do luogo
iba/e,
dal latino ibi
= là, colà,
o il pronome dimostrativo latino
illa =
quella.
Libbra = 400 grammi, dà, in campidanese,
libba.
Nel cosiddetto fenomeno del betacismo la elle latina(
soprattutto nei dialetti meridionali) muta nella labiale
occlusiva sonora b: olìa, obìa; mola, moba; alas, abas. Anche la
"v" diventa spesso "b", come del resto in villa, bidda; virdi,
birdi; viginti,binti; etc. Il cognome Ibba è presente negli
antichi documenti della lingua sarda, in cui è sempre preceduto
da "de", ad indicare la provenienza. De ibba = de idda. Non
abbiamo altri suggerimenti, rimane comunque incertezza su
significato ed etimologia. Trai firmatari della Pace di
Eleonora, *LPDE del 1388, abbiamo: Iba (de) Geminiano, jurato
ville Curchuris; Iba (de) Joanne, jurato ville Alas (odierno
Ales); Iba (de) Mariano, jurato Ville Longe
(Villalonga,distrutto. Campitani Majoris); Ibba (de) Joanne,
jurato ville Siilì(odierno Silì); Ibba (de) Nicolao, jurato
ville Segaco (Segatos - distrutto -Contrate Partis Milis); Ibba
(de) Petro, ville Ecclesiarum(Villa di Chiesa - Iglesias);
Ibba(de) Xpoforus - de Aristanni. Attualmente è presente in ben
270 Comuni italiani, di cui 131 della Sardegna : Quartu S. E.
423, Cagliari 290, Alghero 119, Sassari 89, Ilbono 79, Sardara
76, Bosa 61. |
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IBERTI
|
Iberti è tipicamente piemontese, dovrebbe derivare da una forma
aferetica del nome franco
Aribertus. |
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ICARDI
ICARDO |
Icardi è
tipico dell'alessandrino e del torinese, Icardo, assolutamente
rarissimo sembrerebbe del savonese e potrebbe derivare
dall'aferesi del cognome Aicardo (vedi), ma è anche possibile
una derivazione diretta dal nome Aicardus o del cognome
Riccardi. |
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IDDA
IDDAS |
Idda è specifico della costa occidentale della provincia di
Sassari, Iddas, assolutamente rarissimo, ha un piccolo ceppo a
Ittireddu nel sassarese, uno ancora più piccolo nel nuorese ed
uno nel cagliaritano, possono derivare dal vocabolo dialettale
idda
(villa, paese),
e starebbe ad indicare una provenienza cittadina, sarebbe
l'equivalente dell'italiano Villa, ma è pure possibile che
derivinnno da un nome di località, come Punta Idda zona di
Ozieri (SS) o Badu Idda di Illorai (SS), o Binza Idda di Banari
(SS).
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
IDDA; IDDAS: villa/s
o bidda/s
(con caduta della consonante iniziale) nel
significato di villaggio/i
o centro/i abitato/i.
Dal latino villa,
villaggio aperto,
a differenza di oppidum
o villaggio fortificato.
Tantissimi nomi di villaggi della Sardegna, sono composti, e tra
questi, parecchi hanno come base "villa": Villamassargia,
Villanova, Villaputzu, Villasor, Villamar, Villacidro,
Villaurbana, etc. Nei dialetti centrali e meridionali il
vocabolo villa ha subito i seguenti fenomeni fonetici:
villa→ vidda→ bidda.
Nei documenti antichi in nostro possesso li ritroviamo sempre
preceduti da "de" de (b)idda, de villa, ad indicare la
provenienza. Trai firmatari della Pace di Eleonora, *LPDE del
1388, troviamo: Idda (de) Margiano, jurato ville Silli. (odierno
Isili. Contrate Marmille); Idda(de) Joanne, jurato ville
Fenugheda..(Fenugheddu distrutto - Campitani Majoris). Nel
Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, *CSMB, XI°, XIII°, sec.
troviamo: De Villa Comida(99), maiore de scolca(capo della
squadra di armati di sorveglianza ai confini) de Narabulìa,
teste in una lite (kertidu) per il possesso della metà di una
terra, della quale se ne era impossessato per intero donnu
(nobile) Guigelmu (Guglielmo), marchese e giudice di
Plominus(Pluminos, villaggio scomparso, nei pressi di Quartu S.
E. - residenza estiva dei sovrani del Giudicato di Càlari).
Citiamo alcuni dettagli di questa lite (cap. 99), del *CSMB,
poiché in calce c'è la data .Et custa binkidura fuit facta
secundo die intrante agusti ANNO DOMINI MILLESIMO CCV (2 agosto
del 1205): si tratta di Guglielmo Sallusio IV della nuova casata
dei Lacon - Massa di Càlari( figlio della sorella di Torchitorio
III, che non ebbe eredi diretti, e del ligure Oberto Obertenghi,
marchese di Massa e Corsica), nel periodo del suo tentativo di
unificazione dell'isola. Nella storia è conosciuto come "il
Terribile", perché sempre in guerra con gli altri stati
giudicali ed ancor più per il comportamento violento, che lo
caratterizzava. Ma nonostante la sua potenza e la sua arroganza,
perde la causa con il priore di Bonarcado Petru Perosino o forse
rinuncia per altri motivi! Attualmente IDDA è presente in 58
Comuni italiani, di cui 26 della Sardegna(centro nord): Cuglieri
73, Ittiri 32, Alghero 26, Sassari 15, Oristano 12, Cagliari 11,
etc. IDDAS è presente in 23 Comuni d'Italia, dicui 8 della
Sardegna: Ittireddu 8, Quartu S. E. 6, Borre 5, Monserrato 3,
etc. |
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IDDAU
|
Iddau, molto molto raro, è tipico del sassarese, di Alghero in
particolare.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
IDDAU: deriva probabilmente da
biddau o
biddayu =
abitante del villaggio,
contadino. Qui da noi, in
Campidano, per distinguere gli abitanti dei paesi da quelli
della città, usiamo il termine
bidduncu/s (de
bidda). Cognome raro, presente
in 10 Comuni italiani, tra cui 6 sardi: Alghero 26,
Villanovamonteleone 8, Ozieri 6, P. Torres 3, etc. |
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IDDIOLOSA
IDDIOLOSA' |
Sia
Iddiolosa che Iddiolosà sono quasi unici, assolutamente
estremamente rari, dovrebbero derivare da cognomi attribuiti a
fanciulli abbandonati. |
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IDILE
IDILI |
Idile, estremamente raro, decisamente sardo, è di Sassari, Idili
è tipicamente sardo del sassarese anch'esso, in particolare, di
Villanova Monteleone, Alghero, Sassari e Bonorva, di Cagliari e
di Bortigali nel nuorese, dovrebbero derivare da un soprannome
basato sul termine sardo idili
(palude),
probabilmente ad indicare la tipologia del terreno di
provenienza.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
IDILI: su idìle/i,
sta per bidìli, vidili
etc. (vedi il cognome Vidili). Per il significato e l'etimo
della parola rimandiamo appunto al cognome Vidili. Ma è bene qui
fare una ulteriore osservazione sull'etimologia della parola (
che potrebbe andar bene anche per vidìle/i o bidìle/i). Il
Wagner nel suo DES, per l'etimo della parola suggerisce il basco
(ibero antico) itil
= mare, lago
o la voce latina bibit-ile
e non è d'accordo sulla voce
Gitil, toponimo e nome di
villaggio abbandonato, che ritroviamo anche nel cognome Gitilesu
= di Gitil, presente negli antichi documenti medioevali, CSNT,
XI°, XIII° secolo. Il Wagner però non sa che qui da noi a
Gonnosfanadiga e Medio Campidano la pozza d'acqua o pozzanghera
viene detta su idrìli
o meglio su idrìbi
(betacismo). Su idrìbi
ci rimanda ad etimo diverso da quelli già indicati, infatti ci
suggerisce la voce greca ύδωρ (ìdor)
= acqua
e derivati, come ad esempio υδρηλός (idrelòs)
= umido, acquoso.
Abbiamo trovato il cognome tra i firmatari della Pace di
Eleonora, LPDE del 1388: Idili (de) Petro, jurato ville Ollolà,
*Ollolà, odierna Ollolai. Barbagie de Ollolai et Curatorie
Austis. Attualmente il cognome Idili è presente in 74 Comuni
italiani, di cui 25 in Sardegna: Villanova Monteleone 96,
Alghero 59, Cagliari 27, etc. |
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IDINI
IDINO |
Idini è
molto raro ed è tipico del sassarese, Idino, assolutamente
rarissimo è riscontrabile solo nel Monferrato anche se
sembrerebbe di origine sarda, dovrebbero derivare dal vocabolo
sardo idda (villa, paese) che starebbe ad indicare un abitante
della città, sarebbe l'equivalente del Villani italiano, ma è
pure possibile che derivino dal nome proprio Idino, pochissimo
usato nel passato. |
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IDONE
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Idone sembrerebbe specifica del reggino, di Campo Calabro e di
Villa San Giovanni in particolare, dovrebbe derivare dal nome
medioevale di origine longobarda
Idone,
forma aferetica del nome Widone. |
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IEBBIANO |
Iebbiano
è quasi unico, si trova solo in Veneto nel vicentino, dovrebbe
trattarsi di un cognome di fantasia attribuito ad un trovatello,
cognome che sembrerebbe privo di qualsiasi riferimento
etimologico. |
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IEIE
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Ieie, quasi unico, parrebbe laziale, dovrebbe derivare da
soprannomi dialettali, forse connessi con il nome che il
capostipite stesso si era attribuito da bambino, o anche con
espressioni tipicamente pugliesi per indicare se stessi, quindi
sempre ricadendo in nomignoli attribuitisi dai capostipiti, ma
potrebbe anche derivare da alterazioni dialettali del nome
albanese Jahja
, o del nome latino Iaia
(vedi IAIA). |
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IELAPI
JELAPI |
Ielapi sembrerebbe specifico della provincia di Catanzaro, di
San Pietro a Maida, Girifalco e Curinga, Jelapi, quasi unico,
parrebbe di Curinga, dovrebbero derivare da un soprannome
grecanico originato dal termine ϊηλα iela (giallo),
con il significato di giallognolo, o anche dal termine
dialettale calabrese jelapu
(avena selvatica).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Jelapi è cognome calabrese dall'arabo 'yalab'
= scudo.
Rohlfs 137. |
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IELARDI
JELARDI |
Molto molto raro è specifico di San Marco Dei Cavoti (BN).
integrazioni fornite da
dr. Andrea Jelardi (Napoli)
a seguito di ricerche presso l'antico archivio di famiglia
Jelardi, si tratta di un cognome originario di San Marco dei
Cavoti (BN) e legato alla fondazione del paese alla fine del
1300, ad opera di provenzali gavoti, abitanti di Gap ( città del
sudest della Francia). All'epoca della fondazione del paese vi
arrivarono anche i tre nobili fratelli feudatari Rinaldo,
Guglielmo e Giovanni Gaullart, il cui cognome venne poi
italianizzato in Galardus. Per successiva corruzione è poi
diventato Jalardus e quindi Jelardo e Jelardi (unica forma
sopravvissuta). Lo stemma della famiglia, insignita di titoli
nobiliari, risale probabilmente al 1568: raffigura due leoni che
sorreggono una ruota con il motto soprastante
Caesar Piactus
laddove Piactus è una forma corrotta dal latino Placitus, a
significare: con il beneplacito dell'imperatore. Un
antico palazzo di famiglia si trova nella piazza principale di
San Marco dei Cavoti, ove sono presenti altre famiglie Ielardi,
che però con i Jelardi in questione non risultano avere legami
di parentela almeno dal 1665.
integrazioni fornite da
Fabio Paolucci
I Jelardi di San Marco dei Cavoti discendono dai Paolucci di
Colle Sannita così come i Paolucci discendono dagli Jelardi: la
nobildonna Benedetta Paolucci (1861-1927, figlia del N.H.
Cavaliere Avv. Don Francesco Paolucci fu Magnifico Cav. Don
Salvatore di Colle) moglie del N.H. Cav. Don Vincenzo Salvatore
Meomartini è una ava degli Jelardi (è trisavola del dott. Andrea
Jelardi che ha donato al sito le sue preziose informazioni). I
Paolucci (anche la stessa "Donna
Benedetta") discendono a loro
volta dalla nobildonna Magnifica
Donna Felicia Jelardi di San Marco,
nata nel 1737 circa e figlia del
Magnifico Don Giacinto Jelardi,
sposata col Magnifico Notaro Don
Giuseppe Alderisio di Colle. I
Jelardi e i Paolucci, oltre a questi legami così stretti,
discendono dagli stessi nobili casati continuamente intrecciati
fra loro (Meomartini, Alderisio, Palmieri, del Grosso,
Petruccelli, de Paulis, Sedati, Cassitto, etc: molti di questi
cognomi sono rintracciabili nel sito). |
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IELO
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Ielo è specifico del reggino, dovrebbe derivare da un soprannome
originato da ielo
una versione arcaica del termine greco
gelio (risata)
forse a caratterizzare un carattere particolarmente gioviale del
capostipite. |
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IELPA
IELPO
JELPO |
Ielpa, quasi unico, è dovuto ad errori di trascrizione di Ielpo
e Jelpo, cognomi calabrolucani.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Ielpo è un tipico cognome lucano, presente solo sporadicamente
in Calabria: in dialetto lucano
jerpu = calabrese (RC)
jèlapu
= avena selvatica. Cfr. bovese, dialetto grecanico della zona di
Bova (RC): 'ajèlipo', gr. ant. aighìlops. Fonte: Gerhard Rohlfs:
Dizionario storico dei cognomi in Lucania, 1985 |
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IELUZZI
IELUZZO |
Entrambi estremamente rari, Ieluzzi sembrerebbe una
modificazione anagrafica, effettuata in località del nord
Italia, del cognome campano Ieluzzo, che dovrebbe derivare
dall'aferesi di un ipocoristico del nome
Michele o
della sua forma dialettale campana arcaica
Michiele,
che per aferesi diventa prima
Chiele, poi nella sua forma
vezzeggiativa Chieluzzo
e grazie ad un'ulteriore aferesi eufonica
Ieluzzo. |
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IEMMA
IEMME
IEMMI
JEMMA
JEMMI |
Iemma è distribuito dalla provincia di Roma a quella di Reggio
Calabria con un ceppo anche a Palermo, Iemme è assolutamente
rarissimo, Iemmi è specifico del reggiano, Jemma è estremamente
raro, più probabilmente meridionale, ma con un ceppo anche nel
marchigiano e Jemmi, assolutamente rarissimo, è della zona
centroccidentale dell'Emilia, dovrebbero tutti derivare da
modificazioni del nome medioevale
Gemma.
(vedi GEMMA) |
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IENCO
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Molto
molto raro è specifico di Caulonia nel reggino, dovrebbe
derivare da un soprannome originato dal vocabolo dialettale
iencu (bovino) dal vocabolo latino iovencus, dovuto
probabilmente al mestiere di bovaro o mungitore. |
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IENNA
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Ienna, è tipicamente siciliano, di Palermo e del trapanese, di
Gibellina e Marsala, secondo alcuni potrebbe derivare da una
modificazione dialettale del nome
Gianni,
secondo altri si tratta invece di un'alterazione del nome
ebraico Hena,
ma non si può trascurare anche la possibilità che possa
trattarsi di una forma dialettale tronca derivata dal nome
Gennaro. |
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IENNARO
INNARO |
Iennaro è
assolutamente rarissimo, Innaro, molto molto raro, ha un ceppo
napoletano ed uno crotonese, derivano da modificazioni
dialettali del nome Gennaro. |
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IERARDI
IERARDO |
Ierardi è
tipico calabrese, del crotonese e di Petilia Policastro (KR) in
particolare, Ierardo, assolutamente rarissimo, è probabilmente
dovuto ad errori di trascrizione, dovrebbero derivare o dal nome
medioevale germanico Gerhart, o dal nome normanno Geraldus. |
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IERFONE |
Ierfone, estremamente raro, è tipico di Acquaro in provincia di
Vibo Valentia, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal
termine greco ieròs-fonè
o suono divino,
forse a ricordare una particolare abilità canora o potenza di
voce del capostipite. Se l'ipotesi qui sotto suggerita dal
Signor Giovanni Ierfone è sostenibile si deve allora supporre
che il nome longobardo Erfone
abbia avuto un'origine longobarda e non greca, in questo caso
possiamo ipotizzare che il nome sia stato originato dal termine
longobardo hraffon
(prendere con la forza,
conquistare con violenza) e che
il nome possa aver avuto il significato di
Conquistatore.
ipotesi suggerita da
Giovanni Ierfone
L'origine di questo cognome non necessariamente deve ritenersi
di derivazione greca, bensì più propriamente longobarda. Il
cognome, infatti, potrebbe avere origine come riferimento
all'abate e proposto Erfone (figlio di Pietro, duca del Friuli);
il quale, con i fratelli Marco e Anto, tutti di nobile stirpe
longobarda, al seguito del Re longobardo Rachis, fondò l'Abbazia
S. Salvatore (sul Monte Amiata, in provincia di Siena) intorno
all'anno 745. D'altra parte, un Erfone è vescovo a Gubbio
nell'847. I Longobardi, in seguito, nella loro marcia
d'espansione, scesero al Sud e conquistarono la Calabria
costituendo un gastaldato con sede a Cosenza (847). I Bizantini,
nell'885, scacciarono i Longobardi. La riconquista bizantina
impresse di nuovo alla Calabria i segni dell'ellenismo grazie
anche all'azione dei monaci basiliani, un cui convento sorgeva a
Soriano (a pochi chilometri da Acquaro). E l'Erfone longobardo,
intriso di cultura greca, venne scritto e pronunciato alla
greca. Dunque, I-erfone: da cui, appunto, ieròs e fonè. Infine,
sempre a pochissimi chilometri da Acquaro, sorgeva una
istituzione religiosa dedicata al Santo Salvatore. Le prime
notizie risalgono al 1310, ma è da ritenersi che il sito,
collocato prsso il casale di Pronìa (alle spalle di Dasà, a
circa 1 km. da Acquaro) sia molto più antico. |
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IEROVANTE |
Ierovante, assolutamente rarissimo, tipico dell'alto cosentino,
zona di Trebisacce, decisamente di etnia albanese originario
della città di Corone nel Peloponneso, da dove gli antenati
fuggirono nel 1534 per evitare che l'Impero Ottomano potesse far
scempio delle loro vite, sorte che toccò invece nel 1571 ai
cittadini cristiani di Famagosta, potrebbe derivare dal fatto di
ricoprire il capostipite una carica sacerdotale.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Ierovante è cognome calabrese che viene dal greco 'gheromàntis'
= vecchio divinatore.
