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SABA
SAPA |
Sapa è assolutamente rarissimo, Saba è un tipico cognome sardo,
molto molto diffuso, pur essendo uno dei più antichi, ma è
presente anche sul continente con ceppi autonomi, in alcuni casi
di origini ebraiche e dove il cognome deriverebbe dal termine
ebraico sabà
(pane),
i ceppi sardi potrebbero derivare da soprannomi originati dal
vocabolo sardo sába (mosto
cotto, sapa tipico componente
delle seadas, sorta di dolce), secondo alcuni deriverebbero
invece dal termine arabo saba
(sette
, il numero), tutti possono poi derivare dal nome
Saba a
sua volta derivato dall'ebraico
sheba (converso),
ricordiamo San Saba che subì il martirio sotto Aureliano nel
III° secolo.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
Saba e Sapa derivano dal latino
sapa.
Su pani de saba
è il pane di sapa,
è un dolce tipico della Sardegna.
Come cognome lo ritroviamo tra i firmatari della Pace di
Eleonora del 1388, nelle due uscite: Saba e Sapa. Saba Anthonio,
jurato ville de Billuchara (villaggio distrutto - Contrate
Montis Acuti); Saba Elia, jurato ville de Billuchara; Saba
Joanne, jurato ville Sagama(Sagama, era un oppidum = città
fortificata - Contrate Castri Serravallis). Sapa Francisco,
burgi de Osilo; Sapa Joannes, ville Sasseri. Nel Condaghe di S.
M. di Bonarcado, *CSMB XI°, XII° sec., sono citati 6 Saba: Saba
Barusone, figlio di Pietro (206) e Saba Petru, in una partizione
di servi; Saba Aketore(203), in una donazione di terra; Saba
Ianni(167), in una partizione di servi; Saba Iusta (205), in una
partizione di servi; Saba Petru, muraiolu (evidentemente diverso
dal precedente), in una vendita(comporu). Nel Condaghe di S.
Nicola di Trullas, *CSNT XI°- XII° sec., sono citati 2 Sapa:
Sapa Dericcor (161), in una donazione; Sapa Petru (160), teste
in una donazione(positinke donnu Comita de Athen (sende malavidu
in Bonorva, su latus de Victoria Murta, et latus de sa filia
Vera, et pede de s'atera filia Sirica. Testes: Petru Sapa et
Gosantine Runkina), pose (diede) donnu (signore, nobile) Comita
de Athen, essendo (gravemente) malato in Bonorva, la metà( dei
diritti di servizio o lavoro) di Victoria Murta, la metà della
figlia Vera e un quarto (pede, dei diritti di lavoro) dell'altra
figlia Sirica. Nella storia della Sardegna ricordiamo: Saba
Agostino, storico della Chiesa(Serdiana (CA)1888 - 1962),
arcivescovo dell'archidiocesi di Sassari (una tempo Torres), dal
1961 al 1962. Attualmente, il cognome Saba è presente in 166 su
377 Comuni della Sardegna, a distribuzione omogenea, In Italia è
presente in 467 Comuni; nel territorio continentale la maggiore
frequenza si registra nel centro nord. |
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SABADINI
SABATANI
SABATANO
SABATINI
SABATINO
SABBADINI
SABBATANI
SABBATINI
SABBATINO |
Sabatani, quasi unico, è probabilmente dovuto ad un errore di
trascrizione di Sabbatani, che è specifico dell'area che
comprende il bolognese, il forlivese ed il ravennate, Sabatano,
assolutamente rarissimo, ha un piccolo ceppo a Napoli e nel
napoletano e salernitano, Sabadini sembrerebbe avere un nucleo
nel ravennate ed uno nel comasco, Sabatini è specifico
dell'Italia centrale, Sabatino è diffuso in tutto il sud,
Sabbadini dovrebbe avere un ceppo nell'udinese, ed uno nella
fascia che dalla provincia diMilano, attraverso il bergamasco,
il bresciano ed il mantovano, arriva fino al modenese, Sabbatini
è più specificatamente marchigiano, Sabbatino, molto raro è del
napoletano. Tutti questi nomi dovrebbero derivare dal nome
medioevale Sabatus
o Sabbatus
e dal suo derivato Sabbatanus
o Sabbatinus.
integrazioni fornite da
Massimo Sabatini
il cognome non deriva a mio avviso dal nome medievale
Sabatus, ma dalla Gens Sabatina.
Nel IV° secolo a.C. i Romani,
sconfitti gli estruschi Veientai si impossessarono dei loro
territori, creando nuove colonie e nuove tribù (gens) rustiche.
Tra queste c'era la Gens
Sabatina dall'omonimo lago
Sabatinus ora Bracciano, a nord di Roma, e dalla città di
Sabate, ora Anguillara Sabazia, prospiciente il lago stesso.
Anche il cognome Quirini ha la stessa origine.
integrazioni fornite da
Andrea Malavolti
In Emilia questi cognomi sono sporadicamente diffusi anche tra
gli israeliti, derivando dal nome proprio
Sabatino
, a sua volta derivato dal nome ebraico
Shabetai
(Saturno
in ebraico), pianeta i cui influssi sono studiati nella cabala.
Si tratta di cognomi di origine sefardita. |
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SABADOTTO |
Sabadotto
è caratteristico di Pederobba nel trevisano, dovrebbe derivare
da un soprannome stante ad indicare che il capostipite fosse
nato nella giornata di sabato. |
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SABATELLI
SABATELLO
SABATTOLI
SABATUCCI
SABBATELLI
SABBATUCCI |
Sabatelli ha un ceppo importante tra barese e brindisino con un
ceppo probabilmente secondario a Firenze, Sabbatelli,
estremamente raro, è quasi sicuramente dovuto ad errori di
trascrizione del precedente, Sabatello, molto raro, è romano,
Sabattoli, molto molto raro, è specifico del bresciano,
Sabatucci è specifico di Roma e del romano, con un ceppo anche
tra Piceno e teramano, Sabbatucci è tipico dell'area che
comprende l'urbinate, il maceratese e l'Umbria, dovrebbero tutti
derivare da modificazioni di vezzeggiativi del nome medioevale
Sabatus,
probabilmente attribuito a figli nati nel giorno di Sabato, di
questo nome abbiamo un esempio d'uso in un
Carta venditionis
dell'anno 1118 nel monastero di S. Pietro in Monte di Brescia
che così si conclude: "... Ego Sabatus condam Hospinelli
notarius auctenticum huius exempli vidi et legi et sicut in illo
continebatur ita et in isto scripsi nil addens vel minuens quod
sensum vel sentenciam mutet preter forte litteram vel syllabam
et me quoque subscripsi.". |
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SABATO
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Tipico del sud, ha un nucleo nel Salento ed uno nel napoletano,
salernitano, avellinese e potentino, dovrebbe derivare dal nome
medioevale, abbastanza diffuso anticamente tra gli ebrei,
Sabatus
o Sabbatus,
di cui abbiamo un esempio d'uso in Umbria in quest'atto redatto
a Perugia nel 1377: "... Dictus Sabbatus juravit per Deum vivum
et in licteris ebraicis, ipsis corporaliter tactis.. .. Cum
Mathesias Sabbatutii prefatus contraxerit sotietatem cum dicto
Sabbato in civitate Asisii ad mutuandum pecunias modo ebreorum,
in qua sotietate prefatus Sabbatus promisit contribuere pro
duabus partibus de septem partibus et dicta sotietas sit finita
inter dictos contrahentes et remanserit honus dicte sotietatis
dicto Mathesie nec esset conveniens quod de pignoribus acceptis
per dictum Sabbatum...", ma in alcuni casi potrebbe anche
derivare dal nome del fiume silano anticamente chiamato
Sabatus. |
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SABBIONI |
Abbastanza raro, ha un ceppo nella provincia di Bologna ed uno
nel sudmilanese e lodigiano, potrebbe derivare dal toponimo
Sabbioni (CR). |
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SABELLA
SABELLI
SABELLO |
Sabella presenta un ceppo originario nell'agrigentino, ma
potrebbero esserci due ceppi nel Molise e nel Salento, Sabelli
ha un ceppo a Roma e nel romano a San Cesareo, Palestrina, Rocca
Priora, ed uno nell'area che comprende il Molise ed il teatino,
soprattutto ad Agnone nell'iserniese ed a Campobasso, Sabello è
praticamente unico, dovrebbero derivare dal cognomen latino
Sabellus,
Sabella
che starebbe ad indicare inizialmente un'origine sannita, ma è
pure possibile che si tratti direttamente di una forma etnica
derivata dal nome del popolo dei
sabelli
(vedi SABELLICO). |
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SABELLICO |
Sabellico è un cognome tipicamente laziale, del frusinate ed in
particolare di Alatri, dovrebbe trattarsi di un etnico del
Sannio ed indicare che il capostipite apparteneva al popolo dei
sabelli,
antica forma per indicare una tribù dei
sanniti
(popolazione italica del centrosud), così li descrive Catone:
"..Sabelli sunt prole Sabinorum, ut nomen est argumento, a
Latinis Samnites, a Graecis Saunite appellati...", tracce di
questa cognominizzazione le troviamo a Venezia nel 1400 con lo
scrittore Marcus Antonius Coccius Sabellicus (1436-1506). |
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SABENE
SABENI
SAGLIMBENE
SAGLIMBENI
SAIBENE
SAIBENI
SAIMBENE
SALIMBENE
SALIMBENI |
Sabene, tipicamente laziale, è specifico di Roma e, nel
frusinate, di Anagni ed Acuto, con presenze anche a Cisterna di
Latina nel latinense, Sabeni, più raro, è tipico di Roma,
Saglimbene è molto diffuso in Sicilia, nel palermitano a
Misilmeri e Palermo e soprattutto a Catania e nel catanese, a
Misterbianco, ed a Limina e Santa Teresa di Riva nel messinese,
Saglimbeni è tipico di Messina e Limina nel messinese, e di
Lercara Friddi nel palermitano, Saibene è lombardo dell'area che
comprende il varesotto, il comasco ed il milanese, magte
diffuso a Milano, Cislago, Uboldo e Fagnano Olona nel varesotto,
e nel comasco a Fenegrò,Cirimido, Como, Limido Comasco, Appiano
Gentile e Mozzate, Saibeni, assolutamente molto raro, è della
stessa zona lombarda del precedente, Saimbene è tipico di
Caltagirone nel basso catanese, Salimbene ha un piccolo ceppo
piemontese ad Asti e nell'alessandrino, ed un ceppo
significativo a Buccino nel salernitano, Salimbeni è diffuso qua
e là in Italia, ha ceppi nell'area romagnola, nel fiorentino e
pratese, nel viterbese e romano e nel cosentino, dovrebbero
tutti derivare da nomi augurali medioevali, più o meno alterati
dal dialetto, derivati da
Salimbene con il significato di
sali il percorso della tua vita
nel bene, un augurio cioè di
buona crescita e buon percorso di vita, ricordiamo con questo
nome il parmense Fra Salimbene de Adam autore trecentesco di una
famosa Chronica. |
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SABETTA |
Sabetta è
tipico dell'area che comprende Lazio, Molise, Campania e Puglia,
si dovrebbe trattare di una forma matronimica aferetica del nome
Elisabetta, che dovrebbe quindi essere il nome della
capostipite. |
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SABI
SABIA
SABIO |
Sabi e Sabio, estremamente rari, dovrebbero essere diverse
trascrizioni del cognome Sabia, che è specifico dell'area che
comprende il salernitano ed il potentino, con massima
concentrazione nel salernitano a Capaccio, Altavilla Silentina,
Sala Consilina, Salerno ed Ascea, è nel potentino però che
raggiunge la massima concentrazione, in particolare a Potenza,
ed Avigliano, con buone presenze anche a Ruoti, Pietragalla e
Filiano, e che dovrebbe derivare dal nome dell'antica
Gens Sabia
che era concentrata in epoca romana proprio in Campania e
Lucania, Gens che diede anche il nome al paese di Saviano nel
napoletano.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Sàbia, Sabìa è un cognome lucano presente a Pietragalla,
Potenza, Rionero in Vùlture e spesso altrove, anche calabrese,
brindisino e a Taranto: deriva da 'savia'.
Rohlfs, Cognomi lucani. |
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SABIDUSSI |
Molto
raro è tipico di Gemona del Friuli (UD), dovrebbe derivare da un
diminutivo dialettale del nome Sabatino |
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SABINI
SABINO |
Sabini ha un nucleo nel basso parmense, a Roma e nel napoletano,
Sabino è diffuso nella fascia che comprende Campania, Puglia
settentrionale e Basilicata, con centro nel napoletano,
casertano e nel barese, dovrebbero derivare o dal vocabolo
latino sabinus
(appartenente al popolo dei
Sabini) o dal nome latino
Sabinus, di questo nome si trovano tracce ad esempio in una
lapide tardo latina dove si legge: "Terentia Bonifatia
canistraria /// T(itus) Flavius Natalis /// C(aius) Valerius
Sabinus /// L(ucius) Avianius Felix /// C(aius) Flavius
Domit[i]us ...". |
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SABIU
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Sabiu, decisamente sardo, del sud dell'isola, ha un ceppo a
Carbonia e San Giovanni Suergiu nel carbonese, uno a Cagliari ed
uno a Sardara nel Medio Campidano.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
SABIU: sàbiu,
significa savio
o saggio
e deriva, non dall'italiano o dallo spagnolo come alcuni
linguisti lasciano intendere, ma direttamente dal latino
sàpius;
a prova, in centro Sardegna il termine è rimasto tale,
sàpiu.
Nella parlata campidanese, nella quale è più frequente il
fenomeno del betacismo, salìu
diventa sabìu,
che però non ha dato origine al cognome
Sàbiu. A
prova abbiamo fatto una indagine in tutti i 32 Comuni sardi, ove
è presente il cognome e tutti gli interpellati hanno risposto
con la pronuncia Sàbiu. È presente nei documenti antichi della
lingua sarda: tra i firmatari della Pace di Eleonora, *LPDE del
1388, figurano due Sàbiu: Sabiu Guantino, majore ville Margini
(* .distrutto. Partis de Montibus); Sabiu Hogitto, ville
Mahara(*Villamar - Contrate Marmille); ed un Sapiu: Sapiu Petro,
ville Gocille. (* Gocille.villaggio distrutto - Curatorie de
Anella). Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, *XI°, XIII°
secolo, sono presenti due Sàbiu: il primo è Mariane (24), donnu
(nobile), teste in una lite (kertidu) per una appropriazione
indebita di terre, da parte di Guantine Formiga, ai danni di
Santa Maria: Ego Nicolaus prior de Bonarcadu, recordationem
facio de kertidu ki feci cun Guantine Formiga.; il secondo è
Orzocco (110) teste in una spartizione di servi. Il cognome
Sabiu è presente in 57 Comuni d'Italia, di cui 32 in Sardegna:
Carbonia 53, SanGiovanni Suergiu 41, Cagliari 35 Sardara 30,
Perdaxius 14, etc. |
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SACCA'
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Saccà ,
non comune, è tipico della Sicilia orientale e del reggino,
deriva dal nome arabo Saqqah derivato dal termine che identifica
chi fa il mestiere di trasportatore d'acqua. |
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SACCARO |
Molto
raro è tipico della Sicilia occidentale, deriva dal termine
dialettale di derivazione araba saccaru (saqqah), che identifica
chi fa il mestiere di trasportatore d'acqua. |
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SACCARDI
SACCARDO |
Saccardi ha un ceppo principale nel fiorentino, un ceppo nel
veronese ed uno nel piacentino, Saccardo ha un nucleo principale
nel vicentino ed un piccolo ceppo, non secondario, nel
napoletano, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal
mestiere di scaricatore o
saccardo (addetto alle salmerie
negli eserciti medioevali), tracce di questa cognominizzazione
le troviamo nell'elenco scolari dell'Università di Perugia
dell'anno 1583, dove è menzionato un certo Brunos Saccardus
marchigiano, e a Roccastrada (GR) sempre nel 1500 viene
annoverato tra la nobiltà del Paese un Ottaviano Saccardi. |
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SACCHETTI
SACCHI
SACCHINELLI
SACCHINI
SACCHINO
SACCO
SACCON
SACCONE
SACCONI |
Sacchetti è presente al centro nord, Sacchi ha un nucleo
importante nell'areale che comprende le province di Alessandria,
Pavia, Milano, Novara, Varese e Lecco, un ceppo nel mantovano e
modenese, ma ha presenze significative in tutto il centro nord,
Sacchinelli, molto molto raro, sembrerebbe avere un piccolissimo
ceppo nel vibonese, Sacchini ha vari ceppi, a Genova,
nell'appennino parmense e reggiano, nell'area che comprende la
Toscana, la Romagna ed il pesarese, un ceppo tra Piceno e
teramano ed uno a Roma, Sacchino è praticamente unico, Sacco è
assolutamente panitaliano, Saccon è decisamente veneto, di San
Vendemiano, San Fior, Conegliano, Susegana, Fontanelle, Codognè
e Mareno di Piave nel trevisano e di Mirano, Venezia, Mira,
Santa Maria di Sala e Spinea nel veneziano, Saccone ha un ceppo
nella Liguria di Ponente, a Roma, in Campania, nel foggiano e
nella Sicilia sudorientale, Sacconi, oltre al piccolo ceppo
padovano, ne ha uno nel fiorentino, aretino, senese e perugino
ed uno nel viterbese e romano. Tutti questi cognomi possono
avere diverse origini, da variazioni accrescitive o
ipocoristiche dell'aferesi del nome
Isacco,
di quest'uso abbiamo un esempio nel 1300 a Firenze con Saccone
Tarlati, o da soprannomi legati al mestiere di produttore di
sacchi, o di scaricatore. |
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SACCOMAN
SACCOMANDI
SACCOMANDO
SACCOMANI
SACCOMANO
SACCOMANNI
SACCOMANNO |
Saccoman, tipicamente veneto, ha un ceppo nella zona di Villa
Bartolomea (VR) ed uno a Venezia, Saccomandi ha un ceppo
lombardo nel bergamasco ed uno romagnolo nel ravennate e nel
forlivese, Saccomando ha un ceppo a Cautano nel beneventano, uno
nell'agrigentino a Palma di Montechiaro, Naro e Racalmuto ed uno
a Caltanissetta, Saccomani ha un ceppo nel veronese, Saccomano
ha un nucleo ad Udine e dintorni, Saccomanni, assolutamente
raro, sembrerebbe meridionale e deriverebbe da errori di
trascrizione di Saccomanno che ha un ceppo tra Benevento e
Napoli ed uno nel cosentino a Grimaldi, tutti questi cognomi
dovrebbero derivare dal termine longobardo
sackmann,
uomo adibito al trasporto di sacchi, normalmente vettovaglie,
aggregato spesso agli eserciti, trasformatosi poi in
saccheggiatore, di quest'uso si ha un esempio ne
Il Sacco di Roma
del 1527 scritto dal Guicciardini (1483 - 1540): "...Per le
strade non si vedeva altro, che dalli saccomanni e da vilissimi
furfanti portare gran fasci di ricchissimi paramenti e ornamenti
ecclesiastici, e gran sacca piene di più sorte vasi d'oro e
d'argento, dimostrativi più delle superbe ricchezze e vane pompe
della romana corte...". Tracce di queste cognominizzazioni le
troviamo nel 1600 a Grimaldi dove opera il notaio Giovan
Battista Saccomanno come vediamo in quest'atto: "In Dei nomine
Amen, anno nativitatis eiusdem millesimo sexcentesimo septimo...
... Nos Lucas Antionius Parisius de Grimaldo Regius ad
contractus iudex, Ioanne Baptista Saccomannus loci eiasdem
publicus regia auctoritate Notarius et testes subscripti...". |
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SACERDOTE
SACERDOTI |
Sacerdote ha un ceppo a Milano ed uno a Torino, Sacerdoti ha un
ceppo a Milano ed uno a Roma, sono entrambi molto rari, di
origine ebraica, dovrebbero derivare da una traduzione del
termine ebraico kohanim
(sacerdoti)
da cui deriva il kohen,
l'officiante
ed il cognome ebraico Cohen. |
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SACRO
SACRO CUORE |
Sacro è
un cognome palermitano, ora presente solo nel napoletano, Sacro
Cuore è ormai quasi scomparso, si dovrebbe trattare di cognomi
attribuiti, a fanciulli abbandonati, da congregazioni religiose
del Sacro Cuore di Gesù, dove probabilmente la madre aveva
lasciato il bambino. |
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SADA
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Sada è un
cognome tipico del milanese, di Milano, Lainate e Rho e del
torinese, di Avigliana, Trana e Giaveno, cognome di chiara
origine spagnola, tracce di questa cognominizzazione le troviamo
a Milano fin dalla seconda metà del 1500 con Dionigi Ottaviano
Sada, di padre spagnolo, scrittore di numismatica ed epigrafia
latina. |
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SAETTA
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Saetta ha un ceppo campno a Napoli, Ottaviano, Casoria e
Sant'Anastasia nel napoletano, ed un ceppo siciliano a Palermo,
a San Cataldo nel nisseno, a Siracusa e Noto nel siracusano, a
Graniti nel mesisnese ed a Canicattì nell'agrigentino, il ceppo
siciliano è probabilmente dovuto all'italianizzazione del più
comune Saitta
(vedi SAITTA), potrebbe derivare in genere da soprannomi o da
nomi di località. |
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SAETTI
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Saetti ha un ceppo nel bresciano, a Montichiari, Bedizzole e
Carpenedolo, ed uno nel modenese a Carpi, Modena e Novi di
Modena, dovrebbe derivare da un soprannome generato dal termine
italiano arcaico saetto
(freccia, dardo),
ma è pure possibile che derivino dal nome
Saetto
inteso nell'accezione arcaica del termine per
raggio di sole. |
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SAFFIOTI |
Saffioti
è un tipico cognome calabrese di Palmi nel reggino, con presenze
anche a Gioia Tauro nempre nel reggino ed a Lamezia Terme nel
catanzarese, potrebbe derivare da una forma etnica grecanica
relativa alla contrada Safò di Briatico nel vibonese, probabile
località di origine dei capostipiti. |
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SAGGES
SAGGESE
SAGGESI |
Sagges è praticamente unico ed è barese, si tratta di una
famiglia di origini francesi originaria della città di Salins in
Borgogna, trasferitasi prima a Napoli e quindi in Puglia,
Saggese ha un ceppo nel napoletano a Napoli, San Giuseppe
Vesuviano, Ottaviano, Torre Annunziata e Caivano, nel
salernitano, a Salerno, Mercato San Severino, Baronissi,
Fisciano, San Gregorio Magno, San Valentino Torio e Calvanico, e
nell'avellinese a Ospedaletto d'Alpinolo, ed un ceppo a Barletta
e Bari nel barese ed a Cagnano Varano, Bovino e Foggia nel
foggiano, Saggesi, quasi unico, è probabilmente il frutto di
un'errata registrazione del precedente, che potrebbe derivare
dal nome della frazione di Lucera nel foggiano Posta Saggese, ma
l'ipotesi più probabile è che derivi dal cognome burgundo
Sagges,
probabilmente originato dal vocabolo provenzale
satges o
sagges
(sapiente, saggio),
usato come nome, nella variante
Sagges, abbiamo tracce di
queste cognominizzazioni a Napoli con Pietro Sagges, che
trasferitosi a Bari, tra la fine del 1600 e gli inizi del 1700,
assume la carica di regio
casciero delle entrate della
città. |
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SAGGINA
SAGINA
SAGINI |
Saggina,
Sagina e Sagini sono tutti rarissimi e sembrano originari della
provincia di Perugia, potrebbero derivare da soprannomi
originati dal vocabolo celtico latino sagus (mantello), di
quest'uso si ha esempio in uno scritto del 1371 conservato
nell'Archivio di Stato di Firenze dove si può leggere:
"Ricordanza che Bindo di Giovanni Vecchietti vendé un podere
posto nel popolo di San Filicie a Ema luogho detto a Malavolta
al quale io Paolo fui malevadore insieme con Vanni Vecchietti e
Donato di Lippo Doni del Sagina e Biagio di Bartolo Burci...";
traccia di questa cognominizzazione le troviamo nel cortonese
verso la fine del 1300, come attesta un testamento datato 1405
di un certo Castruccio Saggina. |
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SAGGINI
SAGGINELLA
SAGGINELLI
SAGGINO |
Saggini
molto raro parrebbe avere un ceppo nel bolognese, uno nel
livornese ed uno nel viterbese, Sagginelli rarissimo potrebbe
essere una modificazione derivata dal primo, Sagginella e
Saggino assolutamente rarissimi sembrerebbero napoletani,
potrebbero derivare da un soprannome originato dal vocabolo
saggina (tipo di pianta). |
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SAGGIOMO |
Saggiomo è tipicamente campano, soprattutto di Napoli, con ceppi
anche a Pozzuoli e Quarto nel napoletano, a Camerota e Rofrano
nel salernitano ed a Sant'Arpino nel casertano, deriva dal nome
medioevale Saggiomo.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questo cognome va ricercata nel nome medievale
Saggiomo,
attribuito al neonato come augurio di saggezza, sapienza (vedi
Sapienza). In conclusione, dunque, si tratta della
cognominizzazione dei nomi personali dei capostipiti. |
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SAGLIO
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Saglio
sembrerebbe piemontese, specifico della Val d'Ossola, presenta
un piccolo ceppo ad Ornavasso, dovrebbe derivare dal nome del
Monte Saglio nel Canavese, probabile luogo d'origine del
capostipite. |
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SAIANI
SAIANO |
Saiani ha
un ceppo tra trentino e bresciano, con particolari evidenze a
Brescia, Collebeato, Concesio e Nave nel bresciano ed a Casale
Cremasco nel cremonese, e nel trentino ad Ala, Rovereto e Mori,
ed uno tra ravennate, ferrarese e forlivese, a Ravenna,
Conselice e Lugo nel ravennate, a Cesena e ad Argenta nel
ferrarese, Saiano ha un ceppo tra casertano e beneventano, a
Castel Morrone nel casertano ed a Limatola nel beneventano,
dovrebbero derivare da nomi di paesi come Rodengo Saiano in
Franciacorta nel bresciano, Saiano, una frazione di Cesena, o
Saiano di Sant'Agata de' Goti nel beneventano, probabili luoghi
d'origine dei capostipiti. |
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SAIEVA
SAJEVA |
Saieva decisamente siciliano, ha un ceppo nell'agrigentino, ad
Agrigento, Favara, Aragona e Realmonte ed un piccolo ceppo anche
a Palermo, Sajeva è invece tipico di Palermo ed Agrigento,
dovrebbero derivare dal nome arabo libanese
Saev o
dal nome slavo Sajev,
entrambi corruzioni del nome ebraico
Isaiah. |
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SAILIS
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Tipico del cagliaritano, di Guasila in particolare.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Molto raro, originario di Guasila (CA), dovrebbe derivare dal
vocabolo sardo s'aili
(il serraglio per capretti).
Si tratta, dunque, della cognominizzazione del mestiere del
capostipite.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Sailis è un cognome sardo che presenta il plurale di famiglia,
di forma campidanese, e potrebbe corrispondere al logudurese 'suίle'
= porcile,
che deriva dal latino 'suile'.
Fonte: M. Pittau, Diz. cogn. di Sardegna, III, p.148. |
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SAINI
SAININI
SAINO |
Saini è tipico lombardo, del milanese e macroarea circostante,
mentre Sainini, sempre lombardo, è specifico del bresciano, di
Bienno in particolare, Saino è più del pavese, dovrebbero
derivare, direttamente o tramite una forma ipocoristica, da una
modificazione dell'aferesi del diminutivo del nome
Isacco. |
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SAITTA
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Saitta è tipicamente siciliano, dovrebbe derivare da un
soprannome originato dalla velocità del capostipite, tanto da
essere assimilato alla saitta
(in siciliano saetta, fulmine),
difficile invece una connessione con il mestiere di produttore
di frecce. |
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SAIU
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Saiu è tipicamente sardo, con un ceppo tra cagliaritano ed
iglesiente ed uno nel sassarese.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
SAIU: saìu
o salìu
= salato.
Deriva dal latino sal,
salis
nel significato proprio di
sale e
figurato di intelligenza,
prudenza o anche
astuzia.
Ha sale in zucca = tenit sali in
conca.
Salìu =
salato
in senso proprio, intelligente,
astuto, prudente in senso
figurato. Non l'abbiamo trovato nelle carte antiche,
evidentemente si tratta di un cognome recente. Negli antichi
documenti della lingua sarda troviamo invece Sàbiu, ma di
significato ed etimo diversi (vedi Sàbiu). Attualmente il
cognome è presente in 113 Comuni del territorio nazionale, di
cui 47 in Sardegna, concentrati per la maggior parte
nell'Iglesiente e Medio Campidano, con l'eccezione di Alghero:
Villacidro 112, Alghero 70, Iglesias 64, Carbonia 61, Domusnovas
46, Gonnosfanadiga 37, etc. Nella penisola è Roma ad avere il
numero più alto con 35. |
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SALA
DELLA SALA |
Sala parrebbe specifico della parte centro occidentale del nord
Italia, ma sembrerebbe esserci anche un ceppo nella Sicilia
occidentale, Della Sala è invece specifico di Avellino e
provincia, dovrebbero derivare da uno dei vari toponimi quali:
Sala Comacina (CO), Sala al Barro (CO), Sala Biellese (BI), Sala
Monferrato (AL), Salaparuta (TP), è pure possibile una
derivazione dal vocabolo longobardo
sala
(casa padronale)
integrazioni fornite da
Paolo della Sala
Il cognome Sala dovrebbe derivare dal termine longobardo con il
quale veniva indicato il palazzo più importante delle
insediazioni longobarde, dove si governava e si gestivano gli
affari. Ciò spiega il fatto che sia particolarmente diffuso in
Lombardia, ma anche in alcune zone dell'Italia meridionale dove
i longobardi hanno lasciato tracce consistenti. Per esempio in
Campania, dove ci sono diversi paesi e città con la aggiunta
Lombardo. |
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SALACONE
SALICONE
SALOCONE |
Salacone sembrerebbe specifico di Venosa nel potentino, Salicone
è esclusivo del salernitano, di Olevano sul Tusciano e
Battipaglia, Salocone sembrerebbe ormai scomparso in Italia,
dovrebbero derivare da alterazioni del nome franco
Salacone
di cui abbiamo un esempio d'uso in un atto dell'anno 828
inserito nella storia degli atti di Pipino I° e II° Re
d'Aquitania: "Pipinus, gratia Dei rex Aquitanorum. Cum nos, in
Dei nomine, die martis, Casanogilo uilla palatio nostro in pago
Pictauo secus alueum Clinno. ad multorum causas audiendum
rectaque iudicia terminandas resideremus. ibique uenientes
aliqui homines.. ..Proinde nos taliter unacom fidelibus nostris,
id sunt... .. Helimberto, Adalberto, Acsindo, Amalfredo, Ioseph,
Arcambaldo, Erinfredo, Geraldo, Ruben, Rotgaudo, Leotgario,
Ingilberto, Deotimio, Salacone seu et Iohanni comiti palacii
nostri uel reliquis quampluris, uisi fuimus iudicasse ut, dum
ipsi coloni taliter se recognoscebant, sicut superius est
insertum, ut ipsa discriptione, sicut ipse dictauerant uel
conscripta adherat, uel ipse ipsa redibutione per spacia annorum
fecerant.".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Salacone è un cognome lucano frequente a Venosa; deriva dalla
voce calabrese 'salacune'
= sorta di salice.
Cfr. anche SALICONE, SALOCONE. G. Rohlfs, Dizionario storico dei
cognomi in Lucania, 1985. |
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SALADINO
SALARDINO |
Di
Saladino si individuano due ceppi, uno nella Sicilia occidentale
ed uno nella provincia di Catanzaro, Salardino, molto raro,
sembrerebbe siciliano di Palermo e Misilmeri nel palermitano,
dovrebbe essere dovuto ad un alterazione del precedente, che
potrebbe derivare da soprannomi legati al nome di
Salah El-Din Al-Ayubi,
detto Saladino (1169-1250), il famoso "feroce Saladino",
fondatore di un grande stato musulmano e condottiero
dell'esercito infedele contrapposto ai Crociati. Tracce antiche
di questo cognome si trovano già nel 1200, in un atto redatto a
Luni (SP) nel 1279 si legge: "...et Gualteroto q. domini
Saladini de Fosdenova (Fosdinovo (MS))et aliis...".
integrazioni fornite da
Carlo Barbieri
Salah El-Din
è un cognome diffuso da sempre nell'area islamica come tanti
altri che hanno in comune la parola
Din che
significa religione. Salah
El-Din, pronunciato
Salah Ed-Din,
significa preghiera
(o lode) della religione.
Si può quindi ipotizzare si possa trattare semplicemente di
italianizzazioni di quel cognome. |
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SALAFIA |
Specifico del catanese, siracusano e ragusano,
integrazioni fornite da
Luigi Colombo
E' un cognome siciliano che dovrebbe derivare da una parola
araba salaf
che vuol dire arroganza,
superbia,
dunque dovrebbe trattarsi di un nome derivato da un vecchio
soprannome. |
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SALAMA
SALAME
SALMA |
Salama è assolutamente rarissimo dovrebbe essere abruzzese,
probabilmente della provincia de l'Aquila con probabile zona
originaria a Pacentro, Salame è probabilmente dovuto ad un
errore di trascrizione del precedente, Salma, altrettanto raro,
parrebbe dell'area molisano, foggiano, campana, con probabili
ceppi anche in Sicilia, potrebbero avere radici.saracene o
ebraiche e derivare, sirettamente o tramite modifiche, dal
termine arabo salamah
(pace,
normale forma di saluto).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Salma è cognome siciliano che significa
salma, peso, carico.
Rohlfs 165. |
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SALAMI
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Salami è
abbastanza diffuso in Lombardia ed Emilia, nel cremonese e
mantovano e nel reggiano e modenese, dovrebbe derivare da
soprannomi originati dal mestiere del capostipite che
probabilmente produceva e vendeva salami. |
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SALAMINO |
Salamino è tipicamente pugliese, di Bari, Taranto e Brindisi,
potrebbe derivare da una forma ipocoristica derivata dal nome
ebraico Shelam (Pacifico).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Salamino è cognome pugliese variante della forma base Salamina
che è formato da Salamina
= isola della Grecia nel golfo Saronico, di fronte al porto del
Pireo. Minervini 430.lucani. |
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SALAMON
SALAMONE
SALAMONI
SALOMON
SALOMONE
SALOMONI |
Salamon e
Salomon, molto raro, sono tipici del trevigiano, Salamone è
specifico della Sicilia, Salamoni rarissimo è forse un errore di
trascrizione di Salomoni che ha un nucleo nel bolognese ed uno
nel bresciano e veronese, Salomone è diffuso in tutto il sud, ma
in particolar modo in Campania, questi cognomi derivano tutti
dal nome ebraico Shelam (pacifico). |
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SALANITRI
SALANITRO
SALNITRI
SALNITRO |
Salanitri e Salanitro sono decisamente siciliani, del catanese
in particolare, Salnitri e Salnitro, assolutamente rarissimi,
sono forse dovuti ad errori di trascrizione, potrebbero derivare
dal mestiere di raccoglitori di guano, fonte primaria del
salnitro in epoca antica.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Salanitri e Salanitro sono tipicamente siciliani, con ceppi
maggiori nel catanese, nel messinese, nell'ennese e nel nisseno,
ma con probabili ceppi minori anche nel nord e centro nord del
paese, Salnitri, rarissimo, si riscontra quasi esclusivamente
nel Veneto, Salnitro, anch'esso estremamente raro, dovrebbe
essere originario del messinese o del reggino, tutti questi
cognomi derivano dal termine
salnitro o
salanitro,
una sostanza chimica che, nel passato, veniva adoperata per
diversi scopi: fertilizzante di buona qualità, utilizzato nella
concimazione dei terreni agricoli, il salnitro serviva anche
come conservante alimentare (prevalentemente per la
conservazione di salumi e carni salate) e, in ultimo ma non meno
importante, come esplosivo (bisogna ricordare, in effetti, che
il salnitro è un componente fondamentale della polvere pirica e
una volta si usava preparare questa sostanza all'interno di
salnitrare o nitrerie artificiali, di grande importanza
strategica considerando il fatto che la polvere da sparo fu per
lungo tempo l'unico esplosivo disponibile). In conclusione,
questi cognomi derivano o da nomi di mestiere attribuiti ai
capostipiti (probabilmente dei salnitrari, addetti cioè alla
lavorazione del salnitro, o forse dei proprietari di nitrerie)
oppure dall'abitare i capostipiti stessi presso un giacimento di
salnitro. |
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SALAPARUTA |
Salaparuta, assolutamente rarissimo, ormai presente solo a Roma
o quasi, dovrebbe derivare dal nome del paese trapanese di
Salaparuta. |
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SALARDI
SALARDINI |
Salardi è tipico della zona che comprende il veronese, il
mantovano, il reggiano ed il modenese, con massima
concentrazione nel reggiano a Reggio Emilia, Reggiolo, Luzzara,
Guastalla, Novellara e Rubiera ed a Modena e carpi nel modenese,
ed a Suzzara, Marcaria, Mantova ed Asola nel mantovano,
Salardini è quasi unico, dell'area reggiano, modenese,
dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dal
nome medioevale Salardus
di cui abbiamo un esempio in uno scritto relativo all'anno 919:
".. et in Italiam omnem impetum annis sequentibus converterunt,
ac Berengario, qui suis invisus, de regno periclitabatur, opem
ferendo, multos interfecerunt. Quum ad caedem eius vindicandam
rursus Italiam ingressi, Papiam incenderunt; dux illis tunc,
Luitprando teste, Salardus erat, in quo Porphyrogeniti Zaltam,
anonymi Zultam, nostrum Zoltanum latere, bene Cl. Praius
suspicatur. ..". |
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SALARIS |
Tipico sardo, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal
lavoro in una salina o dall'abitare nelle sue vicinanze.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Salaris è il plurale di famiglia di forma campidanese del
cognome Salari che deriva probabilmente dal gentilizio latino
Salarius. |
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SALATI
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Abbastanza raro è specifico del Parmense e reggiano, potrebbe
derivare dal toponimo Sala Baganza (PR). |
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SALBEGO |
Salbego è tipico di Thiene, Marano Vicentino e Sarcedo nel
vicentino, di Verona e di Gazzo nel padovano, potrebbe derivare
dal toponimo Salbego di Gazzo (PD), ma è pure possibile che
derivi da un soprannome originato dal vocabolo cimbrico
salbig
(unto
in particolare con olio santo), i Salbego sono una casata nobile
che ottennero privilegi e nobiltà dal Senato della Serenissima
Repubblica di Venezia in occasione dell'impresa, cui
parteciparono nel 1447, respingendo le truppe dell'arciduca
d'Austria Sigismondo aldilà dei confini della Repubblica, in
quell'occasione ottennero l'esenzione da ogni tassa per la
vendita di armi e di vino, di animali e di lana nonchè di sale. |
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SALCE
SALCI
SALCIO
SALICE
SALICI |
Salce ha un piccolo ceppo veneto a Padova ed a Sedico e Mel nel
bellunese, un ceppo a Tocco da Casauria e Pescara nel pescarese
ed uno a Roma, Salci, assolutamente rarissimo, ha sparute
presenze nel perugino, Salcio è praticamente quasi unico, Salice
è molto diffuso in Lombardia e Piemonte, con ceppi anche a Roma,
in Puglia, in paricolare nel barese e brindisino, nel crotonese,
ed in Sicilia nel catanese e nel trapanese e palermitano, Salici
ha qualche presenza nel varesotto e comasco, nel bolognese, in
Sardegna a Dorgali e Nuoro nel nuorese ed in Sicilia a Riposto e
Catania nel catanese ed a Palermo, questi cognomi dovrebbero
derivare dai nomi delle località di provenienza dei capostipiti,
che potrebbero essere stati originari di Salce nel bellunese e
nel teatino, di Salci nel perugino, di Salice nel cosentino, nel
catanzarese e nel reggino, nel messinese e nel leccese, o di
Salice Terme nel pavese, non si può inoltre escludere la
possibilità che possano derivare da soprannomi originati dal
termine latino salix,
salicis,
legato a caratteristiche del luogo d'origine. |
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SALE
SALIS |
Sale, abbastanza raro, dovrebbe essere sardo, probabilmente del
nuorese, Salis è molto diffuso in tutta la Sardegna, dovrebbero
derivare da un soprannome originato dal vocabolo latino sal
salis, legato forse all'attività di estrazione o al commercio di
sale svolta dal capostipite.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
derivano dal vocabolo sardo sali
o
sabi (sale);
dal latino salis.
Salìu o sabìu significa salato, il contrario di insipido, bambo.
Salì(ri) o
sabì(ri) vuol dire salare. Salèra o sabèra è la saliera; in
catalano salèra. Cognome diffuso in tutta la Sardegna sin dai
tempi antichi. Tra i firmatari della Pace di Eleonora del 1388,
*LPDE, figurano in 7 (di cui 1 Sale e 2 Sali) con questo
cognome: Sale Nicolao, majore (sindaco) ville Lorsia (Villaggio
distrutto - Curatorie de Anella), Sali Anthonio, ville Orani,
Sali Joanne - de Bosa, Salis Benedicto, jurato (guardia giurata,
collaboratore del majore) ville Rippurui (villaggio distrutto -
Contrate Partis de Milis), Salis Jacobo, majore ville Sellejani
(villaggio distrutto - Campitani Majoris), Salis Marrani, ville
Sellùri (Seddòri - Sanluri), Salis Nicolao, ville Ecclesiarum
(Villa di Chiesa - Iglesias). Nel Condaghe di S. M. di
Bonarcado, *CSMB (61), è citato Sale Kristinkine, teste in una
vendita di terra (comporu). Il cognome Salis è presente in
Sardegna in 146 Comuni su 377. |
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SALEMI
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Tipicamente siciliano, dovrebbe derivare dal toponimo Salemi
(TP). |
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SALEMMA
SALEMME
SALEMMI
SALEMMO |
Salemma è quasi unico, Salemme è tipico dell'area che comprende
le province di Latina, Caserta e Napoli con massima
concentrazione a Napoli e nel napoletano, con un ceppo anche a
Diamante e Grisolia nel cosentino, Salemmi, molto molto raro, è
tipico di Cannara nel perugino, Salemmo è assolutamente
rarissimo, dovrebbero derivare da forme contratte del nome
Salomone
come ad esempio leggiamo in una sentenza emanata dal tribunale
di Pisa nel 1191: "In eterni Dei nomine amen. Nos Lanfrancus
quondam Ugonis de Foriporta et Salemme atque Petrus Alcherii
publici appellationum cognitores et iudices causam appellationis
que vertebatur inter Gratianum sindicum hospitalis de Stangno
pro ipso hospitali et Gislam relictam Guidonis de Fasiano...",
ma potrebbero in alcuni casi derivare da soprannomi originato
dal vocabolo arabo salam
(pace).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Salemme è cognome siciliano e calabrese, viene dal toponimo
Salemi, in provincia di Trapani. |
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SALER
SALERI |
Saler, assolutamente rarissimo, è del trevisano, Saleri è tipico
di Lumezzane,Tavernole sul Mella, Brescia, Quinzano d`Oglio,
Gardone Val Trompia e Gussago, dovrebbero derivare direttamente
o da troncature dialettali del nome medioevale
Salerius,
che possiamo ad esempio trovare in un atto dell'anno 1190 a
Spoleto: "...Et Ego dominus Zacheus cum predictis canonicis
juravimus et scribere rogavimus, Et Ego Saracenus Bonifatii,
Cristianus Sansonis, Johannes Sansonis, Mardocheus Adamori,
Varcorus, Salerius, Rainaldus frater ejus, Adam Dalimani, et
Phylippus Adami Gozi, Bosturnus, Munaldus Benedictelli, Henricus
Bellonis, Carbo Berardi, Johannes Pelagalli, et quam plures in
contione asistentes affuerunt et testes rogati sunt. Et Ego
Quintavallis rogatus scripsi.", nome molto diffuso in Austria
anche come cognome ed utilizzato anche da Shakespeare per un
personaggio de Il mercante di Venezia.
ipotesi fornite da
Annalisa Saleri
i Saleri erano antichi commercianti di sale nella Val Trompia
(Brescia) già nel medioevo. L'origine della famiglia è da Cimmo
Valtrompia, piccolissimo paese a metà valle.Successivamente si
sono suddivisi in più rami tra cui Lumezzane e Bagnolo Mella. |
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SALERNI
SALERNITANO
SALERNO |
Salerni ha ceppi nel Lazio, in Abruzzo tra Villalfonsina (CH) e
Casalbordino (CH), a Foggia, a Napoli ed a Castrovillari (CS),
Salernitano, molto molto raro, è napoletano, Salerno è diffuso
in tutt'Italia, anche se con massima concentrazione al sud,
dovrebbero derivare dal toponimo campano Salerno o dal suo
etnico.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Salerno è cognome e toponimo campano, dal latino
Salernum,
nell'ager picentinus sulla costa tirrenica. L'etimologia del
toponimo, secondo alcuni scrittori antichi, dalla voce 'salum',
in lat. "mare".
Per altri, invece, dalla fusione di due idronimi,
Salum e
Irno
(quest'ultimo è fiume della città). Tale ipotetica versione è
stata riproposta anche più di recente. Il geografo del regno di
Napoli S. Mazzella (sec. XVII) riferisce una tradizione
altrettanto antica, secondo cui Salerno "fu così nominata dal
fiume Silare" o Siler. Ma il Diz. di Toponomastica Italiana
accenna a una "base prelatina *sal (a)" significante 'canale' e
simili, con una formante -erna che ricorre in toponimi che si
assegnano al sostrato". Cioè, d'incerta valutazione semantica.
Tuttavia, considerando anche altri nomi locali in -erno, tale
suffisso indicherebbe "produzione" o "abbondanza di.." (v. lat.
'taberna' = magazzino, officina); di qui l'ipotesi di Sal-ernum
come "luogo di produzione del sale", lat. sal, salis. Il
discorso meriterebbe di essere ampliato con riferimento alle
ricerche sulla storia più remota della città. Di questa parlano
vari storici della latinità, anche per mettere in risalto l'aria
salubre del luogo: ad Orazio sofferente fu consigliata l'aria di
Salerno; nei tempi di Dante era molto celebre la scuola medica
salernitana. Fonte: E. Finamore, Dizionario toponomastico della
Campania, p. 100. |
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SALESIANI |
Salesiani, molto molto raro, potrebbe essere originario del
catanese, dove nel 1904 l'Arcivescovo di Catania, il Cardinale
Giuseppe Francica Nava, affidò ai Fratelli delle Scuole
Cristiane un ospizio destinato ad accogliere i fanciulli
abbandonati della città, ma potrebbe anche essere di qualsiasi
altro luogo dove sia situato un istituto di Salesiani o
Salesiane. |
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SALGARI |
Salgàri, molto molto raro, è specifico del veronese, di Verona,
Zevio e Tregnago, dovrebbe derivare da un soprannome originato
dal termine dialettale veronese arcaico
salgàro (salice,
ma detto anche di persona con poca creanza), forse perchè il
capostipite provenisse da una zona ricca di salici, o forse per
sottolineare un lato del suo comportamento. |
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SALIGARI |
Saligari
sembra tipico di Grosotto (SO) di Tirano e Forcola, dovrebbero
derivare dal nome medioevale Saliga di cui abbiamo un esempio
nel Dissertazioni (Antichità italiane) di Ludovico Antonio
Muratori: "...lege viventem Saliga testis, et pretio dante
viderunt. Signum manuum Saligi, Ingelberti, seo Inghelelmi legem
viventes Saliga testis..." o da nomi di località come quello
riportato in questo testamento del 1245: "...Item dimittimus
prepositure mensis decembris in recompensacionem .XII.
denariorum censualium quos predicta prepositura accipiebat in
manso Arberto, quicquid habemus in manso de Saliga cum domo
Milicie de Aquaviva, et quicquid habemus in manso de Marzano cum
domo Milicie de Castilione et quicquid habemus in mansu Petri
Muti de Saltu...", o come Saligario nome di una località di
Mazzo di Valtellina (SO) citata ad esempio in un atto del 1558:
"...Maffeo fu Bernardo Venosta di Pedenale vende a Giovanni fu
Giovannino olim Ginelmo di Vione, decano di Mazzo, e ai
consiglieri Gregorio fu Luchino Venosta de Saligario, Abbondio
fu Maffeo Crotti di Vione e Agostino fu Albertino de Foppoli
...". Tracce di questa cognominizzazione le troviamo ad esempio
a Mazzo nel 1598 quando Antonio fu Bernardo Saligario è appunto
decano di Mazzo. |
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SALINA
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Salina ha un nucleo lombardo nel varesotto che si ramifica nel
vicino milanese e nel verbanese e novarese e presenta un piccolo
ceppo anche nel messinese, che potrebbe derivare da un toponimo
come uno dei vari Salina (ME) o anche come Santa Marina Salina
sempre nel messinese, il ceppo lombardo invece dovrebbe derivare
dalla Gens Sallia
attraverso una forma ipocoristica, i Sallii avevano molte
proprietà fondiarie nella zona del pavese, novarese e varesotto. |
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SALIN
SALINI
SALINO |
Salin è tipicamente veneto, di Martellago nel veneziano in
particolare e di Venezia, con un ceppo anche a Dueville nel
vicentino, Salini ha un ceppo tra sondriese e bresciano, uno tra
massese e lucchese, uno nel teramano, nel reatino e nel romano
ed uno nel messinese, Salino ha un ceppo piemontese tra
vercellese e biellese, un piccolo ceppo nel Lazio ed uno nel
siracusano, dovrebbero derivare, anche tramite troncatura
dialettale, dal nome medioevale latino
Salinus,
di cui abbiamo un esempio in quest'atto di donazione
dell'undicesimo secolo: "Ego Bernardus Vivat et frater meus
Salinus donamus Domino Deo et Sancto Petro Graciasensi, post
mortem meam, omnes res que habemus a Nuillaco et alla Cincta per
alodum, pro redemptione anime mee et patris et matris mee.
Propter hoc dono fratri meo Silvio centum quinquaginta solidos
per escangeriam. Et de isto dono fuerunt testes: Arnaldus prior
et Willelmus monacus, Winemandus, Pontius, Bernardus, Raimundus,
Petrus, Berno.", possono anche derivare dall'aferesi di cognomen
latini come Messalinus o ipocoristici del nomen latino Salius. |
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SALIU
|
Saliu, molto molto raro, è tipico di Cagliari.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
SALIU: salìu;
più che altro è la versione cagliaritana di Saiu (vedi SAIU). È
un cognome raro, presente in 15 Comuni d'Italia, di cui 8 in
Sardegna: Cagliari 24, Carloforte 15, Sassari 3, Quartu S.E. 3,
etc. Non è presente negli antichi documenti. |
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SALLUSTI
SALLUSTIO |
Sallusti è tipico di Roma e dintorni, Sallustio, un pò meno
comune, ha un ceppo nel barese soprattutto a Molfetta ed uno nel
Molise specialmente a Roccavivara nel campobassano, dovrebbero
derivare dal nomen latino
Sallustius (vedi SALLUSTRI), di
cui abbiamo un notevole esempio con
Gaius Sallustius Crispus
storico ed uomo politico del I° secolo a.C., l'uso di questo
nome nei secoli post medioevali è provato ad esempio nel 1500 in
Calabria con il notaio Sallustio Falascina, in alcuni casi può
anche derivare da nomi di località come Campo Sallustio nel
romano. |
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SALLUSTRI
SALLUSTRO
SALUSTRI
SALUSTRO |
Sallustri ha qualche presenza nell'aquilano ed un piccolo ceppo
a Roma, Sallustro ha un ceppo a Napoli, Ottaviano e Torre del
Greco nel napoletano e a Cervinara nell'avellinese, Salustri è
tipico della fascia centrale, ha un piccolo ceppo a Falconara
Marittima nell'anconetano, un ceppo a Foligno e Massa Martana
nel perugino ed a Terni, un grosso ceppo a Capistrello e ad
Avezzano nell'aquilano, ed un grosso ceppo a Roma, Albano
Laziale, Anzio, Ariccia e Genzano di Roma nel romano ed a
Montopoli di Sabina e Pescorocchiano nel reatino, Salustro è
tipicamente siciliano, di Palazzolo Acreide e Noto nel
siracusano e di Naro nell'agrigentino, dovrebbero derivare dal
nome grecanico ed anche cognome greco
Salustros,
una forma alterata del nome greco
Saloustios,
che ha dato origine al nome romano
Sallustius. |
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SALMERI |
Salmeri è decisamente siciliano, di Milazzo nel messinese in
particolare e di Messina e Gioiosa Marea sempre nel messinese,
di Palermo e di Catania, potrebbe derivare dal nome latino
Salmerius,
ma è anche possibile che si tratti di soprannomi di origine
spagnola originati dal fatto di essere il capostipite
appartenente ad una congregazione di
salmeri (salmodianti),
molto meno probabile un collegamento con il termine militaresco
salmerie
(rifornimenti, vettovagliamenti).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Salmeri è cognome siciliano che significa 'mulattiere'
ma anche 'somaro',
e corrisponde al cognome francese Sommier. Cfr. Salma. Rohlfs
165. |
|
SALMI
|
Salmi è tipicamente emiliano, di Bologna e Budrio nel bolognese,
e di Ferrara e Mesola nel ferrarese, potrebbe derivare da un
soprannome dialettale basato sul termine dialettale emiliano
salmi
(manicaretto)
o sull'operazione della salmistrazione o salnitrazione, sistema
per la conservazione della carne con il nitrato di potassio, in
entrambi i casi si potrebbe trattare di un capostipite che di
mestiere facesse il macellaio, esiste anche la possibilità di un
riferimento con il termine salma
(peso),
che potrebbe essere riferito ad un trasportatore. |
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SALMISTRARO |
Molto
raro, è tipico del padovano, dovrebbe derivare da un soprannome
legato al mestiere di salatore di carni o pesce. |
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SALONA
SALONIA
SALONNA |
Salona è quasi unico, forse campano, Salonia è tipico del sud
della Sicilia, del basso catanese, del siracusano e del
ragusano, Salonna è invece specificatamente salentino, del
brindisino, di Ceglie messapica in particolare, ma anche di
Francavilla Fontana, Ostuni e San Michele Salentino, dovrebbero
derivare dall'antico toponimo
Salonia, o
Salona
nome grecoromano che aveva in epoca altomedioevale Spalato,
l'attuale Split in Croazia, che potrebbe essere il luogo
d'origine del capostipite, città citata ad esempio in questo
scritto del quinto secolo: "...Unde experientiam tuam presentis
precepti auctoritate duximus fulciendam, quatinus, conueniens in
Salonia, Natalem fratrem nostrum et coepiscopum nostrum saltim
tot scriptis ammonitum studeat adhortari, ut supra memoratum
archidiaconem in suo statu suscipiat...". |
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SALPETRA
SALPETRI
SALPETRO
SALPIETRA
SALPIETRO |
Salpetra e Salpetri sono quasi unici, Salpetro è specifico di
Leonforte (EN), Salpietra, quasi unico, è siciliano, Salpietro è
tipico del messinese e catanese.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Salpetra, un tempo esistito in Sicilia, sembra ormai scomparso
dal nostro paese, Salpetri, unico, si riscontra solo ad Asti,
Salpietra, rarissimo, potrebbe essere originario di Ribera (AG),
tutti questi cognomi derivano dal termine
salpetra,
variante del più comune salnitro, una sostanza chimica che, nel
passato, veniva adoperata per diversi scopi: fertilizzante di
buona qualità, utilizzato nella concimazione dei terreni
agricoli, il salnitro serviva anche come conservante alimentare
(prevalentemente per la conservazione di salumi e carni salate)
e, in ultimo ma non meno importante, come esplosivo (bisogna
ricordare, in effetti, che il salnitro è un componente
fondamentale della polvere pirica e una volta si usava preparare
questa sostanza all'interno di salnitrare o nitrerie
artificiali, di grande importanza strategica considerando il
fatto che la polvere da sparo fu per lungo tempo l'unico
esplosivo disponibile). In conclusione, questi cognomi derivano
o da nomi di mestiere attribuiti ai capostipiti (probabilmente
dei salnitrari, addetti cioè alla lavorazione del salnitro, o
forse dei proprietari di nitrerie) oppure dall'abitare i
capostipiti stessi presso un giacimento di salpetra.
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SALSA
SALSI
SALSO |
Salsa ha
un ceppo nel novarese a Bellinzago Novarese, Novara ed Oleggio,
un ceppo a Tarquinia nel viterbese, ed uno a Bagheria nel
palermitano, Salsi è tipicamente emiliano, dell'area che
comprende il parmense, il reggiano in particolare ed il
modenese, con presenze significative anche nel bolognese,
ravennate, forlivese e fiorentino, Salso, assolutamente molto
raro, ha un ceppo veneziano ed uno a Barletta nel barese,
potrebbero derivare da nomi di località come Salsomaggiore nel
parmense, o Salsa di cui leggiamo in quest'atto del 992: "..in
loco Salsa nominato quem ipsa (Adalheidis) a fundamento pro dei
amore aedificare primum coepit pro animabus parentum nostrorum,
avi nostri scilicet Ottonis et eius aequivoci genitoris nostri
imperatorum scilicet augustorum..", o anche da idronimi come il
Rio Salso in Emilia ed in Sicilia, troviamo tracce di queste
cognominizzazioni agli inizi del 1200 con un certo Albertus de
Salso de Piasentia balestriere. |
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SALTAFORMAGGIO |
Cognome molto raro tipico di Palermo.
integrazioni fornite da
Fabio Paolucci
è un cognome siciliano, tipico di Palermo e provincia. L'origine
di questo caratteristico e simpatico cognome è da attribuire ad
un epiteto canzonatorio legato alla figura del capostipite, o
derivato dalla attività di produttore di formaggi svolta dallo
stesso. |
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SALTALAMACCHIA |
Saltalamacchia ha vari ceppi in giro per l'Italia, uno piccolo a
Genova, uno altrettanto piccolo nel viterbese a Montalto di
Castro e Soriano nel Cimino, ed uno a Roma ed a Napoli, in
Sicilia ha ceppi sull'isola di Lipari e su quella di Lampedusa e
Linosa, con presenze nel palermitano a Lercara Friddi ed a
Messina, dovrebbe derivare da un antico soprannome
saltalamacchia
(brigante)
attribuito ai capostipiti. |
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SALTAREL
SALTARELLI
SALTARELLO
SALTERELLI |
Saltarel è specifico dell'area veneziana, di Santo Stino di
Livenza, Iesolo e Caorle, Saltarelli ha vari ceppi sparsi per
l'Italia centrosettentrionale, nel piacentino e genovese, nel
fiorentino e livornese, nel riminese, pesarese ed anconetano, e
nel romano e latinense, Saltarello, decisamente molto molto
raro, ha un piccolo ceppo nel padovano ed uno nel pisano,
Salterelli è praticamente unico, dovrebbero derivare, anche
tramite apocope dialettale, dal nome e soprannome medioevale
Saltarellus:
"...Lator presentium nomine Saltarellus ex re nomen habere
videtur, quia saltat ut cervus et ascendit sicut muscipula super
cordas..", tracce di queste cognominizzazioni le troviamo già
nel canto XV° del Paradiso di Dante Alighieri, dove viene citato
un Lapo Salterello giureconsulto fiorentino: "..Sarìa tenuta
allor tal maraviglia // Una Cianghella , un Lapo Salterello, //
Qual or saria Cincinnato , e Corniglia...", a Parma nel 1300,
quando il vescovo si chiama Simone Saltarelli fiorentino (1261 -
1342): "...pisana ecclesia moerore gravi tanto viduata pastore
suspiria traxit hic iacent cineres et ossa reverendissimi in
Christo Patris et Domini Domini fratris Simonis Saltarelli
florentini Ord. Praed. primum Episcopi parmensis postmodum
pisarum Archiepiscopi, et totius Sardiniae primatis ac in eaden
legati, qui sine querela vixit annos circiter octoginta decessit
dominicae incarnationis anno MCCCXLII die XXIV septembris...", a
Genova agli inizi del 1600 con il pittore Luca Saltarello, nel
1700 a Valstagna nel vicentino, con l'allora sindaco Zuanne
Saltarello. |
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SALTERI
SALTERIO |
Salteri, assolutamente rarissimo, ha forse un ceppo nel
lucchese, Salterio, ancora più raro ha rare presenze sia al nord
che al sud, questi cognomi dovrebbero derivare dal nome
medioevale Salterius,
probabilmente portato dal capostipite, di questo nome abbiamo un
esempio d'uso in questa lettera del 1235 inviata da Andreas Re
d'Ungheria: "..et quoddam predium suum nomine Turda, quod a
quodam cognato suo nomine Primogenito sine herede defuncto
secundum consuetudinem Regni in manus suas devolutum possidebat,
dictus Dionisius Palatinus pro parte, que judicem contingit,
recepisset; nos illud predium ab eodem Palatino petentes, et ex
eiusdem beneplacito optinentes, cuidam nobili viro Salterio,
fideli militi karissime coniugis nostre bone recordacionis
Regine Hungarie, pro multiplicibus servicijs suis fideliter
exhibitis, tam sibi, quam eorum heredibus perpetuo contulimus
cura suis pertinencijs possidendum; hanc nostram donacionem
privilegio nostro confirmantes; ita videlicet, ut liberam habere
possit vendendi, donandi, pignorandi facultatem, ad sue
arbitrium voluntatis. Postmodum autem, cum idem Salterius non
recusans propter nos subire laborem, ad honorem nostrum et
karissime filie nostre Joleth domicelle..". |
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SALUCCI |
Salucci ha un ceppo nell'area che comprende il fiorentino,
l'aretino, il perugino ed il pesarese, uno nel romano ed
aquilano ed uno nel salernitano, dovrebbe derivare dal nome
ipocoristico medioevale Saluccio
che troviamo citato in un atto senese del 1305, come nome di un
testimone. |
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SALUPO
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Salupo, decisamente siciliano, ha un ceppo nel messinese, in
particolare a Tortorici, con presenze anche nel catanese,
ragusano e siracusano, dovrebbe trattarsi dell'italianizzazione
del cognome arabo, prevalentemente libanese,
Shalup.
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SALUPPO |
Saluppo è
un cognome tipicamente molisano, di Campobasso, di origini
incerte, potrebbero essere albanesi o turche. (vedi SALUPO) |
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SALUSEST |
Salusest è tipicamente laziale, di Roma e Rieti e Petrella Salto
nel reatino, dovrebbe derivare dal nome beneaugurale medioevale
Salusesttibi
(la salute ti accompagni),
in alcuni casi potrebbe anche trattarsi di un cognome attribuito
a trovatelli. |
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SALUSSOLIA |
Salussolia è tipico dell'area piemontese che comprende il
vercellese ed il biellese, particolarmente concentrato ad Alice
Castello (VC), dovrebbe derivare dall'antico nome del borgo di
Salussola nel biellese che nell'antico stemma comunale portava
scritto: "Oppidum Caesarianum Vulgo Salussolia" indicante sia il
nome del borgo che il fatto di essere una città fortificata
dalle milizie di Cesare. |
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SALUTE
SALUTI |
Salute ha un ceppo abruzzese nel teatino, a Torrevecchia Teatina
e Chieti, ed uno siciliano, a Caltanissetta e Palermo, Saluti è
tipico di Ascoli Piceno, dovrebbero derivare dal cognomen latino
Salutius,
ricordiamo Saturninius Secundus Salutius che fu prefetto del
pretorio sotto l'imperatore Costantius nel IV° secolo. |
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SALVA'
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Assolutamente rarissimo, dovrebbe derivare dal nome Salvatore. |
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SALVADEI
SALVADEO
SALVADIO
SALVIDIO |
Salvadei, molto raro ha un ceppo a Caderzone (TN) ed uno a Roma,
Salvadeo è specifico del pavese occidentale, Salvadio, quasi
unico, è meridionale, Salvidio, assolutamente rarissimo,
sembrerebbe cosentino, dovrebbero tutti derivare dal nome
augurale medioevale Salvadeo
(Servadeus)
di cui abbiamo un esempio in uno scritto del 1292: "Millesimo
ducentesimo nonagesimo secundo, Indictione quinta, die Lunae
septimo Mensis Iulij. Frater Laurentinus de Pizzigottis de
Bononia Ordinis Fratrum Eremitarum S. Augustini Constitutus in
praesentia Fratris Francisci, et Fratris Servadei eiusdem
Ordinis Eremitarum, ...". |
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SALVADERI |
Molto
raro è specifico del sudmilanese e lodigiano, potrebbe derivare
dal toponimo Salvirola (CR) o da una variazione del nome
Salvatore. |
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SALVADOR
SALVADORE
SALVADORI
SALVATORE
SALVATORELLI
SALVATORI |
Salvador
è molto diffuso in tutto il Veneto, Salvadore è molto raro,
probabilmente ha un ceppo nel vicentino, Salvadori ha due nuclei
importanti, in Toscana e nell'arco che comprende il bresciano,
il trentino, il bellunese ed il trevigiano, Salvatore è
specifico della fascia che comprende l'Abruzzo, il Molise, la
Campania, il foggiano ed il potentino, Salvatorelli ha ceppi
nell'imperiese, nell'Abruzzo costiero, nel campobassano, nel
romano e nel barese, Salvatori è tipico dell'Italia centrale,
tutti questi cognomi derivano dal nome Salvatore, da suoi
ipocoristici, o da sue variazioni dialettali. (vedi anche
SOTERA) |
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SALVAGGIANI
SALVAGIANI |
Salvaggiani, assolutamente rarissimo, potrebbe essere dell'area
veneto, romagnola, Salvagiani, ormai quasi scomparso in Italia,
sembrerebbe essere di origini romagnole, dovrebbe trattarsi di
forme dialettali contratte derivate dal nome medioevale
Salvalaglio
(vedi SALVALAGGIO), troviamo tracce di queste cognominizzazioni
a Forlimpopoli nel forlivese agli inizi del 1600, a Faenza, nel
ravennate troviamo sempre nella prima metà del 1600 il pittore
Alisandro Salvagiano. |
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SALVAGNI
SALVAGNIN
SALVAGNINI
SALVAGNO
SALVAGNONI
SALVAN
SALVANI
SALVANO |
Salvagni ha un ceppo lombardo, nel sondriese, bresciano e
mantovano, uno a Bologna ed uno nel romano a Roma e Carpineto
romano ed a Latina e Priverno nel latinense, Salvagnin è
specifico del padovano, di Arzergrande, Brugine, Piove di Sacco,
Cavarzere e Padova, Salvagnini ha un ceppo veneto, a Padova e
Bagnoli di Sopra nel padovano ed a Porto Viro nel rovigoto, uno
toscano, a Firenze e Campi Bisenzio nel fiorentino, ed uno
romano, Salvagno ha un ceppo a Cuneo e nel cuneese ed a Torino e
nel torinese, un ceppo, il più consistente nel Veneto, a
Chioggia e Venezia nel veneziano ed a Grezzana e Verona nel
veronese, con un ceppo anche a Trieste, Salvagnoni ha un piccolo
ceppo a Montevarchi nell'aretino, Salvan ha un ceppo nel
padovano a Padova, Monselice e Villa Estense, a Rovigo ed a
Venezia, Salvani è quasi unico, Salvano, assolutamente rarissimo
e specifico del basso cuneese e savonese, tutti questi cognomi
dovrebbero derivare, direttamente o tramite forme ipocoristiche
o accrescitive, da alterazioni dialettali del nome mediovale
Salvanus,
un'alterato del nome Silvanus,
di cui abbiamo un esempio d'uso tra i Capitani della Chiesa di
Pisa, che firmarono nel 1228 un trattato con Siena, Pistoia e
Poggibonsi, dove compare un Salvanus notarius. |
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SALVALAGGIO
SALVALAGLIO
SALVALALIO |
Salvalaggio è tipico del trevigiano, in particolare di
Castelfranco Veneto, con ceppi anche nel vicino padovano a
Loreggia, San Martino di Lupari, Trebaseleghe e Camposampiero,
le presenze nel torinese e nel latinense sono dovute
all'emigrazione, Salvalaglio, molto molto raro, decisamente
lombardo, è dell'area tra bergamasco, milanese e lodigiano,
Salvalalio, assolutamente rarissimo, potrebbe essere del
milanese o della bergamasca, tutti questi cognomi dovrebbero
derivare dal nome medioevale
Salvalaglio di cui abbiamo un
esempio nel 1528 in uno scritto dell'Alberini: "...Morto questo
anno 1528 el signor Vespasiano Colonna et lassando la signora
Isabella sua unica figliola, el signor Ascanio per virtute d'un
fideicommisso, se dice essere fra loro, ha occupato tutto lo
Stato, et ritenendosi per la detta signora, essendovi lei, la
rocca sola de Paliano, papa Clemente, raccomandandoseli la detta
signora, et pigliandone Sua Santitate la protettione, con lo
aiuto della rocca ce mandò certe compagnie et lo prese, et la
signora Isabella insieme con la signora Giulia Consaga, sua
matregna, venne a Roma, lassandosi in nome di Sua Santitate
nella roccha Salvalaglio già suo parafreniero, et in questa
espeditione capitano de fantaria, el quale essendo venuto el
signor Ascanio, et contra ogni dovere senza fare difesa alcuna
et senza darne pur uno avviso almeno a Sua Santitate, havendoli
restituito la rocca, havendo animo di tornare in Roma, è stato
preso et impiccato per un piede, come traditore, in Campo de
Fiore, fra doi altri impiccati....", nome che potrebbe essere
una variazione medioevale italianizzata del nome franco
Sauvage
(Selvaggio). |
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SALVANESCHI |
Specifico
del pavese e sud ovest milanese, dovrebbe derivare dal nome di
località Salvanesco, di cui si hanno tracce fin dal 1175. Il
codice diplomatico della Lombardia Occidentale riporta che, un
certo Gibuino, preposito della chiesa e canonica di San Giorgio
al Palazzo, in presenza di cinque chierici e canonici della
stessa, con l'assenso di Ariprando Guigerius, suo avvocato in
questo negozio, e di Giorgio Corbus e Spada de Marinonis,
estimatori, dà a livello perpetuo sine ullo fìcto a Martino de
Casate, di Milano, tre appezzamenti di campo in Salvanesco,
nelle località Clausura, ad Vigiusam, in Gazolo, rispettivamente
di tre-dici pertiche e otto tavole e mezzo, una pertica e
ventidue tavole, una pertica e diciassette tavole e mezzo, al
prezzo di tredici lire e quindici soldi di denari buoni milanesi
terzoli, somma che la chiesa impiega per acquistare da Gaido
Faxolo la terra de la Turre, ma che il preposito consegna a
Roberto Brema, il quale vanta un credito dal detto Gaido. Il
proposito dà poi guadia di difendere questo contratto e pone
come fideiussore il predetto Spada. |
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SALVARANI |
Salvarani
è tipicamente emiliano, del parmense, reggiano e modenese in
particolare, con presenze anche nel mantovano, piacentino e
modenese, dovrebbe derivare dal nome del paese di Salvarano, una
frazione del comune di Quattro Castella nel reggiano, probabile
luogo d'origine dei capostipiti. |
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SALVATERRA |
Abbastanza raro è specifico del trentino, ma presenta un ceppo
anche nel mantovano, dovrebbero entrambi derivare da un toponimo
Salvaterra, probabilmente originato da strutture difensive
presenti nel territorio, a Forlimpopoli, ad esempio, nel 1300,
esisteva una fortezza chiamata Salvaterra, a Fidenza già dalla
metà del 1200 c'era una Torre Salvaterra a guardia della zona.
Esistono due comuni, nel reggiano e nel rovigoto con questo
nome. Tracce nel Veneto della famiglia Salvaterra si trovano già
dal 1500 e, a Prun (VR), si trova una Villa Salvaterra risalente
al XVI° secolo. |
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SALVATI
SALVATO |
Salvati è
diffuso nella fascia che comprende Lazio, Abruzzo, Campania e
cosentino, Salvato ha un ceppo nel padovano, uno nel napoletano
e salernitano ed uno nella Sicilia occidentale, potrebbero
derivaredal nome tardo latino Salvus, ma anche dal nome
Salvatus, attribuito ai trovatelli dalle congregazioni di carità
e dai monasteri, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo
in Sabina nel 1500: "...Cancellarius Silvius Salvatus di Santo
Polo in Sabinis..." e a Narni nel 1600: "...Processus coram
illustrissimo et reverendissimo domino Gubernatore Narnie. Pro
excellentissimi domino Grandonio Salvati di Lugnola contra
Bernardinum et Dominicum Sanctem...". |
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SALVATICI
SALVATICO |
Salvatici è tipicamente toscano, del fiorentino in particolare,
Salvatico ha un ceppo nel cuneese a Garessio, Mombasiglio, Ceva,
Mondovì e Cuneo, ad Albenga ed Erli nel savonese ed a San Remo
nell'imperiese, con presenze originarie nel salernitano ed a
Messina, dovrebbero derivare dal nome tardo latino
Salvaticus,
prodotto da alterazioni francofone, attraverso il termine
sauvage
(selvaggio), del nome medioevale
Silvaticus
(vedi SELVATICI) o dal soprannome
Salvaticus,
del cui uso abbiamo un esempio a Roma in un atto del 1351 dove
si può leggere: "In presentia mei notarii et testium etc. Tutius
Iohannis Porcarii marmorarius et Nicolaus dictus alias
Salvaticus calsolarius ambo de regione Pinee, quiliber eorum in
solidum, uno tamen solvente etc...", dell'uso di questa forma
cognominale alterata abbiamo un esempio già nel 1278 a Firenze:
"In Dei nomine amen. Anno dominice incarnationis millesimo
duecentesimo septuagesimo octavo indictione septima die
octavodecimo februarii. Dominus Gherardaccius olim domini
Ildibrandini Manni procurator sufficienter et specialiter
constitutus ad omnia et singula infrascripta nobilis et
magnifici viri domini Guidonis Salvatici Dei gratia comitis in
Tuscie palatini filii olim domini comitis Rogerii, ut de
procuratione ipsa constat publico instrumento..." e nel 1300 ad
Itri nel latinense. |
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SALVEMINI |
Tipico delle Puglie, ha un grosso nucleo a Molfetta e Barletta
(BA) ed uno a Manfredonia (FG), deriva dal vocabolo latino
salvemini
(che si venga salvati).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Salvemini è cognome pugliese, cognominizzazione del soprannome
Salvemini, che potrebbe derivare da
Salvòmini
con metaplasmo della vocale tonica e significare 'salva
uomini'. Minervini, 432. |
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SALVESTRINI |
Tipico
della provincia di Firenze, dovrebbe derivare dal nome
medioevale Salvestrino (Silvestrino) di cui abbiamo tracce nel
1300 nella Nuova Cronica di G. Villani: "...ser Tomagno degli
Angiolieri, capellano del detto priore, Salvestrino e Ruberto di
Rossi, più de' suoi consorti che vi tenieno mano...". |
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SALVIATI
SALVIATO |
Salviati
è diffuso a macchia di leopardo in tutta la fascia tirrenica
dell'Italia peninsulare, Salviato è tipico del padovano e
veneziano, derivano dal personale latino Salvius o dal più tardo
Salviatus di cui abbiamo un esempio in quest'atto dell'anno 808:
"...Ego Ordonius Subdiaconus christi confir. Ego Salviatus
cantor ecclesiae, col. confir...". Tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo a Firenze nel 1400 con Jacopo
Salviati, marito di Lucrezia de' Medici, figlia di Lorenzo il
Magnifico. |
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SALVI
SALVIA
SALVINI
SALVIO
SALVIOLI
SALVIOLO
SALVIONE
SALVIONI
SALVO
SALVONI |
Salvi è molto diffuso in tutto il centronord, Salvini
sembrerebbe originario della Toscana, con un possibile ceppo in
provincia di Roma ed uno in Lombardia, Salvia ha un ceppo nel
napoletano, uno nel potentino ed in Sicilia nel palermitano, ma
anche nel messinese e nel catanese, Salvio sembrerebbe
tipicamente campano, del napoletano, salernitano ed avellinese,
Salvioli ha un ceppo nel modenese a Modena, Carpi, Castelfranco
Emilia, Bomporto e Cavezzo, ed uno nel salernitano a San Rufo e
Bellizzi, Salviolo, quasi unico, è campano, Salvione, molto
molto raro, è dell'area tra Molise e beneventano, Salvioni ha un
ceppo lombardo nel bergamasco a Stezzano, Bergamo e Treviolo,
nel milanese a Muggiò, Milano e monza, nel comasco a Carugo e
Como ed a Robbiate nel lecchese, ed uno nel romano a Roma e
Castel Gandolfo, Salvo è specifico siciliano, Salvoni ha un
ceppo lombardo nel basso bresciano, uno toscano tra fiorentino e
pisano, uno nell'anconetano ed uno tra romano e latinense,
dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite ipocoristici o
accrescitivi, dalla Gens Salvia
o dal nomen Salvius
, di cui abbiamo un esempio nell'Epitome
De Caesaribus: "...Salvius
Otho, splendidis ortus maioribus ex oppido Ferentano, imperavit
menses tres, vita omni turpis, maxime adulescentia...", o dal
cnome medioevale Salvus. |
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SALVISCHIANI |
Assolutamente rarissimo, probabilmente toscano. |
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SALVOLDI |
Salvoldi è tipico dell'alto bergamasco, di Gandellino in
particolare, deriva dal nome medioevale
Salvoldo,
una variante del nome Savoldus,
di questa variante abbiamo un esempio in un atto di vendita del
1380 a Gromo, nella chiesa di S. Gregorio, nell'atto la parte
venditrice è un certo Bruno fu Salvoldo de Obertallis di
Gandellino. |
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SALVUCCI |
Tipico della fascia centrale che comprende Toscana, Marche,
Umbria e Lazio, deriva da una modificazione del nome tardo
latino di tradizione cristiana Salvus (salvo in Dio).
integrazioni fornite da
Sauro Salvucci
Le testimonianze più antiche che ho trovato sulla famiglia
Salvucci risalgono al 1100 a San Gimignano (SI) dove ancora oggi
ci sono le Torri Salvucci. Dopo quel periodo la famiglia
Salvucci, sconfitta dalla famiglia rivale Ardinghelli,
abbandono\' la Toscana per trasferirsi in Umbria, nelle Marche
ed in Campania. |
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SALZANO |
Salzano è
tipicamente campano, del napoletano e del salernitano, potrebbe
derivare da una forma etnica dialettale dell'etnico di Salza
Irpina nell'avellinese, indicando quindi quel paese come luogo
iniziale d'origine delle famiglie. |
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SALZARULO |
Salzarulo
è tipico della zona tra avellinese e foggiano, di Lioni
nell'avellinese e di Foggia, dovrebbe trattarsi di una forma
etnica dialettale riferibile ad un capostipite che provenisse
anticamente dal territorio di Salza Irpina, anch'esso
nell'avellinese. |
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SALZILLO |
Salzillo è specifico del casertano, in particolare di
Marcianise, con ceppi più piccoli, ma comunque significativi a
Capua, San Cipriano d`Aversa, Santa Maria Capua Vetere, San
Prisco, Casal di Principe, Capodrise e Recale, dovrebbe derivare
dall'ipocoristico del nome medioevale latino
Saltius,
famoso è lo scultore di Capua della seconda metà del 1600 Nicola
Salzillo, che trasferitosi in Spagna a Murcia ebbe un figlio,
Francesco Salzillo (1707-1783), che divenne uno dei più
importanti scultori sacri spagnoli. |
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SAMARATI |
Molto
raro è specifico del sudmilanere e lodigiano, dovrebbe derivare
dal toponimo Samarate (VA). |
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SAMARELLI
SAMARI
SAMARINI
SAMARO
SAMAROTTO |
Samarelli è specifico di Molfetta nel barese, Samari è quasi
unico, Samaro, assolutamente rarissimo, sembrerebbe
dell'udinese, Samarini, altrettanto raro è del cremonese,
Samarotto, molto molto raro, è piemontese, sembrerebbe
dell'alessandrino, potrebbero derivare, direttamente o tramite
ipocoristici dal nome ebraico
Samar, o dal suo derivato
medioevale latino Samarus,
ricordiamo con questo nome l'Arcivescovo di Trani (BA) della
fine del XII° secolo, in alcuni casi si potrebbe considerare
una possibile origine del capostipite dal territorio palestinese
della Samaria.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Samaro è cognome friulano e lombardo derivato dal sassone 'Sahsmar'.
La forma SAMAROTTO con suffisso diminutivale
-otto
(frequente in Piemonte: Fubine, Asti, Santhià, Torino, Chieri,
Castelletto Monferrato, Solero ecc.), e le forme aferetiche
AMAROTTO (frequente a Cerrina, Casale, Pontestura, Castellazzo,
Madonnina, Serralunga, Rosignano ecc. ) e MAROTTO risalgono pure
a 'Sahsmar', attestando così che molti Sassoni restarono in
Monferrato dopo che la maggioranza di loro, dopo una parentesi
in Francia e un breve ritorno in Italia, era tornata in Sassonia
nel 573 d.C. |
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SAMASSA |
Samassa è tipicamente veneto, del veneziano vicino al trevisano
e all'udinese, di Concordia Sagittaria e Portogruaro, e di Gorgo
al Monticano ed Oderzo nel trevisano, con presenze nell'udinese,
dovrebbe derivare da un soprannome dialettale veneziano arcaico
basato sul termine samassa
(tipo di salatura in uso per
conservare il pesce di mare,
che veniva aperto, diviso per il lungo e salato), probabilmente
ad indicare così il mestiere dei capostipiti. |
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SAMBARI |
Sambari, molto molto raro, è tipico di Firenze e del fiorentino,
di origine oscura.
integrazioni fornite da
Barbara Sambari
Il nostro cognome è piuttosto giovane, perchè nasce con mio
nonno, il padre di mio padre. Egli nacque dalla relazione fra un
prete e la sua perpetua. A due giorni di vita, il sacerdote, per
non perderne le tracce, lo marchiò a fuoco sotto un piedino con
una moneta incandescente. Il piccolo rimase all'orfanotrofio per
poco tempo perchè fu, fortunatamente, quasi subito adottato. Ma
intanto l'istituto stesso gli aveva trovato un cognome: visto
che era nato il 6 dicembre, festa di S.Nicola, protettore di
Bari, fu chiamato Niccolò Sambari. Ecco, in breve, questa è la
storia di una famiglia italiana e del...suo cognome. |
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SAMBATARO
SAMMATARO
ZAMATARO
ZAMBATARO
ZAMMATARO |
Zammataro, Sambataro e Sammataro sono tipici del catanese,
Zambataro e Zamataro sono assolutamente rarissimi ed originari
della stessa zona, dovrebbero derivare dal mestiere di vaccari o
custodi di vacche, derivando dal vocabolo arabo
zahama (mucca),
secondo un'altra ipotesi questi cpgnomi deriverebbero invece dal
termine greco bizantino examitos
(sei fili)
e starebbe ad indicare un tessitore o comunque un artigiano che
intrecciasse delle fibre.
ipotesi fornita da Andrea
Maugeri
Nel dialetto catanese lo
zammataro è colui che
costruisce cestini tipici siciliani intrecciando foglie d'agave.
L'agave si chiama infatti
zammara in dialetto siciliano e
deriva da una parola araba similare che indica appunto l'agave.
Abbiamo anche una contrada tra Tarderia (CT) e Trecastagni (CT)
che si chiama Zammara per il gran numero di Piante di Agave che
vi crescono spontanee. |
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SAMBIAGIO
SANBIAGIO |
Sambiagio
e Sanbiagio, sono assolutamente rarissimi, dovrebbero derivare
da uno dei molti toponimi come San Biagio (MN), San Biagio della
Valle (PG), San Biagio di Callalta (TV) e moltissimi altri. |
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SAMBUCA
SAMBUCHI
SAMBUCO |
Sambuca, quasi unico è del napoletano, Sambuchi ha un ceppoa
Pesaro ed a Fano nel pesarese, a Città di Castello nel perugino
ed a Roma, Sambuco ha un ceppo abruzzese a Gessopalena nel
teatino, uno a Roma e Nettuno nel romano ed uno a San Giuseppe
Vesuviano nel napoletano, potrebbero derivare dal nome mediovale
Sambucus,
ricordiamo l'uso antico di dare nomi di piante o di fiori, il
sambuco, preso i germani era considerato un albero sacro ed era
dedicato ad una particolare fata di nome Helda, o anche, in
qualche caso, dall'italianizzazione del cognome ungherese
Szamboky,
ricordiamo l'umanista ungherese János Szamboky, latinizzato in
Johannes Sambucus. |
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SAMBUELLI |
Sambuelli, molto molto raro, sembrerebbe tipicamente piemontese,
con un piccolo ceppo ad Alessandria ed a Torino, probabilmente
originario dell'alessandrino, si dovrebbe trattare di una forma
arcaica alterata del nome medioevale
Samuellus,
originato, particolarmente in area franco, germanica in epoca
tardo medioevale, dal nome ebraico
Shemuel
(vedi SAMUEL). |
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SAMELA
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Samela è un cognome specifico del potentino, in particolare di
Avigliano, dovrebbe trattarsi di un matronimico e derivare dal
nome pseudomitologico femminile greco
Samela,
nome di una bellissima fanciulla dell'Arcadia, figlia del Re
Damocle, che, bandita dal padre, si dedicò alla pastorizia,
conosciuta anche con il nome di Sephestia, citata da Shakespeare
nel suo Menaphonte.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Samela è cognome lucano presente a Potenza, Samele a Avigliano,
San Fele: da Samuel nome biblico. Rohlfs, Cognomi lucani. |
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SAMELE
SAMUEL
SAMUELE
SAMUELI
SAMUELLI |
Samele ha un ceppo pugliese, nel barese a Canosa di Puglia ed
Andria e nel foggiano a Cerignola, Trinitapoli e Foggia, ed un
ceppo a Lamezia Terme nel catanzarese, Samuel, assolutamente
rarissimo, parrebbe avere un ceppo a Pinerolo (TO), Samuele ha
un piccolo ceppo nel teramano ed uno nel catanese, è molto raro,
Samueli, assolutamente rarissimo, ha una presenza significativa
a Trieste ed una nello spezzino, Samuelli è caratteristico del
bresciano, di Gargnano, Tuscolano Maderno e Brescia, dovrebbero
tutti derivare, direttamente o attraverso alterazioni, dal nome
ebraico Shemuel
(Il suo nome è in Dio
o anche il Signore ti ascolta)
e, nella stragrande maggioranza dei casi essere di origine
ebraica. |
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SAMMACICCIA
SAMMACICCIO |
Sammaciccia è specifico del teatino, di Lanciano in particolare
e di Tollo, con presenze anche nel pescarese a Montesilvano e
Pescara, Sammaciccio è quasi unico e dovrebbe trattarsi di un
errore di trascrizione del precedente, che sembrerebbe essere
di origini bosniache e derivare dall'italianizzazione del
cognome slavo Samcic
o Samcich,
un patronimico riferito al nome
Samuele, con il classico
suffisso -cic
o -cich
che stanno per il figlio di. |
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SAMMARCHI |
Sammarchi
è tipico di Bologna e del bolognese, con un piccolo ceppo anche
ad Incisa in Val d`Arno nel fiorentino, dovrebbe derivare dal
fatto che le famiglie fossero originariamente abitanti in una
Contrada San Marco o anche provenissero da terre veneziane. |
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SAMMARCO |
Sembra
avere 3 ceppi, uno nel palermitano, uno in Puglia ed uno in
Campania, dovrebbero derivare da toponimi come Cellino S. Marco
(BR), San Marco di Locorotondo (BA), San Marco (SA) o i vari San
Marco in provincia di Caserta |
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SAMMARTANO |
Molto
raro è specifico dell'estrema punta occidentale della Sicilia. |
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SAMMAURO |
Sammauro,
molto raro, è specifico di Salerno, dovrebbe derivare dal nome
di paesi come San Mauro Cilento o San Mauro di NOcera Inferiore
nel salernitano, probabile luogo d'origine del capostipite. |
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SAMMITO |
Tipicamente siciliano Sammito è specifico di Modica nel
ragusano, con presenze significative anche a Scicli, Pozzallo e
Ragusa, sempre nel ragusano, a gela nel nisseno ed a Pachino nel
siracusano, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul
termine medioevale sammito
(una specie particolare di
tessuto in uso per le ricche vesti vescovili di tipo bizantino):
".. Item dixit se depositasse preditto domino Perrono res
mobiles et iugales infrascriptos videlicet: cultram unam de
sammito seu sacconacco afficcato cum fundo de auro. Item par
unum auriculare cum perlis et lapidibus pretiosis. Item
coronettam de auro cum lapidibus et perlis unam. Item aliud par
auricularium sine perlis. ..", inventari del 1309 e del 1310
enumerano gli oggetti preziosi, la ricca suppellettile e
paramenti di singolare pregio, onde era fornito il tesoro della
Cappella del Palazzo Reale a Palermo. Vi si legge, fra le altre
cose, di una fiala di porfido, di una croce di argento in una
custodia di avorio, di una croce smaltata di Limoges e di varie
ricchissime vesti di tipo bizantino, come: ".. Pallium unum de
panno de aureo ad leones et aquilas.. ..dalmaticam unam
deauratam ad leones de seta violacea... cappam unam de sammito
rubeo ad lunas jalinas et ad vitulas...", cognome che potrebbe
indicare una posizione di particolare rilievo del capostipite,
tracce di questa cognominizzazione le troviamo da almeno il
1500, secolo di fondazione ad opera di un benefattore, Giacomo
Sammito, dell'ospedale di Ragusa che porta il suo nome. |
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SAMORE' |
Samorè è
tipicamente romagnolo, del ravennate e cesenate, di origini
etimologiche oscure. |
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SAMPIERI |
Molto
raro, si individua un nucleo nel senese ed un probabile ceppo
originario nel siracusano, dovrebbe derivare dal toponimo
Sampieri (RG). |
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SAMPIETRO
SANPIETRO |
Sampietro
ha un ceppo nel tarantino ed un nucleo principale tra milanese e
comasco, Sanpietro è estremamente raro, potrebbe trattarsi di
varie modificazioni del termine Sanpietro, derivato o dai vari
toponimi o da nome della Pieve di competenza. |
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SAMPINO |
Sampino è
specifico di Palermo, dovrebbe derivare dal nome di una contrada
o di una pieve dedicata a San Pino. |
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SANAVIO |
Sanavio è tipicamente veneto, di Padova e del padovano in
particolare, dovrebbe derivare dal nome grecolatino
Sanavius. |
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SANCAMILLO |
Sancamillo è specifico di Bellegra e Roma nel romano, potrebbe
trattarsi di un cognome originato dal nome del San Camillo, uno
degli ospedali più importanti di Roma, ed essere stato
attribuito a chi vi abitasse nei pressi o a chi provenisse come
trovatello da quell'istituto. |
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SANCES
SANCEZ
SANCHES
SANCHEZ
SANCHIZ
SANCI
SANCIO
SANCIU
SANGES
SANGEZ
SANGHEZ
SANGI
SANGIO |
Sances ha un piccolo ceppo nel Salento a Sannicola (LE) ed in
Sicilia a Palermo, A Licata nell'agrigentino ed a Marsala nel
trapanese, Sancez, Sanches, Sanchiz e Sangez sono praticamente
unici, Sanchez, molto molto raro, è panitaliano, Sanci ha un
ceppo a Siderno nel reggino ed uno nel trapanese a Trapani e
Vita, ed a Misilmeri nel palermitano, Sancio, assolutamente
rarissimo, ha presenze in Piemonte, forse dovute
all'immigrazione dal sud, in Puglia, Sicilia, Calabria e
Sardegna, Sangio, ancora più raro, ha qualche presenza in
Campania ed in Puglia, Sanciu è tipicamente sardo, in
particolare della Gallura, di Buddusò ed Olbia soprattutto,
Sanges ha un ceppo nel romano, a Roma e Nettuno ed uno molto
importante a Napoli e San Giorgio a Cremano nel napoletano,
Sanghez ha un ceppo nel Salento a Trepuzzi nel leccese, uno a
Napoli ed uno a Monreale nel palermitano, Sangi è praticamente
unico, dovrebbero tutti derivare dal cognome spagnolo
Sanchez,
uno dei cognomi più comuni in Spagna, derivato a sua volta dal
nome Sancho,
da cui deriva direttamente qualcuno di questi cognomi, nome di
cui abbiamo tracce in Sicilia ed in Campania fin dai tempi di
Federico II° imperatore, ad esempio troviamo a Palermo un Sancho
Simen de Aibar, ricco e nobile siciliano originario della
Navarra, il nome Sancho
non è altro che una spagnolizzazione del nome latino
Sanctius. |
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SANCHI
SANCHIONI |
Sanchi, abbastanza raro, è specifico del riminese, di Morciano
di Romagna, Riccione, Rimini, Misano Adriatico, Cattolica, San
Giovanni in Marignano e Saludecio, con un piccolo ceppo anche a
Pesaro, Sanchioni è specifico di Pesaro e Fano nel pesarese, con
presenze significative anche a San Costanzo, Saltara, Cartoceto
e Mondolfo, sempre nel pesarese, dovrebbero derivare
direttamente o tramite un accrescitivo da un'italianizzazione
del nome spagnolo Sancho
(vedi anche SANCES). |
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SANCHIRICO |
Sanchirico è un cognome molto raro tipico della Basilicata di
Gallicchio e Potenza nel potentino e di Tursi nel materano,
dovrebbe derivare dal toponimo San Chirico Nuovo o da San
Chirico Raparo entrambi nel potentino. |
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SANCINETO
SANGINETO |
Sancineto è specifico dell'alto cosentino, di Castrovillari e
Cerchiara di Calabria, Sangineto, più diffuso, è anch'esso
tipico dell'alto cosentino, di Belvedere Marittimo,
Castrovillari, Torano Castello, Paola e Scalea, dovrebbero
derivare, direttamente o tramite un'alterazione dialettale dal
nome del paese di Sangineto, sempre nell'alto cosentino.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Sancineto è cognome calabrese che significa 'luogo
di sancini'. In calabrese 'sancinu'
significa 'ligustro'.
Rohlfs 232. |
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SANCLEMENTE |
Sanclemente è tipicamente siciliano, di Valderice e Custonaci
nel trapanese, dovrebbero derivare da un nome di contrada o di
pieve riferite a San Clemente, probabili luoghi d'origine dei
capostipiti. |
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SANDANO |
Sandano, molto raro, sembrerebbe originario del Veneto, della
zona di Pozzonovo nel padovano e della zona veneziana di
Chioggia e Cavarzere, dovrebbe derivare da un soprannome basato
sul termine medioevale sandano
(sandalo,
una varietà di legno, che nella varietà rossa è molto duro e
compatto e profumato), di cui abbiamo un esempio d'uso in questo
scritto: "...al Ditto mastro Antonio (de Reacza siciliano) ditto
di I ducato III tari li sonno comandati donare per lo preczo de
quadro cortelli dorati con le maniche de sandano ruxo
benlavorati et benfatti...". |
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SANDELLA
SANNELLA
SANNELLI |
Sandella è quasi scomparso, Sannella, molto molto raro è tipico
di Oppido Lucano (PZ) mentre Sannelli, rarissimo, è tipico della
zona di Ginosa e Laterza (TA).
integrazioni fornite dal
Prof. Vito Zullo
entrambi derivano da Sandella,ormai quasi estinto. La famiglia
Sandella, secondo alcuni storici, godeva di patriziato in Scala
(Amalfi). In un documento del 1530 nella chiesa di Cassano Murge
(BA) si legge: "...pro matrici ecclesiae terram Cassani
Hysabella quondam Jemmato de Sandella olim uxor Andree
Zurli...". Altri documenti confermano la presenza dei Sandella
in terra di Cassano(Bari), in un documento del 1546, in Cassano
delle Murge, si legge: "...iuxta terram Antonio de Sandella
dicto crapiulo...".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Sandella è cognome lucano. Attestato un Guglielmo de Sandella
nel 1562 a Màrsico Vètere = Santella calabrese e a Napoli: 'santarella'.
Rohlfs, Cognomi lucani. |
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SANDOMENICO |
Sandomenico è specifico di Napoli e di Volla, Cercola, Casoria e
Pollena Trocchia nel napoletano e di Montesarchio nel
beneventano, dovrebbe derivare dal nome delle frazioni San
Domenico di Benevento e di Ottaviano nel napoletano, probabili
luoghi d'origine dei capostipiti. |
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SANDON
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Sandon è
tipico di Padova soprattutto e del padovano, di Campodoro e
Selvazzano dentro, dovrebbe derivare dal nome del paese di
Sandon, frazione di Fossò nel veneziano, ad una quindicina di
chilometri da Padova. |
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SANDONA' |
Abbastanza raro è tipico del padovano e vicentino, dovrebbe
derivare da un toponimo come San Donà di Piave (VE). |
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SANDONINI
SANDONNINI |
Entrambi
molto molto rari, sembrerebbero originari dell'Italia
centrosettentrionale, dovrebbero derivare da uno dei vari
toponimi come San Donnino (FI), (AR), (LU), (AN), (FC), (RE),
(VB). Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Lucca
nella seconda metà del 1400 con Nicolò II° Sandonnini, vescovo
di Lucca. |
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SANDRA
SANDRELLA
SANDRELLI
SANDRI
SANDRIN
SANDRINI
SANDRO
SANDRON
SANDRONE
SANDRONI |
Sandra, estremamente raro, potrebbe essere piemontese, Sandrella
è praticamente unico, Sandrelli sembrerebbe sicuramente toscano
è concentrato tra Arezzo, Cortona e Firenze, Sandri è diffuso in
tutto il nord, Sandrin è friulano e dell'alto veneto, Sandrini è
tipico della zona che comprende il bresciano, il mantovano ed il
veronese, Sandro, rarissimo sembrerebbe vicentino, Sandron è
tipico dell'alto veneziano zona di Fossalta di Portogruaro e
Portogruaro, Sandrone è tipico del Piemonte occidentale, di
Torino, Carmagnola (TO), Savigliano (CN) ed il cuneese, Sandroni
parrebbe marchigiano con ceppi anche nel pisano e nell'aretino,
derivano tutti direttamente o tramite ipocoristici dall'aferesi
del nome Alessandro.
integrazioni fornite da
Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
derivano dal nome proprio Sandro (Alessandro). Sono cognomi
abbastanza diffusi nelle regioni dell'Italia
centro-settentrionale. Sono presenti più o meno nelle stesse
aree geografiche, tuttavia Sandri è più diffuso. La loro
concentrazione è particolarmente alta nella provincia di
Brescia.
notizie ulteriori
fornite da Daniele Todeschini
Sandri è una tra le famiglie originarie di Dossena (BG) e
precisamente del casato degli Astori. (XVI°). Risulta piu volte
scritto il cognome (Sandri de Astoribus), si pensa che il
cognome derivi da un Alessandro Astori chiamato Sandro. |
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SANDRIGO |
Sandrigo,
molto molto raro, è tipico del basso udinese, dovrebbe derivare
dal toponimo Sandrigo nel vicentino, probabile luogo d'origine
del capostipite. |
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SANDULLI |
Estremamente raro, forse di origini campane, potrebbe derivare
dal cognomen latino Sandilianus. |
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SANELLA
SANELLI |
Sanella, assolutamente rarissimo, parrebbe del parmense, Sanelli
ha un ceppo lombardo a Premana nel lecchese, uno abruzzese a
caramanico Terme nel teramano ed a Rosciano e Tocco de Casuaria
nel pescarese, ed uno a Roma, dovrebbero derivare dal nome tardo
medioevale Sanellus,
Sanella,
forma aferetica dell'ipocoristico del nome
Rossana o
Rossano. |
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SANESE
SANESI |
Sanese è
decisamente rarissimo, sembra avere un ceppo in Abruzzo ed uno
in Puglia, Sanesi sempre raro, ha un ceppo toscano, nel
fiorentino in particolare ed uno nel Lazio, nel rietino,
derivano dall'etnico senese (proveniente da Siena). Tracce di
questa cognominizzazione le troviamo a Cento (FE) nel 1400 con
un certo Matteo Sanese. |
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SANFELICE |
Sanfelice, molto molto raro, ha un piccolo ceppo tra casertano,
beneventano e napoletano, in particolare nel casertano zona di
Alife, Casagiove, San Prisco e Bellona, e Foglianise nel
beneventano ed uno, probabilmente secondario, nel leccese e
nella Sicilia occidentale, dovrebbe derivare dai moltissimi
toponimi contenenti la radice San Felice, praticamente
onnipresenti nel nostro sud. |
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SANFILIPPO |
Sanfilippo è diffusissimo in Sicilia, con un grosso ceppo anche
a Roma ed emigrazioni importanti a Torino, Milano, Genova,
Bologna e Firenze, potrebbe derivare da toponimi come Aci San
Filippo (CT), San Filippo del Mela, San Filippo Inferiore, San
Filippo San Basilio Piano Canne (ME), San Filippo di Modica (RG)
o altri simili., la devozione a San Filippo in Sicilia è
antichissima, risalendo addirittura all'epoca imperiale romana,
ai tempi dell'imperatore Nerone quello che sarebbe divenuto noto
come San Filippo d'Agira fu inviato da Pietro, da Roma in
Sicilia verso il 65 ~ 70 dell'era cristiana, per diffondervi il
verbo di Cristo. |
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SANFRANCESCO |
Assolutamente rarissimo. |
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SANFRATELLO |
Decisamente raro, è siciliano, di probabili origini messinesi,
deriva dal toponimo San Fratello (ME). |
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SANGALLI
SANGALLO |
Decisamente lombardo Sangalli, particolarmente concentrato nella
fascia che unisce le province di Milano, Lecco e Bergamo,
Sangallo invece sembrerebbe unico, dovrebbero derivare dalla
zona del Sangallo una volta parte del Ducato di Milano
(attualmente in Svizzera). Personaggio famoso fu lo scultore e
architetto Antonio da Sangallo fiorentino (1483-1546).
integrazioni fornite da
Aldo Piglia, Milano
Famosa fu la casata dei da Sangallo, architetti e legnaiuoli
appartenenti alle famiglie dei Giamberti e dei Cordiani,
residenti presso la Porta Sangallo a Firenze, ed attivi per
circa un secolo dalla fine del Quattrocento. Capostipite fu
Francesco Giamberti, ma il più importante fu Antonio il giovane,
appartenente al ramo Cordiani (Firenze 1483 - Roma 1546),
architetto.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Sangalli deriva presumibilmente da San Gallo in Svizzera. San
Gallo fu un discepolo di san Colombano, visse nel VII secolo,
divenne abate e fondò la celebre abbazia che da lui prese il
nome. Il nome originario è riferito all'appellativo etnico che
indicava un abitante della Gallia. |
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SAN
GERMANO
SANGERMANO |
Sangermano ha un ceppo nel romano a Roma, Fiumicino e Cerveteri,
e nel frusinate a Sora e Pontecorvo, nel napoletano, a Napoli,
San Paolo Bel Sito ed Ercolano, a Pietramelara e Sessa Aurunca
nel casertano ed a Scafati nel salernitano, a Taranto ed a San
Nicandro Garganico nel foggiano, e nel cosentino a Luzzi e
Bisignano, San Germano è praticamente unico, dovrebbero derivare
dal nome dei molti toponimi che fanno riferimento a San Germano,
come a titolo di esempio Germano nel cosentino, Piedimonte San
Germano nel frusinate, o altri simili. |
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SANGERVASI
SANGERVASIO |
Entrambi
assolutamente rarissimi, dovrebbero derivare da un nobile casato
bresciano, quello appunto dei Sangervasio che si trovano nel
bresciano fin dal 1400, famoso è stato Gerolamo Sangervasio
ultimo discendente, Gerolamo Sangervasio che fu a capo della
Congregazione Municipale. di Brescia durante le Dieci giornate. |
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SANGIACOMO |
Sangiacomo ha un ceppo nel genovese a Isola del Cantone e
Genova, un ceppo a Pineto nel teramano e ad Avezzano (AQ), ed un
ceppo nel potentino a Satriano di Lucania, Pignola, Tito e
Potenza, dovrebbero derivare da toponimi come San Giacomo di
Atri (TE), San Giacomo di Camogli (GE), San Giacomo di Furore
(SA), San Giacomo (AQ) o altri simili. |
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SANGIARDI |
Sangiardi che sembrerebbe ormai scomparso in Italia, potrebbe
essere originario del barese, forse di Palo del Colle, da dove
sembrerebbe essere inizialmente emigrato verso la Corsica,
dovrebbe derivare da nomi di pievi o contrade dedicate a San
Gerardo, di cui Sangiardi è una forma contratta, ma potrebbe
anche trattarsi di una forma dialettale per il nome composto
Giangerardo, originato dalla fusione del nome Giovanni con il
nome Gerardo.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Sangiardi è cognome presente in Corsica. Dovrebbe essere una
variante dei cognomi Giardi / Giardo, di origine germanica (Gerhard)
e presenti in Italia. |
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SANGILLES |
Tipicamente palermitano dovrebbe derivare dal toponimo belga
Saint-Gilles, ma è pure possibile una derivazione dal nome
francese Gilles (Egidio). |
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SANGION |
Molto
raro è tipico della zona di Caorle (VE). |
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SANGIORGI
SANGIORGIO |
Sangiorgi è tipico emiliano, della fascia centroorientale della
regione, Sangiorgio ha un nucleo siciliano nel catanese, uno nel
tarentino ed uno nel nordmilanese, dovrebbero derivare dai molti
toponimi contenenti San Giorgio, come ad esempio Monforte San
Giorgio (ME), Piano San Giorgio (PA), San Giorgio di Biassono
(MI), San Giorgio (CT), San Giorgio (FC), San Giorgio di Piano
(BO) e così molti altri, come pure potrebbero essersi originati
per l'appartenenza della famiglia ad una parrocchia dedicata a
San Giorgio, di quest'uso abbiamo un esempio nel
Codice Diplomatico della Lombardia
Medioevale in una
Cartula venditionis
del 1181 a Sartirana: "Anno dominice incarnacionis millesimo
centesimo octuagesimo primo, nono die mensis decembris,
indictione .XIIII. Otto Iudex et frater eius Wilielmus germani,
filii quondam Uberti, viventes lege Lombarda, consensu et
affirmacione domini Wilielmi de Sancto Georgio, vendiderunt et
tradiderunt Uberto Guercio...". |
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SANGIOVANNI |
Sangiovanni ha un ceppo nel cremonese, uno nel ternano e nel
romano, uno nel casertano, napoletano e salernitano ed uno tra
potentino e cosentino, dovrebbe derivare dai nomi delle località
di provenienza dei capostipiti, località quasdi certamente
contenenti la radice San Giovanni, come ne esistono moltissime
in tutta Italia. |
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SANGOI
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Sangoi è un cognome tipicamente friulano, di Gemona del Friuli
in particolare, potrebbe derivare da una modificazione
dialettale e successiva italianizzazione del termine slavo
zganje
(grappa)
ad indicare forse l'attività di distillatore di quel liquore
svolta dal capostipite. |
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SANGRIGOLI |
Sangrigoli è tipicamente siciliano, di Randazzo, Catania e
Giarre nel catanese, dovrebbe trattarsi di una forma etnica
dialettale per chi provenisse da paesi come San Gregorio di
Catania o San Gregorio nel messinese. |
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SANGUEDOLCE |
Sanguedolce è tipico soprattutto della Sicilia, in particolare a
Lampedusa, a Pantelleria, Marsala e Mazara del Vallo nel
trapanese, a Pettineo nel messinese, a Palermo ed a
Caltanissetta e San Cataldo nel nisseno, con un ceppo anche in
Puglia, ad Andria e Bisceglie nel barese ed a Foggia, uno molto
piccolo a Crotone ed uno a Roma, dovrebbe derivare da un
soprannome originato da una particolare dolcezza di carattere
dei capostipiti, tracce di questa cognominizzazione le troviamo
nel foggiano a San Marco in Lamis nel 1700. |
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SANGUIGNI
SANGUIGNO |
Sanguigni ha un ceppo nel Piceno ed uno nel romano e latinense,
Sanguigno, molto molto raro, sembrerebbe del napoletano,
dovrebbero derivare dal nome medioevale
Sanguineus
di cui abbiamo un esempio d'uso a Pisa nel 1300 con un certo
Sanguineus de Orticaria citato in una transazione commerciale
con la Sardegna. |
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SANGUINETI
SANGUINETTI |
Sono
entrambi tipicamente liguri, anche se Sanguinetti è più raro e
presenta ceppi secondari anche in Emilia, Sardegna e Piemonte,
potrebbero derivare dal nome Sanguineto località nei pressi di
Finale Ligure (SV), ma è più probabile che derivino dal termine
sanguineto con il significato di bosco di cornioli dal corniolo
sanguinello, un tipo di arbusto. Tracce di questa
cognominizzazione le troviamo a Milano nel 1600, nella cronaca
del 1630 si legge: "...Che varj banchieri pagassero largamente
questi emissarj, e fra questi Giambattista Sanguinetti, Gerolamo
Turcone e Benedetto Lucino..." e nel modenese a Vignola in un
atto del 1643 leggiamo: "...Cessione fatta per il signor
Capitano Pietro Fontani a favore del magnifico Simon Sanguineti
...". |
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SANITATE |
Specifico
della zona di Noicattaro (BA) e Rutigliano (BA), potrebbe
derivare dall'essere il capostipite un Magistratus Sanitatis,
cioè una sorta di Responsabile della Sanità Pubblica, tracce di
questa cognominizzazione si trovano a Rutigliano nel 1282 nel
repertorio dei nobili si trova un certo Francesco scivara,
Capitano e Signore di Spagna marito della Signora Fortezza de
Sanitate. |
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SANNA
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Specifico sardo, dovrebbe derivare da un soprannome legato al
vocabolo dialettale sanna (zanna, spunzone) o per particolari
caratteristiche dei denti, o per l'abitare il capostipite in
prossimità di uno sperone roccioso.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
deriva dall'italiano antico
sanna (zanna);
dall'antico longobardo zan,
che a sua volta deriva dal germanico
zahn. È
comune a tutta la lingua sarda, anche se in alcune parti
dell'isola, la zanna viene chiamata
iscallia.
Azzannare in sardo diventa
assanare o
assanai,
o se deriva da iscallia, iscalliare o iscalliai. Qui in Medio
Campidano l'azzannata del cinghiale o del maiale è detta, dai
cacciatori, isacaviàda,
da iscaviài
( da iscalliai), ma le zanne del
cinghiale, come anche del maiale, sono dette
is allus,
dal latino alum
(aglio selvatico),
evidentemente per la rassomiglianza dello spicchio dell'aglio,
per colore e forma, non per grandezza, con la zanna del
cinghiale (non abbiamo altri suggerimenti). Il verbo iscaviai o
iscalliai deriva dal greco
skallein, nel significato di
scavare, aprire, fare un solco.
In italiano col termine "scaglione" si indicano anche i denti
canini di alcuni animali. Il cognome è presente nelle carte
antiche della Sardegna. Tra i firmatari della Pace di Eleonora
*LPDE del 1388, in 27 portano il cognome Sanna, tra i quali
citiamo: Sanna Elias, de villa Capula (distrutta), sindicus ,
actor ac procurator Contrate de Ardar et Meylogu; Sanna
Leonardus, de civitate Sasseri, filius Guantini, notarius; Sanna
Leonardo, majore ville Iscano (Scano Montiferro); Sanna
Barisono, Majore ville Giavi (Giave). Sanna è presente (10) nel
Condaghe di San Pietro di Silki, *CSPS e nel Condaghe di San
Nicola di Trullas *CSNT, ma non lo troviamo nel Condaghe di
Santa Maria di Bonarcado. Il fatto che non sia presente nel
*CSMB e che, ancora oggi, sia più diffuso nel centro nord
dell'isola, ci induce a supporre la sua origine logudorese o
gallurese, dove il vocabolo zanna mantiene ferma la sua versione
sarda sanna, mentre nel centro sud troviamo anche iscallia e
allu. |
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SANNAZZARI
SANNAZZARO |
Sannazzari sembrerebbe tipico del milanese, Sannazzaro ha un
ceppo nel torinese, uno tra alessandrino e genovese ed uno tra
avellinese e potentino, i ceppi settentrionali potrebbero
derivare dal toponimo Sannazzaro Dei Burgundi nel pavese, o
anche da San Nazzaro Sesia nel novarese, i ceppi meridionali
possono richiamare un'origine del capostipite da San Nazzaro nel
beneventano, o da pievi legate a Chiese dedicate al culto di San
Nazzaro. |
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SANNERIS |
Tipico sardo del cagliaritano, zona di Villacidro, dovrebbe
derivare da un soprannome legato al vocabolo dialettale
sanna
(zanna, spunzone),
ma molto più probabilmente deriva da
San Neri,
il nome sardo di San Ranieri o Raineri, che è il patrono di
Pisa, ma era molto venerato anche in Sardegna. |
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SANNICANDRO |
Cognome
specifico di Bitonto (BA) e zone limitrofe deriva dal toponimo
Sannicandro di Bari (BA). |
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SANNINI
SANNINO |
Sannino è
specificatamente campano, del napoletano e casertano in
particolare, Sannini è decisamente raro, potrebbero derivare dal
nome di località Sannio (terra dei Sanniti). |
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SANNUTI
SANNUTO |
Sannuti, estremamente raro, è del cosentino, Sannuto,
leggermente meno raro, è anch'esso specifico del cosentino, di
Roggiano Gravina e Tarsia in particolare, dovrebbero entrambi
derivare da una forma dialettale del termine
sannita
ed indicare quindi un'origine della famiglia dall'area del
Sannio, secondo altri si tratterebbe invece di un soprannome,
sannuto,
originato da una dentatura prominente del capostipite, termine
utilizzato anche da Dante Alighieri nella sua Divina Commedia,
Inferno XXI°: ".. / Libicocco vegn'oltre e Draghignazzo, /
Cirïatto sannuto e Graffiacane / e Farfarello e Rubicante pazzo.
/..", un esempio d'uso di questo nome o soprannome lo troviamo
in un atto del 1275 a Sassari: "In eterni Dei nomine, amen. Ex
hoc publico instrumento omnibus pateat evidenter quod Bindus
barlectarius de cappella Sancti Georgii Pordemaris civitatis
pisane, qui moratur in Sassari, quondam Venture, coram me
Henrico notario et testibus infrascriptis recepit et habuit ab
Henrico Sannuto de Baldovinaschis quondam item Henrici libras
viginti denariorum, inter denarios ianuinos minutuos de Arborea
et aguilinos pisanescos minutos mutuo qui dictus Bindus convenit
et promisit per sollepnem stipulationem ...". Un principio di
queste cognominizzazioni è presente nel
Tractatus geometrie
del 1494: "...E non manco per lo degno e Reverendo Piovano de
santo Apostolo de Vinegia. Meser pre Ysidero Bagnuoli. El simile
per lo Mco. e Nobile dela excelsa Republica de Vinegia Patritio
e in le scientie Mathematici fondatissimo. E de tutti virtuosi
colonna firmissima Meser Marco Sannuto quondam Mci. domini
Francisci. Perché mediante loro aiuto e favore tanta commoditá
de' volumi al' universo è consequita. Con spesa e diligentia..".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Sannuto è cognome cosentino che significa 'zannuto'.
Rohlfs 233. |
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SANONER
SENONER
ZANONER |
Sanoner, assolutamente molto molto raro, sembrerebbe specifico
di Ortisei in Alto Adige, Senoner è specifico dell'Alto Adige,
di Selva di Val Gardena, Ortisei e Santa Cristina Valgardena in
particolare, Zanoner, caratteristico di Moena in Trentino,
dovrebbe essere un'alterazione dialettale trentina del
precedente, potrebbero derivare da soprannomi basati sul termine
tedesco senn
(cascina alpina, malga)
ed indicherebbe il conduttore di una malga, o uno che vi
lavorasse, esiste, anche se meno probabile, la possibilità che
possano derivare da forme etniche tedesche riferite alla
località Zanon di Ziano di Fiemme in Trentino..
ipotesi fornita da Martin
Senoner
Il cognome Senoner è di origine ladina e proviene dal toponimo
Zanon che a sua volta probabilmente ha l'origine nel nome Gian
(Giovanni), varianti sono Zanoner e Sanoner. |
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SANSALVADORE
SANSALVATORE |
Sansalvadore è assolutamente rarissimo, sembrerebbe piemontese,
Sansalvatore ancora più raro parrebbe campano,
potrebberoderivare da toponimi come San Salvatore Monferrato
(AL), San Salvatore Telesino (BN) o anche San Salvatore (GE). |
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SANSEVERI
SANSEVERO |
Sanseveri
è quasi unico, Sansevero, estremamente raro, ha qualche presenza
in Abruzzo e Molise, con un piccolo ceppo a San Vito dei
Normanni nel brindisino ed uno ancora più piccolo a Foggia,
dovrebbero derivare da nomi di località come San Severo nel
foggiano o Costa San Severo nel maceratese. |
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SANSEVERINI
SANSEVERINO
SANSIVERINO |
Sanseverino è un cognome molto diffuso al sud, in Campania
soprattutto nel napoletano, avellinese e salernitano, in
Lucania, nel barese, nel tarentino e nel cosentino e nel
palermitano, Sansiverino e Sanseverini sono quasi unici e sono
probabilmente dovuti ad errori di trascrizione del primo,
dovrebbero derivare da toponimi come Mercato San Severino nel
salernitano, San Severino Lucano nel potentino o altri simili.
