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COGNOMI
ITALIANI"A": |
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ABA
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Aba è un cognome
ormai quasi scomparso, sembrerebbe sardo.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
ABA/S; ALA; ALAS; ALES = ala/i. ABAS, ALAS: derivano dal latino
ala, ma non esistono più
come cognomi, che come tali, comunque, sono presenti nei documenti antichi della
lingua sarda. Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado (*CSMB -XI°, XII° sec.),
sono citati: Abas (de) Marcu (99), in una lite(kertidu) per il possesso della
servitù (partizione de servis), tra il Priore del Santuario di Bonarcado e,
appunto, Marcu d'Abas; Abas (de) Pascasia (133), accusata, insieme al marito
Orzoco Stapu, di avere abbandonato il servizio dovuto a S. M. di Bonarcado,
nonostante il giuramento prestato davanti al loro padre( et ego posillos ad
iurare d'essere servos de iuvale ad Sancta Maria de Bonarcatu, ad ube los
poserat patre meu.et fiios issoro et nepotes.usque in sempiternum.), che li
legava alla servitù del Santuario per tutta l'eternità! Sia in de Abas Marcu,
che in de Abas Pascasia, il "de" indica chiaramente la provenienza dall'antico
villaggio di Abas, o Alas, l'odierno Ales, sede di una delle più antiche Diocesi
della Sardegna Tra i firmatari della pace di Eleonora *LPDE del 1388,
troviamo: Ala (de) Joanne, jurato(collaboratore del maiore - guardia giurata -
vigilante) ville Nuruci (Contrate Partis Alença- l'odierno Nurèci); per
Joanne de Ala, invece supponiamo la provenienza dal villaggio antico di Ala,
Contrate Montis Acuti, l'odierna Alà dei Sardi. Come detto Abas e Alas non
esistono più come cognomi; esiste invece Ala, presente in 108 Comuni del
territorio nazionale, di cui solo 8 della Sardegna, non di chiara origine sarda. |
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ABAGNALE
ABAGNALI
ABBAGNALE |
Abagnale è tipico del
napoletano, di Sant`Antonio Abate, Gragnano, Santa Maria la Carità, con ceppi
comunque significativi anche a Castellammare di Stabia e Pompei ed a Scafati nel
salernitano, Abbagnale, molto più raro è tipico di Castellammare di Stabia,
Pompei e Sant`Antonio Abate nel napoletano e di Angri nel salernitano, Abagnali
è unico e si dovrebbe trattare di un errore di trascrizione, potrebbe trattarsi
di forme dialettali per cittadino di Bagni toponimo come potrebbe essere Bagni
di Scafati (SA). |
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ABAGNATO
ABBAGNATO |
Abagnato,
assolutamente rarissimo, è forse del reggino, Abbagnato, un poco meno raro,
parrebbe specifico di Palermo.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale
Abbagnato (variante del
più comune Bagnato),
da intendere probabilmente nel senso di battezzato, purificato con l'acqua santa
(per una spiegazione più approfondita sull'origine del nome, vedi il cognome
Bagnato). Dal punto di vista etimologico, infatti, il verbo
abbagnare nasce da una
forma arcaica o dialettale del verbo bagnare, in cui l'aggiunta del prefisso
a- (dal latino
ad) indica
avvicinamento o tendenza verso qualcosa (come accade, d'altronde, in verbi quali
accompagnare, accorrere, accostare, etc). Per quanto riguarda i cognomi in
questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei
capostipiti, anche se in alcuni casi non è esclusa una derivazione da soprannomi
ad essi attribuiti. |
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ABATANTUONO
ABBATANTUONO |
Abatantuono è specifico
di Vieste (FG), Abbatantuono è tipico di Bitonto (BA), derivano da Abate Antonio
o come discendenza diretta o come collegamento indiretto (quelli dell'abate
Antonio). |
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ABATANGELO
ABBATANGELO |
Abatangelo è specifico
di Mola di Bari (BA), Abbatangelo è tipico di Grassano (MT) con un ceppo anche a
Trani (BA), derivano da Abate Angelo o come discendenza diretta o come
collegamento indiretto (quelli dell'abate Angelo). |
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ABATE
ABATI
ABBA' |
Abate
è molto diffuso in tutto il sud, con un possibile ceppo anche in Piemonte, Abati
ha un nucleo in Emilia e Romagna, ceppi nel bergamasco, in Toscana, nel Lazio e
nel Salento, Abbà è diffuso nel nord ovest in particolare, ha un sicuro ceppo
nel Piemonte occidentale ed uno probabile nel milanese e lodigiano, derivano
tutti dal termine Abate,
sia come collegato ad un prelato, sia nel senso di persona degna di rispetto. |
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ABATECOLA
ABATICOLA
ABBATECOLA
ABBATICOLA |
Abatecola ha un ceppo a
Pico nel frusinate ed uno a Canosa di Puglia (BA), Abaticola, praticamente unico,
è dovuto ad un errore di trascrizione, Abbatecola è tipico della zona di
Casamassima e Adelfia (BA), Abbaticola è specifico di Bari, dovrebbero tutti
derivare dall'unione del termine Abate e dell'aferesi del nome Nicola il che
starebbe ad indicare la famiglia dell'Abate Nicola. |
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ABATEDAGA
ABBATEDAGA |
Sia Abatedaga che
Abbatedaga sembrerebbero praticamente unici, probabilmente piemontesi. |
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ABATEGIOVANNI
ABBATEGIOVANNI |
Specifici entrambi del
casertano, Abategiovanni della zona tra Trentola-ducenta (CE) e Lusciano (CE),
Abbategiovanni oltre che di quell'area è specifico anche di Napoli, dovrebbero
derivare da Abate Giovanni, cioè un abate, probabilmente ortodosso, di nome
Giovanni, o come discendenza diretta o come collegamento indiretto (quelli
dell'abate Giovanni). |
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ABATEMATTEI
ABATEMATTEO
ABBATEMATTEI
ABBATEMATTEO |
Abbatemattei è unico,
Abbatematteo è estremamente raro, sembrerebbero entrambi del tarantino, così
come il decisamente più comune Abatematteo, tipico di Grottaglie, Taranto e
Monteparano, o come Abatemattei, che è specifico di Carosino, dovrebbero tutti
derivare dal fatto che il capostipite della famiglia fosse un prelato,
probabilmente ortodosso, di nome Matteo. |
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ABATERUSSO
ABBATERUSSO |
Abaterusso, molto molto
raro, ètipico del Salento, così come l'ancora più raro Abbaterusso, dovrebbero
derivare dal fatto che il capostipite, fosse un prelato, probabilmente ortodosso
e fosse anche rosso di capelli. |
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ABATESCIANNI
ABATISCIANNI
ABBATESCIANNA
ABBATESCIANNI
ABBATISCIANNI |
Tutti pugliesi e
specifici del barese, Abatescianni è specifico di Bari e Foggia, Abbatescianni,
abbastanza raro, è specifico di Bari, Abatiscianni, Abbatescianna ed
Abbatiscianni sono quasi unici.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nell'unione fra il termine
abate (con una
variante in abbate)
e il nome medievale Scianni
(forma dialettale di Gianni),
ad indicare che il capostipite era un abate - quasi sicuramente ortodosso - di
nome Scianni (vedi Abategiovanni). |
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ABAZIA
ABBAZIA |
Abazia, tipicamente
meridionale, ha un piccolo ceppo a Napoli e qualche presenza nel foggiano,
Abbazia, più raro, ha qualche rara presenza nel napoletano, dovrebbero derivare
da nomi di località caratterizzati dalla presenza di una Abbazia o contenenti il
termine Abbazia nel proprio toponimo. |
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ABBA
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Abba è un cognome
presente a macchia di leopardo in Piemonte, dove sembra esistere un nucleo
originario nel cuneese, in Liguria ed in Lombardia, esiste un ceppo anche in
Sardegna, ma l'origine dovrebbe essere piemontese, dovrebbe derivare da termine
prerinascimentale abbas,
abbatis (abate,
signore), bisogna considerare che, l'area
ligure, piemontese subì molto in passato l'influenza del mondo francese, che
attribuiva al vocabolo il significato di
signore,
esponente di una comunità,
o monsignore,
inteso come precursore del vocabolo francese moderno
monsieur (signore).
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
ABBA: Acqua, dal latino aqua. Abba proviene dal logudorese. Nelle "carte
cagliaritane" c'è akwa, ma in "quelle arborensi" sempre abba. Proviene dal
latino aqua. Cognome presente in Sardegna solo in 2 Comuni: Sassari (9) e
Alghero (3), mentre lo troviamo in altri 69 Comuni del continente. Non è un
cognome originario della Sardegna, dove invece è comune come toponimo: abbas in
Logudoro, acuas o aquas in Campidano. Abba, come cognome non deriva dal termine
latino aqua, bensì dalla parola tardo latina
abba, a sua volta derivante dall'aramaico
abà =
padre, nell'uso abituale
odierno di papà. Nei documenti antichi della lingua sarda, troviamo Abbas,
villaggio, oggi distrutto, chiamato inoltre Villa d'Abbas - Contrate Montis
Regalis (Castello di Monreale), ubicato nei pressi di Sardara e dove oggi sorge
il Santuario di Santa Maria Aquas, famoso per le acque termali, meglio
conosciute durante la dominazione romana come Aquae Neapolitanae. Nelle carte
antiche è nominato un altro villaggio Abbas - Contrate Partis de Guilcier,
l'odierno Abbasanta, l'antica stazione romana, conosciuta col nome di Medias
Aquas. |
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ABBADELLI
ABBATELLI |
Entrambi
decisamente rari, dovrebbero essere originari della Toscana con un ceppo nobile
secondario in Sicilia, derivano ta un soprannome legato al vocabolo abate,
tracce di questo casato le troviamo a Palermo alla corte di Federico II° con
Dulcio Abbatelli nei primi anni del 1200, nel 1431 Giovanni Abbatelli divenne
conte di Cammarata. |
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ABBANDONATI
ABBANDONATO |
Entrambi rarissimi,
Abbandonati è più tipico del centro Italia, mentre Abbandonatosembrerebbe del
centrosud, si dovrebbe trattare di cognomi attribuiti in epoca abbastanza
recente, con un enorme sforzo di fantasia, a dei fanciulli abbandonati. |
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ABBASCIA
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Estremamente raro è
tipico del barese, dovrebbe derivare da modificazioni dialettali di Abate Gianni
attraverso Abatescianni e di lì Abbascia. |
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ABBATE
ABBATI |
Abbate
è panitaliano, presenta un grosso nucleo in Sicilia ed uno in Campania, ma è
presente praticamente in tutt'Italia, Abbati ha un nucleo nel parmense e
modenese, uno nel perugino ed uno a Rona, derivano da un soprannome originato o
da connessioni con la funzione di abate
(responsabile di un monastero)
o da particolarità dell'atteggiamento. Queste cognominizzazioni sono molto
antiche, come si evince da quest'atto conservato presso l'Archivio Capitolare di
S. Ambrogio a Milano tra le Pergamene del secolo XII, dove si legge:
"...Dominico qui dicitur Abbate, filius quondam Iohannis de civitate Mediolani
ut amodo in antea omni tempore defendere et guarentare et in antea stare debet
ipse Iohannes et sui heredes eidem Dominico et suis heredibus et cui ipsi
dederint, nominative de prato petia una iuri..."
notizie ulteriori fornite dal
barone Ugo Antonio Bella
Il Mugnos fa derivare un casato Abbate da un Papirio cavaliere
romano che dopo aver donato al proprio figlio Ascanio tutti i beni che
possedeva, si ritirò nel monastero di Montecassino dove venne eletto abate. In
questa famiglia troviamo Troiano Abbate barone di Gibellina che fu senatore di
Palermo negli anni 1499 e 1500; un Gabriele barone di Ucria, titolo confermato
il 16 luglio 1453 e un Giacomo capitano di giustizia di Palermo nel 1581.
Ignazio Vincenzo Abbate comprò il titolo di marchese di Lungarini il 15 luglio
1723. |
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ABBELLITO
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Abbellito, quasi unico è
tipico del napoletano, dovrebbe trattarsi di un cognome attribuito ad un
trovatello da un funzionario di un orfanotrofio civile. |
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ABBIATE
ABBIATI |
Abbiate, molto
raro, è tipico del nordmilanese e varesotto, Abbiati è specifico dell'area
milanese, questi cognomi fanno riferimento al toponimo Abbiategrasso, intendendo
quindi quelli di Abbiategrasso, la cui origine è Abbiatese. Può anche derivare
dal tardo latino
aviaticus, passato nel
dialetto lombardo come abbiaticus
con il significato
di figlio della figlia,
di cui Abbiati sarebbe una troncatura. |
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ABBIENTO
LABBIENTO |
Abbiento, molto
raro, è specifico della zona di Albanella e Roccadaspide nel salernitano,
Labbiento, altrettanto raro, è tipico di Bagnoli Irpino nell'avellinese,
dovrebbero derivare da un soprannome originato dal vocabolo dialettale campano
abbiento
(tranquillità, pace), ricordiamo il modo di dire napoletano
nun truvare abbiento (non
trovar pace). |
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ABBISOGNI
ABBISOGNO |
Abbisogni è
praticamente unico e dovrebbe trattarsi di un'errata trascrizione del cognome
Abbisogno, che, assolutamente rarissimo, è un cognome tipicamente campano, si
dovrebbe trattare di un cognome attribuito a dei trovatelli, dall'istituto di
carità che lo aveva accolto, indicando in questo modo che il bambino necessitava
dell'aiuto altrui, cioè che aveva
appunto bisogno
di tutto in quanto abbandonato da chi avrebbe dovuto amarlo. |
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ABBONDANTE
ABBONDANTI |
Abbondante ha un
ceppo napoletano ed uno romano, Abbondanti, molto molto raro, sembrerebbe
specifico di Fusignano (RA).
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome cristiano-medievale
Abbondante (variante
del più noto Abbondio), da intendere in senso augurale col significato di
abbondante di virtù, ricco di doti spirituali. In conclusione, dunque, si tratta
delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti. |
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ABBONDANZA
ABBONDANZIO |
Abbondanza è molto
diffuso in Romagna, forlivese e ravennate, nel teramano, nelle province di Roma
e Frosinone, nel barese e nel materano con piccoli ceppi anche nel salernitano,
Abbondanzio, praticamente unico è romano.
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
in molte aree del sud, soprattutto nel Sannio e nel Salento, è ancora in uso
il nome di persona femminile Abbondanza,
per devozione al culto della Madonna dell'Abbondanza. Abbondanza deriva dal
Latino abundantia,
ricchezza di beni.
Come nome proprio nasce nei primi ambienti cristiani romani, con il significato
di ricchezza spirituale. |
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ABBONDANZIERI
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Molto raro, ha un
ceppo tra le province di Pesaro ed Ancona ed uno in provincia di Roma.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
dovrebbe derivare da una carica politica medievale,
Abbondanziere quella cioè
del prefetto dell'annona o dell'abbondanza, pubblico ufficiale medioevale
incaricato di verificare il mercato dei cereali ed il prezzo del pane onde
evitare abusi e sprechi. |
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ABBONDI
ABBONDIO
ABBUNDO
ABONDI
ABONDIO
ABUNDO |
Abbondi, molto
raro, è tipico della zona tra milanese e comasco, Abbondio, altrettanto raro, è
tipico della zona tra milanese e cremasco, Abundo e Abbundo, assolutamente
rarissimi, parrebbero del napoletano, Abondi sembrerebbe unico, sicuramente
settentrionale, Abondio è molto diffuso ed è caratteristico di Darfo Boario
Terme nel bresciano, derivano tutti dal nome medioevale
Abundius, di cui abbiamo
un esempio a Bormio nel 1630 in un processo per stregoneria: "...Die mercurii XI
mensis decembris. Coram magnifico concilio constitutus fuit antescriptus
Abundius del Sartor. Et interogatus che vogli confessar la verità, s'esso è
stregone, come è stato denuntiato da più persone....", nome cui corrisponde
l'italiano Abbondio,
ricordiamo ad esempio il famosissimo curato dei promessi sposi, Don Abbondio. |
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ABBRESCIA
ABRESCIA |
Abbrescia
sembrerebbe specifico di Bari, ma è diffuso in tutta la Puglia ed ha un ceppo
anche a Trieste, Abrescia, meno diffuso, ha un ceppo a Bari ed uno ad Altamura
(BA).
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
D'origine albanese, questi cognomi derivano da un'italianizzazione del
termine Arbëreshë
o Arbresha,
che in lingua madre significa appunto albanese
(per una spiegazione più approfondita sull'origine del cognome, vedi il cognome
Brescia); anche se non completamente escludibile, comunque, è piuttosto
improbabile una connessione col toponimo Brescia, sia per la distanza fra il
nucleo principale di famiglie Abbrescia e la quasi omonima città lombarda che
per la stessa struttura letterale del termine
abbrescia (è vero che potrebbe trattarsi di una
forma prostetica del toponimo Brescia, ma nel contesto della toponomastica è
difficile giustificare un'ipotesi del genere). |
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ABBRIANO
ABRIANI
ABRIANO |
Abbriano è
specifico di Milazzo nel messinese, Abriani è veneto, di Veronella nel veronese,
di Lusiana e Lugo di Vicenza nel vicentino e di Vittorio Veneto nel trevisano,
Abriano, molto più raro, è specifico di Messina, dovrebbero derivare dal nome
medioevale Abrianus,
di cui abbiamo un esempio d'uso in un atto del 1369 ad Enno in Trentino: "Anno
1369, indictione 7, die mercurii 14 martii, Enni in domo dominae Minae de Enno.
Praesentibus ser Cabriele quondam Peramusii de Enno, Iohanne filio ser Beti de
Enno24, Petro quondam Alesandri de Cazufo nunc habitatore villae Enni, domina
Sara filia quondam ser Otoneli de Enno vallis Annaniae tridentinae diocesis,
uxor ser Beti quondam domini Anci de Enno suprascripto, de verbo, licentia, et
consensu dicti ser Beti eius mariti: Et discretus vir Belvesinus quondam ser
Ferigo... dictae vallis Annaniae, ordinaverunt discretos viros Bonaventuram
quondam domini Abriani civem Tridenti, Franciscum de Molveno nunc habitatorem
civitatis Tridenti, necnon ser Betum quondam domini Anci eius maritum, in
solidum, certos missos, nuncios et procuratores et defensores generaliter ad
omnes, et in omnibus eorum causis, placitis, litibus, et quaestionibus motis, et
movendis etc. occasione hereditatis quondam ser Bartholomaei quondam domini
Ambroxii de Enno. ...". |
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ABBRUSCATO
ABRUSCATO |
Entrambi tipici
del palermitano, dovrebbero derivare da un soprannome.
integrazioni fornite da Luigi Colombo
Il cognome è originario della provincia di Palermo. E' molto locale e poco
diffuso: è presente soprattutto nel paese di Ventimiglia di Sicilia (PA) da dove
dovrebbero venire anche gli emigranti negli USA o in Francia.
Probabilmente questo cognome deriva dal verbo siciliano
abbruscare cioè
abbrustolire, tostare, forse per indicare una persona col colore della pelle
tendente allo scuro o abbronzato. |
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ABBRUZZESE
ABBRUZZESI
ABRUZZESE
ABRUZZESI |
Abbruzzese è molto
diffuso in Lazio, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria, Abbruzzesi,
estremamente raro, è romano, Abruzzese è ben presente in Campania, Puglia e
Basilicata, con ceppi anche nel cosentino e nel catanzarese, Abruzzesi è quasi
unico, tutti questi cognomi derivano dall'etnico di Abruzzo e dovrebbero
indicare una provenienza delle famiglie da quella regione. |
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ABBRUZZI
ABRUZZI
APRUZZI
APRUZZO |
Abbruzzi, molto
raro, ha un piccolo ceppo nel barese a Castellana Grotte e Conversano, Abruzzi,
molto raro, è di Brindisi, come il quasi unico Apruzzo, dovrebbe trattarsi di
forme alterate del più comune Apruzzi, che è specifico del brindisino, di
Ostuni, San Michele Salentino e Brindisi, e che dovrebbe derivare dal nome della
deriva dal nome dell'Aprutium,
un'antica regione dell'attuale Abruzzo, il cui nome sarebbe derivato dall'antico
popolo dei pretuzi che popolava anticamente l'area abruzzese. |
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ABBRUZZO
ABRUZZO |
Abbruzzo ha un
ceppo a Borgia nel catanzarese ed in Sicilia a Caltabellotta, Ribera e Sciacca
nell'agrigentino ed a Palermo, Abruzzo sembrerebbe siciliano, con un ceppo
nell'agrigentino a Sambuca di Sicilia, Sciacca e Santa Margherita di Belice, un
ceppo a Palermo ed uno a Siracusa, dovrebbero derivare dall'appartenenza dei
capostipiti al popolo dei Bruzii
stanziati anticamente in Calabria, a Cosenza in particolare. |
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ABE
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Abe è quasi unico,
parrebbe del centronord, dovrebbe derivare da una forma arcaica del termine
ape e si
riferirebbe forse al mestiere di apicultore svolto dal capostipite, sembra
improbabile, anche se non impossibile, una derivazione dalla troncatura di nomi
come Abele o
Abelardo
portati dal capostipite. |
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ABELA
ABELE
ABELI
ABELLA
ABELLI
ABELLO |
Abela sembrerebbe
siciliano,con un ceppo a Siracusa e nel siracusano ed uno a Gela nel nisseno,
Abele, assolutamente rarissimo, parrebbe piemontese, Abeli, altrettanto raro,
potrebbe essere del milanese, Abella, estremamente raro, dovrebbe essere di
Cianciana nell'agrigentino, Abelli, molto raro sembrerebbe del parmense, con
ceppi anche nel pavese e nel resto della Lombardia, Abello è specifico del
cuneese, potrebbero derivare da modificazioni del nome
Abele. Tracce di questa
cognominizzazione le troviamo in Valtellina dove Giovanni Abello è decano della
magnifica communità di Grosio (SO) per l'anno 1678. |
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ABELTINO
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Abeltino è
tipicamente sardo, della Gallura, di Sant`Antonio di Gallura, Palau, Arzachena,
Olbia, Calangianus e Tempio Pausania, dovrebbe derivare dal termine gallurese
abbeltinu (spianata,
radura priva di alberi, in mezzo ad un bosco),
probabilmente ad indicare il luogo di provenienza dei capostipiti. |
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ABETE
ABETI |
Abete è tipico del
napoletano, di Sant`Anastasia in particolare, Napoli, Pollena Trocchia e Somma
Vesuviana, Abeti è un cognome toscano tipico di Prato, potrebbero derivare da
toponimi come Abeto (FI) o Abetone (PT), ma è pure possibile derivino da un
soprannome originato dal termine abete
ad indicare l'altezza o una caratteristica del luogo d'origine. |
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ABIS
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Tipico sardo del
sud in particolare, deriva da un soprannome legato al vocabolo campidanese
abis (api),
probabilmente originato dal mestiere di apicultore.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
ABI/S - APIS: Ape/i. Dal latino apis.
Diffuso in Sardegna, in 62 su 377 Comuni, nella forma Abis. Così e nella
variante Apis, lo troviamo anche negli antichi documenti. Tra i firmatari della
pace di Eleonora del 1388 rinveniamo: Abis (de) Joanne, ville Mogoro; Apis
Comita, ville Mahara (Mahara - Barbaraquesa .Arbarei - l'odierna Villamar.
Contrate Marmille). Nel Con daghe di San Nicola di Trullas, *CSNT -XI° XII° sec.
al cap. 80.1, troviamo Ape Rustikellu e Ape Jannico, fratelli, testimoni di una
lite (kertidu: certarun mecu.) tra il priore del Santuario e gli abitanti di tre
villaggi, Mularia, Orticale e Gitil per il possedimento delle terre di Sanctu
Antipatre.Attuale: ABE è presente in 10 Comuni italiani, molti dei quali
lombardi; assente in Sardegna. ABIS è presente in 109 Comuni, con maggiore
diffusione in Sardegna; seguono Lombardia, Piemonte, Lazio (Roma). Il cognome
APIS è presente solo in 4 Comuni delle Marche. |
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ABLONDI
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Ablondi è tipico
del parmense, di Calestano e Parma, potrebbe derivare da una forma alterata
dialettalmente del nome Abbondio
(vedi ABBONDI), ma la cosa più probabile è che derivi invece da
un'italianizzazione del nome medioevale germanico
Ablund,
probabilmente portato dal capostipite. |
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ABRAM
ABRAMI
ABRAMO |
Questi cognomi sono
probabilmente di origine ebraica, Abram è tipico del trentino, mentre Abrami
sembra essere specifico del bresciano, Abramo è siciliano, più propriamente
della zona tra Messina e Catania, derivano tutti dal nome ebraico Abram presente
sia nel mondo latino che nel greco, ad esempio leggiamo in un'ecloga del V°
secolo a. C. :"...Limite iussusAbram patrio discedere Sarram...". Troviamo
tracce di questo cognome già nel nel 1450 con un Jacobo de Abram da Bologna. |
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ABREGAL
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Abregal è un
cognome rarissimo, si dovrebbe trattare di un matronimico, storpiatura del nome
biblico Abigail
moglie in seconde nozze di David. |
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ABRIOLA
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Tipico potentino, deriva
dal toponimo Abriola (PZ). |
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ABRIONI
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Tipico sardo del
nord è estremamente raro, deriva da un soprannome originato dal vocabolo sardo
sassarese abru
(cinghiale) ed
è probabilmente legato al carattere particolarmente selvatico del capostipite. |
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ABRONZINO
ABRONZO
D'ABRONZO |
Abronzino è tipico
di Napoli, Abronzo, quasi unico, è sempre campano, D'Abronzo è specifico del
napoletano, di Casandrino e Giugliano di Campania, dovrebbero tutti derivare dal
nome medioevale italiano Abronzo
o dal suo ipocoristico Abronzino,
anche attraverso la forma patronimica in D',
dove questa particella sta per figlio di. |
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ABUTZU
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Assolutamente
rarissimo è tipico del sud della Sardegna, deriva da un soprannome originato dal
vocabolo campidanese abutzi
(rapaci). |
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ACANFORA
CANFORA |
Acanfora è tipico di
Scafati nel salernitano con ceppi anche nel napoletano a Boscoreale, Napoli,
Castellammare di Stabia e Pompei, Canfora è specifico del napoletano,
soprattutto di Napoli, ma anche di Pozzuoli, Nola ed Ercolano ed ha anche un
ceppo siciliano a Tortorici nel messinese, l'origine di questi cognomi è oscura,
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Napoli in un atto del 1610 dove
Giovanni :Battista De Acamphora, debitore di Corte, viene citato in Giudizio. |
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ACARDI
ACCARDI
ACCARDO
ACCHIARDI
ACCHIARDO
ACCIARDI
ACHIARDI |
Hanno origine
probabilmente dal tedesco akhard,
aghard termine
composto da aki
(ferita da taglio)
o agi
(paura)
e hart (forte,
duro) con il significato di duro combattente o
guerriero che incute timore. La diffusione è prevalentemente nell'area del nord
ovest, Accardi ha un forte nucleo in Sicilia ed è presente anche nel Lazio, in
Campania e nel cosentino, Accardo ha un forte ceppo nel napoletano ed uno della
Sicilia occidentale, Acchiardi è specifico della provincia di Cuneo, di
Roccabruna e Dronero in particolare, Acchiardo, decisamente più raro,
sembrerebbe specifico di Dronero, Achiardi è quasi unico, Acciardi ha qualche
presenza nel casertano, un ceppo a Nova Siri nel materano ed uno nel vicino
cosentino, ad Oriolo, Nocara, San Marco Argentano, Montegiordano e Rocca
Imperiale.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Accardi è diffuso anche nel Riminese. Viene dall'antico alto tedesco ECKA =
angolo, filo della spada, punta, (ted. Ecke = angolo) + antico alto tedesco
HARTU/HERTI = resistente, forte (ted. hart = duro) e ha prodotto i nomi
germanici ECKEHARD(T) / ECKHARD(T) e in seguito, da questi, il latino Achardus.
Significato:valoroso nell'uso della spada. Cfr. G.Vezzelli: Cognomi romagnoli di
origine barbarico-germanica, Il Sodalizio, Rimini, 1988, p.17 |
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ACCA
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Specifico della
Sardegna occidentale, è originato da un soprannome legato probabilmente al
mestiere di vaccaro e deriva dal vocabolo sassarese
acca (vacca).
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
ACCA: Cavallo di piccola stazza, ronzino,
brocco. Dal catalano
(h)aca (caball
petit de estatura); spagnolo
Haca. Non è presente
nelle carte antiche della Sardegna; evidentemente si tratta di un cognome che ha
origine in seguito alla conquista spagnola dell'isola. Attualmente lo troviamo
in 54 Comuni italiani, di cui 25 in Sardegna, tra i quali primeggia Bosa con 47;
seguono: Cuglieri 40, Santadi 38, Sassari 27, Cagliari 22, etc. |
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ACCAREDDU
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Assolutamente raro
è tipico di Bonarcado (OR), deriva da un soprannome originato dal vocabolo sardo
accareddu (piccolo
vaccaro), probabilmente originato dalla piccola
statura e dal mestiere di vaccaro.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
ACCAREDDU: permangono incertezze sul significato e l'etimologia. Potrebbe
derivare da a(c)ca
= cavallo di mezza taglia,
dal catalano haca
= caval petit de estatura;
oppure da
άčča (àccia),
che in campidanese e in logudorese significa
torcia, candeliere, dal catalano
àtxa;
άčča de poburu =
lanterna della povera gente:
in tal caso in fonetica si avrebbe aččarèddu
(acciarèddu).
Non vi è riscontro nelle carte antiche. Attualmente troviamo il cognome solo in
due Comuni della Sardegna: Bonarcado 30, Oristano 6. |
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ACCARGIU
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Accargiu è ormai
praticamente scomparso.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
ACCARGIU: può derivare da Vaccargiu
= custode di vacche,
dal latino vaccarius
o, per accostamento, da un possibile accarius,
custode di ronzini
(vedi Acca). È un cognome rarissimo, diffuso sino a poco tempo fa in un
solo Comune della Sardegna Meridionale, oggi scomparso!!! |
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ACCARINI
ACCARINO |
Accarini,
assolutamente molto raro, ha un piccolo ceppo a Savona e presenze nel parmense,
Accarino è tipicamente campano, ha un ceppo a Napoli ed uno nel salernitano, a
Cava de' Tirreni, astel San Lorenzo, Salerno e Capaccio, dovrebbero derivare da
una forma aferetica del nome Iaccarino
(vedi IACCARINI). |
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ACCETTA
ACCETTI
ACCETTO |
Accetta ha un
ceppo a Roma, uno nel napoletano e salernitano, uno nel barese e tarantino,uno
in Sicilia, molto consistente, nel palermitano, nel messinese, nel vatanese e
nel ragusano, Accetti ha qualche presenza nel romano e nell'area settentrionale
italiana, Accetto è specifico del napoletano, dovrebbero derivare da nomi
augurali medioevali come Accetto
ed Accetta,
forme che per aferesi hanno perso il prefisso
Ben-, attribuiti a figli considerati molto
benaccetti in
famiglia. |
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ACCETTOLA
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Accettola ha un
ceppo a Sora e Broccostella nel frusinate ed a Roma, dovrebbe trattarsi di una
forma ipocoristica medioevale del nome Accetta
(vedi ACCETTA).
integrazioni fornite da Alessio Bruno
Bedini
Presente una famiglia nobile con tale cognome nella città di Sora (FR), il
che fa pensare ad un origine specifica di tale cognome in tale città.
integrazioni fornite da Alessio Bruno
Bedini |
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ACCETTURA
ACCETTURI
ACCETTURO |
Accettura,
tipicamente pugliese, è molto diffuso a Bari e nel barese a Modugno, Adelfia,
Triggiano e Sannicandro di Bari, Accetturi è quasi unico, dovrebbe derivare da
errori di trascrizione, Accetturo, molto molto raro, è tipico del foggiano, di
San Marco la Catola in particolare, dovrebbero tutti derivare dal nome del paese
di origine dei capostipiti, cioè il paese di Accettura nel materano, il cui
nome, secondo la tesi più accreditata, dovrebbe derivare dal termine latino
acapiter (sparviero). |
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ACCIAI
ACCIAIO
ACCIAIOLI
ACCIARESI
ACCIARI
ACCIARINI
ACCIARINO
ACCIARO
ACCIARRESI
ACCIARRI |
Acciai è tipico
toscano, delle province di Arezzo e Firenze, Acciaio è assolutamente rarissimo,
Acciaioli, molto molto raro, è toscano del pratese, Acciaresi è specifico di
Tuscania nel viterbese, Acciari ha un nucleo laziale ed un ceppo nel lucchese,
Acciarini, molto molto raro, è specifico della fascia centrale che comprende
maceratese, Piceno, Umbria e lazio, Acciarino ha un ceppo romano ed uno
napoletano, Acciaro, molto raro, ha un ceppo nel sassarese a La Maddalena e
Porto Torres, uno in Molise a Portocannone (CB), ed in provincia di Roma,
Acciarresi è specifico della provincia di Macerata, di Corridonia, Macerata,
Montecassiano e Petriolo, Acciarri è tipico marchigiano, del Piceno, area che da
San Benedetto del Tronto arriva a Massignano, dovrebbero derivare o da
soprannomi originati dal mestiere di mastro ferriere, ma anche in alcuni casi
legati al termine medioevale accia
(scure, lama),
italianizzazione del termine germanico hacke
con il medesimo significato, che ha originato il termine italiano moderno
accetta, un uso di questo
termine lo troviamo in una Cronica romana del 1300: "...Volete che aia tale
fierro, tale tagliare, quale hao questa mea cortellessa?» E ditto questo, aizao
la cortellessa sopra lo capo dello re più de doi piedi. Lo re levao l'uocchi per
guardare alla accia
de questo fierro....", o anche nei Fatti di
Cesare sempre del XIV° secolo: "...Quando Bruto
lo vidde uccidere, fu molto turbato; cambiò luogo et arme, e venne là dove li
colpi si ferivano, e fecesi tenere lo scudo davanti, e prese una accia a due
mani, e ferì et abattè de' Marsiliesi oltre XV in uno assalto, per ciò che le
navi erano a costa a costa...", tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a
Firenze nel 1200 con Niccolò Acciaioli, giudice e Priore di Libertà, il cui
casato vantava il titolo di Duchi di Atene e Conti di Melfi, più avanti con il
letterato quattrocentesco toscano Donatus Acciaiolus traduttore delle Vitae
parallelae di Plutarco ed autore di una Vita Caroli Magni.
integrazioni fornite da Franco
Pettinato
A mio parere la parola accia
(lat.
acia) v. Devoto e Oli,
e Vocabolario dell'accademia della Crusca ha un diverso significato e cioè :
lino, stoppa, o canapa filata ridotta in matasse.
Si tratta quindi di mestiere connesso all'attività di filatura e tessitura. |
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ACCIARITO
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Acciarito ha un ceppo
laziale ad Artena nel romano ed uno siciliano nel catanese, a Catania e Vizzini,
dovrebbe derivare da un soprannome basato sul mestiere dei capostipiti, forse
dei fabbricanti d'asce o azze. |
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ACCILI
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Accili è tipico de
L'Aquila e provincia, dovrebbe derivare dal nome della
Gens patrizia romana
Acilia e dalle
sue varie diramazioni plebee, o dal nomen gentilizio latino
Acilius, improbabile una
connessione con il piccolo paese longobardo di Acciano (Hacciànë)
nell'aquilano, il cui nome è invece derivato dalla
Gens Atia o
Attia. |
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ACCINI
ACCINNI
ACCINNO
ACCINO
ACINNO |
Accini ha un ceppo
a Calvisano nel bresciano e ad Asola nel mantovano, ed uno piccolissimo a
Monterosso al Mare nello spezzino, Accinni, molto raro, ha piccoli ceppi a Roma
e Patrica nel frusinate, a Napoli ed a Foggia, Accinno, molto molto raro, è
specifico di Roma, Accino è quasi unico, forse piemontese, Acinno è praticamente
unico, dovrebbero tutti derivare da varie italianizzazioni del nomen latino
Acinius,
ricordiamo con questo nome il Console Romano del 160 a.C. Lucius Acinius Gallus,
riportato da alcuni come Lucius Accinus, possono anche derivare direttamente
dalla Gens Acinia. |
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ACCIO
ACCIU |
Accio,
assolutamente rarissimo, è presente ormai solo in Piemonte, Acciu, quasi unico,
è presente in Piemonte ed in Sardegna, dovrebbero derivare da forme aferetiche
di ipocoristici di nomi come Michelaccio o simili.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
ACCIU; ACCIO: improbabile che derivi da
Accius latino, gentilizio romano. Più
verosimilmente da acc(i)u,
che in logudorese significa abile, accorto,
in campidanese adatto, idoneo,
dal toscano rustico accio
= presto, sollecito,
o da avaccio,
probabilmente dal latino vivacius.
Cognome raro, attualmente è presente, nella variante Acciu in 4 comuni, di cui 2
in Sardegna: Barisardo con 8, Cagliari; 1 in Piemonte, a Vercelli con 2; 1 in
Lombardia, a Robbio (PV) con 2. Nella variante Accio, in 12 comuni, con maggiore
diffusione in Piemonte, Lombardia, Veneto Lazio, etc.: assente in Sardegna |
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ACCOCCI
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Accocci,
assolutamente rarissimo, sembrerebbe del sud della Sardegna, potrebbe derivare
da un soprannome derivato dal vocabolo sardo
accocciaresì (indugiare,
tardare, poltrire, aver timore). |
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ACCOGLI
|
Accogli è tipico
del leccese, soprattutto di Andrano e di Tricase, ma ben presente anche a
Scorrano, e nel tarentino a Diso e Fragagnano, dovrebbe derivare dalla forma
aferetica del nome medioevale Bonaccogli,
attribuito a figli molto desiderati, nome probabilmente portato dai capostipiti. |
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ACCOLLA
ACCOLLI |
Accolla è
tipicamente siciliano, con un ceppo a Messina ed uno più consistente nel
siracusano a Siracusa, Avola ed Augusta, Accolli, praticamente unico, è
probabilmente dovuto ad un'errata trascrizione del precedente, che dovrebbe
essere di origini arabe, e che potrebbe derivare dall'espressione araba
al kolah (la
bolla di vetro, l'ampolla), ma
Kolah è anche nome
persiano il cui uso è diffuso anche in Medio Oriente, ed è più probabile che
questo sia stato il nome del capostipite. |
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ACCOLTI
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Accolti è
assolutamente rarissimo, dovrebbe derivare da una forma genitiva, patronimica,
aferetica del nome medioevale Benaccolto
(vedi BENACCOLTO), attribuito a figli molto desiderati, e probabilmente portato
dal padre del capostipite. |
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ACCONCI
ACCONCIA
ACCONCIO
ACCUNZI |
Acconci è
tipicamente toscano di Vicopisano (PI), Pisa e Livorno, Acconcia ha un ceppo a
Castelvecchio Subequo (AQ), a Roma, ma il nucleo principale è campano a
Marcianise e Capodrise nel casertano ed a Mercato San Severino (SA),
Acconcio, assolutamente rarissimo, è campano, Accunzi è unico, tutti questi
cognomi derivano dal nome medioevale Accuntius
o Acconcius. |
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ACCONCIAGIOCO
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Accongiagioco, molto
molto raro, tipicamente campano, del napoletano soprattutto e del salernitano,
dovrebbe derivare da un soprannome attribuito ad un capostipite cui si
attribuiva l'abitudine forse di barare, o più probabilmente il compito di
organizzare e guidare le competizioni in tenzoni cavalleresche. |
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ACCORDI
ACCORDINI
ACCORDINO
ACCORDO |
Accordi, tipico
del veronese, di Gazzo Veronese, Verona e Nogara, ha un ceppo anche a Cortona
nell'aretino, Accordini è tipico anch'esso del veronese, è molto diffuso a
Pescantina, San Pietro in Cariano, Verona e Sant'Ambrogio di Valpollicella, con
buone presenze anche a Negrar ed a Marano di Valpollicella, Accordino ha un
ceppo romano ed uno nel messinese, a Patti, Gioiosa Marea e Messina, Accordo è
quasi unico, sembrerebbe meridionale, dovrebbero derivare, anche attraverso
ipocoristici, da forme aferetiche del nome medioevale
Bonaccordo (vedi
BONACCORDI). |
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ACCORINTI
ACORINTI |
Accorinti
sembrerebbe originario della Calabria, del valentiano, di Ricadi e Briatico, ma
presenta un ceppo significativo anche a Roma, Acorinti, che sembrerebbe unico, è
probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, potrebbe
derivare da un soprannome originato da un'alterazione dialettale del termine
greco άκοιτις akoitis (sposa)
con l'aggiunta di una erre ed una enne epentetica.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Accorinti è un cognome calabrese e siciliano, ricalca il cognome greco
Akorinthios. |
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ACCORNERO
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Accornero è
tipicamente piemontese, con un ceppo nell'astigiano a Viarigi, Asti, Refrancore
e Montemagno, un ceppo anche a Torino ed Alessandria e Genova, si dovrebbe
trattare di una forma alterata del cognome
Cornero (vedi CORNARA), con l'aggiunta di una
Ac- prostetica
eufonica. |
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ACCORSI
ACCORSINI
ACCORSO
ACCURSI
ACCURSIO
ACCURSO
OCCORSI
OCCORSIO
OCCORSO |
Accorsi è
tipicamente emiliano, Accorsini è tipico della zona di Camporgiano (LU),
Accorso, assolutamente rarissimo è probabilmente del sud e dovrebbe essere
dovuto ad errori di trascrizione di Accurso che ha ceppi in Sicilia, ad Alcamo
(TP) e Palermo in particolare, Calabria a Villa San Giovanni (RC) e Verbicaro
(CS), Napoli e Roma, Accursio, assolutamente rarissimo, parrebbe siciliano,
Accursi, altrettanto raro, ha ceppi nel bolognese e nel sud, Occorsi è unico,
Occorsio, estremamente raro, ha un ceppo a Roma ed uno a Napoli, Occorso, molto
molto raro, ha un piccolo ceppo nel comasco ed uno, più consistente, nel
palermitano, a Castelbuono, Palermo e Petralia Sottana, dovrebbero tutti
derivare, direttamente o tramite modificazioni dialettali, dall'antico nome
medioevale Accursus,
di cui abbiamo un esempio in questo scritto dell'anno 1320: "...Frater Octo,
frater Beraldus, frater Petrus, frater Accursus, frater Adiutus: Hij 5 fratres
martyrizati sunt tempore Innocencii et beati Francisci, quorum meminerunt
historia et legenda, confessoris apud Marochium 17 Kal Feb., quorum venerandas
reliquias dominus Petrus, infans Regis Portugalie, hospes predictorum fratrum a
Marochia secum differens . . . celebrem passionis ordinem plenius deuulgauit.
..", un nome discretamente diffuso in epoca medioevale, nome con un significato
propiziatorio che veniva dato al figlio tanto atteso o al figlio giunto dopo la
morte di una persona cara, in molti casi può pure derivare dall'aferesi di nomi
come
Bonaccorso (vedi
BONACCORSI). Un principio di queste cognominizzazioni patronimiche le troviamo
già nel 1221 a Spoleto: "In nomine dñi amen, Anno Millesimo ducentesimo vigesimo
primo, tempore Honorij pp. tertii et dñi Frederici Imperatoris Secundi, et die
XI intrante julio, indictione nona, hoc quidem tempore Ego Berardus judex
sindicus, constitutus a dño Jacobo Petri Corvi potestati Cerreti et a domino
Letone Camerario comunis Cerreti, et plebano plebis alve et doño Berardo de
Rocca et a Mercede tertii et ab Ansuvino Ardengi et doño Letone Rogerii, et
Rainaldo de Muniano, et Saccente Belluvardi et Jonte Gilette, et a Nicolao
Munaldi, et a doño Johanne de Sellano et Ruberto Accursii consciliariis ejusdem
castri, et ab universo populo cerretano in eorum contione....". |
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ACCORTI
ACCORTO |
Accorti, molto
raro, sembrerebbe del nord Italia, probabilmente del pavese, Accorto, ancora
molto più raro, parrebbe del centro Italia, forse del perugino, dovrebbero
derivare dal nome medioevale Acortus
di cui abbiamo un esempio nella Cronica
di Salimbene de Adam: "..Item, his diebus et millesimo supraposito, scilicet
anno Domini MCCLXXXVII, .. ..Et quattuor fuerunt qui interfecerunt eum, scilicet
Raimundellus, Iacobellus, Acortus et Ferarellus..". |
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ACCOSSU
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Accossu,
assolutamente rarissimo, è tipico di Pabillonis nel Medio Campidano.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
ACCOSSU: dal latino cossus
= tarlo; o da
cossu de agu
(cat. cos) =
cruna dell'ago
(su cù de s'agu
in campidanese); su cossu
è anche il corpetto.
Su cossiu o cossu è
anche un grosso recipiente di terracotta
simile a un tino per bucato, detto anche sa
scivèdda, dal catalano
cossi (vas
gran de terra cuita). Cos in latino è la pietra
dura per affilare, sa codi, da cui deriva anche codina o cotina = roccia,
pietra. Abbiamo un ultimo suggerimento, che riteniamo il più valido: Accossu può
derivare da una parola composta: acconcia-cossu (acconciai = aggiustare; cossu =
tino di terracotta, scivèdda). Il fatto che Pabillonis (centro abitato del Medio
Campidano) conti da solo (27) più della metà di tutti i Cossu d'Italia; e,
considerato che Pabillonis è conosciuto in tutta la Sardegna come il paese delle
botteghe specialiste della terracotta(il paese delle pentole = sa 'idda de is
pinjàdas), è quasi certo che il cognome Accossu sia nato in quel borgo, anche
perché sappiamo con certezza che i primi acconciacossu (calderai)
provenivano da quel centro abitato. Attualmente è presente in 8 Comuni sardi:
Pabillonis (27), Ussana 3, Selargius 3, Villacidro 3, Gonnosfanadiga 3,
Monserrato 3, Oristano 3, Guspini 3; ed infine Rapallo(GE) con 2: questi ultimi
2 provengono da Gonnosfanadiga. |
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ACCOTI
ACCOTO
ACCOTTO
ACOTTO |
Accoti,
assolutamente rarissimo, sembrerebbe dell'area cosentina e pugliese, Accoto è
invece specifico del Salento, del leccese, di Andrano, Minervino di Lecce,
Giurdignano, San Cassiano e Lecce, Accotto, molto molto raro, è piemontese, del
torinese, di Vestignè, Montalto Dora, Strambino ed Ivrea, Acotto, più diffuso, è
specifico di Vische nel torinese, dovrebbero essere di origine burgunda ed
essere arrivati nell'Italia meridionale al seguito degli angioini, dovrebbero
derivare dal termine francese arcaico hachotte
(piccola ascia),
che ha dato origine anche al cognome burgundo
Achotte, che potrebbe anche essere stato poi
italianizzato nelle forme di cui sopra, una ipotesi possibile è che possano
riferirsi a capostipiti che producessero asce di mestiere o che, nel loro
mestiere, le usassero. |
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ACCUMOLI
ACCUMOLO |
Accumoli, quasi
unico, ed Accumolo, che sembrerebbe proprio essere unico, dovrebbero derivare da
soprannomi dialettali meridionali basati probabilmente sulla ricchezza del
capostipite, forse proprietario di un accumole
(mucchio, catasta)
di roba. |
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ACERBI
ACERBIS
ACERBO
ACERBONI |
Acerbi è molto diffuso
in Lombardia, nell'alessandrino ed in Liguria, nel piacentino, parmigiano e
reggiano, nel veronese e nel vicentino, Acerbis è specifico del bergamasco e del
vicino milanese e bresciano, Acerboni sembra specifico del lecchese zona di
Casargo e Vendrogno, Acerbo ha un ceppo tra alessandrino e genovese, uno nel
pescarese ed uno nella costa campana. L'origine di questi cognomi è chiaramente
da soprannomi originati dal vocabolo acerbo che ha due possibili significati
originari: acre, duro, spietato oppure immaturo, prematuro, nato prima del
tempo. |
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ACERENZA
LACERENZA |
Acerenza è specifico del
potentino, di Pignola in particolare, Lacerenza, molto più diffuso, ha un ceppo
ad Avigliano e Potenza nel potentino ed in Puglia a Barletta nel barese, ad Orta
Nova, Trinitapoli e Foggia nel foggiano ed a Laterza e Taranto nel tarentino,
questi cognomi dovrebbero stare ad indicare che i capostipiti fossero provenuti
dalla città potentina di Acerenza. |
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ACERRA
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Specifico del napoletano
e basso avellinese zona di Lauro (AV), deriva dal toponimo omonimo. |
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ACERRANO
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Tipico di Acerra (NA),
deriva dall'etnico dello stesso paese, inteso come originario di Acerra. |
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ACETI
ACETO |
Aceti ha un ceppo
tra bergamasco e milanese ed uno nel frusinate, Aceto ha un ceppo
nell'alessandrino e genovese, un ceppo tra Lazio, Abruzzo, Molise e Campania ed
uno nel cosentino e crotonese, dovrebbero derivare dal soprannome e quindi nome
medioevale Acetus
di cui abbiamo tracce fin dal 1200, a sua volta derivato dal nome latino
Ancetus, ricordiamo
con questo nome il ventesimo Papa dal 155 al 166: "...Polycarpus, discipulus
Apostolorum et episcopus Smyrnensis, hospes Ignatii Antiocheni, Romam profectus
est ad quaestionem de festo Paschatis cum Anceto papa tractandam. ..". |
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ACHENZA
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Achenza è
specifico del nord della Sardegna, di Sassari, Ozieri e Santa Maria Coghinas nel
sassarese, e di Tempio Pausania, Oschiri,Berchidda ed Olbia in Gallura.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
ACHENZA: permangono incertezze sul significato e l'etimologia della parola.
È un cognome oggi presente in 57 Comuni italiani, di cui 33 in Sardegna: Sassari
77, Tempio 38, Oschiri 28, Berchidda 21, Olbia 18, etc. Unici elementi di
confronto rimangono due riferimenti, di cui il primo è del canonico Giovanni
Spano, nel vocabolario sardo - Geografico, Patronimico ed Etimologico -, che
recita: Achensa,
villaggio distrutto nella diocesi di Cagliari, così detta dalla radice (fenicia)
chanas =
unione di uomini, aggregamento di case;
il secondo lo troviamo nell'opera "In Sardiniae Chorographiam" di Giovanni
Francesco Fara (pag. 210 - 20): Intus deinde sequitur partis Hipis (Parte
Gippi), tota fere plana (quasi del tutto pianeggiante).ubi est castrum et
oppidum Sorres (Villasor), comitatus titulo a Carolo V anno 1537, decoratum
oppidaque alia Decimoputzi, Serramagnae et Villaexirdi (ricca di cedri, aranci
etc. segue l'elenco di altri villaggi.) Fanaris superioris, Fanaris inferioris
(vedi Cognome Fanàri), Leni, Hispidi, Aquensae,... Saboddus, .Sogus. (vedi
cognome De Sogus). Crediamo che il cognome Achenza derivi dall'antico centro
abitato di Aquensa,
detto anche
Acquesa, sito in agro
di Villasor; in periodo medioevale appartenente alla Curadorìa o Parte di Gippi,
del regno giudicale di Cagliari. Fece parte poi del regno giudicale di Arborea,
quindi del Comune di Pisa; dal 1324 fu una villa (bidda) del Regno catalano
aragonese di Sardegna. In seguito andò spopolandosi, sino all'abbandono totale
avvenuto verosimilmente dal 1414 al 1427. In Aquensa o Acquesa è
chiara la radice "acqua": il paese era infatti in una zona ricca di acque lungo
la riva del fiume Mannu (In Sardiniae Chorographiam - sopra citata): flumen
aliud oritur in agro Sarcidano.ad dexteram reliquit Samassim, ad sinistram
regionem Partis Hipis per pontem Villae Sorris.Etc. etc. Quel che non si riesce
a capire è perché attualmente gli Achenza abbiano i ceppi più importanti a
Sassari e Tempio, ben lungi da Villasor! |
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ACHILLE
ACHILLI |
Achille ha un ceppo nel
pavese, uno tra aquilano e romano, ed uno nel barese, Achilli ha un ceppo tra
milanese, pavese e piacentino, uno a Rimini, uno tra maceratese e Piceno ed uno
tra viterbese e romano, entrambi questi cognomi derivano dal nome Achille,
probabilmente portato dal capostipite. |
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ACOCELLA
|
Molto raro è
specifico dell'Irpinia.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Cognome prevalentemente dell'avellinese, dovrebbe derivare dal vocabolo
dialettale acucedda,
che indicava un
grosso ago usato per cucire i sacchi.
Si tratterebbe, dunque, della cognominizzazione di un nome di mestiere, quello
del fabbricante di sacchi. |
|
ACONE
ACONI |
Acone, molto raro è
tipico del napoletano, avellinese ed alto salernitano, Aconi, praticamente unico
è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione, potrebbe derivare dal
cognomen latino Acone derivato da un toponimo Portus Acone in Bitinia: "...Acone
portus est Bithyniae qui proventu malorum graminum usque adeo celebris est ut
noxias herbas aconita illinc nominemus...", in una antica lapide romana si
legge: "Q(uinti) Aconi Veri pri(ncipis) leg(ionis) XV Apo(llinaris)". |
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ACONITI
ACONITO |
Entrambi
parrebbero del centro Italia, Aconiti è quasi unico, Aconito è solo leggermente
meno raro e sembrerebbe avere un piccolissimo ceppo a L'Aquila, dovrebbero
derivare dal nome tardo latino Aconitus,
si ricorda con questo nome uno dei Vescovi della Chiesa che sottoscrissero ai
sinodi del papa Simmaco nel l'anno 499, il nome deriva da quello della pianta di
aconito (aconitum napellus), un'erba perenne, con forti doti curative ma
velenosissima, una delle piante più tossiche che fioriscano in Italia, è però
anche possibile che il nome derivi da una forma ipocoristica bizantina del nome
latino di origine anatolica Acone
(vedi ACONE). |
|
ACQUA
|
Acqua ha piccolissime
presenze sparse in Lombardia, Veneto, Emilia e Marche, con presenza prevalente
nel romano a Sant'Oreste e Roma, nel napoletano ed a Palermo. L'origine è legata
a due possibili radici, che si identificano in toponimi (contenenti il vocabolo
acqua, acque), o nel mestiere del distributore o venditore d'acqua (acquaiolo,
acquarolo). |
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ACQUAFREDDA
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Specifico di Bitonto
(BA), dovrebbe derivare da nomi di località come Acquafredda di Maratea (PZ) o
come molte altre. |
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ACQUARONE
ACQUARONI
AQUARONE
QUARONE
QUARONI |
Acquarone è
decisamente ligure, di Imperia, Savona e Genova, Acquaroni, molto molto raro,
sembrerebbe del mantovano, Aquarone è praticamente unico, Quarone, abbastanza
raro, ha un ceppo ad Albenga nel savonese e presenze nel torinese e nel pavese,
Quaroni è tipicamente lombardo, del pavese e del milanese, di MIlano e di
Pavia, Stradella, Montù Beccaria e Travacò Siccomario nel pavese, potrebbero
derivare, direttamente o attraverso una forma aferetica, dall'accrescitivo del
nome medioevale germanico Achari, a sua volta derivato dai termini
ac (filo,
lama della spada) ed
hari (esercito),
ma più probabilmente derivano dal nome ebraico
Acharon con il significato di Ultimo. |
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ACQUATI
|
Acquati è specifico
dell'area lombarda che comprende il milanese ed il lecchese, Milano, Inzago,
Brugherio, Monza, Cinisello Balsamo, Cormano, Vimercate, Lesmo e Novate Milanese
nel milanese e Verderio Superiore ed Inferiore nel lecchese, dovrebbe derivare
dal nome del paese di Acquate, ora una frazione di Lecco. |
|
ACQUAVIVA
|
Tipicamente pugliese ha
ceppi anche a Roma, nel napoletano ed in Sicilia, dovrebbe derivare da uno dei
tanti toponimi con questa radice come Acquaviva Collecroce nel campobassano,
Acquaviva delle Fonti nel barese, Acquaviva Platani nel nisseno e molti altri. |
|
ACQUINO
D'ACQUINO |
Sia Acquino che
D'Acquino, assolutamente rarissimi, parrebbero meridionali, potrebbe trattarsi
in qualche caso di un errore di trascrizione del cognome Aquino, ma è più
probabile che stiano invece ad indicare una provenienza dal paese di Acquino nel
frusinate. |
|
ACQUISTAPACE
|
Tipico
valtellinese dovrebbe derivare dal nome augurale rinascimentale
Acquistapace, tracce
nel sondriese si trovano almeno dal 1700, in un atto del 1771 a Prata (SO)
troviamo come Curatore un certo canonico, coadiutore Eustachio Acquistapace. |
|
ACQUISTI
ACQUISTO |
Acquisti è tipico
dell'aretino, Acquisto è specifico dell'agrigentino e del palermitano, derivano
entrambi dal nome gratulatorio medioevale Acquisto dato normalmente a bambini
particolarmente desiderati, è pure possibile una derivazione dall'aferesi del
nome Bonacquisto, in altri casi potrebbero derivare da toponimi come Acquisti (GR). |
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ACRI
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Specifico del cosentino
della zona di Rossano, Acri e Cosenza, deriva dal toponimo Acri (CS). |
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ACTIS
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Cognome tipico di
Torino, dovrebbe derivare dalla consuetudine medioevale di confermare
ufficialmente la nascita di figli illegittimi con una
professio in actis: "...Mulier
gravida repudiata, filium enixa, absente marito ut spurium in actis professa est...". |
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ACUCELLA
|
Acucella
sembrerebbe del potentino, di Rapolla e Melfi, con un piccolissimo ceppo a
Mergozzo nel verbanese, potrebbe derivare dal termine medioevale
acucella (piccoli
aghi), forse a sottolineare che il capostipite
ne facesse uso a causa del suo mestiere di sarto. |
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ACUTI
ACUTO |
Acuti, abbastanza
raro, ha un ceppo a Travo nel piacentino, uno a Bondeno (FE) ed uno a Fabriano
nell'anconetano, Acuto, tipicamente piemontese, dell'astigiano e
dell'alessandrino ha ceppi a Grana (AT) e, nel Monferrato, a Valenza, Mirabello
Monferrato e Casale Monferrato, dovrebbero derivare dal cognomen latino
Acutus di cui abbiamo un
esempio in quest'antica lapide latina: "Deae Hariasae / Ti. Ulpius Acutus
du[p(licarius)] al(ae) / Sulp(icianae) sing(ularis) co(n)s(ularis) / cives
Traianenses / v.s.l.m. Crispino et Aeliano cos.". |
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ADABBO
ADDABBO
D'ADDABBO |
Adabbo, molto raro, sembrerebbe specifico di Napoli, Addabbo è specifico
dell'area che comprende il barese, il materano ed il tarantino, a Gioia
del Colle e Bari nel barese ed ad Avetrana, Castellaneta, Taranto e Palagiano
nel tarentino, con un ceppo anche a Molinara nel beneventano ed a Vallo
della Lucania ed Amalfi nel salernitano, D'Addabbo è specifico del
barese, di Turi, Bari, Acquaviva delle Fonti, Casamassima e Sammichele
di Bari, probabilmente deriva da italianizzazioni del nome arabo
Hadab,
ma potrebbe anche derivare dal nome della città israeliana di Hadab
situata nelle vicinanze di Hebron.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Addabbo è un cognome pugliese, è la cognominizzazione
del soprannome Addabbo di significato
incerto, forse in relazione con "l'ornamento o
l'abbigliamento fastoso" usato dai cavalieri durante le loro
cerimonie di investitura, se è vera l'ipotesi di alcuni studiosi
che fanno derivare il cognome dall'ebraico 'adah'
= orgoglio, ornamento del padre. Fonte:
P. Minervini, 30. |
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ADAM
ADAMA
ADAMI
ADAMIC
ADAMICH
ADAMINI
ADAMO
ADAMOLI
ADAMOLLI
ADAMU
ADAMUCCI
ADAMUCCIO
ADDAMO
DE ADAMICH |
L'origine è chiaramente risalente al nome
Adamo
(dall'ebraico adam =
uomo),
il primo uomo per le chiese cristiane ed ebraica. Adamo usato inizialmente
come nome proprio finiva per diventare il cognome dei suoi discendenti,
magari attraverso modificazioni ipocoristiche o dialettali. Adam, molto molto raro, ha un piccolo ceppo triestino, Adama è quasi
unico, Adami è molto diffuso nel centronord, Adamini ha un ceppo
nel bresciano ed uno nel viterbese, Adamo è panitaliano, Addamo
è siciliano, di Riesi nel nisseno, di Catania e Vizzini nel catanese,
di Patti e Montagnareale nel messinese, di Leonforte nell'ennese, di Lentini
nel siracusano e di Partinico nel palermitano, Adamolli, è unico
ed è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione di Adamoli,
che ha un ceppo nelnord della Lombardia ed uno nel veronese, Adamu è
specifico di Cagliari, Adamucci è unico, Adamuccio è specifico
del leccese, la variante Adamic, Adamich è particolarmente presente
nell'estremo nord est è tradisce l'origine slovena o croata, per
quella terminazione -ic,
-ich
che stanno per figlio di (Adamo), De Adamich, praticamente unico è una forma patronimica italiana che
starebbe quindi ad indicare il capostipite come un nipote di Adamo. Un
ceppo della famiglia Adami, che era originaria di Murazzano
(CN) e nel 1781, con il titolo di conte, possedeva il feudo di Cavagliano
sempre nel cuneese, possiede tutt'oggi una casa a Murazzano. Personaggio di rilievo è stato Andrea De Adamich
nato a Trieste nel 1941 ex pilota automobilistico e giornalista. |
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ADDA
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Molto raro, sembrerebbe del vicentino, potrebbe derivare dal nome del fiume
omonimo.
integrazioni fornite da Gabriele Farronato
Sul finire del secolo XVII° numerosi svizzeri, provenienti dall'alta
valle dell'Adda trovarono lavoro a Bassano ed anche in altre città
venete in qualità di zoccolai o ciabattini. da questa gente si è
sviluppato il cognome Adda indicando così il loro luogo di provenienza.
integrazioni fornite da Aldo Piglia
Tutto il bacino idrografico dell'Adda è in territorio italiano,
ad esclusione della Val Poschiavina. Quando G. Farronato parla di svizzeri
dell'alta valle dell'Adda nel XVII secolo, forse si riferisce ai
bormini
che, in quel periodo, insieme al resto della Valtellina, erano soggetti
al dominio delle Leghe Grigie svizzere. Da notare anche che il Prof. Remo
Bracchi in una sua nota a proposito del cognome Borromini scrive che "bormin
o boromin indica "l'artigiano
che lavora il cuoio fabbricando soffietti e che prepara anche setacci ed
arnesi vari". Alla lettera, la denominazione vale "bormino".
Da Bormio e dalle sue valli partivano nei secoli scorsi moltissimi ciabattini,
diretti nel Canton Ticino e nel canton Grigioni, nel Bresciano e nel Bergamasco,
in Val d'Intelvi, nel comasco e nel Varesotto. Secondo la testimonianza
dell'abate P. Monti, in quasi tutte le case bormine esisteva un banco di
ciabattini". |
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ADDAMIANI
ADDAMIANO |
Addamiani, quasi unico, sembrerebbe pugliese, Addamiano, molto più
diffuso, è tipicamente meridionale, dell'area campana, lucana e
pugliese, dovrebbero derivare dal nome pugliese
Addamiano
(Damiano). |
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ADDARI
ADDARIO |
Addari ha un ceppo romano, uno cagliaritano ed uno nella zona di Capistrello
(AQ), Addario sembra avere più ceppi autonomi, nel barese, nel reggino,
in Abruzzo e Molise ed in Val d'Aosta, dovrebbero derivare dal nome Addarius
di cui si hanno tracce ad esempio nel 1700 a Pollutri (CH) con un certo Addarius Di Rosa e della cui cognominizzazione si hanno tracce verso la fine
del 1700 nel Molise anche sotto la forma D'Addario.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
In Sardegna il cognome Addari è una variante del cognome
Gaddari,
Caddari e pertanto significa anch'esso "cavalcante,
cavallante". Fonte: M. Pittau, Diz. cogn. Sardegna, 1, 24. |
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ADDEO
ADDIO
ADEODATO |
Addeo ha un ceppo a Roma, ma il nucleo principale è a Marzano di
Nola nell'avellinese e nel napoletano a Napoli, Palma Campania, Brusciano,
Nola, Marigliano, Mariglianella, Visciano, Casamarciano, Saviano, San Paolo Belsito e Cicciano, con un piccolo ceppo anche a Montagnareale nel messinese,
Addio è specifico di Napoli, Adeodato è praticamente unico,
questi cognomi dovrebbero derivare direttamente o con forme apocopaiche
dal nome gratulatorio medioevale Adeodatus,
con il significato di dono ricevuto
(datus)
dal
Signore (a Deo =
da
Dio), ricordiamo con questo nome i romani Adeodatus I° eletto
Pontefice nel 615 e Adeodatus II° eletto Pontefice nel 672, entrambi
santi. |
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ADDIS
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Addis è molto diffuso in tutta la Sardegna, a Sassari, Perfugas,
Alghero, Nulvi e Porto Torres nel sassarese, a Tempio Pausania, Olbia,
Trinità d'Aquito e Vignola, Buddusò, Luras, Aggius, Badesi,
Alà dei Sardi e Padru in Gallura, Lodè, Torpè
e Siniscola nel nuorese, Cagliari e Bosa nell'oristanese, dovrebbe derivare
da un soprannome originato dal termine sardo addis
(valle o anche
bosco), probabilmente originato
dal fatto che la famiglia provenisse da una valle.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
ADDIS: di significato ed etimo incerti. Potrebbe derivare da
badde,
baddi = valle;
baddis
> addis =
valli.
Nei testi antichi troviamo il vocabolo in varie uscite. Nel Condaghe di
San Nicola di Trullas, CSNT, XI°, XIII° sec. abbiamo la variante
balle, nel significato di
valle,
citata tantissime volte; così anche nel CSMB, e nel CSPS, XI°,
XIII° sec., in questo ultimo appare balle,
ualle e
valle.
Addis come cognome figura tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE,
del 1388, preceduto sempre da "de" ad indicare la provenienza: Addis (de) Gonnario, Iscle de Galtelì (* Iscle de Galtelì.odierno Galtelì);
Addis (de) Joanne, jurato ville Fodrongiani ( * Fodrongiani.odierno Fordongianus.
Contrate Partis Varicati - Barigadu). Nel CSNT, è presente il cognome
"de" Balles: - Balles "de" Florisone e Balles "de" Gosantine (153), testimoni
in una donazione di terre alla chiesa di San Nicola: ego Petrus prior (de
Sanctu Nicola)ponio in custu condace.Testes .Florisone et Gosantine de
Balles (prob. fratelli). - Iusta de Balles (67 - uno scambio di servi):
tramutai homines cun donnu Petru de Açen: ego deili (gli diedi)
a Gosantine Bacca et a Gavini Calfone et a Gavini Nuri et a Iusta de Balles.
- Mariane de Balles (47), teste in una compera(compòru) di servi: comporaili ad Yçoccor de Carbia, su ki maneat in Patria, pede (un
quarto del servizio) de Raganella, fiia de Dorgotori Ciçellu.Testes:
Mariane de Balle set Niscoli de Castabar et Gosantine su frate (il fratello).
Nella storia contemporanea ricordiamo Addis Ovidio, di Teulada(1908 - 1966),
specializzato in Archeologia Cristiana, collaboratore dell'Istituto di
Storia Medioevale, nell'Università di Cagliari; ha lasciato diverse
opere, tra cui: "Un Sarcofago giudicale arborense"; "i borchioni bronzei
del Duomo di Oristano". Con gli scavi del 1964/1965, mise in luce la necropoli
e la basilica paleocristiana di Cornus (vedi nel Web - Ovidio Addis). Attualmente
il cognome Addis è presente in 181 Comuni italiani, di cui 67 in
Sardegna: Sassari 181, Tempio 150, Olbia 148, Buddusò 81, Lodè
71, Cagliari 70, etc. |
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ADDONE
ADDONI
ADONE
ADONI |
Addone, assolutamente rarissimo, sembrerebbe meridionale, Addoni, quasi
unico, parrebbe del perugino, Adone, molto molto raro, ha un piccolissimo
ceppo in Puglia a Putignano nel baresee sparute presenze nel resto del
sud, Adoni , estremamente raro, ha presenze in Toscana ed in Umbria, questi
cognomi dovrebbero derivare dal nome Adone
di origine ebraica derivando da Adonay
(il Signore), ricordiamo l'Adones
della mitologia greca, la quintessenza della bellezza maschile. |
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ADDUCE
ADDUCI |
Adduce oltre a qualche presenza nel reggiano, ha un ceppo nel casertano
a Pignataro Maggiore ed uno nel materano a Pomarico, Adduci è diffuso
nell'area che comprende il barese, il tarantino, la Basilicata ed il cosentino,
con massima concentrazione a Corato nel barese, a Taranto, a San Giorgio
Lucano nel materano e soprattutto a Trebisacce, Santa Maria del Cedro,
Albidona, Alessandria del Carretto, Cerchiara di Calabria, Grisolia e Villapiana
nel cosentino, dovrebbe trattarsi di forme aferetiche derivate dal nome
medioevale Benadduce o
Bonadduce
(vedi BENADDUCE). |
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ADELFI
ADELFIO |
Adelfi, assolutamente rarissimo, parrebbe del napoletano, Adelfio è
decisamente palermitano.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Adelfi, rarissimo, si riscontra maggiormente nel napoletano, Adelfio,
più comune del precedente, ha il suo epicentro nel palermitano,
entrambi questi cognomi derivano dal nome medievale
Adelfio
o Adelfo, l'italianizzazione cioè
del personale greco Adelphos, col significato
letterale di fratello; in questo contesto, il termine fratello va inteso
più probabilmente nel senso religioso di cristiano, come risulta
dall'impiego del vocabolo adelphos
nella Bibbia. Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta
delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti. |
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ADERENTI
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Aderenti, molto molto raro, è tipico del bresciano, di Serle, Nuvolento,
Paitone e Brescia, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine
italiano aderente, riferito a chi aderisca
a qualcosa, a qualche iniziativa, o a qualche particolare congregazione,
la motivazione del soprannome è comunque oscura. |
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ADERNO
ADERNO' |
Aderno sembra essere praticamente unico, Adernò invece, sempre molto
molto raro, è specifico di Noto nel siracusano, dovrebbero derivare
dall'antico toponimo Adernò nome attribuito dagli angioini all'antica
Hadranum, la moderna Adrano. |
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ADESSI
ADESSO |
Adessi, molto molto raro, è specifico del barese, Adesso, un pò
meno raro, è tipico della fascia che comprende il barese, il potentino
ed il salernitano, potrebbe derivare da un soprannome. |
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ADIMARI
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Di origine incerta attualmente è presente con un ceppo nel cosentino
nella zona di Acri, Rossano e Corigliano Calabro, deriva dal nome medioevale
di origine longobarda Ademarus di cui abbiamo un esempio nel X° secolo:
"...Ademarus
vero Cabanensis, non Constantini, sed Sancti Mauricii lanceam hanc vocat,..."
e in un atto dell'anno 962 nel beneventano si legge: "...de
alio latere fine Ademari,
et descendente in fine Calendi et pertange in fine de eredes Iohanni et
descendente in fine benebentano. ".
integrazioni fornite da Pierluigi
Carnesecchi
Questo cognome compare in diverse zone dell'Italia, si tratta di una
grande famiglia fiorentina. Di questi Adimari sono incerte le origini:
una delle ipotesi è la discendenza dalla potentissima famiglia franca
degli Hucpoldingi l'altra la discendenza dall'antica famiglia fiorentina
dei Nepotecosa. Furono la più grande delle famiglie guelfe
fiorentine e dominarono la scena in tutto il XIII° secolo, furono esclusi
dalla cariche repubblicane con gli ordinamenti di Giustizia di Giano della
Bella. Il Durante progenitore dei Carnesecchi fiorentini è
visto da Scipione Ammirato il giovane in tale Durante di Buonfantino, più
volte Priore e Gonfaloniere della Repubblica e dal Mariani in un taverniere
Priore nel 1298 tale Durante di Ricovero. La tesi dell' Ammirato apre a
un ipotesi: Durante di Buonfantino Cancellieri era un Adimari, (fattosi
di popolo in seguito agli ordinamenti di giustizia) infatti il giudice
Buonfantino di Cancellerio compare in un documento del 1251 come de Adimaris.
A sua volta Cancellerio compare in un documento del 1201 come figlio di
Bellincione di Lotterio. Questo Lotterio (nome in uso fra i Cadolingi e
nome dell'imperatore negli anni intorno al 1120) si collocherebbe a nascere
tra il 1120 e il 1130 e diventerebbe un nuovo tassello per proseguire le
ricerche sulle origini degli Adimari.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Il cognome Adimari è diffuso anche nel Cesenate. Deriva dal
nome germanico Adalmar, composto dai
vocaboli halthochdeutsch (antico alto tedesco).
adal
= nobile (ted. Adel) e.
mar
= famoso, dal verbo
maren
= annunciare, glorificare (ted. Mär
= diceria e Märchen = favola), passato in latino come
Adi(e)marius.
Significato: famoso per la sua nobiltà. Cfr. G. Vezzelli: Cognomi
romagnoli di origine barbarico-germanica) Il Sodalizio, Rimini, 1988 |
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ADINOLFI
ANTINOLFI |
Adinolfi è specifico della zona che comprende Napoli e Salerno
con epicentro a Cava dei Tirreni (SA), Antinolfi, molto raro, sembrerebbe
campano, soprattutto di Napoli e del vicino casertano, derivano dal nome
medioevale germanico Adinulfus
o
Atenulfus di cui abbiamo un esempio in questo scritto del 1129: "...Guido
de titulo Sanctae Mariae in Valata; Adinulfus
abbas Farfensis, Bernardus abbas Clararum-Vallium, qui tunc temporis in
Gallia divini verbi famosissimus praedicator erat...".
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
Adinolfi è diffuso a macchia di leopardo in Italia, ma
è un cognome tipicamente campano: l'epicentro sembrerebbe Cava de'Tirreni
in provincia di Salerno, dove molteplici sono i ceppi Adinolfi. Il cognome
deriva dall'antico nome Atenolfus,
variante di Adolfus, composto dai termini germanici
athala
e wulfa, che significano rispettivamente
nobile, di stirpe nobile e lupo.
Il significato di lupo nobile è
comprensibile se si considera il fatto che proprio il lupo fosse un animale
particolarmente caro al dio germanico Odino: tale nome si diffuse infatti
in Italia in un primo momento grazie agli Ostrogoti e in seguito per mezzo
delle popolazioni germaniche che si susseguirono ai Goti nell'Alto Medioevo.
Il nome lupo nobile, quindi Adolfus
o Atenolfus, si addiceva particolarmente
ai guerrieri germanici per mettere in risalto la loro forza e ferocia,
appunto, simile a quella di un lupo. Una famiglia Adinolfi, proveniente
dal salernitano, forse da Agropoli, fu insignita di privilegio araldico. |
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ADIUTORI
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Adiutori è tipico del romano, frusinate e latinense, di Roma, di Paliano, Piglio, Acuto e Fiuggi nel frusinate e di Fondi nel latinense,
dovrebbe derivare dal termine latino adiutores
con il significato di aiutanti subalterni,
probabile stato dei capostipiti. |
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ADORNA
ADORNATO
ADORNETTI
ADORNETTO
ADORNI
ADORNO
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Adorna ha un piccolo ceppo nel verbanese a Villette ed uno più consistente
a Catania, Adornetti è specifico di Acri nel cosentino, Adornetto
ha un ceppo a Belvedere Marittimo nel cosentino ed uno nel catanese a Misterbianco,
Catania, Maletto e Santa Venerina e ad Altofonte nel palermitano, Adornato
è specifico del reggino, di Cittanova, Rizziconi, Maropati e Locri,
e di Messina, con un ceppo anche a Genova, Adorni ha un grosso ceppo emiliano
a Parma, ma è ben presente nel parmense anche a Felino, Fidenza,
Sala Baganza, Colorno, Sorbolo, Fornovo di Taro e Collecchio, e nella vicina
Toscana ad Aulla nel massese, a Camaiore nel lucchese ed a Livorno, Adorno
ha un ceppo genovese ed uno siciliano, in particolare nel siracusano a
Siracusa, Floridia, Sortino, Solarino e Noto, a Porto Empedocle nell'agrigentino,
a Messina ed a Palermo, dovrebbero derivare dai nomi medioevali
Adornus,
Adornatus
ed Adornectus che ne è una forma
ipocoristica, il significato di questi nomi era quello augurale di essere
il proprio figlio adorno (ornato) di doti sia fisiche che morali. Ricordiamo con questi cognomi il mercante Gabriele Adorno che fu Doge di
Genova dal 1363 al 1370 ed Antoniotto I° ed Antoniotto II° Adorno
Dogi di Genova, il secondo per ben due volte nella seconda metà
del 1300 fin quasi alla fine del secolo. |
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ADRIANA
ADRIANI
ADRIANO |
Adriana, estremamente raro, sembrerebbe dell'Italia centrale, Adriani ha
vari ceppi, uno a Schio nel vicentino, uno a Firenze ed uno nell'Isola
d'Elba a Marciana Marina e Portoferraio nel livornese, uno nel perugino
a Foligno, Città di Castello e Perugia, uno in Abruzzo a Casalincontrada
nel teatino, a Giulianova nel teramano ed a L'Aquila, uno nel reatino a
Rieti e Fiamignano, a Serrone nel frusinate ed a Roma, il più consistente
di tutti, ed un ceppo a Bitonto nel barese, Adriano ha un ceppo piemontese
nel cuneese, ad Alba, Govone, Roddino, Diano d'Alba e Roddi, a Torino e
nell'astigiano a Castagnole delle Lanze ed Asti, questi cognomi dovrebbero
derivare dal nomen latino Hadrianus,
Hadriana, nome gentilizio della
Gens
Hadriana con due nuclei originari, ad Adria nel rovigoto, e
ad Atri nel teramano, nomen che significava originario di
Hatria,
antico nome di Adria. |
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ADUASIO
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Aduasio, estremamente raro, sembrerebbe specifico di Andria nel barese,
dovrebbe derivare dal nome medioevale Aduasio,
di cui abbiamo un esempio a Foggia agli inizi del 1300 con il Diacono Aduasio
di Troia vittima di una congiura contro il vescovo locale, il nome è
forse dovuto ad un'alterazione del nome greco Adrastus,
tracce di questa cognominizzazione le troviamo agli inizi del 1700 ad Andria
con l'ecclesiastico Bernardino Aduasio benefattore del Convento femminile
di Andria. |
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AFFANITI
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Affaniti è quasi unico, oggi presente solo al nord, tipicamente campano, originario del napoletano e del casertano, dovrebbe trattarsi di una forma che indicasse la provenienza
dei capostipiti dal paese salernitano di Alfano. |
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AFFATICATO
AFFATIGATO |
Affaticato, estremamente raro, è di Palermo, Affatigato leggermente
più diffuso, è tipico del palermitano anch'esso, soprattutto
di Palermo e Santa Flavia, non si può escludere che possano derivare
da soprannomi di origine oscura, ma è pure possibile che derivino
dall'italianizzazione del nome longobardo Falcwald
formato sulle radici falc (falcone)
e waldan (governo). |
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AFFINI
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Molto raro sembrerebbe avere un ceppo nel mantovano ed uno nel nordmilano,
dovrebbe derivare da un soprannome generato dal vocabolo affinis (parente,
congiunto). |
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AFIDI
ALFIDEO
ALFIDI |
Afidi è praticamente unico, sembrerebbe dell'ascolano, Alfideo,
quasi unico, sembrerebbe specifico di Canosa Sannita nel teatino, Alfidi
è tipico dell'aquilano, di Luco dei Marsi e di Avezzano, dovrebbero derivare dal nome latino
Aufidius, personale della
Gens Aufidia, una gens plebea
specifica del Piceno e dell'Abruzzo, dal cui nome hanno tratto origine
le città di Offida nell'ascolano, ed Ofena ed Alfedena nell'aquilano,
La trasformazione del dittongo Au-
in Al- è presente già
dal secondo secolo avanti Cristo, quando, nell'anno 171, troviamo come
uno dei due Consoli di Roma per quell'anno sia il senatore romano Lucius
Alfidius Herennianus. Citiamo come curiosità la legge promulgata
dal Tribuno della Plebe Marcus Alfidius Lurco, la
Lex
Aufidia de ambitu, con questa legge venivano punite le donazioni
fatte dai candidati alla plebe, obbligando il candidato che avesse promesso
del denaro in cambio di voti, e che avesse realmente effettuato il pagamento, a versare
a vita 3000 sesterzi l'anno di multa. |
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AFIERO
D'AFIERO |
Entrambi molto rari, Afiero è specifico di Afragola e Casoria nel
napoletano, D'Afiero è più diffuso sempre ad Afragola ed
a Napoli, dovrebbero derivare, direttamente o attraverso la forma patronimica
dove il D'- sta per
figlio
di, da una contrazione del nome germanico
Adalferio
(vedi ALFERI). |
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AFRICANI
AFRICANO |
Entrambi assolutamente rarissimi, dovrebbero derivare dal cognomen latino
Africanus ricordiamo il famosissimo Publius Cornelius Scipio Africanus, i
veterani della campagna d'Africa potevano aggiungere, se distintisi nei
combattimenti, al proprio nomen questo cognomen. |
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AGABBIO |
Agabbio assolutamente rarissimo,
tipicamente sardo, è tipico della parte sudoccidentale
dell'isola, dovrebbe derivare dal nome medioevale
Agabius,
o Agapius,
una latinizzazione del nome greco
Agapetos,
ricordiamo Sant'Agabio, il secondo vescovo di Novara morto
martire nel 438. |
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AGABIO |
Agabio è tipico di Ghemme nel novarese, dovrebbe derivare dal
nome di Sant'Agabio, un'antichissima frazione di Novara, che
prende il nome da Sant'Agabio, il secondo vescovo di Novara. |
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AGAGLIATE
AGAGLIATI |
Agagliate è tipico di Torino, Castelnuovo Don Bosco e Moncalieri,
Agagliati, decisamente più raro, ha un piccolo ceppo tra Chieri
e Torino ed uno a Buttigliera d'Asti, dovrebbero derivare dal
nome di una località, Agagliate, del comune di Capriglio
nell'astigiano. |
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AGANI |
Cognome assolutamente rarissimo, deriva dal nomen latino Aganus,
menzionato ad esempio su di una lapide funeraria, dove è
possibile leggere: "Primigenius v(ixit) a(nnos) V / Priscus
vix(it) a(nnos) X / Aganus v(ixit) a(nnos) XIII / Plautia
Symperusa / Primus et Ingenua"; ricordiamo Aganus Signore di
Toscana dal 835 al 845. |
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AGAPITI
AGAPITO |
Agapiti è quasi unico, Agapito,
assolutamente rarissimo, sembra avere un ceppo nel cosentino ed
uno a Trieste, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Agapitus
a sua volta derivato dal nome greco
Agapetòs
(Amabile, gentile),
ricordiamo con questo nome Agapito I°, Papa dal 535 al 536
venerato come santo. |
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AGARI
AGARINI
AGARINIS
AGARIO |
Agari è quasi unico, Agario è quasi
scomparso, Agarini, molto raro, parrebbe del livornese, Agarinis,
sempre molto raro, è friulano dell'alto udinese, in alcuni casi
potrebbero derivare dal toponimo walser di Agaro (I walser sono
popolazioni di origine germanica che attorno al 900/1000 si sono
insediate in territorio alpino), ma normalmente dovrebbero
derivare dal nome medioevale di origine ebraica
Agar (vedi
D'Agaro), il ceppo friulano potrebbe anche derivare dal termine
friulano agar
(canalone)
forse ad indicare alcune caratteristiche del luogo d'abitazione
del capostipite. |
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AGASSI
AGASSINI
AGASSO
AGAZZI
AGAZZINI
AGAZZINO
AGAZZONE
AGAZZONI |
Agassi è quasi unico, Agassini è
altrettanto raro, Agasso, oltremodo raro, sembrerebbe piemontese,
dovrebbe trattarsi di deformazioni dialettali dei cognomi come
Agazzi e derivati, Agazzi è tipicamente lombardo, del bergamasco
in particolare, Agazzini, Agazzone e Agazzoni, molto molto rari,
sembrerebbero della zona tra alta Lombardia e Piemonte, Agazzino
è quasi unico, dovrebbero derivare dal cognomen tardo latino
Agathius,
di cui qui abbiamo un esempio in questa antica lapide latina:
"...[Aia]ci L(uci) l(iberti) Agato / portitor(is) soc(ii)
s(ervus) / [3] columnasque mag(nas) fi(ctiles) / [3 de s]uo
Menervai d(onum) d(at) / l(ibens) m(erito)...":ricordiamo
Sant'Agatio, un centurione della Cappadocia martirizzato a
Costantinopoli nel 306: "...Constantinopoli sancti Agathii
Centurionis, qui, in persecutione Diocletidni et Maximiani, a
Firmo Tribuno delatus quod Christianus esset...". Tracce degli
Agazzi nel bergamasco si trovano fin dal 1400, mentre gli
Agazzini sempre nel 1400 sono menzionati tra i notabili di
Cassano Magnago (VA).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Secondo Francipane 260, Agazzi viene dal personale
Agàzio,
dal greco-latino agasia
= illustre;
per D. Olivieri 234 da un
agaccio (da lat.
acus =
ago)
o dal friulano agàzz
= guazzo,
o dal veneto agazzo
= acquazzone. |
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AGATE
AGATELLI
AGATELLO
AGATI
AGATIELLO |
Agate è specifico di Marsala nel
trapanese, Agatelli, quasi unico, sembrerebbe piemontese, ma
dovrebbe trattarsi di una forma alterata del cognome Agatello
che è specifico di Catania, Agati ha un nucleo importante nel
catanese ed uno nel fiorentino, Agatiello è tipicamente lucano,
di Acerenza, Potenza ed Oppido Lucano nel potentino e di
Montescaglioso e Matera nel materano, dovrebbero tutti derivare,
direttamete o attraverso forme ipocoristiche, anche dialettali,
dal cognomen latino Agathius,
ma è pure possibile siano originati da soprannomi di origine
greca dal termine agathos
(buono).