Rohlfs 139. |
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IERVOLINI
IERVOLINO |
Iervolini è quasi unico ed è probabilmente dovuto ad un errore
di trascrizione di Iervolino che, squisitamente campano del
napoletano in particolare, è maggiormente presente ad Ottaviano,
Poggiomarino, Napoli, San Giuseppe Vesuviano e San Gennaro
Vesuviano, ha un ceppo nel foggiano a Vico Del Gargano e Vieste
ed uno a Palermo.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Iervolino è cognome napoletano ma anche laziale e pugliese. Ha
alla base il soprannome
Iervolino che potrebbe derivare
dal latino ervilia
= veccia,
pianta erbacea detta anche
ingrassabue; si ha un riscontro
nel termine dialettale napoletano
ervo con
lo stesso significato di erba. |
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IESCE
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Iesce è tipicamente campano del beneventano, di Paupisi e
Torrecuso, dovrebbe trattarsi di una forma alterata
dialettalmente del cognome Vesce
(vedi VESCE). |
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IESO
IESU
JESU |
Ieso è quasi unico, sia Iesu che Jesu sono molto rari e
sembrerebbero tutti tipici del napoletano, dovrebbero derivare
dal nome latino Jesus
(Gesù),
una variante arcaica del nome Giosuè. |
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IESSE
IESSI
IEZZI
JESSE
JESSI
JEZZI |
Iesse, assolutamente rarissimo, è specifico del Friuli, così
come l'ancora più raro Jesse, Iessi ha piccoli ceppi a Roma, nel
napoletano e qua e là nel meridione, Jessi è quasi unico, Iezzi
ha un grosso ceppo abruzzese, nel teatino, a Chieti, Ortona,
Torino di Sangro, San Vito Chietino, Lanciano, Tornareccio,
Bucchianico, Guardiagrele, Rocca San Giovanni, Villa Santa
Maria, San Salvo e Paglieta, un ceppo a Pescara e nel pescarese
a Manoppello, Montesilvano, Penne, Città Sant'Angelo e Scafa, un
ceppo nel teramano ad Atri, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi,
Teramo, Giulianova e Castellalto, ed un ceppo a L'Aquila, un
gosso ceppo a Roma ed a Capranica nel viterbese, ed un ceppo nel
catanzarese a Catanzaro ed a Chiaravalle Centrale, Jezzi,
assolutamente molto raro, ha un ceppo nel pescarese ed uno a
Roma, questi cognomi dovrebbero tutti derivaredirettamente o
attraverso alterazioni dialettali, dal nome ebraico
Jesse
(con il significato di dono), troviamo l'uso di questo nome nel
Comentum super poema Comedie
Dantis di Pietro Alighieri:
"..Et vidit uxor Manase in sexto, et in septimo Ruth, uxor Booz
et mater Abed, patris Iesse patris David, et sic fuit, ut
dicitur hic in textu: penitens de adulterio per eum commisso cum
Bersabe et de homicidio et proditione Urie, viri dicte Bersabe,
dixit Miserere mei Deus etc.; nam, ut legitur in II° Regum in
capitulo XI°, semel, dum dictus Uria esset absens a dicta eius
uxore in exercitu cum aliis Ebreis, dictus David, rex tunc
Ysrael, iacuit cum dictam Bersabe..". |
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IEVA
|
Ieva è tipicamente pugliese, del barese ed in particolare di
Andria, con presenze significative anche a Trani, Acquaviva
delle Fonti, Canosadi Puglia e Bisceglie nel barese ed a
Carapelle e Cerignola nel foggiano, potrebbe essere di origini
slave e derivare dal nome femminile slavo
Ieva, ma
è pure possibile una derivazione, anche se meno probabile, da un
alterazione del nome arabo maschile
Iawad. |
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IEVOLA
IEVOLE
IEVOLELLA
IEVOLI
IEVOLO |
Ievola, molto molto raro, è esclusivo di Santa Marina nel
salernitano, Ievolella è specifico di Benevento, così come pure
il rarissimo Ievole, Ievoli, è caratteristico di Marcianise e
Caserta nel casertano, di Napoli e di Sant'Agata dei Goti nel
beneventano, Ievolo, quasi unico, sembrerebbe anch'esso del
beneventano, potrebbe essere di origini slave e derivare da
forme ipocoristiche del nome femminile slavo
Ieva, ma,
molto più probabilmente deriva invece da un'italianizzazione di
un termine grecanico derivato dal termine βουλος (consiglio),
forse con il significato di consigliere. |
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IGNAZI
IGNAZIO
IGNAZZI |
Ignazi, molto molto raro, sembrerebbe tipico del Piceno, della
zona di Montegranaro (AP) in particolare, Ignazio, assolutamente
rarissimo, sembrerebbe pugliese, Ignazzi è decisamente pugliese,
soprattutto del barese, con presenze anche nel Salento, derivano
tutti dal nome latino Ignatius,
ricordiamo Sant'Ignazio di Antiochia, il successore di Pietro
come vescovo di quella città che subì il martirio nell'anno 107
sotto l'imperatore Traiano. |
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IGNELSI
IGNELZI |
Ignelsi, quasi unico, è probabilmente dovuto ad un errore di
trascrizione di Ignelzi, che sembrerebbe tipicamente campano,
dell'avellinese e di Casalbore in particolare, dovrebbe derivare
dal nome Ignelzio, una forma modificata del nome
Ignatius. |
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IGNOTI
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Assolutamente rarissimo è tipicamente siciliano, dovrebbe
derivare da identificazioni fornite a figli di NN da parte di
enti non religiosi probabilmente non preposti ad azioni di
carità. |
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IIRILLI
IIRILLO
JIRILLO |
Iirilli e Iirillo sono quasi unici, Jirillo è appena meno raro,
probabilmente di origini calabresi, dovrebbero derivare da nomi
originati da forme ipocoristiche dialettali basate sul termine
jure
(fiore),
con il significato quindi di fiorellino, secondo un'altra
ipotesi dovrebbero derivare da forme ipocoristiche dialettali
arcaiche del nome Iorio
o Jorio,
l'attuale Giorgio. |
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ILACQUA |
Ilacqua è
decisamente siciliano, del messinese di Messina, Spadafora,
Barcellona Pozzo di Gotto, Santa Lucia del Mela e Milazzo,
l'origine etimologica di questo cognome è oscura anche se si
possono ipotizzare o connessioni con la presenza di fonti in
prossimità dell'abitazione della famiglia o con storpiature di
nomi di origine greca. |
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ILARDI
ILARDO |
Sia
Ilardi che Ilardo hanno un nucleo napoletano ed uno più
importante, probabilmente originario, in Sicilia, potrebbe
derivare dall'aferesi di nomi come Gilardo (Gherardo).
integrazioni fornite da
Andrea Ilardi
Famiglia forse di orignine francese venuta al seguito di Carlo
I° D'Angio (notizie tratte dal libro di Camillo Riccio Minieri
Alcuni fatti riguardanti Carlo
I° D'Angiò dal 6 Agosto 1252 al 30 Dicembre 1270,
dall'Archivio Angioino di Napoli, pagg. 86 e 87: " il milite
Alardo De Alnay suo familiare pro quibusdam arduis excellentie
nostre servitiis". |
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ILARI
ILARINI
ILARIO |
Di
Ilari sembrerebbero esserci più ceppi, nelle Marche meridionali,
nel Lazio e nel trapanese, Ilarini sembra ormai scomparso,
Ilario decisamente più raro ha un nucleo nel napoletano ed uno
nel basso Lazio, dovrebbero derivare, direttamente o tramite
ipocoristici, dal cognomen latino
Hilarius,
nome portato ad esempio da Sant'Ilario Papa dal 461 al 468. Un
principio di cognominizzazione si ha nel 1022 a Benevento in un
atto viene citata una transazione tra un certo Ilario di Telese
(BN) ed il conte Aldemaro di Benevento. |
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ILARIUCCI
ILLARIUZZI |
Assolutamente rarissimo Ilariucci, sembrerebbe avere due ceppi
uno nell'alto appennino reggiano a Ramiseto (RE) in particolare
ed uno probabilmente secondario a Genova, quasi unico
Illariuzzi, dovrebbero derivare da modificazioni del cognomen
latino Hilarius (vedi Ilari)
integrazioni fornite da
Ilariucci Ramiseto (RE)
tipico delle zone dell'alta val d'Enza (province Parma e Reggio
Emilia, specialmente nei comuni di Palanzano e Rmiseto) dove
vari paesini sono costituiti unicamente e totalmente da questo
cognomen, originari di un borgo nella storica Valle dei
Cavalieri, Montedello (anticamente Mund Tell in longobardo
fondato dai romani nel I° sec a.c.) un
commune militum
indipendente esistente politicamente almeno sin dall'epoca di
Carlo Magno (di cui si ha traccia), rocca facente parte di un
sistema poligonale di difesa a vista del feudo Ilariucci
(anticamente Hilarii o Ylarii su antiche iscrizioni) che
controllava una impervia zona d'accesso della via Francigena tra
la Lunigiana, l'Emilia e la Garfagnana. Ancora esistente ai
giorni nostri la rocca fortificata in pietra di fiume con torre
recante lo stemma di famiglia, l'arme rappresenta uno scudo
(sormontato da un elmo) a sfondo rosso con al centro uno scettro
gigliato e attorno 5 palle d'oro (che rivela l'appartenenza al
partito toscano dei Palleschi
di cui facevan parte anche i Medici), e varie iscrizioni su
pietra datate a partire dall'undicesimo secolo, recanti
l'investitura da parte di Mathilde di Canossa (regina d'Italia
di quell'epoca) come Comptes
col dovere di riportare ad
antiquo fulgore la terra della
sorella Prangarda assegnata agli Ilariucci. Su iscrizioni e
reperti di epoche successive a partire dal XV° secolo appaiono
le versioni del cognomen in latino volgare medioevale:
Hilariuzzis, Hilariucci, Hillariucci, De Ilariuccis e
Yllariucci, per poi stabilizzarsi nel più comune Ilariucci,
anche se esistono tutt'oggi le varianti molto più rare:
Illariucci, Illariuzzi, Ilariuzzi e Lariucci. Vari nobili e
notabili appartenuti alla casata Ilariucci risultano negli
annali del ducato di Parma. |
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ILLARIETTI |
Molto raro, sembrerebbe lombardo, dovrebbe derivare dal cognomen
latino Hilarius.
integrazioni fornite da
Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
molto sporadico in Lombardia è però significativo poiché è nato
a Vervio Rogorbello (So) dove il santo patrono è S. Ilario di
Poitiers. |
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ILLIA
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Estremamente raro è tipico valtellinese.
integrazioni fornite da
Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
E' un cognome di una diecina di famiglie di Samolaco nei pressi
di Chiavenna (SO). Si tratta di un cognome di origine comasca
che giunse a Samolaco con Martino Illia che nei primi anni del
1800, sposò una donna del posto Caterina Falcinella. Dai figli
della coppia discendono tutti gli Illia oggi a Sàmolaco. Il
cognome assunse notorietà internazionale con l'elezione di
Arturo Umberto Illia a presidente della Repubblica Argentina nel
1963. Subito dopo l'elezione a Presidente Illia parlando coi
giornalisti italiani ricordo come suo nonno Martino fosse di
Chiavenna e tenesse molto alla sua valle di origine. Deputato di
minoranza sotto il regime peronista, Illia rimase in carica fino
al 1966, quando fu rovesciato da un colpe di stato militare
diretto dal generale Juan Carlos Ongania discendente da
emigranti di Varenna (LC)., paese a una quarantina di chilometri
da Semolaco. Secondo studiosi auterevoli locali [Guido
Scaramellini / Gabriele Antonioli], il cognome deriverebbe al
pari di Gilli e Gili dal nome personale latino "Aegidius", cioè
Egidio, Giglio. |
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ILLUMINATA
ILLUMINATI
ILLUMINATO |
Illuminata è praticamente unico, Illuminati è tipico del Piceno
e dei vicini maceratese e teramano, con un piccolo ceppo nel
ternano ed uno a Roma, Illuminato ha un piccolo ceppo a Napoli e
Cardito (NA), uno nel cosentino ed uno a Catania ed a Palermo.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale
Illuminato,
nato in ambito cristiano col significato di illuminato dalla
fede (il senso è molto simile a quello dei nomi Luca, Lucente,
Luce, Luminoso, etc). Per quanto riguarda i cognomi in
questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi
personali dei capostipiti. |
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IMARISIO |
Tipico di Casale Monferrato (AL) dovrebbe derivare da
modificazioni del nome medioevale
Amarisius
o Amerisius.
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IMBERTI |
Imberti
ha un ceppo nel Piemonte occidentale, un ceppo tra bergamasco e
le vicine zone del bresciano, in particolare a Casnigo e Parre
(BG), ed uno piacentino, dovrebbe derivare dal nome medioevale
Imbertus di cui abbiamo un esempio in questo testo del 1409:
"...Super petitione facta per Petrum Friconet contra Imbertum
Bastardi videlicet quod dictus Petrus dicebat contra dictum
Imbertum quod dictus Imbertus sibi debebat defruere quoddam
terminum sine expensis propriis fuit comissum Petro de
Pelissas..". |
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IMBESI
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Imbesi è tipicamente siciliano del messinese, di Barcellona
Pozzo di Gotto in particolare, ma ben presente anche a Messina,
Terme Vigliatore, Milazzo, San Filippo del Mela e Villafranca
Tirrena, con un ceppo anche a Siracusa ed a Palermo, dovrebbe
derivare dal nome alsaziano Imbs,
che può essere giunto in Sicilia sia con gli svevi, cosa più
probabile, che come militari al seguito degli angioini, il nome
Imbs
è all'origine del toponimo alsaziano Imbsheim, che significa la
casa o la patria di Imbs, situato vicino a Bouxwiller.".
|
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IMBRIACO |
Imbriaco
è tipico del salernitano, di Centola e Moio della Civitella in
particolare, dovrebbe derivare da un soprannome attribuito al
capostipite, di quest'uso abbiamo un esempio in uno scritto del
1363 a Napoli: "...coram Cardillo Brancacio de Neapoli dicto
Imbriaco et Masello Brancacio, dicto Imbriaco, eius filío.ex
quondam nobili muliere domina Vera Baraballa de Gayeta...".
|
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IMBRIOLA
IMBRIOLO |
Imbriola è specifico di Barletta nel barese, Imbriolo, quasi
unico, lo sitrova in qualche rarissimo caso solo al nord,
potrebbero derivare da un soprannome basato su di una forma
ipocoristica derivata dal termine latino
imbrex,
imbricis
(embrice
o tegola piana usata dagli
antichi romani per la copertura dei tetti),
forse indicando così nel capostiipite un magister murarius
(muratore) o un produttore di embrici. |
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IMBRODA |
Imbroda, quasi unico, sicuramente campano, forse di Nola nel
napoletano, difficile individuare un'origine etimologica, si può
solo ipotizzare una connessione con il modo di dire
chi si loda s'imbroda,
potrebbe quindi derivare da un soprannome con il significato di
sbrodolone o di millantatore. |
|
IMBROGNO |
Specifico di Cosenza e dintorni.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Imbrogno è un cognome calabrese che significherebbe 'in
(matrimonio con) Brogno'.