Il Casato Sanseverino è di originer normanna, una delle prime
casate del Regno di Napoli; i Sanseverino ebbero, nel Regno di
Napoli, un trattamento particolarissimo, sempre riconfermato da
tutti i sovrani succedutesi su quel trono. Ne è palese
dimostrazione l'eccezionale e unico privilegio concesso ai
Sanseverino e confermato alla casata anche da Carlo V nel 1520:
« in quantumcunque remotus etiam decimo et ulteriori gradu ex
quacumque linea trasversali, adscendenti seu descendenti... Et
inter ipsos de cognomine de Sancto Severino progenitura et
gradus servatur... »
(tratto da
wikipedia). |
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SANSIMONE |
Sansimone, estremamente raro, sembrerebbe originario del
siracusano, dovrebbe derivare da un nome di località. |
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SANSON
SANSONE
SANSONETTI
SANSONETTO
SANSONI |
Sanson è
decisamente veneto, del vicentino e trevisano in particolare,
Sansone è diffuso al centrosud, Sansonetti ha un ceppo a Roma e
Civitavecchia (RM) e Civita Castellana nel viterbese, un ceppo a
Montorio al Vomano e Teramo nel teramano ed uno a Ripa Teatina e
Chieti nel teatino, con una piccola presenza a Castel di Sangro
nell'aquilano, la grossa concentrazione si trova in Puglia, a
Noci nel barese ed a Bari, a Maruggio nel tarentino, a Fasano
nel brindisino ed a Lecce, Sansonetto, assolutamente rarissimo,
sembrerebbe veneto, ma molto probabilmente si tratta
semplicemente di un'alterazione del precedente, Sansoni è del
centronord, derivano tutti dal nome Sansone, in uso già nel
1100: "...Preterea totam terram Ricardi filii Sansonis
Baiocenssis, et terram Benedicti filii Riguefemme, que duo
tenementa venerunt in dominicum nostrum judicio curie nostre pro
defectu heredum...", ma in alcuni casi possono derivare da nomi
di località come Torre Sansone (CH), tracce di questa
cognominizzazione le troviamo già nel 1400 a Siena:
"...Incipiunt recollecte in forma questionu Reuerendi sacre
theologie doctoris magistri Fracisci Sansonis de Senis ordinis
minorum generalis super totum opus de physico auditu
Aristotelis...", nel 1500, nella Lista degli scolari dello
Studio di Perugia del 1590 si trova un certo Thadeus Sansonius
proveniente dalla Provincia romana. |
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SANSOSSIO
SANTOSUOSSO
SANTOSUOZZO
SANTOSUSSO |
Sansossio è quasi unico, Santosuosso ha un ceppo secondario a
Roma, ma il ceppo principale è in Irpinia, ad Ariano Irpino ed a
Taurasi, Santosuozzo sembra essere unico ed è presente nel
potentino, Santosusso, ormai quasi scomparso, dovrebbe essere
anch'esso originario dell'avellinese, e dovrebbe essere dovuto
ad errori di trascrizione del precedente.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
SANTOSUOSSO è cognome avellinese e deriva a mio parere dal
toponimo San Sòssio Baronìa (AV) con scrittura conforme alla
pronuncia campana. San Sossio fu diacono della distrutta città
di Miseno. Il nome Sòssio, altrove Sosia, è collegabile al
gentilizio latino Sosius, famiglia di noti librai del tempo di
Orazio, i Sosii. Il santo venne martirizzato sul finire del IV
sec. d.C. a Pozzuoli assieme a San Gennaro e altri. L'aggiunta
Baronia è del 1913 con riferimento storico al fatto che il luogo
appartenne alla baronia di Vico. Nella provincia avellinese
esiste un altro S. Sossio, frazione di Serino. |
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SANSOVINI
SANSOVINO |
Sansovini
è tipicamente romagnolo della zona che comprende le province di
Ravenna e Forlì e Cesena, di Forlì in particolare, Sansovino è
praticamente unico, dovrebbero derivare da toponimi come San
Savino (RN), (FC), (RA), PU) ecc. |
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SANT
SANTI
SANTO
SANTON
SANTONE
SANTONI |
Sant ha un ceppo nel trevisano a Conegliano, San Vendemiano e
San Pietro di Feletto, e nel veneziano ad Eraclea, San Donà di
Piave e Cavallino, ed un ceppo friulano nell'udinese a
Tricesimo, Cassacco, Buia, Udine, San Giovanni al Natisone,
Majano e Codroipo, Santi è diffuso in tutto il centro nord,
Santo, più raro, è specifico del sud, Santon è specifico del
veneziano, Santone è specifico della zona tra le province di
Chieti e di Campobasso, di Ari (CH) in particolare, Santoni è
molto diffuso nel trentino ed in tutto il centro, dovrebbero
derivare, direttamente o attraverso forme tronche dialettali, o
attraverso accrescitivi, dal nome tardo latino
Sanctus o
anche da uno dai tanti toponimi contenenti la radice Santo. |
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SANTA
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Cognome
molto raro con un ceppo in Alto Adige ed uno nel torinese, può
derivare da toponimi composti con il termine santa, come pure
dal nome tardo latino Sanctus. |
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SANTABARBARA |
Santabarbara è specifico del casertano, di Piana di Monte Verna,
Caiazzo e Ruviano, potrebbe derivare dal nome della Frazione di
Caserta che si chiama appunto Santa Barbara, situata a circa
sette chilometri dalla zona di massima concentrazione del
cognome. |
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SANTACATERINA
SANTACATTERINA |
Santacaterina ha un ceppo a Schio e Santorso, probabile errore
di trascrizione del più comune Santacatterina, e presenta un
ceppo nell'area dello stretto tra reggino, in particolare a
Villa San Giovanni e Ferruzzano, e messinese a Messina,
Santacatterina è tipicamente veneto, del vicentino e di Schio in
particolare, ma ben presente anche a Santorso, San Vito di
Leguzzano, Torrebelvicino e Thiene, dovrebbero derivare dai
tanti paesi che, con il nome di Santa Caterina, sono situati un
pò in tutt'Italia, ricordiamo anche che il borgo di Santa
Caterina è una frazione di Schio nel vicentino. |
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SANTACROCE |
Tipico
del centrosud, ha numerosi ceppi autonomi, che dovrebbero
derivare tutti da toponimi com Santa Croce (CE), (BN), (TE),
(LT), (AQ), Santa Croce Camerina (RG) e moltissimi altri. |
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SANTAERA |
Rarissimo
è specifico del ragusano. |
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SANTAGADA |
Santagada
è tipico del cosentino, di Villapiana, Cerchiara di Calabria,
Cassano allo Ionio, Trebisacce e Francavilla Marittima, con un
piccolo ceppo anche a Taranto, dovrebbe derivare da
un'alterazione dialettale del nome del paese di Sant'Agata di
Esaro o Sant'Agata di San Demetrio Corone, entrambi nel
cosentino, probabili luoghi d'origine dei capostipiti. |
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SANTAGATA |
Sembra
originario del casertano e napoletano, anche se parrebbero
esserci nuclei nel modenese e bolognese e nella fascia che va
dal foggiano all'alto cosentino, dovrebbero derivare da toponimi
come Sant'Agata Bolognese (BO), Sant'Agata sui Due Golfi (NA),
Sant'Agata di Esaro (CS), Sant'Agata di Puglia (FG) o Sant'Agata
Irpina (AV). Tracce di questa famiglia si hanno a Biella nel
1500, in un atto ivi conservato si legge: "...il padre don
Egidio de Santagata preposito di san Sebastiano di Biela ...",
aVignola (MO) nel 1700, i Fratelli Santagata vengono citati in
giudizio dalla Comunità di Vignola. |
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SANTAGATI |
Sembra essere originario del catanese, dovrebbe derivare da un
nome di località.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Santagati è cognome della Sicilia orientale, è la forma greca
(con accento greco) di Sant'Agata. Rohlfs 166. |
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SANTAGIULIANA |
Santagiuliana, specifico del vicentino, di Recoaro Terme,
Valdagno, Cornedo Vicentino, Vicenza ed Arzignano, dovrebbe
derivare dal toponimo Santa Giuliana di Levico Terme nel
trentino. |
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SANTAGOSTINO |
Tipico
del milanese e del pavese, può derivare dall'abitare il
capostipite in prossimità di una chiesa dedicata a quel santo. |
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SANTAMARIA |
Sembrerebbe specifico del sud Italia, ma con un ceppo nel
genovese, potrebbe derivare da toponimi, peraltro molto
frequenti, contenenti Santa Maria, come ad esempio: Santa Maria
a Vico (CE), Santa Maria La Bruna (NA), Santa Maria al Bagno
(LE), Santa Maria degli Ammalati (CT), Santa Maria del Credo
(CS), ecc. |
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SANTAMBROGIO |
Assolutamente milanese, dovrebbe derivare da fatto di aver
abitato la famiglia nella contrada o sotto la giurisdizione
della parrocchia di Sant'Ambrogio a Milano o dal fatto di
appartenere alla Credenza di Sant'Ambrogio un'associazione
politico religiosa di epoca medioevale, ma tutt'ora esistente
pur se con fini notevolmente diversi. |
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SANTANDREA |
Santandrea ha un ceppo tra bolognese, ravennate e forlivese, uno
nel Piceno, uno nel romano ed uno nel potentino, dovrebbero
derivare dai vari toponimi come Pieve Sant'Andrea (BO),
Sant'Andrea (RA), Sant'Andrea (FC), Sant'Andrea (AP) e
Sant'Andrea (TE), Castronovo di Sant'Andrea nel potentino, e
come molti altri. |
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SANTANGELO |
Estremamente diffuso in Lombardia, Lazio, Abruzzo, Molise,
Campania, Puglia, Basilicata e Sicilia, derivano tutti da
toponimi contenenti la radice Sant'Angelo, come ad esempio:
Sant'Angelo Lodigiano (LO), Colle Sant'Angelo (TR), (IS),
Mosciano Sant'Angelo (TE), Sant'Angelo d'Alife (CE), Sant'Angelo
dei Lombardi (AV), Sant'Angelo di Brolo (ME) e moltissimi altri. |
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SANTANIELLO |
Cognome decisamente campano Santaniello è particolarmente
presente nel napoletano, a Napoli, Castellammare di Stabia,
Nola, Afragola, Casoria, Gragnano e San Giorgio a Cremano,
nell'avellinese, a Quindici, Lauro,Moschiano, Avellino,
Monteforte Irpino, Serino e Pago del Vallo di Lauro, nel
salernitano a Bracigliano, Nocera Inferiore, Sarno, Salerno,
Mercato San Severino e Castel San Giorgio, e a Benevento,
dovrebbe derivare dal nome composto dai nomi
Santo o
Sante
e dal nome Aniello. |
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SANTANOCITO
SANTONOCITO |
Tipici
siciliani di Catania e del catanese in particolare, Santanocito
è molto molto raro, Santonocito è discretamente diffuso,
derivano da una forma dialettale corrotta di Sant'Anicito che fu
l'undicesimo papa dall'anno 155 al 166, o dal toponimo Anicito,
valle e lago del catanese. |
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SANTAPAOLA |
Molto
raro è circoscritto al catanese, potrebbe derivare dalla
vicinanza a qualcosa, come un'icona o una località dedicate a
Santa Paola. |
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SANTARELLI |
Santarelli è molto diffuso in Romagna, Marche, Umbria, Lazio,
Abruzzo, foggiano e napoletano, dovrebbe derivare dal fatyto di
essere il capostipite nato nel giorno di Ognissanti, ma è pure
possibile che in alcuni casi si tratti di cognomi attribuiti a
trovatelli., tracce di questa cognominizzazione le troviamo a
Cicciano (NA) fin dal 1500, un Colantonius Sanctarellus del
Regno di Sicilia è indicato fra gli scolari dell'ateneo perugino
nel 1583. |
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SANTARONE
SANTARONI |
Santarone, molto raro, ha qualche presenza tra lecchese e
milanese ed una tra pescarese e teatino, Santaroni è tipicamente
laziale, di Monte San Giovanni Campano nel frusinate, di Roma e
di Cisterna di Latina nel latinense, il ceppo laziale potrebbe
derivare da una forma accrescitiva del termine dialettale
santaro
(venditore ambulante di santini
ed immaginette sacre), tracce
di queste cognominizzazioni le troviamo nel bergamasco in un
atto di vendita del 1568, dove è citato, come parte venditrice
di un appezzamento terriero, un tale Battista Santarone. |
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SANTAROSSA |
Santarossa è tipico della zona che comprende il trevisano ed il
pordenonese, in particolare Porcia, Pordenone, Brugnera,
Fontanafredda ed Azzano Decimo, Cordenons, San Quirino, Prata di
Pordenone, Sacile e Fiume Veneto nel pordenonese, dovrebbe
derivare dal nome della contrada Santarossa del comune di
Pasiano nel pordenonese. |
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SANTARSIERE
SANTARSIERI
SANTARSIERO |
Santarsiere è specifico della zona lucana ai confini con il
salernitano, di Potenza e di Sala Consilina nel salernitano,
Santarsieri è specifico di Ripacandida, Avigliano e Vaglio nel
potentino, con un ceppo ormai scomparso a Montepagano nel
teramano, Santarsiero, molto più diffuso, è sempre lucano,
specifico di Potenza, con grossi ceppi anche ad Avigliano e
Filiano, e presenze significative anche a Pignola, Pietragalla,
Tito, Vaglio Basilicata e Forenza, dovrebbero tutti derivare da
un'alterazione dialettale del nome del paese di Sant'Arsenio nel
salernitano o direttamente dal culto di Sant'Arsenio, medico e
taumaturgo, molto sviluppato in quella zona d'Italia. |
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SANTATO |
Santato è specifico del rovigoto, di Rovigo, Costa di Rovigo,
Villanova del Ghebbo e Lendinara, dovrebbe trattarsi di una
forma patronimica tipicamente veneta, dove il suffisso
-ato
sta per il figlio di,
riferito ad un capostipite il cui padre si fosse chiamato
Santo
o Sante. |
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SANTECECCA |
Santececca è un cognome tipicamente laziale e di Roma in
particolare, dovrebbe derivare dalla modificazione dialettale di
Santa Francesca Romana, che veniva attribuito al proprio figlio
per devozione alla santa o che veniva dato per lo stesso motivo
a dei fanciulli abbandonati presso il convento dedicato alla
santa. |
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SANTELLA |
Tipico dell'area centrale che comprende il grossetano. il Lazio,
gli Abruzzi e Molise e lla Campania settentrionale, dovrebbe
derivare da modificazioni del nome tardo latino Sanctus, ma è
pure possibile una derivazione dal nome di una località
individuata dalla presenza di una cappella o
santella
(piccola chiesetta); tracce di questa cognominizzazione le
troviamo a Solofra (AV) fin dal 1500.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Sandella è cognome lucano. Attestato un Guglielmo de Sandella
nel 1562 a Màrsico Vètere = Santella calabrese e a Napoli: 'santarella'.
Rohlfs, Cognomi lucani. |
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SANTERAMO |
Santeramo è tipico dell'area che comprende il barese, il
tarentino ed il materano, in particolare di Barletta e Gravina
In Puglia nel barese e di Matera.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questo cognome va ricercata o nel toponimo
Santeramo in Colle (BA) oppure (e questo vale soprattutto per i
ceppi non pugliesi e lucani) nel nome medievale
Santeramo,
nato sulla base del culto di Sant'Eramo o Erasmo (vissuto in
epoca tardo-imperiale e morto a Formia nel 303 d.C.; vedi anche
Eramo). In conclusione, dunque, si tratta della
cognominizzazione o dei nomi personali dei capostipiti o di
soprannomi ad essi attribuiti (ad indicare, cioè, un'origine
toponomastica). |
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SANTESE
SANTESI |
Santese ha un ceppo laziale a Roma, Guidonia Montecelio e Tivoli
nel romano, un ceppo campano a Battipaglia e Montecorvino
Rovella nel salernitano, ed uno salentino a Taranto, Grottaglie,
Faggiano e San Giorgio Ionico nel tarantino, a Galatone, Maglie,
Galatina e Sanarica nel leccese e ad Erchie nel brindisino,
Santesi, molto molto raro, sembrerebbe aretino, dovrebbe
trattarsi di forme etniche riferite a capostipiti che
provenissero da paesi, che nel nome avessero contenuto la radice
Santa
o Santo. |
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SANTEUFEMIA |
Santeufemia, quasi scomparso, sembrerebbe abruzzese,
probabilmente dell'aquilano, dovrebbe derivare da toponimi come
Sant'Eufemia (CH) o Santeufemia a Maiella nel pescarese. |
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SANTHIA'
SANTIA' |
Santhià e Santià sono tipicamente piemontesi ed entrambi molto
rari anche se il primo, che è la forma arcaica del secondo, è
leggermente più diffuso, dovrebbero derivare dal toponimo
vercellese Santià.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Santhià è un cognome del Vercellese dal toponimo omonimo.
Secondo D. Olivieri, Dizionario di toponomastica piemontese
1965, p. 312 deriva da S. Agatha
, (comitatus -) S. Agathae, dalla fine del sec. X. Il Serra
ammette questa vicenda del nome: da un SANCT-AGATHA, attraverso
*A(g)à(d)a,
a *Sant'Ajàa,
a Santià;
e cita a conferma la voce piemontese ayàsa 'gazza'. |
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SANTIA
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Santia è
tipico laziale della zona tra Supino (FR) e Sezze (LT), dovrebbe
derivare dal nome greco Santia usato ad esempio ne Le Rane di
Aristofane dove si cita come servo di Dioniso un certo Santia
che si arroga i diritti di padrone sullo stesso Dioniso. |
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SANTILLI
SANTILLO |
Santilli è molto diffuso nella fascia centrale che comprende
Marche, Umbria, Lazio, Abruzzi e Molise, Santillo è ben presente
nel casertano, nel napoletano e nel beneventano, dovrebbero
derivare da ua forma ipocoristica del nome
Sanctus,
cioè dal nome medioevale
Santillus, di cui abbiamo un
esempio d'uso in questo scritto della seconda metà del 1400: "..
Et promisit dictus Santillus conductor dictos boves dicto
tempore perdurante bene et diligenter gubernare, acquare,
pascere et custodire de die et de nocte a lupis ramo fossato et
omni mala guardia; et ubi mori contingerit culpa sua teneatur
inmediate ad dictum pretii restitutionem, ubi morte naturali
moriantur dicto domino Cesari et in fine dicti temporis
restituere dictos boves receptabiles ut decet ..", nel 1313
troviamo un Santillus Macedonus tra i cittadini di Solofra
nell'avellinese che lavorano alla Zecca di Napoli e che godono i
privilegi concessi da re Roberto. |
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SANTIMARIA |
Santimaria sembrerebbe specifico di Vo nel padovano, dovrebbe
trattarsi di una forma dialettale per Santamaria. |
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SANTIN
SANTINI
SANTINO
SANTINON
SANTINUCCI |
Santin è tipico veneto, Santini è diffuso in tutto il centro
nord, Santino è tipico siciliano, Santinon è specifico del
trevigiano e del padovano, Santinucci, quasi unico, è toscano,
dovrebbero derivare, anche attraverso un'ulteriore forma
ipocoristica, dal nome medioevale
Santinus,
di cui abbiamo un esempio con un certo Santinus de Folpertis
citato fra i laureandi nell'anno 1441 dell'Università di Pavia,
in un atto redatto in Bergamo nel 1510 si legge: "...citati sunt
infrascripti bergomenses existentes ad servitia d.rum Venetorum
in termino dierum 15, revertantur ad patriam eorum et opponant,
quare non debeant confiscari eorum bona etc.: Petrus Antonius de
Fadigatis, .... de Ficienis, Maffeius de Carraria, Alesius de
Marchisiis, Santinus de Marchisiis..."; tracce di questa
cognominizzazione le troviamo nel comasco nel 1600 con il
dominus Antonius Santinus lapicida ( mastro scultore). |
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SANTIPOLO |
Santipolo, assolutamente rarissimo, ha un piccolissimo ceppo a
Torino, probabile frutto dell'emigrazione interna dal Veneto,
dove ha ancora qualche sparuta presenza nel rovigoto, dovrebbe
derivare dal nome portato dal capostipite, composto dai nomi
Sante
e Polo,
entrambi diffusi in Veneto. |
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SANTIROCCO
SANTOROCCO |
Santirocco, molto raro, ha un piccolo ceppo a San Benedetto del
Tronto nell'ascolano, nell'aquilano e nel teatino ed a Roma,
Santorocco, quasi unico, è del sud della Sicilia, potrebbe
derivare dal nome dei vari paesi chiamati San Rocco, come ne
esistono nel teatino, nel teramano, o contrade, Pievi o
parrocchie sempre dedicate a quel santo, anche se non si può
escludere che, in qualche caso, possano derivare da capostipiti
che avessero portato il nome composto dai nomi
Sante o
Santo
e Rocco. |
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SANTOCHIRICO |
Santochirico, molto raro, è tipico di Matera e di San Mauro
Forte e Salandra nel materano, e di Latronico nel potentino,
dovrebbe derivare dal nome dei paesi di San Chirico Nuovo o San
Chirico Raparo nel potentino, probabili luoghi d'origine dei
capostipiti. |
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SANTOLI
SANTOLIN
SANTOLINI
SANTOLINO
SANTOLO
SANTOLON |
Santoli ha un ceppo nel bolognese a Bologna, Monzuno e Porretta
Terme, piccolissimi ceppi nel pisano e nel fiorentino, un ceppo
a Roma, un piccolo ceppo ad Orta Nova nel foggiano ed un ceppo
molto consistente nell'avellinese a Rocca San Felice, Torella
dei Lombardi, Guardia Lombardi, Bisaccia ed Avellino, Santolin
ha un ceppo tra vicentino e trevisano, ad Altissimo, Arzignano,
Valdagno e Vicenza nel vicentino ed a Montebelluna, Roncade,
Maserada sul Piave e Paese nel trevisano, Santolini ha un ceppo
veneziano, uno nel bolognese, ravennate, forlivese e riminese ed
uno nel pesarese, anconetano e maceratese, Santolino è quasi
unico, Santolo, molto molto raro, sembrerebbe campano, con un
minuscolo ceppo a Vallo della Lucania nel salernitano,
Santoloni, praticamente unico, sembrerebbe laziale, dovrebbero
tutti derivare, direttamente o tramite una forma ipocoristica o
accrescitiva, da un soprannome dialettale, comune a molti
dialetti italiani, basato sul termine
santolo (padrino
di battesimo o di cresima), termine a sua volta derivato dal
vocabolo medioevale tardolatino
sanctulus, con il medesimo
significato. |
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SANTOMARTINO |
Santomartino ha un ceppo nel napoletano a Napoli, Portici e
Casoria ed a Montemurro nel potentino, potrebbe derivare dal
nome di uno dei tanti paesi intestati a San Martino, presenti
anche in Campania ed in Basilicata, probabile luogo d'origine
dei capostipiti, anche se non si può escludere che possa
derivare dal fatto che il capostipite portasse il nome doppio
formato dal nome Santo
e dal nome Martino. |
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SANTOMAURO |
Santomauro ha un ceppo nella fascia che comprende il
salernitano, il potentino ed il barese, con un ceppo autonomo
anche nel palermitano, dovrebbe derivare dal nome composto dai
nomi Santo e Mauro portati probabilmente dal capostipite. |
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SANTOMERO |
Santomero
è tipicamente abruzzese, molto molto raro, sembrerebbe specifico
di Rocca San Giovanni e Mozzagrogna nel teatino, dovrebbe
derivare dal nome di Sant'Omero, un paese del teramano, molto
florido in epoca romana, che durante il tardo medioevo subì,
come tutta la costa adriatica abruzzese, molteplici attacchi ad
opera dei pirati turchi e saraceni, tanto da convincere molti
abitanti ad emigrare in località più difese. |
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SANTONASTASO |
Specifico
del casertano, potrebbe derivare da un nome di località, o dalla
vicinanza ad una chiesa dedicata a sant'Anastasio. |
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SANTONICI
SANTONICO |
Santonici è quasi unico, Santonico è tipicamente laziale, con
ceppi a Roma e nel frusinate ad Anagni ed Acuto, dovrebbero
derivare dal nome della pianta
santonico, detta anche
artemisia marittima o assenzio marittimo, usata in erboristeria
come purificante del sangue e vermifugo, probabilmente ad
indicare che i capostipiti fossero dei guaritori o degli
erboristi. |
|
SANTOPIETRO |
Santopietro ha vari ceppi nel centrosud, a Roma, a Pontecorvo
nel frusinate ed a Terracina nel latinense, a Pontelandolfo nel
beneventano, a Santa Maria Capua Vetere nel casertano e nel
salernitano a Battipaglia e Salerno, a Potenza e Tito nel
potentino, a Grottaglie nel tarantino ed a Foggia, ed a Crotone,
dovrebbe derivare da capostipiti che avessero portato il nome
composto dai nomi Santo e Pietro. |
|
SANTORELLI
SANTORO |
Santorelli ha un ceppo umbro, uno romano, uno tra Molise e
teatino ed uno campano, nel napoletano in particolare, Santoro è
specifico del centro sud, derivano, direttamente o tramite
ipocoristici, dal nome medioevale
Santorus,
a sua volta derivato da
Sanctorum Omnium (Ognissanti),
nome a volte attribuito ai bambini nati in quel giorno.
integrazioni di Donato
Santoro
Santoro è un cognome e di origine salernitana, almeno i miei
antenati sono a Salerno città da oltre cinque secoli. |
|
SANTORSOLA |
Santorsola ha un ceppo a Bari e nel barese, ad Adelfia, Capurso
e Casamassima, ed uno nel vicino materano a Bernalda in
particolare, potrebbe derivare dal fatto di abitare la famiglia
nella contrada della chiesa di Sant'Orsola, ma è pure possibile
che possa trattarsi in alcuni casi di un cognome attribuito a
dei trovatelli posti sotto la protezione di Sant'Orsola, culto
molto attivo in Puglia. |
|
SANTOVITO |
Santovito
ha un piccolo ceppo nel teatino, a Casalnguida, Rapino ed
Ortona, uno a Torre del Greco nel napoletano, ma il ceppo
principale è in Puglia ad Andria nel barese, con ceppi anche nel
tarentino a Massafra, Taranto, Crispiano e Statte, e nel
foggiano a Manfredonia e San Ferdinando di Puglia, dovrebbe
derivare dalla toponomastica, dai vari paesi come Colle San Vito
nell'aquilano, San Vito nel pescarese e nel campobassano, Celle
di San Vito nel foggiano, San Vito nel potentino e, come questi
moltissimi altri. |
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SANTUCCI
SANTUCCIO
SANTUCCIONE
SANTULLI
SANTULLO |
Santucci è tipico dell'Italia centrale, Santuccio è siracusano,
Santulli ha un ceppo romano ed uno in Irpinia a Monteforte
Irpino ed Avellino, Santuccione è caratteristico del pescarese,
di Cepagatti e Pescara, Santullo oltre al ceppo tra napoletano e
salernitano ne ha pure uno in Molise a Macchia Valfortore (CB) e
Campobasso, derivano tutti da ipocoristici più o meno dialettali
del nome tardo latino Sanctus
e da loro accrescitivi Troviamo tracce di questa
cognominizzazione a Siena nel 1500 con il ciabattino Girolamo
Santucci, accusato di eresia, a Perugia nel XVI° secolo con un
certo Bernabeo Santucci citato in un atto di compravendita. |
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SANTUS
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Originario del cagliaritano, è molto raro, deriva dal nome tardo
latino Sanctus. |
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SANVITALE |
Sanvitale
è tipicamente abruzzese, di Ortona nel teatino, dovrebbe
derivare dal nome di una località, di una pieve o di una
parrocchia di provenienza del capostipite. |
|
SANVITO |
Tipico
lombardo, sembrerebbe del milanese, dovrebbe derivare da uno dei
molti toponimi come ad esempio San Vito di Gaggiano (MI) o dal
nome di una pieve o una contrada la cui chiesa sia dedicata
appunto a San Vito. |
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SANZA
SANZI
SANZIO
SANZO |
Sanza è tipico di Potenza, Sanzi, molto raro, ha un ceppo nel
cosentino ed uno nel catanzarese, Sanzio, molto molto raro, è
del sud, Sanzo ha un ceppo a Chiaravalle Centrale (CZ), uno a
Gela (CL) ed uno a Palermo, dovrebbero tutti derivare da
modificazioni dialettali del nome medioevale
Sanctius
a sua volta derivato dal nome
Sanctus, tracce di questa
cognominizzazione le troviamo nel 1400:
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Sanza è cognome campano e lucano, forse dal toponimo omonimo in
provincia di Salerno, nel Medioevo segnato anche come Sansa. |
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SANZENI |
Rarissimo
è tipico della zona di confine del bresciano con il cremonese,
dovrebbe derivare dal toponimo San Zeno Naviglio (BS). |
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SANZOGNI
SANZOGNO
SONZOGNI
SONZOGNO |
Sanzogni
è specifico del bresciano, Sanzogno, quasi unico, è
probabilmente dovuto ad errori di trascrizione, Sonzogni è
tipico del bergamasco, Sonzogno, molto molto raro, è presente in
Lombardia e Veneto, derivano dal toponimo Zogno (BG) ed in
particolare dall'antica località di Sum(mum)Zognum castello
posto sopra Zogno, i Sonzogni ebbero titolo nobiliare, tracce di
questa cognominizzazione le troviamo a Zogno almeno dalla
seconda metà del 1400 quando un certo Don Antonio Sonzogno e
scritto tra i parroci supplenti della Parrocchia di San Lorenzo
martire per il periodo dal 1489 al 1499. |
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SAOR
SAORIN |
Saor è praticamente unico, Saorin è tipicamente veneto, di
Teolo, San Pietro Viminario e Monselice nel padovano, di Verona
e Monteforte d'ASlpone nel veronese e di Montecchio Maggiore nel
vicentino, dovrebbero derivare da un soprannome basato sul
termine dialettale veneto saor
(sapore,
condimento),
che in senso lato significa a
modo, aggraziato. |
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SAPIA
SAPIO |
Sapia è tipico del cosentino, di Rossano e Corigliano Calabro
(CS), Sapio dovrebbe essere originario del casertano e
napoletano, derivano dal nome medioevale Sapius ( che si è poi
trasformato in Savio), nel X° secolo troviamo un Iohannes
Sapius; nella Divina Commedia, Dante scrive: "...Savia non fui,
avvegna che Sapìa fossi chamata ...".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
SAPÌA - G. Rohlfs distingue questo cognome da SÀPIO (che
significa 'savio, saggio'), a mio parere con ragione, visto il
diverso accento. Per Sapìa egli propone la derivazione
dall'albanese shapi-a
= ramarro.
G. Rohlfs, Diz. cogn. in Calabria, 1979, p. 234. |
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SAPERE
|
Sapere è
caratteristico di Salerno, ma presente anche in tutto il
salernitano, potrebbe trattarsi di un'alterazione dialettale del
nome Saverio, in qualche caso potrebbe essere stato un cognome
attribuito a dei trovatelli affidati al Divino Sapere. |
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SAPETTI |
Sapetti, molto molto raro, è piemontese, del cuneese e del
torinese, potrebbe derivare da un soprannome dialettale basato
sul termine settentrionale dialettale
sapètt (piccola
zappa), forse usato per
identificare nel capostipite un orticultore, ma secondo un'altra
ipotesi potrebbe derivare dal termine tardo latino
sapetum (abetaia,
bosco di abeti) ed indicare la
provenienza del capostipite da un luogo ricco di abeti. |
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SAPIENZA |
Sapienza sembrerebbe tipicamente siciliano, con presenze
significative anche nel potentino, in Puglia e Campania.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questo cognome va ricercata nel nome medievale
Sapienza,
che, assieme al suo equivalente greco
Sofia,
assume spesso un valore religioso (proprio del Cristianesimo):
annoverata sia fra i sette doni dello Spirito Santo che fra le
quattro virtù cardinali, la sapienza viene descritta come la
capacità di vedere ogni cosa alla luce di Dio, così da saper
distinguere il vero dal falso e il bene dal male. Per quanto
riguarda il cognome in questione, dunque, si tratta della
cognominizzazione dei nomi personali dei capostipiti. |
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SAPONARA
SAPONARO |
Non
comune Saponara dovrebbe avere ceppi nella fascia che congiunge
il salernitano al barese attraverso la Basilicata, Saponaro è
tipico pugliese, dovrebbero derivare dal mestiere di fabbricante
o venditore di sapone, in alcuni casi potrebbe derivare dal
toponimo Saponaro (PZ).". |
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SAPORITA
SAPORITI
SAPORITO
SAVORITI |
Saporita è specifico del messinese, Saporiti è tipico dell'area
lombarda centroccidentale, del novarese e del verbanese, con un
piccolo ceppo anche tra genovese e spezzino, Saporito è tipico
di Roma e del meridione, del napoletano, avellinese e
salernitano, della Calabria centrosettentrionale e della
Sicilia, Savoriti, estremamente raro, è del frusinate, di Isola
del Liri in particolare, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Saporitus
o Savoritus.
Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nella
Chronica Placentina
dell'anno 1229: "Anno Domini MCCXXVIIII de mense aprilis dominus
Gulielmus Saporitus de Mediolano venit ad regimen civitatis
Placentie. Eodem anno de mense maii Placentini cum exercitu
iverunt ad Bobium et tunc Bobienses iuraverunt parere mandatis
comunis Placentie secunda vice".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Saporito è cognome siciliano che significa 'grazioso'.
Rohlfs 167. |
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SAPUPPO |
Sapuppo è un cognome tipicamente siciliano, di Catania in
particolare, con ceppi anche a Palermo, Messina, Agira
nell'ennese e nel catanese ad Acireale, Santa Venerina, Aci
Sant'Antonio, Zafferana Etnea e Ramacca, dovrebbe derivare dal
nome arabo Shabub.". |
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SARA
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Molto
raro, probabilmente originario del sassarese. |
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SARACCA
SARACCHI
SARACCO |
Saracca ha un piccolo ceppo tra parmense e reggiano ed uno a
Perugia ed a Marsciano nel perugino, Saracco è tipico delle
province di Torino ed Asti, Alessandria e Genova, mentre
Saracchi è estremamente raro e sembrerebbe di origine emiliana,
dovrebbero derivare dal termine
saracco o
saracca (sorta
di sega) che starebbe ad
indicare il mestiere del falegname o del mastro d'ascia svolto
probabilmente dal capostipite. Nel 1501 troviamo arcivescovo di
Lepanto Marco Saracco, esistono tracce di questo cognome,
nell'astigiano già nel 1680, quando don Antonio Saracco,
originario di Antignano(AT), viene nominato parroco della
S.S.Annunziata di Callianetto (AT). |
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SARACENI
SARACENO |
Saraceni ha un ceppo a Roma, uno nel chietino nella zona di
Vasto ed uno a Castrovillari nel cosentino, Saraceno ha un
nucleo ad Augusta nel siracusano ed uno a Reggio Calabria,
dovrebbe derivare da un'origine araba o da un prigioniero degli
arabi.
ipotesi fornite da A.
Mazzuca
Saraceno, nonostante l'apparenza, è aggettivo del centro di
Aricia nel Lazio, da cui Arichino od Aricino; la S è una
protesi.(Giuseppe Pensabene, edizioni AZ, settembre 2004)
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
SARACENO; SARACINO: si tratta di due cognomi quasi scomparsi dai
registri anagrafici dei Comuni della Sardegna, nonostante la
loro considerevole presenza nei documenti antichi della Lingua e
della Storia Sarda, soprattutto nei Condaghi. Attualmente
Saraceno è presente in due Comuni Sardi, Sestu e Cagliari e con
un solo nucleo familiare a testa. Anche Saracino è presente in
soli due Comuni della Sardegna, Quartu ed Arzachena e con un
solo nucleo familiare a testa. Ci confermano inoltre che si
tratta di cognomi arrivati, in tempi recenti, dal Continente. E
dei numerosi Saracina, Saracinu, Saracino, Saracine, Saraginu,
presenti nei Condaghi di San Pietro di Silki, di San Michele di
Salvennor, di Santa Maria di Bonarcado ed in altre carte antiche
perché non è rimasto niente? Vediamo. Nel Condaghe di Santa
Maria di Bonarcado, CSMB, XI, XIII secolo, figurano: Saraginu
Furadu (cap. 82), in una partizione di servi, tra il Monastero e
il Giudice (d'Arborea): Ego Girardo, prior de Bonarcado, facio
partitione cun Iudice: homines ki amus in pare in Augustis
(degli uomini che abbiamo insieme ad Austis).-h- fiios de Furadu
Saraginu: Goantine e Torbini a clesia, et Iorgi et Orzoco ad
Iudice.(gli stessi figli di Furadu, nel medesimo capitolo sono
chiamati Sarakinu). Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, CSNT,
XI, XIII secolo, abbiamo: Sarakina o Saracina Littera (Sarakina
è il nome - 287 -): (in una compera) comporaili a Gunnari de
Kerki .I. die in Petru Cuccuru (un giorno - la settimana - di
lavoro).et isse deitimi (mi ha dato in cambio) su cantu ki aviat
(quanto possedeva di ) in Sarakina Littera et in sa fiia.
Testes:.Sarakinu Ianne(102 e 116) - Maiore d'Iscolca (comandante
della guarnigione di confine): (in una donazione - 102),
positinke donnu Gosantine de Scanu cun sos fiios pro anima
issoru (hanno dato, il nobile Gosantine de Iscanu a Sanctu
Nichola per la loro anima).Testes: .Ianne Sarakinu, ki fuit
maiore d'iscolca.Nel Condaghe di San Michele di Salvennor, CSMS,
XI, XIII secolo, abbiamo Sarakinu Migali (Michele), al cap. 182:
(in una donazione di servi) dio a San Nicolas (dono a San
Nicola.).un quarto de Miguel Seraquino (il Condaghe è in
spagnolo).etc. etc. Il più famoso dei Saraceno del periodo
medioevale è Saraceno Caldera, N. regina di Arborea, figlia
anonima del nobile pisano Andreotto e di una sconosciuta, sposò
Mariano II de Bass - Serra, sovrano del regno giudicale di
Arborea dal 1264. |
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SARACINELLI
SARACINI
SARACINO |
Saracinelli, molto raro, è tipico di Ancona e del perugino,
Saracini è abbastanza raro e si individuano due nuclei, nel
senese e nell'anconetano, forse un ceppo nel Lazio, Saracino è
decisamente pugliese, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Saracino
o da soprannomi legati ad origini arabe o da soprannomi legati
ad episodi riferentesi ad islamici. Nel 1215 a Siena troviamo in
un atto: "...sopra riferito strumento Paganello di Galgano,
Console di Montieri, promesse a Saracino del Ricca Cittadino
Sanese, che stipulò per il Comune di Siena, ...", in un atto del
1336 a Perugia troviamo come testi: "...Amatus Pauli, Vandutius
Saracinelli, Ranaldus Rubei,...", nel 1500 troviamo un Cardinal
Saracino, nel 1600 a Milano Gerolamo Saracino è il vicario
criminale che istruirà il processo a Suor Virginia. la monaca di
Monza. |
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SARAGA
SARAGHI
SARAGO |
Saraga ha un ceppo nell'urbinate, a Cagli ed Urbino, ed un ceppo
a Roma, Saraghi, molto più raro, è di Fermignano, sempre
nell'urbinate, Sarago è quasi unico, dovrebbero derivare da
soprannomi basati sul termine bizantino
saragas (pesce). |
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SARAI
SARAIS |
Sarai, molto raro, è tipico di Samugheo nell'oristanese, Sarais
invece è ben diffuso nel cagliaritano, dovrebbero derivare
dall'antico toponimo Villa Sarai che esisteva nel Sulcis.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
SARAI; SARAIS: significato ed etimo dei due cognomi, rimangono
non ben chiari: si può solo pensare che il secondo sia il
plurale del primo, ma non è dato per scontato! In sardo esiste
il vocabolo sarau,
che significa tripudio, scialo,
festa, che qui in Campidano
chiamiamo sciarò;
fai sciarò = fare sciala, scialo, festa.
Sarau
deriva dal catalano sarau
o dallo spagnolo sarao:
reunion nocturna en que hay
baile. Oppure potrebbe derivare
da sarrani
o sarani
(in linguaggio fonetico >
sarâi)o
serrani
= serrano
comune (pesce). Sarais è inoltre il nome di un villaggio
scomparso, detto anche Sarrasi, ubicato in agro di Genico, in
località Sessiri. Come villa medioevale, "bidda", appartenne
alla Curadorìa di Siurgus, nel regno giudicale di Cagliari. Dal
1324 appartenne al regna catalano aragonese di Sardegna. Andò
spopolandosi sin dai primi decenni del XV secolo e in seguito fu
definitivamente abbandonato. Sarai è inoltre una località ed un
monte in agro di Carbonia, meglio conosciuto come Monte Sirai,
sede del più vistoso insediamento cartaginesi in Sardegna.
Sarais è, per di più, il nome di una collina e di un nuraghe del
territorio di Guspini. Il canonico Giovanni Spano fa derivare la
voce "sarais" (del nuraghe)dal fenicio = casa del principe. Per
ora non sappiamo altro. Come cognome lo troviamo tra i firmatari
della Pace di Eleonora, LPDE del 1388: Sarai Joanne, ville
Açàra, * Açàra .odierno Atzàra. - Mandrolisay e Barbagia di
Belvì. Attualmente il cognome Sarai è presente in 20 Comuni
italiani, di cui 9 in Sardegna: Samugheo 26, Oristano 18, Asuni
12, Quartu 11, etc. Sarais è presente in 56 Comuni italiani, di
cui 35 in Sardegna: Cagliari 40, Siliqua 35, Ussana 28, Iglesias
27, etc. |
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SARANDREA
SARANDRIA
SERANDREA |
Sarandrea è tipico del Lazio, di Alatri, Collepardo e Frosinone
nel frusinate e di Roma e Latina, Sarandria, assolutamente molto
raro, ha presenze nella Toscana settentrionale e nella zona tra
materano e cosentino, Serandrea, quasi unico, è del romano,
potrebbero derivare dal nome di origini ebraiche
Sharander. |
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SARANGA |
Saranga, ogghi presente quasi esclusivamente in Lombardia e nel
piacentino, dovrebbe essere originario dell'area potentino,
cosentina, di probabili lontane origini anatoliche, potrebbe
trattarsi dell'italianizzazione del nome turco
Saruhan. |
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SARAO'
|
Saraò è specifico di Milazzo nel messinese, potrebbe derivare da
una modificazione dialettale del cognome di origini francesi
Sarraute
(pronuncia sarraot),
cognome che a sua volta dovrebbe derivare dal fatto di essere la
famiglia originaria di una cresta costiera o montana elevata.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Saraò è cognome del Messinese, variante di SARAGÒ, a sua volta
da SIRAGÒ che deriva dal cognome greco
Syrigós. |
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SARBIA
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Sarbia,
assolutamente rarissimo, è specifico dello spezzino, di Lerici e
La Spezia in particolare, dovrebbe derivare dal nome del paese
di Sarbia, una frazione di La Spezia, probabile luogo d'origine
del capostipite. |
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SARCHI
|
Tipico
del milanese e pavese, potrebbe essere di origine francese, di
Sarcus, paese del cantone di Granvilliers, ma un'altra ipotesi è
che derivi da un soprannome legato al vocabolo sarchio (sorta di
zappa). Ci sono tracce dei De Sarcus fin dal 1400, il cognome
Sarchi si trova già dal 1700, come famiglia benestante in
Toscana, un Francesco Filippo Sarchi, linguista e docente lo
troviamo nella Vienna di fine Settecento. |
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SARCI
SARCI' |
Entrambi
rarissimi, rappresentano due diverse registrazioni dello stesso
cognome, sembra siano originari del palermitano, derivano da una
variazione del vocabolo saracino (arabo, mussulmano) e starebbe
ad indicare o una discendenza araba o comunque un collegamento
con il mondo islamico. |
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SARCINELLI |
Sarcinelli è tipico di Castellammare di Stabia (NA) con un ceppo
anche a Barletta e Minervino Murge nel barese ed uno a
Spilimbergo (PN), potrebbe derivare dall'ipocoristico di
soprannomi originati dal termine latino
sarcina (fardello,
carico, peso) forse ad indicare
che il capostipite era il figlio di un giovane o piccolo addetto
a piccoli lavori di trasporto.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Sarcinelli è cognome barese che secondo Minervini 438 è un
alterato di Saracino.
Secondo Rohlfs potrebbe invece derivare dal calabrese
sàrcina 'fascina
di legna secca'. |
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SARCONI
SARCONIO |
Entrambi assolutamente rarissimi dovrebbero derivare dal
toponimo Sarconi (PZ) o dal suo etnico
sarconeo
con il suffisso -eo
secondo l'uso greco. |
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SARDANO |
Molto raro è originario del barese.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Cognome presente soprattutto a Brindisi, dovrebbe essere un
derivato del cognome base di tipo soprannominale Sardella
risalente all'italiano 'sardella',
che oltre al venditore del pesce poteva indicare anche una
persona magra. |
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SARDARA |
Molto
molto raro è tipicamente sardo, dovrebbe derivare dal toponimo
Sardara (CA). |
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SARDELLA
SARDELLI
SARDELLO |
Sardella ha origini pugliesi, sembrano esserci anche dei ceppi,
probabilmente secondari, lungo le coste adriatiche, Sardelli ha
un ceppo toscano nella zona che comprende il fiorentino, il
senese, il pisano ed il livornese, un ceppo tra romano e
frusinate ed uno tra brindisino e tarentino, Sardello è
praticamente unico, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Sardellus
di cui abbiamo un esempio nel 1300, in uno scritto di Benvenuto
da Imola leggiamo: "... fuit quidam civis Mantuanus nomine
Sardellus , nobilis et prudens miles et curialis ...", ma
possono anche derivare o dal mestiere di pescatore o da
caratteristiche fisiche del capostipite. cognominizzazioni molto
antiche, le si ritrovano ad esempio anche nel 1500, nella
vita di Benvenuto Cellini scritta ai
tempi suoi in Firenze si legge:
"...tal parole me l'aveva ridette quell'uomo dabbene di Giovanni
Sardella. Di modo che io mi risolsi, che eglino m'avessino dato
innuno scodellino di salsa, ...". |
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SARDI
SARDO
SARDONE
SARDONI |
Sardi è
presente in Liguria, Piemonte, Toscana e Lazio, Sardo è tipico
di Campania, Sicilia, Liguria e Piemonte, Sardone ha un grosso
ceppo in Puglia, in particolare nel barese, in Basilicata, in
particolare nel materano, ed ha un piccolo ceppo in Sicilia,
Sardoni, estremamente raro, parrebbe romano, dovrebbero
derivare, direttamente o attraverso accrescitivi, dall'etnico
sardo (abitante della Sardegna), ad indicare probabilmente che
le famiglie provenissero da quell'isola. |
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SARDINA
SARDINI
SARDINO |
Sardina è
specifico del trapanese e palemitano, Sardini, molto molto raro,
sembra avere un nucleo nel basso bresciano, ed uno nel centro
Italia, dall'aretino all'alto Abruzzo, Sardino, ancora più raro,
sembra dell'eporediese e canavese, dovrebbero derivare da
soprannomi originati dall'estrema magrezza della famiglia, il
ceppo siciliano può anche essere legato al mestiere di pescatore
o salatore di pesce. Tracce di questa cognominizzazione le
troviamo a Lucca nel 1500, in un diploma imperiale del 1536
leggiamo: "...Messer Nicolao Liena, maestro Gerardo Seriusti et
messer Dino Sardini, in loco del decto maestro Gerardo
absente...". |
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SARDU
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Sardu è tipicamente sardo, della costa occidentale dell'isola,
deriva dal termine sardu
(nativo di Sardegna)
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
SARDU: significa sardo (di origine sarda) e deriva dal latino
sardus.
Nei tempi antichi era sardiscu,
sardisca, usati per lo più come
aggettivi. Nella Carta de Logu, XIV secolo, ritroviamo diverse
volte l'aggettivo usato nei due generi: Cap.II - .ed esserit
coyadu assu modu Sardiscu; al cap. XCVIII - dessas feminas chi
si coyarint a modu Sardiscu.Al cap. XCI - .chi bisongiat ad
homini de cavallu, assa Sardisca;.Ma proprio per indicare
l'origine sarda troviamo, più volte, i vocaboli, sardu, sardas,
sardos. Al cap. LIII .a chi hat a mandari nunza su Sardu.Al cap.
LXXXVIII: De cussos chi hant a haviri Cavallos issoru, ch'illos
pozzant vender a Sardos. Al cap. LXXIV, item ordinamus chi totu
cussas personas Sardas, e Terramingiesas (continentali).Non
troviamo il termine "sardu" come cognome, se non in tempi
recenti. Gonnosfanadiga, Comune di 7500 abitanti della provincia
del Medio Campidano, ha il numero più alto di "Sardu" di tutta
la Sardegna, con 85. Il fatto che tra i Sardu di Gonnosfanadiga
non ci siano soprannomi, ci induce a pensare che si tratti di un
unico ceppo e di origini recenti. Gli anziani da noi
intervistati affermano che i Sardu di questo centro sono tutti
parenti. L'Archivio Storico del Comune non è ancora disponibile;
lo sarà fra poco, assicurano gli amministratori; appena lo sarà
potremo dare notizie più precise. Attualmente il cognome è
presente in 95 Comuni italiani, di cui 55 in Sardegna:
Gonnosfanadiga 85, Sassari 59, Cagliari 48, Arbus 38, etc. |
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SARESANI |
Assolutamente rarissimo, quasi unico, probabilmente originario
di Melegnano, dovrebbe derivare dal nome di una località della
Pieve di San Giuliano, Saresano, che viene citata nell'atto di
costituzione della Pieve, come Vigliano con Saresano. |
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SARGENTELLI
SARGENTI |
Sargenti
ha un ceppo nel lucchese e nel reggiano, uno nel perugino ed uno
nel Lazio, Sargentelli assolutamente rarissimo sembra originario
dei dintorni di Lucca. |
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SARITZU
SARRITZU |
Saritzu, quasi unico, è di Quartu Sant'Elena nel cagliaritano,
Sarritzu è tipico di Cagliari e dintorni, dovrebbero derivare da
un soprannome.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
SARITZU; SARRITZU: è una parola composta >
su arritzu, s'arritzu.
In Campidano s'arrìtzu
è il bruscolo che entra
nell'occhio: "M'hat
intrau un'arritzu in s'ogu"! =
mi è entrata una pagliuzza
nell'occhio.
S'arritzu, s'eritsu, s'iritzu,
s'arritzòni, s'arritsòni è
anche il riccio,
dal latino ericius.
S'arritzoni de matta = il riccio di terra; s'arritzoni de mari =
il riccio di mare. O anche s'arritzu o s'arritzoni de sa
castangia = il riccio della castagna. Da cui "probabilmente"
deriva il nome del paese Aritzo (1426 abitanti; provincia di
Nuoro; 900 m. s.l.m. conosciuto come il paese delle castagne.
Presente negli antichi documenti della storia della Sardegna).
Nei quali documenti non l'abbiamo trovato come cognome, se non
nella variante Aritzo (vedi Aritzo). Attualmente il cognome
Sarritzu è presente in 53 Comuni italiani, di cui 25 in
Sardegna: Quartu S. E. 452, Cagliari 81, Quartucciu 45,
Dolianova 21, etc. Sarritzu (sicuro errore anagrafico) è
presente nel solo Comune di Quartu, con un solo nucleo
familiare. |
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SARNO
|
Specifico
campano della zona che comprende le province di Napoli, Avellino
e Salerno, ha un ceppo secondario anche nel barese, deriva dal
toponimo Sarno (SA) o dal nome del fiume omonimo. |
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SARONNI
SARONNO |
Saronni è
tipicamente lombardo, è diffuso nel milanese ed aree limitrofe,
Saronno, assolutamente rarissimo, potrebbe essere dovuto ad
errori di trascrizione, dovrebbero comunque derivare dal
toponimo Saronno (VA), cittadina ai confini con il milanese. |
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SAROTTI
SAROTTO |
Sarotti
estremamente raro sembra specifico di Teglio (SO) con ceppi
probabilmente secondari anche nel cuneese, Sarotto è tipico del
cuneese e basso torinese, dovrebbero derivare da modificazioni
dell'aferesi del nome Baldassarre. |
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SARRA
SARRO |
Sarra è
abbastanza raro ed è tipico dell'alto Lazio e dell'aquilano,
Sarro, molto più raro, è specifico della zona che
dall'avellinese, arriva al cosentino, che potrebbe in qualche
modo derivare dal toponimo Sarro (CT). |
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SARRAPOCHIELLO |
Assolutamente rarissimo è tipico di San Lorenzo Maggiore (BN).
integrazioni fornite da
Fabio Paolucci
Sarrapochiello è un tipico cognome del comune beneventano di San
Lorenzo Maggiore. Tale forma cognominale dovrebbe trarre
origine, a mio avviso, dalla fusione del nome del Capostipite,
tale Baldassarre, la cui forma aferetica è "Sarre" o, appunto,
"Sarra", con il soprannome dello stesso, ossia "Pochiello",
idioma con il quale si indicava in passato, e in alcuni dialetti
campani si indica tuttora, una persona "povera di mezzi o di
spirito". "Pochiello" o "pochello" sono infatti due forme
dialettali del termine italiano "poco", che oltre a significare
"piccolo, di piccola quantità, scarso", poteva indicare nei
secoli scorsi una persona fisicamente esile, uno "smilzo". Con
ogni probabilità, in conclusione, il ceppo beneventano dei
Sarrapochiello discende da un tale Baldassarre, soprannominato
"Pochiello" perchè povero, privo di mezzi di sussistenza, o in
base ad una sua peculiarità fisica, in quanto piccolo di statura
o dalla corporatura esile oppure, in ultima analisi, denominato
"pochiello" in senso offensivo (cialtrone, pover'uomo) o
canzonatorio e scherzoso. |
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SARRUBBA
SARRUBBI
SARRUBBO
SARUBBI
SARUBBO |
Sarrubba, Sarrubbi e Sarrubbo, molto molto rari, sono del
napoletano, Sarubbi è specifico dell'area lucano, cosentina, di
Lauria, Francavilla in Sinni e Latronico nel potentino, di
Stigliano, San Giorgio Lucano e Matera nel materano e di
Verbicaro, Santa Maria del Cedro, Orsomarso, Francavilla
Marittima e Scalea nel cosentino, Sarubbo, molto meno diffuso, è
specifico di Cassano allo Ionio, Tortora e Praia a Mare nel
cosentino, per questi cognomi esistono due tipi di ipotesi, la
prima è che possano derivare da forme aferetiche alterate di
soprannomi originati dal termine
casa rubia
(casa rossa),
forse ad indicare una caratteristica dell'abitazione dei
capostipiti, la seconda ipotesi, la più probabile, propone una
derivazione dal nome arabo
Sharrub o
Sharub,
nome che deriva dal termine arabo che ha originato il nostro
vocabolo sciroppo. |
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SARTARELLI
SARTELLI
SARTI
SARTINI
SARTINO
SARTO |
Sartarelli, abbastanza raro, ha un ceppo nel fiorentino, uno
nell'anconetano ed uno nel romano, Sartelli è tipicamente
ligure, di Rocchetta di Vara nello spezzino in particolare,
Sarti occupa un areale che comprende le province di Verona,
Modena e Bologna, Firenze, Lucca, forlivese, pesarese e
riminese, Sartini è specifico della fascia che comprende
Romagna, Marche, Umbria e Toscana, Sartino, assolutamente
rarissimo, parrebbe di Vigevano (PV), Sarto ha un ceppo nel
veneziano, uno nel milanese, uno in Campania ed uno nel
foggiano, derivano tutti probabilmente, direttamente o tramite
ipocoristici, da soprannomi originati dal mestiere di
sarto.
Personaggio di estremo rilievo è stato Giuseppe Sarto che veniva
eletto papa con il nome di Pio X° il 4 agosto del 1903. |
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SARTIRANA
SARTIRANI |
Sartirana
potrebbe essere originario dell'alessandrino o del pavese, con
un possibile ceppo secondario nel milanese, dovrebbe derivare
dal toponimo Sartirana Lomellina (PV) che deriva a sua volta
dalla Gens Satria, famiglia patrizia romana, Sartirani molto più
raro è tipico del bergamasco. |
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SARTOR
SARTORE
SARTORELLI
SARTORI
SARTORIO |
Sartor è specifico della zona che comprende il trevigiano e la
bassa provincia di Pordenone, Sartorelli è molto raro,
localizzato nel nord Italia, Sartore è molto diffuso sia in
Piemonte e Liguria che in Veneto, anche Sartori è diffuso in
tutto il nord, ma in modo molto più massiccio, Sartorio è
specifico del varesotto e alto milanese, con presenze
apprezzabili anche nel lodigiano, pavese e novarese, tutti
questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o tramite forme
ipocoristiche, dal cognomen latino
Sartorius. |
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SARU'
|
Sarù, praticamente unico, di origini meridionali, dovrebbe
derivare da una forma aferetica dialettale del nome
Rosario. |
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SARUGGIA |
Molto
raro è tipico del nordmilanese e comasco, dovrebbe derivare da
un toponimo come Saruggia frazione di Albavilla nel comasco o
Saruggia di Erba sempre nel comasco. |
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SARZI
SARZINI
SARZO |
Sarzi è dell'area cremonese, a Cremona, Casalmaggiore e Isola
Dovarese, e mantovana, a Curtatone e Ceresara, Sarzini, quasi
unico, è piemontese, Sarzo, abbastanza raro, tipicamente veneto
del padovano, sembrerebbe della zona di Curtarolo e Carmignano
di Brenta, dovrebbero originare, direttamente o tramite un
ipocoristico, da un soprannome basato sul termine dialettale
arcaico veneto sarza
o sarzo,
un tipo di panno di lana
ordinario usato
prevalentemente, nei secoli scorsi, dai contadini. |
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SARZOLA |
Assolutamente rarissimo, potrebbe essere del mantovano, potrebbe
però derivare dal toponimo medioevale Sarzola, di cui si hanno
tracce nell'anno 967, in un atto l'imperatore Ottone cede al
Marchese Alleramo fra gli altri anche un paese nominato Sarzola. |
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SASSANI |
Sassani, molto molto raro, è tipico della provincia di
Campobasso, di Riccia e di Campobasso, dove probabilmente è
secondario, dovrebbe derivare probabilmente dal nome di un
liberto di nome Sassanus
o dal nome di un fondo rurale di proprietà di un
Sassius o
Sassus,
nomen gentilizio latino attestato in Abruzzo e Molise,
ricordiamo che la terminazione
-anus stava ad indicare la
proprietà fondiaria ed anche i servi ed i liberti di una
famiglia gentilizia, quindi Sassano stava ad indicare un luogo
di proprietà di un Sassio, nel primo secolo a Campomarino (CB)
si trovavano proprietà terriere del nobile possidente Tillius
Sassius. |
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SASSANO |
Sassano
ha un ceppo a San Martino in Pensilis ed a Campomarino nel
campobassano ed a San Nicandro Garganico, San Marco in Lamis,
Foggia ed Apricena nel foggiano ed uno nel potentino tra Marsico
Nuovo, Potenza e Paterno, dovrebbero derivare da nomi di fondi
rurali (vedi SASSANI) i ceppi molisani e pugliesi e da toponimi
come Sassano di Avigliano nel potentino o Sassano nel
salernitano quelli lucani. |
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SASSI
SASSO |
Sassi
dovrebbe essere emiliano, Sasso dovrebbe avere più ceppi, in
Puglia e Campania, nel Veneto, in Piemonte ed in Liguria,
dovrebbero tutti derivare da toponimi contenenti la radice Sasso
o Sassi, quali: Castel di Sasso (CE), Isola del Gran Sasso (TE),
Madonna del Sasso (NO), Sassi (LU), Sasso (AN) - (VI), Sasso di
Neviano (PR), Sasso Marconi (BO), ecc. |
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SASSONE
SASSONI |
Sassone è tipico meridionale, della Basilicata in particolare,
Sassoni, assolutamente rarissimo, è forse un errore di
trascrizione del precedente, dovrebbero derivare dal nome
medioevale Sassone
citato ad esempio a Roma in un'antica lapide del 1154: "IN N. D.
MAGR. CIL. PRR. CARD. - S. MARCI IVSSIT HOC FIERI PRO -
REDEMPTIONE ANIMAE SVAE - ANN. DNI MCLIIII IND. II. FACTVM - EST
PER MANVS IOHIS PETRI ANGELI - ET SASSONIS FILIORVM PAVLI",
difficile una derivazione dall'etnico di Sassonia. |
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SASSU
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Tipico sardo, più propriamente del sassarese e di Sassari in
particolare, con un ceppo non secondario anche nel cagliaritano,
potrebbe derivare da nomi di località contenenti la radice
sassu
come Monte Su Sassu vicino a Ozieri (SS), ma più probabilmente
deriva da caratteristiche del terreno della zona dove abitava la
famiglia, con caratteristiche sabbiose e presenza di pietre
alluvionali. il vocabolo sassu
in lingua sarda significa appunto terreno sabbioso, alluvionale,
o anche pietra di fiume.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
SASSU: su sassu
è un tipo di sabbia argillosa,
usata in edilizia, anche
la creta.
In latino saxum
= sasso, macigno, pietra.
Ma saxum
è anche la creta Cimolia
(di Cimolus, una delle Cicladi, κιμόλιος). La voce non è
presente nel DES del Wagner, nel quale troviamo per creta la
voce terra ludzàna, presente nei Condaghi, nei quali non c'è la
voce sassu. Evidentemente si tratta di un termine moderno. Sta
di fatto che da il nome a molti toponimi sardi. Sassu è il nome
di una località tra Chiaramonti ed Ozieri, della quale non ne
conosciamo con esattezza il significato, ma nella Sardegna
meridionale nei diversi toponimi, il significato è di argilla,
creta, sabbione: Riu Sassu, Monte Sassu. Il più famoso di questi
è lo stagno di Sassu, o perlomeno lo era perché è stato
prosciugato ed al suo posto c'è attualmente una parte della
importante Bonifica di Terralba-Arborea. Il cognome potrebbe
avere comunque sia il significato di sasso, dall'italiano sasso,
sia il significato di creta, argilla, sabbione. Nella parte
centro meridionale dell'isola, come detto, ha per certo questo
ultimo significato. In tutti i casi deriva dal latino saxum.
Attualmente il cognome è presente in 170 Comuni italiani, di cui
61 in Sardegna: Sassari 253, Cagliari 75, Bonarcado 62, Ittiri
52, etc. Ricordiamo il pittore e scultore Aligi Sassu, nato a
Milano il 17 luglio 1912, da padre sardo e madre emiliana e
morto a Pollença, Majorca, Spagna, il 17 luglio 2000 (per
saperne di più vedi nel Web: Aligi Sassu). |
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SATANASSI
SATANASSO |
Satanassi
è decisamente romagnolo, in particolare di Ravenna, Forlì e
Sarsina (FC), Satanasso sembra essere unico, si dovrebbe
trattare di cognomi derivati da soprannomi con i quali al
capostipite si attribuivano probabilmente azioni non
commendevoli, Satanasso è un modo arcaico per chiamare il
diavolo, ma è anche nella consuetudine italiana un appellativo
amichevole rivolto a persone estremamente agitate. |
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SATTA
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Satta è un cognome decisamente sardo, molto diffuso in tutta
l'isola, dovrebbe derivare dal termine sardo logudorese
s'atta
(il filo del coltello o della
scure, la punta della spada),
questa ipotesi porterebbe alcuni a sostenere un legame con i
pirati nordici che effettuarono scorrerie in Sardegna.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
SATTA: sul significato e l'etimologia della voce satta
permangono incertezze. Probabilmente si tratta di termine
corrotto. Potrebbe derivare dall'unione di nome con articolo,
come per esempio "su arritzu" ha dato il cognome "Sarritzu". La
voce attsa
o atza
in campidanese, atta in logudorese significa
filo del coltello,
ma homini de atza
in camp. homini de atta
in log. significa uomo audace,
coraggioso (vedi il cognome
Atza). Nell'unione con l'articolo si ha
s'atta, >satta
(in log.). Ed è proprio nell'alta Sardegna, cioè nell'antico
Logudoro, che è più diffuso il cognome "Satta". Quindi dovrebbe
indicare, se le nostre considerazioni sono giuste, il carattere
della persona: audace e coraggioso. Non abbiamo altri
suggerimenti! Non abbiamo trovato il cognome negli antichi
documenti medioevali della lingua e della storia della Sardegna.
Nella storia moderna e contemporanea ricordiamo: Satta Luigi, di
Orgosolo(1708), primo vescovo della Diocesi di Iglesias (olim di
Sulcis), dal 1763 al 1772. Satta Branca Antonio, politico
repubblicano, di fede mazziniana. Nacque a Sassari nel 1861,
anno in cui lo Stato cambiò da Regno di Sardegna in Regno
d'Italia. Fu uno dei fondatori del quotidiano La Nuova Sardegna;
deputato al Parlamento dal 1919 al 1921. Ricordiamo inoltre
Salvatore Satta (1902 - 1975), di Nuoro: giurista e scrittore.
Nel 1925 si trasferì a Milano, dove esercitò la professione di
avvocato. Cominciò la sua carriera di scrittore, durante la sua
degenza nel sanatorio di Merano, col romanzo La Veranda.
Completamente ristabilito, nel 1932 ottenne la Libera Docenza di
Diritto presso l'Università di Camerino. Nel 1939 fu pubblicato
il suo primo importante saggio di diritto, "Appunti di diritto
processuale civile"; nel 1940, a Genova, dove gli era stata
affidata la cattedra di diritto, pubblicò il saggio "Guida
pratica per il nuovo processo civile italiano". Nel 1945, subito
dopo la guerra fu nominato prorettore dell'Università di
Trieste. Nel 1946 tornò a Genova come docente universitario.
Negli anni che seguirono continuò con grande interesse la sua
attività accademica e continuò a pubblicare saggi sul diritto
processuale civile. Nel 1958 fu chiamato a Roma, sempre per la
cattedra di diritto processuale. Nel 1970 cominciò la stesura
della sua migliore opera letteraria, il romanzo, "Il Giorno del
Giudizio", che fu definitivamente completata nel 1975, l'anno
della sua morte: l'opera( se ne consiglia la lettura) fu poi
pubblicata a Padova due anni dopo, e suscitò subito grande
interesse e accese polemiche. Attualmente il cognome Satta è
presente in396 Comuni italiani, di cui 140 in Sardegna: Sassari
557, Cagliari 211, Nuoro 146, Olbia 139, Ozieri 137, Luras 97,
etc. |
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SATTIN
SATTINI
SATTINO |
Sattin, oltre al nucleo veneto nel padovano soprattutto, a
Padova, Albignasego, Anguillara Veneta, Conselve, Cartura,
Merlara, Tribano e Bagnoli di Sopra, nel rovigoto, a Rovigo e
San Martino di Venezze, Vicenza e Cavarzere nel veneziano,
possiede anche un piccolo ceppo triestino, Sattini, quasi unico,
sembrerebbe del ferrarese, Sattino, praticamente unico,
sembrerebbe torinese, potrebbe derivare dal nome di origini
celte Satinus,
forse portato dai capostipiti, nome a sua volta derivato dal
termine celta sati
(ricchezza, averne abbastanza),
ma non si può escludere una derivazione da un soprannome
originato dal termine veneto
sattin (zampetta). |
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SATURNALE |
Saturnale, praticamente unico, sembrerebbe del napoletano, si
dovrebbe trattare di un cognome attribuito ad un trovatello. |
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SATURNI
SATURNINI
SATURNINO
SATURNO |
Saturni ha un ceppo ad Ostra Vetere, Senigallia ed Arcevia
nell'anconetano ed uno romano a Roma ed a Formello, Saturnini ha
un piccolo ceppo ad Oppeano e Bovolone nel veronese, uno a Luco
dei Marsi nell'aquilano, ed uno a Roma ed a Paliano nel
frusinate, Saturnino ha un ceppo piccolissimo nell'alessandrino,
uno a Roma ed a Formia e Sperlonga nel latinense, uno nel
napoletano a Pozzuoli, Napoli, Castellammare di Stabia ed
Ischia, e nel salernitano a Cava de' Tirreni, presenta anche un
piccolissimo ceppo a Castrovillari nel cosentino, Saturno ha
vari ceppi in giro per l'Italia, a Genova ed a Balestrino nel
savonese, in Sardegna ad Ozieri nel sassarese, a Roma, nel
napoletano a Napoli, Castellammare di Stabia, Acerra e Casoria,
ma il ceppo principale è nel salernitano, a Camerota, Pagani e
Centola, presenta anche un piccolissimo ceppo in Puglia ad
Acquaviva delle Fonti nel barese, in Calabria a Lamezia Terme
(CZ) ed in Sicilia a Marsala nel trapanese, dovrebbero derivare
direttamente o tramite ipocoristici dal cognomen latino
Saturnius
o Saturninus,
portati ad esempio dal questore
Lucius Appuleius Saturnius dei
tempi di Cesare e Cicerone, o da
Lucius Antonius Saturninus
Governatore della Germania sotto Domiziano.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Saturno è cognome siciliano, calabrese, salentino e napoletano.
Viene dal termine calabrese 'saturnu'
= taciturno, ruvido.
Rohlfs 168. |
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SAU
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Tipico sardo, distribuito in tutta l'isola, dovrebbe derivare da
un soprannome originato dal vocabolo sardo
sau (
filo di lana
) o anche da modificazioni del termine sardo
sagu (coltre,
coperta, mantello di lana),
collegato quindi probabilmente con il mestiere del capostipite.
integrazioni fornite da
giuseppe Concas
SAU: sagu
in log. antico; sau
nel log. moderno; dal latino
sagum =
saio, o
mantello dei soldati,
o pezzo di lana grossolana e
spessa:
sagum sumere
(per i soldati) = tenersi pronti
alla guerra. In alcune parti
della Sardegna su sagu
o sau
è il gonnellino nero in orbace,
sotto cui sono i calzoni di lino bianco, del costume
tradizionale sardo; ma nella maggior parte dell'isola tale
gonnellino è detto sa bràga (braca) o sa ràga. Nel Logudorese
antico troviamo Sagu e Braca, come cognomi - CSMS, XI, XIII sec.
cap. 30 (vedi più giù alla voce, CSMS - Gosantine Sagu). Nel
Condaghe di San Pietro di Silki, CSPS, XI°, XIII° secolo, al
capitolo 209, troviamo: comporaili (un acquisto) a Petru de
Serra, Digiti Truncu(dal dito mozzato), .J. sollu de terra (un
soldo di terra - soldo aureo sardo) supra custa ki conporai a
Travesu Catha, et ego deindeli .J. sagu (ed io gli ho dato un
"sagu" = coperta di lana, probabilmente di orbace). Nel Condaghe
di San Nicola di Trullas, CSNT, XI°, XIII° secolo, troviamo (al
cap. 1°): comporaili a Petru Pulice binia (una vigna) in unu
clusu et deibili (gli ho dato), .III. sollos de labore et
tremisse (tremisse = un terzo del soldo aureo sardo). Negli
antichi documenti della lingua e della storia della Sardegna
ritroviamo il vocabolo, nelle due uscite, sagu (più antica) e
sau come cognome. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE
del 1388, figurano: Sau Bernardo, jurato ville Bitiri, *
Bitiri...villaggio distrutto: del Meylogu. Contrate de Ardar et
Meylogu; Sau Georgio, jurato ville Boon, * Boon.Bono (attuale).
Curatorie de Anella; Sau Guantino, ville Macumerii, ***
MACUMERII et Curatorie de Marghine de Gociano.Macomer etc. In
posse Chelis Simonis, notarii publici...die XII Januarii 1388.
Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, CSNT, XI, XIII secolo lo
troviamo nella variante più antica : Sagu Janne(149), in una
permuta di vigne: Ego prior Ioanne(di San Nicola)ki tramutai cun
Ianne Sagu, genneru de Petru De Mela, binia po binia (vigna con
vigna).Nel Condaghe di San Michele di Salvennor, CSMS, XI, XIII
secolo, abbiamo: Gosantine Sagu (30, 32, 33) : comprè de Andria
Tertesu, y de sus hermanos Gosantin y Marg. Tierra in
funtana.Test. Gosantin Sago, y Furado Braca. Attualmente il
cognome Sau è presente in 117 Comuni italiani, di cui 41 in
Sardegna : Sassari 154, Tonara 153, Cagliari 81, Nuoro 50, etc. |
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SAUDA
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Sembrerebbe tipico della val Rendena, è molto raro, potrebbe
derivare da un nome di località basato sul termine medioevale
germanico saudus
(non coltivato),
in uno scritto dell'ottavo secolo si legge ad esempio: "...inter
oliueto Taiperti castaldii et curte de filiis quondam Auduale,
hec ipsa petia integra, una cum pomifera sua. similiter alia
petia de oliueto una cum terra sauda uel pomifera...". |
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SAUDO
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Saudo, ormai quasi scomparso in Italia, presentava un
piccolissimo ceppo nell'area del Trentino Alto Adige ed uno in
Sicilia, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine
medioevale germanico saudus
(non coltivato),
ma potrebbe anche derivare dal nome medioevale
Saudus,
originato dal nome arabo Saudi. |
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SAUL
SAULE
SAULI
SAULINI
SAULINO
SAULLE
SAULLI
SAULLO
SAULO |
Saul è assolutamente rarissimo, Saule è triestino, Sauli ha un
ceppo triestino, uno romano ed uno abruzzese a Civitella Roveto
nell'aquilano, Saulini ha un ceppo a Roma ed a Bellegra nel
romano, Saulino ha un ceppo a Roma, uno ad Isernia ed uno nel
napoletano, a Napoli, San Paolo Bel Sito, Nola e Liveri, Saulle
ha un ceppo campano tra casertano, napoletano e salernitano ed
uno nel barese, Saulli è tipico di Roma e Rieti, Saullo ha un
ceppo campano a Napoli e a Pisciotta (SA), uno cosentino a
Montalto Uffugo ed aree viciniori ed uno siciliano ad Alcamo
(TP), Saulo ha un piccolo ceppo romano ed uno a Cetraro (CS),
dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite alterazioni
ipocoristiche o dialettali, o dal nome giudaico
Saul o
dal nomen latino Saulus,
ricordiamo che Paolo di Tarso prima della conversione si
chiamava Saulo: "...Saulus Hebreo sermone temptatio dictus, eo
quod prius in temptatione aecclesiae sit uersatus. Persecutor
enim erat, inde nomen habebat istud quia persequebatur
Christianos. Postea mutato nomine, de Saulo factus est Paulus,
quod interpretatur mirabilis siue electus. ...". |
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SAURI
SAURO |
Sauri, molto molto raro, ha un piccolo ceppo nel veneziano ed
uno nel Lazio, Sauro invece ha ceppi in giro per l'Italia, nel
comasco e varesotto, nel veronese, nel triestino, a Roma, Nel
napoletano, beneventano e Molise, nell'avellinese e nel
foggiano, nel cosentino e catanzarese ed in Sicilia nel
palermitano e nell'ennese, dovrebbero derivare dal nome
medioevale Saurus di cui abbiamo un esempio in uno scritto della
seconda metà del 1100: "...imperator Fredericus instinctu Dei
permotus, ad recuperandam christianorum terram ultra mare cum
valido exercitu in die sancti Georgii iter arripuit. Et in eodem
anno interfectus est comes Saurus idus Maias et in ipso anno
hobiit ...".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Sauro è cognome siciliano dal greco 'saúros'
= lucertola.
Rohlfs 168. |
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SAVARESE |
Savarese sembrerebbe tipicamente campano, del napoletano, in
particolare di Vico Equense e Napoli, con consistenti presenze
anche a Castellammare di Stabia, Sant'Anastasia, Piano di
Sorrento, Sorrento, Marano di Napoli, Pompei, Massa Lubrense,
Sant'Agnello, Meta, Bacoli, Qualiano e San Giorgio a Cremano, e
di Cava de' Tirreni, Pagani e Salerno nel salernitano, dovrebbe
trattarsi di una forma etnica derivata da paesi come Sava nel
salernitano, forse il luogo d'origine dei capostipiti. Difficile
ipotizzare una derivazione dall'antica città ungherese di
Savaria
(nome latino antico dell'attuale Szombathely), anche se non
sarebbe impossibile, in quanto potrebbe essere arrivato questo
termine portato da legionari romani e più tardi da militari al
seguito dell'imperatore svevo.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Savarese è cognome siciliano dal cognome greco
Sávaris.
Rohlfs 168. |
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SAVARESI |
Savaresi
è tipicamente lombardo, di Cremona, Milano e Brescia, si può
ipotizzare una derivazione dall'etnico dell'antica città
ungherese di Savaria (nome latino antico dell'attuale
Szombathely), in quanto potrebbe essere arrivato portato da
legionari romani o dalle milizie gotiche. |
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SAVASTA
SAVASTANO
SAVASTI
SAVASTIO |
Savasta, abbastanza raro, è specifico siciliano, Savastano è
tipico campano, dell'area che comprende il casertano, il
napoletano ed il salernitano, Savasti, quasi unico, è del
napoletano, Savastio, molto molto raro, sembrerebbe del
foggiano, dovrebbero tutti derivare dal toponimo palestinese
Savasta o Sabasta l'antica Samaria o dall'etnico della regione
omonima. Traccia di questa cognominizzazione la troviamo con il
Monsignor Ignazio Savastano Vescovo di Gallipoli dal 1759 al
1769.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Savasta è cognome siciliano dal cognome greco
Sevastós,
derivato dall'aggettivo 'sevastós'
= onorato. |
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SAVELLA
SAVELLI
SAVELLO |
Savella,
molto molto raro, potrebbe essere panitaliano, Savelli è diffuso
in Romagna, Toscana e Lazio, Savello è praticamente unico,
dovrebbero tutti derivare dai Sabelli (sabini), popolazione
preromana, ma in alcuni casi possono derivare da toponimi come
Savelli di Norcia (PG). Tracce di questa cognominizzazioni si
trovano fin dal 1200 nello stato pontificio tra i nobili romani,
molti Savelli furono Cardinali o Capitani di ventura, alcuni
vennero infeudati come Signori di Ariccia, di Albano, di
Palombara e di Rignano. |
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SAVERI
SAVERINI
SAVERINO
SAVERIO |
Saveri è specifico dell'area che comprende perugino, ternano,
viterbese e romano, Saverini, quasi unico, sembrerebbe toscano,
Saverino ha un ceppo calabrese nel reggino, a Gioia Tauro,
Grotteria, Gioiosa Ionica e Roccella Ionica, ed a Catanzaro, ed
uno siciliano, a Palermo, Ficarazzi, Bagheria e Termini Imerese
nel palermitano e ad Alcamo nel trapanese, Saverio, molto molto
raro, ha un ceppo nel tarentino ed uno nel lecchese, dovrebbero
derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome italiano
Saverio,
un'alterazione del nomen latino
Severus o
Severius. |
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SAVI
SAVIO |
Savi dovrebbe avere un nucleo nelle province di Parma e Piacenza
ed uno nel Lazio, Savio è molto diffuso in tutto il nord con
ceppi non secondari anche nel napoletano ed in Sicilia,
dovrebbero derivare dal nome medioevale Savius. In un atto
legale del 648 troviamo un tal Savius Vagus Merceres, tracce di
un principio di queste cognominizzazioni le troviamo nel
Codice Diplomatico della Lombardia
Medioevale sotto l'anno 1195 a
Varese in una charta venditionis si può leggere: "Anno dominice
incarnacionis milleximo centeximo nonageximo quinto, decimo
septimo die mensis aprilis, indictione .XIII.ma. Vendiderunt ad
proprium Marchisius Savius et Albertus filius eius de Malnate
presbitero Henrico de Vellate et Alberto de Bubiate, canonicis
et recipientibus nomini et utilitati ecclesie Sancti Victoris de
Varisio...".
ipotesi fornite da Marco
Savi
il ceppo laziale del cognome Savi deriverebbe da
Savus e
non da Savius,
dato il fatto che savus
in latino è una contrazione di
Savinus ovvero
Sabino
(abitante della Sabina). La teoria è plausibile dal punto di
vista etimologico ed è congruente con la distribuzione
geografica del cognome, visto che la grande maggioranza dei Savi
del Lazio, esclusi quelli del capoluogo, si trovano localizzati
a Nord-Est di Roma, ovvero nell'area dell'antica (e odierna)
Sabina, e nelle zone limitrofe.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Savi, Savio: in Emilia-Romagna è documentata la forma Savi, al
36° posto a Piacenza. Si tratta della cognominizzazione del nome
Savio,
originato da un soprannome determinativo 'savio'
= sapiente, prudente, saggio.
Deriva dal francese antico 'sage',
dal latino parlato 'sapiu(m)',
connesso con il verbo 'sapere'
= colui che ha senno, che è
saggio. L. Paraboschi, Cognomi
della Emilia Romagna, 170. |
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SAVIA
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Molto raro. sembra avere due ceppi, nella provincia di Verbania
e nel catanese, dovrebbe derivare dal cognomen latino
Savia, il
femminile di Savius.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Sàbia (Sabìa) è cognome lucano presente a Pietragalla, Potenza,
Rionero in Vùlture e spesso altrove, anche calabrese, brindisino
ed a Taranto: deriva dal termine 'savia'.
Rohlfs, Cognomi lucani. |
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SAVIAN
SAVIANE |
Savian è del veneziano, di Caorle, Cavallino, Annone Veneto e
Portogruaro, e di Maserada sul Piave nel trevisano, Saviane è
tipico del bellunese, di Puos d`Alpago in particolare, ma anche
in misura minore di Tambre e Ponte nelle Alpi e di Montebelluna
nel trevisano, dovrebbero derivare da modificazioni dialettali
del nome medioevale Savianus. |
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SAVIANI
SAVIANO |
Saviani,
assolutamente rarissimo, sembra specifico della bassa provincia
di latina, Saviano è tipico del napoletano, derivano dal
toponimo Saviano (NA). (vedi anche SAVIAN) |
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SAVIER
SAVIERO
SEVIER
SEVIERI
SOVIER
SOVIERI
SOVIERO |
Savier e Saviero sono praticamente unici, Sevier, che
sembrerebbe unico, è fiorentino, Sevieri ha un ceppo nell'area
toscana tra lucchese e pisano ed uno a Perugia, Sovier ha una
presenza in Campania, Sovieri, molto molto raro, è specifico
della zona di confine tra aretino e perugino, Soviero è del
napoletano, di Striano, Visciano e San Giuseppe Vesuviano, tutti
questi cognomi dovrebbero derivare da alterazioni del nome
medioevale germanico Savaricus,
o da alterazioni del nome latino
Severus
(vedi SEVERI), passando a volte attraverso la sua variante
spagnola Javier
o Xavier. |
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SAVIGNANI
SAVIGNANO |
Savignani, assolutamente rarissimo è specifico del perugino,
zona tra Citta` Di Castello ed Umbertide, Savignano ha una
presenza autonoma in Toscana ed un ceppo in Campania con massima
concentrazione a Savignano Irpino e Gesualdo in Irpinia,
dovrebbero tutti derivare da toponimi come Savignano Irpino (AV)
o Savignano sul Rubicone (PU) e Savignano Panaro (MO). Di queste
cognominizzazioni troviamo tracce ne
Dell'origine de' Cognomi
di Ludovico Antonio Muratori ( 1672 -1750), che scrive di un
trasferimento della nobile famiglia dei Savignani da Modena a
Bologna, nel libro di ricordi dell'aretino Francesco Redi si
legge ad esempio: "...Ricordo come, infino sotto il dì 25 di
maggio 1673, pagai al Padre Emilio Savignani della Compagnia di
Gesù scudi sessanta, di lire sette per scudo, d'ordine del Sig.
Niccolò Stenone di Danimarca ...". |
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SAVIGNON
SAVIGNONE
SAVIGNONI |
Savignon è unico, Savignone, quasi unico, è piemontese, come
Savignoni, che ha un piccolo ceppo ad Alessandria ed uno a Roma,
dovrebbero derivare da ipocoristici francesi del nome latino
Sabinus,
diventato Savinus
grazie al fenomeno del betacismo, bisogna però anche considerare
che potrebbero anche essere proprio di origine francese e
derivare da toponimi come Sauvignon, di cui ne esiste più d'uno
in Francia. |
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SAVINA
SAVINI
SAVINO |
Savina ha un ceppo a Parma, uno tra le province di Roma e
L'Aquila ad Avezzano (AQ) ed a Roma, ed uno nel leccese a
Leverano e Veglie, Savini è distribuito uniformemente lungo
l'asse della via Emilia, da Milano a Rimini e di qui fino agli
Abruzzi, Savino invece è specifico dell'area che comprende
Campania, Puglia e Basilicata, dovrebbero derivare dal vocabolo
latino sabinus
(del popolo dei Sabini) o dal nomen
Savinus
che ne è derivato o dall'ipocoristico del nome
Savius. |
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SAVIOLI |
Non
comune, presenta sicuri ceppi nel riminese e ravennate, ma non
si possono escludere nuclei secondari, nel Veneto e altrove,
dovrebbe derivare dal nome medioevale Savius. |
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SAVIONI |
Assolutamente rarissimo, dovrebbe essere milanese, dovrebbe
derivare dal nome medioevale Savius. |
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SAVIOZZI |
Saviozzi è un cognome tipicamente toscano, del pisano ed in
particolare di Cascina, di Pisa, di San Giuliano terme e di
Vecchiano, con ceppi anche a Livorno, dovrebbe derivare da un
soprannome come quello attribuito al poeta medioevale Simone
Serdini da Siena (~1360-1421) detto il
Saviozzo,
ma è pure possibile se non addirittura più probabile una
derivazione da una forma ipocoristica del nome medioevale
Savius
(vedi Savi). |
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SAVO
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Savo ha un grosso ceppo a Frosinone e nel frusinate a Torrice,
Anagni, Ceccano, Ripi, Pofi ed Alatri, a Sezze, Latina e
Cisterna di Latina nel latinense ed a Roma e Velletri nel
romano, un ceppo nel salernitano ad Amalfi, Salerno ed Atrani,
ed un piccolo ceppo a Pietrapaola nel cosentino, potrebbe
derivare da nomi di località come Savo di Torrice nel frusinate,
ma, molto più probabilmente deriva dal nome slavo
Savo,
nome anche di un fiume della Dalmazia. |
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SAVOCA
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Savoca è
decisamente siciliano, della parte centrorientale dell'isola,
del messinese, del catanese e dell'ennese, in particolare, con
massima concentrazione ad Enna, Catania, Merssina e Palermo,
dovrebbe derivare dal nome del paese messinese di Savoca, o da
nomi di località attraversate dal torrente Savoca, in epoca
medioevale il paese di Savoca era una vera e propria città, con
un castello ed un'ampia cinta muraria. |
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SAVOIA
SAVOIE
SAVOJA |
Savoia è
panitaliano, Savoie, molto molto raro, è specifico della Val
d'Aosta, Savoja, molto raro, sembrerebbe siciliano, con un
piccolo ceppo nel messinese e nel nisseno, questi cognomi
dovrebbero derivare dai vari toponimi contenenti la radice
Savoia, come ad esempio Verrua Savoia nel torinese, Iolanda di
Savoia nel ferrarese, Margherita di Savoia nel foggiano, Savoia
di Lucania nel potentino, Valsavoia nel siracusano o altri
simili ed in qualche caso potrebbero derivare dal fatto di
essere i capostipiti originari della regione oggi francese della
Savoie. |
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SAVOLDELLI
SAVOLDI |
Sono entrambi specifici del bergamasco e bresciano, derivano dal
nome Savoldo
in uso già dal medioevo, di cui si hanno tracce ancora in un
atto notarile del 1648 dove si legge di una cessione di un
terreno, sito in Vigano, da parte di Savoldo di Domenico Minoia
a Giovanni Giacomo fu Carlo Terzi. Nel 1480 nasce Brescia il
pittore Giovanni Girolamo Savoldo dal quale il giovane
Caravaggio apprenderà, un secolo dopo, l'uso dei toni freddi e
il tocco luminista.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Savoldi, Savoldelli, questi due cognomi lombardi Lurati 425
scrive che il loro etimo va individuato nelle pratiche medievali
di assegnare il nome di persona
Saporito accanto a
Sapore e
a Savorellus
per rafforzare il concetto di saporitezza (gradevolezza) del
bambino. |
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SAVONA
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Savona ha un ceppo in Liguria e nel cagliaritano, sempre di
origini liguri, un ceppo tra romano e frusinate, uno nel
napoletano ed uno nella Sicilia occidentale, dovrebbero derivare
o dal toponimo ligure Savona o dal nome medioevale che da quella
città deriva, era una consuetudine medioevale attribuire ai
propri figli i nomi delle più importanti città italiane.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Savona cognome dal toponimo omonimo. A tal proposito G.B.
Pellegrini in Toponomastica italiana,1990, scrive "incerto è
l'etimo di 'Savona'
da Sauone
(abl.) citato da Livio che lo definisce oppidum nel territorio
dei Liguri Alpini: come attestazione si ha poi
Saona
(sec. VII). Qualora fosse di origine ligure indoeuropea si
potrebbe pensare alla radice *seu-
'umido, bagnato',
cfr. l'idronimo Sava e a. a. tedesco
sou 'umore"." |
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SAVONAROLA |
Savonarola, ormai quasi scomparso, dovrebbe essere di origini
venete, probabilmente padovane, dovrebbe derivare da un
soprannome originato da una forma ipocoristica del termine
dialettale saonaro
(produttore di sapone)
o del termine saonaria
(saponaria, erba utilizzata, per
le sue proprietà saponose, per lavare i panni). |
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SAVORE
SAVORELLI
SAVORI
SAVORIN
SAVORINI
SAVORINO |
Savore, Savori, Savorin e Savorino sono quasi unici, Savorelli
sembra essere specifico del forlivese e del ravennate, tracce di
questa nobile famiglia si trovano ad esempio nel 1400 con il
condottiero Forlivese comandante delle truppe di Caterina
Sforza, nel XVI° secolo i Savorelli si fregiano del titolo di
Conte, Savorini, molto molto raro, è specifico del bolognese,
dovrebbero derivare da soprannomi dialettali originati dal
termine emiliano savore,
che ha vari significati, che vanno dal
condimento pepato
al fatto di avere le palpebre
cispose, possibile
caratteristica fisica del capostipite.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Savorelli Cfr. Savoldi. |
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SAZIA
SAZIO |
Sazia è unico e dovrebbe trattarsi di un'errata trascrizione del
cognome Sazio, che ha un ceppo a Casorate Primo nel pavese, uno
a Napoli, uno nel leccese a Monteroni di Lecce e Lecce ed uno in
Sicilia a Ravanusa nell'agrigentino, e che dovrebbe derivare
dall'italianizzazione del nome latino
Satius,
attribuito normalmente all'ultimo figlio di una famiglia
numerosa, il termine latino
satius significa infatti
più che sufficiente. |
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SBANO
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Sbano ha un ceppo nel brindisino a Carovigno e San Vito dei
Normanni ed uno a Paola nel cosentino, potrebbe derivare
dall'italianizzazione del nome gotico
Spane, o
dell'albanese Saban
o del nome ebraico Shebaniah,
ma la cosa più probabile è che si tratti invece di una forma
dialettale di un soprannome basato sul termine
spano (glabro,
spelato). |
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SBARAGLI
SBARAGLIA
SBARAGLIO |
Sbaragli
ha un ceppo nell'alta Toscana ed uno nel forlivese, Sbaraglia è
tipico del forlivese e della fascia che comprende Marche,
Umbria, Abruzzo e Lazio, Sbaraglio è quasi unico, dovrebbero
derivare da soprannomi. Troviamo tracce di questa
cognominizzazione a Sondrio nel 1600 con un certo Giacomo detto
Sbaraglia, in Emilia nel 1700 con un certo Girolamo Sbaraglia. |
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SBARDELLA
SBARDELLATI |
Sbardella
è laziale, Sbardellati ha un ceppo nel bresciano e forse un
altro nucleo in Toscana, del ceppo bresciano troviamo tracce già
nel 1562, quando Damianus Turlinus scrive "Orationes duae in
sacrosancto oecumenico Concilio Tridentino habitae a R. P.
Andrea Duditio Sbardellato, Episcopo Tininien.". Questi cognomi
dovrebbero derivare dal vocabolo sbardellare (essere scombinato)
di cui si hanno tracce anche nel Morgante nell'anno 1481.
|
Un tratto il zaffo avessi tu cavato! -
Rispose Gan: - Tu
hai il capo pien di grilli,
e fusti sempre
pazzo e sbardellato. -
Diceva Astolfo a
Malagigi allora: |
"Questo
libro tracta di Carlo Magno traducto di latine scripture
antiche degne di auctorita & messo in rima da Luigi de
Pulci Ciptadino Fiorentino.
" anno 1481 |
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SBARSI
SBARZI |
Sbarsi, molto molto raro, è tipico della Lombardia
sudoccidentale, di Milano e del pavese soprattutto, Sbarzi,
assolutamente rarissimo, è probabilmente originario del pavese,
potrebbero derivare, tramite l'aggiunta di una
s-
epentetica, da una forma dialettale del nome di una località
come Castellazzo de' Barzi, una frazione di Robecco sul Naviglio
nel milanese, o anche da un'alterazione del cognome
Barzio
(vedi BARZIO), ma non si può escludere che possano derivare da
un soprannome legato al vocabolo dialettale lombardo
sbarzo (cavedano,
pesce di fiume). |
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SBARZAGLI
SBARZAGLIA |
Sbarzagli, molto molto raro, è dell'area bolognese, romagnola,
Sbarzaglia, meno raro, è tipico della stessa area, ma del
ravennate in particolare, potrebbero derivare, con
l'applicazione di una esse prostetica, forse con valore
dispregiativo, da soprannomi originati dal vocabolo medioevale
germanico barskalk
inteso come servus ecclesiae
(servo alle dipendenze di
prelati o di comunità religiose),
o anche come servo della gleba.
(vedi anche BARZAGLI) |
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SBERLATI |
Sberlati
è specifico del riminese, di Bellaria Igea Marina e Rimini,
potrebbe derivare da un soprannome che si riferisca forse ad un
episodio durante il quale il capostipite venisse preso a sberle
o schiaffi, ma il termine sberlare in alcuni casi, in Romagna,
assume il significato di sgranare gli occhi, assumenre uno
sguardo stralunato, ed in questo caso il cognome deriverebbe da
un soprannome motivato dall'aspetto dei capostipiti. |
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SBERNA
SBERNI
SBERNINI
SBERNO |
Sberna ha un ceppo nel bresciano a Mazzano, Rezzato, Castenedolo
e Brescia, uno siciliano a San Cataldo nel nisseno, a Sant'Agata
di Militello e Acquedolci nelò messinese, a Leonforte ed Enna
nell'ennese, un ceppo nel viterbese a Corchiano, Viterbo e
Barbarano Romano ed a Roma ed uno, molto piccolo in Umbria, a
Piegaro, Città delle Pieve e Perugia nel perugin,o ed a Terni,
Sberni è praticamente unico, Sbernini, molto molto raro, è
tipico dell'area che comprende cremonese e parmense, Sberno,
molto molto raro, è tipico di Catania, dovrebbero derivare,
direttamente o tramite ipocoristici, dal nome medioevale
Sberna
di cui abbiamo un esempio d'uso in Toscana nel 1500: "Questi
sono li statuti del castello e comune di Vico Pisano ordinati
per li prudenti huomini Matteo di Guglielmo di Princivalle,
Mariano di Michele Agnolo Calese, Francesco di Antonio di Arrigo
e Agostino di Marco di Sberna, tutti di Vico Pisano, eletti e
deputati istatutarii e compositori delli statuti et ordini del
castello e comune di Vico predetto dal prefato magnifico signore
Tommaso Rucellai e dagli huomini di detto comune secondo gli
ordini, corrente l'anno del Signore nostro Giesù Christo, della
sua salutifera incarnatione 1538 al corso fiorentino e 1539 allo
stilo pisano al tempo del Pontificato del santissimo Papa Paolo
terzo l'anno 4° e prima. ...", questo nome origina da un
soprannome cui si attribuiscono due significati contrastanti il
primo indicherebbe una condizione agiata riferendosi al nome di
un tipo di drappo o manto molto pesante il cui nome deriverebbe
da Hibernia
(Irlanda), sua patria d'origine, il
secondo deriverebbe dal vocabolo dialettale meridionale arcaico
sbernare
(emettere peti).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Sberna è cognome anche siciliano. Secondo G. Rohlfs (Dizionario
storico dei cognomi nella Sicilia orientale, pag. 169) viene
dalla voce siciliana 'sberna'
= ontano.
Secondo Giuseppe Gioeni (Saggio di Etimologie Siciliane p. 242)
significa invece "copertura di
panno grosso". Possibile anche
la derivazione dall'arabo 'burnus'
che significa 'mantello',
ma deriva dal latino 'birrus'
con eguale significato. |
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SBERVIGLIERI |
Assolutamente rarissimo, sembra tipico della zona tra mantovano
ed Emilia.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
È il cognome Berveglieri con 's' prostetica, variante di
BREVIGLIERI per il quale manca una documentazione antica. Si
terrà per buona, pur con ogni riserva, la proposta
dell'Olivieri, di risalire al nome locale francese
Belvillier
«bel villaggio»
e conseguente cognome francese. Nel processo d'italianizzazione
del cognome intervenne poi l'etimologia popolare, leggendo «breve»,
laddove era «bel».
Fonte: F. Violi Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996. |
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SBRACCIA
SBRACIA |
Sbraccia
ha un ceppo a Teramo e Pescara, ed uno a Roma ed Aprilia nel
latinense, Sbracia, praticamente unico, è probabilmente dovuto
ad un errore di trascrizione del precedente, che dovrebbe
prendere il nome dalla zona del laghetto di Sbraccia o della
Contrada Valle Sbraccia nel pescarese, zona infestata dai
briganti, fin dal 1500, tanto da costringere gli abitanti ad
emigrare verso le città più riparate di Teramo e Pescara. |
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SBRANA
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Sbrana è tipicamente toscano, di Pisa e del pisano, di San
Giuliano Terme, Cascina e Vecchiano, di Livorno, del lucchese,
di Lucca, Viareggio e Caèannori e di Massa, con un ceppo anche a
Roma, potrebbe trattarsi di un matronimico riferito ad una forma
contratta del nome medioevale
Sobrana, in uso presso le
famiglie patrizie nell'area ligure nel XIII° e XIV° secolo,
ricordiamo una Sobrana Fieschi verso la fine del 1300 e come lei
molte altre, secondo un'altra ipotesi deriverebbe da un
soprannome forse originato dal fatto che i capostipiti fossero
dei crapuloni. |
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SBRIZ
SBRIZA
SBRIZI
SBRIZZA
SBRIZZAI
SBRIZZI
SBRIZZO |
Sbriz, assolutamente rarissimo, è del pordenonese, Sbriza,
praticamente unico, è del catanese, Sbrizi, quasi unico,
sembrerebbe campano, Sbrizza, ha qualche presenza in Veneto ed
un piccolissimo ceppo in Sicilia a Mineo nel catanese, Sbrizzai
ha un ceppo friulano a Paularo nell'udinese, uno piccolissimo a
Trieste, con presenze anche in Veneto, Sbrizzi ha un ceppo
friulano nel pordenonese a San Giorgio della Richinvelda,
qualche presenza nell'udinese a Flaibano ed Udine ed un ceppo a
Trieste, ed uno in Campania nel napoletano, a Napoli, Quarto,
Gragnano, Marano di Napoli e Giugliano in Campania, Sbrizzo,
quasi unico, è friulano, potrebbero derivare da forme alterate
dialettalmente del nome Fabrizio
per aferesi, con una S-
iniziale epentetica, secondo un altra ipotesi deriverebbero
invece da soprannomi originati dal termine dialettale veneto
sbrissar
(scivolare). |
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SBROLLA
SBROLLI
SBROLLINI |
Sbrolla ha un ceppo a Porto Sant'Elpidio e Fermo nell'ascolano
ed uno molto piccolo a Roma, Sbrolli ha un ceppo nel senese ad
Abbadia San Salvatore e soprattutto a Piancastagnaio, ed un
ceppo a Roma, Sbrollini ha un ceppo marchigiano a Potenza Picena
nel maceratese, a Senigallia e Montemarciano nell'anconetano ed
a Mondolfo nell'urbinate, e presenze nel salernitano, dovrebbero
derivare da soprannomi basati sul termine italiano arcaico
sbrollare
(rendere brullo, spogliare,
denudare), a sua volta derivato
dall'alterazione del verbo latino mediovale
experulare,
termine spiegato da Ludovico Antonio Muratori (1672-1750) nelle
sue Dissertazioni: "... I Modenesi non dicono brullo, ma
sbrollo, nato da sbrollare, significante nudare substantiis,
vestibus, ec. Verbo tale non altronde si fondò che da perula o
pera de' pellegrini. Se ne stupirà chi legge. Rito celebre ne'
vecchi secoli di coloro che andavano in pellegrinaggio, fu di
prendere la pera (oggidì bisaccia, tasca, scarsella, saccoccia)
...". |
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SBROGGIO
SBROGGIO' |
Sbroggio, praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad
un'errata trascrizione di Sbroggiò, che è tipicamente veneto di
Roncade, Preganziol e Mogliano Veneto nel trevisano e di
Venezia, e che dovrebbe derivare da un soprannome dialettale
basato sul termine veneto arcaico
sbrògiar
(scalfire, sbucciare, scorticare),
forse ad indicare che il mestiere del capostipite fosse quello
di tohliere la pelle agli animali da macello, o da
un'alterazione del termine
sbruachio (di
vivanda spappolata ed informe)
con un significato relativo meno chiaro. |
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SBROZI
|
Praticamente unico, forse originario del centro Italia, potrebbe
derivare da un vocabolo dialettale dell'Italia centrale (Marche
- Umbria) sbrozo (dentellato, seghettato). |
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SBUELZ
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Sbuelz è
tipico dell'udinese, di Tricesimo ed Udine, secondo i ricordi di
una nostra lettrice potrebbe essere di origini ungheresi. |
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SCABELLI
SCABELLO |
Scabelli, è quasi unico, dovrebbe trattarsi di una forma
alterata del cognome Scabello, che è specifico dell'area
veneziana e trevisana, di Venezia soprattutto e di Maserada sul
Piave nel trevisano, e che dovrebbe derivare da un soprannome
originato dal termine scabello,
una forma arcaica per sgabello
(piccola panchetta per salire
più in alto o sedersi), esiste
una località Scabello nel veneziano, ma è improbabile che sia
questa l'origine del cognome. |
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SCABINI
SCAVINI |
Scabini è specifico dell'area che comprende soprattutto il
pavese, ma anche le zone limitrofe dell'alessandrino, genovese,
piacentino e milanese, a Voghera, Golferenzo, Santa Maria della
versa, Pavia e Brallo di Pregola nel pavese, ed a Milano,
Scavini, molto più raro, ha un piccolissimo ceppo nel verbanese
ed uno a Vigevano nel pavese, dovrebbero derivare direttamente o
tramite betacismo dal termine germanico in uso presso Longobardi
e Franchi scabinus
(magistrato municipale e
amministratori delle gabelle),
attività probabilmente svolta dai capostipiti, dell'uso di
questo termine abbiamo un esempio nell'anno 865 a Brescia:
"...Vassalli suprascripto Adelberti Marchioni Teudifrasciu Comes
ipsius civitatis; Rotari et Petrus Scavinis ipsius civitatis.."
o anche nel modenese "..Iohannes de quondam Constammo scavinus
di Brento..", ad Arezzo nel 936: "..Lambertus notarius et
scabino interfui ..". |
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SCACCABAROZZI |
Specifico
del milanese e comasco. Si tramanda che questa famiglia di
origine milanese abbia tratto il proprio cognome da un servizio
fatto durante l'infierire della peste in Milano. Mancando gente
che si prestasse all'incresciosa e pur necessaria opera di
portare i morti alla sepoltura e scarsi essendo i mezzi per
trasportarli per tanto infierir del male, questa famiglia si
prestò al pietoso e ingrato ufficio servendosi di numerosi
barocci, tanto che le fu dato il soprannome di Scarica barocci,
che poi si tramutò in Scaccabarozzi. Fu famiglia antica le cui
memorie risalgono al XII° secolo. Un certo Giordano fu
costituito vicario imperiale a Milano da Federico Barbarossa, un
Beltramo fu console di Milano nel 1164, un Alberto fu podestà di
Como nel 1219, un Lantelmo canonico della metropolitana, nel
1152 fu inviato dalla Repubblica milanese in qualità di legato
al papa Innocenzo IV° per ottenere la canonizzazione di S.
Pietro Martire Veronese, un Giacomo si trova fra i firmatari di
parte nobile nell'atto di concordia fra nobili e plebei di
Milano nel 1258, un Giovanni fu fatto cavaliere da Matteo
Visconti sul campo di battaglia di Parabiago per l'indomito
valore, un Arostello fu cavaliere e decurione milanese, un altro
Giacomo, nobile e generoso cavaliere, nel 1320 eresse e dotò la
chiesa di S. Maria Annunziata a Milano mentre suo fratello
Catellano fu podestà di Pavia nel 1322. I De Scachabarociis,
famiglia ghibellina, sostenitrice dei Visconti, venne annoverata
dall'Arcivescovo Ottone nella matricola delle famiglie nobili di
Milano. Nel 1402 Giovanni Scaccabarozzi era stato eletto priore
maggiore del monastero di Pontida ed era quindi il beneficiario
della commenda. Gli Scaccabarozzi avevano vari beni in Brianza,
soprattutto a Montevecchia e a Brivio in frazione Vaccarezza con
diversi poderi e case, nel 1409 erano Signori di Cassago, che
avevano anche acquisito il godimento delle terre di Pontida. A
Cassago la loro influenza era notevole, tanto che il 17 luglio
1412, in un momento drammatico per le sorti del Ducato milanese,
un certo dominus Raynerius De Scachabarociis, che era inserito
nel 1408 nell'elenco dei "nobiles familiares et officiales de
curia de nostri illustrissimi principis et dominis" duca
Giovanni Maria Visconti, riconobbe, al duca di Milano Filippo
Maria Visconti (1412-1447) la fidelitas de terra Cassaghi. |
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SCACCHI
SCACCO |
Scacchi è raro e sembra presentare due nuclei, uno nel Lazio ed
uno nel sudmilanese e lodigiano, Scacco, molto raro, potrebbe
avere un nucleo nel catanese e uno nel Veneto, dovrebbero
derivare dall'occupazione dei capostipiti che molto
probabilmente facevano i
servitori chiamati
scalchi
in epoca medioevale dal gotico
skalks o dal antico alto
tedesco scalch.
Il ramo umbro della famiglia Scacchi annovera molti medici tra
le sue fila, Antonio Scacchi, nel 1400 lo troviamo in Francia
come medico di Luigi XI, nel 1540 Durantes Scacchus Norcinus
(Durante Scacchi) dà inizio alla grande scuola dei dottori di
Preci, alle dinastie degli eruditi scrittori di medicina, punto
fermo per tutti i preciani, empirici e non, con scritti di buon
livello ai quali attinsero o si uniformarono non solo scolari dì
terra umbra. Durante nacque a Preci (PG), giovanissimo si
trasferì a Roma dove frequentò la scuola di Realdo Colombo, nel
1562 Giacomo Scacchi ottenne a Roma la licenza perpetua per
aposteme, ernie, cataratte, ulcere, ecc |
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SCACCIANEMICI |
Scaccianemici, quasi unico, forse campano, dovrebbe trattarsi di
un cognome attribuito ad un trovatello, come augurio che potesse
allontanare ogni possibile nemico. |
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SCACCIATI |
Scacciati ha un ceppo a Firenze ed uno a Cascina nel pisano, si
dovrebbe trattare di un cognome originario di Lucca, nel Nuova
Cronica di Giovanni Villani, libro IX°, XXVI, possiamo leggere:
".. E veniva fatto, se non che lo 'ndugio de la cavalcata de la
gente del duca si tardò, e in questo mezzo alcuno de la casa
medesima de' Quartigiani per viltà e paura lo scoperse a
Castruccio. Per la qual cosa Castruccio subitamente fece serrare
le porte di Lucca, e corse la terra con sue genti, e fece
pigliare XXII di casa i Quartigiani e più altri, e trovare le
dette insegne. Messer Guerruccio Quartigiani con III suoi
figliuoli fece impiccare co le dette insegne a ritroso, e altri
di loro fece propagginare, e tutti gli altri de la casa de'
Quartigiani, ch'erano più di C
(cento), gli cacciò de la città
di Lucca e del contado. E questo fu a dì XII di giugno nel
sopradetto anno. E ciò fu grande sentenzia e giudicio di Dio che
gli detti della casa de' Quartigiani anticamente guelfi furono
caporali a dare la città e signoria di Lucca a Castruccio, e
tradendo i Guelfi, per lui furono morti e disertati per lo
simile peccato di tradimento. ..", in questo testo si ricorda
che nel 1328 Castruccio Castracani degli Antelminelli (1281 -
1328), Signore di Lucca, scacciò dalla città i guelfi a lui
ostili, appartenenti alla famiglia dei Quinzani con i loro
sostenitori, da allora questi mutarono i loro cognomi in
Scacciati rifugiandosi nella pur ghibellina Firenze, ma amica in
quanto avversaria di Castruccio, e nel pisano. |
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SCACCINI |
Molto
raro, sembra di origine toscana, con areale principale nel
pistoiese e nel senese, può essere derivato dal mestiere di
addetto all'accensione e spegnimento dei lampioni a olio. |
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SCAFA
SCAFI
SCAFO |
Scafa ha un ceppo a Roma ed uno primario nel napoletano a Torre
Annunziata e Napoli, Scafi è tipico laziale, di Roma e
Pontecorvo e Santopadre nel frusinate, Scafo è quasi unico,
dovrebbero derivare dall'attività di barcaroli esercitata dai
capostipiti che avrebbe dato origine ad un soprannome legato al
vocabolo tardolatino scaphum
attribuito ad imbarcazioni fluviali dal fondo piatto.
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SCAFIDI
SCAFFIDI |
Molto rari sono tipici della Sicilia, del palermitano e del
messinese.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Scafidi, Scaffidi è cognome siculo-calabrese che viene dal greco
'skaphídi'
= piccola madia. |
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SCAGLIA |
Scaglia è
tipico della Lombardia e del Piemonte, dovrebbe derivare
attraverso modificazioni da soprannomi come Scalli o Scallia
attribuiti in età arcaica a quanti abitavano in colline
coltivate a terrazzamenti, che potevano sembrare gli scalini di
un'enorme scalinata, probabile caratteristica del luogo
d'origine del capostipite. Un casato nobile degli Scaglia
annoverò fra i suoi titoli quello di marchesi di Caluso, Mosso
S.ta Maria e Tronzano, furono conti di Brusasco, Cavaglià,
Marcorengo e Verrua e baroni di Carpenetto. |
|
SCAGLIARINI
SCAGLIARINO
SCAGLIERINI |
Scaglierini, che parrebbe unico, è probabilmente dovuto ad
un'errata trascrizione di Scagliarini, che ha un ceppo nel
bolognese, a Bologna, San Giovanni in Persiceto soprattutto ed
Argelato, con un ceppo anche a Ferrara ed a Castelfranco Emilia
nel modenese, Scagliarino, quasi unico, è probabilmente dovuto
ad un'errata trascrizione del precedente, che dovrebbe derivare
da un soprannome originato dal mestiere dei capostipiti, forse
degli spaccapietre. |
|
SCAGLIOLA
SCAGLIOLI
SCAIOLA
SCAJOLA |
Scagliola ha un ceppo a Napoli, uno a Terlizzi (BA), uno a Roma
e ceppi a Canelli e Calosso nell'astigiano, a Torino, ad Alba
(CN) e ad Alessandria, ed a Genova, Scaglioli è quasi unico,
Scaiola è tipico del Piemonte, dell'alessandrino in particolare,
di Pareto e Spigno Monferrato e di Torino, ha ceppi anche in
Lombardia, Sajola è assolutamente rarissimo, dovrebbero tutti
derivare da soprannomi generati dall'essere il capostipite un
mastro artigiano che utilizzava la
scagliola
(tipo di gesso)
nel suo lavoro. |
|
SCAGLIONE |
Scaglione è di origine siciliana, con un ceppo nel cosentino,
dovrebbe derivare da soprannomi originati dal termine
scagghiuni
(canino,
il dente), da wikipedia: "Lu scagghiuni è nu denti caninu",
forse ad indicare che il capostipite era dotato di canini
particolarmente sviluppati o che aveva un carattere molto
feroce. |
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SCAGLIONI |
Scaglioni
è specifico dell'area che comprende il basso mantovano e
l'Emilia centroccidentale, e dovrebbe derivare da variazioni
accrescitive dell'aferesi di toponimi come Roncoscaglia (MO) o
Massa Fiscaglia (FE). |
|
SCAGLIUSI
SCAGLIUSO |
Scagliusi sembrerebbe specifico di Polignano a Mare nel barese,
sempre del barese Scagliuso, parrebbe specifico di Castellana
Grotte, dovrebbero derivare da soprannomi originati
probabilmente da una caratteristica fisica dei capostipiti, cioè
il fatto di possedere dei denti molto importanti, che nel
dialetto pugliese, soprattutto quando ci si riferisce a dei
cavalli, vengono chiamati
scagliuni.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Scagliusi, per Rohlfs 168, significa 'scaglioso'.