(vedi Agazzi) |
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AGATENSI |
Agatensi è specifico di Forlì e Ravenna, potrebbe derivare
dall'etnico del toponimo di Sant'Agata Feltria nel pesarese, ma
è pure possibile una connessione con l'etnico di Sant'Agata
Ferrarese, ora chiamata Sant'Agata sul Santerno, nel ravennate,
paese molto antico, che risale ad epoca romana. |
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AGATTAU |
Agattau, assolutamente rarissimo è
tipicamente sardo.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
AGATTAU: cognome rarissimo, che significa
trovatello,
dal latino adcaptare
= trovare.
A Gonnosfanadiga quando io ero ancora bambino (attualmente -
anno 2008 - ho 63 anni), gli anziani raccontavano di un bimbo
appena nato, rinvenuto nell'antica strada nazionale, Cagliari -
Arbus, allora percorsa dalle diligenze, intorno alla metà del
XIX° secolo, sul ciglio della strada, nel tratto Villacidro
Gonnosfanadiga, avvolto in cenci, e che lo avesse raccolto e
allevato un donna di Gonnosfanadiga, nel cui municipio fu
iscritto, col nome appunto di
Agattau =
trovato. Dicono che ebbe due
figli, uno dei quali si trasferì a Villacidro, l'altro è rimasto
per tutta la sua lunga vita a Gonnos, Massimino, che ha poi
avuto due figli, di cui uno è emigrato in Toscana per motivi di
lavoro, m è di recente rientrato in Sardegna, a Pabillonis, dove
si trova la sorella, sposata con il sig. Mario Agattau! Si dice
ancora a Gonnos: "Si funt
agattaus s'unu cun s'ateru"! (
si sono "ritrovati" insieme).
Pare che il sig. Mario Agattau di Pabillonis, conosciuto in
tutto il Medio Campidano come produttore di ottimi meloni,
provenga invece da un altro ceppo, che ha origini
nell'oristanese, a Cabras, dove tuttora risiede un nucleo
familiare con tale cognome. Il terzo nucleo familiare "Agattau"
risiede a Villacidro e trae origine dal "trovatello" di Gonnos. |
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AGELAO |
Agelao, estremamente raro, sembrerebbe
meridionale, dovrebbe derivare da un soprannome grecanico basato
sul termine agelàios
(selvatico)
che diede anche origine al nome
Agelàios, meno probabile una
derivazione per rotacismo da un soprannome basato sul termine
greco antico ageraos
(che non invecchia, sempre
giovane). |
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AGESILAO |
Agesilao, quasi unico, sembrerebbe
siciliano, dovrebbe derivare dal nome greco antico
Agesìlaos,
nome portato ad esempio da alcuni Re di Sparta. |
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AGGI
AGGIO |
Aggi è assolutamente rarissimo, potrebbe essere dell'Italia del
nord, Aggio, molto meno raro, sembra avere un ceppo. tra
padovano e rovigoto, uno nel centronord della Lombardia ed uno
in Piemonte dal novarese al torinese, può derivare dall'aferesi
di toponimi come Baraggia (NO) - (VC) - (VA) o simili, ma è più
probabile derivino dal nome medioevale germanico Aggiuo, di cui
si ha un esempio nel Gesta Danorum di Saxo Grammaticus del XII°
secolo: "...His accedunt Skalc Scanicus et Alf Aggi filius,
quibus iunguntur Olvir latus et Gnepia vetulus. His adnumeratur
Gardh, Stang oppidi cultor. ...". |
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AGGRAVI |
Aggravi è specifico del senese, di
Sarteano, Chianciano Terme, Cetona e Radicofani, l'origine di
questo cognome potrebbe derivare dal fatto di essere stato il
capostipite un funzionario amministrativo addetto alla gestione
delle tasse o aggravi,
l'uso di questo termine lo riscontriamo negli statuti pisani del
1327: "..Questo adjuncto, che se ad alcuno guelco fusse
comandato per parte del Capitano o del Judice, che 'l dicto
guelco diesse et pagasse alcuna quantità di denari ad alcuno
creditore di quelli che l'avesse venduta la vena: che se lo
dicto guelco si sentisse agravato del decto comandamento, debbia
avere mostrato lo suo agravamento et ogni ragioni prove suoi
infra dì octo dal die del decto comandamento computando; et se
così non mostrasse, non sia inteso a ragione di quello che di
po' lo dicto termine vollesse mostrare, et debbia pagare
incontinente quello che comandato li fusse, sì veramente che non
passi la valuta de la vena..."; tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo almeno dal 1600 a Cetona, nella
prima metà del 1700 troviamo il Dottor Giuseppe Antonio Aggravi
come Giudice di San Quirico del marchesato dei Chigi, inoltre
troviamo un Leone Aggravi che esercita la professione di notaio
a Sarteano dal 1751 al 1786. |
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AGGRAVIO |
Aggravio sembrerebbe specifico di Napoli, potrebbe trattarsi di
uno dei tanti cognomi di fantasia attribuiti in epoca borbonica
a dei trovatelli, considerati un peso per la comunità, da parte
di funzionari, che interpretavano la loro mansione con lo
spirito, spesso fuoriluogo, che si può riscontrare in molti
altri cognomi di questo tipo. |
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AGHEMIO |
Aghemio, assolutamente rarissimo, parrebbe
piemontese, dovrebbe derivare dal cognome francone
Agerheim
(pronuncia Aghereim), la cui origine etimologica dovrebbe essere
da un antico toponimo composto da
Ager,
nome germanico medioevale composto dai termini
adal (nobile)
e gari
(lancia),
con il significato di la nobile
lancia, aggiunto ad
heim (patria,
casa). |
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AGHILAR |
Aghilar è tipico di Orta Nova nel foggiano, dovrebbe derivare
dal toponimo andaluso (Spagna) Aguilar de la Frontera, i
D'Aghilar in Spagna erano Marchesi della corona aragonese il
Guicciardini nella sua Storia d'Italia tra l'altro cita nella
seconda metà del 1400: "...Consalvo Ernandes di casa d'Aghilar,
di patria cordovese...". |
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AGIRMO |
Praticamente unico, dovrebbe derivare dal
vocabolo greco agyrmos
(simposio o assemblea)
così era chiamato il primo giorno dei Misteri Eleusini ad Atene,
una specie di purificazione che si svolgeva in primavera.
integrazioni fornite da
Roberto Agirmo
il cognome deriva dallo spagnolo arcaico e significa: il primo
giorno della bella stagione, giornata che era festeggiata con un
rituale specifico. |
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AGLI
AGLIERI
AGLIETTI
AGLIO |
Agli è rarissimo, potrebbe essere piemontese, Aglieri, molto
raro è proprio del sudmilanese e lodigiano, Aglietti parrebbe
della zona tra Firenze e Pistoia, con possibili ramificazioni in
Umbria e un ceppo secondario nel novarese, Aglio sembrerebbe
avere oltre ad un nucleo lombardo, un ceppo in Sicilia,
dovrebbero derivare dal nomen latino Allius o Alleius, a volte
tramite dei toponimi come Agliè (TO), Aglietti (VC), Agliana
(PT) o Agliate (MI). (vedi anche AGLIALORO) |
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AGLIALORO |
Aglialoro, molto raro, sembrerebbe
specifico del palermitano, di Palermo e di Caccamo, potrebbe
derivare dal nome franco di origini germaniche
Ailloud
derivato a sua volta dal nome
Agilwald,
formato da
agil (lama)
e waldan
(governo),
con il significato di bravo
spadaccino, o anche dal nome
franco Aillard
derivato a sua volta dal nome
Agilhard, formato da
agil (lama)
e hard
(duro),
con il significato simile al precedente di
buona lama.
, ma potrebbe pure derivare, ed è più probabile, dal nome di
origini normanne Allyre,
latinizzato in Allyrius,
che potrebbe facilmente essere stato deformato dalla parlata
siciliana in Aglialoro, ricordiamo Sant'Allyrius Vescovo nel IV°
secolo di Clermont ,capoluogo dell'Alvernia in Francia. |
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AGLIARDI |
Agliardi è tipico del bergamasco, di
Morengo, Costa Volpino e Romano Di Lombardia, del bresciano di
Montichiari e Brescia e di Milano, dovrebbe derivare da una
forma dialettale del nome
Aleardus (vedi ALEARDI), ma è
pure possibile, anche se non probabile, una derivazione dal nome
Galiardus
per aferesi. Tracce di questa cognominizzazione nel bergamasco
la troviamo almeno dalla seconda metà del 1600 con il Giudice
delle Vettovaglie Camillo Agliardi. |
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AGLIARULO |
Agliarulo è specifico di Napoli, dovrebbe
derivare da un soprannome originato dal termine dialettale
agliarulo
(orzaiolo, infezione acuta
dell'occhio). |
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AGNATI |
Agnati sembra tipico di Milano e Vimercate, potrebbe derivare da
una forma aferetica di toponimi come Garbagnate Milanese. |
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AGNELLI
AGNELLO
AGNELLUTI
AGNELLUTTI |
In
epoca medioevale Agnello era un nome diffuso, in modo
particolare nell'Italia centrale e settentrionale, dal nome
proprio al cognome il passo fu breve. Esiste anche un'ipotesi
che propone il cognome come derivante dall'aggettivo agnello,
inteso come mite come un agnello, quindi di carattere timido e
accondiscendente. |
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AGNES
AGNESE
AGNESI |
Agnes ha un ceppo nell'avellinese ed uno
forse non secondario nel milanese, pavese e lodigiano, Agnese
oltre al ceppo nel napoletano, ha un grosso nucleo nel Piemonte
occidentale ed in Liguria, soprattutto nell'imperiese, Agnesi è
decisamente lombardo, del bresciano e del milanese, tutti questi
cognomi dovrebbero derivare, anche attraverso modificazioni
dialettali dal nome Agnese.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Cognomi che derivano dal nome proprio Agnese che viene
dall'aggettivo greco haghnòs
che significa pura,
casta. |
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AGNETI |
Agneti è quasi scomparso in Italia,
sembrerebbe campano, probabilmente del napoletano, dovrebbe
derivare dal nome latino di origine bizantina
Agnetius.,
una variante di Agnitius
(vedi AGNITTI). |
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AGNINI
AGNINO |
Agnini è presente in modo sporadico in
tutta Italia, Agnino ha un piccolissimo ceppo nel napoletano ed
uno più consistente a San Giorgio Ionico e Taranto nel tarantino,
dovrebbero derivare dal nome medioevale
Agninus,
un ipocoristico del termine latino
agnus (agnello),
nome attribuito dalla devozione cristiana in memoria di Cristo
Agnus Dei (agnello di Dio). Si deve inoltre ricordare che in
alcuni casi può trattarsi di cognomi attribuiti a dei trovatelli.
ipotesi fornite da
Vittorio Agnini
gli Agnini sono originari di Agnino, un piccolo pese della
Lunigiana ora nel Comune di Fivizzano. Nel 1600 alcuni divennero
famosi avvocati in Toscana, altri , si ritiene che si siano
trasferiti nel 1400 a Napoli. Un certo Paolo che commerciava con
il Venetosi stabili a Finale Emilia ove dette origine ad una
copiosa discendenza. a Napoli il cognome variò da De Agnino in
Agnino ed in Agnini. altri crearono discendenze a Mileto e a San
Giorgio Ionico; la storia della famiglia è raccontata nel libro
GENS AGNINI, scritto da Vittorio Agnini. Altri rami furono
creati a Catania ed a Roma. Anche il cognome DAGNINO fu
iniziato a Voltri da un gruppo che volle evidenziarne l'origine |
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AGNITTI |
Agnitti, estremamente raro, sembrerebbe
del centro Italia, dovrebbe derivare dal cognomen latino
Agnitius,
tracce di questa cognominizzazione in Toscana le troviamo nel
1385 ad Arezzo con lo scrittore Boetius Torquatus Severinus
Manlius Agnitiius. |
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AGNOCCHETTI |
Agnocchetti è caratteristico di Vignanello nel viterbese,
l'origine etimologica è oscura. |
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AGNOLETTI
AGNOLETTO
AGNOLI
AGNOLIN
AGNOLINI
AGNOLO
AGNOLON
AGNOLONI |
Agnoletti è specifico del forlivese e
delle vicine province di Ravenna, Firenze, Arezzo e Rimini,
Agnoletto è tipico del veneziano e trevigiano, Agnoli ha ceppi
nel bellunese, nel veronese, tra parmense e piacentino e nel
frusinate, Agnolin, tipico delle tre Venezie, ha il nucleo più
importante tra veronese e vicentino, Agnolini, assolutamente
rarissimo, parrebbe del veronese, Agnolo, quasi unico, potrebbe
essere o del veronese o del trentino, Agnolon, molto raro, è
della zona che comprende le province di Pordenone, Venezia e
Padova, Agnoloni è decisamente del fiorentino, dovrebbero tutti
derivare da vezzeggiativi, diminutivi, accrescitivi o
direttamente dal nome medioevale
Agnolus,
una forma arcaica del nome Angelo, di quest'uso abbiamo un
esempio illustre in Agnolo Ambrogini detto il Poliziano,
illustre scrittore e poeta sia in italiano, che in latino ed in
greco classico, nato a Montepulciano nel 1454. |
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AGNUSDEI
SDEI |
Agnusdei, molto raro, sembrerebbe
specifico della zona tra Lizzano e Manduria nel tarentino, Sdei,
tipicamente umbro, del perugino, di Foligno e Trevi, ne è
probabilmente la forma aferetica, si dovrebbe trattare di uno
dei cognomi originati dalla misericordia cattolica ed attribuiti
a trovatelli, ma non è da escludere la connessione con un
soprannome legato ad un comportamento particolarmente devoto o
alla consuetudine di portare degli amuleti benedetti chiamati un
tempo agnusdei. |
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AGOLLI |
Agolli, assolutamente rarissimo, oggi con
sparute presenze in Lombardia, dovrebbe essere originario del
centro Italia, forse del maceratese, dove troviamo un paese
chiamato Agolla, o del Lazio, dove esisteva una località
Agolli
ed una chiamata Insula de Agolli,
in un documento del 1043 si legge: "...fundum qui vocatur
Agolli, in quo est insula Agolli....". |
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AGONE
AGONI |
Agone è quasi unico, Agoni, tipicamente lombardo del bergamasco
e del vicino milanese e bresciano, potrebbe derivare da un
soprannome originato dal fatto che il capostipite facesse il
pescatore, l'agone è un tipico pesce di lago e di fiume diffuso
in quella stessa zona. |
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AGONIGI |
Agonigi, molto raro, è tipicamente
toscano, di Pisa e di Livorno, dovrebbe essere originato di una
zona di San Miniato nel pisano, potrebbe derivare da
un'alterazione del nome di origini ebraiche
Akonis. |
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AGORNI |
Agorni, estremamente raro, è lombardo,
dovrebbe derivare da una forma dialettale arcaica
Agorno
del nome del comune bergamasco di Gorno. |
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AGOS
AGUS |
Agos, assolutamente
estremamente raro, Agus, tipico sardo del nuorese e cagliaritano
soprattutto, dovrebbero derivare da un soprannome originato dal
vocabolo sardo agus
(aghi)
originato forse da un soprannome legato al mestiere del
capostipite.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
AGUS; AGOS: ago,
dal latino acus;
dal greco (άκίς - ). Lo troviamo nelle carte antiche. Tra i
firmatari della Pace di Eleonora, figurano: Agos (de) Joanne,
(de villa de Muchiano - villaggio scomparso; altrimenti detto
Musitanu; ubicato in agro di Padria. Il paese medioevale o villa
apparteneva alla Curadorìa di Caputabbas, nel regno giudicale di
Torres. All'inizio del XV° secolo, i suoi abitanti si
trasferirono nel centro vicino di Padria), sindicus, actor, et
etc. Contrate Castri Montis de Verro (il sindicus, actor etc.
era governatore della Contrada di Castri Montis de Verro); Agos
(de) Joanne, jurato ville Culleri (* Cuglieri - era il capoluogo
della Contrada di Castri Montis de Verro); Agus (de) Barisono,
jurato ville Mogoreda (* Mogorella - Contrate Partis Alença). Lo
stesso Agos de Joanne (già menzionato) lo troviamo citato
nell'opera di Ionnis Francisci Farae - De Rebus Sardois III,
(oppidi de Muchiano) sempre come sindicus, actor etc. encontrada
Castri Montis Verri. Il cognome Agus è quello attualmente più
diffuso. È presente in ben 192 Comuni italiani, di cui 74 in
Sardegna: Cagliari 152, Dolianonova 146, Quartu S. E. 94,
Ghilarza 52, Lanusei 47, Escalaplano 46, etc. Agos è invece
presente in solo 7 Comuni italiani: 2 in Piemonte, 2 in Veneto,
1 in Liguria, 1 in E. Romagna e 1 in Sardegna: proprio a
Cuglieri (5), che è ancora il centro abitato più importante del
MontiVerro. |
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AGOSTA
AGOSTI
AGOSTINI
AGOSTINIS
AGOSTINELLI
AGOSTINELLO
AGOSTINO
AGOSTO
AGUSTI
AGUSTO
D'AGOSTO
DE AGOSTINI
DE AGOSTINIS
DE AGOSTINO
DEAGOSTINI
DEAGOSTINO |
Agosta è decisamente siciliano, anche se
compare un ceppo, forse non secondario, nel mantovano ed uno
nella provincia romana, che dovrebbe derivare dal toponimo
Agosta (RM), Agosti è tipico lombardo e dell'alta Emilia,
Agostini è diffuso in tutto il centrosud, Agostinis molto raro è
dell'udinese, Agostinelli è tipico del centro Italia e del
beneventano, Agostinello, rarissimo, sembrerebbe avere un ceppo
veneto ed uno nel Salento, Agostino ha ceppi in Sicilia, in
Calabria, nel potentino e salernitano, nel romano, a Genova, nel
torinese ed in Val d'Aosta, Agosto sembra avere un ceppo nel
Piemonte occidentale, uno nell'udinese, uno nel salernitano, uno
nel leccese ed uno nel catanzarese, Agusti ed Agusto,
assolutamente rarissimi, sono probabilmente dovuti ad errori di
trascrizione o a modificazioni dialettali, D'Agosto, poco
diffuso, ha un ceppo friulano ed uno nel napoletano e
salernitano, De Agostini è molto diffuso in tutto il nord con un
ceppo anche a Cagliari, De Agostinis, estremamente raro, è
tipico della zona tra Lazio ed Abruzzo, Deagostini, abbastanza
raro sembrerebbe dell'area che comprende il varesotto ed il
novarese, De Agostino, molto molto raro, parrebbe del pavese,
mentre Deagostino, assolutamente rarissimo, è forse nel
settentrione d'Italia, hanno origine quasi tutti, direttamente o
tramite patronimici ed ipocoristici, dal cognomen e soprannome
latino Augustus
(consacrato agli auguri)
titolo di dignità degli imperatori romani, può anche essere
riferito al mese di agosto, come
bambino nato ad agosto,
il nucleo siciliano può anche prevalentemente derivare dal
toponimo Augusta (SR). Traccia di queste cognominizzazioni la
troviamo a Bergamo nel 1500, nel 1513 un certo Oliverio Agosti,
insigne giurista, viene designato dai cittadini di Bergamo come
patrocinatore dei loro interessi ed ambasciatore presso il
vicerè spagnolo a Milano. |
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AGOSTINIANO |
Agostiniano, quasi unico, sembrerebbe campano, dovrebbe derivare
dal fatto di essere il capostipite o un padre agostiniano
(seguace di Sant'Agostino), cosa molto improbabile, o di essere
alle dipendenze di un convento di padri agostiniani o, più
probabilmente, di essere un trovatello affidato ad un convento
di suore agostiniane. |
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AGRATI |
Chiaro il riferimento al toponimo lombardo Agrate (Agrate
Brianza) o a quello piemontese (Agrate Conturbia), indicherebbe
quindi un'origine di quei luoghi. |
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AGRESTA
AGRESTE
AGRESTI
AGRESTINI
AGRESTINO |
Agresta ha un ceppo nel chietino, uno nel
salernitano ed uno tra il sud della Calabria e la Sicilia
orientale, Agreste assolutamente rarissimo è probabilmente
un'errore di trascrizione del primo, Agresti ha ceppi nel
bolognese, nel fiorentino, nel basso Lazio, nel salernitano e
nel barese, Agrestini è tipicamente laziale, Agrestino è quasi
unico, tutti questi cognomi possono derivare, direttamente o
tramite forme ipocoristiche, da soprannomi legati al vocabolo
agrestis
(agreste,
anche nel senso di rustico)
o agresta
(uva acerba).
Tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel
Codice Diplomatico della Lombardia
Medioevale sotto l'anno 1148,
in un atto di vendita, leggiamo: "...Signum + manuum Amizonis
qui dicitur Ciriolus et Ottonis, fratris eius, et Marchisi seu
Adammi Agresto testium...", poi ad Udine nel 1500 con il
sacerdote Giulio Agresta, parroco di Cassacco (UD) dal 1580 al
1610, a Mammola (RC) nel 1600 con Apollinare Agresta
(1621-1695), prima teologo e filosofo poi Abate dell'ordine di
San Basilio Magno e quindi Generale dei monaci basiliani. |
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AGRICOLA
AGRICOLE
AGRICOLI
AGRICOLO |
Agricola ha vari
ceppi, uno piccolo a Roma, uno nel foggiano a Ischitella e San
Severo, ed uno tra ragusano e siracusano, a Siracusa, Pachino ed
Avola nel siracusano e ad Ispica nel ragusano, Agricole ed
Agricolo sono praticamente unici, Agricoli, assolutamente
rarissimo, è proprio dell'area toscano, umbra, dovrebbero
derivare dal cognomen latino
Agricola, di cui abbiamo un
esempio negli Annali di Tacito: "..Natus erat Agricola Gaio
Caesare tertium consule Idibus Iuniis, excessit quarto et
quinquagesimo anno, decimo Kalendas Septembris Conlega Priscoque
consulibus. Quod si habitum quoque eius posteri noscere velint,
decentior quam sublimior fuit; nihil impetus in vultu, gratia
oris supererat. Bonum virum facile crederes, magnum libenter. Et
ipse quidem, quamquam medio in spatio integrae aetatis ereptus,
quantum ad gloriam, longissimum aevum peregit. ..". |
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AGRIOLI |
Assolutamente
rarissimo, forse marchigiano, potrebbe derivare o direttamente
dal cognomen latino Agricola
(vedi AGRICOLA) per contrazione, o da un'alterazione del termine
medioevale agricola
(contadino).
notizie ulteriori
fornite da Luca Agrioli
Nome di origine Marchigiana per la precisione si hanno notizie
ad Ancona in tempi recenti e, in epoche meno recenti, a
Filottrano (AN). |
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AGRIPPA |
Estremamente raro, deriva
dal cognomen latino Agrippa attribuito ai neonati di parto
podalico, ricordiamo il famosissimo tribuno della plebe Menenio
Agrippa (500 a. C.): "...Menenius Agrippa concordiam inter
patres plebemque restituit nam cum plebs a patribus secessisset,
quod tributum et militiam non toleraret...". |
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AGRO' |
Agrò è tipicamente
siciliano, dell'agrigentino in particolare, di Agrigento,
Racalmuto, Favara, Canicattì, Porto Empedocle e Castrofilippo,
con un ceppo anche a Palermo, dovrebbe derivare da un
soprannome, derivante dal termine greco άγρός agros (campo,
podere), probabilmente
attribuito a capostipiti piccoli proprietari terrieri. |
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AGROSTELLI |
Agrostelli, molto
molto raro, è specifico di Brienza e Sant'Angelo le Fratte nel
potentino, dovrebbe derivare da un soprannome originato
dall'ipocoristico dell'italianizzazione del termine greco άγρός
agros (campo, podere),
intendendo forse che il capostipite fosse stato un piccolo
proprietario terriero. |
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AGUANNO
D'AGUANNO
DAGUANNO
D'AQUANNO |
Aguanno è specifico
del trapanese, di Calatafimi, Alcamo, Castelvetrano, Vita e
Trapani, Daguanno, quasi unico, è probabilmente dovuto ad errori
di trascrizione del cognome D'Aguanno, che ha un ceppo siciliano
in particolare nel trapanese a Trapani, Marsala, Mazara del
Vallo, Castellammare del Golfo, Paceco ed a Palermo, ed uno
laziale a Roma e nel frusinate a Villa Santa Lucia, Cervaro,
Cassino e Piedimonte San Germano, D'Aquanno, molto raro, è
specifico di Roma e del frusinate, così come Daquanno,
decisamente romano, mentre per il ceppo siciliano dovrebbe
trattarsi di un indicatore di provenienza da una località,
Aguanno, nel trapanese, ora scomparsa, per il ceppo laziale è
più probabile che derivino dal nome medioevale di origine
germanica Aquanus,
che rinveniamo in questo testo riferito all'anno 1130:
"...Magnus conatur semina odii iacere in Canutum apud Nicolaum
Regem; fingitque ab illo offensum Daniae Regem gueciae, nihil
tamen proficit. Nicolaus Rex magnus filius Aquanus cognatus
regis ...", anche se non si può anche qua escludere una
derivazione toponomastica dal nome antico
Aquana
del paese di Civitaquana in Abruzzo. |
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AGUECI |
Agueci è specifico del
trapanese, di Trapani, Salemi, Vita ed Erice, e di Palermo,
l'origine etimologica è oscura. |
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AGUGLIA
AGUGLIARI
AGUGLIARO
AUGUGLIARO |
Aguglia ha un nucleo
siciliano a Palermo e nel palermitano ed anche a Piazza Armerina
nell'ennese, con un ceppo anche a Lecce e nel leccese, Agugliari
è quasi unico ed è probabilmente dovuto ad errori di
trascrizione di Agugliaro che sè siciliano con un ceppo a
Palermo, uno a Scicli nel ragusano ed uno a Castellammare del
Golfo nel trapanese, Augugliaro è siciliano, con un ceppo nel
trapanese, a Trapani, Erice, Valderice e Paceco, un ceppo a
Palermo ed uno a Scicli nel ragusano, dovrebbero derivare o da
un mestiere marinaresco, aguglia
era detto un tempo l'ago della
bussola, o dal mestiere di
pescatore o costruttore di reti,
agugliara
si chiama un particolare tipo di
rete utilizzata per la pesca
alle aguglie. |
|
AGUIAR
AGUIARI
AGUIARO
ANGUIARI |
Aguiar. decisamente
veneto, è quasi unico, Aguiari è tipico del ferrarese, in
particolare di Ferrara, Mesola, Copparo e Trisigallo e del
rovigoto, Aguiaro, decisamente rarissimo è dell'area rovigota,
Anguiari, estremamente raro, è del rovigoto, dovrebbero tutti
derivare da soprannomi dialettali originari dall'attività di
pescatore di anguille tipico dell'area del delta del Po.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Aguiari è variante del cognome Aguglia a proposito del quale
scrive P. Minervini nel suo
Dizionario dei cognomi pugliesi,
p. 35: "Poco diffuso in It. e in Puglia nella forma base (spec.
nel Leccese) e nelle varianti Aguiàri, Agujari, è la
cognominizzazione del personale latino Aquilius, la cui
gens Aquilia
era molto diffusa in Campania presso i Vestini e gli Irpini ed
in Umbria. Da esso si è avuto in Italia il toponimo Agugliano
(AN), che è un centro situato tra i fiumi Esino e Musone [.].
L'antroponimo in esame potrebbe essere in relazione con lo
zoonimo Aquila e con il veneto settentrionale 'gugia' e il
toscano 'guglia' (<aculea), riferite queste forme a varie specie
di falconidi oppure a una specie di pesce teleosteo
commestibile, dal corpo allungato con mascella e mandibola
sottili, che formano un caratteristico rostro. Potrebbe anche
riferirsi a uno speciale ago, che si usa ancora oggi per cucire
vele e tende, oppure derivare dal lat. mediev. 'agulia' =
"obelisco" o dal toponimo sic. Aguglia.". |
|
AGUNIANO |
Bellavide, moglie del fu
Bonvillanii de Aguniano (Gugnano) |
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AGUZZI |
Sembrerebbe avere tre
nuclei, uno nel pavese e sud milanese, uno tra Pesaro ed Ancona
ed uno nel rietino, dovrebbe derivare dal cognomen latino
Acutius di cui si hanno tracce ad esempio nel "de bello civili"
di Giulio Cesare troviamo "...Acutius Rufus apud Pompeium...",
nelle Aepistolae di Plinio minore:"Secutae sunt diversae
sententiae consulum designatorum. Cornutus Tertullus censuit
ordine movendum, Acutius Nerva in sortitione provinciae rationem
eius non habendam.", e in una lapide del 300 d.C sul sarcofago
di Acutius a Ghedi. |
|
AIALA
AJALA |
Aiala
è unico a Palermo, Ajala è rarissimo e dovrebbe essere
originario della Sicilia, derivano probabilmente dall'arabo ayal
(cervo) o dal nome ebraico Ayal, con la stessa radice, ma
potrebbero anche essere di origine spagnola (nel 1606 si riporta
un Jeronimo Ayala Alcalde (sindaco) di una cittadina spagnola),
in Spagna c'è una valle di Ayala e nel 1400, a valledolid ci
sono tracce di un Anton Ayala. |
|
AIAN
AIANI |
Aian
sembrerebbe unico, Aiani ha un ceppo a Tavernerio, Capiago
Intimiano e Como nel comasco, uno a Villafranca di Verona e
Verona nel veronese e presenze nel ternano e nel romano,
dovrebbero derivare dal nome tardolatino
Aianus. |
|
AIANA |
Tipico
sardo del cagliaritano è molto molto raro, deriva da un
soprannome originato dal vocabolo sardo
aiana (signorina,
donna nubile) originato
evidentemente da un soprannome legato alla condizione della
capostipite. |
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AIASSA
AYASSA
AYASSE |
Aiassa è
tipico del torinese, di Torino, Carmagnola, Vigone, Chiero e
Moriondo Torinese, Ayasse, sempre piemontese, sembrerebbe unico,
così come Ayassa, dovrebbero derivare dal cognome francese
Ayasse
che sembrerebbe essere nato dal termine latino
acastus (acero),
probabilmente ad indicare una caratteristica della località
d'origine dei capostipiti, secondo un'altra ipotesi deriverebbe
invece dal termine basco aitz
(roccia),
considerando la discreta diffusione di valdesi di origine basca
nell'astigiano.
integrazioni fornite da
Daniele Zaia
Cognome del nord-ovest della Provincia di Asti. Suggerisco una
derivazione dal toponmo Val d'Ayas in Valle d'Aosta |
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AIAZZI
AIAZZO |
Aiazzi è
tipicamente toscano, del fiorentino, pistoiese e senese, Aiazzo
è unico, potrebbero derivare da una forma aferetica modificata
di un ipocoristico del nome Caio. |
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AICARDI
AICARDO |
Entrambi
liguri, Aicardi è diffuso nelle province di Savona, soprattutto
a Tovo San Giacomo, ed Imperia, Aicardo, molto più raro,
sembrerebbe savonese, derivano dal nome medioevale di origine
germanica Aicardus
di cui abbiamo un esempio in una
charta venditionis
del settembre 1045 nel Codice
Diplomatico Bresciano dove il
notaio così si firma: "...Aicardus notarius subscripsit
postradita complevit et dedit". Tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo agli inizi del 1400 con il Vescovo
di Novara Bartolomeo Aicardi Visconti. |
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AIDONE |
Aidone ha
un ceppo a Venezia ed uno a Vizzini nel catanese ed a Misilmeri
nel palermitano, il ceppo siciliano dovrebbe derivare dal nome
del paese di Aidone nell'ennese, mentre il ceppo veneziano
sembrerebbe essere derivato da un'alterazione del nome bizantino
Adonis. |
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AIELLI
AIELLO
AJELLI
AJELLO
DAIELLI
DAJELLI
D'AIELLO
D'AJELLO |
Aielli,
probabilmente originario del pescarese, ha un ceppo anche nel
romano e nel latinense, Aiello è tipico del sud, molto diffuso
soprattutto in Campania, Calabria e Sicilia, Ajello, molto più
raro, ha un ceppo romano, uno nel napoletano ed uno nel
messinese, D'Ajello, molto raro, è napoletano, mentre D'Aiello
è, oltre che del napoletano, anche e soprattutto del casertano,
con un ceppo anche nel palermitano, Daielli quasi unico, Ajelli
e Dajelli, molto molto rari, dovrebbero essere abbastanza
recenti e sono probabilmente il frutto di errate trascrizioni
nelle anagrafi settentrionali, derivano tutti dal vocabolo
medioevale latino agellum
(piccolo podere,
campicello)
anche tramite toponimi come Aielli nell'aquilano, Aiello Calabro
nel cosentino, Aiello del Friuli nell'udinese, Aiello del Sabato
nell'avellinese e molti altri. Abbiamo tracce di queste
cognominizzazioni fin dal XII° secolo, Matteo d'Ajello è stato
nella seconda metà del 1100 notabile al servizio dei sovrani
normanni, personaggio di rilievo della seconda metà del 1500 fu
il pittore Antonio Ajello nativo di Rivello nel potentino.
notizie ulteriori
fornite dal barone Ugo Antonio Bella
deriva dal toponimo Aiello (in varie parti dell'It. merid.) da
latino augellus "piccolo podere". Si deve a questo cognome
l'esistenza isolana del toponimo Aiello. Questa famiglia è
dello stesso stipite del napoletano ascritta al sedile di
Capuana. Un Francesco fu console generale di Spagna in Messina
per tutto il Regno delle Sicilie nell'anno 1711 e fu padre di un
Letterio che troviamo ascritto alla Mastra Nobile di detta città
del 1807.
Blasone: d'oro, alla sbarra d'azzurro, caricata da tre stelle
del campo, accompagnata da due leoni rivolti del secondo. |
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AIMAR
AIMARO
AYMAR |
Aimar è
specifico del cuneese, di Cuneo, Dronero, Barge, Busca,
Caraglio, Savigliano, Saluzzo e Fossano, Aymar, estremamente
raro, è piemontese, Aimaro è specifico del vercellese, di
Moncrivello e Cigliano, dovrebbero derivare da una forma
contratta del nome medioevale germanico
Ademarus,
composto dalle radici adal
(nobile)
e mar
(celebre). |
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AIMI
AIMO
AIMONE
AIMONI
AJMO
AJMONE |
Aimi
è specifico dell'area parmense di Parma e Fidenza in
particolare, Aimo è specifico del cuneese, di Mondovì in
particolare, Aimone è più tipicamente torinese, Aimoni, molto
molto raro, parrebbe lombardo, ma quasi sicuramente a seguito di
trasferimenti dal Piemonte, Ajmo e Ajmone, assolutamente
rarissimi, sono probabilmente residui di grafie antiche degli
stessi cognomi, derivano tutti dal nome germanico Aimo, Aimone
di cui abbiamo un esempio in epoca longobarda in questa
Charta Convenientiae
dell'anno 768: "In nomine Domini. regnantes dominis nostris
Desiderius et Adelchis filio eius ueris excelentissimis et a Deo
conserbatis magnis regibus, anno regnis eorum in Dei nomine
undecimo et nono, mense ianoario, per indictione sexta;
feliciter. Placuet igitur adque bona bolontate conuenit inter
Aimone, habitatore castello Ueterbo, nec non et Gumpertu
presbiterum...", con questo nome ricordiamo Aimone di Savoia (15
dicembre 1291 - 22 giugno 1343), tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo nel bresciano fin dal 1100, con
Ardiccio degli Aimoni, nato a Vobarno (BS) in guerra con il
Vescovo di Brescia Arimanno. |
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AINI |
Tipico di
Ozieri (SS) è molto raro, deriva da una modificazione dialettale
del nome Gavino.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
AINI: significato ed etimo incerti. Potrebbe derivare da
aìna =
strumento di lavoro degli
artigiani (
is aìnas
= i vari strumenti);
oppure da àinu
= asino.
Àinu in Logudoro, molenti in Campidano; oppure da
àina, àxina
= vite,
uva, dal latino
àcina; o
ancora da aìna
= avena,
dal latino avena;
infine, prendiamo in considerazione anche il vocabolo
àlinu =
alno, ontano,
dal latino alnus.
Non trova riscontro nelle carte antiche. Attualmente il cognome
Aini è presente in 20 Comuni italiani di cui 10 in Sardegna:
Ozieri 39, Berchidda 11, Sassari 6, Sinnai 3 Milis 3, etc. |
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AIOLFI
AJOLFI |
Aiolfi , abbastanza raro è specifico della zona che comprende il
milanese, il bergamasco, il lodigiano, il cremonese ed il
parmense, Ajolfi rarissimo è più tipicamente emiliano del
parmense, derivano dal nome longobardo Agilulfus o Aginulfus, da
cui Aghilolfi e Aginolfi e per contrazione Aiolfi. Il nome
deriva da due termini germanici agi (paura) e wolf (lupo), che
uniti starebbero a significare lupo che incute terrore quindi
uomo terrificante. Le popolazioni germaniche trasferiscono nei
nomi da loro usati il rispetto che provano per la forza fisica e
per il potere rappresentato dal saper incutere timore, nel
medioevo nomi tremendi erano di buon auspicio per il figlio che
avrebbe dovuto difendere l'onore del casato. Il cognome indica
quindi una discendenza da un Agilulfus o Aghinolfus, nome di cui
abbiamo un esempio in una pergamena del 1119, conservata a
Pavia: "...Trigexima tercia dicitur de Bercela, et est pertice
tres et tabule quinque: est ei a mane Aginulfi, a monte
Lanfranci Ariprandi...". |
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AIOSA
AIOSI
AIOSSA
AIOSSI |
Aiosa è siciliano, in
particolare del palermitano, di Palermo e Polizzi Generosa,
Aiossa, molto raro, sembrerebbe avere un ceppo romano, uno nel
casertano ed uno nel reggino, Aiosi ed Aiossi sono praticamente
unici e probabilmente sono dovuti ad errori di trascrizione dei
precedenti, dovrebbero derivare dal nomen latino
Abbius,
ricordiamo Statius Abbius
Oppianicus citato ad esempio da
Cicerone nella sua requisitoria
Pro Aulo Cluentio Habito. |
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AIRALDI
AIROLDI
AIROLDO
ARALDI
ARALDO
ARIOLDI
ARIOLDO |
Nome
diffuso particolarmente in Lombardia, anche se a volte è
presente in buona parte dell'Italia settentrionale. Il nome è di
origine longobarda e deriva da Ariovaldo composto da haria (esercito
o anche popolo degli Arii (guerrieri)) e waldan (guidare,
comandare), con il chiaro significato di condottiero, cioè di
colui che guida l'esercito. Il nome in epoca medioevale veniva
spesso dato ai primogeniti di casate importanti come buon
augurio. Si diffuse poi per imitazione presso il popolo. Il
cognome assume quindi il significato di appartenente alla
famiglia di un Ariovaldo e non è necessariamente sinonimo di
nobiltà di stirpe. |
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AIRASCA |
Airasca, molto molto raro, è
tipico della zona tra cuneese e torinese, dovrebbe derivare dal
toponimo Airasca (TO), feudo della contea di Piossasco, di
questo feudo si hanno tracce almeno dal 1300 con il nome di
Ayrasca. |
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AIRAUDI
AIRAUDO |
Airaudi è decisamente
di Vallo Torinese, con ceppi anche a Cafasse, Torino e
Robassomero, tutti nel torinese, Airaudo è anch'esso specifico
del torinese, di Villafranca Piemonte e Torino, con un ceppo
anche a Bagnolo Piemonte nel cuneese, dovrebbero derivare dal
nome medioevale germanico
Hariwald, che significa colui
che conduce l'esercito, o anche dal nome di origine longobarda
Ariovaldo
(vedi AIRALDI). |
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AIRO' |
Sembra avere due ceppi, nel
tarentino e nell'agrigentino, è molto raro, dovrebbe derivare
dal nome longobardo Airoaldo di cui abbiamo traccia ad esempio
in un atto di compravendita datato 765 stilato in Chiusi (SI):
"...Constat me prenominatus Teudemari ab ac die uindedisse et
uindedi tiui Airoaldo terra purectas in casale Quaratule...". |
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AIROLA |
Airola ha un ceppo nel
torinese ed una presenza in Irpinia, che dovrebbe derivare dal
toponimo Airola (BN), il ceppo torinese invece è di origini
oscure.". |
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AIROMA |
Airoma, assolutamente
rarissimo, parrebbe di Mercato San Severino e Salerno nel
salernitano. |
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AISA |
Aisa sembrerebbe
tipico del perugino, di Assisi, Perugia, Bastia e Foligno, con
un grosso ceppo anche a Roma, potrebbe derivare dal nome di Aisa,
una città della Tracia, o anche da un soprannome basato sul
termine osco aisa
(parte, porzione),
ma non dobbiamo dimenticare che
Aisa è anche un nome della
mitologia greca e che potrebbe quindi trattarsi di una forma
matronimica. |
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AITA |
Sembrerebbe avere tre
ceppi, nell'udinese, nel napoletano e nel cosentino, dovrebbe
derivare da una modificazione del nome
Agata,
mutatosi prima in Aghjta
e quindi in Ajta
e Aita.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Si tratta di una variante tipicamente toscana dal ceppo "Aiuti",
che proviene dal sostantivo "aiuto"
(e dal più antico "aita").
Il cognome si è formato molto probabilmente da un soprannome
dato a persone particolarmente generose. |
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AIUTI
AIUTO
AJUTI |
Aiuti
ed Ajuti, molto molto rari, sembrano originari dell'Italia
centrale, forse del pistoiese, Aiuto, sempre rarissimo,
sembrerebbe del trapanese, dovrebbero derivare dall'aferesi di
cognomi come Diolaiuti
o simili, è pure possibile che derivino dal nome medioevale
beneaugurale Aiutus
di cui abbiamo un esempio nel 1200 in uno scritto dei padri
agostiniani: "...In Dei nomine Amen. Ex hoc publico Instrumento
sit omnibus manifestum, quod frater Simon Prior Eremitarum
Sancti Antonii de Ardinguesca, et frater Aiutus Prior Collae,
Praesbyteri Rustici, Lucensis alias Livontij Dioecesis...".
Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio in
Sicilia nel 1300 con Vincenzo Ajuto nobile cavaliere della corte
di Federico III°. |
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AJOSSA |
Ajossa, quasi unico,
sembrerebbe del cagliaritano, potrebbe derivare da una forma
esclamativa sarda ajosa
di disaccordo. |
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ALA |
Ala ha un ceppo nel torinese, in particolare a Cantoira, Torino
e Balangero, uno a Campi Salentina e Salice Salentino nel
leccese, più altri molto piccoli a San Vero Milis
nell'oristanese, a Roma, a Napoli, a Rapolla nel potentino ed in
Sicilia a Palermo, Naro nell'agrigentino e Salaparuta nel
trapanese, dovrebbero tutti derivare da toponimi come Ala di
Stura nel torinese, Ala di Trento o Ala dei Sardi nel sassarese. |
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ALABARDI
ALABARDIERI |
Alabardi, assolutamente rarissimo, ha due
piccoli ceppi, uno nell'area tra reggiano e modenese ed uno
nell'anconetano, Alabardieri, praticamente unico, è del pesarese,
dovrebbero derivare dal mestiere di
alabardiere
svolto dai capostipiti, così veniva ad esempio chiamato un
soldato delle antiche milizie
munito di alabarda, ma era
anche l'identificativo specifico di un armato dei Lanzichenecchi
e delle Guardie papali. |
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ALACCA
ALACCHI
ALACCO |
Alacca, quasi unico, ed Alacchi, solo leggermente meno raro,
sembrerebbero essere di origini campane, forse dell'area
salernitano, avellinese, e siciliane, Alacco che oggi
sembrerebbe scomparso in Italia, potrebbe essere di origini
foggiane, potrebbero derivare da una forma aferetica etnica
riferita a quanti provenissero dalla regione della Valacchia,
nell'attuale Romania, indicandone così la provenienza da parte
dei capostipiti. |
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ALAFACI |
Alafaci, assolutamente rarissimo,
sembrerebbe di origini calabresi, del reggino in particolare,
dovrebbe derivare da un nome o soprannome basato sul termine
grecanico elafaki,
una forma ipocoristica greca del termine
elafos (cervo),
con il significato quindi di
cerbiatto. |
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ALAGNA |
Alagna parrebbe tipicamente siciliano,
soprattutto del trapanese, di Marsala e Mazara del Vallo, con un
importante nucleo anche a Palermo, potrebbe trattarsi di un
cognome a derivazione etnica ed indicare una provenienza
germanica dei capostipiti o come contrazione del nome
Alemagna
(Germania)
o come distorsione del termine
alani ed indicare quindi
l'appartenenza dei capostipiti a quel popolo, altamente
improbabile una connessione con i toponimi Alagna del vercellese
o del pavese. |
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ALAGONA |
Molto raro, tipico della provincia di
Caltanissetta, famiglia nobile spagnola originaria dell'Aragona
da cui prende il nome. Annovera tra i propri membri personaggi
illustri come Blasco Alagona che nel 1328 è Capitano di Pietro
II° re di Sicilia, o Artale I° (m. 1389), Gran Giustiziere di
Sicilia e tutore della regina Maria, figlia di Federico III° il
Semplice, che abbandonò la tradizionale politica filoaragonese e
si oppose a Maria e a Martino d'Aragona suo marito che ambiva
impadronirsi della Sicilia, il Barone Giovanni Alagona si mise
in contrasto con Martino II° Re di Sicilia, suo nipote, Artale
II°, riprendendo la politica dello zio,scatenò la ribellione ai
Martini (1392) e progettò l'intervento di Gian Galeazzo Visconti
(1395). Rifugiatosi alla corte del duca, fu nominato podestà di
Pavia (1401) e di Milano (1402).
integrazioni fornite da
Ferdinando Lauricella |
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ALAIMO |
Tipico
siciliano, deriva dal nome medioevale Alaimo, ma in alcuni casi
può derivare dal nome della località Alaimo di Lentini, inizio
di questa cognominizzazione la troviamo nel 1200 con il Conte
Alaimo di Lentini Maestro Giustiziere del Regno, Strategoto (governatore)
di Messina, custode della famiglia Reale durante l'assenza del
Re angioino.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Alaimo è un cognome siciliano diffuso anche nel resto
dell'Italia. Viene dal personale germanico
Heimo,
Haimo
che è probabilmente ipocoristico di nomi inizianti in
heim,
come Heimeran
o Heimeric,
e ha prodotto il latino Aimo,
Aimonis.
La base è il vocabolo germanico
heim =
casa,
patria. |
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ALAMANNI |
Abbastanza
raro è tipico fiorentino, deriva dall'etnico alemanno (tedesco),
presente a Firenze fin da prima del 1300, occupando posti di
rilievo nell'organizzazione cittadina, annoverando Gonfaloni di
Giustizia, Priori di libertà, Senatori del Granducato e
Cavalieri di Santo Stefano fra le proprie fila fino a diventare
Marchesi. |
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ALAMPI
ALAMPO |
Alampi è tipico calabrese, del reggino,
Alampo, invece è rarissimo e tipico di Catania, dovrebbero
derivare da modificazioni del nome greco
Eulampio
che significa uno che possiede
grande bontà. |
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ALARI
ALARIA
ALARIO |
Alari, molto raro, ha un ceppo nel
bergamasco ed uno a Roma, Alaria, estremamente raro, è del
torinese, Alario ha un ceppo a Roma, uno a Napoli, uno a Trani
nel barese, uno a Cassano allo Ionio nel cosentino, ed uno a
Palermo, Caltagirone nel catanese, Niscemi e Gela nel nisseno,
potrebbero derivare dal fatto di essere stati i capostipiti
degli equites alarii,
cioè appartenenti alle
formazioni della cavalleria romana, che costituivano le ali del
fronte d'attacco: "...Livius
équités legionarios et alarios clare distinguit et illos vocat
Romanos. Sed fortasse Romani équités ibi dicuntur, qui cum
Romanis erant, ut alarii etiam équités sociorum, non quia e
sociis lecti, quanquam hoc quoque, sed quia cum ipsis pugnabant.
Sic et Victorius iudicat...", dagli
Annales
di Tacito leggiamo: "...quod peditum Germanorum inter nostros
merebat circumgredi terga hostium iubet, qui iam acie compositi
pellunt turmas socialis equitesque legionum subsidio missos. tum
tres leves cohortes ac rursum duae, dein tempore interiecto
alarius eques immissus: satis validi si simul incubuissent, per
intervallum adventantes neque constantiam addiderant turbatis et
pavore fugientium auferebantur. Cethego Labeoni legato quintae
legionis quod reliquum auxiliorum tradit...", ma è pure
possibile una derivazione dal nome medioevale Alarius,
un'alterazione del nome Ilarius, ne abbiamo un esempio in
quest'atto dell'anno 1096: "...De parte monachorum: Warinus
cellararius, Alarius Barratus, Gervasius mariscallus, Johannes
Peregrinus, Bodinus de Mairono, Walterius de Calciata...". |
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ALARICO |
Assolutamente rarissimo, dovrebbe derivare dal nome germanico
Alarico (il famoso re dei Visigoti.). |
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ALASIA
ALASIO |
Alasia
abbastanza raro è specifico del cuneese e torinese, Alasio,
molto più raro è tipico dell'astigiano, dovrebbero derivare dal
nome originario della Linguadoca Alas divenuto Alasius in
latino, di questa cognominizzazione si hanno tracce ad esempio
nel cuneese nel 1500, in un atto tra l'altro si può leggere:
"...Iohannis Francisco Romano, Iohannis de Alasio testibus ad
omnia supradicta vocatis et rogatis." e con il frate linguista
Gregorio Alasia da Sommariva (CN) autore di un vocabolario italo
slavo.
integrazioni fornite da
Maria Luisa Alasia Nienstedt
Famiglia nobile cuneese Alasia (De Domina Alasia) risale al
XIII° secolo, seguaci dei marchesi di Saluzzo appartennero alla
classe dominante ghibellina; cacciati dalla città vennero
riammessi nel 1277 in occasione della pace con Asti. In S.
Francesco dei conventuali di Cuneo si trovano le loro sepolture;
furono ammessi dall'ordine di Malta come quarto Ceva (1595).
Foresto, sec. XIV; il Vernazza ne illustrò il sigillo. Giacomo,
vicario di Fossano (1309) per Carlo III re di Napoli. |
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ALASSIO |
Alassio, molto molto raro, è tipico dell'area di Imperia,
dovrebbe derivare dal nome del toponimo Alassio nel savonese,
indicandone così la zona d'origine del capostipite. |
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ALAZIO |
Alazio, cognome rarissimo, sembrerebbe
dell'area siculo calabrese, dovrebbe derivare dal nome latino
medioevale Alatius
di cui abbiamo un esempio in questo scritto del XIII° secolo:
"...At miraculosa mutatio lacrimarum mastichis ab Alatio ex
Papagomeno, et aliis relatoribus asserta; satis ibidem a
praefato Iustiniano reicitur....". |
|
ALBA |
Alba è presente a macchia di leopardo in tutt'Italia isole
comprese, potrebbe trattarsi di un matronimico e derivare dal
nome femminile Alba, ma è pure possibile una derivazione dai
molti toponimi contenenti la radice Alba, coma Alba (CN) o (TN),
Terralba (GE) o (OR) o Torralba (SS), Villalba (RM o (CL), ecc. |
|
ALBANESE
ALBANESI |
Cognome
diffuso al sud, ha chiara origine geografica, indicando
l'appartenenza ad un popolo, l'albanese, che si insediò nelle
zone costiere adriatiche dagli Abruzzi alle Puglie e di lì in
Sicilia. |
|
ALBANI
ALBANIS
ALBANO |
L'origine
di questo cognome è abbastanza varia. La prima possibilità è che
sia una derivazione da un toponimo romano Alba presente in varie
zone d'Italia, dalla piemontese Alba Pompeia (Alba) alla più
famosa Alba Longa. Una seconda teoria è che il cognome derivi da
un nome tardo latino Albanus, mentre una terza ipotesi
plausibile è che derivi da un toponimo medioevale Albano,
presente in molte parti d'Italia. Le prime tracce di questi
cognomi sono del 1500. |
|
ALBANITO |
Albanito, molto molto raro, sembrerebbe
tipico di Torano Castello nel cosentino.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
D'origine arbëreshë (più probabilmente greco-albanese), il
cognome Albanito sembra nascere da un'italianizzazione del
cognome greco Arvanitis,
col significato letterale di
albanese (è chiara l'affinità
col cognome Albanese): nel corso della storia, infatti, il
fenomeno plurisecolare dell'emigrazione albanese (la cosiddetta
diaspora albanese) si è diretto molto spesso verso la Grecia e,
al tempo stesso, verso l'Italia, dando vita, in entrambi i
paesi, a parecchi cognomi d'origine albanese (per tradizione,
gli italo-albanesi vengono definiti arbëreshë, mentre i
greco-albanesi son detti
arvaniti); in questo contesto,
inoltre, è importante notare che molti cognomi arbëreshë
provengono in realtà dalla Grecia e non dall'Albania,
trattandosi appunto di cognomi arvaniti (vedi anche Greca). |
|
ALBE
ALBE' |
Albe, quasi unico, è del nordmilanese,
dovrebbe trattarsi di una forma alterata del cognome Albè, che è
tipico dell'area tra milanese e varesotto, di Legnano nel
milanese e di Gorla Maggiore, Gorla Minore, Olgiate Olona, Busto
Arsizio e Castellanza nel varesotto, potrebbe essere di origini
longobarde e derivare dal nome derivato dal termine longobardo
albhi
(elfo, spirito dei boschi). |
|
ALBENGA |
Albenga ha un ceppo nell'astigiano, a San
Marzano Oliveto, Nizza Monferrato ed Incisa Scapaccino, con
presenze anche nell'alessandrino e nella Lombardia occidentale,
dovrebbe derivare dal nome della cittadina ligure di Albenga,
probabile luogo d'origine del capostipite, paese il cui nome
dovrebbe derivare dall'espressione prelatina
album Ingaunum
(il capoluogo degli Ingauni,
un popolo ligure). |
|
ALBENZI
ALBENZIO |
Albenzi, molto molto raro, è tipico della
provincia di Roma, di Gallicano nel Lazio e di Roma stessa,
Albenzio ha un piccolo ceppo in Irpinia a Bisaccia (AV) ed uno
primario a Bari e Cassano Delle Murge (BA), dovrebbero derivare
dal nome medioevale Albentius
di cui abbiamo un esempio in
Albenzio Rossi in una lapide funeraria del 1606 a Roma: "...fr.
Albentius De Rubeis a Vetrario clericus eremita studio
religionis in Deum ac pietatis in proximum ecclesiam hanc
Ascensioni Domini dicatam ...", di lui si parla anche nelle Acta
Visitationis sotto Alessandro VII: "...Albentio da Cetrario in
Calabria huomo timorato del Sig. Iddio essendo andato al Monte
d' Ancona per ricevere da quei Padri Camaldoli di Montecorona
qualche carità, gli diede il Priore un tonichino bianco dell'
habito loro con il quale venne a Roma l' anno 1586 e prese l'
habito di eremita di lana pura bianca sopra della nuda carne
senza cappuccio...". |
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ALBERANI
ALBERANO
ALBERONE
ALBERONI |
Alberani è tipico dell'area bolognese, ferrarese, ravennate,
Alberano è quasi unico, così come Alberone, Alberoni,
tipicamente emiliano, ha un ceppo nel piacentino ed uno nel
bolognese, potrebbero in alcuni casi derivare dai vari toponimi
come Alberone di Cento nel ferrarese o altri contenenti la
radice albero o alberi. |
|
ALBERGHI
ALBERGO |
Alberghi ha un ceppo genovese ed uno a
Faenza nel ravennate, Albergo è tipicamente meridionale, ha un
ceppo a Napoli, uno a Venosa nel potentino ed a Tursi nel
materano, uno consistente nel barese, a Bari, Altamura, Modugno,
Valenzano e Bitonto, ed uno in Sicilia a Catania e Vizzini nel
catanese, dovrebbero derivare dal nome longobardo
Aliberg,
originato dall'unione dei termini
ali (diverso,
altro) e da
berg (montagna),
ma non si può escludere possa anche trattarsi di un'alterazione
del nome germanico Albericus
(vedi ALBERICI). |
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ALBERGHINI |
Tipico della zona che comprende il bolognese ed il ferrarese,
dovrebbe derivare dal nome longobardo Aliberg o Alibergo di cui
si hanno tracce anche al femminile nel VII°, VIII° secolo, in
alcuni casi potrebbe anche derivare dal toponimo Malalbergo nel
bolognese. |
|
ALBERI
ALBERO |
Alberi ha un ceppo nel ferrarese ed uno
nel bolognese, Albero è tipicamente campano del napoletano e del
vicino salernitano, dovrebbe derivare dal nome medioevale
Alberius
(vedi ALBERIO), ma potrebbe anche derivare da soprannomi utili
ad indicare sia quelli dell'albero, intendendo una pianta
particolarmente rinomata, sia quelli che tagliavano gli alberi e
che degli alberi vivevano. |
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ALBERICI
ALBERICO
ALBERIGHI
ALBERIGO
ALBRICI
ALBRIGHI
ALBRIGO
ALBRISI
ALBRISIO |
Alberici è molto diffuso nella Lombardia
occidentale, in Emilia e nel romano, Alberico ha un ceppo
lombarso, uno nell'area che comprende il romano, il latinense,
l'aquilano, il pescarese, il teatino, il campobassano, il
casertano ed il napoletano, Alberighi, decisamente molto raro, è
specifico del ferrarese, Alberigo, assolutamente rarissimo,
parrebbe piemontese, Albrici, tipicamente lombardo, è
soprattutto specifico del bergamasco, di Bergamo e Vilminore di
Scalvi e di Cologne nel bresciano, Albrighi, estremamente raro,
ha qualche presenza nel nordovest della Lombardia e nel
ferrarese, Albrigo ha qualche presenza in Trentino ed un ceppo
nel veronese, a Sommacampagna, Verona e Bussolengo, Albrisi,
quasi unico, è del milanese, Albrisio è praticamente unico,
Albrizi è una forma alterata di Albrizio che ha un ceppo a
Napoli ed uno nel barese. Dovrebbero tutti derivare da
alterazioni del nome ostrogoto
Alarico,
Alberico,
parola composta dai due termini
albhi (folletto,
elfo) e
rix,
ric
(Re, Signore)
che assieme assumono il significato di
Re degli Elfi.
Il nome latinizzato in Albericus
si diffuse nella penisola, il cognome che da questo deriva,
identifica un'origine medioevale, probabilmente Franca, della
famiglia. |
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ALBERIO
ALBERIOLI
ALBERIONE |
Alberio ha un nucleo lombardo, a Rovello
Porro nel comasco, con ceppi anche a Turate, Como, Lomazzo e
Rovellasca, un ceppo nel varesotto a Saronno e Gavirate ed uno
a Milano,Alberioli, assolutamente rarissimo, è del bellunese,
Alberione, molto raro, è tipico del cuneese, tutti questi
cognomi dovrebbero derivare direttamente o tramite ipocoristici
od accrescitivi dal nome medioevale
Alberius
di cui abbiamo un esempio in una Cartula ordinationis dell'anno
1098 a Sombreno nel bergamasco: "In Christi nomine. Anno ab
incarnacione domini nostri Iesu Christi millesimo nonageximo
octavo, mense marcio, indicione sesta. Ego Alberius filius
quondam Alkerii de loco Breno, qui profesus sum lege vivere
Langobardorum, presens presentibus dixi: "Vita et mors in manu
Dei est; melius est enim homini metu mortis vivere quam spe
vivendi morte subitanea pervenire". Ideoque ego qui supra Albero
volo et statuo seu iudico atque per hanc cartulam et
ordinationis ...". |
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ALBERTA
ALBERTACCI
ALBERTARELLI
ALBERTARIO
ALBERTAZZI
ALBERTELLA
ALBERTELLI
ALBERTI
ALBERTIN
ALBERTINI
ALBERTINO
ALBERTIS
ALBERTO
ALBERTON
ALBERTONE
ALBERTONI
ALIBERTI
ALIBERTO |
Il
nome Alberto è arrivato in Italia con i Longobardi prima e con i
Franchi poi, deriva dal nome Adalberto che ha origine da due
vocaboli germanici athala
(nobiltà)
e berth
(splendore),
identifica cioè uno di nobilissima stirpe, di splendente
nobiltà. Il
nome, per imitazione, venne dato, in epoca medioevale, a bambini
come indice di nobiltà e poi come semplice augurio. I cognomi
pur se distribuiti per tutta la penisola hanno una maggiore
concentrazione al nord, dove maggiore è stata l'influenza dei
Longobardi prima e dei Franchi dopo. Alberta rarissimo è
specifico di Castelnuovo Della Daunia (FG), Albertacci,
estremamente raro, ha un piccolissimo ceppo triestino ed uno
torinese, Albertarelli, estremamente raro, sembrerebbe avere un
ceppo nel milanese ed uno nel ravennate, Albertario è della zona
tra Milano e Pavia, Albertazzi ha un nucleo nel bolognese ed un
ceppo tra pavese e piacentino, Albertella sembrerebbe specifico
del verbanese, di Cannobio, Cannero Riviera e Verbania,
Albertelli ha un piccolo ceppo nell'alessandrino ed a Genova, ha
ceppi lombardi, a Milano ed a Cedegolo nel bresciano, ed ha
ceppi emiliani, a Piacenza e Bettola nel piacentino e nel
parmense a Corniglio e Parma, Alberti è panitaliano, Albertin,
tipicamente veneto, è specifico della zona che comprende le
province di Padova e Rovigo, Albertini è tipico della zona che
comprende Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Marche, Albertino
è piemontese, di Carmagnola e Carignano nel torinese e del
cuneese, Albertis è praticamente unico, Alberto ha un nucleo tra
torinese, cuneese e savonese e ceppi nel napoletano ed in
provincia di Catanzaro, Alberton è tipico del vicentino anche se
è presente in modo significativo anche nel trevisano, Albertone
è di Chivasso (TO) e del torinese, Albertoni sembrerebbe
lombardo, del bresciano, del cremonese, del milanese e del
mantovano, ma ha presenze significative anche nel bolognese e
nel fiorentino, Aliberti ha un nucleo principale in Campania e
ceppi nella zona dello stretto, a Roma ed in Piemonte, Aliberto,
molto raro, ha un ceppo nel messinese ed uno nel napoletano. |
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ALBEVERIO |
Albeverio, molto raro, è specifico di
Busto Garolfo nel milanese, dovrebbe derivare dal nome
medioevale Albeverius,
a sua volta derivato dal nome medioevale germanico molto poco
diffuso Albewer. |
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ALBIERI
ALBIERO |
Albieri è tipico dell'area rovigoto,
ferrarese, mentre Albiero è decisamente veneto, in particolare
del vicentino, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Albiero,
una variante del più diffuso
Alberico a sua volta derivato
dai termini medioevali germanici
alb (elfo)
e ric
(potente, ricco),
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nella seconda
metà del 1400 a Castelvecchio di Valdagno (VI) con la famiglia
degli Albieri. |
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ALBINATI |
Albinati, molto molto raro, ha un ceppo
lombardo tra varesotto e milanese ed uno romano, si potrebbe
trattare di forme etniche derivanti dal toponimo Sant'Albino nel
milanese, ma è pure possibile che si tratti di forme
patronimiche dove -ati
sta per figlio di
e starebbe allora ad indicare la famiglia del figlio di un
Albino (vedi ALBINI). |
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ALBINI
ALBINO
ALBINONI |
Albini è distribuito in tutt'Italia, ma ha
un forte gruppo lombardo che potrebbe derivare dal toponimo
Albino (BG), ha ceppi in Liguria, nel fiorentino, in Romagna, in
Umbria, nel beneventano, nel Salento, nel potentino, nel reggino
e nel catanese, Albino, più propriamente meridionale, ha ceppi
in Campania, Molise, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia,
Albinoni è assolutamente rarissimo, oltre alla derivazione da
toponimi contenenti la radice Albino, questi cognomi possono
derivare dalla Gens Albinia
o dal nome personale latino
Albinius da questa derivato,
riportiamo a titolo di esempio
Marcus Albinius tribuno
militare dell'epoca di Roma repubblicana nell'anno 378 a. C., è
pure possibile una derivazione da soprannomi originati da
caratteristiche fisiche cioè dal fatto che il capostipite avesse
la pelle chiara o i capelli bianchi. |
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ALBINIANO |
Albiniano, molto raro, è specifico del
Molise e di Campobasso in particolare, deriva dal cognomen
latino Albinianus
di cui abbiamo un esempio in Lucius Sestius Quirinalis
Albinianus proquestore del più famoso Marcus Iunius Brutus, si
potrebbe anche ipotizzare che l'Albiniano si debba intendere
come locus Albini
indicando quindi una località Albiniano di cui si sarebbero
perse le tracce, nei pressi di San'Agata dei Goti nel
beneventano un simile toponimo esisteva almeno nel 1100 perchè
in uno scritto locale del 1120 possiamo leggere "...Rogerio
filio Attardi de Albiniano...". |
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ALBIS |
Molto molto raro sembra avere un ceppo piemontese ed uno
laziale, potrebbe derivare dal nome Albis attribuito a volte ai
nati in quel periodo (settimana in Albis e domenica in Albis, la
settimana successiva alla Pasqua, così chiamata in riferimento
alla massiccia presenza delle vesti bianche dei neobattezzati). |
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ALBIZZATI |
Tipico del varesotto e del vicino milanese, dovrebbe derivare
dal toponimo Albizzate (VA). |
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ALBOINI
ALBOINO
ALBORINI
ALBORINO |
Alboini e Alboino, estremamente rari, sono
quasi sicuramente settentrionali, Alborini è assolutamente
rarissimo, Alborino sembrerebbe specifico di Napoli, Grumo
Nevano, Bacoli, Quarto, Arzano e Frattamaggiore nel napoletano e
di Aversa nel casertano, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Alborinus,
una forma latinizzata del nome longobardo
Alboino,
ricordiamo con questo nome il Re dei longobardi dall'anno 560,
il cui nome Albwin,
composto da alb
(elfo)
e win
(amico),
ha il significato di amico degli elfi. |
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ALBONETTI
ALBONI
ALBONICI
ALBONICO |
Albonetti ha un ceppo romagnolo a Faenza,
Brisighella, Ravenna, Lugo e Castel Bolognese nel ravennate, a
Forlì e Tredozio nel forlivese e ad Imola e Bologna nel
bolognese, un ceppo a Senigallia nell'anconetano ed uno a Roma,
Alboni è tipico emiliano con un ceppo nel lodigiano, Albonici,
assolutamente rarissimo, sembrerebbe laziale, Albonico è
specifico del comasco che, in qualche caso, potrebbe derivare
dal toponimo Albonico, frazione di Sorico appunto nel comasco,
tutti dovrebbero derivare, direttamente o tramite alterazioni
ipocoristiche, dal nome tardo latino
Albonius,
di cui abbiamo un esempio in un'antica lapide: "Albonius
Targell(i) Saturnino / militante S(aluti) v(otum) f(ecit)", o
dal nome equivalente longobardo Alboino. |
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ALBORE |
Albore, molto raro, sembrerebbe avere un
ceppo campano nel napoletano ed uno tra foggiano e barese, si
dovrebbe trattare di un'alterazione dialettale del cognome
Arbore
(vedi ARBORE). |
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ALBORGHETTI |
Alborghetti è tipicamente lombardo, di
Bergamo, Ambivere, Sanzorosciate, Palazzago, Mapello, Cisano
Bergamasco, Alzano Lombardo, Cenate Sopra Nembro, Comun Nuovo,
Bolgare, Filago, Trescore Balneario, Entratico, Villa di Serio e
Terno d'Isola, con ceppi anche nel bresciano a Rovato e Chiari e
nel lecchese a Calolziocorte e Lecco, un piccolo ceppo è
presente anche a Trieste, dovrebbe derivare da un soprannome
dialettale, probabilmente motivato dal mestiere di
albergatore
o locandiere
svolto dai capostipiti. |
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ALBORINI
ALBORINO |
Albrizi, praticamente unico dovrebbe essere dovuto ad un errore
di trascrizione di Albrizio che è specifico del barese, Albrizzi,
molto molto raro potrebbe essere bolognese, derivano tutti dal
nome medioevale Alberigus modificato in Albritius. |
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ALBRICCI |
Molto
raro sembra essere tipico della bergamasca, deriva dal nome
medioevale Alberigus modificato in Albritius, esempio di questa
cognominizzazione la troviamo in val di Scalve dal 1200 tra le
famiglie nobili di importanza notevole per la politica della
valle, abbiamo ad esempio Alessio Albricci Console della valle
nel 1484 e nel 1488; la famiglia Albricci estese la sua
rinomanza fino al veronese, a SanBonifacio (VR) troviamo nel
1400 una famiglia Albricci che lascia alla Chiesa della
Misericordia una discreta somma per il mantenimento dell'Altare
di San Francesco, in base al testamento di Aurelio Albricci del
9 febbraio 1441. |
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ALBRIZI
ALBRIZIO
ALBRIZZI |
Albrizi, praticamente unico dovrebbe essere dovuto ad un errore
di trascrizione di Albrizio che è specifico del barese, Albrizzi,
molto molto raro potrebbe essere bolognese, derivano tutti dal
nome medioevale Alberigus modificato in Albritius. |
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ALCAINI
ALCAINO |
Alcaini,estremamente
raro, è tipico di Dossena (BG) Alcaino, quasi unico sembrerebbe
originario del salentino, dovrebbero essere di origini basche,
nell'elenco dei notai della Repubblica di Venezia troviamo il
notaio Francesco Alcaini che esercitò dal 1580 al 1603 e negli
atti della cancelleria pretoria del comune di Bergamo troviamo
in un atto del 1617 una cessione di beni ad un certo Giovanni
Maria Alcaini, fu Francesco.
integrazioni fornite da
Daniele Todeschini
Alcaini è un cognome originario di Dossena (BG) risalente
all'epoca romana. La famiglia fu presente nella compagnia detti
dei Bastazi della dogana di Venezia. |
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ALCAMO |
Alcamo, tipicamente siciliano, del
trapanese, particolarmente concentrato ad Alcamo, Trapani,
Mazara del Vallo ed Erice, con ceppi anche a Ficarazzi e Palermo
nel palermitano, ed a Lentini nel siracusano, potrebbe derivare
dal nome arabo Alqamah,
ma è pure possibile, in alcuni casi una derivazione dal toponimo
trapanese Alcamo. |
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ALCESTE
ALCESTI
CESTE
CESTI |
Alceste ed Alcesti sono quasi unici, Ceste è decisamente
piemontese, del torinese, astigiano e cuneese, soprattutto di
Costigliole (AT) e di Govone (CN), Cesti, assolutamente
rarissimo, sembrerebbe avere avuto un ceppo tra varesotto e
pavese, probabilmente ad Uboldo ed uno nel modenese, soprattutto
a Finale Emilia e Castelvetro di Modena, ancora esistente,
dovrebbero derivare dalla cognominizzazione del nome Alceste
portato dal capostipite, sia per aferesi che con lo stesso nome. |
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ALCIBIADE |
Alcibiade, molto molto raro, è tipico di
Roma e di Viterbo, dovrebbe derivare dal nome greco Άλκιβιάδης
Alkibiadês (Alcibiade),
ricordiamo con questo nome l'uomo politico e generale ateniese
vissuto dal 450 al 404 a.C., un parente stretto di Pericle. |
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ALCINI
ALCINO |
Alcini, ha un ceppo umbro a Massa Martana
e Giano dell'Umbria nel perugino ed a Terni e Narni nel ternano,
ed uno a Pineto nel teramano, Alcino è quasi unico, dovrebbero
derivare dal nome latino Alcinus
derivato dal nome omerico Αλκίνοος Alcinoo, citato
nell'Odissea, portato dal Re dei Feaci che fornisce ad Ulisse
l'imbarcazione per tornare ad Itaca. |
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ALCOZER |
Alcozer, assolutamente rarissimo,
sembrerebbe essere di origini spagnole, trapiantato in Sicilia,
dovrebbe derivare dal nome del paese di Alcozer sotto Valencia o
di Alcozer di Guadalajara, entrambi in Spagna, un feudo di
Alcozer è citato anche nell'introduzione del libro di Cervantes
Don Chisciotte del la Mancia,
che inizia così: "El ingenioso Hidalgo Don Quixote del la Mancha.
Compuesto por Miguel de Ceruantes Saauedra. / Dirigido al Duque
de Beiar, Marques de Gibraleon, Conde de Barcelona, y Bañares,
Vizconde de la Puebla de Alcozer, Señor de las villas de Capilla,
Curiel, y Burgillos ...", nel 1776 nasce lo scrittore dialettale
siciliano Giovanni Alcozer che prese parte alla rivoluzione del
1848, entrò nel Consiglio dei Pari del Parlamento siciliano e fu
tra i firmatari dell'atto di decadenza della dinastia borbonica. |
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ALDEBRANDI
ALDOBRANDI
ALDOVRANDI
ALDROVANDI
ALTEBRANDI
ALTEBRANDO
ALTOBRANDO |
Aldebrandi, assolutamente rarissimo,
parrebbe toscano, Aldobrandi e Aldovrandi, altrettanto rari,
parrebbero del fiorentino, Aldrovandi è molto diffuso in Emilia
nel reggiano, modenese e bolognese, nel mantovano e nel
fiorentino, Altebrandi è quasi unico, Altebrando e Altobrando
parrebbero lombardi, dovrebbero tutti derivare direttamente o
tramite modificazioni dal nome medioevale
Aldobrandus
o Aldevrandus
di cui abbiamo un esempio in
dominus Aldobrandus de Cerreto
(Porte Domus) che è uno dei sei Priori di Firenze nel periodo
che va dal 15 giugno al 14 agosto dell'anno 1283, nome originato
dalla fusione di due vocaboli longobardi
alda (saggio)
e branda
(spada)
o da un germanico alt
(antico, vecchio)
e brand
(spada)
il nome originario avrebbe avuto quindi il significato di
spada sapiente
o spada antica.
Il cognome, che si trova pressocchè esclusivamente in nord
Italia ha inizialmente origini nobili, potrebbe essere stato
l'identificativo di Arimanni longobardi, divenuto poi casato. |
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ALDEGHERI
ALDIGHERI
ALDIGHIERI
ALDIGHIERO |
Aldegheri è specifico del veronese,
soprattutto di Verona, ma anche di San Martino Buon Albergo,
Colognola ai Colli, Tregnago ed Illasi, Aldigheri è unico,
Aldighieri è anch'esso specifico del veronese di Montecchia di
Crosara, Aldighiero è unico, dovrebbero tutti derivare da
modificazioni del nome
Aldeghiero o
Aldighiero, che deriva dal nome
medioevale germanico Hadalgher,
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio a
Montechiarugolo (PR) negli atti di un processo del 1572: "...Et
erano a tavola della signora Paola, detto conte Bonifacio
Aldighiero et vi erano altre persone et servitori. Ivi detti
signora Paula et conte Bonifacio pubblicamente et apertamente si
chiamavano marito e moglie alla presenza di quei signori,..". |
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ALDERICI
ALDERIGHI
ALDRIGHI
ALDRIGO |
Alderici, assolutamente rarissimo è della
zona di Massa, Alderighi è tipico della zona di Empoli e Vinci
nel fiorentino, Aldrighi è molto raro e tipicamente lombardo,
con un ceppo nel mantovano ed uno nel milanese, Aldrigo ha un
piccolo ceppo nel pavese e piacentino ed uno più consistente nel
padovano e veneziano, dovrebbero tutti derivare, direttamente o
tramite contrazioni, dal nome medioevale di origine germanica
Aldericus
ricordiamo sant Alderico a cavallo tra il 1100 ed il 1200, di
questo nome abbiamo un esempio in una
Designationes terrarum
nel Codice diplomatico della
Lombardia medioevale a Maderno
nel 1191: "...In Christi nomine. Die sabati .XIII. exeunte mense
ianuarii. In loco Materni ubi dicitur Prementor. In presentia
domini presbiteri Ugonis, Uberti Ricardi, Vanacii et Balderici
et Materni Cavucii et Iohannis Bocrinverse, Petrus Enrici et
Zanebonus de Basano et Nasettus de Puteo et Aldericus Stancie
isti omnes iuravere designare terram monasterii Sanctorum
Martirum Gosme et Damiani de loco Brixie. ...". |
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ALDERISI
ALDERISIO |
Assolutamente rarissimi, probabilmente del
centrosud, deriva dal nome longobardo Alderisius, nome di cui si
hanno tracce ad esempio a Solofra (AV) nel 1000 in un atto si
legge: "...Vicesimo quinto anno principatus salerni domni nostri
guaimarii ... ...Ego Alderissi notarius me subscripsi.".
integrazioni fornite da
Fabio Paolucci
Il cognome Alderisio è documentato a Colle Sannita (BN) fin dal
'500 come cognome di una famiglia molto distinta: il primo
notaio pubblico di Colle fu infatti il
nobilis homo
Antonio Alderisio, che esercitò la sua professione dal 1610 al
1613. (Gli Alderisio sono menzionati tra le altre famiglie
potenti del luogo dal Meomartini nella sua opera
I comuni della provincia di Benevento,
1907, pag. 401). |
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ALDI
ALDINI
ALDINO
ALDO |
Aldi ha ceppi in Lombardia, nel grossetano
ed in Campania, nel napoletano, casertano e beneventano, Aldini
ha un ceppo milanese, ma è tipicamente emiliano, del reggiano e
modenese soprattutto e romagnolo del forlivese e ravennate,
Aldino, estremamente raro, sembrerebbe del lombardoveneto, Aldo,
molto molto più raro, ha presenze nel napoletano e sporadiche al
nord, dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici,
soprattutto al sud, dal nome normanno
Aldo, e
più generalmente da forme aferetiche di nomi longobardi come
Monaldo,
Romualdo,
Gesualdo
o altri simili. |
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ALDIERI
ALDIGERI
ALIGERI
ALIGERO
ALTIGERI
ALTIGIERI |
Aldieri è tipicamente napoletano, Aldigeri
è caratteristico di Parma, Aligeri, assolutamente rarissimo
sembrerebbe laziale, Aligero,quasi unico, è ligure, Altigeri,
anch'esso quasi unico, è toscano, Altigieri, molto molto raro, è
del viterbese, di Ronciglione in particolare, tutti questi
cognomi dovrebbero derivare da alterazioni dialettali del nome
medioevale Aldigerus
di cui abbiamo un esempio d'uso in un documento del IX° secolo:
".. Aldigerus colonus, homo sancti Germani; Johannes colonus et
uxor ejus colona, nomine Sarra, homines sancti Germani, habent
secum infantem i ; Erlebaldus colonus et uxor ejus colona,
nomine Dodilberga, homines sancti Germani. Isti très tenent
mansum ingenuilem i, habentem de terra arabili bunuaria xv, de
vinea aripennum i. De avena modios ii; pullos vini, ova xlv.
Cetera similiter. ..". (vedi anche ALDEGHERI ).
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questo cognome va ricercata nel nome medievale
Aldigero,
l'italianizzazione cioè del personale germanico
Aldiger,
che, composto dai termini alt
(vecchio, saggio)
e ger
(lancia),
può essere tradotto come vecchia
lancia, esperto lanciere (vedi
Lanzavecchia); altre fonti, invece, sostengono che la radice
Aldi-
derivi dall'antico alto tedesco
adal (nobile)
e, di conseguenza, il nome
Aldiger andrebbe tradotto come
lancia nobile, nobile lanciere.
In conclusione, dunque, si tratta della cognominizzazione del
nome personale del/la capostipite. |
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ALDINUCCI |
Molto raro è tipico dell'aretino, della zona tra Montevarchi e
Monte San Savino, deriva da modificazioni del nome medioevale
Aldinus. |
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ALDISI
ALDISIO
ALDIZIO
AUDISIO
AUDIZIO |
Aldisi ed Aldisio sono quasi unici,
Aldizio, altrettanto raro, sembrerebbe del varesotto, Audisio è
tipicamente piemontese, di Torino e del torinese, di Orbassano,
Carmagnola, Rivoli, Rivalta di Torino e Moncalieri, di Cuneo e
del cuneese, in particolare di Saluzzo, Savigliano, Entracque,
Racconigi e Bernezzo, Audizio è quasi unico, dovrebbero tutti
derivare dal nome medioevale germanico
Aldisius
formato sul termine ald
(vecchio),
ma è pure possibile derivino da modificazioni dell'aferesi del
nome Mondoaldus,
si hanno tracce di questa cognominizzazione già nel 1400 a
Sassoferrato nell'anconetano, dove opera il notaio Girolamo
Audisio. |
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ALDOVINI
ALDOVINO
ALDUINA
ALDUINI
ALDUINO |
Aldovini è tipicamente lombardo, di
Cremona in particolare, Aldovino, praticamente unico, è campano,
Alduini, estremamente raro, dovrebbe essere del nord Italia,
Alduina e Alduino, altrettanto rari, sembrano essere siciliani,
dovrebbero tutti derivareo dal nome medioevale di origine
germanica Aldovinus
o Alduinus,
derivato da Hardwin
(vedi ARDINI), nome di cui abbiamo un esempio in Alduino Conte
di Geraci (PA) e d'Ischia guida della fazione svevo-aragonese
nella ribellione e nella guerra contro Carlo D'Angiò. |
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ALEANDRI
ALEANDRO |
Aleandri è molto diffuso nella fascia che
comprende il romano, il reatino ed il Piceno, Aleandro è quasi
unico, derivano dal nome medioevale
Aleander,
forma arcaica del molto più comune
Alexander
(Alessandro),
personaggio illustre è stato il letterato friulano di Motta di
Livenza Hieronymus Aleander,
Cardinale Jeronimo Aleandri (1480 - 1542). |
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ALEARDI
ALEARDO
ALIARDI |
Aleardi ha un ceppo nel vicentino, in
particolare a Montecchio Maggiore, e presenze non significative
nel Salento ed in Calabria, Aleardo ed Aliardi sono quasi unici,
derivano dal nome longobardo
Aleardus di cui abbiamo un
esempio in una lapide risalente all'anno 1040 : "Ermengardis et
maritus eius Aleardus Rosellus" è che possiamo leggere in un
atto del 1122: "...Ego frater Hugo, et socius noster Johannes,
qui ecclesiam de Butza pertinemus, et predictas res que huic
ecclesie pertinent, ex dono ab ipsoque Aleardo accepimus,
similiter concedimus....". |
|
ALEI
ALEO |
Alei, non comune, è tipico di Capena nel
romano, Aleo è invece tipicamente siciliano, molto diffuso a
Barrafranca nell'ennese ed a Trapani, ma anche a Catania,
Caltagirone, Acireale, Aci Catena e Misterbianco nel catanese, a
Palermo, ad Agrigento e Canicattì nell'agrigentino, a Marsala,
Paceco ed Erice nel trapanese ed a Caltanissetta, dovrebbero
derivare dal nome latino Aleus
o dal nome greco Aleos,
da cui il primo è derivato, nella mitologia greca troviamo
Aleos
figlio di Apheidas e Re di Tegea in Arcadia, consideriamo anche
che si tratta della forma maschile di
Alea che
è un'altro nome di Athena (Minerva), la dea della sapienza. |
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ALEMAGNA |
Alemagna è tipicamente milanese, fa pensare ad un'origine
germanica della famiglia, intendendosi con questi cognomi
identificare gente di Alemagna (Germania). Si può ipotizzare
anche che potesse essere un identificativo di alcuni Arimanni
longobardi. |
|
ALEMANDI
ALLEMANDI |
Alemandi, quasi unico, è piemontese,
dovrebbe trattarsi di una forma alterata del cognome Allemandi,
che, decisamente piemontese, ha un ceppo a Torino e Collegno nel
torinese ed a Pagno, Cuneo, Prazzo, Cavallermaggiore e Saluzzo
nel cuneese, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul
termine medioevale allemandus
(tedesco),
di origini francesi, il termine indica chi fosse giunto dalla
Germania (in francese
d'Allemagne). |
|
ALEMANI
ALEMANNI
ALAMANNO
ALEMANNO
ALEMANO
ALLAMANI
ALLAMANO
ALMANNO |
Alamanno, praticamente unico è
probabilmente un errore di trascrizione di Alemanno, Alemani è
tipico del milanese, così come Alemano, quasi unico,
probabilmente dovuto ad errori di trascrizione, Alemanni ha un
nucleo salentino ed uno milanese, Alemanno è tipico del Salento,
Allamani, quasi unico, è del nord, Allamano, assolutamente
rarissimo, sembrerebbe del torinese, Almanno, estremamente raro,
è del sud, dovrebbero tutti derivare da modificazioni del
termine longobardo
arimanno
(uomo libero),
ma è pure possibile una radice etnica, alemanni in quanto
provenienti dall'Alemagna (Germania), bisogna inoltre
considerare che Alamanno
e Alemanno
in epoca medioevale erano diventati nomi
abbastanza in uso: "...iudico pro anima mea et filii mei
Alamanni et parentum meorum suprascriptae ecclesiae Sancti
Iacobi...". Tracce di questo tipo di cognominizzazione le
troviamo ad esempio ad Alessandria in uno scritto del 1107:
"...per successionem Alberti Alamanni filii quondam Guidonis
marchionis fratris et cognati nostri...". |
|
ALEMMA |
Alemma, quasi unico, parrebbe lucano,
dovrebbe derivare dal nome turco
Alem, una
variante antica del più comune
Alim,
alem in
turco significa amichevole,
quindi si può anche ipotizzare una derivazione da un soprannome
con questo significato. |
|
ALENGHI |
Alenghi, quasi unico, sembrerebbe
lombardo, dell'area bresciano, cremonese, in particolare,
dovrebbe derivare dall'italianizzazione del nome medioevale
germanico Alengrim,
composto dai termini ale
(tutto, del tutto)
e grim
(selvaggio, duro, forte),
con il senso di uomo dotato di
forza selvaggia. |
|
ALEPPI
ALEPPO |
Aleppi del palermitano ed Aleppo del
catanese, entrambi assolutamente rarissimi, dovrebbero derivare
dal toponimo Aleppo,
città siriana. |
|
ALEPRI |
Casata
antichissima, ormai estinta, risale ai tempi di Carlo Magno che,
attorno all'anno 800, fece cavaliere un certo Aleprius, il
capostipite della famiglia. Il loro stemma deriva dal
riconoscimento imperiale (l'aquila) e da Ugo il Grande di
Brandeburgo, marchese di Toscana, le sette bande verticali
bianche e rosse. |
|
ALERONI |
Aleroni, estremamente raro, quasi unico,
ha qualche presenza nel piacentino e qualcuna nel romano,
dovrebbe derivare dal nome medioevale
Alerone,
ricordiamo con questo nome
Alerone, pievano di S. Giovanni
Grisostomo di Venezia e successivamente vescovo di Torcello nel
tredicesimo secolo. |
|
ALES
ALESI
ALESIO |
Ales
è tipico di Palermo e del palermitano, di San Giuseppe Jato,
Piana degli Albanesi e Partinico, con ceppi anche a Marsala nel
trapanese ed a Caltagirone nel catanese, Alesi ha un ceppo
importante nella Sicilia occidentale ed uno nelle Marche,
Alesio, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del sud Italia,
dovrebbero derivare dal nome albanese
Ales (Alessio),
o dal nome bizantino Alexios,
da cui lo stesso Ales
deriva, basato sul termine greco
alexein =
difendere, proteggere,
con il signifiEC,CB,9C9Cuindi di
difensore e
protettore)
(vedi ALESSI). Personaggio storico fu Giuseppe D'Alesi che
capeggiò nel 1647 la rivolta dei palermitani contro la struttura
amministrativa dello Stato. |
|
ALESCI
ALESCIO |
Alesci, decisamente siciliano, ha un ceppo
nel messinese a Barcellona Pozzo di Gotto, Terme Vigliatore e
Messina, uno a Palermo, uno a Niscemi nel nisseno ed uno a
Licata nell'agrigentino, Alescio è specifico del sud della
Sicilia, di Siracusa, Noto e Pachino nel siracusano e di
Vittoria, Modica, Chiaramonte, Scicli e Ragusa nel ragusano,
dovrebbero derivare dal nome turco
Alesh, i
nomi Alesha
ed Alisha
venivano usati anche presso le popolazioni slave. |
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ALESINA
ALESINI |
Alesina è assolutamente rarissimo, sembrerebbe del Canavese,
Alesini, altrettanto raro, sembra laziale, potrebbero derivare
dal nome medioevale Alesius di cui abbiamo un esempio a Bergamo
in uno scritto del 1510: "...citati sunt infrascripti
bergomenses existentes... ...Maffeius de Carraria, Alesius de
Marchisiis, Santinus de Marchisiis...". |
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ALESSANDRELLA
ALESSANDRELLI
ALESSANDRELLO
ALESSANDRETTI
ALESSANDRI
ALESSANDRIN
ALESSANDRINA
ALESSANDRINI
ALESSANDRINO
ALESSANDRO
ALESSANDRONI
ALESSANDRUCCI |
Alessandrella,
molto molto raro, è del napoletano, Alessandrelli ha un ceppo
nella fascia che comprende le Marche, l'Umbria ed il Lazio ed un
ceppo nel leccese, Alessandrello sembrerebbe tipicamente
siciliano del ragusano, Alessandretti è specifico di Assisi nel
perugino, Alessandri è diffusissimo in tutto il centronord, con
un ceppo anche nel leccese, Alessandrin, assolutamente rarissimo
, è del veneziano, Alessandrina è quasi unico, Alessandrini è
diffusissimo in tutto il centronord, Alessandrino ha
piccolissimi ceppi in Campania, in Puglia ed in Sicilia,
Alessandris, estremamente raro, è specifico dell'udinese,
Alessandro è del centrosud, di Campania e Sicilia in
particolare, Alessandroni è caratteristico dell'area che
comprende il riminese, le Marche, il teramano, l'aquilano ed il
Lazio costiero, Alessandrucci, assolutamente rarissimo, è del
viterbese. Il nome Alessandro, sia direttamente che attraverso
ipocoristici od accrescitivi, è ovviamente all'origine di tutti
questi cognomi, l'origine è macedone (indoeuropea), diffusosi
poi in Grecia e, se pur con scarsa diffusione, nell'Italia
romana, ebbe una maggior diffusione con il tardo medioevo e i
primi cognomi risalgono al periodo rinascimentale. La diffusione
è normalmente distribuita in tutto il territorio italiano. |
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ALESSANDRI' |
Alessandrì è tipico del leccese, di Maglie
in particolare.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
D'origine grecanica (in alternativa greco-albanese), il cognome
Alessandrì nasce da un adattamento del cognome greco
Alexandrìs,
tratto a sua volta dal nome greco
Aléxandros,
l'italiano Alessandro (vedi Alessandrella). In conclusione,
dunque, si tratta della cognominizzazione del nome personale del
capostipite. |
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ALESSI
ALESSIO
ALESSO |
Alessi
è diffuso in tutt'Italia, Alessio ha ceppi nel nord Italia ed al
sud, soprattutto in Calabria, Alesso, abbastanza raro, ha un
ceppo nel Piemonte occidentale ed uno in Sicilia, derivano dal
nome latino di origine greco bizantina
Alexius,
di cui abbiamo un esempio nelle ecloghe di Virgilio: "...'O
crudelis Alexi, nihil mea carmina curas?...". |
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ALFANI
ALFANO |
L'origine di questi cognomi potrebbe
essere diversa a seconda delle diverse aree di diffusione che
sono Il nord Italia, la Toscana la Campania, la Calabria e la
Sicilia; Alfani ha un ceppo nel fiorentino, uno nel romano ed
uno nel salernitano e napoletano, Alfano è diffusissimo nel
Lazio ed in tutto il sud, Sicilia compresa. Tre sono le ipotesi:
la prima che il cognome derivi da un termine germanico
halfer
(aiutante,);
la seconda che derivi da un toponimo campano
Alfano
nel salernitano; la terza che avrebbe contribuito anche
all'origine del toponimo è araba, dal termine
al fannan
(l'asino selvatico).