Brogno è cognome calabrese e toponimo in provincia di Como.
Rohlfs 132. |
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IMERTI
|
Imerti,
molto molto raro, è tipico del reggino, di Fiumara e Villa San
Giovanni, potrebbe indicare una provenienza dall'isola greca di
Himerte, nome alternativo dell'isola di Lesbo, ricordato anche
da Plinio il Vecchio: "...Clarissima autem Lesbos, a Chio LXV,
Himerte et Lasia, Pelasgia, Aegira, Aethiope, Macaria
appellata...". |
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IMMI
|
Immi,
quasi unico, probabilmente toscano, dovrebbe essere un cognome
di fantasia attribuito ad un trovatello. |
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IMMORDINO |
Immordino è tipicamente siciliano, di Villalba nel nisseno e di
Palermo, con un ceppo anche a Genoava e ad Albenga nel savonese,
secondo una teoria si tratterebbe di un cognome basato su di
un'alterazione ipocoristica
Bordinus del nome medioevale
germanico Bordo
(vedi BORDI). |
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IMONDI
IMUNDI
IMUNDO |
Imondi ha un ceppo nella fascia che dal romano, attraverso il
frusinate, raggiunge il casertano, con un piccolo ceppo a
Cassino nel frusinate ed a Tora e Piccilli, Marzano Appio e
Presenzano nel casertano, con una presenza significativa anche a
Palermo, Imundi è specifico del casertamo, di Prata Sannita in
particolare, Imundo, assolutamente rarissimo, è del potentino,
dovrebbe trattarsi di forme aferetiche di nomi come
Raimundus,
Raimondo,
o altri simili. |
|
IMOVILLI |
Estremamente raro, sembra essere originario del reggiano,
dovrebbe derivare da un nome di località risalente al periodo
tardo romano, e starebbe ad indicare un sito posto in fondo,
probabilmente ad una vallata, esempi di questo genere si hanno
ad esempio nel bresciano, in Val Camonica, dove si trova
l'antica contrada di Imavilla. |
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IMPACCIATORE |
Quasi unico, parrebbe del centro Italia.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Cognome praticamente unico, forse di origini pescaresi, dovrebbe
derivare dal termine arcaico impacciatore,
l'equivalente dell'odierno
impiccione, una persona, cioè,
che si intromette inopportunamente in ciò che non la riguarda:
il verbo impicciare o impicciarsi, infatti, pare avere la stessa
etimologia di impacciare e da qui la sinonimia tra impacciatore
e impiccione. Si tratterebbe, dunque, della cognominizzazione di
un soprannome attribuito al capostipite. |
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IMPALLOMENI
IMPALLOMMENI |
Impallomeni è tipico siciliano del messinese e del catanese,
Impallommeni, quasi unico, è dovuto ad un errore di trascrizione
del precedente, dovrebbe derivare da un soprannome legato a
caratteristiche fisiche del capostipite originato dal vocabolo
greco empallomène
(di forme slanciate, alto e
snello).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Impallomeni è cognome siciliano dalla voce greca 'mpalloménos'
= rappezzato.
Rohlfs 103. |
|
IMPARATO |
Imparato ha un grosso ceppo in Campania nel napoletano e
salernitano ed in misura più ridotta nel casertano, nel
latinense e nel romano, ha un ceppo inoltre anche nel
palermitano e nel leccese, potrebbe derivare da un soprannome
originato dal termine arcaico
imparatus o
non paratus
(non preparato, non pronto,
impedito), forse crudelmente a
caratterizzare dei capostipiti non particolarmente reattivi e
svegli: "...Quibus auditis rex vehementer animo consternatus,
vel quod imparatus esset ad proelium, vel quod impedimento
temporis diucius morari non poterat...". |
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IMPASTATO |
Impastato
è tipicamente siciliano, della parte occidentale dell'isola, di
Alcamo nel trapanese, di Palermo Cinisi e Partinico nel
palermitano e dell'agrigentino, il cognome dovrebbe essere di
origine abbastanza recente e derivare probabilmente da un
soprannome originato dal mestiere del capostipite. |
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IMPEGNOSO |
Impegnoso, molto molto raro, è tipico del catanese, di Catania e
di Gravina di Catania, dovrebbe derivare da un soprannome basato
sul termine dialettale siciliano
mpignùsu
(puntiglioso),
probabilmente a sottolineare un aspetto del carattere del
capostipite. |
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IMPELLIZZERI
IMPELLIZZIERI |
Impellizzeri è molto diffuso in Sicilia, in particolare ad
Alcamo e Trapani nel trapanese, a Catania, Aci Catena e San
Giovanni la Punta nel catanese, a Troina, Valguarnera Caropepe
ed Enna nell'ennese, a Milazzo, Santa Teresa di Riva e Pace del
Mela nel messinese, ed a Palermo, Impellizzieri, molto molto
raro, è sempre siciliano, si dovrebbe trattare di un'alterazione
con l'aggiunta di una Im
prostetica (prostesi = aggiunta di una vocale
o di una sillaba all'inizio della parola) al cognome
Pellizzeri
(vedi PELIZON) |
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IMPERATORE
IMPERATORI
IMPERATRICE |
Imperatore è tipico di Napoli e di Mugnano di Napoli, con un
ceppo autonomo anche a San Mauro Forte (MT), Imperatori ha un
nucleo nel reatino tra Rieti e Belmonte in Sabina, con un ceppo
importante anche a Roma, un ceppo autonomo è presente a Pesaro,
Imperatrice ha un nucleo a Napoli, un ceppo pugliese nel
tarentino tra Taranto e Mottola, un ceppo è presente anche a
Foggia ed a Roma,
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Imperatore, presente da nord a sud del paese, ha un vasto
epicentro nel napoletano, Imperatori è prevalentemente laziale e
marchigiano, con ceppi maggiori nel reatino, nel romano, nel
pesarese e nell'ascolano, ma con ceppi minori anche nel nord
Italia, Imperatrice è più tipicamente meridionale, con un nucleo
principale nel napoletano e nuclei secondari nel tarantino e nel
foggiano, tutti questi cognomi derivano dal nome medievale
Imperatore,
nato in segno d'onore e di prestigio sulla base dell'omonima
carica politica (così come i nomi medievali Principe, Marchese,
Senatore, etc.); più improbabile, invece, una derivazione
diretta dal titolo d'imperatore, anche solo ad indicare un
qualche tipo di rapporto fra il capostipite e un reale detentore
del trono imperiale. In conclusione, dunque, si tratta delle
cognominizzazioni o dei nomi personali dei capostipiti o di
soprannomi loro attribuiti. |
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IMPERI
IMPERIO
IMPERO |
Imperi è caratteristico di Roma e Montorio Romano, di Tivoli e
di Cerreto Laziale nel romano, Imperio ha un ceppo a Napoli e
Mugnano di Napoli, uno a Terranova di Pollino nel potentino ed a
Tortora e Cassano allo Ionio nel cosentino, uno a Foggia ed uno
a San Giorgio Ionico, Taranto e Massafra nel tarentino, Impero,
il più raro, è specifico di Casavatore, Napoli e Casoria nel
napoletano, dovrebbero essere derivati dal nome
Impèrio,
Impèro
derivato dal termine latino
imperium (impero),
ma, in qualche caso, potrebbero essere nati da alterazioni
aferetiche del cognome D'Imperio
(vedi D'IMPERIO), o da soprannomi originati dalla condizione di
dipendenti da strutture imperiali occupata dai capostipiti. |
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IMPIOMBATO |
Impiombato è specifico di Palmi nel reggino, dovrebbe derivare
da un soprannome basato sul termine dialettale calabrese
nchiummàtu
(ubriaco),
probabilmente ad indicare così una debolezza del capostipite. |
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IMPOSIMATO
POSSIMATO
POSSOMATO
POSSUMATO
PUSSUMATO |
Imposimato, assolutamente rarissimo, parrebbe campano, del
casertano in particolare, Possimato, Possomato e Pussumato sono
quasi unici e dovrebbe trattarsi di forme alterate del comunque
sempre rarissimo Possumato, specifico del napoletano e del
Molise, tracce di famiglie Possumato a Riccia Campobasso si
trovano fin dal 1700, dovrebbero derivare tutti da soprannomi
originati da forme dialettali derivate da un termine medioevale
usato per miracolato,
probabilmente derivato dal vocabolo latino
impositus
(imposto, su di cui sono state
imposte le mani o per il quale è stata richiesta una grazia). |
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IMPROTA
IMPROTO |
Improta è specifico di Napoli, con ottime presenze anche a Somma
Vesuviana, San Giorgio a Cremano, Portici, Casoria, Torre del
Greco, Pozzuoli, Casalnuovo di Napoli, Volla, Giugliano di
Campania, Afragola, Cercola, Torre Annunziata, Ercolano, Quarto
ed Acerra nel napoletano, e Teverola, Aversa, Casaluce, Caserta
e Cervino nel casertano, Improto, quasi unico, è quasi
sicuramente dovuto ad un errore di trascrizione del precedente.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Improta dovrebbe essere una variante del cognome
Prota,
anch'esso più tipicamente napoletano (con presenze significative
anche nel salernitano, nel foggiano e nel potentino): l'iniziale
Im-,
in effetti, dovrebbe riflettere una prostesi del prefisso
In-,
molto comune nei cognomi del Sud Italia - la trasformazione
della -n-
in -m-
è dovuta all'accostamento con la consonante
-p-, come
avviene per esempio nei nomi Giampaolo e Giampiero. (vedi PROTA) |
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INAM
INAMA
INAMO |
Inam ed Inamo sono quasi unici e potrebbe trattarsi di forme
alterate del più comune Inama che è tipicamente trentino di
Taio, Coredo, Sanzeno, Sarnonico e Trento, questo cognome
potrebbe derivare dal nome della località di Inham nella bassa
Baviera, vicino al confine austriaco, secondo altri deriverebbe
dal nome personale medioevale
Inamus, di cui non si hanno
comunque esempi.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Inama è un cognome nòneso, il cui significato non è chiaramente
accertato. Il Bertoluzza ritiene che possa derivare dal verbo
arcaico "inamare", indicante l'azione del pescatore che prende
il pesce con l'amo. "Inamare", in senso figurato, avrebbe il
significato di fare innamorare di sé qualcuno con atteggiamento
seduttivo. Ma appare più probabile la spiegazione che ne dà Gian
Maria Rauzi, che lo ritiene legato alla storia stessa della
famiglia Inama. Il nucleo principale degli Inama è originario di
Dermulo, (comune di Taio, in Val di Non). Nel corso del Trecento
la casata si divise in diversi rami che si distribuirono prima
in altre zone della valle, poi anche nel resto del Trentino. Un
ceppo degli Inama ebbe il riconoscimento di dignità nobiliare
nel 1516 per concessione dell'imperatore Massimiliano I, e nel
1530 per provvedimento del principe vescovo di Trento Bernardo
Clesio. Gli abitanti di Dermulo (luogo d'origine degli Inama),
attorno all'anno 1000, erano soggetti ai signori di Denno.
Vennero "liberati" all'inizio del 1200 dal principe vescovo di
Trento. L'attuale toponimo Denno nel XII secolo era scritto 'de
Eno'. Forse il significato di Inama è da ricercare proprio in
questa antica dipendenza dai signori di Denno- Inama da "de
Enamis" o semplicemente "Enamis", con riferimento al
vassallaggio verso Denno. |
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INCAMPO |
Originario della zona tra la provincia di Bari e quella di
Matera, deriva quasi sicuramente da toponimi come Campomaggiore
(PZ) o altri simili. |
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INCANTALUPI
INCANTALUPO |
Incantalupi è quasi unico, Incantalupo, molto molto raro, è
tipico del barese.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Molto raro, originario del barese, dovrebbe derivare da un
soprannome scherzoso attribuito al capostipite per la sua
propensione ad ammansire o
incantare i lupi, così da
evitare un loro possibile attacco, cosa che poteva accadere non
di rado durante le battute di caccia. Più improbabile, invece,
la derivazione dal toponimo Cantalupo (IS). |
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INCARDONA |
Tipico della Sicilia meridionale, può essere derivato da
modificazioni dell'aferesi del nome Riccardo.
integrazioni fornite da
Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
Secondo un'altra possibile interpretazione il cognome
deriverebbe dal cognome spagnolo Cardonas, a sua volta derivato
da cardo, il nome della pianta orticola delle Composite. Lo
stemma gentilizio degli Incardona sarebbe il Cardo.
vedere anche il dizionario di Gutierre Tibòn
(Diccionario Etimologico Comparado de los Apellidos
Espanoles..Mexico 1992)
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Nei cognomi meridionali il prefisso
IN
significa spesso: in matrimonio
con. Quindi anche Incardona
significa: (in matrimonio con) Cardona. Cardona è un cognome
calabrese che viene da toponimi. In Italia una località Cardona
è in provincia di Alessandria. Possibile anche la derivazione
dall'omonimo toponimo spagnolo situato in Catalogna. |
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INCARI
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Incari, praticamente unico, probabilmente del catanese, dovrebbe
derivare da un soprannome basato sul termine dialettale
siciliano incàru
(mandriano, guardiano di
giovenchi). |
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INCARNATA
INCARNATI
INCARNATO |
Incarnata è praticamente unico, Incarnati è specifico della
fascia centrale, di Roma e di Gioia dei Marsi e Collarmele
nell'aquilano, Incarnato è tipico del sud, in particolare di
Napoli e del napoletano, di Volla, Cercola, San Giorgio a
Cremano, Casalnuovo di Napoli, Portici e Casoria.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale
Incarnato,
che, in ambito cristiano, allude al concetto dell'Incarnazione
di Cristo (secondo cui la
natura divina di Gesù assunse non solo un aspetto umano, ma
addirittura una vita umana nella sua pienezza, in tutta la
parabola dell'esistenza terrena). Per quanto riguarda i cognomi
in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi
personali dei capostipiti. |
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INCATASCIATA
INCATASCIATO |
Incatasciata, praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad un
errore di trascrizione di Incatasciato, che, decisamente
siciliano, di Modica e Pozzallo nel ragusano, di Rosolini nel
siracusano e di Catania, dovrebbe derivare da un soprannome
basato sul termine dialettale siciliano
ncatasciàtu
(scontroso, chiuso di carattere,
scorbutico), sottolineando
probabilmente così un aspetto del comportamento del capostipite. |
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INCERPI |
Incerpi è tipicamente toscano, di Pescia, Uzzano e Buggiano nel
pistoiese e di Firenze, l'origine etimologica è oscura, anche se
l'ipotesi più probabile è che possa derivare da una contrazione
della forma medioevale Incertis
Patris (di
padre ignoto) attribuita ad un
trovatello. |
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INCERTI |
Specifico emiliano, della zona che va dal reggiano al modenese,
dovrebbe derivare dalla forma medioevale
Incertis Patris
(di padre ignoto)
attribuita a qualche trovatello. |
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INCISA
|
Estremamente raro, potrebbe essere dell'alessandrino e derivare
dal toponimo Incisa Scapacino (AT). |
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INCONIS |
Inconis è tipicamente sardo, del sud dell'isola, di San Gavino
Monreale nel Medio Campidano, di San Sperate nel cagliaritano e
di Villamassargia nell'iglesiente, dovrebbe derivare da un
soprannome basato sul termine sardo logodurese
incona (figura,
immagine, statua), forse dal
fatto che i capostipiti avessero un corpo statuario, ma potrebbe
anche derivare invece dal termine sardo logodurese
inconiosu
(triste, afflitto),
probabilmente riferito a caratteristiche comportamentali o ad
atteggiamenti del capostipite. |
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INCORPORA |
Rarissimo
è di probabili origini siciliane, potrebbe essere un nome dato
da frati o suore ad un trovatello, (in latino corpora = corpi o
più probabilmente in corpore = nel corpo, sottinteso (corpo)
santo di Gesù). |
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INCORVAIA
INCORVAJA |
Incorvaia, pur avendo ceppi nel savonese e genovese, e nel
romano, è tipicamente siciliano, dell'agrigentino e del nisseno
con buone presenze anche nel palermitano, trapanese e ragusano,
Incorvaja, quasi unico, è del trapanese, questi cognomi
dovrebbero stare ad indicare famiglie collegate tramite legami
matrimoniali alla famiglia dei Corvaia (vedi CORVAIA). |
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INCRISTI |
Incristi
è un cognome quasi scomparso, sembrerebbe provenire da Menfi in
Sicilia, si potrebbe trattare di un nome attribuito dalla
religiosità antica come contrazione dell'espressione "in Christo
fidelis", non è da escludere che possa anche trattarsi di una
cognominizzazione attribuita da qualche istituto religioso ad un
fanciullo abbandonato, cui rimaneva soltanto la fede in Cristo
come viatico per la vita. |
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INDELICATO |
Sembra
tipico siciliano, dovrebbe derivare da un soprannome, come pure
da una modificazione del cognomen latino Delicatus (vedi
DELICATA). |
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INDENNITATE |
Indennitate è un cognome tipicamente pugliese, di Nardò,
Carmiano, Monteroni di Lecce e Novoli nel leccese e di San
Donaci nel brindisino, dovrebbe derivare da un soprannome
originato dal termine medioevale
indemnitas,
indemnitatis
(che permette di uscire indenne,
di scampare, ma anche risarcimento pecuniario per un esproprio),
forse ad indicare la famiglia come gente espropriata dei propri
beni. |
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INDINI
INDINO
INTINI
INTINO |
Indini, assolutamente rarissimo, è del brindisino, Indino è
specifico della penisola salentina, con un ceppo anche a Roma,
Intini è un cognome tipicamente pugliese, di Noci, Putignano e
Monopoli nel barese, con un ceppo anche a Taranto, ed a Roma,
Intino, decisamente più raro, ha un piccolo ceppo a Roma ed a
Foggia, dovrebbero derivare, direttamente o tramite
modificazioni più o meno dialettali, dal nome medioevale latino
Intinus,
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Monopoli almeno
dal 1600, già agli inizi del secolo troviamo registrazioni ad
opera del notaio Vit'Antonio Intini, e a Putignano le troviamo
almeno dal 1700, nel registro delle azioni legali dell'anno 1744
si legge: "...Putignani 1744. Mandatum de solvendo ad instantiam
Stephani Leo, et Petri Iacobi Intini contra sacerdotem Ioannem
Baptistam Luiso dictae terrae...". |
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INDIVERI |
Indiveri ha un piccolo ceppo a Pozzuoli nel napoletano, ed un
ceppo in Puglia a Monopoli nel barese, a Grottaglie nel
tarantino ed a Fasano nel brindisino, con presenze anche nel
leccese, potrebbe derivare da un'alterazione dialettale del nome
sia germanico che normanno
Ingeberth, formato dai termini
medioevali germanici ing
(la punta della spada)
e berth
(luce, splendente),
o per betacismo dal suo alterato
Indibert. |
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INDOLFI
INDOLFO |
Indolfi ha un ceppo nel napoletano a Somma Vesuviana, Ottaviano
e Napoli ed uno in Puglia nel barese ad Alberobello e Monopoli
ed a Mesagne nel brindisino, Indolfo è quasi unico, derivano dal
nome longobardo Indulfus
di cui abbiamo un esempio nel
Chronicon Salernitanum del X°
secolo: "...Ipse vero Indulfus quicquid habere poterat, clam
illud dabat, et sacramenta recipiebat; idipsum Landolfum omni
nisu exinde satagebat, et predictum Marinum arcius exflagitabat,
ut cum omnimodis adiuvaret ad optinendum principalem
honorem...". |
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INDOVINA
INDOVINI
INDOVINO |
Indovina è caratteristico del palermitano, di Termini Imerese e
Palermo, con un piccolo ceppo a Niscemi nel nisseno ed a
Catania, Indovini, molto molto raro, ha un piccolo ceppo a
Bologna, Indovino ha un ceppo a Valguarnera Caropepe
nell'ennese, a Ramacca e Catania nel catanese ed a Mistretta nel
messinese, questi cognomi dovrebbero derivare dal mestiere di
indovino o fattucchiere svolto dai capostipiti.".
