Abbandonato dallo Stato, 72enne non ce la fa più e butta la moglie ammalata in un fiume, poi si costituisce

27 dicembre 2021

Abbandonato dallo Stato, 72enne non ce la fa più e butta giu la moglie ammalata. Uccide la moglie malata gettandola in un fiume, poi si costituisce. Chieti. La vittima aveva 72 anni ed era affetta da Alzheimer in stadio avanzato. Suo marito con una modesta pensione era la sola persona ad accudirla fino a quando non ha retto più, ha preso sua moglie e l'ha gettata nel fiume Osento a Casalbordino, vicino a Chieti. É accaduto nel primo pomeriggio di ieri nei pressi di un ponte sulla provinciale 216, nel vastese, in Abruzzo. Sul caso sono ancora in corso le indagini dei carabinieri. Il pensionato, Angelo Bernardone, subito dopo si è costituito in caserma ed è stato arrestato con l’accusa di omicidio volontario. La donna, Maria Rita Conese, era malata di Alzheimer da tempo e in maniera irreversibile. L'uomo, ex operaio metalmeccanico dell’area industriale della Val di Sangro, l’ha gettata da un cavalcavia situato sulla provinciale Casalbordino-Atessa, alto non più di 10 metri dal livello dell’acqua. Bernardone avrebbe fatto tutto da solo, al culmine di una ulteriore discussione aggravata dalle condizioni alterate della donna che aveva chiesto al marito di andare al cimitero di Atessa per trovare i genitori lì sepolti. Nelle stanze della stazione dei carabinieri, rivelano alcune fonti, il pensionato avrebbe iniziato a rendersi conto del proprio gesto dopo un evidente stato di sbandamento iniziale. La 72enne è stata trovata già morta e a nulla sono valsi i soccorsi operati dai carabinieri di Casalbordino. Le condizioni di vita della coppia non erano note, poichè i servizi sociali comunali non si occupano dei casi di Alzheimer, anche se gravi.

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Continui riversamenti sull’intero territorio di centinaia di migliaia di clandestini, perfetti sconosciuti, una manna per i trafficanti criminali e per i centri di accoglienza, che qualcuno per giustificare l’incapacità di gestire vorrebbe spacciare per “risorse”, ma in realtà non possono produrre altro che degrado e degenerazione, tagliano il futuro del paese e soprattutto hanno un costo enorme. Un paese dove prosperano ormai solo le mafie, già in passato in più occasioni legittimate dallo Stato, adesso possono ancora di più approfittare della disperazione diventando sempre più forti, e mentre prima si arricchivano con il traffico di narcotici, adesso comprano pezzi di economia vitale, tra aziende in fallimento e immobili di rilievo. Mafie che si sono arricchite esponenzialmente attraverso il traffico di narcotici producendo per altro una popolazione di morti viventi, molti dei quali sicuramente inseriti tra le istituzioni, tra i punti chiave del funzionamento sociale, dalla psiche alterata schiavi delle droghe.

Posted by Jason Lemon