Alfana
è anche il nome di una razza di
cavalli arabi molto imponenti
ed Alfani potrebbe quindi essere un riferimento ad allevatori o
addetti a cavalli di tale razza.
ipotesi fornite da Aldo
Piglia, Milano
Potrebbe anche derivare ad un uguale nome di persona, ricordo
Sant'Alfano arcivescovo di Salerno, nome che si pensa risalga ad
un cognomen latino del tardo impero
Alphanus
di origine incerta.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Viene quasi certamente dal toponimo Alfano (SA) per il quale si
ipotizza una derivazione dal termine *alfanus,
forse forma osca di 'albanus'.
Altri lo vogliono derivato dal personale
Alfius o
dalla gens Alfia. |
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ALFARANI
ALFARANO
ALFERANO |
Alfarani è unico, Alferano lo è quasi e
sono probabilmente dovuti ad errori di trascrizione del molto
più diffuso Alfarano, che è un tipico cognome pugliese, in
particolare del Salento, con ceppi anche a Roma, a Napoli e nel
reggino, dovrebbe derivare dal nome greco
Alpheranas,
ma non si può escludere una derivazione da un'italianizzazione
del nome arabo Al Farrah.
Gli Alfarano costituirono un nobile casato baronale d'origine
greca, imparentato con i Capece, discendente da Alano Signore
d'Epiro. Gli Alfarano esercitarono Signoria su molte terre
salentine, tra il 1571 ed il 1582 Tiberio Alfarano, nato a
Gerace (RC), disegnò il progetto per il prolungamento della
Basilica di San Pietro in Roma, venne fatto Chierico Beneficiato
di S. Pietro e, nel 1590, venne fatto Arciprete. |
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ALFEI
ALFEO |
Alfei è specifico della fascia centrale,
in particolare del maceratese di Tolentino e di Belforte del
Chienti, e di Roma, Alfeo ha un piccolo ceppo siciliano ad
Aragona nell'agrigentino ed a Gela nel nisseno ed uno a Taranto
e nel tarentino, dovrebbero derivare dal nome latino di origine
greca Alpheus
di cui abbiamo un esempio: "...Sed iugulare virum cum iam
mucrone pararet, Currentes Mauri socium de cede tulerunt.
Signifer Alpheus medios violentus in hostes Currit, et exacuens
fortes in bella sodales. Ut reliquas prosternit aves regina
volucrum, Sic sic hostiles terit insistendo phalanges. ..", il
ceppo siciliano è più probabilmente derivato dal fatto di
abitare la famiglia nei pressi del fiume Alfeo che bagna
Siracusa. |
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ALFENI |
Alfeni, praticamente unico, è del
padovano, si dovrebbe trattare di un cognome attribuito ad un
fanciullo abbandonato. I cognomi attribuiti ai bambini
abbandonati non obbediscono ad alcuna regola, quasi sempre erano
di fantasia e, a seconda del tipo di istituzione, se religiosa o
meno, venivano attribuiti da un funzionario in base alla sua
cultura, al credo religioso, a volte all'aspetto o al
comportamento del fanciullo e così via.
informazioni ricevute da
Eddi Alfeni
Questo cognome è stato dato a mio nonno nell'orfanotrofio
padovano. Si parla dell'inizio del secolo scorso indicativamente
nell'anno 1913. E' stato trovato in un fosso con dei soldi,una
cuffietta e dei vestiti. |
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ALFERI
ALFERO
ALFIERE
ALFIERI
ALLIERI
ALLIERO
AUFERIO
AUFIERO |
Alferi sembrerebbe siciliano, di Motta
d`Affermo (ME) con un ceppo anche a Gela (CL) ed a Santo Stefano
Quisquina (AG), Alfero è piemontese, Alfiere sembrerebbe unico,
Alfieri è panitaliano, molto diffuso su tutto il territorio
nazionale, Allieri è lombardo, particolarmente insediato nel
bergamasco, Alliero è quasi unico, così come Auferio, Aufiero
sembra tipicamente campano, del napoletano, salernitano ed
avellinese. Questi cognomi, diffusi in tutta Italia, potrebbero
avere due diverse origini araba al sud e germanica al nord. Il
nome Adalferio
che proviene da due vocaboli germanici
athala (nobiltà)
e faran
(viaggiare)
o da una commistione latino germanica con
fero (io
porto, conduco) che avrebbe
avuto il significato di colui
che guida con nobiltà e dal
nome dato in forma augurale al cognome, inteso come degli
Adalferi ecc. L'origine araba deriverebbe da
al faris
(cavaliere)
o da al faras
(destriero)
con un accenno di nobiltà nel primo caso e di un lavoro di
cavalcante nel secondo. |
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ALFINI
ALFINO |
Alfini è estremamente raro, Alfino lo è un pò meno e sembra
tipico del chietino, di Rocca San Giovanni in particolare,
dovrebbero derivare dal nomen latino Alfenus o Alfinus del quale
abbiamo un esempio in un'antica lapide latina: "T(ito) Appalio
T(iti) f(ilio) Vel(ina) - Alfino Secundo - proc(uratori)
August(i) XX hered(itatium) - proc(uratori) Alpi(um)...". |
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ALFONSI
ALFONSINI
ALFONSINO
ALFONSO
ALFONZETTI
ALFONZINI
ALFONZINO
D'ALFONSO |
Alfonsi sembrerebbe tipico dell'area
coperta dalle Marche meridionali, dall'Abruzzo e dal Lazio, ma
con un ceppo nel padovano ed uno nel barese, Alfonsini,
rarissimo, ha un piccolo ceppo nel romano, Alfonsino è
praticamente unico, Alfonso ha un ceppo tra alessandrino e
genovese, uno tra padovano e veneziano, uno nel sassarese, uno
nel barese e una discreta concentrazione in Sicilia, Alfonzetti
è tipicamente meridionale, con un ceppo a Francavilla Fontana
nel brindisino ed a Taranto, uno a Scilla nel reggino ed uno a
Catania, Alfonzini ed Alfonzino sono praticamente unici,
D'Alfonso è ben presente in tutto il centrosud, in particolare
in Abruzzo ed in Puglia, dovrebbero tutti derivare, direttamente
o tramite varie forme ipocoristiche, o forme patronimiche dove
il D'
sta per figlio di,
dal nome di origine germanica
Alfonso, molto spesso arrivato
per imitazione dagli usi degli invasori spagnoli, presso i quali
il nome era molto diffuso, nome nato dal germanico
Adalfuns,
a sua volta derivato da adal
(nobile)
aggiunto a funs
(veloce, rapido). |
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ALGERI
ALGIERI |
Algeri ha un ceppo lombardo, soprattutto
nel bergamasco, uno nel reggiano ed uno siciliano nell'area che
comprende il palermitano ed il messinese, Algieri ha un ceppo
molto consistente nel cosentino ad Acri e Corigliano Calabro,
con ceppi anche a Santa Sofia d'Epiro, Bisignano e Cosenza, ed
uno, molto piccolo, a Ragusa e nel ragusano, quest'ultimo
potrebbe derivare dalla forma arcaica del nome della città
nordafricana di Algeri, come possiamo leggere in questa lettera
di supplica rivolta "all'Eccellentissimo Principe della Trabia,
Presidente della Deputazione per la Redenzione dei cattivi in
Palermo": "Eccellentissimo Principe Indotti siamo a ricorrere a
Vostra Eccellenza noi poveri meschini schiavi in questa
d'Algieri, ché soffrimmo il duro peso della schiavitù da tanti
anni che già passati sono senza aver sollievo da nessuno, e
perciò oggi chiamamo per padre a Vostra Eccellenza e per nostri
avvocati al Signor Marchese Laredo e il Signor Marchese Flores
ed il Reverendissimo padre Adriano Amari tutti Deputati di
questa di Palermo acciò mossi di pietà ci vogliano liberare da
questa penosa catena che giorno e notte soffrimmo.", e riferirsi
forse a cristiani esuli da quella città.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale
Algeri
(con una variante in Algieri),
l'italianizzazione cioè del personale germanico
Alger o
Aldiger,
che può essere tradotto come
esperto o nobile lanciere (per
una spiegazione più approfondita, vedi Aldigeri). Per quanto
proponibile, invece, pare meno probabile un rapporto con la
città di Algeri, la capitale dell'Algeria. In conclusione,
dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei
capostipiti, anche se in alcuni casi non è esclusa una
derivazione dalla toponomastica. |
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ALGHISI
ALGHISIO
ALGISI |
Alghisi è tipico del bresciano, Alghisio,
assolutamente rarissimo, dovrebbe avere le stesse origini,
Algisi è specifico del bergamasco, derivano tutti dal nome
medioevale Alghisius
di cui abbiamo un esempio nel
Codice Diplomatico della Lombardia medievale
in un atto del 1174 in Lodi: "MCLXXIIII, VII die mensis madii,
indicione VII. In presentia domni Alberici, Laudensis episcopi,
et Ottonis Morena, iudicis et tunc consulis Laude... ...Albertus
et Homobonus de Luviraga et Alghisius de Vignathe dant conditium
episcopatui..."; tracce di questa cognominizzazione le troviamo
ad esempio nella seconda metà del 1500 nel cremonese con
"Alchisi sive Alghisi Frate Camillus Angelus".
integrazione fornita da
Giovanni Vezzelli
Alghisi è un cognome lombardo che viene dal nome germanico
Algis
(Förstemann, Altdeutsches Namenbuch, I, 167), forma breve di
Athalgis
formato da 'athal'
= nobile
+ 'gis/gisil'
= lancia. |
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ALGOZZINI
ALGOZZINO |
Algozzini, assolutamente rarissimo, è
probabilmente dovuto ad un'errata trascrizione di Algozzino, che
è tipicamente siciliano, con un ceppo a Palermo ed uno ad Agira
nell'ennese, dovrebbe derivare dall'italianizzazione del termine
arabo al wazir,
di origine persiana, dal termine
vezir con
identico significato di ministro
o alto funzionario. |
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ALI'
ALO'
ALU'
D'ALI'
D'ALO'
D'ALU' |
Tipico catanese Alì, Alò è decisamente
pugliese, del barese, brindisino e tarentino, mentre è molto
raro e specifico della provincia di Caltanissetta Alù, D'Alì,
molto raro, ha un ceppo siciliano, tra messinese e catanese ed
uno in Calabria nel valentiano, D'Alò, è molto diffuso in
Puglia, soprattutto nel tarentino e nel barese, D'Alù, molto
raro, è tipico dell'ennese, in alcuni casi possono derivare dal
toponimo Alì (ME), più difficilmente dal termine arabo
alì
che significa alto
o dal nome Alì
derivato da questo termine, il cognome Alò deriva dal nome
Alò
o Alone,
questo nome è una contrazione del nome
Aloisius
(Eligio o Luigi),
le forme in D'-
dovrebbero essere tutte patronimiche, cioè sottintendere
figlio di,
anche se in alcuni casi potrebbero invece indicare la
provenienza dal paese di Alì.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Più tipicamente siciliano, con un nucleo principale fra il
nisseno, l'agrigentino, il catanese e l'ennese, ma presente
anche fra il nord ed il centro nord del paese, il cognome Alù
deriva dal nome medievale Alù
o
Alò,
variante sincopata del nome
Aluisio o
Aloisio:
si tratta, in realtà, dell'italianizzazione del personale
germanico Ludwig,
che, composto dagli elementi
hlod (fama,
gloria) e
wig (guerra,
battaglia), può essere tradotto
come glorioso combattente (vedi anche Aloise).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Alò deriva dal nome Eligio nella forma francese
Eloi, che
si è fissata in italiano come Alò. Cfr. Sant'Alò e i cognomi
bellunesi cadorini D'Alò, Dallò, Dall'O. |
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ALIANI
ALIANO |
Aliani, abbastanza raro, è tipico del
parmense e del piacentino, con un ceppo anche nel barese, Aliano
ha un ceppo tra Basilicata e barese ed uno in Sicilia tra
catanese e siracusano, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Alianus
di cui abbiamo un esempio in questo scritto dell'anno 1248:
"Anno Domini M°CC°XLV III kls febroarii2 A1ianus de Vauro t.i.
d. qd i.t. et Petrus Alianus frater i.t. rogaverunt Bernardam
filiam quondam Willelmi Vinerous de Cocorenx quod redderet eis
hereticos et d. Bernarda promisit eis.quod redderet si
posset,...". |
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ALIAS |
Tipico cognome sardo della Gallura.
integrazioni fornite da
Massimo Luciano
In gallurese si tende a trasformare il nesso "el"
in "al",
quindi Alias potrebbe essere la variante gallurese del sardo
Elias
(Elia),
in Gallura il nome proprio di persona Elia si dice esattamente
Alias. Il cognome dovrebbe perciò derivare da una
cognominizzazione del nome proprio del capostipite. |
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ALIBERTI
ALIBERTO |
Aliberti sembra avere un nucleo importante
in Campania, uno nel torinese e milanese ed uno nel messinese,
Aliberto, molto molto raro, ha un nucleo nel messinese, derivano
dal nome germanico Alipertus di cui abbiamo un esempio in un
atto scritto a Cremona nell'anno 851: "...Ego Alipertus
interfui. Ego Leo notarius ibi fui et hoc iuditium dedi...".
integrazione fornita da
Fabio Paolucci
Aliberti è diffuso al Nord, in Piemonte (nel torinese e
nell'astigiano) e in Lombardia nel milanese. L'origine di
questo cognome va ricercata nel Sud, in Campania, dove tuttora
si individuano ceppi consistenti nel napoletano e soprattutto
nel salernitano. L'epicentro è infatti il comune di Siano (SA),
dove Aliberti è tutt'oggi un cognome diffusissimo. Alipertus era
un tipico nome longobardo, attestato in Italia fin dal VII sec
(ricordiamo che Siano si trova nell'antico Ducato Longobardo di
Benevento, la famosa Langobardia Minor, tra la capitale
Benevento, Capua e la più recente sede longobarda di Salerno).
E' chiara l'etimologia di Aliberti, che deriva dai termini
germanico-romanzi ala
(che significa del tutto, molto) e
bertha
(col significato di illustre, famoso, splendente). (C'è anche
chi protende a giustificare il primo termine come derivante da
athala,
cioè di stirpe. In tal caso il cognome deriverebbe da nobile,
illustre di stirpe: questa interpretazione mi sembra però più
appropriata per i cognomi di origine germanica che iniziano con
Adal-
es., Adalberti). Aliberti avrebbe quindi come significato
originario illustre, molto famoso: non dimentichiamo però che
stiamo considerando sempre il cognome come derivato da un nome,
per cui non dobbiamo ritenere che si sia per forza creato da un
capostipite nobile o illustre, ma più semplicemente da un
personaggio di nome Alipertus, diventato Alibertus, insomma, il
nostro Alberto (lo stesso esempio potrebbe essere fatto
spiegando la cognominizzazione del nome Salvatore, che non vuol
dire che il capostipite fosse "un salvatore", ma che
probabilmente quello fosse il suo nome o soprannome). Tra gli
Aliberti si distingue un ramo a Canelli, in provincia di Asti,
che tra la seconda metà del '600 e l'ultimo quarto del '700
annovera fra i suoi membri parecchi artisti di pregio: Giovanni
Carlo (1662-1740), pittore; Carlo Filippo (1710-1770),
architetto; Giuseppe Amedeo (circa 1709-1772) pittore. |
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ALIBRANDI
ALIBRANDO |
Alibrandi sembrerebbe tipico di Messina,
presenta anche un ceppo a Roma, Alibrando ha un ceppo salentino
a Taurisano (LE) in particolare ed il nucleo principale nel
messinese a Santa Lucia del Mela e Milazzo, dovrebbero derivare
dal nome medioevale di origine germanica
Alibrandus
di cui abbiamo un esempio in un atto del 1203: "...Nos
Aldibrandinus Malpillus et Glando... cives lucani confitemur
simul recepisse mutuo a dno fratre Alibrando magistro domus
militie templi, et a Bruno Preceptore, et Cobto yconomo ejusdem
domus quinquaginta libras promittentes reddere ad proximum
Festum Pascatis resurrectionis vobis...". variazione del nome
Aldebrandus o Ildebrandus. |
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ALICICCO |
Alicicco è specifico di Sassari, l'origine
etimologica è oscura, anche se si può ipotizzare una derivazione
da un soprannome dialettale basato sul termine catalano
alica
(alga). |
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ALIENI
ALIENO |
Sia Alieni che Alieno sono quasi unici,
probabilmente siciliano il primo e dell'area campano, lucana il
secondo, dovrebbero derivare dal cognomen latino
Alienus,
ricordiamo con questo nome il generale latino del primo secolo
d.C. Aulus Caecina Alienus, di cui parla Tacito nelle sue
Historiae:
".. Sed profusa cupidine et insigni temeritate Legati legionum,
Alienus Caecina et Fabius Valens: e quibus Valens, infensus
Galbae, tamquam detectam a se Verginii cunctationem, oppressa
Capitonis consilia ingrate tulisset, instigare Vitellium,
ardorem militum ostentans. Ipsum celebri ubique fama : nullam in
Flacco Hordeonio moram: adfore Britanniam: secutura Germanorum
auxilia : male fidas provincias: precarium seni Imperium et
brevi transiturum: panderet modo sinum et venienti Fortuna
occurreret. ..". |
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ALIETTA
ALIETTI |
Alietta, quasi unico, sembrerebbe
piemontese, Alietti è tipico della Lombardia settentrionale, di
Domaso nel comasco e di Colico nel lecchese, dovrebbero essere
forme ipocoristiche del nome latino
Aelia,
ricordiamo Aelia Galla Placidia il cui mausoleo a Ravenna è
famosissimo, o del nome di origini ebraiche
Elia. |
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ALIFFI |
Aliffi è tipicamente siciliano di Siracusa
e del siracusano e di Catania, potrebbe derivare da una forma
aferetica del nome arabo Khalifa
derivato a sua volta dal termine omonimo (in italiano il
califfo)
(vedi CALIFANI); potrebbe anche esserci un collegamento con il
termine arabo alif, corrispondente all'alfa greco, è la prima
lettera dell'alfabeto arabo. |
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ALIGHIERI
ALIGHIERO
ALLIGHI
ALLIGHIERI |
Alighieri è assolutamente rarissimo,
Alighiero, Allighi ed Allighieri, quasi scomparsi, sono
fiorentini.
integrazioni inserite da
Andrea Ferreri - Milano
Alighieri, Alighiero e Alligghieri, potrebbero avere alla base
il nome Alighiero (Allighiero) o Aldighiero, o Aldaghiero.
Presenta nuclei sparsi lungo la penisola. In Romagna, Marche,
Sicilia e soprattutto in Toscana (Pisa e Firenze, con un nucleo
a Santa Croce sull'Arno, a pochi chilometri dal comune
fiorentino di Fucecchio, patria del compianto Indro Montanelli)
e Puglia (provincia di Brindisi, epicentro nel comune di
Carovigno). Allighi forse derivato dalla contrazione del nome
Allighiero (Alighiero), o Aldighiero o Aldaghiero è rarissimo,
presente solo a Firenze e provincia.
Dante Alighieri
Il "Sommo Poeta" Dante Alighieri nacque a Firenze tra il 14
Maggio e il 13 Giugno del 1265 (sotto il segno dei Gemelli).
Morì a Ravenna il 14 Settembre 1321. E' autore della "Divina
Commedia", capolavoro della letteratura di tutti i tempi. Dante
Alighieri è il primogenito maschio di una famiglia fiorentina di
piccola nobiltà. Il trisavolo di Dante, tal Cacciaguida, nato
anch'egli a Firenze, lasciò vasti possedimenti terrieri alla
casata Alighieri, la quale discendeva molto probabilmente dal
ceppo romano dei Frangipane, già possessori del Colosseo.
Cacciaguida sposa, forse a Ravenna, Donna Aldaghiera (Aldaghiero
era forse un nome di origine germanica?). Il primogenito
Aldaghiero (dal nome dell'importante casata alla quale
apparteneva la madre) sposò a Firenze una figlia di Bellincione
Berti, con la quale generò Bellincione (dal nome del nonno
materno). Bellincione, nonno del Sommo, era molto conosciuto a
Firenze. Abile mercante di successo e proprietario terriero. Suo
figlio, padre di Dante, si chiamava Alaghiero II (con la perdita
della -d per via della pronuncia locale). Alaghiero sposò
Gabriella Abati dalla quale ebbe Durante Alaghieri (che pare
essere il vero nome di Dante Alighieri). La variante Alighieri
(o Allighieri) si afferma infatti solo con il Boccaccio. Dante
sposa (a soli 12 anni, un matrimonio concordato dalle rispettive
famiglie) la fiorentina Gemma Donati con la quale ebbe almeno
tre figli: Jacopo, Pietro e Antonia. Beatrice, la nobildonna
fiorentina amata da Dante, si chiamava Bice Portinari, figlia di
Folco Portinari, coetanea del Poeta e morta di parto a 25 anni.
Dante la incontrò quando aveva 18 anni e se ne innamorò
perdutamente.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Alighieri viene dal nome germanico
Aldiger
(Förstemann, p. 59), composto dalla radice 'alda',
antico alto tedesco 'alt'
= vecchio
+ 'gairu',
antico alto tedesco 'gér'
= lancia. |
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ALIMENA |
Tipico del palermitano con ceppi derivati
nel cosentino e nel Lazio, deriva o direttamente dai marchesi
Alimena il cui cognome deriva dal vocabolo greco
alimena =
inesorabile, o indirettamente dal toponimo Alimena (PA). |
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ALIMONDA
ALIMONDI
ALIMONDO
ALIMONTA
ALIMONTI
ALMONTE
ALMONTI |
Alimonda, decisamente rarissimo,
sembrerebbe ligure, con un ceppo secondario nel cagliaritano,
sia Alimondi che Alimondo sono pressocchè unici, Alimonta è
specifico del basso trentino, di Spiazzo, Pinzolo ed Arco,
Alimonti ha un ceppo nel bergamasco a Romano Di Lombardia, ed è
tipico dell'area che comprende l'Abruzzo Guardiagrele nel
teatino, L'Aquila e Pescara ed il romano, Roma, Arsoli,
Palombara Sabina e Tivoli, Almontie ha presenze nel cuneese ed
un ceppo a Gioia dei Marsi e Casalincontrada nell'aquilano,
Almonti ha un piccolo ceppo nell'imperiese, uno tra ascolano,
teramano e pescarese ed uno nel romano, dovrebbero tutti
derivare dal nome medioevale
Alimondo derivato dal normanno
Alemond,
una variante del più comune
Alemanno. Personaggio famoso è
stato il Cardinale Gaetano Alimonda nato a Genova nel 1818 che
divenne arcivescovo di Torino. |
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ALINARI
ALINERI
ALINEI
ALIERI |
Il
nome Alinario di derivazione Franca dai termini alian (potenza)
e haria (esercito o anche popolo degli Arii (guerrieri) che
avrebbe avuto il significato di guida (sottinteso) di un potente
esercito, appartiene all'insieme di nomi augurali trasformatisi
in cognomi dal nome del capostipite. |
|
ALIOTA |
Assolutamente rarissimo Aliota ha uuna
presenza tra anconetano e maceratese ed uno nel Gargano,
potrebbe essere derivato da un soprannome greco per cittadino di
Alì
(vedi ALIOTI), ma molto più probabilmente
si tratta di una forma etnica derivata da
Alykes
sull'isola veneta di Zante nel peloponneso, l'isola natale del
poeta Ugo Foscolo, ora parte della nazione greca. |
|
ALIOTI
ALIOTO
ALIOTTA |
Tutti originari della Sicilia, dovrebbero
derivare dall'etnico aliota
abitante di Alì (ME), ma è pure possibile una derivazione dal
nome medioevale italiano
Galeottus modificato in
Galioto
e quindi per aferesi, a titolo di esempio citiamo Galeotto
Malatesta (1305-1385) Signore di Rimini: "...et admirationem:
quibus etiam incitatus ad pietatem in eum, et religionem
augendam Galeottus Malatesta, qui Ariminum, aliaque finitima
Oppida, Joanne XXII, Summo Pontifice, invaserat,...". |
|
ALIPRANDI |
Aliprandi
tipicamente lombardo, con ceppi anche nel pescarese, è una
nobile famiglia ghibellina di cui abbiamo tracce a Milano fin
dal 1200, a Brescia nel 1237 Degoldo Aliprandi perora la causa
della repubblica di Mantova contro i Cremonesi circa delle
competenze territoriali, casato che ha dato Decurioni alla città
di Lodi, nel 1492 troviamo infatti tra i Decurioni di Lodi
Antonio Aliprandi, nel 1595, la troviamo tra le famiglie nobili
del Repertorio della Città di Milano. (vedi ALIBRANDI) |
|
ALITTA
ALITTI
ALITTO |
Alitta, molto molto raro, parrebbe
dell'Italia settentrionale occidentale, con qualche presenza nel
cosentino, Alitti, praticamente unico, sembrerebbe toscano,
Alitto, assolutamente rarissimo, sembrerebbe di origini
calabresi, della costa tirrenica cosentina in particolare, i
ceppi meridionali dovrebbero derivare dal nome greco
Alitta,
una delle tante varianti del nome della dea Afrodite (Venere),
per gli altri settentrionali si tratterebbe invece del risultato
dell'italianizzazione del nome francese
Aliot,
una forma diminutiva del nome Helias (Elia). |
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ALIVERNINI
ALVERNI |
Alivernini è tipicamente laziale del
romano, di Roma in particolare, ma anche di Agosta, Mentana,
Subiaco e Guidonia Monticello, Alverni, praticamente unico, è
del romano, l'origine di questi cognomi dovrebbe essere molto
antica e risalirebbe al termine geografico
Alvernia,
o Auvèrnha
in provenzale, una regione della Francia centro-meridionale,
l'attuale Auvergne, territorio di arruolamento di legionari per
le legioni romane. |
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ALIVESI |
Alivesi, molto molto raro, è tipico del
sassarese, di Alghero in particolare, dovrebbe trattarsi
dell'etnico della provincia basca di Alava in Spagna.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Alivesi è un cognome presente in Sardegna ma originariamente
còrso. Si tratta di un etnico del comune di
Oliveti,
Alivesi,
Livesi
(nel distretto di Sartene). Fonte: M. Pittau, Diz. cogn.
Sardegna, 1, 32. |
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ALLADIO
ALLODI
ALLODIO |
Alladio è tipicamente piemontese di
Villafalletto, Caraglio, Centallo e Fossano nel cuneese, Allodi
è tipico di Parma e del parmense, di Sorbolo, Fidenza e Colorno,
con ceppi significativi anche in Lombardia, Allodio, molto più
raro, ha un piccolo ceppo a Caslino d'Erba nel comasco,
dovrebbero derivare dal nome latino
Alladius
o Allodius
originato dal nome greco bizantino
Helladius,
ricordiamo con questo nome il vescovo Allodius santo martire del
quarto secolo, ricordiamo che
Alladius, secondo Dionisio di
Alicarnasso, è anche il nome di un re laziale preromano. Tracce
di queste cognominizzazioni le troviamoa Roma nella seconda metà
del 1400 con il pittore Gian Giacomo Alladio. |
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ALLAIS |
Allais è tipicamente piemontese, del
torinese in particolare, di Avigliana, Coazze, Torino e Giaveno,
dovrebbe essere di origini francesi e derivare dal nome
medioevale femminile francese
Allais,
Alais,
una forma contratta alterata dell'originale medioevale
francogermanico Adalhaid,
a sua volta originato dall'unione dei termini medioevali
germanici adal
(nobile)
ed haid,
heide
(terra, steppa, brughiera),
con il senso di colei che è di
nobili origini, ma non si può
escludere una possibile connessione con un'alterazione del nome
provenzale Alas
(vedi ALLASIA). |
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ALLARCHI |
Allarchi, estremamente raro, sembrerebbe
specifico dell'Italia settentrionale, dovrebbe derivare dal nome
spagnolo Alarcos,
nome diffusosi in Spagna per immortalare la vittoria dei
cristiani sui mussulmani avvenuta nel 1195 nella località di
Alarcos presso Ciudad Real, molto meno probabile invece una
derivazione da un'alterazione del nome goto
Alrick (Alarico). |
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ALLASIA
ALLASIO |
Allasia
è abbastanza diffuso tra cuneese e torinese, Allasio, molto più
raro è tipico del torinese, dovrebbero derivare dal nome
originario della Linguadoca Alas
divenuto Alasius
in latino, di questa cognominizzazione si hanno tracce ad
esempio nel cuneese nel 1500, in un atto tra l'altro si può
leggere: "...Iohannis Francisco Romano, Iohannis de Alasio
testibus ad omnia supradicta vocatis et rogatis.".
ho eseguito una ricerca (metodica su atti battesimo e matrimonio
in diverse chiese delle province di Torino e Cuneo registrando
tutto, anche i rami collaterali e alcuni ceppi che non
appartenevano al mio, ho visitato anche gli archivi storici di
Torino, Cuneo, la Biblioteca sabauda di Torino e lo storico di
Sommariva Bosco, dove, come da copie di documenti in mio
possesso, c'erano almeno 15/20 nuclei famigliari Allasia/Alasia
già nel 1400 circa col giuramento fatto ai Savoia. Alasia è uno
dei cognomi nobili importanti della città di Cuneo già dalla sua
fondazione nel XII° e XIII° secolo. Può darsi che l'origine sia
da ricondursi al fatto di avere il capostipite servito una
persona importante con nome di donna: Adelasia, Alasia oppure
che sia come da Voi esposto da Alas, che durante le
registrazioni plurali latine (figlio di padre e madre )diventava
de Alasis o de Alasys, intesi come coniugi, che riconvertito
alla morte o in altre dichiarazioni si trasformava ancora in
Alasia. Allasia e Alasia sono la stessa cosa, l'origine premeva
si può ricondurre ad Alasia, nel corso delle registrazioni in
chiesa (fino al 1806 quando Napoleone ha istituito i cimiteri e
l'anagrafe comunale) a partire dal concilio di Trento del 1541,
sia per il mio ceppo che per gli altri ho documentato
registrazioni, inizialmente Alasia, che poi variavano in
Allasia, di nuovo Alasia (il mio bisnonno era nato Alasia,
deceduto Allasia, suo padre deceduto Alasia, nato Allasia, suo
padre ancora era Alasia come quelli che lo avevano preceduto, ho
anche annotato documenti che annotano dei de Alaysis che
arrivano o tornano in Costa Azzurra.
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ALLAVENA |
Allavena è specifico di Ventimiglia, con
buone presenze anche a Pigna, Bordighera e Castel Vittorio,
dovrebbe derivare dal cognome francese, originario della
Picardia, Allavène,
cognome che probabilmente stava ad indicare nel capostipite un
produttore di avena. |
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ALLEGRA
ALLEGRETTI
ALLEGRI
ALLEGRINI
ALLEGRO
ALLEGRONE
ALLEGRONI |
Allegra è tipico siciliano, Allegretti
sembra avere più ceppi, nel mantovano e modenese, in Umbria e
Lazio ed in Puglia e Lucania, Allegri è diffuso in Piemonte,
Lombardia, Veneto, alta Toscana, Emilia e Romagna, Allegrini è
tipico della fascia centrale e della Puglia, Allegro è presente
a macchia di leopardo in tutt'Italia, Allegrone, abbastanza
raro, è specifico dell'alessandrino, di Tortona e Cerreto Grue
in particolare, Allegroni, probabilmente sempre piemontese
dell'alessandrino, è ormai quasi scomparso, dovrebbero derivare,
direttamente o tramite modificazioni ipocoristiche od
accrescitive, dal nome medioevale
Alegrus
di cui si ha esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia
medievale in un giudizio emesso nel 1181 si legge: "...Pro male
ablato, et decima male retenta, et anime mee remedio et mercede,
et sic ut supra legitur, investivit ipse Alegrus Iohannem qui
dicitur de Ferrera de eodem loco ad partem et utilitatem
suprascripte ecclesie....". |
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ALLEGRANZA |
Molto raro sembra originario della Val
d'Ossola, dovrebbe derivare dal nome medioevale Allegranza, di
cui abbiamo un esempio nel
Codice Diplomatico della Lombardia medievale:
" Anno dominice incarnationis milleximo centeximo trigeximo
nono, mense ianuarii, indictione secunda. Constat nos
Alegranziam, relictam quondam Guifredi Verpo, atque Latinam,
coniugem Anselmi Curto,...", tracce di questa cognominizzazione
le troviamo a Milano nel 1700 con il padre domenicano, storico
ed archeologo Giuseppe Allegranza. |
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ALLELUIA |
Alleluia è quasi unico, probabilmente
toscano, l'origine dovrebbe essere dal nome ebraico
Alleluia
(preghiamo il Signore),
potrebbe essere di origini israelitiche, ma non è escluso che
possa trattarsi anche di un nome attribuito forse ad un figlio
atteso molto a lungo. |
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ALLETTI |
Alletti, assolutamente rarissimo, parrebbe
del palermitano, potrebbe derivare dalla
Gens Allectia. |
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ALLEVATO |
Allevato è tipicamente calabrese del cosentino, di San Giovanni
in Fiore, Fuscaldo, Pietrafitta e Cosenza, potrebbe trattarsi di
un cognome attribuito a capostipiti orfani, allevati da una
famiglia diversa da quella d'origine. |
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ALLEVI
ALLIEVI |
Deriva dall'uso prevalentemente lombardo e
particolarmente del Milanese di attribuire ai figli senza padre
un cognome beneugurante come Diotallevi, Diotaiuti che per
contrazione divennero poi più semplicemente Allevi, ecc.
Nelle Marche e più precisamente ad Offida (AP)
troviamo già dal 1200una famiglia Allevi ricca e di nobile
casato, che già allora vantava origini antichissime. Un Giacomo
dict Allevi (così indicato nei documenti), nativo di Offida, fu
priore del convento degli agostiniani di Lanciano (CH). |
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ALLIANA
ALLIANI
ALLIANO |
Alliana è quasi unico, Alliani,
assolutamente estremamente raro, sembrerebbe piemontese, così
come l'ancor più raro Alliano, dovrebbero tutti derivare dal
nome medioevale del toponimo Agliano nell'astigiano,
Fundus Allianus,
ma è pure possibile che derivino dal nome latino
Allianus
attribuito a liberti o clientes di un
Allius.,
ricordiamo ad esempio Ticiasenus
Allianus, curator lusus iuvenalis. |
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ALLIATA
ALLIATI |
Alliata
cognome probabilmente di origini longobarde e toscane,
trasferitosi poi in Sicilia, è attualmente specifico solo di
Gozzano (NO), Alliati, quasi unico, dovrebbe essere dovuto ad un
errore di trascrizione, dovrebbero derivare dal termine
alliatus
(alleato,
nel senso di famiglia alleata
dell'Imperatore), tracce di
queste cognominizzazioni le troviamo tra gli scritti pisani del
1200, ecco cosa si legge in una lettera del 1295: "...Petri
Gambacorte et Gaddi Gambacorte sociorum suorum et pro eis et
quoque eorum in solidum et Bectus Alliata quondam Galgani
Alliate pro se et suo nomine mutuo consensu et voluntate
concordi ob comodiorem usum et uberiorem questum inter se ad
invicem fecerunt...", nobile casato che gode dei titoli di
principi di Villafranca, di duchi di Salaparuta, duchi di
Saponara e di duchi delle Pietretagliate.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Alliata è un cognome siciliano derivato dal vocabolo dialettale
'alliatu'
= attaccato, ostinato.
Fonte: Rohlfs, 40. |
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ALLIO |
Allio ha un ceppo nel cuneese, a Paesana,
Sanfront, Revello e Saluzzo, ed uno molto piccolo a Messina,
potrebbe derivare dal nome medioevale provenzale
Aliot ,
ma è pure possibile possa trattarsi di un'italianizzazione della
forma ipocoristica francese
Allion, una variante di
Elliot,
che è un diminutivo del nome
Elia. |
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ALLIORA
ALLORA
ALLORI
ALLORO |
Alliora, quasi unico, è del milanese,
Allora è tipicamente piemontese, del torinese ed in particolare
di Riva presso Chieri, Chieri e Torino, Allori è tipicamente
toscano, con ceppi a Prato e Poggio a Caiano nel pratese, a
Firenze e Scandicci nel fiorentino, a Marciana Marina, Piombino,
Livorno e Portoferraio nel livornese, ad Agliana e Pistoia nel
pistoiese ed a Bucine nell'aretino, Alloro ha presenze il
Liguria, Piemonte, Campania e Sicilia, con un piccolo ceppo a
Verona ed uno a Roma, dovrebbero derivare, direttamente o
tramite modificazioni dialettali, dal nome medioevale
Alloro,
Allora,
forme passate in disuso dell'oggi più comune
Lauro e
soprattutto Laura.,
nome anticamente attribuito in onore di Apollo, cui era dedicata
la pianta aromatica dell'alloro. |
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ALLOA
ALLOI |
Alloa, molto molto raro, è specifico del
Piemonte occidentale, soprattutto del cuneese, così come
l'ancora più raro Alloi, presente nel cuneese, dovrebbero
derivare da un soprannome originato dal termine medioevale
francese alleu
(pronuncia allö), che indicherebbe la provenienza del
capostipite da aree libere, non sottoposte alla Signoria di
alcuno. |
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ALLOCCA
ALLOCCHI
ALLOCCHIO
ALLOCCHIS
ALLOCCO
ALLOCHIS
ALOCCHI |
Allocca
è specifico del napoletano, in particolare di Somma Vesuviana,
Marigliano, Nola, Saviano e Napoli, con ceppi importanti anche a
Brusciano, Sant'Anastasia,San Giuseppe Vesuviano, Pomigliano
d'Arco, San Gennaro Vesuviano, Mariglianella e castello di
Cisterno, Allocchi è quasi unico, Allocco ha un ceppo
piemontese, in particolare nel cuneese, a Bra, Savigliano,
Fossano e Racconigi, Allochis, estremamente raro, e Allocchis,
praticamente unico, sembrerebbero piemontesi, mentre Allocchio è
decisamente lombardo, soprattutto del cremonese, Alocchi ha
presenze nel forlivese, nel maceratese e nel romano, si potrebbe
trattare di forme ipocoristiche del nome
Elia, o
di forme contratte del nome medioevale germanico
Alialdus,
da non scartare, anche se poco probabile una derivazione da
soprannomi generati dal termine
allocco (tipo
di uccello notturno simile alla civetta),
sia il ceppo piemontese, che quello napoletano, potrebbero anche
derivare dal termine dialettale dell'area della Alpi Marittime
allouche
(agnello),
o da soprannomi originati dal vocabolo provenzale occitano
alloca
(ribes nero)
ed essere portati in Campania al seguito degli angioini. |
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ALLOISE
ALLOISI
ALLOISIO
ALLOISO
ALLOSIA
ALLOSIO
ALOISE
ALOISI
ALOISIO |
Alloise
e Alloiso sono quasi unici, Alloisi sembrerebbe umbro, di
Pietralunga (PG) in particolare, Alloisio ha un nucleo tra il
Monferrato, Ovada in particolare ed il genovese, particolarmente
a Genova, ed uno nella bassa bresciana, zona di San Paolo e
Orzinuovi, Allosia ed Allosio, assolutamente rarissimi, sono
piemontesi, Aloise ha un nucleo romano, un ceppo napoletano ed
uno nel cosentino, Aloisi ha ceppi sparsi a macchia di leopardo
in giro per il paese, Aloisio è più propriamente del centrosud,
derivano tutti dal nome medioevale
Aloisius,
il nome Franco Clodoveo, l'antico Ludovico, per diventare il
moderno Luigi ha subito molte trasformazioni una delle prime è
stata la latinizzazione in
Aloisius dal quale nome hanno
avuto origine questi vari cognomi. La diffusione , nelle sue
varianti, è pressocchè a livello di tutta la penisola, sono
quindi cognomi antichi che possono risalire a prima del '400. |
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ALLONE
ALLONI |
Allone è caratteristico di Messina, Alloni
è tipicamente lombardo di Milano e del milanese, di Carbonara al
Ticino e Pavia nel pavese, di Mozzanica nel bergamasco, di
Pianengo e Cremona nel cremonese e di Brembio e Codogno nel
lodigiano, dovrebbe derivare dal nome longobardo
Allone,
ricordiamo con questo nome un Duca longobardo di Lucca, dell'uso
di questo nome abbiamo un esempio in una
Cartula finis et refutationis
del gennaio 1176 a Casei Gerola nel pavese: "Anno ab
incarnatione domini nostri Iesu Christi millesimo centesimo
septuagesimo sesto, indictione nona, die mercurii qui est
quartus decimus dies mensis ianuarii. In loco Caselle, in
portico ecclesie Sancti Agustini. Presentia bonorum hominum
quorum nomina subter leguntur, per lignum quod in suis tenebant
manibus donna Isa, uxor Allonis de Mangano, et donna Adelaxa,
uxor Uberti filii predicti Allonis, adversus dominum Iohannem
Dei gracia abatem monasterii Sancti Petri Celaurii fecerunt
finem et refutacionem de omni iure ...". |
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ALLUIGI
ALOIGI
ALUIGI |
Alluigi, molto raro, ha un piccolo ceppo
nel savonese ed uno nel pesarese, Aloigi, molto molto raro, è
della zona che comprende il fiorentino, l'aretino ed il
pesarese, Aluigi, il meno raro, ha un ceppo genovese, uno nel
riminese a Rimini, Coriano e Cattolica, uno, il più consistente,
nel pesarese, a Piobbico, Acqualagna, Fermignano, Urbania,
Pesaro, Cagli, Cartoceto, Sant'Angelo in Vado e Fano, uno a
Città di Castello nel perugino, uno nel grossetano a Grosseto,
Magliano in Toscana e Cinigiano, ed uno a Roma, dovrebbero tutti
derivare da alterazioni successive del nome medioevale
Aloisius
(vedi ALLOISE), da cui si è poi ottenuto il nome moderno
Luigi. |
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ALMADORI |
Almadori è decisamente umbro di Terni e di
Spoleto nel perugino, dovrebbe derivare dal nome settecentesco
Almador,
ricordiamo ad esempio che un personaggio di Schubert nell'opera
Il cavaliere dello specchio
( Der Spiegelritter) è il principe Almador. |
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ALMASI
ALMASIO |
Almasi, quasi unico, sembrerebbe lombardo,
Almasio è specifico del nordmilanese e varesotto, di San Vittore
Olona, Legnano, Parabiago e Nerviano nel milanese e di Fagnano
Olona nel varesotto, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Almasio,
ricordiamo con questo nome il Capitano di Ventura Almasio Dei
Banoli che operò al servizio della Repubblica Serenissima agli
inizi del 1300. |
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ALMEONI |
Almeoni, assolutamente rarissimo, ha un
piccolissimo ceppo ad Orzinuovi nel bresciano, dovrebbe derivare
dal nome medioevale Almeone
derivato dalla contrazione del nome mitologico greco
Alcmeone. |
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ALMERIGHI
ALMERIGO |
Almerighi, estremamente raro, ha qualche
presenza in Piemonte ed in Sardegna, dove dovrebbe essere giunto
dal Piemonte, Almerigo è praticamente unico, dovrebbero derivare
dal nome medioevale germanico
Almericus, latinizzazione del
nome germanico Almrich,
a sua volta composto dai termini
alm (alpe,
alpeggio, pascolo alpino) e
rich
(ricco, che possiede)
con il significato di colui che
è ricco di pascoli alpini. |
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ALMIRANTE
ALMIRANTI
AMARANTE
AMIRANTE |
Almirante è un cognome assolutamente
rarissimo, sembrerebbe avere lontane origini siciliane,
Almiranti, ancora più raro, è probabilmente dovuto ad errori di
trascrizione del precedente, Amarante è specifico del
salernitano, di Pagani, Angri, Sarno e Corbara, con un ceppo
anche a Napoli, Amirante è specifico di Napoli, con presenze
significative anche a Pozzuoli, Portici, San Giorgio a Cremano e
Quarto, dovrebbero tutti derivare, attraverso varie
modificazioni, dal termine medioevale
Almirante
o Ammirante
con il significato di comandante,
derivato dal termine spagnolo omonimo a sua volta derivato dal
termine arabo al-amir
(il capo,
il comandante,
il Signore,
stessa origine del termine emiro),
anche il vocabolo ammiraglio (comandante di una flotta) ha la
stessa origine. |
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ALNI
ALNO |
Alni, molto molto raro, è tipicamente
romagnolo, di Forlimpopoli e Forlì nel forlivese e di Ravenna,
Alno, altrettanto raro, sembrerebbe di Iesolo e Cavallino, ai
confini con il territorio di Venezia, potrebbero derivare dal
latino alnus
(ontano),
forse tramite soprannomi attribuiti a capostipiti che vivessero
o provenissero da una zona ricca di quel tipo di essenza
arborea, molto frequente nelle vicinanze dei corsi d'acqua:
"...Alnus vocatur quod alatur amne; proxime enim aquae nascitur,
nec facile extra undas vivit....". |
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ALOE
ALOI
ALOIA
ALOJA
D'ALOIA
D'ALOJA |
Aloe è tipico del cosentino, Aloi sembra
originario della Calabria, ma è presente anche in Sicilia con
ceppi forse autoctoni, Aloia è sparso a macchia di leopardo in
tutto il sud, Aloja assolutamente rarissimo ne dovrebbe essere
la forma originaria sembrerebbe originario dell'area campano,
pugliese calabrese, D'Aloia e D'Aloja, rarissimo, sono tipici
dell'area che comprende le province di Napoli, Benevento,
Foggia, Bari e Potenza, derivano dalla forma dialettale campano
calabra del nome medioevale
Aloisius (che diventerà Eligio
e Luigi). |
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ALONCI
ALONGE
ALONGI |
Alonci è quasi unico, Alonge è siciliano,
con un ceppo nell'agrigentino, ad Agrigento, Raffadali, Menfi,
Sciacca e Favara, Alongi è un cognome anch'esso decisamente
siciliano, molto più diffuso, ha un ceppo nel palermitano, a
Palermo, Villabate, Monreale, Prizzi, Caccamo e Cefalà Diana,
nell'agrigentino, ad Agrigento, Favara, Aragona, Naro,San
Giovanni Gemini, Menfi, Raffadali, Campobello di Licata e
Realmonte, nel catanese, ad Adrano e Catania, nel nisseno, a
Sutera e Sommatino, e nel trapanese a San Vito lo Capo,
potrebbero derivare da una modificazione del cognome spagnolo
Alongio,
o dalla sua forma provenzale
Alonge, ma è abbastanza
probabile anche una derivazione da modificazioni dialettali del
nome Alonsus
di origine spagnola, ma presente in misura abbastanza
significativa in Sicilia almeno dal 1500, dell'uso di questo
nome in Sicilia abbiamo un esempio in questa lettera dell'anno
1548: "...magnificum et reverendum fratrem Alonsum de Madrigal
ordinis eiusdem Sacre Religionis Hiresolimitane preceptorem
Marsalie et Corleonis...". |
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ALONSI
ALONSO
ALONZI
ALONZO
D'ALONSO
D'ALONZO |
Alonsi, Alonso e D'Alonso, sono forme
corrotte da una sostituzione della esse alla zeta originaria,
Alonzi è tipico di Sora nel frusinate, e delle vicine province
dell'Aquila e Roma, Alonzo ha un ceppo nel teramano, nel romano,
in Campania e nel catanese, D'Alonzo è tipicamente abruzzese con
un ceppo anche nel casertano ed uno nel barese, dovrebbero
essere tutti di origine spagnola e derivare o dal nome spagnolo
Alonzo
(forma alterata di Alfonso)
o dal cognome spagnolo Alonso. |
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ALOSA
ALOSI |
Alosa ha un ceppo a Napoli ed uno a
Crotone, Alosi è siciliano, soprattutto del messinese, di
Barcellona Pozzo di Gotto, Milazzo, Messina e Mazzarrà
Sant'Andrea e di Palermo, come possibile origine si può proporre
una derivazione da un soprannome basato sul nome del pesce
alosa,
un particolare pesce di mare molto vorace, indicando forse nel
capostipite un pescatore, ma non si può escludere che possa
trattarsi di una forma alterata dialettalmente del nome
femminile Aloisia
(Luigia),
nome peraltro anticamente molto comune in tutto il meridione, o
del nome spagnolo Alonsa. |
|
ALPA |
Alpa è tipico della zona che comprende
l'alessandrino ed il genovese, in particolare Alessandria ed
Ovada nell'alessandrino e Genova, potrebbe derivare da un
soprannome arcaico, basato sul termine ormai in disuso
alpa,
un antico strumento tagliente
usato per produrre dei riccioli di legno di salice adoperati per
impagliare le sedie, molto meno probabile una derivazione da una
forma dialettale del termine
alpe (pascolo
di montagna). |
|
ALPARONE |
Alparone è decisamente siciliano, ha un
cepponel catanese, in particolare a Caltagirone e Catania, con
un ceppo anche a Palermo, potrebbe trattarsi di una forma
accrescitiva dialettale derivata da una modificazione del nome
Alvaro,
giunto in Sicilia al seguito degli aragonesi. |
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ALPINI
ALPINO |
Cognome abbastanza recente con chiaro riferimento ad un'origine
montanara del capostipite. |
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ALQUATI |
Alquati è specifico della Lombardia sudorientale, di Cremona,
Casalmorano e Castelverde nel cremonese, di Rivarolo mantovano
nel mantovano e di Rudiano nel bresciano, dovrebbe stare per una
forma etnica di capostipiti provenienti dal paese piacentino di
Castell'Arquato, uso che troviamo anche nelle Dissertazioni di
Ludovico Muratori: "...Nicolaus de Castello Alquato et
Leccacorvus Consules civitatis Placentinae...". |
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ALSTER |
Dovrebbe trattarsi di un cognome tedesco originario
probabilmente della zona di Amburgo e deriverebbe dal nome del
fiume Alster. |
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ALT |
Alt, assolutamente rarissimo, tipicamente
friulano, è specifico di Cormons nel goriziano, potrebbe
derivare da un soprannome originato dal termine tedesco
alt (vecchio). |
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ALTADONNA |
Altadonna è tipico della Sicilia
settentrionale, di Messina e Santa Teresa di Riva nel
messinese e di Carini nel palermitano, ma presenta anche un
ceppo nel Lazio, dovrebbe derivare dal nome medioevale
Altadonna
o anche da un soprannome attribuito alla capostipite,
probabilmente per la sua alta statura, tracce di questa
cognominizzazione le troviamo a Viterbo in un atto di
compravendita del 1256, atto nel quale la parte cedente è un
certo Rainero Altadonna. |
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ALTAMORE |
Altamore è decisamente siciliano, di
Caltagirone, Grammichele e Catania nel catanese, di Giuliana,
Roccamena e Palermo nel palermitano e di Gela e Niscemi nel
nisseno, dovrebbe trattarsi di un'italianizzazione del nome
normanno Aldamor,
ma non si può escludere possa derivare da un'italianizzazione
del nome germanico Waldemar,
entrambi questi nomi hanno la medesima origine. |
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ALTAMURA |
Cognome derivante dal toponimo Altamura
(BA), è diffuso in un'area circoscritta alla provincia di Bari,
mentre è presente sia nelle Puglie che in Campania.
integrazioni fornite da
Giuseppe Altamura
Il cognome Altamura è presente anche nel comune di Satriano (CZ)
e zone limitrofe. Ciò è dovuto al fatto che il principe di
Satriano, attorno al 1600 circa fece arrivare dei coloni dalla
Puglia per ripopolare le campagne rimaste disabitate a causa di
epidemie. |
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ALTANA |
Specifico della Sardegna settentrionale, potrebbe derivare da un
nome di località legata al fiume Altana nel sassarese. |
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ALTAVILLA |
Altavilla è specifico del meridione, molto diffuso in Puglia,
soprattutto nel brindisino, nel napoletano, nell'avellinese, nel
messinese e nel palermitano, dovrebbe derivare dai molti
toponimi contenenti la radice Altavilla, come Altavilla Irpina
(AV), Altavilla Milicia (PA) o Altavilla Silentina (SA), un
collegamento con il casato normanno degli Hauteville (Altavilla)
è possibile solo in rarissimi casi. |
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ALTEA |
Altea è tipicamente sardo, diffuso in
particolare nel cagliaritano e un pò meno nel sassarese,
potrebbe derivare dal nome greco
Altheia,
ma è da prendersi in considerazione una derivazione da un
soprannome originato dal termine sardo
altíu (altero,
altezzoso) e starebbe ad
indicare il carattere superbo della capostipite.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
ALTEA: Altea, madre di Meleagro, è una figura femminile del Mito
greco. Altea
è un nome proprio di persona. Altea è un Comune spagnolo di
21898 abitanti, in provincia di Alicante, della Comunidad
Valenciana. Altea è un piccolo asteroide scoperto nel 1872
dall'osservatorio astronomico americano del Michigan. Infine
Althea Rosea è pianta officinale della famiglia delle malvacee;
che qui in Campidano chiamiamo generalmente
narbedda, narboni.
I suoi frutti simili a piccolissime forme di formaggio,
cilindriche, del diametro di circa un centimetro sono detti. "su
casixèddu de Santu Franciscu" (tradotto letteralmente) i
formaggini di San Francesco. - Nel greto del torrente Rio Piras
(Gonnosfanadiga), crescevano spontaneamente le malve (altea: su
narboni), e noi, bambini e bambine del vicinato (rione) di "Su
Forraxèddu", eravamo ghiotti dei "formaggini di San Francesco".
Crediamo quindi che il cognome Altea derivi dalla pianta
officinale "Althea Rosea
Officinalis". A prova facciamo
riferimento ai tanti cognomi sardi derivanti da nomi di erbe,
piante, arbusti, fiori: alba, ardu, arbus, arrù, asole, basolu,
uda, bussu, cadoni, cardu, cannas, carcangiu, chessa, concudu,
fa, fenu, frassu, gravellu, lillu, lilliu, murtas, pibiri, pisu,
cherchi, zanda, etc. etc. Troviamo il cognome negli antichi
documenti della lingua sarda. Tra i firmatari della Pace di
Eleonora, *LPDE del 1388 figurano: Altea Murono, jurato ville
Almos (* villaggio distrutto - Contrate Partis de Montibus);
Altea Petro, ville de Sardara (** SARDARA MONTIS REGALIS...(11
GENNAIO 1388), et ego...Gadulesu Margiano habitator ville
Sardara, sindicus actor et procurator universitatis Contrate
Montis Regalis et villarum et etc. In posse Virde Andrea, Virde
Joanne, de Civitate Sasseri, notarii publici, die XI Januarii
1388). Altea è un cognome oggi presente in 107 Comuni italiani,
di cui 45 in Sardegna: Sardara 57, Arbus 46, Dolianova 43,
Cagliari 5, San Gavino 35, Serdiana 33, Sassari 26, etc. Nella
penisola Genova ne conta 18, Roma 12, Milano 11, Torino 11. In
USA è presente in 4 Stati, con un solo nucleo familiare a testa. |
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ALTERI
ALTERIO
ALTERO
ALTIERI
ALTIERO |
Alteri è tipico delle province di Roma e
Frosinone, Alterio è molto diffuso in Campania, soprattutto a
Napoli, con buone presenze nel napoletano ad Ottaviano, San
Giuseppe Vesuviano, Casoria ed Arzano, un ceppo ad Ariano Irpino
nell'avellinese ed uno ad Aversa nel casertano, Altero ha un
piccolo ceppo nel barese ed uno nel napoletano, Altieri è molto
diffuso in tutto il centrosud, in particolar modo in Campania,
Altiero, specifico del napoletano e del casertano, ha un nucleo
a Torre del Greco (NA) ed uno a Casagiove (CE), dovrebbero tutti
derivare dal nome medioevale di origine germanica
Alterus o
Altierus,
a sua volta derivato dal germanico
alt (vecchio)
+ hari
(armato),
in alcuni casi possono anche essere derivati per aferesi da
Walterius
e Galterus,
o anche dal nome normanno Autier. |
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ALTINER
ALTINIER |
Cognomi molto rari, specifici dell'alto
trevisano orientale, zona tra Conegliano e Sacile, Altinier
sembra specifico di Godega Di Sant'urbano (TV), potrebbero
derivare dall'antico toponimo Altino (laguna veneta) centro che
risale a prima del VI° secolo a.C.
integrazioni fornite da
Giovanna Altinier
Altinier può derivare anche dal nome proprio longobardo
Altiniero. A titolo di esempio si cita Altiniero degli Azzoni da
Treviso del 1300. |
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ALTINI
ALTINIO
ALTINO |
Altini ha un ceppo romagnolo nel
ravennate, a Faenza, Lugo, Ravenna, Alfonsine e Cervia, con
ceppi anche a Cesena, Forlì e nel pesarese, ed uno a Bari, che
potrebbe derivare dal toponimo Altino nel teatino, o da
Mont'Altino nel barese, Altinio è quasi scomparso, Altino, quasi
unico, parrebbe pugliese, dovrebbero tutti derivare dal nomen
latino Altinus,
o Altinius
di cui abbiamo un esempio nelle
Historiae di Tito Livio: "...In
ea castra Dasius Altinius Arpinus clam nocte cum tribus servis
venit, promittens, si sibi praemio foret, se Arpos proditurum
esse. Cum eam rem ad consilium retulisset Fabius, aliis pro
transfuga verberandus necandusque videri, ancipitis animi
communis hostis, qui post Cannensem cladem, tanquam cum fortuna
fidem stare oporteret, ad Hannibalem discessisset, traxissetque
ad defectionem Arpos ; cumque res Romana contra spem votaque
ejus velut resurgeret, turpius videatur novam referre
proditionem proditis olim...". Circa il ceppo dell'area
pesarese, di Fossombrone, sembrerebbero esserci tracce di una
nobiltà piuttosto recente. |
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ALTISSIMI
ALTISSIMO |
Altissimi è decisamente laziale, di
Ronciglione nel viterbese e di Roma, Altissimo, molto raro,
sembrerebbe veneto, dovrebbero derivare dal nome
Altissimus
attribuito dalla devozione cristiana, al proprio figlio, ma
anche a trovatelli, con riferimento alle parole del
Gloria in excelsis Deo:
".. Quondam tu solus sanctus, tu solus Dominus, Tu solus
Altissimus, Jesu Christe, Cum Sancto Spiritu in gloria Dei
Patris. ..". |
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ALTOBELLI
ALTOBELLO |
Altobelli è tipico della zona che comprende le province di Roma,
Latina, Frosinone, Casera e Napoli, con un ceppo anche nel
chietino, Altobello, molto meno diffuso, ha un ceppo nel barese
ed uno nel salernitano, dovrebbero derivare dal nome medioevale
italiano Altobellus di cui abbiamo un esempio nella seconda metà
del 1400 con il pittore veronese: "Altobellus Pictor de l'Angolo
quondam Baptista de S, Stephanus", tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo in quest'atto redatto a L'Aquila
nel 1573: "...Dominicus Altobelli, Honorius Pontilli, Iacobus
Bernardini Blaxii... ...qui sunt et faciunt majorem et saniorem
partem dicti concilii et dictam Universitatem dictae terrae
Burboni raepresentant, unanimiter et concorditer et nemine
ipsorum discrepante,,,". |
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ALTOMARE
ALTOMARI |
Altomare ha un nucleo principale a
Molfetta (BA) ed uno a Rogliano, Santo Stefano di Rogliano e
Luzzi nel cosentino, ha inoltre un piccolo ceppo anche a Castel
San Giorgio (SA) ed a Napoli, Altomari sembrerebbe specifico di
Acri (CS), dovrebbero derivare da modificazioni dialettali del
nome medioevale di origini germaniche
Aldemarus
o Valdemarus
di cui abbiamo un esempio agli inizi del 1200 con il re dei
danesi e degli slavi Valdemaro: "...Accessit tandem et
Travemunda Sigebergumque: mortuoque Canuto, frater eius
Valdemarus, Rex Danorum, Sclavorumque, et Nordalbingiae Dominus
Lubecae salutatus; Lavenburgum munitissimum ad Albim
castrum...". |
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ALTOSINNO |
Altosinno, quasi unico, sembrerebbe tipico
del salernitano, potrebbe derivare dal cognome francese
Altazin
di cui si hanno riscontri almeno dal 1500, o anche dal nome
arabo Haltazin
di significato incerto. |
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ALTOVITI |
Assolutamente
rarissimo, probabilmente di origini longobarde insediatisi poi a
Firenze, dovrebbe derivare dal nome longobardo Altowido; casato
nobile presente a Firenze fin dal 1100 ebbe signoria sul
Valdarno divennero Marchesi con l'Imperatore del Sacro Romano
Impero Ferdinando II°. |
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ALTURA |
Altura è un cognome assolutamente
rarissimo, tipicamernte campano, potrebbe trattarsi
dell'italianizzazione del nome francese
Authier,
o anche di una'alterazione dialettale del nome medioevale
femminile Altera,
una forma contratta del nome
Altiera, non si può escludera
una possibile origine dal nome del paese istriano di Altura,
vicino a Pola, in questo caso sarebbe giunto in Campania al
seguito degli esuli istriani all'epoca delle battaglie tra
turchi e veneziani. |
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ALUNNI
ALUNNO |
Alunni è molto diffuso nel perugino, a
Perugia in particolare, ma anche a Magione, Corciano, Umbertide
e Città di Castello, ma è comunque presente nell'aretino, nel
pesarese, nell'anconetano, nel ternano e nel romano, Alunno
occupa lo stesso areale, a Cortona nell'aretino, e soprattutto a
Gubbio e Città di Castello nel perugino, questi cognomi
potrebbero derivare dal termine latino
alumnus,
inteso come allevato,
cresciuto,
educato,
un esempio di quest'uso lo troviamo in un testo di Properzio:
"..Nil patrium nisi nomen habet Romanus alumnus: sanguinis
altricem non putet esse lupam..", si potrebbe allora ipotizzare
che possa trattarsi di capostipiti allevati ed educati da una
nutrice se non abbandonati e cresciuti in un Istituto. |
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ALVARI
ALVARO |
Alvari è quasi unico e sembrerebbe dovuto
ad errori di trascrizione di Alvaro che sembrerebbe originario
del reggino, e che è tipico di Sinopoli, San Luca, Giffone,
Locri e Roccella Ionica nel reggino, dovrebbero derivare dal
nome di origine germanica Alvaro
derivato dai termini alt
(vecchio, antico)
e war
(casato)
cioè di antica stirpe,
il nome si diffuse particolarmente nella penisola iberica
attraverso i visigoti, quindi non è da escludere una non
impossibile origine ispanica del cognome.
integrazioni fornite da
Enzo Papa
Alvàro è pronunzia piana dello stesso nome (scritto senza
accento) che in Spagna si pronunzia sdrucciolo (A'lvaro),
derivato dal visigoto ala
(tutto)
e da waria
(protezione),
con il significato di è protetto
da tutto. Con la pronunzia
latina può derivare dal termine
albarius (imbianchino
da albus
(bianco).
Altra ipotesi lo ascrive all'arabo al-wazir
(l'aguzzino),
per via della diffusione in aree dominate dai Musulmani (Sud
Italia e Spagna). |
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ALVIGGI
ALVIGI |
Alviggi, tipicamente campano, ha un ceppo
ad Atripalda nell'avellinese, probabile luogo d'origine, nonchè
a Salerno ed a Napoli, Alvigi, molto più raro, è del napoletano,
dovrebbero derivare dal nome medioevale
Alvigi,
l'italianizzazione del nome longobardo
Hlodowig,
da cui è derivato anche il più comune nome Luigi. |
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ALVINI
ALVINO |
Alvini, molto molto raro, parrebbe toscano,
Alvino è invece molto diffuso in Campania, soprattutto nel
napoletano, nell'avellinese e nel salernitano, con un ceppo
anche nel potentino, nel foggiano e nel leccese, nel romano e
nel latinense, si dovrebbe trattare di forme betacistiche del
nomen latino Albinus
o, sempre attraverso il fenomeno del betacismo, derivare dalla
Gens Albinia. |
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ALVISE
ALVISI
ALVISINI
ALVISIO
ALVISO |
Alvise, Alviso ed Alvisio sono
praticamente unici, Alvisi tipico emiliano/romagnolo, con un
nucleo principale nel bolognese a Bologna ed Imola, e nelle aree
limitrofe del ferrarese, ravennate, a Faenza in particolare, e
forlivese, soprattutto a Cesena, Alvisini è laziale, di
Fiamignano (RI) e di Roma, dovrebbero derivare dal nome
medioevale Alvisus
(Alvise,
forma arcaica di Luigi), di cui abbiamo un illustre esempio
nell'anno 1146: "...Ego Alvisus, Dei miseratione Atrebatensis
episcopus, tam futuris quam praesentibus, in perpetuum...". |
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ALVITI
ALVITO |
Alviti ha un nucleo laziale a Roma in
particolare e nel latinense a Norma e Latina, ed un piccolo
ceppo a Bari, Alvito è assolutamente rarissimo, sembrerebbe
avere due ceppi, uno laziale ed uno pugliese, dovrebbero
derivare dal nome medioevale germanico
Alwit,
dalla sua latinizzazione Alvitus,
o dalla sua forma galiziana
Aluitus, nome che ha dato luogo
nel medioevo, nell'area galiziana, alla denominazione di almeno
una ventina di villaggi. |
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ALZATE |
Alzate, quasi unico è tipicamente piemontese, dovrebbe derivare
dal nome del paese di Alzate di Momo nel novarese. |
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ALZATI |
Alzati è tipicamente lombardo, del milanese, di Bollate, Milano,
Monza, Rescaldina e Legnano, dovrebbe derivare dal nome del
paese di Alzate Brianza nel basso comasco. |
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AMADASI |
Amadasi è tipico
di Parma in particolare e del parmense, dovrebbe derivare dal
nome medioevale Amadasius,
di cui abbiamo un esempio d'uso nel veneziano, nell'anno 1298,
quando troviamo il notaio: "Amadasius de
Ravegnanis imperiali auctoritate
iudex ordinarius et notarius.. .. in episcopatu Torcellano (Torcello nel veneziano)". |
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AMADDEO
AMADDIO
AMADEI
AMADEO
AMADINI
AMADIO
AMEDALI
AMEDEI
AMEDEO
AMODEO
AMODIO |
Amaddeo è
specifico di reggio Calabria, Amaddio è tipico siciliano, di
Rosolini (SR) e di Catania, Amadei è molto diffuso in Lombardia,
Emilia e Romagna e pesarese, basso trentino e veronese, con
massima concentrazione nel bresciano, ha ceppi nel genovese,
spezzino, carrarese e lucchese, ha un ceppo anche tra le
province di Terni, Rieti e Roma, Amadeo ha un ceppo lombardo ed
uno reggino, Amadini è tipicamente lombardo, Amadio è molto
presente al nord ed al centro, con un ceppo anche nel catanese,
ha una grossa concentrazione in Veneto e nel Lazio, Amedali,
quasi unico, sembrerebbe lombardo, Amedei, molto molto raro,
parrebbe di Toscana e Lazio, Amedeo ha un ceppo nel reggino ed
uno nel Piemonte occidentale, Amodeo è presente a macchia di
leopardo in tutt'Italia, ma con massima concentrazione in
Sicilia e Calabria, Amodio è tipico del sud, di Campania e
Puglia in particolar modo. Tutte queste varianti hanno in comune
l'origine religiosa medioevale
Amo
Deus - Ama Deus cioè
ama il
Signore, sono cognomi molto comuni in tutta Italia
con forme più frequentemente presenti in alcune zone ed altre in
altre. Esistono tracce di questi tipi di cognomi già dal XIII°
secolo, anche se la piena diffusione avvenne in epoca
rinascimentale. |
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AMADELLI
AMADI
AMADINI
AMADU
AMADUCCI
AMADUZZI |
Amadelli è tipico della zona di confine tra
modenese e ferrarese, di Finale Ligure (MO) e di Voghiera (FE),
Amadi ha un ceppo nello spezzino a La Spezia e Calice al
Cornoviglio, ed uno a Venzia e nel veneziano limitrofo, Amadini
sembra tipicamente lombardo con un ceppo principale a Bovegno
nel bresciano ed a Gazzuolo nel mantovano, Amadu è tipicamente
sardo di Pattada (SS), Amaducci è specifico della Romagna, di
Cesena, Forlì, Rimini, Bertinoro (FC) e Ravenna, Amaduzzi ha un
ceppo a Bologna e Pianoro nel bolognese ed in Romagna a Cesena,
Rimini e Savignano sul Rubicone (FC), con un ceppo a Fano (AN)
ed uno a Roma.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale
Amado (forma dialettale di
Amato), che, in ambito
cristiano, va letto nel senso di
amato
o protetto da Dio (vedi Amata):
in questo contesto, infatti, l'ipotesi di un'origine araba è
poco probabile o, comunque, limitata a poche famiglie, se si
considera la distribuzione dei cognomi per lo più nel nord e
centro nord del paese (lo stesso discorso vale
anche in Sardegna per le famiglie Amadu). Per quanto riguarda i
cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni
dei nomi personali dei capostipiti. |
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AMADESI |
Amadesi è tipicamente emiliano, di Bologna
in particolare e di Casalecchio di Reno, dovrebbe derivare dal
nome medioevale Amadesius,
nome di un antico arcivescovo di Ravenna. |
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AMADORE
AMADORI
AMATORE
AMATORI |
Amadore, molto molto raro, sembrerebbe della
zona tra Galati Mamertino (ME) e Capo D'Orlando, Amadori
diffusissimo tra bolognese, Romagna e pesarese ha ceppi anche in
costa Smeralda e nel bresciano e basso trentino, Amatore ha un
nucleo nel siracusano nella zona di Noto e Palazzolo Acreide
(SR) ed uno nel napoletano, Amatori ha un ceppo nel pesarese,
uno a Thiene (VI) e dintorni ed uno secondario a Roma, derivano
tutti dal nome latino Amator di cui abbiamo un esempio in
Historia Longobardorum di Paolo
Diacono: "...Quo vita decedente, Amator in
eius loco episcopus ordinatus est. Usque ad eundem enim diem
superiores patriarchae, quia in Aquileia propter Romanorum
incursionem habitare minime poterant,..", tracce di
questa cognominizzazione le troviamo con gli Amadori a
Sabbionara d'Avio (TN) nel 1400, sempre nel 1400 a Vinci
troviamo Albiera Amadori matrigna di Leonardo. |
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AMALBERTI
AMALBERTO |
Amalberti è tipico della zona tra
Ventimiglia, Vallecrosia e Soldano nell'imperiese, Amalberto,
assolutamente rarissimo, sembra astigiano, derivano dal nome di
origine franca Amalbertus, di cui abbiamo un esempio nel VII°
secolo con San Amalberto e più tardi nel
Codex Chronologico Diplomaticus Episcopatus Ratisbonensis
nell'anno 885: "...Signum Domni Karoli
Serenissimi Imperatoris Augusti.Amalbertus
Notarius ad vicem Liutuuardi Archcancellarii recognovi...". |
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AMALFI
AMALFITANI
AMALFITANO |
Amalfi ha un ceppo a Napoli, uno a Lagonegro
(PZ) ed uno nel messinese a Santa Lucia Del Mela (ME) in
particolare, Amalfitani è quasi unico, Amalfitano è specifico di
Napoli ed Ischia, derivano dal toponimo Amalfi e dal etnico
relativo, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nel
1200 alla corte di Federico II° con il gran valletto Crescius
Amalfitanus. |
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AMANATI
AMANNITI
AMMANATI
AMMANATO
AMMANITI
AMMANNATI
AMMANNATO
AMMANNITI
AMMANNITO |
Amanati, quasi unico, è della zona tra
riminese e pesarese, Amanniti sembrerebbe unico, come Ammanati,
che è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione di
Ammannati, che ha un ceppo nel fiorentino a Firenze, Empoli,
Sesto Fiorentino, Vinci e Lastra a Signa, a Pistoia e Montale
nel pistoiese, a Pisa e San Miniato nel pisano ed a Montemurlo e
Prato nel pratese, Ammanato , quasi unico, sembrerebbe
siciliano, ed è probabilmente dovuto ad un'errata trascrizione
di Ammannato, che è specifico di Palermo, Ammaniti, quasi unico,
Ammanniti ed Ammannito, molto molto rari, sono specifici del
centro Italia.
informazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale
Ammannato (con una variante in
Ammannito), che,
nell'onomastica augurale, assume il significato di
ben pronto, preparato o, per
estensione, dotato (di
virtù, qualità, talento, etc): va osservato, in effetti, che,
per quanto disusato ai giorni nostri, l'aggettivo
ammannato o
ammannito deriva dal verbo
ammannare o
ammannire (letteralmente
raccogliere in manne), che, in
senso figurato, significa proprio
allestire, preparare, predisporre - in ambito
onomastico, è chiaro il riferimento a un'inclinazione del
carattere o un'auspicata dote naturale. A titolo
esemplificativo, si può citare un verso di fra' Domenico Cavalca
(Vicopisano, 1270 c.ca - Pisa, 1432), che, nelle sue Rime, dice
"e siamo di virtù tutte amannate, e
di divino amor tutte infiammate e di bellezza". Dal punto
di visto storico, esempi del nome Ammannato si hanno già nella
Siena del '200, con personaggi quali Ammannato del fu Prospero
da Firenze, Ammannato del fu Rontieri, Ammannata del fu
Parabuoi, Ammannato console del castello di Abbadia, etc. In
conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi
personali dei capostipiti. |
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AMANDOLA
AMENDOLA
AMENDOLEA
AMENDOLIA
AMMENDOLA
AMMENDOLEA
AMMENDOLIA |
Amandola è
piemontese, del torinese, astigiano e cuneese, Amendola è tipico
del Lazio, Campania e Calabria settentrionale, Amendolea,
assolutamente rarissimo, potrebbe essere di Polistena nel
reggino, Amendolia, molto raro, è specifico di Messina e
dintorni, Ammendola ha un grosso ceppo nel napoletano, a Napoli,
San Giuseppe Vesuviano, Torre Annunziata, Terzigno, San Giorgio
a Cremano, Ottaviano, Castellammare di Stabia e Torre del Greco,
ed uno tra catanzarese e reggino, in particolare a Lamezia Terme
nel catanzarese ed a Taurianova nel reggino, Ammendolea, molto
molto raro, ha un piccolissimo ceppo nel reggino, Ammendolia ha
un ceppo nell'area dello stretto, a Messina e nel reggino a
Caulonia e Polistena, derivano tutti da soprannomi legati al
vocabolo dialettale amandula,
amendula o
mendola (mandorla). Tracce di
queste cognominizzazioni le troviamo nel Salento nel 1300 con i
feudatari dell'Amendolea, a Lipari nel 1500 in un atto viene
citato: "...Baldasar Blasius pro magnifico
Ioannello Amendula,
iurato...". |
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AMANTEA
AMANTIA |
Amantea, molto raro, è tipico calabrese, di
Amantea (CS), Amantia anch'esso raro, è tipico di Catania e
dintorni, dovrebbero entrambi derivare dal toponimo Amantea e
dal suo equivalente arcaico Amantia. |
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AMAOLO |
Amaolo è tipico del sud delle Marche, di
Sant'Elpidio a mare, Montegranaro e Porto San Giorgio nel
Piceno, e di Civitanova Marche e Corridonia nel maceratese,
dovrebbe derivare dal nome medioevale
Amaulus a sua volta derivato dal nome provenzale
Amaul. |
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AMAPANE
AMAPANI |
Amapane, cognome assolutamente rarissimo, di
cui si ha una presenza nel pavese, ma che sembrerebbe essere
stato originario del barese, forse di Acquaviva delle Fonti,
come possiamo arguire da un registro dell'università di Brema: "14
Iunii 1696 Joseph Dominicus Amapane,
ex regno Neapolitano oriundus, ex civitate Barii. Proselytus,
linguae Italicae magister ex decreto 9 Iunii constitutus,
adeoque gratis inscriptus.", e da una registrazione del
1722 a Rutigliano sempre nel barese: "...Rutiliani
1722. Acta super petitione legati pii montis fundati per quondam
diaconum Vitum Pappalepore inter magnificam Anna Amapano
et canonicum don Ignatium Pappalepore...", si hanno
tracce dei de Amapano comunque anche in Piemonte, nella zona di
Borgaro Torinese, tracce di una famiglia benestante risalenti
almeno al 1500, il cognome Amapani, quasi unico, ha una presenza
barese, dovrebbero derivare dal nome troiano
Amopaon citato da Omero
nell'Iliade come figlio di Polyaemon. |
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AMARELLI
AMARELLO
AMARI
AMARINI
AMARINO
AMARO |
Amari è tipicamente siciliano, di Ribera
nell'agrigentino, di Palermo e Bagheria e di Partanna e Salemi
nel trapanese, Amarini ed Amarino sono quasi unici, così come
Amarelli ed Amarello, Amaro ha un ceppo a Boscoreale, Napoli e
Boscotrecase nel napoletano, a Scafati nel salernitano, un ceppo
a Melicucco nel reggino ed uno in Sicilia nel trapanese a
Trapani, Alcamo ed Erice, l'origine di questi cognomi dovrebbe
essere, direttamente o attraverso ipocoristici, da forme
contratte del nome germanico Ademaro,
ma non si può escludere, soprattutto per i ceppi siciliani una
derivazione dal nome arabo Ammar,
ricordiamo con questo nome Ammar ibn Yasir nato nel 570, stesso
anno di Maometto, di cui fu grande amico.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Cognome siciliano dalla voce dialettale 'amaru'=
infelice. Fonte: Rohlfs, 40. |
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AMAS |
Amas è quasi unico, sicuramente siciliano,
forse del catanese, dovrebbe derivare dal nome arabo
Hamas (Leone). |
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AMATA
AMATI
AMATIELLO
AMATINO
AMATO
AMATU
AMATUCCI
AMATULLI
AMATUZZI |
Dal
nome medioevale Amatus. nei
cristiani, "amato, protetto da Dio
"di cui abbiamo un esempio in un atto di compravendita del 1195
a Solofra (AV): "...Que tota petia videtur
esse per hos fines: a parte orientis fine heredum quondam Amati Cioffi
et Iaconi Petri qui dicitur de Archipresbitero; a parte meridiei
fine via puplica; a parte occidentis fine ipsius Iaconi Petri et
Iohannis qui dicitur de Archi... ..ego Falco notarius iussu
suprascripti iudicis scripsi". Amata ha un ceppo laziale
a Roma e ad Atina nel frusinate, ed un ceppo siciliano a
Sant`Agata di Militello e Militello Rosmarino nel messinese, a
Troina nell'ennese ed a Catania, Amati è presente in
tutt'Italia, ma in particolar modo nel milanese, lecchese e
comasco, tra forlivese, riminese e pesarese e tra Basilicata e
Puglia centrale, Amatiello, abbastanza raro, è specifico di
Cervinara nell'avellinese, Amatino, rarissimo, sembrerebbe di
Minori nel salernitano, Amato è diffuso in tutto il Sud Italia,
Amatu, estremamente raro, parrebbe del ragusano, Amatucci ha un
ceppo nell'aretino ad Arezzo e Castiglion Fiorentino, uno nel
Piceno ad Ascoli Piceno, San Benedetto del Tronto, Castignano,
Folignano e Castel di Lama e nel vicino teramano a Sant`Egidio
alla Vibrata ed Ancarano, ed in Campania a Napoli, Avellino, San
Potito Ultra (AV) e Castellabate nel salernitano, Amatulli è
pugliese, del barese, di Noci, Grumo Appula, Conversano, Bari,
Rutigliano e Putignano e. nel tarantino di Taranto e Mottola,
Amatuzzi, molto molto raro, parrebbe del cosentino. Personaggio
famoso fu Andrea Amati nato nel 1505 a Cremona che diede origine
alla famosa famiglia di liutai cremonesi.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Sull'origine di questi cognomi confluiscono perlomeno due
ipotesi, che, sommate l'una all'altra, ne giustificano
l'altissima diffusione nell'intero paese (soprattutto nella
forma Amato). Cominciando con la prima interpretazione,
innanzitutto, è sicuramente corretta la derivazione dal nome
medievale Amato, che, grazie
al suo chiaro valore augurale, si è diffuso anche al di fuori
dei confini italiani (basti pensare al nome spagnolo
Amado o al francese
Aimé o all'ebraico
David o all'arabo
Habib, etc). Tenendo ferma
quest'ipotesi, comunque, è interessante notare la fortissima
diffusione del cognome Amato in Sicilia e, a dire il vero, un
po' in tutto il sud Italia (soprattutto nell'area occidentale):
in queste parti del paese, infatti, pare che i cognomi in
questione nascano spesso dall'italianizzazione
del nome arabo Ahmad o
dell'ancora più noto Muhammad
(accostato foneticamente ad Ahmad
tramite aferesi della prima sillaba); al di là della fonetica,
inoltre, va notato che Ahmad
può essere considerato di fatto come una variante di
Muhammad, anzi, nel mondo
arabo-musulmano (così come nello stesso Corano), entrambi questi
nomi vengono usati in riferimento alla figura del profeta
Maometto. Dal punto di vista etimologico, comunque, i nomi
Muhammad e Ahmad derivano entrambi dal verbo arabo
hamida (lodare,
encomiare) e vengono spesso tradotti col significato
di lodevole, degno di ogni lode o
encomio; solo per curiosità, inoltre, va detto che
questi nomi sono tra i più diffusi nel mondo musulmano
(Muhammad, di fatto, è il più comune fra tutti i nomi arabi e,
secondo statistiche recenti, pare che sia addirittura il nome
più diffuso al mondo) e questo, allora, spiega la vasta
concentrazione di famiglie Amato soprattutto in Sicilia (anche
se, naturalmente, non bisogna dimenticare la prima ipotesi di
significato, che può valere anche per molte famiglie del sud
Italia). |
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AMATOBENE |
Amatobene, estremamente raro, ha un ceppo
nel pescarese, in particolare a Villa Celiera, dovrebbe derivare
dal nome medioevale Amatobene
attribuito probabilmente al capostipite da genitori che avessero
molto desiderato il proprio figlio. |
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AMATRICE |
Tipico napoletano, dovrebbe derivare dal
toponimo Amatrice (RI), ma è pure possibile interderlo come
matronimico dal nome femminile Amatrice, in uso in epoca
rinascimentale, ricordiamo con questo cognome l'architetto e
pittore Cola dell'Amatrice (1480-1547). |
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AMATRUDA
AMATRUDE
AMATRUDI
AMATRUDO |
Amatruda ha un ceppo calabrese nella zona di
Lamezia Terme (CZ) ed uno salernitano nella zona di Amalfi e
Tramonti, Amatrude, quasi unico è probabilmente dovuto ad un
errore di trascrizione del precedente, Amatrudi, assolutamente
rarissimo, è napoletano mentre il meno raro Amatrudo è
salernitano, dovrebbero derivare dal nome medioevale germanico
Amoltrud. |
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AMAZZINI
AMMAZZINI |
Amazzini ha qualche presenza nel lucchese ed
un piccolo ceppo a Napoli, Ammazzini è tipico di Villa Basilica
nel lucchese e di Pescia nel pistoiese, l'origine di questi
cognomi dovrebbe essere da una forma ipocoristica dell'aferesi
di nomi medioevali come Iammazzo
(vedi IAMMAZZO). |
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AMBESI |
Ambesi ha un ceppo a Ventimiglia
nell'imperiese ed uno nel reggino a Molochio e Careri, di
origine etimologica oscura, per il ceppo ligure si può
ipotizzare una derivazione da un soprannome originato dal
termine celta ambes (fiumi),
mentre per il ceppo calabrese si potrebbe ipotizzare una
correlazione con il vocabolo medioevale germanico
ambaht (guida,
emissario, procuratore), anche se l'ipotesi è molto
poco plausibile. |
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AMBIVERI
AMBIVERO |
Entrambi molto molto rari, Ambiveri è del
milanese, Ambivero ha un piccolo ceppo a Treviglio nel
bergamasco ed a Milano, potrebbero derivare dal nome del paese
di Ambivere nel bergamasco, meno probabilmente si può ipotizzare
una derivazione dal popolo gallico degli
Ambivareti, che si insediarono
appunto in quel paese dandogli il nome. |
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AMBOLA
AMBOLI
AMBOLO |
Ambola ed Ambolo, praticamente unici,
sembrerebbero siciliani, Amboli, assolutamente rarissimo,
sembrerebbe del piacentino, questi cognomi potrebbero derivare
dal nome del paese spagnolo di Ambolo vicino a Valencia in
Spagna o del paese pirenaico francese di Ambole, riteniamo
assolutamente casuale ed ininfluente il fatto che il termine
latino medioevale ambolus (uno
di due, ambedue) sia foneticamente simile. |
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AMBRA
AMBRO |
Ambra ha un ceppo romano, uno napoletano ed
a Pozzuoli e Quarto sempre nel napoletano ed uno siciliano, a
Catania ed Acireale nel catanese, a Caltanissetta e San Cataldo
nel nisseno ed a Taormina nel messinese, Ambro, quasi unico, è
palermitano, dovrebbero derivare dal nome greco
Ambar (luce),
o anche direttamente dal termine arabo da cui questo è derivato,
cioè anbar (luminoso). |
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AMBRASSA |
Ambrassa è specifico di Savigliano nel
cuneese, dovrebbe derivare da una forma dialettale del nome
francese Ambrose (Ambrogio),
secondo un'altra ipotesi originerebbe da un soprannome basato
sul termine francese embrasse
(abbraccio). |
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AMBROGETTI
AMBROGGI
AMBROGGIO
AMBROGI
AMBROGINI
AMBROGIO
AMBROSETTI
AMBROSI
AMBROSIN
AMBROSINI
AMBROSINO
AMBROSIO |
Ambrogetti
è tipico di Verghereto nel cesenate, Ambroggi è tipico di
Piacenza e di Fidenza nel parmense, Ambroggio ha un ceppo
piemontese, a Savigliano nel cuneese ed a Rivarolo Canavese nel
torinese, ed uno a Reggio Calabria, Ambrogi sembrerebbe
specifico dell'Umbria, con ceppi anche nel milanese, in Emilia,
a Firenze ed a Roma, Ambrogini, molto molto raro, è toscano,
Ambrogio ha un grosso nucleo nel Piemonte occidentale e ceppi
anche tra Calabria e Sicilia, Ambrosetti ha un nucleo lombardo
ed uno non secondario nel Lazio, Ambrosi è panitaliano, ma con
un nucleo molto importante tra Veneto e Lombardia e ceppi
rilevanti nella fascia che comprende Marche, Umbria e Lazio,
Ambrosin, molto raro, è decisamente veneto, Ambrosini è diffuso
in tutto il centronord, con un nucleo principale tra Lombardia e
Veneto, Ambrosino sembrerebbe specifico della Campania,
Ambrosio, tipicamente campano, ha ceppi anche in Calabria e nel
Veneto, derivano tutti da ipocoristici o direttamente, anche
tramite alterazioni dialettali, dal nome
Ambrosius di origine greca che
ha il significato di immortale, passato in uso in latino e poi
in italiano, con varie forme e variazioni. L'antica presenza di
questo nome nella penisola italiana fa sì che i cognomi che ne
derivano siano diffusi in modo pressocchè uniforme, anche se
nelle varie località prevalgono forme diverse tutte comunque
aventi in comune la sorgente. |
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AMBROSECCHI
AMBROSECCHIA
AMBROSECCHIO |
Ambrosecchi,
praticamente unico, è dell'avellinese, Ambrosecchia ha un ceppo
a Morra De Sanctis nell'avellinese, un ceppo a Gravina in Puglia
nel barese, ma il nucleo principale è a Matera, Ambrosecchio,
quasi unico, ha sparute presenze in Campania ed in Sicilia,
dovrebbero derivare dall'italianizzazione del nome greco
Ambrosakys (divino,
immortale). |
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AMBROSIANI |
Ambrosiani è
tipicamente lombardo del milanese e del cremonese, dovrebbe
derivare dal fatto di essere il capostipite originario di Milano
o comunque dell'area della sua Diocesi. |
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AMBROSIANO |
Ambrosiano, molto
molto raro, è diffuso in maniera sporadica soprattutto al sud,
dovrebbe derivare dal nome medioevale
Ambrosianus o dallo stato di soggezione della
famiglia nei confronti di un Ambrosius
da cui presero il nome come proprietà dello stesso il suffisso
-anus indicava appunto la
proprietà. |
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AMBROSOLI
BROSOLI |
Ambrosoli è
tipicamente lombardo, di Milano e di Gallarate e Varese nel
varesotto e del comasco, Brosoli, quasi unico, dovrebbe essere
una forma aferetica del precedente, che dovrebbe derivare da
Ambrosolus un ipocoristico
medioevale del nome Ambrosius,
di quest'uso troviamo un esempio tra la fine del 1300 e gli
inizi del 1400 con un tale Ambrosolus de Cisnuschulo filius
quondam domini Poroli, di porta Orientale milanese, sindicus
della corporazione dei sarti della città di Milano. |
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AMBRUOSO |
Ambruoso è tipico
di Scafati nel salernitano, con un grosso ceppo anche a Bari,
dovrebbe derivare da una forma dialettale meridionale del nome
medioevale Ambrosius di
origine greca (vedi AMBROGETTI). |
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AMBU |
Ambu, decisamente
sardo, di Cagliari e del cagliaritano, potrebbe derivare da un
soprannome originato da una contrazione del termine sardo
ámbulu (tinta
nera o rossa per stoffe).