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INFANTE
INFANTI
INFANTINI
INFANTINO |
Infante è tipico del sud, di Campania, Puglia e del cosentino,
Infanti è decisamente friulano, Infantini, molto raro, ha un
ceppo a Camerota (SA) ed uno a Lecce, Infantino è tipicamente
siciliano e del reggino, con ceppi anche in Basilicata ed in
Campania, dovrebbero tutti, direttamente o tramite ipocoristici,
derivare da soprannomi formatisi attorno al vocabolo medioevale
latino infans
( bimbo piccolo, letteralmente
non ancora in grado di parlare),
in alcuni casi si tratta di cognome attribuito ad un bambino
abbandonato. |
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INFRANCA |
Infranca
è tipicamente siciliano, del trapanese, di Castelvetrano e
Campobello di Mazara, secondo una teoria dovrebbe trattarsi di
una forma indicante la parentela matrimoniale con un Franca,
cognome presente anche fra la popolazione araba in Tripolitania. |
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INFULATI
INFULI |
Infulati, assolutamente rarissimo, quasi unico, ha qualche
sparuta presenza nel lecchese, nell'udinese e nel Lazio,
dovrebbe derivare da un soprannome latino medioevale basato sul
termine infulatus
(ornato di
infula,
una specie di benda sacra
che circondava il capo di sacerdoti e di vittime sacrificali),
Infuli, praticamente unico, che sembrerebbe piemontese, dovrebbe
avere la stessa radice etimologica., , potrebbe trattarsi di
soprannomi originati dal fatto di essere stati i capostipiti dei
sacerdoti pagani o delle persone particolarmente importanti
nella comunità d'appartenenza. |
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INGALLINERA
INGALLINERI |
Ingallinera è specifico di Ragusa, Comiso e Santa Croce Camerina
nel ragusano, Ingallineri è unico, sono di origini etimologiche
oscure. |
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INGANNAMORTE |
Ingannamorte, tipicamente pugliese, molto raro, ha un ceppo a
Trani e Bari nel barese ed uno a Orta Nova nel foggiano,
dovrebbe derivare da un nome beneaugurale tardomedioevale,
attribuito dai genitori al figlio cui si augurava di essere più
furbo della morte, tanto da evitarla, tracce di questa
cognominizzazione le troviamo in un atto del 1556 a Bitonto:
"Impositio census. Pro magnifico Joanne Francesco de Rubeis de
Troya Botonti magnifici domini Felicis de Rubeis de Neapolis
contra magnificum Polidorum Regnam sindacum Botonti, Didacum de
Sylos, Joannem Paulum de Labinis, et Jeromimum Ingannamorte". |
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INGARAO
INGRAO |
Ingarao rarissimo è proprio della Sicilia meridionale ed
orientale, Ingrao invece è specifico della Sicilia occidentale,
una derivazione possibile è dal nome normanno
Ingran
traccia di questo cognome le troviamo a Ragusa nella seconda
metà del 1500 con il mastro costruttore Leonardo Ingarao.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Ingarao, Ingrao è cognome siciliano che significa 'in
(matrimonio con) Garao'.
Garao è anch'esso cognome siciliano. |
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INGARGIOLA |
Ingargiola è tipicamente siciliano, ha un grosso ceppo a Mazara
del Vallo nel trapanese, con ceppi, probabilmente secondari, a
Palermo e Carini nel palermitano ed a Castelvetrano, Campobello
di Mazara e Marsala nel trapanese, potrebbe derivare, con
l'aggiunta di una In-
epentetica dal nome della Gens
Gargiulia, secondo un'altra
ipotesi deriverebbe invece da capostipiti le cui madri avessero
sposato un non meglio precisato Gargiola. |
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INGARSIA
INGRASSIA |
Ingarsia, molto molto raro, è specifico dell'isola di Favignana
nel trapanese, Ingrassia è molto diffuso in tutta la Sicilia,
soprattutto nel trapanese, palermitano e catanese.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
D'origine spagnola (forse anche ebreo-sefardita), i cognomi
Ingarsia e Ingrassia nascono da un'italianizzazione del cognome
spagnolo Garcìa,
sul cui significato son state avanzate diverse ipotesi (per una
spiegazione più approfondita, vedi Garcia). In questo contesto,
ad ogni modo, va notato che Ingarsia e Ingrassia sono più
propriamente delle forme prostetiche dei cognomi Garsia e
Grassia (vedi Garsia e Grassia), tenendo presente che la
prostesi del prefisso In- è molto comune nei cognomi del sud
Italia - si pensi ai cognomi Calcaterra/Incalcaterra,
Cardona/Incardona, Dorato/Indorato, Serra/Inserra,
Zerillo/Inzerillo, etc. |
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INGEGNATTI
INGEGNERE
INGEGNERI |
Ingegnatti, estremamente raro, ha qualche presenza nel cuneese,
Ingegnere, ha un ceppo nel reggino ed uno, molto più contenuto,
nel messinese, Ingegneri ha ceppi nel rovigoto, nel viterbese e
romano e nel messinese, questi cognomi potrebbero derivare da
alterazioni del nome Eugenio,
ma, molto più probabilmente derivano da soprannomi originati dal
vocabolo tardo latino ingenarius
(chi operava alle macchine,
normalmente da guerra). |
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INGENITO |
Ingenito è un cognome prettamente campano, tipico di
Castellammare di Stabia, Gragnano, Napoli, Santa Maria la
Carità, Boscotrecase e Torre del Greco nel napoletano e di
Sarno, Angri,Mercato San Severino,Salerno, Pagani, Nocera
Inferiore e Cava de' Tirreni nel salernitano, si dovrebbe
trattare di uno dei tanti cognomi attribuiti ai trovatelli, il
cognome si basa sul termine latino
ingenitus
(non generato,
sottinteso nell'ambito del
matrimonio, quindi equivalente
a illegittimo). |
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INGHILESI |
Inghilesi estremamente raro, è specifico del fiorentino,
dovrebbe derivare da un nome, soprannome medioevale basato sul
termine inghilese
(inglese),
termine usato ad esempio da Dante Alighieri ne canto
diciannovesimo del Paradiso:
"... Lí si vedrà la superbia ch'asseta, // che fa lo Scotto e
l'Inghilese folle, // sí che non può soffrir dentro a sua meta.
// Vedrassi la lussuria e 'l viver molle // di quel di Spagna e
di quel di Boemme, // che mai valor non conobbe né volle. ...",
dell'uso come nome abbiamo un esempio citato da Giovanni
Cavalcanti nelle sue Istorie
fiorentine: "...Per niuno modo
è da tacere la pazienza dello specchiato cittadino Niccolò da
Uzzano, la quale dimostrò nelle sfacciate ingiurie d' Inghilese
Baroncelli. Perché, essendo nimichevole odio tra questi due
cittadini, il quale odio procedeva, l'uno per invidia che
portava all'altro per le sue virtù, e l' altro per ira che
portava alle scellerate opere dell' altro...". |
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INGHILTERRA |
Molto
raro, ha un ceppo a Gragnano nel napoletano ed uno a Comiso nel
ragusano, dovrebbe derivare dall'essere o di provenienza inglese
o da un soprannome legato ad avvenimenti connessi con
l'Inghilterra. |
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INGHIRAMI
INGRAMI |
Inghirami, molto raro è tipico toscano, Ingrami è specifico
della zona tra Serramazzoni e Maranello nel modenese, derivano
dal nome medioevale, peraltro rarissimo, Enghiramo, di cui
abbiamo un esempio nel 1200 nel senese: "...era stata costretta
la Republica Fiorentina a rinunziare a tutte le usurpate ragioni
sopra del Contado Sanese, e i Conti rimanevano ancora contumaci,
andavano sopra loro le milizie Urbane de due Terzi di Città, e
Camollia, sotto la condotta di Messer Enghiramo da Gorzano, e di
Ghino di Messer Filippo Fortegueri...". Tracce di questa
cognominizzazione le troviamo a Rosia (SI) con Nello d'Inghiramo
signore di Castel di Pietra, marito nel 1280 della famosa Pia de
Tolomei ricordata nella Divina Commedia.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va, in effetti, ricercata nel nome
medievale Inghiramo
(noto anche nelle forme
Enghiramo e
Ingramo):
si tratta, in tutti e tre i casi, dell'italianizzazione del
personale germanico Ingram,
originato dalla combinazione degli elementi
Ing, il
nome, cioè, del dio scandinavo della pace e della fertilità, e
hraban,
col significato di corvo, e traducibile, dunque, come
il corvo di Ing. |
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INGHLIERI |
Inghlieri, quasi unico, è probabilmente di origini toscane
dell'area che comprende i territori di Pietrabona, Collodi e la
zona di Pescia nel pistoiese, potrebbe derivare dal nome di
origine germanica Ingilhard,
a sua volta derivato da ingil
(punta della spada)
e hard
(duro)
o anche dal nome sempre germanico
Ingelrich,
sempre composto da ingel
con l'aggiunta di rich
(ricco). |
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INGIARI |
vedi
LINGIARI |
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INGLESE |
Inglese è molto diffuso in tutto il sud, in particolare in
Campania, Sicilia e Puglia, dovrebbe derivare da un
identificatore etnico, cioè di proveniente dall'Inghilterra, ma
è molto più probabile che derivi invece semplicemente dal nome
Inglese
equivalente del più comune Francesco che non ha alcuna
connessione con la Francia o con una provenienza da quel paese. |
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INGLETTI
INGLETTO |
Ingletti, abbastanza raro, è specifico di Tricase e Montesano
Salentino nel leccese, Ingletto, leggermente più diffuso, è
anch'esso di Tricase, ma è ben presente anche a Santa Cesarea
Terme, Ortelle e Diso, potrebbe trattarsi dell'italianizzazione
di una forma ipocoristica del nome albanese
Engjell,
ma la cosa più probabile è che derivi invece
dall'italianizzazione della contrazione del nome medioevale di
origini germaniche Englebertus,
nel 1700 troviamo a Tricase la famiglia Ingletto, in vari atti
vengono citati gli eredi di un Paolo Ingletto, il Sacerdote Don
Salvatore Ingletto ed il ciabattino Giovanni Ingletto. |
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INGRAFFIA |
Ingraffia è specifico del palermitano, di Palermo, Ciminna e
Mezzojuso.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
D'origine spagnola (forse anche ebreo-sefardita), il cognome
Ingraffia nasce da un'italianizzazione del cognome spagnolo
Garcìa,
sul cui significato son state avanzate diverse ipotesi (per una
spiegazione più approfondita, vedi Garcia). In questo contesto,
per la precisione, va osservato che Ingraffia è più propriamente
una variante fonetica del cognome Ingrassia (vedi Ingarsia),
tenendo presente che il suono della doppia
-f- si
deve a un tentativo di ricalcare il suono della
-c-
interdentale nell'originale
Garcìa (impossibile da adattare
letteralmente in italiano): l'italiano, in effetti, non possiede
un suono corrispondente alla -c-
interdentale - tipica invece dello spagnolo - e questo, allora,
comporta un difficile adattamento del cognome Garcìa nella
nostra lingua, dovendo ricorrere a consonanti quali la
-f-
(es. Ingraffia), la -s-
(es. Ingrassia), la -z-
(es. Garzia), la -c-
(es. Garcea), etc - per non parlare delle prostesi e delle
metatesi nelle forme Ingraffia, Ingrassia, Grassia, etc, che,
com'è facile intuire, rendono ancora più problematica
l'interpretazione di questi cognomi. |
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INGRALDI
INGRALDO |
Ingraldi, molto raro, sembrerebbe specifico di Vita nel
trapanese, Ingraldo, assolutamente rarissimo, è sempre
siciliano, della zona occidentale dell'isola, dovrebbero
derivare da un'italianizzazione del nome germanico
Ingilhard,
composto dai termini medioevali germanici
ingil (punta
della spada o
della lancia)
e da hard
(duro). |
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INGRASCI
INGRASCI' |
Ingrasci, molto raro, ha un piccolissimo ceppo ad Asti ed uno
nel nisseno, Ingrascì, assolutamente rarissimo, è siciliano di
Milena e Sutera nel nisseno, una teoria propone la derivazione
dal termine in Grassi
(sposato con Grassi)
alterato dal dialetto, una seconda ipotesi propone una
derivazione da un soprannome di mestiere, forse legato
all'ingrasso dei maiali. |
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INGRISANI
INGRISANO |
Ingrisani, quasi unico, parrebbe dell'avellinese, Ingrisano,
assolutamente rarissimo, parrebbe sempre campano dell'Irpinia,
potrebbero derivare, con l'aggiunta di una
In-
epentetica, fenomeno abbastanza comune soprattutto al sud, dal
nome latino Grisantus,
latinizzazione del nome greco
Chrisantos, probabilmente
portato dal capostipite. |
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INGROSSI
INGROSSO |
Ingrossi, quasi unico, è del leccese, dovrebbe trattarsi di
un'errata trascrizione di Ingrosso, che ha un ceppo a Roma ed a
Formia nel latinense, uno a Napoli, ma il ceppo più consistente
è sicuramente in Puglia, in particolare nel leccese a Lecce,
Lizzanello, Castri di Lecce, Cavallino, Vernole, Campi
Salentina, Guagnano, Taviano, San Donato di Lecce, Carmiano,
Copertino, Trepuzzi, Squinzano, Calimera, Veglie, Galatina,
Melendugno e Surbo, ed a Taranto, Bari e Brindisi, questo
cognome dovrebbe derivare dal nome medioevale
Grossus,
cui sia stata aggiunta una In-
epentetica (vedi GROSSELLI). |
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INGUANTA
INGUANTI |
Inguanta è molto raro ed è tipico dell'agrigentino, in
particolare di Palma di Montechiaro (AG), Inguanti, molto più
raro sembra del catanese e siracusano.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Inguanti è cognome catanese. Secondo Rohlfs 104 potrebbe
semplicemente significare 'in
guanti'. |
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INNAMORATA
INNAMORATI
INNAMORATO |
Innamorata è praticamente unico, Innamorati è tipico della
fascia centrale che comprende il Piceno, l'Umbria, l'Abruzzo ed
il Lazio, Innamorato ha un ceppo a Teggiano (SA), nel barese a
Conversano, Mola Di Bari e Noicattaro ed in Sicilia ad
Alessandria della Rocca (AG).