Anche per Minervini 441 deriva da 'scaglia'. |
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SCAGNETTI
SCAGNETTO |
Scagnetti ha un ceppo nell'udinese e veneziano, uno nel
maceratese ed uno nel viterbese e romano, Scagnetto, più raro, è
del veneziano e dell'udinese, dovrebbe trattarsi di forme
ipocoristiche aferetiche riferite al nome
Ascanio,
che ci arriva dalla tradizione omerica come nome del figlio di
Enea, nome diffusosi poi in Italia grazie all'Eneide virgiliana
ed al culto fattone da parte della Gens Iulia che sarebbe
discesa direttamente da Iulo altro nome di Ascanio. |
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SCAGNOLARI |
Scagnolari è tipico della zona del rovigoto ai confini con il
padovano ed il ferrarese, della zona di Fiesso Umbertiano in
particolare, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal
termine veneto arcaico scagno
(sgabello, panca),
forse riferito al mestiere di costruttore di sgabelli o, più
probabilmente ad un mestiere che portava il capostipite a
lavorare seduto su di uno sgabello, come ad esempio l'addetto
alla mungitura, ma potrebbe anche indicare un comportamento
svogliato ed accidioso dello stesso,
scagnolar
significava in effetti anche
passare da uno sgabello all'altro senza concludere nulla. |
|
SCALA
SCALI |
Scala è un cognome panitaliano, con molti nuclei, nel veronese,
nel sudmilano e lodigiano, nel genovese, nel bolognese, nel
napoletano e , in Sicilia, nel catanese, siracusano e ragusano,
Scali ha un ceppo genovese, uno toscano, soprattutto concentrato
nel livornese, pisano, fiorentino e senese, ed uno nel reggino,
dovrebbero derivare dai vari toponimi contenenti la radice
Scala, come: Isola della Scala nel veronese, La Scala nel
pisano, Madonna della Scala nel torinese, Santa Maria La Scala
nel napoletano, Scala (ME)-(SA)-(CS), e così molti altri, ma è
pure possibile una derivazione dal nome medioevale germanico
Schal. |
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SCALABRIN
SCALABRINA
SCALABRINI
SCALABRINO |
Scalabrin è tipico di Venezia e Padova e nel vicentino di
Vicenza, Montecchio Maggiore, Fara Vicentino, Caldogno, Mason
Vicentino e Cornedo Vicentino, Scalabrina sembrerebbe unico,
Scalabrini ha ceppi in Lombardia ad Azzanello nel cremonese ed a
Milano con presenze anche nell'area comasco, varesotta, un ceppo
in Emilia, nel reggiano a Scandiano, Reggio Emilia, Casalgrande,
Toano e Cavriago e nel modenese a Sassuolo e Prignano sulla
Secchia, ed un ceppo a Roma e nel reatino, Scalabrino ha un
ceppo piemontese, un piccolo ceppo a Campobasso ed uno in
Sicilia nel trapanese, a Trapani, Erice, Valderice e Custonaci,
con un ceppo anche a Palermo, questi cognomi dovrebbero derivare
dal termine arcaico scalabrino
(uomo abile di mano, disinvolto
nel modo di fare), termine che
deriva dal termine medioevale
scanabrinus (lestofante
furbacchione, ma anche
ladro). |
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SCALAS
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Scalas è tipico delle province di Cagliari ed Oristano, dovrebbe
derivare da indicatori di località originati dalla posizione in
salita della via per raggiungere il capostipite, in lingua sarda
arcaica scalas
indicava un luogo scosceso o comunque in salita. |
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SCALAVINO |
Scalavino
è specifico di Palermo, potrebbe derivare da un etnico di paesi
come Scala, abbastanza diffuso in Sicilia, o di una borgata
palermitana come Barone della Scala. |
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SCALCHI
SCALCO |
Scalchi è tipico di Vicenza e del vicentino, di Montecchio
Maggiore, Montebello Vicentino e Longara, con un ceppo,
probabilmente secondario nel Lazio a Roma, Albano Laziale (RM) e
Latina, Scalco, meno raro, ha un ceppo nel vicentino a
Cartigliano, Bassano del Grappa, Vicenza, Monticello Conte
Otto, Tezze sul Brenta Schio e Rosà, nel padovano a Fontaniva e
Cittadella e nel trevisano a Silea, con un ceppo anche nel Lazio
a Roma e Latina, probabilmente i ceppi laziali sono il prodotto
dell'emigrazione forzata di veneti per la bonifica delle paludi
Pontine in epoca fascista, questi cognomi dovrebbero derivare
dall'occupazione dei capostipiti che molto probabilmente
facevano i servitori
chiamati scalchi
in epoca medioevale dal gotico
skalks o dal antico alto
tedesco scalch. |
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SCALCIONE |
Rarissimo, è originario della zona di confine fra barese e
materano, può derivare dall'aferesi di una variante dialettale
del vocabolo mascalzone. |
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SCALDAFERRI
SCALDAFERRO |
Scaldaferri sembra essere tipico di Lauria nel potentino, ma con
ceppi anche a Latronico (PZ), Scaldaferro è tipico dell'area
vicentino padovana, di Vicenza e Costabissara (VI) in
particolare, dovrebbero entrambi derivare da un soprannome
originato dal mestiere di garzone di un fabbro, probabilmente
svolto dal capostipite. |
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SCALEA
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Scalea ha
un ceppo nel salernitano ed uno nel reggino, deriva dal toponimo
Scalea (CS). |
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SCALERA |
Scalera è decisamente meridionale, con un ceppo tra casertano e
napoletano, uno nel campobassano e foggiano, nel barese e
brindisino soprattutto, e nel tarentino e materano, la massima
concentrazione è a Mesagne nel brindisino e ad Altamura nel
barese, in qualche caso potrebbe derivare dal nome del paese di
Scalera nel potentino, ma nella maggior parte dei casi dovrebbe
derivare da località dette
scalera, cioè una sorta di
colline coltivate a terrazze. |
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SCALERANDI |
Scalerandi è tipico del torinese, di Pinerolo e di Cavour,
dovrebbe derivare da modificazioni del termine di origine
germanica scarile
(capitano),
ma è pure possibile una derivazione da una forma dialettale
arcaica indicante gli abitanti dell'attuale Scalenghe (TO). |
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SCALESE
SCALESI
SCALISE
SCALISI |
Scalese,
abbastanza raro, è presente in Puglia e Calabria, Scalesi è
assolutamente rarissimo, Scalise è calabrese, Scalisi è
siciliano, dovrebbero derivare dall'etnico di paesi come Scalea
(CS), Madonna della Scala (BA), Santa Maria la Scala (CT), Scala
(SA), (CS), (SR), ME), ecc. |
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SCALETTA |
Scaletta sembrerebbe siciliano, con un ceppo nel palermitano a
Palermo, Termini Imerese, Altavilla Milicia, Trabia e Caccamo,
ed uno nel catanese a Catania, Acicatena, Misterbianco, Gravina
in Catania e Tremestieri Etneo, ed un piccolo ceppo anche
nell'ennese a Barrafranca, si può ipotizzare una derivazione da
forme etniche particolari riferite ai toponimi Scala presenti in
Sicilia, come Scala Ritiro di Messina, o altri simili, è pure
possibile una derivazione da una forma ipocoristica del nome
medioevale germanico Schal. |
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SCALFARI
SCALFARO |
Il primo
è più raro del secondo, sono tipici della provincia di Catanzaro
(la pronuncia corretta è Scalfàri e Scalfàro), derivano dal
mestiere di scalfatore (cioè scuoiatore di animali). |
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SCALIA
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Scalea
Scalia è tipicamente siciliano, molto diffuso soprattutto nel
catanese e nel palermitano, dovrebbe derivare dai molti toponimi
contenenti il termine scala come ne esistono molti in Sicilia,
citiamo a solo titolo di esempio Scala nel messinese, dove ne
esistono almeno quattro, e ce ne sono pure nel catanese e nel
palermitano. |
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SCALMANI |
Rarissimo
è tipico del sudmilanese e lodigiano, potrebbe derivare dal
toponimo Rovescala (PV). |
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SCALON
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Scalon,
abbastanza raro, è tipico del Veneto orientale e del Friuli,
dovrebbe derivare da Scalon, il nome di una frazione di Vas nel
bellunese. |
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SCALTRITO |
Scaltrito
ha un ceppo nel barese, a Gravina in Puglia, Poggiorsini e
Spinazzola, ed uno nel messinese, a Messina e Villafranca
Tirrena, dovrebbe derivare da un soprannome o anche nome
augurale con il significato di Astuto. |
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SCALVINI |
Tipico bresciano, dovrebbe derivare dal nome della Val di
Scalve, o da una delle varie frazioni chiamate Scalvino che si
trovano nel bergamasco e nel bresciano, tracce di questa
cognominizzazione si hanno ad esempio nel 1500 a Brescia dove un
certo Giuseppe Scalvino o De Scalve così scrive in una domanda
d'assunzione al comune di Brescia: "...supplica Joseph De Scalve
admitti pro ingegniero absque mercede...", degli Scalvini
abbiamo tracce anche in un atto redatto in Sondrio nel 1600,
dove si legge: "...Obligatio nobilis domini Nicolai Lavizarii
Sondrii a quadris Nobilium, Vicinorum, Scalvinorum et Castioni
comunis Clurii...".
integrazioni fornite da
Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
cognome abbastanza diffuso nella Bassa Bresciana oltre che a
Brescia città. Deriva dalla Valle di Scalve (BG), una valle
laterale della Valcamonica. |
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SCALZI
SCALZO
SCALZONE |
Scalzo sembra avere due nuclei, nella provincia di Caltanissetta
e nella Calabria centrale,dove troviamo anche Scalzi, mentre
Scalzone è estremamente raro, e specifico del napoletano,
possono tutti derivare da un soprannome riferito all'abitudine
di andare a piedi nudi da parte del capostipite, ma, molto più
probabilmente potrebbero derivare dal fatto di essere le
famiglie nei pressi o al servizio di conventi di suore o frati
Carmelitani o Agostiniani Scalzi, bisogna inoltre tener presente
che in epoca tardo medioevale con il termine
scalzo si
intendeva anche un individuo sporco e lacero di cattiva fama, e
che in questo caso il cognome assumerebbe un diverso
significato, Scalzone potrebbe anche derivare dall'aferesi del
vocabolo mascalzone. |
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SCAMARDA
SCAMARDELLA
SCAMARDELLO
SCAMARDI
SCAMARDO |
Scamarda, molto raro, è siciliano, ha un ceppo a Palermo ed uno
più piccolo a Catania, Scamardella è specifico del napoletano,
di Bacoli in particolare e di Pozzuoli, con buone presenze anche
a Napoli, Giugliano di Campania, Qualiano e Torre del Greco,
Scamardello, praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad
un'errata trascrizione del precedente, Scamardi, esstremamente
raro, è di Palermo, Scamardo è del palermitano, di San Cipirello
e San Giuseppe Jato, questi cognomi dovrebbero derivare,
direttamente o tramite forme ipocoristiche, da alterazioni del
nome greco Σκαμάνδριος Skamándrios, il nome del figlio
dell'eroe troiano Hector e di sua moglie Andromache.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Scamarda è siciliano, Scamardi calabrese. Derivano dalla voce
calabrese 'scamardatu'
= squilibrato, indolente.
Rohlfs 169. |
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SCAMBIALI
SCAMBIATI |
Cognomi
così rari da poter essere considerati quasi unici, probabilmente
del pavese. |
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SCAMONI |
Decisamente lombardo, deriva probabilmente da un soprannome
originato dal termine scamone (particolare taglio di carne). |
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SCAMPAMORTE |
Scampamorte, estremamente raro, è tipico del centro Italia,
dovrebbe derivare da un soprannome, poi divenuto nome
beneaugurale, che augurava al portatore di essere superiore alla
morte. |
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SCAMPITELLI |
Quasi
scomparso, sembra specifico del napoletano, dovrebbe derivare
dal toponimo Scampitella (AV). |
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SCAMPUDDU |
Scampuddu sembrerebbe specifico della Gallura, di Luogosanto,
Tempio Pausania, Calangianus, Arzachena ed Olbia, personaggio
storicamente rilevante è stato Scampuddu Pilosu Pietro che
conobbe, frequentò e divenne amico di Giuseppe Garibaldi.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
SCAMPUDDU: non l'abbiamo trovato da nessuna parte, non
conosciamo né il significato, né l'etimo! Una donna anziana di
Sorgono, che ha vissuto tutta la gioventù nel suo paese, figlia
di un proprietario terriero del posto, ci ha detto: "Su
scampuddu est un'erba de arriu, bella a pappai, chi crescit
impari a su nasturtzu e su lau".
= Lo Scampùddu è un'erba
acquatica, buona da mangiare, che cresce insieme al crescione
(nasturtium officinale) ed al
sedano selvatico (apium
nodiflorum). Al momento, non sappiamo altro. Il cognome
Scampuddu è presente in 36 Comuni d'Italia, di cui 22 in
Sardegna (Olbia-Tempio): Luogosanto 45, Tempio 41, Calangianus
30, Arzachena 22, Olbia 22, Aggius 14, Palau 10, etc. |
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SCANAGATTA
SCANAGATTI
SCANNAGATTA
SCANNAGATTI |
Scanagatta è tipico del vicentino, di Marostica e Pianezze in
particolare, Scanagatti, molto molto raro, sembrerebbe del
milanese, Scannagatta e Scannagatti sono quasi unici e
probabilmente dovuti ad errori di trascrizione dei precedenti,
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Scanagatta è tipico per lo più del lombardo-veneto, con un ceppo
maggiore nel vicentino e uno minore fra il comasco, il varesino
e il lecchese, Scanagatti, rarissimo, è specifico del milanese,
Scannagatta, unico, è un errore di trascrizione di Scanagatta,
Scannagatti, quasi unico, è originario del napoletano, tutti
questi cognomi derivano dall'antica espressione
scannagatta
o scannagatti
(altrimenti nota come pelagatta
o pelagatti),
col significato figurato di
imbroglione, mascalzone. Si
tratta, dunque, delle cognominizzazioni di soprannomi attribuiti
ai capostipiti.
informazioni fornite da
Paolo Scanagatta
La famiglia Scanagatta milanese era originaria della Valtellina.
Il Capostipite della casata si faceva risalire a un Gabriele di
Dongo, località sul lago di Como, questi fu podestà di Traona,
Morbegno, e Tirano, castellano di Mesocco (attualmente Canton
Ticino - Svizzera) ed ebbe da Luigi XII, Re di Francia, il feudo
di Rumo nel 1500. Feudo del quale venne spogliato, sette anni
dopo, dal Duca di Milano. Della sua discendenza si illustrò un
Francesco, prima nunzio alla Corte di Torino, e poi vescovo di
Avellino. La famiglia venne dichiarata nobile nel 1778, per
decreto imperiale 19 novembre, rilasciato dall'I.R. Tribunale
araldico della Lombardia austriaca, col quale se ne stabiliva
anche l'arma consistente in uno scudo trinciato (diviso in due
parti uguali diagonalmente dall'angolo superiore destro
all'inferiore sinistro), avente nel 1° (triangolo superiore) un
campo di verde, ad un gatto d'argento passante in banda sulla
trinciatura, il fianco sinistro ferito da una spada d'argento,
guarnita d'oro, in sbarra, colla punta al basso; il tutto
sormontato da tre gigli d'oro ordinati in fascia nel capo. Nel
2° un palato di rosso e d'oro (Codice araldico, Archivio di
Stato di Milano). Francesca Scanagatta (1776-1864) facendosi
passare per uomo fu tenente dell\'esercito austriaco. |
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SCANAROTTI
SCANNAROTTI |
Scanarotti, molto molto raro è tipico dell'Oltrepò pavese, così
anche il praticamente unico Scannarotti, probabilmente generato
da un errore di trascrizione, dovrebbe derivare da un soprannome
scherzoso dato ad un tipo un pò smargiasso. |
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SCANAVIN
SCANAVINI
SCANAVINO
SCANNAVIN
SCANNAVINI
SCANNAVINO |
Scanavin ha un piccolo ceppo nel milanese ed uno a Sandrigo nel
vicentino, Scanavini ha un piccolo ceppo a Milano e Pavia, uno
grosso a Ferrara e nel modenese a Finale Emilia e Formigine, ed
uno molto piccolo a Genova, Scanavino ha un grosso ceppo
piemontese a Priocca nel cuneese ed a Torino, con presenze
significative anche ad Alba (CN), a Castelnuovo Don Bosco
nell'astigiano ed a Salussola nel biellese, ed un piccolo ceppo
anche ad Albisola Superiore nel savonese ed a Sestri Levante nel
genovese, Scannavin, quasi unico, è della bassa bresciana,
Scannavini ha un ceppo emiliano a Modena, Mirandola, Medolla e
Carpi nel modenese ed a Bologna, ed un ceppo a Milano ed uno a
Roma, Scannavino, tipicamente siciliano, ha un ceppo a Palermo
ed uno a Ragusa, dovrebbero tutti derivare da soprannomi
originati probabilmente dalla propensione al vino dei
capostipiti, di quest'uso abbiamo un esempio uin un atto del
1483 dove il nobile Filippo di Castelnuovo vende a Giovanni
Ferrari alias Scanavino
di Castelnuovo (Castelnuovo Don Bosco nell'astigiano):
"petiam unam prati et boschi sitam in finibus dicti loci Mayniti
loco dicto ad Guadum Oddoni tanta quanta est, cui coherent
flumen Trivecie et ipse Iohannonus emptor et alii si qui sunt.
Item in dictis finibus et ibi prope aliam petiam boschi, prati
et mareschi...", troviamo tracce di queste cognominizzazioni nel
1422 con il genovese: "..Nicolaus Scanavinus de Monte rubeo
aliorum minimus scripsit anno Do. MCCCCXXII. die XVI. Januarii
..".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Scanavini ha alla base un soprannome emiliano ironico o nome di
mestiere Scanavini,
formato da 'scanèr'
= "scannare" e 'vini',
cioè "scanna il vino",
riferito a "chi rovina il vino, o che non sa bere bene" oppure a
"chi spilla il vino, l'oste". |
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SCANCARELLO |
Molto
raro è tipico della zona orientale della provincia di Palermo,
tra Geraci Siculo e Gangi. |
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SCANDAGLIATO |
Scandagliato è tipico di Venezia, potrebbe trattarsi di una
forma patronimica in -ato,
originata da un soprannome del padre del capostipite, che
potrebbe essere stato marinaio addetto allo scandaglio delle
tratte lagunari. |
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SCANDELLA
SCANDELLARI
SCANDELLI |
Scandella
è specifico bergamasco, Scandellari è tipico del bolognese,
Scandelli è tipico del cremasco, questi cognomi dovrebbero
derivare da soprannomi legati al vocabolo scandella (goccia
d'olio in un liquido). Già nel 1200 nelle valli bergamasche si
trovano diverse famiglie Scandella, verso la seconda metà del
1500 troviamo un famoso eresiarca friulano Domenico detto
Scandella, condannato al rogo dal Santo Uffizio. |
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SCANDIANI |
Molto
raro, tipicamente emiliano, deriva dal toponimo Scandiano nel
reggiano è prevalentemente israelita. |
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SCANDIFFIO |
Scandiffio è specifico di Matera e del materano, di Pomarico e
Ferrandina, potrebbe derivare da una forma dialettale di
un'italianizzazione del nome greco
Xanthippos. |
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SCANDIUZZI
SCANDIUZZO |
Scandiuzzi è tipicamente veneto del trevisano, di Montebelluna,
Maserada sul Piave, Villorba e Treviso, Scandiuzzo, quasi unico,
è sempre del trevisano, dovrebbero derivare da un soprannome
dialettale arcaico usato per indicare nel capostipite un tipo
allegro e canterino. |
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SCANDURA
SCANDURRA
SCANDURRI
SCANDURRO |
Scandura è specifico del catanese, Scandurra, originario del
catanese, è distribuito in tutta la Sicilia orientale, con un
ceppo anche nel napoletano, Scandurri sembrerebbe assente in
Italia, Scandurro, quasi unico, sono probabilmente dovuti ad
errori di trascrizione, dovrebbero derivare da soprannomi
originati dal vocabolo arabo
qhandurha (veste,
camiciotto). Il casato nobile
degli Scandurra ha un ceppo siracusano più antico ed uno
catanese che gode dal 1768 del titolo di baroni di Salsetta e
Montagna nell'agrigentino.). |
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SCANFERLA |
Scanferla è tipicamente veneto, di Padova in particolare, e nel
padovano di Cadoneghe, Vigonza, Piove di Sacco e Rubano, di
Vigonovo, Venezia, Stra e Dolo nel veneziano e di Grisignano di
Zocco nel vicentino, dovrebbe derivare dal nome della frazione
Scanferla di Vigonovo nel veneziano.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Cognome veneto. Secondo D. Olivieri 247 deriva dalla voce
dialettale bergamasca scanferla
= grucce. |
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SCANI
SCANIO |
Scani, praticamente unico è molto probabilmente dovuto ad un
errore di trascrizione di Scanio, che è specifico di Naro
nell'agrigentino e di Roccapalumba nel palermitano, si dovrebbe
trattare di una forma aferetica del nome latino
Ascanius
(vedi ASCANI), ma è pure possibile che si tratti di un
soprannome originato dal termine latino medioevale
scamnium
(sgabello). |
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SCANNAPIECO
SCANNAPIECORO |
Scannapieco è specifico del salernitano, Scannapiecoro è
assolutamente rarissimo.
integrazioni fornite da
Fabio Paolucci
Scannapieco, diffuso prevalentemente in Campania con maggiore
intensità nel Salernitano e nel Napoletano, deriva dalla più
antica forma cognominale Scannapiecoro, ancora oggi presente nel
Napoletano ma estremamente rara. I cognomi in questione
traggono le loro origini da un soprannome legato al mestiere del
capostipite: in dialetto napoletano il verbo
scannare
ha il significato di macellare,
squartare, mentre il termine
piecuro
significa agnello, pecora,
montone. E' evidente che tale
soprannome venisse attribuito in passato ai beccai, soprattutto
a coloro che svolgevano la loro attività da ambulanti e che si
recavano di casa in casa durante il periodo di Pasqua allo scopo
di macellare gli agnelli. |
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SCANNIELLO |
Scanniello, molto molto raro, è tipico del salernitano, di
Montano Antilia in particolare, dovrebbe derivare da un
soprannome originato dal termine dialettale
scanniello
(piccolo supporto,
a forma di scatola con il fronte obliquo,
usato dagli scrivani
per appoggiarvi il foglio su cui scrivere), forse ad indicare la
professione di scrivano svolta dal capostipite, si potrebbe
anche ipotizzare una correlazione con il paese di Scanno nel
salernitano, che potrebbe essere stato il luogo di provenienza
della famiglia. |
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SCANO
SCANU |
Sia
Scano che Scanu sono molto diffusi in Sardegna, dovrebbero
derivare dal toponimo Scano di Montiferro (OR), tracce di queste
cognominizzazioni si trovano a Cagliari fin dal XIII° secolo.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
SCANO; SCANU: de Iscanu, di Scano = originario di o proveniente
da Scano Montiferro. Scano Montiferro, attualmente è un centro
abitato di 1725 abitanti della provincia di Oristano, a circa
400 metri s.l.m. Il paese ha assunto questa denominazione dal
1862, prima era Iscanu o Scano. In periodo medioevale era villa,
"bidda",con un certo prestigio, della Curadorìa di Montiverru,
nel regno giudicale di Arborea:* ISCANO - Scanu M. Ferro.
Contrate Castri Montis de Verro - Nel documento LPDE del 1388 si
legge "CASTRI MONTIS DE VERRO.in posse Salari Arsocho, notarii
publici et etc. die X januario 1388. nisi bestiaris
pastores.congregatis in villa de Guilciochor .in posse Salari
Arsoci, habitatoris Bose .notarii publici et etc. die X januari
1388. Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, CSNT, XI, XIII
secolo, Iscanu è citato in vari capitoli (52,
94,161,165,188,etc.) per la Curatorìa di Montiverru e
soprattutto per la chiesa Camaldolese di San Pietro, della quale
sono menzionati i priori, le transazioni riguardanti la servitù
e le varie terre e domos, etc. Varie sono le ipotesi sulla
etimologia della parola: il canonico Giovanni Spano fa derivare
Scano
dalla radice fenicia "scan"
= dimora, abitazione.
Altri, tra cui il sottoscritto, da
scanu o
meglio scannu
= sedia, seggiola, scanno,
sgabello, per la posizione
orografica del centro abitato;
montiferro, deriva invece da
monti verru
= monte dei cinghiali,
che ivi abbondavano ed abbondano tuttora; dal latino
verres e
tardo latino verrus.
Il cognome Scanu, con le sue varianti, Scano, Iscanu, Iscano,
appare con certa frequenza nei documenti antichi della lingua e
della storia della Sardegna. Tra i firmatari della Pace di
Eleonora, LPDE del 1388, figurano: Scani(de) Simeon - de
Aristanni, *** Aristanni - Oristano: elenco dei nomi dei
firmatari della PETIZIONE. Omnes cives mercatores et habitatores
dicte civitatis.nisi pastores bestiaminum et quorum dificulter
demorari non poterant.congregati. Porta la data : die XIIII
mensis Januarii M°. CCC°. LXXXVIII° et etc. ; Scano (de)
Joannes, ville Sasseri, ** Sasseri.Sassari. Et nos Pugioni
Anthonius et De Lacon Salatinus, cives Sasseri, sindici, actores
et procuratores.Marringoni Arsòcus potestas ac capitanus
civitatis Sasseri. Omnes cives congregatis in civitate Sasseri,
apud ecclesiam Sancte Caterine.presentibus Corda Jacobo,
Magnispesa Francisco, De Mascara Francisco. In die XIII mensis
Januarii MCCCLXXXVIII - 1388; Scano (de) Nicolaus, ville
Sasseri; Scano (de) Nigro, jurato ville Ardauli, *
Ardauli.odierno Ardauli. Contrate Partis Varicati - Barigadu;
Scano (de) Seraphino, jurato ville Ville Longe, * Ville
Longe.Villalonga: distrutto. Campitani Majoris; Scano(de)
Nicolao, ville Illorai, * Illorai...villaggio attuale. Curatorie
de Anella; Scanu (de) Comita, jurato ville Ribechu, *
Ribechu.attuale Rebecu. Curatorie de Costa de Valls ; Scanu (de)
Elia, ville Boon, * Boon.Bono (attuale). Curatorie de Anella;
Scanu (de) Filipo, ville Selluri, ** Selluri - Sedduri -
Seddori: odierno Sanluri. Et ego Capula Marcus .sindicus, actor
et procurator ville Selluri.seu a Petro De Castay, locuntenente
capitanei et Margiano Costa, locuntenente potestatis terre
Selluri et omnibus habitatoribus dicte terre, congregatis. X die
januarii 1388; Scanu (de) Gantino, ville Selluri; Scanu (de)
Guglielmo, jurato ville Sii Majore, * Sii Majore.odierno
Siamaggiore. Campitani Majoris; Scanu (de) Joanne, jurato ville
Barbagiana, * Barbagiana.distrutto. Contrate Partis Varicati -
Barigadu; Scanu (de) Joanne, jurato ville Tiesi, * Tiesi.odierno
Tiesi. Contrate Caputabas; Scanu (de) Marianus, ville Sasseri;
Scanu (de) Nicolaus, ville Sasseri; Scanu (de) Stephano, curie
de Ploaghe; Scanu(de) Petro, majore ville de Guspini, *
Guspini...Guspini. Contrate Montis Regalis > ** SARDARA MONTIS
REGALIS...11 GENNAIO 1388, et ego...Gadulesu Margiano habitator
velle Sardara, sindicus actor et procurator universitatis
Contrate Montis Regalis et villarum et etc. In posse Virde
Andrea, Virde Joanne, de Civitate Sasseri, notarii publici, die
XI Januarii 1388; Schano (de) Joanne, ville Gulcei, *
Gulcei.odierno Bultei. Contrate de Anglona; Schanu(de) Gunario,
ville Selluri. Nel Condaghe di San Pietro di Silki, CSPS, XI,
XIII secolo, troviamo: D'Iscanu Jorgi, postura(donazione al cap.
93°; testis, kertu de servis (testimone ad una lite per la
spartizione della servitù, al cap. 25°, ed al cap. 31°. Sempre
nello stesso CSPS, Iscanu (de) Comita (postura - donazione), ai
capp. 125° e 135°. Nel Condaghe di San Michele di Salvennor,
CSMS, XI, XIII secolo (testo in lingua spagnola), al cap. 18,
troviamo: Pedro de Iscano = Petru de Iscanu: .D(donnu)Itocor de
Lacon de Como Furadu de Thori, dio (dono)toda la parte ala
Iglesia y traio a Pedro de Gunale y a Pedro de Iscano (Petru de
Iscanu) y juraron por la Crux (in nome della croce) que dio (che
dono) toda la parte a Iglesia sin esetuar cosa alguna(tutto
quanto, senza togliere niente). Nel Condaghe di Santa Maria di
Bonarcado, CSMB, XI, XIII secolo, figurano otto persone con nome
Scanu, tra i quali citiamo: Scanu Mariane ( al cap. 145), in una
partizione di servi tra la chiesa di Bonarcado e quella di
Oristano; diacono de bangeliu de Aristanni(presiedeva alle
cerimonie dei giuramenti davanti al vangelo, nella chiesa di
Santa Maria di Oristano): In nomine patris etc. Ego Arrigu
priore de Sancta Maria de bonarcado, partivi serbos cun Troodori
de Muru arciepiscopus de Sancta Maria de Aristanis, etc. Altro
personaggio è Scanu (de) Torbeni(108), maiore de scolca(
comandante della guardia di confine): Coiuvedi(ho unito in
matrimonio) Goantine de Riu cun ankilla de clesia de Sancta
Victoria et iuredi etc. Fra i testes figura Torbeni de Scanu
maiore de scolca di Arsuneli. Nel Condaghe di San Nicola di
Trullas, CSNT, XI, XIII secolo, troviamo citate 8 persone con
tale cognome, tra cui ricordiamo: Comita d'Iscanu(cap.181), in
una donazione: positinke(ha donato - in Arcennor: villaggio oggi
scomparso, della curadorìa di Costavalle, i cui resti si trovano
nei pressi del Rio Alchennero, in agro di Semestene) Comita
d'Iscanu die (un giorno di servizio la settimana)in (di) Susanna
Lorica, pro s'anima dessa muliere candu moribit (per l'anima
della moglie, alla sua morte). Nella storia contemporanea
ricordiamo Dionigi Scano, storico ed architetto, nato a Sanluri
il 23 febbraio 1867 e morto a Cagliari il 16 novembre del 1949.
Nominato ingegnere architetto nell'Ufficio Regionale dei
Monumenti, ebbe l'incarico, da parte del Ministero della
Pubblica Istruzione di predisporre l'inventario degli edifici
della Sardegna. Per ben 15 anni percorse l'intera isola alla
ricerca di opere d'arte per studiarne le forme e la storia, di
cui parte si trova nella sua opera "Storia dell'Arte in
Sardegna". Come storico ci ha lasciato uno studio genealogico: "
Serie cronologica dei giudici sardi", ed altre opere
apprezzabili per l'Archivio Storico Sardo, tra cui la più
importante è senza dubbio il "Codice Diplomatico delle
Relazioni fra la Santa Sede e la Sardegna" in due Volumi, editi
a Cagliari nel 1940. Attualmente il cognome Scano è presente in
230 Comuni italiani, di cui 101 in Sardegna: Cagliari 279,
Sassari 146, Villacidro 103, Assemini 84, etc. Nella penisola è
Roma ad avere il numero più alto di Scano, con 118. Il cognome
Scanu è presente in 394, di cui 160 in Sardegna: Sassari 479,
Marrubiu 169, Guspini 160, Cagliari 135, Alà dei Sardi 111, etc.
Nella penisola è sempre Roma ad avere il numero più alto con
199. |
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SCANTAMBURLO |
Tipico del padovano e veneziano, potrebbe derivare da un
soprannome dialettale.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Scantamburlo è cognome padovano e trevigiano di difficile
interpretazione. Scrive D. Olivieri nei 'Cognomi della Venezia
Euganea' 191 : "o 'tamburlo'
(= tamburo)
ha un significato che ci sfugge, o SCAN non è forse 'scanna',
ma, per esempio, 'canta'
con s prostetica." |
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SCANZANI
SCANZANO |
Scanzani ha un nucleo a Roma ed uno tra maceratese ed
anconitano, Scanzano tipico del foggiano, della zona di San
Severo e Sannicandro Garganico (FG), dovrebbero derivare o
direttamente dal nomen latino
Scantius, di cui abbiamo un
esempio in un'antica lapide funeraria romana: "D(is) M(anibus)
s(acrum) / Q(uintus) Scantius / Felix / v(ixit) a(nnos) XXII /
h(ic) e(st) s(itus)", o da nomi di località tipo
fundus scantianus,
indicanti terreni di proprietà di uno
Scantius,
vedi Scanzano Jonico (MT) a titolo di esempio. |
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SCAPECCHI
SCAPECCHIO |
Scapecchi è tipico di Arezzo e dell'aretino, Scapecchio è
praticamente unico, dovrebbero derivare da un soprannome
originato dal termine toscano arcaico
scapecchiare,
un'operazione che si compie durante una prima pettinatura del
lino e che consiste nel liberarlo dal capecchio, una materia
voluminosa e viscosa usata normalmente per imbottiture,
potrebbero stare ad indicare che il mestiere dei capostipiti
fosse appunto quello. |
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SCAPIGLIATI |
Molto
molto raro, sembra avere un ceppo nel senese a Piancastagnaio e
ceppi anche nel viterbese, si possono ipotizzare derivazioni da
una variazione del cognomen latino Scapula o, in data molto più
recente, da un soprannome. |
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SCAPIN
SCAPINI
SCAPINO
SCAPPIN
SCAPPINI
SCAPPINO |
Scapin è tipico veneto del padovano e vicentino, Scapini, più
raro, è del veronese come Scappini che però ha anche un ceppo
nel fiorentino, Scapino e Scappino, rarissimi, sono del
torinese, Scappin, molto molto raro, è del trevigiano,
dovrebbero derivare dal nome tardo latino
Scapinus,
di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia
medievale all'anno 1151, dove in un atto leggiamo: "...sicut hic
subter legitur, ita ut quando Brilionus et Scapinus, germani
infantuli et nepotes ipsius Petri et filii quondam Iohannis qui
dicebatur Gramaticus...".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Scapin è cognome veneto dal termine dialettale 'scapìn'
= pedule
(parte della calza che veste il piede). Olivieri 247. |
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SCAPPATORA
SCAPPATURA |
Scappatora, praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad un
errore di trascrizione di Scappatura, che è specifico del
reggino, di, Taurianova, Villa San Giovanni, Motta San Giovanni
e Campo Calabro, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul
termine greco antico σκαπτός skaptos (incavato
scavato), forse ad indicare che
il capostipite facesse di mestiere lo zappatore o abitasse in un
luogo scavato, un avvallamento del terreno. |
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SCARABELLA
SCARABELLI
SCARABELLO
SCARAMEL
SCARAMELLA
SCARAMELLI
SCARAMELLO
SGARAMELLA
SGARAMELLI |
Scarabella è unico, Scarabelli sembra avere due ceppi, uno tra
milanese e pavese ed uno tra bolognese e modenese, Scarabello è
tipico del padovano, Scaramella, diffuso a macchia di leopardo,
ha ceppi nel sondriese e nel bresciano, nel romano, aquilano e
latinense e nel napoletano e salernitano, Scaramel, quasi unico,
è veneto, Scaramelli ha un ceppo nel modenese a Modena e
Maranello, a Ferrara ed a Crevalcore nel bolognese, ed un ceppo
toscano nel pisano a Cascina e Pisa ed a Firenze, Scaramello,
praticamente unico, sembrerebbe dovuto ad errori di
trascrizione, Sgaramella è tipico di Andria nel barese e di Bari
e Bitonto con piccoli ceppi anche a Cerignola nel Foggiano ed a
Modugno, Triggiano e Barletta sempre nel barese, ha inoltre un
grosso ceppo a Roma, Sgaramelli è praticamente unico, dovrebbero
derivare dal nome medioevale
Scaramellus o
Scarabellus,
di cui si hanno ad esempio tracce nel XII° secolo, nel
Codice Diplomatico della Lombardia
medievale, in un atto del 1150,
si legge: ".Ego Scarabellus, notarius sacri palatii, scripsi,
post traditam conplevi et dedi .", ed in un Ecloga di Teofilo
Folengo (1491 - 1544) si legge: "...Mi, mi Scaramella, socorsum
fer, quaeso: cernis quantum male tractor ab ipso...", questi
nomi dovrebbero a loro volta derivare dal termine arcaico
scaramella
(rissa, piccola battaglia).
Tracce di queste cognominizzazioni si hanno ad esempio nelle
carte veneziane del 1500: "Quum is dom Zacharias Scaramellus,
Leonardi frater, qui proxime fuit apud majestatem regiam et
dominationes vestras magnificas, esset hinc discessurus,
profectione sua omnino ad majestatem regiam, dominum nostrum
clementissimum, instituta, ab eodem pro reliqua parte impensarum
nostrarum anni hujus, nostrae legationis quarti, a mense Junii
1556 ad 1557 accepimus 2000 aureorum, nos videlicet duo,
Verancius et Zay....", il cognome Scaramenlla rientra tra i
cognomi ebraici.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Scarabello: si tratta del cognome padovano e veronese Garavello
con S prostetica e G = C. Deriva dal termine dialettale veneto 'caravèlo'
= specie di granchio.
Olivieri 213.
Scaramelli è comune nell'area veneta, dove troviamo anche
Scaramèl, il cognome è d'origine soprannominale, e deriva dal
medievale 'calamellus'
= zampognaro.
F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996. |
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SCARABEO |
Scarabeo è un cognome specifico di Venafro nell'iserniese,
dovrebbe derivare dal nome medioevale
Scarabeo,
forse portato dal capostipite, nome che dai culti orientali
romani, che consideravano lo scarabeo come fonte di vita, era
stato trasferito come attributo sulla figura di Gesù, anch'essa
fonte della vita eterna. |
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SCARABICCHI
SCARABOCCHI
SCARABOCCHIO |
Scarabicchi ha un ceppo toscano a Cortona nell'aretino ed a
Pistoia, ed uno nel perugino a Città di Castello, Castiglione
del Lago e Monte Santa Maria Tiberina, Scarabocchi e
Scarabocchio sono praticamente unici, dovrebbero derivare da
soprannomi con il significato di persona malfatta, normalmente
di bassa statura. |
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SCARABINO |
Scarabino, molto raro, è tipico di Andria nel barese e del
foggiano, dovrebbe derivare dall'italianizzazione del nome turco
Shaalabbim
o da un ipocoristico del nome sempre turco
Sherebiah,
ma è pure possibile derivi da un soprannome originato dal
vocabolo arabo sciarrab
(ubriacone). |
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SCARAFAGGI
SCARAVAGGI |
Scarafaggi è praticamente unico, Scaravaggi è tipicamente
lombardo del cremonese in particolare, di Pizzighettone, San
Bassano e Crema, entrambi derivano dal nome dello
scarafaggio,
insetto anticamente molto quotato, di quest'uso abbiamo un
esempio ne Le imagini dei Dei de
gli Antichi di Vincenzo
Cartari: "...Dello Scaravagio si legge appresso di Eusebio, che
quelli di Egitto ne facevano un gran conto, e lo riverivano
molto, credendolo essere la vera, e viva imagine del Sole,
perche gli Scaravagi tutti, come scrive Eliano, e riferisce anco
Suida, sono maschi, e non hanno femine fra loro. Onde era
comandato quivi à gli huomini di guerra, che gli portassero in
mano del continuo scolpiti ne gli anelli, per mostrare che à
questi bisognava havere animo del tutto virile, e non punto
effeminato. ...". |
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SCARAFIA |
Scarafia sembrerebbe piemontese, del torinese in particolare, di
Torino, Villafranca Piemonte, Pinerolo e Vigone, con un piccolo
ceppo anche ad Arezzo, dovrebbe derivare da un soprannome
originato dal termine medioevale germanico a.a.t.
scarfia,
che significa guscio, buccia,
pelle, forse a caratterizzare
un aspetto fisico del capostipite. (vedi anche SCARAFIOTTI) |
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SCARAFILE |
Scarafile è un cognome tipicamente pugliese, particolarmente
concentrato a cisternino nel brindisino, presente in misura
significativa nella stessa provincia a Latiano, Fasano,
Francavilla Fontana, San Vito dei Normanni e Mesagne, con un
ceppo anche a Manduria nel tarantino ed a Bari.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Sono riuscito prendere contatto con il Prof. Scarafile di
Cisternino (BR), città pugliese dove il sopraddetto cognome ha
il maggior numero di attestazioni. Il professore, che ringrazio
vivamente, mi ha detto che si tratta di un cognome greco
composto dalla voce escara
= focolare
+ filos
= amico.
Significherebbe quindi qualcosa come
amico del focolare domestico. |
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SCARAFIOCCA |
Scarafiocca è specifico di Montegranaro nel Piceno, dovrebbe
derivare da un soprannome dialettale non meglio identificato, si
può anche prendere in considerazione l'ipotesi che il cognome
derivi da una forma dialettale dell'etnico di Scarfos, toponimo
dell'isola di Cipro. |
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SCARAFIOTTI |
Scarafiotti è tipico del Piemonte, di Torino e del torinese,
dovrebbe derivare da un soprannome dialettale piemontese, che
tragga origine dal vocabolo tedesco arcaico
schrafen
(grattare, razzolare, ma anche
arraffare), secondo un'altra
ipotesi il termine dialettale
scarafiott vorrebbe dire
boccale,
con un senso quindi completamente diverso e forse legato alle
abitudini del capostipite o al suo mestiere. |
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SCARAFONE
SCARAFONI
SCARRAFONI |
Scarafone, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del teramano,
molto molto raro, Scarafoni, sembra avere un ceppo nel
sondriese, uno nell'anconetano, dove è presente anche
Scarrafoni, probabile errore di trascrizione, ed uno in
provincia di Roma, un'ipotesi, improbabile, li fa derivare da
una modificazione dell'aferesi dell'etnico pescarese.". |
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SCARAMOZZA
SCARAMOZZI
SCARAMOZZINO
SCARAMUCCIA
SCARAMUZZA
SCARAMUZZI
SCARAMUZZINI
SCARAMUZZINO
SCARAMUZZO |
Scaramozza, molto raro, è presente nell'avellinese, salernitano
e potentino, Scaramozzi, quasi unico sembrerebbe pugliese,
Scaramozzino è specifico del reggino, di San Lorenzo, Melito di
Porto Salvo e Montebello Ionico, Scaramuccia ha un ceppo nello
spezzino, uno nel ternano ed uno nel cagliaritano, Scaramuzza è
molto diffuso a Venezia e nel veneziano, e nel goriziano a
Grado, con un piccolo ceppo nel crotonese, soprattutto ad Isola
Capo Rizzuto, ed a Roma, Scaramuzzi, ha un piccolo ceppo a
Biella, ma il ceppo principale è in Puglia, a Bari, Santeramo in
Colle e Modugno nel barese ed a San Giovanni Rotondo nel
foggiano, Scaramuzzini, molto raro, è tipico di Napoli,
Scaramuzzino, tipicamente calabrese, di Lamezia Terme nel
catanzarese, di Montebello Ionico nel reggino e di Crotone e
Scandale nel crotonese, ha un ceppo anche a taranto ed uno a San
Remo nel savonese, Scaramuzzo ha un ceppo nel cosentino,
soprattutto ad Acri, con un piccolo ceppo anche a Lavello nel
potentino, a Napoli ed in Puglia. Tutti questi cognomi
dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dal
nome medioevale Scaramuccia,
che Tiberio Fiorilli, attore teatrale italiano della commedia
dell'arte nato a Napoli nel 1608, trasformò nel francese
Scaramouche,
nome da lui attribuito ad una maschera degli inizi del 1600, che
rappresenta un Capitano donnaiolo e smargiasso, che facilmente
potè avere un folto gruppo di estimatori, tanto da far si che
molti venissero portati ad attribuire al proprio figlio nomi
riitalianizzati in Scaramozza, Scaramuzza ecc., anche se il nome
Scaramuzza veniva già utilizzato almeno un secolo prima, come
dimostra il vescovo comasco Scaramuzza Trivulzio degli inizi del
1500.
integrazioni fornite da
Aldo Piglia - Milano
Tiberio Fiorilli (Napoli 9 novembre 1608 - Parigi 7 dicembre
1694), figlio di un capitano di cavalleria, attore teatrale
italiano della commedia dell'arte, direttore della
Commédie-Italienne del teatro dell'Hôtel de Bourgogne di Parigi
e grande amico di Molière, è stato il creatore della maschera
Scaramouche (da Scaramuccia). Questa maschera, interpretata
dallo stesso Fiorilli, di capitano fanfarone e vanaglorioso,
vestiva di nero secondo l'uniforme degli spagnoli di stanza a
Napoli. Quindi, come dimostrato anche dalle attestazioni del
nome Scaramuccia/Scaramuzza che risalgono al XIV secolo.
Attestazioni del nome Scaramuccia si trovano con: Giorgio
Aicardi Visconti, figlio di Domenico (seguace dei Visconti),
nato nel XIV° secolo, abile condottiero, fu detto lo
Scaramuccia; il figlio di suo fratello Alessandro, Scaramuzza,
ereditò la condotta del padre e nel 1482 partecipò all'attacco
alle fortezze di Pier Maria Rossi nel Parmense, dove fu fatto
prigioniero. Scaramuzza Trivulzio, milanese, è stato vescovo di
Como dal 1508 al 1518, nominato cardinale nel 1517, vescovo di
Piacenza dal 1519 al 1525, morto a Roma nel 1527; un altro
Scaramuzza Trivulzio, patrizio milanese, è morto nel 1554.<
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Scaramuzza è cognome del Nord, specialmente del Trentino e del
Veneto. È un soprannome dato a un guerriero generoso:
Scaramuccia
nel senso di un breve e non decisivo combattimento. Tale
soprannome viene dal tedesco 'Scharmützel'
di etimologia incerta./font> |
|
SCARANI
SCARANO |
Scarani sembrerebbe del bolognese e del milanese, Scarano è
diffuso nel Molise, Campania e Puglia, un'ipotesi, abbastanza
improbabile, sulla derivazione di questi cognomi è che le forme
meridionali derivino da un vocabolo greco
skarios (riparo,
approdo, per barche). Tracce di
questo cognome si trovano a Grumo Nevano (NA), dove in uno
scritto del 1271 si può leggere: "...Ioannes de Christi, in
casali Grumi;', 'Martinus Scaranus, Cesarius Scaranus, Ligorius
Scaranus, Ioannes Scaranus, alius Ioannes Scaranus, alius
Martinus Scaranus, in villa Grumi;..."; a Capua (CE) nel 1527
Cola Scarano venne eletto governatore della città.
integrazione e ipotesi
fornite da Matteo Scarano
Scarano è un cognome che si trova a Bari ma anche nel Salento, a
Napoli ma anche in Calabria e in Sicilia. Deriva dall'antico
italiano scarano che sta per scherano, come dire uomo un po'
brigante, un po' bandito. Un soprannome d'altri tempi
trasformatosi poi in cognome E' probabile pure che qualche avo
fosse davvero un piccolo brigante. |
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SCARANTINO |
Scarantino è tipicamente siciliano, in particolare di
Caltanissetta e San Cataldo nel nisseno, e di Palermo, dovrebbe
trattarsi di una forma etnica derivata dalla località Scarante
di Piazza Armerina nell'ennese. |
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SCARATI |
Scarati è
tipico del tarantino, di Laterza, Ginosa e Castellaneta,
dovrebbe trattarsi dell'italianizzazione del cognome sia
ungherese che slavo Skarat. |
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SCARATTI
SCARAZZINI |
Scaratti è specificatamente lombardo, di Brescia, Cremona e del
bresciano, Scarazzini, molto molto raro, parrebbe avere un ceppo
nel parmense zona di Valmozzola, uno nell'alessandrino ed uno
nel milanese, con un ceppo quasi sicuramente secondario nel
trentino, potrebbero derivare da forme ipocoristiche di nomi
come il cognomen latino Scarus
o dell'aferesi del nome medioevale
Anscarius,
originato dal nome germanico francone
Anskar (la
lancia divina) (vedi ASCARI),
ma è pure possibile una derivazione da un soprannome originato
dal vocabolo dialettale settentrionale
scarà (strillare)
o scaràss
(strepito).
integrazioni fornite da
Giovanni Scarazzini
gli Scarazzini vengono tutti dal Trentino, e più precisamente
dal comune di Darè. Il ceppo parmense di Valmozzzola è di mio
bisnonno emigrato da Darè a Valmozzzola a fine '800, ho contatti
sia con il ceppo alessandrino sia con quelli di Rho nel milanese
e tuttti mi confermano di originare da Darè fin dal 1550. Si
ipotizza fossero nobili decaduti provenienti dalla val di
Fassa. Etimologicamente il cognome deriva dall'antico termine
gotico scario,
che definiva in epoca medioevale una particolare carica
militare. I capi della magnifica comunità della val di Fiemme si
chiamavano scari, e scario il singolo capo. Alcuni Scarazzini di
Darè erano capitani dell'esercito austro-ungarico che difese
l'Ungheria dall'invasione dei turchi. Un Gianantonio Scarazzini
fu fatto nobile nel 1602 da Rodolfo II° (DA C.GNESOTTI-MEMORIE
DELLE GIUDICARIE;altri nomi di Scarazzini fatti nobili per lo
stesso motivo sono riferiti dal Mariani nel suo Trento con il
sacro concilio. |
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SCARAVALLE
SCARAVILLA
SCARAVILLI |
Tutti decisamente siciliani, Scaravalle sembrerebbe essere
unico, Scaravilla ha qualche presenza nel catanese e
nell'ennese, Scaravilli, l'unico con presenze significative, ha
un ceppo nel messinese, a Cesarò, San Marco d'Alunzio e
Torrenova, nel catanese a Catania e Misterbianco, e nell'ennese
ad Agira, Scaravillo sembrerebbe del messinese, tutti questi
cognomi dovrebbero derivare da soprannomi attribuiti ai
capostipiti, la cui radice dovrebbe essere stata una forma
alterata del termine dialettale siciliano
scaravàgliu
o scaravìgliu
(scarafaggio). |
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SCARAVETTI
SCARAVETTO |
Scaravetti è molto raro, Scaravetto lo è ancora di più, sono
tipici dell'udinese, dovrebbero derivare dal cognome istriano
Scaravich, a sua volta derivato dal cognomen latino Scarus,
ricordiamo Marcus Aemilius Scarus governatore romano della Siria
nel primo secolo avanti Cristo: ".sed ex omnibus maxume Marcus
Aemilius Scarus, homo nobilis, impiger, factiosus, avidus
potentiae, honoris, divitiarum, ceterum vitia sua callide
acdultans.".
integrazione e ipotesi
fornite da Marino Scaravetti
I cognomi Scaravetti-Scaravetto ed in versione più autentica ,
perchè in lingua friulana, Scaravet e Scharavet sono originari
dell'area orientale del Friuli e più precisamente del Comune di
Premariacco.Si ritrovano anche a Cividale e comuni limitrofi.
Dalle ricerche fatte risulta che miei antenati hanno portato, in
periodi diversi, tutte quattro le versioni. Il cognome è di
origine Longobarda poichè in questa lingua
Skara è
una squadra organizzata e Waita
significa in guardia. Ancora oggi da questo termine deriva la
esclamazione friulana in uaite
che significa in guardia.
Schiriwaita è il termine di
origine; si riferisce alla attività svolta. Cioè guardie
notturne delle porte della città. Presso l'Archivio di Stato di
Udine esiste un documento molto interessante della città di
Cividale e chiamato Schiriwaite
riportante l'elenco delle guardie stipendiate dalla comunità per
il servizio notturno alle porte. Le persone che portano questi
cognomi, che sono poche centinaia, hanno tutti la stessa
origine. Dal Friuli Orientale si sono sparsi in altri comuni
della Regione ed all'estero, in particolare in Francia. |
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SCARCELLA
SCARCELLI |
Scarcella è presente a macchia di leopardo in tutt'Italia ha
ceppi a Genova ed in Puglia, un nucleo importante nel messinese
e reggino e nel cosentino che potrebbero derivare dai toponimi
Scarcelli (ME) e (CS) da cui deriverebbe anche il ceppo di San
Giovanni In Fiore (CS) di Scarcelli, mentre il ceppo di Andria
(BA) del cognome Scarcelli, come gli altri, probabilmente deriva
da soprannomi originati dal vocabolo scarsella (borsa di
denaro).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Scarcella solo per il Salento, Rohlfs 170 suggerisce la
derivazione dal dialetto salentino 'scarcedda'
(< scarcella)
= grancevola,
una sorta di crostaceo di mare. |
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SCARCI
SCARCIA |
Scarci, decisamente pugliese, è specifico di Taranto, Scarcia,
tipicamente pugliese, con ceppi a Massafra, Taranto, Martina
Franca, Lizzano e Palagiano nel tarantino, a Specchia ed Ugento
nel leccese, ed a Bari ed Altamura nel barese, ha anche un
piccolo ceppo a Trieste ed a L'Aquila ed uno ancora più piccolo
nel vibonese, dovrebbe trattarsi dell'italianizzazione dei
cognomi slavi Skarcic,
Skrgic
o Skracic. |
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SCARDA
SCARDELLA
SCARDIGNO
SCARDINA
SCARDINI
SCARDINO |
Scarda, estremamente raro, ha un piccolo ceppo napoletano ed uno
pugliese, Scardella è tipicamente laziale, di Torre Cajetani,
Guarcino ed Alatri nel frusinate e di Roma e Frascati nel
romano, Scardigno ha un piccolo ceppo laziale, ma il nucleo è
tra foggiano e barese, in particolare a Molfetta, Ruvo di
Puglia, Bari, Barletta e Bisceglie nel barese ed a Cerignola
nel foggiano, Scardina è siciliano, del palermitano e trapanese,
con un ceppo anche nel catanese, Scardini è tipicamente romano,
con un piccolo ceppo anche in Puglia, Scardino è molto diffuso
in tutto il centrosud, dovrebbero tutti derivare direttamente o
tramite ipocoristici o modificazioni da soprannomi, poi divenuti
nomi dei capostipiti, originati dal termine dialettale del
centrosud scarda
(scheggia di pietra, di ferro o
legno, un poco, un pezzettino, scusa),
che potrebbe in qualche modo derivare dal gotico
scarda (piccola
lesione, graffio), ma che molto
più probabilmente deriva dal vocabolo francese
escharde
(scheggia),
forse a caratterizzare la corporatura minuta del capostipite.
Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio nella
seconda metà del 1600 a Gangi nel palermitano, dove un certo
Antonio Scardino proveniente da Nicosia nell'ennese, lavorava
alle dipendenze del sacerdote Centineo, come si evince da un
atto (questa notizia è
stata tratta da CONTRATTI AGRARI DELL'UNIVERSITA' DI GANGI IN
ETA' MODERNA di Mario Siragusa).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Scarda è un cognome pugliese dalla voce 'scarda'
di etimo incerto e viva nel Sud d'Italia nel senso di 'baccello'.
Minervini 443. |
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SCARDACCIONE
SCARDASSONE |
Scardaccione ha un piccolo ceppo a Napoli ed uno più consistente
a Sant'Arcangelo nel potentino, Scardassone, quasi unico, è
campano, dovrebbero derivare da soprannomi basati sul mestiere
di cardatore di lana
probabilmente svolto dai capostipiti. |
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SCARDAMAGLIA
SCARDAMAGLIO |
Scardamaglia ha un nucleo a Roma, un piccolo ceppo ad Ercolano
(NA) dove è presente significativamente la forma Scardamaglio,
mentre il ceppo più importante è a Lamezia Terme (CZ),
dovrebbero derivare da soprannomi originati o dal mestiere di
scardassatore (colui che usa lo
scardasso per raffinare la
lana) o anche in senso lato uno che sparla alle spalle della
gente.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Scardamaglia, presente a bassissima frequenza dal nord al sud
del paese, ha un nucleo principale nel catanzarese e uno
secondario nel napoletano, Scardamaglio, molto raro, sembra
essere originario di Ercolano (NA), entrambi questi cognomi
derivano dal termine
scardamaglia o
scardamaglio
(altrimenti detto cardalana),
col significato di
scardassatore, cardatore, colui
cioè che si occupa della cardatura della lana o di altre fibre
tessili. Si tratta, dunque, delle cognominizzazioni dei nomi di
mestiere attribuiti ai capostipiti. |
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SCARDELLATO |
Tipico di Treviso e del trevigiano.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Tipico per lo più del trevigiano, Scardellato deriva
dall'ipocoristico vezzeggiativo del nome
Scardo,
variante prostetica del nome medievale
Cardo
(tramite l'aggiunta della -s iniziale, fenomeno piuttosto
frequente nella lingua italiana): si tratta, in effetti, di un
vecchio personale d'origine germanica, che, nato dall'aferesi di
nomi quali Accardo, Riccardo, Viscardo, etc., ha dato origine a
diversi nomi (ormai caduti in disuso, ma un tempo abbastanza
diffusi) come Carduccio, Cardone, Cardillo, Scardino, Scardella,
etc.; il suffisso -ato, invece, si spiega nel più ampio contesto
dei cognomi veneti o comunque nord orientali, dove assume valore
patronimico o matronimico e significa, dunque, figlio di
Scardello o di Scardella.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Scardellato - Secondo D. Olivieri, Cognomi della Venezia
Euganea, p. 217, questo cognome trevigiano viene dall'italiano 'scardova/scardola'
che designa il 'cyprinus
scardula', un pesce d'acqua
dolce dell'ordine dei ciprinidi. |
|
SCARDOVA
SCARDOVI |
Scardova, molto molto raro, è della zona tra mantovano e
modenese, Scardovi è tipico dell'area tra bolognese e ravennate,
di Imola nel bolognese e di Lugo, Russi, Alfonsine, Faenza,
Ravenna e Castel Bolognese, dovrebbero derivare da un soprannome
dialettale originato dal termine
scardova
(scardola, un pesce d'acqua
dolce molto comune), soprannome
che può sia riferirsi all'attività di pescatore di fiume svolta
dal capostipite, sia indicare una scarsa considerazione verso
colui cui il soprannome era destinato. |
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SCARENZI
SCARENZIO |
Scarenzi, assolutamente rarissimo è milanese, Scarenzio è un
cognome rarissimo, tipicamente lombardo, entrambi questi cognomi
dovrebbero derivare dal termine arcaico
scario,
cioè colui che era incaricato di raccogliere le gabelle per il
monastero di S.Ambrogio di Milano. |
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SCARFI
SCARFI'
SCARFO
SCARFO' |
Scarfi e Scarfì sono abbastanza rari e tipici del messinese con
un ceppo forse secondario nel siracusano, Scarfo è molto più
raro ed è tipico della Calabria meridionale, Scarfò è il più
diffuso ed è specifico del reggino, potrebbero derivare dal
toponimo cipriota Scarfos, un villaggio molto antico.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Scarfì è cognome siciliano e calabrese, dovrebbe derivare dal
grico del Salento 'skarfì'
= fuscello.
Rohlfs 170. |
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SCARFIA |
Scarfia, molto raro, è tipicamente siciliano, di Caltanissetta e
di San Michele di Ganzaria e Caltagirone nel catanese, dovrebbe
derivare da un soprannome grecanico basato sul nome della città
di Σχαρφη Skarphe (Scarfea)
nella locride orientale in Grecia, probabilmente il paese
d'origine del capostipite. |
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SCARIATI |
Rarissimo
sembrerebbe originario della Campania, potrebbe derivare dal
toponimo Scario nel salernitano. |
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SCARIMBOLA
SCARIMBOLI
SCARIMBOLO |
Scarimbola, praticamente unico, parrebbe del barese, Scarimboli,
assolutamente rarissimo, ha un piccolo ceppo a Foggia,
Scarimbolo è tipicamente pugliese del barese, di Ruvo di Puglia,
Bari, Mola di Bari ed Altamura, e di Brindisi, dovrebbero
derivare da soprannomi originati da un ipocoristico latino del
termine greco skarios
(riparo, approdo, per barche),
probabilmente ad indicare che i capostipiti avessero un'attività
di costruzione o riparazione di barche o che facessero i
pescatori. |
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SCARINGELLA
SCARINGELLI
SCARINGELLO
SCARINGI
SCARINGIO |
Scaringella è specifico del barese, di Corato soprattutto e di
Andria, con piccoli ceppi anche a Canosa di Puglia, Trani e
Bari, Scaringelli e Scaringello sono quasi unici o comunque
assolutamente rarissimi, dovrebbe trattarsi di errori di
trascrizione del precedente, Scaringi è specifico di Trani, con
un ceppo anche nel potentino a Muro Lucano e Bella, Scaringio,
praticamente unico, è probabilmente dovuto ad un errore di
trascrizione del precedente, dovrebbe trattarsi di cognomi di
origine albanese e derivare, direttamente o tramite
modificazioni ipocoristiche dialettali, dal termine albanese
shkarje
(frana),
forse perchè i capostipiti provenivano da zone franose, ma è
pure possibile una connessione con il termine greco
skarios (riparo,
approdo, per barche). |
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SCARIONI |
Tipico del sudmilanese e lodigiano, potrebbe derivare dal
toponimo Scaria (CO), ma potrebbe anche derivare dal termine
milanese scarion
(pruno, frutice spinoso),
anche se la cosa più probabile è che invece derivi dal termine
longobardo scarione
(capo delle guardie ed anche
ufficiale giudiziario),
probabile attività del capostipite. |
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SCARIOT |
Molto
raro è specifico di Feltre (BL), dovrebbe derivare dal nome
medioevale Scarioto di cui abbiamo un esempio in un atto di
compravendita del 1512 dove si legge di un tal Scarioto de
Parma, ma è pure possibile che derivi da soprannomi come si può
evincere da un atto del 1631 a Grosio (SO) che cita tra i
consiglieri della comunità di Grosio "...Martino Sala detto
Scariot...". |
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SCARLASETTA |
Scarlasetta, quasi unico, sembrerebbe specifico dell'area
genovese, dovrebbe derivare da un soprannome, forse originato
dal termine dialettale arcaico
scaro (piccolo
porticciolo). |
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SCARLATA
SCARLATO
SCARLATTI
SCARLATTO |
Scarlata
è tipico siciliano, Scarlato ha un nucleo nel cosentino ed uno
nel foggiano, Scarlatti oltre al ceppo toscano sembra averne
anche uno marchigiano e forse uno lombardo, Scarlatto rarissimo
è abruzzese, dovrebbero derivare da soprannomi legati al
vocabolo scarlatto (rosso), tracce di questa cognominizzazione
la troviamo a San Miniato (PI) con Niccolò Scarlatti di Tommaso
vicario del Valdarno Inferiore. Personaggi famosi sono stati il
celebre compositore palermitano Alessandro Scarlatti (1660-1725)
e suo figlio Domenico. |
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SCARMONCIN |
Scarmoncin, assolutamente rarissimo, decisamente veneto,
dovrebbe derivare da un soprannome basato su di una forma
ipocoristica dialettale del termine veneziano arcaico
scarmo (magro,
asciutto, longilineo),
probabile caratteristica fisica del capostipite. |
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SCARONE |
Molto raro è specifico del territorio di Quiliano (SV), dovrebbe
derivare dal toponimo Scaro, antica località della podesteria di
Moneglia o dal termine dialettale arcaico
scaro (piccolo
porticciolo). |
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SCARONI |
Specifico
del bresciano, potrebbe derivare da un nome di località come
l'alpe Scarone. |
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SCARPA
SCARPETTA
SCARPETTI
SCARPI
SCARPIS
SCARPITTA |
Scarpa è assolutamente panitaliano, Scarpetta ha un ceppo
marchigiano, uno nel frusinate, uno tra barese e tarentino ed
uno tra napoletano e salernitano, Scarpetti ha un ceppo nel
pesarese, uno nel Piceno ed uno a Roma, Scarpi ha un ceppo
veneto a Cavallino-Treporti (VE), Venezia e Verona con un ceppo
secondario a Ravenna ed a Forlì, ed un ceppo toscano a Firenze,
Sesto Fiorentino, Arezzo e Siena, Scarpis ha un ceppo nel
trevisano a Colle Umberto in particolare, Scarpitta oltre al
ceppo siciliano a Palermo e nel palermitano e nel trapanese a
marsala, Petrosino e Trapani, e Sciacca nell'agrigentino,
presenta anche un ceppo nel salernitano, a Santa Marina, Sapri e
Camerota, dovrebbero tutti derivare da soprannomi, anche
dialettali, originati probabilmente dal mestiere di calzolaio,
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nell'Archivio di
Stato dei Notai della Republica Venetadove ad esempio dall'anno
1419 al1435 risulta operare tale Notaro Cristoforo De Scarpis, e
agli inizi del 1600 Gerolamo Scarpa fu Matteo è Notaio dei
giudici delle strade e incanti di Bergamo (Ogni anno, a
dicembre, il consiglio maggiore della città di Bergamo a
scrutinio segreto nominava due cittadini ultratrentenni, uno dei
due appartenente al collegio dei giuristi,
Giudici delle strade ed incanti. |
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SCARPARI
SCARPARO |
Scarpari
è tipico dell'area che comprende il bresciano specialmente a
Botticino, il mantovano a Roncoferraro, il trentino a Storo ed
il Veneto centroccidentale, in particolare a Verona e Vicenza,
Scarparo ha un ceppo a Padova e nel padovano a Monselice,
Conselve, Anguillara Veneta ed Este ed uno napoletano, questi
cognomi dovrebbero derivare dal fatto che il capostipite di
mestiere costruisse o riparasse scarpe. |
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SCARPATI
SCARPATO |
Entrambi
tipicamente campani, Scarpati ha un grosso ceppo a Napoli e nel
napoletano, a Torre del Greco, Portici, Sant'Agnello, Ercolano,
Sorrento, Piano di Sorrento, Afragola, San Giorgio a Cremano,
Meta e Cercola, e nel salernitano a Scafati e Centola, Scarpato
ha un grosso ceppo a Napoli, Volla, Sorrento, Cercola,
Sant'Anastasia, Castellammare di Stabia, San Sebastiano al
Vesuvio, San Giorgio a Cremano, Massa di Somma, Pollena Trocchia
e Giugliano in Campania nel napoletano, ed uno quasi altrettanto
grosso ad Angri e Scafati nel salernitano, potrebbero derivare
da un soprannome originato da una caratteristica del luogo di
provenienza dei capostipiti, probabilmente prossimi ad una
scarpata o zona scoscesa, una seconda ipostesi propone una
derivazione dal mestiere di scarpaio o ciabattino. |
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SCARPELLA
SCARPELLI
SCARPELLINI
SCARPELLO |
Scarpella
molto raro è del bresciano, Scarpelli oltre al nucleo principale
in Toscana, sembra avere un ceppo nel sudmilanese e cremonese,
nel barese ed uno nel cosentino, Scarpellini ha un ceppo
bergamasco, uno forlivese ed uno pisano, Scarpello tipico
meridionale, potrebbe avere oltre al ceppo principale in
Sicilia, anche uno in Calabria ed uno in Puglia, potrebbero
derivare da soprannomi dialettali originati dal mestiere di
scalpellino, come vediamo ad esempio nel 1400 nel bergamasco con
Giovanni detto Scarpelli de Leveratis, di Gromo (BG) citato in
un atto scritto in Gromo il 17 marzo 1467, uso forse già
presente nel 1100 quando in un atto, tratto dal Codice
Diplomatico della Lombardia Medioevale, scritto in Cavenago nel
1154 si legge: "...Dei gratia Laudensem episcopum, presente
Nuvelo, clerico Laudensis ecclesie, et presbitero Alberto de
Cavenago et Scarpello et Lanfranco de Trexeno vicedomno et
consentientibus ei,...". |
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SCARPINI
SCARPINO |
Scarpini,
abbastanza raro, sembrerebbe avere un nucleo nel senese, un
ceppo secondario nell'anconetano e forse uno in Lombardia,
Scarpino ha un ceppo nel leccese, uno nel potentino ed uno, il
più consistente, in Calabria, nel cosentino, crotonese e
catanzarese, possono essere connessi con il mestiere di
calzolaio, come è pure possibile che derivino da un soprannome
originato dall'avere i capostipiti delle scarpe molto piccole. |
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SCARPULLA |
Molto
raro, dovrebbe essere originario della Sicilia centroccidentale,
può essere connesso al mestiere di calzolaio. |
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SCARSELLA
SCARSELLI |
Scarsella è tipico del Lazio, in particolare delle province di
Roma e Frosinone e dell'aquilano, Scarselli ha un ceppo tra
fiorentino e pisano ed uno nell'iserniese, dovrebbero derivare
da soprannomi originati dal vocabolo
scarsella
(borsa di denaro) forse ad identificare una famiglia benestante. |
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SCARSI
SCARSO
SCARZI
SCARZO |
Tipici
della zona tra genovese ed alessandrino Scarsi, Scarzi e Scarzo,
questi ultimi assolutamente rarissimi e probabilmente originati
da errori di trascrizione, Scarsi ha un ceppo anche nel
padovano, mentre Scarso sembra avere 3 nuclei, uno nel ragusano,
uno nel padovano ed uno tra genovese ed alessandrino, dovrebbero
derivare da un soprannome medioevale scarsus con il significato
di indigente. |
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SCARTEZZINI |
Molto
raro sembra tipico del trentino, del comune di Civezzano in
particolare, con un ceppo anche nel veronese a San Giovanni
Lupatoto, dovrebbe derivare dal nome dialettale del mestiere di
cardatore, traccia di questo cognome la troviamo a Chienis (TN)
nel 1500 con un certo Antonio Scartezzini citato negli atti di
un processo. |
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SCASSAIOLI |
Scassaioli, quasi unico, abbastanza recente, dovrebbe essere
laziale e derivare da un soprannome originato dal termine
scassaiolo
(robivecchi, sfasciacarrozze),
forse il mestiere del capostipite. |
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SCASSI
SCASSO |
Scassi, assolutamente rarissimo, è dell'alessandrino, Scasso ha
qualche presenza nel cuneese e basso alessandrino, un ceppo
ligure a Genova, a San Remo nell'imperiese e nel savonese a
Sassello, Savona e Cairo Montenotte, ed un ceppo nel palermitano
a Partinico e Palermo, potrebbero derivare dall'italianizzazione
del cognome francese Scausse,
di probabili origini toponomastiche. |
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SCATA
SCATA' |
Scata, quasi unico, sembrerebbe essere dovuto ad errate
trascrizioni di Scatà, che è specifico del siracusano, di
Augusta, Siracusa, Canicattini Bagni e Lentini, un'ipotesi
propone la derivazione dal termine griko (neogreco dialettale
siciliano) skatà
(feci),
forse ad indicare un mestiere che avesse a che fare con
quell'elemento. |
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SCATIGNA
SCATIGNI
SCATIGNO |
Scatigna è tipicamente pugliese, particolarmente diffuso nel
tarantino a Martina Franca, Taranto, Grottaglie e San Giorgio
Ionico, a Locorotondo e Bari nel barese, a Carovigno, Ceglie
Messapica, e Cisternino nel brindisino ed a Carmiano, Porto
Cesareo e Copertino nel leccese, Scatigni è unico mentre
Scatigno, sempre pugliese ha un ceppo a Barletta, Polignano a
Mare nel barese ed a Brindisi, dovrebbero derivare dal cognomen
latino Scatinius,
Scatinia, ricordiamo Scatinius Aricinus tribuno della Plebe
promulgatore della famosa lex Scatinia contro il lusso
superfluo, datata parecchi secoli prima di Cristo, tracce di
queste cognominizzazioni le troviamo a Monopoli nel barese agli
inizi del 1500 con un certo Pirrus Antonius Scatinius. |
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SCATTARELLI |
Scattarelli è un cognome tipicamente pugliese, di Bari in
particolare, un'ipotesi propone un'origine germanica da un
ipocoristico italiano del termine germanico
skata (ombra,
tenebre), forse ad indicare che
il capostipite provenisse da un luogo ombroso o fosse solito
verstire abiti molto scuri, secondo un'altra ipotesi verrebbe da
un soprannome basato su di una voce veneto illirica arcaica
scataro
(sputo, catarro)
e potrebbe sottolineare un'abitudine comportamentale del
capostipite. |
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SCATTONE
SCATTONI |
Scattone
sembra avere oltre al ceppo barese, uno importante in provincia
di Roma, Scattoni più raro sembra umbro, dovrebbero derivare dal
cognomen latino Scato (Scatonis) di cui si ha esempio nella 12ma
Filippica di Cicerone, dove si legge: "...Cn.Pompeius, Sexti
filius, consul me praesente, cum essem tiro in eius exercitu,
cum PublioVettio Scatone, duce Marsorum, inter bina castra...",
tracce di questa cognominizzazione si hanno a Sondrio nel 1500,
in un atto si legge: "...nella casa nova dei signori Polavini
alla fontana delle case de Scatoni...". |
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SCATURRO |
Scaturro è decisamente siciliano, della parte occidentale
dell'isola, con massima concentrazione nell'agrigentino a Santa
Margherita di Belice, Ribera, Sciacca e Menfi, nel palermitano a
Palermo, Giuliana e Bisacquino, e nel trapanese a Trapani,
Salemi, Mazara del Vallo, Castelvetrano, Marsala ed Erice,
potrebbe derivare da un'alterazione dialettale del cognomen
latino Scaurus,
ma, molto più probabilmente deriva da un soprannome originato da
un'alterazione dialettale del termine arabo
qhandurha
(veste, camiciotto),
forse perchè il capostipite faceva di mestiere il camiciaio. |
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SCAVAZZA |
Scavazza è tipicamente veneto, con presenze a Trecenta e Badia
Polesine nel rovigoto, a Ospedaletto Euganeo nel padovano, a
Orgiano e Vicenza nel vicentino ed a Veronella e Cologna Veneta
nel veronese, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale
originato dal termine scavazza
(scapestrato, girandolone). |
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SCAVO
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Scavo ha un piccolo ceppo a Napoli, uno molto consistente a Bari
con buone presenze anche a Valenzano, Adelfia, Corato e Capurso
nel barese ed a Taranto, ha un ceppo nel catanzarese a Cicala,
Carlopoli, Catanzaro, Sorbo San Basile e Petronà, ed a Crotone,
un grosso ceppo in Sicilia nel catanese ad Acireale, Giarre
Paternò, Riposto, Aci Catena, Santa Venerina, Mascali, Belpasso
e Catania, ed uno a Palermo e Carini nel palermitano, dovrebbe
derivare da una forma contratta del termine
sclavo (schiavo),
probabilmente ad indicare che i capostipiti fossero stati
ridotti in schiavitù dai saraceni. |
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SCAVONE
SCAVONI |
Scavone ha un ceppo nel potentino a Ruoti, Tito, Potenza,
Pignola, Picerno e Bella ed alcuni in Sicilia, nel trapanese a
Marsala e Mazara del Vallo e a Siracusa, Catania, Palermo e San
Fratello nel messinese, Scavoni, quasi unico è probabilmente
dovuto ad errori di trascrizione del precedente, si dovrebbe
trattare di forme accrescitive nate dal termine
sclavus (schiavo),
dovute forse all'imponenza del capostipite, ed allo stato di ex
schiavo probabilmente dei mori. |
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SCAVUZZO |
Tipico del palermitano, di Gangi in particolare, ma anche
Palermo, Enna, Leonforte nelle'ennese, Messina, Caltanissetta e
Vita nel trapanese, dovrebbe derivare da modificazioni
dialettali del termine schiavo
stante ad indicare chi si trovava in condizione di prigionia, in
dialetto siciliano il termine scavuzzo ha però diversi
significati, si passa dal catanese significato di
frumento,
all'ennese e palermitano di
lumaca. Tracce di questa
cognominizzazione le troviamo a Palermo nel 1500 con il Notaio
Giacomo de Scavuzzo.
informazioni fornite da
Gianfranco Scavuzzo
Tale cognome in alcune aree della Sicilia centro-orientale
assume il significato di lumaca;
le lumache in Sicilia sono parte significativa della gastronomia
tipica, quindi tale cognome si potrebbe riferire ad un
progenitore ghiotto di lumache appunto, da cui deriva la nomèa.
(ringrazio il Prof. Giovanni Ruffino, dell'Università Degli
Studi di Palermo, per il suggerimento che vi riporto) |
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SCAZZI
SCELZI
SCELZO |
Scazzi è tipico del Salento, di San Pancrazio Salentino nel
brindisino e di Squinzano nel leccese, Scelzi è specifico di
Aliano nel materano, Scelzo è specifico della zona che comprende
il napoletano, il salernitano ed il potentino, Castellammare di
Stabia e Napoli nel napoletano, Salerno e Brienza nel potentino,
probabile luogo d'origine del cognome, dovrebbero derivare da
un'italianizzazione del nome albanese
Shkèlzen,
ma potrebbero anche derivare da un soprannome dialettale,
secondo alcuni l'origine di questi cognomi sarebbe invece nel
Cilento salernitano e deriverebbero da una forma etnica
dialettale del paese di Ascea. |
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SCAZZOLI |
Estremamente raro è originario della zona di confine tra
cremonese e parmense, potrebbe derivare dal toponimo Moscazzano
(CR). |
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SCAZZOSI
SCAZZOSO |
Molto rari entrambi sono tipici del milanese, potrebbe derivare
dal toponimo, abolito nel 1925, Castelletto Scazzoso (AL)
integrazioni fornite da
G. Scazzosi
E' presente nella zona ad ovest di Busto Arsizio; Castelletto
Mombercelli un tempo si chiamava Castelletto Scazzoso.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Scazzosi è cognome tipico del Milanese. Il cognome è ricordato,
a Milano, nel 1408, per un Antonius Schazoxius. Il Flechia lo
spiegava da 'scaglioso',
ma foneticamente fa pensare invece o a un latino 'captiosus',
o anche ad un derivato dalla voce comune 'scass'
= terreno dissodato. |
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SCEBERAS |
Sceberas,
quasi unico, forse pugliese, dovrebbe essere di origini maltesi
e derivare dal nome del monte Sceberas sull'isola di Malta,
probabile luogo d'origine del capostipite. |
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SCELBA
SCERBA
SCERBO |
Scelba, molto molto raro, sembrerebbe specifico di Caltagirone
nel catanese e di Mistretta nel messinese, Scerba, quasi unico,
sembrerebbe siciliano, Scerbo ha un piccolissimo ceppo
napoletano ed uno nel catanzarese, a Marcellinara, Catanzaro e
Caraffa di Catanzaro ed a Isola di Capo Rizzuto, Cureo e Crotone
nel crotonese, un'ipotesi sulla derivazione di questi cognomi
propone che possano derivare da soprannomi originati dal termine
medioevale germanico scher
(talpa),
mentre una seconda propone un'origine francoalsaziana da un
soprannome nato dal termine
scherer (barbiere
o tosatore di animali). |
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SCELFI
SCELFO |
Scelfi è unico, Scelfo è tipicamente siciliano del palermitano,
di Palermo, Alimena, Petralia Sottana, Petralia Soprana e
Castellana Sicula, potrebbe trattarsi di un'alterazione
dialettale del nome ebraico
Sheleph che significa
colui che ti libera,
che ti conduce fuori dai
problemi, o del nome arabo
Shefi
(mediatore). |
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SCEMA
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Scema è un cognome tipico della provincia di Oristano, di Villa
Verde e Senis in particolare, dovrebbe essere di origini
ebraiche e derivare dal termine ebraico
shemà (ascoltato),
forma contratta del nome Samuele che significa ascoltato da Dio. |
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SCERRA
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Scerra ha un ceppo a Crotone ed uno in Sicilia a Gela nel
nisseno ed a Palma di Montechiaro nell'agrigentino, dovrebbe
derivare da un soprannome basato sul termine dialettale di
origini arabe scerra
(lite). |
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SCETI
SCETTI |
Sceti è ormai scomparso in Italia, Scetti, estremamente raro,
sembrerebbe della provincia di Sondrio, dovrebbero derivare da
soprannomi basati sul termine dialettale dell'area lombardo
piemontese s-cèti
(fanciullo, ragazzino),
secondo un'altra ipotesi, molto meno probabile, deriverebbero
invece dalla regione egizia chiamata
Sceti (Scitia
o Scizia, terra degli Sciti):
"..Venit aliquando Macarius Aegyptius a Sceti ad montem Nitriae
in oblatione Abbatis Pambo, et dicunt ei senes: Sermonem profer
fratribus, pater. Tum ille infit, ego nondum evasi in monachum,
sed monachos vidi. Mihi namque aliquando sedenti in cella apud
Scetim molestae erant cogitationes proficiscere in solitudinem,
et vide quid illic oculis tuis occurret. ..", tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo nel 1500 con: "..quondam Nobilis
Viri Octaviani Sceti ac Patricii Modoetiensis et sociorum. Anno
a Nativitate 1523 die martii,..". |
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SCETTA
SCETTO |
Scetta è specifico di Castelvenere nel beneventano, Scetto ha
qualche presenza nel campobassano ed a Napoli, dovrebbero
derivare da un soprannome basato sul termine dialettale campano
scètta
(confezione rotonda di fichi
secchi), forse ad indicare nel
capostipite un venditore di fichi secchi. |
|
SCEVOLI
SCIVOLI |
Scevoli, quasi unico, è specifico del catanese, Scivoli è
tipicamente siciliano, di Aidone e Piazza Armerina nell'ennese,
e di Mirabella Imbaccari nel catanese, potrebbero derivare da
alterazioni del cognomen latino
Scaevola, di cui il portatore
più famoso è stato il Tribuno romano Muzio Scevola. |
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SCHAFFLER |
Schaffler, assolutamente rarissimo, specifico del Trentino Alto
Adige.
integrazioni fornite da
Benedetto Zanchi
Schaffler, poco diffuso in Alto Adige, indica la professione
dell'economo o dell'amministratore, da non confondere con
Schaefer che deriva dallla professione del pastore. Il cognome è
presente anche in Austria e Baviera. |
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SCHELLINI
SCHELLINO
SCHELOTTO |
Schellini è quasi unico, Schellino è tipicamente piemontese, del
cuneese, di Dogliani, Belvedere Langhe, Alba e Mondovì,
Schelotto è tipico di Genova ed Arenzano (GE), si dovrebbe
trattare di forme ipocoristiche complesse dell'aferesi del nome
Francesco,
da Francesco si ha prima l'ipocoristicoFranceschello, poi per
aferesi Schello e quindi, per successivo ipocoristico Schellino
o Schelotto. |
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SCHEMBARI |
Schembari è decisamente siciliano, di Ragusa in particolare e di
Comiso, Santa Croce Camerina, Chiaramonte Gulfi e Modica nel
ragusano, di Siracusa e di Caltagirone e Catania nel catanese,
potrebbe derivare da un soprannome grecanico originato
dall'antico verbo greco σκηνέω skeneo (vivere
sotto una tenda, recitare),
forse ad indicare che i capostipiti conducessero vita nomade,
forse degli attori girovaghi. |
|
SCHEMBRI |
Tipico siciliano, della costa sudoccidentale e dell'agrigentino
in particolare.
notizie ulteriori
fornite dal barone Ugo Antonio Bella
derivato dal nome greco Skèmpres ( pronuncia Schembri). Il
cognome è presente a Palermo, Caltanissetta; Catania, Pachino
(SR), Ragusa, Agrigento. In Italia anche a Taranto e Napoli.
Presente anche a Malta. Godette nobiltà a Messina nei secoli XV°
e XVI°. Un Eliseo Schembri fu Cavaliere dell'Ordine di Malta nel
1585.
Blasone: di rosso, alla sbarra cucito di nero |
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SCHENATI
SCHENATO |
Schenati, praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad
un'errata trascrizione di Schenato, che è tipicamente veneto,
del veronese, del vicentino soprattutto, del padovano e del
veneziano, dovrebbe derivare da un soprannome veneto basato sul
termine arcaico schenato
(impettito, con la schiena
diritta e rigida), a
sottolineare probabilmentye un atteggiamento impettito dei
capostipiti. |
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SCHEPIS |
Schepis è tipicamente siciliano del messinese in particolare,
del catanese e del siracusano ed in Calabria del reggino,
potrebbe derivare da un soprannome grecanico originato da
un'alterazione dialettale del termine greco antico σκέψις
skepsis (percezione,
riflessione, esame), forse
attribuito a capostipiti inseriti in posizioni di governo o
partecipanti a congressi di consultazione. |
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SCHETTI
SCHETTINI
SCHETTINO |
Schetti è
praticamente unico, Schettini è diffuso nella zona che comprende
barese, salernitano, potentino, barese e cosentino, Schettino è
tipico del napoletano ed avellinese, dovrebbero derivare da
modificazioni del diminutivo dell'aferesi del nome Francesco,
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Grimaldi (CS)
fin dal 1600, nel 1613 si legge di: "...Clericus Salvator
Schettinus de Altilia habitator de Grimaldo...", in un atto del
1654 si legge di "Ioseph Schettinus publicus regia auctoritate
Notarius". |
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SCHIAFFINI
SCHIAFFINO |
Schiaffini ha un ceppo a Sestri levantre e nello spezzino ed uno
a Marino (RM), Roma ed Ariccia, Schiaffino è tipico della
Liguria centro orientale di Camogli in particolare, ha un ceppo
secondario anche a Stintino (SS) fondato da pescatori camogliesi
ivi trasferitisi nel 1700, di etimologia incerta, secondo alcuni
deriverebbe dal termine medioevale
sclavinus
(liberto);
personaggi degni di rilievo sono stati lo scultore Bernardo
Schiaffino (1678 1723) ed il pittore Francesco Schiaffino
(1689-1763), ma la più famosa è stata certamente la giovane
pastorella di Camogli Angela Schiaffino alla quale il 2 luglio
1518 apparve la Madonna.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Schiaffino è un antichissimo cognome di Camogli, nato nel XIII
secolo, portato per secoli a testimonianza della fase d'avvio di
un crescente interesse per i traffici marittimi nella gente del
piccolo borgo. Allora, quando si affermò l'uso dei cognomi,
alcuni lo trassero da 'scafin'
= piccolo scafo,
che era la barca che tenevano sotto casa per pescare o per
commerciare. Un Cristiano Scafin è citato per la prima volta in
un atto notarile del 29 agosto 1267. M. Francipane lo fa invece
derivare dal cognome base DI STEFANO. |
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SCHIANO
SCHISANI
SCHISANO
SCLANO |
Schiano ha un nucleo nell'Isola d'Elba ed uno nel napoletano,
Schisani, assolutamente rarissimo, parrebbe anch'egli
napoletano, Schisano, abbastanza raro, è specifico del
napoletano, Sclano, molto raro, è tipico dell'Isola d'Elba,
tutti questi cognomi dovrebbero derivare da forme aferetiche di
un etnico che riguardi capostipiti originari dell'Isola
d'Ischia. Troviamo tracce storiche di questi cognomi
nell'avellinese nel 1400 con un certo Masullo Grasso, detto
Sclano citato in un atto di compravendita, nel 1632 figurano
quali lettori di legge a Caltagirone (CT) i dottori Francesco e
Michele Schisano e, nel 1700, troviamo i martiri
ultrasessantenni della Repubblica napoletana Onofrio e Salvatore
Schiano di Procida, giustiziati nel 1799 dalle truppe
borboniche.
integrazioni fornite da
Raffaello Sclano
Migra dalla Spagna in Sicilia nel 1200, poi marchese delle
Grotte (a Grottola (MT)), signori di Procida (NA) per quattro
secoli: questo casato annovera vescovi, pievani e generali. |
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SCHIAPPACASSE |
Schiappacasse è specifico del genovese, in particolare di
Genova, Camogli e Rapallo, sembrerebbe originario dell'area di
Neirone sempre nel genovese, dovrebbe derivare da un soprannome
originato dal mestiere di manovale portuale o di un magazzino,
cioè di colui che in dialetto
sciàpa o
scèpa (rompe
o meglio apre) le casse degli
imballaggi trasportati dalle navi, una volta giunti a
destinazione nei magazzini. |
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SCHIATTI |
Schiatti sembra avere due ceppi, uno nel milanese ed uno nel
reggiano, dovrebbe derivare da
Schiattus una forma
ipocoristica medioevale dell'aferesi del nome
Francesco,
di questo nome abbiamo un esempio in un atto del 1393 a Perugia
dove un certo Schiattus
Francisci (che starebbe per
Franceschetto figlio di
Francesco) risulta fra i
testimoni: "...Schiattus Francisci, ser Nicolaus Busonis,
magister Simon Mancie...". |
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SCHIAVELLA
SCHIAVELLI
SCHIAVELLO
SCHIAVETTI
SCHIAVETTO
SCHIAVITTI
SCHIAVITTO
SCHIAVULLI
SCHIAVULLO
SCHIAVUZZI
SCHIAVUZZO |
Schiavella è tipicamente laziale, di Genazzano nel romano e di
Roma, Schiavelli ha un piccolissimo ceppo a Roma ed uno a
Corigliano Calabro nel cosentino, Schiavello ha un grosso ceppo
a Roma ed uno più piccolo nel vibonese ad Acquaro e Soriano
Calabro, Schiavetti ha un piccolo ceppo nel mantovano, uno
toscano ad Empoli nel fiorentino ed a Collesalvetti e Livorno
nel livornese, ed uno a Roma ed a Tivoli, Vicovaro e Fiumicino
nel romano, Schiavetto, molto raro, ha un ceppo veneto a Nervesa
della Battaglia e Povegliano nel trevisano ed uno romano,
Schiavitti, quasi unico, è dell'area abruzzese, laziale,
Schiavitto, ancora più raro, è campano, Schiavulli ha un ceppo
romano, uno nel foggiano a Cerignola ed uno a Bari e Gravina in
Puglia nel barese, Schiavullo, quasi unico, è del napoletano,
Schiavuzzi, estremamente raro, sembrerebbe settentrionale mentre
Schiavuzzo è praticamente unico, dovrebbero derivare
dall'italianizzazione di forme ipocoristiche tardo medioevali
che indicassero un'origine slava dei capostipiti, dal termine
medioevale sclavus
(slavo),
forse di corporatura minuta, tanto da giustificare la forma
diminutiva del termine. |
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SCHIAVI
SCHIAVINI |
Schiavi ha un nucleo importante nella fascia che dalla provincia
di Bergamo, Milano, Pavia, raggiunge quella di Piacenza, ma non
si escludono ceppi secondari in Emilia e nel Piceno, Schiavini è
tipico del milanese e cremonese, dovrebbero entrambi derivare da
un origine slava della famiglia, in epoca antica la
denominazione degli slavi era
sclavus, o anche dal nome
Sclavus
da quello derivato, divenuto poi Slavo in italiano moderno. |
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SCHIAVINATO |
Schiavinato è tipicamente veneto, del trevisano, di Silea,
Treviso, Casale sul Sile, Zero Branco, Carbonera e Roncade, con
presenze anche nel vicino padovano e veneziano, dovrebbe
trattarsi di una forma patronimica tipicamente veneta, dove il
suffisso -ato
sta per il figlio di,
riferito a capostipiti il cui padre si fosse chiamato
Schiavino
(vedi SCHIAVI). |
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SCHIAVINO
SCHIAVO |
Schiavino ha un ceppo a Caivano nel napoletano ed uno a Catania,
con un ceppo, forse non secondario, nel torinese, Schiavo,
abbastanza diffuso a macchia di leopardo in tutta Italia, con un
ceppo importante nel Veneto, nel Lazio, in Campania ed in
Sicilia, dovrebbero derivare, direttamente o tramite un
ipocoristico, dal nome Sclavus
di cui abbiamo un esempio a Benevento nel 1121 in uno scritto si
legge: "...Hoc anno, Robertus Sclavus obiit decimo die stante
mensis Decembris, et Rachisius abbas Sancti Modesti; ad cuius
obitum Ioannes venerabilis abbas monasterii Sanctae Sophiae cum
quibusdam fratribus properavit. ...", a Napoli in un editto del
1325 si legge: "...Nomina vero et cognomina prefatorum
infrascriptorum magistrorum Sicle prefate ac affilatorum
operariorum et ministrorum actu servientium in Sicla eadem sunt
hec vedelicet ... Guillelmus Novellus dictus Sclavus,...". |
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SCHIAVOLIN |
Schiavolin è specifico del padovano, di Ponte San Nicolò,
Padova, Legnaro e Camponogara, dovrebbe derivare da una forma
ipocoristica complessa derivata da un soprannome
sclavus (schiavo,
ma anche slavo)
o più probabilmente dal termine
schiavon (illirico),
forse motivato dall'origine slava del capostipite, potrebbe
anche derivare dal termine veneto
schiavin
(tipo di panno per coperte di
lana) e potrebbe in questo caso
alludere al fatto che il capostipite vendesse quel genere di
articolo. |
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SCHIAVOLINI |
Schiavolini è caratteristico di Perugia, dovrebbe trattarsi
della forma etnica riferita ad un capostipite proveniente
dall'antica località di Schiavola nella Val di Marecchia presso
San Sepolcro nell'aretino. |
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SCHIAVON
SCHIAVOI |
Schiavoi
assolutamente rarissimo è vicentino, Schiavon è assolutamente
veneto e dotrebbe derivare dal toponimo Schiavon (VI), o
Schiavoi (PN). (vedi anche Schiavoni) |
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SCHIAVONE
SCHIAVONI |
Schiavone è molto diffuso in quasi tutto il centrosud, Schiavoni
ha un nucleo importante tra Marche Umbria Lazio, Abruzzo e
Molise, con un ceppo nel tarentino, dovrebbe derivare dal
termine sclavoni
termine che stava ad indicare in centro Italia i croati, gli
slavi e gli albanesi approdati sulla costa adriatica, tracce di
questa cognominizzazione in Abruzzo ed in Puglia le troviamo fin
dal 1400. |
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SCHIEPATI
SCHIEPATTI
SCHIEPPATI |
Schiepati
e Schiepatti sono rarissimi e dovrebbe trattarsi di errori di
trascrizione del cognome Schieppati che è tipico di Milano e del
nord milanese, potrebbero derivare da un soprannome di oscura
origine dialettale. |
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SCHIERANO |
Schierano è tipico di Torino, del torinese e dell'astigiano.
integrazioni fornite da
Daniele Zaia
Diffuso in provincia di Asti, nasce dal toponimo Schierano,
piccolo borgo oggi frazione del Comune di Passerano Marmorito
(provincia di Asti). |
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SCHIEVANO |
Schievano è tipicamente veneto di Padova, Cadoneghe e Vigonza
nel padovano, di Vicenza e di Vedelago nel trevisano, con un
piccolo ceppo a Latina, probabile frutto dell'emigrazione
dell'emigrazione veneta nel Lazio in occasione della bonifica
Pontina, in qualche caso dovrebbe derivare dal nome del paese di
Ponte Schievano, una frazione di Lozzo Atestino nel padovano, ma
più comunemente deriva dal termine dialettale arcaico
schievan
(selvatico),
forse a sottolineare una caratteristica comportamentale dei
capostipiti. |
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SCHIFANI
SCHIFANO |
Schifani,
molto raro, è tipico del palermitano, Schifano, molto più
diffuso, è proprio della Sicilia occidentale, dovrebbero
derivare da una corruzione del nome Stefano, in alcuni casi
derivano da nomi di località come Schifanoia (TR). |
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SCHIFI
SCHIFINI
SCHIFINO
SCHIFO |
Schifi è assolutamente rarissimo, quasi unico, Schifini ha un
piccolo ceppo nel cosentino a Cassano allo Ionio in particolare,
Schifino, più diffuso, è specifico del cosentino, di Morano
Calabro, Castrovillari e Spezzano Albanese, con un piccolo ceppo
nel vicino paese lucano di Viggianello nel potentino, Schifo è
praticamente unico, dovrebbero derivare, direttamente o
attraverso forme ipocoristiche dal soprannomi originati dal
termine greco σκίφος skiphos (vaso
con impugnature con decorazioni e disegni su base a vernice nera),
forse ad indicare nei capostipiti degli artigiani dell'arte
vasaia grecanica. |
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SCHILIRO
SCHILIRO'
SCHILLIRO
SCHILLIRO'
SCHIRO'
SCHIROS |
Schiliro e Schilirò sono specifici del catanese di Bronte,
Catania, Maletto, Adrano e Paternò, Schilliro e Schillirò,
assolutamente rarissimi, sono anch'essi del catanese, Schirò è
decisamente del palermitano, Schiros, assolutamente rarissimo, è
del catanese, sono cognomi di origine greca e potrebbero gli
ultimi due anche derivare dal toponimo Skyros, un'isola delle
Sporadi.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Il cognome Schirò è presente a Catania, Enna, Messina, Siracusa
e le sue varianti Schilirò, Schillirò a Catania e Messina. Tutte
derivano dall'aggettivo greco
skliròs =
duro, che
è anche un cognome in Grecia. G. Rohlfs, Dizionario storico dei
cognomi nella Sicilia orientale, Palermo, 1984, p.172 |
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SCHILLACI |
Originario della Sicilia, dovrebbe essere derivato dal toponimo
, Squillace (CZ). |
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SCHINAI
SCHINAIA
SCHINAIO |
Tutti e tre tipici del tarentino, Schinai è specifico di
Lizzano, Schinaia è specifico invece di Taranto, Schinaio è
praticamente unico, dovrebbero derivare da soprannomi originati
dal termine grecanico skoinàs
(cordaio)
e fare riferimento probabilmente al mestiere di produttore di
corde e canapi svolto dai capostipiti.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Schinai è cognome di Taranto, per Minervini 445 deriva dal
cognome base Schiena
di ovvio significato. |
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SCHINCA
SCHINCHI
SCHINCO |
Schinca è tipico del savonese, di Mallare e Quiliano, Schinchi,
quasi unico, sembrerebbe toscano, Schinco è tipicamente
pugliese, di Gravina in Puglia nel barese e di Foggia,
potrebbero derivare da un soprannome basato sul termine greco
arcaico skenikòs
(scenico, lavorante teatrale,
attore), il ceppo meridionale
potrebbe essere di origini balcaniche, tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo a Gravina nella seconda metà del
1400 con Pietro Schinco benefattore della fabbrica della locale
cattedrale. (vedi anche SCHINCAGLIA) |
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SCHINCAGLIA |
Schincaglia ha un ceppo a Genova ed uno nel ferrarese, ad
Ostellato, Ferrara e Migliarino, dovrebbe derivare da un
soprannome basato sul termine dialettale rovigoto
schincaglie
(carabattole, fronzoli inutili),
il ceppo genovese potrebbe avere una diversa origine, da un
soprannome legato ad un termine dialettale per
balbuziente. |
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SCHINELLA
SCHINELLI
SCHINELLO |
Schinella ha un ceppo a Meduno nel pordenonese ed uno ad Arena
nel vibonese in Calabria, Schinelli è lombardo con un ceppo nel
mantovano a Castel Goffredo ed uno nel pavese ad Albuzzano e
Pavia, Schinello, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del
reggino e del vibonese, potrebbero derivare da forme
ipocoristiche aferetiche di nomi come
Francesco,
Meschino,
o altri simili. |
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SCHINI
SCHINO |
Schini, assolutamente rarissimo, è quasi sicuramente dovuto ad
errori di trascrizione del cognome Schino che sembra essere
specifico di Bari e del barese e che dovrebbe derivare
dall'aferesi dell'ipocoristico del nome Francesco, ma potrebbe
anche derivare dal toponimo greco Skinos paese appartenente alla
prefettura di Corinto a 75 Km da Atene, secondo alcuni potrebbe
invece derivare dall'aferesi del soprannome Meschino, ricordiamo
l'uso di questo nome con il famoso Guerin Meschino, romanzo
epico cavalleresco del 1400.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Schino è cognome pugliese di origine soprannominale dal
sostantivo 'schino'
dal greco 'skhinos'
= lentisco.
Minervini 445. |
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SCHININA' |
Schininà, decisamente siciliano, tipico di Ragusa, potrebbe
derivare da un soprannome originato dal vocabolo greco
skoinàs
(cordaio),
probabile mestiere del capostipite, o, anche se meno probabile,
dal termine sempre greco schinos
(lentischio),
forse ad indicarne una folta presenza nel luogo d'abitazione
della famiglia, ma non si può escludere anche una possibile
connessione con il toponimo greco Skinos della prefettura di
Corinto. |
|
SCHINTU |
Molto diffuso in tutta la Sardegna, ad Alghero (SS), Bosa (OR)
ed Oristano ed a Cagliari, dovrebbe derivare da un soprannome
originato dal vocabolo gallurese
schinnitu
(incrinato, fessurato),
secondo altri deriverebbe invece dall'aferesi di un vocabolo
sardo arcaico iskintu
(discinto, spogliato). |
|
SCHIPA
|
Molto
molto raro è tipico del Salento, di Lecce in particolare, di
origine albanese deriva dal termine schipateri (albanesi) e
l'insediamento dovrebbe risalire al 1462 anno delle spedizioni
albanesi di Leone d'Albania in soccorso del re di Napoli
Ferdinando I°. |
|
SCHIPANI |
Tipico calabrese, delle province di Crotone e Catanzaro, ha un
ceppo forse autoctono anche a Castelpoto nel beneventano,
dovrebbe derivare da una forma italianizzata dell'etnico di
Albania shqiptar
in albanese. Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a
Crotone nel 1700 dove gli Schipani sono indicati tra i notabili
della città. |
|
SCHIPELLITI
SCHIPILLITI |
Schipelliti è quasi unico, Schipilliti, molto molto raro, è
tipico di Palmi nel reggino e di Messina in Sicilia, dovrebbe
derivare dall'etnico del paese di Skypelos (o Skopelos)
sull'isola omonima nell'arcipelago delle Sporadi nel mar Egeo
occidentale nella regione greca della Tessaglia, ma è pure
possibile che derivi da un soprannome originato dal vocabolo
greco skopelos
(scoglio corallino),
forse perchè la famiglia abitava in prossimità di una scogliera. |
|
SCHIRA
|
Schira,
cognome assolutamente rarissimo, concentrato in Lombardia,
dovrebbe essere di origini ungheresi, derivando dal cognome
magiaro Schira, e risalire all'occupazione austroungarica della
regione lombarda. |
|
SCHIRALDI |
Schiraldi ha un ceppo a Trieste, uno a Napoli, ma il ceppo più
consistente è a Bitonto nel barese, con buone presenze nel resto
del barese, a Bari, Palo del Colle, Altamura, Gravina in Puglia,
Noicattaro, Binetto e Toritto, dovrebbe derivare dal nome
medioevale longobardo Schiraldus,
a sua volta derivato dal nome germanico
Skirwald,
composto dall'unione dei termini
skira (impresa)
e waldan
(governo),
con il senso di colui che
comanda sopra tutti. |
|
SCHIRALLI |
Schiralli è tipico del barese di Modugno, Bitetto e Bari,
dovrebbe derivare da un'alterazione del nome
Schiraldus
(vedi SCHIRALDI), ma non si può escludere che possa anche
derivare da un soprannome originato dal termine greco
σκληρός (duro),
probabilmente motivato dal comportamento o dal carattere del
capostipite. |
|
SCHIRATI
SCHIRATO
SCHIRATTI
SCHIRATTO |
Schirati è praticamente unico, ed è probabilmente dovuto ad
errori di trascrizione del cognome Schiratti che è tipico della
zona di Fagagna e Maiano (UD) vicino a San Daniele Del Friuli,
Schirato è tipico del vicentino e di Bassano del Grappa in
particolare, Schiratto è praticamente unico ed è probabilmente
dovuto ad errori di trascrizione del precedente, potrebbero
derivare dal cognome germanico del Palatinato
Schirat
di cui abbiamo tracce illustri fin dal 1500 con il teologo
Michael Schirat presso l'Università di Heidelberg o, più
probabilmente, da una forma slava di una corruzione del nome
Giorgio (Skirak). |
|
SCHIRINZI
SCHIRONE
SCHIRONI |
Schirinzi è tipicamente pugliese, del leccese in particolare, di
Castrignano del capo, Casarano, Monteroni di Lecce, Nardò,
Galatina, Matino, Galatone, Lecce, Racale, Parabita, Acquarica
del Capo, Ugento, Tuglie e Salve, di Oria e Brindisi nel
brindisino, di Bari e di Taranto, Schirone, anch'esso pugliese,
ha un grosso ceppo a Bari, con buone presenze a Taranto e
Lizzano nel tarentino, a Brindisi, a Foggia ed a Modugno,
Capurso e Triggiano nel barese, Schironi è quasi unico,
dovrebbero derivare dall'italianizzazione di soprannomi basati
sul termine albanese shkrij
(fondere),
forse ad indicare il mestiere del capostipite. |
|
SCHIRO
|
Schiro è tipicamente veneto, del vicentino e del padovano, con
qualche presenza nel palermitano, probabile alterazione del
cognome Schirò
(vedi SCHILIRO), potrebbe derivare da un soprannome dialettale
basato sul termine veneziano arcaico
schiro (sorta
di rete per uccellagione). |
|
SCHIRRIPA |
Specifico dell'area calabrese che comprende Gioiosa Ionica,
Locri e Siderno (RC), potrebbe, ma non è molto probabile,
derivare da un soprannome legato al vocabolo greco
sgurós (riccioluto,
con i capelli a boccoli).
integrazioni fornite da
Fabio Paolucci
è un tipico cognome calabrese della costa ionica meridionale.
Per effetto del fenomeno migratorio dal Sud Italia, il cognome
in questione si è ampiamente diffuso in America e, rimanendo in
ambito nazionale, nel capoluogo lombardo, capitale economica
italiana. Dal punto di vista etimologico Schirripa dovrebbe
derivare dal termine greco e neogreco di tramite albanese
(i)schyros,
con il significato di forte:
in tal senso il cognome dovrebbe derivare dalla
cognominizzazione di un soprannome attribuito al capostipite del
ceppo (o ai capostipiti se si tratta di più ceppi distinti
seppure provenienti dalla stessa area) in relazione ad una sua
peculiarità fisica. |
|
SCHIRRA
SCHIRRU |
Schirra è caratteristico dell'oristanese, di Ghilarza, Norbello
ed Oristano, Schirru è diffuso in tutta la Sardegna, ma
particolarmente concentrato al centrosud, dovrebbero derivare da
soprannomi originati dal vocabolo sardo campidanese
schirru (fame
rabbiosa) o anche dal vocabolo
schirriólu
(mingherlino). |
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SCHITI
SCHITO |
Schiti è tipico del romano, di Palombara Sabina, Schito è
specifico del Salento, del leccese in particolare, di Racale,
Copertino, Otranto, San Cassiano, Uggiano la Chiesa, Taviano,
Scorrano, Melissano e tanti altri centri, dovrebbero derivare da
soprannomi originati da nomi di località caratterizzate dalla
presenza di un aesculetum
(bosco di alte querce)
che si è prima mutato in
eschieto e poi per aferesi in
schieto
e quindi schito. |
|
SCHITTULLI
SCHITTULLO |
Schittulli, assolutamente rarissimo, parrebbe pugliese,
Schittullo è quasi unico, dovrebbero derivare da un ipocoristico
del termine dialettale schittu
(schietto, semplice,
per estensione povero),
forse ad indicare una caratteristica comportamentale del
capostipite. |
|
SCHIUMARINI |
Schiumarini è romagnolo, di Forlì, Bagno di Romagna, Cesena e
Dovadola nel forlivese e cesenate, dovrebbe derivare da un
soprannome dialettale basato sul termine dialettale romagnolo
arcaico sciumari
(seccume),
dove la sc-
iniziale viene letta come si legge in scorza, probabilmente ad
identificare un contadino esperto nell'arte della potatura e
della coltivazione delle piante. |
|
SCHIVARDI |
Specifico del bresciano, potrebbe derivare dal nome di origine
sassone Siwardus di cui si hanno tracce ad esempio in uno
scritto del 1200: "...quidam Siwardi studiosiores, quo
sinceriorem absenti fidem gererent...".
integrazioni fornite da
Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
E' un cognome tipico della provincia di Brescia. Oggi è
concentrato oltre che a Brescia città a Palazzolo sull'Oglio,
Pontoglio, Pontevico e Mazzano, è però presente in maniera
sporadica in almeno una ventina ventina di altri paesi e nel
milanese. Sarebbe originario di Palazzolo sull'Oglio, dove già
compare nel 1700, o comunque della bassa bresciana tra i fiumi
Oglio e Chiese. Da non dimenticare il ramo Camuno -Valtellinese
dell'Aprica (SO) fiorente fino alla metà del 1800, oggi quasi
estinto in linea maschile, perché divisosi tra Villa di Tirano
(SO) e Corteno Golgi (BS) e EdoloO (BS). Alcuni protagonisti
della vita Bresciana portano questo nome Tra gli altri un
celebre medico del 1800, Antonio Schivardi e la Medaglia d'oro
della Resistenza Antonio Schivardi (1910/1944). |
|
SCHIVAZAPPA
SCHIVAZZAPPA |
Schivazappa è specifico di Parma e del parmense, così come il
rarissimo Schivazzappa, dovrebbroe derivare da un soprannome con
il significato di fannullone, attribuito probabilmente a dei
capostipiti ritenuti degli scansafatiche, tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo nella seconda metà del 1500, in un
atto del 1589 a Rovereto nel trentino: "...pro beneficio castri
et oppidi Roveredi, ac publico ornamento: volentes dicti homines
et Commune, ut par est, suae serenissimae celsitudinis eorum
clementissimi domini et principis obedire mandatis, more solito,
et in loco solito citata, et congregata eorum Regula, in qua
aderant infrascripti, videlicet: Dominicus quondam Christophori
a Fonte massarius Communis Norillii. Michael quondam Dominici
Petri nigri. Vincentius quondam Matthaei a Busco. Christanus
quondam Ioannis Schivazappa....". |
|
SCHIVO
|
Ha un
ceppo ad Alassio nel savonese, uno a Gallio (VI) e nella zona di
Este, Monselice ed Arquà Petrarca (PD), il ceppo veneto potrebbe
derivare dal toponimo Schio. |
|
SCHMIDT
SCHMIT
SCHMITT |
Schmidt è
abbastanza diffuso in tutto il centronord, Schmit è estremamente
raro, Schmitt un poco meno raro, si tratta di forme alterate del
primo, derivano tutti dal cognome tedesco Schmidt, il secondo
come diffusione in Germania, che a sua volta deriva dal mestiere
di fabbro probabilmente svolto dal capostipite. |
|
SCHNAIDER
SCHNEIDER |
Schnaider
è quasi unico, Schneider è abbastanza diffuso in tutto il
centronord, in particolare a Roma, Milano, nell'udinese ed in
Alto Adige, derivano dal cognome tedesco Schneider (che si
pronuncia Schnaider), il terzo come diffusione in Germania, che
a sua volta deriva dal mestiere di sarto probabilmente svolto
dal capostipite. |
|
SCHULZ
SCHULZE |
Schulz, molto molto raro, è tipico del Trentino ed alto Veneto,
Schulze, ancora più raro, è delle stesse zone, derivano dal
cognome germanico omonimo che a sua volta dovrebbe derivare dal
mestiere di messo comunale svolto dal capostipite.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Cognome tedesco di mestiere che dovrebbe significare 'calzolaio'.
Per un altro repertorio cognominale tedesco sarebbe invece una
forma breve di Schultheiß,
proveniente dall'espressione "eine
Schuld heißen" che significa
incolpare.
I cognomi Schulz / Scholze/ Schultheiß designerebbero quindi un
'giudice'. |
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SCHWEIGER |
Cognome di origine tedesca pochissimo presente in Italia,
soprattutto nel Veneto, deriva da un soprannome derivato dal
vocabolo tedesco schweiger
(silenzioso, che tiene la bocca
chiusa). |
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SCIABARRA
SCIABARRÀ
SCIABBARRA
SCIABBARRA' |
Sciabarra è praticamente unico e dovrebbe trattarsi di un errore
di trascrizione del cognome Sciabarrà, che, molto raro, è
specifico di Porto Empedocle nell'agrigentino, Sciabbarra, che
sembrerebbe unico, e Sciabbarrà che lo è quasi, dovrebbero
essere forme alterate del precedente, che dovrebbe derivare da
un soprannome arabo basato sul termine arabo
habb arràs
che significa erba palustre,
secondo un'altra ipotesi deriverebbe invece per metatesi dal
termine arabo sciarrab
(ubriacone). |
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SCIABARRASI
SCIABARRASI
SCIABBARRASI |
Sciabarrasi è specifico dell'agrigentino, di Canicattì e
Ravanusa, Sciabbarasi e quasi unico, Sciabbarrasi, è il meno
rao, tipico dell'agrigentino, di Ravanusa, Canicattì e Palma di
Montechiaro, con presenze significative anche ad Enna e Palermo,
dovrebbero derivare per metatesi da soprannomi originati dal
vocabolo arabo sciarrab
(ubriacone). |
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SCIABBICA
SCIABICA |
Sciabbica, molto raro, è specifico di Palermo, Sciabica è
tipicamente siciliano anch'esso, dell'agrigentino, di Agrigento,
Favara e Canicattì, con un ceppo anche a Palermo, dovrebbero
derivare da soprannomi originati dal termine dialettale
siciliano sciabbica,
a sua volta derivato da un'alterazione del termine arabo
shabaka, un particolare tipo di
rete a strascico usata per la pesca lungo la riva in acque poco
profonde con barche di piccole dimensioni, il che farebbe
pensare a capostipiti che di mestiere facessero i pescatori. |
|
SCIACCA |
Tipico
siciliano, deriva dal toponimo Sciacca (AG), improbabile una
derivazione diretta dal vocabolo arabo Shaack (bagni) che si
presume invece sia all'origine del nome della città. |
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SCIACCALUGA |
Sciaccaluga è tipicamente genovese, dovrebbe derivare da un
soprannome originato dal termine dialettale genovese
sciacca (schiaccia,
pigia) unito al vocabolo
uga (uva),
probabilmente motivato dal mestiere del capostipite, che
potrebbe essere stato un vignaiolo, pigiatore d'uva per la
vinificazione della stessa. Tracce di questa cognominizzazione
le troviamo a Cagliari nel 1729, quando un certo Giuseppe
Masetti riceve da Giovanni Sciaccaluga da Genova, una somma a
pegno di una fornitura di marmi lavorati ad uso della locale
fabbrica del Duomo.
integrazioni fornite da
Roberto Milani
deriva da un soprannome dialettale originato dai vocaboli
sciacca (schiaccia, pesta) e uga (uva). |
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SCIACCHITANO
SCICCHITANI
SCICCHITANO |
Sciacchitano è specifico della Sicilia occidentale, Scicchitani
e Scicchitano sono decisamente calabresi il primo della
provincia di Vibo Valentia, il secondo del catanzarese,
dovrebbero tutti derivare da una forma dialettale dell'etnico di
Sciacca (AG) ad indicare probabilmente la provenienza geografica
della famiglia. |
|
SCIACOVELLI
SCIACOVIELLO |
Sciacovelli è specifico del barese, dove è molto diffuso a Bari,
con presenze abbastanza significative a Santeramo in Colle,
Triggiano e Modugno, Sciacoviello, decisamente più raro, è
caratteristico di Sant'Eramo in Colle, sempre nel barese.
integrazione fornite da
Stefano Ferrazzi
Di stampo dialettale, questi cognomi derivano dal nome medievale
Iacovello
(con una variante in Iacoviello),
che, nell'onomastica antica, consiste in un vezzeggiativo
dell'originale Iacovo
- forma arcaica di Iacopo
(vedi Iacovacci): va osservato, in effetti, che la pronuncia
Sciacovello
o Sciacoviello
adatta il dittongo Ia-
in un più dialettale Scia-,
come capita non di rado nei cognomi pugliesi - ne sono un
esempio i cognomi Abategiovanni/Abbatescianni e
Mastroianni/Mastroscianni. In conclusione, dunque, si tratta
delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti. |
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SCIALLA
SCIALLI
SCIALLINO
SCIALLO |
Scialla è specifico del casertano, di Marcianise, Caserta,
Casagiove, Capodrise, San Nicola la Strada e Santa Maria Capua
Vetere, Scialli è di Durazzano nel beneventano, Sciallino è
praticamente unico, ed è sempre campano, Sciallo è di Napoli,
per questi cognomi si possono individuare almeno due ipotesi,
una derivazione dal nome albanese
Shala
(vedi SCIALO' ), o, e più probabilmente dal nome arabo
Shallah,
o anche da una forma aferetica del termine arabo
Inshallah
o insh'Allah!
(se Dio lo vuole, speriamo che
Dio lo voglia), termine che
potrebbe aver dato luogo sia ad un soprannome che ad un nome,
questa interlocuzione veniva e viene usata molto spesso dagli
arabi. |
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SCIALO'
SCIALOIA |
Scialò, abbastanza raro, è tipico del napoletano, Scialoia è
tipico di Montemiletto nell'avellinese, con ceppi anche a Vallo
della Lucania nel salernitano e Pozzuoli nel napoletano,
potrebbero derivare da alterazioni del nome albanese
Shala, ma
non si può escludere che possano essere di origini normanne e
derivare dall'aferesi del nome personale normanno
Elyscia,
o che derivino da alterazioni dialettali del nome greco
Scyllias. |
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SCIALPI |
Tipico della Puglia centromeridionale, del barese e tarentino in
particolare, dovrebbe derivare da un soprannome originato da un
difetto fisico dal termine dialettale barese
scialpo
(balbuziente). |
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SCIAMANNA |
Sciamanna è tipico delle Marche, soprattutto del Piceno, del
teramano, del ternano, del viterbese e del romano, dovrebbe
derivare dal termine arcaico
sciamanna o
sciamanno,
probabilmente dovuto ad una deformazione del vocabolo ebraico
simàn
(contrassegno),
che stava ad indicare il contrassegno che gli ebrei dello Stato
Pontificio erano costretti a portare, termine quindi
probabilmente utilizzato anticamente per identificare persone di
religione ebraica, non bisogna però tralasciare la possibilità
che il cognome derivi da un soprannome dialettale originato
dallo stesso vocabolo utilizzato, nel Lazio e dintorni, per
indicare abiti poveri, stracci o scialli miseri, tracce di
questa cognominizzazione le troviamo nel 1700 con il Marchese
Marcello Sciamanna di Terni. |
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SCIAN
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Scian è
un cognome caratteristico di Cordenons nella provincia di
Pordenone, potrebbe derivare da una forma dialettale aferetica
contratta di nomi come Canciano o Feliciano. |
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SCIANCALEPORE
SCIANCALEPRE |
Sciancalepore è abbastanza raro ed è tipico del barese,
Sciancalepre è unico e si tratta probabilmente di un errore di
trascrizione del precedente, dovrebbe derivare da un soprannome
dialettale legato alla velocità nella corsa.
integrazioni fornite da
Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
Cognome probabilmente derivato da un soprannome scherzoso o
beffardo attribuito a un cacciatore mediocre. Da
sciancare
col significato di azzoppare e
lepore, lepre, ovvero di
qualcuno che sa solo azzoppare le lepri. |
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SCIANDRELLO |
Sciandrello è specifico di Gela nel nisseno, dovrebbe derivare
da una forma ipocoristica aferetica dialettale del nome
Alessandro,
probabilmente portato dal capostipite. |
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SCIANGOLA
SCIANGULA |
Sciangola, quasi unico, dovrebbe trattarsi di una forma alterata
di Sciangula, che è decisamente siciliano, dell'agrigentino in
particolare, di Agrigento, Porto Empedocle, Ravanusa e
Casteltermini, di origine etimologica oscura. |
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SCIANNAMBLO |
Assolutamente rarissimo sembra essere originario del barese. |
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SCIARA
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Sciara è
specifico della Sicilia occidentale, dovrebbe derivare dal
toponimo Sciara (PA) che a sua volta deriva dall'arabo sciara
(strada). |
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SCIARABBA
SCIARRABA
SCIARRABBA
SCIARAPPA
SCIARAPPI |
Cognomi molto probabilmente di origini derivate dall'arabo.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Sciarabba ha un nucleo principale nel palermitano, Sciarrabba è
tipicamente agrigentino, Sciarraba, unico, è probabilmente un
errore di trascrizione del precedente, Sciarappa ha ceppi
maggiori nel foggiano e nell'avellinese, Sciarappi, quasi unico,
si riscontra soltanto a Roma e a Viareggio (LU), tutti questi
cognomi si prestano ad una difficile interpretazione etimologica
e almeno tre sono le ipotesi che vi si possono ricavare: tale
ambiguità è dovuta a un curioso caso di omonimia fra termini di
origini molto diverse tra loro. Secondo la prima e, forse, più
probabile ipotesi (o per lo meno la più accreditata dagli
studiosi), questi cognomi dovrebbero derivare dall'arabo
sarab,
col significato di bevanda e, più nello specifico, anche di
vino, molto probabilmente in riferimento a un soprannome
attribuito a un beone, a un crapulone; solo per curiosità,
faccio notare che dallo stesso termine sono derivate anche le
parole italiane sciroppo e sorbetto (quest'ultima attraverso la
pronuncia turca sorbet).
Una seconda ipotesi, invece, fa derivare questi cognomi non
tanto dall'arabo, quanto dal francese e precisamente
dall'espressione char à bancs
(letteralmente traducibile come carro con panche), con la quale
un tempo si indicava un particolare tipo di calesse, usato
originariamente in Svizzera e nella Franca Contea: questa
espressione tipicamente francese, in realtà, ha subito diversi
adattamenti dialettali nel nostro paese (come, ad esempio,
Sciarrabba, Sciarabà, Sciarabballo, Sciaraballe, Sciaraball,
Saraban, etc.) ed è entrata a far parte anche della lingua
inglese (anglicizzata nella forma charabanc). In diversi
dialetti, dunque, il termine sciarabba e le sue varianti stanno
ad indicare sia questo particolare tipo di calesse (talvolta
anche un più generico carretto o barroccio) sia, in senso
figurato, una donna particolarmente massiccia, robusta (questo
significato vale soprattutto per il napoletano sciarabballo): in
tal modo, allora, i suddetti cognomi deriverebbero o da nomi di
mestiere attribuiti ai capostipiti (probabilmente dei carradori
o dei guidatori di carri) o da soprannomi dovuti a delle loro
caratteristiche fisiche. La terza e ultima ipotesi, infine,
indica anch'essa un'origine straniera per questi cognomi, ma qui
né araba né francese: si tratta, cioè, di un'origine spagnola,
che richiama il vocabolo iberico
jalapa,
una pianta che oggi conosciamo con il nome di gialappa. Dapprima
italianizzata nella forma scialappa o sciarappa, la gialappa è
una pianta tipicamente americana, conosciuta in Europa già dal
XVII secolo, le cui radici sono spesso usate per la produzione
di farmaci: il suo nome deriva dalla città messicana di Jalapa o
Xalapa, dalla quale, nel 1609, fu per la prima volta importata
nel nostro continente. Nei dialetti del sud (per lo più in
quello napoletano) il termine sciarappa sta, quindi, ad indicare
sia la pianta della gialappa sia, in senso metaforico, una
bevanda dolce (quale, ad esempio, può essere il vino): da qui,
allora, i cognomi in questione potrebbero derivare o da un nome
di mestiere (come, fra gli altri, quello del farmacista) o da un
soprannome probabilmente attribuito a una persona dedita al bere
(e qui si verifica una strana coincidenza con la prima ipotesi
di significato, quella cioè di derivazione araba). In
conclusione, dunque, tutti questi cognomi (esempi lampanti
dell'influenza straniera sulla lingua italiana) traggono origine
o da nomi di mestieri o da soprannomi attribuiti ai capostipiti.
integrazioni fornite da
Aldo Piglia, Milano
l'espressione char à bancs
aveva originato sia la parola
italiana sciarabà
o sciarabàn,
debitamente registrata dallo Zingarelli con il significato di
biroccio alto con più sedili,
che si usava come vettura pubblica nel Mezzogiorno,
sia la parola milanese sciaraban,
che il Cletto Arrighi registra nel suo Dizionario come termine
in disuso che significa baroccio,
sciarabà.