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
AMBU: in italiano ambo (dal
latino ambo) significa
tutti e due; o è una
combinazione vincente nel gioco della tombola o del lotto.
Ambos, ambas in logudorese
significa tutti e due; ambadùs
o ambedùs, esteso a tutta la
Sardegna. Potrebbe derivare da bambu
= insipido. Si dice:
custu brodu esti ambu =
questo brodo è bambo, insipido
( dalla radice bamb, da cui
deriva anche bambino). Come cognome non è presente nelle carte
antiche. Attualmente lo troviamo in 53 Comuni italiani, di cui
23 in Sardegna(per lo più nel cagliaritano): Selargius 226,
Cagliari 84, Monserrato 78, Quartu S. E. 23, etc. |
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AMEGLI
AMEGLIO
AMELI
AMELII
AMELIO
AMELLI
AMELLIO
D'AMEGLIO
D'AMELIO |
Amegli, quasi
unico, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione, Ameglio
è tipico dell'area che comprende genovese, alessandrino ed
astigiano, Ameli ha un ceppo romano ed uno tra teramano e
Piceno, Amelii, tipico del teramano, sembra più propriamente
specifico di Pineto ed Atri, Amelio ha piccoli ceppi a Roma, in
Campania, Puglia, Basilicata e Calabria, Amelli, estremamente
raro, è lombardo, Amellio è praticamente unico, D'Ameglio è
unico, D'Amelio è tipico del meridione, del chietino, delle
province di Roma e Latina, della Campania, della Puglia e del
potentino, dovrebbero tutti derivare dal nomen latino
Amelius derivato da
Amius nome di origine etrusca ,
ma si deve pure prendere in considerazione un'altra possibile
origine e cioè che derivi invece da
Amali, nome di una potente famiglia Ostrogota che
significa "vergine dei boschi",
il cognome che ne deriva, in questo caso, è una prerogativa
della zona del nord ovest della nostra penisola, anche se alcune
varianti sono presenti in modo sporadico anche al sud. |
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AMELIA
D'AMELIA |
Amelia, molto
raro, ha un ceppo laziale tra Rocca Priora e Roma ed uno
campano, D'Amelia ha la stessa distribuzione geografica,
potrebbero derivare da soprannomi originati dal toponimo Amelia
(TR), ma è anche possibile una derivazione matronimica dal nome
latino Amelia. |
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AMELLA
AMELLO |
Amella.
estremamente raro, sembrerebbe originario di San Biagio Platani
(AG), Amello, quasi unico, dovrebbe essere del centro Italia,
potrebbero derivare dal rarissimo praenomen latino Amellus
(Amella) originato dal nome di un fiore, come si legge in
Virgilio nel libro quarto delle Georgiche: "...Est
etiam flos in pratis, cui nomen amello fecere agricolae,...". |
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AMENTA
AMINTA |
Amenta è
tipicamente siciliano, in particolare di Siracusa e del
siracusano, Canicattini Bagni, Floridia, Solarino e Lentini, di
Palermo, Catania, Messina e nel ragusano di Scicli e Vittoria,
con un piccolo ceppo anche a Matera e nel materano, Aminta è
quasi unico, dovrebbero derivare dal nome greco
Amyntas (Αμύντας),
che significa difensore, anche se non si può escludere una
derivazione da soprannomi dialettali originati dal fatto di
abitare la famiglia in aree vicine a campi di menta o, ipotesi
interessante, anche se assolutamente poco credibile, da
soprannomi derivati dall' egiziano
Aha
Men Ptah, il paradiso e regno dei morti egizio. |
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AMERI
AMERINI
AMERIO |
Ameri sembrerebbe
tipico del genovese ed alessandrino, Amerini è specifico delle
province di Firenze, Prato e Pistoia, Amerio è tipicamente
piemontese, dovrebbero tutti derivare dal nome tardo latino
Amerius di cui abbiamo un
esempio nel Codice Diplomatico della
Lombardia Medioevale a Sesto Calende nell'anno 1145:
"Anno dominice incarnacionis milleximo
centeximo quadrageximo quinto, mense ienuarii, indicione
octava... ...dicebant ac reclamabant eo quod predictus quondam
Amerius
genitor eorum reliquisset eis debitum usque ad argenti
denariorum bonorum Mediolanensium solidos quadraginta et novem
et denarios duos..." o dal nome medioevale
Amerinus: "...Roscius,
pater huiusce, municeps Amerinus
fuit, cum genere et nobilitate et pecunia non modo sui municipi,
verum etiam eius vicinitatis facile primus...". |
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AMERIGHI
AMERIGO
EMERIGO
MARIGA
MARIGHI
MARIGO
MERIGA
MERIGHI
MERIGO |
Amerighi è
tipicamente toscano, del fiorentino, aretino e grossetano in
particolare, Amerigo, estremamente raro potrebbe anche essere
ligure, Emerigo è specifico della provincia d'Imperia, di
Borgomaro in particolaare, Mariga, molto raro, è tipico
dell'area vicentino, padovana, di Carmignano di Brenta e
Loreggia nel padovano e di Monticello Conte Otto e Vicenza nel
vicentino, Marighi, molto molto raro, è di Comacchio nel
ferrarese, Marigo è tipicamente veneto, del vicentino, padovano
e veneziano soprattutto, Meriga è praticamente unico, Merighi è
tipico di Bologna e di Bondeno e Ferrara nel ferrarese, di
Modena e Castelfranco Emilia (MO) e di Parma, Merigo è specifico
del bresciano, dovrebbero derivare, direttamente o tramite
aferesi, o alterazioni dialettali, dal nome medioevale
Ameriga,
Amarigus
o Amerigus di cui
abbiamo un esempio nel Baldus: "...Hic
Brunellus adest, Gambo, Schiavina, Lafrancus, ardet Amerigus,
pariter bravegiante Galetta, alter ballestram, fert alter
tergore schioppum ...", il più famoso esempio dell'uso di
questo nome è stato sicuramente
Amerigus Vespuccius o Vesputius (1451-1512), il
famoso astronomo, cosmografo ed esploratore che dieve il proprio
nome al continente americano. |
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AMICHETTI
AMICHINI
AMICI
AMICO
AMICONE
AMICONI
AMICUCCI
AMIGHETTI
AMIGHINI
AMIGO |
Amichetti, molto
molto raro, è tipico dell'anconetano e maceratese, Amichini è
praticamente unico, Amici ha un ceppo in Lombardia ed è diffuso
in Romagna, Marche, Umbria e Lazio, Amico ha un ceppo brindisino
ed uno napoletano ed un grosso nucleo in Sicilia, Amicone ha un
ceppo abruzzese ed uno nell'iserniese oltre ad un grosso ceppo
romano, Amiconi, molto più raro, ha un ceppo nel teramano, uno
nell'aquilano ed uno a Roma, Amicucci ha un ceppo
nell'anconetano, uno nell'aquilano ed uno nel romano, Amighetti
è tipicamente lombardo, del Bresciano, di Verolanuova e Brescia,
del bergamasco, di Urgnano, Costa Volpino e Lovere e di Milano,
Amighini ha un ceppo a Cremona ed uno a Verona, Amigo, quasi
unico, è ligure, dovrebbero tutti derivare, direttamente o
tramite accrescitivi o ipocoristici, dal nome gratulatorio
medioevale Amicus o
Amigus ricordiamo l'abruzzese
San Amico, morto nel 1045; tracce di queste cognominizzazioni le
troviamo a Brescello nel reggiano agli inizi del 1400, con
Pietro degli Amighetti di Cremona notaio di Duodo ed anche
Camerlengo, più tardi a Narni nella seconda metà del 1500
troviamo il governatore Iulius Amicus. |
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AMIDANI |
Amidani è
tipicamente lombardo, di Brescia, Pralboino e Seniga nel
bresciano e di San Giovanni in Croce nel cremonese, dovrebbe
derivare dal cognomen tardo latino
Amidanus, di cui abbiamo un esempio in epoca
tardomedioevale: "..Profecto Plinio
emendando plurimam operam navarunt viri docti Mediolanenses,
quorum hi codices fuerunt, praecipue Pizolpassus archiepiscopus
et Petrus Candidus Decembrius. Qua de re afferam tres epistulas,
unam Decembrii reliquas Zenonis
Amidani, in quibus de Plinio
emendando agitur..", una traccia illustre di questo
cognome la troviamo nel 1500 con Aetius Amidanus, autore del
Medicae certis principes post Hippocratem Galenium, Graeci
latinitate donati. |
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AMIRANDA |
Specifico del
napoletano è molto raro, dovrebbe derivare dal toponimo Miranda
(IS) o da Miranda di Poggiomarino nel napoletano. |
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AMIRATA
AMIRATO
AMMIRATA
AMMIRATI
AMMIRATO |
Amirata ed Amirato sono quasi unici, quasi
certamente meridionali, Ammirata ha un nucleo nel palermitano ed
uno nel cosentino, Ammirati ha un ceppo in provincia d'Imperia,
uno in provincia di Napoli ed uno nel crotonese, Ammirato sembra
specifico del cosentino.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Amirata e Amirato, quasi unici, si riscontrano esclusivamente a
Pozzuoli (NA) il primo e nel cosentino e a Firenze il secondo,
Ammirata è tipicamente siciliano e calabrese, con ceppi maggiori
nel palermitano e nel cosentino, ma con ceppi minori anche nel
nord e centro nord del paese, Ammirati ha un nucleo principale
nel napoletano e nuclei secondari nel crotonese, nell'imperiese,
nel pescarese e nel chietino, Ammirato è tipico per lo più del
cosentino e, in misura minore, anche del barese, del brindisino,
del casertano e del napoletano, tutti questi cognomi derivano
dal nome medievale Ammirato
o Amirato, che, diversamente
da quanto si possa pensare, non trae origine dal verbo ammirare:
alla base di questo nome, infatti, si trova la voce araba
amir, col significato di
principe, governatore (lo
stesso termine che, tra l'altro, ha dato origine ai vocaboli
emiro e ammiraglio). Nell'antico Regno di Sicilia, in realtà,
esisteva anche la carica di amiratus (Giorgio di Antiochia, per
esempio, venne nominato amiratus amiratorum nel 1132 da parte di
Ruggiero II, re di Sicilia), ma è meno probabile che i cognomi
in questione abbiano qualcosa a che fare con l'appartenere alla
famiglia d'un amiratus o con l'aver lavorato presso una di tali
famiglie. In conclusione, dunque, tutti questi cognomi derivano
dai nomi personali dei capostipiti. |
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AMISTA |
Specifico del
mantovano, di Suzzara in particolare, potrebbe derivare da una
contrazione del nome medioevale d'uso longobardo
Amistada di cui abbiamo un
esempio in una Charta venditionis
dell'anno 1119 nel bresciano a San Pietro in Oliveto: "...Theudoldus
quondam Ghisulbertini et Amistada
iugales, lege Langobardorum vivere professi, pretio librarum
quinque argenti boni habitarum a Iohanne presbitero ecclesiae
Sancti Petri in Oliveto, vendiderunt eidem presbitero Iohanni
quattuor petias terras...". |
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AMISTADI |
Cognome raro molto
antico, originario della zona di Arco di Trento e Riva del
Garda, deriva dal termine rinascimentale amistade (amicizia) o
dal nome medioevale Amistada
(vedi Amista). |
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AMITRANO |
Amitrano è un cognome tipico del napoletano,
di Massa Lubrense, Napoli, Torre Annunziata, Pompei, Capri,
Torre Del Greco e Marano di Napoli, potrebbe derivare da una
modificazione arcaica dell'etnico di Montemitro in Molise,
probabile luogo d'origine dei capostipiti, tracce di questa
cognominizzazione le troviamo a Napoli nel 1600 con Beatrice
Amitrano che si congiunge in matrimonio con il patrizio
napoletano, doganiere della Regia Dogana di Napoli, Pompeo
d'Anna. |
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AMMAZZAGATTI
MAZZAGATTI |
Ammazzagatti è
quasi unico, Mazzagatti ha un ceppo nel teramano ed uno nel
messinese, dovrebbero derivare da soprannomi scherzosi originati
forse da episodi particolari o dalla spacconeria del
capostipite. |
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AMMAZZALAMORTE |
Ammazzalamorte,
molto raro, sembrerebbe specifico di Cerveteri nel romano,
dovrebbe derivare da un soprannome poi divenuto nome
beneaugurale che augurava al suo portatore di essere più forte
della morte. |
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AMMAZZALORSO |
Specifico
abruzzese del pescarese in particolare è estremamente raro,
dovrebbe derivare dal mestiere di cacciatore di orsi, molto
diffusi in epoche passate in quella regione; è certo che tra il
'500 e il '600 i cacciatori di orsi più che per soldi, come
invece accadeva nell'800, lo facevano per passione e per mettere
alla prova il proprio coraggio.
integrazioni fornite da Giacomo
Ganza / Villa di Tirano (SO) |
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AMMIRAGLI
AMMIRAGLIA |
Ammiragli, quasi
unico, sembrerebbe calabrese, Ammiraglia è tipico di Roma e del
reatino, dovrebbe derivare da un soprannome, probabilmente
scherzoso, forse ad indicare il mestiere di marinaio svolto dal
capostipite. |
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AMMUTINATO |
Ammutinato, molto
raro, sicuramente dell'area casertano, napoletana, dovrebbe
essere un cognome attribuito ad un trovatello in epoca
borbonica, forse perchè il suo comportamento non era
particolarmente piaciuto al funzionario dell'orfanotrofio, che
così lo identificava come un carattere ribelle. |
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AMOLINI |
Amolini è
decisamente del bresciano, di Bione e Casto, ma dovrebbe essere
di origine veneta, probabilmente del rovigoto, dovrebbe derivare
da una forma ipocoristica del nome e soprannome veneto
amolo (susina),
tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel 1500 a Rovigo
con il medico e filosofo Laurentius Amolinus Rhodiginus. |
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AMONE
AMONI |
Amone è quasi
unico, Amoni, estremamente raro, sembrerebbe tipico dell'Italia
centrale, deriva da modificazioni del nome medioevale Aimone
derivato dal nome longobardo Haimon, di questo nome abbiamo un
esempio nell'anno 768 in una Charta Convenientae: "...Placuit
igitur adque bona bolontate conuenit inter Aimone,
habitatore castello Ueterbo, nec non et presbyter monachus
Sancti Salbatoris de terris cultis et incultis ....", un
esempio di questa modificazione lo troviamo nell'Orlandino
di Teofilo Folengo (1491-1544): "...Narra
lo gran viaggio al mar Euxino, / ove trovò ch'Amone
suo fratello, / scampando dal figliuolo di Pipino, / condotto
avea d'armati un gran drapello,...".
integrazioni fornite da Daniele
Amoni, storico ed antropologo culturale
Amoni: "Antica famiglia di origine normanna. Si trova stabilita
nel Reame di Napoli fin dal 1135 nella persona di un Lanfranco,
condottiero di milizia sotto Re Ruggero II°. Gli Amoni da tempo
remoto hanno fatto parte della nobiltà di Sorrento al Seggio di
Porta. Un ramo si trapiantò in Sulmona, un ramo nel perugino.
Possederono il feudo di Tricarico. Giulio nel 1460 era Capitano
di Sulmona. Vari furono eminenti prelati". (G.B. Di Crollalanza)
Francesco Bonazzi, nell'opera Famiglie Nobili e Titolate del
Napoletano, descrive questa famiglia: "Patrizia della città di
Sorrento del Seggio di Porta, antica feudataria, ricevuta
nell'ordine di Malta nel 1751, riconosciuta ammissibile nelle
RR. Guardie del Corpo, ed ascritta al Re. Aimone d'Aarienzo (de
Argentia): uomo d'arme normanno della famiglia dei conti
d'Acerra che, al tempo di Riccardo I°, principe di Capua, era
già notevolmente consolidata nell'agro aversano, é ricordato per
la prima volta in un atto del 28 agosto 1097: la madre, con il
suo consenso, aveva fatto una donazione al monastero di S.
Lorenzo di Aversa, ottenendo la conferma del principe capuano.
Signore di Castel Cicala, sposò Sica, figlia del conte di
Pozzuoli, appartenente, alla aristocrazia napoletana. Nel 1116
sottoscrisse un diploma del principe Roberto in favore del
monastero di S. Lorenzo d'Aversa. Nel 1121 risulta ancora tra i
più fidi baroni capuani, al seguito di Giordano II°,
presenziando e sottoscrivendo una donazione del principe al
vescovo d'Aversa, Roberto. Forse dopo la morte del principe
dovette separare la propria sorte da quella di Capua; infatti,
durante il conflitto scoppiato tra Roberto di Capua e Ruggero,
egli stette dalla parte di quest'ultimo, e quando nel 1135
Ruggero ricevette la sottomissione dell'aristocrazia capuana
venne inviato nella città quale amministratore della giustizia
insieme con l'arcivescovo. Nel maggio 1143 fece una donazione al
prete Mairano e qualche mese dopo (nel novembre del 1143)
partecipò in Salerno alla curia del re. Amoni di Sulmona:
"Errico Amone, (anno 1307), figlio del Cavalier Giacomo Amone di
Solmona fu molto a cuore a Carlo II° Re di Napoli per l'ottime
sue qualità, e per la fede conservatagli, e per i servigj
prestati alla Real Corona: il Sovrano perciò in un diploma
l'onora col titolo di Regio Milite, e riduce in burgensatico un
di costui molino in flumine ubi dicitur carbonaria per cui
pagava un annuo censo di tomola venti di vettovaglie" (Diploma
Caroli II Reg. Neap. An. 1301 ex Regest. in M. C. lit. A fol .
84). "Gio. Battista Amone (anno 1546), fu egli celebre nella
Giurisprudenza motivo per cui il Principe D. Filippo Lanoja
Capitan Generale di S. M. l'Imperatore Carlo V° lo creò suo
Uditore Generale, e Giudice dell'intero Esercito Imperiale;
dandogli perciò tutte le facoltà ad modum belli, e altri
Privilegi, che leggonsi nella Patente spedita. In essa vi si
legge eziandio stabilito là per quei tempi non piccola
provvigione di trenta scudi al mese. Di tal Nobile soggetto
ignorasi le più precise notizie: si sa solo c'ebbe un figlio
Placido D'Amone che si casò con Giovannella Carafa figlia di D.
Diomede Carafa german fratello del Pontefice Paolo IV° come si
dirà in appresso. "Lorenzo Amone (anno 1553), fratello germano
del sovramentovato Gio. Battista. Dopo aver atteso allo studio
delle Umane lettere, si applicò tutto a quello delle Armi: servì
l'Imperatore Carlo V° in qualità di Capitano di Cavalleria, da
cui con Imperial Diploma gli fu concesso di poter usare nello
Stemma gentilizio di sua famiglia l'Aquila Imperiale. Perciò
quella tuttavia si osserva nell'Impresa del riferito Casato". Il
ramo di Gualdo Tadino documentato a partire dal 1580 fiorisce
tuttora con il dott. Daniele Amoni, storico ed antropologo
culturale. |
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AMOR
AMORE
AMORELLI
AMORELLO
AMORETTI
AMORETTO
AMORI
AMORINI
AMORINO |
Amor assolutamente
rarissimo, parrebbe del Trentino, Amore ha un nucleo siciliano,
soprattutto nella Sicilia meridionale, uno nel napoletano,
beneventano e casertano, un ceppo nel Lazio, in particolare a
Roma, Amorelli ha un ceppo nel salernitano a Moio della
Civitella e Salerno, ed uno in Sicilia a Caltanissetta, ad
Alessandria della Rocca nell'agrigentino, a Palermo ed a
Vittoria nel ragusano, Amorello è tipico di Palermo e di
Partinico nel palermitano, Amoretti sembrerebbe abere un ceppo
in provincia d'Imperia ed uno nel parmense, Amoretto è
assolutamente rarissimo, Amori ha un ceppo a Roma ed un piccolo
ceppo a Sassoferrato nell'anconetano, Amorini è assolutamente
rarissimo, con un ceppo nel reggiano e probabilmente uno in
provincia di Roma, Amorino, anch'esso rarissimo, sembra avere un
ceppo nel napoletano ed uno in Puglia, dovrebbero derivare,
direttamente o tramite ipocoristici, dal cognomen latino
Amor, o da un suo derivato
ipocoristico medioevale come Amoretto,
di cui abbiamo un esempio a Spoleto nel 1400 con Amoretto
Coldumario Governatore di castel San Giovanni di trevi (PG) e
castellano della Rocca di Spoleto. |
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AMORESANO |
Amoresano, molto
raro, ha un piccolo ceppo a Montecorice e Perdifumo nel
salernitano, potrebbe trattarsi di una forma etnica del comune
beneventano di Amorosi, probabile luogo d'origine del
capostipite. |
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AMOROSI
AMOROSO
AMORUSI
AMORUSO |
Amoroso è diffuso
in tutto il centrosud, Amorosi sembrerebbe tipico romano,
Amorusi semrerebbe specifico di Apricena (FG) ed è probabilmente
dovuto ad errori di trascrizione, Amoruso è molto diffuso in
Puglia e nella fascia costiera della Campania ed ha un ceppo
anche in Sicilia, derivano tutti dal nome tardolatino Amorusus o
Amorusius. |
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AMOVILLI |
Amovilli è
tipicamente emiliano, probabilmente originario del reggiano, di
difficile interpretazione etimologica, potrebbe derivare per
betacismo da un soprannome originato dal termine
amobilis stante ad indicare la
fermezza del capostipite. |
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AMPELLI
AMPELLIO |
Sia Ampelli che
Ampellio sono assolutamente rarissimi, dovrebbero derivare dal
nomen latino Ampellius di
cui abbiamo un esempio nello scrittore del III° secolo Lucius
Ampellius, non dimentichiamo poi Sant'Ampellio Arcivescovo di
Milano dal 672 al 676. |
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AMPOLA |
Specifico
abruzzese del pescarese in particolare è estremamente raro,
dovrebbe derivare dal mestiere di cacciatore di orsi, molto
diffusi in epoche passate in quella regione; è certo che tra il
'500 e il '600 i cacciatori di orsi più che per soldi, come
invece accadeva nell'800, lo facevano per passione e per mettere
alla prova il proprio coraggio.
notizie fornite da Giacomo Ganza
/ Villa di Tirano (SO)
Il cognome Ampola è anche di famiglia nobile da secoli stabilita
in Sicilia (notai in Castelvetrano 1570, nobili in Palermo..)
integrazioni di Filippo Ampola |
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AMURRI |
Amurri, molto
molto raro, specifico del Piceno, dovrebbe derivare da una forma
genitiva patronimica in i,
di un nome italiaco preromano Amurus
o Amurrus, è veramente
remota la possibilità che in qualche modo abbia a che vedere con
la popolazione accadica mediorientale degli Amurri o Amorites. |
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ANACLERIO |
Anaclerio ha un ceppo a Napoli e Pozzuoli, uno molto consistente
a Bari, con un ceppo a Taranto ed a Modugno e Mola di Bari nel
barese, dovrebbe derivare dal nome rinascimentale
Anaclerius,
di cui abbiamo un esempio nel 1600 a Napoli nel libro
Massanielli Seditio Neapolitana:
"...talisque hominum indignantium fremitus exortus est, qualis
magni plerumque motus ad omnem imperii & magistratuum
reverentiam exuendam tandem proruentis haud dubium est indicium,
concursu ergo in forum a promiscua multitudine novitatem
irrogati tributi execrante facto Anaclerius electus populi (id
magistratui illi, cui res populi curae sunt, nomen est)
praesidem Regni nuntio trepide tanquam super re atroci misso
certiorem fecit, ...". |
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ANANIA
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Anania è tipicamente meridionale, con un ceppo nel potentino, in
particolare a Lauria e Nemoli, uno tra catanzarese e crotonese,
a Crotone, Cirò Marina, Casabona e Savelli nel crotonese, ed a
Curinga, Lamezia Terme, Petronà, Catanzaro, Maida, Isca sullo
Ionio e Stalettì nel catanzarese, ed uno tra palermitano e
messinese, a Milazzo e San Filippo del Mela nel messinese ed a
Palermo e Cinisi nel palermitano.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questo cognome va ricercata nel nome medievale
Anania,
l'italianizzazione cioè del personale ebraico
Hananiah,
che, composto dai termini hannah
(favore, grazia)
e Yah
(Dio),
può essere tradotto come grazia
di Dio, favore divino (vedi
Grazia e Graziadei): in questo contesto, è interessante notare
che i nomi Anania e Anna condividono la stessa radice (vale a
dire il termine hannah),
tenendo conto che nel nome Anna il suffisso Yah è semplicemente
implicito - a differenza di Anna, però, il nome Anania viene
usato per lo più al maschile. Nell'area siculo-calabrese, ad
ogni modo, va precisato che il cognome Anania dovrebbe avere o
un'origine grika - soprattutto nel messinese - o un'origine
arbëreshë (più probabilmente greco-albanese), derivando appunto
dal nome greco Ananias
(l'italiano Anania).
In conclusione, dunque, si tratta della cognominizzazione del
nome personale dei capostipiti. |
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ANARDU
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Anardu, molto molto raro, è tipico del sudovest della Sardegna,
con un piccolo ceppo ad Arbus nel Medio Campidano.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
ANARDU: anadru, anadre
(a Nuoro), anàdi
o enàdi
in Campidano =
anatra;
dal latino anatis.
Anàrdzu, enàrdzu
o enàrju
è anche l'avena selvatica,
aèna,
dal latino avena.
A-renardzu
è il granchio
" su cavuru de areni".
V-enardzu (v-enadroxu,
o benadroxu)
è la sorgente.
Supponiamo si tratti di un cognome recente, perché non l'abbiamo
riscontrato negli antichi documenti sardi. Attualmente il
cognome Anardu è presente in 23 Comuni italiani, di cui 11 in
Sardegna: Arbus 16, Turri 7, Capoterra 6, Quartu S. E. 6, Ales 6
etc. |
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ANASTASI
ANASTASIA
ANASTASIO |
Anastasi ha un nucleo importante in Sicilia ed un ceppo non
secondario nel perugino, Anastasia ha un ceppo pugliese ed uno
nel basso udinese, Anastasio è specifico del napoletano e
salernitano, dovrebbero derivare dal nome tardo latino di
tradizione cristiana Anastasius
o dal nome greco bizantino
Anastasios, nomi di cui abbiamo
un esempio in Paolo Diacono nel suo Historiae Langobardorum:
"...Hic Anastasius litteras Constantino papae Romam per
Scolasticum patricium et exarcum Italiae direxit...", ma è pure
possibile che in qualche caso derivino da toponimi come: Motta
S. Anastasia (CT), Sant'Anastasia (NA), Sant'Anastasio (LU) o
Valle Sant'Anastasio (PU). |
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ANATRA
ANETRA
ANITRA
DANETRA |
Anatra è tipicamente siciliano, della Sicilia occidentale, di
Partanna nel trapanese e di Palermo e Geraci Siculo nel
palermitano, Anetra è quasi unico e Danetra, ormai scomparso in
Italia, sono probabilmente dovuti ad errori di trascrizione di
Anatra o Anitra, che è specifico del palermitano, di Monreale,
Altofonte e Palermo, all'origine di questi cognomi dovrebbero
esserci dei soprannomi originati dal termine
anatra o
anitra
(uccello palustre, ma anche da
cortile), forse a sottolineare
il modo di camminare ondeggiante dei capostipiti. |
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ANCARANI
ANGARANI
ANGARANO |
Ancarani è tipico della Romagna e delle Marche, Angarani è quasi
unico, Angarano è invece pugliese, del barese ed in particolare
di Bisceglie, Trani, Bari e Terlizzi, potrebbero derivare dal
toponimo Ancarano nell'urbinate o dall'omonimo nel teramano, ma
più probabilmente derivano da nomi di località originati dalla
presenza in loco di un tempio dedicato alla
dea Ancaria
o dalla presenza di un podere di proprietà di un
Ancharius,
nome latino di cui abbiamo un esempio in un'antica lapide: "Ti(berio)
Iulio Po[l]/lieno Auspici lega[t(o)] Augusti / pr(o) pr(aetore)
c(larissimo) v(iro) co(n)s(uli) / praesidi ra/rissimo / Q(uintus)
Ancharius / Felix a militiis", ricordiamo con questo nome il
Margravio di Spoleto e Camerino dal 937 al 940.
integrazioni fornite da
Luca Agrioli
cognome abbastanza diffuso nell'Italia centrosettentrionale si
divide in due categorie una, la piu diffusa, di origine
cristiana, la seconda derivata dal nome Ancarano e Angarano di
origine ebraica oggi diffusa solo in poche unità nel centro
Italia. L'origine del nome Ancarano nel centro Italia è
sicuramente comprovato dall'archivio di stato di Ancona che
tratta di atti notarili di compravendita fatti dagli Ancarano
sino al 1656, esistono inoltre informazioni piu' recenti
reperite dagli archivi del comune di Ancona, in epoche
precedenti esistono tracce in Portogallo. |
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ANCELLOTTI
ANCELLOTTO
ANCELOTTI
ANCILLOTTI
ANCILLOTTO
ANCILOTTI
ANCILOTTO |
Sono entrambi decisamente lombardi, Ancelotti è estremamente
raro, Ancellotti ha un ceppo bresciano tra Capriano Del Colle,
Brescia e Azzano Mella ed uno principale mantovano a Gonzaga,
Ancellotto, praticamente unico, è probabilmente dovuto ad errori
di trascrizione, mentre invece Ancillotti è chiaramente toscano
di Empoli e Firenze e di Lamporecchio (PT), in particolare,
Ancilotti, molto molto raro, è di Empoli e Castelfiorentino,
Ancillotto e Ancilotto sono veneziani, dovrebbero tutti derivare
dal nome medioevale Ancillottus
di cui abbiamo un esempio nell'elenco degli allievi dell'Ateneo
perugino dove sotto l'anno 1583 è citato il marchigiano
Ancillottus Ancillottus, il nome è una variante del molto più
noto Lancillotto. |
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ANCESCHI |
Anceschi
è specifico del reggiano e del modenese, di Reggio Emilia e
Scandiano (RE), probabile luogo di origine, con diramazioni
anche a Modena e Sassuolo (MO), potrebbe trattarsi di una forma
aferetica del nome Francesco, tracce di questa cognominizzazione
si trovano a Scandiano almeno dalla seconda metà del 1500. |
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ANCONA
ANCONETANI |
Ancona è
molto diffuso in Puglia, soprattutto a Bari e nel barese, ad
Altamura, Bitonto, Triggiano, Molfetta e Monopoli, ha un ceppo a
Palermo e nel trapanese a Castelvetrano, Castellammare del Golfo
e Trapani, ha ceppi campani a Napoli e Villa Literno (CE) e nel
Lazio a Roma, Anconetani è specifico di Jesi (AN), derivano dal
toponimo Ancona e dal suo etnico (anconetano). |
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ANDALORE
ANDALORO |
Andalore, che sembrerebbe essere unico, è probabilmente dovuto
ad un'errata trascrizione di Andaloro, che, tipicamente
siciliano, ha ceppi nel messinese, in particolare a Milazzo, a
Messina, Caltanissetta, Palermo e Catania, e che potrebbe
derivare da una forma aferetica italianizzata del nome
longobardo Auriwandalus
o del gotico Vandalarius,
o dall'aferesi del nome Wandalor
di cui abbiamo un esempio d'uso in un atto di donazione del
1078: ".. de meo comitali fisco orto illum qui est inparochia
ecclesiae illius quae dicitur Wandalor. Dedi quoque similiter
ibidem casale ubi custos sive ortolanus possit ibi iugiter
manere..". |
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ANDENA
ANDENI
ANDENNA |
Andena è tipico del milanese, del lodigiano e del cremonese, di
Milano in particolare, di Lodi, di Casalpusterlengo e Marudo nel
lodigiano e di Dovera e Spino d'Adda nel cremasco, Andeni è
praticamente unico, Andenna è un cognome di probabili origini
novaresi, ma presenta anche un ceppo milanese, forse derivato da
modificazioni del cognome Andena, dovrebbe derivare dall'antico
toponimo di Andena nel bergamasco di cui abbiamo un esempio in
quest'atto del 1322 redatto a Serina: "Confines communis de
Serina et de Bracha. In Christi nomine amen. Die vegessimo
secundo mensis octubris millessimo trecentesimo novagessimo
secundo, indicione quintadecima in vicinia de Levrene loci de
Serina Vallis Brembane episcopatus Pergami in contrata de
Zuglato ad domum habitationis Guarischini dicti Rasgete filii
quondam Zamboni de Amigonibus de Serina, presentibus testibus...
...primo cum dicto communi et territorio de Serina et de Bracha
coheret ab una parte commune de Honeta in parte et in parte de
Gorne et in parte commune de Primolo Vallis Seriane Superioris
et in parte commune de Vertoa Vallis Seriane Inferioris, ab alia
parte coheret dicto communi de Serina et de Bracha commune de La
Costa in parte et in parte commune de Andena et in parte commune
de Postcantu. Ab alia parte commune de Spino in parte et in
parte de Plazze et in parte commune de Sancto Gallo et in parte
commune de Dossena....", ma non si può escludere anche una
possibile derivazione da un soprannome originato dal vocabolo
dialettale andana
o andèna
che sta per andazzo, malvezzo,
modo di fare disdicevole, forse
per prendere in giro o per sottolineare un particolare
comportamento del o dei capostipiti. |
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ANDERLINI
ANDERLONI |
Anderlini ha un piccolo ceppo nel verbanese, un piccolo ceppo
veneto, un nucleo importante tra modenese e bolognese, un ceppo
nel perugino ed uno nel romano, Anderloni ha un ceppo nel
veronese a Verona, San Giovanni Lupatoto, San Martino Buon
Albergo e Caprino Veronese, con presenze anche nel vicino
bresciano, a Brescia ed a Milano, dovrebbero derivare dal nome
medioevale Anderlinus,
forma ipocoristica arcaica di
Andrea, o dalla forma
accrescitiva dello stesso,
Anderlone, di questo diminutivo
abbiamo un esempio in un atto dell'anno 1116: "...Paganus nepos
Odonis de Banterlu, Anderlinus de Cleriaco...", e in uno scritto
del 1484 a Vigasio nel veronese: "...Anderlinus dictus barba
quondam Bartholomei...". |
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ANDIDERI
ANDIDERO |
Andideri,
praticamente unico dovrebbe essere dovuto ad un errore di
trascrizione, Andidero è assolutamente rarissimo, si individua
un ceppo barese ed uno reggino. |
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ANDO
ANDO' |
Ando è quasi unico, Andò è decisamente siciliano, di Messina e
Taormina nel messinese, di Palermo e di Giarre e Catania nel
catanese, dovrebbe trattarsi di una forma tronca del nome latino
Andochius
o del nome greco Andochos. |
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ANDOLFI
ANDOLFO |
Andolfi
ha un ceppo nel pavese, uno nella zona tra Livorno e Pisa ed un
grosso nucleo tra napoletano e casertano, Andolfo ha un ceppo
padovano ed uno napoletano, derivano dal nome gotico Antolf e
dalla sua latinizzazione in Andulfus: "...manent ibi, Godrandus,
Bertrandus, Andulfus, servi ...". |
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ANDOLINA |
Specifico
della Sicilia, potrebbe derivare dal termine arabo El Andolus
(una persona dei Vandali). Fin dal XVI° secolo troviamo in
Sicilia, nell'agrigentino, questo cognome, ad esempio con
l'illustre letterata di quei tempi Suor Maria Andolina. |
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ANDORNI
ANDORNO |
Andorni, assolutamente unico, è probabilmente dovuto ad un
errore di trascrizione di Andorno, che è specifico della zona
che comprende il novarese, a Suno e Novara, il vercellese, a
Borgo d'Ale e Moncrivello, ed il torinese, a Torino e provincia,
dovrebbe derivare dal nome medioevale di origine celta
Andornus
o Andornius. |
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ANDRADE
D'ANDRADE
DE ANDRADE |
Cognomi
estremamente rari, con comune origine galiziana, gli Andrade
costituirono un nobilissimo casato, furono feudatari di La
Coruna, la provincia più a nord nella Spagna occidentale. Nei
primi anni del 1300 troviamo a Lisbona un alto prelato di nome
Nuno Freire de Andrade, il Conte Don Fernando de Andrade è uno
dei più importanti comandanti delle forze spagnole nella
campagna d'Italia del 1520, a la Coruña si trova ancora el
castillo de los Andrade. |
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ANDREA
ANDREACCI
ANDREASI
ANDREETTA
ANDREETTI
ANDREI
ANDREINI
ANDREOCCI
ANDREOLI
ANDREOLO
ANDREOTTI
ANDRETTI
ANDREUTTI
ANDREUTTO
ANDRIOLO
ANDRIULO |
Andrea è assolutamente rarissimo, così come Andreacci, Andreasi
è tipico del Triveneto, del Trentino, veronese e rovigoto, con
presenze significative anche nel latinense, dovute probabilmente
all'emigrazione veneta all'epoca della bonifica delle Paludi
Pontine, Andreetta, decisamente veneto del trevisano, con
presenze significative anche nel padovano e nel veneziano,
Andreetti ha un ceppo nel ferrarese ed uno nell'aquilano, Andrei
ha un ceppo nel parmense ed in Toscana, Andreini è tipicamente
toscano delle province di Lucca, Firenze ed Arezzo in
particolare, Andreocci è tipicamente laziale, diffuso a Priverno
nel latinense, a Vignanello nel viterbese ed a Roma, Andreoli è
diffusissimo in tutto il centronord, nella Campania
settentrionale ed in Calabria, Andreolo, quasi scomparso,
parrebbe veneto, Andreotti è diffuso al nord, nell'alta Toscana,
nell'aquilano, nel Lazio, nel napoletano e nel beneventano,
Andretti ha un ceppo nel napoletano ed uno nel foggiano,
Andreutti è tipico friulano di Ragogna, Majano e San Daniele del
Friuli nell'udinese e di Trieste, Andreutto, molto raro, è
veneziano, Andriolo ha un grosso ceppo veneto, soprattutto nel
vicentino e nel veneziano, un ceppo pugliese tra barese,
brindisino e leccese, ed un ceppo sicliano, in particolare nel
palermitano e nel messinese e catanese, Andriulo è tipicamente
pugliese, abbastanza raro, è specifico del brindisino e
tarentino. Tutti questi cognomi e molti altri ancora hanno in
comune la derivazione, attraverso modificazioni dialettali,
ipocoristiche o particolari forme patronimiche, dal nome proprio
grecoAndreas
che ha origine dal greco andros
(uomo)
che ritroviamo nel latino
Andreas, che è diventato
l'italiano Andrea. L'antichità del nome ha permesso una
distribuzione omogenea per tutta l'Italia, anche se con forme
diverse. La zona di massima concentrazione di questi cognomi è
comunque quella nord orientale. |
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ANDREANI |
Andreani
è tipico della fascia dell'Italia centrale con ceppi anche in
Lombardia, Liguria e Piemonte e Trentino, dovrebbe derivare dal
nome Andreanus (vedi Andreano), ma è pure possibile una
derivazione da uno dei tanti toponimi che prendono il nome da
Sant'Andrea. Tracce di questa cognominizzazione le troviamo in
Trentino nel 1600 con don Valentino Andreani Rettore della
chiesa di Isola della Scala (VR). |
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ANDREANO |
Andreano
è tipico della zona che comprende avellinese e foggiano,
dovrebbe derivare dal nome Andreano, di cui abbiamo memoria ad
esempio nel 1400 con un certo Andreano d'Andreano di doccia
(MO), ma potrebbe anche derivare da toponimi come Andretta (AV),
tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Pietradefusi
(AV) fin dal 1600 con un certo Pietro Andreano citato in una
cronaca giudiziaria del tempo. |
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ANDREASSI
ANDREAZZA
ANDREAZZI
ANDREAZZINI
ANDREAZZO
ANDREOZZI |
Andreassi ha un nucleo nel bresciano ed uno in centro Italia,
Andreazza è tipico veneto, del trevigiano e basso bellunese in
particolare, Andreazzi, estremamente raro, sembrerebbe sempre
veneto, Andreazzini, quasi unico, parrebbe della Lunigiana,
Andreazzo rarissimo è tipico padovano, Andreozzi oltre al ceppo
principale tra Lazio, casertano e napoletano, ha anche un ceppo
marchigiano ed uno nella Toscana settentrionale, derivano da
modificazioni medioevali del nome
Andrea,
uso dimostrato in questo testo del 1352: "...Venerunt de Ungaria
de carcere, ubi per septem annos steterunt Domini Regales
Robertus Imperator Romaniae Despotus Princeps Achayae, et
Tarenti Philippus frater eius et Dominus Lodovicus de Duracio
pro quorum adventu Neapoli, magnae festivitates per Lodovicum et
Ioannam Reginam, qui fuerunt capti a Rege quando venit in Regnum
ad vindicandum mortem Andreassi fratris, quando fecit mutilare
Capite Dominum Carolum de Durachio in Castello Aversae....". |
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ANDREATO |
Andreato è tipicamente veneto del veneziano, di Campagna Lupia,
Mira e Camponogara, cn presenze nel latinense dovute
all'emigrazione veneta in occasione della bonifica Pontina, si
dovrebbe trattare di una tipica forma patronimica veneta, dove
il suffisso -ato
stia per il figlio di,
riferito a capostipiti il cui padre si fosse chiamato
Andrea./font> |
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ANDREIS |
Andreis
ha un ceppo tra cuneese e torinese ed uno tra bresciano,
veronese e basso Trentino, un piccolo ceppo autonomo è presente
in Friuli e dovrebbe derivare dal toponimo Andreis (UD), gli
altri dovrebbero derivare dal nome Andrea. Tracce di questa
cognominizzazione le troviamo nel bergamasco nel 1500 dove
troviamo un "Memoriale mei Perini de Andreis civis Bergomi [et]
Marci Berette quondam dicti Perini". |
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ANDRELLI
ANDRELLO |
Andrelli,
molto molto raro, parrebbe del marchigiano, di Fermo nel Piceno
e di Ancona, Andrello, anch'esso molto raro, pur avendo la
massima diffusione tra milanese e varesotto, dovrebbe essere
originario del reggino in Calabria dove ha un ceppo nel
valentiano a Dinami e a Serrata nel reggino, dovrebbero derivare
da un ipocoristico del nome Andrea, tracce di queste
cognominizzazioni si hanno nel reggino nel 1700 quando gli
Andrello erano annoverati tra le famiglie nobili del paese di
Acquaro (RC), tanto da avere sepoltura in tombe di famiglia
all'interno del Convento di Santa Maria del Soccorso. |
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ANDRENACCI |
Tipico
del Piceno e teramano, deriva da modificazioni ipocoristiche del
nome Andrea, è presente nel teramano fin dal 1600. |
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ANDRIA
|
Andria è tipico del salernitano, con un ceppo anche nel
valentiano ed in Sardegna, i ceppi continentali dovrebbero
derivare dal toponimo Andria nel barese, ma è pure possibile una
derivazione dal nome greco
Andros.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
ANDRIA: in sardo significa Andrea ed è il nome del Santo
Apostolo, fratello minore di Pietro: nato in Galilea a Bethsaida
nel 6 a. C. crocifisso e martirizzato il 30 novembre del 60 d.
C. a Patrasso in Grecia. Il suo nome ebraico d'origine non
compare. I greci lo chiamarono
Andrea (Ανδρέας), il cui
significato è di uomo forte, vigoroso. È venerato in tutto il
mondo cristiano ed in maniera eccezionale in
Sardegna(Sant'Andrìa). A lui i sardi hanno dedicato tantissime
chiese, campestri e parrocchiali. La più antica è senz'altro la
chiesa campestre di Sant'Andrea di Torralba, di origini
paleocristiane, costruita probabilmente fra il VII° e l'VIII°
sec. Era ancora consacrata nel XIX° secolo. Alcuni villaggi
portano, sin dal primo periodo medioevale, il nome del santo
apostolo; tra questi citiamo Sant'Andrea Frius (Sant'Andrìa per
i sardi) della provincia di Cagliari; 1892 abitanti
(santandriesi). Andria è molto diffuso come nome, ma come
cognome è raro. Persino il mese di novembre è chiamato, in molte
parti della Sardegna (Bitti, Nuoro, Dorgàli, Fonni, Macomer,
Bonarcado, Milis, Laconi, etc.) oltre che Onnyassantu, il mese
di Sant'Andrìa. Nelle carte antiche lo troviamo come nome, ma
tra i firmatari della Pace di Eleonora, *LPDE del 1388, figura
un certo Andrèe Guillermus, ville Algueri(Alghero). Nel Condaghe
di San Nicola di Trullas, *CSNT, XI°, XIII° sec. troviamo Andrìa
in diversi capitoli, solo come nome (208, 121, 166, 184, 173,
130, etc.). Attualmente il cognome Andria è presente in 55
Comuni italiani, di cui 18 in Sardegna( con la pronuncia Andrìa,
ad indicare la discendenza o la provenienza): Sassari 24,
Cagliari 11, Muravera 8, Uras 8, Seneghe 8, Iglesias 8, etc. In
Campania è presente in 11 Comuni con Giffoni 86, Napoli 15, etc.
Non sappiamo però se in quella regione la pronuncia è Andrìa o
Andria: in quest'ultimo caso significato ed estimo sono
completamente diversi da quelli individuati per il primo. |
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ANDRIAN |
Andrian ha un ceppo nel padovano, ma il grosso è specifico
dell'area friulano, giuliana, di Fiumicello, Aquileia, San Vito
a Torre e Cervignano del Friuli nell'udinese e di Gorizia e
Monfalcone nel goriziano, dovrebbe derivare dal nome slavo
Andrian,
un'alterazione del nome Andrey,
probabilmente portato dal capostipite. |
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ANDRIANI
ANDRIANO |
Tipicamente pugliesi, Andriani, è il più comune, molto diffuso
nel barese a Molfetta, Bari, Giovinazzo e Barletta, a Taranto,
nel brindisino a Brindisi, Francavilla Fontana e Carovigno, e
nel leccese a Squinzano, Andriano è diffuso particolarmente a
Giovinazzo (BA) ed a Trinitapoli (FG), dovrebbero entrambi
derivare dall'etnico di Andria (BA) di quest'uso abbiamo un
esempio nel 1242 in uno scritto: "...Deinde cum vellet ulterius
procedere exivit Andria et, cum esset extra portas, Andriani
omnes supplicaverunt ut Andrianis aliquam gratiam faceret. ...",
le presenze al nord non sempre derivano dall'emigrazione, a
volte sono invece dovute al mantenimento di antiche grafie del
cognome Andreani di cui si ha un esempio nel 1371 in una lapide
sepolcrale a Corenno (LC): "In nomine Domini amen, anno Christi
MCCCLXXI hoc opus fieri fecit Stephanus filius quondam domini
Balsari de Andriani de burgo Corenni diocesis Mediolani". |
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ANDRIGHETTI
ANDRIGHETTO
ANDRIGHI
ANDRIGO |
Andrighetti è tipico dell'alto Veneto orientale, diTrevignano e
Montebelluna nel trevisano, di Fonzaso nel bellunese, di Venezia
e di Legnago nel veronese, Andrighetto, sempre veneto, è più
specifico del vicentino, di Vicenza, Dueville, Costabissara,
Schio, Breganze, Sandrigo e Fara Vicentino, e del trevisano, a
Cavaso del Tomba e Quinto di Treviso, Andrighi, estremamente
raro, è del trentino, di Vermiglio in particolare, Andrigo,
altrettanto raro, ha un ceppo nel padovano a San Giorgio delle
Pertiche, Santa Giustina in Colle e Limena ed uno nel
pordenonese, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite
modificazioni ipocoristiche, dal nome medioevale di origini
germaniche Andericus,
di cui abbiamo un esempio d'uso nel 1189 a Milano: "...Apud
Mediolanum obiit Andericus de Palacio, avus domni Anderici
episcopi, era Mª Cª LXXXIX...". |
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ANDRISANI
ANDRISANO |
Andrisani
ha un ceppo nel materano a Matera e Montescaglioso ed uno a
Taranto, a Ceglie Messapica (BR) ed a Gravina In Puglia (BA), un
ceppo a Marcianise (CE) ed uno a Pomigliano d`Arco (NA),
Andrisano invece è specifico di Manduria, San Marzano Di San
Giuseppe, Fragagnano e Taranto nel tarentino, dovrebbero
derivare dal termine andrisano forma arcaica dell'etnico della
città di Andria (BA). |
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ANDRONICO |
Andronico ha un ceppo siciliano, soprattutto a Messina, a
Catania e nel catanese a Belpasso, San Giovanni la Punta e
Acireale, ed a palermo, presenta un piccolo ceppo anche nel
Salento a Sannicola e Seclì nel leccese, dovrebbe derivare dal
cognomen latino di origini greche
Andronicus,
derivato da Andronikos,
ricordiamo lo scrittore latino Lucius Livius Andronicus (284
a.C. - 204 a.C.) e l'imperatore bizantino Andronikos II
Palaiologos (1259 - 1332). |
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ANDRUSIANI |
Estremamente raro sembra originario del cremonese, dovrebbe
derivare da Androsianus, dal greco Andros (uomo), ed essere
quindi una variante rara ed arcaica del nome Andrea. |
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ANEDDA
ANELA
ANELLA |
Anedda è tipico della Sardegna centromeridionale, Anela, molto
molto raro, è tipico di Nuoro e di San Teodoro (SS), dovrebbe
derivare dal toponimo Anela (SS), Anella è specifico del romano,
frusinate e latinense, hanno diverse origini possibili, o da un
diminutivo del nome Ana (Anna), da ipocoristici del nomen della
Gens Annia, o dal vocabolo
anedda l'anello murato dove si
legavano gli animali come mulo, asino o cavallo.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
ANEDDA; ANELA; ANELLA: Il cognome potrebbe essere legato
all'antico mestiere del fabbro ferraio. In lingua sarda abbiamo
aneddu,
oneddu
nel significato di anello da
dito, riferito a persone.
S'anella
era il picchiotto dei portoni
delle case dei proprietari terrieri,
in forma di grosso anello di ferro;
s'anella de su porcu
è invece l'anello di ferro che
si mette sul muso del maiale da ingrasso,
in modo che non crei danno al pavimento della stalla (s'aùrra
de su porcu);
s'anella po ferrai is cuaddus e is bois
(è l'anello di ferro che si
trovava davanti alla porta dell'officina del fabbro ferraio).
In catalano abbiamo anella,
in latino anellus.
Anella o Anela è il nome di un 'antica città del Goceano,
regione della Sardegna centro settentrionale ( centro abiatao
della Prov. di Sassari, di 817 abitanti - villa romana risalente
all'epoca Sillana - Feudo regio sino al 1839 - etc. ), della
cui Curadorìa era appunto capoluogo(Curadorìa de Gociano o de
Anella). In tutte la carte antiche della Sardegna troviamo
citato il centro abitato. Era tra le Curatorie aderenti al
Trattato di Pace di Eleonora, *LPDE del 1388 ** Curatoria de
Anella (de Gociano).et ego Alesio (de) Anthonius, habitator
ville de Sporlachu (odierna Isporlatu).sindicus actor et
procurator Curatorie de Anella et villarum...nisi bestiaris
pastores.congregatis in villa de Bilĉochor (Guilciochor) et etc.
in posse Salari Arsoci de Bose...X die januarii
1388).appartenne alla Curadorìa di Gociano di cui fu capoluogo,
nel regno giudicale di Torres sino al 1272. Poi al Regno
catalano aragonese di Sardegna. Dal sovrano Alfonso il Benigno
fu concesso in feudo al donnichello Mariano d'Arborea(futuro
Mariano IV° padre di Eleonora) e fu in seguito compreso nel
Giudicato di Arborea. Scoppiata la guerra tra il re aragonese e
il Giudicato di Arborea, di cui era Giudice appunto Mariano, il
villaggio di Anella fu concesso in feudo a Valore de Ligia, ma
solo nominalmente, perché di fatto la "villa" continuò ad
appartenere al regno arborense. Nel 1420 la villa fu inglobata
nel Regno di Sardegna, etc. (Di. Sto. Sa. - Dizionario Storico
Sardo, di Francesco Cesare Casula). Nel testo del Fara ( Ioannis
Francisci Farae - in Sardiniae Chorographiam), ove tratta della
diocesi di Castro (Castrensis diocesis mediterranea, Ottanensi
proxima, nomen sumpsit ab urbe Castri .- la diocesi di Castro,
sita nell'entroterra e attigua a quella di Ottana, prende il
nome dalla città di Castro.), cuius diocesis incipit a regione
curatorie Anelae.la cui diocesi ha inizio con la regione della
Curatoria di Anela.Il cognome Anedda attualmente è presente in
212 Comuni d'Italia, di cui 87 in Sardegna( per lo più
concentrati nella zona di Cagliari): Cagliari 252, Orroli, 105,
Sinnai 86, San Sperate 68, Villaputzu 60, Narcao 53, etc. Il più
famoso degli Anedda è Gianfranco(CA 28 agosto 1930), avvocato,
politico militante di Alleanza Nazionale, parlamentare dal 1992.
Il cognome Anella presenta un ceppo ben radicato in Lazio, nel
quale è presente in 8 Comuni su 12 di tutto il territorio
nazionale: Roma 40, etc.- assente in Sardegna - Il cognome Anela
( presente in 12 Comuni italiani) ha un ceppo radicato in
Puglia( in 3 Comuni): Bari 12, etc.; uno in Sardegna (3 Comuni):
Nuoro 12, San Teodoro 6, Sedini 3. |
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ANELLI
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Anelli
è diffuso diffuso prevalentemente in Lombardia, l'origine può
essere messa in relazione sia ad anelli particolari, cui il
capostipite era legato sia ad una chioma ad anelli, cioè
riccioluta , come potrebbe essere una diversificazione del
cognome Agnelli, passando tramite un Anielli per diventare
quindi Anelli. (vedi Anello) |
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ANELLO
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Tipico
della Sicilia e della Calabria meridionale, dovrebbe derivare da
una contrazione del nome Aniello (vedi) di cui abbiamo un
esempio nel 1500 con l'erudito salernitano Anellus Sanvitus,
tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Filadelfia (VV)
nel 1700, tra i cittadini appartenenti al 2° ceto si trovano
quattro famiglie Anello. |
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ANERIS
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Aneris, estremamente raro, è tipico della zona di Oristano,
dovrebbe derivare per aferesi da
San Neri,
la forma sarda di San Ranieri, santo molto venerato in Sardegna
(vedi SANNERIS). |
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ANESA
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Anesa è
specifico del bergamasco, in particolare di Vertova, ma anche di
Fiorano al Serio, Peia , Albino e Gazzaniga, dovrebbe derivare
dal nome della località Anesa citata in questo testo del 1516:
"...Montani vero tractus vallibus distinguntur, quæ a meridie in
septemtrionem protensæ in Sassinam et Tellinam demum valles
illis sese ex transverso obiicientes omnes fere desinunt. Earum
primæ ad ortum Caballina illique adnexa Calepina sunt, quarum
utranque Sebini lacus prospectu exhilaratur; cæterum Caballina
ad septentrionem vergens lacu (qua patentior est) alluitur, in
cuius margine Luerium oppidum sedet, confectura pannorum
celebre. Calepina vero ad meridiem versa et ad emissorium lacus
posita Ollii etiam fluvii amoenitate perfruitur, in cuius
dextera ripa Calepium (unde sibi cognomen) habet. His proxima
est Serriana a Serrio intersecante dicta, quæ propter
amplitudinem sui in superiorem, mediam et inferiorem dividitur.
Superiori Clusonium, Gromum, Gandelinum, Suerum, Castilio,
Præmolum, Gorne, Onetum et Cerete; mediæ Gandinum (unde et
Gandinia quadam sui parte appellatur) Vertua, Gazaniga, Cazanum,
Lavium, Cazanigum; inferiori Alzanum, Nembre, Albinum,
Comendunum, Dezenzanum, Anesa, Aranica, ascribuntur....", o dal
nome del torrente Anesa in Val Seriana. |
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ANESE
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Anese è
tipico di Concordia Sagittaria, Portogruaro, Cinto Caomaggiore e
Fossalta di Portogruaro nel veneziano e di Pordenone e Fiume
Veneto nel pordenonese, dovrebbe derivare dal nome del paese di
Borgo Anese nel trevisano, probabile luogo d'origine dei
capostipiti. |
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ANESI
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Anesi è
tipico di Verona e di Baselga di Pinè e Trento nel trentino,
dovrebbe derivare dal nome del paese di Anesi nel veronese. |
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ANESIN
ANESINI |
Assolutamente rarissimi, specifico di Baselga Di Pinè (TN)
Anesin e di Pergine Valsugana (TN) Anesini, potrebbero derivare
da soprannomi dialettali originati dal termine anes (anice), ma
è pure possibile una derivazione dal nome Agnese.
integrazioni fornite da
Magda Lúcia Turrer Rodrigues
Anesini potrrebbe derivare dal nome di persona dal latino
Iohannes. Il cognome è diffuso soprattutto nelle zone di
Pergine, Civezzano, Piné. |
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ANFOLSI |
Anfolsi è
quasi unico, dovrebbe derivare dalla cognominizzazione del nome
Anfolso, forma dislessica del nome Alfonso. |
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ANFORA
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Tipico di Casale di Carinola (CE), famiglia patrizia, il cui
nome probabilmente deriva da un particolare dello stemma del
casato.
integrazioni fornite da
Domenico Anfora
Questa famiglia, sin dal XII° secolo, era presente in Terra del
Lavoro, nella zona di Carinola, dove Tommaso divenne Vescovo
alla fine del secolo. Godette nobiltà in Sorrento e durante il
periodo borbonico alcuni componenti della famiglia furono
ammessi nelle Guardie del Corpo del re. Francesco fu generale
di brigata e maggiordomo di settimana di Ferdinando II°.
Francesco Saverio, figlio del generale Raffaele, raggiunse il
grado di tenente colonnello e fu tra i più valorosi difensori di
Gaeta contro i piemontesi (1860-61). Scrisse un saggio su
quell'assedio. Ai principi del XIX° secolo la famiglia si
divise in due rami, ambedue patrizi di Sorrento. A Giuseppe,
deceduto nel 1894, fu riconosciuto il titolo di Duca di
Licignano con R.D. del 21-06-1891. |
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ANFORTI |
Assolutamente
rarissimo, probabilmente di origini franche insediatisi a
Firenze, dovrebbe derivare dal nome franco Aufort, il casato
Anforti appartenne al patriziato fiorentino fin dal 1700, furono
grandi proprietari terrieri nella zona di Pontassieve (FI). |
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ANFOSSI
ANFOSSO |
Anfossi
è tipico dell'estrema fascia occidentale dell'Italia
settentrionale, con un nucleo principale nella zona di Taggia
(IM), un ceppo nella zona di Alba (CN), uno a Torino ed uno non
secondario a Milano, Anfosso è tipico della Liguria derivano
dal nome medioevale Anfossus,
forma arcaica di Alfonso,
di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia
medievale sotto l'anno 1179: "...qui in eorum subter leguntur
presentia estimaverunt quod pocior illa terra erat quam ipse
prefatus Anfossus presbiter ab eodem monasterio Morimondi
recipiebat quam ipse dabat...", tracce di questa
cognominizzazione le troviamo a Pisa nel XII° secolo: "...ideo
nos Alcherius Anfossi et Bandinus Burgundii, Lamfrancus quondam
Gerarduccii, Lamfrancus Boccii atque Battepalia, pisanorum Dei
gratia consules...", a Taggia nel 1600 troviamo la famiglia dei
notai Anfossi. |
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ANFUSO
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Anfuso è un cognome tipicamente siciliano del catanese,
messinese ed ennese, si dovrebbe trattare di una forma
dialettale medioevale Anfusus
derivata dal nome Anfossus,
forma arcaica di Alfonso
(vedi ANFOSSI), di questa modificazione abbiamo un esempio in
questo atto redatto a Palermo nel 1201: "Fredericus dei gratia
rex Sicilie, ducatus Apulie et principatus Capue. Per hoc
presens scriptum notum facimus universis nostris fidelibus
presentem paginam inspecturis, quod nos de solita gratia et
liberalitate nostra, attendentes quoque puram fidem et grata
servitia, que Anfusus de Roto comes Tropee, fidelis noster,
...".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Cognome siciliano, calabrese e tarantino. Viene dalla voce
calabrese 'nfusu'
= bagnato.
Fonte: Rohlfs, 42. |
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ANGARAN |
Angaran è
abbastanza raro ed è tipico di Fonzaso nel bellunese, potrebbe
trattarsi di una forma etnica dialettale per chi proveniva dalla
frazione di Fonzaso chiamata Agana, con una n epentetica per
rendere più fluida la pronuncia del termine. |
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ANGARI
ANGARONE
ANGARONI |
Angari è assolutamente rarissimo, Angarone è praticamente unico
e dovrebbe trattarsi di un errore di trascrizione di Angaroni
che è specifico di Gerenzano (VA), dovrebbero derivare da un
soprannome originato dal vocabolo latino
aggarius
(messo a cavallo spesso del
servizio postale) e starebbe ad
indicare che il capostipite era addetto a quel tipo di servizio,
ma potrebbe, anche se meno plausibilmente, derivare anche dal
termine medioevale angaria
(la punizione per la quale il
reo era costretto a percorrere le vie del paese con un ceppo al
collo) e potrebbe in questo
caso essere riferito ad un fatto occorso a d un componente della
famiglia. |
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ANGEI
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Angei, abbastanza raro, è tipicamente sardo di San Gavino
Monreale nel Medio Campidano, dove è ben presente anche a
Samassi.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
ANGEI: (angèi
-potrebbe derivare da angèî
(con nasalizzazione della i,
per caduta della "n") sul significato e l'etimo permangono
incertezze. Suggeriamo la radice "agn."
del latino agnus
= agnello.
Ma non trascuriamo la radice greca άγγ di άγγος, che significa
recipiente, anfora, boccale
etc. In greco abbiamo inoltre il vocabolo άγνοσ (agnos)
= agnocasto
(su pibiri sardu)
e αγνός (agnòs)
= casto, puro, venerando.
Citiamo pure il verbo greco άγχω =
angustio, creo sofferenza.
È un cognome raro, con la maggior parte delle presenze a San
Gavino Monreale (Medio Campidano). Lo troviamo in 28 Comuni
italiani, di cui 15 in Sardegna: San Gavino 79, Samassi 18,
Cagliari 8, Villacidro 6, etc. |
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ANGELANTONI
ANGELANTONIO
ANGELANTONJ |
Angelantoni,
molto molto raro, è tipico dell'area centrale che comprende
Umbria, Lazio ed aquilano, Angelantonio, assolutamente
rarissimo, sembrerebbe abruzzese, Angelantonj, sempre abruzzese,
è praticamente unico, dovrebbero derivare dal nome composto da
Angelo ed Antonio. Lo stemma si riferisce al casato degli
Angelantonj, che dovrebbe risalire almeno al 1505.
integrazioni fornite da
Lelio Angelantonj
Negli ultimi 200 anni il cognome Angelantonj proviene da Tocco
da Casauria in Abruzzo dove è locato il palazzo Angelantonj con
stemma nobiliare. |
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ANGELELLI
ANGELETTI
ANGELI
ANGELINA
ANGELINI
ANGELINO
ANGELO
ANGELONI
ANGELUCCI
ANGIOLINI |
Angelelli,
Angeletti e Angeloni sono specifici dell'Italia centrale,
Marche, Umbria e Lazio, con piccoli ceppi secondari in
Lombardia, Angelelli ha anche un ceppo nel Salento, Angeli è
molto diffuso in tutta l'Italia centro settentrionale, Angelini
oltre ad una diffusione importante nel centro e nel
settentrione, ha un ceppo nelle Puglie, Angelino è molto diffuso
in Piemonte nel torinese e biellese e nell'alessandrino, ha un
ceppo tra napoletano e casertano ed uno tra ragusano e
siracusano, Angelo, abbastanza raro sembra originario del
trapanese, Angelelli, Angeletti e Angeloni sono specifici
dell'Italia centrale, Marche, Umbria e Lazio, con piccoli ceppi
secondari in Lombardia, Angelelli ha anche un ceppo nel Salento,
Angeli è molto diffuso in tutta l'Italia centro settentrionale,
Angelina, assolutamente rarissimo, ha un piccolissimo ceppo
piemontese, in particolare nel biellese ed uno veneto, in
particolare nel vicentino, Angelini oltre ad una diffusione
importante nel centro e nel settentrione, ha un ceppo nelle
Puglie, Angelino è molto diffuso in Piemonte nel torinese e
biellese e nell'alessandrino, ha un ceppo tra napoletano e
casertano ed uno tra ragusano e siracusano, Angelo, abbastanza
raro sembra originario del trapanese, Angiolini sembra avere due
nuclei, uno in Toscana e nel bolognese ed uno nel milanese e
bergamasco. Derivano tutti direttamente o tramite ipocoristici
dal greco è molto diffuso nella fascia centrale che comprende il
riminese, le Marche, l'Umbria, l'Abruzzo, il Lazio, con ceppi
anche più a sud, Angiolini sembra avere due nuclei, uno in
Toscana e nel bolognese ed uno nel milanese e bergamasco.
Derivano tutti direttamente o tramite ipocoristici dal grecoanghelos
(messaggero
sottinteso di Dio) che si ritrova nel Latino
angelus
che diviene in epoca medioevale un nome beneaugurante. Dal
nome al cognome come attributo di uomo timorato di Dio o di
persona legata ad un'immagine angelica dipinta nei pressi della
sua abitazione il passo è breve. In alcuni casi derivano dal
nome medioevale Angelinus
di cui abbiamo ad esempio tracce nella seconda metà del 1300 in
questo scritto: "...Et ego Angelinus Agacia, natus quondam
domini Georgii notarii Vercellensis, publicus imperiali
auctoritate notarius, habitans Vercellis in parrochia Sancti
Michaelis, millesimo tricentesimo nonagesimo septimo, indicione
quinta, die secundo mensis iunii, intravi collegium notariorum
comunis Vercellarum...". Tracce in Lombardia della notabile
famiglia Angeloni si hanno a Villa d'Adda (BG) fin dal 1400, in
Abruzzo, a Roccaraso (AQ), si trovano nel 1600 i degli Angeloni
baroni di Montemiglio; degli Angelini si hanno tracce nel Veneto
sin dal XIV° secolo, con la loro iscrizione alla nobiltà di
Verona e di Ala di Trento, atti redatti da un notaio
Giovanpietro Angelini risalgono alla seconda metà del 1500
per approfondamenti sul ramo istriano degli
Angelini
http://www.digilander.iol.it/arupinum/ |
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ANGELERI
ANGELIERI
ANGIOLIERI |
Angeleri è tipico dell'area alessandrino, pavese, di
Alessandria, Tortona, Valenza e Castelnuovo Scrivia
nell'alessandrino, di Voghera, Vigevano e Pieve del Cairo nel
pavese e di Milano e Genova, Angelieri è specifico di Roma,
Angiolieri è quasi unico, si tratta di forme collettive arcaiche
e dialettali in -eri,
o -ieri,
stanti ad indicare il gruppo dei
figli di un Angelo o
Angeli,
indicando cioè le famiglie dei figli di uno di nome Angelo o
Angiolo. Tracce illustri di queste cognominizzazioni le abbiamo
in epoca dantesca con il famoso scrittore e poeta senese Cecco
Angiolieri (1260 -~ 1312). |
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ANGELICA
ANGELICI
ANGELICO |
Angelica è tipicamente siciliano, ha un ceppo a Palermo ed uno
nel ragusano a Monterosso Almo, Giarratana e Comiso ed a
Siracusa e Catania, Angelici è specidico della fasciz che
comprende il maceratese, il Piceno, l'Umbria, il reatino ed il
romano, Angelico ha un ceppo romano, uno ad Acerra e Napoli nel
napoletano, uno piccolo in Puglia nel barese a Terlizzi,
Bisceglie e Bari ed uno in Sicilia nel siracusano a Palazzolo
Acreide, Siracusa e Canicattini Bagni, nel catanese a
Caltagirone, Grammichele e Catania e ad Ispica nel ragusano,
dovrebbero tutti derivare dal nome medioevale
Angelicus,
Angelica,
di cui abbiamo un esempio d'uso con un tale Angelicus filius
Hieronimi de Augustis Podestà di Lovere nel bergamasco nel 1524. |
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ANGELILLI
ANGELILLIS
ANGELILLO |
Angelilli
ha un ceppo a Roma, uno a Schiavi Di Abruzzo (CH) ed uno a
Lucera (FG), Angelillis è tipico del foggiano, Angelillo, oltre
al nucleo pugliese, tra barese e tarantino, ha un ceppo non
secondario a Napoli e nel napoletano, derivano dal nome
medioevale angelillus di cui abbiamo un esempio in questa lapide
del 1585 a Frattamaggiore (NA): "A. 1585 - ADAM PARRETTA,
EIUSQUE FILIUS ANGELILLUS, HOC - MONUMENTUM FF. NEPOS - JO.
DOM.CUS PATRICI.US NEAP.NUS I.P. - TOT POST LABORES". Tracce di
queste cognominizzazioni le troviamo nel casertano a Cerreto nel
1400: "Anno domini Millesimo quadringentesimo trigesimo secundo
die duodecimo mensis Madij X inditionis... ...Insuper per
presencium seriem eligimus in idoneos confessores Dominum
Guillelmum de Angelillo dominum Nicolaum Martinum vel ipsorum
alterum cappellanorum dicti ...", e a Sant'Angelo di Alife (CE)
nel 1600 con il notaio Giuseppe de Angelillis. |
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ANGELINO GIORZET |
Angelino Giorzet, molto molto raro, è specifico dell'area tra
biellese e vercellese, dovrebbe trattarsi di un ramo della
famiglia Angelino, molto diffusa in Piemonte (vedi ANGELELLI),
il cui capostipite si chiamasse
Giorgio, che per una forma
ipocoristica dialettale è poi diventato Giorzet, dando origine,
probabilmente nel 1800, ad un nucleo nuovo individuabile dal
cognome composto dal cognome e nome del capostipite. |
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ANGELISANTI
ANGELOSANTE
ANGELOSANTO |
Angelisanti è tipico di Ferentino nel frusinate, Angelosante è
caratteristico dell'aquilano, di Avezzano, Ovindoli e L'Aquila,
Angelosanto sembrerebbe anch'esso specifico del frusinate, di
Cassino, Sant'Elia Fiumerapido e Sant'Andrea del Garigliano, con
un grosso ceppo secondario anche a Roma, dovrebbero tutti
derivare dal nome composto dai nomi
Angelo e
Sante
o Santo,
o anche dal nome antico
Angelosanto, originato dalla
fede cristiana, probabilmente portato dal capostipite. |
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ANGELLA |
Angella è tipico di Pontremoli, Filattiera e Villafranca in
Lunigiana nel carrarese, con un piccolo ceppo anche a La Spezia,
dovrebbe derivare da un'alterazione toscana del nome medioevale
Ancilla
Dei
(serva di Dio,
l'attuale suora). |
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ANGEMI
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Angemi,
molto molto raro, è tipico di San Giovanni la Punta e Catania
nel catanese e di Messina, si dovrebbe trattare di una forma
aferetica del cognome Cancemi o Cangemi (vedi CANCEMI). |
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ANGERAMI
ANGERAMO |
Angerami, molto molto raro ha un piccolo ceppo a Napoli e nel
napoletano ed un altro piccolo ceppo a Montemurro nel potentino,
Angeramo è specifico di Cerignola nel foggiano, si tratta di
modificazioni locali del nome germanico
Enghiramo
o Inghiramo
(vedi INGHIRAMI) |
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ANGERI
ANGERO
ANGIERI
ANGIERO |
Angero, assolutamente estremamente raro, è del veronese,
Angieri, molto raro, ha un ceppo campano a Taurano
nell'avellinese ed a Napoli, Angiero, molto molto raro, è
specifico di Pago del Vallo di Lauro nell'avellinese, Angeri,
molto molto raro, sembrerebbe della zona bresciano, veronese, e
potrebbe derivare, come Angero, da un'alterazione del toponimo
Angiari nel veronese, ma, molto probabilmente questo cognome ha
un ceppo, ormai scomparso in Italia, originario del siracusano,
di Melilli in particolare, dove potrebbe invece derivare,
assieme ai ceppi campani, dal nome normanno
Angerius,
che dovrebbe derivare dal nome germanico
Ansgari,
composto dai termini Ans
(divinità, dio)
e gari
(lancia),
con il significato di lancia
divina, ricordiamo con questo
nome il vescovo di Catania Angerius Brito del XII° secolo. |
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ANGHEBEN |
Angheben è tipico di Rovereto, Vallarsa e Trambileno nel
trentino, dovrebbe derivare dall'aferesi di un nome di località
individuata dai termini tirolesi
lange ebene
(lungo pianoro)
o dal toponimo Anghebeni di Vallarsa (TN). |
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ANGHELEDDU |
Angheleddu, tipicamente sardo, è specifico del nuorese, di Fonni
e Nuoro, deriva dall'ipocoristico in lingua sarda del nome
Anghelu
(Angelo),
si tratta quindi dell'equivalente sardo di Angelino.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
ANGHELEDDU: angioletto:
da angelo; dal latino angelus;
ancor più dal greco άγγελος (ànghelos).
Molti toponimi della Sardegna portano questo nome: il più famoso
è Anghelu Ruju, necropoli preistorica sita in agro di Alghero,
con grotte ipogeiche artificiali del tipo "domus de Janas" - 38
tombe scavate in roccia(arenaria calcarea - vedi nel Web -
Alghero - necropoli di Anghelu Ruju). Il cognome Angheleddu è
presente in 20 Comuni italiani, di cui 15 in Sardegna: Fonni 40,
Nuoro 36, Sassari 12, Ittiri 11, etc. |
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ANGIARGIA
ANGIARGIU |
Angiargia, abbastanza raro, è tipico di Decimoputzu e
Decimomannu nel cagliaritano, Angiargiu, molto più raro, sembra
specifico di Gonnosfanadiga (MD), dovrebbero derivare entrambi
dal nome locale della chiesa di San Michele Arcangelo del paese
di Collinas (CA), cioè Santa Maria Angiargia.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
ANGIARGIA; ANGIARGIU: significa
custode o
guardiano/a degli agnelli
e deriva dal latino agnus ago
= conduco, spingo, custodisco
gli agnelli, come
boinargiu, vaccargiu, molentargiu,
etc. In agro di Collinas (un tempo Forru, famoso per i suoi
vini), centro abitato della provincia del Medio Campidano (già
nella provincia di Cagliari), di 1045 abitanti(2008), vi è la
chiesa campestre di Santa Maria Angiargia, la cui festa si
celebra in settembre. Sorge nelle vicinanze di antiche terme
romane, in località Su Angiu ? Non si ha notizia certa sulla
data della sua costruzione; alcuni storici la fanno risalire al
XII° secolo. Gli abitanti di Collinas fanno derivare il nome
della Santa da Su Angiu quindi Angiargia, ma non sanno
evidentemente che su angiu significa l'agnello e deriva dal
latino agnus e che la santa è appunto la custode dell'agnello di
Dio, cioè del Bambino Gesù. Angiargia e Angiargiu sono due
cognomi rari; non presenti nelle carte antiche. Attualmente
Angiargia è presente in 12 Comuni d'Italia, di cui 8/377 in
Sardegna(sud): Decimoputzu 18, Villasor 12, Decimomannu 9,
Assemini 6, etc. Angiargiu è presente in 11 Comuni italiani, di
cui 9 in Sardegna: Serramanna 12, Gonnosfanadiga 9, Samassi 6,
Furtei 5, Cagliari 5, etc. |
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ANGIO'
D ANGIO'
DANGIO' |
Angiò, molto molto raro, ha un piccolo ceppo a Roma ed uno
altrettanto piccolo a Trebisacce nel cosentino ed ad Ardore nel
reggino, Dangiò, altrettanto raro, parrebbe invece
settentrionale, D'Angiò, il meno raro, ha un ceppo a Formia nel
latinense ed a Roma ed uno a Napoli e Nola nel napoletano,
dovrebbero derivare dal fatto che il capostipite fosse
originario dell'antica provincia francese dell'Anjou, l'attuale
dipartimento di Maine-et-Loire.
integrazioni fornite da
Ettore C. Angiò
Per gli Angiò calabresi secondo Amedeo Miceli di Serradileo ed
altri autori, il cognome Angiò, dal francese Anjou, è stato
assunto da alcuni nobili angioini, che scesi in Calabria nel XV°
secolo al seguito di Luigi III° vi rimasero anche dopo la sua
morte. Nei documenti da me rinvenuti il cognome Angiò è
riportato anche nella variante d'Angiò e spesso riferendosi alla
stessa persona.
bibliografia
- Amedeo Miceli di
Serradileo "Una dichiarazione di Luigi III d'Angiò dalla città
di S. Marco in Calabria" in ASCL, anno XLIII, 1976, pp. 69-81
- G. Rohls "Dizionario
dei cognomi e dei soprannomi della Calabria" Longo Ed. Ravenna |
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ANGIOI
ANGIOJ
ANGIONI
ANGIOY |
Angioi è tipico della Sardegna settentrionale di Alghero (SS) e
di Irgoli e Ottana nel nuorese, Angioj è quasi unico, Angioy,
molto molto raro, pur essendo presente anche nel nuorese e
sassarese, sembrerebbe più caratteristico di Iglesias (CI),
Angioni è specifico di Cagliari e del cagliaritano, dovrebbero
tutti derivare da soprannomi originati dal vocabolo sardo
angioni
(agnello),
forse ad indicare il mestiere di pastore, o, più probabilmente,
ad indicare una discreta agiatezza della famiglia.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
ANGIOI; ANGIOJ; ANGIONI; ANGIOY: hanno tutti e quattro lo stesso
significato e la stessa origine:
agnello e
deriva dal latino agnus.
Oggi è un cognome mediamente diffuso, soprattutto nella variante
Angioni; è invece raro nelle carte antiche, ove è presente solo
nella variante Anione (Angioni), in cui la radice latina "ang"
di agnus
(agn-ione),
si confonde con quella greca "amn"
di αμνός (amnòs
- agnello).
Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, *CSMB XI°, XIII° sec.
troviamo: Anione Gosantine, sposato a Furata Cambuli (167), in
una spartizione di servi. (sott. Ego priore Iohanni - di S.
Maria di Bonarcado) - Partivi cun donnu Trodòri Cocco,
arkipiscopu (canonico della chiesa di Santa Maria di Oristano e
arcivescovo di Arborea - 205, 206). Coiuedi Gosantine Anione
serbu de Santa Maria de Bonarcadu cun Furata Cambuli, ankilla de
Santa Maria de Aristanis. Fegerunt IIII (4) fiios. Santa Maria
d'Aristanis levedi ad Samaridanu (Anione) et ad Iorgi (Anione)et
Santa Maria de Bonarcadu levedi a Ianni (Anione) et ad
Iohanne(Anione). - (Ho maritato Gosantine Anione servo di Santa
Maria di Bonarcado con Furata Cambuli ancella di Santa Maria di
Oristano. Santa Maria di Oristano ha preso Samaritano e Giorgio,
e Santa Maria di Bonarcado ha preso Gianni e Giovanni).