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Innamorata, unico, si riscontra soltanto a San Giuseppe
Vesuviano (NA), Innamorati è tipico per lo più del centro
Italia, con ceppi maggiori nel romano, nel pescarese,
nell'aquilano, nel perugino e nell'ascolano, Innamorato,
presente da nord a sud del paese, è prevalentemente meridionale,
con un nucleo principale nel barese e ceppi minori nel
salernitano, nell'isernino e nell'agrigentino, tutti questi
cognomi derivano dal nome medievale
Innamorato,
che, al pari di altri vecchi nomi quali Amatore, Amante e
Amoroso, va inteso nel significato antico di amabile, amorevole
(che ispira o esprime amore). Si tratta, dunque, delle
cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti. |
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INNESTI
INNESTO |
Innesti, assolutamente molto molto raro, è toscano, del pisano
soprattutto, del livornese e del fiorentino, Innesto è quasi
unico, forse pugliese, dovrebbero derivare dall'aferesi del nome
medioevale Boninnesto,
nome attribuito al proprio figlio da un genitore che si augurava
che questi potesse essere un
buon innesto, una buona
aggiunta alla propria famiglia. |
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INNOCENTE
INNOCENTI
INNOCENTINI
INNOCENZA
INNOCENZI
INNOCENZO |
Innocente ha un ceppo veneto friulano, nell'area delle province
di Treviso e Pordenone, uno nel napoletano ed uno nel Salento,
Innocenti, diffuso in tutta l'Italia centro settentrionale, ha
un ceppo molto importante in Toscana ed uno nel milanese,
Innocentini è specifico dell'area di Arezzo, Pergine Valdarno
(AR) e Citta` Di Castello (PG), Innocenza è praticamente unico,
Innocenzi è tipico della fascia centrale che comprende Umbria,
Abruzzo e soprattutto il Lazio, Innocenzo, assolutamente
rarissimo, parrebbe campano, dovrebbero derivare tutti dal
cognomen latino Innocens,
poi diventato Innocenzo, in molti casi si tratta invece di
cognomi propiziatori dati ad alcuni trovatelli, in quanto
innocenti, privi di colpa per il loro stato di figli della
colpa, ricordiamo a tal fine lo Spedale degli Innocenti di
Firenze. |
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INSEGNO
INSIGNA
INSIGNO |
Insegno, molto molto raro, potrebbe essere della zona tra l'alta
Toscana ed il Lazio, Insigna, assolutamente rarissimo, parrebbe
campano, Insigno, anchesso estremamente raro, è napoletano,
potrebbe derivare dal nome augurale medioevale
Insigne, Insignis
(insigne, illustre) secondo un'altra ipotesi deriverebbe sempre
da un antico nome gratulatorio ma con il significato di Colui
che ci insegna, Colui che ci guida. |
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INSERRA |
Probabilmente ha almeno due ceppi, uno nel catanese ed uno in
provincia di Napoli, la sua derivazione potrebbe essere dal nome
albanese Montserrat.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Inserra è cognome siciliano che significa 'in
(matrimonio con) Serra'.
Serra è cognome panitaliano (cfr.) |
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INSINGA
INSINGO
INSINNA |
Insinga è siciliano, di Mistretta nel messinese, di Palermo, di
Catania e di Regalbuto nell'ennese, Insingo, anch'esso
siciliano, è praticamente unico, Insinna ha un ceppo a
Vallelunga Pratameno nel nisseno ed uno a Palermo, questi
cognomi dovrebbero derivare da un nome augurale dialettale
siciliano originato dal modo di dire latino
in hoc signo,
in questo segno,
sottinteso della Croce,
a memoria della frase "In hoc Signo vinces" «con questo segno
vincerai», comparsa in cielo a Costantino il Grande, fatto di
cui fu testimone, lo stesso Costantino e tutto il suo esercito. |
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INTAGLIATA |
Intagliata è tipicamente siciliano, del siracusano, di Augusta,
Siracusa, Floridia e Palazzolo Acreide, dovrebbe trattarsi di un
matronimico riferito ad una capostipite che fosse convolata a
nozze con un Tagliata
(vedi TAGLIATA). |
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INTELISANO
INTELLISANO
INTERISANO
INTRISANO |
Intelisano è tipico del messinese, a Taormina, Castelmola,
Messina e Giardini Naxos, e del catanese, aGiarre, Catania e
Calatabiano, Intellisano, praticamente unico, dovrebbe essere
dovuto ad un'errata trascrizione del precedente, Interisano,
estremamente raro, è di Santa Lucia del Mela nel messinese,
Intrisano è caratteristico di Paternò e Catania nel catanese,
questi cognomi dovrebbero derivare da soprannomi grecanici
originati dal termine greco antico ήντλησα intlesa (sgottare,
togliere l'acqua dalla sentina, cioè dal fondo della nave),
probabilmente attribuito a capostipiti che, marinai di
professione fossero visti come perenni addetti al pompaggio
dell'acqua di sentina, ma non si può escludere che il termine
potesse aver anche acquisito un significato più scherzoso
attribuito a chi scolasse spesso i fondi delle botti o
prosciugasse qualchecosa d'altro. |
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INTELVI |
Intelvi,
estremamente raro, è tipico del comasco, dovrebbe derivare
dalla Val d'Intelvi o da uno dei molti toponimi contenenti la
radice Intelvi come a titolo di esempio Lanzo d'Intelvi (CO). |
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INTERBARTOLO |
Interbartolo è tipicamente siciliano, di Cerda nel palermitano,
dovrebbe derivare da un soprannome indicante l'appartenenza alla
famiglia Bartolo, il prefisso
Inter- starebbe ad indicare
proprio l'appartenenza. |
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INTERDONATI
INTERDONATO |
Interdonati è praticamente unico, e dovrebbe trattarsi di
un'errata trascrizione del cognome Interdonato, che è specifico
di Messina e di Nizza di Sicilia, Roccalumera e Alì Terme nel
messinese e di Comiso nel ragusano, con sparute presenze anche
nel reggino.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nell'unione fra il
prefisso inter-
(variante del più comune in-,
con valore prostetico) e il nome medievale
Donato,
ad indicare che il capostipite era un signore di nome Donato
(vedi Donadel). In Sicilia, per la precisione, va notato che
diversi cognomi presentano la prostesi del prefisso in- o inter-
(si pensi ai cognomi Indomenico, Ingianni, Internicola,
Intersimone, etc) e, a ben vedere, non è escluso che l'uso di
questo prefisso sottenda anche un legame di parentela - come
avviene nei rapporti coniugali, dove al cognome della moglie si
accompagna spesso il cognome del marito, preceduto appunto dalla
preposizione in. In conclusione, dunque, si tratta delle
cognominizzazioni del nome personale del capostipite. |
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INTERIANO |
Interiano, ormai scomparso in Italia, sembrerebbe originario
dell'area genovese, abbiamo tracce di questa cognominizzazione
nel 1400 con il patrizio genovese Giorgio Interiano che fu
governatore della Corsica nel 1496: "...Georgius Interianus
Genuensis me tamen officiose adiit, tum quia ipse benignus est
sane quam humanus, tum etiam quia Daniel Clarius Parmensis vir
utraque lingua doctus, et qui in Urbe ..:", Paolo Interiano nel
1551 è autore delle Istorie Genovesi, Ludovico Interiano,
insieme ai due figli Paolo Battista e Nicolò, nel 1556 danno
avvio alla costruzione del Palazzo Interiano a Genova, la sua
famiglia si estingue poi nel XVII° secolo. |
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INTERLENGHI |
Interlenghi è un cognome rarissimo di origini lombarde, dovrebbe
derivare dal nome longobardo della piccola località di
Interling,
italianizzata poi nell'attuale Interlegno, situata nella zona di
Monte Olimpino, tra Chiasso e Como. |
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INTERMITE
INTERMITI |
Intermite è tipicamente pugliese, di Grottaglie, Taranto,
Montemesola, Statte e Manduria nel tarentino, Intermiti è unico
e dovrebbe trattarsi di un errore di trascrizione del
precedente, che dovrebbe essere di origini ispaniche e derivare
dal termine portoghese
intermitir (mettersi
in mezzo, separare), forse
attribuendo ai capostipiti una funzione di mediatori. |
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INTERRANTE |
Interrante è tipicamente siciliano di Sciacca e Menfi
nell'agrigentino.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Secondo un'ipotesi interessante, il cognome Interrante
nascerebbe dall'unione fra il prefisso
inter-
(variante del più comune in-,
con valore prostetico) e il nome medievale
Errante,
ad indicare che il capostipite era un signore di nome Errante
(per una spiegazione più approfondita, vedi Errante).
Geograficamente, in effetti, va notato che sia Interrante che
Errante sono cognomi più tipici della Sicilia occidentale,
tant'è che Interrante potrebbe nascere da una semplice prostesi
del più comune Errante, come avviene di frequente in ambito
siciliano - soprattutto con i prefissi In- e Inter- (a questo
proposito, rimando al cognome Interdonati). In conclusione,
dunque, si tratterebbe della cognominizzazione del nome
personale del capostipite. |
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INTRAPRENDENTE |
Assolutamente rarissimo potrebbe essere originario della Sicilia
sudoccidentale, potrebbe derivare da un soprannome. |
|
INTROCASO |
Introcaso
è specifico del cosentino, in particolare di Montegiordano, di
difficile interpretazione si possono solo formulare ipotesi,
come ad esempio che si tratti di un'italianizzazione tronca del
nome del paese di Entrecasteaux in Provenza vicino a Draguignan,
potrebbe trattarsi di occitani emigrati nel cosentino nel
dodicesimo secolo o anche di valdesi giunti nel 1500. |
|
INTROINI |
Introini
è tipico dell'area che comprende il novarese, Omegna e Novara,
il Pavese con Vigevano, il varesotto con Samarate, Gallarate,
soprattutto Crenna, e Cassano Magnago, ed il milanese con
Milano, Parabiago, Magenta, Corbetta, Vittuone e Vanzago,
potrebbe derivare da Introini, una frazione del comune di Solaro
nel milanese, esiste anche un'ipotesi che lo farebbe derivare da
una forma etnica arcaica della città di Intra nel verbanese. |
|
INTROZZI |
Introzzi è specifico del comasco, di Fino Mornasco, Como,
Casnate con Bernate e Cadorago, dovrebbe derivare dal nome del
paese di Introzzo nel lecchese, il cui nome dovrebbe derivare
dal termine medioevale introgium
(gabella di soggiorno
nella zona chiamata Mont'Introzzo, l'attuale Valvarrone). |
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INVERGA |
Inverga, assolutamente rarissimo, dovrebbe essere di origini
siciliane, probabilmente della città di Nicosia nell'ennese,
inverga
è un termine marinaresco italiano che sta per
arrotolata,
riferito normalmente ad una bandiera, appunto arrotolata sulla
sagola di un'imbarcazione, mentre invergare indica l'azione di
fissare una bandiera ad una sagola, ma all'origine di questo
cognome, molto più probabilmente, si trova il nome longobardo
Imberga,
che per il fenomeno del betacismo è stato modificato in Inverga,
ricordiamo con questo nome la duchessa longobarda moglie di
Teodone e sorella di re Liutprando, che nell'anno 744 resse il
ducato di Asti. |
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INVERNIZZI |
Decisamente lombardo, potrebbe derivare dal toponimo Inverno e
Monteleone (PV), Una simpatica leggenda riportata dal Dr. Angelo
Invernizzi sostiene che:" Un soldato romano per sfuggire alla
morte si rifugiò nella Val Sassina dove, stanco della vita
militare, iniziò a lavorare la terra. Dimostratosi buon
contadino trovò moglie e formò una famiglia. Col crescere della
famiglia, aumentò anche la terra coltivata e la sua mandria.
Giunse il momento che d'inverno, si trovava in difficoltà a
nutrire tutte le sue mucche con il fieno che produceva e decise
da allora in poi di traslocare all'inizio della brutta stagione
la sua mandria in pianura per trascorrere l'inverno. La
popolazione della pianura che vedeva sempre all'inizio dei primi
freddi arrivare il contadino dalla Val Sassina, incominciò a
dire " Arriva l'inverno, arriva l'inverno!"e da qui é nato il
cognome Invernizzi.".
integrazioni fornite da
Robert Invernizzi
La forma più vicina e più antica di questo cognome appare: Nel
Codex Diplomaticus Mediolanensis
Pergamene milanesi : Nel 1174 a
Milano e citato Invernus Dalapiscina. Secondo il Merati, alla
base sta l'aggettivo invernicio, invernizio, detto di cosa che
compare o nasce in inverno. Probabilmente invernizzo (oggi
sostituito da invernengo) fu epiteto che anche i dialetti
lombardi usavano a indicare cosa che accade, o nasce, d'inverno
(per esempio il grano seminato nell'autunno tardo). Allo stesso
modo, ossia per la stessa ragione, si dev'essere usato,
dovunque, il nome Iverno o Inverno (in latino Hibernus )
per designare una persona nata d'inverno. Informazioni di Don
Remo Bracchi. Altra possibilità l'accostamento alla località
d'Erna, ai piedi del Resegone, che trarrebbe il suo nome dal
latino vernus (primaverile). Infine va presa in
considerazione un'ulteriore ipotesi interpretativa di questo
gentilizio: nei dialetti valtellinesi esiste l'aggettivo
invernìsc che significa arrabbiato, imbronciato, dal latino
hibernus con trasposizione delle caratteristiche
climatiche sulle reazioni psicologiche, come più spesso succede
in direzione opposta; il cognome può quindi essere stato un
soprannome, dato a persone scostanti, poco socievoli. Una
pergamena della biblioteca Civica A.Mai di Bergamo datata 1391
parla di Zano Invernizis nativo di Lecco abitante a Brumano.