In realtà mi ricordo che mio padre usava ancora questo termine
negli anni Cinquanta, con il significato di qualsiasi mezzo di
locomozione scassato, quindi in senso dispregiativo. Invece la
gialappa
(Ipomoea purga, famiglia Convolvulaceae), in dialetto milanese
si era trasformata in cilappa,
termine successivamente esteso a qualsiasi purgante ad azione
drastica. |
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SCIARDI
SCIARDIS |
Sciardi e Sciardi sono quasi unici, sembrerebbero friulani, il
primo del pordenonese il secondo dell'udinese, dovrebbero
derivare, con l'aggiunta di una
S- iniziale epentetica, dal
nome medioevale Ciardo,
forma aferetica del nome
Ricciardo, variante arcaica del
nome Riccardo.
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SCIARPELLETTI |
Sciarpelletti ha un ceppo romano ed uno a Poggio Moiano nel
reatino, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale originato
dall'ipocoristico del vocabolo
scalpello, che in dialetto
laziale diventa scarpello,
forse ad indicare il mestiere di scalpellino svolto dal
capostipite, si potrebbe anche ipotizzare, ma con molta minore
probabilità una derivazione dal vocabolo
sciarpello,
sorta di sciarpa con cappuccio, decisamente più recente, mentre
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo almeno dal 1400,
con Lorenzo Sciarpelloni (1453-1531), come leggiamo nella
Storia della Toscana Di Francesco
Inghirami: "..imparò l'arte
dell' orefice da maestro Credi, nacque nell'anno 1498 da Lorenzo
d'Andrea Sciarpelloni. Essendosi egli posto insieme con Pietro
Perugino e Leonardo da Vinci suoi compagni ed amici all'arte del
colorire, sotto la disciplina Andrea Verrocchio allora celebre
pittore ..". |
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SCIARRA
SCIARRETTA |
Sciarra è tipico del centro Italia e della Puglia, Sciarretta è
anch'esso tipico di Lazio, Abruzzo, Molise, Casertano,
beneventano e napoletano, dovrebbero derivare direttamente o
tramite ipocoristici da un soprannome originato dal vocabolo
sciarra
(lite),
attribuito sicuramente per un carattere molto litigioso del
capostipite, soprannome come quello del principe ghibellino
romano Giacomo Colonna detto Sciarra (+1329), che il 7 settembre
del 1303 rapì e schiaffeggiò ad Anagni il pontefice Bonifacio
VIII°: "...tandem a suis propriis concivibus Anagniae patria sua
/ captus consignatusque in manus Sciarrae Columnae inimici sui
mortalis / Romamque redux post captivitatem / in Castro Sancti
Angeli fatis cessit....", troviamo tracce di queste
cognominizzazioni nelle Marche ad Urbisaglia (MC), agli inizi
del 1300, con Sciarra magistri Pertempi di Sarnano, sempre nel
1300 nel Lazio a Cave (RM), con il notaio Nicola Sciarra, nel
1600 nell'aquilano imperversa il brigante Marco Sciarra.
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SCIARRINO |
Sciarrino è tipicamente siciliano, di Palermo e Carini nel
palermitano, di Riesi nel nisseno e di Marsala nel trapanese,
dovrebbe derivare da un soprannome attribuito al capostipite,
originato dal termine dialettale siciliano
sciarrino
(litigioso, attaccabrighe)
(vedi anche SCIARRA), probabilmente per sottolineare un aspetto
del suo carattere, reoviamo tracce di questa cognominizzazione a
Sciacca nell'agrigentino fin dal 1500 quando esistono tracce di
matrimoni effettuati da delle Sciarrino con famiglie nobili
locali, a Valledolmo nel palermitano fin dalla seconda metà del
1700 con Rosario Sciarrino Mèndola, agrimensore, nella seconda
metà del 1800 il Notaio Giovanni Sciarrino opera sempre nel
palermitano. |
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SCIARUTO |
Sciaruto è un tipico cognome abruzzese, probabilmente della
provincia de L'Aquila nell'area del parco della Maiella, e di
Roccacasale in particolare, potrebbe derivare direttamente da
un'alterazione del nome turco
Shâhrukh, o anche dal suo
adattamento slavo Shâruth.
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SCIASCI
SCIASCIA
SCIASCIO |
Sciasci sembrerebbe avere un piccolo ceppo a Formigine nel
modenese, Sciascia ha un ceppo nel barese tra Bisceglie,
Barletta e Minervino Murge, ed uno siciliano, soprattutto
nell'agrigentino, ad Agrigento, Campobello di Licata, Ravanusa e
Cattolica Eraclea, Sciascio è assolutamente rarissimo, in alcuni
casi potrebbero derivare dalla forma ipocoristica dialettale del
nome Rosaria.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Secondo alcune fonti, l'origine di questi cognomi andrebbe
ricercata nel nome medievale
Sciascia (variante fonetica di
Scioscia),
l'italianizzazione cioè del personale ebraico
Shosha,
che nell'antico ebraico significa
giglio,
Shosha, in realtà, nasce dall'apocope del nome
Shoshannah,
da noi conosciuto come Susanna; (vedi Susana); in Sicilia,
comunque, è anche possibile che questi cognomi siano d'origine
araba, anche se l'etimologia è comune a quella ebraica (capita
spesso che l'onomastica araba ed ebraica siano molto simili fra
loro). Detto questo, però, va notato che l'ipotesi di una
connessione col nome Rosaria non è del tutto infondata, in
quanto lo stesso termine
shoshannah, nell'ebraico
moderno, ha assunto il significato di
rosa:
seguendo questa interpretazione, allora, viene da pensare che la
tradizione cristiana abbia accostato fra loro i nomi
Rosaria e
Sciascia
per un motivo puramente semantico (riprendendo la traduzione
moderna del termine shoshannah).
Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta
delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti (da
intendere non solo in senso matronimico ma anche patronimico,
poiché sembra che, un tempo, questi nomi fossero usati anche al
maschile e, in diversi casi, vengono letti come abbreviazioni
del nome Rosario). |
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SCIAVICCO |
Sciavicco, ormai quasi scomparso, dovrebbe essere originario del
salernitano, zona di Vietri sul Mare ed Olevano sul Tusciano,
dovrebbe derivare da un soprannome dialettale originato dal
termine arcaico sciabecco
(tipico veliero di origini arabe),
a sua volta derivato dall'arabo
shabbaak con il medesimo
significato, forse motivato dal fatto di essere stato il
capostipiti imbarcato su un simile tipo di naviglio. |
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SCIBELLI |
Scibelli è tipico dell'avellinese, di Quindici, Lauro, Taurano,
Monteforte Irpino e Domicella, e di Nola e Napoli nel
napoletano, dovrebbe derivare da un'alterazione dialettale del
nome medioevale Sibilla
o Sibelius,
o dal suo equivalente francerse
Sibelle, o anche dal nome
medioevale germanico Sibhileh
(vedi SIBILIO). |
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SCIBETTA |
Scibetta è tipicamente siciliano, del palermitano, del nisseno e
particolarmente dell'agrigentino, dovrebbe derivare dal vocabolo
arabo Scibeth
(punta, cima),
ma è pure possibile che derivi semplicemente dall'aferesi del
toponimo Calascibetta nell'ennese. |
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SCIBILIA
SCIBILLA |
Scibilia è molto diffuso in Sicilia, in particolare nel
messinese a Milazzo, Torregrotta, Messina, Spadafora, Pace del
Mela, Roccavaldina, Barcellina Pozzo di Gotto e San Filippo del
Mela, a Catania, Palermo e, nel trapanese, ad Alcamo,
Castellammare del Golfo, Trapani ed Erice e nel ragusano a
Ragusa e Vittoria, e nel reggino, a Seminara, Oppido Mamertina
e Palmi, Scibilla è quasi unico, si possono formulare due
ipotesi, la prima è che possano derivare da alterazioni del nome
greco, ed anche latino, Sibylla,
la seconda, e più probabile, è che derivino invece da
alterazioni del nome della città spagnola di Siviglia, probabile
luogo d'origine dei capostipiti. |
|
SCIBONA |
Scibona,
decisamente siciliano, anche se di probabile origine araba, di
Palermo, Piazza Armerina e Valguarnera Caropepe nell'ennese, e
di Gela e Niscemi nel nisseno, dovrebbe derivare da nomi di
località come la frazione Scibona di Niscemi. |
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SCICHILONE
SCICLI
SCICLONE
SCICOLONE |
Scichilone è specifico dell'agrigentino, di Aragona ed
Agrigento, e del nisseno, di Butera e Caltanissetta, Scicli,
molto molto raro, è sicuramente siciliano, Sciclone,
assolutamente rarissimo, è probabilmente dovuto ad errori di
trascrizione di Scicolone che è tipico dell'area che comprende
le province di Caltanissetta ed Agrigento, dovrebbero tutti
derivare o direttamente dal toponimo Scicli (RG) o dal suo
etnico: scicolone
= cittadino di Scicli. |
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SCIDA
|
Rarissimo
è specifico del crotonese, dovrebbe derivare dal toponimo Scido
(RC). |
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SCIFO
|
Scifo è tipicamente siciliano, diffuso principalmente nel
ragusano a Scicli,Vittoria, Modica, Chiaramonte Gulfi, Pozzallo,
Comiso e Ragusa, nel siracusano ad Avola, Noto, Siracusa e
Rosolini, e nell'agrigentino ad Aragona, Agrigento e Raffadali,
a Palermo, Catania e San Cataldo nel nisseno, dovrebbe derivare
da un soprannome originato dal termine greco σκηφός ,
skifòs (tazza,
coppa, vaso), soprannome
originato probabilmente dal mestiere di vasaio svolto dal
capostipite. |
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SCIGLIANO |
Scigliano
è tipico del cosentino, con un piccolo ceppo anche nel
messinese, dovrebbe derivare dal toponimo Scigliano nel
cosentino, probabile luogo d'origine del capostipite. |
|
SCIGLITANO |
Sciglitano tipico del reggino, di Seminara, Molochio e Palmi.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Etnico del comune di Scilla (RC), che in dialetto è chiamato
Scìgghiu.
integrazione fornita da
Patrick Pregiato - USA
io sono quasi sicuro che provenga da Sciglio, l'antico nome di
Scilla (RC), anche perchè nel dialetto locale gli abitanti si
chiamano scigghitani
e non scillesi o scillani. |
|
SCILANGA |
Scilanga dovrebbe essere originario di Cirò nel crotonese, la
sua origine sembrerebbe germanica e dovrebbe risalire al
toponimo Schliengen del Baden-Württemberg, probabile luogo
d'origine del capostipite, una seconda ipotesi propone una
derivazione da un soprannome originato da un'italianizzazione
del termine medioevale germanico
schlinga
(cappio). |
|
SCILINI |
Assolutamente rarissimo, esclusivo della Valtellina, deriva da
una modificazione del cognome Schilini, ormai scomparso da
tempo, di cui abbiamo tracce fin dal 1100 nel
Codice Diplomatico della Lombardia
Medioevale a Lodi nell'anno
1197: "...Manifestavit Barellus, filius Alberti Schilini, quod
illas libras quatuor imperialium, quas Anselmus Arothi mutuo
accepit ab Alberto Caxola, fuerunt mutuati ad utilitatem eiusdem
Barelli ad sanandum debitum...".
integrazioni fornite da
Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
l'origine del cognome è oscura, ma i Scilini sono valtellinesi
da lunga data, visto che il cognome lo si trova a Villa di
Tirano (SO) già nel 1700. In loco si raccontava che i Scilini
venissero dal Bresciano, se questo fosse vero verrebbe da
pensare quantomeno a una somiglianza col cognome Silini, diffuso
nella provincia di Brescia.Nel Tiranese, zona di intensissima
emigrazione, senz'altro le famiglie Scilini detengono dei
primati in questo campo. Antonio Simone Scilini lasciò il paese
natale per l'Australia a soli 14 anni verso il 1890, due altri
Scilini sono rispettivamente in Australia e negli USA attorno al
1860 e uno di loro ha combattuto nella Guerra Civile. Il cognome
Scilini potrebbe derivare da un ipocoristico: (è solo un
ipotesi) Maffesciolo / Sciolo/ Sciolini....
integrazioni fornite da
Franca Scilini
Il cognome Scilini proviene da Calvisano (BS) dove erano
presenti i nobili Schilini, poi il cognome si trasformò in
Scilini. |
|
SCILLA
|
Scilla ha
un ceppo nel cosentino, uno nel reggino ed in Sicilia, nel
catanese e nel trapanese, dovrebbe derivare dal toponimo Scilla
nel reggino. |
|
SCILLAMA
SCILLAMA' |
Sia
Scillama che Scillamà sono assolutamente rarissimi,
probabilmente siciliani, dovrebbero derivare da un soprannome
dialettale originato da una forma tronca del termine grecanico
medioevale scillamita
per abitande della città di Scilla nel reggino, forse perchè i
capostipiti provenivano appunto da quel paese. |
|
SCILLIA |
Scillia è tipico di Enna, di Capizzi nel messinese e di
Racalmuto nell'agrigentino, potrebbe derivare dalla
Gens Silia,
anche se è possibile un collegamento di un soprannome con il
termine latino scylla
(scoglio).
integrazioni fornite da
Roberto Scillia
L'origine del cognome è greca: lo storico greco Erodoto narra le
imprese di un tuffatore greco di nome
Scillia
di Sicione, Scillia
era anche uno dei tanti nomi con cui veniva chiamato nell'antica
Grecia il dio Dioniso (il Bacco dei Latini). |
|
SCIME
SCIME' |
Scime è
tipicamente siciliano dell'agrigentino di Racalmuto, Agrigento e
Alessandria della Rocca, di Gela (CL) e di Palermo Scimè,
ugualmente distribuito, è anch'esso dell'areale siciliano,
dovrebbero derivare da contrazioni dialettali del nome Simone.
(vedi anche SCIMEMI) |
|
SCIMEMI |
Scimemi, decisamente siciliano, è specifico della punta
occidentale dell'isola, di Salemi, Mazara del Vallo e Marsala
nel trapanese, dovrebbe derivare dall'antico nome ebraico
Shimeim,
anticamente in uso anche presso gli arabi ed i turchi, dando
luogo all'attuale nome sia turco che arabo
Semih. |
|
SCIMENES |
Scimenes ha un ceppo a San Severo e Torremaggiore nel foggiano.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questo cognome va ricercata in un'italianizzazione
del cognome spagnolo Ximenez,
che, assieme alle sue varianti Gimenez e Jimenez, deriva dal
patronimico del nome Ximen,
da noi conosciuto come Simone (vedi Simoni e Ximenes). |
|
SCIMONE
SCIMONELLI
SCIMONELLO
SCIMONI |
Scimone è
tipicamente siciliano, soprattutto molto diffuso nel messinese,
Scimonelli è rarissimo, decisamente siciliano, probabilmente del
trapanese, Scimonello ancora più raro è tipico dell'estremità
meridionale della Sicilia, Scimoni è praticamente unico,
dovrebbero derivare o direttamente o tramite ipocoristici da una
modificazione di stampo dialettale del nome Simone. |
|
SCINA
SCINA' |
Scina è
unico, Scinà + specifico di Paternò nel catanese, dovrebbero
derivare dal toponimo calabrese Scinà di Palmi (RC). |
|
SCINTU
|
Scintu è tipicamente sardo, di Cabras, San Nicolò d'Arcidano,
Oristano, Solarussa, Ales, Marrubiu e Siamanna nell'oristanese,
di Olbia, di Cagliari e Gergei nel cagliaritano e di Sardara nel
Medio Campidano, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul
termine dialettale sardo scintu
(sciolto, liberato dai legami,
ma anche scamiciato),
un deverbale del verbo sardo
scingiri (slacciare,
togliere dal basto, liberarsi degli indumenti). |
|
SCIO'
|
Sciò è tipico di Roma e del romano, potrebbe derivare da una
forma apocopaica di un soprannome originato dal vocabolo
medioevale sciolus
(saputello). |
|
SCIOLI
|
Scioli sembrerebbe originario della provincia di Isernia, di
Monteroduni, con ceppi anche ad Isernia, a Guardiagrele e
Miglianico nel teatino ed a Pescara e Roma, potrebbe derivare da
un soprannome originato dal vocabolo medioevale
sciolus (saputello),
forse a sottolineare una caratteristica comportamentale del
capostipite, secondo alcuni deriverebbe invece dall'agnomen
(soprannome) latino Scaevola,
che è a sua volta un diminutivo del termine latino
scaevus (mancino,
sinistro), ma è improbabile una
trasformazione di questo tipo, visto che la pronuncia latina di
questo agnomen era ben diversa da quella italiana, tanto che, se
oggi volessimo scrivere il soprannome Scaevola come lo
pronunciavano i latini, dovremmo ricorrere al suono k e scrivere
Skaevola. |
|
SCIOLLA |
Sciolla è un tipico cognome piemontese, del cuneese soprattutto,
di origine etimologica oscura, l'unica ipotesi è quella di una
derivazione da un soprannome originato dal termine medioevale
sciolus,
sciola
(saputello, saputella). |
|
SCIORATI
SCIORATO |
Sciori, praticamente unico, dovrebbe essersi originato da un
errore di trascrizione del cognome Sciorio, che è tipicamente
campano, del casertano, di Cancello ed Arnone, di Grazzanise, di
Mondragone e di Giugliano in Campania nel napoletano, e che
dovrebbe derivare da una forma aferetica del nome medioevale
latino Luxorius,
Lussorius
o Lusciorius,
ricordiamo con questo nome un poeta del sesto secolo che visse a
Cartagine, e San Lussorio, un militare romano, probabilmente di
origini cagliaritane, che venne martirizzato nel 304. |
|
SCIORI
SCIORIO |
Sciorati è specifico di Castellazzo Bormida nell'alessandrino,
Sciorato, estremamente raro, è specifico dell'imperiese, di
Dolcedo in particolare, dovrebbero essere di origini francesi e
derivare dall'italianizzazione di una forma ipocoristica del
termine francese arcaico sor
(fulvo, biondo rossiccio),
probabilmente a sottolineare il colore dei capelli dei
capostipit, secondo un'altra ipotesi sono invece di origine
araba e deriverebbero da un'alterazione del vocabolo arabo
surti
(poliziotto). |
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SCIORTINO
SCIORTO |
Sciortino è tipico della Sicilia occidentale, così come il quasi
unico catanese Sciorto, dovrebbero derivare dal vocabolo arabo
shurtih
(sentinella), tracce di queste cognomninizzazioni le troviamo a
Castelvetrano (TP) fin dal 1700 con il notaio Giuseppe
Sciortino.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Sciortino è cognome siciliano anche se registra una cospicua
presenza al Nord. Viene dall'arabo 'surti'
= poliziotto.
C'è anche un toponimo Sciortino, frazione di Tortorici
(Messina). |
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SCIOSCIA |
Molto raro è tipico della zona che comprende avellinese,
foggiano, barese e potentino, dovrebbe derivare da un
vezzeggiativo dialettale del nome Rosario.
integrazione e ipotesi
fornite da un visitatore che preferisce l'anonimato
Il cognome Scioscia è diffusissimo a Pescopagano in Basilicata
ove mi risulta esista il maggior numero di persone con questo
cognome. Il cognome dovrebbe derivare dalla parola ebraica
Shosha (che in italiano si scrive appunto Scioscia) e che
significa Rosa.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Sciòscia è presente a Matera, Melfi, Pescopagano, Potenza;
deriva dal vocabolo dialettale calabrese
sciòscia
(vezzeggiativo) = sorella,
o anche dal vocabolo calabro campano
sciòscia
= donna simpatica e amata.
Cfr. Gerhard Rohlfs: Dizionario storico dei cognomi in Lucania,
Longo, Ravenna, 1985 |
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SCIOTA
SCIOTI
SCIOTTA
SCIOTTI
SCIOTTO |
Sciota è specifico di Genzano di Lucania nel potentino, Scioti,
meno comune, è specifico di Bari, Sciotta è caratteristico del
foggiano, di Vico del Gargano e Foggia, Sciotti ha un ceppo nel
teatino a Tornareccio e Crecchio, uno nel Lazio, a Velletri e
Roma soprattutto ed a Lariano nel romano e, nel latinense, a
Cisterna di Latina, ha inoltre un ceppo a Foggia ed a Margherita
di Savoia nel foggiano, Sciotto ha un piccolissimo ceppo anel
reggino a Rizziconi ed Anoia, ed un ceppo nel messinese a
Milazzo soprattutto, ed a Barcellona Pozzo di Gotto, Messina,
Pace del Mela e San Pier Niceto, ed a Catania, tutti questi
cognomi dovrebbero derivare da una forma etnica dialettale
riferita all'isola greca di
Chios, situata nel mar Egeo di
fronte alla città di Smirne (Izmir) sulla costa anatolica, dopo
i bizantini, fu invasa dai turchi, ridivenne genovese nel 1261,
nel 1322, fino al 1402, fu difesa dai Cavalieri di Rodi e di
Malta, per essere poi nuovamente occupata dai turchi, provocando
la fuga in massa dei cristiani verso lidi più favorevoli come le
coste italiane, ma non escludiamo che possano anche essersi
originati in qualche caso da soprannomi basati sul termine
dialettale meridionale arcaico
sciota(o)
(libera slegata),
o ciota(o)
che potrebbe stare anche ad indicare una persona sciocca o
stupida. |
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SCIPI
SCIPIO
SCIPIONE
SCIPIONI |
Scipi, assolutamente rarissimo, è di San Benedetto del Tronto
nel Piceno, Scipio è specifico di Valentano nel viterbese,
Scipione è specifico dell'area laziale, soprattutto di Formia
nel latinense e dell'area abruzzese, dell'Aquila, Pescara,
Nocciano e Abbateggio nel pescarese e di Chieti, Scipioni, più
diffuso, è presente in modo significativo nelle Marche, in
particolare nel Piceno, in Abruzzo, in particolare nel teramano
e nell'aquilano e nel Lazio, tutti questi cognomi dovrebbero
derivare dalla Gens Scipia
una delle famiglie della Gens Cornelia, o dal nome latino
Scipio, Scipionis
di cui abbiamo un illustre esempio in Publio Cornelio Scipione
l'Africano (235 a.C. - 183 a.C.), vittorioso su Annibale nella
battaglia di Zama e definitivo vincitore della seconda guerra
punica contro Cartagine. |
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SCIRE
SCIRE'
SCIRI
SCIRIA |
Scire, estremamente raro, è siciliano, dovrebbe essere dovuto ad
un errore di trascrizione di Scirè, che, molto più diffuso, è
tipicamente siciliano, di Bagheria, Palermo, Villabate e Lercara
Friddi nel palermitano, di Catania, Scordia, Palagonia,
Militello in Val di Catania, Mineo e Motta Sant'Anastasia nel
catanese, di Castelvetrano, Marsala e Partanna nel trapanese, e
di Pachino, Francofonte e Siracusa nel siracusano, Sciri, quasi
unico, è sempre siciliano, così come Sciria, ancora più raro,
dovrebbero derivare da soprannomi basati sul termine grecanico
csyrèas
(barbiere),
probabile occupazione dei capostipiti. |
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SCIREA
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Scirea è tipico del milanese, di Cernusco Sul Naviglio in
particolare dovrebbe derivare da un nome di località
identificabile dalla presenza di
cerri
(alberi simili a querce) il cerro in milanese si chiama
scèr,
quindi scereda
(cerreto)
che modificato è diventato Scirea. |
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SCISCIOLI
SCISCIOLO |
Sciscioli è specifico di Corato nel barese, Scisciolo, sempre
pugliese, è specifico di Trinitapoli e Foggia nel foggiano, si
dovrebbe trattare di una forma ipocoristica dialettale del nome
Francesco,
probabilmente portato dai capostipiti. (vedi anche SCISCO)
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Sciscioli è cognome pugliese derivato dalla forma base
soprannominale Scisci che potrebbe derivare, con intento
gratulatorio, dal termine dialettale calabrese e siciliano 'scisciu'
= cosa preziosa, piccolo
oggetto ornamentale'.
Minervini 447. |
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SCISCO
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Scisco, molto molto raro, è specifico di Barletta nel barese,
dovrebbe derivare da una forma aferetica dialettale del nome
Francesco,
probabilmente portato dal capostipite. |
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SCIUMBATA |
Sciumbata è tipico di Caraffa di Catanzaro, Sersale e Marcedusa
nel catanzarese e di Corigliano calabro nel cosentino.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
D'origine arbëreshë, questo cognome sembra derivare dalla
toponomastica albanese e, più precisamente, dalla città di
Shumbat
(anche nota come Shumbati), che si colloca nella prefettura di
Dibër, nell'Albania nord-orientale. |
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SCIUME
SCIUME' |
Sciume e
Sciumè sono due diverse forme dello stesso cognome, sono tipici
siciliani dell'agrigentino, di Favara in particolare, si
potrebbe trattare di una forma dialettale contratta del nome
Simone. |
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SCIUSCO |
Sciusco è tipicamente pugliese, di Cerignola e Foggia nel
foggiano e di Barletta nel barese.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Tenendo conto della sua provenienza (più tipicamente pugliese),
il cognome Sciusco sembra nascere da un adattamento del cognome
slavo Susko
(con una variante in Susko),
che, per tramite del suffisso
-ko, dovrebbe riflettere un
ipocoristico dell'originale Susa,
anche noto nella forma Susa
(vedi Susca). Ora, a proposito dell'etimologia di questi
cognomi, non è chiaro quale sia il significato di
Susa o
Susa
e, di conseguenza, anche degli ipocoristici
Susko e
Susko:
a una prima lettura, infatti, si può pensare a una connessione
con l'aggettivo susa,
che, alla lettera, significa
asciutto, secco o, in senso
figurato, magro, esile
(vedi Magri). Se quest'interpretazione non è da scartare, però,
va aggiunta ancora una precisazione riguardo a Susa e varianti:
nell'ambito dell'Est Europa, dei cognomi quali Susa, Susko, etc
fanno pensare anche all'onomastica slava, in particolar modo a
dei potenziali nomi di persona in forma abbreviata - a titolo
d'esempio, si pensi a nomi quali
Sasa
(abbreviazione di Aleksandar),
Misa
(abbreviazione di Mihael),
Joza
(abbreviazione di Josip),
etc. Seguendo questo ragionamento, allora, non è impossibile che
Susa o Susa fosse un nome di persona in epoca antica - in
origine un'abbreviazione di un nome di persona - e di qui,
allora, potrebbe derivare l'ipocoristico in Susko o Susko,
secondo un principio altamente riscontrabile nell'onomastica
slava (molto prolifica dal punto di vista delle abbreviazioni e
delle forme ipocoristiche).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Secondo Minervini 446 Sciusco è una variante di
Scioscia
(cfr.) |
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SCIUTERI
SCIUTI
SCIUTO |
Sciuti, quasi unico, sembrerebbe dovuto ad errori di
trascrizione di Sciutti (vedi SCIUTTI) o di Sciuto, che è un
cognome tipicamente siciliano, con un ceppo importante nel
catanese, ma presente in misura significativa anche nel ragusano
e siracusano, nel messinese, ennese, palermitano e trapanese,
Sciutteri è tipico di Messina, si possono proporre due ipotesi,
la prima è che si tratti di un soprannome attribuito al
capostipite, originato dal termine dialettale
sciuto (secco),
mentre secondo altri si potrebbe ipotizzare una derivazione
dall'aferesi del termine
nìesciuto (uscito,
ma anche nato, rampollo).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Sciuto è un cognome siciliano dalla voce dialettale 'sciutu'
= uscito. |
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SCIUTTI
SCIUTTO |
Sciutti, abbastanza raro, è tipicamente ligure, di Genova in
particolare, Sciutto è molto comune nell'area alessandrino,
genovese, ma anche nell'astigiano, cuneese e savonese,
dovrebbero derivare da un soprannome attribuito ai capostipiti,
originato dal termine dialettale ligure
sciüto (asciutto,
secco, estremamente magro),
probabilmente a causa della loro eccessiva magrezza. |
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SCIVARO |
Ormai quasi scomparso, il cognome Scivaro sembrerebbe originario
di Frigento nell'avellinese dovrebbe essere molto antico e
risalire all'epoca medioevale, dovrebbe derivare da un
soprannome originato dal termine medioevale germanico a.a.t.
scivaroht
(scheggia, frammento)
e per estensione spaccapietre,
probabile occupazione del capostipite. |
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SCIVETTI |
Molto
raro è specifico di Giovinazzo (BA), dovrebbe derivare da un
soprannome dialettale. |
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SCIVITTARO |
Scivittaro è caratteristico del barese, di Bari e di Bitonto,
l'origine etimologica è oscura, si potrebbe ipotizzare una
derivazione da un soprannome basato su di un'alterazione
dialettale del termine latino
civitas (città,
cittadinanza), ad indicare
forse un'appartenenza del capostipite all'organizzazione
amministrativa cittadina, una seconda ipotesi, più probabile,
propone una derivazione da un soprannome dialettale basato
sull'alterazione del termine medioevale germanico a.a.t.
scivaroht
(scheggia,
frammento) usato in epoca
medioevale in Puglia, forse ad indicare che il mestiere del
capostipite fosse quello di
spaccapietre o dello
scalpellino. |
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SCLAFANI |
Sclafani, decisamente siciliano, è specifico dell'area che
comprende il palermitano e l'agrigentino, dovrebbe derivare dal
toponimo Sclafani Bagni nel palermitano, probabilmente originato
dal termine latino scaphula
(piccola barca),
a sua volta derivato dal vocabolo greco
scapha (barca,
imbarcazione). |
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SCLAPARI |
Sclapari,
decisamente calabrese, molto raro, è specifico di Montebello
Jonico nel reggino, di origini etimologiche oscure. |
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SCLAVERANO |
Sclaverano è tipico di Torino, dovrebbe derivare dal nome
dialettale del paese di Chiaverano nel torinese, l'aggiunta
della S-
iniziale epentetica ha puro motivo eufonico. |
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SCOCCA
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Scocca è tipico dell'area che comprende il beneventano, con
Pietrelcina, Benevento e Buonalbergo, ed il campobassano con
Gambatesa e Campobasso, l'origine etimologica è dubbia, potrebbe
derivare da un nome normanno di mestiere basato sul termine
escohier
(scuoiatore, pellettiere),
ma molto più probabilmente dovrebbe derivare da un soprannome
originato dal termine longobardo
skokka (ronzino,
cavallo da tiro). |
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SCOCCIMARRA
SCOCCIMARRO
SCOCIMARRO
SCUCCIMARRA
SCUCCIMARRI
SCUCCIMARRO |
Scoccimarra, assolutamente rarissimo, potrebbe essere abruzzese,
Scoccimarro è tipicamente pugliese di Trani nel barese in
particolare, Scocimarro è estremamente raro, Scuccimarra ha un
ceppo nel foggiano, uno in Abruzzo ed uno nel Lazio,
Scuccimarri, abbastanza raro, ha un ceppo nel barese a
Sannicandro di Bari, Scuccimarro sembrerebbe romano, ma di
origine pugliese, dovrebbe trattarsi di varie forme di
un'italianizzazione del nome arabo
Sheikh Ammar,
forse arrivato dall'Albania già come cognome, un'altra ipotesi,
più probabile, dato il territorio dove è distribuito, li fa
derivare da soprannomi composti dal termine
marra (zappa),
che starebbero ad indicare dei lavoratori dei campi, probabile
mestiere dei capostipiti, cioè di coloro che
scocciavano
(rompevano)
il terreno con la zappa. |
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SCODANIBBIO |
Scodanibbio, molto raro, sembra specifico di Macerata, dovrebbe
derivare da un soprannome scherzoso nato dall'unione dei termini
scodare
(togliere la coda o meglio le
penne caudali) e
nibbio (un
rapace falconiforme),
probabilmente ad indicare un capostipite molto determinato e
puntiglioso. |
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SCODELLARI
SCODELLARO
SCOTELLARO
SCUDELLARI
SCUDELLARO
SCUTELLARI
SCUTELLARO |
Scodellari, molto molto raro, parrebbe del veronese, Scodellaro
ha un nucleo friulano tra San Martino al Tagliamento, Zoppola
(PN) e Codroipo (UD) con un ceppo primario anche a Napoli,
probabilmente dovuto ad errori di trascrizione di Scotellaro che
ha un ceppo a Napoli, uno a Casaletto Spartano e Sapri (SA) ed
in Puglia a Candela (FG) e Ortelle (LE), Scudellari ha un ceppo
nel bresciano ed uno nel ravennate, Scudellaro ha un ceppo
veneto, in particolare nel padovano, ed uno nel napoletano,
Scutellari è quasi scomparso, Scutellaro, quasi unico è del
napoletano, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a
Parma nel 1500 con Giacomo Scutellari di antica e nobile
famiglia parmense medico del marchese Sforza Pallavicino, nel
1700 troviamo a Roma l'incisore Ioannes Scotellarius:
"...Aloisius Persius et Ioannes Scotellarius officinatores
Giunchiani...".
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Scodellari, molto raro, sembra essere originario del veronese,
Scodellaro è diffuso soprattutto nel pordenonese e nel
napoletano, Scotellaro ha ceppi maggiori nel napoletano, nel
salernitano, nel leccese e nel foggiano, tutti questi cognomi
derivano da varianti arcaiche o dialettali del termine
scodellaio, col significato di fabbricante o venditore di
scodelle. Si tratta, dunque, della cognominizzazione di nomi di
mestiere attribuiti ai capostipiti. Un'ultima aggiunta: in onore
di un grande poeta italiano dell'XX secolo, va ancora ricordata
la figura di Rocco Scotellaro (nato a Tricarico, Matera, nel
1923 e morto a Portici, Napoli, nel 1953), forse il primo vero
simbolo poetico della società contadina italiana. |
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SCOFANO |
Scofano è
specifico del cosentino, di Fuscaldo, Paola e Rende, potrebbe
derivare da un nome arcaico di località dedicata alla presenza
di un tempio Sacrum Fanum (sacro tempio) contratta poi in
Scofano situata nelle vicinanze di Fuscaldo. |
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SCOGLIO |
Molto
raro, ha un'origine possibile nella zona dello stretto di
Messina e nel Catanese, ma presenta nel sudmilanese e lodigiano
un ceppo che potrebbe anche essere originario, potrebbe derivare
dal toponimo Scoglitti nel ragusano. |
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SCOGNAMIGLIO
SCOGNAMILLO |
Scognamiglio è tipico campano in particolare della zona
orientale di Napoli e dei comuni vicini come Portici (dove
risulta essere il cognome più diffuso), San Giorgio a Cremano,
Ercolano e Torre del Greco, Scognamillo, decisamente più raro, è
più propriamente napoletano, ma ha un ceppo anche a Castellabate
(SA) ed uno ad Alghero, derivano da soprannomi dialettali
originati dal vocabolo scugnà
(trebbiare)
e si riferiscono all'attivita di trebbiatore di cereali. |
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SCOLA
SCOLARI
SCOLARIS |
Scola
abbastanza raro è distribuito a macchia di leopardo in Italia,
Scolari è specifico della Lombardia e del veronese, Scolaris,
quasi unico, sembrerebbe originario dell'alto Friuli, questi
cognomi derivano da soprannomi legati al vocabolo tardo latino
schola (scuola), forse con riferimento all'appartenenza ad un
gruppo di discepoli di un mastro artigiano. Scolari è presente
come cognome fin dal medioevo. Nel "Cronica delle cose
occorrenti ne' tempi suoi", Dino Compagni cita una famiglia
Scolari de' Lamberti: "...Del mese d'aprile 1302, avendo fatti
richiedere molti cittadini ghibellini, e guelfi di Parte bianca,
condannò gli Uberti, la famiglia degli Scolari, de' Lamberti,
delli Abati, Soldanieri, Rinaldeschi, Migliorelli, Tebaldini: e
sbandì e confinò tutta la famiglia de' Cerchi; ...",nella
primavera del 1333 viene menzionato Ciupo degli Scolari come
capo di una banda di Pisani, nel novembre del 1411 l'imperatore
Sigismondo inviò in Friuli 12 mila ungheri, capitanati dal
fiorentino Pippo Scolari, nel 1450-60 troviamo un don Pietro
Scolari in quakutà di parroco di Calvisano (BS), nel 1480
Traiano Scolari de Parma è Capitano della Martesana, nel 1650-70
troviamo citato in un contratto di affitto di un pascolo il
pecoraro Francesco Scolari di Bianzone (SO). |
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SCOLAVINO |
Scolavino
è tipicamente campano, del napoletano e di Napoli in
particolare, dovrebbe derivare da un soprannome attribuito al
capostipite per le sue intemperanze nel bere. |
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SCOLLO
|
Originario del sud della Sicilia.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Cognome che deriva dal dialetto siciliano 'scoddu',
calabrese 'scollu'
= apertura da collo della
camicia, scollo. Fonte: G.
Rohlfs, Diz. storico dei cogn. nella Sicilia orientale, 1984. |
|
SCOLZ
|
Assolutamente rarissimo, specifico della zona di che da Udine
arriva a Latisana in Friuli, dovrebbe derivare dal cognome della
Slesia Scholzen o Scholtzen. |
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SCOMPARIN
SCOMPARINI |
Scomparin, decisamente veneto, è specifico del trevisano, di
Silea, Roncade, Treviso, Mogliano Veneto, Casale sul Sile,
Preganziol, Carbonera, Villorba e Paese, e del veneziano, di San
Donà di Piave, Eraclea, Venezia, Musile di Piave e Iesolo,
Scomparini, praticamente unico, è dovuto ad un'errata
registrazione anagrafica del precedente, dovrebbe derivare da un
soprannome dialettale riferito probabilmente ad una corporatura
molto gracile dei capostipiti. |
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SCONDA
|
Sconda, molto raro, è specifico di Cessaniti nel vibonese in
Calabria, dovrebbe derivare dal nome medioevale germanico
Skonda,
una forma contratta derivata a sua volta dal vocabolo a.a.t.
skoonida
(bellezza),
Skonda è anche un cognome austroungarico. |
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SCONFIETTI |
Sconfietti, molto raro, è specifico della zona che abbraccia le
aree di confine del pavese, lodigiano e milanese, dovrebbe
derivare da un soprannome basato sul verbo dialettale lombardo
sconfià
(soffiare, soffiarsi),
forse perchè i capostipiti di mestiere lavorassero ai mastici di
una fonderia o presso un fabbro. |
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SCONZA
SCONZO |
Sconza ha un ceppo campano a Pontecagnano Faiano nel
salernitano, ed uno calabrese nel cosentino, ad Amantea, Cassano
allo Ionio e Rende, Sconzo è tipicamente siciliano, di Palermo e
Valledolmo nel palermitano, dovrebbero derivare da un soprannome
dialettale basato sul termine
sconz* (guasto,
andato a male). |
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SCOPA
SCOPPA
SCOPPI
SCOPPIO |
Scopa ha un piccolo ceppo nell'urbinate in particolare ad
Urbino, ed uno a Vasto nel teatino, Scoppa ha un ceppo tra
maceratese, ascolano e teramano ed uno nel napoletano, Scoppi,
quasi unico, sembrerebbe marchigiano, Scoppio, molto raro, è
specifico del barese, potrebbero derivare dal nome greco
Scopius
(Scopius padre di Alcidocus è uno dei discendenti di Ercole); è
pure possibile che in qualche caso derivino da un nome di
località, come il monte bulgaro
Scopius, della
cognominizzazione di questo nome si hanno tracce ad esempio nel
1600 con lo scrittore Gaspare Scopius. |
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SCOPECE |
Scopece è specifico di Foggia, dovrebbe derivare da un
soprannome grecanico basato sul verbo greco antico σκοπέω
skopeo (osservare, guardare),
soprannome probabilmente riferito alla posizione di sentinella o
guardiano di un posto di osservazione contro gli attacchi
saraceni, forse il mestiere del capostipite. |
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SCOPELLITI |
Scopelliti ha un ceppo tra reggino e messinese ed uno
nell'agrigentino, può derivare da una forma neogreca in
ita
dell'etnico del toponimo Scopello (TP), ma è più probabile che
derivi invece da un soprannome originato dal vocabolo greco
skopelos
(scoglio corallino),
forse perchè la famiglia abitava in prossimità di una scogliera
(vedi anche SCHIPELLITI). |
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SCOPIGNI
SCOPIGNO |
Scopigni è quasi unico, Scopigno è tipicamente laziale, di Rieti
e Città Ducale nel reatino e di Roma, dovrebbero derivare dal
nome medioevale di origini germaniche
Scopenius. |
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SCORCU
SCROCCU |
Entrambi decisamente sardi e molto rari, Scorcu è tipico di
Tortolì nell'Ogliastra, mentre Scroccu è più specifico di
Muravera nel Cagliaritano.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
SCORCU e SCROCCU: hanno la stessa radice:
s-croc-
probabilmente dal norvegese krokr o anche dal tardo latino
croccus,
o ancora dall'italiano s-crocco.
Appare come radice anche senza la "s", "croc" o "crocr". In
entrambi i casi si tratta di una voce onomatopeica. Mi viene in
aiuto la mia infanzia trascorsa tra la scuola e la falegnameria
di mio padre: "Pinucciu, bai a su de tziu Peppinu Froris a mi
comporai un' scroccu po custa credentzèdda"! "Pinuccio - così mi
chiamava mio padre - vai dal signor Peppino Floris (negozio di
ferramenta) a comprarmi uno scrocco per questo armadietto"! Uno
scroc©o = una piccola serratura a scatto. I cognomi Scorcu e
Scroccu non hanno niente a che vedere con scrocco, scroccare,
scroccone, nel senso prendere soldi o altro, "a buon mercato".
Sia in campidanese che in logudorese abbiamo inoltre croccu,
nello stesso significato di scroccu. Attualmente SCORCU è
presente soli 5 Comuni italiani, di cui 1 in Piemonte: Fossano
(Cuneo) con 3 e 4 in Sardegna: Tortolì 25, Lotzorai 3, Cagliari
3, Thiesi 3. SCROCCU è presente in 7 Comuni d'Italia, di cui 1
in Piemonte, 1 in Veneto e 5 in Sardegna: Muravera 28, Cagliari
8, San Vito 5, Selargius 3, Perdasdefogu 3. Non l'abbiamo
ritrovato nei documenti antichi in nostro possesso. |
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SCORDIA
SCORDIO
SCORDO |
Scordia e Scordio, rarissimi, della zona che comprende Calabria
e Sicilia e Scordo tipico del reggino e della Sicilia orientale,
dovrebbero derivare da soprannomi originati dal vocabolo greco
skordo
(aglio) o anche da italianizzazioni del cognome greco Skordas
con la stessa derivazione. Traccia di queste cognominizzazioni
le troviamo a Bovalino (RC) con un certo Antonio Scordo cui
viene affidata per l'anno 1697 la Catapania di Bovalino (la
Catapania era il diritto di poter perseguire tutti i reati
commessi in materia di frode fiscale). |
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SCORLETTI |
Molto
raro è tipico della Lombardia sudoccidentale, dovrebbe derivare
da un soprannome dialettale. |
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SCORNAIENCHI
SCORNAIENGHI
SCORNAJENCHI
SCORNAJENGHI |
Sia
Scornaienchi, molto molto raro, come Scornaienghi, che
Scornajenchi, quasi unico, come Scornajenghi, sono specifici di
Cosenza ed area circostante, dovrebbero derivare da un
soprannome dialettale derivato dal mestiere di
macellaio
o ammazza bestie, scorna (intuitivo)
ienchi
(bestie, derivato da iovencus
= bovino). |
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SCORNAVACCA
SCORNAVACCHE
SCORNAVACCHI |
Scornavacca ha un ceppo siciliano, soprattutto a Catania ed uno
nel cosentino, Scornavacche, decisamente siciliano, ha un ceppo
principale a Centuripe, Nicosia e Regalbuto nell'ennese ed a
Ramacca nel catanese, Scornavacchi, rarissimo, è probabilmente
dovuto ad errori di trascrizione dei precedenti, dovrebbero
tutti derivare da soprannomi attribuiti a dei macellai,
probabile mestiere dei capostipiti. |
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SCORPIO |
Assolutamente rarissimo, sembra specifico della zona di
Pietravairano (CE), potrebbe derivare dall'appartenenza del
capostipite alla Guardia Pretoriana del cui corpo lo Scorpione
era l'emblema.
integrazione e ipotesi
fornite da Gerardo de Scorpio
da informazioni contenute in una pergamena risulta che nel 1250
nel milanese esisteva una famiglia Scorpio dalla quale
discendono gli attuali Scorpio di Pietravairano (CE), i quali
agli inizi del 900 hanno acquistato il de' o dei o degli come
patronimico. |
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SCORPO
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Molto
molto raro sembra specifico del siracusano e dell alto catanese,
zona di Siracusa, Solarino e Floridia, Maniache e Bronte,
dovrebbe derivare dal conomen latino Scorpus di cui abbiamo un
famosissimo esempio in un epigramma di Marco Valerio Marziale
(40d.C.-104): "...Iam parce lasso, Roma, gratulatori, lasso
clienti. Quamdiu salutator anteambulones et togatulos inter
centum merebor plumbeos die toto, cum Scorpus una quindecim
graves hora ferventis auri victor auferat saccos? Non ego meorum
praemium libellorum -Quid enim merentur?- Apulos velim campos;
non Hibla, non me spicifer capit Nilus, nec quae palude delicata
Pomptinas ex arce clivi spectat uva Setini. Quid concupiscam
quaeris ergo? Dormire. " cognomen che troviamo anche citato in
una lapide di epoca augustea: "Aug(usti) lib(erto) tabul(ario) /
Symphorus et / Scorpus liberti / et heredes patron(o) / bene
merenti / fecer(unt)", ma è pure ipotizzabile un'origine da nomi
di località, come esiste ad esempio uno Scorpo di Supersano (LE)
potrebbe essere esistita una località con lo stesso nome nella
Sicilia sudorientale. |
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SCORRANO |
Scorrano
ha un ceppo nel pescarese, in particolare a Pescara e Pianella,
che dovrebbe derivare dal nome del paese di Scorrano nel
teramano, ed uno nel Salento, soprattutto nel leccese a
Casarano, Taurisano, Sannicola, Gallipoli, Lecce, Ugento,
Parabita ed Alezio ed a Manduria nel tarantino, che dovrebbe
derivare dal nome del paese di Scorrano nel leccese. |
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SCORSESE
SCORZESE |
Scorzese
è praticamente unico, Scorsese sembrerebbe ormai scomparso in
Italia, potrebbero derivare dal toponimo ragusano Scorsone, o
anche dal nome della località Scorza nell'avellinese. |
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SCORZA
SCORZO |
Scorza
sembrerebbe tipico del cosentino, con un possibile ceppo forse
secondario in Liguria, Scorzo, estremamente raro è specifico
dell'alto cosentino, dovrebbero derivare da un soprannome legato
al vocabolo scorza (corteccia) o scorzare (scorticare), ma è
pure possibile che derivino da nomi di località come il monte
che troviamo citato in un testo del 1100, dove si legge: "...et
dicit patrem suum incisisse tunc in bucca de riz Scorzo (monte
Scorzo) ligna duobus hominibus ...", o l'agglomerato di Scorzo
nel Cilento. |
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SCORZELLI
SCORZIELLO |
Scorzelli è specifico del Cilento, di Albanella, Roccadaspide,
Capaccio, Altavilla Silentina e Salerno, Scorziello, tipicamente
campano, sembrerebbe specifico delle medesime località del
salernitano, di Roccadaspide soprattutto, di Albanella,
Battipaglia, Capaccio e di Altavilla Silentina, dovrebbe
trattarsi di forme etniche originate dal toponimo di Scorzo nel
Cilento, una frazione di Sicignano degli Alburni; ricordiamo
inoltre che lo scorzo
era, nello Stato Pontificio, un'antica unità di misura agraria
pari a poco più di un decimo di ettaro, ed anche una misura di
capacità per cereali pari a circa tredici litri e mezzo. |
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SCOSTA
|
Scosta è specifico di Narni nel ternano, dovrebbe derivare da
nomi di località come ad esempio Macchia Scosta nel romano, o da
un altro luogo simile, dove il termine
scosta
stia per nascosta. |
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SCOTON
SCOTTON |
Scoton, quasi unico, è probabilmente dovuto ad un errore di
trascrizione di Scotton, che è decisamente veneto, molto diffuso
in tutta l'area vicentina, ma anche nel trevisano, nel padovano
e nel veneziano, dovrebbe derivare dall'aferesi di modificazioni
del nome Francesco, da Francesco a Francescotto, poi per aferesi
a Scotto quindi la forma accrescitiva dialettale Scotton.
integrazioni fornite da
Tibère Gheno - France
Scotton e Scoton : cognome del nord Italia : Veneto e Lombardia.
In Veneto troviamo gli Scotton nel vicentino al nord-est e nel
trevigiano al nord-ovest e al sud-est come a Venezia. C'è un
ceppo prolifico nel Canale di Brenta ma non è ad escludere la
presenza di altri ceppi. Le presenze riscontrabili in Lombardia
e nelle altre regioni d'Italia sembrano essere il risultato
dell'emigrazione nella prima metà del 1900. In Francia nel
periodo dal 1891 al 1990 sono nati 223 Scotton e 59 di questi
hanno preso la nazionalità francese. Le grafie Scoton, Scotoni,
Scottoni sono per la maggior parte il risultato di errori degli
Ufficiali di Stato Civile o un italianizzazione del cognome.
Origine : Le prime tracce riportano di un Pietro Scoto fu
Gualtiero che troviamo come testimonio negli atti del 22.06.1400
e del 17.07.1400. Pietro nasce circa nel 1345 e muore prima del
1418, suo padre Gualtiero era nato circa nel 1310 ed era gia
morto nel 1400. Pietro ha un fratello Domenico conosciuto come
Domenico Gualtieri è testimonio nell'atto del 22.06.1400. Queste
persone vivevano a Gualiva, ora contrada di Campolongo sul
Brenta ma allora parrocchia di Oliero. Alla terza generazione è
citato in un atto del 23.01.1418 Simeone fu Pietro Scoti,
Simeone nasce circa verso il 1370 o 1380 e muore prima del 1432.
Da Simeone nascono cinque figli, Domenico, Nicolo, Stefano,
Lazaro e Martino, I quattro ultimi si spostano a San Nazario
come testimonia una serie d'atti fra il 09.02.1443 e il
15.05.1454. In questi atti loro sono chiamati Scoto, Scoti,
Scoton o Schoto. L'insediamento di questa famiglia a San Nazario
avviene in contrada Sarzè poi, nelle generazione successive, si
diffondono nelle contrade Merlo, Casteletti, Pianaro, e Lanari.
Fuori di San Nazario gli Scotton si diramano a Solagna,
Valstagna, e nell'aera bassanese ma anche nel vicino trevigiano.
Etimologia : quella di un diminutivo di Francesco, nome
utilizzato nella famiglia Scotton per la prima volta circa nel
1650. E un origine etnica scozzese : Nella rivista francese
"l'Intermédiaire des Chercheurs et Curieux", anno 1974, n° 278,
colonna 438 sotto il soggetto "Ilots ethniques" (Isolati
etnici) l'autore spiega che, secondo una rivista inglese (senza
altri riferimenti !) e non viene indicata nessuna data, c'erano
in Italia, al nord del Lago di Como, scozzesi che vi si
sarebbero installati dopo essere rimasti bloccati dalla neve
sulla via del ritorno verso casa; l'autore aggiunge che qualche
cognome scozzese è ancora presente : Scott, Gordon e Murray.
Un'altra ipotesi porta a considerare la possibilità di una
derivazione dall'etnico germanico (todesco > todescoto > scotto
> scotton), il nome del capostipite, Gualtiero, è di origine
germanica. Il Canale di Brenta vede scendere dai Sette Comuni,
dal Trentino e dalla Germania molte famiglie che s'insediarono
in quest'area del vicentino già nel 1500. La sponda destra del
Brenta : Campese, Campolongo sul Brenta, Valstagna, videro più
particolarmente insediarsi, nel 1300 e 1400, famiglie di
Lusiana, Foza, e Gallio dove la popolazione era quasi
esclusivamente di origine cimbrica provenienti da diverse parte
della Germania del sud.
Bibliografia :
Archivio di Stato di
Vicenza e Bassano del Grappa, Fondo Notarile di Bassano,
archivi parrocchiali del
Canale di Brenta, etc.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Oltre alla ipotesi probabile 'diminutivo di
Francesco',
e quella, a mio parere meno verosimile, 'proveniente dalla
Scozia', è forse opportuno aggiungere quella di D. Olivieri
(Cognomi della Venezia Euganea, p. 208) secondo il quale per
Scotton si potrebbe considerare valido il termine
scotón
che in Friuli significa chi fa
la polenta e nei Sette Comuni
(Asiago, VI) chi fa le ricotte
dal lat. excocta. |
|
SCOTTI
SCOTTO |
Scotti è
specifico lombardo, con un possibile ceppo secondario nel
napoletano, Scotto di origine ligure, presenta ceppi secondari
nel grossetano e nel napoletano, non è da escludersi in qualche
caso un origine irlandese, gli Scoti erano una tribù celtica che
in principio risiedeva in Irlanda e che, in un secondo tempo,
invase la parte settentrionale dell'isola britannica (attuale
Scozia). Gli Scotti, nobile famiglia piacentina sono citati fin
dal XII° secolo. Un'altra più comune possibilità è la
derivazione di questi cognomi dall'aferesi di nomi medioevali
quali Brasco, Brunellesco, Fiesco, Fosco, oppure da indicatori
etnici come tedesco. |
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SCOVERO |
Scovero, molto molto raro, ha un piccolo ceppo piemontese, in
particolare a Montafia nell'astigiano, ed uno ancora più piccolo
a Genova, dovrebbe derivare dall'italianizzazione del soprannome
e nome medioevale Scoperius
di cui abbiamo un esempio con un certo Albertinus Scoperius,
registrato neò 1233 a Cairo Montenotte nel savonese.
integrazioni fornite da
Daniele Zaia
Scovero deriva dal nome, piemontese, di una professione
scomparsa, "scué",
ossia: "fabbricante di scope e
di ramazze" |
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SCOZZAFAVA
SCOZZAFAVE |
Scozzafava è tipico di Catanzaro, Scozzafave è praticamente
unico ed è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione.
ipotesi fornite da
Stefano Ferrazzi
Scozzafava ha un nucleo principale nel catanzarese e ceppi
secondari per lo più fra il nord e il centro nord del paese,
Scozzafave, unico, è presente soltanto a Castrolibero (CS),
entrambi questi cognomi derivano dall'antico italiano
scozzafava, col significato
letterale di sgusciafava,
ad indicare molto probabilmente il mestiere di colui che si
occupava di togliere le fave dal baccello, una volta che queste
venivano raccolte: l'origine della radice
scozza-,
infatti, va ricercata nel verbo
scozzare (letteralmente:
privare della coccia,
altrimenti detta scorza, guscio), una variante arcaica, cioè,
del verbo sgusciare. In conclusione, allora, si tratta delle
cognominizzazioni di nomi di mestiere attribuiti ai capostipiti. |
|
SCOZZESE
SCOZZESI |
Scozzese,
molto molto raro, è presente soprattutto al sud, Scozzesi,
altrettanto raro è dell'area lombardo emiliana, dovrebbero
derivare dall'etnico di Scozia, ad indicare probabilmente la
provenienza del capostipite da quella nazione. |
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SCRASCIA |
Scrascia è specifico del leccese e del brindisino, in
particolare di Galatone nel leccese e di Latiano nel brindisino,
potrebbe derivare da soprannomi originati dal termine albanese
shkarje
(frana),
forse ad indicare che nei pressi del luogo di provenienza del
capostipite vi fosse una zona franosa, ma molto più
probabilmente deriva da un'apocope del nome albanese
Krashnik,
con l'aggiunta di una S-
epentetica. |
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SCRIBONI
SCROBOGNA |
Scriboni ha un ceppo nel Piceno, uno nel viterbese ed uno nel
romano ed a Roma, Scrobogna ha un ceppo fiumano ora presente a
Trieste e presenze sparse in giro per l'Italia, dovrebbero
derivare direttamente o tramite un'alterazione dialettale dal
nome della Gens
plebea Scribonia. |
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SCRIMENTI |
Scrimenti
è specifico di Palermo, di origine etimologica oscura. |
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SCRIMIERI |
Scrimieri ha un ceppo pugliese a Galatina, Cutrofiano e Lecce
nel leccese ed a Taranto, dovrebbe derivare dal termine
medioevale scrimiere
(schermidore),
leggiamo in un volume sull'arte militare del 1603 a Napoli:
"...Essercitio militare, il quale dispone l'huomo à vera
cognitione del scrimire di spada, e dell'ordinare l'essercito à
battaglia...". |
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SCRITTORE
SCRITTORI |
Cognomi
assolutamente rarissimi, sembrano tipici del nordest, con
presenze anche nel centrosud, dovrebbero derivare dal mestiere
di scrivano del capostipite. |
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SCRIVANI
SCRIVANO |
Scrivani
ha un ceppo lombardo a Milano e nel sud milanese, un ceppo a
Piacenza e nel piacentino, ed uno a Pineto e Giulianova nel
teramano, Scrivano ha un ceppo nel cosentino a Spezzano della
Sila, Casole Bruzio, Cosenza e Celico, ed in Sicilia ha ceppi a
Palermo e Balestrate nel palermitano, a Gela nel nisseno ed a
Randazzo nel catanese, questi cognomi dovrebbero derivare da
soprannomi originati dal mestiere di scrivano svolto dai
capostipiti. |
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SCROCCARELLI
SCROCCARELLO |
Scroccarelli sembrerebbe unico e dovrebbe essere del pescarese,
Scroccarello è tipico del teatino, molto raro, è presente a
Chieti, Casalincontrada, Bucchianico e Francavilla al Mare, do
vrebbe derivare da un soprannome originato probabilmente
dall'abitudine del capostipite di fruire di beni o di servizi ad
ufo (a sbafo). |
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SCROFANA
SCROFANI
SCROFANO |
Scrofana, quasi unico è siciliano, Scrofani, molto diffuso, è
tipicamente siciliano, di Ragusa in particolare e di Lentini,
Palazzolo Acreide e Siracusa nel siracusano, di Catania e
Mazzarrone nel catanese, Vittoria, Comiso, Acate e Scicli nel
ragusano e di Palma di Montechiaro nell'agrigentino, Scrofano,
molto più raro, è specifico del siracusano, di Portopalo di Capo
Passero e di Pachino, dovrebbero derivare da un soprannome
basato sul termine dialettale siciliano
scròfanu
(scorfano),
forse a sottolineare la bruttezza dei capostipiti o magari la
loro bontà. |
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SCRUGLI |
Scrugli ha un ceppo a Roma, uno piccolissimo a Nuoro ed uno
altrettanto piccolo nel valentiano ed a San Ferdinando nel
reggino, potrebbe derivare da nomi di località come la frazione
di Scruglio a Ripacandida in Lucania, o più probabilmente Punta
Scrugli a Vibo Valentia, o semplicemente da luoghi dove fossero
accaduti degli scrugli
(termine dialettale arcaico per
crollo o
piccola scossa di terremoto),
probabili luoghi d'origine dei capostipiti, troviamo tracce di
questa cognominizzazione a Tropea fin dal 1500, un certo
Francesco Scrugli è notaio a Tropea dal 1549 al 1602, tra i
personaggi di rilievo citiamo Napoleone Scrugli (1803-1883),
nativo di Tropea che ricoprì l'incarico di senatore del Regno
d'Italia. |
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SCUBLA
|
Scubla è tipicamente friulano, dell'udinese, di Attimis, Udine,
Povoletto e Nimis. dovrebbe derivare dal nome medioevale
burgundo (i burgundi erano una tribù germanica orientale
proveniente dalla Scandinavia)
Skubila, o anche
dall'ipocoristico del vocabolo medioevale germanico
skub (spinta),
potrebbe inoltre derivare dal nome del popolo degli Scubilingi
nella Francia centrale. |
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SCUCCHIA |
Molto
raro sembra specifico del rietino, zona tra i comuni di
Collevecchio (RI) e Magliano Sabina (RI). |
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SCUDELER |
Scudeler
è specifico del trevigiano, di Castelfranco Veneto, Casale sul
Sile e Casier, e di San Michele al Tagliamento nel veneziano,
dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine
dialettale per scodellaio o produttore di scodelle. |
|
SCUDERA
SCUDERI
SCUDERO
SCUDIERI
SCUDIERO |
Scudera, assolutamente rarissimo, è specifico della provincia di
Caltanissetta, Scuderi è tipicamente siciliano, Scudero, quasi
unico è del atanese, Scudieri è napoletano, Scudiero ha un ceppo
nel napoletano, uno nel cosentino ed uno nel padovano, derivano
tutti dal mestiere di scudiero, assistente addetto a portare lo
scudo. Tracce di quest'uso si rinvengono nel
Codice Diplomatico della Lombardia
Medioevale, in una
Carta pacti et transactionis
del 1182: "...Gufredus magister de Landriano et Iohannes de
Magistro et Iohannes Scuderus et Martinus Balbus et Iohannes de
Saltu et Sarexinus et alii quam plures....". |
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SCULCO
|
Sculco è specifico del crotonese, di Crotone, Strongoli, Cirò
Marina e Santa Severina, dovrebbe derivare da un soprannome
originato dal termine greco antico σκύλακος scùlakos (cagnolino),
la località italiana d'origine del cognome è Papanice, paese
fondato da Aramet Sculco con la sua famiglia, che unitamente ad
altre sette famiglie e ad un prete, provenienti da Negroponte,
antico nome veneziano dell'isola greca di Εϋβοια (Eubea in
italiano), per sfuggire alle continue incursioni saracene, nel
1409 trovò riparo sulle coste calabresi, dando avvio alla
nascita del paese che prese poi il nome di Papanice (che
significa la vittoria del prete). Astamet Sculco nel 1418
ottenne privilegi gentilizi dalla Regina Giovanna IIa, quattro
anni dopo suo figlio Polidoro ricevette dalla stessa Regina il
Cingolo dello Speron d'Oro, successivamente Carlo V° concesse
alla famiglia di essere iscritta tra i Nobili di Crotone e
Filippo II° nel 1660 insignì l'erede di questa famiglia Giovanni
Andrea Sculco del titolo di Duca di Santa Severina.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Sculco è cognome calabrese che viene dall'antico italiano 'scolca'
= posto di guardia,
dal germanico 'skulka'
= spia.
Rohlfs 243. |
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SCUNDI
|
Scundi
sembrerebbe calabrese, ha un piccolo ceppo nel reggino a Bianco,
dovrebbe derivare dal nome del torrente Scundo situato nei
pressi di Pianopoli nel catanzarese, probabile area di
provenienza del capostipite. |
|
SCUOR
|
Scuor, estremamente raro, è dell'udinese, dovrebbe derivare da
modificazioni dialettali del termine slavo
sirek (granturco)
da cui è derivato ad esempio anche il cognome Koruza (vedi
KORUZA) |
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SCUOTTI
SCUOTTO |
Scuotti, praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad un'errata
trascrizione di Scuotto, che è specifico del napoletano, di
Napoli e Caivano soprattutto, con ceppi anche a Casalnuovo di
Napoli, San Giorgio a Cremano, Marano di Napoli, Arzano,
Casavatore, Torre del Greco, Meta e Casoria, che dovrebbe
derivare da una forma etnica dialettale del termine arcaico
scoto,
riferibile a capostipiti provenienti dalla Scozia o
dall'Irlanda. |
|
SCURATI
SCURATTI |
Scurati è originario del nord milanese, Scuratti è tipicamente
milanese, probabile una derivazione da soprannomi legati o al
vocabolo obscurus
(scuro, nascosto),
facendo riferimento o a caratteristiche fisico, comportamentali,
o di località o più facilmente legati al vocabolo dialettale
scüratt, schiratt
(scoiattolo),
forse ad indicare caratteristiche di velocità ed agilità del
capostipite. |
|
SCURCI
|
Molto
raro è tipico abruzzese, della zona tra Chieti ed alto
pescarese, deriva da un soprannome dialettale originato dalla
bassa statura del capostipite. |
|
SCURI
SCURO |
Scuri si distribuisce nell'area che dalla bergamasca, attraverso
il milanese, arriva fino al pavese, Scuro è tipicamente
pugliese, di Manfredonia nel foggiano, di Barletta nel barese,
di Massafra nel tarantino e di Carpignano Salentino nel leccese,
dovrebbero derivare da soprannomi legati al vocabolo
obscurus
(scuro, nascosto),
facendo riferimento a caratteristiche fisico comportamentali dei
capostipiti, o della loro località di provenienza. |
|
SCURIA
SCURRIA |
Scuria, praticamente unico, è una forma alterata del cognome
Scurria, che è tipicamente siciliano, di Palermo e di
Castell'Umberto, Sant'Agata di Militello e San Salvatore di
Fitalia nel messinese, potrebbe derivare dal nome dell'isola di
Skurios nell'Egeo, o anche da un soprannome grecanico basato sul
termine greco antico skuros
(lastrico, pavimentazione
stradale). |
|
SCUROSU |
Scurosu è quasi unico, dovrebbe essere di origini sarde e
derivare da un soprannome originato dal termine sardo
scuriosu
o scurosu
(tenebroso, oscuro),
forse ad identificare un carattere molto riservato del
capostipite, con atteggiamenti forse scontrosi. |
|
SCUTARI |
Scutari
ha un ceppo nel veneziano, a Venezia e Chioggia, ed un ceppo nel
basso potentino a San Costantino Albanese e Francavilla in
Sinni, potrebbe derivare dal nome della città di Scutari in
Albania. |
|
SCUTARO |
Scutaro è
tipico del salernitano, di Sala Consilina, potrebbe derivare dal
fatto che il capostipite fosse un artgiano specializzato nella
produzione di scudi, o che facesse lo scudiero, ma è anche
possibile che possa derivare da un'alterazione del nome della
città di Scutari in Albania. |
|
SCUTERI
SCUTIERI
SCUTIERO
SQUITIERI
SQUITIERO |
Scuteri è
abbastanza raro ed è tipico della Calabria meridionale, Scutieri
assolutamente rarissimo è specifico del catanzarese, Scutiero è
specifico di Angri (SA), Squitieri è tipicamente campano, di
Sarno nel salernitano in particolare, ma con presenze
significative anche a San Valentino Torio e Salerno, sempre nel
salernitano ed a Palma Campania nel napoletano, Squitiero, quasi
unico è una variante del precedente, dovrebbero tutti derivare
dal fatto che il capostipite di mestiere facesse lo scudiero. |
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SCUTIFERO |
Scutifero sembrerebbe tipico del crotonese, di Casabona in
particolare, dovrebbe derivare dal termine latino
scutiferus,
cioè dall'incarico di portatore di scudo attribuito al
capostipite, leggiamo nell'Eneide:
".. Commoditas haec experimentis statim probata, effecit, ut qui
a scutis pridem hoplitae dicti fuerant, tum a pelitis Peltati
nuncuparentur. Quod scutum Cetractiam dicebatur, eiusque
scutiferus Cetratus...". |
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SCUTO |
Tipico
siciliano del catanese, deriva da un soprannome legato al
vocabolo latino scutum (scudo), normalmente stante ad indicare
non tanto uno scudiero, quanto qualcuno connesso con il mestiere
di armigero o di costruttore di scudi. |
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SCUTRA |
Scutra è specifico di Brescia e del bresciano, abbastanza raro,
dovrebbe derivare da un soprannome basato sul vocabolo latino
scutra
(pentola, caldaia),
probabilmente attribuito al capostipite perchè di mestiere
produceva o stagnava pentole o caldaie. |
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SEANO
SEIANO |
Seano, quasi unico, sembrerebbe dell'area campano, foggiana,
Seiano, ancora più raro, è abruzzese, dovrebbero derivare, anche
attraverso una contrazione, da un nome di località basato su di
un prediale con suffisso -anus
(terreno di),
riferito ad un tale Sejus,
un nome latino, o anche direttamente dal cognomen servile latino
Sejanus,
ricordiamo Lucius Aelius Seianus prefetto della guardia
pretoriana dell'imperatore Tiberio. |
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SEBASTIANELLI
SEBASTIANI
SEBASTIANO |
Sebastianelli ha un ceppo nelle Marche settentrionali, nel
pesarese a Fano, Pesaro e Mondavio, e nell'anconetano a
Senigallia, Castelleone di Suasa, Ancona, Serra de' Conti, Ostra
Vetere, Jesi e Sassoferrato, un ceppo principale a Roma e nel
romano a Genazzano, con presenze significative anche a
Palestrina, Genzano di Roma, Anzio e nel latinense a Latina e
Terracina, un ceppo è anche presente a Guardia Sanframondi nel
beneventano, Sebastiani è molto diffuso in tutto il centro con
piccoli ceppi anche al nord e nel barese, Sebastiano sembra
tipico della fascia che comprende Molise, Campania ed alta
Puglia, derivano, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome
bizantino Sebastianus,
derivazione del greco Sebastos.
Tracce di questo nome si trovano ad esempio nelle Puglie, nel
foggiano; nel 1400, in un atto si legge: "...nobiblium virorum
Ribaldi, Fredelici, Bartholomei et Sebastiani, palatium castri
Ripalte, interveniente tractatu... . abbatis monasterii Sancti
Petri de Ripalta..." ; esempio della cognominizzazione l'abbiamo
nel 1600 a Rimini dove, in un atto, si legge: "...quondam
magistri Sebastiani muratoris...". |
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SECCHI
SECCO
SECHE
SECHI
SEQUI |
Sia
Secchi che Sechi sembrerebbero avere più ceppi, in Lombardia ed
Emilia, nel genovese ed è diffusissimo in tutta la Sardegna,
Secco è decisamente veneto, molto diffuso nel vicentino,
trevisano e veneziano, con ceppi anche nel veronese, bellunese,
padovano e rovigoto, Seche, quasi unico, sembrerebbe sardo,
Sequi sembrerebbe di origini fiorentine, con un ceppo a Firenze
ed a Rufina e Pontassieve nel fiorentino ed un ceppo secondario
in Sardegna a Cagliari ed Oristano, potrebbero derivare da
soprannomi originati dalla magrezza dei capostipiti.
integrazioni fornite da
Giacomo Ganza - Villa di Tirano (SO)
potrebbe derivare dall'aggettivo sec ( vedi dizionario
bergamasco) di Antonio Tiraboschi, questa parola riferita a una
persona ne sottolinea la magrezza. A Villa (BG) Sec lo si trova
come soprannome di due famiglie.
integrazioni fornite da
Alberto Sechi
Sia Sechi che Secchi hanno la medesima origine. Il ramo sardo
può essere originato dalla Liguria. Secchi a Genova nel 1199
sono tra i firmatari del giuramento di fedeltà dei Marchesi
Malaspina, poi feudatari in Sardegna, dove il cognome è
attestato già nei Condaghi
(registri degli atti dei
conventi, sec. XI-XII) con le
diverse grafie Seke, Secke, Sechie, Sekke, poi più tardi Seche,
Sechi, Secchi e Sequi (con grafia spagnola). Attualmente diffuse
entrambe le varianti.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
SECCHI; SECHI; SECHE; SECCI; SECI: sicuramente hanno in comune
(come cognomi sardi, s'intende!) il significato e l'etimologia,
che però rimangono a noi sconosciuti, almeno per ora! Sta di
fatto che li troviamo negli antichi documenti della lingua e
della storia della Sardegna, ed anche in maniera abbastanza
diffusa. Possiamo solo tentare delle ipotesi, che restano tali
sino a prova contraria. Nella lingua sarda esistono diverse
parole che potrebbero aver dato origine al cognome, che
ritroviamo nei documenti medioevali in tutte le sue varianti.
1° > esiste in sardo il verbo
secare (centrale),
segare
(log.), segai
(camp.), nel significato di
tagliare, rompere, spezzare;
secare
in latino.
2° > il termine seiki
(centrale), seigi
(log.), sexi
(camp.) nel significato di
sedici; dal latino
sedecim.
3° > il termine sègete
(centrale che indica la biada
mietuta, la messe; dal latino
seges.
4° c'è infine il termine séneke
(centrale) che significa vecchio,
e darebbe nella forma accorciata
séke; dal
latino senex.
Infine c'è il termine siccu
= secco,
da siccare
o siccai
= seccare,
dal latino siccare.
Qualcuno suggerisce anche secchia o secchio, dall'italiano, ma
qui il secchio viene comunemente detto sa sìccia o anche
"séccia" (Santulussurgiu), che potrebbe comunque andar bene per
Secci e Seci. In questo ultimo caso anche Secchi e Sechi
potrebbero avere significato ed etimo in comune con quelli della
penisola, ma nei documenti antichi della Sardegna compare
soprattutto nelle varianti Seche, Seke, Secke, Seque (questo
ultimo potrebbe venire anche dal latino
sequi =
seguire).
E dunque su significato ed etimologia permangono incertezze. Nei
documenti antichi, nell'elenco dei firmatari della Pace di
Eleonora, LPDE del 1388, troviamo parecchie persone con questo
cognome, nelle sue varie uscite: Secce Georgio, ville Selluri,
** Selluri - Sedduri - Seddori: odierno Sanluri. Et ego Capula
Marcus .sindicus, actor et procurator ville Selluri.seu a Petro
De Castay, locuntenente capitanei et Margiano Costa,
locuntenente potestatis terre Selluri et omnibus habitatoribus
dicte terre, congregatis. X die januarii 1388; Sece Creyndeu,
jurato ville Tuyli, * Tuyli.odierno Tuili. Contrate Marmille;
Sece Joanne, ville Ecclesiarum, ** Villa Ecclesiarum.odierno
Iglesias. Et ego De Nelli Pelipaparius Ludovicus, civis et
habitator terre et Ville Ecclesiarum.sindicus, procurator
universitatis Ville Ecclesiarum.seu a Formenyino Joanne,
capitano, camerlengo Ville Ecclesiarum di Sigerro. Omnibus
habitatoribus dicte terre Ville Ecclesiarum, congregatis in
Curia Magna.in posse Virde Andree, quondam Virde Joannis de
Civitate Sasseri.nona die januarii 1388; Sece Nicolao et Piçalis
Guantino - majoribus ville Tuyli; Seche Andrea, jurato ville
Solarussa, * Solarussa .odierno Solarussa. Campitani majoris;
Seche Anthonio, jurato ville Tiesi * Tiesi.odierno Tiesi.
Contrate Caputabas; Seche Anthonio, ville Arcuèri, *
Arcuèri.odierno Ortuèri. Mandrolisay o Barbagia di Belvì; Seche
Aramo, ville Burgi, * Burgi de Gociano...odierna Burgos -
fondata da Mariano IV, padre di Eleonora. Curatorie de Anella;
Seche Barisono, majore ville Uta, * Uta (non
l'odierna).distrutto. Contrate Partis Varicati - Barigadu; Seche
Barisono, ville Meana. * Meana.odierno Meana. Mandrolisay o
Barbagia di Belvì; Seche Basilius, ville Sasseri, **
Sasseri.Sassari. Et nos Pugioni Anthonius et De Lacon
Salatinus, cives Sasseri, sindici, actores et
procuratores.Marringoni Arsòcus potestas ac capitanus civitatis
Sasseri. Omnes cives congregatis in civitate Sasseri, apud
ecclesiam Sancte Caterine.presentibus Corda Jacobo, Magnispesa
Francisco, De Mascara Francisco. In die XIII mensis Januarii
MCCCLXXXVIII - 1388; Seche Basilius,ville Sasseri; Seche
Bernardo - de Castri Januensis, ** Castri Januensis Civitas
(Castel Genovese - Castel Sardo). Omnibus habitantibus .in ville
de Coginas ... die undecima januarii .1388, in posse De Valle
Anthoni filii ; Seche Canbius - de Aristanni; Seche Comita,
jurato ville Orani, * Orani...odierna Orani. Curatorie Dore;
Seche Deodato, ville Tresnuraghes, ** TRESNURAGHES + Castri
Serravallis (Magumadas) - (nisi pastores bestiaminum et...- die
nona Januarii 1388. In posse Salari Arsoco de Bosa ; Seche Elia,
majore ville Boon, * Boon.Bono (attuale). Curatorie de Anella;
Seche Gasparo, majore ville Cuuri, * Cuuri...distrutto...presso
Ghilarza. Contrate Partis de Guilcier; Seche Gonnario, ville
Alary, * Alary. odierno Alai. Contrate Partis Varicati -
Barigadu; Seche Guantino, ville Semestene, * Semestene...odierno
Semestene. Curatorie de Costa de Valls ; Seche Guillermo,
sindicus Montis Leonis,* Montis Leonis.odierno Monteleone
Roccadoria- Contrate Caputabas; Seche Iacobus - de Aristanni ;
Seche Joanne - de Bosa ; Seche Joanne - de Castri Januensis ;
Seche Joanne - ville Terrenove- Olbia ; Seche Joanne, jurato
ville Cerfallio, * Cerfallio.odierno Zerfaliu. Campitani
Majoris; Seche Joanne, jurato ville Fodrongiani - Fordongianus;
Seche Joanne, ville Ardar * Ardar...odierno Ardara(Meylogu).
Contrate de Ardar et Meylogu; Seche Lemono, jurato ville
Busache, * Busache.odierno Busachi. Contrate Partis Varicati;
Seche Leonardo, jurato ville Giavi, * Giavi.odierno Giave.
Contrate Caputabas; Seche Leonardo, jurato ville Solli, *
Solli...odierno Soddi. Contrate Partis de Guilcier; Seche
Margiano, ville Tonara, * Tonara.odierno Tonara. Mandrolisay o
Barbagia Di Belvì; Seche Mariano, jurato ville Cuuri, *
Cuuri...distrutto...presso Ghilarza. Contrate Partis de
Guilcier; Seche Petro, burgi de Osilo, * Osilo .odierno Osilo;
Seche Petro, ville Aricu, * Aricu.odierno Aritzo. Mandrolisay o
Barbagia di Belvì; Seche Petro, ville Orgosolo, *
Orgosolo...odierno. Curatorie Dore; Seche Petrus, ville Sasseri;
Seche Samaurio, jurato ville Silanus, * Silanus.odierno Silanus.
Castri Montis de Verro; Seche Superno - ville Terrenove et Fundi
Montis -Olbia; Seche Tomasio, majore ville de Salvenor; Sechi
Petro - de Castri Januensis. Nel Condaghe di Santa Maria di
Bonarcado, CSMB, XI°, XIII° secolo, abbiamo: Seke Arzocco (172),
teste in una lite (kertu) per il possesso della servitù: ego
Nicolaus, prior de Bonarchato (sic), fazo recordationem pro
kertu ki feki pro Maria Pisana etc. etc. seguono i testimoni,
tra cui Secke (sic) Arzocco curatore de Cebera Grussa(si tratta
di Tzeppara di Gonnostramatza - Partis de Montibus?); sempre al
capitolo 172, abbiamo Seckie Comita (come teste), maiore de
caballos( era l'amministratore centrale dello stato, attendente
alle torme equine regie - il cavallo aveva un'enorme importanza,
nel Medioevo; era inoltre l'organizzatore delle battute di
caccia, sia del signore che dei popolani; quindi presiedeva al
controllo dei boschi e delle riserve in genere. In proposito
nella Carta de Logu è documentato dettagliatamente quanto
detto). Nei capitoli 2, 78, 110, 121, 125, 207, è citato(come
testimone - testimonio)Trogodori Seke, curatore de verrùta( era
colui che, nei 4 regni giudicali medioevali, predisponeva i
turni di guardia armata del giudice, detti appunto kitas de
verrùta). Al capitolo 25, sempre del CSMB, è citata Vera Seke,
figlia di donna Elene de Thori e di Petru Seke. Nel capitolo
vengono reclamati dal priore di Santa Maria Nicolaus i figli di
Vera Seke, che, pur essendo libera e nobile per parte di madre e
di padre, li ha fatti con un servo di Sanctu Jorgi de Calcaria e
quindi spettano, come servi alla chiesa. I genitori di Vera
tentano di convincerla a lasciare il servo di San Giorgio: " No
bolio k'istiìs plus cun su serbu de Sanctu Jorgi"! (non voglio
che tu stia oltre col servo di San Giorgio). Et Bera naredi (gli
risponde): " Pusco perdu fiios meos, no mi bolio bogare de llu"!
(Piuttosto perdo i miei figli, non mi voglio separare da lui!).
Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, CSNT, XI°, XIII° secolo,
ai capitoli 306 e 307 troviamo Secke (e Sekke) Furatu, su de
Puthu Maiore (Pozzomaggiore), citato come teste in una lite
(kertu) per il possesso della terra: Kertait mecu Gitilesu
Melone ca: sa vinia de socru meu (mio suocero) de Narbones .etc.
etc. Nella storia medievale della Sardegna ricordiamo pure fra'
Girolamo Sechis, francescano dell'Ordine dei Frati Minori,
vescovo della diocesi di Ottana, oggi Alghero Bosa, dal 1474 al
1481. Attualmente il cognome Secchi è presente in 636 Comuni
italiani, di cui 112 in Sardegna: Sassari 166, Cagliari 149,
Sennori 129, Nuoro 110, Olbia 83, Oristano 38, etc. Nella
penisola Milano ne conta 247, Roma 106, Genova 81, Torino 30,
etc. Il cognome è presente in 15 Stati Usa. Il cognome Sechi è
presente in 419 Comuni italiani, di cui 150 in Sardegna: Sassari
1000, Alghero 250, Cagliari 195, Oristano 158, Sorso 150, etc.
Nella penisola Roma ne conta 139, Genova 138, Milano 52, Torino
46, etc. Il cognome è presente in USA in 5 Stati. Il cognome
Secci è presente in 417 Comuni italiani, di cui 149 in Sardegna:
Quartu S. E. 388, Cagliari 371, Selargius 137, San Vito 129,
Villasor 116, etc. In USA è presente in 4 Stati. Il cognome
Seche (che è quello che conserva le origini), è presente in 3
Comuni della Sardegna: Ovodda, Pula e Semestene, con un nucleo
familiare ciascuno. Il cognome Seci è presente unicamente a
Genoni, con un solo nucleo familiare. |
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SECCI
|
Decisamente sardo, dovrebbe derivare dal vocabolo secci (secchi
per l'acqua) (vedi anche SECCHI).
integrazioni fornite da
Marco Secci
In nessuno dei dialetti della lingua sarda
secci può
essere ricondotto alla termine tradotto italiano
secchio / secchi.
Nel dialetto campidanese nell'area in cui è più diffuso il
cognome Secci, ciòè nel Campidano di Cagliari, il termine
italiano secchio/secchi
si traduce siccia/siccias.
Molti cognomi sardi tramandati da secoli sono molto antichi e
affatto riconducibili a termini italianizzati. Il cognome Secci
molto probabilmente deriva almeno dall'età romana dal nome o
gens Seccius
(genitivo: Secci).
Vedi Repertorium nominum
gentilium et cognominum Latinorum
/ curaverunt Heikki Solin et Olli Salomies. - Editio nova
addendis corrigendisque augmentata. - Hildesheim \\etc.! :
Olms-Weidmann, 1994. È presente in molte epigrafie latine anche
fuori dall'Italia nelle colonie conquistate dall'impero romano.
integrazioni fornite da
Pietro Secci
Ho fatto una ricerca negli archivi diocesani di Lanusei (NU) e
sono riuscito a risalire all'albero genealogico della mia
famiglia fino al 1625 e ho notato come il cognome sia cambiato
nei secoli: nel 1625 il cognome era
Setze,
poi diventato Sechy
nel 1700 e ancora Sechi
nel 1800, poi Secce
a fine 1800, fino ad arrivare ai giorni nostri così come lo
troviamo. |
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SECCIANI |
Molto raro è tipico della province toscane di Firenze, Arezzo e
Siena, deriva dal nome tardo latino Secianus di cui si hanno
tracce ad esempio nel De rerum
naturis di Rabanus Maurus
scritto nel periodo che va dal 842 al 846 si legge: "...
Manicheus, vel tria et barbara ut Secianus et Theudotus, vel
multa ut Valentinus, vel Christum hominem fuisse absque deo ut
Therinthus et Hebion et Harithemon et Fotinus..." |
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SECH
|
Specifico
di Pieve di Soligo (TV), dovrebbe derivare da un soprannome
risalente alla seconda metà del 1700 forse originato da
caratteristiche fisiche. |
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SECLI
SECLI' |
Secli è
tipicamente pugliese del leccese, di Parabita soprattutto, di
Taurisano e di Matino, Seclì, più diffuso, è sempre del leccese,
di Parabita, Taurisano, Collepasso, Matino, Gallipoli e Novoli,
dovrebbero derivare dal nome del paese di Seclì nel leccese,
probabile luogo d'origine dei capostipiti. |
|
SECOLI
SECOLO |
Secoli, assolutamente rarissimo, ha un piccolo ceppo a Trieste
ed uno probabilmente secondario a La Spezia, Secolo sembrerebbe
della zona di Oderzo e Conegliano (TV), dovrebbero derivare dal
cognome sloveno Sekli
a sua volta derivato da
Sek
aferesi del nome Francisek
(Francesco). |
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SECONDI
SECONDO |
Secondi abbastanza raro, presenta un ceppo nel milanese ed uno
nel ternano, Secondo sembrerebbe originario della Puglia, barese
e tarantino, ma potrebbero esserci ceppi originari anche in
Piemonte, dovrebbero tutti derivare dal nomen latino
Secundus
o dal fatto di essere il capostipite il secondo figlio. |
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SECULIN
SECULINI |
Seculin, rarissimo, è specifico del goriziano, tra Cormons e
Mariano del Friuli, Seculini è probabilmente dovuto ad un errore
di trascrizione. (vedi SECOLI) |
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SECURI
SECURO
SICURI
SICURO |
Securi sembrerebbe unico, Securo è veneto di Fontaniva (PD) e
della vicina Cittadella, Sicuri è di Parma, Sicuro ha un ceppo
nel Salento a Martano in particolare, ma con presenze
significative anche a Melpignano, Melendugno, Carpignano
Salentino, Calimera, Parabita e Lecce, uno a Messina, in
Basilicata a Rionero in Vulture (PZ) e Ferrandina (MT), nel
Gargano a Vieste, ed un ceppo nell'udinese a Castions di Strada,
dovrebbero derivare dal cognomen latino
Securus,
ma è pure possibile che derivino da un indicatore di località (Locus
Securus). Tracce di questa
cognominizzazione le troviamo nel Salento nel 1476 quando
diviene feudatario di Acquarica del Capo (LE) Roberto Securo.
integrazioni fornite da
Cosimo de Giovanni de Centelles
La famiglia Securo sarebbe di origine normanna. Ebbe il Seggio
di Napoli, presente in Terra d'Otranto si estinse nel XVI°
secolo. Tra i suoi membri conta poeti e scrittori, avrebbe forse
qualche aggangio con la nobile famiglie principesca dei Ségur di
Francia. I Securo furono anche feudatari del Casale di Corsano
(LE). Fabiano Securo fu il primo che ottenne il feudo nel 1190
dal re Trancredi. Dopo un'interruzione durata secoli i Securo
riottennero il loro feudo assieme ad altri. Giovanna Securo -
figlia di Severina - fu l'ultima baronessa di Corsano che sposò
nel XVI° secolo un membro della famiglia Cicala. La stessa
Giovanna trasmise il feudo - per refuta - al figlio che divenne
barone di Corsano. La famiglia Securo ebbe come sua principale
dimora la Città di Nardò (LE). |
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SED
|
Sed, molto raro, è tipicamente romano, di origine ebraica,
dovrebbe derivare da una modificazione del nome ebraico
Seth. |
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SEDA
|
Seda, molto raro ha un piccolo ceppo a Fluminimaggiore
nell'iglesiente ed uno a San Vero Milis nell'oristanese,
potrebbe derivare da un soprannome originato dal termine sardo
seda
(seta).
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
SEDA: sa seda,
in tutte le parlate della Sardegna è
la seta;
solo a Bitti, seta. Dal latino saeta. Nei costumi sardi
tradizionali, soprattutto femminili, non manca quasi mai la
camicetta di seta: sa camisa de seda. Come cognome è poco
diffuso, ma lo ritroviamo comunque nelle carte antiche
medioevali. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del
1388, figurano: Seda Joanne, ville Zaramonte, * Zaramonte...
odierno Chiaramonte. Contrate de Anglona - Chiaramonte; Seda
Peduccio, ville Ecclesiarum, ** Villa Ecclesiarum.odierno
Iglesias. Et ego De Nelli Pelipaparius Ludovicus, civis et
habitator terre et Ville Ecclesiarum.sindicus, procurator
universitatis Ville Ecclesiarum.seu a Formenyino Joanne,
capitano, camerlengo Ville Ecclesiarum di Sigerro. Omnibus
habitatoribus dicte terre Ville Ecclesiarum, congregatis in
Curia Magna.in posse Virde Andree, quondam Virde Joannis de
Civitate Sasseri.nona die januarii 1388. Attualmente il cognome
Seda è presente in soli 8 Comuni italiani, di cui 6 in Sardegna:
Fluminimaggiore 16, San Vero Milis 10, Oristano 6, Tresnuraghes
4, San Gavino 3, Iglesias 3. Nella penisola è presente in due
Comuni del Veneto: Chioggia (VE), con 6, e Selvazzano (PD), con
3. Ma in USA è presente in 27 Stati, con la maggiore presenza
nello Stato di New York, con oltre 50 nuclei familiari. |
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SEDDA
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Sedda è diffusissimo in tutta la Sardegna, potrebbe derivare da
una delle tante località dell'isola composte con il vocabolo
Sedda, come ad esempio Sedda ar Baccas, Sedda Is Tovus, Sedda 'e
Ortai o molte altre simili, ma è pure possibile che derivi da
soprannomi basati sul vocabolo sardo
sedda (sella)
originati dall'attività di sellaio del capostipite.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
SEDDA: sèdda
è la sella.
Seddàyu (log.) seddéri (in camp. dal catalano seller), è il
sellaio. Ma sèdda
(sella)
è anche la sommità di una
montagna o di una collina: con
questo significato è presente come toponimo in tutto il
territorio della Sardegna. Ad esempio è famosa la Sella de
Diavolo, presso il Golfo degli Angeli di Cagliari (vedi nel Web
- Giuseppe Concas, opere di: Rime - Sa Sedda de su Tiaulu).
Sella è inoltre il nome di due villaggi scomparsi: il primo
faceva parte della Curadorìa di Guilcier, nel regno giudicale di
Arborea, e della diocesi di Santa Giusta. I suoi resti si
trovano in agro di Aidomaggiore. Oltre che come nome di luogo,
lo troviamo come cognome nelle carte antiche medioevali della
storia e della lingua della Sardegna. Tra i firmatari della
Pace di Eleonora, LPDE del 1388, figurano: Sedda Dominigho,
Burgi Castri M.Regalis, ** Burgi Castri Montis Regalis -
Castello di Monreale (Sardara); Sedda Franciscu, ville de
Sardara, ** SARDARA MONTIS REGALIS...11 GENNAIO 1388, et
ego...Gadulesu Margiano habitator velle Sardara, sindicus actor
et procurator universitatis Contrate Montis Regalis et villarum
et etc. In posse Virde Andrea, Virde Joanne, de Civitate
Sasseri, notarii publici, die XI Januarii 1388. Nel Condaghe
di San Pietro di Silki, CSPS, XI°, XIII° secolo, compare nella
variante Sella: Sella Gosantine (96°), coinvolto in una compera
(comporu): ego apatissa Theodora, comporailis assos homines de
Tigesi, et a lliueros et a servos, su saltu de Puthuruiu, etc.
etc. Sella Maria(14°), coinvolta in una spartizione della
servitù (parthizione de servis): Ego Susanna Pinna, priorissa de
scu. Petru de Silchi (sic) et Ogulino dessa Rocha, priore de
Silchi, parthivimus cun Dorgotori Pinna et cun Frates cantos vi
avian parte.et parthivimus Maria Sella, ca fuit meu ad intreu
Ithoccor Achetu et c'avia pede (un quarto, del servizio
s'intende) in Maria Sella, sa muiere. Anche nel Condaghe di San
Nicola di Trullas, CSNT, XI°, XIII° secolo, compare nella
variante Sella: Gosantine Sella(54), servo in Borconani
(villaggio scomparso, sito probabilmente in agro di Consedin -
attuale Cossoine), coinvolto in una compera (a scambio):
Comporaili a Gunnari de Liio .II. dies in Gosantine Sella, ube
abea ego pede(avevo già un quarto), et deibili .II. sollos de
labore (inter triticu et orju - tra grano ed orzo). Attualmente
il cognome Sedda è presente in 237 Comuni italiani, di cui 109
in Sardegna: Cagliari 195, Gavoi 161, Nuoro 140, Villacidro 76,
etc. Nella penisola Roma ne conta 111, Milano 25, Genova 20,
Torino 11, etc. Negli USA è presente in un solo Stato: Oregon,
con un solo nucleo familiare. |
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SEDASSARI |
Sedassari, assolutamente rarissimo, parrebbe del bresciano,
forse di Gambara o Leno, si dovrebbe trattare di una forma
contratta dialettale del nome
Saldassarre derivato dal nome
ebraico Salthazar,
una variazione del più noto
Balthazar (Baldassarre). |
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SEDATI
|
Ricostruendo l'albero genealogico della mia famiglia mi sono
imbattuto nel nome di una antenata vissuta a cavallo tra il '700
e l'800: la "nobildonna Giovanna Sedati, possidente di Riccia,
sposa del N.H. Cav. don Vincenzo Paolucci del Colle (cioè di
Colle Sannita)". Ho approfondito così la mia ricerca, giungendo
a sapere che Sedati è un cognome unico, di una nobile e
antichissima famiglia molisana originaria di Riccia (CB). In un
documento di cronaca del 1395 viene descritto l'ingresso a
Riccia della Regina Costanza di Chiaromonte, che andava in sposa
al principe Andrea de Capua, la quale fu accolta dalle nobili
donne di "Casa Sedati": "Arrivao nella Ariccia zita Costanza di
Chiaromonte, accompagnata da molti baroni nel mese di Maio, e
l'aspettavono le NOBILI DAMIGELLE dell'Ariccia DI CASA SEDATI,
Regi, che l'abbrazzaron forti et la vasaro, e dopo che l'eppero
conducta per tutta la terra la menaro a lu castellu, dove ci
furono grandi feste. La Reina non have più di 17 anni è molto
avvenente et de bona manera". La Casata dei Sedati ha donato
alla storia molti personaggi illustri, come ad esempio Giovanni
detto Gian Giacomo Sedati, Vescovo di Larino nella prima metà
del '500, e Francesco Sedati (1759-1815), fratello della
nobildonna Giovanna mia antenata, che fu Presidente della Gran
Corte Criminale a Salerno, dove morì "con fondato sospetto di
veleno, fattogli propinare da persona altolocata, che non era
riuscito a corromperlo in una causa di gravi interessi". I
discendenti dei Sedati vivono ancora a Riccia, dove sono tuttora
ammirabili i vari palazzi storici di famiglia adornati dagli
stemmi della Casata.
integrazioni fornite da
Fabio Paolucci |
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SEDDIO
|
Seddio è un cognome specifico dell'agrigentino, di Agrigento e
Porto Empedocle, dovrebbe derivare dal nome arabo
Sidi, ma
potrebbe anche derivare dal termine arabo
shadi (mago,
incantatore). |
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SEDRAN
SEDRANI |
Tipici
entrambi della provincia di Pordenone sono molto rari,
potrebbero derivare da una modificazione dialettale del nomen
latino Seterius, ma è più probabile che derivino dal toponimo
Sedrano frazione di San Foca (PN). |
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SEGA
|
Sega ha un ceppo tra trentino e veronese, uno tra rovigoto e
ferrarese ed uno tra viterbese e romano, dovrebbe derivare da un
soprannome attribuito ai capostipiti, che forse di mestiere
facevano i taglialegna o i falegnami, ma è pure possibile che
possano derivare da forme apocopaiche di nomi medioevali come
Segafredus
(vedi SEGAFREDO). |
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SEGAFREDO |
Segafredo
è un cognome tipico del vicentino, di Gallio in particolare,
dovrebbe derivare da una modificazione dialettale del nome
medioevale di origine germanica Sigafridus (Sigfrido) di cui
abbiamo un esempio in questo scritto del XI° secolo: "...Quo
tristi rumore velociter comperto comites Sigafridus et
Thidericus ceterique nobiles, ad quos provinciae tutela
pertinebat, ruerunt obviam barbaris, cum tamen essent perpauci,
constricti temporis articulo, exceperuntque hostes in memorato
portu Stadii....". |
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SEGAGNI |
Molto
raro è specifico della zona tra Pavia e Milano. |
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SEGALA
SEGALE
SEGALI |
Segala è caratteristico dell'area che comprende il bresciano, il
mantovano, il veronese soprattutto, il vicentino, il padovano ed
il rovigoto, con un ceppo secondario nel latinense, dovuto
all'emigrazione veneta in occasione della Bonifica Pontina in
epoca fascista, Segale ha un ceppo nel milanese ed uno molto
piccolo nel genovese, Segali, quasi unico, sembrerebbe toscano,
dovrebbero derivare da soprannomi dialettali basati sul termine
lombardoveneto segala
(segale)
o sul suo equivalente italiano
segale, uno dei cereali più
antichi usato specialmente per produrre il pane, probabilmente
ad indicare che i capostipiti fossero degli agricoltori, la cui
coltivazione principale fosse quella della segale. |
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SEGALINI
SIGALINI |
Segalini è specifico del sudmilanese, lodigiano e piacentino,
Sigalini è specifico del bresciano di Lograto, Chiari e Dello in
particolare, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Segalinus
di cui abbiamo tracce in un atto del 1380 a Bergamo dove in un
atto il beneficiario risulta essere un certo dominus Segalinus
quondam Thomasi di Gandellino (BG). |
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SEGANTIN
SEGANTINI |
Segantin è specifico del basso veneto, di Rovigo e Badia
Polesine nel rovigoto, di Chioggia e Mira nel veneziano e di
Merlara nel padovano, Segantini ha un ceppo a Legnago e Bosco
Sant'Anna nel veronese, ed uno nell'aretino a Castiglion
Fiorentino, Arezzo e Cortona, con un ceppo anche a Roma ed
Aprilia nel latinense, probabilmente frutto dell'emigrazione
forzata di manovalanza veneta in occasione della bonifica
pontina, dovrebbero derivare dal mestiere di
segantinus
(operaio specializzato nel
compito di segare il legno, sia per farne legnada ardere sia
tavole gregge per falegnameria),
probabilmente svolto dal capostipite, ma il termine ha generato
anche, in epoca medioevale, il nome
Segantinus,
di cui abbiamo menzione ad esempio in un atto del 1358 a
Firenze: "...Nomina vero dictorum consiliariorum sunt hec:
«Segantinus, Hubertus condam Adatti, et Biliottus condam Acerbi,
et Canbius condam Amannati, et Guntinus condam Gualandi, et
Bonafede condam Spinelli, et Salvuccius filius Benincase, et
Finuccius filius Rosticci, et Bandinuccius filius Abizi ...". |
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SEGATO
SEGATTO |
Segato è
molto diffuso nel Veneto, a Padova, Vigonza, Galzignano Terme e
San Pietro in Gu nel padovano, a Valdagno, Vicenza e Quinto
Vicentino nel vicentino, a Venezia, Chioggia, Portogruaro e San
Stino di Livenza nel veneziano, a Treviso, Mogliano, Veneto,
Cimadolmo ed Oderzo nel trevisano, ed a Verona, ha un ceppo
secondario anche a Orbetello nel grossetano ed a Roma, Segatto,
meno diffuso, è tipico di Portogruaro, Santo Stino di Livenza,
San Donà di Piave e Concorda Sagittaria nel veneziano e di
Gaiarine, Chiarano, Treviso e Motta di Livenza nel trevisano,
questi cognomi dovrebbero derivare da toponimi come Sega nel
veronese, nel padovano, nel veneziano o nel trentino. |
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SEGGIO
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Rarìssimo
è di origine sicula. |
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SEGHETTI
SEGHETTO
SEGHEZZI
SEGHEZZO
SEGHIZZI |
Seghetti, non molto comune, ha ceppi nel veronese, nella Toscana
centrosettentrionale, soprattutto nel lucchese, nel maceratese,
perugino e Piceno, e nel romano, Seghetto è tipicamente veneto,
del veronese, di Legnago, Veronella e Minerbe, Seghezzi è
tipicamente lombardo, in particolare del bergamasco, di Premolo
e Martinengo, ma anche di Ghisalba, Ponte Nossa, Romano di
Lombardia, Bergamo, Verdellino, Clusone e Mornico al Serio,
Seghezzo, estremamente raro, è del genovese, di Santa Margherita
Ligure ed Isola del Cantone in particolare, Seghizzi, molto
raro, dovrebbe essere di origine cremonese, potrebbero derivare
dal mestiere dei capostipiti, probabilmente impiegati in
segherie di legname, in alcuni casi potrebbero però derivare da
alterazioni del nome celtico
Seghine. |
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SEGHIERI
SICHIERI
SIGHIERI |
Seghieri
è rarissimo ed è tipico della zona tra Montecarlo ed Altopascio
(LU), Sichieri è quasi unico, Sighieri, oltremodo raro, è tipico
pisano, derivano dal nome medioevale Sigherius o Sighierius,
portato ad esempio dal famoso filosofo aristotelico Sigieri di
Brabante (1235-1282) citato anche da Dante nel Paradiso, tracce
di queste cognominizzazioni le troviamo a Pisa fin dal 1200, in
un testo che ricorda i Podestà e i Rettori della città si cita:
"...Cominciaro MCCXXI. Messere Ubaldo Visconte. Messere Ilbrando
del Sighieri. Messere Guelfo de' Porcari....", in un documento
del 1228 troviamo citato i focolari di Gionta Sighieri, di
Iacobus Sighieri, Iohannes Sighieri e alcuni altri. |
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SEGNAN
|
Assolutamente rarissimo, potrebbe essere di origine friulana,
deriva dal nome medioevale italiano Segna. |
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SEGNERI
SIGNERI |
Segneri è tipico del frusinate, di Ferentino, Ceccano e
Frosinone, con un ceppo anche a Roma, Signeri è quasi unico,
sovrebbero derivare da nome medioevale
Signerius
di cui abbiamo un esempio in un atto del 1159 dove compare tra i
testimoni un tale Stephanus figlio di un Signerius: ".. Hoc est
factum in presencia Ugonis de Brodito, Petri Guirardi, Pontii de
Vedenobrio, Raimundi de Brodito, Guillelmi Raimundi, Stephani
Signerii, Petri Aldeberti, ...". Tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo a Piuro nel sondriese nella
seconda metà del 1600 con il Console Giovan Pietro Segnero fu
Francesco di Sant'Abbondio, personaggio di rilievo è stato Padre
Paolo Segneri (1624-1694) della Compagnia di Gesù nato a Nettuno
(RM), scrittore e predicatore italiano rinomato per la sua
capacità oratoria. |
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SEGOLONI |
Segoloni è un tipico cognome umbro del perugino, di Perugia,
Deruta e Torgiano in particolare.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Deriva probabilmente dal sostantivo
segolo =
piccola roncola a lama
dentellata utilizzata per la
potatura degli alberi, indicandone il possibile uso nel mestiere
del capostipite. |
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SEGRE
SEGRE' |
Segre ha
oggi un ceppo a Torino, uno a Milano ed uno a Roma, Segrè ha un
ceppo importante a Milano ed uno molto piccolo a Roma, si tratta
di cognomi ebraici derivati probabilmente dal nome della città
francese di Segrè nel dipartimento della Loira, secondo altri
deriverebbero invece da Segre, arcaico nome del fiume Sicons, un
affluente di sinistra del fiume Ebro. Queste famiglie diedero
origine a molti studiosi, a rabbini ed a scrittori, di origine
sefardita, dalla Spagna si spostarono in Provenza e di lì in
Piemonte, dove arrivarono sembra circa nel 1600. Ricordiamo
l'illustre scienziato, premio Nobel per la Fisica nel 1959,
Emilio Segrè (1905-1989). |
|
SEGRETI
SEGRETO |
Secreti è tipicamente calabrese, specifico di San Giovanni in
Fiore e Cosenza nel cosentino e di Cotronei e Caccuri nel
crotonese, Secreto ha un piccolissimo ceppo nell'alessandrino,
probabilmente non autoctono, e presenze forse originarie in
Calabria nell'area cosentino, crotonese, dovrebbero derivare
dalla professione dei caposripiti, probabilmente questi
occupavano l'incarico di
camerarius secretus, o
scalco secretus,
cioè persone di fiducia
o segretari
di personaggi importanti, o forse anche di
sacrista secretus
(segretario)
di vescovi o cardinali. |
|
SEGUIN
|
Molto molto raro è tipico di Morgex e La Salle (AO), deriva da
una modificazione dell'antico nome medioevale
Siegwin
derivato dall'antico germanico
sigu (vittoria)
e wini
(amico). |
|
SEIA
|
Seia è tipicamente piemontese del torinese, di Poirino,
Pralormo, Collegno ed Orbassano, dovrebbe derivare da un
soprannome dialettale piemontese arcaico basato sul termine
seia
(setola, crine),
potrebbe stare ad indicare nel capostipite un calzolaio che per
cucire le scarpe fosse stato solito usare, come era consuetudine
un tempo, del crine di cavallo. |
|
SEIDITA |
Seidita è
specifico di Palermo con presenze anche a Bagheria e Carini nel
palermitano e a Castelvetrano e Mazara del Vallo nel trapanese,
dovrebbe derivare da un soprannome originato dal fatto che il
capostipite avesse almeno una mano o un piede con sei dita. |
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SEIDNER |
Estremamente raro, specifico dell'Alto Adige. |
|
SELENI
SILENI |
Seleni, estremamente raro, è del bolognese, Sileni,
assolutamente rarissimo, sembrerebbe anch'esso del bolognese,
dovrebbero derivare dal nome medioevale latino
Silenius
o Selenius,
ma potrebbe anche trattarsi dell'italianizzazione di forme
aferetiche di nomi germanici come
Ansilenda
o Roselinde. |
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SELINI
|
Assolutamente rarissimo è specifico del bresciano e bergamasco,
dovrebbe derivare dal cognomen latino Selinus. |
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SELIS
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Decisamente sardo, è diffuso a macchia di leopardo in tutta
l'isola, dovrebbe derivare dal plurale in lingua sarda
dell'aferesi del cognome Useli (vedi). |
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SELITTO
SELLITTI
SELLITTO |
Selitto, praticamente unico, è del salernitano, Sellitti ha un
ceppo nel salernitano a Nocera Inferiore e Superiore, a Napoli
ed a Taranto, Sellitto è tipicamente campano, diffuso
soprattutto nel salernitano a Mercato San Severino,
Roccapiemonte, Castel San Giorgio, Sarno, Pagani, Salerno e
Nocera Superiore, e nel napoletano a Napoli, Casoria, Cardito e
Torre del Greco, a Pratola Serra nell'avellinese e nel casertano
ad Aversa, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Selictus,
di cui abbiamo un esempio d'uso ad Andria nel barese in un atto
del 1278, dove viene citato: "Eidem (iusticiario Terre Bari).
Selictus et Robertus de Andria magistri scappatores lapidum..",
si tratta di un'alterazione del nome tardolatino
Selectus
(Scelto),
o nella sua forma dialettale centromeridionale
Sellitto,
citato ad esempio ad Ascoli in uno scritto relativo al dicembre
1110: "..Lo stesso domino di Civitate Asculensis è presente
quando Musandi Vasa figlio Risonis, morto
Sellitto
suo fratello figlio Risonis, si risposa con la cognata Albabeira
(o Albabayra) figlia Roggerii, ..", in qualche caso potrebbero
derivare da forme etniche grecaniche riferite a toponimi come
Sella nell'avellinese, o a contrade contenenti la radice Sella,
come Sella del Corticato o Sella Cessuta nel salernitano, o
Contrada Sella di San Sossio nell'avellinese. Troviamo tracce di
queste cognominizzazioni nel 1700 a Pratola Serra
nell'avellinese con un certo Giovanni Sellitto piccolo fattore
affittuario del Principe di Montemiletto. |
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SELLA
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Presente
in tutto il nord, ha un nucleo nel vicentino che potrebbe
derivare dal toponimo Vallesella (BL) o dal monte Sella ed uno
nel nordmilanese che potrebbe derivare dall'antico toponimo
Sella Nuova (nell'odierna Baggio), uno nel novarese e biellese,
principalmente derivano dal nome tardo latino Sella di cui
abbiamo un esempio nella Genesi: "...Qui accepit uxores duas
nomen uni Ada et nomen alteri Sella...". |
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SELLAN
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Sellan è della zona tra trevisano e pordenonese, con un piccolo
ceppo a Mansuè nel trevisano ed a Fiume Veneto nel pordenonese e
con un ceppo anche a Trieste, come conseguenza dell'emigrazione
per la bonifica Pontina troviamo un piccolo ceppo anche a Latina
e Roma, un'ipotesi lo fa derivare dall'etnico dialettale del
paese di Sella in Valsugana in trentino, una seconda ipotesi lo
vuole proveniente da un soprannome originato dal termine
dialettale selan
(artigiano che produce bauli e
cofani in pelle). |
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SELLARI
SELLARO
SELLERI |
Sellari, molto molto raro, sembra avere un ceppo nel perugino ed
uno tra Roma e Frosinone, Sellaro, ancora molto più raro, è
tipico calabrese, Selleri, ha un nucleo principale nel
bolognese, ma sembra avere anche un ceppo nel Salento ed uno nel
bresciano che potrebbe derivare dal toponimo Sellero nel
bresciano, dovrebbero derivare dal vocabolo medioevale
sellarius
(costruttore di selle)
indicante il mestiere di mastro
sellaio. Tracce di questa
cognominizzazione le troviamo nella seconda metà del 1300 a Como
con il notaio Francesco Sellarius fu Pietruccio. |
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SELLARIONE |
Sellarione è caratteristico di Roma, dovrebbe derivare da una
forma accrescitiva del termine medioevale
sellarius
(costruttore di selle),
probabilmente stando ad indicare che il capostipite, fosse una
persona massiccia o imponente, che di mestiere facesse il
mastro sellaio. |
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SELMI
SELMO
ZELMI
ZELMO |
Selmi ha
un ceppo milanese, ed uno tra modenese, bolognese, e Toscana
settentrionale, Selmo è tipico del veronese e vicentino, Zelmi,
estremamente raro, parrebbe del biellese, Zelmo è praticamente
unico, potrebbero derivare da modificazioni dell'aferesi di nomi
come Anselmo. |
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SELOGNA |
Selogna,
molto raro, è tipico del mantovano, di Pegognaga in particolare,
potrebbe derivare dal nome della località veronese di Aselogna.
(vedi anche SELOGNI) |
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SELOGNI |
Selogni è
tipico di Paratico nel bresciano, l'ipotesi che possa derivare
dal nome della località veronese di Aselogna è abbastanza
improbabile, molto probabilmente deriva invece da un termine
dialettale riferito ad uno strumento utilizzato per selezionare
gli oggetti o le pietre secondo la loro misura, probabilmente
essendo riferito al mestiere del capostipite. |
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SELVA
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Ha un
nucleo importante in Valtellina, nel comasco e nel lecchese, uno
nel bolognese ed uno tra veneziano e Friuli, con un ceppo anche
nel napoletano, dovrebbe derivare da nomi di località, esistono
molte frazioni identificate dal termine Selva xxxxx, tracce di
questo casato le troviamo in Valtellina fin dal XIII° secolo e a
Teglio Veneto nel veneziano almeno dal 1400. |
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SELVATICI
SELVATICO
SILVATICI
SILVATICO |
Selvatici è specifico dell'area che comprende il bolognese, il
ravennate ed in particolare il ferrarese, Selvatico ha un
piccolo ceppo tra pavese, lodigiano, milanese e piacentino, uno
nel bresciano ed uno tra rovigoto e ferrarese, un piccolissimo
ceppo è presente anche nel napoletano, Silvatici, quasi unico
parrebbe dell'area pisana, Silvatico, quasi unico, è forse
originario della Campania, dovrebbero tutti derivare dal nome
medioevale Silvaticus,
ricordiamo con questo nome lo scrittore medioevale latino
Silvaticus grammaticus, ma è pure possibile che derivino da
soprannomi originati da aspetti del carattere dei capostipiti,
il raro ceppo campano potrebbe essere stato originato, in
qualche caso, dall'abitudine di alcuni funzionari degli
orfanotrofi borbonici di attribuire ai giovani fanciulli cognomi
che facessero riferimento al comportamento degli stessi negli
istituti, ma le tracce più antiche di queste cognominizzazioni
sono molto antecedenti e risalgono al 1000: "...Edricus
cognomento Silvaticus filius Ælfrici fratris Edrici Streonæ...",
ed in Campania alla seconda metà del 1200 quando nasce il medico
ed erborista salernitano Matthaeus Sylvaticus (1285~ - 1342~). |
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SELVAGGI
SELVAGGIO |
Selvaggi
è tipico del barese, materano e cosentino, Selvaggio ha un
nucleo principale in Sicilia, uno nel napoletano ed uno tra
foggiano e barese, derivano dal nome medioevale Selvaggio.
Tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel 1200 con
Matteo Selvaggio feudatario di Federico II° di Svevia, del
territorio di Scaletta (ME). |
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SELVINI
SELVINO |
Selvini. assolutamente rarissimo, ha un ceppo lombardo nel
bresciano e tra varesotto e comasco ed uno nel bolognese,
Selvino, ancora più raro ha un ceppo nel crotonese ed uno nel
comasco, dovrebbero derivare dal nome rinascimentale
Selvino
di cui abbiamo un esempio a Foppolo in un atto del 1622 sempre a
Foppolo dove uno dei contendenti si chiamava Bernardo Capelli fu
Selvino da Foppolo, è pure possibile in alcuni casi una
derivazione dal toponimo Selvino (BG), un esempio di queste
cognominizzazioni le troviamo a Milano in un atto giudiziario
del 1654: "...Hic veniunt præces nomine Baptistæ Selvini
Consulis Bardelli in carceribus Prætorii Mediolani detenti dicto
Illustrissimo Magistratui porrectæ in quibus plura enunciantur
circa illius indebitam detentionem...". |
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SEM
|
Sem, molto raro, ha un ceppo a Chiesa in Valmalenco nel
sondriese ed uno piccolissimo a Crotone, dovrebbe derivare dal
nome ebraico Shem,
il nome di uno dei figli di Noè, che si considera il progenitore
della razza ebraica. |
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SEMBENI
SEMBENICO
SEMBENOTTI |
Sembeni è
della zona tra veronese e bresciano, Sembenico e Sembenotti sono
trentini, derivano tutti dall'aferesi del nome Nascimbene. (vedi
Nascimbene) |
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SEMENTA |
Molto
raro è tipico della provincia di Avellino, dovrebbe derivare da
un soprannome. |
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SEMERARO |
Originario della Puglia, deriva da un soprannome dialettale
legato al mestiere di conduttore d'asini. |
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SEMERIA |
Il
cognome Semeria sembrerebbe avere due ceppi, uno ligure
nell'imperiese ad Imperia, San Remo e Pontedassio, con un ceppo
secondario anche a Genova, ed uno siciliano, probabilmente nel
palermitano a Villabate, forse ivi giunto al seguito della corte
dei Ventimiglia, la derivazione è dubbia, potrebbe riferirsi
all'italianizzazione di un cognome francese
Semler,
che si rifà ad un termine di origini germaniche
semmel (fornaio),
a sua volta derivato dal vocabolo latino
simila (farina
di fiocchi d'avena), una
seconda ipotesi lo farebbe derivare da una variazione del
termine Samaria,
regione montuosa della Palestina situata tra la Galilea e la
Giudea, e potrebbe in questo caso riferirsi ad un reduce di una
Crociata, ma l'ipotesi più probabile resta una derivazione dal
nome ebraico Shemer
(Guardiano). |
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SEMIGLIA |
Semiglia è specifico di San Remo nell'imperiese, dovrebbe
derivare da un soprannome basato su di un'alterazione dialettale
del termine francese semelle
(suola,
ma anche una parte della
struttura delle imbarcazioni),
sottintendendo forse così che il capostipite avesse fatto il
calzolaio o fosse stato un artigiano esperto nella costruzione
di barche. |
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SEMILIA
SIMILIA |
Entrambi tipicamente siciliani, Semilia è specifico di Palermo,
Similia, molto più raro, è di Pietraperzia nell'ennese,
dovrebbero derivare dal nome greco
Semeles
(uno dei tanti nomi attribuiti a Bacco), ma potrebbero anche
derivare dal nome medioevale germanico
Semel o
Similo,
basati sulla radice sig
(vittoria). |
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SEMINARA |
Tipico
della Sicilia, soprattutto della parte centrale e orientale e
del reggino, dovrebbe derivare dal toponimo Seminara (RC). |
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SEMINARI
SEMINARIO |
Seminari. molto raro. è specifico del lodigiano, di
Casalpusterlengo e Codogno, Seminario, decisamente più raro,
sembrerebbe di Muscoline nel bresciano, dovrebbero derivare da
nomi di località basati sul termine dialettale
seminari
(semenzao, luogo dove si pongono
le piante selvatiche per poi innestarle),
o anche da soprannomi di capostipiti, che di mestiere facessero
i vivaisti, potrebbero anche, ma non sembra molto probabile,
derivare da un soprannome legato al vocabolo
seminario
(scuola per sacerdoti),
con riferimento a caratteristiche del carattere o all'avere il
capostipite studiato da prete o vissuto o collaborato presso un
seminario. |
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SEMINATI |
Seminati è tipico del bergamasco, di Osio Sopra, Bergamo e
Dalmine, potrebbe derivare da un soprannome dialettale originato
dal termine arcaico seminada
(antica bevanda tipo orzata
prodotta mescolando ad acqua l'impasto ottenuto pestando in un
mortaio semi di popone e zucchero), forse ad indicare che il
capostipite ne fosse un forte bevitore. |
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SEMIOLI
SIMIOLI |
Semioli, molto raro, ha un ceppo a Terracina nel latinense ed
uno nel salernitano ad Angri in particolare ed a Scafati,
Simioli, meno raro, ha un ceppo a Ferrara e Copparo nel
ferrarese, ed uno nel napoletano, a Marano di Napoli
soprattutto, a Napoli ed a Massa >Lubrense, Calvizzano, Pozzuoli
Qualiano e Mugnano di Napoli, dovrebbero derivare da forme
ipocoristiche arcaiche, semidialettali, del nome
Simeone,
abbastanza improbabile che possa trattarsi di soprannomi
originati da diminutivi latini originati dal termine
simia (scimmia). |
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SEMOLA
|
Semola è
tipico di Casarano nel leccese, dovrebbe derivare da un
soprannome bastao forse dal fatto che il capostipite fosse un
commerciante di granaglie o di farina. |
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SEMPLICE
SEMPLICI
SIMPLICI |
Semplice è tipico di Caivano (NA) e Scafati (SA), Semplici è
tipicamente toscano di Firenze e Siena in particolare, Simplici
è praticamente unico, potrebbero derivare da un soprannome
originato da caratteristiche comportamentali del capostipite, ma
è anche possibile una connessione con il termine latino
simplices
(erbe aromatiche) e si riferirebbe alla pratica della
professione di erborista.
integrazioni fornite da
Armando Semplice
dalla Storia di Milano della Treccani ho tratto: Semplici:
esponente cattolico, vol XV pag 274. Consultando il volume
citato si evince che un Semplici fu condidato con Cornaggia,
Gallarati Scotti, Nava e Brambilla per la lista che riuniva i
cattolici intransigenti e i rosminiani. Questi candidati
ottennero tra 2300 e 2700 voti. |
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SEMPRINI |
Semprini ha un ceppo nell'area che comprende il bolognese, il
ravennate, il forlivese, il riminese ed il pesarese, con un
ceppo anche a Roma, dovrebbe derivare dal nomen latino
Semprinius,
una forma alterata cel più diffuso
Sempronius
(vedi SEMPRONI). |
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SEMPRONI
SEMPRONIO |
Semproni ha un nucleo a Roma e Subiaco (RM), Sempronio, molto
molto raro, sembrerebbe del viterbese, dovrebbero derivare dalla
Gens romana Sempronia
o direttamente dal nomen latino
Sempronius di cui abbiamo un
esempio nel Console della repubblica romana del 238 a.C.