Attualmente Angioi è presente in 79 Comuni d'Italia, di cui 42
in Sardegna(nord): Sassari 53, Irgoli 47, Alghero 33, Ottana 30,
Cagliari 27, Nuoro 23, etc. Angioj, è presente in 3 Comuni
sardi: Sassari 6, Quartu S. E. 3, Iglesias 3. Angioni è presente
in 175 Comuni italiani, di cui 62 in Sardegna(sud): Quartu S. E.
361, Cagliari 195, Sestu 152, Maracalagonis 66, Teulada 65,
Borore 50, Carbonia 47, Sassari 38, etc. Angioy è presente in 23
Comuni italiani, di cui 10 in Sardegna: Iglesias 19, Sassari 6,
Bolotana 5, Magomadas 4, Nuoro 3, etc. Nella storia ricordiamo:
Angioy Giommaria, giudice della Reale Udienza. Alternos
viceregio. Uno dei più importanti personaggi della storia della
Sardegna. Nacque a Bono il 21, 10 del 1751. Figlio di un nobile
possidente. Visse in periodo sabaudo. Dopo gli studi medi seguì
studi universitari e si laureò in Filosofia ed Arti. Subì il
fascino delle idee riformiste del ministro Giambattista Lorenzo
Bogino. Trasferitosi a Cagliari prese la Laurea in Leggi
(utroque jure) nel 1771. Nel 1773 ebbe la cattedra di
Istituzioni Civili. In seguito ottenne la nomina a Giudice della
Reale Udienza. Nel 1794, in seguito alla cacciata del vicerè
piemontese, il potere passò nelle mani della Reale Udienza. Fu
uno dei capi del movimento patriottico sardo. Operò con tutte le
sue forze per abbattere il sistema feudale in Sardegna. Il
rientro dei Savoia in Sardegna e la pressione esercitata dai
feudatari sardi contro lo spirito riformista dell'Angioy, furono
l'inizio della fine del suo sogno indipendentista e riformista.
Finì in Francia e inutili furono le sue suppliche rivolte a
Napoleone Bonaparte per la conquista della Sardegna.
All'imperatore la Sardegna non interessava più. Morì esule e
ridotto in povertà a Parigi, nel 1808. |
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ANGIOLANI |
Angiolani, molto molto raro, ha qualche presenza nel genovese ed
un piccolo ceppo ad Ancona, dovrebbe derivare dal nome
medioevale Angiolanus,
di cui abbiamo iun esempio d'uso con Angiolanus de Praefectis
Capitaneus Senensium. |
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ANGIOLILLI
ANGIOLILLO |
Specifico
di Isernia Angiolilli, di Genzano di Lucania (PZ), Napoli e
Foggia Angiolillo, derivano da modificazioni dialettali del
termine Angelo o del nome da lui derivato, in alcuni casi si può
trattare di cognome attribuito a neonati abbandonati. |
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ANGIU
ANGIUS |
Angiu è quasi unico, Angius invece è molto diffuso in tutta la
Sardegna, sembrerebbero derivare per aferesi da modificazioni
del termine latino balneum
(bagno),
che sarebbe all'origine di soprannomi generati da toponimi
contenenti appunto quella radice che identificava spesso la
presenza in luogo di acque termali.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
ANGIUS: potrebbe significare agnello,
dal latino agnus
(vedi Angiõi
etc.). Oppure potrebbe derivare dalla voce greca
άγγος
(àngos),
che significa anfora,
boccale, recipiente in genere.
O dal verbo greco άγχω(ànco) = angustio, angoscia (angustiare,
angosciare). Secondo alcuni linguisti deriverebbe da
bangius >
balneum
> bagno,
come toponimo = luogo ricco di
acque termali, con aferesi
della consonante iniziale (un fenomeno fonetico frequente nella
lingua sarda parlata, ma raro in quella scritta)! Su questa
ipotesi permangono in noi dubbi, per il fatto che nelle carte
antiche sia come cognome che come toponimo è riportato con la
“b” iniziale. Quando è avvenuta la caduta della “b”? Di rimando
l’ipotesi dei diversi linguisti potrebbe trovare riscontro nel
fatto che il cognome “Bangius” è quasi totalmente sparito dagli
odierni registri anagrafici. Ma siamo certi che al suo posto si
trova Angius? E perché tra i firmatari della Pace di Eleonora,
LPDE del 1388, troviamo il cognome Bangius, ma anche Angiu (vedi
più avanti)? Esistevano in Sardegna ben 6 centri abitati, col
nome Bangios o Bangiu, oggi abbandonati, ma documentati nelle
carte antiche medioevali: 1) - Bangios, abitato scomparso; era
ubicato in località Spirito Santo, in agro di Perfugas. In
periodo medioevale fu “villa” – “bidda”, appartenente alla
Curadorìa di Anglona, nel regno giudicale di Torres, sino al
1272 fu possedimento privato dei Doria. Il paese fu
definitivamente abbandonato verso la fine del 1300 e l’inizio
del 1400, verosimilmente per le continue guerre tra gli
arborensi e gli aragonesi; 2) – Bangios, villaggio abbandonato:
è attestato nei documenti medioevali della Sardegna, ma non ben
localizzato. Appartenne alla Curadorìa o Parte di Campidano
Simaxis o di Oristano, nel regno giudicale di Arborea. Non
sappiamo quando fu abbandonato, ma non risulta più documentato
dalla fine de 1300; 3) – Bangiu de Liri, abitato medioevale
scomparso, era ubicato in prossimità della chiesa di Nostra
Signora d’Itria in agro di Quasìla. Il territorio è segnato da
abbondanti resti preistorici e romani, evidentemente per la
presenza delle acque termali. In periodo medioevale appartenne
alla Curadorìa di Trexenta, nel regno giudicale di Càlari. Passò
poi al Regno catalano aragonese di Sardegna, quindi fu
possedimento oltremarino della Repubblica di Pisa, poi
conquistato dalle truppe giudicali di Arborea e di nuovo, dal
1410, del Regno catalano aragonese di Sardegna: alla fine del
1400 il paese risulta disabitato; 4) – Bangiu, paese scomparso,
sito in agro di Laconi; della “villa” si sa ben poco: è
ricordata in una “quartina rimata” del 1868 del canonico
Giovanni Spano: Bangiu e Pardubiore/ Sperdidu in mal’amore/
Pardubiore e Bangiu Sperdidu in malu prangiu/ (da una citazione
riportata dal conte Alberto Ferrero della Marmora, nel suo
“Itinerario nell’isola di Sardegna”); 5) – Bangios, detto anche
Bangios, villaggio scomparso. Era ubicato in agro di Uri, in
località oggi detta Banzos, lungo la valle del Rio Mannu. Il
paese è attestato nei Condaghi di San Michele di Salvennor, di
San Pietro di Silki e di San Nicola di Trullas. Fu abbandonato
verso la fine del 1300, verosimilmente per le continue
scorribande delle truppe arborensi e di quelle aragonesi, in
guerra per la conquista del territorio; 6) – infine citiamo
Bangiargia, detta anche Bangius, abitato medioevale scomparso.
Era ubicato non lontano da Villa di Chiesa (Iglesias) e fece
parte della Curadorìa di Cixèrri, nel regno giudicale di Càlari.
Probabilmente a causa delle continue guerre tra il giudicato di
Arborea ed il Regno catalano aragonese di Sardegna,
verosimilmente nella seconda metà del XIV la sua popolazione si
trasferì definitivamente nei centri vicini, tra i quali,
Tratalias ed Iglesias. Nelle carte antiche medioevali della
lingua e della storia della Sardegna è attestato il cognome
nelle sue varianti: de Bançu, de Bangius, de Banjos, de Baniu.
Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, troviamo
infatti: Bançu (de) Anthonio, ville Ecclesiarum, *** Villa
Ecclesiarum…odierno Iglesias. Et ego De Nelli Pelipaparius
Ludovicus, civis et habitator terre et Ville
Ecclesiarum…sindicus, procurator universitatis Ville
Ecclesiarum…seu a Formenyino Joanne, capitano, camerlengo Ville
Ecclesiarum di Sigerro. Omnibus habitatoribus dicte terre Ville
Ecclesiarum, congregatis in Curia Magna…in posse Virde Andree,
quondam Virde Joannis de Civitate Sasseri…nona die januarii
1388; Bangius (de) Petro, jurato ville Busache, *
Busache…odierno Busachi. Contrate Partis Varicati; Bangius (de)
Petro, jurato ville Golossane, * Golossane…villaggio
distrutto…Curatorie de Marghine de Gociano;Bangius (de) Petro,
ville Ecclesiarum. Ma nel LPDE troviamo anche, de Angiu
Leonardo, jurato ville Ogiastra, * odierno Ollasta Simaxis
-Contrate Campitani Simagis. Nel Condaghe di San Michele di
Salvennor, CSMS, XI, XIII secolo, al capitolo 191: dio a San
Miguel Gunnari de Banjos por su alma con voluntat de su muger y
de sus hiios su parte de cortinque, quanto tenia de tierra y de
viña …(Gunnari de Banjos dona a San Miguel per la sua anima, con
la volontà della propria moglie e dei propri figli la parte di
Cortinque località – quanto ha di terra e di vigna)etc. Nel
Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, CSMB, XI, XIII secolo, al
capitolo 28 troviamo de Baniu Goantine chierico, citato come
teste in una partizione di servi tra la chiesa di Sanctu Georgii
de Calcaria e quella di Sanctu Gregorii de Bauladu: Ego Arrigu
priore de Sancta Maria de Bonarcadu e Samaridanu servitore de
Sanctu Georgii de Calcaria, fagemus recordatione…etc. Fra i
numerosi testimoni c’è Goantine de Baniu clerigu. Al capitolo
166/2^ parte, sempre del CSMB è citato de Baniu Petru, teste in
una partizione di servi: (Ego Priore Iohanne) partivi (ho
diviso) cun su piscopu(vescovo) de Sancta Iusta fiios de
Goantine de Figus et de Iusta Barbis…tra i testimoni c’è appunto
Pedru de Baniu. Nella storia il più famoso degli Angius è
Vittorio (1798 - 1862). Collaborò, per la parte riguardante il
regno territoriale di Sardegna, alla stesura del Dizionario
geografico, storico, statistico, commerciale degli Stati di S.
M. il re di Sardegna, dell'abate prof. Goffredo Casalis.
Attualmente il cognome Angius è presente in 255 Comuni italiani,
di cui 110 in Sardegna: Cagliari 284, Sassari 196, Quartu 129,
Terralba 77, Alghero 56, Lanusei 50, Bonorva 49, Isili 45,
Guspini 43, etc. Nella penisola è Roma ad avere il numero più
alto, con 60; seguono: Genova 31, Milano 29, Torino 26, etc. |
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ANGIULI
ANGIULLI
ANGIULLO
ANGIULO |
Angiuli è tipicamente pugliese del barese, di Adelfia e Bari in
particolare, e di Valenzano, Angiulli è molto diffuso in Puglia,
nel barese soprattutto a Monopoli e Gravina in Puglia, ma anche
a Noci, Alberobello e Bari, nel tarantino a Massafra, Taranto e
Grottaglie ed a Fasano nel brindisino, Angiullo, quasi unico, è
del barese, con un piccolo ceppo ad Andria, Angiulo è specifico
di Cassano delle Murge nel barese, dovrebbero derivare
direttamente o tramite ulteriori alterazioni dialettali dal nome
dialettale pugliese Angiulo
o Angiullo
(Angelo). |
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ANGLESIO |
Tipico
del torinese ed in particolare di Rocca Canavese, è molto raro,
dovrebbe derivare dal nome Anglesius derivato dall'etnico
englesius o anglesius (inglese), uso che troviamo ad esempio a
Genova nel 1200 con il fabbricante di carta Gualterius Englesius,
nome portato dal vescovo di Novara (1287 - 1291) il novarese
Englesio Cavallazzi e nel 1400 da Anglesia Visconti. |
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ANGOBALDO |
Angobaldo è ormai praticamente quasi scomparso in Italia,
dovrebbe derivare dal nome germanico
Angobald,
portato dal capostipite, composto dai termini medioevali
germanici ango
(aculeo, punta di freccia, punta
di spada) e
bald (audace),
con il significato di colui che
usa la spada con audacia. |
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ANGOLI
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Angoli,
tipicamente lombardo, sembrerebbe specifico del bresciano, di
Cologne e Palazzolo sull'Oglio, con un ceppo anche nel pavese a
Frascarolo e Vigevano, dovrebbe trattarsi di una forma etnica
del paese di Angolo Terme nel bresciano, probabile località
d'origine del capostipite. |
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ANGONOVA |
Assolutamente rarissimo, probabilmente del cuneese, potrebbe
essere di origini spagnole. |
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ANGORI
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Angori è tipicamente toscano, dell'aretino, di Cortona,
Castiglion Fiorentino, Arezzo e Foiano della Chiana, con un
piccolo ceppo anche ad Orbetello nel grossetano, dovrebbe
derivare dal nome medioevale
Angorius, che troviamo in uno
scritto medioevale che cita un tale Angorius puer claustralis
monasterii de Biterbis. |
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ANGRISANI
ANGRISANO |
Tipicamente campano Angrisani è specifico soprattutto del
salernitano, di Nocera Superiore, Salerno, Cava de` Tirreni e
Nocera Inferiore e di Somma Vesuviana (NA) e Napoli, Angrisano,
decisamente più raro, è più tipico del napoletano, di Napoli,
San Giorgio a Cremano, Portici e Torre Annunziata con presenze
significative anche a Grottaminarda (AV), dovrebbero derivare
dall'etnico di Angri (SA). |
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ANICE
ANICI
ANICIO |
Anice, Anici, Anicio, tutti assolutamente rarissimi, quasi
unici, potrebbero derivare dal nome della
Gens Anicia,
o dal nome gentilizio romano
Anicius, di cui abbiamo un
esempio in un'antica lapide romana: "Consimiles fratrum trabeis
gestamina honorum / tertia quae derant addidimus titulis /
dilectae Probus haec persolvo munera matri / restituens statuis
praemia quae dederat // Aniciae Faltoniae / Probae Amnios
Pincios / Aniciosque decoranti / consulis uxori / consulis
filiae / consulum matri / Anicius Probinus v(ir) c(larissimus) /
consul ordinarius / et Anicius Probus v(ir) c(larissimus) /
quaestor candidatus / filii devincti / maternis meritis /
dedicarunt". |
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ANICETO |
Aniceto, molto molto raro, è meridionale, dovrebbe derivare da
un nome originato dal termine greco
anìketos
(invincibile). |
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ANICHINI
ANICO |
Anichini è tipicamente toscano, molto diffuso a Firenze ed a
Greve in Chianti, Scandicci, San Casciano in Val di Pesa,
Impruneta e Lastra a Signa nel fiorentino, a Siena, Castelnuovo
Berardenga e Poggibonsi nel senese, a Terricciola, Ponsacco e
Pomarance nel pisano ed a Monte Argentario ed Isola del Giglio
nel grossetano, Anico, quasi unico, è emiliano, dovrebbero
derivare, direttamente o tramite un ipocoristico dal nome tardo
latino Anicus,
una variante medioevale di
Anicius, nome gentilizio della
Gens Anicia, di cui abbiamo un esempio in Anicus Manlius
Severinus Boethius (475-524), il famoso filosofo, autore del
famoso De consolatione philophiae, che, console di Roma sotto
Teodorico, venne da questi fatto imprigionare e condannato a
morte nel 524. |
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ANICITO |
Anicito è
tipico di Paternò (CT), deriva dal nome di Sant'Anicito che fu
l'undicesimo papa dall'anno 155 al 166, o dal toponimo Anicito,
valle e lago del catanese. |
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ANIELLO |
Aniello, non comune, sembra avere oltre al ceppo campano, tra
Napoli e Caserta, anche uno nel barese, deriva dal nome
medioevale Aniellus
(Agnello sottinteso di Dio)
di cui si ha esempio nel V° secolo con Aniellus Oratius de
Venosa (PZ), potrebbe anche, in alcuni casi derivare
dall'aferesi di toponimi come Curtaniello (BA) o Puccianiello
(CE) o anche da un soprannome dialettale originato dal vocabolo
aniello
(agnello),
esempio di questa cognominizzazione lo troviamo nel 1700 con
monsignor Domenico Aniello, vescovo di Acerenza (PZ). |
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ANIGONI
ANNIGO
ANNIGONI |
Anigoni, assolutamente rarissimo, è dell'area reggiano,
parmense, Annigoni è specifico del reggiano, di Scandiano,
Reggio Emili, Casina e Carpineti, Annigo è praticamente unico,
dovrebbero derivare, direttamente e soprattutto attraverso una
forma accrescitiva, da un'alterazione dialettale del nome tardo
latino Anicus
(vedi ANICHINI). |
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ANITORI |
Anitori ha un piccolissimo ceppo a Sant'Angelo in Pontano nel
maceratese, un ceppo a Roma e Velletri nel romano ed uno a
Ronciglione nel viterbese, dovrebbe derivare da
Anitor,
il nome medioevale di un angelo invocato spesso in riti magici
come guida spirituale. |
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ANNARELLI |
Annarelli ha un piccolo ceppo a Sora nel frusinate ed a
Terracina e Pontinia nel latinense ed uno a Foggia, dovrebbe
derivare da Annarello, un ipocoristico del nome
Anna al
maschile. |
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ANNARILLI |
Annarilli è specifico di Ariccia e di Albano Laziale nel romano,
dovrebbe derivare da una forma dialettale del nome Annarello, un
ipocoristico del nome Anna
al maschile (vedi ANNARELLI). |
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ANNARUMMA |
Annarumma è specifico del salernitano, di Angri soprattutto, ma
anche di Scafati, Salerno, Cava de` Tirreni, Calabritto e Pagani,
dovrebbe derivare dalla forma dialettale del nome composto da
Anna
e dalla contrazione di Rumménéca,
rotacismo dialettale per
Domenica, nome portato
evidentemente dalla capostipite. |
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ANNECCHIARICO
ANNECHIARICO
ANNICCHIARICO
ANNICHIARICO |
Annecchiarico, abbastanza raro, sembra tipico di Montemiletto
(AV), Annechiarico è dovuto ad errori di trascrizione,
Annichiarico, molto raro, e Annicchiarico, più diffuso, sembrano
tipici di Grottaglie (TA).
integrazioni fornite da
Stefano Bettazzi
Annechiarico, quasi unico, è un errore di trascrizione di
Annecchiarico, tipico per lo più dell'avellinese, Annichiarico,
molto raro, è anch'esso probabilmente un errore di trascrizione
di Annicchiarico, che presenta un ceppo largamente maggiore nel
tarantino e ceppi minori nel nord e centro nord del paese,
nonché nell'avellinese, tutti questi cognomi derivano
dall'antico italiano annicchio
o annicchiarico,
col significato di giovenco,
manzo: l'origine del termine va
ricercata nel latino anniculus,
che letteralmente significa di un anno, in riferimento, quindi,
ai giovenchi che hanno raggiunto il primo anno di vita. Questi
cognomi, dunque, derivano o dal mestiere svolto dai capostipiti
(probabilmente dei mandriani o dei commercianti in giovenchi)
oppure da loro caratteristiche fisiche o comportamentali
(talvolta, infatti, il termine annicchio o annichiarico poteva
essere utilizzato anche come soprannome per un ragazzo, in
relazione alla giovinezza che accomuna uomini e animali nei
primi anni della loro vita). |
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ANNESA
ANNESE
ANNESI |
Annesa sembrerebbe unico, Annese è tipicamente pugliese, di
Molfetta, Monopoli, Alberobello e Bari nel narese, di Massafra
nel tarentino e di Torremaggiore ed Orta Nova nel foggiano, con
un ceppo anche a Grottaminarda nell'avellinese ed a Roma, Annesi
ha un ceppo laziale a Vignanello e Civita Castellana nel
viterbese ed a Roma ed Anguillara Sabazia nel romano, ed uno a
Miggiano nel leccese con buone presenze anche a Montesano
Salentino, dovrebbero derivare dal nome latino
Anesius,
Anesia,
ricordiamo con questo nome il Santo Martire sotto Diocleziano
citato dal Martyrologium Romanum, o dal nome medioevale
Annesius,
Annesia,
derivato dal precedente, di queste cognominizzazioni abbiamo un
esempio d'uso nel 1600 in uno scritto sulla Compagnia di Gesù:
"...Neque promerita commemoratione fraudandi sunt fortissimi
Alii ex Societate in infecto rum obsequium demortui.] Sacerdotes,
inuictissimique Fratres: illi quidem Petrus Correa, Laureutius
Fonseca, Balthassar Esteuius: hi vero Antonius Abreus, Alexander
Coëlius, Andreas Annesius, ac Rodericus Gomesius: qui nimirum
omnes Socij non laborum minus, quam palmarum, inter haec eadem
huiusce temporis discrimina ..". |
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ANNIBALDI
ANNIBALE
ANNIBALI
ANNIBALINI
ANNIBALINO
ANNIBALLO |
Annibale, molto raro sembra essere di origini campane anche se
potrebbe avere un ceppo secondario nel veneziano, Annibali e
Annibaldi sono tipici dell'Italia centrale, Annibalini è
specifico del pesarese, di Pesaro, Fano e Gabicce Mare,
Annibalino, praticamente unico, sembrerebbe romano, Anniballo,
estremamente raro, potrebbe essere campano. Dovrebbero tutti
derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome punico
Hannibal
o dal bizantino Hannibalianus.
Tracce di questo cognomen si hanno fin dal 300 d.C. con
l'imperatore Flavius Hannibalianus figlio di Flavius Dalmatius e
nipote dell'imperatore di origine illirica Flavius Valerius
Constantius. Nel 1350 troviamo il Cardinale Annibaldo da
Ceccano, principe di Avignone, in qualità di legato del
Pontefice Romano Clemente VI. La famiglia Annibaldi, divisa in 3
ceppi: della Molara, di Montecompatri e Zancato, ebbe numerosi
senatori e cardinali, tra i suoi più celebri figli annovera il
cardinale Riccardo della Molara, che prende il nome della
omonima fortezza vicino Tuscolo, sua abituale residenza. Nella
biografia del Petrarca, fra i suoi amici, incontriamo Paolo
Annibaldi. San Tommaso d'Acquino dedica parte della sua Catena
Aurea ad Annibaldo Annibaldi, a Roma, nella basilica di S.Maria
in Trastevere, è conservato il mausoleo del cardinale Pietro
Annibaldi (?-1414). |
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ANNICCHINI
ANNICCHINO
INNECCO |
Annicchini è quasi unico, Annicchino, assolutamente rarissimo,
sembra avere un ceppo nel napoletano ed uno nel cosentino,
Innecco, estremamente raro, sembrerebbe lucano, tutti questi
cognomi dovrebbero derivare da forme dialettali derivante
dall'antico italiano annicchio,
con il significato di giovenco
o manzo,
forse indicatori in passato di particolare agiatezza questi
cognomi indicavano a volte dei proprietari di bestiame a volte
dei semplici mandriani. |
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ANNIS
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Specifico
sardo del cagliaritano, dovrebbe essere una modificazione
dialettale derivata dal nome Anna, ma più probabilmente deriva
da una variazione sul tema del nome Giovanni. |
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ANNONE
ANNONI |
Cognome
tipicamente dell'areale milanese, la cui origine è da
attribuirsi al toponimo Annone (CO). Risulta già dal medioevo
un nobile e prosperoso ceppo antico, forse originario, nella
città di Lodi (l'attuale Lodivecchio); nel 1500 troviamo poi
questa famiglia citata nel Repertorio dei Nobili della città di
Milano con la qualifica di Conti. |
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ANNOVAZZI |
Specifico
del milanese e del bergamasco, è poco diffuso, potrebbe derivare
dal nome tardo latino Novatius, di cui si hanno tracce fin dal
250 quando un Novatius contrastò le idee cattoliche opponendosi
alla sacralità di alcuni sacramenti. |
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ANNUNZI
ANNUNZIO |
Annunzi,
molto molto raro, sembrerebbe tipico del Piceno, Annunzio è
quasi scomparso, derivano dal nome medioevale Annuntius di cui
abbiamo un esempio con Annuntius Persicus de Persicis citato
nella Lista degli scolari dello Studio di Perugia relativa
all'anno 1574. |
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ANNUNZIATA
ANNUNZIATO |
Annunziata è tipico di Sarno (SA) e della zona di Napoli,
Annunziato, molto molto raro è della stessa zona, derivano dal
nome della località Torre Annunziata (SA) o direttamente dal
nome Annunziata (da Santa Maria Annunziata) tipico della
tradizione cristiana. |
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ANOE'
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Anoè è specifico del veneziano, di Martellago e Venezia,
dovrebbe derivare da una forma arcaica
Anoè del
nome biblico Noè,
probabilmente portato dal capostipite. |
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ANSALDI
ANSALDO
ANZALDI
ANZALDO |
Ansaldo
è specifico genovese, Ansaldi oltre che ligure è più
propriamente torinese e cuneese, con ceppi anche nel basso
Piemonte e milanese, in Toscana ed uno persino in Sicilia, dove
sono molto diffusi Anzaldi ed ANzaldo, derivano, direttamente o
tramite modificazioni dialettali, dal nome longobardo
Ansoaldo
di cui si hanno tracce fin dal 600, ricordiamo il Vescovo
Ansoaldo di Poitiers legato alla storia di San Filiberto, e
l'Ansoaldo notaio di corte di Rotari il re longobardo del famoso
editto di Rotari dell'anno 643. Tracce di questa
cognominizzazione si hanno ad esempio a Pisa in un atto del
1210, facente parte della raccolta di Pergamene di Lunigiana,
dove si legge: "...elegit et constituit Corsum quondam fratrem
Forestani et Garsendam eius uxorem et filiam quondam Bonvassalli
Ansoaldi, presentes et suscipientes, operaios et rectores atque
administratores." |
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ANSALONE
ANSALONI
ANZALONE
ANZALONI |
Ansalone è abbastanza raro ed è tipico dell'alto salernitano,
Ansaloni è specifico emiliano, delle province di Modena e
Bologna, Anzalone è molto diffuso in Sicilia con un ceppo anche
in Campania, Anzaloni è assolutamente rarissimo, dovrebbero
tutti derivare dal nome italo germanico
Ansaldonus,
latinizzazione del longobardo
Ansoaldo, secondo alcuni
potrebbero derivare dal nome ebraico
Assalonne.
Tracce di questa cognominizzazione si hanno in Sicilia con
Giacinto Ansalone, nato il 10 novembre 1598, a Santo Stefano
Quisquina, santificato poi come martire con il nome di San
Giordano Ansalone.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Cognome tipico dell'area nonantolana, deve la sua secolare
presenza «in loco» all'istituto della Partecipanza agraria. È il
nome proprio biblico Assalonne,
vivo nelle carte medievali modenesi nelle forme
Ansalon,
Absalon,
Ansalon (sec. XII); un monaco
Ansalonus è ricordato in una
carta nonantolana del 1187. Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e
nel Modenese, 1996. |
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ANSANELLI
ANSANI
ANSANO |
Ansanelli, estremamente raro, sembrerebbe campano, del
salernitano in particolare, con sparute presenze anche nel
cuneese, Ansani, molto raro, ha un piccolo ceppo toscano tra
lucchese e pistoiese ed uno calabrese a Catanzaro, Ansano,
assolutamente rarissimo, è del senese, dovrebbero derivare,
direttamente o tramite ipocosristici, dal nome tardo latino
Ansanus,
ricordiamo Sanctus Ansanus, detto il Battista, patrono di Siena,
martire sotto l'imperatore Diocleziano. |
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ANSELMETTI
ANSELMETTO
ANSELMI
ANSELMINI
ANSELMINO
ANSELMO
ANZELMETTI
ANZELMI
ANZELMO |
Anselmetti
è tipico di Biella, Muzzano (BL) e del biellese, Anzelmetti,
praticamente unico, è dovuto ad errori di trascrizione,
Anselmetto, molto molto raro, è tipico di Condove (TO) e zone
viciniori, Anselmi è estremamente diffuso in tutto il centronord,
con presenze significative anche nel barese e nel trapanese,
Anselmini, tipicamente lombardo, ha presenze a Milano e nel
milanese e nel basso bresciano, Anselmino è specifico di Torino
e del torinese, Anselmo ha un grosso nucleo piemontese, uno
ligure, soprattutto nel genovese e nello spezzino, ha un ceppo
nel salernitano, uno nel cosentino ed uno siciliano tra
trapanese e palermitano, Anzelmi. estremamente raro, parrebbe
toscano o pugliese, Anzelmo, decisamente meridionale, ha un
ceppo nel napoletano, uno nel barese ed uno nel palermitano. Il
nome che ha dato origine a tutti questi cognomi è longobardo ed
è composto dai termini ans
(divinità)
ed helm
(elmo),
con il significato quindi di
elmo divino, elmo sacro o
difensore di Dio,
nel 500 troviamo la latinizzazione
Anshelmus
italianizzato poi in Anselmo, nome diffuso in tutta la penisola. |
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ANSEVINI
ANSOLINI
ANSOVINI
ANZEVINO
ANZIVINO
ANZOLIN
ANZOLINI
ANZOVINI
ANZOVINO |
Ansevini è tipico di Ancona, Ansolini è praticamente unico,
Ansovini, molto raro, è del centro Italia, Anzevino ha un
piccolo ceppo toscano ed uno campano, ad Arienzo (CE) ed a
Napoli, Anzolin sembrerebbe tipico del vicentino, Anzivino è
tipico del foggiano, Anzolini, decisamente più raro, è tipico
dell'udinese, Anzovini è quasi unico, Anzovino, sempre raro, è
tipico della fascia che dal napoletano, attraverso il
beneventano, arriva in Molise, tutti questi cognomi dovrebbero
derivare dal nome medioevale
Ansovinus, o
Ansuinus
, ricordiamo Sanctus Ansovinus di Camerino morto nell'anno 840,
il cui nome è a sua volta derivato dal nome germanico
beneaugurale Answin
composto dal vocabolo ans
(divinità)
e win
(amico)
con il significato o di o Dio ti
è amico o
l'amico di Dio. |
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ANSIONE |
Praticamente unico dovrebbe derivare dal nome latino Ansio (Ansionis)
di cui si hanno tracce in una lapide: "Ansio Caes(ar) (is)
ministrat(or) - Erastus Vedi(anus) Caesar(is) minist(rator)
Liccaea l(iberta) ol(lam) d(edit)" e ancora in uso più tardi
come si legge nel libro di Francesco di Gregorio di Francesco
Redi d'Arezzo scritto nel 1647 "...A Monsù Ansio per fattura
della giubba di velluto nero da campagna, dell'altra giubba e
vestito di panno d'Olanda, fodere e altre spese, lire
73-10....". |
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ANSUINELLI
ANSUINI
ANZUINELLI
ANZUINI
ANZUINO |
Ansuinelli, quasi scomparso, sembrerebbe marchigiano, Ansuini,
molto raro, è specifico della fascia centrale che comprende
Marche, Umbria e Lazio, Anzuinelli è molto molto raro,
dell'Italia centrale, forse marchigiano, Anzuini meno raro è
anch'esso dell'Italia centrale, probabilmente laziale, Anzuino,
assolutamente rarissimo, sembrerebbe del beneventano, derivano
dal nome medioevale Ansuinus
o Ansovinus
derivato dal germanico Answin
(vedi Ansevini), dell'uso di questo nome abbiamo un esempio
nell'elenco degli scolari dell'Università di Perugia dell'anno
1489, dove troviamo un Ansuinus de Camerino. Personaggio famoso
con questo nome è stato nel 1400 il pittore Ansuino da Forlì. |
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ANTACIDO |
Assolutamente rarissimo, dovrebbe essere originario della zona
di Pozzuoli (NA), circa la derivazione si può solo ipotizzare
una connessione con il vocabolo spagnolo antaco (nome di una
pianta tintoria dalla quale si estrae una tinta gialla). |
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ANTENORA
ANTENORE
ANTENORI
ANTINORA
ANTINORI
ANTINORO |
Antenora,
quasi unico, è dell'area molisana, Antenore, molto raro, è
specifico di Grottole nel materano, Antenori, sempre lucano, è
specifico di Venosa nel potentino, Antinora, quasi unico, è del
beneventano, Antinori è tipico del centro Italia, sembra avere
un ceppo primario anche nel bolognese e nel fiorentino, ci sono
nuclei collegati nel perugino e sul litorale adriatico da Forlì
al maceratese, Antinoro, il più diffuso, è specifico della
Sicilia, di Paermo, del nisseno a Mussomeli e, soprattutto,
dell'agrigentino a Casteltermini e Canicattì, derivano tutti dal
nome di origine greca Antinore
(il troiano Antenor).
Si hanno tracce di questo cognome a Firenze fin dal 1400 con la
famiglia di ricchi mercanti che acquisirono poi nel 1506 quello
che si chiama ancora oggi Palazzo Antinori, nel 1600 nella
provincia di Pisa troviamo il Vicario Alessandro Antinori di
Sebastiano.
ipotesi proposta da
Alioscia Antinori (che riteniamo molto poco probabile in
funzione della distribuzione geografica)
Premetto che mio nonno di cognome Antinori era originario della
marsicana. Civita d'Antino prima dell'era cristiana era
conosciuta con il nome di Antinum e fu un importante città del
popolo dei Marsi. Dopo la guerra sociale solo due centri marsi
furono insigniti della cittadinanza romana, Antinum e Marruvium.
Attorno all'anno mille il paese veniva chiamato Antena. Almeno
per quanto riguarda il mio ceppo, ritengo più credibile
l'ipotesi di una derivazione dalla toponomastica marsicana. |
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ANTENOZIO |
Antenozio è un cognome tipico di Foggia, dovrebbe derivare da
una forma ipocoristica arcica del nome
Antonius. |
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ANTENUCCI
ANTINUCCI |
Antenucci ha un ceppo a Roma, uno abruzzese e molisano a
Cupello, Celenza sul Trigno, Vasto e San Salvo nel teatino, a
Tagliacozzo ed Avezzano nell'aquilano, a Colledara nel teramano,
, ha un grosso ceppo ad Isernia ed uno nel campobassano a
Roccavivara, Campobasso e Guardialfiera, Antinucci, meno comune,
ha un ceppo a Roma e ad Oriolo Romano nel viterbese, un ceppo a
Scafa nel pescarese, ed uno piccolo ad Isernia, in Campania è
ben presente a Sessa Aurunca nel casertano, si dovrebbe trattare
di forme ipocoristiche, anche alterate dal dialetto, derivate
dal nome Antino
(vedi ANTINA). |
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ANTICHI
ANTICO |
Antichi ha un ceppo tra reggiano e modenese ed in Toscana,
soprattutto nell'area che comprende il livornese, il pisano il
fiorentino ed il senese, Antico ha vari ceppi, nel padovano,
veneziano e rovigoto, nel pescarese e teatino, nel salernitano,
nel Salento, nel reggino e nel siracusano e palermitano,
dovrebbe derivare dal nome Longobardo
Anticus,
citato ad esempio da Paolo Diacono nella sua
Historia Longobardorum:
".. Hac tempestate Iustinianus Augustus Romanum imperium felici
sorte regebat. Qui et bella prospere gessit et in causis
civilibus mirificus extitit. Nam per Belisarium patricium Persas
fortiter devicit, perque ipsum Belisarium Wandalorum gentem,
capto eorum rege Gelismero, usque ad internicionem delevit
Africamque totam post annos nonaginta et sex Romano imperio
restituit. Rursumque Belisarii viribus Gothorum in Italia gentem,
capto Witichis eorum rege, superavit. Mauros quoque post haec
Africam infestantes eorumque regem Amtalan per Iohannem
exconsulem mirabili virtute protrivit. Pari etiam modo et alias
gentes belli iure conpressit. Quam ob causam propter horum
omnium victorias, ut Alamannicus, Gothicus, Francicus,
Germanicus, Anticus, Alanicus, Wandalicus Africanusque diceretur,
habere agnomina meruit...", ma potrebbe anche derivare da una
forma aferetica del nome longobardo
Nanticu,
di cui abbiamo un esempio nel
Codex Diplomaticus Cavensis
nell'anno 898, dove tra i testimoni di una dichiarazione di
proprietà compare: "..+ ego Nanticu filio Tuntuli teste
subscripsi ..". |
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ANTIFORA |
Antifora è tipico di Bisceglie nel barese e di Lucera nel
foggiano, dovrebbe essere di origini greche e derivare da un
soprannome basato sul verbo greco antico άντιφέρω antifero
(portare contro, porre prima,
anticipare). |
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ANTIGNANI
ANTIGNANO |
Antignani ha un ceppo romano, uno a Santa Croce di Magliano nel
campobassano ed uno, il più consistente, a Pomigliano d'Arco nel
napoletano, Antignano è un tipico cognome del napoletano, di
Giugliano in Campania, Acerra e Napoli, dovrebbero derivare dal
toponimo Antignano di Vico Equense nel napoletano, gli Antignano
sono un importante casato campano che risale almeno all'epoca di
Federico II° di Svevia, i Conti di Antignano, paese e castello
del perugino posto sulle colline di Bevagna da cui sembra
trassero il nome, al momento degli scontri tra guelfi e
ghibellini, col l'avvento della supremazia papale si ritirarono
in Campania, famoso è il palazzo Antignano di Capua costruito
tra il 1450 ed il 1454, gli Antignani sono, più che un ramo
cadetto degli Antignano, più probabilmente semplicemente gente
che fosse di Antignano, la -i
finale identificherebbe quindi il genitivo di specificazione. |
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ANTIGNATI |
Antignati, praticamente unico, specifico del bergamasco,
dovrebbe derivare dal nome arcaico del paese bergamasco di
Antegnate, probabile luogo d'origine del capostipite. |
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ANTILLI
ANTILLO |
Antilli, molto molto raro, ha un piccolo ceppo a Fano nel
pesarese, con sparute presenze nel romano, Antillo è
praticamente unico, dovrebbero essere derivati da una forma
contratta del nome medioevale
Antonillus (vedi ANTONILLI) |
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ANTIMI
ANTIMO |
Antimi ha
un ceppo nel forlivese, uno nel ternano ed uno a Roma, Antimo è
quasi unico, dovrebbero derivare da nome medioevale Antimo, di
cui abbiamo un esempio in quest'atto del 1500: "...per
deputationem et electionem domini Antimi de Sinebarbis sui
patris heredis quondam Antonii Pauli Funarii donatarii dicte
domus...", ma è pure possibile una derivazione dal toponimo
Sant'Antimo nel pesarese o Sant'Antimo (NA). |
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ANTINA
ANTINI
ANTINO |
Antina è praticamente unico, Antini, molto molto raro, ha un
ceppo nel foggiano ed uno probabilmente secondario a Roma,
Antino, sempre molto raro, ha un ceppo nel foggiano ed uno nel
napoletano.
integrazioni fornite da
Fabio Paolucci tratto dal testo di prossima pubblicazione "I
cognomi di Colle Sannita" di F. Paolucci
Attualmente sono presenti due ceppi Antino nella nostra
Penisola, a Napoli e nel foggiano comune di San Severo (centro
dove con ogni probabilità il cognome si è formato e dal quale si
è poi irradiato - nei secoli scorsi anche a Colle Sannita -).
Varianti di Antino sono Antina, cognome estremamente raro, forse
riconducibile ad un unico ceppo familiare presente in Basilicata
e in Emilia Romagna, e Antini, classica forma pluralizzata
diffusa principalmente a Roma e nel Foggiano (nelle vicinanze di
San Severo). Più ipotesi possono essere formulate circa
l'origine etimologica del cognome. In prima analisi va presa in
esame l'ipotesi fornita dal noto linguista del "Corriere della
Sera" Giorgio De Rienzo, il quale proponeva, in risposta ad un
lettore che richiedeva informazioni sull'origine del cognome
D'Antino, la provenienza dal ceppo Durante. Il cognome Durante,
derivato dal nome augurale cristiano della latinità tarda e
medioevale Durante (col significato di "preciso, perseverante,
fermo", ottenuto dal participio presente "durans, durantis" del
verbo latino "duro, as, avi, atum, are", la cui traduzione è
"indurre, rendere duro, indurire, rendere solido, fortificare" o
"radicarsi", "rendere insensibile", "resistere a, sopportare",
"costipare", "indurirsi, divenir duro", "durare, sussistere" o
ancora "esser duro, spietato") che presenta varianti come
Duranti e Durando, avrebbe secondo il parere dell'esperto
linguista forme abbreviate quali Dante, Danti, Dantini, ergo,
D'Antino. Secondo il mio modesto parere, tale spiegazione è
riduttiva e poco chiara per i cognomi presi in esame: Antino,
così come il patronimico D'Antino, andrebbe ricondotto
etimologicamente alla cognominizzazione del nome Antino,
diffusosi nella tarda antichità e nel medioevo per mezzo del
culto dell'omonimo santo martire Antino, festeggiato
tradizionalmente il 27 settembre. Ancora da ricordare è un
singolare episodio che sconvolse il mondo romano sotto Adriano,
ma che contribuì alla diffusione dei nomi Antinoo e poi Antino.
Antinoo (dal greco "anti" e "noos", "avversario, che ha diverso
pensiero") fu il favorito dei fanciulli di cui amava circondarsi
l'imperatore Adriano; originario dalla Bitinia (Asia Minore),
nacque secondo le fonti il 27 novembre del 110 d. C. e morì per
annegamento in circostanze oscure il 30 ottobre del 130 durante
un viaggio sul Nilo. Dopo la sua morte fu subito divinizzato
dall'Imperatore: il caso fu unico ed eccezionale nella storia
romana in quanto la divinizzazione era riservata agli imperatori
e ai membri della famiglia imperiale, per cui notevole fu lo
scalpore che investì tutto l'Impero. Un'ultima tesi
ricondurrebbe l'origine del cognome Antino al toponimo abruzzese
Civita d'Antino, piccolo e suggestivo storico comune della
provincia de L'Aquila, ma anche in questo caso la proposta
andrebbe scartata per la evidente lontananza del centro dai
luoghi di diffusione del cognome e, in particolar modo, per la
assoluta veridicità della mia precedente ipotesi di formazione
etimologica dalla cognominizzazione di un nome proprio. |
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ANTIOCO
ANTOCI |
Antioco,
estremamente raro sembrerebbe del palermitano, Antoci è tipico
del ragusano, dovrebbero derivare dall'etnico antioco (di
Antiochia) come pure, anche se la cosa è meno probabile dal
cognome macedone Antoci. |
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ANTISTA |
Antista è specifico di Castelbuono, Geraci Siculo e Palermo nel
palermitano, dovrebbe derivare dal nome della
Gens
plebea latina Antistia,
troviamo citato il personale relativo a questa Gens in una
lettera di Bruto a Cicerone: "..duabus rebus egemus, Cicero,
pecunia et supplemento; quarum altera potest abs te expediri ut
aliqua pars militum istinc mittatur nobis vel secreto consilio
adversus Pansam vel actione in senatu, altera quo magis est
necessaria neque meo exercitui magis quam reliquorum, hoc magis
doleo Asiam nos amisisse; quam sic vexari a Dolabella audio ut
iam non videatur crudelissimum eius facinus interfectio Treboni.
vetus Antistius me tamen pecunia sublevavit. ..". |
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ANTOGNONI |
Antognoni
ha un ceppo marchigiano, soprattutto a Fano nel pesarese ed un
ceppo nel perugino a Perugia, Deruta e Torgiano, dovrebbe
derivare da una forma dialettale accrescitiva del nome Antonio,
probabilmente i capostipiti, di nome Antonio, erano di grossa
corporatura. |
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ANTOLA
ANTOLINI
ANTOLINO |
Antola è
specifico della Liguria, deriva da soprannomi originati dalla
provenienza dal monte Antola in Liguria. Antolini ha un nucleo
originario nel veronese, ma potrebbe avere ceppi lungo la zona
adriatica dalla Romagna all'Abruzzo ed uno nel genovese,
Antolino dovrebbe essere di origine meridionale ed in
particolare della zona di confine tra il foggiano, la Basilicata
e la Campania. Questi ultimi due cognomi potrebbero derivare da
una modificazione del nome Antonio. |
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ANTONA
ANTONAZZI
ANTONAZZO
ANTONELLI
ANTONELLO
ANTONI
ANTONIAZZI
ANTONIAZZO
ANTONICELLI
ANTONICELLO
ANTONIEL
ANTONIETTI
ANTONIO
ANTONIOL
ANTONIOLI
ANTONIOLO
ANTONIONE
ANTONIONI
ANTONIOTTI
ANTONIOTTO
ANTONIOZZI |
Antona
sembrerebbe dell'agrigentino, Antonazzi ha un ceppo nel romano a
Morlupo ed a Roma, ed uno in Puglia a Surbo nel leccese,
Antonazzo ha un ceppo, probabilmente secondario, a Roma, uno in
Sicilia, soprattutto a Torregrotta nel messinese, ma il ceppo
più importante è nella Puglia meridionale, nel leccese a
Carpignano Salentino, Tiggiano, Parabita, Ortelle, Ugento e
tutto il leccese, con un grosso ceppo anche a Grottaglie nel
tarentino, Antonelli, molto diffuso, è panitaliano, Antonello è
tipico veneto, Antoni parrebbe toscano, Antoniazzi è tipico del
Lombardoveneto, Antoniazzo, molto molto raro, ha un ceppo nel
novarese ed uno nel Veneto, Antonicelli sembrerebbe specifico
dell'area che comprende il barese ed il tarentino, Antonicello,
praticamente unico, è probabilmente dovuto ad errori di
trascrizione del precedente, Antoniel, molto molto raro, è
specifico di Pordenone e del pordenonese con qualche presenza
nel vicino trevigiano, Antonietti ha un ceppo nell'Italia
settentrionale occidentale, a Genova, Torino, nel verbanese, in
Lombardia, con piccoli ceppi anche in Emilia, ed ha ceppi nella
fascia centrale che comprende urbinate, anconetano, perugino,
romano e latinense, Antonio, estremamente raro, parrebbe del
centrosud, Antoniol è caratteristico di Sovramonte nel bellunese
con un ceppo secondario
anche a Codognè e Fontanelle nel trevisano, Antonioli è
tipicamente lombardo, Antoniolo, rarissimo, parrebbe veronese,
Antonione, estremamente raro, sembrerebbe piemontese, Antonioni
ha ceppi emiliani, nell'urbinate e tra Roma e Latina, Antoniotti
e Antoniotto sono tipicamente piemontesi, Antoniozzi è specifico
del romano e del rietino, di Roma, Rieti e Gallicano nel Lazio
(RM) in particolare, derivano tutti da modificazioni più o meno
ipocoristiche del nome latino
Antonius, probabilmente di
origine etrusca anche se non se ne conosce la radice che è alla
base di tutta una serie di cognomi distribuiti equamente in
tutta Italia.Un'altra possibile origine di questa serie di
cognomi, soprattutto al sud potrebbe essere il nome greco
Antionos,
che significa nato prima
(ante
gnatos con la stessa radice di
antenato). |
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ANTONACCI
ANTONACI |
Antonacci è diffusissimo in Puglia e tra Abruzzo, Molise e
Lazio, con massima concentrazione nel foggiano e nel barese,
Antonaci, tipicamente pugliese, è soprattutto salentino, diffuso
a Galatina, Lecce, Cutrofiano, Sogliano Cavour, Collepasso,
Neviano, Martano, Matino, Corsano, Soleto e Gallipoli nel
leccese, a Taranto ed a Bari, dovrebbero essere di origine greca
e derivare dall'italianizzazione del nome e cognome greco
Antonakis,
forma patronimica o diminutiva in
-akis del
nome Antonios
(Antonio).
integrazioni fornite da
Lucia Antonaci
Il cognome Antonaci è di origine greca dal cognome Antonakis, e
deriva dall'insediamento greco-bizantino nella terra d'Otranto. |
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ANTONANGELI
ANTONANGELO |
Antonangeli è specifico di Lazio di Roma e Sora (FR) e
dell'aquilano, di Pescina in particolare, Antonangelo è quasi
unico, derivano dal nome composto Antonio ed Angelo. |
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ANTONGIOVANNI |
Antongiovanni è tipicamente toscano del lucchese, di Capannori,
Viareggio e Camaiore, dovrebbe derivare da un capostipite che si
fosse chiamato con il nome composto dai nomi
Antonio e
Giovanni,
ricordiamo con questo nome l'Abate Antongiovanni Bonicelli, il
traduttore, verso la fine del 1700, dal latino in italiano della
Memoria storica della Repubblica di Venezia di Paolo Morosini. |
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ANTONICA
ANTONICI
ANTONICO |
Antonica, tipicamente salentino, di Galatina, Zollino, Lecce e
Martignano nel leccese e di Mesagne nel brindisino, ha anche
qualche presenza nel cosentino, Antonici ed Antonico sono quasi
unici e probabilmente il prodotto di errori di trascrizione del
precedente, che dovrebbe derivare da una forma ipocoristica
grecanica del nome greco Αντώνης Antónis (Antonio). |
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ANTONILLI |
Antonilli è specifico di Sant'Agapito nell'iserniese e di
Isernia, con piccole presenze anche nel Lazio meridionale,
dovrebbe derivare dalla forma ipocoristica latina
Antonillus
(piccolo Antonio),
troviamo tracce di questa cognominizzazione nella Lista degli
Scolari dell'Università di Perugia, sotto l'anno 1559, dove
compare un certo Andreas Antonillus. |
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ANTONINI
ANTONINO |
Antonina è praticamente unico, Antonini è molto diffuso al
centronord, Antonino sembrerebbe tipico pugliese, del barese in
particolare, con ceppi anche nel napoletano e beneventano.
integrazioni tratte da Da
I cognomi di Colle Sannita - sezione cognomi
estinti a Colle, di Fabio Paolucci, di prossima pubblicazione
Antonino sembrerebbe tipico di Bari e provincia, ma lo si
ritrova diffuso in nuclei meno consistenti rispetto al
precedente anche a Brindisi e nel comune di San Severo in
Capitanata. Sempre nel Mezzogiorno sono individuabili altri due
ceppi: uno nella città partenopea, l'altro nel comune
beneventano di Pago Veiano. A Torino, Milano e nel resto del
Nord, la presenza del cognome Antonino potrebbe essere una delle
conseguenze visibili del fenomeno di migrazione dall'Italia
meridionale al Settentrione, ma non è escluso che potremmo
trovarci innanzi a ceppi autonomi. Varianti di Antonino sono
Antonina, estremamente raro, forse unico, e Antonini, ampiamente
diffuso nell'area centro-settentrionale della nostra Penisola.
Un gruppo familiare Antonino è documentato a Colle Sannita
nell'ultimo ventennio del 1500, come risulta dalla consultazione
dei Libri Baptizatorum; già dai primi decenni del Seicento il
cognome non viene più registrato nell'archivio parrocchiale
collese. Più ipotesi possiamo formulare sulla presenza di questo
cognome nel nostro borgo, considerando il fatto che la forma
cognominale Antonino è attualmente diffusa nei comuni di San
Severo e Pago Veiano, mentre risulta assente nei restanti
limitrofi comuni sanniti e della Capitanata: si potrebbe pensare
che il ceppo Antonino stanziato a Colle fosse autoctono, e che
in seguito, verso i primi decenni del Seicento, il cognome si
fosse qui estinto per cause naturali (assenza di discendenti di
sesso maschile, pestilenze o carestie) oppure a causa di una
migrazione di uno o più gruppi familiari da Colle alla volta di
luoghi meno ostili in cui poter vivere, stanziandosi nei non
lontani centri di San Severo e Pago Veiano. Altra ipotesi è
invece opposta alla precedente: è possibile lo spostamento del
ceppo Antonino da Pago Veiano o da San Severo verso Colle, nel
cui abitato non dovette sostare a lungo data la subitanea
estinzione del cognome nel nostro centro sannita. Non è
possibile sciogliere in questa sede il dubbio circa la
provenienza degli Antonino collesi: accurate e minuziose
ricerche archivistiche andrebbero condotte in tal senso, ma ciò
ridurrebbe il nostro lavoro di ricerca scientifica ed
etimologica dei cognomi allo studio di una singola famiglia.
Molto più semplice, ma anche più giusto, sarebbe a mio avviso
ricondurre la formazione del cognome Antonino a Colle ad un
evento del tutto casuale: il cognome fu assegnato con ogni
probabilità (data la scarsissima diffusione) ad un infante
figlio della colpa
o figlio di nessuno,
nato e subito abbandonato dai suoi sciagurati e sventurati
genitori davanti all'uscio di un convento, di una chiesa o della
casa di un privato. Il cognome sarebbe quindi nato da un nome
pensato di sana pianta e istantaneamente attribuito al bambino
pronto per il battesimo. In conclusione, il ragionamento
indurrebbe a considerare il ceppo Antonino di Colle come
autonomo rispetto agli altri due ceppi pugliese e sannita.
Prima di passare all'analisi etimologica, vorrei incentrare
l'attenzione dei lettori su un altro punto: è possibile anche
una correlazione tra il cognome in questione e la forma
cognominale, già analizzata, Antino, che sembrerebbe quasi una
variante del primo ottenuta per contrazione (Ant-on-ino), o
addirittura una sua forma abbreviata. Passiamo adesso finalmente
ad approfondire l'aspetto etimologico. Antonino,
cognominizzazione del nome Antonino, derivato dal nomen latino
Antoninus,
di derivazione etrusca, si diffuse come nome personale
soprattutto in epoca medievale grazie al culto cristiano dei
Santi Antonio Abate e Antonio di Padova, nonché dei Santi
Antonino Abate e Antonino da Firenze. Prestigioso fu questo
nome nell'antichità: si ricordi la dinastia imperiale degli
Antonini, composta da Tito Aurelio Fulvio Baionio Arrio Antonino
Pio (noto come Antonino Pio, 19/9/86 - 7/3/161, Imperatore
Romano dal 138 al 161 d.C.), Cesare Marco Aurelio Antonino
Augusto (noto come Marco Aurelio, 26/4/121 - 17/3/180,
Imperatore dal 161 al 180), Lucio Elio Aurelio Commodo (detto
Lucio Vero, 130 - 169, Imperatore dal 161 al 169) e Marco
Aurelio Commodo Antonino (noto come Commodo, 31/8/161 -
31/12/192, Imperatore dal 180 al 192). È chiaro che la dignità
imperiale di questa dinastia contribuì in passato alla
diffusione del nome per ossequio agli Antonini, ma deve essere
ancora più chiaro il fatto che nessun legame si deve ritenere
esistente tra gli Imperatori e i vari attuali ceppi Antonini e
Antonino italiani, i cui cognomi sono il risultato del fenomeno
di cognominizzazione di un semplice nome di persona. |
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ANTONOMASO |
Antonomaso, quasi unico, dovrebbe derivare dal nome del
capostipite composto da una forma contratta del nome Antonio e
dall'aferesi del nome Tommaso. |
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ANTONUCCI |
Tipico del centrosud, dovrebbe derivare dal nome medioevale
Antonucius
di cui troviamo tracce ad esempio nel 1400 a Pacentro (AQ) con
un certo "...Antonucius dictus Zachardus..." e, nell'elenco
degli scolari dell'Università di Perugia dell'anno 1513 è
menzionato un certo Antonucius de Buclano abruzzese, personaggio
di rilievo con questa cognominizzazione è stato il teologo e
letterato Baptista Antonucius (1532-1585) di Gubbio (PG). |
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ANTUONO
D'ANTUONO |
Antuono è
un cognome abbastanza raro specifico del casertano, di Teano in
particolare e di Marzano Appio, D'Antuono, decisamente più
diffuso, ha un ceppo nel foggiano, uno nel salernitano, uno
abruzzese ed uno romano, dovrebbero derivare da una forma
dialettale del nome Antonio, probabile nome del capostipite o
del padre del capostipite nel caso di D'Antuono. |
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ANTUZZI |
Assolutamente rarissimo, sembrerebbe della zona tra il foggiano
ed il Molise, potrebbe derivare da una modificazione dialettale
del nome Antonio. |
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ANVIDI |
Anvidi è
un cognome ormai scomparso in Italia, dovrebbe derivare dal nome
medioevale germanico Arwidus, di cui abbiamo un esempio in un
atto del 1565: "...Praeclaram in peruestigandis veterum
populorum, qui Chersonesos ac Insulas regnorum tuorum olim
incoluerunt, Cimbrorum, Getarum, Dacorum, Gothorum, Vandalorum,
antiquis sedibus, regnis, ac rebus, toto orbe ante et post nati
Christi tempora gloriose gestis, operam nauauit Iohannes
Lyscander, Claudii huius frater. de cuius labore, non Daniae
solum tuae ac Norwegiae regna, sed totum hunc orbem Arctoum
illustrante, et omnibus etiam exterarum gentium Historiis lucem
eximiam adferente, viri genere ac ingenio nobilissimi ac
eruditissimi Nicolaus Kaas Cancellarius, et Arwidus Huitfeldius,
et alii Regiae Maiest. T. familiares, testari poterunt. ..."di
questa cognominizzazione se ne trovano tracce a Piacenza alla
fine del 1600, in un atto, datato 9 agosto 1697, conservato
presso l'Archivio di Stato di Piacenza, redatto dal notaio
Giuseppe Anvidi, nel 1700, nel 1727 il conte Odoardo Anvidi è
Segretario di Stato Reggente del Ducato d'Este fino al 1731,
sempre a Piacenza il conte Giuseppe Anvidi sposa la contessa
Maria Maddalena Affaticati, nella seconda metà del 1700 il conte
Alfonso Anvidi, figlio del precedente, sposa la contessa
Gerltrude Carasi. |
|
ANZI
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Anzi è tipico di Verona e del veronese, dovrebbe derivare dal
nomen latino Antius
(vedi ANZIUTTI), il gentilizio della
Gens Antia. |
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ANZIL
ANZILE
ANZILUTTI |
Anzil è
specifico dell'udinese cosi come Anzillutti assolutamente
rarissimo, che ne è il diminutivo, Anzile, un pò più raro, è più
specifico del basso udinese, dovrebbero derivare da una
modificazione dialettale del nome Angelo, tracce di questa
cognominizzazione le troviamo a Laipacco (UD) fin dal 1600 con
un Geremia Anzil. |
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ANZINI
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Sembra avere 3 ceppi, nel varesotto, in provincia di Roma e in
Abruzzo nella zona di Tagliacozzo e Avezzano.
integrazioni fornite da
Pier Luigi Anzini Farmacista in Busto Arsizio (VA)
questo cognome deriva da due toponimi: Anzino (Comune di Bannio
Anzino, provincia del Verbano-Cusio-Ossola) per il ceppo del
varesotto e Anzio (ROMA) per quello laziale
Essendo io di Busto Arsizio riporto la storia del mio casato,
che si fa risalire alla migrazione Walser dal Cantone svizzero
del Vallese (Wallis in tedesco) nella Valle Anzasca (VB) nel
XIII° secolo. Da qui si è avuta una ulteriore migrazione di
alcune famiglie in Lombardia occidentale nel XVII°-XVIII° secolo.
A Busto Arsizio, dove c'è la maggior concentrazione di Anzini
del nord, il cognome è presente dal XVIII° secolo (fonti:
archivi parrocchiali, Catasto Teresiano, Verbali delle
Congregazioni o Scuole).
La presenza in Lazio e in Abruzzo è invece derivabile dal
toponimo Anzio, dal quale originano sia gli Anzi e i D'Anzi, che
gli Anzini stanziati nel Centro Italia, con una significativa
presenza anche in Sicilia occidentale. Negli Stati Uniti
d'America si trovano alcuni Anzini che hanno origini appunto in
Sicilia, essendo stata la migrazione meridionale verso l'America
del Nord più imponente di quella settentrionale. Il rapporto è
invertito invece per la migrazione verso l'America del Sud
(Argentina, Uruguay e Brasile). A Blumenau, città dello Stato di
Santa Catarina, Brasile meridionale, colonizzata da Tedeschi e
Italiani del nord (principalmente Lombardi e Veneti), c'è una
strada intitolata a Thiago Anzini. |
|
ANZISI
|
Anzisi è specifico del salernitano, di Albanella in particolare,
dovrebbe derivare dal nome medioevale
Anzise,
una forma alterata, derivata dal nome greco Άγχίσης Agxises
(Anchise),
che in greco significa ingobbito, storto. |
|
ANZIUTTI |
Anziutti, molto molto raro, è tipico dell'alto udinese, di Forni
di Sopra in particolare, dovrebbe trattarsi di una forma
ipocoristica dialettale con valore patronimico, riferito al nome
Anzio,
italianizzazione del cognomen latino
Antius,
di cui abbiamo un esempio nel Factorum et dictorum memorabilium
di Valerio Massimo: "...Contentus essem huius exemplis generis,
nisi unum me dicere admiratio facti cogeret. Antius Restio
proscriptus a triumviris, cum omnes domesticos circa rapinam et
praedam occupatos videret, quam maxime poterat dissimulata fuga
se penatibus suis intempesta nocte subduxit....", il suffisso
-utti
sta per il figlio di,
tracce di questa cognominizzazione si trovano a Forni fin dalla
seconda metà del 1400. |
|
AONDI
AONDIO |
Aondi, praticamente unico, è lecchese, dovrebbe essere dovuto ad
un'errata trascrizione di Aondio, che, molto raro, è specifico
di Lecco e del lecchese, dovrebbe trattarsi di una forma
contratta del nome Abondio
o Abbondio
(vedi ABBONDI), molto diffuso nella zona milanese, comasca e
lecchese in epoca secentesca. |
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APA
APE
API |
Apa
è un tipico cognome calabrese, con un ceppo anche a Napoli, Ape
, molto molto più raro, è invece specifico di Monopoli nel
barese, Api ha un piccolissimo ceppo ad Andretta nell'avellinese
ed uno più consistente ad Ostra Vetere nell'anconetano, tutti
questi cognomi dovrebbero derivare sia dal vocabolo italiano ape
che da sue varianti dialettali, probabilmente intendendo così
definire i capostipiti come apicultori, o anche sottolineando
una particolare operosità degli stessi, esiste anche la
possibilità che in alcuni casi possa derivare da modificazioni
del nome degli Appi
della Gens Appia
(una famiglia della Gens Claudia cui venne ascritto anche il
territorio barese), bisogna considerare che il nome
Apius è
una variante consolidata di questo gentilizio. |
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APARO
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Aparo è tipicamente siciliano, dell'area siracusano, ragusana,
di Solarino, Lentini e Priolo Gargallo nel siracusano e di
Modica nel ragusano, dovrebbe derivare dal termine
aparo (arnia,
cassettino per le api),
probabilmente ad indicare che il capostipite facesse
l'apicultore, tracce di questa cognominizzazione le troviamo in
un testamento palermitano dell'anno 1333, dove, tra i vari
lasciti, ne figura uno ad un certo Christopharo Aparo: "...Item
legavit Christopharo Aparo unceas decem..." e nella seconda metà
del 1600 con Don Tommaso Aparo sacerdote di Santa Maria Maggiore
ad Ispica (RG). |
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APEDDU
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Apeddu, molto molto raro, è tipico della Gallura nel nord della
Sardegna, di Berchidda, Oschiri ed Alà dei Sardi, dovrebbe
derivare da un soprannome dialettale originato dal vocabolo
gallurese apeddu
(abbaio, latrato),
forse ad indicare una caratteristica comportamentale del
capostipite. |
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APICE
APICELLA |
Apice è tipico di Napoli e dintorni, Apicella è tipico campano,
del napoletano e salernitano in particolare, dovrebbero derivare
dal nomen latino Apicius di cui abbiamo un esempio in una satira
di Giovenale: "...emit sibi. multa videmus quae miser et frugi
non fecit Apicius. hoc tu succinctus patria quondam, Crispine,...",
tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Pietrelcina (BN)
fin dalla seconda metà del 1500 con un certo Consultore Apicella,
a Napoli nel 1600: "...Fiorello Apicella Fr. Ioannes Baptista,
Neapolitanus, floruit circa medietatem saeculi XVII ...".
integrazioni fornite da
Fabio Paolucci
Apicella è un tipico cognome campano, con epicentro a Cava
de'Tirreni (SA), Salerno e Napoli, nonchè in costiera amalfitana
nei comuni salernitani di Tramonti, Maiori, Vietri sul Mare e
Minori, e nell'Agro Nocerino - sarnese nei centri di Nocera
Superiore, Nocera Inferiore ed Angri, sempre nel Salernitano, ma
ampiamente diffuso in più nuclei in tutto il territorio
nazionale. Più ipotesi possono essere formulate circa l'origine
etimologica. La prima intuizione muoverebbe a pensare ad una
probabile derivazione latina, ma sono molti i termini della
lingua parlata dai nostri lontani antenati che si possono
ricollegare etimologicamente al cognome in questione. Il primo
vocabolo latino da tenere in considerazione è il sostantivo
apex, icis,
che può essere tradotto con i significati di
apice, punta, sommità,
apice come segno della vocale
lunga (apex litterarum),
cresta, ciuffo di penne sul berretto o
sull'elmo,
ornamento, sommo decoro, grado.
Apicella potrebbe quindi derivare da un soprannome legato
all'attività svolta o ad una specifica connotazione fisica del
Capostipite. Un altro termine da considerare è
apica, ae,
termine che designava un particolare tipo di pecora che non ha
lana al ventre: in tal caso, il cognome potrebbe derivare
dall'attività di pastore, allevatore, tosatore o produttore di
formaggi e latte di pecora. Sempre legato al mondo delle
attività agresti è il vocabolo
apicia: era chiamata con questo
nome una particolare uva moscata che dava luogo al cosiddetto
vinum apicium,
vino ampiamente apprezzato nell'antica Roma. In ultima analisi,
Apicella potrebbe derivare dalla cognominizzazione del nome di
persona Apicius,
nome di un famosissimo ghiotto gastronomo Romano vissuto sotto
Tiberio: egli fu autore di un'opera in dieci libri,
fortunatamente giunta fino ai nostri giorni, il
de re coquinaria,
in cui trattava dei piaceri della tavola e dei modi di stimolare
l'appetito. Per il motivo appena citato, il nome Apicio fu
soprattutto usato al femminile per auspicare e sottolineare le
buone doti culinarie di una fanciulla, destinata a diventare una
onesta sposa e fattiva donna di casa. Apicius divenne così al
femminile Apicia, in termini domestici e affettivi Apicellula,
da cui Apicella. Tale ultima considerazione, che sembra la più
accettabile, dimostrerebbe il fatto che sono tanti e di origine
diversa i ceppi Apicella, anche se localizzabili nella medesima
circoscritta area geografica: tale combinazione è dovuta con
ogni probabilità alla maggiore diffusione, ancora nel Medioevo
per tradizione popolare, del nome di persona Apicia più in area
campana che in altri luoghi italici. Da diverse
Apicia
sarebbero quindi sorti e si sarebbero poi ramificati i svariati
ceppi Apicella nel corso dei secoli. Ancora un'ultima
considerazione, da non sottovalutare, riguarderebbe la
derivazione del cognome non dal nome Apicia, ma da un tipo di
attività molto fiorente in passato, soprattutto in epoca
medievale: quella dell'apicoltore e produttore di miele,
alimento fondamentale per la dieta del passato e adoperato anche
allo scopo di conservare altri generi alimentari. In tal senso
Apicella deriverebbe dall'unione dei due termini
ape, o al
plurale api
(da apis, is),
e cella
(da cella, ae),
cioè cella per api in senso popolare, ossia in latino parlato,
quindi alveare artificiale costruito dall'apicoltore al fine di
produrre del miele. Potrebbe anche derivare dal toponimo campano
Apice (BN). |
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APIS
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Apis è proprio del maceratese, potrebbe derivare dal termine
latino apis
(ape),
ma molto più probabilmente deriva dal nome mediorientale in uso
presso i bizantini Apis:
"...Nominis autem huius, cur non Apis etiam post mortem, sed
Serapis appellatus sit, facillimam rationem Varro reddidit..
..quoniam eum sine sarcophago vivum venerabantur, Apis, non
Serapis vocabatur: quo bove mortuo, quoniam quaerebatur, et
reperiebatur vitulus, coloris eiusdem...". |
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APOLITO
APPOLITO |
Apolito ha un piccolo ceppo nel nord milanese, un ceppo
consistente nel salernitano a Perito, Salerno. Ogliastro
Cilento, Agropoli, Bellosguardo e Battipaglia, ed a Napoli ed
uno a Francavilla Marittima nel cosentino, Appolito,
praticamente unico, è probabilmente dovuto ad una diversa
trascrizione del precedente, dovrebbero derivare dal nome
medioevale Apolitus
o Appolitus,
forma arcaica alterata del nome greco
Ippolytos,
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad Arona nel
novarese verso la fine 1100 con Albertus Apolito de Staciona,
iudex sacri palatii che ricopre la carica di notaio presso il
monastero di Arona. |
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APOLLO
APOLLONE
APOLLONI
APOLLONIA
APOLLONIO
APPOLLONI
APPOLLONIA
APPOLLONIO
APPOLONI
APPOLONIA
APPOLONIO |
Tutti estremamente rari, Apollo ha un ceppo a Napoli, uno a
Lucera nel foggiano ed uno a Mazara del Vallo nel trapanese,
Apollone è quasi unico, probabilmente siciliano, Apollonia,
parrebbe avere un ceppo lombardo ed uno nel bellunese, Appolonia
ha un piccolissimo ceppo lombardo nel bresciano, Appollonia, ha
un ceppo lombardo ed uno nel bellunese, Apolloni invece è ben
presente, ha un ceppo importante nel vicentino, uno tra Marche,
forlivese e fiorentino ed uno nel romano, Apollonio ha un grosso
ceppo lombardo, soprattutto nel bresciano, uno nel bellunese,
uno nel romano, uno nell'iserniese ed uno nel leccese, Appolloni
è tipico della fascia centrale che comprende anconetano e
maceratese, Umbria, Lazio ed aquilano, Appollonio, molto raro, è
del casertano, Appoloni ha un ceppo nel trentino che interessa
anche il vicino veronese e vicentino, Appolonio, abbastanza
raro, è dell'area che comprende il veneziano e l'udinese,
derivano tutti dal nome del dio greco
Apollon
trasformatosi presso i Romani nel nome personale
Apollonius,
italianizzato poi in Apollonio,
abbiamo un illustre esempio in Apollonio Rhodio (295 a.C. - 215
a.C.) poeta greco bibliotecario della Biblioteca di Alessandria
autore tra l'altro delle Argonautiche: "...Apollonius Rhodius
Graeco, et Valerius Faccus, Latino carmine, descripserunt.
Igniarium quod in Aureo torque Equitum illorum intertextum
velleri conspicitur...".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Apollonio, cognome proveniente dal nome
Apollonio,
continuatore del latino
Apollonius che è un incrocio
fra il gentilizio romano di origine etrusca
Aplonius/Apluni
e il nome greco
Apollonios
derivato da Apollon,
il nome del dio Apollo
nella mitologia greco-romana. |
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APONTE
D'APONTE
DAPONTE |
Aponte è
specifico del napoletano, di Napoli, Castellammare di Stabia,
Sant'Agnello e Sorrento, D'Aponte ha un ceppo nel napoletano, a
Napoli, Sant'Antimo, Casoria, San'Agnello e Giugliano in
Campania, a Mercato San Severino nel salernitano e ad Aversa nel
casertano, Daponte, quasi unico, è sempre campano, del
napoletano e del salernitano, questi cognomi dovrebbero tutti
derivare da registrazioni, falsate dal dialetto e dalla scarsa
cultura dei primi ufficiali anagrafici, originate dal fatto che
i capostipiti provenissero da una zona nei pressi di un ponte. |
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APORTI
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Molto
raro sembrerebbe tipico della zona che comprende mantovano e
cremonese. Personaggio famoso è stato nel 1800 l'abate
cremonese Ferrante Aporti. |
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APOSTOLICA
APOSTOLICO |
Apostolica, quai unico, è campano, dovrebbe trattarsi di
un'errata trascrizione di Apostolico, che ha un ceppo nel
perugino a Bastia, Assisi, Gualdo Tadino e Perugia, uno a
Latina, a Roma ed a Cassino nel frusinate ed uno nel salernitano
a Castel San Giorgio, Battipaglia, Salerno, Roccapiemonte e
Praiano, e che dovrebbe derivare dal nome medioevale
Apostolicus,
che troviamo ad esempio citato nel
Chronicon Beneventanum
relativo all'anno 1139: "... nec moara, prefato regi nuntiatum
est, qualiter iam dictus Apostolicus castellum illud esset
agressus. Quid multa? Cursu rapidissimo rex ille ad terram
Sancti Germani, ubi Apostolicus ipse morabatur, pervenit; en
subito de regis adventu fama terribilis pervolat, et continuo
castra regis confixa sunt. Apostolicus itaque, et princeps
Robertus Capuanus et romanorum militia regis adventum sentiens,
castra eorum omnia amoveri iubent, ut in securiori parte
manerent. ...". |
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APOSTOLI
APOSTOLO |
Apostoli
sembra avere oltre al nucleo principale nel bresciano, anche un
ceppo a Trieste, uno in provincia di Roma ed uno nel maceratese,
Apostolo sembra essere specifico del varesotto, dovrebbe
derivare da un nome di località tipo Borgo Santi Apostoli,
presente in molte contrade d'Italia. |
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APPARI
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Appari, quasi unico, dovrebbe essere siciliano, dell'area
palermitano, trapanese, dovrebbe derivare da un soprannome
grecanico basato sulla dialettizzazione del termine greco antico
àppas
(padre putativo, ministro). |
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APPELLO |
Quasi
unico se ne trovano tracce nel pavese, dovrebbe derivare dal
nome medioevale di origine grecolatina Appellus. |
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APPIANI
APPIANO |
Cognome
che deriva dal toponimo Appiano Gentile (CO) è diffuso ormai
praticamente solo nel milanese. Nell'Alto Adige si trova Castel
d'Appiano (BZ) signoria dei Conti d'Appiano, vassalli dei
Vescovi di Trento e Bressanone, sino al 1140, quando questo ramo
della famiglia si estinse, a Pisa nel 1200 Guarnito d'Appiano
esercitò la professione di notaio, nel 1392 la sua famiglia
ottenne la Signoria di Pisa con Jacopo I°, mentre suo figlio
Gherardo divenne successivamente signore di Piombino.. |
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APPICCIAFUOCO |
Appicciafuoco, assolutamente rarissimo, sembrerebbe abruzzese,
dovrebbe derivare dal mestiere del capostipite, probabilmente un
addetto all'accensione dei fuochi d'illununazione del paese. |
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APPIERTO |
Assolutamente rarissimo, tipico napoletano, dovrebbe derivare da
un soprannome dialettale legato forse a caratteristiche della
persona, ma potrebbe anche avere un'origine francese e derivare
quindi dal cognome francese Appert diffuso nel dipartimento
della Marna. |
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APPINO
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Abbastanza raro è specifico del torinese, dovrebbe derivare dal
nomen latino Appinus, una modificazione di Appius; su di una
lapide medioevale si legge: "Ava Magimari f(ilia) = an(norum)
XXV et Siliduna = et Appinus fil(ii) h(eredes) = Sisi et Quintus
= |
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APREA
D'APREA
DAPREA |
Aprea ha un grosso ceppo a Napoli e nel napoletano a Massa
Lubrense, Castellammare di Stabia, Sant`Antonio Abate, Sorrento,
Torre del Greco, Portici e nell'isola di Capri, uno a Roma e
Latina con una buona presenza anche nell'isola di Ponza ed un
piccolo ceppo anche a Taranto, Daprea è quasi unico, mentre
D'Aprea è tipico di Torre del Greco e del napoletano, l'origine
di questi cognomi potrebbe essere dal nome greco
Aprea o
da un nome di località caratterizzato dalla presenza di un
tempio dedicato a Venere Aprea
citato ad esempio in questo testo del 1516 scritto da Mario
Equicolo di Alvito: "...In quelle bande essere un tempio di
Venere Aprea dice Strabone (63a.C.~20d.C.), in lo quale non
potevano intrare domne. Haveva lochi ad lei dedicati in la
insula Amatho et Idalia...", un principio di queste
cognominizzazioni lo troviamo a Napoli nel 1339 quando troviamo
il pubblico Notaro Facium de Aprea, a Palermo nel 1450 in un
atto possiamo leggere: "Fuit propositum in consilio per dominos
pretorem et iuratos in curie preture in loco solito et consueto
videlicet per ki omni iornu per lu portari di li armi di iornu
et di nocti suchedinu multi brighii et multi inconvenienti non
solum per lu passatu ymmo omni iornu di mali in peyu fina ad
heri ki foru morti di xarri homini quactru... ...Nobilis
Adinolfus di Furnaya ut dominus Bernardus Pinos.Magister
Laurencius di la Balba ut Antonius di Curnaya. Fabrizio Titone
Notarus Andreas di Aprea ut proximus.Magister Fidericus di
Sinibaldis est in voto quod provideant officiales di
iustixia...". |
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APRILE
APRILI
D'APRILE |
Aprile è
molto diffuso in tutto il sud, in Sicilia ed in Puglia
soprattutto, ma con presenze importanti anche nel napoletano,
Aprili, molto raro, parrebbe dell'area toscana, D'Aprile è
specifico di tutta la Puglia, dovrebbe derivare dal nome
medioevale Aprile, attribuito in senso beneaugurale ai propri
figli, con riferimento alla bellezza ed alla godibilità di quel
mese primaverile, si potrebbe anche trattare in alcuni casi di
cognomi attribuiti ai neonati abbandonati in quel mese. |
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APULEI
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Assolutamente rarissimo sembrerebbe del padovano, dovrebbe
derivare dal nomen gentilizio romano
Apuleius
ricordiamo lo scrittore e filosofo neoplatonico latino Lucius
Apuleius, l'autore delle Metamorfosi. |
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AQUILA
D'AQUILA
DELL'AQUILA |
Aquila è un cognome diffuso a macchie di leopardo un pò in tutto
il sud, D'Aquila ha un ceppo nel campobassano, uno nel cosentino
ed uno nel siracusano, tra catanese e ragusano ed a Palermo,
Dell'Aquila è molto diffuso a Roma, nel napoletano e casertano,
in tutta la Puglia, in particolare nel barese, presente in
Lucania e con un ceppo nel catanese, potrebbero derivare da un
soprannome o anche dal toponimo abruzzese omonimo, ma la cosa
più probabile è che derivino dal nome medioevale
Aquila,
di cui abbiamo menzione ad esempio negli
Atti degli Apostoli:
"...Qui trovò un Giudeo chiamato Aquila, oriundo del Ponto,
arrivato poco prima dall'Italia con la moglie Priscilla, in
seguito all'ordine di Claudio che allontanava da Roma tutti i
Giudei...", e che i casi in D'
e Dell'
siano delle forme patronimiche riferite a capostipiti i cui
padri si chiamassero Aquila,
o tuttalpiù provenissero dalla città dell'Aquila, come si evince
ad esempio da questo scritto del 1460 a Sulmona: "Hanc Bibliam
ego Nicolaus ser Pauli de Raynaldis de Sulmona donavi conventui
Sancti Nicolai de Sulmona quam tenere debeant fratres in loco
dicto ad usum fratrum dicti conventus et eam consignavi in
manibus fratris Leonis de Aquila tunc guardiani dicti conventus,
octobris 1460, et eam nunc tenet pro usu suo...", tracce di
queste cognominizzazioni le troviamo nel 1300 con il Signore di
Anagni Giacomo Caetani (o Gaetani) dell'Aquila (1338 ca.- 1423). |
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AQUILANI
AQUILANO |
Aquilani
ha un ceppo a Teramo, nel teramano e nel pescarese ed un ceppo a
Roma, Viterbo e nel viterbese a Vetralla, Aquilano è tipico del
teatino, di Celenza sul Trigno, Ortona, Vasto e San Salvo, ha un
ceppo anche nel foggiano a San Severo ed a Lucera, nonchè a
Roma, dovrebbero derivare dall'etnico della città dell'Aquila ad
indicarla probabilmente come provenienza geografica delle
famiglie dei capostipiti. |
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AQUILANTE
AQUILANTI |
Aquilante ha un ceppo principale a Gricignano di Aversa (CE),
ceppi a Carinaro(CE), Palombaro (CH), San Martino in Pensilis
(CB) e San Giovanni Rotondo (FG), Aquilanti ha ceppi a Roma e
Viterbo e nell'anconetano, derivano dal nome Aquilante reso
diffuso dai poemi cavallereschi, leggiamo ad esempio nel libro
primo dell'Orlando innamorato
di Matteo Maria Boiardo: "...Vedevasi Marfisa la regina / Di qua
di là voltar sì fur a, / Perché Aquilante e 'l suo fratel
pregiato / La combatteano atorno in ciascun lato...." o anche
nell'Orlando furioso
di Ludovico Ariosto: "... venuti a queste parti eran di poco; /
di tal valor, che non ha nostra etade / tant'altri buoni al
bellicoso gioco: / Aquilante, Grifone e Sansonetto, / ed un
Guidon Selvaggio giovinetto....". |
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AQUILI
AQUILINI
AQUILINO
AQUILOTTI
AQUILOTTO |
Aquili è tipico dell'anconetano di Filottrano, Chiaravalle, Jesi
e Falconara Marittima e di Roma, Aquilini ha un ceppo bergamasco
ed uno tra Lazio ed Umbria, Aquilino ha ceppi in Puglia,
Calabria e Sicilia, Aquilotti, assolutamente rarissimo, parrebbe
del centro Italia, Aquilotto, quasi unico, potrebbe essere del
sud, dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici,
dalla Gens Aquillia
o dal nomen Aquilius
da lei derivato ricordiamo a titolo di esempio
Caius Aquilius Proculus
console romano del 90 d.C. |
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AQUINO
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Tipico
campano, in particolare nella zona di Boscoreale (NA),
dell'avellinese e di Benevento, con un ceppo anche nel
cosentino, dovrebbe derivare dal cognomen latino Aquinus di cui
abbiamo un esempio nelle Historiae di Tacito: "...Macrum in
Africa haud dubie turbantem Trebonius Garutianus procurator
iussu Galbae, Capitonem in Germania, cum similia coeptaret,
Cornelius Aquinus et Fabius Valens legati legionum interfecerant
antequam iuberentur. ...", ma è pure possibile un collegamento
con il toponimo Acquino (FR). |
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ARA
ARE |
Ara
ha un ceppo a Bologna, uno a Roma e nel sassarese in Sardegna a
Sassari, Alghero, Sedini e Viddalba, Are è specifico della
Sardegna centrosettentrionale, i ceppi sardi potrebbero derivare
da nomi di località che si rifacciano al concetto di
domo le 'ara
(luogo per gente di rispetto) o anche semplicemente al vocabolo
sardo ara
(adesso, ora),
forse originato dalle caratteristiche comportamentali del
capostipite, o al termine ara,
non tanto come unità di misura di superficie, ma intendendo un
territorio ampio.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Il cognome Ara deriva dal cognome Aria che si rifà al concetto
di aia
nel senso di spiazzo,
piazzale.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
ARA; ARE: dal sardo arva, abra
= brezza.
Dal latino aura
= aria venticello.
In campidanese abbiamo anche
araxi, frida o callenti =
arietta fredda o calda.
Ara,
unità di misura di superficie, dal francese
are =
1damq = 1000 mq. Dal latino area.
Ara è inoltre un pappagallo sudamericano. In latino vi è anche
hara,
o harula,
che significa porcile,
hara suis
= la stalla della scrofa,
da cui deriva in campidanese
s'aùrra de su procu. Tra i
firmatari della Pace di Eleonora, *LPDE del 1388, troviamo: Aras
Joanne - de Bosa; Are (de) Comitaçu, ville Zaramonte(* odierno
Chiaramonte - Contrate de Anglona ). Attualmente Ara è presente
in 122 Comuni italiani, di cui 37 in Sardegna: Sassari 89,
Alghero 51, Sedini 29, Viddalba 26, Ittireddu 24, etc. Nella
Penisola è presente in 15 regioni(per le quali la provenienza
sarda non è scontata): Bologna 31, Roma 20, Genova 11, Milano 9,
Napoli 9, Torino 7, etc. Are è attualmente in 55 Comuni italiani,
di cui 25 in Sardegna: Bolotana 21, S Lussurgiu 19, Sorso 17,
Olbia 15, etc. Nella penisola è presente in 9 regioni e, come
per Ara, non è accertata la provenienza sarda. |
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ARABITO |
Arabito, assolutamente rarissimo, è tipico della Sicilia
orientale, dovrebbe derivare dal nome franco
Arbitio,
ma è pure possibile una derivazione dal termine grecanico per
arabo, ad indicare forse una provenienza araba del capostipite,
tracce molto antiche di questo casato si hanno fin dagli inizi
del 1300 a Policastro nel crotonese: "...cum contra nostram et
communbem intentionem foret eorum absentiam depopulationem terre
domini in suspenso tenere, ad septimum quod incipit Item
Nicolaus de Arabito (Signore di Policastro agli inizi del 1300)
qui tenet quoddam tenimentum et plura alia bona de antiquo
dominio asserit illa patri suo per clare memorie dominum regem
Carolum secundum esse concessa privilegium ed exinde estendere
non curavit...", questo fatto farebbe propendere per l'ipotesi
di derivazione normanna piuttosto che araba. |
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ARACCHIO |
Aracchi, quasi unico, sembrerebbe del napoletano, dovrebbe
derivare dal nome medioevale
Arachio, una forma
italianizzata dialettale campana del nome ebraico
Arioch. |
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ARACHIDE |
Arachide è unico, attualmente del novarese.
integrazioni fornite da
Piero Arachide
è un cognome dato ad un trovatello a San Giorgio di Piano nel
bolognese il 2 febbraio del 1882, che divenne quindi il
capostipite di questa famiglia, egli ebbe due figli: Gino e
Guerrino nati a Camugnano (BO). |
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ARACRI
|
Aracri ha un ceppo a Napoli e Pozzuoli nel napoletano ed uno in
Calabria nel crotonese a Crotone, Cutro e Rocca di Neto, con
presenze anche nel catanzarese a Catanzaro ed a Girifalco,
dovrebbe derivare da alterazioni dialettali del nome greco
Eràclios
(dedicato ad Ercole),
ma è anche possibile un riferimento ad una provenienza dalla
città greca di Ηράκλειον Herakleion, il nome della città
di Candia
sull’isola di Creta, che fu veneziana fino 1669 anno della
conquista ed invasione turca dell'isola, con conseguente fuga
verso l'Italia dei profughi italici e greci, soprattutto verso
le più sicure coste tirreniche ed ioniche occidentali. |
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ARAGNI
ARAGNO
ARANI
ARANO |
Aragni è quasi unico, sembrerebbe settentrionale, Aragno è
tipicamente piemontese, di Torino e Settimo Torinese nel
torinese e di Fossano e Savigliano nel cuneese, Arani, molto
molto raro, sembrerebbe della zona tra Piemonte orientale e
Lombardia occidentale, Arano è praticamente unico, questi
cognomi dovrebbero derivare dal nomen latino
Aranius,
a sua volta originato dal termine latino
araneus (ragno),
dell'uso di questo nome abbiamo un esempio in Abruzzo un ara
funeraria di epoca latina: "Dis Manibus Sacrum Aranius Pullo et
Avidia Successa Avidio Felici filio pientissimo qui vixit annos
XIII et menses VI et dies VIIII posuerunt". |
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ARAGONA
ARAGONESE
D'ARAGONA |
Aragona
ha vari ceppi, a Sorso (SS), a San Filippo del Mela (ME) e
Messina, a Palermo, a Roma, a Napoli ed in Calabria nel
cosentino e nel catanzarese, Aragonese è quasi unico, D'Aragona
sembrerebbe campano, dovrebbero essere di origine spagnola e
derivare da soprannomi originati dal nome della regione spagnola
Aragona o dal suo etnico, si potrebbe in rarissimi casi
intendere una derivazione dal casato spagnolo degli Aragona, più
probabile invece per i D'Aragona. |
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ARAGONI |
Aragoni, molto molto raro, tipicamente sardo, ha un piccolissimo
ceppo a Baunei nell'Ogliastra, con presenze a Cagliari ed a
Sassari, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal
termine sardo aragoni
(bile, amaro, ma anche
coraggioso), probabilmente
attribuito ad un capostipite per esaltarne un atto di coraggio. |
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ARALDI
ARALDO |
Araldi sembra specifico del cremonese e mantovano, Araldo molto
più raro potrebbe avere un ceppo tra cuneese e savonese, uno
dubbio nel barese ed uno molto dubbio in Calabria, derivano dal
nome di origine longobarda Aroald di cui si ha un esempio in una
carta di matrimonio del 722 dove si legge: "...cum familia
eorum, uinea, oliuito, silua, peculiare prato in ipso loco supra
memorato; et casa Aroald...", la modificazione in Araldus la
troviamo nell'alto milanese nella seconda metà del 1100 con un
certo Araldus de Pontegana (potrebbe già essere un inizio di
cognominizzazione).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
II cognome Araldi deriva dal personale medievale
Araldus,
che è a sua volta il mediolatino
haraldus,
dal francone *hariwald
«impiegato dell'esercito; araldo». |
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ARAMINI
ARAMINO |
Aramini è molto presente, anche se in misura sporadica, in
tutt'Italia, con due ceppi consistenti a Roma ed a Latina,
Aramino, molto molto raro, è del napoletano, potrebbero derivare
da una forma ipocoristica latina del nome ebraico
Aram, uno
dei figli di Sem di cui parla la Genesi, nome che fu abbastanza
comune presso le famiglie ebraiche, il termine
araminus,
in epoca medioevale, indicava anche chi provenisse, o fosse
stato in Siria, magari durante qualche Crociata. |
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ARAMU
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Aramu è tipico del sud della Sardegna, di Terralba
nell'oristanese, di Cagliari, Capoterra, Quartu Sant'Elena ed
Elmas nel cagliaritano e di Serrenti nel Medio Campidano.
integrazioni di Giuseppe
Concas
ARAMU: a-ramu, ar-ramu, ramu,
significa ramo
e deriva dal latino ramus.