Allo stato attuale delle mie conoscenze risulta essere il più
vecchio Invernizzi citato finora in Valle Imagna. |
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INVERSI
INVERSO |
Inversi
ha un piccolo ceppo a Minervino Murge e Barletta nel barese ed
uno nel torinese, Inverso è invece tipicamente campano, del
salernitano, di Agropoli, Orria, Battipaglia, Lustra e Salerno,
con un ceppo anche nel torinese, i ceppi piemontesi potrebbero
derivare da uno dei tanti toponimi Inverso presenti nel
torinese, i ceppi meridionali potrebbero essere originati da
soprannomi, anche se non si può escludere che possa trattarsi
anche di cognomi attribuiti a trovatelli da funzionari
borbonici. |
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INVITI
INVITO |
Inviti, quasi unico, sembrerebbe del barese, Invito, molto raro,
ha un ceppo a Quarto nel napoletano ed a Mondragone nel
casertano, potrebbero derivare da un nome medioevale originato
dal termine latino invitus
(non desiderato, non voluto),
intendendo forse che il capostipite fosse arrivato per errore
nella famiglia. (vedi anche INVITTI) |
|
INVITTI
INVITTO |
Invitti ha un piccolissimo ceppo a Lecco ed uno altrettanto
piccolo a Milano, Invitto, molto raro, ha presenze in Campania
ed un piccolo ceppo nel leccese a Lecce, San Cesario di Lecce e
Copertino, dovrebbero derivare dall'agnomen latino
Invictus,
ricordiamo Caesar Marcus Flavonius Victorinus Pius Felix
Invictus Augustus, usurpatore, acclamato nel 268 imperatore
delle Gallie, sconfitto nel 271 da Lucio Domizio Aureliano,
imperatore romano. (vedi anche INVITI) |
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INZAGHI |
Specifico
della zona tra Milano e Pavia, deriva dal toponimo Inzago (MI). |
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INZERILLI
INZERILLO
INZIRILLI
INZIRILLO
ZERILLI
ZERILLO
ZIRILLI
ZIRILLO |
Inzerilli, abbastanza raro, è del catanese, di Adrano in
particolare, Inzerillo è specifico di Palermo, con un ceppo
anche nel trapanese a Partanna e Castelvetrano, Inzirilli, quasi
unico, parrebbe del catanese, Inzirillo, abbastanza raro, è
siciliano, con un ceppo nel trapanese a Castelvetrano, uno a
Capaci e Palermo nel palermitano ed uno nel catanese a
Grammichele, Mineo e Catania, Zerilli è tipicamente siciliano,
ha un grosso ceppo nel trapanese a Marsala, con significative
presenza anche a Mazara del Vallo e Petrosino, ed uno a Palermo
e nel palermitano a Terrasini e Santa Flavia, Zerillo ha un
ceppo nel beneventano a Buonalbergo e San Giorgio La Molara, ed
uno nel trapanese a Mazara del Vallo e Castelvetrano e nel
palermitano a Palermo, Cinisi, Borgetto e Terrasini, Zirilli,
decisamente più raro, è tipico del messinese e del reggino,
Zirillo, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del reggino, tutti
questi cognomi dovrebbero derivare, con l'aggiunta di una
In-
epentetica, da ipocoristici di soprannomi dialettali originati
dal vocabolo greco xeros
(ξερός) che significa arido, secco, asciutto, forse ad indicare
particolarità della zona di provenienza o abitazione dei
capostipiti, o anche particolarità fisiche come l'eccessiva
magrezza degli stessi.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Inzirilli è cognome siciliano che significa 'in
(matrimonio con) Zirilli'. |
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INZITARI |
Abbastanza raro, tipico calabrese, della zona tra Nicotera e
Gioia Tauro, di origine albanese, o slovacca. |
|
INZOLI
|
Inzoli è tipicamente lombardo, diffuso particolarmente nel
milanese e cremasco, dovrebbe derivare da un nome di località,
che oggi sembrerebbe scomparsa,
Inzola, che sembrerebbe si
trovasse anticamente nel parmense padano. |
|
IOB
IOPPI |
Iob ha un
nucleo importante nell'udinese nella zona di Tolmezzo, Tarcento
e Gemona del Friuli, ed uno nel Trentino a Cunevo in
particolare, Ioppi, molto molto più raro, è specifico di Arco di
Trento, derivano entrambi dal nome medioevale Ioppo derivato
dall'ebraico Giobbe di cui abbiamo un esempio nel 1600 a
Postalesio (SO) dove in un atto leggiamo di un tal Ioppino de
Ioppo di Castione. |
|
IOCOLA
IOCOLI
IOCOLO |
Iocola, molto molto raro, è tipico di Foggia, Iocoli e Iocolo
sono quasi unici e sono sempre originari del foggiano,
dovrebbero derivare da soprannomi originati dal termine latino
ioculus
(diminutivo di gioco,
ma anche divertimento),
originato forse dal mestiere di giocoliere o giullare
probabilmente svolto dai capostipiti. |
|
IOCULANO
JOCULANO |
Ioculano, estremamente raro, è tipico del reggino, di Oppido
Mamertina, Santa Cristina d`Aspromonte e Cittanova, Joculano è
quasi unico, potrebbe trattarsi di una forma etnica arcaica per
una località, forse scomparsa, dell'area reggina, come potrebbe
pure essere di origine normanna e derivare da
un'italianizzazione dell'etnico della città vichinga di Jokula,
tracce di questa cognominizzazione si trovano nel 1700 a
Seminara, sempre nel reggino, dove esisteva all'epoca una
famiglia artigiana con questo cognome.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Ioculano, Joculano è cognome calabrese dal termine dialettale 'joculanu'
= gioioso.
Rohlfs 139. |
|
IODICE
IUDICE
JODICE |
Iodice è
molto diffuso in Campania e nel barese, Jodice è estremamente
raro, Iudice ha un ceppo nel ragusano ed uno nel salernitano,
derivano dall'aver avuto il capostipite la responsabilità di
giudice, che nel passato remoto non solo si occupava di
amministrare la giustizia, ma anche di gestire
amministrativamente un territorio, o dall'aver meritato un
simile soprannome. |
|
IOMMI
|
Tipico
marchigiano, della zona che comprende le province di Macerata e
Ascoli Piceno, dovrebbe avere origini dal nome greco Diomede o
Iomene. |
|
ION
|
Molto
molto raro è specifico del torinese. |
|
IONA
IONA'
IONE
IONI |
Iona ha un ceppo laziale a Trevi nel Lazio nel frusinate, a Roma
ed a Cisterna di Latina nel latinense, ed un ceppo nel crotonese
a Rocca di Neto ed a Belvedere di Spinello, Ionà è tipicamente
calabrese, di Soveria Simeri, Catanzaro e Lamezia Terme nel
catanzarese, Ione, quasi unico, è meridionale, Ioni ha un ceppo
nel pesarese, a Pesaro, Piobbico ed Urbania, un ceppo a Terni ed
uno a Roma, dovrebbero derivare direttamente o tramite
alterazioni dialettali dal nome slavo
Ion (Giovanni)
o dal nome Iona,
una forma arcaica del nome biblico
Giona. |
|
IOPPOLO
JOPPOLO |
Ioppolo è tipicamente siciliano, diffuso in particolare nel
messinese a Messina, Capo d'Orlando, Naso, Sinagra e San
Fratello ed a Catania, Joppolo, molto più raro, è anch'esso di
Messina, potrebbero derivare dal nome del paese di Joppolo nel
vibonese, ma più probabilmente dovrebbero derivare dal nome di
origine greca Eupolos,
portato dai capostipiti, ricordiamo con questo nome il Santo
Eupolos che subì il martirio a Catania nel 304 d.C. sotto
l'imperatore Diocleziano, santo che venne venerato soprattutto
nella Sicilia orientale, tanto da diffondervi l'uso di
attribuire il suo nome ai propri figli. |
|
IORFINO |
Iorfino, decisamente calabrese, è specifico di Arena ed Acquaro
nel vibonese, dovrebbe derivare da un nome o soprannome
grecanico basato sul vocabolo greco antico όρφνη
orfne (tenebra,
oscuro), forse causato dal
fatto che il capostipite fosse in qualche modo connesso con il
culto dei trapassati. |
|
IORI
JORI |
Iori dovrebbe avere più zone d'origine, una è il trentino, una
l'area che comprende il mantovano, il reggiano e il modenese ed
una il frusinate con la provincia di Roma, Jori ha un ceppo a
Mantova e nel mantovano ed uno a Roma, dovrebbero discendere dal
nome medioevale Iorio,
una forma arcaica del nome
Giorgio, può anche derivare,
anche se poco probabile, dall'aferesi del cognomen latino
Nobilior
o Contumelior,
in qualche caso non è da escludere un'origine dal toponimo
Maiori nel salernitano, con aferesi dell'indicatore di
provenienza, più difficile ma da non escludersi una derivazione,
soprattutto al nord, dal nome Basco
Ioritz. |
|
IORILLO |
Tipico
dell'Irpinia della zona di Montecalvo Irpino e di Ariano Irpino,
è molto raro, dovrebbe derivare da modificazioni dialettali del
nome medioevale Iorio (vedi Iori). |
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IORIO
IUORIO |
Iorio è diffuso in tutto il centrosud con un ceppo anche nel
cagliaritano, in Emilia, nel genovese e nel milanese, Iuorio è
tipicamente campano, del salernitano in particolare, derivano
dal nome medioevale Iorius
(il futuro Giorgio) di cui si ha traccia ad esempio a Bergamo
dove come testimone in un atto si può leggere: "Die 5 iulii 1513
in sala provisionum Bergomi ubi aderant mag.ci domini ... ...
Petrus Bonomini de Tirabuschis, Iorius de Rota.", personaggio
importante con questo cognome è stato Nicola Iorio Arcivescovo
di Nazareth dal 1726 al 1744 e più tardi mons. Pietro Alfonso
Iorio (1885-1908) arcivescovo di Taranto. |
|
IOSCA
IOSCO
JOSCA |
Iosca è specifico della zona che comprende il barese e la
Basilicata, con massima concentrazione a Ruvo di Puglia nel
barese, con un ceppo anche nel romano e nel latinense, Iosco,
estremamente raro, sembrerebbe del potentino, Josca, anch'esso
estremamente raro, parrebbe del barese.
integrazione fornite da
Stefano Ferrazzi
Con buona probabilità, i cognomi Iosca e Iosco nascono da un
adattamento del nome slavo Joska
(con una variante in Josko),
che, per tramite del suffisso
-ka/-ko
(dal valore ipocoristico), consiste in un'abbreviazione
dell'originale Josip,
l'italiano Giuseppe
(vedi Giuseppa): l'uscita in -a, per la precisione, non va
intesa necessariamente come un suffisso femminile, in quanto
l'onomastica slava ricorre di consueto alla desinenza -a nei
nomi maschili, spesso proprio nelle forme ipocoristiche. In
conclusione, dunque, si tratterebbe delle cognominizzazioni dei
nomi personali dei capostipiti.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
IOSCA - JOSCA è attestato a Matera, Potenza, Trivigno e
altrove. Viene dal termine lucano
joske =
buccia, corteccia,
ma anche roba leggera, senza
valore. Fonte: G. Rohlfs,
Dizionario storico dei cognomi in Lucania, 1985. |
|
IOSSA
IOSSO
JOSSA
JOSSO |
Iossa è tipico dell'area napoletana, di Marigliano, Somma
Vesuviana, Napoli, Sant'Anastasia, Mariglianella, Pomigliano
d'Arco, Nola, Castello di Cisterna, Cercola e San Vitaliano, di
Scafati nel salernitano e di Villa Literno nel casertano, Jossa,
molto raro, è specifico di Napoli, Iosso, quasi unico è sempre
del napoletano, Josso sembrerebbe proprio unico, dovrebbero
derivare, direttamente o tramite modifiche dialettali, dal nome
slavo medioevale arcaico Iossa
(Giove),
che potrebbe essere giunto in Campania, o perchè portato da
legionari germani, o perchè arrivato all'epoca dell'invasione
turca delle terre cristiane, in occasione della fuga degli slavi
dal terrore saraceno, dell'uso di questo nome leggiamo in un
testo medioevale: "... l'anno della nostra salute novecento e
sessantacinque si battezò con tutta la sua gente, e lassato il
nome di Miesco fu chiamato Mieczslao, pigliando quasi il chiaro
nome con la spada. E subito mandò commissione per tutto il regno
che alli sette di marzo si gettassero per terra, si spezzassero
e si abbrusciassero tutti gli idoli ch'erano nelle terre e
luochi a lui sogetti; percioché quei popoli prima onoravano col
divino culto molte creature, come il sole, la luna e l'aura, che
essi Pegwisd chiamavano. E oltra questo adoravano Iove, da essi
detto Iossa; Plutone, qual Lacton over Lactone nominavano;
Cerere, chiamata Niam ...". |
|
IOTTA
IOTTI
IOTTINI
JOTTI |
Iotta, assolutamente rarissimo, sembrerebbe tipico dell'Italia
settentrionale centroccidentale, Iotti sembrerebbe originario
della zona che comprende il modenese ed il reggiano, Iottini,
estremamente raro, è specifico della Lombardia, del mantovano in
particolare, Jotti è tipico di Milano, con presenze anche nel
milanese ed in Emilia, dovrebbero tutti derivare dall'aferesi di
nomi ipocoristici medioevali come
Giangiotto, Aliotto, Giuliotto, Giotto,
Biliotto, o da ipocoristici
degli stessi, di quest'uso abbiamo un esempio in un epigrafe del
Poliziano posta in Santa Maria del Fiore a Firenze che,
riferendosi a Giotto, scrive: "...HAEC QUOQUE DE MODULO CREVIT
AD ASTRA MEO. DENIQUE SUM IOTTUS. QUID OPUS FUIT ILLA REFERRE ?
HOC NOMEN LONGI CARMINIS INSTAR ERIT ...".
integrazioni fornite da
Stefano Iotti
l'origine del cognome Iotti sarebbe da una tribù zingara
proveniente dall'Ungheria che si insediò nel 1700 nelle zone
della bassa reggiana e in modo particolare nei paesi di Zurco e
Cadelbosco dove in effetti il cognome è diffuso più che altrove.
Curiosamente nel dialetto locale gli abitanti di questi paesi
vengono chiamati magiari.
integrazione fornita da
Giuseppe Iotti
Esiste un termine dialettale emiliano
giot (cicciottello)
che potrebbe essere preso in considerazione per una possibile
derivazione alternativa. L'origine zingara o magiara
settecentesca del cognome sembra fantasiosa, sia per la
numerosità delle persone attualmente cognominate Iotti, sia
perchè il cognome sembra attestato precedentemente nelle stesse
zone.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Il cognome Iotti riflette una forma aferetica ed ipocoristica
del nome proprio latino Iulius
«Giulio», cioè (Iul)iottus.
E' ben attestato in area modenese-reggiana. Fonte: Cognomi a
Modena e nel Modenese, Aedes Muratoriana, Modena, 1996 |
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IOVACCHINI |
Iovacchini, molto raro, ha un ceppo abruzzese in particolare ad
Atessa nel teatino ed uno, probabilmente secondario, a Roma,
dovrebbe derivare da Iovacchinus
una forma arcaica del nome
Gioacchino probabilmente portato dal capostipite; di questo nome
abbiamo vari esempi agli inizi del 1400 nell'Archivio dell'Opera
di Santa Maria del Fiore di Firenze: "...debet ab Opere pro
denariis per eum.. ..presens dictus Iovacchinus pro pretio
florenorum noningentorum...". |
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IOVALDI |
Iovaldi rarissimo, esclusivamente milanese, dovrebbe derivare da
una forma aferetica del nome longobardo
Harjowalda
derivato da
jarja (esercito)
e da walda
(comando, potere)
con il significato di colui che
comanda l'esercito, latinizzato
in Ariovaldus. |
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IOVIENO |
Iovieno ha un ceppo ad Agerola nel napoletano ed un piccolo
ceppo a Messina, dovrebbe derivare dal nome medioevale
Jovienus
di cui abbiamo tracce nella seconda metà del 1400 con un certo
Jovienus Pontanus citato in uno scritto dell'epoca, si dovrebbe
trattare di una forma alterata del cognomen latino
Jovinus. |
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IOZELLI
IOZZELLI
IOZZI
IOZZINI
IOZZINO
IOZZO
IOZZOLINI
IOZZOLINO |
Iozelli, praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad un'errata
trascrizione di Iozzelli, che è tipicamente toscano del
pistoiese e del pratese, Iozzi ha un ceppo nel senese, uno nel
Lazio, nel romano, frusinate e latinense, uno nel napoletano,
uno nel foggiano ed uno in Calabria, nel cosentino, crotonese e
catanzarese, Iozzini, quasi unico, è del pistoiese, Iozzino è
tipicamente campano, del napoletano e del salernitano, Iozzo è
tipicamente calabrese, del catanzarese in particolare, del
vibonese e del reggino, Iozzolini, quasi unico, sempre
calabrese, sembrerebbe dell'area catanzarese, Iozzolino,
estremamente raro, sembrerebbe del cosantino, tutti questi
cognomi dovrebbero derivare, direttamente o tramite alterazioni
ipocoristiche di vari tipi, da forme ipocoristiche di nomi come
Giglio,
Giulio,
Mario
o altri simili, dal nome Giglio,
ad esempio, si avrebbe dapprima
Gigliozzo e poi per aferesi
Iozzo,
con tutte le possibili varianti. |
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IPAVIC
IPAVIZ |
Entrambi
assolutamente rarissimi e tipici del goriziano, derivano
dall'etnico slavo arcaico del toponimo Vipacco, comune della
Slovenia occidentale. |
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IPOCOANA |
Assolutamente rarissimo, sembrerebbe catanese, dovrebbe essere
di origini greche. |
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IPPEDICO |
Ippedico è tipicamente pugliese, di Ruvo di Puglia e di Barletta
nel barese, dovrebbe derivare da un soprannome grecanico
originato dal termine greco antico ?????? ippeyo (andare
a cavallo, cavalcare),
riguardante probabilmente un capostipite che avesse in qualche
modo a che fare con i cavalli, o perchè responsabile di scuderie
o perchè producesse finimenti e selle. |
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IPPOLITI
IPPOLITO |
Ippoliti
è specifico della fascia centrale che comprende Marche, Umbria,
Abruzzo e Lazio, Ippolito è tipico di tutto il sud, derivanodal
nomen latino Hippolitus o dall'equivalente greco Hippolytos, di
questo nomen abbiamo tracce nella tragedia di Seneca Phaedra:
"...Adeste, Athenae! fida famulorum manus, fer opem! nefandi
raptor Hippolytus stupri instat premitque, mortis intentat
metum, ...". |
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IRACE
IRACI |
Irace è tipico del napoletano, Iraci è decisamente siciliano,
soprattutto concentrato a Palermo, possono derivare da una
deformazione dialettale del nome greco latino
Kyriakus,
la forma siciliana è pure possibile che derivi da modificazioni
dialettali del toponimo Geraci Siculo (PA), di Geraci (EN) o di
Gerace (RC). |
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IRALI
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Irali,
molto molto raro, è tipico di Palanzano nel parmense, di origini
etimologiche oscure. |
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IRATI
IRATO |
Irati, quasi unico, dovrebbe essere dovuto ad un'errata
trascrizione di Irato, che è tipicamente siciliano di Milazzo
nel messinese, con presenze anche a Gualtieri Sicaminò e
Barcellona Pozzo di Gotto, sempre nel messinese, e che potrebbe
derivare dall'italianizzazione del nome Basco Irati, ma non si
può escludere la possibilità che possa invece derivare da un
soprannome originato dal verbo greco antico έραθίζω erathizo
(provocare). |
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IRDE
IRDI |
Irde assolutamente rarissimo, è tipicamente sardo, di Cuglieri e
Bosa nell'oristanese, di Bonorva nel sassarese e di Cagliari,
Irdi è praticamente unico.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
IRDE: irde, irdi
significano verde,
dal latino viridis.