Tiberius Sempronius Gracchus, nel De viris illustribus urbis
Romae leggiamo: "...Tiberius Sempronius Gracchus nobilissima
familia ortus Scipionem Asiaticum quamvis inimicum duci in
carcerem non est passus...". |
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SENA
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Molto raro, è specifico della Campania, potrebbe trattarsi di
una variazione del cognome Senna, è anche da prendere in
considerazione una derivazione dal toponimo Siena anticamente
indicato come Sena: "...nisi anno isto uenit Deodatus de Sena
episcopus et fecit in oraculo isto Sancti Petri fontis...".
integrazioni fornite da
Franco Sena
il cognome Sena è abbastanza diffuso anche nel
cosentino,soprattutto a Luzzi. Oltre alla derivazione possibile
dalla pianta orientale dallo stesso nome con variante senna, si
può far riferimento al nome latino di Siena o a Sena Gallica e,
ancora, al gioco dei dadi detto
sena, che è precisamente il
punto in cui entrambi i giocatori scoprono il sei.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Sena è cognome calabrese che viene dalla voce calabrese 'sena'
= noria per attingere acqua,
dall'arabo sēnija.
Rohlfs 244. (n.d.r. noria
= Macchina per sollevare acqua e materiali incoerenti (come
sabbie, cereali ecc.), composta da una serie di secchie fissate
a distanze uguali su una catena o su un nastro senza fine, mosso
da pulegge: le secchie si riempiono in basso, pescando
nell'acqua (o solcando il mucchio del materiale) e, passando
sulla puleggia superiore, rovesciano il loro contenuto in una
tramoggia che lo raccoglie).
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
SENA: il cognome Sena, in Sardegna è presente in due Comuni, a
Sassari con un solo nucleo familiare ed a Aglientu, sempre con
un solo nucleo familiare, mentre è presente in 182 Comuni del
resto d'Italia. In Sardegna troviamo invece Dessena e nelle
carte antiche della lingua e della storia della Sardegna De
Sena; > per avere un quadro più completo della sua diffusione in
Sardegna, vedi il cognome Dessena. |
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SENAPE
SINAPI |
Senape, assolutamente rarissimo, sembrerebbe campano, mentre
Sinapi parrebbe di Itri (LT), dovrebbero derivare dal vocabolo
latino sinàpe -is
(senape),
ricordando che in epoca medioevale la senape bianca era molto
utilizzata come foraggio potrebbe indicare il mestiere di
commerciante di foraggi svolto dal capostipite. |
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SENAREGA |
Nobile
famiglia genovese che fu feudataria fino al 1400 dei terreni di
Senarega (GE), in Valbrevenna, da dove presero il nome; un
Matteo Senarega (1534-1606) fu doge di Genova dal 1595 al 1597. |
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SENATORE
SENATORI |
Senatore è tipico di Cava de` Tirreni, Nocera Superiore e
Salerno nel salernitano, con ceppi anche in Calabria,
soprattutto nel cosentino, Senatori, molto più raro sembrerebbe
fiorentino.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Senatore ha un nucleo principale nel salernitano e ceppi minori
sparsi dal nord al sud del paese, soprattutto nel napoletano,
nel cosentino, nel crotonese, nel catanzarese, nel tarantino e
nel foggiano, Senatori, molto meno diffuso del precedente, è
tipico per lo più del fiorentino, entrambi questi cognomi
derivano dal nome medievale
Senatore, nato in segno d'onore
e di prestigio sulla base dell'omonima carica politica (così
come i nomi medievali Imperatore, Principe, Marchese, etc.); in
casi minori, tuttavia, non si può escludere una derivazione
diretta dal titolo di senatore, ad indicare o la carica detenuta
dal capostipite o, più probabilmente, un qualche tipo di
rapporto che univa quest'ultimo a un senatore. Per quanto
riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle
cognominizzazioni o dei nomi personali dei capostipiti o di
soprannomi loro attribuiti. |
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SENECA
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Seneca è presente a Roma, nel romano e nel latinense, ha un
ceppo a Pomigliano d'Arco nel napoletano, uno a Molinara nel
beneventano ed uno molto piccolo a Raviscanina e Caserta nel
casertano, deriva dal nome latino
Seneca,
riordiamo il famosissimo Lucius Annaeus Seneca, filosofo e
drammaturgo latino, più noto per essere stato il precettore e
consigliere politico dell'imperatore Nerone. |
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SENEGAGLIA
SENIGAGLIA
SENIGALLIA
SINIGAGLIA
SINIGALLIA |
Senigaglia, molto raro, è veneziano, Senigallia è assolutamente
rarissimo, così come Senegaglia e Sinigallia, Sinigaglia ha un
nucleo veneto, in particolare nel padovano, un ceppo triestino
ed uno nel barese a Bisceglie e Bari, dovrebbero tutti derivare
dal toponimo marchigiano Senigallia (AN), cognomi tipicamente
israelitici dovrebbero essere tutti originari di quella città,
dove arrivarono molti ebrei nella seconda metà del 1500, a
seguito del bando emanato da Papa Pio V° nel 1569, bando che
espelleva dalle terre dello Stato Pontificio,ad eccezione di
Ancona e Roma, tutti gli ebrei. |
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SENES
SENIS |
Senes, abbastanza raro, è specifico del nord della Sardegna, di
Sassari, Bonorva, Sorso nel sassarese e di Olbia, con buone
presenze anche a Cagliari, Senis invece è specifico della zona
sudoccidentale dell'isola, di San Gavino Monreale nel Medio
Campidano, di Carbonia, Iglesias e Cagliari, dovrebbero comunque
entrambi derivare dal toponimo Senis (OR).
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
SENES; SENIS: de Senis o de Senes. Si tratta di due toponimi
registrati anche nelle carte antiche. Su Senis abbiamo notizie
ben chiare, su Senes permane qualche dubbio. Senis è infatti il
nome di un piccolo centro abitato della provincia di Oristano:
attualmente conta 576 abitanti. In periodo medioevale fu "villa"
(bidda), appartenente alla Curadorìa di Valenza, nel regno
giudicale di Arborea. Dopo il 1410 divenne un villaggio del
Regno catalano aragonese di Sardegna. Nel 1432, Senis con
associati i villaggi di Assolo, Mogorella e Ruinas, d fu
concesso in baronia a Pietro Joffrè, alla morte del quale,
poiché senza eredi, il titolo passò alla sorella Caterina, etc.
etc. vedi il Di.Sto.Sa. di F. C. Casula, oppure nel Web - la
Baronia di Senis, di G. Masia. Del toponimo Senes, abbiamo
invece scarse notizie. Il canonico Giovanni Spano riporta Senes
= villaggio distrutto nella diocesi di Dolia, presso Mandas,
nel cui territorio è rimasto il toponimo Planu de Senes,
nient'altro! Lo Spano riporta inoltre il toponimo Monte Senes (
863m. s.l.m.), in territorio di Siniscola(11.500 ab. Prov.
Nuoro). Nelle carte antiche(da noi consultate)della lingua e
della storia della Sardegna abbiamo trovato traccia solo del
cognome Senis tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del
1388: (de) Senis Petro, jurato ville de Guluso, *
Guluso.distrutto(così risulta nella carta a noi pervenuta,
direttamente dagli archivi di Torino, ma forse si tratta di
errore > Guluso per Guluço, che è il nome antico dell'attuale
Buddusò) .Contrate Montis Acuti. Notiamo poi che Senis è più
diffuso nell'area meridionale dell'isola, Senes in quella
settentrionale. Siamo convinti che il cognome Senis ha origine
dal toponimo, de Senis quindi, come del resto abbiamo visto in
precedenza; e che Senes abbia origine dal toponimo Senes, sia
esso villaggio abbandonato, ma di cui non resta traccia, sia
esso Planu (pianura), presso Mandas o più verosimilmente Monte
Senes di Siniscola. C'è da aggiungere che sia Senis che Senes
hanno probabilmente uguale significato ed etimo, dal latino
senex - senis = vecchio. Attualmente il cognome Senes è presente
in 105 Comuni italiani, di cui 48 in Sardegna: Sassari 122,
Bonorva 67, Sorso 65, Cagliari 35, etc. Il cognome Senis è
presente in 65 Comuni italiani, di cui 26 in Sdegna: San Gavino
81, Carbonia 33, Cagliari 29, etc. |
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SENESE
SENESI
SENISE
SENISI
SINESI
SINISI |
Senese ha un grosso ceppo campano a Napoli, Afragola nel
napoletano e Oliveto Citra nel salernitano, uno nel bolognese ad
Imola ed uno a Catanzaro e nel catanzarese a Curinga e Lamezia
Terme, Senesi è un cognome tipicamente toscano particolarmente
diffuso ad Arezzo e Firenze, con un ceppo anche nelle Marche a
Jesi nell'anconetanoe nel Lazio a Roma e Terracina nel
latinense, Senise, molto molto raro, ha un ceppo a Roma, uno nel
napoletano ed uno nel cosentino, Senisi, assolutamente
rarissimo, parrebbe del foggiano, Sinesi è tipicamente pugliese,
di Canosa di Puglia, Bari e Barletta nel barese e di Foggia,
Sinisi parrebbe anch'esso decisamente pugliese, maggiormente
diffuso nel barese, ma con un ceppo anche nel potentino a
Ripacandida e Venosa e nel materano a Ferrandina, e con un ceppo
a Roma, dovrebbero tutti derivare dal nome tardo latino
medioevale Senesius,
Sinesius
o Sinisius:
"...Volatum affectantes, in italic Sinesius in Dione. altum
sublatos, dimittunt, sibi relictos, aut forte dilapsos
suscipiunt, grandiusculos, longissime tamquam rapinae
aemulos...", ricordiamo San Sinisius Patriarca di
Costantinopoli dal 426 al 427, in alcuni casi potrebbero anche
derivare dall'etnico di Siena o di toponimi come Sinopoli (RC). |
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SENFET
SENFETTI |
Senfet, molto molto raro, e Senfetti, praticamente unico, che ne
è l'italianizzazione, probabilmente forzata, sono tipici del
Piemonte nordorientale, dovrebbero derivare da un soprannome, o
da un nome originato dal vocabolo germanico medioevale francone
senifti
(gentile, mansueto),
probabilmente a sottolineare il carattere del capostipite. |
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SENNA
|
Ha
un nucleo nel milanese, pavese e lodigiano, un ceppo nel
catanese ed uno forse non secondario nel napoletano, il ceppo
lombardo dovrebbe derivare da toponimi come Senna Comasco (CO) o
Senna Lodigiana (LO), di quest'uso se ne ha esempio nel
Codice Diplomatico della Lombardia
Medioevale a Lodi nell'anno
1196: "...que iacet in teratorio Muntexello, supra Aduam, et que
fuit Adami de Senna et fratris sui, in cuius presentia hanc
venditionem fecit,...", i ceppi meridionali poptrebbero derivare
da soprannomi originati dal nome di un'erba medicamentosa la
senna
(cassia senna
con proprietà lassative). Tracce di questa cognominizzazione le
troviamo in una sentenza del 1615 a Calcio (BG) emessa contro un
tal Battista Senna detto il Morino. |
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SENSI
SENSO
SENZI
SENZIO |
Sensi è molto diffuso in Toscana, Umbria, Lazio
centrosettentrionale, bolognese, forlivese e riminese, Senso,
praticamente unico, è dovuto probabilmente ad un errore di
trascrizione del precedente, Senzi, quasi unico, è del centro
Italia, probabilmente abruzzese, Senzio, molto molto raro, ha un
ceppo nel napoletano, soprattutto a Grumo Nevano, ed un piccolo
ceppo a Trani, dovrebbero tutti derivare dalla
Gens
latina, repubblicana, di origine plebea
Sentia
(pronuncia Senzia) o dal personale gentilizio latino
Sentius
(pronuncia Senzius), la Gens Sentia era ben insediata a Rimini,
in Toscana, in Umbria e soprattutto nel Lazio settentrionale,
una dimostrazione di questa probabile derivazione la troviamo
nella Obligatio
di Senzio di Matteo del 4 maggio 1389 conservata presso
l'Archivio Vaticano, dove l'arcivescovo di Nocera Umbra Senzio
di Matteo, viterbese, viene chiamato sia
Sensius
che Zensius,
in un medaglione nella Sala Regia del Palazzo dei Priori di
Viterbo il Prelato viene chiamato "Sensus Matthei Viterbien.
Ep..us Nucerinus" ovvero "Sensio
o Senzio figlio di Matteo, viterbese, vescovo di Nocera". |
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SENSITIVO |
Sensitivo, quasi unico, probabilmente campano, potrebbe
trattarsi di un cognome di fantasia attribuito ad un trovatello. |
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SEPE
|
Sepe è originario del napoletano, si è diffuso anche nel Lazio
meridionale e nel resto della Campania, potrebbe derivare
dall'aferesi del nome greco
Aesepus, ma, molto più
probabilmente deriva dal nome sannita
Sepius,
ma è pure possibile una derivazione dall'antico toponimo Sepius
situato nella Daunia, l'attuale Capitanata in Puglia. |
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SEPI
SEPIO |
Estremamente rari sembrerebbero originari del centro Italia, tra
Umbria Abruzzi e Lazio, potrebbe derivare da una modificazione
del nomen latino Sepunius (Sepius). |
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SEPPI
|
Tipico
del Trentino ha un nucleo nell'area che comprende Cavareno e
Ruffrè (TN) ed uno a Caldaro Sulla Strada Del Vino (BZ) e nella
vicina Bolzano, dovrebbe derivare dall'aferesi del nome Giuseppe
(quelli di Giuseppe). |
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SEPULCRI |
Sepulcri è tipico dell'udinese, della parte meridionale della
provincia, in particolare di Bagnaria Arsa, vicino a Palmanova,
dovrebbe derivare da un nome di località, che potrebbe essere
una contrada Sancti Sepulcri
(del Santo Sepolcro di Cristo), o una pieve riferita ad una
chiesa intestata al Santo Sepolcro. |
|
SERAFICA
SERAFICO |
Serafica è specifico del catanese, di Nicolosi in particolare,
Serafico, estremamente raro, sembrerebbe anch'esso siciliano,
dovrebbero derivare dal nome medioevale
Seraphicus,
Seraphica
entrato in uso soprattutto nel medioevo, ricordiamo ad esempio
Bonaventura da Bagnoregio (1221-1274) definito per la sua
modestia e la sua bontà Doctor Seraficus. |
|
SERAFIN
SERAFINI
SERAFINO |
Serafin, assolutamente rarissimo, è dell'area marchigiano
abruzzese, Serafini è diffuso in tutto il centro nord, Serafino,
molto comune, è diffuso in tutto il centrosud, in Puglia in
particolare, derivano dal nome medioevale
Serafinus,
derivato a sua volta dal nome ebraico
Seraphim
(nome di una classe di angeli),
dell'uso di questo nome in epoca medioevale abbiamo un esempio
in un atto del 1164: "...gesta noscuntur crimina a summa
funditus deleantur providencia, nos inquam Valardinus et Oddo et
Ugezone et frater eius Balduinus et Gierardus filius Serafini,
pro se et pro suis fratribus, scilicet Bertolotto et Boracio et
Ildibrandicio, atque Gierardus de Bernardo et Gualfredus filius
Burelli, pro se et pro cuntis suis consortibus, ...". |
|
SERAGLIO
SERRAGLIO |
Seraglio è tipico del vicentino di Vicenza, Romano d'Ezzelino e
Caldogno, Serraglio ha un ceppo a San Zenone degli Ezzelini (TV)
e nel vicentino, potrebbero derivare dal nome medioevale
Seralius
di cui abbiamo un esempio in
Nicolaus Seralius Moguntia
vissuto tra la fine del 1500 ed il 1600. |
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SERAGNI |
Quasi
unico, forse del sud milanese, potrebbe derivare da un'errore di
trascrizione del cognome Seregni. |
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SERAGNOLI
SERANGELI
SERANGELO |
Seragnoli, molto molto raro, sembrerebbe di Imola, Serangeli è
tipicamente laziale, Serangelo è praticamente unico, dovrebbero
derivare dall'unione dell'aferesi del termine Messere con il
nome Angelo, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad
Artena (RM) fin dal 1600 personaggio di un certo rilievo è stato
il notaio Stefano Serangeli (1654-1730) storico, letterato e
bibliofilo. |
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SERALLEGRI |
Assolutamente rarissimo sembrerebbe specifico del pesarese,
potrebbe derivare da un soprannome originato da Ser Allegri. |
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SERANI
SERANO
SERRANI
SERRANO
SERRANO' |
Serani ha un ceppo a Pisa, ma il nucleo è sicuramente laziale, a
Roma ed Antrodoco nel reatino, Serano è tipico di Chieti,
Serrani è tipico dell'area che comprende le Marche, l'Umbria,
l'Abruzzo ed il Lazio, in particolare a Tolentino e Macerata nel
maceratese, ad Ancona, Jesi, Falconara marittima, Montemarciano,
Chiaravalle, Filottrano e Senigallia nell'anconetano, a Nocera
Umbra nel perugino, a Penna Sant'Andrea e Teramo nel teramano,
ed a Roma, Serrano ha un ceppo a Roma, uno molto piccolo a
Napoli, uno a Montesano Salentino ed Acquarica del Capo nel
leccese ed a Bari, ed uno in Sicilia a Catania e nel catanese,
Serranò è decisamente calabrese, del reggino, di Melito Porto
Salvo in particolare e di Bova Marina e Bruzzano Zeffirio, e di
Messina, tutti questi cognomi dovrebbero derivare dal cognomen
latino Serranus
di cui abbiamo un esempio d'uso nel
Punica di
Silius Italicus: "...Serranus, clarum nomen, tua, Regule,
proles, qui longum semper fama gliscente per aeuum infidis
seruasse fidem memorabere Poenis, flore nitens primo, patriis
heu Punica bella auspiciis ingressus erat, miseramque parentem
et dulcis tristi repetebat sorte penates saucius. ...", o della
sua versione medioevale Seranus
di cui abbiamo un esempio negli
Epigrammata Godefridi prioris:
"...Nolit in accepto gaudere Seranus honore; Sæpe dolor læto
prodiit introitu....".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Serrano è un cognome catanese che per Rohlf 175 significa
semplicemente 'della serra'.
Serranò sarebbe una sua variante con accento greco. |
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SERAO
SERRAO
SERRAU |
Serao, molto raro, è tipico del casertano e napoletano, Serrao
sembra avere oltre al ceppo cagliaritano, anche uno tra
Catanzaro e Vibo Valentia ed uno nel napoletano, Serrau è tipico
del sud della Sardegna, di Cagliari, Escalaplano, Sestu,
Monserrato, Sadali e Dolianova nel cagliaritano, di Carbonia e
di Ulassai nellOgliastra, dovrebbero derivare da soprannomi
originati da vocaboli dialettali con il significato di
chiuso.
Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Filadelfia (VV)
nel 1700, secolo a cui appartiene anche Giovanni Andrea Serrao
Vescovo di Potenza nella seconda metà del 1700.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
SERRAO; SERRAU: serrao
e serrau
in lingua sarda hanno il significato di "chiuso"
e derivano dal verbo serrare/serrai = chiudere, recintare. Viene
dal latino
sero-as-avi-atum-serare=
chiudere, serrare.
Nei documenti antichi della lingua sarda nel significato del
verbo chiudere, recintare, troviamo cunjare, cunjai; cunjau =
luogo recintato; nelle parlate attuali anche "logu serrau" =
luogo chiuso. Alcuni studiosi, tra cui il Wagner, considerano
uno spagnolismo il verbo sardo serrare/ai, che fa la sua
comparsa nei documenti antichi sardi non prima del XV° secolo.
Ma tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE, del 1388 figura
il cognome Serrau: Serrau Guantino, majore (sindaco,
amministratore) ville Lunamadrona* Lunamadrona.odierno
Lunamatrona. Contrate Marmille; Serrau Michele, ville
Lunamadrona. Attualmente il cognome Serrao è presente in 157
Comuni italiani, di cui 6 in Sardegna: Villasalto 22, Cagliari
8, Monserrato 3, etc. Il cognome Serrau, è presente in 74 Comuni
italiani, di cui 38 in Sardegna: Cagliari 54, Escalaplano 26,
Sestu 24, Monserrato 21, etc. |
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SERATI
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Estremamente raro potrebbe essere del milanese. |
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SERAVALLE
SERAVALLI |
Seravalle
sembra avere un ceppo in Friuli e trevigiano ed uno nel
grossetano, Seravalli, più raro, uno nell'udinese ed uno nel
fiorentino, potrebbero derivare da nomi di località come Castrum
de Seravallo nome del XII° di una località del trevigiano,
tracce di questa cognominizzazione si trovano a Pontassieve (FI)
nel 1700 in una lettera del 1734 leggiamo che Il Priore
Ferdinando Seravalli chiede di poter costruire un mulino a un
palmento sul Risaio. |
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SERBAROLI |
Serbaroli, quasi unico, è romano, potrebbe derivare da nomi di
località, come la riminese Serbarolo, o come il foggiano monte
Serbarolo, ma potrebbe anche derivare da un soprannome originato
dal mestiere del capostipite. |
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SERBELLONI |
Ormai
rarissimo, tipicamente milanese, La famiglia Serbelloni, fino
al 1400 era impegnata nell'attività notarile, quando Cecilia
Serbelloni contrae matrimonio con Bernardino De' Medici di
Marignano, dando poi alla luce il futuro nostro Papa Pio IV° e
Gian Giacomo detto il Medeghino, la sorella Margherita sposa
Gilberto Borromeo. Gabriele Serbelloni fu il sovrintendente alla
fabbrica del palazzo dei Medici a Milano, verso l'inizio del
1500, divenne poi generale di artiglieria del Duca di Toscana
Cosimo De' Medici, per diventare, fatto Papa Pio IV°, generale
delle milizie pontificie esd essere insignito dei titoli di
Cavaliere di Malta e priore d'Ungheria. I serbelloni
acquisirono una serie infinita di titoli nobiliari,
avvicinandoli più ai sovrani che alla nobiltà, furono infatti:
decurioni di Milano, signori di Gorgonzola, di Camporicco, Conti
di Castiglione, Marchesi di Romagnano, Marchesi d'Incisa,
Consignori di Castelnuovo Belbo, Grandi di Spagna, e Duchi di S.
Gabrio. |
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SERBINI
SERBINO
SERVINI
SERVINO |
Serbini e Serbino sono quasi unici, Servini, assolutamente
rarissimo, sembrerebbe avere presenze nel parmense e nel
fiorentino, Servino ha un ceppo a Napoli ed Acerra nel
napoletano ed uno ad Acri nel cosentino ed a Sersale nel
catanzarese, questi cognomi dovrebbero derivare dal nome tardo
latino Servinus,
un ipocoristico del nomen
Servius, o dalla sua
alterazione betacistica Serbinus,
di questo nome abbiamo un esempio d'uso nel libro sugli uomini
più illustri e sapienti del medioevo,
Index virorum insignium et clarorum, qui
impensis huic syllogae repraesentandis nomen dederunt:
"..Nihil hîc propemodum rerum novarum: Locus cogendae Ecclesiae
nobis assignatus est ad quintum ab urbe Lapidem, Corbeliam
versus, interea dum nobis de commodiore prospicitur: hospes
Ecclesiae est Josias Mercerus affinis meus, tibi probe notus:
qui fundum ibi possidet: In eo dudum sumus, ut locum propiorem
et commodiorem consequamur; sed parvo successu: Quid acciderit
D. Servino Regio advocato, proculdubio inaudiveris, sed plenius
explicabo, et planius: Agebat causidicus, cui nomen Roberto,
causam Ducis Mercurii, atque inter sermonem, ut fit, nominaturus
Ducem, eum Principem appellavit: Ibi tum Servinus incitatus
subito animi impetu, increpuit acriter causidicum, dicens
neminem in Parlamento appellari Principem, nisi qui sit Regii
sanguinis..". |
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SERCHI
SERCHIA
SIRCHIO |
Serchi,
estremamente raro, parrebbe dell'area fiorentino, senese,
Serchia, molto molto raro, ha un piccolo ceppo nell'aquilano, ad
Avezzano, Celano e Luco dei Marsi, ed uno a Roma, Sirchio ha un
ceppo a Perugia, potrebbero derivare dal fatto che i capostipiti
provenissero dalla zona del fiume Serchia o Serchio in Toscana. |
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SEREGNI |
Molto
raro, è specifico del nord milanese e comasco, dovrebbe derivare
dal toponimo Seregno (MI). |
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SEREN
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Seren,
molto raro, è tipico del basso Veneto, dal padovano al rovigoto,
dovrebbe derivare dal toponimo Seren del Grappa (BL). |
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SERENA
SERENELLA
SERENELLI
SERENI
SERENO
SIRENE
SIRENI
SIRENO |
Serena Oltre al nucleo tra veneziano e trevigiano, sembra avere
un ceppo bresciano ed uno piacentino, Serenella, estremamente
raro è laziale, Serenelli è rarissimo e dovrebbe essere
specifico dell'anconetano, Sereni, abbastanza raro, potrebbe
avere più ceppi, in Emilia, Toscana e Umbria, Sereno sembrerebbe
piemontese, ma è presente un ceppo anche a San Severo (FG),
Sirene è praticamente unico, Sireni è assolutamente rarissimo,
probabilmente della fascia centrosettentrionale, Sireno è
specifico di Foggia, dovrebbero tutti derivare, direttamente o
tramite forme ipocoristiche o alterazioni, dal cognomen latino
Serenus,
di cui abbiamo un esempio negli
Annales di Tacito: "...Et
Vibius Serenus pro consule ulterioris Hispaniae de vi publica
damnatus ob atrocitatem morum in insulam Amorgum deportatur...",
in alcuni casi è possibile che derivino dal toponimo libico
Cirene, del quale sirenus
è una forma etnica latina. |
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SERETTI
SERRETTI |
Seretti ha un piccolo ceppo a Brescia, uno nell'udinese ed uno a
Roma, Serretti ha un piccolissimo ceppo a Cecina e Rosignano
Marittimo nel livornese, uno a Fossombrone e Pesaro nel pesarese
ed a Senigallia nell'anconetano, ed uno, molto piccolo, a Roma,
potrebbero derivare dal nome medioevale latino
Serettus
che troviamo nel piacentino nel XII° secolo, ma, molto più
probabilmente potrebbe derivare da forme aferetiche
ipocoristiche di alterazioni del nome
Baldiser.
integrazioni ed ipotesi
fornite da Marco Gori
Sono cognomi tipici del centro-nord: il cognome Serretti ha
ceppi in Toscana (Pisa, Livorno), nel nord delle Marche
(Pesaro-Urbino, Ancona), nel nord del Lazio; il cognome Seretti
ha ceppi in Lombardia (Milano, Brescia), in Friuli (Pordenone,
Udine), nelle Marche (Pesaro-Urbino) e nel Lazio (Roma). Il
cognome Serretti lo troviamo menzionato in un privilegio di
cittadinanza del 13 agosto 1615 concesso dai Priori della città
di Pisa a Simone Serretti figlio di Giovan Battista di Lazzero
da San Gimignano. E' altresì menzionato nell'archivio
preunitario di Massa e Cozzile (Pistoia) con Francesco di Andrea
Serretti (novembre 1675). Mentre un Baldovino Seretti fu
popolare di Pisa attorno al 1280 e a Vicopisano (Pisa) esiste la
Torre dei Seretti del XII secolo. Si può ipotizzare che i
cognomi Seretti e Serretti derivino dal nome medievale "Seretto"
attestato a Pisa nell'XI secolo in un atto di vendita (Cartula
venditionis) del 23 aprile 1085 conservato nell'Archivio
Capitolare di Pisa: "Seretto del fu Bonoso, per un sigillo
d'argento del valore di tre soldi e sei denari, vende a Domenico
del fu Giovanni la sua parte, che è la età di un pezzo di terra
a vigna a Calci, ove dicesi Campo [(.) Manifestu sum ego,
Seretto filio bone memorie Bonosi quia per anc cartula vindo
(.)]" (Cfr. M. Tirelli Carli, Carte dell'Archivio capitolare di
Pisa (1076-1100) Vol. 3, Roma 1977, p. 65). Mentre in ambito
veneto secondo Angelo Bongioanni (Nomi e cognomi, Torino 1928)
il cognome Serettti deriva più facilmente da una forma
ipocoristica del nome Baldassarre, vedi il cognome veneto
Serato. Dando credito a un'altra ipotesi i cognomi Serretti e
Seretti derivano da toponimi che richiamano il verbo "serrare",
particolarmente diffusi nell'Appennino tosco-emiliano e
tosco-romagnolo. In Emilia-Romagna troviamo "Serretto" frazione
del comune di Riolunato (Modena) e "Serretto" nel comune di
Pievepelago (Modena). Pochi chilometri più a sud, in Toscana
troviamo "Serretto" e "Serretto Faidello" due frazioni del
comune di Abetone (Pistoia), a est troviamo "Serretta" frazione
del comune di Massa (Massa-Carrara), mentre sul versante
tosco-romagnolo troviamo "Serrette" frazione del comune di Badia
Tedalda (Arezzo), ai confini tra Toscana, Marche e Romagna.
Sempre in provincia di Arezzo troviamo "Sereto" località di
Montegonzi frazione di Cavriglia. |
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SERFILIPPI |
Specifico
marchigiano è tipico della zona di Fano, dovrebbe derivare dal
nome Filippo ed appartenere probabilmente ad una famiglia
patrizia, di quest'uso si ha un esempio nel 1600: "...domino
Francisco Florino ac ser Bernardo Mazono, locumtenentibus Ser
Filippi offitialis, domino Sebastiano et mihi notario,...". |
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SERGES
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Serges, assolutamente rarissimo, dovrebbe essere siciliano del
siracusano, potrebbe essere di origine francese ed essere
arrivato in Italia al seguito degli angioini, dovrebbe derivare
da un soprannome originato dal vocabolo francese
serge (tipodi
stoffa abbastanza grezza),
forse ad indicare che il capostipite facesse commercio di quel
tipo di stoffa. |
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SERGI
SERGINI
SERGIO |
Sergi ha vari ceppi, nel sud della Sardegna, nella zona dello
stretto tra reggino e messinese, nel Salento tra tarentino,
brindisino e soprattutto leccese, ed a Roma, Sergini è
praticamente unico, Sergio è tipico del sud peninsulare,
dovrebbero derivare dalla Gens latina
Sergia,
di cui abbiamo un esempio nella prima
Horatio in Catilinam
di Cicerone: "Lucius Sergius Catilina, homo patricii generis,
magna vi et animi et corporis, sed ingenio malo pravoque,
praetorius,...", ricordiamo anche papa Sergio I° fatto Papa
nell'anno 687. |
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SERI
SERIO |
Seri è tipico dell'area che comprendela Toscana orientale, tutte
le Marche, il ternano, il reatino e soprattutto il romano, Serio
è molto diffuso in Campania, soprattutto nel salernitano, in
Puglia ed in Sicilia, soprattutto nel palermitano, dovrebbero
derivare dal nome medioevale
Serius, forma contratta del
nome Sigerius
di cui abbiamo un esempio nel 1171 negli
Annales Pisani:
"...A.D. MCLXXI, indictione IIIIor, in mense Novembris,
Pisanorum Consules, scilicet Guittone Vicecomes, Sigerius
Malpilii, Sigerius q. Ildebrandi Vicecomitis, Ardecasa, Vitalis
Gatte Blance, Pane et Porro, Ubertus quondam Sigerii
Carbonis...". |
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SERIANNI
SIRIANNE
SIRIANNI |
Serianni, molto molto raro, sembrerebbe dell'area cosentino
catanzarese, Sirianne è praticamente unico e dovrebbe essere il
prodotto di un errore di trascrizione di Sirianni, che è
diffusissimo nella Calabria centrosettentrionale, nel
catanzarese a Lamezia Terme, Soveria Mannelli, San Pietro
Apostolo, Catanzaro, Petrona, Gimigliano, Decollatura, Carlopoli
e Falerna, nel cosentino a Cosenza, Rende e San Giovanni in
Fiore e nel crotonese a Crotone e Mesoraca, questi cognomi
dovrebbero derivare da capostipiti, persone di rispetto, tanto
da essersi guadagnate il titolo di
Ser, e di
nome Johannes,
donde è derivato lo Ianni
finale. |
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SERIGHELLI |
Serighelli è tipicamente lombardo, del bergamasco in
particolare, di Bergamo, Seriate e Grassobbio, e di Lainate nel
milanese, potrebbe derivare da un soprannome originato dal
termine dialettale seriöla
(Candelora),
forse ad indicare che il capostipite fosse nato nel giorno di
quella festa, cioè il 2 febbraio, ma potrebbe anche derivare dal
fatto di abitare nei pressi di una
gora (canale). |
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SERINO
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Tipico
del napoletano, beneventano ed avellinese, con ceppi anche in
Puglia, dovrebbe derivare da toponimi come Serino presente sia
nell'avellinese che nel potentino, o anche dal nome del fiume
Serino che scorre in Irpinia. |
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SERMON
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Sermon, assolutamente rarissimo, parrebbe napoletano, dovrebbe
essere di origine angioina e derivare dall'accrescitivo tronco
dell'aferesi del nome francese
Anselme, modificato grazie al
fenomeno del rotacismo. |
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SERNESE
SERNESI |
Sernese è
praticamente unico e dovrebbe essere un errore di trascrizione
di Sernesi che ha un ceppo nel modenese ed uno nel fiorentino,
dovrebbero derivare dall'aferesi dell'etnico di Maserno (MO). |
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SERNICOLA |
Ha
un ceppo a Calvi Dell'Umbria (TR) ed uno in Campania nel
salernitano, dovrebbe derivare dall'unione dell'aferesi del
termine Messere con il nome Nicola probabilmente ad indicare un
tale Nicola, personaggio di un certo rilievo, tanto da
necessitare dell'attributo di Messere. Troviamo tracce di questa
cognominizzazione tra la fine del 1500 e gli inizi del 1600 con
Pietro e Domenico Sernicola torrieri (responsabili del posto di
guardia della torre) di Cannetiello nella zona di Pollica (SA).
integrazioni fornite da
Roberto Sernicola
il cognome Sernicola nel Cilento è documentato già nel
censimento del Regno fatto da Ferdinando I nel 1489 (cfr.
Silvestri Alfonso, La popolazione del Cilento nel 1489, ed.
C.P.C., Acciaroli 1991). in Umbria il cognome è documentato
almeno dal 1508, quando un Evangelista di Nardo di Sernicola
effettua un lascito per una cappella nella chiesa di Calvi
dell'Umbria (Archivio Com. Calvi, fondo notarile). Una famiglia
Sernicola, estinta nel corso del Seicento, è documentata a
Matelica (MC) in cronache locali e in documenti d'archivio.
L'origine del cognome risale ai figli del notaio matelicese ser
Nicola di ser Giovanni di ser Marco (ser Nicolaus ser Johannis
ser Marci notarius etc.) documentato nella seconda metà del XV°
secolo: i suoi atti sono tuttora conservati presso l'Archivio di
Stato di Camerino. Dai primi del '500 troviamo infatti a
Matelica Giovanni, Berardino e Domenico di ser Nicola e poi
nella metà del '500 un noto Giacomo Sernicola figlio del
Giovanni sopra citato. |
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SERONI
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Seroni, molto molto raro, sembrerebbe tipicamente fiorentino, si
dovrebbe trattare di una forma aferetica alterata di un
accrescitivo del nome
Baldessarre,
un'italianizzazione dell'ebraico
Balthazar. |
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SERPE
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Serpe ha un ceppo a Genova, uno a Roma, uno nel napoletano, a
Torre del Greco, Napoli, Ercolano e Boscotrecase, ed uno a San
Vincenzo la Costa nel cosentino, dovrebbe derivare dal
soprannome e nome medioevale
Serpe, di cui abbiamo un
esempio d'uso a Firenze in uno scritto del 1418: "..Pro Antonio
Cionis de Quaratensibus vocato Serpe debitore Operis pro duabus
prestantiis tertii anni ad excomputandum in gabella bonorum et
pro gratiis suarum prestantiarum fideiussit Nencius Ambroxii
coiarius populi Sancti Niccolai pro dimidia totius eius quod
dictus Antonius solvere debet ...". |
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SERPI
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Serpi è tipicamente sardo, della parte sudoccidentale
dell'isola, di Guspini, Pabillonis, Lunamatrona, Serramanna ed
Arbus nel Medio Campidano, di Cagliari, di Oristano e San Nicolò
d'Arciodano nell'oristanese e di Sant'Antioco e Perdaxius
nell'iglesiente, potrebbe trattarsi di un soprannome originato
dal termine sardo serpia
(insetto, pidocchio),
ma molto più probabilmente deriva dalla voce logudorese
serpi
o tzerpi
(serpente velenoso, colubro),
troviamo tracce di questa cognominizzazione in Sardegna nel 1500
con un Serpi autore della
Chronica de los santos de Sardeña
e del Apodixis sanctitatis
episcoporum Luciferi calaritani et Georgi suellensis,
nella seconda metà del 1500 opera a Cagliari il notaio Gerolamo
Serpi.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
SERPI: tzrèppi, tsrèpi, serpi
=
biscia, serpe, rettile
in genere. Dal latino serpens.
Tzerpìu, tzrepìu
è inoltre la strega, il diavolo,
etc. Qui in Campidano la biscia è comunemente detta su colòru.
Troviamo il cognome negli antichi documenti, anche se in uscite
diverse. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE, del 1388,
troviamo: Serpe Murrono, majore ville Duçaramanna *
Duçaramanna.odierno Ussaramanna. Contrate Marmille; Serpìo
Gomita, ville Sasseri, ** Sasseri.Sassari. Et nos Pugioni
Anthonius et De Lacon Salatinus, cives Sasseri, sindici, actores
et procuratores.Marringoni Arsòcus potestas ac capitanus
civitatis Sasseri. Omnes cives congregatis in civitate Sasseri,
apud ecclesiam Sancte Caterine.presentibus Corda Jacobo,
Magnispesa Francisco, De Mascara Francisco. In die XIII mensis
Januarii MCCCLXXXVIII - 1388; Serpìo Petro, jurato ville de
Biti, * Biti.Bitti ( Contrate Montis Acuti). Anche nel Condaghe
di San Nicola di Trullas, CSNT, XI°, XIII° secolo, lo troviamo
nell'uscita Serpìo: Serpìo Gosantine (303), teste in un
acquisto: comporaili ad Elene Calfone una terra ,
termen(confinante) assa mea d'agitu Goçippu in Pelagu (località
in agro di Consedin - attuale Cossoine -); e devili .II. moios
d'oriu (due moggi d'orzo - un quintale, circa). Testes:
Gosantine Serpìo et Presnaki Virde, su donnu suo; Serpìo
Nigellio (101), su de Bonorçoli, coinvolto in una compera:
comporaili a Nigellio Serpìo, su de Bonorçoli, terra in Funtana
de Caballos in Andronice( località sita tra Semestene e
Cossoine), tenende assa ki li comporai a Gabini de Puçòlu etc.
etc.; Serpìo Petru (300), servo del prete di Amendulas,
coniugato con Susanna Capax, serva di S. N. al monastero viene
assegnata la prole, in quanto il Serpìo ha rapito Susanna a
Petru Manicas, servo di S. N. : ego priore Ubaldo kertai cun su
previteru d'Amendulas Gosantine Trocco ca: Dami su fetu de
Susanna Capax, ca fuit ankilla mea.etc. Nel Condaghe di San
Michele di Salvennor, CSMS, XI°, XIII° secolo, è citato Gavino
Serpìo, ai capitoli 328, 340 e 344, in scambi di terra
(compera): compre de Gavino Serpìo la mitat (sorgente), de su
parte del Salto ducanele(Uccanele - in territorio di Nughedu San
Nicolò) que esta iunto à nuestro Salto (che è unito al nostro
salto etc. - è in lingua spagnola). Attualmente il cognome Serpi
è presente in 146 Comuni italiani, di cui 50 in Sardegna (per la
maggior parte a sud dell'isola): Guspini 194, Cagliari 59,
Pabillonis 59, Lunamatrona 39, etc. |
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SERPICI
SERPICO |
Serpici, assolutamente rarissimo sembrerebbe umbro, Serpico,
molto raro, è tipico del napoletano, dovrebbero derivare dal
nome medioevale Serpicus, di cui abbiamo tracce in Irpinia nel
XI° secolo: "...GuilIelmus filius Serpicum Trustayni tenet de
eodem Trogisio de Grutta mediatem Tropaldi que est sicut dixit
feudum...", è pure possibile che derivi da un nome di località
come Sorbo Serpico (AV).
integrazioni fornite da
Carmine Di Palma
cognome esclusivo della provincia di Napoli, in particolare è
presente nei comuni di Scisciano, San Vitaliano e Marigliano; in
questo ultimo comune era presente già dal 1500:la famiglia
nobile dei De Serpis. Potrebbe derivare o da Ser-Picus :signore
dal colore scuro, o da Serpe che era il nome di una antica
Masseria di Scisciano:luogo incolto con molti serpenti.Il famoso
poliziotto italoamericano Serpico appartiene a questo nucleo
familiare essendo i genitori nati a Marigliano. |
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SERPONE
SERPONI |
Serpone ha un ceppo a Toro nel campobassano ed uno a Napoli,
Serponi, quasi unico, sembrerebbe dello spezzino, dovrebbero
derivare da una forma ipocoristica riferita a capostipiti che
venivano chiamati in forma rispettosa
Ser Pone,
cioè Signor Pone
(vedi PONE). |
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SERRA
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Diffuso in tutt'Italia, con una grossa preponderanza in
Sardegna, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal
vocabolo latino serra
(sega)
e starebbe ad indicare probabilmente il mestiere di falegname,
tracce di questa cognominizzazione le troviamo ad esempio a
Pavia in questa Cartula
sententie dell'anno 1282:
"...Super quo libello lis contestata fuit per narationem et
responsionem. Unde Guilielmus de Serra, consul iusticie Papie,
ex parte publica sedendo pro tribunali, visis, cognitis
rationibus et allegationibus utriusque partis...".
integrazioni fornite da
Aldo Magnoni
può derivare dal toponimo di epoca latino-romanza indicante
passo. Serra è anche il deverbale di serrare ossia chiudere,
quindi nella fattispecie toponomastica
chiusura di valle.
Quindi il cognome Serra è in parecchi casi riconducibile a colui
che abitava proprio in tali località.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
con riferimento ai ceppi sardi Serra significa sega e deriva dal
latino serra
(lama dentata),
ma in sardo il suo vero significato è
serra
inteso in senso di altura,
collina, montagna:
sa serra de su monti
significa il crinale della
montagna. Serroni, serraccu
(segaccio o saracco). In catalano abbiamo
xarrac o
xerrac.
Sa serra de sa camba (la tibia); sa serra de su monti (la costa
o crinale del monte). Sa serrètta (la seghetta). Il cognome è
diffuso in maniera omogenea in quasi tutto il territorio della
Sardegna, in 296 Comuni su 377.
Anticamente era De Serra, ad indicare la provenienza. Il
cognome è presente in maniera abbastanza numerosa in tutte la
carte antiche della Sardegna. Tra i firmatari della Pace di
Eleonora del 1388 *LPDE, figurano ben 144 Serra, generalmente
con il "de" che precede; trai quali citiamo: Serra (de)
Anthioco, majore (sindaco) ville Gestori (Gesturi - Contrate
Marmille); Serra (de) Barsoco, majore ville Capula...villaggio
distrutto « castello » del Meylogu. Contrate de Ardar et
Meylogu; Serra (de) Barsoco, majore ville Gemussi
(Gemussi.distrutto: Jemussi o Gimussa? Partis de Montibus);
Serra (de) Bartholomeo, majore ville Goçula (distrutto. Goçuna:
Partis de Montibus); Serra (de) Fuliado, locumtenente
potestatis Burgi Castri (* Burgi de Gociano...odierna Burgos -
fondata da Mariano IV, padre di Eleonora -Curatorie de Anela).
Serra (de) Juliano, majore ville Modolo (Modulo - Contrate
Castri Serravallis); Serra (de) Nicolao, majore ville Pauli
(Odierna Paulilatino - Contrate Partis de Guilcier); Serra (de)
Petro, majore ville Sarule. Serra (de) Sadurru, majore ville
Turri (odierno Turri. Contrate Marmille); Serra (de) Urgarino,
majore ville Almos (distrutto. Contrate Partis de Montibus);
Serra Benedico, majore ville Stolo o Stolu.(villaggio distrutto
.. Laconi et Contrate Partis Alença). Nel Condaghe di S. M. di
Bonarcado *CSMB sono presenti 46 Serra(de), tra i quali
ricordiamo il più importante di tutti i (de) Serra dei tempi
antichi: Serra de Lacon Barisone, figlio di Serra Comita de
Lacon, Giudice d'Arborea, e a sua volta Giudice, dopo la morte
del padre; Serra de Lacon Petru, figlio di Barisone e a sua
volta giudice d'Arborea: i (De) Serra erano tra le famiglie più
potenti della Sardegna del periodo giudicale, subentrati ai
Lacon de C(i)ori o Zori. Nel Condaghe di San Pietro di Silki
*CSPS i Serra (de) nominati sono 7, quasi tutti appartenenti al
nobile casato di Arborea. Nel Condaghe di San Nicola di Trullas
sono presenti 13 (de) Serra e quasi tutti appartenenti ai Serra
de C(i)ori o Zori, ramo cadetto dei Serra (de) Lacon. |
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SERRADIMIGNI |
Tipico modenese, della zona di Montefiorino (MO), deriva dal
nome della località Serradimigni di Montefiorino (MO).
integrazioni fornite da
Aldo Magnoni
Serradimigni è un piccolo borgo della frazione di Casola di
Montefiorino citato per la prima volta in un atto del 1029,
conservato nell'Archivio Capitolare di Modena. Un altro vecchio
documento che cita la località, fu scritto da Papa Onorio III il
16 Dicembre 1220. |
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SERRADURA |
Serradura, tipicamente veneto, è specifico di Solagna e Bassano
del Grappa nel vicentino e del vicino trevisano, dovrebbe
derivare da un soprannome dialettale forse attribuito al
capostipite con riferimento al mestiere, probabilmente da lui
svolto, di produttore di serrature. |
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SERRAINO |
Serraino
è tipicamente siciliano, di Palermo e Sciara nel palermitano, di
Patti, Messina e Caronia nel messinese e di Trapani, dovrebbe
derivare dal termine castigliano per montanaro, indicando che
probabilmente i capostipiti fossero di origini montanare. |
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SERRAJOTTO |
Serrajotto, molto raro, è specifico di Montebelluna nel
trevisano, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale forse
attribuito al capostipite con riferimento al mestiere di
produttore di serrature. |
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SERRAPICA
SERRAPICO |
Serrapica
è specifico della zona di Pompei e Gragnano nel napoletano e
della vicina Scafati nel salernitano, Serrapico, quasi unico eè
della stessa zona, dovrebbe derivare dal nome del paese di
Serrapica di Sturno nell'avellinese, probabile paese di origine
dei capostipiti delle famiglie. |
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SERRATI
SERRATO
SERRATTO |
Serrati
ha un ceppo nel milanese ed uno nel Salento, Serrato, più raro,
ne ha uno nel savonese ed uno nel napoletano, Serratto, molto
raro, sembra dell'alessandrino, dovrebbero derivare da
soprannomi connessi o con il vocabolo latino serra (sega) e
riferirsi quinde al mestiere di falegname, o con l'essere stati
chiusi (rinserrati). |
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SERRAVALLE |
Rarissimo, dovrebbe avere due nuclei, uno nel genovese che
deriva dal toponimo Serravalle (SP) ed un altro in Calabria. |
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SERRAVITE |
Serravite è tipicamente calabrese di Soriano Calabro e Bagnara
Calabra, potrebbe derivare da nomi di località identificati da
una serra
(valle)
coltivata a vite. |
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SERRE
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Serre è
specifico di Torino e del torinese, dovrebbe derivare dal nome
del paese di Serre di Angrogna o Serre di Salza di Pinerolo nel
torinese o di Serre di Elva o Serre di Oncino nel cuneese,
probabili luoghi d'origine dei capostipiti. |
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SERRECCHIA |
Serrecchia ha un ceppo laziale nel romano, a Monterotondo, Roma
e Palombara Sabina, e nel frusinate a Sant'Apollinare e
Colfelice, un ceppo a San Giugliano di Puglia nel campobassano
ed uno, molto piccolo, a Bovino nel foggiano, dovrebbe derivare
da un soprannome basato su di un'alterazione peggiorativa del
termine latino serra
(sega),
forse ad indicare che il capostipite facesse il falegname o il
taglialegna. |
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SERRELI |
Serreli è specifico del cagliaritano, di Sinnai, Selargius, Uta,
Cagliari, Capoterra, Monserrato, Maracalagonis e Quartu
Sant'Elena, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal
termine sardo serra
(crinale, costa del monte),
forse ad indicare la provenienza della famiglia da una zona
montuosa.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
SERRELI: non sappiamo con esattezza che cosa significhi, ma alla
base della parola c'è la radice "serra",
che può avere il significato di
sega (arnese del falegname) o
di crinale di monte
(serra de monti): serreli, serrellu, serrella, serredda,
serretta potrebbero essere derivati. O per metatesi >Serreli >
Selleri (seddéri) = fabbricante
di selle? Non abbiamo trovato
il cognome negli antichi documenti della lingua e della storia
della Sardegna, da noi consultati, ma tra i firmatari della Pace
di Eleonora, LPDE del 1388 troviamo, Serellu Petro, jurato ville
Turri * Turri.odierno Turri. Contrate Marmille. Attualmente il
cognome Serréli, è presente in 71 Comuni italiani, di cui 32 in
Sardegna(per lo più nel cagliaritano): Sinnai 123, Selargius 79,
Uta 60, Cagliari 59, Capoterra 59, etc. Nella penisola Roma ne
conta 5. |
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SERRENTI |
Serrenti è tipico della Sardegna meridionale, di Sant'Antioco e
Calasetta nell'iglesiente, di Sanluri e Sardara nel Medio
Campidano, di Cagliari e di Mogoro nell'oristanese.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
SERRENTI: Serrenti
è un centro abitato della provincia del Medio Campidano: di
5.000 abitanti; si sviluppa sui pendii e crinali di una serie di
colline formate da rocce laviche, a 114 metri s.l.m. E' un paese
ad economia tipicamente agricola, famosa per i legumi, ma anche
per gli insaccati, di ottima qualità. L'etimologia del toponimo
per alcuni studiosi rimane nell'incertezza: nel Di.Sto.Sa.
troviamo: toponimo prediale dal latino
surrentius.
Intanto surrentius in latino non esiste, ma esiste
Surrentum
= Sorrento. Serrenti ha ben poco a che vedere con Sorrento.
Crediamo, senza presunzione alcuna, che il toponimo sia la
contrazione di Serra de monti
>Serr''e (mo)nti
>Serrenti; anche perché la conformazione del luogo, dove sorge
il paese, cela suggerisce. Ci pare assolutamente inutile dare
sfogo ad artificiose considerazioni! Il cognome Serrenti è
derivato dal nome del paese: villa medioevale, il cui territorio
fu indubbiamente frequentato sin dall'epoca preistorica: sono
numerosissimi, ad esempio, i resti della civiltà dei Nuraghi.
Come "villa" appartenne alla Curadorìa di Nuraminis, nel regno
giudicale di Calari, quindi del regno d'Arborea, alla repubblica
di Pisa, ed infine al regno catalano aragonese di Sardegna(per
saperne di più vedi nel Web: Serrenti.). A giustificazione della
nostra affermazione precedente, che cioè il cognome deriva dal
paese possiamo addurre due inconfutabili prove: sono molti i
cognomi sardi derivati dal paese o toponimo di provenienza; il
cognome Serrenti, nelle carte antiche si presenta sempre e
comunque con il de, ad indicare appunto la provenienza. Tra i
firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, infatti
abbiamo: (de) Serrenti Guantino, ville Gonnos de Tramacia, *
Gonnos de Tramacia.Gonnostramatza. Partis de Montibus; (de)
Serrenti Henrico - ville Terrenove e Fundi Montis, ** Terranova
et Fundi de Montis (Olbia e Monti). De Yola Petro et Filio
Guantino di Sassari, notai imperiali( 15 - gennaio - 1388).
Habitatoribus Fundi Montis...XV Januarii 1388; in posse ...;
(de) Serrenti Gavino, jurato ville Cossein, * Cossein.odierno
Cossoine. Contrate Caputabas. Anche nel Condaghe di San Nicola
di Trullas, CSNT, XI°, XIII° secolo, troviamo il cognome
Serrenti: Ianne Serrenti(17), teste in una compera da parte del
Priore Martinu - ego Martinus presbiter et priore de Sanctu
Nichola de Trullas.comporaili a Comita de Bosobe et assos frates
su saltu de serra de Iugale.Testes: .Ianne Serrenti. Nella
storia attuale citiamo Efisio Serrenti (Quartu S. E. 1945 .),
già presidente del Consiglio della Regione Autonoma della
Sardegna, nonché assessore regionale alla Pubblica Istruzione.
Il cognome Serrenti è oggi presente in 40 Comuni italiani, di
cui 21 in Sardegna: Sant'Antioco 50, Sanluri 29, Sardara 21,
Cagliari 13, etc. Nella penisola Roma ne conta 17, etc. |
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SERRI
SERRO |
Serri ha vari ceppi a Trieste, a Genova, nel carrarese, in
Emilia, soprattutto nel reggiano e modenese, nel ravennate e nel
forlivese, nell'anconetano e maceratese, nel brindisino ed un
ceppo molto consistente nella Sardegna meridionale, che dovrebbe
derivare dal nome del paese cagliaritano di Serri, Serro,
sembrerebbe specifico di Alcamo nel trapanese, dovrebbero
derivare da soprannomi basati sul termine latino
serra (lama
dentata, sega), forse ad
indicare il mestiere di falegname svolto dai capostipiti, ma il
termine serra,
nelle aree che hanno subito l'occupazione spagnola, significa
anche monti
e potrebbe stare ad indicare una provenienza dei capostipiti da
zone di montagna. |
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SERRONE
SERRONI |
Serrone ha un piccolo ceppo a Capaccio e Cicerale nel
salernitano, uno nel barese a Giovinazzo ed Acquaviva delle
Fonti, nel leccese, a Lecce e Minervino di Lecce ed a Foggia, ed
uno in Sicilia a Tortorici nel messinese, Serroni ha un ceppo a
Porto San Giorgio nell'ascolano ed a Teramo ed uno a Città di
Castello nel perugino, dovrebbero derivare dal nome medioevale
latino Serronus
usato anche in Spagna, ma presente in
Sicilia fin dal 1300.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
SERRONI: in lingua sarda ha il significato di segaccio. Dal
latino serrare. = segare. Il cognome Serroni è diffuso in 28
Comuni italiani di cui solo tre in Sardegna: Capoterra 6,
Assemini 3, Quartu S. E. 3. Non abbiamo la certezza che il
cognome sia originario della Sardegna, ma sta di fatto che è
presente tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388:
Serroni Matheo, jurato ville Alary, * Alary. villaggio
distrutto. Contrate Partis Varicati - Barigadu. |
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SERRU
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Serru, molto raro, è sicuramente sardo, tipico di Guspini nel
Medio Campidano.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
SERRU: cognome rarissimo, diffuso solo in 14 Comuni d'Italia, di
cui 11 in Sardegna: Guspini 37, Terralba 7, Villacidro 6, Olbia
3, Gonnosfanadiga 3, Selargius 3, Assemini 3, Nuoro 3, Quartu S.
E. 3, San Gavino 3, Cagliari 3. In due Comuni della Toscana: con
Livorno 3, e Siena (prov) 3; e Roma con 7. Serru, sattu de Serru
= salto di Serru, da non confondere con Serri, piccolo centro
abitato(ab. 760) del Sarcidano (entrato a far parte della
provincia di Cagliari, con la creazione delle nuove province,
già appartenente alla prov. di Nuoro). Serru è una località si
può dire unica in Sardegna e nel mondo, ubicata in agro di
Gonnosfanadiga, ottima per la bontà del suo humus che ha
concesso e concede, ai Gonnesi, un tempo coi suoi vigneti, oggi
con gli oliveti, impareggiabili prodotti della terra: vino
monica rosso e olio extra vergine di qualità divine! Fu sede di
fiorente civiltà nuragica, della quale restano visibili tracce,
ma fu senz'altro un vero e proprio insediamento romano, fiorito
all'indomani della conquista romana dell'Isola. L'abbondanza di
reperti archeologici, nuragici e romani confermano questa tesi.
Senza nascondere, come sinora è stato fatto, che gli attuali
oliveti, nel proprio sottosuolo, riservano tante cose ancora da
scoprire, ma la paura dei proprietari, di vedere vincolati dalla
Sovrintendenza i loro oliveti e sradicati quei meravigliosi
sempreverdi, è più forte della curiosità. Non sappiamo che sorte
abbia avuto Serru, (mancano prove scritte), dopo il passaggio
della Sardegna a Bisanzio; per certo fu visitato dai monaci
bizantini, dei quali rimangono vistosissime tracce, tra le quali
le numerose chiese dedicate ai santi del menologio greco,
disseminate nel territorio e delle quali oggi restano i ruderi.
Ma Serru fu anche "Villa" e come tale è annoverata nelle carte
antiche. La "villa" o meglio l'"oppidum" di Serru è citato
nell'opera di Giovanni Francesco Fara, "In Sardiniae
Chorographiam" (opera terminata poco prima della sua morte
avvenuta a Sassari il 15 novembre del 1591), che recita: ...ubi
olim erat iudicatus Colostrai, seu curatoriae de Arbus, et nunc
extant oppida Arbus, Serri(sic) et Guspini interiereque priscae
urbes a Ptolemaeo memoratae Osaeae et Neapolis, cuius templum
s.to Nicolao sacrum et alia antiqua monumenta cernuntur;.(là
dove una volta c'era il giudicato di Colostrai o della
Curatorìa di Arbus ed attualmente si trovano i paesi di Arbus,
Serru e Guspini, mentre invece sono scomparse le antiche città
di Osea e Neapolis: di quest'ultima rimangono la chiesa
consacrata a San Nicola ed altre antiche vestigia). Nel testo
del Besta, "La Sardegna Medioevale" vol. 2°, ove si parla della
curatoria di Bonorzoli, del regno giudicale di Arborea (villa
scomparsa, ubicata nei pressi di Mogoro, abbandonata
definitivamente verso la fine del XVI° secolo, in seguito a
ripetute incursioni barbaresche)non è citata la "villa" di
Serru, ma sappiamo, con certezza, che ne faceva parte (nelle
fonti è riportata a partire dal 1336), insieme a Guspini, Arbus,
Gonnosfanadiga, San Gavino, Pabillonis, S. N. d'Arcidano,
Terralba, etc. La chiesa storica di Serru(della quale restano i
ruderi) è dedicata a San Pietro(del Menologio greco) e la sua
costruzione risale senz'altro all'arrivo dei monaci greci, come
anzidetto. Nel territorio del Sulcis Iglesiente, in
particolare, ma in generale in tutta la Sardegna, i monaci
bizantini, sin dal loro arrivo nell'isola, a partire dall'inizio
del VI° secolo, esercitarono grande influenza sulla popolazione
locale, nella cui cultura, anche religiosa, nonostante lo
Scisma, tra Chiesa Cattolica e Chiesa Ortodossa, del 1054, è
rimasta traccia indelebile, sino ai giorni nostri. La damnatio
memoriae esercitata, con arroganza, dalla Chiesa Cattolica,
prima e dopo lo Scisma, non è riuscita a cancellarne le tracce.
Il paese di Serru( scusatemi per l'excursus) fu abbandonato
diverse volte, a causa delle incursioni barbaresche e
definitivamente verso i primi anni del XVII° secolo. Dove
andarono a finire gli abitanti di Serru? Secondo Enrico Casti,
autore del libro "Gonnos e Dintorni", si rifugiarono nelle
"ville" di Arbus e soprattutto di Gonnosfanadiga. Qui però
bisogna fare una osservazione; una nota storica di Antonello
Mattone (La Sardegna nel Mondo Mediterraneo, 44) recita: "tra il
1584 ed i primi del Seicento, sono saccheggiate e abbandonate le
ville di Gonnosfanadiga, di Pabillonis, di Bonorchili e di
Serru". Come potevano, gli abitanti di Serru rifugiarsi a
Gonnosfanadiga, pure essa abbandonata? La presenza attuale del
cognome Serru, solo ed esclusivamente a Guspini(distante pochi
chilometri), da cui provengono i pochi altri dei Comuni in cui è
presente, compresi quelli di Livorno, Siena e Roma, è prova
inconfutabile del loro arrivo in quel centro. Che poi Arbus,
Serru e Gonnosfanadiga fossero state ripetutamente abbandonate a
causa delle incursioni barbaresche lo possiamo dedurre dal fatto
che, nel 1388, per la famosa Pace di Eleonora, non figurano i
firmatari delle tre ville, mentre ci sono quelli di tutte le
altre ville vicine: Pabillonis, Guspini, San Gavino, Monreale,
Sardara, Santa Mariacquas etc., Non abbiamo altro da
aggiungere! Sulla etimologia del cognome c'è ancora incertezza:
alcuni studiosi lo fanno derivare dal protosardo, come Serri;
altri da "serra de monti"; in realtà il territorio dove sorgeva
la "villa" è proprio sa serra de su monti. |
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SERSA
SERSE
SERSI
SIRSI |
Sersa e Sersi, praticamente unici, parrebbero giuliani, Serse,
molto molto raro, ha qualche presenza nel napoletano ed un
piccolissimo ceppo a Brindisi, Sirsi è un cognome tipico del
Salento, di Campi Salentina nel leccese, di Manduria nel
tarentino e di San Pietro Vernotico e Cellino San Marco nel
brindisino, dovrebbero derivare da italianizzazioni del nome
greco di origini persiane Ξέρξης Xérxēs (Serse). |
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SERSALE |
Sersale, assolutamente molto raro è tipico del napoletano, di
Napoli e Massa Lubrense, con un piccolo ceppo anche a Positano
nel salernitano, dovrebbe derivare dalla forma contratta di
Ser Isale,
composto da Ser
(signore)
e da Isale,
una latinizzazione medioevale del nome ebraico
Isaiah,
probabilmente il nome del capostipite, con una discreta
posizione economica. |
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SERVADEI
SERVADEO
SERVADIO
SERVEDEO
SERVEDIO
SERVIDEI
SERVIDEO
SERVIDDIO
SERVIDIO |
Servadei è tipicamente romagnolo, Servadio ha ceppi nel
padovano, nell'anconetano, nel milanese ed in provincia di Roma
e di Bari, Servedio è specifico del barese, di Grumo Appula,
Toritto e Bari, Servidei ha un ceppo nel ravennate ad Alfonsine,
Fusignano e Ravenna ed uno a Roma, Servidio ha un nucleo nel
cosentino ad Acri, Corigliano Calabro e Sant`Agata di Esaro, un
ceppo nel barese e nuclei, pobabilmente secondari, nel milanese
e nel torinese, Serviddio, estremamente raro, è barese, Servedeo
e Servideo sono estremamente rari, dovrebbero tutti derivare da
errori di trascrizione del cognome Servadeo, che non risulta
essere più presente in Italia, tutti questi cognomi dovrebbero
derivare dal nome medioevale
Servadeus o
Servideus
originati dalla devozione popolare che portava a dedicare il
proprio figlio al servizio di Dio. (vedi Salvadei) di quest'uso
abbiamo un esempio in una Carta
venditionis dell'anno 1145 a
Sesto Calende: "...manuum Servidei de Ispera et Lanfranci de
Pino qui estimatores fuerunt ut supra et in hanc cartam manus
posuerunt ad confirmandam...". |
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SERVATI
SERVATO |
Servati è quasi unico, Servato, molto molto raro, è specifico
dell'area alessandrina, potrebbero derivare dal cognomen latino
Servatius,
ricordiamo ad esempio Sanctus
Servatius morto nell'anno 384:
"..Sanctus Servatius sicut in gestis eius legitur antiquioribus
ex generosa magnorum virorum stirpe est editus nobiliter natus,
nobiliter conversatus..", ma è pure possibile che derivino dal
nome augurale medioevale
Servatus nel senso di
che si conservi bene.
ipotesi fornite da Paolo
Servato
La maggior concentrazione del cognome Servato si trova
esclusivamente nella zona territoriale che comprende l'Appennino
sopra l'Acquese nella zona che va da Morbello a Visone. Altre
famiglie con lo stesso cognome si sono spostate in tutta la
provincia di Alessandria. Il cognome Servato è presente, per
ovvi motivi di vicinanza dal luogo di origine, anche nel
capoluogo ligure. Altri Servato sono presenti a Moncalieri e a
Torino, anch'essi provenienti dalla stessa origine.Nel dialetto
piemontese molti sono i modi per indicare
l'aggettivo selvatico:
selvatic,
servatic,
selvà,
servà.
Nel dialetto acquese si dice precisamente
servò,
avendo questo tipo di dialetto fonemi piuttosto chiusi. Alla
fine del '600 ed agli inizi del '700 quando per ragioni di
registrazione delle famiglie ormai divenute troppo popolose si
arrivò ad imporre il cognome con obbligo di legge, la
popolazione dei servà
divenne, italianizzando la parola: i Servato. |
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SERVELLI
SERVELLO
SERVILI
SERVILII
SERVILIO
SERVILLI
SERVILLO |
Servelli è assolutamente rarissimo, Servello è comunque molto
raro, dovrebbero essere calabresi, della zona di Vibo Valentia,
Servili è specifico della zona che comprende Marche, Umbria e
Lazio, di Todi, Trevi e Montefalco nel perugino, Servilii è
tipicamente romano, Servilio è tipicamente abruzzese di Pizzoli
(AQ), Servilli è praticamente unico, Servillo è tipicamente
napoletano, dovrebbero derivare direttamente dalla
Gens Servilia
o anche dal nomen latino
Servilius portato ad esempio
dal tribuno della plebe Rullus Publius Servilius nel I° secolo
d. C. e come possiamo leggere negli
Annales
di Tacito: "...additis versibus qui in Tiberium flecterentur:
verum ab Servilio et Cornelio accusatoribus adulterium Liviae,
magorum sacra obiectabantur...". |
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SERVENTE
SERVENTI |
Servente, rarissimo, è tipico della riviera di levante, Serventi
è tipico del parmense e del genovese, ha un ceppo secondario,
originario del genovese, anche nel sud della Sardegna,, dove
potrebbe essere di origine spagnola e derivare dal cognome
Servent,
potrebbero derivare dall'essere stato il capostipite alle
dipendenze come uomo di fiducia di un prelato o di un monastero,
dove per servente si indicava che si dedicava a piccole
incombenze gestionali.".
integrazioni fornite da
Marco Servente
il cognome Servente è scarsamente diffuso nel tratto di pianura
da ovest del fiume Sesia (Casale Monferrato, ove è attestato
come cognome sin dal 1600 circa) sino ad est del fiume Ticino
(Lomellina e dintorni). Le origini potrebbero essere due: una
lontana origine medievale provenzale da
servant (menestrello
itinerante), oppure, più
concretamente dagli statuti comunali del 300-500 dove il
servente
era l'addetto ad ore alla manutenzione delle fortificazioni
murarie. |
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SERVIDA
SERVIDATI |
Servida è
rarissimo, è specifico del sudmilanese, Servidati è quasi unico
e dovrebbe essere lodigiano, potrebbero derivare da
un'alterazione forse dialettale del nome tardo latino Servusdei
(servo del Signore). |
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SERVO
|
Servo ha un ceppo nel vercellese, uno nel romano ed uno nel
napoletano, potrebbero derivare da un'italianizzazione del nomen
latino di origine plebea Servus
o Servius,
ricordiamo il sesto Re di Roma Servio Tullio. |
|
SESSA
|
Sessa ha
un ceppo nel varesotto che potrebbe derivare dal nome del paese
ticinese di Sessa situato tra Luino e Ponte Tresa, ma il ceppo
più consistente sembrerebbe tipico della Campania, con un ceppo
anche nel lato sudorientale della Sicilia, ceppo dovrebbe
derivare da toponimi quali: Sessa Aurunca nel casertano o Sessa
Cilento nel salernitano. |
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SESSAREGO |
Specifico
della zona di Genova e Bogliasco deriva dal toponimo Sessarego
frazione di Bogliasco (GE). |
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SESSEGOLO |
Assolutamente rarissimo, dovrebbe essere originario di Schio
(VI) dove si trova una contrada con questo nome, contrada dal
cui nome potrebbe essere appunto derivato il cognome.
integrazioni fornite da
Andrè Sessegolo (Brasile)
dal libro PIANE DI SCHIO di Angelo Soccardo: si legge che il
cognome Sessegolo trae origine dal castello di Sasseolo
proprietà dei Maltraversi, edificato sullo sperone roccioso dove
ora sorge la contrada Castellaro. Questo castello venne
distrutto da Mainaro di Mainardi nel1203. Gli abitanti della
zona circostante il castello venivano chiamati Sessegolo,
modificazione dialettale del termine latino
sasseolus
( quello
del sasso per identificare
appunto quanti abitavano nei pressi dello sperone roccioso). |
|
SESSENIO
SESSENNIO |
Sessenio, praticamente unico, è siciliano, Sessennio, anch'esso
unico, sembrerebbe essere una diversa forma del precedente,
dovrebbero derivare da forme alterate del nomen tardo latino
Sisinnius
(vedi SISINNI). |
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SESSI
SESSO |
Sessi rarissimo ha un nucleo ai confini tra reggiano e mantovano
ed uno secondario nel milanese, Sesso è molto raro, ha un ceppo
nel vicentino ed uno nell'udinese nella zona di Cervignano del
Friuli e dintorni.
integrazioni fornite da
franz58
Cognomi che traggono origine dalla famiglia Da Sesso, primi
Signori della omonima località di Sesso (o Villa Sesso), oggi
frazione di Reggio Emilia. Le vicende storiche della famiglia
hanno permesso la diffusione del cognome oltre che nel reggiano
(Sessi), anche nel veronese e nel vicentino (Sesso). |
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SESTAGALLI
SESTEGALLI |
Sestagalli, assolutamente rarissimo, tipicamente lombardo,
parrebbe del milanese, Sestegalli è quasi unico, potrebbero
derivare dall'antico termine milanese
sestegal
o sestagal
(cocchiere di una carrozza
trainata da sei cavalli),
mestiere probabilmente svolto dal capostipite. |
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SESTI
SESTINI
SESTINO
SESTO
SESTU |
Sesti ha un ceppo lombardo, uno toscano nel fiorentino ed
aretino, ed uno calabro nel cosentino, Sestini è tipicamente
toscano dell'area coperta dalle province di Firenze , Arezzo e
Siena, Sestino, assolutamente rarissimo, parrebbe pugliese,
Sesto ha un ceppo lombardo, uno toscano, uno romano, uno
napoletano, uno nel catanzarese ed uno nel siracusano, Sestu,
tipicamente sardo, è tipico del sud dell'isola, di Muravera, San
Vito e Cagliari nel cagliaritano e di Iglesias, potrebbero
derivare direttamente o tramite ipocoristici dal praenomen
latino Sextus,
Sextius,
o anche dall'equivalente nome italiano
Sesto,
spesso attribuito al proprio sesto figlio, come è pure possibile
che discendano da toponimi come ad esempio Sestino nell'aretino,
o uno dei tanti paesi contenenti la radice Sesto, come a puro
titolo di esempio Sesto San Giovanni nel milanese, o Sestu nel
cagliaritano, si tratta però soprattutto di cognominizzazioni
derivanti dal nome del capostipite. |
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SESTILI |
Sestili è tipico di Roma e della provincia, con ceppi anche nel
viterbese e nel rietino, dovrebbe derivare dalla
Gens Romana Sextilia
o dal nome Sextilius
da questa derivato di cui abbiamo un
esempio nell'anno 192 con il magistrato Publius Sextilius
Prospectus. |
|
SESTITO |
Sestito è
un tipico cognome calabrese del catanzarese, di Chiaravalle
Centrale e Catanzaro soprattutto e di Borgia, Vallefiorita,
Soverato, Amaroni, Girifalco, San Vito sullko Ionio, Palermiti e
Sellia Marina, e del crotonese, di Crotone, Cutro, Rocca di
Neto, Cirò Marina ed Isola di Capo Rizzuto, dovrebbe derivare da
un soprannome di origini spagnole. |
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SETA
|
Seta ha un ceppo a Senigallia nell'anconetano, uno piccolo a
Napoli e Casoria nel napoletano ed uno nel cosentino a Fuscaldo
e ad Atri, esistono due ipotesi, la prima è che derivi daun
soprannome basato sul termine grecanico
sèta (pendio,
declivio), la seconda propone
una derivazione da un'alterazione del termine greco antico
sitos
(cibo, pane),
forse intendendo che il capostipite fosse un commerciante di
generi alimentari. |
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SETARI
SETARO |
Setari è
quasi unico, Setaro invece è specificatamente campano di San
Rufo, Padula e San Marzano sul Sarno nel salernitano, di Torre
Annunziata, Trecase e Castellammare di Stabia nel napoletano, di
Caserta e di Campobasso nel Molise, dovrebbe derivare dal
mestiere di setaro o allevatore di bavhi da seta e produttore di
seta, mestiere sviluppatosi in Campania già dai tempi di
Federico II°. |
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SETTA
SETTI
SETTO |
Setta
molto raro è aquilano, Setti abbastanza diffuso, potrebbe avere
più ceppi, nel Trentino, in Lombardia ed in Emilia, Setto
assolutamente rarissimo dovrebbe essere del torinese, non si
individuano ipotesi sulla possibile origine etimologica di
questi cognomi. |
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SETTE
|
Diffuso
in tutta Italia a macchia di leopardo Sette ha ceppi al nord,
nel Lazio e nell'aquilano, nel barese e nel reggino, dovrebbe
derivare dall'essere il capostipite il settimo figlio della sua
famiglia di appartenenza, ma in alcuni casi potrebbe anche
derivare da toponimi contenenti la radice sette-, come ad
esempio Settebagni nel romano o Settecà nel vicentino. |
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SETTEMBRE |
Settembre
è specifico di Napoli, San Paolo Bel Sito e Nola, Palma Campania
nel napoletano, di Castel San Giorgio e Bracigliano nel
salernitano e di Domicella nell'avellinese, si dovrebbe trattare
di un cognome attribuito a dei trovatelli abbandonati durante il
mese di settembre. |
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SETTEMBRINI
SETTEMBRINO |
Settembrini, non molto comune, è panitaliano, mentre
Settembrino, ancora più raro, è tipico del meridione, dovrebbero
derivare dal nome arcaico
Settembrino, attribuito a volte
a figli nati nel mese di settembre. Tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo a Bollita in Calabria fin dagli
inizi del 1700. |
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SETTIMI
SETTIMIO |
Settimi è
tipico della fascia centrale che comprende Lazio, Umbria Marche
e alto Abruzzo, Settimio è tipico del chietino, derivano dal
nome latino Septimius portato anche dall'imperatore romano
Settimio Severo (193-211 d.C.). |
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SETTURA |
Specifico
della bassa bresciana è molto raro. |
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SEU
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Molto diffuso in tutta la Sardegna, ma con maggiore
concentrazione in provincia di Oristano a Scano Di Montiferro in
particolare, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal
vocabolo sardo séù
che ha il significato di
sorella, ma anche di
sego ed
in cagliaritano di cattedrale,
è quindi molto difficile identificare quale fra questi
significati del vocabolo seu
abbia dato origine al singolo cognome. |
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SEVEGA
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Sevega è
specifico di Margarita e Ceva nel cuneese, potrebbe derivare
originato da un termine dialettale che indicasse i particolari
sostegni per le botti da vino, forse ad indicare il mestiere del
capostipite. |
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SEVERGNINI |
Tipico del cremonese, dovrebbe derivare da una forma
ipocoristica dialettale del nome di origini germaniche
Severicus,
o del nome gotico Severich.
(vedi SEVERICO)
integrazioni fornite da
Marco Giovanni Migliorini, archivista paleografo
complessa l'origine, alcune ipotesi propendono per la
trasformazione linguistica dal nome Saverio (assai improbabile).
Nel cremasco (Cremona) è molto diffuso già nel XVI° secolo. Sono
note le forme dialettali Savorgnino, Savergnì, Savergnino
(Pianengo (Cr), registro parrocchiale n.1 - 1578-1635. (M2). Ad
Offanengo mantiene la forma attuale (Offanengo (Cr), registro
parrocchiale n.1 - 1590-1605. |
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SEVERI
SEVERINI
SEVERINO
SEVERO
SEVERONE
SEVERONI |
Severi è specifico dell'area che dal Parmense al forlivese si
congiunge con l'aretino, Severini è più propriamente
marchigiano, Severino è specifico del napoletano, con presenze
in tutto il sud, Severo è rarissimo e potrebbe essere romano,
Severone è quasi unico, Severoni è tipico di Cittaducale nel
reatino e di Roma, tutti questi cognomi derivano, direttamente o
tramite ipocoristici o accrescitivi dal cognomen latino
Severus
o Severinus.
Forse il più famoso dei portatori di questo nome fu
Septimius Severus
imperatore di Roma dal 193 al 211d.C., pure noto a tutti è
Anicius Manlius Severinus
Boëthius (480 - 524), lo
scrittore e filosofo latino conosciuto semplicemente come
Severino Boezio. |
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SEVERICO
SEVERIGO |
Severico è specifico del novarese, di Cavaglietto in
particolare, Severigo, quasi unico, è sempre del novarese,
dovrebbero derivare dal nome di origini germaniche
Severicus,
che troviamo citato in uno scritto della fine del XI° secolo:
"... Severicus de Verziaco dominus Cabilonensis comes et uxor
eius Elisabeth, et Symon filius suus et filia Ayglentina domina
de Puliaco ...", nome che è la latinizzazione del nome gotico
Severich. |
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SEVESO
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Tipico
del milanese deriva dal toponimo Seveso nel milanese. |
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SEZZE
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Sezze,
molto molto raro, è di Roma, dovrebbe derivare dal nome del
paese latinense di Sezze. |
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SFARZI
SFARZO |
Sfarzi,
quasi unico, parrebbe emiliano, Sfarzo è specifico di Pozzuoli e
Napoli nel napoletano, potrebbero derivare da un soprannome
originato dall'ostentazione dei capostipiti. |
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SFASCIABASTI |
Sfasciabasti sembrerebbe tipico dell'area umbro, marchigiana,
forse del maceratese, dovrebbe derivare da un soprannome
scherzoso, probabilmente attribuito ad un capostipite che faceva
di mestiere il conduttore d'asini o muli. |
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SFERAZZA
SFERAZZO
SFERLAZZA
SFERLAZZO
SFERRAZZA
SFERRAZZO |
Tutti decisamente siciliani, Sferazza, quasi unico, è del
catanese, così come Sferazzo, Sferlazza è dell'area palermitano,
agrigentina, di Lercara Friddi, Palermo e Termini Imerese nel
palermitano e di Agrigento, Favara e Casteltermini
nell'agrigentino, Sferlazzo ha piccoli ceppi a Lampedusa e
Linosa, isole dell'agrigentino, a Mazara del Vallo nel
trrapanese ed a Palermo e Santa Flavia nel palermitano,
Sferrazza, il più diffuso è della stessa area del precedente e
del nisseno, di Castrofilippo, Racalmuto, Canicattì, Licata,
Agrigento, Favara, Campobello di Licata e Naro nell'agrigentino,
di Palermo e di Caltanissetta, Montedoro, Serradifalco e San
Cataldo nel nisseno, Sferrazzo è specifico di Lentini nel
siracusano, questi cognomi dovrebbero derivare da soprannomi
dialettali basati sul termine siciliano arcaico
sferrazza
o sferrazzo
(stuoia dove si ponevano ad
essiccare i fichi al sole), ma
possono anche derivare da antichi nomi di località, come ad
esempio Sferro nel catanese. |
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SFERRA
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Molto
molto raro, potrebbe avere, oltre al nucleo principale nel
tarentino, anche uno in provincia di Isernia che potrebbe
derivare dal toponimo Sferracavallo (TR). |
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SFODELLO |
Sfodello, praticamente unico, è della Sardegna settentrionale,
dovrebbe derivare da una forma aferetica alterata del nome del
fiore Asfodelo,
non si può escludere che possa trattarsi di un cognome
attribuito ad un trovatello. |
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SFOGLIARINI |
Assolutamente rarissimo, specifico del sudmilanese. |
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SFOLCIAGHI |
Sfolciaghi, assolutamente rarissimo, potrebbe essere del
cremonese o del lodigiano, il cognome potrebbe derivare da un
soprannome originato dal termine dialettale
sfolcià (falciare
un prato) e caratterizzerebbe
il lavoro di contadino svolto dal capostipite. (vedi anche
SFOLCINI) |
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SFOLCINI |
Molto,
molto raro, è specifico del sudmilanese e piacentino, potrebbe
derivare da un soprannome legato ad un vocabolo dialettale
arcaico che significherebbe: "quelli che falciano". |
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SFONDRINI |
Sfondrini è abbastanza diffuso a Milano e nel sudmilanese ed a
Lodi, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine
meneghino sfondràa
(sprofondare),
probabilmente derivato dal fatto che la famiglia abitasse in un
avvallamento del terreno, cioè in una parte in fondo rispetto
all'area circostante. |
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SFORZA
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Cognome abbastanza diffuso, con un ceppo originario in Lombardia
ed Emilia, che dovrebbe discendare da un nucleo originario di
Cotignola (RA) ed un altro nel centro sud dalle Marche alla
Puglia, Il più famoso degli Sforza fu senza dubbio Francesco,
che venne eletto Duca di Milano nel 1447.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Sforza è cognome di origine soprannominale, potrebbe derivare
dal sostantivo 'sforzo'
deverbale di 'sforzare'
o dal toponimo Sforzacosta (MC). Minervini 454. |
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SFORZI
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Sforzi è decisamente toscano, con un nucleo a Pistoia, ma
presente con ceppi significativi anche a Grosseto, Firenze e
Lucca, dovrebbe derivare dal nome tardolatino
Fortis (forte,
coraggioso, soprattutto nel senso cristiano di fermo nella
propria fede) con l'aggiunta di
una s prostetica. |
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SFORZIN
SFORZINI |
Sforzin, molto raro, è decisamente veneto di Musile di Piave e
Ceggia nel veneziano e di Oderzo, Sforzini invece ha un ceppo
nel pavese, uno nel ravennate ed uno nella fascia che comprende
il maceratese, l'Umbria, il viterbese ed il romano, dovrebbero
derivare dal nome medioevale
Sforzinus di cui abbiamo un
esempio nel 1500 nella Lista degli scolari dello Studio di
Perugia, illustre ateneo dell'epoca, dove sotto l'anno 1582 è
indicato lo studente marchigiano Sforzinus Velanzonus. |
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SFRISI
SFRISO |
Sfrisi, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del ferrarese e
dovrebbe essere dovuto ad un'alterazione di Sfriso, che,
tipicamente veneto, ha un ceppo a Chioggia e Venezia, con un
piccolo ceppo anche a San Martino di Venezze nel rovigoto, e che
dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine
dialettale veneto sfriso
(taglio,
normalmente sul viso, sfregio),
ad indicare probabilmente che i capostipiti avessero questa
caratteristica fisica. |
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SGALIPPA |
Molto
raro, sembra avere un ceppo nel Piceno ed uno in provincia di
Roma. |
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SGAMBATI
SGAMBATO |
Sgambati
ha un ceppo a Roma ed uno campano tra napoletano ed avellinese,
Sgambato è specifico dell'area che comprende il casertano ed il
napoletano, in particolare Santa Maria a Vico nel casertano e
Visciano nel napoletano, dovrebbero derivare da soprannomi
originati da caratteristiche fisiche dei capostipiti, sgambato è
un termine ora in disuso che si riferirebbe alla privazione
delle gambe, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo, fin
dal 1600 almeno, con il medico napoletano Johannes Sgambatus. |
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SGANZERLA |
Sganzerla è tipico dell'area veronese mantovana, dovrebbe
derivare da un soprannome originato dal termine
ganzo
derivato dal germanico gans (giovane)
o dal vocabolo tardo latino
ganzia a sua volta derivato da
ganea
(luogo di gozzoviglie,
probabilmente riferito al modo di fare un pò troppo disinvolto
del capostipite |
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SGARAMELLA |
Specifico del barese. (vedi SCARABELLA)
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Sgaramella è cognome barese e foggiano, è di origine
soprannominale e potrebbe derivare dal termine dialettale
calabrese 'scaramella'
= specie di antica pasta
casereccia, oppure dall'antico
termine italiano 'scaramella'
= zuffa, schermaglia,
scaramuccia, con sostituzione
del suffisso. Minervini 455. |
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SGARAVATO
SGARAVATTI
SGARAVATTO |
Sgaravato ha un piccolo ceppo a Vigasio nel veronese ed uno
ancora più piccolo nel padovano a Cartura e Pernumia, con un
piccolissimo ceppo anche a Modena, Sgaravatti, molto raro, è di
Padova, Sgaravatto ha un ceppo a Piove di Sacco nel padovano ed
a Campolongo Maggiore nel veneziano, questi cognomi dovrebbero
derivare da soprannomi basati sul betacismo del termine
dialettale veneto arcaico
sgarabato (cosa
da poco, deiezione, sputo). |
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SGARBI
SGARGI
SGARZI |
Sgarbi è specifico emiliano, delle province di Modena, Bologna e
Ferrara, Sgargi, abbastanza raro ,è tipico del bolognese, Sgarzi
è specifico dell'alto bolognese, potrebbero derivare da un
soprannome dialettale, ma è anche possibile che Sgargi possa
derivare dal nome bizantino Gargius o dal nomen latino
Gargilius. (vedi Gargi)
integrazioni fornite da
Cristina Sgargi
so per certo che il mio cognome Sgargi deriva da un mestiere lo
sgarzatore tipico dell'Emilia e della Lombardia, molto antico,
risalente al 1100 circa, detto dialetto bolognese
sgarzer,
da questo termine è derivato il cognome Sgarzi e quindi Sgargi,
ritengo che anche Sgarbi abbia la medesima provenienza. |
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SGARRA
SGARRO |
Sgarra è specifico del barese, di Andria in particolare, con
presenze significative anche a Trani, Barletta, Corato e Bari,
Sgarro, molto meno diffuso, è anchesso pugliese, ma più
specificatamente del foggiano, di Cerignola, Carapelle e Foggia,
esistono più ipotesi circa la possibile derivazione, la prima
propone un'origine dal cognomen latino
Scarus,
di cui abbiamo un esempio d'uso con Marcus Aemilius Scarus
governatore romano della Siria nel primo secolo avanti Cristo:
".. sed ex omnibus maxume Marcus Aemilius Scarus, homo nobilis,
impiger, factiosus, avidus potentiae, honoris, divitiarum,
ceterum vitia sua callide acdultans. ..", la seconda propone
invece un'origina longobarda dal termine
skara (squadra
armata, una specie di coorte
longobarda), la terza indica una possibile origine dal nome
nordico Skar
in uso anche presso i popoli slavi. |
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SGARRELLA |
Sgarrella, molto molto raro, sembrerebbe specifico di Lamezia
Terme nel catanzarese, con presenze anche nel Salento, potrebbe
derivare da una forma ipocoristica del termine longobardo
skara
(squadra armata)
(vedi SGARRA). |
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SGHERRI
SGUERRI |
Sgherri è tipico della fascia che comprende le province di
Firenze, Pisa e Livorno, Sguerri, più raro, ha un ceppo nel
fiorentino ed uno nell'aretino.
integrazioni fornite da
Fabio Paolucci
Sguerri è un cognome tipicamente toscano; è infatti in Toscana,
nella provincia di Firenze e nel comune di Arezzo, che vanno
individuati i due ceppi principali. Dal punto di vista
etimologico, Sguerri si presenta come la variante del più
diffuso, sempre toscano (della stessa area che dall'Aretino si
protende verso Firenze fino a raggiungere la costa tirrenica)
Sgherri. Sgherro deriva del longobardo
skarr(j)o,
col significato di capitano.
A partire dall'epoca medievale, fino a giungere in età moderna,
periodo nel quale si sono formati i cognomi, il termine
sgherro
ha assunto sempre più un significato negativo: si qualificavano
sgherri
gli uomini d'armi, spesso e volentieri prepotenti e violenti
giovinastri di malavita, al servizio di potenti privati, é nota
l'espressione alla sgherra
(come ad esempio portare un
cappello alla sgherra oppure
camminata sgherra)
per indicare un comportamento spavaldo o minaccioso. |
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SGNAOLIN
SGNAOLINI |
Sgnaolin è specifico del veneziano, di Musile di Piave, San Donà
di Piave, Fossalta di Piave e Martellago, Sgnaolini, quasi
unico, è l'italianizzazione del precedente, che dovrebbe
derivare da un soprannome dialettale veneziano arcaico basato
sul termine sgnaolin
(mugolio, chi si atteggia in
modo lacrimevole per ottenere qualcosa). |
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SGOBBA
SGOBBI
SGOBBIO
SGOBBO
SGOBI
SGOBIO |
Sgobba è tipicamente pugliese, del barese in particolare, di
Alberobello, Bari, Castellana Grotte, Monopoli e Putignano, ma
anche di Fasano nel brindisino e di Taranto e Palagianello nel
tarentino, Sgobbi sembrerebbe specifico della provincia di
Rovigo, con qualche ceppo secondario nel padovano, Sgobbio,
molto molto raro, è specifico del tarantino, di Crispiano e
Grottaglie, Sgobio, specifico anch'esso del tarantino dove è
molto diffuso, ha un grosso ceppo a Montemesola, uno a Taranto
ed a Grottaglie, Sgobi, praticamente unico, dovrebbe essere il
risultato di un errore di trascrizione del precedente, Sgobbo,
abbastanza raro, ha un ceppo a Napoli ed a Ariano Irpino e
Guardia Lombardi nell'avellinese e foggiano, dovrebbero derivare
da soprannomi originati dal termine arcaico
sgobbio o
sgobbo,
cioè lavoro da spallone,
cioè di trasporto di carichi tanto pesanti da far ingobbire. |
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SGOTTI
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Sgotti è specifico di NUvolera nel gresciano, dovrebbe derivare
da un soprannome basato sul termine dialettale bresciano arcaico
sgòt
(floscio, snervato, deposciato). |
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SGRO
SGRÓ
SGROI
SGROIA |
Sgro è tipico del reggino, Sgrò oltre che molto diffuso nel
reggino è presente in modo significativo anche nella Sicilia
centroorientale, Sgroi è decisamente siciliano, del catanese e
palermitano in particolare, Sgroia è specifico di Eboli nel
salernitano, dovrebbero tutti derivare da un soprannome
originato dalla caratteristica capigliatura ricciuta del
capostipite, dal vocabolo grecanico
sgurós (riccioluto,
con i capelli a boccoli), a sua
volta derivato dal termine greco antico
sgouròs (riccio,
riccioluto).
integrazioni fornite da
Paolo Sgroia
Gli Sgroia di Eboli derivono dagli Sgro di Angri. Il capostipite
Giuseppe Sgro si vide cambiare il cognome in Sgroia nei
documenti del processetto matrimoniale quando sposò il 25
ottobre 1757 Orsola Romano di Eboli. Nel 1758 nacque Andrea, il
primo Sgroia nato a Eboli. Dopo la morte della moglie Giuseppe
sposa in seconde nozze Teresa Giudice sempre di Eboli e dal loro
figlio Andrea (il primo morì dopo pochi giorni dalla nascita)
discende tutto il ceppo degli Sgroia di Eboli. |
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SGROMO
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Sgromo è tipicamente calabrese, di Curinga nel catanzarese,
dovrebbe derivare da un soprannome grecanico, basato su di
un'alterazione dialettale del vocabolo greco antico
sgouros (riccio). |
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SGUAITAMATTI |
Sguaitamatti, assolutamente rarissimo, sembrerebbe tipico del
vercellese, con presenze anche nel milanese, dovrebbe derivare
da un soprannome originato dal termine antico
sguaitare
che, come disse Ludovico Antonio Muratori nella sua
Dissertazione Di molte voci
Italiane, delle quali si cerca l'origine,
significa mirare attentamente le
altrui occulte azioni, quindi
sguaita matti significherebbe guardiano dei matti ed
individuerebbe il mestiere del capostipite. |
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SGUERA
SGURA
SGURO |
Sguera sembra specifico di Barletta nel barese, mentre Sgura lo
è di Ostuni, Francavilla Fontana, Brindisi, San Vito dei
Normanni e Fasano nel brindisino e di Manduria e Taranto nel
tarentino, Sguro è quasi unico, potrebbero derivare da
modificazioni dialettali dell'antico nome normanno
Skorri,
Sagar
o Sigurd,
ma, molto più probabilmente derivano dal nome greco
Sguros,
attribuito normalmente a bambini dai capelli ricci (vedi SGRO),
ricordiamo con questo nome il tiranno di Tebe, parte dell'Attica
e Beozia, Leon Sguros che venne imprigionato nel 1204 da
Bonifacio degli Aleramici Marchese del Monferrato durante il suo
comando della quarta Crociata. |
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SGULMAR |
Sgulmar, molto molto raro, è tipico del veronese, di Zevio in
particolare, potrebbe derivare da un'alterazione dialettale del
nome medioevale germanico
Sigimarus (Siegmar). |
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SGUOTTI
SGUOTTO |
Sguotti è specifico del padovano, di Conselve, Tribano,
Monselice, Bagnoli di Sopra ed Arzergrande, Sguotto, quasi
unico, è sempre del padovano, dovrebbero derivare da un
soprannome basato sul termine dialettale padovano arcaico
sguoto
(beverone dei porci, melma),
forse ad indicare che i capostipiti fossero dediti
all'allevamento di maiali. |
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SIANI
SIANO |
Entrambi
specifici del napoletano e salernitano, derivano dal toponimo
Siano (SA). |
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SIAS
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Sias è decisamente sardo, diffuso in tutta l'isola, con maggiore
concentrazione nel sassarese, potrebbe derivare da un soprannome
originato dal vocabol,o sardo
sias (bisogni,
necessità), per alcuni si
potrebbe ipotizzare una derivazione dall'aferesi del toponimo
Iglesias. |
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SIBALDI |
Sibaldi, molto molto raro, è tipico di Pistoia, deriva dal nome
di origine longobarda Sigebaldus di cui abbiamo un esempio nel
Codice Diplomatico della
Lombardia medievale sotto
l'anno 1182 a Sartirana (PV): "...Nona pecia iacet in valle de
Stagnono; coheret ei: de duabus partibus Sigebaldus de Lomello,
a tercia Asclerius de Roglerio...", tracce di questa
cognominizzazione le troviamo nell'Archivio storico comunale di
San Miniato (PI) in atti dell'anno 1583 dove compare l'Ufficiale
Benedetto Sibaldi da Montecatini (PT). |
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SIBANI
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Tipico
del bolognese, deriva dal toponimo Sibano di Marzabotto (BO). |
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SIBAU
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Sibau, assolutamente rarissimo, è specifico dell'udinese, di San
Leonardo in particolare, dovrebbe derivare da un soprannome
originato dal termine sloveno
zival (pronuncia zivau), che
significa animale,
che ha dato origine ad alcuni cognomi simili in area slava. |
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SIBILIO |
Sibilio ha un ceppo a Sezze, Latina e Sabaudia nel latinense ed
a Roma, uno nel napoletano, in particolare ad Afragola e napoli,
ma con presenze significative anche ad Acerra, Casoria,
Pomigliano d'Arco, Cardito e Casalnuovo di Napoli, un ceppo a
Fasano nel brindisino ed a Monopoli nel barese, potrebbe
derivare dal nome medioevale germanico
Sibhileh
a sua volta derivato dal sib
(crivello, vaglio)
ed hileih
(matrimonio, sponsali),
con il significato di sposa o
sposo giudizioso, ma è anche
possibile che derivi invece dal nome medioevale germanico
Sibillus,
a sua volta derivato dal nome sia greco che latino
Sibylla. |
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SIBILLA |
Sibilla ha ceppi nel cuneese, nel napoletano, nel crotonese, ma
il nucleo più importante è in Puglia, soprattutto nel tarantino,
potrebbe trattarsi di un matronimico e derivare dal nome
medioevale Sibilla
di cui abbiamo un esempio in un atto del 1472: "...Madonna
Sibilla de Ulmella amasia di quondam re Fridericu...". |
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SIBIO
|
Sibio ha un ceppo nel barese ad Andria e Bari, ed uno nel
reggino a Galatro, Giffone e Maropati, potrebbe essere di
origini rumene e derivare dal paese di Sibiu, appunto in
Romania.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Sibio è cognome calabrese che potrebbe derivare dal gentilizio
latino Sevius
/Sevius. |
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SIBIRIU |
Sibiriu, tipicamente sardo, è specifico di Guspini e
Gonnosfanadiga nel Medio Campidano e di Villaperuccio
nell'iglesiente.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
SIBIRIU: sibirìnu, tzippirìnu:
da tzìppiri, cìppiri, sìppiri, sì(b)biri
= rosmarino.
L'etimo viene senza ombra di dubbio dal semitico
tzibbir,
come altre voci sarde, ad esempio
mitza =
sorgente,
tzikkirìa
= aneto,
una specie di finocchio selvatico, con gambo da 40 centimetri ad
un metro. La voce nelle sue varianti è diffusa nel territorio
sardo più come toponimo che come cognome. Anche nelle carte
antiche la troviamo come toponimo; non lo troviamo come cognome,
ma come nome proprio, nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado,
CSMB, XI°, XIII° secolo, al capitolo 189, in una donazione alla
chiesa: donaitimi Petru Cappai (mi ha dato Petru Cappai), sa
parzone sua et de fratres suos dessa figu canasturza (si tratta
di una specie di fichi- a Catanzaro li chiamano fichi
calastruzzi, prob. dal greco χαλλεοτσόνθιον ) et ipsa terra
k'est tenendo a sa binia de Sanctu Iorgi.Testes: Goantine
clericu et Goantine Coco et Cipari Murtinu Goantine Corsu,
Goantine Manca. Anche in altre carte e pure tra i firmatari
della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, troviamo Cìpari come nome
proprio, mai come cognome. Il cognome Sibiriu doveva essere
anticamente Sibirìnu, quindi la pronuncia dovrebbe essere con la
nasale: in linguaggio fonetico sibirĩu. Attualmente il cognome è
presente in 21 Comuni italiani, di cui 18 in Sardegna: Guspini
28, Gonnosfanadiga 18, Villaspeciosa 13, Arbus 6, etc. Dovrebbe
derivare dal toponimo Sìbiri: località in agro di
Gonnosfanadiga, ma vicina a Guspini ed a Arbus. Sibiri un tempo
ospitava una miniera, da tempo abbandonata e rimase poi come
frazione di Gonnosfanadiga. Nel tempo si è andata spopolando
quasi del tutto; attualmente è abitata solamente da due famiglie
di allevatori. È una bellissima località di montagna. È sede di
una colonia estiva, e molti abitanti di Gonnosfanadiga vi hanno
costruito la seconda casa. |
|
SIBONI
|
Siboni è tipico della Romagna, di Ravenna e Cervia nel
ravennate, di Forlì, Bertinoro, Forlimpopoli e Cesena, presenta
un ceppo anche a Milano, nel lodigiano a Guardamiglio, Livraga,
San Rocco al Porto e Lodi ed a Cremona e Piacenza, dovrebbe
derivare dal nome medioevale di origini ebraiche
Sibonio
del cui uso abbiamo un esempio nel
Compendium diplomaticum sive tabularum
veterum: "...In Christi nomine.
Anno Domini millesimo tricentesimo tricesimo, indictione
tertiadecima, die vigesimooctavo ianuarii, in Ala, in domo ser
Fibenbeni, et ser Hodorici fratrum quondam domini Pilcantini.
Praesentibus Antonio quondam ser Bentevegnae, qui fuit de
Pilcanto, et modo moratur in Ala, Sibonio quondam ser Paxoti de
Ala, et Valaroto quondam ser Girardi de Serravale, atque Hotone
filio ser Bleci testibus...". |
|
SIBRA
SIBRI |
Sibra, estremamente raro, è specifico di Casalpusterlengo nel
lodigiano, Sibri è proprio unico, sempre del lodigiano,
potrebbero derivare dal nome del paese di
Sibrium
l'attuale Castel Seprio, o dal nome insubre
Sibrium. |
|
SICA
|
Tipico
del napoletano e salernitano, deriva dalla troncatura del nome
longobardo Siccardo, di cui si hanno tracce già nell'800 a
Cimino (VT) dove si trova un Siccardo abbate di Farfa (RI). |
|
SICARI
|
Sembra
avere un ceppo originale in Calabria nel reggino, uno secondario
nel catanese ed uno nel palermitano, dovrebbe derivare dal nome
medioevale tardo latino Sicharius, di cui si hanno tracce ad
esempio nella Gregorii Turonensis historiæ scritta nel VI°
secolo: "...in anno XII Childeberthi reges... ...Bellum vero
illud, quod inter cives Toronicus superius diximus terminatum,
in rediviva rursum insania surgit. Nam Sicharius, cum post
interfectionem parentum Chramisindi magnam cum eo amicitiam
patravisset et in tantum se caritate mutua diligerent, ...",
un'altra ipotesi è che il cognome derivi dal toponimo cipriota
Sichari, cittadina a 15 chilometri da Nicosia. |
|
SICCA
SICCHI
SICCO |
Sicca è specifico del cuneese, del torinese e del savonese,
Sicchi è quasi unico, Sicco ha un ceppo nel savonese, che si
estende fino all'imperiese, astigiano ed alessandrino ed un
ceppo nell'udinese, dovrebbero derivare da forme apocopaiche
derivate dal nome germanico
Sighard composto dai termini
sig
(vittoria)
e hard
(duro),
con il significato di duramente
vittorioso, o dal nome franco
Sicault,
una derivazione del germanico
Sicwald composto da
sig (vittoria)
e waldan
(governare)
con il significato di colui che
governa vittoriosamente. |
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SICCARDI
SICCARDO |
Siccardi
è tipico del Piemonte e della Liguria centrooccidentali, con un
piccolo ceppo nel brindisino, Siccardo, molto raro, sembra
specifico del savonese, dovrebbero derivare dal nome medioevale
germanico SiegHard latinizzato in Sicardus o Siccardus, troviamo
un Sicardus vescovo di Novara nel VIII° secolo, ritroviamo più
tardi questo nome, nel bolognese, nel 1292, in uno scritto che
cita: "...questa Fondatione del sudetto Convento di Cador, non
potè succedere al tempo, che era Vescovo di quella Città
Siccardo da Monte Acuto..:". Tracce di questa cognominizzazione
le troviamo nel torinese nel 1500 con Bernardino Siccardi notaio
e giureconsulto, eletto più volte sindaco di Chivasso (TO). |
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SICIGNANO |
Specifico
del napoletano, dovrebbe derivare dal toponimo Sicignano degli
Alburni (SA). |
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SICILIA |
Sicilia è
diffuso a macchia di leopardo in tutto il sud, in particolare
nel cosentino, crotonese e catanzarese, nel tarentino e
brindisino, nel napoletano e salernitano, ed in tutta la
Sicilia, dovrebbe derivare dal fatto che la famiglia provenisse
appunto dalla Sicilia. |
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SICILIANI
SICILIANO |
Siciliani
sembrerebbe del barese, Siciliano è diffuso in tutto il sud,
deriva dall'etnico siciliano, proveniente dalla Sicilia. |
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SICLARI |
Siclari è specifico del reggino, di Taurianova, Campo Calabro e
Villa San Giovanni, dovrebbe derivare dal mestiere del
lattoniere che produca secchi dal termine greco
sikla (secchio),
improbabile una derivazione dal termine medioevale
siclo (peso
e moneta ebraica) derivato dal
termine ebraico sheqel
(unità
di misura di peso e tipo di moneta),
e quindi poco plausibile una derivazione dal vocabolo latino
derivato siclarius
(addetto al conio della monete). |
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SICONOLFI
SIGONOLFI |
Siconolfi, tipicamente campano, è specifico dell'avellinese di
Guardia Lombardi e Frigento in particolare, Sigonolfi,
praticamente unico, sempre dell'avellinese, dovrebbe essere una
forma arcaica del precedente, dovrebbero derivare dal nome
germanico Sigwulf,
composto dai termini medioevali germanici
sig (vittoria)
e wulf
(lupo),
con il significato di il lupo
vittorioso, il lupo presso gli
antichi popoli germanici era considerato un simbolo di forza e
di coraggio, o meglio dalla sua versione longobarda
Siginulf,
ricordiamo con questo nome il Duca longobardo di Benevento della
prima metà del nono secolo. |
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SICUTERI |
Assolutamente rarissimo, è specifico fiorentino, deriva
probabilmente da un soprannome originato dall'atteggiamento
molto devoto del capostipite, che veniva così chiamato dalla
frase latina recitata, allora e anche non molti anni fa, molto
frequentemente sicut erat (in principium nunc et semper). |
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SIDA
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Sida è tipico del sud della Sardegna, di Cagliari, Tortolì e
Bari Sardo nell'Ogliastra e di Pabillonis nel Medio Campidano.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
SIDA: sa sida
è propriamente un ramo d'albero,
una frasca,
una sida de lìnna..
A is cràbas happu ghettau una
parìga de sidas de ìxili (alle
capre ha dato alcuni rami di leccio).
Insidai
viene dal latino insero
o insido,
più il secondo che il primo, nel significato di
innestare a incisione, a spacco.
Da non confondere con seìdu,
seìda, saìda, saìta, che viene
probabilmente dallo spagnolo
saeta, dal latino
sagitta,
nel significato di nuovo
germoglio, riferito soprattutto
ai tralci della vite. Sida è sinonimo(solo in alcuni casi) di
nai o nae che, a sua volta, è sinonimo di truncu, tronco,
tavolone per costruire le barche ( deriva appunto dal latino
navis). Non l'abbiamo trovato negli antichi documenti.
Attualmente è presente in 29 Comuni italiani, di cui 16 in
Sardegna (centro sud): Cagliari 24, Tortolì 11, Barisardo 11,
Pabillonis 9, Siddi 5, etc. |
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SIDDI
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Siddi è
un cognome specifico della Sardegna meridionale, dovrebbe
derivare dal toponimo Siddi nel cagliaritano. |
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SIDDU
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Siddu è tipico del sud della Sardegna, di Villamar nel Medio
Campidano e di Cagliari, con ceppi anche nell'oristanese a
Oristano e Cabras.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
SIDDU: sigillo, marchio
e viene dal latino sigillum.
Deverbale da siddai/re
=
sigillare, stringere:
siddài is dentis
= stringere i denti.
Quando un bambino non sta mai fermo, interviene la mamma con il
rimprovero(in senso bonario!): "Siddàu siast ingùnis"! (Che tu
possa essere "sigillato" lì!). Lo troviamo nelle carte antiche.
Tra i firmatari della Pace di Eleonora, *LPDE 1388 figura: Siddu
(de) Matheo, ville Selluri (Seddòri - Sanluri). Attualmente il
cognome Siddu è presente in 43 Comuni d'Italia, di cui 21 in
Sardegna (sud): Villamar 37, Cagliari 27, Oristano 12, etc. |
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SIDONE
SIDONI
SIDONIA
SIDONIO |
Sidone è quasi unico, Sidoni ha un ceppo nel bergamasco a
Chiuduno, uno nell'aquilano ad Avezzano e L'Aquila, ed uno a
Roma, Sidonia, praticamente unico, è abruzzese, Sidonio, molto
molto raro, ha un piccolo ceppo a Cassolnovo nel pavese, uno a
Cepagatti nel pescarese ed uno nel frusinate a Cervaro e
Cassino, potrebbero derivare dalla
Gens Sidonia,
o anche dal cognomen latino
Sidonius, di cui abbiamo un
esempio con il Patrizio Romano e scrittore gallo latino del V°
secolo Caius Sollius Apollinaris Modestus Sidonius, anche se non
si può escludere che in qualche caso indichino un'origine dalla
città di Sidone nell'attuale Libano. |
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SIDOTI
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Sidoti, decisamente siciliano, specifico del palermitano,
messinese e catanese, dovrebbe derivare dal cognome spagnolo
Sidot, una nobile famiglia delle Asturie, il cognome secondo il
Mugnos arrivò in Sicilia con Guerau de Sidot, un suo discendente
Alfonso Sidoti venne nominato nel 1443 governatore di Patti da
Giovanni II° d'Aragona, da un suo discendente Giandomenico la
famiglia si trasferì a Mineo nel catanese, da dove la famiglia
giunse anche fino a Palermo.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Cognome siciliano e calabrese, viene dal termine calabrese 'scidoti'
= 'gente di Scido',
comune in provincia di Reggio Calabria in zona di Aspromonte. G.
Rohlfs, Diz. cogn. in Calabria, 1979, p. 247 |
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SIEGATO |
Siegato, assolutamente molto molto raro, è specifico di Venezia,
dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine dialettale
veneziano arcaico siegato,
che indicava chi fosse addetto, in una bottega di falegname,
alla segatura del legname, riferendosi probabilmente al mestiere
del capostipite. |
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SIENA
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Presente
a macchia di leopardo in tutt'Italia, deriva dal toponimo
omonimo, in molti casi è di origini ebraiche. |
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SIERCHIO |
Sierchio,
quasi unico, sembrerebbe di Calabritto nell'avellinese. |
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SIFFI
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Siffi, assolutamente rarissimo, si direbbe veneto, potrebbe
derivare da una modificazione del nome ebraico
Saphir
con il significato di pieno di delizie, o anche dal nome turco
Seyfi, della presenza antica di questo cognome nell'ambiente
ebraico di Venezia leggiamo in quest'atto dell'anno 1463: "1463,
die 29 decembris. Cum David Mavrogonato Judeus de Creta esset
pro suis agendis Mercator in Venetiis et in Appellatione coram
Auditoribus Sententiarum et unus papa Cretensis revelasset
Capitibus el Consilio .X. certam suspitionem tradimenti et
vellet esse secretus, visum fuit Capitibus Consilii .X. quod
ipse David, qui fuerat Interpres papatis, relictis rebus suis et
Appellatione sua, iret in Cretam ad denotandum Regi Cretae et
capi faciendum nominatos et suspectos, quam rem idem David
libenter fecit et sagaciter executus fuit omnia. Cumque ibi
stando, pro una re habuisset quamdam notitiam de Joanne Gavala,
qui volens reincendere proditionem Siffi miserat Litteram et
postea percusserat Joannem Milisino, pro qua causa cum ignotum
esset quis scripserat illam Litteram et quis percusserat, per
Regimen Cretae publicata et per istud Consilium .."; troviamo
nel registro dei Notai della Serenissima Repubblica Veneta a
Caorle un certo Giovanfrancesco Siffi iscritto come notaio
nell'anno 1733 e1734 e un certo Antonio Siffi, probabi.lmente
suo figlio, operante dall'anno 1747 all'anno 1784. |
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SIGHINOLFI |
Tipico del modenese, deriva dal nome medioevale Sighinolfo, nome
portato ad esempio da un Duca longobardo di Benevento nell'anno
848; di questa cognominizzazione si hanno tracce ad esempio nel
Decamerone di Boccaccio, dove si legge: "...e fu chiamata
Catella, moglie d'un giovane similmente gentile uomo, chiamato
Filippel Sighinolfo, il quale ella, onestissima, più che altra
cosa amava e aveva caro...".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
II cognome Sighinolfi è ben rappresentato a Nonantola. Muove dal
personale medievale Sigenulfus
(sec. IX), di chiara origine germanica (da *sigu
- «vittoria»
e da *wulfa
- «lupo»),
cioè «lupo vittorioso
o che dà vittoria». Non va dimenticata la sacralità del «lupo»
nel mondo germanico, apportatore di fortuna e di vittoria. F.
Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996. |
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SIGILLO
SIGILLO' |
Sigillo è tipicamente di Napoli e del napoletano, Sigillò è
specifico del reggino, di Galatro in particolare, Laureana del
Borrello ed Anoia, potrebbero derivare dal nome medioevale
Sigillus,
di cui troviamo traccia in epoca longobarda con un Sigillus
Iohannes canonicus, magister et dominus. |
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SIGISMONDI
SIGISMONDO |
Sigismondi ha un ceppo nel bergamasco a Ponteranica in
particolare, uno a roma e nel frusinate a Monte San Giovanni
Campano ed a Boville Ernica, ed uno tra teatino e pescarese a
Chieti, Pescara, Lanciano e Vasto, Sigismondo, molto raro, ha un
ceppo nel varesotto, uno nel casertano ed uno nel barese,
derivano dal nome germanico
Sigismund, ricordiamo
Sigismondo di Lussemburgo 1387-1437), re nel 1410 e Imperatore
del Sacro Romano Impero dal 1433 al 1437: "...Nos Sigismundus,
dei gracia Romanorum imperator semper augustus, ac Hungarie,
Bohemie, Dalmacie, Croacie etc. rex, memorie commendamus tenore
presencium, significantes quibus expedit universis...". |
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SIGNANINI |
Signanini, molto raro, è della zona tra spezzino e massese, con
un ceppo a La Spezia ed a Fivizzano e Licciana Nardi nel
massese, questo cognome dovrebbe derivare da un soprannome
francese basato sull'antico termine mediovale francese
signes,
con il quale ci si riferiva al periodo dell'Avvento, iln periodo
di quattro settimane che incomincia il 17 dicembre,
probabilmente ad indicare così che il capostipite fosse nato in
questo periodo. |
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SIGNATI
SIGNATO |
Signati, molto molto raro, ha un piccolo ceppo nel reggino a San
Luca e Bovalino, Signato è quasi unico, dovrebbero derivare dal
soprannome medioevale Signatus,
attribuito a capostipiti che fossero resi identificabili grazie
alla presenza di un segno caratteristico, o che possero
portatori di un insegna. |
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SIGNOR
SIGNORA
SIGNORE
SIGNORELLI
SIGNORELLO
SIGNORI
SIGNORIN
SIGNORINI
SIGNORINO |
Signor ha
un ceppo a Castelcucco (TV) e nelle zone limitrofe di Asolo
(TV), presenta inoltre un ceppo a Mortegliano (UD), Signora ha
un ceppo a Budoia (PN), Signore ha vari ceppi al sud, nel
casertano e napoletano, nel barese e nel potentino, nel Salento
e nel catanese, Signorelli ha un importantissimo nucleo lombardo
soprattutto tra milanese e bergamasco, presenta inoltre ceppi
non secondari nel Lazio, Campania, Calabria e Sicilia,
Signorello ha un ceppo a Girifalco (CZ) e vari ceppi in Sicilia,
sia Signori che Signorini sembrano avere due aree di
distribuzione, il lombardoveneto e la Toscana, Signorin sembra
tipico del vicentino zona di Arzignano e Montorso Vicentino,
Signorino è siciliano, con un ceppo a Messina ed uno a Palermo,
dovrebbero tutti derivare dall'essere stata la famiglia di un
signore con responsabilità e potere, come poteva essere un
fattore o anche un piccolo magistrato o comunque qualcuno degno
di rispetto. |
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SIGOTTI |
Praticamente unico presenta qualche unità nel sudmilanese. |
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SILANI
SILANO |
Silani è
molto raro e sembrerebbe romano, Silano, certamente raro,
dovrebbe avere due ceppi, uno nel torinese ed uno
nell'avellinese, potrebbero derivare dall'etnico silano (della
Sila, regione calabrese), ma più probabilmente derivano dal
cognomen latino Silanus,Creticus Silanus, proconsole dell'Asia
nel 22 d.C., è citato ad esempio da Tacito nei suoi Annales:
"...bellum adversus Parthos sumendum erat, rector Syriae
Creticus Silanus excitum custodia circumdat, ...", nome passato
nel medioevo anche come indicatore di località legate,
normalmente per possesso, a qualche Silano, come si può vedere
nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale sotto l'anno
1157 in una carta venditionis: "...una cum noticia propinquorum
parentum meorum quorum nomina sunt Ugo Gualapus pater meus et
Guifredus de Silano avunculus meus...", dal de Silano al cognome
Silano il passo è breve. |
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SILANOS
SILANUS |
Decisamente sardi, Silanos è specifico di Alghero (SS), Silanus,
molto più raro, sembrerebbe del cagliaritano, dovrebbero
derivare dal toponimo Silanus (NU), paese molto antico che
prende il nome dal deus Silvanus
(il dio romano dei boschi),
altamente improbabile una connessione con il cognomen latino
Silanus (citato ad
esempio sotto la voce CALVISE). |
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SILENTE
SILENTI
SILENZI
SILENZIO |
Silente e Silenti, assolutamente rarissimi, sono del napoletano,
Silenzi ha un ceppo tra anconetano, maceratese ed ascolano, in
particolare nel Piceno a Porto San Giorgio, Sant'Elpidio a
Mare, Montegiorgio, San Benedetto del Tronto, Montegranaro,
Porto Sant'Elpidio, Fermo e Grottazzolina, e a Civitanova Marche
nel maceratese, ed uno molto consistente a Roma ed a Frosinone,
Silenzio, estremamente raro, ha sparute presenze tra Lazio,
Campania e Sicilia, tutti questi cognomi dovrebbero derivare dal
nome medioevale latino Silentius
(Silenzioso). |
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SILI
SILIO |
Sili è della fascia che comprende il grossetano, il viterbese,
la provincia romana e il frusinate, con concentrazioni
particolari a Roma, Monte San Giovanni Campano (FR), Tuscania
(VT) e nel grossetano a Massa Marittima, Grosseto e Follonica,
Silio è praticamente unico, dovrebbero derivare dalla
Gens Silia,
o dal nomen latino Silius,
di cui abbiamo un illustre esempio con Tiberius Catius Asconius
Silius Italicus (~25 - ~101) più noto semplicemente come Silio
Italico, l'autore del poema epico
Punica,
in 17 libri e 12.200 versi, che sviluppa il tema della seconda
guerra punica, in alcuni casi questi cognomi potrebbero anche
derivare dall'aferesi di nomi come Ersilio o Marsilio. |
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SILINGARDI
SILLINGARDI |
Entrambi tipici del modenese, Silingardi è il più diffuso, in
particolare a Modena, Carpi e Formigine nel modenese ed a Reggio
Emilia, Casalgrande e Scandiano nel reggiano, Sillingardi,
decisamente più raro, parrebbe specifico soprattutto di Modena,
dovrebbero derivare dal nome medioevale
Silingardus
di cui abbiamo un esempio a Modena nella
Dissertatio Prima
di Ludovico Muratori riferita all'epoca longobarda:
"...Susceptum a Leodoino hoc opus non fuit contra formidatum
Hungarorum impetum; nam hic Mutinensium Episcopus (quem
Silingardus & Ughellius Leodoindum appellant, quum tarnen
Leudoinum, seu Leodoinum veteres Chartae nominent) vivere desiit
ante Annum DCCCXCVIII....".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
II cognome Sillingardi ha ampia diffusione a Modena. Meno
diffusa è la forma Siligardi, senza infisso nasale (-n-), che è
peraltro la forma più antica. Risale ad un nome proprio
Siligardus,
d'origine germanica: tanto un
Siligard longobardo (composto
da Sili - o Silo e Gardo) quanto un
Siligards
burgundico. Il nome non figura nelle carte altomedievali
modenesi. F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996. |
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SILINI
SILINO |
Silini è specifico del bresciano e bergamasco, Silino è quasi
unico, potrebbero derivare da ipocoristici aferetici di nomi
come Ersilio o Marsilio o anche dal nome latino
Silinus:
"...Orator, Fortunatus, Felix, et Silinus martyres, apud
Alexandriam pro Christi nomine fame et inedia interfecti
sunt...". |
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SILIPO
|
Tipico calabrese della provincia di Catanzaro, troviamo traccia
di questa cognominizzazione in un atto di donazione del conte di
Calabria e Sicilia Ruggero alla diocesi di Mileto nel 1086, dove
viene citato un Nicolaum Sillopem cum filis.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Silipo è cognome calabrese che viene dal termine dialettale 'sìlipu'
= sorta di graminacea.
Rohlfs 247. |
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SILIQUA
SILIQUINI |
Siliqua, praticamente unico, ha oggi una sola presenza nel
bresciano, Siliquini ha un ceppo a Rimini e Misano Adriatico nel
riminese, un ceppo marchigiano nell'ascolano, a Castignano, San
Benedetto del Tronto, Ascoli Piceno e Castel di Lama, ed uno a
Roma, dovrebbe derivare da nomi di località o soprannomi
originati dal termine italiano
siliqua a sua volta derivato
dal latino siliqua
(baccello, la buccia che
contiene i legumi). |
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SILLA
|
Tipico del centro Italia, di Roma e di Scanno (AQ) in
particolare, dovrebbe derivare dal cognomen latino
Silla,
portato dal famoso uomo politico e generale romano, dittatore
dall'82 al 79 aC Lucio Cornelio Silla. |
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SILLETTA
SILLETTI |
Silletta è tipico di San Giovanni in Fiore nel cosentino,
Silletti è specifico dell'area che comprende il barese ed il
materano, Santeramo in Colle nel barese in particolare, ma ben
presente anche a Sannicandro di Bari nel barese, ed a Pisticci,
Montalbano Jonico, Bernalda e Policoro nel materano, potrebbe
trattarsi di cognomi derivati da forme ipocoristiche del
cognomen latino Silla,
il cui più famoso portatore fu il tiranno romano Lucio Cornelio
Silla Console e generale romano del primo secolo a. C., quello
della prima guerra civile romana contro Mario, ma è anche
possibile, se non più probabile, che derivino invece da
soprannomi originati dal vocabolo dialettale calabrolucano
silletta
(sorta di pitale smaltato). |
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SILVA
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Specifico
della zona che va dal comasco al parmense, passando per il
milanese, il pavese ed il piacentino, dovrebbe derivare da un
identificativo di località, vicinanza con un bosco o selva.
Troviamo i Selva, fin dal XIII° secolo come nobile famiglia
della Val D'Ossola, importante personaggio fu Paolo Silva
(1476-1536), comandante militare arruolato al servizio di Luigi
XII e Francesco I Re di Francia. |
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SILVAGGIO |
Estremamente raro, sembrerebbe avere un ceppo in provincia di
Vibo Valentia, tra Maierato e Filogaso, ed uno in quella di
Campobasso a Ripabottoni, dovrebbe derivare dal una
modificazione del cognome Selvaggio. (vedi Selvaggio) |
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SILVAGNA
SILVAGNI
SILVAGNO |
Silvagna, quasi unico, sembrerebbe lombardo, Silvagni ha un
ceppo romagnolo, a Faenza, Ravenna e Russi nel ravennate, a
Rimini, Riccione, Bellaria Igea Marina, e Cattolica nel riminese
ed a Savignano sul rubicone nel cesenate, ha un ceppo
nell'aquilano ad Avezzano ed Ortona dei Marsi, un ceppo a Roma
ed uno molto piccolo a Grimaldi nel cosentino, Silvagno ha un
piccolo ceppo nell'alessandrino ed a Genova, dovrebbero derivare
da alterazioni dialettali del cognomen latino e nome medioevale
Silvaneus
o Silvanus. |
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SILVANA
SILVANI
SILVANO |
Silvana è assolutamente rarissimo, Silvani ha un ceppo nel
milanese e pavese, uno nel forlivese tra Bagno di Romagna e
Forlì, uno umbro a Spoleto (PG) e ad Amelia (TR), uno a
Villafranca In Lunigiana (MS), uno a Roma ed in Sicilia ad
Acireale (CT), Silvano ha un ceppo tra alessandrino e genovese,
uno a Napoli e Cercola (NA), uno nel potentino tra Ruoti e Bella
ed a Matera, e un ceppo a Matino (LE), derivano tutti dal
cognomen latino Silvanus
di cui abbiamo un esempio in
Marcus Plautius Silvanus
console romano del II° secolo d.C.: "...cum diuturna incuria
Galliae caedes acerbas rapinasque et incendia barbaris licenter
grassantibus nullo iuvante perferrent, Silvanus pedestris
militiae rector ut efficax ad haec corrigenda principis iussu
perrexit...". |
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SILVERI
SILVERIO |
Silveri è
tipico della fascia centrale che comprende maceratese e Piceno,
Umbria, Abruzzo e Lazio centrosettentrionale, Silverio ha un
piccolo ceppo nell'alto udinese, a Paluzza, Cercivento e
Paularo, uno nel teramano, uno nel romano ed uno molto piccolo
nel salernitano, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Silverius, ricordiamo con questo nome San Silverio papa e
martire che, per ordine dell'imperatrice Teodora, fu costretto
ad abdicare e mandato in esilio, dove morì martire. |
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SILVESTRA
SILVESTRE
SILVESTRI
SILVESTRINI
SILVESTRINO
SILVESTRIS
SILVESTRO |
Silvestra è quasi unico e dovrebbe trattarsi di un errore di
trascrizione del cognome Silvestre decisamente napoletano,
Silvestri è panitaliano, Silvestrini ha ceppi tra padovano e
veneziano, in Emilia, Romagna, Marche, Umbria e Lazio,
Silvestrino, assolutamente rarissimo, parrebbe del napoletano,
Silvestris, molto raro, è tipico di Bisceglie nel barese, del
barese stesso e del foggiano, mentre Silvestro ha un ceppo
napoletano e ne presenta uno in Sicilia nel messinese, derivano
dal nome latino Silvester,
ricordiamo San Silvestro vescovo di Roma dal 314 al 335, della
cui elezione a Papa si può leggere: "...Morto igitur Melchiade,
episcopo urbis Romae, Silvester ab omni plebe plurimum renitens
in summum pontificem est electus..". Tracce di questa
cognominizzazione le troviamo ad esempio a Livigno agli inizi
del 1500 con il parroco di Livigno Giacomo Silvestri.
integrazioni fornite da
Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
Il cognome deriva dal nome Silvestro. Si tratta di un cognome
abbastanza diffuso in quasi tutte le regioni italiane.Tra
l'altro questo cognome appare a Livigno (So) verso la fine del
Quattrocento. sempre a Livigno nello stato d'anime del 1784 i
Silvestri sono presenti con una decina di "fuochi". Oggi a
Livigno si contano un centinaio di famiglie Silvestri. |
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SILVETTI
SILVI
SILVIA
SILVIO |
Silvetti ha un piccolo ceppo nel bergamasco, uno nel sassarese,
uno tra maceratese e Piceno, uno nel pescarese, uno a Roma ed
uno ad Ischia, Silvi è tipico della fascia centrale che
comprende Marche, Umbria e Lazio, con un ceppo anche nel pisano
ed uno nel reggiano, Silvia ha un nucleo a Pantelleria (TP), con
ceppi a Palermo, Marsala (TP) ed Avola nel siracusano, Silvio,
molto raro, ha un piccolo ceppo a Roma, uno a Lacco Ameno nel
napoletano ed uno a Lucca Sicula nell'agrigentino ed a Librizzi
nel messinese, dovrebbero derivare, direttamente o tramite
ipocoristici, dal nome della
Gens sabina Silvia, probabile
famiglia di origine di Romolo, il fondatore di Roma, come
possiamo leggere in Ab Urbe
Condita di Tito Livio: "...Pax
ita convenerat ut Etruscis Latinisque fluvius Albula, quem nunc
Tiberim vocant, finis esset. Silvius deinde regnat Ascani
filius, casu quodam in silvis natus; is Aeneam Silvium creat; is
deinde Latinum Silvium. Ab eo coloniae aliquot deductae, Prisci
Latini appellati. Mansit Silviis postea omnibus cognomen, qui
Albae regnarunt. Latino Alba ortus, Alba Atys, Atye Capys, Capye
Capetus, Capeto Tiberinus, qui in traiectu Albulae amnis
submersus celebre ad posteros nomen flumini dedit. Agrippa inde
Tiberini filius, post Agrippam Romulus Silvius a patre accepto
imperio regnat. ...", o dal suo gentilizio
Silvius, Silvia. |
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SILVINI |
Silvini, assolutamente rarissimo, sembrerebbe avere piccolissimi
ceppi nel savonese ed in Abruzzo, dove potrebbe originare da una
specie di forma etnica relativa al paese di Silvi nel teramano,
esiste sempre comunque la possibilità che si tratti di una forma
ipocoristica del nome Silvio,
o che derivi dalla Gens Silvia. |
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SIMA
SIMAZ
SIME
SIMEC |
Sima, molto molto raro, parrebbe di Tarvisio, Sime e Simec sono
quasi unici, dovrebbero essere tutti forme alterate derivate da
Simaz, che è tipico di San Leonardo (UD) e dell'udinese e che
deriva dal nome slavo Simac,
una forma croata del nome Simone o Simeone, in alcuni casi
potrebbe derivare dal nome di località Simaz nellla zona di
Lusevera nell'udinese. |
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SIMBENI |
Simbeni è
specifico della zona tra veronese e bresciano, deriva da una
modificazione dell'aferesi del nome Nascimbene. (vedi
Nascimbene) |
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SIMBULA
SIMULA |
Simbula è specifico di Cagliari e del cagliaritano a Serdiana,
Malacalagonis, Decimomannu, Ussana, Quartu Sant'Elena e
Dolianova, dell'oristanese, a Cabras, Oristano e Sini, del Medio
Campidano a Genuri, Serramanna e Segariu, e di Portoscuso
nell'iglesiente, Simula è tipicamente sardo, molto diffuso a
Sassari, Ittiri, Alghero, Uri, Porto Torres ed Olmedo nel
sassarese, con un ceppo anche a Cagliari e Nuoro, dovrebbero
derivare da un soprannome originato dal termine sardo
simbua (semola),
attraverso i suoi derivati
simbula o
simula,
probabilmente ad indicare la professione di mugnaio svolta dai
capostipiti.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
SIMBULA; SIMULA: simula
in logudorese, simbula
in campidanese è la semola:
farina di seconda qualità, per il Wagner, ma per noi è
assolutamente la farina di prima qualità: sa simbula, da cui si
fa il pane duro: su coccòi a pitzus, su coccòi de sa festa = il
pane delle feste: su coccòi de Pasca = il pane di Pasqua. Su
coccòi de is isposus = il pane degli sposi. E tanto è che il
latino "simila"
è proprio il fiore della farina, la
semola,
non la crusca come taluno afferma! Il cognome è presente negli
antichi documenti della storia e della lingua della Sardegna.
Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, abbiamo:
Simbula Mirai. Ville Alary, * Alary. Alari - distrutto. Contrate
Partis Varicati - Barigadu; Simbula Nicolao, ville Seuis, *
Seuis. Seui - Laconi- Contrate partis Alença: attualmente Seui è
un bellissimo paese della provincia dell'Ogliastra, nella
regione storica della Barbagia di Seulo. Attualmente il cognome
Simbula è presente in 126 Comuni italiani, di cui 65 in
Sardegna: Cagliari 86, Cabras 58, Oristano 57, Sini 34, etc. Il
cognome Simula è presente in 112 Comuni italiani, di cui 41 in
Sardegna: Sassari 351, Ittiri 197, Alghero 95, etc. |
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SIMEONE
SIMEONI
SIMON
SIMONACCI
SIMONAZZI
SIMONCELLI
SIMONCINI
SIMONE
SIMONELLA
SIMONELLI
SIMONETTA
SIMONETTI
SIMONETTO
SIMONI
SIMONINI |
Simeone ha un nucleo nel napoletano ed uno in Puglia, Simeoni ha
un ceppo nelle Tre Venezie ed uno nel Lazio, Simon è tipico
veneto con un ceppo nella zona di Portogruaro e Concordia
Sagittaria nel veneziano ed uno a Follina nel trevisano,
Simonacci ha un ceppo nel maceratese a Recanati e Potenza
Picena, ed uno a Roma, Simonazzi è tipico dell'area che
comprende mantovano e reggiano, Simoncelli ha un nucleo tra
pesarese e forlivese, uno in provincia di Roma ed uno tra basso
Trentino e bresciano, Simoncini è specifico della fascia che
comprende il forlivese, la Toscana, le Marche, l'Umbria e l'alto
Lazio, Simone è tipico del centrosud, Simonella ha un ceppo nel
veneziano a Santo Stino di Livenza e Iesolo ed uno nel Piceno a
Montalto Delle Marche nell'ascolano, Simonelli è specifico del
basso Lazio e Campania, con un possibile ceppo sulla costa tra
bassa Liguria ed alta Toscana ed uno tra bergamasco e bresciano,
Simonetta parrebbe originario della Calabria, del reggino in
particolare, ma presenta un ceppo lombardo forse non secondario,
Simonetti è decisamente panitaliano, Simonetto è decisamente
veneto, soprattutto delle province di Padova e Vicenza, Simoni
del centronord, Simonini ha tre ceppi, nel bresciano, nel
modenese e nel lucchese, derivano tutti, direttamente o tramite
ipocoristici, dal nome biblico
Simone. Tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo ad esempio alla fine del 1500 a
Roma con il cardinale Hieronymus Simoncellus, nell'elenco degli
scolari dell'Università di Perugia compaiono Octavius
Simoncellus abruzzese e un certo Petrus Simon Simoncellus
marchigiano. |
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SIMILE
SIMILI |
Simile, assolutamente rarissimo, è probabilmente dovuto ad
errori di trascrizione di Simili, che ha vari ceppi sparsi qua e
là per l'Italia, ha un ceppo a Bologna, uno a Pisa, uno a Roma,
uno a Lizzano nel tarentino e ad Ostuni nel brindisino, ed uno
nel catanese a Mineo, Catania e Palagonia, questo cognome
dovrebbe derivare dal nome personale latino e cognomen
Similis,
di cui abbiamo un esempio d'uso in un'antica lapide sulla via
Tiburtina a Roma: "Heus Viator, Miraculum! Hic vir et uxor non
litigant. Non procul a foro Judaeorum Priscae cujusdam habetur.
Julia Prisca vixit annos LXXVI. Nihil unquam peccavit, Nisi quod
mortua est. Adriani Imp. militiae Praefectus, Similis dictus,
hanc tumuli epigraphen meruit. Similis hic jacet, Cujusaetas
multorum quidem annorum fuit, Seprem tamen duntaxat vixit,
Quibus vixit sibi Cremonae in Ecclesia S. Angeli illud
extat....". |
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SIMINA
SIMINI
SIMINO |
Simina rarissimo è calabrese, Simini tipico pugliese ha forse
anche un ceppo lucano, Simino sembrerebbe lombardo o piemontese,
dovrebbe derivare dal nome medioevale Siminus citato ad esempio
nel libro delle meraviglie di Weimar Weimarer Wunderbuch, del
1400.
integrazioni fornite da
Ezio Simini Schio (VI)
La famiglia Simini è originaria (almeno dal 1100) di Monopol
(BA), poi diramatasi nel resto d'Italia. La famiglia Simino è
invece originaria di Bolzaneto (GE). Dal 1300 circa è annoverata
tra le famiglie nobili di Genova ed è considerata fra le più
antiche famiglie nobili di quella città. I Simini hanno avuto
numerose alterazioni del cognome originario Siminus
(probabilmente da Cosiminus con la caduta della Co per aferesi.
Nel 1750 circa la famiglia Simini di Monopoli, che annoverava
notai, si imparentò con la famiglia Borrassa, nobili della prima
piazza di Monopoli, di origine spagnola arrivati a Monopoli con
l'esercito di Carlo Quinto. |
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SIMION
SIMIONATI
SIMIONATO
SIMIONE
SIMIONI |
Simion,
estremamente raro è veneziano, Simionati, assolutamente
rarissimo, sembrerebbe del vicentino, Simionato e Simioni sono
tipici veneti, delle province di Vicenza, Padova, Treviso e
Venezia, Simione è specifico di Formia (LT), derivano da una
modificazione del nome medioevale Simeon di cui abbiamo un
esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale
all'anno 1112: "...Et persolvere exinde debeat singulis annis
ipse Simeon et sui heredes eidem Brunonis presbiter a parte
ecclesia plebis et canonice Sancti Victoris sita in castro
Varise...", dell'uso di questa modificazione abbiamo un esempio
a Foza (VI) nel 1500 con un certo Simion Capellari. |
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SIMONATO |
Simonato è tipico del Veneto e del Friuli, in particolare del
vicentino, padovano e veneziano, si dovrebbe trattare di una
forma patronimica veneta individuabile dalla terminazione in
-ato, che sta per figlio di
un certo Simone. |
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SIMONCIG
SIMONIC
SIMONIG
SIMONIGH |
Simoncig, molto molto raro, quasi scomparso, è tipico della
valle del Natisone, Simonic è triestino, Simonig e Simonigh,
decisamente friulani, sono tutti estremamente rari, dovrebbero
derivare da forme patronimiche di tipo sloveno in -ic o -ig del
nome slavo Simon
(Simone). |
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SIMOND
SIMONDET
SIMONDETTI
SIMONDI
SIMONDO |
Simond, assolutamente rarissimo è del basso torinese
occidentale, Simondet è praticamente scomparso in Italia,
Simondetti è presente in modo molto sporadico in Lombardia e
Piemonte, Simondi è abbastanza diffuso a Torino e nel torinese
e, nel cuneese, a Cuneo e Dronero, Simondo, molto raro, è
caratteristico di Imperia e dell'imperiese.
integrazione fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale
Simondo,
che, per tramite del francese
Simond, nasce da
un'italianizzazione del nome germanico
Siegmund,
meglio conosciuto nella forma
Sigismondo (vedi Sigismondi).
Per quanto proponibile, invece, pare meno probabile una
connessione col nome Simone, dovuta a un'epitesi della -d- nel
francese Simon - va notato, in effetti, che in francese vi è una
curiosa assonanza fra i nomi Simon (Simone) e Simond
(Sigismondo), soprattutto perché la pronuncia è praticamente
identica. In conclusione, dunque, si tratta delle
cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti. |
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SIMONELIG |
Simonelig quasi scomparso, è tipico della valle del Natisone, si
dovrebbe trattare di una forma patronimica di tipo sloveno in
-ig
di un ipocoristico veneto del nome italiano
Simone. |
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SIMONESCHI |
Simoneschi ha un ceppo a Spoleto nel perugino ed uno a Terracina
nel latinense ed a Roma, dovrebbe trattarsi di un ramo cadetto
di una famiglia Simoni,
il suffisso -eschi,
con valore di appartenenza, sta ad indicare una relazione
subordinata con una famiglia il cui capostipite si fosse
chiamato Simone. |
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SIMONITTI
SIMONITTO
SIMONUTTI |
Simonitti, estremamente raro, è dell'udinese, Simonitto,
leggermente meno raro, sempre dell'udinese è di Basiliano in
particolare, Simonutti è decisamente friulano, specifico della
provincia di Pordenone e di Pinzano al Tagliamento in
particolare, si dovrebbe trattare di varie forme patronimiche
dialettali friulane individuabile dalla terminazione in
-utti,
-itti
o -itto,
che stanno per il figlio di,
riferito a dei capostipiti il cui padre si chiamasse
Simone. |
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SIMONTACCHI |
Simontacchi è specifico della parte nordoccidentale della
Lombardia, di Lonate Pozzolo nel varesotto e di Vanzaghello nel
milanese, dovrebbe trattarsi di un cognome, originario di Lonate
e composto in epoca cinquescentesca dai cognomi Simoni e Tacchi,
quest'ultimo (vedi TACCA) è uno dei cognomi più antichi della
zona di Lonate Pozzolo. |
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SIMPLICIO |
Simplicio, estremamente raro, ha presenze nel meridione ed in
Sicilia, con un piccolissimo ceppo a Squinzano nel leccese e nel
barese, dovrebbe derivare dal cognomen latino
Simplicius,
nome anche di un filosofo neoplatonico. |
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SINAGOGA |
Molto
raro è tipico di Cassino (FR), dovrebbe essere un cognome di
origini ebraiche (la Sinagoga è il luogo di culto ebraico),
appartenuto probabilmente ad ebrei convertiti al cristianesimo.
Famosa la famiglia ebraica romana dei Da Sinagoga. Un ramo di
questa famiglia si trasferì in Toscana nel XIV-XV secolo,
cambiando il cognome in Da Pisa, illustri banchieri e uomini di
cultura. |
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SINAGRA |
Sinagra sembra tipicamente siciliano, di Palermo dove c'è la
massima concentrazione, ma con ceppi anche a Sinagra (ME), a
Favignana (TP) e a Porto Empedocle (AG), oltre all'evidente
derivazione dal toponimo Sinagra (ME), si potrebbe ipotizzare
una derivazione da una modificazione dialettale del nome greco
Xenagoras,
è famoso lo storico greco con questo nome vissuto nel terzo
secolo d. C.. |
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SINATRA |
Tipico
della Sicilia sudorientale, con un ceppo anche nel palermitano,
deriva da una modificazione dialettale del vocabolo latino
senator (senatore). Si trovano tracce di questa famiglia a
Cannizzaro (CT) nel 1600. |
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SINATTI |
Sinatti è specifico di Arezzo, con un ceppo anche a Firenze, a
Monteroni d'Arbia nel senese e ad Agliana nel pistoiese,
dovrebbe derivare dal nome medioevale toscano
Sinatto,
di cui abbiamo un esempio d'uso ne il
Libro del Cortegiano
di Baldesar Castiglione (1478-1529): "...Questa Camma fu una
bellissima giovane, ornata di tanta modestia e gentil costumi,
che non men per questo che per la bellezza era maravigliosa; e
sopra l'altre cose con tutto il core amava suo marito, il quale
si chiamava Sinatto. Intervenne che un altro gentilomo, il quale
era di molto maggior stato che
Sinatto e quasi tiranno di
quella città dove abitavano, s'innamorò di questa giovane; e
dopo l'aver lungamente tentato per ogni via e modo
d'acquistarla, e tutto in vano, persuadendosi che lo amor che
essa portava al marito fosse la sola cagione che ostasse a' suoi
desidèri, fece ammazzar questo Sinatto....". |
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SINDACO
SINDICO |
Entrambi
tipicamente salentini del leccese, Sindico, tipico di
Castrignano de' Greci e di Carpignano Salentino nel leccese, è
una forma dialettale del più comune Sindaco che è specifico di
Collepasso, Galatina e Melendugno sempre nel leccese, dovrebbero
derivare dal fatto che i capostipiti abbiano ricoperto la carica
di sindaco della loro comunità. |
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SINELABE |
Estremamente raro Sinelabe sembrerebbe specifico del teatino e
di San Giovanni Teatino in particolare.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Rarissimo cognome abruzzese presente solo a S. Giovanni Teatino,
Francavilla al Mare, Pescara. Potrebbe venire direttamente dal
latino sine labe concepta
= concepita senza peccato,
attributo di Maria Vergine.
integrazioni fornite da
Andrea Balzarotti
A tale proposito è bene precisare che lo stemma della famiglia è
composto della scienza dell'annunciazione di Maria Vergine su
sfondo argenteo. Sotto lo scudo, il cartiglio indica il motto
latino "Sine Labe Concepta". |
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SINI
SINIS |
Sini è molto diffuso in tutta la Sardegna, soprattutto nella
parte settentrionale dell'isola, Sinis, anch'esso sardo, ha un
ceppo ad Assemini nel cagliaritano, ad Oristano e ad Alghero nel
sassarese, dovrebbero derivare dal nome del paese di Sini
nell'oristanese, indicando così l'origine da quel paese da parte
dei capostipiti, il paese, molto antico, risalente all'età
nuragica, ebbe in epoca romana un discreto sviluppo. Antonio
Sini nel 1741 ricevette il titolo di Cavaliere Ereditario
potendosi fregiare del titolo di Don.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
SINI; SINIS: crediamo che i due cognomi derivino da
Sini,
centro abitato della provincia di Oristano (Sardegna), di 597
abitanti. Non conosciamo con certezza, per il momento,
l'etimologia della parola, anche se la natura del terreno dove
sorgeva e sorge il paese ci fa pensare alla voce latina
sinus
intesa come sinuosità, collina.
Nel testo del Fara, "in Sardiniae Chorographiam", al capitolo,
"de Usellus urbe et dioecesi"(riga 27), troviamo: .in qua sunt
oppida Sezus, Genuris, Sinis,
Baradilis, Baressae, Acenis, etc. In periodo medioevale, il
paese, villa, bidda, appartenne alla Curadorìa di Marmilla, nel
regno giudicale di Arborea. Dopo la caduta del regno di Arborea,
dal 1410 fece parte del regno catalano aragonese di Sardegna.
Nel 1928 il Comune fu soppresso ed aggregato al Comune di
Baressa. Dal 1945 è di nuovo Comune autonomo. La voce è presente
come cognome negli antichi documenti della lingua e della storia
della Sardegna. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del
1388, troviamo: de Sini Michael - de Aristanni, *** Aristanni,
Oristano: elenco dei nomi dei firmatari della PETIZIONE. Omnes
cives mercatores et habitatores dicte civitatis.nisi pastores
bestiaminum et quorum dificulter demorari non
poterant.congregati. Porta la data : die XIIII mensis Januarii
M°. CCC°. LXXXVIII° et etc. Ricordiamo inoltre che il cognome
Dessì, presente in maniera abbastanza numerosa nelle carte
antiche(vedi Dessì), all'origine era De Sini > De Sîi >Dessi.
Nella storia ricordiamo Gaspare Sini, Sassarese(1770 -1816),
condannato a morte per aver partecipato alla « congiura » di
GiommariaAngioy. Attualmente il cognome Sini è presente in 266
Comuni italiani, di cui 102 in Sardegna : Sassari 449,
Castelsardo 153, Alghero 149, Porto Torres 98, etc. Il cognome
Sinis è presente in 24 Comuni italiani, di cui 20 in Sardegna:
Assemini 36, Oristano 26, Alghero 10, etc. |
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SINIBALDI |
Ha un
nucleo importante nel Lazio e Umbria, ma sembrerebbe esserci
anche un ceppo bergamasco ed uno veneto, deriva dal nome
longobardo Sinibaldus, in una lapide del 1200 si legge: "Annis
exactis bis senis mille ducentis hoc ipso fieri tempore cepit
opus Angelerus erat cum Bonnome consul tertius hic iuntus vir
Sinibaldus erat ", nel 1300 possiamo leggere: "...fr. Sinibaldus
Pennini, germanus fratris Ricculdi, de populo Sancti Petri
Maioris, sacerdos et predicator; fuit plebanus in seculo, post
quod ordini se subiciens, completis XXIIII annis in ordine, de
hac luce migravit ad Christum..."; tracce di questa
cognominizzazione si hanno ad esempio a Montelupo (FI) dove
nacque lo scultore e architetto Bartolomeo Sinibaldi, più noto
come Baccio da Montelupo (1469-1535) e all'università di Perugia
risulta iscritto nel 1585 un certo Sinibaldus de Sinibaldis. |
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SINICCO
SINICO |
Sinicco è specifico dell'udinese, in particolare di Lusevera,
Udine e Premariacco, Sinico, molto più diffuso, ha un ceppo a
Trieste, ma il grosso è concentrato nel vicentino, a Montecchio
Maggiore, Sarego, Nogarole Vicentino, Trissino, Arzignano e
Vicenza, con un piccolo ceppo anche a badia Polesine nel
rovigoto ed uno a Ospedaletto Euganeo nel padovano, potrebbero
derivare da un'italianizzazione del vocabolo cimbro
sinick (canto,
ma anche cantore),
l'ipotesi che possa derivare dal vocabolo latino
sinicus (cinese,
della Cina)
appare non molto probabile.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Sinico è cognome veneto che secondo Olivieri 209 deriva dal
termine veneto 'sinico'
= syndacus. |
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SINISCALCHI
SINISCALCO |
Siniscalchi è molto diffuso in Campaniaa Salerno, Napoli e
nell'avellinese a Quindici e Lauro, con ceppi anche in Calabria
a Crotone ed in Sicilia a Palermo e Siracusa, Siniscalco ha un
ceppo a Baronissi (SA) ed uno a Napoli, derivano dalla carica di
Siniscalco o maggiordomo reale dal vocabolo tardo latino
siniscalcus
(servitore anziano). |
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SINISGALLI |
Sinisgalli è specifico del potentino, in particolare di
Gallicchio, potrebbe derivare da un antico soprannome originato
da una modificazione del termine latino
senis (vecchio)
unito al termine gallus
(della Gallia),
forse ad indicare che il capostipite era un vecchio legionario
delle Gallie, ma non si può escludere che possa invece trattarsi
di un'alterazione del vocabolo tardo latino
siniscalcus
(vedi SINISCALCHI). |
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SINITO
SINITO' |
Sinito sembra essere tipico dell'ennese, di Centuripe in
particolare e di Cesarò (ME), Sinitò, più raro è tipico del
catanese, di Belpasso soprattutto, dovrebbero essere forme
diverse dello stesso cognome che dovrebbe derivare da soprannomi
originati dal vocabolo greco
synetòs (vecchio
saggio). |
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SINNI
SINNO |
Sinni ha
un ceppo a Tocco da Casauria nel pescarese, Sinno ha un ceppo a
Napoli e nel salernitano a Montecorvino Rovella e Battipaglia ed
a Matera, potrebbero derivare dalla toponomastica come Valsinni
nel materano o dalla zona del fiume Sinni chiamato anticamente
anche Sinno. |
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SINOPOLI
SINOPOLO |
Sinopoli
ha un grosso ceppo calabrese nel catanzarese, a Catanzaro,
Lamezia Terme, Davoli, Satriano, Soverato, Borgia e Squillace, a
Crotone, a Monasterace nel reggino ed a San Marco Argentano nel
cosentino, ed uno siciliano, a Messina, a Mirabella Imbaccari e
Caltagirone nel catanese ed a Palermo, Sinopolo, praticamente
unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del
precedente, dovrebbero derivare dal nome della città di Sinopoli
nel reggino. |
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SINTINI
SINTINO |
Sintini è un cognome tipicamente romagnolo, di Ravenna,
Bagnacavallo e Russi nel ravennate e di Cesenatico e Cesena nel
cesenate, Sintino è praticamente unico, dovrebbero derivare dal
nomen latino Sintinus,
ricordiamo che il primo console romano di origine plebea nel 366
a.C. fu un tale Sextus Sintinus Lateranus. |
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SION
SIONE
SIONI
SIONIS |
Sion è rarissimo, Sione, sempre molto raro, sembrerebbe
specifico dell'udinese, Sioni parrebbe avere due ceppi,
nell'udinese e nel campidano, Sionis è sardo, della parte
meridionale dell'isola, dovrebbero essere tutti di origine
ebraica, infatti Sion
è il nome del monte su cui venne costruita Gerusalemme e per
estensione con quel nome si intende sia tutta la città sia tutta
la nazione ebraica, ed è anche un nome abbastanza diffuso presso
gli ebrei, potrebbe quindi trattarsi di una cognominizzazione
dal nome del capostipite, anche se non si può escludere, per i
ceppi veneto, friulani una derivazione da un soprannome
originato dal termine veneto
siòn, che significava
imbuto, gorgo, strumento atto a
travasare il vino e per
estensione gran bevitore. |
|
SIORI
|
Siori, molto raro, specifico della Lombardia ai confini con
l'Emilia, è tipico di Maleo nel lodigiano, ai confini con il
fiume Po, e del vicino paese cremonese di Pizzighettone,
dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo
cremonese siörri o sieurri
(signori,
benestanti, ricchi),
probabilmente ad indicare una condizione agiata della famiglia. |
|
SIPIONE
SIPIONI |
Sipione ha un ceppo siciliano nell'area che comprende il
catanese, il ragusano ed in particolare il siracusano, ed uno
romano, Sipioni, quasi unico parrebbe romano, dovrebbero
derivare da alterazioni del nome latino
Scipio,
Scipionis
(vedi SCIPI). |
|
SIRACH
SIRCH
SIRK |
Sirach è assolutamente rarissimo, Sirch è tipico di Udine e
dell'udinese e di Gorizia, Sirk è specifico di Trieste e del
triestino e di Gorizia e del goriziano, dovrebbero derivare da
soprannomi originati dal termine slavo
sirek
(granoturco), forse perche il capostipite ne era un coltivatore
o perchè ricordava il colore del granturco nei capelli. |
|
SIRACUSA
SIRAGUSA |
Entrambi
diffusissimi in Sicilia, Siracusa ha ceppi anche a Bari, Lazio,
Toscana ed al nord, Siragusa ne ha nel cosentino, nel barese,
nel romano e latinense ed al nord, derivano dal toponimo
siciliano di Siracusa, in alcuni casi possono essere di origini
ebraiche. |
|
SIRACUSANO
SIRAGUSANO |
Siracusano è decisamente siciliano, della parte orientale
dell'isola, di Messina in particolare e di Sant'Angelo di Brolo
nel messinese, di Lentini nel siracusano e di Catania,
Siragusano è tipico del messinese, di Sant'Angelo di Brolo e
Brolo, dovrebbe trattarsi di forme etniche anche dialettali
relative alla città di Siracusa, indicandola come luogo di
provenienza dei capostipiti. |
|
SIRI
SIRO
SIRONE
SIRONI |
Siri è
tipico della Liguria centro occidentale, Siro, molto molto raro
è anch'esso ligure, Sirone, assolutamente rarissimo, parrebbe
dell'agrigentino, Sironi è tipico lombardo che dovrebbe derivare
dal toponimo Sirone (LC), con un ceppo anche nel genovese ed uno
nel reggiano, derivano soprattutto dal nome latino Siro o dalla
forma indiretta Sirone (Siro, Sironis) di cui abbiamo un esempio
con il famoso filosofo epicureo della cui scuola di Napoli fu
discepolo anche Virgilio. |
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SIRIANI
SIRIANO
SORIANI
SORIANO
SURIANI
SURIANO |
Siriani è
assolutamente rarissimo, così come Siriano, sono probabilmente
errori di trascrizione di Soriani che ha un ceppo nel milanese,
uno tra mantovano, rovigoto e ferrarese, uno in Toscana, uno nel
pesarese ed a Roma, o di Soriano che è ben diffuso in Molise,
Campania, barese e foggiano e valentiano, Suriani ha un ceppo
nel perugino, a Magione e Perugia ed uno nel teatino, a Vasto ed
Atessa, Suriano è molto diffuso in tutto il sud, soprattutto in
Puglia, dovrebbero derivare da toponimi come Soriano (MI),
Soriano Calabro (VV), Soriano nel Cimino (VT), Campo Soriano
(LT), in alcuni casi potrebbe trattarsi di famiglie ebraico
sefardite emigrate dalla città di Soria in Spagna. |
|
SIRICO
|
Sirico è
tipico del napoletano, di Caivano, Somma Vesuviana e Napoli e di
Salerno, dovrebbe derivare da Sirico, il nome di un borgo della
città di Nola nel napoletano, probabile luogo d'origine del
capostipite. |
|
SIRIGNANO |
Tipico
del napoletano e della bassa Irpinia, dovrebbe derivare dal
toponimo Sirignano (AV), ma è pure possibile, anche se
improbabile, una derivazione dal praenomen latino Serenianus. |
|
SIRIGU
|
Sirigu è tipicamente sardo, del cagliaritano in particolare di
Selegas, Senorbì, Orroli e della stessa Cagliari, dovrebbe
derivare da un soprannome originato o dall'aspetto nerboruto del
capostipite o dal suo carattere nervoso, ma non si può
escvludere che si tratti di una forma etnica del paese di Siris
nell'oristanese.
integrazioni fornite da
Antonello Sirigu
Sirigu potrebbe anche derivare dallo spagnolo
sirgo,
che significa seta ritorta,
tra l'altro nella pronuncia dialettale difficilmente si dice
sirigu, ma per lo più sirgu. In questo stesso filone potrebbe
anche derivare dal latino
sericus che significa
di seta,
da cui deriva poi anche l'aggettivo italiano
serico,
sempre con il medesimo significato. La parola latina
sericus a
sua volta deriva dal greco antico
shrikos,
che deriva da shr,
shros
ovvero il baco da seta, da collegarsi alla parola di origine non
greca seres,
che era il nome di un popolo dell'Asia orientale, forse della
Cina, tra l'altro celebre per la fabbricazione di stoffe simili
alla seta, il cui nome dal canto suo sembra derivare da sei,
uguale al coreano sin
che significa appunto seta.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
SIRIGU: siricu,
nei dialetti centrali, sirigu
nel resto dell'isola è il baco
da seta:
siricus o
sericus.
Sirigàriu o Serigàrgiu è il nome di un abitato scomparso:
significa "allevamento di bachi da seta". Etimologicamente
deriva dal greco σηρικάιος (sericàios),
che si traduce letteralmente, luogo dove si produce la seta. Qui
da noi, nel Sulcis e nel Campidano erano un tempo tanto famosi
gli indumenti di seta: camìsas, muccadòris, scialìnus de seda
(camicie, fazzoletti, sciali, di seta) (vedi inoltre il cognome
Seda). In periodo medioevale fece parte della Curatoria di
Campidano o Civita, nel regno giudicale di Cagliari (fu
abbandonato nel XIV° secolo ( Di.Sto.Sa di F.C.Casula). Sulla
villa di Siricaios, non c'è altro, ma nel testo del Fara, "In
Sardiniae Chorographiam", (a pag. 216/10), relativamente al
capitolo "Sulcis et Villesglesiarum urbes et diocesis" (riga
42), troviamo.Argenniae, Gulbisae, Gibasturbae, Ardu, Eneladi,
Sirici et castrum Baratulis, cum insigni castro Aquae Friae (il
famoso Castello del Conte Ugolino). Sirici, quindi Sirico e si
trovava sicuramente nei pressi del Castello di Acquafredda, in
agro di Siliqua. Sirico e Siricario sono la stessa villa? Noi
crediamo di sì. Si può supporre che il cognome Sirigu derivi dal
centro abitato scomparso. C'è da dire, inoltre, che Sirico o
Siricario era villa sorta dopo il mille, sicuramente non prima,
poichè la coltura del baco da seta entra in Italia, in Sicilia
prima, in Calabria poi, dopo la conquista musulmana della
Sicilia, che avvenne negli anni 836/841. Si può supporre che in
periodo tardo bizantino, il baco da seta sia arrivato anche in
Sardegna. La conquista araba della Sardegna, non ci fu mai,
nonostante i tentativi del "Capo degli Eserciti", Musetto
(Mu?ãhid - del 1019- 1020). Troviamo il cognome Sirigu negli
antichi documenti medievali della Sardegna, ma non nei Condaghi.
Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, figurano:
Sirighu (de) Paulo, ville Nulvi, * Nulvi...odierno Nulvi.
Contrate de Anglona- Chiaramonte ; Sirigu (de) Petro, ville
Sagama, * SAGAMA .Sagama.oppidum. Contrate Castri Serravallis;
Sirigu (de)Antioco, ville Curchuris,* Curchuris.Curcuris: Partis
de Montibus; Sirigu (de)Nicolao, curie de Sacargia, * Curie de
Sacargia.curia di Saccargia: distrutto - presso Codrongianus
(Spano). Nella storia della Sardegna ricordiamo Sirigo Bartolo,
vissuto nel primo periodo del regno catalano aragonese di
Sardegna. Nel 1378 ottenne in feudo la villa di Sentiori, nella
Romangia del Logudoro(Di.Sto.Sa. di F. C. Casula), e nel 1380 il
cavalierato ereditario. Nel paese di Alientu, oggi provincia di
Olbia Tempo, c'è ancora una famiglia con quel nome(unica in
Italia): non sappiamo se si tratti di eredi del nobile Bartolo,
o di trascrizione errata di Sirigu?
Attualmente il cognome Sirigu è presente in 141 Comuni italiani,
di cui 63 in Sardegna: Cagliari 170, Orroli 133, Senorbì 84,
Quartu 38, etc. |
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SIROCCHI |
Sirocchi ha un ceppo a Parma e nel parmense, uno ad Ascoli,
Castel di Lama, Comunanza e Folignano nel Piceno ed uno nel
romano, potrebbe derivare dal nome medioevale
Sirochus,
di cui abbiamo un esempio d'uso in questo scritto del 1584:
"..Eoque res maxime admiratione digna fuit, quod solae sex
magnae illae triremes, quarum vsus antea in huiusmodi naualibus
praeliis compertus minime fuerat, sese in orbem vertentes, et
tela modo ex prora, modo ex puppi et lateribus vibrantes tantam
hostium stragem edere potuerint. In hac tanta hostium clade,
Mehemetus Sirochus, qui dextrum eorum cornu ducebat, vt suorum
saluti consuleret, a reliqua classe aliquantum seiunctus,
littoraque radens, sinistro nostrorum cornu occurrebat. ..",
derivato dal turco Siroch,
ma è anche possibile che in qualche caso derivi da una forma
ipocoristica del nome Siro,
nomi probabilmente portati dai capostipiti. |
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SIROMBRA |
Sirombra, ormai quasi scomparso, sembrerebbe ligure,
probabilmente del genovese, potrebbe derivare da
un'italianizzazione del nome ebraico
Shemeber. |
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SIRUGO
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Tipico del siracusano, di Avola in particolare, non si hanno
ipotesi accettabili di una possibile origine etimologica.
integrazioni fornite da
Gaetano Sirugo
Mi si dice che è di origine anglo/scozzese Ad Avola antica già
nel 1480 risulta il nome di un sacerdote Don Antonio Sirugo, un
Don Giuseppe Sirugo Capitano delle milizie di Avola e nel 1678 e
nel 1682 titolato barone della vignazza Falconara in val di
Noto. Nel 1693 l'anno del terremoto si ha menzione di un Don
Corrado Sirugo ed di un Sacerdote Don Antonino Sirugo dopo il
terremoto un Antonino Sirugo è tesoriere della Citta di Avola.
Un certo Melchorre Sirugo figlio di Dorotea Astuto in Sirugo il
15 dicembre 1790 ottiene il titolo di Barone di Meti e Santa
Domenica, un Corrado Sirugo il 25 novembre 1815 diviene Barone
del medesimo territorio. |
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SISENNA
SISINNA |
Sisenna, assolutamente rarissimo, sembrerebbe avere un ceppo nel
piacentino, Sisinna, forse unico, forse siciliano, potrebbero
derivare dal cognomen latino
Sisenna, nell'
Historia Romana
di Velleio Paterculo leggiamo: "...Vetustior Sisenna fuit
Caelius, aequalis Sisennae Rutilius Claudiusque Quadrigarius et
Valerius Antias....". |
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SISINNI
SISINNO
SISSINIO
SISSINNI |
Sisinni ha un ceppo nel reggino, uno nella zona di Lauria (PZ)
ed uno nella penisola salentina, Sisinno, estremamente raro, ha
un ceppo nella zona di Orsomarso nel cosentino, Sissinio,
estremamente raro, sembrerebbe del pavese, Sissinni è unico,
oggi lo troviamo solo nel casertano, dovrebbero derivare dal
nomen tardo latino Sisinnius,
di cui possiamo leggere un'esempio d'uso: "...sed, ne viles
mulierculae iactant se impune nostris diis deorumque cultoribus
illudere, Sisinnium comitem dirigam ad ultionem exercendam....",
con questo nome ricordiamo un Papa che per 3 settimane nell'anno
708 resse il seggio pontificio. |
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SISOLFI
ZIZOLFI |
Sisolfi, assolutamente rarissimo, è proprio del salernitano,
Zizolfi è tipicamente napoletano, si dovrebbe trattare di una
forma dialettale del nome longobardo
Gisulf o
della sua forma latinizzata
Gisulphus, l'uso di questo nome
in area campana risale almeno all'ottavo secolo con la
successione dei vari Gisulf nella carica di Duca di Benevento e
più tardi nel X° secolo quando Gisulphus primus divenne il
Langobardorum gentis princeps di Salerno. |
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SISTA
SISTI
SISTO
SISTU |
Sista ha un piccolo ceppo a L'Aquila ed uno nell'avellinese a
Caposele e Calabritto, Sisti è molto diffuso in centro Italia,
in Romagna, milanese e pavese, Sisto è specifico della Puglia,
Sistu, molto raro, è tipico della Sardegna, di Buddusò (SS) in
particolare, dovrebbero derivare dal nome italiano
Sisto, a
sua volta spesso originato dall'appartenenza alla
Gens Sextia,
o da una sua modificazione dialettale. |
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SISTIMINI |
Sistimini è specifico di Viterbo, dovrebbe derivare da una forma
ipocoristica del nome latino
Sestimius, probabilmente
portato dal capostipite, nome di cui abbiamo un esempio d'uso
con Portius Sestimius procuratore all'epoca dell'imperatore
Vitellio. |
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SITA
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Sita è tipico del bolognese e del ferrarese, potrebbe derivare
dal cognomen latino Sita
o anche dalla Gens Sittia. |
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SITAR
SITARI
SITARO |
Sia Sitar
che Sitari e Sitaro sono quasi unici, dovrebbero derivare da
termini arcaici indicanti chi lavorava in ambienti stantii o
ricchi di muffa o anche chi ripuliva le antiche latrine o i
pozzi neri. |
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SITTARO |
Sittaro è tipico dell'udinese, della zona del Natisone, di San
Pietro al Natisone in particolare, dovrebbe derivare da un nome
di mestiere derivato dal termine slavo
sito (setaccio,
crivello) ad indicare
probabilmente che il capostipite li produceva o li usava per
mestiere, perchè ad esempio addetto alla crivellatura di farine
o sementi. |
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SITZIA
|
Sitzia è molto diffuso nel cagliaritano e nel medio Campidano,
soprattutto a Quartu Sant'Elena, Selargius, Cagliari e
Capoterra, Gonnosfanadiga nel Medio Campidano e Sant'Antioco
nell'iglesiente.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
SITZIA: o sisìa,
è la margheritina dei campi (anthemis = camomilla); di etimo non
ben chiaro. In greco sitìon
(σιτίον)
= grano, pane, cibo, alimento.
Ancora in greco suzèo
(συςέω)
bollire
(decotto!). Non abbiamo altri suggerimenti. Il cognome non è
presente nelle carte antiche. È probabile che siano stati i
monaci greci a dare il nome alla margheritina dei campi, per le
sue qualità terapeutiche: erano infatti formidabili erboristi:
abbiamo altri numerosi esempi. Sitzia è presente in 125 Comuni
del territorio nazionale, di cui 56 in Sardegna: Quartu 126,
Selargius 88, Cagliari 87, Gonnosfanadiga 83, Capoterra 41, etc. |
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SIVALI
SIVALLI |
Sivali, praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad un'errata
trascrizione di Sivalli, che, abbastanza raro, sembrerebbe avere
un ceppo lombardo nel cremonese e nel milanese ed uno molto
piccolo in Puglia nel leccese, un'ipotesi propone una
derivazione da una forma aferetica del nome medioevale
Parsival,
il nome del famoso eroe della saga nordica dei Nibelunghi, una
seconda ipotesi propone per il ceppo lombardo un'origine da un
soprannome originato dal termine arcaico cremonese dialettale
sivall,
che identifica una pezzo di ferro che i carrettieri utilizzavano
per fissare le ruote perchè non uscissero dal mozzo,
quest'ipotesi potrebbe far supporre che il capostipite
fabbricasse carri o che ne fosse un guidatore. |
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SIVERIO |
Molto
raro è specifico della bassa bresciana, dovrebbe derivare dal
nome Siverio che è una modificazione del nomen latino Severus di
cui si hanno tracce ad esempio con il musicista del 1600 Siverio
Picerli di Napoli. |
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SIVIER
SIVIERI
SIVIERO |
Sivier assolutamente rarissimo sembra rovigoto, Sivieri
abbastanza poco diffuso ha un ceppo tra rovigoto e ferrarese,
Siviero è molto diffuso nel Veneto, nella Lombardia centro
occidentale, novarese e torinese ed ha un ceppo nella fascia
costiera del basso Lazio e alta Campania, che dovrebbe essere il
risultato dell'emigrazione forzata dall'area rovigota in
occasione della bonifica delle Paludi Pontine operata in epoca
fascista, dovrebbero tutti derivare da una modificazione del
nome medioevale Silvierius. |
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SIVILLA |
Sivilla è tipicamente molisano, di Guglionesi e Matrice in
provincia di Campobasso, si potrebbe trattare di un cognome
giudaico riferentesi alla città di Siviglia in Spagna e risalire
all'epoca della cacciata degli ebrei, ma potrebbe anche
trattarsi di un matronimico e derivare per betacismo dal nome
medioevale Sibilla
di cui abbiamo un esempio in un atto del 1472: "...Madonna
Sibilla de Ulmella amasia di quondam re Fridericu...". |
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SIVORI
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informazioni fornite da Giacomo
Ganza / Villa di Tirano (SO)
Ha probabilmente le sue origini nei comuni interni del
chiavarese quali Ne (GE) e Castiglione Chiavarese (GE). In
effetti da questi due comuni partirono la maggior parte degli
emigranti che raggiunsero New York e probabilmente l'Argentina o
altri paesi sudamericani. Il cognome è presente sia pure in modo
limitato anche in qualche altra regione del Nord. Potrebbe
derivare da un nome personale come Severo. |
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SIZZI
SIZZO |
Sizzi, molto molto raro, ha un piccolissimo ceppo a Firenze ed a
Prato, Sizzo, praticamente unico, sembrerebbe campano,
dovrebbero derivare dal nome germanico
Sizzo,
una forma ipocoristica del nome
Sieghard, che significa
duro (hard)
nella vittoria
(sieg),
ricordiamo con questo nome il conte Sizzo von Bayern (925-987),
od il più recente principe Sizzo von Schwarzburg (1860-1926). |
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SLAVAZZA
SLAVAZZI |
Slavazza è tipico di Parabiago nel milanese, Slavazzi, quasi
unico, è tipico della stessa zona, dovrebbero derivare da un
soprannome dialettale basato sul termine lombardo arcaico
slavazz,
il lapazio o romice,
un tipo di pianta officinale usata nella farmacopea arcaica per
il trattamento dei calcoli renali e di altre patologie, potrebbe
stare ad indicare nel capostipite un erborista o comunque uno
che fosse stato solito usare quel tipo di pianta medicamentosa. |
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SLAVIERO |
Slaviero
è tipicamente veneto, del vicentino in particolare, di
Valdastico, Roana, Torri di Quartesolo, Rotzo e Valdagno, con
ceppi anche nel rovigoto e nel padovano, dovrebbe derivare dal
fatto che il capostipite provenisse originariamente da terre
slave. Tracce di questa cognominizzazione si trovano già nel
1400 a Rotzo nel vicentino. |
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SLEMER
|
Slemer, molto raro, è specifico di Verona e del veronese, di
origini etimologiche oscure potrebbe derivare da un antico
termine sassone per operatore alla
ballista, catapulta. |
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SLOMP
|
Slomp è
tipico di Trento, Roncegno e Rovereto, dovrebbe derivare dal
nome del monte Slomp in Trentino, probabile luogo d'origine dei
capostipiti. |
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SMAILA
|
Smaila, assolutamente rarissimo, sembrerebbe essere di origine
albanese e derivare dal cognome, appunto albanese,
Smajlaj,
che origina dal nome turco
Ismâil equivalente dell'ebraico
Ishmael
(Ismaele)
con il significato che Dio mi
ascolti. |
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SMALDINI
SMALDINO
SMALDONE |
Tipicamente pugliesi entrambi, Smaldini e Smaldino, il primo ha
un ceppo ad Adelfia nel barese, il secondo, più diffuso, sempre
del barese, ha un ceppo a Cassano delle Murge, Smaldone ha un
ceppo campano, nel salernitano ad Angri, Salerno e Pagani, nel
casertano a Pietramelara e Caserta, e nel napoletano a Napoli e
Sant'Antonio Abate, ed uno lucano, a Potenza e Pignola nel
potentino e ad Irsina nel materano, potrebbero derivare da forme
ipocoristiche od accrescitive del nome albanese
Smajlaj,
o, anche se meno probabile, di soprannomi dialettali basati sul
mestiere di smaltatore svolto dai capostipiti. |
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SMALTI
SMALTINI
SMALTINO
SMALTO |
Tutti pugliesi, Smalti e Smalto sono quasi unici, Smaltini e
Smaltino, comunque assolutamente rari, sembrerebbero specifici
di Taranto, potrebbe trattarsi di forme alterate, anche
ipocoristiche del nome albanese
Smajlaj, non impossibile, ma
ben poco probabile un collegamento con il mestiere di
smaltatore. |
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SMANIOTTI
SMANIOTTO |
Smaniotti, praticamente unico, è quasi certamente il frutto di
un errore di trascrizione anagrafica del cognome Smaniotto, che
è tipicamente veneto, di Arsiè e Feltre nel bellunese, di
Venezia e Musile di Piave nel veneziano, di Roncade nel
trevisano, di Cartura e Conselve nel padovano e di Cassola e
Valstagna nel vicentino, con un ceppo secondario anche a Roma,
dovrebbe derivare da un soprannome dialettale, nel
Dizionario del dialetto veneziano
Di Giuseppe Boerio, edizione 1829, alla voce
smanioto
si legge: "affannone, Quegli che
d'ogni cosa si prende soverchia briga",
probabile caratteristica comportamentale del capostipite, nella
seconda metà del 1700 troviamo Un Don Antonio Smaniotto,
Cappellano a Mason nel vicentino. |
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SMAREGLIA |
Smareglia è tipicamente friulano di Grado nel goriziano in
particolare, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul
termine dialettale veneziano arcaico
smara (melanconia,
noia), probabilmente a
sottolineare un aspetto del carattere del capostipite. |
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SMERALDA
SMERALDI
SMERALDINA
SMERALDINI
SMERALDINO
SMERALDO |
Smeralda, assolutamente estremamente raro, è forse siciliano del
messinese, di Alì, Alì Terme e Messina, Smeraldi ha vari ceppi
sparsi in giro per l'Italia, uno a Palermo, uno a Roma e Milano,
nel fiorentino ed in Emilia, Smeraldina è praticamente unico,
Smeraldini, quasi scomparso, sembrerebbe del centro Italia,
Smeraldino è unico, Smeraldo, pur essendo rarissimo, è comunque
presente un pò dappertutto in Italia, questi cognomi dovrebbero
derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome
medioevale italiano Smeraldo
o, in particolare al sud, dal nome
Smeralda, una forma aferetica
del nome femminile spagnolo
Esmeralda, l'uso di questi nomi
è riportato ad esempio ne Le
rime di Tullia d'Aragona, cortigiana del secolo XVI:
"... In un censimento compilato d'ordine della suprema autorità
di Roma, redatto certamente nel settennio corso dal 1511 al
1518, ove trovansi numerate case, botteghe, proprietari ed
inquilini, e di tutti o quasi tutti si nota la patria,
condizione ed arte, le cortigiane sono notate in numero
esorbitante, spagnuole e veneziane in massima parte, e distinte
in cortesane honeste, cortesane putane, cortesane da candella,
da lume, e de la minor sorte. Una sola volta, e forse senza
alcuna malizia, il compilatore della statistica dimentica
l'aridità del suo lavoro e nota: «La casa di Leonardo Bertini
habita Madonna Smeralda cura 3 figlie piacevoli
cortegiane»....", il nome femminile Smeraldina è stato ripreso
dalla commedia dell'arte, attribuendolo alla maschera di una
servetta sbarazzina. |
|
SMERGHETTO |
Smerghetto è tipicamente veneto della zona orientale di Venezia,
di Cavallino Treporti e Venezia, dovrebbe derivare da un
soprannome basato sul termine dialettale veneziano arcaico
smerghèto,
un tipo di uccello acquatico,
la cui carne ha un sapore sgradevole puzzando di pesce. |
|
SMIDER
SMIDERLE |
Smider, praticamente unico, dovrebbe essere originato da un
errore di trascrizione di Smiderle, che è tipico del vicentino e
di Schio in particolare, questo dovrebbe derivare da una
modificazione dialettale del vocabolo cimbro schmid
der hlein o
smiderlein
(il piccolo fabbro, il fabbrettino) e starebbe quindi ad
indicare la professione del capostipite. |
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SMIGLIANI |
Smigliani è specifico di Poggiofiorito nel teatino, con un
piccolo ceppo anche a Pescara.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
D'origine slava, il cognome Smigliani nasce da un adattamento
del cognome slavo Smiljanić,
che, per tramite del suffisso
-ić, assume il significato di
figlio di Smiljan
- nome tipico della tradizione slava (soprattutto di quella
balcanica). A questo proposito, va notato che
Smiljan - Smiljana
al femminile - è un classico nome di natura fitonimica (ispirato
ai nomi delle piante), come ne esistono diversi anche in Italia
(a titolo d'esempio, si pensi ai diffusissimi Rosa e
Margherita): la radice di questo nome, in effetti, va ricercata
nello slavo smilje,
termine che, in botanica, allude a una pianta dal nome
elicriso
(helichrysum),
anche nota come perpetuina
- alcune traduzioni, a dire il vero, prendono in considerazione
anche altre piante della famiglia delle Asteraceae, sebbene la
più comune alluda proprio all'elicriso. Ora, prima di
concludere, si può aggiungere un'ultima curiosità riguardo a
questo cognome: in Croazia, Smiljan è anche il nome di una
cittadina della regione della Lika, nota soprattutto per aver
dato i natali allo scienziato Nikola Tesla (Smiljan, 1856 - New
York, 1943), vero e proprio luminare nel campo della scienza. |
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SMITH
|
Smith è ben rappresentato in Italia, con ceppi nella Lombardia
occidentale, in Veneto, in Friuli, in Toscana, a Roma e nel
napoletano, e presenze in Sicilia, di chiara origine britannica,
deriva dal termine inglese smith
(fabbro). |
|
SNAIDERO |
Tipico dell'udinese, di Majano, Colloredo di Monte Albano e
Sedegliano, ma presente anche in molti altri paesi della
provincia, dovrebbe derivare da un'italianizzazione del vocabolo
tedesco schneider
(sarto),
la cui pronuncia è schnaider con la sch dolce di sci,
riferendosi quindi probabilmente al mestiere del capostipite. |
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SNIDAR
SNIDARCIC
SNIDARCIG
SNIDARO
SNIDERO |
Snidar, assolutamente rarissimo, è dell'udinese, Snidarcic è
praticamente unico, Snidarcig è rarissimo ed è della zona di
Premariacco e Cividale, Snidaro, abbastanza raro, è
dell'udinese, Snidero è tipico di Udine e Cividale del Friuli,
dovrebbero derivare tutti direttamente, o con il suffisso
patronimico -cic
o -cig,
dal termine slavo znidar
(lo schneider
tedesco, il sarto),
si tratta quindi del nome del mestiere del capostipite. |
|
SOARDI
SOARDO
SUARDI
SUARDO |
Tutti molto rari, Soardi sembra originario della zona tra
Verona e Brescia, Soardo sembrerebbe avere un ceppo nel veronese
ed un possibile nucleo secondario nell'udinese, Suardi è
specifico del milanese e bergamasco, Suardo sembrerebbe
settentrionale,dovrebbero derivare dal nome medioevale di
probabile origine germanica
Suardus, o da una forma
aferetica del nome medioevale
Lusuardo,. Nel 1512 troviamo
una lettera che comanda ad alcuni prelati di andare da Bergamo a
Venezia:; "...frater Albertus de Colleonibus prepositus in
Galgari, presbyter Christoforus de Carminatis, presbyter
Nicolaus de Aspertis canonicus, d.nus Prosper Suardus canonicus,
Pasinus de Triccio, Valerianus de Adelasiis, Aluisius Bagnatus,
d.nus Ludovicus de Brixianis,...". A Venezia nel 1513 troviamo
un letterato di nome Quintilianus Lazarus Soardus, negli archivi
di stato di Bergamo troviamo in un atto del 1523: "Ego Iohannes
Lucas Suardus de Pergamo, filius condam domini Balzarini,
publicus imperiali auctoritate notarius Vercellensis, in
civitate Vercellarum et in vicinia ecclesie Sancti Laurentii
habitans, de anno Domini currente millesimo quingentesimo
trigesimo octavo, indictione undecima, die secunda mensis
decembris collegium dominorum notariorum dicte civitatis
Vercellarum intravi et in eo assumptus fui, prout constat
publico instrumento superinde confecto et per nobilem Iohannem
Antonium de Guasconibus notarium publicum predicti collegii
recepto, et ideo in presenti notariorum collegiatorum eiusdem
civitatis matricula propria manu hic me subscripsi cum
appositione soliti signi mey tabellionatus in fidem et
testimonium veritatis premissorum.", in un atto del 1538
leggiamo: "Ego Iohannes Lucas Suardus de Pergamo, filius condam
domini Balzarini, publicus imperiali auctoritate notarius
Vercellensis, in civitate Vercellarum et in vicinia ecclesie
Sancti Laurentii habitans, de anno Domini currente millesimo
quingentesimo trigesimo octavo, indictione undecima, die secunda
mensis decembris collegium dominorum notariorum dicte civitatis
Vercellarum intravi et in eo assumptus fui, prout constat
publico instrumento superinde confecto et per nobilem Iohannem
Antonium de Guasconibus notarium publicum predicti collegii
recepto, et ideo in presenti notariorum collegiatorum eiusdem
civitatis matricula propria manu hic me subscripsi cum
appositione soliti signi mey tabellionatus in fidem et
testimonium veritatis premissorum.", nel 1553 un Suardus Paulus
nella Repubblica veneta scrive un trattato sulla farmacopea
dell'epoca.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Cognome veneto derivato dal nome germanico Suardo, cfr.
Förstemann, Altdeutsches Namenbuch 1378. |
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SOATTO
|
Soatto è specifico di Montagnana nel padovano, dovrebbe derivare
da un soprannome originato dal vocabolo veneto
soatto (una
specie di cuoio), di cui
abbiamo un esempio in una registrazione del 1433: "...E de' dare
a dì 18 di marzo 1433 soldi XIII per lui a Filippo di Salvestro
brigliaio sono per due choregie di soatto (corregge o strisce di
cuoio) pesò libbre II once II rechò Nani d'Elero per achonciare
e battagli delle chanpane, cioè da Marti e dalla Montechita...",
forse ad indicare il mestiere del capostipite o una sua
caratteristica fisica. |
|
SOAVE
|
Sembra avere oltre al nucleo nel veronese anche uno nella zona
meridionale del frusinate ed uno forse secondari nell'astigiano,
può derivare in alcuni casi dal toponimo Soave (VR), ma più
facilmente dal nome medioevale omonimo derivato dal termine
medioevale suavo cioè della Svevia che veniva usato già prima
del 1000, come si legge nel Res gestæ Saxonicæ di Widukindus
Corbejus: "...Suavi vero Transbadani illam quam incolunt
regionem eo tempore invaserunt, quo Saxones cum Longobardis
Italiam adierunt, ut eorum narrat historia, et ideo aliis
legibus quam Saxones utuntur...". Tracce di questa
cognominizzazione si hanno ad esempio in una testimonianza
risalente al 1163, conservata nel Codice Diplomatico Bresciano,
dove si legge: "...et audisse a Segnereto et ab Oni dio et a
Dominico Suavo et a patre suo alodium Sancti Petri esse
sicuti...".
notizie ulteriori fornite
dal barone Ugo Antonio Bella
deriva dall'antica forma Soàve di Svevia, regione storica della
ermania sud-occidentale, e da Svèvo (in tedesco Schwaben). Il
cognome Soàve è già presente, come secondo nome e cognome nel
XII e XIII secolo (Bertoldus filius quondam Petri Soavi). |
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SOBATTI |
Quasi
unico forse bergamasco. |
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SOBRERO |
Tipico
del Piemonte sudoccidentale e del genovese. Casato nobile cui
appartennero i Conti Sobrero di Murello (CN), tra i perspnaggi
di rilievo con questo cognome citiamo Ascanio Sobrero rinomato
scienziato, uno dei più famosi chimici della prima metà del
1800. |
|
SOCCI
SOCCIO |
Socci ha un ceppo toscano, soprattutto nell'area che comprende
il fiorentino, il pisano ed il livornese, ha un ceppo
nell'anconetano, uno nel romano e nell'alto frusinate, uno nel
campobassano ed uno piccolo nel salernitano, Soccio ha un ceppo
romano ed uno nell'area che comprende il pescarese, il teatino,
il campobassano e soprattutto il foggiano, dovrebbero derivare
dal nome medioevale Soccus
o Soccius
di cui abbiamo un esempio in questo testo del 1400, dove viene
citato Soccus Frater Ordinis
Cisterciensis: ".. Hic incipit
Soccus de tempore. In nomme Domini. Exurge Deus et exaltetur
manus tua. Desinit : Condona nobis peccata, et dona vitam
eternam. Explicit Soccus. Deo gratias..", ma è pure possibile
che derivino invece da soprannomi originati dal vocabolo latino
soccus
(sorta di calzatura o pantofola),
un'antica calzatura usata da contadini, pastori e legionari. |
|
SOCCO
SUCCO |
Socco, molto raro, è del torinese e novarese, Succo ha un ceppo
torinese ed uno friulano, i ceppi piemontesi dovrebbero derivare
da soprannomi originati dal vocabolo dialettale
sock (ceppo
d'albero), mentre quello
friulano potrebbe derivare sempre da un soprannome, ma originato
dalla voce slovena sok
(nodo dell'albero),
tutti probabilmente originati da un carattere particolarmente
forte del capostipite. |
|
SOCCOL
|
Molto
raro è tipico del bellunese, dovrebbe avere origine da un
soprannome dialettale. |
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SODANI
SODANO |
Sodani è tipicamente romano, Sodano, oltre al nucleo tra
napoletano e salernitano, ha un ceppo anche a Roma, nel barese,
in Calabria e nell'agrigentino, dovrebbero derivare dal nome
medioevale Sodanus,
in alcuni casi potrebbe derivare dal toponimo Sodano (MT),
troviamo tracce di queste cognominizzazioni a Rocca di Neto
(KR), nello stato delle anime del 1645 dove leggiamo: "In
aedibus Thomae Sodani habitant - C. Chr Thomas Sodanus vir - C.
Chr Isabella Pisce uxor - C Isabella Sodano filia ann. 14 -
Lucretia Sodano filia ann. 1...". |
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SODDE
SODDU |
Sodde è tipico di Ilbono nel nuorese, Soddu è molto diffuso in
tutta la Sardegna, potrebbe derivare da soprannomi originati dal
vocabolo sardo soddu
(soldo, moneta)
in alcuni casi potrebbe derivare dal toponimo Soddì (OR).
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
SODDU: soldo
(sardo antico sollu);
deriva dal latino solidus
o tardo latino soldus:
moneta aurea
del peso di grammi 4,55 (1/72 di libbra) introdotta
dall'imperatore Costantino verso il 325 d. C. in sostituzione
dell'aureo, per dare più "solidità" alla moneta. Fu mantenuta
anche in periodo bizantino, ma col nome di
bisante.
Si tratta di un cognome relativamente recente, non l'abbiamo
riscontrato nelle carte antiche. Nella storia contemporanea
citiamo Soddu Pietro (Pietrino -Benetutti 1929), politico sardo:
presidente della Giunta della Regione Autonoma della Sardegna,
diverse volte assessore regionale, parlamentare. Attualmente il
cognome è presente in 186 Comuni italiani, di cui 98 in
Sardegna: Cagliari 89, Sassari 84, Nuoro 68, Sant'Antioco 53,
Lacini 53, Teti 52, Chiaramonti 37, Gonnosfanadiga 37, etc. Nel
continente, a Roma sono 50, a Milano 48, a Torino 26, a Genova
25, etc. Negli USA è presente in 3 Stati: Virginia, Maryland,
Florida, con un nucleo familiare a testa. |
|
SODERI
SODERINI
SODERINO |
Soderi è toscano, di Firenze e di Castellina in Chianti nel
senese, Soderini è invece romano, così come il quasi unico
Soderino, probabilmente dovuto ad un'errata trascrizione del
precedente, la casata dei nobili Soderini è sicuramente
fiorentina, a Firenze se ne trovano tracce fin dal 1268per
questi cognomi si possono ipotizzare due possibili origini, la
prima e la più probabile dal termine francese antico
sodoyer (mercenario,
uomo d'armi) la seconda li
farebbe invece derivare da un'alterazione del nome greco
Soter
(vedi SODERO). Ricordiamo la Beata Giovanna Soderini del 1300 e
Piero Antonio Soderini che fu il primo ed unico Gonfaloniere di
Firenze, eletto nel 1502 con carica a vita. |
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SODERO
|
Sodero è tipicamente pugliese, di Tricase nel leccese in
particolare, dovrebbe derivare da un'alterazione del nome greco
Soter,
che significa Salvatore. |
|
SODI
SODO |
Sodi è ben presente in Toscana, a Firenze, Pontassieve e
Scandicci nel fiorentino, a Grosseto, ad Arezzo e Monte San
Savino nell'aretino, a Pisa, a Piombino nel livornese, ed a
Siena, Sodo ha piccoli ceppi nell'aretino, a Roma, a Napoli, in
Basilicata e nel leccese a Gallipoli, Galatina e Nardò,
dovrebbero derivare dal nome medioevale
Sodus, di
cui abbiamo un esempio d'uso in un
Inventario dei beni ereditati da
Angelucius e Bartolomucia, figli minori del defunto Nutus Maççe
di Chiusi, dell'anno 1301, dove
come teste compare anche un certo Sodus Rustici di Chiusi nel
senese, il nome Sodus
sottintende il termine animus,
e veniva attribuito da genitori che auspicavano per il proprio
figlio una notevole fermezza
d'animo (animus
sodus). |
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SOFFIANTINI
SOFFIENTINI |
Soffiantini è rarissimo, ma anche Soffientini è abbastanza raro,
la loro zona di origine dovrebbe essere l'area che comprende le
province di Milano, Pavia, Lodi e alto piacentino, Ottobello
Soffientini fu Vescovo di Lodi dal 1218 al 1243. |
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SOFFIATI
SOFFIATTI |
Soffiati,
abbastanza raro è specifico del basso veronese, Soffiatti, molto
raro sembrerebbe originario della zona al confine tra le
province di Verona, Mantova e Rovigo ed è probabilmente una
modificazione del primo. |
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SOFFRITTI |
Molto
raro, sembra essere specifico del ferrarese. |
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SOFI
SOFIA
SOFIO
SOFO |
Sofi è tipico del reggino, di Villa San Giovanni e Taurianova,
Sofia è tipico dell'area dello stretto, sia della parte reggina
che di quella messinese, presenta ceppi anche in Basilicata nel
potentino a Senise ed Episcopia, nel napoletano e nel
salernitano, ad Ostuni (BR) e nel barese, a Roma ed a Fara in
Sabina nel rietino, Sofio è specifico di Bagnara Calabra (RC),
Sofo oltre al ceppo genovese ne ha anche uno a Sant`Eufemia
d`Aspromonte nel reggino, tutti questi cognomi dovrebbero
derivare da soprannomi originati dal vocabolo greco
sophia (sapienza,
conoscenza) e
sophos (sapiente),
forse ad indicare questa caratteristica nel capostipite. |
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SOGARI
SOGARO
SOGGIRI |
Sogari ha un ceppo a Carpi nel modenese ed uno a Bari, Sogaro ha
un picccolo ceppo veneto, nel vicentino a Nanto e Vicenza, ed
uno napoletano, Soggiri è praticamente unico, forse del
sudmilanese, dovrebbero derivare dal termine medioevale
sogarius
(produttore di funi di canapa),
abbiamo un esempio di questa cognominizzazione nel Chronicon
estense del 1352: "...Deinde ser Pax, Galacius, Giraldus, Petrus
de Vigarano sotius dicti Giraldi, Jacobus Sogarius de
Montagnana, omnes detrahinati fuerunt per totam civitatem
Ferrarie usque punctam sancti Jacobi ultra Padum, ibique
suspensi fuerunt. post xv dies captus, detraliinatus et
suspeiisus fuit Avancius sotius et amicus dicti Giraldi...". |
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SOGGIA
SOGGIU
SOTGIA
SOTGIU |
Soggia è tipico del sassarese, di Porto Torres, Sassari, Sennori
e Perfugas, Soggiu è tipico anch'esso del sassarese, di Alghero,
Bonnannaro e Santa Maria Coghinas, con un ceppo anche a
Villaspeciosa nel cagliaritano, Sotgia è presente in tutta
l'Isola, ma non una prevalenza al nord, e nel cagliaritano a
Villamassargia, Sotgiu è molto più diffuso in tutta la Sardegna
con una minore concentrazione nella provincia di Oristano,
dovrebbero derivare da soprannomi originati o dal termine
campidanese sotzu
(capoccia dei lavoranti, fattore)
mansione probabilmente svolta dal capostipite, o dal sassarese
sòtzu
(umiliato)
forse in relazione ad un particolare episodio occorso al
capostipite.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
SOGGIA;SOGGIU; SOTGIA; SOTGIU: dei 4 cognomi non conosciamo con
certezza il significato e l'etimologia, che pensiamo abbiano in
comune. S'odzu, s'ògiu, s'òju,
s'òllu, è
l'olio:
oleum.
Oppure: sòtzu
o sòzzu
negli antichi documenti è il
capoccia della servitù, caposquadra:
socius.
(Carta de Logu, cap. 94 - Dessu Terramingiesu, chi hat a dari
juhu suo a Sardu pro Juargiu o pro Sozzu - Del continentale
(abitante della penisola) che darà il suo giogo di buoi a un
sardo, come lavoratore (a giornata) o come socio. Ma
sotsa o
sodza
è anche la
sogliola
(pesce). Sòtzu
in sardo significa inoltre
zitto, quieto ed anche
introverso,
che noi in Campidano chiamiamo sùtzu, sùzzu. Potremmo prendere
in considerazione anche la voce orgiu, orju = orzo, quindi
s'orgiu, ma è ingiustificabile la perdita della "r". Sogia
Comita, ville Sasseri. ** Sasseri.Sassari. Et nos Pugioni
Anthonius et De Lacon Salatinus, cives Sasseri, sindici, actores
et procuratores.Marringoni Arsòcus potestas ac capitanus
civitatis Sasseri. Omnes cives congregatis in civitate Sasseri,
apud ecclesiam Sancte Caterine.presentibus Corda Jacobo,
Magnispesa Francisco, De Mascara Francisco. In die XIII mensis
Januarii MCCCLXXXVIII - 1388; Sogia Joanne, jurato ville Capras,
* Capras .odierno Cabras. Campitani Majoris; Sogia Nicolao,
jurato ville Solarussa, * Solarussa .odierno Solarussa.
Campitani majoris; Sogia Nicolaus, ville Sasseri; Sogia Petro,
burgi de Osilo, * Osilo .odierno Osilo; Sogia Petro, ville
Masudas, * Masudas.odierno Masullas; Masuddas. Partis de
Montibus; Sogia Torbino, jurato ville Masudas; Sogio (de)
Giacomo - ville Terrenove, ** Terranova et Fundi de Montis
(Olbia e Monti). Sempre De Yola Petro et Filio Guantino di
Sassari, notai imperiali( 15 - gennaio - 1388). Habitatoribus
Fundi Montis...XV Januarii 1388; in posse ...; Sogio (de)
Giacomo - ville Terrenove; Sogio (de) Gunardo, ville Silano, *
SILANO....distrutto - Curatorie de Marghine de Gociano. (da non
confondere con l'odierno Silanus); Sogio(de) Anthonius - de
Castri Januensis, ** Castri Januensis Civitas (Castel Genovese -
Castel Sardo). Omnibus habitantibus .in ville de Coginas ... die
undecima januarii .1388, in posse De Valle Anthoni filii ; Sogiu
(de) Anthonio, jurato ville Gurrutta, * Gurrutta.odierno
Borutta(Meylogu). Contrate de Ardar et Meylogu; Sogiu Jacobo,
jurato ville de Billuchara,* Billuchara . distrutto - Contrate
Montis Acuti (Salto di Pattàda); Sogiu(de) Francisco, jurato
ville Tresnuraghes, ** TRESNURAGHES + Castri Serravallis
(Magumadas) - (nisi pastores bestiaminum et...- die nona
Januarii 1388. In posse Salari Arsoco de Bosa ; Sogiu(de)
Gunnario - ville Pira Domestiga. Sogiu (de) Leonardo - ville
Pira Domestiga, * Pira Domestiga.distrutto (Contrate Montis
Acuti); Sotgiu(de) Nicolau, jurato ville Magumadas, * MAGUMADAS
- Magomadas. Contrate Castri Serravallis. Nella storia
ricordiamo: Soggiu Antonio di Ghilarza (1803 - 1878),
arcivescovo di Oristano, dal 1872 al 1878. Sotgia fra' Giorgio,
di Sassari, vescovo della diocesi di Bosa dal 1682 al 1701, anno
in cui merì ed il suo corpo fu ritrovato nel pozzo del palazzo
del conte di San Giorgio, dove abitava abitualmente: non si sa
se la sua morte fosse dovuta a disgrazia o a fatto criminoso.
Infine citiamo Girolamo Sotgiu, politico e storico della
Sardegna. Nacque a La Maddalena nel 1915. compì i sui studi in
Lettere a Roma e all'inizio degli anni trenta entrò a far parte
dei gruppi antifascisti. Dopo l'8 settembre 1943, trovavasi a
Rodi e riuscì a sfuggire alla deportazione nazista, rifugiandosi
in Turchia, dalla quale rientrò solo dopo la Liberazione. Fu
membro e rappresentante del Comitato Centrale del PCI,
segretario regionale della CGIL, membro del Comitato per la
Stesura dello Statuto Regionale Sardo, consigliere regionale, e
senatore della Repubblica. Autore di diversi saggi di politica e
di storia della Sardegna, tra cui: Questione sarda e movimento
operaio; lotte sociali e politiche della Sardegna Contemporanea;
storia della Sardegna sabauda. Nel 1973, creò con prof. Paolo
Spriano ed una nutrita schiera di giovani ricercatori, la
rivista: "Archivio sardo del movimento operaio contadino e
autonomistico".(a far parte della quale - successivamente - fu
invitato anche il "sottoscritto"). Girolamo Sotgiu morì a
Cagliari il 5 marzo del 1996. Attualmente il cognome Soggia è
presente in 86 Comuni italiani, di cui 25 in Sardegna: Porto
Torres 26, Sassari 26, Sennori 26, Valledoria 19, etc. Il
cognome Soggiu è presente in 87 Comuni italiani, di cui 37 in
Sardegna: Alghero 123, Sassari 41, Cagliari 32, etc. Il cognome
Sotgia è presente in 99 Comuni italiani, di cui 49 in Sardegna:
Sassari 95, Dorgali 91, Oschiri 85, etc. Il cognome Sotgiu è
presente in 241 Comuni italiani, di cui 109 in Sardegna: Sassari
250, Alghero 139, Cagliari 119, Porto Torres 80, etc. |
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SOGNI
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Rarissimo, probabilmente lombardo, potrebbe derivare
dall'aferesi di un toponimo come Pisogne (BS). |
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SOGOS
SOGUS |
Entrambi tipicamente sardi, Sogos è del sassarese, mentre Sogus
è dell'iglesiente, dovrebbero derivare dal nome del borgo
medioevale di Sogos che si trovava nel cagliaritano vicino a
Monastir.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
Derivano dai cognomi Desogos e Desogus per perdita aferetica
della particella De. Sogus: attualmente è presente in 16 Comuni
d'Italia, di cui 6 in Sardegna, 2 in Lombardia, 2 in Liguria, 2
in Toscana, 2 in Lazio, 1 in Veneto, 1 in Puglia. Tra i Comuni
Sardi è Gonnosfanadiga ad avere il numero più alto di Sogus con
102, su un totale di 137. È probabile che il cognome Sogus abbia
perso proprio in questo centro abitato, per errore o meglio per
omissione di trascrizione anagrafica il "de" iniziale; dai
diversi nomignoli o soprannomi, poi, ci si accorge che tale
cognome è profondamente radicato tra i suoi abitanti. Sogos:
attualmente è presente in 39 Comuni del territorio nazionale, di
cui 21 in Sardegna. Tutto ci induce a pensare che derivi dalla
trascrizione anagrafica accorciata di De Sogos, ma non sappiamo
né dove, né quando questa sia avvenuta per la prima volta |
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SOINI
SOINO
SOVINI
SOVINO
SUINI
SUINO |
Soini è tipico del Trentino, di Ala, Rovereto e Bronzolo, Soino
e Sovino, praticamente unici, parrebbero del napoletano, Sovini,
quasi unici, sono del nord Italia, Suini, assolutamente
rarissimo, è piemontese, con un ceppo anche nel reggiano, Suino,
estremamente raro, è tipico del torinese, di Torino, Corio ed
Orbassano, tutti questi cognomi dovrebbero derivare dall'aferesi
del nome medioevale Ansovinus
o da sue modificazioni (vedi ANSEVINI), di quest'uso abbiamo un
esempio a Gemona (UD) nel 1575: "...qui hos congressus et
reprehensionibus, et verberibus deturbet, atque ita infrascripti
erunt deputati In platea Civitatis Ser Andreas Helt In via nova
(appellata platea nova) Ser Tho. Passavolans In platea ferrea
Ser Joannes Spica In vicinia divi Rocchi Ser Fabritius de
Abbatibus In vico villae Ser Ambrosius In vico Reverendarum
monialium M.r Antonius Pistor In vico Tuuzze M.r Bernardus
Pallesius In Zuccula M.r Simon Mardar Versus portam asinariam
Zuinus Hactenus in hodierno Consilio.". |
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SOLAMO
SOLLAMI |
Solamo, quasi unico, dovrebbe essere una forma alterata del
cognome Sollami. che è tipicamente siciliano, del nisseno in
particolare, di Caltanissetta e San Cataldo, con un ceppo,
probabilmente secondario, anche a Villarosa nell'ennese ed a
Palermo, e che dovrebbe derivare dall'italianizzazione del nome
ebraico Sholam,
una forma graficamente alterata del nome
Shalom. |
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SOLANI
SOLANO |
Solani, assolutamente rarissimo, è del centro Italia, Solano è
tipico dell'area calabrese, siciliana, di Palmi nel reggino, di
Mileto, Limbadi e Nicotera nel vibonese e di Lungro nel
cosentino, e di Augusta nel siracusano, di Catania e Palagonia
nel catanese, di Messina, di Camporeale nel palermitano e di
Sciacca nell'agrigentino, dovrebbe derivare dal nome medioevale
di origine greca Solanus,
come potrebbe anche derivare da un soprannome basato sul termine
medioevale solanum,
il solanum nigrum, chiamato erba mora, era una pianta usata in
erboristeria, come rimedio cardiotonico, sedativo e narcotico,
il che farebbe pensare che i capostipiti fossero dei terapeuti. |
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SOLARA
SOLARI
SOLARIO
SOLARO
SOLERA
SOLERI
SOLERIO
SOLERO
SOLIERA
SOLIERI |
Solara, assolutamente rarissimo, parrebbe del pavese, Solari ha
un grosso nucleo tra piacentino e genovese, ma è
significativamente presente in tutta la Liguria e nel parmense,
ha un nucleo nel grossetano ed uno più piccolo nell'udinese,
Solario, assolutamente rarissimo, è del tarentino, Solaro ha un
ceppo tra torinese ed astigiano, uno triestino ed uno nel
palermitano, Solera, abbastanza raro, sembrerebbe tipico del
mantovano, Soleri, molto molto raro, ha un ceppo tra cuneese ed
imperiese ed uno tra milanese e varesotto, Solerio, molto raro,
sembra di Casale Monferrato (AL), Solero ha un ceppo tra Torino
e Ceres ed uno a Sappada (BL), Soliera è quasi unico, Solieri
pare specifico di modenese e bolognese, dovrebbero tutti
derivare da nomi di località come Solara (MO), Solaro (GE),
(SP), (PC), (BS), (MI), Solero (AL), Soliera (MO) o da nomi di
località caratterizzate dalla presenza di una notevole
insolazione. Tracce importanti di queste cognominizzazioni le
troviamo a Milano nel 1400 con il pittore Andrea Solari
(1458-1515) e con il fratello Cristoforo, scultore ed
architetto, con Antonio Solario pittore (1382-1455) morto a
Napoli, nell'udinese nel 1725 a Pesariis iniziava l'attività
della fabbrica orologiaia Solari che si specializzò poi nella
produzione di famosi orologi delle torri campanarie.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Solieri è discretamente presente a Modena e provincia. Deriva
dal nome locale Soliera modenese, dal lat.
Solaria.
F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996. |
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SOLAROLI
SOLAROLO |
Solaroli
è tipico di Faenza, Ravenna ed Imola, Solarolo è quasi unico,
dovrebbero derivare dal toponimo Solarolo (RA). Personaggio di
rilievo è stato Paolo Solaroli di Novara nato nel 1796; da sarto
militare; attraverso varie avventure e peripezie in giro per il
mondo, Spagna, Egitto, Birmania, India, Inghilterra, tanto che
sembra abbia ispirato Salgari per il personaggio di Yanez;
tornato in Italia viene nominato da Carlo Alberto colonnello del
genio il 23 aprile 1844 il 21 dicembre viene fatto barone,
partecipa alla campagna del 1848 e viene insignito della
Medaglia d'oro al valor militare e promosso maggior generale cui
viene affidata una brigata. fu aiutante di campo del re Vittorio
Emanuele Il°. |
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SOLATI
SOLATO |
Solati, quasi unico è veneziano, Solato ha un ceppo a Montagnana
nel padovano ed a Legnago nel veronese, potrebbero derivare da
soprannomi originati dal termine dialettale arcaico
solato (colpito
violentemente dal sole), forse
ad indicare il fatto che i capostipiti vivessero all'aperto ed
avessero forse subito dei colpi di sole. |
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SOLAZZI
SOLAZZO
SOLLAZZI
SOLLAZZO |
Solazzi ha un ceppo nella bassa bresciana, un nucleo tra
pesarese ed anconetano ed uno a Roma, Solazzo ha un ceppo a
Bisaccia (AV), uno a Palermo, ma il nucleo principale è in
Puglia dove esistono ceppi a Acquaviva Delle Fonti e Santeramo
In Colle (BA), a San Pietro Vernotico e Francavilla Fontana (BR)
nonchè a Carmiano, Trepuzzi e Arnesano nel leccese, Sollazzi,
molto raro, ha un ceppo toscano, uno nell'aquilano ed uno nel
napoletano, Sollazzo ha un ceppo a napoli, Foggia e Bari, ed in
Calabria a Diamante e Santa Maria del Cedro nel cosentino, e a
Bovalino ed Ardore nel reggino, dovrebbero derivare dal nome
tardo latino Solacius
di cui abbiamo un esempio in un atto dell'anno 494: "...ego
Solacius ad hoc instrumentum interfui ...".
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Solazzi ha due nuclei principali, uno fra l'anconetano e il
pesarese e l'altro nel romano, ma ceppi minori si riscontrano un
po' in tutta l'Italia centro settentrionale, Solazzo, presente
da nord a sud del paese, ha il suo epicentro nelle Puglie, dov'è
maggiormente diffuso nel leccese, nel barese e nel brindisino,
ma presenta ceppi non secondari anche nell'avellinese e nel
palermitano, Sollazzi, più raro dei precedenti, si riscontra a
bassa frequenza in diverse aree della penisola, soprattutto fra
il centro nord e il centro sud, Sollazzo è più tipicamente
meridionale, con ceppi maggiori nel napoletano, nel foggiano,
nel barese, nel cosentino e nel reggino, tutti questi cognomi
derivano dal nome medievale
Solazzo o
Sollazzo,
col significato letterale di
conforto, sollievo o anche
aiuto,
soccorso
(dal latino solacium):
così come i nomi Accorso,
Acquisto, Aiuto, Guadagno, etc,
anche Sollazzo rientra infatti nella categoria dei nomi
gratulatori, nati cioè come espressione di gioia e gratitudine
per l'arrivo di un nuovo membro nella famiglia, portatore sia di
sollievo in senso affettivo che di aiuto in senso materiale (in
vista, cioè, del futuro apporto che darà alla famiglia nel campo
del lavoro). In conclusione, allora, si tratta delle
cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti. |
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SOLBIATI |
Solbiati è specifico dell'area milanese e varesotta, dovrebbe
derivare da toponimi contenenti la radice Solbiate come Solbiate
Arno e l'antica Solbiate Monte nel varesotto, o anche da altri
nomi di località originati dal suffisso cumulativo
-ate che
sta per proprietà di,
e dal nome latino Subrius
di cui abbiamo un esempio nelle
Historiae
di Tacito: "...tribuni Cetrius Severus,
Subrius Dexter,
Pompeius Longinus, si incipiens adhuc et necdum adulta seditio
melioribus consiliis flecteretur. tribunorum Subrium et Cetrium
adorti milites minis, Longinum manibus coercent exarmantque,
quia non ordine ...". |
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SOLDA'
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Soldà è
decisamente veneto con un grosso nucleo nel vicentino, dovrebbe
derivare dalla forma dialettale veneta del termine soldato,
forse ad indicare un passato militare del capostipite. |
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SOLDANI
SOLDANO |
Soldani ha un grosso ceppo toscano, nel livornese, pisano,
senese, fiorentino ed aretino, in Umbria, a Roma ed in Puglia
soprattutto nel barese, Soldano sembrerebbe avere due ceppi, in
Puglia e nell'agrigentino, si individua pure un nucleo nel
torinese, che potrebbe derivare dal toponimo Soldano
nell'imperiese, dovrebbero derivare dal sostantivo medioevale
latino soldanus
(sultano)
di cui si hanno parecchie conferme in vari scritti: "Elapsis
demum aliquot diebus capitulum celebravimus generale, in quo vos
in magistrum elegimus et ductorem, cupientes ut nulla vos mora
debeat in Italia detinere, quia non est tutum, ut militia Templi
absque magistro consistat. Et presertim cum in veritate sciamus,
quod Saladinus Soldanus Babilonie generale promulgavit edictum,
ut omnes milites ab Arbore Sicca usque Mecham et ab Alexandria
usque ad Arabiam Ierosolimam venire festinet, quia Tironensem
regnum suo vult imperio subiugari.". Nel 1150 troviamo a Bologna
un insigne docente di Diritto: Azolinus Porcius anche detto
Azzone Soldanus. |
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SOLDARINI |
Soldarini
è tipico dell'area lombarda che dal novarese arriva al lecchese,
del comasco in particolare, di Cernobbio e Colonno soprattutto,
potrebbe stare ad indicare la provenienza dei capostipiti
dall'antica Pieve comasca di Val Solda. |
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SOLDATI
SOLDATO |
Soldati
dovrebbe essere romagnolo, con influenza anche nel bolognese,
Soldato, molto raro, sembra pugliese, dovrebbero derivare dal
mestiere del soldato o da soprannomi legati a quel vocabolo. |
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SOLDAVINI |
Cognome
tipico del varesotto, di Lonate Pozzolo e Ferno, dovrebbe
derivare da un soprannome originato dall'attività di vignaiolo o
di trafficante di vini. |
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SOLDI
SOLDINI
SOLDO |
Soldi ha un ceppo nella Toscana settentrionale ed uno tra
bresciano e cremonese, Soldini ha un ceppo bergamasco, uno
aretino, uno nel maceratese ed uno a Roma, Soldo è tipico della
Basilicata, soprattutto della zona tra Tricarico nel materano ed
Albano Di Lucania nel potentino, potrebbero tutti derivare da
soprannomi originati dallo stato militare del capostipite o
anche dalla sua statura, è pure possibile una derivazione
dall'aferesi del nome medioevale
Ansoldus
di cui abbiamo un esempio in questo scritto della seconda metà
del 1100: "...Ego Ansoldus. Dei gratis abbas, cum universo
Compendiensi capitulo, ego Petrus de Tornella cum uxore mea
Hadvide et filio Rogone...". |
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SOLE
SOLI |
Sole ha vari ceppi sparsi per l'Italia, in Lombardia, a Genova,
nel sassarese, a Roma, nel napoletano e salernitano ed in
Sicilia nel palermitano e nel siracusano, Soli ha ceppi nel
bergamasco, nel modenese e bolognese, in Umbria, a Roma e nel
tarentino, dovrebbero derivare dal nome
Sole
attribuito anche a figli maschi, ma prevalentemente alle
femmine, già in epoca rinascimentale, tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo nella seconda metà del 1500 a
Padova con Francesco Sole cantore soprano della cappella della
Basilica di Sant'Antonio. |
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SOLFARO
SULFARO |
Solfaro,
apparentemente unico, dovrebbe essere dovuto ad un'errata
trascrizione del cognome Sulfaro, che è tipicamente siciliano di
Messina, e che dovrebbe derivare da un soprannome originato da
un termine dialettale siciliano stante ad indicare che il
capostipite fosse un minatore estrattore di zolfo nelle
solfatare. |
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SOLFAROLI |
Solfaroli, abbastanza raro, ha un ceppo a Narni nel ternano, uno
piccolissimo a Montereale nell'aquilano ed uno a Roma, potrebbe
stare ad indicare la provenienza dei capostipiti dalla località
umbra La Solfarola nel perugino, ma, molto più probabilmente
identifica l'appartenenza dei capostipiti alla corporazione dei
solfaroli,
cioè dei produttori di
fiammiferi. |
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SOLFERINI
SOLFERINO |
Solferini
è assolutamente rarissimo, parrebbe del mantovano, Solferino,
comunque molto raro sembrerebbe del sud Italia, potrebbero
essere di origini israelitiche e derivare dal toponimo Solferino
nel mantovano. |
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SOLFRINI |
Solfrini è tipicamente romagnolo, di Cesena, Forlì e Predappio
nel forlivese e di Cervia nel ravennate, dovrebbe derivare dal
nome della località di San
Pietro in Solfrino, situata
alla confluenza del torrente Borello con il fiume Savio nel
cesenate e dove fin dall'anno 1000 erano presenti miniere per
l'estrazione dello zolfo, che avevano dato origine al toponimo,
probabile zona d'origine dei capostipiti. |
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SOLIA
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Solia è
tipico dell'area che comprende il torinese, l'astigiano,
l'alessandrino, il savonese ed il genovese, dovrebbe derivare da
un'antico nome di località, come quella citata in questo atto
testamentario dell'anno 739 nel savonese: "..una cum alpes, et
quem de Dodone et Godane ad nos pervenit, seu et quod domno
Vualdeberto episcopo et de Riguberga ibidem conquisivimus. et
colonica ubi dicitur Albariosco, quem Marcianus servos noster
habet, quem de Dodone parente meo in ipso pago Ebredunense ad me
pervenit. necnon et colonicas nostras in pago Rigomagense, quem
Baronta libertus noster in benefitium habet, et liberto meo
ipsum Barontane, una apud Solia quem ei dedimus, ut ad te heres
meam ipse Baronta aspicere debeat, volo ac iubeo. item in ipsum
pago Ebredunense, colonicas in Boresio, quem Sauma in benefitio
habet. ..". |
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SOLIBERTO
SOLOPERTA
SOLOPERTO |
Soliberto, molto raro, è caratteristico del brindisino,
Soloperta è unico, Soloperto è tipico di Sava nel tarantino e di
Manduria e Fragagnano, sempre nel tarantino e di Erchie nel
brindisino, dovrebbero derivare, direttamente o attraverso
alterazioni dialettali, dal nome franco
Soliberth,
molto in uso in Spagna nel tardo medioevo. |
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SOLIGNO |
Soligno, estremamente raro, ha qualche presenza nel napoletano e
presenze uniche in Puglia ed in Basilicata, dovrebbe derivare da
un'alterazione dialettale del cognomen latino medioevale
Solemnius,
secondo un'altra ipotesi potrebbe invece essere giunto al
seguito degli angioini e derivare dal nome del paese francese di
Solignac. |
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SOLIGO
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Soligo è
tipico del trevigiano, di Vedelago soprattutto, ma anche di
Asolo, Quinto di Treviso, Trevignano, Treviso, Castelfranco
Veneto, Montebelluna, Giavera del Montello e altre località
della provincia trevisana, derivano dal nome del fiume Soligo o
del paese con lo stesso nome come Soligo, Pieve di Soligo o
Farra di Soligo nel trevigiano. |
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SOLIMANDO
SOLIMANI
SOLIMANO
SOLIMENA
SOLIMENI
SOLIMENO
SOLIMINI |
Solimando, molto raro, ha un ceppo nel foggiano ed uno nel
potentino, Solimani parrebbe del veronese, Solimano è specifico
di Genova, Rapallo e Santa Margherita Ligure, Solimena è
specifico del potentino, di Forenza e Palazzo San Gervasio in
particolare, Solimeni è quasi unico, Solimeno ha un ceppo ad
Orbetello (GR), uno a Foggia ed uno nel napoletano a Torre
Annunziata, Boscotrecase, Boscoreale, Trecase, Napoli ed a
Scafati (SA), Solimini ha un ceppo a Molfetta (BA), tutti questi
cognomi dovrebbero derivare da modificazioni più o meno
dialettali del nome medioevale
Solimanus, versione italica
dell'ebraico Salomone
(uomo di pace). |
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SOLIMBERGO |
Solimbergo, molto raro ha un piccolissimo ceppo a Treviso ed uno
a Padova, dovrebbe derivare dal nome del paese di Solimbergo in
provincia di Pordenone, tra Maniago e San Daniele del Friuli,
probabile area di provenienza del capostipite, il nome del paese
deriva dal tedesco Sonemberg
con il significato di Monte del
sole, castello posto in una
zona in cima ad un colle ed esposto al sole per tutto il giorno. |
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SOLIMEI
SOLIMEO |
Solimei ha un ceppo tra parmense e reggiano ed un ceppo a Roma,
Solimeo ha un ceppo a Pozzuoli nel napoletano ed a Campagna nel
salernitano ed uno a Mesagne nel brindisino, derivano dalla
forma arcaica Solimeus
per Solimanus
o Solimenus.
(vedi Solimando) |
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SOLINAS |
Tipico sardo, forse di origine spagnola, troviamo nel 1500 in
Spagna un famoso musicologo: Francisco de Solinas, potrebbe
derivare da un soprannome originato dall'abitare la famiglia in
prossimità di saline o dall'averle in gestione.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
SOLINAS: solina/s: non sappiamo, con certezza, che cosa
significhi la voce solinas, né da dove tragga l'etimo. Potrebbe
essere il diminutivo della parola
sola (sòba),
che significa suola
(ad esempio, delle scarpe), dal latino
sola.
Solinas è anche cognome spagnolo e quindi potrebbe venire dalla
Spagna: in Sardegna Sassari e Alghero oggi registrano
tantissimi Solinas: Sassari 1034, Alghero 211. La presenza degli
spagnoli "Catalani"ad Alghero soprattutto, giustificherebbe
l'arrivo dei Solinas dalla Spagna. Alghero come "villa" nasce
all'inizio del XII° secolo, ma solo il 16 novembre 1354 gli
spagnoli entrarono nella cittadina al seguito di Pietro
d'Aragona detto il Cerimonioso e solo dopo quella data cominciò
a diventare catalana, anche perché il re di Spagna vi fece
insediare una massiccia colonia di catalani. Il cognome Solinas
figura( abbondantemente) invece nelle carte antiche della lingua
e della storia della Sardegna almeno due secoli prima. C'è da
dire poi che Solinas o Lobinas è il nome di un centro abitato
abbandonato che è registrato nei documenti come "villa", bidda,
appartenente alla Curadorìa di Gerrei, nel regno giudicale di
Càlari. Dopo la cessazione di questo, nel 1258, Solinas andò a
far parte del giudicato di Arborea. Per concessione del Giudice
d'Arborea Mariano II°, nel 1300 Solinas fu ceduto al Comune di
Pisa. A causa della guerra tra il regno catalano aragonese di
Sardegna e il regno d'Arborea andò spopolandosi e verso la fine
del secolo, fu definitivamente abbandonato. I suoi resti si
trovano in agro di Escalaplano(prov. Di CA). Tra i firmatari
della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, troviamo: Solina Petro,
ville de Salvenor, abitato scomparso; attestato per la prima
volta nel Condaghe di San Michele di Salvenor, CSMS, XI°, XIII°
secolo; appartenne alla Curadorìa di Figulina, nel regno
giudicale di Torres; Solina Anthonius, ville Sasseri, **
Sasseri.Sassari. Et nos Pugioni Anthonius et De Lacon Salatinus,
cives Sasseri, sindici, actores et procuratores.Marringoni
Arsòcus potestas ac capitanus civitatis Sasseri. Omnes cives
congregatis in civitate Sasseri, apud ecclesiam Sancte
Caterine.presentibus Corda Jacobo, Magnispesa Francisco, De
Mascara Francisco. In die XIII mensis Januarii MCCCLXXXVIII -
1388; Solina Anthonius, ville Sasseri; Solina Gonnarius, ville
Sasseri; Solina Gunnario, ville Ribechu, * Ribechu.attuale
Rebecu. Curatorie de Costa de Valls; Solina Gunnario, ville
Ribechu; Solina Matheus, ville Sasseri; Solinas (de) Saturnio,
jurato ville Putu Majore, * Putu - Majore.odierno Pozzomaggiore.
Contrate Caputabas; Solinas Andrea, ville Ritiri, *
Bitiri...villaggio distrutto: del Meylogu. Contrate de Ardar et
Meylogu; Solinas Arsoco - de Bosa, ** Bosa: omnibus civibus et
habitatoribus civitatis Bose.nisipastores.congregatis intus
Ecclesiam Beate Marie Virginis .die XV Januarii 1388 ; Solinas
Barisono, jurato ville Rippurui, * Rippurui...villaggio
distrutto(Contrate Partis de Milis); Solinas Francisco - de
Bosa; Solinas Guantino, ville Nuracogoma, * NURACOGOMA.odierna
Noracugume. Curatorie de Marghine de Gociano; Solinas Maniele,
jurato ville Muores ; Solinas Maniele, majore ville Silano, *
SILANO....distrutto - Curatorie de Marghine de Gociano. (da non
confondere con l'odierno Silanus); Solinas Mariano, jurato ville
Muores, * Muores...odierno Mores(Meylogu). Contrate de Ardar et
Meylogu ; Solinas Matheo, majore ville Gurrutta, *
Gurrutta.odierno Borutta(Meylogu). Contrate de Ardar et Meylogu;
Solinas Nicolao, jurato ville Tresnuraghes, *
TRESNURAGHES.odierno. Contrate Castri Serravallis ; Solinas
Nicolao, majore ville Bitiri; Solinas Petro, ville Muores. Nel
Condaghe di San Pietro di Silki, CSPS, XI°, XIII° secolo,
troviamo: Solina Elene(cap.16°)( figlia di Mariane e di Casole
Muscu), parthizione de servis(in una partizione della servitù):
ego Susanna Pinna, priorissa de scu. Petru de Silki et Ogulinu
de sa Rocha, priore de Silki, parthuimus cun donnu Juvanne de
Malvasi apate de Padule, fiios de Muscu Casole ki aviat in
Mariane Solina.etc. ; Solina Gosantine ( 141°, 142°.): testimone
in una compera: comporaili.; Solina Istefane( 47°), presbiteru,
pettitura(richiesta)di moglie per prete Istefane Solinas, servu
intregu de scu. Petru (servo interamente di San Pietro).etc.
Solina Justa(31°), kertu de servis(lite per la spartizione della
servitù); Solina Maria(39°), sposa prete Janne Macle servu de
sca.(Santa) Nastasia.; Solina Mariane(15°) (armentario di
Canache), testis parthizione de servis. Nel Condaghe di San
Nicola di Trullas, CSNT, XI°, XIII° secolo, al capitolo 305,
troviamo Solina Furatu, prete de su Templu, teste: (in una lite
- kertu, per la partizione del territorio: de su saltu de monte
de Fumosa - oggi nel territorio di Bonorva).
Nella storia ricordiamo Solinas Giovanni di Sassari. Nel 1479 fu
inviato, insieme con Giovanni Montero, da Sassari in Spagna,
alla corte di Ferdinando II il Cattolico, per ottenere il
rispetto degli antichi privilegi e la concessione di nuove
franchigie. Alcuni anni dopo il Solinas, insieme al fratello
Lorenzo e a Giacomo Gambella, fu impiccato, per avere osato
chiedere il rispetto delle libertà comunali. Ricordiamo inoltre
Solinas Giovanni Maria di Codrongianus: nel 1737 ebbe il titolo
di marchese di Sedilo. Attualmente il cognome solinas è presente
in 426 Comuni italiani, di cui 149 in Sardegna: Sassari 1034,
Cagliari 216, Alghero 211, Oristano 152, etc. Nella penisola,
Roma ne conta 146, Genova 103, etc. |
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SOLITO
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Abbastanza raro è originario del Salento. |
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SOLLAI
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Specifico
del cagliaritano, potrebbe derivare da un nome di località, il
monte Sollai nel Sulcis. |
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SOLLINI |
Sollini, tipico dell'ascolano, di Fermo, di Monte Urano, di
Porto San Giorgio, di Porto Sant'Elpidio e di Montegranaro, e di
Civitanova Marche, Montecosaro e Montelupone nel maceratese,
dovrebbe trattarsi di una forma alterata del cognome
Soldini
(vedi SOLDI). |
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SOLLEVANTE
SOLLEVANTI |
Sollevante, quasi unico, ha qualche presenza nel reggiano e nel
salernitano, Sollevanti ha un ceppo a Gubbio e Perugia nel
perugino ed uno a Roma, dovrebbero derivare da un soprannome
riferito al mestiere dei capostipiti. |
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SOLMA
SOLMI |
Solma è praticamente unico, Solmi, tipicamente emiliano è
proprio dell'area che comprende il modenese soprattutto con
massima diffusione a Modena, Vignola, Spilamberto, Castelnuovo
Rangone e Formigine, il bolognese a Bologna, ed il ferrarese a
Ferrara, un'ipotesi possibile è che possano derivare da una
forma apocopaica del nome longobardo
Sölmund
latinizzato in Solmundus,
di cui abbiamo un esempio d'uso nella
Historia Orcadensium:
"..Kalius et Sölmundus humaniter eum excipiunt, sua re jam
contenti. Quae gesta erant in famam et certitudinem veri abeunt
vulgärem a Jona aegre admodum lata. Transeunt it a duo
semestria, sequens autem hiems, cum ad sestum Julense
declinaret, Jonas domo, triginta viris stipatus, itineri se
accingit, simulans se avuncu lum Olaum invisurum, quod etiam
facit, laute ibidem exceptus; patefacit hic se orientem versus
in Agdas Sölmundum petiturum Olaus hoc iter dehortatur,..".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Solmi è un cognome tipico di Modena città. Mancano specifiche e
probanti documentazioni antiche. È comunque possibile pensare ad
un nome proprio *Sulmus,
derivante con sincope e apocope, dal personale medievale
Sulimanus,
Sulimannus,
Solimano,
attestato in carte modenesi del 1168, del 1175, del 1176, ecc.
donde anche il cognome Solimei. Il nome Solimano (arabo
Sulaymān
ed ebraico Selōmōh
«Salomone»)
ebbe larga diffusione in tutto il Medioevo. |
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SOLOMBRINA
SOLOMBRINI
SOLOMBRINO |
Solombrina e Solombrini, estremamente rari, sembrerebbero del
napoletano, probabilmente sono dovuti ad errori di trascrizione
del cognome Solombrino, che, decisamente molto più diffuso, ha
un ceppo nel napoletano, a Napoli, Grumo Nevano ed Ercolano, ed
a Sperone nell'avellinese, ed uno nel leccese, a Melpignano,
Maglie, Lecce e Gallipoli, che dovrebbe derivare da un
soprannome o nome basato sul vocabolo spagnolo arcaico, in uso
presso gli ebrei sefarditi,
solombra (ombra),
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Forlì nel 1500
con un Bernardino Solombrini dottore in Legge, citato tra i
Notabili in uno scritto del 1552 ed un Leuchadius Solombrinus in
un atto del 1564 sempre a Forlì. |
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SOMA'
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Somà è
specifico del cuneese, di Villanova Mondovì, Mondovì e
Roccaforte Mondovì, dovrebbe stare ad indicare la provenienza
del capostipite dal paese di Somano a circa una trentina di
chilometri a nordest di Mondovì. |
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SOMACAL
SOMMACAL |
Somacal,
molto molto raro è caratteristico di Mel nel bellunese, Sommacal
ha un ceppo a Belluno, Limana, Trichiana, Sedico e Ponte nelle
Alpi nel bellunese, con un piccolo ceppo anche a Venezia e
Bolzano, l'origine etimologica è oscura, potrebbe derivare da un
nome di località non meglio identificata. |
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SOMARELLI
SOMARI |
Somarelli è quasi unico, Somari sembrerebbe unico, dovrebbero
tutti derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome
medioevale latino Somarius,
ma è pure possibile che derivino da un soprannome originato dal
termine latino somarius
(trasportatore)
da soma
(peso):
"..Habebat sane Rex Otto munera multa Regis Angliæ avunculi sui
Ricardi et 15. millia marcharum, quæ in Somariis ferebant 50.
dextrarii...". |
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SOMARIVA
SOMMARIVA |
Somariva
è praticamente unico, di Sommariva si individuano almeno 3
ceppi, nel genovese, nel sudmilanese e nel trevigiano e
bellunese, derivano da toponimi come Sommariva Perno (CN) ed
altri nomi di località che abbiano la caratteristica di essere
più elevate di altre. |
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SOMARUGA
SOMMARUGA |
Somaruga, estremamente raro, è tipico del varesotto, di Carnago
e di Busto Arsizio, Sommaruga è specifico dell'area del
varesotto e del nordmilanese, dovrebbero derivare da nomi di
località o anche da soprannomi originati dal fatto di abitare le
famiglie in una strada
(ruga)
in posizione elevata
(summa),
a riprova della prima ipotesi troviamo nella Chiesa di San
Sepolcro a Milano, in una registrazione datata 1360, la seguente
scritta: "..illorum de Merate et de Somaruga..", dove
evidentemente la località
Somaruga viene considerata alla
stessa stregua di Merate (LC). Una forma antica di questi
cognomi potrebbe essere stata Samaruga, citato come soprannome,
o come inizio di cognominizzazione, in una
Carta investiture per mercatum nomine
venditionis del 1191 a MIlano:
"...Actum Mediolani. Signa manuum suprascriptorum Ambroxii et
Petri atque Reffutati, qui hanc cartam ut supra fieri
rogaverunt. Signa manuum Anselmi qui dicitur Samaruga et
Grimoldi de Moetia atque Iohannis de Landriano, testium. Ego
Obizo Samaruga notarius sacri pallatii tradidi et subscripsi.