Nelle parlate del Campidano prende la vocale prostetica, come,
del resto, quasi tutte le parole che cominciano con erre. Si
tratta infatti di un cognome tipicamente campidanese. Il
significato proprio è di piccolo
ramo, per
grosso ramo
diciamo sa nai
o sa sida.
Arramai
ha il significato di tagliare i
piccoli rami, ad esempio nella
potatura dei fiori o anche degli alberi da frutto; arramai ha
inoltre il significato di
cospargere le strade di erbe aromatiche e di fiori
prima del passaggio di un corteo o
processione etc. In catalano
enramar significa
ornare i balconi e i davanzali delle
finestre delle case di fiori, o
anche i petti femminili! Negli antichi documenti in nostro
possesso non è presente il cognome Aramu, che attualmente
troviamo in 74 Comuni italiani, di cui 33 in Sardegna(con
maggior diffusione a Cagliari e Terralba): Cagliari 108,
Terralba 101, Capoterra 30, Quartu S. E. 26, Elmas 20, etc. E'
recentemente scomparso, a Milano (ottobre 2006), Francesco
Aramu, nativo dell'isola sarda La Maddalena, milanese di
adozione, giornalista, scrittore e soprattutto pittore di grande
caratura: visita nell'Web - Francesco Aramu: per lui noi
aggiungiamo in sardo - u' a-ramu bellu, de matta bona = un bel
ramo, di un buon albero! |
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ARANCI
ARANCIO
ARANGI
ARANGIO
NARANGIO |
Aranci, assolutamente rarissimo, è probabilmente dovuto ad
errori di trascriione di Arancio, che è tipicamente siciliano,
molto diffuso a Palermo, Catania, Gela nel nisseno, Vittoria nel
ragusano, Agrigento, Favara e Naro nell'agrigentino, Piazza
Armerina nell'ennese e Rosolini nel siracusano, Arangi è quasi
unico, Arangio è decisamente siciliano, di Enna, Pachino e
Siracusa nel siracusano, Vittoria nel ragusano e Palermo,
Narangio, assolutamente rarissimo, è del napoletano, tutti
questi cognomi dovrebbero derivare dal nome medioevale
Narangio
(forma italianizzata dall'arabo
naranj, il nome originale del
frutto dell'arancia, derivato dal sanscrito
nagaranga),
e dalle sue successive modificazioni, fino ad arrivare al nome
italiano Arancio. |
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ARATA
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Arata è
specifico dell'area che comprende il genovese, con Genova,
Rapallo e Chiavari, l'alessandrino con Ovada, con ceppi anche a
Torino e Piacenza, dovrebbe derivare da nomi di località come la
Borgata Arata del comune di Marmora nel cuneese. |
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ARATORE
ARATORI |
Aratore è
specifico del salernitano, di Nocera Inferiore in particolare,
Aratori, quasi unico, sembrerebbe emiliano, dovrebbero derivare
dal mestiere di contadino svolto dai capostipiti. |
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ARBA
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Arba, tipicamente sardo, è specifico del cagliaritano, di San
Basilio, Cagliari, San Nicolò Gerrei, Suelli e Muravera, e di
Urzulei nell'Ogliastra.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
ARBA: arba, arbu, arvu, alvu,
albu significa
bianco e
deriva dal latino album.
Nelle varie parlate della Sardegna viene comunemente usato
l'aggettivo biancu
e si tratta di un italianismo. Ma
s'arbiu o
s'arviu
o s'arvu de s'ou
è il bianco dell'uovo.
Linnarba
o linnarbu
o linnarvu
è il pioppo
(legno bianco).
Arvu
è anche il campo arativo
= agrum necdum satum
= campo non ancora seminato;
detto altrimenti arvoni, arboni,
narboni.
Narbonai
significa preparare il campo per
la semina:
togliere le malve
(althea officinalis). Avra, arba, arva, ara, araxi = aura,
brezza, dal latino aura. Non abbiamo altri suggerimenti. Negli
antichi documenti della lingua sarda troviamo il cognome Albu.
Nel Condaghe di San Pietro di Silki, *CSPS, XI°, XIII° secolo,
troviamo: Albu Gavini (106), in un Kertu de servis(lite per la
spartizione della servitù) - tenit mecu corona (tribunale) Petru
de Roma, pro fiias de Furatu Boriche.ca mi lu desti tu a Furatu
Boriche cando partuimus (dividemmo), levande tu a Gavini Albu (e
tu prendesti Gavini Albu); Albu Gosantina di Janne e Maria
Pithiris et Albu Janne, tramutu de servis (97), in uno scambio
di servi: Ego Apatissa (badessa)Massimilla tramutati homines cun
donnu(nobile) Gosantine de Cannettu.ego deili latus (la metà,
del servizio) in Gosantina fiia de Maria Pithiris e de janne
Albu. Attualmente il cognome Arba è presente in 89 Comuni
italiani, di cui 43 in Sardegna: San Basilio 58, Urzulei 52,
Cagliari 40, San Nicolò Gerrei 21, etc. |
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ARBATI
ARBATO |
Arbati è quasi unico, Arbato, sempre assolutamente rarissimo, è
del messinese, dovrebbero derivare dal nome latino
Arbatus
derivato dal nome medioorientale
Arbacen,
come possiamo leggere nelle
Historiae adversum paganos:
"...Rex primus apud Assyrios, qui eminere ceteris potuit, Ninus
fuit occiso Nino Samiramis uxor eius, totius Asiae regina,
Babylonam urbem instaurauit caputque regni Assyriis ut esset
instituit regnum Assyriorum diu inconcussa potentia stetit; sed
cum Arbatus, quem alii Arbacen uocant, praefectus Medorum
idemque natione Medus, Sardanapallum regem suum apud Babylonam
interfecisset, regni nomen et summam ad Medos transtulit....". |
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ARBAU
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Arbau è tipicamente sardo, del nuorese in particolare, di
Macomer e Ollolai con un piccolo ceppo anche a Sinnai nel
cagliaritano, potrebbe derivare da un soprannome in lingua sarda
per orbace,
il tipico tessuto di lana grezza utilizzato per i costumi
tradizionali sardi, tessuto ottenuto mediante una lavorazione
particolare che risale ad epoche molto antiche. |
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ARBERI
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Estremamente raro Arberi è ortmai presente in modo sporadico
nella Sardegna centromeridionale.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
ARBERI: deriva da arbu, arvu,
dal latino arvum,
che significa campo arativo.
Arvèri, arbèri, abrèri, obrèri
è colui che presta opera nei campi, sinonimo di
bracciante
agricolo.
Is obrèris
nelle feste popolari e religiose sono i componenti del Comitato
per la festa, coloro che operano,
che si danno da fare (detti anche
oberàius)
per la buona riuscita della manifestazione. Si tratta di un
cognome poco diffuso e assente negli antichi documenti della
lingua sarda. Oggi è presente in 12 Comuni italiani, di cui 6 in
Sardegna: Nuoro 9, Gonnosfanadiga 6, Sorgono 5, Assemini 3, etc. |
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ARBIZZANI
ARBIZZI |
Arbizzani è tipico di Bologna in particolare e di tutto il
bolognese, Arbizzi, abbastanza raro è proprio della zona tra
reggiano e modenese, dovrebbero derivare dal nome tardo latino
Arbitio,
Arbitionis
diffusosi poi presso i Franchi, di questo nome si hanno tracce
ad esempio nella Storia di Roma di Ammiano Marcellino, dove si
legge tra l'altro: "...Huic sententiae uersabilium adulatorum
refragantibus globis, inter quos erat Arbitio ad insidiandum
acer et flagrans et Eusebius tunc praepositus cubiculi effusior
ad nocendum, id occurebat Caesare discedente ...", ai tempi
dell'imperatore Costantino troviamo ad esempio un Comes Arbitio
in qualità di magister equitum (comandante della cavalleria).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Arbizzani muove dal nome locale Arbizzano di Valpolicella
(Verona), anticamente Albutiano, che l'Olivieri fa giustamente
derivare dal personale latino
Albutius. |
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ARBIZZONI |
Arbizzoni
molto raro è tipico del nord milanese e varesotto, dovrebbe
derivare dal toponimo Arbizzo nel varesotto. |
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ARBOIT
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Arboit è tipico del bellunese. di Arsiè e Feltre, potrebbe
derivare da una forma dialettale contratta del nome medioevale
germanico Arbogast,
a sua volta formato dalle radici
arb (eredità)
e gast
(che ospita, che detiene),
ma potrebbe anche derivare da un soprannome dialettale basato
sul termine cimbro arbatan
(lavorare)
con il significato di operaio. |
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ARBOLINO |
Arbolino
è tipico del casertano di Sant`Arpino ed Aversa e del
napoletano, dovrebbe derivare dal nome medioevale latino Arbolus
citato ad esempio in un atto senese del 1298: "...restituantur
illis omnibus qui eas et ea dederunt et illis aliis qui
cautionem similem facient et non aliis, salvo et reservato
semper omni et quolibet precepto et mandato sanctissimi patris
domini Bonifatii pape octavi in quem fuit compromissum factum
per omnes sotios dicte sotietatis... ..Vannes Herrigi, Angelus
Benvenuti , Arbolus Bernardini.", troviamo tracce di questa
cognominizzazione nel Catasto Onciario del 1754 di Crispano (NA)
con un certo "Marcello Arbolino di anni 30 che abita in casa
propria sita al Trivio, giusto li beni di Nicola Lizzano
consistente in quattro bassi con giardinetto". |
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ARBORE
ARBORI |
Arbore è tipicamente pugliese del barese in particolare e del
foggiano, di Corato e Rutigliano entrambi nel barese, Arbori è
unico ed è quasi sicuramente dovuto ad un errore di trascrizione
del precedente, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal
termine latino arbor,
arboris
(albero)
o ad indicare località specifiche o il mestiere di tagliaboschi
svolto dai capostipiti. |
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ARBORETO |
Arboreto è ormai scomparso in Italia, dovrebbe derivare dal
fatto che la famiglia abitava in prossimità di un
arboreto
che è un posto dove si trovano essenze di molte specie diverse,
soprattutto collocati in epoca rinascimentale in prossimità di
conventi. |
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ARBUCCI |
Arbucci è molto raro e specifico della zona tra la provincia di
Avellino e quella di Napoli, difficile identificare un'origine
etimologica, solo a titolo di mera ipotesi si potrebbe pensare
ad una derivazione dal nome spagnolo Arburus, troviamo nel 1811
un Francesco Arbucci in qualità di sindaco ad Avella (AV).
informazioni fornite da
Anna Arbucci Drefs
Il cognome è di provenienza toscana. |
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ARBUS
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Arbus è specifico di Cagliari del cagliaritano.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
ARBUS: per noi del Medio Campidano Arbus più che un cognome è il
nome di un centro abitato: Arbus,
Medio Campidano, 6779 abitanti (31.12.2006), 314 metri s.l.m.,
confina con: Gonnosfanadiga, Guspini, Fluminimaggiore, Terralba.
Ha 47 chilometri di costa (quasi vergine), da Capo Pecora a Capo
Frasca. Paese di origini nuragiche: sono tanti gli elementi
archeologici a dimostrarlo; numerosi i nuraghi e le tombe di
giganti sinora scoperte e catalogate. In periodo Fenicio -
Punico e successivamente romano fu sede di numerose ricerche
minerarie argentifere. In periodo medioevale fu villa (bidda)
appartenente alla Curadorìa di Bonorzuli, nel regno giudicale di
Arborea. Nel 1410, in seguito alla disfatta del regno di
Arborea, passò al regno catalano aragonese di Sardegna, sotto la
giurisdizione di Berengario Bertran Carròs. Dopo alterne vicende
fu unita alla contea di Quirra, sempre dei Carròs, i cui
possedimenti furono ereditati dai Centelles e poi da Borgia, dai
Català etc. etc. (Di. Sto. Sa - Dizionario Storico Sardo di
Francesco Cesare Casula). Il significato del nome è legato alla
radice arb-
che può estendersi in arbus
> albus
= bianco,
o in arbor
> arboris
= albero, verde
etc. Il cognome Arbus, attualmente, è presente in 7 Comuni della
Sardegna: Sinnai 133, Burchi 62, Cagliari 38, Quartu S. E. 32.
Lotzorai 14, etc. |
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ARCA
DE ARCA
DEARCA |
Arca è un cognome tipicamente sardo, molto diffuso a Sassari,
Alghero e Bultei nel sassarese, a Silanus e Macomer nel nuorese,
a Cagliari, a Cuglieri, Abbasanta, Santo Lussurgiu ed Oristano
nell'oristanese, De Arca, quasi scomparso è del nuorese, Dearca,
solo leggermente meno raro, è sempre del nuorese, dovrebbero
derivare dal vocabolo sardo arca
(cassapanca)
probabilmente ad indicare la
professione di mastro falegname svolto dal capostipite,
ma è pure possibile un riferimento allo stato di benessere della
famiglia o alla taccagneria attribuita al capostipite.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
ARCA: arca
sia in campidanese che in logudorese =
arca o cassapanca di legno,
generalmente di castagno, che si fabbricavano nei villaggi
intorno al Gennargentu, Aritzo, Desulo, Tonara, ma che ormai si
fabbricano in tutta la Sardegna: erano e sono numerosi i maestri
"de arca",
tra i quali molti bravissimi intagliatori. Qui in Medio
Campidano, gode di gran fama il maestro Antioco Tomasi di
Gonnosfanadiga (1913- 2005), per le sue "arche" dai bellissimi
intagli. Il cognome è presente in Sardegna sin dai tempi
antichi, a prova del fatto che questa arte affonda le radici
nelle antiche tradizioni dell'isola. Nei documenti antichi si
presenta sempre preceduto da "de". Tra i firmatari della Pace di
Eleonora, *LPDE del 1388, troviamo: Arca (de) Daniele, ville
Mumutata (l'odierna Mamoiada. Barbagie Ollolai et Curatorie de
Austis); Arca (de) Fuliato, jurato ville Baratili (odierno
Baratili. Campitani majoris); Archa (de) Gunnario, jurato ville
Oruinas (odierno Ruinas - Contrate Laconi - Partis Alença);
Archa (de) Jacobo, ville Alary (odierno Alai. Contrate Partis
Varicati - Barigadu); Archa (de) Joanne, majore Villa de
Abbas(Santa Mariacquas Terme. Contrate Montis Regalis); Archa
(de) Sthefano, jurato ville Gestori (odierno Gesturi. Contrate
Marmille); Archai Arçoco, jurato ville Layrru (odierno Laerru.
Contrate de Anglona- Chiaramente); De Alca Corbu Franciscus,
ville Sasseri ; De Arc Georgius, ville Sasseri; De Arca Arsoco -
de Bosa; De Arca Guantino, ville Macumerii (Macomer - MACUMERII
et Curatorie de Marghine de Gociano.. In posse Chelis Simonis,
notarii publici...die XII Januarii 1388); De Arca Leonardo,
ville Macumerii; De Arca Mon. Ville Macumerii ; De Archa Nicolao
- de Bosa. Nel testo del Fara - De Rebus Sardois IV - figura un
certo Antonio Arca.Soltanto i Sassaresi avevano inviato a Genova
Antonio Arca, che aveva procurato le bocche da fuoco per la
difesa dell'isola Piana e di Porto Torres.Sassarenses tantum
aenea tormenta, quibus insulae Planae et Portus Turrium arces
munirent, misso Antonio Arca ex Genua sibi compararunt.Nel
periodo in cui il vicerè sequestrò tutti i beni che gli ebrei
possedevano in Sardegna( siamo nel 1527, all'indomani della
nascita del primogenito Filippo, di Carlo V° imperatore, per cui
ci furono anche in Sardegna grandi festeggiamenti) e nacque una
contesa tra Sassaresi ed Algheresi per il diritto di pesca del
corallo a Porto Ferro). Nella storia ricordiamo Arca Proto,
storico (Bitti 1562 -1599), ordinato sacerdote nel 1584. Nello
stesso anno entrò a far parte della Compagnia di Gesù. Nel 1592
pubblicò l'opera "de bello et interitu marchionis Oristanei, che
narra la rivolta e la fine di Leonardo Alagòn, un secolo prima.
Forse per imitazione di Alagòn anche prete Arca diventò ribelle
e fu espulso dalla Compagnia. Fu poi rettore di Lodè, ma anche
qui manifestò contrarietà verso alcuni parrocchiani. Fu
nuovamente inquisito dal Santo Uffizio nel 1599, ma la morte,
sopraggiunta all'improvviso, a soli 37 anni, lo salvò da una
severa condanna! (Di. Sto. Sa). Ricordiamo che Arca è anche il
nome di un villaggio abbandonato, detto anche Arave, ubicato in
agro di Usini. Appartenne alla Curadorìa di Flumenàrgia, del
regno giudicale di Torres, abbandonato verso la fine del XIII°
secolo. Il villaggio è citato, col nome Arave, nel Condaghe di
San Pietro di Silki, *CSPS, XI°, XIII° sec. Attualmente il
cognome Arca è presente in 193 Comuni italiani, di cui 62 in
Sardegna: Sassari 128, Silanus 125, Alghero 85, Cagliari 81,
Cuglieri 50, Baltei 49, Abbasanta 40, etc.
DE ARCA: rarissimo; presente in soli due Comuni: Teti 3, Tonara
2. Per significato ed etimologia vedi Arca.
DEARCA: raro, presente in 10 Comuni italiani, di cui 3 in
Sardegna: Tonara 12, Teti 3, Ortueri 2. Per i riferimenti ai
Dearca della Sardegna, vedi Arca. |
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ARCA'
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Arcà, molto raro, è tipicamente romano, dovrebbe derivare da un
soprannome dialettale derivato dal mestiere di
arcaro (fabbricante
di casse o falegname). |
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ARCAINI
ARCARI
ARCARO
ARCHIERI |
Arcaini abbastanza raro è tipico lombardo, con un piccolo ceppo
nel teramano, Arcari ha un ceppo nella zona che comprende le
province di Cremona, Brescia, Milano, Reggio Emilia, ed uno in
Molise, Arcaro sembra avere un ceppo tra padovano e vicentino,
uno nell'iserniese ed uno nel salernitano che potrebbe derivare
dal toponimo Arcara (SA), Archieri, assolutamente rarissimo,
dovrebbe essere del cremonese, dovrebbero derivare dal mestiere
di fabbricante di arche
(casse, teche), come anche dal vocabolo latino
arcarius
(tesoriere, gabelliere):
"...Ego Bonushomo presbiter et arcarius qui super ipsas res
accessi et misus fui ut supra ...". Tracce di questa
cognominizzazione le troviamo a Pisa nel XII° secolo con
Giovanni, Grasso, Paganello, Guido e Giovanni Arcari, indicati
tra i mille firmatari del trattato di pace con la repubblica
marinara di Genova. |
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ARCANGELI
ARCANGELO
ARCANGELONI
DE ARCANGELI
DE ARCANGELIS |
Arcangeli è tipico della fascia che comprende la Romagna
meridionale, le Marche, l'Umbria ed il Lazio, Arcangelo,
assolutamente rarissimo, ha un ceppo nel vicentino ed uno tra
salernitano e cosentino, Arcangeloni è tipico della zona tra
riminese e pesarese, di Rimini e di Fano e San Leo nel pesarese,
De Arcangeli, assolutamente rarissimo, parrebbe dovuto ad errori
di trascrizione di De Arcangelis, che è tipico dell'area che
comprende Abruzzo e Lazio, Roma e Guidonia Montecelio nel romano
ed Arpino nel frusinate, dovrebbero derivare, direttamente o
tramite accrescitivi, o forme patronimiche, dove il prefisso De
stia per il figlio di, dal nome medioevale
Arcangelus
o dai vari toponimi contenenti la radice Arcangelo come
Sant'Arcangelo (SA), (BN), (PG) e (RN). Tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo nelle Marche fin dal 1600 tra le
famiglie di origine ebraica. |
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ARCELLA
ARCELLI
ARCELLO
ARCELLONE
ARCELLONI
ARGELLI |
Arcella è di origini napoletane, di Napoli, Torre Annunziata,
Casoria, Caivano, Afragola, Frattamaggiore, Boscoreale e
Crispano, Arcelli ha un ceppo nel piacentino a Piacenza e
Sarmato ed a Bologna, un ceppo in Umbria nel perugino, a Perugia
in particolare e ad Umbertide, Arcello, quasi unico, è del
napoletano, Arcellone è ormai scomparso, Arcelloni,
assolutamente rarissimo, sembrerebbe lombardo, Argelli è
romagnolo del ravennate, di Lugo, Alfonsine, Ravenna, Fusignano
e Bagnacavallo, dovrebbero derivare, direttamente o tramite
forme accrescitive, dal mestiere di falegname o produttore di
arche
(casse, cassapanche),
anche se non si può escludere che in qualche caso possa
trattarsi di produttori di archi da caccia o da guerra. |
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ARCERE
ARCERI
ARCIERE
ARCIERI |
Arcere ed
Arciere sono quasi unici, Arceri ha ceppi a Roma ed Olevano
Romano (RM), in Sicilia a Palermo, a Francofonte nel siracusano
e nel trapanese a Trapani, Marsala ed Erice, ha ceppi anche in
Sardegna nel carboniense a Santadi e Nuxis, Arcieri ha un grosso
nucleo a Roma, nel salernitano, nel potentino, nel barese, in
Calabria e nell'agrigentino, potrebbero derivare dal fatto di
essere stati i capostipiti dei soldati specializzati nel tiro
con l'arco, ma è pure possibile una derivazione da toponimi come
Arcera e Arcieri nell'ennese. |
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ARCERITO |
Arcerito
è tipicamente siciliano di Niscemi nel nisseno, dovrebbe
trattarsi di una forma etnica grecanica riferita a cvapostipiti
che provenissero dal paese di Arcera nell'ennese. |
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ARCHETTI
ARCHI |
Archetti
è specifico del bresciano, Archi, estremamente raro, sembra
lombardo, dovrebbero derivare dal mestiere di fabbricante di
archi o di arcere, tracce di questa cognominizzazione le
troviamo a Brescia nel 1600, sempre a Brescia gli Archetti
assurgono al rango di Marchesi nella seconda metà del 1700. |
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ARCHINTI |
Estremamente raro è specifico del sudmilanese, Troviamo la
famiglia Archintus tra i notabili milanesi, Ambrosius Archintus
è uno scrittore milanese del 1400, Filippo Archintus diventa
Arcivescovo di Milano nel 1556, all'epoca del Medeghino, gli
Archinto cedono al cardinale Giovanni Angelo Medici dei terreni
limitrofi al suo Palazzo di Milano, permettendogli così di
costruire le nuove ali, Troviamo un Filippo Archinti (1595-
1621) vescovo di Como. |
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ARCIDIACO
ARCIDIACONE
ARCIDIACONO |
Arcidiaco, molto molto raro è tipico di Reggio Calabria,
Arcidiacone è specifico del cosentino, di Longobucco, Crosia e
Rossano, Arcidiacono sembra essere specifico del catanese, con
un possibile ceppo secondario nel cosentino, derivano dal titolo
di arcidiacono
(arciprete, capo dei diaconi)
cui la famiglia era in qualche modo connessa, anche forse perchè
questa era la carica occupata dal capostipite, ovviamente
ortodosso. In un atto del 1138 si può individuare un principio
di cognominizzazione: "...anno Dominice Incarnationis MCXXXVIII.
Indictione vero IIII, kalendis Septembris. Ego Stephanus
Archidiaconus hoc Decretum confirmavi. ...", tracce degli
Arcidiaco si trovano nel reggino fin dal 1540 con Nardo
Arcidiaco.
gli Arcidiaco hanno tutti origine nel paese di San Lorenzo
Superiore (RC), dove, oltre al mio capostipite Nardo Arcidiaco,
che, in ogni caso, sembra essere l'avo comune di tutti o quasi
tutti gli Arcidiaco attualmente residenti in Italia (emigrati da
San Lorenzo per lo più tra la fine dell'Ottocento e la prima
metà del Novecento), esistevano altri rami. |
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ARCIDUCA
ARDUCA |
Arciduca,
che sembrerebbe unico, dovrebbe essere dovuto ad un'errata
trascrizione del cognome Arduca, che è specifico di Palmi nel
reggino, che potrebbe derivare da un soprannome scherzoso, forma
contratta del vocabolo arciduca, forse a sottolineare un
comportamento esageratamente pomposo del capostipite, ma, più
probabilmente deriva da una posizione di rilievo occupata dalla
famiglia, forse nella quale era presente un arcidiacono. |
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ARCINI
|
Arcini è originario dell'area calabrese e siciliana, dovrebbe
derivare dal nome di origini greche
Arcino,
ma non si puo escludere che posaa deivare dal fatto che il luogo
di abitazione o di provenienza del capostipite fosse ricco di
cespugli di arcinus alpinus
(un arbusto tipico delle zone montuose). |
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ARCIPRETE
ARCIPRETI |
Arciprete
ha un ceppo a Civitavecchia nel romano, uno nel napoletano a
Napoli, Pozzuoli, Grumo Nevano ed Arzano e presenze in Sicilia,
Arcipreti, quasi unico, sembrerebbe del perugino, dovrebbero
derivare dal fatto di essere i capostipiti degli arcipreti
ortodossi o di essere parenti prossimi di un Arciprete
cattolico. |
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ARCODIA
ARCOLEO
ARCOLIA
ARCUDI
ARCUDIA |
Arcodia ha ceppi nel messinese a San Marco d'Alunzio, Tortorici
e Naso, a Maniace e Bronte nel catanese ed a Termini Imerese e
Trabia nel palermitano, Arcoleo è specifico di Palermo, Arcolia,
molto più raro, ha un piccolo ceppo a Troina nell'ennese e nel
catanese, Arcudi è specifico di Reggio Calabria, Arcudia, sempre
siciliano, è quasi unico, questi cognomi dovrebbero derivare
direttamente o attraverso varie modificazioni dialettali da nomi
grecanici originati dal termine greco antico άρκτος
arktos (orso),
o dal nome greco Αρκούδι Arkoudi con lo stesso
significato, in qualche caso potrebbero forse anche derivare dal
nome dell'isola greca di Arkoudi, situata tra Lefkada ed Ithaka,
tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel 1500 con il
teologo Petrus Arcudius,
autore del De Concordia
Ecclesiae Occidentalis et Orientalis,
e nel 1600 con il vescovo di Nusco (AV) Francesco Arcudio. |
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ARCOLIN
ARCOLINI
ARCOLINO |
Arcolin è specifico di Padova e di Correzzola nel padovano,
Arcolini è tipico di Massa e Carrara, con un ceppo anche nel
veronese a Cerea e Salizzole, Arcolino è quasi unico, si
potrebbe trattare di una forma aferetica di un ipocoristico del
nome Marco,
ma molto più probabilmente sono forme etniche di toponimi come
Arcola
nello spezzino o
Arcole
nel veronese, o derivano direttamente da toponimi come Arcolino
di Santa Croce sull'Arno nel pisano. |
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ARCONATI |
Assolutamente rarissimo, è specifico del milanese, deriva dal
toponimo Arconate nel milanese. La famiglia Arconati, nobile e
imparentata con i Visconti che già nel 1500 era diventata
feudataria della pieve di Dairago emerse nel 1600 con dovizia di
mezzi finanziari, dandosi al mecenatismo, raccogliendo varie
opere d'arte. |
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ARCONDO |
Arcondo, ormai unico, è tipicamente siciliano, dovrebbe derivare
da una forma dialettale per
Arconte, nome grecanico
originato dal termine arcon,
un alto magistrato bizantino. |
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ARCONE
ARCONI |
Arcone è tipico di Napoli e Pozzuoli nel napoletano, con un
piccolo ceppo anche a Maddaloni nel casertano, Arconi è
tipicamente laziale e dovrebbe derivare da un'alterazione del
precedente, che dovrebbe derivare dal termine grecanico
arcone
(capoccia),
basato sul vocabolo greco antico άρχων arcon (capo),
forse ad indicare così che il capostipite fosse una specie di
capoccia o caporale, cioè reclutasse manodopera. |
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ARCURI
ARCURIA
ARCURIO
ARCURO |
Arcuri, tipico calabrese, ha un ceppo anche nella Sicilia
occidentale, Arcuria, assolutamente rarissimo, potrebbe essere
siciliano, Arcurio, altrettanto raro, è sicuramente meridionale,
Arcuro sembrerebbe del napoletano, potrebbero derivare da una
modificazione del nome longobardo
Arculf, o
anche dal termine arcarius
(tesoriere, gabelliere),
ma è più probabile che derivino da modificazioni del greco
arkouda
(orso),
tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel
Codice Diplomatico della Lombardia
medievale dove sotto l'anno
1171 si può leggere: "...constituerat se soluturum pro ipso
Chunrado in Gotefredum qui dicitur de Arcuri de suprascripta
civitate intus pretium centum librarum..."., nel 1600, nel
crotonese, troviamo come agente erariale del Conte di Melissa
nel crotonese un certo Nuntiato Arcuri.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Arcuri è più tipicamente siculo calabrese, con ceppi maggiori
nel cosentino, nel catanzarese, nel crotonese, nel reggino, nel
palermitano e nell'agrigentino, ma con ceppi minori sparsi un
po' in tutta Italia, per lo più fra il nord e il centro nord,
Arcuria, rarissimo, è originario dell'ennese, Arcuro, anch'esso
estremamente raro, è prevalentemente napoletano, per Arcurio,
quasi unico, è invece molto difficile indicare un'esatta
provenienza, tutti questi cognomi derivano dal nome medievale
Arcurio
o Arcudio,
che, secondo alcuni studiosi, è in realtà una corruzione
dell'originale Arcadio,
col significato di arcade,
nativo o proveniente
dall'Arcadia (un'antica regione
del Peloponneso): la successiva alterazione in
Arcudio o
Arcurio,
invece, sarebbe dovuta ad un accostamento fonetico fra l'etnico
Arkadios
e il termine greco moderno
arkouda, col significato di
orso.
In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei
nomi personali dei capostipiti. |
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ARDAO
ARDAU |
Ardao, praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad un errore
di trascrizione di Ardau, che, decisamente sardo, è tipico del
sud dell'isola, di Cagliari, Guasila, Assemini e Quartu
Sant'Elena nel cagliaritano, di Segariu nel Medio Campidano e di
Iglesias, potrebbe derivare dal toponimo Ardauli
nell'oristanese, ma non si può scartare l'idea che possa
trattarsi di un soprannome originato dal termine sardo
arda (altare). |
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ARDEMAGNI
ARDEMANI
ARDEMANNI |
Ardemagni è tipicamente lombardo, del milanese, pavese e
lodigiano in particolare, ma ben presente in tutta la regione,
Ardemani, molto più raro, è più propriamente del lodigiano e del
sudmilanese, Ardemanni è quasi unico ed è sempre del lodigiano,
dovrebbero derivare da un nome di origine germanica composto da
due vocaboli hard
(duro,
forte) e
mann (uomo)
Hardmann
"uomo forte",
italianizzato in Ardemanno,
nome che distingueva all'origine una discendenza patrizia. |
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ARDENGHI
ARDENGO |
Ardenghi
è tipico lombardo con un ceppo nella Toscana meridionale,
Ardengo. molto raro, sembra avere un ceppo nel trevigiano ed uno
nel torinese, dovrebbe derivare dal nome medioevale Ardengus di
cui si hanno tracce ad esempio nel Codice Diplomatico della
Lombardia medievale in un atto del 1189 dove si legge:
"...Interfuerunt testes infrascripti vicini ecclesie qui huic
commutacioni consenserunt et firmaverunt, silicet Ambroxius de
Ottonebono, Guilielmus de Rozo, Lezo Ferrarius, Ubertus de
Prato, Ardengus Magister, Ardengus Pozolus,...", in alcuni casi
può derivare da toponimi come Villanova d'Ardenghi (PV) o una
località Ardengo nel milanese, tracce di questa
cognominizzazione si trovano a Pisa nel 1200 con Ardengo degli
Ardengi, nel 1300 troviamo a Lucca il Vicario Pietro degli
Ardenghi. |
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ARDESI
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Specifico
del bresciano, potrebbe derivare dal cognomen latino Ardesius,
ricordiamo verso la fine del III° secolo Sant'Ardesius martire
in Alessandria.
integrazioni fornite da
Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
il cognome deriva dal toponimo Ardesio (BG). Cognome a
diffusione locale, è concentrato soprattutto nel bresciano,
molto più sporadico nel milanese. Ardesio, nell'Alta Val
Seriana, è nota nel bresciano, in Valtellina e nel Bergamasco
per il suo santuario, meta di pellegrinaggi. |
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ARDIGO' |
Probabilmente derivato da *Harding, cioè Ardigo, dalla radice
germanica *hardhu-, cioè hard "forte", con suffisso derivativo
-ing, qui però con l'omissione della "n". |
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ARDIMENTI
ARDIMENTO
ARDIMENTOSO |
Ardimenti
è praticamente unico e sembrerebbe del napoletano, Ardimento,
molto raro, ha un ceppo a Napoli e nel napoletano ed uno a Bari,
Ardimentoso, quasi unico, è anch'esso del napoletano, si
potrebbe trattare di cognomi attribuiti da soprannomi originati
dal carattere del capostipite, ma la cosa più probabile è che si
tratti di cognomi attribuiti a trovatelli da funzionari di
orfanotrofi borbonici, tipici cognomi di fantasia attribuiti ad
un fanciullo abbandonato, augurandogli forse di poter essere
tanto ardimentoso da poter superare le avversità della vita. |
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ARDINI
ARDINO
ARDOVINI
ARDOVINO
ARDUINI
ARDUINO |
Nome
di origine germanica composto da due vocaboli hard (duro, forte)
e win (amico) Hardwin con il significato di "veramente amico"
latinizzato in Ardovinus e diventato in italiano Arduino. Il
Cognome abbastanza diffuso copre un'area discretamente ampia dal
centro al nord Italia. |
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ARDISIO
ARDIZIO
ARDIZZI |
Ardisio
è praticamente unico, Ardizio ha un ceppo nel varesotto ed uno
nel napoletano, Ardizzi, abbastanza raro, ha un nucleo nel
sudmilanese, pavese e lodigiano ed un ceppo secondario nel
teramano, derivano dal nome italogermanico
Arditius.
Troviamo questo nome con Arditius vescovo di Modena (1179-1195). |
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ARDISSINO |
Assolutamente rarissimo è tipico della zona di Cigliano (VC).
integrazioni fornite da
Sara Audissino
Cognome rarissimo e antichissimo originario del Canavese, si
fanno risalire le origini al nome Ardicino dal latino Ardicinus,
figlio secondogenito di Arduino marchese d'Ivrea, vissuto
intorno all'anno 1000, i cui feudi erano collocati proprio nei
luoghi d'origine della famiglia Ardissino. Il cognome Ardissino
è attualmente localizzato nelle provincie di Vercelli e di
Torino. |
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ARDISSON
ARDISSONE
ARDISSONI
ARDIZZON
ARDIZZONE
ARDIZZONI
ARDUZZONI |
Ardisson,
assolutamente rarissimo, e Ardissoni, quasi unico, parrebbero
piemontesi, Ardissone ha un nucleo piemontese tra Torino,
Borgofranco d`Ivrea (TO) e Castellamonte (TO), ed un nucleo tra
Diano San Pietro, Diano Marina e Diano Castello nell'imperiese,
Ardizzon è specifico di Chioggia (VE), Ardizzone, abbastanza
diffuso, ha un ceppo importante nella Sicilia nord orientale, ed
un ceppo tra Piemonte e Lombardia, Ardizzoni è tipico del
ferrarese, Arduzzoni, estremamente raro, è specifico dell'area
reggiano, parmense, derivano tutti, direttamente o attraverso
modificazioni dialettali, dalla forma obliqua del nome
italogermanico Arditio
(Arditionis).
Troviamo tracce di questo nome in un atto di cessione di
proprietà terriere del XII° secolo conservato a Milano:
"...Primus campus dicitur Sute Curte, coheret ei a mane via, a
meridie Ardizionis, a sero Ugonis de Citilli, et est per
mensuram iustam tabule treginta et sex. Secundus campus est ibi
prope, a mane via et terra Otonis, a meridie Bollagii, a sero
Straciadi, et est tabule decem et dimidia. Tertius campus
dicitur in Cagalli, a mane Ugonis de Citilli, a meridie via, a
sero Ardizionis, a monte via, et est tabule decem et octo. ".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Ardizzoni muove dal nome personale medievale
Ardicionus,
d'origine germanica (da *hardhu
- «forte, valoroso»),
come Ardissone. |
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ARDITI
ARDITO |
Arditi, abbastanza raro, ha un ceppo tra alessandrino e
genovese, uno tra bolognese e fiorentino ed altri nel perugino,
nel pescarese e nel Salento, Ardito, decisamente molto più
diffuso, ha ceppi importanti in Piemonte e Liguria, nel
bolognese e nel triestino, in Campania, in Sicilia e soprattutto
in Puglia, derivano dal nome medioevale
Arditus
di cui abbiamo un esempio a Firenze in un atto del 1432:
"...stabat dominus Arditus de Antilla prope domum...". |
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ARDONE
ARDONI |
Ardone ha un ceppo a Napoli ed uno a San Vito dei Normanni nel
brindisino, Ardoni, quasi unico, sembrerebbe del mantovano,
dovrebbero derivare dal nome longobardo
Ardone,
di cui abbiamo un esempio d'uso in una
Cartula commutacionis
del 1021 ad Alfianello nel bresciano: "... coerit ei fines a
mane Valperti et Martini germanes et in alico Garibaldi, a
meridie eidem Dominici quod sibi reservavit, a sera via, a munti
Iohanni et Ardoni diaconus, et est per iusta mensura ipsa vinea
cum area eius perticas legiptimas sex cum tabulas sedecim;
predicto campo ibi se tenente infra ipsas corencias per iusta
mensura iugie legiptima una et pertica una cum tabulis octo;
secundo campo dicitur Barraina, coerit ei fines a mane via, a
meridie Addammi, a sera eidem Dominici quod sibi reservavit...". |
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ARDU
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Ardu tipicamente sardo del sudovest dell'isola, di Santo
Lussurgiu, Pompu, Oristano, Mogoro, Uras, Gonnosno e Zerfaliu
nell'oristanese, di Cagliari, Assemini e Sestu nel cagliaritano
e di Segariu nel Medio Campidano.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
ARDU: ardu
(logudorese),
cardu, cadru, gardu, bardu
= cardo;
dal latino cardus.
Gardurèu
o Cardurèu
o ardurèu
o carduèru
= cardo vero,
è il cardo selvatico.
In Medio Campidano lo chiamiamo
gurèu (abbrev. di
gardurèu)
de sattu
= cardo dei campi,
che da il carciofino selvatico
= sa cugùtzua
o cucùtza,
in latino cucutia
(*quel che ci pare strano, a proposito di cucutia latino,
riportato da Plinio nella sua opera "Naturalis Historia" è che
Ferruccio Calonghi, autore del "Dizionario della Lingua Latina",
ancora oggi tra i migliori in Italia, non conosce la cucutia e
riporta in proposito: frutto a noi sconosciuto!), chiamata a
Pabillonis e dintorni, s'occi
balla, per distinguerlo dal
gurèu meseru
= cardo
(mansueto)
domestico,
degli orti, che dà il carciofo
= sa canciòffa.
Il cognome è presente negli antichi documenti in nostro
possesso. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, *LPDE del 1388
troviamo: Ardu Gabriele, ville Mahara (* Mahara - Barbaraquesa
.Arbarei - Villamar. Contrate Marmille); Ardu Guiducio, jurato
ville Bauladu (Bauladu - Contrate Partis de Milis); Ardu
Gunnario, ville Mahara; Ardu Joanne, jurato ville Palmas
.Majore. . (* Palmas Arborea. Contrate Campitani Simagis); Ardu
Laurencio, ville de Sardara. (** SARDARA MONTIS REGALIS...11
GENNAIO 1388, et ego...Gadulesu Margiano habitator ville
Sardara, sindicus actor et procurator universitatis Contrate
Montis Regalis et villarum et etc. In posse Virde Andrea, Virde
Joanne, de Civitate Sasseri, notarii publici, die XI Januarii
1388; Ardu Mariano, jurato ville Bauladu. Nel condaghe di San
Nicola di Trullas, *CSNT, XI°, XIII° sec., troviamo: Ardo (de)
Gosantine(256), teste in una donazione di servi (del loro
servizio). Nel Condaghe di San Pietro di Silki, *CSPS, XI°,
XIII° sec. troviamo: 3 persone col cognome d' Ardu (182, 399,
422): Janne, Ithoccor e Gunnari, probabilmente fratelli,
testimoni in altrettanti atti: una donazione e due acquisti
(comporaili). Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, *CSMB,
XI°, XIII° sec., troviamo: 4 "de Ardu", Elene, moglie a Comita
Sepis(97), Petru, figlio a Comita Sepis(97), Torbeni, maiore de
scolca (134): Troodori (130). Ardu è inoltre il nome di un
villaggio scomparso, detto anche Ardo e Cardo, la cui
etimologia, secondo alcuni studiosi, deriva dal latino cardinis,
per il fatto che il villaggio si trovava, territorialmente, in
un punto cruciale, che collegava Torres al resto del territorio.
Sta di fatto comunque che il cardus latino, cioè su gureu de
sattu, vi cresceva e vi cresce spontaneamente e abbondante! La
villa (bidda) in periodo medioevale appartenne alla Curadorìa di
Flumenargia del regno giudicale di Torres. Dal 1323 fu inglobata
nel regno catalano aragonese di Sardegna. Dal 1364, per
conquista in guerra da parte di Mariano IV°, al 1388 fu parte
del giudicato di Arborea. Tornò poi al regno di Sardegna sino al
1391; e riconquistata dalle truppe giudicali di Arborea, al cui
regno appartenne di nuovo sino al 1420, cioè alla fine del
Giudicato Arborense. Forse perché il suo territorio era
diventato un vero e proprio campo di battaglia, il paese fu
abbandonato poco dopo, verosimilmente tra il 1420 e il 1435 (Di.
Sto. Sa - di F. C. Casula). Ardu o Pardu è infine il nome di un
abitato scomparso, i cui resti si trovano nelle vicinanze di
Musei, nella valle del Cixerri, nel Sulcis. Appartenne alla
Curadorìa di Cixerri, del regno giudicale di Cagliari. Terminato
questo stato, nel 1258, Pardu fu feudo dei conti della
Gherardesca (Ugolino, il famoso personaggio dantesco).
Appartenne poi al regno catalano aragonese di Sardegna e
infeudato a Petro de Athen (o Açen o Atzeni). Fu conquistato
dalle truppe arborensi, ma dopo il 1409, per la sconfitta
definitiva di queste, tornò al regno di Sardegna. Forse a causa
delle continue guerre anche Pardu fu abbandonata poco dopo il
1409. Pardu ha chiaramente significato ed etimologia diversi da
Ardu/Cardu. Pardu, significa infatti territorio pianeggiante,
prato, dal latino pratum. Attualmente il cognome Ardu è presente
in 107 Comuni italiani, di cui 60 in Sardegna(con maggior
diffusione in Prov. di Oristano): Santulussurgiu 38, Pompu 36,
Oristano 36, Mogoro 35, Cagliari 35, Segariu 34, etc. |
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ARECCHI
ARECCO |
Arecchi ha un piccolo ceppo a Genova ed uno nel reggino a campo
Calabro, Arecco è specifico dell'area che comprende
l'alessandrino, il savonese ed il genovese, dovrebbero derivare
dal praenomen tardo latino
Areccus o
Arecus,
di cui abbiamo un esempio in "Arecus filius Nestoris Euridices". |
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ARELLA
ARELLI
ARELLO |
Arella, estremamente raro, quasi unico, sembrerebbe dell'area
campana e calabrese, Arelli, molto molto raro ha vecchie radici
sia nel pavese, che in Veneto, in Campania ed in Puglia, Arello
è praticamente unico, dovrebbero derivare dal nome latino
Arellus, Arella,
di cui abbiamo un esempio in una satira medioevale:
"..Improvisa, satis reverens habeare futuri. // Si vel tussicula
leporis vexatus Arellum // Aut Dasium, fratres infausto sidere
natos, // Sub tua tecta voces. Cosconi, fidis Arello?//..", nome
che può sia essersi originato da forme ipocoristiche del nome
Ares,
sia da alterazioni dialettali medioevali del nome
Aurelius. |
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ARENA
ARENI |
Arena
è diffusisimo in tutt'Italia, la cui origine dovrebbe essere in
Calabria ed in Sicilia, Areni, assolutamente rarissimo, è
probabilmente del centronord, dovrebbero derivare da soprannomi
con riferimento alla toponomastica locale.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
ARENA: è un cognome diffuso in tutta Italia (in 1059 Comuni) e
presenta i ceppi più consistenti in Sicilia, a Messina (1996), a
Catania (967), a Palermo (521). Significa
rena, arena, sabbia
e deriva dal latino rena;
in sardo arena
o areni.
In Sardegna è presente in 11 Comuni: Guspini 11, S. N.
d'Arcidano 6, P. Torres 6, Nuoro 6, Quartu S. E. 6, etc. Lo
ritroviamo tra i firmatari della Pace di Eleonora, *LPDE, del
1388: Arena (de) Fuliato, jurato ville Nurapulia (* odierno
Narbolia - Contrate Partis de Milis). Nel Condaghe di San Nicola
di Trullas, *CSNT, XI°, XIII° sec. Lo ritroviamo come toponimo
(108) : località saltu d'Arena, in agro di Consedin (l'attuale
Cossoine). Il Vocabolario Sardo Geografico Patronimico ed
Etimologico del canonico Giovanni Spano, recita: "Arenas,
villaggio distrutto nel Sulcis. Era oppido romano dove si
coltivava in vicinanza la miniera". Nel Di. Sto. Sa. di F. C.
Casula, Arenas: paese, villa (bidda) medioevale, ubicato ai
piedi del monte San Michele Arenas, in agro di Tratalìas,
appartenente alla Curadoria di Sulcis, nel regno giudicale di
Càlari. Il paese fu abbandonato verosimilmente nella seconda
metà del XIV° secolo, a causa delle continue guerre tra il regno
giudicale di Arborea ed il regno catalano aragonese di Sardegna.
Nell'opera "In Sardiniae Chorographiam" di Giovanni Francesco
Fara (la cui stesura si colloca tra il 1580 ed il 1590), è
citato il villaggio sulcitano di Arenas(14 - 17).et
oppida.Uratelis, Paesus, Burstiris, Bau der Cannas, Petrargius,
Garamatae, Smergi, Arenae, Flumentepidi. |
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ARENALDI
ARINALDI |
Arenaldi sembra essere ormai scomparso in Italia, Arinaldi,
ormai quasi completamente scomparso anch'esso, dovrebbe
provenire dall'area campano, foggiana, dovrebbe derivare dal
nome medioevale di origine germanica
Arenaldus
o Arinaldus,
di questo nome abbiamo un esempio nelle Historiae Venetae:
"...Anno 1458. Philelphi epistolas Venetiis editas fuisse
asserit Johan. Arenaldus apud Freytag, & hoc anno Romam
appulisse Germanos scribunt permulti quibus praeiverat Polydorus
Vergilius, accedente etiam auctoritate Sabellici. ..",
ricordiamo con questo nome un principe degli Alemanni. |
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ARENZI
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Probabilmente l'origine del cognome è da un toponimo scomparso.
Il cognome pochissimo diffuso è presente solo nel milanese. |
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ARESCA
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Aresca è specifico di Mombercelli nell'astigiano, dovrebbe
derivare da nomi di località come Aresca di Pavone Canavese nel
torinese, o Aresca di Castagnole Lanze nell'astigiano, anche se
sembrerebbe che siano invece queste località a prendere il nome
dal nome della famiglia Aresca, che deriverebbe invece da un
soprannome originato dal termine piemontese
aresca,
resca
(lisca di pesce). |
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ARESCO
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Aresco è tipicamente siciliano, di Melilli e Sortino nel
siracusano, dovrebbe derivare dal nome greco
Areskon a
sua volta derivato dal verbo greco antico άρέσκω aresko
(essere gradito),
molto meno probabile la derivazione da un'alterazione dialettale
del nome latino Aretius. |
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ARESE
|
Arese, tipicamente piemontese, è specifico del cuneese, di
Fossano, Cuneo, Savigliano e Centallo, dovrebbe derivare dal
nome provenzale Ares,
probabilmente derivato da un'alterazione del nome latino
Aretius,
piuttosto che direttamente dal nome greco
Ares. |
|
ARESI
|
Aresi,
tipicamente lombardo, molto diffuso nel milanese e bergamasco,
dovrebbe derivare dal nome del paese di Arese, tra Milano e
Bergamo, probabile luogo d'origine dei capostipiti. |
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ARESPICI
ARUSPICI |
Arespici ed Aruspici, praticamente entrambi unici e toscani,
dovrebbero derivare dal termine latino di origini etrusche
haruspex, haruspicis,
che indicava chi esaminando le viscere di un animale
sacrificato, in particolare il fegato e l'intestino,
pronunciasse divinazioni e soprattutto valutazioni circa l'esito
di un'impresa. |
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ARESTE
ARESTI |
Areste, quasi unico, sembrerebbe specifico di Osilo nel
sassarese, Aresti, abbastanza raro, è specifico del
cagliaritano, derivano da un soprannome dialettale, in sardo
aresti
significa selvatico, riservato,
schivo, secondo alcuni
deriverebbe dal nome basco
Aresti, ma non è molto
probabile.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
ARESTI; ARESTE: selvatico, non
addomesticato; dal latino
agrestis.
Qui in Sardegna è frequente come toponimo:
acquas arestis
= acque selvatiche;
terras arestis
= terre non coltivate;
riferito ad animali: su pisittu
aresti =
il gatto selvatico. Riferito a
persone, assume il significato non tanto di rude o rozzo, ma di
timido, schivo.
Nei documenti antichi ritroviamo il cognome tra i firmatari
della Pace di Eleonora, *LPDE del 1388: Arestis Paulo, ville
Selluri (Sanluri - Seddori - **(prima dell'elenco dei firmatari
di Sanluri, il documento riporta:. Et ego Capula Marcus
.sindicus, actor et procurator ville Selluri.seu a Petro De
Castay, locuntenente capitanei et Margiano Costa, locuntenente
potestatis terre Selluri et omnibus habitatoribus dicte terre,
congregatis. X die januarii 1388.). Attualmente il cognome
Aresti è presente in 67 Comuni italiani, di cui 25 in Sardegna:
Sanluri 56, Villacidro 48, Cagliari 32, Iglesias 25, Carbonia
19, etc. Areste è invece presente solo a Macomer, con un unico
nucleo familiare. |
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ARESU
|
Decisamente sardo, del cagliaritano e del basso nuorese,
dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo sardo
aresu
(selvatico, selvaggio, indomito,
intrepido), gli Aresu ottennero
il cavalierato ereditario ed il rango di nobili nel 1600.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
ARESU: permane incertezza sul significato e l'etimologia. Dalla
radice latina "are",
asciutto, secco,
o dal greco αραιός araiòs
(raro).
Ma non dimentichiamo che il verbo
resài o
aresài
significa pregare, invocare,
quindi rèsu
o arèsu
significa preghiera,
ma anche invocato, desiderato,
richiesto (per analogia
pensiamo al cognome Desiderato). Non abbiamo altri suggerimenti!
Supponiamo si tratti di un cognome di recente origine, perché
non figura negli antichi documenti in nostro possesso.
Attualmente lo troviamo in 195 Comuni italiani, di cui 76 in
Sardegna: Cagliari 401, Lanusei 130, Quartu S. E. 82, Orroli 64,
Seni 61, Settimo 53, Carbonia 50, Dolianova 46, etc. Nella
penisola è Roma ad avere il numero più alto, con 73; seguono:
Genova 24, Milano 13, Padova 12, Torino 9, etc. In USA è
presente in 5 Stati con un nucleo familiare ciascuno. |
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ARETUSA
ARETUSI
ARETUSO |
Tutti estremamente rari, Aretusa è quasi unico, Aretusi è
presente in modo decisamente sporadico nel centronord, con un
piccolo ceppo in Abruzzo ad Alanno nel pescarese e Pineto nel
teramano, Aretuso parrebbe avere un piccolissimo ceppo specifico
di Ospedaletti nell'imperiese, dovrebbero derivare dal nome
femminile latino Arethusa
originato dal greco Αρέθουςα, il nome di un personaggio della
mitologia greca, figlia di Nereo e di Doride, che in epoca tardo
latina venne anche usato al maschile come
Arethusus,
ricordiamo il martire Marcus Arethusus che all'epoca
dell'imperatore Giuliano l'Apostata sacrifico la propria vita
pur di non sostenere la ricostruzione di un tempio pagano. |
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AREZIO
AREZZIO
AREZZO |
Arezio è tipico di Firenze mentre Arezzio è ormai quasi
scomparso, Arezzo, il più diffuso ha un ceppo a Bari ed uno a
Ragusa e nel ragusano e catanese, dovrebbero tutti derivare dal
nome medioevale Aretius
di cui abbiamo un esempio in un atto di donazione dell'anno 998
a Cluny: "Nos, in Dei nomine, Constantius et filii ejus
Constant, Aretius, donamus ad locum Cluniacum campum unum in
villa Colonias; terminat a mane terra Sancti Nazarii, a medio
die terra Sancti Romani, a sero increpito, a certio de ipsa
hereditate: in eo tenore, ut quamdiu nos tres vixerimus teneamus...",
ma è pure possibile una derivazione dal nome del toponimo Arezzo
il cui nome originario era
Arretium, e non si può
escludere in alcuni casi degli Arezzo un'origine ebraica. |
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AREZZINI |
Tipico della zona del senese dove si trovano i comuni di
Piancastagnaio e Abbadia San Salvatore, dovrebbe derivare dal
nome latino Aretius
ricordiamo Sant'Arezio martire romano la cui tomba è situata
sulla via Appia, ma non si può escludere una derivazione dal
toponimo Arezzo. |
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ARFE'
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Arfè è tipicamente napoletano, dovrebbe essere di origini
francesi, risalire al periodo angioino e derivare dal nome di
uno dei vari paesi francesi come Arfeil, Arfel, Arfeille o
Arphel, tutti originati dal termine latino
acrifolius
o aquifolius
(agrifoglio), per ala diffusione di questa pianta in quelle
località. |
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ARGAZZI |
Argazzi è
tipico della zona tra il bolognese ed il basso ferrarese,
potrebbe derivare dal termine argati (servo) di origine albanese. |
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ARGENIO
D'ARGENIO
DARGENIO |
Argenio
e d'Argenio sembrerebbero tipicamente campani dell'Irpinia di
Avellino in particolare con ceppi anche a Benevento, Napoli e
Mercogliano (AV), con ceppi anche in Puglia a Barletta (BA) e a
Margherita Di Savoia e San Ferdinando Di Puglia nel foggiano, è
ben presente anche a Roma, Dargenio invece sembra specifico di
Barletta (BA) e del basso foggiano, dovrebbero derivare dal nome
latino Argenius,
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio nel
settembre 1799 in una deposizione a favore di un tale Don Nicola
D'Argenio di Banzano casale del Regio Stato di Montoro (AV).
integrazioni fornite da
Francesco D'Argenio
Nell'opera"Documenti per la Storia dei Comuni dell'Irpinia" di
Francesco Scandone pag 114 il 14 marzo 1605 viene menzionato il
Comm. Della Somm. Francescantonio d'Argenio. Nell'Opera "Gli
uffici del Dominio Sforzesco" di Caterina Santoro - Fondazione
Treccani degli Alfieri a pag. 290 viene citato per l'anno 1465
Baldessar de Argenio con la carica per la "Potestaria Mendrisii
et plebis balerne". Nell'opera "Il comune di Alanno (nelle sue
origini nelle sue vicende nel suo lavoro) di Augusto Nini a
pag.74 si cita per l'anno 1505 il Magnifico Benedetto de Argenio.
Tommaso Leccisotti nell'Opera "Le pergamene latine di Taranto
nell'archivio di Montecassino" a pag. 10 cita per l'anno 1456
del 17 di novembre la concessione all'Abate Cesare di Riccardo
de Argenii di Taranto la concessione per nove anni di affittare
le terre della chiesa di San Pietro Imperiale Notaio Bernardo
Bonamico di Taranto - Giudice a contratti Francesco di Taranto.
Lo stemma che compete a quest'antica e nobile Casata è
conservato nell'Archivio Araldico Guelfi Camaiani dei Conti
Pierfrancesco e Alessandro Guelfi Camaiani, e risulta così
blasonato: "D'Argento, a tre rose di rosso". |
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ARGENTERI
ARGENTERO
ARGENTIERI
ARGENTIERO |
Argenteri,
molto molto raro, sembrerebbe di Voghera nel pavese, Argentero,
tipico piemontese, ha un ceppo a Biella ed è abbastanza diffuso
nel torinese, Argentieri e Argentiero sono specifici del
brindisino, con ceppi anche in Abruzzo, i piemontesi potrebbero
derivare da toponimi come Argentera presente sia nel cuneese che
nel torinese, o anche dal mestiere di
argenterius
(argentiere, artigiano
dell'argento), come tutti gli
altri, traccia di quest'uso le troviamo nel 1500 a Siena con il
medico Iohannes Bartholi argenterius: "...et dictus Johannes
Bartholi de Senis argenterius nomine dicti capituli in presentia
mei notarii et testium infrascriptorum recognovit...". Tracce di
questa cognominizzazione le troviamo nel 1700 nel cuneese con il
Marchese Niccolo Argentero.Berzesio di Bagnasco (CN). |
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ARGENTI
ARGENTINA
ARGENTINI
ARGENTINO
ARGENTO |
Argenti ha un nucleo importante in Umbria e Lazio e possibili
ceppi anch'essi probabilmente primari lungo la riviera tosco
ligure e nel Veneto, Argentina sembrerebbe specifico di
Francavilla Fontana nel brindisino, Argentini, non molto diffuso,
è caratteristico del centro Italia, Argentino è tipico del sud,
soprattutto della Campania, del foggiano, del siracusano e
ragusano, Argento sembra avere un ceppo in Sicilia tra
palermitano ed agrigentino, uno nel napoletano e probabilmente
anche uno nel barese, dovrebbero derivare dal mestiere di
argentiere o dal nome Argento
abbastanza diffuso in centro Italia in epoca medievale, o da
suoi ipocoristici. Esempio di questa cognominizzazione si ha a
Capua (CE) dove in un atto del 1120 si legge: "...Quoniam per
interventum Aymonis cognomento De Argintia...." e a Firenze nel
1200 con Filippo Argenti contemporaneo e nemico personale di
Dante che apparteneva alla fazione politica dei Guelfi Neri,
Dante lo incontra nel quinto girone dell'Inferno tra i superbi
immersi nella melma della palude stigia. A Roma nel 1500
troviamo gli Argenti alla Corte papale in qualità di segretari
di Papi e Cardinali. |
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ARGENTON
ARGENTONE
ARGENTONI |
Argenton, abbastanza raro, è tipicamente veneto, dell'area del
rovigoto e delle zone viciniori del padovano e del veneziano,
di Rovigo, Trecenta e Castelguglielmo in particolare, Argentone
è quasi unico, Argentoni, molto molto raro, sembrerebbe del
veronese, questi cognomi potrebbero derivare dal nome medioevale
Argento
o anche da soprannomi originati dal colore dei capelli del
capostipite, assolutamente improbabile una connessione con la
cittadina francese di Argenton, la gallica
Argentomago,
anche se a Venezia abbiamo avuto la presenza per alcun tempo del
Signore d'Argenton, come spiega il Guicciardini nella sua
Storia d'Italia:
"...Però il re, necessitato a fare nuovi pensieri, commesse a
Filippo monsignore di Argenton, il quale, essendo stato poco
innanzi imbasciadore per lui appresso al senato viniziano, aveva
nel partirsi da Vinegia offerto al Pisano e al Trivisano, già
diputati proveditori, d'affaticarsi per disporre l'animo del re
alla pace, che mandasse un trombetto a detti proveditori...". |
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ARGERI
ARGERIO |
Entrambi
assolutamente rarissimi, probabilmente di origine longobarda,
derivano dal nome medioevale di origini germaniche Argerius, di
cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia
medievale dove nell'anno 1020 si trovano atti scritti in
Alfianello (BS) da Argerius notarius imperatoris, la possibile
derivazione dal termine argere per arciere è molto improbabile. |
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ARGIOLAS |
Tipico della Sardegna centromeridionale dovrebbe derivare da un
soprannome dialettale originato dall'essere nati di luglio, in
campidanese il mese di luglio viene chiamato
mesi de argiolas.
integrazioni fornite da
Nicoletta Argiolas
in alcune zone della Sardegna meridionale, sta ad indicare una
zona dove in passato si riunivano le famiglie a battere il grano.....
una specie di aia.Sa
argiola era appunto il nome di
tale cortile.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
ARGIOLAS: s'argiòla
o arjòla,
significa aia,
dal latino areola.
Spazio più o meno chiuso dove venivano depositati i covoni del
grano o altro cereale, per la trebbiatura. Questa veniva fatta
solitamente con i cavalli etc. Il mese di luglio, appunto
perché mese della trebbiatura è detto mes''e argiòlas o arjòlas.
Cognome legato probabilmente al mestiere di
arjòlaio/u,
addetto alla trebbiatura.
Presente negli antichi documenti in lingua sarda. Tra i
firmatari della Pace di Eelonora, *LPDE del 1388, troviamo:
Argiola(de) Sisinnio, ville Sorradili (*odierno Sorradìle.
Contrate Partis Varicati - Barigadu); Argiolas (de) Barçòlo,
ville Selluri(Sanluri - Seddòri); Argiolas(de)Gonario, jurato
ville Segacos ( *Villaggio distrutto (Segatos) - Contrate
Partis Milis). Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado è
presente come toponimo: ariòla de Musellu (159), in una
donazione di terre: Ego Mariane de Uta ki ponio ad Sancta Maria
de Bonarcatu pro s'anima mea terras quantas apo...Io Mariane de
Uta dono a Santa Maria di Bonarcado, per l'anima mia quante
terre possiedo.segue l'elenco, tra cui altera(terra) ante ariola
de Musellu (in agro di Baratili). Ariolas Floràdas (176), sempre
in una donazione di terre alla chiesa di S. Maria. Nel Condaghe
di San Nicola di Trullas, troviamo: Ariolas (de) Gosantine(172,
173, 174) servo in Mularia(l'attuale Mulargia - Curadorìa del
Marghine); di lui si acquistano, da 3 proprietari diversi, una
giornata, il latus(la metà, del sevizio settimanale, s'intende)
e ancora, due giornate. Attualmente il cognome Argiolas è
presente in 260 Comuni d'Italia, di cui 109 in Sardegna(con
maggiore diffusione nell'area cagliaritana): Monserrato 498,
Cagliari 439, Sestu 179, Quartu S. E. 147, Selargius 131, Ussana
95, Elmas 84, Carbonia 78, Serrenti 67, Terralba 61, Serramanna
49, Assemini 48, Sanluri 44, Sassari 38. Nella penisola è Roma
ad avere il numero più alto con 126; seguono: Genova 38, Torino
28, Milano 11. |
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ARGIOLU |
Argiolu, molto raro, è specifico di Cagliari e dell'oristanese,
di Nureci in particolare.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
ARGIOLU: argiòlu, arjòlu,
oriolu, orgiolu, orjòlu, vargiòlu, barjòlu, brajòlu
= orzaiolo
(generalmente), ma anche vaiolo.
Nei dialetti centrali si presenta con "o" ,
orgiòlu,
dal latino hordeolum
in quelli meridionali con "a",
argiòlu, dal latino
variolus
(vedi inoltre il cognome Vargiolu). Attualmente il cognome è
presente in 27 Comuni italiani, di cui 16 in Sardegna: Cagliari
30, Nureci 12, Ballao 8, Genoni 5, Armungia 4, etc. |
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ARGIRO' |
Molto raro sembrerebbe calabrese, dovrebbe derivare dal nome
bizantino Argyros latinizzato in Argirus, in uno scritto
medioevale si legge: "Anno millesimo centesimo septimo decimo
Dominicae Incarnationis, et octavo decimo pontificatus domini
Paschalis... ...Riso Barensis archiepiscopus ab Argiro cive
Barensi trucidatus est in via Canosina...". Tracce di questa
cognominizzazione si trovano a Sinopoli (RC) fin dal 1500, nella
locale Chiesa della Madonna delle Grazie si trova questa
iscrizione: "ANTONINUS ARGIRÒ HANC IMAGINEM FIERI MORIENS
LEGAVIT QUOD N. EGISMONDUS BIELATI ADIMPLEVIT ANNO D. N. I.,
MDIIIL".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Argirò è un cognome calabrese di origine greca
Argyròs
che proviene dall'aggettivo
argyròs (argenteo). |
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ARGONDIZZA
ARGONDIZZO |
Entrambi calabresi del cosentino, Argondizza, assolutamente
rarissimo è soprattutto di San Giorgio Albanese, Argondizzo,
meno raro, è di Mongrassano e San Marco Argentano.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
D'origine arbëreshë (più probabilmente greco-albanese), i
cognomi Argondizza e Argondizzo sembrano nascere da un
adattamento del cognome greco
Archontis, col significato
letterale di arconte,
il sommo magistrato,
cioè, delle antiche città elleniche - lo stesso titolo, in epoca
bizantina, passò a indicare diverse figure di magistrati, quali,
ad esempio, il maestro di
palazzo e
il prefetto di corte:
dal punto di vista etimologico, va notato che il termine arconte
è un prestito del greco
àrchontos (genitivo di
àrchon),
termine che, alla lettera, può essere tradotto come
comandante,
magistrato
(nel senso di capo, maestro, dal latino
magister).
In conclusione, dunque, si tratterebbe delle cognominizzazioni
dei nomi di mestiere attribuiti ai capostipiti, anche se non è
escluso un rapporto più generico con un arconte, in senso non
strettamente familiare. |
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ARGURIO |
Estremamente raro sembrerebbe tipico di Messina, dovrebbe
derivare dal nome greco Argurios,
il nome portato anche da un leggendario guerriero di Micene. |
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ARIANI
ARIANO |
Ariani, dovrebbe essere di origini toscane, probabilmente
fiorentine, ma presenta piccoli ceppi anche nel barese e nel
cosentino, Ariano ha un piccolo ceppo laziale nel romano e nel
frusinate, un ceppo campano nel casertano, nel napoletano ed
avellinese soprattutto e nel salernitano, un ceppo nel foggiano
ed uno nel brindisino, dovrebbero derivare dal nome latino
Arianus,
di cui si hanno tracce nel 311d.C., quando un certo ufficiale
romano di nome Arianus divenne governatore di Tebe e,
convertitosi al cristianesimo, venne poi ucciso e fatto quindi
santo. Esistono anche altre ipotesi, una ipotizza che l'origine
non sia toscana, ma che derivi da toponimi quali: Ariano
Ferrarese nel ferrarese o Ariano Irpino nell'avellinese,
un'altra fa derivare il Cognome Ariani dal latino
Ara Jani
(altare di Giano,
dio romano) e starebbe ad indicare in questo modo il vivere il
capostipite in una località vicina probabilmente ad un tempio
dedicato alla divinità della pace e della guerra. |
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ARIATTI |
Specifico di Bologna e del bolognese, si può solo ipotizzare una
derivazionbe dal termine di origine germanica
arii (uomini,
guerrieri). |
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ARICE
ARICI
ARISE
ARISI |
Arice, quasi unico, parrebbe piemontese, Arici, tipicamente
lombardo, è più proprio del bresciano e bergamasco, mentre Arisi,
anch'esso tipicamente lombardo, è più del milanese e cremonese,
Arise, che sembrerebbe dovuto ad un'errata trascrizione di Arisi,
è milanese, probabilmente derivano tutti dal nome medioevale di
origine franca Aricius
o Arrichus,
tracce storiche di prelati con questo nome risalgono al
VII°-VIII° secolo. L'origine del nome è la stessa del nome
Enrico e del toscano Arrighi. |
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ARICO
ARICÓ |
Arico, molto molto raro, è probabilmente dovuto ad un errore di
trascrizione di Aricò, che è specifico della zona dello stretto
di Messina, dovrebbe derivare dal termine greco
agroikòs
(contadino, agricoltore). |
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ARIENTE
ARIENTI |
Ariente
è quasi unico, Arienti è tipico della Lombardia, ha un ceppo
anche nel bolognese ed in Romagna, ed uno nella zona di
Orbetello e Isola Del Giglio nel grossetano, dovrebbero
derivare dal nome medioevale
Arientus di cui abbiamo un
esempio d'uso in una Carta
venditionis nell'anno 1163 a
Milano: "Anno dominice incarnationis milleximo centeximo
sexageximo, tercio die mensis aprilis, indictione octava.
Constat me Garbaniate infantulum filium quondam Markisi Veneroni
de loco Garbaniate qui professus sum lege vivere Longobardorum,
michi qui supra Garbaniati infantulo consentiente Ugone qui
dicitur Arientus de suprascripta civitate tutore sibi dato in
hoc solummodo negotio ab Anselmo iudice et misso domini regis...",
ma è pure possibile una derivazione dal nome medioevale
Ariente,
Arienta,
di cui abbiamo un esempio nell'Archivio Capitolare di Vercelli,
in un atto di donazione del settembre 1430 si legge: "...in
vicinia ecclesie Sancti Petri videlicet in domo habitacionis
domine Ariente...", tracce di questa cognominizzazione le
troviamo a Bologna nel 1200; "Anno millesimo ducentesimo
sexagesimo tercio.. ..mortuus fuit dominus Uguicio de Arientis,
quem occiserunt dominus Maghinardus comes de Panici et Goxadini."
e nel 1400 con lo scrittore: "...Iohannes Sabadinus de Arientis
Bononiensis ad illustrissimum et inclitum Herculem Estensem,
Ferarie Ducem, compatrem ac dominum...". |
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ARIENZI
ARIENZO
D'ARIENZO |
Arienzi sembrerebbe stato toscano ed è ormai scomparso in
Italia, Arienzo è tipico di Napoli e di Salerno e delle aree
limitrofe, D'Arienzo ha un ceppo tra romano e latinense ed uno
nell'area che comprende le province di Campobasso, Foggia e
tutta la Campania, dovrebbero derivare dal toponimo Arienzo nel
casertano, mentre il ceppo toscano potrebbe derivare da una
modificazione dialettale del nome medioevale
Arientus
(vedi ARIENTE), ma è pure possibile una derivazione dal termine
ariento
(argento)
in uso in epoca medioevale anche come nome, tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo nella seconda metà del 1700 a
Solofra nell'avellinese, Nicola d'Arienzo e suo fratello don
Marcantonio sono tra i combattenti borbonici contro i francesi
nel 1799. |
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ARIETA
ARIETTA |
Arieta è
specifico del cosentino, di Verbicaro, Santa Maria del Cedro e
Praia a Mare, Arietta, quasi unico, parrebbe del salernitano,
potrebbero derivare da nomi di località come Arietta (CZ) o, più
probabilmente dal nome della città spagnola di Arrieta, ce ne
sono ben cinque di città spagnole con questo nome, che hanno
dato origine al cognome Arieta che in Spagna è abbastanza
diffuso. |
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ARIGLIANI
ARIGLIANO |
Arigliani
è specifico del leccese, di Lecce e di Castri di Lecce,
Arigliano, sempre salentino, ha un ceppo a Brindisi ed uno nel
leccese ad Alessano, dovrebbero derivare dal nome del paese di
Arigliano, una località di Gagliano del Capo nel leccese. |
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ARIGOTTI |
Arigotti è quasi unico, potrebbe derivare da una forma
ipocoristica derivata dal nome di origine germanica
Arrigo,
ma è pure possibile una derivazione per aferesi dal toponimo
ligure Varigotti. |
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ARIIS
|
Ariis è specifico dell'alto udinese, di Raveo vicino a Tolmezzo,
in particolare, dovrebbe derivare dal toponimo Ariis di
Rivignano (UD) o molto più probabilmente da località indicate
dal plurale del termine dialettale
arie (aia
e per estensione casa colonica)
ad individuare una zona dove si trovasse più di un'abitazione di
agricoltori. |
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ARINGHIERI |
Molto
raro è toscano, specifico oggi del pisano, di Ponsacco e
Pontedera in particolare, dovrebbe essere originario del senese
e derivare dall'essere stato il capostipite un magistrato
dell'Arengario, cioè del palazzo della consulta cittadina. Gli
Aringhieri furono un nobile e potente casato nella seconda metà
del 1200 a Casole d'Elsa (SI) che annoverò personaggi come
Beltramo Aringhieri illustre giureconsulto. suo fratello Ranieri
che fu Vescovo di Cremona e il giurista Niccolò Aringhieri che
insegnò Diritto Civile nell'Ateneo di Perugia. |
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ARINI
ARINO |
Arini è specifico di Marsala nel trapanese e di Palermo, Arino
invece è decisamente napoletano, dovrebbero derivare o
dall'ipocoristico del cognomen latino
Arius o
dal nome tardo latino Arinus,
di cui abbiamo un esempio nel
Amphitheatrum Seriorum Iocorum: Libris XXX Epigrammatum
constructum: "...Quam leve
Visiolum credit mendacium Arinus Vilius; hoc numquam, semper eo
erubuit...". |
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ARIOLDI
ARIOLDO |
Famoso fu
Arialdo da Carimate, monaco e soldato difensore dell'integrità
della religione è castigatore del lassismo e licenziosità dei
prelati dell'epoca, nato a Cuggiago intorno al 1010, fu fatto
santo.
variante poco diffusa presente praticamente solo in provincia di
Milano. (vedere Airoldi) |
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ARIOLI
ARIOLO |
Cognome
diffuso in Lombardia e soprattutto in provincia di Milano. La
sua origine potrebbe risalire ad un Hariolus (divinatore,
veggente) quindi ad una discendenza molto antica. Meno
probabile, data la diffusione una derivazione dal gotico Airus
(messaggero). |
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ARIOSTA
ARIOSTI
ARIOSTO |
Ariosta ed Ariosti sono quasi unici, Ariosto ha ceppi a Roma,
Napoli ed in Sicilia.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
Ariosta, quasi unico, si riscontra soltanto nel catanzarese,
Ariosti, anch'esso quasi unico, è presente esclusivamente in
Lombardia e nelle Marche, Ariosto, più diffuso dei precedenti,
ha ceppi maggiori nel napoletano, nel messinese e nel catanese e
ceppi minori sparsi fra il nord e il sud della penisola, tutti
questi cognomi derivano dal nome Ariosto, l'italianizzazione
cioè del personale germanico Ariost, che, composto dagli
elementi hari
(esercito) e
host (pronto,
svelto), significa guerriero pronto o lesto nel
combattimento. Personaggio famoso fu il poeta emiliano Ludovico
Ariosto (nato a Reggio Emilia nel 1474 e morto a Ferrara nel
1533), autore del celebre poema epico Orlando Furioso. Per
quanto riguarda i cognomi in questione, si tratta comunque delle
cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
I cognomi Ariosti e Ariosto sono etnici dal toponimo Riosto di
Pianoro nel Bolognese, paese originario della famiglia di
Ludovico Ariosto. |
|
ARIOTTI |
Cognome
con modesta diffusione, ma esclusivamente concentrata nel nord
est. La sua origine è controversa, e difficilmente individuabile
con un riferimento toponomastico scomparso, vista l'area di
diffusione troppo vasta. Più facile è pensare ad una connessione
al termine arii (uomini, guerrieri). |
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ARISA
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Arisa è ormai scomparso in Italia, sembrerebbe essere stato di
origini siciliane o maltesi, potrebbe trattarsi di un
matronimico ed essere derivato dal nome medioevale di origine
franca Arisia. |
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ARISCI
ARIXI |
Arisci, abbastanza raro, è tipico di Villasor (CA), con un
ceppo, probabilmente secondario, a Cagliari, Arixi, molto molto
raro è specifico del cagliaritano, dovrebbero derivare dal
toponimo Arixi, frazione di Senorbì (CA).
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
ARISCI; ARIXI: alice
(salsa di pesce)
o anche acciuga;
dal latino halecis.
Arìxi è il nome di due centri abitati (paese - villa - bidda)
della Trexenta. Arìxi Magno (scomparso), detto anche Santa
Lucia, ubicato tra l'attuale paese Arixi e Senorbì. Appartenne
alla Curadorìa di Trexenta, nel Regno Giudicale di Cagliari;
anche allora confinante con la villa di Arìxi (attuale).
Probabilmente fu abbandonata nel corso del XIII° secolo. Arìxi
Piccìa (= Arixi piccola - ): attualmente conta 500 abitanti, a 2
chilometri da Senorbì, in provincia di Cagliari. La festa
principale del paese è rimasta sin dall'antichità quella in
onore di Santa Lucia(15 agosto e 13 dicembre), la cui chiesetta
si trova sul colle omonimo, nei cui pendii sorgeva appunto Arixi
Magno. I cognomi Arisci e Arixi potrebbero derivare da questi
due centri abitati della Trexenta, di cui il primo, come
anzidetto, scomparso. Troviamo il cognome tra i firmatari della
Pace di Eleonora, *LPDE, del 1388, ma nell'uscita Arìgi: Arigi
(de) Geminiano, canonico Arborensi; Arigi Leonardus, ville
Sasseri. Il nome del centro abitato compare nel testo del
Fara(Ioannis Francisci Farae - in Sardiniam Chorographiam
-)."Flumen Caralis oritur ex Badiepiscopi agro et decurrit per
Regionem Gerrei iuxta oppidum Sisini et per regionem curatorie
Trexentae iuxta oppidum Arixi, ubi.". Nella storia ricordiamo
Arixi Geminiano, canonico della Cattedrale di Oristano e poi
vescovo, nel 1400, della Diocesi, oggi scomparsa, di Santa
Giusta. Attualmente Arisci è presente in 38 Comuni italiani, di
cui 19 in Sardegna: Villasor 58, Cagliari 27, Carbonia 22,
Serramanna 12, San Sperate 9, Iglesias 8, etc. Il cognome Arixi
è presente in 12 Comuni italiani, di cui 8 in Sardegna: San
Gavino Monreale 11, Villasor 9, Cagliari 8, Villacidro 6, etc. |
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ARISTONE |
Aristone, molto molto raro, sembrerebbe specifico della
provincia di Pescara, di Montesilvano e Pescara, dovrebbe
derivare dal nome latino di origine greca
Aristone,
derivato dal termine greco άριστος aristos con il
significato di ottimo,
eccellente,
di questo nome abbiamo un esempio d'uso nel
De finibus bonorum et malorum
di Marco Tullio Cicerone: "...Dicuntur ista, Cato, magnifice,
inquam, sed videsne verborum gloriam tibi cum Pyrrhone et cum
Aristone, qui omnia exaequant, esse communem? de quibus cupio
scire quid sentias. Egone quaeris, inquit, quid sentiam? quos
bonos viros, fortes, iustos, moderatos aut audivimus in re
publica fuisse aut ipsi vidimus, qui sine ulla doctrina naturam
ipsam secuti multa laudabilia fecerunt, eos melius a natura
institutos fuisse, quam institui potuissent a philosophia, si
ullam aliam probavissent praeter eam, quae nihil aliud in bonis
haberet nisi honestum, nihil nisi turpe in malis;...". |
|
ARITZO
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Aritzo, quasi unico sembrerebbe di Oristano.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
ARITZO: presente nel solo Comune di Oristano con un solo nucleo
familiare. Significa probabilmente
proveniente da Aritzo,
manca il de ad indicare la provenienza, ma nei cognomi moderni
la preposizione non è quasi mai trascritta. Aritzo = Comune di
1426 abitanti, della provincia di Nuoro. Situato sulle pendici
del Gennargentu, a 900 metri s.l.m. è un bellissimo paese di
montagna, conosciuto da tutti i sardi, tra l'altro, come il
paese delle castagne e delle nocciole. |
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ARIU
ARRIU |
Ariu è tipico della Sardegna sudoccidentale, di Mogoro, Terralba
e San Nicolò d'Arcidano nell'oristanese, di Cagliari, e
Selargius nel cagliaritano, di Guspini e San Gavino Monreale nel
Medio Campidano, di Carbonia e di Iglesias, Arriu, molto più
raro, è specifico del sud della Sardegna, dovrebbe trattarsi di
forme indicanti che il capostipite provenisse dall'antica
località di Vare, ricordiamo ad esempio Nicolao de Vare,
rappresentante delle terre de Çaramonte e della contrada dell'
Anglona, nella stipula della pace fra il re d'Aragona ed
Arborea, o anche da nomi di località che si rifacciano al
concetto di domo le 'ara
(luogo per gente di rispetto).
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
ARIU; ARRIU: significa torrente,
ruscello ed anche fiume:
riu,
rio
dal latino rivus;
con vocale prostetica (molto comune nel campidanese:
a-rrìsu; a-(r)ròsu; a-rràna; a-(r)ràbiu;
a-(r)rettòri; a-rrànda; a-rròda; a-(r)rumbulòni; a-(r)recàttu;
a-(r)ròba; a-(r)reìga; a-(r)regòrdu; a-ragàdda;
etc. ) "a", quindi a-riu,
o a-rriu;
raramente con "e", e-riu,
e-rriu
(vedi il cognome Erriu). A-riu
o Riu
è toponimo comune a tutta la Sardegna: tutti i corsi d'acqua
dell'isola, di qualsiasi portata o di qualsiasi carattere essi
siano, sono chiamati Riu o Rio, a parte poche eccezioni. Negli
antichi documenti non compare la vocale prostetica, segno
evidente che trattasi di fenomeno fonetico recente e ristretto
alle parlate campidanesi. Compare invece "de" Riu (vedi Deriu).