(vedi Virde). Irde > per caduta della consonante iniziale "v":
fenomeno comune nella lingua sarda. Conca-irde o conca-irdi
(testa verde) è il maschio dell'anatra selvatica, detto anche su
pibidòni. Nelle carte antiche della lingua e della storia della
Sardegna troviamo Virde o Virdi o Virdis (vedi Virde). Il
cognome Irde è presente in 26 Comuni italiani, di cui 13 in
Sardegna(per lo più centrale): Cuglieri 15, Bonorva 13, Bosa 11,
Cagliari 10, etc. |
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IRENZE
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Irenze è
un cognome caratteristico di Melfi nel potentino, di origini
etimologiche oscure. |
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IRIDE
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Iride, molto molto raro, ha presenze nell'imperiese, nel
napoletano ed a Palermo, dovrebbe trattarsi di un matronimico
originato da capostipiti che si fossero chiamate
Iride,
nome derivato dal greco Iris
(annuncio). |
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IRIU
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Iriu, estremamente raro, tipicamente sardo, in particolare di
Oristano, dovrebbe derivare dal toponimo Iriu, ricordiamo che Su
Iriu è un piccolo villaggio nuragico nei pressi di Gergei nel
nuorese, ma potrebbe anche derivare da un processo di
sardizzazione del termine basco
iri (villaggio)
e starebbe quindi ad indicare nel capostipite uno del villaggio,
ma potrebbe anche derivare dal toponimo spagnolo del Leon
chiamato Iruela.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Irìu è un cognome sardo variante del cognome Eriu, Deriu, e
pertanto significa anch'esso: "del (casato) Riu". Fonte: M.
Pittau, Dizionario dei cognomi di Sardegna, II, p. 104 |
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IRMICI
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Specifico
del foggiano, della zona di San Severo, dovrebbe derivare da un
soprannome originato dal vocabolo dialettale irmici (tegole). |
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IRONI
|
Abbastanza raro è originario del piacentino, potrebbe derivare
dall'aferesi di nomi medioevali come Edelmiro, Endiro ecc. |
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IROSA
IROSO |
Irosa è
specifico di Palermo, Iroso, praticamente unico, è del
napoletano, il primo dovrebbe derivare dal nome della località
di Irosa nelle vicinanze di Petralia Sottana e Resuttano. |
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IRRERA
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Irrera è specifico di Messina, ma è ben rappresentato anche a
Milazzo nel messinese, ed a Catania, potrebbe trattarsi di una
forma aferetica del nome del paese di Pirrera sull'isola di
Lipari, probabile luogo d'origine dei capostipiti, ma potrebbe
anche trattarsi di un 'italianizzazione dialettale del cognome
spagnolo Herrera,
che si rifaceva al mestiere di fabbro, probabilmente svolto dai
capostipiti spagnoli. |
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IRSUTI
IRSUTO |
Sia
Irsuti che Irsuto sono estremamente rari, difficile individuarne
l'area di provenienza, dovrebbero derivare da soprannomi
originati dal fatto di essere il capostipite irto di peli lunghi
e folti o da caratteristiche ruvide del carattere. |
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ISABELLA |
Isabella presenta vari ceppi, uno nel varesotto a Porto Val
Travaglia ed a Lurago d'Erba nel comasco, un ceppo a Roma, Anzio
e San Vito Romano nel romano ed a Cisterna di Latina, un ceppo
ad Alife nel casertano, nell'avellinese a Montecalvo Irpino ed a
Castellabate ed Ascea nel salernitano, ed uno, molto importante
nel catanzarese, in particolare a Lamezia Terme, ma anche a
Conflenti, Martirano Lombardo, Maida e Nocera Terinese, dovrebbe
trattarsi di un matronimico e derivare dal nome omonimo, a sua
volta derivato da un'italianizzazione del nome ebraico
Elisheba.
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ISACCHI
ISACCHINI
ISACCO |
Isacchi parrebbe tipico dell'area che comprende il bergamasco,
il comasco e soprattutto il lecchese, in particolare a Barzago e
Valmadrera nel lecchese e a Cisano Bergamasco, Brembate di
Sopèra e Suisio nel bergamasco, con un ceppo a Montepulciano nel
senese ed uno tra viterbese e romano, Isacchini, molto più raro,
ha un piccolo ceppo a Pozzolengo nel bresciano ed uno a Guidonia
Montecelio nel romano, Isacco ha un ceppo a Rogeno nel lecchese,
uno nel casertano ed uno a Taurisano nel leccese, dovrebbero
derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome
italiano, ormai caduto in disuso,
Isacco,
derivato dal nome ebraico Isaac,
Isehaq,
che significa il sorriso di Dio,
non si può escludere una lontana origine ebraica. |
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ISAIA
ISAIJA
ISAJA
ISAJIA
SAIJA
SAJIA |
Isaia ha due ceppi, nel catanese e nel cuneese, Isaja molto più
raro e Isaija e Isajia ancora più rari sembrano specifici della
Sicilia orientale, Saija è specifico del messinese, di Messina,
Rometta, Saponara e Villafranca Tirrena, Sajia, praticamernte
unico, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione del
precedente, derivano, direttamente o attraverso processi
aferetici, dal nome biblico
Isaiah O
Isaijah,
il nome del profeta biblico Isaia, e starebbero ad indicare
probabilmente un'origine ebraico sefardita. |
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ISCA
|
Isca ha
un ceppo a Palermo ed uno a Trapani, dovre essere di origini
slave e derivare dal nome del paese di Iska una frazione di Zara
in Croazia, o dal nome del paese sloveno di Iska vicino a
Lubiana. |
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ISCERI
|
Isceri è
tipicamente pugliese, è specifico di Squinzano nel leccese,
l'origine etimologica è oscura, potrebbero forse derivare da
forme etniche riferite a capostipiti che fossero giunti da paes
come Iska una frazione di Zara in Croazia, o come Iska vicino a
Lubiana. |
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ISCHIA
|
Ischia è
tipico del trentino, di Arco in particolare, dovrebbe derivare
dal nome di Ischia una frazione del comune trentino di Pergine
Valsugana. |
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ISELLA
|
Abbastanza raro è originario della Brianza, dovrebbe essere di
origini Franche, probabilmente dal nome Angisel o Ansegisel. |
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ISGRO
ISGROI |
Isgro, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del messinese,
Isgroi, praticamente unico, è anch'esso del messinese,
dovrebbero derivare da un soprannome originato
dall'italianizzazione del termine greco
sgurós (riccioluto,
con i capelli a boccoli),
probabilmente dovuto dal fatto che i capostipiti possedessero
una capigliatura riccioluta. |
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ISIDOR
ISIDORI
ISIDORIS
ISIDORO |
Isidor e Isidoris sono quasi unici, Isidori è tipico della
fascia centrale che comprende Marche, Umbria e Lazio, Isidoro ha
un ceppo a Pescara e nel pescarese, uno a Sant`Antimo nel
napoletano ed uno a Brindisi, dovrebbero derivare dal nome
tardolatino Isidorus
portato ad esempio da Sanctus
Isidorus Hispalensis (~560 -
636).
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome antico o
medievale Isidoro,
l'italianizzazione cioè del personale greco
Isidoros,
col significato di dono di Iside
(la Dea della Maternità e della Fertilità nella mitologia
egiziana, venerata anche presso l'antica civiltà greco-romana).
In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei
nomi personali dei capostipiti. |
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ISIMBALDI
ISIMBARDI
USIMBARDI |
Isimbaldi dovrebbe essere stato originato da un'alterazione
dialettale del cognome Isimbardi, famiglia nobile milanese di
origini pavesi, si fregiarono del titolo di marchese, cognome
ormai scomparsa in Italia, così come il toscano Usimbardi,
dovrebbero tutti derivare dal nome medioevale
Isimbardo,
originatosi dal nome longobardo
Isenbarth o
Eisenbarth,
a sua volta composto dal termine
isen o
eisen
(ferro)
e barth
(barba),
con il chiaro significato di
colui che porta la barba di ferro.,
ricordiamo che il Palazzo occupato dal Governo della Regione
lombarda si chiama Palazzo Isimbardi, ricordiamo inoltre
Usimbardo Usimbardi, giurista e vescovo di Colle Val d'Elsa nel
1500. |
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ISMONDI |
Ismondi, quasi unico, è probabilmente lombardo, ma sicuramente
del nord Italia, dovrebbe derivare da
Ismondus,
una forma aferetica del nome
Sigismundus, forma latinizzata
del germanico Sigmund,
ricordiamo con questo nome il conte palatino,
Ismondo
inviato nel 772 dal Re d'Italia Pipino, figlio di Carlo Magno, a
Brescia per conquistare la città alla causa franca, storia
riportata anche nell'Adelchi di Alessandro Manzoni. |
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ISNARDI |
Tipico della zona di Savona e Genova e basso cuneese, deriva dal
nome medioevale Isnardus
originato dal nome di origine celtica
Isnard:
"...In nomine trini et unius Dei amen. Nos Isnardus de
Antravenis, Dei gratia potestas Arelatensis, pro nobis et toto
consilio et populo universo tam civitatis quam burgi
Arelatensis...", con questo nome esiste un Santo Isnardo, morto
nel 1244 a Vicenza, famoso fu Isnardo Malaspina crudele
feudatario padrone di molte terre nel Monferrato, ad Asti
ricordiamo Guglielmo Isnardi che fu inviato ambasciatore a
Milano nel 1227 essendo stati eletti i Milanesi arbitri della
disputai tra Alessandria ed Asti. |
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ISNENGHI |
Isnenghi, molto molto raro, sembrerebbe tipicamente lombardo, di
Milano e Bergamo, dovrebbe derivare dal nome medioevale
germanico Iseneng,
formato dall'unione dei termini
isan (ferro,
acciaio) ed
engen (incalzare),
con il significato di colui che
incalza con la sua spada. |
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ISOLA
|
Cognome
presente in varie parti d'Italia che dovrebbero derivare dai
molti toponimi contenenti il vocabolo Isola, potrebbe esserci un
nucleo originario nel genovese, da dove sarebbero partiti alcuni
ceppi verso il cagliaritano, e verso altre località costiere
meridionali. |
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ISONI
|
Isoni è tipicamente sardo, della parte settentrionale dell'isola
in particolare, di Monti, Olbia e Calangianus in Gallura, di
Sassari ed Olmedo nel sassarese e di Terralba nell'oristanese.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
ISONI: lidòni, olidòni, oliòni,
lisiòni, lisiòne, liòni, lisòni, isòni:
sono i tanti nomi sardi del
corbezzolo: arbustus unedo.
Secondo la maggior parte degli studiosi, che si rifanno al
Wagner la voce presenta etimo incerto: del sostrato antico sardo
per lo stesso studioso tedesco. Noi crediamo che si tratti della
trasformazione nel tempo del nome dal genitivo latino
unedonis.
Il corbezzolo è parte integrante della flora della Sardegna. Nel
Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, XI°, XIII° secolo figurano
( in uno scambio di servi (tramutu), tra la chiesa di Santa
Maria ed il giudice di Arborea donnu Costantine I°, figlio di
Gonnario de Lacon - Serra e di Elena d'Orrù. Sposò Anna de Tzori
ed ebbe due figli: Comita e Orzocco. Fu proprio Costantino I°
che concesse l'antico santuario di Santa Maria di Bonarcado ai
monaci benedettini di Camaldoli nell'anno 1110): Lisione Barbara
e Lisione Furatu (88), mandatore de rennu ( il mandatore de
rennu era l'incaricato delle ambasciate, dei messaggi e delle
citazioni regie). Benché rara come cognome la voce si ritrova,
nelle varie uscite, come toponimo, in tutto il territorio della
Sardegna. Ad esempio nella montagna del Linas (Sardegna sud
occidentale) troviamo S'Enna de s'Oliòni ( il passo del
"corbezzolo"), in salto di Sibiri. Dietro la vetta del Linas(sa
Punta de sa Pedra de sa Mesa), in direzione di Domus Novas, ad
un lato della Piana di Oridda, si trova Monte Lisoni o Isoni,
che spicca sulle montagne intorno, con la sua vetta isolata con
la caratteristica forma di cono vulcanico: i fianchi di quella
montagna sono "letteralmente" coperti dall'Arbustus Unedo. Qui
da noi in Campidano il corbezzolo è comunemente chiamato
s'oliòni, mentre la variante lisòni o isòni è propriamente delle
parlate centrali. Ma sono tanti i toponimi del Linas che
riportano voci nella variante barbaricina, a testimonianza,
dell'arrivo nei secoli di numerosi pastori (caprai) dalla
Sardegna Centrale. Attualmente il cognome Isoni è presente in 64
Comuni italiani, di cui 27 in Sardegna: Monti 99, Olbia 83,
Sassari 23, Olmeto 22, Calangianus 15, Terralba 13, etc. |
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ISOPI
ISOPO
ISOPPI
ISOPPO
ISSOPI
ISSOPO |
Isopi ha un ceppo a Monteprandone, San Benedetto del Tronto ed
Ascoli Piceno, nel Piceno, ed uno a Roma e Colleferro nel romano
ed a Sgurgola e Ferentino nel frusinate, Isopo ha un piccolo
ceppo a Balsorano e San Vincenzo Valle Roveto nell'aquilano, uno
a Minervino Murge nel barese, ma il ceppo più consistente è nel
Lazio, a Roma, Ariccia, Albano Laziale e Pomezia nel romano ed a
Sora nel frusinate, Isoppi, assolutamente molto raro, è
specifico di Carrara, Isoppo è invece specifico dello spezzino,
di Sarzana, La Spezia ed Arcola, oltre che di Massa e Carrara,
dove è presente solo con piccolissimi ceppi, Issopi è unico e
sembrerebbe romano, Issopo, quasi unico, è piemontese, questi
cognomi dovrebbero derivare da alterazioni aferetiche del nome
greco Αίσωπος Aisōpos (Esopo),
nome probabilmente portato dai capostipiti. Ricordiamo con
questo nome lo scrittore greco del sesto secolo a.C. Aisōpos,
ancora famosissime sono le sue favole come: La volpe e l'uva e
La cicala e la formica e così molte altre. |
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ITALIA
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Italia ha un grosso ceppo siciliano, soprattutto nel siracusano
e catanese ed uno nel trapanese, esiste anche un ceppo nel
piacentino che potrebbe non essere secondario.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questo cognome va ricercata nel nome medievale
Italia,
che, nell'onomastica arcaica, sottolinea un rapporto con le
origini etniche della famiglia (vedi Italiani). In questo
contesto, però, è interessante notare che il cognome Italia è
stato spesso adottato da famiglie ebreo-italiane, forse per
meglio mimetizzarsi fra la popolazione locale in epoca di
persecuzioni religiose (per una spiegazione più approfondita su
questo argomento, vedi il cognome Messina). In conclusione,
dunque, si tratta della cognominizzazione del nome personale dei
capostipiti, anche se, in alcuni casi, non è esclusa una
derivazione da un soprannome ad essi attribuito.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Il cognome Italia è ovviamente un coronimo dal nome del nostro
paese. Italia
è un latinismo, poiché se esso avesse seguito le leggi fonetiche
che valevano per la lingua volgare si sarebbe dovuto pronunciare
(e scrivere) Itaglia
(nella zona padana Idaglia),
in francese Iaille,
in spagnolo Jdaja.