Ego Anselmus qui dicor Samaruga, notarius sacri pallatii,
scripsi et interfui.", questo confermerebbe l'origine di questi
cognomi da nomi di località, nomi sicuramente originati dal
termine celta samara
(tranquilla),
a supporto di questa ipotesi citiamo il nome di toponimi come
l'antica Samarobriua (nelle vicinanze di Amiens in Francia) o la
spagnola Samarugo, ancora esistente in Galizia.Tracce molto
antiche di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio a
Milano nel 1100, quando un Anselmus Somaruga vi esercita la
professione di notaio, a Gallarate nella seconda metà del 1500
troviamo un artigiano di nome Cesare Somaruga. |
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SOMASCHI
SOMASCHINI
SOMASCO |
Somaschi,
molto molto raro, è tipico brianzolo, della zona a nord della
provincia milanese ai confini con quella lecchese, Somaschini,
meno raro, è tipico del milanese e lecchese, Somasco è
praticamente unico ed è dovuto ad un errore di trascrizione,
dovrebbero tutti derivare dal toponimo Somasca (LC) toponimo che
ha dato anche il nome alla Compagnia dei Servi di Somasca
chiamati da allora Padri Somaschi. |
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SOMENZI |
Molto
raro sembra essere originario del cremones. |
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SOMERO
XOMPERO |
Somero è assolutamente rarissimo, Xompero è tipico del
vicentino, di San Pietro Mussolino in particolare, di Chiampo,
di Montecchio Maggiore e di Trissino, potrebbero derivare da
modificazioni dialettali di soprannomi generati da variazioni
del vocabolo cimbro somerousch
(cavallo da soma),
forse ad indicare una particolare forza del capostipite o il
fatto di fare di mestiere il cavallante. |
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SOMIGLI |
Somigli è tipicamente toscano del fiorentino, di Firenze,
Figline Valdarno, Reggello, Pontassieve ed Incisa in Val d'Arno,
dovrebbe derivare dal nome latino
Somilius,
una lapide dell'epoca dell'Imperatore Adriano recita: "Jacet hic
Somilius, Dux Romanorum, cujus aetas fuit longa, sed solum
septem annis vixit". |
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SOMMA
|
Sembra ci
siano almeno tre ceppi, nel milanese, nel napoletano e
salernitano e nel barese, il ceppo milanese dovrebbe derivare
dal toponimo Somma Lombardo (VA), quello napoletano può derivare
da toponimi come: Massa di Somma (NA) o Somma Vesuviana (NA). |
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SOMMACAMPAGNA |
Sommacampagna è un cognome specifico di Verona e del veronese,
con un piccolo ceppo anche ad Este nel padovano ed a Bolzano,
dovrebbe derivare dal nome del paese di Sommacampagna nel
veronese, probabile luogo d'origine del capostipite. |
|
SOMMARIA
SOMMARIO
SUMMARIA |
Sommaria, praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad
un'errata trascrizione del cognome Sommario, che è tipicamente
calabrese del cosentino, di Rossano, Paludi e Longobucco, o del
cognome Summaria, che ha un piccolo ceppo in Puglia a Mola di
Bari, ed uno in Calabria a Cosenza, potrebbero derivare dal nome
medioevale latino Somarius,
ma, molto più probabilmente, dovrebbero derivare da soprannomi
basati sul termine latino
summarium (sommario,
sunto), che in epoca medioevale
prese anche il significato di
registro contabile, forse ad
indicare nei capostipiti degli amministratori o dei fattori, ma
esiste anche l'ipotesi che possano derivare da soprannomi basati
su di un termine grecanico originato dal vocabolo greco σάγμα
sauma (peso, carico
sopportato da animali detti appunto da soma), indicando allora
nei capostipiti dei mulattieri. |
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SOMMAVILLA |
Originario della zona tra la provincia di Trento e quella di
Belluno, deriva da nomi di località omonime, come ad esempio
Sommavilla di Agordo (BL) o Sommavilla di Forno di Canale (TN) o
Sommavilla (VR) che in alcuni casi. sono antecedenti al 1500. |
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SOMMELLA |
Sommella è specifico di Napoli, con buone presenze anche a
Pozzuoli, Quarto, Marano di Napoli e Mugnano di Napoli nel
napoletano, si dovrebbe trattare di un cognome attribuito a dei
trovatelli, caratterizzando la loro corporatura (soma)
molto piccola, è possibile però che possano anche derivare dal
nome di una località di Pozzuoli. |
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SONA
|
Sona è tipicamente veronese, di Verona, Negrar, San Pietro in
Cariano e Sommacampagna, dovrebbe derivare dal nome del paese di
provenienza del capostipite, Sona nel veronese, il cui nome
potrebbe forse derivare dal termine medioevale germanico
sōna,
che significa Giudizio,
tribunale,
ma anche espiazione,
forse a ricordare la presenza in loco di un simile istituto di
Giustizia in epoca antecedente al 1000. |
|
SONCIN
SONCINI
SONCINO
SONZINI
SONZINO |
Cognomi
prevalentemente di origini ebraiche, Soncin ha un ceppo veneto
tra Friuli, veneziano e rovigoto, uno tra milanese e pavese ed
uno piemontese, Soncini è presente in Lombardia, ma soprattutto
in Emilia, nel parmense e nel reggiano in particolare, Soncino e
Sonzino sono assolutamente rarissimi, Sonzini ha un ceppo nel
varesotto a Malnate, Vedano Olona e Porto Valtravaglia e Milano,
prendono il nome da toponimi come Soncino (PV) o Soncino (CR),
nella seconda metà del 1400 giunsero a Soncino, in fuga dalla
Germania, tre tipografi: Yehoshua, Shelomoh e Gershom Nathan che
cambiarono il proprio cognome in Soncino dando origine ad
un'importantissima famiglia di editori e stampatori. |
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SONDA
|
Tipico
della zona che comprende Bassano del Grappa, Romano d'Ezzelino e
Cassola nel vicentino. |
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SONNINI
SONNINO |
Sonnini è
decisamente toscano, sembrerebbe tipico del senese di Sinalunga
in particolare, Sonnino è tipicamente romano, cognomi ebraici
derivanti dal toponimo Sonnino (LT) città da cui si irradiarono
sopratutto a Roma, nel senese e nel napoletano. |
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SONVICO |
Specifico della zona di Cadorago (CO), Sonvico (in dialetto
lombardo Sumvich)
dovrebbe derivare da un nome di località dal latino
summum vicum
e potrebbe riferirsi ad abitanti di luoghi
situati in posizione elevata.
notizie fornite da Andrea
Marzorati |
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SOPPELSA |
Soppelsa è un cognome specifico del bellunese, in particolare di
Cencenighe Agordino, ben presente a Belluno, Agordo,
Cesiomaggiore,Sedico, Feltre,Taibon Agordino e Rocca Pietore,
diffusosi poi in tutto il Veneto, tracce di questo cognome
nell'agordino si trovano almeno dal 1700, dovrebbe derivare da
un soprannome originato dal termine medioevale germanico
spelza
(farro),
forse ad indicare nel capostipite un contadino coltivatore
appunto di quel cereale, ma non si può escludere la possibilità
di una derivazione dal termine dialettale originato dalla
contrazione del termine tedesco
so faulpelz con il significato
di veramente pigro. |
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SOPRACORDEVOLE |
Sopracordevole è tipico di Venezia, dovrebbe stare ad indicare
la provenienza del capostipite dalla località Sopracordevole di
Rocca Pietore nel bellunese. |
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SOPRANA |
Soprana è tipico dell'area veneta occidentale, del veronese, di
San Giovanni Ilarione, Verona e Roncà nel veronese e di
Arzignano nel vicentino, dovrebbe derivare da soprannomi
originati dal fatto che la famiglia abitasse in un zona
soprana,
cioè più elevata,
ma è pure possibile chederivino anche da particolarità
dell'abbigliamento del capostipite, in epoca antica la
soprana
era una sorta di sopraveste
ed il fatto di portarla abitudinariamente avrebbe potuto dar
luogo al soprannome. |
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SOPRANI |
Soprani, tipicamente emiliano, ha un ceppo a Ravenna, uno a
Piacenza e Forlì ed un ceppo nel reggiano a Reggio Emilia,
Fabbrico e Reggiolo, potrebbe derivare da toponimi, come ad
esempio Ottone Soprano nel piacentino o anche semplicemente dal
fatto che la famiglia abitava in località più elevate e che
potevano essere individuati quindi come i
soprani,
cioè quelli che abitavano più in
alto. |
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SOPRANO |
Soprano ha un ceppo laziale a Roma, Velletri e Frascati nel
romano ed ad Itri nel latinense, uno a Napoli ed a Grumo Nevano
nel napoletano ed a Morcone nel beneventano, ha poi ceppi in
Puglia, uno a Lucera nel foggiano ed uno a Taranto, dovrebbe
derivare da soprannomi originati dal termine
soprano (superiore,
che sta sopra), stanti ad
indicare probabilmente una posizione sociale di rispetto
occupata dal capostipite, o anche semplicemente quella di
capoccia di manovalanze. |
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SORA
|
Ha
un nucleo lombardo, soprattutto bresciano, che potrebbe derivare
dal toponimo Sora (LC) o Sora (CO), o più probabilmente da una
delle tante località divise in de sora (di
sopra) o
de sota (di
sotto), caratteristica comune a
molti paesi lombardi, il nucleo laziale e quello del napoletano,
potrebbero derivare dal toponimo Sora (FR). |
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SORACCA
SORACCHI
SORACCO |
Soracca, ormai quasi scomparso, sembrerebbe essere rimasto solo
nel piacentino, Soracchi, molto molto raro, sembrerebbe
dell'area genovese e dell'appennino parmense, Soracco, anch'esso
molto raro, sembrerebbe tipicamente ligure, di Genova, Cicagna,
Chiavari e San Colombano Certenoli nel genovese, la cosa più
probabile è che derivino da italianizzazioni del nome arabo
Sorak
(Scirocco),
ma potrebbero anche derivare da soprannomi originati dal
vocabolo provenzale saurra
(pronuncia sorra), che significa
sabbia,
forse ad indicare una provenienza del capostipite da una zona
sabbiosa, non si può escludere una derivazione dal nome del
toponimo greco di Soracus in Laconia, molto meno probabile una
connessione con il termine latino, usato ad esempio da Plauto,
soracus
(baule
o cofano
per riporre abiti, normalmente di scena), troviamo tracce di
queste cognominizzazioni a Coreglia Ligure nel genovese almeno
dal 1700 con un Johannes Batta Soracchus. |
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SORACE
SORACI
SURACE
SURACI |
Sorace ha un ceppo principale nel reggino, ma è presente in modo
significativo anche nel catanese e nel tarentino, Soraci è
tipico del messinese, con presenze significative anche nel
reggino, Surace è tipicamente calabrese, del cosentino e del
reggino soprattutto, con presenze anche nel vicino messinese,
Suraci è più tipico dell'area dello stretto del reggino ed in
forma ridotta del messinese, tutti questi cognomi potrebbero
derivare dal nome e cognome arabo
Soraq o
Sorak
(Scirocco),
ricordiamo con questo nome
Mehemet Soraq governatore
dell'Egitto che, con 56 galee, era al comando di una delle ali
della flotta turca nella battaglia di Lepanto, ma è pure
possibile una derivazione da soprannomi originati dal vocabolo
arabo sorraq
(ladroni),
ipotesi formulata dal Caracausi.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Sorace è cognome diffuso, oltre che in Calabria, anche in
Sicilia (un Soraki è attestato a PA nel 1177) e nel Salento. La
desinenza -aci
indica un'origine greca (àkis)
e dà al cognome un significato patronimico. Si vedano ad es.
Antonaci (figlio di Antonio), Gregoraci (f. di Gregorio) ecc.
Quindi probabilmente Sorace
= (figlio di Soro/Suro). |
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SORAGNA |
Soragna, tipico dell'area parmigiano, reggiano, mantovana,
dovrebbe derivare dal nome latino
Sorania,
ma è pure possibile una derivazione dal toponimo Soragna (PR). |
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SORANA
SORANI
SORANO |
Sorana è marchigiano, dell'anconetano, Sorani ha un ceppo a
Firenze ed uno a Roma, Sorano ha un ceppo a Napoli ed a Pozzuoli
nel napoletano, uno a Manfredonia nel foggiano, ed uno a
Siracusa ed a Palermo, dovrebbero derivare, direttamente o
attraverso un'alterazione dialettale, dal nome latino
Soranus,
di cui abbiamo menzione nel libro
Marcelli de medicamentis liber
di Marcellus Empiricus: "...Ad lichenem
sive mentagram, quod vitium neglectum solet per totam faciem et
per totum corpus serpere ed plures homines inquinare; nam
Soranus medicus quondam ducentis hominibus hoc morbo
laborantibus curandis in Aquitania se locavit. ..", nome
riportato anche negli Annales di Tacito e negli scritti di
Plinio, una derivazione dal toponimo toscano di Sorana non
sembra probabile. |
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SORANZO |
Ha un
nucleo nel padovano ed uno a Monfalcone (GO), dovrebbe derivare
da modificazioni del nome tardo latino Superantius di questa
cognominizzazione abbiamo tracce fin dalla prima metà del 500
con un Carolus Superantius nominato nella serie cronologica dei
tribuni di Rivoalto a Venezia nel 549, abbiamo poi un insigne
esempio nel 1400 con il filosofo e teologo veneziano "Soranzo
vel ut nonulli Superantius ... Nicolaus Superantius Patritius
Venetus, excellentissimus Philosophus, Theologusque famosus.
Plurimas Cathedras Theologicas in Religione ornavit, ac munus
Prioris, et suae Venetae Provinciae Moderatoris non sine laude
peregit.". Personaggio di rilievo è stato il Doge veneziano
Giovanni Soranzo (1312-1328). |
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SORBA
SORBI
SORBO |
Sorba è specifico dell'astigiano, Sorbi è tipicamente toscano
soprattutto di Lucca, Firenze e Arezzo, Sorbo è tipico del
casertano, in particolare di Casapulla, Cellole, Marcianise e
San Prisco con un ceppo anche a Cerignola nel foggiano,
dovrebbero derivare da nomi di località come Sorbo Serpico (AV)
od altre originate dal vocabolo latino
sorbum (frutto)
ad indicare una zona particolarmente produttiva o dove si
trovavano molte piante di sorbo (albero da frutto), ma è pure
possibile una derivazione da soprannomi legati al termine
sorba
(pompa aspirante per pozzi)
ed in Piemonte dal fiume Sorba. |
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SORBELLO |
Sorbello è decisamente siciliano, molto diffuso nel catanese, a
Giarre, Catania, Aci Catena, Acireale, Santa Venerina, Riposto,
Mascali, Zafferana Etrnea, Milo, Aci Sant'Antonio, San Gregorio
di Catania, Aci Castello, Paternò, Trecastagni, Viagrande,
Misterbianco, San Giovanni la Punta e Fiumefreddo di Sicilia,
nel siracusano a Carlentini ed Augusta ed a Messina, dovrebbe
derivare da una forma superlativa dialettale arcaica, come forma
contratta del termine
sovrabbello (bellissimo),
come nome attribuito ad un figlio molto atteso (vedi anche
SORBILLO). |
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SORBILLI
SORBILLO
SORBINI
SORBINO
SORVINO |
Sorbilli ha un piccolo ceppo nel napoletano ed uno nella zona al
confinetra le province di Vibo Valentia e Reggio in Calabria,
Sorbillo è quasi unico, Sorbini ha un ceppo nel pesarese e in
Umbria, Sorbino, abbastanza raro è specifico del napoletano,
così come Sorvino che è però estremamente raro.
integrazioni fornite da
Fabio Paolucci
Sorvino, tipico napoletano, è una evidente variante del cognome
Sorbino, ben più diffuso nell'area partenopea, ottenuto per
effetto del fenomeno del betacismo. Sorbino e Sorvino derivano
dalla cognominizzazione del termine latino "sorbum",
cioè "albero, frutto", che si trova in Plinio anche nella forma
derivata "sorvum". Il vocabolo fu assunto come nome di persona
nella forma diminutiva "Sorbinus
o Sorvinus",
attribuito all'infante perchè somigliante ad un "piccolo
frutto". Solo a titolo di curiosità, dal termine latino sorbum è
derivato il verbo "sorbire", proprio in relazione al fatto che
quando un frutto è troppo maturo e diventa molle, risulta
sgradevole subirne tutto il succo. |
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SORCINELLI |
Tipico
marchigiano, della zona di Fano (PU), dovrebbe derivare da un
soprannome dialettale legato al vocabolo sorcio, topo. |
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SORDI
SORDO
SORDON
SURDI
SURDO |
Sordi ha
ceppi in Lombardia, nel trevisano, in Toscana e nell'area delle
province di Roma e Frosinone, Sordo ha ceppi in Piemone, nel
Veneto occidentale e nel Trentino, Sordon sembra specifico di
Vazzola (TV), Surdi, molto raro, ha un ceppo nel casertano ed
uno nel palermitano, Surdo ha un nucleo trapanese ed uno in
Puglia, dovrebbero tutti derivare da soprannomi originati da un
difetto fisico del capostipite, ma è pure possibile una
connessione con caratteristiche comportamentali. Tracce di
queste cognominizzazioni le troviamo in Valtellina in un
registro del 1502: "...Ecce quaternus omnium datorum et
receptorum factus in caniparia Gotardini de Surdo caniparii
taberne maioris...". |
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SOREGAROLI |
Tipico
della zona di confine tra cremonese e bresciano è molto raro,
potrebbe derivare dall'antico toponimo Sorega (l'attuale Soraga)
in Val di Fassa, o anche da nomi di località simili ora
scomparsi, secondo alcuni deriverebbe da soprannomi dialettali
originati dal mestiere di boscaiolo o di falegname. |
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SORESI
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Molto
raro, ha un ceppo nel sudmilanese e alto piacentino, ma potrebbe
essere presente anche un ceppo nel palermitano. |
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SORESINA
SORESINI |
Soresina
è rarissimo, specificatamente lombardo, Soresini è altrettanto
raro, ma sembra specifico del sudmilanese e cremonese,
dovrebbero derivare dal toponimo Soresina (CR). |
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SORGA
SORGO
SORGON |
Sorga è
quasi unico e sembrerebbe goriziano, Sorgo, molto raro,
sembrerebbe specifico di Trieste e del goriziano, Sorgon
rarissimo è tipico della zona di confine tra la provincia di
Venezia e quella di Udine, potrebbero tutti derivare da un
toponimo scomparso, che riproponga il tema di Sorgà (VR). |
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SORGATO |
Sorgato è un tipico cognome veneto specifico del vicentino,
veneziano e soprattutto padovano, con massima concentrazione a
Padova, Sant'Angelo di Piove di Sacco, Saonara, Rubano,
Selvazzano Dentro, Legnaro e Noventa padovana nel padovano, a
Vigonovo e Venezia nel veneziano ed a Valli del Pasubio,
Torrebelvicino e Vicenza nel vicentino, potrebbe derivare da un
soprannome originato dal vocabolo veneto
sorgàto o
sorghèto
(sagginella,
una pianta che viene data da mangiare agli animali da stalla),
forse ad identificare i capostipiti come degli addetti alle
stalle ed al governo dei buoi utilizzati per i lavori sui campi,
ma è pure possibile che in qualche caso derivi da una forma
etnica del paese di Sorgà nel veronese. |
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SORGIOVANNI |
Sorgiovanni è tipicamente calabrese del reggino, di Placanica,
Caulonia e Roccella Ionica.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questo cognome va ricercata nell'unione fra il
termine sor
(contrazione popolare di signor)
e il nome medioevale Giovanni,
ad indicare che il capostipite era un certo signor Giovanni
(vedi Dongiovanni). In conclusione, dunque, si tratta della
cognominizzazione del nome personale del capostipite. |
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SORICE
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Molto
raro, dovrebbe essere originario del napoletano, beneventano ed
avellinese, con un possibile ceppo secondario nel barese, c'è
un'ipotesi che lo fa derivare dall'aferesi del toponimo Casoria
(NA), ma più probabilmente deriva da un soprannome dialettale
legato al vocabolo sorice (topo). |
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SORIENTE |
Molto
raro è tipico del sorrentino, deriva dalla forma dialettale per
Sorrento. |
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SORIGHE |
Sorighe, molto molto raro, è specifico di Orgosolo nel nuorese,
dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine sardo
logudorese sorighe
(sorcio, topo),
a sua volta derivato dal latino
sorex con il medesimo
significato. |
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SORINI
SORINO
SORRINI
SORRINO |
Sorini ha un ceppo tra bergamasco e milanese, uno trietino, ed
uno toscano concentrato soprattutto nell'aretino, Sorino ha un
ceppo romano, presenze abruzzesi e nel napoletano, ma il nucleo
più consistente è sicuramente in Puglia, nel barese, a
Rutigliano, Monopoli, Noicattaro, Bari e Mola di Bari, A
Castellaneta nel tarentino, a Leverano nel leccese ed a Foggia,
Sorrini, estremamente raro, ha presenze nel teramano e nel
Lazio, Sorrino, apparentemente unico, è del casertano,
dovrebbero derivare dal cognomen latino
Sorinus,
una forma ipocoristica aferetica del cognomen latino Censor. |
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SORISI
SORISIO |
Sorisi è specifico del palermitano, di Borgetto e Corleone,
Sorisio, abbastanza raro, è tipicamente piemontese, con un
piccolo ceppo a Torino , uno a Villadeati nell'alessandrino e ad
Asti, potrebbero derivare dal nome medioevale
Sorisius,
particolarmente diffuso nella penisola iberica: "..Germanus
Sorisius Kortmanus, Magallanus nepos illius celeberrimi
Magallani, qui nomen dedit freto australi Portugalensis
natione..", nome probabilmente giunto in Italia con gli spagnoli
indipendentemente in Sicilia ed in Piemonte. |
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SORMANI |
Sormani è
specifico del milanese e del comasco, deriva dal toponimo
Sormano (CO), dal feudo longobardo di Sormano (Suburbanum)
presero il nome i Sormani conti milanesi, altre tracce di questo
cognome le troviamo ad esempio a Tresivio (SO) nel 1500 con il
dominus Giovanni Antonio Sormani e a MIlano, sempre nel 1500 con
Battista Sormani abate del collegio dei notai di Milano. |
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SORO
SORU |
Tipici sardi, Soro è diffuso in tutta l'isola mentre Soru è più
tipico del centrosud della Sardegna, dovrebbero essere di
origini spagnole i ceppi settentrionali, mentre è pure possibile
una derivazione dal toponimo Villasor (CA) per gli altri ceppi.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
SORO: nei dialetti centrali significa
siero
(vedi Soru): la parte del latte che residua dopo la
caseificazione; generalmente si da in pasto ai maiali per
l'ingrasso) e deriva dal latino
serum. Si tratta di un cognome
molto antico, presente tra i firmatari della Pace di Eleonora
del 1388 : Soro Arsocho, ville Sarule; Soro Benedicto, jurato
ville Illorai (villaggio attuale. Un tempo appartenente alla
Curatoria di Anella); Soro Gonario, ville Sarule; Soro Polido -
de Bosa. Attualmente è presente in 244 Comuni del territorio
nazionale, di cui 99 in Sardegna. In Toscana lo troviamo negli
elenchi anagrafici di 14 Comuni (Pisa 11); in Piemonte 24 (Novi
Ligure 42); in Lombardia 21(Milano 30); in Liguria 10(Genova
47); in Lazio 14(Roma 94); in Emilia Romagna 12 (Modena 9). Dei
99/377 Comuni sardi è Sassari con 277 ad avere il numero più
alto di Soro(totale 1530, * 2007); seguono: Cagliari 108, Sestu
100, Olbia 74, Nuoro 71, Ollolai 50, Porto Torres 45, Siniscola
37, Bonnanaro 36, Olzai 34, Ottana 33, Buddusò 33, Ozieri 30,
Quartu S. E. 29, Alghero 28, Galtellì 24, Orgosolo 23, Capoterra
15. In Usa è presente in 13 Stati: New York con 15 nuclei
familiari, Florida ne Illinois con 3, gli altri con 1 o 2.
SORU: per significato ed etimologia vedi Soro. Il cognome è
presente negli antichi documenti della lingua sarda. Nel
Condaghe di Santa Maria di Bonarcado *CSMB XI°, XII° sec., sono
citati: Soru Maria ( 203)in una donazione - donait Aketore Saba
et ipsos fratres sa parzone ipsoro de s'ortu k'aviant cun
Goantine de Porta e cun Maria Soru a ladus de s'ortu de sa
castanja et daue s'atera parte a s'ortu de Furadu Ladu e dessos
fratres, k'avia comporadu;.( donò Aketore Saba e i suoi fratelli
la porzione loro dell'orto, che avevano con Goantine (de) Porta
e con Maria Soru, metà dell'orto del "Castagno" e dall'altra
parte, l'orto di Furadu Ladu, e dei fratelli, che aveva
comprato.segue.); Soru Arzoccu donnu = nobile, signore(178),
teste in una disputa (kertidu), mossa dal priore (Nicolau de
Bonarcado) per il possesso della servitù. Rispetto a Soro è più
diffuso nella parte centro meridionale dell'isola, in 65 Comuni
dei 126 del territorio nazionale. Nella penisola è presente in:
6 Comuni del Lazio( Roma 33), 4 della Liguria(Genova 11), 20
della Lombardia (Varese 9), 8 del Piemonte (Volpiano - TO 3), 4
dell'E. Romagna( Maranello 5), 5 della Toscana (Livorno 3), etc.
In USA lo troviamo, con un solo nucleo familiare, nello Stato di
New York. In Sardegna (totale 833 - * 2007) ha il primato Ovodda
con 97, seguono: Terralba 71, Cagliari 59, Domusnovas 55,
Quasila 47, Gavoi 40, Santu Lussurgiu 38, Nuoro 33, Ottana 24,
Oristano 23, Olbia 21, Quartu S. E. 21, Pula 20, Carbonia 19,
Sassari 6, etc. |
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SOROSINA |
Sorosina
sembrerebbe specifico del bergamasco e di Tavernola Bergamasca
in particolare, dovrebbe derivare dal toponimo cremonese
Soresina, così chiamato nella sua forma arcaica, come possiamo
leggere in questo scritto dell'anno 1512: ".. alli 24 novembre
et successivamente vennero fanti spagnoli del Cremonese et
Bressano nel Territorio Bergamasco, cioè a Martinengo, Romano,
Cologno, Urgnano, Spirano, Lurano, Arcene, Sbelano, Verdello,
Valle di Trescore, Scanzo, Alzano, Val Bren, et in tutta l'Isola
et in altri luoghi et valli, dove si fermorno a spese de
cittadini et contedini, dicendo di voler andar a Milano per
mettere in stato et nel ducatto Massimiliano Sforza, qual
s'attrovava in Sorosina et mentre si depredassero le montagne et
il piano di Bergamo, aggravandosi di spese eccessive et
intolerabili, et s'attrovasse appresso il Re di Spagna in
Soncino Vicenzo Guidotti Secretario Venetiano,..". |
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SORRENTI
SORRENTINI
SORRENTINO
SORRENTO |
Sorrenti è presente a macchia di Leopardo nel centro sud, nel
messinese e reggino in particolare, Sorrentini è tipicamente
campano di Napoli e di Mirabella Eclano nell'avellinese,
Sorrentino, abbastanza comune, è presente in tutt'Italia,
Sorrento sembra esclusivo del Salento, dovrebbero derivare da
toponimi come Sorrento nel napoletano, Sorrenti nel cosentino e
nel teramano o Sorrentini messinese.
integrazioni e stemma
forniti da Marco Sorrentino - Salerno
Lo stemma è stato creato agli inizi del 900 da un ramo borghese
dei Sorrentino, per tale motivo va precisato che non trova alcun
riscontro araldico. La simbologia dello stemma bipartito in
fasce rimanderebbe al commercio dei fiori, attività che assicurò
a questo ramo una certa sicurezza economica. |
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SORRISI
SORRISO |
Sorrisi, molto molto raro, è specifico di Palermo, Sorriso ha un
ceppo nel napoletano, a Cardito, Torre del Greco ed Ercolano, ed
uno in Sicilia a Licata nell'agrigentino, dovrebbero derivare
dal nome rinascimentale italiano
Sorriso,
ma una seconda ipotesi propone una derivazione da un soprannome
grecanico originato dal termine σωρροσύνη sorrosyne (prudenza
senno), ma in alcuni casi
potrebbe trattarsi di cognomi attribuiti a dei trovatelli. |
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SORTINO |
Sortino è tipicamente siciliano, molto diffuso soprattutto nella
zona meridionale dell'isola, nel ragusano, siracusano e
catanese, ma ben presente anche nell'agrigentino e nel
palermitano, dovrebbe derivare dal nome della città di Sortino
nel siracusano, toponimo che potrebbe essere di origini arabe e
derivare indirettamente dal termine arabo
shurtih (guardia,
sentinella). |
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SOSIO
|
Tipico della Valtellina, dovrebbe derivare dal cognomen latino
Sosius, di cui si hanno tracce ad esempio nelle Historiae di
Tacito: "...Mox civili inter nos bello, postquam in dicionem
Marci. Antonii provinciae cesserant, rex Parthorum Pacorus
Iudaea potitus interfectusque a Publio Ventidio, et Parthi trans
Euphraten redacti: Iudaeos Gaius Sosius subegit. ...". Troviamo
i Sosio a Bormio nel 1700 con un certo Antonio Sosio
commerciante di vini.
integrazioni fornite da
Giacomo Ganza / Villa di Tirano (Sondrio)
cognome originario del comune di Valdidentro (SO) e Semogo (SO),
ma poi diffusosi anche a Bormio, in altre parti della
Valtellina, ed anche fuori dalla valle. Sosio deriverebbe dal
toponimo Susch in Engadina di cui sarebbe l'italianizzazione.I
Sosio partivano dal Bormiese per lavorare come calzolai. |
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SOSSAI
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Sossai è
specifico del trevigiano, di Santa Lucia di Piave, Susegana,
Conegliano e Mareno di Piave, e di Sedico nel bellunese, con un
ceppo secondario anche a Latina, probabile esito
dell'emigrazione veneta in occasione della bonifica pontina,
dovrebbe derivare dal nome di Sossai, una frazione di Belluno. |
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SOTERA
SOTERI
SOTERO
SUTERA |
Sotera, assolutamente rarissimo, è tipicamente siciliano del
catanese e dell'ennese, Soteri è quasi unico, Sotero, molto
molto raro, ha un piccolo ceppo nel cosentino ed uno nel barese,
Sutera è molto più diffuso in tutta la Sicilia, nel palermitano
e nell'agrigentino in particolar modo.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Sull'origine di questo cognome confluiscono perlomeno due
ipotesi, che, sommate l'una all'altra, ne giustificano l'alta
diffusione nel territorio siciliano. Da una parte, innanzitutto,
è piuttosto probabile una connessione col toponimo Sutera, in
provincia di Caltanissetta (dovrebbe trattarsi di un toponimo
prediale). D'altra parte, invece, va detto che in molti casi
questo cognome deriva direttamente dal nome medievale
Sutera
(con una variante in Sotera),
l'italianizzazione cioè del personale greco
Soter,
che significa letteralmente
salvatore (com'è chiaro, si
tratta dell'equivalente del nome italiano Salvatore): in questo
contesto, comunque, è importante notare che i primi cristiani
utilizzarono i nomi Soter
e Salvatore
come traduzione del nome Gesù (per una spiegazione più
approfondita sull'origine di questo nome, vedi il cognome Di
Gesù). Per quanto riguarda il cognome Sutera, dunque, si tratta
della cognominizzazione o dei nomi personali dei capostipiti o
di soprannomi ad essi attribuiti (in relazione al toponimo
siciliano Sutera). |
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SOTIRA
SOTIRI
SOTIRO |
Sotira è specifico del reggino, di Stignano e Roccella Ionica e
di Crotone, Sotiri e Sotiro sono praticamente unici, e
parrebbero pugliesi.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
D'origine grika o, in alternativa, greco-albanese, i cognomi
Sotira e Sotiro nascono da un'italianizzazione del nome greco
Sotirios,
forma neo-greca del classico
Soter (l'italiano
Salvatore).
Anche in Albania, a dire il vero, va notato che
Sotir è
un nome di uso comune - si tratta chiaramente di un prestito del
greco Sotirios
- e, in questo senso, non è escluso che le famiglie Sotira e
Sotiro siano proprio d'origine albanese piuttosto che
greco-albanese (per entrambe le ipotesi, vedi Sotera). In
conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi
personali dei capostipiti. |
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SOTTANA
SOTTIANI
SOTTANO |
Sottana è tipicamente veneto, del veneziano e del trevisano,
Sottani è decisamente toscano, specifico del fiorentino ed
aretino, con un piccolo ceppo anche nel grossetano, Sottano,
quasi unico, parrebbe dell'area ligure, piemontese, questi
cognomi dovrebbero derivare da nomi di località contenenti il
termine Sottan-,
come Piano Sottano nel savonese, Piatta Sottana nel cuneese o
altri simili, o più semplicemente potrebbero derivare dal fatto
che le famiglie abitassero in una zona più bassa del terreno
circostante, in un avvallamento, i termini
sottano,
sottana,
infatti sono l'equivalente dell'espressione
di sotto,
che sta sotto. |
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SOTTILE
SOTTILI
SOTTILINI |
Sottile è tipico siciliano, ma con un ceppo non secondario nel
Friuli ceppo di cui si hanno tracce già nel XV° secolo in una
lettera di denuncia conservata nell'Archivio Capitolare di
Morsano (PN) con la quale un certo Giovanni Sottile chiede un
risarcimento per i danni sopportati a seguito dell'invasione
turca, Sottili ha un ceppo a Suzzara nel mantovano ed a Motta
Baluffi nel cremonese, ed uno nel fiorentino, a Firenze,
Reggello, Figline Valdarno, Rignano sull'Arno, Bagno a Ripoli e
Fiesole, Sottilini, estremamente raro, è del teatino, in
particolare di Atessa, dovrebbero derivare, direttamente o
tramite ipocoristici, dal nome latino medioevale
Subtilis,
con il significato di
intelligente, acuto, dell'uso
di questo nome abbiamo un esempio nel bresciano nel 1311 in un
testamento: "In Christi nomine. Anno Domini millesimo
trecentessimo undecimo, indictione nona, die XXIIIIa aprilis in
Rippa in domo habitacionis infrascripte testatricis, in
presentia Bertandi domine Benaxute, Benini filii ser Nasimbeni
Lodrani, Bonaventure condam Subtilis, Pelegrini condam Petri
Bellamate, Petri filii ser Delaidi dicti Melioli notarii omnium
suprascriptorum de Rippa, et Floriani filii ser Muçe de Gargnano
Brixiensis diocessis et Tomei filii ser Zeneti de Calvola
plebatus Tenni, testium ad hoc vocatorum et rogatorum et
alliorum....".
notizie ulteriori fornite
dal barone Ugo Antonio Bella
Questa famiglia è una diramazione della famiglia d'Este e
godette nobiltà in Messina nel secolo XV°. Nel 1405 un Nicolò,
dottore in legge, acquistò la tonnara di S. Nicolò e il 1
settembre 1433 l'investitura del feudo Alfano.
Blasone: di rosso, a tre frecce d'argento, appuntate verso il
capo, una in palo, e due in decusse. |
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SOTTOCORNO |
Sottocorno è tipico della zona del milanese ai confini con la
bergamasca, di Pozzo d'Adda, Carnate e Pessano con Bornago,
dovrebbe derivare dal nome di una delle località Sotto Corna (ai
piedi della collina) presenti nel bergamasco, come a titolo di
esempio ad Albino o a San Pellegrino Terme. |
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SOTTOSANTI |
Sottosanti è una famiglia baronale tipicamente siciliana, di
Ramacca e Catania nel catanese, di Santo Stefano di Camastra e
Messina nel messinese, di Palermo, di Gagliano Castelferrato
nell'ennese e di Mazzarino nel nisseno, dovrebbe derivare da un
nome di località originato dal fatto di essere situate in basso
rispetto alle zone circostanti. |
|
SOTTERI
SOTTERO |
Sotteri è
quasi unico, Sottero è tipicamente piemontese, del torinese e
del cuneese di Guarene e di Alba, dovrebbe derivare
direttamente, o tramite alterazioni dialettali, dal nome della
località Sotteri nel comune cuneese di Guarene. |
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SOTTURA |
Specifico
della bassa bresciana è molto raro, dovrebbe derivare da un nome
di località originato dal fatto di essere in basso rispetto alle
zone circostanti. |
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SOVERETO |
Sovereto,
assolutamente rarissimo, ha un piccolo ceppo nel napoletano ed
uno nel barese, dovrebbero derivare dai vari toponimi Sovereto
presenti nel barese o nel potentino. |
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SOVIER
SOVIERA
SOVIERI
SOVIERO |
Sovier e Soviera, praticamente unici, sono del napoletano,
Sovieri, assolutamente rarissimo, è della zona tra aretino e
perugino, Soviero è specifico del napoletano, di Striano e
Visciano in particolare, e di San Giuseppe Vesuviano, potrebbero
derivare da un'italianizzazione del cognome francese
Souvier,
o anche dal nome medioevale
Soverius, una variante del più
comune Saverius. |
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SOZIO
SOZZI
SUZZI |
Sozio è presente a macchia di leopardo nel centrosud
peninsulare, nel viterbese e romano, nel teatino ed iserniese,
nel casertano, napoletano ed avellinese, e nel barese, Sozzi è
tipico della fascia centrale del centro e nord Italia, ha un
nucleo in Lombardia che potrebbe derivare dall'aferesi del
toponimo Besozzo (VA), ma sembrerebbero essercene anche in
Emilia ed in Toscana, Suzzi è tipico dell'area emiliano
romagnola, nel bolognese, ravennate, forlivese e riminese e nel
pesarese.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Sozzi, Sozio, Suzzi: è diffuso dal Lazio fino alla Puglia.
Dialettizzazione della voce latina 'socius'
= socio, amico, compagno.
(ant. italiano sozio). |
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SPACCA
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Spacca ha un ceppo a Fabriano nell'anconetano, uno a Francavilla
al Mare nel teatino ed a Pianella nel pescarese ed uno a Roma ed
a Borgorose nel reatino, potrebbe derivare da un soprannome
originato dal termine spaccare
(dividere, rompere),
come forma apocopaica di soprannomi di mestieri come Spaccalegna
o simili. |
|
SPACCALEGNA |
Spaccalegna, quasi unico, sembrerebbe del potentino, dovrebbe
derivare da un soprannome originato dal mestiere del
capostipite. |
|
SPACCAMONTE
SPACCAMONTI |
Entrambi
molto molto rari, Spaccamonte sembrerebbe avere solo qualche
presenza nel napoletano, mentre Spaccamonti, leggermente meno
raro, è presente anche nel Lazio e nel potentino, dovrebbero
derivare da soprannomi originati forse da un atteggiamento
spaccone dei capostipiti. |
|
SPACCAPANICO |
Spaccapanico è tipico della zona che comprende Perugia ed
Assisi, difficile individuarne l'origine etimologica, si
potrebbe ipotizzare una derivazione da un'alterazione del nome
della località Sappanico, il Castello di Sappanico di Ancona è
molto antico e molte sono state le migrazioni in terra umbra per
trovarvi maggiore libertà. |
|
SPACCAPIETRA |
Spaccapietra, molto raro, ha un piccolo ceppo a Firenze ed uno a
Trani nel barese, dovrebbe derivare da un soprannome originato
dal mestiere del capostipite, probabilmente uno spaccapietre o
scalpellino. |
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SPACCATROSI |
Spaccatrosi è specifico di Albano Laziale nel romano, di origini
etimologiche oscure. |
|
SPACCINI
SPACCINO |
Spaccini è tipicamente umbro di Perugia, Torgiano, Deruta e
Marsciano nel perugino e di Orvieto nel ternano, con un ceppo
anche a Roma, Spaccino, anch'esso umbro, ha un ceppo a Marsciano
e Perugia nel perugino ed uno a San Venanzo, Orvieto e Fabro nel
ternano, dovrebbero derivare da un nome dialettale di mestiere,
con spaccino
si indicava il mercante di
bottega, probabilmente il
mestiere dei capostipiti. |
|
SPADA
|
Assolutamente panitaliano, dovrebbe derivare dal mestiere di
fabbricante o commerciante di spade, o di soldato. |
|
SPADACCINI |
Tipico
della fascia costiera da Pescara a Campobasso, dovrebbe derivare
dal mestiere di soldato. |
|
SPADAFORA
SPATAFORA |
Spadafora
sembrerebbe tipico dell'area dello stretto di Messina, con un
ceppo nel cosentino, ma con ceppi secondari in Piemonte,
Spatafora è siciliano del palermitano e trapanese in particolare
con un ceppo anche nel catanese, sono due forme dello stesso
cognome che si riferisce ad un nobile casato di origine greca
che annovera Duchi, Principi e Baroni di vari feudi calabresi e
siciliani e che diede il proprio nome nel 1459 al toponimo
Spadafora (ME), compaiono per la prima volta come feudatari nel
catanese nel 1296 con il barone Damiano Spadafora che ottiene il
feudo di Randazzo, Capostipite sembra essere Basilio Spadafora,
capitano della guardia dell'imperatore bizantino Isauro Comneno,
divenne esarca in Sicilia nel 1058. Dovrebbero derivare dal
termine greco per colui che porta la spada, anche se in alcuni
casi potrebbero direttamente derivare dal toponimo Spadafora nel
messinese. |
|
SPADARI
SPADARO
SPATARI
SPATARO |
Spadari ha un ceppo nel cremonese, uno nell'anconetano ed uno a
Roma, Spadaro ha un importante nucleo siciliano, nella parte
orientale dell'iusola soprattutto, un ceppo nel reggino, uno
pugliese tra barese e tarentino, uno napoletano ed uno romano,
con presenze significative al nord anche se probabilmente dovute
al fenomeno dell'emigrazione, Spatari ha un ceppo genovese ed
uno a Mammola (RC), Spataro è molto diffuso in Sicilia, nel
reggino e nel cosentino, nel tarentino, a Roma, nel fiorentino e
nella parte occidentale del nord, tutti questi cognomi
dovrebbero derivare dal mestiere di
magister spatharius
(fabbro fabbricante di spade)
o dalla funzione di Spatarius
(servitore addetto a portare la spada del cavaliere):
"...Vincebatur etenim in omnibus, propter quod cum prae angustia
mori videretur, Spatarius quidam, ut domino suo morem gerere
videretur, ac ipsius iniuriam vendicaret, gladium in virginis
latus infigens, fanctam virginem tandem Christi martyrem
effecit...".
integrazioni fornite da
Dario Spadaro
della famiglia Spadaro ho trovato un Giovanni Antonio, che fu
capitano di giustizia in Caltagirone nel 1549-50; un Giacinto,
che, con privilegio dato il 15 febbraio 1736, ottenne il titolo
di barone e tenne la carica di capitano di giustizia in Corleone
nell'anno 1745-46; un Benedetto, che fu proconservatore in
Scicli nell'anno 1793-1800. |
|
SPADAVECCHIA |
Tipico di
Molfetta (BA), deriva da un soprannome originato da una
particolare bravura nel maneggiare la spada, il vecchia è inteso
come ricca di esperienza. |
|
SPADEA
|
Spadea è decisamente calabrese, della provincia di Catanzaro, di
Montepaone e Gasperina in particolare, dovrebbe derivare da un
soprannome originato dal termine greco antico σπάδιξ spadix
(ramo, tralcio),
forse un antico nome di località ora scomparso. |
|
SPADINI |
Abbastanza raro è presente a macchia di leopardo nel centro
Italia, dovrebbe derivare da un soprannome forse motivato
dall'abitudine del capostipite di portare sempre addosso uno
spadino. |
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SPADONI |
Occupa la
zona che comprende la Liguria orientale, l'Emilia, la Toscana
settentrionale, la Romagna e le Marche, l'Umbria ed il Lazio,
deriva dal mestiere delle armi o di addetto a queste. Questa
cognominizzazione è presente ad Arezzo fin dal 1600 con il
notaio Niccolò Spadoni di Giuseppe operante a San Miniato (PI). |
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SPADOTTO |
Specifico
delle province di Treviso e Pordenone, dovrebbe derivare dal
mestiere di fabbricante o commerciante di spade, o di soldato. |
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SPAGARINI
SPAGARINO |
Spagarini, quasi unico, è del milanese, Spagarino è specifico
dell'astigiano, di Nizza Monferrato in particolare, troviamo
tracce di queste cognominizzazioni nel Monferrato astigiano fin
dalla seconda metà del 1600, questi cognomi dovrebbero derivare
da forme ipocoristiche del termine arcaico
spagaro (filatore
di spaghi o funicelle sottili),
probabilmente la professione dei capostipiti. |
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SPAGGIARI |
Spaggiari è particolarmente diffuso in Emilia nel parmense,
reggiano e modenese, con buone concentrazioni anche ne genovese,
piacentino, bolognese, nel mantovano, nel bresciano e nel
veronese, potrebbe derivare da un soprannome dialettale
originato dal termine spagiar
(Zivolo
un tipo di uccello con il petto
ed il ventre di colore giallo),
ma è pure possibile che derivino da un soprannome che indichi il
mestiere di separatore della paglia, forse svolto dai
capostipiti.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Spaggiari è ben documentato in area modenese e reggiana, deriva
per aferesi da RUSPAGGIARI. Il Du Cange registra la voce 'rispagium'
col significato di 'ripaticum'
ossia il «tributum quod ad ripas
exigitur», il «ripatico».È
ipotesi verisimile che tale voce abbia proliferato il sostantivo
*rispagiarius,
per indicare «l'esattore del
ripatico», passato a *ruspagiarius
per sovrapposizione di ruspare
«rubos et sentes evellere,
caedere»: da qui il cognome
Ruspaggiari. F. Violi: Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996. |
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SPAGHI
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Rarissimo
è specifico del milanese, dovrebbe derivare da un soprannome. |
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SPAGLIARDI |
Estremamente raro è tipico del sudmilanese, ignota la
derivazione, nell'anno 1655-1656, a Monza, troviamo come
capitano feudale Marco Antonio Spagliardo |
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SPAGNA
SPAGNOL
SPAGNOLI
SPAGNOLO
SPAGNULO
SPAGNUOLO |
Spagna non molto comune è comunque presente a macchia di
leopardo in tutt'Italia, Spagnol è specifico dell'area che
comprende le province di Treviso e Pordenone, Spagnoli è molto
diffuso in tutto il centro nord, Spagnolo è diffuso nel Veneto,
Calabria, Campania e Puglia, Spagnulo ha un piccolo ceppo a
Salerno, ma il nucleo principale è pugliese, del tarantino, di
Grottaglie, Monteiasi, Taranto, Montemesola e Carosino,
Spagnuolo è diffuso in tutto il sud, dovrebbero derivare,
direttamente o tramite alterazioni dialettali, dal nome della
nazione di Spagna o dal suo etnico
spagnolo
e starebbero ad indicare o un'origine spagnola, o comunque un
rapporto con la Spagna, in alcuni casi potrebbero indicare una
provenienza diretta da quella nazione, come ad esempio avvenne
in occasione della cacciata dalla Spagna degli ebrei sefarditi
nel 1492. Troviamo tracce di queste cognominizzazioni in
Campania a Sant'Egidio (SA) fin dal 1520 con un certo Nardo
Antonio Spagnuolo. |
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SPALANZANI
SPALLANZANI |
Spalanzani, molto molto raro, è tipico del reggiano, dovrebbe
essere una forma arcaica di Spallanzani , decisamente più
diffuso, specifico anche del modenese, oltre che del reggiano, e
con un ceppo anche nel massese, dovrebbero derivare dal toponimo
Spallanzano del reggiano. |
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SPALLINA
SPALLINI
SPALLINO |
Spallini, molto molto raro, sembrerebbe di Vasto nel teatino,
Spallina è specifico di Palermo, Gangi e Geraci Siculo nel
palermitano e di Nicosia e Villarosa nell'ennese, Spallino è
anch'esso tipicamente siciliano, di Palermo, Castelbuono e
Bisacquino nel palermitano e di Bivona e Ribera
nell'agrigentino, circa l'origine di questi cognomi si possono
proporre almeno due ipotesi, la prima è che possano derivare da
soprannomi originate dal fatto che i capostipiti possedessero
delle spalle minute, la seconda è che possano essere di origine
germanica e derivare dal termine medioevale
spahlin (esploratore,
spia), o boema e derivare dal
termine spalin
(gas),
entrambe queste ultime due ipotesi farebbero risalire i cognomi
all'epoca degli imperatori germanici in Sicilia. |
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SPALLUTI
SPALLUTO |
Spalluti
è quasi unico, Spalluto è specifico del Salento, di Squinzano e
Campi Salentina nel leccese, di Monopoli e Locorotondo nel
barese, di Fasano, Cisternino ed Ostuni nel brindisino e di
Martina Franca, Taranto e Laterza nel tarentino, dovrebbero
derivare da soprannomi originati da caratteristiche fisiche del
capostipite, probabilmente dotato di imponenti spalle. |
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SPALMA
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Spalma,
assolutamente rarissimo, dovrebbe essere originario di
Lampedusa, dovrebbe derivare dall'italianizzazione di nomi come
l'ebraico Shapham o Shobal, o direttamente dal nome medioevale
Palma con l'aggiunta di una S- iniziale epentetica. |
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SPALTRO |
Spaltro è un cognome tipicamente lucano diffuso a Senise e
Francavilla in Sinni nel potentino ed a Policoro nel materano,
potrebbe derivare da un soprannome originato dal termine
grecanico per cordaio, originato dal vocabolo greco antico
σπάρτη sparte (corda). |
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SPAMPANATO
SPAMPINATO |
Spampanato è tipico del napoletano, di Cimitile, Nola e
Cicciano, Spampinato invece, ha un ceppo secondario a napoli, ma
il nucleo principale è siciliano del catanese, di Catania,
Gravina di Catania, Paternò, Misterbianco, Mascalucia, Belpasso,
San Giovanni La Punta e Motta Sant`Anastasia, ma presenta ceppi
anche nell'ennese, nel messinese e nel palermitano.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Spampanato ha un nucleo principale nel napoletano, Spampinato,
presente da nord a sud del paese, è più tipicamente siciliano,
con ceppi maggiori nel catanese e, in misura minore, nell'ennese
e nel siracusano, entrambi questi cognomi derivano dal nome
medievale Spampanato
o Spampinato,
che letteralmente significa
florido, rigoglioso, ma, al
pari dei nomi Fiorito e Florido, va inteso nel senso figurato di
vitale, pieno di vita (vedi anche Vitale). Dal punto di vista
etimologico, infatti, l'origine del termine
spampinato
(con varianti in pampinoso
e pampinuto)
va ricercata nel verbo
spampanarsi o
spampinarsi,
usato in riferimento ai fiori e soprattutto alle rose che hanno
petali molto aperti e sviluppati (cioè nello stadio finale della
fioritura, quando il fiore raggiunge il momento di maggior
floridezza e rigogliosità): da qui, allora, nasce il senso
figurato di rigoglioso, pieno di
vigore (ancora oggi,
d'altronde, si usano espressioni come essere nel fiore degli
anni, della giovinezza, della bellezza, etc). Per quanto
riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle
cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti, anche se
in alcuni casi non è esclusa una derivazione da soprannomi ad
essi attribuiti.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Cognome siciliano derivato dal verbo 'spampanarsi'
(detto dei fiori, specialmente delle rose) = allargarsi molto
dei petali e stare per cadere. Il cognome in questione significa
quindi 'sfogliato'
ma anche, scrive Rohlfs 179, 'spropositato'. |
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SPANALATTE |
Assolutamente rarissimo, potrebbe essere originario del
ragusano. |
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SPANO
SPANO'
SPANU |
Entrambi diffusi nel sud Italia, Spano più specifico della
Sardegna e delle Puglie, Spanò, più siciliano e calabrese, Spanu
invece è tipico sardo, derivano da soprannomi dialettali
connessi con il vocabolo spano
o spanu
(glabro, spelato),
Spanò può anche derivare dal toponimo Spanò (CT)..
integrazioni fornite da
Aurelio Spano
Spano deriva dal vocabolo della lingua sarda che significa
giallo, marroncino. Già presente in Sardegna dall'alto Medioevo,
precisamente nella parte Nord-Est chiamata all'epoca Giudicato
di Gallura (uno dei quattro giudicati in cui era divisa la
Sardegna post Bizantina). Il cognome è documentato per la prima
volta nell'anno 1113 ,quando il Giudice (Judex Rex) Comita Spano
fece un lascito terriero immobiliare alla cattedrale di Pisa, lo
stesso giudice istituì anche la diocesi di Civita (l'attuale
Olbia) nell'anno 1139. |
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SPARACE
SPARACI
SPARACINI
SPARACINO
SPARACIO |
Sparace e
Sparaci, assolutamente rarissimi, quasi unici, sicuramente
meridionali, forse di origine pugliese, Sparacio invece è
decisamente siciliano e pur avendo un ceppo a Messina, si
concentra particolarmente nel palermitano, a Palermo, Carini e
Prizzi, Sparacini è unico ed è probabilmente dovuto ad un errore
di trascrizione del cognome Sparacino che è tipicamente
siciliano, dovrebbero tutti derivare da soprannomi legati
direttamente o tramite ipocoristici a voci dialettali per
asparagio, forse a caratterizzare l'altezza combinata con un
eccessiva magrezza del capostipite, ma anche forse perchè questi
aveva in qualche modo a che fare con la coltivazione degli
asparagi. |
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SPARACELLO |
Tipico del palermitano, dovrebbe derivare da un soprannome
legato al vocabolo dialettale
sparacello (asparago).
segnalato da Vitale
Gianluca Sparacello
diversa ipotesi fornita
da Enzo Papa
Il cognome Sparacello nell'idioma di Palermo non significa
asparago
(che si dice sparaciu),
ma più diffusamente vuol dire
broccoletto (sparaceddhu). |
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SPARAPANE
SPARAPANI
SPARAPANO |
Sparapane ha un ceppo a Lecce, Sparapani ha un piccolo ceppo ad
Apiro e Macerata nel maceratese ed a Porto Sant'Elpidio
nell'ascolano, un ceppo a San Vincenzo, Cecina e Piombino nel
livornese ed uno a Roma, Sparapano è tipicamente pugliese, di
Ruvo di Puglia nel barese, con ceppi anche a Lecce, a Cerignola
nel foggiano ed a Bari, questi cognomi dovrebbero derivare dal
soprannome medioevale, poi divenuto nome
Sparapane,
probabilmente attribuito ad un fornaio, abbiamo un esempio di
quest'uso in una registrazione del 1443 relativa al granum
mutuatum nel perugino, dove leggiamo "...Dominicus Antonii alias
Sparapane.." e nelle Marche nel XVI secolo, quando, in un atto
di cessione in affido a soccida (forma arcaica di mezzadria),
troviamo citato un certo Aurelio alias Sparapano come soccidario
allevatore, troviamo tracce di queste cognominizzazioni nella
seconda metà del 1500 nel bresciano, dove troviamo il chirurgo
dominus Ludovicus de Masonibus,
seu de Sparapanis. |
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SPARAVENTI |
Sparaventi è specificatamente marchigiano di Urbino, Pesaro e
Fermignano, dovrebbe derivare da un soprannome scherzoso
originato da caratteristiche comportamentali del capostipite,
forse uno aduso a smargiassate o a rumorosi eccessi. |
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SPARNOCCHIA |
Sparnocchia è specifico dell'isola d'Elba, di Portoferraio,
dovrebbe derivare da un soprannome dialettale originato dal
vocabolo livornese sparnocchia
(canocchia, cicala di mare, un
crostaceo molto gustoso),
oscuro il motivo di questo nomignolo. |
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SPARONI
SPERONE
SPERONI |
Sparoni, quasi unico, sembrerebbe dell'area tra riminese e
pesarese, Sperone è specifico del torinese e cuneese, Speroni ha
un ceppo nel nordmilanese, varesotto e comasco ed uno nell'area
che comprende il piacentino, il parmense ed il reggiano,
dovrebbero derivare da forme aferetiche di accrescitivi del nome
Gaspare,
anche attraverso modificazioni dialettali. |
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SPARTA
SPARTA'
SPARTANO |
Sparta ha un ceppo nel trapanese, in particolare a Marsala,
Spartà, molto più diffuso, ha ceppi nel catanese a Randazzo,
Catania, Acireale e Paternò, nel messinese, a Messina, Santa
Domenica Vittoria e San Piero Patti, ed a Niscemi nel nisseno,
Spartano ha un ceppo a Grottaglie nel tarentino, un piccolo
ceppo a Mesoraca nel crotonese ed uno a Caltanissetta, Catania e
Mazara del vallo nel trapanese, dovrebbero derivare in alcuni
casi dal toponimo Spartà di Messina, o dal nome della città
greca di Sparta, ma generalmente dovrebbero derivare dal termine
greco spartàs
(sottobosco di ginestre),
o anche da derivati del verbo sempre greco
spèrno (seminare).
stemma suggerito da
Francesco Spartà |
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SPASIANO |
Spasiano è tipico del napoletano, di Napoli, San Giorgio a
Cremano, Vico Equense e Piano di Sorrento, dovrebbe derivare
dall'aferesi di nomi come
Vespasiano, l'italianizzazione
del nome latino Vespasianus,
portato anche da un imperatore di Roma. |
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SPATTINI |
Spattini è tipico di Modena e di Campogalliano e Sassuolo nel
modenese, il cognome dovrebbe derivare dal termine
spattino,
diffuso nell'area modenese, con il significato di
cambio di zona
da coltivare, lo spattino consisteva in effetti per i mezzadri
in un vero e proprio trasloco da un fondo agricolo ad un altro.
Con questo cognome si dovrebbero indicare proprio dei
capostipiti, mezzadri di professione, soggetti a questo tipo di
trasferimento. |
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SPAVONE |
Spavone è specifico di Napoli, cognome di difficile
interpretazione, potrebbe derivare da un soprannome grecanico
originato dal termine greco antico σπάω spao (sguainare,
estrarre). |
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SPAZIANI
SPAZIANO |
Spaziani è molto diffuso nell'Italia centrale, ha un ceppo
fiorentino, uno a Foligno nel perugino, uno a L'Aquila, ma il
nucleo principale è nel Lazio a Frosinone in particolare, a
Roma, a Sgurgola, Morolo e Ferentino nel frusinate, a Sezze,
Latina e Terracina nel latinense, a Fara in Sabina nel reatino e
ad Anzio e Tivoli nel romano, Spaziano, presente in Abruzzo ed
in Molise, ha un ceppo a Roma e Formia nel latinense ed uno a
Napoli ed a Carinola e Marzano Appio nel casertano, dovrebbero
derivare dal cognomen latino
Spatianus, ricordiamo lo
storico Aelius Spatianus vissuto durante l'impero di
Diocleziano: ".. Hii memorantur istoriografi in libro de vita
principum et tirannorum a divo Adriano usque ad Numerianum in
quo primo legitur Spatianus. ..". |
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SPAZZADESCHI |
Estremamente raro è tipico di Premana (LC).
integrazioni fornite da
Fabio Paolucci (Salerno)
Spazzadeschi è un raro ma tipico cognome lombardo, maggiormente
diffuso a Premana in provincia di Lecco, borgo in cui tale
cognome risulta settimo in ordine di frequenza. Dal punto di
vista etimologico, esso sembrerebbe trarre origine da un
soprannome
canzonatorio composto dai termini "spazza", derivato dal verbo
"spazzare, pulire", e "deschi", forma plurale di "desco",
derivato dal latino "descus" e dal greco "dìscos", con il
significato di "piatto" oppure di "tavola dove si dispongono i
cibi". Se ragioniamo in questa direzione, il cognome in analisi
potrebbe essere considerato la cognominizzazione di un
soprannome scherzoso attribuito al Capostipite in relazione alla
sua particolare propensione a divorare cibo. Un'altra
interpretazione può essere avanzata se consideriamo un altro
significato del vocabolo "desco", cioè "panchetto, sgabello":
Spazzadeschi potrebbe derivare allora dalla cognominizzazione di
un mestiere, come ad esempio il falegname o il taverniere.
Tracce di questo cognome si hanno fin dal 1443, con il Notaio
Giovanni fu Zanni Spazzadeschi (oppure de'Spazzadeschi), attivo
a Vervio, Grosio, Grosotto e Tovo di Sant'Agata in provincia di
Sondrio. In Valsassina, inoltre, come afferma Andrea Orlandi (Le
Famiglie della Valsassina-1932), a Pagnona (LC) una famiglia
Colombo è registrata fin dalle prime documentazioni con
l'epiteto "Spazzadeschi". |
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SPECCHIA |
Abbastanza raro, sembra essere originario del Salento, dovrebbe
derivare dal toponimo Specchia (LE), l'origine del cui nome
dovrebbe essere dal vocabolo dialettale specchia che serve a
rappresentare un un cumulo di pietre a secco d'impianto
messapico, disposte a tronco di cono, che avevano la funzione di
torretta d'osservazione. |
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SPECIALE |
Speciale ha un ceppo a Martina Franca in provincia di Taranto ed
un nucleo in Sicilia soprattutto nel palermitano, a Palermo,
Bagheria, Casteldaccia, Partinico e Ciminna, ma con ceppi anche
nel catanese, nel messinese, a Caltanissetta, a Piazza Armerina
e Leonforte nell'ennese, a Favara (AG) ed a Mazara del Vallo nel
trapanese, esistono almeno due teorie sull'origine di questo
cognome, una che derivi da un nome rinascimentale
Speciale
attribuito ad un figlio molto desiderato, l'altro che si tratti
di una corruzione del termine
spetialis (antico
termine per colui che si occupava della preparazione delle
medicine, una specie di farmacista
) di cui abbiamo un esempio d'uso in quest'atto del 1600:
"...Ego Guarnerius de Castiliono filius quondam spetialis domini
Ludovici habitans in infrascripta terra Angleriæ...". |
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SPECOGNA |
Specogna è tipicamente friulano dell'udinese di Torreano, Udine,
Cividale del Friuli, Pulfero, San Pietro al Natisone e Faedis,
dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine sloveno
spéhonja
(lardoso grosso pezzo di lardo)
e starebbe probabilmente ad indicare che il capostipite fosse
particolarmente grasso. |
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SPECOLA
SPECULA
SPICOLA |
Specola e Specula, quasi unici, presenti solo in settentrione,
potrebbero essere forme alterate del cognome Spicola, che, molto
raro, sembrerebbe siciliano, di San Biagio Platani e Ribera
nell'agrigentino e di Palermo, e che dovrebbe derivare dal nome
e soprannome medioevale Spicula
(pungiglione, spina),
probabilmente portato dal capostipite. |
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SPEDALE
SPEDALI |
Spedale è specifico di Palermo, con un piccolo ceppo anche a
Petrosino nel trapanese ed a Bompietro nel palermitano, Spedali,
praticamente unico, dovrebbe essere il frutto di un'errata
trascrizione del precedente, che dovrebbe derivare da un
soprannome basato sul termine arcaico
spedale (ospedale)
ad indicare probabilmente capostipiti che abitassero nei pressi
di un ospedale o che vi prestassero la loro opera. |
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SPEDALIERE
SPEDALIERI
SPEDALIERO
SPIDALIERI |
Spedaliere ha un piccolo ceppo a Montorio nei Frentani nel
campobassano ed un ceppo più consistente a Portici, Napoli e
Pomigliano d'Arco nel napoletano, Spedalieri ha qualche presenza
in Molise ed in Calabria ed ha un piccolo ceppo a Catania,
Spedaliero, praticamente unico, è del napoletano, Spidalieri ha
un ceppo molisano, a Termoli, Guardialfiera e Campobasso nel
campobassano, e qualche presenza in Campania, in Calabria ed in
Sicilia, dovrebbero derivare dal termine tardo medioevale
spedaliere
o spidaliere,
riferito a quanti prestassero la loro opera nell'assistenza ai
poveri ammalati, un equivalente degli attuali
infermieri. |
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SPEDIACCI |
Assolutamente rarissimo, è originario della zona di confine tra
le province di La Spezia e Massa. |
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SPEH
|
Tipicamente triestino è quasi unico, dovrebbe derivare da un
soprannome originato dal termine slavo
spéh (lardo)
e starebbe probabilmente ad indicare che il capostipite era
grasso. |
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SPELLI
|
Spelli,
estremamente raro, è dell'area toscano, umbro, laziale, dovrebbe
derivare dal nome del paese umbro di Spello nel perugino,
probabilmente il luogo originario del capostipite. |
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SPELLINI |
Spellini, assolutamente rarissimo, sembrerebbe specifico della
zona che comprende il basso trentino, il bresciano orientale ed
il veronese occidentale, potrebbe derivare da un soprannome
originato dal termine medioevale germanico
spel o
spella
(racconto, favola, parabola),
forse ad indicare nel capostipite un cantastorie. |
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SPELTA
|
Specifico
del sudmilanese e cremonese, deriva da un soprannome legato al
vocabolo arcaico spelda o spelta (farro, avena), probabilmente
per il fatto di essere coltivatore o venditore di avena. |
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SPENSIERI
SPENSIERO |
Spensieri è specifico della provincia di Campobasso, di
Vinchiaturo in particolare, Spensiero, quasi unico, sembrerebbe
meridionale, dovrebbero derivare dal fatto che i capostipiti
facessero i dispensieri
(vedi DISPENSIERI). |
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SPERA
SPERANDIO
SPERANZA |
Spera è
del centro/sud Italia, Sperandio è tipico veneto, con un
possibile ceppo nel pesarese, Speranza è panitaliano, derivano
da nomi augurali cristiani, in uso nei tempi antichi. |
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SPERANZON
SPERANZONI |
Speranzon, abbastanza raro, è del trevisano, di Pederobba e
Motta di Livenza, Speranzoni, quasi unico, è dell'area
veneziano, friulana, dovrebbero derivare da un soprannome
originato dal termine dialettale
speranzon
(scansafatiche). |
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SPERDUTI
SPERDUTO |
Sperduti
è specifico del Lazio, tra Latina e Frosinone, Sperduto sembra
avere due ceppi uno nella stessa area di Sperduti ed uno nel
potentino, potrebbero derivare da soprannomi originati da
episodi che abbiano coinvolto il capostipite. |
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SPERI
|
Specifico
del veronese, di Negrar e Verona in particolare, dovrebbe
derivare dall'aferesi di una modificazione del nome Gaspare. Tra
i personaggi storici, degno di rilievo è stato Tito Speri che
nacque a Brescia nel 1825 e fu tra i capi della rivolta
bresciana del 1849 contro l'esercito austriaco, quella delle
famose Dieci Giornate. |
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SPERIANI |
Assolutamente rarissimo, forse del basso bresciano, potrebbe
derivare dal toponimo Spera (TN). |
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SPERLECCHI |
Assolutamente rarissimo, specifico del sudmilanese e lodigiano. |
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SPERTI
SPERTO
SPIRTI
SPIRTO |
Sperto, assolutamente rarissimo, è di Brindisi, Sperti ha un
ceppo nel bellunese, con presenze nel trevisano e nel veneziano
ed a Trieste ed un ceppo in Puglia, nel barese, nel tarentino e
nel leccese, Spirti, quasi unico è una forma alterata del
precedente, Spirto, molto raro, ha un ceppo nel leccese, tutti
questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o attraverso
alterazioni dialettali, da forme aferetiche del nome medioevale
longobardo Ansperto,
di cui abbiamo un esempio d'uso in una Cartula venditionis del
1040 a Calcinate nel bergamasco: "In nomine domini Dei eterni.
Anni ab incarnacione domini nostri Iesu Christi mileximo
quadrageximo, quinto die mense marcius, indicione octava.
Constad nos Garlinda filia quondam Lamberti et relicta quondam
Petri et item Petro filius quondam Allexandri et Pedreverga
iugalibus filia quondam iam dicti Petri, abitatores in vico
Balbiaco, qui profesi summus nos comuniter legem vivamus
Langobardorum, consenciente mihi qui supra Garlinde Ansperto qui
vocatur Burningo mundoaldo meo et subter confirmante, ipso
namque Petro iugale et mundoaldo meo mihi qui supra Pedreverge
item consenciente et subter confirmante et iusta legem una cum
noticia de propinquioribus parentibus meis qui supra Pedreverge,
id sunt Ambroxo et Andrea nepotis meis ...". |
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SPESSOT
SPESSOTTI
SPESSOTTO |
Spessot ha un ceppo nel goriziano a Farra d'Isonzo, Cormons,
Gradisca d'Isonzo, Gorizia e Romans d'Isonzo, Spessotti,
praticamente unico, è probabilmente dovuto ad un errore di
registrazione anagrafica, probabilmente riferibile al cognome
precedente o a Spessotto, che è tipicamente veneto del
trevisano, di Mansuè, San Polo di Piave e Conegliano, questi
cognomi potrebbero derivare da un soprannome originato dal
termine veneto arcaico spessoto
(frettoloso, agitato),
forse una caratteristica comportamentale dei capostipiti, ma è
anche possibile, se non più probabile, che si tratti di forme
etniche riferite a capostipiti che provenissero da un paese come
Spessa di Cividale del Friuli nell'udinese, o Spessa di Cologna
Veneta nel veronese, meno probabile. |
|
SPETTOLI |
Spettoli
è tipico di Ferrara e di Bologna, potrebbe derivare da una forma
etnica dialettale per chi provenisse da Spettoleria nel
bolognese. |
|
SPEZIGA
SPEZZIGA |
Speziga, molto molto raro, è tipico del sassarese, così come il
meno raro Spezziga, che ha un ceppo a Castelsardo ed a Sorso nel
sassarese, dovrebbero derivare da un soprannome originato dal
vocabolo sardo spizzigu
(spilorcio). |
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SPEZIO
|
Estremamente raro, probabilmente del meridione d'Italia,
dovrebbe derivare dal nomen latino Spetius. |
|
SPEZZACATENA
SPEZZACATENE |
Spezzacatena è tipicamente pugliese, del barese soprattutto e di
Molfetta in particolare, Spezzacatene, estremamente raro è
probabilmente la conseguenza di errori di trascrizione.
Integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Secondo un'ipotesi interessante, l'origine di questi cognomi
andrebbe ricercata nel nome medievale
Spezzacatena
(con una variante in
Spezzacatene), che, in ambito
cristiano, allude al culto per la
Madonna della Catena
(per una spiegazione più approfondita, vedi il cognome Catena):
in questo contesto, infatti, l'espressione spezzacatena descrive
bene il ruolo di Santa Maria della Catena, colta nell'atto di
sciogliere o spezzare le catene delle sofferenze umane (concetto
che, in ambito religioso, esprime la
liberazione dal Male).
Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta
delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti,
anche se in alcuni casi non è esclusa una derivazione da
soprannomi ad essi attribuiti. |
|
SPEZZANO |
Spezzano
è un cognome tipicamente calabrese, del cosentino ed in
particolare di Acri e Corigliano Calabro, con un ceppo anche nel
reggino a Campo Calabro, dovrebbe derivare da uno dei vari
toponimi come Spezzano Albanese, Spezzano Della Sila o Spezzano
Piccolo, tutti nel cosentino, probabili luoghi d'origine della
famiglia. |
|
SPIANDORE |
Spiandore è specifico dell'area vicentino, padovana, potrebbe
derivare da una modificazione della voce ladina
spénodl
(forcina, crinale) ad indicare forse le caratteristiche della
zona di provenienza della famiglia. |
|
SPIAZZI |
Spiazzi è
specifico del veronese, di Verona e di Sant`Anna d`Alfaedo,
dovrebbe derivare dal toponimo Spiazzo di Sant`Anna d`Alfaedo o
anche da Spiazzi di Caprino Veronese (VR). |
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SPICCIARIELLO |
Molto raro ha un ceppo a Cerignola (FG) ed uno a Sessa Aurunca
(CE), dovrebbe derivare da un soprannome dialettale.
integrazioni fornite da
Giuseppe Spicciariello
originaria dalla Città di Capua, le sue prime memorie risalgono
alla fine del secolo XIV°. Ne fu capo un ricco possidente detto
Gennaro Spicciariello. E' ascritta fra le nobili Famiglie del
Reame di Napoli, di rilievo è stato Matteo Spicciariello,
celebre latinista morto nel 1804. Lo stemma di famiglia: campo
azzurro con tre fasce orizzontali rosse, un leone cammina sulla
fascia in alto nella direzione di una freccia che lo sovrasta,
entrambi dorati. Completa la figura un elmo con un ciuffo rosso
e oro a destra ed uno azzurro e oro a sinistra.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questo cognome va ricercata nel nome medievale
Spicciariello,
nato per prostesi (aggiunta della s) dal nome
Picciariello,
col significato di piccolo,
piccolino
(per una spiegazione più approfondita sull'origine del nome,
vedi il cognome Picciariello); in alcuni casi, tuttavia, non si
può escludere una derivazione dallo stesso termine
spicciariello,
ad indicare particolari caratteristiche fisiche o
comportamentali. In conclusione, dunque, si tratta delle
cognominizzazioni o dei nomi personali dei capostipiti o di
soprannomi loro attribuiti. |
|
SPICUGLIA |
Spicuglia è tipico di Siracusa e del siracusano, di Pachino e
Noto, di origini oscure, si potrebbe ipotizzare una derivazione
da un'alterazione dialettale di un soprannome originato dal
termine latino speculum
(specchio,
che al plurale fa specula),
forse motivato dal mestiere del capostipite. |
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SPIEZIE
SPIEZIO |
Entrambi
rarissimi sembrano essere specifici del napoletano, dovrebbero
derivare da un soprannome legato al vocabolo dialettale
napoletano spiezie (cozze), come venditore o pescatore di cozze. |
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SPIGA
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Spiga è un tipico cognome sardo, del cagliaritano soprattutto,
di Cagliari, Monserrato, Quartu Sant'Elena, Sestu, San Sperate,
Selargius e Quartucciu, con ceppi anche a Oristano, Iglesias e
Sassari, presenta un interessante ceppo anche a Bologna,
dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine sia
italiano che sardo spiga
(il frutto del grano), forse ad indicare nei capostipiti dei
proprietari terrieri.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
SPIGA: ispica, ispiga, spiga
= spiga,
dal latino spica.
Ispigai/are = spigolare, raccogliere le spighe. È un cognome
presente in Sardegna sin dai tempi antichi, come anche nella
penisola. Si tratta di cognome derivante dal latino e la sua
forma più antica, appunto, spica, è presente ancora nella
penisola, non più presente in Sardegna, nella quale però Spica,
è attestato nei documenti medioevali. Tra i firmatari della Pace
di Eleonora LPDE, del 1388 figurano: Spica Comita, jurato ville
de Dure, * Dure.distrutto - salto di Bitti ( Contrate Montis
Acuti - Ozieri); Spicarius Petrus - de Aristanni, *** Aristanni:
elenco dei nomi dei firmatari della PETIZIONE. Omnes cives
mercatores et habitatores dicte civitatis.nisi pastores
bestiaminum et quorum dificulter demorari non
poterant.congregati. Porta la data : die XIIII mensis Januarii
M°. CCC°. LXXXVIII° et etc.; Spiga Petro, jurato ville
Fodrongiani, * Fodrongiani.odierno Fordongianus (antica Forum
Traiani). Contrate Partis Varicati - Barigadu. Attualmente il
cognome Spiga è presente in 366 Comuni italiani, di cui 106 in
Sardegna: Cagliari 406, Monserrato 295, Quartu 276, Sestu 258,
etc. |
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SPIGARELLI |
Spigarelli è tipico del perugino, di Gualdo Tadino in
particolare e di Gubbio, Fossato di Vico, Sigillo, Assisi e
Perugia, con un ceppo anche a Roma e presenze a Vetralla nel
viterbese, dovrebbe derivare da un soprannome. |
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SPIGAROLI
SPIGAROLO |
Spigaroli ha un ceppo tra cremonese e parmense, Spigarolo è
tipicamente veneto, del vicentino e padovano, dovrebbero
derivare da soprannomi basati sul termine dialettale
lombardoveneto spigarolo
(pula,
parte residuale delle biade), probabilmente utilizzato con fini
dispregiativi attribuendo ai capostipiti un valore umano molto
modesto. |
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SPIGOLA |
Spigola è tipico di Cassino nel frusinate, dovrebbe derivare da
un soprannome originato dal termine
spigolare
(raccogliere le spighe che i
mietitori hanno tralasciato)
forse indice della povertà del caspostipite. |
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SPIGOLON |
Spigolon, tipicamente veneto, è specifico dell'area che
comprende il vicentino con Caldogno, il padovano soprattutto,
con Este, Baone, Ospedaletto Euganeo e Villa Estense, ed il
rovigoto, dovrebbe derivare dal termine veneto
spigolon
(spiga di frumento strappata dal
fusto, dalla paglia), potrebbe
nascere da riferimenti al mestiere del capostipite, ma anche
forse al suo stato sociale. |
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SPILIMBERGO |
Spilimbergo, molto molto raro, parrebbe del trevisano, dovrebbe
derivare dal toponimo Spilimbergo nel pordenonese, probabile
zona di origine del capostipite. |
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SPILLARE
SPILLARI
SPILLER
SPILLERE
SPILLERI |
Spillare, molto raro, è del vicentino, Spillari, molto molto
raro, è tipico del veronese, di Zevio in particolare, Spiller è
specifico del vicentino, originario della zona dei sette comuni
di area cimbrica, Spillere, molto molto raro, è del vicentino,
Spilleri, quasi unico, è probabilmente dovuto ad
un'italianizzazione di Spiller, dovrebbero tutti derivare dal
vocabolo cimbro spiler
(suonatore, giocatore)
da cui il tedesco spieler
(pronuncia Schpilar).
integrazioni fornite da
Roberto Spillari-Treviso
Gli Spillari discendono dal popolo dei cimbri, popolazione
barbarica che tra il 1000 ed il 1300 d.C si è trasferito
nell'attuale vicentino dalla penisola dello Jutland (Danimarca,)
che in quell'epoca si chiamava Kimberland,. Circa 200 anni prima
di Cristo, questo popolo cominciò ad emigrare verso sud alla
ricerca di terre più fertili e calde, arrivando in Baviera,
proseguendo verso sud, per sfuggire ai più temibili popoli
teutonici, arrivarono fino all'area tra l'attuale Trentino ed il
Veneto, sotto la protezione nel Impero Romano, popolo di
lavoratori fiero, ma non bellicoso si insediarono nella zona
dedicandosi ad attività agricole, alla pastorizia ed
all'artigianato. Gli Spiller si sono stabiliti nella zona di
Asiago nella provincia di Vicenza. Con il tempo una famiglia
Spiller cambiò il suo nome in Spillari e si traferì a Zevio
(VR), dove si insediò e tuttora risiede. L'origine etimologica
del cognome è dal vocabolo cimbro spiller che significa:
suonatore di uno strumento. Spillari e Spillare sono il medèsimo
cognome, derivati da Spiller. Con il tempo qualche famiglia
Spiller ha cambiato il suo cognome in Spillari ed in Spillare.
In Brasile sono entrati solamente Spillari, in alcuni casi il
loro cognome è stato cambiato dall'autorità brasiliana in:
Spilari, Spilare ed altri. L'azzuro dello sfondo della nostra
stemma significa generosità; mentre la figura del cigno
rappresenta l'alta dignità. Nella metà del sec XIX°, migliaia
di immigrati italiani hanno attraversato l'Oceano Atlantico in
cerca di una vita migliore. Molti sono andati con tutta la
famiglia. L'immigrazione in massa degli italiani per il Brasile
cominciò nel 1874, quando Pietro Trabacchi (trentino), promosse
una spedizione nella sua regione di origine, portando con sé
circa 330 trentini verso la regione di Santa Cruz nello Stato
dell' Espirito Santo. Questi immigrati fondarono la città di
Santa Teresa. Migliaia di immigrati entrarono in Brasile
principalmente negli Stati del: Rio Grande do Sul, Santa
Catarina, Paraná, São Paolo e Espirito Santo, come risultato
finale la colonia italiana in Brasile diventò la più grande del
mondo, atualmente sono circa 25 milione gli oriundi italiani in
Brasile, distribuiti principalmente nelle regione sud e sudest
del Brasile. Nell' Espirito Santo circa il 70% della popolazione
è di origine italiana oppure ha un antenato italiano. Molti
furono le famiglie Spillari che sono emigrate. Nel Brasile hanno
scelto di andare nel Rio Grande do Sul, Espirito Santo e São
Paolo. Altri invece hanno scelto d'andare in Argentina ed in
Guatemala. |
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SPINA
SPINELLA
SPINELLI
SPINELLO
SPINETTA
SPINETTI
SPINETTO
SPINI |
Sia
Spina che Spinelli sono panitaliani, Spinella è tipicamente
siciliano, del palermitano, messinese e catanese in particolare
e del reggino, Spinello ha un ceppo nel torinese, forse dovuto
all'immigrazione, un ceppo veneto nel padovano, veneziano e
rovigoto, ed uno in Sicilia, soprattutto nel nisseno, nel
ragusano, siracusano e catanese, Spinetta è dell'area genovese,
spezzina e massese, con presenze anche nell'alessandrino e
pavese ed un ceppo anche nel trevisano, Spinetti è distribuito
nella zona che comprende il savonese, il genovese, lo spezzino,
il massese, il lucchese, il pistoiese, il pisano, il livornese
ed il grossetano, con ceppi anche nel Lazio, nel romano,
frusinate e latinense, Spinetto è specifico di Chiavari e
Mezzanego nel genovese, mentre Spini è propriamente lombardo,
con un ceppo anche in Toscana, dovrebbero derivare dal nome
mediovale Spina,
anche attraverso un ipocoristico, e da
Spinello,
o anche dall'aferesi del nome
Crispino e dai suoi diminutivi,
ma potrebbero anche, in alcuni casi, derivare da toponimi quali:
Spina nel perugino, Spinea nel veneziano, Spineda e Spino d'Adda
nel cremonese, Spinete nel campobassano, Spineto Scrivia
nell'alessandrino, e così via molti altri.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
SPINA: s'ispina
(log.) sa spina
(camp.), è la spina.
In latino spina.
Si tratta di un cognome diffuso in tutta Italia, presente
infatti in ben 1116 Comuni, di cui 56 in Sardegna: Assemini 114,
Cagliari 75, Sinnai 69, Sassari 50, Sanluri 35, Gonnosfanadiga
33, etc. Non abbiamo documenti per dimostrare l'autenticità dei
ceppi sardi per il fatto che non abbiamo trovato il cognome
nelle carte antiche, ma possiamo contare su varie attestazioni
storiche, tra cui: 1) - la presenza del cognome nella variante
Ispina. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388,
figura infatti, Ispina Deucio, ville Ecclesiarum, ** Villa
Ecclesiarum.odierno Iglesias. Et ego De Nelli Pelipaparius
Ludovicus, civis et habitator terre et Ville
Ecclesiarum.sindicus, procurator universitatis Ville
Ecclesiarum.seu a Formenyino Joanne, capitano, camerlengo Ville
Ecclesiarum di Sigerro. Omnibus habitatoribus dicte terre Ville
Ecclesiarum, congregatis in Curia Magna.in posse Virde Andree,
quondam Virde Joannis de Civitate Sasseri.nona die januarii
1388; 2) - la presenza di un centro abitato col nome di Spina
Alba (oggi scomparso); i suoi abitanti parteciparono alla Pace
di Eleonora del 1388. Non è ben localizzato, perché non restano
tracce, però come villa "bidda" in periodo medioevale fece parte
della Curadorìa di Simaxis (Di.Sto.Sa); * Spina
Alba.distrutto.Contrate Partis Milis( da un documento in nostro
possesso, pervenuto direttamente dagli archivi di Torino): ** Et
Ego Porchu Guantino, sindicus, actor et etc. Partis De
Milis...seu a Joanne Naduli, officiali Partis de Milis. Omnibus
et singulis congregatis in villa de Tramaça in domo...seu in
platea Joannis De Yana ...in posse Leonardi Sanna, filii
Guantini de ...Sasseri etc. Decima die januariii 1388. |
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SPINACI |
Abbastanza raro è specifico marchigiano delle province di Pesaro
ed Ancona, potrebbe derivare da un nome di località, quale ad
esempio il mons Spinacius in provincia di Macerata di cui
abbiamo tracce ad esempio in uno scritto dell'anno 722 nel quale
si legge: "...qualiter vadit per duos montes quarum unus vocatur
Spinacius, alter autem Porcacius..." |
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SPINAZZE' |
Spinazzè è tipico del trevisano, di Conegliano, Mareno di Piave,
San Fior e Codognè e di San Donà di Piave nel veneziano,
dovrebbe derivare da un soprannome dialettale basato sul termine
veneto spinazzo
(buco inferiore della botte
per permettere le operazioni di pulizia della stessa), forse
motivato dal mestiere del capostipite o più semplicemente dal
suo amore per il vino. |
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SPINAZZI |
Assolutamente rarissimo, potrebbe avere due ceppi, in provincia
di Venezia e, probabilmente secondario nel milanese, dovrebbe
derivare dal toponimo Spinea (VE). (vedi anche SPINAZZE') |
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SPINAZZOLA |
Tipico
barese, deriva dal toponimo Spinazzola (BA). |
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SPINOLA |
Ha un
ceppo a Genova, uno a Napoli ed uno a Gallipoli, deriva da una
modificazione del termine spina, inteso come spina nel fianco
dei propri avversari, detto probabilmente di un personaggio
determinato e combattivo, tracce di questa cognominizzazione le
troviamo a Genova fin dal 1300, in un atto del 1393 si legge:
"...Cataneus Spinola civis Ianue quondam Domini Catanei ex una
parte et Thadeus de Senis pictor Janue ad sanctum Laurentium ex
parte altera pervenerunt ...", nel 1400 troviamo gli Spinola
come Marchesi di Ceva (CN), in uno scritto del 1530 leggiamo:
"...Georgius Spinulla ex marchionibus Ceve dominus Bagnaschi,
Montisbaxiliique etc., dilecitis nobis in Christo sindico
consciliaris et universitati nostre Montisbaxilii salutem in
Domino sempiternam. ...". |
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SPINOSA
SPINOSI
SPINOSO |
Spinosa
ha ceppi nel basso Lazio, Campania e Puglia, Spinosi ha un ceppo
tra Marche ed Abruzzo, Spinoso ha un ceppo a Nicotera (VV) ed
uno a Palermo, possono derivare da nomi di località, o anche da
modificazioni dell'aferesi del nome Crispino. |
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SPINOZZI |
Specifico
del Piceno e del teramano, dovrebbe derivare da modificazioni
dell'aferesi del nome Crispino. |
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SPINSANTE
SPINSANTI |
Spinsante, assolutamente rarissimo, è specifico di Castelfidardo
e di Osimo nell'anconetano, Spinsanti, più diffuso, è di Ancona
e di Camerano, Falconara Marittima ed Osimo nell'anconetano,
dovrebbero derivare da una forma aferetica dialettale per
dispensante,
cioè una specie di magazziniere
e contabile con l'incarico di
distribuire le razioni alimentari a dei militari o a componenti
di confraternite, probabile incarico affidato ai capostipiti. |
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SPINZI
SPINZO |
Spinzi, molto raro, ha un piccolissimo ceppo lombardo nel
comasco a Bene Lario in particolare, ed uno a Gallipoli nel
leccese ed a Taranto, Spinzo, ancora più raro, ha un
piccolissimo ceppo a Satriano nel catanzarese, potrebbero
derivare da nomi di località come la cuneese Valle di Spinzo o
la località salentina Li Spinzi, ma non dobbiamo dimenticare che
in dialetto lucano, pugliese e calabrese lo
spinzu è
il termine con cui si identifica il
lucherino,
un uccello del genere dei fringuelli, vocabolo a sua volta
derivato dal termine greco σπινός spinòs (lucherino). |
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SPIOTA
SPIOTTA
SPIOTTI |
Spiota,
rarissimo, sembra dell'alessandrino, Spiotta, molto molto raro,
è campano, dell'alto salernitano ai confini con l'avellinese,
Spiotti, assolutamente rarissimo parrebbe una modificazione del
primo. |
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SPIRANDELLI |
Spirandelli, assolutamente rarissimo, sembrerebbe specifico del
rovigoto, dovrebbe derivare da un soprannome, derivato dal
termine veneto spira
(tela rada grossolana usata per
copertura), cui si possono
attribuire due motivazioni, la prima è che il mestiere della
famiglia fosse appunto quello di tessere quel tipo di prodotto,
l'altro deriverebbe invece da un significato secondario che
attribuirebbe al termine il senso di persona molto magra. |
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SPIRIDIONE
SPIRIDIONI |
Entrambi
molto rari e di difficile individuazione della provenienza,
forse Spiridioni è di origini toscane o laziali, derivano
entrambi dal nome bizantino Spiridione. Un famoso Spiridioni fu,
nel 1700, l'Arcivescovo di Urbino Filippo Spiridioni Berioli. |
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SPIRITELLI
SPIRITI
SPIRITO
SPIRITU |
Spiritelli, assolutamente rarissimo, parrebbe lombardo, Spiriti
è decisamente laziale, in particolare di Roma, Pico e Pontecorvo
nel frusinate, Corchiano nel viterbese e Latina, Spirito ha un
ceppo ligure, uno nel sassarese, ma la più alta concentrazione è
tra Lazio e Campania, con ceppi anche nel campobassano, nel
potentino, ed in Puglia, in particolare nel leccese, Spiritu,
quasi unico, è del sassarese.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale
Spirito,
che, nell'onomastica religiosa, allude chiaramente alla figura
dello Spirito Santo
- secondo alcune fonti, questo nome veniva attribuito ai bambini
nati il giorno della Pentecoste, che, nella tradizione popolare,
è anche noto come la Festa dello Spirito Santo (vedi
Pentecoste). In ambito non religioso, tuttavia, il nome
medievale Spirito potrebbe alludere anche un ingegno pronto,
attivo o comunque a delle qualità intellettuali o morali (da
intendere anche qui in senso augurale). Detto questo, ad ogni
modo, va aggiunto che per alcune di queste famiglie non è
esclusa una connessione con la toponomastica e, più
precisamente, con uno dei toponimi contenenti il termine Spirito
- ad esempio Borghetto Santo Spirito (SV) o una delle tante
frazioni dal nome Santo Spirito, presenti in diverse regioni
d'Italia. In conclusione, dunque, si tratta delle
cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti, anche se,
in alcuni casi, non è esclusa una derivazione da soprannomi ad
essi attribuiti (soprattutto in riferimento alla toponomastica). |
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SPIROUX |
Spiroux è assolutamente rarissimo, presente solo in Campania è
di origini franco belghe, deriva dal vocabolo vallone
spirou
che significa scoiattolo,
probabilmente per sottolineare l'agilità e la velocità del
capostipite. |
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SPISNI
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Spisni è tipico di Bologna con ceppi significativi anche a San
Lazzaro di Savena, Monterenzio, Castel San Pietro Terme ed
Ozzano dell'Emilia tutti nel bolognese, dovrebbe derivare da un
soprannome originato dal termine dialettale bolognese arcaico
spisni
(zampilli, fuoriuscita
traboccante di liquidi). |
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SPISSU
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Spissu è decisamente sardo, ha ceppi a Sassari, Giave ed Alghero
nel sassarese, a Cagliari, Quartu Sant'Elena e Siurgus Donigala
nel cagliaritano ed a San Gavino Monreale nel Medio Campidano,
dovrebbe derivare da un soprannome dialettale, forse con il
senso di taccagno,
ma potrebbe anche intendere invece
persona sfuggente.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
SPISSU: ispissu
o spissu
significa spesso
e deriva dall’italiano spesso =
con frequenza, spesse volte. Il
cognome potrebbe essere riferito a persona che ripete
continuamente certi atteggiamenti, o che si fa vedere spesso, o
che fa ripetutamente le stesse cose,
abitudinario,
etc. Ma spissu ha anche il significato di spesso, denso, grosso,
riferito tanto allo spessore fisico quanto a quello
intellettuale: dal latino
spissus. Non dimentichiamo poi
che proprio in latino spissus viene usato anche in senso
traslato, nel significato di
lento, pigro. Non sappiamo
altro! Anche se con le sue varianti, il cognome Spissu è
presente nelle carte antiche della lingua e della storia della
Sardegna. Fra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388,
troviamo: Spisu Juliano, jurato ville de Nughedu, * Nughedu…San
Nicolò: diocesi di Ozieri. Contrate Montis Acuti; Spisu
Laurencio, ville Bordigale, * BORTIGALE…odierno Bortigali.
Curatorie de Marghine de Gociano; Spisu Ugheto, ville Bordigale.
Attualmente il cognome è presente in 66 Comuni italiani, di cui
33 in Sardegna: Sassari 68, Cagliari 56, Quartu 50, Giave 28,
Alghero 20, San Gavino 17, etc. Nella penisola è Roma ad avere
il numero più alto con 43. |
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SPISTO
SPOSTO |
Spisto è tipico di Napoli, Marigliano e Boscoreale nel
napoletano e di Maddaloni nel casertano, Sposto è quasi unico,
di origini etimologiche oscure, si potrebbe ipotizzare per
entrambi che possa trattarsi di una forma aferetica, alterata e
contratta del cognome Esposito
(vedi anche ESPOSITI ). |
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SPITALE
SPITALI |
Entrambi
siciliani, Spitale ha un ceppo a San Cono nel catanese ed uno a
Gangi e Petralia Soprana nel palermitano, Spitali è specifico di
Grotte nell'agrigentino, potrebbero derivare dal fatto di essere
stati i capostipiti dei trovatelli affidati a Confraternite
ospedaliere, in Sicilia fin dall'undicesimo secolo si
costituirono, sotto l'egida degli ordini dei Cavalieri e degli
Ospitalieri, alcuni Spitali, dove venivano ricoverati gli
infermi, i mendicanti ed i trovatelli. |
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SPITALERE
SPITALERI
SPITALIERE
SPITALIERI |
Spitalere e Spitaliere sono dovuti probabilmente ad errori di
trascrizione di Spitaleri, che sembrerebbe specifico della
Sicilia, del catanese, messinese e palermitano, Spitalieri, meno
comune, ha un ceppo nel palermitano ed uno nel catanese.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Cognome tipicamente siciliano, con ceppo maggiore nel catanese,
deriva dal termine dialettale
spitaleri (ospitaliere), che
indica colui che lavora in un ospedale. Un tempo gli ospedali,
oltre a svolgere la loro attuale funzione, potevano anche
servire come ricoveri per anziani, per pellegrini o ancora per
trovatelli, va ricordato, ad es., il cosiddetto Spedale degli
Innocenti, che offriva appunto le proprie cure ai bambini senza
famiglia. |
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SPITERI
SPITERO |
Spiteri
sembrerebbe tipicamente siciliano, di Licata e dell'agrigentino
in particolare, con presenze anche nel nisseno e nel catanese,
Spitero, sempre di Licata, sembrerebbe ormai scomparso in
Italia, dovrebbero derivare dal mestiere di locandiere che
forniva carne allo spiedo, ma anche è possibile che derivasse
dal mestiere di fabbro specializzato nella produzione di spiedi. |
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SPITZ
SPIZZI
SPIZZO |
Spitz, estremamente raro, è presente sia in Lombardia che
nell'udinese, Spizzi è specifico della Lombardia meridionale, di
Castiglione d'Adda nel lodigiano, di Milano e di Pavia, Spizzo è
tipico dell'udinese, di Treppo Grande, San Daniele del Friuli,
Buia, Fagagna ed Udine, dovrebbero essere di origine austriaca e
derivare tutti dal cognome
Spitz, che nasce da un
soprannome originato dal termine tedesco
spitz (aguzzo,
a punta), forse ad identificare
caratteristiche fisiche o comportamentali del capostipite. |
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SPIZZICA
SPIZZICHI
SPIZZICHINI
SPIZZICHINO
SPIZZICO |
Spizzica, molto molto raro, è presente in tutta Italia,
Spizzichi. quasi unico, potrebbe essere lombardo, Spizzichini e
Spizzichino, decisamente più diffuso, sono entrambi romani,
Spizzico sembra specifico di Bari.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Spizzica è presente a bassissima frequenza dal nord al sud del
paese, Spizzichi, quasi unico, è specifico del milanese,
Spizzico ha un nucleo principale nel barese, ma si riscontra
anche nel nord, per lo più nel milanese, Spizzichini e
Spizzichino sono assolutamente romani, tutti questi cognomi
derivano dal nome medievale
Spizzico, nato per prostesi
(aggiunta della s) dal nome
Pizzico, che in italiano antico
significa piccolo, piccolino
(per una spiegazione più approfondita sull'origine del nome,
vedi il cognome Pizzico); in alcuni casi, tuttavia, non si può
escludere una derivazione dallo stesso termine
spizzico,
ad indicare particolari caratteristiche fisiche o
comportamentali. In conclusione, dunque, si tratta delle
cognominizzazioni o dei nomi personali dei capostipiti o di
soprannomi loro attribuiti.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Spizzica è cognome siciliano e calabrese, viene dalla voce
dialettale siciliana 'spìzzeca'
= spilorcio.
Rohlfs 180. |
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SPIZZIRRI |
Spizzirri è tipicamente calabrese, soprattutto del cosentino, di
Cosenza, Rende, Marano Marchesato, Montalto Uffugo, Dipignano e
Paola, con un ceppo anche a Nocera Terinese nel catanzarese,
potrebbe derivare da un soprannome dialettale calabrese basato
sul vocabolo germanico spitz
(puntuto, aguzzo),
o, più probabilmente sul termine medioevale germanico
spizzer (colui
che usa lo spiedo). |
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SPLENDIDO
SPLENDORE |
Il
cognome Splendido, ha un ceppo a San Severo e Foggia nel
foggiano ed uno a Corleto Perticara nel potentino, mentre
Splendore è presente in misura minima un pò in tutt'Italia, con
piccoli ceppi in Alto Adige, nel vicentino e padovano, nel
romano e nel napoletano e salernitano, dovrebbe trattarsi di
cognomi derivati dal nome del capostipite, chiamato
Splendido
o Splendore,
probabilmente esaltando una bellezza straordinaria, almeno agli
occhi dei genitori. |
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SPOLAOR
SPOLAORE |
Spolaor è tipico di Venezia, Spinea, Mira e Mirano nel
veneziano, Spolaore è anch'esso tipico di Mirano e Mira, ma
anche di Santa Maria di Sala, Camponogara e Noale nel veneziano
e di Padova, Vigodarzere e Massanzago nel padovano, dovrebbero
derivare da soprannomi originati dal mestiere di filatore o
tessitore, svolto dai capostipiti, cioè da persone che
utilizzavano che preparavano o utilizzavano nel loro lavoro la
spola,
vocabolo che definisce sia la bobina del filo che la navetta
usata dal tessitore per costruire la trama di un tessuto. |
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SPOLDI
SPOLTI
SPOTTI |
Spoldi è raro e dovrebbe essere di origini cremonesi, infatti a
Crema, nel medioevo, ci sono tracce di una famiglia notabile,
gli Spoldi, Spolti, molto più raro è bresciano, Spotti invece è
molto diffuso in tutta la Lombardia, milanese e cremonese in
particolare, e nel parmense, dovrebbero derivare da soprannomi
originati da variazioni del vocabolo germanico (antico
alto tedesco) spelt
(farro, spelta),
meno facile una derivazione dal germanico (antico
alto tedesco) spot
(scherzo).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Spoldi per Olivieri 165 viene dal personale germanico
Osbald,
Förstemann 122. |
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SPOLETI
SPOLETINI
SPOLETINO
SPOLETO |
Spoleti ha un piccolo ceppo nel perugino, uno a Roma, ed uno a
Bagnara Calabra nel reggino, Spoletini è specifico della fascia
centrale che comprende l'anconetano, il maceratese, il perugino,
il reatino ed il romano, Spoletino è praticamente unico,
sembrerebbe del napoletano, Spoleto è specifico di Napoli,
l'ipotesi di derivazione, diretta o attraverso forme etniche,
dal toponimo umbro di Spoleto è la più probabile, ma,
soprattutto per i ceppi meridionali, si può ipotizzare una
derivazione da un soprannome originato dal mestiere di
tessitore, cioè di chi utilizzasse lo
spoletto
o spoletta
navicella per tessere (strumento di legno utilizzato
dall'operatore al telaio). |
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SPOLIDORO |
Spolidoro, assolutamente rarissimo, sembrerebbe specifico della
Basilicata, potrebbe derivare dal nome greco
Polydoros
(con il significato di persona
dai molti doni), con l'aggiunta
di un S
iniziale epentetica, ma potrebbe anche derivare da un soprannome
grecanico con ilk significato di
seminatore. |
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SPONCHIADO |
Tipico del trevisano, zona di Carbonera. Treviso e Preganziol,
dovrebbe derivare da un soprannome.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Cognome di Treviso, secondo D. Olivieri 232 viene dal verbo
veneto sponciàr
(punzecchiare). |
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SPONGIA |
Spongia, abbastanza raro, è di origini nobili ed è tipicamente
giuliano, con un piccolo ceppo a Trieste e sparute presenze in
Veneto, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine
veneziano arcaico spongia
(spugna),
soprannome spesso anticamente attribuito a chi di mestiere
facesse il pescatore. |
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SPONZA
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Sponza è presente qua e là nell'Italia settentrionale, con
massima concentrazione a Venezia e Trieste, dovrebbe derivare
dal cognomen tardo latino Sponza,
soprannome spesso attribuito a chi di mestiere facesse il
pescatore. |
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SPONZILLI
SPONZILLO |
Sponzilli, assolutamente rarissimo, sembrerebbe dell'area
foggiana, con presenze anche nel napoletano, Sponzillo, quasi
unico, è del foggiano, dovrebbero derivare da forme
ipocoristiche del cognomen tardo latino
Sponza,
agnomen spesso attribuito a chi di mestiere facesse il pescatore
di spugne. |
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SPORCHIA |
Tipico di
Martinengo (BG). |
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SPORTELLI
SPORTELLO |
Sportelli
dovrebbe avere un nucleo importante nelle Puglie ed un ceppo
secondario nel nord milanese e comasco, Sportello, assolutamente
rarissimo, sembrerebbe pugliese, tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo nel 1500 a Napoli con i fratelli
editori Franciscus Falco et Ioannes Antonius Sportellus. |
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SPOSATO |
Sposato è
tipicamente calabrese, del cosentino in particolare, di Acri,
Corigliano Calabro, San Demetrio Corone, Cosenza, Cassano allo
Ionio, Vaccarizzo Albanese e Spezzano Albanese, ben presente
anche a Turianova nel reggino ed a San Mango d'Aquino, Lamezia
Terme e Nocera Terinese nel catanzarese, con un ceppo anche a
Napoli e Pompei ed a Piedimonte Matese nel casertano, l'origine
di questo cognome è abbastanza oscura, l'ipotesi più elementare
lo farebbe derivare da un soprannome Sposato attribuito forse al
capostipite perchè, inserito in una comunità di celibi, se ne
differenziava appunto per questa caratteristica, una seconda
ipotesi lo vedrebbe come il frutto di errori di trascrizione da
parte del parroco di turno che avrebbe interpretato il termine
sposato di un documento, come se fosse il cognome della persona
in questione, una terza ipotesi lo vedrebbe come il frutto di
un'alterazione semidialettale del cognome Sposito. |
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SPOSITI
SPOSITO |
Spositi,
abbastanza raro, è tipico di Roma e provincia, Sposito è tipico
di Brusciano, Pomigliano d`Arco ed Acerra nel napoletano, e di
Palermo, ha ceppi, probabilmente secondari, anche in Sardegna,
dovrebbero tutti derivare dall'essere i capostipiti figli
abbandonati, accolti da enti di carità tramite il sistema della
cosiddetta Ruota degli Esposti, la Ruota era un meccanismo
girevole, di forma cilindrica diviso in due parti: una si
affacciava sulla strada, dove era protetta da uno sportello,
l'altra era rivolta verso l'interno dell'istituto di carità, i
neonati venivano depositati nella parte esterna, dove era
presente una campanella da far suonare per avvertire
dell'avvenuto abbandono. |
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SPOTO
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Spoto è tipicamente siciliano, di Acireale, Catania, Parernò,
Aci Catena ed Aci Castello nel catanese, di Mussomeli nel
nisseno, di Raffadali, Aragona, Casteltermini, Agrigento,
Bivona, Sant'Angelo Muxaro e Porto Empedocle nell'agrigentino,
di Palermo, di Milazzo e Messina nel messinese e di Siracusa,
dovrebbe trattarsi di una forma aferetica derivata dal termine
greco δεσπότης despotes (signore
di casa, padrone), questo
cognome di chiara nobiltà baronale, lo troviamo utilizzato ad
esempio da Pirandello, l'esimio scrittore siciliano, nel suo
I vecchi e i giovani
cita come quasi nobile: "...Aveva appena cinque anni, quando il
padre le era morto, eppure lo ricordava bene; tanto che la madre
non aveva potuto mai persuaderla a chiamar babbo quel suo
secondo marito molto più giovine di lei. Non era cattivo, no,
zio Salesio; ma fatuo, e vano come la stessa vanità. Appena
marito della vedova di Baldassare Spoto, aveva creduto sul serio
che da quel matrimonio gli fosse derivato quasi un titolo di
nobiltà; e i più strani fumi gli erano saliti al cervello; tutta
l'anima anzi gli si era convertita in fumo. ..".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Spoto è cognome siciliano dal toponimo omonimo in provincia di
Agrigento. |
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SPOTORNO |
Specifico
della zona tra savonese e genovese, deriva dal toponimo Spotorno
(SV). |
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SPREAFICHI
SPREAFICO |
Spreafichi è estremamente raro ed è originario del nord Italia,
Spreafico è assolutamente lombardo, del nordmilanese,
bergamasco, lecchese e comasco, derivano da soprannomi
dialettali originati probabilmente dalla condizione di indigenza
della famiglia del capostipite detta Spela Fichi, cioè
mangiatori di fichi, cibo considerato dei poveri. Tracce di
questa cognominizzazione le troviamo a Galbiate (LC) nel 1600
con il notaio Francesco Spreafico (1615-1682).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Il cognome Spreafico è presente anche in Piemonte. Deriva da un
soprannome, due le ipotesi
- 1) chi sprea,
trascina
il 'figh',
fimo, letame;
- 2) chi "spreca, spiaccica i
fichi" (con riferimento
all'uccello, il beccafico che rovina il frutto), nel qual caso
occorre ricordare il dialettale scherzoso 'pizafigh,
pizacü' per "schizzinoso".
Ma Lurati propone ancora, anche sulla base di una documentazione
comasca del 1477, una attenuazione di Squarciafico, a sua volta
dal troppo audace gergale Squarciafiche, "strapazza-, sciupa-,
sprecadonne" (v. l'è 'n spreafich = "è un donnaiolo"). Altra
interpretazione: il cognome, diffuso nel lecchese, è composto da
due parole: sprea e fico. Mentre sulla seconda non v'è dubbio
che si tratti del frutto della pianta di fico, la prima potrebbe
forse apparire incomprensibile. Occorre fare riferimento
all'antico dialetto milanese e in particolare all'espressione
"no perà figh", letteralmente 'non sbucciare i fichi' che
significava 'non fare complimenti'. Un "perafigh"
era quindi una persona che non
faceva complimenti. Il dialetto
trovò poi il modo di stravolgere 'perafigh' in 'spreafich', da
qui il cognome. |
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SPRELA
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Sprela, quasi unico, dovrebbe essere del sudmilanese, e dovrebbe
derivare da un soprannome dialettale originato dal vocabolo
milanese sprèla
(detto di donna rozza ed
arrogante). |
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SPRIANO |
Spriano è
tipicamente piemontese, di Torino, San Salvatore Monferrato
nell'alessandrino ed Omegna nel verbanese, non molto probabile
una derivazione dal toponimo sondriese di Spriana, ma al momento
non riusciamo a formulare altre ipotesi. |
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SPURIA
SPURI
SPURIO |
Spuria è assolutamente rarissimo, Spuri ha un ceppo a Roma,
Civitavecchia e Poggio Mirteto (RI), ed uno a Fabriano (AN),
Spurio oltre al nucleo tra Roma e Civitavecchia, ha un ceppo
anche a Nepi (VT) ed uno a Jesi (AN), dovrebbero derivare dalla
Gens Romana Spuria
o dal nomen latino Spurius
di cui abbiamo un esempio a Roma in epoca repubblicana:
"...Camillo inter crimina obiecit Spurius Carvilius quaestor,
ostia quod aerata haberet in domo...". |
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SQUAIELLA |
Squaiella è tipico dell'area rovigota, di Occhiobello, Fratta
Polesine e Pincara, l'origine etimologica potrebbe derivare da
una forma dialettale arcaica rovigota del termine veneziano
antico squaena
(una sorta di squalo simile alle razze dalla pelle coperta di
durissimi tubercoli, tanto da essere anticamente usata come
raspa per i lavori di sgrossatura dei lavori in legno, come ad
esempio le imbarcazioni), probabilmente ad intendere che il
capostipite lavorasse in un cantiere per la costruzione di
barche. |
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SQUARCINA
SQUARCINI |
Squarcina è tipicamente veneto, di Venezia e del padovano, di
Abano Terme, Montegrotto Terme, Padova, Selvazzano dentro e
Rubano, Squarcini è invece toscano, di Borgo San Lorenzo e
Firenze nel fiorentino e di Montopoli in Val d'Arno, Capannoli e
Pontedera nel pisano, dovrebbero derivare da soprannomi
originati dal termine italiano arcaico
squarcina,
una sorta di coltellaccio a lama
ricurva, come una corta
scimitarra, forse ad identificare nei capostipiti dei macellai o
anche dei mercenari o dei grassatori, di quest'uso abbiamo un
esempio: "...Postea Ildibrandus ascendit in equum album , et
ivit ad plateam positus in medio a Luchino Tastonis supranomine
dicto Pescella, et a Farolfo Catenaccio vocato Squarcina, cuin
ornatis sentiferis lanceas et scutos deportantibus. In platea
praeparatum erat magnum torneamentum, multaeque domnae et
domnicellae in fenestris erant, et multa turba populi in platea.
..". |
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SQUASSANTE |
Squassante, assolutamente rarissimo, sembrerebbe della zona tra
mantovano e veronese, dovrebbe derivare da un soprannome basato
sul termine squassare
(fracassare, scuotere
violentemente), forse lkegato
al mestiere del capostipite. |
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SQUASSI
SQUASSO |
Squassi è tipico di MIlano e del milanese, Squasso, quasi unico,
è piemontese, dovrebbero derivare da un soprannome medioevale
basato sul termine squassus,
di cui abbiamo un esempio d'uso nel 1480 in Lombardia in un atto
di compravendita, dove la parte venditrice è rappresentata da un
tale: ".. Bartolomeus Fiorini dictus Squassus .... ediffitium
unum cum canipa una, buleo uno et lectera una intus, cum hostio
ligni, seratura catenazii et clave ferri supra, domo una ab igne
prope, cum hostio ligni et seratura catenazii et clave ferri
supra, stala una prope, cum presepe uno et stalera una intus et
hostio supra...", termine derivato, con l'aggiunta di una
s-
epentetica, dal termine latino
quassum (scosso,
percosso brutalmente), forse in
ricordo di un particolare episodio della vita dei capostipiti. |
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SQUILLACE
SQUILLACI |
Squillace, tipicamente calabrese, ha un grosso ceppo a
Catanzaro, con buone presenze anche a Crotone, San Mauro
Marchesato, Belvedere di Spinello e Rocca di Neto nel crotonese,
a Stignano nel reggino ed a Chiaravalle Centrale nel
catanzarese, Squillaci, oltre al ceppo calabrese nel reggino, in
particolare a Motta San Giovanni e Condofuri, presenta anche un
ceppo siciliano nel catanese a Catania, San Pietro Clarenza,
Mascalucia e Camporotondo Etneo ed a Messina, dovrebbero
derivare dal nome del paese di Squillace nel catanzarese, a sua
volta derivata dal suo antico nome greco Skullakion. |
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SQUILLANTE |
Squillante è tipico di Sarno nel salernitano, con ramificazioni
anche a Napoli, Cimitile (NA), Scafati, Angri ed Eboli nel
salernitano, Squillanti, parrebbe unico ed è probabilmente
dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, dovrebbero
derivare dal nome medioevale italiano
Squillante,
del quale abbiamo un esempio nel 1400 a Montefalcone di Val
Fortore dove è Attuario (una specie di magistrato con il compito
di registrare e conservare gli atti ufficiali) un certo
Squillante, ed in questo scritto napoletano del 1577: "In anno
1577 Don Antonio Carrafa denuntiò la morte di detto Lojse suo
patre; et pagò il debito relevio non solamente per la detta
terra de Cajvano, ma anco per tutto lo Stato, che esso Lojse
possedeva,... ...Abenche di questo ne pende lite in banca
magnifici Squillantis. Et adverte quia tempore quo Istatus
possidebatur per P. Colunnam vigore concessionis de illa sibi
factae per Regem Cattolicum taxabatur in Cedulare adhoa in
ducatis...". |
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SQUIZZATO |
Decisamente veneto dovrebbe essere del padovano, ha un ceppo
probabilmente secondario nel varesotto. |
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STABELLINI |
Stabellini è tipico di Ferrara ed è diffuso nel ferrarese e nel
bolognese, potrebbe derivare da un soprannome dialettale basato
sul termine dialettale arcaico
stabelir (intonacare),
forse ad indicare nel capostipite un muratore, esiste anche
l'ipotesi che il capostipite potesse essere invece originario di
Stabello nel bergamasco. |
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STABILE |
Dovrebbe
avere più ceppi, nella Sicilia occidentale, in Campania e alta
Calabria e nel Salento, deriva dal nome tardo latino Stabilis,
con il significato di fermo nella propria fede. |
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STABILINI |
Stabilini è tipicamente lombardo, di Milano e Truccazzano nel
milanese, di Crema e Spino d'Adda nel cremonese, di Rovetta nel
bergamasco e di Verolanuova nel bresciano, dovrebbe derivare da
un soprannome dialettale basato sul termine dialettale arcaico
stabilì
(intonacare),
forse ad indicare che il mestiere del capostipite fosse quello
del muratore. |
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STACCONEDDU |
Stacconeddu, molto molto raro, è tipicamente gallurese.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
STACCONEDDU: è un cognome rarissimo; diffuso in 6 Comuni
d'Italia, di cui 4 in Sardegna e due nella penisola: Palau 8,
Santa Teresa (di Gallura) 5, Sassari 3, Tempio 3; Varese 2,
Trieste 2. Non ne conosciamo né il significato, né l'etimologia.
Staccone potrebbe derivare da staccare, nel significato di
separare. Oppure si tratta di cognome derivato da trascrizione
anagrafica errata di
staccionèddu: che deriva da
stacciòni, dall'italiano staccionata, dall'antico francese
estache. Su stacciòni o staccionèddu, in sardo è il paletto di
legno o di ferro che serve per chiudere o meglio per
sprangare,dall'interno, il portale(su pottàbi) del vasto
cortile anteriore(de sa pratza manna de ananti)della casa del
proprietario terriero (de su massaiu). Su stacciòni o
staccionìtu o staccionèddu in alcune parti viene detto su
bracciòni o bratzòni, o braccionìtu o braccionèddu. Quest'ultimo
deriva da bracciu o bratzu, dall'italiano braccio, perché ha
proprio la forma di un braccio umano. Non abbiamo altri
suggerimenti! Non l'abbiamo trovato negli antichi documenti
della lingua sarda. |
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STAFFIERE
STAFFIERI
STAFFIERO |
Staffiere, assolutamente rarissimo, è tipico del casertano e del
foggiano, Staffiero, sempre campano ed altrettanto raro, ha un
ceppo a Zungoli nell'avellinese ed a Lettere nel napoletano e
nel foggiano, Staffieri, il meno raro, è diffuso nel romano, nel
frusinate ed iserniese, nel foggiano, barese, materano,
tarentino e leccese, tutti questi cognomi dovrebbero derivare da
soprannomi originati dal mestiere di
staffiere
o palafreniere
(servo che accompagna il padrone
a cavallo, camminando vicino alla staffa od anche che segue il
padrone in carrozza stando in piedi dietro alla stessa)
svolto probabilmente dal capostipite. |
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STAFFOLANI |
Staffolani è decisamente marchigiano, della zona che comprende
l'anconetano, soprattutto Osimo ed Ancona, ed il maceratese,
Macerata, Corridonia, Tolentino, Montecassiano, Urbisaglia,
Morrovalle, Recanati ed Appignano, dovrebbero derivare
dall'etnico di Staffolo, comune anconetano, che a sua volta
dovrebbe derivare dal termine longobardo
staffili
(pali indicatori di confine),
probabilmente ad indicare che il paese fosse nell'area di
confine di un feudo longobardo. |
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STAFFOLI
STAFFOLINI
STAFFOLO |
Staffoli ha un piccolo ceppo nel mantovano ed uno più
consistente a Sacrofano e Roma nel romano, Staffolini, quasi
unico, è milanese, Staffolo, estremamente raro, è dell'udinese
ai confini con il veneziano, dovrebbero derivare da uno dei vari
toponimi come Staffolo nel veneziano o Staffoli nel reatino, che
a loro volta dovrebbero derivare dal termine longobardo
staffili
(pali indicatori di confine),
probabilmente ad indicare che i paesi fossero situati in una
zona di confine di feudi longobardi. |
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STAGLIENO |
Staglieno, quasi unico, sembrerebbe originario di Genova e
dovrebbe derivare dal nome dell'omonimo quartiere genovese, che
a sua volta deriva dall'antico nome greco della città di Genova,
Σταλìα Stalìa, da cui l'etnico latino
stalienus,
il cognome sarebbe quindi una forma primordiale dell'attuale
cognome Genovese.
integrazioni forniti da
Senatore marchese Marcello Staglieno
Staglieno è il nome di un'antica famiglia patrizia genovese di
origine feudale, cui compete il titolo di patrizio genovese e,
in linea maschile primogenita, quello di marchese. Arma: linea
di Marcello Staglieno, storico (riconoscimento del ministero
dell'Interno 30 gennaio 1892): D'azzurro al leone rampante
d'oro; linea di Carlo Fabrizio (riconoscimento del ministero
dell'Interno 10 settembre 1913): D'azzurro al leone coronato
d'oro. È un cognome che, come altri patrizi in Genova (per es.
Doria) e in Liguria (per es. Chiavari), è tutt'uno con il
toponimo ovvero, specificamente, trae origine dalla località di
Staglieno. Per maggiore esattezza trae origine da Stalia, che è
il nome preromano della stessa Genova e, secondo i più
accreditati studiosi, coincidente con il nucleo originario di
Genova, con il porto che, in quei remoti anni, si trovava circa
5 chilometri all'interno rispetto alla costa, sul fiume Bisagno
allora con un letto circa quattro volte più largo e profondo
rispetto all'attuale: del resto Stal[l]ia -secondo il Dizionario
etimologico di Ottorino Pianigiani, Albrighi & Segati,Milano
1907- significa proprio «la dimora volontaria o forzata che si
fa in un porto; ed anche il Tempo stabilito per lo scarico delle
mercanzie») (si veda
http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_di_Genova#L.27epoca_preromana).
L'identità tra il territorio di Stalia-Staglieno con la famiglia
era stata altresì affermata nel XVII secolo dallo storico e
genealogista Odoardo Ganduccio nel Libro della Nobiltà di Genova
e ribadita dallo storico Marcello Staglieno. Lo storico
ottocentesco Giovanni Battista Spotorno, nell'opera Elogj di
Liguri illustri (Tomo primo, Tipografia dei Fratelli Ponthemier,
Genova 1848, sec. ediz., p.3) scrivendo di Cajo Elio Staleno
(rilevato anche come Gaius Staienus / Stalenus,menzionato in
Hu.wikipedia.org e in Hu.wikipedia.org), più volte citato da
Cicerone e tribuno della plebe nell'anno di Roma 697 - affermò
che verosimilmente nacque, proprio per la derivazione del
cognomen da Stalia,in quella che nell'epoca preromana era per
l'appunto l'attuale Staglieno. Lo stesso Spotorno in Storia
letteraria della Liguria (Tomo primo,Epoca prima-dall'età più
remota fino all'anno 1300, Tipografia di G. Schenone, Genova
1826) individuò proprio in Cajo Elio Staleno il possibile
capostipite della famiglia Staglieno (negli atti notarili dal
XIII secolo in poi presente anche come Stalena, Stajana,
Staliano, Staliana, Stalliana e Stagliana o, in vernacolo,
Staggen). Un'accurata storia di tale famiglia si può dedurre
dalla lettura dell'albero genealogico per essa approntato nel
1901 dal citato storico Marcello Staglieno e a tutt'oggi
inedito,ma consultato dal padovano marchese Vittorio Spreti per
la sua celebre Enciclopedia storico-nobiliare-italiana. Vi si
evince altresì che, nel 1279,un Andriolo fondò una società per
costruire galee assieme a membri delle famiglie Spinola e Doria.