Attualmente il cognome Ariu è presente in109 Comuni italiani, di
cui 45 in Sardegna(sud): Mogoro 65, Terralba 57, Cagliari 57,
Guspini 43, San Gavino 41, Carbonia 39, etc. Arriu, è presente
in 21 Comuni italiani, di cui 8 in Sardegna(sud): Guspini 14,
Quasila 11, Pabillonis 6, Terralba 3, Cagliari 3, etc. |
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ARLANCH |
Arlanch è
specifico di Rovereto e Vallarsa in Trentino, dovrebbe derivare
dal nome del paese di Arlanch, una frazione di Vallarsa. |
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ARLATI
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Specifico della zona che comprende il milanese, il comasco ed il
lecchese, dovrebbe derivare dal toponimo Arlate, una frazione
del comune di Calco (LC), di quest'uso abbiamo un esempio nel
Codice Diplomatico della
Lombardia Medioevale nella
Carta terrarum ecclesie de
Vicomercato in Caponago: "...Ad
Rosarium petia .I., et est pertice .III. : a mane Giselberti
Cavanagi, a meridie via, a sera Guilielmi de Arlate, a monte de
Buzis....". |
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ARLES
ARLESE
ARLESI |
Arles è
assolutamente rarissimo, ha una minima presenza nel padovano,
Arlese ed Arlesi sono quasi unici, dovrebbero derivare da
soprannomi originati dal toponimo francese Arles, probabilmente
di origine ebraica, potrebbero essere risalenti agli inizi del
1300 epoca in cui il re Filippo IV° di Francia obbligava gli
ebrei a farsi cristiani con la conseguente fuga degli stessi
verso lidi più tranquilli. |
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ARLETTA
ARLETTI
ARLETTO |
Arletta, praticamente unico, sembrerebbe siciliano, Arletto,
altrettanto raro, è calabrese, Arletti, molto diffuso, è
tipicamente emiliano del modenese, di Carpi, Modena, Soliera e
Campogalliano, questi cognomi dovrebbero derivare dal nome
medioevale Arlettus
di origini francesi, di cui abbiamo un esempio d'uso a Tiro in
questo scritto del 1192: "Conradus, dominus Tyri, Januensibus
per manum Guillielmi Ricii consulis consensu uxoris Hisabellae
concedit et sigillo confirmat in civitate Acconis curiam et
rugam cum juribus antea datis necnon, quae extra civitatem
unquam possederunt, et tertiam partem introitus catenae, deinde
liberum exitum et aditum et liberum commercium in civitatibus
Joppae, Ascalonae et Hierosolymorum et in eisdem domum, balneum
et furnum insuper concedens, ut in S. Sepulchro litteras
privilegii aureas restaurent, denique libertatem promittit in
omnibus civitatibus
acquirendis. — Balianus de Ybelino, Raynaldus Sydonis,
Gualterius Durus, marescalcus Januensium, Hengo dominae
Galianae, Ansaldus Guaracius, Symon Bufferius, Arlettus
Vicecomes, Rollandus Picius, Guillielmus Bechus Rubeus....". |
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ARLOTTA
ARLOTTI
ARLOTTO |
Arlotta è tipico del messinese, Arlotti è specifico romagnolo,
di Rimini in particolare, Arlotto, molto molto raro, sembra
avere un ceppo genovese ed uno lucano, dovrebbero derivare dal
nome medioevale Arlotus
di cui abbiamo un esempio nel
Codice Diplomatico della Lombardia Medioevale
in una Breve refutationis et
finis del 1163 a Pavia: "...Ego
Arlotus notarius sacri palacii interfui et hoc breve scripsi.",
secondo alcuni potrebbe derivare dal termine normanno
harlot (uomo
da poco). |
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ARMA
|
Arma,
ormai assolutamente rarissimo, dovrebbe essere di origini
siciliane della zona di Valguarnera Caropepe e Piazza Armerina,
dovrebbe derivare da una forma contratta atta ad indicare chi
provenisse dalla zona di Piazza Armerina. |
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ARMAGNI |
Il
cognome rarissimo, probabilmente del mantovano, cremonese, ha
origine dal termine longobardo Arimanni (uomini liberi), gli
arimanni costituivano una forma di patriziato avendo la
responsabilità di mantenere il potere del Rè nei territori
occupati. Assimilabili agli Equites (cavalieri) romani come
livello di nobiltà. La diffusione è massiccia nell'Italia
settentrionale con qualche presenza al centro ed al sud. |
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ARMAIOLI
ARMAROLI
ARMAROLO |
Armaioli
è quasi unico, Armaroli è tipico di Bologna, Armarolo, quasi
unico, sembrerebbe del napoletano, dovrebbero tutti derivare da
soprannomi originati dal mestiere di armaiolo esercitata dal
capostipite, ma è pure possibile una derivazione da nomi di
località come Armarolo (BO). |
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ARMAN
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Arman ha un piccolo ceppo nel goriziano, uno nella zona di Giovo
e Lavis nel Trentino, ed uno principale nel trevisano a Farra di
Soligo e Valdobbiadene, potrebbe derivare dal radicale
longobardo Harimann
(vedi Armani), così come è pure possibile una derivazione dal
nome medioevale longobardo
Hardman (vedi Armandi). |
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ARMANDI
ARMANDINI
ARMANDINO
ARMANDO |
Armandi è presente un pò in tutt'Italia, con ceppi nel torinese,
nel ferrarese, a Roma, nel Piceno, a Cagliari e nel materano,
Armandini, assolutamente rarissimo, parrebbe del centro,
Armandino, praticamente unico, è probabilmente dovuto ad un
errore di trascrizione, Armando è tipicamente piemontese, del
cuneese in particolare, ma con presenze molto significative
anche nel torinese, derivano dal nome medioevale longobardo
Hardman
(hard = duro + man = uomo) latinizzato in
Arimandus,
il ceppo piemontese può anche facilmente derivare dal nome
francese Armand. |
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ARMANETTI
ARMANETTO
ARMANI
ARMANINI
ARMANINO
ARMANNI
ARMANNO
ARMANO |
Armanetti
ha un piccolo ceppo nel bresciano, uno tra parmense e carrarese
ed uno in Molise, Armanetto sembra essere unico, Armani è tipico
del nord Italia, del basso trentino e del veronese in
particolare, con ceppi significativi anche in Emilia, Armanini è
dell'area che comprende il basso trentino e la Lombardia,
Armanino è specifico dell'area genovese e spezzina, Armanni è
lombardo della zona che comprende le province di Bergamo,
Brescia e Cremona, Armanno ha un ceppo nel palermitano ed uno
nel casertano, Armano ha un ceppo piemontese, soprattutto
nell'alessandrino, uno veneto ed uno nel napoletano, tutti
questi cognomi hanno origine, direttamente o tramite forme
ipocoristiche, dal termine longobardo
Harimann
o Arimanno
(uomini liberi), gli
arimanni
costituivano una forma di patriziato avendo la responsabilità di
mantenere il potere del Rè nei territori occupati. Assimilabili
agli Equites
(cavalieri) romani come livello di nobiltà. |
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ARMAO
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Armao è tipicamente siciliano, di Palermo, di Licodia Eubea nel
catanese e di Mistretta e Sant'Agata di Militello nel messinese,
dovrebbe derivare da un soprannome grecanico basato sul termine
armàos
(non coltivato),
a sua volta derivato dal termine greco antico ήμερος emeros
(coltivato),
con l'aggiunta dell'alfa privativo davanti per indicare
l'assenza di coltivazione. |
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ARMAS
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Armas è tipicamente sardo, di Arbus nel Medio Campidano e di
Oristano, potrebbe derivare da un soprannome originato dal
termine sardo armas
(mezzi, strumenti, armi),
ma molto più probabilmente è di discendenza spagnola e deriva
dal termine catalano armas
(armi). |
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ARMELLANI
ARMELLI
ARMELLIN
ARMELLINI
ARMELLINO
ARMELLON
ARMELLONI
ARMELLOTTI |
Armellani è molto molto raro ed è tipico di Montesilvano (PE),
Armelli, estremamente raro, sembrerebbe di Arzignano (VI),
Armellin è invece tipico dell'area che comprende le province di
Treviso, Pordenone e Venezia, dovrebbe derivare dal termine
armeno o dal nome della pianta dell'albicocco detto appunto
armellino in quanto derivante dall'Armenia, Armellini è diffuso
qua e là un pò in tutto il centronord, Armellino ha un ceppo
piemontese tra Torino, Saliceto (CN) e San Mauro Torinese (TO),
ed uno campano tra Vico Equense (NA), Montesarchio (AV) e Nocera
Inferiore (SA), Armellon è praticamenbte unico, Armelloni è
tipicamente lombardo, del sudmilanese, cremonese e piacentino,
Armellotti, assolutamente rarissimo, è forse lombardo, in
particolare. L'origine di tutti questi cognomi potrebbe essere
varia, da toponimi come ad esempio il torrente Armella (CN) alla
derivazione dal vocabolo latino
armilla (braccialetto)
come caratteristica identificativa diventata soprannome e poi
cognome. |
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ARMENANTE |
Armenante è specifico del salernitano, di Cava de' Tirreni,
decisamente di origini longobarde, dovrebbe derivare dal termine
longobardo armenanth
(colui che guida gli armenti),
da cui è derivato il nome
Armenanth o
Ermenand
di cui abbiamo un esempio d'uso a Cava de' Tirreni nel nono
secolo quando un certo Ermenandus de Priatu (Pregiato, una
frazione di Cava de' Tirreni) compie una donazione al fratello
Leomperto, così leggiamo nel codice diplomatico cavense sotto
l'anno 881: "In nomine domini quinto anno principatus domni
nostri Waimari summo, princeps, mense iunius quartadecima
indictione. brebe.....Ermenandus filius Leoni de Priatu, de eo
quod ante vonorum hominum que subter scripti sunt, a me qui
supra ermenandus ostensum est ipsa cartula donationis que
continebat, ut ego donatum adque concessum havere Leomperti
germano meus integra ipsa curte mea, quem abeo de predictum
genitorem meum ubi resedeo in suprascriptum locum Priato, ipsa
curte cum arboribus et rebus et territorie et cum integre ipse
case que ibi posite sunt, in simul et homnes alie rebus et
territorie, quem de predicto genitorem meum habeo cum propie
finibus et viebus sue et cum homnibus pertinentie sue, sicut
dixi, quit quantum de predicto genitore nostro pertinet, totum
in integrum cum superius et inferius ei in integrum ..". |
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ARMENI
ARMENIO |
Armeni ha
un ceppo a Roma, uno a Terni ed uno nel reggino, Armenio ha vari
ceppi in Sicilia, in Puglia e nel napoletano, in alcuni casi
potrebbe trattarsi dell'etnico di Armenia, ma più probabilmente
deriva da una variazione del nome Erminio o è dovuto ad una
corruzione del vocabolo arimanno. |
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ARMENISE |
Armenise, tipicamente pugliese, ha un ceppo a Bari con presenze
anche nel barese ed a Lecce, dovrebbe derivare da un'errata
interpretazione del termine
Armeniae (dell'Armenia),
scritto probabilmente con i caratteri a ed e finali attaccati
Armeniæ,
questo tipo di scrittura può aver tratto in inganno l'ufficiale
anagrafico, che ha interpretato la
a come se
fosse una una s,
il cognome dovrebbe risalire al periodo successivo alla prima
guerra mondiale ed indicare un'origine armena della famiglia, ma
non è possibile escludere un'origine più antica, che potrebbe
allora risalire alla seconda metà del XVI° secolo. Negli anni
successivi all'inizio della prima guerra mondiale, furono
migliaia gli armeni che fuggirono per cercare scampo al
genocidio commesso dal governo Ottomano dei giovani turchi, che,
in quello stesso periodo, uccise almeno un milione e mezzo di
armeni semplicemente perchè osservanti di una religione diversa
dalla loro. Gli esuli trovarono asilo prima in Grecia e poi si
dispersero come apolidi in giro per il mondo, nel 1924
iniziarono i primi sbarchi nel porto di Bari, dove costituirono
una numerosa colonia. |
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ARMENTI
ARMENTO
ARMIENTI
ARMIENTO
D'ARMENTO
D'ARMIENTO |
Armenti ha un ceppo nell'iserniese, ad Isernia e Castelpetroso,
uno piccolo a Foggia, uno a Bari ed uno piccolo nel potentino a
Chiaromonte e Castelsaraceno, Armento presente nel salernitano,
in Basilicata e nel tarentino, ha la sua massima diffusione nel
materano tra Bernalda e Tricarico, Armienti, molto raro, è
pugliese, con un piccolo ceppo a Taranto ed uno a Cassano delle
Murge ed Acquaviva delle Fonti nel barese, Armiento ha un ceppo
nel foggiano a Manfreedonia, Mattinata, Foggia, Vieste, San
Severo e Monte Sant'Angelo, a Calitri nell'avellinese ed a Tolve
nel potentino, D'Armento invece è tipico del materano, ma di
Pisticci e Nova Siri, D'Armiento è caratteristico di Grumo
Appula nel barese, dovrebbero derivare, direttamente o
attraverso alterazioni dialettali, dal mestiere di allevatore di
armenti
(grossi quadrupedi, bufali,
buoi, cavalli) svolto dai
capostipiti, ma possono anche derivare dal nome del paese lucano
di Armento nel potentino, possibile luogo di origine di alcuni
dei capostipiti. |
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ARMENZANI
ARMEZZANI |
Armenzani
è quasi unico dell'Italia centrale, Armezzani, molto raro, è
della zona centrale che comprende Marche ed Umbria, in
particolare di Sassoferrato nell'anconetano, con un ceppo anche
a Roma, dovrebbero derivare dal nome del paese di Armenzano, una
frazione di Assisi nel perugino, probabile luogo d'origine dei
capostipiti. |
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ARMILLA
ARMILLI
ARMILLIS |
Armilla è praticamente unico, Armilli lo è quasi, solo Armillis
è presente in misura concreta con un ceppo pugliese a Lecce,
questi cognomi potrebbero derivare dal nome femminile latino
Armilla,
ma potrebbero anche derivare da soprannomi, che potrebbero
essere nati dal luogo di provenienza dei capostipiti, la città
spagnola di Armilla presso Granada, o anche dal fatto di essere
dei produttori di armille
(bracciali, braccialetti). |
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ARMIRAGLI
ARMIRAGLIO |
Armiragli, quai unico, sembrerebbe marchigiano, Armiraglio è
caratteristico di Busto Arsizio nel varesotto al confine con il
milanese, dovrebbero derivare dal termine veneziano arcaico
armiraglio,
con il significato di comandante
di una formazione di uomini d'arme,
più spesso di una nave o di una flotta, ma assume anche il
significato di consigliere,
come possiamo leggere nel de
Navigatione del 1564, dove
leggiamo: "..Poi è sottopatrone, comito, soctocomito, dui
consiglieri ad modo de Catalogna, alla veneciana uno homo de
consiglo, lo qual nella galea del capitanio se chiama
armiraglio,
VIII nauchieri, VI prudieri, dui alieri dello schifo, uno
scrivano, uno scrivanello, uno algoçino, XXX compagni, uno
barbiero, uno siniscalcho, uno remularo, uno calafato, uno
cocho, uno magistro d'asca, uno botaro et delli hommini da remo
sono sei spallieri ad modo Catallano, ad modo Vindiçiano
portolati, stando allo primo bancho, a poppe sei criule che
stivano et levanose alli servitii, moço dello padrone, moço
d'algoçino governa le arme et rivede li ferrati, dui moçi de
scandalaro, dui moçi de nauchieri alla camera di meço, dui moci
de prudieri, uno maiordomo o vero guardiano, et quisto governa
la compagnia de victuarie...". |
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ARMOCIDA
ARMOGIDA
ERMOCIDA
ERMOGIDA |
Armocida è tipico di Locri, Monasterace e Roccella Ionica nel
reggino, Armogida, molto molto raro, è tipico del catanzarese,
di Sant`Andrea Apostolo dello Ionio e Soverato, Ermocida è
specifico di Badolato nel catanzarese, Ermogida, assolutamente
rarissimo, è di Badolato
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Ermocida è un cognome di Catanzaro in zona di Badolato. Si
tratta di una variante di Armogida, Armocida, Hermogida. Alla
base c'è l'antico nome greco
Armóghis, probabilmente dal
sostantivo armoghè
= proporzione, armonia.
Hermogida , Armogida era un'antica famiglia nobile di Catanzaro
(estinta da tempo in città), proveniente da Squillace. |
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ARMONE
ARMONI
ARMONIA
ARMONIO |
Armone ha qualche presenza in Campania, un ceppo calabrese a
Catanzaro, ed uno siciliano a Caltanissetta ed a Messina,
Armoni, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del Piceno, Armonia
è specifico del napoletano, di Napoli, Torre del Greco e
Giugliano in Campania, Armonio, molto raro, è specifico del
reggino, di Brancaleone in particolare, dovrebbero derivare,
direttamente o tramite varie forme di italianizzazione, dal nome
ebraico Armon
(armeno)
o dal nome in uso presso i longobardi
Armone. |
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ARNABOLDI |
Arnaboldi è tipico di Cantù da dove si è espanso nel milanese e
nel comasco, deriva dal nome medioevale
Arnaboldus,
forma latinizzata del nome longobardo
Arnwald
che significa audace come
un'aquila,
che controlla dall'alto come un aquila. |
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ARNALDI
ARNALDO
ARNAO
ARNARDI
ARNAU
ARNAUDI
ARNAUDO
ARNEODO
ARNEUDO |
Arnao, molto molto raro, è specifico del messinese, Arnau e
Arnaudi sono assolutamente rarissimi e dovrebbero essere
dell'Italia nordoccidentale, Arnaldi, molto raro, sembra tipico
della provincia di Imperia e dell'Isola d'Elba, con un ceppo
probabilmente non secondario nel vicentino, Arnaldo, molto più
raro, sembrerebbe avere un ceppo torinese ed uno ligure,
Arnardi, estremamente raro, ha un ceppo nel milanese, Arnaudo è
tipico del cuneese e torinese, così come il meno comune Arneodo
ed il quasi unico Arneudo, dovrebbero tutti derivare,
direttamente o tramite modificazioni dialettali di vario tipo,
dal nome medioevale italo germanico
Arnoaldus
o dall'equivalente provenzale
Arnaudus di cui abbiamo un
esempio nel XII° secolo a Brescia: "...Hoc tempore surrexit
quidam magister Arnaudus nomine, magistri Petri Abelardi
discipulus, qui multa contra Romanam ecclesiam predicabat...". |
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ARNERI
ARNERO |
Arneri è tipicamente lombardo dell'area pavese, con un piccolo
ceppo a Vigevano e Garlasco nel pavese, Arnero, quasi unico, è
dell'alessandrino, dovrebbero derivare dal nome medioevale di
origine germanica Arnerius
basato sul termine arn
(aquila)
o da una forma aferetica del nome medioevale germanico
Warneri. |
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ARNESANO |
Arnesano
è specifico della penisola salentina, di Salice Salentino,
Carmiano, Arnesano, Veglie, Campi Salentina, Lecce e Squinzano,
deriva dal toponimo Arnesano (LE). |
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ARNI
ARNO
ARNO'
ARNONE
ARNONI |
Arni, estremamente raro è del nord, Arno sembrerebbe specifico
del napoletano, di Frattamaggiore, Cardito e Napoli, Arnò è
pugliese, di Campi Salentina, Taviano e Lecce nel leccese e di
Manduria e Taranto nel tarentino, Arnone è molto diffuso in
Campania, Calabria e soprattutto Sicilia, Arnoni è assolutamente
rarissimo, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Arno,
Arnonis
di cui abbiamo un esempio in un
Breve convenientie dell'anno
1068 a Calusco (BG): "...et Vitale filius quondam Ariprandi
adque Odone et Iohanne cum germanis sui, de loco Mezoviho, seu
cum Andrea Cuco et cum germanis et nepotibus suis et Rustiho
Scarido adque Giselberto Marieni et Albertus cum germanis sui et
Petro Vidali et Dominiho filius quondam Tunizoni cum nepotibus
suis, Iohannes et Petro Dominiho qui vocatur Arnoni et Ambroxio
et Rustihelo et Petro...". |
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ARNOFFI
ARNOLFI
ARNULFI |
Arnoffi ha un ceppo a Feltre nel bellunese ed uno a Ferrara,
Argenta e Poggio Renatico nel ferrarese, Arnolfi è assolutamente
rarissimo, mentre Arnulfi è quasi unico, dovrebbero tutti
derivare dal nome longobardo
Arnolfus o
Arnulfus
di cui abbiamo un esempio in una
Notitia pro securitate
del marzo 993 tratta dal Codice
Diplomatico della Lombardia medioevale:
"...Ad hec respondens ipse Arnulfus presbiter dixit et professus
est: Vere ideo munimine ipso, quod est cartula commutationis,
quem tu hic ostensisti bonum et verum est...". |
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ARNOLDI
ARNOLDO |
Arnoldi ha un ceppo lombardo, soprattutto nel bergamasco ed uno
trentino a Trento e Bresimo, Arnoldo ha un ceppo a Venezia ed
uno nel bellunese a Forno di Zoldo, Belluno e Zoldo Alto, ed uno
nel trentino a Revò ed a Levico Terme, dovrebbero derivare dal
nome germanico Arnwald
a sua volta derivato dai termini
arn (aquila)
e wald
(governo)
con il significato di potente
come un'aquila. |
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ARNOSTI |
Molto raro è tipico dell'alto trevigiano ma la famiglia dovrebbe
essere originaria delle valli bergamasche dove sarebbe giunta
dalla Cecoslovacchia, dovrebbe derivare dal nome ceco Arnost.
Tracce di questo cognome si trovano nell'Estimo di Ceneda (TV)
del 1608 dove si legge: "...Silvestro Arnosti depentor possiede
per proprio in contrada di mesco case da Coppi, cortivo et horto
dove Izabita et bruolo. Con un campo contiguo verso mezo di et
va' fin alla strada di soto murado de una zoia, (confina) à
mattina de ms Domenego tintor,...".
alcune notizie sono state
tratte da Alcune note biografiche e documentarie di Oscar De
Zorzi |
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ARNUZIO
ARNUZZO |
Arnuzio è quasi unico, Arnuzzo è specifico di Genova, dovrebbero
entrambi derivare dal nome medioevale
Arnutius
di cui abbiamo un esempio in questo epigramma medioevale: "Qui
te, Pontia, dixit imminutam - Ex quo nomen habere virginale-
Desiisti, lepidum tibi et iocosum, - Falsum dixit Arnutius
profecto.- Namque a tempore tam tibi beato,- Bis es virgine
crassior puella.". |
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AROFFO
AROFFU |
Sia
Aroffo che Aroffu, assolutamente rarissimi, sembrerebbero tipici
della zona tra la provincia di Oristano e l'alto cagliaritano,
dovrebbero derivare da un soprannome originato dalla contrazione
per aferesi del vocabolo dialettale
baroffu,
una qualità di uva da pasto,
anche se non si può escludere una derivazione dal nome
Arnolfo
attraverso una modificazione dialettale. Tracce di questa
cognominizzazione si trovano ad Ales (OR) fin dal 1800.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
AROFFO; AROFFU: del cognome non conosciamo né il significato, né
l'etimologia. Garòvu
o garroffu
è il garofano selvatico
- dianthus caryofilus -. Arrovu
o arrovonellu
è il ravanello;
roffa
o ruffa
ed in campidanese aruffa
o arruffa
o anche aroffa
è una moltitudine di persone,
disposte in maniera confusa, una confusione di gente,
etc. Non abbiamo altri suggerimenti. Attualmente Aroffo è
presente in 8 Comuni d'Italia, di cui 5 in Sardegna: Terralba 3
Arborea 3 etc. Aroffu è presente in 11 Comuni italiani, di cui 7
in Sardegna: Terralba 13, Lunamatrona 8, Pauli Arborei 5, etc. |
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AROMANDO |
Assolutamente rarissimo specifico del salernitano, sembrerebbe
originario della zona che comprende Sant'Arsenio (SA) e Pietro
Al Tanagro (SA), dovrebbe derivare dal termine longobardo
Arimanno (uomo libero). |
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ARONI
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Aroni è specifico del cagliaritano, di Cagliari, Villaspeciosa,m
Uta, Capoterra, Quartu Sant'Elena e Decimomannu.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
ARONI: Aroni dal latino aron,
dal greco άρον (aron)
= gigaro, pan di serpe,
pianta detta in sardo foll''e
casàdas, satzaroni. Oppure da
arone
o erone,
cosiddetto il riccio della
castagna o anche
cesto, cestino.
Attualmente il cognome è presente in 38 Comuni italiani, di cui
19 in Sardegna: Cagliari 22, Villaspeciosa 19, Uta 16, Capoterra
15, Quartu S. E. 15, Decimomannu 12, etc.
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ARONICA |
Originario dell'agrigentino, potrebbe derivare dal nome
germanico Aronius, di cui si trovano tracce fin dal VIII° secolo
con un monaco di nome Aronius, probabilmente di origine ebraica
(nome che deriverebbe dall'Aronne giudaico).
integrazioni fornite da
Giovanni Aronica:
Il
cognome Aronica, più verosimilmente, è di origine Greca formato
dalla fusione di due parole dell'antico greco: aro = portare o
portatore; e nikos-nike = vittoria - di vittoria; dando luogo ad
aro-nicas = portatore di vittoria. Secondo alcuni ricercatori
Spagnoli, Aronica deriva dal basco arru o arro che vuol dire
roccia, unito a nika che vuol dire rotonda quindi Arronika
starebbe ad indicare la provenienza da una zona caratterizzata
da rocce rotonde. Gli Aronica di Sicilia si schierarono al
fianco della casa regnante di Spagna, ottenendone il titolo
nobiliare di Baroni con il relativo stemma gentilizio.
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AROSIO
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Tipico
del nord milanese, deriva dal toponimo Arosio (CO), sembra
presentare anche un piccolo ceppo ligure che dovrebbe derivare
dal nome di località Monte Arosio (IM). |
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ARPAIA
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Arpaia è tipicamente campano, del napoletano, a Napoli, Pompei,
Poggiomarino, Santa Maria la Carità, Casola di Napoli, Gragnano,
Torre Annunziata, Castellammare di Stabia, Ottaviano,
Boscoreale, San Giorgio a Cremano, Marano di Napoli e San
Giuseppe Vesuviano, con un ceppo anche ad Aversa e Carinaro nel
casertano ed a Scafati nel salernitano, Arpaio, quasi unico,
dovrebbe essere una forma alterata del precedente, Arpaia
dovrebbe derivare dal nome del paese beneventano di Arpaia,
secondo un'altra ipotesi sarebbe invece il paese a prendere il
nome dal cognome, fatto a riprova del quale non sembrano
esistere documenti a supporto, il cognome allora deriverebbe da
un'alterazione del termine greco antico
àrpax,
uno strumento in uso presso i fabbricanti di botti, intendendo
così che i capostipiti fossero dei bottai. |
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ARPELLA
ARPELLI |
Arpella, quasi unico, potrebbe essere campano, Arpelli,
leggermente meno raro, ha qualche presenza nel settentrione e
nel sassarese, di origini etimologiche oscure, si può ipotizzare
una derivazione dal cognomen latino
Harpilius,
Harpilia. |
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ARPENTI |
Arpenti è estremamente raro, ha un piccolo ceppo nel modenese ed
uno appena più grande a Napoli e Portici (NA), il cognome
dovrebbe derivare dal termine latino
arpentum
(unità di misura agricola pari a
circa 2500 metri quadrati di terreno)
che troviamo ad esempio citata in quest'atto di donazione
dell'anno 1156: ".. Nanterius de Orceio dedit predicte ecclesie
novem arpenta terre ; superaddidit etiam terram illam liberam et
absolutam que sita est inter vineam monachorum et viam que ducit
ad Montem Lethericum, uxore sua concedente ; ex altera vero
parte ejusdem vie concessit quamdam culturam cum decima, retenta
tantummodo campiparte. ..", forse ad indicare nel capostipite un
proprietario di un piccolo appezzamento terriero o addirittura
un centurione o comunque un veterano cui era stato concesso un
premio di congedo. |
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ARPINI
ARPINO |
L'origine
del cognome appare essere derivante dal toponimo Arpino (FR)
patria di Cicerone. La distribuzione è omogenea per tutta la
penisola con una concentrazione significativa nel basso Lazio ed
in Campania. |
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ARQUA'
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Arquà,
molto molto raro, sembrerebbe tipico del ferrarese, di Copparo,
Ferrara e Ro, dovrebbe derivare dal toponimo Arquà Polesine nel
rovigoto. |
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ARRA
ARRAS |
Arra, molkto molto raro, ha un ceppo nell'Ogliastra a Bari Sardo
ed Arzana ed uno a Catania, Arras è decisamente sardo, di
Sassari e del sassarese, di Ploaghe, Bultei, Alghero, Esporlatu
e Burgos, di Lanusei nell'Ogliastra, di Olbia e Tempio Pausania.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
ARRA; ARRAS: per Arra abbiamo due ceppi portanti: uno sardo e
l'altro siciliano, che pur avendo significato apparentemente
diverso rimandano alla stessa radice latina:
arra =
pegno, caparra.
In Sardegna arra
è l'anello matrimoniale,
la cosiddetta fede,
ma inteso appunto come pegno
o meglio come impegno a
mantenere "fede" al sì pronunciato,
secondo il rito cristiano, davanti allo Stato e davanti a Dio.
Nelle carte antiche della Sardegna, troviamo il cognome
nell'uscita Arras. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, *LPDE
del 1388, abbiamo: Arras Aranio, jurato ville Gulsei (*
villaggio distrutto. Curatorie de Anella); Arras Mario - ville
de Nughedu (* Nughedu.San Nicolò: diocesi di Ozieri. Contrate
Montis Acuti). Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, *CSMB,
XI°, XIII° sec. abbiamo: Arras Terico(115), capellano di Sancta
Corona di Riora: in nomine Domini amen, Ego iudice Orzoco de
Zori, protestando Logu de Arboree (Giudice di Arborea).seguono
poi le fsi della lite per il possesso di servi.infine i
testimoni, tra cui figura prebiteru Terico Arrascapridano de
Sancta Corona (capellano del Tribunale). Attualmente Arra è
presente in 28 Comuni italiani, di cui 8 siciliani e 6 della
Sardegna: Barisardo 27, Arzana 12, Loceri 7, Lanusei 3, etc. In
Sicilia è Catania ad avere il numero più alto con 14. Arras
invece è presente in 81 Comuni italiani, ma ha maggiore
diffusine in Sardegna(32/377): Sassari 65, Plaghe 50, Lanusei
26, Olbia 24, etc. |
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ARREGHINI
ARRIGHINI |
Arreghini è tipico di Portogruaro, Pramaggiore e Cinto
Caomaggiore nel veneziano ai confini con il Friuli, Arrighini ha
un ceppo a Brescia e nel bresciano a Tremosine, Concesio, Brenoe
Bovezzo ed uno a Viareggio nel lucchese, ed a Prato e Vaiano nel
pratese, dovrebbero derivare da ipocoristici
dell'italianizzazione del nome gotico
Heimrich
(vedi ARRIGHI). |
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ARRIGA
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Arriga è tipico del viterbese, di Soriano nel Cimino e Viterbo,
dovrebbe trattarsi di un matronimico e derivare dalla forma
italianizzata femminile del nome gotico
Heimrich
(vedi ARRIGHI). |
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ARRIGHETTA
ARRIGHETTI
ARRIGUCCI |
Arrighetta è quasi unico, Arrighetti ha un ceppo nel fiorentino,
a Firenze ed a Sesto Fiorentino in particolare, ed uno a Bossico
nel bergamasco, Arrigucci è decisamente toscano, in particolare
del senese e dell'aretino, derivano tutti da modificazioni
ipocoristiche del nome gotico
Heimrich. (vedi Arrighi)
Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Pistoia nel
1600 con il Prete Giuseppe Arrighetti. e nel 1700 a Firenze con
l'Illustrissimo Domino, Comiti Laurentio Arrighetti Florentino. |
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ARRIGHI
ARRIGO |
Arrighi
è un cognome che trae origine dal nome gotico
Heimrich
formato dai due vocaboli Heimat
(patria)
e rich
(rè, signore)
con il significato di signore
della patria,
sovrano,
il nome venne poi latinizzato in
Henricus
e divenne Enrico in italiano, Arrighi è abbastanza diffuso in
tutto il nord ovest, Arrigo invece parrebbe tipicamente
siciliano, con ceppi in Liguria ed in Lombardia. Troviamo nel
1200 la nobile famiglia fiorentina degli Arrighi che diede
inizio alla contesa tra guelfi e ghibellini, nel 1300 a
Lucignano (AR) tra le famiglie benestanti troviamo gli Arrighi,
nel 1500 a San Miniato (PI) gli Arrighi occupano posizioni di
rilievo, nel 1600 emerge lo scultore ligneo cremonese Alessandro
Arrighi, nel 1700 l'architetto, sempre cremonese Antonio Arrighi
lascia opere di grande interesse architettonico. |
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ARRIGONE
ARRIGONI |
Arrigoni
è tipico lombardo, della zona di Milano, Como, Lecco, Bergamo e
Brescia, ha un ceppo anche nel forlivese ed uno ta Lucca e
Pistoia, Arrigone è estremamente raro e sembrerebbe specifico
dell'area tra Pavia ed Alessandria, derivano dal nome gotico
Heimrich. Nel 1400 un Arrigoni è vescovo di Lodi, nel 1493
Simone Arrigoni è Capitano della Martesana, nel 1528 Pietro
Paolo Arrigoni ottiene da Carlo V° un feudo nell'Oltrepò pavese
nel 1531, diventano feudatari i suoi fratelli Galeazzo e
Gaspare Arrigoni; nel 1586 Constantinus Arrigonus di Rimini è
Governatore a Narni (TR), nel 1600 l'avvocato concistoriale
Pompeo Arrigoni viene fatto Cardinale, nel 1648 era Podestà di
Cremona il milanese Giacinto Arrigoni, nel 1837 Carlo Arrigoni
diventa Gonfaloniere di Ravenna. |
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ARRIVABENE
ARRIVABENI |
Arrivabene ha un ceppo nel bresciano a Brescia, Isorella e
Desenzano Del Garda ed uno nel Salento in particolare a Maglie,
Arrivabeni, molto più raro, sembrerebbe specifico di Calto nel
rovigoto.
integrazioni fornite da
Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale
Arrivabene
(con varianti in Nascimbene, Tornabene e Vienibene), da
intendersi in senso augurale col significato di
che tu possa arrivare o nascere bene.
Si tratta, dunque, delle cognominizzazioni dei nomi personali
dei capostipiti. |
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ARRU
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Arru, tipicamente sardo, soprattutto del sassarese, potrebbe
derivare da un soprannome originato dal vocabolo sardo
arrúi
(indomito, brado),
ma potrebbe anche derivare dal termine basco
arru o
arro
che vuol dire roccia,
secondo altri deriverebbe addirittura dall'accadico
harru (corso
d'acqua), cosa che riteniamo
veramente improbabile.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
ARRU: permangono incertezze sul significato e l'etimologia del
cognome Arru. Alcuni lo fanno derivare da
arrùi, orrùi,
= indomito, rude, selvatico,
dal latino rudis.
In effetti Àrru
in sardo significa errore,
sbaglio e si tratta di una voce
derivata dall'italiano errare,
dal latino errare;
nel catalano antico èrro.
Scartiamo la trascrizione errata per
arrù, orrù
= rovo,
a cui corrispondono i cognomi Orrù (abbastanza diffuso) e Arrù
(oggi rarissimo, ma presente nelle carte antiche), dal latino
rubus.
Il cognome Arru è presente negli antichi documenti. Tra i
firmatari della Pace di Eleonora, *LPDE del 1388, troviamo:
Arru Petro, jurato ville Nurgillo (odierno Norbello. Contrate
Partis de Guilcier); Arru (de) Arcõco, majore (amministratore,
sindaco) ville Illorai ( attuale. Curatorie de Anella); Arru
(de) Elia - de Bosa; Arru (de) Nicolao - de Bosa; troviamo
inoltre: Arro (de) Guantino, ville Sancto Lussurgio
(Santulussurgiu. Contrate Castri Montis de Verro); Arro (de)
Petro, ville Sancto Lussurgio. Attualmente il cognome Arru è
presente in 118 Comuni italiani, di cui 51 in Sardegna: Sassari
211, Cagliari 86, Sorgono 59, Villanovamonteleone 40, Alghero
38, Brutta 36, etc. |
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ARRU'
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Arrù, quasi unico, è decisamente sardo.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
ARRU': sta per Orrù (per significato ed etimologia vedi Orrù).
Oggi è presente in un solo Comune, a Macomer e con un solo
nucleo familiare. Era più frequente in periodo medioevale,
infatti lo ritroviamo tra i firmatari della Pace di Eleonora,
*LPDE del 1388: Arrù (de) Francisco, ville Modolo (Modulo.
Contrate Castri Serravallis); Arrù (de) Joanne, majore
(amministratore, sindaco) ville Nuraghi de Triganu (distrutto.
Contrate Castri Serravallis); Arrù (de) Nemauru, ville Macumerii
(Macomer); Arrù (de) Nicolao, ville Nuraghi de Triganu; Arrù
(de) Theodoro, jurato ville de Triganu; Arrù(u) (de) Comita - de
Bosa. Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, *CSNT, XI°, XIII°
sec., è presente nella variante Aruvu: Aruvu Gosantine e
Mariane( 224), probabilmente fratelli, in una spartizione di
servi, nelle terre di Puço Maiore (Pozzomaggiore) - parthirum
Mariane et Gosantine d'Aruvu; poserum ass'una parte III pedes
(tre quarti) di Iorgi et issu fiiu Michali integru
(interamente); et ass'atera Petru (all'altra parte Petru) et
latus de sa sorre Maria (e metà - del servizio - della sorella
Maria), etc. etc. |
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ARSANTO |
Arsanto, estrememente raro, sembrerebbe piemontese, l'origine
etimologica potrebbe essere dal nome francese
Arsonnaud,
ipocoristico di nomi come Arsene,
o dal nome Archambaut,
ma potrebbe anche derivare da un'italianizzazione dell'etnico
del paese di Arsac in Francia. |
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ARSENI
ARSENIO
ARSINI |
Arseni ha un ceppo nel pesarese, uno nel Salento ed uno a Roma,
Arsenio è specifico di Brindisi e Lecce, con un piccolissimo
ceppo campano, Arsini è assolutamente rarissimo, dovrebbero
discendere dalla Gens Arsinia
o meglio dal nome gentilizio ad essa collegato
Arsinius,
italianizzato in Arsenio,
di cui abbiamo un esempio con "vir consularis Flavius Arsinius"
governatore romano in Sicilia nel IV° secolo dell'era cristiana. |
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ARTALE
ARTALI |
Artale è tipicamente siciliano, di Avola, Siracusa e Noto nel
siracusano, di Palermo, di Alcamo nel trapanese, di Santa
Margherita nerll'agrigentino, di Catania e di Gioiosa Marea e
Messina nel messinese, Artali, quasi unico, è probabilmente il
frutto di errori di trascrizione di Artale, che dovrebbe
derivare dal nome medioevale
Artale, di cui abbiamo un
esempio d'uso nel 1300 con il nobile Artale Alagona, feudatario
e Gran Giustiziere del Regno di Sicilia. |
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ARTEBANI
ARTIBANI |
Artebani, assolutamente rarissimo, parrebbe del viterbese,
Artibani è tipico di Roma e del romano, di Nettuno, Tivoli e
Riofreddo, con un ceppo a Senigallia e Ostra Vetere
nell'anconetano, dovrebbero derivare dal nome bizantino di epoca
latina Artabane
o Artibanus,
di cui abbiamo un esempio d'uso nel
Corpus scriptorum historiae byzantinae:
"...Tum lapso astans unus e Barbaris, vulnus quidem ense
infligit Artabanis capiti, at non letale. Manum hic nondum ab
Artabanis capite retraxerat, cum ipsi vitam eripuit, a laeva
confodiens ilia, alter comitum Artabanis. His attoniti
praecursores mille, et retrogressi, Chorianem cum caeteris
Persarum Alanorumque copiis expectarunt, ac brevi illis se
adiunxerunt. ..", ricordiamo con questo nome il fratello minore
di Dario Re di Persia, e nel 551 il generale bizantino Artabane,
che cacciò i Goti dalla Sicilia. |
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ARTESE
ARTESI
ARTESIO |
Artese ha un ceppo a Roma, un ceppo a San Salvo e Vasto nel
teatino, uno molto piccolo a Napoli, piccoli ceppi in Calabria a
Cosenza, a Crucoli e Crotone nel crotonese ed a Catanzaro, ed in
Sicilia a Termini Imerese nel palermitano, Artesi ha un
piccolissimo ceppo a Macerata, uno a Napoli ed uno molto piccolo
a Ricadi nel vibonese, Artesio è quasi unico, dovrebbero
derivare dal nome tardo latino
Artesius, ma è anche possibile
una derivazione dall'etnico di
Artesia, forma arcaica per
Artois, una regione della Francia settentrionale che comprende
il Passo di Calais, forse indicando così una provenienza dei
capostipiti da quella regione. |
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ARTIACO |
Artiaco è specifico del napoletano, di Pozzuoli e di Napoli,
dovrebbe derivare dal cognomen latino
Artiacus,
a sua volta derivato dal nome greco
Artakos. |
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ARTICO
|
Tipico del Veneto orientale e del Friuli, dovrebbe derivare dal
nome medioevale Arduicus latinizzazione del germanico Hardvick,
di cui abbiamo un esempio in questo testo dell'anno 869:
"...Arduicus acquisivit ad luminaria concinnanda salarium
Ledonis de manu Clotharii, nepotis Karoli regis..:".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Artico è un cognome veneto dal personale germanico
Harto
(Förstemann, 751) |
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ARTIGIANI
ARTIGIANO |
Artigiani
ha qualche presenza nell'area bresciano, mantovana, nel pesarese
e nel reatino e romano, con un piccolo ceppo a Pisa e nel
pisano, Artigiano è specifico di Napoli, dovrebbero derivare da
soprannomi attribuiti a capostipiti che di mestiere facessero i
mastri artigiani. |
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ARTINO
|
Cognome
con derivazione da vari toponimi, anche se la concentrazione
geografica lo fa ritenere probabilmente d'origine siciliana. Si
trova infatti concentrato in Sicilia e raramente presente nella
parte centro nord della penisola. |
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ARTISTI |
Cognome
estremamente raro, molto recente che deriva dalla professione
omonima. La distribuzione è esclusivamente in provincia di
Milano. |
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ARTITZU
ARTIZZU |
Artitzu è estremamente raro, dovrebbe essere specifico del
cagliaritano come Artizzu, meno raro, che è caratteristico di
Cagliari, Quartu Sant'Elena, Quartucciu e Siurgus Donigala,
potrebbe derivare da un soprannome originato dalla nascita
prematura del capostipite.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
ARTITZU; ARTIZZU: viene da
aurtiri, agurtire in
logudorese; ortì(ri)
in campidanese = abortire:
riferito ad animali, ma anche a persone.
Artitzu o
artizzu
in logudorese, ortìu
in campidanese prende il significato di
nato a stento!
Probabilmente dall'italiano abortire, in latino abbiamo
aborior
nel significato di venir meno,
ma anche di nascere anzitempo.
In catalano abortar.
Attualmente il cognome Artitzu è presente in 13 Comuni italiani,
di cui 8 in Sardegna: Quartucciu 6, S. N. Gerrei 5, Ninnai 3,
Dolianova 3, Selegas 3, etc. Artizzu è presente in 31 Comuni
italiani, di cui 16 in Sardegna: Cagliari 78, Quartu S. E. 38,
Quartucciu 36, Siurgus Donigala 31, etc. |
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ARTONE
ARTONI |
Artone è quasi unico, Artoni è specifico della zona che
comprende il mantovano, il reggiano ed il parmense, e
specificatamente Mantova, Viadana, Marcaria, Suzzara e Virgilio
nel mantovano, Guastalla, Gualtieri, Boretto, Reggio
nell'Emilia, Brescello, Castelnovo di Sotto, Luzzara e Gattatico
nel reggiano e Parma e Sorbolo nel parmense, dovrebbero derivare
dal nome medioevale Artone,
di cui abbiamo un esempio d'uso in uno scritto del 1198: "..Quum
dilectus filius abbas de Ferentino ad nostram praesentiam
accessisset, conquerens de nobilibus viris O. et A. fratre
ipsius et filiis R. dominis de Artone, partibus in nostra
praesentia constitutis, dilectum filium nostrum..", o in uno del
1234: "..Item, Petrus de Brana... quidquid habet in parrochia
Sancti-Stephani de Brana excepta una stagia que fuit Raymundi
Odonis et quadam alia stagia que est apud predictum de Brana,
quos tenet a domino Silve-Majoris.
Item, a domino Rege quidquid habebat in parrochia Sancta-Certa
et de Maures, exceptis quatuor vel quinque stagiis desertis quas
dixit tenere ab Artone...". |
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ARTUFFO |
Artuffo, abbastanza raro, è un cognome tipicamente piemontese,
di Torino e dell'area cuneese, astigiana, di Asti e Castagnole
delle Lanze nell'astigiano e di Alba nel cuneese, dovrebbe
derivare da un'alterazione del nome provenzale
Artuphel
o Artufel
o dal nome longobardo Artulfus. |
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ARTUS
ARTUSI
ARTUSINI
ARTUSO
ARTUZZI |
Artus, estremamente raro, è del torinese, Artusi ha ceppi in
Veneto, tra veneziano e padovano, in Romagna, in Emilia nel
parmense, e in Lombardia tra le province di Milano e Lecco,
Artusini, quasi unico, parrebbe del pistoiese, Artuso, oltre al
nucleo principale veneto tra vicentino, padovano e trevisano, ha
un ceppo autoctono anche nel reggino, Artuzzi, assolutamente
rarissimo, ha qualche rara presenza nel biellese e nel vicentino,
dovrebbero derivare dal nome medioevale italiano di origine
franca Artusius
di cui abbiamo un esempio a Pavia in un
Breve convenientie, investiture, finis et
refutationis dell'anno 1151
tratto dal Codice Diplomatico
della Lombardia medioevale:
"...Presentia bonorum hominum quorum nomina subter leguntur,
convenerunt inter se Guilicionus, filius suprascripti Guilielmi,
per consensum eiusdem genitoris sui, necnon et Artusius, filius
eiusdem Guilielmi, et Bernardus, pater et filius, consenciente
ei ipso genitore suo et subter confirmante, similiter consensu
eiusdem genitoris sui, eo modo quod abhinc in antea in aliquo
tempore ipse Guilicionus et sui heredes ...". Tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo in Emilia nel 1300 con Andrea
Artusi Priore del convento di San Giacomo Maggiore a Bologna e
nella seconda metà del 1500 con il giureconsulto Antonio
Artusini.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Artusi, come gli altri Artusi emiliani e italiani, risale al
nome proprio Artù
o Arturo,
quello del leggendario re del ciclo cavalleresco bretone della «Tavola
rotonda», le cui meravigliose vicende Dante ricorda nel capo
decimo del De Vulgari eloquentiae colle parole «Arturi regis
ambages pulcerrimae». Ma ancor prima di Dante esse erano note ai
modenesi, che vollero anche fissarne memoria nei marmi del loro
Duomo. A una di quelle storie s'ispira, infatti, la scultura
dell'archivolto sovrastante la Porta della Pescheria,
raffigurante re Artù, che muove con altri all'assalto del
castello dove è rinchiusa Winlogee, sorvegliata da Mardoc. La
scultura, di scuola wiligelmica, risale alla prima metà del
1100; di poco posteriore, esattamente del 1125, è la prima
citazione, in carte modenesi, del nome proprio
Artusius.
Non a caso questo Artusius «fìlius quondam Alberti» di
Montebaranzone, che addì 24 giugno 1125, dona terreni alla
chiesa modenese, rivela la sua ascendenza franca, professando di
vivere secondo la «legge salica». E l'ambiente franco fu appunto
il veicolo attraverso cui entrò in Italia anche la cultura
cavalieresca bretone. Quanto poi al significato del nome Artù,
Arturo sembra abbastanza verisimile legarlo al celtico 'art'
«orso».
Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese. |
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ARU
ARUS |
Aru
è ben presente in tutta la Sardegna centromeridionale,
soprattutto nel Medio Campidano, a Villacidro, Sardara, Guspini,
Arbus e Siddi, nel cagliaritano a Cagliari, Quartu Sant'Elena e
Decimonammu, ad Iglesias, Carbonia, ed Oristano, e nel nuorese a
Fonni, Arus, estremamente raro, sembrerebbe del cagliaritano,
dovrebbero derivare da un soprannome originato dal vocabolo
sardo aru
(ramo biforcuto per chiudere le
siepi).
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
ARU; ARUS: cognome tipicamente sardo, che ha il suo ceppo
maggiore a Villacidro, capoluogo, insieme a Sanluri, della nuova
Provincia del Medio Campidano. Permane incertezza sul
significato e l'etimologia di Aru: potrebbe derivare da
varu,
dal latino varus
= storto
(trotoxàu);
o da arru
= anello;
o ancora dal latino aron
(vedi Aroni). Aru é presente in 186 Comuni italiani, di cui
71/377 in Sardegna: Villacidro 167, Cagliari 130, Iglesias 122,
Sardara 72, Carbonia 61, Quartu S. E. 53, Guspini 51, Arbus 43,
etc. Arus lo troviamo in 24 Comuni italiani, di cui 12 in
Sardegna: S. Giovanni Suergiu 11, Iglesias 8, Carbonia 5, etc. |
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ARUANNO |
Aruanno è specifico del barese, di Bisceglie, Andria e Ruvo Di
Puglia, dovrebbe derivare da una modificazione locale del
termine longobardo Hariman
(arimanno, uomo libero,
il primo passo verso la nobiltà).
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Secondo P. Minervini, Dizionario
dei cognomi pugliesi 65,
potrebbe essere la cognominizzazione soprannominale del nome
spagnolo Ruàno,
da 'rua',
con 'a' prostetica, per indicare 'chi
passeggia per la via'. |
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ARUTA
|
Aruta ha un grosso nucleo nel napoletano ad Arzano, Napoli,
Casoria e Melito di Napoli, ed un ceppo a Palermo, potrebbe
trattarsi di un matronimico della forma femminile del nome
franco Arutius,
di cui abbiamo un esempio in quest'atto di donazione all'Abbazia
di Cluny dell'anno 871: "...Et in villa a La Valle, dono unum
mansum ubi Udulbertus manet, cum omnibus appendiciis suis: [tali
conditione ut si commutare voluerit uxor mea, pro illo det unum
mansum qualem voluerit de istis duobus, illum scilicet qui
conjacet in villa Arfolia, ubi Arutius manet, cum omnibus
appenditiis suis;] aut illum qui conjacet in villa Roca, cum
omnibus appenditiis suis....". |
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ARVATI
|
Arvati, molto raro, è specifico di Mantova e dell'area che
comprende il mantovano, come Bagnolo San Vito e Gazoldo degli
Ippoliti, ed il vicino veronese, dovrebbe derivare dal nome
medioevale latino Aravatius
o Arvatius,
di origine gallica, ricordiamo con questo nome il Vescovo di
Utrecht all'epoca dell'unvasione della Gallia da parte degli
Unni (450 circa), come leggiamo nella
Historia Francorum:
"...Cumque Wandali praeterissent a Galliis, nec multo post
tempore Chuni Gallias ingredi disponebant. Quod cum beatus
Arvatius episcopus Tungrorum civitatis audisset, Romam pergit ad
limina sancti Petri apostoli. Ibique quotidianum jejunium et
vigilias assidue faciens, in visione somni ab apostolo responsum
accipiens decretum ab Altissimo Chunos ingredi Gallias, protinus
ad civitatem suam rediit, praedicens ejus obitum, ut hoc malum
non videret...." e nelle
Historiae di Gregorius
Turonensis: "...Igitur rumor erat, Chunos in Galliis velle
prorumpere. Erat autem tunc temporis apud Tungrus oppidum
Aravatius eximiae sanctitatis episcopus, qui vigiliis ac
ieiuniis vacans, crebro lacrimarum imbre perfusus, Domini
misericordiam praecabatur, ne umquam gentem hanc incredulam
sibique semper indignam in Galliis venire permitterit...", la
diffusione di questo nome nell'area della Gallia settentrionale,
dove si riscontra il culto di quel santo, fa ipotizzare una
provenienza del capostipite da quelle zone. |
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ARVIZZIGNO |
Arvizzigno è tipicamente pugliese, di Monopoli nel barese in
particolare, si dovrebbe trattare dell'italianizzazione di una
forma ipocoristica con betacismo del nome tardo latino
Arbitio,
Arbitionis.
(vedi anche ARBIZZANI) |
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ARZAGHI |
Cognome
ormai praticamente estinto, specifico lombardo, dovrebbe
derivare dal toponimo Arzago d'Adda (BG), è un cognome molto
antico, troviamo infatti un Pietro e Guglielmo Arzaghi a Lodi (l'attuale
Lodivecchio) già nel 1233 e nel 1590 troviamo gli Arzaghi
elencati nel Repertorio delle famiglie nobili della città di
Milano. |
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ARZANI
|
La
distribuzione di questo cognome è concentrata nella zona di
confine del basso Piemonte orientale con la Lombardia sud
occidentale. L'origine potrebbe essere da toponimi non più ben
identificabili. |
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ARZAROLI
AZZAROLI |
Arzaroli,
molto raro, è tipico del bresciano, di Edolo in particolare,
Azzaroli, ancora più raro sembrerebbe di Massa Lombarda nel
ravennate, questi cognomi deriverebbero da soprannomi
semidialettali originati dal mestiere di fabbro, probabilmente
fabbricante d'armi come spade e picche, svolto dal capostipite. |
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ARZENTE
ARZENTI |
Tipici
della provincia di Catanzaro, Arzente è molto raro, Arzenti
quasi unico, potrebbero essere di origini spagnole, potrebbero
anche essere di origini francesi e quindi derivare dal toponimo
Arzens in Linguadoca, come è pure possibile che derivino da un
soprannome originato dal vocabolo medioevale arzente (ardente). |
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ARZENTON |
Arzenton
è tipicamente veneto, soprattutto del padovano, di Montagnana,
Casale di Scodosia e Ponso, e del veronese, di Legnago, Verona e
Bovolone, dovrebbe derivare da un soprannome in lingua veneta
stante ad indicare un carattere particolarmente agitato, uno
"con l'argento vivo addosso", probabile caratteristica
comportamentale del capostipite. |
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ARZU
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Arzu, specifico del nuorese, zona di Talana e Lotzorai (NU),
dovrebbe derivare da un soprannome originato dall'avere il
capostipite il volto butterato e sarebbe originato dal vocabolo
sardo arzolu
(vaiolo),
è pure possibile un collegamento con
arzu che
significa stecca.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
ARZU: per il significato e l'etimologia abbiamo due suggerimenti:
1° - può derivare da arthu:
vocabolo che troviamo nel Condaghe di San Nicola di Trullas (*CSNT,
XI°, XIII° sec.), nella variante
arçu ai
capitoli 56, 126, 200, 239, 246 e nella variante
arthu al
capitolo 311; riferito a un cavallo: deibili II caballos, I muiu
et I arthu (aggettivo senza specificazione).Si tratta forse di
un cavallo particolare? La voce ha dato filo da torcere ai più
grandi linguisti del passato e contemporanei. Fra tutti citiamo
l'ipotesi di Giulio Paulis, che opta per una derivazione dal
greco ψαρός = grigio;
altri infine lo fanno derivare dall'italiano
arso =
rossiccio.
2° - può derivare da àrdzu,
in logudorese = stecca, ramo,
bastone. Ma
artzu o
arzu
o ardzu
potrebbe derivare da arzana
o artzana
(anche centro abitato), secondo il canonico Giovanni Spano,
quindi nel significato di freddo,
ghiaccio. Non abbiamo, per il
momento, altri suggerimenti. Attualmente il cognome Arzu è
presente in 41 Comuni italiani, di cui 13/377 in Sardegna:
Taluna 91, Lotzorai 43, Lanusei 38, Bosa 23, etc. |
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ASARA
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Asara è tipico della Sardegna settentrionale, di Olbia,
Arzachena, Oschiri e Sant`Antonio Di Gallura, non molto
probabile una derivazione dal nome arabo
Azar, Assar,
ma ancora meno probabile una variazione dal termine spagnolo
azo
(astore),
resta l'ipotesi di una derivazione da nomi di località scomparse.
integrazioni fornite da
Pierpaolo Asara
il cognome Asara,in Sardegna nel 1600, dagli archivi, risulta
essere De Azara cognome che ha subito mutazioni a causa del
passaggio fonetico dallo spagnolo, lingua ufficiale di
quell'epoca, all'italiano nel 1800 circa, perché la pronuncia
della Z in spagnolo era come la S,e la conseguente trascrizione
in italiano della Z, riscontrabile nei cognomi di varie famiglie,
è stata appunto la S. A supporto di questa tesi possiamo citare
il fatto che nella zona di Sassari vi sono dei d'Asara e degli
Azara stessa famiglia, e nella zona di Tempio-Olbia nel 1800 vi
erano dei De Sara poi trasformato in Asara. Per quanto riguarda
l'origine ,sia per antichi detti e per il fatto che il dominio
spagnolo, radicato per circa 400 anni nell'isola con non pochi
spostamenti di persone,commercianti,militari,possidenti e
parenti degli stessi, e visto che lo stesso cognome è risultante
nella stessa Spagna, l'ipotesi più probabile è che l'origine sia
spagnolo, aragonese.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
ASARA: cognome presente in 64 Comuni italiani, di cui 35 in
Sardegna(con maggior diffusione nella provincia di Olbia -
Tempio): Olbia 300, Arzachena 68, Padru 51, Oschiri 45, Sassari
29, Calangianus 24, Tempio 17, etc. Sul significato e
l'etimologia del cognome Asàra, permangono incertezze. Abbiamo
due ipotesi: 1) asàra può derivare dallo spagnolo
asar =
dado
(azzardo:
vedi il cognome Zara), quindi dall'arabo
az-zarh;
2) può derivare da Atzàra
= clematis vitalba
= clematide, vitalba
(vedi il cognome Atzara), di cui non conosciamo ancora
l'etimologia; o dal centro abitato Atzara (vedi il cognome
Atzàra). |
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ASARO
ASERO |
Asaro è
tipico del trapanese, di Mazara Del Vallo (TP) in particolare,
Asero è della zona di Paternò, Biancavilla e Belpasso nel
catanese, potrebbe derivare dal toponimo Assoro (EN), ma
potrebbe pure derivare dal nome arabo Azar o Assar. |
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ASCANI
ASCANIO
D'ASCANIO
DE ASCANIIS |
Ascani è tipico della fascia che comprende le Marche, l'Umbria
ed il Lazio, con un probabile ceppo nel fiorentino, Ascanio,
assolutamente rarissimo, parrebbe avere due ceppi, nel barese e
nel Salento, e nel catanese con un probabile ceppo originario
anche nell'udinese, D'Ascanio è specifico dell'area abruzzese e
laziale, con un ceppo anche in Molise e nel foggiano, De
Ascaniis, molto molto raro, è tipico del teramano, di Giulianova,
Sant'Omero e Mosciano Sant'Angelo, derivano, direttamente o
tramite forme patronimiche, dove il
D' o il
De
stanno per figlio di,
dal nome latino di origine greca
Ascanius,
nome del figlio di Enea nell'Eneide di Virgilio. |
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ASCARELLI |
Ascarelli è tipicamente romano
integrazioni fornite da
Giorgio Castelnuovo
Ascarelli è un nome di famiglia ebraica di origine spagnola; nel
1400 il cognome era Ascarieli עז כאריה אלי che in ebraico
significa forte come un leone di
mio Dio il cognome si trova in
ebraico in testi risalenti al 1200, scritto anche in caratteri
latini, ritorna in seguito altre volte, si ritrova a Livorno nel
1500 e poi a Roma. Un Giosue Ascarelli fu rabbino capo nel 1600,
i suoi figli furono costretti al battesimo, la moglie Debora
Ascarelli fu nel 1600 una poetessa sia in italiano che in
ebraico. |
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ASCARI
ASCHERI
ASCHERIO
ASCHERO
ASCHIERI
ASCHIERO |
Ascari è tipicamente emiliano, del modenese in particolare,
Ascheri è tipico ligure, della provincia di Imperia soprattutto,
Ascherio, assolutamente rarissimo, parrebbe del milanese,
Aschero, sempre ligure, ma del savonese, Aschieri ha un ceppo
torinese, uno milanese ed uno nel reggiano, Aschiero, molto
molto raro, è piemontese, dovrebbero tutti derivare dal nome
medioevale Anscarius
originato dal nome germanico francone
Anskar (la
lancia divina), ricordiamo
Sanctus Anscarius
Hammemburgensis archiepiscopus:
"...Inter quos praecipuus legitur sanctissimus pater noster ac
philosophus Christi Anscarius, vitae ac scientiae merito clarus,
et omni populo Saxonum acceptus...." e nel 900 "Anscarius
Berenganii (fratello di Berengario e duca d'Ivrea) frater, quem
ex Adelberto Ermengarda Regis Hugonis genuit soror...".
Famosissimo è stato Alberto Ascari che per due stagioni
consecutive nel 1952 e 1953 fu campione del mondo di Formula 1
con la Ferrari. |
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ASCEDU
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Ascedu, molto raro è tipico dell'Ogliastra.
integrazioni fornite da
Antonello Sirigu
Ascedu,
nel mio dialetto sardo ha due significati principali, come
aceto,
nel senso di sostanza ottenuta dall'acidificazione del vino ad
opera di un fungo e anche come aggettivo
acido,
nel senso di persona acida, antipatica, intrattabile.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
ASCEDU: cognome molto raro, presente in soli 5 Comuni della
Sardegna: Gairo 17, Armungia 7, Sassari 3, Cagliari 3, S. Nicolò
Gerrei 3. Ascèdu
(akètu, akèdu, agèdu, axèdu,
significa acetoso, acido
o anche rancido.
Viene dal tardo latino acètum;
in spagnolo acèdo,
in portoghese azèdo
etc. è un cognome strano, perché umiliante, nel significato
proprio del termine. Evidentemente deriva da un nomignolo o
soprannome, ma non recente, poiché lo ritroviamo nei documenti
antichi della Sardegna. Nel Condaghe di San Pietro di Silki, *CSPS,
XI°, XIII: secolo, troviamo: Achetu Ithoccor(14), parthizione
de servis, nella quale sono coinvolti Susanna Pinna "Priorissa"
di S. Pietro, Ogulino della Rocca Priore di S. Pietro, Dorgotori
Pinna Proprietario terriero e la famiglia di Ithoccor Achetu,
già servo, per intero (intreu) di S P. di Silki: Susanna Achetu,
Vittoria Achetu, Elene Achetu e Gantine Achetu, che sono appunto
i figli di Ithoccor e di Maria Sella(che era per un piede = un
terzo, di S. Pietro, il resto di Dorgotori Pinna; Aketu
Bittoria(99), kertu de servis: (Ego presbiteru Ithoccor de
Fravile), etc. Gunnari de Thori fece lite con me per il
possesso(servizio) di Vittoria Achetu (figlia di Ithoccor Achetu
- 14) e per i suoi fratelli, etc. perché Migali Achetu si era
portato via la madre di Vittoria; Aketu Migali( 43), servu di
Mariane de Castavar, ruba Maria de Canake, che era serva intera
(intera) di San Pietro; Ego piscopu Jorgi gliele portai via e la
riportai a San Pietro, ma Migali Aketu ha fatto in modo di
portarmela via di nuovo. Ed io andai e gliela portai via di
nuovo ed allora Mariane de Castavar mi raggiunse e mi disse: "
Lasciateli insieme e se faranno figli saranno di San Pietro"! E
perciò cercammo testimoni. Nel Condaghe di Santa Maria di
Bonarcado, *CSMB, XI°, XIII° sec., troviamo una famiglia col
cognome Agèdu: Furatu(157), padre ( sposo a Luxuria Mellone), e
i figli, Ianni, Miale e Pelerina: coiuvedi Luxuria Mellone
ankilla de sanctu Iorgi de Calcaria cun Furatu Agèdu servu de
donnigellu Orzoco e fecerunt IIII fiios: a Miale et a Ianni et a
Pelerina (il quarto è omesso).Calcària: abitato scomparso, i cui
resti si trovano presso la chiesa campestre di San Giorgio, in
agro di Milis; appartenne come villa (bidda) al regno giudicale
di Arborea. Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, *CSNT, XI°,
XIII° sec., troviamo: Gosantine Aketu, prete(295, 297, 329)
teste: (295) comporaili a Gunnari d'Athen, latus de Iorgia
Pirinione et latus dessa fiia; et ego devili I cavallu, et XX
moios de triticu, et I vaccone. Testes: Mariane de Nurki et
previteru Gosantine Aketu et Comita de Leckeri. (Ho comprato da
Gunnari d'Athen la metà (del servizio) di Giorgia Pirinione e la
metà della figlia ; e io gli ho dato un cavallo, 20 moggi di
grano e un bue. Testimoni: Mariane de Nurchi, Gosantine Aketu e
Comita de Lichèri.) |
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ASCENTE
ASCENTI
ASCENZI
ASCENZIO
ASCENZO
D'ASCENZI
D'ASCENZIO
D'ASCENZO
DE ASCENTIS
DE ASCENTIIS |
Ascente, molto molto raro, è tipico della zona di San Giorgio
Albanese (CS), Ascenti, assolutamente rarissimo, è calabrese,
Ascenzi ha un ceppo nel Piceno ed uno nel Lazio, soprattutto nel
romano e nel frusinate, Ascenzio, molto molto raro, ha un
piccolissimo ceppo nel pescarese ed uno nel napoletano, Ascenzo
è tipico del pescarese, D'Ascenzi è decisamente laziale, di Roma
e Lariano nel romano, di Ferentino nel frusinate, di Valentano
nel viterbese e di Borgorose e Fara in Sabina nel rietino,
D'Ascenzio ha un ceppo piccolissimo a Roma e Santa Marinella nel
romano ed uno a Napoli, D'Ascenzo è specifico dell'area coperta
dalle province di Roma, Rieti, Campobasso e l'intero Abruzzo, De
Ascentis, estremamente raro, sembrerebbe della zona tra Marche
ed Abruzzo, De Ascentiis ha un ceppo a Roma e nel teramano in
Abruzzo, a Nereto, Giulianova e Teramo, tutti questi cognomi
dovrebbero derivare dal nome medioevale
Ascentius
(Assenzio),
anticamente attribuito a figli nati nel giorno dell'Ascensione
di Gesù Cristo al cielo, fissato dalla liturgia cattolica il
giovedì successivo alla quinta domenica dopo il giorno di
Pasqua, dell'uso di questi nomi abbiamo un esempio in Toscana
nel 1500: "...Peritissimus erat Ascentius Senensis in musica,
onusque Magisterii Cappellae pluribus in civitatibus, et
praecipue in Metropolitana Sen. retinuit ...".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Ascente è un cognome calabrese che dovrebbe significare 'esente'.
Si veda a tal fine l'espressione dialettale calabrese 'nésciri
ascenti' che vuol dire 'cavarsela
impunemente'. Fonte: G. Rohlfs,
Diz. dei cogn. in Calabria, p. 40. |
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ASCHEDAMINI
ASCHEDEMINI |
Aschedamini è tipico di Crema e Madignano nel cremonese,
Aschedemini, quasi unico, sicuramente lombardo, sembrerebbe
dell'area milanese di sudest, dovrebbe trattarsi di una forma
alterata del cognome precedente, potrebbero derivare da forme
ipocoristiche del nome ebraico
Askedam di provenienza
germanica. |
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ASCHETTINI
ASCHETTINO |
Aschettini, praticamente unico, è napoletano, dovrebbe trattarsi
di un'errata trascrizione di Aschettino, che ha un ceppo a
Napoli ed uno nell'avellinese a Pago del Vallo di Lauro, Lauro e
Moschiano, potrebbe derivare da una forma etnica riferita al
Borgo dell'Aschetto vicino a Cerveteri nel Lazio, ma è molto
improbabile, potrebbe derivare dal nome
Aschetinus
o Aschettinus,
a sua volta derivato dalla forma normanna
Askatini,
di cui abbiamo traccia nel 1060 a Genzano di Lucania, in un
diploma di Roberto il Guiscardo: "..Balduinus homo Dragonis
fratris Askatinis de Genciano..", secondo un'altra ipotesi
deriverebbe da un ipocoristico composito di un soprannome
grecanico basato sul termine greco antico άσκός askos (otre),
forse ad indicare nei capostipiti delle persone piccole di
statura ed abbastanza in carne. |
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ASCIONE
ASCONE
ASCONI |
Ascione ha un grosso ceppo campano, sopreattutto nel napoletano,
uno a Roma e nel Lazio meridionale ed uno nel sassarese, Ascone
ha un nucleo calabrese nel reggino a Cittanova, Rosarno,
Taurianova, Limbadi e Rizziconi, ed un piccolo ceppo nel
salernitano a Sassano, Asconi, praticamente unico, è dovuto ad
un errore di trascrizione del precedente, dovrebbero tutti
derivare dal nomen latino
Asconius di cui abbiamo un
esempio in Quintus Asconius Pedianus (9a.C - 76d.C.) grammatico
e storico romano, ma potrebbe anche derivare da un soprannome
originato dal verbo greco askeo
(coltivare)
ed indicherebbe un'origine contadina della famiglia. |
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ASCIOTI
ASCIUTI
ASCIUTO |
Asciuti è
tipico di Napoli, Asciuto, quasi unico, dovrebbe essere dovuto
ad un errore di trascrizione del precedente, Ascioti, molto
raro, è tipico calabrese, del reggino, dovrebbero tutti derivare
da etnici del toponimo Ascea nel salernitano ed essere dovuti ad
una migrazione da quella città in epoca medioevale. |
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ASCOLI
D'ASCOLI
DASCOLI |
Ascoli ha
un ceppo a Milano, uno a Roma, uno a Vieste nel Gargano, uno a
Siano nel salernitano, uno in Liguria a Ceriale nel savonese ed
a Genova, D'Ascoli è più tipicamente campano, del napoletano
soprattutto e del salernitano, con un ceppo anche a Roma,
Genova, reggino e palermitano, Dascoli ha un ceppo a Barletta
nel barese e qualche presenza in Calabria, la derivazione dal
toponimo omonimo è evidente, si dovrebbe trattare di tipici
cognomi ebraici, portati anche da famiglie non di origine ebrea. |
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ASFINIO |
Assolutamente rarissimo, decisamente lodigiano, dovrebbe
derivare dal cognomen tardo latino Asphinius, derivato da un
soprannome legato al vocabolo aspius (segaligno). |
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ASILI
ASILIO |
Asili ha un ceppo marchigiano nel maceratese ed uno nel
cagliaritano, Asilio, estremamente raro, è specifico del
trevigiano, di Carbonera in particolare, dovrebbe trattarsi di
una forma alterata dialettalmente del nome
Arsilio,
probabile nome del capostipite, ma è pure possibile una
derivazione da nomi di località considerati come
asili (ricoveri,
rifugi). |
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ASINARI
ASINARO |
Asinari
ha un ceppo piemontese ed uno mantovano, Asinaro, molto più
raro, è del torinese, l'origine sembrerebbe riferirsi al
mestiere di conduttore o allevatore e soprattutto commerciante
ambulante che utilizzava, nel medioevo ed anche in epoca romana,
gli asini come mezzo di trasporto, di quest'uso abbiamo un
esempio nel Codice Diplomatico
della Lombardia Medioevale :
"...et item Petrus qui dicitur Asinarius..." ed in una
Sententia appellationis
del 1183 a Brescia: "...dominum Albertum, abbatem Sancti Petri
in Monte, ex una parte, et Asinarium et
Girardum eius fratrem et Guilielmum de Temolinis et Cipellum,
consortes et succesores quondam Guilielmi de Ripa in feudo...",
ma non si deve trascurare una derivazione dal cognomen latino
Asinarius di cui abbiamo un esempio nel IX° secolo negli
Annales Regni Francorum:
"...Aeblus et Asinarius comites cum copiis Wasconum ad
Pampilonam missi, cum peracto iam sibi iniuncto negotio
reverterentur, in ipso Pirinei iugo perfidia montanorum in
insidias deducti ac circumventi capti sunt...", tracce
importanti di queste cognominizzazioni le troviamo fin dalla
seconda metà del 1100 a Camerano (AT) dove un
Opicinus Asinarius
di Asti vende della merce a Iacobus de Albisano, dopo circa
cinquant'anni troveremo gli Asinari in qualità di feudatari del
luogo. Il famoso leader spagnolo Aznar ha un'analoga origine
etimologica. |
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ASIOLI
ASSIOLI |
Asioli è tipicamente romagnolo, di Forlì e Ravenna in
particolare, ma ben presente anche a Correggio nel reggiano, a
Massa Lombarda nel ravennate ed a Cesena, Assioli, estremamente
raro, sembrerebbe della toscana appenninica ai confini con il
forlivese, dovrebbero derivare da un soprannome originato dal
termine emiliano asiöl
(vespa),
a sua volta derivato dal vocabolo latino
asiolus (tafano),
soprannome probabilmente motivato dagli atteggiamenti dei
capostipiti. |
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ASMODEI
ASMODEO |
Asmodei, assolutamente rarissimo è dell'aretino, Asmodeo
parrebbe romano, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Asmodaeus
a sua volta derivata dall'ebraico
Ashmadia
(Ashmed il distruttore)
originato dal nome del dio persiano
Aeshma-deva
(dio dell'ira e della collera),
nella Bibbia, nel Libro di Tobia viene citato come Demone,
Asmodeo era, secondo la tradizione ebraica, il guardiano
demoniaco del tesoro del Tempio di Gerusalemme, è molto strano
l'uso di questo nome, poi divenuto cognome in una terra
cristiana come l'Italia. |
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ASMUNDO
DE ASMUNDIS |
Asmundo, assolutamente rarissimo, ha un piccolo ceppo a
Ferrandina nel materano ed uno a Paternò e Catania nel catanese,
De Asmundis, quasi scomparso, sembrerebbe della zona tra
Campania e Lucania, questi cognomi dovrebbero derivare,
direttamente o attraverso la forma patronimica in
De, da
nome normanno Asmund,
latinizzato in Asmundus,
di cui abbiamo un esempio nel
Gesta Danorum di Saxo
Grammaticus: "...Inter haec Asuithus morbo consumptus cum cane
ac equo terreno mandatur antro. Cum quo Asmundus ob amicitiae
iusiurandum vivus contumulari sustinuit, cibo quo vesceretur
illato. Iamque Ericus cum exercitu superiora permensus Asuithi
forte tumulum appetebat; cui Sueones thesauros inesse rati
ligonibus perfregere collem. Itaque maioris quam credebatur
altitudinis specum aperiri conspiciunt. Ad quem perlustrandum
opus erat eo, qui se in illum pendulo circumligatum fune
demitteret....". |
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ASNAGHI
ASNAGO |
Tipici
del milanese, derivano entrambi dal toponimo Asnago (CO), o dal
vocabolo latino asinacum cioè dei fondi di Asina (nome personale
latino). Tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel 1300
con il Vescovo di Como Benedetto degli Asnaghi e a Fusine (SO)
agli inizi del 1600 con il notaio Notaio Giovanni Battista de
Asnago. |
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ASNICAR |
Molto raro è tipico della zona dei sette comuni, di Recoaro
Terme (VI) in particolare, il cognome deriva dal toponimo
Asnicar, contrada sulla riva destra dell'Agno, dal cimbrico
Assan éikar
= Dosso delle lepri. |
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ASOLAN
|
Asolan,
molto molto raro, è tipico del trevisano, di Istrana in
particolare, dovrebbe derivare dall'etnico della città di Asolo
nel trevisano. |
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ASOLE
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Asole è tipicamente sardo, di Lodè, Siniscola e Torpè nel
nuorese, di Olbia e San Teodoro in Gallura e di Tula nel
sassarese, dovrebbe derivare da un soprannome in sardo
logudorese, basato sul termino
asolu per
fagiolo,
forse ad indicare che il capostipite ne fosse un coltivatore. |
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ASONI
ASUNI |
Asoni è tipicamente sardo, molto raro, è specifico di Lanusei,
Loceri ed Arzana nell'Ogliastra.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
ASONI: agasone/i, basone/i,
asone/i = è il
guardiano dei cavalli;
dal latino agasonis
(nei tempi antichi era usato in senso dispregiativo =
servo di stalla),
dal verbo agere
= condurre, dirigere, badare a.
Lo ritroviamo nelle carte antiche sia come cognome che come
sostantivo. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, *LPDE del
1388, abbiamo: Asoni Joanne, jurato ville Tadasuni (* Tadasuni.
Contrate Partis de Guilcier); Asonu Comita, Mole de Posata (*
odierno Posada). Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado,
*CSMB, XI°, XIII° sec. al cap. 131, lo troviamo come sostantivo:
"In Nomine Patris etc.
Ego Iudice Gostantine de Lacon fazo custu Condaghe pro homines
de Bonarcatu.et posillos a iurare a servire a iuale IIII dies in
setimana (sic)
et issos apiaresos (allevatori
di api) et issos agasones
(guardiani di cavalli),
et issos canarios (guardiani dei
cani, nelle battute di caccia).".
Sempre come sostantivo lo troviamo nella Carta de Logu (la
cosiddetta Carta di Eleonora) al capitolo 140, troviamo: sus
asonis.etc. Attualmente il cognome Asoni è presente in 22 Comuni
italiani di cui 15/377 in Sardegna: Lanusei 29, Loceri 12,
Arzana 9, Capoterra 6, etc. |
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ASPERTI |
Asperti è tipico di Martinengo, Covo, Bergamo e Bolgare nella
bergamasca, deriva dal nome medioevale di origine germanica
Anspertus,
ricordiamo l'arcivescovo milanese con questo nome Ansperto
Confalonieri dal 868 al 881: "...tulit corpus eius, et posuit
eum in sepulchro in ecclesia sanctae Mariae, ubi corpus sancti
Filastrici quiescit. Anspertus Mediolanensis archiepiscopus
mandans ei per archidiaconum suum, ut reddat corpus illud...". |
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ASPESI
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Specifico del basso varesotto zona di Gallarate, Samarate e
Cardano al Campo soprattutto, dovrebbe derivare dal nome tardo
latino Aspasius di cui abbiamo un esempio nel III° secolo con il
proconsole Aspasius Paternus governatore di Cartagine,
ricordiamo Sant'Aspasio morto nel 560.
notizie ulteriori
fornite da Gianluigi Aspesi
Le mie ricerche hanno riguardato il significato e la derivazione
del cognome Aspesi. Ho trovato alcune pubblicazioni di storici
locali (di Gallarate e di Cardano al Campo) e ognuno di loro dà
interpretazioni molto diverse e abbastanza personali. Un
gallaratese ha addirittura ipotizzato una derivazione dal greco
"aspazomai" verbo che significa accogliere con effusione, dare
il benvenuto quindi con significato di bene accetto, messaggero
di gioia; cita perciò i nomi Aspasio, Aspasia e Aspasiano perché
secondo lui Como è stata fondata dai Greci, e questi si
sarebbero diffusi da lì. Secondo qualcuno di Cardano, che mi
sento di condividere completamente, il nostro cognome
originariamente veniva scritto "de Asperi" e dovrebbe essere di
origine latina di cui ha conservato l'insolita accentazione
Aspesi con l'accento sulla à e non Aspèsi come dovrebbe essere,
e come i professori a scuola o i superiori a militare ci hanno
magari istintivamente sempre chiamati. Il significato
verosimilmente potrebbe essere "gli aspri" riferito
presumibilmente al carattere di qualcuno degli antenati. Nel
tempo a Cardano e anche a Cascine del Manzo e poi San Macario,
lo si verifica nelle varie registrazioni, si trasformò in de
Asperis, de Aspesis, de Aspesi, Aspesis, talvolta con una a al
posto della e, poi Aspes e finalmente Aspesi, questo avvenne in
modo definitivo dalla seconda metà del 1700. A conferma di
questo si deve considerare che dagli stati delle anime del 1574
relativi alle località circostanti si trovano i dati seguenti:
nel 1574 a Cardano 20 fuochi con
"cognome" "de Asperi"
nel 1574 a Ferno 2 fuochi con
cognome "de Asperi , de Aspari"
nel 1574 a Lonate Pozzolo 1
fuoco con una vedova di cognome Asperi.
nel 1574 nessuno a Samarate, a
Verghera, a Gallarate e ad Arnate. |
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ASPRELLA |
Asprella sembrerebbe specifico di Senise nel potentino e del
materano, dovrebbe essere di origini spagnole e derivare dal
toponimo Asprella, paese in provincia di Alicante nella regione
valenciana della Spagna, è anche possibile, anche se
improbabile, una derivazione dal termine
asprella
(tipo di pianta utile in
erboristeria): "Asprella est
equisetum maius, sic ob asperitatem dicta; ea enim cistae et
scrinia poliuntur". (vedi anche ASPRELLI) |
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ASPRELLI
ASPRELLO
ASPRIELLO |
Asprelli sembrerebbe unico, Asprello, molto molto raro, è
genovese, Aspriello, quasi unico, sembrerebbe lucano, dovrebbe
derivare da forme ipocoristiche anche dialettali del nome latino
Asperius
o Asper
di cui abbiamo un esempio con il grammatico latino del primo
secolo Aemilius Asper, troviamo poi un uso nel quinto secolo in
questo scritto sui galli: "..in villas cognominatis Treviciaco,
Melarione, Cadugio, Imantia et Tornotrinse, de quibus Asper
quondam ibidem tenuit..". |
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ASPRONI |
Asproni è tipico del nuorese, di Nuoro, Lula, Bitti e Siniscola,
con un ceppo anche a Sassari.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
ASPRONI: in logudorese aspru;
in campidanese aspu
= aspro, acerbo.
Deriva dal latino asper.
Asproni
= terreno pietroso, sterile:
qui in Campidano diciamo anche
pedriaxu. Nei documenti antichi
non troviamo Asproni, ma troviamo Aspru. Nel Condaghe di Santa
Maria di Bonarcado, *CSMB, XI°, XIII° sec. troviamo: Aspru
Iuanne , teste in una donazione; Aspru Petru (113 bis) teste in
una partizione di servi: Barbara Pisana.ankilla de Sancta
Maria.coiuvedi cun Gavine Zabarruskis servu de sanctu Paramine
de Gilarce (Ghilarza).fecerunt III (tre) fiios.partirus illos
(li divisero) cun arkiepiscopu de Gilarce.a Margarida levedi
Sanctu Paramine.Santa Maria levedi a Maria e Petru, ladus,
ladus(metà e metà): Testes etc. etc. Nel Condaghe di San Nicola
di Trullas, *CSNT, XI°, XIII° sec. figura: Aspru Iuvanne o
Iohanne, vicario e priore di Trullas (331): Ego Iuvanne Aspru,
vicariu et priore di Trullas; kertai (ebbi una lite) cun donnu
Gosantine Alfanu in corona de donnu Saltare Tortu.per il per il
possesso della serva Iusta Toroti.et binki (e ho vinto). La
stesso priore ( Iuvanne Aspru compare nel Condaghe di San Pietro
di Silki, *CSPS, XI°, XIII° al cap. 283, in uno scambio di servi
con la badessa Maria. Nella storia ricordiamo Giorgio Asproni
(Bitti 1809 - Roma 1876 ), figura politica di spicco nella
storia della Sardegna (Di. Sto. Sa. di F. C. Casula - inoltre
vedi nell'Web - Giorgio Asproni). Attualmente il cognome è
presente in 30 Comuni italiani, di cui 14 in Sardegna: Nuoro 24,
Sassari 18, Lula 17, Bitti 16, etc. |
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ASQUINI |
Presente nel veneziano ha un nucleo friulano nella provincia di
Udine, ma presenta anche un ceppo, forse secondario, a Roma,
dovrebbe derivare dal nome medioevale
Asquinius
di cui abbiamo un esempio in un atto del 1275 atto con il quale
un certo Asquinio di Varmo e Porzitta d'Attems ottengono in
feudo, dalla chiesa di Aquileia, un manso in Flambro, tracce di
questa cognominizzazione le troviamo nel 1500 con il Nobile
Giovanni Antonio Asquini, Consignore di Fagagna nell'udinese.
Personaggio di rilievo nel XIX° secolo è stato il cardinale
Fabio Asquini.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Asquini è un cognome veneto dal personale germanico 'Ascwin'
(Förstemann 149), composto dalla radice 'asca'
> antico alto tedesco 'asc'
= frassino
+ 'wini'
= amico.
La radice 'asc', da cui anche il tedesco 'Esche' = frassino, era
molto frequente nei nomi propri germanici per indicare la 'lancia'
normalmente costruita con questo legno. |
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ASSANDRI
ASSANDRO |
Assandri è tipico dell'Italia settentrionale occidentale, del
cremonese e milanese, dell'alessandrino, genovese e savonese e
del torinese, Assandro, assolutamente molro raro, è tipico
dell'alessandrino, deriva da una forma sincopata del nome
Alessandro,
probabilmente portato dal capostipite. |
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ASSANTE
ASSANTI |
Assante è tipico del napoletano, di Napoli, Procida,
Castellammare di Stabia ed Ischia, Assanti, molto raro, ha
sparute presenze nel Lazio e nel napoletano a Pozzuoli,
dovrebbero derivare da latinizzazioni del nome arabo
Hassan,
ma è pure possibile una derivazione dal cognome maltese
Assant
di cui si hanno tracce a Malta almeno dal 1400, tracce di queste
cognominizzazioni si trovano a Procida fin dal 1700 ne è
testimonianza il medico rivoluzionario repubblicano Vincenzo
Assante di Procida, giustiziato nel 1799 all'età di 55 anni. |
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ASSENZA
ASSENZI
ASSENZIO
ASSENZO |
Assenza è specifico della Sicilia meridionale, di Modica nel
ragusano in particolare, ma anche di Pozzallo, Scicli, Vittoria,
Ragusa, Ispica e Comiso, sempre nel ragusano e di Siracusa,
Rosolini e Pachino nel siracusano, Assenzio, molto più raro, è
specifico di Messina, Assenzo, altrettanto raro, è specifico di
Sciacca nell'agrigentino, Assenzi è quasi unico, dovrebbero
tutti derivare da un'alterazione del nome medioevale
Ascensio,
o Ascentius
(vedi ASCENTE), che significa
Ascensione. |
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ASSERETO |
Assereto
è un cognome tipico di Genova e Rapallo, potrebbe derivare da
modificazioni del nome germanico Asser, o anche derivare da un
toponimo francese come Asserac, si hanno tracce di questa
famiglia fin dal 1300 con Costantino Assereto, nativo di Recco,
fabbro in quel di Genova che entrò a far parte della
magistratura dei Salvatori del porto, carica politica di
rilievo, il figlio Biagio divenne notaio e cancelliere
dell'Ufficio della Guerra e fu tra i collaboratori di Filippo
Maria Visconti Signore di Genova che gli affidò la Signoria di
Serravalle con il titolo di Visconte. |
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ASSI
ASSO |
Assi
abbastanza raro sembra tipico del milanese e bergamasco, Asso,
molto raro, potrebbe essere ligure o nord milanese, potrebbero
derivare dal toponimo Asso (CO), così come è pure possibile e
molto più probabile una derivazione dal nomen romano Assius da
cui sarebbe derivato il toponimo Assago nel milanese, si ricordi
Quintus Assius reso celebre dal fatto di aver ospitato Marco
Tullio Cicerone. |
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ASSISI
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Assisi sembrerebbe calabrese di Crotone e di Girifalco nel
catanzarese in particolare, l'ipotesi che il capostipite fosse
un abitante di Asisium (Assisi), che all'epoca degli imperatori
germanici si sia arruolato nell'esercito imperiale per
stabilirsi poi in Calabria e che abbia preso poi il cognome
della città di origine è affascinante, ma decisamente
improbabile, l'ipotesi più credibile è che il cognome derivi dal
nome arabo Haziz,
probabilmente portato dal capostipite. |
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ASSORGIA |
Assorgia,
molto molto raro, è specifico del cagliaritano, di Uta, Siliqua
e Guamaggiore, dovrebbe derivare dal nome del monte Assorgia nel
cagliaritano, probabile zona di provenienza del capostipite. |
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ASTARITA
ASTARITI
ASTAROTTA
STARITA |
Astarita è specifico dell'area napoletana e del più vicino
salernitano, Astariti è praticamente unico, Astarotta,
praticamente unico anch'esso è comunque campano, Starita, meno
comune, è sempre del napoletano, potrebbero derivare da
modificazioni ed eventuale successiva aferesi del nome
medioevale Astarius
nella sua forma femminile, si tratterebbe allora di un cognome
matronimico, ma molto più probabilmente derivano da
un'italianizzazione e successiva modificazione del nome ebraico
Astaroth,
ricordiamo il diavolo cui il Pulci nel
Morgante
attribuì il nome di Astarotte:
"..Uno spirto chiamato è Astarotte, // molto savio, terribil,
molto fero; // questo si sta giù nelle infernal grotte: // non è
spirto folletto, egli è più nero. // Malgigi scongiurò quello
una notte, // e disse: - Dimmi di Rinaldo il vero; // poi ti
dirò quel che mi par tu faccia. // Ma non guardar con sì
terribil faccia. ..", tracce di queste cognominizzazioni le
troviamo a Pagani nel salernitano dove è presente il palazzo
nobiliare Astarita e a Sorrento con il palazzo Astarita e
nell1800 con il capitano marittimo Tommaso Astarita originario
sempre della penisola sorrentina. |
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ASTE
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Sembra
essere di origine genovese, con un ceppo probabilmente
secondario nel cagliaritano ed uno, probabilmente autonomo nel
trentino ai confini con il veronese, potrebbe derivare da un
nome di località. Troviamo questo cognome in una lettera del
Gandolfo (datata Ventimiglia 25 aprile 1692) al marchese Felice
Spinola in cui si trattano le gesta del barone Michele d'Aste
nella battaglia di Buda. |
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ASTEGIANO
ASTESIANO
ASTIGIANO |
Astegiano
è specifico del cuneese, di Sommariva Perno, Alba, Cherasco e
Mondovì, con ceppi anche a Torino e Collegno nel torinese, ed a
Savona, Astesiano, che è la forma più arcaica del precedente, è
tipico dell'area alessandrino, savonese, di Alessandria e di
Cairo Montenotte e Dego nel savonese, Astigiano è caratteristico
del savonese, di Savona, Altare e Pietra Ligure, dovrebbero
derivare da una forma etnica medioevale, tardo rinascimentale e,
l'ultimo, recente per astigiano, o abitante di Asti, probabile
luogo d'origine della famiglia. Ad Alba esiste una torre
medioevale chiamata Astesiano, gli Astegiano furono consignori
di Bussolino nel torinese. |
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ASTENGHI
ASTENGO |
Astenghi, estremamente raro, sembrerebbe emiliano, Astengo è
tipico della zona che comprende il savonese soprattutto, il
genovese e l'alessandrino, dovrebbero derivare dal nome
medioevale di origini nordiche
Hastengus: "..anno 892,
Hastengus fecit sibi firmissimum oppidum apud Middeltunam. .." (Sax.