Il ritorno al nome latino Italia
(verso il X secolo circa) fu necessario per ovviare al nome
Λογγοβαρδία
(Longobardìa) che per molto tempo designò la penisola dal nome
dei Longobardi che nel VI secolo l'avevano invasa e tenuta per
due secoli. Alla fine del sec. IX il nome
Λογγοβαρδία
o Λογγιβαρδία
si riferiva, in un senso più stretto, a tutti i territori che
erano rimasti ai Greci nell'Italia meridionale, ma anche, in una
applicazione più estesa, a tutti i territori a sud dello stato
Pontificio che effettivamente erano governati dai principi
longobardi. E ancora nella prima metà del sec. XI il geografo
arabo Edrisi menziona nella sua "Geografia" le città di Bari e
di Brindisi come appartenenti al paese di
'ankubardîa =
Langobardìa. |
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ITALIANI
ITALIANO |
Italiani, abbastanza raro, ha un piccolo ceppo nell'area che
comprende il marchigiano ed il perugino, uno tra teramano e
pescarese ed uno tra romano e latinense, Italiano è tipico
dell'Italia Meridionale, con un ceppo importante nel reggino e
messinese, ed uno nel palermitano, uno nel barese e nel
brindisino.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale
Italiano
(il moderno Italo),
che, nel contesto multietnico dell'Italia medievale, sottolinea
un rapporto con le origini etniche della famiglia (vedi Italia).
Una seconda ipotesi, invece, considera il nome Italiano come
un'aferesi del nome medievale
Vitaliano (vedi Vitagliana),
ma, qualora fosse valida, si dovrebbe trattare comunque di una
fonte secondaria. Per quanto riguarda i cognomi in questione,
dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei
capostipiti, anche se, in alcuni casi, non è esclusa una
derivazione da soprannomi ad essi attribuiti. |
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ITEM
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Item, quasi unico, ha un antico ceppo in Svizzera ed uno nel
napoletano, si tratta di un cognome originato da un'errata
trascrizione, motivata dalla scarso livello di conoscenza
dell'addetto alla registrazione, probabilmente un prete di
campagna, che, riferendosi ad un orfano, avesse tratto da un
documento scritto il cognome considerando il termine
item,
come se fosse stato il cognome del fanciullo; il termine
item,
che significa parimenti, allo
stesso modo, similmente, veniva
molto spesso utilizzato anticamente nelle scritture degli atti,
come possiamo vedere nel Codice Diplomatico della Lombardia
Medioevale in una scrittura del 1017: "In Christi nomine.
Enricus gratia Dei inperator agustus, anno inperii eius Deo
propicio quarto, mense agustus, indicione quintadecima. Tibi
Ambrosio, archipresbiter de basilica Sancte Dei genetricis Marie
que est fundata in munte qui nominatur Velate et filius Leoni de
vico Buste prope Varexe, nos Alberto et Rodolfo seu Gotefredo
germanis filii quondam Olberti, Angelbertus filius quondam
Totoni, item Angelbertus filius quondam Adelgisi, Rozo et item
Adelgiso germanis filii quondam Bonizoni , Alkerio filius
quondam item Adelgisi, tercio Adelgiso filius quondam Arnolfi,
item Albericus filius quondam Azoni ...". |
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IUBEI
|
Iubei, assolutamente rarissimo, sembrerebbe laziale, l'origine
potrebbe essere dal verbo latino
iubeo (comando),
ma sarebbe comunque oscuro il legame, una seconda ipotesi lo
potrebbe far derivare dal nome
Giuba, portato anticamente da
alcuni Re di Numidia. |
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IUCH
IUG
IUSSA
IUSSIG
JUCH
JUG
JUSSA |
Tutti cognomi friulani di origine slava, sia Iuch che Iug, Juch,
Jug e Jussa sono ormai quasi scomparsi, mentre Iussa e Iussig
sono ancora ben presenti, il primo a San Pietro al Natisone ed a
Cividale del Friuli, mentre il secondo lo è ancora solo a San
Pietro al Natisone, dovrebbero derivare da forme ipocoristiche
contratte e tronche slave del nome
Gioacchino. |
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IUCULANO |
Specifico
della Sicilia orientale, potrebbe derivare da una deformazione
del.cognomen latino Lucullus. |
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IUDICA
JUDICA |
Iudica è
specifico del catanese, di Grammichele, Catania, Caltagirone e
Niscemi nella vicina area nissena, Judica, decisamente più
raro, ne è una forma arcaica, ed è specifico del sud della
Sicilia, dovrebbero derivare dal nome del monte Judica nella
zona centrale della provincia di Catania, vicino sia all'ennese
che al nisseno. |
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IUDICELLI
IUDICELLO |
Iudicelli
è tipico di Francofonte (SR), Iudicello è un cognome specifico
di Castel di Lucio (ME), dovrebbero derivare dall'ipocoristico
del termine dialettale per giudice probabilmente originato da un
soprannome scherzoso attribuito al capostipite. |
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IULA
IULE
IULI |
Iula è tipico di Scampitella nell'avellinese e di Eboli e
Contursi Terme nel salernitano, di Pietrapertosa e Albano di
Lucania nel potentino e di Aliano, Salandra e Ferrandina nel
materano, Iule è quasi unico, Iuli, molto molto raro è tipico di
Catanzaro, potrebbero derivare dal nome greco
Iulo
ricordiamo che così si chiamava il figlio di Enea che avrebbe
dovuto dare origine alla Gens
Iulia, ma è pure possibile una
derivazione dal nome appunto della
Gens Iula
o Iulia. |
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IULIANI
IULIANO
JULIANI
JULIANO |
Iuliani è abbastanza raro ed è tipico del basso Molise, Irpinia
e foggiano, Juliani è assolutamente rarissimo, presente in
maniera sporadica in Abruzzo e Moòlise ed in Veneto, Iuliano è
diffuso nella fascia tirrenica da Roma a Catanzaro, in tutta la
Campania e nel Molise, Juliano, molto molto raro, è campano e
dell'alta Calabria, derivano dal cognomen latino
Iulianus
o Julianus,
ricordiamo a titolo di esempio
Flavius Claudius Iulianus
(l'apostata) nato a Bisanzio nel 331 d.C. ed acclamato
imperatore dal'esercito nel 361, nome usato ad esempio nel
medioevo dal toscano: "..Iulianus de Pistorio, qui omnes sunt
conventuarii dicti conventus et ad presens in eo residentiam
facientes...". Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a
Solofra (AV) nella seconda metà del 1400 con il giudice
licterato Belardino de Iuliano. |
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IUMIENTO |
Iumiento,
assolutamente rarissimo, è del napoletano, potrebbe trattarsi di
un cognome di fantasia attribuito ad un trovatello in epoca
borbonica. |
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IUNCA
IUNCO |
Iunca è unico, Iunco è specifico del Salento, di Manduria nel
tarantino, di Oria, Erchie e Brindisi nel brindisino, dovrebbe
derivare da un soprannome basato sul termine dialettale pugliese
iuncu (giunco),
a sua volta derivato dal vocabolo latino
iuncus
con il medesimo significato, probabilmente ad indicare che il
capostipite lavorasse il giunco per farne canestri o altri
oggetti simili. |
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IUORNO
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Iuorno, estremamente raro, è della zona salernitana e lucana,
dovrebbe derivare dal termine dialettale campano
iuorno (giorno),
potrebbe trattarsi di un cognome attribuito da un funzionario
borbonico ad un trovatello abbandonato in pieno giorno. |
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IURATO
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Tipico della Sicilia meridionale, del ragusano in particolare,
dovrebbe derivare dall'essere stato il capostipite incaricato di
una particolare mansione per la quale aveva dovuto prestare
giuramento diventando quindi
iuratus: "....Durus iuratus
testatur se semel fuisse consul cum Zucco de Bernatho et hoc
fuit quando Brixienses fuerunt ad Paluscum...". |
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IURESCIA
JURESCIA |
Iurescia è specifico della provincia di Campobasso, di Tavenna
in particolare, con presenze significative anche a Petacciato e
Termoli, Jurescia è praticamente unico.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
D'origine slava, i cognomi Iurescia e Jurescia nascono da
un'italianizzazione del nome slavo
Juresa,
che, composto dalla radice Jure
(l'italiano Giorgio)
e dal suffisso -esa
(con valore ipocoristico o accrescitivo),
può essere tradotto col nome Giorgino o con l'accrescitivo
Giorgione (vedi Giorgetta e Giorgione). In conclusione, dunque,
si tratta delle cognominizzazioni del nome personale del
capostipite, anche se, a ben vedere, non è escluso che Iurescia
e Jurescia abbiano un valore matronimico (per via dell'uscita in
-a). |
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IURETIC
IURI
IURMAN
JURETIC
JURETIG
JURI |
Iuretic è specifico di San Pietro Al Natisone (UD), Iuri è
diffuso ad Udine ed in tutta la provincia sudorientale, Iurman,
molto raro, è tipico della valle del Natisone nell'udinese,
Juretic, estremamente raro, è del goriziano, Juretig,
assolutamente rarissimo è sempre specifico friulano, Juri, molto
raro è sempre dell'udinese, derivano tutti dal nome slavo
Jur (Iuri)
o da modificazioni per rotacismo del nome latino
Julius. |
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IURIANELLO |
Iurianello, quasi unico, probabilmente siciliano, dovrebbe
derivare da una forma ipocoristica derivata da una modificazione
dialettale del nome Iorio
(Giorgio),
ma è pure possibile che derivi da una corruzione le nome
Julius. |
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IURILLI |
Tipico della provincia di Bari, dovrebbe derivare da
modificazioni dialettali del nome
Iorio (Giorgio),
ma potrebbe pure derivare da soprannomi legati al vocabolo
latino iures (diritti).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Iurilli è un cognome barese, cognominizzazione del soprannome
Iurilli,
che forse deriva dal termine dialettale calabrese 'jure'
= fiore,
da cui il vezzeggiativo *jurillo
= fiorellino,
oppure dal personale Iori,
variante di Giorgio.
Minervini, 256. |
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IURISCI |
Iurisci è specifico del teatino, di Ortona in particolare, ma
anche di Santa Maria Imbaro e Lanciano.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
D'origine slava, il cognome Iurisci sembra nascere da un
adattamento del cognome slavo
Jurić, che, composto dalla
radice Jure
(l'italiano Giorgio) e dal suffisso
-ić (con valore
d'appartenenza), può essere tradotto come figlio di Giorgio
(vedi De Iure). In alternativa, però, suona ancora più probabile
una derivazione dal cognome slavo
Jurisić,
che, tratto dal nome Jurisa (ipocoristico di Jure), può essere
tradotto come figlio di Giorgino, figlio di Giorgetto (vedi
Giorge): va notato, in effetti, che l'onomastica slava ricorre
spesso al suffisso -isa (dal valore ipocoristico), in uso sia al
maschile che al femminile - nonostante l'uscita in -a. Ora,
prima di concludere, si può aggiungere un'ultima curiosità
riguardo al cognome Jurisić: in alcune lingue slave - ad esempio
in serbo ed in croato - il termine juris significa letteralmente
assalto o, in senso figurato, tempesta, ma, nel contesto dei
cognomi, si tratta più probabilmente di semplici paretimologie -
per quanto talvolta causa di equivoci o d'interpretazioni
folcloristiche, com'è effettivamente accaduto nella storia dei
Balcani. Si pensi, ad esempio, che il generale serbo Paulus
Sturm (Gÿrlitz, 1848 - Belgrado, 1922) è passato alla storia
come Pavle Jurisić Sturm, essendosi fatto tradurre nome e
cognome dal tedesco al serbo - in tedesco Sturm significa
tempesta, esattamente come juris in serbo. |
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IUVARA
IUVARRA
JUVARA
JUVARRA |
Iuvara, molto molto raro, e Juvara, assolutamente rarissimo,
sono tipici della zona tra siracusano e catanese, Iuvarra e
Juvarra sono praticamente unici, dovrebbero derivare da un
soprannome generato dal termine
juvaro o
luvaro (tipo
di pesce, pagello), secondo
altri l'origine sarebbe da un'antico toponimo, tracce di questa
cognominizzazione le troviamo a Messina nel 1600 con l'artigiano
argentiere Pietro Juvara. |
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IVAGNES |
Ivagnes ha un piccolo ceppo a Como ed uno a Gallipoli, Lecce e
Presicce nel leccese.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
D'origine spagnola (più probabilmente ebreo-sefardita), il
cognome Ivagnes nasce da un'italianizzazione del cognome
spagnolo Ibáñez,
che, composto dalla radice Ibàn
(l'italiano Ivano)
e dal suffisso -ez
(con valore d'appartenenza), può essere tradotto come
figlio di Ivano.
In conclusione, dunque, si tratta della cognominizzazione del
nome personale dei capostipiti. |
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IVALDI
IVALDO |
Ivaldi è
tipico della Liguria e del Piemonte, con un nucleo importante a
Genova e ad Acqui Terme (AL), Ivaldo, assolutamente rarissimo è
del savonese, derivano entrambi dal nome medioevale germanico
Ivaldo. |
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IVAN
IVANCIC |
Ivan è
molto raro ed è specifico del pordenonese al confine con il
trevisano, zona di Sacile e Brugnera, Ivancic è rarissimo sembra
triestino, con un ceppo secondario nel pordenonese, derivano
entrambi dal nome slavo Ivan (Giovanni) Ivan probabilmente come
contrazione di Ivancic. |
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IVANOVICH |
Ivanovich è un cognome tipicamente slavo, si tratta di un
patronimico del nome bulgaro
Ivanov che a sua volta
significa Di Giovanni, il suffisso
-ov di
Ivan
(Giovanni)
indica il possessivo di. |
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IZZA
IZZI
IZZO |
Izza, molto molto raro, è tipico di Alghero (SS), Izzi è
abbastanza comune nel Lazio ed in Molise, Izzo è specifico della
Campania, potrebbero derivare dall'aferesi del nome medioevale
italiano Albizzo.
integrazioni fornite da
Stefano Bettazzi
Izza, rarissimo, potrebbe essere originario di Alghero (SS),
Izzi, frequente soprattutto nel centro e centro sud, presenta
ceppi minori anche nel nord del paese, Izzo è diffuso un po' in
tutta Italia, ma ha la sua massima concentrazione in Campania,
tutti questi cognomi derivano dal nome medievale
Izzo,
l'italianizzazione cioè del personale germanico
Hitz o
Hilz,
che, originato dalla radice
hilde (lotta,
battaglia), può essere tradotto
come guerriero, uomo d'armi
(un po' come i nomi medievali Battaglia e Guerra). In certi
casi, tuttavia, non si può escludere che alcuni di questi
cognomi derivino dall'antico italiano
izzo,
termine con cui un tempo si indicava un individuo d'origine
araba, un saraceno o, in senso lato, una persona dalla
carnagione o dai capelli scuri: l'origine di questo vocabolo va
ricercata nel latino aegyptius o nel greco
aigyptios
(italianizzato sia come izzo
che come ghezzo),
col significato letterale di
egiziano (etimo che venne poi
esteso fino a inglobare gli arabi in generale). In conclusione,
allora, si tratta delle cognominizzazioni o dei nomi personali
dei capostipiti o di soprannomi loro attribuiti (in relazione
alle loro origini etniche o a delle loro caratteristiche
fisiche).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Izzo è cognome siciliano e meridionale in genere, che viene dal
vocabolo dialettale siciliano 'izzu'
= nibbio,
il quale a sua volta proviene dal dorico 'hírix'
= nibbio, falcone.
'Izzu'
(jizzu)
significava in antico siciliano anche 'schiavo
nato in casa' (latino
aegyptius). |
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IZZILLO |
Izzillo, molto raro, è tipicamente campano, di Napoli in
particolare e di Ceppaloni nel beneventano, si dovrebbe trattare
di una forma ipocoristica dialettale del nome medievale
Izzo
(vedi IZZA). |
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JAIME
JAYME |
Jaime, praticamente unico, sembrerebbe siciliano, Jayme è
tipicamente piemontese, di origini francesi, dovrebbero derivare
dal nome francese arcaico Jaymes
(Giacomo). |
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JANES
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Assolutamente rarissimo è tipico del Trentino. (vedi Ianes) |
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JANNON
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Jannon è tipico del torinese, di Chiomonte in particolare,
deriva da una forma ipocoristica accrescitiva del nome francese
medioevale Jan
(Johann)
l'attuale Giovanni. |
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JEANTET |
Jeantet è tipicamente valdostano, di Cogne in particolare,
dovrebbe derivare da una forma dialettale ipocoristica
valdostana del nome francese
Jean (Giovanni,
Gianni). |
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