Un Marcello Staglieno si distinse come vescovo della città di
Torino dal 1300. Secondo lo storico cinquecentesco Giovanni Cibo
Recco (si veda manoscritto inedito presso la Biblioteca
Universitaria di Genova,B.7.5), intorno al 1380,membri della
famiglia Staglieno operavano commercialmente a Diano Marina
(IM), a Sarzana (SP) da dove, assieme a membri della toscana
famiglia dei Buonaparte, si recarono in Corsica a Bastia e ad
Ajaccio (dove risultano attivi anche nel XVI secolo). Nel 1400
negli elenchi dei lanaioli figura un Bartolomeo Staglieno e, nel
1416, un Ampelio/Ampegli era maestro d'ascia e costruttore di
bastimenti. Nel 1528 un David Staglieno/Staiano venne iscritto
nel Liber aurus nobilitatis Januae non appena Andrea Doria
costituì la Repubblica aristocratica (come anche attestato
alcuni anni dopo, da una Deliberazione della Signoria, 10
ottobre 1581, fogliazzo del Senato 2, pratica nr.137 ), e già
risultava iscritto- proprio in quanto di famiglia d'origine
feudale - a uno degli Alberghi genovesi (elevati a 28 dalla
riforma dello stesso Doria), cioè nell'Albergo Pinelli: si veda
Albergo (nobiltà genovese). Quel David fu poi capitano
comandante e proprietario di una delle galee inviate da Genova
contro i Turchi, poi sconfitti nella battaglia di Lepanto (7
ottobre 1571). E lui stesso, con il nome «David Pinello olim
Staglieno» venne sepolto, e lo è a tutt'oggi, nella chiesa della
Consolazione in Genova. Altri membri notabili della famiglia
furono: Francesco, nel 1641 comandante di bastimenti a Bastia e
Ajaccio in Corsica; Camillo Maurizio, capitano di Rapallo nel
1667-1678; Filippo, comandante di tre navi nel 1713 contro i
barbareschi; Carlo, capitano di Sestri Ponente nel 1782 e di
Ventimiglia nel 1790; Agostino, generale comandante delle truppe
genovesi accanto al generale francese Massena durante l'assedio
degli austriaci contro Genova nel 1800; Carlo Luigi Sebastiano,
naturalizzato francese nel 1801, valoroso combattente come
colonnello sotto Napoleone, subendo gravi ferite in Spagna,
Austria e Russia, e poi,nel 1815, vicino a re Luigi XVIII e da
questi nominato Baron de France nel 1816, morto nel 1819 a
Calais dov'è sepolto sotto un monumento dedicatogli dai suoi
commilitoni; Marcello, presidente della Corte dei Conti del
Regno di Sardegna a Torino (1811-1828), sotto Vittorio Emanuele
I e poi sotto Carlo Felice; Domenico, generale del Genio
piemontese durante la guerra di Crimea nel 1854,quindi
costruttore di tutto l'amplissimo reticolo di strade che, dal
ligure passo del Bracco, si ramifica verso Bonassola, Deiva
Marina e Levanto,con una piazza dedicatagli a tutt'oggi nella
stessa Levanto; Paolo Francesco, già comandante del forte di
Bard e amico di Cavour,come generale del re Carlo Alberto
condusse nel castello di Verduno, da lui acquistato per conto
dello stesso re nel 1837 dalla congregazione dell'Opera di
Carità di Torino, i primi esperimenti nella vinificazione e
nella produzione del Barolo, e perciò a tutt'oggi considerato
enologo insigne; fu inoltre eletto deputato, nella
circoscrizione di Levanto, al Parlamento subalpino nel 1848;
Marcello (1829-1909), storico; Gregorio,colonnello comandante
del Savoia Cavalleria nel 1929; Marcello Staglieno (Genova,
1938), pronipote dell'omonimo bisnonno (1829-1909),
giornalista,scrittore e politico.
bibliografia
^ Wikipedia, l\'enciclopedia libera
^ Si veda Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare
italiana. Famiglie nobili e titolate viventi riconosciute dal R.
Governo d'Italia, Istituto dell'Enciclopedia storico-nobiliare,
Milano 1926,vol.VI,pp.461-463; Albo d'oro della nobiltà
italiana,Collegio Araldico ed., Roma 1989, p.1567)
^ Biblioteca Civica
Berio, Sezione di Conservazione, Genova, m.r.IX.4.17; si veda
anche dello stesso Ganduccio Famiglie di Genova, ms., Biblioteca
Universitaria di Genova, B. II.3
^ in Genealogie di
famiglie nobili estinte, manoscritto cartaceo dei secoli XIX-XX,
segnatura m.r.VIII.3.10; e in Genealogie di famiglie patrizie
genovesi,I-III, manoscritto cartaceo dei secoli XIX-XX,
segnatura m.r.VIII.3.14-16 -entrambi i manoscritti,inediti, si
trovano nell'Archivio Storico del Comune di Genova;e in
Genealogie delle famiglie patrizie genovesi, mss III, 3, 1,
Biblioteca Civica Berio in Genova; si veda inoltre, dello stesso
Staglieno, il manoscritto "Alberi e note di discendenza di
alcune famiglie", conservato sempre nella Civica biblioteca
Berio, m.r.VIII 3 . 21 |
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STAGNARI |
Rarissimo
potrebbe essere originario della provincia di Massa, deriva dal
mestiere di stagnino. |
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STAGNI
STAGNO |
Stagni ha un ceppo tra modenese, bolognese soprattutto e
ferrarese, con un ceppo a Genova ed uno a Trieste, Stagno
tipicamente siciliano, diffuso soprattutto nel palermitano, ma
anche nell'agrigentino, messinese e catanese, e con buone
presenze nel nisseno e nell'ennese, ha anche un ceppo nel
vibonese ed uno nel cagliaritano, questi cognomi dovrebbero
derivare dal nome Staneus,
di origini greche, ma entrato in uso anche in epoca romana, o
anche dal nome medioevale germanico
Stannus ,
o dal gotico Stannis,
è pure possibile per Stagni una derivazione da una forma
apocopaica del nome slavo
Stanislaw. |
|
STAIANO
STAJANO |
Staiano è tipicamente campano, di Vico Equense, Napoli e
Castellammare di Stabia in particolare, ma ben diffuso anche a
Santa Maria la Carità, Massa Lubrense, Anacapri, Gragnano,
Capri, Pompei, Lettere, Sant'Antonio Abate, Torre Annunziata,
Sorrento sempre nel napoletano ed a Scafati nel salernitano, con
un piccolo ceppo nel latinense ed a Palermo, Stajano,
assolutamente rarissimo, è una forma arcaica del precedente,
potrebbero derivare in qualche caso da nomi di località come
Staiano nel teramano, ma, molto più probabilmente derivano
dall'agnomen tardo latino
Staianus, ricordiamo con questo
nome Caius Caesennius Proclus Staianus che troviamo citato in
un'antica lapide romana. |
|
STAINER
STEINER |
Stainer, molto raro, ha un ceppo veneziano ed uno trentino,
dovrebbe trattarsi di errate trascrizioni del cognome Steiner
che secondo la pronuncia tedesca corrisponde a Stainer, Steiner
è specifico dell'Alto Adice, dovrebbe derivare dal termine
tedesco stein
(pietra, sasso),
ad indicare forse un carattere particolarmente duro del
capostipite o forse il suo mestiere di spaccapietre. |
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STAITI
|
Assolutamente rarissimo è tipico di Messina deriva in molti casi
dal toponimo Staiti (RC), in alcuni casi deriva dagli Stayti
d'Aragona, tracce di questa cognominizzazione le troviamo a
Messina fin dal 1500 quando tra le famiglie di marrani (ebrei
convertiti al cristianesimo) troviamo degli Staiti, nella
seconda metà del 1500 Federico Stayti (Staiti) è Conte di
Augusta e Nobile di Messina, nel 1600 gli Staiti vengono
annoverati tra le famiglie nobili della città.
integrazioni fornite da
Carlos Staiti
Il cognome Staiti era presente fin dal 940 nella città di Pisa,
quando uno Staiti diede origine con altri sei nobiluomini della
fazione ghibellina alla casata dei Duodi. Verso il 1240 un
gentiluomo, Gualdo Staiti si trasferì a Messina al seguito di
Federico II°. Nella prima metà del 1400 un Pietro Staiti si
trasferì a Trapani, dove la sua discendenza conserva a tutt'oggi
il titolo nobiliare, mentre la casata messinese si estinse agli
inizi del 1800. |
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STALLANI
STALLANO |
Stallani sembrerebbe ormai scomparso in Italia, Stallano è un
cognome quasi scomparso in Italia, sembrerebbe originario del
cuneese, della zona di Costigliole Saluzzo e di Saluzzo, ma
dovrebbe esserci stato anche un ceppo nel meridione, dovrebbe
derivare da un soprannome originato dal vocabolo medioevale
stallanus
(addetto alle bestie
soprattutto nei mercati del bestiame), tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo a Priola nel 1700 con una famiglia
Stallani che si trasferì poi a Cairo Montenotte nel savonese,
citiamo lo storico personaggio del capitano Angelo Celso
Vincenzo Stallani che accolse ed ospitò Santorre di Santarosa
dopo l'esito catastrofico dei moti insurrezionali piemontesi del
1821. |
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STALLONA
STALLONE
STALLONI |
Stallona è unico, Stalloni è quasi unico, si tratta di errori di
trascrizione del cognome Stallone che ha un ceppo siciliano
particolarmente nel trapanese a Campobello di Mazara e
Castelvetrano ed uno pugliese particolarmente nel barese a
Giovinazzo, Bari e Palo Del Colle.
intehtazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Stallona, unico, è probabilmente un errore di trascrizione di
Stallone, che presenta ceppi maggiori nel trapanese, nel barese
e, in misura minore, nel foggiano, Stalloni, quasi unico, sembra
originario di Roma, tutti questi cognomi derivano dal nome
medievale Stallone,
che, al pari del più comune
Cavallo, va inteso in uno dei
tanti significati simbolici attribuiti a questo animale, quali
la nobiltà del suo portamento, la libertà del suo galoppo o
ancora (e questo vale soprattutto per lo stallone) la sua
prestanza fisica, la sua forza istintuale e la sua carica di
sensualità; va ricordato, inoltre, che nelle antiche religioni
il cavallo era ritenuto un animale sacro e diverse divinità
greche (come Demetra, Poseidone, Artemide, etc) era conosciute
anche col nome di hippios,
che letteralmente significa
cavallini. Per quanto riguarda
i cognomi in questione, dunque, si tratta delle
cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti. |
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STALTARI
STALTERI
STARTARI
STARTERI |
Staltari è specifico del reggino, di Locri, Canolo, Siderno,
Gerace, Marina di Gioiosa Ionica e Cittanova, Stalteri ha un
ceppo a Siderno nel reggino ed uno a Marsala nel trapanese,
Startari è specifico di Taurianova nel reggino, Starteri, oggi
scomparso in Italia, sembrerebbe originario della zona di
Siderno sempre nel reggino, tutti questi cognomi dovrebbero
derivare da un soprannome basato sul termine grecanico
stactiàres
(bianco di capelli),
forse una caratteristica prematura del capostipite, o dal
termine greco antico stateros
(misure ponderali
equivalenti a mezza dracma usate nell'antica Grecia ed anche
nelle aree italiane della Magna Grecia). |
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STAMBAZZI |
Stambazzi
sembrerebbe specifico del forlivese e riminese, di Bellaria Igea
Marina e Rimini nel riminese e di Roncofreddo e Savignano sul
Rubicone nel forlivese, dovrebbe derivare da un soprannome
dialettale di origini oscure, corse connesso con il nome turco
della città di Costantinopoli. |
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STAMBOGLI
STAMBOGLIS
STAMBOLI
STANBOGLIS |
informazioni fornite da Gregorio
Stanboglis
Cognome greco deriva forse da ista polis che significa: andiamo
in città, o colui che viene dalla città, o colui che è a guardia
della città, dove per città si intende sicuramente
Costantinopoli (la città più grande del tempo). Varie versioni
del cognome in quanto la translitterazione dello stesso non era
facile : Stabolis, Stambulis, Stambugli, Stambolis. Quasi sempre
con finale -s, a confortare la sigma bifronte. In Italia siamo
in 7 e non di più, altri in Canada Usa Australia. Tipi famosi:
uno zio poeta , con una strada a lui dedicata nell'isola di
Lefkada nello Ionio, Cristophoros cantante lirico , Gregorio e
Giulio bravi medici a Venezia. |
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STAMEGNA
STAMIGNA
STAMMEGNA |
Stamegna è tipico del latinense di Itri e Gaeta, Stammegna è
specifico proprio di Itri nel latinense, Stamigna è di Roma, con
un ceppo nel ternano ad Amelia, Narni e Terni, dovrebbero tutti
derivare da un soprannome originato dal termine arcaico
stamigna
o stamegna
(sorta di tela grezza per
filtrare liquidi ma anche per avvolgere corpi e da apporre alle
finestre, usato anche per
indicare l'avaro)
vocabolo derivato dal latino
staminea (tela
grezza rada), probabilmente per
caratterizzare una particolare avarizia del capostipite o per
indicarne il mestiere di tessitore di questo tipo di tela usato
in epoca medioevale per avvolgere i defunti, usanza descritta in
questo instrumentum
del 1391 a Ferrara: "...Ancora che meo pare spexe in fare
sepelire meo messer in stamegna et in çira e in la sepultura
libre xxj...." o come tende da finestra come si può leggere in
queste disposizioni parrocchiali del 1574 a Ternate nel
varesotto: "...Si faccia una finestra grande alla moderna con la
sua ferrada et stamegna verso mezzogiorno tra il frontispicio et
l'arco che divide dalla chiesa et un'altra simile...". |
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STAMERRA |
Stamerra è specifico del leccese, di Alliste, Tuglie, Lecce,
Racale, Taviano, Sannicola e Gallipoli, dovrebbe essere di
origini normanne e derivare dal cognome normanno
Stamer o
Stammer,
di cui si hanno tracce fin dal XI° secolo, si tratta di una
famiglia notarile di cui si hanno tracce fin dal 1500, troviamo
traccia di questa cognominizzazione ad esempio a Gallipoli, dove
opera nella seconda metà del secolo XVI° il notaio Vito
Stamerra. |
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STAMPA
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Estremamente raro, sembrerebbe essere di origine Franca,
Giovanni scudiero e primo dei 12 conti di Carlo Magno, che
giunse con lui in Italia, ottenne da quest'ultimo il castello
detto Della Stampa in Brianza, da cui presero il nome i suoi
dipendenti. La famiglia si stabilì successivamentea Milano dove
fu insignita del titolo di Marchesi. |
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STAMPACHIACCHERE
STAMPACHIACCHIERE |
Stampachiacchere è unico, Stampachiacchiere è tipico di Orvieto
(TR).
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Stampachiacchere, unico, è un errore di trascrizione di
Stampachiacchiere, originario del ternano, entrambi questi
cognomi derivano dall'espressione stampa chiacchiere, col
significato di chiacchierone, fanfarone: il verbo stampare,
infatti, va qui inteso in senso figurato, col significato
familiare di dire, fare cose in gran quantità. Si tratta,
dunque, della cognominizzazione di un soprannome attribuito al
capostipite. |
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STANCIC
STANCICH
STANIC
STANICH
STANIG |
Stancich è caratteristico di Trieste, del triestino e del
goriziano, Stancic, molto più raro, è specifico di Trieste,
Stanic, molto molto raro, è diffuso nella zona più orientale
dell'udinese, nel goriziano, in particolare a Ronchi dei
Legionari ed a Trieste, Stanich, estremamente raro, ha un
piccolo ceppo a Trieste e nel goriziano, Stanig, assolutamente
rarissimo, è della zona di Premariacco e San Leonardo
nell'udinese e di Gorizia.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
D'origine slava (più probabilmente slovena), i cognomi Stancich,
Stanich, etc nascono da diversi adattamenti dei cognomi slavi
Stančić
e Stanić,
che, composti dalla radice
Stane/Stano (abbreviazione di
Stanislav)
e dal suffisso -čić/-ić
(con valore d'appartenenza), possono
essere tradotti come figlio di
Stane o, per intero,
Stanislav
(vedi Stanislai e Stani). In conclusione, dunque, si tratta
delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti. |
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STANCHI
STANCO |
Stanchi ha un ceppo piemontese nell'alessandrino a Valenza ed
Alessandria, ed uno a Foggia e nel foggiano, ed a Napoli,
Stanco, abbastanza raro, sembra essere specifico
dell'avellinese, i ceppi meridionali dovrebbero derivare dal
nome serbo albanese Stanko
(Stanislao),
mentre il ceppo piemontese, molto più probabilmente dovrebbe
derivare dal nome medioevale
Stanchus, citato ad esempio in
un atto del 1383: ".. in pluribus peciis terre cum omnibus suis
terris laboratoriis et non laboratoriis, vineis, terraticis,
buschis, siluis, pratis, pasculis, aquis, gaiis et omnibus suis
iuribus et pertinentiis in quibus rexident duo villani quorum
vnus vocatur Stanchus dictus Chognina et alius vocatur Iohanne
dictus Culich et quia dicte due sortes terre sunt in diuersis et
pluribus peciis terre, ..". |
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STANGA
STANGHI
STANGHINI |
Stanga ha
un ceppo lombardo a Brescia ed a Borgo San Giacomo, Villachiara,
Borgosatollo e Montirone nel bresciano e nella vicina Soncino e
Cremona nel cremonese, Stanghi, estremamente raro, è toscano,
forse dell'aretino, Stanghini, abbastanza raro è tipico
dell'aretino, di Monte San Savino, Bucine ed Arezzo, Stango ha
un ceppo in Alessandria ed uno a Foggia ed a Castelluccio
Valmaggiore nel foggiano, dovrebbero tutti derivare direttamente
o tramite ipocoristici da nomi di località o contrade chiamate
Stanga o La Stanga, nome diffusissimo in tutt'Italia. |
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STANGALINI
STANGALINO
STANGHELLINI
STANGHERLIN |
Stangalini molto raro è specifico del varesotto, Stangalino,
molto raro è tipico della zona di confine tra pavese e novarese,
Stanghellini dovrebbe avere almeno due ceppi, nel veronese e nel
bolognese, Stangherlin è decisamente veneto del trevisano in
particolare e di Castello di Godego e Castelfranco Veneto per
l'area di massima concentrazione, dovrebbero derivare dal
toponimo Stanghella nel padovano o dalla Contrada della Stanga
di Vicenza o da località con nomi simili, abbastanza comuni nel
nord Italia. Nel 1508 troviamo una famiglia Stangalini nei
sobborghi di Pontremoli. |
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STANI
STANO |
Stani è pugliese con particolare concentrazione a Taranto e
provincia, Stano decisamente molto più diffuso è tipico delle
province di Bari e di Taranto s Santeramo In Colle (BA) e
Manduria (TA) in particolare.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale
Stano,
che, per tramite dello slavo
Stane/Stano (apocope di
Stanislav),
nasce come abbreviazione del più noto
Stanislao
(vedi Stanislai): a questo proposito, per la precisione, va
osservato che Stani e Stano dovrebbero provenire direttamente
dai Balcani, soprattutto se si considera che, in Puglia, vi è un
gran numero di cognomi slavi - italianizzati nel corso dei
secoli. Sulla base di queste premesse, allora, il cognome
originale potrebbe essere o
Stanić (vedi Stanic) o, ancora
più probabilmente, Stanisić
(vedi Stanisci), tenendo presente che lo stesso Stanisci è ben
radicato nell'area centro-meridionale della Puglia: si può
pensare, addirittura, che Stani e Stano riflettano delle
ulteriori italianizzazioni di
Stanisić, dovute a una parziale
traduzione di questo cognome - più che a un semplice adattamento
fonetico. Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si
tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei
capostipiti. |
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STANISCI
STANISCIA
STANISCIO |
Stanisci ha un ceppo nel teatino a Monteodorisio, Vasto, Cupello
ed Ortona, ed in Puglia a Brindisi, Torre Santa Susanna, San
Vito dei Normanni, San Nicandro Garganico, Taranto e Conversano,
Staniscia è specifico del teatino, di Lanciano, Atessa, San Vito
Chietino, Fossacesia e Casalbordino e di Petacciato, Termoli,
Palata e Campomarino nel campobassano, Staniscio è praticamente
unico, forse molisano, sembrerebbe dovuto ad un errore di
trascrizione del precedente.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
D'origine slava, i cognomi Stanisci, Staniscia, etc nascono da
diversi adattamenti del cognome slavo
Stanisić,
che, composto dalla radice
Stanisa (ipocoristico di
Stane/Stano
o, per intero, Stanislav)
e dal suffisso -ić
(con valore d'appartenenza), può essere tradotto come
figlio di Stanisa
(vedi Stani e Stanislai). In Puglia, tuttavia, non è da
escludere che alcuni Stanisci abbiano una parziale origine
arbëreshë, tenendo presente che
Stanish o
Stanishë
- dallo slavo Stanisa
- è un nome comune anche in Albania: storicamente, ad esempio,
si può ricordare che Stanish Kastrioti era uno dei tre fratelli
di Gjergj Kastrioti, il celeberrimo eroe albanese passato alla
storia col soprannome di Skanderbeg (Skënderbeu in albanese). In
conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi
personali dei capostipiti. |
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STANISLAI
STANISLAO |
Stanislai è praticamente unico, Stanislao ha un piccolo ceppo a
Napoli e nel napoletano.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale
Stanislao
(dallo slavo Stanislav),
che, nonostante la sua diffusione nell'est Europa, si presta in
realtà a una difficile interpretazione - in effetti esistono
diverse ipotesi sul suo significato, dovute all'ambiguità della
radice Stani-:
alcune fonti, ad esempio, traducono Stanislao come
gloria perenne,
gloria duratura
(letteralmente gloria che sta in
piedi), mentre altri ritengono
che il suo significato sia
gloria dello stato,
gloria della patria.
In Italia, ad ogni modo, l'uso di questo nome risente
probabilmente di un influsso agionimico (dal culto dei santi),
tenendo presente che Stanislao è il nome di due santi molto
venerati nell'est Europa - San Stanislao martire, ad esempio, è
il patrono principale della Polonia, mentre San Stanislao Kostka
è il protettore dei religiosi novizi, della gioventù studiosa e
dei moribondi. In conclusione, dunque, si tratta delle
cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti. |
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STANZANI |
Stanzani è tipicamente emiliano, del modenese e ferrarese e
soprattutto del bolognese, con un ceppo anche nel verbanese ed
uno nel fiorentino, e qualche presenza nel romano, dovrebbe
derivare da un'alterazione aferetica del nome
Costante,
ma potrebbe anche derivare da nomi di località come Stanzano di
Marzabotto nel bolognese, o Fosso di Stanzano nel fiorentino, o
Stanzano di Rocca Santo Stefano in Lazio. |
|
STANZIONE
STANZIONI |
Stanzioni, quasi unico, dovrebbe essere dovuto ad errori di
trascrizione di Stanzione, che è tipicamente campano, del
salernitano in particolare, di Salerno, Nocera Inferiore, Angri,
Scafati, Nocera Superiore, Pagani, Battipaglia, Baronissi e
Fisciano, di Napoli e di Sant'Antimo e Giugliano in Campania nel
napoletano e di Rotondi nell'avellinese, e che dovrebbe derivare
dal nome del paese di Masseria Stanzione, una frazione di
Salerno. |
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STANZU
STANZU' |
Stanzu,
praticamente unico, è un alterato di Stanzù, che, tipicamente
siciliano, è specifico di Leonforte nell'ennese e di Capizzi nel
messinese, dovrebbe derivare da una forma aferetica dialettale
del nome Costanzo, probabilmente portato dal capostipite. |
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STARA
|
Stara è
molto diffuso in tutta la Sardegna, in particolare nel
cagliaritano ad Assemini, Cagliari, Monserrato e Quartu
Sant'Elena, ma con ceppi significativi anche a Bosa e San Vero
Milis nell'oristanese, a Sassari, a Carbonia ed a Budduso in
Gallura, dovrebbe derivare dal nome di un antico villaggio ormai
scomparso Stara, forma contratta di Stavara nel Giudicato
d'Arborea, probabile luogo d'origine del capostipite, di questo
paese possiamo conoscere l'esistenza in un atto medioevale:
"Posit Janne de Monte terra ad clesia in Guraeda, cabiçale assa
binia vedere de donnu Goantine de Lacon, tenendo assas cinnigas,
pro s'anima sua cun boluntade bona de Iohanne Cadalanu et de
donna Preciosa. Testes: donnu Comida de Sivi, su prebiteru ki
llu penedentiedi et Goantine de Unale, curadore de factu de
parti de Miili, et Iuanne de Stavara et Altimonte Madau et
Gunnari Cece...". |
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STARACE
STARACI
STORACE
STORACI |
Starace è tipico del napoletano con ceppi anche nel foggiano,
nella zona del Gargano e lungo il Golfo di Manfredonia, e nel
leccese, Staraci, quasi unico, è dovuto ad errori di
trascrizione del precedente, Storace ha un ceppo principale a
Genova ed uno forse non secondario a Sant`Antimo (NA) e Sessa
Aurunca (CE), Storaci parrebbe specifico di Siracusa anche se ha
un ceppo a Cinisi (PA), dovrebbero essere derivati da soprannomi
originati dal vocabolo latino
storax storacis (arbusto di
origine medioorientale, coltivato anche in Italia che produce
una resina utilizzata anticamente in profumeria ed in medicina),
starebbero ad indicare probabilmente la professione di
alchimista o profumiere.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Storace è presente in Liguria, Lazio, ma anche in Lucania (a
Trecchina), nel Barese, nel Tarentino e nel Napoletano. E'
variante di Sarace. Petros Stavrakis nel 1203 in Calabria; cfr.
Stavrakis
cogn. in Grecia: da gr. 'stavròs'
= croce.Fonte, G. Rohlfs: Dizionario storico dei cognomi in
Lucania, 1985 |
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STARNUTO
STERNUTO |
Sia
Starnuto, che Sternuto, non esistono più in Italia, dovrebbe
trattarsi di cognomi di fantasia attribuiti ad un trovatello. |
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STAROPOLI |
Staropoli è un cognome calabrese tipico del valentiano ed in
particolare di Drapia, Mileto, Briatico e Rombiolo, e del
palermitano, di Marineo e Palermo, si dovrebbe trattare di un
cognome di origine greca non arcaica e deriverebbe dal cognome
greco Stavropoulus. |
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STASI
STASIO
STATI
STAZI
STAZIO
STAZZI |
Stasi è tipico di Puglia, Campania, Basilicata e Calabria,
Stasio, molto più raro, è più tipico del napoletano e del
salernitano, con ceppi anche nel Lazio, Stati ha un grosso ceppo
a Capistrello nell'aquilano, con presenze anche ad Avezzano,
sempre nell'aquilano, ed a Roma, Stazi è tipicamente romano, ma
è molto diffuso in tutto il Lazio, con ceppi anche tra
anconetano e perugino, Stazio ha un ceppo a Fabriano
nell'anconetano, ed uno nel napoletano, Stazzi, molto raro,
sembra essere romano, dovrebbero tutti derivare dal cognomen
latino Statius
di cui abbiamo un esempio illustre nello scrittore latino
napoletano Publius Papinius
Statius (45-96d.C.): "..Inde
homo animal fans et ratiocinans, quod tangit hic Statius dum
dicit quomodo de animali dictus embrio efficiatur fans a fando:
Non vides tu ancor etc., et, ut dixi supra in IV° capitulo,
dicte tres potentie in nobis non sunt ut tres anime ut sunt in
prelatis animalibus particulariter, unde comentator in libro De
Anima improbat Platonem ponentem tres substantias, et commendat
Aristotelem ponentem unam solam in nobis, unde concludendo
circha hoc Thomas in prima parte CVIIIIa questione ait: Una
eadem anima, que primo prestitit in embrione, scilicet
vegetativa, per actionem virtutis ..".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Stasi è ipocoristico aferetico di
Anastasio,
dal greco 'anàstasis'
= resurrezione.
Cfr. Minervini 468. |
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STASOLLA |
Stasolla è tipicamente pugliese, del barese, di Sant'Eramo in
Colle, Altamura, Gioia del Colle e Gravina di Puglia e del
tarentino, di Palagianello, Taranto e Castellaneta, dovrebbe
derivare dal nome del paese Masseria Stasolla nei pressi di
Altamura.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Stasolla è cognome pugliese, alterazione di Stasi. (cfr.) |
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STAUDACHER |
Staudacher è specifico della provincia di Bolzano, di Racines e
di Vipiteno, dovrebbe derivare dal cognome austriaco Staudacher,
che dovrebbe derivare da un soprannome riferito al compito di
controllore dello stato degli argini di un fiume, probabilmente
affidato al capostipite. |
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STECCA
STECCHELLI
STECCHI
STECCHINI
STECCO |
Stecca è tipicamente veneto, soprattutto del vicentino, padovano
e trevigiano, con piccoli ceppi nel romano e latinense,
probabile frutto dell'emigrazione veneta in occasione della
bonifica pontina, con presenze anche nel napoletano e
salernitano, Stecchelli sembrerebbe proprio essere unico,
Stecchi, molto molto raro, ha un ceppo tra rovigoto e ferrarese
ed uno nel barese, Stecchini, altrettanto raro, è tipico del
padovano, di Monselice ed Albignasego in particolare, Stecco è
specifico del vicentino, di Altissimo e Chiampo, dovrebbero
derivare, direttamente o tramite varie forme ipocoristiche, dal
mestiere di incisore
(stecher
in tedesco), ma in alcuni casi potrebbe derivare
dall'italianizzazione del cognome germanico Steck, derivato dal
termine steck
(semina).
Troviamo tracce di queste cognominizzazioni a Trento in un atto
del 1569, dove viene citato un certo
Franciscus filius quondam Ioannis Stechi
de Vigulo Basilicae.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Stecca è cognome del Nord, soprattutto veneto, ma diffuso
sporadicamente in tutta l'Italia. Secondo D. Olivieri, 248,
deriva dal personale latino
Stechus, come del resto anche i
cognomi veneti Stecco e Stecchini. |
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STEFAN
STEFANA
STEFANACCI
STEFANAZZI
STEFANE'
STEFANEL
STEFANELLI
STEFANELLO
STEFANET
STEFANETTA
STEFANETTI
STEFANETTO
STEFANI
STEFANIA
STEFANIN
STEFANINA
STEFANINI
STEFANINO
STEFANO
STEFANOLI
STEFANOLO
STEFANON
STEFANONE
STEFANONI
STEFANUCCI
STEFANUT
STEFANUTO
STEFANUTTI
STEFANUTTO |
Stefan è specifico dell'area che comprende il padovano, il
veneziano ed il trevisano, in particolare Campodarsego e
Vigodarzere nel padovano, Marcon, Mira e Venezia nel veneziano e
Povegliano e Vittorio Veneto nel trevisano, Stefana è
decisamente lombardo del bresciano, di Nave in particolare, ma
anche di Brescia, Ospitaletto, Concesio e Bovezzo, Stefanacci,
sicuramente toscano, è caratteristico della zona che comprende
il pratese soprattutto ed il fiorentino, con massima
concentrazione a Prato, Vernio e Vaiano nel pratese, Stefanazzi
è sempre decisamente lombardo, ma è proprio del basso varesotto,
di Busto Arsizio soprattutto, Stefané è quasi unico, Stefanel,
molto raro, è tipico della zona di confine tra veneziano ed
udinese, Stefanelli è molto diffuso in tutt'Italia, Stefanello.
molto raro è proprio della zona tra padovano e veneziano,
Stefanet, quasi unico, parrebbe specifico del veneziano,
Stefanetta, molto molto raro, è specifico del verbanese, di
Vogogna in particolare, Stefanetti ha un ceppo lombardo nel
milanese a Casorezzo e Villa Cortese e nel comasco a Parè,
Drezzo e Faloppio, ed uno umbro nel perugino a Foligno e Spello,
Stefanetto ha un ceppo piemontese nell'alessandrino ed uno
veneto nel trevigiano e veneziano, Stefani è proprio del nord
Italia, Stefania è caratteristico del foggiano, di Cagnano
Varano in particolare e di Foggia, San Severo e San Nicandro
Garganico, Stefanin, molto molto raro, è caratteristico
dell'area triveneta, Stefanina, altrettanto raro, è però
specifico del basso bresciano, di Villa Carcina in particolare,
Stefanini è diffuso in tutto il centro nord, Stefanino, molto
molto raro, ha un ceppo a Roma ed uno ad Ercolano nel
napoletano, Stefano ha un ceppo importante nel Salento, uno nel
chietino sona di Vasto, San Salvo e Cupello, Stefanoli,
estremamente raro, è del nord Italia, Stefanolo, ancora più
raro, semprerebbe dell'area ligure, piemontese, Stefanon è
veneto, Stefanone, anch'esso estremamente raro, parrebbe
dell'area pavese, Stefanoni è assolutamente lombardo, Stefanucci
è ben diffuso in tutta la fascia centrale che comprende la bassa
Toscana, il Lazio, l'Umbria e l'Abruzzo, Stefanut, molto molto
raro, parrebbe del pordenonese e del vicino trevigiano,
Stefanuto è caratteristico della zona al confine tra veneziano e
friulano, zona di Gruaro e Portogruaro (VE) e San Vito al
Tagliamento e Sesto al Reghena (PN), Stefanutti è decisamente
friulano, Stefanutto, abbastanza raro, è specifico del Friuli,
derivano tutti, direttamente o tramite ipocoristici o
patronimici dialettali in -ut,
-utti
ed -utto,
dal nome Stefano
e da sue modificazioni come quella citata in uno scritto del
1401 a Verona: "...condotti fatti dalli antichi cristiani per
fugir lo martirio sotto la vecchia rena, et osservazioni scritte
dallo pintore Stefanello da Zevio. Principio MCCCC1 Martio...",
o in un atto del 1460 redatto in Venezia dove viene citato uno
Stefanello Magnactura del Rion di S. Angelo, o anche come
leggiamo in un atto a Dervio nel lecchese: "...mediante persona
Thomasii eius filii, ac Stefanolus, suo et procuratorio nomine
dicti Jacobi secundi, et Georgii fratrum suorum ut filii dicti
qu. D Baldassaris anno 1355 die 3 Novembris a Rev. in Christo
Patre, et Domino, Domino Roberto Vice Comite S. Mediolanensis
Ecclesiae Archiepiscopo...". |
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STEFANACHI |
Stefanachi, abbastanza raro, è tipico della Puglia, del barese e
del leccese, dovrebbe essere di origini greche e derivare
dall'italianizzazione del cognome patronimico greco, soprattutto
ateniese, Stephanaki
o Stefanaki,
che sta per il figlio di Stefano. |
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STEFANIZZI
STEFANIZZO |
Stefanizzi è tipico del sud peninsulare, soprattutto del
Salento, di Sogliano Cavour, Galatina, Cutrofiano, Veglie,
Lecce, Squinzano, Muro Leccese e Bagnolo Del Salento,
Stefanizzo, molto molto più raro è anch'esso tipico del leccese
ed è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione del
precedente.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata in una forma
ipocoristica del nome Stefano, in cui il suffisso
-izzi,
d'origine greca, ha un valore diminutivo o vezzeggiativo (in
Grecia, infatti, esiste anche il cognome
Stephanitsis).
In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei
nomi personali dei capostipiti. |
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STEFANORI |
Stefanori è tipicamente romano, dovrebbe essere di origine
germanica, probabilmente austroungarica o svizzera e derivare da
un'italianizzazione del cognome
Stephanor che riscontriamo
essere esistito in Svizzera, in Austria ed in Ungheria. |
|
STEFINI |
Stefini è tipico del bresciano, di Iseo e Brescia in
particolare, dovrebbe derivare da un soprannome originato da un
ipocoristico del termine dialettale arcaico
stoff (stucchevole,
noioso), forse ad indicare una
particolarità del comportamento del capostipite. |
|
STEGAGNI
STEGAGNINI
STEGAGNO |
Stegagni, quasi unico, è del veronese, come Stegagnini,
estremamente raro, che è tipico di Verona, Stegagno, il più
diffuso dei tre, è anch'esso veronese, dovrebbero derivare,
direttamente o tramite ipocoristici da soprannomi originati dal
termine dialettale veneto
stegagno (coltellaccio,
una sorta di machete), forse ad indicare il mestiere di
macellaio svolto dal capostipite. |
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STELLA
|
Assolutamente panitaliano, dovrebbe derivare dal nome Stella,
ma, in alcuni casi, può discendere da toponimi come:Stella (SV),
Stella Cilento (SA), Stella di Monsanpolo (AP), Santa Maria La
Stella (CT), Palazzo dello Stella (UD), ecc. |
|
STELLARI
STELLARIO
STELLARO |
Stellari è tipicamente lombardo di Castelleone nel cremonese e
di Milano e Lainate nel milanese, sia Stellario che Stellaro
sono praticamente unici, tutti questi cognomi dovrebbero
derivare dal nome medioevale
Stellarius. |
|
STELLINA
STELLINI |
Stellina è quasi unico, Stellini ha ceppi a Milano, nell'area
bresciano,m veronese e mantovana, nel ferrarese e ravennate e
nel fiorentino, dovrebbero derivare da forme alterate dei nomi
Sterlina
e Sterlino
(vedi STERLINA), o, più probabilmente da una forma ipocoristica
del nome Stella. |
|
STELLINO |
Stellino è specifico di Alcamo nel trapanese e dovrebbe derivare
dal nome arcaico Stellino,
in onore della Madonna della Stella, con una forte devozione in
Sicilia. |
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STELZER |
Stelzer è tipico del Trentino, di Pergine Valsugana e Trento e
di San Genesio Atesino, in Alto Adige, dovrebbe derivare da un
soprannome dialettale per
falegname, probabilmente il
mestiere del capostipite. |
|
STEPANCIC
STEPANCICH
STIPANCIC
STIPANCICH |
Stepancic, Stepancich, Stipancic e Stipancich sono tutti
abbastanza o molto rari e tipicamente triestini.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
D'origine slava (più probabilmente slovena), i cognomi
Stepancich, Stipancich, etc nascono da diversi adattamenti dei
cognomi slavi Stepančić
e Stipančić,
che, composti dalla radice
Stepan o
Stipan
(l'italiano Stefano)
e dal suffisso -čić
(con valore d'appartenenza), possono
essere tradotti come figlio di
Stepan o Stipan (vedi Di
Stefani e Stefan). In conclusione, dunque, si tratta delle
cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti. |
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STERA
STERI
STERIO
STERO |
Stera, assolutamente rarissimo, è tipico della Sardegna
sudoccidentalke, dell'iglesiente in particolare, Steri è tipico
delle province di Cagliari ed Oristano, ma con un ceppo anche a
Massa, Sterio e Stero sono quasi unici, potrebbero derivare dall
aferesi del nome tardolatino
Asterius di cui abbiamo un
esempio nel libro VIII° delle epistole di
Gaius Sollius Sidonius Apollinaris
(431-486): "...cum pater meus praefectus praetorio Gallicanis
tribunalibus praesideret, sub cuius videlicet magistratu consul
Asterius anni sui fores votivum trabeatus aperuerat...".
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
STERA; STERI: non sappiamo con esattezza né che cosa significhi,
né da dove provenga. Potrebbe derivare da
ostéra/i
(meridionale) = ostessa, oste,
e quindi da osteria.
Nell'alta Sardegna l'albergatore/trice è detto
s'istére/a.
Potrebbe essere la forma accorciata di
fustéri =
falegname bottaio
o derivare da furistéri
= forestiero.
Intanto troviamo il cognome nelle carte antiche della lingua e
della storia della Sardegna. Tra i firmatari della Pace di
Eleonora, LPDE, del 1388, troviamo( in due varianti Stere e
Isteri): Stere (de) Petro, jurato ville de Sardara, ** SARDARA
MONTIS REGALIS...11 GENNAIO 1388, et ego...Gadulesu Margiano
habitator velle Sardara, sindicus actor et procurator
universitatis Contrate Montis Regalis et villarum et etc. In
posse Virde Andrea, Virde Joanne, de Civitate Sasseri, notarii
publici, die XI Januarii 1388; Stere(de) Francisco, ville de
Paingionis, * Paingionis.Pavigionis.Pabillonis. Contrate
Montis Regalis ; Stere(de) Margiano, jurato ville de Sancto
Gavino, * Sancto Gavino. San Gavino Monreale. Contrate Montis
Regalis ; Isteri (de) Saracino, jurato ville Mogoro, *
Mogoro.Mogoro: Partis de Montibus, *** Et ego De Montisi
Laurencius de Villa de Gonnos de Tramacia, sindicus etc. etc.
Curatorie Partis de Montibus seu a Guantino Marmeda (officiali
majori Curatorie.congregatis in villa de Gonnos de Tramacia,
ante domum habitacionis Guantini Marmeda.in posse Penna
Ambrosii. XI die januarii 1388. Nel Condaghe di Santa Maria di
Bonarcado, CSMB, XI°, XIII° secolo troviamo: Stere de
Comita(124), in una partizione di servi: (Ego Iohanne Mellone,
priore de Bonarcado)partivi (ho diviso) cun donnu Petru Skintu,
prebiteru (prete) de Sanctu Saturru (Saturnino) de Tramaza,
fiios(i figli) de Petru Casa, serbu (servo) de Sanctu Saturru
et Maria sa muiere(la moglie), fudi ankilla(era serva) de Sanctu
Iorgi de Calcaria (villa scomparsa verso la fine del XIV°
secolo. Si trovava in agro di Milis, dove rimane ancora la
chiesa campestre di San Giorgio); Stere Arzocco (140), teste in
una donazione alla chiesa: posit a clesia Petru Templa vinia pro
anima sua.Testes: arzocco de Stere et Jorgi Manca et Pellio su
frate; Stere Troodori(169), citato in una lite (kertu): kertait
Orzoco d'Uda, cum Muiedi Manale pro custa parzone ki posit donna
Bera d'Uda ad Sancta Maria de Bonarcado.et costas (confinante
con)a sa terra de Troodori de Stere. - Attualmente il cognome
Steri è presente in 150 Comuni italiani, di cui 59 in
Sardegna(per lo più meridionale): Domusnovas 73, Villacidro 72,
Arbus 60, Cagliari 54, etc. Il cognome Stera è presente in 13
Comuni italiani, di cui 5 in Sardegna: Domusnovas 9,
Villaperuccio 8, Assemini 3, etc. |
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STERCOLI |
Stercoli, molto raro, è specifico della zona tra basso bresciano
e cremonese, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal
termine dialettale lombardo
stercol (sterco),
l'origine del soprannome potrebbe essere dovuta al mestiere del
capostipite, che forse faceva il lavorante agricolo addetto ai
letamai o lo stalliere. |
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STERLINA
STERLINI
STERLINO |
Sterlina, quasi unico, sembrerebbe siciliano, Sterlini,
estremamente raro ha presenze sia al nord che in Umbria e nel
romano, Sterlino, assolutamente rarissimo anch'esso, ha presenze
in Campania e soprattutto in Sicilia, dovrebbero derivare dal
nome medioevale Sterlinus,
Sterlina,
di cui abbiamo un esempio d'uso in questo scritto tratto dal
Rerum Scoticarum Historia
del 1582: "... Hi cum longioribus uteretur hastis quam qui ex
adverso stabant, statim regis mediam aciem fuderunt. Ipse equi
casu debilitatus in molas aquarias non longe a loco ubi pugnatum
erat se recepit, eo (ut videbatur) consilio ut naves quae non
longe aberant conscenderet. Ibi cum paucis deprehensus
occiditur. Tres eum fugientem proxime secuti Patricius Graius
familiae suae princeps, Sterlinus Kentius et sacrificulus
cognomento Borthicus. Incerto a quo eorum percussus. Eius caedis
fama, licet incerta per utrunque exercitum divulgata, fecit ut
victoribus minus acriter instantibus fugientum multo pauciores
caederentur. Cum rege enim, non cum civibus, proceres bellum
suscoeptum videri volebant. ...", nel 1300 a Grosio nel
sondriese troviamo uno Sterlino padre di Viano Decano del
comune, ma con il termine
sterlino e
sterlina
si individuava in epoca medioevale, come ancora oggi, anche un
tipo di moneta e questi cognomi potrebbero anche derivare da
soprannomi stanti ad indicare che i capostipiti godessero di una
condizione agiata. |
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STERMIERI
STERNIERI
STRAMIERI |
Stermieri è specifico di Carpi nel modenese, Sternieri, più
diffuso, è tipico anch'esso del modenese, di Modena, Soliera e
Carpi, con un ceppo anche a Reggio Emilia e Scandiano nel
reggiano, Stramieri, assolutamente rarissimo parrebbe del
mantovano, dovrebbero tutti derivare da soprannomi derivati dal
verbo latino sternere
(stendere sul suolo, spargere),
o dal vocabolo italiano strame
(erba o paglia che si stende
sotto alle bestie e che si da
loro da mangiare), soprannomi indicanti il mestiere dei
capostipiti, cioè di addetti alle stalle, in particolare delle
vacche, a preparare il giaciglio per le bestie ed a dare loro il
fieno per cibarsi. |
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STEVAN
STEVANI
STEVANO
STIEVANI
STIEVANO |
Stevan, molto molto raro, è specifico della zona di Bassano del
Grappa nel vicentino, Stevani ha presenze nell'alessandrino, un
ceppo a Piacenza e Borgonovo Valtidone nel piacentino, ed un
piccolo ceppo nel reggiano, a Castelnovo ne' Monti e Quattro
Castella, Stevano ha un piccolo ceppo a Torino ed uno a Casale
Monferrato nell'alessandrino, Stievani, quasi unico, è del
vicentino, Stievano è tipicamente veneto, di Padova, Vigonza ed
Albignasego nel padovano, di Rovigo e di Mira Stra e Venezia nel
veneziano, dovrebbero derivare dal nome germanico
Stevanus,
variante con grafia germanica e con alterazioni betacistiche del
nome medioevale Stebanus,
una forma arcaica del nome
Stefano, di cui abbiamo un
esempio d'uso in una Carta investiture del 1201 a Casorate nel
milanese: "... Interfuerunt ibi testes Iacominus de Busti Arso
et Stebanus de Galarate et Guilielmus de Locarni et Mainfredinus
de Gambaredo. Ego Iohannes qui dicor Lungus notarius donni
imperatoris Henrici hanc cartam tradidi et per parabolam ipsorum
(firmatorum scripsi et interfui. Die dominico .XI. de novembre,
indictione .V., .MCCI. ...". |
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STEVANATO |
Tipicamente veneto, diffusissimo soprattutto nella provincia di
Venezia, nel capoluogo, a Salzano, Spinea, Mirano e Noale, si
tratta del patronimico dialettale del nome
Stevan
(vedi STEVAN); il suffisso -ato,
nel dialetto veneto indica figlio di, si deve leggere quindi
come la famiglia del figlio di Stevan. |
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STIA
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Estremamente raro è tipico dell'alto potentino, nobile famiglia
di San Fele (PZ) in particolare. |
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STICOZZI |
Sticozzi è specifico di San Nicandro Garganico nel foggiano,
potrebbe derivare dal cognome greco
Stichios,
derivato dal nome omonimo, forse portato dai capostipiti, o dal
cognomen latino Stichus
da quello derivato. |
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STIGLIANI
STIGLIANO |
Rarissimo
il primo, un pò più diffuso il secondo, sono entrambi specifici
della Basilicata, dovrebbero derivare dal toponimo Stigliano
(MT). |
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STILETTO |
Stiletto sembrerebbe specifico di Tambre nel bellunese, potrebbe
derivare da un soprannome basato sul termine italiano
stiletto
(sorta di pugnale molto stretto
ed aguzzo). |
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STILLA
|
Stilla ha qualche presenza in Campania ad Ischia ed Ercolano nel
napoletano e nel foggiano ha un ceppo a San Severo, Rignano
Garganico, San Marco in Lamis e San Nicandro Garganico, dovrebbe
trattarsi di una forma matronimica e derivare dal nome tardo
latino Stilla,
a sua volta derivato da una traduzione del termine ebraico
mar
(goccia),
radice del nome Maria. |
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STILLANTE
STILLANTI |
Assolutamente rarissimi, forse pugliesi. |
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STILLO
STILO |
Stillo, è calabrese, con un ceppo nel catanzarese a Sant`Andrea
Apostolo dello Ionio e Catanzaro, a Rende nel cosentino ed a
Crotone, Stilo è specifico del reggino, dovrebbero derivare da
un soprannome originato da una caratteristica del luogo di
residenza della famiglia, la presenza di uno στήλη stele
(colonna
in greco) o da episodi della vita del capostipite legati in
qualche modo al termine colonna.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Stilo è cognome che deriva dal toponimo omonimo in provincia di
Reggio Calabria. |
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STILLONE |
Stillone,
molto raro, è siciliano di Palermo e di Salaparuta nel
trapanese, un'ipotesi propone una derivazione da una forma
etnica arcaica riferita alla città di Stilo nel reggino. |
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STINCHEDDU |
Stincheddu è tipicamente sardo, del sassarese, con un piccolo
ceppo a Chiaramonti, dovrebbe derivare da una forma ipocoristica
dialettale sarda basata sul termine
stingu (sottile),
probabilmente ad indicare che il capostipite avesse una
corporatura particolarmente esile. |
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STINCHI
STINCO |
Stinchi, molto molto raro, ha un ceppo nel perugino a Foligno,
Città di Castello e Perugia, Stinco è tipico di Trapani ed Erice
nel trapanese, potrebbero derivare dal nome medioevale germanico
Stinkus,
a sua volta derivato dal termine medioevale tedesco a.a.t.
stinka
(orchidea)
o da stinkan
(odorare, profumare). |
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STIVAL
STIVALE
STIVALI |
Stival è tipico dell'area che comprende il trevisano, a Farra di
Soligo, Santa Lucia di Piave, Conegliano, Motta di Livenza e
Pieve di Soligo, il pordenonese, a Pordenone, Azzano Decimo e
Cordenons, ed il veneziano soprattutto, a Portogruaro,
Pramaggiore, Venezia, Concordia Sagittaria, Fossalta di
Portogruaro e Caorle, Stivali, presente a Roma, e Norma,
Sermoneta e Latina nel latinense, dovrebbe derivare da
un'italianizzazione del cognome precedente e dovrebbe essere
arrivato in Lazio in occasione della bonifica Pontina, Stivale,
estremamente raro, sembrerebbe soprattutto un'alterazione del
primo, potrebbero derivare da soprannomi originati dal termine
veneto stival
che vuol dire
stivale,
forse motivato dal fatto che il capostipite di mestiere
producesse appunto stivali, ma un significato secondario del
termine in dialetto veneziano è quello di
stordito,
ed in alcuni casi potrebbe perciò trattarsi di un soprannome
scherzoso attribuito sempre al capostipite, non molto probabile
una derivazione da nomi di località come ad esempio Stival di
Frizzon in trentino, possibilità che non si può comunque
escludere. |
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STIVALA |
Stivala è
tipicamente siciliano, di Catania, di Cerami, Piazza Armerina e
Nicosia nell'ennese, di Mazzarino nel nisseno e di Siracusa,
dovrebbe derivare da un soprannome dialettale originato forse
dall'abitudine del capostipite di portare gli stivali, o dal
fatto che lo stesso li producesse, ma in qualche caso possono
invece derivare da nomi di località come Serra Stivala, una
frazione di Bronte nel catanese, troviamo tracce degli Stivala,
di probabili origini ebraiche, a Gozo, sull'isola di Malta, fin
dalla metà del 1500, e di un matrimonio nel trapanese tra una
certa Perna Stivala nell'anno 1657 originaria del messinese con
un tale Giovanni Grammatico nativo del luogo. |
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STIVALETTA
STIVALETTI |
Stivaletta, molto raro, è specifico di Vasto nel teatino,
Stivaletti, ancora più raro è molisano di Guglionesi e
Campobasso, entrambi hanno presenze significative a Roma, si può
ipotizzare una derivazione dal mestiere di artigiano produttore
di stivali svolto dal capostipite. |
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STOCCHETTI |
Molto molto raro.
integrazioni fornite da
Andrea Stocchetti
secondo il prof. Dante Marrocco (Piedimonte Matese) il cognome è
di probabile etimologia tedesca e deriverebbe da
stock (stocco),
spada lunga, che compare anche sullo stemma di famiglia,
attorniata da due fiere (prob. lupi o leoni) su un colle. |
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STOCCHI
STOCCO |
Stocchi ha più ceppi, nel parmense, a Trieste, tra aretino,
perugino ed urbinate e in provincia di Roma, Stocco è
tipicamente veneto, dovrebbero derivare dal nome tardo
medioevale Stochus, di questa cognominizzazione si hanno tracce
ad esempio nel 1300 come si evince dal seguente testo del 1500:
"...Nunc sicut fabula fabulam trudit, ita Simon Stochus alium
longe recentioris memoriae Stochum, praenomine Petrum, a me
laudandum evocat ... ...28 die Iulii anno domini 1399 certe
Ioannis Stochi, nisi in tempore se mihi obtulisset, non
meminissem...".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Stocchi, Stocco è un cognome di Trieste. Una parte proviene dal
Friuli e dal Veneto e ha un cognome romanzo originato da 'stocco'
= arma bianca
medievale più corta e sottile della spada, l'altra parte prima
portava il cognome sloveno/croato
Stojkovič / Stojković
(adattato anche in Stocovich)
o il cognome croato Stokovac
(diventato pure Stocovaz),
cognomi aventi per base il nome slavo
Stojko
abbreviato in Stojan
= Fermo.
M. Bonifacio, Cognomi triestini, p. 219. |
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STOCCHINO
STOCHINO |
Entrambi tipicamente sardi, Stocchino, il più diffuso, ha un
ceppo nel cagliaritano a Quartu Sant'Elena, Dolianova e
Cagliari, ed uno nell'Ogliastra ad Arzana, Lanusei e Tortolì,
Stochino è anch'esso dell'Ogliastra nel nuorese, zona di Arzana,
Ilbono e Tortolì, dovrebbero derivare da un soprannome originato
dal termine sardo stochínu
(fragile, malandato, cagionevole
di salute), probabilmente ad
identificare nel capostipite una persona con queste
caratteristiche.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
STOCCHINO; STOCHINO: deriva da
stoccu =
stocco
(italiano). Stocchino
= piccolo stocco, pugnale.
Il cognome è diffuso quasi in egual modo nelle due varianti, con
un a o con due "c". Non l'abbiamo trovato nelle carte antiche
della lingua e della storia della Sardegna, da noi consultate.
La storia recente ricorda Samuele Stochino (Arzana - 1985 -
1927). Sulla sua figura in Sardegna è nata una vera e propria
"letteratura". Da eroe di guerra a latitante: questa
l'inesorabile parabola di Samuele Stochino, passato alla storia
come La Tigre dell'Ogliastra. Prima sul fronte libico poi
valoroso combattente nella prima guerra mondiale, promosso a
sottufficiale per meriti di guerra e medaglia d'argento al
valore. Tornato in Sardegna alla fine della guerra, accusato di
furto di bestiame (si dice ingiustamente)e messo in prigione,
dalla quale riuscì subito ad evadere. Rimase latitante sino alla
morte avvenuta nel 1927 dopo uno scontro a fuoco con i
carabinieri. Durante la latitanza lasciò dietro di se una lunga
scia di sangue. Il suo odio per determinate persone,
evidentemente a lui poco care, lo portò sulla strada della
vendetta senza fine. La taglia di 200 mila lire (la più alta
nella storia del Fascismo per un latitante) sulla sua testa,
messa per volontà di Benito Mussolini, fece spuntare una lunga
serie di collaboratori di giustizia, che furono, tutti,
selvaggiamente "giustiziati" da Samuele Stochino. In ultimo
toccò ad una bambina, trucidata nelle braccia della madre: si
dice che per lui fu un errore e che fu anche l'ultimo suo atto
di ferocia. Che sia giusto o meno, di lui si ricordano di più le
eroiche gesta del Piave e invece si dimenticano gli efferati
assassini. Chiudiamo con il giudizio che di lui ci ha lasciato
lo scrittore Emilio Lussu: "Era un sottufficiale decorato con
medaglia d'argento al valore militare, umano e mite. Il bandito
Stochino fu poi un'altra coscienza, non sua, venuta dal di fuori
dentro di lui, dalle lontane tenebre di un mondo bestiale ed
estraneo alla sua infanzia e alla sua giovinezza"! Attualmente
il cognome Stocchino è presente in 59 Comuni italiani, di cui 33
in Sardegna: Quartu 138, Arzana 33, Dolianova 28, etc. Il
cognome Stochino è presente in 35 Comuni italiani, di cui 19 in
Sardegna: Arzana 73, Ilbono 53, Tortolì 28, etc. |
|
STOCOVAZ
STOKOVAC
STOKOVAZ |
Stocovaz è tipicamente giuliano di Trieste, Stokovac e Stokovaz,
quasi unici, sono sempre giuliani, dovrebbero essere di origini
croate e derivare da una forma ipocoristica del nome slavo
Stojko,
equivalente croato del nome latino
Firmus (Fermo),
i cognomi deriverebbero da capostipiti, il cui nome
italianizzato sarebbe stato Firmino, ricordiamo che questa forma
ipocoristica ha anche valore patronimico e potrebbe stare da
indicare che il nome del padre dei capostipiti fosse stato
Stojko
(Fermo). |
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STOESSELLI |
Stoesselli, quasi unico, sembrerebbe del varesotto, dovrebbe
trattarsi dell'italianizzazione del cognome svizzero tedesco
Stössel,
che si può scrivere anche
Stoessel e che dovrebbe
derivare da un soprannome basato sul termine tedesco
stössel (pestello). |
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STOLFA
STOLFI
STOLFO |
Stolfa ha
un ceppo a Trieste, ma il nucleo è nel barese tra 8.36
Capurso, Corato ed Altamura, Stolfi ha un ceppo toscano tra
Prato e Firenze, a Roma e nel potentino tra Avigliano, Potenza e
Bella, Stolfini, rarissimo, è del bresciano, Stolfo, molto molto
raro, è friulano, dovrebbero tutti derivare direttamente o
tramite diminutivo dall'aferesi del nome medioevale Astolfo. |
|
STOMBOLI |
Stomboli, molto molto raro, è un cognome tipico dell'area
sudmilanese e piacentina, dovrebbe derivare da un soprannome
originato dal termine semidialettale di origini toscane
stombolo,
una sorta di meccanismo per sollevare la pula sopra il pagliaio,
formato da due aste di legno unite all'estremità superiore,
mosso da funi, probabilmente indicando così un'origine contadina
del capostipite. |
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STOMPO
STUMPO |
Stompo è praticamente unico, dovrebbe essere una forma alterata
di Stumpo, che è tipicamente calabrese, del cosentino, di
Rogliano, Acri, Cosenza e Rossano, e del crotonese, di Cotronei
e Petilia Policastro, e che dovrebbe derivare da un soprannome
grecanico basato sul termine grecanico arcaico
stympos (mortaio,
pestello), probabilmente ad
indicare nei capostipiti qualcuno che fosse solito usare
quell'attrezzo per lavoro, forse degli erboristi. |
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STONA
|
Stona,
decisamente veneto, è tipico del vicentin. di Foza e Camisano
vicentino e di Padova e Megliadino San Fidenzio nel padovano,
dovrebbe derivare dal toponimo Stona, un'antica contrada di Foza
nel vicentino, dove esistono sia Stona di Sopra che Stona di
Sotto, tracce di questo cognome a Foza lo rinveniamo almeno
dalla seconda metà del 1400. |
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STONE
STONI |
Stone è assolutamente rarissimo, Stoni è unico, potrebbero
derivare da forme aferetiche del nome Gastone, ma più
probabilmente derivano da soprannomi in lingua cimbra originati
ad esempio dal vocabolo stoln
(rubare, furto)
o anche dal termine stonark
(pietraia),
forse ad indicare caratteristiche fisico geologiche dell'area
dove abitava la famiglia. |
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STOPPA
STOPPANI
STUPPA
STUPPANI |
Stoppa ha
ceppi in Lombardia tra milanese, pavese e varesotto, nel
torinese, tra veronese, rovigoto e ferrarese, nel forlivese, nel
livornese e nel barese, Stuppa, quasi unico, è probabilmente
dovuto ad errore di trascrizione del precedente, Stoppani
sembrerebbe lombardo, Stuppani è dovito ad errori di
trascrizione, dovrebbero tutti derivare da soprannomi originati
o dal fatto che il capostipite nel proprio mestiere utilizzasse
della stoppa o per costruire poltrone o divani o per calafatare
imbarcazioni o che avesse caratteristiche fisiche che
richiamassero la stoppa come ad esempio i capelli. |
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STOPPELE |
Stoppele è specifico del veronese, di Badia Calavena in
particolare e di Verona, potrebbe venire da un soprannome
originato dal termine cimbro
stope (polveri),
ma che invece, molto più probabilmente, deriva dal termine
veneto stopèlo
(stoppa molto fine, usata anche
per garze o anche lucignolo),
prodotto che probabilmente veniva prodotto o usato dal
capostipite. |
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STORANI
STORANO |
Storani è
tipico della provincia di Macerata con presenze comunque
significative nel vicino anconetano, Storano è praticamente
unico, dovrebbero derivare dall'aferesi del toponimo Castorano
(AP) ad indicare probabilmente una provenienza picena, Gli
Storani appaiono come possidenti a Falconara fin dal 1700. |
|
STORARI
STORARO |
Storari
ha un nucleo nel ferrarese, un ceppo a Verona e nel veronese,
uno nel cremonese ed uno tra pesarese ed anconetano, Storaro,
assolutamente rarissimo, potrebbe essere del napoletano,
dovrebbero derivare da soprannomi originati dall'attività di
produttore di stuoie svolta dal capostipite. |
|
STORCHI |
Storchi è tipicamente emiliano, di Modena, Carpi e Formigine nel
modenese e di Reggio Emilia, Correggio, Novellara, Campagnola
Emilia e Bagnolo in Piano nel reggiano, potrebbe derivare da un
soprannome originato dal termine latino
extorquere
(estorcere, distorcere),
con significato oscuro, ma potrebbe anche riferirsi a
caratteristiche fisiche del capostipite. |
|
STORIALE |
Storiale, assolutamente rarissimo, è siciliano, dovrebbe
derivare da un soprannome basato sul termine medioevale latino
stoliarius
(marinaio di flotta). |
|
STORNAIOLO
STORNAIUOLO |
Stornaiolo, assolutamente rarissimo, dovrebbe trattarsi di
un'errata trascrizione del cognome Stornaiuolo, che è
tipicamente campano, di Napoli, Avellino e Mercato San Severino
nel salernitano, e che dovrebbe derivare da un soprannome
originato dall'attività di uccellatore o cacciatore di storni
utilizzando una rete svolta dal capostipite. |
|
STORRI
|
Molto
raro, potrebbe avere un ceppo nell'aretino ed uno nel viterbese,
dovrebbe derivare dall'aferesi di nomi medioevali italiani come
Astorre, Nestore, Castore o Ristoro. |
|
STORTI
STORTINI
STORTO |
Storti,
non molto diffuso, sembra essere specifico dell'Italia
settentrionale, con presenze anche nelle Marche, in Umbria, a
Roma, nel casertano, napoletano e beneventano, Stortini ha un
ceppo nelle Marche, in particolare nel maceratese ed ascolano,
nel perugino e nel romano, Storto ha un ceppo nel veneziano e
trevisano, uno nel teatino e campobassano uno a Roma ed uno nel
napoletano, dovrebbero derivare, direttamente o tramite forme
ipocoristiche, da un soprannome originato da un difetto fisico o
del portamento attribuibile ai capostipiti. |
|
STRACCHI |
Molto
raro, potrebbe avere due ceppi, nel milanese e nel rietino,
dovrebbe derivare da soprannomi legati al carattere indolente
del capostipite, nel rietino è possibile che derivi dal nome
greco Strachys. |
|
STRACCI
STRACCIA
STRACCIO
STRACCIONE
STRACCIONI |
Stracci ha un ceppo ad Offida nel Piceno, Straccia, più diffuso,
ha un ceppo nell'ascolano, a San Benedetto del Tronto in
particolare, a Monteprandone, Grottammare, Offida, Monsampaolo
del Tronto, Spinetoli, e nel maceratese a Civitanova Marche, e
ad Alba Adriatica nel teramano, ed a Montemiletto e
Montefalcione nell'avellinese, Straccio, quasi unico, è
anch'esso prevalentemente marchigiano, Straccione e Straccioni,
praticamente unici, dovrebbero essere forme alterate dei
precedenti, che dovrebbero nascere dall'italianizzazione del
cognome di origini greche
Strakys o
Strakas. |
|
STRACQUADAGNO
STRACQUADAINI
STRACQUADANIO |
Stracquadagno è praticamente unico e dovrebbe essere dovuto ad
un errore di trascrizione di Stracquadanio, molto raro e tipico
di Modica nel ragusano, Stracquadaini, sempre siciliano è
tipico, sempre del ragusano, di Vittoria, con un ceppo anche a
Niscemi (CL) ed a Catania, potrebbero derivare da
soprannomi dialettali di un cacciatore, il significato starebbe
ad indicare uno che sfinisce o fa stramazzare i daini o ne
concia le pelli. |
|
STRACQUALURSI |
Specifico di San Giovanni In Carico (FR), dovrebbe derivare da
un soprannome legato al vocabolo dialettale adatto a chi
sfinisce gli orsi.
integrazioni fornite da
Fabio Paolucci
sembrerebbe un cognome tipico del comune di San Giovanni in
Carico (FR), ma lo si trova diffuso anche a Roma. Alla base
potrebbe esserci il soprannome cognominizzato costituito
dall'espressione stracqua l'urso,
poi pluralizzato per designare l'intero nucleo familiare.
Letteralmente l'espressione dialettale dovrebbe significare
innaffia, annega l'orso o gli orsi, coniata con ogni
probabilità in relazione ad un episodio singolare della vita del
capostipite del ceppo oppure in riferimento alla sua attività
(es. conciatore o commerciante di pelli di animali). |
|
STRACUZZA
STRACUZZI |
Stracuzza, estremamente raro, parrebbe di Fiumara (RC),
Stracuzzi parrebbe del messinese.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Stracuzza, rarissimo, sembra essere originario del reggino,
Stracuzzi è tipico per lo più del messinese, entrambi questi
cognomi derivano dalla voce dialettale
stracuzza,
col significato di tartaruga:
l'origine del termine va ricercata nel greco
ostrakon,
col letteralmente significa conchiglia (in riferimento alla
forma dello scudo dorsale della tartaruga). Molto probabilmente,
allora, si tratta delle cognominizzazioni di soprannomi
attribuiti ai capostipiti (in quanto persone lente o, forse più
propriamente, pigre). |
|
STRADA
|
Ha un
nucleo importante nella parte nord occidentale della Lombardia,
uno secondario in Romagna ed uno nel brindisino e tarentino,
dovrebbe derivare dai vari toponimi contenenti il vocabolo
Strada, come ad esempio: San Martino in Strada (LO), Villastrada
(MN), Quattro Strade (CO), Stradella (PV) - (MN), San Martino in
Strada (FO), Santa Maria in Strada (BO). |
|
STRADAIOLI |
Stradaioli è tipicamente romagnolo, di Forlì, Ravenna, e di
Predappio, Santa Sofia e Bagno di Romagna nel forlivese,
potrebbe derivare da un soprannome stante ad indicare il fatto
che le famiglie abitavano su di una strada extraurbana o anche
che i capostipiti svolgevano le loro attività per la strada. |
|
STRADELLA |
Stradella
ha un ceppo nell'astigiano ed alessandrino, uno ad Aviano nel
pordenonese ed a Venezia, dovrebbe derivare dai molti toponimi
con quel nome come Stradella nel pavese, nel mantovano e nel
parmense, ma molti sono i nomi di località simili nel
norditalia. |
|
STRADIOTA
STRADIOTTI
STRADIOTTO |
Stradiota, assolutamente rarissimo, sembrerebbe pugliese,
Stradiotti è assolutamente raro, si può ipotizzare un ceppo nel
leccese e forse uno nel cremonese, Stradiotto è specifico
trevisano, dovrebbero derivare dal vocabolo
stradiotto
(soldato di cavalleria leggera
di un corpo creato dalla Serenissima Repubblica veneta con
giovani slavi, soprattutto albanesi, nel 1450~), tracce di
questo termine si trovano in una lettera, datata 20 novembre
1512, inviata da Nicolò Arcimboldo, commissario generale di
Trezzo, nella quale riferisce che Costantino Paleologo si è
lamentato presso il da Mosto perché soldati dello scrivente
hanno fatto prigioniero un suo stradiotto e, come richiesto dal
da Mosto, questo non è stato rilasciato: "...ieri mattina
essendo assaltati li nostri da li franzesi, tuti venerno
cridando Marcho et Franza et da molti de nostri fu conosuto che
insieme cum lor gli era questo stradioto, et che più dete de le
ferite a de li nostri, et quando fu preso haveva la lanza
sanguinante, et fu preso pocho de dreto ali franzesi quando se
retiravano et proprio andava dreto a loro, solo che non consona
andasse per offenderli; et ultra di questo ne è acertato che lui
da pochi dì in qua era nel castelo. Per questo questi nostri
capitanei et soldati se rendeno difficili a relassare uno
soldato del Barone; ma, o soldato suo o no, s'è demonstrato
inimico. Io ho preso questi mezi: farò examinare questi me hano
dito le suprascripte cose et mandarò el dito suo ala M.V., la
qual si pò render certa che no si mancherà per conservare la
optima amicitia è fra questi dui ill.mi stati....". |
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STRADOLINI |
Stradolini è un cognome assolutamente rarissimo tipico
dell'udinese, dovrebbe derivare dal mestiere di
stradino
(operaio che lavora alla
manutenzione delle strade). |
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STRAFACE |
Straface
è tipicamente calabrese del cosentino, di Rossano, San Giovanni
in Fiore, Acri, Crosia, Corigliano Calabro, Cariati e Bisignano,
dovrebbe derivare dal nome del paese di Straface frazione di
Amendolara nel cosentino, probabilmente il paese d'origine dei
capostipiti. |
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STRAFFORELLI
STRAFFORELLO |
Strafforelli è di origine corsa, Strafforello è così raro da
poter essere considerato quasi unico, probabilmente anche lui di
origine corsa, ha un probabile ceppo secondario ad Imperia.
Personaggio di rilievo è stato Gustavo Strafforello, eclettico
scrittore della seconda metà del 1800. |
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STRAGAPEDE
STRECAPEDE
STREGAPEDE
STREGAPETE |
Stragapede è decisamente pugliese, del barese, particolarmente
presente a Ruvo di Puglia e Bari, con presenze comunque
significative anche a Modugno, Toritto, Gravina di Puglia,
Barletta e Terlizzi, Strecapede, sempre pugliese, è quasi unico,
Stregapede ha un piccolo ceppo nel barese, soprattutto a
Bisceglie, ed un ceppo a Roma, Stregapete è unico, potrebbero
derivare dall'italianizzazione e successive alterazioni
dialettali del termine greco στρατόπεδον stratopedon (accampamento
militare), forse ad indicare la
qualifica del capostipite di responsabile di una forza bellica.
informazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Il cognome pugliese Stragapede, di origine soprannominale,
(varianti Stregapete, Stracapede, Strecapede, Stregapede) è
composto dal prefisso 'stra' dal latino 'extra' = fuori di, che
indica eccesso, sovrabbondanza, + 'pede' = piede. Il significato
sarebbe quindi: individuo dal grosso piede. P. Minervini,
Dizionario dei cognomi pugliesi, p. 470. |
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STRAGAZZI |
Cognome quasi scomparso.
integrazioni fornite da
Fabio Paolucci
Il cognome Stragazzi appartiene ad un'unica famiglia italiana,
oggi quasi estinta, che scelse come sua dimora il comune di San
Giorgio La Molara, in provincia di Benevento. Il Casato
discende da Angelo Ràkòczy, principe ungherese esule in Italia
in conseguenza della congiura ordita dal padre Francesco I
di Transilvania (1645 - 1676) con il conte palatino Wesselènyi
contro gli Absburgo. Angelo si ritirò a San Giorgio La Molara e
mutò cognome per sottrarsi all'ira e alla vendetta
dell'Imperatore Carlo VI, che proprio in quel tempo era divenuto
anche Re di Napoli dopo la guerra di successione polacca, in
quello italianizzato Ragozzi, premettendo ad esso le due
iniziali S e T, attribuendo a tali lettere il significato della
denominazione di Suprema Transilvania. Il cognome risultò prima
Stragozzi e successivamente Stragazzi, per un evidente errore di
trascrizione anagrafica o perchè tale forma del cognome del
Principe fosse meno dura all'orecchio di quella di Stragozzi. I
Ràkòczy erano una Famiglia principesca ungherese originaria di
Ràkocz e Felsövadàsz, nell'Ungheria superiore, dove,
proprietaria di vasti territori, compare già nel sec. XIII°. Tra
i capostipiti annoveriamo:
Zsigmond (1544 - 1608), che combattè contro i Turchi ed ebbe il
titolo di barone, dopodichè nel 1607 fu eletto Principe di
Transilvania, alla cui dignità rinunciò nel 1608 a favore di
Gabor Bàthory. György I (1593 - 1648), figlio del precedente, fu
voivoda di Transilvania (1630), ma dovette difendere il suo
titolo contro vari pretendenti. Nell'ultimo periodo della
Guerra dei Trent'anni si alleò con la Svezia e la Francia e
occupò l'alta Ungheria. Nell'ultimo periodo della sua vita si
occupò della conquista del trono di Polonia. György II (1621
- 1660), figlio e successore del precedente, che sposò Sofia
Bàthory che gli portò grandi ricchezze. Ebbe dal Sultano
Maometto IV anche il governo della Moldovia e della Valacchia
(1648). Si alleò con il Re di Svezia contro la Polonia, e per
questo atto entrò in urto con la Turchia. La guerra fu un
disastro: abbandonato dagli svedesi, dovette concludere la pace
con la Polonia e,
ferito a morte nella battaglia di Fenes contro i Turchi,
perdette i due principati danubiani.
Francesco (Ferenc) I (1645 - 1676), figlio del precedente e
padre di Angelo che si rifugiò nel Sannio, che fu eletto
Principe nel 1652 ma non potè conservare la Transilvania.
Ferenc II (1676 - 1735), figlio del precedente, fratello di
Angelo Stragozzi, che fu allevato a Vienna sotto la tutela di
Leopoldo I. Sposò Carlotta Amalia dei conti di Assia-Rheinfels e
nel 1697 fu creato principe dell'Impero. Si oppose
all'assolutismo di Leopoldo I mettendosi a capo del nazionalismo
magiaro: iniziò un carteggio con Luigi XIV di Francia ma fu
scoperto e condannato a morte. Si salvò evadendo dal carcere e
rifugiandosi in Polonia. Quando nel 1703 scoppiò nell'Ungheria
superiore una insurrezione contro gli Absburgo, Ferenc II
Ràkòczy ne divenne il capo indiscusso. Tentò invano di
procurarsi l'appoggio di varie potenze, tra cui quella di Pietro
il Grande di Russia, finchè dovette esulare in Polonia, in
Inghilterra e in Francia. Dopo la Pace di Passarowitz (1718)
riparò in Turchia. Con i suoi due figli, Jòzsef (1700 - 1738) e
György (1701 - 1756), si estinsero i Ràkòczy.
Anche Angelo Ràkòczy, poi Stragozzi, ebbe una illustre
discendenza. Vanno ricordati:
Tommaso Pietro Stragazzi, Governatore di Salerno nel XVIII sec.
Francesco IV, membro del Governo della Repubblica Partenopea,
Deputato con Gioacchino Murat, decorato della Legion d'onore
Ferdinando (1847 - 1929), medico filantropo e uomo politico. |
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STRAMACCIONI |
Tipico
umbro, potrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo
stramaccione (mescola di paglia ed altre erbe secche). |
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STRAMANDINO
STRAMANDINOLI |
Stramandino, molto raro, è tipicamente siciliano del messinese,
di Barcellona Pozzo di Gotto, San Filippo del Mela, Lipari e
Santa Lucia del Mela, Stramandinoli, sempre molto raro, è del
vibonese, di Dasà, Arena ed Acquaro, di origini etimologiche
oscure, potrebbero derivare da un soprannome derivato dal
termine stramare
(indebolirsi della trama di un
tessuto). |
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STRAMBI
STRAMBIO
STRAMBO |
Strambi è tipico dell'area che comprende lo spezzino, il
massese, il lucchese, il pisano, il livornese, il fiorentino ed
il senese, Strambio, molto molto più raro, è tipico
dell'alessandrino, Strambo, quasi unico, è del Piemonte
nordorientale, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal
termine medioevale latino
strambus e strambius (strabico),
a sua volta derivato dal latino
strabus con il medesimo
significato, probabilmente a sottolineare un difetto fisico dei
capostipiti. |
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STRAMIGIOLI |
Stramigioli è tipico di Cattolica nel riminese e di Pesaro,
Gradara e Gabicce Monte nel pesarese, l'origine etimologica del
cognome è di difficile interpretazione, tracce di questo nobile
casato si trovano a Pesaro almeno dal 1700, con incroci con i
conti Ciacchi, nella seconda metà del 1700 a Pesaro troviamo in
qualità di canonico penitenziere un certo Antonio Stramigioli. |
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STRANGES |
Stranges è tipico di Conflenti (CZ) con presenze significative
anche a Lamezia Terme e Martirano sempre nel catanzarese, casato
nobile di probabile origine normanna, a Mesoraca (KR) è presente
un palazzo Stranges di una famiglia baronale con quel cognome.
integrazioni fornite da
Vincenzo De Angelis
La famiglia Stranges, nobile famiglia di San Luca e Bovalino, in
provincia di Reggio Calabria, nel 1800 è la più ricca,per censo,
di tutta la provincia. Acquista terre e titoli dal marchese
Clemente e dai baroni Oliva di Platì. Possiede una razza di
cavalli purosangue, allevata nelle terre di Bovalino, chiamata
razza stranges. Vi furono uomini illustri come il marchese
Francesco Stranges, medico, oltre a giudici e prefetti. Si
imparentarono con la famiglia Ruffo, la famiglia Romano di
Bagnara, la famiglia De Angelis di Brancaleone. Nel 1899 il
barone Stranges, proprietario della montagna di Montalto, regalò
la parte più alta per mettere il Cristo che il Papa aveva voluto
come buon auspicio in occasione dell'inizio del diciannovesimo
secolo mettendo ogni secolo in uno dei punti più alti d'Italia
un Cristo. |
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STRANGI
STRANGIO |
Strangi è
assolutamente rarissimo, Strangio, meno raro, sembra avere un
ceppo in Calabria nel reggino ed uno forse non secondario in
Liguria nella zona di Ventimiglia (IM), derivano dal termine
dialettale indicante uno straniero. |
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STRANIERA
STRANIERI
STRANIERO |
Straniera, quasi unico, sembrerebbe pugliese, Stranieri è
tipicamente meridionale, con qualche presenza nel napoletano, un
ceppo in Puglia, a Manduria nel tarantino, a Salve nel leccese,
a San Vito dei Normanni nel brindisino e nel foggiano a
Trinitapoli e ad Orsara di Puglia, ed uno in Calabria nel
catanzarese, a Girifalco, Maida, Catanzaro e Cortale, Straniero
è tipicamente pugliese, di Barletta e Bari nel barese e di
Foggia, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal fatto
che i capostipiti fossero considerati estranei alla cmunità,
quindi degli stranieri. |
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STRANO
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Strano è tipicamente siciliano, molto diffuso soprattutto nella
parte orientale dell'isola, dovrebbe derivare da un soprannome
locale indicante nel capostipite uno
strano (estraneo,
straniero). |
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STRAPAZZON
STRAPPAZZON |
Strapazzon, molto raro, ha un ceppo a Bassano del Grappa e
presenze nel bellunese, Strappazzon è specifico di Arsiè e
Feltre nel bellunese e di Bassano del Grappa, Rossano Veneto e
Romano d'Ezzelino nel vicentino, questi cognomi dovrebbero
derivare da un soprannome basato sul termine veneto arcaico
strapazzon,
con il significato di
trasandato, negligente, detto di chi fa qualcosa senza cura e
con pessimi risultati,
probabilmente a sottolineare un aspetto comportamentale dei
capostipiti. |
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STRATA
|
Strata è
tipicamente ligure, del genovese e dello spezzino, potrebbe
derivare dall'aferesi del toponimo Astrata di Albera Ligure
nell'alessandrino. |
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STRATI
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Strati è tipico del reggino di Sant`Agata del Bianco, Siderno,
Melito di Porto Salvo, Samo e Bovalino, dovrebbe derivare
dall'aferesi di una contrazione del nome latino
Eustratius,
a sua volta derivato dal greco
Eustratios, ricordiamo
Sant'Eustrazio, martire sotto Diocleziano ed il filosofo
scolastico vescovo di Nicea del XI° secolo Eustratius Episcopus
Nicaenus. |
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STRATICO
STRATICO'
STRATIGO' |
Sia
Stratico che Stratigò sono quasi unici, Straticò, assolutamente
rarissimo, è proprio dell'area cosentina ed in particolare di
Castrovillari e Lungri.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
D'origine arbëreshë (più probabilmente greco-albanese), i
cognomi Straticò, Stratigò, etc nascono da diverse
italianizzazioni del termine greco
stratigòs,
col significato di generale,
comandante dell'esercito (in
Grecia, d'altronde, esiste anche il cognome
Stratigos).
Dal punto di vista storico, comunque, un esempio famoso è
offerto dal poeta e patriota arbëreshë Vincenzo Straticò
(Lungro, 1822 - Lungro, 1885, anche noto come Vincenzo
Stratigò), che, negli anni del Risorgimento, fu uno tra i
maggiori protagonisti della lotta arbëreshë per l'unificazione
d'Italia. |
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STRATOTI
STRATOTO
STRAZIOTA |
Stratoti è tipico della provincia di Catanzaro, di Montauro,
Soverato e Stalettì, Stratoto è praticamente unico, Straziota è
specifico di Bari, si potrebbe trattare di una variante
dell'etnico del paese di Strátos in Grecia, indicandolo forse
come luogo di provenienza della famiglia, ma molto più
probabilmente derivano dal termine greco στρατιώτες
stratiôtês che significa
soldato, in effetti in epoca
bizantina il termine definiva degli agricoltori, piccoli
proprietari terrieri, che, in caso di guerra, si trasformavano
in un corpo militare.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Secondo un'ipotesi interessante, il cognome Straziota nascerebbe
da una pronuncia popolare del termine
stratiota
(dal greco stratiotis,
letteralmente soldato),
che, in epoca rinascimentale, indicava un soldato appartenente
al corpo degli stratioti,
anche noti come stradioti
o stradiotti:
fra il XV e il XVI secolo, infatti, sia la Repubblica di Venezia
sia il Regno di Napoli si servirono di frequente dell'abilità
degli stratioti, un corpo di soldati mercenari che provenivano
generalmente dai Balcani - si trattava per lo più di albanesi e
greci e, in misura minore, di slavi (vedi Stradiota). In
conclusione, dunque, si tratterebbe della cognominizzazione di
un nome di mestiere attribuito ai capostipiti. |
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STRAZULLO
STRAZZULLA
STRAZZULLI
STRAZZULLO |
Strazullo è praticamente unico, dovrebbe essere dovuto alla
perdita di una -z-
in seguito ad un errore di trascrizione, Strazzulla è
tipicamente siciliano, di Augusta nel siracusano, di Catania e
di Vittoria nel ragusano, Strazzulli e Strazzullo sono
tipicamente campani del napoletano, il primo di Qualiano,
Mugnano di Napoli, Torre del Greco e Villaricca, il secondo di
Napoli, Pozzuoli, Quarto e Qualiano, dovrebbero tutti derivare
da soprannomi basati sul termine dialettale meridionale
strazzullo, strazzulla
(piccolo straccione o stracciona). |
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STRAZZERA
STRAZZERI
STRAZZERO |
Strazzera ha un ceppo a Cagliari e a Quartucciu nel cagliaritano
ed uno a Trapani e ad Erice nel trapanese, Strazzeri è
tipicamente siciliano, ha un ceppo a Catania ed a Palagonia
Calatabiano e Misterbianco nel catanese, uno a Motta Camastra,
Messina, Gaggi e Taormina nel messinese, ed uno a Palermo,
Strazzero è praticamente unico, dovrebbero derivare da voci
dialettali per straccivendolo.
ipotesi secondo Salvatore
Strazzeri
il cognome Strazzeri deriva dal termine dialettale
trazzera
(viuzza di campagna). |
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STRENGHETTO |
Strenghetto, molto raro, è specifico del rovigoto, di Crespino e
Badia Polesine, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale
derivato dal termine arcaico dialettale veneziano
strengheto
(legacciuolo, laccetto,
strisciolina di cuoio usata per allacciare le calzature),
potrebbe riferirsi ad una caratteristica dell'abbigliamento del
capostipite o ad una sua eccessiva magrezza. |
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STRENTA |
Strenta,
molto raro, ha un piccolo ceppo a Massa e Carrara, con presenze
anche nello spezzino ad Ameglia e Sarzana, potrebbe derivare dal
nome dell'antica località trentina di Strenta presso Drenno, di
cui si ha memoria in un atto del 1438. |
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STREPPONE |
Streppone
è tipicamente campano, dell'area napoletano, salernitana,
dovrebbe derivare dal nome del paese di Streppone nel
beneventano, probabile luogo d'origine del capostipite. |
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STRIANESE
STRIANO |
Tipici
del napoletano ed alto salernitano, derivano dal toponimo
Striano (NA) o dal suo etnico strianese. |
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STRIDI
|
Rarissimo
sembrerebbe specifico del brindisino, potrebbe derivare dal nome
greco Iatrides. |
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STRIGI
STRIGIOTTI |
Strigi sembrerebbe unico, probabilmente è dell'area novarese,
Strigiotti, quasi unico, parrebbe lombardo, dovrebbero derivare,
direttamente o tramite forme ipocoristiche, da soprannomi
originati dal termine arcaico
strigio (tipo
di erba detta anche solatro), o
anche dal termine lombardo
strigg o
strigio (lasca,
tipo di pesce), o anche, e più probabilmente, dal nome
medioevale Strigius
, forse proprio da quel tipo di pesce derivato, dell'uso di
questo nome abbiamo un esempio nel
Codice Diplomatico della Lombardia
Medioevale, dove compaiono,
verso la fine del XII° secolo, atti rogati dal notaio Opiço
Strigius, che opera a Pavia tra il 1183 ed il 1202, un esempio
lo abbiamo nell'atto Breve
investiture del 1185 a Pavia:
"Ego Opyço Strigius notarius sacri palacii autenticum huius
exempli vidi et legi et sic in eo continebatur ut in hoc legitur
exemplo preter litteram plus minusve et in hoc exemplo
subscripsi.", un Alexander Strigius agli inizi del 1600 è
Cancelliere del Duca di Mantova e suo ambasciatore presso la
corte di Spagna a Madrid. |
|
STRIGOLI |
Strigoli, estremamente raro, è tipicamente romagnolo, deriva da
soprannomi originati dal nome dialettale di un'erba, lo
strigolo
(Silene inflata o vulgaris)
delle Cariofillacee, che si utilizza sia nelle minestre di brodo
vegetale che di pesce, a quest'erba è dedicata la Sagra dello
Strigolo nel paese di Rontagnano nel forlivese. |
|
STRIM
|
Strim, assolutamente rarissimo è tipico del bellunese, dovrebbe
trattarsi della forma apocopata e contratta del termine ladino
stremìjia
(grossa fenditura o crepaccio),
che avrebbe dato luogo ad un soprannome stante ad indicare
probabilmente una caratteristica del luogo di provenienza o di
abitazione del capostipite. |
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STRINASACCHI |
Strinasacchi, ormai quasi scomparso, è specifico del mantovano,
dovrebbe derivare da un soprannome, originato dal termine
arcaico strinare
(bruciacchiare),
anche forse dovuto all'operazione di strinare la peluria
superficiale caratteristica dei sacchi confezionati con filati
rustici e grezzi. Personaggi di rilievo del 1700 sono state
Regina e Teresa Strinasacchi di Ostiglia nel mantovano,
violinista la prima, cui Wolfgang Amadeus Mozart dedicò una
Sonata in si bemolle maggiore per violino e pianoforte, e
cantante la seconda, entrambe di fama europea. |
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STRINGARI
STRINGARO |
Stringari è tipico di Nanno nel trentino, Stringaro ha un
piccolo ceppo nell'udinese ed uno a Trani (BA) e nel barese ed a
Cerignola nel foggiano, dovrebbero derivare dal nome del
mestiere dei capostipiti, che probabilmente erano
magistri stringari
cioè producevano stringhe per vesti, calzature ed armature,
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Trento nel
1505: "...dominus Franciscus a Sale, dominus Contes a Vaginis,
magister Nicolaus aurifaber, ser Iohannes Chileta notarius, et
magister Magnus Stringarius, honorabiles cives Tridenti, tamquam
consules, et provisores magnificae communitatis Tridenti
benemeriti...". |
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STRINGHINI |
Stringhini è un cognome tipicamente lombardo, del cremonese in
particolare, del bergamasco, ma con antiche presenze
significative anche nelle province di Sondrio e Brescia,
potrebbero derivare da un soprannome non meglio identificabile,
tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel bergamasco e
nel sondriese nella seconda metà del 1800. |
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STRIPPOLI |
Strippoli è un cognome tipicamente pugliese, del barese e di
Corato in particolare e di Bari ed Andria, con ceppi secondari
anche a Trani e Barletta sempre nel barese ed a Foggia,
l'etimologia è oscura.
informazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Secondo P. Minervini, Dizionario dei cognomi pugliesi, p. 470,
il cognome Strippoli potrebbe derivare dal verbo 'strippare'
(denominativo di 'trippa' con s- derivativo) e significare
'persona esagerata nel mangiare'. |
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STROLEGO
STROLIGO
STROLOGO |
Strolego, quasi unico, parrebbe del triveneto, Stroligo, solo un
poco meno raro, ha un ceppo triestino ed uno nel genovese,
Strologo, il meno raro dei tre, è specifico dell'anconetano, di
Camerano ed Ancona in particolare, dovrebbero derivare da
soprannomi dialettali originati dal termine aferetico derivato
da astrologo,
con il significato di indovino, in epoca medioevale e anche
rinascimentale l'astrologia venne tenuta in grande conto, tanto
da essere elevata alla dignità di insegnamento universitario,
l'astrologo di corte veniva consultato con grande rispetto,
presso il popolo si consultavano gli astrologhi per chiedere
lumi anche sulle cure da prescriversi ai malati. |
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STRONGOLI |
Strongoli dovrebbe essere calabrese ed essere originario del
crotonese, dovrebbe derivare dal nome del paese di Strongoli nel
crotonese, il cui toponimo sembra originare dal termine greco
antico στρογγύλος stroggylos (rotondo),
probabilmente a causa delle caratteristiche della località. |
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STROPPA |
Dovrebbe avere più nuclei, nelle Marche ed in Lombardia,
potrebbe derivare da soprannomi legati al vocabolo dialettale
stropa
(sorta di legaccio erboreo usato
per legare fascine). Nel 1785
in un testamento di una tal Maddalena vedova qm Pietro Fratte,
redatto nella sua casa in Erbusco (BS) in contrada Vallina o
Vallena, troviamo presente presenti come testimonio un Antonio
Stroppa.
integrazioni fornite da
Gabriele Stroppa
il cognome Stroppa deriva anche dalla
stroppa
(dal verbo popolare stroppare): quando i contadini o i mercanti,
con un carro carico, rimanevano impantanati in zone impervie
(magari dopo una grande pioggia), venivano aiutati a venire
fuori dal fango da un contadino delle vicinanze provvisto di
buoi, e l'azione di legare dei buoi supplementari (o anche dei
cavalli) al carro del malcapitato veniva chiamata
stroppa.
Questa è una parola che si è usata nella zona di Fabriano e di
Pesaro sicuramente fino ai primi anni del XX° secolo.
integrazioni fornite da
Aldo Piglia, Milano
Alla voce dialettale stropa,
corrisponde, secondo lo Zingarelli l'analoga voce italiana in
disuso stróppa
derivata dal latino stroppus
(benda, fascia, serto,
a sua volta derivato dal termine greco
stròphos)
termine usato in agricoltura per ritorta con cui si legano
fascine, legna e simili. |
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STROPPARI |
Assolutamente rarissimo è trentino, dovrebbe derivare da un
soprannome legato all'uso della stropa (legaccio di vimine). |
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STROZZI
STROZZIERI |
Strozzi sembrerebbe avere un nucleo principale nel parmense, uno
nel ferrarese ed uno nel veneziano, parrebbe ormai scomparso un
ceppo presente nel fiorentino già dal 1200, Strozzieri, molto
raro, è del teramano, di Controguerra e Colonnella, questi
cognomi dovrebbero derivare dal mestiere dei capositpiti,
probabilmente degli strozzieri,
cioè degli allevatori ed
addestratori di falchi o di altri rapaci
perchè potessero venir utilizzati dai
falconieri nella caccia. |
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STRUCCHI
STRUCCO |
Strucchi, assolutamente rarissimo, parrebbe dell'area reggiano,
modenese, Strucco è praticamente unico, potrebbero derivare da
una soprannome originato da una voce dialettale arcaica
struccà
(strizzare, spremere),
forse a ricordare un'aspetto del mestiere del capostipite. |
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STRUMENDO |
Strumendo è specifico di Portogruaro nel veneziano, dovrebbe
derivare da un soprannome basato sul termine dialettale
veneziano arcaico struma
(fatica, difficoltà),
che indicava probabilmente chi fosse in condizioni di
difficoltà, riferendosi probabilmente allo stato del
capostipite. |
|
STRUSI
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Strusi ha un piccolo ceppo a Sassari, uno a Corigliano Calabro
nel cosentino ed uno, il più consistente e probabilmente il
principale nel tarantino, a Monteiasi, Taranto, San Giorgio
Ionico, Massafra e Carosino, dovrebbe derivare da un soprannome,
relativo al mestiere dei capostipiti, basato sul termine
veneziano illirico arcaico
strusi (cascami
o bozzoli bucati), di cui
abbiamo traccia in un testo sulla produzione della seta:
"...Fabricantes incumbunt. Verum horum plerique unam tantum
aliamve Textrinam occupant, solus Budensis pro ratione
Circumstantiarum a 5 usque 8 Textrinas exercere solet. Cum
sericum in ipsa iam deglomeratione diversas accipiat Classes,
quae Technicis terminis Floret, Strusi et Sbusi appellantur, ubi
Sericum elaboratur, ubi e deterioribus etiam his Speciebus aut
homogeneae materiae, aut alia varia artefacta accessorie
elaborari consueverunt...". |
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STUANI
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Stuani è un cognome tipicamente lombardo, con un ceppo a Milano,
uno a Sesto Calende nel varesotto ed uno nel mantovano a
Marcaria e Acquanegra sul Chiese, dovrebbe derivare da un
soprannome dialettale originato dall'essere stato il capostipite
probabilmente addetto ad una
stua (stufa,
ma anche caldana),
cioè un locale dove i fornai mettono il pane su assi a lievitare
prima di infornarlo, e anche locale, anch'esso riscaldato, dove
si mettono i bozzoli dei bachi da seta per liberarli del baco. |
|
STUCCHI
STUCCO |
Stucchi è
tipico lombardo, della zona milanese e bergamasca in
particolare, Stucco, assolutamente rarissimo, sembrerebbe
piemontese, potrebbero derivare da soprannomi, secondo
un'ipotesi neppure troppo azzardata potrebbero derivare da
un'italianizzazione del cognome germanico Stuck. |
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STUPIA
STUPPIA |
Stupia,
molto raro sembrerebbe del milanese, Stuppia invece è tipico
nisseno, (della provincia di Caltanissetta), potrebbero derivare
da antichi toponimi come quello citato nella Cronaca della vita
di Dante Alighieri che riporta di un tal giudice Tomasino di
Parente di Stupio che Dante incontra in quel di Sarzana (SP). |
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STURA
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Presenta
un ceppo marchigiano nella zona di Appignano (MC), un ceppo a
Genova ed uno nel torinese, che potrebbe derivare da toponimi o
direttamente dal nome della Valle Stura. |
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STURARO |
Sturaro è tipico dell'area che comprende il veneziano, il
padovano soprattutto ed il rovigoto, dovrebbe derivare da un
nome di mestiere arcaico originato dal termine veneto
stuarola
(attrezzo per spegnere le
candele e i lumi) e dovrebbe
indicare chi di mestiere accendeva e spegneva i lumi in chiesa o
nei paesi, secondo alcuni potrebbe derivare dal mestiere di
produttore di stuoie, ma la
stuoia in veneziano arcaico si
chiamava stiora
è chi le produceva stiorar,
voce che può ben difficilmente essere ricondotta al cognome
Sturaro. |
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STURCHIO |
Sturchio, tipicamente campano, è specifico di Caposele
nell'avellinese, potrebbe derivare dal nome longobardo
Sturko,
che ha il significato di forte,
potente,
che ha dato luogo al cognome nordico
Sturk. |
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STURIALE |
Abbastanza raro, è specifico della zona calabro sicula dello
stretto di Messina. Nella seconda metà del 1700 si trova un don
Felice Sturiale come abate di Savoca (ME).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Sturiale è cognome siciliano che secondo Rohlfs 182 significa 'storiale'
(antico aggettivo) = della
storia. Per G. Caracausi, II,
1584 deriva invece dal latino medievale 'stoliarius'
= marinaio. |
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STURLA
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Sembrerebbe originario della zona che comprende le province di
Pavia, Alessandria e Genova, potrebbe derivare dal nome
nordeuropeo Sturla o anche dal nome di una località Sturla (GE)
o dalla Val Sturla (GE), potrebbe anche essere legato al nome di
un torrente Sturla, sempre in provincia di Genova. |
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STURLESE
STURLESI |
Sturlese
è tipicamente ligure dello spezzino in particolare di La Spezia
e Portovenere, Sturlesi, assolutamente rarissimo, è della stessa
zona, dovrebbero derivare dall'etnico di località come Sturla
(GE) o della Val Sturla (GE). Troviamo tracce di queste
cognominizzazioni nella prima metà del 1700 con Matteo Sturlese
Canonico della Cattedrale di Brugnato (SP) e nella seconda metà
del 1700 con Don Gio Batta Sturlese di Campiglia (SP), dove ne
divenne Parroco. |
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STUTO
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Tipico siciliano particolarmente della zona di Lentini e
Carlentini (SR), un'ipotesi è che derivi dal termine dialettale
stutare
(spegnere), tracce di questa cognominizzazione si trovano fin
dal 1500, in una polizza del Banco di S. Eligio del ragusano un
certo Pietro Paolo Stuto
versa 45 ducati al monsignore Dell'Isola per l'acquisto di "uno
ingegno di maccaruni con quattro trafile, uno furlone, bilancia
et altri stigli".
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Con buona probabilità, l'origine di questo cognome va ricercata
nell'aggettivo astuto, che, attraverso la caduta della prima
vocale atonica, sarebbe quindi diventato stuto (un processo
piuttosto tipico nella lingua italiana, basti pensare, per
esempio, alla formazione del vocabolo storia, dal latino
historia); a conferma di ciò, infatti, va detto che nel sud
della Sicilia (la stessa area d'origine delle famiglie Stuto)
esiste anche il cognome Astuto. In conclusione, dunque, si
tratta della cognominizzazione di un soprannome attribuito al
capostipite. |
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SUAILIS |
Molto raro è specifico di Guasila (CA), dovrebbe derivare da un
soprannome legato al mestiere di pastore originato dal vocabolo
sardo su aili
(il recinto delle pecore). |
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SUBRITO |
Subrito, cognome quasi unico, parrebbe piemontese.
integrazioni fornite da
Daniele Zaia
Rarissimo (tre famiglie sull'elenco telefonico di Chieri) deriva
dal toponimo Subrì
voce piemontese con cui è conosciuto Solbrito, oggi frazione del
Comune di San Paolo Solbrito, provincia di Asti. |
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SUBRIZI
SUBRIZIO |
Subrizi ha un ceppo a Roma ed uno, molto piccolo nell'aquilano,
Subrizio, molto più raro, ha un piccolo ceppo a Torino, che
potrebbe avere la stessa origine di Subrito (vedi SUBRITO), uno
a Roma ed uno nel foggiano, dovrebbero derivare dal nome
personale latino Subritius
o Subricius. |
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SUCAMELE
SUCAMELI
SUCAMIELE
SUCCAMELI
SUGAMELE
SUGAMELI
SUGAMIELE |
Sucamele, assolutamente rarissimo, parrebbe del trapanese,
Sucameli ha un ceppo a Palermo ed uno nel trapanese ad Alcamo,
Mazara del Vallo e Marsala, Sucamiele, quasi unico, è del
trapanese, Succameli, quasi unico, è probabilmente dovuto ad un
errore di trascrizione, Sugamele ha un ceppo nel trapanese a
Trapani, Erice e Buseto Palizzolo, ha un ceppo anche a Piglio
nel frusinate, a Roma ed a Velletri, Sugameli è specifico del
trapanese, di Trapani, Buseto Palizzolo ed Erice, Sugamiele è
specifico di Paceco (TP), dovrebbero tutti derivare da
soprannomi originati dalla voce dialettale
sucare (succhiare,
ma anche rubare)
o per il fatto che le famiglie si occupassero di apicultura o
attribuendo ai capostipiti il vizio di rubare il miele, bisogna
considerare anche la possibilità che derivi invece da
sucameli
tipo di pasta siciliana bucata fatta utilizzando un ferro da
calza.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Sugamele, Sucameli è cognome siciliano dalla voce 'sucameli'
= sorta di pianta di cui sono ghiotte le api,
caprifoglio. |
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SUCAPANE |
Sucapane
è tipico di Collelongo in provincia de L'Aquila, dovrebbe
derivare da un soprannome denigratorio attribuito forse al
capostipite (vedi SUCAMELE) |
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SUCCI
SUCCIO |
Succi è tipicamente romagnolo, del ferrarese e del riminese in
particolare, con ceppi anche nel romano e nell'iserniese, Succio
è decisamente piemontese, dovrebbero derivare dal nomen latino
Succius,
ricordiamo il generale latino Lucius Succius Dentatus, uno dei
pochi generali romani dell'epoca tardo repubblicana o
protoimperiale ad aver ricevuto la
corona graminea
(o corona d'erba, la massima onoreficienza romana al valor
militare), si può anche ipotizzare una derivazione da forme
aferetiche di ipocoristici di nomi come
Aloisus,
tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Ferrara nel
1600 con lo stampatore e Libraio Franciscus Succius.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Succi è cognome romagnolo che risale al personale latino
Sucius
o So(c)cius,
dal latino medievale
sozzus/*suzzus =
chi prende a soccida,
accomandita di bestiame a metà guadagno e a metà perdita. La
soccida era un contratto agricolo in cui proprietario e custode
dividevano il prodotto finale. |
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SUCCU
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Tipico di Cagliari e del nuorese, dovrebbe derivare dal vocabolo
sardo succu
un piatto locale di origine antichissima, fatto con pasta fatta
a mano, cotta in un brodo di carne, condita con zafferano e con
formaggio acido. |
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SUDATI
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Specifico
del triangolo Milano, Cremona, Bergamo, nel 1479, troviamo un
atto vergato dal notaio Lanzarotto dei Sudati, nel 1653 troviamo
tracce nei documenti di una lite fra Francesco Sudati, fu Giovan
Pietro, da una parte, e Marc'Antonio Secco dall'altra, in merito
ad una cessione di proprietà. |
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SUELLA
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Suella è tipicamente sardo del cagliaritano, di Uta, Decimoputzu
Capoterra, Elmas e Cagliari, dovrebbe derivare da un soprannome
originato dal termine sardo sue
(scrofa),
forse ad indicare nel capostipite un allevatore di maiali. |
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SUERGIU |
Suergiu è specifico del cagliaritano, di Soleminis soprattutto,
ma anche di Dolianova, Selargius e Quartu Sant'Elena, dovrebbe
derivare da un soprannome originato da una dorma arcaica del
termine sardo suerzu
(quercia da sughero),
forse ad indicare che i capostipiti coltivassero e sfruttassero
le querce da sughero.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
SUERGIU: suérdzu, suerğu,
suréxu, suçuéxu, suélğu: sono
le tante varianti con cui denominiamo il
sughero o
meglio l'albero del sughero:
sa matta de su çuérxu. Secondo
il Wagner, dal latino subereus,
cioè di sughero.
Ma si dice anche su kergiu
e qui l'etimo deriva chiaramente dal latino
quercus,
quercia.
Siamo convinti che suèrgiu abbia etimo in comune, con quercus e
con subereus. C'è un paese in Sardegna che porta questo nome:
San Giovanni Suérgiu, ed è stato chiamato così sin dal medioevo.
Si trova nella parte meridionale del Sulcis, nella provincia
Carbonia Iglesias, conta 6.000 abitanti. In periodo medioevale,
la villa, "bidda" appartenne alla Curadorìa di Sulci, nel regno
giudicale di Càlari. Nel 1258 diventò possedimento signorile dei
pisani della Gherardesca. Dal 1324 fu inglobato nel regno
catalano aragonese di Sardegna. Il territorio fu poi conquistato
dalle truppe arborensi. Dal 1410 tornò al regno catalano
aragonese di Sardegna(per saperne di più vedi nel Web: San
Giovanni Suergiu). Il cognome Suergiu è presente negli antichi
documenti della lingua e della storia della Sardegna. Tra i
firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, figura:
Suhergiu(de) Petro, ville Mahara, * Mahara - Barbaraquesa
.Arbarei - Villamar. Contrate Marmille. Attualmente il cognome
è presente in 18 Comuni italiani, di cui 8 in Sardegna: Solemnis
82, Dolianova 15, Selargius 15, Quartu 11, etc. |
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SUETTA
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Suetta, estremamente raro, è ligure della riviera di ponente,
del savonese in particolare, dovrebbe derivare da un soprannome
dialettale originato dal termine dialettale arcaico
suetta (civetta). |
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SULIS
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Tipico
del cagliaritano e del nuorese, dovrebbe derivare dall'aferesi
dell'etnico del toponimo Desulo (NU). |
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SULLA
SULLI
SULLO |
Sulla è tipicamente calabrese, di Crotone in particolare, ma
anche di Caraffa di Catanzaro nel catanzarese, di Cutro nel
crotonese e di Spezzano Albanese e Lungro nel cosentino, Sulli
ha un ceppo a Trieste, uno a Pescara ed uno a L'Aquila e Castel
del Monte nell'aquilano, uno a Roma ed uno in Sicilia nel
palermitano a Palermo ed a Palazzo Adriano, Sullo ha un ceppo a
Castelvetere su Calore nell'avellinese, a Sant'Antonio Abate,
Napoli, Castellammare di Stabia e Caivano nel napoletano ed a
Sessa Aurunca nel casertano, con un piccolo ceppo anche a
Foggia, potrebbero derivare da soprannomi originati dalla voce
tardo latina sullus,
forma contratta di suillus,
per porcello,
forse indicando così che i capostipiti allevassero maiali, in
qualche caso potrebbero derivare dal nome arabo
Sullus, o
dal nome latino Sulla.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Sulla è cognome calabrese dalla voce dialettale 'sulla'
= erba per foraggio,
sorta di trifoglio.
Sullo è cognome calabrese dalla voce dialettale 'sullu'
= sorta di chiocciola.
Rohlfs 256. |
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SUMA
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Suma ha un ceppo a Napoli, uno, il più consistente, nel
brindisino, a Ceglie Messapica, Ostuni, Francavilla Fontana,
Brindisi, Villa Castelli, Oria e San Michele Salentino, ed a
Taranto, Grottaglie, Manduria e Martina Franca, un piccolo ceppo
nel cosentino a Corigliano Calabro ed uno in Sicilia nel
siracusano, ad Avola e Siracusa, dovrebbe derivare dal nome e
cognome greco Soymas. |
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SUMAN
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Suman ha un ceppo veneto a Pederobba nel trevisano, a Padova,
Tribano ed Albignasego nel padovano, e ad Albaredo d'Adige nel
veronese, ed un ceppo a Trieste, dovrebbe derivare da un
soprannome basato sul termine germanico arcaico
suman (qualcuno),
di difficile interpretazione, ma non si può del tutto escludere
una derivazione da un'alterazione del nome celta
Sumeno. |
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SUMAS
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Sumas quasi unico, decisamente sardo, dovrebbe derivare da un
soprannome originato dal termine sardo
suma (fagotto). |
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SUMMA
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Summa è
abbastanza comune al sud, ha un ceppo a Pescara, uno a Roma, ha
un ceppo a Napoli e ad Ariano Irpino nell'avellinese, una grossa
concentrazione nel potentino a Potenza ed Avigliano con buone
presenze anche a Filiano, Rionero in Vulture, Venosa, Ruoti,
Atella e Lavello, e con un ceppo anche in Puglia, nell'area che
comprende brindisino e tarentino, a Maruggio, San Marzano di San
Giuseppe, Lizzano e Fragagnano nel tarentino ed a Brindisi,
Mesagne, Oria e Latiano nel brindisino dovrebbe derivare dal
nome di paesi come Massa di Somma o Somam Vesuviana nel
napoletano o altre località con nome simile. |
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SUMMONTE |
Summonte,
decisamente campano, molto molto raro, ha presenze a Napoli e
nel napoletano, dovrebbe derivare dal nome del paese di Summonte
nell'avellinese, probabile paese d'origine del capostipite. |
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SUPERTI |
Superti è tipicamente lombardo, del milanese, del cremonese e
del basso bresciano, dovrebbe derivare dal nome medioevale
Supertus,
di cui abbiamo un esempio d'uso in un atto della fine del secolo
decimo dove tra i testi si legge: ".. Ego Supertus testis ..". |
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SUPINO
|
Supino ha
un ceppo a Formia nel latinense ed a Roma, ha un ceppo a Napoli,
uno a Nocera Inferiore, Montesano sulla Marcellana e Scafati nel
salernitano, un ceppo nel casertano a Mondragone, Sparanise e
Teano ed uno ad Airola nel beneventano, dovrebbe trattarsi di
famiglie israelitiche originarie del paese di Supino nel
frusinate. |
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SUPPA
SUPPI
SUPPO |
Suppa ha un ceppo tra casertano e beneventano ed uno in
Calabria. nel crotonese, catanzarese e vibonese soprattutto e
nel reggino, Suppi, quasi unico è veronese, Suppo è del
torinese, di Torino, Avigliana, Caprie, Almese, Condove, Rubiana
e Rivoli, questi cognomi dovrebbero derivare da un nome
medioevale germanico Suppa,
originato da un soprannome basato sul termine medioevale
germanico (a.a.t.)
suppa (minestra,
pezzi di pane immersi nel brodo).
Troviamo tracce di queste cognominizzazioni a Trani nel barese
in un atto del 1484: "... mense octubris die vicesimo quinto
eiusdem tercie indictionis Trani. nos Sebastianus Suppa de Trano
regius ad vitam ad contractus iudex vocatus prò iudice in
subscripto contractu temporum quo fuit celebratus per testes
subscriptos similiter vocati et rogati prò testibus in eodem
instrumento contractu ut supra ab ipsis partibus Rasaldinius de
Vincencio de Vigiliis habitator Trani ...", e anche a Trento
nel 1571: "... Quae petia hiis clauditur confinibus. A mane
cohaeret via publica: a meridie ipsum stabulum, et prata: a sero
cohaeret via consortalis, et partim haeredes quondam dominae
Margaretae Fassae de Tridento: a septentrione cohaeret partim
dominus Ioannes Fumadrus nuncupatus, mercator, et civis
Tridenti, et partim dominus Antonius Suppa civis Tridenti. ...". |
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SUPRANI |
Molto
raro dovrebbe essere di origini romagnole. |
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SURANO
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Surano ha un ceppo nel Salento a Miggiano, Andrano, Diso, San
Cassiano, Melissano, Scorrano, Racale e Presicce nel leccese ed
a Massafra nel tarentino, ed uno a Palermo, dovrebbe derivare
dal nome medioevale Suranus,
di cui abbiamo un esempio d'uso in questo scritto dell'anno 501
a Roma: "...Laurentius episcopus ecclesiae Mediolanensis
huic statuto nostro, in quo totam causam dei iudicio
commisimus, subscripsi. Petrus episcopus ecclesiae
Ravennatis huic statuto nostro, in quo totam causam dei
iudicio commisimus subscripsi. Felix Terramnensis,
Bonifacius Aquaevivensis, Maximus Bleranus, Aemilianus
Suranus, Maximus Ticinensis, Cassianus Mutinensis,
Gerontius Ficudensis, Stephanus Benusinus, Laurentius
Boensis, Fortunatus Fulginensis, Mercurius Sutrinus,
Stephanus Neapolitanus...", o da una forma etnica per chi
provenisse dalla Siria o vi avesse combattuto nelle Crociate. |
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SURDO
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Molto
raro, potrebbe avere un nucleo nel leccese ed uno nel trapanese,
dovrebbe derivare da un soprannome originato da un difetto
d'udito del capostipite. |
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SURGO
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Surgo è pugliese, di Lizzano nel tarantino, di Foggia e di
Capurso nel barese, dovrebbe essere di origini croate e derivare
dalla forma apocopaica del cognome
Surgocevic. |
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SUSANA
SUSANNA |
Susana è tipico di Mel nel bellunese, con presenze significative
anche a Portobuffolè nel trevigiano ed a Trichiana sempre nel
bellunese, Susanna ha ceppi nel bellunese, soprattutto a Mel,
nel trevisano e nel pordenonese, a Roma ed a Tivoli nel romano
ed a Lucera nel foggiano.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale
Susanna,
l'italianizzazione cioè del personale biblico
Shoshannah,
che nell'antico ebraico significa
giglio
(vedi anche Sciascia): per la precisione, comunque, va detto che
Susanna è un nome molto antico, riportato addirittura su un
sarcofago che risale al 2000 a.C. circa, e la sua più remota
origine va ricercata nell'egiziano
ssn, col
significato di fiore di loto;
in Occidente, tuttavia, la notorietà di questo nome si deve più
probabilmente all'influsso dell'onomastica biblica e, in
particolar modo, a due personaggi biblici col nome di Susanna,
presenti rispettivamente nell'Antico e nel Nuovo Testamento (non
bisogna dimenticare, però, l'influenza dell'agionimia
sull'onomastica, che potrebbe aver contribuito alla diffusione
del nome). Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque,
si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei
capostipiti. |
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SUSANI
SUSANNI
SUZZANI |
Rarissimo
il primo ed il terzo, quasi unico il secondo, sono specifici del
sud milanese, fino al piacentino, Susani potrebbe derivare dal
toponimo Susano (BO) o dal nome di varie località in Emilia, con
lo stesso nome, comunque tutti hanno origine dal cognomen latino
Susianus, probabilmente nome di legionari veterani, che
ricevettero in dono degli appezzamenti di terra come
riconoscimento dei loro servizi. |
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SUSCA
SUSCO |
Decisamente pugliesi, Susca è specifico del barese, di Mola di
Bari e Turi, dove è diffusissimo, ma anche di Monopoli,
Casamassima, Bari, Noicattaro, Alberobello, Triggiano e Capurso,
con un ceppo anche a Ginosa nel tarentino, Susco è decisamente
meno comune, con presenze significative a Bari, Taranto, Ostuni
nel brindisino ed Andria nel barese.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Tenendo conto della loro provenienza (più tipicamente pugliese),
i cognomi Susca e Susco sembrano nascere da un adattamento dei
cognomi slavi Suska
e Susko
(con una variante in Susko),
che, per tramite dei suffissi
-ka e
-ko
(spesso interscambiabili), dovrebbero riflettere un ipocoristico
dell'originale Susa,
anche noto nella forma Susa
(per una spiegazione più approfondita, vedi Sciusco). Sulla base
di quest'ipotesi, per la precisione, pare che i cognomi Susca e
Susco non riprendano tanto la pronuncia quanto la semplice
trascrizione degli originali Suska e Susko, con l'omissione del
cosiddetto háček
al di sopra delle -s-
(in quanto inesistente in italiano): va notato, in effetti, che
la pronuncia della -s-
slava non corrisponde alla -s-
fricativa alveolare sorda - nemmeno alla corrispondente sonora -
bensì alla -sc-
fricativa postalveolare sorda della fonetica italiana, mantenuta
ad esempio nel cognome Sciusco (con le dovute limitazioni di una
trasposizione slavo-italiana). |
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SUSELLA |
Susella,
assolutamente rarissimo, specifico dell'alessandrino, dovrebbe
derivare dal nome del paese di Susella, oggi accorpato nel
Comune di Rocca Susella nel pavese, ai confini con la provincia
di Alessandria, probabile luogo d'origine del capostipite. |
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SUSENA
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Susena,
assolutamente rarissimo, è specifico del Piemonte e Liguria
occidentali, potrebbe trattarsi di una forma etnica dialettale
riferita alla città di Susa nel torinese, che potrebbe essere il
luogo d'origine del capostipite. |
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SUSIN
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Susin,
molto raro, è specifico del trevigiano e del bellunese in
particolare, di Fonzaso, dovrebbe derivare dal nome del paese di
Susin, una frazione di Sospirolo sempre nel bellunese. |
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SVALDI
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Svaldi è tipico del trentino, di Bedollo, Baselga di Pinè,
Trento e Sover, dovrebbe trattarsi di una forma aferetica del
nome Osvaldo
al genitivo con terminazione in
-i, ad indicare che si tratta
di un patronimico, cioè che il padre del capostipite si
chiamasse Osvaldo. |
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SVERBERI |
Cognome
quasi scomparso in Italia, dovrebbe trattarsi di un ceppo slavo
(Sverber) insediatosi in Italia, probabilmente in Emilia. |
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SVIZZERO |
Assolutamente rarissimo, dovrebbe derivare da un origine
svizzera del capostipite. |
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