Chron. anno 893), non si può comunque escludere la
possibilità che possa qualche volta trattarsi di una forma
etnica arcaica per un cittadino della città di Asti. |
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ASTER
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Aster è
un cognome altoaltesino molto raro, presente a Sarentino, San
Genesio Atesino, Lana e Bolzano, dovrebbe derivare dal nome
Aster probabilmente portato dal o dalla capostipite, il nome
origina dal nome del fiore omonimo. |
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ASTI
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Il
cognome dovrebbe essere riconducibile al toponimo piemontese
Asti che dovrebbe derivare dalla voce antica ligure ast
(altura). La distribuzione è concentrata massicciamente
nell'Italia nord occidentale, ma esistono rare presenze anche
nel resto del territorio.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Asti è un cognome derivato dal toponimo che, secondo l'analisi
del Forcellini, potrebbe derivare dalla locuzione latina 'sub
hasta', cioè
all'incanto,
per l'uso antico di piantare un'asta sul luogo della vendita
della preda di guerra da parte dei soldati romani. |
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ASTILLERO |
Cognome che sembra ormai scomparso, di probabile origine
iberica, dovrebbe derivare o dal toponimo spagnolo El Astillero.
piccola cittadina cantabrica o direttamente dal vocabolo
spagnolo astillero
(piccolo cantiere navale). |
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ASTOLFI
ASTOLFO |
Astolfi ha un ceppo lombardo, uno nel rovigoto, ed è molto
diffuso nella fascia che comprende Romagna, Marche, Umbria,
Abruzzo e Lazio, Astolfo, molto raro, ha un ceppo nella zona tra
Venezia, Treviso e Pordenone, derivano dal nome longobardo
Astulfus,
di cui abbiamo un esempio nel
Codice Diplomatico della Lombardia Medioevale
in un atto del 1129 scritto in Varese: "... Placuit atque
cunvenit inter Bruno presbiter offitialis ecclesie et plebis
Sancti Victoris sita infra castrum Varise necnon inter Astulfus
filius Adiaxie de suprascripto loco Varese ut in Dei nomine
debeat dare...".
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Diffuso in tutto il Nord Italia, Astolfi, Astolfo è un cognome
di origine longobarda (cfr. re Astolfo) ed è formato dal
germanico haist(i)
= forza, violenza
+ wulfa
= lupo. |
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ASTORE
ASTORI
ASTORINI
ASTORINO |
Astore ha un ceppo molisano, uno nel salernitano ed uno
salentino, Astori parrebbe specifico lombardo, Astorini è
probabilmente un errore di trascrizione di Astorino che è
tipicamente calabrese, dovrebbero derivare dal nome proprio
(prima soprannome) medioevale
Astore o
Astorre,
a sua volta dall'omonimo uccello rapace, usato anticamente per
la caccia, col significato evidente di "persona avida, rapace e
scaltra".Può anche derivare dal mestiere di falconiere (vedi
Falconieri) che usava appunto gli Astori per la sua caccia.
notizie ulteriori
fornite da Daniele Todeschini
Astori famiglia originaria di Dossena (BG) presente sin dell
epoca longobarda, la Famiglia faceva parte della compagnia dei
Bastazi. della dogana di Venezia. Il casato annovera personaggi
illustri quali: Giuseppe Celestino (1728-1777) considerato uno
dei migliori poeti bergamaschi del 1700 (Belotti) e Melchiorre
ricordato da D'Annunzio perchè nel 1911 militando come sergente
nella guerra italo-turca in Libia strappò agli arabi la verde
bandiera del profeta. |
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ASTRUA
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Astrua, tipicamente piemontese, ha un ceppo nel biellese, in
particolare a Graglia, troviamo tracce di questa
cognominizzazione a Pavia, dove nella seconda metà del 1400
studia il biellese Francesco Astrua, che vi si laureò nel 1473 e
che fece poi carriera a Nizza.
integrazioni fornite da
Daniele Zaia
Il cognome biellese Astrua, secondo un'ipotesi segnalatami da un
esponente della famiglia, sorgerebbe da un soprannome dialettale,
significante Austria,
dato a famiglie della minoranza germanofona walser. |
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ASTUTI
ASTUTO |
Astuti ha vari ceppi, uno marchigiano tra anconetano e
maceratese, uno romano, uno tra napoletano e salernitano ed uno
nel messinese e catanese, Astuto ha un ceppo nel napoletano ed
uno, il principale, in Sicilia, nel catanese, ma con presenze
anche nel messinese, nel siracusano, ragusano, nisseno ed
agrigentino, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Astutus,
o anche dall'italianizzazione del nome nordico
Hastud. |
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ASUNI
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Asuni è caratteristico del cagliaritano, di Sinnai, Burcei,
Cagliari, Quartu Sant'Elena e Sestu.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
ASUNI: piccolissimo centro abitato con 401 abitanti della
provincia di Oristano (vedi nell'Web). Di origini antichissime,
nel suo territorio rimangono tracce di insediamento prenuragico.
I veri fondatori del paese furono probabilmente i Cartaginesi,
dei quali rimangono ancora le fortificazioni. E fu oppidum (città
fortificata) anche in periodo romano; segnava il confine tra il
Campidano e la Barbagia. In periodo medioevale fu villa (bidda),
appartenente alla Curadorìa di Valenza, nel regno giudicale di
Arborea. Etc. Etc. (Vedi: Di.Sto.Sa - Dizionario Storico Sardo
di F. C. Casula). Il villaggio Asunis è citato anche nell'opera
di Ioannis Farcisci Farae (de Rebus Sardois IV - 148/8): .eodem
anno rex concessit Ludovico de Pontibus, Calaris gubernatori
bene merito, oppida Nuralai, Mogorellae, Asunis.Troviamo il
villaggio anche nel testo del Besta (Enrico Besta - La Sardegna
Medioevale - Istituzioni politiche, econ.etc.) - cap. IX nota 7
- Asuni appartenente, allora, alla Diocesi di Oristano e Santa
Giusta, oggi a quella di Oristano). Sul significato ed
etimologia del nome permangono incertezze. Il canonico G. Spano
lo fa derivare dalla radice fenicia
asun =
danno, sito insalubre.
Anche il Nurra (Nurra Gianpaolo . Regia Biblioteca di Cagliari -
Storia civile e corografica della Sardegna - 1685) deduce il
nome dal fenicio asun
= maligno,
ed anche fuoco:
in proposito, un'antica storia del paese narra di un immenso
incendio che distrusse interamente le case del villaggio, e che
da questo fuoco avesse preso nome il villaggio! Attualmente il
cognome Asuni (nelle carte antiche è sempre preceduto da "de" ad
indicare la provenienza) è presente in 48 Comuni italiani, di
cui 21 in Sardegna: Sinnai 133, Burcei 62, Cagliari 38, Quartu
S. E. 32, Lotzorai 14, etc. Azuni (nella su citata opera del
Fara al 148/8 compare Asunis, al 148/11 compare Azunis per
Asunis), è quindi una variante di Asunis. Azuni come cognome è
presente in 6 Comuni italiani, di cui 3 in Sardegna: Sassari 6,
Oschiri 3, Ilbono 3. Nella storia è famoso Azuni Domenico
Alberto (Sassari 1749 - Cagliari 1827), giureconsulto, esperto
di diritto amministrativo e commerciale, giudice legale del
consolato di Nizza, letterato, autore dell'Opera "Codice di
Legislazione Marittima", presidente della Corte imperiale
d'Appello di Genova(1805), Cavaliere dell'Impero nel 1810,
autore dell'Opera Histoire Gèographique, Politique et Naturelle
de la Sardigne, autore inoltre di numerosi opuscoli (Di. Sto.
Sa. Di F. C. Casula). |
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ATANASI
ATANASIO
ATTANASI
ATTANASIO |
Il nome
deriva dal greco Athanasios con il significato di immortale è
infatti composto da a (negazione alfa privativo) e thanatos (mortale).
Anche questo è un nome bene augurale che ha dato origine a
cognomi soprattutto nella zona di influenza greca cioè al sud,
ma essendo molto antico ha avuto modo di diffondersi in
tutt'Italia, anche se le maggiori concentrazioni sono in Lazio,
Campania, Puglie e Calabria. |
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ATELLA
LATELLA
LATELLI |
Atella, molto raro, è tipico del potentino, con presenze anche
in Campania, Latella ha un ceppo nella zona che comprende il
beneventano, il foggiano ed il potentino, con un ceppo anche nel
reggino, Latelli, quasi unico, sembrerebbe del catanzarese, e
sembrerebbe il frutto di errori di trascrizione del precedente,
la cui origine etimologica potrebbe provenire dal nome del paese
potentino di Atella, che potrebbe essere l'antico luogo
d'origine di tutti i capostipiti, la consuetudine di anteporre
l'articolo al nome del paese di provenienza e molto diffuso in
Basilicata.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
LATELLA, (LA TELLA) - Cognome lucano ma anche anche calabrese,
siciliano e a Napoli; cfr. voce calabrese 'tella'
(tiella)
= teglia,
tegame;
Tella è anche un toponimo (fosso) nei pressi di Caserta, e un
cognome in Catalogna. Fonte: G. Rohlfs, Dizionario storico dei
cognomi in Lucania,1985. |
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ATENA
D'ATENA |
Atena è molto molto raro, ha un piccolo ceppo triestino e
presenze nel napoletano e nel potentino, D'Atena, altrettanto
raro, ha qualche presenza nel triestino, nel potentino ed un
piccolo ceppo a Poggio Imperiale nel foggiano, questi cognomi
dovrebbero derivare dal nome di paesi come Atena Lucana nel
potentino, in qualche caso potrebbe derivare dal nome latino
Athenia
(vedi ATENI), ma in qualche caso si tratta anche di cognomi
attribuiti ad un trovatello. |
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ATENI
ATTENI
ATTENNI |
Ateni è unico, così come Atteni che è romano, Attenni è
specifico della provincia di Roma, di Roma, Genzano di Roma ed
Ardea, questi cognomi dovrebbero derivare dal cognomen latino
Athenius,
di cui abbiamo un esempio d'uso nell'Epistolario di Sidonio
Apollinare: "..primus iacebat cornu sinistro consul ordinarius
Severinus, vir inter ingentes principum motus atque inaequalem
reipublicae statum gratiae semper aequalis; iuxta eum Magnus,
olim ex praefecto, nuper ex consule, par honoribus persona
geminatis, recumbente post se Camillo, filio fratris, qui duabus
dignitatibus et ipse decursis pariter ornaverat proconsulatum
patris, patrui consulatum; Paeonius hinc propter atque hinc
Athenius, homo litium temporumque varietatibus exercitatus. hunc
sequebatur Gratianensis, omni ab infamia vir sequestrandus, qui
Severinum sicut honore postibat, ita favore praecesserat...",
nome probabilmente portato dai capostipiti. |
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ATENIESE
ATENIESI |
Ateniese,
molto molto raro, ha un ceppo a Mola di Bari (BA) ed uno a
Napoli, Ateniesi, assolutamente rarissimo è quasi sicuramente
dovuto ad errori di trascrizione, il ceppo pugliese dovrebbe
derivare dall'etnico della città greca di Atene, quello campano
potrebbe anche derivare dall'etnico di Atena Lucana (SA). |
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ATILI
ATTILI
ATTILIA
ATTILIO |
Atili, quasi unico, è romano, potrebbe essere dovuto ad un
errore di trascrizione di Attili, che è tipico dell'area che
comprende anconetano e maceratese, Umbria, Lazio ed aquilano,
Attilia è specifico di Roma e Tivoli nel romano e di Orvinio nel
reatino, Attilio ha un ceppo nell'anconetano ed uno nel
napoletano, dovrebbero tutti derivare o dal nome della
Gens
romana Atilia
o dal nomen latino Atilius. |
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ATRI
D'ATRI |
Atri,
assolutamente rarissimo, parrebbe della zona tra Abruzzo e
Molise, D'Atri ha più ceppi, a Roma, nel pescarese, soprattutto
a Montesilvano, a Napoli ed a Castrovillari nel cosentino,
dovrebbero derivare dal toponimo Atri nel teramano. |
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ATRIA
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Atria è siciliano, di Partanna e Castelvetrano nel trapanese, di
Sciacca nell'agrigentino e di Palermo, potrebbe derivare dal
nome mitologico greco Atri,
Re dei Pelasgi, o da nomi di località, ma non si può escludere
una connessione con il termine greco antico άτρός
atros (medico),
magari con riferimento al mestiere del capostipite. |
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ATTA
ATTI
ATTO |
Atta, quasi unico, parrebbe veneto, Atti è un cognome
tipicamente emiliano, del bolognese e del ferrarese, di Bologna,
San Giovanni in Persiceto, Malalbergo e Casalecchio di Reno nel
bolognese e di Ferrara, Cento ed Argenta nel ferrarese, Atto è
praticamente unico, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Atto,
una variante del nome Azzo
(vedi AZZI). |
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ATTAGUILE |
Molto
raro è tipico del catanese, in particolare del paese di
Grammichele (CT), potrebbe essere derivato dal nome greco
Attagilos ma è pure possibile una derivazione da un nome di
origine araba. |
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ATTARDI
ATTARDO |
Attardi
ha vari ceppi in Sicilia, con ceppi, probabilmente secondari, a
Napoli, Roma, Genova e Milano, Attardo è specifico dellla
Sicilia, dovrebbero derivare dal nome medioevale Attardus di cui
abbiamo un esempio nel 1100: "...Missi sunt ergo de communi
consensu, ad explendum, auctore Domino, quod conceperant,
Attardus Nazaraenus episcopus, dominus quoque Henfredus de
Torono, regius constabularius; qui dispositis pro tempore rebus
mare ingressi, navigio illuc iter arripuerunt, .::". |
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ATTIANESE
ATTIANESI |
Attianese è tipicamente campano, soprattutto del salernitano, in
particolare di Sant`Egidio del Monte Albino, di Angri e di
Pagani, ma anche di Scafati, Nocera Inferiore, San Marzano sul
Sarno, Pontecagnano Faiano, Battipaglia e Salerno, e del
napoletano, di Pimonte, Sant'Antonio Abate, Napoli, Gragnano e
Castellammare di Stabia, Attianesi, quasi unico, è del
salernitano, dovrebbero derivare dal fatto che i capostipiti
provenissero da una zona che fosse stata una proprietà terriera
della Gens Atia
o Attia,
cioè da un ager Attianum. |
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ATTINA
ATTINA'
ATTINI
ATTINO |
Attina, assolutamente rarissimo, è meridionale, Attinà è
specifico della zona che comprende il catanese e messinese ed il
reggino, Attini ha un ceppo ad Orta Nova nel foggiano, uno
piccolo a Trieste ed uno secondario a Torino, Attino ha presenze
tra foggiano, avellinese e napoletano ed un ceppo a Torino,
dovrebbero derivare dal nomen latino
Attinus,
Attina,
ricordiamo che esiste un poemetto Attinus attribuito a Nerone. |
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ATTIVISSIMO |
Attivissimo, abbastanza raro, è specifico di Bitonto nel barese
e di Taranto, potrebbe trattarsi di un cognome attribuito da un
orfanotrofio ad un bambino abbandonato, identificato con una
caratteristica comportamentale in mancanza di altri elementi. |
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ATTOLI
|
Attoli, assolutamente rarissimo, sicuramente sardo, sembrerebbe
dell'oristanese, di Tramatza e San Vero Milis.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
ATTOLI: permangono incertezze sul significato e l'etimologia
della parola. Nel campidanese antico e rustico era usata
l'espressione "a tòlla"
o a tollatòlla,
nel significato di presto, con
insistenza, sinonimo di
allò! allò!
Anche nel logudorese esiste il verbo
attolliare
= confermare con insistenza.
Il canonico Spano gli da il significato di chiamarsi, riunirsi e
fa presente l'uso del vocabolo
attoliu per significare
una riunione, un convegno, un
appuntamento. Esistono altri
due verbi che, per significato appaiono quasi sinonimi di
attoliai/re
ed il deverbale attoliu:
adobiai/re
(adòbiu);
arroliai/re
(arroliu);
adobiai,
dal latino ad obviare
significa andare incontro;
arroliai
(catalano rottlar)
andare intorno
(arroliu
= gruppo,
per lo più di persone, riunite in cerchio). È un cognome raro ma
presente comunque negli antichi documenti della lingua sarda.
Tra i firmatari della Pace di Eleonora, *LPDE del 1388,
troviamo: Attoli Vanoccio, ville Macumerii ( Macomer - MACUMERII
et Curatorie de Marghine de Gociano. In posse Chelis Simonis,
notarii publici...die XII Januarii 1388). Attolli Brancacio,
ville Ecclesiarum (Iglesias - Villa di Chiesa (Et ego De Nelli
Pelipaparius Ludovicus, civis et habitator terre et Ville
Ecclesiarum.sindicus, procurator universitatis Ville
Ecclesiarum.seu a Formenyino Joanne, capitano, camerlengo Ville
Ecclesiarum di Sigerro. Omnibus habitatoribus dicte terre Ville
Ecclesiarum, congregatis in Curia Magna.in posse Virde Andree,
quondam Virde Joannis de Civitate Sasseri.nona die januarii
1388). Attualmente il cognome Attoli è presente in 15 Comuni
italiani, di cui 7 in Sardegna: Tramazza 11, San Vero Milis 11,
S. G. Suergiu 6, Selargius 3, etc. |
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ATTOLINI
ATTOLINO |
Attolini
è tipico emiliano, delle province di Parma e Reggio con un
possibile ceppo anche nel barese, Attolino abbastanza raro è
tipico del tarantino, derivano dal nome medioevale Attolinus, di
cui si hanno tracce ad esempio nel 1191 come si può leggere nel
codice diplomatico bresciano: "Anno domini nostri Iesu Christi
millesimo centesimo nonagesimo primo, indictione VIIII., die
iovis .VII. exeunte mense iulii. In soburbio Arcus, civitatis
Brixie, in curte Sancti Iohannis de foris. ..... investivit
Girardum de Gazio, de Celatica, nominative perpetualiter de
tabula una legitima de terra, cum casa super habente, que est et
iacet in suprascripto borgo Arcus, et quam tenebant Malgarita,
uxor condam Mangani de Pontolio, et Attolinus condam eius nepos,
eius heredes, ut confitebantur, ...". |
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ATTONE
ATTONI
ATTUONI |
Attone ed Attoni sono praticamente quasi unici, Attuoni,
abbastanza raro, è specifico di Carrara, questi cognomi
dovrebbero derivare dalla forma declinata del nome
Ato, Atonis
o da un accrescitivo dello stesso nome (vedi ATTA), dell'uso di
questa forma abbiamo un esempio in una
Carta Commutacionis
del 1019 a Bergamo: "... Comutatio bone fidei nossitur esse
contractum ut vice emtionis obtineat firmitatem eodemque nexu
obliquant contradantes. Placuit itaque et bona convenit
voluntate inter domnus Alherium umiles episcopus sancte
Bergomensis Eclesie nec non et inter Atone presbitero de ordine
sancte Bergomensis Eclesie et filius Leoni de civitate
Bergomo...". |
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ATZA
AZZA |
Atza è tipicamente sardo, di Bailadu, Oristano, San Vero Milis
nell'oristanese, di Cagliari e di Dolianova nel cagliaritano,
Azza, ormai quasi scomparso, è panitaliano.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
ATZA: àtta, àttsa, àθθa, àçça è
il filo del coltello:
s'àtza de su gortèddu, de sa lèppa, de
s'arresòia; oppure
s'atza de su monti
= lo schienale della montagna;
l'espressione a s'atza
= da un lato:
"Ponidìdha a s'atza"
= mettiti da un lato:
di una strada, di un parcheggio, di un campo, etc.;
a s'atza de su mari
= in riva al mare;
a s'atza de s'arriu
= in riva al ruscello, al fiume,
etc. Atzùdu:
ben affilato, tagliente;
di dice anche di persona: homini
de àtza (àttsa) =
uomo audace, coraggioso.
In latino abbiamo acia
= filo;
o acies
= punta, ferro tagliente;
in greco άκις . Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, *CSNT
XI°, XIII° sec. troviamo il vocabolo citato due volte "aza"
e "aça"(82,
259), nel significato di schienale di monte. Attualmente il
cognome Atza è presente in 49 Comuni italiani, di cui 25 in
Sardegna: Bauladu 19, Oristano 18, Cagliari 11, San Vero Milis
10, Dolianova 9, etc. |
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ATZARA
AZARA |
Atzara, assolutamente rarissimo, sembrerebbe specifico del sud
della Sardegna, Azara, molto più diffuso, è invece specifico del
nord dell'isola, soprattutto della Gallura, di Arzachena, ed
Olbia, ma prersente in misura consistente anche a Tempio
Pausania, Palau, Calangianus, Santa Teresa di Gallura e
Luogosanto, ed a Sassari.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
ATZARA; AZARA; (AZZARA): atzàra
o
autzàra =
clematis vitalba,
clematide, vitalba.
Etimo? Atzàra è un centro abitato antichissimo, preromana
(prende nome probabilmente dalla presenza copiosa della clematis
vitalba), le cui origini permangono nell'incertezza. Gli
archeologi la classificano come uno dei centri abitati più
antichi della Sardegna. Nel medioevo fu "villa" (bidda)
appartenente alla Curadorìa del Mandrolisay, nel regno giudicale
di Arborea. Nel 1420 divenne paese del Regno catalano -
aragonese di Sardegna (Di. Sto. Sa). Oggi è un paese di 1310
abitanti della provincia di Nuoro, famoso per i suoi monumenti
archeologici e perché ha dato i natali al pittore Antonio
Corriga (vedi nell'Web Atzàra). Il paese è citato nell'opera di
Ioannis Francisci Farae - In Sardiniae Chorographiam - "Flumen
Massaris oritur ex montibus Cornu bovis (Correbòi).et Azarae ad
Samogueum usque decurrit." Sempre nell'opera del Fara "De Rebus
Sardois IV°, il paese è citato come oppidum.Attualmente il
cognome Atzàra è presente in 17 Comuni italiani, di cui 8 in
Sardegna: Cagliari 11, Quartu S. E. 6, Capoterra 6, Carbonia 5,
Dolianova 3, Sestu 3, etc. Il cognome Azàra è presente in 71
Comuni italiani, di cui 25 in Sardegna (provincia Olbia -
Tempio): Arzachena 357, Olbia 186, Tempio 68, Palau 27,
Calangianus 27, etc. Il cognome Azzàra(vedi il cognome Zara), è
presente in 113 Comuni italiani (con ceppi rilevanti in Sicilia,
Lazio e Lombardia), di cui 4 in Sardegna: Olbia 3, Gonnesa 3,
Monti 3, La Maddalena 2. |
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ATZEI
ATZENI
ATZENIS
ATZERI |
Atzei è tipico della zona sudoccidentale della Sardegna, Atzeni
oltre che nel cagliaritano dove è dominante è diffuso anche in
tutto il resto dell'isola, Atzenis, quasi scomparso è del
cagliaritano, Atzeri è specifico di Cagliari e delle sue
immediate vicinanze, dovrebbero tutti discendere da un ceppo
spagnolo e dovrebbero derivare da un antico toponimo ormai
scomparso Atzena o Assena in prossimità di Ales nell'oristanese,
tracce in atti di questo cognome si trovano fin dal 1400.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
ATZENI; (AZENI); ATZEI; (AZZEI); ATZERI; (ATHEN); (ATHENA/E);
(ACEN); (ACENI); (DE ACENI); (DACENI); (AKEN/A): hanno in comune
significato ed etimologia. Facciamo notare che quelli tra
parentesi non esistono più, ma si trovano negli antichi
documenti della lingua sarda. Si tratta di uno dei cognomi più
diffusi nella Sardegna Giudicale, nelle diverse uscite. Il fatto
che molto spesso lo troviamo nella forma De Athen, ha spinto
molti studiosi a far derivare il cognome da Atene, riferito
quindi all'arrivo di greci, ateniesi, nel periodo della
dominazione bizantina. Dagli antichi documenti possiamo risalire
al capostipite dei De Athen o De Athene: Petru D'Athen, che fa
capo all'antica, illustre e potente famiglia di Torres. Visse
nel XII° secolo ed a lui si deve la fondazione dell'antico
monastero di San Nicola di Trullas, in seguito alla concessione
ai Camaldolesi, da parte di Gosantine, Giudice di Torres, per la
costituzione dell'ente monastico e l'affiliazione a San
Salvatore di Camaldoli, dell'ordine dei benedettini, provenienti
dalla Toscana, della chiesa di San Nicola di Trullas. Il
canonico Giovanni Spano, illustre storico e linguista sardo del
XIX° secolo, fa derivare il cognome Atzeni dal fenicio
Atzim,
che significa fortezza.
In greco il termine atzer
significa punta
e corrisponde al sardo atza
= punta,
quindi atzùdu
= coriaceo e testardo insieme.
Sempre in greco esiste la radice
atzan =
immortale.
Pardu Atzeni o Atzei è una località ubicata sotto le pendici
settentrionali del Monte Arcuentu, nel territorio di Arbus, ma
appartenente al Comune di Gonnosfanadiga (Sardegna Sud
Occidentale): antico centro abitato, oggi ridotto a poche case
di allevatori (ovili). Pardu Atzei appartenne alla Diocesi di
Terralba. Vediamo le varie uscite nei documenti antichi. Tra i
sottoscrittori della Pace di Eleonora del 1388, *LPDE, troviamo
20 Aceni, dei quali ricordiamo: Aceni (de) Anthonio, jurato
ville Guilarci Aceni (de) Anthonio, jurato ville Guilarci. *
Guilarci.odierno Ghilarza. Contrate Partis de Guilcier; Aceni
(de) Barione, jurato ville Seercela. * distrutto. Sarcela -
Serzele. Partis de Montibus; Aceni (de) Dominico, jurato ville
Solarussa; Aceni (de) Joanne, jurato ville Putu Majore; Aceni
(de) Nicolao, majore ville de Balamic (villaggio distrutto -
Contrate Montis Acuti); Aceni(de) Guantino, majore ville
Genadas(* villaggio distrutto-Contrate partis Alença); Aceni(de)
Nicolao, majore ville de Berquilla (Berchidda - Contrate Montis
Acuti). Nel Condaghe di San Pietro di Silki (*CSPS - XI°, XII°
sec.), troviamo: Athen (de) Ithoccor (110, 112), donnu (signore,
di nobili origini), testis, kertu de servis (testimone in una
lite per il possesso della servitù); Athen (de) Petru(112),
donnu, testis, kertu de servis. Nel Condaghe di Santa Maria di
Bonarcado, *CSMB - XI°, XII° sec., abbiamo la variante più
comune in Azene(6)e più rara in Athen(1). Ricordiamo: Azene (de)
Baldufinu (padre) e Azene (de) Orzocco (figlio) - 25 - in una
lite (kertidu) tra il Priore del convento di SMB e il donnu
(nobile, signore) Petru de Figus, armentariu de logu
(amministratore generale, collaboratore diretto del Giudice
nello stato giudicale) per il possesso della servitù; Vera de
Athen, moglie a (di) Gosantine Madzu. Nel Condaghe di San Nicola
di Trullas, *CSNT, XI°, XII° sec., troviamo insieme de Açen e de
Athen (24), tra i quali ricordiamo: (sos de Athen o Açen = gli
Athen o Açen, proprietari di Serra de Iugale, territorio sito
tra i Comuni attuali di Cheremule e Giave, e comproprietari di
Campeta (Campeda); Iorgia de Athen (52, 279, 312, 313), dona a
San Nicola metà dei suoi beni alla sua morte.Ego Iorgia de Athen
ponio (dono) a Sanctu Nichola de Trullas, pro s'anima mea (per
la mia anima) sa parthone (parte) mea de cantu mi vi dittat in
Birori (di quanto mi spetta in Birore - attuale), sa corte e sos
homines (la casa e la servitù).Nella storia giudicale ricordiamo
inoltre: Atzeni o Açen Aldobrandino de Sena ( villaggio
distrutto - presso Banari) collaboratore e partigiano di Mariano
IV di Arborea, si distinse nelle lotte tra il regno d'Arborea e
il regno Aragonese; Atzeni Petro, Armentario de Logu
(amministratore generale)del regno d'Arborea sotto Mariano IV
(padre di Eleonora). Della storia recente citiamo: Atzei padre(
dei frati minori) Paolo, nato a Mantova il 21 febbraio 1942,
attuale vescovo della diocesi di Tempio Ampurias dal 1993; Azzei
Giovanni Antioco(1760/1821) arcivescovo di Oristano, letterato,
legato per stile al gruppo dell'Arcadia (di lui si conservano
due orazioni funebri). |
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ATZORI
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Tipico sardo della zona che comprende le province di Cagliari ed
Oristano e il nuorese sudoccidentale, potrebbe derivare da un
soprannome originato dal vocabolo spagnolo
azor (tipo
di falco), ma può anche
derivare dal nome di un antico toponimo sardo ora scomparso
Assori.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
ATZORI: etimologia e significato rimangono nell'incertezza. È
improbabile che derivi da su
stori: così viene comunemente
chiamato in sardo il falco,
dall'italiano astore.
Noi crediamo che provenga dal nome
Salvatore
(vedi Dettori oppure Loi). Nelle carte antiche il nome Salvatore
è riportato in varie uscite: Bobore, Badore, Bore, Boreddu,
Dore, Tori, Thori, Tzori, Zori, Loi, Balloi, Billoi, Çori,
Sori, etc. I de Thori, appartengono ad uno dei più antichi e
potenti casati sardi (vedi Dettori). Atzori > A-Tzori da o di
Salvatore (ramo cadetto dei De Thori?). Ricordiamo che nei
Condaghi, quando si indica la discendenza o appartenenza di un
figlio/a, o il vincolo matrimoniale, o proprietà ad esempio di
un servo, si usa spesso la preposizione "de" ma talvolta anche
"a": Es. Lacon (de) Susanna fiia "a" Barisone giudice d'Arborea
e sposa "a" Costantino Spanu, *CSMB, XI°, XIII° sec. (87);
Campana Maria sposa "a" Furadu Buriga, *CSMB(167); Camisa Maria
fiia "a" Goantine, *CSMB (83), etc. Il cognome Atzori non
compare nei Condaghi, tra i firmatari della Pace di Eleonora,
nelle Carte Cagliaritane etc.; ma nella storia ricordiamo:
Atzori Antonio, vescovo della diocesi di Bosa dal 1592 al 1604,
cagliaritano di origine, pare fosse discendente della potente
famiglia dei "de Zori", (de Thori, de Çori : questo
confermerebbe pienamente la nostra ipotesi!); Atzori Giovanni,
vescovo di Bosa, dal 1625 al 1626, cagliaritano, parente del
precedente. Abbiamo poi Atzori Giovanni Antioco, di nobile
famiglia di Oristano, partigiano di Carlo d'Asburgo, nel 1713,
durante la guerra di successione spagnola. Qui in Medio
Campidano ricordiamo Mons. Abramo Atzori (Sardara 1909 - 2001),
rettore del Seminario di Villacidro, nonché direttore della
Rivista Cattolica "Nuovo Cammino", per ben 42 anni.
Personalmente conservo di lui, per me docente di religione al
liceo classico di Villacidro, un ottimo ricordo. Attualmente il
cognome Atzori è presente in 462 Comuni italiani, di cui 178 in
Sardegna (con maggiore diffusione a centro sud): Cagliari 447,
Terralba 138, Oristano 137, Isili 136, Serramanna 127, Guspini
108, Assemini 105, Sassari 104, Capoterra 101, Arbus 92,
Carbonia 92, etc. Nella penisola è diffuso al centro nord. In
USA è presente in 2 Stati: Oregon e New Jersey con un nucleo
familiare a testa. |
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ATZU
AZZU |
Atzu è specifico di Dolianova nel cagliaritano, mentre Azzu è
specifico di Sassari, potrebbero derivare da un soprannome
originato dal vocabolo sardo logodurese
azu (aglio),
anche se non si può ignorare la possibilità che derivi invece da
un adattamento locale del nome medioevale
Azzo
(vedi Azzi).
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
ATZU; AZZU: adzu, atzu, azzu,
azu, nei dialetti centrali,
allu,
in Campidano è l'aglio,
dal latino allium;
nelle diverse varietà: allu eru
> aglio vero
(allium sativum);
allu de carròga
(allium roseum
- aglio di serpe);
allu de marjàni
(leucojum
- campanellini).
Attualmente il cognome Atzu è presente in 6 Comuni italiani, di
cui 3 in Sardegna: Dolianova 28, Selargius 3, Fluminimaggiore 3.
Azzu è presente in 8 Comuni italiani, di cui 3 in Sardegna:
Sassari 56, Quartu S. E. 3, Ossi 3. |
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AUCELLA
AUCELLI
AUCELLO
AUGELLI
AUGELLO |
Aucella, che ha un ceppo a Torre del Greco nel napoletano, è
assolutamente rarissimo ed è probabilmente dovuto ad un errore
di trascrizione di Aucello, Aucelli sembrerebbe napoletano,
Aucello ha un nucleo nel foggiano a San Marco In Lamis (FG) ed
uno a Cerignola, probabili zone d'origine, è presente inoltre un
ceppo, forse autoctono in Sicilia, dovrebbero tutti derivare dal
nome soprannome medioevale
Augellus (Uccello),
tipico esempio di quest'uso lo abbiamo con il famosissimo
pittore fiorentino Paolo di Dono detto Uccello
(1397-1475);.tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a
Trapani in un atto del 1619 dovre tra i
mastri custureri
(sarti)
è citato un Francesco Aucello.
integrazioni fornite da
Antonello Aucelli - Montecalvo Irpino (AV)
il cognome Aucelli è caratteristico - dalla fine del 1800 almeno
- del comune di Montecalvo Irpino (AV), ove la mia famiglia
risiede. |
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AUDA
AUDDINO
AUDENINO
AUDI
AUDINI
AUDININO
AUDINO
AUDO |
Auda, assolutamente rarissimo, sembrerebbe piemontese, Auddino
ha un ceppo a Nichelino nel torinese, uno a Roma e Latina ed uno
nel reggino a Polistena, Cinquefrondi, Anoia, Cittanova,
Melicucco e Rizziconi, Audenino ha un ceppo nell'area astigiano,
torinese, a Villafranca d'Asti e Cantarana nell'astigiano ed a
Torino, Chieri e Pinerolo nel torinese, Audi ha qualche presenza
nell'Italia centrosettentrionale, in particolare in Piemonte ed
un ceppo nel casertano a Castel Campagnano, Caiazzo e Caserta,
Audini, quasi unico, parrebbe della zona tra Valle d'Aosta e
Piemonte, Audinino, quasi unico anch'esso, è del torinese, Audo,
estremamente raro, sembrerebbe anch'esso piemontese, di Corio
nel torinese in particolare, Audino, il più diffuso, ha un ceppo
piemontese, uno piccolissimo nel casertano, uno nel reggino ed
uno in Sicilia, dovrebbero derivare, direttamente o tramite
ipocoristici, da una forma aferetica del nome medioevale, di
origine longobarda, Audibertus
(vedi AUDIBERTI), o anche direttamente dal nome augurale
longobardo Auda,
nome nato dal termine audha
(ricchezza, potere). |
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AUDERI
AUDERO |
Auderi, quasi unico, è settentrionale, Audero è tipicamente
piemontese, di Racconigi e Casalgrasso nel cuneese e di Torino e
Collegno nel torinese, dovrebbe derivare dal nome medioevale
germanico Audherius,
a sua volta derivato dall'unione dei termimi germanici
audha
(potere, ricchezza)
ed hari
(esercito),
con il senso di il più potente
in battaglia, ricordiamo con
questo nome un Auderius vescovo di Cremona nel quarto secolo. |
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AUDIBERTI |
Audiberti, presente in misura estremamente sporadica nell'Italia
centrosettentrionale, sembrerebbe avere un minuscolo ceppo a
Livorno, dovrebbe derivare dal nome medioevale, di origine
longobarda, Audibertus,
di cui abbiamo un esempio d'uso a Bussolengo nel veronese in un
atto dell'anno 843, che risulta essere redatto da un
Audibertus clericus notarius:
"...Signum + manus Audiberto qui Halbinio vocatur qui hac
cartola vendicionis fieri rogavi. Signum + manus Leoni de
civitate Veronam da porta Sancti Firmi testi. Signum + manus
Giselberto de Gussilingus testi. Signum + manus Suavi de ipso
vico testi. Signum + manus Rodulfo filio quondam Pasquali testi.
Signum + manus Dagiberto de Anglare testi. Signum + manus
Teudiberto degano testi. + Ego
Audibertus notarius rogatus ad
Audiberto qui Albinio vocatur me pro teste subscripsi...", nome
composto dai termini audha
(ricchezza, potere)
e bertha
(luminosità, lucentezza),
con il significato di ricco di
luce o anche di
splendente ricchezza. |
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AUDISSINO |
Assolutamente rarissimo, parrebbe ligure.
integrazioni fornite da
Sara Audissino
Il cognome Audissino deriva dal cognome Odicino. Il cognome
Odicino fu storpiato in Audissino durante la dominazione
Francese nel 1810, esso infatti si delineò ad Oneglia (oggi
Imperia). Il primo Audissino, Giacomo Francesco Odicino
(denominato Audissino) era nato a Lerma Monferrato (AL) nel 1781
da Bartolomeo Domenico Odicino e Maddalena Girola, sposò nel
1810 Maria Domenica Evangelista Amadeo di Luca Amadeo e Prudenza
Giordano. Il cognome Odicino trae origine a Lerma Monferrato
(Al) di cui se ne hanno notizie certe a partire dal 1400. |
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AUGUSTI
AUGUSTINI
AUGUSTO |
Augusti ha un ceppo tra veneziano e rovigoto, uno nel frusinate
ed a Roma ed uno nel leccese, Augustini, assolutamente
rarissimo, parrebbe veneto, Augusto ha un ceppo nel napoletano
ed uno nella Sicilia orientale, tutti questi cognomi derivano
direttamente o tramite ipocoristici dal nome latino
Augustus. |
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AULETTA |
Tipico
del napoletano, salernitano, potentino e materano, deriva dal
toponimo Auletta nel salernitano. |
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AULICINO |
Aulicino è tipicamente meridionale, ha un ceppo nel casertano a
Santa Maria Capua Vetere, Caserta e Maddaloni, ed a Napoli, un
ceppo nel potentino a Marsico Nuovo e Tramutola, ed un ceppo
calabrese, a Santa Maria del Cedro nel cosentino e Catanzaro,
dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine dialettale
meridionale aulìcina
una specie di susina. |
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AURELI
AURELIO |
Aureli è tipico della fascia centrale che comprende Marche,
Abruzzo e Lazio, Aurelio ha ceppi nel cosentino, nel napoletano,
nel foggiano e nel tarentino, nel palermitano e nel veneziano,
dovrebbero derivare dalla Gens
Aurelia o direttamente dal nome
gentilizio romano Aurelius,
ricordiamo l'imperatore Marco Aurelio dal 161 al 180 d.C.:
"Nomine Marco Annio Catilio Severo natus est et in matrimonio
nomen Marcum Annium Verum accepit. Cum imperator factus est
nomen Marcus Aurelius Antoninus ei datus est.". |
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AURELIA
AURILIA
AURILIO
D'AURILIA |
D'Aurilia è unico, Aurelia, quasi unico, è dovuto probabilmente
ad un errore di trascrizione di Aurilia che è tipico del
napoletano e dell'avellinese, di Torre del Greco (NA) in
particolare, Aurilio è tipico del casertano, di Vitulazio e
Bellona in particolare, e di tutta la Campania, dovrebbero
derivare da una forma dialettale del nome femminile latino
Aurelia
o del nome maschile Aurelius,
derivati dal nome sabino Ausel
(splendido, splendente),
o anche dalla Gens Aurelia,
questi cognomi sono presenti nel napoletano, a Frattamaggiore,
almeno dalla seconda metà del 1200, in un atto del gennaio 1282,
si può leggere: "...Philippus Aurilia vendit Domino Ludulfo
Capuano Terram in loco Fracta Majoris...", tracce importanti di
queste cognominizzazioni le troviamo nel 1400 con il vescovo di
Canne (BA), il napoletano Iacopo de Aurilia. |
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AURELIANI
AURELIANO |
Aureliani è quasi unico, Aureliano, solo un poco meno raro, è
panitaliano, dovrebbero derivare dal cognomen latino
Aurelianus
o da nomi di località, che essendo proprietà della
Gens Aurelia
potevano essere chiamate Ager
Aurelianus, o in modo simile,
come, a solo titolo di esempio, Aureliana di Capriata d'Orba
nell'alessandrino. |
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AURIA
|
Tipico
della Sicilia sudoccidentale, è molto raro, potrebbe derivare
dal nome di una località. (vedi D'AURIA) |
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AURICCHIO |
Tipico
del napoletano dovrebbe derivare da una modificazione dialettale
del nome medioevale di origine germanica Auricus. |
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AURIEMMA
AURIGEMMA |
Aurigemma
ha un nucleo a Monteforte Irpino (AV) ed un ceppo, probabilmente
secondario, a Roma, Auriemma è tipico campano, soprattutto del
napoletano, dovrebbero derivare dal nome medioevale Aurigemma
che significa gemma d'oro, nome attribuito a bambine desiderate
moltissimo. |
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AURIGA
AURIGHI
AURIGI |
Auriga è quasi unico, Aurighi, estremamente raro, sembrerebbe
dell'area lombardoveneta, Aurigi sembrerebbe specifico del
senese, di Monteroni d'Arbia e Siena, per questi cognomi si
possono ipotizzare due possibili origini etimologiche, la prima
da soprannomi basati sul vocabolo latino
auriga (guidatore
di carri, da guerra, da gara o
da parata), la seconda dal nome medioevale
Aurigus,
di cui abbiamo un esempio con il pittore magister Aurigus
Gallus, o dal nome germanico
Auricus, di cui abbiamo un
esempio in una Cartula
vendicione del 1084 a Crema nel
cremonese, che così si conclude: "...Ego Auricus notarius sacri
palacii scripsi, postradita cumplevi et dedi.". |
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AURIGO
|
Aurigo ha
un piccolissimo ceppo a San Remo nell'imperiese, e dovrebbe
derivare dal nome del paese imperiese di Aurigo, probabile luogo
d'origine del capostipite. |
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AURISICCHIO
AURISIO |
Aurisicchio è tipicamente napoletano, con un piccolo ceppo anche
nella vicina Pozzuoli e ad Aversa nel casertano ed uno ad Ostuni
nel brindisino, Aurisio è praticamente unico, dovrebbero
derivare direrttamente o tramite ipocoristici dialettali dal
nome medioevale Aurisius,
probabilmente arrivato a Napoli dal Portogallo o dalla Spagna
con gli Aragona. |
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AURITI
|
Auriti è specifico di Guardiagrele e Orsogna nel teatino,
dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine
dialettale dell'Italia centrale
aurito (vaso
con anse a forma di orecchie),
forse ad indicare nel capostipite un produttore di questo tipo
di anfore o vasi. |
|
AURNIA
|
Aurnia è
tipico del ragusano, di Modica in particolare, con presenze
anche a Pozzallo sempre nel ragusano ed a Gela nel nisseno,
dovrebbe derivare dal nome della Contrada Brizza Aurnia di
Modica, probabile zona d'origine dei capostipiti. |
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AURORA
|
Cognome a
diffusione nazionale abbastanza omogenea, pur se con picchi
nelle Puglie ed in Sicilia. L'origine dovrebbe essere
beneaugurale. |
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AUSILI
AUSILIA
AUSILIO |
Ausili ha un ceppo ad Ancona e nell'anconetano ed uno a Roma e
Palombara Sabina nel romano, Ausilia è prativamente unico,
Ausilio ha un ceppo a Napoli e Mugnano di Napoli nel napoletano
ed a Casaluce, Aversa e Frignano nel casertano, presenta inoltre
un ceppo a Campana nel cosentino ed a Cirò Marina nel crotonese,
dovrebbero derivare dal cognomen latino
Auxilius,
Auxilia,
di cui abbiamo un esempio nella
Historia Brittonum quando parla
di San Patrizio: "...Audita morte Paladii episcopi alius legatus
Patricius Theodosio et Valentiano regnantibus a Caelestino papa
Romano et angelo dei, cui nomen erat Victor, monente et suadente
sancto Germano episcopo ad Scottos in fidem Christi convertendos
mittitur. misit Germanus seniorem cum illo Segerum ad quendam
hominem mirabilem summum episcopum Amatheam regem in propinquo
habitantem. ibi sanctus sciens omnia, quae ventura essent illi,
episcopalem, gradum Amatheo rege episcopus sanctus accepit et
nomen quod est Patricius sumpsit, quia prius Maun vocabatur.
Auxilius et Iserinus et ceteri inferiori gradu simul ordinati
sunt cum eo. ..:". |
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AUSONI
AUSONIA
AUSONIO |
Ausoni ha qualche presenza nel mantovano e nel Lazio, Ausonia,
quasi unico, ha qualche rara presenza nel settentrione d'Italia,
Ausonio ha presenze nel bresciano e nell'imperiese, dovrebbero
derivare dal cognomen latino
Ausonius, Ausonia, ricordiamo
con questo nome il poeta latino di origini galliche Decimius
Magnus Ausonius (~310–395). |
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AUSTONI |
Tipico
lombardo, del milanese e bergamasco in particolare, deriva dalla
contrazione del nome Augusto, abbiamo un esempio di quest'uso
nel 1004 in un atto dove viene citato un certo Austone di
Limbiate (MI). |
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AUTELLI
AUTELLO |
Autelli è tipico dell'area alessandrino, pavese, di Garlasco e
Robbio nel pavese e di Alessandria, Autello, praticamente unico,
è dell'alessandrino, dovrebbero derivare dal cognomen latino
Autellius
di cui abbiamo un esempio d'uso in un'antica lapide latina nel
senese. |
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AUTERA
AUTERI
AUTERIO
AUTERO
AUTIERI
AUTIERO
AUTUORI |
Autera è caratteristico di Stigliano, San Mauro Forte e Matera
nel materano, Auteri è specifico della Sicilia orientale,
Auterio è assolutamente rarissimo, Autero, molto molto raro, è
del salernitano, Autieri è tipico del napoletano ed alto
salernitano, Autiero è decisamente del napoletano, Autuori è
tipico del salernitano, dovrebbero tutti derivare dal nome
medioevale di origine germanica
Auterius, tracce famose di
queste cognominizzazioni le troviamo agli inizi del 1300 con
Petrus Auterii
esponente del movimento Albigese (Catari): "... Perlis, quod
ipse et Petrus Auterii coram Inquisitoribus mutuâ aadoratione
sese invicem salutarunt; ac ambo unus alium mutuo coram ipsis
proni in terram more haereticali adoraverunt,...".
integrazioni fornite da
Fabio Paolucci
Autuori è un tipico cognome di Salerno, dove è molto noto
soprattutto per essere il cognome di una vera e propria dinastia
salernitana di pescatori e facoltosi commercianti di prodotti
ittici. Dal punto di vista etimologico dovrebbe derivare dai
nomi di origine germanica di tradizione franca Altiero, Autiero
e Ottiero, originati dalla fusione dei termini
Alda,
cioè anziano, saggio
oppure audha,
nel senso di potere, ricchezza
e haria,
ovvero esercito.
Il nome di persona Auterius è documentato in Liguria, a Genova,
fin dal XII° sec. |
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AUTILI
AUTILIA
AUTILIO |
Autili, assolutamente molto molto raro, ha un piccolissimo ceppo
a L'Aquila, Autilia, praticamente unico, è del foggiano,
Autilio, estremamente raro, ha un piccoo ceppo a Marsico Nuovo
nel potentino, dovrebbero derivare dal nome sia longobardo che
normanno Autilia
o Autilio,
di cui abbiamo un esempio d'uso in un atto del 1521
nell'avellinese, dove vengono citati i coniugi Autilia de
Guarino e Ranaldo de Rutulo. |
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AUTINO
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Autino è tipicamente piemontese, con un ceppo a Cigliano nel
vercellese e nel torinese a Torino, Verolengo ed Ivrea, dovrebbe
trattarsi dell'italianizzazione del nome francese
Autin,
probabilmente portato dal capostipite, una forma contratta del
nome francese Augustin
(Agostino). |
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AUXILIA |
Auxilia, assolutamente rarissimo, sembrerebbe tipico del
napoletano, potrebbe derivare dal cognomen latino
Auxilius,
Auxilia,
ma molto più probabilmente si tratta di un cognome attribuito a
bambini abbandonati posti sotto la protezione di Maria
Ausiliatrice. (vedi anche AUSILI) |
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AXIA
AZZIA
AZZOLINA |
Axia è quasi unico, Azzia, molto molto raro, è tipico del
catanese, di Catania, Fiumefreddo di Sicilia e Paternò, Azzolina
ha un nucleo siciliano, soprattutto nella Sicilia orientale ed
un ceppo nel genovese, dovrebbero tutti derivare direttamente o
tramite un ipocoristico dal nome femminile latino
Axia o
dal nome della Gens Axia.
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Azzolina è un cognome siciliano che deriva dal vezzeggiativo del
personale longobardo Azzilo. |
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AYMERICH |
Estremamente
raro è cagliaritano di origini catalane, si tratta di un casato
nobile aragonese che giunto a Cagliari vi prese dimora, detenne
il marchesato di Laconi (NU) fin dal XV° secolo, la viscontea di
Sanluri (CA), la baronia di Ploaghe (SS) ecc. Nel 1470 il Re di
Spagna Giovanni d'Aragona concesse a Pietro Aymerich la carica
di console di Sicilia.
integrazioni fornite da
Giuseppe Concas
AYMERICH: non è chiaramente un cognome sardo, ma ha la sua
maggiore diffusione in Sardegna (in campo nazionale), sin dai
tempi antichi. Non ne conosciamo con esattezza il significato e
l'etimologia, ma crediamo che derivi dal nome
Amerigo.
Gli Aymerich di Sardegna appartengono ad una antica casata, del
ceto borghese di Castel di Cagliari. La loro prima presenza in
Sardegna ed esattamente a Cagliari risale alla metà del Trecento
(erano mercanti catalani, probabilmente di Barcellona; si
interessavano soprattutto di commercio). Nel XV° secolo
divennero una delle famiglie più potenti della città. Estesero i
loro traffici commerciali in tutto il Mediterraneo Occidentale.
Nel 1486 acquistarono la Signoria di Mara, elevata a Contea nel
1641. Il loro primo titolo nobiliare risale al 1521, per
investitura di Carlo V imperatore. Nel corso del XVII° secolo
gli Aymerich entrarono in possesso del feudo di Villamar, del
marchesato di Laconi, della baronia di Plaghe, del viscontado di
Sanluri (Di. Sto. Sa. Di F. C. Casula). Non troviamo il cognome
nei Condaghi, tra i firmatari della Pace di Eleonora del 1388,
nelle Carte Cagliaritane, ma, nell'opera "De Rebus Sardois IV°"
(di) Ioannis Francisci Farae - (pag. 234 cv. 10- 28), troviamo:
"Anno deinde 1481 coniuncto insulae Sardiniae et Siciliane regno
Aragoniae.in Calaiutana urbe (Calatayud - attualmente 18 mila
abitanti circa - capoluogo della omonima Comunidad - della
regione autonoma dell'Aragona - nord est della Spagna, non
lontano dai Pirenei).eodem anno Eximen Peres prorex Sardorum
(Ximen Perez vicerè di Sardegna), conventus, quos parlamentum
appellant, in Castro Calaris habuit, paesentibus Petro Pilares,
archiepiscopo calamitano, Ioanne Fonesa, Iacobo Maraquis, Ioanne
Fabra, Andrea Sunyero, Francisco Zunquello, Petro Martino de
Ferrariis, Berengario Granello, Ioanne Rodo, Ioanne Andrea,
Petro de Cervello, Petro Fortesa, Galcerando Iuliano, Petro Mara
de Lacana, Salvatore de Sena, Ludovico Castelv', Iacobo Aragall
et Petro Gomes praesulum, magnatum et civitatum (rappresentanti
delle varie categorie cittadine), necnon (ed inoltre) Arnaldo
Roca, Bernardino Margens, Ioanne Nicolao Aymerich, Antonio
Martino et Antonio Aymerich Calaris consulibus (consoli di
Cagliari)". . Separatamente dagli Aymerich di Cagliari, nella
storia della Sardegna ricordiamo Amerigo Nicolò Aymerich,
vescovo della Diocesi di Bosa dal 1351 al 1355, nel periodo
della guerra tra il regno giudicale di Arborea ed il regno
catalano aragonese di Sardegna. Dai documenti della diocesi di
Bosa risulta nativo di Maiorca. Ebbe molti impegni con la Curia
Romana, pertanto si curò solo relativamente della Diocesi. Sono
numerosi gli Aymerich che hanno marcato la storia medioevale e
moderna della Sardegna. Noi del Medio Campidano ricordiamo mons.
Aymerich Michele Antonio, vescovo della diocesi di Ales Terralba
dal 1788 al 1806, figlio del marchese di Laconi, cagliaritano di
nascita, laureato in diritto canonico e civile a Torino e
nominato vescovo della suddetta diocesi dal papa Pio VI nel
1788. Si interessò molto ai problemi del Campidano e della
Sardegna in genere. Sostenne sempre, tra l'altro, la necessità
di conferire tutte le cariche religiose e civili solo ai sardi
residenti in Sardegna. Fu senz'altro il degno successore di
mons. Giovanni Maria Pilo. etc. Nella storia d'Europa è invece
opportuno ricordare Nicolàs Aymerich ( 1320 - 1399) catalano di
Gerone (città a nord di Barcellona), teologo cattolico
dell'Ordine dei Domenicani, Inquisitore Generale della Corona
d'Aragona, autore dell'opera "Directorium Inquisitorum", il
manuale dell'Inquisitore, del 1376, che precede il
"Formicarius"(1435) di Iohannes Nider ed infine il "Malleus
Maleficarum", il vero e proprio manuale di "caccia alle streghe"
(il Malleus contiene incredibili affermazioni contro la donna:
leggere per credere- cerca nell'Web, Malleus Maleficarum), il
cui testo fu redatto dai frati domenicani Jacob Sprenger e
Henric Kramer nel 1486. Attualmente il cognome Aymerich è
presente in 6 Comuni italiani, di cui 3 in Sardegna: Cagliari
13, Pula 6, Laconi 5. |
|
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AVAGLIANO |
Avagliano è tipicamente campano, molto diffuso nel salernitano,
caratteristico di Cava de' Tirreni, con buone presenze anche a
Salerno, Nocera Superiore, Pontecagnano Faiano, Battipaglia e
Pellezzano, circa l'origine di questo cognome si possono
formulare due ipotesi la prima è una derivazione dal nome latino,
di origini galliche, Avalianus,
ricordiamo il re dei Galli con questo nome che venne sconfitto
in Aquitania da Costantino il Grande, la seconda, e più
probabile, propone una derivazione da un'alterazione dialettale
del nome del paese di Avilianum
(Avigliano) nel potentino. |
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AVAGNANO |
Avagnano ha un ceppo a Forino nell'avellinese, ed uno a Napoli e
Torre Annunziata nel napoletano, potrebbe trattarsi di una forma
dialettale originata da un'alterazione del nome del paese di
Avigliano, o anche da un nome di località derivato dal nome
latino Avanius,
come potrebbe essere stato un non meglio identificato
locus Avanianus
o simili. |
|
AVAGNINA |
Avagnina è tipicamente piemontese, del cuneese, di Mondovì,
Fossano, Cherasco e Cuneo, potrebbe derivare da una forma
ipocoristica originata dal nome latino
Avanius,
ma, la cosa più probabile è che derivi invece dal nome della
frazione di Mondovì Sant'Anna Avagnina. |
|
AVALDI
|
Cognomi presenti quasi esclusivamente in Lombardia ed in
provincia di Milano in particolare. La radice potrebbe essere
celtica aballi
(meli) cioè quelli delle mele. |
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AVALI
AVALIS
AVALLI
AVALLIS |
Avali è quasi unico, Avalli è specifico di Milano, del milanese
e del bresciano, Avalis, molto molto raro, è tipico di Pinerolo
e Cavour nel torinese, Avallis, ormai quasi scomparso in Italia,
è anch'esso piemontese, questi cognomi dovrebbero avere il
significato di valligiani
e derivare da un indicatore di provenienza composto dalla
preposizione latina a
(ab)
con il significato di
proveniente da e dal termine
valli,
vallis
(vallata, valle). |
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AVALLONE |
Cognome
specifico della Campania, e del napoletano in particolare,
potrebbe derivare dal nome di toponimi antichi legati al termine
osco abel o dal celtico aval (mela). Avallone sarebbe
l'equivalente italico della mitica Avalon celtica. |
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AVANCINI |
Specifico del Trentino, in particolare della zona di Levico
Terme (TN), dovrebbe derivare dal nome medioevale Avancius di un
principio di questa cognominizzazione abbiamo un esempio nel
Codice Diplomatico della
Lombardia Medioevale in un
Iuramenta hominum Civenne et
Limonte dell'anno 1189:
"...Ecce illi omnes qui iuraverunt: in primis Iohannes Gualdanna,..
..Ambroxius de Giasse, Iohannes Avancius, Iohannes genero eius,...". |
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AVANTAGGIATI
AVANTAGGIATO
AVVANTAGGIATI
AVVANTAGGIATO
VANTAGGIATO |
Avvantaggiato è una forma probabilmente dovuta ad errori di
trascizione di Avantaggiato che è specifico del Salento, del
leccese e di Corigliano D` Otranto in particolare, con
diramazioni anche a Maglie, Melpignano, Castrignano Dei Greci e
Taranto, Avantaggiati, molto molto raro, è tipico di Bari,
Vantaggiato è anch'esso tipico del Salento, del leccese in
particolare, Avvantaggiati, assolutamente rarissimo, parrebbe
toscano, dovrebbero derivare, direttamente o tramite aferesi,
dal nome medioevale Avantaggiato,
attribuito come augurio al proprio figlio. |
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AVANTI
|
Cognome
con una distribuzione limitata al nord ovest con una
concentrazione significativa in Lombardia nelle provincie di
Milano e Lodi. L'ipotesi più accreditata è che anche questo
appartenga alla categoria dei nomi beneaugurali. |
|
AVANZATI
AVANZATO |
Avanzati, tipico del senese, è abbastanza raro, Avanzato è
decisamente siciliano, tipico dell'agrigentino, di Canicattì,
Palma di Montechiaro, Agrigento, Naro e Ravanusa, con presenze
significative anche nell'ennese, a Piazza Armerina ed Enna e nel
palermitano a Santa Flavia, Cefalù e Palermo, derivano da una
variazione del nome beneaugurale medioevale
Diotavanzi. |
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AVANZI
AVANZINI
AVANZINO
AVANZO |
Avanzi ha un ceppo nel torinese ed uno nella zona che dal
bresciano arriva al rovigoto e al ferrarese, Avanzini dovrebbe
avere due ceppi, nel parmense e nella zona che comprende
bresciano, mantovano e veronese, Avanzino, decisamente più raro
è tipico genovese, Avanzo ha un ceppo nel rovigoto ed uno nel
napoletano, dovrebbero tutti derivare dal nome medioevale
Avantius
o Avancius
di cui abbiamo un esempio a Mori (TN) con Avancius de Sano, in
altri casi possono derivare anche da Avanzino ottenuto
dall'aferesi del nome medioevale beneaugurale Diotavanzi (Dio ti
faccia crescere bene). Tracce di questa cognominizzazione la
troviamo a Como nel 1400 con il notaio Giorgio Avanzini e a
cavallo tra 1400 e 1500 con il poeta Hieronymus Avantius
Veronensis. |
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AVATI
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Avati,
molto raro, ha un piccolo ceppo ad Aosta ed uno a Napoli, ma il
ceppo principale è nel reggino, a Taurianova, Polistena e
Cittanova, potrebbe derivare da una forma betacistica di Abati e
riferirsi al fatto che il capostipite fosse una persona di
rispetto o appartenente al clero, tracce di questa
cognominizzazione le troviamo in Calabria a Polistena nel 1771
con Francesco Antonio Avati in qualità di Procuratore della
locale Confraternita. |
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AVE
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Ave, molto molto raro, parrebbe veneto, del vicentino e del
veneziano, dovrebbe derivare dal nome medioevale
Ave
derivato dal saluto latino ave
(ti saluto e ti onoro)
pensiamo al classico Ave Maria o Ave Caesar. |
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AVELLA
D'AVELLA |
Avella è
tipico del napoletano e salernitano ha un ceppo anche nel barese,
D'Avella è specifico di Avella (AV) con un ceppo secondario
anche a Napoli, dovrebbero derivare dal toponimo Avella (AV), il
caso con la D' davanti può sia indicare una provenienza, sia,
cosa più probabile in questo caso, indicare la famiglia di un
figlio di un Avella. |
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AVELLINI
AVELLINO |
Avellini ha un ceppo a Perugia ed uno a Roma, Avellino ha vari
ceppi, nel nord della Sardegna, nel napoletano e salernitano,
nel foggiano, nel cosentino ed in Sicilia, una possibile
derivazione è dal toponimo Avellino in Campania, ma è pure
possibile una derivazione da soprannomi originati dal termine
arcaico avello
(piccolo bacino, ma anche
sepolcro) forse a
caratterizzare la località di origine del capostipite o anche
dal fiume Avello in Abruzzo. |
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AVELLONE |
Rarissimo è tipicamente palermitano, dovrebbe derivare dal nome
medioevale Abelone
o Abellone
di cui abbiamo un esempio in un atto del 1408 a Bergamo dove
viene citato un certo Abelone fu Giovanni de Suardis, e nella
seconda metà del 1500 in un atto di investitura leggiamo di
un'Investitura concessa dal Marchese Teodoro di Monferrato à
favore di Abellone fu Giovanni di Cocconato, Avellone è un
casato insignito del titolo di Barone, feudatario di Basciano in
Umbria tra il 1500 ed il 1600 probabilmente giunto in Sicilia
verso il 1700 dove acquisì diritti su alcuni terreni a Rocca
Palumba (PA). |
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AVENI
AVENIA
D'AVENIA
DAVENIA |
Aveni, tipico del messinese, ha un ceppo forse secondario a
Roma, Avenia ha un ceppo tra napoletano e casertano, in
particolare a Santa Maria Capua Vetere e Mondragone nel
casertano ed a Napoli e Torre del Greco nel napoletano, ed uno
nell'agrigentino, ad Agrigento e Favara, ed a Palermo, D'Avenia
sembra avere un ceppo tra barese e materano, a Minervino Murge
nel barese ed a Pisticci nel materano, uno a Napoli ed uno a
Palermo, Davenia, molto raro, sembrerebbe specifico del foggiano,
sicuramente meridionali, potrebbero avere avuto origini dal
cognomen latino Avenius,
Avenia
direttamente o attraverso la forma patronimica o matronimica in
D'-,
ricordiamo il poeta e storico latino Rufus Festus Avenius, ma
l'Avenia era anche una contea normanna nelle Orcadi, di cui si
hanno tracce su di un epitaffio: "hic jacet domina Beatrix de
Sinclair, (filia domini Henrici comitis Orcadum, domini de
Sinclair) comitissa de Douglas et Avenia, domina Gallovidiae".
I D'Avenia ebbero il titolo di Marchesi fin dal 1600. |
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AVENTINO |
Estrememente raro sembrerebbe della zona tra Lazio ed Abruzzo,
potrebbe derivare dal cognomen latino Aventinus di cui abbiamo
un esempio in un'antica lapide dell'età augustea: "Aventinus
Aug(usti) lib(ertus) - p(er)p(etuus) tabellar(ius) - basem
marmorib(us) exornatam - ex voto posuit - c(uram) a(gente)
Fructuoso collib(erto)", nome ancora portato del 1700 ad esempio
dal conte Aventino Fracastoro, ma è pure possibile che derivi da
nomi di località legati ad esempio alla valle del fiume
abruzzese Aventino. |
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AVEROLDI |
Averoldi è tipico del bresciano, di Calvagese della Riviera,
Brescia e Ghedi, deriva dal nome medioevale
Averoldus,
troviamo tracce di questa cognominizzazione nella seconda metà
del 1400 con il Vescovo di Brescia Johannes Paulus Averoldus,
patrizio bresciano. |
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AVERSA
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Tipico di
Lazio, Campania e Calabria, dovrebbe derivare dal toponimo
Aversa (CE). |
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AVERSANA
AVERSANO |
Aversana
è rarissimo, Aversano lo è molto meno, sono specifici del
casertano, derivano dal toponimo Aversa (CE). Traccia di questa
cognominizzazione la troviamo a Salerno nel 1300, come si può
leggere in un atto dell'ottobre del 1361, dove tra l'altro c'è
scritto: "...In qua quidem causa, assumptis per vos Johanne
Aversano de Salerno, et Herrico Melia de Neapoli militibus Juris
civilis professoribus, certum didicimus vos fecisse processum in
causa eadem, presentibus partibus,...". |
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AVESANI |
Avesani è
specifico di Verona e del veronese, di Negrar, San Martino Buon
Albergo, Sommacampagna, San Pietro in Cariano, Villafranca di
Verona, Sona e Sant`Ambrogio di Valpolicella, il cognome
dovrebbe derivare dalla frazione veronese di Avesa, indicandolo
così come luogo d'origine delle famiglie, tracce di questa
cognominizzazione le troviamo nella seconda metà del 1700 con
l'abate veronese Gioacchino Avesani rettore del collegio in
Verona . |
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AVESIO
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Avesio, quasi unico, sembrerebbe specifico di Irsina nel
materano, dovrebbe derivare dal nome latino medioevale
Avesius,
di cui abbiamo un esempio d'uso nel
Liber philosophorum moralium antiquorum
di Giovanni da Procida: "...Avesius dixit: cum deteriorantur
tempora, despiciuntur virtutes et decidunt; vilitates vero
appreciantur plurimum et procedunt; et divitis timor pauperis
timorem excedit. Et dixit: melior est nobilis obitus quam
dominatio vilis. Et dixit: modicum mensurate expressum melius
est plurimo inmoderate expresso. Et melius est hominem de bono
exequendo diffidere, quam in suffragii peticione pendere. Et
dixit: una ex felicitatibus hominum est bonum habere socium;
igitur bonis associeris et eris unus ex eis. Et dixit: non est
in mundo iniquius quam facere iniuriam impotenti. ..". |
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AVETA
AVETO
AVITA |
Aveta è specifico del napoletano, di Napoli e Melito di Napoli,
e del casertano, di Santa Maria Capua Vetere , San Prisco e
Maddaloni, Aveto, quasi unico, sembrerebbe del genovese, Avita è
praticamente unico, dovrebbero derivare, direttamente o tramite
alterazioni, dal nome medioevale latino
Avetus, Aveta
di cui abbiamo un esempio d'uso in uno scritto del 1283:
"..Avetus et Durantus fratres de Banchano pro compartito .I.
facto terrarum Blancardorum imperiales ..". |
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AVI
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Avi è
specifico del Trentino, di Baselga di Pinè, Trento e Pergine
Valsugana, potrebbe derivare da una forma aferetica ed
apocopaica del nome del paese di Lavis, forse ad indicare che il
capostipite provenisse da quella località. |
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AVICOLLI |
Avicolli è specifico di Isernia, l'origine del cognome potrebbe
essere da un soprannome corrotto dalla pronuncia dialettale del
termine latino aviculus
(uccellino,
ma anche correggiato,
termine utilizzato nella zona in epoca medioevale per indicare
un arnese per trebbiare piccole quantità di cereali), forse
attribuito ad un contadino. |
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AVIDANO |
Avidano è
tipicamente piemontese, di Asti e dell'astigiano, dovrebbe
derivare dal nome del paese di Avidano situato ad una decina di
chilometri a nord della città di Asti. |
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AVIGLIANO |
Tipico
dell'alto potentino, deriva dal toponimo Avigliano (PZ). |
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AVOGADRO
AVOGADRI
AVOGARI
AVOGARO |
Tipici del bergamasco sia Avogadri che Avogadro e del veronese
sia Avogaro che il rarissimo Avogari, derivano dal termine
medioevale dialettale veneto avogadro o avogaro che serviva ad
indicare non solo l'avvocato, ma anche il funzionario pubblico
con responsabilità amministrative; a Brescia già nel 1200 erano
chiamati Avogadri i membri di alcune famiglie nobili cui il
vescovo aveva affidato la difesa dei suoi possedimenti anche con
l'uso delle armi. Esempi di questa cognominizzazione si hanno a
Venezia nel 1400 con un tal Rambaldo Avogaro da Treviso e nel
1470 a Bergamo con un Emanuele Avogadro; nel 1600 gli Avogadro
erano feudatari per conto del Vescovo di Zanano (BS) in
Valtrompia. Personaggio famosissimo è stato il conte Lorenzo
Romano Amedeo Carlo Avogadro di Quaregna e di Cerreto (VC)
(9/8/1776 - 9/7/1856) ricordato per la sua leggeche afferma che:
"volumi eguali di gas diversi a parità di pressione e
temperatura contengono lo stesso numero di molecole".
informazioni fornite da
Francesco Avogadro di Valdengo
il cognome Avogadro è tipicamente del vercellese | biellese dove
la famiglia si stabilì intorno al 500, fu una delle prime
famiglie cristiane e furono Advocatores della Chiesa da cui i
successivi cognomi De Advocatis e infine Avogadro, che
costituirono un consortile che arrivava a comprendere 140 feudi
nelle zone di Vercelli e Biella. |
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AVOGLIO
AVOLI
AVOLIO
D'AVOGLIO
D'AVOLI
DAVOLI
D'AVOLIO
DAVOLIO |
Avoglio e D'Avoglio sono praticamente unici, Avoli è tipicamente
laziale, ha un ceppo a Roma ed uno più importante a Trivigliano
nel frusinate, Avolio ha un grosso ceppo a Roma, uno ancora più
importante a Napoli, con presenze significative anche nel
napoletano a Marano di Napoli, Melito di Napoli, Mugnano di
Napoli, Giugliano di Campania, Villaricca, San Giorgio a Cremano,
Casoria, Pozzuoli, Casavatore e Casalnuovo di Napoli, ha un
ceppo nel cosentino a Fagnano Castello, Cetraro, Corigliano
Calabro, Acquappesa, Cosenza, Guardia Piemontese, Roggiano
Gravina e San Marco Argentano, ed un ceppo in Sicilia a Siracusa,
Palermo e Catania, D'Avoli è praticamente unico, mentre Davoli è
molto diffuso in Emilia, soprattutto nel parmense, reggiano e
modenese, nel romano e latinense ed in Calabria nel cosentino e
catanzarese, D'Avolio ha un ceppo a Roma, uno nell'aquilano a
Collarmele ed Avezzano ed uno nel foggiano, ad Ischitella, San
Severo, Rodi Garganico e Foggia, Davolio è specifico dell'area
che comprende il reggiano ed il modenese, dovrebbero tutti
derivare, direttamente o tramite forme patronimiche in
D'-,
dal nome personale medioevale latino
Avolius,
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Fermo nel
Piceno con il il capitano di ventura, il visconte Giovanni
Avolio. |
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AVOLA
|
Tipico
della Sicilia centro orientale, ha un ceppo anche nel
napoletano, deriva dal toponimo Avola (SR), secondo un'altra
ipotesi deriverebbe da una modificazione del vocabolo sicano
Ibla (i Sicani erano antichi abitanti della Sicilia); questo
nobile casato con titolo baronale risale almeno al 1300, si
ricorda il matrimonio nel XIV° secolo tra Guglielmo de Aragon e
Beatrice D'Avola. |
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AVONDO
|
Avondo, abbastanza raro, è tipicamente piemontese, si Serravalle
Sesia, Lozzolo e Varallo nel vercellese, di Novara e di Villa
del Bosco nel biellese, dovrebbe trattarsi di un'alterazione
dialettale dell'italianizzazione del nome latino
Abundius.
(vedi ABBONDI) |
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AVOSSA
D'AVOSSA |
Avossa è tipicamente campano del salernitano, di Salerno, Vietri
sul Mare e Pontecagnano Faiano, D'Avossa, molto più raro, è di
Napoli, questi cognomi dovrebbero essere di origini spagnole e
derivare dall'italianizzazione per betacismo del cognome sia
spagnolo che francese Abos,
la cui origine dovrebbe essere dal nome del Paese di Abos vicino
a Pau in Aquitania. Le prime tracce di queste cognominizzazioni
risalgono in Italia al 1600. |
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AVRAM
|
Avram è
quasi unico, probabilmente di origine ungherese o rumena,
dovrebbe derivare da una forma betacistica del nome Abramo. |
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AZEGLIO |
Assolutamente rarissimo, di origine piemontese, deriva dal
toponimo Azeglio (TO), personaggio di rilievo dell'ottocento è
stato uno dei più noti scrittori e uomini politici del
Risorgimento Italiano, Massimo D'Azeglio della famiglia feudale
dei Tapparelli. |
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AZIANI
|
Aziani, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del paese, dovrebbe
derivare da un nome antico di località. come quella citata nel
bergamasco in una Cartula
iudicati dell'anno 1097:
"...Ideoque nos qui supra Lanfrancus et Ferlinda volumus atque
iudicamus et per hanc paginam iudicati confirmamus ut presenti
die et hora deveniant omnes res terretorie, quas habere visi
sumus in loco et fundo Aziano et per eius singula vel vocabula
loca in integrum in iure et potestate atque proprietate
ecclesiae vel canonice Sancti Vincencii Pergamensis ...". |
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AZIMONTI
AZZIMONTI |
Azimonti è specifico di Busto Arsizio e Castellanza nel
varesotto, ai confini con il milanese, Azzimonti, più diffuso, è
sempre specifico di Busto Arsizio, con buone presenze anche a
Milano ed a Motta Visconti nel milanese, potrebbero derivare dal
nome franco Hazemont
o dal longobardo Hasmund,
probabilmente portato dai capostipiti, ricordiamo con questo
nome il Re citato da Saxo Grammaticus nel suo
Gesta Danorum
: "... permensus Asuithi forte tumulum appetebat; cui Sueones
thesauros inesse rati ligonibus perfregere collem. Itaque
maioris quam credebatur altitudinis specum aperiri conspiciunt.
Ad quem perlustrandum opus erat eo, qui se in illum pendulo
circumligatum fune demitteret. Delectus est sorte ex
promptissimis iuvenibus unus; quem cum Asmundus sporta restim
sequente intromissum aspiceret, protinus, eiecto eo, corbem
conscendit. Deinde superne astantibus ac moderantibus funem
abstrahendi signum porrexit. Qui ingentis pecuniae spe reducto
corbe, cum ignotam extracti speciem animadverterent, inusitata
facie territi defunctumque redisse rati, proiecta ..". |
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AZZALI
AZZALIN
AZZALINI
AZZELINI
AZZELLINI
AZZOLIN
AZZOLINI
AZZOLINO |
Azzali è tipico del parmense, Azzalin è tipico della zona del
delta del Po nel rovigoto, Porto Tolle e Porto Viro, Azzalini è
della zona tra trevisano e bellunese, zona di Fregona e Vittorio
Veneto (TV) e Tambre (BL), Azzelini, praticamente unico, è
dovuto ad un'errata trascrizione di Azzellini, che è
estremamente raro, ed ha un piccolo ceppo pugliese, in
particolare nel Gargano, Azzolin è tipico del vicentino, di
Molvena, Mason Vicentino, Marostica e Breganze con un ceppo
anche in Lombardia nel bergamasco a Gorlago e Seriate, Azzolini
sembrerebbe tipico del Triveneto, del Trentino in particolare di
Rovereto ed Ala, e di Verona e Roana (VI), con un grosso nucleo
anche in Emilia, ceppi nel pesarese, a Roma e nel barese,
Azzolino, assolutamente rarissimo, ha un piccolo ceppo nel
napoletao ed uno nel cosentino, dovrebbero derivare da
modificazioni del nome Ezzelino,
a sua volta originato dal nome medioevale germanico
Ecelo,
ricordiamo il famosissimo condottiero del 1200 Ezzelino da
Romano. |
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AZZAN
AZZANI
AZZANO |
Azzan, molto molto raro, ha un ceppo nel sudmilanese, che
potrebbe derivare dal toponimo Azzano di Torlino nel cremonese o
da Azzano San Paolo nel bergamasco, ed uno nell'udinese che
probabilmente deriva dal toponimo Azzano di Premariacco (UD),
Azzani ha un ceppo nel bresciano, che dovrebbe derivare dal
toponimo Azzano Mella, ed uno nel modenese, Azzano è tipicamente
friulano, ha ceppi a Pavia di Udine, Azzano Decimo ed Udine
nell'udinese, a Cordenons e Pordenone nel pordenonese, ed a
Trieste, dovrebbe derivare dal toponimo Azzano Decimo nel
pordenonese, ma non si può escludere che in alcuni casi possano
derivare dal fatto dall'essere il capostipite un liberto o un
servo di una famiglia di un
Attius (cognomen latino). |
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AZZARA
AZZARELLI
AZZARO
AZZARONE |
Azzarelli ha un ceppo genovese, uno nel perugino a Foligno,
Spello ed Assisi ed uno in Sicilia a Pozzallo, Modica e Comiso
nel ragusano a Pachino nel siracusano ed a Catania, Azzara,
tipico siciliano, Azzaro è tipico della Sicilia meridionale,
ragusano e siracusano, Azzarone è specifico del foggiano,
dovrebbero derivare, perlomeno i ceppi meridionali, da
soprannomi, o da ipocoristici o accrescitivi, originati dal
vocabolo arabo zahr
(fiore)
in mediooriente è abbastanza presente il cognome Azzahar
(Mahmoud Azzahar è ad esempio un leader di Hamas), non si può
comunque escludere una derivazione da soprannomi derivati dal
termine azzar.
(vedi Azzari)
integrazioni fornite da
Giovanni Vezzelli
Azzara è un cognome siciliano, secondo Rohlfs 46 probabile
corruzione del cognome Azzarà
che riprende il cognome greco
Psarás,
dal vocabolo 'psarâs'
= pescatore. |
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AZZARI
AZZARIO
AZZARONI |
Azzari, molto molto raro, è del centronord, Azzario,
estremamente raro, parrebbe essere del torinese, Azzaroni è del
bolognese, l'origine di questi cognomi dovrebbe essere da un
nome di mestiere, derivando da
azzar (acciaio)
quindi gli azzari potrebbero essere quelli che lavorano o
producono gli acciai, ma è anche possibile che il cognome derivi
da aza
(ascia)
quindi azzari sarebbero quelli che usavano le ascie o che le
facevano. |
|
AZZARITA
AZZARITI
AZZARITO |
Azzarita, molto raro è di Molfetta nel barese, Azzariti,
decisamente più diffuso, ha un ceppo sempre nel barese a Corato
e Bari, un ceppo a Roma ed uno, molto piccolo, nel catanzarese,
Azzarito ha un ceppo a Foggia ed uno a Brindisi, ed un ceppo, il
più consistente, a San Pietro a Maida nel catanzarese,
potrebbero derivare da forme etniche in
-ita,
-iti,
-ito,
riferite ai molti paesi chiamati
Asar
presenti in Turchia, vicino al Mar Nero, ma anche altrove,
secondo un'altra ipotesi deriverebbero dal termine medioevale
azzaro
(acciaio)
e starebbero ad indicare la professione di fabbro svolta dai
capostipiti. |
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AZZATI
|
Azzati, assolutamente rarissimo, è della zona tra varesotto e
milanese, dovrebbe derivare dal toponimo Azzate nel varesotto,
probabile luogo d'origine della famiglia, ma si individuano
antiche tracce di questo cognome anche a Livorno ed a Sassari
dove l'origine, toscana per entrambi, potrebbe essere da una
forma cumulativa del nome medioevale
Azzo (vedi
AZZI), dove il suffisso -ati
sta per i figli di,
troviamo inoltre un ceppo, ormai scomparso, anche a Montecalvo
Irpino nell'avellinese, in questo caso si potrebbe ipotizzare,
oltre alla precedente, una derivazione dal nome arabo
Azzedin (potenza
ed onore nella fede). |
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AZZERBONI |
Azzerboni, molto raro, è specifico del fiorentino, di Borgo San
Lorenzo e Firenze, si potrebbe ipotizzare un collegamento con il
cognome Acerboni
(vedi ACERBI), ma molto più probabilmente si tratta di
un'alterazione di un nome composto dai nomi
Atzero e
Bono,
che farebbero ipotizzare una lontana origine ebraica. |
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AZZI
AZZINI
AZZINO
AZZO
AZZOLA
AZZOLI
AZZONE
AZZONI |
Azzi sembra tipico del mantovano con ceppi anche nel parmense e
nel ferrarrese, e antiche presenze anche in Canton Ticino,
Azzini è specifico della zona che comprende bresciano e
mantovano, Azzino è praticamente unico, Azzo, quasi scomparso è
emiliano, Azzola, decisamente lombardo, è soprattutto specifico
del bergamasco, di Albino in particolare, ma anche di Pradalunga,
Nembro, Bergamo e Cene, Azzoli è tipico del frusinate, di
Cassino, Terelle e Villa Santa Lucia, con un ceppo anche a
Terracina nel latinense, Azzone ha un ceppo a Roma ed è presente
in misura appena apprezzabile in Puglia, nel materano e nel
ragusano, Azzoni è ben diffuso in Lombardia nel milanese, nel
cremonese e nel mantovano ed in Emilia nel parmense, derivano
tutti, direttamente o tramite ipocoristici o accrescitivi, dal
nome medioevale Atto
o Azzo,
o dal loro ipocoristico Azzolo,
di questi nomi abbiamo un esempio nel 900: "...Atto fuit primus
Princeps, astutus ut hidrus, nobiliter vero fuit ortus de
Sigefredo Principe praeclaro Lucensi de Comitatu. ...", con Azzo
d'Este e più tardi sono famosi Azzo da Correggio nato a Parma
nel 1303, marchese di Correggio e signore di Parma, Berceto,
Guardasone, Guastalla, Colorno e Brescello ed Azzo di Malaspina
nella seconda metà del 1300. Tracce di queste cognominizzazioni
le troviamo ad esempio a Bergamo agli inizi del 1600, in un atto
di vendita un certo Giacomo fu Giovannino Azzola vende al
monastero di Sant'Anna una terra
casata murata copata, ossia un
fondo terraneo con stanze superiori e loggia in contrada di
Sant'Anna. |
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AZZILONNA |
Azzilonna ha un ceppo a Matera ed uno ad Altamura nel barese,
dovrebbe trattarsi di un'alterazione dialettale del nome
Assalonne,
probabilmente portato dal capostipite, nome a sua volta derivato
dall'ebraico Abishalom,
con il significato di Padre
della Pace. |
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AZZOPARDI
AZZOPARDO |
Azzopardi è un cognome, rarissimo in Italia, Azzopardo,
altrettanto raro, sembrerebbe triestino, sono caratteristici di
un'origine ebraico safardita, i pochissimi rilevamenti non
indicano alcun ceppo originario italiano, ma probabilmente sono
indicatori di trasferimenti, forse temporanei, dall'isola di
Malta. A Malta comunque non si rilevano elementi originari, ma
si hanno documenti che ci informano di un arrivo da Toledano in
Spagna. Le famiglie ebree spagnole, con l'editto di espulsione
degli ebrei del 1492, si sono trasferite a Malta, si sono poi
convertite al cristianesimo e di lì sono poi, in pochissimi casi,
giunte in Italia. L'origine etimologica di questo cognome
dovrebbe essere dal termine greco composto da σόω (razza) e da
πάρδος (pantera) con il significato originato dall'alfa
privativo posto davanti di
combattente contro i saraceni
(la razza pantera). Tracce di queste cognominizzazioni le
troviamo ad esempio nella prima metà del 1600 con Francisco
Azopardo incaricato dalla Santa Inquisizione a Malta come
Lettore di lingua Araba, come possiamo leggere in questo
documento del 22 settembre 1637: "...Ref.ente Em.o D. Card.
Albornotio l.tas R.mi Inquisitoris Melitensis de schola Arabica
in ea Insula erigenda, et de D. Francisco Azopardo antea
Collegij de Prop. Fide Alumno Lettore linguae Arabicae in ea
deputando; Sac. Con. sen.tiam prefati Rmi Inquisitoris probans,
censuit scholam p.tam esse in d.a Insula erigendum, et Lectorem
deputandum, ac constituendum esse praefatu D. Franciscum;...". |
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